19 Aprile 2017
Viva Wyndham Resorts: i primi 30 anni di una storia d’amore Il 9 aprile di 30 anni fa un pullman con a bordo 40 ospiti faceva il suo ingresso al Club Dominicus, sulla spiaggiadi Bayahibe, Repubblica Dominicana. «È cominciata così, con 120 camere, un solo ristorante e il cancello troppo basso per il pullman. Abbiamo portato le valigie a mano, perché allora tutti facevamo tutto». È il racconto di un orgoglioso e sorridente Ettore Colussi, presidente di Viva Wyndham Resorts: uomo di mare e d’azione che nell’hotellerie ha riversato la gioia della vela, il gusto del bello e dell’avventura, e la saggia prudenza del marinaio. Incontrato alla Bit con i suoi figli, Diego e Dominique, ci ha parlato del passato e del futuro di una bella impresa, molto amata.
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19 Aprile 2017 Anno III N 7
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20 APRILE 2017 - LA SPEZIA 20 APRILE 2017 - LUCCA
Mare estate con sorpresa: la carica dei ragazzi in agenzia Questa chiacchierata con gli agenti di viaggi era partita sul mare per l’estate: la tendenza sembra molto varia secondo le aree, bene le spiagge più economiche in Italia e nella fascia più alta la villaggistica a marchio. L’early booking è andato forte ma non ovunque, il lungo raggio è per gli sposi e la gamma alta. Ma la sorpresa è l’ingresso in agenzia dei gruppi di ragazzi per il viaggio dopo la maturità: in cerca di assistenza e garanzie, spinti dai genitori che non vogliono più sentir parlare di web selvaggio, ma anche convinti del valore della consulenza. Un ritorno da accogliere e cavalcare, dicono tutti, guardando al futuro.
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I Protagonisti del Mare: alla festa di Costa con la GoPro a pag. 9
Trenitalia chiama trade a pag. 6
Grasso Viaggi: 70 e non sentirli! a pag. 7
Il Selfie: Silvio Paganini a pag. 8
Agenzie e viaggi d’istruzione. Cromache di un disamore
Decolla Bizzeffe Italia Inbound Network: rete di imprese
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La voce delle agenzie
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LA PAROLA A... VIVA RESORTS
Viva Wyndham Resorts: i primi 30 anni di una storia d’amore Per tutto il resto, come a tavola e al bar, all’ospite rimane solo l’imbarazzo della scelta.
Adattamento, evoluzione
Flessibilità e coraggio sono serviti a superare ogni difficoltà: «Ne abbiamo viste tante, gli uragani che talvolta ci hanno fatto danni ma ci hanno anche spinti a rinnovare i resort, e le tempeste dell’economia. Quando è saltato Ventaglio è stato un grande dispiacere ma forse ci ha fatto più danni Teorema, quasi senza preavviso. Peraltro avevamo già diversificato aprendoci a più mercati, in adattamento costante. Come nei prezzi, cavalchi la crescita ma nella crisi vai incontro alla domanda». E già dal 2003 ad aggiungere slancio internazionale all’operazione di Colussi era arrivato l’accordo con Wyndham International, che ha fatto dei Viva il segmento all inclusive del grande gruppo statunitense, con il nome di Viva Wyndham Resorts.
Riconquistare gli italiani Ettore Colussi, presidente di Viva Wyndham Resorts, tra i suoi figli Diego e Dominique Il 9 aprile di 30 anni fa un pullman con a bordo 40 ospiti faceva il suo ingresso al Club Dominicus, sulla spiaggia spettacolare di Bayahibe, Repubblica Dominicana. «È cominciata così, avevamo 120 camere, un solo ristorante e il cancello troppo basso per il pullman. Abbiamo portato le valigie a mano, perché allora tutti facevamo proprio tutto, reception, animazione, booking. Niente PC né telefono, nel 1987 avevamo solo un radiotelefono. Siamo nati con qualcosa di molto simile ad un crowdfunding, e già con Ventaglio». È il racconto di un orgoglioso e sorridente Ettore Colussi, presidente di Viva Wyndham Resorts: uomo di mare e d’azione che nell’hotellerie ha riversato la gioia della vela, il gusto del bello e dell’avventura, ma anche la saggia prudenza del marinaio che cavalca ogni onda con razionalità e coraggio. «Ero partito per un anno, pensavo di fare altro. Invece ho vissuto cinque anni in barca e poi sono rimasto, mia moglie è dominicana e lo sono i miei figli. Perché in questa storia ho creduto con forza, e l’ho amata subito profondamente».
Otto resort ai Caraibi
La storia è appunto quella dei Viva Wyndham Resort, la compagnia che l’italiano Colussi ha fondato ai Caraibi insieme al dominicano Rafael Blanco, una delle figure più autorevoli dell’imprenditortia dominicana. In tutto otto resort:
cinque nella Repubblica Dominicana, due in Messico, uno a Grand Bahama; 3mila camere e due milioni di presenze l’anno scorso, volume d’affari oltre i 100 milioni di dollari e record di occupazione. Nel pieno di un percorso originale ma molto attento alle tendenze, tra scelte indovinate e crisi superate a forza di fantasia, tenacia e grande capacità di adattamento.
Idee vincenti: il primo all inclusive
Una delle idee vincenti decolla nel 1993, quando i Viva Resorts lanciano ai Cariabi il primo vero all inclusive: «Dopo notti insonni di calcoli a mano – ricorda Colussi – niente algoritmi allora, ma è stato un successo». Indovinata anche la scelta delle mete: «Dopo il Dominicus è stata una buona idea aprire in Messico su Riviera Maya, il posto giusto nel momento giusto. Lo stesso in seguito a Samaná, e a Cabarete sulla costa Nord, con il vento perfetto per vela, surf e kite. Abbiamo ascoltato il mercato, sempre pronti a inventarci qualcosa di più». Come nell’offerta per lo sport, innovativa nel tempo e di alta qualità, con istruttori professionali molto selezionati; altro grande plus dello stile Viva Wyndham, dove l’all inclusive avvolge l’ospite in un’atmosfera rilassata ma piena di stimoli e di esperienze da vivere. Nella certezza che in conto andranno solo escursioni, diving, trattamenti benessere e cene per due in spiaggia.
Negli anni è evoluta anche l’animazione, altro notissimo plus di Viva: «Siamo partiti con il 90% di ospiti italiani. Poi abbiamo cercato la stessa qualità per un pubblico internazionale». Altra sfida vinta. E ora gli italiani?: «Sempre simpatici, molto umani, vengono per divertirsi e mangiare bene, creano un bellissimo ambiente. Ma non superano mai il 30% degli ospiti. Mi piacerebbe davvero fare qualcosa per riconquistarli. Abbiamo Francorosso con SeaClub e il volo Neos a Samaná, e dal 15 giugno avremo Alpitour con Bravo e volo diretto per il Fortuna Beach di Gran Bahama. Ma siamo aperti a ogni proposta di altri partner italiani».
