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Fixing_38_2026

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Anno XXXIV - n. 38 - 1,50 euro

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 16 Ottobre 2026

E ditoriale Accordo UE: la firma, poi L avoro Energetici: è la sfida dei Governi

L’escalation dei conflitti bellici ai confini dell’Europa (l’invasione russa in Ucraina) e in Medio Oriente non sembra invertire la sua dinamica, mentre con l’arrivo dell’inverno preoccupa sempre di più l’aumento dei prezzi degli energetici - in particolare carburanti e gas per riscaldamento - e di conseguenza delle importazioni. Una situazione che coinvolge tutti i Paesi, i quali però sembrano adottare strategie differenti, anche all’interno della stessa “famiglia”, come avviene nell’Unione Europea in queste settimane, nonostante la spinta di diversi Governi (in primis la Meloni) a trovare soluzioni comuni. Nel frattempo, però, occorre agire in qualche modo, aiutando famiglie e soprattutto imprese a sostenere il caro-energetici: in Italia, per fare l’esempio più vicino, ogni mese c’è un intervento diretto alle aziende energivore, e non da oggi. In Germania uguale (anche perché la decisione di spegnere il nucleare ha riportato le industrie tedesche ai problemi che hanno sempre avuto quelle italiane) ed ora anche in Spagna si va in quella direzione. E a San Marino? La discussione si è fermata ai Decreti per gli “sconti” in tariffa, mentre non c’è traccia di un provvedimento simile all’energy release italiano, di cui le imprese dello stivale beneficiano già da anni. Intanto i prezzi continuano a lievitare senza possibilità per le imprese nemmeno di acquistare altrove gli energetici, visto che l’AASS detiene il monopolio di fatto. E non c’è, ancora per lo meno, l’apporto di energia prodotta dagli impianti fotovoltaici “statali”, perché quello bresciano è in costruzione e dei due da acquistare tramite bando (ma già attivi) non c’è ancora notizia. Daniele Bartolucci

tutti al lavoro per il 2027

Fabbisogni imprese: c’è l’indagine

Il 19 ottobre data storica, ma l’adeguamento è solo all’inizio: “Riforme e nuove norme, daremo priorità alle iniziative che aprono opportunità” a pag.3

Turismo

Stagione positiva, non per la funivia

a pag.4

S cuola

Il 19 ottobre è già una data storica per San Marino, perché la firma dell’Accordo di Associazione che avverrà a Bruxelles nella tarda mattinata o primo pomeriggio chiude di fatto la lunghissima trattativa tra le parti. Ma apre una nuova fase, quella della ratifica, che porterà all’entrata in vigore dell’Accordo, presumibilmente in forma provvisoria su richiesta di San Marino, nei primi mesi del 2027. Quella sì che sarà la vera svolta epocale, perché la piccola Repubblica si integrerà finalmente nel mercato unico europeo alla pari degli altri Stati (membri o associati che siano) in base al “principio di non discriminazione”. Un passaggio che necessita, però, di un adeguamento corposo: la macchina pubblica è già al lavoro da mesi e molti cambiamenti sono già impostati. Bartolucci alle pagg. 6-7

La settimana corta partirà dalle Medie

a pag.8

spazio riservato all’indirizzo


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F inanza

FIXING - Anno XXXIV - n.38 - Venerdì 16 Ottobre 2026

Luca Zanata (NT Capital SG): “Scegliere la durata in base ai propri obiettivi”

Titoli di Stato: sicuri fino a prova contraria? La differenza tra sentirsi protetti ed esserlo davvero quando i tassi salgono Da settimane i notiziari ripetono le stesse parole: debito pubblico ai massimi, rendimenti in salita, spread da tenere d’occhio. Il 7 ottobre Kristalina Georgieva, direttrice del Fondo Monetario Internazionale, ha legato tre pressioni che si alimentano a vicenda: il debito degli Stati, il caro energia e la corsa agli investimenti in intelligenza artificiale. Il Fondo stima che il debito pubblico mondiale supererà il cento per cento del prodotto interno lordo entro la fine del decennio, un livello visto l’ultima volta dopo la Seconda guerra mondiale. Fin qui la cronaca. La domanda che conta, però, è molto più vicina a te, e riguarda proprio la parte di portafoglio che consideri al sicuro: i titoli di Stato. Di solito il timore si ferma a un dubbio, e se lo Stato saltasse il pagamento del suo debito? Per i grandi emittenti è l’ipotesi meno probabile di tutte, e fermarsi lì significa guardare dalla parte sbagliata. Il vero rischio ha un altro nome Il rischio vero ha un altro nome: il tasso. Quando un Paese

è carico di debito e deve rifinanziarlo di continuo, per convincere chi gli presta denaro è costretto a offrire un rendimento più alto. E le tre pressioni citate da Georgieva spingono tutte nella stessa direzione. Il caro energia tiene viva l’inflazione, e un’inflazione viva impedisce ai tassi di scendere. La corsa all’intelligenza artificiale assorbe quantità enormi di capitale, che diventa più conteso e quindi più caro. Più debito da collocare, più denaro richiesto altrove, e i rendimenti restano sotto tensione. A quel punto scatta un meccanismo che pochi risparmiatori hanno chiaro. Appena i rendimenti dei titoli nuovi salgono, quelli che hai già in portafoglio valgono meno, perché nessuno pagherebbe a prezzo pieno una cedola diventata più magra di quelle appena emesse. Più lunga è la scadenza del titolo, più forte è questo effetto: a ogni movimento dei tassi il prezzo si sposta nella direzione opposta, e si sposta di più. È la ragione per cui due titoli dello stesso Stato, ugualmente sicuri sulla carta, possono comportarsi in modo molto

N T Capital SG

diverso. Lo si è già visto da vicino. Chi aveva in portafoglio titoli di Stato a lunga scadenza lo ha vissuto nel 2022: con la risalita rapida dei tassi, obbligazioni considerate prudentissime hanno lasciato sul terreno, in conto capitale, molto più di quanto quasi chiunque ritenesse possibile per un bene rifugio. Il valore nominale era garantito a scadenza, certo. Ma chi ha avuto bisogno di quei soldi prima li ha venduti in perdita. Quando il debito riscrive le regole C’è un’implicazione più profonda, ed è qui che il debito cambia davvero le regole. Il rendimento dei titoli di Stato è il metro con cui si misura tutto il resto: dai mutui al credito alle imprese, fino al prezzo delle azioni. Quando un mondo che vive a debito costringe quel metro a salire, a muoversi è molto più del prezzo di un singolo BTP. Il denaro torna ad avere un costo, e un costo più alto rende più severo il giudizio su qualunque promessa di guadagno futuro. Il titolo di Stato, insomma, è tutt’altro che un angolo isolato del portafo-

“Nemini teneri”, indipendenti nel nome ma soprattutto nella gestione delle attività NT Capital SG è la prima società sammarinese di gestione del risparmio indipendente, nata nel 2023 con l’obiettivo valorizzare gli investimenti e sviluppare una nuova economia sul territorio, in particolare quella innovativa e tecnologicamente avanzata. Il tutto “senza condizionamenti” né vincoli, come già palesa il nome della societÀ:

NT è infatti l’acronimo di Nemini teneri (“non dipendere da nessuno”), principio basilare dell’antica Repubblica di San Marino. L’indipendenza nella finanza è allo stesso modo una caratteristica determinante perché consente di concentrarsi sulla gestione del risparmio dei propri clienti senza vincoli utilizzando tutti gli strumenti finanziari su

tutti i mercati e avvalendosi della collaborazione delle controparti più qualificate. A questo si aggiunge una visione , fortemente condivisa dai soci fondatori e focalizzata anche sull’innovazione e la tecnologia, introducendo e promuovendo iniziative imprenditoriali sostenibili, che integrano fattori ambientali, sociali e di buon governo.

