Skip to main content

2° Marzo 2021

Page 1

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

Seguici su @sicest.galilei Blog: sicestgalilei.blogspot.it

SIC-EST

sicest.redazione@gmail.com

as you like it

Speciale sulla donna Copertina disegnata da Zoe Frenquelli 3B

Liceo Scientifico G.Galilei Macerata


INDICE

Quanto tempo manca al collasso? Nonostante il cambiamento climatico…

Europa: “zona libera” per la comunità LGBT+

4-5 Ragazze non abbiate paura!

6-11

Come possiamo noi enfatizzare questa giornata?

Le donne nella scienza Da Marie Curie ad Ada Lovelace

Il ruolo della donna... Nella religione greca, egiziana e ebraica

Queste donne hanno stufato! Non se ne può più di sentir parlare di femminismo e rivolte, eh?

Tornano i Meme Quiz time: quante ne sai?

Il curioso caso di Bejamin Burton Il cerchio si è chiuso

12-13

Blood of Zeus Big Mouth

14-15

Grammy Awards 2021 Tutto quello che vi siete persi

Sanremo 2021 Festival italiano più atteso dell’anno

2

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


redazione Bordi Fabio 1B

Ashfaq Imama 3E

Bruschini Asia 1D

Morelli Filippo 3E

Ciavattini Chiara 1E

Giorgetti Serena 3M

Bartolini Marco 1L

Lucherini Eleonora 3M

Ijaz Shafin 1M

Tomassetti Eleonora 3M

Massei Alessandra 1M

Tordini Noemi 3M

Rosettani Antonio 2A

Coppari Federico 4L

Ercoli Maria Celeste 2N

Dignani Marco 4L

Frenquelli Zoe 3B

Marincioni Mattia 4L

Caferri Leonardo 3C

Rampichini Virginia 4L

Diallo Maryama 3C

Ruggeri Susanna 4L

Luciani Giulia 3C

Morresi Angelica 4M

Villetti Carolina 3C

Massei Federica 5L

Cultourally x le scuole

referente del progetto: prof. Della Ceca Stefano SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

3


EUROPA: “ZONA LIBERA” PER LA COMUNITÀ LGBT+

Alessandra Massei 1M Gli attacchi contro la comunità LGBT+ si sentono quasi quotidianamente, purtroppo sia online che nella realtà. In particolare a fronte della forte discriminazione dei sovranisti in Polonia e Ungheria, l’UE si è dichiarata “zona di libertà” per le persone appartenenti alla comunità.

E proprio a riprova della loro posizione i sovranisti hanno votato contro la risoluzione perché, secondo Lega e Fratelli d’Italia, la mossa sfrutta i diritti LGBT+ per attaccare Ungheria e Polonia. Infatti le eurodeputate leghiste Annalisa Tardino, Simona Baldassarre e Isabella Tovaglieri affermano: “Spiace che, come purtroppo già avvenuto in passato, Bruxelles cerchi di utilizzare un tema nobile come quello dei diritti come strumento per colpire gli avversari politici dell’attuale maggioranza in Ue: questo è un modus operandi che non possiamo condividere”. Hanno firmato anzi una contro-risoluzione secondo cui “gli Stati membri dell’Unione europea sono tra i paesi più sicuri al mondo per le minoranze sessuali”, ricordando che “dal punto di vista biologico, per la procreazione sono necessari entrambi i sessi”. Si condannano anche qui “tutte le forme di violenza e discriminazione fondate sul sesso o sull’orientamento sessuale delle persone”, ma “le politiche e la legislazione in materia di matrimonio e genitorialità dipendono esclusivamente dalla sovranità degli Stati membri” e quindi, insomma, “la Commissione e gli Stati membri” devono piuttosto “rispettare rigorosamente le competenze nazionali in ambito di salute e diritto di famiglia”.

Nella data dell’11 marzo il Parlamento ha votato e approvato una risoluzione che dichiara i Paesi dell’Unione europea “zona di libertà” per le persone LGBT+. Una rivoluzione prima di tutto simbolica che denuncia tutte le forme di violenza e discriminazione fondate sul genere o sull’orientamento sessuale delle persone. Una presa di posizione forte contro quello che succede in Ungheria e Polonia, due paesi attualmente al centro dell’attenzione per le questioni sui diritti umani. Sono in corso infatti oltre alle numerose lotte contro il diritto all’aborto, anche quella contro le cosiddette “teorie gender”, che sfociano anche in arresti e uso di forza contro gli attivisti. Quest’ultimi si trovano ad affrontare processi strategici per bloccare la loro partecipazione alla vita pubblica da parte direttamente dal governo o da organizzazioni fondamentaliste che chiedono un grande risarcimento, tutto questo affiancandosi a grandi campagne diffamatorie. Queste sono azioni che servono chiaramente a intimidire e costringere al silenzio alcuni cittadini. Proprio l’Europarlamento ha ricostruito quanto sta accadendo in Polonia e in Ungheria, in particolare nel novembre 2020 quando la città ungherese di Nagykáta ha approvato di vietare la diffusione e la promozione della “propaganda” LGBT+.

