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1° Novembre 2021

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SIC EST anno XIV n° 1, Novembre 2021

SIC-EST

as you like it

Copertina disegnata da Zoe Frenquelli 4B

Liceo Scientifico G. Galilei Macerata


INDICE

Freestyle Tutto quello che c’è da sapere

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G20 Il G20 è un foro internazionale nato nel...

Un anno di referendum Durante questo anno, soprattutto negli...

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L’uomo torna sulla Luna Il programma Artemis

Il premio nobel per la fisica ha uno sfondo tricolore

6-7 Isabella Guzman La più bella killer del web

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Lights Out Zodiac Ethernals

Culti Occulti Le religioni da temere

10-11 La Maratona di New York Uno degli eventi sportivi più attesi di sempre

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MUSICA

Il Freestyle Avete mai visto un video dove 2 persone all'interno di una folla, rappavano uno contro l'altro? Allora avete visto una battle di freestyle. Ma che cos'è? Il freestyle è quella disciplina del rap dove si improvvisa,dove tutto ciò' che sentite non è scritto ma pensato sul momento. Il fulcro del freestyle sono le battle. Le sfide tra freestyler sono sempre uno contro uno per decretare chi sia il migliore. Tante sfide formano una battle. Funzionano a mo' di torneo ad eliminazione diretta in 4 fasi. Di solito ci sono 16 partecipanti che si sfidando in otto 1v1 (gli ottavi) poi ci sono i quarti, semifinali e finale. Quest'ultima è ovviamente la sfida più importante dove, di consueto, c'è il giro della morte ovvero quattro quarti (botta e risposta rapido) per una lunga durata di tempo. Le battle si possono svolgere nei locali oppure si possono svolgere all'aperto senza palco e senza microfoni, in mezzo alle persone il che rende la sfida più "street". Mic Tyson, Tecniche Perfette. La battle più conosciuta è il Mic Tyson, organizzata dal rapper Nitro e dj Ms che nel 2019 è arrivata alla terza edizione vinta da Blnkay e trasmessa in streaming su Twitch. Ma la battle più importante per gli amanti della disciplina è il Tecniche Perfette tanto che Il vincitore del Tecniche sarà ricordato per tutta l'annata come il campione italiano. Il Tecniche si divide in fasi regionali dove si designa il miglior freestyler di quasi tutte le regioni che poi si sfideranno nella finalissima. Tranne l'ultima edizione del 2019 svolta all'Alcatraz di Milano, la casa della finalissima è sempre stato il Mamamia di Senigallia. Come funziona una sfida. I freestylers si sfidano in diverse modalità. Le più classiche sono: i quattro quarti (4/4) , ovvero un botta e risposta di una quartina a testa (4 barre) ed un minuto ciascuno. Entrambi possono essere ad argomento: i giudici danno un tema e gli MC (microphone controller, altro modo per chiamare i rapper) devono rappare seguendolo. Si può rappare sia con la base opppure rappando a cappella, cioè senza base che rende la sfida più avvincente e più "street". "Il freestyle è solo insulti e parolacce!" Nella sfida gli MC cercano di sovrastarsi l'un l'altro spesso insultandosi a vicenda, ma l'insulto è solo lo scheletro di base, non è l'unica cosa che piace alla gente. Per fare esaltare la folla bisogna SIC EST anno XIV n° 1, Novembre 2021

