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Via Cairoli, 95 Giovinazzo 70054 (Ba) Edito da Ass. Amici della Piazza Iscr. Trib. di Bari n. 1301 del 23/12/1996 Part. IVA 05141830728 Iscr. al REA n.401122 Telefono e Fax 080/394.79.20 IND.INTERNET:www.giovinazzo.it E_MAIL:lapiazza@giovinazzo.it Fondatori Sergio Pisani & Gianni Perilli direttore responsabile Sergio Pisani redazione Porzia Mezzina - Agostino Picicco - Rosa Illuzzi - Damiano de Ceglia - Giusy Pisani Marianna La Forgia - Daniela Stufano Giangaetano Tortora - Nico Bavaro - Angelo Guastadisegni - Rossella Tiribocchi Mimmo Ungaro - Matilde Restaino Mariagrazia Cirillo - Diego de Ceglia Onofrio Altomare - Gabriella Marcandrea corrispondenti dall’estero Vito Bavaro - Nick Palmiotto - Giuseppe Illuzzi - Rocco Stellacci stampa - L’Immagine (Molfetta) progetto grafico - Ass. Amici della Piazza Web master: Antonio e Francesco Caccavo responsabile marketing & pubblicità: Roberto Russo tel. 347/574.38.73

ABBONAMENTI Giovinazzo: 10 Euro Italia: 20 Euro Estero: 60 Euro Gli abbonamenti vengono sottoscritti con c.c postale n.80180698 o con vaglia postale o assegno bancario intestato ad:

ASS. AMICI DELLA PIAZZA II TRAV. MARCONI,42 70054 GIOVINAZZO (BA) ITALY La collaborazione é aperta a tutti. La redazione si riserva la facoltà di condensare o modificare secondo le esigenze gli scritti senza alterarne il pensiero. Gli articoli impegnano la responsabilità dei singoli autori e non vincolano in alcun modo la linea editoriale di questo periodico.

Finito di stampare il 24/10/2008

eDItOR Non c’è tg di apertura che non apre con la crisi economica. Crollano le borse di tutte le Piazze. Crollano i titoli bancari. C’è Unicredit che da settimane anche la massaia ha imparato a conoscere. Sa che è il gruppo creditizio più capitalizzato in Italia e che se crolla a Piazza Affari affonda tutta la borsa. Anche quella per fare la spesa. Al mercato la massaia ci va ma non è più come prima. La merce c'è, la massaia, pure. Non ci sono invece i soldi. Al mercato di via Cappuccini ‘la crisi di Unicredit’ l’avver ti nell’aria, sta attanagliando le famiglie giovinazzesi, minaccia il paniere della spesa dei giovinazzesi trascurati e vilipesi da una classe politica che non è riuscita neanche a contenere i prezzi della pasta e del pane. Un tempo a metà mattina sui banchi del mercato di via Cappucini era tabula rasa, la merce andava tutta venduta. Il pesce, ma anche la frutta e la verdura, erano prodotti che andavano. Anche allora i pesci erano un lusso, ma ce n’era per tutte le tasche. Adesso è tutto caro, troppo caro per il pensionato al ‘minimo’ o la massaia che può contare su uno stipendio di mille euro al mese. E’ mezzogiorno e la merce è ancora sulla bancarella. Si dice che gli acquisti stracciati si fanno nell’ultim’ora, quando il mercato deve chiudere. Il crollo è iniziato con l'avvento dell'euro e il ridotto potere d'acquisto di stipendi e pensioni. I pescivendoli raccontano di scene che sembrano uscite da un film del dopoguerra, con anziani che acquistano anche quattro o cinque sardine, non una di più. Proprio le sardine e il pesce azzurro che un tempo erano fra i prodotti più economici, oggi, rischiano di diventare un lusso per tanta gente che a malapena riesce a far quadrare i conti, stiracchiando ed economizzando al massimo. «Crist son e a mezzadèj naun»: non c’è adagio

«Cris «Crist e mezz nau giovinazzese migliore per fotografare il termometro del mercato giornaliero. Non tanto diversa è la situazione dei supermercati che si limitano a vendere alla famiglia di turno piccole quantità di affettati con tanto di sconto soci e promozioni. Mentre anche le salumerie sono in grande sofferenza così come le macellerie. Pub e ristoranti si riempiono a malapena durante i week-end ma durante la settimana si va in bianco. E che dire ancora della boutique del venerdì! Offerte e supersconti non riescono ad essere appetibili per la clientela che, pur di non spendere nemmeno quindici euro, preferiscono addirittura effettuare uno scambio di abbigliamento. Ovviamente ci sono quelli che hanno veramente difficoltà ad arrivare a fine mese, con affitto, bollette, generi alimentari, tanto da non concedersi nessun extra. Ma ci sono molte altre persone che si dichiarano in difficoltà ed hanno

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centro storico conviene più nutrire la pancia che lo spirito. Le banche sono diventate restie nel concedere finanziamenti. Il mercato immobiliare si RENOTA IL TUO SPAZIO è quasi fermato. Con la crisi dei mutui variabili a Giovinazzo il numero di PUBBLICITARIO A COLORI pignoramenti e di esecuzioni immobiTELEFONANDO AL liari preoccupa non poco. Ora si deve scegliere: o mantenere la moglie e il figlio o pagare il mutuo della casa. Ci sono palazzine in costruzione su cui non batte sempre il sole! Qui i lavori procedono a singhiozzo. Fra poco si costruiranno 3mila appartamenti nella LA TUA PUBBLICITÀ A zona d’espansione. Siccome c'è crescita zero, chi ci andrà mai ad abitare? COLORI VOLA ANCHE SU Gli edicolanti non riescono a vendere INTERNET neanche più i giornali. Un euro per un quotidiano alla fine del mese sono trenOPERTINA ta euro nel salvadanaio. Siccome le sigarette nuocciono gravemente alla salute e si vendono sempre meno, l’unica salvezza dei tabaccai sono i ‘gratta e vinci’. Per chi ha la febbre del gioco è l’unico modo per diventare subito ricco. In tutto questo canto funebre per i nostri portafogli, qualcuno deve trarre profitti? A pensarci un po’ su… sì! Le Poste Italiane. L’unico esercizio sempre affollato. File di persone che borbottano e che sono stufe di dover sempre pagare. Ma sono obbligate. Pochi invece coloro che riscuotono. Le pensioni IN COPERTINA alla posta ora si riscuotono se non ti VA IN PENSIONE IL VIGILE GIOchiami Abate e magari il tuo cognome risponde alla lettera T come Tizio dopo VANNI PARATO, IL CUORE DI il 4° giorno del mese. La posta è rimaGIOVINAZZO E NOI GLI DEDIsta l’unico posto ancora vivace dove CHIAMO LA COPERTINA! addirittura si litiga per pagare. L’unico LA FOTOCOMPOSIZIONE È STATA posto dove lamentarsi ancora nei conCREATA DA EVENTI DIGITALI DI fronti dello Stato ladrone che preleva i MIMMO DEPERGOLA balzelli attraverso i bollettini postali. SERGIO PISANI

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problemi ad arrivare a fine mese ma devono avere l'adsl, devono avere Sky, devono avere l'i-phone e altri congegni tecnologici, devono andare dal parrucchiere una volta al mese, devono andare dall'estetista, devono comperare capi d'abbigliamento anche se non ne hanno bisogno. Queste persone acquistano magari con finanziamen ti spesso senza fare i conti con le proprie entrate. Gironzolando per la città la crisi l’avverti nell’aria. Molti negozi chiudono. Le ditte hanno avuto un calo d'ordini spaventoso. Persino i giovani pittori e scultori del legno dalle belle speranze che nutrivano sogni nelle botteghe colorate del centro storico sono andati via. I loro sogni si sono infranti sulle pretese di aumento di canoni di locazione dei proprietari che destineranno i propri localucci ad uso commerciale. Nel

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l inchiesta DI GIANGAETANO TORTORA

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Aggiornamento sull’ampliamento del cimitero Novembre, mese di sassanelli, di crisantemi e di commemorazione dei defunti. Con tanto di visita ai propri cari passati a miglior vita. L’occasione ci è allora sembrata propizia per tornare a palare della “questione cimitero” a Giovinazzo. Una questione annosa è il caso di dire, visto che già dal 2007 sono nate polemiche in merito sia ai lavori di ampliamento dell’area in questione che ai costi dei relativi gentilizi, loculi ed ossari. Attualmente i lavori proseguono e le richieste da parte dei giovinazzesi non mancano. Ma le polemiche non si sono ancora del tutto placate. L’Eterno riposo dona loro, Signore. Già, ma quanto dovremo pagare per poter riposare davvero in pace…?

TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA

Ricostruiamo, intanto, cronologicamente la questione. Il 23 luglio del 2004 il Consiglio Comunale approvò il Progetto Preliminare per l’Ampliamento del Cimitero di Giovinazzo, redatto dall’Ufficio Tecnico del Comune. Tale progetto prevedeva la realizzazione di 1.165 loculi, 1.106 ossari e 112 lotti di terreno per la costruzione di gentilizi privati. Il tutto, con un costo totale di Euro 1.040.000. Questi, invece, i prezzi stabiliti per le varie concessioni di 99 anni: Lotto gentilizio privato Euro 8.500; Loculi 1^ fila Euro 800; Loculi 2^ fila Euro 900;

Loculi 3^ fila Euro 850; Loculi 4^ fila Euro 750; Loculi 5^ fila Euro 700; Ossari 1^-2^3^ fila Euro 180; Ossari 4^-5^ fila Euro 150 ed infine Ossari 6^-7^ fila Euro 120. Per le suddette Concessioni, il Comune avrebbe introitato la somma complessiva di Euro 1.998.180. Quasi un anno dopo, precisamente il 30 giugno 2005, il Consiglio Comunale approvò il Progetto definitivo dell’ampliamento cimiteriale. Con un’unica variante relativa al costo complessivo dell’intervento che passò dai predetti Euro 1.040.000 ad Euro 1.200.000. Salto di un successivo anno: in data 20 giugno 2006 la Giunta Comunale con la Delibera n. 106 optò per la realizzazione dell’ampliamento del cimitero, attraverso un appalto di servizi integrati per l’affidamento della gestione dei lavori e delle Concessioni. La stessa Delibera consentiva alla Società che avrebbe poi gestito l’appalto di poter richiedere un prezzo diverso da quello stabilito dal Comune, accompagnato tuttavia da una durata della Concessione maggiore di quella ordinaria. Il successivo 22 giugno, con Determina Dirigenziale n. 468, vennero apportati i primi seguenti aumenti: Lotto Gentilizio Privato da Euro 8.500 ad Euro 10.000; Loculi 1^ fila da Euro 800 ad Euro 1.200; Loculi di 2^ fila da Euro 900 ad Euro 1.400; Loculi di 3^ fila da Euro 850 ad Euro 1.200; Loculi di 4^ fila da Euro 750 ad Euro 1.000; Loculi di 5^ fila da Euro

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700 ad Euro 800; Ossari di 1^-2^-3^ fila da Euro 180 ad Euro 300; Ossari di 4^ fila da Euro 150 ad Euro 200; Ossari di 5^-6^-7^ fila da Euro 120 ad Euro 150. Dopo soli due mesi, il 28 agosto 2006, con Determina Dirigenziale n. 605 i secondi e definitivi aumenti: Lotto Gentilizio Privato da Euro 8.500 ad Euro 20.000; Loculi 1^ fila da Euro 800 ad Euro 1.800; Loculi 2^ fila da Euro 900 ad Euro 1.800; Loculi 3^ fila da Euro 850 ad Euro 1.600; Loculi 4^ fila da Euro 750 ad Euro 1.400; Loculi 5^ fila da Euro 700 ad Euro 1.200; Ossari 1^-2^-3^ fila da Euro 180 ad Euro 400; Ossari 4^ fila da Euro 150 ad Euro 300; Ossari 5^-6^-7^ fila da Euro 120 ad Euro 150. Di conseguenza, i costi a carico dei cittadini sono passati da Euro 1.998.180 ad Euro 3.839.500. Mentre la Società di gestione dell’appalto di servizi integrati, che ha offerto nella disponibilità del Comune una percentuale del 35% tra gentilizi, loculi ed ossari, a fronte di un investimento massimo di Euro 1.200, conseguirà un guadagno di circa Euro 1.300 (pari alla differenza tra i suddetti Euro 3.839.500, il predetto 35% ed appunto i 1.200 Euro di investimento massimo). La società aggiudicatrice dell’appalto in questione è la ITALSTUDI S.r.l. di Roma, la quale si è avvalsa come sub-affidataria della CIVIL ENGINEERING SERVICES S.r.l. di Andria. Il contratto stipulato ha la durata di cinque anni ed è prorogabile per un uguale o inferiore periodo, su esplicita volontà delle parti, previo gradimento dell’esecutore e verifica dell’interesse pubblico a proseguire nello svolgimento alle condizioni previste. Se alla scadenza naturale l’appaltatore non avrà incassato le somme corrispondenti alle opere realizzate nell’ambito del contratto, allo stesso spetteranno i proventi che il Comune riceverà dalle concessioni dei manufatti realizzati fino al loro esaurimento, con esclusione di quelli posti nella disponibilità del Comune medesimo in sede di offerta.

LE POLEMICHE PASSATE…

Come dicevamo, l’ampliamento del cimitero ha sollevato tante polemiche. Già con l’interrogazione del 23 agosto 2007 i consiglieri comunali di opposizione Ruggiero Iannone e Giuseppe Decandia chiedevano notizie all’amministrazione su tre aspetti riguardanti la vicenda di cui ci stiamo occupando e precisamente: lo stato dell’arte della procedura relativa all’ampliamento del cimitero comunale; le iniziative da assumere per l’accertata carenza di campi di inumazione nel cimitero; i rapporti contrattuali in essere con la ITALSTUDI s.r.l. Ma i toni si sono surriscaldati maggiormente in seguito, come risulta dall’interpellanza datata 5 febbraio 2008 a firma dei consiglieri Bavaro, Iannone, Palmiotto, Piscitelli, Cortese e Lasorsa. Intepellanza con cui i suddetti consiglieri di opposizione chiedevano innanzitutto il perchè del raddoppio dei costi delle concessioni. E poi, visti i guadagni, se l’appalto di servizi integrati è compatibile con il DPR


285/90 (il quale vieta la possibilità di fare concessioni di aree per sepolture private a persone o ad Enti che mirino a farne oggetto di lucro e di speculazione). Chiedevano infine chi tra l’Amministrazione Comunale, la Società di gestione o la comunità cittadina avesse trovato più giovamento da tutta l’operazione e quali fossero le azioni intraprese dall’Amministrazione, rispetto alle inadempienze della Società, riscontrate dall’Ufficio Tecnico Comunale. Prima della scorsa estate è stato anche presentato un esposto sia alla Procura della Corte dei Conti che alla Procura della Repubblica, a firma di Forza Italia, Alleanza Nazionale e Lista Civica Palmiotto. Altro capitolo, le lettere inviate nel periodo estivo da parte della Civil Engineering Services s.r.l. ai cittadini richiedenti la concessione dei loculi. Oltre a chiedere la somma di Euro 1.635,20 (in due rate) più Euro 15 di spese generali, la società parlava di concessione trentennale anziché di 99 anni. Ed è stata proprio tale indicazione temporale nelle lettere a suscitare nuove polemiche. Prontamente sfociate nell’interrogazione del 5 agosto 2008 presentata dal consigliere Iannone. «Si è trattato – sindaco Antonello Natalicchio dixit (fonte il principale quotidiano locale) – di un invio non concordato di un testo messo a punto arbitrariamente. Abbiamo chiesto a chi sta provvedendo ad inviare quelle lettere di spedirne subito un’altra che annulli la prima e con la rettifica dei contenuti. I termini della concessioni per il pubblico sono a 99 anni, quindi chi acquista avrà il loculo per quel tempo».

…E LE PERPLESSITA’ ATTUALI

Passata l’estate, restano le perplessità da parte del consigliere comunale di An Ruggiero Iannone. «Le mie preoccupazioni – afferma infatti Iannone da noi intervistato – sono sempre quelle. Non è giusto che il cittadino debba sostenere tali aumenti di costo, senza che l’Amministrazione si sia mai preoccupata di giustificarli». «E poi – prosegue Iannone – è riprovevole che si sia fatta una gara in cui ha partecipato una sola ditta. Questo mi riporta indietro alla mia esperienza passata quando, senza niente di “illegale”, si creavano i cosiddetti cartelli». Il consigliere di AN punta inoltre l’indice sui lavori e sulle inadempienze contrattuali: «I lavori – dice Ruggiero Iannone – vanno molto a rilento rispetto al programma, tanto il contratto non prevede una clausola di rescissione in caso di ritardo… Secondo me i lavori vanno così a rilento perché la ditta non è all’altezza del proprio compito. Per non parlare delle tante inadempienze contrattuali. Segno evidente del pressappochismo della ditta». Questa la chiosa da parte del consigliere Iannone: «Saremo anche in futuro sempre vigili ed attenti su questa problematica, come su altre…».

COME PROSEGUONO I LAVORI

Di tutt’altro avviso, sempre ai nostri taccuini, è naturalmente il vicesindaco nonché assessore ai lavori pubblici Pasquale Tempesta: «I lavori stanno procedendo abbastanza velocemente. Siamo a buon punto. Attualmente sono in corso lavori di carpenteria: la preparazione del campo di inumazione e contemporaneamente la creazione del muro di divisione tra il fioraio ed il cimitero». Quanto alla mancanza di altre ditte alla gara, il vicesindaco Tempesta si lascia andare ad un laconico: «Purtroppo nessuna altra ditta ha partecipato». Sulla questione degli inadempimenti, invece, l’assessore ai lavori pubblici ci risponde così: «Abbiamo fatto tutte le pressioni possibili per sollecitare la ditta a non commettere inadempienze…». Indicative, in tal senso, le note a firma del Dirigente del 4° Settore ossia l’ing. Gaetano Remine. Ma come la mettiamo con la questione dell’aumento dei costi, ossia con l’aspetto che più sta a cuore dei cittadini e delle loro tasche…? C’era bisogno di adottare un simile rincaro dei prezzi? «Quanto al discorso dei costi – afferma il vicesindaco Pasquale Tempesta – è inutile tornare su un argomento vecchio… Guardate che ogni giorno la gente compra cassettone e terreno…». A tal proposito, dall’Italstudi s.r.l. ci fanno sapere che, in accordo con il comune, stanno procedendo ad assegnare materialmente i manufatti ai cittadini che ne hanno fatto richiesta nella prima tranche. «Le domande già effettuate – afferma l’ing. Gianfranco Zinfollino - corrispondono ad una buona parte del 65% di gentilizi, loculi ed ossari a noi spettante. Con un nuovo avviso pubblico faremo sapere quando sarà possibile effettuare una seconda tranche di richieste».

