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Costruire ponti con la musica

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SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO “R. MONTERISI” - BISCEGLIE

I NOSTRI STRUMENTI MUSICALI : UN PONTE... CON IL PASSATO

Corsi: G e H

2015-2016


A tutti i bambini e adolescenti del mondo che, per le avversitĂ della vita, non possono usufruire delle opportunitĂ educative e formative che consentano loro di apprendere, sperimentare, sviluppare e far fiorire capacitĂ , talenti e aspirazioni.


PRESENTAZIONE Perseguendo l’idea progettuale del POF “Costruire ponti verso il futuro”, quest’anno noi docenti dei corsi musicali G e H abbiamo scelto di costruire il ponte metaforico della musica perché, come Eleanor Roosvelt amava ripetere “Il futuro appartiene a coloro che credono alla bellezza dei propri sogni”, anche noi siamo convinti che la musica apra il cassetto dei sogni con la chiave di violino. Abbiamo così pensato di dedicare quest’anno l’ attività progettuale alla conoscenza storica degli strumenti musicali che vengono suonati, da oltre 100 ragazzi, nell’orchestra “Monterisi”, il fiore all’occhiello della nostra scuola. La musica, qui, è ormai una tradizione: infatti nel corso G vengono suonati, fin dal 1989, il pianoforte, la chitarra, la tromba e il flauto traverso. Nel 2006, per soddisfare le richieste dei ragazzi desiderosi di suonare uno strumento e per migliorare la potenzialità dell’orchestra, l’esperienza musicale fu estesa al corso H con l’aggiunta dell’insegnamento di altri strumenti, quali il clarinetto, il violoncello e il violino. Con il passare degli anni, sono stati aggiunti strumenti a percussione membranofoni (grancassa, rullanti, congas e timpani) e idiofoni (maracas, piatti, triangolo, campanacci e sonagli). Gli alunni, guidati dai valenti professori Barile, Bruno, Cavallo Cucumazzo, Gadaleta, Losappio, Mastropirro, Sasso e Zecchillo, si dedicano allo studio dello strumento con molto impegno ed entusiasmo ma anche con qualche sacrificio, raggiungendo ai concorsi sempre ottimi risultati. La marea di applausi, che li avvolge, suscita sempre nei loro cuori tanta emozione, soddisfazione e un ricordo indelebile, lasciando al ponte della musica la funzione di unire tutti gli alunni in un grande abbraccio.


LA TROMBA


La Tromba Ieri La tromba ha origini antichissime: infatti, in Egitto è stato rinvenuto uno strumento simile alla tromba, risalente ai tempi di Tutankhamon, che veniva usato nei sacrifici. Presso i Romani veniva usata la “buccina”, ovvero un tubo lungo con il quale si emettevano le diverse note per impartire ordini alle milizie e ritmare la vita dell’accampamento. Nella Bibbia, le citazioni riguardanti la tromba parlano di strumenti di forma diversa e costruiti con materiali differenti: alcuni, realizzati con le corna di ariete, servivano per radunare il popolo e segnalare occasioni particolari; altri, in argento, venivano utilizzati dai sacerdoti per annunciare le festività e per comunicare i segnali di guerra. Nel XIV secolo, il tubo venne ripiegato su se stesso, ottenendo uno strumento meno ingombrante. Nel 1607, la tromba venne introdotta per la prima volta in orchestra da Claudio Monteverdi e precisamente nella favola in musica “L’Orfeo”. Nel 1813, furono applicati i pistoni, che consentivano finalmente di eseguire con lo strumento l’intera scala cromatica e quindi di acquistare un ruolo stabile all’interno dell’orchestra.


La Tromba Oggi La tromba, ripiegata più volte, è composta da diverse parti: il bocchino, che permette l’imboccatura e la produzione del suono tramite l’immissione di aria vibrante; i pistoni, ovvero i tasti che servono anche a regolare la lunghezza del canneggio (corda) e quindi l’altezza dei suoni; infine la campana, parte finale della tromba, che è l’elemento amplificante del suono e può essere realizzata in due modi differenti, caratterizzando il livello qualitativo dello strumento. Nei modelli economici, o da studio, la campana è saldata allo strumento, ma la saldatura rimane invisibile perché coperta dalla laccatura. Nei modelli professionali, invece, la campana è ottenuta da una lamina unica con il corpo, consentendo di creare maggiore risonanza ed una resa sonora superiore. La pompa generale di intonazione, che si trova nella prima parte curva della tromba, possiede la chiave dell’acqua, una valvola che serve per far fuoriuscire la condensa che si accumula normalmente suonando lo strumento. Oggi le trombe possono essere costituite e rivestite da materiale diverso: in ottone laccato oro, leggere e più facili da suonare, che producono un suono squillante e forte, adatto agli ambienti esterni; in ottone laccato argento, più pesanti e più difficili da suonare, che permettono una maggiore varietà timbrica; in rame, dal caratteristico colore rossiccio, più rare, che restituiscono suoni espressivi e caldi.


