O LA T N CICA A C L I LLA DE RASSEGNA TEATRALE PER BAMBINI E FAMIGLIE
Comune di Bagnolo Cremasco
Ass. Cult. ALICE NELLA CITTÀ ALICENELLACITTA.WORDPRESS.COM
Organizzazione Comune di Bagnolo Cremasco Ass. Cult. Alice nella Città Ideazione e realizzazione Nicola Cazzalini Massimo Guerci Sara Passerini Le piccole incursioni teatrali di introduzione ad ogni spettacolo sono a cura di Nicola Cazzalini con le classi I A e I B della Scuola Secondaria di Primo Grado “G.VAILATI” sede di Bagnolo Cremasco. Contatti Ass. Cult. Alice nella Città v. Cappi 26 Castelleone, CR alicenellacitta.wordpress.com alicenellacitta@gmail.com
IL CANTO DELLA CICALA Il canto della cicala non è solo una rassegna di spettacoli per ragazzi, è un lungo viaggio che compie il teatro, con le sue diverse forme, per incontrare la comunità di Bagnolo Cremasco: nelle scuole elementari con brevi momenti di spettacolo in ogni classe, nelle scuole medie con il coinvolgimento dei ragazzi che diventano attori di piccole performance, nella piazza e per le vie del paese per conoscere direttamente gli abitanti. Come la cicala d’estate regala a tutti un’atmosfera festosa con il proprio canto, così il teatro riscopre se stesso solo quando si trova faccia a faccia con le persone a cui deve rivolgersi. Solo allora può mostrarsi ed esplodere in un turbine di storie ed emozioni in cui tutti inevitabilmente ci riconosciamo. I cinque appuntamenti che la rassegna propone, sono veri e propri momenti di festa che ben alternano fragorose risate e malinconia, leggerezza e riflessione. Si comincia con le gag spassose dei clown, si percorre la via delle maschere della Commedia dell’Arte, dei giullari e dei giocolieri, ci si ferma ad ascoltare storie d’amore e di pane così incredibili da sembrare quasi vere. L’ultimo appuntamento ci porterà lungo un viaggio avventuroso alla scoperta di un mondo lontano, “...per conoscere, per andare incontro alla vita e poi tornare per raccontare a chi non c’era”. Tutto questo è Il canto della cicala: favole, sogni e scenari del nostro quotidiano, per giocarsi ancora l’illusione che il teatro sia una scatola magica che attraverso lenti colorate, ci fa stupire di noi stessi.
TUTTI GLI SPETTACOLI SI TERRANNO PRESSO IL TEATRO DELL’ORATORIO DI BAGNOLO CREMASCO ALLE H. 16:00
L’ingresso è libero!
Domenica 17 Ottobre 2010
LE LAC DU CIGNE Compagnie Envol-Distratto (Francia-Italia)
con Patricia Rubenstein e Max Maccarinelli. Scene: Silvia Spagnoli, Luca Ferraboli Costumi: Valeria Maruelli Regia Pina Blankevoortoto Una ballerina è pronta per iniziare il balletto più famoso di tutti i tempi: Il Lago dei Cigni. Un imprevisto però compromette il normale corso delle cose, creando un effetto a catena in cui nulla va come dovrebbe andare. La situazione diviene disperatamente comica ma lei non perde la fiducia e continua comunque. Il tutto viene complicato da un servo di scena un po’ tecnico e un po’ mago con un dubbio senso artistico..
Domenica 31 Ottobre 2010
NELLA PANCIA DELLA TORRE Compagnia Cippi Guitti (Crema)
Nel Medioevo la teatralità si diffondeva nella strade, nelle piazze e nelle corti. I giullari, con i loro lazzi e canovacci erano i signori indiscussi di feste e banchetti. Ma chi erano i giullari? Come sapevano intrattenere tutto il popolo, dai sovrani, ai nobili, ai popolani? Nella Pancia della Torre svela differenti tipologie di giullare: il giocoliere, l’imbonitore, l’acrobata, il puparo, la danzatrice, il mimo, il cantastorie. Il pubblico è fin da subito chiamato a partecipare a gran voce con motti di spirito o strampalate richieste d’aiuto, fino all’euforia incontrollata.
