Addio al Segretario di Stato e all’ex Capitano Reggente, come ha giustamente tributato la Repubblica di San Marino il 1° giugno ad una delle sue più importanti rappresentanti. E non solo per le cariche ricoperte, ma anche e soprattutto per quello spirito di servizio che ha sempre contraddistinto la sua azione politica. Azione, non carriera. Servizio, non tornaconto o professionismo. Un mettersi a disposizione del suo Stato, e prima ancora della sua comunità, non come sacrificio, ma come opportunità di aiutare veramente gli altri. La politica come strumento, sì, ma guidato da un sentimento cristiano reale e credibile. Valori che Mariella Mularoni ha saputo mantenere saldi e difendere anche di fronte alle critiche: mai sopra le righe, sempre disponibile ad ascoltare e confrontarsi. Una capacità di ascolto che si è trasformata in consenso, ma ancora prima in rispetto e credibilità: questa è la spiegazione di tanta commozione in tutta San Marino in questi giorni. Il rispetto per la persona, prima ancora che per il personaggio politico. Rispetto e credibilità costruiti ascoltando la gente, non certo riempiendo di annunci e slogan i social, che frequentava poco. Un esempio, per chi oggigiorno fa l’esatto contrario. Un esempio soprattutto di sensibilità e di delicatezza, doti rare nel contesto politico come nella società attuale, che ci mancheranno. Addio Mariella, grazie. Daniele Bartolucci
Direttore Daniele Bartolucci
Venerdì 5 Giugno 2026
Occupazione e imprese ancora su livelli positivi
I dipendenti del settore privato sopra quota 19mila, trainati come sempre dal manifatturiero. Crescono anche i frontalieri: sono 8.842
Il cruscotto di aprile dell’Ufficio di Statistica conferma la crescita costante del sistemapaese. Segno positivo per le forze di lavoro, passate da un totale di 25.163 unità di aprile 2025 a 25.410 di aprile 2026 (i dipendenti sono aumentati da 22.918 di aprile 2025 a 23.141 di aprile 2026; quelli del settore privato da 18.956 a 19.114; i frontalieri da 8.536 a 8.842). Performance più che positiva poi per il numero di imprese per ramo di attività economica: erano 5.342 ad aprile 2025, dodici mesi più tardi sono arrivate a un totale di 5.383. Crescono le costruzioni (da 355 a 364 aziende e da 974 dipendenti di aprile 2026 agli attuali 1.032) e le attività finanziarie e assicurative.
Carli a pag. 7
BCSM: anno record
Più di 11 mln il risultato netto, circa 9 mln quelli redistribuiti
L’Assemblea dei Soci di Banca Centrale ha approvato il Bilancio d’Esercizio 2025 e la Relazione consuntiva sull’attività svolta e sull’andamento del sistema finanziario nel 2025. Il Bilancio d’Esercizio segna un risultato netto della gestione ordinaria pari a € 11,06 milioni di euro (il più elevato dal 2010) e, sommate le componenti straordinarie, un risultato netto d’esercizio pari a € 11,17 milioni di euro che il Consiglio Direttivo ha deliberato di accantonare al Fondo rischi finanziari generali, in modo da rafforzare la dotazione patrimoniale. La Presidente Tomasetti: “Risultati ottenuti grazie a significativi interventi di riqualificazione del portafoglio titoli realizzato nell’ultimo triennio e investimenti rilevanti in applicativi dedicati alla gestione del rischio finanziario”.
Servizio a pag. 6
Addio Mariella Mularoni.
C’è una distanza, quasi sempre silenziosa, tra ciò che una persona chiede al proprio consulente e ciò di cui ha davvero bisogno. Le prime volte si parla di rendimento. Si vuole il numero, si vuole guadagnare più degli altri. È una richiesta legittima e profondamente umana. Eppure, il rendimento che arriva dal mercato, oggi, è la parte più accessibile della storia. La parte difficile è restare coerenti abbastanza a lungo da riceverlo.
Il mercato, infatti, offre a tutti la stessa materia prima: il guadagno che si ottiene dal semplice fatto di essere investiti, dal partecipare alla crescita dell’economia. Oggi quella materia prima costa poco: bastano strumenti efficienti per ottenerla. Non è più un privilegio, è un punto di partenza. La vera differenza nasce altrove, in quel valore in più che non è scritto nei listini ma nelle scelte. E quel valore si può riassumere in tre parole.
La prima è struttura. Uno studio diventato classico, pubblicato nel 1986, ha mostrato quanto la struttura complessiva del portafoglio
pesi sui risultati dell’investimento. Non il titolo brillante, non il momento perfetto per entrare o uscire, ma il modo in cui il patrimonio viene distribuito tra le diverse possibilità. Indovinare il singolo titolo o il momento giusto incide molto meno di quanto si creda.
Ed è proprio qui che molte famiglie italiane lasciano sul tavolo una parte importante del valore. I dati sulla ricchezza finanziaria raccontano un Paese che conserva ancora una quota molto elevata del proprio patrimonio in liquidità, oltre un terzo, mentre l’esposizione diretta al capitale produttivo resta contenuta rispetto ad altri Paesi sviluppati. Non è una questione di carattere, è una questione di abitudine. E le abitudini, se accompagnate con metodo, possono cambiare. Capita spesso che un consulente senta dire: i soldi sul conto sono al sicuro. È comprensibile, ma non è vero fino in fondo. Tenere il denaro fermo ha un prezzo, e quel prezzo lo fa pagare l’inflazione. Con un’inflazione media del due per cento, in dieci anni il potere d’acquisto della
N T Capital SG
Luca Zanata (NT Capital SG): “La parte difficile è restare coerenti a lungo”
Il rendimento è del mercato Ma il valore è una scelta
Tre parole fondamentali: struttura, comportamento e personalizzazione
liquidità si riduce di quasi il diciotto per cento. È una perdita lenta, quasi indolore giorno per giorno, ma reale. Non appare come un crollo improvviso: agisce come una lenta erosione della libertà futura. Questo non significa restare senza riserve: una scorta prudente serve, è ciò che permette di dormire sereni e di non vendere nei momenti sbagliati. Una cosa però è una riserva consapevole, dimensionata sui bisogni reali; un’altra è una montagna di denaro fermo per paura.
La seconda parola è comportamento, ed è forse la più importante. I mercati salgono nel tempo, ma lo fanno a strappi, e le giornate migliori sono spesso vicinissime a quelle peggiori. Chi, spaventato, esce nel momento sbagliato rischia di perdere proprio quelle poche sedute che cambiano il risultato di una vita. Non serve sbagliare spesso: a volte basta sbagliare pochi giorni. Le simulazioni di lungo periodo sono impietose: perdere poche decine delle migliori giornate può ridurre drasticamente il guadagno finale. La tenta-
“Nemini teneri”, indipendenti nel nome ma soprattutto nella gestione delle attività
NT Capital SG è la prima società sammarinese di gestione del risparmio indipendente, nata nel 2023 con l’obiettivo valorizzare gli investimenti e sviluppare una nuova economia sul territorio, in particolare quella innovativa e tecnologicamente avanzata. Il tutto “senza condizionamenti” né vincoli, come già palesa il nome della societÀ:
NT è infatti l’acronimo di Nemini teneri (“non dipendere da nessuno”), principio basilare dell’antica Repubblica di San Marino. L’indipendenza nella finanza è allo stesso modo una caratteristica determinante perché consente di concentrarsi sulla gestione del risparmio dei propri clienti senza vincoli utilizzando tutti gli strumenti finanziari su
tutti i mercati e avvalendosi della collaborazione delle controparti più qualificate. A questo si aggiunge una visione , fortemente condivisa dai soci fondatori e focalizzata anche sull’innovazione e la tecnologia, introducendo e promuovendo iniziative imprenditoriali sostenibili, che integrano fattori ambientali, sociali e di buon governo.
zione di muoversi è continua, alimentata da titoli allarmanti e da chi promette di sapere in anticipo dove andrà il mercato. Quasi sempre è rumore.
