

in FORMA


SALUTE IN MOVIMENTO
Ritrova il tuo equilibrio con programmi personalizzati e il supporto continuo dei nostri professionisti.
www.sanrossoresportvillage.it
Sommario
L’approccio psicologico nella cura dei disturbi dell’alimentazione
Ilaria
Direttore Scientifico
Giovanni Gravina
Direttore Responsabile
Francesca Pardossi
Redazione
Alice Maddaloni
Sandy Cioni
Rosi Fontana
Grafica e Impaginazione
Studio Proclama
In Copertina Particolare "Idra" di Antonio Signorini
Foto di Greta Batisti
Semestrale anno 2025 nr. 7 | Italia
Registrazione del Tribunale di Pisa n. 9/2022
Anno 2025. Nr 7. Italia
Editore
Pacini Editore
Via A. Gherardesca, 1, 56121, Pisa
Finito di stampare nel Luglio 2025 da Industrie Grafiche Pacini via A. Gherardesca, 1, 56121, Pisa
BENVENUTI NEL GRUPPO SAN ROSSORE: SALUTE, PREVENZIONE
E BENESSERE IN UN UNICO LUOGO
Welcome to the San Rossore Group: health, prevention, and wellness in one place
Nel cuore della natura del Parco di San Rossore, a pochi passi dalla Torre di Pisa, sorge la Casa di Cura San Rossore, affiancata da due realtà complementari: il San Rossore Sport Village e la San Rossore Dental Unit. Insieme, queste tre strutture formano un unico ecosistema dedicato alla salute, con l’obiettivo condiviso di offrire un percorso di cura completo, multidisciplinare e personalizzato.
Casa di Cura San Rossore
La Casa di Cura San Rossore è un ospedale privato d’eccellenza, punto di riferimento per l’assistenza sanitaria di alto livello. Grazie a continui investimenti in tecnologie di ultima generazione, offre un’ampia gamma di servizi diagnostici e terapeutici, reparti specializzati e prestazioni mediche all’avanguardia.
La struttura dispone di camere di degenza moderne e confortevoli, quattro sale operatorie attrezzate per interventi chirurgici complessi e ambienti dedicati alla chirurgia ambulatoriale, che non richiede ricovero. Ampio spazio è dedicato anche all’attività ambulatoriale: oltre 400 medici specialisti offrono consulenze in tutte le principali
branche della medicina, garantendo percorsi diagnostici rapidi, precisi e personalizzati.
San Rossore Sport Village
San Rossore Sport Village è la divisione dedicata alla fisioterapia e riabilitazione, alla medicina dello sport e alla medicina rigenerativa. Qui l’efficienza fisica, il benessere e la longevità sono valori centrali, fondamentali per migliorare la qualità della vita in ogni fase dell’età.
Ogni percorso inizia con visite mirate per valutare lo stato fisico e definire il programma più adatto alle esigenze individuali. Un team di professionisti altamente specializzati è pronto a guidarti in un cammino costruito su misura per te, con un approccio completo e integrato alla salute.
San Rossore Dental Unit
Una struttura odontoiatrica che offre tecnologie all’avanguardia e un approccio su misura per ogni paziente. Dalla bellezza del sorriso passando per la prevenzione fino a percorsi studiati per bambini e donne in gravidanza, San Rossore Dental Unit offre un’ampia gamma di servizi, mettendo sempre il paziente al centro. La collaborazione con
la Casa di Cura San Rossore permette il trattamento integrato dedicato a pazienti speciali ad alto rischio.
Benessere e innovazione al centro dell’esperienza
In un tempo in cui l’attenzione verso la salute è sempre maggiore, San Rossore investe per offrire alle persone il meglio: tecnologie all’avanguardia, ambienti confortevoli e professionalità di altissimo livello.
Ogni dettaglio delle strutture è pensato per accogliere il paziente in un contesto moderno, efficiente e curato, dove prendersi cura di sé diventa un’esperienza positiva, sicura e personalizzata.
San Rossore non è solo un luogo dove si cura la salute, ma dove si vive la qualità della cura. Qui innovazione e attenzione alla persona camminano insieme, per garantire a ciascuno il percorso più adatto alle proprie esigenze.

In the heart of the San Rossore Park’s natural landscape, just a few steps from the Leaning Tower of Pisa, stands the San Rossore Private Hospital, flanked by two complementary institutions: the San Rossore Sport Village and the San Rossore Dental Unit. Together, these three facilities form a single ecosystem dedicated to health, with the shared goal of offering a complete, multidisciplinary, and personalized care journey.
Casa di Cura San Rossore
The San Rossore Private Hospital is a center of medical excellence and a reference point for high-level healthcare. Thanks to ongoing investments in state-of-the-art technologies, it offers a wide range of diagnostic and therapeutic services, specialized departments, and advanced medical treatments.
The facility features modern and comfortable inpatient rooms, four operating theaters equipped for complex surgeries, and dedicated spaces for outpatient surgery that do not require hospitalization. A large area is also dedicated to outpatient care: over 400 specialist doctors provide consultations across all major medical disciplines, ensuring fast, accurate, and tailored diagnostic pathways.
San
Rossore Sport Village
San Rossore Sport Village is the division focused on physiotherapy and rehabilitation, sports medicine, and regenerative medicine. Here, physical efficiency, well-being, and longevity are central values—essential to improving quality of life at every stage of age.
Each journey begins with targeted assessments to evaluate physical condition and define the most suitable program based on individual needs. A team of highly specialized professionals is ready to guide you through a personalized path with a holistic, integrated approach to health.
San Rossore Dental Unit
A dental care facility that offers cutting-edge technologies and a personalized approach for every patient. From smile aesthetics to prevention and tailored care for children and pregnant women, the San Rossore Dental Unit provides a wide range of services with the patient always at the center. Its close collaboration with the San Rossore Private Hospital allows for integrated treatment dedicated to special highrisk patients.
Wellness and innovation at the heart of the experience
At a time when health awareness is growing, San Rossore continues to invest in offering people the very best: cutting-edge technology, comfortable environments, and top-level professionalism. Every detail of the facilities is designed to welcome patients in a modern, efficient, and carefully crafted environment, where taking care of oneself becomes a positive, safe, and personalized experience.
San Rossore is not just a place where health is treated, but where the quality of care is lived. Here, innovation and personal attention go hand in hand, ensuring everyone receives the care path best suited to their needs.
L’ACQUA CHE CURA
Water: A Vital Resource for Our Health
A cura del Dott. Giovanni Gravina
Direttore Sanitario della Casa di Cura San Rossore
By Dr. Giovanni Gravina, Medical Director of Casa di Cura San Rossore
L’acqua è un elemento essenziale per la vita: rappresenta il principale costituente del corpo umano (60-70%) e svolge un ruolo centrale in numerosi processi fisiologici.
Un’adeguata idratazione contribuisce alla regolazione della temperatura corporea, al trasporto di nutrienti e ossigeno alle cellule, e all’eliminazione delle scorie attraverso la sudorazione e l’attività renale. L’acqua è anche fonte di sali minerali, favorisce la digestione e l’assorbimento degli alimenti ed è indispensabile per il corretto funzionamento di organi e apparati. È fondamentale, ad esempio, per l’attività di muscoli, articolazioni e funzioni cerebrali: è dimostrato che una ridotta idratazione può influenzare negativamente la concentrazione e l’attenzione.
A differenza di altri nutrienti, l’acqua non può essere immagazzinata nel corpo: va quindi reintegrata costantemente. Bastano 24-36 ore senza bere per entrare in uno stato di disidratazione grave, con sintomi come debolezza, riduzione della diuresi, cefalea e crampi, che possono evolvere in condizioni critiche se non prontamente corrette.
Mantenere un buono stato di idratazione è fondamentale per tutti, ma diventa ancora più importante in condizioni particolari come l’infanzia, la gravidanza, l’attività sportiva e l’età avanzata: situazioni in cui il fabbisogno aumenta o la percezione della sete può essere alterata.

Già con una perdita dell’1-2% del volume totale di acqua corporea si manifesta il senso di sete, un segnale importante ma spesso sottovalutato. È utile ricordare che non tutti i liquidi contribuiscono all’idratazione: bevande alcoliche, ad esempio, la riducono. Anche fattori ambientali o fisici possono interferire con il senso di sete. Per questo è essenziale garantire ogni giorno un adeguato apporto di acqua: almeno 1,5–2 litri di buona acqua fresca.
In questo numero di *San Rossore InForma* approfondiremo il tema dell’idratazione e il valore dell’acqua come risorsa vitale, grazie al contributo di numerosi professionisti. Medici, specialisti dello sport e dell’area dentale ci guideranno alla scoperta dei molteplici aspetti legati a questo elemento fondamentale per la salute e il benessere.

Water is an essential component of life: it makes up 60–70% of the human body and plays a central role in many physiological processes.
Proper hydration contributes to the regulation of body temperature, the transport of nutrients and oxygen to cells through circulating fluids, and the elimination of waste and toxins via sweating and kidney filtration.
Water is also a source of minerals, supports digestion and nutrient absorption, and is necessary for the proper functioning of organs and systems—from muscles and joints to the brain and nervous system (research shows, for example, that dehydration can impair attention and concentration).
Unlike other nutrients, water cannot be stored in the body, which makes it a critical factor requiring constant replenishment. Just 24 to 36 hours without drinking can lead to severe dehydration, with symptoms such as weakness, reduced urination, headache, and cramps—conditions that, if left untreated, can become life-threatening.
For each of us, it is therefore essential to maintain and monitor our hydration status, especially in specific life stages and conditions such as childhood, pregnancy, intense physical activity, and old age, when fluid needs may increase or the sensation of thirst may be diminished.
Even a 1–2% loss of total body water can trigger thirst, a key indicator that is often overlooked. It is important to remember that not all liquids support good hydration: for example, alcoholic beverages can actually reduce it.
Additionally, environmental and physical factors can affect thirst perception. For this reason, ensuring a daily intake of fresh water—at least 1.5 to 2 liters per day—is a habit we should never neglect.
In this issue of San Rossore InForma, we’ll take a deeper look at hydration and water as a vital resource, thanks to the contributions of numerous healthcare professionals.
Doctors, sports specialists, and dental experts will guide us in exploring the many ways in which this fundamental element supports our health and well-being.

