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COMICANNUARIO 2010. Cronache di 365 giorni da dimenticare TRADUZIONE di Alessandra Olivieri Sangiacomo Copyright © Sagoma srl, 2007 Original Publisher St. Martin’s Press, 175 Fifth Avenue, New York, NY 10010 USA Tutti i diritti riservati IMMAGINI: Illustrazione in copertina di Leonardo Rodriguez Foto in sovracoperta © Getty Images Tutti i diritti riservati Copyright © Sagoma, 2010

Largo Pontida, 18 20059 Vimercate (MB) Tel. +39 039 5967800 Fax +39 039 5967808 info@sagoma.com I edizione: ottobre 2010 ISBN 978-88-6506-009-4

AN

AUTORI VARI


MIC RIO CO UA 10 NN 20


GE NN AI O

FE BB RA IO

Highlights 2010

1

6

EUROPA La Spagna assume la Presidenza di turno dell’Unione Europea.

4

EMIRATI ARABI UNITI A Dubai viene inaugurato il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo: 828 metri.

8

USA La Costa Orientale è bloccata dalla peggiore tempesta degli ultimi 90 anni (90 cm di neve accumulati).

12

CANADA Iniziano a Vancouver i XXI Giochi Olimpici Invernali.

CONGO Il bus della nazionale di calcio del Togo è assalito dai terroristi: 4 morti.

12

HAITI Alle ore 16.53 locali un terremoto di magnitudo 7 Mw causa oltre 200.000 vittime.

25

LIBANO Un aereo partito dall’Etiopia, con 90 persone a bordo, precipita in mare. Nessun sopravvissuto.

15

LIBIA Gheddafi chiude le frontiere per i residenti dei paesi aderenti agli Accordi di Schengen.

23

ITALIA Milioni di litri di idrocarburi vengono sversati nel Lambro. Il disastro ambientale arriva fino al Po.

27

CILE Un terremoto di magnitudo 8,8 Mw colpisce il Cile e tutto il Pacifico meridionale.


8

NIGERIA Il kolossal 3D Avatar vince 3 statuette nella notte degli Oscar. Premiati anche Sandra Bullock e Jeff Bridges come attori protagonisti.

AP RI LE

MA RZ O

Highlights 2010

10

POLONIA In un incidente aereo muoiono 94 persone, tra i quali il presidente della Polonia Lech Kaczyński.

14

CINA Un sisma di 6,9 gradi sulla scala Richter causa quasi 3000 vittime nella regione del Qinghai.

15

ISLANDA Il vulcano Eyjafjallajokull causa disagi ai voli e lo spazio aereo di gran parte dell’Europa viene chiuso.

16

UGANDA Le tombe di Kasubi,

20

piattaforma petrolifera Deepwater Horizon si inabissa e causa il disastro ambientale più grave della storia USA.

Patrimonio dell’Umanità, sono distrutte da un incendio.

26

MAR GIALLO Una nave militare sudcoreana affonda. La causa sarebbe un siluro della Corea del Nord, che rigetta le accuse.

27

GOLFO DEL MESSICO La

ITALIA Si svolgono le elezioni regionali, che coinvolgono 13 Regioni a statuto ordinario.

29

RUSSIA 2 attacchi terroristici, opera dei ceceni, causano 40 morti e oltre 100 feriti nella metropolitana.

23

SLOVENIA Lubiana è nominata dall’UNESCO Capitale mondiale del libro per il 2010/11.


9

GRECIA La commissione Ecofin crea

GI UG NO

MA GG IO

Highlights 2010

2

un fondo di 500 miliardi di euro per evitare che la crisi economica della Grecia si estenda ad altri paesi.

GIAPPONE Si dimette il primo ministro Yukio Hatoyama, in seguito al crollo di popolarità e alle pressioni esercitate dal suo stesso partito.

12

LIBIA Un aereo della Afriqiyah Airways precipita poco prima dell’atterraggio all’aeroporto di Tripoli. Un solo sopravvissuto.

9

KIRGHIZISTAN Si verifica un conflitto tra l’etnia dei chirghisi e quella degli usbechi. Il numero delle vittime è sconosciuto.

14

THAILANDIA Dopo 2 mesi di

12

SLOVACCHIA Il partito Direzione

proteste, e decine di morti e feriti, a Bangkok si concludono le proteste di piazza contro il governo thailandese.

- Socialdemocrazia vince le elezioni parlamentari ma senza conquistare la maggioranza assoluta.

16

FRANCIA Un’alluvione nel sud-est del Paese provoca oltre 25 morti.

26

21

USA Dagli USA arriva la notizia che un gruppo di scienziati guidati da Craig Venter ha creato la prima forma di vita sintetica.

31

ISRAELE Navi pro-palestinesi, cariche di aiuti umanitari e altre merci, tentano di violare il blocco di Gaza. 9 attivisti perdono la vita.

CANADA A Toronto si svolge il G20.


1

BELGIO Il Belgio assume la

AG OS TO

LU GL IO

Highlights 2010

1

Presidenza di turno dell’Unione europea.

11

SUDAFRICA La Spagna vince i Mondiali di calcio 2010 battendo in finale l’Olanda per 1-0.

PAKISTAN Il maltempo innesca inondazioni nella regione di Peshawar e provoca 1600 vittime e migliaia di dispersi.

17

ITALIA Si spegne Francesco Cossiga, politico democristiano di primo piano e presidente emerito della Repubblica Italiana.

20

IRAQ Si completa il ritiro dei soldati USA che pone fine a 7 anni di guerra. 50.000 militari americani restano nel Paese per addestrare gli iracheni.

22

PAESI BASSI La Corte Internazionale dell’Aia dichiara la legittima indipendenza del Kosovo dalla Serbia.

22

GERMANIA A Duisburg, durante la LoveParade, muoiono 21 persone per via della calca venutasi a creare in un tunnel.

30

RUSSIA Inizia una serie di vasti incendi che nelle settimane successive provoca 52 vittime e Mosca viene invasa da una nube di fumo.

24

SOMALIA A Mogadiscio un raid di terroristi islamici in un hotel provoca 32 morti, tra cui anche alcuni parlamentari.

26

ITALIA Ad Avetrana scompare la quindicenne Sarah Scazzi. Il caso appassiona il Paese e il 6 ottobre viene ritrovato il cadavere. I responsabili sono lo zio Michele e la cugina Sabrina.


5

SPAGNA L’associazione terrorista

OT TO BR E

SE TT EM BR E

Highlights 2010

14

ETA annuncia, attraverso un video diffuso dalla BBC, il cessate il fuoco.

12

CILE 33 minatori, rimasti intrappolati per mesi a 700 metri di profondità, vengono portati in salvo.

ITALIA Con il film Somewhere, Sofia Coppola trionfa al Festival del Cinema di Venezia.

19

SPAGNA Vincenzo Nibali vince la

25

SVEZIA Lo scrittore peruviano, naturalizzato spagnolo, Mario Vargas Llosa vince il Nobel per la Letteratura.

26

ITALIA Le indagini su Gianfranco Fini, al centro di un’estate di polemiche per via di un appartamento a Montecarlo, vengono archiviate.

26

INDONESIA Un terremoto di

Vuelta 2010.

28

MESSICO Un’ondata di forte maltempo si abbatte su Oaxaca, uno dei 31 stati che compongono il Messico; le piogge torrenziali provocano una frana che uccide 7 persone.

29

SISTEMA SOLARE Viene scoperto Gliese 581 g, un pianeta extrasolare con caratteristiche molto simili alla Terra e che quindi potrebbe ospitare forme di vita.

7,7 gradi Richter colpisce le Isole Mentawai innescando uno tsunami (451 morti), e l’eruzione del vulcano Merapi che provoca 250 vittime.

26

ITALIA Scoppia lo scandalo Bunga Bunga, che coinvolge la minorenne Ruby e il presidente del Consiglio Berlusconi.


6

ITALIA Nella zona degli scavi archeologici di Pompei, Patrimonio Mondiale dell’Umanità, crolla la scuola dei gladiatori, a causa di gravi cedimenti strutturali.

13

BIRMANIA Dopo 15 anni di detenzione - 7 passati agli arresti domiciliari - viene liberata la dissidente birmana e Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi.

15

SISTEMA SOLARE Viene scoperto il buco nero più giovane dell’universo. Si trova a una distanza di circa 50 milioni di anni luce e ha solo 30 anni di età.

DI CE MB RE

NO VE MB RE

Highlights 2010


I Comici 2010 Alessandro Betti: è prima di tutto attore dotato e autore di grande sensibilità. Il suo talento comico vagamente trasognante è impreziosito da una mimica corporea e facciale dinamicamente immote. Dal lungo pedigree teatrale e televisivo, è artista poliedrico, pluripremiato, automunito. Settimana 1

Settimana 20

Fabrizio Casalino: nella percezione della gente è un comico di Zelig. In quella di Zelig è di Colorado, in quella di Colorado è l’ultimo dei Templari. Lui confessa trascorsi con la Gialappa ed è convinto che i cerchi nel grano siano in realtà dei centrini fatti da enormi vecchiette aliene. Settimana 2

Settimana 21

Paolo Casiraghi: è attore, comico e cabarettista. Bergamasco, sguardo di ghiaccio, tavola da surf sempre in attesa della Grande Onda, ha dato prova di sé in tv, a teatro e… in canonica, dove la sua Suor Nausicaa continua a fare il bello e il cattivo tempo. Settimana 3

Settimana 22

Settimana 30

Daniele Ceva: Opta suntore mporese quiam, aut que nosanit, que lates ma quiatur acersperit rem int eaqui raeperf erspici sit et quides exero doluptatur abore ratis dic tota vellore secese as ea cone sam, utescidel min consecullut adit ex estruOdit volupta sinctota sit officaborepe. Settimana 4

Settimana 23

Omar Fantini: da buon bergamasco, è affidabile come un black&decker nell’indurre la risata nei parterre più stolidi. Monologhista eclettico e sensibile, talora fatica a liberarsi dalle sue pregnanti caratterizzazioni e oggi, sceso dal palco, rimane metà Nonno Anselmo e metà Marilyn Manson… Settimana 5


I Comici 2010 Cesare Gallarini: noto come “il Galla”, spazia dal teatro di memoria al cabaret demenziale, dalle favole per bimbi alla manualistica per aspiranti attori, dal cinema comico alla televisione, dal dolce al salato, dal lusco al lambrusco. E’ intimo amico del Piccolo Principe. Settimana 2

Settimana 21

Settimana 30

Katia e Valeria: ovvero: la Goldie Hawn e la Tina Fey della Martesana sono un distillato di comicità in piccole confezioni. Eclettiche interpreti sia del registro comico che drammatico, il quotidiano diventa nelle loro mani creta miracolosa generatrice di risate spontanee, a pieni polmoni. Settimana 1

