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Caso Noemi-Berlusconi. -La redazione di 'Libero' fu costruita sopra le macerie del manicomio dove furono rinchiusi il figlio e la donna segreta di Mussolini. -(...)E Abramo sacrificò sua figlia, donandola al papi eterno. -Il referendum abrogativo sul divorzio sarà accorpato alle europee.

-Noemi e i Bastard Sons cambieranno nome prima di esibirsi insieme a Mediaset.

-Primo Maggio in Iraq: Kamikaze Iraqeni manifestano per condizioni di lavoro più sicure.

Altre notizie: -Tom Hanks, alla presentazione di 'Angeli e demoni': 'Gesù e Maddalena stavano insieme. Poi Gesù cominciò a frequentare minorenni e promettere candidature a meretrici in paradiso'.

-Biblioteca di una scuola media: I diari di Mussolini denunciano la clandestinità de 'Il Diario di Anna Frank'. -Obama tenta di negoziare con la febbre suina.

-Fiat acquisisce compagnia automobilistica afghana. Il reparto innovazione e ricerca pensa già a delle autobombe ibride. -Se un fatto non passa in tv non è reale. Aspettiamo che 'Schindler's List' arrivi nei cinema Iraniani. -Campione di biliardo dimostra che il proiettile che uccise Sandri rimbalzò su una pietra lanciata da Carlo Giuliani, che uccise Benazir Bhutto. -Le nuove Br fondano un call center per meglio minacciare i gius-lavoristi.


RITA LEVI MONTALCINI La scienziata ha festeggiato i suoi 100 anni, ma Papi Silvio non è potuto passare alla festa. FAMIGLIA BERLUSCONI Si preparano i documenti del divorzio: a Veronica andranno due ville, ma potrà vedere i boss Bontate e Teresi soltanto nei fine settimana. SBARCHI Prima che raggiungessero le coste siciliane, 227 migranti sono stati rispediti al porto di Tripoli. Su un vagone di metropolitana a loro riservato.

MINORENNI Le frasi shock di Veronica Lario svelano il vero piano di Berlusconi: instaurare una menarchia. VIVA WORLD CUP La Padania difenderà il titolo calcistico vinto lo scorso anno, quando l'ostacolo più problematico per la competizione fu far capire al Team Manager Renzo Bossi che la regione ospitante della Lapponia non si trovasse in Sud America. PAPA Il Pontefice esorta gli Abruzzesi ad essere tenaci nonostante il male che li ha gravemente colpiti, il Relativismo. MARCELLETTI E' giallo sulla morte del chirurgo. Verrà eseguita l'autopsia, che seguirà una corsia preferenziale. MISS ARABIA La vincitrice del concorso sta ricevendo molte avances. La più indecente da un uomo d'affari che le chiedeva di mostrare il lobo dell'orecchio.


Dopo nove versioni e 29 milioni di esemplari venduti, un'auto come la Toyota Corolla non ha più praticamente nulla da dimostrare - tranne che in una Missione di Pace. Utilizzata con discreta disinvoltura per addentrarsi negli sterrati di paesi mediorientali, la qualità costruttiva nipponica è sinonimo di garanzia quando si tratta di sfracellarsi con il bagagliaio colmo di esplosivo su autoblindati di eserciti stranieri che portano la

Democrazia. E non solo. Già il 4 marzo del 2005, allo zenit del processo di pacificazione democratica in Iraq, la macchina giapponese aveva dato un'ottima prova di efficienza. Affittata la mattina stessa dal Sismi per recuperare una giornalista tenuta in ostaggio dai mujaheddin, la sera era stata poi crivellata sulla Route Irish da centinaia di colpi sparati da soldati americani in pedissequa osservazione della procedura di ingaggio 4S (Shout, Show, Shove, Shoot) - applicata al contrario. Nonostante l'autista fosse stato ferito e l'agente Nicola Calipari ucciso (dettaglio assolutamente trascurabile, dato che i soldati americani sono giustamente