SAN ROSSORE FOCUS ACQUA

ACQUA E RENI: QUANTA
BERNE? I FALSI MITI E I RISCHI
DA EVITARE
Water and kidneys: how much should you drink? Debunking myths and avoiding risks
Intervista al Dott. Diego Moriconi – Specialista in Nefrologia
Interview with Dr. Diego Moriconi – Nephrology Specialist
Dott. Moriconi, perché l’acqua è così importante per i reni?
Perché svolge un ruolo essenziale nell’eliminazione delle scorie e nel mantenere l’equilibrio idro-elettrolitico.
Tuttavia, il discorso è più complesso di quanto si creda. Bere ‘tanto’ non sempre equivale a ‘bene’, soprattutto in presenza di patologie.
In estate si sente spesso dire: ‘Bevi di più, soprattutto gli anziani’. È un consiglio valido?
Sì, ma con attenzione. Negli anziani la percezione della sete è ridotta, e terapie come i diuretici aumentano il rischio di disidratazione. Tuttavia, in chi ha malattie renali o scompenso cardiaco, un eccesso d’acqua può causare ritenzione idrica, iponatriemia o persino edema polmonare. Non esistono regole universali: servono valutazioni personalizzate.
C’è chi crede che ‘bere molto pulisca i reni’. Cosa risponde?
Che è un falso mito pericoloso. L’acqua non ‘lava’ i reni, e in pazienti con insufficienza renale avanzata, o che perdono proteine con le urine, o in dialisi, l’eccesso può sovraccaricare l’organismo. Il vero problema è la disinformazione: molti pazienti seguono consigli generici trovati online, senza considerare la loro storia clinica.
In quali situazioni l’idratazione è particolarmente importante?
Interventi chirurgici, uso di mezzi di contrasto iodati o farmaci nefrotossici (come antinfiammatori e alcuni antibiotici) aumentano il rischio di danno renale acuto. In questi casi, una corretta ed abbondante idratazione è cruciale, ma deve essere comunque monitorata.
Qual è il suo messaggio per i pazienti?
L’equilibrio è la chiave. L’acqua è vitale, ma il ‘fai da te’ può essere rischioso. Invito sempre a consultare un nefrologo per ricevere indicazioni su misura. In medicina, soprattutto in nefrologia, nulla è più sbagliato del ‘one size fits all’.
Un ultimo consiglio pratico per l’estate?
Ascoltate il vostro corpo e rivolgetevi a uno specialista se avete condizioni croniche. E ricordate: la sete è un buon indicatore, ma in anziani o pazienti fragili può arrivare in ritardo. Piccoli sorsi frequenti sono meglio di grandi quantità occasionali.
Dr. Moriconi, why is water so important for the kidneys?
Because it plays a key role in eliminating waste products and maintaining the body’s fluid and electrolyte balance. However, it’s more complex than it seems. Drinking ‘a lot’ doesn’t always mean drinking ‘well’, especially for people with certain health conditions.
In summer, we often hear: ‘Drink more, especially the elderly.’ Is that good advice?
Yes, but with caution. In older adults, the sensation of thirst is reduced, and medications like diuretics increase the risk of dehydration. However, in people with kidney disease or heart failure, too much water can lead to fluid retention, hyponatremia, or even pulmonary edema. There’s no one-size-fits-all rule — individual assessments are essential.
Some people believe that ‘drinking a lot cleanses the kidneys’. What do you say to that?
That it’s a dangerous myth. Water doesn’t 'clean' the kidneys, and in patients with advanced kidney failure, proteinuria, or those on dialysis, too much water can actually overload the body. The real issue is misinformation: many patients follow generic online advice without considering their medical history.
When is hydration especially important?
During surgery, or when using iodinated contrast agents or nephrotoxic drugs (such as anti-inflammatories and certain antibiotics), the risk of acute kidney injury increases. In these cases, proper and adequate hydration is crucial — but it must still be closely monitored.
What’s your message to patients?
Balance is key. Water is vital, but self-prescribing can be risky. I always encourage consulting a nephrologist for personalized recommendations. In medicine — and especially in nephrology — nothing is more harmful than a ‘one-size-fits-all’ approach.
One last practical tip for the summer?
Listen to your body and consult a specialist if you have chronic conditions. And remember: thirst is a good signal, but in the elderly or vulnerable patients, it may come too late. Small, frequent sips are better than large amounts
L’IMPORTANZA DELL’IDRATAZIONE IN ETÀ PEDIATRICA
The Importance of Hydration in Childhood
A cura della Dott.ssa Ilaria Merusi, neonatologa e pediatra
By
Dr. Ilaria Merusi, neonatologist and pediatrician.
L’idratazione è fondamentale in ogni fase della vita, ma assume un ruolo particolarmente cruciale durante l’infanzia.
Fin dai primi giorni, i bambini hanno un fabbisogno idrico superiore rispetto agli adulti, in rapporto al loro peso corporeo. Basti pensare che l’alimento perfetto per ogni neonato, il latte materno, è composto per l’87% da acqua.
In età pediatrica i tessuti corporei contengono una percentuale maggiore di acqua, il metabolismo è più rapido e la capacità di concentrare le urine è ancora immatura.
Una corretta idratazione è quindi essenziale per supportare numerose funzioni fisiologiche fondamentali.
Regolazione della temperatura corporea
I bambini dissipano calore più velocemente e sono più suscettibili alla disidratazione, specialmente durante il gioco, l’attività fisica o in presenza di alte temperature.
Funzione renale e digestiva
L’acqua favorisce l’eliminazione delle tossine e contribuisce a prevenire disturbi comuni come la stitichezza.
Sviluppo cognitivo
Anche una lieve disidratazione può influenzare negativamente attenzione, memoria e rendimento scolastico.
Prevenzione di alcune patologie
Una corretta assunzione di liquidi aiuta a ridurre il rischio di infezioni urinarie, a mantenere l’equilibrio idrico in caso di gastroenterite e a promuovere il benessere generale del bambino.
I principali segni di disidratazione nei bambini:
• Secchezza di labbra e bocca
• Minzione ridotta o urine concentrate
• Irritabilità, stanchezza o confusione
• Occhi infossati e pelle secca
Cosa fare per garantire una buona idratazione:
• Offrire acqua regolarmente durante la giornata, anche in assenza di sete
• Favorire il consumo di frutta e verdura
• Limitare le bevande zuccherate o gassate
• Aumentare l’apporto di liquidi in caso di febbre, vomito o diarrea
Il confronto costante con il vostro pediatra di fiducia sarà fondamentale per ricevere indicazioni personalizzate, calibrate in base all’età, al peso e allo stile di vita del vostro bambino.

Hydration is essential at every stage of life, but it plays an especially crucial role during childhood.
From the very first days of life, children have a higher water requirement than adults in proportion to their body weight.
Consider that the ideal food for newborns — breast milk — is composed of 87% water.
In childhood, body tissues contain a higher percentage of water, metabolism is faster, and the ability to concentrate urine is still developing.
Proper hydration is therefore vital to support several key physiological functions.
Body temperature regulation
Children dissipate heat more quickly and are more vulnerable to dehydration, especially during play, physical activity, or in hot weather.
Kidney and digestive function
Water helps eliminate toxins and supports regular digestion, preventing common issues like constipation.
Cognitive development
Even mild dehydration can affect attention, memory, and academic performance.
Prevention of certain conditions
Adequate fluid intake reduces the risk of urinary tract infections, helps maintain fluid balance in cases of gastroenteritis, and supports the child’s overall well-being.
Main signs of dehydration in children:
• Dry lips and mouth
• Reduced urination or dark-colored urine
• Irritability, fatigue, or confusion
• Sunken eyes and dry skin
How to ensure proper hydration:
• Offer water regularly throughout the day, even when the child isn’t thirsty
• Encourage the consumption of fruits and vegetables
• Limit sugary or carbonated drinks
• Increase fluid intake in case of fever, vomiting, or diarrhea
Regular consultation with your trusted pediatrician is key to receiving personalized guidance tailored to your child’s age, weight, and lifestyle.
L’ACQUA COME NUTRIMENTO
Water as Nourishment
A cura della Dott.ssa Francesca Cipolli, Biologa nutrizionista del Centro di Nutrizione Clinica della Casa di Cura San Rossore
By Dr. Francesca
Cipolli, Nutritional Biologist from the Clinical Nutrition Center of Casa di Cura San Rossore.
L’acqua è la sostanza più abbondante nel corpo umano: costituisce oltre il 70% del peso corporeo di neonati e bambini, e tra il 50% e il 75% in età adulta. Ogni sistema dell’organismo dipende da questo elemento essenziale.
• Minimamente mineralizzate (< 50 mg/l)
• Oligominerali (50–500 mg/l)
• Minerali (500–1500 mg/l
• Ricche di sali minerali (> 1500 mg/l)
La scelta tra un’acqua a residuo fisso alto o basso dipende dalle esigenze individuali. Le acque possono essere ulteriormente classificate in base alla prevalenza di determinati minerali (es. bicarbonate, calciche, sodiche o iposodiche, magnesiache, ferruginose, ecc.). In base alla composizione, l’acqua può supportare il trattamento o la gestione di specifiche condizioni cliniche.
• Nei lattanti, il fabbisogno idrico è di circa 800 ml al giorno,
• che sale a 1,5–2 litri per bambini e adolescenti.
• Negli adulti, i fabbisogni variano tra 30–40 ml/kg/die
• mentre negli anziani l’apporto ottimale si riduce a circa 25 ml/kg/die.
L’apporto idrico giornaliero deve bilanciare le perdite di liquidi, che avvengono principalmente attraverso l’escrezione urinaria, ma anche tramite la traspirazione cutanea, la sudorazione, l’espirazione e, in misura minore, con le feci. Ogni acqua ha caratteristiche di mineralizzazione specifiche, determinate da molteplici fattori. Le diverse tipologie possono essere classificate in base alla composizione, indicata — nel caso delle acque in bottiglia — sull’etichetta attraverso il “residuo fisso”. In base a questo parametro, le acque si suddividono in quattro categorie:
Anche l’acqua del rubinetto è sicura per legge, è una buona fonte di sali minerali e non favorisce la formazione di calcoli renali. Per mantenere l’equilibrio idrico e prevenire disidratazione, calcoli renali e altre condizioni patologiche, un adulto sano dovrebbe assumere circa 2 litri di liquidi al giorno (30–35 ml di acqua per kg di peso corporeo). L’acqua proviene sia dalle bevande sia dagli alimenti ingeriti.
Si raccomanda di bere sia lontano dai pasti sia durante i pasti (2–4 bicchieri, circa 500 ml), poiché l’acqua facilita i processi digestivi e migliora la consistenza degli alimenti (come nel caso delle acque bicarbonate).
I fabbisogni idrici variano in base all’età, al sesso, alle fasi di vita (gravidanza, allattamento), alla presenza di patologie (es. perdite anomale o insufficienze d’organo) e al livello di attività fisica.
Un’adeguata idratazione è fondamentale anche per chi pratica attività fisica, al fine di prevenire la disidratazione e sostenere la performance durante l’allenamento o la gara. In questi casi è importante non solo la quantità, ma anche il timing dell’assunzione di liquidi: prima, durante e dopo l’attività fisica.

Water is the most abundant substance in the human body, accounting for over 70% of the body weight in newborns and children, and 50-75% in adults. Every system in the body depends on this element.
residue depends on individual needs. Water types can also be defined by their richness in specific minerals (e.g., bicarbonate, calcium, sodium or low-sodium, magnesium, iron-rich waters, etc.). Depending on its composition, water can support the treatment or better management of specific conditions or health issues. Tap water is legally safe, a good source of minerals, and does not promote kidney stone formation.
To maintain fluid balance and protect the body from dehydration, kidney stones, and other pathological conditions, a healthy adult should drink about 2 liters of fluids daily (30-35 ml of water per kilogram of body weight). The body obtains water primarily from food and beverages.
should be reduced to about 25 ml/kg per day. Proper hydration is also essential for those who engage in physical activity to prevent dehydration and maintain performance throughout training or competition. Importantly, not only the amount but also the timing of fluid intake before, during, and after exercise is crucial.
Daily water intake must adequately balance fluid losses, which mainly occur through urine excretion, but also through skin perspiration, sweating, breathing, and in small amounts via feces.
Each water source has its own mineralization characteristics, influenced by multiple factors. Different types of water can be classified based on their composition, which—when it comes to bottled water—is indicated on the label by the term “fixed residue.” Based on this index, four categories have been identified, from minimally mineralized waters (< 50 mg/l of minerals) to highly mineralized waters (> 1500 mg/l of minerals). The choice between high or low fixed
It is recommended to drink both between and during meals (2-4 glasses, approximately 500 ml of water), as water aids digestion and alters the consistency of ingested foods (e.g., bicarbonate waters).
Water needs vary depending on age groups, stages of a woman’s life (e.g., pregnancy, breastfeeding), presence of certain health conditions, and physical activity level. Infants require about 800 ml per day, increasing with growth to 1.5–2 liters per day for children and adolescents; adults need between 30-40 ml/kg of body weight per day; for the elderly, water intake
IDRATAZIONE E SALUTE INTIMA: COSA OGNI DONNA DEVE SAPERE
Hydration
and Intimate Health: What Every Woman Should Know
Intervista al Dott. Stefano Basile, ginecologo presso il Centro delle Patologie
Vulvari della Casa di Cura San Rossore
Interview with Dr. Stefano Basile, gynecologist at the Vulvar Pathology Center, Casa di Cura San Rossore
L'importanza di una corretta idratazione dei genitali è un aspetto spesso trascurato, ma fondamentale per la salute ginecologica. Il corpo umano — e in particolare l’apparato genitale femminile — ha bisogno di una quantità adeguata di acqua per funzionare in modo ottimale.
Dottore, perché i genitali femminili hanno bisogno di una speciale idratazione?
È risaputo che siamo costituiti per oltre il 50% da acqua, ma questa percentuale tende a diminuire progressivamente con l’età, con conseguenze anche importanti. Se l’idratazione è fondamentale per il benessere del nostro corpo, la salute dei genitali femminili non fa eccezione.
L’acqua svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell’omeostasi dei tessuti, nel trasporto delle sostanze nutritive, nell’eliminazione di quelle nocive, nella regolazione della temperatura corporea a livello vulvare e vaginale, nonché nella secrezione e lubrificazione naturale delle mucose.
Queste funzioni, sempre rilevanti, diventano ancora più importanti in fasi delicate come la menopausa, l’allattamento e durante l’uso di contraccettivi ormonali. Vulva e vagina beneficiano direttamente di un buon stato di idratazione: pelle e mucose devono restare idratate per mantenere integrità ed elasticità, prevenire irritazioni o microlesioni, garantire lubrificazione e sensibilità, e favorire una vita sessuale sana e soddisfacente.
Quali sono i campanelli d’allarme di una scarsa idratazione intima?
Secchezza persistente, bruciore dopo la minzione,
rapporti dolorosi, infezioni ricorrenti come cistiti. Spesso le pazienti si rivolgono al medico quando il problema è già in fase avanzata, mentre un’adeguata prevenzione potrebbe evitare molti disturbi.
Bere tanto basta per risolvere i problemi?
Una buona idratazione contribuisce al mantenimento di un pH vaginale equilibrato — essenziale per contrastare le infezioni vulvo-vaginali, sostenere una flora batterica sana, favorire la fertilità e ridurre il rischio di infezioni urinarie. Queste ultime sono particolarmente frequenti nelle donne in menopausa, soprattutto se soffrono anche di secchezza vaginale e stipsi.
Un messaggio finale?
In conclusione, un’adeguata idratazione è un alleato essenziale per la salute genitale femminile in ogni fase della vita. Migliora la qualità della vita quotidiana, previene numerosi disturbi e rappresenta una base concreta per il benessere intimo.