La storia recente lo conferma. Dalla crisi dei titoli tecnologici al 2008, dalla pandemia alle tensioni internazionali, molte crisi che sembravano definitive sono state seguite da recuperi importanti. A distanza, ciò che nel presente sembrava una frattura spesso appare come una piega dentro una linea più lunga. Il compito di un buon consulente, nei momenti di paura, non è moltiplicare le mosse. È proteggere il cliente dalla mossa sbagliata. Spesso significa aiutare a non fare nulla, quando non fare nulla è la scelta più difficile e più saggia.
C’è poi un nemico discreto, che agisce sempre nella stessa direzione: i costi. Una commissione più alta non si nota nell’arco di un anno, ma ripetuta per decenni cambia tutto. Nel lungo periodo, anche un solo punto percentuale di costo annuo può trasformarsi in decine o centinaia di migliaia di euro di differenza. Per questo chi fa bene questo mestiere dedica la stessa cura a ciò che il cliente paga e a ciò che il cliente guadagna.
La terza parola è personalizzazione, e porta lontano dal solo mondo degli investimenti. Fiscalità, previdenza, soluzioni assicurative, casa e passaggio del patrimonio ai figli entrano a pieno titolo nel disegno. Sono i terreni dove un errore costa molto più di un punto di rendimento mancato. Si pensi a una successione preparata per tempo: poche scelte fatte con calma, oggi, possono evitare anni di tensioni e costi tra fratelli, domani. Per questo conviene guardare al patri-
monio come a un sistema unico, fatto di famiglia, lavoro e ricchezza, tre dimensioni che non si possono separare. Qui il consulente non è chi vende un prodotto. È chi coordina competenze diverse, protegge la coerenza del disegno e resta accanto nel tempo. Una guida, più che un venditore.
Resta una domanda concreta, e fa bene che ci sia: tutto questo, alla fine, quanto vale? Diverse analisi stimano che una buona consulenza, unendo struttura, disciplina, costi, fiscalità e pianificazione, possa aggiungere intorno a tre punti percentuali all’anno rispetto al mercato. Non sono numeri garantiti, e nessuno serio può prometterli. Non è una promessa di rendimento: è una stima del valore del metodo. Su centomila euro, un valore aggiunto del tre per cento all’anno significa, in dieci anni, oltre il trenta per cento di patrimonio in più. Sono cifre che non si vedono nell’estratto conto di un anno. Si vedono in una vita.
E però il valore più vero non sta in un decimale. Sta nella tranquillità di una famiglia che sa dove sta andando. Sta in chi dorme sereno perché sa che, qualunque cosa accada, le persone a cui tiene saranno protette. Sta nel non dover decidere da soli, nel momento in cui le emozioni gridano più forte della ragione. Gli obiettivi di vita sono il vero oggetto della consulenza: il portafoglio è soltanto lo strumento.
Il rendimento lo offre il mercato, e va benissimo così. Il valore, invece, è una scelta. E come ogni scelta che conta, raramente la si fa bene da soli. Quanto del proprio patrimonio sta davvero lavorando per la vita che si desidera, e quanto sta semplicemente fermo, in attesa? Quanto ri-
schio si sta evitando solo in apparenza? E chi, in questo momento, è accanto a chi deve decidere?
Rispondere a queste domande, con calma e con onestà, è già il primo passo. Il secondo è cercare un confronto: non con chi ha qualcosa da vendere, ma con una guida indipendente, capace di guardare al patrimonio nel suo insieme e di mettere la vita prima dei prodotti. Per chi vuole iniziare, la porta è semplicemente quella di una domanda posta a voce alta.
Luca Zanata, Presidente del Comitato Investimenti di NT Capital SG
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Il DG Caronia: “Generato un importante impatto economico sul territorio”
Giochi del Titano: il 2025 consolida risultati e ruolo
Completata
l’acquisizione dell’intero immobile: al via la riqualificazione
L’Assemblea dei Soci della Giochi del Titano Spa ha approvato il bilancio di esercizio 2025, chiuso con circa 8 milioni e mezzo di utili. “Il bilancio del 2025 è molto importante e positivo sotto diversi aspetti”, spiega con soddisfazione l’Amministratore Delegato e Direttore Generale della Giochi del Titano, Salvatore Caronia, “perché ha consolidato la crescita avvenuta dopo la pandemia e, nello stesso momento, ci ha permesso di completare il piano di acquisizioni immobiliari in funzione della prossima riqualificazione dell’intero immobile in cui abbiamo sede. Un bilancio importantissimo, quindi, che rafforza il ruolo della società sul territorio, grazie a un impatto economico i cui effetti positivi si riverberano sullo Stato, sui lavoratori e sui fornitori sammarinesi. Se sommiamo infatti il valore delle imposte totali, ovvero 13,745 milioni di euro, agli utili, la società ha trasferito risorse direttamente allo Stato – essendo oggi socio unico e proprietario della stessa –per oltre 22 milioni di euro. A questi si aggiungono infatti 9,6 milioni di euro per l’acquisto di beni e servizi da fornitori di San Marino, costo strumentale che per ogni Esercizio si aggira attorno ai 2,5 milioni di euro e infine circa 4,5 milioni di euro per il personale sammarinese”.
“Come detto, la società è riuscita nell’obbiettivo di consolidare la crescita degli anni precedenti, confermando quel +70% circa rispetto al
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2019, l’anno prima della pandemia, che per noi resta l’anno di riferimento come anno completo senza interruzioni o chiusure. Un risultato raggiunto grazie alla capacità attrattiva dei servizi che offriamo all’interno delle sale da gioco, dati sia dalla tecnologia che si rinnova ciclicamente, sia dalla salubrità e dalla sicurezza degli ambienti, che rappresentano un valore aggiunto fondamentale, ma anche una sfida quotidiana nel migliorarli. Per farlo occorre investire sull’organizzazione aziendale in maniera mirata e continua, tanto è vero che la società ha rafforzato il proprio sistema dei controlli adottando da tempo un modello di organizzazione, gestione e controllo ex L. 99/2013, dotandosi anche di un sistema di gestione per la prevenzione della corruzione conforme allo standard UNI ISO 37001:2016 e in questo momento stiamo lavoran-
do per ottenere la certificazione ISO 27001 per la sicurezza e gestione delle informazioni”, annuncia Caronia. “Ma alla base di tutto ci sono ovviamente le persone: abbiamo oggi circa cento collaboratori, in grandissima parte sammarinesi, attraverso i quali erogare tutti i servizi così tanto apprezzati dai nostri clienti. Risulta quindi prioritario aumentarne e aggiornarne le competenze, ma anche fidelizzare queste persone all’azienda: da una parte c’è quindi la formazione continua, dall’altra un’attenzione sempre maggiore alle persone e alla flessibilità lavorativa, dati anche gli orari di apertura al pubblico delle sale da gioco (14-6), tutti i giorni dell’anno, festività comprese”.
