Anno XXXII - n.32 - 1,50 euro
E ditoriale Una firma sempre più dirimente
Le scaramucce a cui si è assistito in Consiglio Grande e Generale nelle prime battute della nuova legislatura sembrano ancora dettate dagli strascichi della vecchia, tra chi è rimasto e chi non c’è più al Governo, tra chi è entrato e guarda in un’altra maniera i vecchi compagni di minoranza e ancora con un po’ di prudenza i nuovi alleati. Ci vorrà forse un po’ di assestamento, del resto il nuovo Governo è nato a tavolino dopo le elezioni tra chi si era presentato da avversario. Lo si è visto anche nella stesura del contratto, pardon, del programma di legislatura, che è di fatto quello del PDCS con qualche aggiunta e qualche rinuncia da parte dei democristiani. Un programma che forse, più che in passato, dovrà essere il totem a cui riferirsi nel caso di deragliamenti vari, perché tra anime così diverse il rischio di litigare sul serio è sempre dietro l’angolo. Del resto i vecchi Governi DC-PSD non sono durati tantissimo. A far cambiare prospettiva però, oltre ai protagonisti ovviamente, c’è quell’Accordo di Associazione con l’Unione Europea che non solo permea il programma condiviso, ma metaforicamente rappresenta la “colla” che tiene tutti insieme, ma anche quella che servirà a riunire i vari cocci se si dovesse rompere qualcosa. Questo, però, al Paese interessa poco: finché non ci sarà la firma, infatti, c’è ancora troppa libertà di manovra: sia per proporre i propri desiderata, sia per bloccare quelli altrui, sia, anche, di rallentare il processo di riforma e di ammodernamento del sistema. Insomma, questa firma - attesa entro l’anno - diventa determinante per tante cose. Anche per il futuro del Governo appena nato. Daniele Bartolucci
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 6 Settembre 2024
Sempre meno nascite Urge il “piano organico”
O saka
Ecco il logo San Marino Expo 2025
La diminuzione prosegue anche nel 2024: il nuovo Governo punta a un fondo per la natalità e alla conciliazione tra lavoro e famiglia a pag.3
L avoro
Pensioni: i nuovi coefficienti
a pag.4
C ultura
Senza interventi mirati e determinanti, il trend delle nascite continuerà anche a San Marino ad essere oltremodo negativo. Il picco più basso raggiunto nel 2023 con soli 191 nuovi nati sarà infatti superato da quello di quest’anno, visto che nei primi sei mesi è andata già peggio rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Urgono quindi tutti gli interventi che il nuovo Governo ha etichettato come “piano organico di politiche familiari” che vanno dall’istituzione di un fondo per la natalità al miglioramento dell’equilibrio tra lavoro e famiglia e alla messa in campo a pieno regime dell’ICEE. Ma che guardi anche ai giovani e alle loro aspettative lavorative e soprattutto abitative, che è un altro tasto dolente dell’attualità sammarinese. Bartolucci alle pagg. 6-7
Il Santo Marino nella pittura
alle pagg.9-11
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