I Maceta: sono Luca e Siro Mantovani, fratelli, autori comici con l’hobby dell’insegnamento alle superiori. Ogni mattina sfornano una “Macéta News”. Dal punto di vista letterario fumano più di Camilleri, sono più belli di Baricco, ma meno arrapati di Moccia. Settimana 3

Laura Magni: veronese, è un perfetto mix di grazia e verve esplosiva. Autrice comica brillante, fine interprete e mimo espressivo, porta da anni con orgoglio il vessillo della comicità femminile in un ambiente da sempre testosteronico. Quando la tenacia premia. Il pubblico in primis. Settimana 4

Settimana 23

Andrea Midena: milanese, è cabarettista (Zelig Off, Colorado), autore brillante, musicista e compositore. Noto per il suo mitico personaggio Ernesto Fumagalli, frutto della sua malsana passione per le balere anni ’60. Icona della comicità verbale e virtuoso della battuta al vetriolo. Settimana 5


I Comici 2010 Alberto Patrucco: fa satira, quella vera e dissacrante. Pessimista di natura, “misantropo” per vocazione, i suoi strali arrivano sempre a bersaglio per la strada principale, supportati da una voce profonda, da una gestualità chirurgica e da una studiata mimica facciale. Per ridere sul serio. Settimana 1

Settimana 20

Max Pisu: sa fare tutto: il cabarettista, l’attore brillante e drammatico, il conduttore, e come se non bastasse è anche una gran brava persona. Un’aspirazione alla perfezione clamorosamente vanificata dalla totale inabilità a fare una sola, singola, fondamentale cosa: il tifoso. Sta veramente troppo gobbo. Settimana 2

Settimana 21

Enzo Polidoro: 33 anni, attore, ballerino, cantante, mimo, mago, mangiafuoco e focaccine.” Così da almeno dieci anni si autopresenta sui palcoscenici il mimo più logorroico d’Italia. Artista completo e millantatore patentato, in questa sede si conferma il suo amore per i farinacei. Settimana 3

Settimana 22

Settimana 30

Viviana Porro: attrice e autrice comica, imitatrice e cantante. Ha scritto e interpretato tutti i suoi personaggi. Nonostante gli abbiano appena rubato gli abiti di scena in auto e ci saranno in giro dei cloni della Signora Pugliese e della Signora Ferrero, diffidate delle imitazioni se non sono “originali” Porro. Settimana 4

Settimana 23

Andrea Santonastaso: è attore “poliedrico” (sua la definizione). Le sue plurime esperienze in tv, cinema e radio a poco gli son servite, tuttavia, per conquistare il Lavoro Della Vita, ovvero illustrare il presente tomo, plasmando con la sua raffinata maestrìa di illustratore colleghi, amici e… nemici. Settimana 5


I Comici 2010 Nando Timoteo: è cabarettista foggiano dallo sguardo, dalla voce e dai lazzi inconfondibili. Monologhista dai testi sapidi e dall’approccio “interdetto”, porta avanti un umorismo tradizionale che non fa rima con banale. Il suo ricco palmarès (tra cui il premio Troisi 2004) oggi è sommerso dai pannolini… Settimana 4

Settimana 23

Steve Vogogna: col suo fare sornione e delicato, è un virtuoso del nonsense. Con la delicatezza di un bambino è capace di avviluppare lo spettatore e il lettore nella calda bambagia della sua comicità soffice e naturale. Noto anche come il George Clooney dei Turbolenti. Settimana 5


... e le Altre Sagome

AN

Carlo Amatetti: alias Sagoma Uno, è l’Editore. Figura irrequieta, ondivaga. Di umore instabile, alterna momenti di generosità a momenti di astiosa cupezza. Penna tanto eclettica quanto pigra, si fa forte del proprio ruolo di vertice per farsi beffe delle consegne. Ama: la comicità. Teme: la bancarotta. Settimana 1

Settimana 20

Davide Cerruto: alias Sagoma Tre. Nessuno ha avuto il coraggio di dirgli che non è nero. Sneakers ai piedi e catenone d’oro al collo, usa la penna come un caldo subwoofer. Dopo una dura infanzia in un ghetto sardo, ha rinunciato all’alcol per abbracciare il succo di pompelmo e la fede in sé stesso. Settimana 2

Settimana 21

Antonio Galuzzi: nasce, cresce e vive a Mantova dal 1966, evidente segno di un’irrefrenabile curiosità per il resto del mondo. Giornalista, musicista pop progressivo, è autore, tra gli altri, di Braida, Oreglio, Sgrilli, i Papu, Gigi Rock, Minutoli.  Settimana 4

Settimana 23

Enrico Piazza: alias Sagoma Sette. Cuore di umorista in corpo (immane) di deejay, stana le trovate satiriche come un segugio, seguendo il ritmo dell’attualità anche quando spegne il computer e sale in pedana alla console. Scattante, imprendibile in un corpo apparentemente immoto. Settimana 3

Settimana 22

Settimana 30


MIC RIO CO UA 10 NN 20


Settimana 1 5

Una Sagoma ha diretto Gene Non ho mai assisitito in prima persona

B co erlu nv sc a on i la lesce i, a nc nte nco i d , ra i a si r ge ifi nz uta 1 Ge ia. d nn a G il Is tim li è egg io e erv r ore im re izi de asto se i la il g s uc oste reti nc cid n a i… ere gon me r Bil o c ica l C he ni lin Bi to n 2 G un n. A Lade enn a s ve n ai tag va vo o ist ass leva a c old an at nib o ale .

ai primi vagiti di una casa editrice, ma c’ero per quelli di Sagoma e sarà difficile che me li scordi. Tutto è nato da una telefonata di Sagoma Uno, l’Editore. 20 ottobre 2009, 
ore 11.26 -
garage di casa mia mentre pulisco l’auto.
Squilla il cellulare: “Pubblichiamo l’autobiografia di Gene Wilder. Ti va di andare a New York a intervistarlo?” 15 dicembre 2009,
ore 19.03 -
ristorante Siena, Stamford, Connecticut. 
“And so you are an actor, dear Omar!”

 In queste dieci righe ci sarebbe già tutta la mia avventura di questo fine 2009. Ma si sa: il piacere della prosa porta tutti, poeti esclusi, a lasciarsi andare nel racconto. 



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Settimana 1

Pi div ersil en vio ter B à p erlu nip apà scon ote . Si i a c lvio 3 G hia au en Se ma tori nai il n rlo zze o ipo “n rà i t as e d on l so i B y” Pie mig erl . u l r no Pi ier sco nn er à a ni se o s silv l p as i c io; ap 4 G so hia se à s en mi m a i gli er ss chi naio e à o a se rà a Pie mig mer mp llo r S lie à lic zio ilvi rà a em s os l en i ch ilvi te ia o; Pie me r F rà ed e.

22 novembre 1983 - Alzano Lombardo, provincia di Bergamo, Italia.
Padre e figlio si siedono sul divano per vedere un film assieme. Il figlio sono io, il padre è il mio. Il film? Il Più Grande Amatore del Mondo. Il protagonista è un curiosissimo uomo coi capelli biondi e ricci. Ha grandi occhi azzurri e dopo qualche anno avrei scoperto che si chiama Gene Wilder e che è un genio della commedia. Per quella sera però per me è solo il protagonista di Un Bel Film da Vedere con Papà. In una scena del film questo Grande Amatore seduce una donna semplicemente spalancando i suoi grandi occhi azzurri. La sua espressione è un mix micidiale di furbizia, stupore e consapevolezza del proprio fascino. Decido che il giorno successivo avrei fatto come lui e avrei sedotto la ragazza più carina della scuola. Si chiama Laura Licini, biondi capelli raccolti in una lunga coda, occhi chiari, pallavolista e ovviamente irraggiungibile. Ma non mi perdo d’animo: la mattina seguente, all’intervallo, corro al piano superiore, dove so che l’avrei trovata con le sue amiche, e mi metto dalla parte opposta del corridoio. Mi appoggio al muro e inizio a guardarla con insistenza. Ogni volta che lei guarda verso di me e i nostri sguardi si incrociano io spalanco gli occhi come Il Più Grande Amatore. Vado avanti per otto giorni consecutivi, a tutti gli intervalli e a tutte le sue partite di pallavolo. Al


Settimana 1

Ne lV en ez ue è s la so a n tag tic ta ci lia ap to alis to ita inv ta co list en n l a; ta 5 G a f l’h to e alc am il f nna e e bu ast io sp rge foo alm r v d Pa Sic nde ato ien l’a com v è c e tta e d ma on i cco , se ell rte l era nza ’Inte llo . all Eto r. a f ’o, 6 co rutt pe Gen In mp a, r M na co nfe rat Mo ou io o u ra rin ca re mp nz n m tti g ho Be ion a st ac li h las at e am ed a ce rice ssa p on rà A d a, e. in lo s del i nu la ch po izz oto 7 im rt i h s Ge ica ago a a inc nn , s ni nn ron aio pe sti un iz cifi co cia zat o c p ma and er l to ch nc o: “ aur e an S ea za en rsi de tirò ll’H la 2O ”.

nono giorno decido di aver “seminato” abbastanza e chiedo a Michela Minotti, in classe con me, di provare a indagare sull’impatto della mia strategia seduttiva. Le chiedo di farlo in maniera discreta. Michela è un guanto di velluto. Va dalla bella Laura e le fa: “Ti piace quello nuovo?” Laura mi guarda da lontano e risponde: “È carino… peccato quel tic agli occhi”. GRAZIE GENE!!! 15 dicembre 2009 - Stamford, Connecticut, USA.
Albergo, camera, doccia, vestiti puliti. Io e l’editore ci troviamo in ascensore e dopo un attimo di silenzio strozziamo un grido in gola: “Geeeeeene!” Mister Gene Wilder è lì nella hall che ci aspetta. Il cuore per un attimo si ferma: il momento in cui il sogno di una vita si realizza è questo. Tutto quello che precede questo momento, il volo, le attese, il jet lag, i suoi film visti tutti in un sorso, tutto si asciuga in quest’attimo quando, stringendoci la mano, io dico: “Mr. Wilder, is a big pleasure”. Lui ricambia con: “Omar, nice to meet you”. Ecco, qui vado vicinissimo a perdere i sensi. Gene Wilder sa il mio nome! Un neurone di questo splendido cervello è momentaneamente occupato a ricordare il mio nome! Cambio di scena: siamo nella cucina di Gene Wilder. Io, Gene e la traduttrice. Attorno cameraman, fotografo di scena, truccatrice, producer e l’editore. Gene mi sprona a intervistarlo senza la traduttrice, perché sostiene che


Settimana 1

Re x,

il ted famo div esco so p en di ast tat te or o p lefi e cu adre lm p 8 Ge cci d ol nn oli i d izi : Z ue esc aio op b hi pa ell , è Ol an s e iss da Ar imi Ein . Sv ist on dh alig . ov ia e t La n l a a po a s d liz ed ia e 9 G bra de en nc lla naio ola Ph ne ilips lb . uio .

io parlo un ottimo inglese e che lui capisce perfettamente quello che gli chiedo. È l’unico momento in cui penso che forse un po’ di Alzheimer il buon Gene può effettivamente averlo. L’intervista raggiunge per me il picco emotivo quando alla domanda: “Vedi nel panorama della comicità mondiale un tuo erede?” Lui sorride e risponde: “Certo… Tu!” Perfetto, spegnete tutto, per quanto mi riguarda l’intervista finisce qui. Ma la giornata ha in serbo per me un ultimo, dolcissimo regalo. Dovendo registrare i tipici saluti televisivi in italiano, chiediamo a Gene di farci il mitico “si-può-fare!” Lui prontamente esegue, ma pronuncia le parole tutte attaccate. Al che lo guardo e gli dico: “Gene, could you separate the words?” Lui: “Oh yes, thank you Omar”. Forse a molti sfugge un dettaglio in tutto questo, ma a me no… io ho diretto Gene Wilder!