Proper hydration of the genital area is often overlooked, yet it's crucial for gynecological health. The human body—and in particular, the female genital system—requires an adequate amount of water to function optimally.
Doctor, why do the female genitals need specific hydration?
We know that the human body is made up of over 50% water, but unfortunately, this percentage tends to decrease with age—bringing various disadvantages. If hydration is essential for the wellbeing of the body, the female genital area is no exception.
Water plays a crucial role in:
• maintaining tissue homeostasis,
• transporting nutrients and removing toxins,
• regulating local temperature in the vulvar and vaginal area,
• supporting natural mucosal secretion and lubrication.
These functions, always important, become especially critical during delicate phases such as menopause, breastfeeding, or while using hormonal contraceptives. The vulva and vagina benefit directly from proper hydration: the skin and mucosa need to stay hydrated to preserve integrity and elasticity, prevent irritation or microlesions, and ensure lubrication, sensitivity, and comfort—for a healthy and satisfying sex life.
What are the warning signs of poor intimate hydration? Persistent dryness, burning after urination, pain during intercourse, or frequent urinary tract infections (UTIs).
Often, women come to the clinic when the problem is already advanced, whereas proper prevention could avoid many issues.
Is drinking more water enough to solve the problem?
Proper hydration helps:
• maintain balanced vaginal pH, which is crucial for preventing and treating vulvovaginal infections,
• support the growth of healthy bacterial flora,
• enhance fertility,
• most importantly, reduce the risk of UTIs, which are especially common in menopausal women experiencing vaginal dryness and constipation.
A final message?
In conclusion, adequate hydration is a key ally in every phase of a woman's life for maintaining genital health. It helps improve quality of life and prevent various pathological conditions.
IDRATAZIONE IN MENOPAUSA
Hydration During Menopause
A cura del Dott. Marco Gambacciani, chirurgo ginecologo
By Dr. Marco Gambacciani, gynecologist
La menopausa rappresenta una fase cruciale nella vita di ogni donna, caratterizzata da cambiamenti ormonali che influenzano significativamente la salute e il benessere. Queste variazioni alterano il metabolismo e la ritenzione idrica, rendendo l’organismo più incline alla disidratazione.
La terapia ormonale sostitutiva può giocare un ruolo importante nel mantenere una buona idratazione corporea, contribuendo all’equilibrio tra acqua e minerali e supportando la prevenzione dell’osteoporosi, dell’invecchiamento cutaneo e della secchezza delle mucose.
Con la menopausa, infatti, la diminuzione degli estrogeni altera il bilancio dei liquidi nel corpo, aumentando il rischio di disidratazione. Mantenere un corretto equilibrio idrico aiuta a gestire i sintomi tipici di questa fase, migliorando la qualità della vita.
Perché l’idratazione è importante in menopausa
• Salute della pelle e delle mucose; la disidratazione rende la pelle e le mucose più secche e sensibili, riducendone elasticità e protezione. Bere a sufficienza aiuta a preservarne idratazione e integrità.
• Vampate di calore; un’adeguata idratazione può contribuire a ridurre gli effetti delle alterazioni termoregolatorie.
• Funzione renale e digestiva; l’acqua
favorisce l’attività dei reni e del sistema digerente, prevenendo problemi comuni come la stitichezza. Contribuisce inoltre al mantenimento di un metabolismo sano.
• Benessere generale; una buona idratazione aiuta a mantenere la mente lucida e bilanciata. La disidratazione può aggravare stanchezza, cefalea, irritabilità e cali di concentrazione, peggiorando la percezione di altri sintomi tipici della menopausa.
Cosa fare in menopausa
In assenza di controindicazioni, è consigliabile valutare con il medico una terapia ormonale personalizzata, utile per migliorare il benessere generale e prevenire disturbi legati alla disidratazione. Adottare abitudini sane di idratazione: bere almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno, aumentare il consumo di frutta e verdura, limitare caffè, tè e alcol, che hanno effetto diuretico.
Con l’avanzare dell’età, la produzione di collagene diminuisce. Questa proteina, fondamentale per la struttura di pelle, articolazioni e mucose, perde efficacia, riducendo elasticità e idratazione. È utile, in questi casi, l’assunzione di integratori a base di acido ialuronico a basso peso molecolare e vitamina C, che ne stimola la sintesi.
Benefici di una buona idratazione in menopausa
• Prevenzione delle infezioni urinarie; bere regolarmente aiuta a ridurre il rischio di cistiti, frequenti in menopausa.
• Miglioramento dell’umore; una buona idratazione contribuisce a ridurre ansia e irritabilità, favorendo una sensazione generale di benessere.
• Sollievo dai sintomi vaginali; idratarsi adeguatamente aiuta a mantenere l’umidità delle mucose vaginali, riducendo secchezza e irritazione.
• Supporto al metabolismo; l’acqua favorisce la digestione, la regolarità intestinale e il corretto equilibrio del microbioma.
L’idratazione in menopausa non è solo una necessità fisiologica, ma un vero strumento di benessere.
Adottare semplici accorgimenti quotidiani — come bere regolarmente e scegliere alimenti ricchi di acqua — può fare una grande differenza nel modo in cui ogni donna vive questa fase della vita.
Ascoltare il proprio corpo e fare dell’idratazione una priorità è un gesto di cura profondo, che aiuta ad affrontare la menopausa con maggiore serenità, salute e vitalità.
La menopausa rappresenta una fase cruciale nella vita di ogni donna, caratterizzata da cambiamenti ormonali che influenzano significativamente la salute e il benessere. Menopause represents a crucial phase in every woman's life, marked by hormonal changes that can significantly impact health and well-being."
Menopause represents a crucial phase in every woman’s life, marked by hormonal changes that can significantly impact overall health and well-being. These hormonal fluctuations affect metabolism and water retention, making the body more prone to dehydration. Hormone replacement therapy plays an essential role in maintaining proper hydration, supporting a balanced metabolism of water and minerals, and helping prevent osteoporosis, as well as aging of the skin and mucous membranes.
Indeed, during menopause, estrogen levels drop, altering the body’s fluid balance and increasing the risk of dehydration.
Maintaining proper hydration can help manage menopausal symptoms and improve quality of life. Therefore, hydration becomes essential during menopause:
• Skin and mucous membrane health: Dehydration during menopause is clinically significant, noticeably reducing hydration in the skin and mucous membranes, making them drier and more sensitive. The skin tends to become drier and less elastic.
Drinking enough water helps maintain moisture in the skin and mucosa.
• Hot flashes: Proper hydration may help counteract the effects of thermoregulatory changes.
• Kidney and digestive function: Water supports kidney function and aids digestion, helping prevent constipation—a
common issue during menopause. Hydration also contributes to maintaining a healthy metabolism.
• Overall well-being: Staying well-hydrated helps keep the mind clear and balanced. Conversely, dehydration can negatively affect mood, cause fatigue and headaches, and impair concentration—worsening an already sensitive condition and intensifying other menopausal symptoms.
What to Do During Menopause?
In the absence of contraindications, it is advisable to start a personalized and balanced hormone therapy, which is essential for maintaining health and quality of life during menopause. It is also crucial to adopt healthy habits to ensure proper hydration, such as drinking at least 1.5–2 liters of water per day, consuming fruits and vegetables, and limiting coffee, tea, and alcohol intake, as they have diuretic effects.
As we age, the body produces less collagen, a fundamental protein that acts as a scaffold for organs and tissues such as bones, joints, skin, and mucous membranes, helping keep them elastic and hydrated. To counteract dehydration of the skin and mucosa, it may also be beneficial to take supplements containing low molecular weight hyaluronic acid and vitamin C, which supports collagen synthesis.
Proper hydration during menopause can provide numerous benefits, including:
• Prevention of urinary tract infections: Regular water intake reduces the risk of UTIs, which are common during menopause.
• Improved mood: Staying hydrated can help reduce irritability and anxiety, promoting a general sense of well-being.
• Reduced vaginal symptoms: Proper hydration helps maintain moisture in vaginal mucosa, alleviating dryness and irritation.
• Metabolic support: Water helps maintain an active metabolism, aids digestion and intestinal function, and contributes to a healthy gut microbiome.
Hydration during menopause is not just a necessity—it is a true therapeutic tool to improve well-being and better cope with the changes of this life stage.
Adopting simple but effective habits, such as drinking regularly and including waterrich foods in the diet, can make a significant difference.
The key is to listen to your body, pay attention to signs of thirst, and make hydration a daily priority.
By doing so, every woman can face menopause with greater serenity and vitality.
L’IDRATAZIONE PER LA SALUTE UROLOGICA
Hydration for Urological Health
A cura del Dott. Filippo Menchini Fabris, andrologo e urologo
By Dr. Filippo Menchini Fabris, Andrologist and Urologist
Bere acqua è fondamentale per mantenere in salute reni, vescica e prostata, soprattutto nei mesi estivi, quando il rischio di disidratazione aumenta sensibilmente.
Quanta acqua bere?
• Almeno 1,5–2 litri di acqua al giorno, salvo diversa indicazione medica.
• Aumentare l’assunzione in caso di attività sportiva, esposizione al sole o sudorazione abbondante.
Perché è importante?
• Mantiene l’urina diluita, riducendo il rischio di infezioni e di formazione di calcoli renali.
• Supporta la funzione renale nell’eliminazione delle tossine.
• Protegge la salute prostatica, evitando la stasi urinaria che può favorire infezioni e infiammazioni.
Consigli pratici:
• Bere regolarmente durante tutta la giornata, non solo quando si avverte sete.
• In caso di predisposizione alla calcolosi, preferire acque a basso residuo fisso.
• Limitare il consumo eccessivo di bevande zuccherate, alcoliche o gassate.
Drinking water is essential to ensure that the kidneys, bladder and prostate stay healthy—especially during the summer months, when the risk of dehydration increases significantly.
How much water should you drink?
• At least 1,5 -2 liters of water per day, unless otherwise instructed by a physician.
• Increase intake if engaging in physical activity, spending time in the sun, or experiencing heavy sweating.
Why is this important?
• Keeps urine diluted, reducing the risk of infections and kidney stone formation.
• Supports kidney function in eliminating toxins.
• Protects prostate health by preventing urinary stasis, which can contribute to infections and inflammation.
Practical tips:
• Drink water regularly throughout the day, not just when you feel thirsty.
• If prone to kidney stones, choose water with a low fixed residue.
• Limit excessive consumption of sugary, alcoholic, or carbonated beverages.

San Carlo Terme: la rinascita di un’acqua che cura
Nel cuore delle Alpi Apuane, tra la brezza marina della Versilia e il silenzio rigenerante della natura, sgorga una sorgente millenaria: l’Acqua San Carlo®, le cui storiche fontane terapeutiche riaprono alle cure idropiniche segnando un nuovo inizio per un luogo dove acqua e benessere si fondono in un’unica, autentica esperienza.

Acqua San Carlo® 1931 Bottiglie da 1 litro
Un’acqua preziosa, ieri come oggi
Già nota ai Liguri Apuani e valorizzata scientificamente dal medico Nicola Zonder all’inizio del Novecento, l’Acqua San Carlo® è un’acqua oligominerale, microbiologicamente pura, leggera e adatta a tutti.

Acqua San Carlo® Fonte Aurelia
Bottiglie nei formati: 25 cl, 75 cl e 1 litro

Favorisce la digestione, sostiene la funzionalità epatica e renale e, come dimostrato dal recente studio dell’Università di Pisa, contribuisce alla prevenzione dell’inflammaging, infiammazione cronica legata all’invecchiamento.
Innovazione sostenibile
L’azienda ha scelto di adottare pratiche sostenibili per ridurre l’impatto ambientale, utilizzando energia solare per alimentare il proprio stabilimento e introducendo formati innovativi come il pratico “Bag in Box” da 10 litri, che riduce l’uso della plastica senza compromettere la qualità dell’acqua. Le bottiglie in vetro, rappresentano un ulteriore impegno verso la tutela dell’ambiente, garantendo un’esperienza di consumo consapevole ed ecologica.
Un progetto di rinascita tra scienza e territorio
Dietro questa rinascita c’è l’impegno dell’imprenditore Eugenio Alphandery, che dal 2014 ha dato nuova vita al complesso termale. Sotto la sua guida, è stata riattivata la produzione e distribuzione dell’acqua – oggi presente anche nelle farmacie e nella ristorazione – e sono stati restaurati luoghi simbolo come l’anfiteatro, dedicato a eventi culturali, concerti ed incontri letterari e lo storico ristorante, dove poter gustare piatti della tradizione. Oggi, con la riapertura del Parco alle cure idropiniche, San Carlo è pronta a diventare nuovamente meta di villeggianti, famiglie e viaggiatori alla ricerca di un benessere autentico.