glio: è la base su cui poggia il valore di quasi ogni altra cosa che possiedi. C’è poi una seconda erosione, più silenziosa. Se l’inflazione resta elevata, come Georgieva teme a causa dei prezzi dell’energia, quel rendimento fisso perde potere d’acquisto anno dopo anno. Il capitale torna intero a scadenza, ma vale meno di quando lo avevi impegnato. Il titolo di Stato chiuso in un cassetto sembra fermo e tranquillo, e invece è esposto. La differenza è che quell’esposizione la subisce, invece di governarla. Pensa a chi negli anni ha riempito il portafoglio di titoli di Stato lunghi, convinto che bastasse la parola Stato a renderli tranquilli. Quella parola dice qualcosa sulla probabilità di essere rimborsati a scadenza, e dice poco su cosa accadrà al prezzo, nel frattempo, o su quanto varrà davvero quella cedola fra dieci o vent’anni. Sono due cose diverse, che spesso finiscono schiacciate in un’unica, comoda idea di sicurezza. La durata, la misura che conta Chi gestisce patrimoni per mandato questo lo sa bene, e tratta i titoli di Stato per quello che sono davvero: una posizione con un rischio preciso, da misurare. Fondi pensione, assicurazioni e banche centrali decidono in anticipo quanta durata tenere e su quali scadenze, e spostano quei pesi quando lo scenario cambia. La durata, in fondo, è solo la misura di quanto il prezzo reagisce ai tassi: tenerla sotto controllo è metà del lavoro. Per loro la parola sicuro descrive un ruolo dentro il portafoglio, mai una garanzia sul prezzo. Subire il rischio o governarlo È qui che si vede la distanza

tra chi esegue un ordine e chi guida un patrimonio. Comprare un titolo di Stato e dimenticarlo in un cassetto è una scelta passiva: affidi a un prezzo di mercato futuro ciò che potresti decidere oggi. Guidare vuol dire scegliere la durata adatta ai tuoi obiettivi e scalare le scadenze nel tempo, spostandole quando il quadro del debito e dei tassi cambia. È la logica con cui NT Capital costruisce la parte obbligazionaria dei portafogli: scadenze e limiti stabiliti prima, e rivisti con metodo, invece che quando la paura bussa alla porta. C’è anche un lato umano, e pesa più di quanto si ammetta. Quando i prezzi dei titoli scendono, l’istinto spinge a vendere proprio nel punto di massima tensione, cristallizzando una perdita che il tempo avrebbe riassorbito. Chi guida un patrimonio serve pure a questo: tenere la rotta quando la pancia suggerisce il contrario, e trasformare un titolo subito in una scelta ragionata. Il punto, del resto, non è spendere meno. È l’efficienza, cioè quanto rendimento porti a casa per il rischio che ti sei preso. Una parte obbligazionaria governata con disciplina offre lo stesso ruolo di stabilità senza regalare rendimento all’inflazione, e senza farti scoprire nel momento peggiore di avere in mano una posizione che avevi subito senza sceglierla. La disciplina si decide prima Georgieva ha chiesto ai governi di ricostruire margini di sicurezza e di rimettere ordine nei conti prima che a imporlo sia il mercato. In piccolo, per il tuo patrimonio vale la stessa regola. Un portafoglio sistemato con calma, quando il tema sembra persino lontano, regge gli urti molto meglio di uno aggiustato

in fretta mentre la tensione è già sui prezzi. La disciplina sui titoli di Stato si decide prima, proprio nel momento in cui pare superflua. I rendimenti continueranno a salire e a scendere, lo spread a riempire i titoli dei giornali. Su questo nessuno ha davvero potere. Quello che puoi governare è il rischio che porti in casa con i tuoi titoli di Stato, e il ruolo che affidi a ciascuna scadenza. Il patrimonio ha un compito più grande di un rendimento di periodo: portare avanti i tuoi obiettivi di vita, senza sorprese che si potevano evitare. La domanda da porti, allora, è semplice: i titoli di Stato che hai in portafoglio li hai scelti per il rischio che contengono, o per la parola rassicurante che sembrano portare scritta sopra? Luca Zanata, Presidente del Comitato Investimenti di NT Capital SG I contenuti del presente documento sono esclusivamente destinati ad avere una finalità informativa, la sua pubblicazione non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio e non è finalizzata a promuovere o collocare strumenti finanziari. Le informazioni ed ogni altro parere resi nel presente documento sono riferiti alla data di redazione del medesimo e possono essere soggetti a modifiche. I contenuti del presente documento riflettono le opinioni degli autori e si basano su una varietà di fonti d’informazione considerate affidabili e che sono state selezionate con cura e diligenza professionale senza però poter fornire alcuna garanzia o manleva in merito all’accuratezza, completezza o qualità. Nel caso in cui l’utente intenda effettuare qualsiasi operazione è opportuno che non basi le sue scelte esclusivamente sulle informazioni indicate nel presente documento, ma dovrà considerare la rilevanza delle informazioni ai fini delle proprie decisioni, alla luce dei propri obiettivi di investimento, della propria esperienza, delle proprie risorse finanziarie e operative e di qualsiasi altra circostanza.


L avoro

FIXING - Anno XXXIV - n.38 - Venerdì 16 Ottobre 2026

Tempo fino al 30 novembre per completare il quadro. Avanza verso la scadenza finale la seconda rilevazione strategica sui fabbisogni formativi e occupazionali delle imprese della Repubblica di San Marino. Promossa dalla Segreteria di Stato per il Lavoro, la Programmazione Economica, i Rapporti con A.A.S.S., la Transizione Ecologica e l’Innovazione Tecnologica, la mappatura vede la collaborazione operativa dell’Ufficio per il Lavoro e le Politiche Attive e delle organizzazioni datoriali e sindacali. Un passaggio decisivo. L’intento consiste nell’allineare la programmazione formativa e le politiche pubbliche dell’occupazione alle reali necessità di chi genera valore sul territorio. In una fase segnata dalle trasformazioni tecnologiche e dai modelli di sviluppo sostenibile, l’indagine mira a rilevare le trasformazioni organizzative, identificando i profili di difficile reperimento e le abilità tecniche emergenti. Raccogliere dati puntuali significa dotare il Paese di un’analisi dettagliata. Un orientamento indispensabile per calibrare gli interventi pubblici – dalla formazione scolastica e universitaria alle misure di riqualificazione professionale – sulle reali esigenze manifestate dalle attività economiche. La risposta diffusa del sistema produtti-

E conomia

La risposta del sistema produttivo “rappresenta il motore della pianificazione strategica”

Domanda e offerta: l’indagine sui fabbisogni delle imprese La “finestra” della seconda rilevazione strategica rimarrà aperta sino a novembre stimonianza sul campo aiuta le istituzioni a mettere a punto strumenti capaci di sostenere lo sviluppo del nostro tessuto economico” conclude Bevitori.

vo rappresenta il motore dell’intera pianificazione strategica. Le dichiarazioni “Disporre di un quadro nitido sulle dinamiche occupa-

zionali permette di programmare le scelte pubbliche senza procedere a tentoni,” dichiara il Segretario di Stato per il Lavoro, Alessandro Bevitori. “Ascoltare le necessità espresse direttamen-

Report Confindustria-Luiss, imprese estere: in Italia valgono il 35,8% dell’export Le imprese a controllo estero giocano un ruolo sempre più rilevante nello sviluppo economico dell’Italia: il contributo sul fatturato nazionale passa dal 17,8% del 2014 al 21% del 2023, pari a 887 miliardi di euro, e quello sull’export sale dal 27,4% al 35,8%. Sono quasi 19.000 e generano un valore aggiunto diretto pari a 188 miliardi di euro,

dando lavoro a 1,8 milioni di persone. Questo è quanto è emerso dal Rapporto Annuale 2026 dell’Osservatorio Imprese Estere. L’analisi evidenzia il grande contributo delle imprese a controllo estero a crescita, innovazione, export, occupazione qualificata e sviluppo: le imprese estere sono un fattore di sviluppo per i territori; attraverso filiere,

fornitori e reti produttive, contribuiscono alla crescita delle PMI e alla diffusione di competenze e innovazione. Con 203 miliardi di export di beni spiegano il 35,8% del complesso dei flussi esportati del Paese; ancora più rilevante è l’attività di importazione, pari a 228 miliardi (il 49,7% dell’import totale delle imprese attive in Italia).

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica Direttore responsabile Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm Redattore Alessandro Carli a.carli@fixing.sm Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm

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Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049 e-mail: info@fixing.sm web: www.sanmarinofixing.com Prezzo in edicola: 1,50 euro Fotolito Linotipia Riminese Via San Leo, 10 47922 Rimini Italia

Stampa Studiostampa New Age Strada Rovereta, 42 47899 Falciano Repubblica di San Marino Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’in­terno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Au­to­rizzazione n.711 del 16/02/2005 della Di­rezione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino

te dalle aziende costituisce il presupposto fondamentale per elaborare interventi di politica attiva concreti e mirati. Sollecito gli imprenditori a partecipare compilando il questionario: ciascuna te-

Accesso attraverso la piattaforma OPEC L’accesso alla procedura d’inserimento avviene in modalità interamente digitale attraverso la piattaforma del Portale OPEC. L’architettura del questionario, suddivisa tra l’esame dell’assetto occupazionale presente e la stima sui futuri inserimenti organici, garantisce una compilazione rapida e priva di appesantimenti burocratici. I dati raccolti saranno trattati in forma rigorosamente aggregata nel rispetto della riservatezza, con l’esclusivo obiettivo di guidare la programmazione economica delle prossime stagioni.