intoccabili quando commettono crimini su cittadini italiani), l'auto è ugualmente riuscita, grazie anche al sistema di frenata Abs (spazio d'arresto di 100m), a fermarsi a 50 metri dal carro armato statunitense, senza quindi danneggiare ulteriormente la carrozzeria comunque in garanzia per 5 anni o 160.000 km. Cambiando lo scenario ma non la Missione di Pace, l'autovettura della Toyota se la cava egregiamente anche sul brullo e roccioso scenario afghano, tra un cratere di una bomba piovuta dal cielo e l'ultimo attentato terroristico, tra i signori della guerra che smerciano in oppio e le milizie talebane (finanziate in larga parte da frange fondamentaliste dell'Isi, il servizio segreto militare pakistano) che in anni di guerriglia hanno lentamente riconquistato il terreno perduto in seguito alla Liberazione da parte delle Forze della Pace Perdurante. La Corolla si dimostra piacevolmente capace di adattarsi a tutte le situazioni con molta flessibilità: si comporta ottimamente sul misto stretto dimostrandosi agile, scattante e maneggevole, con il motore molto disponibile a riprendere dal basso anche in salita, oppure quando è tallonato da mitragliatrici roventi in checkpoint dell'Asse Del Bene con nervi a fior di pelle e grilletto sguaitamente facile. Guidata sportivamente tende un po' ad allargare le traiettorie, ma mantiene comunque un'aderenza piuttosto elevata - salvo i colpi dei tank, difficilmente evitabili a causa della non brillantissima accelerazione 0100 km/h (20,1 secondi). La prova su strada ad Herat,


pur essendo una zona molto calda e quindi opportunamente presidiata da un contingente italiano, è andata al di là di ogni più rosea aspettativa e si è decisamente rilevata la soluzione ideale qualora ci si debba passare con la propria famiglia per assistere ad un matrimonio - specialmente sotto una pioggia battente e con scarsa visibilità. Una velocità di circa 50-60 km/h dovrebbe garantire la giusta raffica di piombo al lunotto posteriore, la metà della faccia di tua nipote ridotta in poltiglia, un paio di feriti, materia organica, schegge e l'annessa versione ufficiale dell'esercito "Abbiamo Seguito Le Regole E Fatto Fuoco Sul Cofano (E Ce Ne Siamo Andati Senza Prestare Aiuto)". Immancabile il cordoglio del governo che ha aderito entusiasticamente alla Missione Di Pace che ha causato la morte di una ragazzina di 13 anni: si è parlato subito di "tragico incidente" e di inchieste che non guarderanno in faccia a nessuno, specialmente agli esecutori e ai mandanti - nel senso che non li guarderanno proprio. I generali si sono affrettati ad assicurare/rassicurare che nessuno ha organizzato manifestazioni di protesta e che non si percepisce astio nella popolazione autoctona; qualcuno ha riferito che persino i genitori della vittima vogliono ringraziare l'operato di Pace delle forze armate, senza godere tuttavia di particolare credito. L'opposizione extraparlamentare naturalmente non è potuta stare zitta: "La missione militare in Afghanistan è un fallimento totale, una

missione solo di guerra pace guerra che non ha risolto i problemi del Paese". Una critica perfettamente coerente fatta da chi ha votato il rifinanziamento della missione di pace guerra pace gue--insomma, di quello che è. In definitiva, qualcuno potrà pensare che la "media" giapponese non sia bella come un'europea "vera" - e forse potrebbe anche avere ragione. E magari non saranno i contenuti passionali a farla preferire (benché le prestazioni garantite dal 1600 a 16 valvole da 81 kW-110 CV a 6000 giri/min siano tutt'altro che modeste), ma piuttosto la sicurezza di un prodotto di ottima qualità, supportato da un servizio di assistenza a cinque stelle. Che, teniamo a precisarlo, purtroppo non è ancora in grado di riportare in vita esseri umani di 13 anni colpevoli unicamente di essere nati in un teatro di guerra e di trovarsi nel sedile

posteriore sbagliato nella Guerra al Terrorismo sbagliata. Ma, del resto, chi può dire che a 18 anni la stessa ragazza innocente non si imbottirà di tritolo dopo una serata a base etilica con gli amici integralisti e non si farà esplodere in un mercato di Kabul o, Dio ce ne scampi, di Roma? Nessuno, ecco. Prezzo di listino: 15.150,81 euro - crisi inclusa. Optional disponibili: navigatore "full map" (2.400,00 euro); pack "Sol" (1.500,00 euro); tetto apribile elettrico (650,00 euro); vernice metallizzata (340,00 euro); sedili imbrattati di sangue e materia cerebrale (previa consultazione del manuale sulle Regole d'Ingaggio); Democrazia (gratis, a proprie spese).