«Sempre noi, tutti qui»
«Mi rende felice – dice infine Colussi – il fatto che dopo 30 anni siamo ancora noi, Rafael Blanco sempre al mio fianco, Amanda Santana al marketing, Giuliana Carniel al commerciale. Il nucleo storico c’è». Anche otto su dieci dei 3mila dipendenti sono con Viva Wyndham da oltre 10 anni: chi torna ritrova un sorriso familiare. E anche questo qualcosa vorrà dire. E per il futuro? «L’idea è di rimanere sui Caraibi, sempre all inclusive, continuare a investire in qualità e innovazione. Cerchiamo nuove mete nella Repubblica Dominicana, forse anche in Messico, pensiamo a Panama o Colombia. Ma non a una crescita pazzesca, forse mille camere in più di qui a 10 anni. Perché prima di tutto vogliamo mantenere quel che abbiamo, un buon prodotto di valore, e restare assolutamente competitivi».
1987-2017, cronologia di un successo 1987 – Viva Dominicus Beach a Bayahibe, Repubblica Dominicana 1992 – Viva Fortuna Beach a Freeport, Grand Bahama Island 1997 – Viva Maya a Playacar, Riviera Maya, Messico 1998 – Viva Azteca Playacar, Riviera Maya, Messico 1999 – Viva Dominicus Palace a Bayahibe, attiguo al Dominicus Beach. Nello stesso anno apre il Viva Vallarta a Puerto Vallarta, Messico, venduto nel 2004 2003 – Viva Tangerine a Cabarete, Repubblica Dominicana Accordo strategico con Wyndham International Inc., Viva Wyndham Resorts diviene il ramo all inclusive del gruppo statunitense 2015 – Decolla V Collection, per ospiti over18: Viva Wyndham V Samaná, a Samaná, e Viva Wyndham V Heavens a Puerto Plata, Repubblica Dominicana. A fianco da sinistra Rafael Blanco, Executive Vp Viva Wyndham Resorts; Amanda Santana, Vp sales & Marketing; il presidente Ettore Colussi e Dominique Colussi
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La voce delle agenzie
LA PAROLA A... VIVA RESORTS «Agenzie, affidatevi ai t.o.» Viva Wyndham Resorts collabora con le agenzie attraverso i tour operator, «che sono i nostri interlocutori naturali» spiega Giuliana Carniel, direttrice sales&marketing Europa. «Siamo in tutti i cataloghi sui Caraibi. È così da sempre, e negli anni si è rivelata la scelta migliore per tutti. Contiamo sulla filiera, dove insieme si conquista un cliente felice della sua vacanza perfetta». Il che non esclude attenzioni speciali per le agenzie: «È tutto in area riservata su vivaresorts.com – aggiunge Giuliana – incentivi, promo, scontistica, anche agent discount fra il 30 e il 50%, secondo disponibilità, per venire in vacanza da noi. Basta il codice, che si chiede semplicemente al telefono». E di certo con Viva Resorts vale la pena di lavorare in filiera: «Siamo su tutte le piattaforme ma chi acquista da sé online spende di più, secondo periodi anche fino al 35 o 40 per cento. Poi ad esempio Francorosso al Dominicus Palace ha camere in eslcusiva che non sono su nessuna piattaforma. In più sui Caraibi il volo vale fino al 70% della quota totale, e allora il volo diretto del t.o. diventa un plus determinante». Dunque il messaggio di Viva Resorts è chiarissimo: «Noi diciamo alle agenzie di sostenere i tour operator. Bisogna affidarsi a chi sa fare il proprio lavoro, anche perché il risparmio online sul lungo raggio è un’illusione». Infine Viva porta buone notizie: «La tendenza è positiva, anche l’Italia dopo un avvio lento è in ripresa, i numeri promettono di ripetere quelli del 2016, che è stato un un anno molto buono su tutti i mercati».
Giuliana Carniel, Direttrice Sales&Marketing Europa
Dominique, V Collection e Francorosso Non sarà nell’altissima gamma il futuro di Viva Wyndham, ma un prodotto di upgrading c’è già dal 2015. È V Collection, che Ettore Colussi ha affidato a sua figlia Dominique, laureata nel 2010 in finanza a Boston, entrata in cda dopo due anni di training intensivo in ogni settore, già responsabile di Vacation Club, il programma di fidelity. «V Collection ha piccoli resort molto curati – ci spiega – gamma quattro stelle superiore. Solo per over 18 e massimo 200 camere, con room service e wifi in camera, massima libertà, privacy e comfort di valore. Dunque un servizio personalizzato e un ambiente più sofisticato anche nel design». I primi V Collection sono infatti frutto della ristrutturazione radicale di due dei resort dominicani: Viva Wyndham V Heavens a Puerto Plata, per il mercato canadese; e Viva Wyndham V Samaná dedicato al mercato italiano, con il charter di Francorosso. «Ma siamo in cerca di altri luoghi per costruire o gestire piccoli hotel». E nel frattempo, quanto è difficile lavorare per Colussi? «È dura – Dominique sorride – ma è un grandissimo professore».
SeaClub V Samaná V Samaná visto dal drone, e sotto il whale-watching: quando tra gennaio e marzo le balene vengono a partorire nella baia di Samanà partorire nella baia di Samanà
Gli italiani adorano Samaná, le colline ammantate di palme e il rigoglio del vicino parco nazionale Los Haitises, le passeggiare a cavallo alla cascata El Limón, le immense spiagge candide e mai affollate come Las Galeras, Playa Rincón e Playa Cosón. E le baie profonde dove le balene vengono a partorire tra gennaio e marzo. A 10 minuti d’auto dalla cittadina di Las Terrenas e a 20 dall’aeroporto El Catey, V Samaná ha 144 camere: le V Rooms con pavimenti in travertino, parete a vetro sul panorama, arredi in essenze pregiate e profumate, wifi e ogni moderna attrezzatura. In più le Vibe Rooms hanno piscina privata e macchina per l’espresso. Quattro i ristoranti: il buffet Le Marché e tre tematici per cene à la carte, tutti con accesso libero e illimitato. E ancora V Samaná ha piscina panoramica, palestra, corsi di yogaa, pilates e sport acquatici. Importante la nuova area benessere immersa nel palmeto. È il SeaClub V Samaná, esclusiva italiana di Francorosso, con attenzioni e assistenza dedicata e l’intrattenimento soft dei FRiend Francorosso. Da dicembre ad aprile con il volo Neos diretto su Samaná. Tutto l’anno con charter su La Romana o linea per Santo Domingo.
Dominicus Beach, la vacanza più giovane per tutti! Compie 30 anni con lo spirito di un teenager il Viva Wyndham Dominicus Beach, capostipite dei Viva Resorts di fronte al Mar dei Caraibi a Bayahibe, su una spiaggia Bandiera Blu. Il più amato dai giovani e dalle famiglie con figli adolescenti per la sua atmosfera adrenalinica, per chi voglia approfittarne.
Lo sport più trendy: quattro novità
Così il Dominicus Beach festeggia i 30 anni con quattro nuove specialità sportive, molto trendy e tutte incluse, per chi non si accontenta dei classici: Pa Tuan Chin significa “otto pezzi di broccato”, quelli che si usano per i movimenti in sequenza negli otto esercizi energizzanti dei guerrieri cinesi del XII secolo; il Kiusho è una tecnica orientale di autodifesa, contro bullismo e avances sgradite alle ragazze; il TRX Suspension Trainer sfrutta il peso del corpo per centinaia di esercizi in sospensione; il Paddle Fitness si fa in piscina sul paddle, la tavola da surf a pagaia invece che a vela. C’erano già il Paddleboard (come sopra, ma in mare) e il Trapezio: rete regolamentare e istruttori circensi per ragazzi che sognano di diventare acrobati. Il tutto in aggiunta alle 4 piscine e altrettanti bar, alla discoteca, all’escursione in buggy nell’entroterra, e molto, ancora molto di più! Per il Viva Wyndham Dominicus Beach si vola su tre aeroporti internazionali: La Romana a 20 minuti, Punta Cana a 45 e Las Americas a meno di due ore. Aperto tutto l’anno è in catalogo con vari operatori italiani.
