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Denatalità: un problema del Paese
La discussione sulle nuove politiche per la famiglia sta entrando nel vivo dei provvedimenti da adottare, ma dalle prime indiscrezioni sembra che inizi anche a non essere giustamente equilibrato. Dopo l’analisi effettuata nei mesi scorsi, infatti, emergono diversi ambiti di criticità su cui occorrerebbe intervenire, compreso ovviamente l’ambiente di lavoro. Giustamente, perché la vita privata (e la volontà di costruire una famiglia) dipendono anche dal lavoro, inteso come tempo e reddito. Anche, ma non solo. San Marino ha già un impianto di tutele moderno, che può essere sicuramente migliorato, ma che non può impattare ancora di più sull’operatività e i costi delle imprese. Soprattutto se questa sarà l’unica soluzione proposta o se comunque tutte le soluzioni poi finiscono per gravare sull’organizzazione stessa delle imprese. Imprese che sono sì coinvolte nei problemi conseguenti alla denatalità, ma su cui andrebbe fatto un ragionamento onesto: il problema della denatalità è un problema del Paese, di tutto il Paese. Di chi ci vive oggi e soprattutto di chi ci vivrà domani, perché con meno nascite ci saranno sempre meno giovani, quindi meno lavoratori sammarinesi per le imprese, meno gettito fiscale e meno contributi previdenziali. E, di contro, ci saranno più anziani e pensionati. Il conto finale lo può fare chiunque. E non è sostenibile che lo paghino, ancora una volta (come per la riforma IGR), solo le imprese. Un conto che sarebbe molto meno salato se si intervenisse anche altrove e se si legassero tutte le nuove tutele economiche all’ICE, dando sostegno solo a chi ne ha bisogno.
Daniele Bartolucci

L’Ufficio di Statistica di San Marino: il totale (il pubblico + il privato) superiore ai 720 milioni, ben 245 milioni (34%) arriva dall’industria




I dati dell’Ufficio di Statistica della di San Marino raccontano di un sistema-Paese in salute, almeno dal punto di vista delle retribuzioni dei dipendenti: nel 2025 è stato superato il tetto dei 720 milioni. Il settore privato, lo scorso anno, è arrivato 580 milioni (548 nel 2024), trainato ancora una volta dalle attività manifatturiere (245 mln), quello pubblico invece, rispetto all’anno prima, ha registrato una frenata: 141 nel 2025, 143 invece nel 2024. Il “monte salari” della manifattura è passato da 124 mln del 2011 a 137 del 2012, e poi ancora 142 nel 2013, 148 nel 2014, 151 nel 2015, 153 milioni nel 2016, 161 nel 2017, 181 nel 2018, 189 nel 2019, 184 nel 2020, 202 nel 2021, 2015 nel 2022, 223 nel 2023 e, 230 nel 2024 e oltre 245 milioni lo scorso anno.
Carli alle pagg. 6-7


Il Comitato di Torraccia: “Cattedrale nel deserto a spese della popolazione”
L’Aeroclub:
Il Consiglio Grande e Generale ha approvato nei giorni scorsi la proroga dei termini per l’inizio e la conclusione dei lavori dell’aviosuperficie di Torraccia, con 39 voti favorevoli, confermando la volontà dell’Aula di portare avanti l’intervento, seppur con tempistiche aggiornate. Una decisione che viene letta in maniera diametralmente opposta dal Comitato Civico di Torraccia, per il quale è la “conferma di errori e mancanza di un progetto”, e dall’Aeroclub San Marino, per il quale invece “si ignora deliberatamente la portata strategica dell’opera”.
Il Comitato Civico “Questa situazione in realtà desta in noi notevole preoccupazione”, spiegano dal Comitato di Torraccia, “perché ci sembra rappresentare bene il pressapochismo con cui fino ad oggi è stata affrontata la questione dell’ampliamento dell’aviosuperficie, che allo stato attuale come già troppe volte ribadito, è ancora carente di un progetto definitivo, che ci dica che cosa si vuole realizzare, quale possa essere l’utilità dell’opera e soprattutto come verrà garantita la sicurezza della popolazione. A ciò si aggiunge il persistere di sorvoli in violazione delle norme di sicurezza, nonostante le segnalazioni già in passato inviate alla competente Autorità per l’Aviazione. Comportamenti incoscienti e fuorilegge che creano evidenti situazioni di pericolo, accrescendo ulteriormente le preoccupazioni di cittadini e residenti. Alla luce di quanto emerso in sede di Consiglio, ci sembra ancora di più, che l’opera che si vuole realizzare costituirà un’altra cattedrale nel deserto a spese della popolazione, in un momento storico in cui noi, come cittadini, ci chiediamo se sia il caso di sprecare risorse pubbliche (che non abbiamo) e che potrebbero essere meglio impiegate altrove. D’altronde, il fallimento delle famigerate manifestazioni di interesse la dice lunga
sull’appetibilità dell’opera”.
L’Aeroclub a San Marino
Pronta la risposta dell’Aeroclub San Marino, che in una
nota “intende fare chiarezza su alcuni punti fondamentali, a tutela della verità dei fatti e del lavoro svolto nell’interesse della comunità”. “Chia-
risco fin d’ora che l’ACS, non ha poteri per realizzare o no l’opera”, sottoscrive il Presidente Edgardo Casali, “ma le proroghe menzionate dal

Comitato non sono certo “sintomo di mancanza di progetto”, bensì testimoniano il rigoroso rispetto delle procedure amministrative e

