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Fixing_21_2026

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EAnno XXXIV - n. 21 - 1,50 euro

ditoriale

Finché vince la NIMBY del Titano

La sindrome NIMBY del Titano ha ammalato tutto il sistema? Verrebbe da chiederselo e infatti qualche imprenditore ha posto la domanda specifica anche in Assemblea ANIS: “Se tutti i Paesi lo fanno, se molte Città lo fanno in centro e se, numeri alla mano l’impatto ambientale è prossimo allo zero e c’è un ritorno economico certo per lo Stato, perché non lo fanno?”.

L’oggetto della domanda era il termovalorizzatore, su cui ANIS (e non solo) ha ribadito l’urgenza di superare preconcetti e avviarne la realizzazione, tarandolo ovviamente sulla dimensione di San Marino e utilizzando la tecnologia più sostenibile possibile (a parte il fatto che i termovalorizzatori sono nella filiera green per definizione, ndr). Ma la domanda vale ugualmente per il depuratore (o non si sono accorti che San Marino - uno Stato! - non ha nemmeno un depuratore delle acque?), per le antenne telefoniche e per qualsiasi infrastruttura pubblica per modernizzare il proprio sistema o almeno arrivare alla pari, anni se non decenni dopo gli altri.

La NIMBY (“Not In My Backyard”, letteralmente: “Non nel mio giardino”) è una sindrome che si alimenta di notizie spesso vecchie e non confermate, di disastri presunti capitati spesso in posti lontani e quindi non verificabili. Una determinazione e una ricerca spasmodica dei lati negativi che mai guarda ai casi positivi, che non spiega l’effettivo impatto ambientale - questo sì, evidente e misurabile - del non realizzare un depuratore o un termovalorizzatore. Sta quindi alla politica scegliere tra ciò che si vuole e ciò che invece serve realmente.

Daniele Bartolucci

“Energia e infrastrutture Investite nello sviluppo”

L’Assemblea ANIS chiede alla politica ad aumentare la competitività

Focus sull’IA, Nicolini: “Sarà vitale mantenere la sovranità digitale”

Politiche energetiche e infrastrutture: ANIS chiede più competitività, investendo le risorse dell’extra gettito e del risparmio nel rollover in sviluppo economico. Questo il messaggio forte e chiaro dall’Assemblea Generale del 28 giugno, a cui hanno partecipato tantissimi rappresentanti delle circa 300 aziende associate, fiduciosi che la politica sappia tradurre le parole (in particolare sviluppo economico) in fatti concreti. Investimenti, infrastrutture e digitalizzazione. Interessante quindi il focus sull’IA con l’ing. Nicolini (Fondazione Olivetti): “Questa tecnologia riguarderà tutto e tutti in futuro, per San Marino sarà fondamentale mantenere la propria sovranità digitale e, essendo l’IA molto energivora, crearsi anche la sovranità energetica”.

Bartolucci alle pagg. 6-7

Direttore Daniele Bartolucci

Fatturazione elettronica interna per beni e servizi

Il progetto della fatturazione elettronica interna è pronto e già da ottobre dovrebbe essere avviata la fase su base volontaria, sulla falsariga di come venne introdotta la fatturazione elettronica con l’Italia, che ha avuto riscontri molto positivi da parte delle imprese e dei professionisti coinvolti. Ovviamente le differenze non mancano, in primis l’ambito applicativo, come ha ricordato Giampaolo Giuliani, consulente della Segreteria Finanze, che ha curato la stesura della legge già in vigore da qualche anno e di questa nuova: “Per quanto riguarda l’attuale legge in vigore riguarda infatti solo la cessione di beni tra l’Italia e San Marino e tra San Marino e l’Italia, con arrivo finale in questi paesi. Mentre quella interna riguarda tutti gli scambi tra operatori economici, siano essi enti pubblici o privati, quindi sia di beni che di servizi”.

P olitica

Detto ciò, come ha spiegato il Segretario alle Finanze, Marco Gatti, lo scopo di questa normativa è quello di compiere un deciso passo in avanti sulla semplificazione

per gli operatori economici e, contemporaneamente sull’efficienza amministrativa, ma anche in funzione di una diminuzione dei costi amministrativi per le aziende: “È una piattaforma che trae ispira-

San Marino ha sottoscritto il Protocollo di modifica sulla prevenzione del terrorismo

San Marino ha sottoscritto, presso il Consiglio d’Europa, il Protocollo di modifica della Convenzione del Consiglio d’Europa sulla prevenzione del terrorismo (CETS n. 196), adottato al fine di rafforzare gli strumenti giuridici internazionali di contrasto alle nuove e crescenti minacce terroristiche. Alla cerimonia di firma ha preso parte il Segretario di Stato per la Giustizia, Stefano Canti, confermando l’impegno della Repubblica nel promuovere la cooperazione internazionale e l’adeguamento del quadro normativo agli standard più avanzati in materia di sicurezza e prevenzione del terrorismo. Il Protocollo aggiorna la definizione di “reato di terrorismo”, ampliandone l’ambito applicativo per rispondere all’evoluzione del fenomeno terroristico e alle trasformazioni del

contesto internazionale, anche con riferimento agli attacchi contro infrastrutture critiche, sistemi informatici e servizi essenziali. Il nuovo testo riafferma inoltre che nessun atto terroristico può trovare giustificazione in motivazioni politiche, ideologiche, etniche o religiose e conferma il principio secondo cui ogni misura adottata dagli Stati nel contrasto al terrorismo deve essere conforme ai diritti umani, alle libertà fondamentali e agli obblighi derivanti dal diritto internazionale. Alla cerimonia di sottoscrizione, svoltasi a Strasburgo, hanno aderito al Protocollo numerosi Stati membri e Parte alla Convenzione; tra i Paesi firmatari, oltre San Marino figurano: Monaco, Finlandia, Germania, Lettonia, Lussemburgo, Montenegro, Portogallo, Svezia, Ucraina, Unione Europea, nella co-

mune volontà di rafforzare la cooperazione internazionale nella prevenzione e nel contrasto del terrorismo. Con la firma del Protocollo, San Marino rinnova il proprio impegno a favore della cooperazione internazionale, della sicurezza collettiva e del rafforzamento degli strumenti multilaterali di prevenzione e repressione del terrorismo, nel pieno rispetto dello Stato di diritto. Il Segretario di Stato ha evidenziato come “l’adozione di un quadro normativo aggiornato e condiviso rappresenti una risposta necessaria alle forme sempre più complesse e transnazionali del terrorismo. La Repubblica ribadisce la propria adesione ai principi del Consiglio d’Europa e il proprio sostegno alle iniziative volte a garantire sicurezza, legalità e tutela dei diritti fondamentali”.

zione da quello che è stato il lavoro che abbiamo fatto insieme con l’Italia per la fatturazione elettronica tra i nostri due Stati” ha commentato davanti alla platea gremita della Sala Montelupo lunedì

scorso durante la presentazione ufficiale e pubblica. “Andiamo in un’ottica di miglioramento dell’efficienza amministrativa. Dopodiché ci collegheremo anche con la Smac 3.0. Per chiudere il cerchio ci sarà anche la necessità, su cui stiamo spingendo tanto”, ha annuncio quindi il Segretario di Stato, Marco Gatti, “di portare avanti l’archiviazione elettronica documentale”.

Il progetto di legge, come detto, è pronto, ma l’iter legislativo non è l’unico passaggio da compiere, perché l’amministrazione pubblica vuole prima testare appieno l’efficienza del sistema e infatti il primo giugno prenderà il via la fase di test, sulla base delle cui risultanze sarà emesso il decreto delegato che darà forma alla normativa. Poi ci sarà il via libera alla partenza, con l’idea di cominciare con una prima fase

ad adesione volontaria nel mese di ottobre, prima che venga sancita l’obbligatorietà della fatturazione elettronica interna per tutti. Per tutti ad eccezione che per le imprese, società o enti che abbiano meno di 100mila euro di ricavi annuali.

“Un passo importante”, ha commentato infine Giampaolo Giuliani, “perché di fatto si evita un doppio binario con quelle che sono le operazioni che normalmente fanno gli operatori sammarinesi nel loro interno. Soprattutto questo è rivolto alle grandi imprese, ma anche le piccole ne possono trovare sicuramente giovamento. L’idea è quella di non sconvolgere la normativa attuale, ma quella di calare con maggiore leggerezza possibile la fatturazione elettronica su quelli che sono già gli adempimenti che gli operatori economici sammarinesi fanno”.

