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La vita in una società moderna e avanzata si basa su rituali e ricorrenze che non servono assolutamente a nulla e a nessuno. Ogni anno, infatti, i nostri magistrati si ritrovano in grandi sale sfarzose, si appesantiscono le spalle con ingombranti toghe, si bardano di ermellino ((Ciao, PETA!)) e tratteggiano il solito riquadro drammatico della Giustizia italiana, che è un po' come dire che in Egitto ci sono le piramidi e che George Bush padre è un rettiliano - sono fatti talmente notori che è tautologico parlarne. I problemi, gira e rigira, sono sempre gli stessi: pochi fondi, scontri sanguinosi con la politica, leggi ad personam, procedure gargantuesche ed ipertrofiche, mancanza di carta igienica e scollamento sempre più evidente con il popolo post Mani Pulite. Per molti il bicchiere non è mezzo pieno: è mezzo vuoto. Certo, c'è ancora dell'acqua (diciamo il 10%) ma io non la berrei comunque. Questa situazione, tuttavia, non è del tutto catastrofica: è apocalittica. Ma non per tutti. Invece di interpellare i soliti politici con vertenze legali in corso o quelli bramosi di dialogo (ovvero: sesso anale), mi sono rivolto alla gente comune, vox populi vox dei ((Basta che non siano lefebvriani o legionari di Cristo.)). E il ritratto della giustizia che ne è emerso è completamente diverso da quello propugnato dai media di regime.

“Non credo che la giustizia italiana sia messa male, tutt'altro. Come numero di reati l'Italia è al primo posto in Europa. Cosa c'è da lamentarsi? Siete addirittura a pari merito con la Bosnia. E per omicidi e reati di massima gravità, mica per numero di donne stuprate! E' una cosa di cui andare fieri. La Bosnia è solamente uscita da una guerra civile spaventosa. Dove si sono commessi tutti gli abusi e i crimini immaginabili. Dove sono state rase al suolo città. Rase al suolo vite. Polverizzate le speranze. Dove la corruzione è dilagante. Dove il governo del paese è in mano all'Onu dal 1995, anno in cui venne firmata una pace che sancì il trionfo definitivo di Milosevic e della sua cricca guerrafondaia. Ripeto: cosa c'è da lamentarsi?

Io sono sotto processo da quando sono arrivato qui in Italia, nel 1997, e sto ancora aspettando la sentenza di primo grado. Per cosa sono imputato? Oh, ma nulla di che. Ho solamente ucciso, ma non direttamente (e questo il giudice non lo sa!!), un'intera famiglia usando pallottole all'uranio impoverito come supposte. E' stato divertente!!!! E, alla fine, non ho mai rischiato nulla. Proprio come nei primi anni Novanta a Sarajevo!!”

"Ho avuto i primi sospetti sul malfuzionamento della giustizia poco tempo dopo che ero arrivato qui, nel 1982. Dovevo fare una banale causa civile, questione di uno o massimo due anni. La prima udienza mi venne fissata nel 1992, la seconda nel 2001. Ora sto


aspettando la terza, nel 2016, ma francamente mi sono un po' stufato di questa lentezza. Sono passati troppi anni e credo che tra poche settimane ritornerò dalle mie parti, in Africa. Il vostro paese è al 156 posto (su 181 paesi, l'ultimo è l'oasi di pace chiamata Afghanistan) per la velocità dei processi nella classifica stilata dalla Banca Mondiale, "Doing Business 2009". A questo punto mi conviene andare in Angola, in Egitto o in Gabon, almeno la giustizia è più veloce e garantisce più diritti. E stiamo parlando di stati marcatamente cesaro-papisti, altro che democrazia! Avete 4.200 cause pendenti contro le 2.500 della Germania e le 1.289 della Gran Bretagna. La sapete qual è l'unica cosa che può salvarvi? L'avvento di una bella dittatura o una succosa guerra civile. Per la prima sono fiducioso, siete sull'ottima strada, per la seconda ci si può lavorare sopra. Buona fortuna!"

