Doveva essere la settimana decisiva per l’Accordo di Associazione con i passaggi prima nel COREPER il 6 maggio e poi nel Consiglio dei Ministri UE la prossima settimana, ma rischia di essere l’ennesimo stop&go per una procedura che, va detto, è ora completamente in mano agli organismi europei. San Marino, infatti, ha già approntato tutto per la firma e per la successiva richiesta di entrata in vigore, ma deve attendere che l’Unione Europea concluda i suoi passaggi. Passaggi che, nonostante ci sia una trasversale volontà da parte di tutti gli Stati membri di avviare l’Accordo alla firma tanto attesa, possono essere ancora messi in stallo dalle cosiddette riserve che, legittimamente, gli Stati potrebbero produrre. Si sa bene di quelle sui servizi finanziari (che comunque non rientrano effettivamente nell’Accordo perché sono stati tenuti a parte, da attivare in un secondo momento), ma non ci si aspettava quella della Bulgaria presentata - ormai dovrebbe essere ufficiale - in sede EFTA. Una riserva di cui non si conoscono i termini, ma che è difficile non collegare alle minacce nemmeno tanto velate, del magnate bulgaro Assen Christov, riguardanti proprio il processo di integrazione europea di San Marino. Se così fosse, a Bruxelles dovrebbero preoccuparsi non tanto dell’Accordo con San Marino, ma di come uno Stato membro agisca effettivamente su spinta di un privato. Nel frattempo, però, i tempi si allungano, con il rischio di arrivare al 2027, quando entreranno in vigore nuovi Regolamenti e Direttive, senza le necessarie tutele previste invece dall’Accordo di Associazione.
Daniele Bartolucci
Direttore
Venerdì 8 Maggio 2026
Il triennio 2023-2026 si conferma in crescita
Confronto tra i dati dei primi trimestri: aumentano imprese, dipendenti forze di lavoro, frontalieri e il tasso di disoccupazione in senso stretto
Abbiamo messo a confronto i dati firmati dall’Ufficio di Statistica della Repubblica di San Marino relativi al I° trimestre 2026 con quelli del tre anni precedenti (2023, 2024 e 2025). Il primo dato che spicca è la crescita delle forze di lavoro, ovvero la somma dei dipendenti, degli indipendenti e dei disoccupati che dal 2023 al 2026 sono aumentati di oltre 1.400 unità (da 23.856 di tre anni fa agli attuali 25.301). Il secondo, non per importanza, riguarda la crescita del settore privato: dal 31 marzo 2023 alla stessa data di quest’anno i dipendenti sono aumentati di oltre 1.232 unità mentre nello stesso arco temporale le aziende totali sono aumentate di 239 unità.
Tra gli altri dati, la conferma dell’importanza dei frontalieri per le imprese: + 1.435.
Carli alle pagg. 6-7
Daniele Bartolucci
Due portafogli. Stesso capitale iniziale. Stesso orizzonte temporale. Stesso rendimento medio annuo. Eppure, al termine del periodo, il primo ha quasi esaurito il capitale. Il secondo lo ha conservato e fatto crescere. Non è un errore di calcolo. È la matematica del tempo: un rischio che pochi investitori considerano davvero fino a quando non li riguarda: il rischio di sequenza dei rendimenti. Il tema non appartiene solo ai manuali di finanza. Riguarda il momento in cui una persona smette di accumulare e inizia a chiedere al patrimonio di sostenere la propria vita: una rendita, un passaggio generazionale, il sostegno a un figlio, la protezione della famiglia, la liquidità per l’impresa o una nuova fase personale. In quel momento non conta soltanto quanto renderà il portafoglio nel lungo periodo. Conta anche quando arriveranno le perdite e quando arriveranno i recuperi.
Il meccanismo è semplice, ma le conseguenze sono profonde. Se un portafoglio subisce perdite rilevanti nei primi anni di prelievo, il danno può
diventare più difficile da recuperare rispetto alla fase di accumulo. Per finanziare la rendita si è costretti a vendere una quota maggiore di strumenti quando i prezzi sono bassi. Quando poi i mercati recuperano, il capitale rimasto è già più piccolo e partecipa alla ripresa in misura inferiore. Lo stesso recupero arriva su una base ridotta.
Il tempo non è neutro Nell’immaginario comune, il rischio del mercato azionario coincide con la volatilità: l’oscillazione quotidiana, la correzione improvvisa, il bear market che spaventa. Ma questa lettura coglie solo una parte del problema. La volatilità in fase di accumulo, quando si investe regolarmente senza prelevare, può essere attraversata con pazienza. La stessa volatilità in fase di distribuzione, invece, può trasformarsi in un danno strutturale.
Non perché i mercati cambino natura, ma perché cambia la funzione del patrimonio. Prima deve crescere. Poi deve anche sostenere. E quando un portafoglio deve sostenere uscite periodiche, la mate-
N T Capital SG
Luca Zanata (NT Capital SG): “Il rischio di sequenza, uno dei più sottovalutati”
Lo stesso rendimento Ma due destini diversi
“Il tempo non è neutro quando il patrimonio deve iniziare a restituire”
matica dei prelievi amplifica le perdite nelle fasi negative e rende più lenta la ricostruzione successiva. Chi vende quote per finanziare un prelievo durante un mercato in caduta cede capitale al prezzo peggiore, proprio quando avrebbe più bisogno di tempo. Qui sta l’asimmetria che rende il rischio di sequenza uno dei più sottovalutati nella pianificazione patrimoniale. Non compare quasi mai nei racconti semplici sui rendimenti medi. Non si vede nel dato annualizzato che molti strumenti comunicano ai sottoscrittori. Emerge solo quando il portafoglio viene proiettato nel tempo con prelievi reali, bisogni reali e scenari di mercato diversi. Ed è lì che la differenza tra una struttura progettata e una struttura improvvisata diventa evidente.
Dalla media
all’esperienza reale I dati storici mostrano che i mercati azionari globali hanno prodotto rendimenti positivi su orizzonti lunghi. È una verità importante, ma incompleta. La media incor-
“Nemini teneri”, indipendenti nel nome ma soprattutto nella gestione delle attività
NT Capital SG è la prima società sammarinese di gestione del risparmio indipendente, nata nel 2023 con l’obiettivo valorizzare gli investimenti e sviluppare una nuova economia sul territorio, in particolare quella innovativa e tecnologicamente avanzata. Il tutto “senza condizionamenti” né vincoli, come già palesa il nome della societÀ:
NT è infatti l’acronimo di Nemini teneri (“non dipendere da nessuno”), principio basilare dell’antica Repubblica di San Marino. L’indipendenza nella finanza è allo stesso modo una caratteristica determinante perché consente di concentrarsi sulla gestione del risparmio dei propri clienti senza vincoli utilizzando tutti gli strumenti finanziari su
tutti i mercati e avvalendosi della collaborazione delle controparti più qualificate. A questo si aggiunge una visione , fortemente condivisa dai soci fondatori e focalizzata anche sull’innovazione e la tecnologia, introducendo e promuovendo iniziative imprenditoriali sostenibili, che integrano fattori ambientali, sociali e di buon governo.
pora sequenze molto diverse: decenni iniziati con forti rialzi e conclusi con anni difficili, oppure percorsi opposti, segnati da perdite iniziali e recuperi successivi. Per chi investe senza prelevare, la sequenza è meno rilevante: conta soprattutto il risultato finale. Per chi vive anche dei prelievi del patrimonio, la sequenza può essere decisiva. Un investitore che entra in fase di distribuzione nel 2000, all’inizio di due anni molto difficili per i mercati azionari, vive un percorso profondamente diverso da chi comincia a prelevare nel 2013, all’alba di un lungo ciclo espansivo. Stesso capitale. Stessa asset allocation. Stessa percentuale di prelievo annuo. Ma risultati patrimoniali diversi dopo dieci o vent’anni. Non per incapacità, ma per ordine degli eventi.
Riconoscere questo non significa rassegnarsi all’imprevedibilità dei mercati. Significa comprendere che la gestione del rischio non finisce con la costruzione del portafoglio. Continua, in modo diverso ma altrettanto esigente, nella fase in cui quel portafoglio deve iniziare a lavorare per chi lo ha costruito. Ed è una fase che richiede una logica differente rispetto all’accumulo: non cercare soltanto rendimento, ma proteggere la capacità di prelievo quando il mercato non collabora.