delle normative vigenti. In un contesto complesso come quello aeroportuale, la conformità alle direttive ICAO e alla legislazione nazionale, è la priorità assoluta. Non si tratta di approssimazione, ma di garantire che ogni passaggio sia validato dalle autorità competenti. La sicurezza e la regolarità urbanistica non sono opzionali. L’Aeroclub ha sempre operato e continuerà a operare nel pieno solco della legalità! Le accuse riguardanti violazioni delle norme di sicurezza sono gravi e prive di fondamento. I piloti che operano sulla nostra aviosuperficie seguono protocolli rigorosi e operano anche su aeroporti internazionali nel pieno rispetto delle regole. Eventuali segnalazioni sono sempre state gestite attraverso i canali ufficiali e le Autorità aeronautiche preposte alla vigilanza. È scorretto e pericoloso alimentare allarmi ingiustificati tra la popolazione”, avverte Casali. Inoltre “definire il progetto di ampliamento una “cattedrale nel deserto” significa ignorare deliberatamente la portata strategica dell’opera. L’aviosuperficie di Torraccia non è solo una infrastruttura per il volo, ma un asset fondamentale per il Paese, capace di supportare la Protezione Civile – come dimostrato dai recenti investimenti congiunti in tecnologie meteo e di monitoraggio o di interventi in momenti critici gestiti sapientemente dall’unità di crisi – e di fungere da volano per il turismo aeronautico internazionale. In un momento storico in cui la connettività e la prontezza operativa sono essenziali, considerare l’ammodernamento di questa struttura come uno “spreco” è una visione miope che non tiene conto del valore aggiunto per tutto il territorio. L’Aeroclub San Marino rimane, come sempre, lontano da strumentalizzazioni e toni allarmistici che non giovano a nessuno. Invitiamo altresì il Comitato Civico a un dialogo costruttivo e rispettoso”. DB
“Non solo per adeguarci alle norme, sono investimenti in sostenibilità”
“Installeremo anche una rampa da 18
Igiene Ambientale Manage-
ment S.r.l. ha avviato i lavori per l’impianto di prima pioggia e contestualmente anche l’installazione della nuova rampa da 18 metri per la pesatura del materiale in entrata e in uscita
Sono partiti infatti lunedì 26 aprile i lavori per l’impianto di prima pioggia presso lo stabilimento di IAM srl a Dogana, come previsto dagli articoli 77, 78 e 79, comma 3-quater del Decreto Delegato 27 aprile 2012 n. 44 e ss. mm.ii. e dell’articolo 63 del Regolamento 22 gennaio 2019 n. 1 e ss.mm.ii., che diventeranno pienamente operativi il prossimo 30 giungo 2026. Di fatto, come scrive il Dirigente UPAV nella propria circolare n. 4/2026, “sono tenuti, qualora non abbiano già provveduto allo sdoppiamento delle reti fognarie nell’ambito della proprietà privata ai fini dell‘allaccio ai collettori della rete pubblica nelle modalità previste dal regolamento del Gestore del Servizio Idrico Integrato, i proprietari di edifici esistenti e i gestori delle attività economiche in essere che convogliano le acque di scarico e meteoriche in pubblica fognatura separazione delle acque di prima pioggia da quelle meteoriche di dilavamento le attività nelle quali è prevedibile lo spandimento di materiali lavorati su piazzali o strade di accesso e/o il dilavamento diretto di materiali ed attrezzature”. Tecnicamente, “la separazione delle acque di prima pioggia deve avvenire mediante l’installazione di appositi sistemi di accumulo, controllo di
San Marino FIXING
Direttore responsabile
Daniele Bartolucci d.bartolucci@fixing.sm
Redattore Alessandro Carli a.carli@fixing.sm
Responsabile commerciale Roberto Parma 339.8016455 roberto.parma@fixing.sm
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pioggia, impianti di sollevamento, oppure mediante sistemi che garantiscano l’equivalente trattamento ai fini della tutela dell’ambiente”. “L’impianto di prima pioggia”, spiega quindi l’amministratore di IAM srl, Mirkare Manzi, “non ci permetterà solamente di adeguare l’azienda alle normative vigenti, come ricordato anche recentemente dall’UPAV con propria circolare alle aziende, ma si inserisce in quel percorso di crescita e di sostenibilità ambientale che la nostra azienda ha deciso di intraprendere fin dalla sua costituzione. Anche per questo, parallelamente, sfrutteremo il periodo dei lavori per installare anche una nuova rampa da 18 metri per la pesatura del materiale, al fine di avere un monitoraggio costante e puntuale di tutto il
materiale in entrata e in uscita, allineandoci non solo alle normative interne ma anche le sempre più stringenti prescrizioni delle Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale-ARPA italiane”.
“Si tratta di un ulteriore investimento che consolida le certificazioni ISO che abbiamo ottenuto e che stiamo rinnovando e implementando. Certificazioni che rappresentano per IAM non solo una garanzia per clienti e fornitori, ma anche uno stimolo a migliorare continuamente, spesso anche anticipando ciò che le normative andranno a richiedere in futuro”.
Nei prossimi giorni, con il procedere del cantiere, verranno allestite anche le necessarie modifiche alla mobilità interna al fine di garantire comunque l’attività
di informazione economica, finanziaria e politica
Editore Società Editoriale Fixing srl Via Antonio Onofri, 109 47890 San Marino Città Tel. 0549.991719 Fax 0549.879049
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Autorizzazione della Segreteria di Stato agli Affari Interni della Repubblica di San Marino del 16/4/1993 - Protocollo n.1695. Spedizione di stampa periodica in abbonamento postale per l’interno - Tassa pagata - Tariffa per editori - Autorizzazione n.711 del 16/02/2005 della Direzione Generale delle PP.TT. della Repubblica di San Marino
dell’azienda e dei clienti/fornitori. “L’obiettivo è limitare quanto più possibile i disagi a tutti gli operatori”, spiega
ancora Manzi, “per questo chiediamo fin da ora la massima collaborazione nel prestare attenzione nelle mano-
vre e nelle attività di carico/ scarico all’interno della nostra azienda”.

Guida senza patente o abilitazione, stato di ebbrezza e guida senza assicurazione: queste, in sintesi, le “voci” su cui è intervenuto il Decreto Delegato 20 aprile 2026 numero 53.
Articolo 1
Il comma 2, dell’articolo 57 del Decreto Delegato 26 maggio 2008 n.81 e successive modifiche, è così modificato: “2. Si considera in stato di ebbrezza: a) la persona che risulti con un tasso alcolemico presente nel sangue pari o superiore a 0,50 mg/ml; b) la persona che risulti con tasso alcolemico superiore a 0 (zero) nel caso di minore di anni 18 o di colui che, abilitato alla guida del veicolo, sta conducendo da meno di tre anni; b bis)il titolare di patente di guida di categoria B, C o D, mentre esercita l’attività professionale di trasporto di persone o di trasporto di merci che risulti con tasso alcolemico superiore a 0 (zero).”. Dopo il sesto comma, dell’articolo 57 del Decreto Delegato n.81/2008 e successive modifiche è aggiunto il seguente comma 6 bis: “6 bis) L’infrazione di cui alla lettera b bis) costituisce violazione penale ed è punita ai sensi del comma primo.”.
Articolo 2
Chiunque guidi veicoli senza essere munito della patente o del certificato di abilitazione professionale prescrit-
F ocus
& Normative
Per chiunque guidi veicoli senza essere munito della patente sono previsti multa e arresto
Le nuove disposizioni sono contenute nel Decreto Delegato numero 53 del 2026

ti è punito a titolo di delitto: a) con l’arresto e la multa a giorni di primo grado quando si tratta di motoveicoli classificati dalle leggi speciali della categoria A o della sottocategoria A1; b) con l’arresto e la multa a giorni di secondo grado quando si tratta di motoveicoli classificati della catego-
ria B; c) con l’arresto di terzo grado e la multa quando si tratta di autoveicoli classificati della categoria B, di macchine agricole o macchine operatrici; d) con l’arresto di terzo grado, la multa e l’interdizione di secondo grado dalle abilitazioni a condurre quando si tratta di ogni altro
SMaC: gli interventi di sostegno temporaneo dello Stato per il settore dei carburanti
Caro-carburanti: San Marino, attraverso due Decreti, è intervenuta per calmierare i prezzi. Vediamoli assieme. Il Decreto – Legge 24 aprile 2026 n.54 (Ratifica Decreto - Legge 18 marzo 2026 n.37) intitolato “Intervento di sostegno temporaneo dello Stato per il settore carburanti nell’ambito del Progetto San Marino Card” riporta testuale: In via eccezionale e meramente transitoria, dal 19 marzo 2026 al 15 maggio 2026, il rimborso dell’imposta sulle importazioni di prodotti petroliferi, in favore degli acquirenti titolari di SMaC Card, di cui all’articolo 10, comma 1, lettera b) del Decreto Delegato 15 settembre 2022 n.130, è corrisposto nella misura di euro 0,20 (venti centesimi di euro) per ogni litro acquistato. Il Decreto – Legge 24 aprile 2026 n.55 (Ratifica Decre-