In conclusione, lasciando da parte qualsiasi posizione ideologica o politica, è incredibile pensare che nel 2021 ancora non vengono riconosciuti da alcuni i diritti fondamentali dell’uomo. Bisogna quindi riconoscere il notevole avanzamento dell’Unione Europea in tale campo che, nonostante abbia di fronte una strada molto lunga, ha compiuto il primo di tanti passi avanti verso la libertà e l’uguaglianza. 4

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


ATTUALITÀ

N

onostante il cambiamento climatico sia un tema sempre più sentito e discusso, viene sempre percepito come un problema di un futuro lontano che quasi non ci tocca. Purtroppo le cose stanno in un altro modo: il countdown del “Climate Clock” ci ricorda che abbiamo i minuti contati se non agiamo subito. Esattamente il 19 settembre 2020 viene istallato, in occasione della Settimana del Clima, il “Climate Clock” nell’Union Square di New York. Non si tratta altro che di un’installazione, frutto del lavoro degli artisti Gan Golan e Andrew Boyd in collaborazione con diversi attivisti e scienziati, che mostra quanto tempo resta all’umanità per agire prima che la crisi climatica globale diventi irreversibile. In particolare il timer fa il conto alla rovescia di quanto tempo ci

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

vorrà, agli attuali tassi di emissioni, per bruciare il nostro "Carbon budget", ovvero la quantità di CO2 che può ancora essere rilasciata nell'atmosfera limitando il riscaldamento globale a 1,5 °C sopra i livelli preindustriali. Questa è la soglia massima fissata nel 2015 con l’Accordo di Parigi sul clima che ha l’obiettivo di contenere l’aumento della temperatura media globale al fine di evitare drastiche conseguenze per il Pianeta. Tra quest’ultime possiamo citare fenomeni atmosferici anomali come la siccità, gli incendi e la scarsità di acqua. Quello descritto quindi non è uno scenario tanto diverso da apocalissi e catastrofi largamente presenti nella letteratura. Insieme a questo countdown è presente nel sito dell’iniziativa anche un secondo numero, in verde, che monitora invece la crescita percentuale dell'energia mondiale attualmente fornita da fonti rinnova-

5

bili. Questa è sicuramente, abbinata al taglio dell’uso di fonti non rinnovabili, una delle soluzioni che devono essere adottate. In poche parole dobbiamo portare la nostra ancora di salvezza al 100% prima che il tempo raggiunga lo 0 ovvero, secondo i più recenti studi condotti dall’ONU, il primo gennaio del 2028 all’incirca. Nonostante la deadline di poco più di 6 anni sembra inquietante e quasi surreale ci deve spronare a non voltarci indietro rispetto al problema ma ad affrontarlo perché, come si legge dal sito: “l’umanità ha il potere di aggiungere tempo all’orologio ma solo se lavoriamo collettivamente e misuriamo i nostri progressi rispetto a obiettivi definiti”. Ed è proprio questo lo scopo del “Climate Clock”, che è ben lontano dallo spaventarci o metterci in panico: smettere di rimandare le nostre responsabilità e agire secondo un obiettivo definito e comune, perché una scadenza c’è e la conosciamo.

