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AGOSTO/SETTEMBRE 2011
EURO 4,90
Italia Food Wine Calabria, tra colori e sapori 1 Il formaggio dell’estate 1 Da dove vengono le sedie 1
ROSSO
CHE PASSIONE!
dal pomodoro al cocktail, dalla moda all’auto...
2000 PRODOTTI
su www.italiafoodwine.com
Mitiche, mistiche Egadi
Molise: atmosfere fuori dal tempo
sommario sommario agosto/settembre 2011
58
84
14 L’Italia che merita 16 Dall’Italia e dal mondo 20 Occhio ai consumi 22 Scienza e vita 26 Almanacco di Barbanera 30 Appuntamenti 54 Indagine
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44 Cover story
Rosso, che passione: uno dei simboli che fanno del rosso un colore legato a doppio filo alla storia d’Italia
cibo&territorio 58 Calabria, tavolozza di colori
Agrumeti rigogliosi, spiagge bianche, acque cristalline
62 Silenzio, parlano le vigne
Atmosfere fuori dal tempo per la terra molisana, segnata da storie diverse
66 Friuli-Venezia Giulia Da frontiera d’Italia a cerniera d’Europa 70 Viv’ le perlage italien La Franciacorta, come la Champagne d’oltralpe
76 Il formaggio dell’estate Le capre italiane producono delizie ottime da gustare, proprio durante il perido più caldo dell’anno
6
82 Biologico 84 Orto dei semplici, lattuga e spinaci 86 La scoperta, il pin 88 Le selezioni, l’uva Italia 90 Olio 92 Il buono a tavola, il Veneto 94 Consumo responsabile 96 Bon ton 100 Cibo & blogger
sommario sommario agosto/settembre 2011
124
108
136
inviaggio
piaceri
108 Mitiche, mistiche Egadi
124 Da dove vengono le sedie Fiore all’occhiello dell’eccellenza artigiana
Favignana, Levanzo e Marettimo, dove la storia dell’uomo è diventata leggenda
114 Camera con vista 116 Turismo news
da valorizzare per superare la crisi
128 Shopping 130 Benessere 131 Info salute 132 Auto 134 Weekend nel verde 136 Arte 138 Libri 140 Spettacoli
8
147 Le selezioni
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Piemonte Fabio Alcini,
Veneto Benedetta Frare
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editoriale
di Domenico Marasco
Sono finalmente arrivate le vacanze. È tempo di relax, di riflessioni. Di fermarsi e di ripartire. Una ripartenza piena di positività perchè bisogna ricordarsi sempre che viviamo nel Paese più bello del mondo. Un Paese che anche questo mese vi invitiamo a visitare. A scoprire tutto quello che offre. Partendo dal colore rosso e tutto ciò che lo evoca, dal pomodoro datterino al rosso Campari, Valentino o Ferrari sino al tramonto rosso della costa tirrenica calabrese. Avete soltanto da scegliere: dal mare antico di Favignana nelle Egadi raccontato da Vinzia Novara Di Gaetano delle Cantine Firriato, alle bollicine della Franciacorta che vi prendono la gola, meglio del blasonatissimo champagne. Potete fare un giro nel distretto della sedia nel Friuli e lì bere un bel bicchiere di Friulano. Se volete fate un giro anche in centro Italia, il Molise può riservarvi delle sorprese. Ancora più a sud trovate le coste e le montagne calabresi. Oltre ai luoghi scoprirete i prodotti: la freschezza dei formaggi di capra e le paste ripiene raccontate da Riccardo Lagorio. Gli affettati spiegati da Giuseppe Pulina e l’uva straordinaria di Canicattì, scoperta da Cesare Aldesino, per finire col grande Gino Celletti e l’amatissimo extravergine accoppiato al pomodoro. Ma agosto rimane il mese più atteso dell’anno da dedicare a noi stessi o alle persone che amiamo, magari ascoltandole meglio. Allora dedichiamoci, con i nostri figli, alle delizie dell’orto. Scoprirete la magia della natura e con quanto poco si può essere felici. PS: ai viaggiatori Air One che si presenteranno con il biglietto aereo verrà praticato un ulteriore sconto del 10% su tutti gli acquisti presso i Vie del Gusto Store e sul portale e-commerce (www.vdgstore.com) Info: 0289053270
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l’italia che merita
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a cura della redazione
Ricercando l’essenza del gusto
Tutto il piacere della cultura
Pazzi per il gelato... ma quello buono!
Un’estate di riconoscimenti
Trimarchi di Villa Marchese nasce dall’idea di proporre la terra di Sicilia e i suoi frutti come sole, vento e stagioni desiderano. L’azienda agricola è certificata bio e il suo olio ha ricevuto diversi riconoscimenti. Dichiara Giacomo Trimarchi: «riconosciamo il valore delle certificazioni e dei bollini e di tutto ciò che possa garantire il consumatore, ma chiediamo ai nostri amici di ricercare l’essenza del gusto che è ben altra cosa, valutare ciò che si mangia in relazione al soddisfacimento di un piacere e magari di un ricordo; tutto questo semplicemente stimolando il palato, allenando l’olfatto e utilizzando i nostri meravigliosi sensi alla scoperta di materie prime e prodotti che riportino alla terra di origine. È questo il motivo per cui siamo assaggiatori di olio, onavisti e da pochi giorni anche fieri assaggiatori di formaggi. Il nostro desiderio è che, aprendo un prodotto Trimarchi di Villa Marchese, si sia avvolti da un odore autentico che stimolando le papille gustative preannunci il sapore che ci si attende di gustare. www.trimarchidivillamarchese.it
Da una partnership siglata dal Consorzio delle mele Marlene con i Musei provinciali dell’Alto Adige/Südtirol nasce l’iniziativa gastronomicoculturale che per 8 giorni a partire dal 13 agosto dà la possibilità ai visitatori delle principali strutture museali altoatesine di deliziarsi con i frutti della varietà Royal Gala, la prima a essere colta nelle valli di Bolzano, Merano e della Bassa Atesina; sono 15 mila le mele che saranno regalate nel periodo dell’anno di maggiore affluenza turistica nel territorio. Fra le strutture che aderiscono all’iniziativa: il Museo Archeologico dell’Alto Adige e quello di Scienze Naturali a Bolzano, il Museo provinciale del Turismo a Merano, i Musei delle Miniere a Predoi e a Ridanna, il Museo del Granaio a Cadipietra, il Museo provinciale degli usi e costumi a Teodone, il Museo del vino a Caldaro, il Museum Ladin a San Martino in Badia e il Museo della caccia e della pesca a Mareta. www.marlene.it
«Un gelato senza additivi, dal gusto semplice e pulito che porti ad antiche memorie». Così Federico Grom e Guido Martinetti, inventori del marchio Grom, descrivono il risultato della loro attività di artigiani del gelato con l’ossessione per l’eccellenza. Uno stimolo a fare sempre meglio che, in soli otto anni di attività, ha permesso a Grom di aprire punti vendita in 34 città italiane e in 5 Paesi esteri. I principi alla base della produzione sono rigorosi: solo frutta di stagione, proveniente dai migliori consorzi d’Italia e dall’azienda agricola di loro proprietà Mura Mura a Costigliole d’Asti, dove la coltivazione della frutta rinuncia all’utilizzo di coloranti o additivi chimici e usa acqua di montagna di Lurisia come base per i sorbetti. Nascono così i gusti che rendono Grom famosa nel mondo: il limone Sfusato di Amalfi, la nocciola Tonda Gentile Trilobata delle Langhe... L’eccellenza di Grom è dimostrata anche dalla presenza del brend tra le 150 aziende di Mad in Italy!, piattaforma web, che ospita storie di eccellenza imprenditoriale italiana raccontate dai loro protagonisti. www.progettomadinitaly.it
A 165 anni dalla fondazione, Mazzetti d’Altavilla, la distilleria di più antica del Piemonte, è on-line con le sue etichette storiche grazie al progetto di digitalizzazione degli archivi storici d’impresa promosso dalla Regione Piemonte e dal Ministero per i Beni Culturali (www.internetculturale.it). La distilleria è stata selezionata fra le poche imprese storiche le cui immagini d’archivio vengono offerte al mondo per testimoniare la storia dell’imprenditorialità del Piemonte. Nel frattempo gli esiti del Grappa & Co. Tasting di Vinitaly 2011 hanno premiato i nuovi liquori di Mazzetti d’Altavilla: Oro di Mazzetti, pregiato liquore a base di Grappa con microscaglie di vero oro alimentare (23 carati) ha ottenuto il massimo punteggio nel packaging nonché ottimi punteggi per “naming” e “sensorialità”; elevato gradimento anche per Cafeina e Black Rizia, novità 2011 caratterizzate dall’intenso gusto rilasciato da pure radici di liquirizia l’una e da chicchi di caffè rimasti in infusione nella Grappa Invecchiata l’altra. www.mazzetti.it
dall’Italia e dal mondo
di Riccardo Lagorio
Parmalat parlerà solo francese? La francese Lactalis, dopo una scalata durata qualche mese e con l’iniziale malessere della classe politica italiana che si era detta contraria all’acquisizione da parte di stranieri del più grande gruppo alimentare italiano, Parmalat, conta oggi su circa l’80% delle azioni del colosso emiliano. Così, dopo i più importanti gruppi inseriti nella GDO anche le singole aziende cominciano a passare di mano. La famiglia Besnier ha piazzato sul ponte di comando dell’azienda di Collecchio come amministratore delegato Yvon Guerin, ma la francesizzazione di Parmalat potrebbe non finire qui, con un ricambio manageriale che spazzerebbe via d’un sol colpo l’italianità della società fondata nel 1961. Giustamente i neo-proprietari di Parmalat hanno scelto una figura organica alla famiglia e alla Francia, annunciando di volere creare a Parma il polo europeo del latte confezionato. Dopo le dimissioni del direttore finanziario, Luigi De Angelis, e del direttore generale Antonio Vanoli, il rischio delle nomine pare non promettere nulla di buono.
Il commento A cosa verrà affidata la parvenza di essere un’azienda dalla storia tutta italiana (scandali compresi) e dei rapporti con le istituzioni del Paese dove si trova? E magari interverranno quei gruppi politici sempre pronti a proclamare l’autodeterminazione dei popoli, visto che Parmalat si trova in piena Pianura Padana? Ma soprattutto perché questa volta il celodurismo padano no ha sortito nessun effetto, magari suggerendo ai nuovi proprietari norme di comportamento che non permettano di smantellare la tradizione padana di alcuni dei prodotti a marchio Parmalat?
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dall’Italia e dal mondo Radicchio Igp: non solo trevigiano La stagione 2010/2011 è stata particolarmente positiva per il radicchio variegato di Castelfranco, che ha registrato un aumento del 38% della produzione certificata a conferma del crescente interesse di produttori e consumatori verso questo ortaggio, che da sempre attende il suo momento di gloria. Il periodo ha avvalorato inoltre l’importanza del radicchio rosso di Treviso, seppure con una lieve flessione (- 6%) rispetto a quello precedente a causa di problematiche tecniche, di confezionamento, peraltro risolte in breve e non direttamente legate a una diminuzione del consumo. In generale, si nota un interesse crescente verso il prodotto Igp, grazie alla ricettività di nuovi affiliati al Consorzio Tutela che hanno percepito le prospettive che un marchio di origine può offrire: per quanto riguarda il Radicchio Rosso di Treviso i coltivatori sono attualmente 99 mentre il numero dei confezionatori è aumentato da 31 a 41. Rimane invariato invece il numero dei produttori di Radicchio Variegato di Castelfranco, 22 in totale, a dimostrazione della costanza dei consociati nel portare avanti la campagna di promozione di un ortaggio ancora di nicchia, ma che ha tutte le potenzialità per equipararsi alla cicoria rossa di Treviso.
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Dop per i Fichi di Cosenza Dolce e mielato al gusto, ha buccia dorata e una forma a goccia allungata. È il Fico di Cosenza, il frutto essiccato della varietà di Ficus carica sativa (Dottato) con il cui inserimento nel registro delle Dop, i prodotti a marchio Dop, Igp, Stg riconosciuti dall’Ue toccano quota 1031. Italianissima la zona di produzione che ricade nell’intera Valle del fiume Crati e del fiume Savuto che interessano le province di Cosenza e Catanzaro.
L’eccellenza sarda nel vino
Famiglie di tutta Europa unitevi!
La Sardegna entra per la prima volta nel palmares dei top brand più rappresentativi del made in Italy enologico, riuniti nell’Istituto del vino Grandi Marchi e lo fa con le Cantine Argiolas di Serdiana (Ca). Per Franco Argiolas, AD della Cantina: «il nostro ingresso nell’Istituto dimostra che la Sardegna del vino non solo è cresciuta molto dal punto di vista qualitativo, ma ha ancora grandi potenzialità di crescita, e segna un’autorevole opportunità per far conoscere la nostra terra e conquistare nuovi mercati internazionali». Con Argiolas, Grandi Marchi raggiunge quota 8% del valore dell’export-Italia del vino imbottigliato, in rappresentanza di 12 regioni italiane. Ma non solo. «L’aver accettato la candidatura di Argiolas – dichiara il presidente dell’Istituto Piero Antinori – valorizza ulteriormente la nostra presenza in Sardegna, dove siamo impegnati in un progetto ambientale di rimboschimento delle foreste di sughero, elemento irrinunciabile per sigillare il vino di qualità».
«Quando scatto fotografie alle famiglie che incontro, cerco di trasmettere il desiderio e la forza delle relazioni umane che si rivelano attraverso volti, gesti e comportamenti». Il fotoreporter Steve McCurry racconta così il suo personale modo di guardare la famiglia e lo fa in quanto partner di Hotpoint-Ariston nel progetto “Ritratto della Famiglia Europea”. Cuore del progetto il concorso fotografico che si chiuderà il 15 ottobre, aperto a chiunque desideri immortalare se stesso e i propri cari in un momento qualunque, in un posto qualsiasi, che diventa speciale proprio grazie ai legami familiari. Le foto vanno caricate sul sito family.hotpoint.eu. «I partecipanti daranno a Hotpoint-Ariston un prezioso contributo, offriranno una chiave di lettura dei legami familiari testimoniandone i mutamenti e le evoluzioni – afferma Marco Rota, Brand Marketing Director di Indesit Company – Per noi è importante cogliere questi segnali per essere sempre al fianco dei nostri clienti principali, le famiglie di oggi».
Š Generalcommunication
La Gioielleria del Vino Apre a Porto Cervo la prima boutique de La Collina dei Ciliegi
I privilegi dedicati ai nostri clienti: chef, sommelier, un maestro d’arpa e una cantante solista - a casa o sul proprio yacht -, che cucineranno abbinando i nostri vini e allietando la serata con musica Pop. Piazza del Principe, 07021 Porto Cervo Per info: +39 015 8484385 info@lacollinadeiciliegi.it www.lacollinadeiciliegi.it I nostri partners
di Marco Bacchetta e Danila Reposi
occhio ai consumi
Associazione Civici Consumatori www.civiciconsumatori.it
Varato il Codice del Turismo Numerose novità e tutele per i consumatori/turisti In data 21 giugno 2011 è entrato in vigore il Codice del Turismo, varato con il d.lgs. n. 79 del 23 maggio 2011. Le principali novità riguardano il riordino del turismo organizzato, i diritti ai rimborsi in caso di inconvenienti, le responsabilità di agenzia e la tipologia dei contratti relativi alle case in multiproprietà. In particolare: • Le agenzie turistiche online vengono equiparate alle agenzie tradizionali e ciò consente di individuare un preciso soggetto responsabile della corretta esecuzione della prenotazione. Tutte saranno obbligate a stipulare idonee polizze assicurative a garanzia dell’esatto adempimento degli obblighi assunti con i consumatori per il viaggio, i servizi di alloggio e i servizi accessori previsti. • Per ogni pacchetto turistico dovrà essere data completa informazione al consumatore. In particolare: dettagliate informazioni sul viaggio, numeri telefonici locali 20
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di referenti dell’agenzia contattabili in caso di difficoltà o numeri telefonici diretti dell’agenzi; la facoltà di stipulare polizze assicurative a copertura di ulteriori inconvenienti quali per esempio rientro anticipato. Tutto dovrà essere precisato in opuscolo informativo da consegnarsi prima della prenotazione. Turismo accessibile: ai disabili è stato confermato il diritto di fruire “al medesimo livello di qualità degli altri fruitori dell’offerta turistica”. Incentivato il turismo con gli animali domestici al seguito. Facoltà del consumatore di cedere il proprio contratto ad altro soggetto equivalente entro quattro giorni prima della partenza. Il consumatore cedente e il cessionario saranno tenuti ai soli costi aggiuntivi dovuti alla cessione. Le revisioni di prezzo del pacchetto turistico sono ammesse solo se espressamente previste nel contratto. Qualora interven-
gano prima della partenza il consumatore può recedere senza penali e ottenere l’integrale rimborso; solo se previste e intercorse durante il viaggio, il consumatore, ove non accetti, ha diritto al rientro gratuito e al rimborso di tutto ciò che non è stato fruito, senza penali. • In caso di mancata rispondenza del pacchetto turistico prenotato a quello effettuato, il danno alla persona è risarcibile entro tre anni dal rientro mentre quello alle cose entro un anno. In caso di vacanza rovinata è previsto il risarcimento per il danno correlato al tempo di vacanza inutilmente trascorso e all’irripetibilità dell’occasione perduta. Ogni consumatore turista deve ricordarsi di presentare, mediante raccomandata a.r., formale reclamo per gli inadempimenti accaduti entro 10 giorni dal rientro. • Nella ristorazione viene introdotta una Commissione Ministeriale di valutazione che attribuirà attestati e medaglie per coloro che si sono distinti come interpreti della tradizione italiana. È inoltre stato stabilito che gli standard e i rating delle strutture ricettive verranno valutati mediante un unico metodo a livello nazionale. Inoltre prevista l’Istituzione di un call center attivo 7 giorni su 7 per l’assistenza al turista presso il Dipartimento per lo sviluppo e competitività del Turismo. • Polizze assicurative delle agenzie e degli organizzatori assisteranno il rientro dei turisti in difficoltà. • Vengono incentivati i buoni vacanza statali per coloro che, in difficoltà economica, ne faranno richiesta attraverso il sito www.buonivacanze.it. • Infine, in caso di controversie, il consumatore potrà usufruire dell’Istituto della Mediazione solo se previsto specificamente da clausola del contratto. Si segnala che è stato istituito lo Sportello del Turista, tenuto dal Dipartimento per lo sviluppo e competitività del Turismo ove i cittadini consumatori potranno proporre richieste, reclami e istanze nei confronti di imprese e operatori turistici; tali reclami verranno definiti entro sessanta giorni dalla presentazione. Le associazioni consumatori potranno assistere i cittadini in fase di reclamo. Per necessità e assistenza rivolgersi a centroservizi@civiciconsumatori.it
scienza e vita
di Giuseppe Pulina Professore di Zootecnia speciale all’Università di Sassari
L’Italia possiede un preziosissimo patrimonio di salumi dalle caratteristiche sensoriali e nutrizionali di grandissimo interesse e unico al mondo. In esso si riflette la storia e la cultura d’Italia sin dall’epoca della Repubblica e dell’Impero Romano. Come per tanti altri meravigliosi aspetti della nostra penisola, è caratterizzato e caratteristico delle diverse Regioni e, anzi, dei diversi territori. A parlarci di questo importante microcosmo alimentare il professor Carlo Corino, ordinario di Zootecnica dell’Università di Milano e uno dei massimi esperti in produzioni suine.
Un’inestimabile ricchezza italiana Sapevate che nell’antichità l’estensione di un bosco si misurava in maiali, cioè nel numero di suini che era in grado di nutrire? E vi siete mai chiesti perché in Italia esistano tante varietà di affettati così diversi tra loro? Analizziamo la centralità della produzione salumiera nel nostro Paese con l’aiuto di un esperto
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Una grande varietà di prodotti dunque, tanto grande da perdersi nelle innumerevoli “salumerie d’Italia”. Quali sono i principali protagonisti di questa vasta gamma di carni conservate? Credo che sia utile riportarne un elenco (vedi box pag.24), pur limitandoci ai prodotti a denominazione di origine protetta (Dop) e con indicazione geografica d’origine (Igp). I primi come noto devono rispondere a 3 requisiti: una specifica area geografica di produzione della materia prima (suini nel nostro caso), e allevamento e trasformazione operati secondo processi ben definiti che permettono di fornire le caratteristiche sensoriali e nutrizionali finali peculiari dello specifico alimento Dop. L’Igp deve rispondere solo alle ultime due prescrizioni. Il Dop è per definizione un salume la cui produzione, dalla nascita del suinetto fino alla commercializzazione, avviene in Italia, quindi con la massima possibilità di controllo di filiera e di verifica da parte dei Servizi Veterinari delle Asl che ne garantiscono appieno la sicurezza alimentare. Ma perché tanti salumi e così diversi tra loro... oltre che per la fortuna del nostro palato? Credo che per trovare la ragione si debba tornare molto indietro nel tempo, da quando Roma governava il mondo e attraverso i secoli più o meno bui, alla rivoluzione industriale e fino ai giorni nostri. Erano tempi in cui la vita era molto dura, gli spostamenti, il lavoro, la guerra (allora una costante)... tutto richiedeva un elevato dispendio energetico e, quindi, elevati apporti calorici con la dieta. I salumi potevano rispondere bene a questa esigenza e, contemporaneamente, essere fonte di nobili proteine di origine animale, carenti nell’alimentazione dei più fino a dopo la seconda guerra mondiale. Il maiale, animale onnivoro che meglio si adatta a ogni tipo di alimento e che “più rapidamente s’impingua”, come diceva Aristotele, rappresentava nel passato una specie di salvadanaio (guarda caso è stato ed è proprio un maialino di coccio con fessura sul dorso il primo salvadanaio di quasi tutti i bimbi) che permetteva di risparmiare ogni giorno preziose calorie e proteine tratte dagli alimenti più svariati, compresi i magri avanzi domestici, ma soprattutto dal pascolo degli allora estesi boschi di latifoglie della nostra penisola. È curioso ricordare come vi fu un tempo in cui l’estensione di un bosco si misuravano in maiali,
cioè nel numero di suini che era in grado di nutrire. Nel giorno di festa, bello per tutti tranne che per il maiale, tutta l’energia, conservata in prevalenza sotto forma di grasso, e le nobili proteine muscolari venivano a essere simultaneamente disponibili per gli allevatori-proprietari. Ed ecco il problema di conservarne la maggior parte il più a lungo possibile, e, considerate le differenze climatiche e microclimatiche, culturali e culinarie del nostro Paese, questo ha dato luogo a una enorme varietà di ricette per altrettanti tipi di salumi, inestimabile patrimonio della nostra tavola e straordinario affresco della tradizione nazionale, culinaria ma non solo. È possibile fornire una classificazione dei salumi? Se dobbiamo cercare una classificazione dei salumi possiamo innanzitutto osservare che alcuni derivano da un unico taglio anatomico (la coscia per i prosciutti, la coppa, la pancetta…) mentre altri si ottengono mediante miscelazione, previa macinazione, di tagli magri e tagli grassi (i salami). I primi hanno la caratteristica di poter essere stagionati più a lungo, anche oltre i 2 anni per i prosciutti crudi, mentre i salami, in base alla pezzatura (peso del singolo salame), sono pronti in pochi mesi e, raggiunto l’optimum di maturazione, iniziano un declino delle caratteristiche nutrizionali e organolettiche. Nei vari terroir si sono trovate tecniche diverse per prolungare la conservazione nel tempo senza danni come si faceva e si fa tuttora con i salami conservati sotto grasso o olio (il salam d’la duja, del canavese, per esempio). Ai fini d’una buona conservazione, in zone fredde con poco sole e difficoltà nella fase di asciugatura, si è poi fatto ricorso al calore del caminetto ottenendo salumi affumicati, tra i quali lo speck è sicuramente il rappresentante più nobile e più noto. Infine, ma non certo ultimi a livello di consumo pro capite, va ricordata la grande categoria dei cotti che va dai prosciutti, ai cotechini, dagli zamponi alla mortadella. Quali le caratteristiche nutrizionali dei salumi? I salumi apportano innanzitutto proteine ed energia sotto forma di grassi. Il contenuto proteico si posiziona tra il 20 e il 27%, con valori inferiori per la mortadella (15%) e ovviamente ancor più bassi per i tagli grassi come pancette e lardo. Si tratta di proteine nobili (ricche di amminoacidi essenziali) che in alcuni salumi (prosciutti crudi) si presentano già parzialmente idrolizzate a opera degli enzimi proteolitici che agiscono nel corso della stagionatura, e per questo molto digeribili e prontamente assimilate e quindi particolarmente idonee per bimbi, anziani, ammalati e sportivi. Il grasso è il punto critico, spesso demonizzato da parte di una stampa non proprio specialistica. Il contenuto in grasso è pari al 12-15% nei prosciutti; con l’eliminazione di quello esterno effettuata da molti, soprattutto dai più giovani, (vero crimine da un punto di vista sensoriale ma… de gustibus) esso si riduce a circa il 4%, che è un valore veramente basso
se si pensa che una porzione di 50 gr apporterebbe solo 2 gr di grassi! È un dato di fatto però che, fatta l’eccezione dei prosciutti (crudi e cotti), i salami contengono il 25-30% di grassi, aspetto vantaggioso nei secoli passati ma che rappresenta un limite ai giorni nostri, soprattutto perché le nostre esigenze energetiche sono di norma molto basse confrontate con quelle dei nostri progenitori. È evidente che il lardo, prezioso alimento per il contadino di inizio ’900, non lo è per l’uomo del 2000. Siamo ai soliti buoni consigli dei nutrizionisti che, in assenza di patologie, invitano a non porci limiti negli alimenti ma a rispettare rigorosamente le giuste quantità.
Una veloce carrellata sulla produzione salumiera nazionale e qui sotto il maiale, re delle tavole italiane
Questo vuol dire che i grassi dei salumi fanno male? Per quanto riguarda il grasso dei salumi dobbiamo sfatare un altro pregiudizio: il 45% dei lipidi è costituito da acidi grassi monoinsaturi, prevalentemente acido oleico, il cui nome deriva dall’olio di oliva che ne è particolarmente ricco e che non mi sembra sia accusato da alcun dietologo, anzi! Un altro 15% è rappresentato acidi grassi polinsaturi, in particolare acido linoleico (tipico di olio di mais e di soia), e solo la restante parte sono acidi grassi saturi a medio-lunga catena e quindi, tra i saturi, sicuramente i meno pericolosi. Quindi il grasso dei salumi non è sicuramente un pericolo in sé se si rispettano dosi di assunzione ragionevoli in un’alimentazione varia e bilanciata.
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scienza e vita
con eccezione parziale della Spagna, perché sono prodotti dalla trasformazione delle carni di un suino pesante, allevato specificatamente per la trasformazione secondo un disciplinare molto rigido. Per queste produzioni il suino deve essere nato in Italia, avere un peso finale di 160 kg a un’età di almeno 9 mesi (nel resto d’Europa siamo intorno ai 100-110 kg e ai 5 mesi). Ed è proprio la combinazione di peso ed età che fornisce una maturità superiore alle carni che così forniscono prodotti trasformati dalle caratteristiche uniche.
E il colesterolo? Il colesterolo alimentare è un problema fortemente ridimensionato, anche se non risolto. Le caratteristiche genetiche dei suini allevati oggi e l’alimentazione bilanciata con base mais (ricco in acidi grassi polinsaturi della serie omega-6) fanno sì che il contenuto in colesterolo dalla carne e dei salumi sia fortemente ridotto rispetto al passato e oggi la carne suina ha un contenuto in colesterolo uguale, o inferiore, rispetto alla carne bovina e avicola. Quali salumi è meglio inserire nella dieta? Il piacere a tavola è una componente importante che credo debba essere perseguita, pur con moderazione nei quantitativi, ma questo vale per tutto, dalla pasta al vino. Sotto il profilo nutrizionale è fuor di dubbio che nella produzione italiana siano presenti due eccellenze che uniscono al gusto anche caratteristiche interessantissime e uniche: i prosciutti di Parma e di San Daniele (e con loro i prosciutti crudi Dop in genere). Sotto l’aspetto sensoriale la maggior parte delle Dop ha qualcosa in più rispetto ai competitor di ogni parte del mondo,
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Quindi tutti i prosciutti crudi che mangiamo in Italia sono molto validi? No. Assolutamente no. L’eccellenza vale per le Dop citate, e anche qui si potrebbe aprire più di una parentesi in merito alla necessità di migliorare la standardizzazione del prodotto, ma al loro fianco vi sono decine di prosciutti crudi dai nomi accattivanti ma vuoti di contenuto che derivano dalla trasformazione di cosce importate dall’estero. E questa osservazione nulla ha a che fare con un malcelato protezionismo: è un dato di fatto, dimostrato dal mio gruppo di ricerca con prove di analisi sensoriale. I prosciutti crudi, prodotti a Parma da cosce di suini d’importazione (suini leggeri, di 100-120 kg), presentano caratteristiche organolettiche nettamente inferiori, direi neanche comparabili e percepite tali non solo da un panel italiano ma anche da uno francese con cui abbiamo condotto le prove in parallelo. Eppure ogni anno vengono importate circa 50 milioni di cosce, praticamente una per abitante. Certamente hanno un prezzo concorrenziale sia per il circuito del crudo che del cotto, ma rendono fragile la filiera delle nostre grandi eccellenze salumaie e in particolare l’effetto si abbatte sull’anello più debole rappresentato dagli allevatori nazionali di suini, che hanno costi e vincoli notevoli proprio perché destinati alla Dop e ormai da anni si trovano in una situazione di crisi ininterrotta. Anche noi, in qualità di consumatori, possiamo dare un segnale: scegliamo Dop e Igp italiane, ci guadagneremo in gusto e in salute.
I salumi Dop e Igp Dop Culatello Zibello Prosciutto di Carpegna Prosciutto di Modena Prosciutto di Parma Prosciutto di San Daniele Prosciutto Veneto Berico-Euganeo Prosciutto toscano Jambon de Bosses Capocollo di Calabria Coppa Piacentina Lardo d’Arnad Pancetta di Calabria Pancetta Piacentina
Igp Prosciutto di Norcia Speck dell’Alto Adige Lardo di Colonnata
almanacco di barbanera
Agosto tra città, viaggi e vacanze
È forse il mese più atteso dell’anno, quello da dedicare a se stessi e alle persone che più si amano. Il mese in cui partire per il viaggio tanto atteso o per affidare a San Lorenzo antichi desideri. Senza ovviamente dimenticare, tra una piacevolezza e l’altra, di annaffiare orto e giardino
Da ricordare Mercoledì 10 agosto – San Lorenzo
Grande tradizionale appuntamento per tutti con le stelle cadenti, il 10, per San Lorenzo: esprimiamo un desiderio, si avvererà immancabilmente! E, tra sabbia, sole e salsedine, facciamo attenzione alla salute dei nostri occhi: in caso di bisogno c’è Santa Cecilia, il 12, da sempre invocata contro le malattie oculari. E se, distratti da colori, profumi ed evasioni regalati dall’estate finiamo con il perdere qualche oggetto prezioso, invochiamo Sant’Elena, il 18: ci aiuterà a ritrovarlo. Giovedì 11 agosto e mercoledì 17 agosto – Santa Chiara d’Assisi e Santa Chiara da Montefalco
Tutte coloro che si chiamano Chiara avran-
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no di che festeggiare in questo mese! Ben due sono infatti le Sante, entrambe umbre, che si ricordano ad agosto, la prima, Santa Chiara d’Assisi, si celebra il giorno 11, l’altra, Santa Chiara da Montefalco, il 17. Com’è ben noto, la vicenda di Chiara d’Assisi, cittadina dove nacque nel 1194, si lega a quella di San Francesco che la giovane decise di seguire per percorrere con lui la strada della povertà. Il Santo le affidò la Chiesa di San Damiano di cui divenne badessa fondando l’ordine francescano femminile delle Clarisse. Morì nel 1253. L’altra Chiara, quella di Montefalco, nacque invece verso il 1268. A soli sei anni entrò nell’eremo fondato da sua sorella Giovanna dove divenne superiora e guida del nuovo ordine degli Eremiti di Sant’Agostino.
di M. Pia Fanciulli
Saggezza popolare · In agosto, stelline e conchiglie è il raccolto delle famiglie. · La rapa e il ravanello rendono il viso bello. · Chi nasce d’agosto non ha la testa a posto. · Se le nuvole vanno al mare, bel tempo vuol fare. · San Lorenzo l’innocente (10 agosto), mille fuochi nel cielo accende. · Acqua d’agosto dà castagne e mosto. · Zucchina e melone sono buoni di stagione. · Per l’Assunzione di Maria (15 agosto), fiori e frutti se ne vanno via. · Con l’ultima acqua d’agosto, il sole è bello e riposto. · D’agosto, che l’avemmaria non ti trovi nel bosco.
Sole e luna Il Sole • Il 1° sorge alle 05.53 e tramonta alle 20.19 • L’11 sorge alle 06.03 e tramonta alle 20.07 • Il 21 sorge alle 06.14 e tramonta alle 19.52 Il 1° agosto si hanno 14 ore e 26 minuti di luce solare, mentre il 31 se ne hanno 13 ore e 12 minuti: si perdono 74 minuti di luce. La Luna • Il 1° sorge alle 07.50 e tramonta alle 21.01 • L’11 tramonta alle 03.32 e sorge alle 18.34 • Il 21 tramonta alle 13.44 e sorge alle 23.19 La Luna è al Perigeo martedì 2 alle ore 23 e martedì 30 alle 20. È all’Apogeo giovedì 18 alle ore 19. Luna in viaggio In questo mese i giorni favoriti dalla Luna per gli spostamenti sono: 14, 17, 18, 19, 22, 23, 24.
Orti e dintorni
Ancora oggi, nei casi in cui sopravviva quella straordinaria usanza di unire in uno stesso spazio, solitamente l’orto, fiori e ortaggi, le dalie sono tra le presenze più antiche e amate. Generose e capaci di donare fioriture che accompagnano la stagione estiva, queste bellissime piante tuberose ricrescono per parecchi anni nello stesso luogo se si ha la cura di proteggerne bene le radici nel periodo invernale. Si avranno fioriture abbondanti e prolungate se le si colloca in posizione soleggiata e le si annaffia regolarmente. Quanto all’orto è il momento di seminare all’ombra, con la Luna crescente (dal 1° al 12 e dal 30) rucola e ravanelli, ma anche di trapiantare cavoli, bietola a costole e radicchio. Si dovranno invece raccogliere in Luna calante (dal 14 al 28) cipolle, patate e pomodori da conservare. Seminare infine lattughe e radicchi medio-tardivi.
Belli e sani
In montagna, in piscina, al mare. In estate un aspetto salutare e tonico non può prescindere da una bella abbronzatura. Ma la pelle, se non adeguatamente trattata, può risentirne. Un buon sapone alla malva avrà un benefico effetto doposole. Si prepara versando 15 gr di fiori di malva essiccati in 115 gr di acqua calda. Sciogliere quindi a bagnomaria 150 g di sapone vegetale in scaglie. Versarvi il composto di malva e mescolare. Amalgamare tutto e versare negli stampi. Lasciar asciugare, estrarre il sapone e farlo essiccare. Non è vero che mal di gola e afonie colpiscono soltanto nella stagione fredda. Per eliminare il fastidio sciogliere mezzo cucchiaino di sale e uno di curcuma in una tazza d’acqua calda. Con la miscela fare dei gargarismi prima di andare a letto. Se possibile effettuare il trattamento nel periodo di Luna calante. E contro il mal di testa da stress? Invece di ricorrere al solito cachet, si troverà sollievo in un rimedio del tutto naturale. Annusiamo un bicchiere di aceto nel quale avremo fatto sciogliere un pizzico abbondante di sale grosso. Il fastidio scomparirà.
Non più estate non ancora autunno Settembre è un mese di passaggio, durante il quale mutano colori e atmosfere. La luce si fa radente, tutto diventa più tranquillo e intimo. Si torna alla vita di sempre, con un pizzico di nostalgia, ma preparando se stessi e l’orto a una nuova, e sempre straordinaria, fase dell’anno
Da ricordare Martedì 20 settembre Breccia di Porta Pia
Venerdì 23 settembre Equinozio d’autunno
Non si può non ricordare in questo 2011 in cui l’intero Paese sta dedicando eventi alle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia, uno degli episodi più importanti e significativi del nostro Risorgimento. Fu infatti il 20 settembre del 1870 che la città di Roma divenne teatro della notissima Presa o Breccia di Porta Pia che sancì l’annessione di Roma al Regno d’Italia, decretando la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale dei Papi. Fu così che l’anno successivo la capitale d’Italia venne trasferita da Firenze a Roma. Non solo, la data del 20 settembre diventò festività nazionale, per poi essere abolita nel 1930 durante il periodo fascista.