to - Legge 19 marzo 2026 n.39), intitolato “Modifica temporanea delle aliquote dell’imposta speciale sulle importazioni di prodotti petroliferi” invece annuncia che “le aliquote dell’imposta speciale sulle importazioni di cui all’articolo 1 del Decreto Delegato 14 dicembre 2011 n.195 e successive modifiche, così come da ultimo modificate dal Decreto
Delegato 15 gennaio 2026 n.3, subiranno le seguenti temporanee variazioni:
a) benzina uso carburante diminuzione di euro al litro di -0,20; b) gasolio uso carburante diminuzione di euro al litro di -0,20; c) biodiesel e gasoli paraffinici ottenuti da sintesi o da idrotrattamento (HVO) diminuzione di euro al litro di -0,20;
d) gas di petrolio liquefatti (GPL) uso carburante diminuzione di euro al chilogrammo -0,10 e al litro -0,055. Le disposizioni hanno efficacia a decorrere dal 20 marzo 2026 e fino al 15 maggio 2026. L’aliquota dell’imposta speciale del gasolio agricolo rimane invariata. Dal 16 maggio 2026 tornano in vigore le aliquote di cui agli articoli 1 e 2 del Decreto Delegato n.3/2026.
veicolo.
1 bis. In caso di recidiva, commessa nell’arco di cinque anni dalla prima violazione, gli agenti accertatori provvedono all’immediato ritiro della carta di circolazione ed al sequestro amministrativo ai fini di confisca del veicolo di proprietà del conducente, che viene custodito presso un’officina o un sito autorizzato.
1 ter. Decorsi due mesi dal sequestro del mezzo, il Dirigente dell’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti dispone la confisca definitiva del veicolo. Il veicolo confiscato può essere dal medesimo Ufficio assegnato a Unità Organizzativa della Pubblica Amministrazione, venduto all’asta o demolito qualora il valore residuo sia valutato nullo. Le spese di recupero, nonché quelle eventuali per la custodia e il deposito sono imputate su specifico capitolo del bilancio dello Stato. 1 quater. La procedura di cui ai commi 1 bis e 1 ter si applica anche in caso di recidiva da parte di conducente
titolare di patente di guida scaduta da più di tre anni.”.
Articolo 3
La lettera m), del numero 3, del comma primo, dell’articolo 60 del Decreto Delegato n.81/2008 e successive modifiche, è così modificato: “m) il conducente che violi le disposizioni dell’articolo 57, comma 2, lettere a), b), e b bis) e presenti un tasso alcolemico nel sangue inferiore a 0,80mg/ml;”.
Articolo 4
Chiunque circoli alla guida di un veicolo a motore sprovvisto dell’obbligatoria assicurazione, a copertura dei rischi derivanti dalla circolazione stradale, è punito con la sanzione pecuniaria amministrativa di terza categoria, applicata nel massimo senza possibilità di oblazione volontaria. In caso di recidiva, commessa nell’arco di cinque anni dalla data della prima violazione, la sanzione pecuniaria amministrativa è raddoppiata. In presenza della violazione di cui al comma 1, gli agenti accertatori provvedono all’immediato ritiro della carta di circolazione ed al sequestro temporaneo amministrativo ai fini di confisca amministrativa del veicolo, che viene esclusivamente custodito presso un’officina od un sito autorizzato. Il veicolo resta sotto sequestro fino a quando il proprietario, ovvero l’autore dell’infrazione, non ha provveduto a stipulare idonea polizza assicurativa a copertura dei rischi derivanti dalla circolazione. Detta polizza deve essere esibita
all’Autorità di Polizia che ha eseguito l’accertamento, la quale, in tal caso, provvede al dissequestro ed alla restituzione del veicolo dopo che si sia provveduto al pagamento della sanzione e delle spese di recupero e custodia. Trascorsi quattro mesi dal sequestro del mezzo, senza che il proprietario abbia adempiuto a quanto previsto dal comma 2, il Dirigente dell’UO Ufficio Registro Automezzi e Trasporti dispone la definitiva confisca del veicolo ai sensi dell’articolo 7, comma 4. Il veicolo confiscato viene poi venduto dal Servizio Esattoria secondo le procedure previste dalla Legge 25 maggio 2004 n.70 e successive modifiche. Le spese di recupero, custodia e deposito da attribuire al custode vengono imputate su specifico capitolo di bilancio dello Stato. Qualora il veicolo resti invenduto o il valore residuo sia valutato nullo da parte del Servizio Esattoria, quest’ultimo lo assegna al custode medesimo ai fini della cancellazione per demolizione.”.
Articolo 5
Dopo il comma 3, dell’articolo 66 del Decreto Delegato n.81/2008 e successive modifiche è aggiunto il seguente comma 3 bis: “3 bis. Qualora l’infrazione di cui al comma 1, punto 1.1 sia commessa da conducente che abbia conseguito la patente di guida da meno di due anni, non sia connessa a fattispecie di rilevanza penale e non ricorra la recidiva, la sospensione della patente, commisurata nel minimo, è ridotta a 2 mesi”. AC

Trail runner e walker hanno vissuto il 26 aprile la festa della 4° Titano Trail Run San Marino, l’evento articolato su due percorsi di 13,5 km 850D+ e 5 km 270D+, sia per atleti che per amatori della corsa e camminata, aperte entrambe alle formazioni
“Corporate” (gruppi sportivi aziendali e community), vero “marchio di fabbrica” degli eventi running organizzati dalla ASD Track&Field San Marino. Il percorsi, tracciati da Roberto Pazzaglia, hanno permesso agli oltre 240 partecipanti, agonisti e amatori, di toccare con mano la ricchezza e la varietà di situazioni tecniche dell’area boschiva del versante a sud del Monte Titano. Marvin Perugini (Pol. Servigliano) è stato il primo a presentarsi sul traguardo in 1:26’21”, con circa un minuto e mezzo di vantaggio sul sammarinese Stefano Benvenuti (Born to Run, 1:27’48”) e due minuti e mezzo sul compagno di squadra Jack Perugini (1:29’04”). Dominio assoluto di Ana Nanu in campo femminile. La cinquantatreenne di origine rumena, romagnola d’adozione, sta aprendo una nuova pagina della propria lunga carriera (cominciata in Romania con il mezzofondo in pista nella squadra nazionale del mito del mezzofondo Gabriela Szabo) scegliendo di dedicarsi alle corse in montagna e trail. “Per questa edizione 2026 abbiamo scelto di concentrarci