farla divertire e si può fare in diversi modi: per qualità tecniche, per esempio completare una quartina precisamente nel tempo o fare molte rime, oppure l'originalità e la genialità sono molte apprezzate, ma anche avere un bel flow o saper tenere il palco. L'obiettivo del freestyler in generale è quello di fare urlare la gente. Nitro in una live disse che il freestyler deve" fare un indagine di mercato" ovvero cercare di capire ciò che piace al pubblico quindi la sfida è determinata prevalentemente da quest'ultimo. FEA. La figura del freestyler sta piano piano acquisendo caratteri lavorativi come nuova figura di intrattenimento grazie ad un collettivo. Si chiama FEA (Freestyle Elite Agency) ed è composta da freestyler che devono sottostare ad una regola: partecipare alle battle solo come testa di serie con cache. In parole povere gli organizzatori della battle li devono chiamare e devono concedere almeno il rimborso spese. Questo perché prima i freestyler per partecipare alle battle dovevano farsi viaggi lunghissimi in treno, soggiornare almeno una nottata nel posto per poi non guadagnare niente (nelle battle il premio va solo al vincitore cioè ad 1 persona su 16). Questo provvedimento serve per regolamentare almeno un rimborso spese fisso per i freestyler anche perché sono loro che faranno intrattenimento e spesso sono i loro nomi a riempire locali. Personalmente sono un gran appassionato di freestyle per vari motivi, il primo è che più in generale amo il rap, amo le rime ecc.., ma soprattutto amo il fatto che può essere fatto sempre ovunque in qualsiasi momento da chiunque, tutti possono farlo anche se non hanno una predisposizione perché si può imparare con l'allenamento. Ciò, ai miei occhi divinizza i freestyler forti perché sono bravi a fare una cosa che potenzialmente tutti possono fare. Amo la genialità di alcune rime, soprattutto giochi parole come "chi ha affondato il Titanic io no, ho trovato un alibi e un Di Caprio espiatorio" di Shekkero con argomento Cinema. Amo il flow di Mouri, quando lo sento rappare inizio a ballare come uno scemo. Amo gli incastri di Morbo, i flow pazzi di Debbit, le mega punchline di Blnkay. Poi adoro quella che in gergo viene chiamata "fotta" ovvero la passione del freestyler che ti trasmette instaurando un clima di festa come fa Keso. Se vi ho incuriositi consiglio di vedere alcuno battle e/o cercare i freestyler sopracitati, non ne rimarrete indifferenti. 3


ATTUALITÀ

Per chi non fosse informato il G20 è un foro internazionale nato nel 1999 che riunisce le più grandi economie del nostro pianeta, infatti i Paesi che ne fanno parte rappresentano l'80% del PIL mondiale e il 60% della popolazione del pianeta.

no dei punti chiave del G20 è stata la tassa minima globale, posta al 15%, con lo scopo sia di far pagare alle multinazionali più tasse nei paesi dove operano (si parla di multinazionali perché questa tassa dovrebbe riguardare le aziende con un fatturato annuo sopra i 750 milioni di euro) sia di rendere inutile lo spostamento della sede in altri paesi. La spinta delle prime 20 economie è importante per una rifinitura degli accordi nei prossimi mesi in modo tale che entrino in vigore, secondo quanto ci si aspetta, entro il 2030.

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L’altro punto chiave del G20, poi definito meglio al COP26, è stato quello riguardante la lotta al cambiamento climatico. L’obiettivo è quello di contenere l’aumento della temperatura possibilmente sotto l’1,5°, ma difficilmente realizzabile se si guarda agli impegni presi. Molti degli obiettivi rimangono invariati rispetto ai precedenti accordi, come la carbon neutrality della Cina che continua ad avere

la “scadenza” al 2060. Inoltre le promesse riguardati l’uso di combustibili fossili, specie il carbone, sono passate da “eliminarne gradualmente l’uso” a “ridurne gradualmente l’uso”, che nella pratica cambia poco poiché questi accordi non sono vincolanti, ma dà un’indicazione sulla volontà specie dei paesi in via di sviluppo, che dipendono ancora molto dal carbone. La stessa Cina, paese molto sviluppato, ha annunciato che abbandonerà la costruzione di centrali al carbone, ma solo all’estero, poiché in patria è ancora conveniente. Ci sono state due principali assenze al G20 di quest’anno, tenutosi proprio in Italia, entrambe poco gradite in particolare dagli Stati Uniti come espresso da Biden. Queste due assenze sono dei capi di stato di Cina e Russia, rispettivamente Xi Jinping e Vladimir Putin, che hanno preferito mandare delegazioni nella capitale italiana; per entrambi la motivazione di base sembra essere il covid-19. Nel caso del presidente cinese sembra un fatto più interessante;