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La voce delle agenzie
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INCHIESTA
Mare estate con sorpresa: la carica dei ragazzi in agenzia Questa chiacchierata con gli agenti di viaggi era partita sul mare per l’estate: la tendenza sembra molto varia secondo le aree, bene le spiagge più economiche in Italia e nella fascia più alta la villaggistica a marchio. L’early booking è andato forte ma non ovunque, il lungo raggio è per gli sposi e la gamma alta. Ma la sorpresa è l’ingresso in agenzia dei gruppi di ragazzi per il viaggio dopo la maturità: in cerca di assistenza e garanzie, spinti dai genitori che non vogliono più sentir parlare di web selvaggio, ma anche convinti del valore della consulenza. Un ritorno da accogliere e cavalcare, dicono tutti, guardando al futuro.
«Early booking solo per gli sposi, le famiglie aspettano»
Stefano Roveda Millemondi, Pavia
«Pavia non cambia, da noi il grosso si vende a 60 giorni dalla partenza, early booking poco e niente». Stefano Roveda, Millemondi, spiega perché: «Qui abbiamo tutte piccole imprese manifatturiere, molte delocalizzate o chiuse, e nessuno sa ancora quando potrà prendersi le ferie. Qualcuno si informa, soprattutto su Italia e Grecia. Ma qui ancora tutti continuano ad aspettare l’offerta sotto data. Non bastano neppure certi meccanismi con cui i t.o. in caso di offerta danno al cliente una compensazione retroattiva». È diverso con gli sposi: «Gli unici che si muovono in grande anticipo, tutti sul lungo raggio, e dove chi arriva tardi con i tour operator rischia di non trovare posto. In molti se ne sono accorti». Di nuovo, in tema di mare, ci sono i viaggi dei ragazzi: «Arrivano in piccoli gruppi, minimo quattro ma anche una decina per volta, spesso sono i viaggi della maturità. Hanno il loro budget, dignitoso, vogliono andare al mare, di solito Grecia o Croazia, tutti insieme. Si adattano molto, non creano problemi. È una novità recente, quest’anno si notano davvero».
«I nuovi giovanissimi clienti del futuro»
Attilio Santoni Incontri Europei, Jesi
«Tutti si lamentano dei Millennial che prenotano online, per sé e per i loro vecchi. E invece adesso arrivano frotte di ragazzi per il viaggio della maturità. Anche una dozzina alla volta, ti riempiono l’agenzia. Non hanno carta di credito, magari spendono 500 euro ciascuno ma senza troppo impegno ti trovi pratiche da 5mila euro»: conferma la novità Attilio Santoni, Incontri Europei di Jesi. «È bello perché è un’opportunità di conquistare nuovi clienti, i ragazzi cresceranno». Ma come si fa con il budget all’osso? «Io lavoro in filiera, volendo si può. E riesco a servire anche i ragazzi con un prodotto di tour operator». E il mare degli adulti? Vanno i grandi marchi sul lungo raggio, da Francorosso a Bravo, Viaggidea e PressTours, piace molto Veratour Jamaica, bene Madagascar, Zanzibar, le Maldive hanno ripreso alla grande, i Caraibi che da noi non hanno mai perso niente. E un diluvio di crociere, tutte in early booking».
«Malta al top per le vacanze dei teenager»
Alfredo Rao Amunì, Agrigento
«Noi facciamo incoming – premette Alfredo Rao, Amunì di Agrigento – ma vendiamo un po’ di tutto. E da noi ora vanno molto i villaggi, purché su mete a costi ragionevoli. Sicilia, Calabria,
Croazia, e anche Malta che è vicinissima. E ultimamente ci porta un sacco di ragazzi in agenzia. Perché online magari comprano la biglietteria, ma per scegliere una vera vacanza di mare ora vengono da noi. È una bella novità, vengono perché vogliono informazione e garanzie. Sono proprio loro che ultimamente fanno crescere molto la domanda su Malta, per il mare, non per i corsi di lingua».
«Finalmente il ritorno dei clienti in agenzia»
Renato Bellani Gambino Viaggi, Torino
«Non ci possiamo lamentare, da settembre 2016 siamo in crescita su tutto». È soddisfatto Renato Bellani, Gambino Viaggi di Torino. «Io ho la netta impressione che i clienti stiano tornando in agenzia, cominciano a rendersi conto che il nostro servizio è gratuito, che il prezzo è lo stesso ma include la nostra assistenza, molti devono aver preso belle musate online. Sarebbe il momento di cavalcare la tendenza con una bella campagna nazionale di categoria, se fossimo ben rappresentati». Intanto il mare va: «Si vende già dall’autunno 2016, in grande anticipo. 30 per cento Italia e 70 estero. Torna un po’ di Egitto, vanno forte Oman e Dubai, in Italia Sardegna e Sicilia e andrebbe meglio se avessimo più prodotti di nicchia di valore per i nostri clienti di gamma medio alta. Noi ci muoviamo molto sui social e con il nostro sito, e ci fanno da volano le nostre iniziative di turismo sportivo tra surf, yoga, ciclismo, tutto fatto in casa salvo il golf che si vende in filiera». La novità di stagione sono i ragazzi: «Quest’anno davvero tanti – dice Bellani – per il viaggio della maturità. Vanno a Mykonos, Ibiza, Malta e in Croazia, in aparthotel e residence, viaggiano in traghetto ma hanno budget anche sui mille euro a testa, sono adattabili non ti fanno perdere tempo e quando tornano ti portano pure un regalino. Abbiamo clienti più ricchi e meno simpatici».
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La voce delle agenzie
19 Aprile 2017
INCHIESTA «I ragazzi, un fenomeno nuovo e importante»
Antonio Recchi Criluma, Ancona
Conferma Antonio Recchi, Criluma Viaggi di Ancona: «È vero è un fenomeno nuovo e importante, si vedono i ragazzi in agenzia, un ritorno forte che va coltivato. Gestirli non è semplicissimo, ma la pratica c’è sempre e si può chiudere. Bisogna coltivare questi clienti del tutto nuovi, perché a quanto pare la gente ha capito che ti può dare un’agenzia sul web non si trova. Ce li mandano i genitori, ma molti vengono anche spontaneamente, stanchi di faticare online». Ciò detto ad Ancona il mare va: «Si, vendiamo un po’ di tutto – dice Recchi – le famiglie comprano villaggistica, con e senza early booking, ma soprattutto in Italia. Il lungo raggio si è fermato. E in questo momento secondo me sta facendo molto bene Eden, riescono sempre a capire il momento, escono con il prodotto giusto, ora anche con Turisanda. Stanno ‘edenizzando’ i loro nuovi acquisti, secondo me correttamente».
