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24 marzo 2010
Colpo d’occhio su...
Africa Australe Proposte sempre più mirate
L’offerta degli operatori sui singoli Paesi diventa sempre più specifica e calibrata sui diversi target di clientela. A PAGINA 23
In aumento la domanda dall’Italia
a cura di: ALBERTO CASPANI
Da Air Namibia a South African Airways, i numeri del mercato italiano cominciano a riprendere quota. A PAGINA 23
Il Paese è tallonato dall’offerta turistica sempre più puntuale e precisa delle realtà limitrofe
Sudafrica apripista, ma i competitor affilano le armi “
Il Sudafrica è riuscito a chiudere in positivo un anno molto difficile come il 2009
”
Numeri
Lance Littlefield
+ 7,8% Arrivi italiani in
Sudafrica (2009)
+ 3,6%
Crescita totale Sudafrica 2009
+ 5%
Obiettivo crescita arrivi Botswana
Si dice Africa Australe e si pensa al Sudafrica. L’incredibile crescita turistica del prossimo Paese ospitante i Mondiali di calcio ha quasi oscurato gli illustri vicini, ma i confini sopra Cape Town sono sempre più definiti e aperti. Con un +7,8% negli arrivi italiani, il Sudafrica ha infatti registrato nel 2009 uno dei migliori tassi di sviluppo turistico dell’intero bacino, raggiungendo per la prima volta quota 60 mila visitatori. «Il Belpaese è stato l’unico a riportare la scorsa stagione un risultato così positivo – osserva Lance Littlefield, country manager in Italia per South African Tourism - sebbene occorra rimarcare come la nostra destinazione sia riuscita a crescere comunque in un anno molto difficile, chiudendo la stagione con un +3,6% complessivo, per un totale di 9 milioni 591 mila presenze. Il suo appeal risulta particolarmente forte fra i giovani viaggiatori, visto che il 37% ha un’età compresa fra i 25 e i 34 anni, mentre un altro 27% fra i 35 ed i 44, ma il fatto che siano in aumento gli indipendenti è solo la riprova dell’ottima accessibilità raggiunta dal Paese. Per questo siamo dell’idea che il 2010 finirà per consolidare i flussi indipendentemente dal successo dei Mondiali». Se i tour avventurosi risultano fra i più richiesti, ottimi riscontri hanno anche i viaggi nozze e lifestyle, grazie alla presenza di strutture uniche, a stretto contatto con la natura. L’obiettivo base consiste però nello sfruttare i riflettori della pubblicità per far apprezzare rotte alternative ai circuiti già ben consolidati, come ad esempio la catena montuosa del Drakensberg, la costa dell’Eastern Cape con le bellezze della Garden Route, così come l’area desertica del Kalahari o lo spettacolo floreale del Namaqualand. Proprio l’allargamento delle zone d’interesse potrebbe poi avere un beneficio anche sulle destinazioni limitrofe, visto che il Sudafrica resta di fatto la principale porta d’accesso all’area australe e viene vissuto volentieri in formule inclusive d’estensioni. Fra i vicini di sicura presa, visto l’attuale trend rivolto ai viaggi di stile, s’impone certamente il ricco Botswana, che non intende più vivere dei soli proventi delle sue miniere e mira a crescere, entro i prossimi dieci anni, di una media del 5% a livello di arrivi internazionali. CONTINUA A PAGINA 22
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Colpo d’occhio su... Africa Australe
L’“estensione” diventa destinazione a sè SEGUE DA PAGINA 21
Le cascate Vittoria
+ 17%
Incremento italiani Namibia (2008)
931.111
Totale arrivi in Namibia (2008)
73% Arrivi diretti
in aereo Namibia
22
