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Vdg Magazine Luglio 2011

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VDG MAGAZINE | ANNO 1 | N.5 | Poste Italiane S.p.A. – Spedizione in abbonamento postale – D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1, Aut. C/RM/19/2011 | Belgio Euro 9,30 | Canton Ticino Ch.Fr. 11,50 | Costa Azzurra Euro 11.90 | Stati Uniti

LUGLIO 2011

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Italia Food Wine

Gargano tra sacro e profano 1 Marche da gustare, da Carpegna ad Ascoli 1 Tradizioni gastronomiche in Friuli 1

L’ORO DEL

MEDITERRANEO

il pesce azzurro 2000 PRODOTTI

su www.italiafoodwine.com

Perle di Toscana: Elba, Giglio e Capraia

Punti vendita VdgStore Milano


sommario sommario luglio 2011

50

80

12 L’Italia che merita 16 Dall’Italia e dal mondo 20 Occhio ai consumi 22 Scienza e vita 26 Almanacco di Barbanera 28 Appuntamenti 46 Indagine

56

38 Cover story

L’oro del mediterraneo: il pesce azzurro è oggi un indotto di straordinaria importanza economia e turistica

cibo&territorio 50 L’estate ha fatto centro

Da Carpegna ad Ascoli Piceno, un tour tra bontà e bellezze marchigiane

56 Il Gargano terra d’oggi e d’altri tempi

Viaggio tra le principali mete d’attrazione religiose e balneari dello Sperone d’Italia

62 A tavola con la tradizione

Il Friuli Venezia Giulia è un crogiuolo di testimonianze mitteleuropee

76 Carta della pasta, Grattini in brodo 78 Il buono a tavola, la Puglia 80 La scoperta, l’anguria di Novellara 82 Bottega golosa 84 Consumo responsabile 86 Ristorante, Alice

68 Biologico

90 Bon ton

70 Orto dei semplici, la carota

92 Cibo & blogger

72 Olio

4

74 Le selezioni, la carne salada


sommario sommario luglio 2011

106

96

inviaggio

piaceri

96 Perle di Toscana

106 Il mondo ai piedi del Made in Italy A Tuttofood trionfano la qualità

L’arcipelago che comprende Isola d’Elba, Giglio e Capraia nel dettaglio

100 Turismo religioso 102 Lezioni di ospitalità

e la creatività del Belpaese

110 Benessere 112 Tendenze 114 Arte 116 Libri 118 Spettacoli

6

124 Shopping list

114

114


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Domenico Bruno, Rosalia Imperato, Alessandro Mei, Giovanni Merone, Francesca Oliverio, Laura Ruggieri Liguria Alessandro Baffigi, Barbara Bacigalupo Lombardia Cesare Assolari, Roberto Bonsi, Massimiliano Bruni, Franca Dell’Arciprete Scotti, Alessandra Favaro, Lorenzo Foti, Francesca Frediani, Valentina Gavarini, Riccardo Lagorio, Roberto Lavarini, Eugenio Meloni, Umberto Mortelliti, Aldo Pagnussat, Giampaolo Perna, Barbara Pinnetti, Saro Trovato

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Trentino Francesca Negri

Molise Giovanni Scapagnini

Umbria Gino Celletti, M. Pia Fanciulli

Piemonte Fabio Alcini,

Veneto Benedetta Frare


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editoriale

di DOMENICO MARASCO

Benvenuti a bordo! L’italia è piena di valore Vdg Magazine e la sua redazione sono orgogliosi di essere ospitati a bordo di una grande compagnia aerea come Air One . Con il nostro giornale sale a bordo l’Italia delle eccellenze turistiche e agroalimentari. Un patrimonio inestimabile che aspetta soltanto di essere promozionato e venduto. Un tesoro fatto di oltre 5000 tra prodotti tipici e certificati. Di vini meravigliosi che sono racchiusi in 504 tra doc, docg e igt. Il nostro magazine in tanti anni di attività ha scoperto e valorizzato il lavoro di almeno 20.000 imprese del settore turistico ed enogastronomico, che potete trovare sul portale www.italiafoodwine.com. Con le nostre 200 segnalazioni al mese dei posti più meritevoli d’Italia, siamo oggi al servizio della grande comunità che vola con Air One . Siamo felici che il nostro lavoro da oggi abbia una platea di utenti così numerosa. Vogliamo fare il lavoro di sempre, ossia presentare quell’Italia migliore, quell’Italia che produce cose meravigliose e ha solo bisogno di non essere ostacolata. Un’Italia straordinaria che numero dopo numero vi aiuteremo a scoprire con indicazioni su cosa fare e dove andare. Un invito a conoscere e apprezzare sempre di più il nostro Paese che, anche grazie ad Air One, è più facile raggiungere. Una sola raccomandazione: salvaguardiamolo. In questo numero vi porteremo a conoscere le bellezze e le bontà marchigiane, e poi nel Gargano dove è difficile scegliere tra sacro e profano. E ancora, un tuffo nelle acque blu dell’arcipelago toscano e infine a tavola con la tradizione del Friuli Venezia Giulia. Buon viaggio!

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l’italia che merita

Gibelè Zibibbo Secco Igp: il vino perfetto Lo scorso maggio si è svolto il 7° Salone del Vino da vitigno autoctono a Napoli. In gara circa 300 vini, degustati tutti rigorosamente alla cieca. Decretato in questa occasione il successo del Gibelè Zibibbo Secco Igp 2010 Cantine Pellegrino quale Vino Perfetto di Vitignoitalia 2011. Prodotto da uve zibibbo, tradizionalmente vino dolce, ma in questa versione vinificato come bianco secco, si abbina ad antipasti di pesce e crostacei, omelette e risotti. Le Cantine Pellegrino sono una realtà storica, fondata a Marsala nel 1880. Tra le principali aziende nella produzione del Moscato e Passito di Pantelleria Doc, nel corso degli anni si è affermata come una delle aziende di riferimento nella produzione dei vini Marsala e vanta oggi una profondità e ampiezza di gamma anche nei vini siciliani da tavola. www.carlopellegrino.it

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a cura della redazione

Scoprire New York passeggiando in bici

Visite guidate in bicicletta alla scoperta della New York meno nota vengono proposte da una piccola società creata da un italiano che da alcuni anni risiede nella Grande Mela. Non il solito giro di Central Park, ma vere e proprie esplorazioni di quartieri che chi va a New York per pochi giorni non osa affrontare da solo; percorsi pensati apposta per turisti italiani, adatti anche a famiglie, per far conoscere angoli insospettati della città. La guida, Andrea Carocci, è antropologo per formazione, curioso per vocazione e grande appassionato di arte e architettura, e passa molto tempo esplorando la città a piedi e in bicicletta. Da una prima esperienza come guida volontaria per Big Apple Greeter, il centro di accoglienza ufficiale di New York, ha creato prima un blog e adesso la società dedicata alle gite in bici e al turismo di nicchia. www.newyorkpuntocom.com

Dolcezze per tutti senza glutine Lago Giardino, piccola realtà del modenese la cui attività è dedicata alla produzione di Salame al Cioccolato, propone una soluzione gustosa e attenta alle esigenze contemporanee. Tutti sappiamo infatti quanto le intolleranze siano all’ordine del giorno tra i principali disturbi alimentari e quanto la celiachia, in particolare, affligga sempre più spesso noi e i nostri cari. Ma come rinunciare al piacere di un buon dolce a fine pasto o per merenda? Il Salame al Cioccolato senza Glutine potrebbe essere la soluzione. Prodotto con biscotti secchi, burro, zucchero semolato, uova, amaretti e cacao amaro, ogni confezione riporta sul retro dell’etichetta il risultato delle analisi per la verifica dell’effettiva assenza di tracce di glutine residuo. Come per il classico Salame al Cioccolato, il consiglio è quello di servirlo molto freddo a fettine sottoli o a cubetti come ideale accompagnamento di caffè, mascarpone, distillati o vini da meditazione. www.salamealcioccolato.it

L’importanza degli antichi saperi

Il Caseificio Spadi è una realtà dalla grande tradizione che, nonostante gli adeguamenti alle recenti norme in termini di sicurezza igienica e gli ampliamenti aziendali, presta immutata attenzione all’artigianalità. Prova ne è il fatto che la cagliata viene posta negli stampi a mano, che la salatura avviene altresì a mano, e che il formaggio viene curato nella sua maturazione, girato e oliato esclusivamente sotto l’occhio sapiente di casari e stagionatori. Altro grande punto di forza del caseificio è proprio la stagionatura che avviene in una grotta di lapillo vulcanico a Valentano, all’interno del territorio del consorzio del pecorino toscano Dop. In grotta gli stagionatori affinano il pecorino sotto foglie di noce o sotto paglia e fieno; può essere fatto stagionare anche sotto cenere, o immerso nel Morellino di Scansano. www.caseificio-spadi.it


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L’ Italia del gusto a Milano Sono due i punti vendita Vdg Store in quartieri strategici della città, dove scoprire il meglio dell’enogastromia italiana

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Ai Vie del Gusto Store, la vetrina di riferimento per tutti i buongustai, nato con l’intento di far conoscere gli artigiani del gusto che realizzano prodotti di qualità, ma che spesso faticano a superare i confini regionali. Un luogo di incontro ideale dove il consumatore è coccolato e indirizzato nella scelta di prodotti garantiti. Un’idea, semplice e concreta, nata dall’esperienza di anni dedicati a raccontare attraverso articoli e servizi le eccellenze enogastronomiche di cui il nostro Paese è ricchissimo. Nei nostri


di Spilinga, “ Nduja pesto di finocchietto selvatico, pesche saturnine allo sciroppo, crema di pistacchi di Sicilia, oli e vini nati nel segno di una tradizione secolare, sono solo un assaggio di quello che si può degustare e comprare nei Vie del gusto Store

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Vie del Gusto Store

Via Castel Morrone, 1/A - 20129 Milano - Tel. 0294433043 Viale Zara, 28 - 20124 Milano - Tel. 0289053270 Prossima apertura: dal 13 giugno Viale Zara 21 Degustazioni guidate di vini e prodotti tipici di tutte le regioni

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dall’Italia e dal mondo

di Francesco Condoluci

Sprechi globali e business della fame E così, il cibo è diventato il nuovo petrolio: 1,3 miliardi di tonnellate di derrate alimentari finiscono in pattumiera ogni anno nel mondo, ma gli affamati restano un miliardo Un miliardo 300 mila tonnellate di cibo per il consumo umano, viene perduto o sprecato ogni anno. È quanto emerso dal Global Food Losses and Food Waste (Perdita e spreco di cibo a livello mondiale), uno studio commissionato dalla Fao allo Swedish Institute for Food and Biotechnology in occasione di Save the food!, il congresso internazionale tenutosi a Dusseldorf il 16 e 17 maggio scorso nell’ambito della fiera dell’industria d’imballaggio Interpack 2011. Secondo la ricerca, la mole di cibo che finisce in pattumiera equivale a un terzo di quello prodotto ogni anno per il consumo umano e a più della metà dell’intera produzione mondiale di cereali. Il dossier evidenzia inoltre che i Paesi industrializzati, e quelli in via di sviluppo, dissipano all’incirca la stessa quantità di cibo, rispettivamente 670 e 630 milioni di tonnellate, e che ogni anno i consumatori dei Paesi ricchi sprecano quasi la stessa quantità di cibo (222 milioni di tonnellate) dell’intera produzione alimentare netta dell’Africa subsahariana (230 milioni di tonnellate). Frutta e verdura, insieme a radici e tuberi, sono gli alimenti che vengono sprecati maggiormente.

Il commento L’abbiamo sempre saputo. I dati diffusi dal Global Food Losses and Food Waste, in fondo non raccontano nulla che già non sapessimo, o non sospettassimo da tempo. Ciò non toglie che a vedere quantificato, in tutta la fredda brutalità dei numeri, lo spreco globale del cibo che, nel mondo, finisce ogni anno in pattumiera, viene comunque inevitabilmente da pensare che solo un pianeta ormai impazzito possa essere arrivato a tanto. Un pianeta in cui gli affamati – ecco la misura più cruda della sua follia – continuano a rappresentare circa un miliardo dei suoi abitanti: ovvero una persona su sette. Tutto questo mentre il mondo, nel suo complesso, spreca un terzo del cibo che produce. A saltare all’occhio è soprattutto la sperequazione tra le diverse aree del globo: mentre nei Paesi in via di sviluppo i consumatori buttano nello spazzatura tra i 6 e gli 11 kg di cibo l’anno, nei Paesi industrializzati invece, lo spreco di cibo pro capite da parte del consumatore arriva fino ai

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95-115 kg all’anno e, nella gran parte dei casi, si tratta di prodotti che si potrebbero mangiare benissimo. E qui sociologi e analisti potranno anche sbizzarrirsi, parlando di neo-consumismo o degli effetti fuorvianti di pubblicità e promozioni come il “paghi due-prendi tre”, ma il problema di fondo è un altro: lasciare una parte del pianeta nella fame, mentre l’altra compra più cibo di quello del quale abbia in realtà bisogno, è una scelta deliberata e strategica. La fame è infatti il business su cui sta puntando forte il mondo globalizzato. Il business di coloro che, ad esempio, hanno puntato sull’Africa come ultima frontiera per trovare “alpha”, ossia investimenti in cui il profitto è più grande del rischio. Una coraggiosa inchiesta del settimanale tedesco Der Spiegel ha mostrato, non a caso, come nell’ultimo decennio, governi e fondi di investimento stiano facendo a gara a comprare terreni agricoli per produrre cibo: migliaia di ettari di terra acquistati in Africa (o in Asia e Suda-

merica) a un decimo del prezzo che avrebbero in Europa o Usa. Questi nuovi investitori nell’emergente mercato mondiale dei terreni agricoli, hanno persino una convention che dal 2009 si tiene a New York. Il ragionamento che sta alla base dei loro affari, sempre secondo Der Spiegel, è molto semplice: nel 2050 sulla terra ci potrebbero essere 9,1 miliardi di abitanti, circa 2 miliardi in più degli attuali, mentre nei prossimi 20 anni la domanda mondiale di cibo crescerà del 50%. Ergo: la combinazione “più individui, meno terra” rende quello sul cibo un investimento sicuro, con un ritorno annuale del 20-30%. Il cibo sta diventando insomma, il nuovo petrolio. E chi detiene il capitale fondiario, e quindi le materie prime, ha tutto l’interesse di vendere a pioggia a chi è in grado di pagare e lasciare nella fame invece chi, se solo fosse aiutato e istruito, potrebbe produrlo da sé per soddisfare il proprio fabbisogno e magari anche fargli concorrenza sui mercati.


Sicurezza: l’accordo sugli Ogm è vicino Dopo 15 anni di liti, Usa e Ue si preparano a raggiungere il tanto agognato accordo di massima sull’elaborazione delle linee guida relativa all’etichettatura degli Organismi Geneticamente Modificati (Ogm). La questione è in sospeso dal 1996, ma stavolta le istituzioni americane ed europee sembrano a un passo dalla risoluzione definitiva. Ad annunciare l’imminente definizione della controversia su un tema di così ampia portata nel settore della sicurezza alimentare, è stata la stessa Commissione Europea. In proposito, l’Efsa, l’Agenzia per la Sicurezza Alimentare dell’Ue, ha già pubblicato una versione aggiornata delle linee guida per la valutazione del rischio associato agli alimenti e ai mangimi derivati da piante geneticamente modificate. Dopo approfondite ricerche, comparazioni e consultazioni con gli Stati membri, l’Efsa ha messo a punto una guida che descrive “metodi e approcci per la generazione, la raccolta e l’analisi dei dati” che coloro che richiedono un’autorizzazione devono seguire per preparare la valutazione del rischio. Secondo l’Efsa, il documento sarà di ausilio alla Commissione Europea nella preparazione della normativa e garantirà un livello ancora più elevato di tutela ai consumatori.

Il Fagiolo di Cuneo diventa Igp. E non è il solo... L’Ue ha iscritto tre nuove eccellenze agroalimentari nei registri europei delle Dop, Igp e Stg. Si tratta degli ortofrutticoli Fagiolo Cuneo Igp (Italia) e Gönci kajszibarack Igp (Ungheria) e del pesce Karp Zatorski Dop (Polonia). Con queste nuove registrazioni effettuate nel maggio scorso, i prodotti a marchio Dop, Igp, Stg riconosciuti dall’Unione Europea toccano quota 1027, con l’Italia che resta fermamente in testa con i suoi 228 prodotti tutelati. L’ultima eccellenza tricolore iscritta è, come detto, il Fagiolo Cuneo Igp, prodotto in tutti e 183 i comuni della provincia di Cuneo: un baccello secco allo stato ceroso, riconoscibile in quanto intensamente striato di rosso in superficie, o sottoforma di granella secca. Le Gönci Kajszibarack Igp prodotte nella contea di Borsod-Abaúj-Zemplén in Ungheria, sono invece albicocche che, a seconda della tipologia, possono presentare una colorazione che va dal giallo chiaro al rosso carminio. Forma medio-grande e sapore dolce e aromatico, sono uno dei fiori all’occhiello del comparto ortufrutticolo magiaro. La Karp Zatorski Dop è infine una particolare carpa venduta fresca, non lavorata, allevata esclusivamente in stagni a terra per carpe, secondo un metodo di allevamento tipico della zona di Zator, in Polonia. Tale metodo si basa su un sistema di allevamento di durata biennale.

Le patate arrivano sul banco degli imputati

Negli Usa patate a rischio di messa al bando. Gli spuds, ovvero (in slang) le patate, sono finite infatti nella black list degli alimenti del governo a stelle e strisce, convinto che esse siano tra le principali responsabili della obesità dilagante negli States. Il governo federale vorrebbe quindi eliminarle dalle mense scolastiche in favore di vegetali più sani. Razionare hash browns (frittelle), mashed potatoes (purè al burro) e soprattutto le french fries (patatine fritte): questa la ricetta del Dipartimento dell’Agricoltura Usa intenzionato a bandire le patate dalla colazione e di limitarle a pranzo. Maine e Idaho, gli Stati americani maggiori produttori, sono in allarme. La senatrice Susan Collins nel maggio scorso si è presentata in aula con una patata in una mano e un cespo di lattuga nell’altra sostenendo che la prima ha il doppio di vitamina C: «Dunque cos’ha il Dipartimento contro questo spud?», ha chiesto ufficialmente la Collins. Il processo è dunque aperto, mentre anche in Italia gli esperti si dividono sui benefici nutrizionali della cara, vecchia patata.

Il germe-killer che ha terrorizzato l’europa Trentasette decessi e circa 3 mila casi di infezioni più o meno gravi. A metà giugno, le conseguenze della propagazione in Europa del batteriokiller Escherichia coli, assomigliavano a un bollettino di guerra. E l’epidemia, originata dal consumo di ortaggi contaminati, sembra non volersi fermare. Anche perché, sul caso del germe che da maggio scorso sta diffondendo letteralmente il panico in Germania ma anche in altri Paesi del Vecchio Continente, a regnare finora sono state soprattutto l’incertezza, la confusione e l’ambiguità. Dopo la segnalazione delle prime morti causate da un ceppo aggressivo e insolitamente “cattivo” di E.coli enteroemorragico, di ipotesi sul focolaio e sui vettori dei pericolosi agenti patogeni Ehec, se ne sono fatte tante. I primi a finire sul banco degli imputati sono stati i cetrioli di provenienza spagnola, poi i germogli di soia e in ultimo, anche le lattughe. Ma le notizie diramate dall’Istituto di Igiene di Amburgo e da altre fonti ufficiali tedesche, si sono via via rivelate infondate. Scatenando peraltro la protesta dei produttori degli ortaggi incriminati. E il germe E.coli ha continuato a mietere vittime. Il diffondersi dei casi letali di contagio, nelle prime cinque settimane di allarme-E.coli, ha avuto ripercussioni su quasi tutti i mercati esteri nei quali si è praticamente dimezzato il consumo di verdure fresche. L’Italia, almeno nella prima fase di esplosione dell’epidemia, è stata risparmiata.

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dall’Italia e dal mondo

Il risparmio è a chilometro zero Dal produttore al consumatore. Filosofia vecchia, sensibilità nuova per la rete dei cosiddetti prodotti “a chilometri zero” che, all’inizio del secondo trimestre 2011, hanno fatto registrare, in Italia, un aumento della spesa pari al 28%. Secondo un’analisi di Coldiretti, la spesa a Km zero nei mercati degli agricoltori è infatti l’unica forma di vendita organizzata che nell’alimentare, in netta controtendenza rispetto alla flessione dell’andamento generale dei consumi, cresce a due cifre. A incidere sulla scelta dei consumatori di comprare direttamente nelle aziende agricole piuttosto che nei canali di vendita tradizionali (evitando così intermediazioni commerciali, soste e trasporti lunghi che compromettono prezzi e freschezza del prodotto) non c’è solo una rinnovata sensibilità verso la genuinità e il gusto, ma anche i rincari record di gasolio e benzina. Considerando che in Italia l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma, è naturale che il rincaro dei prezzi dei carburanti si ripercuota anche sulla spesa degli italiani. Attualmente, nel nostro Paese, le rete del cibo a Km zero è composta da 63 mila imprese agricole e 18 mila agriturismi, oltre ai mercati composti dagli agricoltori di Campagna Amica, 1.200 distributori di latte fresco, oltre a diversi ristoranti e cooperative. Nell’aprile 2011 sono saliti a 715 i mercati di Campagna Amica, associati tra loro per la realizzazione delle attività di vendita, sotto un preciso controllo dei prezzi praticati che garantiscono un risparmio medio del 30% a parità di qualità.

Pasta fresca in crociera L’esperienza culinaria sulle navi da flotta si arricchisce di una bella e gustosa novità. Per la prima volta in assoluto, Msc Crociere porta sulle tavole dei suoi ospiti il fiore all’occhiello della gastronomia italiana: ovvero la pasta fresca fatta in casa. Pioniera in un progetto così ambizioso, Msc Crociere l’ha portato a termine grazie a impianti all’avanguardia, ma con lavorazione sempre artigianale senza conservanti e ingredienti di altissima qualità, come le migliori varietà di grano duro di mulini italiani selezionati. Un processo produttivo rigorosamente controllato in tutte le fasi per garantire le qualità organolettiche di un prodotto principe delle tavole italiane, oltre che gli standard igienico/ sanitari Haccp e il rispetto delle normative internazionali in materia di sicurezza alimentare, sono stati gli ingredienti per rendere vincente questa iniziativa. Pappardelle, tagliatelle caserecce, gnocchetti sardi, scialatielli e ravioli: nei menu di gala e nelle cene a tema regionale, con i profumi e i sapori della pasta fresca di una volta, preparati a bordo ogni giorno per gli ospiti, a cura degli chef sulle navi Msc Crociere in giro per il mondo.

A scuola di buona tavola L’Italia continua a investire sulla formazione alimentare. Federalimentare (Confindustria) e Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Scientifica, hanno firmato, in proposito, a Milano, un’intesa per promuovere nelle scuole, nel prossimo triennio, una corretta educazione alimentare. A margine della stipula dell’accordo siglato dal ministro Maria Stella Gelmini e dal presidente dell’Associazione delle Industrie Alimentari, Ferrua, il presidente del Comitato tecnico-scientifico Scuola e Cibo, nonché consigliere dello stesso ministro, Riccardo Garosci ha ribadito l’importanza di «promuovere una cultura alimentare corretta, attraverso un approccio sistemico finalizzato a riesaminare l’alimentazione italiana nella sua globalità e a diffondere un’idea di qualità del cibo legata a parametri essenziali: sicurezza, caratteristiche sensoriali, valore nutritivo, rispetto dell’ambiente, rispetto dei principi etici e gratificazione nell’acquisto e nel consumo».

Nuovi vertici a tutela del Taleggio Aria nuova in casa del Consorzio di Tutela del Taleggio. L’organismo, che dal 1979 (ben nove anni prima cioè del formale riconoscimento della denominazione d’origine) si occupa della tutela, del miglioramento qualitativo e della promozione della produzione e del commercio del Taleggio, ha eletto infatti i suoi nuovi vertici. Per la presidenza del consorzio con sede a Treviglio, nel bergamasco, è stato scelto Massimo Taddei, del caseificio Taddei di Fornovo San Giovanni. Ad affiancarlo, in qualità di vicepresidenti, saranno Roberto Carozzi (Carozzi Formaggi) e Luigi Bonaventi, (Antica Latteria di Pandino). Il nuovo Consiglio d’Amministrazione sortito da queste ultime elezioni risulta composto invece da Lorenzo Sangiovanni (Caseificio Sangiovanni), Alberto Arrigoni, (Arrigoni Battista) Massimo Felappi (Caseificio Villa), Ernestino Gusmini (Latteria Soc. Calvenzano), Mauro Arnoldi (Casearia Arnoldi Valtaleggio), Nicoletta Merlo (Emilio Mauri), Manrico Giovanni Defendi (Caseificio Defendi) e Livio Mazzoleni (Mazzoleni Lucio).


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occhio ai consumi

di Marco Bacchetta Presidente Nazionale Associazione Civici Consumatori - www.civiciconsumatori.it

Quando difendere l’ambiente conviene

E p.c.

Raccolta differenziata: come verificare se è stata applicata la diminuzione delle tariffe nei Comuni che la attuano La raccolta differenziata è, prima di tutto, un dovere del cittadino per preservare il nostro territorio, ma è anche un modo di risparmiare. Infatti, grazie alla differenziazione dello scarto, le imprese di rimozione rifiuti sono in grado di smaltirli con procedure più semplici e soprattutto economiche rispetto a quelle che vengono utilizzate per il rifiuto indifferenziato. Inoltre, questo tipo di raccolta consente di eliminare la necessità delle discariche, che, ove esistenti, possono così entrare in un programma di bonifica. Molti Comuni italiani e i loro abitanti si sono fortemente impegnati per l’aumento della quota di raccolta differenziata, in collaborazione con le imprese incaricate alla rimozione che, a loro volta, derivano quasi sempre dalla fusione delle ex municipalizzate e che, di frequente, mantengono fra i loro soci i 20

Comuni stessi. In diverse zone risultano pertanto percentuali di raccolta differenziata assai elevate e in tali zone le aziende di smaltimento rifiuti ottengono risparmi molto elevati e conseguentemente, relativamente a dette zone, utilità di bilancio. Ne consegue che i cittadini abitanti in tali zone dovrebbero ottenere una diminuzione della tariffa dello smaltimento rifiuti. Ciò però è accaduto solo in pochi casi e quindi è opportuno chiedere alla propria amministrazione comunale di verificare con l’azienda di rimozione rifiuti se, a fronte della crescita della raccolta differenziata, i cittadini abbiano ottenuto una diminuzione della tariffa. La domanda, in carta semplice, deve essere indirizzata al sindaco e deve essere sottoscritta da uno o più cittadini residenti, come da esempio riportato a destra.

Al sig. Sindaco Comune di ………… … Municipio Associazione Civici Consumatori Via Veneto 1 29121 Piacenza Fax al n. 0523 4527 66

Oggetto: raccolta differenziata e diminuzione tarif fe. Con la presente il/la/i sottoscritto/a/i …… ……… c.f. ……………..……… .. residente/i in via… …….. di codesto comune, Chied e/ono al sig. Sindaco di comunicare al sottoscritto/a/ i la percentuale di rac colta differenziata raggiunta ne l territorio comunale e se da ciò consegua un risparm io sui costi di zona per la rimozione e smaltimento rifiuti e quindi la pre vedibile riduzione della tariffa ai cittadini consumato ri. Rimanendo in attesa di cortese riscontro si porgono distinti saluti.

Data ______________ __ Firma/e …………… ……


Comunicato stampa www.italiafoodwine.com Vie del Gusto store & Vdg magazine presentano

Apre il primo e-retailer indipendente dell’agroalimentare italiano di qualità

Come nasce e cos’è italiafoodwine.com italiafoodwine.com nasce da un’idea di Domenico Marasco, editore di VdG Magazine, il principale media del nostro Paese per i contenuti volti a promuovere la cultura materiale del cibo, del vino e del territorio. Il portale di e-commerce più importante del Paese, frutto di qualificate competenze, è dedicato all’agroalimentare di qualità italiano; un’infrastruttura virtuale che darà modo alle aziende di eccellenza del Made in Italy di non perdere nessuna opportunità di vendita. italiafoodwine.com funziona infatti da piattaforma di scambio tra il produttore e il consumatore. In un mercato che obbliga tutte le aziende ad essere presenti nella distribuzione on-line, grazie al portale realizzato da Domenico Marasco Editore, ogni potenziale consumatore incontrato avrà un punto di riferimento e un indirizzo dove fare i propri acquisti. italiafoodwine.com è un servizio dovuto a tutti coloro che hanno conosciuto i nostri prodotti e che lontani dal luogo d’origine non sanno come acquistarli. I prezzi, le promozioni e le referenze sono decise dal produttore. Con costi da sostenere ridotti al minimo, le aziende produttrici, da oggi, potranno usufruire di una vetrina e di una distribuzione mondiale a portata di click.

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scienza e vita

di Giuseppe Pulina Professore di Zootecnia speciale all’Università di Sassari

Formaggi a difesa del territorio

I prodotti d’alpeggio: tra le tante buone ragioni per sceglierli è importante ricordare che l’allevamento di bovini, ovini e caprini in queste zone ha un ruolo centrale nella gestione e nella conservazione dei meravigliosi paesaggi alpini attraverso l’utilizzazione foraggera di prati e pascoli

Nelle aree alpine il pascolamento costituisce ancora oggi un’importante attività di allevamento che consente di ottenere numerosi formaggi tradizionali nel periodo di alpeggio. Secondo il Ministero per le Politiche Agricole, ben 214 su 457 formaggi appartenenti alle produzioni agroalimentari tradizionali, e 23 su 34 Dop provengono dalle regioni montane. Esse rappresentano il 17% (circa 2 milioni di t) della produzione di latte italiana e provengono dal 48% delle aziende da latte complessive. Fra i prodotti di alpeggio, limitandosi all’arco orientale della chiostra, si possono ricordare il Raschera, il Bra, il Castelmagno, la Toma piemontese, la Fontina. Data l’importanza di queste produzioni, ci siamo rivolti al professor Luca Battaglini, Ordinario di Zootecnica speciale della Facoltà di Agraria di Torino, docente di Sistemi Zootecnici Alpini e Presidente del corso di laurea interfacoltà in Scienze e Cultura delle Alpi, per saperne di più. I formaggi tipici di alpeggio hanno subito, nell’ultimo scorcio del secolo scorso, una perioda crisi. Ora sono tornati di moda. A cosa è dovuto questo rinnovato interesse? Negli ultimi anni, analogamente a quanto avvenuto nelle aree alpine francesi e svizzere, l’attenzione per molti di questi formaggi è cresciuta oltre che per motivazioni edonistiche anche per l’interesse dei contesti entro i quali vengono ottenuti: si tratta di aree di particolare attrattiva che per essere mantenute tali, e consentire nel contempo l’effettiva qualità delle produzioni, richiedono un’attenta utilizzazione delle risorse pastorali. Nell’ultimo quarantennio i sistemi zootecnici alpini hanno tuttavia

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presentato, proprio in molti di questi ambienti, una progressiva trasformazione. Con lo spopolamento del territorio montano si è sensibilmente ridotto il numero di aziende con capi monticati in alpeggio. Parallelamente alla contrazione delle superfici di pascolo si è verificato un incremento consistente delle dimensioni medie delle mandrie e delle greggi e ciò ha richiesto nuove modalità di gestione. Nuovi valori, dunque, non solo legati al prodotto, ma anche al luogo in cui esso è ottenuto. Una qualità totale, potremmo dire? Certamente. Teniamo conto che in molti areali montani l’attività zootecnica ha manifestato una profonda evoluzione del “sistema produttivo latte” sacrificando ambienti, dall’orizzonte submontano a quello nivale, dove la risorsa foraggera naturale di pascoli e prati-pascoli, oltre a costituire un’insostituibile fonte di approvvigionamento alimentare per i ruminanti, aveva sempre avuto rilevanza per il paesaggio e per la fruibilità turistica del territorio. Per la rivalutazione di questi ambienti acquistano perciò particolare importanza le ricerche sulle caratteristiche qualitative e sensoriali dei prodotti caseari d’alpeggio e sulle tecniche finalizzate alla loro tracciabilità e rintracciabilità, nonché le indagini volte a conoscere le attese dei consumatori. Formaggi eccellenti ottenuti in uno degli ambienti più belli d’Europa. Quali sono le caratteristiche principali di questi prodotti? I costituenti dei formaggi d’alpeggio (grassi, proteine, componenti aro-


matiche, etc.) sono influenzati in modo significativo dalla pratica del pascolamento sia in termini quantitativi che qualitativi, anche se molto spesso risulta difficile separare in modo netto l’effetto “alpeggio” da altri fattori direttamente collegati alla monticazione (scelta della razza, livello di produzione del latte, caratteristiche dell’erba consumata, quantità e qualità dell’integrazione al pascolo etc.). Con riguardo alla componente lipidica, ossia quella maggiormente influenzabile da fattori esterni (alimentazione, management, etc.), va sottolineato che alcune sostanze di indubbio valore nutraceutico (come gli acidi grassi polinsaturi della serie dei Cla) sono il naturale effetto dell’alimentazione a base di erba pascolata e si ritrovano nei formaggi d’alpe in concentrazioni nettamente superiori rispetto ad analoghi prodotti di altri ambienti. Anche le tecniche sensoriali possono fornire efficaci strumenti di indagine per approfondire le relazioni fra alpeggio e altri parametri (flavour, colore, texture, etc.) molto importanti nelle produzioni casearie. Lo studio del comportamento dei consumatori e la valutazione dell’effetto delle caratteristiche sensoriali e di altri aspetti esterni al prodotto sul gradimento, possono risultare fondamentali per la messa a punto di strategie di mercato specifiche per la tutela e la valorizzazione di questi prodotti.

Una naturale vocazione del territorio e la volontà di mantenere vive le tradizioni locali, fanno da motore alla produzione dei formaggi d’alpeggio

Tutela e valorizzazione devono essere però garanzia di genuinità del prodotto. Esistono modalità sicure per tracciare questi formaggi? Le tecniche sono relativamente recenti e, per questo motivo, in rapida evoluzione. In molti casi il limite a un’ampia diffusione di queste metodiche è rappresentato dai costi elevati dovuti all’impiego di una strumentazione scientifica di particolare complessità (gascromatografia, spettrometria di massa, risonanza magnetica nucleare, etc.). Queste iniziative di ricerca non dovrebbero però essere indirizzate unicamente all’interesse diretto del mercato, ma dovrebbero considerare l’importante ruolo che riveste la tecnica di allevamento entro la quale viene realizzata la produzione locale. È noto come l’originalità di un prodotto caseario derivi dall’associazione di particolari caratteristiche del prodotto stesso al territorio ove esso è nato e continua a essere ottenuto secondo gli usi locali: ciò riunisce in modo inscindibile l’ambiente fisico, l’animale e l’allevatore, spesso contemporaneamente casaro (con riferimento a tecniche, ambienti di stagionatura, tempi di maturazione, affinamento...). Prodotti sicuri per palati raffinati, dunque. Ma le sole ragioni di mercato non sempre giustificano il mantenimento di sistemi di allevamento in aree così difficili quali quelle montane. Cosa ne pensi? In effetti, tra le ragioni che spingono a difendere le produzioni casearie d’alpeggio non dobbiamo dimenticare anche quelle ambientali e turistiche. È

In apertura: bovini piemontesi al pascolo in Val di Susa. Qui sopra, invitanti forme di caprino; sotto, forme di Bettelmatt, protagonista del Museo dell’alpeggio in Valdossola, dove se ne indagano i legami con il territorio e le sue tradizioni

sempre più diffusa la coscienza che l’allevamento di bovini, ovini e caprini nelle zone alpine non debba essere solamente considerato per la funzione economica bensì anche per il fondamentale ruolo nella gestione e conservazione del territorio attraverso l’utilizzazione foraggera di prati e pascoli. Infatti, quando l’allevamento e la pratica agricola vengono abbandonati – fenomeno, come si è già accennato, largamente diffuso sulle montagne alpine – viene a mancare l’azione sia dell’animale utilizzatore della risorsa che dell’uomo sentinella del territorio. Anche nello sviluppo turistico, l’allevamento animale può rappresentare un elemento caratterizzante degli ambienti montani: in questo senso sono interessanti alcune iniziative locali che legano un determinato prodotto alla sua zona d’origine creando nel contempo un flusso turistico mirato: è il caso di molti formaggi d’alpeggio (Fontina, Bitto, etc.) contraddistinti da unicità e legame al territorio. Molte sono le implicazioni sociologiche e antropologiche che spingono a mantenere queste produzioni: non ultimi i risvolti di eticità, trattandosi di veri e propri sistemi multifunzionali al servizio non solo dell’ambiente ma della collettività

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scienza e vita

Tante le iniziative locali che legano determinati prodotti d’alpeggio alla loro zona d’origine alimentando un turismo mirato

intera. È interessante osservare come, da un punto di vista sociale, la realizzazione in questi territori di imprese casearie determini per molti operatori, talvolta appartenenti alle nuove generazioni, un crescente livello di soddisfazione. L’azione di tutela e valorizzazione dei prodotti caseari d’alpeggio dovrà dunque essere sempre più circostanziata e attenta per raggiungerne un’auspicata visibilità. Da questo punto di vista assume un ruolo particolarmente importante la formazione tecnica, anche di livello superiore, che dovrà, al proposito, prendere in considerazione aspetti interdisciplinari (si può richiamare l’esistenza di progetti formativi utili a tal fine come il corso interfacoltà di Laurea in Scienze e Cultura delle Alpi dell’Università di Torino, ma anche l’esigenza di scuole del pastore, del casaro, etc.). Occorre in sostanza arrivare a un giusto riconoscimento del ruolo che le produzioni casearie d’alpeggio svolgono nel presidio del territorio e nella difesa di un paesaggio culturale altrimenti destinato a scomparire: a questo contribuisce anche il mantenimento di numerose razze autoctone, caratterizzate da elevata rusticità e ottima capacità di utilizzazione dei foraggi localmente disponibili. Qualità, gusto, ambiente, paesaggio, difesa delle tradizioni. Tutti elementi che non si consumano semplicemente gustando i formaggi di alpeggio, ma che, scegliendo queste produzioni, si contribuiscono a conservare… Hai ragione perché, con un richiamo alle ragioni storiche, il motivo di base del mantenimento delle produzioni dei formaggi d’alpeggio è da ricercare certamente nella vocazione naturale delle aree montane, ma anche nell’abilità di tramandare e mantenere vive le tradizioni locali, pure attraverso le produzioni lattiero-casearie. Un interessante esempio è, nel Piemonte settentrionale al confine con il Canton Ticino, la recente realizzazione della rete sentieristica tra alpeggi italiani e svizzeri, e il Museo dell’alpeggio in Valdossola: all’interno della struttura si legge con evidenza il legame tra un formaggio come il Bettelmatt, le caratteristiche ambientali del luogo di produzione e l’interazione con la popolazione locale. La raccolta di fonti scritte e orali, la documentazione storica, letteraria e fotografica, la ricerca e la catalogazione di utensili e attrezzi del passato, rappresentano anche in questo caso elementi essenziali per capire e riconoscere il valore di un prezioso patrimonio alimentare.

