0202 erbotto
Opera Chesterton
Olive, colori e innocenza Che devo dirvi, cari amici? Quando leggo i piccoli componimenti dei nostri ragazzi sono sempre colpito dalle tracce sensibili che l’opera educativa lascia nei loro cuori. In fondo educare è un po’ come coltivare, ci vuole tempo perché se ne vedano i frutti, e noi, che siamo abituati a “cliccare” e a vedere subito degli effetti, siamo impazienti e spesso dimentichiamo. Dimentichiamo che l’educazione è cosa del cuore, come diceva il frizzante don Bosco, e che i cuori li apre solo Dio e che noi dobbiamo aiutarlo a penetrarli. Non è qualcosa di emotivo, ma di razionale e pienamente umano. Il nostro cuore è toccato anche dai colori e dagli effetti dello smalto, lo smalto ci fa creare delle cose belle, le cose belle hanno un punto, un puntino, un punto di fuga da cui si parte. Per dove? Per la strada della Verità. La personcina che ascolta la poetica storia del Piccolo Principe non resta indifferente di fronte ad essa, parla di stupore,
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di gratitudine, dice che è bene rimanere bambini... Magari faticherà a conservare l’innocenza ma sa che è buona, non un impiccio. Abbiamo creato una trincea e qualcuno disposto a combatterci dentro e ad andare pure in all’assalto. La giovane che coglie le olive non fa una cosa così tanto per fare, non qualcosa di latamente utile e redditizio per la propria carriera, ma scopre che un olivo è più di un semplice albero piantato sulla nostra strada, c’è del buono in esso, è bello... Noi andiamo avanti, in barba alla pandemia e a chi ci vorrebbe controllare comodamente a casa, rinchiudere le nostre giornate in un orizzonte terapeutico e di godimento ad ogni costo. Andiamo a suggere la vita alla sua fonte! Per fare questo lavoro ci occorre il vostro aiuto, ci vuole che puntiate su di noi, come noi facciamo con voi. Costruiamo le condizioni per un mondo buono. Oggi più che mai. Marco Sermarini
Alla ricerca dell'essenziale e p i c n i r p o l o c c i P Il
RTH. NE WE uesto A LEO dedicato q bini di aver m uesta ba q a: ai ri o se perdon o una scusa H . Domando de an mondo. persona gr e abbia al e amico ch libro a una or li ig ò capire m pu il ande è ona grande persona gr terza: questa pers : na sa u u sc o h a ne cond mbini. E Ho una se ba e, ha r m pe fa i e i libr rancia, ha tutto, anch abita in F se tutte de E an a. gr at a ol on sere cons questa pers o al sogno di es uesto libr a molto bi dicherò q de freddo e h o, an st ba n se no a è stata. queste scu ande person lta. e questa gr bini una vo m ba i at bambino ch di sono st o.) an rd co Tutti i gran ri essi se ne (Ma pochi di dica: de ia m NO eggo la BAMBI Perciò corr RA UN E O D UAN RTH, Q NE WE A LEO
Venerdì scorso la professoressa di storia ci ha illustrato con un power point il tema che affronteremo quest’anno: “Il piccolo principe”. Il libro narra una storia che molti ritengono adatta solo ai bambini. In realtà è appropriata anche per gli adulti. L’intento principale per cui questo libro è stato scritto è quello di far capire alle persone, soprattutto agli adulti, che è giusto rimanere un po’ bambini per tutta la vita. Gli adulti non devono perdere il lato infantile che hanno dentro di sé, perché è quella la parte più importante dell’animo. Ci consente di sentirci “piccoli”, di continuare a stupirci, di non perdere la freschezza e il candore, cioè la bellezza che abbiamo dentro di noi. Queste che noi chiamiamo piccole cose non sono sciocchezze, ma sono le cose che ci danno gioia e ci fanno scoprire la grandezza e l’immensità che ci circonda. Quest’anno parleremo anche di legami. Noi ragazzi abbiamo tanto bisogno di costruire legami affettivi profondi, sinceri e leali. Sentiamo che sono una cosa importante della vita, ma non sappiamo come costruirli. Ci hanno spiegato che in un rapporto si deve essere in due a dare forza al legame, per far sì che funzioni, ci vuole corrispondenza. Se