sulla distanza media di 13,5 km e corta di 5 km – spiega Samuele Guiducci, presidente dell’ASD Track&Field San Marino, società organizzatrice dell’Energika Titano Trail Run - creando le migliori
condizioni possibili sui percorsi di gara per rendere l’evento accessibile anche ai meno esperti”. La Titano Trail Run, infatti, è uno degli eventi che hanno concorso alla ricchezza di at-
Un tavolo strategico contro la sete e la plastica al Green Festival del 9 maggio
Per l’8° edizione del Green Festival San Marino il 9 maggio a Podere Lesignano, presenze istituzionali e relatori importanti come Acquedotto Pugliese (AQP S.p.a.) e Romagna Acque Società delle Fonti Srl. Tema principale è la lotta alla plastica dalle tavole attraverso campagne di informazione sulla sicurezza e la qualità dell’acqua del rubinetto. Tema già introdotto con la Campagna “Acqua Viva”, che ha interessato alunni della scuola primaria e le proprie famiglie. Ma si affronteranno temi importanti come la “sete” di acqua alla quale San Marino, anche per i crescenti effetti dei cambiamenti climatici, ogni estate rischia di andare incontro.
Un tema, quello della crisi idrica, caro al Green Festival San Marino che già nel 2020 realizzò una conferen-
za dal titolo “Gestione delle risorse idriche alla luce dei cambiamenti climatici” in cui si poterono registrare le testuali parole dell’ex Presidente di Romagna Acque Tonino Bernabè: “In caso di crisi idrica grave la priorità sarà servire i nostri soci, quindi gli altri clienti come la Repubblica di San Marino”.
Un monito chiaro come il sole.
Dal suo esordio il Green Festival si propone come un network che mette insieme e fa dialogare i principali attori della transizione ecologica, come riconosciuto dallo stesso Segretario di Stato al Territorio Matteo Ciacci nella recente conferenza stampa di presentazione del festival.
E così il Festival sabato 9 maggio alle ore 10,30, dopo i saluti istituzionali, aprirà con il tavolo che porta lo
stesso titolo del festival: “Acqua Viva. Basta plastica a tavola. Acqua del rubinetto e in bottiglia a confronto”. Il tavolo così composto è moderato da Luca Martinelli giornalista professionista freelance, autore del libro “Imbottigliati” (Altreconomia, 2026).
- Vito Palumbo Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne dell’Acquedotto Pugliese (AQP S.p.a.);
- Stefania Sabba vice Presidente di Romagna Acque Società delle Fonti SRL;
- Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente (intervento video);
- Fabio Giulianelli dell’Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici (AASS);
- Bruno Maria Mazzara, ordinario di Psicologia dei consumi dell’Università di Roma;
- Lorenza Cossutta di Venice Tap Water.
tività del cartellone di Energika, vero e proprio festival delle attività outdoor della Repubblica di San Marino. Le classifiche assolute della Gara Nazionale FIDAL 13,5 km 850D+.
Uomini
1 - Marvin Perugini (Pol. Servigliano), 1:26’21”
2 - Stefano Benvenuti (Born to Run), 1:27’48”
3 - Jack Perugini (Pol. Servigliano), 1:29’04”
4 - Emanuel Dinatale Facundo (Olimpus San Marino), 1:29’51”
5 - Luca Censoni (Olimpus San Marino), 1:31’58”
6 - Roberto Pazzaglia (Olimpus San Marino), 1:33’46”
Donne
1 - Ana Nanu (Atl. Casone Noceto, 10ª assoluta), 1:46’00”
2 - Anna Lisa Vasciarelli (Rimini Marathon Unstoppable), 2:21’24”
3 - Silvia Scacchi (Miramare Runner), 2:21’24”
4 - Daniela Poletti (Avis Aido Urbino), 2:28’33”
5 - Angela Raganini (Run Card), 2:33’08”
6 - Susi Bollini (Run Card), 2:36’36”
Classifica Team
Corporate Run 5km 270D+ (team aziendali)
1) Energreen.sm
2) Move
3) Montegiardino Miele
Sabato 23 maggio torna “Il Giro del Monte” Grande attesa anche per la
Il Giro del Monte, podistica competitiva FIDAL, Corporate Run e camminata di 7 km attorno al Monte Titano, Patrimonio Unesco, con partenza e arrivo alla Porta San Francesco di San Marino, dà appuntamento a tutti per sabato 23 maggio 2026. Confermato lo Skytrail Giro del Monte, una Trail Run di 9 km, sempre attorno al Monte Titano, ma lungo i sentieri sterrati e le contrade del centro storico. Nato da una scommessa vinta 55 anni fa, sullo Stradone, oggi, grazie alla passione dello staff dell’Associazione Track&Field, è entrato nel cuore dei runner che si preparano a darsi appuntamento sullo Stradone per stare insieme, divertirsi e sfidarsi con il cronometro. Il tracciato, quello storico di 7 km attorno al Monte Titano, attraversa le strade dei centri storici, patrimonio
Unesco, di San Marino città e Borgo Maggiore, con in mezzo il verde della strada Sottomontana. Confermata la possibilità di iscriversi a squadre, con amici e colleghi, nella formula Corporate Run e partecipare alla speciale classifica per team amatoriali e l’organizzazione delle gare giovanili e Special Olympics sul tracciato di 300 mt, all’interno del centro storico, con partenza da Piazza San’Agata. Un Giro del Monte che, forte della sua tradizione, la passione dello staff e l’impiego delle nuove tecnologie vuole diventare sempre più l’evento per tutti gli appassionati di sport, ambiente e tradizioni. Disponibili i percorsi del Giro del Monte 7 km e del Giro del Monte Skytrail 9 km su Garmin Connect e Strava. Le iscrizioni online al Giro del Monte 2026, il program-
ma e il regolamento sono disponibili sul sito web: www.tfsanmarino.com/ iscrizioni
Corporate Run
In ogni evento Track&Field San Marino è prevista l’iscrizione di team aziendali o amatoriali che possono partecipare alla speciale classifica generale a squadre Corporate Run. Il team amatoriale deve essere composto da almeno 5 componenti, colleghi e/o amici, senza limiti sul numero massimo di iscritti per ogni squadra. La quota di iscrizione per la Corporate Run del Giro del Monte è di € 10 a concorrente. L’iscrizione del team alla Corporate Run del Giro del Monte 2026, con i dati di tutti i suoi componenti potrà essere fatta esclusivamente online, entro il 19 maggio 2026 sul sito web www. tfsanmarino.com/iscrizioni

di Alessandro Carli
Le attività manifatturiere confermano, ancora una volta, il loro ruolo fondamentale di “locomotiva” dell’economia di San Marino. Una leadership non solo data dai “numeri” che riguardano la capacità di “dare lavoro” (nelle 453 realtà che operano sul territorio, alla data del 31 dicembre 2025, erano occupate 7.189 persone) ma anche dal monte salari, ovvero dall’ammontare complessivo delle retribuzioni lorde percepite dai dipendenti.
Nei giorni scorsi l’Ufficio di Statistica della Repubblica di San Marino ha pubblicato i dati del 2025: numeri importanti per “capire” il “peso” di ogni singolo settore, sia pubblico che privato e, in scala più larga, lo stato di salute del Monte Titano.
Il sistema paese Il monte salari complessivo (la somma del settore pubblico e del settore privato) nel 2025 ha superato per la prima volta, e abbondantemente, il “tetto” dei 700 milioni di euro (721.981.084 euro), oltre 30 milioni in più rispetto al 2024, chiuso, lo ricordiamo, a 691 milioni. Nello specifico, il settore privato è arrivato 580 milioni (nel 2024 i milioni erano stati 548), quello pubblico invece, rispetto all’anno prima, ha registrato una lieve frenata: 141 milioni nel 2025, 143 milioni nel 2024).