«Sarà una grande stagione per la Sicilia»
Rita Catalano Catalano Viaggi, Milazzo
Catalano Viaggi è a Milazzo, e fa anche incoming: «Vendiamo tante Eolie, ai siciliani e agli italiani – dice Rita Catalano – ma abbiamo anche qualche gruppetto storico dall’estero. E poi vanno bene Canarie e Spagna, pochissimo lungo raggio e semmai gli Usa, ma non il mare. Qui da noi c’è la netta sensazione che sia un po’ tornata la paura di allontanarsi, credo che quest’anno la Sicilia avrà una stagione ottima. Piuttosto vanno fortissimo le crociere, per le famiglie nella fascia più economica della domanda». E i ragazzi? «Si vedono, certo, forse più di prima. Ma con budget molto contenuti. Ora però vengono a chiedere consiglio, invece di andare alla ventura da soli comprando sul web».
TRAVEL OPEN DAY S.R.L. www.travelopendaily.com
«I genitori non si fidano più del web, vogliono garanzie»
«Noi risolviamo le emergenze, anche i ragazzi l’hanno capito»
Francesco Spinosa Scoop Travel, Napoli
Francesca Merigo Amerigo Viaggi, Brescia
«È vero arrivano i ragazzi in agenzia. È chiaro che entrano perché online hanno sbagliato molto, i genitori non si fidano più di dar loro soldi senza garanzie e assistenza»: tendenza chiarissima anche per Francesca Merigo, Amerigo Viaggi di Brescia. «Senti racconti di viaggi molto economici ma neppure minimamente dignitosi– aggiunge – trattati male da certe organizzazioni border line, al limite del professionale, presenti spesso solo online. Poi partono anche in 10 alla volta, alla fine le cose sono complicate e preferiscono affidarsi a noi. È una tendenza da accogliere e coltivare. Per ora viaggi della maturità e gruppetti diretti in Spagna, a Ibizia, in Grecia, piace molto Corfù ». Quanto al mare in generale? «Bene l’Italia, si percepisce di nuovo la paura di andare lontano. Qui da noi le famiglie scelgono le Marche, la Romagna e l’Abruzzo, mete economiche. E quest’anno tantissimo le crociere. Chi può spendere qualcosa in più anche Liguria, o il Salento che è più caro e percepito come una meta da giovani. Lungo raggio poco, qualcosa su Capo Verde, e preventivi sugli USA con il tour dei parchi. La buona notizia è che c’è comunque una gran voglia di vacanza».
«A Capodanno abbiamo assistito in tempo reale un gruppo di liceali, prenotati da noi, con il volo EasyJet da Londra cancellato per nebbia. I ragazzi sarebbero rimasti con l’hotel pagato dal vettore, i genitori invece in panico, tutti in agenzia. Li abbiamo riportati a casa il 31 senza problemi: “Meno male che erano con voi!...”, è stato un coro, e sono cose che lasciano il segno»: Francesco Spinosa, Scoop Travel di Napoli, di questi episodi ne ha da raccontare. «Ora entrano in agenzia a frotte. Scettici all’inizio, ma noi rispettiamo la loro grande padronanza del web, e loro percepiscono il valore che trovano da noi. Conta anche la nostra esperienza nella richiesta dei rimborsi, un’impresa ardua per il passeggero che ha pagato con carta. Come nell’ultimo sciopero di Alitalia, quando abbiamo assistito un altro gruppetto di studenti. Insomma si, i ragazzi ora pagano volentieri anche i nostri 10 o 15 euro di fee. E tornano a viaggiare in agenzia». Anche per il mare: «Ragazzi a parte da noi va molto l’estero, Spagna, Grecia, Sud della Francia. In Italia più che altro villaggistica a marchio, Veratour, Eden, Bravo, IGV. È Una buona stagione, nei primi quattro mesi dell’anno siamo avanti rispetto al 2016, anche perché abbiamo una clientela molto fedele».
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La voce delle agenzie
Trenitalia chiama trade
19 Aprile 2017
FORNITORI
Le agenzie protagoniste dell’intermodalità I segnali sono forti e chiari: Trenitalia ha bisogno delle agenzie, ora più che mai. Anche a Napoli, alla BMT, il vettore ha incontrato le agenzie del centro Sud per dire loro quanto sono importanti per il futuro del gruppo. E nel progetto di mobilità integrata che raccorda il treno con ogni altra modalità di trasporto, come vuole il piano industriale di Trenitalia per i prossimi 10 anni. In questa direzione vanno le alleanze con MSC, Snav, Interrail, la crescente integrazione tra Intercity, Frecce e bus con gli altri vettori aerei e marittimi. Lo stesso vale per il rilancio degli Intercity – solo qui un investimento da 300 milioni – e dei treni regionali, anche per la crescente domanda leisure. C’è stato ad esempio il Sabato in Agenzia, con il raddoppio esclusivo dei punti Cartafreccia per ogni biglietto acquistato. E anche altri segnali di attenzione che al trade non sono sfuggiti. Finché pochi giorni fa, a Napoli, Trenitalia ha convocato un piccolissimo gruppo di agenzie – quasi un advisory board – per chiedere pareri e suggerimenti. Racconta il veterano Ettore Cucari, Partenotur, presidente di Fiavet Campania: «È venuta a incontrarci Alessandra Bucci, il direttore commerciale passeggeri, insieme a Serafino Lo Piano, direttore vendite corporate e trade centro sud, e a Diana Di Vincenzo, la nostra referente long haul nel centro Sud. È stato un segnale forte, da un vettore che peraltro paga commissioni minime. Non ricordo altri precedenti di questo tipo, sono venuti per ascoltarci, per capire di cosa abbiamo bisogno. Ci hanno detto che siamo il loro secondo canale di vendita dopo il web, con il 23% dei volumi, abbiamo capito che stanno studiando accordi anche con i network. Dunque qualche margine di trattativa c’è. Certo Trenitalia vince a mani basse il confronto con Italo, anzitutto per volume e varietà dell’offerta. Ma chissà, forse cominciano a sentire il peso del concorrente che li ha costretti a migliorare, e per certi volumi remunera bene agenzie. Avranno capito che siamo fondamentali per l’incoming e il mercato regionale, e che molti clienti tornano in agenzia in cerca di consulenza e rassicurazione, perché è più facile parlare con noi che con il loro call centre». Convocato da Trenitalia anche Peppe Paduano, specialista di business travel con la sua Reteuropa all’interno dell’Interporto di Nola, uno dei maggiori centri logistici nel Sud Europa. «Trenitalia ha sempre cercato la nostra collaborazione – dice – più che mai da quando hanno ridotto la distribuzione diretta. Ma ha sempre pagato male il nostro lavoro. Dobbiamo vendere biglietteria per almeno 700/800mila euro in un anno, commissionata al 4%, per retribuire un dipendente. Diamo un servizio alla comunità, grazie a noi Trenitalia risparmia molto per stare sul territorio, ma è un lavoro complesso, e non possiamo farlo in perdita mentre Italo premia i fatturati». Qualcosa sta cambiando? «Ci hanno chiesto loro di parlare, e ci fa molto piacere. Aspettiamo risposte a breve». «Vendiamo Trenitalia da 18anni: avere la biglietteria allora era un processo lungo e impegnativo, e ogni biglietto a fine giornata andava caricato a mano su MSDOS Contage»: all’incontro Trenitalia ha invitato anche Antonio Domini, titolare della piccola Anbitravel ad Agropoli, nel Cilento. «Sono solo con un collaboratore, e Agropoli è uno snodo importante della linea tirrenica, diamo consulenza e servizio personalizzato a commissioni quasi invariate da 30 anni, mentre sono cresciute su quasi tutto il resto del prodotto. Se un’agenzia fa un milione di fatturato Trenitalia incassa 45mila euro, ma per farlo servono due persone e con 45mila euro non le paghi. Però se i vertici hanno voluto vederci vuol dire che ora riconoscono il nostro ruolo, e questo ci rincuora. Del resto abbiamo avuto campagne come il Sabato in Agenzia, ho visto clienti entrare apposta per raddoppiare i punti Cartafreccia. Ora possiamo emetterla anche noi, peraltro non remunerati. Possiamo vendere anche l’accesso al Freccia Club, commissionato, e certi treni storici come il Reggia Express tra Napoli e Caserta. Se stanno chiudendo sempre più biglietterie, e forse vogliono chiudere ancora altre non restiamo che noi agenzie. Questa è la strada giusta». Marina Firrao
Cosa serve agli agenti di viaggi Ettore Cucari «Naturalmente abbiamo chiesto commissioni che rendano sostenibile il nostro lavoro. Denaro, e benefit da studiare insieme, si riparte da qui. E ci aspettiamo risposte in tempi ragionevoli».