Il parco fotovoltaico di Visano non sarà più l’unico investimento pubblico

Autonomia energetica: si cercano nuovi impianti

Emesso

San Marino si muove con decisione verso l’autosufficienza energetica. La Segreteria di Stato per il Lavoro, la Programmazione Economica, i Rapporti con A.A.S.S., la Transizione Ecologica e l’Innovazione Tecnologica, assieme ad AASS, rende nota l’emissione di un avviso pubblico internazionale di ampio respiro. L’iniziativa, sviluppata in sinergia con l’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici, punta a intercettare manifestazioni di interesse da parte di operatori economici sammarinesi ed esteri. L’obiettivo è acquisire progetti già autorizzati, parchi solari a terra in costruzione o siti produttivi già operativi. C’è tempo fino al 30 giugno 2026 per presentare le offerte.

La decisione giunge in un momento di forte dinamismo operativo. Proprio in concomitanza con l’avvio delle attività sul campo a Visano, in provincia di Brescia, l’azienda dà un segnale chiaro e avvia i sopralluoghi preliminari per la costruzione del primo impianto solare esterno. Vedere muoversi le macchine è un fatto concreto.

Sulla scia di tale spinta, il vertice di AASS mappa sistematicamente il mercato internazionale. Si punta a rilevare la totalità delle quote societarie di veicoli dedicati (le cosiddette società di scopo) o imprese già in possesso di autorizzazioni e asset funzionali. L’asticella finanziaria? Massimo 15 milioni di euro a progetto, pena l’esclusione. Gli impianti dovranno essere pienamente operativi entro il 31 dicembre 2026.

Direttore responsabile

Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm

Redattore Alessandro Carli a.carli@fixing.sm

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I requisiti tecnici delineati nel bando riflettono una pianificazione rigorosa e attenta ai rendimenti nel lungo periodo. Il dottor Filippo Achille Serra, responsabile del procedimento, esaminerà i dossier insieme a una commissione giudicatrice di prossima nomina. Saranno preferite le strutture solari dotate di tecnologia a inseguimento — i celebri tracker — rispetto a quelle fisse, prediligendo installazioni con una potenza nominale compresa tra i 5 e i 10 megawatt picco. Non si cercano speculazioni volatili. Al contrario, la valutazione premierà la solidità dei proponenti, la piena disponibilità di terreni pianeggianti e l’adozione di componentistica di primari fornitori globali, con l’obiettivo di garantire una produzione costante per un orizzonte di trent’anni. Insomma, una visione industriale netta per blindare i costi energetici della Repubblica.

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Il Segretario di Stato Alessandro Bevitori inquadra la decisione in uno scenario macroeconomico preciso e di ampio respiro. «L’indipendenza energetica della nostra Repubblica si costruisce attraverso scelte coraggiose e concrete», commenta il Segretario. «Oggi produciamo internamente circa il dodici per cento del nostro fabbisogno totale, una quota che contiamo di innalzare entro il prossimo anno proprio grazie all’espansione del fotovoltaico». L’autosufficienza energetica mette al riparo il sistema economico. «Affrancarsi gradualmente da fornitori terzi significa proteggere le nostre famiglie e il nostro tessuto industriale dalle repentine, imprevedibili oscillazioni dei prezzi internazionali della materia prima».

Dal canto suo, il Direttore Generale di AASS, Marcello Forcellini, si concentra sugli aspetti più prettamente ge-

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Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino

stionali ed operativi della selezione. «L’avviso pubblico si muove nel solco della trasparenza e della massima economicità per l’ente», sottolinea il Direttore. «Con le attività di Visano ormai avviate, questa nuova indagine inter-

nazionale ci consentirà di selezionare asset performanti e già strutturati». Le aspettative del management sono elevate. «Auspico una risposta numerosa e qualificata da parte del mercato: ogni singolo chilowattora autoprodotto è un passo avanti verso la sicurezza del Paese». La trasmissione delle proposte dovrà avvenire obbligatoriamente in formato elettronico tramite raccomandata digitale (tNotice) all’indirizzo istituzionale di AASS. Gli operatori esteri dovranno preventivamente iscriversi al Registro pubblico dei domicili digitali della Repubblica di San Marino tramite il portale dello Stato. Una procedura snella, dematerializzata e blindata sotto il profilo legale. L’appuntamento per l’apertura delle buste telematiche è già fissato in seduta pubblica per la mattina del primo luglio 2026.

Intervento di sostegno temporaneo dello Stato per il settore carburanti nell’ambito del Progetto San Marino Card: l’efficacia delle disposizioni di cui al Decreto - Legge n.54 del 2026 è prorogata fino al 5 giugno 2026. Prorogate anche le disposizioni di cui al Decreto–Legge n.55 “Modifica temporanea delle aliquote dell’imposta speciale sulle importazioni di prodotti petroliferi” fino al 5 giugno 2026. Dal 6 giugno tornano in vigore le aliquote di cui agli art. 1 e 2 del DD n.3 del 2026.

San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica

Un servizio di medicina proattiva domiciliare rivolto ai pazienti più fragili, un modello assistenziale che porta il medico di famiglia direttamente al domicilio del paziente, senza attendere che sia quest’ultimo a richiedere un intervento. Il progetto è stato presentato in conferenza stampa alla presenza del Segretario di Stato per la Sanità Marco Gatti, del Direttore Generale dell’Istituto per la Sicurezza Sociale Claudio Vagnini, del Direttore Amministrativo Manuel Canti, del Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Sanitario Alessandro Bertolini e del Direttore della UOC Cure Primarie Pierluigi Arcangeli. Il cuore del progetto è un cambio di approccio rispetto alla medicina tradizionale: non si aspetta che il paziente chiami, ma è il sistema sanitario ad andare verso di lui. I medici di medicina generale effettueranno visite programmate al domicilio dei pazienti più fragili, in particolare di coloro che vivono condizioni di allettamento o di ridotta mobilità, con una cadenza settimanale o quindicinale, stabilita a discrezione del personale medico sulla base delle condizioni cliniche del singolo assistito. Nel corso di ogni visita verranno effettuati i dovuti controlli clinici, misurati i parametri vitali e, ove necessario, somministrate le terapie in-

È attivo già da diverse settimane “con risultati incoraggianti” e riguarda l’intero territorio

L’ISS ha avviato il servizio di medicina proattiva domiciliare

dicate. In situazioni che lo richiedono, il medico potrà avvalersi anche del supporto del personale infermieristico.

“Parliamo di medicina proattiva, di precisione e personalizzata – spiega il dr. Pierluigi Arcangeli, Direttore della UOC Cure Primarieprincipi che si integrano inscindibilmente. Proattiva

perché interviene prima che la situazione clinica si aggravi, anticipando i bisogni piuttosto che rincorrerli. Di precisione perché ogni visita è calibrata sullo stato reale del paziente, sui suoi parametri, sulla sua storia clinica. Personalizzata perché tiene conto delle specificità di ogni individuo, della sua rete familiare e del suo contesto di

vita. Questo approccio, che sta già riscontrando apprezzamento da parte degli assistiti e delle loro famiglie, consente di intercettare precocemente segnali di deterioramento, ridurre le ospedalizzazioni evitabili e migliorare concretamente la qualità della vita delle persone più vulnerabili”. Il servizio, attivo già da di-

F ocus

verse settimane con risultati incoraggianti, riguarda l’intero territorio della Repubblica: sono coinvolte tutte e 19 le condotte mediche, a garanzia di una copertura omogenea e capillare. Nessun paziente fragile, indipendentemente dalla zona in cui risiede, sarà escluso dalla possibilità di beneficiare di questo nuovo modello di assistenza.

“Questo progetto rappresenta un passo concreto verso una sanità che non si limita a rispondere, ma che si fa carica in modo attivo della salute dei propri cittadini - dichiara il Segretario di Stato per la Sanità Marco Gatti - . Ci rivolgiamo alle persone più fragili, a chi spesso ha più difficoltà ad accedere ai servizi, e lo facciamo portando le cure direttamente a casa loro. È una scelta che riflette i valori del nostro sistema sanitario e la direzione che intendiamo mantenere: una medicina vi-

cina alle persone e alle famiglie, capace di prevenire prima ancora che di curare, assistendo i pazienti il più possibile presso la propria abitazione”.

“Sul piano sanitario, questo modello consente di integrare l’assistenza primaria con una logica di monitoraggio continuo e personalizzato” sottolinea il Direttore delle Attività Sanitarie e Socio-Sanitarie Alessandro Bertolini. Il medico di famiglia, prosegue, “non è più solo il primo punto di contatto in caso di necessità, ma diventa un riferimento attivo e costante per i pazienti più vulnerabili. Questo rafforza la continuità delle cure, migliora la gestione delle cronicità e consente al sistema di allocare le risorse in modo più efficiente, riducendo il ricorso a prestazioni di emergenza che spesso potrebbero essere prevenute”.

