Skip to main content

Implantologia a carico immediato

Page 1

Dossier Odontoiatria a cura dei dottori odontoiatri Roberto Capello e Viviana Picchio

Vol. 4

Implantologia guidata Bite terapeutico Denti piĂš bianchi Rigenerazione ossea S.O.S. gengive Punta il tuo smartphone e scopri le novitĂ su Invisalign

Addio rughe senza bisturi


Sommario

5

25 29

IMPLANTOLOGIA Valutazione e selezione del paziente

5

La tecnica a carico immediato

8

Un caso di carico immediato

13

La fase chirurgica: l’inserimento degli impianti

15

Protesi in Titanio

20

Protesi in Zirconio

23

FILLER Ringiovanisci il tuo sorriso in sicurezza con i filler

25

ORALIFT Un lifting del viso senza il bisturi del chirurgo

29

32 34

38

PARODONTOLOGIA Non arrivare dal dentista quando pochi dei tuoi denti sono recuperabili!

38

Dna parodontale e test salivare

39

Stimolare i tessuti molli per risultati estetici migliori

42

GNATOLOGIA Bite

32

RIGENERAZIONE Come non perdere osso dopo l’estrazione dentale

34

Sempre in tema di malattia parodontale… 44

46

SBIANCAMENTO Innamoratevi del vostro sorriso

46

3


EDITORIALE

A fronte di un ormai consolidato allungamento della prospettiva di vita e del naturale desiderio di sentirsi bene con sè stessi e con gli altri, è ormai assodato che sempre più persone fanno riferimento alla medicina estetica per mantenere o riottenere un aspetto giovanile. Ecco perchè ci siamo chiesti se anche noi, come odontoiatri, avessimo potuto fare qualcosa di più per accontentare i nostri pazienti su un fronte, appunto, puramente estetico. Questo dossier nasce quindi con il preciso intento di fornire a chi lo richiede un programma completo di riabilitazione estetica dentale e periorale a 360° (impianti, tessuti molli, ortodonzia, cura delle rughe, etc.) in quanto un bel sorriso nasce dall’interazione di parametri coinvolgenti tutto il terzo inferiore del volto: denti, labbra, muscoli.

Implantologia

La novità più interessante per i nostri studi riguarda pertanto i “filler” per correggere rughe o depressioni delle zone sopraindicate. Labbra più turgide e piene che possono restituirci la pienezza della nostra gioventù, con un aumento volumetrico in una delle zone più sensuali del nostro volto, in modo assolutamente non invasivo, ma all’opposto naturale e sicuro. E se qualcuno è pronto per rivoluzionare il suo sorriso anche tenendo conto delle gengive, siamo pronti per intervenire sui tessuti parodontali in modo personalizzato e non chirurgico. Insomma, per un sorriso smagliante abbiamo pensato proprio a tutto: seguiteci passo passo in tutti gli articoli e vi stupiremo!!!

Valutazione e selezione Protesi totale (dentiera): storia vecchia

del paziente

Approccio a una giusta diagnosi

Diversi step sono necessari per formulare l’approccio terapeutico ottimale: ¬ Anamnesi del paziente – book fotografico. ¬ Valutazione psicologica del paziente. ¬ Valutazione del costo biologico e quindi indicazioni e controindicazioni.

4

¬ Valutazione dei punti di riferimento anatomici in base al posizionamento dell’impianto. ¬ Determinazione dimensione verticale. ¬ Considerazioni biomeccaniche con progettazione finale. ¬ Valutazioni radiologiche (TAC).

5


IMPLANTOLOGIA

Implantologia ne e della preservazione dell’osso, anche nel caso di protesi acriliche.

COSA CHIEDONO I PAZIENTI? Le richieste più gettonate sono così riassumibili: protesi estetica, denti chiari, protesi superiore senza palato, non rimanere mai senza denti. In genere, si tratta di un paziente che ha trascurato i propri denti per molti anni perché lavora molto, anche 15 ore al giorno, che ha raggiunto importanti traguardi professionali e che ha poco tempo da dedicare al suo odontoiatra. È il tipo che disdice gli appuntamenMicroscopia ad individuare il posizionamento dei punti di riferimento anatomici ti il giorno prima perché sempre in giro, per riuniodirettamente nel cavo orale del paziente ni, viaggi, contratti… fino a quando i denti cominciano a vacillare, hanno una forte Implantologia? Sembra una grossa parola, ma in remobilità e dondolano tanto da non poter più mordere altà tutto si riduce a un intervento di poche ore anche un panino o fare una leggera forza. Il paziente stesso per chi cerca quello che si definisce “carico immediasi accorge che è giunto al limite delle possibilità, che to”. Sono proprio queste le persone a cui mi rivolgo in ha chiesto troppo ai suoi denti senza fare niente per particolare, cioè coloro che non dispongono di molto loro… La sensibilità al caldo e al freddo gli fa vedere tempo libero e per questo devono stringere al masle stelle. Così si presenta in studio convinto di metsimo il numero delle sedute per completare il trattere “un po’ di stucco” e andarsene. A questo punto tamento. Al primo posto ci sono i portatori di protesi bisogna procedere per gradi: nel mio studio la prima totale, che magari dopo 10 anni di ingombro palatale, seduta è una vera visita approfondita con osservazioscoprono nell’implantologia una valida soluzione. ne di OPT digitale (panoramica dentale) per rilevare le L’edentulia totale è un handicap molto più diffuso di prime anomalie, seguono poi i sondaggi parodontali, il quanto si pensi. Le difficoltà principali alla risoluziobook fotografico, le impronte per costruire provvisori, ne del problema sono rappresentate dalla presunta e la programmazione di forma e tinte. Fondamentacomplessità e dal costo elevato del trattamento. le è anche il colloquio con il paziente, per imparare a Non dimentichiamo che la popolazione mondiale sta conoscerlo e sapere quali sono le sue aspettative sia invecchiando, con prospettive di vita che sono deciestetiche che funzionali. Nel secondo incontro viene samente aumentate rispetto al secolo scorso (dati organizzato il progetto della dima radiologica, utilizISTAT: speranza di vita media 75,6 anni per l’uomo zando denti radiopachi che permettono di evidenziare 81,4 anni per la donna). In una popolazione d’età ne la posizione. L’esecuzione della TAC è essenziale, tra i 65 anni e oltre, gli edentuli a livello di entrambe programmiamo i movimenti articolari utilizzando il le arcate sono così distribuiti: Germania 25%, Svesistema Kavo Arcus Digma. zia 13%, Regno Unito 30%, Stati Uniti 33%, Giappone 20%, Svizzera 12%, Italia 20%. Si tratta di un numero Si procede quindi con la preparazione, nei nostri laalquanto elevato e, pur essendo i manufatti protesici boratori interni, di un manufatto estetico in prova per ben eseguiti, queste persone devono convivere con rilevare la migliore espressione estetica. creme, paste, cuscinetti che peggiorano con il tempo Il terzo incontro prevede: estrazione dei denti vacilla situazione. Ricerche documentate e una lunga stolanti, inserimento degli impianti, inserimento della ria clinica hanno dimostrato l’efficacia e l’affidabilità protesi estetica tirata su impianti (il paziente non può a lungo termine degli impianti dentali, in particolare assolutamente rimuovere la protesi). per quanto riguarda i benefici dell’osteointegrazio-

6

PIANIFICAZIONE PRECHIRURGICA Affinché sia possibile garantire il successo a lungo termine sia dell’impianto che della protesi è fondamentale progettare una distribuzione ergonomica dello stress biomeccanico in particolare nella regione dei canini e dei molari. Secondo le più accreditate linee guida per la riduzione del carico eccessivo, bisogna agire nel seguente modo: ¬ Limitare il trasferimento delle forze occlusali a livello dell’impianto riducendo lo spessore del tavolato occlusale della protesi. ¬ Distribuire in modo ottimale le forze occlusali, dove è possibile, con il massimo dei monconi che supporteranno la protesi stessa. ¬ Inserire impianti con caratteristiche dimensionali sia di maggiore lunghezza che di diametro opportuno pur nel rispetto dell’estetica che di durata nel tempo del restauro. ¬ Posizionare e inclinare gli impianti in modo da favorire l’ottenimento del progetto protesico insieme al massimo dell’estetica e della funzionalità. ¬ Evitare eccessivi cantilever al fine di non inserire leve di tipo svantaggioso. Nel piano di trattamento di pazienti che presentano mu-

“

scoli masticatori particolarmente sviluppati o di quelli in cui l’analisi occlusale evidenzia un morso serrato, bisogna utilizzare impianti con le massime dimensioni, aumentare il numero degli impianti e dei monconi per uniformare il più possibile il carico occlusale. Il progetto del restauro deve sempre prendere in considerazione anche i denti antagonisti.