A tal fine il governo prevede d’incamerare un miliardo 620 milioni di dollari, cifra da reinvestire nel potenziamento dei propri aeroporti (oggi quasi la totalità degli arrivi sfrutta le vie di terra dei Paesi vicini, limitando in tal modo l’unicità dei soggiorni all’interno dei soli confini nazionali), ma anche nella diversificazione del proprio prodotto: se il Nord del Paese appare ormai ben conosciuto (il 95% dei visitatori si concentra sul Chobe National Park e sul delta dell’Okavango), il Sud-ovest risulta l’area maggiormente deputata ad intercettare i nuovi flussi turistici, proprio in virtù della contiguità d’interessi culturali ed artistici con il Sudafrica e la Namibia (attraverso la valorizzazione delle comunità tribali locali). Analogamente il Mozambico ha capito di poter spendere ben più delle sue splendide spiagge per far breccia nei turisti italiani, concentrandosi su alcune unicità culturali in grado di arricchire enormemente l’attuale offerta: si pensi allo straordinario impatto dell’Ilha de Mozambique, cittadella portoghese patrimonio dell’Unesco, o alla suggestiva ferrovia “azzurra” nel Nord del Paese, vera rarità rispetto all’intero bacino australe. In attesa che lo Zimbabwe recuperi la sua credibilità internazionale, Zambia, Malawi ed Uganda hanno comunque tratto giovamento dall’inevitabile deviazione dei suoi flussi turistici, finendo sempre più spesso per essere integrati come estensioni di lusso al Sudafrica. Unica vera potenza turistica in grado, per ora, d’impensierire quest’ultimo appare però la Namibia. Anche se gli ultimi rilevamenti dell’ente del turismo nazionale (rappresentato in Italia da Airconsult) risalgono al 2008, il numero degli italiani appare in costante crescita, avendo raggiunto quota 11 mila 836 (su un totale di 931 mila 111), con un incremento netto medio del 17%. Non a caso sono oggi più di 60 gli operatori attivi sulla destinazione, che piace tanto ad un pubblico giovane ed avventuroso (il
Giraffe nel delta dell’Okavango
26% circa ha fra i 30 ed i 39 anni), quanto al viaggiatore più esperto (il 24% appartiene agli over 60): dato ancor più rilevante, la Namibia riesce sempre più ad attrarre di per sé, anziché solo in connessione con altre mete (il 73% arriva direttamente in aereo), richiedendo non meno di 13 giorni per esplorarne le bellezze naturalistiche ed etniche. Una nuova geografia attende d’essere riscritta. Veduta del lago Malawi
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Le ali di A i r N a m i b i a vestono tricolore. Eccezion fatta per la Germania, legata al Paese africano anche per ragioni etniche, il Belpaese rappresenta oggi il primo mercato di riferimento per la compagnia. Dopo il record del 2008 (in cui i nostri passeggeri erano cresciuti del 34%) e la provvisoria battuta d’arresto della scorsa stagione (-15%), gli italiani hanno infatti ripreso la rotta per la Namibia. «Il primo trimestre di quest’anno lascia intravedere decisi segnali di ripresa – spiega Roberto Tresoldi, marketing manager per Air Namibia presso Airconsult – e, grazie ai recenti lanci dei collegamenti per Lusaka (Zambia), Accra (Ghana) e soprattutto Johannesburg (Sudafrica), contiamo di diventare anche un punto di riferimento sui restanti mercati africani. Questo ci aiuterà a destagionalizzare i flussi dall’Italia, concentrati per il 30% in agosto, sviluppando in concomitanza i segmenti mice e viaggi nozze». Nel frattempo la rotta di riferimento resta la Francoforte-Windoek, con sei voli la settimana su Airbus340 e ottimi orari di decollo (viaggio notturno sia in andata sia in ritorno). S o u t h A f r i c a n A i r w a y s tiene gli occhi puntati sulla grande opportunità dei Mondiali. Grazie all’accordo con Match, provider dei servizi di accoglienza per conto della Fifa, verranno forniti voli suppletivi per trasferirsi facilmente da una città all’altra del Sudafrica (con rientro in giornata alla base), onde poter seguire in tempo reale gli incontri delle varie nazionali. Tutti gli aerei opereranno poi dal nuovissimo terminal B di Johannesburg, garantendo i massimi livelli di efficienza.