"Cosa vuole che le dica? Non lo vede anche lei qual è il problema della giustizia in questo cristo di paese? COME? I latitanti? Ma scherziamo? I 38 mesi di media per chiudere una causa? Ma no, no, NO! Il vero problema sono le intercettazioni, altrochè. Le pare possibile che io abbia sotto controllo tutte le 31 sim intestate alle mie società in Slovenia, a Montecarlo, a San Marino, in Iraq, alle Isole Jersey e alle Bahamas? La privacy delle persone cos'è, una barzelletta? EH? Ma cos'è diventata la riservatezza delle comunicazioni, una giungla, cazzo? Ma andiamo. Guardi, dopo anni di esperienza sono anche convinto che vadano evitati come la peste i processi mediatici - tranne che per i più efferati crimini di sangue, squartamenti e orrori vari ad ore pasti - e che le toghe

dovrebbero smettere di simulare fuori dall'aula un giudizio in corso, e che dovrebbero pure darci un taglio con il narcisismo autoreferenziale e con certe sentenze corsare, primi su tutti i giudici dei pool antimafia, quelli più desiderosi di successo - e io non ho niente contro di loro, sia ben chiaro, è che è proprio un dato oggettivo, indiscutibile! Tornando al problema, mi scusi se ho puntualizzato ma sono cose che non possono essere taciute, farlo sarebbe un crimine sostenuto dal vincolo dell'omertà corporativa eccetera, il "problema intercettazioni" ha ormai raggiunto livelli spaventosi. E sa qual'è il problema principale di questi strumenti "investigativi"? No? No. Glielo dice il presidente della Cassazione allora: "Il principale problema risiede nell' abnorme e poco giustificata reiterazione nel tempo. Dovrebbero essere vietate le proroghe se nel periodo stabilito non si sono raggiunti risultati apprezzabili". Cioè, se va bene finisce qua, se va male finisce qua comunque e tu i delinquenti la gente devi rispettarla, specialmente nel suo intimo, che cazzo! 60 giorni al massimo, non di più, magari avvertire prima l'indagato così non parla al telefono, vivaddio, gli affari come si fanno sennò? E non è finita qua, c'è dell'altro, è un pozzo nero senza fondo questo sfacelo! Sempre secondo Carbone: "Andrebbe decisamente contrastata la prassi di trascrivere nei provvedimenti pagine e pagine di inutili intercettazioni", di modo che l'opinione pubblica non possa giudicare moralmente chi li governa e altre cose del genere. Si dovrebbe invece "richiamare per relationem, lasciandole riservate, le parti necessarie,


motivandone la rilevanza nel processo in corso". Ecco, diciamolo fino in fondo a questo punto: si dovrebbero vietare in toto le intercettazioni, e non lo dico per conflitto d'interessi. Mi pare una cosa semplice da fare, no?

[Il signor Semeraro ha iniziato una causa nel 1962, anno della crisi dei missili cubani, che è finita giusto qualche mese fa, nel 2009, permettendogli di recuperare dal fallimento una somma pari a 188.314 euro.] " ... " Signor Semeraro? " ... " [Oops! Dimenticavo: il signor Semeraro purtroppo è morto, non cel'ha fatta a resistere ad appena 57 anni di processo. Ma gli eredi non temano, possono sempre chiedere, grazie alla legge Pinto, il risarcimento allo Stato per la lunghezza del processo, e poi chiedere un altro risarcimento per la lunghezza del processo sulla lunghezza del processo precedente. Le vie della giustizia sono sempre infinite.]

"Sono in Italia dagli anni 70 (sotto l'egida del Vaticano), e ho sempre creduto che il problema fondamentale della giustizia risiedesse nella Costituzione. Si dovrebbero individuare in modo chiaro e formale, eventualmente sulla base di criteri indicati dal legislatore, i processi che devono avere la precedenza rispetto a quelli meno urgenti. Il Parlamento, insomma, deve indicare alla magistratura i reati da perseguire - non è possibile che ancora oggi esista la separazione dei poteri, retaggio montesquieano e ormai antiquato, sintomo di un'insopportabile maturità giuridica e democratica. Siamo nel 1930, insomma, non nel 2009! Il governo deve mettere in pratica ciò che pensa e vuole la gente. E la gente vuole solo alcuni, basilari accorgimenti: giustizia politicizzata, tribunali speciali, processi sommari, tortura come prova legale e un nazionalsocialismo sano, vero e serio.”