I Capitani Reggenti visitano il Centro di riabilitazione psico-sociale “Il Libeccio”

Gli Eccellentissimi Capitani Reggenti hanno partecipato all’iniziativa “Il riso che unisce”, momento di condivisione e convivialità promosso dal Centro di riabilitazione psico-sociale “Il Libeccio” con l’intento di valorizzare i momenti di incontro tra gli utenti del Centro, gli operatori e le realtà associative del volontariato, nonché di promuovere la cultura dell’inclusione sociale.

La presenza dell’Ecc.ma Reggenza, insieme al Segretario di Stato Marco Gatti, al Direttore delle Attività Sanitarie e Socio Sanitarie dell’ISS Alessandro Bertolini e al Direttore del Dipartimento Territoriale e SocioSanitario Pierluigi Arcangeli, testimonia la costante attenzione delle Istituzioni sammarinesi verso iniziative che promuovono inclusione, coesione sociale e valo -

rizzazione della persona e rappresenta un segnale importante di vicinanza e sostegno a percorsi capaci di rafforzare il senso di comunità e di favorire una società sempre più attenta alla dignità e alla partecipazione di ciascuno.

Il Centro “Il Libeccio” porta avanti quotidianamente un lavoro di grande valore umano e sociale e accompagna gli utenti in un percorso volto a rafforzare autonomie, relazioni e possibilità di integrazione familiare, sociale e lavorativa, attraverso progetti individuali personalizzati, attività educative e lavorative strutturate, laboratori creativi ed esperienze di socializzazione. Si tratta di un’attività preziosa che mette al centro la dignità della persona e il diritto di ciascuno a sentirsi parte attiva della società.

La Segreteria di Stato per la Sanità e l’Istituto per la Sicurezza Sociale desiderano ringraziare gli utenti e gli operatori del Centro “Il Libeccio”, l’associazione “InCentr-Arti”, i volontari e tutti coloro che hanno contribuito all’organizzazione della partecipata iniziativa conviviale, che ha rappresentato un’importante occasione per favorire l’inclusione e la coesione sociale.

Dall’intelligenza artificiale alla robotica sino alle piattaforme per territori

Il TIM Innovation Lab Roma accoglie il Titano

Una delegazione istituzionale ha visitato il centro di sperimentazione

Una delegazione istituzionale della Repubblica di San Marino ha fatto visita il 21 maggio al TIM Innovation Lab di Roma, una vera e propria ‘casa dell’innovazione’ dove si sperimentano le tecnologie che stanno ridisegnando la trasformazione digitale del Paese: dall’Intelligenza Artificiale, all’IoT, cloud, edge computing, cybersecurity.

L’incontro ha visto la partecipazione dei Segretari di Stato Rossano Fabbri, Luca Beccari, Marco Gatti e Andrea Belluzzi in rappresentanza del Governo sammarinese con l’obiettivo di condividere come la tecnologia possa tradursi in servizi migliori, in una pubblica amministrazione più efficiente, in un sistema economico più competitivo.

Durante la giornata la delegazione sammarinese ha preso parte ad un tour dimo-

steri

strativo, che ha toccato le varie aree: intelligenza artificiale e tecnologie immersive applicate alla comunicazione avanzata e al turismo, robotica di servizio, piattafor-

me per territori e mobilità più sicuri e sostenibili architetture per la gestione dei dati e strumenti per la protezione informatica di istituzioni e infrastrutture critiche. Tec-

Visita ufficiale a San Marino del Presidente dell’Organizzazione Europea dei Brevetti

Il 28 maggio si è svolta la visita ufficiale a San Marino del Presidente dell’Organizzazione Europea dei Brevetti, S.E. António Campinos, accompagnato da un’Alta delegazione. Accolto a Palazzo Begni dal Segretario di Stato per gli Affari Esteri, Luca Beccari, e dal Segretario di Stato per l’Industria, Artigianato e Commercio, Rossano Fabbri, ha avuto luogo un ampio confronto relativo alla partecipazione di San Marino all’Organizzazione europea, anche ricordando la firma dell’Accordo di cooperazione pluriennale avvenuto lo scorso anno e volto a potenziare il sistema brevettuale nazionale e a favorire uno scenario di innovazione e competitività di livello internazionale. Da parte sammarinese è stato espresso apprezzamento per gli strumenti di digitalizzazione messi a di-

sposizione dall’EPO a favore dell’Ufficio di Stato Brevetti e Marchi della Repubblica di San Marino, nell’ambito delle politiche di cooperazione rivolte agli Stati membri. Le soluzioni introdotte rappresentano un supporto concreto nel processo di modernizzazione dell’amministrazione pubblica, contribuendo al miglioramento dell’efficienza operativa, dell’accessibilità dei servizi e della qualità delle attività svolte nel settore della proprietà industriale. L’incontro ha rappresentato anche l’occasione per approfondire il percorso di avvicinamento normativo all’Unione Europea, considerato che l’Accordo di Associazione costituisce per la Repubblica di San Marino un importante riferimento per l’armonizzazione della disciplina nazionale nei settori connessi alla materia brevettuale. In

questo contesto, sono previsti adeguamenti della normativa interna in materia di certificati complementari di protezione, circuiti integrati e semiconduttori, varietà vegetali e diritto d’autore, in linea con le norme e le prassi europee. Campinos ha condiviso il percorso compiuto dalla Repubblica, entrata nell’Organizzazione nel 2009, ed ha offerto ampia disponibilità nel continuare a collaborare con l’Ufficio Marchi e Brevetti di San Marino.

“La partecipazione di San Marino all’EPO, continua a rappresentare un elemento di particolare rilievo – hanno dichiarato i due Segretari di Stato coinvolti –. L’Organizzazione, che riunisce attualmente 39 Paesi europei, si conferma il principale punto di riferimento internazionale nel settore della tutela della proprietà industriale”.

nologie già operative, non prototipi da laboratorio, pronte per essere calate in contesti reali.

Guardando alla realtà sammarinese, alcune delle soluzioni viste durante la giornata acquistano particolare valore. San Marino accoglie ogni anno oltre due milioni di visitatori in uno spazio di poco più di sessanta chilometri quadrati: un volume che pesa sulle infrastrutture, sulla mobilità, sui servizi. Strumenti digitali per la gestione dei flussi nel centro storico — sito Patrimonio UNESCO — potrebbero alleggerire la pressione nelle ore di punta e migliorare l’esperienza di chi visita il Paese senza necessità di interventi strutturali.

Sul versante culturale, le tecnologie di realtà aumentata e virtuale aprono la possibilità di costruire percorsi di visita più ricchi e accessibili, in cui

torri, musei e luoghi storici diventano ambienti narrativi fruibili anche tramite dispositivi comuni. Per un Paese la cui attrattività si regge in buona parte sull’identità storica, si tratta di uno strumento diretto per aumentare il valore dell’offerta turistica. Anche sul fronte della sicurezza, le dimensioni contenute del Paese possono rappresentare un vantaggio: sistemi di monitoraggio integrati di parti di territorio, infrastrutture e aree sensibili richiedono qui investimenti proporzionalmente più bassi rispetto a contesti più estesi, a fronte di una copertura completa. La stessa logica vale per la digitalizzazione delle infrastrutture fisiche: sensori su strade e impianti permettono di tenere sotto controllo lo stato di conservazione e di utilizzo in tempo reale, intervenendo prima che i problemi diventino emergenze.

Per le imprese sammarinesi, infine, l’accesso a soluzioni cloud e sicurezza informatica di livello avanzato — oggi disponibili in forma scalabile anche per realtà mediopiccole — può tradursi in una maggiore capacità di operare sui mercati internazionali con strumenti adeguati, salvaguardando al tempo stesso la territorialità del dato in logica di cloud nazionale.

Entrambe le parti hanno confermato la volontà di procedere sulle collaborazioni già avviate e di individuare nuovi ambiti di lavoro comune, confermando le basi per un rapporto di lavoro solido e di reciproca soddisfazione.

Con cinque sedi in Italia, due a Torino, Milano, Roma e Catania, i TIM Innovation Lab permettono di toccare con mano l’innovazione digitale e le tecnologie più avanzate sviluppate dal Gruppo. Sono spazi in cui esplorare le tecnologie che stanno trasformando la vita delle persone, delle imprese e della Pubblica Amministrazione: dall’Intelligenza Artificiale all’IoT, dal Cloud all’Edge Computing, fino alla Cybersecurity e alle piattaforme per i servizi consumer come TIM Vision. Qui le soluzioni prendono forma all’interno di uno spazio espositivo in cui la ricerca si traduce in casi d’uso concreti, immediatamente applicabili al mercato.