I dati dell’Ufficio di Statistica della Repubblica di San Marino: il settore privato è arrivato manifatturiere (245 mln, +15 mln rispetto a 12 mesi prima), quello pubblico invece, rispetto
“Dobbiamo assolutamente ridurre il costo dell’energia in bolletta per famiglie e per le imprese, non siamo più competitivi. Siamo stati inascoltati. Io ho proposto un Energy Recovery Fund già dal marzo del 2022. Quando c’è stato lo scoppio della guerra era abbastanza evidente che la situazione si faceva critica. Dobbiamo introdurre tante altre misure come la deducibilità e detraibilità fiscale degli oneri di sistema soprattutto per le fasce medio-basse. Bisogna intervenire in modo più organico, ma sicuramente dobbiamo alleviare in tutti i modi la bolletta. Il fallimento di questo governo è complessivo, ma anche su questo settore”. Lo sostiene Giuseppe Conte,
Il settore privato Lo scorso anno, nelle 5.318 imprese presenti e operanti nella Repubblica (dati al 31 dicembre 2025), lavoravano
18.995 dipendenti (nel 2024 invece le aziende del Monte erano risultate 5.247 con un totale di 18.586 dipendenti). Osservando i dati dal 20218 al
2025 (vedi tabella), si può notare come, complessivamente, l’intero settore privato abbia dimostrato una certa “tenuta” nel periodo pandemi-
co, crescendo a buon ritmo: nel 2018 il monte salari è stato di poco meno di 420 milioni (per la precisione 419,7), nel 2019 era stato di 436 mln, sceso poi a 410 mln nel 2020 e poi tornato a crescere nel 2021 (443), nel 2022 (478 mln), nel
presidente del Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24.
“Scostamento bilancio: costretti a farlo” “Ma probabilmente saremo costretti a sforare, ma il problema è che noi siamo costretti a sforare perché l’anno scorso abbiamo dedicato alla spesa aggiuntiva militare 12 miliardi, un miliardo al mese. Lei pensi per le necessità della competitività delle imprese, per le famiglie che non arrivano a fine mese, che risorse preziose. Quindi il problema è che questo governo oggi si è completamente incartato e, dopo le spese folli militari che ha sottoscritto, dopo il taglio dell’istruzione e della sanità, ci troveremo

adesso a fare lo scostamento: quindi una politica economica fallimentare. Poi questo scostamento cosa significa? Ancora continuiamo a spendere per le armi? Ancora riteniamo che ci sia la minaccia di aggressione? No, oggi non si parla più di minaccia di aggressione”. Lo chiede Giuseppe Conte, presidente del Movimento 5 Stelle, a 24 Mattino su Radio 24.


- Anno XXII - n.22 - Venerdì 6 Giugno 2014
- n.17 - Venerdì 1 Maggio 2026
580 milioni (nel 2024 i milioni erano stati 548), trainato ancora una volta dalle attività
all’anno prima, ha registrato una lieve frenata: 141 nel 2025, 143 invece nel 2024
le 453 aziende hanno dato lavoro a 7.189 persone e hanno fatto registrare un monte salari di 245.943.349 euro, circa 15 milioni in più rispetto al 2024 (230.276.140 milioni). Un trend in continua crescita dal 2011 e che ha saputo superare anche gli anni del Covid: il “monte salari” della manifattura difatti è passato da 124 milioni del 2011 a 137 milioni del 2012, e poi ancora 142 milioni nel 2013, 148 milioni nel 2014, 151 milioni nel 2015, 153 milioni nel 2016, 161 milioni nel 2017, 181 milioni nel 2018, 189 milioni nel 2019, 184 milioni nel 2020 (nell’anno più difficile del Covid il sistema ha saputo comunque “resistere”), 202 milioni nel 2021, 2015 nel 2022, 223 milioni nel 2023 e, 230 milioni nel 2024 e, come detto, oltre 245 milioni lo scorso anno.
La manifattura La “locomotiva” del settore privato è ancora rappresentato – come detto in aperturadalle attività manifatturiere:
Gli altri settori privati Tra i settori che hanno fatto registrare una costante crescita del monte salari trovia-
ISTAT, ecco le retribuzioni contrattuali di fine 2025
Alla fine di dicembre 2025, per l’insieme dei settori economici, sono 48 i contratti collettivi nazionali in vigore per la parte economica e riguardano circa 7,6 milioni di lavoratori che corrispondono al 57,8% del totale dei dipendenti. Tale percentuale è la sintesi di una quota pari al 73,8% nel settore privato (100,0% nel settore agricolo, 47,2% nell’industria e 94,3% nei servizi privati) e a zero nella pubblica amministrazione in quanto tutti i contratti sono scaduti. Nel corso del quarto trimestre 2025 sono stati recepiti 9 contratti e nessun contratto è scaduto.
A fine dicembre 2025, i contratti in attesa di rinnovo sono 27 e coinvolgono circa 5,5 milioni di dipendenti, di cui 2,7 milioni nel settore privato (12 contratti) e 2,8 nella
pubblica amministrazione (15 contratti). Il tempo medio di attesa di rinnovo, per i lavoratori con contratto scaduto, è diminuito dai 19,7 mesi di gennaio 2025 ai 18,9 mesi di dicembre 2025. Nella media del 2025, l’indice delle retribuzioni orarie è cresciuto del 3,1% rispetto all’anno precedente. Nel settore privato la crescita, pari al 3,2%, è trainata dal settore agricolo (+5,0%), da quello industriale (+3,4%) e in misura minore dai servizi privati (+3,0%). Per la pubblica amministrazione l’incremento si ferma al +2,7%.
A dicembre 2025, l’indice mensile delle retribuzioni contrattuali orarie registra un aumento dello 0,2% rispetto a novembre 2025 e del 2,9% rispetto a dicembre 2024.
mo anche le costruzioni, passate dai 23 milioni del 2020 ai 24 dell’anno successivo e poi ancora a 24,8 milioni nel 2021, 26,6 milioni del 2023 e 27,4 milioni nel 2024 e infine 29,1 milioni nel 2025.
Stringendo invece il “campo di indagine” agli ultimi anni (2021, 2022, 2022, 2024 e 2025), “monte salari” in crescita per il “Commercio all’ingrosso e al Dettaglio; Riparazione di Autoveicoli e Motocicli” (da
67 milioni del 2021 a 88,5 milioni del 2025), per le “Attività professionali, scientifiche e tecniche” (24,5 milioni nel 2021; 35,7 milioni nel 2025), per le “Attività finanziarie e assicurative” (27,1 milioni nel
2021; 34,2 nel 2025), per le “Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (17,9 nel 2021; 23,6 nel 2025).
Il settore pubblico Dal 2018 al 2025 il monte salari del settore pubblico ha fatto registrare i seguenti importi: 122 milioni nel 2018, 124 milioni nel 2019, 119 milioni nel 2020, 123 milioni nel 2021, 125 milioni nel 2022, 129 milioni nel 2023 e 143 milioni nel 2024 e 141 milioni nel 2025. L’ISS nel 2024 aveva raggiunto i 48,2 milioni, lo scorso anno 47,9 milioni; la PA invece 68,1 nel 2023, 76,6 nel 2024 e 75,4 nel 2025.