IL PIANOFORTE


Il Pianoforte Ieri Il diretto antenato del pianoforte è il clavicordo, uno strumento a corde, dotato di tastiera, già in uso nel 1400. Il suo meccanismo era semplice: piccole lame di ottone, dette tangenti, percuotevano le corde, producendo un suono debole; l’intensità del suono però poteva essere variata, dosando la forza del tocco delle dita sulla tastiera. Nel secolo successivo, si impose il clavicembalo, uno strumento che generava il suono pizzicando le corde con un plettro, anziché colpirle. Il suono prodotto, però, risultava uniforme. Tra il XVI e il XVIII secolo, si diffusero numerosi tipi di clavicembalo, diversi per dimensione, forma della cassa, posizione ed estensione della tastiera per soddisfare esigenze musicali diverse. Erano strumenti di prestigio, assai costosi, con decorazioni scolpite all’interno e finemente dipinti all’esterno. All’inizio del 1700, Bartolomeo Cristofori sostituì le tangenti metalliche con martelletti di legno, rivestiti di feltro, creando il fortepiano, il primo modello del pianoforte. Circa venticinque anni dopo, il tedesco Gottfried Silbermann, ispirandosi a quello di Cristofori, realizzò uno strumento che fu subito apprezzato da Federico II, re di Prussia, il quale ne acquistò alcuni esemplari per arricchire i suoi palazzi.


Il Pianoforte Oggi Oggi di questo strumento, largamente diffuso, esistono due tipi: verticale, che ha le corde disposte verticalmente, e a coda, che invece ha le corde disposte orizzontalmente. La tastiera è composta da 88 tasti: 52 bianchi che rappresentano le 7 note e 36 neri che individuano le alterazioni. Premendo i tasti, tramite un sistema di leve, si lanciano i martelletti contro le corde e contemporaneamente si innalzano gli smorzatori, blocchetti in legno e feltro che fermano la vibrazione delle corde quando i tasti vengono rilasciati. La dinamica del suono può variare in base al tocco sui tasti e mediante l’intervento sui pedali che sono tre. Però c’è una distinzione tra i pedali di un pianoforte verticale e quelli di un pianoforte a coda, perché la funzione del pedale centrale non è uguale in tutti e due i pianoforti. Infatti, mentre nel pianoforte a coda, pigiando il pedale centrale, detto tonale, vibrano solo le corde scelte dal pianista, nel pianoforte verticale, pigiando questo specifico pedale, che si chiama sordina, una striscia di feltro si interpone tra i martelletti e le corde, producendo un suono molto più ovattato. Le funzioni degli altri due pedali, invece, sono uguali in entrambi i tipi di pianoforte in quanto, pigiando il pedale di sinistra, detto a una corda, si ottengono suoni di minore intensità e timbro ovattato; pigiando il pedale di destra, detto di risonanza o tre corde, il suono si prolunga anche se le dita hanno lasciato i tasti.


IL FLAUTO


Il Flauto Ieri Fonti iconografiche e letterarie attestano che il flauto traverso in origine era un tubo di legno cilindrico e veniva usato, seppure raramente, in Europa fin dal X secolo. Però, notizie certe di questo strumento si hanno a partire dal XIII secolo, quando, attraverso gli scambi culturali con l'Impero romano d’Oriente, dalla Cina fu introdotto in Europa e divenne popolare soprattutto in Francia e in Germania. Verso il 1500, il flauto traverso, sempre costruito in legno in un pezzo unico, venne introdotto anche nelle corti come strumento orchestrale e solista. All’epoca, gli strumentisti erano al servizio delle corti e gli strumenti che suonavano non erano di loro proprietà, ma appartenevano alla cappella di corte ed erano accordati su uno stesso La, che però poteva variare fra una cappella e l’altra. Nel 1600, quando i più noti flautisti iniziarono a spostarsi per le esibizioni, portandosi dietro il proprio strumento, si presentò il problema di doversi adeguare ad altezze del La tanto diverse. Fu così costruito il flauto in tre pezzi, consentendo ai flautisti di cambiare la parte centrale, di cui avevano una dotazione di due o tre sezioni, diversamente accordate, e adeguarsi agli altri strumenti della cappella di turno. Tra il 1700 e il 1800, il flauto venne usato come strumento da accompagnamento ma anche solistico, soprattutto in Francia, da Bach e Vivaldi.