Tecnologia all’avanguardia e servizi d’eccellenza (compresi bar e ristorante), personale formato e sempre maggiori tutele per i clienti: sono
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questi i punti di forza della Giochi del Titano che la differenziano sul mercato. E che la premiano ogni anno: “Nel 2025 abbiamo superato i 220mila ingressi, in media 580 al giorno”, spiega il Diret-
tore Generale, “ma il dato che ci rende più soddisfatti è che di questi ben 21.401 sono clienti nuovi, persone che mai prima di allora erano venuti da noi. Ovviamente il nostro bacino d’utenza principale è l’Italia, con circa un terzo dei clienti che proviene da oltre due ore di auto da San Marino: questo significa che i nostri servizi e l’esperienza di gioco che offriamo è realmente apprezzata, alimentando il passaparola che è lo strumento di promozione più potente su cui possiamo lavorare, non potendo fare pubblicità oltre confine”. L’attrattività dunque resta un obiettivo prioritario, compresa quella data dalla struttura stessa: “Il nostro piano industriale prevede già da tempo la riqualificazione complessiva del palazzo Diamond”, premette Caro-
nia, “ma in via preliminare occorreva completare l’acquisizione di tutti i locali, cosa resa complessa anche dalle diverse proprietà degli stessi. Nel corso del 2025 abbiamo concluso questa fase e oggi la società è proprietaria dell’intero immobile: un percorso complesso, certamente, ma soprattutto virtuoso, visto che tutti i corposi investimenti sono stati realizzati con risorse proprie, così come faremo per i prossimi interventi. Entriamo infatti nella fase progettuale e autorizzativa, per poi arrivare indicativamente nel 2027 in quella realizzativa vera e propria della riqualificazione dell’immobile, dotandolo di una nuova veste, più moderna e affascinante, che ci permetterà di competere al meglio anche con le altre case da gioco in Europa”.
San Marino FIXING settimanale
di Daniele Bartolucci
Il Presidente Aureli ricorda come tutto è partito proprio da un brevetto
Robopac: una storia di R&D Anche l’EPO si congratula
Campinos visita lo stabilimento nato nel 1984, il primo del gruppo
La visita ufficiale a San Marino del Presidente dell’Organizzazione Europea dei Brevetti (EPO), S.E. António Campinos, accompagnato da un’Alta delegazione, ha fatto tappa anche nello stabilimento di Robopac a Gualdicciolo, dove è stato accolto dal Presidente Alfredo Aureli e dal General Manager, Federico Spallino. All’interno dell’azienda, prima di effettuare un piccolo tour illustrativo, Campinos è stato protagonista di un breve breafing con i vertici di Robopac, in cui l’R&D Manager, Davide Bianconi, il Quality Manager Ivan Fabbri e il Product Manager Filiberto Felici hanno illustrato la storia e l’evoluzione tecnologica del gruppo Robopac e del gruppo Aetna in generale. A richiamare l’attenzione di Campinos sono stati però, non solo i numeri estremamente positivi e la presenza di Robopac in tutto il mondo, bensì la scelta - strategica - di investire in R&D oltre il 7% delle proprie attività: “Un livello davvero di eccellenza, che poche industrie possono vantare nel mondo”. L’innovazione, del resto, è davvero di casa in Robopac. Anzi, è di fatto la storia dell’azienda, perché, come ha ricordato il Presidente Aureli, tutto nasce effettivamente da un’innovazione, quel primo robot a batterie in grado di girare autonomamente attorno ai
pallet e ricoprire i carichi con pellicola estensibile. Una macchina che Aureli scoprì quasi per caso in una delle sue trasferte negli Stati Uniti in una fiera e che ebbe il coraggio di far crescere, sviluppare e, ovviamente con gran-
de lungimiranza, anche brevettare.
Campinos è rimasto molto colpito dai racconti dei presenti e ha espresso i suoi complimenti per il coraggio e la lungimiranza di allora, così come per il livello qualitativo raggiunto oggi dal gruppo. Come noto, infatti, Robopac Machinery è la prima business unit del gruppo, nata nel 1984 nella Repubblica di San Marino e dedicata allo sviluppo di Tecnologie packaging per l’avvolgimento con film estensibile. Ma Robopac è a sua volta uno dei main brand di Aetna Group leader mondiale nel settore del packaging, specializzato in soluzioni di fine linea. Il Gruppo conta oltre 2000 dipendenti, 13 filiali (Francia, UK, Germania, Spagna, Russia, USA, Messico, Brasile, Sud Africa, Thailandia e Cina) e 11 stabilimenti produttivi (6 nella Packaging Valley
in Italia, 1 negli USA, 1 in Brasile, 2 in Cina e 1 in Germania). Opera in più di 120 Paesi e fornisce un servizio clienti a livello globale. Oltre agli stabilimenti dislocati in tutto il mondo, Aetna Group è sinonimo di grande eccellenza grazie a business unit altamente specializzate, a un sistema di laboratori di ricerca avanzato ed esclusivo nel mondo quale TechLab, e soprattutto a una filosofia aziendale volta a consolidare sul mercato il valore di una One Globa Company. Una sinergia di tecnologia, innovazione, sostenibilità, che consente di essere sui mercati internazionali in modo capillare, proponendo in ogni angolo del mondo soluzioni ad alte prestazioni ma realizzate tailor made sulle esigenze del mercato e del cliente, con un’estrema attenzione ai temi dell’economia circolare. DB
Il DG Amici guarda al futuro: “Già avviati i contatti una serie di altri progetti”
Poste San Marino: utile netto oltre 1,36 milioni
Il Bilancio 2025: in soli tre anni la crescita è stata di quasi l’80%
Il 27 maggio si è svolta l’Assemblea dei Soci di Poste San Marino, durante la quale è stato approvato il Bilancio d’Esercizio 2025, che si chiude con un utile netto pari a 1.360.465 euro, in crescita del 7% rispetto all’esercizio precedente e di quasi l’80% rispetto al 2022. Un risultato significativo che conferma la solidità delle scelte strategiche e gestionali adottate dal management nel corso degli ultimi anni, consentendo a Poste San Marino di continuare a crescere anche in un contesto mondiale particolarmente complesso per il settore postale.
L’esercizio si chiude con un fatturato pari a 11,2 milioni di euro, in aumento di circa 827 mila euro rispetto ai già ragguardevoli 10,4 milioni registrati nel 2024 e di circa 3 milioni di euro rispetto all’e-
Z oom
sercizio del 2022, mantenendo inoltre un Margine Operativo Lordo (EBITDA) posi-
tivo, che nel 2025 raggiunge quota 1,581 milioni di euro. Negli ultimi anni il compar-
Emissione di due serie postale denominate
“Architettura a San Marino” e “Città dell’aria”
È autorizzata l’emissione, in data 19 giugno 2026, di una serie postale denominata “Architettura a San Marino”. Le caratteristiche della serie postale sono le seguenti.
Architettura a San Marino
- Valori: foglietto formato da n.3 valori da euro 0,95 (zero/95); - Tiratura: 15.000 foglietti; - Stampa: offset a quattro colori, un Pantone e inchiostro invisibile giallo fluorescente a cura di Cartor Security Printing; - Dentellatura: 14 x 14; - Formato francobolli: 30 x 50 mm;
- Formato foglietto: 140 x 70 mm;
- Foto: Simone Maria Fiorani; - Archivio SUMS; - Ordine degli Ingegneri e degli Architetti della Repubblica di San Marino.
Il foglietto contiene tre valori da euro 0,95 (zero/95), che riproducono tre scorci dell’edificio World Trade Center, opera di Foster & Partners, ubicato a Dogana, San Marino. A completare ciascun valore “0,95”, la scritta “San Marino”, lo Stemma della Repubblica e l’anno 2026. La scritta “Architettura a San Marino”, lo Stemma della Repubblica, le legende “Foster & Partners – World Trade Center (2004)”, “Foto: S.M. Fiorani – Archivio SUMS – Ordine degli Ingegneri e degli Architetti della Repubblica di San Marino” e il sito www. poste.sm sono riportati sullo sfondo del foglietto.