Osservatorio Europeo sulle cazzate della Lega Rubrica dedicata ai pensieri, opere e missioni dei nostri lungimiranti cavalieri Celti. La cassata leghista della settimana non è passata inosservata sui giornali: carrozze metro solo per milanesi. La proposta proviene dall'ano, posto sotto il naso, del deputato leghista Matteo Salvini che si difende dall'accusa di razzismo: "i posti saranno riservati ai milanesi sì, ma di qualsiasi razza e colore". Purché non siano terroni. Ad appoggiarlo la candidata al consiglio provinciale Raffaella Piccinni che smorza i toni "non c'è bisogno di distinguere tra milanesi e

non, basta riservare vagoni solo per gli extracomunitari". L'apartheid ha funzionato così bene d'altronde, sino a che non sono arrivati quei froci delle nazioni unite. Insomma, carrozze esclusive per neghèr, rumeni, froci, terroni, comunisti e pubblici ministeri sarebbe per la sicurezza. La sicurezza di non averceli tra le palle. Ma se il sindaco Moratti nicchia, il presidente ed amministratore delegato di ATM Milano non sembra aver preso molto bene l'idea di carrozze elitarie per soli milanesi. Si chiama Catania. Elio Cosimo Catania. Ed è di Catania.


Nel rapporto 2009 sulla libertà di stampa, realizzato dalla Freedom House (quella originale), l'Italia è stata declassata da Paese "libero" a "parzialmente libero" (con grande stupore degli spettatori di Porta a Porta), unico caso nell'Europa occidentale insieme alla Turchia (adesso mi spiego la lunga telefonata di Berlusconi con Erdogan). Come si reagisce ad una notizia del genere? a) Ululando di gioia se sei un piazzista milanese che, con magheggi leciti e non, è riuscito ad ottenere il controllo dei media e anche dei consumatori bipedi che ne sono assuefatti. b) Battendo ripetutamente la testa contro i muri del proprio appartamento. Personalmente, dopo aver ridato il bianco alle pareti della mia cameretta e messo alcuni cerotti in fronte, mi sono chiesto: ma sarà poi attendibile questo rapporto scritto da un'organizzazione autonoma con sede negli Stati Uniti, fondata nel 1941 tra gli altri da Eleaonor Roosevelt, finanziata prevalentemente con fondi governativi ma apartitica e che si pone come obiettivo la promozione della libertà nel mondo? Potrebbe benissimo essere uno dei soliti complotti, orditi da Franceschini mentre dorme, per minare il sempre crescente gradimento del nostro amatissimo Premier Berlusconi.

Assalito da mille dubbi, (ficcanti e pungenti come le domande poste dai più autorevoli giornalisti italici al premier Berlusconi, durante i suoi monologhi da Vespa), non ho potuto fare a meno di chiedermi come sia possibile che l'Italia venga considerata un paese parzialmente libero. Forse perché la libertà di stampa è stata limitata da nuove leggi, perseguitata nei tribunali, annichilita dal servilismo clientelare di certi giornalisti e addetti ai lavori, o forse perché una sola persona controlla direttamente ed indirettamente quasi tutti i più importanti mezzi di informazione. (- Ehi, ma quest'ultima cosa è una stronzata! - mi dice un uccellino con la faccia di Gasparri).(Come se la Gasparri fosse una legge per la riforma del sistema radiotelevisivo). Incuriosito e confuso, anche a seguito delle strampalate argomentazioni retoriche dell'ottimo scalatore di specchi Ghedini, ho cominciato a vagare per il world wide web in cerca di risposte. Navigavo intensamente, districandomi tra i siti dei vari quotidiani e i video di YouPorn, quando ad un certo punto ho visto una luce in fondo al tunnel. Era Mario Cervi che, dalle colonne de Il Giornale, illuminava la tenebre dei miei dubbi appiccando il fuoco ad una pila di stronzate. [Premessa: Cervi è nato nel 1921. Non mi piace prendermela con gli anziani (senza poterli punzecchiare almeno con un bastone), ma il fatto che Gesù comincia a suonargli al citofono non mi impedisce di dissentire con il suo pensiero.]