Federica Massei 5L


8 MARZO

ragazze non abbiate paura! Ogni anno, l’8 Marzo, in relazione alla festa della Donna, sentiamo parlare di femminicidi, violenze e svantaggi femminili legati ad un retaggio storico del tutto patriarcale. Ma come possiamo noi, studentesse e studenti del Liceo Scientifico, enfatizzare questa giornata senza piangerci addosso per tutto quello che succede abitualmente? È il nostro istituto che per primo festeggia in qualche modo noi, con il progetto STEM e con le 24 ragazze che parteciperanno quest’anno in confronto dei 16 ragazzi accettati. Ed è stata la nostra scuola ad incentivare la presenza di un numero maggiore di giovani donne di quarto e quinto, rispetto alle figure maschili. L’iniziativa del dipartimento per le pari opportunità è stata infatti quella di “incentivare lo studio delle Stem da parte del sesso femminile”. Dato ancora più importante è quello delle iscrizioni, che sono state pari tra i generi (25 maschi e 24 femmine) le quali auspicano un cambiamento “nella limitazione” di una data materia di studio al sesso che per secoli è stato definito debole. In secondo luogo, l’apprezzamento e la gioia nell’essere ciò che siamo, deve nascere da noi: la priorità è stare tutte dalla stessa parte. Lo stereotipo femminile per eccellenza è quello della nostra perfidia nei confronti di chi ci ha fatto un torto, il veleno che può esserci nelle nostre parole, ma almeno oggi, e per la prossima settimana, provate a fare un complimento ad una vostra amica, parente o compagna di classe. Invece di evidenziare un difetto, provate a fare un apprezzamento. Invece di un “mah, quel voto non te lo meritavi proprio”, provate un “brava! Come hai studiato per arrivare a questi risultati?”. Una parola, che a voi non costerà nulla, potrebbe essere la luce nella giornata di un’altra. Se non ve lo siete mai sentito dire da nessuno: “Anche se sei una ragazza, puoi studiare ingegneria o informatica ed esserne fiera. Anche se sei una ragazza, puoi non eccellere nello studio. Anche se sei una ragazza, puoi scegliere di amare una ragazza. Anche se sei una ragazza, puoi fare la meccanica, la pilota d’aereo, la militare, la giudice, la scaricatrice di porto o, perché no, l’autista. Perché nessuno può giudicarti come te stessa e, alla fine della fiera, se non piaci alle persone si può sopportare, se non ti piaci invece passerai notti in bianco con il rimorso di non esserti posta davanti alle opinioni altrui” In ultimo, a chi vi dice che non ce la farete mai, che non è una cosa che fa per voi, ricordate loro i nomi di donne come Marie Curie, Samantha Cristoforetti, Margherita Hack, Rita Levi Montalcini, Fabiola Giannotti e non abbiate paura di quello che volete! Virginia Rampichini 4L 6

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


SCIENZA: LE DONNE CHE CI RAPPRESENTANO

Nel 1909 a Torino nasce Rita Levi Montalcini, una grande neurologa. Il padre seguendo i canoni dell'epoca la iscrive ad una scuola femminile di Torino. Conclusa questa, Rita frequenta una facoltà di medicina. Nel 1936 si laurea e frequenta vari corsi di specializzazione in neurologia e psichiatria. Nel 1938 a causa delle leggi razziali si trasferisce a Bruxells in Belgio, dove rimane per un anno. Lavora come medico dal 1943, a Firenze, dove si trasferisce per fuggire alla deportazione. Dopo due anni torna a Torino e riceve una lettera di Viktor Hamburger dove la invita a passare un semestre a Washington University di Saint Louis. Così studia 30 anni in America nel campo neurobiologico. Rita vince il premio Nobel per la medicina nel 1986 dopo avere scoperto cosa fa crescere le fibre nervose, una neurochinina chiamata NGF (nerve growth factor).

La redazione in questo numero di marzo ha deciso di dedicare un po' di spazio alla donna.

Q

uindi vorrei iniziare quest'articolo domandandovi: quante scienziate vi vengono in mente? Le donne che si sono dedicate alla scienza sono molte, perciò vi chiedo di fare un secondo di pausa per pensare a quante di queste donne conoscete. Probabilmente qualcuno di voi risponderà due o tre, altri zero ed un'altra piccola percentuale più informata mi saprà dire un maggior numero di nomi. Oggi vi presento tre di queste brillanti donne.

Ada Lovelace, matematica britannica, nasce nel 1815. Fin da bambina le piacevano le macchine e l'idea di volare quindi iniziò a studiare gli uccelli per calcolare l'equilibrio tre la dimensione delle ali e il peso corporeo. Malgrado ciò non riuscì mai a realizzare questo suo desiderio, ma scrisse un libro che chiamò "Volologia", pieno di progetti, disegni e con le sue scoperte. Ad un ballo conobbe il matematico Charles Babbage. I due divennero subito amici e quando lui le presentò la sua invenzione, la macchina differenziale, che poteva sommare e sottrarre numeri automaticamente, lei propose di lavorare insieme per costruire una macchina in grado di fare calcoli più complicati. Ada non soddisfatta voleva progettare una macchina che fosse in grado di suonare, mostrare lettere oltre che numeri, così inventò il primo programma per computer della storia.