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infatti proprio Xi Jinping non ha ufficialmente lasciato la Cina da gennaio 2020, ultimo incontro istituzionale fuori dal suo paese svoltosi in Myanmar, mentre l’ultimo incontro ufficiale risale al marzo 2020 con il presidente del Pakistan, a Pechino. Il covid è sicuramente la motivazione scatenante, ma è difficile capirne a pieno le motivazioni, infatti prima del covid il presidente della Cina viaggiava molto all’estero mentre ora, con le restrizioni imposte, è molto più difficile viaggiare da e verso la Cina, considerando le quarantene che porterebbero via molti giorni anche per viaggi brevi. Un’ ultima motivazione potrebbe essere più politica, come segno di forza nei confronti degli altri paesi, ma questa è meno probabile poiché l’assenza da incontri di persona rischia solo di incrinare rapporti con ogni altro paese.

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Un anno di referendum Durante questo anno, soprattutto negli ultimi mesi, abbiamo assistito a svariate raccolte firme per questo o quel referendum e nonostante la maggioranza dei nostri lettori non abbia potuto aderire, in quanto minorenni, a nessuno di questi, è comunque importante che ognuno di noi sappia cosa comporterebbe se questi referendum diventassero effettive leggi.

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si sono assunti una tale responsabilità. Il referendum giustizia è l’unico a non essere stato proposto dai Radicali, ma bensì dalla Lega. Fra tutti questo è forse il referendum più articolato, infatti è diviso in sei punti, ognuno dei quali indica uno specifico elemento della giustizia italiana da modificare. Il primo punto è la riforma del CSM, ossia il Consiglio Superiore della Magistratura. La richiesta in questo caso è di abolire la raccolta delle firme dei magistrati necessarie per eleggere sedici dei ventisette membri del consiglio, e lo scopo è ridurre il potere delle correnti politiche su questo organo. Il secondo punto è la responsabilità diretta dei magistrati, che andrebbe a far sì che i giudici possano essere denunciati nel caso condannino qualcuno che poi si scoprirà essere innocente, in quanto ora chi è stato ingiustamente punito può solo denunciare lo Stato. Il terzo punto è sulla equa valutazione dei magistrati, cioè si vuole estendere a tutti i membri del CSM la possibilità di valutare i magistrati, e non più ai soli membri togati, cioè i giudici, com’è attualmente. Il quarto punto riguarda la separazione delle carriere, ossia si intende separare la carriera di giudice da quella del PM, impedendo a questi, come invece si può fare ora, di passare da un’occupazione all’altra durante la propria carriera. Il quinto punto riguarda i limiti agli abusi della custodia cautelare, cioè escludere dalle attuali tre possibili ragioni a cui un giudice può appellarsi per usare il carcere preventivo, che sono la possibilità che l’imputato inquini le prove, che fugga o che reiteri il reato, quest’ultima, cioè la possibile reiterazione. Lo scopo di questa modifica è provare a diminuire l’alto numero di persone – circa mille l’anno – che finiscono nel carcere preventivo, dimostrandosi poi però innocenti. Il sesto e ultimo punto è l’abolizione del Decreto Severino, che è il decreto per il quale un sindaco o un qualunque altro amministratore locale, se riceve una condanna di primo grado, viene automaticamente sospeso dalla carica che ricopre. Annullando questo decreto spetterebbe al giudice decidere.