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NOME: Giovanni COGNOME: Parato ETÀ: 65 SOPRANNOME: H24 TITOLO DI STUDIO: Scuola media inferiore PROFESSIONE: Pensionato dell’Amministrazione Comunale di Giovinazzo Circonferenza della pancia:135 cm Massimo grado ricoperto nel Corpo di Polizia municipale? Maresciallo Maggiore (istruttore di Vigilanza). Direttore, se mi consenta, prima di iniziare questa intervista vorrei formulare attraverso le colonne del suo mensile un ringraziamento a due persone che mi hanno dato tanto come uomo e come Vigile: mio fratello Felice e il Comandante Orecchio Giuseppe, anche lui amato ed odiato come me.

l’inter DI

SERG

PARATO HA DETTO

Adesso che vai in pensione, i giovinazzesi ringrazieranno Giovanni Parato soprattutto per…? La sua troppa disponibilità forse al servizio della collettività. Cosa poco gradita a certi personaggi del Palazzo! Adesso che vai in pensione, i giovinazzesi rinnegheranno Giovanni Parato soprattutto per…? Se c’è qualche giovinazzese che ha subito un ingiusto torto si faccia avanti! Qualcuno già ti mise in quiescenza qualche anno fa pensando di fare cosa gradita a te e alle casse comunali. Invece cosa successe? Pensate, tanto non servivo al Comando che quando mi hanno mandato in pensione ho dovuto scontare 92 giorni di ferie non godute negli ultimi 3 anni. Dopo 43 anni di servizio, un Amministratore ‘competente’, avvallato da una Amministrazione competente, pensò una volta tanto col proprio cervello. Decise con proprio arbitrio di mandarmi in pensione. Vani sono stati i tentativi di conciliazione. La parola passò al Giudice del lavoro che dopo 18 mesi di “finta pensione” mi ha dato ragione su 7 punti su 6, condannando l’amministrazione a pagarmi 18 mensilità senza lavorare e tutte le spese processuali con un aggravio alle casse comunali non indifferente. Tanto a pagare gli errori alla fine nella pubblica amministrazione sono sempre i cittadini onesti che pagano i tributi. Chi ti ha visto in quiescenza forzata (recupero ferie anni precedenti) in questi tre mesi cosa ha pensato invece? Quello che hanno pensato a me interessa poco. Se a pensare però è un uomo che fa politica e si arroga anche la facoltà di sentirsi un tecnico allora quell’uomo non farà molta strada! Ci spieghi come prima si vinceva il concorso per diventare vigili urbani? E come si può vincere oggi? Con le stesse modalità di sempre: partecipi, fai le prove e se risulti idoneo lo vinci. O ieri, o oggi o domani, il mondo non lo cambi! Può un vigile urbano “avere rapporti amicali con il territorio” e svolgere in loco la propria attività? Sfido qualunque lavoratore che opera sul territorio a non radicarsi con la gente del posto! Il Vigile Urbano è al servizio della gente nel bene e nel male, la sua azione preventiva e poi repressiva porta a creare rapporti umani fondati sul rispetto e sulla reciproca stima se sai fare il tuo lavoro nel rispetto delle regole. Vuoi sapere come la penso io? Ci si deve alternare almeno 5 anni di servizio nei paesi della provincia di residenza! Mai stato causa di ingorghi stradali come nel Vigile di Alberto Sordi”? Lascio giudicare alla gente se il mio servizio di Polizia Stradale sia

stato efficiente. Voglio ricordare che con i miei 135 cm di pancia ho fatto servizio motociclistico fino all’età di 64 anni e ringraziando Dio con perfetta sintonia con la strada e con il collega motociclista. Come si diventa amico di tutti sfoderando paletta e multe? Modi, educazione, gentilezza, disponibilità, rischiando in proprio. Sapessi quante volte l’utente oltre a pagare la multa ha pagato anche da bere. Testimoni, molti miei colleghi! Un giorno mi confessò che le multe si fanno soprattutto ai forestieri. Io però ho preso da lei tre multe. A tradimento. Con raccomandata a casa senza affissione dell’intimo. Posso sentirmi oggetto di persecuzione? Direttoreeeeeeeeeeeeeeeee, cosa dice mai??? È risaputo che il sottoscritto non ha mai fatto nulla a tradimento. Evidentemente gli intimi affissi sulla sua auto sono spariti, ma lei - posso giurare - non è stato mai da me perseguito. La persecuzione è figlia della frustrazione. Io non ho mai conosciuto la sua Hiunday coupè! Alla fine se sono venuto a cercarla è per ringraziarla per il servizio informativo reso alla città con il suo periodico e il canale online. Scordiamoci il

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Un distinto signore che un giorno s’ inventò una rapina a Giovinazzo. Nel conflitto a fuoco morì un valoroso cittadino, Augusto Lo Giudice intervenuto a favore delle forze dell’ordine. Quel distinto signore con una mitraglietta in mano sparava verso me e il collega Andriani. mentre eravamo arrivati a circa 7 metri da lui, per mia fortuna si inceppò il colpo in canna. Quando si dice di essere nato con la camicia. Oggi posso ancora raccontare di quell’uomo distinto, sanguinario rapinatore che diventò il fondatore della Sacra Corona Unita. Chi è Giovanni Parato? E’ padre di due stupendi ragazzi, Laura, Agente della Securpol e Matteo, serio imprenditore edile operante sul territorio conosciuto e apprezzato da tutti. E’ una persona con la testa dura, vede la vita un centimetro oltre il suo naso. Vive e lascia vivere. Persona che si è sempre messa al servizio della gente. Persona curiosa che si cimenta in ogni cosa che lo affascina (vedi il primo CD ROM sulla storia di Giovinazzo realizzato in un momento in cui a Giovinazzo nessuno sapeva cosa fosse un cd multimediale. Amato e odiato quando si è schierato in prima linea. Celeste Barile? E una persona che è nata 2 anni dopo che io facevo il Vigile. Comandante per nomina diretta ha avuto la presunzione di infondere la sua arroganza e maleducazione sia all’utenza che al sottoscritto. Disponibile con la gente che le viene raccomandata e meno con altra. Non è il biglietto da vista che vorrei avere nel mio portafoglio. Tonino Berardi? Oltre ad essere un grande amico è anche l’amico di tutti. Uno dei pochi e veri Politici che oggi rappresentano il territori. La sua operatività mi ricorda la grandezza di un Sindaco Poverino, non con la cultura di Tonino, ma dalla disponibilità immensa, sempre vicino alla gente: Il Cav. LUIGI SCIVETTI. Di Tonino non devo parlare io ma la gente di Giovinazzo che lo ama! Poi raggiunge la perfezione con l’essere tifoso del Milan, anche se non va d’accordo con Berlusconi. Leo Magarelli? Oltre ad essere un grande amico è anche lui amico di tanti. Uno che sa cosa è la Politica. Una persona che non vuol vedersi passare la mosca da sotto il naso. Come Berardi, per me è una persona con tanta umiltà dentro. Lo conosco da 25 anni ed è sempre stata una persona a disposizione con la gente. Grazie Leo! Chi è Oliviero Toscani? Uno dei migliori creatori di immagini. Le sue fantasie ispirano i miei fotomontaggi che creo per passione. Cosa lega te e il popolare grafico di Benetton? La passione per la grafica. Giovanni Parato sta a Fabrizio Corona come le sue foto-reporter apparse sulla Gazzetta del Mezzogiorno agli scoop su Novella 2000? La differenza che Fabrizio è pieno di soldi, io invece vivrò di sola pensione! Posizione preferita nel fare l’amore? L’ho dimentica da parecchio! Quante donne si sono innamorate della tua divisa? Beh la divisa conserva sempre un certo fascino. Togli quella divisa e puoi scoprire un uomo senza stelle. Quanti volte sei andato incontro alle mazzate? Un buon vigilie si sa sempre difendere nei casi estremi e regala anche un sorriso! Un episodio che ti ha turbato facendoti disamorare del tuo lavoro?

ERA COME ‘IL VIGILE’ INTERPRETATO DALL’ALBERTONE CUORE DI ROMA. VA IN PENSIONE IL CUORE DI GIOVINAZZO, IL VIGILE PARATO. IL VIGILE CHE SFODERAVA PALETTA E MULTE CON SIMPATIA. IL VIGILE CHE AMAVA TANTO I MERCATINI E I COMMERCIANTI QUANTO LE BIANCHE CHIANCHE DEL CENTRO STORICO. IL VIGILE AMICO DI TUTTI CHE CON IL SUO DIALETTO ISPIRAVA CORDIALITÀ E UNA BUONA DOSE DI UMANITÀ. IL SOTTOSCRITTO PERÒ DA LUI HA BECCATO TRE MULTE.

A TRADIMENTO. CON

RACCOMANDATA A CASA SENZA AFFISSIONE DELL’INTIMO. PARATO VIGILE ERA COME LA

JUVENTUS. CON TUTTE QUELLE STELLINE O SI ODIA O SI AMA. PIÙ DI UN TRASGRESSORE ALLA FINE DELLA CONTESA GLI HA OFFERTO ANCHE DA BERE, FORSE

PARATO NON ERA JUVENTINO MA MILANISTA! IL VIGILE, PIONIERE DEL MULTIMEDIALE, «GIOVINAZZESE FAMOSO NEL MONDO» -

PERCHÉ NON SAPEVA CHE

COSÌ COME SI È AUTODEFINITO NELLA SUA OPERA MULTIMEDIALE, HA DETTO STOP!

ADESSO ASPETTA SOLO CHE QUALCUNO EDIFICHI UNA ROTATORIA IN SUO NOME! passato ché al futuro ci penserà qualcuno! Racconta qualche episodio in cui sei stato impopolare nel comminare le ammende! Episodi particolari non ce ne sono. Ti posso garantire che le multe le ho comminate sempre a malincuore, soprattutto ora che è molto salata. Purtroppo fa parte della deontologia del Vigile Urbano quando l’utente non rispetta le regole. E’ vero che il Vigile a Giovinazzo prima di elevare una multa deve conoscere il proprietario della macchina? Mia caro direttore, ora che sono dall’altra parte della barricata vorrei capire chi è che dice questa bugie o che fa simili illazioni! E per quelle macchine che recano affisso l’adesivo ‘Madonna di Corsignano Proteggimi’ come ci si comporta? Certamente il vigile per rispetto alla Madonna di Corsignano sposta l’intimo sulla parte opposta del tergicristallo o lo mette sulla parte posteriore. E comunque l’intimo è diretto all’utente e non alla Madonna. Chi è Pino Rogoli?

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Il mio lavoro è stato giudicato dai politici improvvisatosi tecnici competenti! Un episodio di cui andrai sempre fiero? 40 anni di servizio sempre in prima linea non sono pochi. Sparatorie, inseguimenti, arresti, rilievi di incidenti stradali mortali, educazione stradale nelle scuole, servizi di viabilità, salvataggi cani in pericolo di morte sono il mio background professionale. Ma una cosa su tutte mi riempie di fierezza: circa 15 anni fa in via Giovanni XXIII un bimbo piccolo aveva chiusa la porta di casa mentre la mamma era uscita sul pianerottolo. Il piccolo rimasto chiuso dentro piangeva. Con una fune mi sono calato dal piano di sopra e sono riuscito a risolvere il problema di quella madre. Le amministrazioni avvicendatesi durante i mie 40 anni di servizio mi hanno conferito due encomi solenni nel consiglio Comunale e un encomio solenne con Medaglia di Bronzo in seduta di Giunta Comunale. Perché i vigili di Giovinazzo preferiscono in servizio i mercati cittadini al centro storico? Illazioni! I Vigili non hanno mai fatto un distinguo nel servizi. Tutti sono ottimi e stimati operatori al servizio della gente ove viene richiesto il proprio operato! ‘So bell’ le alici di Ginetto il pescatore? Certo a chi non piacciono le alici di Ginetto il pescivendolo, non il pescatore, perché lui non è come il padre, non è mai andato a pescare! Cui prodest Ecco dove 1 – Ecco dove 2..3…4? A far man bassa di pubblicità? Caro direttore, spero sia l’ultima volta che la informo a riguardo. Il 1994/95 a Giovinazzo non c’era una guida, non c’era uno stradario per un turista amante della città. Le associazioni erano assenti, i privati non spendevano. Escogitai quella guida secondo le esigenze della gente perché amo a dismisura Giovinazzo. Infatti ancora oggi molta gente la conserva in casa, e comunque non c’è mai stato lucro. Le sa meglio di me i costi di stampa soprattutto in quei periodi. Tant’è che quando verso il 2000 sono cominciate ad uscire timidamente le prime guide da parte di altri ideatori, mi sono fatto da parte! Hai realizzato un cd rom multimediale ‘Conoscere Giovinazzo’

che hai distribuito anche nelle scuole. Gli studenti hanno conosciuto Parato, «un giovinazzese illustre nel mondo». Già soffrivi di delirio di onnipotenza? Direttore, la mia umiltà è nota a tutti. Se la mia verve di fare o di operare è stata scambiata per delirio di onnipotenza, beh allora chiedo scusa umilmente alla gente per appellativi e titoli gratuiti! Arbitro di hockey nazionale prima, internazionale dopo, designatore come Collina, un’Olimpiade di Barcellona in carniere: ma se continuavi a fare il metalmeccanico all’Italsider di Taranto avresti mai ricevuto tante stelle d’argento e di bronzo al merito sportivo? Il SE e il MA sono il patrimonio dei fessi. Io non li adopero mai. Per diventare Arbitro internazionale non è stato come chiedere un certificato. Là c’è stato bisogno di una Commissione internazionale che ha valutato le mie credenziali in pista e mi ha conferito la licenza internazionale. Poi la passione che ci metto in tutte le cose ha fatto il resto. Nell’ambiente dell’hockey tutti sanno che Giovanni ci metteva il cuore. 41 arbitri da me nominati ancora oggi a distanza di 10 anni che ho lasciato sono ancora i migliori d’Italia. Per questo, Gattai prima e Pescante dopo mi hanno riconosciuto i meriti sportivi. Cosa ti senti di dire ai colleghi di lavoro? Grazie di avermi sopportato e grazie di aver condiviso parte della mia vita. Ce l’hai un adagio per i giovinazzesi? Non un adagio, quelli sono troppo costruiti e poco originali. Non ho un addio. Solo un arrivederci. Arrivederci per strada. Arrivederci ovunque ci si trovi. Sono orgoglioso di questa città che mi ha adottato. Grazie a tutte quelle persone che mi continuano a pagare il caffè. Ringrazio le manifestazioni di affetto ricevute da tanti privati. Non mi mancherà taffato il calore della gente. Cosa farai da grande? Vorrei fare anche il nonno. Sto aspettando. Vorrei continuare ad amare la vita come l’ho amata fino ad oggi! Il tuo loculo post-mortem chi se lo “piangerà”? Ho saputo da fonte sicura. Dai meandri del Palazzo. L’Amministrazione sta preparando agevolazioni a tutti i dipendenti comunali. Se lo farà ben venga. Lasciatemi vivere fino a cent’anni.

