Anno XXX - n.41 - 1,50 euro
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 11 Novembre 2022
E ditoriale Pensioni, riforma in aula B CSM La Cop27 è Cresce ancora veramente “d’Egitto”
Spingere sulle rinnovabili consapevoli che non basteranno a soddisfare il fabbisogno, per cui nel contempo si devono riaprire le centrali a carbone; boicottare la produzione nucleare più per ideologia che per tecnologia, favorendo nel contempo le produzioni da fonti fossili. La transizione energetica vive già di suo tante contraddizioni, ma quello che sta accadendo in Egitto alla Cop27 è la contraddizione più forte possibile: si discute di cambiamento climatico, ma senza i principali fautori di ciò che sta accadendo a livello globale, ovvero Cina e India. Il risultato della Conferenza 2022 non potrà che essere dunque al ribasso. Senza dimenticare che questa passerà alla storia come la Cop27 più ”controllata” di sempre. Del resto l’Egitto non primeggia per la libertà di espressione e ne sta dando conferma questi giorni, con un dispiegamento di forze dell’ordine incredibile. Il tutto per evitare proteste e manifestazioni, con l’assoluta compiacenza degli altri Paesi partecipanti, ben consapevoli del luogo e dell’ambiente in cui sono ora. Se tale sforzo fosse stato messo in campo per costringere la Cina ad accettare le linee comuni per ridurre inquinamento e riscaldamento terrestre, forse qualche risultato si potrebbe anche raggiungere. Nel frattempo l’inverno ha iniziato a farsi sentire, senza che soluzioni strutturali siano arrivate nell’Occidente “green”. “Ma quale green d’Egitto” avrebbe risposto l’On. Trombetta a Totò. E nemmeno a San Marino, che di “occidentale” ha molti difetti, a iniziare dalla poca attenzione alla propria autonomia energetica. Un difetto del passato, certo, ma che persiste ancora. Daniele Bartolucci
e sindacati in piazza
la raccolta bancaria
In Consiglio la seconda lettura con i provvedimenti per rendere più sostenibile il sistema. Si voterà con lo sciopero generale sul Pianello a pag.3
L avoro
Assunzioni frontalieri liberalizzate
a pag.6
A SACON
La riforma delle pensioni arriva all’atto finale: martedì 15 novembre inizierà infatti la seconda lettura dell’atteso provvedimento, diventato a suo modo il punto di scontro tra Governo e sindacati, pronti a dare battaglia con lo sciopero generale proprio sul Pianello. Invero, le motivazioni sono diverse, perché spaziano dal rinnovo dei contratti scaduti (in tal senso quello del Settore Pubblico è simbolicamente quello più importante) alle politiche energetiche, fino alle altre riforme in agenda. Nel frattempo, però, l’impianto previdenziale va corretto e reso più sostenibile. Su questo si dibatterà in Consiglio, dove approderanno gli interventi elaborati nei mesi scorsi tra cui “quota 103”, le nuove aliquote contributive e il superamento in parte del “tetto”. Bartolucci alle pagg. 6-7
i Condomini e la sfida energetica
a pag.9
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