Il Sole in questo giorno lascia il segno della Vergine ed entra in quello della Bilancia. Momento che coincide con l’Equinozio d’autunno: si saluta l’estate per accogliere la nuova stagione. È questo il periodo dell’anno in cui notte e dì, come appunto indica la parola (aequinoctium, “notti uguali”) hanno ugual durata. Accade lo stesso anche a marzo, il 21, con l’Equinozio di primavera, ma mentre questo segna il trionfo della luce, quello d’autunno apre le porte alla metà più oscura dell’anno: d’ora in poi le giornate cominceranno progressivamente ad accorciarsi fino alla massima estensione del buio che si avrà nel giorno del Solstizio d’inverno.
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almanacco di barbanera Saggezza popolare · Il mese con due Lune (Luna nuova 2 e 30 luglio) porterà fortune. · Se le cicale smettono di cantare, arriva il temporale. · La pesca va mangiata appena spiccata. · Per Santa Rufina (10 luglio), o si miete o si è in rovina. · Luglio soleggiato, vino a buon mercato. · Mare bianco, scirocco in campo. · Estate asciutta non rovinò mai contadino. · Se l’allodola canta sull’altura, prendi la falce per la mietitura. · Sole in Leone poni la moglie in un cantone. · Se piove per Sant’Anna, l’acqua diventa manna.
Sole e luna Il Sole • Il 1° sorge alle 05.28 e tramonta alle 20.39 • L’11 sorge alle 05.34 e tramonta alle 20.36 • Il 21 sorge alle 05.42 e tramonta alle 20.30 Il 1° luglio si hanno 15 ore e 11 minuti di luce solare, mentre il 31 se ne hanno 15 ore e 13 minuti. Il 1° luglio eclissi parziale di Sole invisibile in Europa. La Luna • Il 1° sorge alle 05.26 e tramonta alle 20.44 • L’11 tramonta alle 01.48 e sorge alle 17.15 • Il 21 tramonta alle 11.58 e sorge alle 23.12 La Luna è al Perigeo giovedì 7 alle ore 17. È all’Apogeo venerdì 22 alle ore 01. Luna in viaggio In questo mese i giorni favoriti dalla Luna per gli spostamenti sono: 16, 17, 21, 22, 26, 27.
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Orti e dintorni
Coltivate in vaso o in terra, se amiamo le begonie è il momento di moltiplicarle per talea. Basterà prelevare da una pianta ben sviluppata un ramo senza fiori di circa 30 centimetri, ma che abbia un germoglio laterale. Si taglia in pezzetti di circa 10 cm da interrare ognuno in un vasetto con un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Quanto ai lavori nell’orto, iniziare in Luna crescente (dal 2 al 14 e il 31) il trapianto dei cavolfiori precoci. Annaffiare gli ortaggi soltanto nelle prime ore del mattino o di sera tardi, evitando l’irrigazione a pioggia. Raccogliere inoltre susine e pesche da consumare fresche o da trasformare in conserve (meglio con la Luna calante). Se non troppo mature si possono conservare in frigo a 4°C. In Luna calante (dal 16 al 29) raccogliere i bulbi di aglio e cipolla. Ripulirli dalla terra e metterli a essiccare al sole prima di riporli in ambiente asciutto. Raccogliere e conservare le abbondanti verdure di questo mese.
Belli e sani
L’estate è senz’altro la stagione ideale per dedicare qualche attenzione in più al nostro corpo e alla pelle che, in questo periodo, può diventare più grassa. Che ne dite allora, invece di ricorrere a costose creme, di affidarvi ancora una volta alla natura e soprattutto ai succosi frutti dell’orto? Di sicura efficacia risulterà infatti una maschera di pomodori freschi schiacciati, applicata sul viso e tenuta in posa per alcuni minuti. Il volto va poi sciacquato e vaporizzato con una tisana tiepida al fieno greco o alla menta, con aggiunta di qualche goccia di limone. I risultati saranno sorprendenti, per una pelle a prova d’estate. È stato inoltre dimostrato scientificamente che l’attività fisica all’aria aperta, ad esempio una camminata a passo spedito, libera nel sangue le cosiddette endorfine del buonumore. Può bastare amche solo una passeggiata di tre quarti d’ora al giorno per avere un effetto positivo sulla psiche. Senza dimenticare come anche il Sole abbia un effetto salutare consentendo la sintesi della vitamina D. Un’ulteriore amplificazione dei benefici si avrà camminando in ambienti naturali, in riva al mare o nel verde delle campagne, oppure ascoltando, mentre si passeggia, musica rilassante.
di Gilda Ciaruffoli
Appuntamenti
agosto
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Domenica
Umbria
Una festa tricolore
La Notte Verde Bianca Rossa si inserisce nell’ambito delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia e intende valorizzare l’inconfondibile stile italiano con un ricco programma di iniziative tutte concentrate in una notte. Nella suggestiva cornice del centro storico di Città della Pieve, spazi espositivi propongono il meglio del made in Italy: performance artistiche e culturali, laboratori, mostre, incontri e degustazioni per una vetrina a tutto tondo delle eccellenze del Bel Paese. A inaugurare la due giorni, l’attesissimo Cookin’Show live tutto dedicato alla pasta, curato da Alex Revelli, giornalista, conduttore televisivo ed esperto enogastronomico. 6-7 agosto, Città della Pieve (Pg) - Info: www.comune.cittadellapieve.pg.it
Sicilia
Calda terra di bontà
Protagonisti della rassegna Degustando la Busiata sono il territorio – grazie alle escursioni guidate che lo presentano nel suo splendore –, gli spettacoli, ma soprattutto le busiate, specialità di pasta fresca, i vini, le spinci e tante altre golosità. Artigiani al lavoro, inoltre, danno dimostrazioni della preparazione di pasta, dolci, coltelli citini, fiscaletti, tappeti ericini, canestri di ulivo e canna... e altri mestieri quasi scomparsi della tradizione agro-pastorale locale. 5-10 agosto, Custonaci (Tp) Info: www.prolococustonaci.it
Lombardia
Esperienze… divine
Nella splendida cornice del centro storico di Ardesio, prende il via la 7ª edizione di Ardesio DiVino, rassegna enogastronomica dove selezionati viticoltori e artigiani del gusto propongono in assaggio e in vendita i propri prodotti, con un’attenzione costante per la selezione, la qualità e la varietà. Anche quest’anno numerose le iniziative: la cena DiVina, le cene eco-sostenibili all’aperto a base di prodotti tipici selezionati, la Piccola Scuola di Cucina a cura di Papille & co., un laboratori ludico-creativi per bambini, e imperdibili concerti. 6-7 agosto, Ardesio (Bg) Info: www.ardesiodivino.it 30
Toscana
AppuntamentI Da star
Tra i protagonisti del Tuscan Sun Festival, Sharon Stone e Jeremy Irons, insieme in Nocturne: Seduction, Smoke and Music The love story of Chopin and George Sand, una performance di teatro, musica e danza. Ricco il programma musicale del Festival al quale si accompagna un’agenda fitta di appuntamenti, dall’arte alla letteratura, dall’enogastronomia al wellness con Trudie Styler, moglie di Sting, che propone un mix di yoga, pilates e danza. James Suckling, tra i più influenti critici enologici al mondo, torna inoltre per proporre Masters of Wine: una conferenza con degustazione guidata seguita da una cena stellata a Il Falconiere, relais gourmet nella campagna cortonese. 1-7 agosto, Cortona (Ar) Info: www.tuscansunfestival.com
SSSSSSssst!
Il riposo fa bene al sapore.
Stagionato da 9 a 15 mesi
La sua pasta già granulosa ha un gusto delicato: ecco il Grana Padano D.O.P. più giovane, il formaggio da pasto per eccellenza.
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Formaggio da grattugia o da tavola? Il Grana Padano D.O.P. oltre 16 mesi risolve ogni dubbio, con il suo gusto pieno, pronunciato ma mai piccante.
Stagionato oltre 20 mesi
Grana Padano RISERVA: la stagionatura prolungata lo rende di assoluta eccellenza. Perfettamente idoneo tanto al consumo da pasto che da grattugia, è una scelta da veri intenditori.
Grana Padano, tre stagionature, tre sapori.
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“Interventi per la promozione e la valorizzazione delle produzioni Lattiero casearie di qualità - art 4 l.r. n. 9/2005 - DGR 2049/2010”
Appuntamenti
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Domenica
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Domenica
Emilia-Romagna
Le stelle nel bicchiere
Sotto la pioggia di stelle cadenti di San Lorenzo, a Brisighella è in programma La Notte Blu al Chiarore delle Stelle: l’armonia e la grande anima della musica blues si unisce al gusto e alla passione delle migliori produzioni vinicole della Valle del Lamone. Presso il delizioso borgo arroccato è possibile degustare le tante specialità locali, tra le quali da ricordare il Brisighello, l’eccellente olio extravergine di oliva Dop della zona. 10 agosto, Brisighella (Ra) - Info: www.brisighella.org
Campania
Storia e tradizioni a Gesualdo
Saperi & Sapori si tiene nella suggestiva cornice del centro storico del borgo campano. La manifestazione prevede una serie di eventi musicali, itinerari culturali ed enogastronomici, convegni e mostre d’arte ispirate alla storia e all’evoluzione della popolazione e del borgo antico gesualdino, che in passato ha rappresentato uno dei principali centri dell’Irpinia. Per l’occasione le casette del borgo ospitano espositori di vario genere in un percorso ben articolato e studiato, in grado di riportarci ai sapori... e ai saperi di una volta. 17-19 agosto, Gesualdo (Av) Info: astreagesualdo.jimdo.com
Località varie
Centocinquanta brindisi
Il vino per unificare ancora una volta l’Italia, con le innumerevoli iniziative messe in campo dagli oltre 200 Comuni aderenti all’Associazione nazionale Città del Vino e dalle cantine socie del Movimento Turismo del Vino in occasione di Calici di Stelle. Il brindisi sotto le stelle nella notte di San Lorenzo si fa con i tanti vini tipici di ogni regione. Per l’occasione è stato realizzato anche un apposito Calice dell’Unità d’Italia, che oltre al tradizionale logo di Calici di Stelle ha, dipinta sul piede, la bandiera italiana simbolo del 150°: un ricordo speciale per un’edizione speciale della manifestazione. 10 agosto, Città del Vino Web: www.movimentoturismovino.it 32
Foto Paolo Mini
Marche
IL GUSTO DI UNA CENA RinascimenTALE
La 30ª edizione della Festa del Duca – Sipari Rinascimentali, ricorda con rievocazioni, mostre, laboratori artistici, poesia, teatro, danza, rassegne di cinema storico, laboratori, mercati rinascimentali e artigiani dislocati per il centro storico, i fasti della corte feltresca e le radici storico-culturali della città rinascimentale. Durante le serate di festa è possibile mangiare nei giardini e nei cortili allestiti secondo i dettami delle storiche osterie rinascimentali, assaggiando i piatti tipici che imbandivano le tavole dei Montefeltro. 19-21 agosto, Urbino Info: www.urbino-rievocazionistoriche.it
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Appuntamenti
agosto
22 Lunedì 23 Martedì 24 Mercoledì 25 Giovedì 26 Venerdì 27 Sabato 28 Domenica 29 Lunedì 30 Martedì 31 Mercoledì
Piemonte
Passeggiando tra i vigneti
La Mangialonga è una passeggiata enogastronomica non competitiva, che si snoda per 4 km tra i sentieri della Langa del Barolo, offrendo l’opportunità di gustare piatti tipici piemontesi accompagnati da bicchieri di vino, camminando tra i vigneti. Il percorso è scandito da tappe di degustazione. Slogan della manifestazione è “cammina nel verde, cammina nel vino”, proprio perché l’intento è quello di valorizzare i vini e le specialità gastronomiche locali, gustandole direttamente nei luoghi di produzione. 28 agosto, La Morra (Cn) - Info: www.mangialonga.it
Valle d’Aosta
Un monte di dolcezza
L’antica cittadina montana di Vallis Digna apre le porte alle prelibatezze del cibo degli dei in occasione di ChocolaThuile. Ricco il programma della manifestazione, che vede protagonista il cioccolato. Tra le verie iniziative, un folkloristico mercatino con oltre 30 stand artigianali che presentano al pubblico tutte le specialità e le novità in tema cioccolato. E ancora, mostre di disegni e sculture completamente in cioccolato, ristorazione con menù a tema e interessanti dimostrazioni di cioccolateria con lavorazioni e presentazioni live a opera di abili e creativi Maestri Pasticceri. 27-28 agosto, La Thuile (Ao) Info: www.chocolathuile.com
Umbria
Musica che unisce
L’edizione 2011 del Festival delle Nazioni è interamente dedicata al 150° dell’Unità d’Italia e cerca di esplorarne in particolare i riverberi che si ebbero nel mondo della musica. Il cartellone prevede concerti dedicati alla grande scuola veneta e a quella napoletana; non manca il melodramma, la lirica e i canti dell’Italia popolare dopo l’unificazione. E un doveroso omaggio alla nascita di Ferenc Liszt. Da segnalare la prima assoluta di Salvatore Sciarrino, uno dei compositori italiani contemporanei più affermati al mondo. dal 23 agosto, Città di Castello (Pg) Info: www.festivalnazioni.com
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Puglia
Latte d’asina per tutti!
È il paesaggio il protagonista della terza edizione del Festival dei Sensi; il paesaggio osservato da occhi diversi con le suggestioni proposte dagli ospiti che si alternano nel ciclo di lezioni e racconti ospitati dalle più belle masserie e dimore storiche della Valle d’Itria. Simbolo del Festival: l’Asino di Martina Franca, razza allevata nella cosiddetta Murgia dei trulli, tra boschi e macchia mediterranea. E proprio il mitico latte d’asina è protagonista della degustazione presso l’elegante masseria S. Paolo di Martina Franca. Nella programmazione per l’infanzia figura un curioso laboratorio dedicato a un’antica tradizione della gastronomia pugliese: i fichi secchi. 26-28 agosto, Cisternino (Br), Locorotondo (Ba), Martina Franca (Ta) Info: www.festivaldeisensi.it
Ott ob re
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Vi a in c spett ima iam alla o a col Grap lina pe di A rie A ltav per illa te M o Do nfe me rra to nica 2
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Bevi responsabilmente!
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Viale Unità d’Italia, 2 - Altavilla Monferrato (AL) +39 0142 926147 www.mazzetti.it
Appuntamenti
settembre
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Domenica
Calabria
Per serate piccantissime
Il Peperoncino Festival prevede degustazioni di specialità piccanti, piatti della tradizione e novità infuocate. Ma anche mostre di pittura e fotografia, rassegne cinematografiche, artisti di strada e spettacoli teatrali. Il Festival infatti valorizza il peperoncino in tutti i suoi aspetti: in senso gastronomico, con la proposta dei piatti locali, ma anche come sinonimo di trasgressione in tutte le espressioni di arte e letteratura. E come simbolo della tradizione locale, con l’occhio attento al bagaglio di credenze popolari che lo vogliono afrodisiaco e caccia-malocchio. 7-11 settembre, Diamante (Cs) - Info: www.peperoncino.org
Emilia-Romagna
Lunga vita al re Porcino
A fine estate, gourmet e golosi si radunano alla corte del re dei funghi, per celebrarlo alla 16ª edizione della Fiera Nazionale del Fungo Porcino. Una tradizione per l’Appennino parmense che ogni anno inebria i palati dei buongustai con mille e una ricetta a base del prelibato miceto. Un weekend di ghiotte occasioni dove poter gustare, acquistare, imparare a conoscere e amare il sovrano del sottobosco; e ancora corsi di cucina con chef locali ed eventi sempre interessanti, tra i quali spiccano il mercato ambulante e la Fiera del Gusto italiano. 9-11 settembre, Albareto (Pr) Info: www.albaretofunghi.it
Toscana
Alla scoperta del Carmignano
Innovazione, enologia di qualità e promozione del territorio. Sono questi i capisaldi della 12ª edizione di Di Vini Profumi che si tiene all’interno della storica cornice del Giardino di palazzo Buonamici di Prato. La manifestazione rappresenta un’ottima occasione per conoscere il vino Carmignano, una delle 9 Docg toscane, attraverso specifici banchi d’assaggio, degustazioni guidate e un ricco programma di appuntamenti collaterali, legati alla gastronomia e alle tipicità pratesi: dalle cene con menù tipico a CarmiGnam, percorso itinerante che fa tappa nei migliori ristoranti del centro. 10-11 settembre, Prato Info: www.pratoturismo.it 36
Liguria
Un viaggio nella mente
Il primo festival in Europa dedicato alla creatività e ai processi creativi, chiama a raccolta filosofi, scienziati, scrittori, architetti, designer, musicisti, psicoanalisti, storici, attori e registi, italiani e stranieri. Oltre 80 eventi per un festival di approfondimento culturale che ha luogo nel cuore storico della città di Sarzana. Tre giornate di conferenze, letture, spettacoli e performance, workshop e una sezione di laboratori dedicati ai ragazzi. A tutti i relatori viene chiesto di raccontare non solo il “cosa”, ma soprattutto il “come” e il “perché” del loro lavoro e del loro percorso creativo. Foto: circolo fotografico sarzanese. 2-4 settembre, Sarzana (Sp) Info: www.festivaldellamente.it
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Appuntamenti
settembre
12 Lunedì 13 Martedì 14 Mercoledì 15 Giovedì 16 Venerdì 17 Sabato 18 Domenica
Lombardia
Scoprire la Franciacorta
Tra Brescia e il Lago d’Iseo, il Festival Franciacorta è l’occasione ideale per vivere un’esperienza unica. Per chi vuole avvicinarsi al vino Franciacorta per la prima volta oppure per gli intenditori che desiderano conoscere i segreti dei pregiati vitigni Chardonnay e Pinot, le cantine organizzano percorsi di visita e degustazioni delle differenti etichette da loro prodotte. Per chi invece desideri imparare ad abbinare il Franciacorta, una selezione di ristoranti e agriturismi della zona propone speciali menù della tradizione bresciana e originali creazioni, suggerendo abbinamenti coi migliori Brut, Extra Brut, Satèn o Rosé. 17-18 settembre, località varie - Info: www.festivalfranciacorta.it
Toscana
La musica nell’anima
Torna Anima Mundi, la rassegna internazionale di musica sacra, giunta all’11ª edizione, che accoglie il suo pubblico nell’ambito dei suggestivi spazi della cattedrale e del cimitero monumentale di Pisa. Luoghi sacri che accolgono la musica e moltiplicano il suo potere di generare forti emozioni condivise, consentendo alle persone di stare bene insieme, e di sentirsi in pace. Gli spazi prescelti per la manifestazione offrono una condizione privilegiata che pervade lo spirito e la sensibilità di chi suona e di chi ascolta, rendendo esecutori e pubblico parte di un’unica comunità. dal 17 settembre, Pisa Info: www.opapisa.it
Umbria
Giallo passione
Si chiama Zaff, i giorni dell’Afrodisiaco, l’appuntamento dedicato allo zafferano e al rapporto tra cibo ed erotismo, che, rispetto alle passate edizioni (ancora sotto il nome “Aphrodisiac”) vuole ancorarsi ancora di più al territorio e alla sue peculiarità, prima fra tutte la produzione del cosiddetto Croco di Pietro il Perugino. La manifestazione propone, dunque, un unico grande polo tematico incentrato sullo zafferano per conoscerne ogni uso, non solo in cucina, grazie a laboratori gratuiti del gusto e mostre e rassegne fotografiche sulla tradizione di questa pregiata spezia, dalla raccolta all’uso. 15-18 settembre, Città della Pieve (Pg)
Info: www.cittadellapieve.org 38
Marche
Il pane dell’Adriatico
Se i venti di maestrale e tramontana, portatori di buon tempo, faranno convergere nel centro di Senigallia il profumo di deliziose fragranze panificatorie, c’è solo una spiegazione: è tornata Pane Nostrum, manifestazione che da 11 anni si dedica all’arte bianca. Una gustosa e affascinante esperienza attraverso i sapori, le fragranze, la storia, le usanze, la geografia del pane del mondo che ogni anno plasma le sue edizioni su temi o aree geografiche mirate: l’edizione 2011 focalizza l’attenzione sui pani che si incontrano passo dopo passo lungo le terre che abbracciano l’Adriatico. 15-18 settembre, Senigallia (An) Info: www.panenostrum.com
Appuntamenti
settembre
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Lunedì
20
Martedì
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Mercoledì
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Giovedì
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Venerdì
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Sabato
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Domenica
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Lunedì
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Martedì
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Mercoledì
29
Giovedì
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Venerdì
Trentino
Gusto ad alta quota
Un affascinante scenario di vette nel cuore delle Dolomiti, speck in tutte le possibili varianti e un programma d’intrattenimenti vario e interessante: ecco quel che promette il 9° Speckfest Alto Adige. Tre giorni per festeggiare, ballare e gustare prelibatezze a base di speck ai piedi delle Odle. In programma gli eventi più svariati, come il mercato contadino che propone in vendita prodotti tradizionali e ospita dimostrazioni di antichi mestieri artigianali. Con la degustazione, gli ospiti della festa possono provare l’eccellente qualità dello Speck Alto Adige Igp e del Bauernspeck, lo speck contadino. dal 30 settembre, Santa Maddalena (Bz) - Info: www.speckfest.it
Sicilia
Bontà meticcia
Protagonista indiscusso della Cous Cous Fest è, ovviamente, il cous cous, piatto ricco di storia ed elemento di sintesi tra culture, simbolo di apertura, meticciato e contaminazione. Momento centrale della festa è la gara gastronomica internazionale alla quale partecipano chef da tutto il mondo, nella splendida cornice di un borgo marinaro dal clima caldo, dal mare cristallino e dalle bellissime spiagge. La manifestazione è un’occasione di festa, fatta di sapori, approfondimenti e spettacoli che vedono alternarsi numerosi artisti di fama internazionale. 20-25 settembre, San Vito Lo Capo (Tp) Info: www.couscousfest.it
Friuli- Venezia Giulia
Un mappamondo di sapori
Si chiama Gusti di Frontiera, ma a Gorizia i confini non esistono, perché questa rassegna gastronomica riunisce specialità e tradizioni culinarie nazionali ed europee. Tra le vie del centro storico si snodano i sapori di una kermesse golosa, un viaggio appetitoso tra i formaggi francesi, il Fois Gras della Normandia, le ostriche e lo champagne. Inoltre il goulash ungherese, la cucina balcanica di Serbia, Albania e Montenegro, l’appetitosa gastronomia slovena e croata. Non mancano i toni decisi della cucina di Stiria, Carinzia, e di altri numerosissimi Paesi. 22-25 settembre, Gorizia Sito web: www.comune.gorizia.it 40
Umbria
Per sempre primo
Al via la 13ª edizione de I Primi d’Italia, Festival Nazionale dei Primi Piatti che vede il centro storico folignate animato da suggestivi villaggi del gusto per un viaggio alla scoperta di riso, pasta, polenta, zuppe, gnocchi, ricette della tradizione e piatti creativi. Sedici location propongono assaggi no-stop dedicati al piatto principe delle nostre tavole interpretato da cuochi del territorio in abbinamento a prodotti tipici e specialità regionali. Non mancano le scuole di cucina tenute dai grandi chef italiani che, attraverso lezioni e degustazioni, propongono anche veri e propri master dedicati ai piatti di terra e di mare. dal 29 settembre, Foligno (Pg) Info: www.iprimiditalia.it
appuntamenti in breve 40 1
Itinerario danza
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Spettacoli e cene gourmet. Info: www.ballettodelsud.it fino al 28 agosto, località varie – Puglia 2
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Jazz in maggiore
Serate di musica all’aperto. Info: www.comune.luino.va.it 1-2 agosto, Luino (Va) – Lombardia 3
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Lirica in piazza
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6
Incontro tra musica e borghi storici. Info: www.liricainpiazza.it 3-6 agosto, Massa Marittima (Gr) – Toscana
34 26
41
36 44
4
Sagra della porchetta e dei fagioli con le cotiche
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25
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Gastronomia, musica e folklore. Info: www.prolocomonte.it 3-7 agosto, Monte Santa Maria Tiberina (Pg) Umbria 5
Sagra dei piatti tipici vibratiani
Specialità locali e ballo in piazza. Info: www.comunecorropoli.it 3-11 agosto, Corropoli (Te) – Abruzzo 6
MiTo SettembreMusica
Festival che suggerisce nuovi itinerari di ascolto: dalla classica al pop, dal jazz all’etnica all’avanguardia. Info: www.mitosettembremusica.it 3-22 settembre, località varie Piemonte/Lombardia 7
Festival del gusto
Percorsi di gastronomia e musica in piazza. Info: www.festivaldelgusto.net 4-7 agosto, Grottaminarda (Av) Campania 8
Carnevale estivo
Carri e dolciumi, come da tradizione. Info: www.carnevaledifano.com 4-7 agosto Fano (Pu) – Marche 9
Sagra della salsiccia
Prodotti tipici e musica. info: www.kaluriafestival.com 5 agosto, Cosoleto (Rc) – Calabria 10
Fiera del tartufo nero
Presidi Slow Food, tipicità della Ciociaria. Info: www.tartufodicampoli.it 6-7 agosto, Campoli Appennino (Fr) Lazio 11
Gran galà del pescespada
Festa che celebra il legame tra uomo e mare. Info: www.prolocobagnara.it 7 agosto, Bagnara (Rc) – Calabria
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18
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8 45 46
4 12
Is Fassonis
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30
3
Singolare gara di velocità nello stagno. Info: www.sardegnacultura.it 7 agosto, Santa Giusta (Or) – Sardegna
31 49
Sagra del Vermentino
I dolci profumi agrumati del Vermentino di Gallura risalgono le stradine del paese. Info: www.comune.monti.ss.it 7 agosto, Monti (Ot) Sardegna 14
7 10
Sagra del pecorino
Stand nel centro storico. Cagliata pubblica. Info: www.comune.moliterno.pz.it 7 agosto, Moliterno (Pt) – Basilicata 15
Sagra dello stocco
Degustazione dello stoccafisso cucinato secondo le tradizioni mammolesi. Info: www.prolocomammola.it 9 agosto, Mammola (Rc) – Calabria 17
Tor de Géants
Oltre 330 km di tour enogastronomico. Info: www.tordesgeants.it 11-18 settembre, località varie Val d’Aosta 18
19 13
La pezzata
Sagra dell’agnello alla brace e della pecora bollita con erbe aromatiche. Info: www.capracotta.com 7 agosto, Capracotta (Is) – Molise 16
5
Palio das cjarogiules
Sfida rustica fra contrade Info: www.paliodascjarogiules.it 13-14 agosto Paluzza (Ud) Friuli-Venezia Giulia
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Sagra della cipolla
Stand per le vie del paese: la cipolla viene servita in tutte le versioni possibili. 21 Info: www.ibla.net/giarratana 48 14 agosto, Giarratana (Rg) – Sicilia 20
Torta dei fieschi
Per ricordare le nozze del Conte di Lavagna, taglio di una torta da 13 quintali. Info: www.tortadeifieschi.com 14 agosto, Lavagna (Ge) – Liguria 21
Gran Galà di mezza estate
Cene di gala presso gli hotel Romazzino e Pitrizza. Info: www.starwoodhotels.com 15 agosto, Porto Cervo (Ot) Sardegna 22
Sagra del Gallo
Degustazione di pollo ai sapori chiaramontani. Info: www.sagradelgallo.net 17 agosto, Chiaramonte Gulfi (Rg) Sicilia
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Sagra del vino e della lumaca
Degustazione di tipicità. Info: www.terradisud.com 17-18 agosto, Irsina (Mt) – Basilicata 24
Festa del mangione
Giochi, musica, balli e degustazioni. Info: www.festadelmangione.it 19-23 agosto, Baronissi (Sa) Campania 25
0
Festival del mare
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Il mastrogiurato
Cene, canti e balli medievali. Info: www.mastrogiurato.it 28 agosto, Lanciano (Ch) - Abruzzo 30
Fiera del mare
Tipicità enogastronomiche e artigianali. Info: 0549905380 25-28 agosto, San Mauro Mare (Fc) Emilia-Romagna 26
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Sagra del Peperone
Bianco rosso & blues
Concerti e laboratori enogastronomici. Info: www.comune.carmagnola.to.it 26 agosto-4 settembre, Carmagnola (To) Piemonte
Incontri musicali ed enogastronomici. Info: www.trasimenoblues.net dal 3 settembre, località varie (Pg) Umbria
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Giornate del miele
15 39
La corsa degli scalzi
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11
19 22
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Douja d’or
Salone Nazionale di vini selezionati. Info: www.doujador.it 11-18 settembre, Asti – Piemonte 42
Forni, funghi e gastronomia
Mostre e degustazioni di funghi. Info: www.friulidigusto.it 11 e 18 settembre, Forni di Sopra (Ud) Friuli-Venezia Giulia 43
Taste of Milano
Valtidone WineFest
Sagra del fuoco
Sicilian Fish on the Road
Festival della filosofia
Evento che festeggia l’intelletto ma anche il palato, grazie ai “menù filosofici”. Info: www.festivalfilosofia.it 16-18 settembre, Modena, Carpi e Sassuolo (Mo) – Emilia-Romagna 45
Assedio Alla Villa
Rievocazioni storiche di sapore medievale. Info: www.assedioallavilla.it 16-18 settembre, Poggio a Caiano (Po) Toscana 46
La notte delle streghe
Il centro cittadino viene infestato da misteriose presenze. Info: www.comune.polverigi.an.it 17 settembre, Polverigi (An) – Marche 47
Tocatì
Bontà siciliane in tour. Info: www.sicilianfishontheroad.com 8-10 settembre, Parma – Emilia-Romagna
Festival internazionale dei giochi in strada. Info: www.tocati.it 23-25 settembre, Verona – Veneto
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ViniMilo
Sagra dei vini dell’Etna. Info: www.comunedimilo.ct.it 10-11 settembre, Milo (Ct) – Sicilia 38
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Sagra dei canederli
Degustazione delle tipicità locali. Info: www.sagradeicanederli-vipiteno.com 11 settembre, Vipiteno (Bz) Trentino-Alto Adige
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Sagra dei Crotti
Gara a colpi di fuochi d’artificio Info: www.sagradelfuoco.it 7-8 settembre, Recco (Ge) – Liguria
9
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Occasione ideale per mangiare genuino e tipico, tra valli e montagne. Info: www.sagradeicrotti.it 3-4, 10-11 settembre, Chiavenna (So) Lombardia
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16
Festival du bot
Balli e canti al suono di antichi strumenti. Info: www.comune.castelpetroso.is.it 11 settembre, Castelpetroso (Is) – Molise
Festa che viene fatta risalire al 1619. Info: www.prolococabras.it 3-4 settembre, Cabras (Or) - Sardegna
Borghi alle pendici dell’Appennino sono teatro di degustazioni e spettacoli. Info: www.valtidonewinefest.it 4-11-17-25 settembre, località varie (Pc) Emilia-Romagna
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Venti chef per celebrare la ristorazione milanese di eccellenza. Info: www.tasteofmilano.it 15-18 settembre, Milano – Lombardia
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Mostra mercato e degustazione. Info: www.vicenzagrifood.it 27-28 agosto, Asiago (Vi) - Veneto
Celebrazione della tradizione marittima. Info: 0549905380 1-4 settembre, Cattolica (Rn) Emilia-Romagna
L’Associazione apicoltori Sudtirolesi presenta un assortimento di mieli di qualità. Info: www.mielealtoadige.com 26-27 agosto, Bressanone (Bz) Trentino-Alto Adige
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28 Il formaggio sotto il cielo di Asiago
Malazè
Evento “archeoenogastronomico” dei Campi Flegrei. Info: www.malaze.org 10-20 settembre, località varie (Na) Campania
Porto Cervo Food Festival
Degustazione di eccellenze sarde. Info: www.portocervofoodfestival.com 24-25 settembre, Porto Cervo (Ot) Sardegna 49
Aviation Day
Spettacolare e coinvolgente manifestazione dedicata all’aeronautica. Info: www.aviationday.it dal 30 settembre, L’Aquila - Abruzzo 43
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Rosso,
che passione di Riccardo Lagorio
Cosa bolle in pentola? Un sugo corposo, fatto con i pomodori giusti, certo. E come riconoscerli e apprezzarli al meglio è quanto scopriremo leggendo questa ricca disamina. Ma non solo. Il pomodoro infatti è uno dei simboli che fanno del rosso un colore legato a doppio filo alla storia d’Italia. Dalla celeberrima passionalità dei suoi abitanti, alla moda, all’automobilismo…
In queste pagine un tuffo nel colore e nei sapori più familiari agli italiani: quello del pomodoro, in tutte le sfumature del rosso. Qui a destra un fresco bicchiere di Campari, da oltre un secolo l’aperitivo nazionale dall’inconfondibile tinta e dal gusto deciso
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Nella dispensa degli italiani non mancano mai un pacco di pasta e un vasetto di pomodori, pelati o in passata. Da tempo il termine “pelati” beneficia di una tutela che impedisce l’aggiunta di concentrato di pomodoro e che consente l’utilizzo del termine esclusivamente se nel barattolo si trovano pomodori freschi e maturi (in aggiunta a qualche foglia di basilico). Dal giugno 2006 anche la passata di pomodoro è tutelata per legge e può definirsi tale solo il prodotto ottenuto dalla spremitura del pomodoro fresco, con esatta dizione di composizione e provenienza delle materie prime. A partire da quella data i prodotti ricavati con pomodoro congelato (o non fresco)
possono essere denominati polpa di pomodoro, preparato per sugo o simili, ma questi semilavorati non vengono disciplinati da leggi o regolamenti. Spesso il consumatore percepisce di maggior pregio un prodotto definito “polpa di pomodoro”, ma tale merce non gode nei fatti di alcuna tutela né sull’origine né sulle modalità di lavorazione. Inoltre la legge proibisce ai prodotti derivati dal pomodoro l’aggiunta di coloranti, quantunque privi di nocività. Tuttavia anche passate e polpe di pomodoro si presentano con sfumature e intensità diverse. Pur non esistendo un criterio oggettivo, si può affermare che un colore rosso vivo contrassegna l’origine da pomodori sani e al giu-
sto punto di maturazione, eventualmente lavorati con un trattamento termico moderato, grazie alla presenza naturale di zuccheri nel pomodoro. Il colore rosso tende al cupo quando invece si sono utilizzate alte temperature per tempi prolungati. Ciò accade spesso per la polpa quando la materia prima è congelata oppure per coprire i difetti del pomodoro fresco: in tal caso anche il sapore potrà rivelarsi con un retrogusto di cotto non del tutto piacevole. All’assaggio da cruda la passata non dovrebbe annunciarsi con un’accentuata acidità, che dichiarerebbe l’uso di pomodori non perfettamente maturi. Un criterio oggettivo per valutare il semilavorato è invece il giorno di produzione: sulle confezioni, accanto a una lettera maiuscola che denota l’anno e cambia, il numero indica il giorno dell’anno in cui si è proceduto a lavorare la materia prima (B225 indica il 13 agosto, in piena raccolta, quando il prodotto dovrebbe essere freschissimo; B300 il 27 ottobre, a stagione di raccolta da tempo ultimata).
Qualche indirizzo utile Ecco per i nostri lettori alcuni produttori che invasettano pomodori di elevata bontà. Azienda Agricola Daniela Maccagno. Si trova nel Comune di Asti, ma in aperta campagna (Tel. 0141208762). La floricoltura è stata la prima attività della famiglia, che la giovane Daniela ha saputo trasformare anche in un’azienda agricola dove viene coltivato e trasformato il pomodoro cerrato, varietà locale selezionata in zona sin dall’Ottocento. Il pomodoro si presenta a forma costoluta, di grandi dimensioni: può raggiungere anche il chilogrammo di peso. È particolarmente succoso, tanto che viene consumato di preferenza fresco, adatto a insalate estive, pinzimoni e bruschette. Si trova sui mercati astigiani da luglio a settembre, ma la lavorazione come passata consente di valutarne la piacevole dolcezza e il brillante colore rosso per parecchi mesi. Cooperativa Santa Margherita Terra e Sole (Tel. 0709208011).