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Settimana 2

in onda il 2010

Va ora

pro In du un ce ’in Em du un me stria bu nth ch co al e da sv 10 30 izze Ge 0 m ro nn Pe ilio sco aio Ro r il s ma uo ni per di to uffi , Lu ing eu cia ca ag ro. le To gio da de ni h al su lla s a c la o f q hi 11 rat uad est Ge ell ra o c nn o m ve he ai ino nga l’in o re: ca no Lit nta tle to To ni.

Ladies and Gentlemen, per la categoria “Un certain regard” 2010, the winner is… Darryl Johnson! (seguono applausi scroscianti e standing ovation). Lo so, di solito il vincitore viene nominato alla fine di una gara, non all’inizio. Com’è possibile assegnare un premio per l’anno appena iniziato? Chissà quante cose succederanno ancora nel 2010, con gli strani individui che popolano le cronache nostrane: vedi i vari Silvietti, Brunetti, Marini, Maroni, Marrazzi e Marzulli. Staremo a vedere. Per iniziare però voglio premiare proprio questo buon suddito britannico di Sua Maestà, eletto “Marito dell’anno” in un concorso indetto da un quotidiano locale il cui premio consisteva nel pagamento della cerimonia: diecimila sterline. Risultato? Dopo appena tre mesi di matrimonio il consorte ideale è scappato con la

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Settimana 2

Gr az ie am al m Ecc mi n o p is Br inist tr u r de erch azio nett o 1 lla é v ne a n 2 G Co uo c’è ell en sti l c m a p na tuz am u u io ion bia sica bbl e c re nu ica on l’ar ov l’A tico a. rti lo co 1 la D lo o To p 31 s o c di an Ro . Fo a o m ap rmu rga a, a p su arse la 1 nizz nche i m l a erà uri e p Fire un 13 a i rim nze Gr Gen nn e e , d an na eg nt ov P io gia us e rem re iast già io all ich so a f e no ed scr era itt z e W ione la : Fia !                               

sua amante: una fotomodella diciannovenne! Oh, meraviglioso Darryl! Capitano, mio Capitano! Faro di noi uomini sposati! Dicci come hai fatto, ti prego… dopo soli tre mesi e con una diciannovenne! Pure fotomodella! Macché marito dell’anno, Darryl Johnson: marito del secolo! Ma ecco che subito qualcuno arriva a rovinarci la festa: i soliti immigrati. Tu sei lì tranquillo che festeggi il marito inglese che si fa portabandiera delle tradizioni “figocentriche” italiane, che subito la televisione, con la sua arroganza, si intromette parlando di immigrazione. A Rosarno, in Calabria, stanno devastando tutto solo perché un libero cittadino, autoctono e quindi in sacrosanto diritto di cacciare il nero invasore, ha pensato di prendere a fucilate un immigrato che stava allegramente orinando davanti alla porta di casa sua. Che bell’esempio di grandezza della civiltà occidentale, che meraviglia! Se un cane fa la cacca gliela raccogliamo in un sacchetto, se un immigrato fa la pipì gli spariamo addosso. Abbiamo forse saltato qualche passaggio nell’evoluzione della specie? Mah. Meno male che il nostro ministro degli Interni, il buon Maroni, si è subito schierato a favore degli immigrati annunciando: “Basta con questo razzismo! D’ora in poi al primo accenno di coro contro Balotelli le partite dovranno essere interrotte!” Ah beh, adesso sì

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Settimana 2

far Pe e u r la me no s Cas zza qui saz no llo ion tte all e, è a p 14 rea reat ropr Gen to, o, m ia e na do en x d io po tre op far mez non o si za è Pe un no r a s tte il c la se qu , alc co illo iat nda . ore v olt Co F la a nti nu p chi 15 a l os è s Ge a s itiv tat nn ua o a o t aio str lla rov isc co ato Sc ia ca ien ne ina zia ga . t tiv i so lo a. ste nd ng ine o Se so no si 1 ne lo u che 6 G pa n’im il enn rle m pu ai rà a nto o al gin G pro az è ssi ion mo e. G8 .

che gli immigrati non avranno più di che lamentarsi. Immigrazie, Ministro! Si lamentano invece i dipendenti Mediaset, primo storico sciopero nell’azienda del Biscione: i truccatori e i sarti hanno deciso di incrociare le braccia e protestare. Mioddìo, il rischio è che in questi giorni potremmo vedere Emilio Fede nudo e senza trucco! Lo riconosceremo o penseremo di guardare un documentario sulle prugne secche? Che sia per tutti un buon 2010 nudo e senza trucchi!

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Settimana 3

haiti matters? why

Dunque, ricapitoliamo.

Il c en tro de st pe Bru ra c a r c’è ché nett ndid bis in u a a erà og na sin 1 no ci da 8 G di ttà co en un co di na po sì im Ven io liti p ez co ort ia di an sta te tur a.

Le p h co an oste nl n f a f o p ran o c no to d rodo esi n s i Z tto 17 erv ida un G e ne f en be la c . Pe ranc naio n a oll r a ob sse a, m tta ollo sta a cca to un rlo su col lla po tes ta.

La nostra classe politica si infervora su un tema di estrema urgenza per il popolo italiano: la dedica di una strada alla memoria di Bettino Craxi. A dieci anni dalla sua morte, la questione rimane aperta: bisogna lasciare o meno il punto esclamativo su Craxi? Nel frattempo a Bari, ai controlli di frontiera, un ragazzino afghano di quindici anni viene ritrovato, vivo, rinchiuso in una valigia dove si era nascosto per passare il confine. Fermato, ora rischia il rimpatrio: la valigia non rispettava le misure del bagaglio a mano. Nuovo anno, nuovo inverno: e metà Parlamento ha lasciato gli sci in cantina… per passare alle ciaspole! Segno di una crisi che non risparmia nessuno? O di un inaspettato understatement dell’homo politicus nostranus? Daniela Santanchè fuga ogni dubbio: “La ciaspola è come il potere: logora

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Settimana 3

chi non ce l’ha”. Potremmo soffermarci a commentare questi highlight della seconda settimana del 2010, ma sono a pranzo a casa della nonna Pina e la TV è accesa sulla Prova del Cuoco che vede all’opera una nuova conduttrice, l’erede di Antonellina Clerici, che alla nonna Pina piaceva molto. Questo potrebbe benissimo essere il nostro highlight del giorno, se non fosse che l’erede di Antonellina deve lasciare la linea a... TG1 delle ore 13.30: Haiti

Do ca po a vu se ve ole in r c co me om mp zza pra to r de are u Italia 19 ve na , B G co an er enn lm c lus a are he co io qu a Ve ni n es ne e ta zi lag a: Ne un a. de i rig ll’a ua lle rd è a il ti nato i 2 fav foso re C 0 Ge ore ju iro nn de ven Fer aio l p tin rar roc o A a, Br es lfa so no sin une bre da tta c ve pri o a , can . mo Ve di d n a pu ez to nto ia, 2 de ha a 1 G eli l su nnu enn mi o p nc aio na ro iat re gra o l’a m il cq m ua a: alt a.

La nonna Pina: “Poareti, come i xe messi. Ma fa caldo là?” “Sì, penso di sì nonna, siamo ai Caraibi…” La nonna sospira e continua ad armeggiare con le pentole. Le voci del Tg1 scivolano in sottofondo, le immagini della catastrofe invece sono in primo piano. La visione di questa nuova tragedia si sovrappone a quella del “nostro” Abruzzo, anche se un po’ sfocate rispetto a queste ultime, di qualità più bassa. Come le case haitiane, spazzate via come castelli di carta dopo una folata di vento. Sono così veritiere queste immagini che mi sembra di guardare un film. Cerco di rintracciare nella mia memoria qualche notizia su Haiti, Haiti, Haiti… eppure mi suona bene, no? Mare caraibico, sole, piantagioni di caffè… ma perché ne so così poco su Haiti?

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Settimana 3

L’e Br x att ele asi ac zio le R can ni om te po a de all litic rio s l 22 ’al he i c a d . S an Gen es e e did na tra le er io de tto, à a eli L l P sie lle mi a G arl de na e am rà re lm en gli ini to. Al inse vuo l lor gn e o p an 23 os ti d Ge to i g nn un sarà eog aio na im rafi vig pie a. ato ga Vis re to t GP Juv rova to ch S. e, un e n il s nu on uo ind ov si mo ac o a 2 Fia ato llen 4 Ge t: chi ato nn un ed re ai od e p o c e di ei ca he s r la Te ss ia rm in un ini teg Im rat ere i se .