Serie postale denominata “Città dell’aria” È autorizzata l’emissione, in data 14 giugno 2026, di una serie postale denominata
“Città dell’aria”. Le caratteristiche della serie postale sono le seguenti.
- Valori: foglietto formato da n.2 valori da euro 1,30 (uno/30);
- Tiratura: 15.000 foglietti; - Stampa: offset a quattro colori e inchiostro invisibile giallo fluorescente a cura di Cartor Security Printing; - Dentellatura: 14 x 13 ¾; - Formato francobolli: 33 x 45 mm;
- Formato foglietto: 113 x 150 mm;
- Bozzettista: Bil Benefit; - Credits per l’immagine dell’Abbazia di Pomposa: su concessione del Ministero della Cultura – Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei Nazionali Emilia - Romagna. Il primo francobollo da euro 1,30 affigura un velivolo bianco in volo, il secondo uno scorcio dell’Abbazia di Pomposa.
Filatelica e Numismatica, che nell’ultimo anno ha dovuto confrontarsi con un incremento esponenziale del costo delle materie prime, in particolare oro e argento. In questo contesto, l’azienda ha reagito puntando su innovazione, ampliamento del pubblico di riferimento e sviluppo di prodotti capaci di stimolare un acquisto emozionale.
to postale ha continuato a registrare una progressiva diminuzione dei volumi di corrispondenza tradizionale (come nella vicina Italia dove l’AD di Poste Italiane Spa, Matteo Del Fante, in occasione dell’audizione in Commissione Trasporti alla Camera dello scorso aprile, ha sottolineato la contrazione della posta cartacea, ndr) dovuta alla digitalizzazione e alla diffusione di piattaforme elettroniche alternative. A ciò si sono aggiunte le nuove disposizioni introdotte dall’Unione Postale Universale che hanno comportato limitazioni e sospensioni per alcune tipologie di invii tracciati e raccomandati a livello globale. Parallelamente, continua invece a crescere il comparto dei pacchi, sostenuto dall’espansione costante dell’e-commerce. E-commerce che, spiega il Direttore Generale di Poste San Marino, Gian Luca Amici, “è uno dei progetti su cui stiamo lavorando”. L’idea, in progress, è quella di far diventare Poste San Marino un hub logistico di Amazon (“Abbiamo già avviato i contatti” conferma il Direttore Generale di Poste San Marino). Tornando al bilancio 2025, importanti risultati sono arrivati anche dalla Divisione
Tra le principali novità introdotte, figurano nuove collezioni dedicate alla storia sammarinese “12 frammenti di Storia Sammarinese” con contenuti interattivi, il francobollo adesivo in tessuto floccato, le Souvenir Notes e, per la prima volta nella storia della Repubblica, una nuova moneta commemorativa da 2 euro nella versione Reverse Proof.
Nel corso dell’anno sono state inoltre rafforzate collaborazioni strategiche come quella con Warner Bros and DC Comics per il francobollo di Superman, e siglati nuovi accordi commerciali con partner e marketplace di rilievo internazionale come Wopa+, con cui Poste collabora da febbraio 2025, oltre ad aver intrapreso collaborazioni per la vendita di propri prodotti in conto terzi.
Un anno di grande lavoro, il 2025, che ha visto anche la divisione postale dell’azienda avviare numerosi servizi: il servizio PagoPa italiano, il trasferimento di soldi attraverso la piattaforma internazionale MoneyGram, il pagamento delle sanzioni stradali e l’avvio del progetto dedicato alla creazione di una PEC sammarinese.
La divisione servizi invece si è dedicata a una serie di nuove iniziative dell’ambito del servizio SMaC Card con la gestione diretta dei fornitori e con l’implementazione di nuovi servizi sull’App.
Le parole del Direttore Generale Gian Luca Amici
“Siamo estremamente soddisfatti del risultato raggiun-
to, frutto del lavoro quotidiano, della determinazione e della capacità di innovare continuamente l’azienda” prosegue il Direttore Generale di Poste San Marino, Gian Luca Amici. “In un mercato che cambia rapidamente e che continua a registrare contrazioni legate all’innovazione tecnologica, siamo riusciti non solo a mantenere equilibrio e solidità, ma anche a crescere, investendo in nuovi servizi, prodotti e partnership internazionali. Questo risultato è stato possibile grazie all’impegno e alla professionalità di tutto il personale di Poste San Marino, che desidero ringraziare sinceramente per il lavoro svolto ogni giorno”.
Con il risultato di bilancio 2025, Poste San Marino, evidenzia il Direttore Generale Gian Luca Amici, “conferma la volontà di continuare a evolversi per cogliere nuove opportunità di sviluppo e innovazione, valorizzando al contempo la storia e il legame della Repubblica con il proprio territorio”. Nuove opportunità che si sono già concretizzate nella prima metà del 2026. Due esempi su tutti, il francobollo e la moneta dedicate ai 60 anni di carriera dei Pooh (profondo è il legame che li unisce alla Repubblica: 45 anni fa il gruppo scelse il Monte Titano come scenario per il videoclip del celebre brano “Chi fermerà la musica”, contribuendo a valorizzare l’immagine del Paese) e il trittico numismatico dedicato al Cantico delle Creature, progetto realizzato in collaborazione tra Italia, Vaticano e San Marino in occasione delle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi. Due prodotti che rientrano negli “acquisti emotivi”, utili, conclude il Direttore Generale Amici, “per far conoscere la nostra realtà”. Anche per questi due prodotti è giusto parlare di opere d’arte in miniatura.
di Alessandro Carli
L’Assemblea dei Soci della Banca Centrale della Repubblica di San Marino, alla quale hanno preso parte il Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio, On.le Marco Gatti, e il Segretario di Stato per il Territorio, On.le Matteo Ciacci, in rappresentanza dell’Eccellentissima Camera, oltre ai rappresentanti delle banche partecipanti al fondo di dotazione, ha approvato il 26 maggio 2026, il Bilancio d’Esercizio 2025 e la Relazione consuntiva sull’attività svolta e sull’andamento del sistema finanziario nel 2025.
Il Bilancio d’Esercizio, approvato all’unanimità, segna un risultato netto della gestione ordinaria pari a € 11,06 milioni di euro (il più elevato dal 2010) e, sommate le componenti straordinarie, un risultato netto d’esercizio pari a € 11,17 milioni di euro che il Consiglio Direttivo ha deliberato di accantonare al Fondo rischi finanziari generali, in modo da rafforzare la do-
“La situazione del comparto riflette i positivi risultati ottenuti in linea con le linee perseguite dall’Autorità di vigilanza”
tazione patrimoniale di BCSM. La positiva evoluzione reddituale è principalmente riconducibile all’incremento del margine di interesse (+€ 7,20 milioni rispetto al 2024) e al risultato positivo da operazioni finanziarie (€ 1,46 milioni) che, al netto di ricavi da servizi pressoché stabili, hanno permesso di conseguire un margine di intermediazione pari a € 23,76 milioni (+€ 10,67 milioni rispetto al 2024). Il Bilancio mostra, inoltre, una significativa distribuzione di interessi sul territorio sammarinese, a favore di controparti sistemiche, per complessivi € 8,94 milioni (€ 11,52 milioni nel 2024). In particolare, sono stati corrisposti interessi alla Pubblica Amministrazione per € 4,31 milioni (rispetto ai € 3,41 milioni nel 2024) e alle banche sammarinesi per € 4,63 milioni (contro gli € 8,11 milioni del 2024). In merito allo stato patrimoniale, il totale attivo è pari a € 857,66 milioni e la componente principale, rappresentata dal portafoglio titoli obbligazionari e altri strumenti fi-
La Presidente Tomasetti: “Significativi gli interventi di riqualificazione del portafoglio titoli”
BCSM, nel 2025 risultato netto tra i migliori di sempre
Oltre 11 milioni di euro e interessi distribuiti sul territorio per poco meno di 9 milioni
nanziari di debito, è aumentata di € 106,70 milioni rispetto al precedente anno, attestandosi a € 811,58 milioni.
