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Il Solco – Pentecoste 2021

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Il Solco 1

Editoriale

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Messaggio del Vescovo

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Saluto del Rettore

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La Comunità 2020-2021

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Nel Solco del tempo

IL SOLCO Periodico del Seminario Vescovile di Acireale Via San Martino, 6 - 95024 Acireale Tel. 095 601779 - Fax 095 601433 www.seminarioacireale.it semaci@seminarioacireale.it

LA REDAZIONE Direttore responsabile Don Marco Catalano

IN RICERCA - "CHE COSA DEVO FARE PER EREDITARE LA VITA ETERNA?" 10

Il Buon Samaritano: paradigma di cura e custodia di Fabrizio Gentiluomo

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Custodire i fratelli nella preghiera di Suor Maria Elisabetta

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L’azione della Caritas nella pandemia di don Orazio Tornabene

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«Beato l’uomo che ha cura del debole» di P. Salvatore Pontillo MI

IN COMUNITÀ - "UN ESTRANEO SULLA STRADA" 14

Rimanere nel suo Amore, una testimonianza vocazionale di Sebastiano

Coordinatore generale Don Raffaele Stagnitta CONSIGLIO DI REDAZIONE Antonio Agostini Sebastiano Marino Fabiano Orfila Seminario Vescovile di Acireale

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L'opera di Dio non può essere fermata di Sebastiano Mauro «Hai moltiplicato la gioia, hai aumentato la letizia» di Mattia Scuto

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Il Cristo Angelo di Mattia Cantali Il pentimento di Dio di Rosario Pittera

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La maturità umana nella formazione presbiterale di Cosimo Gangemi Nuove opportunità per lo studio di Dario Impellizzeri

IN DIOCESI - "VA’ E ANCHE TU FA’ COSÌ!" 22

La gratitudine è più grande di ogni ostacolo di Don Rosario Di Bartolo Senza di te non ho alcun bene di Don Sebastiano Giovanni Guarrera

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Guaritori feriti per entrare in prossimità con gli altri di Don Salvatore Grasso

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I nuovi Diaconi

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In semplicitate Cordis - in memoria di Mons. Pio Vittorio Vigo di Gianluca Franco e la Redazione

Le opere: – "Buon Samaritano", Cappella del Santissimo della Cattedrale di S. Maria Reale di Madrid, 2011 (Copertina e pag. 10);

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Resoconto offerte

– "Compimento-Gerusalemme celeste", Chiesa di

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L'anno propedeutico di don Marcello Zappalà

– "Salvezza-Battesimo", Chiesa di S. Basilio a

Il Serra Club di Vera Pulvirenti

– "Discesa agli inferi", Chiesa di S. Antonio di

Giubilei sacerdotali

S. Basilio a Roma, 2020 (pag. 1); Roma, 2020 (pag. 8); Padova, 2019 (pag. 14); – "Compimento-Crocifissione", Chiesa di S. Basilio a Roma, 2020 (pag. 20); sono realizzata dall’Atelier d’Arte e Architettura del Centro Aletti (www.centroaletti.com).


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«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico» (Lc 10,30) Editoriale

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ari lettori ed amici del Seminario, torna puntuale l’appuntamento con Il Solco, che di anno in anno esprime il desiderio di comunione non solo tra la nostra comunità e la chiesa diocesana, ma anche con tutti coloro che hanno il piacere e l’interesse di seguire l’itinerario dei seminaristi. Non essendo un semplice resoconto delle attività svolte in Seminario, la rivista vuole essere una possibilità di riflessione, che dall’interno della comunità si propone verso l’esterno – in uscita, potremmo dire. Il tema che ha accompagnato questo anno formativo prende il suo avvio dal titolo dell’ultima Lettera Enciclica del Santo Padre Francesco «Fratelli tutti», declinando l’argomento della fraternità intesa come custodia e prendersi cura del fratello che il Signore pone accanto a me. Ecco, dunque, l’asse portante che si troverà tra le pagine di questo numero: prendendo spunto dal secondo capitolo dell’Enciclica, vogliamo estendere nelle tre sezioni della rivista gli insegnamenti e le suggestioni che derivano dalla parabola del Buon Samaritano. La prima parte del periodico, denominata come di consueto “In Ricerca”, avrà la sua origine dalla domanda posta dal dottore della Legge che dà al Signore l’opportunità di narrare la parabola del Samaritano: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?» (Lc 10,25). È questa la domanda fondamentale di ogni uomo, e di una vera ricerca per una scelta che apra la vita terrena, vissuta in pienezza, alla dimensione della vita eterna. E il Vangelo ci insegna che si vive pienamente quando la nostra esistenza è rivolta verso il prossimo, il fratello vicino, secondo le parole di Gesù: «Nes-

suno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici» (Gv 15,13). In questa prima sezione troveremo riflessioni e testimonianze concrete su cosa voglia dire prendersi cura e custodire il prossimo. La seconda parte, dedicata alla vita “In Comunità”, userà lo stesso titolo che papa Francesco ha dato al secondo capitolo dell’Enciclica: «Un estraneo sulla strada». È questa una frase sintetica di quel che avviene in ogni comunità e nella famiglia umana: a primo acchito, in una visione individualista, tutti potremmo definirci vicendevolmente estranei; ma in realtà siamo prossimi gli uni gli altri, perché posti dal Signore nella medesima strada per formare nel suo nome il nuovo popolo di Dio. Vedremo dunque lungo il cammino della comunità come cresce l’amore verso Dio e verso il prossimo. La terza parte volge lo sguardo verso l’esterno, “In Diocesi”. È la spinta missionaria data dall’esortazione finale di Gesù nella parabola: «Va’ e anche tu fa’ così» (Lc 10,37). La premura e l’amore imparati nella comunità si esplicitano nei servizi ministeriali a cui si è chiamati, fermandosi a curare l’uomo che è caduto nelle mani dei briganti. Le immagini che accompagnano la rivista ci aiutano a leggere la parabola del Samaritano anche in chiave cristologica: è il Signore che ha voluto scendere verso di noi – rappresentato nelle immagini del battesimo, della discesa agli inferi, della croce/eucarestia – per fasciare le nostre ferite e ridarci la vita, per farci risorgere come lui è Risorto. Auguriamo a tutti una buona lettura! La Redazione


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Giornata per il Seminario Messaggio del Vescovo

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arissimi fratelli e sorelle, il dono dello Spirito Santo plasma e cura la Chiesa, corpo mistico

di Cristo, nell’invocazione dell’unico Dio con le parole «Abbà! Padre!» e nel medesimo tempo, attestando che «siamo figli di Dio» (cf. Rm 8, 15), fratelli tra di noi. Nello Spirito possiamo presentarci al Padre come unico popolo, pacificato per la morte e risurrezione di Gesù (cf. Ef 2, 13-18). Questi insegnamenti dell’Apostolo esprimono sinteticamente l’azione dello Spirito, che sempre opera nel mondo. Fin dalla sera di Pasqua, il Crocifisso-Risorto ha voluto unire e rinfrancare gli Undici col soffio del suo Spirito, per liberarli dal timore e renderli testimoni per il mondo. Ricevuta l’effusione dello Spirito Santo nel giorno di Pentecoste, annunceranno alle genti la salvezza compiuta da Cristo e la remissione dei peccati attraverso il battesimo. La Chiesa così si apre verso gli altri, offrendo quanto a sua volta ha ricevuto, ossia l’essere fratelli in Cristo Gesù. Anche nell’oggi della comunità diocesana possiamo favorire l’opera dello Spirito che unifica la Chiesa nella comunione (cf. Lumen Gentium, 4). In tal senso possiamo leggere il tema proposto per questa Pentecoste dal nostro Seminario, nella giornata ad esso dedicata. Infatti, custodire e prendersi cura del fratello, sono atteggiamenti tipici del cristiano che pone innanzi a se i preziosi doni dell’unità e della comunione come coordinate fondamentali. A volte, più che la bellezza di questi doni, vediamo sul corpo della Chiesa le ferite delle nostre fragilità. Ecco perché abbiamo sempre bisogno del Paraclito, lo Spirito che «sana ciò che sanguina», «guarisce ciò che è infermo e completa ciò che manca». L’olio e il vino che il Buon Samaritano versa sulle piaghe dell’uomo ferito, sono simbolo dell’azione dello Spirito che sana e guarisce. I giovani nel nostro Seminario siano aiutati e incoraggiati da tutti noi, con la preghiera e il sostegno economico, a vivere la quotidiana esperienza di fraternità e comunione, per una autentica formazione cristiana ed ecclesiale verso il presbiterato. Acireale, Pentecoste 2021 + Antonino Raspanti


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La custodia del fratello: perfezione dell'amore IN

