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Fixing 2023 nr. 21

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Anno XXXI - n.21 - 1,50 euro

Direttore Daniele Bartolucci

Venerdì 2 Giugno 2023

E ditoriale Mini-agenda con riforme Italia Elezioni: corsa senza corridori

La spaccatura della maggioranza è una cosa, la caduta del Governo è un’altra. Anche perché, sotto sotto, perfino RETE non ha tutta questa foga di andare subito alle elezioni. Del resto, dovranno “sgranchirsi” le ossa anche loro per qualche mese nel riprendere contatto con quella materia abbandonata per quattro anni: “Adesso vi facciamo vedere noi come si fa opposizione” hanno annunciato, evitando però, sintomaticamente, di parlare apertamente di elezioni estive, rimandandole a quando saranno pronti ad affrontarle, sperando anche in qualche passo falso della maggioranza. A quel punto, al contrario dei mesi precedenti, non staranno “bassi e coperti” per rispetto degli alleati, ma colpiranno e colpiranno duro. Per ragioni diverse, anche la nuova maggioranza ha tutta l’intenzione di “tenere botta” per qualche mese ancora, perché in questo momento nessuno è sicuro di avere abbastanza consenso e anche perché qualche ragionamento sulle future alleanze toccherà farlo. E ci vuole tempo. Tempo che passa inesorabile - e con esso aumentano gli interessi del debito, giova ricordarlo sempre - e che riduce ogni giorno il campo d’azione per completare le riforme. Vedremo che “agenda” uscirà dai confronti di questi giorni. Nel frattempo, grazie anche alla deadline del negoziato per l’Accordo di Associazione fissata a fine anno, possiamo mettere in cassaforte le ferie già prenotate: salvo strappi ulteriori, non è di elezioni che si parlerà sotto l’ombrellone quest’estate. Nessuno vuole correre adesso, bisogna prepararsi bene. Daniele Bartolucci

e sviluppo: “Noi ci siamo”

Franchigia a 10mila euro: ok definitivo

Maggioranza decisa ad andare avanti senza RETE, con tempi e numeri ridotti: di certo c’è solo l’Accordo UE, gli altri punti sono da concordare a pag.3

B anche

BAC: utile e attenzione ai temi ESG

a pag.5

C ultura

Numeri ridotti all’osso in Consiglio Grande e Generale (e da ottobre, con due Reggenti non votanti, ancora di più) e tempi strettissimi per approvare “ciò che è realizzabile”. Questa la sfida, accettata, dalla nuova maggioranza dopo la fuoriuscita di RETE, che ha puntato il dito proprio contro “la volontà di non fare le riforme che servono e che avevamo concordato nel programma”. Ora PDCS, PSD, AR e MDL devono rielaborare un piano d’azione che sappia traghettare il Paese almeno fino a fine dell’anno, viste le scadenze: la visita di Mattarella, la fine del negoziato con l’UE e la finanziaria. Un piano che, però, dovrà comprendere interventi in grado di sostenere il Bilancio dello Stato gravato dal debito, ma anche progetti di sviluppo, liberando il potenziale delle imprese. Bartolucci alle pagg. 6-7

Il Reggente che salvò Garibaldi

alle pagg.9-11

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