Coordinate Wikipedia: Haiti è una nazione dell’America situata nel mar dei Caraibi, copre la parte occidentale dell’isola di Hispaniola. Un tempo colonia francese, è stata una delle prime nazioni delle Americhe a dichiarare la propria indipendenza. Haiti è il paese più povero delle Americhe e ha sempre vissuto con un pesante debito estero che supera i 1300 milioni di dollari. Ma Obama scende in campo, l’America c’è, con i suoi diecimila soldati in arrivo per garantire assistenza e ordine pubblico. Presidente, speriamo ci sia anche qualche medico tra quei soldati! Obama vuole dare un segnale forte per far comprendere all’opinione pubblica mondiale come sia finita l’epoca dell’America di George W. Bush. E lo fa, nominando George W. Bush a capo della raccolta fondi. La nonna Pina: “Ma le haitiane son quelle che ballano con le corone di fiori al collo?” “No, nonna: quelle sono le hawaiane. Haiti è poco più a sud degli Stati Uniti. Ti ricordi dove c’è stato l’uragano Jeanne nel 2004?” Speriamo che Bush se la cavi meglio in questa occasione. Da Facebook continuano ad arrivare richieste di aiuto e appelli di ogni genere, come quello di utilizzare le navi da crociera per ospitare feriti e sfollati: per gli haitiani cure, riparo e, ma sì, anche qualche buon posto di lavoro al pianobar. Han tutte le fortune questi haitiani…

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Settimana 4

Guido vs Hillary

si Il sin è d da Im ime co d me sso i B dia a olo ta cau gna è g sa iun di 25 G ta un en la sex na so y- io Br lid ga ad ari te ad Jo Pi B ill età . ott lie tt e Cli di ato ha A nto tan nno nge n. l i ti div na ba o mb rzi 26 ini ato Ge ora . Do nna ad po io o a du tter ver e a an vv no oc ati .

Proverò a essere divertente, ma il compito è arduo. Ad Haiti ci sono più di 150.000 morti. Come fare? Evitare di par- larne è la cosa più indicata, silenzio e solidarietà, e ognuno agisca come meglio crede per aiutare gli haitiani. È che poi leggo i giornali e vedo che i comportamenti di certe persone non ti permettono proprio di evitare di parlarne. Al primo posto il buon (la buona?) Malgioglio che sulla TV di Stato (sì, ma che stato?) se ne esce dicendo che lui è stato più volte a “Tahiti”, addirittura sull’isola di Marlon Brando! Ecco, direi che potrebbe bastare così, per proseguire dovrei elencare una serie di offese e improperi, ma i più indicati credo che non esistano ancora. Come recuperare una figura così meschina? Laddove c’è una tragedia, laddove il destino inesorabile si è scagliato contro l’impotente umanità,

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Settimana 4

Be rto Be las rlu o m sc ini oni v str uo si o. N le pre ell 27 ve a m Ge de ag nn Pe un gio aio rl ter ran aF rem za iat l’e oto s . de pe r llo ie n sta za bil i 28 è o men Ge rm to i nna ai n S io al ici Te lia rm ini .

non può mancare il Supereroe Brizzolato, l’Uomo delle emergenze per antonomasia: Supeeeeer Beeeeeertolasooo! Dall’Italico Stivale, dove anche le vibrazioni della metropolitana fanno crollare le case fatte con pezzi di torta Sbrisolona, Bert parte con il mantello blu della Protezione Civile sulle spalle, e la benedizione di Silvio Supermegaloman sulla fronte, per atterrare sulla martoriata isola. Tutti finalmente si sentono sollevati e speranzosi. Bene! Bravo! Bis! E il buon Bertolaso che fa? Non appena atterra pensa bene di sparare merda sull’organizzazione dei soccorsi degli altri stati e soprattutto sugli “amici” americani, dicendo che ci sono troppi militari e che sembra che lo facciano più per lo spettacolo che altro. E bravo Bert! Forse sei stato troppo a contatto con Silvietto, ma sei riuscito addirittura a far intervenire Hillary Clinton, nonché segretario di Stato americano, che non era così incazzata da quando ha beccato il marito Bill che giocava alla prova del palloncino con la Lewinsky. Hillary ha definito le parole del capo della Protezione Civile una “polemica da dopo partita”. E adesso chi va a recuperare Bertolaso da sotto le macerie? Chiudiamo con qualcosa di leggero. Parliamo di Corona? NO! Non se lo merita, a meno che non si tatui la mia faccia sul corpo, non parlo di lui. Allora parliamo di qualcosa che mi ha molto diver-

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Settimana 4

Pa ma re c ng he ia la Ecc sse Tha o p 28 tch erc uov er hé a a 29 ve lla Gen niv se n a c ttim aio Mu h tu ‘ La iam ana a c po d y d ata . La aus sitiv i F la o a no d a err tiz i u l d o’. ia na op è s p in t a g aff ata stigl 30 ran dat ia G to a d dim enn Gia all ag aio mp a R ran Il D ier AI d te. Sd oG a e l Se la ale un cco Juv az zi. un , si e, bra è p Ale c re ss am “ cio i sen io 3 C ich on nge tato 1 G ev Fe ssa in en olm rra to r na en ra c dic itiro io te, i s hia co co iam ra n pa n un o la ndo: cca a sc su sem iati lla p sp lice all a” .

tito. Il derby! Spero che l’editore non sia milanista o queste saranno le mie ultime righe scritte qui sopra. Che faccia aveva Bugs Bunny Ronaldinho quando gli hanno parato il rigore? Materazzi a fine partita ha indossato una maschera carnevalesca di Berlusconi. Il premier, sentitosi telefonicamente con il difensore nerazzurro, ha capito che si è trattato solo di una goliardata, ma gli ha chiesto indietro la maschera. Altrimenti, perduta anche qui la faccia, non può più presentarsi in pubblico, soprattutto di fianco a Bertolaso.

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Settimana 5

Una seconda

possibilità

L’ennesima nevicata di quest’inverno

Ta rta do glia mi ag cil li iar ar i r Be . Ma esti rlu lg sc rad 1 Fe un oni s o l’a bbr gra i è tte aio n p dim nta ez os to, zo tra Du to Do om p R o o. an iccò il c ch è icli e s di la stat ta fat fid a t 2 ti” anz rov Feb . S at ata br e a: p ai lo vorr una osit o far ann “c iva an o op no un pia in fig pro lio ve , tta .

mi sorprende in macchina, sulla perigliosa tratta Monza-Milano. Mi convinco che l’Inverno, nel Suo altruismo, ce ne stia facendo dono solo per preservarci dall’azione nociva di alcuni microorganismi che le polveri sottili diffondono nell’atmosfera lombarda. Anche perché i livelli di guardia sono secondi solo a Linfen, in Cina, la città che ha il triste primato di essere il luogo più inquinato al mondo, insieme al cavo orale di Camilleri. Il traffico e la noia mi stanno avvelenando i pensieri e ragiono sul fatto che, forse, se avessi fatto l’altra strada avrei avuto sorte migliore. Ma ormai è troppo tardi e non ho una seconda possibilità, ho fatto una scelta sbagliata e ne pago il fio. In qualche modo questo pensiero si allarga a macchia d’olio, per altro imbrattando di immaginazione i sedili dell’auto. È questo che

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Settimana 5

No di Ca rla S a pe n Brun r g rem i a li i o. ta C 4 no lian arlà Feb n c i m no bra an en n io ta tre can pe B ta r i att fra isti nc es i.

Fio Cass ren an tin o n a. on Di va vio al la la c’è 3 so Feb lo br De aio lN eri .

ci manca, penso: disporre di una seconda possibilità di fronte a certe scelte. La storia di molti avvenimenti sarebbe oggi diversa: forse, per dirne una, Roberto Baggio quel rigore, ritirandolo, lo avrebbe calciato sotto la traversa anziché sopra. Forse il colonnello Stauffenberg avrebbe preparato con un pelo più di cura l’operazione Valchiria e, morto Hitler, non staremmo qui a ricordarcelo di anno in anno. Infine Lapo Elkann, a pensarci bene bene, non avrebbe ritenuto appropriato usare una Ferrari gialla per andare a trans a Milano (come sostiene Corona) ma magari un KMW Grizzly fucsia, solido corazzato in uso al reggimento Lagunari “Serenissima”. Perché ci vuole comunque del talento per farsi prendere per il culo. Se una persona potesse fare una brutta degli episodi importanti della propria vita e poi copiarne la bella, sarebbe una persona migliore? Otterrebbe il compendio di tutte le scelte migliori o sarebbe solo un individuo perso e confuso nelle sue altre e infinite possibilità? Se questo dono non ci venisse concesso, speriamo almeno che si possa patteggiare un’alternativa: l’alter ego. Un facente funzioni incaricato del lavoro sporco, che vada in missione per conto nostro, che svolga i compiti più impegnativi e che trovi (lui) le parole per poter uscire dignitosamente da situazioni imbarazzanti. Sono convinto che il doppione di qualche celebre personaggio già esista e viva tra noi, perché a ben

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Settimana 5

Be rlu sco ni Pa in Is les ra tin ele ah e av 5 isi Fe b t ca ato brai ri i lu o di o Mi fam gh l a le no igl i po . In ia. lve a ri: um Ma en rad to cit ona 6 F tad h eb ina a ch bra nz ie io In a o sto Ing no la hil rar ter ia. r as La sq c arà ua hi m sa dra gioc ulta pe di he to re ca rà se lcio co 7 F pu d n g eb ò f el li bra ar Liv aqu io gio erp ilo ca oo ni. re l v Aq uo uil l an i.

guardare qualche indizio è pure troppo evidente. Non avete notato che il Silvio Berlusconi recatosi al S. Raffaele per le visite mediche era ben diverso da quello che siamo abituati a vedere? Solitamente ha un’acconciatura rizollata di fresco, tipo S. Siro prima di un incontro di Champions, mentre in quell’uscita sembrava avesse in testa un monumento al ginocchio. È lampante che si tratti di una contraffazione, di una copia arruolata al posto del lìder autentico, perché si sa: se Berlusconi non va in Duomo, il Duomo va da Berlusconi. E allora è meglio premunirsi. Ma se poi la controfigura iniziasse a fare scelte autonome, diverse da quelle prestabilite e non avesse solo una possibilità, ma almeno due? Queste aumenterebbero in maniera esponenziale e saremmo ricoperti da milioni di alternative e forse questo rischierebbe di toglierci l’istinto, l’impulso naturale. È buffo riflettere sul fatto che non appena si decida di gironzolare nei propri pensieri per Milano in una fredda nottata invernale, si incappi ugualmente nel traffico. Di concetti e di immagini. Ma tutto questo, che sia fisico o mentale, è racchiuso in un pensiero semplice e al contempo profondo, trasmesso col canto dal Maestro De André: “…per la stessa ragione del viaggio: viaggiare”.