l più famoso fra questi è probabilmente il referendum per la cannabis legale. In questo caso parliamo di un referendum abrogativo, ossia un referendum che interviene per eliminare una legge o una norma attualmente esistente. Questa raccolta firme, infatti, non è volta a proporre una nuova legge, ma bensì ha il fine di abrogarne due attualmente esistenti. La prima legge che si intende abrogare si riferisce al reato di coltivazione della cannabis; la seconda è quella che comporta il ritiro della patente per chiunque sia trovato in possesso di un quantitativo di erba entro l’uso personale, mantenendo però la sanzione per chi ne sta facendo uso mentre è alla guida. Comunque, anche se il referendum passerà, rimarrà illegale detenere un quantitativo di erba superiore all’uso personale. Il referendum contro la caccia ha semplicemente l’obbiettivo di abolire la caccia in Italia, rendendo qualunque attività venatoria illegale nel nostro Paese. Il referendum sull’eutanasia legale propone di rendere legge una sentenza della Corte costituzionale, secondo la quale se una persona è tenuta in vita dall’uso costante di una macchina o di farmaci, se questa vive in una perenne situazione di dolore fisico per la propria condizione, e se a seguito di questo la persona esprima il lucido e chiaro desiderio di morire, allora la struttura sanitaria in cui è ospitata può procedere con l’eutanasia. Il cambiamento sostanziale, che avverrebbe se questa sentenza diventasse legge, è che le strutture sanitarie, se il richiedente dovesse soddisfare tutti e tre questi parametri, non si potrebbero rifiutare di procedere con l’eutanasia. La suddetta sentenza della Corte costituzionale, infatti, ha introdotto quello che è un diritto, cioè il diritto all’eutanasia, ma non ha imposto alle strutture sanitarie il dovere di assicurare questo diritto, cosa che invece farebbe la legge, indicando anche procedure specifiche per attuarlo. Quest’ultimo aspetto essenziale, dato che fino ad oggi nemmeno un malato ha potuto ottenere l’aiuto a morire, sulla sola base di quel verdetto, gli ospedali non SIC EST anno XIV n° 1, Novembre 2021

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L’UOMO TORNA SULLA LUNA Il programma Artemis

primi giorni di novembre di quest’anno, Bill Nelson, capo della Nasa ed ex astronauta, ha annunciato che il progetto che ha come destinazione la Luna non verrà compiuto prima del 2025, rinviando la tempistica fissata dall’ex presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump per il 2024. Le cause principali di questo ritardo sono tre: la prima motivazione è legata a problemi di fondi, come spesso accade, che non sono abbastanza; anche la pandemia ha messo il suo contributo a rallentare i lavori, ma la disputa tra Jeff Bezos e Elon Musk ha fatto perdere circa sette mesi all’ agenzia. La NASA doveva effettuare un contratto con Blue Origin, una società privata creata da Jeff Bezos, imprenditore statunitense e fondatore di Amazon.com, oppure con SpaceX, un'azienda aerospaziale statunitense, costituita nel 2002 da Elon Musk , un imprenditore sudafricano con cittadinanza canadese naturalizzato statunitense. Durante questa scelta si è perso molto tempo perché Bezos decise di andare al tribunale ,

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scelta che ovviamente ha allungato il processo. Alla fine viene confermato il contratto con SpaceX, che dovrà realizzare il modulo di allunaggio nel progetto Starship, un veicolo di lancio completamente riutilizzabile, in corso di sviluppo e finanziato da quest’azienda, e a cui viene affidato anche la costruzione del lander (o veicolo d'atterraggio), un tipo di navicella spaziale che effettua la discesa e sosta sulla superficie di un corpo celeste. Prima del 2025, quindi , la NASA non farà partire nessuna missione spaziale diretta sulla Luna, nel frattempo si concentrerà sui test di volo, perfezionando il programma Artemis. Già nel febbraio del 2022 vedremo partire Artemis I, senza equipaggio e con l’obbiettivo di testare l’affidabilità del veicolo spaziale Orion. Invece non prima di maggio 2024 partirà Artemis II, che avrà il compito di portare gli astronauti nello spazio a bordo di Orion e verificarne le capacità. Infine partirà Artemis III verso la Luna.