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Saluto del rettore

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a fratellanza ed il prendersi cura possono sembrare delle realtà scontate se pensiamo ad esempio che il filosofo pagano Seneca scriveva

che «devi vivere per il prossimo, se vuoi vivere per te» e che lo spirito laicissimo della rivoluzione francese aveva proclamato i tre principi di libertà, fraternità ed uguaglianza. Ma è poi così semplice e naturale per l’uomo vivere la fraternità e prendersi cura dell’altro? Assolutamente no! Basta ricordare che nella Bibbia la prima domanda che l’uomo rivolge a Dio è quella di Caino, il quale, per scrollarsi di dosso ogni responsabilità per l’uccisione del fratello, rinfaccia a Dio: “Sono forse io il custode di mio fratello?”. Pertanto, se da una parte avvertiamo la fratellanza come desiderio perché Dio ci ha creati così, dall’altra parte sperimentiamo tutte le resistenze e le ribellioni quando si tratta di viverla. Tutto sta nel modo con cui vedo e considero il mio fratello, questione a cui Gesù dedica la parabola del buon samaritano. Chi è il mio fratello? Chi è il mio prossimo? È una minaccia o un’opportunità? È una minaccia se vedo nel fratello colui che nella sua radicale diversità mi limita perché mi mostra un bene, un guadagno, una volontà,… che non sono miei. Ma come ci ricorda Papa Francesco al n. 150 di Fratelli tutti lo stesso fratello è anche colui che mi fa prendere consapevolezza del mio limite che, «lungi dall’essere una minaccia, diventa la chiave secondo la quale sognare ed elaborare un progetto comune». Abbiamo bisogno quindi di un bene che non sia soltanto mio o tuo che ci liberi dal virus ingannevole dell’individualismo e ci ricollochi tutti nella stessa barca della vita per essere realmente ciò che siamo: esseri e-statici, esseri capaci cioè di «uscire da se stessi per trovare negli altri un accrescimento di essere» (Fratelli tutti, 88). La fratellanza non è allora solamente un uscire da se stessi per compiere qualche generica azione benefica verso l’altro, ma è molto di più: è avere a cuore il bene dell’altro ed amarlo cercando il meglio per la sua vita. Non ci può essere fraternità se non c’è amore e non c’è amore se non c’è cura dell’altro: capiamo quindi quanto siamo lontani dal vivere ciò. Se nella nostra società i tanti richiami alle libertà ed ai diritti ci riconciliano con i principi di libertà e di uguaglianza, il crescente fenomeno dei nazionalismi, la politica di regolazione e spesso di respingimento dei flussi migratori ed il comparire di nuovi muri, non solo ideologici ma anche fisici, ci ricordano che tra noi il principio di fraternità è ben lungi dall’essere sia desiderato che vissuto. In questo anno speciale dedicato alla figura di San Giuseppe, il Patrono della Chiesa Cattolica che nei vangeli più volte è ricordato per la sua azione del prendere con sé Maria ed il Bambino Gesù per prendersene cura, ci aiuti a capire cosa significa prendersi cura del fratello e confidare nell’operato provvidente del Padre celeste che non ci abbandona e ci dice non temere! Don Marco Catalano


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La Comunità 2020-2021

I anno Sebastiano Marino (21 anni) Piedimonte Etneo Parrocchia “S. Maria del Rosario”

II anno Sebastiano Mauro (23 anni) Acireale Parrocchia “S. Michele Arcangelo”

III anno GIANLUCA FRANCO (24 anni) Randazzo - Parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” DARIO IMPELLIZZERI (22 anni) Aci S. Filippo - Parrocchia “S. Filippo” FABIANO ORFILA (26 anni) Giarre - Parrocchia “Gesù Lavoratore” MATTIA SCUTO (22 anni) Acireale - Parrocchia “Maria SS. Annunziata”

IV Anno ANTONIO AGOSTINI (44 anni) Acireale Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria”


V anno MATTIA CANTALI (24 anni) Randazzo Parrocchia “Sacro Cuore di Gesù” ROSARIO PITTERA (24 anni) Acireale Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” COSIMO GANGEMI (28 anni) Aciplatani Parrocchia “S. Maria del Monte Carmelo”

VI Anno FABRIZIO GENTILUOMO (25 anni) Acireale Parrocchia “Maria SS. di Loreto”

Diaconi DON ANDREA GRASSO (27 anni) Giarre – Parrocchia “S. Isidoro Agricola” Alunno dell’Almo Collegio Capranica. DON GIAMMARIA MAZZILLI (44 anni) Linguaglossa – Comunità “Fiat! Totus tuus” DON ROSARIO RACITI (29 anni) Acireale – Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” Inviato a Mascali, Parrocchia “S. Leonardo Abate”.

Formatori Rettore: DON MARCO CATALANO Vice Rettore: DON RAFFAELE STAGNITTA Direttore Spirituale: DON GAETANO PAPPALARDO Economo: DON ROBERTO FUCILE

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Nel solco del tempo Diario 2020-2021 GIUGNO

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SETTEMBRE 21

Da poco è passata la Pentecoste e, mentre l’anno volge al termine, abbiamo l’opportunità di celebrare insieme due momenti importanti per la nostra comunità: ricorre in questo giorno l’ottantesimo anniversario di Dedicazione della Cappella del Seminario; nella celebrazione eucaristica presieduta dal Vescovo, il nostro compagno Antonio Agostini riceve l’Ammissione agli Ordini sacri! LUGLIO

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AGOSTO

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Il mese di Luglio ci vede impegnati in alcuni lavori riguardanti la nostra comunità. Ma approfittiamo anche di qualche giorno di stacco per una lunga passeggiata sull’Etna! Concludiamo la convivenza in questo anno del tutto particolare.

OTTOBRE

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OTTOBRE

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NOVEMBRE 23

È la settimana degli Esercizi Spirituali, un momento fondamentale per la nostra crescita nell’ascolto il Signore. Ci ha guidato quest’anno padre Felice Scalia, gesuita, oriundo della nostra diocesi. Ricomincia l’anno accademico allo Studio Teologico “S. Paolo”, con alcune limitazioni dovute alla pandemia ancora vigenti. La sera, partecipiamo alla celebrazione eucaristica per il nono anniversario dell’ordinazione episcopale del nostro vescovo Mons. Raspanti. Un altro evento lieto per la nostra comunità: nella parrocchia Cuore Immacolato di Maria in Acireale, viene ordinato diacono Rosario Raciti! Partecipiamo al primo dei ritiri che, con cadenza mensile, vengono predicati alla comunità. Ci accompagnerà per tutto l’anno padre Ney Simon Marcio o.a.d., della comunità di Valverde.

DICEMBRE 24

Nel giorno dell’Assunta, presso Sessano del Molise, il nostro fra’ Giammaria Mazzilli emette la sua professione solenne secondo la regola della comunità mariana “Fiat! Totus tuus”. A rappresentare tutta la vicinanza del Seminario sono presenti il Rettore don Marco e Rosario Raciti. Dopo aver iniziato un nuovo anno formativo, in questo giorno abbiamo un primo motivo di gioia. Nella Basilica Cattedrale, viene ordinato presbitero don Salvatore Grasso!

Celebriamo la solennità del Natale di Cristo partecipando alla liturgia presieduta dal Vescovo in Cattedrale. Dopo un momento conviviale, in un clima familiare, tutta la comunità veglia in preghiera celebrando insieme l’Ufficio delle Letture. L’indomani, concluso il Pontificale, rientriamo a casa per le vacanze natalizie.

Un secondo appuntamento che ci raduna insieme: a Giarre viene ordinato diacono Andrea Grasso! Nello stesso tempo lo salutiamo per il proseguimento dei suoi studi biblici a Roma. Ancora un evento lieto per la nostra comunità e tutta la chiesa diocesana: è ordinato sacerdote don Rosario Di Bartolo, nella Cattedrale di Acireale. Accompagniamo un altro nostro compagno all’ordinazione presbiterale: oggi è la volta di don Sebastiano Guarrera, ordinato nella Chiesa Cattedrale.

GENNAIO

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GENNAIO

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La solennità dell’Epifania ci raduna di nuovo insieme, e dopo la celebrazione riprendiamo la vita comunitaria.

In collegamento streaming, partecipiamo alla celebrazione avvenuta nella diocesi di Isernia-Venafro, durante la quale viene ordinato diacono fra’ Giammaria Mazzilli!


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Insieme a tutta la nostra comunità diocesana e ad altre diocesi siciliane, partecipiamo in Cattedrale alla celebrazione eucaristica per il 60° anniversario di ordinazione presbiterale del card. Paolo Romeo e di don Salvatore La Spina!

Riceviamo la visita del presidente e di alcuni membri del Serra Club per la consegna di una borsa di studio. Ringraziamo i Serrani per l’aiuto ed il sostegno, anche in un periodo difficile come quello attraversato. GENNAIO

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In prossimità della “Domenica della Parola”, il nostro compagno Antonio Agostini riceve il conferimento del ministero del Lettorato presso la parrocchia “Sacro Cuore” in Acireale.

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Oggi siamo insieme presso la parrocchia “S. Maria di Loreto”: Fabrizio Gentiluomo viene istituito accolito.

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Viene a trovarci in Seminario don Alessandro Di Stefano, che ringrazia il Signore per i suoi 30 anni di ordinazione presbiterale, ricordati attraverso un piccolo libretto. Condividiamo con lui la preghiera, la mensa, e la gioia dello stare insieme! A Randazzo, nella parrocchia “Sacro Cuore di Gesù”, partecipiamo alla celebrazione nella quale il nostro Gianluca Franco viene ammesso agli ordini sacri!

Siamo ancora nella parrocchia “Sacro Cuore” in Randazzo, questa volta per l’istituzione ad accolito del nostro compagno Mattia Cantali!

APRILE

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Subito in marcia, ci troviamo ad Aci Platani, nella parrocchia “S. Maria del Monte Carmelo”: nel corso della celebrazione eucaristica Cosimo Gangemi riceve l’accolitato.

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È la volta di Rosario Pittera, che nella parrocchia “Cuore Immacolato di Maria” in Acireale riceve il ministero dell’accolitato!

In un clima di grande semplicità e profonda gratitudine, il cardinal Paolo Romeo torna a celebrare nella Cappella del Seminario, luogo in cui venne ordinato sessant’anni prima. Un ulteriore momento di grazia!

Nel giorno in cui celebriamo l’Annunciazione del Signore, nella Basilica Cattedrale dedicata alla Vergine Annunziata, il nostro compagno Mattia Scuto riceve l’ammissione agli ordini sacri!

Ad Aci San Filippo, condividiamo il clima festoso della comunità parrocchiale ed anche nostra, perché Dario Impellizzeri riceve l’ammissione agli ordini!

Il cammino gioioso della comunità oggi fa tappa a Giarre, nella parrocchia “Gesù Lavoratore”, dove Fabiano Orfila viene ammesso agli ordini sacri!