In alto, un ritratto del professor Luca Battaglini, Ordinario di Zootecnica speciale della Facoltà di Agraria di Torino, docente di Sistemi Zootecnici Alpini e Presidente del corso di laurea interfacoltà in Scienze e Cultura delle Alpi

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In salute noi, tutelate le Alpi

Il latte che si ottiene da animali da pascolo offre importanti opportunità salutistiche per le sue speciali caratteristiche dieteticonutrizionali: i Cla (Conjugated linoleic acid), rappresentano un insieme di forme isomeriche (ossia varianti strutturali) dell’acido linoleico che, secondo numerose ricerche, avrebbero una serie di proprietà benefiche per la salute dell’uomo. In particolare la variante isomerica cis 9, trans 11 sembra essere coinvolta nella funzionalità del sistema immunitario, soprattutto per quanto concerne la risposta tissutale e quella delle cellule del sangue, mentre l’isomero trans 10, cis 12 sembra essere attivo nei confronti della ripartizione dei principi nutritivi e nella regolazione della composizione corporea. Aspetto molto importante è che i Cla non possono essere sintetizzati dal nostro organismo ma devono essere assunti direttamente dalla dieta. Inoltre, le bovine in alpeggio, utilizzando le risorse disponibili in loco, provvedono a limitare il rischio di incendi boschivi, oggi assai diffusi nella fascia montana e pedemontana. Le pratiche dell’alpeggio svolgono anche un ruolo di difesa indiretta contro i rischi di erosione e impediscono lo scorrimento di masse nevose le quali, in presenza di particolari tipi di essenze foraggere non utilizzate che subiscono il fenomeno dell’aduggiamento creando una superficie molto scivolosa, smottano a valle e rappresentano potenziali pericoli di valanghe e slavine. Infine, l’allevatore, oltre che a provvedere alla cura degli animali, si occupa della manutenzione del territorio dove svolge la sua attività, sfalciando i prati e pulendo fossi e canali, determinando in questo modo una regolare regimazione delle acque superficiali e mantenendo vitale un ambiente nel suo complesso.


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almanacco di barbanera

di M. Pia Fanciulli

Luglio al canto delle cicale I pomeriggi lunghi e caldi, l’orto che regala preziosi doni mentre il frutteto ci invita a fare gustose marmellate. E intanto San Benedetto, patrono d’Europa, porta di paese in paese il suo messaggio d’amore e di pace

Da ricordare

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Domenica 11 luglio San Benedetto di Norcia patrono d’Europa

Sabato 23 luglio Ingresso del Sole nel Leone

Dalla primavera all’estate piena. San Benedetto, l’amato patrono d’Europa, ma anche degli agricoltori e dei chimici, si festeggiava un tempo il 21 di marzo. Oggi si celebra solennemente l’11 luglio. In realtà a Norcia, in Umbria, terra natale del Santo fratello di Santa Scolastica, non si è voluto rinunciare a quella antica e radicatissima consuetudine, tanto che si fa festa sia a marzo, il 20 e il 21, che a luglio, appunto l’11. Ed è in quest’ultima data che le celebrazioni sono precedute ogni anno dal viaggio della Fiaccola Benedettina “Pro Europa una”. Si tratta di una staffetta di luce scortata da giovani atleti che percorrendo le strade d’Italia, dei Paesi Europei ed Extraeuropei, vuole essere messaggera di pace e di fratellanza e ricordare a tutti i popoli l’ininterrotta missione di fede e di umana promozione suggerita da San Benedetto.

Il sole è sempre più caldo. Le temperature salgono. Un’estate che si rispetti non può che essere così. D’altronde il nome stesso deriva dal latino aestas, a sua volta dal verbo aestuare, avvampare. Che dire poi di luglio, che registra l’ingresso di quello che tradizione vuole porti i giorni più caldi dell’anno: il Solleone. In realtà il termine non allude alla particolare intensità del Sole in questo periodo, bensì al fatto che la nobile stella transita nella costellazione del Leone. O almeno così accadeva 4000 anni fa. Oggi i giorni del Solleone iniziano con l’ingresso del Sole nel segno, il 23 luglio, e non nella costellazione del Leone. A causa infatti della precessione degli equinozi, si è creata una notevole sfasatura tra costellazioni e segni. Quest’anno il sole sarà infatti nella costellazione il 10 agosto, ma il caldo cocente avrà cominciato a far sentire i suoi effetti ben prima.

Sole e luna Il Sole • Il 1° sorge alle 05.28 e tramonta alle 20.39 • L’11 sorge alle 05.34 e tramonta alle 20.36 • Il 21 sorge alle 05.42 e tramonta alle 20.30 Il 1° luglio si hanno 15 ore e 11 minuti di luce solare, mentre il 31 se ne hanno 15 ore e 13 minuti. Il 1° luglio eclissi parziale di Sole invisibile in Europa. La Luna • Il 1° sorge alle 05.26 e tramonta alle 20.44 • L’11 tramonta alle 01.48 e sorge alle 17.15 • Il 21 tramonta alle 11.58 e sorge alle 23.12 La Luna è al Perigeo giovedì 7 alle ore 17. È all’Apogeo venerdì 22 alle ore 01. Luna in viaggio In questo mese i giorni favoriti dalla Luna per gli spostamenti sono: 16, 17, 21, 22, 26, 27.


luna crecsente

Orti e dintorni

Belli e sani

Lontani dal lavoro e dalla routine, non si desidera che un po’ di tranquillità. Che non vuol dire rimanere inattivi tutto il giorno. Anzi, quando il sole non è troppo forte sarà bene passeggiare o nuotare. Quando è molto caldo sono poi da bandire le bevande alcoliche. Birra e vino possono far alzare la pressione e disturbare la circolazione. Anche il cibo deve essere adatto al clima, quindi va data la preferenza a insalate, verdure e pesce. Inoltre è bene non dimenticare di bere tanta acqua: soprattutto chi suda deve rifornire il corpo di liquidi, o il rischio può essere un’insolazione. L’estate è senz’altro la stagione ideale per dedicare qualche attenzione in più al nostro corpo e alla pelle che, in questo periodo, può diventare più grassa. Che ne dite allora, invece di ricorrere a costose creme, di affidarvi ancora una volta alla natura e soprattutto ai succosi frutti dell’orto? Di sicura efficacia risulterà infatti una maschera di pomodori freschi schiacciati, applicata sul viso e tenuta in posa per alcuni minuti. Il volto va poi sciacquato e vaporizzato con una tisana tiepida al fieno greco o alla menta, con aggiunta di qualche goccia di limone. I risultati saranno sorprendenti, per una pelle a prova d’estate. È stato inoltre dimostrato scientificamente che l’attività fisica all’aria aperta, ad esempio una camminata a passo spedito, libera nel sangue le cosiddette endorfine del buonumore. Può bastare amche solo una passeggiata di tre quarti d’ora al giorno per avere un effetto positivo sulla psiche. Senza dimenticare come anche il Sole abbia un effetto salutare consentendo la sintesi della vitamina D. Un’ulteriore amplificazione dei benefici si avrà camminando in ambienti naturali, in riva al mare o nel verde delle campagne, oppure ascoltando, mentre si passeggia, musica rilassante.

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· Il mese con due Lune (Luna nuova 2 e 30 luglio) porterà fortune.

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· Se le cicale smettono di cantare, arriva il temporale.

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· La pesca va mangiata appena spiccata.

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· Per Santa Rufina (10 luglio), o si miete o si è in rovina.

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Coltivate in vaso o in terra, se amiamo le begonie è il momento di moltiplicarle per talea. Basterà prelevare da una pianta ben sviluppata un ramo senza fiori di circa 30 centimetri, ma che abbia un germoglio laterale. Si taglia in pezzetti di circa 10 cm da interrare ognuno in un vasetto con un miscuglio di torba e sabbia in parti uguali. Le giovani piantine compariranno in una ventina di giorni. Per tutte le altre piante, invece, se si va fuori per il fine settimana, basterà ricoprire la terra con uno strato di torba inzuppato d’acqua per evitare che si secchino. Quanto ai lavori nell’orto, iniziare in Luna crescente (dal 2 al 14 e il 31) il trapianto dei cavolfiori precoci. Annaffiare gli ortaggi soltanto nelle prime ore del mattino o di sera tardi, evitando l’irrigazione a pioggia. Raccogliere inoltre susine e pesche da consumare fresche o da trasformare in conserve (meglio con la Luna calante). Susine e pesche non troppo mature si possono conservare in frigo a 4°C. In Luna calante (dal 16 al 29) raccogliere i bulbi di aglio e cipolla. Ripulirli dalla terra e metterli a essiccare al sole prima di riporli in ambiente asciutto. Raccogliere e conservare le abbondanti verdure di questo mese.

Saggezza popolare

· Luglio soleggiato, vino a buon mercato. · Mare bianco, scirocco in campo. · Estate asciutta non rovinò mai contadino. · Se l’allodola canta sull’altura, prendi la falce per la mietitura. · Sole in Leone poni la moglie in un cantone. · Se piove per Sant’Anna, l’acqua diventa manna.

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di Gilda Ciaruffoli

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Puglia

Via col vento

Otranto caput mundi per una settimana e per un evento che coniuga la magia del mare, l’energia dello sport e la passione per il grande blu. Si tratta di WaveTrotter Competition 2011, manifestazione che si svolge presso la spiaggia di Frassanito, il cui variegato programma dà spazio a gare di windsurf, laboratori didattici, lezioni gratuite di Kite, Surf e Paddle, mostre fotografiche, senza dimenticare ovviamente i piaceri legati alla buona tavola locale. Al centro delle otto giornate anche l’attenzione verso le tematiche ecologiche e ambientali, per un divertimento che non sia fine a sé stesso ma possibilità di crescita e riflessione sulla natura e dunque sul mondo che ci circonda. fino al 7 luglio, Otranto (Le) - Info: www.wavetrottercompetition.com

Piemonte

La regina delle valli in festa

Compie 15 anni la Mostra Regionale della Toma di Lanzo e dei formaggi d’Alpeggio che si svolge nell’alta Valle di Viù. La regina delle valli è ancora una volta protagonista di degustazioni, assaggi, convegni e momenti di spettacolo insieme ai principali prodotti caseari dello Stivale. Per cinque giorni dunque 100 produttori provenienti da diverse regioni italiane propongono degustazioni di formaggi e di prodotti tipici; guest star di questa edizione: il Gorgonzola. 8-10 e 16-17 luglio, Usseglio (To) Info: www.sagradellatoma.it

Lazio

Sulle strade della storia

Il progetto i Sentieri dell’Allume, che si svolge nell’ambito della Sagra del Cinghiale, è stato pensato per far conoscere la storia di uno dei paesi più industrializzati del ’500 attraverso itinerari dal forte impatto paesaggistico alla scoperta delle cave di allume. Le visite non tralasciano l’aspetto enogastronomico; contestualmente alle escursioni infatti si possono degustare i piatti tipici dei lavoratori delle miniere: acquacotta, fagioli con le cotiche, carne alla brace, accompagnati da pane giallo, olio extra vergine d’oliva e vino del luogo. 7-10 luglio, Allumiere (Rm) Info: www.contradaghetto.com/sagra.htm

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Trentino-Alto Adige

Una domenica per malghe

Le Domeniche di Tall sono in programma presso il borgo medievale di Tall, appunto, nei pressi di Scena, vicino Merano, il 3 luglio, il 7 agosto, il 4 settembre e il 2 ottobre 2011, e sono caratterizzate dalla buona e antica cucina dei masi, dalla musica dal vivo tradizionale, proposta da piccole ma interessanti band della zona, da passeggiate e da divertenti intrattenimenti. Classici i menù. Si va dai diversi piatti a base di canederli, allo Zelten, fatto in casa col burro, dalle diverse portate di carne, fino ai piatti contadini. Sono coinvolti nell’iniziativa le malghe e i masi della zona. 3 luglio, Tall (Bz) Info: www.tallnersunntig.it


11 Lunedì 12 Martedì 13 Mercoledì 14 Giovedì 15 Venerdì 16 Sabato 17 Domenica

Sicilia

L’isola verde in festa

Tutti pronti per il debutto del Malvasia Day, la prima festa della Malvasia che riunisce i principali produttori di Salina. L’isola verde è dal 1981 Patrimonio dell’Unesco e riserva naturale: terra di eccellenze enogastronomiche, di viticultura estrema, di presidi Slow Food. Durante la festa gli esperti tecnici delle cantine produttrici dell’isola sono a disposizione del pubblico di appassionati e intenditori per spiegare le caratteristiche della Malvasia attraverso degustazioni guidate. 11 luglio, isola di Salina - Info: www.capofaro.it

Calabria

Per un’estate piccantissima

Il Peperoncino Jazz Festival coniuga grande musica, gastronomia e cultura sotto il segno di uno dei principali simboli della regione. Questo festival in movimento si svolge nei mesi di luglio e agosto nelle più belle località del territorio, e asseconda il gusto della scoperta per raccontare luoghi di grande interesse con episodi concertistici d’eccellenza, trasformando ogni evento in un’occasione di viaggio e di piacere. Il festival infatti si caratterizza anche per le degustazioni di prodotti tipici calabresi. Tra i grandi ospiti delle serate, Ravi Coltrane (in foto). dal 15 luglio, località varie Info: www.peperoncinojazzfestival.com

Marche

Di borgo in bontà

Il patrimonio enogastronomico dei piccoli Borghi più belli d’Italia in piazza in occasione della prima edizione di Ciborghi. Il festival nazionale raccoglie i prodotti tipici e le ricette tradizionali dei tanti Comuni della rete del Club de I Borghi più belli d’Italia, dando l’opportunità al pubblico di conoscerli e apprezzarli in un viaggio tra i sapori. Nella storica cornice della Piazza del Popolo di Offida si avvicendano chef scelti dalle singole località, in rappresentanza di ciascuna regione, che preparano live piatti tipici che il pubblico può quindi degustare. 14-17 luglio, Offida (Ap) Info: 0736888609

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Piemonte

Musica a Km zero

Jazz Around The Clock è un progetto dove la musica, l’arte e la salvaguardia delle tradizioni gastronomiche e culturali si intrecciano... dando spettacolo! Anche quest’anno si è voluto rimarcare, con lo slogan “Grande Jazz a Km 0” il filo conduttore che muove l’iniziativa: far scoprire, o riscoprire, al pubblico i migliori musicisti di Torino e provincia. Unico teatro dell’evento sono le vie cittadine, in particolare l’area che circonda la storica Torre Civica di Aymone di Challant (“the Clock”). Per poter apprezzare la poderosa offerta musicale senza interruzioni, sono stati pensati punti di degustazione di prodotti tipici del paniere e stuzzicherie. 16 luglio, Lanzo Torinese (To) Info: www.jazzaroundtheclock.net


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Incrocio di culture

Les Goûts du Mont-Blanc, prima fiera enogastronomica internazionale tra Valle d’Aosta, Vallese (Svizzera), Savoia e Alta Savoia (Francia), si presenta alla sua edizione d’esordio con una ricca ricetta di appuntamenti, animazioni, suggestioni e soprattutto con il meglio delle produzioni locali dei tre Paesi su cui veglia la vetta più alta d’Europa, un ambiente dalle caratteristiche uniche, dove si incontrano genuinità e tradizione. Ad accogliere questo grande evento, Pré-Saint-Didier, suggestivo borgo dove pietra e legno disegnano vie e piazzette dal sapore antico, che propone un percorso tra sapori e aromi delle migliori produzioni certificate e controllate dei territori dell’Espace Mont-Blanc. 23-24 luglio, Pré-Saint-Didier (Ao) Info: www.lesgoutsdumontblanc.com

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Emilia-Romagna

Né aglio né cipolla

La Fiera dello Scalogno Igp di Romagna si svolge presso il centro storico di Riolo Terme. La mostra mercato offre una panoramica dei principali produttori di questa prelibatezza, mentre i ristoratori del paese non mancano di proporre pietanze a base di Scalogno, e uno stand gastronomico propone ricchi menù a tema. Da gustare: fiori di cipolline e salsa di scalogno, tagliolini allo scalogno, polenta al ragù di scalogno, fiorentina di struzzo con tartare allo scalogno... E come digestivo, tutte le sere, musica, spettacoli e intrattenimento. 21-24 luglio, Riolo Terme Info: www.terredifaenza.it

Calabria

Facciamo vela verso sud

Quest’estate, per il primo anno, Belvedere Marittimo, perla del Tirreno cosentino, è lieta di ospitare la prima edizione dello Scidro’s Festival. Obiettivo dell’evento è quello di lasciare sul territorio dei segni tangibili che testimoniano l’identità locale. Il Festival coinvolge infatti l’intera zona con una serie di manifestazioni che si articolano durante l’arco della giornata: previste una regata storica, un raduno di imbarcazioni veliche, un concorso fotografico, sculture di sabbia, artisti di strada... Non manca ovviamente il percorso culinario: in Piazza Mercato stand dedicati realizzano piatti tipici della tradizione calabrese e della cucina mediterranea. 20-24 luglio, Belvedere Marittimo (Cs) Info: www.velablu.org/scidro_evento.htm 32

Piemonte

A Cena NEL paese delle meraviglie

Barolo Night è l’appuntamento annuale dedicato al re dei vini prodotto nel territorio di La Morra (Cn). La cena itinerante, accompagnata da una Marching Band, si apre in Piazza Castello per proseguire presso la Cantina Comunale, dove viene servito l’aperitivo. Si prosegue presso il cortile della Cantina Mascarello, per l’antipasto, mentre uno stretto vicolo è la via per raggiungere il primo piatto presso il settecentesco palazzo dei Marchesi Falletti nelle cui cantine fu prodotto il primo Barolo di La Morra. La terrazza panoramica dell’azienda Rocche Costamagna accoglie i degustatori itineranti per la cena, mentre il gran finale si svolge in Piazza Castello. 23 luglio, La Morra (Cn) Info: www.la-morra.it


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Secoli che profumano di vino Tenuta La Chiusa, azienda storica dell’Isola d’Elba che prende il suo nome dal muro di sassi che la circonda, produce vino e olio nel rispetto della tipicità e della tradizione elbana da quasi 400 anni. Consigliata anche da Napoleone!

Uno spettacolo della natura e del sapiente lavoro dell’uomo, dove i vigneti che circondano gli edifici storici arrivano a lambire la spiaggia. La Chiusa è tutto questo, e altro ancora. Nella Tenuta, di proprietà della signora Giuliana Bertozzi, si posso infatti ammirare il casale della seconda metà del XVII secolo con annesso l’antico palmento (la vasca dove veniva pigiata l’uva) e la Cappella gentilizia. L’antica cantina a volta con pavimento in pietra serena originale si trova invece sotto la Villa con doppia scalinata costruita nella prima metà dell’800. Ospiti illustri hanno varcato i suoi cancelli, a cominciare da Napoleone Bonaparte, il quale, narra la leggenda, si trovasse alla rada di Portoferraio la sera del suo arrivo all’Elba, il 3 maggio 1814, e, vedendo affacciarsi sulla baia questa vasta tenuta, con la villa che dominava il paesaggio, disse indicandola: «voglio andare là». L’aria salmastra, il sole e i terreni rossi ricchi di argilla e ferro che ne fanno parte donano alle uve e al vino ricchezza, sapidità, acidità e profumi. Di particolare pregio: l’Elba Rosato Doc ottenuto dalla vinificazione di sole uve Sangiovese, vino di corpo con eleganti profumi

floreali e di fragole selvatiche in bocca fresco, sapido, con un ottimo equilibrio alcolico; l’Elba Rosso Doc, che dall’annata 2008 viene prodotto con un invecchiamento in piccole botti di rovere francese; il Sangiovese o meglio Sangioveto (clone dell’Elba) esprime con questa vinificazione tutta la sua eleganza e la sua potenza donando un vino asciutto di corpo, con profumi di macchia e spezie. E poi, naturalmente, l’Aleatico passito dell’Elba che, dall’annata 2011, potrà fregiarsi della tanto meritata Docg. Questo nettare mai stucchevole, che al naso ricorda l’uva fresca con sentori di bacche e frutta rossa e al palato è dolce e fresco, con una leggera nota balsamica, si presta ad accompagnare i dolci della tradizione elbana, ma anche cioccolato e frutta fresca, o quattro chiacchiere al tavolino. Da ricordare anche l’Elba Bianco Doc, da uve Procanico e Sauvignon blanc, un vino secco e armonico di piacevole beva, e l’Ansonica dell’Elba passito Doc prodotto da uve autoctone che si presta ad accompagnare aperitivi a base di formaggio o fois gras oppure, più tipicamente, in abbinamento a dolci secchi.

Gli appartamenti Una parte degli edifici storici compresi gli antichi casotti dei pescatori e le stalle sono stati sapientemente ristrutturati e adibiti a piccoli appartamenti dove trascorrere una rilassante vacanza.

Azienda Agricola La Chiusa Loc. Magazzini, 93 Portoferraio Tel. 0565933046 www.tenutalachiusa.it


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Sardegna

Il verde, nel blu

Il Posidonia Festival è un evento internazionale di arte, ambiente e sviluppo sostenibile organizzato presso l’isola di San Pietro. Tra gli eventi in calendario, ricordiamo un cammino “verde” e un concerto nella natura di San Pietro promossi dall’Oasi Lipu Carloforte, e il concerto a impatto zero dei brasiliani Colegas Velhos, in cui è il pubblico stesso a garantire l’illuminazione, grazie a un impianto a led alimentato per mezzo di biciclette collegate a generatori. Laboratori per bambini, riciclaggio artistico, musica, teatro e gastronomia: all’Ecofiera in programma nei giorni del festival una serie di produttori locali vendono delizie bio a Km 0. 27-30 luglio, Carloforte (Ci) - Info: www.posidoniafestival.com

Emilia-Romagna

Riviera in festa

Il IX Festival del Mare di San Mauro Mare, cittadina nota per la spiaggia di sabbia fine e dorata, affacciata sull’azzurro del mare Adriatico, vuole essere una vetrina di tutto ciò che concerne il mare: dagli articoli per la pesca alle attrezzature, dall’abbigliamento alla nautica e, ad allietare ulteriormente la manifestazione, i prodotti tipici dell’enogastronomia in un connubio tra prodotti di mare e di terra. Un percorso fatto di cucine attrezzate, è inoltre lo scenario ideale per far sì che chef di notoria fama si esibiscano dietro ai fornelli presentando le loro specialità. 25-28 agosto, San Mauro Mare (Fc) Info: www.eventi3000.com

Sicilia

Aggiungi un posto a tavola

Quella della Festa del Raccolto è un’antichissima tradizione dalle radici pagane alla quale i ciancianesi sono molto legati e rappresenta il ringraziamento dei contadini alla divinità per l’abbondanza e la bontà del raccolto. Durante la serata gli abitanti del paese si stringono attorno alla stessa tavola mangiando fave, ceci e frumento, trippa e altre tipiche delizie del luogo. Chiunque può unirsi ai festeggiamenti respirando aria di festa ed entrare così in contatto con le radici della vera Sicilia. 31 luglio, Cianciana (Ag) Info: www.cianciana.info

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Campania

Pane, amore e…

Protagonista della Sagra del Mascuotto braciglianese è, neanche a dirlo, il Mascuotto, pane di grano tostato come da tradizione, preparato da mastri fornai locali. Durante la manifestazione si possono assaggiare Mascuotto e Mallone, antica ricetta dei poveri con foglie di broccoli e patate il tutto saltato in padella con aglio, olio; e Mascuotto con affettati locali e pomodori. In occasione della sagra si svolge la Rassegna Bracigliano: Reginella tra Pane e Cerase durante la quale ammirare in diretta le fasi di lavorazione e cottura del pane e degustarlo con marmellata di ciliegie. Foto Consuelo Bautista. dal 29 luglio, Bracigliano (Sa) Info: www.sagramascuotto.it


Forse non tutti sanno che dietro a una semplice scatoletta di tonno si cela una lunga storia, fatta di lavoro e tradizione, di fatica e di pesca d’altura nei mari più lontani, che affonda le proprie origini nella notte dei tempi. Una tradizione che si fa impresa sistematica di lavoro a fine ‘800

Un passato che continua a tornare nelle tavole dei buongustai che sanno riconoscere ancora oggi la qualità. È questo il caso di chi sceglie Angelo Parodi, un nome di antica tradizione genovese che ancor oggi rappresenta la marca più antica in Italia. È dal lontano 1888 che questo pioniere dei mari, pesca e importa i migliori pesci delle coste mediterranee e atlantiche. Insomma, per gli amanti

del tonno, un mito dalla fine del XIX secolo. Oggi, in un nuovo millennio, il sistema d’inscatolamento e di conservazione di Angelo Parodi non è ancora stato superato: ecco perché i prodotti che portano il suo nome hanno le stesse caratteristiche di qualità e genuinità di allora e le stesse emozioni di sapore autentico e di bontà. La morbidezza, la lentezza della lavorazione e la stagionatura

Largo ai fornelli… con Angelo Parodi Chef per hobby o per passione? Ecco una ghiotta occasione per fare bella mostra delle vostre abilità in cucina: dopo il grande successo della prima edizione, Angelo Parodi dà il via alla seconda edizione del concorso Impiatta e Scatta, dedicato a tutti gli internauti appassionati di cucina. Se ti diletti ai fornelli e non ti manca occasione per raccontare alle tue amiche i tuoi nuovi esperimenti e successi, ecco il concorso che fa per te! Potrai vedere pubblicate le tue ricette su internet all’indirizzo blog.angeloparodi.it e su www.nelpaesedellestoviglie.com (blog partner dell’iniziativa) accompagnate dalla fotografia del piatto realizzato ad hoc. Sarà sufficiente fotografare il tuo piatto finito e mandarlo all’indirizzo email impiattaescatta@angeloparodi.it. C’è tempo dal primo di luglio fino al 31 dicembre per partecipare e naturalmente saranno ammesse creazioni con i soli prodotti della famiglia Parodi. I partecipanti verranno suddivisi in due categorie: una dedicata ai food blogger e l’altra ai semplici consumatori appassionati di cucina. In palio per i primi due classificati 1 robot da cucina Artisan Kitchenaid ciascuno, mentre alle altre 20 classificate delle due categorie (40 premi in tutto) toccherà, si fa per dire!, un’intera fornitura di prodotti Angelo Parodi. Largo alle pentole dunque, che si sfidino i migliori e… pancia mia fatti capanna.

sono la garanzia di altissima qualità del prodotto, che si sviluppa in una gamma ampia e completa che annovera non solo i rinomati tranci e filetti di tonno, ma anche gli sgombri e le sardine (anche piccanti). Icat Food Via Palestro, 2/5 - Genova Tel. 01084091 - Info: www.icatfood.it

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Un mare di storia e tradizione


appuntamenti in breve 1

Porto Antico Estate Spettacolo

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Il Porto Antico si fa palco principale per un mix di musica, cabaret, teatro e danza. dall’1 luglio, Genova – Liguria Info: www.portoantico.it
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Festa dei piccoli frutti

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Carnevale estivo tra i frutti di bosco. 1-2 luglio, Pergine Valsugana (Tn) Trentino-Alto Adige Info: www.santorsola.com 3

Sagra della pappardella

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Sagra della patata

Evento di grande spessore gastronomico: tutti i cibi preparati artigianalmente. 2-3 luglio, Anzola dell’Emilia (Bo) Emilia-Romagna Info: www.patasagra.com 6

Suoni dell’altro mondo

Rassegna di musica etnica. dal 3 luglio, San Giovanni in Persiceto (Bo) Emilia-Romagna Info: www.comunepersiceto.it 7

Primiero Dolomiti Festival Brass

Grande musica ad alta quota. 4-9 luglio Primiero (Tn) Trentino-Alto Adige Info: www.primierodolomitifestival.it 8

Santa Domenica

Festival nazionale dei fuochi d’artificio, spettacoli e processioni, esibizione dei migliori concerti bandistici della regione. 5-10 luglio, Scorrano (Le) – Puglia Info: www.comune.scorrano.le.it 9

Ardia di San Costantino

Carri e processione in costume. 6-7 luglio, Pozzomaggiore (Ss) Sardegna Info: www.comune.pozzomaggiore.ss.it 10

Il libro possibile

Festival culturale-letterario dove il lettore incontra gli autori più letti e discussi. 6-9 luglio, Polignano a Mare – Puglia Info: www.libropossibile.com 36

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Palio del somaro

Torneo a dorso d’asino tra le contrade. 1-17 luglio,
Mercatello sul Metauro (Pu) Marche Info: www.prolocomercatellese.191.it

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Tra il verde degli Appennini, per riscoprire i sapori e le tradizioni locali. 1-10 luglio, Finocchieto di Stroncone (Tr) Umbria Info: www.sagrapappardella.net 4

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Emilia Romagna Festival

Lunga kermesse musicale che vede in concerto partecipare i principali protagonisti della scena internazionale. dal 7 luglio, Imola (Bo) Emilia-Romagna Info: www.emiliaromagnafestival.org 12

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Cala Lenta

L’espressione si riferisce al lento movimento dei pescatori abruzzesi nel calare le reti dai trabocchi. Degustazioni di piatti della tradizione marinara. 8-10 luglio, Chieti (Ch) – Abruzzo Info: www.calalenta.com 13

Ulivo e tartufo dei Colli Berici

Mostra mercato e piatti al tartufo. 8-10 luglio, Nanto (Vi) – Veneto Info: www.colliberici.it 14

Sagra del pesce

Degustazione dei piatti tipici. 8-17 luglio, Chioggia (Ve) – Veneto Info: www.prolocochioggia.org 16

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A Banchetto con Costanza Farnese

Banchetto in costume rinascimentale inserito nella rassegna Ricordanze di Sapori. Prenotazione obbligatoria. 9 luglio, Borgo di Castell’Arquato (Pc) Emilia-Romagna Info: www.castellidelducato.it

Sagra del maiale

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Festa del farro Igp della Garfagnana

Sagra del jambon de bosses

Festa del tipico prosciutto crudo prodotto nel borgo. 8-10 luglio, Rosières (Ao) – Valle d’Aosta Info: 016578559 15

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Degustazione di prodotti tipici. 9-10 luglio, Cercemaggiore (Cb) Molise Info: www.valledeltammaro.it

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Passeggiate degustative attraverso le aie del paese. 9-10 luglio, Piazza Al Serchio (Lu) Toscana Info: www.pontineltempo.it 19

I sapori dell’Alevè

Degustazioni di prodotti tipici provenienti dalla zona del Bosco dell’Alevè. 10 luglio, Pontechianale (Cn) 32 Piemonte Info: www.comune.pontechianale.cn.it 20

Mirabilia

Rievocazione storica. 10 luglio, Catanzaro – Calabria Info: www.mirabiliacz.it


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Carnevale estivo

Argojazz

Le vie della località ospitano una variopinta sfilata di carri e maschere. 16 luglio, Grado (Go) Friuli-Venezia Giulia Info: 0431898239/898224

Musica, danza, teatro, poesia in festa. dal 23 luglio, Marina Di Pisticci (Mt) Basilicata Info: www.argojazz.it

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Kermesse delle tipicità locali. 23-25 luglio, Barge (Cn) Piemonte Info: 0175349128

Contesa del pozzo della polenta

Sagra degli gnocchi ‘ncati

Rievocazione storica animata da spettacoli teatrali; corteo in costume. 15-17 luglio, Corinaldo (An) – Marche Info: www.pozzodellapolenta.it

Festa della tipica pasta ottenuta da farina bianca, acqua bollente e sale. 16-17 luglio, Ciciliano (Rm) – Lazio Info: www.comune.ciciliano.rm.it

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Fehta Dou Pan Ner

Madonna del Naufrago

Sagra del Pane Nero. Si svolge presso un antico forno a legna, cuore del paese. 15-17 luglio, Marine (Ao) – Val d’Aosta Info: www.laportadellavallee.com

Processione seguita da degustazione di pesce e manifestazioni folkloristiche. 17 luglio,
Villasimius (Ca) – Sardegna Info: www.comune.villasimius.ca.it

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Strade in canto

Taormina Jazz Festival

Rassegna folk con stand di tipicità. 15-17 luglio, Giulianova (Te) – Abruzzo Info: www.coralebraga.it

Jazz tradizionale e sperimentale. 18-24 luglio, Taormina (Me) – Sicilia Info: www.taorminajazzfestival.it

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Festival della fisarmonica

Volterrateatro

Festival che richiama spettatori e operatori da tutta Italia e dall’estero. 18-31 luglio, località varie (Pi) – Toscana Info: www.volterrateatro.it 31

Festa del pomodoro

Celebrazione del pomodoro di Cappella di Scorzè. dal 22 luglio, Scorzè (Ve) – Veneto Info: www.prolocoscorze.it

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Stragusto

Appuntamento dedicato agli appassionati di street food. 22-24 luglio, Trapani – Sicilia Info: www.stragusto.it 33

Sagra della pesca

Manifestazione promossa con lo scopo di far conoscere i prodotti tipici, in modo particolare la pesca locale. 22-25 luglio, Revello (Cn) – Piemonte Info: www.comune.revello.cn.it 20

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Cuore della manifestazione, domenica, con lo scambio di antiquariato e il pranzo a base selvaggina. 15-17 luglio, Fossaz (Ao) - Valle d’Aosta Info: www.regione.vda.it/turismo

Spettacoli di livello internazionale e Sagra della tagliatella e minestrone di Farro. 15-17 luglio, Piazza al Serchio (Lu) Toscana Info: www.piazzaalserchiocalcio.info

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Sagra della selvaggina

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Villaggio dei sapori

Kermesse gastronomica durante la Festa a Mare Agli Scogli di Sant’anna. 22-26 luglio, Ischia (Na) Campania Info: www.festadisantanna.it 35

Sagra dell’Alalunga

Festa con degustazione di specialità a base di Alalunga, come impone la tradizione culinaria bagnarese dal 1700. 23-24 luglio, Bagnara Calabra (Rc) Calabria Info: www.sagradellalalunga.it

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Golosità del Monviso

Festa del Pastore

La manifestazione ha lo scopo di rivalutare l’antico mestiere del caricatori d’Alpe. 26 luglio, Tartano (So) – Lombardia Info: 0342601140 39

Corsa della botte

Evento che apre la tradizionale Sagra della Caramella Tartufata, che si svolge nei tre giorni successivi. 29 luglio,
Gualdo Tadino (Pg) Umbria Info: 075916662 40

Grande spettacolo dell’acqua

Spettacolo di danze e luci, colori e musica sul Lago San Pietro. dal 29 luglio,
Monteverde (Av) Campania Info: www.grandespettacolo.it 41

Marangiane in festa

Sagra della melanzana. dal 29 luglio, Castri di Lecce (Le) Puglia Info: 08321830712 42

Festival della zampogna

Mostra mercato e festival. 29-31 luglio,
Scapoli (Is) – Molise www.comune.pozzomaggiore.ss.it 43

Sagra delle Ndernappe

Festa della pasta tipica, con serate allietate da pizzica e taranta. 30 luglio, Monteodorisio (Ch) Abruzzo Info: www.prolocomonteodorisio.it 44

Palio de le botti

Rievocazione storica della Pentecoste Celestiniana. Corteo storico. 31 luglio, Corropoli (Te) – Abruzzo Info: www.paliodellebotti.com 45

Fasin la Mede

Si mangia nei cortili degli stavoli in un originale percorso gastronomico. 31 luglio
Sutrio (Ud) Friuli-Venezia Giulia Info: www.comune.sutrio.ud.it 37


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L’oro Mediterraneo del

Ricco di proprietà nutrizionali e organolettiche, il pesce azzurro rappresenta oggi un indotto di straordinaria importanza economica e turistica per l’antico Mare Nostrum. In Italia ha fatto le fortune di Liguria, Campania e Sicilia, i tre più importanti distretti della pesca delle alici di Francesco Condoluci

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In altri tempi, quando il cibo fungeva da parametro per riconoscere la classe sociale d’appartenenza, era un pasto da poveri, praticamente roba buona solo per sfamare i pescatori. Per chi, insomma, altro tipo di pesce non se lo poteva permettere. I ricchi, infatti, davanti ad acciughe, sgombri e sardine, storcevano il naso. Oggi, che certe distinzioni di ceto non ci sono più e che l’educazione a un’alimentazione sana è diventata quasi un must nell’alta società, e ancor di più nella cucina stellata, quello che viene genericamente (e forse anche impropriamente, perlomeno dal punto di vista scientifico) definito pesce povero è stato rivalutato e fatto assurgere al rango che gli compete per natura. In realtà, certi pregiudizi faticano a essere rimossi, e pertanto sarà difficile vedere questo tipo di pesce, su cui continua a pendere un cliché di scarsa raffinatezza, servito in cene di gala. Ma un dato è certo: le varie specie ittiche di piccola pezzatura, raggruppate sotto la comune denominazione di pesce azzurro (per via della colorazione dorsale tra il blu scuro e il verde-blu) sono ormai diventate un cibo molto ricercato sulle tavole degli italiani perché salutistico e tra i più ricchi in assoluto per qualità organolettiche e proprietà nutrizionali. Il contenuto proteico è molto buono e i grassi insaturi, gli Omega-3, oltre a insaporire le carni, sono qualitativamente eccezionali e aiutano a prevenire malattie come l’Alzheimer, l’arteriosclerosi e l’infarto. Una vera manna per salutisti, fanatici delle diete e foodies che inseguono la genuinità abbinata al gusto, ma anche per chi, per scelta o per necessità, deve orientarsi su pesci a buon mercato. La loro fortuna è che di aguglie, alaccie, sardine, alici, sgombri, spratti, costardelle, lanzardi, suri e alalunghe, il Mediterraneo (per adesso) abbonda e il rapporto qualità-prezzo, proprio per via della copiosità del pescato, continua a essere senza eguali.