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Un pomodoro non basta Cuore di bue Arawak: tipico Cuore di bue italiano famoso in Liguria e Piemonte da tempo immemorabile, oggi conquista la tavola degli italiani anche nelle altre regioni. Di particolare forma a pera, leggermente costoluta, il Cuore di bue vanta differenti colorazioni dal verde al rosa al rosso, a seconda dei momenti di maturazione. Disponibile quasi tutto l’anno. Insalataro Bubu: è il tipico pomodoro insalataro con pianta di buon vigore, con internodi corti, adatto a essere coltivata anche in condizioni di alta salinità. Il frutto ha una forma tonda leggermente appiattita, la coltivazione in terreni salmastri gli conferisce un aspetto e un gusto particolari. Il colore verde scuro del colletto in fase di maturazione cambia lentamente in un rosso intenso a garanzia di un’ottima shelf life. Camone: introdotto a metà degli anni Ottanta nel sud della Sardegna per la sua resistenza ad alcune fitopatologie che causavano ingenti danni alle coltivazioni di pomodoro in serra, il Camone è legato saldamente alla sua terra di origine, diventando un prodotto dalla forte connotazione territoriale. Carson: la pianta, a sviluppo indeterminato, si presenta mediamente vigorosa con fogliame coprente e internodi molto corti. A ciclo medioprecoce, il Carson è adatto alle condizioni di coltivazione del periodo primaverileestivo e autunnale. Sapore, colore, consistenza sono ancora i punti di riferimento per gli operatori del settore. Marmande Marinda: ibrido leader nella tipologia Marmande, Marinda coniuga l’ottima qualità dei frutti con un’alta resa produttiva. Introdotto nel 1992-93, da prodotto di nicchia è riuscito a diventare un segmento importante nel panorama orticolo europeo, grazie anche alla buona conservabilità dei frutti. La polpa croccante e la succosità non eccessiva ne esaltano il gusto.
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Mini Oblungo – Mini Perino Dunne: genuino, attraente, con una polpa soda e croccante e un gusto particolarmente dolce e aromatico, riunisce in sé le caratteristiche del San Marzano e della varietà Dattero, facendo rivivere i sapori genuini di una volta. È una versione riveduta e corretta della antica varietà di pomodorino a grappolo che fa riscoprire le fragranze e i colori dell’autentico Mini Perino della tradizione, diffuso e apprezzato in tutte le regioni italiane sino agli anni 60. Oblungo – Perino Lancelot: ibrido del tipo San Marzano da mercato fresco per produzioni primaveriliestive precoci e autunnali in coltura protetta. Viene proposto al consumatore nei diversi stadi di maturazione e nelle diverse gradazioni di colore: verde, invaiato e rosso. Oskar: tipico pomodoro perino, raccolto a frutto singolo verde invaiato (cioè rosato), oppure a grappolo rosso. È un pomodoro di grande versatilità, ottimo sia a crudo che a cotto: ideale come insalataro, per piatti freddi e per salse (il classico pomodoro pelato) oppure cotto al forno, in graticola, ripieno. Disponibile tutto l’anno. Parsifal: ibrido a frutto del tipo ovaleallungato da mercato fresco per produzioni primaverili e autunnoinvernali in coltura protetta. Indicato per raccolta a frutto singolo da insalataro o a maturazione rossa, si presta bene anche alla raccolta a grappolo a maturazione rossa. Rosso a grappolo Ikram: pomodoro a grappolo ha il frutto liscio facilmente identificabile da sepali a corona e uno dei suoi vantaggi è l’alta conservabilità dopo la raccolta (oltre 15 giorni). Ikram inoltre è molto attraente per l’eleganza del grappolo. Ideale per piatti di lunga cottura (come ad esempio il pesce al forno), il frutto, ricco di pectina, esprime infatti il meglio di sé dopo almeno 15 minuti di cottura. Disponibile tutto l’anno.
A Pula, nel Cagliaritano, 180 soci su 80 ettari, coltivano in serra pomodori con tecniche agronomiche all’avanguardia e applicando sistemi di difesa integrata, che consentono di ridurre i residui di fitofarmaci che finiscono sulle tavole. Inoltre le aziende della cooperativa utilizzano solamente i bombi per l’impollinazione, a favore della completa naturalità del prodotto. Tra le numerose varietà coltivate, il Belrosso si caratterizza per l’elevata concentrazione di vitamina C, il colore rosso vivo e il sapore intenso. Ne nasce una passata monovarietale perfetta se la si vuole arricchire con sapori decisi come capperi o funghi per condimenti stuzzicanti. Azienda Agricola Michele Minieri (Tel. 082795626). Da un ambiente agricolo circondato dai boschi, a 750 metri d’altezza presso Carife, in Irpinia, questi prodotti arrivano direttamente nei migliori negozi di Giappone, Gran Bretagna e Stati Uniti. Il proprietario, che cura direttamente la coltivazione dei terreni e la preparazione di pluripremiati oli e dei semilavorati, si riconosce prepotentemente nella identità locale tanto da avere recuperato una varietà di pomodoro, il Riogrande, da tempo coltivato sulle colline avellinesi. Il Riogrande possiede enorme produttività, con frutti a forma d’uovo, buccia consistente, polpa soda e colore intenso. Se ne ricava una passata dall’evocativo nome commerciale Hirpus (lupo, in osco) con aspetto rosso fuoco, dall’acidità poco accentuata quasi dolce, perfetta per creare sughi e salse a base di pesce fresco, asparagi o verdure delicate. Azienda Agricola Sabato Abagnale. Si è concretizzato a Sant’Antonio Abate, dove ha sede l’azienda agricola, il Miracolo di San Gennaro: il recupero delle coltivazioni autoctone del pomodoro San Marzano e dei metodi artigianali con cui viene lavorato e conservato per preservarne genuinità e bontà. L’azienda non usa concimi chimici ma solo naturali, e raccoglie i prodotti a mano. La particolare composizione del suolo, che gode delle qualità di terreno
Mini cocktail Iskra: I frutti sono di colore rosso brillante di buona consistenza e ottimo sapore. Ha un colore rosso fuoco, intenso e, soprattutto, la caratteristica di mantenere i sepali verdi e brillanti anche per 8-10 giorni. Consistenza croccante, sapore fruttato, ideale a crudo come antipasto, o per pizze e insalate, è ottimo come ingrediente di succose marmellate. Disponibile da agosto a gennaio, è di provenienza tipicamente siciliana. Cherry – Ciliegino Genio: Si tratta di una pianta di medio vigore, molto areata con internodi medio-lunghi, precoce e molto produttiva. Presenta eccellente rusticità e forte capacità di crescita in condizioni difficili, dimostrandosi adatta ai cicli molto lunghi. Il calibro dei frutti è medio-piccolo, il colore rosso intenso, eccezionali durezza e croccantezza, molto elevato il grado brix e l’aroma che conferiscono un ottimo sapore. Maria Vittoria: è un ibrido di pomodoro tipologia Cherry con pianta vigorosa e internodi regolari, adatta al ciclo lungo e capace di garantire rese elevate. I suoi punti di forza sono: colore rosso brillante dei frutti, ed elevata consistenza e croccantezza dei frutti. Vesuviano Piccadilly: riprende la tradizione del tipico pomodoro vesuviano, apprezzato fino ad alcuni anni fa soprattutto nel Centro-Sud. Il grappolo, che ne ricorda uno d’uva, può essere conservato appeso in luogo aerato per diverse settimane, mantenendo intatte le sue caratteristiche di gusto e profumo. Ideale per salse a cottura veloce perché la buccia, leggera e poco consistente, si amalgama con la polpa e non richiede di essere passata. Disponibile tutto l’anno. Pixel: ibrido a lunga conservazione della tipologia plum tomato è indicato soprattutto per coltivazioni in serra o tunnel e può essere raccolto, a seconda delle esigenze del mercato, a grappolo intero o a frutto singolo. È caratterizzato da doti eccezionali di dolcezza e sapidità abbinate a una eccellente consistenza e tenuta in post-raccolta. Snack: è un ibrido di pomodoro della tipologia Piccadilly. Ha una produttività elevata in tutte le condizioni pedo-climatiche italiane ed è adatta anche per i cicli lunghi di coltivazione. Info: www.ilpomodoroitaliano.it
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Uno splendido abito firmato Valentino, esempio del suo celebre Rosso. Sotto, uno degli storici manifesti Campari, firmato da Leonetto Cappiello
L’Italia in un colore Un gioco divertente da fare sotto l’ombrellone? Individuare tutte le eccellenze nazionali che è possibile ricondurre a questo avvolgente e vitalizzante colore di Gilda Ciaruffoli Talmente legato all’immagine del nostro Paese che la prima risposta del più noto motore internet di ricerca alla domanda “rosso Italia”, è il link di un elegantissimo ristorante di cucina (e chef) ligure a Shangai dal nome Rosso Italiano, questo colore rimanda da sempre al cuore, alla passione, a quel qualcosa in più che rende l’Italia celebre nel mondo. Nei detti popolari lo leghiamo alla speranza per un domani migliore, le nostre cucine ne sono ricche (dai pomodori, ai peperoncini, alle ciliegie…), e certamente non era un caso che la celeberrima Luna che solcava i mari vincendo regate in tutto il mondo, fosse Rossa anch’essa. E ancora un rosso, il Lambrusco Marcello 2010 delle cantine Ariola di Calicella di Pilastro Langhirano (Pr) è stato recentemente nominato miglior rosso frizzante del mondo dall’International Wine Challenge di Londra, ma sappiamo bene che citare tutte le rosse eccellenze enologiche italiane sarebbe impresa non da poco. Nel bicchiere, dal 1860, anche il Campari, l’aperitivo nazionale per antonomasia. Esempio senza pari di come il gusto, quello deciso e inconfondibile che lo caratterizza, e lo stile in Italia siano legati a doppio filo, quello del Campari è da sempre un marchio-status di moda e attuale. Tra i grandi nomi che ne hanno firmato le linee, Fortunato Depuro, futurista che nel 1932 ne disegna la celebre bottiglietta
(nello stesso anno il tenore Fernando Crivelli cantava “L’ora del Campari”), Ugo Nespolo, Bruno Munari... solo per citarne alcuni. Il rosso è uno dei tre colori della bandiera nazionale, scelto da Luigi Zamboni e Giovanni Battista De Rolandis nel 1794, assieme al bianco, in quanto simboli delle loro rispettive città, ai quali unirono il verde della speranza in un’Italia unita e prospera; negli anni del Risorgimento il rosso divenne anche simbolo del sangue dei caduti per questo ideale. Gli anni 20 vedono diventare il rosso il colore delle vetture italiane che gareggiano in campionati automobilistici, in base a un preciso provvedimento internazionale. Nel tempo la tonalità è passata dal rosso scuro (famoso come Rosso Alfa) a una tinta più accesa, nota come “rosso corsa”. Negli anni 70 ogni scuderia nazionale fu libera di scegliere la propria cromia. Solo la Ferrari mantenne il color patrio facendo nascere il mito del Rosso Ferrari. E se cucina e motori italiani sono vermigli, come avrebbe potuto non esserlo la moda? Sono i primi anni 50 quando Valentino, appena ventenne, viene folgorato sulla via di Barcellona: è spagnola la genesi del Rosso Valentino, un tono acceso tra il carminio, il porpora e il rosso di cadmio, segno distintivo dello stilista che ancora oggi, a ogni sfilata, incendia d’amore per l’Italia i cuori di tutti gli amanti del vero stile.
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vulcanico e ricco di minerali della superficie preappenninica, si combina con la benefica influenza della brezza marina. Il risultato sono pelati e passate di grande personalità, con acidità bilanciata dalla struttura del pomodoro maturo, che ha gusto rotondo ed equilibrato per sughi anche complessi. Vasetti di vetro e latte si prenotano al numero 0818735300. Azienda Agricola Casa Barone (Tel. 0810606007). È la più grande azienda agricola all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio nel Comune di Massa di Somma. Si stende su terreni lavici alle pendici del Monte Somma, il vulcano originario dal quale si è formato il cono del Vesuvio. Sui terrazzamenti si rincorrono ginestre, ulivi, vigneti, albicocchi. E, a macchia di leopardo, il pomodorino del piennolo. Coreografico, viene raccolto a grappolo e riposto, ben distanziato, in cassettine di legno con fondo aperto per lasciare respirare il prodotto. I pomodorini possono essere venduti appesi con spago o dopo che sono stati lavorati invasettandoli interi e aggiungendovi una passata molto densa. Ideale per la preparazione di spaghetti aglio, olio e peperoncino, dei piatti a base di pesce o che richiedono una lunga cottura. Azienda Agricola Paglione. Nell’agro di Lucera, nel Foggiano, la famiglia Faccilongo (Tel. 0881521159) ha ripristinato la coltivazione del pomodorino del territorio, ’u prunill. La tecnica usata è quella di autoproduzione delle piantine, evitando qualsiasi mutazione da parte delle industrie sementiere. ’U prunill è coltivato in asciutta, circostanza che conferisce sapidità al prodotto finale, messo in vasetti come pomodoro pelato o passata entro 24 dalla raccolta, al fine di mantenere il gusto e la piacevolezza del prodotto appena reciso. Questo pomodoro si caratterizza per dolcezza, gusto deciso e un’acidità appena accennata: inarrivabile per sughi con molluschi e pesce, oppure con un filo d’olio d’oliva Nasuta su fette di pane abbrustolito e strofinato con aglio.
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In tinta con l’arte di Lorella Ridenti Incontriamo il noto storico e critico Philippe Daverio da sempre molto attento al colore e agli accostamenti... a partire dal suo abbigliamento. Professor Daverio, lei veste sempre in modo molto ricercato arricchendo spesso le sue mise con dettagli di colore rosso. Quando indossa di solito questo colore? Il rosso è un colore che mi piace particolarmente, soprattutto l’accostamento di pantaloni rossi e giacca blu, tipo militari ottocenteschi. E siccome il mio abbigliamento segue l’umore, mi vesto di rosso quando sono contento! Più in generale cosa le evoca il colore rosso? Se fossi uno psicanalista direi il sesso, ma visto che sono uno studioso dell’arte e dell’architettura, direi la Cina. E, per restare nel suo ambito, nel campo dell’arte? Subito il mio pensiero va al periodo della rivoluzione russa e all’uso non convenzionale del colore che ne fanno pittori come Malevic. Ma penso anche al Rinascimento e alla seconda metà dell’Ottocento. Un esempio: a teatro prima di quella data i broccati e i sedili erano rivestiti di grigio, ma con l’Unità d’Italia il colore usato per i rivestimenti diventa il rosso. C’è poi un detto famoso “cinc ghei pussé ma russ” quando nelle osterie dell’ottocento veniva servito soprattutto vino bianco e il vino rosso era molto ricercato! Un’ultima domanda: qual è il suo piatto preferito? Per me non esiste un piatto preferito, però se mi chiede qual è il più buono del mondo le rispondo subito: un piatto di spaghetti al pomodoro!
www.valdigrano.com
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Simboli e alchimie di Gilda Ciaruffoli È il colore, tra quelli dello spettro percepibile dall’occhio umano, con la lunghezza d’onda più lunga, poco oltre si sfocia nell’infrarosso. Energizzante, rinvigorente, anche per un osservatore comune, il rosso in cromoterapia è usato per stimolare la circolazione (per cui viene irraggiato sulle piante dei piedi); accrescerebbe anche il numero di globuli rossi nel sangue e sarebbe quindi utile in caso di anemia. La sua centralità risale ai primordi dell’umanità quando nelle caverne l’uomo ne dipingeva le pareti. In politica il suo uso vicino alle forze di sinistra, rivoluzionarie o progressiste, ha inizio con la Comune di Parigi del 1871, durante la quale sventolarono le prime bandiere rosse. È per noi il colore dell’amore, della passione (anche spirituale, pensiamo al Sacro Cuore di Gesù), del sangue inteso come linfa vitale, anche quando ribolle e si trasforma in ira e rabbia. Accelera il polso e la respirazione, sottolinea il desiderio in tutte le sue forme: il bisogno di arrivare a dei risultati, al successo. Nella teoria classica dei quattro elementi, corrisponde al fuoco e del fuoco ha il calore e l’energia. Per le scienze alchemiche il rosso, oltre a costituire una delle fasi del processo alchemico, la rubedo, chiamata così per le alte temperature raggiunte al “calor rosso”, rappresenta lo zolfo, e insieme al colore bianco, simbolo del mercurio, forma una coppia di opposti la cui unione viene denominata nozze alchemiche.
La parola all’esperto di Lorella Ridenti Per far luce sui reali benefici nutrizionali del pomodoro abbiamo intervistato il famoso specialista in Dermatologia e Venereologia Antonino Di Pietro, fondatore e Presidente della I.S.PL.A.D: International Society of PlasticRegenerative and Oncologic Dermatology. Negli ultimi tempi si fa un gran parlare delle virtù nutrizionali ed estetiche del pomodoro, ci aiuta a capire meglio? Non mi stancherò mai di sottolineare l’importanza dell’alimentazione e degli integratori, che vanno molto rivalutati. Dare all’organismo vitamine, aminoacidi, enzimi, sali minerali contribuisce a mantenere vitali le cellule, a migliorarne il metabolismo e quindi a produrre più collagene, più elastina e di conseguenza ad avere una pelle più giovane. Tra le sostanze su cui puntiamo c’è il licopene, il pigmento colorato derivato dai semi di pomodoro che appartiene al gruppo della vitamina A e migliora il ricambio cellulare. È vero che facilita l’abbronzatura? La melanina è il pigmento che colora la pelle e che determina un effetto barriera alla penetrazione dei raggi UV. Come il betacarotene, il licopene è formato da pigmenti colorati che si
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stratificano nel derma fino all’epidermide e agiscono come la melanina, creando un effetto barriera che, sommato a quello naturale, è molto efficace per proteggersi dalla penetrazione degli UV. Il betacarotene è noto da tempo, meno conosciuto il licopene che, secondo alcuni studi, ha un’azione ancora più efficace. E quali saranno le nuove frontiere in questo campo e le nuove applicazioni di questa sostanza? Il licopene migliorando l’attività delle cellule cutanee può favorire la formazione di maggiore quantità di collagene ed elastina diventando così un ottimo antiaging.
Antonino Di Pietro Presidente della I.S.PL.A.D
indagine
di Saro Trovato
Il ritorno del Dongiovanni Tra frasi assolutamente da evitare e suggerimenti preziosi per raffinare l’ars seductoria, ecco il latin lover ideale che le donne italiane sognano per questa estate, mettendo in guardia tutti i seduttori nostrani e chiedendo un ritorno delle buone maniere
Giù “machi” (11%), finti intellettuali (14%), e animatori da villaggio-vacanze (12%), mentre avanzano a tutta forza i Dongiovanni da spiaggia (58%). Moro, occhi verdi (41%), gentile (66%) e disponibile (51%): ecco l’identikit del latin lover che le donne italiane sperano di trovare sulle spiagge di tutto lo Stivale. A restare insoddisfatte delle arti seduttive degli italiani è la metà delle intervistate (52%), per le quali il maschio italico non sa più sedurre. I motivi principali sono riscontrabili in alcuni atteggiamenti che deve accuratamente evitare, come l’arroganza (33%), il credersi “il più figo” della spiaggia (28%) e il pavoneggiarsi in continuazione (10%), e soprattutto negli “incipit” del rito seduttivo. Sono infatti da evitare frasi del tipo “Cosa ci fa una sirena spiaggiata?” (24%), “Sei splendida, sicuramente fai la modella ma non ti ho visto su nessuna copertina, ti chiami?” (21%) oppure “Ciao, ti ho vista sola e mi son detto che potevo farti un po’ di compagnia. Ti chiami?” (14%). Tanta spavalderia non paga e anzi viene boccia-
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ta sul nascere. Ecco quindi che una donna apprezzerebbe maggiormente vedere un maschio volenteroso che la soccorre se ha bisogno di aiuto (39%) e le viene incontro davanti ai tipici imprevisti da spiaggia, come ricevere un po’ di spazio per il telo sul bagnasciuga (19%). Così a convincere il gentil sesso sulla bontà del corteggiamento intervengono la simpatia a pelle (23%), il modo di porsi (19%) e la sincerità dello sguardo (21%) e la chance viene concessa solo a chi resta se stesso (39%) o fa capire che non ha sparato nel mucchio (22%). E tra i consigli che le donne elargiscono ai latin lover nostrani al primo posto il coinvolgimento (35%), l’autoironia (19%) e il non scadere sulle cose più stupide (18%). È quanto emerge da uno studio promosso dalla rivista VdG Magazine, condotto tramite interviste web a oltre 1.100 utenti donne di blog, forum e community loro dedicate, alle quali è stato chiesto quali doti deve avere e come deve essere il latin lover ideale dell’estate 2011.
1 Quanto sanno sedurre gli italiani in spiaggia?
6 Quali le frasi che le donne avrebbero piacere nel sentirsi dire?
Poco
44%
Ti vedo in difficoltà, posso aiutarti in qualche modo? 39%
Abbastanza
17%
Sposto il mio telo? Così siamo comodi entrambi 19%
Dipende
17%
Ti è squillato più volte il telefono mentre eri in acqua! 16%
Molto
14% 8%
Conviene allontanarti da lì, ci sono ragazzi che 14% corrono e rischi di fare il bagno all’improvviso!
Per nulla
2 Come deve essere esteticamente l’ipotetico seduttore? Moro e occhi verdi
41%
Biondo e occhi azzurri
21%
Alto e spalle larghe
13%
Bellezza mediterranea con un po’ di pancetta
12% 8% 5%
Palestrato e tatuato Altro
3 Quali aspetti del suo carattere potrebbero colpire una donna? (domanda a risposta multipla) 66%
Disponibilità
51%
Galanteria
43%
Carisma
37%
Semplicità
26% 15%
4 Quali atteggiamenti deve evitare? Essere arrogante Credere di essere il più figo della spiaggia Essere troppo saccente Pavoneggiarsi in continuazione Peccare di eccessiva modestia Altro
33% 28% 13% 12% 10% 4%
5 Quali frasi d’abbordaggio deve assolutamente evitare di dire? Cosa ci fa una sirena spiaggiata?
9%
Altro
3%
7 Cosa potrebbe convincere una donna ad accettare un corteggiamento? La sincerità dello sguardo
23% 21%
Il modo di porsi
19%
Avere qualcosa di cui parlare
14%
La gentile convinzione delle parole altrui
13%
La simpatia a pelle
L’umiltà e il rispetto per l’altra persona
Gentilezza
Altro
Se loro devono andare e vuoi restare ancora un po’ posso darti uno strappo io, non preoccuparti
Altro
8 Come potrebbe un uomo avere una chance? Restando esclusivamente se stesso
Sei splendida, sicuramente fai la modella ma non 21% ti ho visto su nessuna copertina, ti chiami? Ciao, ti ho vista sola e mi son detto che potevo 14% farti un po’ di compagnia. Ti chiami?
39%
Facendo capire che non ha sparato nel mucchio 22% Anche da un piccolo gesto, una gentilezza, una cortesia
18%
Insistendo con garbo senza oltrepassare la giusta misura
16%
Altro
5%
9 In quale categoria rientra il seduttore di questa estate? L’Intellettuale
58% 14%
L’Animatore
12%
Il Macho
11%
Il Dongiovanni
Il Tecnologico
24%
8% 2%
Altro
3% 2%
10 Quale consiglio è possibile dare a chi vuole sedurre? Deve sapermi coinvolgere
35%
Fa caldo, ti va di bere qualcosa?
13%
Deve essere dotato di una buona dose di autoironia 19%
Prima al bar, ora in acqua, adesso qui... è proprio destino allora!
12%
Non deve scadere sulle cose più stupide
18%
Pensavo mi avesse colpito il sole invece sei tu che mi fai girare la testa!
Non deve arrampicarsi sugli specchi
11%
16%
Altro
5%
Inutile insistere, otterrà l’effetto opposto Altro
9% 3%
Uomini, in spiaggia, dimostratevi volenterosi! Ve lo chiede buona parte delle oltre mille donne intervistate, che amerebbero essere corteggiate con gentilezza e senza strafottenza. Aiutano: la spontaneità, un bel modo di porsi e la sincerità dello sguardo 55
il porto più bello è quello che vale una vacanza.
Strutture uniche, servizi nautici all’avanguardia e posti barca per ogni esigenza di metratura, protetti dal maestoso molo sopraflutto. Mentre tutto attorno si apre un mondo di comfort esclusivi: dalla spiaggia allo Yacht Club con le sue splendide suite per gli ospiti, dal
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Cibo&Territorio 58
Calabria, tavolozza di colori Agrumeti rigogliosi, spiagge bianche, acque cristalline
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Silenzio, parlano le vigne Atmosfere fuori dal tempo per la terra molisana, segnata da storie diverse
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Friuli-Venezia Giulia Da frontiera d’Italia a cerniera d’Europa
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Viv’ le perlage italien La Franciacorta, come la Champagne d’oltralpe
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Il formaggio dell’estate Le capre italiane producono delizie ottime da gustare, proprio durante il perido più caldo dell’anno
da pag. 82 Rubriche
• Biologico • Orto dei semplici • La scoperta • Le selezioni • Olio • Il buono a tavola • Consumo responsabile • Bon ton • Cibo & blogger
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cibo&territorio
Calabria tavolozza di colori e sapori di Olga Carlini
Agrumeti rigogliosi, spiagge bianche, acque cristalline. Sospesa tra due mari, la terra calabra conquista con i suoi profumi forti e le sue tinte accese. Mentre in tavola tradizione e natura si incontrano nel piatto
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Tropea, è il gioiello della Calabria e si specchia sul Tirreno. Se ci si arriva dal mare, il benvenutoarrivadalla ChiesadiSantaMariadell’Isola, di fondazione medievale e rifatta in epoca gotica. A strapiombo sull’acqua, il centro storico di Tropea è un labirinto di scorci, vicoli e piazzette su cui si affacciano palazzi settecenteschi. Tra i tesori culinari, la cipolla rossa di Tropea che, grazie alle sostanze contenute nel terreno, possiede un gusto dolce. Unico. A sud, Capo Vaticano arroccato su un promontorio di granito,quello biancogrigio, studiato in tutto il mondo per le sue particolarità geologiche. E la baia di Grotticelle, figlia di tre spiagge contigue, è tra le 100 più belle del
mondo. Un grande scrittore veneto, Giuseppe Berto, dopo aver girato l’Italia decise di rimanere a vivere qui: «Il tratto di costa che culmina in CapoVaticano è pieno di storia e di bellezza...Penso che CapoVaticano si chiamiVaticano per la stessa ragione per cui un colle di Roma si chiama alla stessa maniera:sacerdoti e indovini vi andavano a scrutare il futuro, basandosi sul volo degli uccelli e altre cose. Duecento metri al largo della punta c’è uno scoglio chiamato Mantineo, e in greco manteuo significa comunicare con la volontà divina. Il Capo era un posto sacro, e lo è ancora, nonostante tutto».Per scoprire l’eponimo pecorino, prodotto con il latte delle pecore della Moscia
Calabrese, bisogna spingersi fino al Monte Poro. Mentre per degustare l‘Nduja - una salsiccia particolarissima, tenera, tanto da essere spalmata sul pane, preparata con le parti più delicate del maiale aromatizzate con abbondante peperoncino - la tappa obbligata è Spilinga. Ma, per scoprire i segreti della Magna Grecia, la meta è Vibo Valentia, l’antica città greca di Hipponion, le cui mura sono visibili appena fuori l’attuale abitato. Salendo fino al Parco della Rimembranza si può godere di uno dei più bei panorami del mondo. Scendendo verso lo stretto, verso la punta estrema dello stivale italiano, il territorio reggino è tavolozza magica di colori. Spicca Reggio Calabria, la prima polis greca in Italia cantata da Gabriele D’Annunzio che definì il Lungomare Falcomatà“il più bel chilometro d’Italia”. Il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria ospita i celeberrimi Bronzi di Riace,una delle pochissime testimonianze superstiti della scultura greca in bronzo.
In apertura, la frastagliata costa, tra spiaggia e rocce a strapiombo presso Tropea. Sotto, collane di pomodori appesi a seccare e due bei bergamotti, coltivati sulla costa jonica reggina, dal riconoscibile colore verde acido
Natura e tradizione nel piatto
Gabriele D’Annunzio definì il Lungomare Falcomatà “il più bel chilometro d’Italia”. Ma la costa di questa regione è tutta tempestata di gioielli da scoprire
A tavola, un’altra gemma: le frittole. Preparate con la cotenna e con tutte le rimanenti parti del maiale, il segreto delle frittole sta nella cottura, alimentata da brace di legna, che avviene nel tradizionale pentolone di rame zincato localmente denominato caddàra, allestito all’esterno delle macellerie reggine, di norma il sabato. Tutto quanto rimane nel fondo della caddàra si solidifica. Ne sortiscono i curcùci, che si cuociono nuovamente per utilizzi diversi come l’ingrediente principe della pizza. Se in stagione, non si possono perdere gli involtini di pesce spada, mentre il dessert si chiama nzudde, biscotti a base di miele e mandorle dalle fantasiose forme. Sulla costa jonica reggina si coltiva, unico posto al mondo, il bergamotto, preziosa essenza utilizzata quale composto base per la produzione dei profumi. Di recente il bergamotto ha trovato ambito di utilizzo anche in campo alimentare per produrre gradevoli rosoli. Questa è anche zona vocata alle clementine, particolarmente dolci. Lasciata la Costa dei Gelsomini, ecco l’Aspromonte con
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Capo Spartivento, l’antico Heracleum, promontorium ben noto ai navigatori greci, fenici e romani. Se si attraversa Locri, l’antica Epizefiri, si giunge a Punta Stilo dove nacque Tommaso Campanella. Risalendo il Golfo di Squillace, all’altezza di Catanzaro Marina, ci si trova nel punto più stretto di tutta la penisola dove Ionio e Tirreno quasi si toccano. Il viaggio tra i tesori di Calabria prosegue verso Capo Rizzuto e Capo Colonna, dove sorgeva il tempio greco di Hera Lacinia. Isola di Capo Rizzuto, che isola non è, con le sue spiagge di sabbia fine e le sue acque cristalline è uno dei posti più belli del Mediterraneo. L’antica Kroton, oggi Crotone, è poco distante. Fondata dai coloni dell’Acacia nel 709 a.C., Kroton divenne una delle città più importanti della Magna Grecia grazie alla vittoria riportata nel 560 a.C. sull’altra importante colonia di Sybaris. Crotone è la città di elezione del grande filosofo e matematico Pitagora - nato a Samo - che qui fondò la sua scuola orfica.
I vitigni importati dai greci Se l’appettito chiama, l’idea più golosa è pane spalmato di frigulimiti, ovvero il lardo ed altri parti grasse del maiale aromatizzate con la salvia. Oppure pa-
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ne e mustica, altrimenti detta sardella. Per innaffiare il tutto non si deve andare lontano da Crotone: solo qualche chilometro e Cirò si presenta con i suoi vigneti di uve gaglioppo. Dulcis in fundo, la pittanchiusa: torta preparata con mosto, mandorle, uvetta, cannella e zucchero, arrotolando la pasta al fine di creare tante piccole rose. L’abbinamento perfetto è con un vino raro: il Greco di Bianco che si produce solo nel comune di Bianco (e in parte a Casignana). Le uve del Greco di Bianco vengono messe ad appassire su graticci prima della spremitura. Il vino ha una gradazione di 17° e può continuare a evolversi per 10 anni.
Scelti da Vdg dove mangiare La Casareccia Ristorante-pizzeria ideale per degustare i migliori piatti della cucina casareccia, dalle specialità di pesce e carne, alla vasta scelta di pizze cotte al forno a legna. Durante la settimana, serate a tema con menù speciali. Per il mese di agosto è previsto un servizio navetta per i propri clienti che vogliano compiere escursioni e trasferimenti. Via Sant’Anna, II traversa Bivona (Vv) Tel.0963567731/3485945237 www.ristorantepizzerialacasareccia.com Sapori di mare Ristorante la cui pecialità è senz’altro il pesce, sempre fresco. Via Campania angolo Cortese Vibo Valentia Marina Tel. 0963572199
dove dormire La Sardella È senza dubbio la più piccante, saporita e aromatica conserva ittica del Mediterraneo. La Sardella (nella foto in alto a destra) è una preparazione dal gusto forte e antico, che amalgama la neonata di sardine con sale, peperoncino e semi di finocchio selvatico. Attenzione: gli ingredienti della Sardella si stemperano nell’olio fino a diventare una crema da spalmare sul migliore pane locale.
Il Terrazzino Pensione sul mare, dispone di 15 camere con bagno e spiaggia riservata. Per il mese di agosto mette a disposizione dei suoi clienti un servizio navetta per escursioni e trasferimenti. Largo Marinella Bivona (Vv) Tel 0963571091 www.albergoilterrazzino.it
Amore a prima vista
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Silenzio, parlano (slavo) le vigne di Ida Santilli
Atmosfere fuori dal tempo per una terra, quella molisana, segnata da storie diverse, che hanno lasciato traccia di sé nella lingua e nelle tradizioni. Il tutto accompagnato da una cucina ricca e vigneti generosi, il cui vanto si chiama Tintilia
Malgrado l’assenza di grandi centri urbani e una natura troppo spesso sottovalutata, ogni angolo del Molise può nascondere sorprese e motivi di interesse. Come Termoli, una delle città più accattivanti del nostro itinerario, velocemente raggiungibile dal litorale adriatico. Dal lungomare il colpo d’occhio sull’imponente Castello svevo, che con le sue mura abbraccia il borgo vecchio, è immediato, e regala suggestioni soprattutto all’ora del tramonto, quando il sole cala dietro agli antichi trabucchi, introdotti in questa parte d’Italia dagli abili naviganti fenici. La vita marinara è stata sempre fortemente legata a quella del borgo, come testimonia la festività
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di San Basso, celebrata il 4 agosto con la processione in mare delle barche con la statua del santo patrono. Se il litorale offre spunti interessanti, come le escursioni giornaliere alle isole Tremiti ben collegate dal porto, non è da meno l’entroterra, alla portata di viaggiatori umili e pazienti ma con un grande spirito di scoperta e di osservazione, capaci di calarsi in atmosfere spesso fuori dal tempo. I dipinti en plein air della pittrice Liliana Corfiati ci accompagnano lungo le stradine del centro storico di Campomarino, o Këmarini, uno dei borghi abitati, fin dal XVI secolo, da popolazioni di origine albanese, gli arbërëshe, in fuga dai Turchi. Qui, tutto ricorda le antiche ori-
gini: ancora si custodiscono la lingua e le antiche tradizioni della patria balcanica, la gastronomia e la ritualità. Poco fuori dal paese, i filari ordinati delle viti rivelano che siamo su un territorio dalla forte vocazione vitivinicola. Oltre al Biferno, la cui denominazione di origine controllata risale al 1983, e al Molise in numerose varietà, motivo di vanto è la Tintilia, l’unico vitigno autoctono impiantato proprio nella fascia collinare che guarda verso il mare. Le ben conservate viuzze di Acquaviva Collecroce, con le insegne in croato, ci ricordano che siamo in un’altra area linguistica. Attualmente ad Acquaviva sono circa 3 mila le persone che parlano la lingua originaria, una varian-
Il litorale molisano offre spunti interessanti, come le escursioni alle isole Tremiti. Non da meno l’entroterra, ideale per chi voglia calarsi in atmosfere fuori dal tempo
In alto, un vigneto dell’Azienda Agricola Cianfagna. Qui sotto, una panoramica su Casacalenda (Bosco Casale) e un trabucco, tipico casino di pesca, nel mare di Termoli
te arcaica del croato štokavo del Molise, ma i contatti con l’altra sponda dell’Adriatico rafforzano quest’esile presenza. Larino, l’antica Frentum dei Frentani, una stirpe indigena in continua lotta con i romani, offre significative testimonianze della sua origine e della storia delle civiltà che, dai Sanniti in poi, si sono succedute sul suo territorio. Tra esse l’Anfiteatro, in località Piano San Leonardo, dove sorgeva l’antica città romana. Meritano una visita il duomo, che ricorda molto le cattedrali pugliesi, e le cantine D’Uva dove la tradizione vitivinicola di famiglia e i vigneti dal suolo argilloso regalano ai vini una forte personalità. Ad agosto, tutti i giovedì, per gruppi di almeno 15 persone, si organizzano escursioni a Guglionesi, che conserva alcuni dei monumenti più interessanti del Molise, come la chiesa di Santa Maria Maggiore, con l’elegante cripta di Sant’Adamo, e la chiesa di San Nicola, uno degli esempi più significativi dell’arte romanica in regione. Lasciata Larino, la strada s’inerpica tortuosa verso Casacalenda, sorta sulle rovine della romana Kalene e oggi museo a cielo aperto: per i vicoli della Terravecchia ci si imbatte nelle opere di artisti contemporanei che hanno dislocato in vari punti opere d’arte che ben si armonizzano
dove mangiare Nonna Maria Il pesce è la specialità di questa trattoria a due passi dal castello svevo. E non può essere altrimenti, visto che i gestori possiedono due pescherecci sempre pronti a calare le reti. I tubetti della casa, minestra a base di pasta corta, frutti di mare e piccolo pescato, sono deliziosi ma anche le tagliatelle con i calamaretti e purea di fave meritano un assaggio. Tra i secondi consigliamo il rombo all’acqua pazza, la zuppa di pesce alla termolese e, dulcis in fundo, il tiramisù e la mousse di cioccolato. Prezzo medio: 40 euro. Via Oberdan 14 Termoli (Cb) Tel. 087581585 www.nonnamaria.it Z’Bass Se chiedete ai termolesi un indirizzo affidabile per stuzzicare il palato non ci sono dubbi: vi risponderanno Z’Bass. È la più antica trattoria della città e il tempio di Massimo Mastrangelo, che si diletta con grande maestria ai fornelli trovando un armonioso connubio tra la cucina tipica regionale e quella più sfiziosa e ricercata. Tra i piatti del menù: i tubetti in brodo di pesce, le taccozze con cicale e ricotta, la scaloppa di ricciola e per finire sfogliatina di mele e pinoli. Prezzo medio: 45 euro. Via Oberdan, 8 Termoli (Cb) Tel. 0875706703 Nonna Rosa Pur ispirandosi alla cucina povera contadina, questa trattoria conquista per l’estro dello chef, capace di rivisitare piatti semplici in maniera creativa. Qualche assaggio? Tra i primi piatti: purea di fave alle cicorie e tagliatelle di farro alla crema di pomodoro con scaglie di ricotta passita. Per evitare di fare un viaggio a vuoto vi consigliamo di prenotare. Prezzo medio: 45 euro. Via Biferno, 41 Campomarino (Cb) Tel. 0875539948
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Una regione nel bicchiere: oltre al Biferno, la cui Doc risale all’83, e alle varietà di Molise, da ricordare la Tintilia, unico vitigno autoctono Sopra, una panoramica dell’Oasi Lipu di Bosco Casale e sotto un esemplare di falco pecchiaiolo dell’Oasi. A sinistra, il duomo di Larino
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con il paesaggio. A un paio di chilometri dal centro storico, presso il Bosco Casale, sorge l’Oasi Lipu, che ospita circa cento specie di uccelli e farfalle. Vi consigliamo di visitarla dal 2 al 7 agosto durante il festival MoliseCinema (www.molisecinema.it). Se invece cercate un pretesto per calarvi nelle tradizioni del luogo, non c’è periodo migliore della festa di San Gesèppe. Chi si trova a passeggiare per i vicoli del paese all’imbrunire del 18 marzo resterà affascinato dalla genuinità dei suoi abitanti che invitano alle tavolate allestite nelle case per onorare il santo falegname, a cui viene dedicato un altarino decorato con fiori di carta e lumi a olio. In segno di prosperità e buon augurio, il 19 marzo viene servita, tra le altre pietanze, la pezzènte, una saporita minestra a base di legumi che i contadini erano soliti cuocere nell’attesa che il fuoco si spegnesse, accompagnata da bicchieri di buon vino per festeggiare Sant’Antonio Abate e l’inizio del Carnevale.
dove dormire
dove comprare
Residenza Sveva Deve il suo nome alla dinastia Sveva che dette lustro alla cittadina nel XIII secolo questo albergo diffuso nato dal recupero di alcuni palazzi del borgo interno alle mura del castello. I mobili d’epoca che arredano le camere ben si sposano con l’atmosfera d’altri tempi che si respira passeggiando nei vicoletti che portano al duomo. Impareggiabile la vista sul mare che si gode dalla terrazza su cui nei mesi più caldi viene servita la colazione. Prezzo: 105 euro la doppia. Piazza Duomo, 11 – Termoli (Cb) Tel. 0875706803 www.residenzasveva.com
Di Majo Norante L’azienda di Luigi Di Majo è tra le prime in Molise a impegnarsi nel recupero della Tintilia già a inizio anni ’90. Tra i vini più noti si possono acquistare il Ramitello, un uvaggio di Montepulciano e Aglianico; oppure il Ramì, un cru di Falanghina e il Don Luigi, da un uvaggio di Montepulciano e Aglianico, vino potente e strutturato. La nuova scommessa dell’azienda si chiama Apianae, un passito di moscato di Montagano, vitigno un tempo usato per i vini da tavola. Contrada Ramitelli, 4 Campomarino (Cb) Tel. 087557208 www.dimajonorante.com.