F ocus

In crescita le imprese del Titano

Le imprese per ramo di attività economica. A luglio 2026 il totale è risultato essere di 5.373 aziende, in aumento sia su il totale del mese prima (5.361) che su quello di luglio 2025 (5.312). In contrazione troviamo le attività manifatturiere (466 a luglio 2025, 451 a giugno 2026, 449 a luglio 2026; va sottolineato però, che la loro capacità di dare lavoro è cresciuta) mente sono in aumento quelle del settore delle costruzioni, passate da 351 di luglio 2025 a 366 di luglio di quest’anno.


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T urismo

FIXING - Anno XXXIV - n.38 - Venerdì 16 Ottobre 2026

Aumenta il tempo di permanenza media e il “fatturato” tracciato SMaC

La “stagione” è positiva Il ricettivo è in crescita Il calo più preoccupante riguarda invece la funivia: -15% di passeggeri La “stagione” è andata bene, lo dicono i numeri presentati nella conferenza stampa dei giorni scorsi sul quadrimestre giugno – settembre 2026. Dati positivi, quindi, che consolidano i risultati degli ultimi anni confermandone il trend: questo è stato illustrato dal Segretario di Stato per il Turismo Federico Pedini Amati, dalla Dirigente dell’Ufficio del Turismo Nicoletta Corbelli e dal Direttore Dipartimento Turismo Filippo Francini. Gli afflussi e il sistema di registrazione I dati presentati sono forniti dall’Ufficio Statistica per quanto riguarda l’afflusso turistico e dal sistema di registrazione degli alloggiati per quanto riguarda arrivi e permanenze nelle strutture alberghiere. “Dalla prossima conferenza di fine anno”, è stato spiegato, “si procederà analizzando i dati del sistema a telecamere ParkIT maggiormente digitalizzato e verranno sommati i dati di quanti raggiungono San Marino attraverso la linea bus RiminiSan Marino (mai calcolati in precedenza)”. “Nei 4 mesi estivi hanno raggiunto San Marino 1.077.213 visitatori, un trend decisamente in linea con quello delle stagioni precedenti che ci porta verso la conferma del superamento dei 2 milioni (-1.52% rispetto allo stesso periodo del 2025). Al dato di cui sopra sono da aggiungere i 349.241 visitatori che hanno raggiunto San Marino con il bus di linea”. “Incide lo stato di salute dell’aeroporto di Rimini e la propensione a scegliere i mezzi pubblici in questo periodo di crisi del carburante”. La funivia in “rosso” La funivia invece fa registrare un dato particolarmente negativo perdendo quasi il 15% dei passeggeri. “Pesano l’aumento dei biglietti ma anche l’indisponibilità per lunghi periodi del parcheggio della Baldasserona chiuso per lavori”. Un problema che

si riverbererà, poi, nel bilanco di AASS, che gestisce il servizio. Non l’unico in perdita, va detto, ma compensato dagli energetici.

Il numero dei turisti è in crescita Il numero di turisti arrivati nelle strutture ricettive nei mesi estivi è decisamente in

crescita. Nei quattro mesi estivi gli arrivi nelle strutture sammarinesi sono aumentati del 4.4% rispetto al 2025 e del 3.35% rispetto al 2024.

Crescono anche il numero di notti: +2.98% rispetto al 2025. Nei mesi estivi, come già accadeva gli anni scorsi, il numero di turisti stranieri su-

pera quello dei turisti italiani. Il 45% di turisti che hanno alloggiato nella Repubblica di San Marino nei quattro mesi estivi è italiano, gli altri sono tedeschi (11.2%), olandesi (4.5%), britannici (3.5), polacchi (2.7%), francesi (2.6%) e austriaci (2.6%) per un quarto del totale. Per quanto riguarda gli arrivi extraeuropei c’è da tenere in considerazione il 3.3% di statunitensi (circa 2000 turisti) e complessivamente un 10% che si divide fra Cina, Brasile, Canada, Australia e Giappone. Aumenta anche il tempo di permanenza media La permanenza media nella Repubblica di San Marino cresce grazie alle strutture extralberghiere che vengono scelte dai turisti per 2,4 notti di media. Nelle strutture alberghiere la permanenza media è di 1.56 notti. I dati della SMaC in terreno positivo Il dato SMaC cresce sensibilmente. Se lo scorso anno i settori commercio e ricettività del centro storico facevano registrare il +3.57 sull’anno precedente il trend dei mesi estivi registra una crescita del +5.28% sul 2025 per quanto riguarda le attività commerciali mentre alloggi e ristorazione registrano il 6.79% in più in riferimento al periodo estivo. La tassa di soggiorno: in linea con lo scorso anno Il dato sulla tassa di soggiorno si riferisce ai primi 6 mesi dell’anno e non al periodo estivo ed è perfettamente in linea con l’incassato del 2025. Il Treno Bianco Azzurro: quasi 90 visitatori al giorno Piccola nota sul Treno Bianco Azzurro il cui nuovo percorso è stato inaugurato il 29 giugno 2026. Dall’apertura al 30 settembre sono stati effettuati 263 viaggi in 38 giornate di apertura. Complessivamente sono saliti 3284 visitatori pari ad una media di quasi 90 visitatori al giorno.


I mprese

FIXING - Anno XXXIV - n.38 - Venerdì 16 Ottobre 2026

di Daniele Bartolucci

Con l’attivazione della nuova rampa di pesa da 18 metri, IAM completa una serie di investimenti che le permettono di affrontare sempre meglio le nuove sfide della gestione ambientale, continuando quel percorso di crescita che la caratterizza da sempre e la caratterizzerà anche in futuro, grazie alla recente acquisizione da parte di CICLAT Trasporti Ambiente. “Si tratta di diversi interventi strutturali, ma uniti dallo stesso obiettivo: migliorare la capacità produttiva aziendale e, al tempo stesso, allinearci alle best practice del settore, andando quindi oltre, dove possibile, alle già stringenti normative interne”, spiega l’Amministratore Delegato Mirkare Manzi. Un unico progetto ma più cantieri Un progetto unico, quindi, ma suddiviso in diversi cantieri, che hanno impegnato tutta l’azienda per diversi mesi. “L’impianto di separazione delle acque di prima pioggia, infatti”, spiega Manzi, “ha comportato una modifica sostanziale, seppur temporanea, della logistica interna. L’area di intervento era infatti di fronte all’ingresso, dove quotidianamente passano i nostri mezzi e quelli delle aziende nostre partner. Per ovviare al pro-

W elfare

L’AD Mirkare Manzi: “Dopo le vasche di prima pioggia, un altro investimento importante”

IAM: il valore ambientale si “pesa” per davvero Completato il secondo cantiere: attiva la rampa da 18 metri con portata 80 tonnellate

blema e mantenere comunque un accesso in sicurezza, abbiamo letteralmente spostato il traffico veicolare in un’unica corsia, cantierando la parte oggetto dei lavori di

escavazione. Una volta chiuso questo cantiere, abbiamo subito invertito la dinamica, spostando il traffico sull’area di nuovo asfaltata, per permettere i lavori preparatori

ICEE, si è riunito l’Osservatorio per fare il punto sulla fase di sperimentazione Si è svolta il 13 ottobre la quarta riunione dell’Osservatorio sull’Indicatore della Condizione Economica per l’Equità (ICEE), previsto dall’articolo 18 della Legge 4 febbraio 2026 n. 16. Al centro dell’incontro, l’esame delle prime risultanze delle Dichiarazioni Patrimoniali e Reddituali (DPR) presentate dai cittadini che hanno richiesto le provvidenze interessate dalla fase di test dello strumento ICEE. La sperimentazione riguarda, in questa fase, le provvidenze previste dalla Legge in materia di diritto allo studio, l’Assegno Familiare Integrativo, l’iscrizione alle liste di avviamento al lavoro, il reddito minimo mensile familiare, nonché le tariffe sociali per gli utenti domestici previste dall’articolo 4 del Decreto Delegato 6 giugno 2023 n. 93. Il confronto tra i compo-

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nenti dell’Osservatorio si è rivelato utile e costruttivo, consentendo di raccogliere osservazioni ed elementi di valutazione emersi dalla prima applicazione sperimentale dello strumento, già circa 200 già in questi primi giorni di applicazione (dal 1 ottobre u.s.) opportunamente relazionati da parte della Sezione dell’ICEE, recentemente istituto presso l’Ufficio Tributario.