Peppe Paduano «Certo vorrei che fosse riconosciuto il valore della consulenza professionale, noi agenti italiani non abbiamo saputo farci rispettare ed è colpa nostra. Però ora mi pare che da Trenitalia abbiano preso a cuore il nostro malcontento, e certo abbiamo chiesto più soldi, soprattutto le stesse condizioni offerte ai clienti sul web, per competere almeno ad armi pari. Aspettiamo sviluppi a breve». Antonio Domini Non ha dubbi: «Basterebbe pagarci anche poco di più, e il potenziale di crescita è altissimo, anche nel turismo. Poi ci vogliono campagne solo per noi, che so, le domeniche in agenzia con riduzioni esclusive. E ancora Trenitalia potrebbe comprare le nostre vetrine, farsi vedere bene dai nostri clienti. Se dal 23% del loro fatturato noi agenzie crescessimo fino al 35% Trenitalia ne trarrebbe vantaggi molto molto importanti. Ci dicono di avere circa 6mila agenzie contrattualizzate in Italia di fatto più grande network italiano, io dico usateci, servitevi davvero di noi»
Alla BMT di Napoli per incontrare le agenzie: Alessandro Tullio, offerta regionale; Serafino Lo Piano, direttore vendite corporate e trade centro sud; Silvia Festa, Interrail; Sabrina De Filippis, Prodotto Intercity; Diana De Vincenzo, vendite passeggeri long haul trade e corporate Centro Sud.
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La voce delle agenzie
19 Aprile 2017
STORIE D’AGENZIA
GRASSO VIAGGI: 70 E NON SENTIRLI ! di Massimo Terracina
Ad Acireale Grasso Viaggi festeggia 70 anni, sempre nella proprietà della stessa famiglia che qui ha lavorato, dal 1947 fino ad oggi, nell’arco di tre generazioni.
Da sinistra Tiziana Gandolfo, Maria Licciardelli, Francesca Santini, Claudia Gandolfo. Alla scrivania Citty Maugeri Grasso
Non è facile trovare agenzie di viaggio che, sempre gestite dalla stessa famiglia, compiono una veneranda età. È questo, però, il caso della Grasso Viaggi di Acireale, cittadna di mare in provincia di Catania, splendido barocco siciliano, affacciata sul mare alle pendici dell’Etna. È una bella storia: i discendenti del fondatore, alla terza generazione, continuano a lavorare in in agenzia. «Mio padre Francesco Grasso - racconta Citty Maugeri Grasso - era nel campo assicurativo e un giorno tornando da Milano, dove era stato da Chiari Sommariva, una delle prime agenzie in Italia, dette vita alla Grasso Viaggi, partendo dalla concessione dei biglietti delle Ferrovie dello Stato, quando il trasporto era solo su rotaia o per mare. Era il 4 giugno 1947». Di tempo ne è passato ed è cambiato radicalmente il modo di lavorare. «Quando nel 1967 mio padre morì - prosegue Citty Maugeri Grasso - fui costretta a tornare da Roma dove mi ero trasferita per capire se chiudere l’attività o prenderne le redini. E così decisi. Quest’anno io festeggio i 50 anni in agenzia, apprestandomi a lasciare il campo alle mie due figlie che lavorano con me: Tiziana e Claudia». La struttura dell’agenzia è semplice, con cinque persone quattro alla vendita di cui tre di famiglia, ed una in amministrazione. Siamo andati a vedere i festeggiamenti dei 70 anni ed abbiamo trovato storie interessanti e un’iniziativa vincente. «Volevamo un evento che celebrasse non solo il nostro compleanno - spiega Tiziana Gandolfo, e allora con la mia famiglia e mio marito Camillo Privitera, con il quale gestiamo anche una piccolissima azienda vinicola sulle pendici dell’Etna, abbiamo pensato a una piccola manifestazione culturale dedicata al viaggio, intitolata “La Macchina
Il Mael 401/AV, la Polaroid a marchio Chiariva
Il ‘Verbale di consegna’ di Ferrovie dello Stato
Le storie nella storia Racconta Citty Maugeri Grasso che a quei tempi a Catania operava solo la Duca Viaggi, e forse un’agenzia coeva a Messina, Lisciotto Viaggi. E più che altro c’erano gli agenti d’emigrazione, che erano sostanzialmente abusivi. Quando nacque Grasso Viaggi si viaggiava in treno, nelle carrozze di I, II, e III classe, con forte differenza nelle sistemazioni: vagone letto in prima, sedili imbottiti in seconda e panche di legno in terza.
Catania-Roma 8.500 lire
«Mio padre iniziò con tre impiegati ma non era facile: a quei tempi le FS non pagavano commissioni e chi acquistava doveva pagare il 3% in più all’agenzia, rispetto alla biglietteria della stazione. Pochi affari quindi, in questa piccola città. Ma la passione era tanta». I primi voli LAI, Linee aeree italiane, la prima Alitalia, arrivarono subito dopo: nell’ufficio di Catania c’erano i grandi tabelloni sui quali, a mano, erano segnati i voli. «Mi ricordo i costi, da 8.500 lire per il Catania-Roma: con il pasto a bordo… poi diventarono 12.500 lire, poi 19.000, e poi una vera escalation». E ora? «Ci siamo evoluti, ma ci vorrà tempo per far capire che siamo consulenti e non intermediari. Cerchiamo di fare meno preventivi possibile,
del Tempo”, tre tappe narrate attraverso l’arte, l’architettura e i sapori». Così la storica azienda festeggia il passato e nel contempo si proietta nel futuro, coinvolgendo diverse attività di Acireale, tenendo presente l’innata necessità dell’uomo di esplorare nuovi luoghi, nuove emozioni. Per tutto il periodo della festa la sede di Grasso Viaggi ha ospitato le suggestive installazioni di artisti come Filippo Leonardi, Sasha Vinci, Vincenzo Tomasello. “Accompagnate - dice Citty Maugeri Grasso - da montaggi audiovisivi di Camillo Privitera che proiettano l’idea del viaggio in un mix di immagini e musica”. Tra i pezzi forti il tavolo di cimeli e memorabilia professionali dalla collezione Grasso Viaggi che, dagli anni ’40 a ora, mostrano come i professionisti, spesso per primi, si siano adattati alle nuove tecnologie”. Primo affollato incontro il 4 marzo: un successo, a dimostrazione del fatto che se il marketing sollecita l’interesse più profondo delle persone, dando spazio alla fantasia ed alla curiosità, il resto va da sé. Prossimi appuntamenti il 6 maggio e il 10 giugno, per narrare suggestioni impalpabili e concreti ricordi, giocando con un soggetto, il viaggio, che per sua natura non esiste in quanto si materializza solo con l’azione. Il percorso è aperto a tutti e visitabile negli orari di apertura dell’agenzia al pubblico.