Marie Curie nasce a Varsavia nel 1867. Studia alla Sorbona, scuola in cui le donne rappresentavano solo il 2% degli studenti. Nel 1894 Marie incontra Pierre Curie ed un anno dopo si sposano. I due iniziano a lavorare insieme sulla radioattività naturale nei sali di uranio. Partendo da studi noti scoprono altri elementi in grado di emettere radiazioni come il Torio. Continuando con gli studi cercarono e trovarono altri elementi tra cui il Polonio e il Radio. Nel 1903, insieme a suo marito e al fisico Antoine Henri Becquerel, vince il premio Nobel per la fisica. Nel 1906 prende il posto della cattedra di fisica della Sorbona, posto di suo marito, morto in un tragico incidente. Marie è la prima donna ad ottenere questo incarico. Nel 1911 vince il premio Nobel della chimica per essere riuscita ad isolare il Radio metallico. Il 4 luglio 1934 Marie muore di leucemia per la continua esposizione alle radiazioni. Lei viene considerata la prima vittima della forza nucleare, la quale lei stessa aveva contribuito a scoprire. Noemi Tordini 3M

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

7


RELIGIONE

Il ruolo della donna... ...nella religione GRECA Nell’Antica Grecia le leggi, la politica, la cultura era tutto nelle mani degli uomini, mentre le donne erano relegate ad un ruolo passivo e domestico, che prevedeva la totale obbedienza al padre e, successivamente, al marito. La donna era priva di gran parte dei diritti riconosciuti ai cittadini adulti e liberi. La vita della donna era essenzialmente all’interno delle mura domestiche, nella parte interna della casa, detta gineceo. Se fosse appartenuta ad una famiglia ricca, la donna avrebbe controllato gli schiavi mentre svolgevano i lavori domestici e per il resto del tempo avrebbe chiacchierato con i suoi parenti.

Era permesso loro di uscire solo raramente: durante le feste religiose, le quali erano occasioni per incontrarsi, ma anche qualche particolare avvenimento familiare, come ad esempio la nascita di un bambino. Le donne di condizioni più umili, dovevano invece adoperarsi a preparare i pasti e svolgere le pulizie, ma non effettuavano le compere, un compito affidato esclusivamente agli schiavi. Uscire di casa, per loro, poteva essere una necessità impellente, specie quando, rimaste vedove, erano costrette a trovarsi un lavoro retribuito per il mantenimento della famiglia. Shafin Ijaz 1M

...nella religione EGIZIANA Le donne nella religione egiziana hanno pari diritti rispetto agli uomini.

quali abbiamo Iside. Questa, infatti, fece tutto il possibile per riportare indietro il suo amato dall'oltretomba.

Difatti queste avevano pari diritti davanti alla legge sia in questo che nell’altro mondo, potevano anche partecipare a tutte le funzioni o feste religiose e far sviluppare “sette” che adoravano segretamente determinate divinità.

La donna era diversa all’uomo soltanto riguardo la bellezza, questa infatti le consentiva di svolgere attività come la danza sacra.

Quindi vi erano anche alcune sacerdotesse, solo che la maggior parte di loro appartenevano ad una classe soGodono, forse, addirittura di più rispetto grazie soprat- ciale particolarmente alta che le conferivano già una tutto alle tante divinità donne, la più importante delle spinta in più per ambire a questa carica.

8

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


Un’ altra mansione difficile da svolgere per la donna di livello sociale basso era la più importante, ovvero la regina dell’Egitto, elevata al rango degli dèi. Anche le mogli dei faraoni avevano molti benefici. Anche loro venivano

divinizzate e condividevano le stesse ricchezze dei mariti, una cosa non da poco conto, solo che non potevano regnare, a meno che, il marito non venisse a mancare e il figlio fosse ancora troppo piccolo per ereditare la mansione. Serena Giorgetti 3M

...nella religione EBRAICA Molti ritengono che quella ebraica sia una religione alquanto maschilista, ma non è del tutto vero, in realtà essa molto semplicemente tende a valorizzare i due diversi ruoli dell’uomo e della donna, senza però fare alcuna discriminazione sulla dignità dei due sessi. Infatti, nel pensiero ebraico, l’uomo e la donna rappresentano due diversi aspetti di un’unica essenza indissolubile, proprio come la forza del pensiero e la forza di esprimere: questi sono entrambi il prodotto di una mente sola e, quindi, pur essendo diversi tra loro sono collegati ed entrambi fondamentali l’uno per il completamento dell’altro.

certo punto dice: ‘Decide Dio chi ha ragione’. E Dio risponde ‘Tutto ciò che Sarah ti dice, ascoltalo’. Da questo i chachamim, gli esperti della legge ebraica o studiosi della Torah, deducono che Sarah è superiore ad Abramo in profezia. Per tale motivazione non possiamo parlare di un ruolo secondario.