Il nostro slogan è da alcuni anni quello di fare l’intervento in un’ora al mattino (6 impianti) inserire i denti (12) nel primo pomeriggio e la sera andare a cena tranquillamente

”

Book fotografico, ceratura diagnostica progetto denti individuali

7


IMPLANTOLOGIA

Il carico immediato

La tecnica a carico immediato BNX 3D GUIDE CON IMPIANTI GHIMAS

LA NOVITÀ - IMPIANTO CONICO MICROSPIRE Questi che vedete fotografati sono impianti Ghimas che sono attualmente riconosciuti come una vera e propria innovazione nel campo dell’odontoiatria. Il loro utilizzo, date la caratteristiche intrinseche, è veramente soddisfacente e quindi vale la pena documentarsi in maniera più approfondita su questi impianti dentali così come si cerca di sapere il più possibile sul discorso protesi e, ad esempio, sul rialzo del seno mascellare. Vorrei illustrare come e perchè la Ghimas, con il corollario di tutti i prodotti che la rendono ad oggi una sicurezza in campo clinico, abbia una marcia in più. In primis, la presenza di un collarino ben visibile su ciascun impianto caratterizzato da un sistema APC (Anti Plaque Collar) che oltre ad assicurare l’estetica ha anche una funzione antibatterica. Le microspire, che si prolungano nel corpo dell’impianto, agevolano la verticalità di avvitamento e migliorano la stabilità dell’impianto incrementando la superficie di osteointegrazione di oltre il 30%. Nello specifico gli impianti BNX-CL cilindrici

8

APC e BNX-CO conici APC sono caratterizzati da un collarino di colore oro-rosa costituito da ossido di Titanio, mediante una tecnologia brevettata atta a formare cristalli di ossido di Titanio anatase. Il nuovo collarino APC rende gli impianti della linea BNX-APC la prima scelta specie nei casi di gengiva sottile, consentendo un risultato estetico anche nei casi di retrazione mucogengivale. Gli impianti BNX tipo cilindrico APC sono gli unici dotati di microspire non solo nel collarino, ma an-

9


IMPLANTOLOGIA

IMPIANTO CILINDRICO APC

Il carico immediato

IMPIANTO CONICO APC

Gli impianti sommersi a connessione interna sono quelli più utilizzati a livello mondiale. Presentano un protocollo di fresaggio più semplice, sono meno traumatici, hanno una buona efficienza al taglio, con possibilità di carico immediato. La stabilità di tutti gli impianti è elevata già dal primo momento dell'inserimento. Tale stabilità è influenzata dalla diversa qualità e quantità ossea. Gli impianti dovrebbero essere inseriti nel'osso circostante con un torque di serraggio finale di 40-50 Ncm.

IMPIANTO TRANSMUCOSO APC

Questo impianto presenta il collare transmucoso e viene utizzato soprattutto con protesi totali su barre fissate a impianti in mandibole fortemente atrofizzate. Considerato l'impianto a una fase o transgengivale, può presentare il collarino più corto da utilizzare nelle parti estetiche.

che lungo tutto il corpo filettato, assicurando in tal modo l’osteointegrazione da subito. Questo collarino non solo è estetico, ma presenta anche proprietà antibatteriche, in grado di prevenire, quindi, la formazione di placca. La speciale superficie Ghimas, sabbiata e mordenzata sia sul collarino APC che lungo tutto il corpo filettato, consente l’ottimale osteointegrazione dell’impianto. L’ossido di Titanio in forma anatase determina, a contatto con i fluidi organici, un gradiente elettrico superficiale capace

10

Il paziente consegna al dentista il cd-rom contenente l’esame TAC effettuato presso il centro radiologico di fiducia. Il dentista importa l’esame RX nel software BNX 3D GUIDE per visionare il tutto ed eseguire la simulazione implantare. Come è ben visibile dalla mandibola qui raffigurata gli impianti vengono inseriti progettando un loro posizionamento senza alcun tipo di interferenza con il decorso del nervo mandibolare. Il fine è di evitare l’insorgenza di parestesie o alterazioni della motilità. La pianificazione risulta così rapida e accurata, tridimensionale per ottimizzare la riuscita dell’intervento chirurgico.

LA NOVITÀ - SPEDY POLAR

Questo impianto viene, con la sua silhouette particolare, definito intermezzo perchè può essere utilizzato per l'inserimento immediato di denti provvisori sia fissi che mobili.

di produrre radicali idrossilici e di trasformare l’ossigeno in ione superossido. Quando i batteri vengono a contatto con questi radicali, perdono la capacità di adesione e vanno incontro a distruzione, come viene documentato in studi con analisi a microscopia ottica ed elettronica, nei quali i radicali idrossilici e le varie specie reattive di ossigeno sono in grado di danneggiare la parete cellulare dei batteri, uccidendoli, senza nessuna interferenza con la normale rigenerazione ossea.

11


IMPLANTOLOGIA

Il carico immediato

GUIDIAMO GLI IMPIANTI NELLA LORO SEDE PREPARAZIONE INTERVENTO

Un caso di carico immediato NELLE PROSSIME PAGINE SEGUIREMO PASSO PASSO LO STUDIO RADIOGRAFICO, LA FABBRICAZIONE DEI MATERIALI PROTESICI E IMPLANTARI, LA FASE CHIRURGICA DI UN INTERVENTO DI IMPLANTOLOGIA A CARICO IMMEDIATO (PONTE DI TITANIO). IN QUESTA PAGINA VEDIAMO LA SITUAZIONE INIZIALE DEL PAZIENTE, CHE GIUNGE ALL’OSSERVAZIONE: UNA SITUAZIONE FORTEMENTE COMPROMESSA

Il dentista verifica il corretto fitting della guida chirurgica e ne verifica la stabilità, una volta posizionata in situ. Nel caso di pazienti totalmente edentuli, la guida deve essere stabilizzata utilizzando pin laterali o pin crestali.

IN ENTRAMBE LE ARCATE, DOPO UNA SERIE DI INTERVENTI E “RATTOPPI” CHE LO LASCIANO IN UNO STATO DISASTROSO, SIA DAL PUNTO DI VISTA ESTETICO CHE FUNZIONALE. A FONDO PAGINA IL SORRISO DELLO STESSO PAZIENTE DOPO UNA SINGOLA SEDUTA DI IMPLANTOLOGIA A CARICO IMMEDIATO

MUCOTOMIA

Il dentista esegue l’asportazione della mucosa utlizzando il mucotomo guidato dalla guida chirurgica.

IL PONTE IN TITANIO A CARICO IMMEDIATO La tecnica implantologica a carico immediato è applicabile con varie soluzioni protesiche. Una di esse è il ponte in Titanio a carico immediato, che viene fresato da unico blocco di Titanio, dando origine a un manufatto eccezionalmente resistente e leggero, privo di distorsioni e altri difetti.

È indicato per manufatti supportati da impianti avvitati, per le zone parzialmente edentule o per arcate totali a livello impianto o a livello dell’abutment (L’abutment è la parte dell’impianto dentale che fa da collegamento tra l’impianto stesso e la corona dentaria). Il ponte metallico viene rivestito con il composito ottenendo una realizzazione estetica di grande valore.

INSERIMENTO IMPIANTI

La guida chirurgica permette di guidare il posizionamento dell’impianto dopo le operazioni di foratura. Il mounter quotato garantisce al dentista un posizionamento implantare estremamente preciso e in linea con quanto pianificato con il software BNX 3D GUIDE®. RIMOZIONE GUIDA

Arcata inferiore a inizio cura

Risultato finale

Al termine dell’intervento il dentista rimuove la guida chirurgica e verifica il corretto posizionamento degli impianti.

12

LE APPLICAZIONI NELL’EDENTULIA PARZIALE L’impiego della dima chirurgica non è solo utile nel caso che si desiderino inserire arcate complete, ma anche per risolvere l’edentulia parziale, per la sostituzione cioè di alcuni elementi dentari mancanti in una certa zona della bocca.

13


IMPLANTOLOGIA La dima è una sagoma che viene utilizzata frequentemente dagli artigiani o dagli installatori per forare in punti ben precisi, per esempio per montare un lavandino, una mensola, un mobile etc. che sono fissati con più viti. In questi casi la dima è semplicemente un foglio o un cartoncino con lo schema di foratura, in montaggi più complessi può essere tridimensionale.

Il carico immediato

La fase chirurgica: l’inserimento Dott. Roberto Capello Odontoiatra Ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Genova, ha ottenuto il Master in Tecnica Avanzata di Ricostruzione Ossea e Master Universitario in Implantologia. Esercita la libera professione a Pietra Ligure e Albenga (SV), Torino, Roma dedicandosi all’odontoiatria conservativa, estetica, protesi mobile e fissa, paradontologia, gnatologia, implantologia, ortodontia per bambini e adulti (apparecchio invisibile). Ha partecipato a settanta corsi di aggiornamento in Italia e all’estero. www.capelloroberto.it

degli impianti Punta il tuo smartphone e segui passo passo la fase chirurgica

LA DIMA E BLOCCATA LA PROTESI FISSA SUGLI IMPIANTI. IL TUTTO SI RIPETE PER LA SECONDA ARCATA. AL TERMINE DELLA SEDUTA IL PAZIENTE PUÒ GIÀ MANGIARE E PARLARE TRANQUILLAMENTE SENZA PARTICOLARI DISTURBI. QUESTO È POSSIBILE PERCHÉ LA TECNICA SFRUTTA UN TIPO DI OSSO (DETTO CORTICALE) CHE SOPPORTA UN CARICO MASTICATORIO GIÀ IN PRIMA SEDUTA, CIOÈ SUBITO DOPO L’INSERIMENTO DEGLI IMPIANTI. NON

LA DIMA VIRTUALE

APRENDO ALCUN LEMBO, SI RIDUCONO L’INSORGENZA DI GONFIORE E DI SENSAZIONI DOLOROSE. CON QUESTO PROCEDIMENTO SI ABBATTONO I TEMPI DI INATTIVITÀ LAVORATIVA, FATTORE DA SEMPRE IMPORTANTE SOPRATTUTTO PER CHI SVOLGE NELLE PAGINE SEGUENTI VEDREMO IN PRIMO

UNA PROFESSIONE IN PROPRIO.

PIANO ALCUNE FASI CHIRURGICHE CON I RISULTATI FINALI AL TERMINE DELL’INSERIMENTO DEGLI IMPIANTI: LE MUCOSE IN PARTICOLARE APPAIONO SEMPRE ROSEE, NON EDEMATOSE, NON SANGUINANTI. VERRÀ SPIEGATO ANCHE PERCHÉ SI UTILIZZA IL TITANIO E NON ALTRI MATERIALI.