Gli Innovation Lab promuovono inoltre il confronto e la collaborazione tra imprese, partner tecnologici e Istituzioni attraverso workshop tematici, demo tour e percorsi formativi. Alle attività degli Innovation Lab di TIM si affiancano le iniziative dei Competence Center, da BI REX a Bologna – polo nazionale per il manifatturiero digitale – alle collaborazioni con i centri del MIMIT come Meditech, CIM 4.0,

C onfindustria Italia

Responsabilità e coraggio: la chiamata di Orsini al Paese

Fiducia. Coraggio. Responsabilità. Tre parole hanno attraversato l’intera relazione del presidente Emanuele Orsini all’Assemblea di Confindustria 2026 e diventano la chiave di lettura di uno scenario segnato da guerre, tensioni geopolitiche, costo dell’energia e nuove competizioni industriali globali. Un intervento che guarda all’Europa, ma che chiama in causa direttamente anche l’Italia e la sua capacità di tornare a crescere. Perché, avverte il presidente di Confindustria, “per troppo tempo ci siamo accontentati di fare il minimo indispensabile invece del massimo necessario”.

Europa e competitività

La parte centrale della relazione guarda all’Europa. Per Orsini la dimensione europea resta l’unica in grado di affrontare le sfide geopolitiche, tecnologiche e industriali in corso, ma l’attuale percorso dell’Unione viene giudicato insufficiente. “L’Europa è sempre più necessaria ma deve cambiare strada e marcia”, sottolinea il presidente il cui richiamo è alla perdita di competitività del continente, all’indebolimento della manifattura e alle dipendenze strategiche che si stanno consolidando. Orsini sottolinea il dato dei 250mila posti di lavoro persi nella manifattura europea, diventati un milione considerando l’indotto, e spiega come negli ultimi 25 anni la quota di PIL mondiale dell’Unione sia diminuita di circa il 7%.

Energia e costo industriale

L’energia rappresenta uno dei passaggi più netti della relazione. Un tema che torna sia nella riflessione europea sia nelle proposte per l’Italia. “Per le imprese il prezzo dell’energia è ormai una vera e propria minaccia esistenziale”, dichiara Orsini secondo cui il Paese non può continuare a sostenere costi energetici superiori rispetto ai competitor europei. Per il presidente è necessario accelerare sullo sviluppo delle rinnovabili, sbloccare le autorizzazioni ferme, rafforzare le reti e riportare il tema energetico a una visione strategica nazionale.

Un discorso accorato e puntuale nel quale trova spazio anche il tema del nucleare, considerato una leva necessaria per garantire autonomia e sicurezza energetica. “Continuare a sostenere che il nucleare sia inutile perché servono 10-15 anni per attivarlo è falso. Inutile è ogni anno, ogni mese, che si perde”. Accanto alle rinnovabili, viene poi ribadito il ruolo di gas e infrastrutture come elementi indispensabili della transizione.

Innovazione e AI La crescita del Paese passa anche da una politica industriale orientata alla crescita dimensionale delle imprese. Il richiamo è al sostegno degli investimenti, agli incentivi per fusioni e acquisizioni e alla necessità di rafforzare strumenti già consolidati. Ma una parte importante della relazione è dedicata anche all’innovazione e all’Intelligenza artificiale, considerate leve decisive della competitività futura. “L’AI non è una tecnologia che possiamo semplicemente acquistare e integrare nei nostri sistemi, è un ecosistema che dobbiamo costruire”. La proposta di Orsini è quella di una diffusione più ampia delle tecnologie digitali nelle filiere produttive, una maggiore integrazione di software e cloud nei sistemi incentivanti e un grande investimento nella formazione. Non solo per i lavoratori, ma anche per i giovani.

Semplificazioni e riforme

Un altro capitolo riguarda il quadro normativo e amministrativo. La semplificazione viene indicata come una condizione necessaria per attrarre investimenti e sostenere la competitività. L’esempio richiamato è quello della ZES Unica, che secondo Orsini ha dimostrato l’efficacia di procedure snelle e tempi certi. Ma nel mirino entra anche la normativa sulla responsabilità amministrativa delle imprese.Accanto alle priorità economiche e industriali, nella relazione emerge anche un richiamo al metodo con cui affrontare le scelte strategiche del Paese.

L’Assemblea Generale di ANIS anche quest’anno è stata molto partecipata, segno

“Investimenti nello sviluppo,

Il Presidente Emanuele Rossini: “Lo abbiamo detto anche alla politica, Focus sull’Intelligenza Artificiale con Nicolini (Fondazione Olivetti): “Questa

di Daniele Bartolucci

Politiche energetiche e infrastrutture: ANIS chiede più competitività, investendo le risorse dell’extra gettito e del risparmio nel rollover in sviluppo economico. Questo il messaggio forte e chiaro dall’Assemblea Generale del 28 maggio, a cui hanno partecipato tantissimi rappresentanti delle circa 300 aziende associate, fiduciosi che la politica sappia tradurre le parole (in particolare sviluppo economico) in fatti concreti. Investimenti, infrastrutture e digitalizzazione. Interessante quindi il focus sull’IA con l’ing. Nicolini (Fondazione Olivetti): “Questa tecnologia riguarderà tutto e tutti in futuro, per San Marino sarà fondamentale mantenere la propria sovranità digitale e, essendo l’IA molto energivora, crearsi anche la sovranità energetica”.

“Politiche energetiche e infrastrutture”

Si è svolta il 28 maggio mattina, nella sala corsi ANIS presso la sede di Città, l’Assemblea Generale di ANIS, la più importante associazione di categoria di San Marino, che rappresenta circa 300 aziende in svariati settori, dalla manifattura a servizi ed edilizia.

Dopo aver assolto gli obblighi statutari con l’approvazione all’unanimità del Bilancio, il Presidente Emanuele Rossini ha svolto la sua relazione interagendo più volte con i numerosi rappresentanti delle aziende associate. Al centro della relazione odierna, i temi più importanti per le imprese e per il Paese, a partire dall’Accordo di Associazione all’UE, su cui gli Industriali si sono detti preoccupati per lo stallo di queste ultime settimane, consapevoli da una parte delle opportunità date dall’integrazione nel mercato unico, ma anche delle scadenze, sempre più ravvicinate, con cui intreranno in vigore alcuni nuovi Regolamenti che rischiano di penalizzare enormemente le imprese sammarinesi. “Questo nonostante il nostro Paese

stia modificando da tempo il proprio quadro legislativo e regolamentare in conformità agli standard previsti dall’ordinamento dell’UE per poter dialogare quotidianamente, senza ambiguità e problemi, con tutti gli interlocutori del mercato unico, siano essi singoli Paesi o Autorità. Ricordo ad esempio la Legge sulla privacy, quelle sul Mercato del Lavoro e la nuova prevenzione antincendio, solo per citarne alcune”. Ma l’integrazione europea resta, per ANIS, la strada maestra, dalla quale deriveranno grandi opportunità per San Marino. Anche perché, ha spiegato il Presidente ANIS, “siamo certi che le nostre imprese potrebbero fare ancora meglio, se solo fossero messe nelle condizioni per farlo, almeno alla pari con i loro competitor. L’industria rappresenta il principale pilastro dell’economia sammarinese. I numeri confermano il peso strategico del settore manifatturiero sia in termini di occupazione sia di contributo al PIL e alle esportazioni. Ma oltre ai numeri, ciò che conta è la qualità del nostro sistema imprenditoriale: aziende solide, spesso a matrice familiare, profonda-

mente radicate nel territorio ma capaci di competere sui mercati internazionali”. Insomma, “gli elementi positivi non mancano e, se guardiamo alle nostre aziende, sicuramente non manca nemmeno il potenziale per poter crescere ancora. Questo però dipende anche dalle scelte che vengono fatte dalla politica e in particolare da chi ci governa. L’andamento dell’economia, soprattutto dopo il lockdown, ha portato il dibattito a un livello finalmente diverso e, almeno a parole, si era finalmente tornati a parlare di sviluppo economico. Per questo ci aspettavamo tutti che si potesse aprire una fase progettuale per disegnare il futuro di San Marino dando una risposta definitiva a tutte le questioni irrisolte e che ci avrebbero permesso di allinearci agli altri Paesi anche sulla spinta della prospettiva dell’Accordo con l’UE”.