Il muro contro cui si schiantò Eluana nomina Ferrara suo tutore. Stanotte è crollata la clinica ‘La Quiete’. 80 morti. Unica sopravissuta: Eluana. Il sindacato inglese appalta protesta anti-italiana a manifestanti italiani. In Iraq il governo dispone incentivi e rottamazioni per autobombe. ‘Intercettazioni solo in casi eccezionali ’, dichiara il garante della Privacy F.P. Vite potenziali. Il figlio mai nato di Ferrara quando si masturba si pente? Sharon sta conducendo una campagna elettorale all’ insegna del fair play non nominando mai i suoi avversari. Il 9 Febbraio nessun palestinese resterà vittima di raid israeliani. Come è noto sono vietati gli spot elettorali il giorno prima delle elezioni. Aribert Heim, medico nazista, conosciuto come ‘dottor Morte’, uccise più di 300 ebrei con iniezioni letali dirette al cuore o con eviscerazioni senza anestesia. Fuggì in Egitto, dove morì nel 1992. Non fu mai denunciato in quanto clandestino. Dita ippocratiche: malattia che colpisce i medici razzisti che incrociano le dita durante il giuramento di Ippocrate. Il corpo di Eluana sarà lottizzato: Il 60% andrà al PDL, il 40% al PD. L’ appendice e le tonsille andranno ai radicali.


Qual è la differenza tra Eluana Englaro e il mio comodino? Nessuna. Entrambi sono oggetti inanimati fin dal 1992. (Almeno secondo quanto riporta la data di fabbricazione. Sto parlando del cassetto.) Sembra che finalmente si siano decisi a interrompere l’alimentazione artificiale che tiene in vita la ragazza, o, per dirla con le parole di Giuliano Ferrara, sembra che finalmente si siano decisi ad ammazzarla in maniera atroce e dolorosa. Fattostà che i fedeli cattolici oppositori dell’eutanasia (sì, sto parlando proprio degli stessi che sostengono l’AIDS condannando il preservativo. Buffo, vero?) hanno capito che è tempo di darsi una mossa e rompere le palle sul serio invece di limitarsi a creare inutili gruppi su Facebook inneggianti al valore sacro della vita e a declamare lunghi sproloqui con accento tedesco dal balcone di Piazza San Pietro. (Ho dovuto cercare su Wikipedia il nome della piazza. Questo fa di me un cattivo cristiano? Lo spero.) Sui giornali e alla tv è tutto un continuo vivaio di polemiche da paura: “Inconcepibile ammazzare Eluana!”, “Il padre ha pianificato l’omicidio della figlia”, “Cristina Dal Basso in realtà è un uomo!” Ma in fin dei conti, per coloro che credono in uno stato laico (stato laico, alias L’Isola che non c’è), la morte di Eluana sarà vista come una triste vicenda che in qualche tragico modo servirà -forse- a smuovere la nostra povera Italia rintronata e rincoglionita dalla Chiesa e a prendere finalmente una posizione ferma, decisa, ponderata, o perlomeno una posizione che

non si basi sulla filosofia del “porgi l’altra guancia e santifica le feste”. U n ’ a l tr a b e l l a c o s a c h e gioverebbe all’Italia sarebbe poter usare le intercettazioni telefoniche per incriminare e successivamente prendere a calci in culo alcuni politici. Ops, il problema è che c’è una brutta legge cattiva -in attesa di essere firmata- che potrebbe mandare all’aria la possibilità di fare finalmente un po’ di giustizia e consentire a chicchessia di chiamare soubrette per parlare della qualità dei pompini ricevuti. (Non sto facendo nomi, non denunciatemi, non sto facendo

nomi, abbiate pietà, sono povero.) Sembra però che Di Pietro si stia opponendo senza mezzi termini a quest’ennesima orripilante proposta di legge, incitando Napolitano a non firmarla. Ehi, lo stesso Di Pietro indagato per il vilipendio fantasma nei confronti di Napolitano e del quale tutti i mezzi d’informazione non fanno che parlare? Sì, proprio lui. Com’è piccolo il mondo. Sono sicuro che Napolitano sarà ben disposto ad ascoltare con pazienza tutte le motivazioni di Tonino. Qual è la differenza tra Napolitano e il mio comodino?