Trittico di monete commemorative dedicate al “Cantico delle Creature”
Nel cristianesimo, il numero 3 simboleggia la perfezione, la pienezza divina e, soprattutto, la Santissima Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo): rappresenta l’equilibrio, l’unione e la natura trina di Dio, oltre a indicare la completezza in diversi contesti biblici, come la resurrezione il terzo giorno. Una strada “tracciata” che è stata percorsa anche dai tre Stati – la Repubblica di San Marino, il Vaticano e l’Italia -, uniti in un progetto numismatico nel nome di San Francesco.
L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, il Governatorato dello Stato della Città del Vaticano e Poste San Marino difatti hanno sottoscritto una convenzione che dà vita, per la prima volta, alla realizzazione di un trittico di monete commemorative dedicato al “Cantico delle Creature”,

nell’anno dell’Ottocentenario della morte di San Francesco d’Assisi (1226–2026). L’accordo, nell’ambito delle
rispettive attività istituzionali, prevede la coniazione, nel corso del 2026, di tre monete in rame dal valore nomi-
Il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio assunse il nome pontificale di “Francesco”
Francesco d’Assisi è stato un religioso, mistico e poeta italiano. Fondatore dell’Ordine francescano, fu proclamato santo da papa Gregorio IX nel 1228. Ispirato a condurre una vita cristiana di povertà, divenne un mendicante e un predicatore itinerante. È comunemente raffigurato con un saio marrone e una corda legata in vita, con tre nodi che simboleggiano i consigli evangelici di povertà, castità e obbedienza. Una delle figure più venerate della cristianità, Francesco fu dichiarato, assieme a santa Caterina da Siena, patrono d’Italia il 18 giugno 1939 da papa Pio XII: il 4 ottobre ne viene celebrata la memoria liturgica in tutta la Chiesa cattolica (festa in Italia; solennità per la Famiglia francescana). La festa della sua stigmatizzazione ricorre il 17 settembre.
Nel 1219, Francesco si recò in Egitto nel tentativo di convertire il sultano Al-Kamil e porre fine al conflitto della quinta crociata. Nel 1223, egli organizzò il primo presepe vivente come parte della celebrazione annuale del Natale a Greccio. Secondo la tradizione cristiana, sul monte della Verna, Francesco ricevette le stimmate durante l’apparizione di un serafino alato nel 1224. Francesco è associato al patronato degli animali e dell’ambiente. Divenne consuetudine per le chiese tenere cerimonie di benedizione degli animali in occasione della sua festa, il 4 ottobre, che divenne la Giornata mondiale degli animali.
Francesco era noto per la sua devozione all’Eucaristia. In suo onore, gli Spagnoli fondarono la Missione
San Francisco de Asís, da cui poi si sviluppò il sito che Washington Allon Bartlett rinominò e divenne la città di San Francisco. Profondamente ascetico, era conosciuto anche come “il poverello d’Assisi” per via della sua scelta di spogliarsi di ogni bene materiale e condurre una vita minimale, in totale armonia di spirito. Oltre all’opera spirituale, Francesco, grazie al “Cantico delle creature”, è riconosciuto come uno degli iniziatori della tradizione letteraria italiana. Le sue ossa sono conservate nella basilica papale di San Francesco d’Assisi. Il cardinale argentino Jorge Mario Bergoglio, eletto papa nel Conclave del 2013, assunse, primo caso nella storia della Chiesa, il nome pontificale Francesco per la sua preoccupazione per i poveri.

nale di 0,75 euro, concepite come un insieme unitario sia dal punto di vista artistico sia da quello simbolico. Le
tre emissioni saranno infatti distribuite congiuntamente in un cofanetto che riunisce le diverse interpretazioni del Cantico delle Creature (“Laudes Creaturarum”), tra i testi fondativi della letteratura italiana. Il progetto nasce dalla volontà condivisa di valorizzare un patrimonio spirituale e culturale comune, attraverso il linguaggio universale della moneta. La realizzazione e fornitura delle emissioni per lo Stato della Città del Vaticano e la Repubblica di San Marino sono affidate all’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, sulla base di specifici accordi di fornitura. Elemento distintivo dell’emissione è la scelta di un dritto comune alle tre monete, mentre i rovesci sviluppano tre diverse sezioni del Cantico, offrendo una narrazione articolata e
complementare del messaggio francescano. Il trittico rappresenta un unicum nel panorama numismatico internazionale: non solo per il valore commemorativo, ma per la collaborazione tra tre diverse realtà statuali che, attraverso un progetto condiviso, restituiscono attualità al messaggio universale di San Francesco, fondato su armonia, rispetto e fratellanza tra tutte le creature. Nello specifico, il conio a nome della Repubblica di San Marino (su un lato nella moneta è riportato il seguente passaggio: “Laudato si’, mi Signore, per frate focu, et per sora nostra matre terra, Laudato sì’, mi Signore, per frate vento et per sor’acqua”), esalta invece l’amore di san Francesco per la natura e il suo invito a rispettarla e a vivere in armonia.


L’importante scultore italiano ha “firmato” due opere a San Marino: “Ara ai difensori della Libertà” e una statua in marmo intarsiato, dedicata a San Pietro e ubicata all’interno della Basilica del Santo
Una all’aperto, una al chiuso, una incisa. Enrico Saroldi ha “firmato” due opere “visibili” a San Marino e una invece ha inspirato l’artista Sandra Deiana.
Ma andiamo con ordine. Nella piazza in cui si affaccia il Teatro Titano si trova l’opera “Ara ai difensori della Libertà” di Enrico Saroldi eretta nel 1939 per onorare i patrioti che si opposero all’invasione alberoniana del 1739-40. Venne inaugurata nella prima metà del secolo scorso (1939) nel secondo centenario dalla liberazione. Su un alto basamento marmoreo è posto, su tre lati, un complesso bronzeo che raffigura la statua del futuro Capitano Reggente con il braccio destro alzato in segno di vittoria, mentre con quello sinistro tiene il bastone del comando; dietro di lui sono raffigurati, in bassorilievo, tanti altri difensori; sul davanti è evidenziata la scritta dedicatoria. Sul retro sono incise le parole del poeta Carducci sulla cerimonia di giuramento al Papa: “…ridiciamo le parole semplici dei cittadini. Chiamati questi al giuramento, Alfonso Giangi, pur eletto del nuovo governo, distesa la mano, francamente guardando nel viso al cardinale, – Il primo giorno di questo ottobre – disse – io giurai fedeltà al legittimo principe della repubblica di San Marino; quel medesimo giuramento adesso confermo, e così giuro –. Chiamato quinto Giuseppe Onofri, uomo d’autorità e di grande animo, appressatosi al trono, proferì lento e preciso così: – Se il santo padre mi obbliga al giuramento con suo venerando assoluto comando, io son pronto a prestarlo; se poi lo rimette all’arbitrio della mia volontà, io confermo il giuramento altra volta prestato e giuro d’esser fedele alla mia diletta repubblica di San Marino –. A questo nome, a quella vista, tutti i cittadini ricordevoli e fedeli della dolce libertà proruppero in un solo e fortissimo urlo: Viva la repubblica di San Marino! Ed ecco anche Girolamo Gozi,

