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Alberto Migone

Testimoni nel quotidiano a cura di

«Toscana Oggi» introduzione di

Andrea Fagioli Romanello Cantini

Società

Editrice Fiorentina


Š 2010 Società Editrice Fiorentina via Aretina, 298 - 50136 Firenze tel. 055 5532924 info@sefeditrice.it www.sefeditrice.it isbn 978-88-6032-134-3 Proprietà letteraria riservata Riproduzione, in qualsiasi forma, intera o parziale, vietata


Indice

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Alberto Migone, educatore e giornalista

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I 25 anni alla guida di «Toscana Oggi» di Andrea Fagioli

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Il ruolo del laico cattolico nella Chiesa e nella società di Romanello Cantini

testimoni nel quotidiano. gli editoriali

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Un impegno che costa Per un laicato chiamato ad uscire dalla sacrestia Protagonisti nel quotidiano Costruire la città a misura d’uomo Diventare operatori di riconciliazione I laici protagonisti anche nella santità Dal «pronto intervento» ad un progetto per l’«uomo» I movimenti e il valore dell’unità Un voto consapevole per costruire il futuro Punti fermi sulla questione morale Il nuovo anno: tempo per edificare Contro l’usura del quotidiano Droga: no deciso alle scorciatoie


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L’orizzonte dei valori Le vicende umane alla luce della fede Fedeltà ai valori Un incontro che dà senso alla vita Ricominciare con una sconfitta in più Ricercare insieme l’«anello debole» Uomini positivi nel quotidiano Una lettura dei fatti alla luce dei valori Uomini di speranza nonostante tutto Prima l’unità sui valori e poi quella politica Bisogno di chiarezza per sperare nell’uomo È giunta l’ora di chiarire gli intenti I cattolici chiamati a riscoprire il «pensare politico» Strumento di comunione e dialogo nella terra di Guelfi e Ghibellini La fatica di un lungo cammino Giustizia a rischio se diventa di parte Quel di più di gratuità Ma non rimanga un libro dei sogni La difficile strada del perdono I movimenti all’esame di maturità ecclesiale Ma c’è chi rialza i vecchi steccati Un volontariato culturale contro la povertà delle idee Una crisi d’identità Uno che ti mostra la mèta più alta e ti aiuta a scalarla Le ombre lunghe dell’odio Un realismo da «sognatore» Una sfida difficile su più piani Giustizia, se il Paese ha paura della verità Gli inviti grandi e le piccole cose Orfani di una strategia Un sistema da ripensare


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Tenere aperto il «laboratorio della fede» Perché Caino non va toccato Eutanasia e droga: non è mai questione di civiltà Giovani, i «sì» e i «no» che fanno la differenza Uomini che siano Vangelo vivo I mezzi poveri della gente comune L’immigrato non è solo forza lavoro Non essere solo parlatori di pace Nel regno dell’effimero trionfa l’essenziale Il nostro no alla guerra è un no convinto e motivato Paolo VI e i laici Un progetto che si è fatto storia La famiglia, il nostro paletto allo Statuto regionale Quella voglia di fuggire dal dolore Terra Santa, facciamoci carico di una speranza Le elezioni senza preferenza «Non abbiate paura», un Magistero in tre parole Quel filo teso che congiunge l’eterno e il tempo Cattolici, un compattamento che promette bene Islam, le condizioni per una convivenza serena Famiglie e unioni di fatto, troppe ambiguità Elezioni, verso il voto con la bussola delle tre «P» Il Papa e l’Islam: la lezione di un padre Difendere la famiglia è saggio e razionale Famiglia, una risorsa da promuovere con politiche positive Politica, un rapporto deludente con la qualità


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Rimotivare i laici in un impegno più culturale che politico Aborto, non servono steccati ma riflessione culturale Il ’68 dei cattolici, un tempo d’impegno e d’occasioni perdute


Alberto Migone, educatore e giornalista

Alberto Migone, direttore per oltre 25 anni del settimanale «Toscana Oggi», è morto nel pomeriggio di domenica 31 maggio 2009, Festa di Pentecoste, nella sua abitazione di via Bolognese a Firenze. Colpito da un tumore al pancreas, scoperto nell’estate del 2008, le sue condizioni si erano rapidamente aggravate nell’ultima settimana. Migone era nato a Firenze il 22 gennaio 1935. Laureato in Storia presso la Facoltà di Lettere e filosofia di Firenze nel 1958, era stato insegnante di Lettere e Latino nei licei. In ambito ecclesiale era stato dapprima impegnato nella Fuci (la Federazione degli universitari cattolici), nel Movimento dei laureati di Azione cattolica e poi nell’Azione cattolica stessa di cui aveva ricoperto tutti i ruoli di responsabilità: presidente diocesano, delegato regionale e consigliere nazionale. Nel 1983 era stato chiamato dai vescovi toscani alla direzione dell’allora nascente settimanale delle diocesi della regione che inaugurava una formula del tutto nuova nell’ambito della stampa cattolica: un giornale unico con differenti edizioni locali. Per gestire un’operazione del genere, nella Toscana dei «campanili», era necessaria una figura di grande saggezza ed equilibrio che i vescovi toscani, allora guidati dal 9