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IL CONTRAPPUNTO dell ’a l f i e r e Avrei voluto scrivere qualche considerazioni sui tanti fatti, come sempre più o meno noti, successi in questo mese e che, a mio parere, meriterebbero qualche riflessione: la crisi dei mercati finanziari internazionali con i suoi riflessi sempre più pesanti sull’economia reale, la mancata estradizione dalla Francia della brigatista rossa Marina Putrella condannata per l’uccisione del commissario Sebastiano Vinci e altre azioni criminali, il coraggio di Roberto Saviano di fronte all’arroganza sanguinaria della camorra, la lite furibonda fra gli eredi del premio Nobel Martin Luther King per la gestione della fondazione e delle relative royalties del valore di un miliardo di dollari, la condanna sospesa a 8 mesi di reclusione inflitta da un giudice di Roma al giornalista Marco Travaglio per diffamazione ai danni di Cesare Previti che secondo le regole desiderate e proposte a più riprese da lui stesso e dall’ottimo Beppe Grillo non potrà più ambire a fare politica, la riforma Gelmini per la scuola elementare con relativo can can di polemiche, scioperi e manifestazioni. Qui mi fermo e mi viene in mente che il nostro sindaco è diventato da pochi mesi dirigente scolastico e quindi devo complimentarmi con lui per il brillante traguardo. Tra l’altro ottenuto, come lui stesso ha tenuto a precisare, attraverso una complessa selezione durante il suo primo mandato di sindaco. Quindi impegnato su due fronti senza dimenticare quello altrettanto difficile di genitore. Ebbene su questa vicenda si è scatenato il finimondo nell’ultimo consiglio comunale del 9 ottobre. L’assise si era aperta con la lettera del consigliere Dolciamore che, prima a i giornali e poi al consiglio comunale, comunicava di voler rientrare nella lista Città Ideale e, quindi, di ricostituire il gruppo consigliare relativo. L’ufficio di presidenza lo ha nominato d’ufficio capogruppo e, non so quanto sia corretto entrare ed uscire da un partito e soprattutto consentirne la ricostituzione in consiglio comunale visto che la rappresentanza della Città Ideale non esisteva più. Ma tant’è. Oltre a queste considerazioni tecnico regolamentari non ho ben compreso le ragioni di quest’uscita dal PD. Dolciamore, in consiglio comunale, ha dichiarato che le motivazioni erano state chiarite alla Gazzetta (n.d.a. testuale) e non aveva altro da aggiungere. Tutti, allora, alla ricerca del numero della Gazzetta per conoscere le alte motivazioni di cotanta decisione. A dire la verità neanche alla Gazzetta il consigliere Dolciamore aveva chiarito alcunché. Ma cosa è successo? Quali alte ragioni ideali, trattandosi della Città Ideale non potrebbe

essere altrimenti, avranno spinto il consigliere Dolciamore e l’assessore Giangregorio a lasciare il Pd? Ma intanto la bagarre in consiglio comunale si è scatenata a seguito della richiesta di dimissioni del sindaco Natalicchio da parte di tutto il centro destra anche con un volantino. Ed è stato il volantino a scatenare la rabbia del sindaco. Ma le frasi ingiuriose erano scritte a penna e non stampate. Quindi chiunque avrebbe potuto scriverle, chiunque. E da qui parte il vero e proprio scontro col sindaco a giustifica di chi non ne era informato anche per non incorrere nel sospetto di essere raccomandato. Perché poi? Il nostro sindaco è preparatissimo e nessuno avrebbe avuto alcun dubbio sulla legittimità della sua, all’epoca, solo eventuale vittoria per il conseguimento della dirigenza scolastica. Sappiamo che i concorsi pubblici sono trasparenti e vengono vinti solo dai più meritevoli. Mi dispiace che il sindaco abbia fatto riferimento al fatto che le persone di centro destra partecipano ai concorsi solo se sanno di vincerli. Non è così e se fosse così squalificherebbe anche il concorso a cui ha partecipato. Sarà stata la tensione e la stanchezza del lungo viaggio dal Piemonte a fargli dire certe affermazioni che un educatore, anzi il responsabile di un’unità scolastica, non può pensare. Un uomo sempre impegnato nelle sue dichiarazioni contro il razzismo non può inciampare su un concetto che denota una sorta di razzismo politico. I capaci nei concorsi a sinistra, i raccomandati incapaci a destra. Un insegnante deve avere sempre l’onestà intellettuale di giudicare chi sta di fronte a lui senza preconcetti e categorie. E’ lui che lo ha ribadito più volte a parole e nelle sue lettere alla cittadinanza. Ecco la circostanza, fra le altre, che mi rattrista. La sua permanenza in Piemonte ci priverà di qualche sua perla comunicativa fra inaugurazioni, mostre e convegni. Ma sappiamo che il vice sindaco Tempesta e il resto degli assessori saranno all’altezza del compito e ci regaleranno perle di saggezza e cultura. In bocca al lupo sincero al sindaco Natalicchio per il suo incarico prestigioso. P.s. Mi auguro che sia stata disattivata l’utenza telefonica dell’ex comandante avvocato Barile. A San Giovanni Rotondo, per un caso simile, si scatenò l’inferno giudiziario sull’amministrazione comunale.

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cronaca amministrativa DI MARIAGRAZIA

CIRILLO

Scoppia la rissa e il Consiglio si ferma per 10 minuti Approvati i lavori della fogna relativa al servizio dell’area sud-est, la gara per l’affidamento per la gestione della casa di risposo San Francesco L’un contro l’altro armati non certo di buoni sentimenti. E alla fine in aula consiliare scoppia una feroce discussione. Per chi non ci credesse è il consiglio comunale del 9 ottobre u.s. I precedenti parlano di consigli comunali alla camomilla. Dove la maggioranza dava lettura delle proposte di deliberazioni che approvava subitamente per alzata di mano complice soprattutto le assenze nelle file dell’opposizione. Ma l’8 ottobre è stato tutt’altro consiglio. Un volantino, a firma di Alleanza Nazionale e Forza Italia, contenente frasi offensive nei confronti del Primo cittadino e subito smentito dagli stessi partiti di opposizione, surriscalda gli animi dei consiglieri. A puntare il dito contro il sindaco il cons. Iannone (AN). Non ha mandato giù la lettera ai cittadini, che ha definito la seconda Enciclica: «Il trasferimento del Sindaco a Novara per il suo ruolo di dirigente non si concilia affatto con la vita amministrativa e politica della città. Non può conciliare questo tipo di lavoro con l’altro». Della disputa che in aula ha alternato toni ora tenui, ora dichiaratamente accesi e vibranti fino alla sospensione per 10 minuti del consiglio vi offriamo un ampia lettura nelle pagine successive. Il consiglio si apre con un comunicato della Lista Civica Città ideale del Comune di Giovinazzo. Il consigliere Dolciamore, consigliere comunale, eletto nelle file della Lista civica Città Ideale, comunica nella conferma del proprio sostegno all’amministrazione eletta e di essere cons. comunale rappresentate della forza politica della Lista Civica Città Ideale nella quale pienamente si riconosce e rappresentata in sede di giunta comunale dall’assessore dott. Giangregorio con delega al bilancio e personale. A margine di questa nota l’ufficio di Presidenza lo ha dichiarato capogruppo della stessa lista essendo l’unico rappresentante. I dubbi di questa entrata e poi uscita dal PD restano vaghi all’opposizione. Dubbi che il cons. Dolciamore ha già fugato da tempo in altra sede: «Penso che la risposta è stata già data tramite un giornale, la Gazzetta, perché effettivamente questo è un Partito che oggi raggruppa molti ex partiti per cui ho deciso di ritirarmi nella mia lista scegliendo però di rimanere nell’ambito della maggioranza». Insomma un altro politico che affida alla stampa le proprie posizioni. Tra i punti all’ordine del giorno approvato il progetto costituente la variante allo strumento urbanistico predisposto dall’acquedotto pugliese, inerenti ai lavori della fogna relativa al servizio dell’area sud est della città per un impegno di spesa di 1.750.000,00 euro. Il consiglio delibera inoltre il bilancio di prevenzione per l’esercizio finanziario 2008: la verifica degli equilibri di bilancio risulta in linea con gli obiettivi programmatici e quindi è un bilancio sano. Approvato inoltre il punto in cui si indice la gara per l’affidamento per la gestione della casa di risposo “San Francesco” con le seguenti modalità: (RSSA) residenza socio sanitaria assistenziale per anziani prevalentemente non autosufficienti bisognosi di assistenza. Il tutto salvaguardando i livelli occupazionali e la qualità della vita degli ospiti. Il comune di Giovinazzo infine ha aderito ad una interessante e utile iniziativa: «Norme per l’avvio, l’organizzazione e il funzionamento della Banca regionale del sangue del cordone ombelicale». Deliberati anche il “Regolamento in materia di procedimento amministrativo e di accesso agli atti” e tre riconoscimenti di debiti fuori bilancio. Un consiglio scoppiettante, come non se ne vedevano da tempo, che ha placato gli animi degli attori solo alle ore 23.30.

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Desidero informare dalle colonne di questo mensile che nelle scorse settimane sono stati definitivamente ultimati i lavori al Liceo Classico “Spinelli” di Giovinazzo, il costo complessivo delle opere di ristrutturazione è stato di 400.000euro ed ha previsto l’installazione di DUE nuove scale antincendio, porte taglia-fuoco, riammodernamento dell’intera struttura, messa in sicurezza dell’edificio in base alla legge 46\90 che prevede la messa a norma di tutti gli impianti all’interno degli edifici scolastici. L’investimento, nel suo complesso, ha reso ancora più funzionale ed accogliente l’intero Istituto. L’Amministrazione Provinciale, inoltre, su sollecitazione del sottoscritto, ha installato dei lampioni per illuminare nelle ore notturne il pericolosissimo incrocio tra la strada provinciale Giovinazzo-Terlizzi e la strada Provinciale Bitonto-Molfetta (all’altezza della ex Meca), incrocio posto in agro di Giovinazzo, per un costo complessivo che supera i 20.000,00# Euro, somma che va ad aggiungersi ai 750.000, Euro già spesi nel 2005\2006 per ripavimentare completamente il tratto stradale Giovinazzo Terlizzi, al fine di rendere più sicuro il predetto tratto stradale. Tutto ciò è stato possibile anche grazie all’attenzione dei dipendenti dell’Ufficio Tecnico della Provincia, dell’Assessore Provinciale all’edilizia scolastica Domenico Vitto, dell’Assessore alla viabilità Nicola Terlizzese e del Presidente della Provincia, Vincenzo Divella. Il Consigliere Provinciale FLAVIO OMOBONO

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consiglio

comunale

di Gabriella Marcandrea

Historia de un concurso ANTONELLO NATALICCHIO: «SIGNORI ANDATE A FARE I CONCORSI PUBBLICI PRIMA DI PARLARE» Poder monocratico Berlusconi enseña CONS. RESTIVO: In questo periodo noi stiamo vedendo che quest’amministrazione sta subendo un attacco ignobile al nostro massimo esponente, il sindaco Antonio Natalicchio che a detta delle forze politiche di centro destra ha tradito la fiducia di quanti lo hanno eletto. I partiti di maggioranza vogliono sottolineare che non si fidano di chi vive solo ed esclusivamente di politica o fa della politica il suo unico sostentamento. Un sindaco lavoratore ci fa onore, non crediamo nella gestione monocratica del potere. Berlusconi docet, ma da democratici riteniamo che il governo della città debba essere frutto di una volontà collegiale. Solo chi crede nell’uomo forte, padrone unico può disdegnare la figura di un capo di una comunità che unisce la sua responsabilità nei confronti della cittadina a quella di padre, di lavoratore, di uomo comune. […]

Poder democrático berlusconi enseña

CONS. IANNONE: Ponevamo la questione pregiudiziale proprio perché in tali circostanze, in riferimento alla lettera nella quale è stato reso noto il trasferimento del Sindaco a Novara - lettera che definisco Seconda Enciclica - ebbene il suo ruolo di dirigente non si concilia affatto con la vita amministrativa e politica della città. Per una semplice ragione. Che lei è tenuto in questa prima fase a essere presente e di conseguenza non può conciliare questo tipo di lavoro con l’altro. In merito all’intervento della Restivo, volevo sottolineare che noi siamo abituati a sentir parlare sempre di un atteggiamento monocratico perché è nella vostra cultura che quando viene eletto un sindaco o un presidente del Consiglio di sinistra il tutto avviene con elezione democratica, quando invece viene eletto un sindaco o presidente del consiglio di destra l’elezione è antidemocratica. L’atteggiamento monocratico non esiste perché le elezioni di Berlusconi sono avvenute a suffragio universale e così ahimè per lei, la

maggioranza è di centro destra così come per noi la maggioranza è di sinistra. Ma non può considerare quello un comportamento monocratico e questo invece un comportamento ampiamente democratico perché è in contraddizione questo tipo di atteggiamento.

Alcaldes y senadores. Azzolini enseña

CONS. IANNONE Anche il raffronto tra il sindaco Natalicchio e il sindaco Azzollini sono due cose ben diverse. Perché in campagna elettorale il sindaco Azzollini era già senatore. E i cittadini di Molfetta sapevano che il loro sindaco non avrebbe dedicato tutti i giorni della settimana a governare Molfetta. Qui invece non sapevano che il sindaco se ne sarebbe potuto andare. La notizia è arrivata dopo cioè a cose fatte quando ormai l’amministrazione era in piedi e nello spirito della correttezza e della trasparenza il sindaco non ha reso edotti i cittadini che aveva partecipato ad un concorso e che in caso di vittoria sarebbe dovuto andare via

Politica non dà pan SINDACO NATALICCHIO: Spero che tutte le persone che sono presenti in questa sala abbiano coscienza che chi è qui svolge solo attività di volontariato e gli interventi qui non possono essere considerate prestazioni. Nessuno in questo contesto fa politica per mestiere e nessuno ricava da vivere dal gettone della presenza. Il sindaco non può essere ora presente 24 ore su 24 come ha fatto per sei anni anche perché non c’erano allora le risorse. È stata effettuata purtroppo una campagna strumentale sui costi della politica, polemiche sulla questione dei costi locali. Fisicamente ora il sindaco non è più presente (NDR ???? Santo subito???).

Cobardía sobre las octavillas

SINDACO NATALICCHIO. Qui però ci sono persone che mettono per iscritto insulti con vigliaccheria e li distribuiscono nelle case dei cittadini. Io mi aspettavo che l’ex sindaco Iannone prima di iniziare si fosse alzato per chiedermi scusa. Per tutte le offese perpetrate e scritte sui volantini sotto i simboli di Forza Italia e AN e distribuiti serialmente. Lo stile, a chi parla di stile deve avere la risorsa per parlare[…]Tenete presente che tali volantini sono finiti anche nelle mani delle mie figlie ma in realtà chi si è sacrificato economicamente in Giovinazzo finora, questo sono io. Os explico la historia de mi concurso

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Come si è arrivati a questa situazione? Io nel 2004 ho partecipato ad un concorso della Regione Puglia per la dirigenza scolastica, atteso da quindici anni. Va bene che uno deve sacrificarsi a fare il sindaco, deve sacrificarsi per la comunità, tutte cose che io ho imparato dai miei compagni quelli che stavano nelle acciaierie e nelle ferriere, quelli che morivano di asbestosi, quelli che morivano di morti del lavoro quando nessuno parlava di morti del lavoro, quelli che ancora oggi vengono denigrati dalla destra di questo paese, quelli mi hanno insegnato che esiste un valore che è quello della vita collettiva che sta sopra la vita individuale e che uno se riesce cerca di conciliare. Poiché il mio curriculum era degno di essere considerato per quel concorso qualcuno mi dimostri il contrario, raffrontandolo con gli altri. Perché io non ho da scambiare la carta d’identità con nessuno, su nessun piano, e lo dico dall’alto della mia modestia. Guardiamoci tutti quanti quello che abbiamo fatto e quanto abbiamo lavorato ed evidentemente quel curriculum era degno di attenzione. Voi parlate di quello che non conoscete senza essere informati e osando coprire di insulti le persone senza nessun motivo. Se io avessi detto nel 2004 che io avevo partecipato a questo concorso voi avreste detto che io ero raccomandato. La vostra ragione della richiesta delle mie dimissioni non ha alcun fondamento. CONS. PALMIOTTO: Ma il sindaco deve rispondere in maniera pertinente non su altro! DEPALMA: Cons. Palmiotto sia educato! SINDACO: Qualcuno ha il volantino?

Dubitando ad veritatem non pervenimus. Chi ha scritto quel volantino??? CONS. BAVARO: Solo adesso noi siamo venuti a conoscenza di questo volantino. Noi siamo venuti adesso solo a conoscenza di questo volantino per cui ci dissociamo, condanniamo quell’episodio e non siamo stati noi a scriverlo. Può darsi che siete stati proprio voi a scriverlo. Per quanto riguarda il suo curriculum nessuno lo sta mettendo in discussione e quindi non capiamo perché Lei ci sta accusando in maniera così pesante. DEPALMA: Grazie Cons. Bavaro. Allora sindaco, appianata la questione possiamo andare avanti.

Aspettando manifiesto de solidaridad SINDACO: Attendo domani un manifesto di solidarietà di tutta l’opposizione per smentire que-

sto episodio. Cons. Palmiotto, un bel manifesto di solidarietà sarebbe utile. Il concorso è stato il primo con la procedura della L. 165, una vera e propria corsa ad ostacoli con selezione per titoli, prove scritte e orali, formazione e prove effettive scritte ed orali. Il concorso è durato dal 2004 al 2007. Nel 2007 sono stato rieletto sindaco. Con quale stile quindi avrei dovuto presentarmi dicendo che io avevo semplicemente PAR-TECI-PATOOOOO al concorso quando mi sono candidato al concorso? Cosa avrebbero pensato i cittadini? Io nel 2007 non ero comunque dirigente scolastico. Avevo semplicemente l’idoneità. Voi quindi state dicendo bugie o meglio chiacchiere come al solito perché non sapete di cosa state parlando. Voi fesserie ne dite assai! Signori andate a fare i concorsi pubblici prima di parlare! Andate a fare i concorsi pubblici. Cons. Palmiotto quanti concorsi hai vinto tu nella tua vita? CONS. PALMIOTTO: Ho fatto solo quello di commercialista. DEPALMA: Non gridate. Alla fine potete intervenire. Lei cons. Palmiotto non deve interrompere perché non fa altro che infervorare la discussione. Deve intervenire alla fine! SINDACO: Ma perché Le dà così fastidio questa discussione cons. Palmiotto? Io sto raccontando la storia di un concorso. Lei mi ha offeso. Perché ha distribuito volantini parlando di un concorso che non esiste, di date che non esistono. Lei mi ha offeso volgarmente e pesantemente. CONS. PALMIOTTO: Scusi ma di che cosa sta parlando sig. Sindaco?

TU HAI IL DISCORSO SCRITTO, TI SEI PREPARATO A CASA…IO NO. MI SONO SPIEGATO? DEPALMA: Sindaco per cortesia, evitiamo il dialogo!

Echa el ancla historia de un concurso SINDACO: Io sono stato investito da una serie di fesserie infinite che a farne l’elenco si trascorrerebbero giorni e giorni! Nel 2008 considerando che ci sono regioni in cui ci sono idonei in sovrannumero si è deciso di formare graduatorie nazionali ed intersettoriali. Le graduatorie vengono composte con una scadenza 27/07/2008. Se voi avete un minimo di onestà intellettuale alzatevi e chiedete scusa per ciò che è scritto sui volantini perché io vorrei capire, a parte l’oracolo di Delfi, chi poteva dire a gennaio 2007 che il 5 agosto 2008 Antonio Natalicchio avrebbe avuto il trasferimento all’Ufficio scolastico regionale del Piemonte. Se avete un briciolo di onestà intellettuale voi dovete dire… PALMIOTTO: Ancora! Ancora… DEPALMA: CONS. Palmiotto! La prego!Lei sta sbagliando. IL sindaco sta facendo semplicemente la ricostruzione dei fatti. Poi dopo lei potrà ribattere. Ma non può chiedere di interrompere. Per cortesia! CONS. PALMIOTTO: Il sindaco non fa altro che accusare! Accusa e accusa! PRESIDENTE: io propongo dieci minuti di sospensione affinchè si plachino gli animi! Altrimenti non si capisce più niente. Se poi la stiamo mettendo sotto forma di rissa per andare via tutti quanti, ditecelo che lo facciamo!

