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Photozine Il Carrozzone

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In questa photozine presentiamo il quartiere Carrozzone, con una mappa dettagliata da portare con voi nelle passeggiate alla scoperta di questo luogo un po’ fantastico, e con i punti chiave di riferimento per potervi orientare e non perdervi come Wally. Oltre ad orientarvi nello spazio, potrete orientarvi nel tempo, con le storie riscoperte nei pesanti volumi in cui abbiamo tuffato il naso in archivi polverosi. Ed ecco gli eroi della nostra avventura, che incontreranno i personaggi secondari, ovvero tutti gli abitanti di questo luogo magico, per poi analizzare le loro abitudini culturali come danze tribali unite ad arti marziali e gli svaghi dei più piccoli. Abbiamo una panoramica dall’alto per scoprire questo luogo da un altro punto di vista e approfondirne la conoscenza, e dalla visione molto lontano passiamo al vicino vicino, sbirciando tra le foglie degli orti, sorprenderemo gli abitanti più piccoli. Ci faranno volare ancora una volta con la fantasia i disegni quasi surreali e mitici, dato che sono ispirati alla storia del posto, che sbocciano tra le foto della realtà.


Al Carusòun Il Carrozzone è un quartiere Reggiano, situato oltre il Crostolo, confina a sud con la via Emilia, a nord con la ferrovia Milano-Bologna, a est con il Crostolo e a ovest con un piccolo ruscello artificiale di acqua piovana, ora coperto e trasformato in corso sotterraneo. L’origine del quartiere è incerta, si pensa che il nome derivi dalle carrozze dei birocciai che sostavano con i loro cavalli sulla vicina via Emilia. Il quartiere inizia il proprio sviluppo urbanistico a partire dagli anni ‘30, quando sulla via Emilia sorsero diverse attività fra cui le Latterie Cooperative Riunite che hanno contribuito alla costruzione della linea ferroviaria Reggio-Ciano. La Seconda Guerra Mondiale ha portato diversi danni all’interno della zona, per la vicinanza a vie di comunicazione importanti come la via Emilia e la ferrovia. Il Carrozzone è stato un importante punto d’appoggio durante la Resistenza poiché in via Brigata Reggio si trovava la casa dei Fratelli Francia, utilizzata dai nostri partigiani per nascondersi e discutere di tattiche militari. Nel 1924 in via Soglia fu ritrovato il cadavere di Antonio Piccinini, un deputato socialista assassinato dai fascisti, che fu ricordato da Sandro Pertini con una lapide in suo onore conservata nel Palazzo della Provincia di Reggio. Durante la Seconda Guerra Mondiale, il quartiere subì molti danni, le rilevanze storiche andarono perdute con i bombardamenti della ferrovia, come l’oratorio seicentesco della Beata Vergine e antica tenuta dei padri Filippini. Sino al ‘40 il territorio era caratterizzato da case coloniche e campi coltivati da vite maritata con l’olmo, un metodo di coltivazione particolare della vigna. Negli anni ‘50 venne iniziata un’opera di urbanizzazione dell’area a ridosso di via Brigata Reggio, in particolare all’incrocio fra questa e la vecchia strada comunale di Cavazzoli. Negli anni ‘60 fu inaugurato il ponte sul Crostolo che permise una crescita ancora maggiore al quartiere e alle zone limitrofe. Il quartiere residenziale si sviluppò qualche anno più tardi tra gli anni ‘70 e gli anni ‘90, anche grazie alla nuova zona artigianale di piccole industrie a ridosso di via Kennedy e le vie adiacenti. L’espansione fu sia residenziale che industriale, vennero occupate quasi tutte le aree rimaste libere: sorse la zona Annonaria definita“Villaggio Commercianti” e fu realizzato il tratto di tangenziale nord aperto al traffico nel 1963. Negli anni ‘70 nacque “el neger” un complesso che ospita tuttora la Polizia Municipale, negozi e numerosi uffici. Il cantiere fu motivo di aggregazione per i signori della zona che erano soliti commentare il cambiamento della campagna che piano piano si stava sempre più trasformando in città. Negli anni ‘90 nasce il primo centro commerciale di Reggio, il Meridiana Shopping center. Viene anche portato a termine l’asse attrezzato fra Cavazzoli e Rivalta che prende il nome di via Hiroshima.