«Sentirmi umiliato?» - dice Mario Cervi «Francamente non ci riesco.» «Men che meno in questo momento, mentre rimbomba su ogni foglio e in ogni telegiornale il tuono del divorzio di Veronica da Silvio, mentre poco ci manca che programmi della televisione pubblica addebitino al potere il terremoto d’Abruzzo, mentre i vignettisti faziosi assaporano un trionfale ritorno, mentre un commando editorial-pamphlettistico costruisce le sue fortune diffusionali ed economiche sull’attacco incessante a Berlusconi.» Magari con un piccolo sforzo Mario si sarebbe accorto che: ad interessare i giornali non è il divorzio ma l'accusa di "andare con le minorenni" (che, se fosse vero, dovrebbe a breve diventare un illecito amministrativo); il terremoto non è colpa del potere ma le case fatte con la sabbia di mare e gli ospedali inagibili non spuntano per caso. Inoltre i soldi stanziati da mr. datemi-un-caschetto-giallo-erisolvo-tutto-io sono ancora tutti da vedere; Daniele Luttazzi, epurato nel 2001, assapora la libertà di parola comodamente seduto sul divano di casa sua; e infine, non vedo in giro alcun «commando editorial-pamphlettistico». Ma evidentemente io e Cervi non lecchiamo gli stessi rospi. «La sinistra sostiene che l’informazione italiana è condizionata perché un unico soggetto domina le televisioni, e in più alcuni organi di stampa. Il che potrebbe essere sostenuto ragionevolmente se da quei pulpiti mediatici fioccassero incensamenti al Cavaliere. Invece fioccano molte contestazioni e malignità.»

settimane della condanna per corruzione inflitta all'avvocato Mills (la posizione di Berlusconi, presunto corruttore, era stata stralciata per il lodo Alfano), spiegandoci dettagliatamente tutta la vicenda. Riotta gli ha dedicato 5 secondi in due edizioni, al Tg5 l'hanno detto mentre c'era il meteo e Fede l'ha dimenticato perché era troppo occupato a fare lo stalker con Eluana Englaro. Anche Cervi sono sicuro che ne avrà parlato tra il riposino delle 17 e la canasta al circolo anziani delle libertà. «Un’informazione non libera per la sinistra e non libera per la destra è a mio avviso, e sarò forse banale in questa considerazione terraterra, un’informazione libera.»

I telegiornali, infatti, ci hanno parlato per Questo è il mio pezzo preferito. Chissà cosa penserebbe, leggendo questa frase, Aristotele. Forse Aristotele penserebbe che per fortuna è morto. Per fortuna di Cervi, ovviamente. «Con Montanelli ho avuto negli anni Settanta la convinzione che nei quotidiani vi fosse un pericolo di conformismo ipocrita nel nome di usurpati valori antifascisti [...] La colpa della pericolosa deriva - per combattere la quale nacque Il Giornale - non era delle strutture, era di giornalisti e cittadini troppo silenziosi, insomma la leggendaria maggioranza. Oggi quel rischio è passato. La società e con essa l’informazione hanno validi anticorpi per correggere gli unanimismi, e lo si è visto quando sono state sollevate delicate questioni etiche. »


Il pericolo di conformismo ha sicuramente sempre preoccupato Montanelli, di Cervi non ne sono sicuro. Non capisco, infatti, come mai Cervi abbia lasciato Il Giornale nel 1994 insieme a Montanelli per non sottomettersi all'unanimismo Berlusconiano, salvo poi tornare sui suoi passi nel 1997 per poggiare le sue ossute chiappe anticonformiste sulla poltrona di direttore. Si vede che in soli tre anni Cervi ha sviluppato degli anticorpi grossi come la sua coerenza. Ad ogni modo, non resta che goderci il nostro bel settantatreesimo posto, dopo Benin e Israele, e non pensarci piÚ di tanto. Certo però che stare dietro persino ad Israele è dura, dato che ultimamente non ha fatto una bella figura nella gestione delle notizie sull'ultima (solo in ordine di tempo) guerra a Gaza. Per non parlare poi di quei due quotidiani ultraconservatori che, dopo l'elezione del nuovo governo, hanno taroccato le foto dei nuovi

ministri, pubblicata in prima pagina, sostituendo con photoshop gli unici due ministri donne con due figure maschili. E noi che ci lamentavamo di Carlo Rossella! Che dire, speriamo nel prossimo anno. E speriamo che alla Freedom House smettano di guardare solo Porta a Porta.


e vesti color nero che sappiamo snelliscono: un rapporto disturbato, non sereno col proprio corpo". "Ma vaffanculo Crepet" pensò chiunque.