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MUSICA

Il premio Nobel per la fisica ha uno sfondo tricolore Di Leonardo Luchetti

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Giorgio Parisi, insegnante di fisica teorica alla Sapienza di Roma, a conquistare il premio nobel per la fisica 2021, suscitando l’orgoglio di tutti i suoi colleghi, i suoi alunni e in generale di tutta la popolazione italiana. Ciò che gli ha permesso di ricevere questo importante riconoscimento è la sua scoperta del legame tra il disordine e le fluttuazioni dei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria. L’importanza di questa scoperta deriva dal fatto che, lo studio dei sistemi fisici complessi, può aiutare a partire dalla biologia fino alla neuroscienza, passando anche per il clima della terra, cosa che ci ha tenuto a sottolineare il comitato per l’assegnazione. Parisi, sesto italiano a conquistare il premio Nobel per la fisica, viene definito come un gigante, sulle quali spalle le generazioni future si appoggeranno per scrutare

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l’orizzonte della scienza, sia per questa sua importante scoperta, sia per tutto quello che ha insegnato durante la sua carriera come docente ai futuri fisici italiani. Di certo il Premio Nobel, non è il primo dei suoi riconoscimenti in campo scientifico, tanto che proprio quest’anno ha ricevuto il prestigioso Wolf Prize per la fisica, però è di certo uno degli obiettivi più ardui che è riuscito a raggiungere. È notizia di pochi giorni fa l’uscita del libro di Parisi “in un volo di storni”, presente nelle librerie dal 16 novembre; il titolo è certamente ispirato al suo memorabile studio sul volo degli storni nei cieli di Roma, dei quali studiò i movimenti alla luce delle leggi della fisica. In questo libro parla della sua carriera, e della sua persona, ma anche dei sistemi complessi, spiegando appunto il lavoro che lo ha portato a vincere questo premio Nobel.

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CRIMINOLOGIA

Isabella Guzman “La più bella killer del web” di Kashf Ijaz, Alessio Raffaelli e Zainab Aslam

sabella Guzman è una giovane diciottenne che ha accoltellato la madre 79 volte il 28 agosto 2013. I motivi sono inerenti alla salute mentale precaria della giovane che non vanta di un passato gradevole. Infatti, dalle testimonianze, si comprende che fin da giovane tendeva ad isolarsi dagli amici e dai genitori. Quest’ultimi, dato il basso reddito, non erano in grado di provvedere l’aiuto di cui la figlia necessitava. Le cose peggiorarono quando, dopo la separazione dal marito, Yun Mi Hoy, la madre della nostra killer, tornò a casa con un fidanzato. Isabella rese chiari i suoi sentimenti tramite una minaccia: “te la farò pagare”, queste le parole che si sarebbero poi tra-

dotte in realtà nel momento in cui la giovane decise di affondare il proprio coltello nella carne della madre. Il tribunale, vista la diagnosi di una forma di schizofrenia, acconsentì al suo ricovero nel Colorado Mental Health Institute. La ragazza sosteneva di non essere consapevole che la vittima fosse la madre: pensava di stare uccidendo una donna di nome Cecilia per salvare il mondo. A distanza di 7 anni Isabella chiede di essere riammessa nella società affermando di essere guarita.

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Questo caso vanta di una ragguardevole fama data la diffusione su Tiktok, dove un utente ha fatto girare una clip del processo di Isabella, con la canzone “Sweet but pshyco” di Ava Max in sottofondo. Molti i complimenti riguardanti la bellezza fisica della killer che sono circolati.