Nella solennità di san Giuseppe abbiamo un motivo in più per ringraziare il Signore: ricorrono oggi i venti anni di ordinazione del nostro rettore don Marco Catalano!

Dopo aver prestato il nostro servizio alle celebrazioni della Settimana Santa e del Triduo Pasquale, ci lasciamo per vivere in famiglia le vacanze di Pasqua. Insieme alla comunità diocesana diamo l'ultimo saluto a mons. Pio Vittorio Vigo. Lo ringraziamo di vero cuore per il bene compiuto tra noi. Nel Santuario di Valverde partecipiamo all'ultimo ritiro mensile. Presso la parrocchia "S. Giuseppe" di Acireale, dedichiamo un momento di preghiera e meditazione sulla figura di Santo Patriarca nell'anno a lui dedicato.

Pentecoste


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In Ricerca

“Che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?”


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esù racconta che c’era un uomo ferito, a terra lungo la strada, che era stato assalito. Passarono diverse perso-

ne accanto a lui ma se ne andarono, non si fermarono. Erano persone con funzioni importanti nella società, che non avevano nel cuore l’amore per il bene comune. Non sono state capaci di perdere alcuni minuti per assistere il ferito o almeno per cercare aiuto. Uno si è fermato, gli ha donato vicinanza, lo ha curato con le sue stesse mani, ha pagato di tasca propria e si è occupato di lui. Soprattutto gli ha dato una cosa su cui in questo mondo frettoloso lesiniamo tanto: gli ha dato il proprio tempo. Sicuramente egli aveva i suoi programmi per usare quella giornata secondo i suoi bisogni, impegni o desideri. Ma è stato capace di mettere tutto da parte davanti a quel ferito, e senza conoscerlo lo ha considerato degno di ricevere il dono del suo tempo. Con chi ti identifichi? Questa domanda è dura, diretta e decisiva. A quale di loro assomigli? Dobbiamo riconoscere la tentazione che ci circonda di disinteressarci degli altri, specialmente dei più deboli. Diciamolo, siamo cresciuti in tanti aspetti ma siamo analfabeti nell’accompagnare, curare e sostenere i più fragili e deboli delle nostre società sviluppate. Ci siamo abituati a girare lo sguardo, a passare accanto, a ignorare le situazioni finché queste non ci toccano direttamente». FRANCESCO, Fratelli tutti, 63-64


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IL BUON SAMARITANO: PARADIGMA DI CURA E CUSTODIA Può sorgere in noi una domanda: "cosa vuol dire prendersi cura?". Quando parliamo di questo paradigma, facciamo riferimento ad un principio fondamentale della Bioetica, a primo acchito ci viene in mente la relazione medico-paziente oppure genitori-figli; giusto, ma è qualcosa che va oltre questi due esempi di relazione di cura. Potremmo dire con la Samaritanus bonus che la relazione di cura, rivela un principio di giustizia in una duplice dimensione di promozione della vita umana e di non recar danno al soggetto. È chiaro però che la cura per essere tale, deve essere: interessata, attenta nel senso che si accorge dei bisogni della persona, amichevole, ma deve essere anche custode cioè che custodisce la vita, che non l’abbandona, soprattutto nella vulnerabilità. Alla luce di quanto detto il prendersi cura in senso ampio esige, come dice il Papa, il riconoscimento della dignità della persona «

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l Buon Samaritano che lascia il suo cammino per soccorrere l’uomo am-

malato, è l’immagine di Gesù Cristo che incontra l’uomo bisognoso di salvezza e si prende cura delle sue ferite e del suo dolore […]». Così esordisce l’ultimo documento della Congregazione per la Dottrina della Fede inerente proprio al prendersi cura delle persone nelle fasi critiche e terminali della vita. Questa lettera che ha per titolo Samaritanus bonus ci chiama a riscoprire un figura chiave nella vita di ogni credente e non, quella del Buon Samaritano (Lc 10,30-37) che non solo si fa prossimo, ma si fa anche carico di quell’uomo che vede mezzo morto sul ciglio della strada. Papa Francesco nei suoi discorsi ha spesso citato questa figura esemplare, affinché ogni credente lo assurga a modello della propria vita. Non ultimo il Santo Padre ha dedicato il II capitolo dell’enciclica Fratelli tutti a questa mirabile figura lucana. Il Papa dopo aver attentamente svolto una riflessione intorno ai protagonisti che animano la parabola, al n.79 ci esorta dicendo: «Prendiamoci cura della fragilità di ogni uomo, di ogni donna, di ogni bambino e di ogni anziano, con quell’atteggiamento solidale e attento, l’atteggiamento di prossimità del buon samaritano». Un invito che ci spinge a prendersi cura dell’altro a 360° senza escludere nessuno.

umana, senza la quale ci sarebbe una cura efficace del punto di vista patologico, ma sterile dal punto di vista affettivo. Infatti, noi siamo chiamati ad essere come il Buon Samaritano che non solo cura le ferite, ma si interessa dell’uomo incappato nei briganti, operando così una relazione essenziale tra il to cure (curare) e il to care (prendersi cura). In questa relazione avere fede non sconta dal prendersi cura, ma risulta essere quella marcia in più per operare questa speciale osmosi. Fabrizio Gentiluomo


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VISITARE IL FRATELLO E CUSTODIRLO NELLA PREGHIERA

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arissimi lettori, Dio sia benedetto! Siamo le Suore della Visitazione Santa Maria. Ci è stato chiesto di raccontarvi

come viviamo noi contemplative la custodia dei fratelli. All’inizio del nostro Direttorio spirituale per le azioni giornaliere il nostro Santo Fondatore, Francesco di Sales, pone questa Intenzione generale: Tutta la loro vita e i loro esercizi siano per unirsi con Dio, per aiutare con preghiere e buoni esempi la santa Chiesa e la salvezza del prossimo. Per questo (le sorelle) nulla devono tanto desiderare quanto di essere talmente virtuose che il loro buon odore, salendo gradito a Dio, si spanda nel cuore dei fedeli. Con un linguaggio più moderno parleremmo di intercessione e testimonianza. L’intercessione è la forma di custodia principale che noi esercitiamo: pregare chiedendo grazia per tutti gli uomini, principalmente per la Chiesa. Come afferma l’Istruzione Verbi Sponsa (C.I.V.C.S. V.A. 1999), “al cuore amante e alle mani giunte delle claustrali è affidato il cammino della Chiesa”. Cosa facciamo? Come una mamma custodisce il proprio figlio, non tenendolo chiuso in casa, ma seguendolo con tutto l’affetto del proprio cuore, con il pensiero, con la premura di conoscere le persone che frequenta, così le “madri nello spirito” seguono con l’amore, la preghiera e l’offerta dei propri sacrifici tutti i figli di Dio e in

sono discordie, solitudine, incomprensioni; siamo in ospedale

maniera particolare i Sacerdoti, che sono chiamati a promuo-

accanto ai malati, ai moribondi, in ogni luogo dove ci sono

vere la fede e la vita religiosa dei fedeli, e il Seminario, che è

sofferenze e lutti. Chiediamo al Signore di consolare, di dare

il cuore della Diocesi e il luogo dove si formano i futuri sacer-

forza, di tirare fuori dall’abisso del peccato, di riversare la

doti. A Suor Maria Margherita Bogner, visitandina ungherese

sua grazia particolarmente sui moribondi che si trovano in

di cui è in corso il processo di beatificazione, un giorno venne

situazioni spirituali difficili. Anche a noi viene chiesto: “Dov’è

chiesto perché pregasse e offrisse tutto per le anime dei con-

tuo fratello?” In quale abisso di miseria? Non possiamo e non

sacrati e non invece per quelli che erano lontani da Dio. Ed

dobbiamo rispondere: “Sono forse io il custode di mio fratel-

ella rispose: “perché un’anima accesa d’amore porta con sé

lo?” La clausura non è un rifugio dai problemi o la ricerca di

migliaia di anime”. È l’amore che nutre il desiderio e spinge a

un godimento intimistico ma è un martirio d’amore […] per

fare tutto per l’Amato; è l’amore che custodisce, perché chi si

fare e patire tutto ciò che piacerà all’Amore (Santa Giovanna

sente amato difficilmente si allontana dalla sorgente dell’Amo-

Francesca de Chantal), è farsi carico dei pesi di tutti i fratelli

re. Il comandamento di Gesù di amarci gli uni gli altri orienta

anche con la riparazione per i torti fatti a Dio, accogliendo

la nostra vita, ci fa pensare agli altri per cercare il loro bene

il grido del Sacro Cuore alla nostra Santa sorella Margherita

senza guardare noi stesse cioè con dedizione totale. Secon-

Maria Alacoque: Ecco il Cuore che ha tanto amato gli uomini

do il significato del nostro nome “Visitazione”, cerchiamo di

da non risparmiare nulla […] per testimoniare loro il suo amo-

visitare tutti spiritualmente con la preghiera e l’offerta del no-

re; e come riconoscenza non ricevo dalla maggior parte che

stro lavoro, fatiche, sofferenze, mortificazioni per la salvezza

ingratitudini, almeno tu amami.

delle anime e in suffragio delle anime del Purgatorio. Una sorella anziana, andata in cielo qualche anno fa, diceva di non addormentarsi mai la sera senza aver prima visitato tutto il mondo e averlo raccomandato al Signore. Accompagniamo l’umanità al lavoro, a scuola; entriamo nelle famiglie dove ci

Suor Maria Elisabetta Monastero della Visitazione di Santa Maria – Acireale


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L’AZIONE DELLA CARITAS DIOCESANA DURATE LA PANDEMIA

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ra Febbraio 2020 e ricordo che mentre ad Acireale si

avvicendavano volontari provenienti dalle varie parrocchie

festeggiava il carnevale, a Bergamo si diagnosticava il

della nostra Diocesi, per aiutare le varie famiglie che, giorno

primo caso di Covid-19. La sera del 9 marzo 2020, l’allora

dopo giorno, iniziavano a sentire il peso e la difficoltà arre-

premier Conte, tra lo stupore degli italiani, ignari di tutto,

cata dallo stop lavorativo forzato.