La Izquierda sabe vencer los concursos, Depalma manda le squaa la Derecha se los dre a bere un tè caldo hacen vencer

SINDACO: Vogliamo leggere il volantino? Ricordatevi che io ho solo PAR-TE-CI-PATOOOOO. Nella mia cultura di piccolo uomo di sinistra ci sta che uno partecipa ad un concorso. Anche senza vincerlo. Che è cosa ben diversa. Nella vostra cultura invece se avete partecipato ad un concorso lo avete vinto. Ma è la vostra cultura, non è la mia! E’ la vostra! Nel 2008, comunque è intervenuta una legge che… CONS. IANNONE LA PROSSIMA VOLTA CHE TU INTERVIENI TI INTERROMPERO’ OGNI TRE SECONDI COME TU FAI CON ME…RICORDATI CHE

dopo il primo tempo

SINDACO: Comunque se il problema è evitare la rissa io propongo dieci minuti di sospensione. Io sono d’accordo a patto che quando riprendiamo non vengano interrotti i discorsi di chi parla. Quando parlava Iannone ci siamo stati zitti ed abbiamo ascoltato. Abbiamo la compiacenza di far finire le persone. DEPALMA: Basta! All’unanimità si riprende tra dieci minuti.

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interrogazione DI

MARIAGRAZIA CIRILLO

«Ho interrogato il Preside dottor professor Antonello Natalicchio»

A UN MESE DAL SUO NUOVO INCARICO DA DIRIGENTE SCOLASTICO PRESSO L’ISTITUTO COMPRENSORIO EUGENIO MONTALE DI GATTICO, IN PROVINCIA DI NOVARA, TOH CHI SI RIVEDE: IL DOTTOR PROFESSOR PRESIDE SINDACO DI GIOVINAZZO ANTONELLO NATALICCHIO CHE NON SI È SOTTRATTO ALLA NOSTRA INTERROGAZIONE E A QUALCHE BACCHETTATA SULLE MANI! Partiamo da un semplice test: quello dell’accento. Ti propongo alcuni semplici proverbi per testare quanto sia cambiato il tuo idioma Mariagrazia: Mest Ncol… Antonello: Non capisco ne’.. Mariagrazia: Ci scheut n’gil Antonello: Ngudd u iev Mariagrazia: La ciail scorr Antonello: Mi arrendo, non lo so... Mariagrazia: Ela prcssiaun nan camen! Mariagrazia: Contesto la dizione pugliese Molti cittadini, purtroppo, delusi dalla tua assenza, si chiedono se effettivamente il sindaco Antonello Natalicchio, porti a termine anche a distanza il suo incarico di primo cittadino. Io sono assente di corpo e presente di spirito. C’è chi invece è presente di corpo e assente di spirito. Ma insomma Antonello, dì la verità: è sempre bello ritornare a Giovinazzo dove si respira il profumo del mare, si ammirano i meravigliosi scorci del centro storico o forse preferisci il cascinale di Muggiano o l’oratorio campestre di San Rocco? A casa si torna anche dalla moglie, dalle figlie, dalla mamma, dagli amici. Madonna di Corsignano o santi Cosma e Damiano? (nda Santi Cosma e Damiano sono i protettori della città di Gattico) Sono impreparato sui santi patroni, ma la

Madonna di Corsignano per me è molto importante. Polenta o orecchiette alle cime di rapa? Domenica polenta col gorgonzola e poi sempre polenta con il primo macinato del mulino con carne di coniglio (nda, la digestione del sindaco è diventata un po…lenta). Ti aspetteremo qui a Giovinazzo solo in occasione dei consigli comunali o ti incontreremo passeggiare per la piazza sorpresi e contenti per la tua decisione di ritornare qui tra noi? Cercherò di essere presente il più possibile. Per il momento ho questo problema di dover superare l’anno di prova e sono anche tenuto e vincolato al servizio. La scuola non consente un’assenza prolungata, è un mestiere che richiede la propria presenza. Però non credo di essere scomparso dalla circolazione! Palazzo Cabrino a Novara o Palazzo di città? Mah... Palazzo Cabrino a Novara qual è? Di Novara ho visto il Broletto e il Duomo. Architetture neoclassiche, impianti medievali con strade ciottolate o le mille buche della strada statale 16 direzione Santo Spirito? Diciamo le bellissime strade riasfaltate dell’Amministrazione Natalicchio un anno fa nel centro di Giovinazzo! Diciamo anche che quella strada di Santo Spirito è ancora oggi oggetto di un cantiere che sarà aperto proprio perché il Consiglio Comunale del 9

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ottobre ha approvato la variante al piano esecutivo dell’acquedotto pugliese per l’impianto di fogna nera a servizio dell’abitato a sud di Giovinazzo. Qual è il ruolo che riesci a ricoprire meglio, quello di Sindaco o di preside? Beh, io sono ancora un preside avventizio. Sono preside dall’1 Settembre 2008, è presto per tirare le somme sulla propria professionalità. Come sindaco, invece, ho un’esperienza più lunga e credo sia l’esperienza più proficua per la città di Giovinazzo da quando esiste questo tipo di organizzazione democratica negli enti locali. Ma tu la nostra web tv, fonte di informazione aggiornata, la guardi per essere sempre informato e preparato su eventuali domande che potremmo proporti anche durante questa intervista? Io guardo il sito e la web tv ogni giorno. È un modo per tenere i contatti e un modo per coltivare la mia personalissima saudade. E allora ti mettiamo alla prova. Mariagrazia: Di quale tema importante per i cittadini Giovinazzesi la web tv si è occupata di recente? Antonello: Ho guardato qualche servizio sulla sicurezza e l’ordine pubblico e delle cose importanti sulla zona a traffico limitato.


Mariagrazia: Complimenti! Quando è iniziato il campionato di calcio a 5? (nda 20 Settembre) Antonello: Il mese scorso Mariagrazia: La dataaaaa… Antonello: Non ricordo!!! Mariagrazia: STENDI LE MANI (bacchettata sulle mani) E quello dell’AFP? (nda 7 ottobre) Antonello: E’ cominciato 2 settimane fa! Mariagrazia: La dataaaaa… Antonello: Dai, non sono un calendario! Mi butto…. 12… 6… il 29 settembre? Mariagrazia: ERRATO! STENDI LE MANI (bacchettata sulle mani) Il 25 ottobre l’Afp Giovinazzo giocherà a Novara. Dove ti incontreremo? Tra gli spalti novaresi o a saltare e gridare A – F – P con noi? Ma io sono già una celebrità nella città di Novara perché ho conosciuto l’assessore allo sport e gli ho detto di essere di Giovinazzo e lui subito mi ha associato a Tommaso Colamaria, a Franco Amato che ancora gioca lì. Sindaco: Quando è cominciato il campionato della Fidens Giovinazzo? Mariagrazia: ahia... non lo so… piombo! Sindaco: Manooooo! (BACIO) Alla prima convocazione del consiglio comunale si è presentato un solo consigliere, tra l’altro di opposizione. Ora che sei preside farai venire tutti i consiglieri accompagnati dai genitori la prossima volta? Intanto metterò la nota a tutti perché mi hanno fatto cambiare la prenotazione dell’aereo. Cosa pensi di trovare al tuo ritorno nel tuo istituto a Gattico? A – La scuola incendiata B – Gli alunni in sciopero C – La scuola occupata D – Un nuovo preside Antonello: E! Un bimbo ha dato un pugno ieri ad un suo compagno di scuola, quindi una parentesi disciplinare. Anche se sei lontano da noi Giovinazzesi, tante sono le domande che i cittadini ti formulano. Ma non è che questo

filo diretto con te si spezza? Io continuo comunque a ricevere una marea di telefonate. Telefonatemi nel pomeriggio, perché per me è più facile rispondere. Ormai il mio numero lo conoscono tutti, basti pensare che mi chiamavano anche di notte. Non è che dal filo diretto passeremo alla pagina dell’emigrante? No no no…Viviamo fortunatamente nel XXI secolo. Infatti, l’alta tecnologia avanza. La troviamo una soluzione? La soluzione ce l’avremmo. Io scarico ogni giorno la posta elettronica. Poi esiste il telefono, adesso se vogliamo possiamo anche organizzarci per videoconferenze visto che ormai le tecnologie esistono e non costano tanto. E poi possiamo spendere un po’ di soldi perché il comune di Giovinazzo risparmia un sacco di soldi sull’indennità che non paga più. Questa intervista è terminata. Vuoi insultarci? Siamo stati cattivi? No… E’ sempre un privilegio essere intervistato da una simile intervistatrice e ripreso da un simile cameraman. Vuoi salutare tutti i cittadini? Penso che la fase peggiore sia passata. Dovevamo protestare per un sindaco che va a lavorare. Per qualcuno in questa città il fatto che il sindaco lavori desta scandalo. Abbiamo fatto questo teatrino sulle distanze, abbiamo dimostrato che l’Amministrazione va avanti. In questa settimana, infatti, abbiamo ottenuto dei risultati importantissimi. Ne cito uno su tutti: finalmente è stata approvata dalla giunta regionale il piano di espansione della zona della ferrovia, cioè un avvenimento che è gravato sul destino e la storia di questa città per trent’anni e che finalmente è stato risolto. È stato risolto naturalmente dall’amministrazione Natalicchio e nonostante tutto l’assenza del sindaco non ha influito in alcun modo sul percorso amministrativo. Sono inoltre stati siglati contratti importanti come quello del “Global Service”, i cantieri continuano ad andare avanti, stiamo per trasferire il centro anziani in Villa Spada. Si riapre quindi Villa Spada. Tutto quindi prosegue ordinatamente. Io sto facendo dei sacrifici notevoli, ma faccio tutto con piacere e sono sempre più motivato a portare in fondo gli impegni che ho preso con la città. Buon ritorno! Diciamo che questa è una partenza, il ritorno è sempre l’altra freccia del vettore.

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la cronaca nera Codice rosso per i reati dei minorenni. Topi di bancomat all’opera

BORSEGGIATORI TRA I SEPOLCRI Il 20 Settembre è stato arrestato un minore di Bitonto resosi responsabile di furto aggravato di un ciclomotore. Con l’ausilio di un cavatappi aveva estratto il blocco di accensione di un ciclomotore Piaggio parcheggiato in via Elefante. Mentre stava per rompere il bloccasterzo sopraggiungeva una pattuglia dei Carabinieri che bloccava immediatamente uno dei due giovani mentre l’altro, a bordo del ciclomotore, si dileguava. Il minore arrestato in flagranza di reato è stato associato alla casa di prima accoglienza minorile Fornelli di Bari. Il ciclomotore è stato restituito al legittimo proprietario.

Furto di rame. Ancora minori all’azione

Il 6 ottobre nelle campagne di Giovinazzo in Contrada S. Pietro Pago le guardie campestri sono state allertate da un coltivatore che segnalava la presenza di tre ragazzi all’interno di un fondo confinante. A seguito dell’intervento veniva riscontrata tale presenza e identificati due minori di anni 14 ed un maggiorenne di anni 22. Erano fermi nelle adiacenze del fondo rustico con villetta adibita a deposito agricolo. Le guardie campestri contestualmente allertavano la locale stazione dei Carabinieri e sul posto interveniva una pattuglia la quale provvedeva a

fermare i tre giovani in collaborazione con le guardie campestri. Da una verifica immediata effettuata all’interno del deposito agricolo si riscontrava che lo stesso era stato messo a soqquadro. Nascosti dietro un muretto si rinvenivano circa venti chilogrammi di cavi per la corrente elettrica contenenti rame e tredici tegami in alluminio. I tre giovani sono stati accompagnati presso la Compagnia dei Carabinieri e denunciati all’Autorità Giudiziaria per furto aggravato.

Il borseggiatore si dava alla fuga con un portafogli contenente circa 320 euro. Grazie alla presenza di un parente della vittima, il quale allertava una pattuglia dei Carabinieri che transitava per le vie del cimitero, il ladro veniva raggiunto e bloccato. È stato arrestato per furto aggravato. Il portamonete è stato restituito e il soggetto L’11 Ottobre in via Imbriani veniva fatto associato alla Casa Circondariale di Bari. GABRIELLA MARCANDREA esplodere un grosso petardo che danneggiava un’autovettura in sosta e alcuni vetri di abitazioni adiacenti. Lo scopo dello scoppio era riconducibile molto verosimilmente all’intento di impegnare la pattuglia dei Carabinieri per poter tentare di esportare la tastiera del bancomat e sostituirla con altra tastiera allo scopo di poter poi clonare le eventuali carte di credito dell’Ufficio Postale. In corso le indagini per scoprire gli autori dell’intelligente operazione illecita.

Bancomat e clonazione

Borseggiatori nel cimitero

Siamo prossimi alla celebrazione della festa dei nostri cari defunti e, con l’incremento delle visite alle tombe, prolifera anche la presenza degli immancabili borseggiatori. Approfittano della disattenzione della gente per intrufolarsi e sottrarre borse e portafogli. Il 10 ottobre, infatti, è stato tratto in arresto un soggetto di Palese perché sorpreso all’interno del cimitero di Giovinazzo a borseggiare una signora anziana intenta a sistemare la lapide del marito.

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di

ottobre

«E va be’ la miseria, ma il pizzo no!» Minacciata sul set, la Wertmuller lascia Taranto. Sarebbe stata un’occasione per Giovinazzo La notizia del pizzo sul film e la “fuga” della Wertmuller da Taranto - così sul giornale – l’ho appresa durante il rito del mio aperitivo-colazione al bar. E va bene che il titolo «Mannaggia alla miseria» è già tutto un programma e si era più o meno in tema ,ma c’è pure un limite alla imbecillità umana: al di là dell’inimitabile levità con cui la Wertmuller riesce a trattare argomenti anche serissimi, ma come si fa, dico io, ad andare a chiedere una tangente alla produzione «in cambio di tranquillità» DALLA FINZIONE ALLA REALTÀ: La Wertmuller proprio sul set di un film- con il regista Cirasola, estorsore nella fiction, sul set denuncia contro quell’infiltrazione criminale che non risparmia Fondazione Apulia Film Commission a cui nemmeno i livelli più popolari? Roba da matti! la produzione… si è rivolta per chiedere Il genio di questa pensata, oltre che un suggerimenti». Immaginavo che prima o poi balordo, per l’incalcolabile danno di immagine sarebbe potuto anche andare a finire così, a ed economico che ha procurato a Città e dispetto degli oltre quarant’anni di amore Regione, deve essere pure abbondantemente incondizionato e documentato della cretino o proprio disperato. Auguriamoci Wertmuller verso la “sua” Puglia. Per questo venga fatto davvero di tutto per individuarlo, ho anticipato la visita promessa a Lina e insieme ai suoi degni compari, e che nessuno sono partito subito dopo aver letto la notizia. di loro possa continuare a pensare a lungo Volevo rappresentarle di persona la mia ‘speriamo che io me la cavo’, giusto per (scontata) solidarietà e, se possibile, anche ricordare il bel film di Lina girato proprio da qualcosa di più. Un davvero breve giro di noi. Con ben quattro set aperti adesso e telefonate con l’assessore al turismo e poi contemporaneamente, una punizione direttamente al Sindaco, all’appuntamento esemplare è il solo modo per garantire la nella bellissima Tenuta Moreno, alla continuazione di questo rapporto privilegiato Wertmuller ho così potuto portare non solo il tra la Puglia e il Cinema, visto non solo come saluto e la vicinanza di Giovinazzo, quanto occasione economica e di promozione per il e soprattutto la più ampia disponibilità a poter territorio quanto e soprattutto come la più girare nel nostro straordinario centro storico credibile cartina al tornasole di una regione le scene archiviate a Taranto. Sapevo di prevalentemente sana e quindi anche essere in avanzata zona Cesarini, ma ci ho turisticamente credibile. Come se non provato lo stesso; purtroppo la partita era bastasse, oltre al danno la beffa, passato il davvero già chiusa, ed erano tutti in partenza. primo momento di forte indignazione Chissà magari potrà essere per una generale, qualche illuminato collega per prossima volta. D’altronde Lina Wertmuller difendere la Puglia ferita nell’onore ha già Giovinazzo la conosce bene, e ha incominciato a spargere il seme del dubbio: e apprezzato moltissimo il gesto. Fallito il se invece che di un episodio criminale si tentativo di una telefonata al Sindaco, a me trattasse di una trovata per pubblicizzare il dunque il compito di un grazie a suo nome film? Per rispondere subito, riporto dalle ad una delle più belle cittadine del Sud ed ai cronache: «A far emergere la notizia è stata la suoi amministratori. ENRICO TEDESCHI

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DISCRIMINATI ALLE ASSEMBLEE SULLA ZTL Nell’articolo sulla ZTL pubblicato sulla vs. rivista il mese scorso non si fa nessun cenno ai numerosi «non residenti» che nel quartiere in questione possiedono la casa. Mi risulta che il provvedimento è divenuto operativo con ritardo proprio per questo motivo, evidentemente non poco irrilevante. Visto che le assemblee sono state convocate avvisando gli interessati con un passaparola e avvisi lasciati sul parabrezza delle macchine, la domanda sorge spontanea: come sarebbero stati avvisati questi cittadini?

Anna Ruta - Bari

11-12 Ottobre

Un fiore per l’A.I.D.O.

In occasione della Giornata Nazionale, l’A.I.D.O. ha offerto il fiore Anthurium per il finanziamento delle proprie sedi operative in tutto il territorio nazionale e per impegnarsi sempre di più ad alimentare la cultura della solidarietà e dell’informazione sulla donazione di organi, tessuti e cellule post mortem. Non esistono limiti di età per donare i propri organi che possono ridare vitalità a persone gravemente ammalate. In serata è stata celebrata una messa nella Chiesa di Sant’Agostino per ringraziare tutti i donatori.