cardinale Silvano Piovanelli, individuarono appunto in Alberto Migone, che veniva così «prestato» al giornalismo anche su indicazione del suo padre spirituale, l’allora arcivescovo di Lucca, monsignor Giuliano Agresti, fondatore tra l’altro della Comunità di Gesù di cui anche Migone faceva parte. In questa nuova e non facile avventura giornalistica, Alberto Migone aveva saputo guadagnarsi la stima di molti, tanto che il 18 dicembre 2008, in occasione dei 25 anni di «Toscana Oggi», aveva ricevuto il premio giornalistico «Giuseppe Donati», promosso dalla sezione toscana dell’Ucsi (Unione cattolica stampa italiana), «per la testimonianza civile e cristiana nel giornalismo toscano». Un riconoscimento assegnato «per la onestà intellettuale, le capacità giornalistiche e l’equilibrio» con cui ha diretto questo giornale «facendolo diventare un settimanale cattolico di respiro nazionale, spazio in cui si sono manifestate con grande libertà le tante voci dei cattolici toscani protese all’affermazione dei valori di verità, libertà e giustizia sociale». Nella stessa circostanza, l’Ordine dei giornalisti della Toscana gli aveva consegnato una targa «per 25 anni di chiara testimonianza civile e cristiana nel giornalismo toscano». Migone era stato anche Consigliere nazionale e presidente della Commissione cultura della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici. Questo volume raccoglie alcuni dei molti editoriali scritti per «Toscana Oggi» negli oltre 25 anni della sua direzione.

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Testimoni nel quotidiano. Gli editoriali


Un impegno che costa

Dopo un primo necessario rodaggio «Toscana Oggi» con questo numero si presenta ai lettori. Si è così realizzato un progetto pensato e desiderato da tempo: dar vita ad un Settimanale cattolico regionale che sia saldamente radicato nelle varie realtà ecclesiali della Toscana e contemporaneamente sappia essere in ascolto e in dialogo con la realtà socio-culturale, il mondo toscano appunto, con le sue tradizioni, peculiarità, problemi. Già il fatto che molte Diocesi abbian dato vita a questo giornale è – a nostro parere – significativo. Evidenzia il desiderio profondo di sviluppare quella comunione tra le Chiese in regione, che è già di per sé un valore grande. Questo configura il Settimanale come strumento di comunione tra le Chiese, comunione che cresce nella conoscenza reciproca, nel dialogo intraecclesiale, nell’offerta di strumenti comuni di pastorale. Sarà questa la dimensione «formativa» del giornale: aiutare a realizzare quella «civiltà del pensiero», di cui parlava recentemente il Papa, civiltà di cui si sente immensamente bisogno di fronte ai pericoli della distrazione e della superficialità. È la fatica del «ben pensare» e del «pensar grande», a cui siamo, come cristiani, sempre più chiamati, se vogliamo essere credibili ed incisivi. 27


Ma «Toscana Oggi» si rivolge e si interessa anche al mondo che ci circonda, in un ascolto e in un dialogo vero, convinti, senza presunzione, che il dialogo si costruisce nella chiarezza del proprio essere e che la fede debba spendersi nella storia e farsi vita concreta, da cui scaturiscono anche progetti per l’uomo di oggi. Questo ci proponiamo nella lealtà e onestà professionale propria di un giornale. Riusciremo a realizzare tutto ciò? Sì, se potremo contare sulla collaborazione. «Toscana Oggi» non può essere pensato e fatto da una o poche persone. Tra l’altro tradirebbe i motivi per cui è nato. Necessita quindi della riflessione, dell’esperienza, della professionalità di molti. E non dovrà neppur mancare quella intelligente critica che, soprattutto nei primi tratti di strada, può aiutare a trovare la dimensione giusta e può assicurare al Settimanale quella vivacità di idee, di stile, di presenza, che possono e debbono fare di questo giornale un punto di riferimento. Con questi propositi «Toscana Oggi» decolla con fiducia. Impegnarsi vale anche se costa, anzi vale proprio perché costa. 8 gennaio 1984

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Testimoni nel quotidiano