proclamava l’intero Paese zona protetta. Tutti a casa per con-

Inoltre, un’altra esigenza da fronteggiare è stata la crisi

tenere il contagio di questo nemico invisibile. Il Vescovo, me-

psicologica causata della psicosi arrecata dal virus. A tal fine,

more delle parole dell’Apostolo: «l’amore di Cristo ci spinge»

si è approntato un numero utile, ovvero il numero del nostro

(2Cor 5,14), ha chiesto ad alcuni Uffici di continuare il loro

Ufficio, dove rispondevano professionisti. Adesso il Centro di

servizio; la Chiesa non può tirare i remi in barca, soprattutto

Ascolto della nostra sede di via Galatea è anche psicologico.

se incalza la bufera. La nostra Caritas, adottando le misure di

In Diocesi a seguito alla pandemia sono nati due CdA, uno a

sicurezza, è rimasta presente alla maniera del Vangelo. Anzi-

Giarre, presso la Parrocchia sant’Isidoro Agricola, e l’altro a

tutto ponendosi in ascolto. Infatti, come prima cosa ci siamo

Riposto, presso la Parrocchia SS. Apostoli. Le altre Parrocchie

preoccupati di contattare le varie Parrocchie ed in base ai

non sono rimaste a guardare. Ognuna, in base alle proprie

bisogni, iniziare a distribuire gli interventi ed i primi fondi stra-

possibilità, ha messo in campo la creatività della carità. Per-

ordinari giunti dalla CEI. Ascolto che è divenuto subito azio-

tanto, questa emergenza ha inferto sì ferite sociali, intaccan-

ne, mobilitando ed innescando una reazione di solidarietà,

do l’intero tessuto, ed un rischio da temere è che l’ansia che

cercando di fronteggiare le aumentanti richieste di soccorso.

sta caratterizzando questo periodo possa uccide la speranza;

Nel frattempo, la Provvidenza si presentava sotto svariate

ma siamo altresì convinti che ripartendo insieme, nella Fede e

forme di offerte: volontariato, soldi e derrate alimentari. Tra

nella Carità autentica si possa andare oltre. Siamo certi che,

quest’ultime, una su tutte è stata la donazione da parte di un

in tempi come questi non è il momento di pensare a quello

imprenditore della provincia di Verona, il quale ha donato 9

che non si ha, bensì a stabilire quello che si può fare con

tonnellate di beni di prima necessità. Eravamo impreparati e

quello che si ha (cfr. E. Hemingway, Il vecchio e il mare).

non sapendo dove depositare gli ingenti quantitativi di derrate alimentari che giungevano, abbiamo chiesto aiuto al nostro Seminario Vescovile. I superiori subito hanno accolto con favore l’istanza da noi posta e ci hanno permesso di utilizzare il cortile e il grande refettorio. Per giorni, in Seminario, si

don Orazio Tornabene


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«BEATO L’UOMO CHE HA CURA DEL DEBOLE»

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a vita consacrata di fratel Leonardo

di orrore e di paura", quali i cuori di

è la storia di chi ci insegna come la-

coloro che venivano emarginati dalla

sciarci capovolgere totalmente l'esisten-

società e dalla famiglia stessa a causa

za da Dio e dare una nuova finale alla

della malattia.

parabola del Buon Samaritano, perchè

Oggi fratel Leonardo sarebbe qui

non basta prendersi cura di chi soffre,

a consolarci per le nostre debolezze e

bisogna anche saper prendere il suo

le nostre fragilità nel nostro essere buo-

posto.

ni samaritani. Il nostro viaggio, infatti,

Quando fratel Leonardo da agen-

ci rende spesso stanchi, perchè sulla

te immobiliare lasciava la sua casa a

nostra cavalcatura abbiamo caricato

cinquantadue anni, quel primo giorno

coloro per cui abbiamo avuto compas-

dell'anno 1993, entrava in una nuova

sione. Infatti, seppure fratel Leonardo

abitazione, la "Tenda di san Camillo".

paragonava i suoi venticinque anni di

Non solo iniziava un nuovo anno, ma

vita consacrata a una bella rosa rossa,

iniziava una nuova vita, quella che gli avrebbe fatto eredi-

non nascondeva le sue spine. Penso che il sangue sparso

tare «la vita eterna». Sposava lo stile di vita di san Camillo

nell'incendio causato da uno degli ammalati di Aids sia ora

che diceva: «Beati voi, se potrete essere accompagnati al

testimone della nobiltà e della santità della missione di ciascu-

tribunale di Dio da una lagrima, da un sospiro, da una be-

no di noi al servizio del bisognoso, perchè è «beato l'uomo

nedizione di questi poverelli infermi». Parole che lo portarono

che ha cura del debole, nel giorno della sventura il Signore

a professare il quarto voto camilliano del rischio della vita

lo libera» (Sal 41,2).

nell'assistenza agli infermi. Fratel Leonardo si definiva come un uomo povero di valore, ma ricco di umanità, che lo rendeva capace di piegarsi su quei corpi carcerati e condannati a una malattia non debellabile, come quella dell'Aids, fino ad avere viscere di carità «come una madre verso il suo unico figlio infermo». Ha saputo rendere una calda locanda quelle "prigioni e luoghi

P. Salvatore Giuseppe Camillo Pontillo MI


In Comunità

“Un estraneo sulla strada”


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I

«

l mettersi seduti ad ascoltare l’altro, caratteristico di un incontro umano, è un paradigma di atteggiamento accoglien-

te, di chi supera il narcisismo e accoglie l’altro, gli presta attenzione, gli fa spazio nella propria cerchia. Tuttavia, «il mondo di oggi è in maggioranza un mondo sordo […]. A volte la velocità del mondo moderno, la frenesia ci impedisce di ascoltare bene quello che dice l’altra persona. E quando è a metà del suo discorso, già la interrompiamo e vogliamo risponderle mentre ancora non ha finito di parlare. Non bisogna perdere la capacità di ascolto». Venendo meno il silenzio e l’ascolto, e trasformando tutto in battute e messaggi rapidi e impazienti, si mette in pericolo la struttura basilare di una saggia comunicazione umana. Si crea un nuovo stile di vita in cui si costruisce ciò che si vuole avere davanti, escludendo tutto quello che non si può controllare o conoscere superficialmente e istantaneamente. Tale dinamica, per sua logica intrinseca, impedisce la riflessione serena che potrebbe condurci a una saggezza comune. Possiamo cercare insieme la verità nel dialogo, nella conversazione pacata o nella discussione appassionata. È un cammino perseverante, fatto anche di silenzi e di sofferenze, capace di raccogliere con pazienza la vasta esperienza delle persone e dei popoli». FRANCESCO, Fratelli tutti, 48-50


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Rimanere nel suo Amore Una testimonianza vocazionale

S

alve a tutti, mi chiamo Sebastiano Marino ho 21

i fratelli che ho incontrato. Desidero ancora crescere

anni e provengo dalla Comunità Parrocchiale “S.

nella fede, nella speranza, nella carità, nell’obbedien-

Maria del Rosario” in Piedimonte Etneo. Parlare della

za, nell’essere figlio e piccolo strumento per i piccoli a

Bellezza è possibile solo scoprendo di essere parte e

servizio della Chiesa che è mia madre.

protagonisti, insieme ai fratelli, del grande dono dell’Amore di Dio. Ho sempre sognato di ricercare la bellezza nella creazione, nelle relazioni e in ciò che sono.

Al Sacro Cuore di Gesù, a Maria e a Giuseppe e nelle mani della Chiesa affido con fiducia e gioia il mio cammino di discernimento della volontà di Dio per la Sua maggior gloria. Sub Tutela Dei.

Nel mio cammino di discernimento occupano un posto importante l’esperienza dell’Oratorio, del gruppo Ministranti, del gruppo Giovani e degli incontri della mia vita, diventando tessere di un grande mosaico, opera che, ieri come oggi, è in costante realizzazione. Ho sempre avuto la grazia di vedere il sorriso di Dio, nella mia famiglia che mi ha generato, nei miei amici, con il mio parroco e con tutti coloro che sono stati e sono riflesso della Sua Luce. Sin da piccolo, ma soprattutto durante gli studi al Liceo Scientifico, ho intuito sempre di più una sete che potevo “ascoltare” solo nella S. Messa quotidiana, nell’adorazione dell’Eucarestia – autostrada per il cielo –, nella preghiera e in tutti i momenti che mi mettevano davanti a Dio. Tante testimonianze, che poche righe qui non possono contenere, mi hanno portato a rendermi conto che siamo nati per non morire mai più e che il nostro essere è chiamato a spandere nel mondo il profumo di Cristo. Tutta questa «vita in abbondanza» (Cfr Gv 10,10) mi ha incoraggiato a rispondere alla chiamata che avvertivo forte nel cuore ad un semplice e personale invito di Gesù: «Rimanete nel mio Amore» (Gv 15,9). Grazie al mio Padre Spirituale e ad un grande desiderio di Cristo ho iniziato a camminare decidendomi nel mio cuore per il santo viaggio della Vita (Cfr Salmo 83) e desidero farlo per il resto della mia esistenza, anche per consacrarmi a Lui e per dirGli semplicemente "Grazie" con il mio "Sì". Il mio sogno è scoprirmi ogni giorno seme che, nella Sua volontà e per la Sua Misericordia, è pronto a morire per rinascere, qui dove mi trovo dal 19 settembre 2020: nel Seminario Vescovile di Acireale con

Sebastiano Marino


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L’OPERA DI DIO NON PUÒ ESSERE FERMATA