Dopo aver elencato tutti i temi di stretta attualità (dalla normativa antincendio alle nuove scadenze imminenti per gli impianti di prima pioggia, passando alle riforme in discussione, tra cui quella sulla disabilità e sulla violenza e molestie sui luo-

ghi di lavoro), il Presidente Rossini ha concluso dicendo che “il tessuto economico di San Marino è dinamico, resiliente e capace di stare sui mercati, ma rischia di perdere punti di competitività frenato da fattori tutti interni: da costi energetici più alti degli altri; da un sistema monofase che lo penalizza nell’interlocuzione con fornitori e clienti che adottano tutti come unico linguaggio quello dell’IVA; da un mercato del lavoro sempre più difficile e su cui entrano in gioco strumenti che San Marino non ha e non ha voluto adottare. Ci sono sicuramente interventi legislativi e riforme da approntare, ma la mancanza più evidente resta quella infrastrutturale. Sono decenni che non vediamo dare avvio a un’opera necessaria davvero al sistema imprenditoriale e dal sicuro ritorno economico anche per lo Stato”.

“Abbiamo aperto uno stretto e costante confronto con le Segreterie di Stato competenti al fine di individuare da una parte le azioni volte a ridurre la dipendenza del nostro Paese dall’esterno e dall’altra gli interventi strutturali sulle tariffe affinché si-

segno di un’attenzione altissima ai temi più attuali: dall’Accordo con l’UE alle politiche industriali

sviluppo,

servono le infrastrutture”

le risorse ci sono! Occorre accelerare su produzione energetica e di smaltimento rifiuti “Questa tecnologia riguarderà tutti, fondamentali sono la sovranità digitale ed energetica”

ano competitive, non tanto con quelle italiane – che sono tra le più alte d’Europa - ma con quelle dei Paesi europei più virtuosi. Gli interventi straordinari e temporanei ottenuti fino ad oggi per la riduzione delle tariffe del gas e dell’energia elettrica non sono più sufficienti e le istituzioni stanno valutando di acquisire degli impianti per la produzione di energia elettrica fuori territorio per poi fornirla interamente alle imprese sammarinesi alimentate in media tensione per una quota del loro consumo annuale, in un range tra il 15% e il 30%, ad un prezzo fisso calmierato al momento determinato in via preliminare a 69 euro MWh previa la stipula di un contratto almeno biennale. La notizia del parco fotovoltaico in provincia di Brescia, che ha aperto la strada a questa strategia è molto positiva e auspichiamo non sia l’unico investimento di questo tipo, ma ne seguano altri. Comunque attinente al tema energia diventa ogni giorno più pressante il problema dei rifiuti, nel senso che le nostre aziende sono costrette a subire maggiori oneri burocratici ed economici sia per lo stoc-

caggio che per lo smaltimento così pure l’Azienda dei Servizi che per questa gestione accusa ogni anno una perdita di 3,5 milioni di euro. Ecco quindi che diventa strategica la scelta, senza preconcetti né posizioni ideologiche, di realizzare un moderno impianto per lo smaltimento dei rifiuti a basse emissioni in atmosfera che permetterebbe inoltre la produzione di energia elettrica e quindi anche la possibilità di ridurre il relativo approvvigionamento dall’esterno. Lo stesso vale per il ciclo delle acque su cui occorre accelerare sui due interventi fondamentali: depurazione e captazione/stoccaggio. Gli esempi fatti poco fa”, ha spiegato Rossini, “sono emblematici: un depuratore delle acque, oltre ad essere un impianto assolutamente allineato alle politiche green dell’Europa, permetterebbe da una parte un sostanzioso risparmio in termini di acque consegnate a Rimini e contemporaneamente un incasso per la rivendita dell’acqua depurata alle industrie sammarinesi. I due fattori permetterebbero di recuperare l’investimento iniziale in pochi anni, dopodiché ge-

nererebbero solo guadagni per l’Azienda dei Servizi. Conseguenze analoghe varrebbero per il progetto antincendio descritto poco fa. Lo stesso dicasi dell’impianto di smaltimenti rifiuti, che avrebbe anche il vantaggio di produrre energia, andando a ridurre i volumi di acquisto dall’esterno. Investimenti in infrastrutture, quindi, negli ambiti dove siamo deficitari o dove subiamo costi enormi, garantirebbero risparmi e ritorni economici certi nel tempo. Sono questi gli investimenti su cui dobbiamo impegnarci oggi per domani. E dobbiamo convincere la politica a fare queste scelte, con la consapevolezza che le risorse, oggi, ci sono!” Risorse aggiuntive, spendibili ha spiegato il Presidente Emanuele Rossini agli associati ANIS, ribadendo le analisi fatte nei mesi scorsi: “Lo abbiamo detto anche ai tavoli decisionali”, ovvero alla politica, “l’extra gettito della riforma IGR si somma ai risultati positivi dei bilanci aggregati del 2023 e del 2024, ma anche del 2025 che è stato un anno di crescita a livello generale. E si sommano al risparmio in conto interessi, di circa 10 milioni l’anno,

conseguente al roll over dei

titoli di debito pubblico. Risorse che, se non tutte ma in gran parte, devono essere destinate a investimenti per lo sviluppo, per le infrastrutture energetiche, per la digitalizzazione”.

Focus sull’IA e l’impatto sul mondo del lavoro

Sul quest’ultimo tema si è sviluppata anche l’interessante relazione dell’ospite dell’Assemblea ANIS, l’ing. Massimiliano Nicolini, Direttore del Dipartimento Ricerca della Fondazione Olivetti, sul tema “Il cambiamento epocale indotto dall’IA nel mondo del lavoro”. Un cambiamento, ha spiegato l’esperto di bioinformatica, “paragonabile a ciò che avvenne dopo la caduta del Muro di Berlino: la conseguenza dell’apertura delle frontiere portò moltissime aziende a dislocare servizi nei paesi dell’est, lasciando a casa migliaia di persone. La differenza in questo caso

è che sappiamo che questo potrebbe avvenire, per cui occorre gestire e governare questo cambiamento, nelle vostre aziende come, in generale, nel vostro Paese”. Oltre a rappresentare in maniera molto pratica cosa sia l’intelligenza artificiale e come sia necessario conoscere tale strumento prima di utilizzarlo, Nicolini ha avvertito la platea di come “noi tecnici, oggi, studiamo come sarà l’IA tra venti o trent’anni, per comprenderne gli effetti, sia quelli positivi che quelli negativi e quindi anche come correggerli o comunque prepararci ad essi. Nel caso di San Marino, sappiate che non sarete esenti dall’affrontare la questione, perché questa tecnologia riguarda già oggi tutti noi, basandosi sui dati, e in futuro riguarderà tutto e tutti. Per questo, a livello di sistema economico e di Stato, per poter essere pronti tra cinque, sette o dieci anni quando ciò accadrà, occorrono due fattori fondamentali: la sovranità digitale, in primis, i vostri dati è bene che li gestiate voi. La sovranità energetica, che fa coppia con la prima, perché l’AI è una tecnologia energivora e comunque, si consumerà sempre più energia in futuro, per cui occorre mettere in sicurezza la propria economia subito, realizzando appunto impianti e infrastrutture, come ha detto il vostro Presidente”.

“La politica di sicurezza e difesa deve essere integrata nella strategia di competitività”

BusinessEurope ha pubblicato il suo primo documento sulla politica di sicurezza e difesa. Il presidente di BusinessEurope, Fredrik Persson, ha dichiarato: “Gli Stati membri dell’UE spendono attualmente circa 343 miliardi di euro all’anno per la difesa. La spesa totale dei membri NATO è aumentata del 41% dal 2021 al 2025. Questo è ulteriormente integrato da iniziative a livello UE fino a 800 miliardi di euro. Gli investimenti in sicurezza e difesa dovrebbero essere utilizzati come veicolo per rafforzare la competitività, la base industriale e il vantaggio tecnologico dell’Europa. Mentre l’ambizione difensiva dell’Europa sta accelerando, la sua base industriale deve recupera- re. È necessaria un’azione urgente per accelerare la scalabilità industriale. L’UE deve affrontare la frammen-

tazione e continuare a spingere per processi di approvvigionamento coordinati, standard armonizzati, un migliore accesso ai finanziamenti – soprattutto per le PMI – e un allineamento più rapido di R&S, produzione e implementazione. L’Europa deve anche passare dalla gestione reattiva delle crisi a un modello proattivo di preparazione e prontezza per tutta la società. In un’economia integrata, le crisi su larga scala hanno effetti immediati di riaffioramento transfrontaliero, rendendo essenziale salvaguardare il funzionamento continuo del Mercato Unico, delle infrastrutture critiche, delle catene di approvvigionamento e dei sistemi civili in tutti gli scenari. Ciò richiede un coordinamento più forte e una partnership pubblicoprivata permanente e strutturata per garantire la conti-

nuità economica e assorbire gli shock in tutta l’UE.”

