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Opera Chesterton Ottobre 2019

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Opera Chesterton

Navigare Necesse est La nostra scuola undici anni fa navigare come gli uomini che Diversamente si è in balia delle iniziò salpando idealmente hanno davanti,e soprattutto onde, anzi,neppure si parte pur l’ancora. In un discorsetto che vogliono sapere per dove". avendo l’illusione di partire e di tenni per presentare la scuola Quest’anno abbiamo voluto salpare fare chissà che. Troverete traccia dissi, tra le poche altre, queste nuovamente l’ancora per spiegare della giornata d’inizio dell’anno, parole: “Una scuola è come una ai nostriragazzi che “navigare tenutasi il 13 Ottobre a Santa barca, che si avvia verso una necesse est”, come disse qualcuno. Lucia e allietata da tante belle rotta con un capitano (il Salpammo perdare corpo ad una iniziative,arricchita dagli stimoli di dirigente), un equipaggio (i speranza che avevamo in cuore, padre Cassian Folsom, come a professori), una rotta (un metodo quella di educare i figli secondo i ribadire che lacostruzione della educativo!) e un luogo da nostri ideali e di dare a quante più nave-uomo è opera che richiede raggiungere e uncompany lavoro newsletter da persone questa Oggi sacrificio, "Having an internal company newsletter is a great way "Having an internal is a great way possibilità. pazienza e detersvolgere (educare, cioè fare degli communication, rilanciamo questa speranza to address employeeminazione. engagement, communication, to address employee engagement, Non è certo seguire uomini e delle donne!). nostri ragazzi, but it comes with one catch: you collaboration, and collaboration, but it comes with direttamente one catch: you ai and umori o istinti. Chiedo ancora una need a wide readership. While you can include Poi una parte While speciale perché siano veri protagonisti della needha a wide readership. you can include volta il vostro aiuto nel sostenere important articles in a newsletter, getting your important articles in a newsletter, dell’equipaggio: dei piccoligetting loro your vita, non con l’assecondare la nostra navigazione perché uomini che vogliono diventare istinti e umori ma tagliando il legno, torni anche a vostro beneficio, col employees motivated enough to read it is the extra employees motivated readunendo it is the extra grandi! Estanno lì enough solo to per il fasciame, calafatando, frutto uomini e di una leap need to take. Thedikey to this nuovi challenge is to leap you'llNel needgergo to take. The key to this challenge is to questo! marinaro rifinendo, dipingendo layou'll barca della società più bella. wisely. make sure you organize your newsletter make surechiamarli you organize your newsletter potremmo i mozzi,quelli lorowisely. vita perchénavighi, parta e che stanno lì per imparare a imbarchi ciurma. Marco Sermarini

INTRODUCING 15 NEW TOPPINGS

FRESH FROM OUR KITCHENS!


Giornata di inizio anno - I Anche quest'anno Santa Lucia ha accolto alunni, professori, genitori e amici per la giornata di inizio anno della Scuola Chesterton. La mattina si è aperta con la Messa celebrata da padre Cassian ed è continuata con un incontro tenuto proprio da quest'ultimo sul tema dell'educazione scolastica nei monasteri dei primi secoli. Una delle fonti lette durante l’incontro, che mi ha fatto sorridere e riflettere di più, è stata quella di Doroteo di Gaza. Egli illustrava il suo metodo per affrontare lo studio e mi ha strappato un sorriso quando ha detto che vedeva il libro come una belva. Questo particolare ha riportato a galla ricordi di una Laura adolescente davanti alla sua belva: il libro di matematica. E insieme al libro altre memorie su quanta forza di volontà dovessi mettere per sfogliare quelle pagine, su quanto sudore (e talvolta anche qualche lacrima) versato. Ma per fortuna, nulla è impossibile all'uomo che, affidandosi a Dio, fa poi la sua parte e riesce a superare anche quella belva fatta di numeri e lettere. San Doroteo così ci ha ricordato che, per quanto possiamo considerarci lontani nel tempo da lui, diversi ed “evoluti” rispetto agli uomini e alle donne di qualche secolo fa, in realtà, non lo siamo

Un momento della Giornata d’inizio anno 2019 - 2020

affatto: siamo e saremo sempre gli stessi uomini e le stesse donne di fronte agli stessi dubbi, problemi e difficoltà. Il fiore all’occhiello del pomeriggio, invece, è stata la presentazione ai genitori del percorso che farà da fils rouge in questo anno scolastico agli alunni della scuola. La professoressa Elisabetta Spina ha ideato questo nuovo tema dal titolo: “Le Barche”. Laura Narcisi

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Giornata di inizio anno - II