Residenza Glave Nata dal recupero di un palazzo risalente alla prima metà del ’900 si trova nel cuore del borgo antico. Sei camere distribuite su due livelli si affacciano su un elegante giardino dove, all’ombra dell’ulivo secolare, è possibile consumare una ricca colazione, sostare e rilassarsi. L’arredamento sposa uno stile moderno a colori caldi, unendo elementi di design e materiali ricercati a complementi originali e oggetti d’arte. Prezzo: da 90 euro la doppia. Via XXIV Maggio, 7 Campomarino (Cb) Tel. 0875530233/910727 www.residenzaglave.it Agriturismo I Dolci Grappoli Si affaccia sulle colline che declinano verso il mare il cascinale che la famiglia D’Uva ha ristrutturato per arricchire l’offerta della sua rinomata cantina. Gestito dall’infaticabile Teresa, che ha arredato con cura le camere, è il luogo ideale per un weekend di relax. Ogni sabato di luglio si passeggia tra i filari, si gironzola tra le botti e si assaggiano i vini abbinati a piatti a chilometro zero. Prezzo: 50-75 euro la doppia. Contrada Ricupo, 13 – Larino (Cb) Tel. 0874822320 www.cantineduva.com www.idolcigrappoli.it
Cianfagna Grazie all’attento e premuroso lavoro in vigna, di controllo e selezione dell’uva, e alle tradizionali tecniche di raccolta e trasformazione dei grappoli (il segreto è il giusto connubio tra tecnologia e tradizione), l’azienda di Vincenzo Cianfagna ha ottenuto prestigiosi riconoscimenti per la Tintilia Sator del 2005. Oltre ai vini, si possono acquistare olio e marmellate. Contrada Bosco Pampini Acquaviva Collecroce (Cb) Tel. 0875970253 - 3332776776 www.cianfagna.com La Fonte Nuova Scamorze fresche e passite, ricotta, stracciatella, caciocavallo, burrata. Il caseificio di Giovanni Nomaro è una sorta di girone dei golosi per chi ama prodotti di qualità realizzati con latte autoctono e metodi di lavorazione artigianale. Via Scipione di Blasio, 53 Casacalenda (Cb) Tel. 0874844112, www.caseificiolafontenuova.it
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Friuli-Venezia Giulia: da frontiera d’Italia a cerniera d’Europa Una serie di manifestazioni hanno riproposto la regione come ponte fra le nazioni europee, valorizzandone la produzione enologica e gastronomica e attraendo miglia di turisti
La regione è sempre stata considerata zona di caserme e poco frequentata, salvo che dalle reclute, a dispetto delle sue bellezze ineguagliabili; forse a ciò ha contribuito anche il carattere dei friulani, piuttosto chiusi e riservati. Dopo il periodo della guerra fredda e della contrapposizione fra i blocchi, i friulani hanno dovuto scoprire un diverso modo di porsi: infatti anche la fiorente industria della zona da qualche anno ha incominciato a risentire i colpi della crisi. L’importanza dell’agricoltura, e particolarmente dell’enologia, è venuta quindi crescendo: i vini friulani, vigorosi e profumati, grazie a tecniche enologiche moderne hanno sempre più acquistato finezza, senza perdere tuttavia la loro genuinità. Negli ultimi tempi si è quindi iniziato a valorizzare il turismo, per il quale la regione presenta eccezionali caratteristiche: paesaggi struggenti, ora dolcissimi, ora forti e aspri, ma sempre indimenticabili; tesori artistici e archeologici unici, una gastronomia e una produzione enologica di altissimo 66
livello. Anche il carattere dei friulani, pur senza raggiungere la disponibilità un po’ petulante dei veneti, ha incominciato ad aprirsi. Alcune manifestazioni recentemente svoltesi, hanno dimostrato molto bene questi nuovi rapporti fra i friulani e i popoli vicini: veramente ammirevole la concordia sviluppatasi con gli sloveni (da cui li dividevano tragici ricordi, che i friulani hanno avuto la forza d’animo di superare) ma anche con tedeschi e austriaci... e perfino con gli italiani! Insomma il Friuli, come giustamente ha affermato l’Assessore regionale alle Risorse rurali Claudio Violino nel suo saluto di apertura alla manifestazione “Gran Noè”, deve scoprire la propria vocazione agricola e turistica, l’unica in grado di portare nuova ricchezza alla regione e procurare lavoro ai giovani. E a giudicare dalle quantità di turisti soddisfatti, provenienti da Germania, Slovenia, Italia, Austria Slovacchia, Inghilterra e così via, riteniamo proprio che questa sia la via giusta!
Le zone Doc del Friuli Venezia Giulia Doc Carso Il Carso è l’altopiano che si estende da Gorizia a Trieste, a ridosso del confine tra Italia e Slovenia. Trecento chilometri quadrati di colline dal paesaggio inusuale, brullo all’apparenza, ma ricco di fenomeni geologici di grande rilevanza come le doline, i laghi e i fiumi carsici e le numerose grotte. I vini del Carso esprimono bene nel bicchiere la selvaggia bellezza di questi luoghi. Su una terra rocciosa e povera, nascono vini unici. www.vinidoccarso.eu Doc Colli Orientali del Friuli Denominazione di vini provenienti da vigneti posti in una zona collinare amena, dolce e riposante, il cui baricentro geografico e culturale è la capitale longobarda di Cividale del Friuli. L’omogenea composizione dei terreni, costituiti prevalentemente di marne e arenarie, la favorevole esposizione dei vigneti e l’influenza di un’infinita varietà di microclimi, consentono di coltivare una vasta gamma di vitigni. A primeggiare il Picolit, la seconda Docg regionale assieme al Ramandolo. www.colliorientali.com www.ramandolo.it Doc Collio Denominazione che comprende i vigneti della fascia collinare in provincia di Gorizia, a ridosso del confine con la Slovenia fra i fiumi Isonzo e Judrio, costituita da pendii generalmente esposti a mezzogiorno da sempre vocati ad una viticoltura di qualità. La presenza, alle spalle, delle Prealpi Giulie, protegge il Collio dai venti freddi settentrionali e la vicinanza del mare Adriatico contribuisce alla creazione di un clima mite e temperato. La varietà dei vini ottenuti così come la loro caratteristica tipicità consentono di soddisfare ogni esigenza di abbinamento gastronomico. www.collio.it Doc Friuli Annia Costituisce la Doc più giovane della regione, essendo stata riconosciuta nel 1995. Comprende una superficie di circa 200 ettari di terreni sabbiosi e argillosi, ricchi di sali minerali. Il clima risente delle brezze marine e presenta buone escursioni termiche, che si traducono in una singolare pienezza e ricchezza di profumi nei vini prodotti. www.docfriuliannia.it Doc Friuli Aquileia Denominazione che comprende una zona che dalla Laguna di Grado si estende, a nord, fino alla fortezza di Palmanova. I terreni sono sabbioso-argillosi mentre il clima, che beneficia della vicinanza del mare, è ventilato d’estate e mite d’inverno quando
Gran Noè 2011: Friulano & friends L’Agenzia regionale per lo sviluppo rurale, ERSA, con il patrocinio del Comune di San Daniele del Friuli ha organizzato il Gran Noè 2011, destinato a proclamare il Friulano - Gran Noè 2011 e il Pinot grigio Gran Noè 2011. Protagonista dunque è stato il Friulano, il vino più famoso della Regione, anche se fino a ora conosciuto con il nome di Tocai Friulano, che, da perfetto padrone di casa, ha presentato un altro importante vino regionale: il Pinot grigio. Ecco il perché della denominazione Friulano & friends che rimanda, nel nome, all’alternarsi dei vini che di volta in volta accompagneranno il Friulano nelle prossime edizioni del Gran Noè. L’edizione di quest’anno della manifestazione si è svolta, a San Daniele durante Aria di Festa, la tradizionale festa dedicata al prosciutto, creando una formidabile sinergia fra due prodotti, il prosciutto di S. Daniele e il vino Friulano, che rappresentano certamente il fiore all’occhiello della produzione enogastronomica della regione. 67
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di rado le temperature scendono al di sotto dello zero. Il nome della DOC si riferisce alla città di Aquileia che ancor oggi, con le sue rovine, rimanda ai fasti della Roma imperiale. www.viniaquileia.it Doc Friuli Grave Le Grave, o Magredi, sono distese sassose, favorevoli alla vite, che si formano grazie al deposito dei materiali alluvionati costituendo un’ampia fascia di terreni sciolti e permeabili che contorna tutto l’arco dei rilievi friulani, dal confine con il Veneto ai Colli Orientali. Le montagne, oltre ad aver dato origine al terreno delle Grave, la riparano dai venti freddi provenienti dal nord. Questo fatto, insieme all’effetto benefico del mare Adriatico, ha concorso alla creazione di un clima particolarmente adatto alla coltivazione delle vite. www.docfriuligrave.com Doc Friuli Isonzo Denominazione che comprende quella fascia di terreno che si estende tra la valle del fiume Isonzo e l’alta pianura della provincia di Gorizia. Quello isontino è un altopiano di ghiaie profonde trascinate a valle dalle acque di scioglimento dei ghiacciai delle Alpi orientali. Il fiume Isonzo, principale artefice della conformazione geologica di questa terra, nascendo in zone fredde e ventose, porta con sé un effetto benefico sulla coltivazione della vite. Nella riva destra del fiume, la fascia tra Gorizia e Cormòns è più fresca. Qui si concentra gran parte dei vigneti a varietà bianca che danno vini strutturati ma di grande equilibrio anche aromatico. Nella zona tra Gradisca, Romans e Mariano, più calda, spesso si trovano piantate varietà rosse. I vini dell’Isonzo riflettono questa complessità di microclima, suolo e know-how. Se i rossi sanno raggiungere un’ottima complessità, i bianchi sono strutturati, non mancano di equilibrio e spiccano per le complesse sfumature aromatiche e la predisposizione all’evoluzione nel tempo. www.vinidocisonzo.it Doc Friuli Latisana La zona a Denominazione d’Origine controllata Friuli Latisana si estende nella fascia meridionale della provincia di Udine. Queste terre, non facili da lavorare, si dimostrano davvero generose con chi è sensibile e attento nelle scelte produttive. La vicinanza del mare, con le sue benefiche correnti d’aria, dona al territorio un microclima salubre, capace di esprimersi nelle uve in gusti e profumi speciali da secoli. I vini di questa zona furono famosi fin dai tempi dei Romani. La Statale 14 di oggi, che ricalca la vecchia via Annia, consente di ammirare e godere di questo patrimonio tipico. I vini bianchi della Doc Friuli Latisana sono di tenue colore paglierino e di gradevole morbidezza, e il bouquet che li distinguono. www.docfriulilatisana.com
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I vini del Friuli Come le belle ragazze di campagna della regione, i vini friulani sono vigorosi e sinceri, senza fronzoli e belletti; spesso però ti accorgi che queste belle giovani hanno un’eleganza, una finezza, da vera nobildonna, pur conservando il rifiuto di ogni artificio (e del resto non ne hanno bisogno, i vini come le fanciulle!). I vini sono sempre energici, ora più alcolici ora meno, con una distinta personalità, in cui spesso scopri aromi di freschezza straordinaria, sempre supportata comunque da stoffa e carattere. La natura ha regalato a questa terra doni straordinari: un microclima ideale, con forti escursioni termiche fra giorno e notte, che par fatto apposta per accentuare i profumi dell’uva; un terreno che, nella sua apparente ostilità, stimola la ferrea volontà dei friulani a ricavarne vini straordinari, ora con forte mineralità, ora con discreta salinità per la vicinanza del mare. Negli ultimi anni si è lavorato in cantina con grande sapienza, evitando inutili forzature, ma limitandosi ad arrotondare certe asperità e ad affinare soavemente il vino. Ma non possiamo parlare di vini, friulani e non, se non rivolgendo un grato pensiero a Rauscedo, dove nel 1915 alcune famiglie si riunirono in cooperativa per salvare le viti dalla fillossera. E con le loro barbatelle salvarono non solo il loro vino, ma praticamente tutto quello d’Italia e di gran parte dei Paesi del mondo.
Scelti per voi La Subida Appena fuori da Cormons, un centro per il turismo verde, completo di trattoria, osteria e di una dozzina di deliziosi appartamenti ottenuti da un gruppo di case rustiche, completamente ristrutturate ed attrezzate. Via Subida, 52 - Cormons (Go) Tel. 048160531 Antica Ghiacceretta L’indirizzo giusto per degustare l’autentica cucina di pesce giuliana. Una cucina genuina che coglie il meglio della tradizione per riproporlo in modo originale. Via dei Fornelli, 2 - Trieste Tel. 0403220307 Gelindo dei Magredi Un’offerta completa di tutte le attività possibili da svolgere in fattoria: tra cavalli e asini, nell’orto botanico, presso l’arcieria, in bicicletta e in piscina. c’è anche un laboratorio di cucina con corsi di cucina per adulti. Stage di mosaico e antichi mestieri per tutte le età.
Via Roma, 14 - Vivaro (Pn) Tel. 042797037 Cell. 3357170805-6-7-8 I Comelli L’agriturismo è situato in un ambiente tranquillo, con la possibilità di escursioni a piedi o in bicicletta fra i vigneti e i boschi di castagno della zona, il fiore all’occhiello è la produzione enologica del Ramandolo, primo cru friulano. Largo Armando Diaz, 8 - Nimis (Ud) Tel. 0432790685 Agriturismo Skerlj Posto nel cuore del Carso triestino, ideale per gustare uno spuntino con affettati e un buon bicchiere di vino locale come Vitovska e il Terrano. Da non dimenticare la jota, il prosciutto del Carso, gli gnocchi di patate oppure di pane, carne alla griglia, stinco e dolci tipici come i struklji. Sales, 44 - Sgonico (Ts) Tel.040229253
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Viv’ le perlage italien
La Franciacorta, come la Champagne d’oltralpe, è l’unica terra italiana che dà il nome anche alle sue bollicine dal raffinato perlage di Francesca Negri Nelle bollicine di Franciacorta, una delle zone spumantistiche più famose e pregiate d’Italia situata in provincia di Brescia, si intrecciano storie di monasteri, di sommi poeti, di donne lungimiranti e di imprenditori tenaci. Grandi enti monastici qui avevano, già prima del Mille, grandi possedimenti e colture, ma la coltivazione della vite fu una costante della Franciacorta, dove dall’epoca romana al periodo tardo-antico, e fino al pieno Medioevo, crescevano vigneti anche grazie alle favorevoli condizioni climatiche e pedologiche. Con alti e bassi, la viticoltura in queste terre non si è mai interrotta, facendosi conoscere anche dall’esule Dante Alighieri, che durante il periodo delle Signorie trovò rifugio nella guelfa Franciacorta, ospite della corte dei Lantieri a Paratico e poi a Capriolo. Gli storiografi concordano nel far risalire la prima apparizione del nome Franzacurta al 1277 nello statuto municipale di Brescia, come riferimento all’area a sud del lago d’Iseo, tra i fiumi Oglio e Mella. La Franzacurta o Franzia Curta era allora una zona importante per il rifornimento di vino per la città di Brescia, ma anche per i borghi della Valcamonica e della Valtrompia e a sud per le città della Valle Padana. Ma la storia effettiva della Franciacorta ha inizio soltanto alla fine degli anni Cinquanta, quando alcuni imprenditori pro-
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Dall’alto, la Ca’ del Bosco di Erbusco una delle più rinomate realtà delle bollicine lombarde. Sotto, un “grappolo di Franciacorta”, e, in basso, l’ingresso del castello di Bornato
venienti da settori diversi cominciarono a muovere i primi passi nel mondo enologico. E sono gli anni Sessanta quando Annamaria Clementi acquista a Erbusco una piccola casa in collina, denominata Ca’ del Bosco perché immersa in un bosco di castagno. La grande passione per il vino del giovane figlio Maurizio (Ziliani, oggi presidente del Consorzio per la tutela del Franciacorta) darà poi il via alla sperimentazione vinicola nella tenuta, e con la vendemmia del 1976 metterà in produzione i suoi primi tre vini spumanti: Pinot Bianco brut, Pinot Bianco Dosage Zerò e lo spumante Rosé. A questi anni risale la realizzazione della prima cantina, a 11 metri di profondità, e la continua crescita che ha fatto di Ca’ del Bosco una delle realtà più famose e rinomate delle bollicine lombarde, che ha dedicato i suoi due vini di punta alla donna lungimirante che fu Annamaria Clementi.
Un gentiluomo di campagna Percorrendo i 240 chilometri sui quali si estende la denominazione di origine controllata e garantita (Docg, di cui si fregia dal 1995) del Franciacorta, si incontrano grandi nomi eccellenti che hanno scritto la storia di questo vino. In primis Berlucchi, a Borgonato di Cortefranca. Guido Berlucchi, gentiluomo di campagna, produceva un vino bianco, il Pinot del Castello, così chiamato perché le uve arrivavano dai vigneti del piccolo castello di sua proprietà. Per ovviare alla scarsa stabilità del vino, consultò un giovane ed entusiasta enologo, Fran-
Da non perdere Cazzago San Martino. Castello di Bornato/Villa Orlando: fortezza medievale, all’interno della quale venne successivamente costruita una villa rinascimentale, circondata da un parco del XIX secolo. I tre locali del pianterreno della villa sono di antichissima origine, mentre le stanze del piano superiore sono riccamente affrescate. Brescia. Santa Giulia – Museo della città: percorso attraverso la storia, l’arte e la spiritualità locale dall’età preistorica a quella moderna. È unico in Europa per la sua collocazione: è ospitato infatti in un monastero fondato da Desiderio, re longobardo, e da sua moglie Ansa, costruito sui resti di domus romane preesistenti. Il monastero di San Salvatore (intitolato successivamente a Santa Giulia) aveva proprietà in Franciacorta, che sono documentate fin dal 766 (diploma di Adelchi). Il complesso museale comprende la basilica di San Salvatore, l’oratorio di Santa Maria in Solario, la chiesa quattrocentesca di Santa Giulia e i chiostri rinascimentali. Accoglie periodicamente importanti mostre d’arte. Capriolo. Museo Agricolo e del Vino Ricci Curbastro. Da non perdere, con l’occasione, anche la visita guidata alla cantina con degustazione. 71
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Da vedere Rodengo Saiano. L’abbazia olivetana di San Nicola. È uno degli edifici religiosi più monumentali d’Italia. Fondato nel X secolo prosperò nuovamente grazie agli Olivetani, che dal 1446 ottennero il possesso del priorato di Rodengo. Il complesso è tornato nel 1969 in uso ai religiosi, che lo hanno restituito alla sua destinazione originaria. Ciò ha segnato l’inizio di un imponente restauro che ha riportato agli antichi splendori la chiesa, il chiostro del tardo Cinquecento a colonne combinate, il chiostrino rustico quattrocentesco, il refettorio, la galleria monumentale e le diverse sale che ospitano capolavori dei massimi esponenti artistici del bresciano. Ospita un laboratorio per il restauro del libro. Ome. Il Borgo del Maglio. Il Maglio Averoldi è un’antica fucina medievale ancor oggi in funzione: un vero e proprio museo vivente, dove si possono conoscere da vicino la storia e i metodi di lavorazione del ferro, una fra le attività tradizionali più caratteristiche della provincia di Brescia, e in particolare dell’arte dei bruzafér, una tecnica un tempo assai diffusa in Franciacorta di lavorazione del ferro rovente finalizzata alla creazione di attrezzi, elementi di arredo, sculture.
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In alto: Proviglio D’iseo. Monastero di San Pietro in Lamosa. Prende il nome dalle Lame, le paludi che i Cluniacensi si impegnarono a bonificare con l’uso di nuove tecniche agricole, dopo aver ricevuto in dono il complesso da due feudatari longobardi nel 1083. Vista splendida sulle Torbiere del Sebino, dichiarate Riserva Naturale nel 1983 e percorribili a piedi o in bicicletta
co Ziliani, appena diplomatosi ad Alba. Ziliani risolse l’inconveniente e confidò a Berlucchi il suo sogno: produrre in Franciacorta un vino spumante capace di misurarsi con lo Champagne. A Ziliani e Berlucchi si unì Giorgio Lanciani, amico e collega di Guido: nasceva così, nel 1954, la Guido Berlucchi & C., che nel 1961 elaborò le prime 3 mila bottiglie di metodo classico, battezzato Pinot di Franciacorta. Un’intuizione vincente: per la prima volta il toponimo Franciacorta appariva sull’etichetta di un vino e fu il primo a scriverne la storia.
La prima testimonianza del nome Franzacurta risale al 1277. Ma la storia effettiva della Franciacorta inizia soltanto negli anni 50 del ’900
Sapienti alchimie Poco più in là, a Erbusco, un altro uomo stava per scrivere la storia del Franciacorta e del suo territorio di produzione: Vittorio Moretti, impresario edile. «Ho iniziato a fare il vino per hobby, per evadere dalla routine, e mi sono ritrovato in mano un gioiello d’azienda», confessa Moretti. Ma nulla, in realtà, è nato per caso. Sopra e sotto la stessa collina che conduce per mano anche lo sguardo,Vittorio Moretti ha riunito la casa, la prima vigna, la cantina, un grande albergo (L’Albereta), il ristorante di Gualtiero Marchesi, l’Espace Vitalité di Henri Chenot e gli uffici della holding Terra Moretti. A lui si
Portate il cuore
Portate il Cuore, il battito innovativo dei Fratelli Berlucchi Ballerini di tango, tamburi africani, cori di festa, racconti di viaggi con splendide bollicine italiane di Franciacorta. Perché? Perché da un anno la nostra sfida e’ estendere la passione anche durante la degustazione proprio attraverso stimoli coinvolgenti. Perché produciamo con il cuore e chiediamo ai nostri consumatori di bere i nostri prodotti con il loro cuore. Perché solo così ogni prodotto crea una sua atmosfera di emozione ed esalta il piacere della degustazione. Perché le grandi opere d’arte si esaltano e si comprendono meglio nell’atmosfera adeguata, sia esso un museo, un teatro, una bella casa, un consesso di amatori appassionati. Portate il Cuore è un viaggio originale e dolcemente controcorrente nel mondo delle
bollicine ideato da Fratelli Berlucchi. Attraverso l’Italia, con un programma di serate a tema, Portate il Cuore ci fa scoprire un volto nuovo ed appassionate del bere vino. È un percorso che tocca i sensi, un invito alla libertà di emozionarsi attraverso stimoli multisensoriali studiati e abbinati distintamente ai cinque Franciacorta dell’azienda conosciuti in tutto il mondo, i millesimati Satèn, Rosé, Brut, Pas Dosé e il non millesimato Brut 25. Creare un vino rimanda a qualcosa di magico, ma ri-crearlo e saperlo proporre in chiave innovativa è la nuova sfida di marketing di Fratelli Berlucchi per il 2011. Una voglia di rinnovamento globale, visibile oggi nel nuovo sito, nello stile degli eventi, nel blog. Tutti segnali racchiusi in una nuova idea di comunicazione, dove l’emozione sarà al centro del nostro gusto. Por tate il cuore, il nostro viaggio inizia adesso.
Azienda Agricola Fratelli Berlucchi Srl
FRANCIACORTA Via Broletto, 2 | 25040 Borgonato di Cortefranca (BS) | Italy | Tel. 030 984451 | Fax 030 9828209 www.fratelliberlucchi.it | e-mail: info@fratelliberlucchi.it | http://portateilcuore.fratelliberlucchi.it | www.facebook.com/AziendaAgricolaFratelliBerlucchi
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Scelti per voi dove comprare
deve molto del sistema-Franciacorta, che ruota attorno anche a un esclusivo golf club e a centri commerciali meta di tanti italiani e stranieri, tutti ideati, voluti e costruiti da lui. Non è un caso nemmeno che Bellavista sia uno dei simboli più amati delle bollicine made in Italy, anche grazie alla straordinaria maestria dell’enologoalchimista Mattia Vezzola.
Per antichi vigneti Merita una visita anche Tenute La Montina a Monticelli Brusati, le cui origini risalgono al 1620, quando proprietaria della casa padronale era una nobile famiglia bresciana facente capo a Benedetto Montini, avo di Papa Paolo VI. Oppure il Castello di Gussago, nella straordinaria cornice della collina “la Santissima”, in realtà colle Barbisone, dove dai vecchi vigneti utilizzati un tempo dai monaci prendono vita bollicine preziose. Da non perdere anche le etichette di Uberti, Ca’ del Vent, Monzio Compagnoni oppure il Riserva speciale di Cavalleri. Colline coperte di vigneti, torbiere, piccoli borghi, monasteri, ville del Settecento, fortificazioni del Seicento, musei e castelli completano il paesaggio incantevole di una terra, quale è la Franciacorta, tutta da scoprire, oltre che da bere. 74
Tutte le cantine della Franciacorta mettono a disposizione tour e wine shop. L’elenco completo si può trovare sul sito del Consorzio per la tutela del Franciacorta, www.franciacorta.net. Se, però, per il vostro wine tour non avete molto tempo a disposizione, la soluzione è Cantine di Franciacorta. In un open space di oltre 500 metri quadri viene proposto un vastissimo assortimento di vini: 80 produttori per 1200 etichette, da scegliere e degustare in un’ideale passeggiata tra le colline di questa terra. Si compra anche online su www.cantinedifranciacorta.net
dove dormire Hotel Relaisfranciacorta Da una vecchia cascina rurale del 1600 è nato un hotel 4 stelle con 50 camere e un parco di 60 mila metri quadri. Boschi di castagne, larici e rovere nelle vicinanze. Via Manzoni, 29 Colombaro di Corte Franca (Bs) www.relaisfranciacorta.it Bed&Breakfast Il Dosso Elegante cascina del 1700 nella campagna della Franciacorta, a due passi dal Lago d’Iseo. La posizione panoramica lontano da traffico e rumori e il grande giardino privato sono la promessa di una privacy assoluta. La gestione ecofriendly su risparmio energetico, riciclo e tutela del territorio ha portato al riconoscimento di struttura virtuosa da parte di Legambiente Turismo. Via Calvarole, 2 Nigoline di Corte Franca (Bs) www.bb-ildosso.it L’Albereta Immersa nel suo rigoglioso parco secolare, un luogo
incantato, con 57 camere dove è possibile lasciarsi cullare da un rigenerante ozio creativo. A voi la scelta: cedere alla golosa tentazione dei piaceri del palato con la cucina d’elite del Maestro Gualtiero Marchesi, o scegliere una perfetta remise-en-forme nella wellness & medical Spa del relais, l’Espace Vitalité Henri Chenot. Via V. Emanuele II, 23 Erbusco (Bs) www.albereta.it
dove mangiare Agriturismo Le Solive Le vivande di produzione propria, dalla selezione di salumi, carni e olio, ai dolci caserecci, sono accostate ad antichi sapori locali, come le olive, l’uva e le castagne. Genuino e autentico come pochi, è sempre over booking e va prenotato per tempo. Prezzo medio: 30 euro vini esclusi. Via Calvarole, 15 Nigoline di Corte Franca (Bs) www.solive.it Dispensa pani e vini Banco dei formaggi, botteguccia di prodotti sfiziosi, enoteca, lounge per l’aperitivo e ristorante di un’istituzione della cucina franciacortina, Vittori Fusari. Prezzo medio: 45 euro vini esclusi. Via Principe Umberto Loc. Torbiato – Adro (Bs) Tel. 0307450757 Antico Mulino Giuseppe Cerveni, padre di Stefano (chef stellato del Due Colombe di Borgonato) propone in un locale semplice e curato i suoi grandi successi. Da non perdere: il manzo all’olio, la trippa, i brasati e i casoncelli.Prezzo medio: 30 euro vini esclusi Via Roma, 1 Rovato Brescia (Bs) Tel. 0307721534
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Il formaggio dell’estate
Che siano Girgentane, Garganiche, Grigie ciociare, Bionde dell’Adamello o Nere di Verzasca, le capre italiane producono delizie ottime da gustare, può sembrare strano, proprio durante il periodo più caldo dell’anno di Riccardo Lagorio
Caprino e stagione estiva: il binomio a molti potrebbe risultare inimmaginabile, ma la natura da sempre va oltre le aspettative di quanti vivono in una società industriale. Infatti, il latte di capra ha una composizione chimica molto simile a quello materno, con un contenuto di grassi ridotto, soprattutto durante i mesi più caldi dell’anno. Infatti, verso il termine del periodo di lattazione, durante l’estate, il contenuto medio di grasso nel latte di capra scende intorno al 2,8% e i formaggi caprini, soprattutto se freschi, sono ideali per una dieta che richiede una modesta quantità di grassi ma che vuole rimanere assai gustosa. A differenza di quanto alcuni affermano, il formaggio fresco di capra infatti non solo è un alimento nutriente, ma adatto anche ai palati più… sensibili. Ovviamente il sapore del formaggio cambia e si trasforma in arcigno con l’andare del tempo, ma può avere spiccate variabilità in considerazione della razza da cui proviene. E a scanso di
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equivoci, vorrei sottolineare come ogni caratterizzazione (un sapore marcato, una precisa piccantezza, la variabilità di un prodotto nel tempo) è una qualità che solo i piccoli produttori possono fare valere in quanto le industrie alimentari tendono ad appiattire il gusto, portando anche a tavola la mediocrità. Così gli allevatori, anche di greggi numericamente contenute, per andare incontro a un gusto meno invadente e più standardizzato, hanno inserito nei loro allevamenti, accanto o sostituendo in toto capi di razze autoctone italiche, esemplari di razze alloctone, prevalentemente Saanen e Camosciata delleAlpi, originarie rispettivamente dalla Svizzera e dalla Francia. Il latte che garantiscono, oltre a essere superiore per quantità media prodotta, ha anche un gusto più moderato, che dà luogo a formaggi tendenzialmente meno saporiti. Il formaggio di capra può essere inoltre un utile sostituto ai formaggi vaccini qualora il consumatore soffra di allergia alle protei-
ne del latte, ma anche al lattosio. In quest’ultimo caso infatti la lavorazione lattica (che prevede una coagulazione lenta, alla temperatura di 20°C per almeno 24 ore, ottenendo un prodotto molle da consumare fresco o dopo breve stagionatura) consente che i fermenti utilizzati consumino il lattosio, scomponendolo in una catena di zucchero. Il ciclo naturale di vita degli ovicaprini prevede che i parti avvengano normalmente durante il periodo primaverile. È quindi nei mesi che vanno da marzo in avanti che il latte di capra è maggiormente disponibile; e lo è sino a ottobre, quando le capre si avvicinano al nuovo parto e raggiungono il cosiddetto periodo di asciutta. Il latte di capra, e i formaggi freschi, possono essere disponibili anche nei mesi freddi qualora gli allevatori abbiano destagionalizzato il ciclo vitale degli animali, vale a dire abbiano portato le capre al parto in un periodo diverso da quello tardo invernale o primaverile.
Il latte di capra ha una composizione chimica molto simile a quello materno, con un contenuto di grassi ridotto, soprattutto durante i mesi più caldi dell’anno In apertura, la Bionda dell’Adamello dalla quale i pochi allevatori rimasti ottengono il fatulì. Sotto, la Nera di Verzasca e la Formaggella del Luinese Dop
Paese che vai, caprino che trovi In questo nostro giro d’Italia caprino desidero segnalare alcuni formaggi di capra tradizionali prodotti con latte di razze autoctone. Quanto segue non è neppure lontanamente esaustivo del ricchissimo panorama nazionale; semplicemente ci offre l’occasione, come sempre dovrebbe accadere, di affrontare un piacevole viaggio alla loro scoperta. Un’ultima avvertenza:i formaggi che vengono citati sono a latte crudo. Vale a dire che durante le fasi di lavorazione non si supera la temperatura del latte quando esce dalla mammella. Così non vengono alterate le condizioni delle vitamine, delle proteine e dei sali minerali presenti nel latte; inoltre la pastorizzazione (cioè l’utilizzo di temperature più elevate a quella corporea durante la lavorazione) ucciderebbe i microrganismi del latte alterandone anche le caratteristiche organolettiche, e obbligando così il produttore a inoculare fermenti selezionati che procurano un gusto e un prodotto costante. Da secoli la tradizione gastronomica della Valtravaglia e del Luinese, nell’alto Varesotto, è caratterizzata dai formaggi di capra. La popolazione caprina locale si contraddistingue per la presenza di animali dal vello nero, la Nera di Verzasca, con la recente introduzione della Camosciata delle Alpi. La maggior parte degli allevamenti di queste valli è basato sull’utilizzo del pascolo per almeno 8 mesi all’anno, mentre durante il periodo di asciutta e all’inizio della lattazione le capre vengono mantenute in stalla. Il prodotto di punta di queste valli è la Formaggella del Luinese, che ha ottenuto la Dop nel 2006, primo prodotto italiano interamente elaborato partendo da latte di capra a fregiarsi di questo riconoscimento. Perché la formaggella sia Dop si deve utilizzare latte lavorato a crudo, la stagionatura minima è di 20 giorni e il peso del formaggio, che ha un diametro compreso tra 13 e 15 cm e uno scalzo tra 4 e 6, deve variare tra i 700 e i 900 grammi. La crosta è color paglierino tenue, la pasta è bianca e compatta con un’eventuale
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cibo&territorio
occhiatura fine e leggera. Ha profumo delicato e sapore dolce, che si intensifica con il passare del tempo. Legata allo spopolamento di montagne e vallate del Bresciano è la storia della Capra Bionda dell’Adamello. Il progressivo e irreversibile abbandono delle aree marginali montane, soprattutto nel secondo dopoguerra, causò nella perpendicolare della lunghissima Val Camonica, la Val Saviore, il rarefarsi del patrimonio numerico caprino, che era caratterizzato da una razza rustica dal pelo fulvo e lungo, la Bionda dell’Adamello appunto. Dal latte di questo animale i pochi allevatori rimasti ottengono una formaggetta dal diametro di 20 cm circa e scalzo molto variabile (dai 3 ai 7 cm). Passati pochi giorni dalla produzione, la formaggetta, fatulì, subisce una breve affumicatura generata dalla combustione di rami verdi e bacche di ginepro per conferire un caratteristico aroma e gusto. La crosta si presenta quindi con i caratteristici intrecci della rete su cui il fatulì è stato riposto durante il periodo di affumicatura. Privo di occhiature, il formaggio ha all’interno colore bianco. L’Unione dei Comuni della Val Saviore, per tutelare l’animale e il formaggio, ha dato vita a un marchio collettivo geografico. Dopo anni in cui era lecito attendersi la definitiva scomparsa del fatulì e della Capra Bionda dell’Adamello, si sta assistendo a un completo riscatto di entrambi nella vallata, nei negozi specializzati e nei ristoranti anche non bresciani. Veniamo al Marzolino. Non vi sono dubbi relativi all’originario periodo di produzione di questo formaggio tradizionale del Frusinate, benché oggi l’intervallo si è allungato sino a comprendere l’intero periodo di lattazione della capra Grigia ciociara, cioè sino a fine agosto. Il marzolino ha forma cilindrica con altezza di 5 cm e diametro inferiore a 10. La crosta è giallo chiaro, quasi lo stesso colore della pasta, che risulta molto compatta e leggermente granulosa.