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L’acciuga, regina dei pesci poveri Se il pesce azzurro è da considerarsi l’oro del Mediterraneo, l’alice (meglio conosciuta come acciuga) ne è indubbiamente la regina. Tanto da essere finita nel registro europeo delle eccellenze agroalimentari: la Liguria è infatti l’unica regione d’Italia a vantare il marchio Igp per le sue acciughe sotto sale del Mar Ligure, lavorate e conservate tramite salatura. Una tradizione che affonda le sue radici nella storia. La conservazione sotto sale era infatti una tecnica utilizzata per permettere il consumo del pesce lontano dai luoghi di cattura e a distanza di tempo, fin dall’età medievale, anche se solo durante il periodo delle Repubblica marinara di Genova la pesca e la lavorazione delle acciughe venne disciplinata con un apposito statuto. A tutt’oggi, le acciughe in barattolo, immerse nell’olio extra vergine di oliva con l’aggiunta di abbondante prezzemolo, aglio e origano, sono tradizionalmente conosciute come le acciughe “alla ligure”. Snobbate nei menù della buona società nei tempi andati, ai giorni nostri le alici sono riuscite dunque a conquistare anche i palati più raffinati, e la loro pesca eccessiva, che in futuro potrebbe mettere in difficoltà le riserve ittiche naturali del Mediterraneo, preoccupa non poco biologi e nutrizionisti. Un’eventualità rispetto alla quale fanno gli scongiuri soprattutto dalle parti di Cetara, piccolo borgo di pescatori vicino Salerno, che delle alici salate ha fatto un baluardo da esportare in tutto il mondo. Proprio qui, sulla costiera amalfitana, è nata peraltro la famosa colatura, il liquido che gemeva dalle alici salate e il cui utilizzo come condimento nel quale cuocere direttamente gli spaghetti, secondo molti storici della gastronomia, deriverebbe direttamente dagli antichi garum e liquamen, salse a base di interiora di pesci che gli antichi romani mangiavano aggiungendoli a focacce e pagnotte. Ghiotta per alcuni (molti), ripugnante per altri (pochi), la colatura di alici ce-

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In questa pagina un’immagine di pesca del pesce azzurro e sotto un branco di sgombri, diffusi nelle acque costiere del Mediterraneo. Nella pagina successiva, una panoramica di Sciacca


Aguglie, alaccie, sardine, alici, sgombri, spratti, costardelle, lanzardi, suri e alalunghe... il Mediterraneo (per ora) ne è ricco e il rapporto qualità-prezzo è senza eguali tarese – una soluzione salina color giallo ambrato con un profumo che dà ai piatti un sapore di pesce conservato a base salata – viene commercializzata all’interno di bottiglie di vetro chiuse e venduta persino in Estremo Oriente, dove il suo consumo è diffusissimo. Se Cetara può vantare la primogenitura storica della colatura di alici, la leadership nel Mediterraneo per produzione e fatturato di pesce azzurro conservato, però, è “cosa loro”: di Sciacca e Mazara del Vallo cioè, ovvero i due porti pescherecci più importanti d’Europa. Il Canale di Sicilia continua a essere una zona molto battuta da alici e sardine e solo a Sciacca, ogni anno, le flotte scaricano oltre 5 mila tonnellate di pesce azzurro che viene poi lavorato nelle fiorentissime industrie conserviere ed esportato, sotto forma di pasta e filetti di acciughe sotto sale e sott’olio, su tutti i mercati internazionali. Al punto che da quelle parti si sta pensando seriamente di avviare una battaglia per l’istituzione di un marchio

dove mangiare Antica Trattoria Barisone Ambiente essenziale e atmosfera familiare, ideale per chi ama i localini alla mano, offre una cucina casereccia specializzata nel pesce fresco. Menù da 25-30 euro (bevande escluse). Via Siracusa, 2/r Genova Tel. 0106049863 Ristorante San Pietro I piatti della tradizione, colatura di alici, tonno e tutte le delizie di Cetara e della Costiera Amalfitana in questo gradevole ristorante situato nel cuore del borgo famoso per la produzione di alici e derivati. Da segnalare la julienne di tonno e acciughe e il pasticcio di zucchine ripiene di alici. Menù da 35 euro (bevande escluse) P.zza San Francesco, 2 Cetara (Sa) Info: www.sanpietroristorante.it Arrhais Filetti di sgombro, tonno sott’olio della casa, polpette di pesce al sugo, alici marinate: sono solo alcune delle bontà che offre questo ristorante specializzato nella cucina del pesce azzurro e situato di fronte al porticciolo di un piccolo borgo marinaro a 17 km da Palermo. «Quando si va da Giovanni Tarantino, è come andare da un vecchio amico che farà di tutto per proporti il meglio che il pescato della marineria di Porticello riesce a dare», dicono i suoi clienti. Menù da 30 euro (bevande escluse) Loc. Porticello Largo Marino, 6 Santa Flavia (Pa) Tel. 091947127

Doc per il “pesce di Sciacca”. Quanto a Mazara, basti dire che viene unanimemente considerata la capitale italiana della pesca d’altura e i mazaresi, da millenni, sono un popolo che vive di pesca, forte della prima flotta peschereccia d’Italia, con i suoi 350 elementi capaci di garantire ogni giorno l’arrivo di sardine, tonno, alici e sgombri freschi sui banchi mercato di tutto il mondo. Il simbolo di Mazara del Vallo – che è anche la città del premio internazionale Peschereccio d’Oro – è il Satiro Danzante, una statua bronzea di origine greca, rinvenuta nei fondali del Canale di Sicilia nel 1998, manco a dirlo, durante una battuta di pesca del pesce azzurro.

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Il punto su Cetara di Franco Cappuccio

Esempio dell’importantissimo ruolo giocato al giorno d’oggi dal turismo gastronomico, forse ancora non pienamente sfruttato nel Meridione, la località in provincia di Salerno, ha saputo cavalcare l’onda del cambiamento mantenendo solide le sue tradizioni

La Costiera Amalfitana è certamente uno dei luoghi più belli al mondo. Percorrendola si toccano splendide località degradanti o a strapiombo sul mare, l’una diversa dall’altra. Si passa, così, dalle bellezze artistiche-storiche di Amalfi al magico palcoscenico sull’acqua di Positano, sempre alla presenza di un mare cristallino e scintillante. La diversità delle attrattive si riscontra anche in Cetara, primo paese che si tocca venendo da sud, dopo l’ingresso di Vietri sul Mare. Il colpo d’effetto iniziale è di gran bellezza, con una strada che conduce alla spiaggia fiancheggiata da case e piccoli negozi che lasciano intravedere l’autenticità del tessuto urbanistico. A differenza degli altri centri della Divin Costiera non ci sono, escluso il bellissimo Hotel Cetus, che tra l’altro è appena fuori il paese, insediamenti alberghieri. Quello che a prima vista potrebbe sembrare un limite, è stato invece la molla che ha fatto scattare la diversità turistica dell’offerta di

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Cetara. Il tessuto complessivo, infatti, sposa le esigenze di turismo locale e internazionale con la vita da paese marinaro costantemente avvertita. Cetara diventa, così, un luogo dove il turista sposa immediatamente la cultura e la vita degli abitanti. La possibilità di fare un bel bagno in acque pulite, di visitare splendide, antiche chiese come San Francesco e San Pietro o godere la piacevolezza di piccoli negozi di frutta, verdura e specialità gastronomiche, ben lontani dagli standard di boutique omologate, rendono imperdibile la visita del borgo. Fino a qualche anno fa l’economia cetarese era legata in parte al turismo, ma anche, e forse soprattutto, alla pesca del tonno. Quest’ultima attività negli anni è andata in crisi, a causa delle limitazioni sulla durata del periodo di pesca e sulle quantità pescabili imposte dalla normativa europea per salvaguardare il depauperamento di questa specie ittica. A fronte di un’importante flotta di tonnare presenti


La colatura di alici di Ferdinando Cappuccio

Le alici sono pesci gregari pelagici che – in primavera e in estate – formano densi banchi in prossimità delle coste. Se questo pesce nei decenni passati era considerato “povero” in quanto non capace di assicurare reddito adeguato per il pescatore, oggi con la rivalutazione del pesce azzurro e con minore abbondanza di pescato, le alici rappresentano un piatto di pesce ricercato e ambito. Da sempre i pescatori di Cetara hanno attinto, dallo splendido e riparato golfo, alici di prima qualità. In epoche passate, in considerazione della notevole pesca nella stagione estiva, c’era l’abitudine di conservarlo sotto sale onde poter contare su un sostentamento nel periodo invernale. Da questo tipo di conservazione nasce la colatura di alici che è diventato un vero e proprio fenomeno gastronomico utilizzato dai più grandi chef. Infatti dalle alici sottoposte a salatura in appositi recipienti lignei viene fuori un liquido che anticamente era utilizzato anche per sostituire il più costoso olio per condire verdure e ortaggi. La lavorazione era affidata alle famiglie cetaresi e la tradizione, tramandata ancora oggi, lo prevedeva come dono da offrire agli amici in occasione delle feste di Natale. Davanti all’esplosione gastronomica della colatura, l’amministrazione di Cetara, per evitare contaminazioni, ha stabilito con alcune associazioni gastronomiche un disciplinare relativo alla sua preparazione. Essa rappresenta ormai un importante ingrediente per elaborazioni gastronomiche ricche e particolari. Un invito goloso è quello di preparare gli spaghetti cotti al dente e conditi a freddo (a mo’ di insalata!) con colatura, olio, aglio, prezzemolo e, se piace, peperoncino.

In queste pagine alcune immagini relative a Cetara e alla pesca delle sue alici

dove mangiare Acquapazza Ricavata da un ex deposito degli attrezzi per pescatori con una sapiente ristrutturazione, il bel locale consente anche di poter pranzare all’aperto. Propone una cucina basata sulla qualità del prodotto esaltato da una “elaborata semplicità”. Prezzo medio 45 euro. Corso Garibaldi, 38 Cetara (Sa) Info: www.acquapazza.it

sino a qualche anno fa, quest’anno solo cinque imbarcazioni hanno preso il largo. Questa contrazione economica è stata però bilanciata perfettamente dalla ricerca di un’altra fonte di reddito che è quella gastronomica. Partendo dalle alici e dal pescato giornaliero, rivisitando vecchie ricette della tradizione, i ristoranti e le imprese artigianali del settore hanno quindi promosso il “prodotto gastronomico Cetara”. Con grande intelligenza anche della pubblica amministrazione il cibo è stato sposato alla cultura con convegni e mostre che hanno consentito la creazione di un vero e proprio polo gastronomico in grado di attirare gourmet italiani e stranieri. La stessa splendida torre di Cetara (XVI secolo) completamente restaurata – eretta per l’avvistamento delle navi saracene – sarà destinata alla cultura. Grazie a questo fermento, Cetara vive di affluenze turistiche in tutto il periodo dell’anno, diventando esempio dell’importantissimo sviluppo di un turismo gastronomico ancora non pienamente sfruttato nel meridione. E quindi? Andate a Cetara e diventerete “convinti” cetaresi!

Al Convento Posto in una struttura conventizia della fine del ’600 ben ristrutturata, propone una cucina semplice di qualità basata sul pescato del giorno. Imperdibili le alici sotto sale di propria produzione. È possibile anche nella bella stagione mangiare all’aperto godendo di una bella vista. Prezzo medio 35 euro. Piazza San Francesco, 16 Cetara (Sa) Info: www.alconvento.net San Pietro Il suggestivo terrazzino estivo o il bel locale interno assicurano una sosta estremamente gradevole con possibilità di gustare oltre ai piatti tipici, anche delle rivisitazioni di grande interesse. Il pesce è di grande qualità. Costo medio 40 euro. Piazza San Francesco, 2 Cetara (Sa) Info: www.sanpietroristorante.it

dove dormire Hotel Cetus Albergo a strapiombo sul mare. Spiaggia privata attrezzata di grande bellezza. Importanti saloni. S.S.163 per Amalfi – C.so Umberto I, 1 Cetara (Sa) Info: www.hotelcetus.com

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mare nostrum cover story

Creuza de mä di Riccardo Lagorio

Sulle note del capolavoro di De Andrè, sbarchiamo in Liguria e ne percorriamo la splendida costa per assaporarne il gusto

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Ispirato dalla tradizionale frittua de pigneu giancu de Purtufin – la frittura di bianchetti, piatto della marineria delle Cinque Terre – Fabrizio De Andrè lasciò nella sua prosa l’indizio rivelatore di quale fosse uno dei piatti simbolo della dieta dei marinai spezzini, il novellame di pesce azzurro, gli avannotti di acciuga e sardina. Massa gelatinosa e opalescente, i bianchetti si prestano a essere consumati appena pescati, giusto con un filo di succo di limone e olio extravergine o preferibilmente naturali, lasciando il più possibile inalterato l’arziglio, il caratteristico profumo di mare. Ma se ne cospargono anche le croccanti farinate prima di essere infornate e vengono utilizzati per delicate minestre in brodo vegetale. L’attributo dell’acciuga in Liguria è u pan du mä, il pane del mare: disponibile in quantità, utilizzabile per svariate preparazioni in cucina e presente in ogni periodo dell’anno; il momento ideale per le battute di pesca, che vengono effettuate con le lampare, è però tra fine giugno e inizio luglio. A Monterosso e nell’area delle Cinque Terre le acciughe assumono un gusto caratteristico dovuto alla peculiare salinità dell’acqua. Ne fu testimone anche Eugenio Montale, che a Monterosso trascorreva le vacanze e non si faceva mai mancare la razione giornaliera di acciughe: sotto sale e condite con olio extravergine della Riviera, al verde, ripiene, marinate o fritte dopo averle passate in farina, uovo sbattuto e ancora in farina. L’importanza economica e culturale delle acciughe sotto sale in Liguria è stata peraltro riconosciuta da parte dell’Unione europea con la dichiarazione di tutela attraverso il marchio Igp dal 2008. Il sale e l’acciuga hanno sempre avuto una storia comune: già nel luglio 1667 vi fu nel Tigullio una sommossa popolare finalizzata a contrastare l’innalzamento del costo del sale, necessario alla conservazione delle acciughe.Alla commercializzazione di acciughe, fresche o salate, si dedicava nel Medioevo una figura professionale ben nota, l’acciugaio, che distribuiva dal mare verso l’entroterra il pre-


In Liguria l’acciuga è detta u pan du mä, il pane del mare. Momento ideale per le battute di pesca con le lampare è tra fine giugno inizi luglio La parola all’esperto

Nell’immagine in apertura le immancabili imbarcazioni dei pescatori di Riomaggiore; qui in alto i pescatori al lavoro

zioso carico di proteine. Anche la cattura della sarda avviene lungo tutta la costa del Mar Ligure; tuttavia la zona del Ponente savonese è nota per garantire raccolte tra le più cospicue. Così a Celle Ligure, nella seconda metà di luglio, si tributa alle focaccette e al pesce azzurro fritto di pesca locale una frequentatissima sagra. Ancora più a ovest, a Sanremo, un altro pesce azzurro è diventato la materia prima essenziale per il piatto più caratteristico della città, a base di sgombro e piselli. La polpa dello sgombro si presta in maniera perfetta alla conservazione sott’olio: dopo che il pesce è stato bollito e spinato i filetti vengono riposti nei vasetti di vetro. Lo sgombro si presta inoltre alla cottura sui carboni insieme all’aguglia. Le abitudini alimentari di questo pesce, che in Liguria è conosciu-

to come beccassin de mar, dal corpo sottile e affusolato, sono caratteristiche, muovendosi le aguglie in branchi spesso alla ricerca di sarde e acciughe a filo d’acqua, e causando sulla superficie, nel periodo da maggio a fine estate, dei particolari ondeggiamenti. Legata a un peculiare metodo di pesca, con l’utilizzo della sciabica da natante, è la cattura del cicerello, un altro pesce azzurro profondamente presente nella tradizione marinara ligure. La sciabica da natante è un attrezzo formato da varie pezze di rete di forma e dimensione di maglie diverse, calate a cerchio e risalpate dallo stesso natante che le ha calate. Questo metodo di pesca è perfetto per la cattura del cicerello, che raggiunge la lunghezza massima di 16 cm ed è gustosissimo fritto o conservato sotto olio extravergine d’oliva.

Icat Food, una della aziende storiche genovesi, da oltre 150 anni importa da tutto il mondo e distribuisce in Italia conserve ittiche di primissima qualità. Oggi è tra le leader nel panorama ittico italiano. Il responsabile acquisti e controllo qualità, Jean Dufour fa chiarezza, in un momento particolarmente complesso come quello attuale, sul controllo della filiera produttiva e di inscatolamento del pesce. «Icat Food è attenta a questa sempre maggior esigenza di trasparenza. Tra i marchi da noi commercializzati il più conosciuto sul mercato è Consorcio, famoso per il tonno di altissima qualità e per le prelibate acciughe salate del Mar Cantabrico. Lavoriamo da molti anni con fornitori consolidati, che ricevono da noi visite costanti, controlli per la verifica della produzione, analisi chimica compresa. La fase di ricezione della merce è per noi un momento molto delicato: il pesce deve sottostare a dei requisiti ben precisi: freschezza, provenienza da imbarcazioni con autorizzazioni valide per la pesca, e cosa importantissima - la produzione deve avvenire in tempi brevi. È essenziale lavorare in velocità, nell’arco di una sola giornata, perché come è noto, la decomposizione delle carni porta alla formazione dell’istamina, una tossina molto pericolosa per l’organismo umano. Il prodotto finito viene poi analizzato per lotti (controllo istamina, chiusura confezione, e verifica metalli pesanti come mercurio e piombo). L’iter permette di emettere un certificato di qualità relativo alla partita di prodotto disponibile su richiesta. La tracciabilità e rintracciabilità del prodotto forniscono al consumatore la garanzia che ogni unità in vendita possa essere identificata e ricondotta velocemente a tutte le fasi della produzione, sino all’origine della materia prima”.

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indagine

di Saro Trovato

Ad agosto perdo la testa!

Dalla Riviera Romagnola alle Cinque Terre: ecco come i vacanzieri distratti lasciano senza accorgersene autentiche fortune in spiaggia

Portamonete (74%), occhiali (62%) e gioielli (57%) gli oggetti che i bagnanti smarriscono più spesso sulle spiagge di tutta Italia. E i periodi in cui si registrano maggiormente gli smarrimenti sono i mesi caldi dell’estate, a cavallo tra luglio e agosto (27%) e per tutto il mese di agosto (31%), quando cioè i lidi sono presi d’assalto da milioni di vacanzieri. Per 1 intervistato su 3 il momento più a rischio è la mattina, quando si arriva in spiaggia e ci si spoglia per indossare il costume, segue poi la sera (24%), quando si raccolgono le cose per andar via, e anche in occasione del tipico acquazzone estivo (25%), nel momento in cui c’è il fuggi fuggi generale per cercare riparo nelle strutture dei bagni. Tra le categorie che più denunciano smarrimenti, bagnini e gestori di stabilimenti indicano mamme (27%), anziani (24%) e anche i single dai trent’anni in su, sia maschi sia femmine (17%). Non mancano neppure le ri-

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chieste più assurde che suscitano tra gli addetti ai lavori disorientamento, come la perdita di sandali (29%) e computer (21%), o di dentiere cadute fra i lettini (8%). Quotidianamente 4 intervistati su 10 dichiarano di ricevere almeno 4 segnalazioni da parte di bagnanti che a volte sono esasperati (24%), e altre fanno del vittimismo (21%) o scaricano la colpa sugli altri (28%). Così, fra le giustificazioni, il 39% dà la colpa al partner o ai figli, mentre per il 24% è normale prendersela con il personale, a loro dire poco attento a quello che accade in spiaggia. E tra le spiagge d’Italia che sono diventate miniere d’oro nascoste ci sono al primo posto quelle della Riviera Romagnola, seguita dalla Versilia (19%) e dalla Costa Smeralda (17%). È quanto risulta da uno studio promosso dalla rivista Vdg Magazine che ha intervistato 200 bagnini e responsabili di lidi su ciò che i vacanzieri perdono in spiaggia.


1 In quale periodo dell’estate si registrano maggiormente gli smarrimenti?

7 In quali casi i vacanzieri segnalano principalmente lo smarrimento? (domanda a risposta multipla)

Agosto

31%

Quando perdono oggetti di valore (dai 20 euro in su) 82%

Fra luglio e agosto

27%

Quando l’oggetto è strettamente necessario

Luglio

19%

Fine giugno

12% 10% 1%

Quando perdono oggetti che hanno un grande 34% valore affettivo anche se non economico

Fine agosto-primi di settembre Non sa/Non indica

2 Quali sono gli oggetti che i bagnanti smarriscono più spesso? (domanda a risposta multipla)

46%

Quando proprio non riescono a trovarli da sé e si 18% sentono costretti ad ammettere la loro sbadataggine Altro

12%

8 Qual è il loro atteggiamento al momento della denuncia?

La top ten delle cose perse in spiaggia (domanda a risposta multipla) 1. Portamonete

74%

2. Occhiali

62%

3. Gioielli

57%

28%

4. I-pod/ lettori musicali

53%

5. Chiavi di casa

49%

6. Accessori

46%

Portamonete

74%

Scaricano la colpa sugli altri

Occhiali

62%

Sono disperati

24%

Gioielli

57%

Fanno del vittimismo

21%

Chiavi di casa

49% 42% 13%

Sono molto discreti

14%

Ammettono la loro distrazione

11%

7. Teli mare

43%

2%

8. Telefonini

42%

9. Palmari e consolle per videogame

27%

10. Maschere e attrezzature da immersioni

21%

Telefonini Altro

3 Quali sono i momenti più a rischio? La mattina appena si arriva in spiaggia e ci si spoglia 31% Quando arriva un acquazzone improvviso per il quali tutti fuggono via

25%

La sera quando si raccolgono le cose

24%

Quando si resta nel bagno ben oltre l’orario di chiusura a fare serata

16%

Altro

4%

Anziani Single dai 30 in su (sia maschi sia femmine) Ragazzi tra i 20 e i 30 anni Bambini Altro

27% 24% 17% 15% 13% 4%

Non trovo più il computer

29% 21%

Non trovo più il materassino d’acqua

17%

Non riesco più a trovare mio figlio

14%

Ho tolto la dentiera e deve essermi caduta tra i lettini

8% 13%

Altro

Pensavo che se ne fosse occupato mio marito/ 39% moglie/figlio Siete voi del personale a essere distratti e non 24% vigilate abbastanza Non me ne sono accorto

21%

Mi sono allontanato per fare un bagno e al mio 14% ritorno non l’ho più trovato

2%

10 Quali sono le zone d’Italia con i vacanzieri più distratti?

5 Quali sono invece le richieste più assurde ricevute? Ho perso i sandali

9 Cosa dicono per giustificarsi?

Altro

4 Quali sono le categorie che più denunciano lo smarrimento di qualcosa? Mamme

Altro

Riviera Romagnola

34%

Versilia

19%

Costa Smeralda

17%

Isola d’Elba

14%

Cinque Terre

13% 3%

Altro

6 Quante sono le segnalazioni giornaliere di smarrimento? Almeno 4 Meno di 3 Almeno 1 Più di 6 Nessuna

42% 21% 18% 17% 2% 47


Dolcezza in vendita Adorato dai bambini (e dal bambino che è in ognuno di noi) il salame di cioccolato trasforma ogni fine pasto, ogni pausa dolce, in un momento di coccola e tenerezza, dal sapore di casa. Da oggi anche senza glutine

Una curiosità Il salame al cioccolato è noto con nomi diversi a seconda della zona e persino delle famiglie! Salame del re o del papa sono le sue definizioni più note, che fanno diretto riferimento alla ricchezza dei suoi ingredienti. Ma nella tradizione viene anche chiamato salame turco, in riferimento al suo colore, che ricorda la pelle dei Mori, o salame vichingo, appelativo che nasce negli anni ‘70 e deve la sua origine al nome che gli dà la bibbia dei ricettari per bambini, il mitico Manuale di Nonna Papera.

Era il 13 marzo 1988 quando Lago Giardino, piccola realtà del modenese, inaugurava la sua produzione manuele di Salame al Cioccolato. Da allora a ogni lotto di produzione l’azienda aggiunge esperienza e capacità, e non ultimi spazi e tecnologie grazie alle quali il laboratorio si è ampliato e modernizzato mantenendo comunque inalterati due punti fondamentali: l’alta qualità nella scelta dei fornitori di materie prime e la sapiente lavorazione manuale che va dal taglio del burro fino al confezionamento. Per rendere il salame perfetto, l’azienda lo surgela appena pronto in modo da evitare l’utilizzo di conservanti. Oltre al Tradizionale e alla variante alle Nocciole Piemonte Tgt, Lago Giardino produce anche il

Salame al Cioccolato senza Glutine. Gli ingredienti che lo compongono sono: biscotti secchi, burro, zucchero semolato, uova, amaretti e cacao amaro. La confezione riporta sul retro di ogni etichetta il risultato delle analisi per la verifica dell’effettiva assenza di tracce di glutine residuo. Come per il Tradizionale, il consiglio è quello di servirlo molto freddo a fettine sottoli o a cubetti come ideale accompagnamento di caffè, mascarpone, distillati o vini da meditazione. Lago Giardino Via Belfiore, 25 San Pietro in Elda (Mo) Tel. 059908831 www.salamealcioccolato.it


Cibo&Territorio 50

L’estate ha fatto centro Da Carpegna ad Ascoli Piceno, un tour tra bontà e bellezze marchigiane

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Il Gargano terra d’oggi e d’altri tempi Viaggio tra le principali mete d’attrazione religiose e balneari dello Sperone d’Italia

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A tavola con la tradizione Il Friuli Venezia Giulia è un crogiuolo di testimonianze mitteleuropee

da pag. 68 Rubriche

• Biologico • Orto dei semplici • Olio • Selezioni • Carta della Pasta • Il buono a tavola • La scoperta • Bottega golosa • Consumo responsabile • Ristorante • Bon ton • Cibo & blogger

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cibo&territorio

L’estate ha fatto centro Da Carpegna ad Ascoli Piceno, un tour tra bontà e bellezze al 100% marchigiane. E se vi sembra che manchi qualcosa‌ non perdete il prossimo viaggio nlle Marche in versione autunno-inverno di Gilda Ciaruffoli

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Il suo nome deriva dal greco kòmaros, corbezzolo, e rimanda a uno degli elementi principali della sua generosa vegetazione. Il Monte Conero – o meglio, Il Monte, per chi ci vive accanto – con il suo Parco e la sua fitta macchia mediterranea, domina la regione. E il suo impero è l’estate. Non può che partire da questi stradelli sconnessi che portano a spiagge nascoste, come Mezzavalle o quelle meno selvagge di Portonovo, da questi panorami incredibili fatti di rocce a strapiombo da un lato e letti di lavanda o girasoli dall’altro, lungo una strada che sale fino a perdersi nel fitto della vegetazione, un ideale viaggio alla scoperta delle delizie marchigiane in versione estiva. Delizie per gli occhi dunque, sul Conero, ma anche per il palato, grazie a quel celebre Rosso Docg fortemente fruttato, ricco di sfumature e caratterizzato da un persistente retrogusto, che al promontorio deve il suo nome e la cui Via tocca Osimo, borgo ricco di antichi reperti, le deliziose cittadine di Sirolo e Numana, mete estive per eccellenza, e ancora Camerano, con le sue affascinanti grotte (quasi un paese sotterraneo), e Loreto, sede del più grande santuario mariano d’Italia. La Via del Rosso Conero ha come tappa fondamentale anche il capoluogo della regione, Ancona, bella e troppo spesso sottovalutata meta di passaggio per i viaggiatori che nel suo porto fanno scalo. In particolare, da percorrere con il naso all’insù la via che porta dal teatro Le Muse al Duomo di San Ciriaco, per non perderne i meravigliosi palazzi. Da gustare come piatto unico il tipico brodetto all’anconetana – che lo è solo se contiene 13 diverse qualità di pesce della zona –, e a fine pasto un bicchierino di Caffè Sport Borghetti, ideato nel 1860 dall’anconetano Ugo Borghetti, proprietario di un bar chiamato appunto Caffè Sport, e ancora oggi il preferito dai locali.

In apertura il Monte Conero e le sue Due Sorelle. Nell’immagine in alto, una panoramica su Loreto che ben rappresenta la conformazione dei tipici borghi sparsi per i colli marchigiani. Sotto il porto di Senigallia

Verso nord Lasciando Ancona e seguendo la costa arriviamo a Senigallia, cittadina famosa per la spiaggia di velluto, la splendida rotonda a mare e, perché no, per il Summar Jamboree, unico raduno rockabilly italiano di portata internazionale che fa rivivere per una settimana (quest’anno dal 30 luglio al 7 agosto) i fasti degli anni ’50. Bella la spiaggia, ma ancora più interessante l’interno, con la sua Rocca, il rinnovato Foro Annonario dove sostare per un aperitivo, il centro ricco di negozi di artigianato e tipicità, e il fiume Misa che la attraversa maestoso. Ma Senigallia è anche il posto giusto dove assaggiare il Pecorino Bazzotto, prodotto un po’ in tutta la regione (considerando anche il fatto che la produzione casearia locale è decisamente votata al Pecorino). Venti in media i giorni di maturazione, e anche oltre un anno di stagio-

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cibo&territorio

In alto, la splendida piazza di Loreto con il Santuario che custodisce la casa della Vergine. portata in volo dagli angeli. Sotto, le grotte di Camerano

natura, per un formaggio né duro né molle, prodotto da gennaio a giugno. A una mezz’ora di viaggio verso l’interno, troviamo Castelleone di Suasa che, oltre a un’area archeologica romana, offre al visitatore la sua celebre cipolla dal colore rosso dorato e dal sapore dolce la cui coltivazione viene praticata almeno dai primi del ’900 e ha valso agli abitanti del borgo il nome di cipollari.

La strada per Carpegna Tornando verso il mare, passiamo per Marotta (con la quale entriamo nella provincia di Pesaro-Urbino), piccola località balneare che si forgia però dell’altiso-

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nante appellativo di Capitale dei Garagoi. Grossi molluschi pescati tra Ancona (dove prendono il nome di Crocette) e Rimini, i Garagoi sono festeggiati qui dal 1948 grazie alla Sagra di inizio primavera dove vengono proposti in porchetta, ripieni, oppure lessati nel brodetto. E visto che di pesce parliamo, d’obbligo accompagnare una grigliata mista dell’Adriatico con un bicchiere di Bianchello del Metauro Doc, di cui parla persino Tacito, attribuendogli la sconfitta dell’esercito di Asdrubale (che ne sarebbe stato ebbro) durante la seconda guerra punica che ebbe luogo proprio da queste parti; un bicchiere di rosso Pergola Doc potrebbe invece bagnare ottime zuppe di pesce. Seguendo la costa raggiungiamo Fano, dove spiagge ricche di locali che promettono una vivace vita notturna, fanno da contraltare a un bel centro fortificato. Qui, se siamo fortunati, possiamo gustare il raro Caciolimone, formaggio tipico della vallata del Metauro che nasce dal connubio tra latte e limone e viene prodotto da aprile a settembre. Più facile sarà assaggiare il locale Cavolfiore tardivo dalla grossa infiorescenza di colore bianco paglierino, colto in agosto e pronto per essere sbollentato o gratinato e gustato. Seguendo la costa, immancabile una tappa a Pesaro e al Parco del Monte San Bartolo, fino a tornare a bagnarsi nelle acque di Gabicce Mare. Restando in tema orto, invece, spostandoci verso l’interno e facciamo tappa prima a Serrungarina e poi a Montelabbate. La prima, dalla tipica forma circolare dell’abitato, è patria della Pera angelica (della quale il primo week end di settembre si tiene la festa), frutto rotondeggiante di colore verde-giallo con grandi macchie rosate nella zona esposta al sole. Succosa, ha sapore delicato con note di moscato, leggermente speziata. Prossima tappa: Urbino. Tra le località più celebri delle Marche, con il suo caratteristico Palazzo Ducale, la cittadina non offre solo cultura e arte ma anche la sua ottima Casciotta Dop, formaggio a pasta semicruda da tavola amato da Michelangelo e perfetto per farcire la piadina sfogliata della zona (che a seconda delle varianti locali nella consistenza e nello spessore, prende diver-


si nomi: crescia, crostoli del Montefeltro…), ottima da abbinare alle erbe di campo saltate o al celeberrimo Prosciutto di Carpegna. Per gustare quest’ultimo non perdete dal 15 al 17 luglio la festa che si tiene proprio a Carpegna, località del Parco naturale regionale del Sasso Simone e Simoncello, e che lo celebra in tutti i suoi abbinamenti.

Verso Sud Torniamo dunque all’inizio del nostro viaggio, nel cuore della regione, per gustarci il cuore del carciofo scarciofeno di Montelupone, prima località della provincia di Macerata, uno dei Borghi più belli d’Italia, che incontriamo nel cammino verso sud. Si tratta di un carciofo tardivo senza spine, dalle foglie carnose tendenti al viola e dal sapore morbido; da assaggiare fresco o conservato sott’olio. Una ventina di minuti separano la località dal capoluogo di provincia, sontuosa perla tra i colli, capitale estiva della musica grazie al ricco programma dello Sferisterio, antico teatro all’aperto unico nel suo genere architettonico e dalla migliore acustica in Italia. Una visita alla città è lo spunto per parlare del granturco quarantino, ecotipo locale che riempie i campi della zona ed è principe delle ricette di polenta, dolci e focacce tradizionali; a fine estate però, dopo la raccolta, le sue spighe sono ottime da gustare alla griglia. Tipico nelle marche è anche l’orzo mondo, o nudo, da sempre nella tradizione contadina locale l’unico utilizzato per il caffè d’orzo. E mentre la voglia di mare sale, il nostro itinerario prosegue ancora verso l’interno perché il verde rigoglioso di questo territorio è così invitante che trattenersi dall’addentrarcisi sarebbe un peccato. Ad aspettarci, Serravalle del Chienti con i suoi tesori nascosti: la Botte dei Varano, opera idraulica sotterranea in pietra realizzata nel XV secolo, il Tunnel romano risalente al I sec. a.C., entrambi visitabili, e la bellissima Basilica di Plestia, chiesa proto-romanica situata sull’altopiano di Colfiorito, al confine con l’Umbria. Dopo la visita, non perdete l’occasione di assaggiare la Bocciata, tipica sfoglia ripiena di verdure (o meglio, di Silena vulgaris, localmente detta sfrizzoli), arrotolata e cotta al forno. Se siete in zona per il 5 agosto, d’obbligo un salto al singolare Montelago Celtic Festi-

In alto, uno scorcio del borgo di Corinaldo. In basso, il brodetto all’anconetana e il carciofo scarciofeno

Terra d’olio e di olive

Senigallia è una delle Città dell’Olio marchigiane (29 in tutto), assieme ai borghi di Corinaldo (noto anche il suo Verdicchio), Arcevia, con l’inespugnabile Rocca, e Ostra Vetere che racchiude i resti di una cittadella romana. L’olivo è radicato da secoli nella coltura locale e ne troviamo menzione già nel 1228 quando alle navi marchigiane che approdavano sul Po era richiesto un pedaggio di venticinque libbre di olive. L’olio qui è caratterizzato da un fruttato medio e gusto equilibrato con note di amaro e piccante. Oltre alle varietà frantoio e leccino, ne sono diffuse di autoctone, come la Raggia, in provincia di Ancona, e la Rosciola nei Colli Esini. Celebre per il suo olio (Dop) anche Cartoceto (da ricordare i bronzi dorati romani, unici al mondo), che ne produce da Raggiola. Inevitabile citare l’oliva tenera ascolana, ritenuta la migliore oliva verde da tavola, celebre nella versione farcita “all’ascolana”.

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cibo&territorio

val, che richiama folletti e streghe da tutto il mondo. Ed eccoci finalmente al mare, e al pesce, festeggiato nella bella località marittima di Porto San Giorgio, in provincia di Fermo, il 17 luglio con la quarantennale Festa del Mare e la tradizionale Padella Gigante dell’Adriatico da Guinnes: in tre ore vengono cotti 10 quintali di calamaretti e sarde in una padella di 6 metri di diametro e manico di 8 metri. Per assaggiare accostamenti inusuali, dirigiamoci verso Moresco, antico borgo dove si organizza la Sagra della polenta con le vongole (9 e 11 agosto), e verso la vicina, e altrettanto deliziosa, Monterubbiano, dove il 28 dello stesso mese è la volta della Sagra della polenta con lo Stoccafisso, ricette che coniugano mare e monti, come si confà a una terra che fa di questo connubio la sua forza. Altra tipicità locale è rappresentata dalle le tagliatelle fritte, la cui ricetta esclusiva si tramanda in segreto, e che si possono gustare, neanche a dirlo, durante la relativa sagra del 10-12 agosto. Sempre di tagliatelle parliamo raggiungendo Carassai, in provincia di Ascoli Piceno, dove gustare (durante la relativa sagra del 16-17 luglio!) quella al sugo di papera, un vero must dell’ascolano, ma a ben vedere, di tutta la regione (assieme alle tagliatelle con i fagioli). Con il ragù di papera vanno benissimo anche i maccheroncini di Campofilone, fili sottili di pasta che rappresentano una vera tipicità, della quale si ha notizia fin dal ’400, realizzata dall’impasto di sola farina e uova (10 per ogni chilo di farina dura o tenera).

In terra d’Ascoli Ma torniamo sulla costa, dove la Riviera delle Palme si apre ai nostri occhi con il delizioso paesino di Cupra Marittima, e la splendida Grottammare, due località abbarbicate sulla roccia belle per le loro spiagge ma ancora più belle da visitare al tramonto, per un aperitivo panoramico

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Scelti per voi dove mangiare Il Clandestino “Susci Bar” alla maniera di Moreno Cedroni affacciato su una baietta sul mare, nel verde del Monte Conero. Località Baia di Portonovo (An) Info: www.morenocedroni.it Uliassi Sperimentazione a livelli altissimi, per un locale dall’eleganza essenziale. Banchina di Levante, Senigallia (An) Info: www.uliassi.it Chalet Baloo Sulla spiaggia: eccellente il pesce crudo o cucinato alla sanbenedettese. Ottimo il rapporto qualità-prezzo. Viale De Gasperi, 5 – Grottammare (Ap) Info: www.chaletbaloo.com

dove dormire Locanda del castello Camere accioglienti e romantico terrazzino con vista sulle valli. Piazza della Rocca, 5 Castello di Frontone (Pu)
 Info: www.locandadelcastello.it Villa Fortezza B&b che offre camere dall’arredamento contemporaneo e creativo. Via Fortezza Pia, 5 – Ascoli Piceno Info: www.villafortezza.it

dove comprare Panificio Montanari Attivo dagli anni ‘30 nell’antico borgo di Belforte al quale fanno da sfondo i Monti Sibillini, a pochi chilometri dal mare. A una produzione legata alla storia locale e famigliare si affiancano novità come la linea Dolci Note che comprende panettone, torrone al cioccolato con nocciole, biscotteria della tradizione (ottimi i biscotti alla Vernaccia), e il richiestissimo pane nociato. Via Salvo D’Acquisto, 1 Belforte del Chienti (Mc) Info: www.dolcinote.it

A sinistra, Garagoi in umido. Sopra: panorama della campagna pesarese

Frutta letteraria

Oltre 80% dell’intera produzione regionale: è questa la strabiliante cifra che caratterizza la produzione ortofrutticola della Val d’Aso, il cui fiore all’occhiello è senza dubbio la succosa pesca locale della quale hanno scritto addirittura Orazio e Giovenale, citando la persica picena, insieme alle mele, alle pere e all’uva, come molto buone e ricercate.

con vista sugli antichi tetti, e dietro il mare. Chiudiamo quindi in bellezza, e non è un modo di dire. Ascoli Piceno ci accoglie infatti immersa nel verde e si apre al visitatore con un meraviglioso ponte romano, tra i più grandi d’Europa, recentemente tornato a vivere grazie a un rinnovato passaggio pedonale interno.Tante le prelibatezze estive della cucina locale, a partire dai prodotti dell’orto. Il carciofo ascolano, per esempio, o le taccole, varietà di piselli, detti “mangiatutto” perché utilizzati in cucina in ogni loro parte; dolci e croccanti, sono ottimi ripassati al pomodoro. Ottimo anche il chichìripieno, una focaccia ripiena di peperoni gialli e rossi, carciofini sott’olio, olive verdi, tonno, alici sott’olio, prezzemolo ed eventualmente capperi tipica della zona e in special modo di Offida, a pochi chilometri di Ascoli, dove il 7 agosto se ne tiene la sagra. La bella cittadina Picena, patria del merletto a tombolo, ospita anche la più importante rassegna enologica regionale; Di Vino in Vino, che si svolge dal primo al 4 settembre nella meravigliosa cornice del trecentesco Chiostro di San Francesco, sede dell’Enoteca Regionale: tre giorni di presentazioni, degustazioni, laboratori del gusto, dedicati al vino marchigiano, per una fine estate in allegria.


cibo&territorio Nonostante l’emergere negli ultimi anni del noto territorio salentino, lo Sperone dello Stivale è ancora il maggiore polo turistico della Puglia. Tra le principali mete d’attrazione i centri religiosi di San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo, e quelli balneari di Vieste, Peschici e Rodi Garganico Lo Sperone d’Italia è costituito dall’omonimo promontorio che si estende nella parte settentrionale della Puglia, corrisponde alla parte orientale della provincia di Foggia e comprende anche il Parco Nazionale del Gargano. Il clima dolce e l’azione mitigatrice dell’Adriatico ne fanno un vero paradiso naturale. Da sempre questa zona è il motore trainante dell’economia pugliese, specie nel campo del turismo, soprattutto grazie ai suoi centri costieri e alle bellezze naturali di quelli interni che hanno contribuito a rendere quella di Foggia la provincia pugliese col maggior numero di turisti.