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ome di consueto, anche quest’anno alcuni tra gli alunni del Seminario Vescovile di Acireale hanno ricevuto l’ammissione agli ordini sacri del Diaconato e del Presbiterato e i ministeri del Lettorato e dell’Accolitato. Quest’anno, in via del tutto eccezionale, nell’osservanza delle norme anti covid-19, si è ritenuto più opportuno celebrare questi momenti di gioia e di grazia nelle parrocchie di appartenenza dei seminaristi. Ciò ha permesso la presenza di sacerdoti, parenti e amici per ciascun seminarista evitando di creare assembramenti. I candidati ammessi agli ordini sacri sono stati i seminaristi: Gianluca Franco, domenica 14 febbraio; Dario Impellizzeri, domenica 21 febbraio; Fabiano Orfila, sabato 13 marzo e Mattia Scuto, giovedì 25 marzo. Il ministero del lettorato conferito al sem. Antonio Agostini, domenica 26 gennaio. Infine il conferimento del ministero dell’accolitato ai seminaristi: Fabrizio Gentiluomo, domenica 7 febbraio; Mattia Cantali, sabato 6 marzo; Cosimo Gangemi, domenica 7 marzo e Rosario Pittera, domenica 14 marzo. Adesso ciascuno di loro vivrà il proprio cammino secondo le caratteristiche di questi passi: una

più radicale sequela del Signore, l’ascolto e l’annuncio della Parola, la vicinanza e il servizio all’Eucarestia e al popolo santo di Dio. Sono state delle celebrazioni molto intense e partecipate; preghiamo sempre il Signore affinché mandi nuove vocazione sacerdotali per la nostra amata diocesi di Acireale! Sebastiano Mauro

«HAI MOLTIPLICATO LA GIOIA, HAI AUMENTATO LA LETIZIA» (Is 9,2) «

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i chiamò perché stessero con lui e per mandarli». Questo sintetico ma incisivo versetto tratto dal Vangelo di Marco sintetizza in maniera perfetta la nuova esperienza di vita comunitaria che dal mese di settembre, per suggerimento del Vescovo, viviamo in Seminario. Il fine di ogni chiamata è anzitutto stare con Gesù, entrare in comunione con lui per condividere la sua vita. Non si tratta di fare qualcosa per… ma di condividere qualcosa con…, Papa Benedetto XVI esprime tutto ciò nell’introduzione all’Enciclica “Deus Caritas Est” dove afferma che: «All'inizio dell'essere cristiano non c'è una decisione etica o una grande idea, bensì l'incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva». Innanzitutto il tempo del Seminario è un dono prezioso, perché già da qui si inizia a vivere e a sperimentare in maniera più autentica il dono dello stare con il Signore e della fraternità in questo nuovo modo di vivere insieme. Per riscoprire in maniera nuova la forza della comunità, che è la fraternità sacerdotale, la quale nasce dall’amore di Cristo: preti non si diventa mai da soli! L’insistenza su questo aspetto del vivere pienamente il tempo che ci è concesso non è qualcosa di scomodo, ripetitivo o peggio ancora uno slogan, ma al

contrario per un seminarista vivere il Seminario come una comunità, una casa, significa accogliere gli altri come un dono di Dio e affidarsi ai superiori perché aiutino a verificare l’autenticità della propria vocazione. Vivere il tempo del Seminario come un’autentica comunità è quanto la Chiesa oggi chiede a noi seminaristi per essere domani Sacerdoti che vivano veramente e non soltanto a parole una vera fraternità sacerdotale. In secondo luogo, il vivere il Seminario ci favorisce la possibilità in modo particolare di essere utili gli uni per gli altri, ad esempio nella cucina, nella lavanderia e nelle pulizie comuni. Queste esperienze che prima non facevamo – poiché ritornavamo a casa settimanalmente – oggi, alla luce del futuro ministero presbiterale, ci aiutano maggiormente a capire nella quotidianità delle giornate, attraverso i sorrisi, gli scherzi e lo stare insieme, l’impegno e l’importanza della Fraternità. Le gioie autentiche, quotidiane, vere della vita, infatti, trovano tutte origine in Dio. Questa esperienza fraterna di vita ecclesiale vede alle spalle un cammino di fede per la gloria di Dio, per la nostra santificazione e per la comune edificazione del corpo mistico della Chiesa in cui viviamo e siamo, fedeli al comandamento dell’amore. Mattia Scuto


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IL CRISTO ANGELO

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a storia della teologia della Chiesa ha conosciuto differenti fasi nate dalla continua tensione per la comprensione del mistero di Cristo e della sua rivelazione. Questa riflessione iniziò immediatamente in seno al primo gruppo di fedeli provenienti dalla tradizione giudaica, ancora prima, o comunque contemporaneamente, a che gli scrittori ecclesiastici redigessero i testi del Nuovo Testamento. I giudeo cristiani affrontarono la riflessione con l’applicazione a Cristo di quelle categorie teofaniche contenute nell’Antico Testamento come il Nome, il Giorno, l’Angelo, lo Spirito. La cristologia angelica è una delle espressioni giudeocristiane più interessanti perché, alla luce della riflessione veterotestamentaria dell’Angelo di Yahweh, anticipa la teologia giovannea dell’inviato; ma soprattutto coglie e tenta di categorizzare la dottrina della preesistenza del Figlio e la sua sussistenza personale quale Dio. Essa conobbe un modesto sviluppo non oltre il IV secolo in testi fondamentali della tradizione cristiana come il Pastore di Erma e (velatamente) nella lettera agli Ebrei, così come in testi apocrifi testimoni di un humus teologico giudeocristiano come l’Ascensione di Isaia, il Vangelo di Pietro e il II Libro di Enoc. Il titolo di Cristo-Angelo fu del tutto assorbito dalla più matura teologia del Logos che informerà l’intera riflessione patristica; tuttavia parrebbe persistere in alcune espressioni liturgiche: per alcuni infatti l’Angelo Santo del sacrificio eucaristico appellato nel canone romano sarebbe proprio il Signore Gesù, nunzio della volontà divina e unico mediatore accetto al Padre. Ai più una tale ricerca teologica potrebbe sembrare inutile di fronte alla più complessa e fondamentale quantità di temi dogmatici che scandiscono la fede cattolica, ciononostante è utile a cogliere come l’intelligenza credente della Chiesa, quando è animata dallo Spirito Santo, non conosce incursioni dottrinali ex abrupto, quanto piuttosto una lenta maturazione delle categorie teologiche che, seppur diverse in base ai tempi o ai luoghi di formulazione, ricapitolano l’unico e medesimo mistero divino rivelatoci in Gesù Cristo. Mattia Cantali

IL PENTIMENTO DI DIO

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iunti oramai al termine del primo ciclo istituzionale è forse questo il tempo di fare sintesi. Ad ogni studente, giunto a questo punto del suo cammino accademico, è chiesto di redigere un breve elaborato (tesi di baccalaureato) dove, attraverso la guida dei docenti, viene approfondita una specifica tematica per “mettersi in discussione”. La tematica da me approfondita mette al centro un sentimento che se attribuito all’uomo non desta alcuno stupore, se attribuito a Dio può far sorgere non poche domande: il Pentimento di Dio. Intere generazioni di uomini hanno tentato di comprendere il divino secondo forme e modi sempre nuovi utilizzando mezzi e parole provenienti dalle diverse culture di appartenenza, come tentativo di definire, spiegare e rendere comprensibile ciò che altrimenti sarebbe rimasto totalmente trascendente. Tale considerazione di Dio è ricorrente in numerosi brani scritturistici (Gen 6,4-8; Es 32,14; 1 Sam 15,11) e con molta libertà, lungo tutto l’AT. Il pentimento non è il segno di una possibile contraddizione in Dio, né si vuole mettere in luce la debolezza di un Dio “patetico”, cioè mosso da passioni umane, bensì si vuole esaltare la sua santità, considerare il suo agire non secondo un piano immutabile ma sempre rivolto a favore dell’uomo. Dio non sente pentimento come gli uomini a seguito di un errore, poiché compiere un atto malvagio o pensare a qualcosa di malvagio sarebbe incompatibile con la sua bontà. Dio non si pente mai né di un agire malvagio, né di un fallimento ma soltanto in vista della salvezza dell’uomo per mostrarsi quale Signore e salvatore della storia. Dinnanzi a tali constatazioni le domande sono molteplici: come è possibile ammettere il concetto di “pentimento” in Dio? forse dovremmo considerare il nostro pensiero sbagliato oppure è possibile ammettere che Dio si è “adattato” alla nostra debolezza permettendoci di comprendere qualcosa intorno a Lui? Rosario Pittera


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LA MATURITÀ UMANA NELLA FORMAZIONE PRESBITERALE

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artendo dagli studi psicologici condotti prima del mio ingresso in Seminario ho tentato di effettuare un’ulteriore sintesi con i contenuti offertimi in questi 5 anni di formazione allo Studio Teologico San Paolo focalizzando la mia attenzione proprio sulla formazione sacerdotale e sull’imprescindibile importanza data alla dimensione umana e a quegli strumenti (tra cui l’accompagnamento psicologico) utili per il suo raggiungimento. Dal Concilio Vaticano II in poi, che ha posto come meta ultima della formazione sacerdotale l’edificazione di un cuore “da pastore”, la dimensione umana ha assunto sempre più un’importanza ineludibile. Ad essere sempre più chiara è l’idea che sacerdozio ed umanità non costituiscono due categorie che si escludono a vicenda ma piuttosto che entrambe, in scambievole e reciproco dialogo, sono chiamate a trovare spazio nel presbi-

tero poiché solo muovendo da un’umanità ben strutturata è possibile vivere il proprio ministero nella pienezza, come chiamata ad una oblatività che sappia trasformare il proprio sacrificio in vita donata. In altre parole, ciò che emerge dai documenti, e da una sincera lettura della realtà circostante, è la necessità di un accompagnamento che sappia spingere verso un’integrazione psico-affettiva del candidato. Si tratta di formare personalità integrate cioè personalità «dal cuore dilatato verso l’alto e verso il basso – direbbe Manenti – sensibili alla luce delle stelle ma anche alle ombre dell’uomo, capaci di toccare il cielo senza la paura del sentirsi pienamente umani». Formare uomini-preti: questa è la sfida della Chiesa contemporanea. Formare personalità pacificate con la propria umanità capaci di annunciare il vangelo dentro i propri limiti e le proprie fragilità, capaci di essere tra-

sparenza di Dio nonostante le correnti avverse, segregati in seno al Popolo per passione all’uomo e debitori di una chiamata che ha trasfigurato la propria storia.