Quattro domande prima della fase di distribuzione
1 La liquidità disponibile copre almeno due anni di prelievi senza costringere a vendere la parte investita?
2 La componente azionaria è dimensionata tenendo conto del rischio di sequenza, non solo della tolleranza alla volatilità?
3 Esiste un piano scritto che distingue i prelievi program-
mati da quelli straordinari e imprevisti?
4 In uno scenario negativo nei primi tre anni, il piano regge senza forzare vendite fuori tempo?
Costruire prima di aver bisogno Il rischio di sequenza non si gestisce nel momento in cui si manifesta. Si gestisce anni prima, quando il portafoglio è ancora in crescita e c’è tempo per costruire le protezioni necessarie: una riserva di liquidità adeguata, una riduzione progressiva dei rischi non sostenibili, una separazione chiara tra capitale destinato alla crescita e capitale destinato all’erogazione. Queste decisioni, prese con anticipo e senza la pressione dell’emergenza, valgono più di qualsiasi aggiustamento reattivo.
È qui che il lavoro di una consulenza strutturata mostra il proprio valore concreto. Non nella previsione dei cicli o nella promessa di evitare ogni perdita, ma nella capacità di anticipare i rischi che il cliente non vede ancora perché non sono diventati urgenti. Un patrimonio ben progettato non è quello che ha reso di più negli anni favorevoli. È quello che riesce ad attraversare i momenti difficili senza costringere a vendere nel momento sbagliato, preservando la possibilità di partecipare alla ripresa. Una vera pianificazione patrimoniale integrata non considera il portafoglio come un insieme di strumenti isolati. Lo collega a obiettivi, tempi, fabbisogni, fiscalità, liquidità, impresa, famiglia e passaggi generazionali. Il rischio di sequenza esiste indipendentemente dalla qualità degli strumenti scelti: anche un buon portafoglio può diventare fragile se viene usato nel momento sbagliato, con rego-
le sbagliate o senza riserve adeguate. Ogni fase della vita patrimoniale ha rischi specifici. Ignorarli non li elimina: li trasferisce al momento meno adatto per affrontarli. Conoscerli, invece, trasforma l’incertezza del futuro in un problema strutturale a cui si può dare una risposta strutturale. La domanda finale, per chi gestisce un patrimonio o si avvicina alla fase in cui quel patrimonio dovrà restituire, è semplice e concreta: il piano che hai oggi è stato costruito sapendo che i mercati potrebbero andare male proprio negli anni in cui ne avrai più bisogno?
Luca Zanata, Presidente del Comitato Investimenti di NT Capital SG
I contenuti del presente documento sono esclusivamente destinati ad avere una finalità informativa, la sua pubblicazione non costituisce sollecitazione al pubblico risparmio e non è finalizzata a promuovere o collocare strumenti finanziari. Le informazioni ed ogni altro parere resi nel presente documento sono riferiti alla data di redazione del medesimo e possono essere soggetti a modifiche. I contenuti del presente documento riflettono le opinioni degli autori e si basano su una varietà di fonti d’informazione considerate affidabili e che sono state selezionate con cura e diligenza professionale senza però poter fornire alcuna garanzia o manleva in merito all’accuratezza, completezza o qualità. Nel caso in cui l’utente intenda effettuare qualsiasi operazione è opportuno che non basi le sue scelte esclusivamente sulle informazioni indicate nel presente documento, ma dovrà considerare la rilevanza delle informazioni ai fini delle proprie decisioni, alla luce dei propri obiettivi di investimento, della propria esperienza, delle proprie risorse finanziarie e operative e di qualsiasi altra circostanza.
Ha un quarto di secolo ma la vitalità e la freschezza sono quelle delle origini. Nuove Idee Nuove Imprese ha celebrato i suoi primi 25 anni e ha posto le basi per il proprio futuro con un evento partecipato che ha radunato soci, partner, imprese e istituzioni al Centro Congressi SGR. Due i temi fondamentali che sono emersi nel corso dell’incontro, organizzato in collaborazione con Fattor Comune: la lungimiranza che, nel 2002, ha riunito allo stesso tavolo enti della Romagna e di San Marino, portando alla nascita della business plan competition, e le sfide che attendono nei prossimi anni il tessuto imprenditoriale, in particolar modo l’innovazione e intelligenza artificiale.
“Nel 2002 Nuove Idee Nuove Imprese era un progetto davvero innovativo, nato dalla visione importante dei soci, quattro enti di San Marino e quattro della Romagna, che tuttora ci sostengono – le parole in apertura del Presidente dell’Associazione, Maurizio Focchi -. Abbiamo radici solide e numeri importanti, un bagaglio consolidato che ci spinge a guardare verso un futuro nel quale vogliamo essere parte di un sistema per l’innovazione”.
Nonostante una fitta agenda di impegni anche il Presidente della Regione Emilia – Romagna Michele De Pascale ha voluto portare il suo saluto all’evento che ha celebrato i 25 anni della business plan competition.
“Grazie a questa iniziativa lungimirante - ha dichiarato - tante idee imprenditoriali sono nate e hanno trovato casa nella nostra Regione. Per quanto riguarda l’innovazione, siamo davanti ad una curva che dobbiamo saper cogliere. L’intelligenza artificiale è una sfida non scontata.
La Regione ha fatto investimenti strategici, a livello europeo, per saperla governare, ma che questo determini ricadute sul nostro territorio regionale è una sfida tutta da vincere. Abbiamo sviluppato un ecosistema molto fertile per le prime fasi dell’innovazione e Nuove Idee Nuove Imprese si inserisce molto be-
Per la pubblicità su Fixing 0549.873925 commerciale@fixing.sm
Rossini (ANIS): “Accompagnato talenti e aspiranti imprenditori in un percorso di crescita”
Nuove Idee Nuove Imprese La torta dei primi 25 anni
Al Centro Congressi SGR presenti tanti rappresentanti della Romagna e di San Marino
ne in questo tessuto. Ora dobbiamo far sì che l’innovazione prodotta trovi capitali e investimenti per restare nel nostro territorio”.
Sull’importanza del lavoro condiviso tra enti della Romagna e di San Marino si è soffermato il Sindaco di Rimini Jamil Sadegholvaad. “Un rapporto non solo opportuno, ma necessario – ha detto -. Nuove Idee Nuove Imprese ha fatto un lavoro straordinario in questo senso”. Da parte del primo cittadino anche un annuncio importante: “Il Comune tornerà a sostenere fattivamente dal punto di vista economico questo bel progetto”.
Carlo Battistini, Presidente della Camera di Commercio della Romagna, ha sottolineato che, di fronte ad un lieve calo nel numero delle imprese in Emilia – Romagna, le imprese innovative fanno registrare un +16% e ha posto l’attenzione sulla crescita, certificata dal report dell’ISTAT sulla tecnologia, dell’utilizzo di soluzioni di intelli-
Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049
Fotolito Linotipia Riminese Via San Leo, 10 47922 Rimini Italia
genza artificiale, raddoppiato nel 2025.
Il Presidente di Confindustria Romagna, Mario Riciputi, ha alzato l’asticella, sottolineando la necessità di creare un ecosistema nella Romagna dove far collaborare tutti gli attori.
Emanuele Rossini, Presidente di ANIS (Associazione Nazionale Industria San Marino), ha ribadito la bontà del progetto Nuove Idee Nuove Imprese che in questi 25 anni ha accompagnato talenti e aspiranti imprenditori in un percorso di crescita, contribuendo allo sviluppo del tessuto economico locale.
Di grande ispirazione l’intervento di Alec Ross, esperto di politiche tecnologiche, imprenditore e autore. Un curriculum che parla da solo quello del professore della Bologna Business School, che ha ricoperto il ruolo di Senior Advisor for Innovation per Hilary Clinton durante il suo mandato di Segretario di Stato e quello di Coordinatore per il comitato Technology &
Stampa Studiostampa New Age Strada Rovereta, 42 47899 Falciano Repubblica di San Marino
Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino
Media Policy durante la campagna presidenziale di Barack Obama. “I cambiamenti dei prossimi dieci anni saranno più dirompenti di quelli che sono avvenuti negli ultimi trenta”, ha detto, riferendosi in particolar modo alla diffusione dell’intelligenza artificiale. “In Italia –
ha spiegato – siamo ancora indietro su questo fronte. Dobbiamo cambiare mentalità, capire cos’è l’A.I. e i risvolti che può avere, in particolare quella agentica, che assumerà un’importanza sempre maggiore in questo Paese”.