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Settimana 6

Vengo dopo il Tiggì Confessioni a reti unificate, calciato-

Do po il fia mu mm rat a d ore, i L l’u iz ltim Tay a lor In è u 8 Fe Ita lia n s bbr è s la ald aio d ali is ato ta oc re. all del cupa en 10 zi ato % on ri no e as no 9 su st Fe nti an bb da te t rai lla ut o Juv ti g en li tus .

ri inutili e film tridimensionali. Tra un cambio di pannolino della piccola neonata e un gioco di fantasia con mio figlio di tre anni - che mi fa combattere contro dinosauri nani e fantasmi con la coda - provo a informarmi con sprazzi di tiggì. Tralascio le cronache dal Parlamento perché in politica fatico seriamente a orientarmi: non ho ancora capito dove sia la destra e dove la sinistra - anche perché sono ambidestro. Appena accendo la TV, la prima notizia che mi colpisce al cuore è la confessione di Morgan: il mitico cantante-giudice di X Factor confessa di usare droghe come antidepressivi, dando quindi il buon esempio alle nuove generazioni di cantanti, che vedendo il suo stato fisico e mentale sicuramente non ne faranno uso. Chissà se a Sanremo lo vedremo? E in che veste? Maga-

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Settimana 6

Ve nd u il m to a o ll’ C zzi ast Pa hurc cone a 10 rec hil d ch l pe i u Febb Sc i s r n s ra op old 45 ig io le ert i a 00 aro Fe o i nd st d Ne rrar l m ati erl i lla i l’ oti in ine. a v ce nn o fum ntr o pe o. ali sco r c na rs ui sco elet o an 11 F pe tro dav ebb rto nic an ra ch a c’ o m io e f era a ac u le. ev n a M filo as sa .

ri in veste di fiorista fuori dall’Ariston a vendere “papaveri”. Grazie Morgan, continua così. L’altra notizia bomba riguarda il calcio mercato appena concluso e la reazione del patron del Milan. Adriano Gallani ha portato via ai cugini interisti il talentuoso brasiliano Amantino Mancini e Silvio lo ha battezzato così: “È un acquisto inutile”. Forse perché Mancini è un nome di sinistra? Ora, da milanista, mi viene da fare una riflessione: ma questi due si parlano? O ci pigliano per il… naso? Comunque, grazie al colpo di coda (d’asino?) di Zio Fester abbiamo portato a casa uno che per due anni si è limitato a limarsi le unghie dei piedi in panchina, solo perché lo ‘Special One’ non poteva sentire nominare il suo cognome. Ci siamo aggiudicati un altro brasiliano che al Milan avrà il compito di sostituire Ronaldinho, quando il dentone rientrerà tardi dalle sue notti brave. O, meglio ancora, lo sostituirà in discoteca quando Dinho avrà la “doppia” (i colleghi mi capiranno). Il cinema ha detto la sua nelle assegnazioni delle nomination agli Oscar: gli ex coniugi Cameron hanno fatto man bassa, con il kolossal Avatar (James Cameron) e The Hurt Locker (Kathryne Bigelow). I due hanno dimostrato che separarsi può giovare alle coppie in crisi: anche se da Cameron ce lo aspettavamo, dopo la “catastrofe” del Titanic poteva solo andare meglio. E intanto il cinema italiano continua

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Settimana 6

Be rlu s pro coni va vu ch rci c ole ies on an to V co il l ero ra eg ni 13 itt ca; Fe im le b o i i, bra mp pe io ed rò, im ha en to.

Sc a di nda bu lo f m de ala a ozz l c nn ar on a ell so cqu e rzi at 12 o fi e. F na Il p ebb lm re rai è l en sid o a s te en oli pre te ta ci bu sa: fal a.. .

a non decollare, sia per quanto riguarda le storie raccontate, sia per quanto riguarda gli interpreti. Le uniche candidature arrivano invece dai mestieri dietro le quinte: tecnici e artigiani dimostrano comunque che siamo un popolo talentuoso. Il duo Signoretti-Sodano è entrato nella cinquina per il miglior trucco. Sarà che l’oggetto della loro arte è stato Andreotti nel film Il Divo, ma la candidatura mi è sembrata “truccata”. Infine chiudiamo con la conferenza stampa dell’onorevole Mariastella Gelmini. Insieme al presidente Berlusconi, la ministra della Pubblica Istruzione ha presentato i programmi di studio della nuova scuola superiore. In particolare l’istituzione del liceo musicale avrà il compito di formare i giovani studiosi del mondo musicale. Gli allievi avranno l’obbligo di studiare le canzoni del famoso duo Berlusconi-Apicella! Ahahah! Questa è una battuta, ovviamente non del sottoscritto ma uscita dalla bocca del nostro premier. Buon carnevale! E ora vado a cambiare il pannolino.

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Settimana 7

Brunetta,

maschera

perfetta

Fa bio a J Cap e so ohn llo sti Te ha tue rry to nd la lto ola fa 1 co scia 4 Fe Il G n u di bb na ca raio o a p ver gia pita n un o rre no v t tti , tot i pe ara era ali r i la . l’It zza mm pa ali to ig ten a, 30 ra te ma p ti. 1 no unti Qua 5 Fe n i do nd bb n a vr o a ra uto ann vra io : in o l nn A Sa go ascia o nre mm re mo on ac è e. co l p mp ’in re ag ter vist na ve o to nt 1 ch da o di 6 Feb e g M Bi b li d oni ll C raio c “In edi a Le linto Gin cher win n, oc à il sky ch br io an da o Te ”.

È stata una settimana densa di avvenimenti cruciali per il destino del globo terracqueo. Innanzitutto sono andato al cinema con i miei soci, i Turbolenti. A qualcuno, così di primo acchito, potrebbe sembrare cosa da poco, ma per rendervi conto della rilevanza dell’avvenimento basti pensare che l’ultimo film visto assieme è stato Eccezzzziunale Veramente Capitolo Secondo… Me e correva l’anno duemilaesei (e ci eravamo andati solo perché facevamo parte del cast). Ma torniamo a bomba. L’allegra compagnia era formata dai Turbo, dal mitico Simon, meglio noto come ‘Simonpedia, l’enciclopedia umana’, che in futuro soppianterà Wikipedia ma che nel frattempo è ancora il nostro fonico. Completa il gruppo Luciano Federico, noto rappresentante di parrucche e prodotti per parrucchieri che nel tempo libero è il nostro autore. Il

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Settimana 7

Ve l po tron Juv liti i la en ca sce tus sol re . F o p bbe a s erra er la la ed ra s p 17 ere i è res Fe su de iden bbra lla tto za io pa di de Le nc spo lla hin n fa ona a d ibile il t rdo uri D el st i PD . lo a a Capr sca ric Po io mb ono mp 18 ian sce ei Fe o p . F ma bbr er ors ne aio un e p ssu Pe com erch no pp p é ino ae lo Di sano Ca : pri o.

film scelto per radunarci nuovamente sotto il grande schermo è Avatar, il capolavoro in 3D di James Cameron. Esperienza interessante, quella del 3D: infatti, dopo aver indossato gli occhiali, vengo colto da alcuni minuti di nausea da mare forza nove. I sintomi fortunatamente scompaiono presto e ci gustiamo il pluripremiato film dell’anno. La storia è semplice: una superpotenza di umani invade un pianeta popolato da uomini blu che vivono felicemente a contatto con la natura per rubargli le loro preziosissime materie prime; la battaglia infuria e alla fine i deboli, idealisti, eco-solidali uomini blu respingono, a suon di frecce, gli umani invasori armati fino ai denti che anche Schwarzenegger in Commando sembra un pacifista. Sarà per questo che si parla di film di fantascienza? Quando il film finisce usciamo dal cinema tutto sommato soddisfatti, ma desiderosi di respirare nuovamente un po’ di sano (e inquinato) realismo meneghino. Subito ci passano accanto due Winx, e ci salutano festosi tre Gormiti. Zorro, più in là, sta facendo la festa a Topolino, mentre infuria una battaglia tra cowboy e indiani. All’unisono guardiamo tutti i nostri bicchieroni di Coca, ormai certi che anche la bibita gassata sia stata tagliata con roba troppo forte. Ma poi notiamo un mondo di coriandoli colorati, stelle filanti, vestiti, carri allegorici. Diamine, è Carnevale! Il sollievo si accompagna a un fiume di ricordi. Mi è sempre

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Settimana 7

Be rto de laso nu c n o sì cia invo ch di lto e l sc i ui an n u co da na n li, civ le do anch 19 Fe ile nn e b e c e l ses brai Do o on f sua o po la a in li. l’e pro m E r r Ge ore tez od no d ion o a, i Ju e.. il p il W ve . im or W ntu pe tie F h sgn re a o n Gi vo 20 F ell gi B luto ebb a t uf p ra ute fon rem io la pe ia de r i re lla l s pa uo pe ra.

piaciuto il Carnevale, soprattutto le maschere storiche della commedia dell’arte: il colorato Arlecchino, il dottor Balanzone, Brighella, Pantalone, Pulcinella e compagnia bella. Ma la mia passione è da sempre una maschera, simpaticissima ma poco conosciuta: quella del Brunettino, un nanetto, con un corpo piccolissimo e un grosso faccione sempre paonazzo. Il Brunettino è incaricato dal suo padrone, un famoso cavaliere dongiovanni, di sorvegliare tutti i suoi dipendenti, perché lui spesso non ci riesce visti i tanti incontri galanti in agenda. Il Brunettino riesce benissimo nel suo compito perché grazie alla sua statura si nasconde ovunque e riesce a spiare tutti. E se ne vede qualcuno fermarsi un attimo, arriva con un forcone più grosso di lui e via a pungerli nel sedere per poi rotolarsi dal ridere! La svolta avviene quando il Brunettino, a sua volta, all’insaputa del suo padrone, si propone per diventare gran ciambellano del Gran Ducato delle Venezie. Ma come farà la nostra maschera, così severa con gli altri, a svolgere bene entrambi i lavori? La commedia dell’arte non ci svelerà questo mistero, ma speriamo arrivi ben presto qualcuno a pungere il suo, di sederino.