Le indicazioni raccolte costituiranno una base di lavoro per valutare eventuali aggiornamenti e modifiche alla disciplina, sia nell’ambito degli interventi sui decreti delegati attuativi, sia attraverso possibili proposte di modifica della legge, con l’obiettivo di accompagnare l’introduzione dell’ICEE attraverso un percorso di verifica e progressivo affinamento.

all’installazione della rampa di pesatura. Nel frattempo”, avverte Manzi, “abbiamo anche riqualificato l’area esterna sul retro dei magazzini, dove stocchiamo alcuni ma-

teriali ferrosi prima dell’invio a smaltimento. Quindi abbiamo installato la nuova rampa e, una volta eseguiti i test tecnici, l’abbiamo messa in funzione. La nuova rampa

per la pesatura del materiale“, spiega ancora Manzi, “è funzionale al miglioramento delle nostre attività principali, perché consentirà di avere un monitoraggio costante e puntuale di tutto il materiale in entrata e in uscita, allineandoci non solo alle normative interne, ma anche alle sempre più stringenti prescrizioni delle Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale-ARPA italiane. Si tratta di un ulteriore e importante investimento in prospettiva futura, che consolida le certificazioni ISO che abbiamo ottenuto e che stiamo rinnovando e implementando. Certificazioni che rappresentano per IAM non solo una garanzia per clienti e fornitori, ma anche uno stimolo a migliorare continuamente, spesso anche anticipando ciò che le normative andranno a richiedere in futuro”.


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di Daniele Bartolucci

Il 19 ottobre 2026 è già una data storica per la Repubblica di San Marino (e il Principato di Andorra, ovviamente), ma la firma dell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea chiude solo una fase, quella della lunghissima trattativa, e ne apre una nuova - quella della ratifica che porterà all’entrata in vigore. La data che fisserà, dunque, il cambiamento epocale di prospettiva per la piccola Repubblica, finalmente completamente integrata nel mercato unico europeo e alla pari degli altri Stati membri o associati che essi siano in base al “principio di non discriminazione”, non è ancora certa, ma se l’iter sammarinese rispetterà le tempistiche ipotizzate, dovrebbe collocarsi tra gennaio e febbraio 2027.

EAsterittualità

FIXING FIXING - Anno - Anno XXXIV XXII- n.38 - n.22- Venerdì - Venerdì166 Ottobre Giugno 2026 2014

Già partita da mesi la macchina pubblica per allinearsi al quadro giuridico europeo in base anche

Accordo UE, si firma! Il 19 ottob

Tra le 12 e le 14 di lunedì l’attesa cerimonia a Bruxelles che chiuderà la lunghissima tra vigore provvisoria nei primi mesi del 2027. Belluzzi (Interni): “Nel presentare le riforme, La cerimonia a Bruxelles Lunedì 19 ottobre si svolgerà quindi la cerimonia della firma, attesa tra le 12 e le 14 ora locale e a cui ha già dato disponibilità a partecipare anche la Presidente Ursula von der Leyen, a cui seguirà una conferenza stampa in diretta webtv. Già pronta a partire la missione sammarinese, con il Segretario di Stato agli Esteri, Luca Becca-

ri, che arriverà domenica sera a Bruxelles, mentre i capi Dipartimento e lo staff lo raggiungeranno nella prima mattinata di lunedì. Ratifica ed entrata in vigore provvisoria Come detto, la firma non esaurisce l’iter, a iniziare da “un passaggio formale che dovremo fare come Governo”, ha spiegato Beccari,

“perché noi avevamo già approvato il testo dell’Accordo ma, essendo poi cambiata la natura da mista a esclusiva, lo dobbiamo riapprovare”. Poi “avremo il processo di ratifica interno”, che “è quello solito di tutti gli accordi internazionali” e “una volta fatta la ratifica, dovremo comunicare alla Commissione la volontà o meno, ma presumo di sì, di avvalerci dell’en-

IUnal cambio di metodo “legge omnibus” annuale per individuare i percorsi di

recepimento evitando di congestionare l’attività legislativa Il Segretario di Stato Luca Beccari ha presentato in Commissione congiunta Esteri-Interni anche una proposta di legge qualificata per organizzare il recepimento. Spiega che gli strumenti normativi esistono già, ma che occorre evitare un sovraccarico dei lavori: “Disponiamo già di tutti gli strumenti normativi necessari e non dobbiamo inventare nuove fonti normative o modificare in diversi punti la Carta dei diritti. Il tema è che l’Accordo di Associazione prevede l’allineamento a diverse discipline europee. La fase più intensa di questo allineamento può probabilmente essere individuata in un orizzonte di tre o quattro anni dall’entrata in vigore. Crediamo quindi che ci siano fondamentalmente due strade. Possiamo mantenere le regole procedurali relative agli strumenti normativi attuali, sapendo però che ci sarà un’inevitabile congestione dell’attività legislativa a livello consiliare. Oppure possiamo valutare percorsi differenziati che consentano di distribuire meglio questo carico e lavorare in maniera più fluida. Lo scopo della proposta di legge è integrare gli strumenti esistenti con alcuni strumenti derivati, offrendo al Consiglio un ventaglio di opzioni per decidere su quale binario incanalare il recepimento dei vari atti. Vi chiedo di

cogliere lo spirito di questa iniziativa, che si farà se sarà condivisa: permettere al Consiglio di governare costantemente il processo di recepimento, scegliendo da un punto di vista politico quali percorsi seguire”. Nel concreto, “immaginiamo un insieme di atti normativi che il Consiglio può suddividere e indirizzare verso procedure diverse, riservando esami più approfonditi e più passaggi agli atti che ritiene abbiano una maggiore valenza politica, senza rimanere imbottigliato nelle procedure relative ad atti di basso impatto o che si traducono nella semplice trasposizione di specifiche immodificabili. Un regolamento dell’Unione Europea che definisce standard tecnici di produzione non può essere modificato, perché altrimenti il prodotto non sarebbe più conforme agli standard europei. Già oggi le nostre aziende non producono con standard diversi: in assenza di una disciplina sammarinese si rifanno a quella europea. Che senso avrebbe recepire un regolamento sugli standard tecnici attraverso una legge, con prima lettura, commissione e seconda lettura, se non contiene un elemento politico che richiede questo percorso?” Oppure, “ci possono essere atti di natura ibrida, che contengono sia disposizioni di questo tipo sia elementi

che richiedono adattamenti. Penso, ad esempio, al trasporto di merci: se ci sono questioni che riguardano linee ferroviarie o autostrade, infrastrutture che non abbiamo, è chiaro che occorre un adattamento”. Infine, “ci sono poi discipline che, per la natura stessa della direttiva, devono essere trasposte nell’ordinamento nazionale, come avviene negli Stati membri. Un esempio è la direttiva sullo stabilimento, che stabilisce principi e regole quadro che gli Stati declinano armonizzandoli con il proprio ordinamento”. Per ovviare a tutto questo, “la proposta che abbiamo immaginato è una legge qualificata, dello stesso rango di quella sul regolamento consiliare e complementare a essa. Introduce uno strumento di base: la legge omnibus annuale di recepimento. È una legge che, da un anno all’altro, definisce i percorsi di recepimento degli atti da adottare nell’anno di riferimento e risolve i problemi relativi ai conflitti tra norme. Fa ordine, evitando di inserire nei singoli atti una quantità di norme transitorie che possono conciliarsi male e che bisogna poi recuperare da un provvedimento all’altro, perché a volte sono anche incrociate. Avremmo quindi un contenitore che fa pulizia e semplificazione

normativa e permette di conferire deleghe specifiche al governo, concentrate in un unico provvedimento anziché distribuite in una miriade di atti. Il Consiglio decide cosa delegare al Governo attraverso lo strumento del decreto, senza inventare altro, con il successivo ritorno per la ratifica. Decide anche quali atti, tornando all’esempio degli standard tecnici, non richiedano adattamenti e possano essere recepiti attraverso un rinvio diretto, come abbiamo già fatto per altre discipline. La legge omnibus diventa quindi il momento in cui si discute politicamente la strategia nazionale di recepimento per l’anno successivo. Come avviene per l’assestamento di bilancio, può essere adeguata in corso d’anno se intervengono esigenze particolari. Il Consiglio ha dunque una voce importante nell’attività di recepimento: raccoglie le istanze del governo e delle varie Segreterie, le valuta e le indirizza”.