IDRATAZIONE E ATTIVITÀ FISICA:
IL RUOLO CHIAVE DELL'ACQUA NELLA PREVENZIONE DEGLI INFORTUNI
Hydration and Physical Activity:
The Key Role of Water in Injury Prevention
A cura del Dott. Giovanni Santarelli, Direttore San Rossore Sport Village
By Dr. Giovanni Santarelli, Director of San Rossore Sport Village
Quando si parla di prevenzione degli infortuni nello sport, si pensa spesso al riscaldamento, allo stretching o all’uso corretto dell’attrezzatura. Tuttavia, uno degli aspetti più sottovalutati è l’idratazione.
L’acqua costituisce oltre il 60% del nostro corpo ed è essenziale per il buon funzionamento di muscoli, articolazioni e tessuti. Durante l’attività fisica, perdiamo liquidi attraverso la sudorazione, meccanismo fondamentale per regolare la temperatura corporea. Se i liquidi persi non vengono reintegrati in modo adeguato, si rischia la disidratazione — una condizione che aumenta sensibilmente il rischio di infortuni.
Quali infortuni può prevenire una corretta idratazione?
• Crampi muscolari, la disidratazione altera l’equilibrio elettrolitico (sodio, potassio, magnesio), compromettendo la contrazione muscolare e favorendo l’insorgenza di crampi dolorosi.
• Strappi e stiramenti muscolari, muscoli disidratati perdono elasticità e sono più esposti a traumi, specialmente in caso di movimenti bruschi o sforzi intensi.
• Lesioni articolari, l’acqua è fondamentale per la lubrificazione delle articolazioni. Una carenza di
liquidi rende le articolazioni più rigide e soggette a infiammazioni e distorsioni.
• Colpi di calore, in situazioni estreme, la disidratazione può compromettere la termoregolazione corporea, aumentando il rischio di ipertermia, una condizione medica grave.
• Affaticamento precoce, anche una lieve disidratazione riduce la resistenza fisica e può causare movimenti scorretti o compensatori, aumentando il rischio di infortuni.
Acqua o integratori? Quando usare le bevande arricchite
Per la maggior parte delle attività fisiche di durata inferiore a un’ora, l’acqua è sufficiente a garantire una buona idratazione. Tuttavia, in caso di allenamenti prolungati (oltre 60–90 minuti), clima caldo e umido, sport intensi e di endurance (es. maratone, triathlon), può essere utile ricorrere a bevande arricchite di elettroliti (sodio, potassio, magnesio) e carboidrati.
Questi integratori aiutano a reintegrare i sali persi con il sudore, mantengono l’equilibrio idro-elettrolitico e forniscono energia per sostenere la performance.
È importante scegliere bevande non eccessivamente zuccherate, per evitare picchi glicemici o disagi gastrointestinali.
Gli integratori in polvere da sciogliere in acqua possono essere una soluzione pratica e personalizzabile, in base alle esigenze individuali.
Quanta acqua bere durante l’attività fisica?
Non esiste una regola universale, ma alcuni principi generali possono essere utili:
• Idratarsi nelle ore precedenti: circa 500 ml di acqua due ore prima dell’esercizio.
• Durante l’attività bere regolarmente a piccoli sorsi, anche senza sete: 150–250 ml ogni 15–20 minuti.
• Dopo l’attività reintegrare i liquidi persi, preferibilmente con acqua o bevande con elettroliti in caso di sforzi intensi o prolungati.
Bere correttamente prima, durante e dopo l’attività fisica non è solo una buona abitudine: è uno strumento concreto di prevenzione.L’idratazione protegge muscoli e articolazioni, migliora le performance e riduce il rischio di infortuni. L’acqua, elemento semplice e naturale, si conferma una potente alleata per chiunque pratichi sport — dal principiante all’atleta esperto.
Bere correttamente prima, durante e dopo l’attività fisica non è solo una buona abitudine: è uno strumento concreto di prevenzione.L’idratazione protegge muscoli e articolazioni, migliora le performance e riduce il rischio di infortuni. Proper hydration before, during, and after physical activity is not just a wellness habit—it’s a true preventive strategy. Hydration protects muscles and joints, enhances performance, and reduces the risk of injuries.
When we think about injury prevention in sports, we often focus on warm-ups, stretching exercises, or using the right equipment. However, one often underestimated factor is hydration. Water makes up more than 60% of our body and is essential for the proper functioning of muscles, joints, and tissues. During physical activity, our body loses fluids through sweat as it tries to regulate temperature. If these fluids are not properly replenished, dehydration occurs—a condition that significantly increases the risk of injuries.
What kinds of injuries can proper hydration help prevent?
Muscle cramps: Dehydration disrupts the electrolyte balance (sodium, potassium, magnesium) necessary for muscle contraction, leading to painful cramps.
• Muscle strains and tears: Dehydrated muscles become less elastic and more prone to injury, especially during sudden or intense movements.
• Joint injuries: Water is essential for keeping joints lubricated. A lack of fluids can make joints stiffer and more vulnerable to sprains and inflammation.
• Heat stroke: In severe cases, dehydration hinders the body’s ability to dissipate heat, increasing the risk of hyperthermia—a dangerous medical emergency.
• Early fatigue: Even mild dehydration can reduce physical endurance, increasing the likelihood of improper, compensatory movements that lead to injury.
Water or other drinks? When to choose electrolyte supplements
For most physical activities lasting less than an hour, water alone is sufficient to maintain proper hydration. However, in the case of prolonged workouts (over 60–90 minutes), very hot and humid climates, particularly intense efforts (such as marathons, triathlons, or endurance sports), it can be helpful to consume drinks enriched with electrolytes (sodium, potassium, magnesium) and carbohydrates.
These supplements help replenish salts lost through sweat, maintain fluid-electrolyte balance, provide extra energy to support performance.
It’s important to choose beverages that are not overly sugary, to avoid blood sugar spikes or gastrointestinal discomfort. Powdered supplements dissolved in water can also be a practical and customizable solution, depending on individual needs.
How much water should you drink when exercising?
There’s no one-size-fits-all rule, but a few guidelines can help:
• Before activity: Stay well hydrated in the hours leading up to exercise (about 500 ml of water two hours beforehand).
• During activity: Drink small amounts regularly, even if you’re not thirsty (150–250 ml every 15–20 minutes).
• After activity: Replenish fluids lost, preferably with water or electrolyte-enriched drinks in the case of intense or prolonged effort.
Proper hydration before, during, and after physical activity is not just a wellness habit—it’s a true preventive strategy. Hydration protects muscles and joints, enhances performance, and reduces the risk of injuries. Water, a simple and natural element, proves once again to be a powerful ally for anyone who practices sports, from beginners to seasoned athletes.
IDRATAZIONE E SALUTE ORALE
Hydration and Oral Health
Ne parliamo con il Prof. Giovanni Battista Menchini Fabris, chirurgo orale e Direttore Sanitario di San Rossore Dental Unit
Interview with Prof. Giovanni Battista Menchini Fabris Medical Director of San Rossore Dental Unit
La salute della bocca dipende da molti fattori. Non solo spazzolino e filo interdentale, ma anche abitudini quotidiane spesso sottovalutate, come l’idratazione. Ne parliamo con il Prof. Giovanni Battista Menchini Fabris, Direttore Sanitario della San Rossore Dental Unit.
Professore, quanto è importante l’idratazione per la salute dei denti e delle gengive?
L’idratazione è fondamentale. La bocca è un ambiente che si protegge anche attraverso la saliva, una vera alleata naturale che svolge un ruolo di difesa contro carie, erosione dello smalto e infezioni. Una buona idratazione stimola la produzione di saliva, aiuta a mantenere stabile il pH orale e favorisce la rimozione meccanica dei residui di cibo e dei batteri. Inoltre una buona idratazione aiuta la digestione e l’assorbimento dei nutrienti fondamentali.
Quali rischi corre chi non si idrata a sufficienza?
La disidratazione porta a una riduzione della salivazione, con conseguente secchezza orale. In questi casi aumentano il rischio di carie, di infezioni gengivali e anche di alitosi. Inoltre, quando la saliva è scarsa, viene meno anche la sua funzione
di remineralizzazione dello smalto dentale.
Bere acqua può anche apportare benefici diretti ai denti?
Assolutamente sì. Alcune acque minerali, ad esempio, sono ricche di calcio e fluoro, elementi che contribuiscono a rinforzare i denti. Bere acqua aiuta anche a neutralizzare l’acidità prodotta da alimenti e bevande, proteggendo così la superficie dentale.
Quanta acqua dovrebbe bere una persona per mantenere la bocca in salute?
In generale, consiglio almeno 1,5–2 litri al giorno, ma il fabbisogno può aumentare in caso di attività fisica intensa, temperature elevate o particolari condizioni cliniche. È importante bere durante tutta la giornata e non solo ai pasti, per garantire una stimolazione salivare continua.
L’idratazione può sostituire l’igiene orale quotidiana?
No, mai. L’idratazione è un complemento importantissimo, ma non può sostituire la pulizia meccanica. È necessario mantenere una corretta igiene orale con spazzolamento, filo interdentale e controlli regolari dal dentista. Bere acqua aiuta, ma non elimina placca e tartaro.
C’è un messaggio finale che vuole lasciare ai nostri lettori?
Curare l’idratazione è semplice ed estremamente efficace. È un gesto quotidiano che va a beneficio non solo della bocca, ma dell’intero organismo.


Oral health depends on many factors. It’s not just about toothbrushes and dental floss—daily habits, often underestimated, also play a key role. One of these is hydration. We spoke about it with Prof. Giovanni Battista Menchini Fabris, Medical Director of the San Rossore Dental Unit.
Professor, how important is hydration for the health of our teeth and gums?
Hydration is essential. The mouth is an environment that protects itself thanks to saliva, a natural ally that plays a defensive role against cavities, enamel erosion, and infections. Good hydration stimulates saliva production, helps maintain a stable oral pH, and assists in the mechanical removal of food debris and bacteria. Hydration also supports digestion and the absorption of key nutrients.
What risks does someone face if they don’t hydrate properly?
Dehydration reduces saliva production, leading to dry mouth. This condition increases the risk of tooth decay, gum infections, and even bad breath. Moreover, when saliva is insufficient, its enamel remineralization function is compromised.
Can drinking water bring direct benefits to the teeth?
Absolutely. Some mineral waters, for example, are rich in calcium and fluoride, elements that help strengthen the teeth. Drinking water also neutralizes acidity from food and beverages, protecting the tooth surface.
How much water should a person drink to support oral health?
In general, I recommend at least 1.5 to 2 liters per day, though the need can increase with intense physical activity, high temperatures, or specific medical conditions.
It’s important to drink throughout the day, not just during meals, to ensure consistent saliva stimulation.
Can hydration replace daily oral hygiene?
No, never. Hydration is an important complement, but it cannot replace mechanical cleaning.
Maintaining proper oral hygiene with brushing, flossing, and regular dental check-ups is essential. Drinking water helps—but it does not remove plaque or tartar.
A final message for our readers?
Taking care of hydration is simple and highly effective. It’s a daily habit that benefits not only the mouth, but the whole body.
L’EQUILIBRIO TRA ARTE E CURA
The Balance Between Art and Care
La Casa di Cura San Rossore crede che prendersi cura delle persone significhi anche accoglierle in un ambiente armonioso, capace di trasmettere bellezza, equilibrio e serenità. Per questo ha scelto di intraprendere una collaborazione con l’artista Antonio Signorini, il cui linguaggio unisce forza scultorea e grazia simbolica.
A dare il benvenuto a visitatori e pazienti è Idra, una danzatrice monumentale in bronzo firmata dall’artista: una figura femminile slanciata e leggera, colta nell’atto di compiere un passo di danza. Un’opera che è insieme invito alla bellezza e tributo al movimento, pensata per arricchire gli spazi della Casa di Cura con un segno visibile di arte e accoglienza.
Abbiamo incontrato Antonio Signorini, nato a Pisa ma oggi artista di fama internazionale, per raccontare insieme il senso di questa collaborazione e il messaggio che Idra vuole trasmettere.
Antonio Signorini, dopo l’installazione dei Cavalli Volanti in Piazza dei Miracoli, un’altra opera viene installata a Pisa, in uno spazio altrettanto speciale: uno spazio medico. Cosa significa questo per lei?
Sono molto grato alla città di Pisa per questo ritorno. Per me, essere qui è un’emozione che non so raccontare a parole, tanto è grande. Ma devo dire che, per me, questo più che un ritorno è una ripartenza. Quando sono tornato per installare Idra, ho riscoperto la clinica, una struttura che è al pari, se non superiore, alle strutture che vedo in giro per il mondo, dagli Stati Uniti al mondo arabo fino all’Inghilterra. Inserire un’opera in questo spazio, riproponendo un modello sul quale ho già lavorato in città come Londra con il Chelsea Westminster, il Cremak ad Abu Dhabi, il Meyer e lo Spedale degli Innocenti di Firenze, e integrare l’arte in uno spazio di cura, è portare la bellezza — con tutte le sue infinite valenze — in ogni contesto in cui viviamo i momenti della nostra vita.
Chi è Idra?
Idra è una danzatrice, è un invito a prendere la vita con più leggerezza. È una delle mie
danzatrici, il cui tema parte da una mia ricerca sull’Africa e sull’acqua. Questa figura ieratica, sottile, solenne, rappresenta la fluidità — ma non nel senso in cui si utilizza questo termine oggi. Per me, la fluidità di Idra è un tributo al movimento, una sfida all’equilibrio. Equilibrio e movimento sono i binari della mobilità, del non fermarsi, del continuare, proseguire, perseverare. Ed ecco che un lieve passo di danza cela molte cose dentro di sé. Diamo per scontato il muoversi e il muoverci, e invece il meccanismo psico-fisico alla base di ogni movimento è altamente complesso, così come è complesso l’equilibrio di Idra, la cui figura poggia su un solo piede. Come quasi tutte le mie sculture, c’è alla base una ricerca sulla gravità e sul singolo movimento, inteso come summa di tutti i movimenti. Una scultura in bronzo è qualcosa di terribilmente stabile, la materia non consente eccezioni, ma la mia ricerca si sviluppa sull’opposto dell’essenza della materia, che qui viene investita di leggerezza e movimento, come in una sorta di alchimia.