Da Alec Ross anche un messaggio di forte ottimismo: “È un bel momento per investire, non bisogna avere paura di andare all’attacco. In Italia ci sono i talenti, ma bisogna fare qualcosa per farli sviluppare qui. Occorre dare più responsabilità ai giovani e bisogna fare squadra, perché solo così si vince. È importante fare progetti condivisi, per esempio nel campo della formazione”.
Interessante e ricca di spunti anche la tavola rotonda sull’imprenditorialità locale e le sfide dell’innovazione che, stimolati dalle domande di Diego De Simone, ha visto
protagonisti gli imprenditori del territorio Neni Rossini (Presidente SIT Group), Alfredo Aureli (Presidente Aetna Group), Davide Stefanelli (Presidente Vem Sistemi) e Demis Diotallevi, Direttore Generale del Gruppo SGR, main partner di Nuove Idee Nuove Imprese. Infine, due testimonianze concrete, quelle di Constantin Florea di FLEAi e Claudia Guidi di NuHpro, due startup protagoniste delle passate edizioni che hanno raccontato il proprio percorso di crescita, evidenziando l’impatto della partecipazione a Nuove Idee Nuove Imprese. Prima del taglio della torta anche il lancio ufficiale dell’edizione 2026, con le candidature già aperte e possibilità di iscrivere gratuitamente la propria idea d’impresa entro il 31 maggio sul sito https:// www.nuoveideenuoveimprese.it/.
San Marino FIXING settimanale di informazione economica, finanziaria e politica
Ventaglio ampio – tra i “campi” della collaborazione tra San Marino e la Regione Emilia-Romagna anche l’economia, i servizi idrici, il settore dei trasporti e delle infrastrutture, la ricerca e l’innovazione, la razionalizzazione della spesa – quello ratificato dal Titano attraverso il Decreto Consiliare numero 64. Approfondiamo i temi maggiormente legati alle imprese e all’economia.
Collaborazione in campo economico
Le Parti concordano di attuare iniziative volte ad una efficace collaborazione nel settore del commercio, dell’industria, dell’artigianato e del turismo al fine di favorire le realtà imprenditoriali e gli Enti che operano nei rispettivi territori. A tale scopo ciascuna delle Parti agevola: a) lo scambio e la divulgazione di dati statistici, con particolare riferimento a documentazione anche normativa e informativa relativamente a modalità, tempi e procedure per l’insediamento di nuove realtà economicoimprenditoriali nei rispettivi territori, individuando all’interno della propria Amministrazione la struttura di riferimento e comunicandola alla controparte; b) l’attuazione di eventi, quali fiere, mostre, convegni, seminari di studio, finalizzati alla promozione delle rispettive realtà economiche ed imprenditoriali e la partecipazione degli operatori economici, nonché degli organi istituzionali e di funzionari della PA di una Parte agli eventi organizzati o patrocinati dall’altra Parte; c) la partecipazione degli operatori economici a iniziative comuni nell’ambito di programmi dell’UE riguardanti le attività economicoimprenditoriali; d) il supporto informativo alle imprese relativo alle modalità di insediamento nei diversi contesti territoriali; e) lo sviluppo ed il rafforzamento delle relazioni turistiche, facilitando la collaborazione tra imprese, organizzazioni, istituzioni e gli enti di entrambe le Parti e potenziando la collaborazione nel settore turistico e del marketing turistico anche mediante lo scambio di esperti; f) il rafforzamento della collaborazione tra i rispettivi organismi operanti nel settore turistico anche nel contesto delle organizzazioni nazionali e internazionali;
g) la divulgazione di materiale informativo, finalizzato ad una corretta gestione ed applicazione dell’Accordo; h) la possibilità per le impre-
Dall’economia ai servizi idrici, passando per i trasporti e l’innovazione
Emilia-Romagna e Titano accordo ad ampio spettro
Il Decreto Consiliare numero 64 “elenca” materie e collaborazioni
se, soprattutto artigiane, di operare, in condizione di reciprocità, sul territorio dell’altra senza necessità di iscrizione nel Registro delle
imprese o negli Albi tenuti dalle CCIAA o da altri competenti Organi ed Enti della controparte. Tale possibilità è subordinata al possesso dei
requisiti tecnico-professionali eventualmente previsti dalla normativa di settore vigente nel territorio in cui sarà svolta la prestazione.
Collaborazione in materia di servizi idrici
Le Parti (…) intendono integrare le rispettive pianificazioni in materia di tutela delle
risorse idriche nel rispetto della disciplina di settore dell’UE e nazionale, facilitando la definizione di intese tecnico-amministrative necessarie a consentire uno scambio di prestazioni fra i soggetti gestori dei servizi idrici. Le Parti intendono considerare con favore la collaborazione tra i rispettivi soggetti pubblici gestori dei servizi idrici, e in particolare la partecipazione del soggetto pubblico sammarinese al capitale sociale di società facenti capo alla RER. A tal fine, le Parti ritengono che la progettazione, la realizzazione e la gestione dei sistemi di captazione, la conservazione tramite bacini idrici, il trattamento e la distribuzione primaria e di fornitura del servizio idrico all’ingrosso negli ambiti provinciali di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e di San Marino siano questioni di primario e comune interesse in quanto pertinenti a un territorio idrografico omogeneo. Pertanto, eventuali forme di partecipazione sammarinese nel capitale sociale di società pubbliche permetteranno un’adeguata rappresentazione degli interessi di entrambe le Parti nella governance delle società pubbliche interessate, nel pieno rispetto del diritto dell’UE, con riguardo segnatamente alla disciplina dei c.d. affidamenti in house. Le Parti, riconoscendo dunque l’elevato livello di coesione fra i rispettivi territori, in particolare dal punto di vista idrografico, intendono altresì facilitare la definizione di intese tecniche fra le Parti, volte a riconoscere la piena integrazione della di San Marino all’interno dell’ambito territoriale ottimale della RER con riferimento all’organizzazione territoriale del servizio idrico integrato. Ogni scambio di servizi idrici tra i rispettivi territori è regolato da prescrizioni dettate d’intesa tra le Parti che, sulla base della disponibilità delle risorse, tenuto conto delle rispettive esigenze e delle caratteristiche tecniche degli impianti, disciplinano i quantitativi erogabili, il minimo di risorse assicurabili in stato di crisi idrica, il quantitativo massimo giornaliero, il conferimento di reflui, la ripartizione degli oneri di gestione degli impianti impiegati e di quelli relativi all’eventuale realizzazione di reti o impianti, la ripartizione dei costi di salvaguardia e protezione delle risorse idriche.
Durata e validità L’Accordo rimarrà valido per 5 anni e sarà automaticamente rinnovato per ulteriori 5. Alessandro Carli
di Daniele Bartolucci
L’Assemblea dei Soci di Banca Sammarinese di Investimento S.p.A. ha approvato, lo scorso 27 aprile, il Bilancio di Esercizio 2025, confermando un nuovo anno di risultati eccellenti e di crescita costante. A livello di gruppo, infatti (BSI e 739 SG), l’utile netto consolidato è stato di oltre 21 milioni di euro (quindi dopo aver pagato imposte per circa 4 milioni), proseguendo dunque il trend di crescita degli ultimi anni. E migliorando il record precedente, segnato solo un anno prima, di 18 milioni di euro. Per quanto riguarda la Banca, l’istituto ha chiuso l’esercizio con un utile netto superiore a 19 milioni di euro: “Un dato che testimonia solidità, efficienza e capacità di creare valore nel tempo”, commenta il Direttore Generale Pierluigi Rossetti. “Un risultato che consolida ulteriormente il ruolo di BSI come punto di riferimento nel sistema bancario sammarinese e per tutto il territorio, come conferma il superamento nel 2025 dei 13.000 correntisti. Un numero in costante crescita, anche nei primi mesi del 2026, che riflette la qualità del servizio, la vicinanza al territorio e l’attenzione dedicata ogni giorno a famiglie, professionisti e imprese. Da rilevare”, aggiunge Rossetti, “che i nostri clienti sono per la quasi totalità residenti a San Marino, compresi quelli di nuova residenza: si tratta di un dato che ci soddisfa in modo particolare perché significa che la nostra solidità e la nostra affidabilità è riconosciuta all’esterno e genera a sua volta fiducia, che nel nostro settore è fondamentale. C’è, invero, una rinnovata fiducia in generale sul sistema sammarinese, lo dimostrano i 7 miliardi di raccolta totale di questi mesi, ma questo per BSI non è un punto d’arrivo, bensì uno stimolo a migliorare ancora. Lo stiamo effettivamente facendo investendo sempre più in tecnologia, da un lato, e dall’altro specializzandoci sempre più nei servizi, come dimostra la scelta di staccare l’attività di gestione del patrimonio in una società ad hoc, ovvero 739 SG S.p.A. Una scelta che sta già dando i suoi buoni frutti, tanto che tale società, interamente controllata da Banca Sammarinese di Investimento S.p.A., ha chiuso il 2025, ovvero il suo secondo anno di operatività, con un utile netto di circa 1,75 milioni di euro (l’anno 2024, primo vero esercizio completo di attività, si è chiuso con un utile netto di euro
“La nostra solidità e la capacità di generare valore nel tempo si traducono poi in fiducia”
BSI cresce e segna un nuovo record di utile netto: 21 milioni
Il DG Rossetti: “Superati i 13mila correntisti, punto di riferimento sul territorio”
378.341), confermando il successo della strategia di sviluppo del Gruppo nel settore degli investimenti”.