Il mercato dà più attenzione alle proposte specifiche e ai viaggi mirati
Flessibilità e specializzazione: l’offerta diventa multitarget
Al campionato del mondo di calcio Fifa 2010
Sudafrica, ma non solo. I prossimi mondiali di calcio hanno inevitabilmente acceso i riflettori sulle opportunità turistiche del Paese di Mandela, ma l’occasione appare quanto mai ghiotta per valorizzare circuiti altrimenti destinati al privilegio delle nicchie. Ad emergere, tuttavia, è anche il diverso livello di preparazione negli standard d’accoglienza. «Sudafrica e Namibia sono forse i due mercati meglio attrezzati per sostenere i flussi turistici maggiori - confermano Claudia Agostini e Renato Fia, responsabili prodotto Africa Australe per il Diamante (Quality Group) - ma vengono scelti più per tour di gruppo che per viaggi individuali, all’interno dei quali la presenza di una guida italiana è comunque ritenuta fondamentale. Visto poi l’impiego di mezzi e risorse per la loro esplorazione, una formula di viaggio che permetta di ripartire i costi su più persone risulta certamente più funzionale, onde riservarsi un numero di giorni maggiore, così come soluzioni di pernottamento con un ottimo livello qualità/prezzo. Vero è che, nel caso del Sudafrica, quasi il 70% dei nostri clienti richiede un’estensione verso i Paesi limitrofi, in particolare alle cascate Vittoria o nell’oceano Indiano per godere di un po’ di mare». Grazie alla presenza di una rete infrastrutturale meglio sviluppata, lil Sudafrica riesce oltretutto a garantire costi più contenuti, offrendo pacchetti fra i 2 mila e i 3 mila 500 euro per 12/15 giorni, contro i 3 mila o 4 mila 500 generalmente richiesti dalla Namibia o da altre destinazioni meno popolari. Questo spiega anche perché le principali novità di programmazione interessino soprattutto il Sudafrica, dove quest’anno il Diamante ha lanciato il tour “Luxury in the wild”, per scoprire il Krueger Park da nord a sud in strutture di grande fascino, con tappa finale a Cape Town. Attenzione particolare è stata riservata anche alle famiglie, con il tour “Cuccioli in vacanza”, mentre in Namibia l’operatore ha riconfermato per il 12° anno consecutivo il classico “Panorama Namibia”. «E’ importante far conoscere bene tutte le potenzialità di una destinazione - aggiungono Agostini e Fia - ancor prima di affollare il mercato di troppe offerte speciali, dal momento che il cliente medio ha un’idea più romantica che concreta dei circuiti africani. Abbiamo perciò intenzione di proporre in ottobre due nuovi educational in Sudafrica, così come a Mauritius, visto che l’estensione mare rappresenta un valore aggiunto al tour cui gli italiani difficilmente rinunciano». In sostanza il Sudafrica si conferma la base di partenza per l’esplorazione dell’intero bacino australe, dando l’impressione di garantire le migliori condizioni di organizzazione e di appoggio del viaggio. In realtà, fatto salvo lo Zimbabwe, qualunque destinazione può oggi offrire buone condizioni d’approccio, ma la minor concorrenza tende a mantenere più alti i prezzi e, di riflesso, la popolarità dei Paesi. E’ poi quasi sempre un singolo aspetto a conferire un’identità forte alla destinazione, come capita
Renato Fia e Claudia Agostini
per i gorilla dell’Uganda o per la vita lacustre del Malawi, a differenza del misterioso Zambia. Eppure il caso del Mozambico, affermatosi piano piano in questi anni partendo da una prospettiva mare, così come dell’Angola, capace di incuriosire per la sua recente riapertura al traffico internazionale, mostrano che il pubblico italiano è comunque predisposto a spingersi oltre i confini riconosciuti, senza porsi grossi ostacoli. Forse solo la mancanza di rappresentanze di enti del turismo in Italia è il vero freno al boom delle mete alternative. «Le tipologie di offerta variano a seconda dei Paesi - fa notare appunto Stefano Coccoletti, direttore e socio di Ekoafrica by Spostamenti - ma solo il Sudafrica permette di organizzarsi facendo ricorso a un semplice fly&drive così come a un complesso itinerario personalizzato. La Namibia privilegia invece tour in piccoli gruppi, mentre il Botswana non lascia grandi alternative ai lodge di lusso o alle spedizioni con campi tendati. Al momento, lo Zimbabwe limita poi le sue attrattive alla zona delle cascate Vittoria, benché i suoi principali parchi (Hwange e Matobo) abbiano enormi potenzialità. Proprio quest’ultimo Paese rappresenta uno dei nostri elementi di distinzione, a riprova del fatto che una conoscenza davvero dettagliata delle destinazioni consente di muoversi agevolmente e sottrarsi alla massificazione del prodotto, senza mai mettere a disagio il cliente». Fra i tour più originali offerti da Ekoafrica, spiccano quelli per i viaggi di nozze, i cosiddetti “camera con vista”; ai più sportivi sono riservate partenze con i camping car, cioè veicoli 4x4 attrezzati con tende sui tetti. Al di là di creatività e flessibilità, il concetto base su cui occorre insistere per imporre con successo l’Africa Australe risulta la sicurezza. Politica o sanitaria. Solo l’ignoranza delle effettive condizioni di viaggio può oggi impedire un vero sviluppo di queste destinazioni. In tal senso, due restano le alternative: provare di persona, o ricalibrare la comunicazione di massa. Chissà che questa seconda opzione non trovi una valida leva proprio nel Mondiale di calcio in Sudafrica.
Il Diamante:
“Sudafrica e Namibia sostengono i flussi maggiori
”
Ekoafrica:
“La conoscenza delle mete ci consente di personalizzare
”
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