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Opera Chesterton - Febbraio 2020

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Opera Chesterton

Verità in stato di trasmissione Questo numero ha l’obiettivo puntato prevalentemente sul nostro Gala annuale, con le sue luci ed i suoi colori ed i nostri splendidi ragazzi; questa volta abbiamo voluto dare voce oltre che ai protagonisti più in vista della serata, cioè i nostri alunni, anche a due mamme, che ci aiutano a capire cos’è una scuola parentale e che avventure accadono quando si sale sul piccolo naviglio della “Chesterton”… Fare una scuola parentale non è un espediente per sopravvivere. Quello che gli estranei o i poco avvezzi certamente troveranno è l’originalità di un’esperienza che riporta i suoi protagonisti all’essenza ed alla verità della vita. L’educazione è infatti, per il nostro Chesterton, la verità in stato di trasmissione. E la verità della vita ci dice che chi educa i figli sono i genitori, la famiglia. La scuola ha un ruolo sussidiario e di aiuto, certamente, ma in questi tempi pastore”, anche di "Havingdian“pecore internal senza company newsletter is a quello great way tenere unite le famiglie che da sole sono in balia to address employee engagement, communication, delle mode e della non-cultura dominante (e and collaboration, it comes with one catch: you questo è sempre but Chesterton a dirlo). Per cui fare need a wide readership. While you can include una scuola, collaborarvi, metterla su tutti insieme important articlesnon in a newsletter, getting your come genitori è un’esperienza da poco, è qualcosa di originario e primario. Poi la verità passa anche attraverso pasticcini abiti employees motivated enough to readeitcuciture, is the extra da il caos le donne leapaccomodare you'll need tootake. Thetotale key toche this solo challenge is to sanno creare e irregimentare in pochi minuti… make sure you organize your newsletter wisely. anche questo è la “Chesterton”.

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Poi le Romanae Disputationes: oggi in giro è tornata di moda la dialettica! Dopo la febbre dell’inglese e dell’informatica adesso c’è quella del saper parlare. Si moltiplicano in giro corsi ed eventi formativi per imparare a parlare e ad argomentare, al solo scopo di avere successo e fare carriera, cose per cui si è disposti a tutto. A noi non interessa tutto ciò. Forti dell’insegnamento di San John Henry Newman, che parlava dell’educazione e dello studio “fini a se stessi”, cioè senza obiettivi pratici, chiediamo i nostri alunni di misurarsi con l’argomentare, di confrontarsi con altri per paragonare le proprie idee con quelle degli altri e di saperle argomentare e sostenere. Meglio: di riconoscere la Verità e sostenerla in ogni modo. Il concorso, che ripetiamo da diversi anni, fotografa un interesse che noi riteniamo fondamentale per la formazione dei nostri ragazzi, ed è quello di affacciarsi al mondo attraverso le sette finestre "Having an internal company newsletter is a great way delle Arti Liberali, che hanno reso libere per secoli to address employee engagement, communication, le menti più grandi della nostra civiltà. Lottiamo and butqui, it comes with one catch: you per collaboration, la vita anche perché la nostra civiltà need a wide readership. While you can include cristiana è una civiltà di vita, l’unica che ama la important articles in a newsletter, getting your vita, mentre il resto guarda con occhio triste alla morte come unico esito di tutto (questo è sempre Chestertonmotivated in altre Vorremmo employees enoughparole…). to read it is the extra coinvolgervi questa e so che ci leap you'll needin to take. Thebattaglia, key to this challenge is to aiuterete con la vostra generosità. make sure you organize your newsletter wisely. Marco Sermarini