Il video Seletron, il telefono analogico S62 Bigrigio
I primi telefoni cellulari
ormai sappiamo distinguere chi viene per estorcere informazioni e paragonare i costi da chi vuole davvero acquistare un viaggio. Per noi sono fondamentali formazione e competenza, siamo stimati e conosciuti, abbiamo un nome». E internet? Per Citty Maugeri Grasso è un’opportuinità.
Sognando l’incoming
«Questo lavoro sarà sempre più difficile anche se, dopo la fiammata di internet e del fai da te, abbiamo visto tornare la clientela, che non ti dirà mai delle fregature prese online. Intanto cerchiamo di diversificare: abbiamo anche i nostri viaggi accompagnati, del tutto taylor made e guidati da qualcuno dell’agenzia, che è la cosa più importante. «Il mio sogno nel cassetto? L’incoming, con la nostra grande conoscenza del territorio, non siamo ancora pronti, ma manca poco. Ci piacerebbe razionalizzare l’offerta, ma mancano strutture adatte a un pubblico medio alto, perché solo così ha un senso, almeno per noi. Vedremo». Ma la storia? «Grasso Viaggi è stata protagonista di un periodo storico» conclude Citty Maugeri. «Il nonno nasce quando il viaggio era l’emigrazione, oggi siamo di nuovo nella stessa dimensione. Un grande prodotto fu il treno per seguire le trasferte dell’Acireale che doveva arrivare in C, ce la fece e durò qualche anno. Rimanevamo aperti fino alle 2
Il prontuario delle distanze chilometriche, l’orario Alitalia
il sabato, quando i tifosi prendevano lo stipendio, per vendere i biglietti e farli partire la mattina successiva».
«Dare il massimo al cliente»
Negli anni ’70 iniziarono i charter per Bangkok, per Londra, e poi i viaggi in pullman…e l’era dei tour operator, erano viaggi davvero. Poi iniziammo noi ad organizzare per conto nostro. Oggi abbiamo Francesca alla biglietteria aerea e ferroviaria, il core business nei viaggi organizzati, molti viaggi di nozze, pacchetti sia nostri che con gli operatori, utilizzando al massimo la nostra lunga esperienza. Per dare il massimo al cliente».
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La voce delle agenzie
19 Aprile 2017
PROTAGONISTI Silvio Paganini
Enjoy Travel Network 1
Data di nascita 08 settembre 1955
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Cosa farò da grande Ancora non lo so, sono troppo giovane per pensarci
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Sogno nel cassetto Aprire un ristorante
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Selfie!! 8 Il mio hobby
Lo sport, tennis e calcetto su tutti
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Dove non andrei mai In Siberia, la vedo “fredda”. Scherzi a parte non mi emoziona
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Il mio pregio Sono affidabile
Nel mio IPod Non ce l’ho, ma mi piacciono gli anni 70: Pink Floyd, King Crimson, Emerson Lake and Palmer, Chicago, Colosseum, poi Battisti e Baglioni
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Il mio peggior difetto Ma anche terribilmente pignolo e preciso
Cosa apprezzo di più nel mio prossimo Onestà, rispetto e capacità di ascolto
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La scelta più importante Il matrimonio
Cosa non sopporto Chi vuol far passare il bianco per nero
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Il viaggio che mi ha cambiato Haiti: andai nei primi anni 80 e la povertà che vidi lì mi segnò dentro. Imparai ad apprezzare molto di più quello che avevo
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L’ultimo libro letto Storia umana della matematica, di Chiara Valerio
14 Il libro più amato
“Filastrocchiamo”, quello scritto per insegnanti e bambini da mia moglie, Antonella Rossi
15 Sportivo o sedentario? Sportivo all’infinito
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Squadra del cuore? ForzaJuveFinoAllaFine
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Se fossi un piatto, sarei… Una carbonara…mi fa impazzire
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Se fossi un animale sarei… Un cane, possibilmente il mio labrador Bart, qui con la piccola Alina
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Il film del cuore Braveheart
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La meta del cuore L’Australia, è il mio sogno. L’ho sempre immaginata un continente sconfinato e ancora selvaggio Cane o gatto? Cane ovviamente
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Bionda o bruna? Dipende
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La voce delle agenzie
19 Aprile 2017
EVENTI
I Protagonisti del Mare: alla festa di Costa con la GoPro Agenti di viaggio più che mai protagonisti, e perfino attori, alla 24a edizione de I Protagonisti del Mare, la crociera che festeggia i top seller di Costa Crociere. La compagnia ha selezionato nove agenti affidando loro una telecamera GoPro a marchio Costa Extra, per riprendere a Bordo di Costa Pacifica ogni momento della intensa tre giorni di premiazioni, escursioni, feste ed incontri di lavoro. Iniziativa originale che ha entusiasmato tutti, offrendo la possibilità di esprimere le proprie emozioni in diretta e di trasmetterle ad amici e colleghi sui social. L’iniziativa di Costa Crociere, impegnata da tempo in un progetto di forte innovazione del dialogo con le agenzie, è frutto di un lavoro di squadra del trade marketing, con Diego Stacciuoli, Stefano Pesce, Anna Carbone e Alessandro Simoni. «Abbiamo cercato un modo per catturare in diretta il fascino di un evento unico - spiega Stefano Pesce, digital trade marketing coordinator – che racconta il forte legame tra azienda e agenzie. Vogliamo catturarne le emozioni e far emergere i plus del prodotto, filtrati dallo sguardo degli addetti ai lavori». «Questa iniziativa - aggiunge Diego Stacciuoli, trade marketing manager – si somma a tutte le altre che stiamo già offrendo agli agenti nella nostra Costa Extra, la nostra business community che a oggi ha 13.000 utenti. Il girato degli agenti con la GoPro servirà ad arricchire il modulo di formazione online sul prodotto all’interno di Costa Academy». Grande entusiasmo tra gli adv coinvolti. «Con la telecamera GoPro – ci ha detto Claudia Lazzari, Tuscialand di Civita Castellana - rivedremo ogni momento de I Protagonisti del Mare, le riunioni, le cene e le escursioni. È un modo molto diretto per raccontare il forte legame tra noi agenti e la compagnia, ecatapulta tutti direttamente nell’evento, raccontando le novità per fare business e crescere e la grande famiglia de I Protagonisti di
I nove adv della GoPro su CostaNext: Paola, Narramondo; Antonio, Rio Salto; Cinzia, Come in Viaggio; Gianfilippo, Carioca; Claudia, Tuscialand; Marta, Beach Club Rieti; Andrea, Nigno Viaggi; Francesco, Loggiatour