Nessuna. Entrambi sono vecchi ed è ora di cambiarli. Nel frattempo, Berlusconi promette leggi più severe per combattere gli stupri, 80 miliardi di euro in tre anni per aiutare l’economia, e una Ferrari in ogni garage d’Italia. Incredibile, nemmeno il Gatto e la Volpe messi insieme sparavano delle bombe simili. Qual è la differenza tra Berlusconi e il mio comodino? Nessuna. Entrambi non possono essere sottoposti ad alcun tipo di processo. Beh, e cosa dire della recente ondata di stupri che sembra si stia abbattendo sul paese?

A quanto pare ogni volta che si esce di casa c’è il rischio di venire stuprati. E non solo se si abita a Scampia. Il bello è che i molestatori sono praticamente tutti extracomunitari. “Vengono in Italia a non fare un cazzo tutto il giorno, a strafarsi di droga, e ad abusare delle nostre donne!” Beh, chiamali scemi. Comunque, giusto per dimostrare che noi italiani non siamo da meno nel campo delle Teste di Cazzo Patentate, ecco che pochi giorni fa tre individui dalla dubbia intelligenza hanno picchiato, cosparso di benzina e infine incendiato un barbone

di 35 anni che dormiva nell’atrio di una stazione. Dov’è successo il fatto? A Nettuno. No, non sto parlando del pianeta. Anch’io volevo sperare che fosse successo lì, ma… a quanto pare quei tre coglioni sono proprio dei nostri concittadini. L’unica nota positiva in questa mare di merda fragrante è che Mara Carfagna si è finalmente dimessa dalla carica di ministro. Sembra che ora voglia buttarsi sulla religione. Preparatevi a vederla come braccio destro del Papa fra un po’ di tempo.


Giampaolo e Antonio Angelucci, come saprete (o come non vi stupirete di sapere), sono finiti fra le calde e accoglienti braccia della legge. La loro famiglia (in questo caso si può dire famiglia o è diffamazione?) è editrice di Libero e Il Riformista, due astri che risaltano nell’arido cielo del giornalismo Italiano come due calci nelle palle in una soleggiata mattina di Aprile. - Mattina di Aprile? Dovrebbe renderlo peggiore? - Sono allergico al polline Anche se la vicenda giudiziaria riguarda principalmente la sanità, si ipotizza qualche aiutino da parte dei giornali di famiglia (leggasi Libero, Riformista e Libero) per scopi poco nobili. Vittorio Feltri non apprezza che si dicano tutte queste cattiverie e decide di affrontare la questione approcciando tiepidamente l’argomento con questo titanico titolo in prima pagina: AT TA C C O ALL’INFORMAZIONE OBIETTIVO, ZITTIRE LIBERO Questo titolo fa intuire che siamo di fronte ad un articolo d’assalto, che analizzerà le intenzioni dei magistrati per dimostrare l’ipotesi così chiaramente esposta: Motivazioni. Ipotesi. Documenti. Indagini. Nulla di tutto questo, siete nel meraviglioso mondo di Libero: il

direttore svela subito il suo teatrino, cominciando l’articolo con un’ affermazione che lascerebbe di stucco Feltri stesso, se almeno rileggesse quanto scrive: Non m’intendo di sanità e fatico già abbastanza a conservare la mia salute. Né m’intendo di prescrizioni e medicinali: con mia figlia laureanda in Farmacia non parlo mai di pastiglie e supposte; le nostre conversazioni vertono su altri temi, giuro più interessanti. Quindi non sono in grado di dare giudizi neppure approssimativi sulle accuse rivolte a Giampaolo Angelucci (e a suo padre Antonio). G i u d i z i n e p p u r e approssimativi. Nulla vidi. Nulla seppi. Del resto, quando si è direttori di un giornale il cui editore viene arrestato è piuttosto normale fare un pezzo in prima pagina in cui si dice che non si ha la minima idea dei motivi dell’arresto. Perché mai affidare il pezzo a qualcuno competente in materia?