1 Vista dall’alto del progetto della dima chirurgica superiore

2-3 Vista frontale della dima 1 con e senza l’inserimento degli impianti

4 Analogamente a quanto visto nelle figure precedenti per l’arcata superiore, il procedimento è simile per la mandibola. In figura il progetto della dima chirurgica inferiore che vedremo realizzata nelle pagine seguenti

QUANDO IL KIT, COSTITUITO DA DIME, IMPIANTI, PUNTE PER LA FORATURA E PROTESI FISSE, È PRONTO, SI PUÒ PASSARE ALLA FASE CHIRURGICA IN UNA SINGOLA SEDUTA, ANCHE NEL CASO DI DUE ARCATE. SI INIZIA CON IL POSIZIONAMENTO DELLA DIMA CHIRURGICA, CHE GUIDA IL CORRETTO POSIZIONAMENTO DELL’IMPIANTO, L’ESATTA INCLINAZIONE DEL SITO IMPLANTARE E INFINE PROTEGGE LA LINGUA E I TESSUTI MOLLI. VENGONO POI ESEGUITI I FORI, INSERITI GLI IMPIANTI, RIMOSSA

14

Intervento eseguito: impianti inseriti con dima e fotografati 1 ora dopo l’intervento. Si noti la mucosa in condizioni fisiologiche perfette. Nell’arcata inferiore il paziente è stato protesizzato con 12 elementi in porcellana ricercando un effetto estetico pari ai denti naturali

15


IMPLANTOLOGIA

Il carico immediato

IL TITANIO

3

Il Titanio, per la sua tollerabilità a contatto con i tessuti e la sua colorazione attraente, negli ultimi anni è diventato popolare in gioielleria, in particolare per orecchini e piercing. Questo metallo ha la proprietà di essere biocompatibile, presenta una porosità superficiale simile a quella dei tessuti umani ed è fisiologicamente inerte. Per queste caratteristiche, unite alla leggerezza e alla resistenza, le sue leghe vengono sfruttate nella costruzione di protesi utilizzate in chirurgia ortopedica, ad esempio per l’anca e per il ginocchio. In implantologia è largamente utilizzato, perché ha azione antibatterica, modulo di elasticità simile all’osso umano e la sua superficie può essere preparata con differenti tecniche allo scopo di ottenere un grado di rugosità superficiale per favorire l’osteointegrazione.

1

2

4

3

Apertura sede primo impianto

4

Tolta la dima chirurgica Nobel-Guide® e posizionati gli impianti senza nessuna apertuta di lembi. Durata totale per 6 impianti: 50 minuti

5

Lo specchio evidenzia che, dopo cinque minuti dall’inserimento degli impianti, il sanguinamento è minimo

6

Il kit Nobel Bio Care per l’arcata inferiore

6

®

5

16

1

Visione della cresta alveolare edentula

2

Inizio intervento con dima in corretta posizione

17


IMPLANTOLOGIA

Il carico immediato

7 LA DURATA DEGLI IMPIANTI Studi longitudinali riportati in letteratura evidenziano una percentuale di successo molto alta. L’affidabilità nel tempo, di questi impianti sottoposti a carico immediato, è esattamente paragonabile a quelli in caso di carico differito con la differenza, peraltro non secondaria, che per i primi si evitano i periodi di attesa con i relativi disagi psicologici e funzionali. Molto dipende, ovviamente, anche dalla qualità degli impianti inseriti; personalmente ne utilizzo solo un tipo, che permette a tutti gli operatori del settore di ottenere la stabilità primaria nel momento stesso dell’inserimento dell’impianto ed è progettato specificatamente per risolvere i casi, peraltro piuttosto frequenti, con osso altamente compromesso. La superficie TiUnite di questi impianti è decisamente innovativa in quanto assicura una osteointegrazione accelerata rispetto agli impianti con superficie tornita e contorni gengivali naturali; contemporaneamente la punta stretta che li caratterizza, li rende praticamente perfetti per la chirurgia senza lembo con conseguente abbattimento del tempo di trattamento e velocizzazione della guarigione.

8 18

9

7

Passaggio della prima fresa

8

Inserimento di un impianto di quattro mm di diametro e tredici mm di lunghezza

9

I cinque impianti inferiori inseriti in circa cinquanta minuti senza apertura dei lembi gengivali

LE EVENTUALI CONTROINDICAZIONI Non devono sottoporsi a implantologia dentale pazienti che non siano stati educati con successo ad un elevato tenore d’igiene orale domiciliare, né pazienti che non aderiscono a un controllo professionale a scadenze prefissate per l’igiene (attuata dall’igienista dentale). Questo perché la resistenza all’infezione causata dalla placca batterica di un’unità implanto-protesica è molto minore che per un dente naturale, essendo diverso il relativo apparato di sostegno. La radice di un dente naturale è infatti connessa attraverso la mediazione del legamento parodontale, assente invece lungo il cilindro di Titanio che per l’appunto si osteointegra, cioè si raccorda, direttamente all’osso. L’osso di sostegno dentale e soprattutto quello implantare è particolarmente vulnerabile alle infezioni; infatti nella vita degli impianti, viene difeso solo dal manicotto gengivale. Non devono inoltre sottoporsi a implantologia pazienti

Splendido risultato, ma qual è il costo di un intervento di implantologia a carico immediato tutto completo “chiavi in mano”? Il “progetto sorriso” comprende: TAC, dime radiologiche, dime chirurgiche, ceratura dignostica con denti individualizzati, titanio, estetica gengive. Si può dire che il tutto costa come un’orologio di gran marca…

affetti da malattie sistemiche, diabete non compensabile con terapia appropriata, con disturbi della coagulazione o sottoposti a radioterapia. L’osteoporosi generalizzata in ultimo non è una controindicazione assoluta, perché in realtà la mandibola è per lo più risparmiata da questa patologia.

19


IMPLANTOLOGIA

Il carico immediato

Protesi in Titanio Questa tipologia di protesi fissa può essere inserita nell’arco di sole 3 ore in casi selezionati: 1 ora risulta necessaria per inserire un numero di 5-6 impianti mentre le restanti 2 ore permettono l’inserimento

3

della protesi fissa sull’arcata interessata. Tale protesi può essere provvisoria senza alcuna struttura metallica di rinforzo, ma comunque cementata sui monconi.

Modello ottenuto direttamente dalla dima chirurgica senza impronte

4 1

Protesi fissa provvisoria che evidenzia il rapporto con gli impianti inseriti

Protesi fissa armata metallo-composito modello precedente con fusione (telaio individuale)

5

Coronamento di un buon effetto estetico

2

Protesi fissa provvisoria armata con modellazione priva di componente gengivale

20

21


IMPLANTOLOGIA

Il carico immediato

Protesi in Zirconio

6

1 Titanio rivestito da composito. Notiamo i denti personalizzati inseriti in modo “mosso” per non avere un effetto dentiera. Si evidenzia la parte gengivale che rende il dente della giusta dimensione e corregge i “buchi neri” dovuti alla mancanza di papille gengivali

1

Caso clinico eseguito: soggetto di 40 anni, sesso femminile, con protesi totali (dentiere) sia superiore che inferiore. Si può notare l'innaturale posizione delle labbra

2

Progettazione 3D con impianti inseriti virtualmente

3

Direttamente nel cavo orale vengono inseriti 2 manufatti in resina alisea per controllare soprattutto la dimensione verticale e i punti di contatto

4

Aspetto del telaio in zirconio inserito nel cavo orale del paziente

5

Protesi in zirconio. Notiamo le flange gengivali ben sviluppate in altezza e costruite in porcellana per far apparire la posizione del dente sulla linea del sorriso: i denti in tal modo non risultano troppo lunghi

2

7

4

Ottima estetica e morfologia dei denti dove si può notare un allungamento delle corone per farli apparire nella posizione giusta (altezza). Tuttavia mettendo in evidenza la parte del colletto dentale più scura (radice) a nostro parere non si ottiene un buon risultato estetico finale, in quanto si appiattisce, manca profondità con un effetto “piastrella”

3 5

8

Stesso lavoro eseguito con materiale composito. Smalto-dentina-gengiva

22

23


IMPLANTOLOGIA

Filler 6

7

6

Protesi superiore e inferiore in zirconio/porcellana con gengive in porcellana. Notare il colore dei canini che esaltano la naturalezza di questo caso

7

Anche all’ingrandimento, le gengive modellate in porcellana appaiono ben rifinite e molto naturali

8

Sorriso finale della paziente: protesizzazione più filler labbra

Ringiovanisci il tuo sorriso in sicurezza con i filler

8

9

9

Vista "aerea" della parte occlusale. Notiamo la morfologia dentale

OGGI, GRAZIE ALLE NUOVE

10

TECNICHE DISPONIBILI IN MEDICINA ESTETICA, È POSSIBILE OTTIMIZZARE I RISULTATI ESTETICI DI RIABILITAZIONE PROTESICA E DENTALE MIGLIORANDO, IN MODO NON INVASIVO

Visione delle due arcate. Notare l’altezza della flangia gengivale in porcellana per ottenere il massimo dell’estetica

24

10

E NATURALE, ANCHE L’ARMONIA BOCCA-VISO

Negli ultimi anni la diffusione della medicina estetica ha subito un forte incremento in tutto il mondo. Attori, modelle e personaggi dello spettacolo hanno contribuito sicuramente a dare un impulso a questa branca: il loro aspetto è sempre perfetto, gradevole e armonioso nonostante gli anni che avanzano. Ma è merito solo della genetica? Per dare una risposta concreta a questa domanda, ci siamo rivolti ai dottori Roberto Ca-

pello e Viviana Picchio che si sono avvicinati con grande entusiasmo alle pratiche di medicina estetica per ottenere il massimo nelle riabilitazioni che a loro quotidianamente si presentano. Dottoressa Picchio, questa giovinezza rintracciabile nel volto dei personaggi di spicco non è solo frutto di madre natura … Certamente no. E personalmente, comunque, non trovo nulla di male

25


FILLER

Filler se una persona si avvicina alla medicina estetica per combattere i primi segni di invecchiamento: senza stravolgimenti eccessivi, senza chirurgia, ma solo qualche piccolo aiuto per dare più luce al volto e conseguentemente al proprio spirito. Dottor Capello, ci spiega perché sono molte le richieste di piccoli interventi estetici in un contesto di riabilitazione protesica e quindi dentale? La piacevolezza di un sorriso, secondo i canoni di bellezza classica e moderna nello stesso tempo, non può essere limitata all’interno della bocca e cioè solo all’equilibrio fra denti, gengive, ma va oltre, cioè sconfina alla ricerca di un’armonia bocca-viso. È evidente che secondo i nuovi canoni non è possibile un’ottima estetica dentale senza apportare miglioramenti anche alla zona periorale, in particolare per una donna.