NUOVE OPPORTUNITÀ PER LO STUDIO

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i sa che la vita del seminarista è dettata da ritmi serrati dove la preghiera e lo studio hanno ruoli predominanti nella sua formazione. Entrambe queste dimensioni devono essere attentamente curate da noi futuri sacerdoti! Come la preghiera nutre e riscalda il cuore, uno studio serio e attento ci fornirà quel nutrimento necessario per poter affrontare le sfide che il mondo, oggi, ci propone. Per lo studio, noi seminaristi, possiamo attingere dalla nostra biblioteca e da quella diocesana, attigua ai nostri locali. Una biblioteca è sempre una ricchezza enorme e senza valore; diceva Ingre Feltrinelli: «i libri sono tutto. I libri sono la vita». Proprio per questo, l’estate scorsa, ci siamo occupati della sistemazione del fondo donato dal compianto sacerdote Salvatore Arcifa presso la biblioteca

del Seminario e di altri fondi, più piccoli, donati da nostri benefattori, che abbiamo collocato e catalogato nella nuova sala studio don Attilio Gangemi. Un lavoro che ha visto coinvolta l’intera comunità; un lavoro faticoso, sicuramente, ma che ci ha visto uniti nel lavoro e, perché no, ci ha fatto capire che la cultura ha un suo “peso” – a volte tanto grande! Voglio concludere con una citazione di Gabrielle Zevin, la quale afferma: «Una città senza libreria è un luogo senza cuore»; non a caso, dunque, la nostra libreria è accanto la cappella maggiore, cuore del Seminario e dell’intera Diocesi! Dario Impellizzeri

Cosimo Gangemi


In Diocesi

“Va’ e anche tu fa’ così!”


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«

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'è anche un aspetto dell’apertura universale dell’amore che non è geografico ma esistenziale. È la capacità

quotidiana di allargare la mia cerchia, di arrivare a quelli che spontaneamente non sento parte del mio mondo di interessi, benché siano vicino a me. D’altra parte, ogni fratello o sorella sofferente, abbandonato o ignorato dalla mia società è un forestiero esistenziale, anche se è nato nello stesso Paese. Può essere un cittadino con tutte le carte in regola, però lo fanno sentire come uno straniero nella propria terra. Il razzismo è un virus che muta facilmente e invece di sparire si nasconde, ma è sempre in agguato. Voglio ricordare quegli “esiliati occulti” che vengono trattati come corpi estranei della società. Tante persone con disabilità «sentono di esistere senza appartenere e senza partecipare». […] Ugualmente penso alle persone anziane «che, anche a motivo della disabilità, sono sentite a volte come un peso». Tuttavia, tutti possono dare «un singolare apporto al bene comune attraverso la propria originale biografia». La soluzione non è un’apertura che rinuncia al proprio tesoro. Come non c’è dialogo con l’altro senza identità personale, così non c’è apertura tra popoli se non a partire dall’amore alla terra, al popolo, ai propri tratti culturali. Non mi incontro con l’altro se non possiedo un substrato nel quale sto saldo e radicato, perché su quella base posso accogliere il dono dell’altro e offrirgli qualcosa di autentico. È possibile accogliere chi è diverso e riconoscere il suo apporto originale solo se sono saldamente attaccato al mio popolo e alla sua cultura». FRANCESCO, Fratelli tutti, 97-98.143


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I nuovi Presbiteri LA GRATITUDINE È PIÙ GRANDE DI OGNI OSTACOLO

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o scorso 6 luglio, mentre mi trovavo nella cucina del seminario il Rettore, chiamandomi a colloquio mi chiese: “Rosario, il 14 settembre hai impegni?”, “No, don Marco”, “Ecco, non ne prendere, sarai ordinato presbitero”. Il Signore si è sempre servito della cucina per chiamarmi e adesso per inviarmi! Da quel giorno sono state tante le emozioni che mi hanno coinvolto: la gioia e l’entusiasmo della missione, l’ansia e l’inadeguatezza di essere chiamato “padre” a 26 anni. Mettere in ordine le idee su questi mesi di sacerdozio, così brevi ma intensi, è davvero difficile, ma sicuramente i momenti più significativi sono: Il giorno dell’ordinazione. “Abbracciato” dal presbiterio e dall’assemblea in preghiera ho sperimentato che in questi anni di cammino non sono stato solo, ma sono stato amato e continuo ad essere amato e sostenuto da tante persone. È da quell’abbraccio che ha senso il celibato, una vita piena e donata agli altri… senza riserve.

L’inizio del ministero a Macchia e a Tagliaborsa. Dal giorno della nomina ho immaginato come poter amare la “Sposa”. In questi mesi ho sperimentato che il ministero è vivo e vissuto nella preghiera nel dialogo e nel dono di se agli altri. Ogni giorno nella Celebrazione Eucaristica si rinnova il sacrificio della Croce, il dono di un Amore infinito che non si sdegna di passare tra le mie mani… mani che benedicono e che fanno passare la luce della Misericordia di Dio. Sono passati pochi mesi dall’ordinazione presbiterale. Ogni tanto si fa compagna la stanchezza e la difficoltà del donarsi in modo totale e gratuito, ma la gratitudine è sempre più grande di ogni ostacolo. Ogni giorno non posso fare altro che ringraziare il Signore perché mi concede la sua grazia, perché mi fa incontrare persone che mi aiutano a crescere nel ministero e attraverso queste relazioni mi fa comprendere cosa vuol dire amare per amore. Ogni giovedì in Parrocchia pre-

ghiamo per le Vocazioni e per il seminario, e ogni volta che si prega tante sono le immagini che scorrono nella mia mente… dinanzi a tutto questo non posso fare altro che ringraziare il Signore per il dono del seminario. Anche oggi vi chiedo di pregare per il cuore della diocesi affinché continui a battere per donare sante vocazioni per il bene della Santa Madre Chiesa. Don Rosario Di Bartolo

«SENZA DI TE NON HO ALCUN BENE»

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alve a tutti, sono padre Sebastiano Guarrera giovane presbitero della Diocesi di Acireale. Già sono passati diversi mesi dalla data che ha segnato la mia vita, in quel lontano/vicino 17 settembre 2020 in cui diventavo sacerdote per sempre, nella Basilica Cattedrale di Acireale. Sono diverse le emozioni che porto nel cuore a distanza di questo tempo che è passato in modo rapido, sicuramente perché vissuto bene. Nei giorni precedenti all’ordinazione presbiterale erano tante o forse infinite le domande che albergavano dentro di me, tra cui quella più semplice e forse anche profonda: "Ma è veramente arrivato questo momento, l’attimo del Sì definitivo, come quello di Maria?". Il Signore ha collocato nella mia vita quel germe di vocazione sacerdotale, che io inizialmen-

te non capivo e che se capivo, cercavo di evitarlo, ma alla fine ho compreso, che quando il Signore chiama, è impensabile dire di no. Dopo tutti questi pensieri che circolavano nella mia mente, mi sono ritrovato con la pace nel cuore nel grande giorno, in cui tra i momenti più belli ricordo: la litania dei Santi, momento in cui mi trovavo a stretto contatto con il freddo pavimento, segno della mia pochezza dinnanzi alla grandezza e maestosità di Dio; l’imposizione delle mani, attimo in cui prima il vescovo Sua Ecc.za Mons. Antonino Raspanti e poi dopo tutti i sacerdoti presenti, hanno invocato lo Spirito Santo su di me; così come il momento dell’unzione delle mani con il Sacro Crisma e infine la conclusione con i riti esplicativi dove sono stato rivestito con le vesti liturgiche sacerdotali.


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GUARITORI FERITI PER ENTRARE IN PROSSIMITÀ CON GLI ALTRI «

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rendete, questo è il mio corpo», sono le parole che dallo scorso 9 settembre, consentono al Padre con la rugiada dello Spirito – che mi ha consacrato per il sacerdozio ministeriale – di santificare il pane in Corpo di Cristo per la comunità Sua Sposa che continua a gridare “Vieni”. «Lo Spirito e la sposa dicono: “Vieni!”» (Ap 22,17). In questi mesi ho avuto modo di fare esperienza del dono immeritato del presbiterato, oltremisura inafferrabile alla ragione e persino al cuore, dinanzi al quale mi scopro costantemente piccolo, fragile e incongruente. «Ricordati di tutto il cammino che il Signore tuo Dio ti ha fatto percorrere» (Dt 8,2) poiché così impareremo da Dio «a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore» (Salmo 89,12). Non posso dimenticare gli anni di formazione al Seminario di Acireale, le esperienze di carità e pastorali in diocesi, il proseguimento degli studi a Roma e il successivo ritorno alla quotidianità dapprima virtuale a motivo del covid e poi fattiva e familiare al Seminario di Acireale. Nella stretta, sobria ed essenzializzante, della pandemia ho ricevuto in Cattedrale il sacramento dell’Ordine Sacro nel grado del presbiterato che mi ha introdotto in realtà

del tutto inaspettate per servire Cristo e la Chiesa. Il mio ministero è iniziato sin da subito quale vicario parrocchiale presso il Santuario diocesano “Sacratissimo Cuore di Gesù“ in Acireale, sperimentando la fraternità presbiterale col parroco Don Gabriele Patanè e la cordiale unione spirituale con le Suore del Monastero Visitazione Santa Maria. Al contempo, ho iniziato la difficile missione educativa quale professore di religione all’Alberghiero “G. Falcone”. Trascorsi pochi mesi, il cuore ha dovuto allargare i suoi confini affiancando il parroco quale vicario parrocchiale presso la vicina Parrocchia “Cuore Immacolato di Maria”, comunità ricca di gruppi, associazioni e realtà ecclesiali, storie e volti di giovani ed anziani che seppur dietro a mascherine, con la fatica del distanziamento sociale stanno sempre più divenendo familiari, amici, “di casa” tra le case del nostro quartiere bisognoso di cura e di sinceri affetti. Traslochi, spostamenti, fatiche, gioie, incontri, incoerenze, sofferenze e speranze sono la costante del servizio a quel Dio che incarnandosi non ha esitato a spezzare sé stesso e darsi ai suoi. Spesso di fronte all’inestimabile grandezza dei doni ricevuti mi sento ingrato, misero, inadatto, ma il Signo-