Catia Tomasetti, Presidente
di BCSM, ha evidenziato:
“Siamo particolarmente orgogliosi di annunciare che quest’anno Banca Centrale ha registrato uno dei migliori
risultati di sempre, grazie a significativi interventi di riqualificazione del portafoglio titoli realizzato nell’ultimo triennio e investimenti
rilevanti in applicativi dedicati alla gestione del rischio finanziario. Si tratta di un risultato straordinario, reso possibile dal prezioso lavoro
di squadra svolto da tutto il personale e dagli esponenti di BCSM”.
L’Assemblea dei Soci ha, altresì, approvato la Relazione consuntiva sull’attività svolta dove si rappresentano l’andamento del sistema nel corso del 2025, e le attività condotte da BCSM a supporto dello stesso. La situazione del comparto bancario riflette i positivi risultati ottenuti, in linea con le linee strategiche perseguite dall’Autorità di vigilanza. Tra questi, in particolare, si segnala:
1 - l’aumento della raccolta totale per € 509 milioni, rispetto allo stesso periodo del 2024, attestandosi a circa € 7 miliardi; 2 - il conseguimento, per il quinto anno consecutivo, di un risultato d’esercizio di sistema positivo per complessivi € 32 milioni, con utili registrati da parte di tutti gli istituti di credito (analogamente a quanto avvenuto anche nel 2022, 2023 e 2024); 3 - il rafforzamento dei mezzi patrimoniali delle banche per € 15 milioni, attestatisi a € 356 milioni.
“Anche nel corso del 2025”, aggiunge il Direttore Generale Andrea Vivoli, “è proseguito il percorso di consolidamento del sistema finanziario sammarinese. Gli indicatori economici e patrimoniali confermano il rafforzamento strutturale degli intermediari vigilati e l’efficacia delle linee strategiche di vigilanza delineate per il sistema finanziario nel 2019 e realizzate negli anni successivi. Gli ulteriori progressi registrati nei livelli di capitalizzazione, redditività e liquidità degli Istituti bancari ci consentono di guardare con maggiore fiducia alle sfide competitive che attendono il comparto nei prossimi anni”
Banca Centrale desidera anche congratularsi con la dott. ssa Monica Zafferani che, concluso il proprio secondo mandato, è stata designata dai Soci di Minoranza e riconfermata dall’Assemblea –ai sensi dell’art. 16 dello Statuto – quale Sindaco per il prossimo triennio.
In crescita i lavoratori del settore manifatturiero, i frontalieri e le imprese
I dipendenti privati sopra quota 19mila
Ufficio di Statistica: i mesi di aprile 2026 e aprile 2025 a confronto
Molti i dati interessanti che spiccano dal cruscotto di aprile dell’Ufficio di Statistica di San Marino. Dati che, in estrema sintesi, si inseriscono nel solco degli ultimi mesi e che confermano la crescita costante del sistema-paese. Segno positivo per le forze di lavoro, ovvero la somma dei dipendenti, degli indipendenti e dei disoccupati, passate da un totale di 25.163 unità di aprile 2025 a 25.410 di aprile 2026 (i dipendenti, nello specifico, sono aumentati da 22.918 unità di aprile 2025 a 23.141 di aprile 2026; quelli del settore privato da 18.956 a 19.114; i frontalieri invece da 8.536 a 8.842). In crescita anche i disoccupati totali (da 671 a 756) e quelli “in senso stretto” (erano 384 ad aprile 2025, sono diventati 455 ad aprile 2026) mentre registra una contrazione il numero di lavoratori dipendenti del settore pubblico allar-
gato per ente di appartenenza (da 4.053 a 4.027). Performance più che positiva poi per il numero di imprese per ramo di attività economica: erano 5.342 ad aprile 2025, dodici mesi più tardi sono ar-
rivate a un totale di 5.383. A fronte di una contrazione delle attività manifatturiere, da 467 a 455 (che però, come detto, hanno incrementato l’occupazione) crescono le costruzioni (da 355 a 364
Italia: i prezzi alla produzione dell’industria e del manifatturiero nel mese di aprile 2026
Ad aprile prezzi alla produzione dell’industria aumentano dello 0,3% su base mensile e del 6,8% su base annua (era +4,2% a marzo). Sul mercato interno i prezzi sono pressoché stazionari su base mensile (+0,1%) e crescono dell’8,8% su base annua (da +5,4% del mese precedente). Al netto del comparto energetico, i prezzi registrano un aumento congiunturale dello 0,6% e una crescita tendenziale del 2% (da +1,5% di marzo).
Sul mercato estero i prezzi aumentano dello 0,6% su base mensile (+0,9% area euro, +0,3% area non euro) e dell’1,7% su base annua (+2,1% area euro, +1,5% area non euro).
Nel trimestre febbraio-aprile, rispetto al precedente, i prezzi alla produzione dell’industria crescono del 3,4% (+4,3% mercato in-
terno, +1,1% mercato estero). Ad aprile, fra le attività manifatturiere, l’incremento tendenziale maggiore sul mercato interno riguarda coke e prodotti petroliferi raffinati (+79,1%); seguono prodotti chimici e metallurgia e fabbricazione di prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti (per entrambi +5,6%); sul mercato estero, gli aumenti su base annua più marcati si registrano per coke e prodotti petroliferi raffinati (+32,2% area non euro), altre industrie manifatturiere, riparazione e installazione di macchine e apparecchiature (+6,2% area euro, +11,6% area non euro) e mezzi di trasporto (+4,8% area euro). Sul mercato interno, la crescita tendenziale dei prezzi della fornitura di energia elettrica e gas è in accelerazione (+10,3%, da +6,6% di marzo). Ad
aprile 2026, i prezzi alla produzione delle costruzioni per Edifici residenziali e non residenziali crescono dell’1,1% su base mensile e del 2,5% su base annua (da +1,8% di marzo 2026); quelli di Strade e ferrovie aumentano dell’1,6% in termini congiunturali e del 4,7% in termini tendenziali (era +3,0% a marzo 2026). Nel trimestre febbraio-aprile 2026, rispetto al precedente, i prezzi di Edifici residenziali e non residenziali crescono dell’1,4%, quelli di Strade e ferrovie del 3,0%.
“L’accelerazione della crescita su base annua riflette l’andamento dei prezzi dei prodotti energetici, la cui crescita tendenziale si amplia a causa dell’effetto statistico derivante dal confronto con aprile 2025, quando si rilevarono ampi ribassi dei prezzi del comparto” commenta l’Istat.
aziende e da 974 dipendenti di aprile 2026 agli attuali 1.032) e le attività finanziarie e assicurative (da 133 a 155; i lavoratori però sono scesi da 666 a 657).