La figura femminile, infatti, ha sempre avuto un’immensa rilevanza, soprattutto per il suo compito di madre e per l’educazione dei figli; infatti, i nati da madre ebrea sono considerati automaticamente ebrei, indipendentemente dalla religione del padre, perché si riconosce l’importanza del ruolo materno per trasmettere la religione ai figli, facendoli crescere ed educandoli nell’osservanza dei valori e delle regole ebraiche, La donna ha sempre avuto un ruolo fondamentale nell’ebraismo: c’è un passo della Torah in cui vi è una contribuendo allo sviluppo ed alla continuità della comunità. discussione tra Sarah e Abramo, quando Sarah a un Maryama Diallo 3C

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo

99


Uno studio dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) in collaborazione con la London School of Hygiene & Tropical Medicine e la South African Medical Research Council, ha riportato che il 35% delle donne in tutto il mondo ha subito violenze, le quali comprendono soprusi psicologici e fisici, come gli abusi sessuali. Può sembrare una percentuale bassa, ma ipotizzando che il nostro pianeta sia abitato da 7 miliardi di persone, corrisponderebbe a 2.450.000.000, a parole: 2 miliardi e mezzo di persone. Pensate se vostra sorella o la vostra futura figlia tornasse a casa in lacrime perché qualcuno si è sentito in diritto di violare la sua persona e il suo volere, causandole traumi e problemi di salute, come riportato dallo studio prima citato.

Queste donne hanno stufato! Non se ne può più di sentir parlare di femminismo e rivolte, eh?

E

bbene sì, siamo tutti esausti di dover ancora combattere una “guerra” che va avanti a partire dalla Rivoluzione francese. Il femminismo è un movimento portato avanti da donne stanche del maschilismo e desiderose di sovrastarlo, come molti di voi sapranno…

Ormai sono comuni i video di ragazze che escono con un mazzo di chiavi tra le nocche, lo spray al peperoncino nella borsa o un qualsiasi altro oggetto appuntito con cui potersi difendere; sono altrettanto famosi #97% o #notallmen, i quali rendono virali storie agghiaccianti. Tutto questo perché diversi “uomini” si nascondono dietro la scusa “ma guarda come andavi vestita” per poter sfogare i loro desideri e piaceri; giustificazione ottusa, smentita da tutte le testimonianze delle quali possiamo facilmente venire a conoscenza digitando questi hashtag nelle barre di ricerca dei vari social. i miei vestiti non danno il consenso al posto della mia bocca Si chiama rispetto, concetto che non molti conoscono.

…che non è vero, sia per il fatto che ne faccia parte solo il genere femminile, tanto meno che questo si voglia imporre. Il termine succitato, in realtà, indica quella corrente nata da un gruppo di donne mosse da un principio, base del più grande avvenimento storico di fine ‘700: l’uguaglianza. All’inizio si sono battute per quella riguardante la sfera politica e sociale, conquistando la parità dei diritti, anche con il sostegno di molti uomini influenti come Karl Marx. Fortunatamente per il genere femminile di oggi, la prima battaglia è stata vinta, ma sono ancora aperte quelle contro l’impulso di dominio esercitato dall’uomo e altre per l’abolizione delle differenze economiche (di cui parlerò più nello specifico in seguito). 10

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


Ora invece vorrei passare ad una questione più economica: la pink tax. Ebbene sì, essere donna costa di più. Non solo si guadagna di meno, esiste anche un rincaro su prodotti identici a quelli maschili. Ha destato molto scalpore la storia dei rasoi rosa: questi utensili, solo per il fatto di essere di un colore associato alla figura femminile, hanno un prezzo maggiore rispetto a quelli pensati per l’uomo; stesso design, stesso brand, stessa qualità, ma costi diversi solo perché sulla confezione c’è l’immagine di una donna senza un pelo addosso. Apparentemente il divario non è molto, ma sommato alle varie spese e alla pesantissima tampon tax (iva applicata agli assorbenti, considerati ancora come beni di lusso e non di prima necessità), diventa una spesa importante. Ci sarebbero altre cose di cui parlare al riguardo, ma per ora voglio concludere con una domanda: per quanto ancora continueremo a non capire che siamo tutti sulla stessa barca? Ruggeri Susanna 4L

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

11


TORNANO I MEME

NOEMI TORDINI 3M

GIOCHI: QUANTE NE SAI? Se ne hai voglia invia le risposte alla nostra pagina Instagram: sicest.galilei !