In gita alla Montagna Sacra Parlando del Gargano è inevitabile fare riferimento al grande attaccamento alla fede che il suo popolo mostra sin dal passato. Questa terra è stata una delle prime in Italia ad accogliere e praticare la religione cristiana, al punto di meritarsi il titolo di Montagna Sacra. I due principali centri religiosi del Gargano sono San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo, con la sua caratteristica Grotta dell’apparizione di San Mi-

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Gargano, terra d’oggi e d’altri tempi di Maria Chiara Giacò


In apertura, una delle tante baie che caratterizzano il promontorio del Gargano. Qui, dall’alto: un tipico piatto di favette; la processione di San Michele Arcangelo che si svolge il 29 settembre presso il delizioso borgo di Monte Sant’Angelo; e, sotto, la chiesa di San Giovanni Rotondo

chele Arcangelo. Quest’ultima ha origine nel 490, anno della prima apparizione dell’Arcangelo Michele sul Gargano. A partire dal 650 l’area entrò a far parte dei domini longobardi. Il popolo germanico nutriva una particolare venerazione per l’Arcangelo Michele, nel quale ritrovava le virtù guerriere del dio germanico Odino e, già a partire dal VII secolo, il pellegrinaggio determinò la conversione dei Longobardi al cristianesimo, che da allora fecero del sacro sito il loro santuario nazionale, rendendolo in seguito il principale centro di culto dell’Arcangelo dell’intero Occidente, nonché tappa di quella variante della Via Francigena oggi chiamata Via Sacra Langobardorum. Molto più noto è però il santuario di San Pio. Padre Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione (Pietrelcina 1887 – San Giovanni Rotondo 1968) è stato proclamato santo da papa Giovanni Paolo II e la sua memoria liturgica viene celebrata il 23 settembre, anniversario della morte. La chiesa, sita a San Giovanni Rotondo, è una delle più grandi d’Italia ed è stata progettata da Renzo Piano.

Sapore di fave profumo di agrumi Ingrediente fondamentale di molte portate è il pane, gustato soprattutto sotto forma di bruschetta, condito con olio d’oliva e arricchito con pomodori, cipolla e origano e protagonista indiscusso del pancotto dove accompagna una minestra di verdure selvatiche e ortaggi, come rucola e patate. Immancabile l’olio d’oliva locale, prodotto top della città di Carpino. La cucina carpinese rispecchia le genuinità e la ricchezza della dieta mediterranea; le preparazioni provengono soprattutto da usanze contadine, come anche gli ingredienti, tra i quali ricordiamo la tipica favetta, fava di dimensioni medio-piccole, che si coltiva nell’intero territorio del comune. La cottura si effettua con tutta la buccia, che è sottile, porosa e molto friabile, ricca di fibre. Tradizionalmente si cuoce in pignatte di terracotta sul fuoco dolce del

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cibo&territorio

In alto, uno scorcio di Vieste e sotto le tipiche antiche casette di Vico del Gargano. In basso, un invitante piatto di pancotto, gustoso intruglio di pane, verdure selvatiche, ortaggi e olio

Il Pancotto con le fave di Carpino Ingredienti per 4 persone: 350 gr di fave di Carpino 400 gr di pane raffermo 1 pomodoro 1 cipolla olio extravergine di oliva Mettete in ammollo le fave per 12 ore togliendo il nasello. Scolatele e lessatele in pentola, aggiungendo acqua fino a coprirle. Aggiungete due pomodori tagliati a pezzettini e una cipolla tagliata a metà. Il tempo di cottura varia da 1 ora e mezza a 2, a fuoco lento. A 10 minuti dalla fine della cottura si aggiunge un pizzico di sale. Tagliate alcune fette di pane e mettetele in un piatto fondo, aggiungendo sopra le fave. Condite con origano, cipolla rossa tagliata finemente e olio extravergine di oliva.

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camino. Si mangia come contorno – condita con un filo d’olio – oppure come primo piatto, cotta con erbe spontanee, con la zucca oppure con la carne di maiale. La tradizione abbina questi piatti a un vino rosato; si consiglia un rosato di Vieste (Cantina Posta Pastorella). Il corpo e la spiccata acidità di questo vino contrastano con le note dolci della fava e della zucca, riequilibrandone piacevolmente il palato; per acquistare le fave locali, già essiccate e sottovuoto: Azienda Agricola Ortore. Ma il Gargano apre le porte anche agli agrumi. Noto centro per la produzione di arance e di limoni femminiello, nonché apprezzata località balneare, è Rodi Garganico. L’abitato è abbarbicato su un promontorio roccioso ed è circondato da una rigogliosa vegetazione, composta soprattutto da agrumeti, i cosiddetti Giardini di Agrumi. La cucina rodiana è caratterizzata da piatti tipici a base di pesce o verdure. Tra gli antipasti tipici vi sono l’insalata di acciughe o agostinelle, alici crude, con sughetto d’olio e limone, l’insalata di arance condite con olio e l’insalata di cozze o cannolicchi freschi conditi con limone e prezzemolo. Un importante ruolo lo ricoprono i liquori. Molto conosciuto il Lemoncino, un liquore preparato con i tipici limoni femminiello, l’Arancino, il Laurino, fatto con l’alloro, e il Mostocotto, un liquore di amarene. La splendida Oasi Agrumaria, area protetta del Parco Nazionale del Gargano, si estende fino alla cittadina di Vico del Gargano situata nell’entroterra. Soprannominato il “paese dell’amore”, è uno de I Borghi più Belli d’Italia. Il 14 Febbraio di ogni anno, gli abitanti di Vico rendono onore a San Valentino, Santo Patrono della città. Caratteristico è il Vicolo del Bacio: stradina del centro storico, larga non più di 50 cm e lunga meno di 30 m, luogo di incontro degli innamorati che, soprattutto durante la festa patronale, vi si danno appuntamento e, a causa della ristrettezza del passaggio, sono costretti a “sfiorarsi”. Ma San Valentino è anche il patrono degli agrumi e si festeggia


Borghi arroccati sulle rocce, mare limpido, verde lussureggiante e centri di culto fanno della zona il cuore del turismo pugliese

Nell’immagine in alto, una bella panoramica su Peschici e, sotto, un dettaglio delle abitazioni presso il porto di Rodi Garganico. Nella pagina successiva: Pizzo Munno

in modo del tutto particolare: dopo la messa, la processione per le vie della città accoglie il patrono, tra addobbi di arance, limoni e foglie di alloro su case e balconi. Una secolare tradizione racconta inoltre che mangiare le arance benedette dal patrono e berne il succo, esaudisca tutti i desideri. È proprio tra gli agrumeti di Vico del Gargano, Ischitella e Rodi Garganico, che viene coltivato il femminiello, il limone più antico d’Italia. Dall’intenso profumo, può essere a scorza gentile (lustrino) o oblungo. Il primo ha la buccia particolarmente liscia e di spessore sottile, colore giallo chiaro e un succo che costituisce il 35% del peso del frutto; il secondo invece ha la buccia di spessore medio, più o meno liscia e succo pari almeno al 30% del frutto. Ottimo sia per marmellate e canditi, che per il limoncello, nel 2007 ha conseguito il riconoscimento di Igp.

Itinerari turistici Il Gargano non è solo montagna, anzi, è sicuramente più noto per i suoi circa 200 km di costa fatta da arenili, pinete, insenature, strapiombi, faraglioni. Ed è dall’alto di uno dei suoi pro-

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cibo&territorio

montori a strapiombo sul mare, che ci guarda Peschici. Il borgo conta su un nucleo storico che si arrampica dal porto fino alle fortificazioni del castello svevo. A memoria di una storia secolare di attacchi e incursioni restano alcune torri costiere erette nella seconda metà del ’500 a difesa del territorio. La più famosa è quella di Monte Pucci che regala un panorama meraviglioso. Tra le spiagge più belle la Baia di Manacora, la spiaggia Gusmai e la Baia del Turco. Percorrendo il tratto costiero che da Peschici va verso Vieste, è possibile vedere i famosi trabucchi, strutture in legno fatte di pali conficcati nelle rocce e di funi che trattengono una grande rete calata in mare, sistema tradizionale di pesca ancor oggi usato. Per apprezzare mare e natura si può sostare nel caratteristico B&b Borgo del Nespolo, di recente ristrutturazione, situato sulla s.s. 89 che collega Peschici a Vieste. E proprio Vieste, la Perla del Gargano, è la nostra prossima tappa. Il nucleo dell’abitato sorge su una penisola rocciosa caratteristica per le sue tre baie separate da due punte: Punta di San Francesco – ripida e rocciosa, che ospita il centro medievale e la maggior parte degli edifici storici –, e Punta di Santa Croce, zona relativamente pianeggiante la cui insediazione inizia nell’Ottocento e ospita il porto. Tra le due punte si ritrova la piccola spiaggia della Marina Piccola, rivolta verso il faro.A sud della punta di San Francesco si trova la lunga spiaggia sabbiosa di Pizzomunno – monolite alto circa 25 metri, simbolo stesso della cittadina garganica – che inizia dalle rocce calcaree sulle quali fu costruita la città e si estende verso sud in direzione di Pugnochiuso. A ovest della punta di Santa Croce, invece, si ritrova la spiaggia di San Lorenzo, che a differenza della prima è ancora abbastanza ricca di spiagge libere molto ben tenute. Tra le costruzioni principali: la Cattedrale romanica e il Castello, entrambi oggetto delle cure di Federico II di Svevia. Per soggiornare a Vieste: Residence la Chiesiola; per cenare a lume di candela sul porto: Ristorante Il Capriccio; per una cena in campagna: Masseria Sgarrazza.

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Scelti per voi dove mangiare Al Dragone Attenzione e cura per gli ospiti in un ambiente raffinato. La cucina è fortemente legata ai prodotti locali, con una particolare attenzione all’aspetto naturale-salutistico. Via Duomo, 8 71019 Vieste (Fg) Tel 0884701212 Piccolo Paradiso
 Immerso in un panorama da sogno, tranquillo e riparato dalle folle estive, il locale tiene fede al suo nome. La terrazza del ristorante, a picco sul mare, il servizio cordiale e rilassato contribuisce a creare un’atmosfera di godibilissima quiete e la cucina non è certo da meno. Viale Kennedy, 29 Peschici (Fg) Tel. 0884964122/964088

dove dormire Hotel Punta San Francesco Nel centro storico di Vieste, tranquillo e comodo, si inserisce in un meraviglioso contesto di natura, arte e cultura. Via San Francesco, 2 71019 Vieste (Fg) Tel. 0884701422 Masseria San Lorenzo Qui l’arte del ricevere trova la sua massima espressione nella cura di ogni dettaglio, nel servizio impeccabile e nella cucina creativa. Loc. Torre Quarto Cerignola (Fg) Tel. 0885418436

Il Lemoncino Per prepararne uno perfetto, ricavate la scorza dal limone, rigorosamente femminiello, sbucciandolo sottilmente, evitando la parte bianca. Procuratevi un capiente recipiente di vetro a chiusura ermetica in cui verserete l’alcol e le scorze. Chiudete e lasciate a macerare per 8 giorni in un luogo buio avendo cura di agitare il contenitore almeno una volta al giorno. In una casseruola versate l’acqua e riscaldatela aggiungendo lo zucchero. Mescolate fino a ottenere uno sciroppo che farete raffreddare e che aggiungerete alla soluzione di alcol precedentemente preparata. Agitate, filtrate, imbottigliate e consumate il Lemoncino non prima di un mese.


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Qui base Puglia Era la fine del 1800 quando Nicola Tiberino avviava la sua piccola bottega in via Vallisa nel centro storico di Bari. Quattro generazioni sono bastate a far spiccare (letteralmente) il volo alle eccellenze dall’azienda famigliare: i prodotti Tiberino sono stati infatti scelti persino dalla Nasa

L’esordio è stato con la missione Discovery STS-120, ma l’appuntamento con le stelle si è rinnovato anche nel 2011 con la Discovery STS-133, appena conclusa. In entrambi i casi, i Pronti da Cuocere Tiberino hanno preso il volo con gli astronauti dello shuttle per allietarli con cene italiane da leccarsi i baffi (al sito www.prontidacuocere.com il video relativo all’impiego dei preparati a casa... e in orbita!). Ma la scelta dalla Nasa è solo uno tra i tanti riconoscimenti relativi alla qualità dei prodotti Sudalimenta, naturale prosecuzione del cammino lungo 4 generazioni della famiglia Tiberino. Da oltre 10 anni specializzata nella produzione e commercializzazione di prodotti tipici del Meridione d’Italia, l’azienda è impegnata nella ricerca e selezione di ingredienti e ricette, ponendo l’attenzione su genuinità e qualità, per poi trasformarli, con un packaging ricercato, in prodotti unici. Ampia l’offerta di specialità locali, acquistabile anche on line all’indirizzo www. tiberino.com. A partire dalle marmellate e dalle confetture, nelle tante varianti che prevedono anche peperoncino e cipolla rossa, ai dolci, pochi – viste le umili origini della cucina pugliese – ma eccellenti, come le famose Cartellate natalizie; e ancora i legumi e i cereali secchi, base della dieta della gente del Sud che chiamava i legumi “carne dei poveri” salvo poi ricavarne alcune tra le ricette più gustose e particolari. Oppure i liquori e i rosoli, come il Limoncello e il Fragolino, ottimi digestivi, se serviti a una temperatura di 5°, o perfetti cordiali, se serviti a temperatura ambiente, e i mieli, perfetti nelle confezioni da 250g che permettono di provarne differenti varietà senza sprechi. Gli oli e gli aceti aromatici sono invece proposti in bottiglie artistiche da regalo o da arredo, e in formato spray per una tavola contemporanea. Immancabili infine paste di diversi formati tipici e cous cous, proposti anche nella già citata versione Pronti da Cuocere: una linea di oltre 150 primi piatti italiani disidratati e pronti da preparare in padella senza scolare e senza aggiungere altri ingredienti. Tiberino – Sudalimenta Via delle Murge, 61 – Bari -Tel/fax: 0805046600 - www.tiberino.com

“Vogliamo offrire la possibilità di gustare quotidianamente il meglio della Cucina Mediterranea, proponendo prodotti tradizionali ma dall’utilizzo semplice e rapido”


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A tavola con la tradizione di Claudia Cassinari

Cerniera fra mondo latino, tedesco e slavo, il Friuli Venezia Giulia è un crogiuolo di testimonianze mitteleuropee. CosÏ come la sua tradizione gastronomica: uno straordinario mix di sapori giuliani, boemi, asburgici e ungheresi 62


Se c’è una regione che è possibile visitare mille volte, e mille volte vivere esperienze diverse, questa è il Friuli Venezia Giulia. Colori, odori, forme ed emozioni cambiano in base a dove si posa lo sguardo. E la cucina regionale non delude, spaziando dalle ricette tipiche di mare, ai piatti della cultura contadina, alla cucina montana che risente, a sua volta, di quelle veneta, slava, austriaca, ungherese, ebraica e greca. Il nostro percorso gastronomico parte a nord, dalla Carnia. Siamo a un passo dall’Austria, dove, presso i borghi storici di Sauris, Forni di Sopra, Ravascletto, Prato Carnico e Paularo, la tradizione, quella montanara difesa da gente solida e semplice, si sposa con la propria terra.
Quella carnica è soprattutto una gastronomia densa di profumi irresistibili, in ogni stagione: sono quelli delle erbe e delle piante aromatiche come l’olivello spinoso, il tarassaco, i germogli di pungitopo o il raro radicchio di monte, che crescono spontanee e abbondanti nei prati. E quelli dei formaggi freschi d’alpeggio, che tradiscono tutte le essenze nascoste tra l’erba dei pascoli. Ma anche il profumo penetrante e umido dei funghi: porcini, chiodetti, pinaroli, chiodini, finferli, mazze di tamburo e molti altri. Sino all’aroma più dolce del sottobosco: mirtilli, more, fragoline, lamponi, ribes. Ma è chiaramente d’inverno, quando le temperature invitano a pasti robusti, che la cucina carnica si esprime al meglio. Le zuppe saporite, il formaggio fritto in padella con patate e cipolle, il muset, un cotechino di carne suina magra, con cotiche di lardo, muscoletti interni teneri e muso, aromatizzato, servito con le brovade: le rape fatte macerare a lungo nelle vinacce di vino rosso. Una prelibatezza da non mancare sono però soprattutto i versatili cjarsons, ravioli ora dolci ora salati, più spesso dolce-salati. Dentro la morbida pasta di patate, erbe aromatiche, ricotta affumicata, spezie, frutta secca, uva sultanina, aromi orientali, regalano un sapore graditissimo al palato grazie alla maestria delle donne carniche e agli equilibri di antiche ricette se-

In apertura, piazza Goldoni di Trieste. Dall’alto, un piatto di cjarsons, ravioli dal morbido ripieno dolce o salato. In basso, un bel mazzetto di finferli

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cibo&territorio Nel regno dei bianchi Il Collio friulano è una mezzaluna collinosa che confina con la Slovenia. Una terra dove si producono 13 eccellenti Doc a bacca bianca. Collio è infatti sinonimo di bianco. Non esiste altrove una terra con un nome usato da secoli, dai suoi abitanti, allo stesso tempo in lingua germanica, slava e romanza.
 Da qui provengono eccellenti vini bianchi, considerati in assoluto fra i migliori d’Italia. Collio è un blend che non ha più nemmeno bisogno della specifica di bianco (in uso fino alla recente modifica del disciplinare), un prodotto che riesce a essere la massima espressione del territorio e del grande lavoro della sua gente. Lo studio dei vigneti, la ricerca della tipologia delle uve, la selezione qualitativa, portano ciascuna cantina a creare il “suo” Collio, che necessariamente è diverso da azienda ad azienda. Nel Collio i vini bianchi sono in assoluto i re della vigna, anche quando si tratta di monovitigno: come il Friulano (il vino bianco più famoso della regione che, a causa del suo contenzioso con l’Ungheria, non si può più chiamare Tocai). Ma anche il Ribolla Gialla, la Malvasia Istriana, il Picolit, eccellenti autoctoni a cui si affiancano grandi vitigni internazionali, che in questi 1.400 ettari di vigneti collinari hanno trovato il loro ambiente d’elezione: Pinot Grigio e Pinot Bianco, Sauvignon, Chardonnay, Riesling, Riesling Italico, Traminer Aromatico, Müller Thurgau (13 Doc a bacca bianca, sulle 19 previste dal disciplinare), Cabernet, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero. Una produzione media di 6.500.000 bottiglie annue, per 50 mila ettolitri di vino di cui ben l’80 per cento sono di bianco, con una resa pari a 110 quintali per ettaro. 64

Il Friuli Venezia Giulia è una terra ricca, e la cucina regionale non delude, spaziando dalle ricette di mare, ai piatti della cultura contadina, alla cucina montana grete. Ma lo scettro, in quest’ultimo scorcio di montagna italiana, va al formaggio: il frico, la cui ricetta varia a seconda della valle, del borgo, della cucina. Preparato con patate, cipolla e pancetta rosolate, si presenta sempre gustosissimo, dalla crosta ben dorata. Più a sud, seguendo il percorso che tocca la suggestiva Trieste, l’italo-slovena Gorizia e la storica Cividale, si va alla scoperta di cibi ebraici, vini kasher, dolci tipici e salumi d’oca. La parola kasher significa “conforme alla legge” e indica l’insieme di regole religiose, di origine biblica, che regolano la nutrizione degli ebrei osservanti. Una tradizione ancora molto viva a Trieste e dintorni, a giudicare dall’elevato numero di negozi e aziende autorizzati a vendere cibi e alimenti certificati dall’Italy Kasher Union. Centro nevralgico della Mitteleuropa, Trieste ha assimilato anche in cucina le abitudini e le ricette che arrivavano da Vienna, Budapest, Praga. Un mix interessante in cui prevale l’influenza ebraica. Tra le specialità più apprezzate: il gulash di origine ungherese, la lepre alla boema, e la costoletta o le luganighe alla viennese. Piatti caldi come la jota o la zuppa di fagioli, nati nel contado come poverissimi, sono poi diventate raffinate pietanze. Da non perdere i dolci, dalla gubana alle pinze.

Scelti per voi dove mangiare Alle vecchie carceri Qui un tempo erano ospitate le carceri austriache. Minestre di legumi, pesci di fiume, agnello e maialino arrosto sono piatti che denotano una non comune capacità di usare le erbe. Menù da 40 euro. Chiuso domenica sera e lunedì. Via d’Artegna, 16 - San Daniele del Friuli (Ud) Tel. 0432957403 www.allevecchiecarceri.it Agli amici In una terra di solide tradizioni come Friuli spicca questa ristrante che ha fatto della sperimentazione audace la propria scelta stilistica. Menù da 60 euro. Chiuso domenica sera e lunedì (in estate anche domenica a pranzo) Via Liguria, 250 - Udine Tel. 0432565411 www.agliamici.it

dove dormire Castello di Spessa Splendido maniero adagiato su un dolce rilievo collinare e circondato da un magnifico parco: all’interno gli ospiti sono accolti in ambienti di grande fascino. Doppia: 150-170 euro. Via Spessa, 1 - Capriva del Friuli (Go) Tel. 0481808124 www.paliwines.com Locanda Gaudemus Nell’incantevole baia di Sistiana, meta di villeggiatura dell’aristocrazia austriaca di un tempo, un piccolo albergo ottimamente gestito. Doppia: 70-90 euro. Sistiana, 57 - Duino Aurisina (Ts) Tel. 040299255 www.gaudemus.com


QuelladellafamigliaBixio,direttadiscendentedelcelebrepatriotarisorgimentale, è un’Azienda vitivinicola dall’attività ampia e diversificata,fortemente radicata in terra veneta. Tra le tenute di maggior valore, sono certamente le proprietà nel soavese a godere di un impatto paesaggistico di particolare pregio e di una notevole rilevanza sul territorio. Su tutte il Cru Bassanella, due ettari di impianto storico a nord di Soave che sale dolcemente verso il santuario dedicato alla Madonna della Bassanella, la cui sacralità è fortemente sentita per le genti del luogo. Vigneto a guyot tra i più suggestivi della Doc, produce un vino 100% Garganega, il Soave Classico Doc Bassanella, dal colore giallo paglierino carico con riflessi dorati e dal gusto piacevolmente fruttato con note esotiche e di miele, arricchito da sentori di vaniglia e rovere tostato. Il vigneto Capitel al Pigno si trova invece sulla strada che conduce al Castello scaligero. Anche in questo caso si tratta di un 100% Garganega, il Soave Classico Superiore Docg Capitel al Pigno, intenso e fruttato con note decise di albicocca e agrumi, unite a ricordi di frutti esotici. Morbido con corpo di ampia struttura, armonico ed elegante, presenta note di ananas e miele unite a lievi ricordi tostati. Entrambi sono ideali con antipasti e primi a base di pesce, crostacei e molluschi, zuppe, minestre e pesce alla griglia, formaggi a media stagionatura, e vanno serviti alla temperatura di 10/12°. Terzo membro storico di questa famiglia, il Recioto di Soave Docg Il Mondello, 100% Garganega passita, la cui origine è da ricercare in una microzona della collina di Soave. Il sapore è vellutato, di corpo, burroso, con note ricche di miele di acacia e una perfetta acidità che non lo rende stucchevole. Il retrogusto è deciso ed equilibrato. Servito a 16-18° C è un ottimo vino da meditazione, ma si accompagna molto bene anche a pasticceria secca. Tutti i prodotti Bixio Poderi sono stati selezionati in diverse guide (Luca Maroni, Vini buoni d’Italia Touring Editore, Espresso) e premiati nei più importanti concorsi enologici internazionali. Per informazioni sulle Tenute Bixio Poderi: Istituto Enologico Italiano Spa Via Nazionale, 14 - 37038 Soave (Vr) Tel. 045 6104822 - Fax 045 6104811 - www.istitutoenologico.it

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Facciamo il punto sui 3 cru della Doc di Soave dell’azienda Bixio Poderi, realtà di spicco dell’universo enologico veneto, che fonda le sue radici a Soave dall’epoca del Risorgimento

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biologico

L’aceto di vino è uno dei condimenti classici della cucina mediterranea. È ottenuto tramite la trasformazione dell’alcol presente nel vino in acido acetico, attraverso l’ossidazione e l’intervento di alcune tipologie di batteri (Acetobacter). È un alimento sano, senza grassi né calorie, perfetto per condire insalate, preparare salse e conservare verdure. In Italia siamo abituati a considerare l’aceto di vino come l’unico aceto disponibile, mentre è importante valorizzare questo prodotto anche nelle sue diverse versioni, come ad esempio quello di mela. Maggiormente diffuso nelle regioni del Nord Europa, Germania su tutte, questo condimento si sta diffondendo anche nel mercato italiano, esaltato maggiormente dalle produzioni biologiche e biodinamiche. Nei negozi biologici specializzati, infatti, è facile trovare diversi marchi di aceto di mela, e persino diversi invecchiamenti. È importante quindi scegliere, se possibile, aceto di mela italiano e biologico. Specialmente nel nord del nostro paese, come in Piemonte e in Trentino, vi sono infatti parecchi produttori di aceto e le loro produzioni rappresentano completamente la biodiversità agricola del territorio, in quanto utilizzano le varietà di mele locali vocate alla produzione di questo condimento. Le produzioni biologiche, inoltre, sono spesso più attente alla qualità delle materie prime e non impiegano pesticidi, cosa da non sottovalutare quando si utilizzano frutti con buccia come le mele. Come detto, l’aceto si ottiene attraverso la trasformazione dell’alcol (l’etanolo in particolare) in acido acetico. Per quanto riguarda le mele, quindi, si otterrà partendo dal sidro: bevanda prodotta dalla fermentazione del succo di mela. Si può utilizzare per condire verdura, carne e pesce o come base per vinaigrette e altre salse. Alcuni studi, inoltre, affidano all’aceto di mela interessanti proprietà benefiche: tra queste ricordiamo il suo essere fortemente dissetante e mineralizzante e, se assunto con continuità, in grado di regolare le nostre funzioni metaboliche.

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di Riccardo Astolfi

Divino l’aceto di mela Estremamente raffinato e versatile, pur essendo economico alla pari di quello più comune di vino, è un prodotto che sta prendendo piede in Italia passando principalmente per le produzioni piemontesi e trentine


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orto dei semplici

di M. Pia Fanciulli www.barbanera.it

Una profumata radice Un orto non sarebbe tale se mancassero le carote. E anche la cucina, quella delle occasioni o di tutti i giorni, non può farne a meno. Allora è tempo di seminare questi deliziosi ortaggi: anche sul balcone Allegra, colorata, croccante e dolce, la carota non manca mai dal mazzetto degli odori, ovvero da quel classico insieme di erbe aromatiche e ortaggi che profumano da secoli la cucina mediterranea. Anche il suo aspetto – quella radice lunga color arancio che spunta dal terreno con un ciuffo di foglie verde brillante – la rende tra i rari frutti dell’orto amati persino dai bambini, che si divertono a sgranocchiarla cruda. Ricca di vitamine, soprattutto A, e potassio, è poi pasto irrinunciabile per gli amanti dell’abbronzatura che viene favorita dall’alto contenuto di betacarotene. Quanto alle sue origini, queste ci portano lontano, al Medio Oriente e all’Asia centrale, si pensa all’Afghanistan. Da qui proviene infatti una delle più antiche descrizione che la vuole “radice dalla polpa coriacea e dal cuore legnoso”. La sua varietà selvatica, la

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cosiddetta pastinaca, era però già nota a greci e romani che ne iniziarono anche la coltivazione. Poi, a partire dal XII secolo, si diffuse in tutta Europa ed ebbe gran seguito in Italia e Francia. Molto apprezzata lo fu anche nel Rinascimento, malgrado la sua radice fosse allora gialla o bianca: il colore arancio è infatti il risultato di varie selezioni e ibridazioni. Ortaggio che non richiede molte cure colturali proprio per il suo sviluppo che avviene al di sotto del terreno e poco in superficie, rende semplice la coltura anche in vaso, per la quale è però richiesta un’accortezza, quella di utilizzare contenitori di una certa profondità, almeno 30-35 cm. Oltreché buona da mangiare, la carota coltivata in casa regalerà piacevoli infiorescenze a forma di ombrello, composte da numerosi fiorellini bianchi, con il fiore centrale di un bel rosso sgargiante.


Coltiviamola così

Posizione soleggiata e clima temperato faranno il successo del raccolto. In inverno si deve quindi collocare il vaso in un punto riparato. Foglie di rosmarino e issopo, cosparse sulla terra, manterranno invece lontana la mosca della carota, il nemico più temuto. La cassetta e il terriccio La carota, Daucus carota, si adatta con facilità a climi diversi, seppur preferisca quelli temperati e umidi. Gli sbalzi termici potrebbero compromettere la crescita della radice. Perfetta quindi una temperatura tra i 10° e 15°C. La semina va effettuata in vasi molto profondi, almeno 40 cm, e piuttosto larghi. L’ideale sarebbero dei cassoni di legno con la terra, i cosiddetti garden box, dato che la lunghezza della radice può superare i 30 cm.

Coltivabile in terrazzo, la carota è un’ottima risorsa di vitimane, soprattutto la A, e di potassio e betacarotene, elemento chiave per i patiti dell’abbronzatura che in questo periodo dovrebbero mangiarne in quantità

La tardiva di luglio Tra le oltre cento varietà esistenti, dal punto di vista della coltivazione le carote si distinguono in: precoci, con semina in marzo e raccolta in primavera inoltrata; semiprecoci, seminate in maggio per raccoglierle in estate; tardive, con semina in luglio per la raccolta autunnale. A seconda della forma, invece, si distinguono in corte, mezzane e lunghe. Per la semina di luglio si dovranno quindi scegliere le tardive che daranno frutti dopo circa 90 giorni. Tra queste si ricordano la varietà Nantese, Clodia, Nandor e Bolero. Se si dovessero utilizzare semi provenienti da un precedente raccolto, sarà bene passarli con un panno al fine di liberarli dalle piccolissime spine che li caratterizzano e che li tengono uniti gli uni agli altri.

La semina I semi della carota vanno interrati in file, con la Luna calante, a distanza di 1-2 cm l’uno dall’altro, a circa 0,5-1 cm di profondità. Si può seminare poi scalarmente ogni 20 giorni circa – da gennaio a luglio –, in modo da avere carote pronte da raccogliere per un lungo periodo di tempo. Irrigare abbondantemente evitando di bagnare le foglie durante le annaffiature. Punti deboli Sono possibili attacchi di afidi sulle foglie, di larve di mosca sulle radici, marciumi e batteri. La larva della mosca della carota scava gallerie nella radice danneggiandola irreparabilmente. Si può prevenire coprendo il terreno con foglie di rosmarino o issopo. Raccolta e conservazione La raccolta, effettuata mediante estirpazione, è scalare e dipende dal periodo di semina. Una volta colte, le carote si lasciano asciugare stendendole in un locale aerato, per poi procedere alla pulitura dalla terra. Si conservano in ambienti freschi e asciutti, in cassette, oppure stratificate nella sabbia. In casa si possono tenere in frigorifero, dopo aver tagliato le foglie, in una confezione di plastica aperta, rigorosamente lontano da mele e pere.

Menta e tagete in difesa dell’orto Capitava un tempo di vedere fiori e ortaggi convivere insieme nello stesso luogo. Con un effetto molto piacevole alla vista, ma soprattutto funzionale ai raccolti di stagione. Insetti e parassiti possono essere infatti una vera minaccia per il nostro orto. Peggio ancora sarebbe tentare di eliminarli ricorrendo ai pesticidi. Anche perché esistono delle piante amiche capaci di confondere e tenere lontani gli ospiti indesiderati. La calendula, ad esempio, piantata accanto a pomodori e cetrioli, terrà lontana la mosca bianca grazie ai suoi petali brillanti. Ci sono poi dei parassiti che riconoscono le piante predilette dall’odore. Ecco allora che le aromatiche quali menta, salvia o rosmarino, li disorienteranno con il loro intenso profumo tenendoli lontani dalle carote. A scoraggiare gli afidi c’è poi il forte odore del tagete, insieme a quello di aglio ed erba cipollina.

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l’olio

di Gino Celletti Capo Panel Consiglio Oleicolo Internazionale www.frantoicelletti.com www.monocultivaroliveoil.com

Un piatto di salute Perché gli Omega-3 del vicino... non sono sempre più verdi

Come mio solito desidero fare chiarezza, se no a che serve scrivere? Tutti parlano di Omega-3. Tutto contiene Omega-3 e se non prendiamo giornalmente un bella dose di Omega-3 non siamo nessuno. In ufficio, al bar, dal parrucchiere gli Omega-3 scorrono a fiumi, per non parlare delle riviste femminili o di gossip che, se non ne parlano nella loro rubrica medica, non pubblicano il numero. E allora anche noi abbiamo deciso di dire la nostra. Il rappresentante più importante degli Omega-3 è l’acido linolenico (omega, in greco si scrive, maiuscolo, così Ω, e minuscolo così ω, ed è l’ultima lettera dell’alfabeto greco). A questa molecola manca un nonnulla per assomigliare ai grassi più diffusi al mondo; gli mancano rispettivamente: 1 elettrone per essere acido linoleico, 2 elettroni per essere acido oleico e 3 per essere acido stearico (la cera delle candele). Ha una catena di 18 atomi di carbonio e si dice ω-3 perché il primo elettrone gli manca sull’atomo di carbonio numero 3 (18: ω3), si dice ω-6 perché il secondo elettrone gli manca sull’atomo numero 6 (18: ω6) e analogamente si dice ω-9 perché il terzo gli manca sull’atomo numero 9 (18: ω9). La mancanza di elettroni lo rende liquido e si dice polinsaturo (poli = più volte insaturo), infatti l’acido stearico che ha tutti gli elettroni al posto giusto e non manca di niente è un grasso saturo e anche solido a temperatura ambiente, (la candela stearica si squaglia solo se brucia). L’acido oleico, come abbiamo detto sopra, è un Omega 9, manca di un solo elettrone e allora si dice monoinsaturo (mono = 1 volta sola). Ma dove voglio arrivare con queste semplici spiegazioni di chimica organica di base? Voglio spiegare che gli acidi linolenico, linoleico e oleico sono i componenti fondamentali dell’olio delle olive e che quindi non dobbiamo andare tanto lontano per fare il pieno di Omega-3. L’olio delle olive ne contiene circa l’1,5-2%, una quantità discreta per la corretta dieta quotidiana. Ma per-

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ché ho citato anche gli altri acidi grassi? Perché l’assorbimento degli Omega-3, così utili alla nostra salute, dipende ed è funzionale alla presenza degli altri 2 acidi grassi insaturi: il linoleico e l’oleico. Mi spiego ancora meglio con un esempio gastronomico: gli Omega-3 si dice che siano contenuti in abbondanza nel pesce azzurro, nelle acciughe, nelle sardine etc.; bene se vogliamo fare il pieno di Omega-3 da questi pesci, l’ottimo è un piatto di acciughe con olio extra vergine di oliva, magari con un trito di prezzemolo; così prendiamo Omega-3 da acciughe e olio ma i carrier dell’olio, cioè gli Omega-6 e Omega-9, aiuteranno l’assorbimento degli Omega-3. Anche in farmacia sono in vendita pillole di Omega-3 ma senza fare tanta strada, non è meglio un bel piatto di tonno, fagioli bianchi di Spagna con un trito di cipolle rosse di Tropea e un giro di olio monocultivar di Olivastra Seggianese che cresce solo sulle pendici del Monte Amiata? E poi, l’erba del vicino, oltre a essere meno buona... costa anche di più.


OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA ITALIANO

garantito e certificato

Il Consorzio Nazionale degli Olivicoltori nell’ambito del Programma finanziato ai sensi del Reg. CE 867/08 è lieto di presentare una selezione di olio extra vergine di oliva a rintracciabilità di filiera garantita e certificata ai sensi della Norma UNI EN ISO 22005/08. Attraverso questa attività di certificazione, il CNO e le Organizzazioni territoriali associate, intendono proporre al consumatore diverse tipologie di olio di qualità le cui differenze in termini di profilo sensoriale non sono altro che l’espressione autentica e irrinunciabile delle filiere produttive e del territorio agricolo italiano da cui derivano.

Consorzio Nazionale

degli

Olivicoltori

S.c.ar.l.

Via Piave, 8 - 00187 Roma - Tel. +39 06 487741 Fax +39 06 4883309 www.cno.it e-mail info@cno.it

Campagna finanziata con il contributo della Comunità Europea e dell’Italia Reg. CE 867/08


selezioni

di Cesare Aldesino

Tradizioni da conservare La preparazione della carne salada, prodotta in Trentino, è seguita ancora oggi con la stessa cura e l’attenzione alla genuinità di un tempo. L’uso di carni di origine esclusiva, rigorosa e accertata, spezie, sale e nient’altro, ne fanno un emblema della gastronomia di questa regione

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Originaria dell’Alto Garda, la carne salada rimane una fra le specialità tipiche più conosciute del Trentino. È ottenuta dalla parte più pregiata del bovino adulto, la fesa, che viene trattata con poche ma efficacissime operazioni manuali. Una pietanza antica, se si pensa che l’usanza di mettere la carne in salamoia (allo scopo di conservarla) utilizzando acqua, sale e aromi come l’aglio e l’alloro risale addirittura ai Greci, 500 anni prima di Cristo. Quanto all’origine, la carne salada è di certo legata alla necessità della conservazione del cibo. Per secoli una delle preoccupazioni dell’umanità è stata quella di allungare la durata delle derrate alimentari per garantirsi la sopravvivenza nei periodi di magra. La salagione era fra le tecniche più utilizzate, semplici e affidabili. Il sale, infatti, ha la proprietà di rendere conservabili i cibi e di distruggere i batteri; prima del freezer, ci si affidava dunque alla sua capacità conserva-

tiva. Nella zona del Trentino meridionale sono rimaste memorie vive di quelle antiche pratiche di stoccaggio alimentare. Una consuetudine che, soprattutto a Tenno, trovò largo impiego già nel ’700 quando due famiglie locali iniziarono un’attività legata alla commercializzazione della carne salada, che veniva bollita e accompagnata dai rinomati broccoli di Torbole. Se un tempo questo piatto era una vivanda di scorta, oggi è diventata una vera e propria alternativa, una prelibatezza. Come prepararla La carne salada viene preparata lasciando marinare la carne di manzo in un contenitore di acciaio inox (anticamente il materiale usato era il legno, sostituito poi dalla terracotta), all’interno del quale si trova il liquido che la carne perde a contatto degli aromi a base di pepe, aglio, rosmarino, alloro e bacche di ginepro. La fesa, completamente som-


La carne salada fornisce 93 Kcal ogni 100 gr e solo l’1% di grassi; l’assenza di glutine e lattosio la rendono un alimento ideale per tutti

I produttori raccontano Dal 2003, la carne salada è disciplinata da Trentino Salumi, il Consorzio nato appositamente per valorizzare i prodotti della tradizione gastronomica e delle consuetudini popolari. Il 10 luglio, nel contesto della manifestazione Diamoci del T – Il Tour dei Salumi Trentini, i produttori consorziati aprono le porte delle loro aziende per far conoscere come nasce la carne salada del Trentino. Provare per credere!

dove comprare Scrigno di Casa Largher Fraz. Scancio, 21 Segonzano (Tn) Tel. 0461683082

Alcuni invitanti piatti di carne salada in cui la tradizione trentina incontra il gusto estetico più attuale

mersa dalla salamoia, deve quindi essere sistemata in appositi locali refrigerati, un tempo nelle cantine dei masi, per almeno 20 giorni (anticamente il periodo richiesto era di 25-30 giorni), dopodiché sarà pronta per essere consumata. Da qui il nome di carne salmistrata, o salada nella forma dialettale. Questa stagionatura la mantiene molto umida in modo da renderla particolarmente morbida e altamente digeribile. La salubre aria dei monti trentini concorre a dare alla carne salada una peculiare caratteristica di delicatezza e un fragranza unica, leggermente aromatica e speziata. Ha un colore rosso rubino e il sapore e il gusto tipico sono gradevoli, lontanamente riconducibili alla carne fresca. Quando consumarla e come Ideale per degustare la carne salada è il periodo estivo, in particolare per coloro che prestano attenzione all’assunzione di cibi calorici, poiché fornisce

Salumificio Trentino Loc. Mala, 4 – Nago (Tn) Tel. 0464540111

93 Kcal ogni 100 grammi di prodotto e solo l’1% di grassi; l’assenza di glutine, lattosio e altri comuni componenti allergenici la rendono un alimento ideale per tutti, anche per i celiaci o per gli intolleranti al lattosio. Può essere degustata tagliata sottile come carpaccio, con un filo di olio extravergine di oliva con l’aggiunta di funghi affettati o parmigiano e rucola selvatica. O tagliata a fette leggermente più grosse, cotte alla piastra dopo essere stata passata in olio d’oliva e dopo aver aggiunto qualche goccia di aceto. È consigliabile servirla assieme ai fagioli saluggia o, meglio ancora, con i broccoli di Torbole, che andranno lessati e a loro volta conditi con un filo di novello extra vergine d’oliva dell’Alto Garda. In diverse altre zone si predilige gustarla con un’altra specialità del Trentino, la torta di patate. In virtù della voglia di ricerca di sapori e ricette tipiche della tradizione, il prodotto è sempre più apprezzato anche oltre i confini del Trentino.