Alessandro Carli
Al 31 marzo 2026 le forze di lavoro complessive sono risultate pari a 25.301 unità: rispetto al 31 marzo 2025 si è registrato un incremento di 300 unità (+1,2%). I lavoratori dipendenti del settore privato sono 19.027 e, insieme a quelli del settore pubblico, rappresentano il 91,1% della forza lavoro. Le altre componenti della forza lavoro sono rappresentate da 1.510 lavoratori indipendenti (6% della forza lavoro) e 752 disoccupati, di cui 446 sono disoccupati in senso stretto. I lavoratori dipendenti sono
aumentati di 304 unità (+1,6%); i settori che hanno registrato i maggiori incrementi sono “Attività Manifatturiere” (+92 lavoratori pari al +1,3%), “Costruzioni” (+59 lavoratori pari al +6,1%), “Servizi di Informazione e Comunicazione” (+54 lavoratori pari al +4,6%) e quello del Commercio (+51 lavoratori pari al +1,6%). Al 31 marzo 2026 le imprese presenti e operanti nella Repubblica di San Marino sono risultate 5.369, rispetto al 31 marzo 2025 è si registrato un incremento di 53 unità (+1%).
Il decreto delegato numero 73 del 2026, in attuazione delle deleghe di cui all’articolo 1, comma 8 della Legge 3 marzo 2025 n.30 e all’articolo 28, primo comma della Legge 25 novembre 1997 n.136, introduce norme volte a promuovere e sostenere le attività economiche attraverso il coordinamento e l’aggiornamento della normativa vigente in materia di commercio e circolazione dei veicoli, nonché, mediante l’istituzione di un apposito Registro degli operatori economici operanti nel settore del commercio dei veicoli. Le disposizioni del decreto delegato sono, altresì, dirette a semplificare e potenziare il sistema dei controlli e del monitoraggio, nonché a contrastare fenomeni distorsivi dell’economia nel settore di riferimento.
Registro degli operatori economici
È istituito, in forma digitale, il Registro degli operatori economici che operano nel settore del commercio dei veicoli. Il Registro di cui al comma 1 è accessibile all’UO Ufficio Attività Economiche, all’UO Ufficio Tributario, all’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti, all’UO Ufficio Registro e Conservatoria, alle Forze dell’Ordine, all’Agenzia di Informazione Finanziaria, all’Agenzia per lo Sviluppo Economico – Camera di Commercio S.p.A., di se-
e disciplina veicoli: in arrivo le nuove disposizioni
guito ASE-CC, e, limitatamente alla rispettiva sezione, all’operatore economico.
ASE-CC tiene il Registro di cui al comma 1 ed effettua l’iscrizione dell’operatore economico nel medesimo, successivamente al rilascio della relativa autorizzazione ad operare, purché nell’attività risultino gli specifici codici ATECO relativi al settore del commercio dei veicoli. Il funzionamento del Registro di
cui al comma 1 è disciplinato da apposito regolamento.
Dati contenuti nel registro Al momento dell’apposizione del visto merci, effettuato secondo le modalità previste ai sensi del Decreto Delegato 21 marzo 2025 n.44 e successive modifiche, i dati relativi al veicolo sono automaticamente iscritti nel Registro di cui all’articolo 2, nell’apposita sezione dell’operatore economico. L’operatore economico, nella propria sezione, indica obbligatoriamente i seguenti dati:
a) marca e modello del veicolo;
b) numero di telaio;
c) luogo di deposito ad uso esclusivo, ovvero sede operativa dell’operatore economico, se non comunicata una sede diversa; d) se veicolo usato, data di prima immatricolazione; e) se veicolo usato, numero dei chilometri al momento dell’importazione.
Qualora l’acquisto o l’importazione del veicolo non siano soggetti alle disposizioni di cui al comma 1, l’operatore economico o lo spedizioniere autorizzato e delegato, qualora la procedura sia demandata a quest’ultimo secondo le normative vigenti, sono tenuti ad inserire, nell’apposita sezione, i dati di cui al comma 2. Al momento della vendita del veicolo, l’operatore
economico è tenuto ad inserire nella propria sezione l’avvenuta vendita definitiva.
Immatricolazione del veicolo
I dati del Registro Immatricolazione Veicoli di cui alla Legge 25 novembre 1997 n.136 e successive modifiche, limitatamente agli operatori economici operanti nel settore del commercio al dettaglio o all’ingrosso di veicoli, sono automaticamente inseriti e aggiornati nel Registro di cui all’articolo 2. Nel Registro di cui all’articolo 2, a seguito dell’immatricolazione, è inserita automaticamente, nella sezione dell’operatore economico, altresì la destinazione del veicolo ad uso dimostrativo o ad uso sostitutivo o quale bene strumentale.
Obblighi degli operatori economici
L’operatore economico operante nel settore del commercio al dettaglio o all’ingrosso di veicoli, preventivamente al rilascio dell’autorizzazione ad operare, deve presentare a favore dell’Ecc.ma Camera una fideiussione bancaria rilasciata da un istituto di credito sammarinese, pari ad un importo di euro 200.000, della durata di sei anni decorrenti dalla data del rilascio dell’autorizzazione ad operare. La fideiussione deve essere irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta, senza beneficio della preventiva escussione del debitore principale. La garanzia deve in ogni caso rimanere valida ed efficace anche qualora, entro sei anni dal rilascio dell’autorizzazione ad operare, l’impresa sia posta in liquidazione, cessi l’attività ovvero l’autorizzazione ad operare sia sospesa o revocata, e comunque per un periodo non inferiore al termine dell’accertamento fiscale previsto dalla normativa vigente. La fideiussione mantiene, altresì, efficacia per la copertura di tutte le obbligazioni tributarie e patrimoniali sorte nel periodo di validità dell’autorizzazione ad operare, anche qualora
l’accertamento, la contestazione o la richiesta di pagamento intervengano successivamente alla cessazione dell’attività o alla perdita dell’autorizzazione, entro i termini previsti dalla legge. ASE-CC è tenuta a verificare se gli obblighi del presente articolo sono rispettati e, in caso di mancato rispetto, revoca l’autorizzazione ad operare. ASE-CC segnala gli eventuali debiti dell’operatore economico, già iscritti a ruolo, verso l’Amministrazione ai Sindaci di Governo, ai fini dell’escussione della garanzia.
Spostamento del veicolo dal luogo di deposito L’operatore economico ha la facoltà di spostare il veicolo dal luogo di deposito individuato ai sensi dell’articolo 3, comma 2, lettera c), previa indicazione del nuovo provvisorio luogo di deposito e della relativa motivazione dello spostamento.
Veicoli concessi in uso Gli operatori economici operanti nel settore del commercio al dettaglio o all’ingrosso di veicoli sono tenuti ad annotare nel Registro di cui all’articolo 2 i veicoli concessi in uso a terzi a qualunque titolo. I veicoli di cui al comma 1 devono essere coperti da idonea polizza assicurativa ed essere conformi a tutti gli adempimenti previsti dalla normativa vigente in materia di circolazione stradale. L’annotazione di cui al comma 1 è effettuata obbligatoriamente in via preventiva e, in ogni caso, prima dell’inizio della concessione in uso del veicolo.