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Settimana 8

Controcorrente Avatar,

Be tte no ga i n i t im nvita ifo pi M si cci o ju ar ur a n ven si d inho on tini ella a im ha Juv 21 pic nn e. Fe cia o in M bb rse vi our raio ne tato inh ne Be o e Te mm tt lec en ega o tut m, ol ui. to: Tro In n c “ c h ce Ma hett iest llu qu i P a lar al ro 22 e c i in ve Fe ad ter ra s bb e s ce m rai em ttaz ent o pre ion isce la i,se lin al ea ...”

il capolavoro di James Cameron: beh, parliamone. Mio nonno diceva che ogni tanto per variare il punto di vista bisogna “pisà cuntra ‘l vent”, cioè fare il bastian contrario. Lo faccio io che di cinema me ne intendo: una volta ho parlato con Pupi Avati e ho due foto di Ridley Scott. Tutti l’hanno visto o ne hanno sentito parlare, tutti entusiasti, anche mia zia Delfinamaria, ottantenne di Piacenza: “L’ha spendut un sacc’ ma l’è propi un bel films” (traduzione: ha investito molte risorse ma la pellicola è di pregevole fattura). Insomma, Cameron è un genio. Ha addirittura realizzato i bozzetti di alcuni degli animali del pianeta Pandora. Il primo dubbio viene a mia zia, che sulle creature ha da dire la sua: “Quel caval gà quater zamp in sul davant, l’è minga pusibil” (la creatura simile all’equino possiede quattro arti anteriori, lo ritengo poco

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Settimana 8

A sm rre alt stat ag ivan i pe ric o rc oli m hé cre . Vo edic 23 sci lev ina Fe ta an li n bbr de o a ei aio l g um ca ran en m o c ta pi Ma ol re l piz fia Via a zin . R gra “c i d itr om i T ov . a o pra tò ti i de re p Riin 24 ter an a. Fe es sivo e, la C’era bbra plo pi tte s io siv att , s crit o C i, k iga to: Un 4, ala rett pa de shn e, rla ton ik è s me ato ov, tat nta ri.. L’a o re .” nn tro an o p vat on ros o p im sim osi o 2 o n tivo 5 F on all ebb po a c raio trà oca an ina d . Sa are nre a mo .

plausibile). Ha ragione. Del resto faceva la macellaia: va bene alieno, va bene diverso, ma a tutto c’è un limite! In natura (anche quella aliena) tutto ha un motivo, evoluzionistico e biologico. Senza esagerare con la biomeccanica, ogni arto anteriore ha bisogno di una spalla, quindi clavicola e scapola. La seconda zampa anteriore di quel coso dove ce l’ha? E se si muove contemporaneamente alla gemella per non sbattere, perché avere il doppione solo davanti e non dietro? Le incongruenze, a voler ben guardare sono molte. Ad esempio: la dottoressa (Sigourney Weaver, immortale protagonista di Alien) è un’ambientalista radicale, ama le piante più degli umani, ha un quoziente intellettivo che Einstein è uno che gioca col lego e intanto fuma come un’ossessa, in ambienti chiusi e sigillati perché l’atmosfera del pianeta è irrespirabile per gli umani. Allora, scusa, facciamola radicale davvero e diciamo che si fa le canne con la canapa di Pandora, che è buonissima. Discutibile è anche l’utilizzo dei macchinari per il controllo degli avatar nella zona “in mezzo al flusso”, cioè un luogo del pianeta dove le trasmissioni radio e gli strumenti elettronici vanno in tilt. Se si pensa che il collegamento uomo-avatar è wireless, ci sono tutte le premesse per una tragedia: tralasciando i problemi che la configurazione dell’ADSL crea a chiunque, figurati un coso che ti collega telepaticamente con una creatura a chilo-

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Settimana 8

Pe ra v de er fa lle tt sq ma o il g ua ne e sco lific tte, sto nta ato Mo 26 re pe uri Feb ag r tr nh bra li a e g o è io En rre ior st ne sti na ato di sim do te, Me o mi da xe furt cil s, o iar do ne i. l ha po c la v rub he illa ato anc 27 il p he B Feb os ur bra to dis io da so tit gli ola re.

metri di distanza. Pensa se ci fosse anche un mezzo secondo di ritardo nella trasmissione: la bella aliena (perché bella è bella: alta, magra, culo sodo e codino che neanche i costumini di Playboy, e soprattutto due sole braccia, che se litighi altrimenti son fastidi) si avvicina all’avatar umano per baciarlo, ma lui sta ancora facendo cucchiaio con la mano per controllarsi l’alito e la colpisce sotto il mento con la manona blu, incidente diplomatico e fine di un amore. Figuriamoci i riflessi: guidare un pipistrellone rosa, collegato anche lui ma via cavo. Magari non è compatibile col software dell’hardware umano. Oppure mentre fai una picchiata giù dal dirupo ti senti nelle orecchie: “Aggiornamento disponibile, inserire il numero seriale e premere invio”. E il cattivo? Il comandante in capo di tutti i marines? Perché comanda tutto lui. Direttamente. Non un tenente, un capitano o un sergente nei paraggi. C’è solo lui, ebbro di potere, in piedi sulla navetta con la tazza del caffè in mano, in barba alla 626 sulla sicurezza. E se c’è un vuoto d’aria? Metti che il caffè gli cada sul pilota, che invece è blindato con la cintura da rally ai comandi. In quel caso vien giù tutto e addio comandante cattivo. Che cattivo poi va bene, ma quello lì è proprio antipatico. Si vede che ci gode a fare la guerra. Che poi son capaci tutti con i missili contro gli omini blu e le frecce. Allora nuclearizza il pianeta e tira fuori l’unobtanium con le

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Settimana 8

D rug uran inv by f te u as em na o i m pa far l cam inile rtita si p , u d toc o. n i 2 ca Evi uom 8 F re de o eb il p nt n br ac em udi aio ch en sta ett te h o d vo a On i m lev da isc a hia Pe di g . be r qu regg rrà es io l’a t’an ne cq no l P ua U o. de mb 29 l fi er Fe um to bb e n Bo rai ell ssi o ’am no po n lla .

ruspe, scusa. E poi il metallo si chiama strano. Dai, sembra un nome metà latino e metà romano che vuole dire chiaramente “inottenibile”, “nun lo poi avé”. Si capisce da subito, e infatti a Roma il film è andato così così, non c’era la suspance. Però Cameron è un genio. Sicuramente l’idea è geniale: un umano paraplegico che si collega telepaticamente a una creatura creata apposta per lui, tutta blu, per sopravvivere su un pianeta ostile all’uomo, e poi preferisce restare nell’avatar. Bellissimo! Come si fa a pensarci? Provate intanto a leggere il racconto “Call Me Joe” di Paul Anderson. Scritto nel 1957.

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Settimana 9

Cara mamma Carissima mamma,

èi I nr lm ipr er es cat a, o qu de ba s ello ll’au rca ta d to è i sgo ella n a nfi m lto and ong 1 Ma bic mar o, qu olfie rzo icl e e el ra ett q lo si a s ue de eg llo lla ue de a r lla uo ta.

ti scrivo, visto che non l’ho mai fatto da quando sono partito. Sarebbe meglio dire scappato, perché da noi, come sai, non c’è lavoro e chi comanda ci sfrutta e basta. Inoltre, proprio vicino a dove avevo casa (ti ricordi mamma la mia casa anonima? Chissà chi me l’ha spedita) c’era il rischio che crollasse tutto. Forse a causa delle grandi piogge di questi anni. Forse perché siamo poveri e le case per i poveri sono povere e costruite in economia. Come sta mio fratello? Si droga sempre con le spezie? Almeno si fa meno male, ed è un viaggio aromatizzato. Consigliagli di usare la cannella. E mia sorella gioca sempre con le sue amichette a prendersi? Cosa si è presa ultimamente: la rosolia, il vaiolo, il tetano? Sono contento di essere partito in cerca di un lavoro e di un po’ di fortuna. Per ora sono stato fortu-

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Settimana 9

Sc ex iope tra ro co d ch mu egli e n nit im on ari. m è s I s igra tat ind ti o u aca no ti c 3 M sci om ar op un zo ero ica bia no nc o.

Gli C org lam a or e T nizza oso. ou to r d ri d 2 e i ac Fra Giro Mar cu nc d zo sa e s ’It ti on ali di o a ric st icl ati ag gio .

nato… non ho trovato lavoro. Però ho visto alla televisione del bar che nella grande città dove vivo si sta meglio e non ci sono frane, solo nebbia. Il viaggio per arrivare nella grande città è stato un po’ movimentato: ho viaggiato su una barca, poi a piedi, poi su un camion e infine in treno. Si tratta di treni sempre affollati: di cimici, scarafaggi e zecche. E si fermano un sacco di volte. Per lo più per far passare quelli veloci, quelli belli. Almeno sette volte più belli. Il sette, cara mamma, è il mio numero fortunato: a scuola mi rimandavano in sette materie, ho preso sette volte gli orecchioni e papà è morto durante una partita a tre sette. In questa settimana sono avvenute molte cose qui nella grande città. Per esempio qualcuno ha pensato di fare benzina da un vecchio distributore abbandonato, solo che si è sbagliato e il petrolio non l’ha messo nell’auto ma in un fiume. Non che il fiume fosse molto pulito prima. I pesci, per esempio, nuotavano a filo d’acqua e a dorso per cercare di respirare dell’aria un minimo più pulita. Con l’arrivo dell’olio ora però sono tutti fritti. Pensa, cara mamma, che una volta nello stesso fiume ho trovato una carpa, una carpa destra numero 43. Se riuscissi a trovare la sinistra avrei un paio di carpe nuove. Qui i politici dicono che non è grave e che tutto si risolve, che gli unici pesci in pericolo sono i pesci rossi perché sono comunisti e si stanno estinguendo. Sempre questa settimana nella

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Settimana 9

Do p le o a ma ve ne r m a U tte, ostr d M at era ines ouri o la e-In nho 4 su te ha Ma a o r d a rz Ch ra all ssi o ec e m a t stit k-u ez ribu o p za na Ob pe d’a : am r i l ria di a. pr . e P fum e si r d are i m en t rit , be edic e ira re i d rsi , m ev 5 da et e s Mar Af ters me zo gh i tt an a d ere ist ie an ta eI e raq .

grande città dove vivo, alcune ragazze molto belle hanno sfilato con addosso degli strani stracci colorati e pieni di strappi e borchie. Dicono che sarà la moda del futuro. Ti farà piacere sapere che anch’io indosso dei vestiti del futuro. Forse avrai saputo che proprio questa settimana hanno ancora accusato il gran capo di essere un corruttore (ha corrotto un inglese, con il nome di uno yogurt). Ma lui, il gran capo, ha detto che se ne frega: tanto, dice, va in prescrizione. Non so dove sia questa Prescrizione, ma deve essere una città davvero molto frequentata. Molti miei amici vorrebbero andarci, ma ho saputo una cosa stranissima: ti fanno entrare solo se accompagnato da un bravo avvocato. Non è stranissimo? Per me invece, cara mamma, il gran capo è una brava persona, sempre elegante, con i capelli in ordine e sempre sorridente. Forse troppo sorridente. Esageratamente sorridente. Poverino, forse ha una paresi. Sai cara mamma, proprio oggi ci hanno proposto di fare uno sciopero. Per non essere sfruttati o additati come delinquenti sporchi e cattivi. Il grande capo parla di sicurezza. Ti ricordi che anche papà era fissato con la sicurezza? Per combattere la delinquenza ci perquisiva tutti quando rientravamo a casa. E ti ricordi mamma quella volta che ha installato un allarme collegato alla polizia? I ladri hanno rubato da noi, poi hanno seguito il filo e hanno rubato anche dalla polizia! Come lavoro adesso

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Settimana 9

disegno le madonne per terra, ma non sono riuscito a vendere un solo marciapiede. Purtroppo nella grande città hanno fermato le automobili per un giorno. Così invece di posteggiarle in seconda o terza fila, come si fa di solito, le hanno messe tutte sui marciapiedi. Così mi hanno impedito di lavorare. Le auto si sono fermate tutte, tranne quelle dei mezzi di soccorso, delle modelle e dei modelli, dei medici, quelle dei cortei dei matrimoni, delle cresime, delle comunioni, dei funerali, quelle degli artigiani, degli infermieri, dei tassisti, delle partorienti, dei turnisti e dei turisti. In pratica hanno viaggiato tutti tranne me e i miei sette amici. Siamo dovuti rimanere in albergo mentre tutti gli altri viaggiavano tranquillamente per la città. In ogni caso non è stato un problema visto che nessuno di noi possiede un’auto.