No, dico davvero, solo Vittorio Feltri avrebbe potuto farlo. E’ da ammirare. - Ehi Vittorio, c’è uno scandalo sanità in Lazio! - Quindi, ci facciamo un articolo, Nicholas? - Non so se è il caso, hanno preso Angelucci. - Ok, allora sono cazzi. Ci penso io. - Ma come… - Semplice, non parlo dell’inchiesta! - Come ho fatto a non pensarci. Ah, un motivo c’è se sei il direttore… Male, Victory non sopporta di essere definito Berlusconiano! Proprio lui, così anarco-liberale imbrigliato fra le maglie del potere? Ma scherziamo? La spiegazione è questa: “qualche sprovveduto ci ha bollati di berlusconismo solo perché non ci legge o non comprende cosa legge”. Io mi chiedo chi mai potrebbe essere così dannatamente limitato da pensare che Libero è un giornale filo berlusconiano. Parliamo di una pubblicazione chiaramente intellettuale ed obiettiva, che il giorno dopo la caduta del governo Prodi ha prodotto questa prima pagina neutra, sobria e non schierata: Nell’immagine la pacatezza della prima pagina di libero alla caduta del governo Prodi.


E infatti, ad ulteriore dimostrazione della pantagruelica onestà intellettuale del quotidiano, il nostro ricorda che in vita sua non ha subito pressioni di alcun genere: “Nemmeno al Giornale dove uno dei proprietari era Silvio Berlusconi e l’azionista di maggioranza il fratello minore, Paolo, talmente distante dalla redazione e dal mio ufficio da non avermi mai ricordato il suo ruolo” Capito? Se al Giornale di Berlusconi si voleva, ad esempio, fare un articolo su Che Guevara dicendo che sì, la rivoluzione era stata giusta e sì, era meglio Fidel dell’America, si poteva farlo tranquillamente. Senza nessuna conseguenza. Tipo scarpette di cemento un bel respiro e un tuffo dal ponte. Tanto per chiarire che in quella redazione i professionisti hanno la schiena dritta, Feltri ricorda le caratteristiche di base di Libero dicendo che l’ha fondato nel 2000 - nove anni or sono - proprio per sperimentare una formula di giornalismo nuova, disinibita, direi sfrontata, inattaccabile dai palazzi del potere politico e finanziario.

Ovviamente condivido in pieno l’opinione per cui un giornale che negli anni ha portato in dono gadget come tazzine, paradenti, cartoline, calendari e fisarmoniche del Duce ha portato una nuova formula di giornalismo (trovate quali dei cinque gadget sono stati realmente allegati a Libero e riceverete una Real Doll Dux a casa vostra). Vittorio (le cui iniziali sono le stesse di Virtua Fighter, e qualche buon Nerd potrebbe collegarlo alla sua combattività) sostiene che quelli del suo giornale stanno antipatici ai collaboratori di Berlusconi perché poco inclini a intingere la penna nella saliva. Considerando che metà PDL scrive per Libero e l’altra metà per Il Giornale, ritengo che Vittorio intendesse che ora si usano i pc e non le penne. L’ a r t i c o l o p r o s e g u e c o n “l’angolo delle minacce” in cui il buon Vittorio scrive: se qualcuno avesse in atto una manovra oscura allo scopo di liquidarci dal mercato sappia che venderemo cara la pelle e sappia che le ferite ci rendono ancor più determinati nella difesa delle nostre libertà. Non