Qui sopra, la simpatica Camosciata delle Alpi. A destra alcune caratteristiche forme di fatulì, tornato alla ribalta negli ultimi anni nel bresciano, ma non solo. Nella pagina successiva, esemplari di Capra Girgentana, con le loro lunghe corna ritorte, e fome di marzolino
Il formaggio di capra è nutriente e adatto anche ai palati più sensibili. Il suo gusto varia a seconda della razza da cui proviene 78
brvnelli. il pecorino di roma.
CHI È BRVNELLI? Identità romana dal 1938, BRVNELLI industria lattiero-casearia, ancora oggi gestita dalla famiglia Brunelli, è azienda leader nella produzione del Pecorino Romano D.O.P. prodotto nel Lazio. Il tutto seguendo uno stretto disciplinare di produzione di questo formaggio tipico laziale, antico come la storia di Roma. Tradizione e Innovazione con la Qualità di sempre sono i valori trasmessi lungo tutta la filiera produttiva, dalla raccolta latte al prodotto finito a marchio BRVNELLI che viene scelto da chi ama la buona cucina italiana.
DAL CUORE DEL SAPORE… Il CUORE DEL PECORINO ROMANO
Pronto al consumo in una comoda vaschetta da 200gr. il BRVNELLI D.O.P. mantiene inalterate le sue gradevoli caratteristiche grazie ai più innovativi sistemi di confezionamento.
“CUORICINI” di Pecorino Romano. Appena nati, i CUORICINI sono l’innovazione del BRVNELLI D.O.P. Dal cuore della forma, la parte più squisitamente delicata al palato, si gustano assaggi da 2gr. a forma di cuore, ideali da servire con fragole e spumante!
AUT. CONSORZIO PER LA TUTELA DEL FORMAGGIO PECORINO ROMANO N.63/92 - D.P.R. 30/10/1955 MODIF. CON D.M. 06/06/1995 D.O.P. - REG. CE 1107/96
GARANTITO DAL MINISTERO DELLE POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI AI SENSI DELL’ART. 10 DEL REG. (CE) 510/2006
I N F O R M A Z I O N E P U B B L I C I TA R I A
CARATTERISTICHE UNICHE DEL PECORINO ROMANO D.O.P. BRVNELLI Raccolta Latte: Il latte di pecora, materia prima del Pecorino Romano, viene raccolto da greggi altamente selezionate prevalentemente dai ricchi pascoli del fertile Agro Romano, da Ottobre a Giugno, nel rispetto del ciclo naturale della pecora da latte. Salatura: esclusivamente a secco! BRVNELLI ancora oggi come secoli fa, secondo la tradizione romana, porta avanti la salatura a secco, anziché ad immersione in salamoia. Le forme di Pecorino Romano vengono lavate, massaggiate e coccolate con sale marino più volte nel corso della stagionatura. Il BRVNELLI D.O.P assume così un sapore delicatamente piccante, gradevole al gusto anche per i palati più fini! Luogo di Stagionatura: unico ad avere come letto di stagionatura delle antiche grotte naturali tufacee risalenti al periodo Etrusco-Romano del I sec. A.C. Qui temperatura e umidità, perfettamente bilanciate, consentono di raggiungere in maniera assolutamente naturale la perfetta stagionatura del BRVNELLI D.O.P. Periodo di Stagionatura: non inferiore ai 12 mesi per il BRVNELLI D.O.P. più giovane, fino ai 18 mesi per il più maturo, secondo la millenaria tradizione romana. La sua eccellenza si riconosce immediatamente per il gradevole impatto friabile e scaglioso, ideale da servire come gusto aggiunto ai migliori piatti della cucina italiana.
Finitura: tipica dell’antica Roma e che ancora oggi contraddistingue il BRVNELLI D.O.P. è la sua caratteristica scorza nera, la“cappatura” nera come comunemente viene definita. Introdotta secoli fa per proteggere la forma di Pecorino Romano da agenti esterni, oggi è unicamente simbolo della tradizione romana.
Il BRVNELLI D.O.P. già grattugiato è offerto in pratiche bustine richiudibili da 60gr. e 100gr. studiate per accontentare anche i più esigenti!
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cibo&territorio
Dolce se consumato fresco, entro dieci giorni dalla produzione, acquista sapidità con il trascorrere del tempo, quando per radicata tradizione viene posto in orci di terracotta a secco o in vasetti di vetro sottolio per attutire l’impatto con le papille. La Grigia ciociara, di cui esistono circa 3 mila capi, ha mantello grigio argenteo perlopiù uniforme con un caratteristico ciuffetto frontale; la struttura corporea la rende adatta a pascoli montani impervi. Si nutre d’erba e arbusti mentre solo nei mesi invernali si provvede a un’integrazione con fieno, garantendo, per l’intero periodo della lattazione profumi e aromi intensi al formaggio prodotto. La Capra Garganica è autoctona del promontorio del Gargano. Con ampia diffusione sino agli anni ’80, quando se ne contavano circa 30 mila capi, oggi raggiunge a malapena i 3 mila. L’allevamento della Capra Garganica, che avviene in modo estensivo, si riconduce alla (modesta) propensione alla produzione di latte, ma è anche connesso alla tradizione alimentare locale che prevede carne di capretto durante le festività natalizie e pasquali e l’utilizzo di carne di capre a fine carriera per la produzione di muscisca, strisce sottili di carne lasciate essiccare e consumate oggi come sfizioso spuntino. Ma con il latte di Capra Garganica, odoroso di erbe aromatiche che compongono la dieta degli animali, il paniere dei prodotti alimentari foggiani si arricchisce di canestrati e cacioricotte. Il cacioricotta è ottenuto attraverso una particolare combinazione di temperature e caglio, che determina la coagulazione delle proteine del latte e del siero. Quello prodotto ad aprile o maggio, ancora fresco, è indispensabile ad esempio per la cena, abbinato alle fave. Se invece il cacioricotta viene conservato per più mesi acquista una consistenza dura, compatta e scagliosa, che lo rende particolarmente adatto a condire i sughi per la pasta. La razza di Capra Girgentana trae origine nella provincia d’Agrigento (Girgenti è l’antico nome della città). La contraddistinguono le lunghe corna che si avvitano su se stesse, il vello bianco e il pelo nella zona addominale, folto a frangetta sulla fronte. Il gusto del latte è poco ircino benché l’allevamento avvenga all’aperto dove gli animali brucano erbe spontanee e rami di carrubo: per l’ottimo equilibrio tra proteine e grassi, si è consumato per molto tempo in modo diretto, senza caseificare. Così l’innovazione ha potuto giocare un ruolo fondamentale quando ci si è accorti che cagliare il latte appena munto con rametti di fico, tradizione diffusa prevalentemente nel centro Italia (anche se molto arcaica poiché viene ricordata già da Plinio il Vecchio), consentiva di mantenere inalterato il gusto soave del latte, presentando peraltro il prodotto finale cremoso e per questo molto appetibile. Il formaggio viene poi raccolto nelle foglie di fico e, così vestito, può maturare qualche mese. La stagione ideale per utilizzare il lattice di fico è l’estate: quando le capre Girgentane danno il meglio di sé. Non bisogna dunque inventarsi nulla: è sufficiente ascoltare la natura per godere di prodotti straordinari.
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Scelti per voi dove comprare Azienda agricola Pian del Lares Via Petrolo, 18 - Veddasca (Va) - Tel. 0332558178 Azienda Agicola Maffeis Località Pozzuolo - Cevo (Bs) - Tel. 0364634659 Azienda Agricola Benacquista Via Capranica, 11 - Campoli Appennino (Fr) - Tel. 0776884085 Azienda Agricola Bramante Contrada Paglicci - Rignano Garganico (Fg) - Tel. 0882456288 Azienda Agricola Montalbo Via Ricasoli, 20 - Campobello di Licata (Ag) - Tel. 0922877604
biologico
di Riccardo Astolfi
Un dolce tentatore Gustosa merenda nei pomeriggi estivi, al mare come in città, e ottimo sostituto del pranzo, il gelato è uno dei prodotti principe dell’estate. Occhio però agli ingredienti Prodotto attraverso la gelificazione e la mantecatura di una semplice crema (uova, latte, panna, zucchero) e aromatizzato nei modi più diversi (dalla frutta fresca o secca, al cacao, alle spezie) il gelato è un alimento completo e sano che, se scelto e consumato con attenzione, nutre e non fa ingrassare. Purtroppo i gelati industriali confezionati e buona parte di quelli artigianali sono oggi prodotti con ingredienti poco virtuosi, come grassi vegetali (margarine e oli vegetali poco nobili come l’olio di palma) e parecchie tipologie di additivi: emulsionanti, addensanti, coloranti e aromi artificiali. Molti di questi ingredienti consentono di produrre un gelato economico e bello da vedere, ma che in realtà ci inganna nei sapori e nel gusto, oltre ad attentare alla nostra salute e alla nostra linea. Come spesso accade in queste situazioni, il mondo dei prodotti biologici ci viene in aiuto, poiché, come sappiamo, molti degli ingredienti sopra citati non sono permessi nel disciplinare di produzione di questi alimenti. Scegliendo gelati biologici, anche quelli confezionati (quindi industriali o semi-industriali), potremo regalare a noi e ai nostri bambini una pausa sana, sicura e gustosa, consapevoli che tutti gli ingredienti utilizzati nella preparazione saranno di origine naturale. Finalmente una crema che saprà veramente di vaniglia! Lo scaffale dei gelati biologici, inoltre, ci propone un’offerta completa anche per chi desidera consumare (per gusto o necessità nutrizionale) un prodotto di origine completamente vegetale: che non contenga dunque nessun ingrediente di origine animale (panna, latte, uova). Possiamo così trovare ottime coppette di gelato di riso o di soia, variegate all’amarena o al cioccolato, che non sacrificano il gusto e che possono rappresentare un’ottima alternativa al gelato tradizionale.
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Fatto in casa: bastano 2 ore Per consentire una cremosità costante che duri nel tempo, nei gelati confezionati e in quelli artigianali (anche in quelli biologici) è facile trovare emulsionanti (come la lecitina di soia), stabilizzanti (come la farina di carruba) e zuccheri complessi. Se vogliamo essere sicuri di gustare un gelato veramente naturale e sincero possiamo, con qualche piccolo accorgimento, prepararcelo da noi, anche senza l’utilizzo di una gelatiera. Prepariamo una classica crema aromatizzata con vaniglia naturale, ad esempio, e poniamola in un pentolino in freezer. Ogni 30 minuti circa togliamo la crema dal freezer e mescoliamola energicamente con un cucchiaio o un frullatore ad immersione, rompendo i cristalli di ghiaccio che si saranno formati. Rimettiamo in freezer e continuiamo questa procedura ogni 30 minuti per circa 2 ore, finché non avremo ottenuto il nostro bel gelato naturale!
orto dei semplici
di M. Pia Fanciulli www.barbanera.it
Con gli ultimi due mesi estivi arriva anche la stagione in cui l’orto e la cucina chiamano di nuovo al lavoro. È tempo di preparare confetture, conserve, sottoli e sottaceti per portare nell’inverno i sapori dell’estate. Ma è anche il momento delle nuove semine, quelle dei buoni ortaggi autunnali, più severi, ma sostanziosi Se l’estate è il periodo per eccellenza delle raccolte, quello in cui orti e balconi regalano generosamente i loro frutti e anche un semplice davanzale può divenire una preziosa riserva di profumate erbe aromatiche, ecco che con la fine di agosto e l’arrivo di settembre si ricomincia a guardare avanti, a pensare alla stagione invernale. Al ritorno dalle vacanze sarà quindi bene riprendere in mano semi e zappette e ridare il via a semine e trapianti. Si può ad esempio cominciare con la lattuga e gli spinaci, gustosi e salutari. La lattuga infatti, dotata di efficaci virtù depurative, risulterà assai utile nel periodo del passaggio stagionale; e già lo sapevano gli antichi romani che ne facevano larghissimo uso alla fine di banchetti e baccanali per le sue proprietà emetiche. Pare che anche Pitagora e i suoi discepoli ne consumassero in abbondanza ritenendo che favorisse la contemplazione e la concentrazione durante i riti religiosi. Luigi XIV poi ne pretendeva addirittura ogni giorno un tipo diverso. Quindi seminiamo la lattuga, e insieme a questa gli spinaci. Divenuti proverbiali per un ipotetico alto contenuto in ferro che in realtà non hanno, sono ricchi invece di Vitamine A e C, e sono un’importante fonte di calcio e fosforo. Probabilmente originari della Persia, del Caucaso o del Tibet, vennero importati in Europa dagli Arabi nel XII secolo durante la dominazione spagnola. Da qui passarono in Francia dove li si utilizzarono come pianta officinale. Fu però con la grande Caterina dei Medici che trovarono il posto che meritano nella gastronomia. In Italia, sono ricordati negli orti delle monache benedettine di Firenze già nel Cinquecento, anche se è solo a partire dal XIX secolo che il loro consumo e entrato appieno nelle nostre abitudini culinarie.
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Verso l’autunno
con lattuga e spinaci
Coltiviamoli così
Per chi alle prime armi decida di dare avvio a un piccolo orto, lattuga e spinaci sono gli ortaggi ideali: richiedono poche cure, non hanno bisogno di molto spazio e soprattutto crescono rapidamente. Insomma tante soddisfazioni senza troppo impegno! Cassetta e terriccio Per coltivare la lattuga, Lactuca sativa, andrà benissimo un vaso quadrato di cm 40x40, ma che sia abbastanza profondo. Va preparato mettendo sul fondo uno strato di argilla o ghiaia, per poi riempirlo di terriccio a medio impasto, mescolato cioè a torba e compost per renderlo fertile. Durante l’inverno è consigliabile proteggere la lattuga con un telo di plastica se le temperature si fanno troppo rigide o c’è il rischio di gelate. Lo spinacio, Spinacia oleracea, non ama le posizioni troppo soleggiate. Per la semina ideale il mese di settembre perché gli spinaci non amano caldo e siccità, mentre resistono bene alle gelate. Si possono utilizzare vasi anche non molto profondi perché i semi chiedono di essere interrati solo di pochi centimetri. Il terriccio deve essere soffice, organico, fresco, ma soprattutto senza ristagni. La semina La lattuga si semina da marzo a settembre, a seconda delle varietà e dei gusti, in Luna calante, ponendo i semi in solchi poco profondi e ricoprendoli poi di terra o compost. Irrigare a pioggia, mantenendo per tutto il ciclo vegetativo il terreno umido. Quando le lattughine avranno quattro o cinque foglie vanno diradate lasciando circa 10 cm tra una pianta e un’altra. Per evitare la fioritura, un buon sistema consiste nell’irrigare regolarmente. Lo spinacio si semina di preferenza in Luna calante interrando i semi di 1 o 2 cm. Quando però nasceranno le prime piantine bisognerà diradarle in modo che tra una pianta e l’altra vi siano circa 5 cm di distanza. Evitare annaffiature troppo abbondanti. Punti deboli Oltre che per noi, le lattughe sono pietanza prelibata per lumache e chiocciole. Per proteggerle si può cospargere di cenere il terreno intorno alla pianta. Un nemico degli spinaci può essere invece la peronospora. Ma una buona irrigazione dovrebbe prevenirla. Raccolta e conservazione La raccolta della lattuga classica va effettuata non appena il cespo si è formato, estirpando la pianta con entrambe le mani. Per le varietà da taglio si procede invece staccando le foglie una per una. Se si desidera che la pianta resti produttiva, si possono tagliare le foglie rasoterra: dopo una breve pausa vegetativa, ne nasceranno di nuove. Va consumata freschissima. Scelta, lavata, asciugata perfettamente e messa in un canovaccio, si può conservare in frigo ma non più di 2 giorni. La spezzettatura, possibilmente a mano, va effettuata al momento del consumo. Quando le foglie più esterne sono lunghe 7-8 cm, si può iniziare la raccolta degli spinaci che va compiuta a mano, ponendo attenzione a non danneggiare i germogli centrali. La raccolta può continuare fino ai mesi più freddi. Come tutti gli ortaggi da foglia sarebbe opportuno consumarli freschissimi, sia crudi che cotti. In alternativa c’è la surgelazione che, se ben effettuata, non li priverà del contenuto nutrizionale.
Frutta per un anno
Quella di conservare la frutta per l’inverno era fino a qualche tempo fa un’usanza andata perduta. Oggi, grazie a una nuova consapevolezza alimentare, questa sana prassi è tornata a essere uno degli appuntamenti di fine estate. Può infatti essere piacevole, economico e pure salutare, andarsi a raccogliere direttamente dal produttore ortaggi e frutta, invece che acquistarli al negozio; e per evitare prodotti provenienti chissà da dove o pieni di conservanti, si può tra l’altro imparare a conservarla per tutto l’anno. E così mele e pere del luogo o delle località vicine a dove si vive, saranno a nostra disposizione per il tempo che si vuole. Basterà osservare poche semplici regole. Innanzitutto scegliere la frutta migliore, senza ammaccature, o segni di parassiti o malattie. Anche la stanza dove conservarle dovrà essere asciutta, pulita, non troppo illuminata e tale che l’aria circoli liberamente mantenendo la stanza né calda né umida. La temperatura ideale è 4-7°C; una cantina sarà perfetta. 85
la scoperta
di Riccardo Lagorio
Le paste ripiene, pur non essendo esclusive della gastronomia italiana, ne rappresentano senz’altro un’articolata peculiarità. Elemento costante la sfoglia, realizzata con farina acqua e talvolta uova, a cui si accosta un elemento variabile, il ripieno, che rispecchia l’eterogeneità della penisola. Già un anonimo redattore della corte angioina nel Duecento spiega come produrre ravioli utilizzando fegatello di maiale o coratella di capretto macinandole con erbe odorose, spezie e zafferano, e avvolgendo questo che è il ripieno nella reticella del maiale o nella pasta. Negli stessi anni, dei manoscritti suggeriscono invece come preparare pasta con ripieno di menta, prezzemolo, ortica e spinaci aggiungendovi anguilla o tinca: nascono così i ravioli di pesce d’acqua dolce. Anche i vettori di cottura e presentazione sono estremamente mutevoli: direttamente nel brodo (che a sua volta può essere di più carni o di una sola varietà) o nell’acqua, arricchendo eventualmente il gusto della pasta ripiena dopo la bollitura con un apposito condimento (burro, olio, carne, funghi e altro ancora). La forma è un altro elemento estremamente variabile. Tortellini, piccoli anelli di pasta ripieni di carne, al burro o in brodo che diventano marubini a Cremona, cappelletti in Emilia, o anolini se perdono la caratteristica forma, essendo composti di due cerchi sovrapposti. Panadas ripiene di carne d’agnello o di anguilla del lago Coghinas fanno invece parte della tradizione di Oschiri (Ot). Si chiamano agnolotti se il ripieno è di brasato di bovino e l’origine è piemontese; i casoncelli sono la pasta ripiena di formaggio o carne e talvolta patate dei bergamaschi e dei bresciani, condita con pancetta e burro; si chiamano tortelli, ma hanno ripieno di zucca se li acquistiamo a Mantova, o ricotta e bieta se provengono dal Piacentino. Sorprendentemente proprio nel Piacentino, a Cerignale, in alta Val Trebbia che sfiora la ligure val d’Aveto, i tortelli vengono preparati… privi di involucro. Si chiamano pin, abbreviazione locale di “ripieno”. La quantità degli ingredienti avviene quasi sempre a brettio, a caso. Nel territorio comunale, che conta meno di 170 iscritti all’anagrafe, ma in realtà non più di una cinquantina di residenti reali, ne esistono diverse versioni. La più accreditata prevede che alla ricotta si aggiunga formaggio grattugiato, farina 00, pane grattugiato, ortiche o biete (ma non manca chi vi aggiunge foglie novelle di primula selvatica o spinaci) sbollentate e frullate con uova. Lavorando e omogeneizzando l’impasto, se ne ottengono a mano affusolati cilindri che vengono tagliati della lunghezza di circa 3 cm. Ciascun piccolo cilindro ottenuto viene a sua volta strascinato e si ottiene una forma vagamente ovoidale, il pin, che può ricordare un pinolo gigante. Molto variabile nel colore, colore più o meno intenso a seconda della quantità di erbe utilizzata e della modalità di bollitura, gli abitanti sono tutti concordi nel ritenere che vi sia un unico condimento utile a esaltare il gusto del pin: il burro fuso con della salvia. I pin sono così caratteristici del borgo che l’amministrazione comunale li tutelerà per mezzo della Denominazione Comunale (De.Co.), istituita con caratteristica cerimonia il 13 agosto. Per assaggiarli, durante tutto l’anno, l’unica soluzione è quella di sedersi a uno dei due locali pubblici di Cerignale e ordinarli!
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La sorpresa nel piatto In origine elaborate in occasione delle principali festività, le paste ripiene sono l’esempio più evidente che la cucina è un’arte combinatoria in cui si fondono elementi variabili e costanti. I pin di Cerignale rappresentano un’eccellente variante sul tema
selezioni
di Cesare Aldesino
Dal sole, che si riverbera sui terreni calcarei, scaturisce un frutto di alta qualità, dal giallo che va dal dorato al paglierino, con polpa carnosa e croccante e un delicato aroma di moscato: è l’Uva Italia di Canicattì, la prima in tutta Europa a cui è stata riconosciuta l’Indicazione geografica protetta
Chi non ricorda la canzone di Totò che recitava “Miss mia cara Miss, la incontrai per caso a Messina proveniva da Canicattì, prese posto sulla littorina...” e cosi via. O qualche altro sketch comico che ironicamente menziona Canicattì? Ridente e dinamica cittadina siciliana, circondata da verdeggianti vigneti che la consacrano fra i più floridi centri agricoli e commerciali dell’agrigentino, Canicattì ha origini antichissime che affondano le radici nell’epoca del dominio musulmano, e il suo nome (arabo) significa roccia, luogo fortificato. Nei primi anni settanta viene alla ribalta, non solo in Italia ma anche in diversi paesi dell’Europa, per la produzione di uva da tavola: la famosa Uva Italia. Coltivazione che prende l’avvio alla fine degli anni ’60 e ha un successo tale che dà vita a una vera e propria corsa all’oro: un nuovo Eldorado. Il territorio che circonda Canicattì, che lambisce la provincia di Caltanissetta e quello dei paesi limitrofi, prima coltivato a ulivi e mandorli, subisce una radicale trasformazione. Migliaia e migliaia di piante di vite vengono messe a dimora al posto delle vecchie coltivazioni e, ben presto, si formano verdi e lussureggianti tappeti a perdita d’occhio. Tutto ciò grazie anche alla natura calcarea dei terreni, al clima, nonché all’altitudine; il boom economico che si generò fece di Canicattì uno dei 100 comuni italiani col maggior reddito pro capite. Conosciamola meglio Il frutto è ottenuto dalla fecondazione della cultivar Bicane con polline di Moscato d’Amburgo. Ha grappoli di grossa pezzatura del peso di 0,8 - 1 kg; acini di bell’aspetto dorati e croccanti, medio-grossi, aroma di moscato e profumo stuzzicante. È la varietà che si presta meglio per il ritardo della raccolta (fine dicembre/gennaio), in quanto è resistente e conserva sulla pianta per lungo tempo le migliori pecu-
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Golose gocce d’ambra
liarità organolettiche. Per queste sue caratteristiche è stata una delle prime in Europa a ottenere il riconoscimento dell’Indicazione geografica protetta (Igp). I vigneti sono coltivati a tendone con 1.100 piante per ettaro, per le produzioni mediotardive, sono ricoperti con materiale plastico per evitare che i grappoli si bagnino durante le piogge e prendono la muffa. Al viaggiatore che percorre la strada a scorrimento veloce che collega Agrigento con Caltanissetta, da lontano, a volte sembra quasi di vedere un grande lago argenteo: sono i raggi del sole che si riflettono sui tendoni. La raccolta inizia verso la fine di agosto nelle zone costiere e prosegue fino a settembre, mentre si raccoglie a dicembre e, in qualche caso, nel mese di gennaio a Canicattì e Delia per il clima più gradevolmente fresco. L’uva, dal sapore dolce e intenso, è ricca di zuccheri facilmente digeribili, soprattutto fruttosio e glucosio, si può utilizzare in cucina per marmellate, appassita per dolci (panettone, pane con l’uva, etc.), gelatine e sorbetti, e accompagnare e decorare alcune pietanze (involtini, etc). L’Uva Italia è importante per la nostra alimentazione, in quanto detiene molteplici virtù benefiche per l’organismo: è un disinfettante e un antivirale, ha una funzione lassativa e diuretica e attiva le funzioni epatiche. Inoltre facilita la digestione e contribuisce a ridurre il livello di colesterolo. Il succo viene adoperato nel settore dei cosmetici in quanto aiuta ad ammorbidire la pelle e a schiarirla. Se mantenuta a temperature molto basse e con un tasso di umidità tra l’85 e il 90%, può essere conservata fino a sei settimane. Nel corso della sagra dell’Uva Italia, una delle feste più tradizionali e caratteristiche del luogo, che si svolge dal 26 settembre al 4 ottobre di ogni anno, gli amatori possono assaporarne la dolcezza, l’aroma e il tipico retrogusto di moscato.
Canicattì, città dalle antichissime origini che risalgono all’epoca del dominio musulmano, sale alla ribalta nei primi anni 70 del ’900 grazie alla produzione di Uva Italia
Dalla Sicilia all’Europa
La coltivazione della vite nei Paesi che si affacciano nel Mediterraneo, viene fatta risalire al 600 a.C. a opera dei fenici. In seguito i romani ne estesero la coltivazione nel centro Europa. In Sicilia, per la natura dei terreni e del clima favorevole, la vite si è sviluppata ed è, da sempre, parte integrante del suo paesaggio.
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di Gino Celletti
l’olio
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Plaisir di lunga vita La usiamo quando siamo costretti, quando non c’è altro da mangiare, altro da degustare, altro da godere. E invece l’accoppiata olio & pomodoro è una specialità tutta italiana della quale dovremmo andare orgogliosi
Vi sarà capitato di osservare che spesso i luoghi e le persone che frequentiamo di più diventano anche i meno importanti, i più banali, quelli “che ci sono e me li tengo” come se fosse una condanna. E per liberarci da questa idea abitudinaria ci siamo messi a correre veloci e senza freni verso luoghi e persone ignote per poi accorgerci quanto fossero insignificanti, vuoti e a volte pericolosi questi incontri. Ecco, questo è anche il modo in cui viene vissuta da noi italiani la coppia olio & pomodoro. Occorrerebbe fare qualche visita in più all’estero per renderci conto di che meraviglia sia averli a disposizione e che gusto e piacere sono capaci di regalarci. Conosco persone che dopo 10 giorni in USA, 7 in Francia e 3 in Cina l’hanno sognata come fosse un visione sensuale irrag-
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giungibile e fatale. Ma a casa passa inosservata. Invece va osservata, meditata ed esaltata. Il pomodoro è uno dei cibi che contiene più acido glutammico, quella sostanza che dà sapore a tutto, seguito solo dal Parmigiano e dalla melanzana. Verde è ricchissimo di vitamina C e D e poi... poi c’e’ il licopene. I maschietti ne dovrebbero consumare tanto di più! Il licopene, specie se cotto, è infatti un protettore della prostata; non sappiamo bene come e perchè ma studi controllati su popolazioni che consumano quantità molto diverse di pomodoro cotto rilevano incidenza tumorali prostatiche decisamente diverse. Beh, anche se non sappiamo il perchè, basta che funzioni, no? Del pomodoro si conoscono diverse cultivar che non starò qui a enunciare; quello che desidero promuovere è l’uso delle diverse varietà. Spesso vedo al mercato signore che acquistano pomodori senza porsi una finalità. È un peccato perchè il Cuore di Bue non va usato per fare il sugo, come il Sammarzano e il Pomodorino Ciliegino di Pachino non vanno usati solo per fare la pasta con il basilico, anzi, vanno molto meglio per arricchire le insalate estive. Naturalmente qualsiasi sia il modo di cucinarli il compagno fedele del pomodoro è sempre l’olio di olive, anche e soprattutto per fare 2 semplici uova al pomodoro e basilico: guai il burro, di grassi saturi ce ne sono già abbastanza nell’uovo e in quantità giusta per la dieta. Ricordo che nell’olio do olive trovate montagne di polifenoli che svolgono il loro compito di antiossidanti e quindi rallentano l’invecchiamento delle cellule. Una raccomandazione però: scegliete l’olio in modo appropriato. È inutile avere un pomodoro freschissimo pieno di vitamine e licopene se poi lo condite con un olio rancido e stanco. L’olio deve essere all’altezza: fresco, piccante e, se la cultivar, lo prevede, amaro. In Italia ci sono 638 varietà di olivi e tantisssimi oli diversi, c’è da perdersi a scegliere. A parlare di questi argomenti mi si è mosso l’appetito e mi viene in mente una ricettina facile facile che è l’evoluzione di quando da “ragazzacci”, tra amici, facevamo merenda in qualche campo di pomodoro. Allora: prendete una fetta pane raffermo e un pomodoro rosso, grattugiate il pomodoro sullo spigolo della fetta in modo da intaccare la pelle (è lì che c’è il licopene) poi strofinate il pomodoro sul pane fino ad esaurire la polpa, innaffiate di olio monocultivar e, assaggiandolo,... pensate a quello che più vi piace!
Feudi Valle d’Itria
Il buono a tavola
di Antonio Romeo
mais macinato più o meno sottilmente, cucinato nell’acqua salata, ch,e oltre ad accompagnare moltissimi piatti, è spesso usata come piatto unico pasticciandola con cipolla o soffritti, miscelandola con funghi, selvaggina, sughi di cacciagione, formaggi di malga e, in montagna, con erbe spontanee quali la colubrina, la gamaita, il tarassaco, i bubbolini. Nella cucina locale vanno segnalati l’orzo, i fagioli, le verze, le rape rosse e la zucca con cui vengono farciti i casunziei, una specie di ravioli.
Il sugoso cuore del Veneto È un caleidoscopio di sapori che convivono in armonia e si uniscono in un felice matrimonio, la cucina veneta. Dalla laguna alla montagna, passando per il mare e la pianura, con la polenta che fa da comun denominatore
La cucina veneta si innesta su uno scenario geografico stupefacente. La natura generosa ha regalato a questa regione innumerevoli fiumi, distese sterminate di boschi e risorse dei campi che con sapienza gli abitanti hanno saputo far fruttare, creando una cucina davvero del territorio perché nasce dall’impiego di queste risorse, con accostamenti inusuali ma alla fine armoniosi e seducenti al palato. Se ne evidenzia una gastronomia poco incline al chiasso, gelosa delle sue tradizioni, timorosa di lasciarsi andare, ma con un cuore appassionato, oserei dire sugoso. La prova è negli intingoli regali a cui viene accostata la semplice polenta o il risotto, che conferiscono a questi prodotti la connotazione aristocratica che appartiene loro. Per meglio
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capirne le caratteristiche gastronomiche, è necessario distinguere la regione in tre fasce territoriali: quella costiera e lagunare; quella interna e pianeggiante, e quella montana. La gastronomia, come detto, si adegua al territorio, e così in questa regione ci sono piatti legati ai prodotti della pesca, dell’ittiocoltura (pesci-crostacei), a quelli dell’agricoltura e dell’allevamento, a quelli dell’agricoltura montana e della pastorizia. Con un unico filo conduttore, un elemento comune figlio della tradizione contadina: la polenta di farina di mais, di grano saraceno o mista. Il cibo dalla sopravvivenza, che oggi troviamo su tutte le tavole, si riscatta in quanto è accompagnamento tradizionale di piatti raffinati. La polenta discende dall’età antica e non è altro che
Costa e laguna La cucina di Venezia, storicamente signora di tutte le regioni, è quella che influenza tutta la fascia costiera: il pesce ne è ovviamente il protagonista, sia quello pescato in Adriatico che in laguna. Sulle tavole troviamo anguille, cefali, spigole e triglie; e ancora il fritto misto (frittura di pesce) tra cui le moleche, le sarde, le schive, i go, le rane, l’anguilla, i granchi; le seppie alla venexiana con il loro nero; e le sarde in saor, che venivano consumate dalle famiglie veneziane sulle barche durante la Festa del Redentore. Tra i piatti più ricchi, già dal 1600, ha un posto speciale la granceola, prelibato granchio, o ragno di mare, cucinato da novembre a gennaio perché proprio in quel periodo si riempie del suo ottimo corallo; si cucina sempre da vivo, dopo avergli legato le zampe attorno al corpo. Una preparazione tipica del venerdì di Quaresima e delle vigilie delle grandi feste religiose sono i bigoi in salsa, preparati con farine poco raffinate e trafilati con un torchietto; e ancora, il baccalà mantecato, il fegato alla veneziana e gli innumerevoli risotti all’onda. Non vanno dimenticate le verdure, il radicchio, l’asparago e in particolare i carciofi in tecia. Dalla pianura alla montagna La pianura veneta è tradizionale sede di allevamenti di bovini, suini e animali da cortile che compaiono frequentemente in questa cucina. A Padova, la gallina è un componente essenziale per la preparazione dei risotti, ma in tutto il Veneto esistono preparazioni di anatra, oca e di faraona. Le carni miste sono di solito lessate (bolliti misti) o fatte in umido (pastissada). Carni, pesce, verdure e funghi sono ottimi compagni per celebri risotti. Molto diffuso è il baccalà, tra le ricette più famose, oltre al mantecato veneziano, vanno ricordati quello alla vicentina con latte e cipolle, alla trevigiana, e con i funghi accompagnato sempre con la polenta. La montagna offre invece ovini e caprini ed è sede di produzione di alcuni dei migliori formaggi italiani: l’asiago e il montasio.