Un altro momento importante è stato il giorno della prima messa, presieduta nella mia amata Dagala del Re insieme ai sacerdoti presenti e ai parrocchiani che mi hanno sostenuto fin dalla mia fanciullezza. Un altro grande dono è stata la mia nomina a vicario parrocchiale nella Parrocchia "Gesù Lavoratore" in Giarre. Ad oggi posso confermare come le sorprese di Dio sono state sempre grandi nella mia vita, ed io lo Ringrazio perché attraverso questo ministero ha reso ancor di più matura la mia fede e la mia speranza. Un grazie lo dedico anche alla mia famiglia, ai fedeli giarresi e alla Vergine Immacolata che non mi ha mai lasciato da solo. Vi benedico di cuore, lasciandovi con una frase a me molto cara: «Ho detto a Dio: "Sei tu il mio Signore, senza di te non ho alcun bene"» (Salmo 15). Don Sebastiano Giovanni Guarrera

re usa Misericordia per continuare a costruire la sua volontà nonostante la nostra debolezza. Quali “guaritori feriti” siamo mandati, in forza della fede, ad entrare in prossimità con gli uomini nel loro vivere feriale e festivo: nelle gioie e nei dolori, dal nascere al morire, in nome del Crocifisso Risorto, il solo Buon Pastore che può dare in pasto ai discepoli di ogni tempo il suo Corpo e la Parola. In persona Christi sperimenti la gioia dei Sacramenti della fede, la grazia del Perdono come fonte per ricominciare nonostante i fallimenti della vita, le promesse d’Amore per sempre come impegno in cui credere e lavorare nell’attesa del Suo ritorno quale unico Sommo Sacerdote misericordioso e fedele. Don Salvatore Grasso


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I nuovi Diaconi LA BELLEZZA DELLO STUPORE «

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e uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, la sarà anche il mio servitore» (Gv 12,26). Questi versetti, giorno dopo giorno, sono per me motivo di stupore. Il 10 gennaio 2021 a Isernia, da Sua Eccellenza Mons. Camillo Cibotti, Vescovo di Isernia-Venafro, sono stato ordinato diacono. Mi sono state regalate diverse stole e nei giorni successivi l’ordinazione le ho benedette. Ogni giorno guardando queste stole mi stupisco del grande dono ricevuto e cioè di essere diven-

tato un ministro di Dio. Inoltre, grazie alla preghiera quotidiana della Liturgia delle Ore mi sento sempre più unito alla Chiesa Madre e Maestra e a tutti i fedeli che mi affidano le loro intenzioni di preghiera. È un grande dono che ho ricevuto, a cui corrisponde l’impegno e la responsabilità di crescere sempre più nella relazione con il Signore e nella devozione alla Beata Vergine Maria nel condurre gli uomini a Cristo; nello studio della Sacra Scrittura, del Magistero della Chiesa e del Carisma della mia

Comunità “Fiat! Totus Tuus”, che è la vita nella Divina Volontà, per poter servire con spirito di servizio il popolo di Dio. Don Giammaria Mazzilli

«NEL GIORNO IN CUI TI HO INVOCATO, MI HAI RISPOSTO» (Sal 137)

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ono passati diversi mesi dall’inizio del ministero diaconale. Mesi intensi, pieni di novità e di stanchezza, di felicità e di tristezza, di conquiste e a volte pure di cadute. Ho iniziato il ministero in una nuova comunità, presso il collegio Capranica, e ho intrapreso nuovi studi al Pontificio Istituto Biblico. Non vi nascondo che più volte nel mio cuore e nella mia preghiera sono risuonate queste domande: perché sono qui? Come potrà tutto questo aiutarmi nella formazione? Cosa mi stai

chiedendo Signore? Il Signore ha abbondantemente risposto a queste mie domande. Grazie al Collegio in questi mesi sono riuscito a vivere il ministero sia internamente che esternamente. Internamente alla comunità imparando che, come già avveniva in seminario, il servizio si vive donandosi con impegno e serietà nelle piccole cose di ogni giorno, ed esternamente annunciando il Vangelo di Cristo e predicando in mezzo al popolo santo di Dio, di cui sono diventato servo. Lo studio della

Sacra Scrittura ha riacceso in me il desiderio di rimettere a centro della mia vita ministeriale e spirituale la Parola Dio. Don Andrea Grasso

«VA' E ANCHE TU FA' COSÌ!» (Lc 10,37) «

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on voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga» (Gv 15,16). La gioia del servizio ha impreziosito i miei giorni dopo l’ordinazione diaconale. Tanti si chiederanno cosa e chi sia il diacono! Il diacono è un ministro ordinato che svolge il servizio alla Parola, anche attraverso la possibilità di predicare, e alla Mensa, in aiuto al sacerdote durante la celebrazione eucaristica, ed anche

attraverso l’amministrazione del Battesimo e l’esercizio della carità nei confronti dei più bisognosi. È il primo grado dell’Ordine Sacro. Grato al Signore che mi rende degno di fiducia, svolgo la mia missione pastorale nella Comunità Parrocchiale “San Leonardo Abate” in Mascali, guidata dall’arciprete parroco Don Rosario Di Bella che sin dall’inizio si è prodigato per accogliermi in una comunità dinamica nella quale cerco di impegnarmi giorno dopo giorno ad esercitare

la mia diaconìa tra i giovani, i bambini, i poveri ed indigenti della nostra comunità. Don Rosario Raciti


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In simplicitate cordis In memoria di mons. Pio Vittorio Vigo

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uesta pagina, in una prima fase redazionale, avrebbe dovuto ospitare un articolo celebrativo dei quarant’anni di episcopato di Mons. Pio Vigo. Ci siamo ritrovati invece a fare diversamente, nel momento in cui, il 30 aprile, è giunta la triste notizia della sua dipartita da questo mondo. Sentiamo il bisogno, quindi, di non celebrare solamente quarant’anni, ma tutta la vita di questo amato pastore. Certo, una pagina non è sufficiente, e nemmeno adatta, ad omaggiare un’esistenza così ricca! Agli occhi di chi lo ha conosciuto, la vita di Mons. Vigo si dischiude a partire dal suo motto episcopale: In simplicitate cordis. In questa breve frase tratta dal libro della Sapienza, si può davvero ravvisare il filo conduttore del suo lungo ministero episcopale a servizio della Chiesa nelle Diocesi della Sicilia. Anzitutto vogliamo ricordarlo negli anni di formazione nel nostro Seminario, e successivamente quale professore nella scuola del medesimo istituto. Le date e gli eventi del suo ministero episcopale sono note: dopo il breve periodo trascorso a Catania come ausiliare di mons. Picchinenna, venne nominato dapprima amministratore della diocesi di Nicosia e poi, il 7 marzo 1985, vescovo della medesima diocesi. Dodici anni dopo, Il 24 maggio 1997, è promosso arcivescovo metropolita di Monreale. Infine, il 15 ottobre 2002 viene trasferito alla sede di Acireale, sua amata diocesi di provenienza, di cui prende possesso il successivo 30 novembre. «Ho lasciato la realtà diocesana da figlio, [...] ora vi ritorno per essere pastore, maestro e guida, col desiderio di sapermi mettere a vostro servizio». Queste parole, pronunciate nel primo saluto alla nostra diocesi, si sono concretizzate in molteplici aspetti del suo episcopato: la vicinanza alle famiglie e alle realtà giovanili; la visita pastorale degli anni 2007-2008; la sollecitudine verso l’O.A.S.I. di Aci S. Antonio; le numerose lettere pastorali e convegni che hanno arricchito, di anno in anno, la vita della comunità diocesana. L’interesse di Mons. Vigo verso il Seminario è stato manifestato in molti modi: dalle frequenti visite in comunità alla firma del Progetto Educativo nel 2010, nondimeno con la promozione della formazione dei seminaristi, favorendone una completa preparazione in particolare con gli studi accademici. Avvertiamo, però, che aldilà di tutto ciò, due caratteristiche del suo agire sacerdotale potranno essere imitate da ciascuno di noi: l’amabilità e la prossimità. Grazie, vescovo Pio Vittorio! Eterna sia la sua memoria. Gianluca Franco e la Redazione


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Resoconto Offerte 2020-2021

I. DALLE PARROCCHIE ACIREALE Cattedrale – S. Maria dell’Itria Cuore Immacolato di Maria Maria SS. del Carmelo Madonna della Fiducia Maria SS. del Suffragio Maria SS. di Loreto S. Caterina S. Cuore S. Giovanni Evangelista S. Giuseppe S. Maria degli Angeli S. Michele S. Paolo SS. Salvatore ACIREALE (frazioni) Aciplatani Baracche Capomulini Fiandaca Guardia Mangano S. Maria delle Grazie Pennisi Piano D’Api Pozzillo S. Cosmo S. Giovanni Bosco S. Maria Ammalati S. Maria La Scala S. Tecla Scillichenti Stazzo ACIBONACCORSI S. Maria dell’Indirizzo Maria SS. Ritornata (Lavina)

