MEDICINA
La prevenzione? Si impara da bambini
ATTUALITÀ
L’aborto… in pillole
SPECIALE RIENTRO La dieta con una marcia in più
PSICOLOGIA
Identikit dello stalking: ecco i segnali
Gabriel Garko
UN SEX SYMBOL IN CERCA D’AMORE
Odontoiatria
La parola d’ordine per fare un buon lavoro estetico naturale rimane “fonetica”, argomento che l’odontoiatria ha trascurato per lungo tempo e sul quale ben poco si è scritto e ben poco si sa
108
www.agendasalute.com
Odontoiatria
www.agendasalute.com
Protesi con una nuova estetica che parla da “sola” La chiave per otterla è la personalizzazione guidata dalla sensibilità e dall'esperienza dell'odontoiatra, perchè la protesica non è una scienza esatta intervista al dott. Roberto Capello a cura di Elena Buonanno
Abbiamo scelto un titolo ad effetto per attirare l’attenzione del lettore su un aspetto molto importante quando si parla di protesi, anche se troppo spesso preso poco in considerazione, cioè la fonetica. Avere protesi funzionali ma anche estetiche è oggi fondamentale per il paziente. Ma un lavoro che possa definirsi davvero buono non può fermarsi a questi, pur importantissimi aspetti. Anche la voce vuole la sua parte. Ognuno ha una forma del viso diversa, occhi più o meno grandi e allungati, labbra più o meno carnose e anche... un modo di parlare diverso che lo rende unico e riconoscibile. Per questo, a qualunque età si renda necessaria una riabilitazione protesica, l’obbiettivo del dentista deve essere quello di rispettare tutte questa caratteristiche, compresa la fonetica. Come sa bene il dottor Capello. Protesi con una nuova estetica che parla da “sola”. Dott. Capello stiamo scherzando naturalmente? Iniziamo... la protesica è lungi dall’essere una scienza esatta. I portatori di protesi mobili, che sono milioni, devono avere protesi individuali sia nel montaggio dei denti che nell’esecuzione della placca utilizzando una tecnica tale per cui i soli muscoli sono in grado di mantenere in posizione la protesi. Facciamo un passo indietro e partiamo dalle protesi vecchie: queste determinano condizioni tessutali sfavorevoli e abitudini neuromuscolari che dovrebbero essere corrette, prima di poter costruire delle protesi ottimali. Oggi sono presenti in commercio nuovi materiali per il condizionamento mucoso in modo da mantenere una resilienza che funge da massag-
giatore dei tessuti sottostanti. Per circa 5 giorni questo continua a scorrere e quindi a interagire con l’attività muscolare e con le forze masticatorie da questi sviluppate. Il materiale in questione viene sostituito alcune volte e modificato finché non si evidenziano dei bordi gengivali perfetti e dei tessuti molli sani.
orma e colore F naturali
A
B
A. Particolare di costruzione di travata di denti del gruppo frontale superiore B. I nferiore
109
Odontoiatria
rotesi sicura P ed esclusiva
1
2
3
4
Inseriti 6 impianti nell’arcata inferiore, su cui viene effettuata un’impronta (1), si prepara una base con resina polimerizzata con due innesti per temere la placca in posizione (2). In fig. 3 si nota la preparazione dei denti individualizzati, inseriti nella bocca con cere; qui si controllano estetica e fonetica. Poi si fa la protesi identica in resina poliuretanica che viene testata in bocca al paziente per ottenere il vero prototipo. Infne in fig. 4 la protesi modellata viene scavata e riforgiata per ottenere un telaio in zirconio o titanio.
110
Bisogna sempre fare una protesi nuova? Il concetto non è proprio così, anche se bisogna portare protesi diagnostiche che vanno continuamente modificate nei primi mesi perché vi sono fattori che controllano la posizione dei denti. La parola d’ordine per fare un buon lavoro estetico naturale rimane “fonetica”, argomento che l’odontoiatria ha trascurato per lungo tempo e sul quale ben poco si è scritto e ben poco si sa. Quindi una buona protesi si basa solo sulla fonetica? Non è una strana definizione? Sì proprio fonetica; io personalmente effettuo il montaggio in bocca dei denti davanti al paziente. Mi piace parlare di “scatola fonetica” dove ogni sua parte e suo limite vengono definiti in un unico contesto di rispetto delle altre strutture fisiologiche orali. In questo modo offriamo al paziente la garanzia di una voce e d’una dizione normale. È ovvio che questi dati portano ad avere una dimensione verticale esatta, in un concerto di proporzioni armoniose del viso. Dott. Capello oggi però non ci sono gli impianti? Bella domanda. Per rendere il concetto più chiaro e immediato posso fare un esempio motoristico, in cui l’impianto è il nostro tur-
bo, ma bisogna avere anche un buon motore di supporto. I cosiddetti denti implantologici vanno comunque sistemati sempre con precisione rispettando la fonetica, la dimensione verticale, è poi necessario colorare la protesi con grande arte imitando con maggior fedeltà e naturalezza i tessuti vivi. Dott. Capello abbiamo compreso che è fondamentale una personalizzazione delle protesi ad alto livello... “Protesi con una nuova estetica che parla da sola...” mi sembra una definizione perfetta. Naturalmente oggi con la possibilità di inserire gli impianti abbiamo la strada più facile per tenere in posizione tutte le protesi che comunque e sempre devono rispettare gli stessi concetti di fonetica, estetica e soprattutto di dimensione verticale: tutti parametri che vedo spesso erroneamente rilevati sui pazienti che giungono da me in studio perché il tutto viene semplicemente ottenuto facendo chiudere una cera e a volta addirittura guidando la mandibola! Certamente non costruire protesi come alla catena di montaggio direi che è essenziale: ognuno di noi ha una sua forma del viso diversa da un altro, ha un modo di parlare che è suo proprio, ha delle labbra più o meno importanti e via di seguito. Tutte queste caratteristiche vanno rispettate a qualunque età e riproposte qualora vi sia la necessità di una riabilitazione protesica. Sono sicuro
Odontoiatria
Pezzi unici numerati Questi pezzi unici sono costruiti con il miglior zirconio in commercio. Vengono ottenuti tramite fresatura. Su queste protesi in zirconio vengono cotte le porcellane per dare massima estetica. Si possono notare i monconi nella parte posteriore, sempre in zirconio, con viti passanti che vanno ad avvitarsi direttamente nella testata dell’impianto. Dopo aver avvitato completamente le protesi sugli impianti, sono stati costruiti due ponti in zirconio, cementati sui monconi, ottenendo così la non visione dei fori per la manutenzione: l’estetica è ottima!
che il montaggio dei denti secondo il piano fonetico superi tutti i concetti matematici e standardizzati che non possono avere successo. Vorrei concludere che una buona protesi “artigianale” fatta con la cura del singolo dettaglio ed estremamente personalizzata rimane ancora l’unica via per conquistare il paziente che a me si affida e per soddisfare anche il mio ego.
Dott. Roberto Capello Odontoiatra Ha conseguito la Laurea in Odontoiatria e Protesi Dentaria presso l’Università degli Studi di Genova, ha ottenuto il Master in Tecnica Avanzata di Ricostruzione Ossea e Master Universitario in Implantologia. Esercita la libera professione a Pietra Ligure e Albenga (SV), Milano, Torino, Roma dedicandosi all’odontoiatria conservativa, estetica, protesi mobile e fissa, paradontologia, gnatologia, implantologia, ortodontia per bambini e adulti (apparecchio invisibile). Ha partecipato a settanta corsi di aggiornamento in Italia e all’estero. www.capelloroberto.it
111