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La redazione consiglia... Lights Out Se volete guardarvi un bell’horror senza però dover temere di non riuscire a dormire la notte, “Lights Out – Terrore Nel Buio” è una buona opzione. Questo film, uscito nel 2016 ma ispirato al cortometraggio vincitore del premio per la miglior regia nel contest ‘Who’s There Film Challenge’ del 2013, dura ‘solo’ 81 minuti ed è composto da una trama molto interessante e situazioni di suspence che vengono quasi sempre interrotte da un clamoroso jumpscare. La storia gira in torno alla famiglia di Sophie, madre di due figli, la quale è affetta da depressione sin da bambina. La morte del suo primo marito e l’abbandono da parte della figlia maggiore, la quale era fuggita dalla sua casa per colpa della presenza di una creatura non identificabile che la tormentava, la fanno peggiorare, ma fortunatamente riesce a trovare sollievo nella compagnia del suo figlio minore Martin, avuto dal suo secondo marito. Il povero ragazzino, però, si trova nella stessa situazione della sorella Rebecca e viene perseguitato dalla figura femminile che, a detta della madre, è loro amica. A causa della presenza di questo mostro Martin non riesce a dormire e, quando la scuola chiede spiegazioni riguardo la sua perenne stanchezza a sua sorella, lei interviene subito e tenta di portare via il fratellino dalla casa. Da qui in poi accade il caos. I due fratelli vengono raggiunti dall’essere inquietante, il quale riesce a trovare la casa di Rebecca e li terrorizza; nello stesso momento la salute mentale della madre, che si rifiuta di prendere le sue medicine, continua a logorarsi e in più si scoprono segreti importanti sul suo passato. Mi trattengo dal raccontarvi di più per non rovinarvi la visione di questo film, il quale si può trovare su diverse piattaforme, tra cui Netflix e Prime Video. Di Alice Buccolini

Zodiac Tratto dall’omonimo libro, a sua volta tratto da fatti realmente accaduti, Zodiac narra le vicende di un assassino che descrive i suoi crimini attraverso un codice che sarà poi decifrato, scritto su delle lettere e inviate a tutti i giornali. Un vittima, una lettera; nel corso del tempo, mentre l’indagine è ancora aperta, arrivano sempre più lettere e molti “testimoni” ad affermare con certezza che conoscano la vera identità di Zodiac, ma la realtà è che sono interessati soltanto alla ricompensa offerta dalla polizia per qualsiasi informazione utile all’avanzo dell’investigazione. Dopo alcuni anni di servizio, il detective incaricato “Dave Toschi” (il nostro amato Mark Ruffalo) dopo molti buchi nell’acqua decide di lasciare irrisolto il caso e di andare avanti. Nel frattempo un semplice fumettista “Robert Graysmith” (Jake Gyllenhaal) membro di uno dei giornali a cui è stata mandata la prima lettera dell’omicida, diventa ossessionato da tutta l’indagine e non accetta che rimanga aperta, decide quindi di esaminare la situazione per conto suo; riceve in cambio un piccolo aiuto da parte della polizia (cosa non proprio legale) che però nutre molti dubbi sul fatto che un cittadino comune possa risolvere un caso di questo tipo. A discapito di tutti, Robert riesce a risolvere la maggior parte dei quesiti lasciati in sospeso, a volte correndo il rischio di trovarsi faccia a faccia con l’assassino in persona. Con la durata di ben 2:37, non riuscirai mai a staccare lo sguardo dallo schermo e rimpiangerai che non sia durato di più; questo genere di film è perfetto per chi ama il suspense e i film polizieschi, puoi goderne la visione attraverso la piattaforma di Netflix. Di Maria Celeste Ercoli