At Casa di Cura San Rossore, taking care of people also means welcoming them into a harmonious environment — one that conveys beauty, balance, and serenity. That is why the clinic has chosen to collaborate with artist Antonio Signorini, whose work blends sculptural strength with symbolic grace.
Greeting visitors and patients alike is Idra, a monumental bronze dancer created by the artist: a slender, graceful female figure captured in the act of taking a dance step. This sculpture is both an invitation to beauty and a tribute to movement, designed to enrich the clinic’s spaces with a visible expression of art and hospitality.
We met Antonio Signorini — born in Pisa and now an internationally renowned artist — to talk about the meaning of this collaboration and the message behind Idra.
Antonio Signorini, after the installation of your Cavalli Volanti in Piazza dei Miracoli, another one of your works is being placed in Pisa, this time in a very special setting: a medical space. What does this mean to you?
I am deeply grateful to the city of Pisa for this return. Being here is an emotion I struggle to put into words, it is so powerful. But to
be honest, for me this isn’t just a return — it is a new beginning. When I came back to install Idra, I rediscovered the clinic: a structure that is on par with — if not superior to — many others I’ve seen around the world, from the United States to the Arab world to the UK. Placing a work of art in such a space, building on a model I’ve already developed in cities like London (Chelsea Westminster), Abu Dhabi (Cremak), Florence (Meyer and the Ospedale degli Innocenti), means bringing beauty — in all its infinite forms — into the places where we live through the moments of our lives.
Who is Idra?
Idra is a dancer; she is an invitation to approach life with more lightness. She is one of my dancers, inspired by my research on Africa and water. This hieratic, slender, solemn figure represents fluidity — but not in the way the term is often used today. To me, Idra’s fluidity is a tribute to movement, a challenge to balance.
Balance and movement are the tracks of mobility — the essence of not standing still, of going forward, continuing, persevering. A subtle dance step can hold many meanin-
gs. We take movement for granted, but the psycho-physical mechanisms behind it are incredibly complex. The same complexity lies in Idra’s balance, with her body resting on a single foot.
As with many of my sculptures, there is a deep exploration of gravity and of the individual gesture — understood as the sum of all movements. Bronze is an incredibly stable material; it doesn’t allow exceptions. But my artistic research is about challenging the very essence of that material, infusing it with lightness and motion, as if through a kind of alchemy.

IL SORRISO PERFETTO: OGGI È ALLA PORTATA DI TUTTI, A OGNI ETÀ
The perfect smile: today, it is within everyone’s reach, at any age
A cura del Prof. Giovanni Battista Menchini Fabris, odontoiatra e chirurgo orale
By Prof. Giovanni Battista Menchini Fabris, dentist
Julia Roberts, icona mondiale di fascino ed eleganza, ha assicurato il suo celebre sorriso per 30 milioni di dollari. Ma quanto di quel sorriso è frutto di madre natura e quanto di cure dentali altamente specializzate? Un occhio esperto non ha dubbi: il sorriso di Julia Roberts, pur partendo da una base naturalmente armoniosa, è il risultato di una serie di trattamenti dentali eseguiti con maestria nel tempo. Guardando i suoi film dagli esordi a oggi, si notano interventi estetici perfetti, che le hanno regalato un sorriso ancora più radioso e proporzionato. Non a caso, richiama il fascino senza tempo dei sorrisi iconici della pop art, come quelli dipinti da Tom Wesselmann.
Un sorriso bello è anche, e soprattutto, un sorriso sano. E oggi, grazie alle moderne tecnologie e alle competenze dei professionisti di San Rossore Dental Unit, tutti possiamo migliorare l’estetica della nostra bocca, indipendentemente dall’età.
Il sorriso come biglietto da visita Il sorriso è diventato il nostro primo biglietto da visita, soprattutto nell’era dei social network, dove il volto e il sorriso sono al centro della comunicazione visiva. Un bel sorriso non solo ci fa apparire più sicuri e accattivanti, ma ha anche un impatto diretto sul nostro benessere: sorridere di più aiuta a stimolare la produzione di ossitocina,
l’ormone del buonumore.
and oral surgeon
Come migliorare il sorriso oggi Grazie alle più moderne tecniche odontoiatriche, è possibile migliorare l'estetica del sorriso in modo naturale e duraturo. A San Rossore Dental Unit utilizziamo strumenti all'avanguardia per personalizzare ogni percorso estetico:
• Allineatori trasparenti: discreti, comodi ed efficaci, permettono di correggere le malocclusioni senza i tradizionali apparecchi metallici. Sono perfetti per chi vuole migliorare il sorriso senza cambiare la propria immagine quotidiana.
• Faccette: sottilissime lamine di Zirconia applicate sui denti per correggere colore, forma e posizione. Le faccette offrono risultati estetici sorprendenti e un aspetto assolutamente naturale.
• Sbiancamenti professionali: trattamenti sicuri ed efficaci che restituiscono ai denti la loro luminosità originaria migliorandone la resa cromatica.
• Riabilitazioni estetiche complete: per chi desidera trasformare totalmente il proprio sorriso, combinando tecniche diverse in un unico piano di trattamento personalizzato.
Piacersi di più... a tutte le età Anche il sorriso invecchia. È naturale che,
con il passare degli anni, denti e gengive cambino. Tuttavia, oggi è possibile avere a 70 o 80 anni un sorriso non solo sano, ma anche più bello e curato di quando si era giovani. I trattamenti estetici su misura permettono di rispettare l’età e l’individualità di ogni persona, valorizzandone i tratti senza forzature.
La salute della bocca è la salute dell’organismo
Non dimentichiamo che curare l’estetica significa anche promuovere la salute. La bocca è lo specchio del nostro stato di benessere generale: sanguinamenti gengivali possono rivelare condizioni sistemiche come il diabete; una dieta scorretta o l’abuso di farmaci anti-reflusso possono compromettere gravemente denti e gengive. La prevenzione e il controllo periodico sono essenziali per mantenere il sorriso bello e sano nel tempo.
Prevenzione, cura delle malattie parodontali – che interessano oltre il 60% della popolazione –, attenzione personalizzata a bambini, adulti e anziani: questi sono i pilastri dell'approccio di San Rossore Dental Unit. Perché ogni sorriso è unico e merita di essere preservato e valorizzato.
Julia Roberts, a worldwide icon of charm and elegance, insured her famous smile for 30 million dollars. But how much of that smile is the result of mother nature and how much comes from highly specialized dental treatments? An expert eye has no doubts: Julia Roberts’ smile, while naturally harmonious at its base, is the result of a series of dental treatments skillfully performed over time. Watching her films from the early days to today, you can notice perfect aesthetic interventions that have given her an even more radiant and proportioned smile. It is no coincidence that it recalls the timeless charm of iconic pop art smiles, like those painted by Tom Wesselmann.
A beautiful smile is also, and above all, a healthy smile. And today, thanks to modern technologies and the expertise of the professionals at San Rossore Dental Unit, we can all improve the aesthetics of our mouth, regardless of age.
The smile as a business card
The smile has become our first business card, especially in the age of social networks, where face and smile are at the center of visual communication. A beautiful smile not only makes us appear more confident and attractive but also has a direct impact on our well-being: smiling more helps stimulate the production of oxytocin, the “hormone of happiness.” How to improve your smile today Thanks to the most modern dental techniques, it is possible to improve the aesthetics of the smi-
le in a natural and lasting way. At San Rossore Dental Unit, we use cutting-edge tools to customize every aesthetic path:
• Clear aligners: discreet, comfortable, and effective, they allow correction of malocclusions without traditional metal braces. Perfect for those who want to improve their smile without changing their daily image.
• Veneers: ultra-thin Zirconia laminates applied on teeth to correct color, shape, and position. Veneers offer surprising aesthetic results and an absolutely natural appearance.
• Professional whitening: safe and effective treatments that restore teeth to their original brightness, improving their color tone.
• Complete aesthetic rehabilitations: for those who want to totally transform their smile by combining different techniques in a single personalized treatment plan.
Loving yourself more... at any age
Smiles also age. It is natural that, over the years, teeth and gums change. However, today, at age 70 or 80, it is possible to have a smile that is not only healthy but also more beautiful and cared for than when you were young. Customized aesthetic treatments allow for respecting the age and individuality of each person, enhancing their features without forcing.
Oral health is overall health
Let’s not forget that taking care of aesthetics
also means promoting health. The mouth is a mirror of our general well-being: gum bleeding can reveal systemic conditions such as diabetes; an incorrect diet or overuse of anti-reflux medications can seriously damage teeth and gums. Prevention and regular check-ups are essential to keep the smile beautiful and healthy over time. Prevention, treatment of periodontal diseases— which affect over 60% of the population—and personalized attention to children, adults, and the elderly: these are the pillars of the approach at San Rossore Dental Unit. Because every smile is unique and deserves to be preserved and enhanced.
DISTURBI DELLA NUTRIZIONE E DELL’ALIMENTAZIONE: UN’EMERGENZA SILENZIOSA
Nutrition and Eating Disorders: A Silent Emergency
A cura del Dott. Giovanni Gravina, endocrinologo Direttore del Centro Disturbi Alimentari - Scienze dell'alimentazione e dietetica
della
Casa di Cura San Rossore
By Dr. Giovanni Gravina, Endocrinologist – Director of the Center for Eating Disorders, Nutrition and Dietetics at Casa di Cura San Rossore
I Disturbi del Comportamento Alimentare, comunemente noti come anoressia e bulimia, sono oggi definiti più correttamente in ambito scientifico: Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione (DNA) e rappresentano un gruppo di patologie mentali in cui il rapporto con il cibo è profondamente alterato.
Il cibo, anziché essere fonte di nutrimento e piacere, assume significati diversi: diventa uno strumento di controllo del corpo e un elemento centrale per la costruzione dell’identità personale, spesso legato al bisogno di riconoscimento e affermazione nelle relazioni affettive e sociali.
I DNA, pur rientrando nell’ambito della salute mentale, mostrano forti interconnessioni con la medicina interna poiché comportano l’alterazione di funzioni biologiche primarie (metaboliche, ormonali, gastrointestinali, cardiovascolari) e presentano i più alti tassi di mortalità tra le patologie psichiatriche. Nelle forme più gravi, la qualità della vita è seriamente compromessa: pensieri ossessivi legati al cibo e al corpo assorbono completamente tempo ed energie, rendendo difficile gestire relazioni, studio, lavoro e interessi personali.
I disturbi colpiscono circa il 10% della popolazione tra i 12 e i 25 anni, con una
prevalenza nel genere femminile, ma con un aumento costante dei casi maschili. In Italia, si stima che tre milioni di persone siano affette da DNA. La mortalità per anoressia nervosa nelle giovani donne è 12 volte più alta rispetto alla popolazione generale di pari età (Sullivan, 1995).
Sono in crescita anche i casi a esordio precoce (9-12 anni) e nel 40-50% dei casi il disturbo è associato ad altri problemi psichiatrici, come disturbi dell’umore, della personalità e del controllo degli impulsi.
L’età di esordio più frequente è l’adolescenza, una fase della vita complessa, segnata da profondi cambiamenti fisici e psicologici. Il disturbo alimentare diventa spesso la risposta dell’adolescente al disagio vissuto, esprimendosi attraverso sintomi come restrizione alimentare, evitamento del cibo, abbuffate e vomito autoindotto. Il corpo diventa così il mezzo attraverso cui si manifesta una sofferenza profonda, legata alla crescita, all’insicurezza emotiva e relazionale, e al confronto con i pari. Le cause dei DNA sono molteplici e complesse, e includono fattori genetici, biologici, psicologici (come bassa autostima, perfezionismo, disregolazione emotiva), familiari e socio-culturali (idealizzazione della magrezza, dieta come norma, valore
personale associato a peso e prestazioni). Per questo motivo, la cura dei DNA è complessa e richiede un intervento multidisciplinare: medici, psichiatri, psicologi e dietisti devono lavorare insieme. Nonostante esistano linee guida e trattamenti efficaci, ancora troppi pazienti non ricevono cure adeguate, spesso a causa di diagnosi tardive, che arrivano dopo anni di malattia, con danni anche irreversibili. La remissione completa si verifica nel 5060% dei casi, ma molti pazienti necessitano di ospedalizzazioni o cure residenziali prolungate, e per il 40% il disturbo diventa cronico.
I Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione sono, ancora oggi, un grave problema di salute pubblica. Servono più studi, maggiori risorse, competenze specifiche e un impegno organizzativo concreto per garantire prevenzione, diagnosi precoce e trattamenti efficaci.