trata in vigore provvisoria. A quel punto il Segretariato della Commissione riceve la comunicazione e la manda al Parlamento per la presa d’atto e, il primo giorno del mese successivo al ricevimento, viene dichiarata l’entrata in vigore provvisoria. Quindi, volendo e riuscendo a fare tutto senza inciampi tecnici, si potrebbe avere l’entrata in vigore provvisoria anche il primo gennaio. Se non fosse, sarà il primo febbraio o comunque un mese dopo, ma diciamo che il 2027 sarà l’anno di produzione degli effetti dell’Accordo, che avrà quindi efficacia piena per quanto riguarda le sue disposizioni, tranne quelle disposizioni di cui abbiamo già parlato che rientrano nel cosiddetto pacchetto misto, cioè quelle che hanno natura mista e che hanno determinato la natura mista dell’Accordo”. Va detto che, come ricordato in una nota della stessa Segreteria agli Affari Esteri, “l’applicazione provvisoria non riguarderà, secondo quanto previsto dall’Accordo, gli articoli 27-32, relativi agli investimenti indiretti, e l’articolo 63, relativo alla cooperazione tributaria”. L’adeguamento al quadro giuridico è già partito La macchina pubblica sammarinese è già partita da mesi, come ha spiegato recentemente il Segretario di Stato agli Affari Interni, Andrea Belluzzi, nella Commissione congiunta EsteriInterni: “Parliamo della fine dell’estate del 2024. Da quel momento, la Segreteria di Stato agli Affari Esteri e la Segreteria di Stato agli Affari Interni, insieme alla Funzione Pubblica, si sono messe al lavoro, ragionando come se l’accordo fosse già firmato e cominciando a confrontarsi sulle modalità della sua applicazione. Per quanto mi riguarda, quale Segretario agli Affari Interni, il lavoro si è concentrato in particolare sulla pubblica amministrazione. Lascio al collega alcuni aspetti di questo percorso, perché l’idea e il merito sono del Diparti-

mento Affari Esteri e non voglio appropriarmene. Abbiamo iniziato a coordinarci e a lavorare insieme. Una parte dei risultati l’avete potuta vedere nella relazione presentata in Consiglio Grande e Generale. Quella relazione offre già una prima idea dell’approccio e della visione con cui abbiamo affrontato l’accordo: l’impatto sulla pubblica amministrazione e sulle istituzioni, le attività da mettere in campo, dipartimento per dipartimento, per recepire gli annex, e gli interventi sull’organizzazione dell’amministrazione”. Le risorse umane e la riorganizzazione “Uno degli aspetti è valutare quante risorse umane siano necessarie, se occorra riorganizzare l’amministrazione o istituire nuove funzioni”, ha spiegato Belluzzi. Dopo l’avvio delle prime ricognizioni, “i dirigenti avevano ricevuto e potuto studiare gli annex e le direttive che potevano incidere sui rispettivi dipartimenti e sulle unità operative, individuando le iniziative legislative, le riorganizzazioni e le funzioni da attivare. La Funzione Pubblica ha quindi svolto una seconda ricognizione anche in vista del terzo fabbisogno, che ho tenuto con il freno a mano tirato proprio perché, prima di de-


AE ttualità steri

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e alle deroghe concesse: “Per alcuni Uffici serviranno risorse aggiuntive e nuove competenze”

bre data storica per San Marino

attativa, ma aprirà la nuova fase di adeguamento e di ratifica, che porterà all’entrata in nuove norme e aggiornamenti, daremo priorità alle iniziative che aprono opportunità”

finirlo, ritenevo necessaria una riflessione sull’impatto dell’accordo sull’amministrazione. Sono emersi uffici sui quali l’impatto non è particolarmente rilevante e uffici che riescono a sostenere l’agenda senza ulteriori risorse. In alcune aree servono invece risorse aggiuntive o competenze diverse da quelle presenti nell’attuale organizzazione”. Le nuove Authority: Statistica e Antitrust “È emersa anche, come già indicato nella relazione, la necessità di riflettere sull’istituzione di nuove funzioni, in particolare delle authority. La relazione contiene una ricognizione delle authority esistenti e di quelle da istituire, oltre che delle funzioni da modificare. Ad esempio, è necessario trasformare l’unità di statistica, che abbiamo gradualmente separato dall’informatica, in un ente autonomo e indipendente. Posso annunciare che siamo già pronti in questo senso. La statistica è uno dei principali canali di comunicazione con l’Unione Europea per l’interscambio di dati e richiede uno standard di indipendenza e autonomia che oggi non abbiamo e che ci stiamo preoccupando di creare. Questo significa anche sviluppare un’area che, ne sono certo, può offrire uno strumento

in più a tutta la comunità per basare le politiche sui dati e sulla loro analisi, anziché semplicemente su percezioni o riflessioni soggettive. [...] Si tratta di mettere a disposizione dell’economia, della classe dirigente pubblica e privata e della politica pacchetti di analisi”. C’è poi l’attivazione di altre funzioni: “L’Antitrust, ad esempio, è un’authority che dobbiamo istituire e alla quale dobbiamo dare uno spazio. Sto studiando una possibilità, considerando che abbiamo numerose authority, alcune preziose, come il Garante della privacy, oggi prive di una struttura amministrativa di base. Garantire una struttura a ciascuna comporterebbe un impegno e un costo di personale che potete comprendere. Una soluzione adottata da molti Paesi consiste nel creare una struttura amministrativa comune a più authority, una sorta di cancelleria condivisa che smista il lavoro verso gli organismi che ne costituiscono il cuore, gli organismi giudicanti”. “Accorpamenti e priorità alle opportunità” Proprio sull’esempio dell’unificazione, Belluzzi ha illustrato l’approccio che si è tenuto e che si terrà in futuro: “Cercare accorpamenti e fare massa critica, evitando che la necessità di ulteriori risorse umane renda difficile e gravosa l’applicazione dell’accordo”. “Un altro aspetto che ho condiviso con il collega e con gli altri membri del governo riguarda l’agenda delle priorità. Come governo abbiamo condiviso che l’accordo rappresenta un’importantissima opportunità di crescita e sviluppo. Nel presentare le riforme, le nuove norme e gli aggiornamenti, vogliamo quindi dare priorità alle iniziative che aprono opportunità. Vi faccio l’esempio della legge sugli appalti. La riforma, o quantomeno l’adeguamento della nostra normativa alle direttive dell’Unione Europea, può essere affrontata

in modo tecnico e burocratico oppure come un’occasione per snellire e rendere più leggibili e semplici le procedure degli appalti pubblici per le forniture di beni e servizi. C’è anche la possibilità

di dare alle nostre imprese e ai lavoratori autonomi uno strumento di cittadinanza europea, che consenta loro di partecipare al mercato europeo degli appalti ed essere competitivi. L’ho chia-

mato il passaporto europeo per le nostre imprese, per andare a competere fuori. Per me”, ha ribadito Belluzzi, “questo è il senso principale, il cuore dell’accordo di associazione: avere oppor-

tunità che oggi non abbiamo. È questo l’approccio del Congresso di Stato e l’indicazione che abbiamo dato ai dipartimenti nel definire l’agenda delle priorità. Nel portare le iniziative nelle commissioni e in Consiglio Grande e Generale, per le prime letture e per il processo di adeguamento che dobbiamo condividere, vogliamo concentrarci sulle priorità che garantiscono crescita e sviluppo al Paese. Questo potrà contribuire a bilanciare alcuni costi che sicuramente ci saranno, come gli investimenti in risorse e professionalità”.