Domenica scorsa, siamo rimasti molto colpiti dall’intervento di Federica. Ci è piaciuto tantissimo vedere l’attenzione nei confronti della persona, non esclusivamente un’attenzione di tipo didattico, ma alla crescita complessiva dei nostri ragazzi. Ci sembra che condividere obiettivi e valori comuni sia fondamentale anche per un buon apprendimento scolastico. Ma prima di tutto riteniamo che sia fondamentale privilegiare la crescita umana. Questo aspetto inserito in un gruppo solidale ci piace moltissimo. L’immagine delle barche che navigano insieme e affrontano ogni tipo di difficoltà la terremo sempre in mente. Vale se parliamo di una classe a scuola ma può valere per ogni singolo ambito lavorativo, di svago, di solidarietà. Insieme si va forse un po’ più piano ma si va più lontano. Davide, papà di Viktoria

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Giornata di inizio anno - II Sono la mamma di un’alunna della prima media. Un intervento che mi ha molto colpita domenica all’inaugurazione dell’anno scolastico è stato quello della Professoressa Lorena che per anni è stata alla Scuola Chesterton e che ora insegna a Fermo. I suoi colleghi professori hanno notato un livello molto alto non solo scolastico ma di comportamento, educazione, decoro nel vestire dei ragazzi della nostra scuola che si erano recati nella scuola di Fermo per gli esami di fine anno. Anche io conosco degli alunni della Chesterton, in ambito parrocchiale, nel gruppo di catechismo… caspita è vero! Quei tre ragazzi, che educazione! Che rispetto! Che attenzione! Molto più degli altri. Certo, sicuramente le famiglie che li supportano sono splendide famiglie, ma anche gli altri hanno belle famiglie alle spalle, ma in quanto a comportamento… alle volte non sono proprio esemplari. È il caso di dire che qui la scuola Chesterton ha proprio fatto la differenza! Grazie di cuore. Paola, mamma di Viktoria

Un momento dell'uscita con gli asini

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Conosco delle barche di Jacques Brel Conosco delle barche che restano nel porto per paura che le correnti le trascinino via con troppa violenza. Conosco delle barche che arrugginiscono in porto per non aver mai rischiato una vela fuori. Conosco delle barche che si dimenticano di partire hanno paura del mare a furia di invecchiare e le onde non le hanno mai portate altrove, il loro viaggio è finito ancora prima di iniziare. Conosco delle barche talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi. Conosco delle barche che restano ad ondeggiare per essere veramente sicure di non capovolgersi. Conosco delle barche che vanno in gruppo ad affrontare il vento forte al di là della paura. Conosco delle barche che si graffiano un po’ sulle rotte dell’oceano ove le porta il loro gioco. Conosco delle barche che non hanno mai smesso di uscire una volta ancora, ogni giorno della loro vita e che non hanno paura a volte di lanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare. Conosco delle barche che tornano in porto lacerate dappertutto, ma più coraggiose e più forti. Conosco delle barche straboccanti di sole perché hanno condiviso anni meravigliosi. Conosco delle barche che tornano sempre quando hanno navigato. Fino al loro ultimo giorno, e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano.

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Il percorso di quest'anno Anche quest’anno abbiamo proposto ai ragazzi della Scuola Chesterton un tema conduttore con diversi spunti di riflessione che svilupperemo nel corso dell’anno scolastico. Il titolo del tema di quest’anno è: “Barche”. Ci siamo ispirati ad un testo scritto dallo chansonnier francese Jacques Brel, intitolato “Conosco delle barche”. Il testo inizia dicendo: “Conosco delle barche che hanno paura del mare, che si dimenticano di partire, che sono talmente incatenate che hanno disimparato come liberarsi…”. Queste parole ci sono sembrate una bella metafora per parlare ai ragazzi delle difficoltà dell’adolescenza, di ciò che li fa soffrire ed impedisce loro di partire per il viaggio della vita. Il testo prosegue dicendo: “Conosco delle barche che si graffiano un po’ sulle rotte dell’oceano…”. Racconteremo un po’ della vita di Agostino di Ippona, che visse una giovinezza dedita ai piaceri. Dopo un lungo travaglio interiore si pentì e si convertì. Ci sembra un “maestro” esemplare che possa insegnare ai nostri giovani quali errori evitare, in questi anni belli e fragili della loro vita. Il testo continua dicendo: “Conosco delle barche che non hanno paura di slanciarsi fianco a fianco in avanti a rischio di affondare, che affrontano il vento forte senza paura”. Parleremo ai ragazzi dell’importanza di viaggiare (cioè vivere) insieme, per condividere esperienze, difficoltà, successi e insuccessi. Parleremo dell’amicizia autentica. La poesia si conclude dicendo: “Conosco delle barche che non smettono di uscire dal porto, ogni giorno, fino al loro ultimo giorno e sono pronte a spiegare le loro ali di giganti perché hanno un cuore a misura di oceano”. Vorremmo far comprendere ai ragazzi l’importanza dell’impegno quotidiano, dello studio, del lavoro costante per migliorare se stessi. Se vivranno così gli anni dell’adolescenza diventeranno giovani adulti forti e coraggiosi, pronti a spiccare il volo! Vi proponiamo di seguito le prime riflessioni che alcuni ragazzi delle medie hanno prodotto a seguito della lettura della poesia in classe.