Q Q C A A Q 12

uale è il nome di un antico matematico greco che rivoluzionò lo studio dei triangoli rettangoli con ben 2 teoremi?

uale è il valore del π, approssimato a 4 cifre dopo la virgola?

hi fu a introdurre il sistema numerico che utilizziamo tutt'oggi, eclissando quello romano?

quanto corrisponde il numero romano MDCXXXIV?

quanto equivale 1/16 di libbra?

uale è il vero nome delle tabelline? SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


Il curioso caso di Benjamin Burton

La redazione

Si tratta di un film fuori dal comune; la storia gira intorno al protagonista citato nel titolo, Benjamin Button, nato al termine della prima guerra mondiale, con la grande particolarità di esser nato vecchio, cioè con un corpo fragile e pieno di rughe, quasi cieco e sordo. Viene abbandonato dal padre biologico davanti a una casa di riposo, subito dopo la morte durante il parto della madre. In quella casa Benjamin crescerà grazie a sua madre adottiva Queenie, circondato dai suoi simili, anziani ormai sul punto di morte, che però lo accettano e non lo escludono anche se diverso. Nel corso della sua vita, cresce ”al contrario”, ringiovanisce invece di invecchiare, all’inizio nessuno lo nota, ma quando inizia a sembrare un venticinquenne, ormai non è più segreto. Nel corso della sua particolare vita, esplora il mondo attraverso il rimorchiatore “Chelsea”, dove stringe amicizia con molti personaggi, come ad esempio il capitano Mike Clark; si innamora più di una volta, soprattutto per la bellissima Daisy Fuller, nipote di una residente della casa di riposo. Anche se fu molto strana la vita del nostro amato protagonista, inizia e finisce in un modo felice e sempre circondato d’amore. di Maria Celeste Ercoli 2N

CONSIGLIA Il cerchio si è chiuso

“Il cerchio si è chiuso” è un romanzo fantasy di Loredana La Puma. Racconta di Elli Giordano, una ragazza che apparentemente potrebbe sembrare normale, ma che non lo è affatto, infatti riesce a leggere nel pensiero degli altri e non ne comprende il motivo. Frequenta l’università insieme alla sua migliore amica Rita. Elli è stata adottata all’età di tre anni, dopo che la morte della madre, creando un legame particolare con i suoi genitori adottivi. Un giorno, aspettando l’autobus, incontra un uomo molto misterioso, che le stravolgerà la vita. Lo stesso giorno, a lezione, vede un ragazzo dal comportamento ambiguo che, dopo alcuni giorni si presenta ad Elli con il nome di Fabio, e così iniziano a parlare. Con il passare del tempo Elli verrà a conoscenza del suo passato, che prima ignorava… In questo libro ho compreso la definizione di speranza, la speranza di poter conoscere il proprio passato, nonostante le molteplici difficoltà. Non bisogna mai arrendersi e che tutti abbiamo un’abilità nascosta, che magari ci può sembrare inutile, ma che è davvero particolare. Spesso conosciamo persone che non sono quello che dicono di essere e che ci nascondono la verità, ma ci rendiamo anche conto che bisogna sempre avere il coraggio di perdonare gli errori di coloro che appartengono alla nostra vita. Consiglio vivamente questo libro perché è travolgente e affascinante. Magari all’inizio vi sembrerà lungo e noioso ma più andrete avanti e più vi crescerà la voglia di finirlo subito. Buona lettura!!

Blood of Zeus Insomma, ok che è non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace, ma qua il concetto è portato un po’ all’estremo. Già dalla qualità delle animazioni è abbastanza chiaro quale sarà lo sviluppo della serie, una ‘monnezza, per così dire. Tutta la struttura della serie lascia molto a desiderare dai dialoghi alla trama, passando per i “colpi di scena” ,se così si possono definire, dando vita ad una serie noiosa, prevedibile e che spererete finisca il prima possibile. Insomma, anche a questo giro, secondo la mia modesta opinione almeno, Netflix ha decisamente toppato. Per cui se volete un consiglio spassionato, evitate questa serie ed impiegate il vostro tempo per vedere qualcosa che vale davvero la pena di vedere.