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Monitoraggio per valutare i risultati conseguiti sotto il profilo didattico

Scuole medie, scatta la “settimana corta” Dal 2027/2028 la sperimentazione: sui banchi da lunedì a venerdì A decorrere dall’anno scolastico 2027/2028 è attivata presso la Scuola Media la sperimentazione dell’organizzazione delle attività didattiche su cinque giorni settimanali, dal lunedì al venerdì. La sperimentazione è attivata per tutte le classi della Scuola Media ed ha durata triennale. Così l’articolo 2 del Decreto Delegato numero 148 del 2026. Dette le finalità del decreto (articolo 1: la riorganizzazione del tempo scuola obbligatorio su cinque giorni settimanali; il miglioramento della qualità dell’offerta formativa attraverso l’introduzione di modalità didattiche innovative e laboratoriali; la valorizzazione della progettazione interdisciplinare e della collaborazione tra docenti; la promozione di ulteriori opportunità educative, formative, culturali, sportive ed espressive a partecipazione volon-

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taria, aperte a tutti gli studenti), vediamo gli altri articoli nei dettagli. Nell’ambito della sperimentazione (articolo 3), “il tempo scuola obbligatorio è articolato in trenta moduli settimanali. Nell’ambito dei tren-

ta moduli settimanali sono previsti due moduli svolti in compresenza da due docenti appartenenti al Consiglio di classe. 3. I moduli, di cui ai commi 1 e 2, sono finalizzati alla realizzazione di attività interdisciplinari e laborato-

Nuove tariffe e criteri per il contributo dello Stato ai servizi socioeducativi privati Modifiche al Decreto Delegato 1° Marzo 2018 n.21 “Tariffe e criteri per il contributo dello Stato ai servizi socioeducativi privati accreditati” e s.m. Ad apportarle, il Decreto Delegato 7 ottobre 2026 n.154. Il comma 1, dell’articolo 4 del Decreto Delegato 1° marzo 2018 numero 21 e successive modifiche è così modificato: “1. In favore delle strutture private accreditate che erogano servizi socio-educativi convenzionati viene riconosciuto un contributo alle spese di gestione così determinato: a) asilo nido: euro 770,00 (settecentosettanta/00) per ogni posto bambino accreditato; b) spazi bambino: euro 650,00 (seicentocinquanta/00) per ogni posto bambino accreditato. Qualora il servizio privato spazi bambino ottenga

complessivamente almeno cinque posti riservati dal Servizio Pubblico, lo Stato erogherà il contributo mensile previsto per i posti non ricoperti rispetto ai posti massimi stabiliti negli accordi contrattuali di cui all’articolo 5 del Decreto Delegato 4 agosto 2008 n.115. Qualora il servizio non ottenga il numero di posti minimo predetto non verrà corrisposto alcun in-

dennizzo per i posti non ricoperti. Non è dovuto alcun indennizzo per i posti non ricoperti per il servizio asilo nido.”. Disposizione finale È abrogato il Decreto Delegato dell’8 luglio 2026 numero 90. Sono fatti salvi gli atti e gli effetti conformemente compiuti durante la vigenza dello stesso.

riali coerenti con il Piano dell’offerta formativa della Scuola Media. Gli aspetti applicativi del progetto di sperimentazione della settimana scolastica su cinque giorni nella Scuola Media e le modalità attuative del presente articolo sono disciplinati tramite regolamento del Congresso di Stato, da adottarsi entro il 31 gennaio 2027 su proposta della Direzione della Scuola Media, con particolare riferimento alla pianificazione dell’orario settimanale, all’organizzazione delle compresenze, all’attuazione degli esiti dello studio di fattibilità e agli ulteriori aspetti organizzativi e didattici connessi alla sperimentazione. Nell’ambito della sperimentazione (articolo 4), il Dipartimento Istruzione e Cultura può promuovere attività extra-scolastiche educative, culturali, artistiche e labora-

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toriali ulteriori rispetto al tempo scuola obbligatorio. La Scuola Media inoltre può organizzare attività formative di potenziamento e recupero didattico. Le attività di cui sopra sono fruibili su base volontaria e sono rivolte alla generalità degli studenti, nel rispetto dei principi di inclusione e pari opportunità di accesso. Il Dipartimento Istruzione e Cultura, d’intesa con la Dirigenza della Scuola Media, definisce con apposito provvedimento le modalità organizzative generali per lo svolgimento delle attività extrascolastiche e quelle formative di potenziamento e recupero didattico, individuando i tempi, gli orari, i contenuti delle attività e le modalità di utilizzo degli spazi e delle strutture scolastiche. Le attività extrascolastiche e quelle formative di potenziamento e recupero didattico possono essere svolte anche nelle giornate e negli orari non interessati dalle attività didattiche obbligatorie. A tal fine, la sede della Scuola Media è resa disponibile, secondo le esigenze organizzative e il calendario delle attività, anche nella giornata del sabato in orario antimeridiano, per lo svolgimento di tali attività, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia di sicurezza, vigilanza e organizzazione del servizio. La sperimentazione (articolo 5) è sottoposta ad un’attività continuativa di monitoraggio finalizzata alla valutazione dei risultati conseguiti sotto il profilo didattico, or-

ganizzativo ed educativo. Il Dipartimento Istruzione e Cultura, avvalendosi del Centro per il Monitoraggio del sistema di istruzione e formazione, di cui all’articolo 8 del Decreto Delegato 10 giugno 2014 n.86 e successive modifiche, definisce le modalità e gli strumenti di rilevazione, documentazione e valutazione della sperimentazione. Qualora dagli esiti del monitoraggio emergano esigenze di miglioramento o di adeguamento funzionale al perseguimento delle finalità di cui all’articolo 1, il Congresso di Stato, nell’esercizio della delega di cui all’articolo 28, comma 6 della Legge n.21/1998, su proposta della Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura, sentita la Dirigenza della Scuola Media, adotta i necessari interventi organizzativi e didattici nell’ambito della sperimentazione. Al termine del triennio di sperimentazione il Dipartimento Istruzione e Cultura, con il supporto del Centro per il Monitoraggio del sistema di istruzione e formazione, elabora una relazione conclusiva contenente la valutazione degli esiti conseguiti e le eventuali proposte conseguenti. La relazione è trasmessa alla Segreteria di Stato per l’Istruzione e la Cultura. Il Segretario di Stato per l’Istruzione e la Cultura riferisce al Congresso di Stato e al Consiglio Grande e Generale sui risultati della sperimentazione, ai sensi dell’articolo 4 della Legge 12 febbraio 1998 numero 23.

Diritto allo studio: aperte sino a novembre le richieste per i contributi previsti dalla legge Il Dipartimento Istruzione e Cultura informa che è attiva la possibilità di presentare la richiesta per la concessione dei contributi previsti dalla normativa sul Diritto allo Studio. Le istanze, relative sia agli studenti della scuola

superiore sia agli studenti universitari, dovranno essere inoltrate entro e non oltre il 30 novembre 2026. Si evidenzia che la presentazione deve avvenire unicamente in via telematica mediante la piattaforma Ecos.

Si ricorda che da quest’anno è obbligatorio compilare la Dichiarazione Reddituale Patrimoniale DPR. Tale operazione può essere fatta anche successivamente all’invio dell’istanza dei contributi.


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Ciacci: “Può rappresentare anche un’occasione per le strutture ricettive”

Alloggi per universitari: avviata la ricognizione Preferite le camere ubicate a Città, Borgo Maggiore e Serravalle La Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente, insieme alle Segreterie di Stato competenti e all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, ha avviato un percorso condiviso per individuare camere da destinare ad alloggio degli studenti iscritti all’Ateneo. In costante aumento il numero degli iscritti L’iniziativa nasce dal costante aumento degli iscritti ai corsi di laurea e di laurea magistrale e dalla conseguente esigenza di garantire soluzioni abitative stabili, accessibili e adeguatamente collegate alle sedi universitarie. Disporre di un’offerta di alloggi idonea è infatti una condizione essenziale per l’attrattività e la crescita dell’Università sammarinese. Vista l’importanza dello studentato previsto dalla Legge n. 87/2026 sulla Piani-

ficazione Territoriale Strategica, le Amministrazioni coinvolte hanno ritenuto op-

portuno svolgere una ricognizione delle disponibilità già presenti sul territorio. La

Radio 24 News - “24 Mattino”

Bernini: “Costi sugli studentati falsi, in media si pagano 400/500 euro” Radio 24 Il Sole 24 Ore www.radio24.ilsole24ore.com

“Alcune delle contestazioni delle opposizioni si basano sul costo degli studentati. Alcuni hanno detto addirittura 1300€, 1000€ per alloggio. È una bugia. Lo dicono gli stessi enti che affittano. Il costo medio è tra i 400 e €500, comprese le utenze internet. Abbiamo messo i link a tutti gli studentati con tutti i costi che sono erogati dagli studentati e che fanno chiarezza di qualsiasi propaganda e polemica politica. Non esistono affitti a 1000€”. Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministra dell’Università e della ricerca a 24 mattino su Radio 24. I posti letto “Ci sono 73.223 posti letto in più che abbiamo fatto in

questi 4 anni, di cui 43.000 già accesi, cioè 43.000 chiavi messe in mano di 43.000 studenti. Altri 30.000 già contrattualizzati e pronti per essere consegnati entro la metà del 2027. Quindi una cosa è la protesta degli studenti, il disagio, il carovita, l’inflazione, tutto esistente e tutto legittimo. Una cosa è la strumentalizzazione politica di chi vorrebbe riportare tutto al 2022 quando Schlein e Conte e Landini andavano a farsi i selfie dentro le tende degli studenti. Ed è esattamente quello che hanno fatto, però nel frattempo ci sono 73.223 posti letto in più”. Landini dagli studenti “Landini che è andato da-

vanti alla Camera a solidarizzare con gli studenti 2 anni fa inneggiava alla rivolta sociale. Rivolta sociale, questo è il rischio vero, perché qui stiamo togliendo opportunità a studenti e famiglie che in questo momento vengono traghettati verso una forma di protesta che non è di contesto in Italia”. Lo ha detto Anna Maria Bernini, a 24 mattino su Radio 24.