Il Flauto Oggi Il moderno flauto da concerto fu brevettato nel 1847 da Theobald Boehm, chiamato il Paganini del flauto. Grazie ai successivi perfezionamenti ideati dai fabbricanti di scuola francese, lo strumento che si studia oggi a scuola è molto diverso per la materia e lo spessore del tubo, la grandezza dell’imboccatura, il numero, la dimensione e la posizione dei fori. Per realizzare un flauto traverso, viene usato non più solo il legno ma il metallo (leghe di alpacca, argento, oro e platino). Una delle più avveniristiche soluzioni è quella del flauto in fibra di carbonio, il materiale che coniuga la massima durezza con la massima leggerezza: infatti pesa solo 26 grammi, quasi quanto una piuma, cioè ben dieci volte di meno di uno strumento in legno e cinque di uno in metallo. Il tubo, di forma cilindrica, lungo 65 centimetri con un diametro interno di 2 centimetri, presenta dodici o più fori, tanti quanti sono i suoni in un’ottava, alcuni chiusi dalle dita, altri dalle chiavi, che favoriscono l’agilità dell’esecutore. Lo strumento è composto da tre parti montate tramite innesti a baionetta: testata, corpo e trombino o piede. La testata, che presenta il foro di insufflazione, viene usata come dispositivo di accordatura: infatti variando l’inserimento della testata nel corpo, si regola l’intonazione. Il corpo e il trombino o piede contengono tutte le altre chiavi.


LA CHITARRA


La Chitarra Ieri La chitarra, probabilmente originaria del Medio Oriente, fu introdotta dagli Arabi in Spagna nel 1200 circa. Qui rivestì una notevole importanza nella musica popolare, contribuendo a creare l’arte flamenca. Nel 1500, dalla Spagna la chitarra si diffuse nella musica popolare e folkloristica dei Paesi latino-americani e nel 1600, durante la dominazione spagnola, entrò a far parte della nostra cultura come strumento di accompagnamento. Originariamente, lo strumento, in legno d’acero o legno da frutto, presentava quattro corde doppie e la sua parte centrale era più stretta di quella attuale. Nel 1600, quando la chitarra si diffuse anche fra i dilettanti, le corde doppie divennero cinque. Alla fine del 1700, contemporaneamente all’introduzione della sesta corda singola e non più doppia, e l’apertura completa della buca in mezzo alla cassa armonica, iniziò il periodo di massimo splendore dello strumento con la comparsa dei migliori concertisti e compositori. Uno dei maggiori esponenti del chitarrismo ottocentesco, virtuoso di prim’ordine e grande compositore per chitarra, fu il nostro conterraneo Mauro Giuliani. La sua produzione, tutta ad alto livello, costituisce il nucleo principale del repertorio per chitarra dell’Ottocento.


La Chitarra Oggi La chitarra, costruita con legni di diverso tipo, presenta sei corde in metallo. Lo strumento è costituito da una cassa armonica a forma di “otto” con un foro centrale, detto buca, che serve ad amplificare il suono prodotto dalle sei corde e da un manico, su cui si trova la tastiera che termina con la paletta, la quale ospita le meccaniche per l’accordatura. Le sei corde vengono fissate attorno alle chiavette che permettono di tenderle o rilasciarle per accordare lo strumento. Intorno al 1930, per le mutate esigenze di volume che si ebbero con la diffusione dei blues e dello jazz, si iniziò a usare la chitarra elettrica, raggiungendo una grande affermazione soprattutto nella musica rock negli anni Sessanta con i Beatles. La cassa della chitarra elettrica, poiché non ha funzioni acustiche, assume svariate forme ed è costruita in materiale diverso: fibra di carbonio, metallo e addirittura in vetro. Sotto le corde di metallo sono disposti dei microfoni che raccolgono le vibrazioni e le inviano ad un amplificatore. Questo, a sua volta, diffonde il suono per mezzo di altoparlanti.