I premi Over The Top In alto di fianco al titolo New Feeling Viaggi; 1)Adda Viaggi; 2) Agua Travel; 3) Andirivieni Travel; 4) Bisazza Gangi; 5) Conca D’Oro Viaggi; 6) I Viaggi del Principe; 7) Il Vagero; 8) MGM; 9) Osiris Travel; 10) Stat Viaggi; 11) Videf. I premi Top Ten 12) Al di la dei Sogni Viaggi; 13) Ali & Sof; 14) Caputo Viaggi, 15) Fisicara; 16) Franco Rosso Please Give Way; 17) Isola Bianca; 18) Polaris Viaggi; 19) Promotur; 20) Simonetta Viaggi; 21) Viaggi Zuccalà. 16
Costa Crociere». «La GoPro mi è stata proposta dal mio commerciale» dice Antonio Baldacci, Rio Salto di San Mauro Pascoli, nel forlivese. «È stata la mia prima volta a I Protagonisti, ho indossato la telecamera e ho ripreso la vita a bordo: molto emozionante, soprattutto salire sul palco. E la nomination come migliore agenzia per i gruppi nel Centro Italia è un traguardo importante». Concordano Paola di Donato, Narramondo di Giulianova, e Francesco Badagliacca, Antica Corte di Catania: «L’esperienza GoPro è come un viaggio nel viaggio - dice Francesco - un modo per valorizzare i plus della compagnia. E conferma la disponibilità di Costa, sempre pronta ad ascoltarci e a risolvere i nostri problemi. Anche con i nuovi strumenti del business portal, che rendono sempre più facile prenotare, e con il nuovo pricing che permette di scegliere il prezzo in base al valore del servizio». Questa su Costa Pacifica – in navigazione tra Savona, Marsiglia e Barcellona – è stata un’edizione record de I Protagonisti del Mare: oltre 1.600 adv in arrivo anche da Europa e Sud America. La bella Natasha Stefanenko ha condotto la serata con la premiazione e le molte novità annunciate dai vertici di Costa e dal team sales&marketing. Si è parlato anche di CostaNext, il nuovo programma di dialogo che Costa dedica al trade: già iscritte 3.700 agenzie, attivato l’80% dei servizi personalizzati per supportare lo sviluppo del business, in sinergia con il programma di incentivazione WeCare. A fare gli onori di casa come di consueto il top management, con l’executive vp sales & marketing Norbert Stiekema, il senior vp world wide sales Massimo Brancaleoni, il direttore generale Neil Palomba, e Carlo Schiavon, direttore commerciale e marketing. Premiati i top seller del 2016 nelle categorie tradizionali – area geografica, top ten, over the top – più le nuove Smart Business, per l’agenzia più innovativa e Best Seller of Costa Fly&Cruise Packages. Maria Carniglia
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La voce delle agenzie
19 Aprile 2017
PRODOTTO
Agenzie e viaggi d’istruzione: cronache di un disamore
Angioletta Seretti: «Vi racconto la nostra battaglia per imporre alle scuole il rispetto delle norme» Un tempo, non troppo remoto a dire il vero, l’agognata gita di fine anno dagli studenti passava unicamente in agenzia di viaggio. Nessuno stupore del resto, fino ai primi anni duemila tutto passava in agenzia di viaggio, anche il biglietto per il treno regionale che non si voleva fare direttamente in stazione. Ma torniamo al presente. Le gite scolastiche fino a una manciata d’anni fa funzionavano così: un professore “volontario” – nell’accezione fantozziana del termine – veniva incaricato di fare il tour delle sette chiese – leggi agenzie – in cerca di proposte per due o tre classi di studenti da caricare su un torpedone, per una ventina di ore di pullman verso le capitali europee, meglio se scarsamente blasonate. I ragazzi si divertivano e tornavano a casa con un bagaglio, se non proprio culturale, almeno “esperienziale”, le famiglie contenevano la spesa e le agenzie facevano una minima di cassetto in mesi di stanca. Tutti contenti, eccezion fatta – forse – per i professori. Poi l’avvento del web, la digitalizzazione del mondo dei viaggi e il miraggio/spauracchio di un non meglio precisato “fai da te” per risparmiare qualche soldo a scapito di quei “cattivoni” degli agenti di viaggio e delle loro pratiche costose.
Arriva la legge che (prova) a legiferare Ma la situazione, adesso, presenta diversi rischi per una serie di motivazioni, che passano da una normativa turistica recepita ma ignorata dalle scuole, da una difficile definizione delle responsabilità istituzionali e da rischi – spesso inconsapevoli – ai quali vanno incontro gli studenti e le loro famiglie, mettendosi in mani non esperte se non quando scarsamente affidabili. Della questione abbiamo parlato con Angioletta Seretti, socia dello storico agente Giovan Battista Merigo di Brescia, nonché titolare e direttore tecnico della Amerigo Valtrompia Viaggi di Concesio e Gardone Valtrompia. «La tematica si riassume facilmente: il decreto legislativo, 79/2011 e la legge regionale 27 ottobre 2015 prevedono che le scuole debbano rivolgersi ad agenzie di viaggio autorizzate per l’organizzazione di viaggi». Tanto chiaro ed esaustivo quanto poco recepito dagli istituti scolastici. «Le scuole di norma chiedono circa 6 preventivi per le gite a caccia del prezzo più basso – prosegue Seretti - anche se non c’è scritto da nessuna parte che occorre un numero così alto di preventivi. Ma il problema maggiore riguarda gli stage linguistici. Da noi, nel bresciano, nell’80% dei casi le scuole li organizzano in proprio. I professori incaricati contattano direttamente istituti privati stranieri, confezionano il pacchetto e così la scuola pubblica italiana paga una società privata straniera, recando danno economico al nostro paese e sottraendosi alle tutele di un’organizzazione tecnica professionista. In questa attività è la scuola stessa a definirsi organizzatrice, violando la normativa turistica».
Le nebbie (non) di Avalon Perché il viaggio che prevede un transfer, un volo e una sistemazione è già da considerare “pacchetto turistico” e quindi è soggetto alle normative di cui sopra. In più restano l’incognita della copertura assicurativa, e il necessario rispetto dei requisiti imposti dalla norma europea circa il fondo di garanzia a tutela dei turisti in caso di insolvenza del soggetto organizzatore. «Facendo un acquisto all’estero non è detto che vi sia l’assicurazione e, se anche ci fosse, non è comunque detto che risponda alla normativa italiana – spiega l’agente – e che, soprattutto, i ragazzi siano effettivamente coperti in caso di necessità». Quando non è la scuola a pensare a singolari “fai da te”, ci pensano professori o ex docenti o sedicenti tali, a proporre soggiorni all’estero o vacanze estive per perfezionare la lingua. Di esempi ce ne sono a bizzeffe, come già raccontato da Travel Open Daily online in “Lo spettro dell’abusivismo dietro i viaggi d’istruzione”. Dal canto loro le istituzioni di ogni ordine e grado provano a metterci una pezza, senza troppa convinzione. Come con l’iniziativa nazionale “Gite scolastiche in sicurezza”, voluta dai ministeri di Interni e Istruzione per prevenire incidenti su strade e autostrade, limitata a controlli della polstrada.