ricognizione riguarda camere singole o doppie situate in strutture ricettive, unità abi-

tative o porzioni di fabbricato regolarmente destinate a tale uso. Sono preferite le camere ubicate nei Castelli di Città di San Marino, Borgo Maggiore e Serravalle, ma possono essere proposti immobili in qualsiasi Castello della Repubblica. Per gli studenti alloggiati nelle strutture che aderiranno all’iniziativa sarà previsto un collegamento con le sedi universitarie tramite il servizio SMUVI. I rapporti di locazione intercorreranno direttamente tra la struttura e lo studente. Con i soggetti ritenuti idonei potrà essere stipulata una convenzione con l’Università e le Segreterie di Stato competenti. Le strutture ricettive e i proprietari interessati potranno rivolgersi direttamente all’Università degli Studi della Repubblica di San Marino, che fornirà loro supporto e indicazioni sulle modalità di adesione.

S toria e politica

Le dichiarazioni “La crescita dell’Università rappresenta un’opportunità strategica per il Paese e richiede risposte concrete anche sul piano abitativo” dichiara il Segretario di Stato per il Territorio e l’Ambiente, Matteo Ciacci. “Mentre proseguiamo nella programmazione degli studentati previsti dalla nuova legge sulla pianificazione territoriale, vogliamo valorizzare fin da subito le disponibilità esistenti, con condizioni chiare per gli studenti e un collegamento garantito con le sedi universitarie. È un lavoro condiviso tra istituzioni, che può rappresentare anche un’occasione per le strutture ricettive del territorio”. Per ulteriori informazioni e approfondimenti è possibile consultare il portale ufficiale dell’Università degli Studi della Repubblica di San Marino www.unirsm.sm.

Grande successo nella Repubblica di San Marino per il convegno su Alcide De Gasperi Grande successo per il convegno dedicato ad Alcide De Gasperi, svoltosi presso la Sala Montelupo di Domagnano, in occasione della presentazione del volume Alcide De Gasperi. Rivoluzione, Riforme, Libertà. La giornata si è aperta con l’udienza della delegazione dei relatori presso gli Eccellentissimi Capitani Reggenti, prima dell’incontro pubblico dedicato all’eredità politica e culturale dello statista. L’iniziativa, patrocinata dalla Segreteria di Stato per gli Affari Esteri, ha riunito rappresentanti del mondo istituzionale, accademico, ecclesiale e culturale. Dopo l’introduzione di Giuseppe Fioroni, già Ministro dell’Istruzione, si sono succeduti gli interventi dei relatori, dedicati all’attualità della visione degasperiana. Particolare attenzione ha suscitato l’intervento di Ni-

cola Barone, Presidente di TIM San Marino, dal titolo “De Gasperi e la sovranità europea nell’era digitale”. Collegando il Manifesto di Ventotene, l’opera di De Gasperi e il rapporto Draghi sulla competitività europea, Barone ha sottolineato che la sovranità digitale significa soprattutto capacità di scelta e autonomia strategica. Come il carbone e l’acciaio furono alla base della prima integrazione europea, oggi cloud, intelligenza artificiale e semiconduttori richiedono una risposta comune. «Non

occorre recuperare ventisette sovranità tecnologiche nazionali, ma costruire una capacità europea», ha ricordato Barone, ribadendo che l’innovazione deve restare al servizio della persona, dei diritti e della democrazia. In conclusione, Barone ha richiamato l’immagine degasperiana della «casa comune europea»: costruire una sovranità digitale condivisa significa proseguire il progetto dei padri fondatori con gli strumenti del XXI secolo, nel segno della «nostra Patria Europa».


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L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha deciso di assegnare il Premio della Sveriges Riksbank per le scienze economiche in memoria di Alfred Nobel 2026 a Robert E. Hall (Stanford University, CA, USA) e a Michael Woodford (Columbia University, New York, USA) “per i fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica”. I vincitori del premio per le scienze economiche di quest’anno, Robert E. Hall e Michael Woodford, hanno sviluppato nuovi modelli macroeconomici che hanno notevolmente migliorato la nostra capacità di attuare politiche di stabilizzazione efficaci. Sulla base di tali modelli, misure di politica fiscale e monetaria adottate con la giusta tempistica possono ridurre le oscillazioni dell’economia tra picchi e flessioni. L’economia è caratterizzata dall’alternanza di fasi di contrazione e di espansione. Da quando, quasi un secolo fa, l’economista John Maynard Keynes ha introdotto le sue teorie, la politica di stabilizzazione ha rivestito un ruolo fondamentale nell’affrontare tali fluttuazioni. Durante le recessioni, l’economia viene stimolata riducendo i tassi di interesse e aumentando il deficit di bilancio, mentre per rallentare un’economia in forte espansione si dovrebbe agire in senso opposto. Tuttavia, durante le crisi petrolifere degli anni ‘70, sembrò che i modelli keynesiani — che stabilivano quando e come attuare tali misure — non funzionassero più. Invece di ridurre la disoccupazione, essi portarono a un’inflazione incontrollata. L’Occidente visse un decennio caratterizzato da bassa crescita, elevata disoccupazione e alta inflazione. In molti ritennero che la politica di stabilizzazione avesse causato più danni che benefici e che dovesse essere abbandonata. Robert E. Hall e Michael Woodford ricevono il premio di quest’anno per le scienze economiche per aver dimostrato come i modelli economici possano essere ricostruiti al fine di rivitalizzare le politiche di stabilizzazione. Invece di basare i modelli su relazioni statistiche tra variabili macroeconomiche – quali inflazione, produzione e consumi – hanno scelto di fondarli su basi microeconomiche. Ciò implica comprendere in che modo l’insieme delle singole famiglie e imprese influenzi l’economia attraverso le proprie azioni. Un elemento centrale di questi modelli è che famiglie e imprese, nel prendere decisioni su risparmi o prezzi dei

E conomia

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Il Presidente del Comitato, Hassler: “Sono già utilizzati da banche centrali e dai governi”

Premio Nobel Economia 2026 Hanno vinto Hall e Woodford I loro modelli per i fondamenti microeconomici della stabilizzazione macroeconomica

FGli ocus altri “Nobel” assegnati: Medicina, Fisica e Chimica

prodotti, guardano al futuro. Quando governi e banche centrali comunicano i propri piani di politica economica, possono influenzare tale prospettiva futura e indirizzare l’economia nella giusta direzione. Dall’introduzione dei nuovi modelli, questi si

sono rivelati estremamente utili per affrontare le fasi di recessione economica che ci hanno interessato. “Il lavoro dei premiati ci ha fornito una solida base teorica per i modelli oggi utilizzati da banche centrali e governi in tutto il mondo. Grazie a

essi, siamo meglio attrezzati per gestire gli shock economici, come le crisi energetiche o le variazioni improvvise nei consumi delle famiglie”, afferma John Hassler, presidente del Comitato per il premio in scienze economiche. AC