Al giorno d’oggi questa area è ricca di scuole dell’infanzia e asili nido e un tempo ospitava anche le scuole elementari. Una prima scuola era collocata in un vecchio edificio posto fra via Brigata Reggio e l’antica strada comunale di Cavazzoli lungo il torrente Crostolo. Successivamente, negli anni ‘50, le scuole furono ospitate nella vicina Villa San Giusto poi fino al 1980 in un edificio posto tra via Brigata Reggio e via Bentivoglio, a ridosso del vecchio borgo del Carrozzone. Si racconta che all’interno del borgo abitava una figlia di braccianti che era solita cantare lirica, affacciata alla finestra, mentre sotto si radunavano i braccianti con le loro famiglie per ascoltare la sua voce. La ragazza, si dice, che con la sua bellissima voce arrivò ben più lontano del Carrozzone, arrivò fino al palco della Scala di Milano. Gli ultimi due decenni sanciscono l’inizio dell’attività di aggregazione sociale, nel quartiere nasce il centro sociale del Carrozzone, che racchiude decine di volontari e centinaia di soci, promotori e organizzatori di moltissime attività sportive e ricreative rivolte ai soci e a tutto il quartiere. Il territorio di Carrozzone è a carattere urbano. Le principali aree produttive sono la zona Annonaria, l’area delle ex-Latterie Cooperative Riunite e la zona artigianale Betonica, (il cui nome deriva da una pianta erbacea officinale con foglie rugose e piccoli fiori rosa raccolti in spighe). A quei tempi, la Betonica era il nome sia della zona orientale, sia di una tenuta agricola oggi scomparsa. La zona del Carrozzone ebbe un importante aumento di popolazione fra gli anni ‘50 e ‘60, successivamente con la saturazione totale della zona, avvenuta fra gli anni ‘80 e la fine degli anni ‘90. La percentuale degli stranieri è lievemente più alta della media del Comune, si attesta al 19,8% della popolazione (rispetto al 18% complessivo di tutto il comune). Il Carrozzone è stato uno dei primi quartieri a popolarsi di stranieri e per questo per un periodo ci fu una zona chiamata “il Cairo”. La zona del Carrozzone è ricca di servizi e attività, i negozi al dettaglio sono presenti principalmente lungo l’asse della via Emilia e in via Kennedy. La vendita al dettaglio è presente anche nelle due aree produttive: la zona Annonaria e la zona artigianale Betonica. Le strutture sportive si collocano nell’area parrocchiale di San Pio X con campi da calcio e pista polivalente. Il verde pubblico si concentra, come già accennato prima, nel parco del Carrozzone. I principali poli di aggregazione sociale e comunitaria sono il centro sociale Carrozzone e la parrocchia di San Pio X. In via Rodano sono presenti scuole di musica e di ballo private e la nuova sede della Motorizzazione Civile. Il Center Kennedy ospita la Casa della Salute Reggio Ovest. Infine nel 2019 lo storico studio Seltz si è stabilito all’interno dell’ex-Officina delle Arti, ora SD Factory con un progetto del Comune in collaborazione con la Cooperativa Sociale”Papa Giovanni XXIII” e la Regione Emilia Romagna. Un luogo dove le arti si fondono e creano magia.


La cronaca nera de

IL CARROZZONE

di Marco Foderaro

Lavorano per un uomo misterioso. non si e’ mai fatto vedere in faccia da loro... si fa chiamare MF. Li ha pagati profumatamente per studiare abitudini e orari di uscita di casa degli abitanti del Carrozzone. A quanto pare, in uno di quegli appartamenti trova un antico monile, la lingua del santo del duomo di Adova. Dove sarà? I ragazzi alla fine lo hanno trovato, ma hanno tradito MF tenendosi il prezioso. Il loro ex-capo li cerca da cinque mesi nei cinque continenti, per poi trovarli sparsi sull’equatore e in Bangladesh, piombandogli il culo e prendendosi la lingua del santo.


La zona residenziale del Carrozzone. Dove sono avvenute le ricerche dell’antico monile.

Matteo Cardi, capo delle sottoposte. Brutalmente assassinato in Bangladesh.


Cristian Rovito e i suoi allievi


Il portale del


ll’orto fatato


Tra le pieghe del Tempo


Questo quartiere agli occhi di un visitatore disattento, potrebbe sembrare un posto come un altro, ma pochi sanno che osservando attentamente alcuni dei luoghi storici del Carrozzone si possono scorgere i ricordi di tempi passati. Viaggiando per le vie mi sembra di rivedere alcuni scorci al loro stato originale, dietro alla nicchia che conserva la statuetta della madonna, dove passa la tangenziale mi pare di rivedere le carraie sterrate dove camminavano i braccianti per andare al lavoro nei campi.


Tra le pieghe del Tempo

Mentre sono perso nei miei pensieri, sento in lontananza il canto di una donna: cerco di farmi strada tra le vie avvicinandomi alla fonte della melodia finché non la trovo; nel borgo vecchio una ragazza sta cantando lirica, è la figlia di alcuni braccianti appassionatadi canto vissuta qui molto tempo fa. Evidentemente le mura della casa sono rimaste impregnate della sua musica . . . la mia mente mi riporta alla memoria quella fotografia sgualcita ritrovata anni prima in un libro in biblioteca.