Polverara in canevera La gallina padovana somiglia a un fiore. Una delle ipotesi sul suo arrivo a Padova vuole che, nel XIV secolo, il Marchese Giovanni Dondi dell’Orologio ne abbia importato alcuni esemplari dalla Polonia per goderseli nella sua villa gentilizia. La Padovana è inconfondibile per il ciuffo di penne che sostituisce la cresta, dando alla testa l’aspetto di un crisantemo. Ingredienti (per 4 persone): 1 gallina padovana, pulita, circa 1,6 kg 1 carota, 1 gambo di sedano 1 mela, buccia d’arancia e di limone 1 cipolla, 1 spicchio d’aglio olio extra vergine d’oliva ½ cucchiaino zucchero di canna un pezzo di canevera (canna d’India) 1 pezzettino di cannella in stecca 2 chiodi di garofano 1 sacchetto per la cottura Preparazione: Farcire il volatile con sedano, carota a pezzetti, una piccola cipolla steccata con chiodi di garofano, la buccia d’arancia e di limone, una mela a pezzetti, l’aglio, un cucchiaino di sale grosso, ½ cucchiaino di zucchero, cannella e olio. Legare le cosce della gallina aderenti al busto, infilando in mezzo un pezzo di canevera di 30 cm, quindi infilare il volatile a testa in giù in un sacchetto per la cottura, in modo che una parte di canevera esca dall’imboccatura da legare poi con lo spago. Porre sul fuoco una pentola alta con abbondante acqua salata, immergervi il volatile in modo che la canevera ne esca almeno per 10 cm. Coprire il tegame con un foglio di alluminio e far cuocere a fuoco moderato per 2-3 ore. Servire la gallina a pezzi con il suo sugo
Baccalà alla veneziana
Bigoi in salsa Aggressivo nel gusto ma con grande tradizione, un piatto principe della cucina veneta. Un tempo era il piatto della vigilia, cioè dei giorni in cui la religione cattolica imponeva astinenza e digiuno o di mangiare di magro, cioè senza carne e grassi animali. Ingrediente principale, le sarde salate disfatte in tanta cipolla rosolata morbidamente con aggiunta di zucchero, aceto e spezie. I veneti, che non hanno mai amato la pasta secca, fanno un’eccezione per i bigoi di farina integrale (conosciuti come i bigoi mori di Bassano) Ingredienti (per 4 persone): 12 sarde (o acciughe) sotto sale, 2-3 cipolle bianche, 350 gr di bigoi mori di farina integrale, ½ bicchiere di vino bianco, 1 bicchiere di olio extra vergine di oliva, sale, pepe nero Preparazione: Pulire le sarde togliendo loro la testa, le lische e le squame. Lavarle bene sotto acqua corrente per togliere l’eccesso di sale e tagliarle a pezzetti. Tagliare la cipolla a fettine sottili. In un pentolino scaldare a fuoco vivo l’olio, versarvi la cipolla e rosolare dolcemente. Aggiungere le sarde salate, amalgamare la salsa, aggiungere il vino, lasciare cuocere dolcemente. Portare l’acqua a ebollizione, salare, immergervi i bigoi. Condire con la salsa ben calda i bigoi (non troppo scolati) avendo cura di usare un recipiente capiente e di mescolare a lungo, correggere di sale e macinare del pepe nero.
Sarde in saor Il saor è una marinata di cipolla e aceto. A Venezia l’uso di marinare il pesce ha origini molto antiche perché evitava lo scorbuto a chi trascorreva lunghi periodi in mare. Il saor più semplice consiste nel friggere il pesce coprendolo poi con una marinata di cipolle, aceto, pepe, cannella e zucchero. Nei mesi freddi e per la Festa del Redentore si aggiungono uvetta e pinoli. Durante il Rinascimento si serviva pesce in casonata, cioè bollito in vino e aceto con la salvia.
La lunga storia del baccalà non poteva non coinvolgere la Repubblica della Serenissima. Fu infatti nel gennaio del 1432 che la nave che trasportava il nobiluomo veneziano Pietro Quercini naufragò nelle isole a nord della Norvegia. Grazie a questa disavventura, il Quercini ebbe la possibilità di conoscere gli abitanti delle Isole Lofoten descrivendone la pesca e la lavorazione di stoccafisso e baccalà. Successivamente (metà del XVI secolo), specie dopo le ristabilite regole del Concilio di Trento che rese obbligatorio astinenza e digiuno, Venezia esportava spezie al nord e di ritorno le sue navi importavano stoccafissi. Ingredienti: 600 gr di stoccafisso bagnato 1 cipolla bianca 300 gr di polpa di pomodoro 2 spicchi d’aglio olio extravergine di oliva prezzemolo sale, pepe 30 gr di uvetta 30 gr di pinoli Preparazione: Lasciare il baccalà a bagno per due giorni. Liberarlo dalla pelle e dalle lische, spezzettarlo. In una teglia con un po’ d’olio far imbiondire le cipolle tritate e l’aglio. Togliere l’aglio e aggiungere il baccalà sminuzzato; rosolare, aggiungere la salsa di pomodoro, sale, pepe. Verso la fine della cottura aggiungere l’uvetta e i pinoli. Servire con polenta calda.
Ingredienti (per 4 persone): 1 kg di sarde, 1 kg di cipolle bianche di Chioggia, 100 cc di aceto di vino bianco, 100 cc di vino bianco, olio extra vergine d’oliva, farina 00, sale, pepe Preparazione: Tagliare le cipolle sottili. Far scaldare un bicchiere di olio, versarvi la cipolla e farla imbiondire. Aggiungere vino, aceto, sale, pepe. Lasciare evaporare. Pulire le sarde, infarinarle e friggerle. Asciugare su carta assorbente, salare. In una pirofila sistemare le sarde e coprirle con la salsa. Ripetere fino a esaurimento. Far riposare in luogo fresco per almeno 2 giorni. Presentare, disponendo le sarde a ventaglio cosparse di saor.
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consumo responsabile
di Glenda Spiller Fairtrade Italia
La Cooperativa Apad raggruppa 329 piccoli produttori di mango del Casamance, in Senegal
L’unione fa la forza Parliamo di mango Fairtrade, che valorizza i produttori senegalesi Il commercio equo, la cooperazione allo sviluppo e il sistema distributivo si mettono insieme così che il sogno di una piccola associazione del Senegal possa diventare realtà. È quanto accade ad Apad che raggruppa 329 piccoli produttori di mango del Casamance: partita già nel 1987 grazie all’intuizione di alcuni contadini che hanno lavorato sulla qualità di questo frutto che cresceva spontaneamente, nel 1988 Apad ha conosciuto l’organizzazione non governativa fiorentina Cospe. Cospe ha sostenuto Apad nel miglioramento delle varietà e delle tecniche colturali, la formazione, il rafforzamento delle capacità tecniche e gestionali dei produttori e la ricerca dei canali di commercializzazione. È infatti proprio questo il problema principale dei produttori senegalesi che si devono confrontare con le speculazioni degli intermediari locali. I bana bana (così vengono chiamati questi intermediari) dettano legge: stabiliscono i prezzi e stimano approssimativamente la produzione del frutteto senza considerare il peso
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reale della merce. Per questo Apad ha scelto di esportare direttamente i frutti assumendosi i rischi di un lungo viaggio via terra di due giorni che comporta l’attraversamento di un altro stato, il Gambia, per arrivare all’aeroporto di Dakar da dove il carico viene spedito in Italia. Dal 2005, con il primo container per l’Italia, Apad è stata certificata Fairtrade, e anche quest’anno ripete l’esperienza esportando i suoi manghi, che sono in vendita per tutta l’estate in alcuni supermercati. I soci di Apad possiedono in media un ettaro e mezzo di frutteto, che vanno a integrare le altre produzioni agricole, come quella del riso, in gran parte svolte senza mezzi meccanici dal nucleo familiare e destinate al sostentamento della famiglia stessa. Ogni socio rappresenta una piccola unità agricola a conduzione familiare. In una regione come quella della Casamance che soffre da oltre 20 anni di instabilità politica a causa della contrapposizione fra il movimento indipendentista e lo stato senegalese, e della mancanza di infrastrutture che hanno determinato una grossa crisi economica, la possibilità di vendita della frutta all’estero rappresenta una grande opportunità di sviluppo sociale ed economico. Oggi in Casamance la vendita dei manghi può fare la differenza: favorisce l’occupazione di donne e giovani, aumenta il potere contrattuale dei piccoli produttori, permette loro di valorizzare il prodotto e di investire in nuovi progetti a carattere sociale. Quest’anno Apad è riuscita a spedire 20 tonnellate di mango in Italia ma tanta altra produzione viene venduta localmente a basso costo, o rimane invenduta. Sostenere questa attività e promuovere l’acquisto della frutta certificata Fairtrade significa condividere questa sfida con i produttori del Sud del Mondo.
L’Italia preferisce i primi
The great pasta with a great past
Have you ever tasted the Mediterrean flavour? You can find it in every pack of Antonio Amato pasta, the Italian pasta the world has loved for years. A passion cannot have end.
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bon ton
di Alberto Presutti www.albertopresutti.it
Beach etiquette, e non solo Le vacanze sono un diritto, che non deve però legittimare anche la vacatio da ogni regola di buona educazione: non c’è niente di più sbagliato del credere questo!
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Quello delle ferie estive è un periodo importante e va goduto all’insegna del relax, ma il bon ton ci insegna a rispettare, proprio in vacanza, gli altrui diritti e spazi, e quindi non possiamo assolutamente permetterci abusi all’insegna del motto: “finalmente posso fare tutto quello che mi pare!”. Il bon ton ci consiglia, innanzitutto, di scegliere con la dovuta attenzione e perspicacia i nostri compagni di viaggio per evitare di unirci a gruppi che poi risulteranno non omogenei alle nostre abitudini o non adatti ai nostri gusti e programmi, anche culturali. Se facciamo parte di una comitiva di un viaggio organizzato, dimostriamo sempre puntualità e disciplina ai dettami dati dall’agenzia, assoggettandoci con pazienza alle regole, anche le meno consone al nostro modo di vedere e pensare. In albergo, il bon ton ci suggerisce di salutare tutti coloro che incontriamo nei corridoi o in sala da pranzo,
dove ci presenteremo mai con indosso il solo costume da bagno. Lasceremo la nostra camera in ordine, senza trafugare accappatoi o saponi dal bagno. Invece, ospiti in casa di amici, ben ci guarderemo dall’imporre l’agenda delle vacanze secondo i nostri gusti e aspettative, adattandoci alle loro consuetudini, con spirito collaborativo. Se passiamo le vacanze al mare, ricordiamoci che è vigente una beach etiquette, un bon ton da spiaggia, che ci spiega come questa sia un luogo pubblico dove vigono riservatezza e discrezione. All’ora di pranzo, se desideriamo rimanere in spiaggia a desinare, non portiamoci appresso contenitori colmi di lasagne, rosticciana e insalatone. È veramente “cafonal”! Infine, qualora invitati a una gita in barca, è assolutamente “mal ton” interferire, anche fossimo lupi di mare, nelle decisioni prese del comandante dell’imbarcazione.
Risotto con granchio e asparagi Dosi per 2 persone: Ingredienti: Riso 600g.Granchio (preferibilmente Granseola del Mediterraneo) 200g. Asparagi Cipolla di Tropea Olio extravergine di oliva Pepe nero Sale q.b. Prezzemolo tritato 1 bicchiere di vino bianco
Encomio alla qualità: identità di un’azienda Parliamo spesso di qualità in vigna e in cantina per ottenere un prodotto speciale e questa è la prerogativa di Terredora, l’azienda vitivinicola di Montefusco. Ho avuto occasione di conoscere l’azienda e una famiglia, quella di Walter Mastroberardino, con i figli, Daniela, Lucio e Paolo, che mi hanno insegnato la filosofia della vigna. Ho chiesto a Paolo Mastroberardino com’é possibile avere una così variegata tipologia di terreni. Sono queste - ci dice - le zone più vo-
cate alla coltivazione della vigna; allora impariamo che CampoRe è il terroir coltivato sia a Fiano che ad Aglianico. Un altro territorio il Terre di Dora, e poi ancora con Terre degli Angeli, Loggia della Serra e Pioppo del Cappuccino, da cui nascono i crù di Greco di Tufo Docg. In ogni sorso di Greco di Tufo trovate la differenza, Loggia della Serra, o Terre degli Angeli. Il Fiano di Avellino del crù CampoRe e quello di Terre di Dora, per non parlare dell’Aglianico, che poi di-
venta Taurasi con gli anni trascorsi in cantina, e in un sorso sentiremo i profumi di un vino dove le mani sono quelle di uomini cresciuti con l’idea di dare identità ai loro vini. Terredora di Paolo s.s.a. (Società Semplice Agricola) Via Serra Snc 83030 Montefusco (Av) - Italia Tel.++39.0825.968215 Fax ++39.0825.963022 www.terredora.com info@terredora.com
Ristorante Bleu de toi Una perla incastonata nell’incantevole Chianalea di Scilla. Là dove il Bleu del mare, il profumo di salsedine e l’eco di un amore leggendario si fondono in un’armonia di colori, profumi e di raffinati sapori. Nato in uno scantinato adibito prima a ripostiglio per le barche e gli strumenti della pesca, il ristorante, affacciato direttamente sul mare di Chianalea di Scilla, è il luogo ideale dove scoprire le antiche tradizioni. Via Grotte, 40 - Chianalea di Scilla (RC) Tel: 0965 790585 Cell: 347 6255572 - 338 6129145 Email: info@bleudetoi.it Aperto tutto l’anno - Chiuso il Martedì
Preparazione: Far bollire in un tegame il gambo degli asparagi in acqua salata , una volta raggiunta l’ebollizione colare e frullare fino ad ottenere una crema omogenea aggiungendo l’acqua di cottura. Soffriggere la cipolla in olio di oliva. Aggiungere il granchio, precedentemente pulito e diviso a metà, e farlo rosolare. Sfumare con del vino bianco. Aggiungere il riso ed un cucchiaio della crema precedentemente ottenuta aggiustando di sale e pepe nero, continuare la cottura del riso aggingendo man mano la stessa acqua nella quale avete bollito i gambi degli asparagi. A cottura quasi completata del riso aggiungere le punte degli asparagi tagliate grossolanamente e completare la cottura. Impiattare e per finire spolverare con del prezzemolo finemente tritato e pepe nero macinato. Buon Appetito.
photo by giglioLab photo by giglioLab
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L’ Italia del gusto raddoppia Dopo il grande successo del primo store a Milano, apre un nuovo punto vendita nel cuore della città Dove scoprire il meglio della enogastromia italiana? Al Vie del Gusto Store, la vetrina di riferimento per tutti i buongustai, nato con l’intento di far conoscere gli artigiani del gusto che realizzano prodotti di qualità, ma che spesso faticano a superare i confini regionali. Un luogo di incontro ideale dove il consumatore è coccolato e indirizzato nella scelta di prodotti garantiti. Dai migliori vini della Penisola agli oli extravergini doc, ai salumi e formaggi tipici, ai dolci e tanto altro ancora. Vi aspettiamo per un tour enogastronomico indimenticabile!
photo by giglioLab
PER ACQUISTI DA CASA: WWW.ITALIAFOODWINE.COM Orari
Via Castel Morrone e Viale Zara, 21 Lunedì: 16,00-19,30 Martedì-venerdì: 10,00-14,00 / 16,00-19,30 Sabato: 10,00-19,30
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Via Castel Morrone, 1/A - 20129 Milano - Tel. 0294433043 Viale Zara, 28 - 20124 Milano - Tel. 0289053270 Viale Zara, 21 - 20159 Milano - Tel. 0294432435
Viale Zara, 28 Lunedì: 15,00-19,30 Martedì-venerdì: 10,00-14,00 / 15,00-19,30 Sabato: 9,30-19,30
cibo & blogger notizie
di Alessandra Favaro
curiosità
consigli
Ritmo in cucina Il sito Vistochebuono si aggiorna. La veste estiva del portale dedicato alla cucina conta due sezioni in più: le musiricette di Calvè e le video ricette con Chiara Maci. Da adesso insomma le preziose guide per realizzare le pietanze più diverse conteranno una marcia in più. Anzi due. Nel caso delle musiricette, si tratta di vere e proprie colonne sonore, ovvero sottofondi musicali diversi a seconda del piatto che si sta preparando. Un modo per creare la giusta atmosfera dietro ai fornelli. La musica sarà aggiunta come sottofondo alle tracce audio
illustrative che spiegano i diversi passaggi della creazione di un piatto. Le video ricette invece vedranno protagonista Chiara Maci, padrona di casa del blog di cucina Sorelle in Pentola, che partecipa inoltre al programma di La7 Cuochi e Fiamme condotto dallo chef Simone Rugiati. Sarà lei, attraverso lo schermo del computer, a seguire gli utenti durante la selezione di fantasiose ricette proposte da Calvé e dalle sue salse, il tutto condito dalla colonna sonora delle musiricette. www.vistochebuono.it
passaparola
È nato dell’a il portale g e ITALIAroalimenta-commerce FOOD re itali a WINE .COMno
gossip
Ricette per squattrinate senza tempo A metà tra un fashion blog e un foodblog, Cook the look è un sito di ricette davvero originale, che riesce a coniugare proposte golose a moda e fotografia. Notevoli soprattutto le proposte dei dolci, dal gelato senza gelatiera con granella alla rubrica Wannabe delle ricette velocizzate, rivisitate o sbagliate che “vorrebbero essere ma non sono” la ricetta originale (comunque deliziose). Da non perdere gli articoli correlati: spunti di cucina e, appunto, di abbigliamento. www.cookthelook.blogspot.com
Come fare per…
Food sempre più fashion Un sito tutto dedicato al mondo della cucina e all’arte del ricevere, raccontato attraverso storie, luoghi e personaggi: è nato VanityFood.it, nuovo progetto editoriale di Condé Nast. Il nuovo sito va ad arricchire l’offerta di VanityFair. it. Dalla penna dei più importanti food writer del mondo, vere e proprie celebrities della cucina internazionale (tra cui Bill Granger, Martha Stewart, Nigella Lawson e Sophie Dahl, tanto per citarne alcuni) le lettrici e i lettori possono scoprire non solo tante ricette, ma anche approfondire l’arte del
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ricevere, i luoghi del gusto e le storie più appassionanti legate al mondo della gastronomia. Il portale propone una cucina facile da realizzare, ispirata a uno stile di vita easy chic, scenografica ma comunque alla portata di tutti, con ricette, spiegate passo dopo passo, che utilizzano esclusivamente ingredienti di alta qualità. Interessanti anche le sezioni tematiche: Foodstar dedicata alle celebrities della cucina e al gossip, Luoghi & Sapori, Ricevere, e Blog, dove si svilupperà il dialogo con i lettori. www.vanityfood.it
Il trucco per un buon trito di aglio e prezzemolo è tagliare lo spicchio d’aglio a fette dopo averlo sbucciato direttamente sopra le foglie di prezzemolo già pulito. Poi procedere con la mezzaluna e tritare. L’espediente aiuta a evitare che restino pezzetti troppo grandi di aglio nel mix. Per una marinata al vino invece aggiungere a 2 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, pepe e due dita di vino bianco, un rametto di rosmarino tritato con la mezzaluna. Renderà la marinata, dove lasciar macerare la carne per almeno mezz’ora, più saporita. Queste e tante altre dritte di cucina le trovate alla sezione “Come si fa” di Lo Spicchio d’aglio, certamente un blog di riferimento per chi ama stare ai fornelli. www.lospicchiodaglio.it
Frammenti sardi In una zona della cui bellezza ci stupiamo ogni volta, la vera sorpresa la troviamo nel calice. Il Vermentino Matteu Altacutena nasce dal granito, racchiude profumi di mirto, di ginestra, e il gusto del sale del mare di Sardegna
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Metti una sera a cena, vista mare. Non un mare qualsiasi, ma quello limpido e salato delle coste del nordest sardo. Quello che lambisce il golfo di Arzachena, a due passi da La Maddalena, ad altri due dalla Costa Smeralda. Una sera a cena, dicevamo, degustando un primo piatto al sugo di crostacei, seguito da una grigliata di fresco pesce locale. Il tutto bagnato da un bicchiere di vino fresco, da scoprire. Il riflesso è giallo paglierino, con accenni dorati che si
confondono con le luci del tramonto. Lasciamo accompagnare il primo sorso da una folata di brezza marina, la stessa che avvolge i terreni granitici che lo hanno visto nascere. Il profumo è ampio ed elegante, sa di confettura di frutta esotica con sentori di mirto e ginestra, gli stessi che riempiono e danno corpo all’aria sarda. Siamo in zona Cannigione, porto naturale del golfo, che tanto ha ancora del villaggio di pescatori che fu. Attorno ampie lagune abitate da uccelli acquatici, dove non sarà difficile veder spiccare il volo a un airone o una garzetta. E mentre riflettiamo sullo spettacolo che ci circonda, il Matteu, è questo il nome del Vermentino che stiamo degustando, rapisce il nostro palato con il suo gusto pieno ma elegante, grasso e setoso, caratterizzato da grande sapidità, come il mare che lo vede crescere. Un vino che, a detta del produttore, Sebastiano Ragnedda, «si propone come vino da tavola, modestamente, senza vanità, rifiutando il ricorso a sigle roboanti pur potendole usare tutte sì come iscritto al libro mastro dei vigenti nobili». Un vino onesto dunque, come la terra dalla quale proviene. E persi in queste riflessioni, ci accorgiamo che la notte è scensa, la cena finita. L’aria adesso sì che è fresca. E nella bottiglia resta qualcosa, poco più di un ricordo. Ma non roviniamo tutto proprio adesso e, come consiglia Ragnedda, conserviamo gelosamente quanto rimasto per berlo alla prossima occasione, al prossimo tramonto, così da mantenerne inalterati fragranza e armonia strutturale «già diventati poesia nell’elisir di profumi e sapori».
Un fiore dal granito Il Matteu nasce da un vitigno allevato su un pianoro di granito a 300 metri slm con la specifica di accumulatore termico a rilascio lento come tutti i graniti all’ombra, che consente all’uva una maturazione solare senza riverbero terragno o chimico. La zona è quella di borgo Cannigione, nel comune di Arzachena. «Questo sistema di produzione, applicato a terreni da microclima – commenta Sebastiano Ragnedda – ci consente di spuntare una trentina di quintali per ettaro e tenere la farmacia fuori dalla cantina».
Alcuni scorci di sardegna: dall’alto la celebre roccia dell’Orso, poco distante da Cannigione, zona di produzione del vermentino Matteu del quale qui a destra vediamo un vigneto e, sopra, il produttore, Sebastiano Ragnedda
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Per passione e tradizione L’impegno e la dedizione premiano il pastificio Laporta Mario Laporta è uno che ti coinvolge. Subito. Come si dice, un fiume in piena. Uno che quando ti incontra ti fa una festa… deve essere una caratteristica comune ai pastai. Posso infatti dire di non averne incontrato neanche uno triste. Con loro va in tavola la pasta, la felicità e la gioia di vivere. Ho seriamente pensato che qualcosa di magico la debba contenere davvero la semola di grano duro. Del resto non si può pensare a una tavolata senza immaginare al centro un vassoio con la pasta. Il pastificio Laporta nasce nel 1979 dalla passione e dall’esperienza che la mamma di Mario ha trasmesso da quando, nel paese vicino a quello di Pitagora, ossia Botricello, faceva la pasta per il quartiere e i suoi mparrettati erano apprezzatissimi. È stato faticoso passare negli anni dalla pasta fresca fatta e distribuita nel paese alla pasta secca, nata nel 1979. Oggi ritroviamo una pasta di qualità fatta con la migliore semola con una granulometria sotto i 300 micron, il glutine al 11,02 g %. I trafilati in bronzo con una essiccazione elevata, sopra le 22 ore e sotto i 28° C. Nasce così la pasta artigianale Laporta che è apprezzata in tantissime parti del mondo. Il colore ambrato e la rugosità la rendono straordinaria al palato. E come tutte le cose eccezionali non la cambi più! Una qualità certificata UNI E ISO 9001:2008. Solo la passione per il lavoro e per l’azienda da parte di tutta la famiglia fa sì che si continui a produrre qualità senza aumentare i prezzi. Le referenze prodotte sono tante e ti riportano indietro negli anni, quando le nostre mamme preparavano la pasta la domenica: dai maccheroni al ferretto ai paccheri, dagli mparrettati alle conchiglie. C’è da perdere la testa tra penne rigate, gnocchetti, lumaconi, pater nostri. La pasta Laporta si aggiunge alle tante altre scoperte di Vie del Gusto store. Da subito la potrai ordinare anche via internet al sito www.italiafoodwine.com. Questa è l’Italia che merita che piace a VdG Magazine! Pastificio Laporta Via delle industrie,1 - Botricello (Cz) Tel. 0961967119 - info@pastalaporta.it
Per tutti i gusti Tre le linee di prodotto Laporta, caratterizzate ognuna da una precisa identità. Tradizioni di Calabria, lo dice il nome stesso, esalta il rapporto con le origini e il territorio dell’azienda e della famiglia Laporta, e lo fa con una linea di pasta di semola di grano duro che ripropone i grandi classici della tradizione. Grande la cura dell’azienda per il packaging che contrappone l’immagine genuina e “storica” di Tradizioni di Calabria, a quella elegante e minimal de I Trafilati, dal forte impatto visivo. Tutta a tavola! è, infine, la linea di piatti pronti a base di pasta trafilata al bronzo e materie prime naturali e di qualità a fare da condimento. Quattro le ricette disponibili: Penne alla Siciliana Fusoli alla Boscaiola Fusilli alla Contadina Gnocchetti alla Marinara. Alle linee di pasta, Laporta affianca quella di sughi dall’evocativo nome di Naturalmente, per i quali le verdure vengono sapientemente trasformate per dare vita a condimenti deliziosi dal sapore inconfondibile.
Quella della pasta, per la famiglia Laporta, è una tradizione che va avanti dagli anni 70, ma nasce prima, dalla grande passione della madre del titolare, Mario Laporta
Paccheri Laporta “alla Norma” Ingredienti (per 6 persone): 500 gr di paccheri 2 melanzane 2 spicchi di aglio oli extra vergine d’oliva q/b basilico 200 gr di pomodori al grappolo Ricotta salata q/b
Preparazione: Puliamo le melanzane a cubetti e le mettiamo sotto sale per 20’. Prepariamo il sugo con i pomodorini, l’aglio e il basilico. Friggiamo le melanzane in olio extra vergine d’oliva e le scoliamo. Cotti i paccheri li facciamo saltare con il sugo e le melanzane. Una grattuggiata di ricotta e una gratinata al forno. Il pacchero La Porta trova così la sua sublime esaltazione.
Per prenotazioni Per prenotazioni e informazioni: e informazioni: www.hosteras.it www.hosteras.it info@hosteras.it info@hosteras.it +39 070276691 +39 070276691
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InViaggio 108
Mitiche, mistiche Egadi Favignana, Levanzo e Marettimo, dove la storia dell’uomo è diventata leggenda
da pag. 114 Rubriche
• Camera con vista • Turismo news
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inviaggio
Mitiche, mistiche
Egadi di Vinzia Novara Di Gaetano
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È un mare antico quello che bagna Favignana, Levanzo e Marettimo, dove la storia dell’uomo è diventata leggenda. È il mare che ne lega e intreccia i racconti, che li alimenta e nutre, e che conduce a un approdo sicuro
La punta più occidentale della Sicilia è costituita da tre isole, non lontane dalla costa, dove bellezze naturali, calette divine, grotte, vigneti, borghi marinari si fondono in un paesaggio di assoluta bellezza. Acque limpide e affascinanti, dove immergersi diventa un’esperienza emozionante e vitale. Ma non è solo il mare a rendere Favignana, Levanzo e Marettimo mete apprezzate da un turismo motivato e ricercato; tante infatti le storie che queste terra hanno da raccontare. Tra l’arcipelago delle Egadi e le coste trapanesi si è sviluppata fin dall’antichità una civiltà produttiva legata alla pesca del tonno e alla coltivazione della vite, soprattutto sull’isola di Levanzo e, in parte, anche su Favignana. A queste due attività si lega la vicenda di una famiglia imprenditoriale di assoluto valore, i Florio, che seppe dare loro impulso e futuro, costruendo un vero e proprio progetto di valorizzazione delle risorse che terra e mare potevano offrire al lavoro e allo sviluppo, in un contesto segnato profondamente dall’equilibrio raggiunto tra uomo e natura. Recuperare questo disegno virtuoso, preservare il territorio, dare forza all’identità produttiva delle isole è elemento fondativo anche per l’azienda vinicola Firriato. Con la reintroduzione della coltivazione della vite a Tenuta Calamoni, sull’isola di Favignana, dopo cento anni dalla sua scomparsa, si torna infatti alle origini, al senso di una cultura del territorio e a un divenire dell’economia che non distruggeva risorse ma le creava. Oggi le piante di Grillo di quei cinque preziosi ettari di vigneto, sono accarezzate dal Favonio, un vento che spira costantemente soprattutto sull’isola di Favignana e che contribuisce a preservare l’integrità delle uve.
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inviaggio
La farfalla sul mare
In apertura: il porto di Levanzo e, a destra, i coniugi Di Gaetano che con il progetto Insulae hanno riportato la vite a Favignana. Qui, in alto la mattanza dei tonni e, sotto, grotte di tufo a Favignana
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È la più grande dell’isole che compongono l’arcipelago delle Egadi, Favignana. È la farfalla sul mare, come la rappresentò Salvatore Fiume in un famoso manifesto degli anni ’70. L’isola distende le sue ali su un tavolato calcareo dominato al centro da una zona montagnosa che raggiunge con Monte Santa Caterina la massima altezza (314 m), e le dispiega, a est e a ovest, su due zone pianeggianti denominate rispettivamente il Bosco e La Piana: da un lato calette e facili approdi, dall’altro costa brulla e selvaggia. Favignana richiama nell’immaginario collettivo la Famiglia Florio che ha legato il suo nome alla pesca del tonno rosso. L’influenza e la presenza di questa famiglia è tangibile già al momento dell’attracco degli aliscafi: il porto si apre su una serie di edifici disegnati da Giuseppe Damiani Almaeyda che testimoniano l’epopea di quella stirpe di imprenditori che per lungo tempo sono stati i signori dell’isola. Furono i discendenti di questa famiglia a dare notorietà a Favignana grazie a una prosperità economica costruita sulla grande tonnara, una delle più imponenti di tutta la Sicilia occidentale. In parte recentemente restaurata, merita certamente una visita. Nella zona orientale dell’isola, le ali della farfalla sono bucate dalle cave che spesso confinano con suggestive spiagge. È il caso della rocciosa Calarossa e della poco distante Cala del Bue Marino. Scendendo nel versante sud per iniziare la risalata verso la zona ovest dell’isola si trovano Cala Azzurra, una piccola baia sabbiosa a sud del centro abitato, e l’ampia spiaggia di sabbia del Lido Burrone, sempre a sud-ovest. Nell’altra metà dell’isola, le più belle sono Cala Rotonda, Cala Grande e Punta Ferro, luogo di partenza per gli amanti delle immersioni. Se per lungo tempo Favignana è stata associata alla famiglia Florio il nuovo secolo potrebbe indicare nella famiglia Di Gaetano, fondatrice dell’azienda Firriato, un nuovo inizio. A cento anni dalla sua scomparsa, Vinzia e Salvatore Di Gaetano hanno infatti riportato sull’isola la Vitis Vinifera attraverso un progetto coerente con il loro disegno di moderna enologia. Sul ver-
Isolati da tutto. Finalmente!
sante centro sud dell’isola, i coniugi Di Gaetano hanno dato vita a quello che è stato definiuto progetto Insulae che comprende cinque ettari della tenuta dell’azienda a pochi metri dalla scogliera di Calamoni. Le viti, coltivate ad alberello in un contesto di rocce di tufo e sabbia rossa, raggruppano il meglio dei vitigni autoctoni siciliani i cui grappoli sono accarezzati da una ventilazione costante in grado di dare vita a un’ottima maturazione delle uve. Dopo una prima vinificazione sperimentale, la vendemmia 2011 sancirà il debutto della gamma dei vini Firriato provenienti da questa meravigliosa isola.
Storia e natura selvaggia È la più piccola delle Egadi. Aspra e primitiva, Levanzo ha solo una spiaggia e un piccolo centro abitato dove, tutto l’anno, risiedono poco meno di 200 persone. La bellezza di prim’ordine di quest’isoletta è sicuramente la grotta del Genevose, una caverna lunga 32 metri che colpisce il visitatore per la bellezze dei graffiti che vi si trovano. Qui è conservata una documentazione molto importante della preistoria della Sicilia. I graffiti risalgono al paleolitico, mentre le pitture nere, che raffigurano un tonno, degli esseri umani e delle barche, fanno pensare a una testimonianza che risale al Neolitico (circa 2000 a.C.). Altre grandi attrazioni sono i fondali marini di Levanzo che hanno restituito le ancore lasciate dai Romani che vinsero la prima guerra punica: l’archeologia subacquea da queste parti ha un fascino di prim’ordine.
Dopo un secolo dalla sua scomparsa, torna a Favignana la coltivazione della vite; la vendemmia del 2011 sancirà il debutto dei suoi vini
Nelle immagini, dall’alto: il castello di Marettimo e uno scorcio del porto di Materrimo. In basso uno degli angoli di paradiso che caratterizzano la costa di Favignana
Le Egadi sono un luogo mitico e mistico dove si viene per fermare il ritmo forsennato della quotidianità. L’essenzialità, senza l’assillo di quegli inutili orpelli che affaticano la quotidianità dell’esistenza, è il denominatore comune su cui si può giocare l’intera durata di una vacanza su una delle isole dell’arcipelago. Non c’è bisogno di macchine super accessoriate, va bene anche una semplice bicicletta. Internet e i moderni sistemi di comunicazione sono elementi di cui puoi fare a meno se hai con te un buon libro oppure se ti fermi a fare una chiacchierata, nelle piazzette o nei piccoli localini con gli abitanti dell’arcipelago. Per non parlare del cibo. Non c’è bisogno delle strutture lussuose della terra ferma a fare da cornice a un pranzo o a una cena quando fai il tuo incontro di gusto con una tradizione gastronomica di tutto rispetto basata sull’assoluta freschezza dell’ingrediente base: il pesce. In tutti i locali si mangiano piatti di assoluta qualità basati soprattutto sul tonno (cucinato in diverse versioni) e sul cuscus preparato in tante variante, belle alla viste e buone al palato.
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inviaggio
Scelti da Vdg dove mangiare
A piedi, nel silenzio È l’isola più a Ovest dell’Arcipelago, Marettimo. È la meta ideale per viaggiatori e naviganti solitari. Un’isola di calette tutte da scoprire ricca di flora e di fauna e sorgenti dove la natura è spettacolare e la quieta assoluta. L’isola, la più montuosa e verdeggiante delle Egadi, si gira facilmente a piedi sotto il più assoluto silenzio grazie a piccole mulattiere che ne consentono di apprezzarne al massimo il fascino. Tra le note rilevanti dell’isola figurano sicuramente le numerose sorgenti di acqua fresca. Sulla Punta Troia c’è una fortezza borbonica e appena sopra il paese si scorgono le tracce del passaggio romano nell’isola e anche una piccola chiesa di epoca normanna.
Granelli di Sicilia (by Vdg) Multietnico, completo, gustoso il Cous Cous con i suoi secoli di storia alle spalle, è oggi uno dei piatti più diffusi al mondo. Le sue origini risalgono alle tribù nomadi dell’odierno Magreb e, nei secoli, la vicinanza con le coste siciliane ne ha fatto uno dei piatti tipici della regione. Per assaporare il gusto di un Cous Cous di qualità, che renda onore a questo piatto antico e contemporaneo allo stesso tempo, il consiglio è quello di affidarsi ai prodotti Bia, azienda proprietaria dei marchi CousCous Bia, Bacchini, Bacchini 1922, Biovita, e distributrice esclusiva dei marchi CousCous Marchesi, nata nell’estate del 2004 come nuova ditta che ha acquisito il ramo di azienda di produzione e commercializzazione del couscous dal Pastificio Bacchini Snc di Lavezzola (Ra), il primo in Italia a lanciare questo prodotto. www.biaitalia.it 112
Le due colonne Nella piazza principale dell’isola per gustare un’ottima cucina tradizionale. Da assaggiare il tonno in agrodolce e le busiate alla corsara preparate con il tonno fresco locale. Piazza Madrice, 76 - Favignana (Tp) Tel. 0923922291 www.egadiweb.it/bar/duecolonne La Playa Ristorante presso Lido Burrone, tra le più belle spiaggia dell’isola. Via Costiera di Mezzogiorno, 22 Favignana (Tp) www.favignanalidoburrone.com
dove dormire I Pretti Resort Grande edificio storico voluto dall’industriale genovese Eugenio Pretto per la lavorazione delle sarde, riqualificato nel 2009, è oggi un elegante residence con ampio patio-giardino e 16 eleganti suite. Largo San Leonardo, 1 - Favignana (Tp) iprettiresort.it Hotel Cala la luna Vicino al centro abitato e al porticciolo turistico, l’albergo/villaggio, con tipiche strutture in stile mediterraneo, offre il massimo comfort con ospitalità e servizi quattro stelle. Camere e appartamenti sono valorizzati dall’impiego del rinomato tufo bianco di Favignana, mentre antiche cave, diventate rigogliosi giardini, impreziosiscono gli esterni. Via Badia, 1 - Favignana (Tp) www.calalaluna.it Hotel Cave Bianche Inserito in un contesto ambientale esclusivo, all’interno di una cava di calcarenite bianca, l’albergo dista circa 1 km dalla baia di Cala Azzurra e consente di raggiungere rapidamente il centro abitato e i più suggestivi accessi a mare dell’isola. Strada Comunale Fanfalo - Favignana (Tp) www.cavebianchehotel.it Il Nido del pellegrino Residence situato sulla costiera del Grosso, dispone di circa 7 ettari di terreno a picco sul mare ricavato da una solida struttura militare risalente all’ultima Guerra Mondiale. Contrada Grosso - Favignana (Tp) www.nidodelpellegrino.it
camera con vista
di Gilda Ciaruffoli
Una finestra sull’Etna Una delle più esclusive proposte dell’ospitalità siciliana di alto livello si racconta per farci sognare una vacanza in un paradiso possibile Il Venus Sea Garden Resort, parte della prestigiosa catena degli NH Hotels presenti in tutto il mondo, é incastonato tra le rocce di una splendida baia, tra le quali si confonde in morbida armonia con le sue costruzioni in pietra arenaria. L’hotel si estende su un promontorio, in uno scenario incantato di giardini fioriti e di terrazze a strapiombo sul mare, di fronte all’incomparabile spettacolo dell’Etna. Gli ambienti sono raffinati, gli arredi ricercati, il confort all’avanguardia e il benessere assicurato da sauna, solarium, due piscine, centro servizi sportivi con due campi da tennis, un campo da pallavolo, uno da calcetto, club ippico, e la vasca idromassaggio in camera, che lo rendono uno degli hotel più innovativi ed esclusivi del territorio. Le 59 camere, dotate di ogni comfort, sono affacciate sulle corti interne e godono della vista mare da due terrazzi autonomi. A fare da contorno a tanta meraviglia, verdeggianti giardini nei quali è bello passeggiare per un aperitivo al tramonto, prima della cena che si può gustare comodamente scegliendo tra i due ristoranti del complesso, uno dei quali à la carte con raffinata cucina locale. La struttura è ideale anche per gli incontri di lavoro, grazie alla prestigiosa Sala Nautilus che può ospitare sino a 200 persone. 114
Una conchiglia di piacere Il ristorante La Conchiglia è la cornice ideale per una cena a lume di candela e per incontri informali. La ricerca di qualità e raffinatezza è motivo ispiratore della cucina degli chef che propongono specialità di pesce fresco e piatti regionali bagnati da un’ampia selezione di etichette di vini. Prezzo medio: 40-50 euro
NH Venus Sea Garden Resort Contrada Monte Amara Brucoli-Siracusa Tel. 0931998946 www.nh-hotels.it
TerreGiammalvo di Vujara zienda Enoagricol
Fine Wines and Speciality Food
IDEA’S ADV
Sfiorami brezza di mare, cattura l’odore delle mie bianche uve e profuma ogni respiro.