Witucki succederà a Persson Durante la riunione di Dublino, il Consiglio dei Presidenti di BusinessEurope ha eletto all’unanimità Maciej Witucki per succedere a Fredrik Persson come Presidente di BusinessEurope dal 1° luglio 2026. Witucki è stato fino a poco tempo fa Presidente del Consiglio Principale della Confederation Lewiatan, la federazione membro polacca di BusinessEurope. Viene eletto per un mandato biennale, rinnovabile una volta. Il presidente eletto Maciej Witucki ha dichiarato: “Non vedo l’ora di difendere gli interessi dei milioni di piccole, medie e grandi aziende europee che rappresentano le 42 federazioni membri di BusinessEurope”.

“Necessario

rafforzare

la cultura della manutenzione e della responsabilità”

Fabbricati fatiscenti: rafforzati i controlli

Applicate le disposizioni del Testo Unico dell’Edilizia e Urbanistica

Il Coordinamento della Protezione Civile ha approvato una deliberazione finalizzata a rafforzare le attività di monitoraggio, vigilanza e controllo sugli edifici esistenti ricadenti nella buffer zone del sito UNESCO Centro storico di San Marino e Monte Titano, con particolare riferimento alle condizioni di sicurezza, manutenzione ed estetica dei fabbricati (foto: San Marino RTV). La decisione si fonda sulla piena applicazione delle disposizioni già previste dal Testo Unico dell’Edilizia e dell’Urbanistica e, in particolare, dell’art. 56 relativo ai lavori eseguibili d’urgenza per ragioni di pubblica incolumità, sicurezza e tutela dei manufatti esistenti, nonché dell’art. 120 riguardante l’estetica delle costruzioni e l’obbligo di manutenzione degli edifici esistenti, che impone ai proprietari il dovere di mantenere immobili, prospetti e fronti in condizioni adeguate di sicurezza e pubblico decoro. La deliberazione approvata dal Coordinamento della Protezione Civile si inserisce inoltre nel solco dell’attività già avviata dalla Segreteria di Stato per il Territorio e dall’organismo stesso attraverso la Delibera n. 23 del 2026 relativa ai “Fabbricati fatiscenti pericolosi per pubblica incolumità”, con cui era stato avviato un primo percorso di ricognizione e attenzione sul patrimonio edilizio maggiormente degradato o potenzialmente pericoloso. Con il nuovo provvedimento viene affidato all’UPAV – Ufficio Prevenzione Ambiente e Vigilanza – il compito di intensificare le verifiche e i controlli sugli immobili presenti nell’area UNESCO, prevedendo, ove necessario, anche l’attivazione delle procedure previste dalla normativa vigente nei confronti dei proprietari o aventi titolo che non rispettino gli obblighi di manutenzione, sicurezza e decoro. L’obiettivo dell’iniziativa è quello di promuovere una cultura diffusa della manutenzione e della responsabilità condivisa tra pubblico e privati, raf-

forzando il decoro urbano, la sicurezza e la valorizzazione dell’immagine della Repubblica di San Marino. “Il decoro, la sicurezza e la tu-

tela del nostro patrimonio storico non possono essere considerati aspetti secondari – viene evidenziato –. Prendersi cura degli edifici signi-

fica prendersi cura dell’immagine del Paese, della qualità degli spazi pubblici e del rispetto dovuto a un territorio riconosciuto patrimonio

mondiale dell’umanità. È necessario rafforzare una cultura della manutenzione e della responsabilità condivisa tra pubblico e privati”.

La Segreteria di Stato per il Territorio e l’Ambiente esprime soddisfazione per la partecipata visita studio svolta il 16 maggio presso due importanti esperienze di cohousing e abitare collaborativo in Emilia-Romagna. L’iniziativa ha permesso a cittadini, rappresentanti del mondo sindacale, tecnico e cooperativo, insieme a professionisti e persone interessate al tema, di conoscere da vicino modelli già consolidati di abitare condiviso, basati sulla collaborazione, sulla socialità e sul supporto reciproco tra generazioni. La giornata si è rivelata particolarmente utile per approfondire concretamente le potenzialità del cohousing come risposta innovativa ai bisogni abitativi contemporanei: dall’autonomia delle persone anziane alla necessità di creare nuove forme di comunità, fino al sostegno per studenti, giovani coppie e lavoratori. Durante gli incontri è emerso con forza come questi percorsi non siano semplicemente progetti edilizi, ma esperienze costruite sulle relazioni umane, sulla partecipazione e sulla condivisione di servizi, spazi e obiettivi comuni. Aspetti che rappresentano elementi centrali anche nella riflessione che la Repubblica di San Marino sta portando avanti sul tema dell’abitare. La Segreteria di Stato sottolinea inoltre come il confronto diretto con realtà già operative abbia consentito di raccogliere spunti concreti, esempi organizzativi e buone pratiche utili anche per il percorso sammarinese.

Cohousing e abitare collaborativo

Un’architettura formativa rinnovata prende forma sul Monte Titano, spingendosi oltre i confini tradizionali del mercato occupazionale sammarinese. La conferenza stampa del 25 maggio ha infatti svelato i dettagli operativi della “BP Academy 2026Diventa il consulente del futuro”, iniziativa strategica promossa dalla Segreteria di Stato per il Lavoro, la Programmazione Economica, i Rapporti con AASS, la Transizione Ecologica e l’Innovazione Tecnologica.

Strutturato in stretta sinergia con l’Ufficio per il Lavoro e forte del supporto dell’Associazione Nazionale Industria San Marino, l’intervento si concretizza nell’apertura immediata di un bando d’ammissione per 15 candidati. Si parte subito. Il partner d’eccellenza dell’operazione è la BP Holding, solida realtà imprenditoriale nata dall’esperienza di Passepartout S.p.A. che oggi conta circa 40 collaboratori a San Marino e ulteriori 25 in Italia. Un’azienda strutturata, quindi, che compete quotidianamente anche sul mercato del lavoro per la ricerca di competenze e talenti, utili al proprio progetto di crescita.

L’idea di fondo punta a replicare il fortunato modello didattico già sperimentato con l’Academy di Passepartout, allargando però l’orizzonte in modo significativo. Qui sta la vera svolta strutturale. I percorsi formativi accoglieranno anche i lavoratori frontalieri residenti nelle province di Rimini, ForlìCesena, Pesaro-Urbino e Ravenna. Si tratta di un’evoluzione non banale. L’inclusione ha richiesto l’introduzione di specifiche deroghe normative temporanee, dato che la legislazione sammarinese vigente in materia di stage non contemplava originariamente tale opzione per i non residenti. L’obiettivo primario resta l’aggiornamento delle competenze professionali, con un focus mirato sui disoccupati, fornendo strumenti concreti in settori a elevata specializzazione. C’è tempo fino al 21 giugno 2026 per presentare la domanda sul portale dedicato.

Un percorso intenso Il percorso si preannuncia intenso. Parliamo di 78 ore totali divise a metà tra teoria e pratica aziendale nella sede di Domagnano, con inizio fissato al 6 luglio. Gli ammessi – selezionati tramite prove scritte e orali a fine giugno –approfondiranno strategie di digital sales, gestione di CRM e tecniche di comuni-

Si inizia il 6 luglio: sono previste una borsa di studio e un’indennità per complessivi 1.400 euro

“BP Academy”: bando aperto per 15 talenti del territorio

Si possono candidare residenti a San Marino e frontalieri delle province limitrofe

cazione. Non è la solita teoria accademica. Lo dimostrano la borsa di studio di 400 euro per la prima fase e l’indennità di 1.000 euro prevista per il successivo mese di stage a tempo pieno. Gli sbocchi occupazionali, d’altronde, sono concreti: la stessa BP Holding intende inserire nuove figure professionali tra digital seller, event manager e specialisti del contact center.

Le dichiarazioni

“Vogliamo applicare questa metodologia virtuosa a una platea più vasta e a comparti diversificati del nostro tessuto economico”, spiega il Segretario di Stato Alessandro Bevitori. “La collaborazione con partner privati di primo livello ci permette di creare un ecosistema formativo dinamico. La simmetria tra l’esigenza di riqualificazione dei lavoratori e lo sviluppo tecnologico delle nostre imprese è il motore ideale per generare occupazione qualificata. Il progetto si muove dunque sul binario dell’integrazione territoriale e dell’alta formazione, interpretando le necessità di un mercato che esige competenze flessibili e un costante aggiornamento tecnico”.