Sc i de ope lla ro de Bo dell i V nin a f er o a co di; s ; sci me nt ci op ro op er un er o d 6 M o o d el arz sti e la pe gli fa o nd st me Pe io ran m r tu da ie ot tta fam ri leg ivi u ale la na e. . F pat se av at rie ch or a d i n ev OG i on ole M ne il è c 7 M ha par ons arz ca ere ide o pit a ra o nch ta un e tu di be ro.

Ciao cara mamma, salutami i fratelli. Ti scrivo appena posso. Un abbraccio Tuo Salvatore (Dalla grande città, 2 marzo 1965)

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Settimana 10

Quando non facevamo ridere Quella MALEDETTA PRIMAVERA

Ol im

pia

di

di Gr Van a f nd co m emm e s uver as i uc . ch nil ce ile e, ss pe div o d 8 Ma rch er el r é so cur zo le da lin a q g l’a tlete uel La s pir us lo ex ap an Ad gli di olv o ria ha Ad er più no sfa ria e. in ha scia no gr an to ad nu l’ 9 o nc au Ma di ia to far to mo rzo e ch bi le e le. rip non ar è te nz e.

non arrivava mai. Ricordo che stavamo vivendo STRANI GIORNI, il periodo che avrebbe dovuto precedere la prima bella stagione del decennio: “Era l’anno dei mondiali”, quelli del 2010, la regina del Sudafrica era Belen. Era un marzo pazzo come non si era mai visto, sembrava una PRIMAVERA IN ANTICIPO e invece era un calcio nei denti in ritardo. Faceva “male, male da morire”. I mazzetti di viole fecero appena in tempo a sbocciare per finire di colpo surgelati dall’ultimo sussulto del GENERALE sopra la collina, l’inverno. Il Generale Inverno: chissà perché poi usavamo un’espressione così nobile per quella che è sempre stata una gelida e prosaica rottura di maroni. MISTERO. SU DI NOI il futuro era maledettamente cupo e incerto ma un cattivo presagio ricordò a tutti che

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Settimana 10

al Car ga la là Br p un Il er la i è pr R an em u d s a all ier Msia s ta ’El e en ise dv za 10 o, ed re Ma cre ev, gg rzo de in ise Ma va ve no lte pa di ce c . m po laz es he ,v zo ser en Gr e a ne al to az iol lM N en o i. sa erid rd, eve lva io vi -li ne ole ste e, nt 11 M , a do i te ar n p m zo un che o il por a g ne de ali ran l La cret br zio o ut tir ta a ar ia.

il peggio doveva ancora arrivare. In pochi forse lo ricorderanno, ma Lapo TU VUO’ FA’ L’AMERICANO Elkann riuscì a far parlare di sé anche negli USA, dove nessuno lo conosceva fino a poche ore prima. “Lui chi è? Il suo ruolo mi spieghi qual è?” Lapo andò a vedere una partita di basket come un turista qualsiasi e intralciò l’azione decisiva del match Lakers-Raptors, Marchionne finì strozzato da un hamburger guardandolo alla CNN e la fusione tra Chrysler e il Lingotto naufragò. In Italia il rampollo venne ribattezzato Lapone Carosone, ma per milioni di americani divenne l’eccentrico italian playboy che SOGNANDO LA CALIFORNIA fece vincere Los Angeles. E meno male che tifava Toronto. TUTTO CAMBIERÀ. Poi la tormenta atmosferica venne soppiantata dallo scoppio di una bufera mediatica. Gli Stati Uniti d’Europa non esistevano ancora, erano gli anni del partito dell’amore e del suo premier, che secondo le cronache un bel giorno perse definitivamente le staffe e cominciò a inveire contro i passanti, i figli, i giardinieri. Tutto era confuso. Gli storici non sono concordi, ma sembra che tutto iniziò per colpa di un funzionario che aveva mangiato troppi rigatoni con la pajata e indugiando su ‘NA TAZZULELLA ‘E CAFÈ arrivò in ritardo alla presentazione delle liste elettorali. In molte regioni scoppiò la settimana più fredda degli ultimi cento anni mentre nel Lazio e in

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Settimana 10

P co rote nt ste ro n la el G la in elmi scu Si pia ni. ola sta zz I nn a p doc 12 o er en M all u ti en na sa arzo an se ran do tti no a r ma Be im n r s l u pr s ull an a. oc co e a e n str re il T der i ha a da rib e “ de . un co ci ale me so Am un di m cam 1 ini i 3 M str on a ati ” rzo vo co TIR . Sa ntro de rà u lL n az io.

Lombardia si consumavano giorni infuocati. “La Brum del Mmm aveva un Ptss nella Mmm” e qualcuno provò a ripararla con un bel decreto interpretativo, “ma era solo un gioco, non era un fuoco”. Il presunto golpe venne sventato da una decisione del TAR, caso unico nella storia, ma gli organi di informazione erano già stati da tempo zittiti e la caciara parlamentare che ne seguì arrivò giù per le trombe di eustachio senza il contraddittorio dei giornalisti, che furono costretti a riparare su Internet. Poi uno di loro disse: “Ehi, il Web è una figata, qui riesce a lavorare anche Mentana” e ci rimasero. All’epoca tornò in auge anche una vecchia canzone di un bizzarro e seminale cantautore (Franco Battiato, n.d.r.) che ridiede la speranza: “La stagione dell’amore viene eee va, la stagione dell’amore... torneeeerà”. Sarà, ma la storia ci insegna che torna sempre e soltanto dopo le elezioni. “Ho giocato tre numeri al lotto: 25, 70 e 38”: da quel momento in poi l’unica certezza popolare divenne il superenalotto, le code per giocare le schedine superarono quelle ai caselli durante il controesodo di Pasquetta, ben presto il gioco rimpiazzò il calcio tra le attività preferite e divenne specialità olimpica insieme al Texas Hold ‘em e alla Nintendo Wii. “Vinceròòòòòòòòòòò”. Ma per fortuna c’erano ancora voci fuori dal coro capaci di esprimere PENSIERI E PAROLE. I comici emersero prepotentemente come nuova

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Settimana 10

classe intellettuale, erano una bizzarra categoria umana geneticamente privata del comune senso del pudore e disposta a tutto pur di strappare una risata. Anche a presentarsi su un palco travestita da Grande Puffo o da teletubbie, pupazzi molto di moda negli anni Dieci ma altamente diseducativi, come il Gabibbo denunciò in seguito. Perché i comici si comportavano così? Perché avevano capito una cosa che gli altri nemmeno vedevano: una risata ci avrebbe salvati tutti quanti o perlomeno resi un po’ più liberi. “Non me lo so spiegare” ma è proprio così.

de De R lla os Ro si, m ca Do a: lci po “ a qu c Il n tore ell he os o d tro de à è 14 lle più il Ma no te me rzo str mp sti e o er fid lib e an er za o. te ...”

P.s.: E fattela una cacchio di risata, prima che sia troppo tardi. Milano, Europa, 2050

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Settimana 11

Tabula Rasa “All’inizio la mente è una tabula rasa. Poi in quella mente si fa strada un’idea e cominciano i guai, perché la mente scambia l’idea per il mondo” - George Saunders

In

un co stat liceo nd o i r om ns om , u tall an til ato o è e u pe n di r i c dist 15 M ed om rib ar uc pi uto zo az ti re Pr ion in d es e cla i un se ss ta ssu e be “N ale s t on in em . l’h TV, m i o B a de uf tto fon 16 ,l n M o eg ar giu a zo ro tut su to: zio ”.

L’evento mediatico che ci ha tenuti incollati per cinque mesi di fronte alla TV, ha visto la vittoria di un robusto ragazzone trevigiano con un taglio di capelli alla Javier Bardem in Questo Non È un Paese per Vecchi! Le cronache narrano che se li sia tagliati da solo, in uno di quei momenti di simpatia e coupe de théâtre che gli hanno fatto meritare il favore senza riserve dei telespettatori. Merito anche delle sue esternazioni e opinioni schiettamente maschiliste sulle sue compagne di avventura, cui il Bardem di Treviso faceva immancabilmente seguire la chiosa

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Settimana 11

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lG ha eog tu foto raph tto gr ic ne afa ro to 1 in . Se un 7 Ma va m pi rz ca bra ng o du D nz s ui a s ia no ran op o ul sta so te u il m La to tto n a m br al pos com less o. 15 to izi er e %, a e o, 2 sa Di pu m Pie 18 nt i. I tr Ma i in l c o rz più oles è sta o re r te to gio isp ro na ett lo è li d o el alle 20 05 .