Lavorazione Carni di Vivaldelli & C. Via Cogozzi, 2 M – Arco (Tn) Tel. 0464532869 Macelleria Vivaldelli Camillo P.zza della Chiesa, 7 Varone, Riva del Garda (Tn) Tel. 0464522057 Prohoga – Industria Lavorazione Carni Via della Croseta, 51 Arco (Tn) Tel. 0464516756 Bertoldi Albino Viale Trento, 88 Riva del Garda (Tn) Tel. 0464553076

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carta della pasta

di Giancarlo Roversi

La nostalgia nel piatto Grattini in brodo: una tradizionale minestra bolognese, dalla cucina della nonna a quella di Casa Artusi Grattini in brodo Fra i mangiari di casa mia ricordo ancora con un sottile senso di piacere e nostalgia e, perché no, con un po’ di acquolina in bocca, i grattini, una tipica minestra in brodo un tempo piuttosto in voga e oggi quasi scomparsa almeno nella sua versione più ortodossa. Non hanno nulla a che fare con questa specialità popolare i grattini ora in commercio che, salvo rarissimi casi, non contengono il parmigiano-reggiano o ne contengono pochissimo, e che, come gusto, si avvicinano di più alla meno saporita pattuglia della pasta sminuzzata non rinforzata dal formaggio grattugiato: i malfattini e i pistadini bolognesi, i centinbocca, i cappellini, le stelline, i manfrigoli romagnoli e marchigiani (a Pesaro li chiamano sfregoli), le lingue di passero siciliane, i millefanti ricordati nei ricettari seicenteschi, e altri ancora. Tutte paste ben sode, da cuocere generalmente in brodo, ottenute da un amalgama ben compatto, anzi essiccato, di farina e uova, poi soffregato sulla grattugia a fori grandi oppure sbriciolato fra le mani fino a ridurlo in minuscoli granellini irregolari. Si tratta di una tecnica molto antica, oggi mantenuta viva soltanto da alcune attempate vestali della buona tavola domestica o in qualche vecchia trattoria tipica, che ricorda quella del cuscus magrebino e siciliano. Anche nei territori dove queste specialità conservano tuttora la loro denominazione tradizionale però sono soprattutto di produzione industriale oppure preparate in casa da pasta tagliata minutamente col coltello o con la lunetta. Ma 76

Di seguito la ricetta realizzata da Carla Brigliadori di Casa Artusi. Ingredienti (per 4 persone): 6 uova 400 gr di semolino o farina (oppure 200 di farina e 200 di semolino) 200 gr di pangrattato 200 gr di parmigiano-reggiano stagionato 24 mesi sale q.b. una raspatina di noce moscata Amalgamare bene gli ingredienti, impastare con la stessa tecnica dell’impasto da sfoglia fino a ricavarne tante basse focacce ben pressate con le mani oppure una sorta di pagnotta da tagliare a pezzi grossi. Lasciare asciugare molto bene (una volta anche per vari giorni) e poi grattugiare l’impasto ben rassodato con una grattugia a fori grossi. Stendere i grattini per un giorno e una notte e poi passare alla loro cottura in buon brodo di carne oppure di pollo o cappone che assorbirà una parte del sapore dei grattini e sarà una delizia per il palato. In passato i grattini servivano per essere mangiati a più riprese e duravano anche per un mese e più. Bastava riporli in un vaso di vetro ben chiuso. Oggi si potrebbero conservare sotto vuoto oppure in frigorifero o anche in congelatore.

veniamo ai grattini di mia nonna, il mio piatto prediletto degli anni giovanili. Confesso che le mie preferenze sono sempre andate e vanno verso le minestre in senso classico ossia i piatti brodosi (mentre a Bologna per minestra si intendono anche i primi di pastasciutta). Ed è proprio a causa di queste mie predilezioni culinarie che i grattini sono ancora vivi nella mia mente. Anche perché, da grande amante del parmigiano-reggiano come ingrediente principe per insaporire qualsiasi piatto, debbo sottolineare che, proprio grazie alla sua generosa presenza, i grattini vantano una marcia in più rispetto alle altre paste sminuzzate appena menzionate che invece non lo prevedono. Come non prevedono una piccola raspatina di noce moscata che serve a dare un ulteriore tocco di grazia ai grattini. Per il resto gli ingredienti sono gli stessi delle altre paste essiccate: uova, farina o semolino o, volendo, pane grattato. L’impasto dei grattini tradizionali di Bologna ricorda quello di altre due specialità tipiche petroniane da brodo: la zuppa imperiale e la minestra nel sacco, entrambe a base di uova, farina, parmigianoreggiano e una profumatina di noce moscata. Con una sola differenza. Per ottenere la zuppa imperiale si mette l’impasto a cuocere in forno e poi si taglia a quadretti ripassandoli infine nel brodo bollente prima di essere serviti. Per preparare la minestra nel sacco, invece, bisogna chiudere l’impasto ben stretto in un borraccio o tovagliolo, lasciandolo poi cuocere immerso nel brodo bollente sospeso con un filo a un piccolo bastoncino appoggiato sui lati della pentola. Si serve tagliato a quadretti nel suo stesso brodo di cottura. Nella prima versione i quadretti sono più saporiti, nella seconda un po’ meno perché hanno ceduto buona parte della loro sostanza al brodo sul fuoco. A fine maggio a Casa Artusi di Forlimpopoli, patria del grande trattatista gastronomico italiano, i grattini hanno accompagnato la presentazione del libro di Rino Pensato e Antonio Tolo Lo scaffale del gusto. Guida alla formazione di una raccolta di gastronomia italiana (1891-2011) per le biblioteche (Edizioni IBCCompositori). L’evento si è svolto nell’ambito del quinto capitolo di Menu Italia, la rassegna che propone incontri con autori e libri che interpretano i 150 anni della storia d’Italia in chiave gastronomica, e ha coinciso col centenario della morte di Pellegrino Artusi. Info: www.casartusi.it


L’Italia preferisce i primi

The great pasta with a great past

Have you ever tasted the Mediterrean flavour? You can find in every pack of Antonio amato pasta, the italian pasta the world has loved for years. A passion cannot have end


Il buono a tavola

Come una madre La Puglia è una terra di masserie, ricca di olio, grano e vino, e ha fatto dell’agricoltura il suo punto di forza. Per una cucina calda, solare, accogliente

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di Antonio Romeo

Si può viaggiare da nord a sud di questa regione e vedere, per chilometri e chilometri, un mare infinito di piante di ulivi. Siamo in Puglia e l’olio di oliva è l’ingrediente essenziale della cucina locale. È impossibile immaginare un piatto tipico, come fave e cicorie, senza il condimento di questo oro giallo che profuma di un ritrovato contatto con la terra. Nell’interno, sugli altopiani, il grano duro cresce a vista d’occhio per la miglior pasta (sia fresca che secca) della regione. La qualità del grano duro pugliese è rinomata ed è richiesta dai migliori pastifici d’Italia per produrre tutte le specialità di pasta secca. La grande varietà di erbe spontanee contribuisce con i suoi sapori particolari al patrimonio gastronomico. I prodotti ittici più usati nella cucina regionale sono i molluschi: cozze, ostriche, ricci, vongole e capesante, che nelle zone più a sud vengono mangiati crudi. Compaiono anche seppioline, acciughe, moscardini, cannolicchi. Il prosciutto è quasi sempre presente sulla tavola pugliese, accompagnato dal vero protagonista, il pane, in una delle sue infinite varietà. Corposo e fragrante, il pane pugliese viene fatto con la semola, cotto in forme molto grandi, in forno a legna. La gastronomia pugliese fa inoltre molto uso di latticini e formaggi. La vasta gamma va dal fior di latte (una mozzarella di latte vaccino), alla burrata (una sacca di mozzarella riempita di panna e stracciatella), alla manteca (un formaggio tipo scamorza con all’interno il burro), alla provola (di latte di bufala). Infine, immancabili la ricotta fresca o salata e il cacioricotta. Caratteristica principale della cucina pugliese è l’abbondante uso di verdure e di legumi di tutti i tipi, come fagioli, ceci, fave. Questi ingredienti, insieme alla pasta, formano il quadro di una cucina sana, semplice, ben-equilibrata e decisamente legata alla terra; basata sulla freschezza delle materie prime, che subiscono poche manipolazioni, valorizza tutta la fragranza e il sapore naturale dei suoi prodotti. Questa regola vale per tutto: anche il pesce che non deve cuocere troppo a lungo. Per ottenere il semplicissimo ma tradizionale ciambotte, a base di pesce fresco, basta aggiungere uno spicchio d’aglio, qualche pomodorino e un goccio d’olio, ed ecco fatto. Ma il posto d’onore in tavola è riservato alle orecchiette con cime di rapa: la pasta viene cotta insieme alle cime di rapa, scolata e ripassata in padella con olio extravergine d’oliva. Questo piatto racchiude in sé tutta l’essenza di questa regione che ha fatto dei prodotti del territorio la base di una cucina calda, solare, conviviale, come una madre che accoglie i suoi figli.


Orecchiette e cime di rapa Piatto simbolo della cucina pugliese che racchiude in se tutta la filosofia della tradizione gastronomica di questa terra: un sapiente uso delle materie prime con scarsissima manipolazione. Consiste in pasta, verdura cotta e una “croce d’olio”. Ingredienti: 400 gr di orecchiette 1kg di cime di rapa 2 spicchi d’aglio 4 filetti di acciughe salate peperoncino Per le orecchiette: Impastare la farina di semola con acqua tiepida ottenendo un impasto morbido. Formare dei bastoncini spessi 1 cm. Dividerli in piccoli pezzi della grandezza adatta alla verdura e cavarli con l’aiuto della punta rotonda di un coltello ottenendo così un piccolo guscio di noce. Rivoltarlo perché la parte rugosa si trovi all’esterno; lasciare riposare.

U’ Raganat L’uso del baccalà con le verdure o con i legumi è tipico di molte zone della Puglia, particolarmente diffuso nelle parti interne della regione. Ingredienti: 4 teste di finocchio - 200 gr di baccalà - 2 spicchi di aglio pane di grano duro raffermo - 100 gr di olio extravergine d’oliva prezzemolo - formaggio pecorino Sbollentare i finocchi in abbondante acqua salata. A parte, preparare una farcia con baccalà, pane raffermo, prezzemolo e aglio, formaggio pecorino, aggiungendo un filo di olio. Aprire i finocchi e riempirli con la farcia. Mettere tutto in una teglia da forno, aggiungere l’acqua di cottura dei finocchi, condire con un filo d’olio e gratinare a 180° per 20 minuti circa.

Per il condimento: Mondare accuratamente le cime di rapa e lavarle in acqua fredda. Cuocere le orecchiette in abbondante acqua bollente salata; 5 minuti dopo aggiungere le cime di rapa e scolarle al dente. Scaldare l’olio con 2 spicchi d’aglio, 1 peperoncino e 4 filetti di acciughe salate. Quando l’aglio è dorato versarvi dentro le orecchiette con le cime di rapa e amalgamare il tutto. Variante: si possono cuocere le verdure e le orecchiette separatamente e poi saltare tutto in padella. Un’altra variante vuole l’aggiunta di piccoli pezzettini di pane soffritti in olio.

Fave e cicorie (Capriata) La leggenda vuole che le fave fossero il cibo preferito da Ercole. Più modernamente, hanno sempre fatto parte della tradizione contadina, e si prestano, sia fresche che secche, alle più disparate preparazioni. Con il loro contenuto proteico hanno soppiantato la carne nelle abitudini quotidiane dei contadini pugliesi. Ingredienti: 200 gr di fave secche sgusciate 500 gr di cicorie di campagna un pizzico di sale olio extravergine l’oliva

Cavatelli pomodoro e ricotta Era ed è uso, dopo la mietitura, bruciare le stoppie. La raccolta dei chicchi rimasti (arsi) dà origine a una farina nera. Oggi la farina viene ottenuta abbrustolendo i chicchi di grano. Piatto tipico della cultura contadina. Ingredienti: 300 gr di farina di grano arso - 400 gr di passata di pomodoro 100 gr di olio extravergine d’oliva - 2 spicchi d’aglio 200 gr di ricotta dura - sale e acqua Impastare la farina di grano arso con acqua, ottenendo un impasto morbido. Formare dei bastoncini spessi 1 cm e lunghi 2-3 cm e cavarli con 2 dita. Rosolare l’aglio in una pentola con l’olio di oliva e aggiungere il passato di pomodoro. Lessare in abbondante acqua salata i cavatelli. A cottura ultimata condire la pasta con il pomodoro e una manciata buona di ricotta dura.

Riempire la pentola di fave sgusciate, tenute a mollo dalla sera precedente. Le fave devono essere poco meno della metà e l’acqua fino all’orlo della pentola. Coprire e portare a ebollizione lentamente. Quando comincia a bollire togliere la schiuma e ripetere l’operazione diverse volte. Aggiungere 3 cucchiai di olio extravergine d’oliva e amalgamare creando una purea grossolana. In abbondante acqua salata cuocere le cicorie, scolarle e servirle disponendo nel piatto metà cicorie e metà purea di fave. Condire con olio extravergine d’oliva. Le varianti sono moltissime e cambiano da zona a zona: dalla cipolla fresca da utilizzare come cucchiaio all’aggiunta di peperoni arrostiti, oppure lampascioni.

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la scoperta

di Riccardo Lagorio

Insalata mista

«Le peculiarità della terra, argillosa e forte, a cui male si adattano altre coltivazioni è straordinariamente adatta a quella dell’anguria. Tanto che la struttura del terreno rende questi frutti particolarmente dolci e gustosi, perché ricchi di sostanza zuccherina. È questa la zona in cui si produce una delle migliori angurie d’Italia». A dirlo è Ivan Bartoli, professione coltivatore. E l’anguria di Novellara, in provincia di Reggio Emilia, non tradisce le sue parole, e va ad arricchire la già eccellente reputazione di questa terra, che ci ha abituato a miracoli acquolinosi e saporiti; miracoli laici fino a che si vuole, ma sempre miracoli: dalla torta fritta all’erbazzone, a tagliatelle e tortelli, bolliti e zamponi, lambrusco e sangiovese. Con quell’italianità impressa nel colore, dalla scorza al cuore, sorprende conoscere che le varietà che meglio crescono a Novellara hanno nomi esotici: la Crimson sweet – di medio grossa pezzatura, polpa soda, croccante e rossa, con buccia verde scuro – e l’Asahi Miyako – piccola e sferica, polpa rosso intenso, morbida, a corteccia sottile. Le une tardive, le altre già pronte a fine maggio. Infatti l’offerta al mercato di questo frutto deve essere il più strutturata possibile, consistente e dilazionata nel tempo per potere contare su un pubblico di estimatori differenziato.

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Italiana dalla scorza al cuore Raccolta tra il primo giugno e il 15 settembre, l’anguria di Novellara si acquista per strada da uno dei baracchini al ciglio della carreggiata. Proprio come fanno gli emiliani Doc

Crimson sweet e Asahi Miyako sono gli esotici nomi delle angurie di Novellara, le une tardive, le altre già mature a fine maggio

L’anguria è un ottimo strumento per combattere la calura estiva; peraltro la notevole capacità dissetante dovuta all’elevato contenuto idrico, tributa all’anguria un’intensa azione diuretica. Spesso viene utilizzata in cosmetica per la preparazione di lozioni che ammorbidiscono la pelle e con la polpa si preparano maschere rinfrescanti e idratanti. Meno usuale è utilizzarla per preparare insalate d’anguria e carote, lattuga e ravanelli, gustose e rinfrescanti. Senz’altro più nota è la possibilità di trarre dall’anguria sorbetti e macedonie abbinandola ad ananas e banana. Da qualche anno le campagne di Novellara danno vita anche a un’anguria a polpa gialla, dal gusto molto simile a quella tradizionale ma con sentori simili all’ananas e al ficodindia. Anche la dimensione è ridotta e la sua buccia molto sottile: caratteristiche che la rendono decisamente più… pratica!

Dove comprare Ivan Bartoli Via Valle, 32 - Tel. 0522652055 Gabriele e Fabio Bartoli e Bruna Pagliani Via Valle, 106 - Tel. 3396565662


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Nel lembo della Sicilia sudorientale, ad Acate, tra i sinuosi colli della valle del fiume Dirillo, si trova , una delle realtà più intraprendenti del panorama vinicolo siciliano. Impegnata nel recupero e nella valorizzazione del territorio, la cantina è una tappa fondamentale della . L’itinerario enoturistico che, dalla fascia costiera rivolta verso l’Africa, attraversa i Monti Iblei,racchiude luoghi come Ragusa, entrata a far parte della lista del “patrimonio dell’umanità” UNESCO e Vittoria, borgo fondato nel ‘600 da Vittoria Colonna. Un viaggio nel tempo, ma anche nel gusto, che oltre al vino porta alla scoperta di prodotti d’eccellenza, come il formaggio Ragusano D.O.P., il famoso Cioccolato di Modica e l’olio extravergine di oliva D.O.P. Monti Iblei. L’azienda è apprezzata per la coltivazione dei più pregiati vitigni autoctoni, rinomata a livello internazionale per la valorizzazione dei due vini del territorio: il interpretato nella , versione “classico” ed il fortemente riqualificato da Valle dell’Acate, che ne ha determinato l’affermazione come rosso fruttato, estivo, adatto ai piatti di pesce e al sushi. La cantina viene fondata per iniziativa della famiglia Jacono, dedita alla viticoltura e alla produzione di vino sin da quando Vittoria era il centro siciliano più attivo nell’esportazione del vino destinato al mercato francese. Il particolare terreno della tenuta, di arenarie calcaree interfacciate da pacchetti di argilla, consente di dare uve di qualità e vini eleganti e solari. Lo spirito dell’azienda si fa interprete di un modo di fare vino, dove l'antica tradizione e la natura si combinano profondamente diventando la ragion d'essere della straordinaria qualità dei suoi vini. Con questo spirito Gaetana Jacono, sesta generazione di viticoltori, è impegnata nella sperimentazione e nella selezione clonale di vitigni autoctoni e nell’adozione di . 97011 Acate (RG) - Contrada Bidini tel. 0932.874166 - fax 0932.875114 mobile +39.339.4063138 web: www.valledellacate.it e-mail: info @valledellacate.it


bottega golosa

L’isola dove approdare Dalla sua inaugurazione si susseguono iniziative culturali, di animazione e intrattenimento, che hanno riportato a pulsare il cuore di una delle zone più affascinanti e dimenticate di Brescia: appuntamenti letterari, degustazioni a tema, corsi di cucina, cene artistiche… perché fare la spesa è diventato Buonissimo

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di Gilda Ciaruffoli


Buonissimo Brescia Corso Mameli, 23 www.buonissimo-store.it

Quattro piani spalmati, è il caso di dirlo!, su 3 mila metri quadri. Settemila referenze in assortimento, una profondità simile a quella di un supermercato, 600 etichette di vini; ricco l’assortimento dell’area ortofrutta, tutto di provenienza tracciata, grazie a un accordo di esclusiva con l’Ortomercato. Di cosa stiamo parlando? Ma di Buonissimo – l’Arcipelago del Gusto, gourmet store che ha aperto i battenti a Brescia lo scorso dicembre in uno stabile storico ristrutturato per l’occasione, nato dalla volontà delle istituzioni cittadine di rilanciare un’area di grande pregio (il centralissimo Corso Mameli) da alcuni anni un po’ dimenticata. L’obiettivo principale di questa nuova formula distributiva è chiaro: far conoscere l’eccellenza produttiva enogastronomica italiana al grande pubblico, creando uno sbocco sul mercato per le aziende di piccola dimensione, dislocate in tutte le regioni d’Italia, che si attengono a standard produttivi artigianali e perseguono l’eccellenza qualitativa. Navigar, quindi, vi sarà dolce in questo mare costellato di isole del gusto, a partire ovviamente dallo store vero e proprio e dall’enoteca, passando per i ristoranti dagli invitanti nomi de Il Pescato o I Prelibati. E ancora, facendo un salto alla scuola di cucina L’Alchimia del Gusto dove, sotto la supervisione della chef Francesca Marsetti, si sviluppano corsi a tema, degustazioni e dimostrazioni; particolarmente interessante l’appuntamento in pausa pranzo: un break ai fornelli con degustazione finale delle ricette preparate insieme alla chef. Ultima tappa il caffè letterario, con i tavolini disseminati fra gli scaffali di un’interessante libreria, concepito come spazio in cui prendersi una pausa dedicato al contempo a presentazioni, eventi e incontri.

Alcuni scorci che mostrano Buonissimo in tutto il suo elegante splendore. Design minimal per spazi accoglienti che invitano all’acquisto e alla degustazione di insolite bontà. Spazio anche alla scuola di cucina, per diventare tutti maghi dei fornelli

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consumo responsabile

A proposito di banane equosolidali Sono il frutto fresco biologico più consumato in Europa e l’Italia è tra i primi posti per consumo pro capite. Per migliorare le proprie condizioni, molti produttori hanno dato vita ad associazioni e cooperative autogestite, ottenendo, grazie alla certificazione Fairtrade, un trattamento privilegiato nell’accesso al mercato internazionale, con programmi di vendite garantiti nel tempo e prezzi equi e stabili. Di seguito il caso Apbosmam

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di Glenda Spiller Fairtrade Italia

La cooperativa peruviana Asociación de Productores de Banano Orgánico Sector El Monte y Anexos Mallaritos ha recentemente inviato in Italia il primo container contenente 80 mila casse di banane biologiche ed equosolidali, in maniera diretta, senza intermediari. Questo è avvenuto grazie alla partnership con OrganicSur, azienda bolognese d’eccellenza nel mercato delle banane biologiche ed equosolidali fondata e gestita dall’italo-argentino Franco De Panfilis, che accompagna i progetti di coltivazione e di commercializzazione, fornendo ai produttori tutte le indicazioni che provengono dal mercato, organizzando le raccolte, le spedizioni, gli arrivi, l’immagazzinamento e la successiva distribuzione di prodotti provenienti dal Sud America. «I piccoli produttori di Mallaritos sono riusciti dopo tanti anni di fatiche a raggiungere questo traguardo. Il consociativismo e la volontà di essere presenti direttamente sul mercato finalmente si sono concretizzati. I consumatori che acquisteranno queste banane sapranno di essere anche loro protagonisti dello sviluppo dei piccoli produttori Fairtrade e anche del supporto ai nostri progetti di sviluppo educativo e ambientale», ha dichiarato Martín Teodoro Cherres Colmenares, il presidente di Apbosmam. Le banane forniscono un contributo fondamentale alle economie di molti Paesi a basso reddito, garantendo lavoro a migliaia di famiglie rurali. Le produzioni biologiche di Apbosmam si caratterizzano per una scala considerevolmente ridotta rispetto a quelle da agricoltura convenzionale, principalmente a causa della scarsa estensione dei territori nei quali i 300 soci della cooperativa si trovano a operare. Sono piccole isole di eccellenza che però, allo stesso tempo, si rivelano molto fragili rispetto alle dinamiche di mercato. La resa di un bananeto biologico, infatti, è mediamente la metà di uno convenzionale e, considerate queste differenze produttive, la sostenibilità dell’agricoltura bio si trova a essere legata all’equità e alla stabilità dei prezzi che solo il commercio equo e solidale può garantire.


il ristorante

di Francesca Frediani

Sapori d’arte Volte in mattoni a vista, arredamento in legno chiaro, predominanza di toni beige e marrone. Il ristorante Alice, di Viviana Varese e Sandra Ciciriello, trasforma il cibo in arte senza scordare tradizione e sapori mediterranei

Il ristorante prende il nome da uno dei più noti pesci pelagici delle nostre coste: Alice. Nato nel 2007 dalla passione dello chef Viviana Varese e della Maitre Sommelier Sandra Ciciriello, è frutto di una scommessa tra le due donne, che ha saputo conquistare critici e appassionati. Numerosi sono infatti i riconoscimenti che il locale milanese ha ricevuto negli anni. A partire dalla partecipazione al congresso Identità Golose di Paolo Marchi, con apparizione sulla Guida ai Ristoranti d’Autore 2008 e 2009, la Corona Radiosa che la Guida Critica e Golosa di Paolo Massobrio e Marco Gatti gli hanno conferito per due anni consecutivi e la segnalazione nella Guida Veronelli. In attesa che ci vengano serviti gli antipasti, composti da un gustoso carpaccio di pesce del giorno, una deliziosa zuppetta di ceci con triglia e gamberetti e fiori di zucca ripieni di ricotta di pecora cotta al vapore, zucchine ed erbe aromatiche, lo sguardo si sposta verso gli altri tavoli e il resto della sala (una posta al piano superiore e una a quello inferiore). Lo stile è elegante, raffinato, arredato con gusto essenziale. L’attenzione viene solo distolta per la scelta del vino, suggerito tra le oltre 200 etichette, tra vini e champagne, della cantina di Alice, selezionate tra piccole

aziende emergenti e diverse etichette da tutto il mondo. E mentre il vino riposa nel nostro bicchiere, l’attenzione viene richiamata dal centro tavola di lunghi (e squisiti) grissini fatti in casa. I camerieri raccontano ogni portata come fosse una storia. Lasciamo spazio alla creatività dello chef Viviana Varese e chiediamo loro di scegliere per noi. Il risultato è all’altezza delle aspettative: una cucina dai sapori veri rubati alla tradizione mediterranea non senza qualche azzeccato tocco di sperimentazione. Tra i piatti degustati citiamo una crema di patate con maccheroni quadro con totanetti, basilico, pecorino e pinoli; zuppa di pesce concentrata con pomodorini datterini e alghe; una degustazione di dolci tra O Sole Mio (rivisitazione della pastiera napoletana), Universo (mousse di cioccolato con cuore di liquirizia e concerto con salsa inglese allo zafferano, cannuccia di zucchero con aceto balsamico), Voleva Essere un Flan (flan spaccato con spuma di cioccolata calda, salsa di pompelmo e granita); millefoglie con crema pasticcera e crema chantilly, ananas e pepe, gelato alla vaniglia e cannella. Due i ricchi menù degustazione tra cui scegliere, Sandrina e Viviana, rispettivamente a 68 e 78 euro, intesi per l’intero tavolo.

Alice Ristorante Via Adige, 9 – Milano; Info: www.aliceristorante.it

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tecnologia&cibo

L’azienda a portata di consumatore Come permettere a contenuti e messaggi di esprimere al meglio le proprie potenzialità e, contestualmente, ottimizzare tempi, risorse e costi aziendali

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Ai giorni nostri ogni azienda, evento, realtà può “comunicare globale”. Per comunicazione globale non si intende solo la possibilità di raggiungere tutto il pianeta, ma soprattutto si parla di globalizzazione del linguaggio, dell’unione di tecniche diverse; dalle più antiche, come la scrittura, a quelle recenti, come la pubblicità, a quelle di ultima generazione. Tra queste, impossibile non citare il fenomeno delle community, nate forse da aneliti iniziali di un tempo libero diverso e più coinvolgente che in passato, ma diventate ormai strumento essenziale per ogni marketing fruttuoso. Il comunicare, all’interno di una community, ha regole proprie e differenti che in ogni altro media:

è immediato e basato non sulla comparazione, ma sull’emozione; non sulla sfida, ma sull’appartenenza e sulla catena di gradimento che si autoalimenta in misura direttamente proporzionale ai contenuti e alle ibridazioni. Il passaparola – primo ed eccellente canale di comunicazione pubblicitaria – torna vestito a nuovo, coinvolge il mondo intero e tutte le possibilità di interrogarlo, raggiungerlo, interessarlo. L’eco che ne deriva è ben più ampio di ogni singola iniziativa e in grado di portare a essa nuova linfa vitale, perché nessuna azione cada con il suo esaurirsi, ma si perpetui al suo massimo potenziale. Questo è il principio base della filosofia DRG Comunicazione: far dialogare


differenti media, ottimizzandoli al meglio e utilizzando i medesimi spunti di contenuto adattati alle differenti modalità espressive, in modo che esse si integrino e rafforzino l’una con l’altra. Tutto ciò è oggi possibile grazie a kuBOX, la soluzione hardware e software per la comunicazione interattiva B2C e B2B, ideata e realizzata da DRG Comunicazione. kuBOX è applicabile a moltissimi device, appartenenti al mondo mobile, multimedia, Pc e Mac ed è perfettamente e facilmente integrabile con i principali social network, con un CMS (Content Management System) e con un CRM (Customer Relationship Management), entrambi direttamente accessibili dal collegamento web personale. Tutto in grado di connettersi e aggiornarsi in tempo reale offline, online e sui principali social network. In questo modo, kuBOX è in grado di rispecchiare ogni universo aziendale – dall’impresa familiare a realtà complesse con diversi punti vendita – e di farlo vivere da ogni tipo di utente, in ogni parte del mondo, con ogni tipo di supporto. Inoltre, grazie alla possibilità di comunicazioni e percorsi personalizzati o specifici sui singoli target, l’utente si sente parte di una comunità e contemporaneamente soddisfatto nelle proprie peculiarità e attitudini uniche. Allo stesso tempo, grazie alla semplicità di gestione, aggiornamento e fruibilità dei contenuti, l’azienda è in grado di ottimizzare tempi, costi e risorse potenziando la propria forza comunicativa, dotandola di quel valore aggiunto indispensabile a far spiccare il proprio messaggio comunicativo tra le mille sollecitazioni dell’epoca contemporanea. Per saperne di più e vedere le case histories e le varie applicazioni di kuBOX nei diversi settori merceologici: www.kubox.it

Sotto i riflettori: il caso

Molino Dallagiovanna Per esprimere l’articolarsi di una realtà con diverse sfaccettature, che ha deciso di mostrare la propria essenza attraverso la coniugazione di elementi tradizionali e innovazione contemporanea, serve una comunicazione altrettanto multiforme. Molino Dallagiovanna, storica azienda emiliana del settore food, diventata un importante punto di riferimento per l’agroalimentare a livello nazionale e internazionale, ha negli ultimi due anni rinnovato la propria immagine istituzionale e comunicativa. Partendo da logo e immagine coordinata, il Molino ha intrapreso un restyling di mezzi e contenuti che ha coinvolto tanto

i media classici, come la carta stampata, quanto le nuove tecnologie. Con kuBOX, è stato realizzato il sito web, frutto di differenti elementi statici, come la presentazione aziendale, e dinamici, come il calendario corsi, le news, gli eventi, l’area stampa. Il nuovo sito (www.dallagiovanna.it) non è solamente una vetrina sul mondo Dallagiovanna, ma un vero e proprio strumento interattivo, in grado di connettersi e aggiornarsi in tempo reale sia online che sui principali social network e cummunity – come quella di TuttoFood – grazie al CRM (Customer Relationship Management) di Gedi Online.

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bon ton

di Alberto Presutti www.albertopresutti.it

Suocera a chi? Guai a pensare alla madre del nostro congiunto come alla strega di Biancaneve! Così come nessuna nuora s’illuda di essere la Fata Turchina. Solo il rispetto e le buone maniere rendono possibili rapporti talvolta delicati

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Vi sono parole che corrispondono a ruoli spesso travisati nel sentire comune. E così, per esempio, per la parola macellaio, che d’acchito rimanda più che a colui che vende carni a qualcuno che non ha alcun rispetto per le “carni” altrui; similarmente accade per il termine suocera che, invece di inquadrare il relativo ruolo familiare, è divenuto sinonimo di donna pettegola e rompiscatole. Di regola, anche se non è più così nella società odierna, s’immagina la suocera come una burbera anziana che presiede, volendo dirigerlo autoritariamente, l’iter familiare della famiglia del figlio, di cui è gelosa. È bene, invece, inquadrare la figura della suocera quale donna che ha maturato una sua esperienza di vita famigliare, essendo stata a sua volta nuora. Certamente, la suocera può avere una visione delle cose della vita che non collima con quella della giovane, o più giovane, nuora, ma costei non può, né deve, relazionarsi in controtendenza ai valori della suocera se non li apprezza, sia per educazione che per amore e rispetto del proprio marito. Nel caso vi sia, poi, invasione di campo da parte della suocera – che

può tendere a insinuarsi nei modi di gestire i nipoti e il figlio propri della nuora, criticando il mancato ordine in casa, le spese o la cucina –, la nuora, senza alzare la voce, cercherà di spiegare le sue ragioni rimarcando che, a lei e al marito, le cose stanno bene in quel modo piuttosto che altrimenti. Una suocera che abbia bon ton però eviterà sempre di essere invadente e di metter il dito nelle situazioni di coppia che, tranne casi gravi, non le competono. D’altronde, il bon ton suggerisce alla nuora di ascoltare e di cercare di accontentare la mamma del proprio sposo, entro i limiti del buon senso e quindi del possibile, non innescando mai rivalità per competizione femminile. Forse per solidarietà maschile, il genero ha invece meno problemi col suocero, e solitamente vive il rapporto con costui in modo più facile, anche psicologicamente. Resta il fatto che i ruoli nuora/suocera e genero/suocero devono sempre restare distinti, come afferma il bon ton, perché si rischierebbe altrimenti di compromettere seriamente i rapporti in famiglia, a discapito dell’equilibrio e della buona crescita dei nipoti.