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di

ottobre

di Angelo Guastadisegni

La Piazza, Giovinazzo e Italia1 4 Ottobre

Zoom sul nostro mensile. Nell’ambito del programma Rewind, trasmesso su Italia 1 alle 23,05 e dedicato all’omicidio di Perugia, si è parlato anche di noi. In particolare sono stati mostrati due dei nostri giornali, nel quale Raffaele Sollecito ha pubblicato i suoi scritti, pagine di diario e riflessioni dal carcere di Terni. Un legame forte lega infatti Raffaele, Giovinazzo e i suoi amici. Trait d'union anche il giornale La Piazza. Ma cosa propone Rewind? Un ritratto inedito dello sfortunato protagonista di una vicenda che continua ad essere attraversata da ombre misteriose, insieme ai profili di Amanda Knox e Rudy Guede. Programma incentrato sull’analisi attenta e profonda delle personalità di coloro che ad oggi sono i protagonisti della cronaca nera italiana. Il nuovo programma di approfondimento del direttore del tg di Italia 1, si snoderà in cinque puntate. Partendo da un riesame della notizia,"Rewind " riavvolge la vita dei protagonisti, cerca i retroscena del fatto di cronaca con documenti inediti, interviste, filmati e tutto quello che nessuno ha mai raccontato dei personaggi chiave della storia. La prima puntata è stata dedicata all'omicidio di Perugia di Meredith Kercher avvenuto il 1 novembre 2007. Quella sera la vita di tre ragazzi, Raffaele Sollecito, Amanda Knox e Rudy Guede, è cambiata in un istante e "Rewind" ha cercato di ricostruire i profili dei tre principali indiziati ascoltando i racconti degli amici e le testimonianze delle persone a loro vicino, riavvolgendone la vita come nessuno ha fatto finora.

27 Settembre

Festa dei lettori – IV Edizione

Anche quest’anno Giovinazzo, insieme alle altre 49 città della Puglia, festeggia libri e lettori di tutte le età. La manifestazione indetta da “I Presìdi del libro” e organizzata dalle associazioni culturali «Comunicaria - Liberi di comunicare», «Fidapa» e «Associazione

culturale “Don Saverio Bavaro” Biblioteca dei ragazzi “Antonio Daconto” onlus» è stata patrocinata dall’Assessorato alla cultura del Comune di Giovinazzo. Fischio d’inizio nell’aula magna del Liceo Classico Matteo Spinelli alle ore 11. È proprio qui che è stato organizzato l’incontro con Antonio Rossano, autore del libro “Quel che restò di una città” (Progredit). Il libro, dietro la sua veste di fantasia, è soprattutto un racconto sofferto e coinvolgente di una condizione di abbrutimento di una città e della sua

popolazione. Una popolazione privata di ogni libertà, desideri e speranze per il futuro, un improbabile scenario che riguarda la città di Bari. Nel pomeriggio si è celebrato un momento dedicato ai più piccoli. Presso la Biblioteca dei ragazzi, infatti, i bambini tra i 5 e i 12 anni hanno dato luogo all’evento “Merenda coi libri”, ovvero alla lettura di storie accompagnate da pane e nutella. Infine presso la Sala S. Felice si è svolto il “Raccontalibro” e lettori abituali di qualsiasi età, hanno raccontato a turno il libro, che ha saputo conquistarli per narrazione, personaggi, ambientazione, stile, riflessioni e problemi. Inoltre un momento particolare è stato dedicato all’opera di Antonio Rossano con una minuziosa interazione tra il pubblico dei ragazzi e lo scrittore per l’approfondimento delle varie tematiche del volume. Nonostante gli sforzi degli organizzatori, purtroppo in Puglia si registra una bassa percentuale di lettori, circa il 29%. L’auspicio è dunque quello di incrementare l’interesse degli studenti sin dall’infanzia con un lavoro certosino di lettura ed analisi dei libri.

4-10 Ottobre

Mostra d’arti grafico-figurative e fotografiche

Due gli artisti giovinazzesi, entrambi ventenni, che hanno esposto le loro opere nella Sala San Felice. Due artisti accomunati dalla stessa arte di produrre disegni, incisioni, pittura, fotoincisioni e fotografie. Ma chi sono questi artisti? Nicola Illuzzi, maestro d’arte, specialista

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in disegno e pittura su carta, legno, tessuto, diplomato presso la Scuola d’Arte di Bari e Nicola Cortese, universitario, appassionato di fotografia. Sin da bambino Nicola Illuzzi ha manifestato un’innata dote artistica espressa negli innumerevoli disegni e creazioni. Il suo percorso di crescita si può racchiudere in due momenti successivi: una prima precocissima fase imperniata sulla ricerca della perfezione attraverso lo studio dei classici e delle forme monumentali di Michelangelo in cui l’artista sperimenta il concetto di forma, bellezza e armonia; e un secondo periodo più maturo la cui produzione è contrassegnata da composizioni meno complicate, in cui si privilegia l’essenzialità dei soggetti a favore di una più intensa comunicatività. Il suo obiettivo è ora diventare un artista a tutto tondo perfezionando le sue qualità di scultore e pittore.

11 Ottobre

Il referendum Anche a Giovinazzo l’Italia dei Valori è scesa in Piazza V. Emanuele per la raccolta di firme per il referendum abrogativo della legge sull’impunità delle quattro più alte cariche dello Stato: Presidente del Consiglio, Presidente della Repubblica, Presidente della Camera e Presidente del Senato. Il referendum si propone di riaffermare il principio fondamentale di uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge che è alla base di tutte le democrazie.In tanti hanno sottoscritto la petizione. Ottobre 2008


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giovinazzo che lavora

DI

GABRIELLA MARCANDREA

IL NOSTRO VIAGGIO ALLA SCOPERTA DELLE NOSTRE ATTIVITÀ PRODUTTIVE Dalla raccolta delle olive della nostra terra passando alla premitura a freddo: direttamente sulle nostre tavole ecco l’olio «Le Tre Colonne». Un Extra Vergine di Giovinazzo che ha ottenuto la certificazione del marchio DOP, certificazione che garantisce una qualità superiore dei prodotti rispetto agli standard di legge, in ordine a valori gastronomici, nutrizionali e salutistici. Ha un colore verde-giallo, odore di fruttato medio e un sapore equilibrato con sensazione di erbe fresche e sentore leggero di amaro e piccante. Ideale per condimento a crudo su insalate, zuppe, verdure, pesce, grigliate e arrosti. L’AZIENDA. Le Tre Colonne. Come le colonne custodi della nostra storia cittadina, della nostra città. Le Tre colonne, olio concepito da tre generazioni. Le Tre Colonne, ovvero i tre pilastri della filosofia guidata dalla famiglia Stallone sul mercato: Tradizione, Gusto e Genuinità. Tutto nasce nelle terre di casa nostra, una storia a conduzione familiare. Prendi una raccolta di olive della varietà Cima di Bitonto e Coratina, proveniente dai 6000 alberi secolari coltivati con amore e con par ticolare attenzione all’uso dei fitosanitari. Consegnale per la molitura a freddo all’oleificio Altomare di Molfetta, titolare di marchio DOP. Una volta ottenuto l’oro giallo cioè puro olio extra vergine d’oliva, affidalo a Salvatore e lui provvederà al dovuto imbottigliamento e ad apporre le etichette e i bollini di controllo del DOP. Così nasce l’olio Le Tre Colonne. C’è poi quel marchio DOP in più che attesta la purezza dell’olio che proviene da materia prima selezionata e non mescolata ad altre produzioni. Il mercato? «Il mio è di nicchia – precisa Salvatore – e il prodotto finito non è destinato ai banconi dei supermercati, dove la massaia si reca alla caccia di offerte ma ai buongustai e agli amanti dei prodotti genuini nostrani. L’olio Le Tre Colonne finisce sui tavoli dei ristoranti di buon gusto ed alle aziende che riescono ad apprezzare il prodotto». I formati? Si parte da 20 ml alle lattine di tre o cinque litri destinate anche agli intenditori giovinazzesi. Il formato medio richiesto è di 750 ml. La bottiglietta monouso è nata come campione-omaggio ma ben presto (su saggio suggerimento di Salvatore) è stata richiesta da tantissimi ristoratori, i quali, attenti all’igiene del proprio operare, preferiscono offrire ai loro clienti un eccellente prodotto in vetro anziché delle misere bustine che sviliscono il protagonista assoluto dei condimenti delle nostre tavole. E gli aromi? Beh, Salvatore Stallone non si fa mancare proprio nulla. Dal fruttato leggero al fruttato intenso, all’olio aromatizzato al limone. Una vera e propria chicca utile per arricchire il sapore di carni, pesce ed insalata. Oggetto di squisite degustazioni anche alla Fiera del Levante di Bari dove l’azienda Le Tre Colonne era presente nel padiglione dedicato ai migliori prodotti della Regione Puglia. E proprio la stesNapoli, 49 - Giovinazzo sa Regione ha inserito l’azienda giovinazzese nella «Guida agli oli

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extravergine di oliva di Puglia», una guida che ha recensito 80 qualità di oli pugliesi LA STORIA. Il marchio Le Tre Colonne di Salvatore Stallone ha radici lontane. L’aziende nasce nel 1986 e trae le sue origini da un appezzamento di terreno di cinque ettari in affitto. Eccellenti olive e terra di casa nostra. E tanta voglia di crescere e farsi strada da parte di Salvatore in un periodo in cui tutti gli agricoltori consigliavano ai propri figli di ‘cambiare mestiere’. Lavoro duro e calli alle mani, Salvatore ha tutt’altro per la testa. Pioniere a Giovinazzo di un’agricoltura meccanizzata, capace di sovvertire le antiche leggi dei contadini d’antan senza batter ciglio. Sempre sulla scia della sfrenata ricerca del moderno che lo porta a trasferire nelle modeste campagne giovinazzesi le tecniche mutuate dalle regioni del nord e di altre nazioni. «Sono stato uno dei primi ad utilizzare l’atomizzatore, l’escavotore, il trattore con l’aria condizionata – racconta Salvatore con un lampo di orgoglio negli occhi». E di orgoglio ne ha da vendere. Sin da quando la Cooperativa di Giovinazzo gli chiede senza mezzi termini di accomodarsi alla porta. Perché le sue nuove tecniche e idee contrastavano con lo Statuto. Meccanizzazione? No grazie, fu la risposta degli allora ignari amministratori. Che col muso appiccicato alla finestra capirono solo dopo un po’ di anni l’intuito innovativo di Salvatore. Solo che loro rimasero incollati ai propri ruoli della Cooperativa in barba allo statuto, mentre Salvatore guardava avanti e lontano. Diventò Presidente dell’Associazione dei Coltivatori Diretti di Giovinazzo. È’ del 1995 l’introduzione del primo scuotitore meccanico per la raccolta delle olive. Insomma, cammina cammina il nostro convinto olivicoltore mette su ben 30 ettari di uliveto specializzato lasciando alle spalle tantissimi imitatori che hanno fatto un passo indietro sulle dure critiche infertegli. Salvatore oggi è il titolare di un’azienda agricola che non vende le proprie olive per far arricchire i grandi oleifici. Direttamente dalla terra all’imbottigliamento, dicevamo senza troppi passaggi d’intermediazione che accrescerebbero i costi di impresa. E’ Salvatore il factotum dell’azienda. Lavora al telefonio, invia fax, raccoglie ordini, vola in macchina e in aereo. Oggi ha una corposa serie di contatti con aziende ed oleifici per la vendita diretta dell’olio extra vergine di oliva in tutta Italia. Senza dimenticare il gemellaggio con Guastalla che ha fatto anche la sua parte procurando al nostro imprenditore un venduto di ben ottocento litri di olio! Progetti per il futuro? Tanti. Innanzitutto lo sviluppo della cosiddetta ‘filiera corta’ per mettere a disposizione del consumatore un prodotto di altissima qualità con il massimo rispetto per la sua conservazione. E poi l’ampliamento dell’azienda grazie all’ingresso del figlio che seguirà papà Salvatore in questa avventura. «Mi auguro che questa mia avventura - è sempre Salvatore che parla - sia di buon auspicio ad altri ragazzi di buona volontà che credono nell’agricoltura e nella salvaguardia di un patrimonio d’inestimabile valore che dev’essere tramandato di generazione in generazione. E che oggi vive anche di luce propria grazie agli accattivanti sviluppi dell’evolversi di tecnologie sempre più mirate ed efficaci». «Intanto sono in aumento gli ordini provenienti da Trento, Ivrea, Lodi, Vicenza. C’è di più. A Treviglio il marchio Le tre Colonne sarà come il sale sulle tavole dei trevigliesi: recentemente con una commessa di 100mila bottiglie da 20ml il nostro prodotto sarà abbinato nei cestini con tortelloni e pasta fresca. Richieste anche le piccole once in terracotta ad uso bomboniera» – conclude Salvatore Stallone. Che guarda anche al mercato dell’ Europa e delle Little Italy laddove se ne presenterà l’occasione. Senza dimenticare infine la presenza del sito www.letrecolonne.com sul quale si possono effettuare ordini.

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illis Nella preghiera insegnataci da Nostro Signore, tra le varie invocazioni, lo invochiamo di “darci il nostro pane quotidiano”, per cui, la sconvolgente vista di tanti panini buttati per terra nei pressi dei cassonetti per l’immondizia, insieme a pezzi di pizza e focacce maleducatamente abbandonati sugli scogli e sulle spiagge, non vi nascondo che mi ha provocato una stretta al cuore nel ricordo di quello che era il pane ai miei tempi e del rispetto che per esso portavamo. Per quanti non hanno la mia età (ormai abbastanza matura), proverò, in queste poche righe a descrivere le profonde differenze che esistono per questo insostituibile ed indispensabile alimento umano sia nella fase del confezionamento che del suo sapore. Oggi il pane si compra nei panifici, ma ai miei tempi si confezionava a casa. Il razionamento della farina e del pane stesso, durante il periodo bellico, hanno fatto scomparire, un poco per volta questa usanza. Il pane, anziché fatto in casa, si è cominciato a venderlo nei panifici. Ricordo il panificio Caravella, quello di Paradies fiorenti nel periodo post-bellico. Far capire la differenza nella bontà del pane dei miei tempi è impossibile essendo scomparsi sia gli operatori che gli accoglienti e caldi forni a legna che una volta abbondavano a Giovinazzo. Prima di parlarvi del sapore del pane dei miei tempi tenterò di descrivervi la procedura seguita dalle nostre nonne, dalle nostre mamme, dalle nostre sorelle e da tutti i componenti della famiglia. Oggi, validi macchinari, provvedono a far tutti i preparativi per la produzione del prodotto finale che andrà a finire nel forno, ma questo è il risultato che si raggiunge con macchinari senz’anima e senza vita contrariamente alla corale partecipazione personale richiesta alla mia epoca. Provvedere alla necessità della fornitura del pane per la famiglia era insomma un’impresa di non poco conto. Era innanzitutto una gara di solidarietà. Nessuno si tirava indietro. Proverò, molto maldestramente, a descrivere le fasi per la preparazione del pane. Oltre alla farina, la materia prima era u levete. U levete era il lievito naturale che si otteneva da chi ti aveva preceduto nel confezionamento del pane; era la massa che si era continuato a far crescere sotto una calda coperta e che le donne si scambiavano di casa in casa. Altro che liti condominiali! Ai miei tempi non ce n’era il tempo. C’era solo tanto, ma tanto da lavorare. Quando c’era da fare il pane, verso le tre o le quattro del mattino, si accendeva la fioca luce della lampadina della cucina ed il gentil sesso era tutto mobilitato ed affaccendato nel compito. Sope o tavuire s’incominciava a mescolare acqua, farina e lievito fino ad ottenerne un certo impasto. Impasto ca savaive trimbè. Che fatica! A trimbè la masse si avvicendavano le braccia più robuste della casa. Era un’impresa che richiedeva notevoli energie. Noi bambini dormivamo beati, ma talvolta il brusio, la fioca luce, ci

VINC DEPAL

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facevano risvegliare e partecipare, sia pure al calduccio del nostro letto, alla faticaccia di quelle povere donne. La fatica finiva dopo aver confezionato una serie di panitte de pene sufficienti al consumo famigliare per dieci o quindici giorni. Le panitte venivano arrivegghiete sotto alcune coperte di lana per facilitarne la lievitazione, ossia pe falle cresce. Le mamme avevano anche un gentile pensiero per noi bambini. Ripulivano u tavuire e, con quegli scarti di massa facevano u cruque. Come spiegare ai giovani u cruque? Per darne un’idea diciamo che assomigliava lontanamente a quello che in pizzeria oggigiorno si chiama “il ciccio”. Capitemi bene! Assomiglia, ma u cruque aveva, quando veniva dal forno, un sapore ed un profumo che per noi bambini aveva del soprannaturale. Oltre o cruque le mamme lasciavano da parte anche un poco di massa con la quale a mezzogiorno confezionavano le frittue, ossia quella specie di panzerotti senza ripieno che venivano divorate ancora bollenti non appena tirate fuori da la sartascene e poggiate sulla tavola. Questo era anche un trucco per far sì che il pane, appena venuto dal forno, con il suo inebriante

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ENZO LMA

il nostro pane quotidiano profumo, non conquistasse troppo i famelici commensali. Alle prime luci dell’alba, il fornaio, già contattato il giorno prima, mandava u uagnaune che la tavue incaricato di portare il pane al forno. Man mano ca u panette veniva sistemato sulla tavola la mamma tracciava, sul pane, con il coltello un segno di croce e lo baciava. Era il modo di ringraziare il Signore per il cibo che ci dava e di benedirlo al tempo stesso. Ecco perché vedere oggi il pane buttato per strada mi provoca una dolorosa stretta al cuore. Quando il pane cotto ritornava dal forno il suo profumo inondava vie e case. A tavola il pane lo si metteva a pezzi interi al centro tavolo ed ognuno, con le mani, ne staccava un pezzo, u stuzze de pene del quale aveva bisogno.

