OPERA CHESTERTON
OTTOBRE 2018
FAMILIARITA' Familiarità. Forse questa è la parola percepiamo questa unità, come in davanti agli occhi tanto che quel che ci aiuta a definire bene questo casa, come in famiglia, con tutto ciò “nel pensier mi fingo” diventa più numero ma anche la scuola in sé. che di buono e di bello ci circonda. reale della realtà, o meglio, la realtà Se una bimba di prima media Le immagini aiutano a comprendere diventa più colorita, più saporita, descrive una lezione all’aperto e quello che accade, le parole più viva, più vicina. leggendola non facciamo fatica a trasmettono e fanno venire la voglia Questa è l’esperienza di una scuola vedere con gli occhi della fantasia di passare una mattina con questi parentale come la nostra, dove si ciò che questa bimba viva ci ragazzi. Ma starci è un’altra cosa! impara ad essere amici di tutto e di descrive, se due alunni di terza Un conto è sentir narrare che don tutti. media ci portano per mano non solo Rhodes vive a Nashville, un altro Io spero sempre che continuiate a a Recanati ,patria del nostro caro conto è condividere con don Rhodes sostenerla: non perché la scuola ne concittadino marchigiano Giacomo i momenti della sua vita di giovane ha sempre bisogno, ma perché Leopardi, ma dentro il suo cuore, e futuro sacerdote in formazione che entriate anche voi con me in questo dal suo cuore al nostro, se Denise ci pensa sia giusto, utile e salutare per mondo familiare che difendiamo raccontaan la visita di tre giovani newsletter la sua animaway spendere due giorni le unghie e con i denti e che way "Having internal company is a great "Having an internalcon company newsletter is a great diaconi americani cheengagement, communication, con questi ragazzi. to address employee vorremmo fosse communication, loro, dei nostri to address employee engagement, inspiegabilmente si but sentono legati a one Uncatch: conto you è leggere Giacomo su un alunni, per sempre. and collaboration, it comes with and collaboration, but it comes with one catch: you noi, e a noi percepiamo questo (certo, è la prima e più need wide readership. While you canlibro include need a wide readership. While you can include legame, e sentiamo le a note dei loro getting importante esperienza di frontearticles ad Marco Sermarinigetting your important articles in newsletter, your important in a newsletter, canti tradizionali pieni di ingenuità e una poesia), un altro conto è andare di innocenza, allora voi capite che la con Raffaele e Maria a Recanati, employees motivated enough to read it is the extra employees motivated enough to read it is the extra scuola parentale, familiare G. K. calcare gli stessi passi di Giacomo e leap you'll need to take. The key to this challenge is to leap you'll need to take. The key to this challenge is to Chesterton ha raggiunto il suo forse capire perché a volte è triste make sure you organize your newsletter wisely. make sure you organize your newsletter wisely. obiettivo. ed a volte le sue poesie ci aprono Perché l’obiettivo è che noi, voi di bellissime distese infinite fronte a queste colonne
INTRODUCING 15 NEW TOPPINGS
FRESH FROM OUR KITCHENS!
UNA PIACEVOLE LEZIONE ALL'APERTO L’autunno è ormai alle porte, le piante non tardano a regalare i loro colori vivaci. Il cielo è ancora azzurro e limpido, i ricordi delle avventure estive non cessano di ardere nei nostri cuori. Tutto tace. Si ode solo il cinguettio di un uccellino che sembra raccontare, con una soave melodia, l’amore e la libertà dei suoi viaggi. Il ruscello ride. Una libellula si posa su un ramo ingiallito dell’albero che mostra il suo vigore sulle nostre teste. Il sole regala diamanti al mare che si posano dolcemente sulla superficie e danzano a ritmo delle onde immense. Come una padrona di casa la pace entra nei nostri cuori senza esitare; la tranquillità si espande nell’aria. Sola una cosa rompe l’intensità del momento: i sussurri di stupore di otto allegri alunni… Veronica Bubici, prima media
UNA PIACEVOLE LEZIONE ALL'APERTO - 2
Caro Leopardi, ho appena letto la prima strofa di una tua poesia: “Canto notturno di un pastore errante dell’ Asia” e mi ha fatto molto riflettere il colloquio con la luna. Nel silenzio della notte lo sguardo del protagonista che è poi il tuo sguardo si posa su di essa e, considerandola come un’ amica, le poni domande sul perché non sia ancora stanca di compiere lo stesso tragitto tutti i giorni e dall’ alto ammirare sempre lo stesso paesaggio. Paragoni il percorso della luna a quello del pastore che, proprio come lei, tutte le mattine si alza, spinge il gregge al pascolo per poi riposarsi al sopraggiungere della sera. Questa strofa mi ha colpito perché mi ha fatto immediatamente pensare al tema che tratteremo in questo anno scolastico: ”Ed io che sono?’’