Eating Disorders, commonly known as anorexia and bulimia, are now more accurately referred to in scientific contexts as Nutrition and Eating Disorders (NEDs). These are a group of mental illnesses in which the relationship with food is profoundly altered.
Food, instead of being a source of nourishment and pleasure, takes on different meanings: it becomes a tool for controlling the body and a central element in shaping personal identity, often linked to the need for recognition and affirmation in emotional and social relationships.
Although NEDs fall under the umbrella of mental health, they have strong connections with internal medicine, as they alter primary biological functions (metabolic, hormonal, gastrointestinal, cardiovascular) and present the highest mortality rates among psychiatric disorders. In their most severe forms, quality of life is seriously compromised: obsessive thoughts about food and body image absorb all time and energy, making it difficult to manage relationships, school, work, and personal interests.
These disorders affect approximately 10% of the population aged 12 to 25, with a higher prevalence among females — although cases among males are steadily increasing. In Italy, it is estima-
ted that three million people suffer from NEDs. Mortality from anorexia nervosa among young women is 12 times higher than in the general population of the same age (Sullivan, 1995).
There is also a rise in early-onset cases (ages 9–12), and in 40–50% of cases, NEDs are associated with other psychiatric conditions, such as mood disorders, personality disorders, and impulse control issues.
The most common age of onset is adolescence, a complex life phase marked by deep physical and psychological changes. An eating disorder often becomes a way for adolescents to express inner distress, manifesting through symptoms such as food restriction, food avoidance, binge eating, and self-induced vomiting. The body becomes the means through which deep suffering is expressed — suffering related to growth, emotional and relational insecurity, and social comparison.
The causes of NEDs are multifactorial and complex, involving genetic, biological, psychological (e.g., low self-esteem, perfectionism, emotional dysregulation), family and socio-cultural factors (idealization of thinness, dieting as a norm, self-worth linked to weight and performance).
For this reason, treatment is complex and requires a multidisciplinary approach: physicians, psychiatrists, psychologists, and dietitians must
work together. Although guidelines and effective treatments exist, too many patients still do not receive adequate care — often due to delayed diagnosis, which may come after years of illness and sometimes lead to irreversible damage.
Full recovery occurs in 50–60% of cases, but many patients require hospitalization or longterm residential treatment. For 40% of cases, the disorder becomes chronic.
Nutrition and Eating Disorders remain a serious public health issue. More research, greater resources, specialized skills, and a tangible organizational commitment are urgently needed to ensure prevention, early diagnosis, and effective treatment.
L’APPROCCIO PSICOLOGICO
NELLA CURA DEI DISTURBI
DELL’ALIMENTAZIONE
E DELLA NUTRIZIONE
The psychological approach to the treatment of eating and nutrition disorders
A cura della Dott.ssa Ilaria Genovesi, psicoterapeuta
By Dr. Ilaria Genovesi, psychologist,
systemic-relational psychotherapist, and sexologist
I disturbi dell’alimentazione e della nutrizione sono patologie psichiatriche complesse, con origine multifattoriale che coinvolgono aspetti genetici, biologici, psicologici e socioculturali.
Il trattamento di questi disturbi richiede, pertanto, l’approccio integrato di diversi specialisti, adeguatamente formati e competenti, per svolgere un lavoro multiprofessionale in team. All’interno del gruppo di operatori ogni specialista collabora con gli altri, al fine di offrire un supporto completo e personalizzato e delineare una “cornice relazionale” che veda tutti coinvolti con un linguaggio comune e un unico obiettivo condiviso.
Lo psicologo partecipa direttamente al percorso di cura su più livelli. Il primo fondamentale è la costruzione di una relazione basata sulla fiducia e l’empatia, tecnicamente definita alleanza terapeutica: questa permette al paziente di percepire il rapporto con il terapeuta ed il team come uno spazio accogliente e sicuro di ascolto e di aiuto.
Nell’ambito del trattamento vengono affrontati gli aspetti psicologici connessi al
rapporto disfunzionale con il cibo e con il corpo, supportando il lavoro di riabilitazione nutrizionale dei colleghi dietisti.
Inoltre, all’interno del team, il ruolo dello psicologo è necessario per motivare il paziente all’accettazione delle cure ed aiutarlo a riconoscere i meccanismi attivi del disturbo (es. come si è sviluppato, quali sono gli pseudovantaggi che ne derivano). Un altro aspetto cruciale è il lavoro sul mondo emotivo (es. paura o rabbia) e sulla relazione con il mondo esterno (familiari, colleghi, ecc.), supportando e favorendo l’emergere di risorse adeguate per gestire le emozioni, affrontare lo stress e rinforzare l’autoefficacia e un’immagine di sé positiva. In alcuni casi, può essere anche necessario affrontare fattori più critici di stress, come traumi o gravi eventi vitali che hanno condizionato e favoriscono vissuti negativi e comportamenti sfavorevoli.
Da ultimo, è bene precisare che gli psicologi hanno formazioni diverse e si rifanno a modelli di lavoro differenti; alcuni di questi con maggiori evidenze di efficacia nel trattamento dei disturbi alimentari (come la terapia cognitivo-comportamentale o la terapia sistemico-relazionale), ma in ogni caso è necessaria una formazione specifica
a riguardo, adattando il proprio modello terapeutico al paziente e alla sua storia, e valutando, tra i vari strumenti e tecniche disponibili, quali siano i più idonei per restituire valore a quella singola persona.

Eating and nutrition disorders are complex psychiatric conditions with a multifactorial origin, involving genetic, biological, psychological, and sociocultural aspects.
As such, their treatment requires an integrated, multidisciplinary approach involving various specialists who are properly trained and competent to work collaboratively as a team. Within this team, each professional works in synergy with the others to provide comprehensive and personalized care, establishing a relational framework based on a shared language and a common goal.
The psychologist plays a direct and multifaceted role in the treatment process. The first and most fundamental aspect is the development of a relationship based on trust and empathy, known in clinical terms as the therapeutic alliance. This allows the patient to perceive the therapeutic relationship — and the team as a whole — as a welcoming and safe space for listening and support.
As part of the treatment, the psychologist addresses the psychological aspects related to the dysfunctional relationship with food and body image, in close collaboration with the dietitians working on nutritional rehabilitation.
Moreover, the psychologist’s role is essential in motivating the patient to accept treatment, and in helping them recognize the underlying mechanisms of the disorder (e.g., how it developed, what perceived "benefits" it brings). A crucial area of focus is also the patient's emotional world (e.g., fear, anger) and their relationships with others (family, coworkers, etc.),
with the goal of supporting the emergence of healthy coping resources to manage emotions, deal with stress, and strengthen self-efficacy and a positive self-image.
In some cases, it is also necessary to address more critical sources of stress, such as trauma or major life events that have contributed to the development of negative experiences and maladaptive behaviors.
Lastly, it’s important to note that psychologists are trained in different approaches and follow various therapeutic models. Some of these — such as cognitive-behavioral therapy and systemic-relational therapy — have stronger evidence of effectiveness in treating eating disorders. However, regardless of the approach, a specialized training in this field is essential. Therapists must adapt their method to each patient and their individual story, carefully selecting the tools and techniques most suitable for restoring value and meaning to that unique person.
ILARIA CAPPONI: L'AMORE COME CURA
Ilaria Capponi: Love as a form of healing
L’amore come cura. È questa la sintesi della bella intervista che ci ha rilasciato in esclusiva Ilaria Capponi, modella, influencer e imprenditrice uscita dal tunnel della bulimia e diventata ambasciatrice di quella scala di valori, in primis la salute, cui occorre dare priorità nella vita.
Ilaria Capponi porta nelle scuole la sua testimonianza invitando le ragazze e i ragazzi a rifiutare quel marketing spietato che vuole intrappolarli dentro bisogni e modelli inutili e dannosi, a iniziare dal cosiddetto “bikini blues”, uno stato depressivo diffuso accompagnato dall’ansia di mettersi in costume che porta a comportamenti patologici.
“Ho iniziato il mio percorso dentro la bulimia all’età di 14 anni, in quel momento prevaleva dentro di me un senso di inadeguatezza, sapevo di farmi del male ma nonostante tutto ho continuato la mia lotta contro il cibo e contro le calorie. A 17 anni non mi reggevo in piedi. Come cestista di serie A, e qui dico che lo sport salva la vita, per poter gareggiare ho ricominciato ad avere cura e rispetto per il mio corpo. Giocando come professionista e alimentandomi correttamente il mio corpo si è trasformato era un corpo tonico e trofico, sano, ma non mi piaceva.
Purtroppo, il mondo della moda ti misura con il metro e quando sei dentro questo circo sei fuori dai canoni della salute e del buonsenso, il tuo pensiero diventa ossessivo, monotematico, non godi più nulla della vita, sai soltanto che devi entrare in quella maledetta taglia. E ti ritrovi da solo a lottare contro te stesso, e ondeggi su quella tremenda altalena tra autodistruzione e autolesionismo.”
Però l’amore ti ha salvato la vita… Si, è proprio così. Quando ho conosciuto mio marito ero totalmente intrappolata dentro la mia malattia e lo allontanai da me. Solo cinque anni dopo capii che era l’uomo della mia vita. A quel punto avevo già iniziato a farmi assistere da un centro multidisciplinare per i disturbi alimentari ma avevo paura di come lui potesse reagire se fosse venuto a conoscenza della mia reale situazione. Per poter proseguire nella mia relazione ad un certo punto ho sentito che dovevo dire la verità. E non sono stata giudicata, anzi, mio marito mi ha teso la mano, ho scoperto di essere amata e ho iniziato nuovamente ad amarmi anch’io e a guarire. Oggi siamo insieme da dodici anni e abbiamo un bellissimo bambino, Lorenzo. Questa è la mia meravigliosa famiglia che non
avrei potuto avere se fossi rimasta nella trappola del metro, dei centimetri e della taglia.
Qual è il tuo consiglio a tutti coloro che stanno affrontando questo problema? Relativizzare. La vera cura inizia con la relativizzazione. Bisogna ammettere a sé stessi e agli altri la propria fragilità. La mia fragilità alla fine è stata la mia forza. Ma non si può fare tutto da soli, la mia guarigione è iniziata quando ho deciso di affidarmi ad un centro specializzato: lì ho capito che non ero sola, che non ero l’unica e chi mi ascoltava poteva comprendermi. Soprattutto chi mi ha aiutato mi ha consentito la gioia più grande della mia vita, quella di diventare madre. Sappiamo tutti cosa accade quando svilisci il tuo corpo e la tua mente. Perciò mi sento di dire a tutti coloro che sono chiusi in questa trappola di smettere di raccontarsi bugie e ammettere la propria dipendenza.

This is the essence of the powerful and heartfelt interview we received exclusively from Ilaria Capponi — model, influencer, and entrepreneur who emerged from the tunnel of bulimia to become an ambassador for a new set of values, with health at the top of the list.
Ilaria Capponi now brings her story to schools, encouraging young people to reject the ruthless marketing that tries to trap them into harmful and useless needs and ideals — starting with the so-called “bikini blues”, a widespread depressive state linked to the anxiety of wearing a swimsuit, which can lead to disordered behaviors.
“My struggle with bulimia started at the age of 14. I was overwhelmed by a sense of inadequacy. I knew I was harming myself, but I kept fighting with food and calories. By 17, I could barely stand. As a professional basketball player — and I say this because sport truly saves lives — I started to take care of my body again so I could compete. With proper nutrition and training, my body became toned and healthy, but I still didn’t like it. Unfortunately, in the fashion world, you’re defined by a tape measure, and once you enter that circus, you're no longer guided by health or common sense. Your thinking becomes obsessive and one-track;
you stop enjoying life. The only thing that matters is fitting into that damned size. You find yourself fighting against yourself, swinging between self-destruction and self-harm.”
But love saved your life...
Yes, that’s exactly what happened. When I met my husband, I was completely trapped in my illness, and I pushed him away. It was only five years later that I realized he was the love of my life. By then, I had already started treatment at a multidisciplinary center for eating disorders, but I was afraid of how he would react if he found out about my condition. In order to continue our relationship, I knew I had to be honest. And I wasn’t judged — on the contrary, he reached out to me. I discovered I was loved, and I began to love myself again and to heal. Today we’ve been together for twelve years and we have a beautiful son, Lorenzo. This is my wonderful family, which I would never have had if I had remained trapped by measuring tapes, centimeters, and dress sizes.
What advice would you give to those facing the same struggle?
To put things into perspective. True healing begins with perspective. You have to admit your
vulnerability — both to yourself and to others. In the end, my fragility became my strength. But you can’t do it all alone. My healing truly began when I decided to rely on a specialized center. There, I realized I wasn’t alone, I wasn’t the only one, and the people listening to me really understood what I was going through. Most importantly, they gave me the greatest joy of my life — becoming a mother. We all know what happens when you mistreat your body and mind. So to anyone stuck in this trap, I say: stop lying to yourself and acknowledge your dependence. That’s where the healing begins.
MEDICINA RIGENERATIVA: IL FUTURO DELLA CURA È GIÀ DENTRO DI NOI
Regenerative Medicine:
The Future of Healing Is Already Within Us
Intervista al Prof. Enrico Castellacci a cura di Rosi Fontana
Interview with Prof. Enrico Castellacci by Rosi Fontana
È la medicina del futuro, ed è dentro di noi. È quasi un concetto filosofico, oltre che un importante progetto di ricerca scientifica a livello mondiale: una medicina che mette al centro l’uomo, capace di rigenerarsi attraverso le proprie cellule.
La medicina rigenerativa si fonda sull’idea che all’interno del nostro corpo esistano cellule in grado, potenzialmente, di riparare e ricostruire i tessuti danneggiati. Ne abbiamo parlato con il Professor Enrico Castellacci, esperto di fama internazionale e studioso delle cellule staminali.
Prof. Castellacci, cos’è la medicina rigenerativa?
Da studioso delle cellule staminali, posso dire che questa pratica offrirà enormi vantaggi, oggi e in futuro, sia nelle cure sia nella prevenzione. Come suggerisce il nome stesso, la medicina rigenerativa serve a “far rigenerare” le cellule, e questo è stato ampiamente dimostrato da numerosi studi scientifici. È un campo di applicazione molto vasto: io mi occupo di malattie osteoarticolari, ma le cellule staminali possono essere indirizzate anche verso la cura di malattie neurodegenerative, patologie cardiologiche e molti altri ambiti. Il processo è complesso, soprattutto quando si usano cellule staminali provenienti dal
cordone ombelicale o dalla placenta, le cosiddette “totipotenti”, capaci cioè di trasformarsi in qualsiasi tessuto. Sta poi all’abilità dello scienziato — e del chirurgo — guidarne correttamente l’utilizzo. Nel mio campo, otteniamo risultati importanti soprattutto con i pazienti giovani, sportivi, in cui le lesioni non dipendono da processi degenerativi. Utilizziamo cellule staminali abbinate a tessuti bioingegnerizzati in grado di ricreare sia la cartilagine sia l’osso sottostante. Lo definiamo “tessuto intelligente”.
Negli anziani, l’approccio è più selettivo, ma le cellule staminali permettono comunque di rallentare l’evoluzione dell’artrosi, ritardando — o evitando — il ricorso alla protesi.
Quali sono oggi i campi di applicazione più promettenti?
Mi aspetto sviluppi significativi in ambito neurologico, per le malattie neurodegenerative e le lesioni del midollo spinale, ma anche in cardiologia: penso ad esempio agli infarti del miocardio, dove potremmo rigenerare la parte del cuore danneggiata dalla necrosi.
Nel mio ambito, lavorando con cellule già preordinate, abbiamo fatto grandi
progressi — e altri ne faremo. La ricerca aggiunge ogni giorno nuovi risultati concreti, e posso affermare con certezza che la medicina rigenerativa rappresenta davvero la medicina del futuro.
Inoltre, grazie alla terapia genica, saremo presto in grado di modificare il comportamento delle cellule staminali, guidandole verso obiettivi specifici. Questo rappresenterà un’evoluzione enorme, perché ci permetterà di affrontare patologie molto gravi, come le lesioni spinali, con strumenti completamente nuovi.
Ci sono controindicazioni per queste terapie?
Non ci sono controindicazioni, a meno che il paziente non presenti patologie oncologiche o del sangue. Poiché il trattamento parte dall’impianto di cellule del paziente stesso, non si corrono rischi se l’organismo è sano. In presenza di cellule malate, invece, non è possibile procedere: il rischio sarebbe quello di reinnestare cellule patologiche.