Il sapore del pane

Dopo aver tentato di descrivervi le fasi della preparazione del pane proverò, ma non so se ne sarò capace, a farvi apprezzare anche la bontà del pane dei nostri tempi. Per gustarlo non c’era-

no orari. Il pane era buono dall’alba al tramonto. Al mattino poteva essere spezzettato nella tazza del latte o servito inumidito che l’acqua d’ursce ed una spolverata di zucchero sopra. Qualche volta, al mattino, quando passava il pastore o quando andavamo alla casa, ripostiglio di attrezzi agricoli e quasi stalla de Tarisine goccia a li pite (all’inizio di Via Molfetta) Tarisine spruzzava sope o stuzze de le pene, direttamente da la menne della capretta un poco di latte che trasformava il nostro pezzo di pane in una prelibatezza. Vedo l’espressione inorridita di alcuni lettori, ma ad essi con non poco senso dell’umorismo, dirò che il latte era pastorizzato perché propinatoci direttamente dal pastore e che di sicuro non aveva tracce di melamina. Nu stuzzaridde de pene, giuste pé d’attaccate l’anime, le mamme lo mettevano anche nelle nostre cartelle quando si andava a scuola. Per i contadini che dalle prime luci dell’alba erano già al lavoro u stuzze de le pene serviva per il momento di pausa e per riprendere le forze per continuare nel loro lavoro. Pene e pemedore, pene e cepodde, pene e auje arresteute sotta a la cineisce andavano benissimo. In campagna non mancava poi quasi mai u zeile con peperoni, melanzane e diavuicchie sottaceite che i contadini, ca na crauscia dugghie divoravano appetitosamente. Operai, contadini stessi, molte volte toglievano la mollica, scavando una buchetta nel pezzo di pane che poi riempivano de feve e cicorie o cime de repe avanzati dal pranzo del giorno prima e che per loro costituiva l’alimento della pausa pranzo. Per noi bambini il pane era ottimo anche il pomeriggio quando la mamma ci faceva interrompere le infuocate partite che facevamo per strada o pipidde per rifocillarci k ne picche de pene e pemedore. Sopra, qualche volta, ci metteva anche qualche goccia di olio di frittura. L’appetito tramutava quello spuntino in una leccornia. E la sera? Beh, qualche volta il pane era l’elemento unico e principale della cena. Pene, jugghie e sele, pene arresteute saupe o fuche de la frascere, cialledde. Quando non c’era altro da mangiare il pane costituiva l’unico alimento per la famiglia per la cena. Difficile dire quando il pane per noi aveva più sapore. Per me il pane più saporito era quando, dopo qualche grossa monelleria, la mamma mi mandava a letto senza cena dopo una serie di scapaccioni. La nonna si avvicinava al lettino e traeva da la palte du senele nu stuzzaridde de pene per il singhiozzante nipotino (forse anche col tacito consenso della mamma). Pane e lacrime: che bontà! Cari lettori, penso che dopo questa lettura, possiate veramente rendervi conto dell’indignazione, dello sgomento, del senso di impotenza nel vedere oggigiorno il pane inconsciamente buttato nelle pattumiere. A scuola, una delle prime poesie che ci facevano imparare così recitava: «Onora il pane, fragranza della mensa». È vero, i tempi sono cambiati, ma questo basta a giustificare l’oltraggio che oggi si reca al pane?

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Ottobre 2008


storia

DI

DIEGO

nostra

DE

CEGLIA

davanti al notaio per eliminare il vizio ed il servizio militare

Proseguendo con la pubblicazione delle curiosità emerse dallo “spulcio” degli atti notarili, è necessaria una premessa. Gli atti dei notai conservati presso gli Archivi di Stato, oltre ai volumi dei cosiddetti “protocolli” ovvero copie dei rogiti che restavano in possesso del notaio, a volte comprendono anche i volumi chiamati “bastaredelli” che altro non sono che le minute degli stessi atti, annotate dal notaio al momento in cui si costituivano le parti. Da tali minute veniva poi steso il rogito “servata forma” ovvero secondo il formulario che le legge prescriveva, trascritto nel protocollo e negli esemplari richiesti dalle parti “instrumentum” una volta che al notaio era liquidato l’onorario dovuto. Parecchi sono i casi di atti annotati nei bastardelli, ma non riportati nel protocollo perché l’atto non era stato più concluso o proprio perché non era stato liquidato l’onorario. Nei c.d. bastardelli il notaio era solito crocesegnare gli atti formalizzati come è possibile rilevare da una collazione tra bastaredelli e protocolli. Il discorso sul notariato è molto vasto e da affrontarsi con dovuta scientificità, pertanto ci limitiamo a segnalare che i due atti oggetto del presente articolo sono trascritti da due bastardelli e presentano anche forme grammaticali scorrette. Si tratta di due rogiti del notaio Fabrizio Vallone (ASBa, Piazza di Giovinazzo, Sk. 9), che testimoniano come se pure con forme diverse, la sostanza degli uomini di ieri e di oggi non sia mai cambiata. Un primo atto del 1616 (vol. 82, f. 159) mostra come il vizio del gioco sia sempre stato considerato come una piaga. Si era da poco più di un decennio diffusa in Giovinazzo la devozione alla Madonna di Loreto con la costituzione di una confraternita. Un cittadino, conscio delle sue debolezze volle fare voto alla Vergine sotto quel titolo impegnandosi a non giocare più a carte, e tale impegno lo prese costituendosi davanti a notaio, autoimponendosi, con l’atto che venne rogato, delle “pene” pecuniarie. «Paulo Antonio Capograsso da Ruvo abitante in Giovinazzo promette et così come sotto si obbliga alla congregazione della gloriosa vergine de lo Reto di questa città, et suoi fratelli absenti

et me presente notario, da oggi avanti non giocare ne far giocare etiam per interposita persona a carte da gioco, solo che alla morella tanto in questa città, quanto fuori di essa città, et ogni volta che contravvenisse alla presente cautela et giocasse, fuorchè a detta morella casca in pena di ducati vinti in ciascuna volta, ciascuno delli fratelli di detta Congregatione possa liquidare il presente instrumento servata forma, et acciocchè detta Congregatione possi ricusare detta inosservanza … bastarà che lo deponano due testimoni de vista cum loro giuramento tantum come il detto notaio avrà giocato, o fatto giocare et ad maiore cautela detto notaio Paulo Antonio iuravit». Quest’atto dimostra anche che fu apposta clausola di formalizzazione dello stesso solo se si fossero verificate le condizioni che avrebbero reso esecutive le penali previste dallo stesso. Certamente il gioco delle carte era considerato un peccato, se una quarantina di anni prima il Vescovo Tommaso Orfini, nel visitare la Diocesi di Giovinazzo nel 1568 aveva ritenuto di dover impartire i seguenti ordini: «haver l’occhio che nessuno del clero giochi ad alcuna sorte di gioco, ne manco intervenghi a canti, balli o soni lascivi» (BNBa, fondo Ninno, vol. 17/1). Ci piace trascrivere anche un altro atto che dimostra quanto i genitori abbiano sempre amato i figli, pagando qualsiasi cosa per il loro bene, anche commettendo illeciti. Il caso è quello di un genitore che al fine di evitare che il proprio figlio prestasse servizio armato, stipulò un atto notarile con un tale che lo avrebbe sostituito nel servizio. «Fernando de Glionno di Terlizzi (cittadino) di Giovenazzo, sponte promette et si obbliga d’andare a servire per soldato della nova militia del ripartimento […] nella squadra di essa in luoco di Giovanni Donato Cicalo, et servire per tutto quello tempo che haveranno da servire l’altri soldati noviter eletti per ducati 14, li quali riceve de contanti dal presente Geronimo Cicalo patre di Giovanni Donato, et promette detto Fernando fra il termine di giorni quattro decorrenti dal presente giorno ass[egnars]i nel libro maggiore che si fa dal signore fra Marco Antonio Cran[..]enio sergente maggiore in questa Provincia».

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Le origini del violino di VINCENZO TURTURRO, MUSICOLOGO

L’impegno di Fernando veniva garantito anche da Carlo suo fratello presente al momento della stipula dell’atto che prevedeva inoltre che in «caso che esso Fernando mancasse dal detto servigio per qualsivoglia causa, per il che detto Giovanni Donato fosse necessitato andare a servire», fosse lecito «al detto Giovanni Geronimo e detto suo figlio trovare altra persona a danni spese et interesse delli detti (Glionno)». I fratelli Fernando e Carlo Glionno si impegnavano anche a restituire tutta la mercede già ricevuta dal primo per il servizio prestato ed a liquidare il rogito «in solidum, servata forma ritoque» come «iuraverunt» entrambe le parti. Non figurando il presente atto nel protocollo del 1617 (vol. 86) del notaio Vallone, ma solo nel suo bastardello dello stesso anno (vol. 85, f. 33), si può dedurre che entrambe le parti furono fedeli agli impegni presi.

Nello studio approfondito della storia della musica ciascuno di noi ha appreso che il violino deve i suoi natali alla Francia o all’Italia. Niente di tutto ciò. La verità è ben altra! L’inventore del violino fu il maestro liutaio indiano originario di Calcutta, esattamente nel 1900. Le sue origini risalgono dunque a 552 anni orsono. Attraverso la transumanza storica delle carovane pastorali, il prezioso strumento giunse ad Israele dove un tale s’impadronì dei disegni ed imparò l’arte del liutaio da autodidatta in quanto di mestiere faceva il carpentiere del legno e il disegnatore. Studiò lo strumento e sperimentò i legni più adatti e più pregiati per la costruzione dello stesso. Decretò così che il faggio è indicato per la cassa, il ciliegio per l’archetto e il larice per l’anima. Inoltre stabilì che occorreva scegliere una stagionatura media per la costruzione, circa duecento anni e che il violino prima di riporlo nell’astuccio doveva essere avvolto in un tessuto di seta per consentire una giusta aerazione. E per la pulitura? È necessario effettuarla con l’utilizzo di un olio derivante dalla resina degli alberi. Lo strumento attuale ha quattro corde tese su una cassa armonica in cui il legno e la vernice giocano un ruolo importantissimo sulla qualità del suono. Queste corde sono tese per mezzo di una cordiera e di piroli fissati all'estremità del manico,che servono per l'accordatura. Le corde sono di budello animale,oggi si costruiscono in nailon o altre fibre sintetiche e quella più acuta(il mi), di acciaio. I diversi timbri del violino vanno dal Flageolet al pizzicato. Un altro pezzo che serve al violino è l'arco (nato 200-300 anni fa), viene finito con i crini di cavallo e non di cavalla perché sono più deboli e tengono di meno. Per tenere uniti i crini si mette la pece. Il violino è uno strumento solistico e monodico, ma con l'impiego delle doppie corde può dare un gioco polifonico. Il liutaio più importante di tutti i tempi è Antonio Stradivari, altre famiglie liutaie importanti sono Amati, Guarnieri e Guadagnini. Dopo l'exploit della scuola bresciana di liuteria e di esecuzione violinistica, avvenuto alla metà del XVI secolo e diffuso in tutta Europa da compagnie professionali originarie di quella città, a partire dalla metà del XVII secolo, l'arte della liuteria si irradia anche in altre località italiane ed europee. Si formano importanti scuole, con caratteristiche omogenee al loro interno, quali una particolare forma o tecnologia costruttiva, oppure un particolare colore della vernice, o ancora un particolare timbro di suono. Cremona, terminata tragicamente la concorrenza bresciana, rimane il centro più importante dell'arte liutaria: vi lavorano il figlio di Girolamo Amati, Nicola, vero capostipite della liuteria classica cremonese, ed i suoi discepoli, Antonio Stradivari, Andrea Guarneri, Giovanni Battista Ruggeri e Francesco Rogeri. Ancora tra i maggiori liutai cremonesi si deve ricordare Giuseppe Guarneri, detto anche ”del Gesù”, e gli allievi di Stradivari, i figli Omobono e Francesco e Carlo Bergonzi (liutaio). Sempre in Italia, vera culla della liuteria, abbiamo, a Venezia, Santo Serafino, Domenico Montagnana, Matteo Gofriller, Francesco Gobetti e Pietro Guarneri, a Milano, Giovanni Grancino, altro discepolo di Amati, i Testore, Pietro Landolfi, i Mantegazza, a Bologna i Tononi e i Guidanti, a Firenze i Gabrielli, a Napoli Alessandro Gagliano (uscito dalla scuola di Stradivari) ed i suoi discendenti, a Roma David Tecchler e Michele Plattner, a Torino un altro allievo dello Stradivari, Giovanni Battista Guadagnini ed i suoi discendenti.

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echi di ottobre

DEL

PROF. MICHELE CARLUCCI

PARROCCHIA S. DOMENICO

Riflettori sull’orchesta giovanile San Pio X di Molfetta

Sabato 11 Ottobre, nella Parrocchia S. Domenico, si è esibita l’Orchestra Giovanile Parrocchiale S. Pio X di Molfetta, diretta da Girolamo Lisena, in un concerto intitolato «Note d’Autore», che il parroco don Nino Prisciandaro ha desiderato tanto ospitare. Lo stesso concerto replicato domenica 12 a Molfetta nella Chiesa Sacro Cuore di Gesù, aveva inaugurato, il sabato precedente, l’anno pastorale della Parrocchia di provenienza dell’Orchestra. Il pubblico è stato deliziato con il finale del 2° atto dell’Aida di G.Verdi; quintetto in Si bemolle maggiore per flauto clarinetto, corno, sax baritono e pianoforte (1° tempo); concerto per corno e Orchestra in Re maggiore KV 412 (2° tempo); medley delle colonne sonore di Ennio Morricone. Esecuzioni davvero sorprendenti se si considera l’età degli orchestrali, adolescenti frequentanti le scuole medie superiori e inferiori, tutti appartenenti a S.Pio X. L’Orchestra Giovanile si costituì nel Dicembre 2005, in prossimità del Natale, per una felice intuizione del suo Direttore Concertatore dottor Girolamo Lisena, la cui disponibilità nei confronti delle attività giovanili è proverbiale, con l’incoraggiamento del parroco Don Pinuccio Magarelli. Entrambi videro nell’Orchestra un ulteriore strumento di catechesi e formazione per i ragazzi e i giovani accomunati dalla grande passione per la sua musica e per la gratuità della sua diffusione. In questi anni l’Orchestra ha eseguito un discreto repertorio dimostrando facile adattabilità a vari generi. Un fortissimo richiamo a Molfetta lo esercita con l’esecuzione delle Marce funebri in prossimità della Pasqua (don Nino intelligentemente si è detto già disponibile ad ospitare l’Orchestra) perché riesce a far sentire piacevolmente dei colori che nella banda tradizionale non si trovano. In questa circostanza anche in chiese, che possono ospitare 400 posti a sedere, il pubblico è straripante come lo è stato in occasione del concerto di chiusura per la Visita Pastorale di Mons. Martella in S. Pio X. Il nostro amato Pastore don Luigi ha espresso il suo apprezzamento per le esecuzioni dell’Orchestra anche

nella Lettera inviata alla Comunità Parrocchiale in seguito alla detta Visita. La bravura del Direttore si è manifestata già a monte del concerto, perché ha dovuto comunque fare degli adattamenti e inoltre, per l’omaggio a Morricone, creare piacevoli passaggi tra i brani tratti dai diversi film. Di grande suggestione tutte le colonne sonore ma mi sia concessa una particolare citazione per “Gabriel’s oboe” dal film “The Mission” che l’oboe di Marta Binetti non ha fatto rimpiangere. Auguroni alla giovanissima esordiente clarinettista Antonella Tatulli per una proficua futura partecipazione alle attività dell’Orchestra!

18 ottobre

GIOVINAZZO E… FELICE GARIBALDI!

Un anno fa l’Università Popolare di Molfetta,

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diretta egregiamente dal prof. Giovanni de Gennaro, insigne uomo di cultura, fu tra le poche istituzioni italiane a rammemorare adeguatamente la grandezza di Giuseppe Garibaldi nel bicentenario della nascita. In quell’occasione tra l’altro ci furono gli interventi del coro ‘Luigi Capotorti’ che eseguì suggestivi inni patriottici e del prof. Riccardo Riccardi che tracciò a grandi linee il contenuto del suo volume «L’impresa di Felice Garibaldi, fratello dell’eroe dei due mondi», pubblicato da due diverse case editrici. In quell’occasione l’autore preannunciò che questo volume, nell’edizione Congedo, sarebbe stato presentato anche a Giovinazzo per il particolare legame tra Felice Garibaldi e la giovinazzese Chiarina Genchi che con termine attuale potremmo chiamare la badante di Felice. Il libro è stato presentato la sera di sabato 18 Ottobre nella Sala S. Felice alla presenza di un bel pubblico. Felice Garibaldi ebbe interessi nel commercio dell’olio d’oliva dopo che la diffusione del metodo di Pietro Ravanas (anche questo personaggio passò da Giovinazzo e stette nell’ex frantoio Messere per spiegare il suo rivoluzionario metodo di spremitura delle olive) aveva reso pregiato l’olio pugliese e barese in particolare. Il fratello di Garibaldi dimorò anche a Giovinazzo dove ebbe come domestica la suddetta Chiarina Genchi che lo seguì quando si ritirò in quel di Nizza. Nell’opera del Riccardi ci sono parecchi riferimenti alla signora Chiarina e questo riempie d’orgoglio il cuore dei Giovinazzesi veraci. Dopo gli onori di casa dell’ass. alla cultura Carolina Serrone, il moderatore Gustavo Delgado con sapienti domande ha suscitato degli interessantissimi interventi dell’Autore-giornalista, di Mario Spagnoletti docente di Storia moderna presso l’Università barese, di Paolo Amirante, docente di Macchine ed Impianti per l’Industria agroalimentare sempre dell’Università di Bari (negli anni ‘60 questa cattedra fu la prima in Italia). Quindi è intervenuto il nostro Michele Bonserio che ha lumeggiato la genealogia di Chiarina, ricerca in cui ha dato una mano al Riccardi. Tra i presenti ad apprezzare quest’opera, che è un monumento alla nascita in Bari e alla terra di Bari nella prima metà dell‘800 quindi in Età Ferdinandea di una borghesia progressista, che lavora con la zappa da una parte, il remo dall’altra e l’industria di trasformazione in mezzo: il docente universitario di Storia Moderna Giuseppe Poli, il contrammiraglio in pensione Raffaele Degaetano, insigne ricercatore e storico giovinazzese, il Presidente del consiglio comunale Angelo Depalma e la Presidente della Pro Loco Damiana Nacci e tanta altra intellighenzia giovinazzese e barese. Per concludere una curiosità: i genitori di Chierina celebrarono il loro matrimonio il 28 marzo 1808 proprio nella chiesa di San Felice che, attualmente sconsacrata, ha offerto i suoi spazi per la presentazione del libro del Riccardi. MICHELE CARLUCCI Ottobre 2008