Mediterranean Essence Grillo e Chardonnay vinigiammalvo.com
turismo news
di Roberto Lavarini
Sociologo dell’ambiente e del territorio
Le motivazioni dei viaggiatori Desiderio di conoscenza batte voglia di divertimento: il nuovo turista parte alla ricerca di emozioni Chi sono gli intervistati Nell’ultima edizione della BIT milanese si è voluto indagare sulle motivazioni che spingono i turisti a scegliere un viaggio. Il campione casuale, composto per il 37% di giovani al di sotto dei 25 anni, per il 36% da persone di età compresa fra 25 e 45 anni, per il 23% da 46 a 65, e di un 4% di over 65 è formato da persone di cultura superiore alla media, visto che il 58% ha dichiarato di leggere regolarmente un quotidiano e il 59% più di tre libri all’anno. Solo il 43% ha dichiarato di lavorare nel turismo. Va comunque precisato che si tratta di valutazioni orientate alla ricerca di una tendenza per cui il campione è del tutto casuale, anche se il numero di questionari raccolti è decisamente rilevante.
57% donne e 43% uomini
Che cosa spinge gli italiani alla vacanza?
57% persone a reddito medio 27% medio alto; 16% medio basso
La conoscenza e la comprensione di posti nuovi risulta, un po’ a sorpresa, la motivazione considerata decisamente importante dall’88% degli interpellati. Non solo, ma si tratta di una percentuale abbastanza uniforme per le diverse fasce d’età. Analogamente anche la ricerca del relax, che interessa l’86% degli interpellati, trova risposte abbastanza omogenee in tutti gli intervistati. Diverso è il discorso relativo al divertimento, che costituisce un fattore di spinta particolarmente forte per maschi sotto i 25 anni, i quali lo considerano importante al 99%, e sembra invece un elemento sempre meno importante all’avanzare degli anni: scende all’88% fra i 26 e i 45 anni, al 70% fra i 46 e i 65 e a poco più del 30% oltre quella età. La ricerca di emozioni, assieme alla volontà di accrescere il proprio bagaglio culturale, sono invece condivise rispettivamente dall’81 e dall’80% degli intervistati. Il 71% valorizza il piacere di raccogliere esperienze da raccontare e il 69% dà un particolare rilievo alla conoscenza di persone nuove. Da rilevare è anche il 60% di risposte di persone interessate alla ricerca di sapori enogastronomici nuovi, mentre sembrano decisamente meno rilevanti la partecipazione a festival ed eventi (42%), la ricerca dell’avventura (44%), il seguire gli amici (37%), lo shopping (33%) e l’attività fisica e sportiva (28%).
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37% giovani sotto i 25 anni 36% di età compresa fra 25 e 45 anni 23% da 46 a 65; 4% over 65 30% abitano in centri sotto i 10 mila abitanti; 53% in città fra 10 e 250 mila 17% oltre 25 mila
34% lavoratori dipendenti 19% autonomi; 23% studenti 12% studenti lavoratori 40% legge da 4 a 10 libri l’anno; 11% nessuno; 30% meno di 3; 19% più di 10 58% legge tutti i giorni un quotidiano 34% compie un viaggio all’anno 52% da due a quattro; 14% 5 o più 43% lavora nel turismo 57% non lavora nel turismo
Sembra che i turisti italiani siano dei grandi infedeli. Infatti, dalla ricerca BIT 2011, l’alternativa più votata risulta “capire e conoscere posti nuovi” che supera nelle motivazioni la ricerca di rilassamento e di divertimento. Inoltre, di una destinazione si apprezza più di tutto la “bellezza del luogo” e riguardo alle fonti di informazione sono prevalenti i racconti e i consigli di amici, di parenti e colleghi anche se il web trova un interesse di poco inferiore. La ricerca è stata condotta da docenti e ricercatori dell’Università IULM di Milano con la collaborazione di un folto gruppo di studenti del primo anno di scienze turistiche e con la sponsorizzazione dell’Ufficio del turismo delle Fiandre. Sono state interpellate quasi 1500 persone, (1348 validi) in prevalenza visitatori dell’ultima BIT tenuta nel febbraio scorso nel capoluogo lombardo, durante le giornate di giovedì 17 e venerdì 18, riservate ai visitatori professionali, e di sabato 19 e domenica 20, aperte al pubblico.
La scelta della vacanza: che cosa conta davvero Motivazioni che spingono ad andare in vacanza
Poco o per niente
Indifferente
Abbastanza o molto
1
Posti nuovi
4%
8%
88%
2
Rilassarsi
6%
8%
86%
3
Divertimento
4%
12%
84%
4
Accrescere bagaglio culturale
7%
13%
80%
5
Provare emozioni
6%
13%
81%
6
Avere esperienze da raccontare
10%
19%
71%
7
Conoscere persone
9%
22%
69%
8
Enogastronomia
18%
22%
60%
9
Rivedere, reincontrare
20%
27%
53%
10
Avventura
29%
27%
44%
11
Eventi/festival
27%
31%
42%
12
Seguire gli amici
34%
29%
37%
13
Fare shopping
39%
28%
33%
14
Attività fisica
41%
27%
32%
15
Seguire la famiglia
47%
25%
28%
16
Incontri gay lesbian
84%
11%
5%
Il secondo gruppo di domande riguardava il livello di attrazione esercitato dalle diverse componenti del prodotto-vacanza. Quasi all’unanimità (93%) gli interpellati hanno dichiarato che la cosa che conta di più è la bellezza della destinazione, più del rapporto qualità/prezzo (79%), della diversità del luogo da visitare (78%), della qualità dei servizi (76%). Un valore notevole viene assegnato dagli italiani all’alloggio (conta molto per il 75%), mentre altri elementi, come il clima (importante solo per il 61% degli interpellati) o il mezzo di trasporto (che interessa il 64%) o la convenienza economica (fattore di scelta per il 61%) sembrano passare in secondo piano. La vacanza come status symbol costituisce elemento di scelta per meno della metà degli intervistati, che si mostrano contrari a mescolare piacere e lavoro: solo il 22% dichiara di non rinunciare neppure in vacanza alla ricerca di occasioni di business. Un’ultima osservazione: meno di un quarto degli interpellati assegna all’abilità del venditore un ruolo di rilievo nella scelta della vacanza. Significa che gli intervistati sono totalmente autonomi rispetto alle lusinghe dell’offerta o che questa deve essere così abile da non farsi accorgere nella sua azione promozionale?
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turismo news Che cosa conta davvero nella scelta della vacanza?
Poco o per niente
Indifferente
1
Bellezza del luogo
2%
5%
93%
2
Rapporto qualità/prezzo
7%
15%
79%
3
Diversità del luogo
6%
16%
78%
4
Qualità dei servizi
7%
17%
76%
5
Alloggio
10%
15%
75%
6
Offerta culturale
9%
19%
72%
7
Mezzo di trasporto
11%
25%
64%
8
Tempo meteorologico
23%
16%
61%
9
Convenienza economica
16%
23%
61%
10
Gastronomia
17%
25%
58%
11
Popolazione locale
14%
30%
56%
12
Prestigio del luogo
22%
30%
48%
13
Distanza
30%
37%
32%
14
Abilità del venditore
45%
30%
25%
15
Possibilità di business
51%
27%
22%
16
Religione
58%
29%
14%
L’influenza delle fonti di informazione nella scelta della meta delle vacanza
118
Abbastanza o molto
Poca o nulla
Indifferente
Abbastanza o molta
1
Consigli di amici e parenti
10%
18%
72%
2
Siti web informativi per il turismo
17%
14%
69%
3
Conoscenza diretta
12%
20%
68%
4
Siti di prenotazione on line
20%
19%
61%
5
Siti degli enti del turismo
21%
22%
58%
6
Guide turistiche
20%
23%
57%
7
Cataloghi dei tour operator
27%
20%
53%
8
Racconti e consigli in Internet
25%
26%
49%
9
Siti di hotel e vettori
23%
28%
49%
10
Pubblicità e promozione
26%
28%
46%
11
Agenti di viaggio
42%
16%
42%
A chi credere? Le fonti di informazione Che il bombardamento mediatico al quale tutti siamo sempre più sottoposti, attraverso un numero crescente di strumenti più o meno scoperti, abbia reso tutti i consumatori più cauti nelle loro scelte è cosa ben nota. Ma a chi viene data fiducia? Le risposte fornite nel corso dell’indagine dello scorso febbraio contengono qualche conferma ma anche qualche novità e alcune sorprese. Le conferme sono nel fatto che le fonti ritenute più affidabili sono le conoscenze personali (72%) e l’esperienza diretta (68%). Le possiamo trovare anche nella ridotta capacità di penetrazione della pubblicità e delle altre forme di promozione tradizionali (che incidono per il 46%), nel ruolo dei cataloghi dei tour operator (che convincono solo metà degli intervistati) e in quello delle agenzie di viaggio che (nonostante il luogo particolare dove le interviste sono state svolte, la BIT) sembrano interessare meno della metà degli interpellati (42%). Le novità potrebbero essere viste nel peso attribuito ai siti web informativi dedicati al turismo (69%), in quelli di prenotazione on line (61%) e per certi versi anche dai portali degli enti del turismo delle destinazioni (che convincono un consistente 58%). Insomma Internet non sembra affatto visto con diffidenza, anzi. Tuttavia permane il digital divide: le medie indicate sono frutto di percentuali decisamente più alte per i giovani e più basse per gli anziani. La sorpresa è che i racconti e i consigli trovati in rete, quelli che circolano sui cosiddetti social media, riscuotono meno consensi rispetto alle informazioni ufficiali proposte sul web, solo il 49%, allo stesso livello dei siti degli hotel e delle società di trasporto. Il mondo sta cambiando velocemente e il turista è sempre più consapevole di ciò che può chiedere o pretendere da un viaggio. Egli ha ancora l’illusione di essere il vero protagonista di un viaggio sempre più curato dagli operatori fin nei più minuti particolari. Un viaggio perfetto che gli permetta di dedicarsi non tanto alla raccolta di nuove conoscenze e informazioni ma soprattutto a nuove emozioni.
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I due Imperatori dell’Elba È l’isola di Napoleone e dell’Aleatico. Due grandi a confronto che hanno reso celebre la perla del Tirreno; ma dei due il trionfatore è senz’altro l’Aleatico: davanti a un calice di questo nettare anche il celebre corso ha chinato il capo
“Gli elbani sono forti e sani perchè il loro vino dona forza e salute”: è stato questo l’elogio che ha voluto fare Napoleone della terra che lo ospitava e dei suoi abitanti. L’antico nome di questo apprezzatissimo vino era Liviatica o Liatica e la sua origine ellenica; furono i romani ad introdurlo sull’Isola d’Elba. Poi, in epoca rinascimentale, Cosimo de’ Medici ne fu entusiasta estimatore e contribuì grandemente alla sua diffusione. Da allora se ne sono versati di bicchieri! E oggi l’Aleatico è diventato l’ottava Docg della Toscana e la prima dell’Elba. Un grande riconoscimento raggiunto grazie alla dedizione e a un lavoro immane di tutti i produttori isolani che ne hanno fatto il loro punto d’onore. Tra questi rinomata e pluripremiata è la Tenuta La Chiusa che ha fatto dell’Aletico
passito dell’Elba il suo fiore all’occhiello. La Chiusa vede estendersi i suoi vigneti in una pianura assolata, su terreni ricchi di ferro e argilla, condizioni assolutamente propizie alla coltivazione e produzione dei vini passiti. Il percorso per arrivare all’eccellenza del prodotto inizia nella vigna con un’accurata cernita delle uve, tale da prediligere quantità minime altamente selezionate a grandi numeri; e poi l’appassimento, una fase delicata da seguire giornalmente: gli acini guasti vengono eliminati a mano chicco per chicco, il sole fa il resto e, raggiunto il giusto grado di disidratazione, il lavoro passa in cantina. Fondamentale è avvalersi di tecnici enologi che seguano ogni momento della vinificazione. È così che nasce l’Aleatico.
Ansonica: uva a tutto tondo Da non dimenticare anche l’Ansonica, uva autoctona dell’Isola d’Elba e rinomata in tutto l’arcipelago toscano. Un’uva a 360° che viene vinificata sia secca, da accompagnare a crostacei e piatti di pesce saporiti, che passita, quando ci regala un nettare forse meno noto dell’Aleatico, ma che certamente non ne teme il confronto essendo un vino morbido, con profumi di miele e albicocca che ben si accompagna a dolci secchi a fine pasto, ma che non disdegna di essere bevuto come uno speciale aperitivo accompagnando formaggi stagionati o piatti a base di fois gras. I toni caldi e vellutati dell’Aleatico si contrappongono agli intensi riflessi dorati, alla raffinatezza dell’Ansonica. Entrambi si annoverano tra i vini da meditazione di gran pregio.
Azienda Agricola La Chiusa Loc. Magazzini, 93 - Portoferraio Tel. 0565933046 www.tenutalachiusa.it
Tradizionale all’origine: Mokarabia seleziona e importa in esclusiva i migliori caffè crudi dai principali Paesi produttori del mondo. Moderna nel servizio: leader nella fornitura delle più pregiate miscele di caffè, Mokarabia offre una completa gamma di prodotti per il bar (decaffeinato, solubile, cioccolata, the, orzo, camomilla) e una linea di caffè per uso domestico solo per le caffetterie. Internazionale nella visione: una grande azienda paneuropea e presente in molti altri paesi. Uno stile inconfondibile, lo stile Mokarabia: la qualità dei prodotti si completa con un servizio ineccepibile. Per questo, ogni giorno, più di 15mila tra bar, ristoranti e alberghi in Italia e nel mondo scelgono Mokarabia per “servire” il caffè. MOKARABIA S.p.A. via Matteotti, 24 / 40057 Granarolo dell'Emilia (BOLOGNA) / Italy / tel. +39 051 60 20 411 / info@mokarabia.it / www.mokarabia.it
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Da dove vengono le sedie Fiore all’occhiello dell’eccellenza artigiana da valorizzare per superare la crisi
da pag. 128 Rubriche
• Shopping • Benessere • Info salute • Auto • Weekend nel verde • Arte • Libri • Spettacoli
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Da dove vengono
le sedie ... e dove vanno, verrebbe da chiedersi analizzando la realtà di uno dei distretti produttivi, fiore all’occhiello dell’eccellenza artigiana e creativa nazionale. Da ripensare e valorizzare, per superare la crisi, il peso della tradizione storica e il valore della qualità di una manodopera altamente specializzata di Veronica Balutto
Il Friuli-Venezia Giulia, piccolo compendio di paradiso, territorio dalle mille risorse storiche, artistiche e paesaggistiche, ospita il Distretto Industriale della Sedia che si sviluppa su un’area di circa 100 kmq. Dal nucleo industriale originario dei tre paesi che formavano il Triangolo della Sedia, l’area si è ingrandita fino a comprendere altri 11 comuni limitrofi. La specializzazione produttiva di quest’area è nella produzione di sedie: qui sorgono piccole e medie imprese, altamente specializzate nelle singole fasi del processo produttivo, dalla produzione della componentistica, all’assemblaggio e rifinitura dei prodotti. Il Distretto è caratterizzato da un susseguirsi di storie, di vicende umane che hanno costruito un mondo, con uno spessore storico tuttora tangibile, anche se in trasformazione a causa delle problematiche attuali e delle dinamiche trasformative. Il Triangolo
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della Sedia, precursore del Distretto, si è sviluppato proprio in questo territorio perché qui c’erano le condizioni favorevoli per lo sviluppo di un ambiente umano: concentrazione urbana e disponibilità locale di forze di lavoro. Il settore, nato dall’agricoltura e dal tessile, si è poi specializzato nella produzione di sedie, dai modelli comuni a “bastoni” con impagliatura o “a tavoletta”, chiamate cosi, per la particolarità del sedile composto da listelli avvitati sullo scheletro. La maggior parte della produzione era legata a sedute più rustiche chiamate Marocca o Marsiglia che avevano il sedile impagliato con un intreccio di erbe lacustri e paglia di segala colorata. Dati risalenti ad alcuni anni fa riportavano 1300 aziende, 15000 addetti e 44 milioni di sedie prodotte in un anno, pari all’ 80% della produzione nazionale, il 50% della europea, il 30 della mondiale: purtroppo, visto il grave periodo
di congiuntura economica, questi dati non sono più aggiornati. A oggi il livello della struttura produttiva del distretto è formata da: artigiani che producono semilavorati o eseguono lavorazioni specializzate; imprese artigianali di dimensioni superiori che acquistano i semilavorati, eseguono il montaggio, la finitura e vendono il prodotto finito, e imprese industriali di piccola o media dimensione. Oggi il Distretto è pervaso da una profonda inquietudine legata alla consapevolezza di un importante cambiamento in atto, sia nel mondo produttivo sia nei mercati: è necessario innestare un nuovo modo di lavorare, di relazionarsi e di competere. Infatti la piccola area industriale, che produce da sempre il maggior numero di elementi di seduta al mondo, sta vivendo un preoccupante periodo di crisi, anche a causa degli errori di gestione del comparto, che non ha saputo rinnovarsi da
un punto di vista strategico, adeguandosi alle nuove condizioni richieste dai mercati. Infatti gli operatori locali hanno attribuito poca importanza alla tradizione storica e alla comunicazione, fattori che sarebbero stati in grado di attribuire il giusto valore alla qualità dei prodotti, alla perizia della manodopera specializzata e alla genialità dei progettisti e degli imprenditori locali. Nonostante ciò il Distretto è ancora in grado di rialzarsi e potenziarsi, per risvegliare negli operatori quell’intraprendenza che li ha sempre caratterizzati, per un nuovo percorso da intraprendere con un occhio rivolto all’innovazione. Di sicuro che c’è non sono più sufficienti le risorse materiali: occorre aprirsi a quelle immateriali (gestione del mercato del lavoro, cooperazione, immagine, innovazione, comunicazione, forme di accoglienza, logistica, coordinamento, marketing).
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Nomi da ricordare I produttori dell’area vanno comunque lodati per quello che hanno saputo fare, infatti qui troviamo realtà produttive che sono state in grado di farsi riconoscere a livello internazionale: come l’Ilcam che, tangente al Distretto della Sedia, è un’azienda con più di 500 impiegati che produce circa 42 mila antine per cucina al giorno, dimostrando flessibilità, dinamicità, con l’utilizzo delle più recenti tecnologie. Calligaris è una realtà produttiva di cui il distretto deve andare fiera, è un brand che ha aperto al mondo la visibilità del Triangolo della Sedia. Molte altre aziende all’interno del comprensori sono in crescita come Arbor, Billiani, Blifase, Domitalia, Montbel, Tami, Tecnosedia, e tante altre piccole medie realtà riescono a far fronte alla crisi. Ma per tutti è estremamente dura! Come soluzione oggi, gli esperti contemporanei propongono nuovi modelli di aggregazione come, ad esempio, il contratto di rete, in base al quale gli imprenditori vengono messi di fronte a nuove possibilità, come ad esempio superare i limiti dimensionali dell’azienda o la disposizione di capitali adeguati e competenze per gestire aziende di maggiori dimensioni. Sulla base di un programma comune, la “rete”, le aziende che aderiscono a questo progetto hanno l’obbiettivo di accrescersi a livello individuale ma soprattutto collettivo ai fini del progetto comune, potenziando capacità innovativa e competitività per collaborare insieme alle altre aziende della rete, scambiandosi informazioni e prestazioni. Quindi possibili soluzioni ci sono: bisogna solo rimboccarsi le maniche!
Nelle foto a destra, i giovani progettisti vincitori all’ultimo Salone del Mobile di Milano del concorso Caiazza promosso da Promosedia, il marchio che racchiude e rappresenta la produzione del settore manifatturiero della sedia in Friuli.
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Il Distretto industriale della Sedia è costellato da un susseguirsi di racconti, di vicende umane che hanno costruito un mondo, con uno spessore storico tuttora tangibile, anche se in trasformazione
di Olga Carlini
Sempre in prima classe Per raggiungere la fonte dell’eleganza, ci vuole una mappa che indichi la giusta via. A fornirci le coordinate per lo stile è Alviero Martini 1a Classe, il cui inconfondibile tocco trasforma un maneggevole trolley rigido in policarbonato ultralight, ideale per brevi spostamenti, in uno scrigno di meraviglie. Grazie alle sue misure contenute (30x49x21cm) è inoltre perfetto come trolley da cabina. Disponibile in tre varianti colore: oro, nero e argento. Prezzo 260 euro
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shoppin shopping
Your true colors
Modelli dalle linee decisamente attuali e totalmente personalizzabili. Questa la proposta Oakley che, grazie al suo programma OCP – Oakley Custom Program –, offre la possibilità di abbinare in tutta liberta montatura, nuance di ogni singola parte, lenti comprese, e tanto altro ancora per una personalità tutta da indossare. Del resto, il motto di Oakley è semplice: “se vuoi l’occhiale da sole perfetto, crealo da te”. All’indirizzo it.oakley.com/ custom è possibile scegliere gli abbinamenti e ordinare il proprio modello. Prezzo n.d.
Viva la rivoluzione! Era il 2001 quando Eberhard & Co. inaugurava il nuovo millennio con un’interpretazione del tempo rivoluzionaria: Chrono 4, il primo cronografo nella storia con quattro contatori allineati. A dieci anni di distanza, Eberhard & Co. celebra la sua rivoluzione con una serie limitata celebrativa contraddistinta da un grande numero X romano rosso, simbolo dei 10 anni di vita di Chrono 4, che segna con forza e simbolicamente le ore 10 di Chrono 4 Géant Titane (in foto) e di Chrono 4 Grande Taille. Prezzo mod. Chrono 4 Géant Edition Limitée X Anniversaire 6.100 euro - mod. Chrono 4 Grande Taille Edition Limitée X Anniversaire con cinturino in caucciù: 4.630 euro / con bracciale in acciaio: 4.950 euro
Materiali ricercati e idee innovative che si concretizzano in prodotti all’insegna del made in Italy: Berwich propone una vasta gamma di pantaloni lavati, mossi, “malstirati”, quasi asciugati al vento… per un viaggio in assoluta libertà. Ogni modello porta con sé il fascino di una terra unica. Come il Baden, stone washed and brush, consumato dal tempo, che racconta del deserto e delle sue forme che sembrano sfiorare il sole che tramonta. Prezzo: 130 euro
Stile in fibra di carbonio Lusso e comodità, eleganza e personalizzazione nel nuovo smartphone Vertu, ultimissima versione del Constellation Quest realizzato in fibra di carbonio. Altissime prestazioni, e l’immancabile pacchetto di servizi Lifestyle per i quali Vertu è rinomato, racchiusi in un contenitore dalle superfici pressoché impossibili da graffiare e dalle rifiniture che vanno dall’acciaio inossidabile lucidato, alternativa all’oro 18 carati lucidato, alla pelle. Per un effetto visivo eccezionale. Prezzo mod. Constellation Quest Carbon Fibre in acciaio lucidato: 7.700 euro Constellation Quest Carbon Fibre in oro 18 carati: 12.000 euro.
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Il viaggio sulla pelle
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Senti che bel suono Le cuffie auricolari Audéo Perfect Fit Earphones (PFE) di Phonak offrono un’eccellente qualità del suono legata a un design all’avanguardia, e regalano ai consumatori appassionati di musica un’esperienza di ascolto ottima e confortevole anche dopo diverse ore di utilizzo. Compatibili con iPhone, iPod e i più comuni smartphones, sono realizzate nei modelli modelli: Audéo PFE 022 + Mic, con speciali filtri che sintonizzano le onde sonore per aumentare le frequenze basse e ottenere toni più puliti, pieni e bassi, per un suono vibrante; Audéo PFE 122, con particolari filtri che sintonizzano le onde sonore per aumentare le frequenze medio alte per toni più puliti, pieni e nitidi. Prezzo mod. PFE 122: 149 euro - mod. PFE 022: 99 euro
Comodi, per stile Franceschetti fa un insolito regalo a tutti i viaggiatori che non rinunciano all’eleganza e alla comodità, anche nelle situazioni più avventurose. La pantofola apribile è infatti pensata per trovare posto in qualunque bagaglio, anche quello dalle dimensioni più ridotte. Realizzata in pregiato cavallino nero e marrone, con interno in pelle, in cocco stampato o cavallino stampa leopardata, il suo punto forte è però la cerniera, che la rende un pratico e discreto compagno di avventure. Disponibile in vari colori. Prezzo: 120 euro
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di Francesca Frediani
benessere
benessere
Nuovo Resort a Ischia
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Sorge a pochissimi passi da Lacco Ameno, il Garden Villas Resort, meraviglioso albergo quattro stelle superior. L’hotel, situato all’interno di un parco di 3 ettari è composto da nove ville di tipica architettura ischitana magicamente armonizzata con la natura circostante. Le camere sono arredate con eleganza e cura nei dettagli e si potrà scegliere tra sei diverse esclusive sistemazioni: dalla suite alla standard. Naturalmente non poteva mancare un centro benessere con piscina termale coperta riscaldata a 33°C e bagno turco. All’interno anche due ottimi ristoranti: La Ginestra e Il Corbezzolo (quest’ultimo situato a bordo piscina) con piatti tipici della cucina tradizionale dell’isola e utilizzo delle materie prime del luogo. www.gardenvillasresort.it
Benefici cosmetici dal Mar Morto Dopo il grande successo internazionale, arriva finalmente anche in Italia il marchio di trattamenti israeliano Ahava (Amore). Si tratta di una linea completa di prodotti per il viso, corpo, make up e doccia, che si ispira alla natura e alle proprietà delle acque del Mar Morto. La Ahava Dead Sea Laboratories viene creata nel 1988 e, grazie ai suoi ricercatori, inizia a studiare e a utilizzare i potenti benefici dei minerali. Nasce così Osmoter di Ahava: un complesso esclusivo che, grazie alla sua formulazione perfettamente bilanciata, potenzia gli effetti degli ingredienti naturali. Il prezioso complesso è contenuto all’interno dell’intera linea di prodotti e permette di riequilibrare l’idratazione e di rassodare efficacemente la pelle. I prodotti non contengono parabeni, petrolio, ingredienti sintetici, ogm, e sono testati contro le allergie e le pelli più sensibili. www.ahava-it.com
Make up vegetale Colori inediti e intensi ispirati dalla natura. È la nuova collezione make up Nuancier Végétal proposta da Yves Rocher, azienda francese impegnata nello sviluppo ecosostenibile per i mercati di igiene e bellezza. Il trend per la stagione è reinventare il proprio look accostando in modo insolito tonalità discordanti che incantano e seducono. Un esempio: la texture dei rossetti in crema idratante è cremosa e nutriente e disponibile in sei diverse tonalità, ricche di pigmenti puri arricchite da olio di sesamo (fortemente idratante) proveniente da agricoltura biologica. La collezione è venduta presso i negozi Yves Rocher e da selezionate consigliere di bellezza Yves Rocher attraverso vendita diretta. www.yves-rocher.it
Programma di lunga vita Svelato il segreto per vivere a lungo e in salute. A Grotta Giusti, il Natural Spa Resort di Monsummano Terme (Toscana) ha infatti infatti messo a punto un nuovo percorso che si chiama Longevity e agisce nell’ambito della medicina predittiva (personalizzata) e preventiva che crea le regole per uno stile di vita equilibrato nelle sue diverse componenti: psicologiche, nutrizionali, fisiche e climatiche. Si eseguono innanzitutto esami diagnostici approfonditi, proseguendo con terapie termali personalizzate attraverso fango, balneoterapia e in grotta (che rappresenta l’unicità di Grotta Gusti) per poi terminare il percorso mediante l’applicazione della nutraceutica (lo studio di alimenti che hanno una funzione benefica sulla salute). www.grottagiustispa.com
info salute
di Gilda Ciaruffoli
Guarda che comodità! Sbarca in Italia una soluzione innovativa per gestire senza problemi le proprie lenti a contatto, ideale per chi viaggia e per i periodi di vacanza
Le lenti a contatto sono certamente la soluzione più pratica per i nostri problemi di vista. Chi è abituato a usarle però sa bene quanto questa praticità venga meno in viaggio. Flaconi di liquido per lenti troppo grandi per il bagaglio a mano in aereo, servizi igienici spesso di fortuna e quindi assolutamente da evitare per pulire e cambiare le lenti, porta lenti che si nascondono sul fondo della borsa proprio nel momento del bisogno… insomma, per viaggiare e utilizzare con comodità le nostre lenti a contatto serviva una soluzione appositamente pensata. Un’idea funzionale è il nuovo Biotrue® Flight Pack
che offre ai portatori di lenti a contatto che viaggiano i vantaggi della soluzione unica Biotrue in un pratico formato. Il Kit proposto dalla Bausch + Lomb, azienda statunitense fondata nel 1853 impegnata nel campo della salute oculare, è perfetto per i periodi di vacanza e offre il vantaggio di avere a portata di mano tutto l’occorrente per eseguire una corretta manutenzione delle lenti anche durante gli spostamenti. Ogni confezione Flight Pack contiene, infatti, due flaconi di Biotrue® da 60 ml, una busta in plastica trasparente con zip, due portalenti e il foglietto d’istruzioni per rendere più facile mantenere le lenti a contatto pulite e sane quando chi le porta viaggia per lavoro o per piacere. Inoltre i flaconi da 60 ml, inseriti nella zip-bag trasparente, possono essere portati a bordo nel bagaglio a mano rispettando le norme in vigore negli aeroporti.
Bio-ispirazioni innovative
La soluzione Biotrue® è l’ultima novità in casa Bausch + Lomb tra i prodotti per la manutenzione delle lenti a contatto, la prima soluzione unica bioispirata: si comporta cioè come gli occhi e aiuta a mantenere le lenti idratate per oltre 20 ore. La soluzione Biotrue® è stata infatti sviluppata a seguito di studi su come l’occhio si comporta in natura per mantenersi pulito, idratato e in salute. Ha proprietà disinfettanti ed è formulato con le seguenti innovazioni bio-ispirate: ha un pH uguale a quello delle lacrime naturali, utilizza un umettante presente nel film lacrimale e mantiene attiva l’azione antimicrobica di alcune proteine delle lacrime.
auto in vetrina di Umberto Mortelliti
Peugeot, si cambia Anteriore sinuoso, linee feline e accattivanti; più spazio ai bagagli e un notevole risparmio di CO2: queste alcune delle caratteristiche della 508 con la quale la casa automobilistica francese apre ufficialmente una nuova era Il vento è decisamente cambiato in casa Peugeot. L’incredibile rivoluzione concettuale è iniziata al Salone di Ginevra 2010 con il punto di rottura che ha portato alla luce la concept car Peugeot SR1, con l’arrivo della quale si è chiusa un’epoca del reparto stilistico del segmento D PSA. Ma è con la presentazione della 508 al Salone di Parigi nel 2010, che si affermano le nuove linee della casa: dallo squadrato e appuntito avantreno della 407 viene partorito un anteriore più sinuoso e raffinato completato dai gruppi ottici di nuova generazione allo Xenon che gli danno un effetto felino e accattivante, come le tedesche di lusso. Una nuova filosofia che racchiude grande eleganza e dinamicità allo stesso tempo, per contrastare i grandi gruppi tedeschi specialisti nel settore. Due le configurazioni disponibili adesso: berlina e station wagon, con l’obiettivo di creare i presupposti per una grande abitabilità per la famiglia. Rispetto alla 407 vi sarà un passo allungato e uno sbalzo anteriore accorciato senza modificare di tanto quello posteriore, per garantire comunque maggior spazio nel bagagliaio, una splendida cornice verso l’esterno e un tetto panoramico dal cristallo oscurato. Una gamma ricca di allestimenti completata dalla versione GT che monta il motore più potente della categoria con una potenza di 204 cavalli per il 2.2 turbodiesel e uno splendido doppio scarico sportivo. Anche se la novità migliore la offre la nuova tecnologia Stop & Start PSA del motore e-HDi su cambio robotizzato, che garantisce un consistente risparmio di CO2. Gli equipaggiamenti sono decisamente extralusso e funzionali: ESP con Hill assists (per le manovre in salita) il WIP Bluetooth e il WIP Nav Evo, l’accensione intelligente con chiave elettronica, l’advanced parking system (il rilevatore di ostacoli posteriore e anteriore) e il sistema Smart Beam che ripartisce, grazie a un sensore, l’azionamento degli abbaglianti a seconda degli incontri frontali.
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La Peugeot 508 nelle sue diverse espressioni, berlina e station wagon, e in una prospettiva interna che ci permette di ammirarne le linee e la tecnologia
Decanter Wine Awards 2011 Bronze Medal for the Borgo Paglianetto Vertis, Verdicchio di Matelica 2009
Th e ex ce lle nc e of ita lia n wi ne Gambero Rosso 2010 Awarded great price value
L’Espresso
www.
.it
I Vini d’Italia 2011 Highest score for the Borgo Paglianetto Vertis, Verdicchio di Matelica DOC
www.borgopaglianetto.it
weekend nel verde
Nel nome del relax Quello di “Appoiato” è un nome che deriva dalla tradizione. Da sempre, infatti, il vasto tratto di terra pianeggiante ai piedi di dolci colline, bordato da alti canneti che costeggiano il torrente, dove l’omonimo agriturismo sorge, si chiama così, “appoiato” ovvero appoggiato. Come dire appoggiato tra il mare e la montagna. E già si capisce la calma, già si intuisce il relax, che questa struttura è capace di offrire. Tanto più che le camere, ampie e confortevoli, arredate con gusto, sono tutte situate in casette indipendenti, con ingresso e veranda esclusiva. Il ristorante si affaccia sulla piscina e offre una cucina tipica ricca di sapori antichi, con prodotti ottenuti da coltivazione diretta in azienda, con ricette contadine e l’uso di olio esclusivamente extravergine di oliva di produzione propria. L’olio prodotto dall’Azienda Romualdo Buttiglieri da olive selezionate del tipo carolea provenienti dalle colline del Golfo di Squillace, ha un sapore fruttato intenso gradevolmente amarognolo, e può essere acquistato in loco. Per rendere ancora più piacevole il soggiorno, l’agriturismo organizza passeggiate a cavallo, trekking, percorso fitness, itinerari enogastronomici ed escursioni alla scoperta di antichi paesi. Per chi resta in azienda, la piscina panoramica e un rigoglioso giardino sono invece l’ambiente giusto per godere delle bellezze di Calabria in assoluto relax. A richiesta è possibile organizzare in agriturismo seminari, ritiri sportivi, riunioni, gruppi di lavoro, matrimoni e feste. Azienda Agrituristica Appoiato Contrada Parrotta Appoiato - Palermiti (Cz) Tel. 0961917430 - 335422702 www.agriturismoappoiato.com
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In un’accogliente e suggestiva cornice collinare, a circa 350 metri di altitudine, 8 km dal mare e 10 dalla montagna, sorge l’agriturismo Appoiato, un tempo casa rurale, con annessi pollaio, stalla e ovile, oggi perfettamente ristrutturati in modo da rendere il complesso… un paese in minitura!