2019

2020

900,00 150,00 100,00 ----70,00 150,00 20,00 100,00 100,00 ----140,00 ----700,00 350,00

500,00 100,00 100,00 150,00 60,00 150,00 20,00 100,00 100,00 ----115,00 ----500,00 100,00

150,00 50,00 20,00 ----150,00 50,00 200,00 ----60,00 200,00 200,00 70,00 50,00 50,00 200,00 120,00 120,00

310,00 100,00

180,00 50,00 20,00 25,00 200,00 50,00 150,00 30,00 50,00 100,00 200,00 50,00 25,00 50,00 150,00 120,00 120,00

150,00 100,00

ACICASTELLO S. Mauro Abate Acitrezza S. Maria La Nova (Acitrezza) Cannizzaro Ficarazzi Stella Maris (Cannizzaro)

300,00 450,00 100,00 110,00 100,00 50,00

200,00 400,00 100,00 100,00 20,00 50,00

ACI CATENA Matrice S. Giacomo S. Lucia S. Maria della Consolazione Aci S. Filippo S. Nicolò

----60,00 200,00 50,00 400,00 50,00

150,00 50,00 200,00 50,00 500,00 50,00

ACI S. ANTONIO Matrice Monterosso Lavinaio S. Maria La Stella

2019

2020

300,00 50,00 50,00 200,00

200,00 25,00 50,00 50,00

CALATABIANO Maria SS. Annunziata Pasteria

250,00 120,00

100,00 50,00

CASTIGLIONE Matrice Mitogio-Gravà Solicchiata Passopisciaro

80,00 20,00 ----120,00

70,00 --------130,00

GIARRE Matrice Gesù Lavoratore Regina Pacis S. Francesco Altarello Macchia S. Camillo Sciara S. Leonardello S. Giovanni Montebello S. Maria La Strada Trepunti

350,00 100,00 ----200,00 5,00 200,00 ----10,00 30,00 250,00 70,00 60,00

300,00 100,00 60,00 100,00 5,00 200,00 100,00 85,00 30,00 300,00 70,00 50,00

FIUMEFREDDO Matrice Castello

300,00 100,00

100,00 50,00

LINGUAGLOSSA Matrice e S. Francesco SS. Antonio e Vito

300,00 100,00

200,00 100,00

MASCALI Matrice Carrabba Fondachello Nunziata Puntalazzo S. Antonino S. Venera Tagliaborsa

300,00 100,00 50,00 150,00 50,00 50,00 70,00 20,00

200,00 100,00 50,00 20,00 ----100,00 70,00 30,00

MILO S. Andrea Fornazzo

100,00 30,00

50,00 -----

PIEDIMONTE Matrice Presa-Montargano Vena

200,00 ----250,00

300,00 50,00 50,00


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RANDAZZO Matrice Maria SS. del Carmelo S. Cuore S. Francesco di Paola S. Martino S. Nicolò Montelaguardia

220,00 30,00 200,00 50,00 50,00 50,00 -----

85,00 20,00 100,00 50,00 50,00 50,00 -----

RIPOSTO Matrice Maria SS. del Carmelo S. Giuseppe Immacolata di Lourdes Ss. Apostoli Torre Archirafi Carruba

150,00 100,00 100,00 100,00 200,00 100,00 150,00

100,00 50,00 50,00 ----80,00 100,00 150,00

III. OFFERTE VARIE

S. ALFIO S. Alfio

100,00

300,00

S. VENERINA S. Venera S. Cuore Maria Vergine Cosentini Dagala Monacella Linera

25,00 25,00 88,00 20,00 300,00 50,00 20,00

50,00 50,00 100,00 20,00 35,00 14,00 100,00

VALVERDE Santuario Maugeri

405,00 -----

250,00 100,00

13.810,00

11.134,00

2019

2020

Basilica S. Sebastiano (Acireale) Basilica S. Pietro (Acireale) Chiesa S. Maria dell’Indirizzo (Acireale) Eremo Sant'Anna (Aci S. Filippo) Istituto Sacro Cuore (Giarre) Chiesa Convento Cappuccini (Linguaglossa) Chiesa dell’Annunziata (Randazzo)

100,00 100,00

100,00 200,00

200,00

200,00

---------

100,00 30,00

184,00

-----

50,00

100,00

TOTALE

634,00

734,00

TOTALE

II. DA ALTRE CHIESE

S. Em. R. Card. Paolo Romeo S. E. R. Mons. Antonino Raspanti Sac. Salvatore Blanco (in occasione XXX anniversario sacerdozio) Sac. Sebastiano Di Mauro Sac. Alessandro di Stefano (in occasione XXX anniversario sacerdozio) Sac. Roberto Fucile Sac. Rosario Guarrera Sac. Mario Gullo Sac. Gaetano Pappalardo Sac. N.N. Sac. N.N. (per rette seminarista) Parrocchia Immacolata - Dagala (in occasione ordinazione don Guarrera) Parrocchia S. Filippo - Aci S. Filippo (in occasione ammissione Impellizzeri) Suore Canossiane - Aci Bonaccorsi Azione Cattolica Sig.ra Francesca Calcopietra Dott.ssa Teresa Scaravilli Socio N.N. Serra Club N.N. per retta seminarista

2020/2021 1.000,00 300,00 2.000,00 50,00 1.400,00 100,00 5.000,00 100,00 500,00 200,00 900,00 1.000,00 100,00 50,00 50,00 50,00 1.500,00 1.500,00 150,00

DONAZIONE DON SALVATORE ZAPPALÀ

11.214,00

TOTALE

27.164,00

Dalle Parrocchie Da altre Chiese Altre offerte

11.134,00 730,00 27.164,00

TOTALE

39.028,00

IV. BORSE DI STUDIO (Aumenti e fondazioni dalla Pentecoste 2020) “San Francesco d’Assisi” (Sac. Carmelo Di Costa)

1.000,00

Il Seminario ringrazia vivamente quanti hanno generosamente aiutato sia economicamente che con l’apporto di beni in natura. Confida ancora per il futuro su questo aiuto e su tutti implora dal Signore abbondanti grazie e benedizioni. Per sostenerci: IBAN IT78X0760116900000017108952, intestato a Seminario Vescovile di Acireale.


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L’anno Propedeutico

I

niziare un qualsiasi cammino implica almeno quattro azioni: decidere se intraprenderlo, informarsi sull’itinerario, procurarsi una guida, caricare lo zaino dell’essenziale. Così hanno fatto i due giovani, Ludovico Camarda e Riccardo Musumeci, per il cammino propedeutico all’ingresso in Seminario: hanno deciso di camminare lungo i sentieri della chiamata del Signore, si sono misurati sulle capacità richieste dalla strada iniziata, si sono affidati al sacerdote responsabile di questa esperienza e al padre spirituale e hanno caricato lo zaino con la loro vita da donare al Signore e ai fratelli. Il cammino comprende certo l’orizzonte di un futuro dove appare la meta del sacerdozio, ma richiede la costanza dello studio introduttivo alla teologia, la fedeltà di un incontro profondo e personale con il Signore nella preghiera, la gioia e la fatica della vita comune fatta di orari, servizio e dialogo sincero. Sulla platea della loro vita li seguono con discrezione e affetto le loro famiglie, i loro amici e soprattutto le loro comunità parrocchiali, rispettivamente le Comunità “Santa Maria” di Randazzo per Ludovico e “Gesù e Maria” di Sant’Antonino di Mascali per Riccardo. Ciò che è propedeutico sembra spesso una zona di passaggio, in verità la Comunità propedeu-

tica al Seminario è una tappa imprescindibile per un primo discernimento e una palestra fondamentale per la scoperta dei propri carismi e limiti per rispondere a Gesù che chiama. Auguriamo a Ludovico e Riccardo di innamorarsi sempre più del Vangelo e di abbracciare questa vita senza riserve. Don Marcello Zappalà

Il Serra Club

I

l Club Serra di Acireale è nato nel 2002 per volontà dell’allora Vescovo S.E. Mons Salvatore Gristina, ed è il 5° club del Distretto 77 Sicilia-Calabria. Cos’è il Serra? È un movimento con la struttura di un Club Service finalizzato però a “favorire e sostenere le Vocazioni”. I Serrani sono chiamati a suscitare il discepolato da cui si diramano tutte le vocazioni, devono creare opinioni e diffondere la cultura delle vocazioni. È necessario quindi trovare sempre nuove strategie per

allargare e far conoscere il Serra. Il nostro è un “movimento” e in tal senso bisogna coinvolgere altri movimenti ecclesiali, enti laici, istituzioni: agire nelle scuole, nei luoghi dei giovani, essere più presenti nelle parrocchie, essere discepoli sul nostro territorio, scommettendoci anche in prima persona. È necessario rafforzare la testimonianza, sempre animata dalla carità, dall’amore fraterno, sempre pronta alla condivisione, alla solidarietà, al perdono. Vera Pulvirenti

Giubilei sacerdotali 60° DI SACERDOZIO

50° DI SACERDOZIO

Sua Em.za Card. Paolo Romeo (1961 – 18 marzo – 2021)

Padre Salvatore Alberti d.O. (1971 – 3 luglio – 2021)

Don Salvatore La Spina (1961 – 18 marzo – 2021)

Don Giuseppe Arcidiacono (1971 – 10 ottobre – 2021)


IN

A

RI

VM

N

SE

M

SE

J AC E

NUMERO UNICO DEL SEMINARIO VESCOVILE DI ACIREALE PENTECOSTE 2021


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