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candidamente DI

BRUNO LANDO

IL VICE SINDACO PASQUALE TEMPESTA:

«FACITE AMMUINA» OGNI

RIFERIMENTO A FATTI E\O PERSONE REALMENTE ACCADUTI E\O ESISTENTI È DA RITENERSI PURAMENTE CASUALE E\O INVENTATO DI SANA PIANTA

Egregio Direttore, sciacquoni tirati, i dipendenti del Lei mi disse che in cambio delle primo piano che salivano al seelucubrazioni mentali che mencondo, vigili fischiettanti e assessilmente Le invio, avrei avuto insori pensanti. Per un momento dirizzi, foto e cellulari di decine sembrò davvero un Comune e di ragazze prese dalla sua rubriPasquale si emozionò... Arrivò il ca personale. A Giovinazzo si 9 ottobre, il giorno prima del Conusa dire ‘Cristo suona e mezzosiglio Comunale. Antonello vengiorno no’. Non ne abbia a male, ne a Giovinazzo e si recò al Coma questa è una delle tante demune. Tempesta lo sgamò e dal lusioni che ricevo in questo periprimo piano gridò "Facit.. facit... odo nero della mia vita. La prima facit…”. Non gli veniva la seconfu quando fui espulso non si sa da parola, l'emozione si sa gioperchè dal ventre materno. Ero lì ca brutti scherzi. Come sempre i e sentivo spingermi mentre cerdipendenti giocavano a mosca cavo di risalire per ritornare nel cieca, a battaglia navale, a darsi mio giglio fetale. Piansi disperale arie e a far finta di essere imto, non perchè ricevetti lo portanti. Il vice Sindaco permeaschiaffone sulle natiche ma ta la fronte di sudore e quasi perchè chi me lo diede era un ininfar tuato, gridava "Facitt... fermiere. Uomo decisamente facitt..facitt”. Antonello arrivò, vide uomo, fosse stata invece la bruciò che non doveva vedere e il na e formosa caposala sarebbe giorno dopo scaricò tutta la rabanche potuto piacermi. Ma a Lei bia sui consiglieri di opposizioPASQUALE TEMPESTA, vice sindaco: ne. Direttore mi creda ho assistiperchè non interessa aiutarmi a lenire le serate invernali che pre«Appena il Sindaco arriva io griderò ‘Facite to a quel Consiglio Comunale e sto dovrò affrontare. Solo, dietro ciò che mi ha colpito non è la paammuina’. Voi fate scoppiare l'inferno» un vetro che gronda pioggia e il rolaccia che hanno udito tutti da Bolero di Ravel ad attendere un parte del Sindaco o i vaffa e gli "sciaquetta" amore che ha smarrito la sua strada e che for- poppa vann'a prora; chilli che stenn'a dritta nemmeno tanto sospirati tra i consiglieri, se non incontrerò mai. Dov'è Direttore il mio vann'a sinitra e chilli che stanno a sinistra quanto una interrogazione del consigliere amore, mi aiuti Lei a cercarlo. So che c'è e vann'a dritta, tutti chilli che stanno abbascio Iannone. Il capogruppo di A.N. dopo un sento già di amarlo. Ma Lei vuole che le dica vann'n coppa e chilli che stanno n'coppa esposto ai carabinieri, affermava che forse qualcosa del Comune, del Palazzo di Città, di vann'abbascio, passann' tutti p'o stesso il cellulare del Comune non è stato restituintrighi e faide. Di vendette e tangenti. pertuso. Chi nun tiene nient'a ffa, s'aremeni ito dalla Comandante dei Vigili al Comune Giovinazzo come Gomorra, Lando come a'cca e a'lla» Bene prima dell'arrivo di e che quindi starebbe usando la cosa pubSaviano e Parato come scorta. Non ho simile Antonello da quel di Gattico, Tempesta chiamò blica per fini privati. Cosa pesante - mi crecoraggio, non posso denunciare, al massimo nell'Aula Consiliare tutti i dipendenti e dirigen- da - perchè in questi casi potrebbe scattaposso spettegolare. Mancano i personaggi per ti del Comune. Lesse loro l'editto e ne diede re il reato di peculato. Ma non mi scandale denunce, cosa posso denunciare del Vice copia. Un po’ emozionato e balbuziente si rac- lizza ciò, quanto il fatto che il consigliere Sindaco Tempesta? Che ha inventato il grido comandò: «Appena il Sindaco arriva io gride- afferma di aver chiamato quel numero di d'allarme «Facite ammuina»? Egli si riferisce rò Facite ammuina. Voi fate scoppiare l'infer- cellulare, il sabato sera e poi la domenica ad un editto risalente all'anno 1841. Esistito ed no». Come è serietà e consuetudine nel no- e poi il lunedì. Della serie «Non c'ho da attuato nel Regno delle Due Sicilie ‘da usare stro Comune si fece anche la prova. All'urlo di fare un...». Aspetto rimostranze ma ancora in occasione di visite a bordo delle alte Autori- Facite Ammuina, scoppiò il pandemonio. Chi di più lettere di amore! tà’. All'ordine «Facite Ammuina: tutti chilli che prese a fare fotocopie, chi trafilato passava da BRUNO LANDO stann'a prora, vann'a poppa e chilli che stann'a un ufficio all'altro, telefoni che squillavano,

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recensioni

Il messaggio di Armida Barelli

«L’IDEALE VALE PIU’ DELLA VITA Il libro del nostro collaboratore A. Picicco Circa un anno fa papa Benedetto XVI ha dichiarato venerabile Armida Barelli - nota anche come la “Sorella maggiore” - facendo ben sperare per la conclusione a breve del processo canonico della beatificazione. Il suo nome richiama subito il legame con la fondazione della Gioventù Femminile di Azione Cattolica e dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Illustrare la vita di Armida Barelli, come ha fatto il nostro collaboratore Agostino Picicco nel volume Armida Barelli (Edizioni Messaggero Padova, 2007), vuol dire presentare una figura eccezionale di donna “a cavallo fra due secoli”, l’Ottocento e il Novecento, che ha lasciato una traccia significativa nella Chiesa ma anche nella cultura e nella società italiana. Una traccia ancora ben visibile nelle istituzioni da lei fondate e seguite, e che continuano la loro storia, pur in contesti nuovi, sforzandosi di essere fedeli alle intuizioni e all’impegno che le ispirò. Tale impegno ha indicato una prospettiva nuova all’apostolato laicale, tale da rischiare anche di turbare l’ordine della Chiesa, rendendo Armida la pioniera di un nuovo modo di sentire e di una nuova organizzazione di intuizioni, opere e persone. I versanti della notevole attività di Armida - Gioventù Femminile, Missionarie francescane, Università Cattolica, Opera della Regalità - costituiscono quattro aspetti di un medesimo impegno di collaborazione caratterizzato da un legame ideale: l’amore per il Sacro Cuore. L’Università preparava le persone e formava idee; la Gioventù, la Regalità e le Missionarie creavano una rete di amicizia, di propaganda, di preghiere attorno all’Università. Il tutto in un contesto corale di partecipazione e fervore che legava Armida a padre Agostino Gemelli e a laici fortemente motivati. Ella si rivelò protagonista del rinnovamento spirituale nella storia religiosa italiana, lasciando un vivido esempio di conciliazione tra le evangeliche Marta e Maria, cioè tra vita dinamica nella costruzione di opere e grande interiorità a fronte di una forte sensibilità e di un carattere determinato, espressione particolare del “genio femminile”. La sua vita è stata un continuo andare verso la perfezione, sorretta dalla sua fede nel Sacro Cuore. Con lei è iniziato il rinnovamento litur-

gico in Italia e in generale il rinnovamento della vita religiosa, preparando quanto il Concilio Vaticano II avrebbe portato a compimento. Armida era dotata di intuito finanziario, capacità commerciali, attitudine organizzativa, valorizzazione dei collaboratori, rispetto e cordialità nel tratto, accettazione serena delle responsabilità e conseguente gestione operativa delle stesse, rapidità nelle decisioni. Nel Sacro Cuore trovò la ragione della sua vita e lo amò e invocò sempre nel fervore delle attività più frenetiche e sotto il peso delle prove più difficili. Il suo segreto stava nella regolarità metodica anche nella cura della sua anima: meditazione quotidiana, confessione settimanale, ritiro mensile, esercizi annuali. Durante la meditazione quotidiana poi annotava su un foglietto di quattro colonne: le grazie ricevute, i dolori sofferti, i propositi, il programma di lavoro. Si imponeva di correggere la sua vita intervenendo sui punti deboli: mediocrità, egoismo, comodità. La sua volontà ferrea contribuì al sorgere dell’Università Cattolica, facendo amare dal popolo (e contribuendone al sostegno) un’istituzione per sua natura lontana dal comune sentire. In quanto cassiera più che pagare alimentava la cassa. E nel miracolo della provvidenza riconosceva la soprannaturalità dell’Università, e la sua missione di accrescere, attraverso lo studio e la ricerca, la fede e la carità. Incentivava la circolazione delle idee: l’idea di una poteva servire a molte. Si era fortemente impegnata nell’opera di formazione religiosa avvalendosi di sussidi, opuscoli, riviste, catechismi, esercizi spirituali, gare di cultura religiosa. La sofferenza era per Armida alla base dei doni soprannaturali, nel sacrificio vedeva la volontà di Dio e del sacrificio si serviva per accrescere le opere. Aveva appreso che la vita sovrannaturale non consisteva in eventi straordinari ma in quella adesione intima e spirituale alla volontà di Dio. Il suo motto era che l’ideale vale più della vita. Parlando a una nipote aveva detto: «Le onde sono come la grazia che continuamente ci incalza. Basta acconsentire a una grazia, che il Signore subito ce ne manda un’altra». Un messaggio ancora attuale e di esempio per tutti.

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La presentazione del volume di Agostino Picicco si è svolta per i docenti e gli studenti dell’Università Cattolica il 21 ottobre u.s. presso la prestigiosa Cripta dell’Aula Magna dell’ateneo milanese avente come relatori mons. Sergio Lanza, Assistente ecclesiastico generale, prof.ssa Maria Luisa De Natale, Pro rettore dell’Università, prof. Pierfrancesco Fumagalli, Vice prefetto Biblioteca Ambrosiana, Padre Luigi Cavagna, Assistente regionale OFS Lombardia.


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I

GIOVINAZZO TI AMO PER…

2701 - Il consigliere Dolciamore, consigliere comunale, i cui silenzi in consiglio comunale sono più lunghi del Molleggiato televisivo 2702 - Il consigliere Dolciamore che entra ed esce dalla Lista civica Città Ideale come noi entriamo ed usciamo dalla porta del bagno 2703 - Il consigliere Dolciamore che risponde solo all’opposizione non in aula consiliare né in ufficio del suo gabinetto ma attraverso la stampa 2704 - Il consigliere Dolciamore che qualcuno lo ha dipinto come un piccolo diavolo anche se non si è mai dichiarato nè rosso nè nero ma solo e sempre indipendente 2705 - Nino Zeccone, passione mediterranea 2706 - Pino Marzella che in presenza dei microfoni di Raisat ci ricorda di aver studiato dizione quando faceva l’emigrante al Nord 2707 - Dottor professor preside sindaco Antonello Natalicchio, lavoratore che ci fa onore

CONSIGLIO COMUNALE

2708 - Andare al consiglio per non perdersi le risposte colorite del sindaco Natalicchio al cugino Palmiotto 2709 - Andare al consiglio per assistere alla sceneggiatura della sitcomedy «Il cellulare della dott.ssa Celeste Barile è suo e al Comune non glielo dà» 27010 - Andare al consiglio per scoprire che lo sceneggiatore della sitcomedy non è Manuel & Manuel ma il cons. Ruggero Iannone che telefonava sabato, domenica e lunedì, pomeriggio, mattina e notte, al Comandante dei V. U per lagnarsi del traffico nel centro storico per sentirsi consolare da una voce femminile che «dal 1° settembre non sono più in servizio» 2711 - Chiedersi con circospezione cosa ci fa Tommaso Depalma, sempre lui, il TelePresidente della festa della Madonna - seduto anche in consiglio comunale 2712 - Chiedersi se Tommaso Depalma sta già preparando la scalata a rilevare Unicredit o la poltrona del suo omonimo Depalma, presidente del consiglio comunale 2713 - Andare al consiglio comunale e capire che i silenzi di molti consiglieri sono dovuti al fatto che non tutti hanno studiato dizione 2714 - Abituarsi ai consigli più veloci del vento delle passate legislature dove tutto si votava in un baleno complice pure l’assenza dell’opposizione 2715 - Augurarsi che tutti gli altri consigli finiscano a rissa come quello dell’9 ottobre perché diventino strumento partecipativo di molti ma molti cittadini interessati alla problematica del sindaco-emigrante! 2716 - Augurarsi che tutti gli altri consigli finiscano a rissa come quello dell’9 ottobre perché diventino strumento partecipativo di molti ma molti cittadini interessati alla sit-comedy «Il cellulare della dott.ssa Celeste Barile è suo e al Comune non glielo dà»

IPSE DIXIT

2717 - «Giovinazzo non crede nella gestione monocratica del potere ma da in un governo della città frutto di una volontà collegiale». Maria Restivo 2718 - «Solo chi crede nell’uomo forte, padrone unico può disdegnare la figura di un capo di una comunità che unisce la sua responsabilità nei confronti della cittadina a quella di padre, di lavoratore, di uomo comune». Maria Restivo 2719 - «Il Comandante dei Vigili Urbani non è un costo aggiuntivo ma è un’unità in più per la nostra sicurezza. Ella ha operato dimostrando competenza, capacità e spirito di abnegazione, ottenendo attestazioni da tutti i cittadini rispettosi della legalità». Maria Restivo 2720 - «L’abolizione dell’ICI ha arrecato un grosso danno alle casse comunali ed è andato a beneficio di chi la casa ce l’ha, in special modo se la casa è grande e sontuosa, non apportando nessun beneficio ma incarnando il principio che chi più ha meno paga». Maria Restivo 2721 - «In campagna elettorale il sindaco Azzollini era già senatore. E i cittadini di Molfetta sapevano che il loro sindaco non avrebbe dedicato tutti i giorni della settimana a governare Molfetta». Ruggero Iannone 2722 - «L’assunzione della comandante dei vigili urbani è stata una vera e propria sciagura dal punto di vista economico che in realtà per accordi di natura politica si è trovata qui ed ora chissà perché è vincitrice di concorso alla Camera di Commercio di Bari». Ruggero Iannone 2723 - «Ho fatto un esposto ai Carabinieri perché ad es. domenica avevo necessità di contattare il comandante per l ‘annoso problema del traffico nel centro storico e i relativi parcheggi. Mi rispose una voce

MOTIVI PER a vivere

«Io ho par te-ci-pa-t

2724 - ANTONELLO NATALICCHIO: «SIGNORI ANDATE A PUBBLICI PRIMA DI PARLARE! ANDATE A FARE I CONCORS PALMIOTTO QUANTI CONCORSI HAI VINTO TU NELLA TUA VIT femminile che affermò che quello era il cellulare della Dott.ssa Barile. Dal primo settembre però questo cellulare non dovrebbe essere in possesso del telefono e ciò dimostra la gestione allegra di quest’amministrazione». Ruggero Iannone 2724 - «Signori andate a fare i concorsi pubblici prima di parlare! Andate a fare i concorsi pubblici. Cons. Palmiotto quanti concorsi hai vinto tu nella tua vita?». Sindaco Natalicchio

POLITICA

2725 - Recarsi al consiglio comunale per ascoltare con attenzione i quattordici punti all’ordine del giorno… 2726 - Scoprire che quei punti sono soltanto…l’epilogo di un altro punto 2727 - Il concorso! Già, mai Sindaco prima d’ora aveva spiegato la procedura di un concorso con estrema dovizia di particolari 2728 - Dunque, primo punto all’ordine del giorno: il sindaco aveva parte-ci-pa-to o aveva vinto in quel concorso? 2729 - No, un momento…ricominciamo…Ma di quale concorso stiamo parlando?? 2729 - Ancora un momento… ma che c’entra un concorso con quattordici punti all’ordine del giorno? 2730 - Scoprire finalmente che Natalicchio ha vinto un concorso di dirigente scolastico e Palmiotto il concorso di abilitazione alla professione di commercialista 2731 - Chiedersi con circospezione chi ha pubblicato i volantini antiNatalicchio (con menzione di concorso) 2732 - Illudersi che tali volantini possano essere stati pubblicati dall’opposizione 2733 - Attendere con ansia il manifesto di solidarietà dell’opposizione per lo spiacevole episodio 2734 - Tornare a casa dopo il consiglio comunale con l’assoluta convinzione di aver imparato a par-te-ci-pa-re ad un concorso 2735 - Sperare che al prossimo consiglio comunale la parola “concorso” possa essere almeno segnalata come preambolo all’ordine del giorno

LA CRISI ECONOMICA

2736 - Capire che lo tsunami non è solo la natura che si ribella all’uomo ma anche il castigo di Dio a chi ha tanti soldi in Borsa 2737 - Chiedersi con circospezione se lo tsunami finanziario abbia risparmiato l’economista Ciuciù, Tommaso Depalma e il Comitato Festa Patronale 2738 - Ringraziare almeno la Madonna di Corsignano perchè lo tsunami finanziario si è abbattuto dopo i festeggiamenti alla nostra patrona e il concerto di Renzo Arbore 2739 - Recitare il mea culpa per il salasso perpetrato dai giovinazzesi titolari di patrimoni immobiliari nei confronti di poveri affittuari che non ce la fanno ad arrivare a fine mese perché lo tsunami economico non colpisca anche loro 2740 - Andare a fare la spesa al mercato di via Cappuccini attendono il telegiornale delle sei per vedere la situazione delle borse orientali 2741 - Stringere la cinghia per paura del futuro e non trovarsi domani nella necessità di mangiare i propri figli per fame 2742 - Farsi il giro dei supermercati per constatare che sono scomparse tutte le offerte sulla pasta 2743 - Chiedersi con circospezione come mai anche gli hard discount non hanno più sconti sulla pasta mentre Berlusconi vorrebbe dare una tessera della povertà agli anziani 2744 - Andare al barbiere per tagliare i capelli ‘senza fare lo shampoo’ 2745 - Chiedere al barbiere di tagliare qualche cm di più per ritorno

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CUI VAL LA PENA a giovinazzo

rto!»

borseggiatore 2754 - Comprare i crisantemi con la carta di credito per non portare soldi al cimitero 2755 - Comprare i crisantemi a rate perché i prezzi sono sempre più elevati 2756 - Sperare che quest’anno non scippino anche le zucche di Hallowen a causa della crisi economica 2757 - Augurarsi di non trovarsi alla festa di Halloween con troppe teste di…zucca! 2758 - Augurarsi che la festa delle zucche non sia un presagio di un periodo di grande magra 2759 - Tornare a casa dalla visita ai defunti e riporre in cassaforte i tegami di rame e alluminio che fanno gola ai ladri

A FARE I CONCORSI

I PUBBLICI.