Eppur si muove
Angioletta Seretti, Ettore Mainetti e Tiberio Marella: tutti nel consiglio di Abivit Confesercenti
«Nel bresciano le scuole organizzano in proprio l’80% degli stage di lingua all’estero... abbiamo fatto pressione sul provveditorato ma è stato inutile»
Seretti è un’esperta in viaggi di istruzione, ed è anche socia fondatrice, ex presidente e membro del consiglio direttivo di Abivt, associazione di adv di Confesercenti, molto attiva in Lombardia e membro della presidenza di Assoviaggi nazionale. «Abbiamo fatto pressing sul provveditorato – racconta – che si è limitato a inviare una circolare con la regolamentazione», lasciando quindi le scuole libere di ignorare il richiamo e rivendicare autonomia decisionale. «Due anni fa una scuola bresciana ha emanato un bando pubblico per l’organizzazione di uno stage linguistico che noi abbiamo visto l’anno successivo, e ha organizzato “in proprio”, motivando che il costo tramite agenzia fosse troppo alto. Peccato che in quel caso fossero state imposte gratuità per i docenti ogni 8/ 10 studenti e hotel con pensione completa, facendo lievitare “naturalmente” il prezzo. Il punto è che la ricerca di soluzioni “fai da te” frutta un risparmio di 20/30 euro a studente. Mi chiedo se non sia il caso di far decidere alle famiglie se intendono spendere qualche euro in più per far viaggiare in sicurezza i propri figli, piuttosto che risparmiare a tutti i costi perché le scuole possano vantarsi di organizzare in proprio, spinte dal tema del risparmio. Senza dimenticare che c’è una legge da rispettare». L’idea di Seretti è di insistere con la battaglia di Assoviaggi, portando all’attenzione del Miur una questione che è tutto fuorché risolta. Stefano Gianuario
La voce delle agenzie
19 Aprile 2017
PRODOTTO
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Decolla Bizzeffe-Italian Inbound Network
La prima rete di imprese per l’incoming Nasce in Italia la prima rete di imprese per l’incoming: «Niente a che fare con un network classico, si fa business sul prodotto non sulla rete, e si condividono i guadagni. Si tratta di mettere a sistema un patrimonio unico e irripetibile, valorizzato da micro-imprese che da sole non sanno raggiungere il mercato internazionale». Lo spiega così Roberto Tedesco, amministratore delegato e direttore generale di Italica Turismo SpA, la capofila che lancia il progetto con la propria business unit Italica Incoming e in partnership con Bizzeffe, la startup incoming creata da Claudio Dell’Accio. Professionista di lungo corso e vasta esperienza, Roberto Tedesco è stato tra l’altro alla fine degli anni ’90 il fondatore di Welcome Travel Group, prima di Ifil e in seguito passato a Alpitour.
«Il grande patrimonio dei travel expert»
Nasce così Bizzeffe - Italian Inbound Network: «Italica Incoming – spiega Tedesco – ha un’importante esperienza di incoming per il mercato tedesco e britannico, sempre più in cerca di proposte di valore per un cliente ormai avido di esperienze autentiche, di momenti di vacanza ricchi e originali. E qui l’Italia custodisce un tesoro immenso, nelle pieghe di un paesaggio naturale, culturale e umano unico al mondo. È il patrimonio dei travel expert locali, agenzie di grande competenza e padronanza del territorio, ma tutte troppo deboli per digitalizzarsi e distribuirsi all’estero». Bizzeffe - Italian Inbound Network nasce appunto dotata degli strumenti giusti per fare tutto questo. Roberto Tedesco e Claudio Dell’Accio, a Roma, hanno hanno riunito le prime agenzie entrate a far parte di Bizzeffe-Italian Inbound Network
Dalla DMC alla DMU: solo B2B
«Perché finché vendi camere e transfer va bene – dice Tedesco – ma competi solo sul prezzo, in una scena affollatissima. Questa in realtà è solo la base per offrire una local experience: nessuna DMC può fare a meno di una conoscenza profonda del singolo prodotto, che esiste solo sul territorio. È ora di integrare Destination Management Company e Destination Management Unit, l’impresa che offre prodotto distintivo e digitalizzato, in un contesto collaborativo». Ossia su un portale esclusivamente B2B: «Parliamo solo agli operatori stranieri, non ai loro clienti – spiega Tedesco – anche in white label, possono vendere il nostro prodotto con il loro marchio. Abbiamo anche un’app, che gli operatori stranieri possono distribuire tramite le agenzie di viaggi. E quando un operatore straniero ti riconosce unicità e valore comincia a chiamarti per avere il tuo tailor made, non gli basta più quel che trova in magazzino».
Con Bizzeffe, per le eccellenze a rischio di estinzione
Di qui la partnership con Bizzeffe, sodalizio di micro imprese sul territorio del quale la capofila Italica Turismo Spa ha assorbito una quota del 20% : «Sono il perimetro di partenza della nuova Bizzeffe-Italian Inbound Network – spiega Tedesco – sfioriamo le cento adesioni. Ci preme anzitutto la copertura totale del territorio italiano, indispensabile al grande mercato. Poi con altre 20, forse 30 agenzie saremo a regime. Perché all’estero conta il prodotto, non la massa di operatori». La rete è aperta solo alle agenzie di viaggi, perché poi coinvolgano nella loro offerta strutture e attrazioni locali. «Selezione, ricerca, inserimento dei partner implicano un lavoro immenso e certosino. Ma si tratta di portare business verso eccellenze locali che forse rischiano l’estinzione».
Il Piano Nazionale e la Experience Economy
Tutto perfettamente in linea con il nuovo Piano Nazionale per il Turismo: «Che parla esplicitamente di territorio, borghi, e di digitalizzazione. Noi siamo nati proprio per portare soldi sul territorio». Ma si parla anche di reti di impresa: «Precisamente – nota Tedesco – nelle ultime dieci pagine il Piano suggerisce anche questo.
La rete d’impresa è uno strumento ampiamente utilizzato in Europa e pochissimo in Italia, dove pure è regolato da Unioncamere. Ha una struttura giuridica ideale per questo lavoro, noi ne siamo costituenti inter pares. Forse faciliterebbe anche l’evoluzione dei network tradizionali di agenzie. E poi, visto l’orientamento della nuova domanda, se vogliamo un futuro per l’Italia sul grande mercato bisogna ragionare in termini di macroeconomia del turismo, quella che sviluppa flussi economici e finanziari. Che in questo momento è la nuova ‘experience economy’». Su www.bizzeffe.it c’è la nuova versione del portale istituzionale “Bizzeffe - Italian Inbound Network –“, mentre su italicaincoming.com sono già caricati i primi prodotti, per arrivare a un migliaio, sempre aggiornati. Italica Incoming curerà promozione e commercializzazione nei propri mercati di riferimento – Gran Bretagna, Russia, Scandinavia, Germania, Austria, Svizzera, Belgio e Olanda – e la ricerca di prospect partner. Marina Firrao