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Inchiesta Gino Celletti VDG Mag

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l’olio perfetto cover story

Coraggio Europa, adesso i polifenoli in etichetta di Gino Celletti

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A pochi mesi dalle celebrazioni ufficiali per i 50 anni dell’extra vergine, è d’obbligo verificare se oggi la legge che lo fece nascere e le successive che lo fecero crescere, abbiano dato al consumatore gli strumenti necessari per fare scelte consapevoli, utili a tavola e alla propria salute. Ne dubitiamo. L’importanza del valore dei polifenoli, unica vera ricchezza dell’olio delle olive e la loro drammatica voluta assenza in etichetta fa riflettere e urge una risposta A fine 2010 qualcuno ha festeggiato il 50° compleanno dell’olio extra vergine, io no. Di quell’olio, nato con la legge 1407 del 13 novembre 1960 e cresciuto con il Regolamento CE 2568/91 io avrei volentieri celebrato il funerale. Nessuno probabilmente più di me ama l’olio delle olive, ma l’ipocrisia non è il mio forte e sono contento di uscire dal coro dei perbenisti. Il motivo è sotto gli occhi di tutti. Cosa ha portato all’Italia questo cinquantennio? La fame dei nostri coltivatori di olivi e la riduzione delle terre da olio. Come con la legge 1407 di 50 anni fa non si ebbe il coraggio di tagliare corto con i furbi, così oggi non si ha il coraggio di ammettere che quelle norme hanno fallito su tutti i fronti. Siamo stati invasi da oliacci rettificati, deodorati,

mischiati, tagliati. E i produttori italiani, che hanno allevato le nostre 638 cultivar e prodotto olio sano e buono, oggi devono competere con oli esteri immessi sul mercato anche a 1,99 euro al litro. Questa è la verità. E allora, che c’è da festeggiare? E con chi festeggiare? Chi è stato a Milano il 2 dicembre 2010 lo sa. E non sarò io a farne pubblicità.

Gli indici di deodorazione Il 24 gennaio 2011, con il Regolamento 61/2011, l’Ue ha avuto un sussulto di dignità, guarda caso criticato da quelli che hanno festeggiato il compleanno dell’extra vergine, obbligando, d’ora in poi, a ricercare e a evidenziare il valore di EEAG (Etil Esteri degli Acidi Grassi) e di MEAG (Metil Esteri degli

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Nel mondo crescono 1628 cultivar e ogni continente ha le proprie. Le attuali legislazioni non prevedono l’iscrizione in etichetta del valore dei polifenoli presenti nell’olio extra vergine

Acidi Grassi), notoriamente “indici di deodorazione”. Queste sostanze, presenti da sempre negli oli provenienti da coltivazioni con metodo “superintensivo”, con 2000 piante/ ha contro le nostre 250-300/ha, si sviluppano perché le olive, prima della loro lavorazione industriale, vengono ammassate a montagne e lì si sviluppano fermentazioni che gli assaggiatori chiamano “riscaldo” e “avvinato”. Sono puzze maleodoranti che disgustano e che i regolamenti non permettono in un extra vergine, e allora serve una potente deodorazione. Perché stracciarsi le vesti se l’Europa si accorge, seppur tardivamente, di un errore e tenta di rimediarvi? Questo sussulto, anche se nato dallo scoppio di una valvola di troppo pieno, è stato un atto sociale ampio e meritevole che approvo e che spero sia da esempio a un prossimo che qui sotto voglio suggerire gridandolo.

Polifenoli e cultivar L’ipocrisia è la malattia contagiosa del nostro secolo. Dappertutto si vuole sicurezza

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Se si pretende la sicurezza alimentare, è necessario reclamare il diritto alla corretta informazione: ecco perchè chiediamo di rivedere le etichette