Disposizioni finali L’efficacia delle disposizioni del decreto delegato, ad eccezione degli articoli 5 e 1o, commi 3 e 4, decorre dal 1◦ novembre 2026. Sono abrogati il Decreto Delegato 20 febbraio 2026 n.23 e il Decreto Delegato 31 marzo 2026 n.45. Sono fatti salvi gli atti e gli effetti conformemente compiuti durante la vigenza degli stessi. AC
Oikonomoy e Berti, scultori di pace
I due artisti hanno lasciato la loro impronta poetica sul Monte Titano: andiamo a scoprire chi sono e l’importanza delle loro opere d’arte, inserite in un percorso museale “all’aperto” e fruibile da tutti
Appaiono così, all’improvviso, e sanno catturare l’attenzione e un po’ di tempo. Sedici opere, esposte lungo le strade e le contrade del Centro Storico della Repubblica di San Marino, impreziosiscono Città e accompagnano l’ospite durante la scoperta del Monte Titano, in un connubio tra un’anima medievale e uno slancio verso la modernità. Le opere scultorie disseminate in ogni angolo sono state realizzate con materiali semplici come il bronzo e la pietra e interpretano il tema della pace secondo la visione di rinomati artisti contemporanei. Da “Neutralità” di Marcel Guguianu (1980) a “La pattinatrice” di Emilio Greco, passando per “Allieva di danza” di Venanzo Crocetti (1957), “Lotta di Vespe” di Bino Bini, “Conversazione” di Luciano Minguzzi, “Cavallo rampante” di Aligi Sassu (forse l’opera scultorea più celebre della Repubblica, è del 1985), “Testimonianza 1” e “Testimonianza 2” di Marina Busignani Reffi, la scelta è davvero ampia. Hanno catturato la nostra curiosità due opere che portano lo stesso nome, “La pace”, realizzate da una da Giorgio Oikonomoy (1983) e l’altra da Antonio Berti (1982). Due Maestri, diversi e simili, che hanno lasciato la loro impronta sulla Rupe. Se le loro opere parlano da sole, andiamo a scoprire la loro vita e la loro poetica.
Giorgio Oikomoy
Giorgio Oikonomoy (Atene, 21 gennaio 1947) è uno scultore e pittore greco che vive a Genova. Tra le sue opere più celebri la grande vetrata della chiesa di San Michele Arcangelo, Santa Maria del Carmine e San Giustino martire a Montesignano (Genova Molassana), la grande scultura in grés-maiolicato “Giannina Gaslini un gesto universale” posta all’ingresso del D.E.A. dell’ospedale pediatrico “Gaslini” di Genova e, naturalmente, il monumento bronzeo “La Pace” (1983), parte del Museo all’Aria Aperta di San Marino. “Con Oikono-
moy – scrive Vittorio Sgarbi –ci troviamo di fronte a un factotum post-rinascimentale che concepisce secondo una sostanziale unità i mestieri di architetto, designer, pittore, scultore, grafico, ceramista, bozzettista di manifesti, francobolli, vetrate e tutto quanto gli si potrebbe chiedere. C’è un senso antico dell’arte in queste capacità poliedriche di Oikonomoy, una disponibilità a considerare ciò che si è in grado di fare non come qualcosa di individuale, ma come risorsa da mettere al servizio degli altri perché risulti di beneficio comune”.
Antonio Berti Più conosciuta invece è la vita di Antonio Berti (1904-1990) che a soli 17 anni ottenne un posto alla Richard Ginori dove poté dedicarsi al disegno dei prodotti di quella industria di porcellane. Lo scrittore Ugo Ojetti, che aveva avuto occasione di vedere alcuni suoi lavori in creta, consigliò il padre Angiolo di iscriverlo
all’Istituto d’Arte Santa Croce di Firenze. Da qui cominciò la carriera artistica del Berti con le prime partecipazioni alla Biennale di Venezia. Si dedicò soprattutto al ritratto scolpendo vari busti. Lo segnalò alla critica il monumento a Ugo Foscolo posto in Santa Croce a Firenze. Seguirono i busti di vari membri della famiglia reale (Vittorio Emanuele III), di Benito Mussolini, della Medaglia d’oro Locatelli, di Paola Ojetti, della miliardaria americana Barbara Hutton e di Susanna Agnelli. Nel 2014, in occasione del bicentenario dell’Arma dei Carabinieri è stata collocata a Roma, nel giardino di Sant’Andrea al Quirinale appena restaurato, una rifusione del gruppo di Berti intitolato “Pattuglia di Carabinieri nella tormenta” del 1973. Ai Musei Vaticani si conserva invece un “Cristo” di bronzo del 1972. Nel saggio “Antonio Berti e Rodolfo Siviero: Frammenti e ricordi di un sodalizio” Angela Sanna scrive: “Berti rea-
lizzerà un soggetto femminile, ‘La fuga’, destinato alla Repubblica di San Marino, nel quale il sentimento di tensione di una madre che fugge stringendo a sé il proprio figlio richiama, stilisticamente e iconograficamente, la Filosofia. Entrambe le sculture propongono una linea lontana da quella patinata delle opere di Berti degli anni Trenta e Quaranta, caratterizzate da un plasticismo preciso e tornito. Nelle statue predette prende infatti il sopravvento una vena più espressiva che rivela la fase
matura dello scultore e la sua meditata interiorizzazione dei grandi maestri. La direzione seguita dall’artista in queste opere sembra anche rivelare una maggiore apertura a quell’istintività cui Siviero accenna nei suoi diari parlando di artisti come Berti, e un minore influsso di quella ‘bella forma’ che, sempre a detta di Siviero, tendeva a inibire la ‘genialità’ del maestro. L’opera dello scultore fu peraltro molto apprezzata dallo stesso Rodolfo, come si evince dal suo commento complessivo alle quattro sta-
tue, delle quali esalta l’appartenenza alla ‘tradizione italiana’ e il distacco da quelle ‘sofisticazioni’, specie astratte e informali, che ai suoi occhi tradivano il ‘significato stesso dell’arte che è sempre faticosa conquista di valori universali’. Di qui la sua predilezione per quelle ‘opere che parlano un linguaggio chiaro’ e che, come le sculture dell’ateneo, costituivano il simbolo di una realtà estremamente faticosa perché il vero e il bello si uniscono solo a un livello elevato”.
Alessandro Carli
Ha la forma di un imponente mappamondo con in evidenza cancellature
Una preziosa donazione per tutta la Repubblica
Si intitola “Where is San Marino” ed è stata realizzata da Emilio Isgrò
Il maestro dell’arte concettuale Emilio Isgrò è tornato a marzo nella Repubblica di San Marino per formalizzare l’atto di donazione della sua opera “Where is San Marino”. La firma ufficiale si è svolta presso la Segreteria di Stato per il Turismo alla presenza del Segretario di Stato Federico Pedini Amati, dello stesso artista siciliano e dei Sindaci di Governo in rappresentanza dell’Eccellentissima Camera. Si tratta dell’ultimo tassello di un luminoso percorso già intrapreso da tempo e orientato a un rapporto di collaborazione amicizia e sinergia siglato da tempo tra l’artista, uno tra i più autorevoli esponenti dell’arte concettuale
Citaliana, e il Titano. “Where Is San Marino”: l’opera ha la forma di un imponente mappamondo con in evidenza cancellature, cifra stilistica di Isgrò’, in corri-
spondenza dei nomi dei vari Stati, resta solo a chiare lettere quello della Repubblica di San Marino. Un mappamondo con la sola indicazione di un micro Stato, per sottoline-
onsorzio Terra di San Marino
are come il mondo abbia bisogno nella sua ripartenza di partire dall’ attenzione e valorizzazione del piccolo. Emilio Isgrò è un artista, poeta e scrittore siciliano, noto
in particolare per la tecnica della cancellatura, con cui vengono coperte parti di testi stampati lasciando visibili solo alcune parole, creando così nuovi significati e riflessioni sul linguaggio, la sua arte è foriera ad un innesto tra parola e immagine, orientata nel suo dipanarsi a far emergere ciò che è essenziale attraverso l’eliminazione.