“I nostri clienti sono in larga maggioranza residenti a San Marino. E c’è un interessante ritorno di capitali dall’estero, a riprova del valore dei servizi che offriamo per il risparmio, gli investimenti e la tutela del patrimonio”
La fiducia, in termini bancari, si misura con numeri reali: a tal proposito è molto positiva la crescita delle masse amministrate, aumentate di circa 300 milioni di euro, con il
prodotto bancario complessivo che ha superato i 2,3 miliardi di euro. “Una crescita conseguente all’aumento del numero di clienti, ma anche, in parte, da un interessante ritorno di capitali dall’estero, che è un altro sintomo positivo di fiducia in San Marino e in particolare nella nostra banca. Nel complesso, guardando appunto al dato totale citato poco fa, si tratta di un traguardo davvero importante per un istituto relativamente giovane come il nostro”, spiega con soddisfazione Rossetti, “che conferma la capacità della banca di offrire soluzioni efficaci per il risparmio, gli investimenti e la tutela del patrimonio”.
Inoltre BSI si distingue anche per una struttura patrimoniale particolarmente solida: il Total Capital Ratio - il coefficiente di solvibilità, ndr - risulta pari al 21,59% (cresciuto di quasi tre punti dal 18,77% del 2024) ed è quasi il doppio rispetto al minimo richiesto dalla Vigilanza (11%). “Un indicatore che rappresenta sicurezza, affidabilità e capacità di guardare al futuro con forza e stabilità”, spiega il Direttore Generale, “così come la capacità di generare valore in modo sano e duraturo, dimostrabile dagli indicatori di redditività: il ROE, pari al
33,23%, si posiziona su livelli particolarmente significativi anche nel confronto con gli
standard europei di settore”. “Tali risultati di eccellenza sono stati possibili grazia al-
la fiducia della clientela, al supporto degli Azionisti e all’impegno quotidiano di tutto il personale, elemento centrale del successo della Banca”, spiega Rossetti: “La nostra struttura organizzativa, complessivamente, conta oggi 67 persone, in prevalenza sammarinesi e anche molto giovani. Competenze nuove, come diversi laureati in ingegneria informatica, che si inseriscono in una struttura snella, agile e altamente formata, per dare il miglior servizio possibile e sfruttare le tecnologie all’avanguardia nel settore. Forte di fondamenta sempre più solide, Banca Sammarinese di Investimento prosegue il proprio percorso di crescita con ambizione e visione strategica, pronta a cogliere nuove opportunità e a rafforzare ulteriormente il proprio ruolo al servizio del territorio e dell’economia sammarinese”.
È soprattutto nel medio periodo (da marzo 2023 a marzo 2026) che emerge, in maniera più nitida e precisa, lo stato di salute - più che soddisfacente - del Monte Titano. Il prezioso cruscotto firmato come di consuetudine dall’Ufficio Nazionale di Statistica della Repubblica di San Marino sui dati del I° trimestre 2026 è il punto di partenza per andare a rivedere i dati relativi allo stesso periodo (31 marzo) degli anni addietro.
Per comodità, ci siamo soffermati sugli anni 2023, 2024, 2025 e 2026: un arco temporale che permette di analizzare crescite e contrazioni delle voci più importanti, quindi le forze di lavoro, i dipendenti del settore pubblico e di quello privato, le imprese, i frontalieri e il tasso di disoccupazione in senso stretto. Il primo dato che spicca è la crescita delle forze di lavoro, ovvero la somma dei dipendenti, degli indipendenti e dei disoccupati che dal 2023 al 2026 sono aumentati di oltre 1.400 unità (da 23.856 di tre anni fa agli attuali 25.301). Il secondo, non per importanza, riguarda la crescita del settore privato: dal 31 marzo 2023 alla stessa data di quest’anno i dipendenti sono aumentati di oltre 1.232 unità mentre nello stesso arco temporale le aziende totali sono aumentate di 239 unità.
San Marino, dipendenti e imprese:
Occupazione
Al 31 marzo 2025 le forze di lavoro complessive sono risultate pari a 25.301 unità, 300 in più rispetto a 12 mesi prima (25.001). Il 31 marzo 2024 invece erano 24.458, alla stessa data dell’anno prima erano 23.856.
I lavoratori dipendenti del settore privato, a marzo di quest’anno, sono risultati 19.027: erano 18.723 lo scorso anno, 18.372 a marzo 2024, 17.795 a marzo 2023. Dal primo trimestre 2023 al primo del 2026 l’incremento è stato di 1.630 unità. Zoomando il
settore manifatturiero, emerge ancora una volta il suo ruolo di “motore occupazionale”: 7.120 dipendenti alla fine del primo trimestre 2023, 7.094 a marzo 2024, 7.133 a marzo 2025 e 7.225 a marzo 2026 (dati aggiornati rispetto a quelli pubblicati su Fixing
B
numero 17 del 1° maggio in cui avevamo scritto, in merito al monte salari del 2025, che “le 453 aziende hanno dato lavoro a 7.189 persone e hanno fatto registrare un monte salari di 245.943.349 euro, circa 15 milioni in più rispetto al 2024, chiuso a
usinessEurope
230.276.140 milioni”, ndr). Da marzo 2023 a marzo 2026 è cresciuto anche il numero dei frontalieri, passati da 7.349 unità del 2023 a 8.784 dell’ultimo rilevamento. Una crescita costante che si trova anche negli anni “di mezzo”: 8.015 a marzo 2024, 8.421 a
“Sostengo all’impegno della Commissione su una riduzione del carico regolamentare”
In risposta alla comunicazione della Commissione sulla Migliore Regolamentazione, il Direttore Generale di BusinessEurope Markus J. Beyrer ha dichiarato: “Sosteniamo la continuità dell’agenda di riduzione del carico regolamentare. Accogliamo quindi con favore l’ambizione della Commissione di garantire un’applicazione più efficace dei principi di buona governance e di una migliore regolamentazione. Allo stesso tempo, va sottolineato che le pressanti preoccupazioni sulla competitività, come sollevate nel rapporto Draghi, non sono ancora state sufficientemente affrontate. Anche se l’obiettivo della Commissione di ridurre l’onere amministrativo del 25% riguarda l’intero ciclo istituzionale, resta comunque preoccupante che solo una piccola frazione delle
principali necessità di riduzione dell’onere regolamentare per le imprese identificate nel BusinessEurope Omnibook sia stata finora affrontata. Di conseguenza, le aziende non hanno ancora percepito un miglioramento tangibile sul campo. Analizzeremo attentamente il Piano d’Azione Regolatorio per la Pulizia Profonda proposto e le 11 priorità per le azioni di applicazione della Commissione per vedere se corrispondono all’ambizione necessaria. Vediamo inoltre una significativa discrepanza tra l’appello del Consiglio Primaverale Europeo a semplificare ambiziosamente le regole e ridurre gli oneri amministrativi e i risultati reali delle negoziazioni con il Parlamento Europeo e il Consiglio. Spesso sembra che i co-legislatori mancano di responsabilità politica riguardo alle misure di sem-
plificazione. Un esempio di ciò sono le discussioni estremamente preoccupanti dei co-legislatori sull’Omnibus Digitale, che potrebbero indebolire le principali proposte di semplificazione della Commissione riguardo al GDPR. Esortiamo i co-legislatori a rispettare pienamente gli obiettivi di semplificazione e riduzione del carico. Altrimenti, investimenti vitali continueranno a avvenire fuori dall’Europa.”