Ravioli di branzino in crema di bottarga ingredienti per 4 persone

Ingredienti: 20 gr bottarga in polvere 500 gr branzino 1 cipolla 300 gr patate bollite 30 gr basilico e foglie di menta vino bianco 10 gr prezzemolo 1 bicchiere di panna da cucina sale in giusta misura

Encomio alla qualità Identità di un’azienda Parliamo spesso di qualità in vigna e in cantina per ottenere un prodotto speciale e questa è la prerogativa diTerredora, l’azienda vitivinicola di Montefusco. Ho avuto occasione di conoscere l’azienda e una famiglia, quella di Walter Mastroberardino, con i figli, Daniela, Lucio e Paolo, che mi hanno insegnato la filosofia della vigna. Ho chiesto a Paolo Mastroberardino com’é possibile avere una così variegata tipologia di terreni. Sono queste - ci dice - le zone più vocate alla coltivazione della vigna; allora impariamo che CampoRe è il terroir coltivato sia a Fiano che ad Aglianico. Un altro territorio il Terre di Dora, e poi ancora con Terre degli Angeli, Loggia della Serra e Pioppo del Cappuccino, da cui

nascono i crù di Greco di Tufo Docg. In ogni sorso di Greco di Tufo trovate la differenza, Loggia della Serra, o Terre degli Angeli. Il Fiano di Avellino del crù CampoRe e quello di Terre di Dora, per non parlare dell’Aglianico, che poi diventaTaurasi con gli anni trascorsi in cantina, e in un sorso sentiremo i profumi di un vino dove le mani sono quelle di uomini cresciuti con l’idea di dare identità ai loro vini. Terredora di Paolo s.s.a. (Società Semplice Agricola) Via Serra Snc 83030 Montefusco (Av) - Italia Tel.++39.0825.968215 - Fax ++39.0825.963022 www.terredora.com - info@terredora.com

Ristorante Papà Francesco Nato a Porto Torres e cresciuto con una solida formazione da pescatore, Augusto Bonomo arriva a Milano dopo aver maturato una lunga esperienza di chef in ambiti di grande prestigio, come quello della Capannina di Franceschi di Forte dei Marmi, e di Casa De Laurentis come cuoco personale di Silvana Mangano e Dino De Laurentis. Mosso dalla voglia di seguire un progetto in proprio, rileva nei primi anni ‘80 il ristorante Papà Francesco, alla periferia di Milano. Nel giro di breve l’eccellenza della nuova gestione arriva fino in Giappone - dove apre un locale a marchio Papà Francesco - e, a Milano, lo porta a trasferirsi, nel 1997, in pieno centro, in Piazza della Scala. Celebrato in tutto il mondo lo stile familiare e accogliente del locale, non meno della splendida vista su La Scala e Palazzo Marino e, ovviamente, della cucina che enfatizza la tradizione (con menù speciali studiati per vegetariani, celiaci…), accompagnata da una carta dei vini suddivisa per regioni. Via Marino, 7 (ang. Piazza della Scala) - Milano Tel. 02862177 - www.papafrancesco.com

Preparazione: Dal tuo pescivendolo di fiducia compra due branzini e una volta a casa squamali bene sviscerando anche l’intestino. Metti i branzini a bollire in acqua leggermente salata e dopo circa 15 minuti falli raffreddare, puliscili dalle spine e mettili in una padella con dentro della cipolla tritata e uno spicchio d’aglio tritato. Amalgama tutta la polpa del branzino con delle patate bollite, aggiungi del basilico, prezzemolo, qualche foglia di menta tritata, un pò di vino bianco e sale in giusta misura. Prendi ora della farina, mettila sul tavolo da lavoro in cucina (tipo vulcano), in mezzo metti le uova con un po’ di olio di oliva extra vergine e del nero di seppia. Amalgama tutto molto bene fino a che l’impasto risulta liscio e omogeneo. Con un matterello stendi la pasta e fai delle sfoglie con spessore di 4 mm. Con un cucchiaio prendi il ripieno di branzino preparato precedentemente e metti sulla sfoglia delle piccole quantità di ripieno facendo due file. Copri a questo punto il tutto con l’altra sfoglia e con uno stampino da cucina fai delle rondelle. Per far attaccare bene la sfoglia superiore e quella inferiore puoi usare dell’uovo sbattuto aiutandoti con un pennello. Metti i ravioli a cuocere in acqua bollente salata. In una padella a parte metti dell’olio di oliva extra vergine con un po’ di cipolla, fai rosolare il tutto e aggiungi sia della panna da cucina che bottarga in polvere. Metti i ravioli in padella e mischia tutto: il successo è assicurato.


cibo & blogger notizie

curiosità

di Alessandra Favaro

consigli

passaparola

gossip

Trucchi light per la prova costume Per prepararsi a sfoggiare il bikini preferito o per mantenere la linea asciutta guadagnata durante le giornate al mare, il blog-magazine Al Femminile propone, nella sezione cucina/menù a tema, una serie di trucchi per piatti sempre light e leggeri. Qualche suggerimento? Usare succo d’arancia o limone per condire le insalate, oppure aceto balsamico poco acido o salsa di soya, in modo che non si debbano inzuppare le nostre verdure di olio o inondarle di aceto. Sempre per evitare i troppi condimenti, imparate a vivacizzare i vostri piatti con tante spezie ed erbette di stagione, invece che olio, burro e sale. Scegliete carni magre e, se lo amate, il pesce. www.alfemminile.com

Italia on the blog Indecisi su dove trascorrere le ferie? Se avete in mente di recarvi in Umbria, vi segnaliamo un sito molto interessante. La bella regione infatti è diventata protagonista di Umbria on the blog, dove possiamo scoprire tutta la sua ricca tradizione gastronomica, come i manfrigoli di Narni. Spostiamoci ora in Toscana, alla scoperta dei segreti di una delle cucine più famose d’Italia. E lo facciamo grazie a Lightinzimino, ricettario virtuale di cucina toscana, ma in versione strettamente light. Se amate l’Adriatico e la gastronomia veneta, date un occhio a Mestolo e Paiolo, blog gestito da un

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appassionato di cucina, che vi farà scoprire i piatti della regione, compresa la ricetta del perfetto Spritz. Il viaggio attraverso i sapori italiani fa poi tappa nell’assolata Sicilia. I contenuti che trovate su Ricette di Sicilia sono appunti di un vero e proprio viaggio gastronomico nella cultura siciliana e nei suoi piatti. “A tavula si scordanu li trivuli” ovvero “a tavola si dimenticano tutti i guai” è il significativo motto del blog. E come dargli torto? www.umbriaontheblog.com blog.intoscana.it/lightinzimino www.mestoloepaiolo.blogspot.com www.ricettedisicilia.net

Non tutto il latte vien per nuocere Una fetta cospicua di food blogger comincia a interessarsi al fenomeno delle intolleranze, come al glutine o al lattosio. Ne emerge un mondo parallelo fatto di piatti gustosi accessibili a tutti. Un blog molto interessante è, per esempio, Non tollero il lattosio: in rassegna, un universo di fotoricette che utilizzano ingredienti senza lattosio o a ridotto contenuto. Qualche esempio? L’uso del Parmigiano, che può essere assunto anche da chi è intollerante, oppure quello della panna vegetale o di soia, o della margarina, purché priva di grassi idrogenati. www.nontolleroillattosio.blogspot.com


È nato dell’a il portale g e ITALIAroalimenta-commerce FOOD re itali a WINE .COMno

L’angolo di Laura La passione per la cucina, un gruppo di amiche, la voglia di mettersi in gioco sul web. Nasce così l’Angolo di Laura, forum dedicato a ricette e al mangiare bene. A crearlo, due anni e mezzo fa, è stata una casalinga di Ravenna con il pallino per il web e la buona tavola. Grafica semplice e pochi fronzoli, è una community che cresce ogni giorno di più. Sono 32 mila le visite raggiunte

I talli d’aglio: delizie sconosciute Alzi la mano chi conosce i talli d’aglio. Questi cilindri bianchi e verdi sono i germogli dell’aglio e sono ottimi in cucina, utilizzati da sempre da nord a sud del Belpaese. Ne parlano la blogger Pina Sozio su Foodie e Maite su La cucina di Calycantus: usateli per farcire una frittata, per un risotto, come ripieno per gli involtini di pollo, ma anche per un hummus originale, come li propone Leiweb (sezione cucina), o per una vellutata. Più delicati e digeribili dell’aglio, li trovate al mercato o dal vostro fruttivendolo. Noi vi segnaliamo alcuni consigli di Pina direttamente da Foodie, per piantarli e per conservarli: “interrare degli spicchi interi di aglio non troppo a fondo e a distanza regolare (circa 10 cm l’uno dall’altro), ricoprirli di terra e annaffiarli regolarmente. Le piantine spuntano presto e man mano che crescono, se hanno a disposizione abbastanza terreno, tra le foglie, nel cuore dell’aglio, spunterà il cilindretto bianco-verde. Per conservarli, avvolgeteli in mazzo in un fazzoletto umido e poi nella stagnola: si mantengono benissimo”. www.foodie.it www.lacucinadicalycanthus.net www.blog.leiweb.it

dallo spazio web, che contiene sia un indice-ricettario tematico, diviso per primi, secondi, dolci, etc., che sezioni più originali e creative, sempre con il cibo come protagonista. Un esempio? Il gioco dei tre ingredienti: gli utenti postano tre ingredienti, e Laura, o chi segue nell’ordine delle risposte, dovrà creare una ricetta. angolodilaura.blogfree.net

Ci vuole igiene! In estate le temperature elevate possono favorire la proliferazione di microrganismi nei cibi e l’igiene per quanto riguarda gli alimenti diventa ancora più importante. Mangiare Bene ha dedicato a questo tema una sezione apposita (in salute e benessere/ mangiare sano). Alcuni consigli? Quando siete a fare la spesa, prendete i surgelati e i gelati per ultimi, in modo da non farli soffrire troppo per il caldo; fate caso alle confezioni: se sono brinate significa che la catena del freddo è stata interrotta. Scegliete quindi sempre confezioni integre, non danneggiate o gonfie. Se non siete sicuri del posto in cui vi trovate a mangiare, scegliete solo piatti cotti e caldi, o mangiate frutta che potete sbucciare personalmente. Pulite sempre il bordo delle lattine prima di bere e, se siete in vacanza in luoghi esotici, attenti al ghiaccio: potrebbe essere preparato con acqua non potabile. www.mangiarebene.com

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InViaggio 96

Perle di Toscana L’arcipelago che comprende Isola d’Elba, Giglio e Capraia nel dettaglio

da pag. 100 Rubriche

• Turismo religioso • Lezioni di ospitalità

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inviaggio

Perle di Toscana Nato dalla collana della Venere Tirrenica, l’Arcipelago che comprende tra le altre Isola d’Elba, Giglio e Capraia è un gioiello da scoprire di Elena Conti

Piace, agli abitanti dell’Arcipelago toscano, ricordare l’origine mitologica delle loro isole, nate, secondo la tradizione, dalle gemme di un gioiello della Venere, che caddero mentre nuotava nel mar Tirreno. Scivolando verso il fondo del mare, queste pietre preziose si trasformarono nell’Elba e nelle altre isole come Gorgona, Capraia, Pianosa, Montecristo, Giglio e Giannutri. Alcune gemme 96

più piccole divennero le isole di Palmaiola, Creboli e le Formiche di Grosseto. Tutte insieme, piccole e grandi, fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, il più grande parco marino d’Europa, che tutela 56.766 ettari di mare e 17.887 ettari di terra. L’isola di Montecristo, con le sue capre libere, è riserva naturale statale dal 1971: impossibile avvicinarsi alle coste, si rischia il sequestro della

barca e multe pesantissime. Ogni isola è diversa dall’altra e conserva le tracce della propria storia, ognuna è unica e originale. In comune hanno solo la bellezza aggressiva della natura che in buona parte è ancora protetta e incontaminata. Siccome si trovano a poche ore di navigazione dalla costa tirrenica, verso la Corsica e La Maddalena, le isole dell’Arcipelago toscano offrono un’ampia scelta di approdi si-


In apertura, Portoferraio e, qui a sinistra, Porto Azzurro (Isola d’Elba). Sotto, una baia del Giglio e, a pagina successiva, Giglio Castello e il faro dell’isola di Giannutri

Sapori d’Elba

curi per le barche. L’isolamento geografico, la difficoltà dei collegamenti con il continente, le complesse vicende legate al popolamento storico dell’Arcipelago, hanno favorito la conservazione dei paesaggi e degli ecosistemi. Oggi queste isole sono un’importante area di rifugio per la flora e la fauna; punto di sosta e di nidificazione di moltissime specie di uccelli in migrazione tra l’Europa continentale e l’Africa. I traghetti collegano quotidianamente le isole maggiori alla terra ferma; Pianosa però ha solo due collegamenti settimanali e non si possono portare macchine sull’isola. Capraia ha un piccolo porto e un delizioso paese vecchio; è la più integra perché è la più lontana come navigazione, pur essendo attrezzata per l’attracco dei traghetti. L’Isola del Giglio è una via di mezzo fra Elba e Capraia. Abbastanza

Tra i piatti tipici dell’isola maggiore dell’Arcipelago, ricordiamo il polpo all’Elbana, quasi un rito per gli isolani. Deve essere cotto alla perfezione servito intero, con la pelle (deve avere il sapore del mare) e un po’ di peperoncino. La schiaccia briaca è invece un tipico dolce della tradizione dell’Isola d’Elba, morbido e dalla forma rotonda. La superficie è bianca con chiazze di colore rosso per via dell’alkermes schizzato sopra lo zucchero croccante. Ha un profumo intenso e sapore di moscato e di frutta secca. Di origine saracene, la schiaccia ha ingredienti tipici della cucina medioorientale come l’uvetta e i pinoli, ma adattati agli usi locali con l’utilizzo del vino, vietato dai precetti della religione musulmana. L’Ansonica è, infine, un vino Doc la cui produzione è consentita nella provincia di Grosseto. È ottenuto dall’omonimo vitigno autoctono presente nella zona del Monte Argentario e all’Isola del Giglio dove assume la suddetta denominazione. Il vitigno è presente anche all’Elba. Va servito a temperature di 8-10 °C ed è abbinabile con tutti i piatti a base di pesce.

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inviaggio

La legge dell’isola Al Giglio c’è un unico peschereccio che vende quasi tutto il suo pescato direttamente ai ristoranti e la rimanenza, nel tardo pomeriggio, a una bancarella a Giglio Porto. Non c’è da sorprendersi quindi se non esiste una pescheria. A farne le veci nel periodo estivo ci sono dei camioncini che passano nella prima mattina al Porto e poi al Castello. Inoltre, è importante ricordare che l’acqua corrente qui non è potabile perché viene fornita dalle navi cisterne e dagli impianti di desalinizzazione. Una buona alternativa all’acqua in bottiglia è la fontana dell’Isola del Giglio (Sorgente Acqua Selvaggia) che si trova a Giglio Castello.

commerciale, offre molti ristoranti, locali deliziosi. Ha spiagge attrezzate come Campese, Cannelle, Arenella e Caldane, tutte raggiungibili con l’automobile a esclusione di Caldane dove si arriva via mare o per un comodo sentiero a piedi di circa 1 km. I fondali dell’Isola del Giglio sono tra i più noti e apprezzati in Italia. Sotto costa ci sono granchi, murene, aragoste, cernie maestose, ricci e arselle aggrappati agli scogli e, in primavera, immensi banchi di acciughe. Più a largo è invece territorio di giganteschi tonni, branchi di ricciole e lecci; ma lo spettacolo più entusiasmante sono i delfini che si divertono a rincorrere le rotte delle imbarcazioni. Per chi non ha una barca ci sono noleggi sia al porto che a Campese e taxi-boat disponibili per raggiungere ogni meta preferita. L’Elba è l’isola maggiore. Bellissima, offre un po’ di tutto. Scogli, spiagge, paesini incantevoli, interno selvaggio. Ogni località ha le sue caratteristiche, ma ovunque bancarelle con piccoli oggetti tempestano le vie, e dal pomeriggio alla notte accendono di fascino le passeggiate.

Ogni isola è diversa e conserva tracce della propria storia. In comune hanno la bellezza aggressiva di una natura in buona parte incontaminata

Scelti per voi dove mangiare Affrichella Ottima trattoria nota per la sua cucina tradizionale. Via Santa Chiara, 7 Marciana Marina (Li) Tel. 0565996844 L’Enoteca della Fortezza Ricavata all’interno delle mura cinquecentesche delle Fortezze Medicee costruite da Cosimo De’Medici Granduca di Toscana, da cui si domina il centro storico e del golfo di Portoferraio. Via Scoscesa, Portoferraio (Li) Tel. 3358393722/3472741778 Da Bruno, Baia del Sole Piatti buonissimi a base di pesce, ma anche pizza nel ristorante direttamente sulla spiaggia che ogni notte ospita feste spontanee, in una delle spiagge più animate di Capoliveri. Scuola di surf, vela, aperitivi e musica sulla spiaggia:

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molto amata dai più giovani. Lido di Capoliveri – Isola d’Elba (Li) Ittiturismo da Mamma Rita Piatti a base di pesce delle acque dell’arcipelago. Da agosto a ottobre la Mamma Rita si sposta attorno alla Pianosa, sulla secca di mezzo canale per pescare triglie, aragoste, capponi. Via della Costa nera Caampo nell’Elba (Li) La Taverna del Gran Duca Specialità di pesce. Cala Maestra, Giannutri (Gr) Tel. 3384684020 Ristorante Arcobalena Cucina casalinga con pesce fresco dell’Isola del Giglio, 60 posti. Via Vittorio Emanuele, 48 Giglio Castello (Gr) Tel. 0564806106 Al Vecchio Scorfano Raffinato e innovativo ristorante, ottima cantina, direttamente sulla

banchina del porto. Via Assunzione, 33 – Capraia (Li) Tel. 0586905132

dove dormire Le Dimore di Mimmina Unica struttura ricettiva sull’Isola di Giannutri. Una villa con 4 appartamenti, accanto ai resti della villa domiziana. Apertura: marzo-settembre Cala Maestra (Li) Info: www.ledimoredimimmina.com Ex Colonia Penale Nel cuore dell’Ex Colonia Penale Agricola, l’Azienda Agricola Biologica Valle di Portovecchio si affaccia sulla Cala di Portovecchio. È una meta ideale per chi vuol trascorrere una vacanza immerso nella natura e nel silenzio e andare alla scoperta degli angoli più suggestivi dell’Isola Loc. Il Pollaio – Capraia (Li) Tel. 0586905242


di Roberto Lavarini

il turismo religioso

Sociologo dell’ambiente e del territorio

Ospitalità in numeri È impossibile fare una stima di quante siano le strutture religiose che ospitano viaggiatori e pellegrini. Ogni casa, ogni monastero ha delle stanze riservate a chi chiede di pernottare. Ad Assisi, per esempio, sono 8 i monasteri che offrono stanze a pagamento, a Roma sono 18 come a Macerata; a Siena 24 e a Firenze sono ben 30. Info: www.bed-and-breakfast.it/ospitalita_ conventuale.cfm

Piccoli accorgimenti, grandi risultati Quando l’accoglienza negli istituti religiosi non è all’altezza delle attese: chi lo dice che per facilitare l’incontro dell’anima con il sacro occorra che il corpo sia martoriato?

Chi intende partecipare a un pellegrinaggio o, comunque, va a visitare un luogo sacro, spesso si rivolge agli istituti religiosi per potervi pernottare. Ci sono alcuni innegabili vantaggi: innanzitutto i prezzi sono molto competitivi rispetto quelli praticati dagli alberghi e dalle pensioni dei dintorni. Hanno un’ottima posizione, tanto che moltissimi appartengono al complesso stesso del santuario. Sono ben attrezzati per accogliere persone con difficoltà motorie, hanno personale medico specializzato, infermeria, collegamenti mediante navetta, etc. Sono anche molto puliti e si presentano con pavimenti tirati a specchio, con finestre pulitissime e senza ombre, con biancheria linda sia in camera che negli spazi comuni. Per contro, trasmettono sovente un’immagine scarna e vecchiotta. È vero che il pellegrino, specie quello ammalato, non bada troppo alle mollezze dell’accoglienza, all’apparenza, ma è anche vero che la tipologia di pellegrino e, ancor più, di turista religioso, sta cambiando velocemente. Un tempo, ma non moltissimi anni fa, il pellegrinaggio rappresentava forse l’unico viaggio che alcuni compivano,

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Le strutture religiose, particolarmente quelle situate nel centro delle città, svolgono una intensa attività. Quando sono nate erano utilizzate come seminari e come luoghi per ritiri spirituali sia di sacerdoti che di laici. Gli altissimi costi di manutenzione hanno però imposto di ottimizzare l’uso di questi spazi che ancora oggi vengono utilizzati per iniziative legate all’attività diocesana ma sempre più spesso vi si svolgono anche congressi o convegni (negli onnipresenti teatri o cinema), rassegne culturali, corsi di vario tipo, offrendo ampie aule e grandi sale.

ma oggi tutti sperimentano qualche viaggio, sia esso per lavoro o per divertimento, una vacanza nelle molte località di mare o di montagna, un week end in qualche città d’arte o un breve soggiorno all’estero. La vacanza, oggi, è un imperativo: non si può non farla. Così, sono facili i confronti e ciascuno sa cosa aspettarsi. Molte delle ormai obsolete strutture d’accoglienza nate negli anni ’50-’70 per volontà di qualche vescovo o di qualche congregazione religiosa, sono state stupendamente conservate ma non si sono evolute. Gli amministratori non le hanno adeguate alle esigenze dei contemporanei. Ovviamente non vale per tutte. Alcune sono bellissime, gradevoli e ben gestite, ma la maggior parte sembra che viva di ricordi e di nostalgia. Eppure non ci vorrebbe molto a renderle più accoglienti. A volte, basterebbe un po’ di colore nelle stanze, una sedia nuova, una lampada con un paralume coordinato. Tanto più che sono i gestori stessi a chiederlo. Nei siti internet che promuovono queste strutture si trova scritto: “l’accoglienza che vorremmo promuovere va oltre la disponibilità di una casa, ma vuole essere un’accoglienza vera che abbracci l’uomo nel corpo e nell’anima”. Appunto. Corpo e anima. Chi lo dice che per facilitare l’incontro dell’anima con il sacro occorra che il corpo sia martoriato? Perché l’incontro gioioso con Dio o con la Madonna non dovrebbe essere facilitato da uno stato d’animo sereno e lieto? Forse è ancora diffusa l’idea che il religioso che gestisce le case d’accoglienza non debba essere troppo compiaciuto del suo lavoro, che non dovrebbe dedicare a esso troppo tempo della sua giornata. I direttori d’albergo sanno bene quanto sia difficile gestire un hotel e quanto tempo sia necessario per gestirlo bene. Forse si tratta proprio di questo. L’altissimo grado di volontariato e di entusiasmo che troviamo comunemente nel personale delle strutture religiose non riesce a compensare del tutto la mancanza di formazione specifica e di oggettiva professionalità.


Take

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Con “chef dovunque “ cucina sano e italiano Per le vacanze estive , per i tuoi week end in residence al mare o in montagna, porta sempre un pezzo d’Italia con te! Antonio Ranaldo ti propone con un nuovo packaging, sempre pratico e maneggevole, il gusto dei primi piatti della tradizionale cucina italiana con ingredienti artigianali ed esclusivamente biologici, quanto basta per 2/3 porzioni. Le istruzioni illustrate fase per fase, sul retro della scatola, ti consentiranno di diventare uno chef provetto dovunque tu sia.


lezioni di ospitalità di Roberto Lavarini Sociologo dell’ambiente e del territorio

Brioches confezionate, colazione internazionale striminzita e accesso internet a pagamento sono alcune delle mancanze alle quali sarebbe semplice porre rimedio per accrescere la soddisfazione di una clientela al passo coi tempi I nostri direttori d’albergo talvolta scivolano sulle bucce di banana. Sono bravissimi nel gestire la struttura e sanno governare dipendenti e collaboratori. Però, qualche volta rimangono troppo concentrati sul presente. È pur vero che ci sono quotidianamente mille emergenze ma è anche vero che l’alta qualità richiede impegno, perseveranza e innovazione. Da occasionale cliente ho sperimentato in alcuni buoni alberghi italiani delle carenze fastidiose. Le ho trovate a Torino ma anche a Roma, a Salerno e a Gorizia. Autentiche bucce di banana che potrebbero essere facilmente superate e adeguate ai tempi con pochissima spesa. Parlo della prima colazione del mattino e dell’uso di internet in camera. Alberghi di buon livello propongono per colazione un buffet molto standardizzato e con cibi preconfezionati. Brioches, merendine, fette biscottate monodose, con burro monodose e marmellate monodose. Cibo sicuro, assolutamente igienico, assolutamente adatto a tutti. Che purtroppo però non gratifica il cliente. Sempre più viaggiatori, infatti, preferiscono la colazione salata che, per alcuni nostri alberghi, si traduce in un vassoio con salumi misti, dei formaggini confezionati a spicchi e dei piccoli panini. Nel resto del mondo la colazione dolce e la colazione salata si equivalgono, anzi, è prevalente quella salata. Non tutti possono permettersi un cuoco in sala con fornello e padelle che prepara, scenograficamente, uova strapazzate e frittatine con decine di ingredienti diversi, ma con un po’ di accortezza e un minimo di investimento si potrebbe aumentare considerevolmente la soddisfazione del proprio cliente. La seconda buccia di banana è il servizio internet in camera. Tutti o quasi, specie i clienti business, amano mantenersi in contatto con il mondo. È vero che molte persone hanno una connessione personale e la posta viene ricevuta automaticamente sul cellulare grazie anche all’enorme diffusione del web mobile, ma nella tranquillità della camera il cliente può cercare informazioni utili al soggiorno con l’offerta turistica del luogo, collegarsi alla famiglia, parlare con

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L’accoglienza si vede dal mattino un socio che si può trovare lontanissimo, collegarsi con facebook. Invece, molti alberghi offrono internet a pagamento magari anche solo 10 euro per un’intera giornata. Un balzello più che una vera spesa, ma è fastidioso. Un po’ come se fossero chiesti 10 euro per avere l’acqua calda. È davvero irritante che un servizio così semplice sia considerato un extra mentre dovrebbe essere automatico, proprio come l’acqua calda. Non siamo più nell’800 e non piace l’idea che il cliente sia visto come un bancomat dal quale si prelevano contributi, come la tassa di soggiorno. La tendenza dominante ovunque è di offrire una copertura gratuita, come succede in certi bar, nei centri commerciali, negli aeroporti, sui treni o in intere città. Allora, anche l’albergo deve adeguarsi e, perché no?, precedere le tendenze in atto offrendo qualcosa in più. Può essere il computer nella stanza (e nel bagno), oppure la stampante al piano. Oppure? Lasciamo un po’ di margine alla creatività.

Esempi virtuosi WiMi è la rete wireless gratuita del Comune di Milano che permette di navigare con qualsiasi dispositivo Wi-Fi nell’area coperta dal servizio. Con wifi.gratis.it è invece possibile trovare un elenco sempre aggiornato degli oltre 200 mila hotspots per accedere alla rete da alberghi, ristoranti, aeroporti, librerie, bar, negozi e molti altri luoghi aperti al pubblico, sia in Italia che nel mondo. Il termine hotspot indica l’area dove è possibile accedere a internet senza fili, utilizzando la tecnologia Wi-Fi ormai presente nella maggior parte dei computer portatili, grazie al servizio fornito dal provider di collegamento alla rete.


Ambasciatori

della cucina italiana nel mondo Academia Barilla lancia il programma di “Certification of Proficiency in Italian Cuisine” (CPIC) per giovani professionisti e premia 11 chef ambasciatori della cucina italiana nel mondo come “Italian Culinary Master Chef”

Nata a Parma nel 2004, Accademia Barilla è il primo centro internazionale dedicato alla diffusione della cultura gastronomica italiana e a tutelare i prodotti alimentari italiani, anche attraverso la distribuzione di una gamma di prodotti ad elevato standard qualitativo. Il 9 giugno è stato ufficialmente presentato, presso la sede di Academia Barilla, il primo programma di “Certification of Proficiency in Italian Cuisine” (CPIC), nato per far conoscere nel mondo l’autentica cucina italiana, attestando le conoscenze e le abilità degli chef che operano all’estero, così da garantire ai consumatori il piacere di una vera gastronomia tricolore. Academia Barilla, da tempo impegnata, nel cuore della Food Valley italiana, a sostenere l’arte della gastronomia del nostro Paese nel mondo, ha studiato il progetto in collaborazione con un prestigioso network di professionisti del comparto come ITCHEFS-GVCI (www. itchefs-gvci.com), che raccoglie oltre 1500 cuochi, giornalisti e ristoratori, uniti per tenere alto il buon nome dell’Italia a tavola in 70 Paesi stranieri. La giornata di presentazione si è aperta con una tavola rotonda sul futuro della

cucina italiana nel mondo, moderata dal giornalista gastronomico Rosario Scarpato, alla quale hanno partecipato alcuni giornalisti enogastronomici residenti all’estero, tra cui Michael Wilson, de La Cucina Italiana US e Susan Jung dell’Hong Kong South China Morning Post e chef responsabili di ristoranti italiani all’estero come Mario Caramella (Chef Patron, Forlino, Singapore), CESARE CASELLA (Chef Patron, Salumeria Rosi, New York), PAOLO MONTI (Executive Chef, Gaia, Hong Kong). Il messaggio più forte emerso dalla tavola rotonda e dalle diverse testimonianze degli chef che lavorano all’estero è la necessità di Cultura gastronomica diffusa, sia fra gli operatori professionali sia fra gli stessi clienti dei ristoranti. Troppi prodotti falsi sul mercato e troppi chef che fanno finta cucina italiana rischiano di rovinare il buon nome della Cucina Italiana nel mondo. È con questo obiettivo che Academia Barilla punta da sempre sulla formazione a 360° in cucina, che significa: tecniche di cucina, degustazioni professionali di prodotti tipici, menu, design, conoscenza dei fondamentali dalla cucina regionale italiana.

Prenota subito la tua degustazione guidata in Academia Barilla: Chiamando il numero + 39 0521 264060 Inviando un mail a: info@academiabarilla.com Academia Barilla – largo Calamandrei 3/A 43121 Parma – Italy www.academiabarilla.com - www.facebook.com/AcademiaBarilla - www.twiter.com/AcademiaBarilla


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Il mondo ai piedi del Made in Italy A Tuttofood trionfano la qualità e la creatività del Belpaese

da pag. 110 Rubriche

• Benessere • Tendenze • Arte • Libri • Spettacoli

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Il mondo ai piedi del made in Italy A Tuttofood, nei padiglioni di Fieramilano, trionfano la qualità e la creatività del Belpaese. Dall’Agliociok ai panettoni 100% naturali di Fiasconaro: il tour di VdG tra novità e piacevoli conferme di Francesco Condoluci Sì, d’accordo: Ogm, sicurezza alimentare, la ristorazione che si trasforma, come cambiano i consumi, la scienza in tavola, le ultime innovazioni nel campo del packaging. Se c’è al mondo una fiera che sa offrire una visione caleidoscopica del cibo del futuro, beh, questa è senz’altro Tuttofood, la Milano World Food Exhibition che a maggio ha chiuso la sua terza edizione con un exploit di 40 mila visitatori professionali. Ma i mattatori della rassegna agroalimentare milanese restano sempre loro: i prodotti d’eccellenza dello straordinario paniere marchiato made in Italy. C’è poco da fare: se i convegni, gli eventi, le sperimentazioni, gli workshop, servono a fare di Tuttofood l’unica fiera di filiera a vocazione internazionale del suo settore, al resto ci pensano le aziende del comparto alimentare nazionale. Che anche quest’anno non hanno tradito le attese, mettendo in mostra, in mezzo a 1.750 espositori provenienti dai cinque continenti, il meglio della creatività

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A sinistra, i Minifruit, frutti ripieni di gelato messi in commercio in pratiche confezioni termiche dell’avellinese Gelati Aloha. A destra, l’incontro tra Occidente e Oriente nello sguardo assorto del buyer intento a scoprire le eccellenze italiane

e della qualità dell’Italian Style in cucina. Grandi brand e Pmi: Tuttofood ha dato spazio a tutti, coniugando felicemente tradizione e innovazione, e offrendo al mondo il migliore spot che si potesse fare al business mangereccio del Belpaese. Nei padiglioni di Fiera Milano, buyer dagli occhi a mandorla e importatori nordamericani – tra momenti di tasting e live cooking – si sono ritrovati davanti agli occhi una vera esplosione di sapori, colori, forme e odori. E chi era in cerca di novità per i mercati globali, nella pentola di Tuttofood ha potuto senz’altro trovare il prodotto che faceva al caso suo.

Le scoperte A cominciare dalla pasta: un cult dell’Italia culinaria, degnamente rappresentata a Milano da aziende affermate come La Fabbrica della Pasta di Gragnano dei fratelli Moccia e da piccole produzioni dell’agroalimentare locale di qualità arrivate al seguito di Regioni e Camere di Commercio: tra queste, val la pena citare, per le scoperte di VdG, i prodotti del mastro pastaio Laporta: due linee (Tradizioni di Calabria e I Trafilati) con 21 formati di pasta trafilata al bronzo e dall’essiccazione len-

ta e naturale, da abbinare magari ai sughi mediterranei che l’azienda calabrese ha da poco lanciato sul mercato. A voler pescare nel ricchissimo mare delle tipicità regionali, del resto, c’era l’imbarazzo della scelta: ma ai numerosi business-man del gusto presenti a Milano, di sicuro non saranno sfuggiti i Guttiau light, un gustosissimo snack dagli ottimi valori nutrizionali, ricavato dall’antica tradizione gastronomica della Sardegna dove pane guttiau sta per pane condito. I pastori sardi usano condire il pane carasau – una sfoglia sottile fatta cuocere al forno due volte – con un filo d’olio e sale e infornarlo fin quando non assume una leggera colorazione dorata. Basandosi su questa ricetta, l’azienda Su Guttiau di Tramatza (Or) ha tirato fuori delle croccanti sfogliatine salate aromatizzate con cipolla o peperoncino e pomodoro. Sempre dalla Sardegna, è sbarcata a Tuttofood, l’azienda Santa Margherita Terra e Sole, una società cooperativa che ha mostrato al mondo le meraviglie del pomodoro fragolino: dolce e fragrante ma soprattutto ricco di carotenoidi (licopene, alfa-carotene e luteina) e vitamina E che ne fanno un prodotto di elevato livello salutistico. Il tour di Vdg tra le chicche della Milano World Food Exhibition non ha potuto non

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fare tappa quindi allo stand di Oliolamantea, una piccola ma ingegnosa azienda di Bisceglie che s’è inventata il Rapsodia, un olio insaporito alle cime di rapa (unico al mondo nel suo genere) e commercializzato in una scatola contenente un pacchetto di orecchiette «così che in qualunque parte del mondo – assicura il titolare Mario Lamantea – ci si può preparare il famoso piatto tipico “orecchiette al gusto di cime di rapa”, assaporando così i profumi e i sapori tipici della Puglia». Di origine pugliese è anche il prodotto, a metà tra sperimentazione e provocazione, che a Tuttofood ha destato più di altri curiosità e stupore: ovvero l’Agliociok (spicchi di aglio curati con sale e ricoperti da uno strato di cioccolato fondente aromatizzato al peperoncino) proposto da Sapori di Capitanata di Lucera, in provincia di Foggia, e premiato nel concorso dedicato ai preparati di nicchia. In tema di trovate gastronomiche davvero originali, un posto in prima fila spetta quindi al muscolo di grano, la grande novità biologica portata a Milano dalla Regione Calabria. A vederlo sembra un arrosto di vitello, ma in realtà è un prodotto interamente vegetale, seppur con la consistenza della carne, ricavato mediante una particolare lavorazione del glutine di frumento e della farina di legumi (lenticchie) e soia, arricchiti con erbe aromatiche. Curiosando nel settore surgelati invece, le idee più accattivanti sono parse quella di Gelati Aloha – azienda avellinese ideatrice dei Minifruit, frutti ripieni di gelato e messi in commercio in pratiche confezioni termiche – e della lombarda Dominae Trading che ha lanciato a Tuttofood il gelato al lupino 100% vegetale, ideale per la dieta vegetariana, perché realizzato senza latte e derivati, senza glutine, ma non per questo meno gustoso del gelato tradizionale. Provare per credere.

Le conferme Novità stuzzicanti ma anche piacevoli conferme a Tuttofood. Nei cui padiglioni, le aziende-fiore all’occhiello del made in Italy hanno fatto a gara per consolidare la loro clientela e conquistare nuove fette di mercato. Come? Rilanciando con piccoli ritocchi, o più corposi restyling di forma e sapore, le loro refe-

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Se esiste una fiera al mondo in grado di offrire una visione caleidoscopica del cibo del futuro, questa è Tuttofood, che ha chiuso quest’anno con un exploit di 40 mila visitatori


renze-simbolo. Come ha fatto ad esempio l’insuperabile maestro pasticciere siciliano Nicola Fiasconaro da Castelbuono, il quale dopo aver conquistato anche lo spazio (i suoi panettoni, nel 2007, sono finiti a bordo dello Shuttle in missione tra le stelle) si è lanciato nell’ultima sfida: quella dei panettoni senza monodigliceridi degli acidi grassi, naturali al 100% e destagionalizzati, cioè mangiabili tutto l’anno. Per Pasta Rummo, lo storico pastificio beneventano inventore dell’esclusivissima Pasta a Lenta Lavorazione®, il segreto del successo resta invece quello delle 70 ore necessarie a produrre la sua pasta attraverso un metodo innovativo che preserva l’elevato contenuto proteico della semola di qualità superiore impiegata, garantendo un prodotto unico, rigorosamente trafilato al bronzo. Qualità eccelsa delle materie prime e delle produzioni, ma anche dettagli di stile capaci di rendere il tutto ancora più seducente: è la ricetta di Di Costa, azienda dolciaria siciliana che, dal 2008 a oggi, ha scalato posizioni su posizioni nella hit-parade del gusto. Con i suoi fruttini di marzapane, cioccolatini, caramelle, torroni e prodotti da forno, ma anche grazie a quel tocco speciale conferito alle sue Collezioni di dolci, dalle bellissime e coloratissime confezioni in latta finemente decorate in delicato stile vintage. Vere opere d’arte che meriterebbero un mercato tutto per loro.

In alto, Nicola Fiasconaro e il suo panettoni privo di monodigliceridi degli acidi grassi, naturale al 100% e destagionalizzato. Sotto il gelato al lupino 100% vegetale di Dominae Trading

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benessere

di Antonino Di Pietro dermatologo e presidente Isplad

Minerali: per un’estate frizzante Continuiamo a parlare di derma e di cosa sarebbe meglio fare nella bella stagione per favorire una corretta abbronzatura. Ma non solo... Dopo aver parlato dell’importanza delle vitamine vediamo ora come i minerali affianchino la loro azione, svolgendo importanti funzioni sull’organismo e contribuiscano a mantenere la pelle sana. Il calore provoca d’estate una forte sudorazione che fa perdere all’organismo sostanze preziose per il suo benessere generale. È importante quindi puntare alla reintegrazione del magnesio, del ferro, del rame e dello zinco, soprattutto quando ci si espone al sole. Il ferro ha il compito di ossigenare meglio i tessuti. Ecco cosa non deve mancare nella dieta: • le verdure a foglie verdi • il vino rosso (non più di 1 o 2 bicchieri al giorno) • i germi di grano • i legumi • la frutta secca. Ecco invece le sostanze antagoniste che limitano l’assimilazione del ferro: • le proteine delle uova • il fosforo, che è contenuto principalmente nei formaggi, nel pesce e nei cereali.

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Il magnesio, oltre a essere indispensabile al buon funzionalemtno dei muscoli in quanto li aiuta a contrarsi, protegge il collagene (una proteina fondamentale per la costituzione delle ossa, dei tendini e della cartilagine e che si trova in gran parte nel tessuto connettivo) dalle alterazioni e ne aiuta la formazione perchè permette la trasformazione del protocollagene in collagene. Le principali fonti alimentari di magnesio sono: • le banane • i cereali integrali • il pesce • le alghe marine (come la corallina e il wakame) • la frutta secca. Come gli altri minerali e le vitamine, anche il magnesio viene penalizzato dalla cottura dei cibi che lo contengono. Lo zinco in natura si trova: • nei funghi • nella crusca • nei semi di zucca e in quelli di girasole • nei molluschi (cioè nei comuni frutti di mare).

L’idea in più Avete paura che l’effetto sole regalato dagli autoabbronzanti risulti artificiale? Vi ricrederete provando le nuove formule anti-macchia, addolcenti e superidratanti. Nulla vieta poi di adottare la soluzione californiana, da poco disponibile anche in Italia, che prevede l’applicazione del prodotto a opera delle abili mani di un massaggiatore: andate in un centro estetico e chiedete che l’autoabbronzante vi venga steso con un massaggio rilassante.


Una Spa nell’oceano Volete provare una nuova esperienza di benessere totale unica? Allora siate pronti a salpare a bordo della nuovissima Costa Favolosa, l’ultimo gioiello firmato Costa Crociere. All’interno, infatti, è possibile provare i trattamenti proposti dalla prestigiosa Samsara Spa, ispirati alla filosofia Ayurvedica. La società marittima genovese è stata innovativa nell’inserire, già dal 2006, centri benessere all’interno delle proprie navi ma questa volta ha fatto le cose davvero in grande: sono oltre 6 mila i metri quadri messi a disposizione per i clienti per rendere il viaggio un vero e proprio soggiorno di benessere. All’interno si trovano l’area termale, trattamenti ayurvedici e percorsi sportivi esclusivi, ristorante Samsara con maître dedicato e solarium. Le Spa galleggianti di Costa Crociere sono riconosciute come luogo magico ed elegante tanto che, il portale web Usa www.cruisecritic.com, ha insignito la compagnia navale italiana del prestigioso riconoscimento Best Spa. www.costacrociere.it - www.benessere.costacrociere.it/samsara

Cosmesi dalla natura

Fragranze da collezione

In farmacia e nei negozi specializzati si possono trovare i prodotti della linea Hino, 99% di derivazione naturale. È una linea dermocosmetica completa per la donna e per l’uomo che risponde efficacemente alle esigenze della pelle, senza dimenticare il rispetto per la natura e il meglio che ci può offrire per la nostra bellezza. I prodotti sono ipoallergenici e testati per nichel e glutine. Non contengono fragranze e coloranti sintetici. La vasta gamma comprende, tra gli altri, crema viso giorno, crema notte, detergenti per pelli secche e sensibili, siero anti-età, contorno occhi, esfoliante viso, maschera e crema per il corpo. I prezzi variano da 19 euro per i detergenti fino a 54 per la crema viso/collo anti-età. www.hinoskincare.com

La Collina Toscana è un brand italiano di fragranze straordinarie. Dopo il grande successo della sua prima linea di Eau de Toilette Tuscany Signature, si presenta ora sul mercato con una nuova gamma di prodotti: La Collina Toscana Tuscany Reserve. Si tratta di una linea di eau de parfum particolarmente intensa che conserva l’impronta artigianale del prodotto fatto su misura ma con packaging e fragranze ancora più originali. L’azienda, da vera ambasciatrice del life style italiano, ha tratto ispirazione dalle bellezze toscane per la scelta dei nomi delle profumazioni: Poggio in Fiore (con fiori bianchi e vaniglia), Rocca della Signoria (orientale, ambrato, speziato), Borgo delle Stelle (floreale, verde, chypre) e Loggia dei Mercanti (legnoso, chypre). Prezzo consigliato a 68 euro, in profumeria. www.aquacosmetics.com

di Francesca Frediani 111


tendenze

di Saro Trovato

Vintage: da moda a mood Uno dei gelati confezionati per eccellenza, la Coppa del Nonno, guarda al passato per trovare nuova linfa vitale. Una scelta che fa riflettere sui tempi che stiamo vivendo L’epoca particolare in cui ci troviamo è caratterizzata da ritmi serrati e cambiamenti repentini che rendono la quotidianità un continuo divenire. Tutto si trasforma rapidamente, e la stessa novità diventa vecchia ancor prima di mostrare il suo valore innovativo, superata dalla velocità con cui marcia il progresso. Ecco quindi che l’unico modo che riflette il valore del tempo diventa il vintage, che fa riscoprire il gusto per sentimenti, emozioni e fascinazioni retrò, la cui unicità non sta negli stili e nelle tendenze di moda che vogliono rappresentare quanto nella storia e nel mondo da cui provengono. L’esclusività del vintage sta proprio qui: nella capacità di contestualizzarsi nel presente facendo leva sul passato per riscoprire il gusto di valori unici e di successo. Ed è a livello commerciale che questa tendenza ha preso piede, dal momento che i consumatori ricercano nei prodotti non solo gratificazione materiale ma anche un valore emozionale in grado di soddisfare appieno il loro desiderio. In questo senso, emblema di un vintage 112

che diventa mood, si fa notare il restyling in chiave retrò del packaging dell’intramontabile Coppa del Nonno realizzato da Nestlé Gelati Motta, che ha creato l’edizione limitata “Come eravamo” proprio con l’intento di regalare un tuffo nel passato attraverso la tradizione e la storia della sua Coppa del Nonno. A impreziosire questo vero e proprio prodotto cult, che ha fatto la storia del Belpaese, è la rivisitazione delle campagne stampa dell’epoca attraverso quattro diversi soggetti da collezione che riportano ai mitici anni ’50. Storia e passato si intrecciano con i valori senza tempo della Coppa del Nonno, diventando un complesso di emozioni uniche riattualizzate in chiave retrò che fanno breccia nel cuore di tutti imponendosi come mood, dunque come stato d’animo, come atmosfera, e non più solo come moda. Questo perché non perdono significato ma, al contrario, lo conservano e lo arricchiscono nel tempo, evitando di diventare fenomeni estemporanei ma confermando l’unicità di un mondo e di una storia.