26

Cosa è possibile pertanto proporre ai pazienti che vogliono migliorare “in toto” il loro sorriso? È molto semplice. Ormai da decenni per ottimizzare il proprio sorriso ci si può affidare ai cosiddetti “fillers”, metodica non invasiva che permette di evitare la chirurgia tradizionale. Inoltre, mentre un tempo si faceva uso di sostanze permanenti come il silicone o il collagene, iniettati attorno alle labbra e nelle pieghe nasolabiali, spesso rispettivamente con effetti spiacevoli a “canotto” o di “bambola in ceramica”, oggi ci si orienta verso sostanze a base naturale che permettono di soddisfare richieste di integrazione nell’estetica dentale senza compromettere la naturalezza dell’effetto finale. “Fillers” e sostanze naturali: ci può spiegare meglio, dott.ssa Picchio? Il termine “filler” deriva dall’inglese e significa riempitivo. Sono infatti materiali utilizzati direttamente nella pelle del viso con un ago molto sottile proprio con la finalità di colmare una ruga, una depressione o un solco, oppure per aumentare il volume delle labbra. La bellezza di un viso e la sua unicità dipendono da un gioco di luci e ombre, di sporgenze e depressioni armoniosamente disposte, di volumi che predispongono a espressioni di dolcezza o di aggressività a seconda del rapporto con tutte le altre componenti del viso. Ogni elemento deve essere proporzionato senza esagerazioni o inestetismi. Per quanto riguarda le sostanze naturali, fra le più gettonate ci sono quelle in gel costituite dall’agarosio e dall’acido ialuronico. L’agarosio, appartenente alla famiglia degli zuc-

cheri, è un prodotto dotato di assoluta biocompatibilità e quindi ben rapportato con qualunque tipo di cellule; l’acido ialuronico, presente in tutti i tessuti umani, contribuisce alla formazione di collagene e di fibre elastiche mantenendo anche una buona idratazione cellulare. Insieme, queste due sostanze, utilizzate con moderazione, portano a ottimi risultati. Un tipo particolare di filler a base di agarosio e acido ialuronico, frutto della ricerca Ghimas e denominato Easy-filler Hyalurose, è particolarmente indicato per ottenere una lunga durata e un massimo effetto. La Ghimas ha da tempo preso a cuore lo studio della relazione tra struttura e risposta fisiologica cellulare dando vita a un prodotto di squisita produzione italiana, fidato ed estetico. Dottor Capello, il trattamento con Easy-filler Hyalurose può quindi essere effettuato in uno studio odontoiatrico senza nessun tipo di problematica? Ovviamente sì. Le iniezioni di tale prodotto necessitano di un tempo non superiore ai 15-20 minuti. Non vi è quindi la necessità di anestesia locale, anche se talvolta viene utilizzata una pomata anestetica in particolare per le zone più sensibili come quella delle labbra. Non essendo quindi un metodo invasivo siamo lontani dalla chirurgia estetica e anche i costi sono decisamente più alla portata di tutti. Ancora una domanda: quanto dura un trattamento con i filler a base di Easy-filler Hyalurose? Essendo un prodotto riassorbibile non ha una durata illimitata nel tempo. In genere, il prodotto subisce una progressiva metabolizzazione da parte dell’organismo con soggettività compresa fra i 4-6 mesi a seconda anche della zona trattata e del livello di partenza. È possibile comunque ripetere il trattamento periodicamente secondo il consiglio dell’operatore.

27


FILLER

Oralift

Dott.ssa Picchio, l’iniezione di tali sostanze lascia postumi significativi? No. Nelle successive 48 ore dopo il trattamento può evidenziarsi un lieve rossore o comparire un leggero gonfiore rispetto al risultato che si vuole ottenere. Talvolta insorge un piccolo livido nel punto di inserimento. Dopo qualche ora comunque, si può utilizzare o il rossetto o il trucco per coprire la zona interessata. Esistono controindicazioni all’impianto dei fillers? Non esistono controindicazioni assolute, a meno che non siano note allergie documentate al materiale da iniettare. Escluderei comunque il trattamento in soggetti con collagenopatie, herpes in fase attiva, malattie dermatologiche autoimmuni e se sussiste la certezza o il sospetto di gravidanza.

“Ritocco” sì, ma con le giuste garanzie Sono sempre di più gli italiani che decidono di sottoporsi alle iniezioni di filler: un “ritocchino” che ogni anno attrae circa 2 milioni di italiani di cui 500 mila uomini. Già perché sempre di più anche il sesso forte ormai si è avvicinato alle tecniche mini invasive che permettono di ringiovanire in modo soft e naturale. Non senza qualche rischio però. Secondo recenti indagini, infatti, sarebbero più di 100 mila gli italiani che subiscono effetti collaterali a seguito di questi trattamenti. Questo perché troppo spesso, per risparmiare, ci si rivolge a centri non idonei a questo tipo di trattamenti, come ad esempio centri estetici, e non invece a medici esperti che possono dare garanzie per la tutela della salute. Per non parlare poi della nuova tendenza, pericolosissima, che viene dall’America, e cioè quella dei botox party, in cui tra un cocktail e un tea ci si sottopone a iniezioni di sostanze per ringiovanire. Per finire, riuscite a pronunciarvi sul rapporto costo-risultato? In tutta sincerità il rapporto costorisultato è molto buono e infatti i costi per i pazienti sono decisamente

Prima e dopo

accessibili. Sicuramente, ancor più importante del costo, è però la sicurezza per il paziente nel senso che non si può risparmiare se in gioco vi è la salute o la compromissione del risultato finale. I pazienti comunque in genere sanno cosa vogliono, non scendono a compromessi anche se sono pronti ad accettare i consigli e la professionalità dell’operatore a cui si sono rivolti.

Un tempo si faceva uso di sostanze permanenti come il silicone o il collagene, spesso con effetti spiacevoli a “canotto” o di “bambola in ceramica”. Oggi ci si orienta verso sostanze a base naturale che soddisfano le aspettative senza compromettere la naturalezza dell’effetto finale

28

Un lifting del viso senza il bisturi del chirurgo Questa è stata la richiesta da parte di una paziente di origine svizzera, ovvero voleva un apparecchio che una sua cara amica si era fatta costruire a Zurigo. Ma come è possibile? Ho deciso così di documentarmi al meglio e al più presto e pertanto ho scoperto l’arcano: un nuovo prodotto denominato Oralift può determinare un ringiovanimento facciale e lo scopritore è un dottore inglese (dott. Mohindra). Allora cosa aspetto, visto che lo studio sta puntando più che mai sull’estetica? Volo a Londra per il corso di formazione, mi documento più che posso, faccio domande, etc. Insomma mi entusiasmo per questo apparecchio così semplice che tutti i big di Londra vogliono indossare: una novità estetica unica al mondo. Come sempre a lei dott. Capello le novità non spaventano, anzi sono uno stimolo per andare sempre incontro ai suoi pazienti. Racconti anche a noi qualcosa dell’Oralift... Oralift è un apparecchio che stimola i muscoli facciali in una nuova posizione. I muscoli diventano così più tonici e contrastano il processo di invecchiamento del viso. Peraltro anche il collo e la testa risentono positivamente di questo esercizio seppur passivo. Oralift, attraverso l‘allenamento bilanciato della muscolatura, provoca un vero e proprio lifting facciale e controlla in modo naturale l’aspetto del viso: come accade per il resto del corpo, infatti, anche il viso con esercizi mirati è in grado di contrastare con efficacia i segni del tempo ritrovando distensione, volume, tono e naturale giovinezza.

29


ORALIFT

Oralift

PRIMA DEL TRATTAMENTO

Janan Harb - Ex Regina dell’Arabia Saudita

DOPO IL TRATTAMENTO

Quali possono essere i benefici principali che si possono ottenere con Oralift? Pur dovendo indossare l’apparecchio per solo 2-3 ore al giorno a periodi prestabiliti dallo specialista, i vantaggi sono veramente notevoli come: ¬ Riduzione delle rughe espressive attorno alla bocca e agli occhi. ¬ Miglioramento della circolazione e dell’ossigenazione della pelle del viso. ¬ Riduzione delle rughe del collo. ¬ Riduzione delle borse sotto gli occhi. ¬ Aumento della tonicità di tutta la muscolatura facciale. ¬ Prominenza maggiore degli zigomi. La sommazione di tutti questi effetti porta ovviamente ad un ringiovanimento globale della faccia, ritardando i segni progressivi dell’invecchiamento. Anche chi non è più tanto giovane e porta addirittura una protesi dentale può fare utilizzo di Oralift? Certo che sì, perchè come ribadito agisce sui muscoli sia del ventenne che dell’ottantenne, senza interventi invasivi, senza anestesia, dolore, ematomi e ri-

PRIMA DEL TRATTAMENTO

coveri. Più passano gli anni e più il volto migliora. pensiamo che in Inghilterra molti personaggi dello spettacolo, compresi giornalisti televisivi, lo richiedono e hanno ottenuto risultati incredibili. La stessa ex regina dell’Arabia saudita, moglie del defunto re Fahd, afferma che le è stato ridonato il suo aspetto giovanile e la vitalità del suo viso. Ricordiamoci che tale persona non ha necessità di farsi pubblicità o di avere rientri economici: è solo visibilmente felice e ringiovanita.