L’Assemblea del Nobel presso il Karolinska Institutet ha deciso di assegnare il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2026 congiuntamente a Karl Deissereth (Howard Hughes Medical Institute e Università di Stanford, Stati Uniti), Peter Hegemann (Università Humboldt di Berlino, Germania) e Georg Nagel (Università di Würzburg, Germania) “per le loro scoperte riguardanti i canali ionici attivati dalla luce e l’optogenetica”. Il Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina 2026 viene assegnato per l’optogenetica, un metodo che permette di dimostrare come le cellule nervose modellano ricordi, sentimenti e comportamenti nel cervello vivente. Peter Hegemann e Georg Nagel scoprirono una straordinaria proteina, la canalerodopsina, in un’alga unicellulare. Karl Deisseroth trasformò questa proteina in un interruttore controllato dalla luce per le cellule nervose. I vincitori del Premio Nobel hanno gettato le basi di una nuova era nelle neuroscienze. Il modo in cui il cervello governa le emozioni, i comportamenti e le funzioni corporee è stato a lungo un mistero. Nel XX secolo, i ricercatori hanno iniziato a studiare quali aree del cervello influenzassero quali funzioni, ma i metodi utilizzati non permettevano di dimostrare relazioni causali. L’immagine che si erano fatti del cervello era come una mappa abbozzata, piena di punti interrogativi e incognite. Ora tutto questo sta cambiando. “L’optogenetica offre opportunità per mappare il cervello in un modo che un tempo potevamo so-

lo sognare”, afferma Per Svenningsson, presidente del Comitato Nobel per la Fisiologia o la Medicina. Il Premio Nobel per la Fisica 2026 invece è stato assegnato a Francis Halzen (Università del Wisconsin-Madison, Stati Uniti) “per il contributo decisivo all’Osservatorio di neutrini IceCube e alla scoperta di neutrini ad alta energia di origine astrofisica”. Francis Halzen, si legge sul sito dei Nobel (www. nobelprize.org), comprese che il ghiaccio al Polo Sud poteva essere utilizzato per tracciare le particelle note come neutrini. La sua visione e la sua leadership scientifica sono state fondamentali per l’Osservatorio di neutrini IceCube, un chilometro cubo di ghiaccio dotato di sensori di luce. Grazie a IceCube, i ricercatori possono catturare i neutrini provenienti da processi ad altissima energia nell’universo remoto. Il Premio Nobel per la Chimica 2026 invece è stato assegnato a Henri B. Kagan e Kenso Soai “per la scoperta degli effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica”. L’annuncio è arrivato dall’Accademia reale svedese delle Scienze. Le ricerche dei due chimici hanno permesso di comprendere un fenomeno legato alla chiralità, la proprietà che consente ad alcune molecole di presentarsi in due configurazioni speculari, gli enantiomeri. Pur avendo la stessa composizione chimica, queste forme possono comportarsi diversamente. Riuscire a controllare quale delle due venga prodotta diventa fondamentale in campo farmaceutico.


S port

FIXING - Anno XXXIV - n.38 - Venerdì 16 Ottobre 2026

Il decreto - legge numero 149 del 2026 reca disposizioni finalizzate alla tutela del prestigio, dell’onore, dell’immagine e degli interessi di San Marino nell’ambito dell’esercizio dell’attività sportiva. Le disposizioni si applicano alle associazioni sportive e società sportive che utilizzano, o intendono utilizzare, nella propria denominazione la dicitura “San Marino” o espressioni idonee a determinare un diretto collegamento con la Repubblica. L’autorizzazione Le associazioni e società sportive di cui sopra devono ottenere preventivamente l’autorizzazione del Comitato Olimpico Nazionale Sammarinese, di seguito brevemente CONS, ai fini dell’utilizzo della dicitura “San Marino” o di espressioni idonee a determinare un diretto collegamento con la Repubblica di San Marino nella propria denominazione. L’autorizzazione è richiesta mediante presentazione di apposita istanza al CONS, corredata dalla documentazione necessaria alla valutazione della natura, delle finalità e dell’attività del soggetto richiedente. Il CONS si pronuncia sull’istanza entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della stessa, salvo motivata richiesta di integrazione della documentazione. Il provvedimento di diniego è motivato e comunicato all’in-

M otori

L’istanza va presentata corredata di tutta la documentazione necessaria alla valutazione

L’immagine di San Marino nello sport: le nuove disposizioni Le associazioni e società devono ottenere preventivamente l’autorizzazione del CONS nare un diretto collegamento con San Marino.

teressato ed è impugnabile ai sensi del Titolo II della Legge 68/1989 e s.m. La revoca dell’autorizzazione Il CONS può revocare l’autorizzazione qualora, successivamente al suo rilascio, l’attività, la condotta dell’associazione o della società sportiva risulti concretamente idonea ad arrecare pregiudizio al

prestigio, all’onore, all’immagine o agli interessi della Repubblica di San Marino. Intervenuti i fatti di cui sopra, il CONS comunica all’interessato i motivi che potrebbero determinare il provvedimento di revoca e assegna un termine non inferiore a dieci giorni per la presentazione di eventuali osservazioni o deduzioni. Allo spirare del termine assegnato, è adottato il

Rallylegend 2026 a Pedersoli tra le WRC, “Il Valli” tra le Classic, Bonfè tra le Historic Con la disputa delle ultime due prove della domenica, che hanno preceduto l’atteso Memorial Bettega, si è chiusa la parte agonistica di un Rallylegend 2026 di grande qualità. Dominatore nella categoria WRC, che comprende anche altre tipologie di vetture, al termine delle tre frazioni di gara si conferma il fuoriclasse italiano Luca Pedersoli, ben coadiuvato, come sempre, da Anna Tomasi con la Hyundai i20 N Rally1, “conosciuta” poco prima del via. Il pur velocissimo pilota ufficiale Lancia Corse HF Nikolay Gryazin, con il fido Aleksandrov alle note, conclude al secondo posto, con la meno potente Ypsilon HF Integrale Rally2. “Avrei voluto un Rallylegend con un po’ di sterrato…” scherzava alla fine Gryazin. Di valore il terzo posto del sammarinese Danilo Tomassini,

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affiancato da Spadoni, che ha issato sul podio la non recentissima Skoda Fabia Rally2 in versione Evo. Grande battaglia tra le Classic, dove alla fine l’ha spuntata l’elvetico “Il Valli”, affiancato da Cirillo a bordo di una BMW M3, precedendo di un soffio il campione uruguaiano, presenza immancabile a Rallylegend, Gustavo Trelles, stavolta con Garcia alle note, con la splendida Subaru Impreza 555, con la quale aveva chiuso in testa al termine di Tappa 2. Più staccati, ma felici del terzo posto, Giuseppe Messori e Antonella Caputo, con la loro Mitsubishi Lancer EvoIII. Bella lotta per il primato tra le Historic che, per la vittoria finale, issa il vessillo biancoazzurro della Repubblica di San Marino grazie a Nicola Bonfè e Massimo Bizzocchi, su Ford Escort RS. Al secon-

do posto l’italiano Simone Brusori, con Tridici alle note, a bordo di una Porsche 911, la stessa con la quale ha vinto in passato su queste strade. Italo-sammarinese l’equipaggio al terzo posto finale composto da Enrico Ercolani Volta, affiancato da Daniele Conti, a bordo di una BMW 320 E21. Emozione per il quarto posto del duo Ercolani-Roggia: Andrea, figlio del campione sammarinese Massimo, e Matteo, figlio dell’indimenticabile Loris, hanno portato al quarto posto finale la loro Ford Escort RS. Adrenalina alle stelle, allo start del Memorial Bettega “versione” Rallylegend, quando un emozionato Alessandro Bettega si è messo al volante di una Lancia 037 nei colori Martini Racing ed ha compiuto alcuni giri del percorso di gara.

provvedimento motivato da parte del CONS che deve essere tempestivamente comunicato all’interessato. A seguito della revoca dell’autorizzazione, l’associazione o società sportiva è tenuta a variare la propria denominazione entro 30 giorni dalla ricezione del provvedimento e a cessare, quindi, l’utilizzo della dicitura “San Marino” o espressioni idonee a determi-

Le sanzioni Salvo che il fatto costituisca reato, l’associazione o società sportiva che, in caso di diniego o revoca dell’autorizzazione, non provveda alla richiesta, è soggetta alla sanzione amministrativa pecuniaria da euro 2.000 a euro 10.000. La prosecuzione dell’utilizzo della dicitura “San Marino” o di espressioni idonee a determinare un diretto collegamento con la Repubblica di San Marino, oltre trenta giorni dalla contestazione della violazione, costituisce nuova violazione e comporta l’applicazione della sanzione amministrativa pecuniaria da euro 5.000 a euro 20.000. Le sanzioni pecuniarie amministrative, previa comunicazione da parte del CONS dei provvedimenti adottati, sono irrogate dall’UO Ufficio

Attività Economiche e sono impugnabili ai sensi del Titolo II della Legge 28 giugno 1989 n.68. L’applicazione delle sanzioni amministrative non pregiudica l’applicazione delle sanzioni e dei provvedimenti previsti dall’ordinamento sportivo sammarinese. Restano ferme le ulteriori azioni previste dalla legge a tutela del nome, dell’immagine e degli interessi della Repubblica di San Marino. Disposizioni transitorie Le associazioni sportive e le società sportive che già utilizzano nella propria denominazione la dicitura “San Marino” o espressioni idonee a determinare un diretto collegamento con San Marino, alla data di entrata in vigore del decreto - legge, sono tenute a richiedere l’autorizzazione entro novanta giorni da tale data. AC


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