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Nata dall’esperienza IP INDUSTRIE, è progettata per stagionare e conservare. Realizzata in un’ampia gamma di modelli componibili, accoglie in un’unica soluzione salumi, vini e formaggi grazie alla regolazione indipendente delle celle.
arte di Claudia Cassinari
Espressionismo a Villa Manin
Per la prima volta in Italia un’esposizione di oltre 100 opere tra dipinti e carte, tutte provenienti dal berlinese Brücke Museum, racconta in modo preciso, secondo una scansione cronologica ma anche procedendo per aree quasi monografiche - da Kirchner a Heckel, da Nolde a SchmidtRottluff, da Pechstein a Mueller - la nascita e lo sviluppo del movimento denominato Die Brücke, la pietra fondante dell’Espressionismo. Accanto a paesaggi e ritratti compaiono scene urbane (famose quelle di Kirchner) dove vengono raffigurati vie, ponti, caffè, sempre filtrati attraverso la lente deformante di una violenta polemica sociale. Pur accomunati da questi elementi fondamentali, gli esiti pittorici di questi artisti ne mettono anche in luce i tratti e il gusto individuali. dal 24 settembre Villa Manin Passariano di Codroipo (Ud) www.villamanin-eventi.it
I tarocchi secondo Francesco Clemente
La meraviglia della natura morta L’esposizione, che si propone come una mostra di studio, presenta una serie di nature morte tra le più affascinanti della pittura italiana dell’Ottocento, di cui un cospicuo nucleo - 17 opere, 16 delle quali oggetto di un restauro finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona - proviene dalla Galleria d’Arte Moderna di Milano, con la quale è stato siglato in occasione della rassegna un accordo di collaborazione. dal 24 settembre Fondazione Cassa di Risparmio di Tortona - Tortona (Al) www.fondazionecrtortona.it
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Presso il Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e la Galleria degli Uffizi, 78 opere ispirate dalle carte dei tarocchi. Attraverso la sua particolare sensibilità artistica e una sottile vena ironica, Clemente rinnova l’universo simbolico che caratterizza queste carte, realizzando un nucleo di opere di altissimo valore artistico. Da sempre interessato ai linguaggi delle tradizioni contemplative, l’artista intreccia tra loro allusioni esoteriche, iconografie tradizionali e riferimenti del tutto personali, facendone scaturire immagini profondamente simboliche. Inoltre, la presenza di un artista contemporaneo nelle stanze degli Uffizi è di per sé un evento da ricordare. dal 9 settembre Galleria degli Uffizi – Firenze www.polomuseale.firenze.it
Inter/vallum
L’esposizione monografica di Roberto Ciaccio costituisce il terzo momento di un percorso che ne mette a confronto l’opera con l’architettura, con la filosofia (Berlino 2006) e con la musica (Roma 2008). L’esposizione si costituisce come opera/installazione site specific, in stretto rapporto all’identità architettonica del luogo. Soglie, aperture, specchi della Sala delle Cariatidi interagiscono con le opere in un percorso illusionistico e musicale, intriso di tempo, di riflessi, di visioni e di suoni. dal 21 settembre Sala delle Cariatidi Palazzo Reale - Milano www.comune.milano.it/palazzoreale
libri letti per voi
Il libro del mese 101 cose da fare gratis in Italia almeno una volta nella vita Isa Grassano Newton Compton
Per farvi scoprire il meraviglioso mondo della vita a costo zero, una carrellata di luoghi poco noti ed esperienze appassionanti, sagre e manifestazioni, musei ed eventi, percorsi e itinerari, unici e liberamente fruibili. Tutte esperienze che vale la pena provare... senza preoccuparsi del portafoglio!
Agenda 16 mesi ricca di battute, di vignette, di freddure e di… sapore. Sì, perché una delle due cover previste, quella coloro cioccolato (l’altra è nera), se toccata sprigiona un irresistibile profumo di tiramisù! Per un anno dolcissimo. www.zap-ida.it 138
di Gilda Ciaruffoli
Parole per viaggiare con la fantasia, e non solo
Le torri della Cucina Martino Ragusa Trenta Editore 24,00 euro I 130 anni delle Cantine Pellegrino hanno coinciso con la celebrazione dei 150 anni dello sbarco dei Mille a Marsala. Per l’occasione la Cantina ha dedicato la settima edizione del Pellegrino Cooking Festival all’Unità in tavola; dall’evento è nato il volume che racchiude le migliori ricette firmate dagli chef de I cuochi di Lombardia. Da ricordare anche il sesto volume de Le Torri della Cucina che ha vinto III premio del Gourmand World Cook Awards 2010, categoria Best Matching Food and Wine Book in Word.
Il meglio dell’Europa in moto
Il ristorante dell’amore ritrovato
Rudolf Geser Mondadori Electa 24,00 euro Il sottotitolo al volume è: le strade e le curve più appassionanti in 40 itinerari dalla Sicilia alla Norvegia. Ogni percorso è descritto con una scheda corredata da una dettagliata cartina e informazioni sulle condizioni effettive della strada, con suggerimenti circa la tipologia di moto più adatta a percorrerla. In fine brevi box illustrano i monumenti principali e i luoghi di interesse delle località citate.
Ito Ogawa Neri Pozza 15,00 euro Una girandola di personaggi si incontrano e cambiano le loro vite ai tavoli del Lumachino, ristorante aperto nella quiete di un villaggio giapponese, che ospita una coppia al giorno, con un menù ad hoc ritagliato sui loro desideri. A gestirlo è Ringo, che rinasce dal suo strazio d’amore portando in tavola un tripudio di colori, odori e bontà. «Voglio preparare dei piatti che rendano buoni e gentili coloro che li gustano dice Ringo - pietanze che possano regalare anche solo un pizzico di felicità».
Assenze asiatiche Wolfgang Buscher Voland 13,00 euro «Una tensione particolare si impadronisce di noi quando viaggiamo e ci addentriamo in ciò che è remoto. Guardiamo e andiamo, andiamo e guardiamo, smettiamo quasi di parlare...» Sei reportage: dall’India al Nepal, dalla Cina alla Cambogia al Giappone a ShangriLa, il mito perduto dei viaggiatori occidentali, non a caso ultima tappa di questo coinvolgente viaggio.
Un filo d’olio Simonetta Agnello Hornby Sellerio 14,00 euro Una Sicilia d’altri tempi rievocata attraverso lo sguardo nostalgico legato alla casa di campagna dove l’autrice ha trascorso le estati della sua giovinezza. Protagonisti i riti del viaggio, dell’arrivo e l’emozione di rivedere l’enorme gelso, le aie assolate, gli ulivi argentati... Fra i ricordi più vivi quelli legati al cibo, ai piatti della tradizione familiare. Le ricette di Chiara Agnello, sorella di Simonetta, fanno da corollario all’affascinante lettura; vecchie foto di famiglia ne arricchiscono il sapore.
Greco di Bianco Azienda Agricola Umberto Ceratti S.S. 106 (Km 82) C.da Palazzi 89030 Casignana Mare (RC) Italia (tra Bianco e Bovalino)
spettacoli
di Desirée Veronica Leone
Settembre, il mese del teatro di Strada In attesa dell’autunno, nella penisola si svolgono manifestazioni ad hoc per celebrare l’antica arte del teatro di strada, a cominciare dal primo week-end del mese con “La luna nel pozzo” a Caorle, vicino Venezia: ogni anno la cittadina veneta trasforma le sue storiche calle in palcoscenici all’aperto. Info: www.caorle.com Il 4 settembre è la volta della rassegna fiorentina Di Strada e di Borgo a Palazzuolo sul Senio, Firenze, durante la quale l’antica cittadina medievale aprirà le danze alla creatività umana. Info: distradaediborgo.blogspot.com Agosto al ritmo del Salento La Notte della Taranta è un evento che si svolge in comuni diversi, tra notti insonni, il ritmo dei tamburelli e il profumo della cucina pugliese. La manifestazione, dedicata alla tipica danza pizzicata, è nata nel 1998 grazie all’Unione dei comuni della Grecia Salentina e dall’Istituto Diego Carpitella. La pizzica nasce invece dall’antico rito di guarigione delle tarantate, durante la quale le persone cadute in uno stato di choc per il morso della taranta potevano risvegliarsi solo grazie alla musica. Ogni sera appuntamenti musicali, dal jazz al rock e in chiusura, come vuole la tradizione, un mega concerto. Da non perdere. Info: www.lanottedellataranta.it
La Torino che danza Dal 5 settembre fino al 4 dicembre si svolge l’atteso Festival TorinoDanza, un progetto della città in collaborazione con la regione Piemonte e sostenuto dalla Compagnia San Paolo. La manifestazione, nata nel 2009 dalla Fondazione del teatro Stabile di Torino, si articola in quattro nodi tematici: i Miti, con la presenza di coreografi internazionali; Italian Dance Platform, che ospita compagnie italiane e straniere; il Circo Contemporaneo, più legato a proposte d’arte circense; e Al femminile, per esplorare il linguaggio femmineo nelle sue declinazioni coreutiche. Da scoprire. Info: www.torinodanzafestival.it
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Sempre nel week-end tra il 3 e il 4 settembre, ad Aosta rivive il Festival des Artistes de Rue: oltre 100 spettacoli proposti da artisti provenienti da tutto il mondo in ogni angolo della città, senza limiti di biglietti od orari. Info: www.festivalartistidistrada.it Per finire, dall’11 al 18 settembre a Torino si festeggeranno i 10 anni del Festival Internazionale del Teatro di Strada dedicato all’antica arte circense, accessibile a tutti. Da vivere. Info: www.justforjoy.it
Benvenuti a bordo La compagnia Air One è lo “Smart Carrier” del gruppo Alitalia, che assicura offerte ampiamente personalizzabili adatte a soddisfare le preferenze di tutti i tipi di viaggiatori, dal più attento al risparmio a coloro più orientati al servizio. Air One è una compagnia giovane e dinamica che offre un’ampia gamma di destinazioni, prezzi competitivi e un servizio semplificato e trasparente.
La flotta Air One si distingue nel panorama internazionale per l’utilizzo di aeromobili moderni, sicuri e confortevoli che ti offrono elevati standard di servizio a bordo. Oggi la flotta è composta da 7 aerei Airbus 320 di nuova generazione, configurati a 180 posti con nuove poltrone in pelle di tipo Slim che offrono la massima comodità per tutta la durata del viaggio.
Praga da 27e
Zagabria
Milano Malpensa
da 27e
Pisa Bari
Alghero
Palma
da 24e
da 27e
Minorca Ibiza
da 24e
Olbia
da 27e
Palermo
da 27e
Trapani Tunisi da 57e
da 24e
Brindisi da 27e
Lamezia Terme
da 27e
da 24e
I prezzi si intendono solo andata, tasse incluse.
Napoli
da 27e
da 21e
Catania da 27e
Tirana da 51e
Corfù
da 31e
da: Milano Alghero (dal 3/6 al 28/10) Bari Brindisi Catania Napoli Olbia (dal 3/6 al 18/9) Palermo Lamezia Terme Trapani Ibiza (dal 3/6 al 18/9) Minorca (dal 1/7 al 17/9) Palma (dal 1/7 al 18/9) Atene Corf첫 (dal 29/6 al 11/9) Creta (dal 1/7 al 18/9) Rodi (dal 5/7 al 18/9) Praga (dal 19/9) Tirana Tunisi Zagabria (dal 20/9)
da: Pisa
Atene
da 37e
Rodi
Creta
da 31e
da 31e
Catania Lamezia Terme Olbia (dal 1/7 al 11/9) Minorca (dal 2/7 al 10/9) Palma (dal 1/7 al 11/9) Atene (dal 1/7 al 12/9) Praga (dal 19/9) Tirana
Alghero
da: Milano Malpensa durata volo: 1:10 h numero di voli: 1 al giorno
Bari
da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 2 al giorno
Brindisi
da: Milano Malpensa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno
Catania
da: Milano Malpensa durata volo: 1:50 h numero di voli: 2 al giorno da: Pisa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno
Napoli
da: Milano Malpensa durata volo: 1:30 h numero di voli: 3 al giorno
Olbia
da: Milano Malpensa durata volo: 1:10 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 00:55 h numero di voli: 1 al giorno
Palermo
da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 2 al giorno
Lamezia Terme
da: Milano Malpensa durata volo: 1:50 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:25 h numero di voli: 1 al giorno
Trapani
a: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno
Ibiza
da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno
Minorca
da: Milano Malpensa durata volo: 1:25 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno
Palma
da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno
Atene
da: Milano Malpensa durata volo: 2:30 h numero di voli: 1 al giorno
Corf첫
da: Milano Malpensa durata volo: 1:15 h numero di voli: 1 al giorno
Creta
da: Milano Malpensa durata volo: 2:50 h numero di voli: 1 al giorno
Rodi
da: Milano Malpensa durata volo: 3:35 h numero di voli: 1 al giorno
Praga
da: Milano Malpensa durata volo: 1:35 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:35 h numero di voli: 1 al giorno
Tirana
da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno
Tunisi
da: Milano Malpensa durata volo: 1:50 h numero di voli: 1 al giorno
Zagabria
da: Milano Malpensa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno
Tariffe
GO
SMART
VALUE
Cambio data
50€
30€
0€
Cambio nominativo
50€
30€
0€
(via Call Center e in aeroporto)
Rimborsabilità
Totale
(via Call Center e in aeroporto)
Bagaglio
a partire da 10€
Millemiglia Alitalia
1(20kg)
2(40kg)
250
500
Mappa dei posti
Legenda
Plus 3€
Relax 10€
Comfort 30€
Air One Smart Carrier ti permette di scegliere il tuo posto a bordo. Potrai scegliere il tuo posto a bordo in fase di acquisto biglietto o, successivamente, nella sezione modifica prenotazione o durante il web check-in sul nostro sito, via Call Center 199 20 70 80 oppure
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10 Motivi per volare con noi 1. 2. 3. 4. 5.
Perché partire non è mai stato così comodo e veloce. Ricorda: vola Air One, vola Smart Prezzi altamente competitivi: voli in Italia e in Europa a partire da 21€, solo andata, tasse incluse Check-in e assegnazione posto: un servizio gratuito incluso nel prezzo finale Posto Plus, Relax e Comfort: scegli e prenota il tuo posto per rendere l’esperienza di volo ancora più tua Accumulo miglia del Programma MilleMiglia Alitalia: per non perdere
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l’occasione di usufruire di tanti vantaggi Collegamenti giornalieri verso le più belle destinazioni nazionali ed internazionali. Da Milano Malpensa verso: Bari, Brindisi, Napoli, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Trapani, Tirana e Tunisi e per l’estate: Alghero, Olbia, Ibiza, Minorca, Palma, Corfù, Creta, Rodi. Da Pisa verso: Catania, Lamezia Terme, Olbia, Minorca, Palma, Atene, Tirana e da settembre anche Praga. Malpensa T1: il terminal 1 è
comodamente e facilmente raggiungibile con i principali mezzi dal centro di Milano 8. Alta professionalità per un servizio di qualità: per garantire il massimo piacere dall’esperienza di un viaggio smart, tutto il personale Air One è dedito alla cura del cliente 9. Innovazione: una Flotta di soli Airbus 320 moderna, sicura e confortevole 10. Air One rispetta l’ambiente: i motori di ultima generazione riducono l’emissione di CO2
Tutto per la cultura del buon vivere Academia Barilla nasce a Parma nel 2004 per proteggere e diffondere la tradizione gastronomica italiana nel mondo, presupposto fondamentale anche per promuovere i prodotti Academia e Barilla
Vdg promotion
È focalizzata sulla formazione e la divulgazione della cultura culinaria nazionale a 360° l’attività di Academia Barilla. E questo nobile fine è perseguito attraverso l’organizzazione di corsi di cucina semplici e veloci che migliorano, attraverso la preparazione di ricette gustose, la qualità della vita quotidiana, con prodotti che contengono la cultura e il sapore della migliore tradizione gastronomica italiana e con la realizzazione di pubblicazioni editoriali e di eventi culturali sul cibo e la cucina.
Prodotti Academia: tipici e di alta qualità Academia Barilla firma e distribuisce una gamma di specialità italiane a elevato standard qualitativo, selezionate da prestigiosi chef ed esperti degustatori. Caratteristiche fondamentali dei prodotti scelti da Academia Barilla sono: la selezione delle migliori materie prime, un controllo rigoroso in ogni fase della produzione, la massima tutela delle persone e il concetto di moderna alimentazione intesa come ricerca di benessere, salute e piacere; ovvero tutti i valori fondanti della storia di Barilla. La selezione comprende: una gamma di Formaggi stagionati (Parmigiano Reggiano Dop, Pecorino Toscano Dop, Pecorino Gran Cru Sardo e Pecorino Dolce), Prosciutto di Parma, alcuni Oli d’oliva extravergine Dop e non di diverse provenienze, Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Composte (Gelatina di Chianti, Senapata di Fichi, Pere e Aceto Balsamico), Crema di Pomodorino di Sicilia e Pesto alla Genovese. Esperienze Gastronomiche: un viaggio alle origini del gusto Il desiderio di ritrovare il gusto di cucinare, la riscoperta delle origini e del valore della nostra cucina mediterranea portano a Parma, in Academia Barilla, oltre 6 mila persone (italiani e non) all’anno, ispirati dagli itinerari enogastronomici che permettono di svelare i segreti delle ricette tradizionali attraverso le lezioni di cucina pratica degli Chef di Academia Barilla, di partecipare a sessioni di degustazione di prodotti tipici dell’Emilia-Romagna direttamente dal produttore locale, di visitare Parma, la capitale della Food Valley Italiana, di scoprire i capolavori artistici, musicali e gastronomici delle città d’arte.
I libri di Academia: la cultura parte dai contenuti Una biblioteca gastronomica di oltre 10 mila volumi. Questo è il vero patrimonio culturale di Academia Barilla che ispira e indirizza le nuove produzioni editoriali della stessa. Dopo i primi tre titoli già commercializzati in oltre 17 Paesi nel mondo (“La Cucina Regionale Italiana - I Grandi Cuochi - I Loro Segreti”; “222 Ricette Facili” e “Il Grande libro della Pasta”) Academia Barilla, insieme all’editore White Star ha in programma altri 5 nuovi titoli in uscita tra fine 2011 e inizio 2012.
L’indirizzo giusto
Il cibo e la cultura italiana, con Academia, si fondono in un’unica esperienza che affascina gli stranieri e appassiona gli italiani stessi. Per scoprire tutte le proposte Academia Barilla fate un salto a Parma in Largo Calamandrei 3/A. Il contatto per le degustazioni guidate è: Tel. 0521265060 info@academiabarilla.com www.academiabarilla.com www.facebook.com/ academiabarilla
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le selezioni Ogni mese per voi il meglio dell’Italia che merita
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L’azienda Tre Case è una grande azienda che produce frutta e ortaggi con la metodologia della lotta integrata garantendone la qualità assoluta. Nei laboratori artigianali trasformiamo solo i nostri prodotti, senza l’aggiunta di conservanti, coloranti e additivi seguendo antiche ricette venete e veneziane. Tutto rigorosamente a mano. I prodotti da noi realizzati, originali rispetto agli altri in commercio e curati nei minimi dettagli, sono particolarmente indicati per i negozi di specialità alimentari e di regalistica, spaziando fra confetture insolite, per accompagnamento formaggi, mieli integrali, con frutta secca o candita. Frutta sciroppata, ortaggi in agrodolce e sott’olio, salse, creme e bruschette, chutney, sughi per pasta.
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Azienda Agricola Tre Case via Ancillotto n° 94 - 30020 Stretti di Eraclea (Ve) Tel. 042162334/5 - Fax 042162335 info@trecase.com - italia@trecase.com www.trecase.com
selezioni
La Vendemmia delle Donne a Tenute Rubino Dagli autoctoni salentini e dalle mani delle brindisine, vini che sanno di Mediterraneo Dall’alto Salento, terra di mare e di eccellenze enogastronomiche, i vini di Tenute Rubino parlano al mondo, raccontando di un’enologia rinnovata e dallo stile inconfondibile. Tenute Rubino è un’azienda giovane, che con l’antica tradizione vitivinicola pugliese si è voluta mettere alla prova donandole con i suoi vini, moderni e piacevoli, voce nuova e autentica. Una sfida che l’azienda brindisina valorizza con un’iniziativa che, oggi, rappresenta uno degli elementi identitari dell’azienda: La Vendemmia delle Donne. Nel Salento vitivinicolo, infatti, c’è una laboriosità, tutta al femminile, che costituisce una delle tradizioni più antiche di questo territorio. Proprio su questo patrimonio vivo e al femminile, Luigi Rubino ha deciso di fondare il valore aggiunto della sua cantina: tutte le operazioni di viticoltura mirata effettuate sulle piante vengono svolte dalle donne, secondo un’esperienza e una sensibilità che, di generazione in generazione, si tramanda da madre in figlia. «Il lavoro in vigna – racconta Luigi Rubino – è essenziale per raggiungere nuovi traguardi qualitativi, e questa consapevolezza ci spinge a mettere in primo piano chi nel vigneto opera e lavora, a partire dalle nostre donne, una risorsa importante che ci aiuta nella ricerca della qualità e nella definizione di una nuova immagine del vino pugliese in Italia e nel mondo». Alla vendemmia e alla sua terra, dallo scorso anno, Tenute Rubino ha deciso di dedicare Salento Photography Tellers, un concorso fotografico a premi, presto alla seconda edizione, che si svolge intermante on-line. Basta collegarsi a www.tenuterubino.com per scoprire come partecipare al concorso.
“L’alba di settembre” di Claudia Canepa, 1ª classificata sezione“ LaVendemmia delle Donne”, alla 1a edizione del concorso fotografico Salento Photography Tellers
www.pastapanarese.com
I
Tipografia Rossi . Sinalunga (Siena)
l Pastificio Toscano s.r.l., un piccolo gioiello incastonato tra le colline del Parco Naturale della Val d’Orcia, nasce nel 2003 con lo scopo di promuovere il prodotto più antico: il grano. Produce “Pasta Panarese”, Azienda Italiana che può vantare e certificare l’utilizzo esclusivo di semola di grano duro proveniente dai propri terreni situati tutti in Val d’Orcia. Punta di diamante è la linea di Pasta Biologica che utilizza unicamente grano duro da Agricoltura Biologica certificato Toscano. Il controllo costante sulla filiera produttiva, che parte dalla scelta del seme ricco di glutine (grazie anche alla particolarità del territorio stesso e alla peculiarità di utilizzare “acqua del Vivo” totalmente priva di calcio), contribuisce a rendere il prodotto finale di alta qualità. La pasta è lavorata in modo artigianale, tutti i formati sono rigorosamente trafilati in bronzo, donando rigorosità e porosità perfette a trattenere un buon condimento. L’essiccazione avviene in celle termostatiche a bassa temperatura e questo permette di mantenere inalterate le proprietà organolettiche e le proteine della pasta. Come una volta il processo di essiccazione avviene su stuoini e per la pasta lunga a matasse l’imbustamento viene fatto a mano per non danneggiare il formato. Decisamente un prodotto di nicchia, una produzione quantitativamente rispettabile che permette l’esportazione e l’apprezzamento in tutto il mondo. Questa pasta la dedichiamo non solo ai buongustai, ma anche a coloro che sanno riconoscere ed apprezzare i veri valori, quelli che ci legano alla terra, alle tradizioni ed alla cultura di cui facciamo parte.
Pastificio Toscano s.r.l. - Via del Colombaio Loc. Gallina - 53023 Castiglione d’Orcia (SIENA) - Tel. +39 0577 880233 - info@pastapanarese.it
selezioni
Quando il fungo è un’arte Azienda attiva dal Dopoguerra, l’Azienda Agricola Menin ha il suo capostipite in Narciso Menin, che aveva appreso in Svizzera, dove era emigrato giovanissimo, il segreto della coltivazione dei funghi. Il figlio Marco Menin ne ha raccolto il testimone e oggi la produzione è elevata e di grande qualità
L’azienda Agricola Menin nasce negli anni 50 contraddistinguendosi da subito nella produzione specializzata dei funghi champignon. Nel corso degli anni si afferma come realtà di spicco nel proprio settore facendo conoscere il proprio nome a livello nazionale. A oggi, l’azienda vanta una potenzialità produttiva di 12 tonnellate a settimana con l’impiego delle più moderna tecnologie disponibili a livello Europeo. Nel corso dell’ultimo decennio dal proprio laboratorio di trasformazione, complice una grande passione per l’alta cucina e per la ricercatezza delle specialità che contraddistinguono il panorama culinario Italiano, sono nate una seria di proposte di alta gamma quali sughi pronti, sott’oli, salse, conserve etc., che arricchiscono l’offerta dell’azienda dando alla propria clientela la possibilità di assaporare, grazie ai metodi tradizionali di lavorazione, i sapori unici e inconfondibili di un tempo. Società Agricola Menin Via Zeneghe, 15 - Belluno (Bl) Tel. 0437294148 - az_menin@tin.it
selezioni
Azienda Agricola e Agriturismo Le Torri di Campiglioni S.p.a Via S. Lorenzo a Vigliano 31 50021 Barberino Val d’Elsa (Fi) Tel. e fax 0558076161/0558061257 info@letorri.net - www.letorri.net
Nel cuore della Toscana Tra Firenze e Siena, circondata da splendide colline, borghi medievali, vigneti, boschi e cipressi, l’azienda agricola e agriturismo Le Torri offre un’accoglienza eccellente e la possibilità di degustare vini e olio di grande qualità. Ma non solo Sono tredici le comode ed eleganti sistemazioni di nuovissima ristrutturazione che soddisfano le più diverse esigenze – dalla classica matrimoniale all’appartamento per famiglie numerose –, messe a disposizione di chi scelge di ritagliarsi una sosta di relax nel verde o vuole prendere le Torri come ideale punto di appoggio in un viaggio alla scoperta delle terre di toscana. L’agriturismo offre inoltre ai propri ospiti piscina, sauna e una grande cucina per sperimentare le ricette della tradizione toscana, o partecipare a un corso per imparare i segreti delle massaie della zona. Arredati in stile rinascimentale toscano, gli appartamenti dai nomi di pittori, hanno pavimenti in cotto e travi del soffitto a vista, e sono for-
niti dei migliori servizi, dall’aria condizionata alla connessione wireless. L’azienda agricola ha nel complesso una superficie di 103 ettari. I vigneti producono uve Sangiovese, Cabernet S., Canaiolo, Merlot, Chardonnay. Da questi vitigni hanno origine il Chianti Docg Colli Fiorentini, il tipico Vin Santo e alcuni Igt toscani, bianchi e rossi, tra cui emergono, i pregiatissimi, Magliano, Vigliano e Villa san Lorenzo. Durante una sosta a Le Torri è dunque possibile essere iniziati ai segreti della produzione aziendale, con visite guidate alla cantina e al frantoio tradizionale, e apprezzarne i prodotti in una sala degustazione preparata con l’unico scopo di farvi abbandonare ai piaceri del vostro palato.
Musica per i nostri sensi A Le Torri non si organizzano solo degustazioni ma anche serate di cultura. E così il prossimo ottobre l’azienda agricola apre le porte alla lirica grazie a una rassegna dedicata ai grandi artisti del ’900 inaugurata dal ricordo del tenore italoamericano Mario Lanza. Appuntamento dunque l’8 e il 9 ottobre 2011 con l’arte e la storia in uno splendido scenario paesaggistico.
selezioni
Bontà alla conquista del mondo Da un antico borgo arroccato sulle alture del Lazio meridionale, si sprigiona una dolcezza che raggiunge ogni angolo del Paese. L’azienda dolciaria Ciardi presenta al resto d’Italia le zuccherose tradizioni coresi e regionali
Nascono da antiche ricette di famiglia i biscotti e le specialità pasticcere che da oltre cinquan’anni la famiglia Ciardi produce con passione e accurato lavoro. Nota a livello locale, la produzione dolciaria aziendale ha riscosso larga approvazione anche in campo internazionale, con una clientela che sempre più numerosa si sta avvicinando a questi prodotti: Europa, Stati Uniti e Canada sono tra i maggiori acquirenti delle specialità di casa Ciardi. Tre le generazioni che si sono tramandate con attenzione e cura le ricette di una serie tale di prelibatezze che sarebbero impossibili da ricordare tutte: dalle soffici e ipocaloriche scottolate, fiore all’occhiello della tradizione dolciaria di famiglia, ai bastoncini mandorlati, ai cantucci. E ancora i morselletti, le ‘mbriachelle, le ciambelline al vino e all’anice, da apprezzarsi degustando un buon bicchiere di vino, fino alle specialità dell’arte dolciaria più classica come crostate e ciambellone corese. Da non dimenticare naturalmente i dolci tipicamente legati alle festività come colombe, pastiere, pan giallo e panettoni. Dolce come il vino Cosa rappresenta meglio la tradizione laziale del dopo pasto se non le ciambelline al vino. Quelle Ciardi vengono preparate secondo una personalissima e antica ricetta della tradizione di Cori; senza latte e senza uova, sono fragranti e friabili, ideali in ogni momento della giornata. Ottime anche nelle versioni alle nocciole, adatte sia a una nutriente prima colazione che a un fine pasto di gusto; in quella al vino rosso, dal sapore deciso e corposo; e all’anice, che nascono da un delicato abbinamento di ottimo vino bianco e sambuca accuratamente selezionata, con aggiunta di semi di anice. Perfetti da tuffare in un bicchiere a fine pasto, i bastoncini, varianti delle ciambelline a base di vino e mandorle, senza latte, uova e burro. Ciardi Via Arboreto Alto, 109 - Cori (Lt) Tel. e fax: 069679858 www.ciardi1950.it
selezioni
Un prodotto unico dal gusto tipicamente italiano Da produttori di Grana Padano nasce l’idea Grok, il nuovo modo di interpretare la tradizione e la bontà del Grana Padano.
Grok, lo snack di chi ama la vita! Un esplosione di bontà ogni volta che vuoi È un prodotto unico, fatto con Grana Padano, cotto al forno e non fritto, che si conserva fuori frigo. Croccante e gustoso, Grok mantiene tutte le proprietà nutrizionali del suo nobile ingrediente anche dopo il ciclo di trasformazione.
Grok è prodotto da San Lucio, azienda nata a fine 2005 dallo spin-off di uno storico caseificio produttore di Grana Padano. Il sito produttivo si trova a San Gervasio Bresciano, nel cuore della Pianura Padana, in una cascina ristrutturata di inizio ‘900, sede originaria del Caseificio. San Lucio è strettamente legata alla tradizione lattiero casearia del suo territorio e mette la qualità al primo posto attuando una politica di selezione e controllo sui fornitori, sui prodotti e sui processi dell’intera filiera produttiva. Il processo produttivo brevettato, unito alla limitata percentuale di umidità presente nel prodotto, al sale naturalmente presente nel Grana Padano e al confezionamento in atmosfera protettiva, offrono il vantaggio di una lunga conservazione fuori dal frigo, senza aggiunta di additivi e conservanti. Il risultato è un prodotto speciale e unico, delizioso e genuino, dal gusto tipicamente italiano.
Si tratta di uno snack veramente “trasversale”, che ispira molteplici momenti di consumo, sfizioso a tutte le età. Infatti è la merenda ideale per i più piccoli che possono consumarlo con la soddisfazione e la tranquillità dei genitori, che hanno finalmente la garanzia di un alimento apprezzato dai bambini ma sano e nutriente. E’ pensato anche per i giovani, un incentivo alla loro allegria e al loro modo di stare insieme durante una festa o un happy hour. Si può consumare anche in famiglia durante i pasti o come antipasto sfizioso. Grazie alle sue proprietà nutrizionali e alla sua portabilità, Grok è fantastico per gli sportivi. Una pillola di energia e proteine sempre pronta e disponibile, in grado di fornire magnesio, calcio e potassio. San Lucio Via IV Novembre, 56 - San Gervasio Bresciano (Bs) - www.grok.it
selezioni
Da noi il Gavi è di famiglia Dal 1970 di proprietà di Giancarlo Ariano, che oggi lo gestisce con i figli, Podere Saulino vanta una superficie di 12 ettari in un corpo unico, con annessa cantina di vinificazione e imbottigliamento; 9 ettari di vigneto sono coltivati esclusivamente a vitigno Cortese Un po’ di storia
Nel 1529 Novi Ligure è stata annessa alla repubblica di Genova e i Marchesi Sauli di Genova diventarono proprietari di terreni e fabbricati in Novi Ligure tra i quali il Podere Saulino, La Saula, il Palazzo Sauli e un vicolo tutto di proprietà chiamato Sauli. I Sauli diedero a Genova 29 senatori e 3 Dogi. Verso la fine dell’800 le proprietà dei Sauli vennero a far parte della grande tenuta del Conte Edilio Raggio. La viticoltura da sempre praticata in questa zona, fu indirizzata dall’amministrazione Raggio verso la coltivazione specializzata del vitigno Cortese da cui proviene il vino Gavi, ora Docg.
Azienda di tipo familiare destinata a durare nel tempo grazie alla grande passione di tutte le generazioni coinvolte (i più giovani discendenti della famiglia Ariano sono ventenni e già attivamente all’opera!), il Podere Saulino produce esclusivamente Gavi Docg. Nella vinificazione, fermentazione, lavorazione, stabilizzazione e imbottigliamento dei vini l’azienda si avvale di macchinari all’avanguardia sia per tecnologia che per economicità. Nel prossimo futuro l’azienda si propone di coprire l’intera superficie aziendale con vigneti, e punta anche alla realizzazione di grappe ricavate della vinacce di produzione (monovitigno). Da notare le peculiarità del Gavi Podere Saulino che si distingue per una serie di fattori che ne contraddistinguono la qualità e la tenuta nel tempo; per iniziare nel vigneto non vengono utilizzati diserbanti e la vite viene curata seguendo il regolamento 2078 che vieta l’uso indiscriminato degli antiparassitari. Inoltre, il vigneto è esposto a Sud-Ovest e prende il sole dall’alba al tramonto, sfruttando in tal modo al massimo le ore di luce. Il sistema di allevamento e di potatura non consentono produzioni elevate e le concimazioni sono finalizzate solo alla alta concentrazione zuccherina e non alla quantità. Di particolare interesse, la notizia che la cantina del Podere Saulino è una delle poche il cui titolare è anche l’enologo, a differenza di quello che avviene nella gran parte di quelli della zona che vengono seguite da un gruppo di enologi che danno a tutte la propria consulenza.
Podere Saulino Via Gavi, 85 Novi Ligure (Al) Tel. 0143743174 www.poderesaulino.it
selezioni
La tentazione è dietro l’angolo Da un laboratorio che sorge in mezzo al verde e opera nell’assoluto rispetto della natura, arrivano conserve e prodotti dedicati alla pasticceria e alla fitocosmesi
Officina Agricola Via Bosco, Loc. Monticelli Pavese, Tel. 03821938020 - www.officina-agricola.com
L’Officina Agricola si trova a Monticelli Pavese, tranquilla e soleggiata località situata esattamente tra due anse del Po, quasi al confine con l’Emilia Romagna. Il paesaggio è quello della fertile campagna padana ricco di pioppeti, punteggiato di casolari e antichi fienili, dove colori e atmosfere si alternano con il ritmo delle stagioni. All’Officina Agricola di Monticelli è possibile trovare conserve dolci e salate dal sapore antico e ricercato, realizzate con ingredienti di altissima qualità che uniscono la tradizione all’innovazione. Dalla stessa iniziativa imprenditoriale nascono prodotti dedicati alla pasticceria e alla fitocosmesi. L’idea promossa da un gruppo di ricercatori universitari è quella di trasformare e commercializzare prodotti di alta qualità ottenuti da un’agricoltura che privilegia l’ambiente, la conservazione della biodiversità e allo stesso tempo garantisce al consumatore prodotti di eccellenza. Il laboratorio immerso nel frutteto di antiche varietà è una struttura tipica dell’architettura rurale lombarda e ospita al suo interno apparecchiature tecnologiche di assoluta avanguardia. Nel grande orto antistante sono coltivati pomodori ed altre orticole che privilegiano varietà ad alto valore nutrizionale come il pomodoro Nero di Crimea, caratterizzato da un elevato contenuto di antiossidanti e licopene; la varietà antica Principe Borghese è stata invece recuperata tra quelle della tradizione italiana per soddisfare le esigenze di un consumatore sempre più attento alla massima qualità nutrizionale, all’ambiente, alla biodiversità e al piacere delle cose buone che conservano il sapore di una volta. L’adozione di pratiche colturali che privilegiano la lotta biologica e integrata consente all’azienda di aumentare la complessità biologica del proprio agrosistema verso una produzione più sostenibile che porta inevitabilmente con sé anche il miglioramento della salubrità e della qualità dei prodotti.