Accordo Commerciale UE-Mercosur Il 1° maggio 2026 è iniziata l’applicazione provvisoria dell’Accordo commerciale provvisorio UE-Mercosur, segnando, ha sottolineato il DG di BusinessEurope, “un importante passo avanti per l’agenda europea di competitività, resilienza e diversificazione”.
di Alessandro Carli
a entrare nel mondo del lavoro, è passato dal 2,20% al 2,70%. Negli ultimi 12 mesi è cresciuto bilancio demografico
imprese: cresce ancora il settore privato
1.200 unità mentre le aziende totali che operano in Repubblica di 266. Le forze di lavoro hanno messo a anche per il settore pubblico (+170) e per i frontalieri (+1.435). Turismo: in terreno positivo gli stranieri
marzo 2025. In estrema sintesi, i frontalieri sono aumentati di 1.435 unità in tre anni. Al 31 marzo 2026 i disoccupati totali sono risultati 752 (la fascia d’età più presente è quella tra i 25 e i 29 anni con 77, seguita da 71 persone di età compresa tra i 20 e i 24 anni e ben 52 di età tra i 55 e i 59 anni, ndr), in aumento rispetto ai 663 registrati dodici mesi prima, quelli “in senso stretto” invece sono passati da 372 unità del 2025 a 446. Osservando i dati del tasso di disoccupazione sempre “in senso stretto”, si è passati dal 2,20% di marzo 2023 al 2,70% di marzo 2026.
I dipendenti del settore pubblico allargato ha registrato una crescita nel triennio con una “frenata” negli ultimi dodici mesi: a marzo 2023 erano 3.842, a marzo 2024 invece 3.901, 4.043 a marzo 2026 e 4.012 a marzo 2026.
Imprese Al 31 marzo 2026 le imprese
I
STAT
operanti sul territorio sono risultate 5.369, 240 in più rispetto a marzo 2026. Una crescita che emerge anche negli anni “a cerniera”, il 2024 (5.215) e il 2025 (5.316). A fronte di una capacità di dare lavoro sempre maggiore, le imprese manifatturiere, in tre anni, sono invece diminuite, passando da 486 realtà di marzo 2023 a 485 del 2024, 465 del 2025 e 359 del 2026 (-127 aziende nel triennio).
Turismo Interessati anche i dati relativi agli arrivi e alle presenze negli esercizi alberghieri ed extralberghieri degli ultimi dodici mesi: si sono contratti gli arrivi degli italiani (a marzo 2025 gli arrivi sono risultati complessivamente –quindi alberghi e strutture extra-alberghiere, 4.689; a marzo 2026 invece 4.242) e sono crescite invece le presenze (da un totale di 7.429 dello scorso anno a 7.794 di quest’anno). Per quanto ri-
Marzo 2026, la fiducia dei consumatori e delle imprese
A marzo 2026 l’indicatore composito del clima di fiducia delle imprese subisce una riduzione marginale. Tra i consumatori, si evidenzia un diffuso peggioramento delle opinioni, soprattutto di quelle sulla situazione economica del Paese: il clima economico cade da 99,1 a 88,1, il clima futuro scende da 93,1 a 85,3, quello personale cala da 96,8 a 94,2 e il clima corrente diminuisce da 100,7 a 98. Con riferimento alle imprese, l’indice di fiducia aumenta: nella manifattura e nelle costruzioni il clima sale, rispettivamente, da 88,5 a 88,8 e da 103,1 a 103,6, nei servizi di mercato aumenta da 102,1 a 102,7 e nel commercio al dettaglio cala da 104,9 a 100,6. Quanto alle componenti degli indici di fiducia, nell’industria manifattu -
riera gli imprenditori giudicano in miglioramento l’andamento del livello degli ordini ma si attendono una diminuzione del livello della produzione; le scorte di prodotti finiti sono giudicate in diminuzione. Nelle costruzioni tutte le componenti sono in miglioramento. Nei servizi di mercato emerge una dinamica positiva dei giudizi sugli ordini mentre le relative attese sono in calo; le valutazioni sull’andamento degli affari sono improntate all’ottimismo. In base alle valutazioni fornite dagli imprenditori del comparto manifatturiero sulla variazione degli investimenti rispetto all’anno precedente, nel 2026 emerge un minore ottimismo rispetto all’analoga variazione rilevata per il 2025 (rispetto al 2024).
guarda invece gli stranieri, sono aumentate sia gli arrivi (da 2.679 del 2025 a 2.785) che le presenze (da 4.626 del primo trimestre 2025 a 4.813 del primo trimestre di quest’anno). In lieve aumento la me-
dia dei giorni nelle strutture ricettive, da 1,64 a 1,79. Dati che vanno messi a sistema con quelli relativi alle attività dei servizi di alloggio e ristorazione (193 al 31 marzo 2025, 192 alla stessa data del 2026) e al numero dei dipendenti delle stesse attività, aumentati di 9 unità in 12 mesi (da 1.061 a 1.070).
Il bilancio demografico Rimanendo sempre sugli ul-
timi dodici mesi, cresce la popolazione residente nella Repubblica (34.035 a marzo 2025, 34.156 a marzo 2026) e anche i forensi, passati da 5.838 del primo trimestre 2025 agli attuali 6.027.
Sulla base delle risultanze della fase applicativa delle procedure di prevenzione incendi, sono state aggiornate, attraverso il Decreto Delegato numero 56 del 2026, una serie di disposizioni.
I responsabili delle attività di cui all’Allegato I, categorie B e C, sono tenuti a richiedere, con apposita istanza, al SPI la valutazione del progetto di nuovi impianti o costruzioni nonché dei progetti di modifiche da apportare a quelli esistenti, che comportino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio. L’istanza necessaria all’avvio del procedimento, volta all’ottenimento del parere di conformità, deve contenere:
a) generalità e domicilio del responsabile dell’attività di cui all’art. 2, comma 1, lettera m) della Legge 75/2023, sia esso persona fisica o, nel caso di ente o società, legale rappresentante;
b) indicazione dell’attività soggetta principale e delle eventuali attività soggette secondarie, oggetto dell’istanza di valutazione del progetto;
c) ubicazione dell’impianto e, più in generale, dell’opera oggetto di valutazione;
d) informazioni generali sull’attività principale e sulle eventuali attività secondarie soggette a controllo di prevenzione incendi e indicazioni del tipo di intervento in progetto”.
I commi 4 e 5, dell’articolo 7 del Decreto n.158/2023, sono così modificati: “4. Il SPI esamina i progetti e la documentazione tecnica allegata ed entro trenta giorni dalla presentazione dell’istanza può richiedere documentazione integrativa, la quale deve essere trasmessa entro il termine di trenta giorni, eventualmente prorogato fino a un massimo di ulteriori 30 giorni su motivata e giustificata istanza del richiedente. Il SPI si pronuncia sulla conformità del progetto alla normativa ed ai criteri di prevenzione incendi entro trenta giorni dalla data di presentazione della documentazione completa. Il SPI può avvalersi del CTM per la valutazione di conformità di progetti di prevenzione incendi di particolare complessità, previa comunicazione da parte del SPI al richiedente. Il parere di conformità di cui al comma 4, è rilasciato entro sette giorni dalla data della riunione del CTM.”. Il comma 9, dell’articolo 7 del DD 158/2023, è così modificato: “9. Per le attività avviate ai sensi del decreto delegato, che devono sottoporsi a modifiche rilevanti che compor-
Le “voci” da inserire nell’istanza necessaria all’avvio del procedimento
Prevenzione incendi: modifiche al decreto
Le disposizioni sono state riviste sulla risultanza della fase applicativa
tino un aggravio delle preesistenti condizioni di sicurezza antincendio, la documentazione di cui al comma 2, lettera a) deve essere conforme a quanto previsto nell’Allegato II, lettera C.”. Dopo il comma 4, dell’articolo 8 del Decreto n.158/2023, è aggiunto il seguente comma 4 bis: “4 bis. In caso di modifiche rilevanti di cui all’articolo 4 che comportino una variazione delle preesistenti condizioni di sicurezza ma senza un aggravio del rischio incendio, l’asseverazione e i relativi allegati previsti al comma 1, lettera e), sono limitati agli aspetti oggetto di modifica e devono altresì prevedere la dichiarazione di non aggravio del rischio incendio, a firma di un tecnico abilitato. Le certificazioni o dichiarazioni di cui al comma 1, lettera e), numero 1, ove necessario, sono a firma di un professionista antincendio.”.