la base di un rapporto è forte, anche se si litiga o non ci si comprende, ci si può sempre migliorare a vicenda e andare avanti, più forti e uniti di prima. Questo libro è pieno di piccole riflessioni, apparentemente banali, che nascondono però significati universali, che si riferiscono a tutti. Avevo letto “Il piccolo principe” da bambina e non lo ricordavo molto bene. Forse non mi aveva colpito molto. Ripensandoci ora, con la guida dei nostri insegnanti, mi sembra di riscoprire in esso tanti significati profondi e bellissimi. È proprio vero che non si vede e non si comprende mai una cosa da soli. La si vede solo se qualcuno la illumina per noi! Silvia Michelangeli
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Il percorso continua! La storia e i temi del Piccolo Principe ci accompagneranno per l'intero anno scolastico, facendo approfondimenti insieme ai nostri ragazzi e le nostre famiglie. Per seguire anche voi, potete vedere sul nostro blog: www.scuolachesterton.org/blog
La presen ta alla giorn zione del percorso ata d'inizio anno
Alcuni al un presentazio ni durante la ne in class e
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La raccolta delle olive Sabato 17 ottobre, durante la mattina, sono andata a raccogliere le olive a Santa Lucia, su proposta della professoressa Laura Capecci. All’inizio non ero tanto contenta ma poi mi sono convinta. Per prima cosa abbiamo detto la preghiera, poi abbiamo seguito la spiegazione di Ciccio su alcune delle tante tipologie di ulivi. Poi abbiamo proseguito con la raccolta. Durante la raccolta c’era il professor Giorgio Pellei che ci dava delle indicazioni. Finita la raccolta siamo andati tutti al frantoio “Sapori di Cupra” per vedere e capire il procedimento di estrazione dell’olio dalle olive. Lì abbiamo assaggiato vari tipi di olio, tutti molto buoni. Per la prima volta ho assaggiato più tipi di oli insieme e per la prima volta ho sentito che ognuno aveva un sapore diverso dall’altro.
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Abbiamo fatto tanti complimenti a coloro che gestivano il frantoio. La raccolta delle olive l’avevo già fatta una o due volte con i miei nella campagna che era dei miei nonni e che ora è diventata di mio zio. Anche per questo all’inizio non ero molto contenta, mi annoiava fare qualcosa che avevo già fatto. Ora posso dire che non è stata la stessa cosa. Raccogliere le olive e andare al frantoio dopo la spiegazione di Ciccio è stato più interessate. Posso dire che l’olio era veramente ottimo e invito tutti a comprare almeno una bottiglia, almeno per assaggiarlo. Mi è piaciuto talmente tanto che se dovessi avere un ristorante tutto mio, tra qualche anno, comprerei l’olio dal frantoio Sapori di Cupra. Raiane De Pietto
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Water nail art Qualche giorno fa le ragazze del secondo anno del corso estetista si sono cimentate nella tecnica di nail art chiamata "water nail art". È una tecnica che richiede velocità, creatività e molta, molta pazienza. Consiste nel diluire delle gocce di smalto in una bacinella d'acqua che deve essere della giusta temperatura (né troppo calda, né troppo fredda), per creare dei disegni creativi che andranno poi a stamparsi sulle unghie. La difficoltà sta proprio nella velocità di esecuzione in quanto, se si perde troppo tempo, lo smalto forma
una
pellicola
che
rende
impossibile
qualsiasi
immagine e costringe a buttare tutto e a ricominciare. Le ragazze quel giorno hanno buttato tutto e ricominciato varie volte. La loro pazienza è stata testata e ci sono stati dei momenti di sconforto, nonostante rassicurassi loro sul fatto che si trattasse di una delle tecniche più difficili da realizzare. Alla fine, è stato bello vedere l'entusiasmo sui loro visi nel momento in cui si sono accorte di essere riuscite a realizzare la loro prima water nail art. Prof. Laura Narcisi
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