di Imama Ashfaq 3E

di Alessio Tiberi 5L

Big Mouth

13

di Maria Celeste Ercoli 2N

Questa serie animata, originale di Netflix, di 4 stagioni per un totale di 40 episodi, parla di cinque ragazzini delle medie, che attraversano la pubertà, la fase da bambino a ragazzo, parlando di temi che sono sempre stati considerati dei “tabù”, con una tale leggerezza, fino a renderli divertenti e talvolta ironici. La storia si svolge attorno alla vita dei cinque protagonisti: Nick, Andrew, Jessi, Jay e Missy, che grazie ai “mostri degli ormoni”, come Connie e Maurice, sviluppano tutto il loro corpo, rendendo la situazione imbarazzante, ma divertente ogni volta che intervengono nelle loro vite, descrivendo l’adolescenza di tutti i ragazzi di questo mondo, piena di drammi e cotte che ti fanno impazzire ogni secondo. Per me questa serie ti aiuta a comprendere che nella battaglia chiamata vita, non siamo soli e invece di vergognarsi del cambiamento del nostro corpo, dobbiamo considerarlo più che normale e andarne addirittura fieri.


The Grammy’s Il Grammy Awards è il più alto riconoscimento in ambito musicale a cui un cantante, cantautore o musicista possa aspirare, al pari di un Oscar nel mondo del cinema o ad un Nobel per la fisica o la letteratura. Il 14 Marzo allo Staples Center di Los Angeles si è svolta la 63° edizione, dove i candidati erano in totale più di 100, in molte, troppe da contare, categorie; il tutto è iniziato alle 20:00 (italiane) con la Grammy Premiere Ceremony dove si sono esibiti alcuni artisti, tra cui Lido Pimienta con Eso Que Tu Haces candidata come miglior album rock latino, urban o alternative, Rufus Wainwright con Devils and Angels come miglior album pop tradizionale e Burna Boy con Level Up per il miglior album di world music, e dove abbiamo scoperto i vincitori della maggior parte delle categorie ma non delle più importanti. Sicuramente da citare sono Beyoncé la quale ha vinto il miglior video musicale con BROWN SKIN GIRL, aggiudicandosi il premio nonostante le più che valide nomine dei suoi avversari come Harry Styles con Adore You o Drake con Life is Good; altre due vincitrici sono Lady Gaga e Ariana Grande che hanno vinto il miglior pop duo con Rain on Me nonostante la nomina dei BTS, la boy band sudcoreana, che aveva un pubblico non indifferente. Alle 23:30 è iniziato il red carpet che ci ha fatto ammirare i vincitori e candidati in tutto il loro splendore: devo ammettere che non è molto consono sbavare sugli appunti ma che ci posso fare? Molti artisti sono stati intervistati ma la maggior parte dei nominati nelle categorie più importanti sono stati visibili solo dopo l'una di notte nel vero show; fa eccezione Dua Lipa che, nonostante la sua esibizione alle 2 di notte dove ha cantato Levitating, è stata intervistata anche durante il red carpet affermando di non avere in programma un album a breve ma che porterà molte novità, in questi grammy si è aggiudicata il premio come miglior pop vocal album con Future Nostalgia, rilasciato a metà marzo 2020. Il primo a esibirsi nel vero show è stato Harry Styles con Watermelon sugar, stessa canzone con cui ha vinto la miglior interpretazione pop solista, ha svolto la sua esibizione vestito totalmente di pelle nera firmato Gucci e a petto nudo quando tutti se lo aspettavano con colori pastello, pizzi e merletti; ha sorpreso nuovamente i suoi fan non solo per l'abbigliamento ma anche per lo spettacolo regalato al mondo. Dopo di lui Billie Eilish ha cantato Everything I Wanted, con cui ha vinto il secondo Grammy della serata, alla cantautrice sono infatti stati assegnati ben 2 premi quest'anno, il primo annunciato durante la Premiere Ceremony per miglior canzone scritta per un film con No Time to Die. Tra gli altri artisti che si sono esibiti troviamo anche Taylor Swift con Willow, il suo album Folklore ha vinto anche come Miglior Album dell'anno e il suo manager ha deciso quindi di dedicare a tutta la troupe e associati un discorso davvero strappalacrime. Abbiamo visto anche Black Pumas con Color, il quale però si trovava lì come ospite dato che non era stato nominato in nessuna categoria, e Doja Cat con Say So, la quale, nonostante le tre nomine, è tornata a casa a mani vuote. Una delle esibizioni che ha più stupito è stata sicuramente Savage di Megan Thee Stallion, svoltasi su un letto gigante (non immagino come abbiano fatto a farlo entrare dalla porta) ha davvero stupito tutti. Proprio con Savage la cantante si è aggiudicata il primo, dei due Grammy vinti durante la serata, in miglior interpretazione rap; il secondo, come miglior artista esordiente ha sottratto il monopolio a Billie Eilish, la quale è rimasta molto felice di questo, visto il rapporto di amicizia che lega le due. La premiazione della cantante è stata seguita da uno spezzone sulla vita dell'artista fino ad ora, augurandole ovviamente il meglio per la sua carriera futura. Esibizione al limite del dormiveglia (quasi alle 5 del mattino) è stata quella dei BTS con Dynamite, come già detto i cantanti e ballerini erano candidati in una sola categoria di cui sfortunatamente non si sono aggiudicati il premio. Hanno comunque deliziato il pubblico a casa con uno spettacolo al limite dell'immaginario, soprattutto per coloro che non li vedevano esibirsi da mesi. Ricordiamo che la boyband dagli esordi ad oggi ha vinto ben 6 American Music Awards, facendo diventare Dynamite disco di platino in italia. La serata si è conclusa attorno alle 5:30 del mattino e dopo aver visto tutti gli artisti e i loro premi, ben più che meritati, credo che per me fosse ora di andare a dormire. Sogni d'oro miei cari lettori! Di Morresi Angelica 4M 14