Eternals Il 5 novembre è uscito nelle sale italiane il ventiseiesimo film della Marvel, ormai conosciuta per le sue produzioni cinematografiche avvincenti dallo sfondo supereroistico, Eternals, diretto da Chloe Zhao. Il film esplora un nuovo universo della casa delle idee, proiettandoci senza dubbio in quella che sarà una nuova e del tutto inaspettata fase dell’universo Marvel. La pellicola racconta la storia degli eterni, un gruppo di esseri dotati di capacità sovraumane, creati da un essere celestiale chiamato Arishem, venuto sulla terra millenni d’anni fa con lo scopo di proteggere l’umanità dai devianti, esseri mostruosi che minacciano la vita sul pianeta. La trama, nonostante possa sembrare semplice e banale, in realtà è molto più complessa, procedendo con toni sempre più accesi determinati da uno sviluppo inaspettato ed un finale aperto che lascia numerose domande senza risposta. Il film in sé è molto ben riuscito, con scene di combattimento ben realizzate, stupendi effetti speciali ed ambientazioni molto suggestive. È stato tuttavia molto criticato da numerosi enti dell’industria cinematografica per vari motivi, uno dei quali sono i personaggi trattati in modo molto superficiale e poco approfondito, la trama molto incerta e la difficoltà di introdurre un nuovo universo in un solo film. Personalmente riconosco molte lacune, una delle quali è appunto la trattazione superficiale dei personaggi che invece avrebbero potuto avere uno sviluppo migliore da parte della regista. Nel complesso però mi ha intrattenuto piacevolmente per le sue due ore e mezzo circa, facendomi anche affezionare ai personaggi e strappando qualche sorriso. È un film riuscito, intrattenente, ironico, senza dubbio un tassello importante per il futuro dell’impresa cinematografica della Marvel. Di Mattia Marincioni

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ALLINEAMENTO UNIVERSALE SUPERIORE Allineamento universale superiore era una setta degli anni 80 guidata da Valentina de Andrade che credeva che Gesù fosse un alieno che pianificava di inviare una navicella spaziale per salvare i veri credenti dalla Fine dei Tempi. In questa setta però tutti i ragazzi nati dopo il 1981 erano considerati malvagi e essere eliminati infatti dal 1989 al 1993, i membri dell'allineamento universale superiore presumibilmente hanno aggredito, mutilato o ucciso fino a 19 ragazzi, le vittime erano ragazzini poveri, di età compresa tra gli 8 ei 14 anni che vivevano ad Altamira. Sono stati trovati nudi, castrati e con segni di violenza sessuale, alcuni avevano ustioni e persino gli occhi cavati. La polizia brasiliana ha impiegato circa 11 anni per ottenere prove sufficienti contro de Andrade per portarla in giudizio, insieme a quattro membri della setta. I quattro membri della setta sono stati giudicati colpevoli e condannati a molti decenni di prigione, mentre de Andrade è stata dichiarata innocente per tutte le accuse, poiché non era nelle vicinanze dei crimini mentre questi venivano commessi.

FALL RIVER CULT Il fall river cult era un circolo di prostituzione adorante del diavolo che compieva sacrifici umani nelle profondità delle foreste. La prima vittima di questo culto fu Doreen Levesque, una prostituta di 17 anni il quale corpo fu ritrovato vicino al Diman Vocational High school il 13 ottobre 1979. Le lenze da pesca erano legate attorno ai suoi polsi, era stata aggredita e picchiata. All’inizio delle indagini la polizia sospettò di un suo cliente ma un anno dopo, a seguito del ritrovamento del corpo di un’altra prostituta si ricredettero. Nel giro di poco, una prostituta di nome Karen Marsden, che temeva per la propria vita, si fece avanti affermando che Carl Drew e Robin Murphy avessero commesso gli omicidi, entrambi membri di questo culto; inoltre ella era preoccupata di poter essere la loro prossima vittima a causa della sua collaborazione con le autorità. Siccome la polizia non le credette, circa sei mesi dopo fu scoperto il suo cranio. Drew fu arrestato e accusato della morte della donna e un secondo uomo di nome Andrew Maltais fu accusato di un altro omicidio associato al culto. Lui fu colpevole dell’omicidio di Barbara Rasposa uccisa il 7 Novembre 1979. Murphy si dichiaro colpevole di omicidio di secondo grado e ricevette una condanna più leggera per una testimonianza contro gli altri membri. Maltais morì in prigione, mentre Drew continuò a sostenere la sua innocenza accusando Murphy. A Murphy è stata recentemente negata la condizionale per la sua inaffidabilità.