che, aperte le braccia verso il cardinale, gli grida – Io faccio a Vostra Eminenza la stessa preghiera che Gesù Cristo al padre nell’orto di Getsemani, Si possibile est, transeat a me calix iste; mentre, sin che vedrò su ‘l capo del mio gloriosissimo San Marino la corona che mi dimostra esser egli il mio principe, non ho cuore di fargli tale sfregio, ma dirò sempre: Viva San Marino, viva la sua repubblica, viva la
libertà! – Tutto ancora il popolo, con le mani levate, con gli occhi luccicanti, accalcandosi, fremendo, acclamava le ultime parole. Fino il diacono che serviva la messa, lasciato l’officio e voltatosi, rigridava: Viva San Marino e la sua repubblica! E un prete musicante, dall’orchestra: Bravi! Viva la libertà! Così consiglieri seguivano a consiglieri giurando pure la libertà tanto che il cardinale non potendo
più contenersi uscì in minacce e in parole che parvero ebbre. Ma quando si venne all’intonare l’inno ambrosiano, il popolo non patì che si volesse lodare Dio della frode, della violenza, della libertà rubata; e sì forte e fiero salì il fremito dell’indignazione, che al fine il porporato impallidì tra le spade sguainate intorno all’altare; e il capitano della nova milizia, un de’ ribelli premiati, fece armare i
moschetti al grido – Salvate la vita del principe –. Il principe, masnadier di ventura tardato, ordinò il saccheggio; e il saccheggio durò quattr’ore. Girolamo Gozi, quello stesso del giuramento, che ebbe vuotata la casa, scriveva: Figliuol mio, mi son ridotto un pover uomo, ma mi trovo quietissimo e dormo tutt’i miei sonni, come se avessi fatto un’eredità”. La chiesa di San Pietro è una
chiesetta di San Marino che si trova presso la Basilica di San Marino è stata costruita nel ‘600, conserva un pregevole altare in marmo intarsiato donato dal musicista romano Antonio Tedeschi nel 1689 che è sormontato da una statua dedicata a San Pietro opera di Enrico Saroldi. Nella cripta di questa chiesetta sono visibili due nicchie che secondo la tradizione erano i letti di San Marino e San Leo. Nel 1849 si rifugiarono nella chiesa Garibaldi e Anita mentre fuggivano dopo la caduta della Repubblica Romana. All’interno si trova un monumento dedicato a Papa Giovanni XXIII eretto dal governo dalla repubblica. Infine, come detto, la grande ispirazione. Poste San Marino nel 2023 ha proposto una moneta in oro da 20 euro in oro Fior di conio brillante (BU) 999‰ dedicata alle “Relazioni San Marino-Italia” del peso di un quarto di oncia (7,776 g); caratteristiche che rappresentano una novità rispetto ai requisiti delle monete d’oro realizzate in passato. Le nuove monete sono state emesse con purezza pari a 999 millesimi ed un peso espresso in unità di misura riconosciuta in tutto il mondo. Il rovescio della moneta è stato realizzato dall’artista Sandra Deiana traendo ispirazione dalle classicheggianti ed eleganti iconografie dell’Italia e di San Marino sotto sembianze femminili che lo scultore Enrico Saroldi modellò a inizio anni ’30 del ‘900 per le nuove monete da 5 lire in argento e per la medaglia dedicata all’inaugurazione della ferrovia RiminiSan Marino.
Enrico Saroldi Enrico Saroldi (Carmagnola, 19 marzo 1878 – Milano, 23 giugno 1954) è stato uno scultore, incisore e medaglista italiano. Fu allievo di E. Butti all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano e fu autore di numerosi monumenti sepolcrali, bassorilievi, busti, ritratti e medaglie. Ha disegnato inoltre alcune monete. Alessandro Carli
Il tedesco Von Platen, agli inizi dell’Ottocento, scrisse due epigrammi
Oltre “Romagna” di Pascoli: il Cardinal Adriano, Tommaseo e Guidi
Il componimento più celebre dedicato al Monte Titano è racchiuso nella poesia “Romagna” di Giovanni Pascoli (“Sempre un villaggio, sempre una campagna / mi ride al cuore (o piange), Severino: / il paese ove, andando, ci accompagna / l’azzurra vision di San Marino”).
La letteratura però ci spiega che non è l’unico e che, allo stesso tempo, il Monte ha avuto, al suo interno, una manciata di ottime penne: da Francesco “Checco” Guidi (che 40 anni fa, nel 1986, ha pubblicato un primo volume di poesie dialettali intitolato “Umag ma la mi Tèra” e che nel volume “Radghi” del 2021 scrive “Che un, ormai, e pasa da quajoun / s’ un acéta la “globalizazioun” / e
Cbsàgna zcàra u ròss e po’ el cinois, e anche San Maroin u s’è arois”) a Gianfranco Tamagnini, passando per l’altra metà del cielo, Milena Ercolani, che nel corso degli anni ha partecipato a numerosi concorsi conseguendo importanti riconoscimenti. Come detto però, nei secoli la Rupe è stata omaggiata da straordinari versi. Già nel Cinquecento ritroviamo un accenno alle cime del Titano: sono in “Iter Iulii” del Cardinal Adriano, l’accompagnatore di Papa Giulio II. “Scandimus excelsas nimbosa cacumina pennas, Dive Marine tuas” (“Quindi saliamo le tue ardite penne, divo Marino, nuvolose cime”). Ben più incisive sono i versi contenuti in uno degli “Epigrammata
feretrana” dell’umanista del Cinquecento Gioanni degli Ercolani: “Queste tre penne di San Marino simboleggiano tre secoli di libertà”. Appartiene al Settecento invece una summa di testi di autori sammarinesi, “Raccolta di composizioni poetiche in occasione del Triduo che si solennizza dalla Repubblica di San Marino in rendimento di grazie a Dio e al suo fondatore per la libertà rassicuratele dalla santa memoria di Clemente XII”. Decisamente curiosa una satira pubblicata a Parigi nell’anno della Rivoluzione, 1789, e intitolata “Epitres aux Francois, aux Anglois, et aut républicains de Saint-Marin” e curata da un nobile russo, Beloselski. In questo volume
il Titano è visto come “luogo di rifugio e di quiete, lontano dagli intrighi che si consumano là dove albergano ricchezza e potere”. Molti, moltissimi furono comunque i poeti non sammarinesi che rimasero incantati dal Titano: oltre al Pascoli e al Carducci, anche Tommaseo, Marradi, Panzacchi, Mazzoni e il tedesco Von Platen. Quest’ultimo salì sulla Rupe agli inizi dell’Ottocento in occasione dell’elezione dei Capitani Reggenti. Le suggestioni lo portarono a scrivere due epigrammi.
Il primo lo proponiamo in tedesco (la poesia è anche e soprattutto musicalità): “Freilich, es war nur ein landisches Paar, nicht Cajus und Caesar; / doch sie vesprachen

den Volk wieder ein frienliches Jahr” (“Certo due campagnoli essi eran, non Caio o Cesare, ma promettevan al popolo un anno ancora di pace”).
Se questo componimento potrebbe far rizzar oggi i capelli, non va dimenticato come poteva apparire agli occhi di un poeta tedesco la San Marino di 200 anni fa. Decisamente più delicato il secondo epigramma, che si sofferma sul meraviglioso paesaggio che si può ammirare dal Monte: “Da questo nido d’aquila / è concesso spingere lo sguardo / al di là del mare / fino alle coste dell’Illiria e / in altra direzione, verso là / dove discende il Marecchia / fino ai monti degli Appennini”.
I telai e i diversi oggetti che le “azdore” utilizzavano per realizzare preziosi manufatti: un’arte che veniva tramandata di generazione in generazione
“Come mostra Democrito, gli animali sono stati i nostri maestri nei settori più importanti dell’esistenza. Dal ragno abbiamo appreso l’arte della tessitura e del rammendo” scrive Plutarco nel libro “Sull’intelligenza degli animali”. Un’arte che è ben rappresentata al primo piano della Casa di Fabrica, sede del Museo della civiltà contadina, dove sono custoditi alcuni modelli funzionanti di telai e diversi oggetti che le “azdore” utilizzavano per realizzare preziosi manufatti: il filatoio ad alette per preparare i fili di lana, l’arcolaio (strumento di legno per srotolare il manicotto), i pettini, i fusi, il naspo (uno strumento di legno per realizzare matasse), la rocca, gli stringoni (i pettini per canapa), i licci. Il grande telaio che impreziosisce la stanza è ancora funzionante: fatto in legno di quercia, ha oltre 130 anni. Impossibile capire il funzionamento: l’intreccio di fili fa perdere la vista. Le tessitrici si sedevano, passavano alcu-