well as a major global scientific research project: a form of medicine that places the human being at the center, capable of regenerating through their own cells.
Regenerative medicine is based on the idea that cells exist within our bodies capable, potentially, of repairing and reconstructing damaged tissues. We spoke with Professor Enrico Castellacci, an internationally renowned expert and stem cell researcher.
Professor Castellacci, what is regenerative medicine?
As a stem cell researcher, I can say that this practice will offer enormous benefits, both now and in the future, in terms of treatment and prevention. As the name itself suggests, regenerative medicine aims to “regenerate” cells—something that has been widely demonstrated by numerous scientific studies. It is a vast field of application. I focus on osteoarticular diseases, but stem cells can also be directed toward the treatment of neurodegenerative diseases, cardiac conditions, and many other areas of medicine. The process is complex, especially when using
they can transform into any type of tissue. It is then up to the skill of the scientist—and the surgeon—to correctly guide their use.
In my field, we’re seeing significant results particularly in young, athletic patients, where injuries are not due to degenerative processes. We use stem cells combined with bioengineered tissue capable of recreating both cartilage and the underlying bone. We call this “intelligent tissue.”
In elderly patients, the approach is more selective, but stem cells can still significantly slow the progression of osteoarthritis, delaying—or even avoiding—the need for prosthetics.
What are the most promising fields of application today?
I expect major advancements in the neurological field, especially for neurodegenerative diseases and spinal cord injuries. In cardiology, for instance, we may be able to regenerate parts of the heart damaged by myocardial infarction.
In my area of expertise, since we work with already specialized cells, we’ve made great
I can confidently say that regenerative medici ne truly represents the medicine of the future. Furthermore, with gene therapy, we will soon be able to modify the behavior of stem cells, directing them toward specific therapeutic goals. This will represent an enormous evolution, enabling us to tackle very serious conditions, such as spinal cord injuries, with entirely new tools.
Are there any contraindications for these treatments?
There are no contraindications unless the patient has cancer or blood disorders. Since the treatment uses the patient’s own cells, there is no risk if the body is healthy. However, in the presence of diseased cells, the procedure cannot be performed, as there would be a risk of reintroducing pathological cells.
ESTATE E PERFORMANCE: INTERVISTA AL DOTT. SIMONE CASAROSA, DIRETTORE DI SAN ROSSORE SPORT VILLAGE
Summer and Performance: Interview with Dr. Simone Casarosa, Director of San Rossore Sport Village
Dott. Casarosa, perché l’estate è un momento strategico per il lavoro sul corpo?
L’estate, se affrontata con metodo, è un’opportunità preziosa per migliorare la performance fisica. Le alte temperature stimolano un adattamento fisiologico complesso che, se gestito con intelligenza, può diventare un alleato.
Come si adatta l’organismo al caldo?
Un elemento che abbiamo imparato a valorizzare nel tempo è l’effetto positivo che il caldo può avere sul corpo. Le alte temperature aumentano l’elasticità dei muscoli e dei tessuti di circa il 15-20%, rendendoli più “morbidi” e reattivi. Questo può diventare un momento ideale per lavorare sul miglioramento del movimento, sia per svolgere meglio le attività quotidiane, sia per recuperare abilità motorie fondamentali per tornare a praticare sport.
Molte persone arrivano da infortuni, da esperienze negative con l’attività fisica o da tentativi di “rimettersi in forma” vissuti con poco entusiasmo. Per questo crediamo che sia fondamentale trasformare l’idea del movimento da un obbligo a un piacere, aiutando ciascuno a ritrovare motivazione e benessere attraverso un percorso su misura.
Durante l’estate, il nostro metodo prevede l’inizio di ogni sessione con esercizi mirati all’attivazione neuromuscolare: servono a migliorare il dialogo tra cervello e muscoli, sfruttando al meglio le condizioni
offerte dal caldo. Da lì si passa a esercizi di controllo motorio, per mantenere qualità nei movimenti e migliorare la tecnica. Infine, grande attenzione viene data alla fase di recupero attivo. Stretching e posture non sono semplici esercizi di chiusura, ma strumenti veri e propri per preparare e rigenerare il corpo, rispettando le esigenze del singolo e le condizioni ambientali.
Qual è l’approccio del vostro centro nei mesi estivi?
Il nostro metodo parte sempre dalla persona: personalizziamo ogni percorso in base alle esigenze individuali, alla condizione di partenza e agli obiettivi. Nei mesi estivi lavoriamo per fasi –adattamento, sviluppo e consolidamento – monitorando costantemente i progressi grazie a un approccio multidisciplinare.
Quali altri fattori considerate nel percorso?
L’esperienza e la preparazione contano moltissimo, ma per ottenere davvero risultati serve anche un supporto oggettivo: i dati. Per questo, al San Rossore Sport Village utilizziamo strumenti scientifici che ci aiutano a monitorare i progressi delle persone e a costruire programmi su misura, davvero efficaci.
Uno dei test più importanti che utilizziamo è quello cardiopolmonare: ci permette di capire quanto ossigeno riesce a usare il corpo durante lo sforzo, qual è la frequenza cardiaca ideale per allenarsi e come reagisce l’apparato respiratorio. Grazie a
queste informazioni possiamo impostare un’attività personalizzata e sicura, con intensità e recuperi calibrati in modo preciso.
Accanto a questo, eseguiamo anche valutazioni posturali, test di forza, di equilibrio, di velocità e di movimento.
Tutti questi test ci aiutano a capire da dove partire e ci danno gli strumenti per seguire i miglioramenti nel tempo.
Un altro aspetto fondamentale è il controllo della composizione corporea: analizziamo massa grassa, massa magra e livello di idratazione, così da intervenire anche sull’alimentazione e sull’idratazione, in modo mirato.
Questi dati non sono solo numeri: ci guidano in ogni fase del percorso e ci permettono di offrire un lavoro davvero personalizzato, che rispetta la storia, i bisogni e gli obiettivi di ogni persona.
Un principio guida?
Trasformare il “dovere” di muoversi in un piacere consapevole, valorizzando il benessere, la tecnica e il recupero in ogni fase dell’allenamento.
Il nostro metodo parte sempre dalla persona: personalizziamo ogni percorso in base alle esigenze individuali, alla condizione di partenza e agli obiettivi. Nei mesi estivi lavoriamo per fasi, monitorando costantemente i progressi grazie a un approccio multidisciplinare. Our method always starts with the individual: we personalize every journey based on their specific needs, starting point, and goals. During the summer months, we work in phases, constantly monitoring progress through a multidisciplinary approach.
Dr. Casarosa, why is summer a strategic time to work on the body?
If approached methodically, summer is a valuable opportunity to enhance physical performance. High temperatures trigger a complex physiological adaptation that, if managed wisely, can become an ally.
How does the body adapt to the heat?
One element we've learned to value over time is the positive effect heat can have on the body. High temperatures increase muscle and tissue elasticity by about 15–20%, making them more “supple” and responsive. This makes summer an ideal time to work on improving movement—both to perform daily activities more effectively and to recover key motor skills needed to return to sports.
Many people come to us after injuries, with negative past experiences of physical activity, or after failed attempts to “get back in shape” that left them unmotivated. That is why we believe it is essential to transform the idea of movement from an obligation into a pleasure, helping everyone rediscover motivation and well-being through a personalized journey.
What is your center’s approach during the summer months?
Our method always starts with the individual: we personalize every journey based on their specific needs, starting point, and goals. During the summer months, we work in phases
– adaptation, development, and consolidation – constantly monitoring progress through a multidisciplinary approach.
What other factors do you consider during the process?
Experience and expertise are extremely important, but to truly achieve results, objective support is key: data. That is why at San Rossore Sport Village, we use scientific tools to track progress and design truly effective, personalized programs.
One of the most important tests we use is the cardiopulmonary test. It helps us understand how much oxygen the body can utilize during exertion, what the ideal heart rate is for training, and how the respiratory system responds. With this information, we can design personalized and safe activities, with precisely calibrated intensity and recovery.
In addition, we conduct postural assessments, strength tests, balance tests, speed tests, and skill tests for complex movements—essential not only in sports but also in daily life. These tests help us determine the starting point and provide tools to track improvements over time.
Another key aspect is body composition monitoring. We analyze fat mass, lean mass, and hydration levels, allowing us to also intervene in terms of diet and hydration in a targeted way.
These data are not just numbers—they guide
us through every phase of the process and allow us to offer truly personalized work that respects each person’s story, needs, and goals.
A guiding principle?
Turning the “duty” to move into a conscious pleasure—highlighting well-being, technique, and recovery in every stage of training— and, whenever possible, including a playful element that brings joy to physical activity and sport.