Tornai a casa e la Morte era là ad attendermi. “Come mai ci hai messo tanto?” “Traffico umano. Sui marciapiedi si andava talmente lento che persino le vecchiette si spazientivano.” “Perché davanti c'erano altre vecchiette?” “No, un disabile.” La Morte era triste. Ché non era piu' la stessa dall'infausta sera in cui vide una puntata di Porta a Porta a lei dedicata . Vespa come suo solito aveva incalzato gli ospiti: "Secondo voi da cosa deriva l'aspetto che ha la Morte nell'immaginario collettivo?" e Crepet sputacchiante: "Solo una cosa può esplicare una figura ossuta

La Morte mi chiese se volevo giocare a scacchi. Ed io risposi che quel gioco aveva perso per sempre il suo fascino da quando dei terroristi avevano mangiato torri con aerei. La tivu' lampeggiante annunciò: <<Londra. Il figlio di Max Mosley è stato rinvenuto travestito da cadavere.>> "E' morto anche Baget Bozzo" disse la Morte. "Ore difficili per i vermi" sentenziai io. "Chissà quanti si staranno convertendo al veganesimo" soggiunse lei. Baget Bozzo ci sarebbe mancato. E dire che avrebbe ancora potuto rallegrarci con intuizioni come: -'Come soleva dire l'ammalato di scolo, gutta cavat lapidem'; -'Mills confessò anche che quand'era piccolo aveva ricevuto una somma di denaro dalla fatina dei denti ma poi ritrattò';


-'Ehi, c'è un capello nel mio piatto di cisti!'; -'Il pube è detto anche "pacco" ma non c'è l'imballaggio'; -'Le assistenti del mio dentista son così brutte che mi fa sputare il colluttorio addosso a loro'; -'Il cunnilingus in quei giorni è terribile, alzi la faccia e sembri Moira Orfei. Anche se con un trucco più leggero'; -'Se quando vi sedete sul water sentite l'impulso di dover cagare e urinare, prima defecate e poi fate pipì ché un tonfo di stronzo che schizza, non è mai bello'; -'Proprio non capisco chi cerca il pelo nell'uovo quando più semplicemente puoi andare a puttane'; -'Bettino Craxi come Moro: entrambi uccisi da diverse forme di terrorismo'. Ah no, quest'ultima fece in tempo a dirla. "Che t'ha detto Wojtyla quando l'hai incontrato?" "Era curioso di sapere se abusavo dei corpi che falciavo" "E?" "E gli ho detto che non ne avevo abusato più di quanto la Chiesa avesse fatto con le loro anime se credenti o con le loro vite se laici". "Sei superstizioso?" "Beh, lo ero dato che sono arrivato sino alla cresima". "Tu di Gaza che mi dici?" "Che mi son dovuta occupare di troppi bambini le cui madri non erano le uniche a pezzi". "Iran?" "Che comincia a venirmi a noia prelevare tizi impiccati, trapassati con una vistosa erezione, che finiscono sempre col cercare di sollevarmi la veste.”

“Credi nella reincarnazione?" "Si, e mi chiedo cos'abbia fatto di male il tizio che è rinato Bondi". "Sei impaziente di occuparti di Silvio, quell'uomo talmente pieno di sé che quando prega dio, gli fischiano le orecchie?" "Non tanto se penso che tenterà di raccontarmi una barzelletta come quella della Chiesa openmind e il Monsignore, che incontrata una signora, le dice: _Signora mi baci l'anello _Monsignore, lei non ne porta al dito _Signora, questa è una Chiesa giovane che non disdice i piercing genitali." “Argh, triste Silvio. E anche per questa sarà data colpa al viagra: troppo sangue alla testa. Ma e se davvero ti dicesse una cosa così? Che replicheresti?” "Beh, direi <<Allaciati il sondino amico, ché sarà un viaggio piuttosto lungo>>".


SCARICABILE 15  

Il pdf satirico di cattivo gusto

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