s i a m o m a m m o l e addomesticabili. Dopo queste generiche dichiarazioni di reazione a generici attacchi di generici attaccanti per generiche motivazioni Virtua Feltri risale sulla batmobile e va a combattere i cattivi. Dopo le minacce, forse impaurito da sé stesso, Feltri parte in un non richiesto excursus sulla sua carriera, nominando i molti arresti che lo hanno circondato in ogni redazione in cui si è spostato (tanto per sminuire l’arresto dell’editore, penseranno i maligni). Già questa parte dell’articolo è indimenticabile, ma le poche righe che la compongono contengono una frase che annulla tutto il resto, svelando in otto parole molto dell’animo di questo uomo: “Scoppiò lo scandalo P2, poi rivelatosi una bufala.”.


Alla faccia del cazzo. Colonne di forestali che marciano verso il parlamento a seguito di Borghese? Immancabile connessione a stragi di ogni genere? Banchieri morti per impiccagione acrobatica? Bufala, come la mozzarella. La biografia non autorizzata di VF continua toccando punti assolutamente commoventi, il nostro uomo si lascia andare alle confessioni e scrive “meditai anch’io il suicidio”. Qui mi si ferma il cuore. Con i se non si è costruita Roma. Prefe, smettila di fantasticare. Ed ecco che, nello spazio di una virgola, Vittorio torna in sella come solo un campione della sua razza può fare, ecco come ci descrive questo episodio cruciale della sua crescita esistenziale: “non portai a termine il progetto: la prospettiva di tirare le cuoia non mi piaceva tanto”. … Se tutti gli aspiranti suicidi fossero così la Svezia avrebbe trecento milioni di abitanti. L’articolo volge tristemente al termine, con l’augurio agli Angelucci di uscire ancora a testa alta e con le ossa integre da questo tritacarne. Non vi stupite. Tritacarne è la parola in tipico slang del giornalista non schierato per definire un processo.


MrG

Lo United States Centers for Disease Control and Prevention dichiara che il fumo è la prima causa di rischio per la salute tra i paesi sviluppati e che il tabagismo è una delle più importanti cause di morte prematura nel mondo. Fumare può causare malattie al sistema cardiovascolare favorendo l'arteriosclerosi o cancro al polmone, laringe, lingua, problemi con il feto eccetera eccetera. Queste cose ormai sono risapute e chiunque abbia conseguito con profitto la seconda elementare riesce a leggere senza problemi le avvertenze scritte sui pacchetti di sigarette.

Ad ogni modo, il Ministero del Welfare ha deciso di dilapidare un po' il proprio budget producendo uno spot antifumo da trasmettere in televisione. Tra una pubblicità della birra e quella della vodka al melone. Nel video del Governo, Renato Pozzetto, con la sua proverbiale comicità, elenca la solita serie di gravi malattie che colpiscono i fumatori. Gli appassionati della nicotina ringrazieranno di cuore. Non solo non smetteranno di fumare, ma si accenderanno una sigaretta e con l'altra mano inizieranno a toccarsi i maroni. Si, perché questo spot è orrendo. Test clinici hanno dimostrato che la comicità di

Pozzetto è una delle prime cause di tabagismo al mondo. Cochi, infatti, consumava due accendini al giorno quando lavorava con Pozzetto. Questo spot è pessimo. Se il Governo avesse chiesto a me un idea per la campagna anti fumo io avrei proposto questo: Un carcinoma polmonare che sodomizza Renato Pozzetto rimasto incastrato con il culo all'aria dentro l'abitacolo di una formula uno. Come messaggio sarebbe stato decisamente più convincente. E maledettamente divertente.