L’opera “Where is San Marino” è fortemente rappresentativa del forte radicamento che da sempre connota la Repubblica di San Marino a valori fondanti quali la libertà, l’indipendenza e il forte senso d’identità, quasi una provocazione concettuale: una domanda apparentemente semplice si trasforma in ri-
Nozze d’oro per la Cooperativa Ammasso Prodotti Agricoli: una storia nata nel 1976 per volere di 30 soci e che oggi guarda al futuro con grande slancio
“Come si chiama quello lì di fuori?”. “Devo chiedere a Francesco, lui lo conosce bene”. Dopo pochi minuti arriva Francesco Cesarini e, con un sorriso, dice: “Carlo Verdone”. No, non è il celebre regista e attore: è il nome del camion che da 40 anni “accompagna” i lavoratori della CAPA, la Cooperativa Ammasso Prodotti Agricoli. Cooperativa che quest’anno compie 50 anni. “Il camion – racconta Gian Luca Giardi, Presidente della CAPA dal 2021 – oggi lo guida Francesco ed è stato il secondo acquisto effettuato dalla Cooperativa dopo quello dei silos. ‘Carlo Verdone’ oggi è ancora operativo: i 40 anni ha percorso oltre 100 mila km”. Dopo aver chiarito che il nome non è un omaggio all’artista capitolino ma deriva semplicemente dal colore (“è tutto verde” dice Francesco), Gian Luca ripercorre la storia della CAPA: “È stata fondata nel maggio del 1976 per volere di 30 soci che hanno deciso di riunirsi per stoccare i cereali del territorio”. Di quei 30
agricoltori “illuminati”, oggi ne è rimasto uno: “Pietro Benedettini” spiega il Presidente.
“L’impianto di stoccaggio risale alla fine degli anni Settanta e nel tempo ha subito tre implementazioni: oggi abbiamo otto silos operativi e un elevatore” aggiunge Giardi poco prima di parlare dei “numeri” della CAPA.
“Nel tempo il numero dei soci è aumentato, passando da 30 del 1976 agli attuali 150. DI questi 150, i conferenti sono circa 60”.
La CAPA, ubicata a Valdragone, ritira “orzo e grano tenero di tipo bianco e rosso sia convenzionale che biologico” che, per fregiarsi del marchio Terra di San Marino devono rispettare
uno specifico disciplinare di produzione. “Il biologico è partito cinque anni fa, nel 2021”, ricorda Gian Luca. La Cooperativa cura lo stoccaggio, la conservazione e la commercializzazione di circa 15.000 quintali di cereali. “In genere oscilliamo tra i 12 mila e i 18 mila quintali, dipende dalla semina e dalla pioggia di settembre e otto-
bre – prosegue -. La media è attorno ai 15 mila quintali. Quest’anno ci aspettiamo un buon raccolto sia dal punto di vista della quantità che della qualità: indicativamente dovremmo arrivare a 18 mila quintali. Nei campi si è lavorato bene: la semina è stata asciutta. Abbiamo avuto qualche piccolo problema con la concimazione
flessione sull’identità, sulla riconoscibilità e sul ruolo di un piccolo Stato nel contesto globale. I richiami identitari sono forti e immediati: San Marino emerge non solo come luogo geografico, ma come simbolo di libertà, indipendenza e resilienza, valori che dialogano con la poetica dell’artista, ideale ponte tra linguaggio, memoria e appartenenza, capace di restituire centralità a ciò che spesso rischia di essere marginale o invisibile.
“Da questo mappamondo cancellato emerge la Repubblica di San Marino - spiega il Maestro -. il mondo ha bisogno di riorganizzarsi, ripartire dal piccolo per arrivare alla grandezza umana”.
consorzioterradisanmarino@ omniway.sm
di gennaio. Mi spiego: è stata effettuata lievemente in ritardo rispetto alle indicazioni fornite dai tecnici a causa della pioggia”. Lo sguardo della Cooperativa è comunque rivolto in avanti. “Abbiamo avviato un corposo piano di ristrutturazione: i lavori dovrebbero essere completati entro tre o quattro anni”. Lavori che servono per migliorare lo svolgimento delle attività quotidiane, anche perché, seppure non in maniera repentina e così incisiva, la Cooperativa sta vivendo un piccolo ricambio generazionale con qualche giovane che ha preso il posto dei genitori.
Poi ci sono tanti romanzi e almeno tre cantautori che lo hanno celebrato
Le filastrocche, le poesie e le canzoni di giugno
Dalle parole di Gianni Rodari a quelle di Ada Negri e di Pablo Neruda
Non ci sono dubbi: come celebrare questo mese se non partendo con la “Filastrocca del mese di giugno” di Gianni Rodari? “Filastrocca del
mese di giugno / il contadino ha la falce in pugno: / mentre falcia l’erba e il grano / un temporale spia lontano”. Già più di nicchia – ma di in-
dubbio valore poetico – il componimento “Ombra d’ali” di Ada Negri: “Cielo di giugno, azzurra giovinezza / dell’anno; ed allegrezza / di
rondini sfreccianti in folli giri / nell’aria. Ombre d’ali / vedo guizzar sul bianco arroventato / del muro in fronte: ombre a saetta, nere”.
C’è stato poi chi ha descritto giugno come un momento di silenzio verde, luce bagnata e trepidante come una farfalla. “Oh estate, / abbondante carro / di mele mature, / bocca / di fragola / in mezzo al verde, / labbra / di susina selvatica, / strade / di morbida polvere / sopra / la polvere…”. Chi è? È Pablo Neruda, bellezza. “È il mese dei prati erbosi e delle rose; / il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare. / Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano / sui muri delle case. Nei campi, tra il grano, / fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri / fiammanti e la sera mille e mille lucciole / scintillano fra le spighe. / Il campo di grano ondeggia al passare / del vento: sembra un mare d’oro. / Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora / pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche”. Qualcuno ha qualche dubbio su che mese abbia voluto raccontare Giosuè Carducci quando ha composto queste liriche? Poi i romanzi. Ecco Tre titoli + 1: “Tre volte giugno” di Julia Glass è un romanzo edito da Beat che porta con sé tutta la freschezza dell’estate; “Ma già prima di giugno” invece è un romanzo di Patrizia Rinaldi edito da E/O. “Giugno” di Gerbrand Bakker è un libro edito da Iperborea ambientato nelle campagne dell’Olanda del nord, racconta una storia che ha inizio il 17 giugno del 1969.
L’ultima proposta (la “+1” di cui sopra) è per lettori e lettri-
ci di tutte le età, anche per i più giovani. Si tratta di “Martina di Poggio di Giugno” di Astrid Lindgren ed è stato edito da Salani. La canzone italiana più bella di questo mese l’ha scritta Fabrizio De André, si intitola “Giugno ‘73” e nel testo non compare mai la parola “giugno”. È la canzone più bella per chi scrive soprattutto per il finale, che se c’è un modo poetico per dirsi addio è proprio quello che ha scritto e cantato Faber: “Io mi dico è stato meglio lasciarci / che non esserci mai incontrati”. Ovviamente giugno non è solo lui. Stesso nome – Fabrizio – ma cognome diverso per Moro che in “Melodia di giugno” canta che “I giorni di giugno, ora passano, ora passano così / le tracce di una storia, i ricordi delle tue inquietudini / E le promesse fatte contro tutte quante le abitudini / E poi capire che / non ho che te”. Non possiamo poi dimenticare, come il mese scorso, Francesco Guccini: è naturale che in “Canzone dei dodici mesi”, oltre che a maggio, ci sia anche giugno. Il Maestrone è come sempre superbo: “Giugno, che sei maturità dell’anno, di te ringrazio Dio / In un tuo giorno, sotto al sole caldo, ci sono nato io, ci sono nato io / E con le messi che hai fra le tue mani ci porti il tuo tesoro / Con le tue spighe doni all’uomo il pane, alle femmine l’oro, alle femmine l’oro”.