IL VIOLINO


Il Violino IERI Il violino è uno strumento musicale della famiglia degli archi, dotato di quattro corde intonate ad intervalli di quinta. La corda più bassa è il sol, le altre corde sono, in ordine crescente di frequenza, il re, il la e il mi. Dei primi esemplari, i protoviolini, si trova traccia già in affreschi quattrocenteschi, anche se alcuni vedono nel ravanastron͟ indiano il suo antenato. A Venezia, il maggior centro di produzione liutaria del XVI secolo in Europa, il violino era comunemente chiamato "lira". Forse il violino è nato come strumento di musicisti ambulanti, durante i primi decenni del XVI secolo, da una fusione di strumenti diversi, quali le vielle e le ribeche a tre corde. Il violino nel XVI secolo era utilizzato principalmente nella musica di danza, tuttavia in Italia molto presto assunse ruoli più nobili, nelle corti o nelle chiese. A partire dalla metà del XVII secolo, l'arte della liuteria si irradia in tutta Europa. Si formano importanti "scuole" e Cremona diventa il centro più importante dove lavorano il figlio di Girolamo Amati, Nicola, ed i suoi discepoli, Antonio Stradivari, Andrea Guarneri ed i loro allievi.


Il Violino Oggi La forma esterna del violino non è cambiata dal XVII secolo ad oggi. Vi è tuttavia un movimento di interpretazione della musica del passato che utilizza strumenti costruiti tra il XVI ed il XVIII secolo rimessi nella condizione d'origine o eventualmente copie di strumenti dell'epoca. Il violino che presenta tali caratteristiche è comunemente detto violino barocco. l violino è stato uno degli strumenti musicali più importanti nella musica classica, per varie ragioni. Il tono del violino emerge chiaramente al di sopra degli altri strumenti, facendone la voce ideale per portare la melodia o sorreggere il canto. Il più noto violinista di tutti i tempi fu un italiano, Niccolò Paganini, nato a Genova nel 1782 e morto a Nizza nel 1840. Oggi il violino conserva la sua predominanza nell’ambito dell’orchestra, in cui la sua melodia si sdoppia nella partitura per i primi violini ed i secondi.


IL VIOLONCELLO


Il Violoncello IERI Il violoncello, anticamente chiamato “violino basso”, compare per la prima volta in Europa nel XVI secolo. Vi furono varie forme di strumenti ad arco che anticiparono il violoncello, che prendono genericamente il nome di basso di viola da braccio o, più semplicemente, basso di viola per il fatto che essi costituiscono l’insieme degli strumenti che potevano svolgere la parte del basso nella famiglia delle viole da braccio. I liutai sperimentarono la creazione di strumenti ibridi fra la famiglia delle viole da gamba, quelle delle lire da gamba e quella delle viole da braccio e attorno alla metà del XVI sec. Ancora fino al XVII sec. il modello del violoncello non esisteva. Il primo strumento col nome violoncello è il “violoncello da spalla”. Il primo ad apparire nel trattistica stampata è un basso di viola da braccio che si suonava appoggiato sulla spalla.


Il Violoncello Oggi Il violoncello strutturalmente non differisce dal violino se si esclude la punta di legno, metallo o fibra di carbonio detta puntale. Questo è stato applicato allo strumento nel XIX sec. dal noto violoncellista François Servais. Il violoncello si suona da seduti tenendo lo strumento tra le gambe. L’esecutore muove l’arco trasversalmente sulle corde con la mano destra, mentre le dita della mano sinistra possono agire sulla tastiera premendo sulle corde per diminuire la lunghezza, modificando così la frequenza del suono ottenuto. Come gli altri strumenti ad arco, il violoncello può essere pizzicato. La cassa armonica, che costituisce la parte più voluminosa del violoncello, è generalmente costruita con più tipi di legno: la tavola armonica con legno di abete rosso,il fondo e le fasce sono realizzati in legno di acero. Il violoncello oggi è usato anche in altri generi musicali oltre alla sinfonia: ad esempio è usato nelle band jazz, ma anche nella musica leggera,rock,heavy metal e nelle musiche popolari.