La forza della Coppa del Nonno sta nel suo gusto rassicurante, e nella confezione che rimanda a una semplicità antica. La scelta di una campagna vintage è perfetta e attraente per i consumatori affezionati


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arte

di Claudia Cassinari

Unicità d’Italia Made in Italy e identità nazionale: 1961/2011, cinquant’anni di saper fare italiano raccontati attraverso il Premio Compasso d’Oro Adi La Mostra, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, è realizzata dalla Fondazione Valore Italia in collaborazione con Adi - Associazione per il Disegno Industriale e con Fondazione Adi. Un percorso espositivo che propone un punto di vista insolito e originale, individuando nel made in Italy uno dei più forti e significativi fattori che dal 1961 a oggi hanno contribuito a rafforzare il sentimento di identità nazionale. Attraverso gli oggetti della Collezione Storica Compasso d’Oro e i prodotti selezionati per l’assegnazione della XXII edizione del Premio, il percorso espositivo, arricchito da video e testimonianze che inquadrano i momenti storici, racconta il saper fare italiano negli ultimi 50 anni. L’iniziativa, si sviluppa in due mostre, autonome ma complementari, che si tengono in due prestigiose sedi della capitale. Al Palazzo delle Esposizioni, la Collezione Storica del Premio Compasso

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d’Oro accompagna il visitatore attraverso un complesso sistema di immagini, ricordi, sperimentazioni e innovazioni produttive, dal 1961 a oggi. Al Museo Macro Testaccio si guarda invece al futuro: in mostra le centinaia di prodotti selezionati nell’ultimo triennio dall’Osservatorio Permanente del Design per concorrere al Premio Compasso d’Oro Adi e un susseguirsi di eventi volti a individuare gli scenari futuri e le azioni necessarie per consentire alla produzione italiana di mantenere, rinnovare e proiettare nel mondo, le sue caratteristiche di unicità. L’evento Unicità d’Italia comprende anche i lavori di selezione finale e, per la prima volta a Roma, la cerimonia di assegnazione del XXII Premio Compasso d’Oro, curato dall’Adi, che dal 1954 rappresenta il più importante riconoscimento internazionale al prodotto, al merito e alla ricerca nell’ambito del design industriale.

fino al 31 agosto Palazzo delle Esposizioni Via Nazionale, 194 Macro Testaccio Piazza Orazio Giustiniani 4 Roma - www.adi-design.org


Surasi Kusolwong

Dedicata all’artista tailandese, la nuova mostra alla Fondazione Hangar Bicocca, dal titolo Ping—Pong, Panda, Povera, Pop—Punk, Planet, Politics and P—Art, realizza una spettacolare installazione site specific nello shed, la parte iniziale del grande spazio espisitivo. L’installazione di Kusolwong prevede cinque tavoli da ping-pong, che i visitatori possono utilizzare per giocare. Sopra ogni tavolo sono posizionati diversi tipi di oggetti e materiali dedicati a vari aspetti del lavoro di Kusolwong: oggetti di uso quotidiano, semplici, domestici e a volte kitsch come piccoli animali in gesso coperti da pezzi di conchiglie, o animali intagliati in legno e ancora oggetti tipici di diverse culture collezionati o fatti dall’artista. Nell’installazione di Kusolwong, i visitatori entrano nel ritmo delle relazioni partecipando alla costruzione complessa e a volte contraddittoria della comunicazione della società contemporanea. A cura di Chiara Bertola fino al 15 settembre Fondazione Hangar Bicocca Via Privata Chiese, 2 Milano - www.hangarbicocca.it

Pier Paolo Pasolini

Le ultime immagini di Pier Paolo Pasolini, ritratto a pochi giorni dalla morte dall’obbiettivo dell’allora venticinquenne fotografo Dino Pedriali, in mostra alla Triennale di Milano: in settantotto scatti, un rimando alla poetica e all’immaginario dei film pasoliniani, la testimonianza del lascito del poeta e della valenza artistica del fotografo. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Johan & Levi Editore e con il sostegno di Rottapharm|Madaus. Le intense immagini di Pedriali, rigorosamente in bianco e nero, ritraggono Pasolini che scrive con la sua Olivetti 22, che guida la famosa Alfa, che si lascia scomporre i capelli dal vento sul ponte di Sabaudia, che disegna nella casa di Chia, che legge. Primi piani, mezzibusti, campi lunghi si alternano in un gioco tra fotografo e soggetto, un continuo scambio tra foto spontanee e inquadrature studiate. Come i nudi, immagini in cui il poeta e il fotografo concordano una sequenza: il nudo è inizialmente ripreso dall’esterno della casa e Pasolini deve essere naturale fingendo di non accorgersi della presenza dell’obiettivo, per lasciare poi spazio alla sorpresa: il poeta “scopre” il fotografo, lo cerca con lo sguardo all’esterno, oltre il vetro.

fino al 28 agosto Triennale di Milano Viale Emilio Alemagna, 6 Milano - www.triennale.org

Living in Lift

Dopo la presenza al Fuorisalone di Milano con l’installazione Sveglia Kundalini dell’artista torinese Cinzia Ceccarelli, Schindler Italia – realtà di spicco nel settore degli ascensori e scale mobili – arriva a Torino con la mostra Living in Lift, parte del più ampio progetto Schindler per l’Arte. Un comitato scientifico composto da esperti d’arte contemporanea e di comunicazione ha selezionato i venti artisti che hanno presentato le proprie opere create ad hoc per l’evento. Agli artisti – tra cui Tea Giobbio, Ito Fukushi e i giovani Massimo Spada e Francesca Ferreri, presenti alla prossima Biennale di Arte Contemporanea di Venezia – è stato chiesto di proporre un’interpretazione personale dell’ascensore attraverso fotografie, video-arte e arte oggettuale, con uno sguardo inedito su questi “luoghi non-luoghi”, spesso percepiti come spazi anonimi e freddi e che, invece, nascondono sorprendenti potenzialità espressive. Living in Lift è una mostra itinerante e un work in progress, che prevede una serie di tappe lungo tutto il territorio nazionale. Dopo il debutto alla galleria torinese Fusion Art Gallery il 16 giugno, l’esposizione arriverà anche a Milano nell’autunno 2011. fino al 31 luglio Fusion Art Gallery Piazza Amedeo Peyron, 9 Torino - www.fusiongallery.it


libri letti per voi

Il libro del mese Ricette di famiglia Roberto Barbolini Garzanti 16,00 euro

“Cominciamo con qualcosa di leggero”, e per leggero si intende la ricetta del flan di cervella. Si apre così l’ultima fatica del romanzieregiornalista definito, non a caso, “il Fellini della scrittura”; questo testo è, infatti, carico di profumi e sapori, e di personaggi dirompenti e ingombranti, come un padre dall’olfatto perfetto, il professore con un figlio bulimico e uno anoressico, la madre che subisce e domina la cucina e il creativo che progetta di esportare le tigelle in India. Una girandola di vite, di pranzi e di cene, di ricette e aneddoti che attraversano un secolo di storia d’Italia: tra grandi case di campagna e monolocali metropolitani; tra antiche ricette da mangiare ai quattro palmenti, agli happy hours, ai sushi bar, dove non si mangia più... perchè ormai la vita la si assaggia soltanto.

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di Gilda Ciaruffoli

Per vivere a tutta salute: nel verde, dal giardino al piatto

1080 ricette Simone e Inés Ortega Phaidon 45,00 euro Bestseller della cucina spagnola corredata da 100 fotografie di Jason Lowe e da centinaia di disegni del designer spagnolo Javier Mariscal. Pubblicato per la prima volta nel 1972, e scritto dall’icona della cucina spagnola Simone Ortega, è una raccolta definitiva delle più importanti ricette tradizionali spagnole, aggiornate negli ingredienti e nei metodi a una cucina contemporanea.

Il giardino inaspettato

A scuola di verdure

Cellulite stop

Emanuela Bortolotti Electa 49,00 euro Il volume lancia una sfida alla città (e ai cittadini) sul tema della valorizzazione degli spazi verdi. Per l’autore esiste un enorme potenziale di aree private su cui è possibile lavorare trasformandole in angoli verdi, in grado di cambiare l’immagine della città e la qualità delle nostre vite. Proposte soluzioni innovative che parlano di tetti verdi, giardini pensili, orti diffusi...

a cura di Francesca Badi Food Editore 19,90 euro “Attrezzi, tecniche, ricette e preparazioni di base illustrate step by step” è il significativo sottotitolo a questo volume ricco non solo di bontà immortalate da scatti accattivanti e puntuali, ma anche di informazioni pratiche su quali verdere scegliere a seconda della stagione, come lavorarle e giocare con gli abbinamenti. Le lezioni, dall’ABC alle ricette più complesse, si svolgono sotto lo sguardo vigile della chef Licia Cagnoni.

Antonio Stamegna Johanna Rossi Mason L’Airone 12,00 euro Sono circa 20 milioni le donne italiane che combattono la cellulite e altrettante quelle convinte di averla, disposte a spendere molto per sottoporsi a trattamenti specifici non sempre risolutivi. Il volume fa chiarezza sul tema analizzandone le cause e suggerendo i rimedi più adatti. All’interno un test di autovalutazione. La lettura è facile grazie alla formula a intervista tra giornalista e medico. (Francesca Frediani)

Osteoporosi senza medicine Paolo Giordo Terra Nuova Edizioni 14,00 euro Il paradigma osteoporosi = carenza di calcio, non è più attuale. L’autore, omeopata, fitoterapeuta e nutrizionista, punta l’attenzione sullo stile di vita e ci introduce in modo semplice ai segreti di questa patologia. Il manuale offre anche preziosi consigli per prevenirla e curarla attraverso alimenti sani e gustosi sotto forma di invitanti ricette.


La Calabrese, pizza con i salumi di Calabria Dop

Vdg promotion

Un’iniziativa che mira a promuovere il consumo dei prodotti locali anche grazie alla rete fra imprese fortemente radicate nel territorio

Nasce da una collaborazione fra l’associazione “Consuma e Spendi Calabrese” e il Consorzio di tutela dei Salumi di Calabria a Dop l’iniziativa “La Calabrese” presentata nella città di Reggio, nel corso di una serata di degustazione. I salumi di Calabria Dop prescelti, e che si possono fregiare della denominazione di origine protetta, sono salsiccia, soppressata, capocollo e pancetta. Ogni pizza, divisa in quattro quadranti, contiene 100 grammi di salumi pregiati e si propone, pertanto, come prodotto d’eccellenza e direttamente legato alle tradizioni locali. “Un modo intelligente e innovativo – ha spiegato il presidente del Consorzio, Ernesto Madeo – per sostenere le nostre aziende impegnate nelle produzioni di qualità. Il mercato interno, finora non sfruttato in tutte le sue potenzialità, può diventare strategico in una congiuntura ancora difficile. Peraltro, di questa forte azione promozionale ne beneficia tutto il territorio, con ricadute importanti anche sotto il profilo turistico”. “Da oltre cinque anni – spiega il portavoce dell’Associazione, il giornalista Massimo Tigani Sava – stiamo lavorando, attraverso specifiche azioni di comunicazione, per sostenere il consumo locale. Nessuna visione autarchica, ovviamente, ma solo la volontà di aiutare le energie migliori di una regione che vanta un patrimonio agroalimentare straordinario, figlio di culture antichissime”. Alla manifestazione hanno partecipato diverse personalità del mondo imprenditoriale, politico, delle istituzioni e dell’informazione: l’assessore regionale alle Attività produttive, Antonio Caridi; il presidente della Camera di commercio di Reggio Calabria, Lucio Dattola; il sindaco della Città dello Stretto, Demetrio Arena; i presidenti regionali di Confagricoltura e Cia, rispettivamente Nicola Cilento e Mauro D’Acri; il direttore generale del dipartimento Agricoltura, Giuseppe Zimbalatti. La serata è stata realizzata in collaborazione

Nella foto, in primo piano Nicola Cilento, presidente Confagricoltura; dietro Mauro D’Acri, presidente Cia Calabria

con l’Api, associazione pizzerie d’Italia, sezione Calabria. L’assessore Caridi ha commentato: “Stiamo lavorando intensamente per sostenere le produzioni locali e tutto il tessuto economico regionale. Abbiamo condiviso la filosofia del Consuma e Spendi Calabrese in quanto crediamo che sia giusto promuovere e valorizzare al massimo le eccellenze enogastronomiche della Calabria che sono in grado, nell’ambito di un’azione più generale di sviluppo. Così facendo trainiamo anche altri settori fondamentali come la ristorazione e il turismo”. Una rete di pizzerie regionali, in corso di costituzione, proporrà ai propri clienti “La Calabrese” e, in un’ottica di libero mercato, si interfaccerà con i numerosi salumifici che hanno aderito al Consorzio di tutela. L’azione di comunicazione è stata curata da Santo Frascati.


spettacoli

di Desirée Veronica Leone

Il lago dei cigni Come vuole la tradizione estiva, il Teatro dell’Opera di Roma si trasferisce alle Terme di Caracalla. Una location suggestiva per riproporre uno dei balletti più rappresentati al mondo nella sua considerevole versione del 1895, quella che le diede l’attuale fama, grazie soprattutto ai coreografi Marius Petipa e Lev Ivanov. Terme di Caracalla, Roma 23 luglio Info: www.operaroma.it

Il ventaglio segreto Basato sul romanzo di Lisa See, è un viaggio nei rigidi codici di condotta femminili cinesi. Per comunicare nella loro condizioni d’isolamento, in Cina, le donne del XIX secolo possedevano infatti un codice segreto, costruito con i classici strumenti dell’arte femminea: era usanza scambiarsi lettere tracciate col pennello sui ventagli, o raccontarsi storie trascritte sui tessuti col ricamo. Da qui nasce il racconto di un’amicizia, quella tra Lily e Snow Flower, in un tormentato e lungo flash-back. Regia: Wayne Wang Genere: drammatico, storico Uscita prevista: 8 luglio

Big Mama: tale padre tale figlio Martin Lawrence torna nei panni over size di Big Mama. In questo episodio, l’agente dell’FBI Malcom Turner e suo figlio Trent, per indagare su un omicidio si ritrovano a frequentare in incognito un istituto d’arte e spettacolo per sole ragazze. Per infiltrarsi devono cambiare identità, diventando così Big Mama e Charmaine. Regia: John Whitesell Genere: commedia Uscita prevista: 8 luglio

Harry Potter e i doni della morte – parte 2 Ultimo capitolo della saga ispirata ai best-seller di J.K.Rowling: Harry, Ron ed Hermione tornano a Hogwarts per trovare gli ultimi Horcrux, gli oggetti magici in cui il malvagio Voldemort ha nascosto parte della sua anima con l’obiettivo di trasformarsi in un essere immortale. Regia: David Yates Genere: fantasy Uscita prevista: 15 luglio

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Mozart’s The Magic Flute In esclusiva per la XXII edizione del Ravenna Festival, la prima italiana dell’opera in versione africana. L’illustre singspiel trasformato in musical e pluripremiato nel Regno Unito: un’orchestra di marimbe ripercorre la fisicità tribale dei riti iniziatici contro l’inviolabilità mozartiana. E una tromba jazz al posto del celebre flauto. Teatro Alighieri, Ravenna 1-3 luglio Info: www.ravennafestival.org

89° Festival Lirico: l’Aida Torna all’Arena di Verona il capolavoro di Giuseppe Verdi, dal libretto di Antonio Ghislanzoni, commissionato per l’apertura del canale di Suez. L’opera, che andò in scena per la prima volta al Cairo il 24 dicembre del 1871, narra la schiavitù della principessa etiope Aida e l’amore con il comandante Radamés, combattuto tra doveri e sentimenti. L’opera, diretta da Daniel Oren con la regia di Gianfranco de Bosio e la coreografia di Susanna Egri, porta sul palco dell’Arena una rievocazione dell’Aida del 1913. Arena di Verona (Vr) 10, 13, 17, 19, 24, 26, 30 luglio Info: www.arena.it


Benvenuti a bordo La compagnia Air One è lo “Smart Carrier” del gruppo Alitalia, che assicura offerte ampiamente personalizzabili adatte a soddisfare le preferenze di tutti i tipi di viaggiatori, dal più attento al risparmio a coloro più orientati al servizio. Air One è una compagnia giovane e dinamica che offre un’ampia gamma di destinazioni, prezzi competitivi e un servizio semplificato e trasparente.


La flotta Air One si distingue nel panorama internazionale per l’utilizzo di aeromobili moderni, sicuri e confortevoli che ti offrono elevati standard di servizio a bordo. Oggi la flotta è composta da 7 aerei Airbus 320 di nuova generazione, configurati a 180 posti con nuove poltrone in pelle di tipo Slim che offrono la massima comodità per tutta la durata del viaggio.

Praga da 27e

Zagabria

Milano Malpensa

da 27e

Pisa Bari

Alghero

Palma

da 24e

da 27e

Minorca Ibiza

da 24e

Olbia

da 27e

Palermo

da 27e

Trapani Tunisi da 57e

da 24e

Brindisi da 27e

Lamezia Terme

da 27e

da 24e

I prezzi si intendono solo andata, tasse incluse.

Napoli

da 27e

da 21e

Catania da 27e

Tirana da 51e

Corfù

da 31e


da: Milano Alghero (dal 3/6 al 28/10) Bari Brindisi Catania Napoli Olbia (dal 3/6 al 18/9) Palermo Lamezia Terme Trapani Ibiza (dal 3/6 al 18/9) Minorca (dal 1/7 al 17/9) Palma (dal 1/7 al 18/9) Atene Corf첫 (dal 29/6 al 11/9) Creta (dal 1/7 al 18/9) Rodi (dal 5/7 al 18/9) Praga (dal 19/9) Tirana Tunisi Zagabria (dal 20/9)

da: Pisa

Atene

da 37e

Rodi

Creta

da 31e

da 31e

Catania Lamezia Terme Olbia (dal 1/7 al 11/9) Minorca (dal 2/7 al 10/9) Palma (dal 1/7 al 11/9) Atene (dal 1/7 al 12/9) Praga (dal 19/9) Tirana

Alghero

da: Milano Malpensa durata volo: 1:10 h numero di voli: 1 al giorno

Bari

da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 2 al giorno

Brindisi

da: Milano Malpensa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno

Catania

da: Milano Malpensa durata volo: 1:50 h numero di voli: 2 al giorno da: Pisa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno

Napoli

da: Milano Malpensa durata volo: 1:30 h numero di voli: 3 al giorno

Olbia

da: Milano Malpensa durata volo: 1:10 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 00:55 h numero di voli: 1 al giorno

Palermo

da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 2 al giorno

Lamezia Terme

da: Milano Malpensa durata volo: 1:50 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:25 h numero di voli: 1 al giorno

Trapani

a: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno

Ibiza

da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno

Minorca

da: Milano Malpensa durata volo: 1:25 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno

Palma

da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno

Atene

da: Milano Malpensa durata volo: 2:30 h numero di voli: 1 al giorno

Corf첫

da: Milano Malpensa durata volo: 1:15 h numero di voli: 1 al giorno

Creta

da: Milano Malpensa durata volo: 2:50 h numero di voli: 1 al giorno

Rodi

da: Milano Malpensa durata volo: 3:35 h numero di voli: 1 al giorno

Praga

da: Milano Malpensa durata volo: 1:35 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:35 h numero di voli: 1 al giorno

Tirana

da: Milano Malpensa durata volo: 1:40 h numero di voli: 1 al giorno da: Pisa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno

Tunisi

da: Milano Malpensa durata volo: 1:50 h numero di voli: 1 al giorno

Zagabria

da: Milano Malpensa durata volo: 1:30 h numero di voli: 1 al giorno


Tariffe

GO

SMART

VALUE

Cambio data

50€

30€

0€

Cambio nominativo

50€

30€

0€

(via Call Center e in aeroporto)

Rimborsabilità

Totale

(via Call Center e in aeroporto)

Bagaglio

a partire da 10€

Millemiglia Alitalia

1(20kg)

2(40kg)

250

500

Mappa dei posti

Legenda

Plus 3€

Relax 10€

Comfort 30€

Air One Smart Carrier ti permette di scegliere il tuo posto a bordo. Potrai scegliere il tuo posto a bordo in fase di acquisto biglietto o, successivamente, nella sezione modifica prenotazione o durante il web check-in sul nostro sito, via Call Center 199 20 70 80 oppure

in aeroporto. Inoltre, presto il servizio sarà attivo anche direttamente a bordo. Scegli la tipologia di posto che Air One mette a tua disposizione: • Posto “Plus”: con soli 3E potrai ottenere più spazio e libertà di movimento

• Posto “Relax”: con soli 10E potrai volare più comodo grazie a maggiore spazio per le tue gambe • Posto “Comfort”: con soli 30E potrai avere più privacy, comodità e sempre un posto libero accanto a te

10 Motivi per volare con noi 1. 2. 3. 4. 5.

Perché partire non è mai stato così comodo e veloce. Ricorda: vola Air One, vola Smart Prezzi altamente competitivi: voli in Italia e in Europa a partire da 21€, solo andata, tasse incluse Check-in e assegnazione posto: un servizio gratuito incluso nel prezzo finale Posto Plus, Relax e Comfort: scegli e prenota il tuo posto per rendere l’esperienza di volo ancora più tua Accumulo miglia del Programma MilleMiglia Alitalia: per non perdere

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l’occasione di usufruire di tanti vantaggi Collegamenti giornalieri verso le più belle destinazioni nazionali ed internazionali. Da Milano Malpensa verso: Bari, Brindisi, Napoli, Lamezia Terme, Catania, Palermo, Trapani, Tirana e Tunisi e per l’estate: Alghero, Olbia, Ibiza, Minorca, Palma, Corfù, Creta, Rodi. Da Pisa verso: Catania, Lamezia Terme, Olbia, Minorca, Palma, Atene, Tirana e da settembre anche Praga. Malpensa T1: il terminal 1 è

comodamente e facilmente raggiungibile con i principali mezzi dal centro di Milano 8. Alta professionalità per un servizio di qualità: per garantire il massimo piacere dall’esperienza di un viaggio smart, tutto il personale Air One è dedito alla cura del cliente 9. Innovazione: una Flotta di soli Airbus 320 moderna, sicura e confortevole 10. Air One rispetta l’ambiente: i motori di ultima generazione riducono l’emissione di CO2


Milano - Viale Zara, 28 Milano - Via Castel Morrone, 1/A

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Abruzzo Da mangiare D'ALESSANDRO pesche allo sciroppo 380 gr ......................................... € 3,20 D’ALESSANDRO antipasto primavera pronto ......................................... € 4,90 D’ALESSANDRO carciofi alla brace ........................................................ € 5,50 D'ALESSANDRO Cioccofruit alle castagne con cacao 240 gr ................. € 2,90 D'ALESSANDRO passata di pomodoro da agricoltura biologica ............. € 1,80 D'ALESSANDRO sugo pronto al basilico ................................................ € 1,90 D'ALESSANDRO Passata contadina al basilico ....................................... € 1,90 D'ALESSANDRO Spezzettata pomodoro Basilico ................................... € 2,50 D'ALESSANDRO Funghi alla brace ......................................................... € 5,50 D'ALESSANDRO Confettura extra di lamponi ........................................ € 3,90 D'ALESSANDRO Uva nera senza saccarosio ........................................... € 3,90 D'ALESSANDRO Confettura extra ciliegia rossa ..................................... € 2,90 D'ALESSANDRO Pesto alla genovese ..................................................... € 3,50 D'ALESSANDRO Confettura extra di mirtilli ........................................... € 3,50 D'ALESSANDRO Passata di pomodoro vellutata al basilico ..................... € 2,20 D'ALESSANDRO Frutti rossi no saccarosio .............................................. € 3,90 DON VINCENZO per liana olio extravergine di oliva 0,50 l ...................... € 32,90 DON VINCENZO donvincenzo DOP olio col.teatine 0,50 l ...................... € 25,90 DON VINCENZO Olio tradizionale blend 0,75 l ...................................... € 26,90 DON VINCENZO Don Nicola olio di Leccino 0,50 l ................................. € 25,90 LATINI Penne classica gr 500 ................................................................. € 3,20 LATINI Pennette sen. Cappelli gr 500 .................................................... € 3,70 LATINI Fusilli sen. Cappelli gr 500 .......................................................... € 3,70 LATINI Spaghetti sen. Cappelli gr 500 ................................................... € 3,70 LATINI Penne taganrog gr 500 .............................................................. € 3,70 LATINI Spaghetti taganrog r 500 .......................................................... € 3,70 LATINI Penne farro gr 500 ..................................................................... € 3,70 LE BONTA sugo di chianina 180 gr ........................................................ € 3,90 PELTUINUM zafferano dell’aquila bustine gr 1 ....................................... € 17,90 PELTUINUM zafferano dell’aquila vasetto gr 1 ....................................... € 18,90 VERRIGNI spaghettoro semola trafilata in oro 500 gr ............................. € 2,60 VERRIGNI fusilloro semola 500 gr .......................................................... € 2,60 VERRIGNI bucatini, fusilli, tortilli, penne 500 gr ..................................... € 2,30

Da bere QUITERANO Montepulciano d'Abruzzo DOC 2007............................... € 6,90

Basilicata Da mangiare GAZZANEO peperoni arrostiti sott’olio alta digeribilità 180 gr ............... € 4,50

BOSCHI E CONTRADE antichi coltivi confettura di prugne .................... € 4,50 BOSCHI E CONTRADE le zuppe “i piselli” .............................................. € 3,90 BOSCHI E CONTRADE Chutney di more gr 150 .................................... € 6,90 BOSCHI E CONTRADE Chutney di ribes nero gr 150 .............................. € 6,90 BOSCHI E CONTRADE Le zuppe “Le Lenticchie” gr 500 ........................ € 3,90 BOSCHI E CONTRADE Le zuppe “La favuccia” gr 500 ........................... € 3,90 BOSCHI E CONTRADE Antichi coltivi confettura albicocche ................... € 4,50 BOSCHI E CONTRADE Antichi coltivi confettura mele e more ................ € 4,50 BOSCHI E CONTRADE Antichi coltivi conf. Pere alla cannella ................. € 4,50

Da bere OFANTO l’inatteso rosso IGT 2007 ........................................................ € 6,50 OFANTO emozioni aglianico del vulture DOC 2006 ............................... € 10,90 OFANTO sensazioni bianco IGT 2009 .................................................... € 6,50 VENOSA Terre di Orazio Aglianico doc 2007 ......................................... € 3,50 VENOSA Vignali aglianico vulture ......................................................... € 3,50

Calabria Da mangiare ALPA castagne infornate mosto cotto ................................................... € 5,50 ALPA castagne infornate rum ................................................................ € 5,50 ALPA castagne infornate aceto balsamico ............................................. € 5,90 ALPA confettura di carote e limone 200 gr ............................................ € 4,50 BARRESE Funghi rositi 314 gr ................................................................ € 6,90 BARRESE Trito con porcini ..................................................................... € 7,90 BARRESE Cavolfiore al coriandolo.......................................................... € 3,50 BARRESE Patè montescuro .................................................................... € 5,90 Barrese Antipasto del nonno 314 gr ................................................... € 4,90 Barrese Crema di funghi porcini 212 gr .............................................. € 5,90 BIOAGRUMI confettura clementine e liquirizia 350 gr ........................... € 4,90 CACCAMO nduja di spilinga barattolo 90 gr ......................................... € 3,90 CACCAMO nduja di spilinga 90 gr ........................................................ € 3,90 CACCAMO nduja di spilinga 180 gr ..................................................... € 5,90 Callipo Filetti di tonno e nduja 190gr ................................................. € 5,90 Callipo Bottarga in polvere 50gr ........................................................ € 8,50 DELLE FATE olio delle fate bott. lt. 0,50 ................................................. € 7,90 DELIZIE VATICANE mousse di cipolla 100 gr .......................................... € 1,90 DELIZIE VATICANE crema al peperoncino 180 gr ................................... € 4,90 DELIZIE VATICANE marmellata di cedro 340 gr ...................................... € 4,90 DELIZIE VATICANE marmellata di mandarini 340 gr ............................... € 4,90 DELIZIE VATICANE marmellata di arance 340 gr .................................... € 4,90 DELIZIE VATICANE alici piccanti 200 gr .................................................. € 4,90 DELIZIE VATICANE neonata mediterranea 200 gr .................................. € 6,20 DELIZIE VATICANE biancomangiare piccante ......................................... € 4,90 DELIZIE VATICANE melanzane caserecce ............................................... € 3,90 Dolcegiorno Biscotti con liquirizia 200 gr ......................................... € 4,90 Dolcegiorno Biscotti farciti al cedro 200 gr ....................................... € 4,90 Dolcegiorno Cantucci con liquirizia 200 gr ....................................... € 4,90 FATTORIA SILA Sughetto alla nduja ....................................................... € 3,90 FATTORIA SILA Bustina di spaghettata calabrese ................................... € 2,90 FATTORIA SILA bruschetta di carciofi ..................................................... € 5,50 FATTORIA SILA bruschetta tropeana ...................................................... € 3,90 FORTE Armoniche selezione oro 500gr ................................................. € 2,20 GARRITANO Cucchiaini di puro cioccolato ............................................. € 6,90 GARRITANO Clementine candite ricoperte di puro cioccolato ................ € 9,90 GARRITANO Bocconcini di fichi ricoperti di puro cioccolato ................... € 9,50 GARRITANO bicchierini di puro cioccolato ............................................ € 6,90 INTERTONNO tonno di 1° scelta in olio di oliva 320 gr .......................... € 6,90 MADEO Salsiccia di Calabria piccante al Kg ........................................... € 19,90 MADEO Soppressata di Calabria piccante al Kg ..................................... € 19,90 MADEO Soppressata di Calabria bianca al Kg ....................................... € 20,90 MADEO Fior di lardo al Kg .................................................................... € 24,90 MADEO Salame di suino nero di Calabria al Kg ..................................... € 29,00 MADEO Snack dolce di suino nero di Calabria ...................................... € 2,50 MADEO Snack piccante di suino nero di Calabria .................................. € 2,50 PARADISODEIGOLOSI cipolline selvatiche 314 gr................................... € 4,90 PARADISODEIGOLOSI confettura extra di pomodori verdi 314 gr........... € 4,90 PARADISODEIGOLOSI marmellata di arance selvatiche 314 gr .............. € 4,90 PARADISODEIGOLOSI marmellata di bergamotto 314 gr ..................... € 4,90 PARADISODEIGOLOSI marmellata di mandarini 106 gr ......................... € 2,90 PARADISODEIGOLOSI bocconcini al tonno 106 gr ................................ € 2,90 PARADISODEIGOLOSI marmellata di cedri 106 gr ................................ € 3,50 PARADISODEIGOLOSI conf. extra di fichi del cosentino 106 gr ............. € 2,90 PARADISODEIGOLOSI peperoncino macinato 314 gr ............................ € 4,50 PARADISODEIGOLOSI peperoncino intero ciliegino 314 gr .................... € 4,50 PARADISODEIGOLOSI conf. extra di peperoncini 314 gr ........................ € 4,50


PARADISODEIGOLOSI crema rossa di peperoncino 106 gr ..................... € 2,90 ROTELLA olio extravergine di oliva 0,75 l .............................................. € 7,90 SANTA CROCE ringhio 190 gr ............................................................... € 3,90

Da bere CASA COMERCI libicì Magliocco Canino lt. 0,75 ................................... € 8,90 casa comerci grappa di magliocco canino 0,5 l ................................ € 15,00 CERATTI Conf. regalo montonico + greco di bianco .............................. € 39,00 CERATTI Montonico passito barrique .................................................... € 22,00 CERATTI Monsonico Igt passito ............................................................. € 19,00 CERATTI Greco di bianco Doc et. gialla .................................................. € 18,90 CERATTI greco di bianco barrique doc et. nera ...................................... € 18,90 DUCROPIO Dom Giuvà 2005 ................................................................ € 8,90 DUCROPIO Serra Sanguinia ................................................................... € 8,90 ENOTRIA ciro’ rosso classico lt. 0,75 ...................................................... € 4,90 ENOTRIA ciro’ rosato lt. 0,75 ................................................................. € 4,90 ENOTRIA ciro’ rosso classico sup. riserva lt. 0,75 .................................... € 9,50 Nature Med Liquorizia 500cc .............................................................. € 18,90 Nature Med Crema di liquorizia 500cc ................................................ € 18,90

Campania Da mangiare DICERBO extravergine di oliva stellamaiuri latta 5 L ............................... € 45,00 DICERBO extravergine di oliva stellamaiuri 0.5 75 L ............................. € 9,90 GRAZIELLA Pomodori pelati a strappo 1 Kg ........................................... € 1,20 GRAZIELLA Pomodori pelati a strappo tris 400 gr .................................. € 1,60 GRAZIELLA Pomodorini di collina a strappo 400 gr ................................ € 0,70 GRAZIELLA Passata di pomodoro 690 gr ............................................... € 1,20 GRAZIELLA Polpa di pomodoro a strappo 2x220 gr ............................... € 1,20

Da bere ASTRONI aglianico sannio DOC ............................................................. € 6,50 CASA SETARO falanghina IGT 2009 ...................................................... € 5,50 CASA SETARO Don Vincenzo riserva 2008 ............................................ € 8,50 CASASETARO lacryma christi rosso ....................................................... € 5,90 CASTELLE barbera sannio DOC 2007..................................................... € 7,90 CASTELLE greco IGT beneventano 2009 ................................................ € 4,90 CASTELLE Greco del sannio Doc .......................................................... € 7,90 CASTELLE Fiano del sannio Doc ............................................................ € 7,90 CASTELLE Vino spumante brut ............................................................. € 11,90 CASTELLE Aglianico sannio Doc ............................................................ € 7,90 CASTELLE 01 Falanghina beneventana Igt ............................................ € 3,90 CASTELLE 02 Aglianico beneventano Igt ............................................... € 3,80 GEF falanghina biologica 2009 DOC ..................................................... € 4,90 GEF aglianico biologico 750 ml ............................................................. € 4,90 GEF Falanghina Doc sannio ................................................................... € 5,90 SELVATORRESI taurasi Docg 2005 ......................................................... €18,90 SELVATORRESI Greco di tufo Docg 2009 ............................................... € 8,90 TERREDORA Fiano di Avellino DOCG 2009 ........................................... € 9,50 TERREDORA Greco di tufo DOCG 2009 selvatorresi .............................. € 8,90 TORRE A ORIENTE Falanghina Gioconda Benev. Igt ............................... € 5,50 TORRE A ORIENTE Aglianico Ianico Benev. Igt ....................................... € 5,50

Emilia Romagna Da mangiare BARBOLINI aceto balsamico di modena “omega”.................................. € 27,90 BRISIGHELLA Olio extravergine d’oliva Pieve tho 500 ml ........................ € 11,00 CABER Insaporitore per carni rosse ........................................................ € 1,90 CABER Insaporitore per carni bianche ................................................... € 1,90 CABER Insaporitore griglia verdure ........................................................ € 1,90 CABER Sale iodato in vetro 200 gr ........................................................ € 0,90 CASTELLI CILIEGI mieleaceto condimento alimentare ........................... € 7,50 DALLARI frappa 39 il tagliere pasta all’uovo 250 gr ............................... € 1,70 DALLARI maccheroni al pettine piccoli 500 gr ....................................... € 2,90 FLAMIGNI colomba classica 1 kg carta di riso ........................................ € 19,00 FLAMIGNI colomba farcita 1 kg linea rustica ........................................ € 21,00 GIUSTI med.oro banda rossa c/ast 250 ml ............................................. € 44,90 IL BORGO Aceto Balsamico di Modena ampolla rossa 250 ml ............... € 29,00 IL BORGO Aceto Balsamico di Modena ampolla arancio 250 ml ............ € 19,00 IL BORGO Aceto balsamico modena Igp et.gialla ast ............................. € 8,90 IL BORGO Aceto balsamico modena Igp et.arancio ast .......................... € 11,00 IL BORGO Aceto balsamico modena Igp et.rossa ast ............................. € 19,00 L’ARTIGIANO tavoletta gr 100 fondente 54% e gianduia ...................... € 4,50 MALPIGHI aceto bals. trad. modena affinato 100 ml ............................. € 39,00

MALPIGHI aceto bals. trad. modena extravecchio ................................. € 69,00 MALPIGHI condimento saporoso .......................................................... € 9,90 MALPIGHI condimento riserva saporoso................................................ € 14,00 MALPIGHI condimento prelibato........................................................... € 14,00 MALPIGHI balsamo mela....................................................................... € 8,90 MALPIGHI balsamo arancia................................................................... € 8,90 MALPIGHI gelatina balsamica saporina.................................................. € 7,50 MALPIGHI gelatina balsamica fragolina ................................................. € 7,50 MALPIGHI gelatina balsamica di prelibato ............................................. € 7,50 MOKARABIA Caffè moka 100 % arabica barattolo gr 250 ................... € 4,30 MOKARABIA Caffè Mok selezione oro 2x250gr ................................... € 5,90 MOKARABIA Caffè moka decaffeinato barattolo gr 250 ...................... € 5,50 MOKARABIA Caffè Mok arabica classico 250 gr ................................... € 2,50 MOKARABIA Caffè Mok espresso 250 gr .............................................. € 2,90 MOKARABIA CAffè Mok decaffeinato 250gr ........................................ € 3,20 RENZI olio extravergine d’oliva 500 cl .................................................... € 7,90 SAN PATRIGNANO miele millefiori 300 gr ..............................................€ 4,90 SUGAR cuorenero barrique tabacco 35 gr ............................................. € 2,90 SUGAR cuorenero barrique cannella 35 gr .............................................€ 2,90 Sapori del Borgo nocciole pralinate 120gr ....................................... € 5,50 Sapori del Borgo barretta croccante gusto caffè 136gr .................... € 5,50 TENUTA BIANCO olio extravergine di oliva Lt 0.5 .................................. € 10,90