“Oh, io sono un uomo di campagna!” La parte per il tutto, l’idea per il mondo. Forse ho traslocato da troppo tempo in città, ma anch’io che pure vengo dal Veneto rurale avevo un ricordo ben diverso dell’uomo di campagna, esempio di forza e integrità maschia. Uomo d’altri tempi e di poche parole cui portare rispetto, votato al sacrificio chino sulla terra, e che mai sarebbe andato per cinque mesi a stravaccarsi sul divano sputtanandosi in (costante) diretta. Times change. Che l’8 marzo sia la Festa della donna ha davvero poca importanza: in Italia a noi donne la festa la fanno tutto l’anno! Le donne sono le protagoniste dei nostri schermi mediatici, in primo piano ogni giorno, sono anche donne di potere, sedute ai posti di governo e se non sono sedute, saranno sdraiate ma la posizione è un dettaglio (de gustibus…). Straniere o italiane, massaggiatrici o igieniste dentali, giovani e belle, o capaci almeno di cantare in un coro, le donne sono la moneta di scambio preziosa senza la quale non si sarebbero svolte le più importanti transazioni economiche e politiche italiane degli ultimi agitati mesi. È stata anche la settimana del decreto salvaliste: “Vi piace vincere facile eeehh?” Questo avrà pensato qualcuno dopo la scoperta dell’inaccettabilità delle liste del Pdl per un ritardo nella consegna dei nominativi. Ma dopo il salva-la-vita Beghelli e il guscio antiurto Meliconi, ecco il decreto salvaliste, da impiegare

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Settimana 11

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co n

tin For u m s è tra a c ula un ge os 1 ’ar a ì la . m ll’i F a d nt er 19 i d ern rari Ma ist o fa rzo ru de rà Ma zio l s un rad ne uo a al on di bo vo a lto è Ma x: ssa da stat . Se l ca o m lo ne or s v pa edr dell o nc em a s 2 hin o ua 0 M a s an fid ar ap cor an zo re a u za m rl ta o ar . il m e in la otivo rab : bia .

tutte le volte in cui stupide pedanterie burocratiche, noiosamente definite da taluni vincoli legali, rischiano di far saltare le regole democratiche per un voto bipartisan! Leggere attentamente le avvertenze e le precauzioni per l’uso: potrebbe causare dipendenza. E per salvaguardare la par condicio, tacciano per sempre le trombe dei talk show: io l’ho sempre pensato che i politici, di ambedue le parti, usassero toni tropo urlati. Era ora di impartire loro una bella lezione di etichetta! E gli italiani riflettano su quello che è meglio per il bene del Paese nell’intimo delle proprie case e dei propri pensieri. Oscuriamo le TV, e anche i telegiornali. Ma facciamolo sul serio, vi prego! Il nostro premier intercettato ha esclamato: “Non è possibile che i giornalisti parlino di me in questi termini!” I giornalisti intercettati: “Non è possibile che i telegiornali parlino del premier in questi termini!” Insomma: i media ci trasmettono visioni del reale talmente discordanti e assurde che essere disorientati è il minimo che ci possa capitare. Io, dal canto mio, come il caro vecchio Flaiano “Ho una tale sfiducia nel futuro che faccio progetti per il passato…”

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Settimana 12

La maledizione della statuina Sandra Bullock, fresca vincitrice del premio

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21 B … Ma su riat ple rzo o ore fig h an lio a no Mo Fa chi a l nt co. m e Q a an zem uan to ch olo d e h o l 22 lui a ’h Ma vu dic a s rzo o h ap ch le u iara uto iam n to , er figli che àC o av e lo all ino .

Oscar, dodici giorni dopo il ritiro dell’ambito premio ha visto finire il suo matrimonio. Vincere la preziosa statuetta è il sogno di ogni attore, ma pare che ultimamente non porti un gran bene alle attrici protagoniste. Delle ultime dodici che l’hanno vinto, otto sono tornate single. Faccio solo alcuni nomi. Kate Winslet (se qualcuno avesse il suo numero mi farebbe piacere dirle direttamente quanto mi dispiace...), Angelina Jolie (non è il mio tipo ma, se qualcuno ha il numero giusto, per gentilezza una chiamata gliela faccio...), Hilary Swank (la chiamo solo gli anni in cui non sembra uomo...), Reese Witherspoon (mi sa che è una che ti tiene al telefono una vita e che poi si finisce a parlare del Kentucky...), Kim Basinger (ho già il numero...) e Halle Berry (mi chiama lei!). Ma torniamo alla protagonista di questi giorni: la tenera Sandra. Da

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Settimana 12

m ha anif pr est D o di me azio uran alb sso ne te er ch di la i, e Ro m p m 2 a n ia a 3 em nte , Be Ma Co m rà 1 rlu rzo m en 0 sc o 0 m on do men un i i po to o lio Mi di d’U ni ab lan Ber liv bia -Na lus o. c go mo po on l”. a li: i Pe vut “Pe 2 r l o a cc 4 M a Q lm at a ue en o p rzo stu o erc ra 10 hé no pa n ll più era e di no du e.

noi è un tipico nome da parrucchiera: “Vado dalla Sandra che ho un po’ di ricrescita”. Oltreoceano è un nome da diva. Magie della longitudine. Sandra è sposata - e dico sposata - e ha dei figli - e dico dei figli - con il proprietario della West Coast Chopper. Ora, riuscite a immaginare qualcosa di più tamarro di una moto? Io sì: un chopper. Riuscite a immaginare qualcosa di più tamarro di un chopper? Io sì: un chopper della West Coast. Riuscite a immaginare qualcosa di più tamarro di un chopper della West Coast? Io sì: il suo creatore! Ma non è finita qui. Come si chiama questo campione del mondo di motoraduni porno-sado-chopper? JESSE JAMES!!! Ed è veramente il pronipote del famosissimo bandito!!! Ora, tenera dolce Sandra, sciampista Hollywoodiana, che è da quando ti vedo al cinema che mi ricordi la compagna di classe carina ma che non sa di niente, tu che il giorno in cui hai ritirato l’Oscar hai ringraziato tuo marito perché ti ha fatto capire “com’è importante avere uno che ti guarda le spalle”. Tu ti stupisci pure se uno così finisce a fare cinque giorni di “puro sesso” con la pluritatuata Michelle ‘Bombshell’ McGee. Per la cronaca: lei ce l’ha tatuato in fronte il numero di telefono! Sandra, Sandra, mi sa che anche la buona ‘Bombshell’ ha capito l’importanza “di avere uno che ti guarda le spalle”... il problema è che cosa sta facendo mentre te le guarda! Ora vado perché mi suona il telefono. Dev’essere Halle...

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Settimana 13

Tempo al Tempo Come scrive il bellissimo libro della Bibbia, il Qoèlet, c’è un tempo per tutto. “C’è un tempo per nascere e un tempo per morire / un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante. Un tempo per uccidere e un tempo per guarire / un tempo per demolire e un tempo per costruire”.

In Is un land vu a s lc i ch ano è ris e e, ve si c gl ris om iat ve e o gli fa an nn 26 o, o t M pe ut arz r p ti q o rim ue ha a c lli er osa ut tat o.

Pe rP 6 asqu m a ili p Pra oni rev tic di i isti am ta en lian 25 te i in M un v arz a V iag o ia gio Cru . cis .

Il tempo. Sono convinto che una delle più grandi scoperte di sempre sia legata al concetto della relatività del tempo; per ognuno di noi il suo scorrere è differente. Basta applicare queste grandi e complesse teorie scientifiche a piccole esperienze quotidiane, vediamo come. Quello che comunemente le donne asseriscono con la frase: “… due minuti

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Settimana 13

e sono prontaaaa!” in realtà è una bugia, ha una valenza diversa per noi maschietti, perché nei “loro” due minuti noi riusciamo a fare un sacco di cose: benzina alla macchina, un paio di telefonate agli amici, comprarci un pacchetto di sigarette, fumarcelo tutto, intagliare graziosi manufatti in legno tipici dell’arte guatemalteca, comporre una suite per violoncello solo e clavicembalo ben temperato e infine invecchiare. Ecco perché non è così surreale che una ragazza, dopo averti detto la ben nota frase, una volta salita in macchina ti chieda: “Sono tanto in ritardo Ale?” e che tu le risponda: “Ale ero nella vita precedente, in questa reincarnazione mi chiamo Pierpaolo”. Il tempo. Afferma la sua relatività anche nell’intimo esercizio amoroso tra un uomo e una donna: ci impegniamo, ci adoperiamo con passione affinché la nostra prestazione sia meritevole di apprezzamenti ed elogi, ma ci dimentichiamo che mentre noi siamo impegnati nei 200 metri piani, la nostra Lei è più a suo agio su distanze più rispondenti a quelle di una maratona.

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e. Il im s ver Part m tru sa en ed tt in o iat ura p ne i, li. ess gli O im 2 è cco e 7 M rim rro co ar as no ndi zo to in zio Be po ter ni co ve co rlus te nti nf co m r n Do ont i r pio po o t ifiu . t i e a Du l lan levis il om cio ivo o de co 28 M ev l n ita mo Be arzo i f de rsa ac llin ni cia o . a f de ac l cia .

Il tempo. Quello di recupero di una partita di calcio: se stai vincendo ne viene dato sempre troppo e non finisce mai e, se invece stai perdendo, sembra avere fretta e consumarsi in meno di un momento. Il tempo si può aver-

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Settimana 13

lo come non averlo, lo si può dedicare, lo si può guadagnare o perdere, lo si può far passare, ma non lo si potrà mai fermare. Il tempo è anche il testimone dello scorrere degli eventi. E di evento bisogna parlare se ci riferiamo alla trasmissione RAI per una Notte, un evento che pare aver dissolto in parte l’acido lattico presente nelle menti e nelle coscienze di molti. Otto anni (è troppo tempo) sono dovuti passare perché Daniele Luttazzi potesse ricomparire davanti a un pubblico televisivo, e non lo ha fatto certo in punta di piedi, con tinte tenui, ma come sempre lo ha fatto utilizzando il linguaggio della satira, ovvero lo strumento attraverso il quale si critica la politica e la società, mostrandone le contraddizioni e promuovendone il cambiamento. E a voler ben vedere, dopo l’inverno del nostro scontento, forse i tempi sono maturi per una primavera particolarmente attesa, una primavera da godere in ogni istante e che soddisfi la nostra voglia di sole. Mentre veniamo distratti da una variopinta selezione di imbarazzi settimanali quali: nomination isolane, sfide cromatiche tra bianchi e blu, balletti sotto le stelle, troni e rintronati, ci vogliono convincere che va bene così, che non ci manca nulla e che se anche fosse, possiamo sempre vivere desiderandolo. Il tempo ci darà ragione se sapremo sfruttare questa opportunità di cambiamento, i segnali ci sono e sono tutti incolonnati dentro le nostre insoddisfazioni.

Pe ri l sp or è tivo Ca il g n p ior °1 ello na . Pe è le r l ne pe Mo o m gg ur 29 m io inh M en re o o . N il arzo In i t on Af ito v gh li: i l an ze eg am ist ru ge er an tit ica i uli an ni Mar . tic usa in hi n es dif rom o le en an ta 30 de i. ttic Ma rsi I ta he rzo , u le d sa ba eg As no ni, li te qu pe rix el r e le d Ob i eli x.

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Tim

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Settimana 13

Ès

ca tta in ta l ha Ita ’or vis lia. a le to Si ga la è le sit gu ua ar 3 di zio data 1 Ma to ne a rzo rn e tto ar ha rn se d o ne e , ind ciso iet ro.

Quindi dipende da noi, adesso, dato che l’impegno è il modo in cui si realizza l’inevitabile. A supporto di questa tesi vorrei affidarmi alle parole di un uomo, un Autore che da molto tempo (e spero che lo farà per molto ancora) ci regala perle di filosofia. Attraverso questo aforisma intende infonderci una speranza che alla fine premierà i nostri sforzi: “Ho smesso di fumare. Vivrò una settimana di più e quella settimana pioverà a dirotto…” Un abbraccio a tempo indeterminato!

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Annuario 2010 - DRAFT