I NOSTRI EVENTI

E-STATE IN SALUTE: IL BENESSERE VA IN SCENA A VILLA BERTELLI
Summer and Health: Wellness Takes the Stage at Villa Bertelli
ESTATE 2025 • SUMMER 2025
Il Gruppo San Rossore ha scelto di estendere la propria visione della cura oltre le mura della clinica, dando vita a un progetto che unisce cultura, salute e divulgazione scientifica. In collaborazione con Villa Bertelli, centro culturale di riferimento a Forte dei Marmi, è nato un modello di incontro aperto alla comunità, dove la medicina si racconta in modo chiaro, coinvolgente e accessibile a tutti.
Protagonista e anima organizzativa di questa iniziativa è Annalisa Buselli, che con passione e competenza dà forma agli appuntamenti che animano gli spazi di Villa Bertelli. Dopo il successo dello scorso anno, la rassegna “E-state in salute” torna anche nell’estate 2025 con due nuovi incontri dedicati al benessere e alla prevenzione. Abbiamo chiesto ad Annalisa Buselli da dove nascano la passione e l’energia che la spingono ad accogliere medici e scienziati da tutta Italia negli spazi di Villa Bertelli, per parlare di salute, medicina e benessere. Ci ha risposto con la semplicità che la contraddistingue, offrendo una visione lucida e personale dello “stare bene”.
«Mi viene spontaneo invitare le persone a prendersi cura di sé e della propria famiglia, cercando un buon equilibrio tra corpo e mente. Stare bene non è solo un dovere verso noi stessi, ma anche verso chi ci sta accanto: quando una persona si ammala, ne risente l’intero nucleo familiare. Bisogna educare fin da piccoli, e io lo faccio già con il mio nipotino. Serve uno stile di vita sano: alimentazione equilibrata, niente fumo – il tabagismo è una causa certa di tumori e altre gravi malattie – attività fisica, aria aperta, meno zuccheri. Sono tutte abitudini che proteggono il nostro organismo.
Mi piace pensare che chi frequenta gli incontri a Villa Bertelli possa sviluppare una maggiore consapevolezza del valore della qualità della vita e dell'importanza di aiutare corpo e mente a vivere meglio».
Come nasce questo amore per la medicina?
«Fin dall’adolescenza ho sentito un’autentica attrazione per la medicina, che con il tempo è diventata una vera passione. Mi ha portata a conoscere sempre meglio la classe medica e il mondo della ricerca, che considero fondamentale: è grazie alla ricerca se oggi abbiamo cure per malattie che, fino a pochi anni fa, erano considerate incurabili».
The San Rossore Group has chosen to extend its vision of care beyond the walls of the clinic, launching a project that combines culture, health, and scientific outreach. In collaboration with Villa Bertelli, a cultural landmark in Forte dei Marmi, a new model of public engagement has been created — an open dialogue with the community where medicine is shared in a clear, engaging, and accessible way.
The driving force and organizational soul of this initiative is Annalisa Buselli, who, with passion and expertise, curates the events that enliven the spaces of Villa Bertelli. After last year's success, the “E-state in salute” series returns for summer 2025 with two new events focused on wellness and prevention.
We asked her where the passion and energy come from — the same energy that drives her to bring together doctors and scientists from all over Italy to discuss health, medicine, and wellness at Villa Bertelli. She responded with the clarity and simplicity that define her, offering a personal and thoughtful vision of what it means to “feel well”:
“It comes naturally for me to invite people to take care of themselves and their families, aiming for a healthy balance between body and mind. Wellness isn’t just a personal duty — it is a responsibility to those around us. When someone gets sick, the entire family is affected.
We must educate from an early age — I already do so with my grandson. We need a healthy lifestyle: a balanced diet, no smoking (tobacco is a proven cause of cancer and other serious diseases), regular physical activity, time outdoors, and less sugar. These habits help protect our bodies.
I like to think that those who attend the events at Villa Bertelli become more aware of the importance of life quality and how essential it is to help both body and mind live better lives.”
Where did your love for medicine come from?
“Since adolescence, I’ve felt a deep fascination with medicine, which over time became a true passion. It led me to connect more and more with the medical field and the world of research — a field I consider essential. Thanks to research, we now have treatments for diseases that were once thought incurable.”
CHIRURGIA DELLA CAVIGLIA AL CENTRO DEL CONGRESSO CON VAN DIJK
Ankle surgery at the heart of the congress with Van Dijk
Il 3 e 4 ottobre San Rossore Sport Village in collaborazione con San Rossore Academy ospiterà uno degli eventi scientifici più rilevanti nel panorama ortopedico internazionale: il congresso del Professor Niek Van Dijk, luminare mondiale della chirurgia della caviglia e del piede. Due giornate di alta formazione e confronto clinico che porteranno a Pisa i più importanti specialisti del settore, in un programma intensivo fatto di tavole rotonde e approfondimenti sulle tecniche più avanzate in ambito artroscopico e ricostruttivo.
On October 3rd and 4th, San Rossore Sport Village, in collaboration with San Rossore Academy, will host one of the most important scientific events in the international orthopedic field: the congress with Professor Niek Van Dijk, a world-renowned expert in ankle and foot surgery. Two days of advanced training and clinical discussions will bring the top specialists in the sector to Pisa, featuring an intensive program of round tables and deep dives into the most advanced arthroscopic and reconstructive techniques.
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La nostra esperienza e le tecnologie all’avanguardia ci permettono di offrire soluzioni poco invasive per il tuo sorriso.
LE RICETTE DEL MAGNOLIA
Sapori d’autore tra eleganza e benessere
The Recipes of Magnolia Signature flavors between elegance and wellness

Dalla cucina del ristorante stellato dell’Hotel Byron, tre creazioni firmate dallo chef Marco Bernardo per un'estate di gusto e raffinatezza. From the kitchen of the Michelin-starred restaurant at the Hotel Byron, three creations by chef Marco Bernardo for a summer of taste and refinement.
L’ECCELLENZA INCONTRA IL GUSTO
Excellence meets taste
Nel cuore di Forte dei Marmi, l’Hotel Byron è un’icona dell’ospitalità toscana di alto livello. All’interno, il ristorante Magnolia, stella Michelin, è guidato dallo chef Marco Bernardo, che fonde tecnica, mediterraneità e stagionalità in piatti leggeri ed eleganti. Dedicato a chi vuole fare una vera e propria esperienza gourmet accolti da un’atmosfera immersiva di design. Per un’esperienza ancora più esclusiva, c’è lo chef table affacciato sulla modernissima cucina. L’offerta gastronomica include anche Onda, ristorante a bordo piscina con una cucina che unisce la tradizione mediterranea coi sapori del territorio.
La Villa, con il suo charme aristocratico, la sua bella piscina e una generosa terrazza ha tutto il fascino di una dimora patrizia. Il Sasso invece si propone come struttura di design contemporaneo che guarda il panorama delle Alpi Apuane e delle quali cave sfoggia in facciata e nei preziosi interni il bellissimo marmo. Sotto il portico, di fronte al giardino, c’è invece il bar, per godersi momenti rinfrescanti. Ogni camera, suite o penthouse del Byron ha il suo proprio stile personale e una sua atmosfera che la rende unica e differente da tutte le altre.
Per questo numero estivo di San Rossore InForma, lo chef ci ha regalato tre ricette esclusive: piatti pensati per valorizzare la materia prima, esaltare i sapori e promuovere il benessere anche a tavola. Un invito a prendersi cura di sé anche attraverso ciò che si sceglie di gustare.
In the heart of Forte dei Marmi, between elegance and history, Hotel Byron stands as a symbol of high-level Tuscan hospitality. Inside, the Michelinstarred restaurant Magnolia is led by Chef Marco Bernardo, who blends technique, Mediterranean identity, and seasonal ingredients into light and elegant dishes. Designed for those seeking a true gourmet experience in an immersive, design-rich setting. For an even more exclusive moment, there’s a chef’s table overlooking the state-of-the-art kitchen.
The culinary offering also includes Onda, a poolside restaurant where Mediterranean tradition meets the flavors of the local territory.
La Villa, with its aristocratic charm, elegant pool, and generous terrace, exudes the atmosphere of a patrician residence. Il Sasso, on the other hand, is a contemporary design building that gazes toward the Apuan Alps, showcasing their stunning marble both on the façade and throughout the refined interiors. Under the portico, facing the garden, the bar is the perfect spot to enjoy refreshing moments.
Each room, suite, and penthouse at Byron has its own unique style and atmosphere, making every stay truly one of a kind.
For this summer edition of San Rossore InForma, Chef Marco Bernardo has created three exclusive recipes—dishes designed to enhance raw ingredients, elevate flavor, and promote well-being at the table.
An invitation to care for yourself, starting with what you choose to enjoy.

RICETTA PER 4 PERS. • 4 SERVINGS
320g Linguine di Gragnano Gragnano linguine
120g Salicornia
30g Prezzemolo parsley
15g Aglio affumicato smoked garlic
160g Arselle sgusciate clams, previously shelled
LINGUINE DI GRAGNANO CON ARSELLE, SALICORNIA E AGLIO AFFUMICATO
Gragnano Linguine with Clams, Salicornia, and Smoked Garlic
PREPARAZIONE
O1 Arrostire l’aglio a fiamma vivace e finire la cottura in forno a 140° per 40min.; in una casseruola rosolare uno spicchio d’aglio e i gambi di prezzemolo con un filo d’olio, aprire le arselle per poi sgusciarle.
O2 Preparare il pesto di salicornia al mortaio, iniziando nel lavorare prima l’aglio e il prezzemolo; infine aggiungere la salicornia precedentemente tagliata, facendo attenzione a non farla scaldare per evitare l’ossidazione. O3 Cuocere le linguine in acqua non molto salata per 3/4 della cottura finale, terminare essa nel liquido di governo d’arselle. O4 A cottura terminata mantecare con il pesto, adagiare al centro del piatto, aggiungere qualche germoglio di salicornia precedentemente condito con olio EVO e il ragout d’arselle.
O1 Roast the garlic over a high flame and finish cooking it in the oven at 140°C for 40 minutes. In a saucepan, sauté a clove of garlic and the parsley stems with a drizzle of oil, open the clams and then shell them.
O2 Prepare the salicornia pesto using a mortar. Start by working the garlic and parsley first. Lastly, add the previously chopped salicornia, taking care not to heat it to avoid oxidation. O3 Cook the linguine in lightly salted water for 3/4 of the total cooking time, then finish cooking them in the clam cooking liquid. O4 Once cooked, toss the pasta with the pesto, place it in the center of the plate, add some salicornia sprouts previously dressed with extra virgin olive oil, and the clam ragout.

RICETTA PER 4 PERS. • 4 SERVINGS
400g Occhione Big-Eye
Snapper
1 Limone di Amalfi
Amalfi lemon
30g Finocchio Marino
Sea Fennel
15g Olio di Vinacciolo
Grapeseed Oil
30g Cipolla Bianca
White Onion
30g Finocchio Fennel
30g Sedano Celery
Sale Salt
Pepe Pepper
OCCHIONE, LIMONE D’AMALFI E FINOCCHIO MARINO
Big-Eye Snapper, Amalfi Lemon, and Sea Fennel
PREPARAZIONE
O1 Per il crudo di occhione, sfilettare il pesce e abbattere i filetti. Lavare bene le lische e la testa, togliendo branchie, gli occhi e tutto il sangue in eccedenza. O2 Per gel e polvere: arrostire il limone intero a fiamma viva, poi abbassare e cuocere lentamente. Ricavare la polpa con un cucchiaio, aggiungere il 2% di zucchero e frullare per ottenere il gel. Essiccare la buccia in forno a 130°C per 45 min, poi frullare per ottenere la polvere. O3 Per la salsa: arrostire cipolla, sedano e finocchio; aggiungere testa e lische lavate e asciugate. Stufare senza colorare per una salsa limpida. Coprire con ghiaccio, far sobbollire 15 min, spegnere e lasciare in infusione i gambi di finocchio marino. Per l’olio verde, portare l’olio di semi di vinacciolo a 120°c e frullare con il finocchio marino, un’operazione rapida per evitare che si ossidi. O4 Infine ricoprire i filetti di occhione precedentemente abbattuti con la polvere di limone e procedere col taglio stile sashimi. Disporre il gel su ogni trancio di pesce e qualche germoglio di finocchio marino. Concludere versando la salsa.
O1 For the raw big-eye snapper, fillet the fish and blast chill the fillets. Wash the bones and the head thoroughly, removing the gills, the eyes, and all excess blood. O2 For the gel and powder: Roast the whole lemon over high heat, then lower the flame and cook it slowly. Scoop out the pulp with a spoon, add 2% sugar, and blend to obtain the gel. Dry the peel in the oven at 130°C for 45 minutes, then blend to obtain the powder.
O3 For the sauce, roast the onion, celery, and fennel, then add the previously washed and dried head and bones, stew without browning to obtain a clear sauce. Cover with ice and simmer for 15 minutes. Turn off the heat and leave the sea fennel stalks to infuse. For the green oil, bring the grapeseed oil to 120°C and blend quickly with the sea fennel to avoid oxidation.
O4 Finally, cover the blast-chilled big-eye snapper fillets with the lemon powder and proceed with sashimi-style slicing. Place the gel on each piece of fish and a few sea fennel sprouts. Finish by pouring the sauce over it.

FRAGOLE, CREMOSO AL MASCARPONE E CONSOMMÉCARDAMOMO, ALLA MELISSA
Strawberries, Mascarpone and Cardamom Cream, Lemon Balm Consommé
Pasta Frolla Shortcrust Pastry
125 g farina flour
94 g burro flour
25 g latte intero whole milk
2,5 g sale salt
2,5 g zucchero sugar
5 g tuorlo egg yolk
200g fragole strawberries
melissa lemon balm
Cremoso al mascarpone e cardamomo Mascarpone and Cardamom Cream
250 g panna cream
250 g mascarpone
mascarpone cheese
3 g gelatina gelatin
60 g zucchero vanigliato
vanilla sugar
2 g cardamomo cardamom
O1 Per la pasta frolla, impastare tutti gli ingredienti, una volta amalgamato far riposare in frigo 12 ore. Successivamente stendere fino ad ottenere lo spessore di 2 mm, con un coppapasta fare dei dischi e cuocere in forno statico a 160°C per 12 min.O2 Per il consomme di fragole e melissa, cuocere le fragole in forno a vapore su placca forata per 8 ore a 68°C, recuperare il liquido e far ridurre fino a concentrare il gusto. Successivamente mettere in infusione la melissa. O3 Per la composta di fragole, recuperare quelle cotte precedentemente a vapore e ripassarle in padella con burro e condirle con melissa julienne. O4 Per il cremoso al mascarpone e cardamomo, portare la panna a 62 gradi e lasciare in infusione il cardamomo, conservare in frigo per 12 ore. Il giorno seguente unire la panna con il resto degli ingredienti e semimontare il composto.
O1 For the shortcrust pastry, mix all the ingredients and let the dough rest in the fridge for 12 hours. Then roll it out to a thickness of 2 mm, cut out discs using a pastry cutter, and bake in a static oven at 160°C for 12 minutes. O2 For the strawberry and lemon balm consommé, steam the strawberries on a perforated tray in the oven for 8 hours at 68°C. Collect the liquid and reduce it to concentrate the flavor. Then infuse with lemon balm. O3 For the strawberry compote, take the previously steamed strawberries, sauté them in a pan with butter, and season with julienned lemon balm. O4 For the mascarpone and cardamom cream, heat the cream to 62°C and infuse with cardamom. Store in the fridge for 12 hours. The next day, combine the cream with the other ingredients and lightly whip the mixture.

I NOSTRI PROFESSIONISTI
DIRETTORE SANITARIO DELLA CASA DI CURA SAN ROSSORE
DIRETTORE DEL CENTRO DISTURBI ALIMENTARI
Dott. Giovanni Gravina
Medical Director of Casa di Cura San Rossore and Director of the Eating Disorders Center.
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Neonatologist and Pediatrician.
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