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Chesterton Gala 2020 Sono Martina, ho 14 anni e conosco la Compagnia dei Tipi Loschi praticamente da quando sono nata. Da quest'anno sono iscritta al primo anno del Liceo delle Scienze Umane Chesterton. Per la prima volta mi sono trovata a partecipare al Chesterton Gala non più da spettatrice, ma da studentessa. Ammetto che in questa nuova veste l'evento ha avuto un nuovo impatto su di me: questa serata in cui si balla e si sta insieme si è rivelata essere magica. Rispetto agli anni scorsi, stavolta ho visto il Gala in chiave completamente diversa. Ammetto che preparare i balli è stato un po' faticoso, ma sicuramente il condividere insieme ai miei compagni questo impegno ha cambiato il mio punto di vista: da esterna sembrava così facile ballare davanti a 700 persone, in realtà è davvero complesso quando ci sei tu lì! Sono tante le emozioni che conserverò nel cuore: l'agitazione prima dell'esibizione, la felicità nei volti della gente seduta ai tavoli ad osservare, l'armonia che c'era intorno a me e tante altre piccole/grandi cose. Per tutti questi motivi ricorderò sempre con gioia il mio primo Chesterton Gala da studentessa!!! Martina Achille, I Liceo delle Scienze Umane

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Sono la mamma di un alunno che frequenta da cinque anni la scuola Chesterton. Quest’anno ho partecipato, per la prima volta, alla preparazione della lotteria abbinata al Chesterton Gala 2020. Ho messo a disposizione la mia casa, un sabato prima del Gala, per la preparazione dei pacchi contenenti i premi della lotteria e di quanto fosse necessario per la buona riuscita dell’evento. A metà mattina, la casa era già piena di buste, nastri, carta paglia e poi… mamme… tante mamme… e non solo! Su tutte troneggiava il nostro preside, il prof. Paolo Graci, che avrebbe voluto dire la sua, ma potete capire che… mamme…. tante mamme (capitanate dalla professoressa Alexandra) gli hanno permesso di dire ben poco; cosa abbia detto sinceramente non ricordo! Avevano tutte un loro modo di selezionare, impacchettare, applicare un nastro colorato, per cui c'è stato un momento di caos iniziale! La soluzione è poi arrivata da Meri e Anna, mamme esperte, che hanno dettato le regole da seguire, e tutto si è svolto in maniera rapida e coordinata. Ringrazio tutti coloro che hanno consentito che il nostro lavoro si svolgesse al meglio… mi sono sentita veramente parte di una grande famiglia. Grazie a tutti! Sabina Perna, mamma di Federico, alunno del II Liceo delle Scienze Umane

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Il primo febbraio la Scuola Chesterton ha festeggiato il suo sesto Gala di beneficenza, il mio ultimo da studentessa della scuola. Come sempre è stata una festa meravigliosa; ricca di video, canti e balli. Ad aprire la serata, come ogni anno, noi ragazzi del quinto abbiamo tenuto dei discorsi, scritti da noi, sul nostro percorso a scuola. Leggere la mia storia e tutto quello che ho provato davanti a più di seicento persone è stato commovente. Probabilmente non mi mancherà l'ansia che mi assaliva prima della festa e la paura di sbagliare qualche passo del ballo. Ma sono certa che mi mancherà essere un'alunna della scuola. Con l'occasione del Gala sono riuscita a ringraziare i miei professori, ma non smetterò mai di farlo. Il mio viaggio è quasi terminato, porterò nel mio “bagaglio” tutti gli insegnamenti appresi in questi anni. Ora sono pronta ad intraprendere un nuovo percorso grazie a tutto ciò che mi ha formato in questo periodo. Sono un po' spaventata ma so che la Chesterton sarà sempre casa mia e come in ogni casa, un posto per me e per i miei i miei amici sarà sempre libero. Martina Giustozzi, V Liceo delle Scienze Umane