THE CARNY CULT Nel 1991, William Ault, una giostra itinerante, decise di entrare in un culto che vedevano partecipi molti dei suoi colleghi: “i discepoli di satana”. Tuttavia, questi non lo volevano nel loro gruppo, spingendo così William al ricatto. Conosceva infatti un omicidio da loro commesso che avrebbe rivelato alle autorità in caso di un nuovo rifiuto. Questo piano non creò altro che maggior astio da parte del gruppo che decise di prenderlo da parte per poi legarlo ad un altare rimediato e sacrificarlo a satana incidendo una croce sul suo petto, tranciandogli le mani e la testa e in seguito provando a brucialo, però fallendo. A seguito del loro scarso risultato gettarono il corpo in un campo, trovato poi successivamente dalla polizia e causando il loro arresto non molto tempo dopo.

CULTO DI MATAMOROS Guidato da Adolfo de Jesus Costanzo, questo culto veniva praticato da persone che torturavano senza pietà, per poi sacrificare, gente come prostitute, senzatetto e spacciatori nel complesso messicano chiamato “Rancho Santa Elena”. Queste vittime (stimate a circa due dozzine) non avevano ancora creato sospetto nelle autorità in quanto persone emarginate; tuttavia, la situazione cambiò quando il culto decise di rapire uno studente universitario. Iniziate le ricerche sullo studente si cominciarono anche ad arrestare i primi fanatici, i quali, rivelando molte informazioni utili, hanno fatto trovare agli agenti Costanzo (lo studente) il quale venne ucciso a seguito di una sparatoria durante il suo arresto. 10

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La maratona di New York è uno degli eventi sportivi più attesi di sempre, è una corsa di 42195 metri praticata ogni anno nell’omonima città. Per la prima volta si svolse nel settembre del 1970 con appena 127 partecipanti che pagarono un solo dollaro di iscrizione, quest’anno invece celebriamo la cinquantesima edizione, essendo lo scorso anno stata annullata per via della pandemia di COVID-19, con ben 33000 corridori. La maratona percorre i cinque distretti della Grande Mela, partendo dal ponte di Verrazzano, a Staten Island, per poi attraversare Brooklyn e, a metà percorso, entrare nel distretto del Queens, arrivando poi a Manhattan tramite il ponte del Queensboro, successivamente, procedendo sulla First Avenue, si passa brevemente per il Bronx per tornare poi a Manhattan e terminare a Central Park. Quest’anno l’Italia torna sul podio dopo 21 anni. Eyob Faniel, primatista italiano della distanza, è terzo e chiude la gara con i suoi 2h09’56’’. Maratona vinta dal keniano Albert Korir con 2h08’22’’, secondo invece Mohamed El Aaraby con 2h09'06''. La corsa inizia con il settore femminile dominato dalla keniota Peres Jepchirchir con 2h22’39’’ grazie ad un decisivo attacco nell’ultimo chilometro; è la prima donna a vincere una maratona autunnale dopo aver conquistato l'oro olimpico 13 settimane prima. Invece la gara maschile parte circa mezz’ora più tardi, in testa c’è proprio Faniel insieme al secondo classificato che poi però vengono recuperati al ventinovesimo chilometro dai keniani Korir e Kandie, scivola così al quarto posto il corridore azzurro dopo aver accusato un fastidio alla pianta del piede -come spiegherà poi nell’intervista-. Tuttavia il keniano Kandie esce di scena, essendo la sua prima maratona, e Faniel torna ad occupare il terzo posto terminando così sul podio. Invece a conquistare il primo posto della sezione wheelchair è lo svizzero Marcel Hug nella gara maschile, in quella femminile l’australiana Madison De Rozario. Di Giorgia Procaccini

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