Tra le pieghe del Tempo


Dopo questa esperienza magica, decido di tornare a casa passando davanti ad alcuni capannoni abbandonati e (probabilmente per colpa del caldo) scorgo nel cielo giganteschi fiori di Betonica profumati, forse un ricordo della storia che mi raccontarono anni prima che narra l’origine del complesso legato a una casa cantoniera pervasa dai colori e dalla fragranza di questi fiori.


Alzarci in volo sul dorso di un animale magico può farci cambiare prospettiva per osservare il quartiere Carrozzone. La molteplicità di anime così diverse e la ricca storia si possono intuire alzando lo sguardo e osservando la differenza tra l’accostamento di tetti antichi che si mischiano con quelli moderni e naturalmente con la natura.


MARCO FODERARO Regista, attore, sceneggiatore Amo da sempre il potere delle immagini, che uso per realizzare l’obiettivo della mia vita: far ridere le persone. Ho realizzato parecchi corti, film, documentari, storie a fumetti. Amo il Trash. Lavoro per il centro di salute mentale come animatore sociale. Lavorare al Photolab è stato un piacere per la compagnia, per la voglia di fare, di sperimentare. Non sempre è facile trovare persone con questa voglia di fare e con una così grande passione per l’Arte. JASMINE PUCCIO Jpeg per gli amici, amo tutto ciò che è arte, musica e scrittura. Ho tanti sogni e tante passioni, come scrivere un romanzo e diventare fotografa di vita. Vorrei un futuro da nomade in giro per il mondo a imparare storie di vita e diffonderle con la scrittura e le mie fotografie. Ho un amore spropositato per la musica, non amo il termine “un po’ di tutto” ma è così. Strimpello la chitarra ogni tanto e in futuro vorrei produrre musica elettronica. Non mi separo mai dalle mie cuffiette e dalla macchina fotografica che è sempre al collo. Nella vita desidero essere libera, libera di scegliere cosa fare, chi diventare, in cosa credere. Libera di essere me stessa. VANESSA ZECCHI Da sempre attratta dall’arte, la fotografia è uno dei tanti medium che uso per restituire il mio punto di vista sul mondo, unico perché personale. Sono nel bel mezzo della ricerca della mia strada e del conoscere me stessa; nello spazio di SD Factory ho trovato ciò che cercavo: una casa, con un gruppo di persone affiatato, con visioni simili e che arricchiscono.


MATTEO MANICARDI Ho frequentato l’indirizzo Design dell’arredo al Liceo Artistico Gaetano Chierici (RE) Sono appassionato di disegno, scultura, teatro e dell’arte in tutte le sue forme, sono da sempre curioso e molto determinato, socievole e alla costante ricerca di nuove esperienze. Lavorare con il gruppo di Photolab qui a SD Factory è stato molto stimolante e mi ha permesso di esprimere le mie idee con altre persone con cui mi sono sentito in sintonia in pochissimo tempo e confrontare le differenti idee in modo da poter crescere tutti insieme. CATERINA CURTI Mi chiamo Caterina Curti, ho 23 anni e abito a Reggio Emilia. Le cose che amo di più sono fotografare, viaggiare e guardare tanti film. Quel che preferisco è immortalare le persone, ma vorrei continuare a esplorare il più possibile senza pormi limiti. Ciò che adoro quando scatto è sentirne l’emozione: la scena che ho davanti può trasmettermi gioia, tristezza, spensieratezza, nostalgia, inquietudine… Spesso, anche se quello che mi trovo di fronte è un’immagine molto semplice, per me può valere la pena ritrarla perché inizio a fantasticare sulla storia che potrebbe esserci dietro. Questo mi permette di mantenere l’ispirazione. È così che la reflex è diventata in poco tempo una delle mie migliori amiche. LAURA SARTORI Sono Laura, una trentenne, marchigiana di nascita e reggiana di adozione, con qualche certezza, qualche dubbio e molte domande. Mi sono avvicinata alla fotografia per caso, spinta semplicemente dalla voglia di congelare e salvare la bellezza di alcuni momenti. Proprio per imparare a fare questo mi sono iscritta al Photolab di SD Factory; qua però ho scoperto che la fotografia può essere molto di più, può essere uno strumento per esplorare non solo il mondo che ci circonda ma anche se stessi e gli altri. E in questo viaggio alla scoperta della fotografia fondamentali sono stati i miei compagni di viaggio, con la loro creatività e i loro sguardi sul mondo, uno diverso dall’altro.


Note


Ringraziamo SD Factory Un progetto a cura di Collettivo Photolab Con il contributo di Davide Bartolai, Alberto Pioppi, Arianna Migliari, Davide Armento, Giovanni Cortese e Armando Boselli


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