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Spesso ci capita di vivere le prove della vita in maniera sbagliata, cioè non come delle opportunità. Quest’anno invece ho voluto vivere con questo sguardo la mia situazione di “disoccupata”. Mi spiego meglio: ho pensato che non lavorando avrei avuto del tempo libero e per questo ho voluto dedicarlo alla preparazione al Gala. La nostra è una scuola parentale, ma spesso cadiamo nella trappola di viverla come quella statale, nel senso che noi genitori dovremmo partecipare il più possibile a ciò che essa ci propone, come se fosse nostra, perché è nostra! Purtroppo a volte non accade così! Ho partecipato alla realizzazione dei centri tavola, ho aiutato le mamme e le nonne sarte a realizzare i vestiti per i balli (non so cucire, ero “bassa manovalanza”, ma occorreva anche quella!) e ho dato una mano per la lotteria i cui referenti erano la nostra terza media insieme al secondo superiore. In tutte le occasioni è stato un gran piacere soprattutto perché ho avuto modo di conoscere meglio altre mamme di altre classi che conoscevo solo di vista: in particolare nonna Pina (sarta), Roberta (sarta) e Sabina (lotteria). Ci siamo viste nelle loro case e ci siamo divertite molto. Il motto era: “stiamo insieme in amicizia e allegria”! Così è stato. Il giorno che ci siamo viste per la lotteria è stato bellissimo: eravamo tantissime a smistare tantissima roba! Che caos! Quante risate! Sabina – mamma di Federico del secondo superiore – ci ha ospitate nella sua casa sempre col sorriso, nonostante l’invasione di un popolo e di oggetti di varia natura, e soprattutto ci ha accolte con tanti dolci e caffè! Grazie a questo la fatica di smistare tutto era solo un ricordo. Un grazie particolare va anche ad Anna, mamma di Francesca di terza media, che grazie alla sua capacità organizzativa, al suo sorriso e alle sue contagiose risate ci ha permesso di finire il lavoro in tutto quel trambusto, a confezionare in una mattinata i 54 premi della lotteria. È stata una grande soddisfazione e un gran divertimento. Il giorno del Gala io ho vinto il premio più ambito: un prosciutto intero! Ho promesso che avremmo fatto una cena per rivederci e mangiare insieme questo prosciutto. Sono esperienze che vanno fatte! Questa è la scuola parentale! Grazie a tutte per avermi sopportato con pazienza… e al prossimo anno! Squadra vincente non si cambia! Meri Talamonti, mamma di Stefano, III Media

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Concorso Romanae Disputationes

È ormai tradizione per il nostro terzo e quarto liceo partecipare al concorso nazionale di filosofia Romanae Disputationes. Tradizione nel senso migliore! Non sinonimo di noiosa esperienza obbligatoriamente imposta, ma di esperienza viva e coinvolgente che ogni anno ci sfida e ci permette di meditare e “sudare” su determinate tematiche interessanti. L’edizione 2020 del concorso ci ha visti coinvolti nelle discussioni circa “Linguaggio e mondo. Il potere della parola”; dapprima con l’ascolto attento delle video lezioni caricate sul sito RD, poi con il lavoro attivo e propositivo degli studenti, aiutati dalla sottoscritta e dall’infaticabile Kevin Hertelendy, che dopo la fase di raccolta del materiale filosofico-letterario-psicologico ha collaborato con noi nel dare un taglio specifico al nostro percorso. Questo lavoro si è svolto sia in orario scolastico che pomeridiano. Abbiamo deciso di dedicarci alla realizzazione di un video, che rappresentasse un giallo filosofico atto a mettere in scena, attraverso i personaggi coinvolti, le principali modalità dell’uso del linguaggio: quello elaborato e manipolatorio ma dal contenuto carente, quello veritiero nel contenuto ma debole nella forma, il linguaggio aggressivo, quello passionale, la lingua critica e tagliente, le semplici parole quotidiane. Un vortice di parole coinvolgono il detective e lo spettatore, fino… ad un sorprendente finale! Il significato di fondo che veicola il video è che noi vediamo ciò di cui parliamo, ossia il linguaggio, la nostra parola, è in grado di costruire la percezione della realtà; con un punto fermo: dietro le parole non si cela fumo, ma la verità! Con i ragazzi abbiamo lavorato alla caratterizzazione dei personaggi e ad ogni sfumatura di quanto sarebbe apparso sullo schermo, un lavoro serio e insieme divertente (in questo caso i termini non si contraddicono!). La messa in scena ha visto protagonisti sia gli studenti che alcuni professori! Un altro modo per vivere insieme l’avventura scolastica. Inviato l’elaborato video, la nostra intrepida squadra si è cimentata con la preparazione ai dibattiti Age Contra: bisogna essere pronti a difendere o attaccare un topico, un’affermazione, e nel nostro caso la disputa era sul valore principale del contento o