Consumarsi preferibilmente prima del…

alimentare, informazione completa, chiarezza in etichetta. Ma poi, quando basterebbero pochi accorgimenti, facciamo come le corna delle lumache: ci ritraiamo dalle nostre responsabilità e guardiamo solo il giardinetto dove poter masticare quel filo d’erba. Ci basta il rischio di perdere un solo filo d’erba e non guardiamo al prato intero che va in malora. Per sapere se quell’olio è italiano, se stiamo dando ai nostri figli gli antiossidanti che allungano la vita e combattono il cancro, basterebbe che la legge obbligasse a dichiarare da che cultivar è fatto quell’olio e quanti Polifenoli contiene. Punto! Un’impresa impossibile? Il vino la fa già da secoli e non è morto nessuno! Sangiovese e 13°, o Chardonnay e 12,5°. Beh, a dire il vero qualcuno nel settore vinicolo è scomparso per sempre, ma erano ladri colti con le mani nella marmellata. Basta volerlo. Ma se la risposta è no perché poi come si fa a vendere l’oliaccio, beh, allora … andate tutti a festeggiare il 100° compleanno dell’extra vergine.

Perchè indicare le monocultivar Nel mondo crescono 1628 cultivar dell’Olea Europaea e ogni continente, nazione, regione ha le sue. Se in etichetta c’è scritto Picual è sta-

Questa frase, con i polifenoli in etichetta avrebbe un senso, cosa che oggi non ha. Infatti la data che oggi segue la frase sopra è successiva di 18 mesi all’imbottigliamento dell’olio e non alla data di produzione. Quell’olio potrebbe essere stato prodotto 5 anni fa ed essere stato imbottigliato oggi, e per ancora 18 mesi potrebbe essere consumato legalmente. Legalmente sì, ma sarebbe davvero una porcheria. Mi spiego: se quell’olio fosse povero di polifenoli (60-80 mg/kg) dopo 2-3 mesi potrebbe essere già rancido, quindi non più extra vergine, che per legge significa “senza difetti”, e con scarso valore salutare; mentre uno che ne avesse 500 mg/kg resterebbe perfetto anche dopo 36 mesi e avrebbe un’attività antiossidante ancora potentissima. Questo se da un lato dovrebbe obbligare i produttori a fare sempre meglio, darebbe ancora una volta senso al prezzo. Pago realmente per quello che ho e che ho scelto liberamente.

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Dichiarare in etichetta la cultivar (nelle foto alcuni esempi di olive figlie di diverse tipologie di cultivar) con cui è fatto l’olio offre l’idea precisa dell’origine del prodotto e consente al consumatore una scelta più consapevole

Polifenoli dove e chi Liguria

Abruzzo

• Taggiasca Azienda Olivicola Canaiella, Savona (Sv)

• Intosso Az. Agr. Forcella, Pescara (Pe)

Emilia Romagna

• Ascolana Tenera Tenuta Zimarino, Vasto (Ch)

• Nostrana di Brisighella La Pennita Terra del Sole (Fc)

Campania

• Correggiolo Fraternali Grilli Montegridolfo (Rn)

• Ravece San Comaio, Zungoli (Av)

Toscana

Basilicata

• Frantoio Frantoio Franci Montenero d’Orcia (Gr) Il Frantoio di Vicopisano Vicopisano (Pi)

• Majatica Frantoio Valluzzi, San Mauro Forte (Mt)

• Olivastra Seggianese Frantoio Franci Montenero d’Orcia (Gr) Abbraccio Seggiano (Gr) De Triachi Cinigiano (Gr)

Puglia

Umbria • Moraiolo Frantoio Marfuga, Campello sul Clitunno (Pg) Frantoio Viola S. Eraclio Foligno (Pg)

Sicilia

• Dolce Agogia Frantoio Giovanni Batta Perugia (Pg)

• Biancolilla Az. Agr Fontanasalsa, Trapani (Tp)

• Tonda Iblea Frantoio Sallemi, Comiso (Rg) Az. Agr. Galioto, Ferla (Sr)

• Bosana Accademia Oleria, Alghero (Nu)

• Nocellara del Belice Az. Agr Fontanasalsa, Trapani (Tp) Agricola Norrito, Campobello di Mazara (Tp)

Lazio

• Cerasuola Az. Agr Fontanasalsa, Trapani (Tp)

Sardegna

• Caninese Colli Etruschi, Blera (Vt)

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• Coratina Aziende Ferrara, Foggia (Fg) Azienda Nicola Monterisi, Andria (Bat) Oilalà, Barletta (Bat)


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