. Mentre tu hai paragonato la vita del pastore a quella della luna io, leggendo queste righe della poesia le ho paragonate al mistero della vita; infatti sul mio quaderno anch’ io, proprio come te, ho posto diversi quesiti sul perché sono nata, cos’è l’uomo, cosa farò da grande, cosa può accadere dopo la morte….Sicuramente con lo studio che farò a scuola potrò capire fino in fondo quanto è bella la vita. Forse alla fine del mio percorso anch’io sarò in grado di darmi qualche risposta, perché penso che anche se generalmente ripetiamo le stesse azioni, in ogni attimo della nostra esistenza abbiamo la possibilità di salvarci e di rimanere sulla retta via grazie a degli esempi di grandi uomini (come te) che ci hanno preceduto. Grazie per avermi ascoltato, un saluto. Maria Pacchioli, terza media
Caro Leopardi... Caro leopardi, ho letto il tuo “Canto notturno di un pastore errante dell’Asia”. Mi piace l’atmosfera che crei: il silenzio e l’inquietudine che si evince dalla tua opera e che ogni essere umano prova durante la propria esistenza. Anche a me piace a volte stare solo con me stesso. Mi piace quando la sera sono nel mio letto e il notturno silenzio mi permette di sentire solo il rumore dei miei pensieri. In realtà spesso, durante il giorno, mi piace il sottofondo della vita quotidiana mentre penso. Però è proprio la notte che arrivano nella mia testa domande esistenziali a cui non sempre trovo risposte, come il tuo pastore fa con la sua luna silenziosa. Non so se tu, Leopardi, abbia ottenuto delle risposte, ma ti dico come faccio io: quando la mia lista dei dubbi aumenta e non posso spuntare nulla, penso a qualcosa che mi piace perché per me i pensieri sono come delle truppe d’assalto che catturano il mio cervello e lo imprigionano. Solo su un punto non mi trovo d’accordo con te. Il costante moto della luna e il monotono ripetersi della giornata del tuo pastore che si accontenta di ripercorrere ogni giorno le stesse azioni, non coincide col mio modo di vivere. Non trovo niente di noioso nella vita (solo i compiti a volte!). Ogni mattina per me è l’inizio di una nuova avventura, la vita è piena di sorprese e so che non tutte saranno felici, ma ogni esperienza è un’occasione per cambiare rotta e proseguire per la propria vita. Come il tuo pastore parla alla luna, io parlo con te. Forse alcune delle mie domande sono state anche le tue e chissà se troverò le risposte nelle tue poesie… Ciao, a presto Raffaele Vagnoni, terza media
CARO LEOPARDI... - 3
Lunedì sono venuti a trovarci a scuola dei preti americani: Kevin, Steven e Rhodes. Kevin viene dal Vermont, dove ci sono dei monti bellissimi; Rhodes è del Tennessee dove si coltivano il cotone, il tabacco e la soia; Steven è nato in Missouri, un paese completamente pianeggiante simile all’Emilia Romagna! I tre sacerdoti hanno tenuto una interessante lezione di geografia! Ci hanno raccontato dei loro stati; è stato molto divertente perché, mentre spiegavano, hanno utilizzato un puzzle con disegnati tutti gli stati e ci mostravano le loro città e noi abbiamo preso appunti. Alla quinta ora siamo andati tutti nell’atrio della scuola e i nostri amici statunitensi hanno cantato per noi delle canzoni di chiesa americane e bellissime. Hanno cantato benissimo, andavano tutti a tempo. A me è piaciuta questa giornata perché ci hanno spiegato cose che non sapevamo e perché nessuno si aspettava questo arrivo molto speciale: sono venuti solo per noi!! Denise Fina (III Media)
Che bello cucinare per gli altri All’inizio dell’anno ho notato che, sull’orario scolastico, c’erano più ore di pratica in cucina. Subito sono rimasto contento e colpito. Queste ore, oltre ad essere utili per il mio percorso perché posso imparare a fare tanti tipi di preparazioni, mi danno anche modo di preparare il pranzo per le varie classi della scuola Chesterton che, nel pomeriggio, si ritrovano a studiare insieme agli insegnanti a Santa Lucia. Il martedì, con le mie compagne di classe Margherita e Piera, cuciniamo per la seconda e terza media e il giovedì, per la prima media e il primo superiore. Queste ore di laboratorio mi hanno fatto capire che il lavoro del cuoco è fantastico e, allo stesso tempo, molto faticoso. Nonostante l’impegno, però, per me è molto bello e divertente. Ringrazio la scuola per queste ore in più di laboratorio, perché sono per me una grande occasione per migliorare, per imparare cose nuove e per aumentare il mio bagaglio di esperienze, mettendomi di fronte al lavoro vero e proprio. Antonio Fratta (Alunno del II anno dell’istituto professionale servizi di enogastronomia e accoglienza alberghiera)
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