Domenica 7 Novembre 2010
DURA CROSTA Compagnia Cà Luogo d’Arte (Reggio Emilia)
testo di Marina Allegri regia di Maurizio Bercini con Alberto Branca, Massimiliano Grazioli e Zeno Bercini scene di Maurizio Bercini e Donatello Galloni dipinte da Patrizio Dall’Argine costumi di Valentina Cogliati musiche a cura di Paolo Codognola La crosta è ciò che dà forma al pane, lo definisce, lo caratterizza; fatta la crosta è pronto per essere mangiato. Il pane... La cosa più preziosa che la natura ci regala, metafora di una scelta di vita semplice, “primaria”. Scelta che nello spettacolo compiono un giovane imprenditore e il suo capo-officina, rinunciando agli orpelli di una vita complicata e trasformandosi in poveri frati francescani, in cammino per impastare il pane in giro per il mondo. Senonché il primo pane che fanno si materializza, nella loro madia magica, in un adolescente ribelle: Zeno. Zeno non vuole “fare la crosta”. Non vuole prendere una forma, quella definitiva. Non vuole la “dura crosta”. E scappa. Quando torna è pronto, pronto per diventare un adulto definito. Prima però vuole dire la sua: inscena un breve spettacolo di burattini facendo scegliere a Cappuccetto rosso la strada più pericolosa, sì, ma piena di sorprese e di imprevisti. Bastava quello, bastava lasciarlo andare, bastava dargli ancora per un po’ il suo tempo. Perché, come il pane che lievita, aveva bisogno di tempo, pazienza, cura e rispetto. Volevamo parlare di una scelta di vita, di adolescenti, di pane. Volevamo parlare di noi...
Domenica 21 Novembre 2010
L’AMORE DELLE TRE MELARANCE Compagnia I Guastafeste (L’Aquila)
di e con Marco Valeri Come far ridere il principe triste appassionato solo da poesie tristi? La vicenda è quella della fiaba tramandata oralmente nei secoli che racconta magistralmente le contraddizioni della vita reale, portandole su un piano fantastico. La riduzione teatrale di Marco Valeri ne rende coloriti i toni, appassionante il ritmo, divertente la trama, grazie ad una tecnica di narrazione esplosiva e ad un sapiente utilizzo dei caratteri della Commedia dell’Arte.
Domenica 28 Novembre 2010
MARCO POLO Ditta Gioco Fiaba (Milano)
Uno spettacolo dedicato a Marco Polo, ma soprattutto uno spettacolo dedicato al viaggio. Perché, come dice Ibn Battuta, infaticabile girovago arabo “chi non viaggia non conosce il valore degli uomini”. I bambini, più di tutti, hanno bisogno di sentieri da esplorare, di orientarsi sulla terra in cui vivono, come un navigatore si orienta sul mare. Viaggiare per conoscere, per andare incontro alla vita e poi tornare per raccontare a chi non c’era, proprio come ha fatto Marco Polo nel suo “Milione”. Raccontare di uomini e città “invisibili”, rendere conosciuto lo sconosciuto, amico il nemico, per non avere paura e per poter costruire un mondo migliore di questo nostro in cui purtroppo capita ancora che “un passaporto, quando è buono, viene riconosciuto, mentre un uomo, può essere buono quanto vuole, ma non viene riconosciuto lo stesso.
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Progetto graďŹ co e illustrazione di Sara Passerini
Chiedo scusa alla favola antica, se non mi piace l’ avara formica. Io sto dalla parte della cicala che il piÚ bel canto non vende, regala. G. Rodari