DOPO IL TRATTAMENTO

DOPO IL TRATTAMENTO Per quanto tempo bisogna portare l’apparecchio Oralift? Bisogna mettersi in testa che lo studio dell’odontoiatra diviene una sorta di palestra per il nostro viso. A seconda della decisione del paziente, gli incontri e i costi variano e cioè si può scegliere se avere solo delle direttive e controlli saltuari o avere il personal trainer nella figura del dentista che a cadenze specifiche modifica l’apparecchio per resettare la posizione PRIMA DEL TRATTAMENTO

30

dei muscoli e permettere di ottenere il massimo. Da “brutto anatroccolo a cigno” quindi... È un percorso da vivere insieme, con volontà e determinazione. I risultati non mancheranno, il prima e il dopo trattamento sono veramente sotto i nostri occhi. Un progetto da costruire con il paziente sia da un punto di vista dentale che facciale.

Per gentile concessione del Dott. Mohindra (Londra), presso il quale ho seguito il corso Oralift.

31


GNATOLOGIA

Gnatologia

Bite È da tempo ben documentato il ruolo che l’occlusione dentale svolge sulla postura ed è altrettanto certo che una malocclusione può ripercuotersi sull’articolazione temporomandibolare generando i noti click o scrosci articolari. Clinicamente si possono verificare anche cefalee muscolotensive che spesso non trovano altra spiegazione medica e non si risolvono con terapie farmacologiche. Dott. Capello, i disturbi craniomandibolari sono molto diffusi nella popolazione? I dati presenti in letteratura dimostrano che tali disturbi coinvolgono tantissime persone che presentano una scorretta relazione tra mandibola e mascella: si generano tensioni e spasmi dei muscoli dell’apparato stomatognatico da un lato e ipotonie

Visone occlusale di un bite su un modello di gesso.

32

dall’altro con ricerca automatica di un compenso che ripristini l’indispensabile equilibrio del corpo. Molti di questi pazienti avvertono dolore e mal di testa diffuso. Sono spesso pazienti che presentano parafunzioni ovvero quegli atteggiamenti viziati e ripetuti, inconsci che scatenano i problemi gnatologici. Le parafunzioni più subdole sono il bruxismo e il digrignamento dei denti di notte, nel sonno, ma talvolta questi atteggiamenti ricorrono anche di giorno quando i denti vengono serrati in maniera anomala e stretta, appoggiati fra di loro anche di giorno. Il risultato più evidente di questa situazione è l’usura delle cuspidi dei denti posteriori, con conseguente abbassamento della dimensione verticale del terzo inferiore del volto, e anche dei denti anteriori che tipicamente presentano zone di dentina esposta.

Cosa fare in questa situazione che si immagina necessiti di una soluzione? È necessario intervenire con quello che viene definito con il termine inglese “bite”. Esistono decine e decine di tipologie diverse di questi apparecchi, da quelli preconfezionati a quelli individuali. Ognuno ha la sua specificità e le sue indicazioni, ma solo quello costruito direttamente sulle proprie arcate è veramente terapeutico. Il bite a cui facevo riferimento è una sorta di mascherina occlusale che si inserisce fra le due arcate e permette, semplificando molto, al condilo di riposizionarsi nel più corretto rapporto con il menisco articolare e la cavità glenoide di accoglimento con risoluzione di un equlibrio mio-funzionale compromesso. Cefalee, acufeni, capogiri e dolori articolari sono risolvibili già nei primi giorni dal suo inserimento. Dott. Capello, può illustrarci come avviene una visita tipica durante la quale si suggerisce al paziente la necessità dell’inserimento di un bite personalizzato? È fondamentale guardare il viso del paziente quando questo si trova in stazione eretta per evidenziare eventuali asimmetrie del volto e particolari atteggiamenti posturali del capo, del collo e delle spalle. Per fare una diagnosi più specifica il paziente deve avere tutta la muscolatura facciale rilassata; quindi gli si richiede di portare in chiusura i denti fino al primo contatto e poi di serrare forte le arcate. L’osservazione e la palpazione dei muscoli masticatori può evidenziare ipertrofie muscolari tipiche delle parafunzioni. Fondamentale è anche la palpazione per individuare punti algici in corrispondenza dell’emergenza dei nervi cranici dell’articolazione temporomandibolare e dei muscoli masticatori. La palpazione dell’articolazione si esegue sul polo laterale del condilo, sia in condizione di bocca aperta

Visone laterale di un bite con evidenziazione degli ancoraggi.

che chiusa. Può essere utile anche l’auscultazione della medesima con il fonendoscopio: un rumore di schiocco netto e breve è sintomo di dislocamento e incoordinazione condilo-meniscale e si accompagna a una deviazione nel movimento di apertura; ripetuti click leggeri e distribuiti lungo tutto il movimento sono indicativi di alterazioni morfologiche dei tessuti articolari molli e/o duri e possono nei casi più gravi simulare rumori di fregamento o di sabbia. Si possono anche quantificare i movimenti di lateralità e di protrusiva per registrare i dati clinici più completi possibile. Questo bite sembra essere un vero portento… È un apparecchio di facile introduzione, non invasivo, che non altera nulla in maniera cruenta e irreparabile. Basta indossarlo la notte e qualche ora anche di giorno per avere dei riscontri positivi. Sono moltissimi anche gli sportivi che portano un bite durante le gare. Dati scientifici presenti da anni in letteratura dimostrano come le performance di questi atleti migliorano sensibilmente e costantemente nel tempo: la distribuzione dei carichi posturali lungo tutta la colonna vertebrale è assolutamente più consona ed equilibrata. Sono persone che hanno al loro seguito medici di alto grado, specialisti del settore… quindi se loro si sono resi conto dei tangibili benefici che ne risultano, direi che anche altre persone con tutte le problematiche che abbiamo enumerato possono provare nella loro bocca i vantaggi che ne derivano.

33


RIGENERAZIONE

Rigenerazione

Come non perdere osso dopo l’estrazione dentale

della struttura ossea dell'alveolo estrattivo. Non rimangono molte scelte, se non quelle chirurgicherigenerative, soprattutto quando le estrazioni sono state eseguite un po’ ovunque nella bocca. Un buon dentista, ovvero un odontoiatra che sa stare al passo con i tempi, non può permettersi di lasciarsi sfuggire di mano la situazione: deve già proiettarsi nel futuro della riabilitazione del paziente e quindi giocare d’anticipo ogni qualvolta esegue un’estrazione dentale.

L’estrazione dentale sembra uno degli interventi odontoiatrici più semplici. Ma, come spesso capita, anche in questo caso l’apparenza inganna come ci spiega il dottor Roberto Capello, odontoiatra e master in tecnica avanzata di ricostruzione ossea. Lo abbiamo incontrato nel suo studio di Pietra Ligure, per parlare dell’importanza della conservazione dell’osso dopo l’estrazione dentale e capire come sceglie i biomateriali giusti da utilizzare a tal fine. Dottor Capello, seguendo le credenze popolari, non c’è nulla di più semplice in odontoiatria di una

34

estrazione dentale: in realtà non è proprio così, vero? L'estrazione di un dente è sempre un atto chirurgico che in sé può essere una pratica banale, ma le sue conseguenze possono portare a esiti spiacevoli sia nell’immediato come nel futuro della situazione clinica del paziente. In questa seconda evenienza faccio riferimento all’impossibilità di inserire un nuovo dente a livello dell’alveolo divenuto ormai disabitato. Una volta estratti, i denti lasciano vuoto lo spazio che occupavano nell'osso (alveolo) e possono essere sostituiti nella loro funzione solo da una prote-

si, che deve trovare il "terreno" adatto per essere inserita correttamente e, non meno importante, per rimanere stabilmente fissata per lungo tempo. In Italia vi sono circa 3 milioni e mezzo di estrazioni all’anno, ma nella maggior parte dei casi non viene preso in considerazione un idoneo trattamento preventivo di conservazione della struttura ossea della bocca. Se non si interviene nell’immediatezza del caso, si arriva a situazioni molto spiacevoli per il paziente, il quale si vede costretto a optare per soluzioni che non lo soddisfano completamente a causa della contrazione

I biomateriali per la rigenerazione: in questo articolo troviamo molte delle risposte sull’importanza della conservazione dell’osso dopo l’estrazione dentale © Tutte le immagini scientifiche per concessione di Geistlich Pharma AG

Oggi, grazie a nuove tecniche e materiali, questo è possibile ...a patto che si giochi d’anticipo, affrontando il problema nel modo corretto e con la giusta attenzione

Rigenerazione ossea Quando i biomateriali di supporto alla rigenerazione hanno una struttura che è del tutto simile a quella dell’osso umano, ci troviamo nella condizione ottimale per favorire il processo di formazione del nuovo osso. Conosceremo nelle prossime pagine i dettagli dell’utilità di rigenerare e conservare il tessuto osseo sia mascellare che mandibolare attraverso i biomateriali.

Quindi secondo lei, dottor Capello, il tessuto osseo si può preservare? Non solo si può, ma si deve preservare per non limitare le scelte del paziente. Oggi giorno non è più ammissibile fare diagnosi di riassorbimento osseo imputabile alla sola estrazione dentale (cioè non correlata ad altre patologie) non preventivamente trattata in maniera adeguata, o non trattata assolutamente. Mi preme ricordare che nell’arco di poche settimane, si instaura un processo di rimodellamento dell’osso con relativo riassorbimento, soprattutto a causa della mancanza di un carico masticatorio in quella specifica sede. Le ossa mascellari e mandibolari hanno ragione di esistere solo se stimolate da quella che è la loro funzione prioritaria, cioè di sostegno del dente. Quando questo viene perso, o comunque estratto, le cellule del nostro organismo danno luogo a specifici processi di riassorbimento che hanno conseguenze non solo funzionali, ma anche estetiche. I denti contigui, ad esempio, tendono a inclinarsi rendendo poi difficile l’inserimento protesico di qualunque natura, a causa della riduzione dello spazio vitale (vedi foto 4 e 5 nel box "focus"). Quando non si fa prevenzione, si sviluppano difetti ossei (inquadrabili come deiscenze o fenestrazioni) che devono essere trattati con interventi rigenerativi quando si vuole inserire un

35


RIGENERAZIONE

Rigenerazione

Focus

Alveolo in cui si evidenzia la frattura dell'osso corticale esterno dopo estrazione dentale.