Il comma 1 bis, dell’art. 10 del Decreto 158/2023 è così modificato: “1 bis. Alla richiesta di rinnovo sono allegati: a) asseverazione, a firma di professionista antincendio, attestante che, per gli impianti finalizzati alla protezione attiva antincendi, con esclusione delle attrezzature mobili di estinzione, sono garantiti i requisiti di efficienza e funzionalità. La stessa asseverazione deve riferirsi anche ai prodotti e ai
sistemi per la protezione di parti o elementi portanti delle opere di costruzione, ove installati, finalizzati ad assicurare la caratteristica di resistenza al fuoco; b) per i depositi di gas di petrolio liquefatto in serbatoi fissi, di capacità complessiva non superiore a 5 m³, non a servizio di attività soggette, la dichiarazione, a firma di tecnico abilitato o del responsabile tecnico dell’impresa di manutenzione del deposito ovvero dell’azienda distributrice di gas di petrolio liquefatto, attestante che i controlli di manutenzione sono stati effettuati in conformità alla normativa vigente; c) fascicolo di intervento aggiornato, come previsto dall’art. 16”.
Dopo il comma 3, dell’articolo 13 del Decreto n.158/2023, è aggiunto il seguente comma 3bis: “3 bis. Il SPI può avvalersi del CTM per la verifica degli aspetti rilevanti dal punto di vista antincendio, previa comunicazione da parte del SPI al richiedente. Il nullaosta di fattibilità di cui al comma 3, è rilasciato entro sette giorni dalla data della riunione del CTM.”.
L’articolo 22 del Decreto Delegato n.158/2023 è così sostituito: “Per le attività esistenti comprese nella categoria A dell’Allegato I vige l’obbligo di presentare la SCIA ai sensi dell’articolo 6, corredata del fascicolo di intervento, entro
il termine di quattro anni dall’entrata in vigore del decreto delegato
Per le attività esistenti di categoria B e C dell’Allegato I vige l’obbligo: a) entro il termine di quattro anni dall’entrata in vigore del presente decreto delegato, di richiedere al SPI l’esame del progetto secondo le procedure di cui all’articolo7; b) entro il termine di sei anni dall’entrata in vigore del presente decreto delegato, di presentare la SCIA ai sensi dell’articolo 8, corredata del fascicolo d’intervento.
Le disposizioni di cui ai commi 1 e 2 si applicano: a) alle attività esistenti elencate nell’Allegato I esercitate in locali per i quali è stato emesso, ai sensi delle norme previgenti, un DAE che contemplava dette attività all’interno dei locali stessi, ma che hanno apportato modifiche rilevanti ai fini della sicurezza antincendio successivamente all’emissione di detto documento;
b) alle attività esistenti elencate nell’Allegato I esercitate in locali per i quali, ai sensi delle norme previgenti è stato emesso un DAE che non contemplava dette attività all’interno dei locali stessi; c) alle attività esistenti elencate nell’Allegato I esercitate in locali per i quali non è stato emesso un DAE ai sensi delle norme previgenti. Le attività esistenti elencate
nell’Allegato I esercitate in locali per i quali sia stato rilasciato da una UO della Pubblica Amministrazione un qualsiasi documento in materia antincendio propedeutico al rilascio del titolo edilizio e che non hanno apportato modifiche rilevanti ai fini della sicurezza antincendio successivamente alla realizzazione delle opere in conformità a detto documento, possono presentare la SCIA ai sensi dell’articolo 8, corredata del fascicolo d’intervento, entro il termine di cinque anni dall’entrata in vigore del decreto delegato. Per le attività esistenti elencate nell’Allegato I che esercitano in locali per i quali, ai sensi delle norme previgenti, è stato emesso un DAE che contemplava dette attività all’interno dei locali stessi e che hanno apportato modifiche non rilevanti ai fini della sicurezza antincendio successivamente all’emissione di detto documento, vige l’obbligo entro il termine di quattro anni dall’entrata in vigore del decreto delegato di presentare asseverazione, a firma di tecnico abilitato, attestante la conformità dell’attività, limitatamente agli aspetti oggetto di modifica, ai requisiti di prevenzione incendi e di sicurezza antincendio, alla quale sono allegati: a) relazione tecnica ed elaborati grafici conformi a quanto specificato nell’Allegato II, lettera C nonché dichiarazione di non aggravio del rischio incendio, a firma di tecnico abilitato; b) certificazioni o dichiarazioni, ove necessario, di cui all’articolo 8, comma 1, lettera e), numero 1, a firma di professionista antincendio; c) attestato del versamento dei previsti diritti di pratica. Alle attività esistenti elencate nell’Allegato I che esercitano in locali per i quali, ai sensi della normativa previgente, è stato emesso un DAE che contemplava detta attività e che non hanno apportato modifiche successivamente all’emissione di detto documento, entro quattro anni
dall’entrata in vigore del decreto delegato devono presentare la documentazione di cui all’articolo 10, comma 1 oltre al fascicolo d’intervento aggiornato. In caso di sussistenza di motivate difficoltà oggettivamente dimostrate, ed al fine di agevolare l’adeguamento alla normativa di prevenzione incendi, per le attività soggette esistenti alla data di entrata in vigore della Legge n.75/2023, i termini di adeguamento previsti dai commi 1 e 2, possono essere prorogati mediante la stipula di uno specifico protocollo d’intesa fra l’UO Servizio di Protezione Civile e le Associazioni di Categoria della Repubblica di San Marino. I termini di adeguamento previsti dai commi 1 e 2 possono essere prorogati, altresì, mediante sottoscrizione di convenzioni con il Congresso di Stato, in caso di progetti di iniziativa pubblica per la realizzazione di impianti antincendio condivisi tra più attività soggette nella medesima area, previa approvazione da parte del SPI. Il protocollo d’intesa o la convenzione, oltre a prevedere un cronoprogramma di attuazione delle misure di adeguamento necessarie a rendere le strutture esistenti conformi alla normativa di prevenzione incendi, devono definire gli adempimenti formali e la relativa documentazione da presentare al SPI da parte del responsabile dell’attività.”. Dopo il comma 4, dell’art. 23bis del DD 158/2023, è aggiunto il seguente comma 4bis: “4 bis. Ai fini degli adempimenti richiesti dal decreto delegato, i documenti di “presa d’atto” rilasciati, per attività soggette, dalla Protezione Civile, fino all’entrata in vigore del decreto delegato, a seguito di titolo edilizio abilitativo in sanatoria, non costituiscono “Documento Antincendio Esistente”. Qualora il rilascio dei documenti di “presa d’atto” derivi da un iter procedurale comprensivo di visita tecnica da parte del Servizio di Protezione Civile in cui sia stata visionata l’intera attività e siano stati riscontrati il corretto adempimento delle prescrizioni eventualmente impartite e la produzione della documentazione richiesta, il SPI, su richiesta del titolare dell’attività, riconosce il documento di “presa d’atto” come “Documento Antincendio Esistente”.