Da bere BRISIGHELLA Spumante brut ................................................................ € 8,90 BRISIGHELLA Ambra albana dolce Docg passita 0,50 l .......................... € 12,90 BRISIGHELLA Brisiglè sangiovese Doc superiore ..................................... € 9,90 BONZARA cabernet sauvignon bonzarone DOC 2006 .......................... € 14,90 CÀ DE MEDICI lambrusco reggiano piazza san prospero ....................... € 4,50 Cà de medici Lambrusco reggiano Piazza San Prospero ....................... € 3,90 Cantina Formigine Lambrusco di Sorbara Dop rosso ........................ € 4,50 Cantine Riunite Lambrusco di Sorbara secco Doc .............................. € 5,50 Cantina Santa Croce Lambrusco Salamino Doc ............................. € 4,50 Cantina Settecani Lambrusco Grasparossa Doc secco ...................... € 4,50 Cantina Sorbara Lambrusco Sorbara Doc ........................................ € 3,90 Cantina SozziGalli Lambrusco di Sorbara Dop amabile .................... € 4,50 Carpi Lambrusco reggiano secco .......................................................... € 3,90 CASALI VITICULTORI Colli scand. Albore secco ...................................... € 5,50 CASTELLO SERRAVALLE Merlot colli bolognesi ...................................... € 11,50 CASTELLO SERRAVALLE pignoletto ....................................................... € 6,90 Cavicchioli Lambrusco di Sorbara Doc tre medaglie .......................... € 4,50 Chiarli Vecchia Modena Lambrusco frizzante secco ............................ € 5,50 CIV colli scad.&can. lambrusco coda rossa ............................................. € 4,50 CONDE’ Sangiovese di romagna Doc 2007 ........................................... € 7,90 CONDE’ Sangiovese di romagna Doc superiore 2007 ............................ € 9,90 DONELLI lambrusco reggiano donelli 1915 secco .................................. € 6,90 DUE TORRI lambrusco reggiano Ilario secco .......................................... € 3,90 FATTORIA PARADISO sangiovese riserva Vigna delle Lepri 2005 ............. € 12,50 FERRARA Duna della Puia DOC Mariotti ............................................... € 5,50 FERRARINI colli scand. e can. lambrusco patatrac .................................. € 3,90 GUALTIERI lambrusco reggiano Ligabue class. secco ............................. € 4,50 Horecare Lambrusco Sorbara Doc valle degli olmi .............................. € 4,50 LOMBARDINI lambr. Reggiano lambrusco per l’amico ........................... € 4,90 MASSENZATICO lambrusco reggiano secco .......................................... € 3,90 MONTECATONE Montecatone rosso 2007 ............................................ € 29,00 MONTECATONE Occhi di cielo 2009 ..................................................... € 7,50 MORINI savignone ravenna rosso IGT 2007 .......................................... € 3,90 PARADISO sangiovese bella blu ............................................................. € 9,60 PARADISO albana secco ........................................................................ € 7,50 PRATO lambrusco reggiano Vermiglio ................................................... € 3,90 PUIANELLO lambrusco reggiano rosato secco ...................................... € 3,90 REGGIANA lambrusco reggiano vigna di tedola secco ........................... € 3,90 ROLO lambrusco reggiano salamino secco ............................................ € 3,90 SAN MARTINO IN RIO lambrusco reggiano nero di corte secco ............. € 3,90 SAN PATRIGNANO avi 2006 sangiovese romagna DOC rosso ................ € 22,90 SANTA GIUSTINA villa soldati ................................................................ € 6,90 SANTA GIUSTINA I muri gutturnio d’oro 2006 ...................................... € 9,90 TENUTA MONSIGNORE rosato spumante brut ...................................... € 7,80 VENTURINI lambrusco reggiano secco ................................................... € 4,50

Friuli Venezia Giulia Da mangiare SAPORI DI CASA Spaghetti alla chitarra 250 gr....................................... € 2,90 SAPORI DI CASA Strozzapreti 250 gr...................................................... € 2,90 SAPORI DI CASA Straccetti 250 gr.......................................................... € 2,90 SAPORI DI CASA Tagliatelle ai funghi 250 gr........................................... € 3,50 SAPORI DI CASA Fettuccine all’ortica 250 gr........................................... € 3,50


SAPORI DI CASA Fettuccine agli spinaci 250 gr....................................... € 3,50 SAPORI DI CASA Bigoli 250 gr .............................................................. € 2,90 SAPORI DI CASA Maccheroncini 250 gr................................................. € 2,90 SAPORI DI CASA Fettuccine 250 gr......................................................... € 2,90 SAPORI DI CASA Tagliolini 250 gr........................................................... € 2,90

Da bere VALCHIARÒ Pinot Grigio ...................................................................... € 6,90 VALCHIARÒ Friulano ............................................................................ € 6,90

Lazio Da mangiare FALCONI amaretto 450 gr ..................................................................... € 8,90 DOLCIARIA LAMPO Amaretto verolano sfuso amarena 1Kg................... € 16,90 DOLCIARIA LAMPO Amaretto micro sfuso cioccolato 1Kg ..................... € 21,90 DOLCIARIA LAMPO Morbidello micro sfuso pistacchio 1Kg.................... € 21,90 Il Molino Patè di olive con finocchio 100 gr ........................................ € 3,90 Il Molino Confettura di Visciole 212 gr ............................................... € 4,90 Il Molino Extravergine d’oliva monocultivar canino 500 ml ................. € 11,90 Il Molino Extravergine d’oliva Dop Tuscia 500 ml ................................ € 11,90 R. BRUNELLI pecorino romano DOP ...................................................... € 2,50 R. BRUNELLI bon capri a fette ............................................................... € 2,90 TUSCANIA Olio extravergine d’oliva 0,50 l ............................................ € 3,00 TUSCANIA Olio extravergine d’oliva 0,75 l ............................................ € 11,90

Da bere ALTAQUOTA birra artigianale al farro .................................................... € 3,90 CANTINE LUPO primolupo merlot ......................................................... € 8,50 CAPORILLI Antiquo rosso cesanese DOC ............................................... € 7,90 CAPORILLI colline del cesanese rosso DOC ............................................ € 5,90 Collepicchioni Collerosso Lazio Rosso 2009 ...................................... € 4,90 Collepicchioni Donna Paola Marino Doc 2009 ................................. € 6,90 Collepicchioni Perlaia Lazio Rosso 2009 ........................................... € 6,90 Collepicchioni Il Vassallo Lazio Rosso 2008 ....................................... € 14,90

Liguria Da mangiare CÀ MESSIGHI vaso di olive in salamoia da 290 gr .................................. € 4,50 CÀ MESSIGHI pesto con pinoli vaso da 130 gr ...................................... € 5,90 CÀ MESSIGHI Patè di olive taggiasche 180 gr ...................................... € 3,20 PAMFOOD pesto senz’aglio vasetto gr 180 ......................................... € 3,50 PAMFOOD pesto con aglio vaetto gr 180.............................................. € 3,50 ICAT tonno consorzio filetto gr 150 ...................................................... € 4,90 ICAT angelo parodi filetto di sgombro gr 125 ....................................... € 2,50 POLLA tonno in olio di oliva 140 gr ....................................................... € 5,90 POLLA pesto genovese vaso 85 gr ........................................................ € 2,90 POLLA senape delicata alle olive 200 gr ................................................ € 3,90 POLLA olio extravergine ligure 0,5l ....................................................... € 10,90 POLLA funghi porcini vaso 200 gr ........................................................ € 8,90 POLLA olio ev bott. quadra 0,5 l ........................................................... € 11,00

Da bere POLLA vino pigato doc polla 0,75 l ....................................................... € 8,90 POLLA vermentino doc 0,75 l ............................................................... € 8,90 POLLA rossese doc 0,75 l ...................................................................... € 8,90

Lombardia Da mangiare BARBOLINI aceto balsamico di Modena Omega ................................... € 27,90 I VALLICELLI confett. extra arance amare 100 gr .................................... € 5,50 I VALLICELLI confett. extra strudel di mele 100 gr .................................. € 5,90 LO SPICCHIO fegatini toscani ................................................................ € 6,90 LO SPICCHIO sugo all’aglione ............................................................... € 3,50 Molino di Vigevano Dolci soffici ....................................................... € 2,30 Molino di Vigevano Crostate ........................................................... € 2,30 Molino di Vigevano Pizza croccante ................................................. € 2,30 Molino di Vigevano Pane e lievito .................................................... € 2,30 SAN LUCIO Grok gusto classico 5x20 gr ................................................ € 2,80 SAN LUCIO grok gusto deciso 5x20 gr .................................................. € 2,80 SAN LUCIO Grok gusto classico 20 gr ................................................... € 2,80 SAN LUCIO Grok gusto deciso 20 gr ..................................................... € 2,80

TUTTI A TAVOLA ragù di bisonte............................................................ € 5,50 TUTTI A TAVOLA ragù di agnello............................................................ € 5,50 TUTTI A TAVOLA ragù di struzzo............................................................ € 5,50 TUTTI A TAVOLA ragù di capriolo........................................................... € 5,50

Da bere CASTELLO GRUMELLO valcalepio rosso DOC 2005 ............................... € 6,90 CASTELLO GRUMELLO valcalepio bianco 2008 ..................................... € 6,50 LA BOSCAIOLA Franciacorta Docg Brut.................................................. € 17,50 LE CORNE Franciacorta brut Docg ........................................................ € 22,90 LE CORNE Rosè spumante VSQ ............................................................ € 7,90 PODERE CAVAGA ol giopi’ 2007 Franconia IGT .................................... € 6,90 QUAQUARINI riesling oltrepo pavese .................................................... € 4,90 QUAQUARINI pinot noir oltrepo pavese frizzante .................................. € 5,50 SANTAGIUSTINA Ortrugo vivace doc 2010 ........................................... € 4,90 SANTAGIUSTINA Gutturnio doc fermo 2009 ......................................... € 5,90 SANTAGIUSTINA Gutturnio vivace doc 2009 ......................................... € 5,90 SANTAGIUSTINA Bonarda fermo doc 2009 ........................................... € 4,90 SANTAGIUSTINA Barbera fermo doc 2009 ........................................... € 4,90 SANTAGIUSTINA Anricus fermo 2008 ................................................... € 5,50 SANTAGIUSTINA Villa soldati ................................................................ € 6,90 SANTAGIUSTINA I muri gutturnio doc 2006 ......................................... € 9,90 SANTAGIUSTINA Spumante rosè 2009 ................................................. € 5,90 SANTA GIUSTINA Ortrugo vivace doc 2011 .......................................... € 4,90 SANTA GIUSTIINA Gutturnio doc fermo 2009 ...................................... € 5,90 SANTA GIUSTINA Gotturnio vivace doc 2009 ........................................ € 5,90 SANTA GIUSTINA Bonarda fermo doc 2009 .......................................... € 4,90 SANTA GIUSTINA Barbera fermo doc 2009 ........................................... € 4,90 SANTA GIUSTINA Anricus fermo 2008 .................................................. € 5,50 SANTA GIUSTINA I muri Gutturnio doc 2006 ........................................ € 9,90 SANTAGIUSTINA don Alessio spumante ................................................ € 6,90 VERCESI bonarda oltrepo’ pavese DOC.................................................. € 4,50 VERCESI Bonarda oltrepò pavese doc frizzante ..................................... € 4,50

Marche Da mangiare BARTOLACCI patè di frico di verdure 100 gr ......................................... € 3,50 BARTOLACCI preparato a base di lamponi 240 gr ................................ € 4,90 BARTOLACCI manorle sgusciate sottovuoto150 gr ............................... € 4,90 BARTOLACCI miele millefiori ................................................................ € 4,50 CONCA D'ORO olio extravergine d’oliva bio lt. 0,75 .............................. € 9,50 CASONI linguine stese a mano 250 gr.................................................... € 2,90 CASONI tonnarello aglio e prezzemolo 250 gr ....................................... € 2,90 CATALINI confettura extra pomodori verdi 220 gr ................................. € 4,90 DULCIS HARMONIA tozzetti .................................................................. € 2,80 FORNERIA TOTÒ Anicini ....................................................................... € 7,90 LUZI fusilloni di farro 500 gr ................................................................. € 2,50 LUZI strozzapreti grano duro ................................................................. € 2,20 MARTARELLI barzotto s.v. al kg ............................................................. € 12,90 MARTARELLI nero di grotta norcia s.v. al kg ........................................... € 19,90 ROMOLI spalmabili al caffè ................................................................... € 5,90 ROMOLI spalmabili al gianduja .............................................................. € 5,90 ROMOLI spalmabili al miele e cioccolato ................................................ € 5,90 ROMOLI spalmabili al fondente senza zucchero ..................................... € 5,90 ROMOLI biscotteria prelibato ................................................................ € 1,50 ROMOLI spalmabile nocciola ................................................................ € 5,90 Monterosso Riccioli di farro Bio 500 gr .............................................. € 2,90 Monterosso Penne di farro Bio 500 gr................................................ € 2,90 Monterosso Spaghetti di farro Bio 500 gr........................................... € 2,90 Gabrielloni Olio extravergine d’oliva laudato 0,50 l ........................... € 19,00 Gabrielloni Olio extravergine d’oliva solivo 0,50 l .............................. € 12,00

Da bere BARTOLACCI bianchello del metauro Doc ............................................ € 19,00 BARTOLACCI succo e polpa di pere 200 ml .......................................... € 1,50 BARTOLACCI succo e polpa di pesca 200 ml ........................................ € 1,90 BARTOLACCI succo e polpa di mora 200 ml ......................................... € 1,90 BARTOLACCI bianchello del metauro doc ............................................. € 5,90 BARTOLACCI sangiovese colli pesaresi doc ........................................... € 5,50 BARTOLACCI preparato a base di lamponi 240 gr ................................ € 4,90 CATALINI vino cotto in fiasco a candela 750 ml ..................................... € 19,00 COLLELUCE vernaccia di serrapetrona XXIV canto passito ..................... € 18,50 COLLELUCE Vernaccia si Serrapetrona Secca ......................................... € 12,00 DOMODIMONTI Il Messia 2006 ............................................................. € 25,00 DOMODIMONTI Picens 2006 ................................................................ € 10,50 DOMODIMONTI Piccolo principe 2009 ................................................. € 7,50


DOMODIMONTI Deja v 2009 ................................................................ € 7,90 DOMODIMONTI Li coste 2009 .............................................................. € 12,00 DOMODIMONTI Monte fiore 2009 ....................................................... € 6,90 IL CRINALE rosso piceno DOC 2008 mizar ............................................. € 4,50 IL CRINALE Pecorino micaur doc ............................................................ € 5,90 IL CRINALE Passerina castrum doc ......................................................... € 5,90

Piemonte Da mangiare BARAGGIA Riso carnaroli 1 kg in tessuto............................................... € 3,90 BARAGGIA Riso carnaroli 5 kg in tessuto............................................... € 15,00 BARAGGIA Riso baldo 1 kg.................................................................... € 3,50 SAN CASSIANO fonduta di bra dop 180 gr............................................. € 6,90 ORYZA Riso venere nero 500 gr.............................................................. € 4,90 ORYZA Riso carnaroli in yuta 500 gr....................................................... € 3,50 ORYZA Gallette tonde bio farro.............................................................. € 1,60 SAN CASSIANO ragù di fagiano 90 gr ................................................... € 4,90 SAN CASSIANO ragù di faraona 90 gr ................................................... € 4,90 SAN CASSIANO ragù di camoscio 90 gr ................................................ € 4,90 SAN CASSIANO salsa di noci e funghi 90 gr .......................................... € 3,90 SAN CASSIANO mousse di vino Moscato d'Asti Docg 70 gr................... € 1,90

Da bere ANZIVINO Gattinara Docg rosso 2005 ................................................... € 13,90 ANZIVINO Nemesi IGT rosso 2008 ......................................................... € 5,50 ANZIVINO Bramaterra 2005................................................................... € 12,50 MARCAURELIO Barbera d’Asti Terradacia 2006 Doc ............................. € 8,90 MARCAURELIO Barbera d’Asti Zeroincondotta 2009 Docg ................... € 12,50 MARCAURELIO Moscato d’Asti Lucifero 2009 Docg ............................. € 10,90

Puglia Da mangiare ALTAMURGIA salsiccia stagionata della murgia prezzo/kg ..................... € 29,00 ALTAMURGIA Soppressata della murgia prezzo/kg ............................... € 34,00 BELLA CONTADINA fungoncelli contad. in olio semi 290 gr .................. € 4,50 BELLA CONTADINA scaldatelli alla pizza 500 gr .................................... € 3,90 BELLA CONTADINA orecchiette pugliesi 500 gr ..................................... € 2,90 BELLA CONTADINA Pomodori secchi alla contadina .............................. € 4,90 BELLA CONTADINA Cetriolini in aceto 290 gr ....................................... € 3,50 BELLA CONTADINA Aglio al peperoncino .............................................. € 3,90 BELLA CONTADINA Carciofi interi della nonna alla contadina ................ € 4,90 PUGLIESITà tocchetti olio ev di olia 400 gr ............................................ € 4,50 PUGLIESITà mastaccioli al vin cotto 400gr ............................................ € 4,90 PUGLIESITA’ taralli al sesamo 400 gr ...................................................... € 4,50 PUGLIESITA’ tocchetti olio e oliva 400 gr ............................................... € 5,00 PUMA carciofini alla brace bio 280 gr .................................................... € 5,50 PUMA carciofi interi bio 280 gr ............................................................. € 6,50 PUMA Melanzane a filetti 280 gr. CDA ................................................. € 4,50 PUMA Peperoni “Pric Prac” gr 280 BIO ................................................. € 4,50 PUMA Melanzane alla brace gr 280 BIO ............................................... € 4,90 PUMA Olive “Bella di cerignola” gr 280 ................................................ € 3,50 PUMA Olive “Bella di cerignola” gr 550 ................................................ € 5,90 PUMA Pomodorini pugliesi salsati gr 280 .............................................. € 2,90 PUMA Funghi champignon alla brace 280gr CDA ................................. € 4,90 PUMA Carciofi Quartini 280gr CDA ...................................................... € 4,90 PUMA Fungi Cardoncelli 280gr CDA .................................................... € 5,90 PUMA Pomodori essicati 280gr CDA .................................................... € 4,90 PUMA Peperoni alla contadina 280gr CDA ........................................... € 3,90 PUMA Lampascioni in olio 280gr CDA .................................................. € 4,90 PUMA Olive termite di Bitetto 550gr ..................................................... € 5,90 PUMA Olive al forno aromatizzate 320gr .............................................. € 4,90 PUMA Olive all'arancia 320gr ................................................................ € 4,90 PUMA Carciofi alla brace gr 280 ............................................................ € 4,50 PUMA Funghi champignons alla brace 280gr bio .................................. € 5,50 PUMA Melenzane alla brace 280 gr bio ................................................ € 4,90 TENUTA BIANCO olio extravergine oliva lt. 0,5 ...................................... € 10,90 TENUTA BIANCO olio extravergine d’oliva 0,25 l ................................... € 5,90 SUDALIMENTA Orecchiette con cime di rapa ........................................ € 3,50 SUDALIMENTA Pennette con melanzane ............................................... € 3,50 SUDALIMENTA Spaghetti neri alla marinara ........................................... € 4,90 SUDALIMENTA Riso carnaroli con funghi porcini 200gr ......................... € 3,50 SUDALIMENTA Riso carnaroli con ostriche 200gr .................................. € 3,50 SUDALIMENTA Riso carnaroli con asparagi 200gr ................................. € 3,90 SUDALIMENTA Riso carnaroli funghi più tartufi 200gr .......................... € 3,91

Da bere ASTORE massaro rosa negroamaro ........................................................ € 4,90 ASTORE Krita chardonnay + malvasia bianca ......................................... € 5,90 ASTORE Filimei 2009 Negroamaro......................................................... € 8,90 ASTORE argentieri negroamaro+cabernet sauvignon ............................ € 11,90 ASTORE Jema 2007............................................................................... € 7,90 PASSALACQUA Granverve 2009 Greco Puglia Igt.................................. € 6,50 PASSALACQUA Visionaire 2010 Chardonnay ....................................... € 7,90 RIVERA preludio chardonnay 2008 ........................................................ € 4,90 RIVERA terre al monte sauvignon 2008 ................................................. € 4,80 RUBINO negro amaro 2007 tenute rubino ............................................ € 7,90 RUBINO punta aquila 2008 rosso primitivo ............................................ € 8,90 RUBINO Torre testa 2007 ....................................................................... € 32,00 RUBINO Magnum jaddico 2007 ........................................................... € 33,00 RUBINO Malvasia nera marmorelle 2008 .............................................. € 6,90 RUBINO Malvasia bianca marmorelle 2010 ............................................ € 6,90 RUBINO Fermentino tenute rubino 2010 ............................................... € 7,90 RUBINO Saturnino 2010 rosato negromaro ........................................... € 6,90

Sardegna Da mangiare GARAU Formaggio spalmabile su Angiu 200 gr ................................... € 4,90 MURRU Salsiccia sarda con finocchietto al Kg ....................................... € 19,90 MURRU Salame sardo al Kg ................................................................... € 19,50 MURRU Lonza affumicata al Kg ............................................................. € 26,00

Da bere DORGALI cannonau di viniole riserva 2006 ........................................... € 10,90 DORGALI cannonau sardegna DOC filieri rosato2009 ........................... € 4,50 DORGALI vermentino sardegna DOC isalle 2009 .................................. € 4,90 DORGALI cannonau sardegna DOC calaluna 2009 ................................ € 4,50 DORGALI isola dei Nuraghi IGT noriolo selez. ‘07 .................................. € 10,90 DORGALI cannonau di sardegna viniola riserva ‘07 ............................... € 9,50 DORGALI cannonau sardegna doc vigna di isalle’09 ............................. € 5,50 DORGALI noriolo igt rosso 2008 ........................................................... € 9,50 DORGALI grappa di cannonau filieri selezione 45% .............................. € 22,90 DORGALI vermentino sardegna doc calaluna 2010 .............................. € 4,90 MONTESPADA vermentino DOC sabbialuce .......................................... € 5,80 MONTESPADA vermentino DOC sole di sardegna ................................. € 5,80 Roccavorte Muscadellu moscato sardo ............................................ € 13,90

Sicilia Da mangiare ALICOS pesto al finocchietto selvatico 180 gr ........................................ € 5,50 ALICOS scorzette di arance - vasetto gr 100 .......................................... € 4,90 ALICOS Salsa pronta di pomodoro ciliegino e datterino ........................ € 2,40 ALICOS Panettone artigianale al pistacchio di Bronte............................. € 19,90 ALICOS condimento pasta con le sarde ................................................ € 3,90 ALICOS colomba al pistacchio .............................................................. € 20,90 ALICOS farina di pistacchio .................................................................. € 4,90 ASARO Quadrelli alle mandorle e pistacchio di Bronte 150 gr ............... € 5,90 CAFFE’ GINEVRA Lattina intenso macinato ........................................... € 5,30 CAFFE’ GINEVRA Crema di caffè ........................................................... € 5,90 CAFFE’ GINEVRA Crema di pistacchio ................................................... € 5,90 CAMPO D’ORO pomodori secchi farciti 180 gr ..................................... € 4,90 CAMPO D’ORO aglio marinato in olio 180 gr ....................................... € 3,90 CINQUE COLLI Olio extravergine d’oliva 0,50 l ...................................... € 8,50 Dry Fruit Miele e pistacchi di sicilia 230 gr ........................................... € 6,50 Dry Fruit Pesto di pistacchi di sicilia 190 gr .......................................... € 5,90 Dry Fruit Crema di mandorle di sicilia 200 gr ...................................... € 4,90 Dry Fruit Crema di nocciole italiane 200 gr ......................................... € 4,90 GIOVI uva passa in grappa moscato 20 cl .............................................. € 7,90 Le terre di Corleone Margherita 500 gr ........................................... € 2,90 Le terre di Corleone Busiata Corleonese 500 gr ............................... € 2,90 Le terre di Corleone Reginelle 500 gr .............................................. € 2,90 MILAZZO olio extravergine di oliva 0,50 l .............................................. € 8,90 Quignones olio extravergine d’oliva 0,50 l .......................................... € 8,90 SALLEMI campagnolo extravergine oliva bottiglia 0,75 l ........................ € 9,90 SALLEMI Olio extravergine d’oliva Re Dop Monti Iblei 750 ml ................ € 15,00 TRIMARCHI Olive in salamoia gr 220 ..................................................... € 4,50 TRIMARCHI Paccheri gr 500 .................................................................. € 2,90 TRIMARCHI Tagliatelle al nero di seppia gr 500 ...................................... € 3,50 TRIMARCHI Crema di mandorle gr 130 ................................................. € 4,90


TRIMARCHI Crema di pistacchi gr 130 .................................................. € 5,50 TRIMARCHI Olio E.V. Nocellara etnea ml 500 ........................................ € 12,00 TRIMARCHI Dop Moscato passito di noto ml 500 ................................. € 19,00 villa reale pesto alla trapanese 180 gr .............................................. € 4,90 villa reale sugo con bottarga 180 gr ................................................. € 3,90 villa reale sugo con frutti di mare180 gr ........................................... € 3,90 SPOTO olio extra vergine di oliva kento 0,5 l ......................................... € 14,50

Da bere ACATE zagra inzolia/grillo 2008 IGT ...................................................... € 4,90 ACATE il Moro Nero D’Avola IGT 2007................................................... € 7,90 ALAGNA Moscato di Pantelleria DOC Eliotes ........................................ € 22,90 ALAGNA cabernet sauvignon ............................................................... € 8,90 ALCESTI chardonnay 2008 IGT .............................................................. € 5,90 ALCESTI Narkè dei poeti 2005 .............................................................. € 7,90 ALCESTI Isola dei profumi rosso ............................................................ € 5,50 ALCESTI Isola dei profumi bianco .......................................................... € 4,90 ALCESTI Syrah 2008 .............................................................................. € 6,90 ALTOBELICE chardonnay Tre Feudi ......................................................... € 5,90 ALTOBELICE Trerrè Doc nero d’avola ...................................................... € 5,90 ALTOBELICE Tre Feudi merlot ................................................................. € 5,90 ALTOBELICE Tre Feudi cabernet-sauvignon ............................................ € 5,90 COLLETTI Don Luca nero d’avola ........................................................... € 6,90 CUSUMANO cassetta trsv x 6 - angimbe’ & benuara ............................. € 69,00 CUSUMANO cassetta trsv x 6 benuara & cubia ..................................... € 69,00 FENECH Malvasia delle Lipari Doc passito 2008 ..................................... € 22,00 GIOVI liquore a base di grappa.............................................................. € 5,50 GIOVI grappa di cerasuolo..................................................................... € 5,50 HAUNER malvasia delle lipari naturale 500 ml ....................................... € 19,00 HAUNER magnum rosso antonello igt salina 2007 ................................ € 35,00 HAUNER salina bianco igt 2010 750 ml ................................................ € 7,50 LUNA SICANA luna y sol bollicine di nero d'avola .................................. € 13,90 MARTINEZ jemara passito di Pantelleria ................................................ € 22,00 MARTINEZ laus vino liq. malvasia IGT .................................................... € 6,50 MAURIGI Dolcemente petit verdot ........................................................ € 19,00 MAURIGI Granny 2004 ......................................................................... € 15,90 MAURIGI Terre di Sofia 2007 ................................................................ € 12,90 MAURIGI Cinquanta ............................................................................. € 9,90 MAURIGI Saia grande 2007 .................................................................. € 9,90 MAURIGI Le chiare 2009 ...................................................................... € 8,90 MIMMO PAONE rosso nocera IGT 2004 ................................................ € 8,00 Quignones Passito Aner Sicilia 2006 ................................................... € 16,90 Quignones Petit Verdot ...................................................................... € 7,90 Quignones T. d’Apaforte cabernet/sauvignon Sicilia 2002 .................. € 12,90 SETTESOLI viognier ............................................................................... € 5,50 SETTESOLI syrah .................................................................................... € 5,90 SUTERA Kalea rosso Igt 2008 ................................................................ € 39,00 TOLA syrah nero d’avola ....................................................................... € 5,90 TOLA nero d’avola rosso IGT ................................................................. € 4,90 TOLA syrah rosso IGT ............................................................................ € 4,90 TOLA chardonnay insolia 2009 ............................................................. € 5,90 TASCA D'ALMERITA camastra ............................................................. € 8,50 VITICULTORI chardonnay 2009 ............................................................. € 5,50

Toscana Da mangiare ALLA GUSTERIA gelatina di chianti classico gallo nero .......................... € 6,90 ALLA GUSTERIA confettura extra fichi pinoli e agrumi .......................... € 4,50 BOSCO VIVO Patè d’oca con tartufo3% gr 90 ...................................... € 5,90 BOSCO VIVO Confett. Extra di peperoni gr 100 .................................... € 3,90 BOSCO VIVO Tartufi bianchetto qual. Extra gr 25 .................................. € 3,40 BOSCO VIVO Tartufi bianchetto qual. Extra gr 25 .................................. € 14,90 CATERINA Ragù di suino di cinta senese gr 180 .................................... € 5,90 CATERINA Sugo alla boscaiola gr 180 ................................................... € 4,90 CRIMELE olio extravergine d’oliva 0,5L ................................................. € 6,90 I GREPPI DI SILLI olio Moraiolo 500 ml ................................................... € 13,90 I GREPPI DI SILLI miele di acacia 250 gr .................................................. € 4,50 IL BORRO olio extravergine 2009 0,5 lt ................................................. € 14,90 IL CASELLINO olio biologico campo di torri bot. 0,5 lt ........................... € 13,90 LE BONTA’ Crostino toscano 180 gr....................................................... € 3,90 LE BONTA’ Salsa speck e porcini 180 gr ................................................. € 3,90 LE BONTA’ Crostino toscano al tartufo 180 gr......................................... € 4,90 LE BONTA’ Sugo di cinghiale 180 gr ...................................................... € 3,90 LE BONTA’ Sugo di chianina 180 gr ....................................................... € 3,90 LO SPICCHIO Ragù di chianina .............................................................. € 5,50 LO SPICCHIO Fegatini Toscani ............................................................... € 6,90 LO SPICCHIO Sugo all’aglione ............................................................... € 3,50

PARMOLETO olio igp toscano 2009 500 ml ........................................... € 8,90 SAVINI TARTUFI miele al tartufo bianco 40 gr ........................................ € 8,50 SAVINI TARTUFI crema di lardo al tartufo 80 gr ...................................... € 5,90 SAVINI TARTUFI salsa del tartufaio ......................................................... € 6,50 SAVINI TARTUFI polenta del tartufaio 140 gr ......................................... € 5,90 TREGGIANO Olio extravergine d’oliva 0,75 l ......................................... € 14,90

Da bere ABBADIA ARDEGNA Brunello 2004 ...................................................... € 23,90 ABBADIA ARDEGNA rosso di Montalcino 2007 DOC ............................ € 9,90 DIEVOLE brunello di Montalcino ........................................................... € 23,00 CAJUN birra lom ................................................................................... € 6,50 CAJUN birra estro ................................................................................ € 9,50 CAPITONI capitoni orcia DOC annata 2006 ........................................... € 8,50 CAPITONI frasi orci doc annata 2005 .................................................... € 11,90 CECCHI morellino di scansano DOC 2006 riserva ................................. € 9,50 COLLE MASSARI rigoletto montecucco rosso DOC 2008 ....................... € 7,90 COLLE MASSARI Irisse montecucco vermentino DOC 2009 ................... € 10,90 FATTORIA CAMPIGIANA chianti barbarossa Docg 2008 ....................... € 7,90 FATTORIA CAMPIGIANA Chianti Docg 2008 ........................................ € 6,90 LE TORRI Magliano 93 .......................................................................... € 19,00 IL BORRO Polissena IGT sangiovese 2006 .............................................. € 12,00 IL BORRO Lamelle chardonnay 2008 IGT ............................................... € 11,90 LA FORNACE morellino di scansano 2009 Docg ................................... € 5,90 LA FORNACE morellino di scansano riserva ........................................... € 11,00 LE TORRI chianti classico Docg .............................................................. € 5,90 MAURIGI rosse in rosso 2009 ................................................................ € 5,50 MAURIGI rosse rosè 2008 ..................................................................... € 6,50 PARMOLETO montecucco sang. riserva DOC 2006 ............................... € 8,90 PARMOLETO grappa montecucco song ................................................ € 15,00 PALAZZO VECCHIO nobile riserva 2004 ................................................. € 15,00 PALAZZO VECCHIO nobile di Montepulciano ........................................ € 12,50 PODERE L’AIONE Poderoso sangiovese morellino di scansano 2009....... € 8,90 PODERE L’AIONE Roscio maremma sangiovese cabernet sauvignon 2009....... € 32,00 POGGIOSECCO Anora’ chianti riserva bio 2006 .................................... € 7,90 POGGIOSECCO Chianti Docg Bio 2006 ................................................. € 8,50 SBERNADORI nobile riserva 2001 .......................................................... € 12,90 SBERNADORI nobile di Montepulciano 2006 ........................................ € 16,90

Trentino Alto Adige Da mangiare ENDRIZZI mostarda di vino Masetto Nero 110 gr ................................... € 7,50 ENDRIZZI mostarda di Gewurztraminer 110 gr ...................................... € 7,50 FELICETTI tagliatelle bio all’uovo 500 gr ................................................. € 3,50 FELICETTI ditalini farro 500 gr ................................................................ € 3,90 FELICETTI Conchiglioni Bio matt 500 gr ................................................. € 2,90 SELECTED FOOD ragù di manzo della val d'ultimo ................................. € 5,50 SELECTED FOOD salame di cinghiale gruber&telfser 240 gr ................... € 6,20

Da bere BERTAGNOLLI grappa marzemino 0,5l ................................................. € 14,90 BERTAGNOLLI grappa traminer 0,5 l ..................................................... € 16,90 BERTAGNOLLI grappa koralis 0,35 l ...................................................... € 10,90 ENDRIZZI muller thurgau trentino DOC 2009 ........................................ € 9,80 ENDRIZZI gewurztraminer trentino DOC 2009 ...................................... € 13,90 ENDRIZZI brut metodo classico Trento DOC 2005 .................................. € 9,90 RONER Gewurztraminer ........................................................................ € 8,50 LEVICO the pesca .................................................................................. € 1,00 LEVICOace arancia rossa ....................................................................... € 1,30 MESSNERHOF Santa Maddalena classico DOC 2009 ............................ € 9,50 VILLA CORNIOLE muller thurgau DOC 09 ............................................. € 8,90 VILLA CORNIOLE gewurztraminer DOC 09 ............................................ € 11,90 VILLA CORNIOLE lagrein DOC 08 .......................................................... € 10,90 VILLA CORNIOLE teroldego 7 pergole DOC 03 ...................................... € 16,90

Umbria Da mangiare Bittarelli fagiolina del Trasimeno 250 gr ............................................ € 5,90 Bittarelli orzo perlato 500 gr .............................................................. € 2,50 Bittarelli cicerchie 500 gr.................................................................... € 3,90 Bittarelli ceci piccoli nazionali 500 gr ................................................. € 3,50 Bittarelli cicerchie all’antica 350 gr .................................................... € 4,90 BITTARELLI Zuppa di farro e ceci ............................................................ € 5,90 TARTUFI JIMMY crema di carciofi e tartufo ............................................ € 3,50


TARTUFI JIMMY delizia di funghi porcini/tartufo bianco ......................... € 3,50 TARTUFI JIMMY cuore di puro tartufo bianco......................................... € 18,00 TARTUFI JIMMY piccantina di pomodoro e tartufo ................................ € 3,00

Valle d'Aosta Da mangiare ALPENZÙ ragu’ di cinghiale 200 gr ........................................................ € 4,90 ALPENZÙ ragu’ di capriolo 200 gr ......................................................... € 4,90 ALPENZÙ Ragù di cervo ........................................................................ € 5,50 ALPENZÙ fonduta di fontina 295 gr ...................................................... € 5,50 ALPENZÙ miele mignon di acacia .......................................................... € 2,90 ALPENZÙ Sugo ai funghi porcini ........................................................... € 4,90 ALPENZÙ Fonduta valdostana................................................................ € 5,50 ALPENZÙ Fonduta al muller thurgau Doc .............................................. € 4,90 ALPENZÙ Tegole valdostane .................................................................. € 3,90

Da bere ALPENZU’ Grappa barricata 0,50 l ......................................................... €16,90 ALPENZU’ Grappa morbida 0,50 l ......................................................... €15,90 LA SOURCE chardonnay DOC Valle d’Aosta .......................................... € 8,90 LA SOURCE gamay DOC Valle d’Aosta .................................................. € 8,50 LA SOURCE petite arvine DOC Valle d’Aosta ......................................... € 9,50

Veneto Da mangiare BARAGGIA Riso carnaroli 1 kg in tessuto ............................................... € 3,40 BARAGGIA Riso carnaroli 1 kg in carta .................................................. € 3,90 BARAGGIA Riso baldo 1 kg ................................................................... € 3,50 BRIO brio al cioccolato ........................................................................... € 2,90 GERARDO CESARI Olio extravergine d’oliva 0,50 l ................................. € 9,90 GERMINAL aceto di mele ...................................................................... € 2,90 IL MANGIAR SANO crostatina albicocca s/z aggiunto ............................ € 1,50 IL MANGIAR SANO biscotti farciti alla frutta .......................................... € 2,50

REDORO extravergine d’oliva extra bott 0,75 l....................................... € 8,90 REDORO extravergine d’oliva extra latta 5 l ........................................... € 45,00 REDORO olio al rosmarino 0,25 l ........................................................... € 5,50 REDORO olio al limone 0,25 l ................................................................ € 5,50 REDORO olio aglio e peperoncino 0,25 l ............................................... € 5,50 TRE CASE peperlata conf. frutta peperoncino ........................................ € 4,50 TRE CASE perine allo zenzero 360 gr ..................................................... € 4,90 TRE CASE radicchio rosso tardivo gr.300 treviso ..................................... € 4,50

Da bere CÀ SISA prosecco DOC extra dry ........................................................... € 4,90 Collina dei Ciliegi Amarone Il Ciliegio 2005 Doc .............................. € 32,90 Collina dei Ciliegi Corvina Veronese IGT .......................................... € 5,90 Collina dei Ciliegi Valpolicella Ripasso 2008 Doc .............................. € 11,90 Collina dei Ciliegi Valpolicella Superiore 2008 Doc ........................... € 8,90 COLLINA DEI CILIEGI Recioto 2008 Doc ................................................ € 17,90 COLLINA DEI CILIEGI Lugana 2008 Doc ................................................ € 11,90 COLLINA DEI CILIEGI Garganega .......................................................... € 5,90 COLLINA DEI CILIEGI Brut ..................................................................... € 10,90 COLLINA DEI CILIEGI Brut magnum 1,5l ................................................ € 21,90 DESMONTA’ rinero rosso IGT 75 cl ........................................................ € 7,90 DESMONTA’ nero d’arcole DOC 2007 ................................................... € 17,90 DESMONTA’ arcole pinot grigio DOC desmontà 75 cl ............................ € 5,90 GERARDO CESARI Amarone Valp. Bosan Borgognotta 0,75 l ................ € 45,00 GERARDO CESARI Amarone Valp. Bosan Borgognotta 1,50 l ................ € 99,00 GERARDO CESARI Amarone Valp. Bosan Bordolese 3 l ......................... € 170,00 IEI nero d’Arcole doc 2007 .................................................................... € 16,00 IEI arcole pinot grigio doc desmontà cl 75 ............................................. € 6,90 MOLETTO lison classico 2009 ............................................................... € 5,90 MOLETTO franconia IGT 2007 ............................................................... € 5,90 MOLETTO colmello bianco barricato 2006 ............................................ € 8,90 REDORO amarone valpolicella 0,75 l .................................................... € 22,00 REDORO spumante brut 0,75 l ............................................................. € 7,90 RONCA corvina IGP 2008 ..................................................................... € 4,90 RONCA custoza Te'ra 2009 Dop............................................................ € 4,50 RONCA Garganega Camì 2009 ............................................................ € 4,90 RONCA Pinot Grigio Garganega Meuì 2009 ......................................... € 4,90 ZECCHINI Valpolicella valpantena superiore 2008 ................................. € 8,90 ZECCHINI Amarone valpolicella 2003 ................................................... € 32,00

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Tradizionale all’origine: Mokarabia seleziona e importa in esclusiva i migliori caffè crudi dai principali Paesi produttori del mondo. Moderna nel servizio: leader nella fornitura delle più pregiate miscele di caffè, Mokarabia offre una completa gamma di prodotti per il bar (decaffeinato, solubile, cioccolata, the, orzo, camomilla) e una linea di caffè per uso domestico solo per le caffetterie. Internazionale nella visione: una grande azienda paneuropea e presente in molti altri paesi. Uno stile inconfondibile, lo stile Mokarabia: la qualità dei prodotti si completa con un servizio ineccepibile. Per questo, ogni giorno, più di 15mila tra bar, ristoranti e alberghi in Italia e nel mondo scelgono Mokarabia per “servire” il caffè. MOKARABIA S.p.A. via Matteotti, 24 / 40057 Granarolo dell'Emilia (BOLOGNA) / Italy / tel. +39 051 60 20 411 / info@mokarabia.it / www.mokarabia.it


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