La selezione dei candidati vedrà il coinvolgimento diretto dei vertici della società. “Abbiamo coordinato con entusiasmo il percorso insie-

me alle istituzioni e all’Associazione Nazionale Industria San Marino”, dichiara Alfredo Rosa, titolare della holding. “Siamo convinti che investire sulla formazione specialistica sia l’unico modo per garantire alle aziende risorse pronte a governare l’innovazione. La BP Holding crede fermamente nel valore sociale ed economico del bando. Offriremo un contesto stimolante, un’immersione vera nei processi aziendali più avanzati, convinti che la crescita del singolo lavoratore rappresenti, in definitiva, la crescita competitiva di tutto il sistema Paese”. A chiudere il cerchio è la voce del mondo industriale. Romina Menicucci, per la Direzione Servizi alle Imprese di ANIS, esprime un sentito ringraziamento alla Segreteria di Stato per la promozione di questo programma di stage aziendali, sottolineando una criticità diffusa: “Oggi non è così agevole reperire personale qualificato. Creare canali d’accesso preferenziali per l’alta formazione significa dare una risposta concreta alla richiesta che arriva dalle aziende. La competitività del nostro sistema si gioca sulla capacità di aggiornare costantemente il capitale umano. Fare rete tra la pubblica amministrazione e le realtà imprenditoriali più dinamiche permette di antici-

pare i mutamenti del mercato, trasformando l’apprendimento sul campo in un vero volano di crescita strutturale per l’intera Repubblica di San Marino”.

Le Associazioni datoriali OSLA e USC e le Organizzazioni Sindacali CSdL, CDLS e USL hanno sottoscritto il Contratto Unico del Settore Commercio e Commercio Turistico per il triennio 2025-2026-2027.

“L’accordo”, spiegano, “rappresenta un importante risultato per il comparto, frutto di un confronto costruttivo e responsabile tra le parti, volto a garantire la tutela del potere d’acquisto per i lavoratori e sostenere al contempo la competitività e lo sviluppo delle imprese del settore commercio. Il rinnovo con-

trattuale prevede aumenti retributivi pari al 3% per ciascun anno di vigenza del contratto”. Di fatto, in linea con gli altri rinnovi degli altri settori.

Le parti esprimono “soddisfazione per il raggiungimento dell’intesa, che contribuirà a rafforzare stabilità, relazioni industriali e prospettive di crescita del comparto”. Nelle prossime settimane saranno organizzati i referendum per l’approvazione del testo da parte dei lavoratori ai fini dell’efficacia erga omnes, ai sensi della Legge 59/2016.

Si è svolta sabato 23 maggio la tredicesima edizione del Giro del Monte, l’evento sportivo che a 55 anni dalla sua prima storica prova continua a richiamare appassionati e atleti da San Marino e dall’estero.

Una giornata baciata dal sole, con temperature ideali per lo sport, ha fatto da cornice a un evento che ha registrato oltre 1.300 partecipanti e un clima di autentica festa lungo l’intero percorso.

Il Giro del Monte si è confermato non solo come corsa e camminata sul tracciato di 7 chilometri su strada, ma anche, ormai da diversi anni, come Sky Trail di 9 chilometri con 450 metri di dislivello, formula che continua a riscuotere grande successo tra gli appassionati della corsa in natura.

Corporate Run: trionfa

Ciacci Gioielleria, poi

LCS e Colorificio Sammarinese Grande spettacolo nella Corporate Run, con i tre team protagonisti che si sono dati battaglia fino all’ultimo. La vittoria è andata al team Ciacci Gioielleria, davanti al team LCS e al team Colorificio Sammarinese. La classifica è stata stilata grazie alle prestazioni dei migliori concorrenti di ciascun team, in un format amatoriale coinvolgente che ogni anno riesce a portare in gara tanti colleghi e amici.

Gara su strada: Ricciardi fa cinquina Primo al traguardo del Giro del Monte 2026 è Luis Ricciardi, alla seconda vittoria di fila. Dopo il record realizzato lo scorso anno, quando completò il tracciato in 21’20”, stavolta l’atleta della Dinamo Running di Bellaria Igea Marina ha fermato il cronometro sul 22’04”, ma che gli è stato più che sufficiente per distaccare tutti. Il secondo classificato è anche il primo dei sammarinesi, Davide Venerucci, che ha chiuso in 23’58” e va per la seconda volta sul podio del Giro. Terzo è l’italiano Matteo Gambuti, del Golden Club Rimini.

Linda Abbondanza: doppietta storica

Al femminile si è scritta la storia del Giro del Monte, grazie a Linda Abbondanza. Riminese d’origine e tesserata per la Podistica Pontelungo Bologna, città in cui risiede, ha centrato la doppietta gara su strada – Sky Trail, peraltro alla prima partecipazione alla competizione. Abbondanza ha prima corso i 9 km della Sky Trail in 55’55”,

L’evento ha registrato oltre 1.300 partecipanti e un clima di autentica festa lungo il percorso

Giro del Monte, Corporate Run

Vince il team Ciacci Gioielleria

Gara tiratissima: al secondo posto LCS, terzo classificato il Colorificio Sammarinese

resistendo anche a una caduta tra gli sterrati, poi ha completato i 7 km su strada in 29’30”. Alle sue spalle, nel Giro del Monte su strada, le italiane Martina Pedrotti (31’17”) e Arianna Landi (31’18”).

Sky Trail: vittoria di Perugini, secondo Agostini Per quanto riguarda lo Sky Trail, al maschile vince in 49’02” Jack Perugini, della Polisportiva Servigliano ASD, davanti a Michele Agostini, della Track & Field San Marino (49’09”), e a Carlos Eduardo Fernandez Torres (51’35”). Al femminile, come detto, Linda Abbondanza (55’55”) precede la sammarinese Ira Matei (57’30”) e l’italiana Veronica Pacini (1h 00’

21”), dell’Atletica 85 Faenza.

Le dichiarazioni del Comitato Organizzatore “Grande soddisfazione per questo ennesimo successo del Giro del Monte — commenta Samuele Guiducci del Comitato Organizzatore —. Tantissimi partecipanti, felici e contenti di aver preso parte all’evento, un clima di festa e la presenza di atleti anche stranieri. Il bilancio è estremamente positivo: l’appuntamento è già al prossimo Giro del Monte”.

Ringraziamenti

Il Comitato Organizzatore, composto dalla Giunta di Castello di San Marino Città, dalla Giunta di Castello di Borgo Maggiore, dalla Federazione Sammarinese Atleti-

ca Leggera e dall’Associazione Sportiva Track & Field San Marino, desidera ringraziare le Segreterie di Stato patrocinanti, le Forze dell’Ordine sempre al servizio della comunità e della sua sicurezza, le Aziende di Stato per il prezioso supporto, gli sponsor (Cassa di Risparmio di San Marino, VW Reggini, MVP Sport, Montegiardino Miele, EnerGreen.sm, Seriset, D’Antenna, L’Artistica), i media partner (San Marino Fixing e San Marino Rtv) e tutti i volontari senza i quali non sarebbe possibile organizzare simili eventi.

I vincitori in sintesi Gara su strada (7 km) – Maschile: 1° Luis Ricciardi (22’04”) · 2° Davide Venerucci (23’58”) · 3° Matteo Gam-

buti (25’02”).

Gara su strada (7 km) – Femminile: 1ª Linda Abbondanza (28’50”) · 2ª Martina Pedrotti (31’17”) · 3ª Arianna Landi (31’18”).

Sky Trail (9 km 450D+) – Maschile: 1° Jack Perugini (49’02”) · 2° Michele Agostini (49’09”) · 3° Carlos Eduardo Fernandez Torres (51’35”).

Sky Trail (9 km 450D+) – Femminile: 1ª Linda Abbondanza (55’55”) · 2ª Ira Matei (57’30”) · 3ª Veronica Pacini (1h 00’ 21”).

Corporate Run: 1° Ciacci Gioielleria · 2° LCS · 3° Colorificio Sammarinese.