I criteri per il riconoscimento del documento di “presa d’atto” quale “Documento Antincendio Esistente” sono demandati ad apposita circolare emessa dal SPI”. Alessandro Carli
“In una squadra di pallavolo, nella ricezione e nel passaggio della palla, bisogna attivare tanti atteggiamenti: giudico o aiuto il mio compagno? Aggiusto o maledico? Nel mondo delle imprese valgono le stesse domande. È importante, in entrambi gli ambienti, allenare l’atteggiamento: se giudico il mio compagno o il mio collega, io divento un avversario. Gli avversari però sono, nella pallavolo, al di là della rete, nel mondo delle imprese invece sono i competitor e i mercati”. Ferdinando De Giorgi, commissario tecnico della Nazionale italiana maschile di pallavolo campione del mondo, è stato uno dei super ospiti della prima edizione di “San Marino, radici e futuro”, ospitato il 5 maggio nella sala convention di Colombini Group a Rovereta. Intervistato da Gianluca Spadoni, “Fefè” si è raccontato con grande generosità, partendo dagli esordi per poi soffermarsi su una serie di aneddoti e sui punti di contatto tra lo sport e il mondo delle imprese. “I tesserati nella pallavolo sono cresciuti – ha esordito – e a livello numerico siamo secondi solo al calcio. La maggior parte, circa il 70% su un totale di 400 mila iscritti, sono donne: il tema è quello di riuscire a diventare attrattivi anche per gli uomini”. De Giorgi poi ha raccontato i suoi esordi: “Sono alto un metro e 76 centimetri ‘con la rincorsa’ e le persone nono credevano che avrei giocato a pallavolo ad alti livelli. Ho scoperto questo sport abbastanza tardi, verso i 15 anni: prima avevo provato il calcio. Ai miei tempi bastavano due ‘cose’ a terra per fare le porte e poi si rincorreva il pallone sino a sera”. Poi l’incontro con la pallavolo: “Sono salentino, di Squinzano. Da giovane mi allenavo tre volte alla settimana, un impegno che mi permetteva anche di studiare”. In merito ai temi del convegno (leadership, cambiamento e sviluppo), De Giorgi ha spiegato che “bisogna parlare di quello che possiamo offrire: per attrarre persone devi mettere sul piatto quello di cui disponi”. Nella pallavolo “si gioca con tre passaggi”, tre passaggi che sono “un atteggiamento che serve in tutte le cose perché significa reciprocità e relazioni”. De Giorgi, nella sua grande carriera da professionista nella pallavolo, giocava come regista, “quello del secondo tocco”. Ferdinando ha sottolineato poi come nello sport e nelle imprese spesso la tendenza è
De Giorgi: “La squadra che vince non è quella perfetta”
quella di soffermarsi su quello che manca alle persone e non invece sulle prospettive e sulle potenzialità: “Se non sei all’altezza ti devi concentrare sulle cose che hai, sui talenti che possiedi”. Per il CT della nazionale “la squadra che vince non è quella perfetta ma quella che ha equilibri vincenti. Alcuni percorsi non nascono per grazia ricevuta ma per lavoro, per costanza e
per obiettivi. Il miglioramento non ha età. Per rimanere ai vertici (De Giorgi ha smesso di giocare a 41 anni e mezzo) non bisogna mai sentirsi arrivati ma cercare sempre di alzare l’asticella e di migliorarsi. Per fare questo, è importante creare solide fondamenta e agire sulla parte valoriale: solo così si possono costruire i risultati”. Per Fefè sono quattro i valori fonda-
mentali. Valori che valgono sia per lo sport che per il mondo delle imprese: “Il rispetto per gli altri: se manca non costruisci nulla. Se nei momenti d difficoltà dai le colpe alle altre persone e ti lamenti invece di aiutare a trovare una soluzione, non si cresce. Il secondo è la disponibilità. Il terzo l’allenamento, fondamentale per riuscire ad adattarsi a tutto. La stanchezza è fisica,
la fatica invece è altro, è la resistenza, l’abitudine ad andare oltre. Infine, la maglia”, simbolo di appartenenza.
Gli altri ospiti
Durante la giornata, organizzata da Innovation Forum e che ha coinvolto alcune tra le realtà imprenditoriali più significative del territorio come Evolution Forum, Colombini Group, Nt Capital Sg,
Promopharma, Sit Group, Meloni Walter Spa e Studio BNM (San Marino Fixing è stato media partner assieme a San Marino RTV), Sergio Barducci ha dialogato con Francesca Michelotti, con Davide Colindres, con Maurizio Ceccoli e con Morena, Monica e Marta Fabbri. L’ospite a sorpresa dell’evento è stato Kimi Antonelli, leader del mondiale di Formula 1.
di Alessandro Carli
Sottolineato il suo ruolo “di portatore di pace e promotore del dialogo”
Ordine Sant’Agata: conferimento a Barone
Il Presidente di TIM San Marino insignito del grado di Commendatore
Il 30 aprile a Palazzo Begni si è svolta la cerimonia ufficiale di conferimento del grado di Commendatore dell’Ordine Equestre di Sant’Agata a Nicola Barone, Ambasciatore Inviato Straordinario della Repubblica di San Marino e Presidente di TIM San Marino. Il conferimento del grado di Commendatore dell’Ordine Equestre di Sant’Agata rappresenta uno dei più alti riconoscimenti della Repubblica, attribuito a personalità che si siano distinte per meriti speciali nei confronti dello Stato e della comunità. Il riconoscimento è stato conferito attraverso la consegna del Diploma Magistrale da parte del Segretario di Stato per le Finanze e il Bilancio Marco Gatti, che nel suo intervento ha sottolineato non solo l’alto valore professionale e manageriale di Barone, ma anche il suo profondo impegno istituzionale e diplomatico quale promotore di dialogo, cooperazione e pace tra culture e confessioni religiose. Nel corso della cerimonia è stato evidenziato come la guida di Barone abbia contribuito in maniera determinante non solo alla modernizzazione delle infrastrutture di telecomunicazione e al rafforzamento della connettività internazionale, ma anche alla promozione dell’immagine di San Marino come Paese tecnologicamente avanzato e, al contempo, protagonista attivo del dialogo tra le fedi e le culture. La cerimonia si è svolta alla presenza di importanti autorità, religiose e accademiche. Particolare enfasi è stata data al ruolo svolto da Barone quale portatore di pace e promotore del dialogo interreligioso, testimoniato dall’organizzazione del Convegno di Nicea a San Marino, momento di alto profilo spirituale e culturale che ha riunito rappresentanti del mondo religioso e accademico, rafforzando il posizionamento della Repubblica quale luogo di incontro, confronto e armonia tra i popoli. Tra i momenti più suggestivi della cerimonia, l’artista Fabio Vettori ha aggiunto una nota di
particolare emozione, omaggiando tutti i presenti con una pergamena da lui appositamente disegnata per l’occasione. Un gesto simbolico e
raffinato, capace di trasformare il ricordo dell’evento in un segno tangibile di condivisione, riconoscenza e partecipazione. L’evento si è con-
cluso in un clima di grande partecipazione e profonda condivisione istituzionale, a testimonianza del valore dell’impegno professionale,
diplomatico e umano di Nicola Barone, figura che coniuga innovazione, visione internazionale e autentica vocazione al dialogo e alla pace.
la sede di San Marino Innovation, si è tenuto un incontro formativo che ha visto protagonisti 36 studenti – 20 del Liceo di San Marino e 16 provenienti dalla International School di Vienna – accompagnati dalla ViceDirigente scolastica, Mara Casali, dalle docenti Erica Matteini e Alessandra Mularoni, e da due insegnanti della Vienna International School, Mr Daniel Smith and Mrs Carly Santos. L’attività ha preso la forma di un vero e proprio mini hackathon: i ragazzi, divisi in 5 squadre, hanno avuto 45 minuti per identificare un problema reale nella vita degli studenti delle superiori e proporre una soluzione innovativa, per poi presentarla con un pitch di 3 minuti ciascuno. La sfida non era solo tecnica: ogni squadra era composta da studenti provenienti da scuole e nazioni diverse che non si conoscevano e che hanno dovuto trovare insieme, esclusivamente in lingua inglese ed in poco tempo, un problema comune su cui lavorare e costruire una soluzione condivisa. Riuscire a fare squadra attraverso culture, esperienze e prospettive differenti è stata la difficoltà più grande e al tempo stesso, il valore più autentico dell’intera esperienza. Ogni gruppo è stato affiancato da un mentor d’eccezione: un imprenditore di una startup certificata da San Marino Innovation. Matteo Casadei, Matteo Spada, Samuele Cottone, Vanessa D’Ambrosio ed Elia Montanari hanno messo a disposizione la propria esperienza imprenditoriale per aiutare gli studenti.