ni fili attraverso una spola, e mettevano in moto il telaio. La spola passava attraverso l’arazzo intricato di fili bianchi, e trovava l’uscita. L’ordito è l’insieme di fili che insieme a quelli della trama concorrono nel formare un tessuto mentre le canadine servivano invece per i ricami. Un piccolo telaio, sempre in legno, si staglia nella stanza: veniva utilizzato per tessere
alcune stoffe che venivano impiegate per fasciare i più piccoli. Ricordiamo – e gli oggetti esposti all’interno della Casa di Fabrica ne sono una testimonianza visiva tangibile - che le contadine tessitrici rappresentano una figura fondamentale nella storia delle comunità rurali, spesso poco raccontata ma ricca di significato sociale,
economico e culturale. Il lavoro della tessitura era strettamente intrecciato con la vita agricola: le donne, oltre a occuparsi dei campi e della gestione domestica, dedicavano lunghe ore alla produzione di tessuti, contribuendo in modo decisivo all’autosufficienza familiare e talvolta anche al piccolo commercio locale. La tessitura era un sapere
tramandato di generazione in generazione. Le giovani imparavano osservando madri e nonne, assimilando tecniche, motivi decorativi e significati simbolici. Non si trattava solo di un’attività pratica, ma anche di un linguaggio culturale: ogni tessuto raccontava una storia, esprimeva l’identità di una comunità, segnava momenti importanti della vita come matrimoni, nascite o festività.
Le “azdore” tessitrici lavoravano principalmente con materiali naturali come lana, lino e canapa, spesso prodotti direttamente nei campi o allevati in famiglia. Il processo era lungo e laborioso: dalla raccolta e preparazione delle fibre fino alla filatura e alla tessitura al telaio. Questo ritmo lento e preciso richiedeva abilità, pazienza e una profonda conoscenza dei materiali. Nonostante l’importanza del loro contributo, queste donne sono state a lungo invisibili nella narrazione storica ufficiale. Il loro lavoro,
Marradi invece si ferma su un fatto storico, la celebre ritirata di Giuseppe Garibaldi. In “Rapsodia garibaldina” si può leggere: “Come accerchiata belva il Capitano / sta fra il Bosco d’acciar che lo circonda / a te guardando, o arduo Titano / e per quell Bosco minaccioso / a fonda note serpando attinge / cauto a volo la tua libera vetta / a sol gioconda”. Del Novecento invece tendiamo la mano ad Aldo Spallicci, poeta in lingua. In “Cudal”, una bella raccolta di versi, scrive: “Al banadess ‘na zenta / ch’ la lavora cuntenta / parché la cnoss la stré / dla giosta libarté”. Senza traduzione. Non sempre è necessaria… Alessandro Carli
mail to: consorzioterradisanmarino@ omniway.sm

considerato “domestico”, veniva raramente riconosciuto come produzione economica vera e propria. Eppure, senza di loro, molte comunità non avrebbero potuto sostenersi né conservare le proprie tradizioni. Oggi il recupero delle arti tessili tradizionali sta riportando attenzione su queste figure: in un’epoca dominata dalla produzione industriale e dalla velocità, il lavoro delle contadine tessitrici rappresenta un modello alternativo, basato sulla sostenibilità, sulla qualità e sul legame con il territorio e ci ricordando che dietro ogni filo intrecciato c’è una storia di lavoro, creatività e dignità.
Il mese mariano è stato “raccontato” anche da De André e da Guccini
Il “Cantar Maggio” è sinonimo di festa popolare e affonda le radici nelle tradizioni.
Anche poetiche, anche musicali. “Maggio, che porti le
speranze e i fiori / per fare ghirlandette alla Regina; / che porti le farfalle luminose, / che porti il pane, frutto di stagione, / mattini rugiadosi,
notti chiare / perché nel cielo migrino le stelle; / Maggio, che sai le fole di mill’anni, / dimmi, conosci dove alberghi pace?” si domanda Enri-

co Pea nella raccolta “Fole”. E le risposte, nella letteratura e nel cantautorato, non sono mancate.
Prendi Haruki Murakami:

“Un vento di maggio gonfio come un frutto, che aveva in sé la ruvidità della buccia, la morbidezza della polpa e innumerevoli semi”. Cos’è se non una metafora evocativa che descrive un vento primaverile maturo, denso di profumi e sensazioni, capace di trasmettere sia una ruvida freschezza che una morbida dolcezza, simile alla maturazione di un frutto nel mese mariano?
Leggiamo il “Sonetto 18” di William Shakespeare: “Dovrei paragonarti a un giorno d’estate? /Tu sei più amabile e più tranquillo. / Impetuosi venti scuotono le tenere gemme di maggio / e il corso dell’estate ha fin troppo presto una fine”. Prendiamo la musica. Due nomi su tutti, Fabrizio De André e Francesco Guccini (foto: Fixing). Il primo “racconta” di maggio in due canzoni, “La guerra di Piero” (“Ninetta mia, crepare di maggio / ci vuole tanto, troppo coraggio. / Ninetta bella, dritto all’inferno / avrei preferito andarci in inverno”) e ne “La canzone del maggio” (“Anche se il nostro maggio / ha fatto a meno del vostro coraggio, / se la paura di guardare / vi ha fatto chinare il mento. / Se il fuoco ha risparmiato / le vostre Millecento / anche se voi vi credete assolti / siete lo stesso coinvolti”).
È poi la voce unica di Francesco Guccini de “La canzone dei dodici mesi” a dire che “ben venga Maggio e il gonfalone amico, ben venga pri-
mavera / Il nuovo amore getti via l’antico nell’ombra della sera, nell’ombra della sera / Ben venga Maggio, ben venga la rosa che è dei poeti il fiore / Mentre la canto con la mia chitarra brindo a Cenne e a Folgore, brindo a Cenne e a Folgore”.
Non possiamo poi dimentica il poeta Giorgio Caproni: “Al bel tempo di maggio le serate / si fanno lunghe; e all’odore del fieno / che la strada, dal fondo, scalda in pieno / lume di luna, le allegre cantate / dall’osterie lontane, e le risate / dei giovani in amore, ad un sereno / spazio aprono porte e petto. Ameno / mese di maggio!”.
Paolo Volponi invece racconta di un mese “femmina”: “Nelle notti prime di maggio / verginità dell’universo / io sento il lembo caldo / della tua apertura, / l’ansia schietta / del tuo largo fiato. / E dilato il mio corpo sui boschi, / e mi tendo”.
Ma è ancora William Shakespeare, il “Bardo”, a donare a posteri meravigliose parole dedicate a questo mese: “E così andò di anno in anno e di giorno in giorno, finché accadde un giorno, una mattina di maggio…”
E come dimenticare Virgilio? “Ora ogni campo è rivestito d’erba, e ogni albero di foglie. Ora i boschi mostrano i loro fiori, e l’anno assume il suo aspetto più bello”. Secondo voi, con questi versi (tradotti dal latino), quale mese vuole raccontare?
Alessandro Carli
1 Il libro degli abbracci (Eduardo Galeano) SUR € 18
2 I giorni di Vetro (Nicoletta Verna) Einaudi € 20
3 Patria (Fernando Aramburu) Guanda € 16
4 In Patagonia (Bruce Chatwin) Adelphi € 14,50
5 La leggenda dei monti naviganti (Paolo Rumiz) Feltrinelli € 19