IL CLARINETTO


Il Clarinetto IERI I più lontani predecessori del clarinetto sono il memet, egiziano, che era costituito da due canne con un’ancia semplice e l’ aulòs di origine greca, molto simile al memet. Dell’”aulòs” abbiamo testimonianza nelle fonti iconografiche. Un altro strumento similare è la ”launeddas” sarda, appartenente alla tradizione popolare. Ha tre canne di diversa lunghezza con due fori rettangolari per la melodia in terza e in sesta, l’altra per l’accompagnamento. Molto diffuso nei sec. XVI-XVII è lo chalumeau, costruito con il bosso e con una piccola ancia di legno d’acero e avorio. L’estensione non superava l’ottava e mezzo. Doppelmayr attribuisce a Johann Christoph Denner l’invenzione del clarinetto, verso la fine del 1600, a partire dal perfezionamento dello chalumeau. Il clarinetto di Denner si distingue per le dimensioni della cameratura e la posizione dei fori e delle chiavi; per la forma del barilotto, la campana più svasata e l’ancia quasi quadrata.


Il Clarinetto Oggi Il clarinetto sistema Bohm è frutto della collaborazione di Hyacinthe Klosè clarinettista e Luis Auguste Buffet costruttore della fabbrica Buffet Crampon. Gli “anelli mobili” vennero applicati dal flautista Theobald Boehm nel 1830. Genericamente, quando si parla di clarinetto, si sottintende il registro facendo implicito riferimento al clarinetto soprano in Si♭, il più utilizzato. Data la sua vastità, la famiglia dei clarinetti ricopre una grande estensione. Ogni membro della famiglia, inoltre, ha la propria particolare timbrica. Il clarinetto è uno strumento di estrema versatilità, le cui potenzialità vengono sfruttate sia in orchestra, sia in banda, in diverse formazioni di musica da camera e nelle formazioni di soli clarinetti (i cosiddetti "cori di clarinetti"). Il clarinetto oggi è molto usato nelle bande musicali in cui riveste un ruolo paragonabile per importanza a quello dei violini in orchestra. Nel genere jazz è utilizzato nelle orchestre e come strumento solista e deve la sua fama principalmente al genio di Benny Goodman, di Artie Shaw e di Woody Herman. Nella musica popolare si distingue per la tecnica brillante, in particolare nel genere del Folklore Romagnolo e ballo liscio. Il clarinetto viene inoltre utilizzato nella musica Klezmer.


LE PERCUSSIONI


Le Percussioni IERI L’uso di strumenti a percussione accompagna l’uomo sin dalla preistoria. Nella storia della musica classica le percussioni hanno avuto un ruolo determinante, basti pensare all’utilizzo dei timpani nella musica barocca e nel periodo classico oppure alla scoperta delle nuove sonorità nella musica del Novecento, secolo di sviluppo di questi strumenti. I timpani derivano dai tamburi portati in Europa durante il periodo delle crociate e fecero la loro apparizione nell’orchestra alla metà del XVII. La celesta apparve per la prima volta nella partitura dello Schiaccianoci di Cajkovskij mentre l’uso dello xilofono risale ai primi dell’Ottocento. A partire dalla fine del XIX gli strumenti a percussione vennero utilizzati per creare effetti particolari, per esempio per rinforzare una melodia. Mozart, Gluck, Haydn e Beethoven inserirono momenti ispirati alla musica turca utilizzando il tamburo basso ,il triangolo e i piatti. Questa combinazione di strumenti a percussione dette vita al gruppo di percussioni oggi presenti nell’orchestra.


Le Percussioni Oggi La principale classificazione degli strumenti a percussione li divide in due insiemi, quelli a suono determinato e quelli a suono indeterminato che producono suoni definibili come acuti o gravi ma di altezza non misurabile precisamente. Questi strumenti sono dotati di sistemi per modificare la tensione delle membrane stesse. La sezione di percussioni di un’ orchestra contiene più strumenti a percussione classici, ma può anche contenerne di non strettamente percussivi, come le percussioni improprie molto utilizzate nella musica contemporanea. Nelle orchestre odierne si impiegano generalmente quattro timpani. Un altro tipo di tamburo a suono determinato è il roto-tom sviluppato dal tom-tom. Altri strumenti a suono determinato sono la celeste (che è suonata grazie a una tastiera del tutto simile a quella del pianoforte ), le campane tubolari (suonate con bacchette ), il glockenspiel e il vibrafono (entrambi costruiti con lamette di metallo), i crotali (costruiti essenzialmente da dischetti metallici ), lo xilofono e la marimba (entrambi costruiti con lamelle di legno).


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Costruire ponti con la musica by Luc Binetti - Issuu