Il riempimento dell'alveolo con i biomateriali permette la preservazione della dimensione verticale e orizzontale dell’osso.

Rigenerazione ossea completa ottimale, che conferisce stabilità ai denti contigui e permette un trattamento protesico senza ulteriore intervento chirurgico rigenerativo.

Senza preservazione dell’alveolo l’osso subisce un riassorbimento sia orizzontale che verticale.

Riassorbimento dell'osso dell’alveolo dopo estrazione dentale, che comporta l’inclinazione dei denti contigui, mesiali e distali.

36

impianto. Le conseguenze estetiche non sono secondarie poiché, in seguito al riassorbimento osseo, anche i tessuti molli (gengive) risultano ritirati con risultati a dir poco spiacevoli. Quindi dottor Capello, la preservazione dell’alveolo e della cresta ossea prima di qualunque altra cosa... Certo che sì. È fondamentale preservare nel tempo quello che madre natura ci ha donato e che abbiamo perso per una semplice

estrazione. Peraltro oggi le soluzioni di chirurgia rigenerativa a nostra disposizione sono diverse e di buon livello. Parlo di innesti in granuli o a blocco; di origine autologa (osso dello stesso paziente), omologa (osso di banca umano), eterologa (osso di origine animale) o sintetica. Riferito in questo modo, tutto sembra semplice. Può schematizzare al meglio come si svolge questo tipo di intervento? Dopo essersi assicurati che l’al-

veolo è ben deterso e preparato quindi per il trattamento, da me preventivamente programmato, la tecnica consiste nel riempire l’alveolo con biomateriale di ottima scelta. Un vantaggio concreto proviene dall’ulteriore protezione dell'innesto con una membrana riassorbibile in collagene che, gestita ad hoc, permette un perfetto isolamento, un idoneo mantenimento del sostituto osseo in situ e una migliore vascolarizzazione dell'innesto per favorire la rigene-

razione dell'osso. Una buona sutura e il gioco è fatto! (vedi box "I trattamenti"). Va da sé che il materiale inserito deve possedere alcune caratteristiche fondamentali come la biocompatibilità, non dare luogo a processi infiammatori o a reazioni immunitarie. Nei miei studi la scelta è caduta sui prodotti Geistlich proprio sulla base di questi criteri. Un’accreditata documentazione scientifica oltre che clinica raccolta in 25 anni, basata su milioni di pazienti trattati con materiali Geistlich in tutto il mondo, e con follow-up a lungo termine, è il criterio fondamentale che determina la sicurezza del risultato e che supporta questa mia scelta.

tiscono elevati standard di qualità e sicurezza. Per tutelare i pazienti a 360°, io pretendo anche una ricerca clinica a lungo termine, documentata su riviste scientifiche internazionali, per evitare di incorrere in complicazioni o effetti indesiderati che mettono a rischio il risultato e la loro salute. Intervento semplice, ottimi materiali e il risultato è garantito! In conclusione possiamo dire che, nell’epoca in cui viviamo e con i mezzi a disposizione, si deve pretendere il trattamento migliore durante un’estrazione: tutti vogliamo il meglio per noi stessi e io per i miei pazienti.

La preservazione dell’alveolo post-estrattivo ha quindi un significato clinico ben preciso? Preservare il volume osseo dell'alveolo con l’inserimento di materiali biocompatibili è importante perché riduce l’invasività dell’atto chirurgico: si elimina, molto spesso, la necessità di eseguire un secondo intervento di chirurgia rigenerativa per ripristinare la struttura ossea preesistente, necessaria per ospitare un impianto. I costi risultano quindi più contenuti e il fastidio per il paziente è significativamente ridotto. Peraltro è possibile avere una predicibilità e stabilità dei risultati: la conservazione del volume osseo che ci siamo prefissi di mantenere, sia in senso orizzontale che verticale, non solo si verificherà, ma permarrà nel tempo fino al completamento della maturazione dell'osso di nuova generazione. L'osso rigenerato sarà presente in quantità sufficiente per i successivi trattamenti che si renderanno necessari.

I trattamenti

Esiste in questo settore una certificazione che attesti la “bontà” dei prodotti utilizzati? Non solo deve esistere, ma la pretendo. Certificazioni fondamentali sono quelle CE e FDA che garan-

Diversi tipi di trattamento dell'alveolo estrattivo: a seconda dei casi può essere effettuato solo l'innesto di biomateriale o la combinazione con una membrana riassorbibile in collagene. Chiusura a mezzo di punti di sutura del sito chirurgico.

37


PARODONTOLOGIA

S.O.S. gengive

Non arrivare dal dentista quando pochi dei tuoi denti sono recuperabili!

Paziente con problemi parodontali

La parodontologia, scienza che studia le strutture di sostegno del dente, non è assolutamente branca di secondo piano dell’odontoiatria, anzi. La ragione di questa affermazione è abbastanza intuibile: se si riescono a preservare in buone condizioni sia l’osso che le gengive, i denti rimangono nella loro sede senza incominciare a vacillare, migrare e sventagliarsi. Dott.ssa Picchio quali novità o comunque momenti fondamentali caratterizzano una visita parodontologica? Voglio fare una premessa prima di addentrarmi nelle descrizioni di quanto richiesto.

Numerosi denti persi per problemi parodontali e necessità di loro sostituzione con impianti.

38

Immagine che dimostra tridimensionalmente come le radici siano inserite nell’osso solo per pochi mm

L’odontoiatria non è solo impianti (non me ne vogliano le case produttrici) da inserire a piene mani perchè si sono persi i denti a causa di una scarsa cura delle gengive e non solo. Gengive arrossate, sanguinanti, doloranti non devono essere considerate una normalità, ma vanno trattate in modo adeguato affinchè tutto si stabilizzi e ritorni in quella che è considerata una situazione clinica fisiologica. Diversi parametri vanno presi in considerazione durante una visita e questi sono: presenza di placca, sanguinamento gengivale, mobilità dentale, profondità delle tasche. Anche lo status RX è di base per visionare e raffrontare la perdita di osso verticale e/o orizzontale. La diagnosi di malattia parodontale viene quindi completata con il test salivare e del dna parodontale (vedi articolo a pagina 39). Gli interventi di parodontologia sono specifici e tutti mirati a bloccare prima e migliorare poi la situazione. Root planing e scaling, ovvero la levigatura radicolare sottogengivale, attuata con anestesia per contatto e quindi in maniera completamente indolore, sono fondamentali per tamponare la presenza dei batteri, unica causa dell’insorgenza della malattia. La partecipazione e compliance da parte del paziente sono decisivi affinchè quello che viene fatto sulla poltrona del dentista non venga perso a casa. I controlli a cadenze regolari sono assolutamente da rispettare. Se necessario, in casi più compromessi si utilizza un antibiotico da applicare in loco e si può anche ricorrere a materiali di supporto decisivi (vedi Emdogain).

Dna parodontale e test salivare La malatia parodontale, come è stato specificato più volte, ha una eziologia esclusivamente batterica. L’accumulo di placca a livello della regione del solco gengivale genera una risposta infiammatoria che in taluni soggetti tende a regredire con la sola rimozione professionale della placca batterica stessa. In altri la gengivite evolve in un processo irreversibile con riassorbimento dell’osso e dei tessuti di sostegno del dente. Studi scientifici hanno dimostrato come l’insorgenza della malattia abbia un rischio direttamente correlato a una specifica suscettibilità genetica. Dott.ssa Picchio, come è possibile evidenziare una maggiore predisposizione di certi pazienti nei confronti della malattia? Da tempo è noto come nei pazienti affetti da parodontite nel fluido crevicolare, ovvero il fluido presente nel solco gengivale, è possibile isolare significative quantità di specifiche sostanze infiammatorie dette interleuchine. Queste molecole sono prodotte dalle cellule del sistema immunitario come mediatori del processo infiammatorio; quando la loro quantità è eccessiva si instaura un processo di distruzione dei tessuti parodontali. Tale aumento è direttamente correlato a varianti del dna del soggetto e parallelamente ad un aumento della percentuale di rischio.

39


PARODONTOLOGIA Si tratta dunque di eseguire qualche particolare test? Sì, certo. Uno specifico test parodontale tramite l’analisi del dna del paziente, identifica il genotipo responsabile della iperproduzione del mediatore infiammatorio detto interleuchina che aumenta la probabilità di eccessiva reazione infiammatoria. In una scala che va da zero a quattro è possibile affermare che il rischio è minimo per pazienti che presentano suscettibilità zero e molto elevato se la loro suscettibilità raggiunge valori pari a quattro. Chi, dott.ssa Picchio, dovrebbe sottoporsi a questo test? Sicuramente è consigliato a categorie di pazienti che così possono riassumersi: ¬ Pazienti con malattia parodontale clinicamente diagnosticata, per valutare la disposizione genetica alla iperproduzione di interleuchina e la diretta progressione eventuale della patologia. ¬P azienti che vanno incontro a gengiviti ricorrenti di elevato grado infiammatorio. ¬P azienti che hanno una familiarità con la malattia.

S.O.S. gengive ¬ Pazienti che sono in terapia odontoiatrica per riabilitazione con impianti. Conoscere con precisione il profilo del rischio genetico del paziente consente all’odontoiatra una diagnosi completa insieme ad una migliore comprensione dei meccanismi patogeni in atto e una più scrupolosa valutazione della prognosi. Esistono altri tipi di indagini che è possibile effettuare in caso di sospetto di malattia parodontale? A parte il sondaggio e le radiografie, si può procedere anche con analisi microbiologiche. Mediante un banale e indolore prelievo con coni di carta assorbente, il materiale contenuto nella tasca parodontale permette di identificare la quantità di batteri patogeni presenti sulla totalità della carica batterica e isolare quelli direttamente interessati allo sviluppo e progressione della malattia. Solo in questo modo il percorso terapeutico risulterà personalizzato. Peraltro nei controlli a breve, medio e lungo termine sarà possibile con questi test monitorare l’andamento della malattia e verificare l’insorgenza di recidive.