Benvenuti alla ennesima puntata di TrashaBile. Questa versione sarà breve un po' perché sono un incapace che non sa far ridere e un po' perché nelle ultime due settimane non è successo molto di interessante, le solite puttanate: una epidemia qui, una guerra lì, un inciucio qua (ovviamente in Italia) e qualche scandalo giudiziario. Una noia, insomma. Zimbabwe: paese ridotto ai minimi termini a causa di una epidemia di colera, a seguito della quale metà del paese viene ora sfamato dall'ONU. Berlusconi ha chiesto a Mugabe di mandare un po' di malati in Italia, si sa mai che l'ONU sfami anche noi italiani. Raffaele Fitto però gli ha detto che gli è avanzato del colera a Bari, e che tanto Vendola non sa che farsene. Fitto, il quale è ora indagato per turbativa d'asta e conflitto d'interessi nei tempi del suo governatorato in Puglia. Si sa che per stare nel Partito della Libertà ci vuole un certo curriculum giudiziario. In Sri Lanka, l'esercito regolare ha assalito la Striscia Tamil, situata nel nord-est del paese, uccidendo un numero spropositato di civili, anche perché hanno bombardato scuole ed edifici pubblici fottendosene del fatto che vi si fossero rifugiati. Vi ricorda qualcosa? Forse solo a voi, di certo non ai conduttori dei tiggì, incuranti del fato di circa 250'000 persone di cui non si hanno notizie ufficiali. Io personalmente ricordo che questa guerra civile va avanti dal 1983, e che i Tamil, la più grande minoranza del Sri Lanka, vincono l'ambito premio di “popolo oppresso al mondo di cui frega ancora meno che dei palestinesi”.

Ma noi siamo qui per ridere, non per intristirci con le guerre! E come possiamo ridere se non rivolgendoci alla coppia di buffoni Sarkozy & Obama? Poche settimane fa Sarkozy ha tronfiamente (“alla francese”, direi, con ampio spreco di pernacchiette, schiaffetti sulla testa e “ulala!”) annunciato: “Non vedo l'ora di cambiare il mondo con Obama!” suscitando ilarità generale. Poi è passato al numero successivo: dipingere un quadro col culo tinto di vernice rossa. Ora, dopo essersi sposato Carla Bruni, continua con le operazioni da pin-up appassita che fa di tutto per attirare l'attenzione: prova ad arruolare Thuram (sì, il calciatore della Juve) nel governo e ottiene come risposta “la politica è fatta per persone preparate e io non ho

ancora il diploma dell'Università dei Pagliacci”; infine decide di assegnare la Legion d'Onore alla autrice di Harry Potter, un po' come se in Italia facessero senatore a vita Susanna Tamaro, cosa che nemmeno Berlusconi ha avuto (ancora) l'indecenza di fare. I soliti criticoni avevano detto di Obama: “è inesperto, farà dei casini”. Detto fatto!!! E' riuscito nell'impresa di scegliere ben TRE ministri finiti in scandali giudiziari. Dopo Richardson (Economia), che si è dovuto dimettere prima ancora di insediarsi, adesso lo seguono Daschle (Sanità) e Killefer (Budget), simpaticoni inquisiti per non aver pagato le tasse. Ok, Obama ha già ampiamente provato la sua incompetenza e la sua potenza sessuale


(tanto per non venire meno agli stereotipi del politico macho moderno, vedi Berlusconi, Clinton e Sarkozy), però perché in USA i politici inquisiti si dimettono? Non sarebbe più divertente cambiare il sistema giudiziario a colpi di inciucio? E poi, dai, Obama, che cazzo mi rappresenta un politico inquisito per non aver pagato le tasse... Scegli qualcuno di meglio, che so, un mafioso, un serial killer... Oppure un criminale di guerra... Vedrai che tra i generali americani che sono stati in Iraq ne trovi di sicuro.

E per chiudere, l'Islanda: paese che sappiamo essere ormai in bancarotta da un pezzo. Per rendere più appetibile l'acquisto dell'isola da parte di qualche stato un po' meno disastrato hanno fatto premier una lesbica. Però è una lesbica sessantaseienne, cazzo! Stupidi islandesi... Adesso ho capito perché sono finiti in bancarotta!


Copertina Tonus Dalle menti malate di

con:

Stefanodilettomanoppello (STE) MrG Prefe MelissaP2

Faina Tabagista 1986 Tonus Natangelo Coq Baraque Fricca Volpe Lele Corvi

Finito di Piddieffare l’8/02/2009

Vukic PV Pinna Ska Harlot Lele e Fante Frago Alessio Atrei


SCARICABILE 09