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021


MUSICA

SANREMO 2021 Quest’anno, data la situazione, il Festival di Sanremo è iniziato il 2 marzo, per poi avere fine il 5.

C

i sono stati, tra i big, artisti che negli anni precedenti avevano già partecipato al Festival come Annalisa, Irama, Ermal Meta e Fasma e nuovi artisti come i Maneskin e Francesca Michielin e Fedez. Tra i 26 big in gara ho apprezzato molto la canzone di Irama intitolata “La genesi del tuo colore”, che purtroppo data la positività al virus di un membro del suo staff, non ha potuto cantare in diretta, ma ha avuto comunque la possibilità di partecipare al festival poiché era stato deciso di mandare in onda il video delle prove generali. La sua canzone secondo me è una delle migliori perché nel momento in cui Irama la canta fa provare gioia ma allo stesso tempo malinconia è talmente bella che non ho parole per descriverla. Se si ascolta con attenzione le parole, ha davvero un messaggio molto particolare legato alla vita, ma che si avvicina molto anche al periodo che siamo vivendo, perché è come se non riuscissimo a controllare niente, dobbiamo solo accettarlo. Inoltre, ciò che mi ha stupito di più è la canzone che ha portato nella serata delle cover, che è “Cyrano” di Guccini ed è stata cantata da lui in un modo indescrivibile, soprattutto ciò che mi ha veramente meravigliato è che rispetto ad alcu-

SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

Imama Ashfaq 3E

ni degli artisti in gara, lui ha scelto una canzone molto conosciuta ma anche molto difficile, ed è stato davvero molto coraggioso da parte sua portarla sul palco dell’Ariston, e penso che si sarebbe meritato di vincere. Quest’anno a vincere il festival sono stati i Maneskin con “Zitti e buoni”, che anche questa è una canzone molto bella perché è diretta nel messaggio che vogliono trasmettere ed è anche molto esplosiva. Ormai secondo tutti, i Maneskin hanno fatto la rivoluzione poiché la loro vittoria è stata davvero inaspettata. È stata la loro unica partecipazione al festival e sono riusciti a portare a casa la vittoria. Tra gli altri artisti sono stati molto bravi anche Fasma con “Parlami” e soprattutto Arisa con “Potevi fere di più”. Alla fine delle cinque serate sono rimasta molto soddisfatta non solo dalle canzoni portate dagli artisti ma anche dall’allegria e comicità di Amadeus e Fiorello che assieme alla musica hanno animato le serate, nonostante, data la situazione, non c’era il pubblico.

15


SIC EST anno XIII n° 2, Marzo 2021

Seguici su

Una nuvola

@sicest.galilei Blog: sicestgalilei.blogspot.it sicest.redazione@gmail.com

Disegno vincitore tra quelli che ci avete proposto di realizzare! Seguiteci su Instagram, ogni lunedì una nuova attività!

Cultourally x le scuole È un progetto lanciato dai componenti di Cultourally, una pagina instagram composta da altre 9 pagine che trattano di meme sulla cultura, per i giornali scolastici italiani, proprio per questo i meme nel numero di marzo sono frutto di questa collaborazione.

I meme di questo numero sono di: @scioperareallaschopenhauer @sacro_memiano_impero @filosofista_official

16


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
2° Marzo 2021 by SicEst.Galilei - Issuu