Indicatore del PH salivare

Nel suo studio è possibile anche analizzare la saliva che sappiamo avere tanta importanza all’equilibrio del cavo orale? L’analisi della saliva è praticamente un test di routine perchè in modo estremamente semplice, ma efficace si ottengono informazioni utili per inquadrare eventuali problematiche del soggetto in questione a cominciare da una alimentazione poco corretta. I parametri presi in considerazione sono: - La quantità salivare prodotta con stimolazione: in 5

40

minuti, il volume dovrebbe essere maggiore di 4 ml. - L a capacità di tamponamento: è questo un valore direttamente correlato all’acidità della saliva. Una saliva fisiologicamente sana ha un pH intorno a 7. La malattia parodontale sembra poter fare poca strada… Sicuramente di alleati non deve trovarne, anzi il giusto ruolo per un’odontoiatra scrupoloso è proprio quello di incrementare il successo della terapia riducendo la probabilità di recidiva drasticamente.

41


PARODONTOLOGIA

S.O.S. gengive

Stimolare i tessuti molli per risultati estetici migliori

Difetti intraossei estesi sul gruppo frontale: si noti il ritiro della papilla gengivale.

Difetti intraossei: dopo l’apertura del lembo, si evidenzia la mancanza estesa di osso attorno alla radice.

Se è vero che l’estetica è divenuta prioritaria, ecco che anche la parodontologia, ovvero la scienza che si occupa dei tessuti di sostegno del dente, si è orientata in questo senso, dedicando maggior attenzione a tutto quello che è al di là del semplice trattamento funzionale. Dott. Capello è giusto affermare che il 5-15% della popolazione soffre di importanti forme di parodontite? Sì, statisticamente questa percentuale è proprio veritiera e conseguentemente la perdita dei denti è altrettanto elevata. Per bloccare questa situazione è fondamentale il trattamento di tale patologia avendo come obiettivo prioritario il controllo dei batteri, la vera e unica causa del processo infettivo-infiammatorio. In seconda battuta, ma non meno importante, è la successiva rigenerazione dei tessuti parodontali duri e molli perduti.

42

Difetto di recessione gengivale localizzato: si noti a livello del canino la forte retrazione della gengiva.

Difetti di biforcazione: dopo l’apertura del lembo, il punto di separazione delle radici è ben visibile e sondabile a causa del forte ritiro osseo.

mento della malattia parodontale? Innanzitutto l’applicazione di tale prodotto deve avvenire solo sulla superficie radicolare detersa del dente colpito dalla parodontite. Una volta così applicato, il prodotto è in grado di stimolare la formazione di una specifica matrice su cui potranno proliferare cellule differenziate per la produzione di cemento (rivestimento esterno della radice dentale) sul quale si potranno fissare le fibre parodontali. Nell’arco di alcuni mesi, il danno riscontrato sarà riempito con il legamento parodontale di nuova formazione. Sarà così stimolata in sintesi la rigenerazione del parodonto molle e duro. Per cosa e quando è possibile utilizzare tale prodotto? La rigenerazione è un momento fondamentale che trova varie indicazioni quali nei cosiddetti difetti infraossei, compresi quelli particolarmente estesi al fine di offrire un supporto aggiuntivo ai tessuti molli, nei difetti di biforcazione e ancora nei problemi di recessione gengivale. In quest’ultima evenienza i risultati sono direttamente apprezzabili dal paziente stesso. Cosa significa quest’ultima affermazione: potete spiegarci meglio? Certamente. I difetti di recessione gengivale sono un problema estetico ed insieme clinico in quanto associato a forte sensibilità del o dei denti interessati: la radice è scoperta e la linea gengivale non è armoniosa come dovrebbe essere. La

tecnica chirurgica, che da sola non è in grado di portare a una gengiva stabile nel tempo, associata ad Emdogain, migliora significativamente la copertura radicolare permettendo la risoluzione del difetto in modo ottimale. Il trattamento con Emdogain si integra agevolmente nella chirurgia parodontale e non necessita di un secondo intervento chirurgico; è conveniente ed efficace, in particolare se utilizzato in zone difficili da trattare. I risultati ottenuti sono duraturi nel tempo? Sì. Una bibliografia di rilevanza internazionale dimostra come la sicurezza e la bontà del prodotto diano benefici eccellenti e anche a lungo termine. I risultati possono essere così riassunti: un successo clinico documentato per almeno 9 anni, mantenimento di un miglior livello di profondità di sondaggio e di un miglior livello gengivale. La guarigione è decisamente veloce e senza complicanze chirurgiche. Anche in pazienti già trattati sono soddisfatti in quanto il dolore e il gonfiore sono limitati al minimo.

Dott. Capello, rigenerazione è una parola forte, che implica una sorta di ricrescita: è possibile tutto questo? Sembra quasi impossibile, ma oggi la ricerca scientifica in campo medico ha fatto passi da gigante ed anche in odontoiatria si può parlare di rigenerazione senza alcun compromesso. Nessun miracolo, bensì la scelta oculata di materiali idonei che unita alla giusta capacità di individuare il danno presente, permette di fare la differenza. In particolare nel campo della parodontologia l’utilizzo di Straumann Emdogain supporta la rigenerazione biologica guidata dei tessuti parodontali che sono andati persi e aiuta a recuperare e quindi conservare i denti. Può spiegarci, dott.ssa Picchio, cosa succede esattamente quando si applica Emdogain nel tratta-

43


PARODONTOLOGIA

S.O.S. gengive

Sempre in tema di malattia parodontale… Il trattamento della malattia parodontale è spesso un impegno difficile per l’odontoiatra che ha poche armi sicure a sua disposizione. Dott.ssa Picchio, perché è sempre più impegnativo trovare prodotti validi per avere risultati ottimali nella cura della parodontite? La ragione è da ricercarsi soprattutto nelle subentranti resistenze batteriche nei confronti degli antibiotici cui consegue ovviamente riduzione di efficacia. Oltre a questo problema, ogni anno sono sempre più frequenti i casi di intolleranze e di allergie, proprie dei pazienti, gravi in particolare quelle a carico delle penicilline e delle cefalosporine. Fortunatamente esistono aziende attive in questo senso, cioè per arginare tali problematiche: la loro ricerca è sempre all’altezza e quindi aiutano i dentisti a combattere i batteri che si insinuano nelle tasche parodontali. Ghimas, ad esempio, ha fornito un ottimo coadiuvante nella malattia parodontale chiama-

44

to Chlosite che è un gel di Xantano con Clorexidina. Il primo componente forma il miglior veicolo biocompatibile per le applicazioni cliniche, vantaggiosamente utilizzabile per l’impiego parodontale della Clorexidina che a sua volta preserva il sito d’applicazione da rischi di contaminazione batterica. Una vera accoppiata vincente! Chlosite può essere facilmente utilizzato in tutti i pazienti che presentano malattia parodontale o ci sono delle limitazioni? Dopo avere fatto una precisa diagnosi di malattia parodontale, ad ogni paziente si può applicare tale prodotto considerandolo proprio come parte integrante di uno specifico trattamento parodontale. In particolare Chlosite trova la sua più giusta applicazione dopo la rimozione meccanica della placca e della levigatura radicolare: è in grado così di interferire con la ricolonizzazione dei microrganismi nella tasca per almeno due settimane.

L’inserimento di Chlosite nella tasca parodontale è dolorosa? Tranquillità assoluta! Non si avverte alcun tipo di dolore. L’applicazione di Chlosite avviene con un ago a punta smussa e con foro laterale per una più facile applicazione all’interno della tasca evitando così di traumatizzare i tessuti. Chlosite è semplice e sicuro nello stesso tempo e a differenza di tutti i trattamenti topici a base di antibiotici non induce resistenza batterica. L’efficacia di Chlosite nel combattere la malattia parodontale è dimostrata da numerosi studi: stabile per molti giorni grazie alle sue caratteristiche mucoadesive, rappresenta ad oggi uno dei migliori prodotti a cui affidarsi.

1

2

3

4

1. Rimozione della placca e levigatura radicolare.

Dott.ssa Viviana Picchio Odontoiatra Nata ad Alessandria, ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli studi di Genova. È dottore di ricerca in fisiologia ed esercita la libera professione a Pietra Ligure e Alberga (Sv). www.vivianapicchio.it

2. Lavaggio e asciugatura sito con coni di carta bibula. 3. Applicazione di Chlosite tramite siringa direttamente in ciascuna tasca, somministrando il prodotto dalla parte più profonda della tasca, fino al margine gengivale. 4. L’ago a punta arrotondata con foro laterale, facilita l’applicazione del prodotto ed evita dannosi traumi ai tessuti interessati dal processo patologico.