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Conosco delle barche Un paragone con la mia vita Questa poesia mi è stata di grande aiuto per capire meglio come sono e come reagisco alle diverse situazioni del cammino della mia vita. Dopo aver riflettuto un po’ ho capito che io, davanti a situazioni difficili e importanti sono come “la barca che torna in porta lacerata dappertutto, ma più coraggiosa e più forte di prima”. Come nel caso del trasloco e del cambiamento sia di casa che della scuola. Ad esempio, prima ero preoccupata e avevo paura di lasciare i vecchi amici e la casa perché pensavo di non riuscire a legare con i nuovi. La stessa cosa mi era successa anche quando sono arrivata dal Brasile. Avevo paura per la lingua, cosa che però si risolse in poco tempo grazie all’aiuto costante della mamma e del papà. Questa volta però è stato diverso, non c’è più il problema dell’italiano, ma molto di più: il francese, il latino e la musica, tutte materia che avrei dovuto recuperare. Ma da quando sono arrivata a San Benedetto del Tronto i professori mi sono stati vicino e mi hanno fornito del materiale

per riuscire a mettermi al passo con la classe. Il primo giorno di scuola a Santa Lucia, all’inizio mi sentivo in imbarazzo; poi mi sono subito sentita accolta dalle compagne di classe e la Contea è un luogo che mi piace molto, è uno dei motivi per i quali la Chesterton è bellissima. Non è solo per quello che questa scuola è fantastica, ma anche per ogni persona di cui è composta: professori, alunni e persino genitori. Il secondo giorno di scuola ero contentissima. Penso che nella scuola io stia bene, è un ambiente accogliente, bello, personalizzato e sempre pieno di persone disponibili pronte ad aiutarti nelle difficoltà e, anche se sono tante, cercano di risolverle nel migliore dei modi. Ti vogliono bene e anche se a volte ti sgridano è solo un modo per fartelo capire e per starti vicino, perché una persona non ti sgrida o che non ti aiuta non è una persona attenta a te. Nonostante le preoccupazioni di separarmi dalla mia casa e dai miei amici, adesso che ho affrontato questo cambiamento posso dire, come nella poesia, che sono tornata più forte e coraggiosa di prima e penso che i miei genitori non avrebbero potuto fare scelta migliore di questa: mandarmi alla scuola Chesterton! Grazie, Rayssa

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Un inizio dolcissimo di Laura Capecci È iniziato un nuovo anno scolastico e con esso anche il laboratorio di enogastronomia dell'alberghiero della Scuola G.K. Chesterton. Tante sono le novità che abbiamo voluto proporre agli alunni. Non poteva mancare la mensa rivolta ai ragazzi della scuola che partecipano ai pomeriggi di studio e, grande novità di quest'anno, è la pasticceria volta ad offrire dolci e prelibatezze per una sana e buona merenda ad alunni e professori. Ciò che mi affascina della cucina ed in particolare dei dolci è che dietro ad ogni ricetta si nasconde una storia. Tutte le ricette della cucina tradizionale, che nasce dalla vita contadina dei nostri avi, è fatta di persone ed eventi che hanno dato vita a quel piatto che tanto ci piace e amiamo, che ci ricorda la nostra infanzia, le nostre nonne, la domenica. La cucina non è affatto banale al contrario è storia e cultura.

Ingredienti:

Proponiamo oggi una ricetta dolce e la sua storia: la torta della nonna, è un dolce tipico della cucina toscana (mia nonna materna è toscana, grande cuoca che ha influenzato il mio stile di cucina). La bellezza di questa torta è nella semplicità dei suoi ingredienti e delle sue preparazioni che insieme creano un connubio fantastico che sa di antico. Pasta frolla, crema pasticcera e pinoli un matrimonio vincente nella sua semplicità ( che forse è la sua caratteristica migliore!). Come nasce? Da un ristoratore che, per allietare i suoi commensali abituali, volle creare un dolce nuovo unendo preparazioni note, nacque un dolce che ebbe molto successo e si diffuse a livello nazionale e non solo.

scaldare il latte con la buccia del limone (poi toglierla). Preparare un composto con i tuorli, lo zucchero e la farina. Appena il latte inizia il bollore, togliere la buccia di limone, prendere un po' di latte e stemperare l'impasto di tuorli, unirlo al latte restante e mettere sul fuoco a fiamma bassa girando continamente con una frusta. Far rassodare e spegnere. Coprire con della pellicola trasparente per evitare che si formi una pellicina sulla crema. Stendere la frolla, coprire con abbondante crema e cospargere di pinoli. Si può scegliere se coprire con un disco di frolla la crema o meno. Cuocere a 180° per 40 min circa.

per la frolla 500 g farina 250 g burro morbido 2 uova 180 g zucchero semolato impastare tutti gli ingredienti facendo una fontana di farina e zucchero aggiungere le uova e il burro a pezzetti e impastare velocemente fino a formare un impasto liscio e morbido. Far riposare in frigo 30 min. Per la crema pasticcera 1 l latte 8 tuorli 150g zucchero 45 g farina 1 limone

Buona merenda a tutti e alla prossima squisitezza!

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