Il prossimo

appuntamento: ottobre con SMOE Run Domenica 18 ottobre, una nuova avvincente sfida, sulla

distanza certificata FIDAL di 10 km e 5 Km, sullo spettacolare circuito cittadino di Falciano. Il percorso completamente pianeggiante, costeggia il torrente Ausa e si sviluppa su un circuito di 5 km su strada chiusa al traffico. “SMOE Run San Marino 20262 è podistica competitiva FIDAL 10 km e 5 Km, Corporate Run (5 km) e non competitiva (5 km), con partenza alle ore 9:30, al San Marino Outlet, in Strada degli Angariari, 41 – 47891 Falciano (Repubblica di San Marino). Disponibile il percorso su Garmin Connect e Strava.

Le iscrizioni online alla

“SMOE Run San Marino 2026”, il programma, il percorso e il regolamento ufficiale presto disponibili sul sito web.

Nel mercato del nuovo Volkswagen al primo posto, nell’usato invece Audi

Oltre il 60% dei veicoli ha un’età “a due cifre”

Su un totale di 54.374 mezzi, 33.302 hanno più di 11 anni di vita

Oltre il 60% veicoli circolanti nella Repubblica di San Marino ha più di 11 anni. L’approfondito e tradizionale cruscotto dell’Ufficio Nazionale di Statistica, tra i suoi focus, ne ha prodotto uno di particolare interesse, quello cioè legato all’età dalla prima immatricolazione degli autoveicoli, degli autocarri, dei motocarri, degli autobus e dei veicoli a due ruote. Al 31 marzo risultavano complessivamente sul Monte Titano 54.374 veicoli: di questi, come detto, 33.202 hanno “da 11 anni a 20 anni” e “oltre 20 anni”. Nello specifico, nella sezione “11-20 anni” ai primi due posti troviamo i mezzi di locomozione, nello specifico gli autoveicoli a quattro ruote (12.048) e i motoveicoli (2.960); al terzo posto invece una categoria dei “mezzi di lavoro”, gli autocarri (1.401).

Categorie confermate anche alla voce “oltre 20 anni” con 7.075 autoveicoli, 3.082 motoveicoli e 1.610 autocarri. Sempre alla data del 31 marzo, l’Ufficio di Statistica ha fatto poi “il punto” sulle immatricolazioni di autoveicoli nuovi e usati per marca: una “fotografia” utile per capire

le tendenze dei sammarinesi. Il primo dato che salta agli occhi nel confronto tra marzo 2025 e marzo 2026 è la “frenata” del mercato del nuovo e l’accelerazione dell’usato.

Per quanto riguarda il nuovo, marzo 2025 si è chiuso

Veicoli rimorchiati: il mese di aprile a -7,8% ma il primo quadrimestre chiude a +3,7%

Il Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE - sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (MIT) - ha effettuato una stima del mercato dei veicoli rimorchiati per il mese di aprile 2026 rispetto allo stesso mese del 2025. Il mercato dei rimorchi e semirimorchi registra nel mese di aprile una flessione del 7,8%, con 1.302 unità immatricolate a fronte delle 1.412 dello stesso mese dell’anno precedente. Nonostante questo calo mensile, il consuntivo dei primi quattro mesi dell’anno conferma un andamento complessivamente favorevole, con un totale di 5.000 unità immatricolate rispetto alle 4.822 del medesimo periodo del 2025, segnando un incremento del 3,7%.

“La flessione del mercato di aprile riporta in primo piano

una questione strutturale: il parco veicoli trainati italiano presenta un’età media superiore ai 17 anni, con ricadute dirette sulla sicurezza, sull’efficienza e sulla sostenibilità dell’autotrasporto. Si tratta di una situazione che richiede interventi non più rinviabili”, evidenzia Michele Mastagni, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAE. “Abbiamo accolto con favore l’istituzione del Fondo pluriennale per l’autotrasporto per il quinquennio 2027-2031, un segnale concreto per il settore. Oggi, però, è prioritario tutelarne l’integrità: lo stanziamento deve essere mantenuto e destinato esclusivamente al rinnovo del parco, evitando ogni deviazione verso interventi emergenziali legati al caro carburanti, che ne snaturerebbero la finalità originaria”, sottolinea Ma-

stagni. UNRAE evidenzia, inoltre, come il supporto al settore non possa limitarsi unicamente agli incentivi, ma debba essere affiancato da controlli efficaci, revisioni coerenti con l’età e lo stato dei mezzi, una maggiore cultura della sicurezza e una responsabilizzazione estesa a tutta la filiera, inclusi i committenti. “A questo si aggiunge l’urgenza di completare l’iter regolamentare per l’autorizzazione alla circolazione di autoarticolati fino a 18,75 metri. Si tratta di una misura già adottata con successo in numerosi Paesi europei e coerente con le modifiche normative introdotte dal DL 121/2021, che consentirebbe di ottenere benefici concreti in termini di riduzione delle emissioni di CO₂, alleggerimento della congestione stradale e maggiore efficienza logistica”.

con 118 autoveicoli mentre marzo 2026 con 98 (-20). Di contro però sono cresciute le immatricolazioni degli autoveicoli usati: 147 a marzo 2026 quando marzo 2025 ne aveva registrate 118 (-29). Sommando il nuovo e l’usato

di marzo 2025 e di marzo 2026 emerge che marzo 2025 ha visto 256 immatricolazioni mentre marzo 2026 un po’ meno, 245 (-11).

Nuovo e usato per marca

A marzo 2026 la marca che ha

C GIA di Mestre

fatto registrare più immatricolazioni nel “nuovo” è stata Volkswagen con 24 autoveicoli. Al secondo posto Suzuki con 11, terze – a pari merito – Audi e Dacia con 8 autoveicoli. Nell’usato invece medaglia d’oro per Audi con 33 autoveicoli, medaglia d’argento per Fiat con 15 autoveicoli e medaglia di bronzo, ex-aequo, Mercedes-benz e Volkswagen con 12 autoveicoli ciascuna. Interessante anche il mercato delle auto di lusso: a marzo 2026 è stata immatricolata una Ferrari nuova (zero a marzo 2025) mentre Lamborghini ha fatto segnare uno zero in entrambi i mesi. Nell’usato invece nessuna immatricolazione per entrambi i marchi. Chiudiamo con Tesla: 9 immatricolazioni “nuove” a marzo 2025, 3 a marzo di quest’anno, una sola invece nell’usato, ma a marzo 2025. Alessandro Carli

Tir: dall’inizio della crisi il caro gasolio è costato all’autotrasporto 2,1 miliardi

Accordo raggiunto sul filo di lana tra il Governo e gli autotrasportatori.

L’Esecutivo ha messo sul tavolo un pacchetto di misure per alleggerire i costi che gravano sul settore – dal caro carburanti agli oneri operativi – mentre le associazioni datoriali hanno deciso di revocare il fermo nazionale dei Tir, inizialmente previsto da lunedì 24 sino a venerdì 29 maggio. Una mobilitazione che avrebbe avuto effetti pesanti sull’intero sistema economico, con ripercussioni sulla distribuzione delle merci e sull’approvvigionamento di beni essenziali.

Uno scenario che, alla fine, è stato scongiurato grazie a una mediazione arrivata nelle ultime ore utili. A prevalere è stato il senso di responsabilità delle parti in causa.

Il confronto, pur serrato,

ha consentito di individuare un punto di equilibrio e di evitare uno scontro che avrebbe avuto costi elevati per il Paese. Ancora una volta, il dialogo si è rivelato lo strumento più efficace per disinnescare una crisi annunciata.

Dopo 3 mesi di crisi, il caro gasolio è costato all’autotrasporto 2,1 miliardi

A quasi tre mesi dallo scoppio della guerra nel Golfo, l’Ufficio studi della CGIA segnala che il prezzo del diesel alla pompa, impennatosi con il conflitto, è salito da un valore medio di 1,676 a 1,986 euro al litro: un aumento del 18,5 per cento. Nonostante il taglio di 20 centesimi sulle accise introdotto dal governo il 19 marzo scorso, nelle prime dodici settimane di crisi, l’autotrasporto merci ha

sostenuto un extra costo che, secondo una stima degli artigiani mestrini, si aggirerebbe attorno a 2,1 miliardi di euro. Una vera stangata.

A livello regionale i rincari più importanti hanno riguardato la Lombardia con 257,9 milioni di euro, la Campania con 251,6 e la Sicilia con 232,2. In Italia il parco circolante conta quasi 741.500 mezzi pesanti (con massa superiore a 3,5 tonnellate). La ripartizione geografica con il più alto numero di immatricolazioni è il Mezzogiorno con 318.665 unità, seguono il Nord-Ovest con 151.557, il Nord-Est con 147.288 e il Centro con 122.912. A livello regionale, la maggiore concentrazione si registra in Lombardia (91.460 veicoli), seguita da Campania (89.230) e Sicilia (82.355).

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