CONS.

TA?»

qualche mese più tardi 2746 - Mercanteggiare da Onofrio il pescatore anche sul prezzo dei ricci 2747 - Scoprire che anche Onofrio il pescatore più multato d’Italia ha adottato lo slogan ‘ricci-musci, due al prezzo di uno’! 2748 - Andare la mercato ittico e presenziare la bancarella finchè il pescivendolo non riempie la busta di pesci alla modica cifra di 5euro 2749 - Chiedere l’estratto conto al bancomat e constatare che si è sempre “sotto” 2750 - Risparmiare per il ristorante del sabato sera e per le sospirate vacanze di agosto 2751 - Riporre per bene nell’armadio i bikini per poterli utilizzare anche l’anno prossimo e non dissanguarsi per un altro acquisto

lutto FILOMENA FIORENTINO n. MONTARULI NIAGARA FALLS ( CANADA)

28.03.1935 – 09.09.2008 Moglie Esemplare Madre Evangelica Nonna Accogliente Con tutti sorriso della Mamma Celeste

FESTA DEI DEFUNTI

2752 - Andare al cimitero…senza borsa e portafogli 2753 - Guardarsi intorno con circospezione per beccare qualche sano

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DAL LUNEDÌ AL VENERDÌ 37

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little DI

italy

NICK PALMIOTTO

Lo show piro-economico americano NEW YORK. Come spesso avviene in occasione della celebrazione di feste nazionali o religiose che si concludano con uno show di fuochi pirotecnici, e ultimamente, piromusicali, anche il mandato del Presidente Bush sta terminando con uno show di piro-economia. Dopo tante bolle di sapone, il Presidente Bush ha iniziato ad esprimere il proprio rammarico per la popolazione. Ma oggi le sue parole non esprimono più alcuna fiducia ed attendibilità. Sin dalla crisi conseguente alla guerra in Iraq, anziché prevedere che l’economia potesse rimediare alle sventure di decisioni insensate, attraverso la messa a punto di un progetto ad hoc, molti operatori della finanza a Washington hanno cercato di attuare operazioni di sciacallaggio promettendo fondi non ancora disponibili presso la Banca Centrale e il Ministero del Tesoro. Questa crisi economica ha rivelato la seconda parte oscura del periodo di presidenza di Bush. La sua decisione di invadere il mercato finanziario con un massiccio intervento governativo è l’ultima novità di un’ampia trasformazione della filosofia del suo governo. Questo cambiamento si è anche rivelato negli indirizzi della politica estera. Con un colpo diplomatico Bush ha riallacciato i contatti con la Corea del Nord e con l’Iran i quali, sino a qualche tempo fa, erano considerati dei “demoni tiranni”. Ha anche corretto il tiro per la questione della guerra in Iraq, iniziativa che era sempre stata considerata inimmaginabile. Insomma, lo stesso presidente che qualche anno fa voleva diffondere ad ogni costo la democrazia di stampo americano, oggi ha cambiato completamente la propria politica. Ha assunto il controllo delle maggiori banche mostrando il volto di una forma governativa americana che declina sempre più verso un modello socialista-democratico. Utile è però porsi un sano interrogativo. Come ci si è trovati ad essere catapultati in un simile precipizio? Dov’erano gli osservatori economici negli anni passati? Come possono oggi i cittadini americani avere ancora delle risposte, giacché rischiano di perdere tutto, compresa la loro abitazione? Dilaga una situazione di grande incertezza. Questo terremoto della finanza rimarrà nei libri di storia come un tempo di sommovimenti e di esperimenti. Ci si è resi conto della fragilità dei mercati, di quanto facilmente i prezzi possano discostarsi dai valori sottostanti, delle devastazioni sistemiche che questa

dissociazione fra prezzi e valori può comportare, e allo stesso tempo di quanto vario e creativo sia il contrasto a questi fallimenti del mercato che può essere messo in campo dalle autorità monetarie. In queste gigantesche operazioni di pronto soccorso si è distinta soprattutto la Federal Reserve, che ha ampliato in modo impressionante i propri strumenti di intervento, nello sforzo di oliare le giunture di ogni nicchia di mercato, da quello classico interbancario per finire agli acquisti di obbligazioni Freddie-Fannie e, ultimamente, agli acquisti diretti di Commercial paper. Nel frattempo il Tesoro Usa si è ritrovato a controllare i due giganti dei mutui e a possedere uno dei più grossi assicuratori mondiali, la Aig. E non è finita: secondo un’interpretazione estensiva del piano Paulson da 700 miliardi, quei soldi potranno essere usati non solo per acquistare titoli tossici ma anche per acquistare

azioni di banche. La soluzione che si profila è quella di estese nazionalizzazioni del sistema bancario per cercare da un lato di restituire fiducia nei rapporti fra banche e clienti, dall'altro ricapitalizzare gli istituti finanziari, i cui bilanci sono stati feriti dalle minusvalenze. Categorico il presidente George W. Bush, che durante il discorso alla nazione in diretta televisiva ha esortato il Congresso ad accettare il piano da 700 miliardi. Un piano, come egli ha sottolineato, “in grado di evitare la recessione del Paese” e che “può salvare posti di lavoro”. Ma saranno davvero raggiunti questi obiettivi, giacché questi soldi vanno ad aggiungersi ad esosissimi debiti che negli ultimi anni l’America non si è fatta mancare? O dev’essere messo in conto un effetto contrario a quello previsto dal Presidente? Orbene siamo alla vigilia delle elezioni e a mio parere non ci sarà Obama o McCain che tenga di fronte all’attuale dramma americano. Qualsiasi soluzione non potrà far recuperare ai cittadini americani il clima di serenità che ormai sembra essersi completamente dissolto giorno dopo giorno, dalla dichiarazione di guerra all’Iraq. E mentre noi della terza età viviamo il tramonto dell’antica terra promessa, per le nuove generazioni è l’alba dell’era della sopravvivenza. Com’è cambiata l’America!

COMPLEANNO

NEW YORK SOFIA STERLACCI il 27 settembre ha spento la sua prima candelina Happy birthday to you. I nonni

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little italy DI VITO BAVARO

Giovinazzo come la vorrei... FLORIDA. Il nostro lungomare, si sa, è uno dei più caratteristici della provincia di Bari. Attraversando quel tratto di costa, infatti, spuntiamo anche noi, il piccolo paesino colmo di bellezze naturali. Non dobbiamo dimenticare però che, dopo la seconda guerra mondiale, Giovinazzo fu danneggiata come tutta la nostra penisola. Grazie al costante lavorìo di tantissima gente onesta, la cittadina fu poi ricostruita e il lungomare, in particolare iniziò a rivestirsi di particolare splendore. Sorse il marciapiede con la ringhiera murata e l’impegno delle precedenti amministrazioni ha fatto sì che i giovinazzesi potessero godere a pieno, durante la bella stagione, della vitalità e dell’immagine della costa. Esiste però una differenza sostanziale rispetto a qualche annetto fa, che inizia a balzare seriamente all’occhio quando si osserva il tratto di mare in piena estate. Prima cioè si vedevano soltanto frotte di bagnanti che con la loro presenza coloravano i nostri scogli, oggi si assiste all’invasione di commercianti che cercano in ogni modo di sfruttarli. Bar e baretti, griglierie e rosticcerie di ogni sorta che pian piano stanno occupando gli scogli del nostro lungomare, creando una vera e propria privatizzazione che ogni anno sottrae sempre più spazio ai cittadini. Tutto questo non va bene. I nostri amministratori dovrebbero limitare la concessione delle autorizzazioni ai privati a tutto vantaggio di un patrimonio che appartiene ai cittadini e per il quale dovrebbero impegnarsi totalmente per preservarlo dall’incuria. Perché non dobbiamo dimenticare che il mare per Giovinazzo è una fondamentale risorsa turistica. Un altro luogo che negli ultimi anni lascia molto a desiderare, costituendo un cattivo biglietto da visita per chi viene da fuori, è la villa comunale. Da oasi di tranquillità, nella quale anziani e bambini si godevano il verde, soprattutto nei periodi di maggiore calura, si è trasformata in ricettacolo di ladri e spacciatori che ormai ne hanno invaso tutti gli anfratti sottraendo ancora una volta ai cittadini la possibilità di ritrovare un po’ di relax gratuito in città. Tutto questo non va bene. E rivolgo pertanto un secondo invito ad Amministratori e cittadini, affinché possa essere ripristinato al più presto quel clima di sicurezza che è indispensabile per un luogo pubblico di ritrovo. Apprezzabile invece è il recupero del centro storico. Oggi registra la presenza di uno sva-

riato numero di locali e ristoranti, ai cui gestori va comunque riconosciuta la capacità di aver recuperato case fatiscenti ed abbandonate e di averle lustrate e ristrutturate, con un notevole incremento della qualità dell’immagine della zona più antica di Giovinazzo. Che altrimenti sarebbe stata abbandonata al suo destino, in quanto molti proprietari di quegli immobili si sono trasferiti. Un altro plauso dev’essere anche rivolto alla ricettività oggi presente nella nostra cittadina. Non è lontano il ricordo della mancata possibilità di poter alloggiare in occasione del periodo estivo. Si era costretti a rivolgersi a Molfetta o alla struttura alberghiera Riva del Sole, l’unica presente in loco. E quando non si trovava posto i problemi erano tanti, perché con la propria famiglia si doveva rinunciare a recarsi nel paese dove affondano le nostre origini. Tra l’altro se si era costretti ad alloggiare a Molfetta, spesso si rischiava

di perdere l’autobus per raggiungerla, poiché i mezzi garantiti erano davvero pochi. Ci restavano solo i piedi o la bicicletta nei casi più sfortunati. Fu proprio in quegli anni, quando già la costruzione del carcere era stata abbandonata al suo destino, che proposi di adibirlo a struttura alberghiera, soprattutto per noi emigranti, vista la carenza delle stesse in paese. Mi fu opposto però un netto diniego in quanto la decisione non spettava all’Amministrazione Comunale e il plesso aveva una diversa destinazione d’uso. Recentemente, con un’inversione di tendenza, si sta proprio discutendo per adibirlo alla ricettività, proprio ora che gli alberghi a Giovinazzo non mancano. Ci si auspica dunque che i nostri amministratori nel prossimo futuro puntino seriamente su un recupero a 360 gradi della cittadina. E gli emigranti ovviamente ringraziano.

LIETI EVENTI

NOZZE

13 SETTEMBRE 2008 NINA FIORENTINO & MIGUEL RODRIGUEZ

NOZZE D’ORO 29 OTTOBRE 2008

AUGURANDOTI UN FUTURO

CONIUGI VERZILLO

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AUGURANDOTI UN FUTURO ASPETTIAMO CHE LA VOSTRA UNIONE. INTANTO GIUNGANO DALA LONTANA AUSTRALIA I NOSTRI PIÙ

QUESTO TUO PARTICOLARE GIORNO DELLA TUA VITA.

I TUOI GENITORI DINO & MARION FIORENTINO

CALDI AUGURI

Gelateria Caffeteria Creperia Cornetteria Piazza Vittorio Emanuele Giovinazzo 40


8 0 o b e 0 O rt2 t

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A P G N D E L S C A T O I» R D M F O A L O M G R IN L D O E R I«ApRcoOeL T IR s d rI a p iO a se iIE ta v irN n e lT e lcunesdm O D M Icguoc’lbm S d a g o p s n m e ra n ni n iia g a u e v gg n A g a

ce« d vn a in u e vivp se o U te o b » rtè u o o a ip rtra o p p rvm lcG e u vtd è ivd … vla e vio e ce a m a l,o e a lm tb o rp .zsd clo cu it u d d in o ru g e cd la e la n o vo rn vu rL n sb io tisa .a o N g rn S ifa d a ve T in ,m n icle -d td b n ia Ia rtm szE e in .n p n a ie zp e o cb a e b rim u a e A o rtlro ssd p fce zo h d » ,g n ie b d g tn sn m -e u c--lto rse vifrc,,u u lm p .se csu cicim ca in zrllo o u sve ig E a rca !th e in in d id a .iE lm a « fo n d ib o » o cu ta rm se ta Ie n a sto tid o rvn ld n h cn h p o e m h b u n u A ta lttlo slrlrrIsim o tp csle e re n d 'n ire lm title p e a m o p re d à 'riiè t.ra in 0 1 0 a lm 0 e irp 0 ,tm a lfzsà o ru d h e trn fe r« s.n vo a a sr’ce n lm fh .3 m ? ce h .o e a rrm tfS e p o d l,isu e a n zC rd O co lce o sm te ero lsu ta sn n n id o g e rM rlld o d a g n ta ta o g m a o a n a ia S t----n icn b lo u p ia e rp z,e d a n a n a viu scd clia d lcE ù o s'o u p fIrvzcp n p a tse e a m d e o iz5 sd lh cn vù scile o p u fn ro su e lrp ’u n d lsp e lp m d n ie sN e cm tn iizn .sn d o cf,n .a lso b i--,a iru ce ,cs’a b a d e n r i s t i n s f i r i r s a r a e g trio h G N la o t z v n o t u a t s a a t o r h n p i o a p d e m t p o a m ca rg iM m c a h e p o e d l v g e . e l p d e l n f i b t m n G i l u r m o h m e n q e m a i l t n tlce a L m a ld .o fia m ie rn lp d lva g n ih a v t l a s e c i l i c o e r o s à d B l n z e r o m r d r i p b o i e s t b v p a u c , è a t r c h v c p u c l e o c è I o z p . p a o : l c h f c v n a l d e a c l r i t b s t g l d n z i e c h d s e v i t n e o g h r m , i u o a s r d m i p r f e n i u f r i o n g a i m p b e d o te rn o ’l.h n lo d m a p q m h n sg ie u h vcilÈ o a i.m N d lzu u la ccL e se tb ra c ctlh ch a h d rn sò le p l’e tG istcb e p p -h s’id p tm cso rzA q n m u n a td ,o iesrto.luuIblasdacoghplm g c p a m itrn tru o ia à è ilrieupe,on o cn re o sva e s’L tsq a m d cto rru n e rp u n o srm a n le p e t--a a o ste vtb a ie d m re ts.so u vo ip d lce p e iu e a rà sm u tia lce o vib e ld sin n ,a e p ia h a rsa ztfiq ze p ,o e tvn lo b st,v.fe .n qn u tm n o lp P n p o 1 u 9 n 6 d à 1 ’re --m n tm a triG a cb ,d rizvq é g vst a p e a ltp a è b vm o ie so e m io m p a iso p u tzcb lie è c e h r u m a s u r c u c L s o . o i c t r u e e n l s o d n o c g o n c a n i o b a t d r n s o à a u d l b l g ù i o v c l e l n m s a q u p , l i r t m p d r e g i a r d e n r ' A c g o i a g m o s i t a , C O T R S M O U N C Z O N IE A -C F IE A N C A I

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OLCRM AFGRIA

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No sn s n u o a d n g v ze ia s o m c ,an i

d o e P te ia ru lp ,o rg c a q u rL g le d u p v zie s ia tg rv in e s e s n e m m iu o i'a s tita c tu n o n c q c h a u lo B s n v n to o iv rn p lc a m o tt.p o d liv rb a c a rta --s Q .a c a u s e h d o irn ,a d rld s m d m e lim ,c ta u ln a n d a iio le p io rC ro e ilo m ’v le irn c a lg n a d e b frc n d a s zc rtb is n za a U v e g a tv h zc s iu s e o d a fs a n ,trn trv n v u e c in g td o e u rti,q 'c p q u à th ie g in là ro u s c ea u e s n la q ite p u rq o n za ta s c ttn n d e s e U n o rs c lb itio p C n a e d o rzip o p p G M o g n ro h o a rile -u c h e c e v o a ln e ,rtv u d e ie o ld im fs tn p la ta d in ls g q fa u m e io lifa N v m s v s to ro liiu e ,a lc q v ,rtp ze ,.ù a c h n ts g s a g a g u c e s O e è p n r.m iiv a '6 ò rb tzd zfa e p d ,zb a e u a rA ita n tiN s o c a h m m e m o u e p o tc u v c o ia c e zro rilo e e t s p m a ig m d le o g lrv c ils o c rA h ig rrz4 tfa ù n ta fG c tfiO m e io rd h tp a e id ra n fp tp G e v S zrs s o c iiu h n tlg o d p a a q u e lv c n o c o v e ia m rth in rf'lo tn p e s im e n a e b o Ia .c u ic o rtn lin ln g zp a v ilm n s v tu e io td a g s c a tzo n g m d d p e g e u g g ù rL a r.ih n iT M A O Iltf-p


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LAPIAZZA GI GIOVINAZZO - NOVEMBRE 2008  

MENSILE DI INFORMAZIONE, STORIA, SAATIRA, CULTURA

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