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della forma in un discorso. Questa è sempre la fase più delicata e impegnativa: meditare, cercare argomentazioni a favore di tesi o antitesi, predisporre ogni parte del dibattito, pensare a chi tra i ragazzi corrisponda maggiormente ad una fase o all’altra. Sì, una grande fatica! Ecco perché ogni anno scegliamo di partecipare con i nostri ragazzi, per farli cimentare con imprese apparentemente aldilà delle loro potenzialità (anche di noi insegnanti), per poi scoprire che queste “montagne” sono valicabili insieme, ossia se ciascuno dona all’impresa il meglio di sé. La nostra squadra, pochi giorni prima di partire per Bologna, dove si sarebbe svolta la due giorni conclusiva, ha avuto modo di esporre ad un pubblico di genitori e insegnanti il lavoro svolto, sfidando alcuni universitari sul tema e riportando a casa anche una vittoria! Ultimo atto della nostra avventura è stato proprio il partecipare alla due giorni bolognese, gli scorsi 14 e 15 febbraio. Si sono susseguiti incontri e workshop sul tema linguaggio, da cui abbiamo tratto spunti interessanti sia da un punto di vista positivo che critico, perché non ci siamo trovati d’accordo su tutto ciò che ci veniva proposto e ci siamo aiutati a vicenda a darne un giudizio. Ai dibattiti non abbiamo potuto partecipare in prima persona, dato che il nostro team non è stato estratto a sorte, per cui abbiamo assistito ai duelli filosofici delle altre scuole, parteggiando per l’una o per l’altra. Il nostro video non è stato menzionato tra i vincitori, con nostro rammarico perché certi di aver fatto un buon lavoro! Ma oltre l’amarezza provata sul momento, ci siamo guardati negli occhi grati per la bella esperienza vissuta. Bologna è stata utile anche per ritrovare amici universitari che non incontravamo da tempo, per approfondire ulteriormente i rapporti tra noi prof e gli studenti, per riscoprire insieme cosa ci rende fieri del possedere una ragione e del saperla usare correttamente. Cristina Pavone, insegnante di filosofia

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Quest'anno per la seconda volta ho partecipato alle Romanae Disputationes, un concorso di filosofia che si è tenuto nella città di Bologna. L'argomento di questa edizione riguardava il linguaggio e la parola; io e la mia squadra abbiamo realizzato un bellissimo video: un giallo filosofico! Purtroppo non abbiamo vinto, ma la soddisfazione è stata ugualmente grande, perché ci abbiamo lavorato molto intensamente e per diverse settimane. A prescindere dal risultato questo concorso è un'ottima occasione per stare insieme e per confrontarsi con altri riguardo a dei temi che di solito non si trattano, o che per lo meno non sono argomento di discussione. Sono felice di esserci stata e di aver svolto questo lavoro assieme ai miei compagni, mi ha fatto crescere molto e conoscere delle cose che non sapevo. Laura Delicati, IV Liceo delle Scienze Umane Anche quest'anno la mia scuola ha partecipato al concorso di filosofia Romanae Disputationes. Nonostante non siamo stati estratti per partecipare al dibattito filosofico, come lo scorso anno, è stata un'esperienza molto interessante e bella. Mi ha colpito tanto la preparazione al video che abbiamo portato a Bologna: un giallo "Parola al colpevole". Abbiamo analizzato ogni singolo personaggio e abbiamo fatto un lavoro filosofico e, in un centro senso, psicologico a parer mio molto notevole, e nel realizzarlo ci siamo divertiti molto. Durante le conferenze tenute all'università mi sono accorta degli strumenti che la scuola Chesterton ci da per affrontare un qualsiasi argomento, accompagnati da una capacità critica; infatti anche se non tutto quello che è stato detto, per me, era condivisibile l'ho trovato molto stimolante, e mi ha spinto a cercare delle risposte. Per questo mi sento di ringraziare la mia professoressa che anche quest'anno ci ha fatto vivere una nuova esperienza. Rebecca Bernardini, IV Liceo delle Scienze Umane

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