Presso
Hackton nei licei del Monte
L’artista nordirlandese Mark Francis, classe 1962, esporrà alla Biennale di Venezia 2026 che aprirà le sue porte al pubblico il 9 maggio intitolata Sea of Sound. Sarà il Padiglione della Repubblica di San Marino a ospitare l’opera di Francis, all’interno di uno spazio bipartito che inserisce il lavoro dell’artista sulla scena veneziana. Con l’organizzazione di FR Istituto d’Arte Contemporanea S.p.A., il Padiglione sammarinese vede la curatela di uno dei maggiori esperti di arte contemporanea inglese della nostra penisola, Luca Tommasi, la cui recente pubblicazione sugli Young British Artists, con prefazione di Ian Davenport, evidenzia una dedizione, una cura e una conoscenza che nasce da anni di esperienza e collaborazioni con chi gli degli YBA ha fatto o fa parte, di chi gli ha vissuti, compresi ed amati in un clima Thatcheriano che ha favorito negli anni ’80 l’ascesa e l’incoronazione dell’arte contemporanea inglese nel mondo. In questi anni di instabilità e mutamento per la società inglese e per quella internazionale, Mark Francis frequenterà la Saint Martin’s School of Art tra il 1981 e il 1985, assimilando e formando il suo fare arte sulla base degli stimoli vivaci della scena culturale londinese.
Sei mesi fa andai a trovare Mark nel suo studio a Londra, e in quella occasione scambiammo qualche pensiero sulla progettualità per la Biennale di Venezia e sul suo linguaggio artistico. Dice Mark: “Si può sentire un certo suono in ogni colore, e questi dipinti hanno molto a che fare con il suono. E io mi perdo nella realizzazione delle opere. Io penso a linee, forme, colori, e poi da sé, diventa tutto astratto. E poi ci ritorno su dopo un po’, e cerco di ritrovare la mia idea originaria, quella che ha dato via al mio fare artistico.”
Il legame tra arte e suono è ancora più profondo grazie alla sinestesia, un fenomeno neurologico che fa percepire un suono come un colore o un’immagine come una melodia. Alcuni artisti e musici-
“Si può sentire un certo suono in ogni colore, e questi dipinti hanno molto a che fare col suono”
La Repubblica di San Marino si “immerge” nel “Sound of Sea”
A rappresentare il Monte Titano alla 61esima Biennale di Venezia è Mark Francis
sti hanno fatto di questa caratteristica la loro firma distintiva, cercando di tradurre un linguaggio nell’altro. L’idea che il colore possa avere una tonalità musicale o che un ritmo possa suggerire una forma visiva rende chiaro quanto le due arti siano connesse. Una affinità al simbolismo che ci riporta a quanto scrive Vasilij Kandinskij nel suo pensiero sullo spirituale nell’opera d’arte nel 1910, a una spiritualità vista come mezzo per mostrare la realtà essenziale nascosta dietro il visibile, con forme e colori astratte che influenzano direttamente l’anima, proprio come note e accordi in musica. Le opere astratte di Kandinskij, come Giallo-RossoBlu, sembrano vibrare di melodie invisibili, trasformando la pittura in una sorta di spartito visivo. Un parallelismo, quello tra pittura e suono, che si basa su concetti di ritmo, armonia, colore e tono, e che nella storia dell’arte ha visto approfondimenti importanti per il suo sviluppo
in ogni sua epoca e che con Francis, si porta ad un nuovo livello di ricerca e di sperimentazione.
L’immagine grafica del Padiglione trae origine da un dipinto, al quale sono sovrapposte le tre iconiche torri del Monte Titano, propagatrici di onde di libertà, indipendenza e creatività. Punti di ascolto privilegiato e rifugi acustici al di sopra di quel “mare di suono” evocato dall’artista.
Un tema, quello della musica, che la curatrice della Biennale veneziana, Koyo Kouoh, sposò per questa prossima esposizione d’arte. In chiavi minori, è il titolo della Biennale. Un riferimento non solo alla musica e al suono, ma a quelle note più nascoste, silenziose e fondamentali, affinché un concerto di voci e di suoni crei una melodia completa. Un riferimento all’arte come musica, suono, onde sonore che Mark ascolta, comprende, e descrive con un linguaggio che va oltre la dimensione e il linguaggio del quotidiano.
Mark racconta di essere stato influenzato dalle riviste scientifiche che collezionava suo fratello, con cui condivideva la stanza quando erano piccoli, e di aver nel tempo ripescato e riscoperto quelle immagini così complesse e intriganti, che raccontavano qualcosa di così lontano, ma
allo stesso tempo così vicino a noi. I suoi primi quadri rappresentano e ricordano il microcosmo e il macrocosmo allo stesso tempo, un universo, quello macroscopico, da cui ci stiamo allontanando ogni giorno di più, e che riuscire a intercettare e studiare da “vicino” risulta ogni giorno più sfidante. “Quando si pensa a qualcosa di così grande, così piccolo, così diverso, come il microcosmo o come le onde sonore, non lo si può nominare o descrivere con le parole e i segni con cui viviamo la quotidianità “a grandezza d’uomo”, è necessario cambiare scala, utilizzare un nuovo linguaggio” mi disse Francis durante il nostro incontro londinese.
All’interno del padiglione di San Marino alla Biennale di Venezia sarà, inoltre, proiettato un progetto di video arte di 7 minuti circa realizzato da Mark, il cui linguaggio è da
K oyo Kouoh
lui stato descritto come un cambio di direzione, o meglio, “un importante passo avanti nella sua produzione artistica”. Un nuovo medium che gli ha permesso di sperimentare un nuovo linguaggio, valutare nuove forme, nuove onde e nuove luci. Oggi, grazie alla tecnologia, il legame tra arte e suono si è trasformato in esperienze rinnovate, più accoglienti e complete. Queste esperienze non solo amplificano l’emozione, ma permettono di vivere arte e suono in modi nuovi e di fare arte con nuove voci e strumenti. Quando si ascolta una melodia o si osserva un’opera d’arte, il cervello reagisce attivando gli stessi centri emotivi e questa connessione tra i due media, pittura e musica, è ciò che li rende così impattanti e forti insieme, creando un Mare del suono.
Elena Rossi
“Le tonalità minori richiedono un ascolto che interpelli le emozioni e che le sostenga”
La 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale di Venezia - In Minor Keys di Koyo Kouoh - si svolgerà da sabato 9 maggio a domenica 22 novembre 2026 (pre-apertura 6, 7, 8 maggio) nelle sedi istituzionali dei Giardini, all’Arsenale e in vari luoghi di Venezia. Con il pieno sostegno della famiglia di Koyo Kouoh, scomparsa il 10 maggio 2025, la Biennale di Venezia ha deciso di realizzare la sua Mostra. Lo farà secondo il progetto così come ideato e definito da lei, anche per preservare, valorizzare e diffondere il più possibile le sue idee e il lavoro svolto. “La musica continua – ha scritto Koyo Kouoh -. I canti di chi genera bellezza nonostante la tragedia. Le melodie dei fuggitivi che riemergono dalle rovine. Le armonie di chi ripara ferite e mondi. Le tona -
lità minori prendono vita nei toni sommessi, nelle frequenze più basse, nei mormorii, nelle consolazioni della poesia – tutti varchi di improvvisazione verso l’altrove e l’altrimenti. Le tonalità minori richiedono un ascolto che interpelli le emozioni e che, a sua volta, le sostenga. Le tonalità minori sono anche piccole isole: mondi in mezzo agli oceani, con ecosistemi distinti e ricchi, vite sociali articolate all’interno di strutture politiche ben più ampie e poste in gioco ecologiche di grande rilievo. Un arcipelago di oasi, giardini, cortili, residenze, loft, piste da ballo; universi conviviali che rigenerano e sostengono soprattutto nei momenti più bui. Questi sono gli indizi di una mostra. La Biennale Arte 2026si fonda su una profonda fiducia negli artisti quali interpreti
essenziali della condizione sociale e psichica e catalizzatori di nuove relazioni e possibilità. La composizione della Mostra è costituita da pratiche artistiche che aprono portali, che rinnovano e nutrono, che promuovono l’avanzamento del concetto e della forma, e attivano relazioni. Il presupposto è che la poetica libera e che le persone creano insieme la bellezza. La proposta è un’esperienza sensoriale, non didattica; rigenerante, non esaustiva; e capace di fortificare per il lavoro che ci attende. Questa Mostra è organizzata nel rispetto delle correnti sotterranee che attraversano generazioni, forme e pratiche. La processione, il giardino creolo, l’invito all’incanto e l’importanza del riposo fisico e spirituale hanno guidato lo sviluppo concettuale e la coreografia della mostra”.