45


SBIANCAMENTO

Sbiancamento

Innamoratevi del vostro sorriso Ridere senza preoccuparsi dell'aspetto dei denti è un desiderio di molti. Dimenticatevi sedute lunghe e dolorose, con le tecniche odierne, ottenere un effetto luminoso senza "torture" è possibile

Il colore dei nostri denti è assolutamente personale, ognuno ha il suo proprio e comunque non è mai bianco immacolato come la porcellana dentale ottenuta dopo i primi trattamenti termici in laboratorio. È da sfatare peraltro la credenza popolare che il colore dei denti sia dovuto allo smalto; questo non possiede infatti un colore proprio, ma è traslucido e dalla sua superficie traspare il colore della sottostante dentina. Quando si cambiano i denti decidui, meglio conosciuti come denti da latte e sempre molto chiari, i

46

sottostanti denti permanenti non risultano altrettanto splendenti e brillanti; anzi spesso si presenta una sorpresa sgradita alla mamma che vede spuntare e crescere giorno per giorno dei denti definitivi un po’ giallognoli. Una delle prime domande che quindi ci viene rivolta è proprio se sarà possibile nell’immediato “sbiancare” questi denti ancora prima di fare magari dei trattamenti ortodontici. Avere denti chiari è già un desiderio nella prima adolescenza. Certo è che con il passare del tempo lo smalto tende a scurirsi assorbendo da cibi e bevande (vino rosso, mirtilli, carciofi, liquirizia, caffè e the, etc.) o dalla nicotina pigmenti sempre in maggior quantità: il risultato è la perdita di brillantezza e splendore originale. Sentiamo allora quali novità ci sono in questo campo dai dottori Viviana Picchio e Roberto Capello, odontoiatri. Dottoressa Picchio, chi ha denti scuri e/o pigmentati ha la speranza di ritrovare almeno in parte il naturale colore? I progressi fatti dall’odontoiatria

consentono di riproporre il colore dei denti di base e talvolta di ottenere anche un bianco più intenso seppur innaturale, ma d’effetto, come i sorrisi dei personaggi televisivi e cinematografici. Un sorriso luminoso e di grande impatto come quello di Simona Ventura o di Michelle Hunziker è un po’ il sogno, neppure troppo impossibile, per molti di noi. Oggi la gamma dei prodotti disponibili per lo sbiancamento è veramente vasta, ma solo pochi mantengono le promesse di denti bianchi in una sola seduta, di risultati immediatamente visibili e duraturi, sicuri di non arrecare danni ai denti. Dottor Capello, si sentono voci discordanti sulle caratteristiche degli sbiancanti dentali... Come può rassicurarci in proposito? Da tempo il principio attivo dei trattamenti sbiancanti è il perossido di idrogeno. Questi trattamenti sono in grado di penetrare all’interno dei prismi dello smalto e, dando vita a una reazione ossidante, disgregare i pigmenti ridonando immediatamente ai denti un colore più bianco e brillante. Nonostante

Lo sbiancamento può durare più di due anni, anche se molto dipende dalle abitudini e da una certa predisposizione genetica

47


SBIANCAMENTO i progressi, i trattamenti intensivi sono ancora ritenuti potenzialmente dannosi e statistiche basate su studi clinici evidenziano una forte incidenza di sensibilità nella maggior parte dei casi mal sopportata dai pazienti. La sensibilità è direttamente correlata all’effetto disidratante che questi materiali esercitano sullo smalto dei denti. Ma, mentre per le cure odontoiatriche i pazienti si aspettano e quindi sono già preparati a dover provare fastidio e talvolta dolore, per finalità puramente estetiche sono meno disponibili. Per tutta questa serie di motivi, sono gli stessi dentisti a non consigliare o a essere dubbiosi sui possibili trattamenti sbiancanti. I prodotti in commercio sono veramente tanti: una vera jungla in cui doversi destraggiare per scegliere

Sbiancamento il prodotto migliore. Anche in Farmacia ormai si vendono sostanze sbiancanti che però sono per lo più abrasivi sullo smalto e come tali il loro risultato è legato all’assottigliamento seppur minimo dello smalto. È stato anche proposto un metodo legato all’utilizzo del laser, ma con risultati non propriamente soddisfacienti. Oggi però esiste in commercio un prodotto veramente innovativo, studiato in Canada, di nuova generazione che mi sento di consigliare: Blancone, che si pone come obiettivi la certezza dell’esito, la garanzia della naturalezza del risultato e l’eliminazione dei disagi per il paziente. Siete sicuri che denti e gengive non subiscano danni? L’azione di Blancone è talmente

veloce che si evita un’inutile permanenza del prodotto sui denti, di conseguenza la disidratazione dello smalto non si verifica e la sensibilità non aumenta. Un aspetto im-

Lo sbiancamento passo per passo

Un sorriso luminoso e di grande impatto come quello di Simona Ventura o di Michelle Hunziker è un po’ il sogno, neppure troppo impossibile, per molti di noi

1 Preparazione del paziente con applicazione di diga protettiva a base di Vitamina E a livello del bordo gengivale 2 Applicazione di uno strato sottile di sostanza attiva (gel) sulla superficie dei denti da sbiancare 3 Attivazione del gel con lampada fotopolimerizzatrice. Si può notare il cambio di colore (viraggio) da arancione a bianco 4 Rimozione del gel dalle superfici dentali con l’aspirazione 5 Rimozione della protezione gengivale e lavaggio con abbondante acqua

portante è che non si produce un innalzamento termico che potrebbe danneggiare la polpa vitale del dente. Le gengive invece risultano protette grazie all’applicazione della specifica barriera a base di Vitamina E che previene il contatto con i tessuti molli. È necessariamente molto lunga, dottoressa Picchio, la seduta di applicazione di questo sbiancante? Assolutamente no. Grazie infatti alla tecnologia fotodinamica che sfrutta l’energia luminosa, l’azione viene sviluppata in pochi secondi e il materiale sbiancante applicato vira di colore consentendo all’operatore un controllo visivo diretto: appena il colore del gel cambia, questo viene asportato evitando un’inutile sovraesposizione. Quanto dura nel tempo questo trattamento sbiancante? Può durare più di due anni, anche se molto dipende dalle abitudini e

48

da una certa predisposizione genetica. Se così non fosse, non potremmo utilizzare regolarmente nei nostri studi questo sbiancante sui denti naturali del paziente che sta ad esempio attuando una riabilitazione implantologica completa: prima di scegliere il colore definitivo delle sue protesi, facciamo un ciclo di sbiancamento per visionare il tono del bianco dei denti residui naturali e quindi uniformare il colore delle due arcate. Il colore ottenuto viene fotografato e sottoposto all’odontotecnico che visionerà attentamente il tutto e cercherà di realizzare la stessa tonalità cromatica. Il risultato estetico è armonico e assolutamente più piacevole per il paziente che non si vede costretto a opzionare per un colore spento che non ringiovanisce il suo sorriso. Dottor Capello, che tipo di pazienti richiede questo trattamento? Sicuramente fra i giovani la ri-

chiesta è molto elevata, ci sono i neo-sposi e ancora i fumatori. Per questi ultimi la piacevolezza di un sorriso bianco ritrovato è così forte che spesso promettono di non fumare più per non intaccare i denti nella loro giovinezza ritrovata. Ci sono limitazioni particolari per questo tipo di trattamento con Blancone? Non esistono limitazioni di sorta per lo sbiancamento dentale, soprattutto per questo sbiancamento fotodinamico. I rischi di un trattamento ben eseguito sono praticamente nulli: l’operatore deve solo visionare che non esistano carie, infiltrazioni, etc. che possono impedire l’utilizzo del gel. Uno sbiancamento sicuro, veloce ed efficace è sicuramente il desiderio di molte persone. Basta poco per concedersi molto: un sorriso rinnovato che faccia nascere un’emozione in noi e fuori di noi.

49


RINGRAZIAMENTI Siamo arrivati alla quarta edizione del Dossier Odontoiatria e siamo orgogliosi del percorso fatto per potenziare la gamma dei nostri servizi nei confronti dei pazienti. È però necessario, come sempre, trovare il momento per i ringraziamenti nei confronti dei nostri più vicini collaboratori senza i quali non potremmo cercare di crescere ogni anno di più: uno staff vincente di persone con la grinta giusta, la determinazione e la voglia di migliorarsi costantemente. Cominciamo con Aldo Zilio: chi non apprezza i suoi capolavori in Zirconio, chi non conosce le sue capacità e nello stesso tempo la sua semplicità? È un ottimo tecnico, aggiornato e sempre all’altezza. I lavori eseguiti con la sua collaborazione sono sempre piccoli gioielli costruiti con l’amore e la passione di chi fa della propria professione un’arte. Il nostro pensiero va anche a Massimo Scodeller: un amico oltre che un tecnico. Disponibile e capace, lavora instancabilmente con noi dispensando utili consigli derivati dalla sua esperienza pluriennale. Ancora un sentito ringraziamento al dottor Marco Ferrari, anestesista-rianimatore: la sua presenza è assolutamente rassicurante per noi e il paziente; quando c’è bisogno di lui, non si nega mai pur sottraendo tempo alla sua bellissima e numerosa famiglia. È con piacere che vogliamo ricordare in queste poche righe anche un nostro fornitore, Roberto Bonavia: non si nega mai, è sempre disponibile nei nostri confronti e sa conquistarci con la sua serietà, competenza e, all’occorrenza, anche simpatia. Un pensiero anche alla nostra Valentina che cresce a vista d’occhio: ha solo otto anni e quindi è ancora bambina, ma pazientemente sa aspettare che mamma e papà finiscano di lavorare per poi stare con noi anche per poco, silenziosamente nella speranza che i suoi giochi possano coinvolgerci in un unico caldo abbrac-

50

cio. Sempre insieme nelle lunghe giornate di lavoro, vogliamo ringraziarci vicendevolmente per saperci aiutare l’un l’altra anche nella vita privata. Momenti tristi e gioiosi ci hanno accompagnati come avviene in tutte la famiglie in questo lungo anno... con forza, caparbietà, rispetto e non ultimo l’amore che abbiamo non solo per il lavoro, ma anche fra di noi, abbiamo superato ostacoli talvolta grandi, talvolta piccoli. I progetti comuni e la voglia di crescere ancora nella nostra professione, ci saranno di aiuto per poter fare in modo che i nostri pazienti siano oggi come ieri sempre importanti, unici e sorridenti. DOTT. CAPELLO E DOTT.SSA PICCHIO

www.capelloroberto.it www.ortodonziainvisibile.info www.sbiancamentodentale.biz www.esteticadelsorriso.eu www.videodonto.it Per ogni ulteriore domanda o informazione scrivere all’indirizzo info@capelloroberto.it oppure info@vivianapicchio.it. Vi sarà risposto nel più breve tempo possibile. Supplemento veicolato con il periodico mensile Agenda della Salute

Collegati al sito della Dottoressa Picchio e se vuoi ottenere una risposta nell’arco di 48 ore a qualunque tua domanda invia un’email all’indirizzo vivianapicchio@yahoo.it


Albenga: Via dei Mille, 37 | Pietra Ligure: Via Don Guaraglia, 29 | Torino: Via Perrero, 25 Roma: Corso Trieste, 82 (Zona Parioli) c 348 8692976


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook