Realizzare insieme un progetto:
dall’idea imprenditoriale
alla società cooperativa

Sportello per la creazione di cooperative start

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dall’idea imprenditoriale
alla società cooperativa

Sportello per la creazione di cooperative start

Colofone
Editore
Federazione Cooperative Raiffeisen
Autori
Dott. Karl Heinz Weger (Reparto Cooperative di produzione e di servizi)
Dott. Astrid Kuprian (Reparto Cooperative di produzione e di servizi)
Dott. Alexander Staffler (Reparto Cooperative di produzione e di servizi)
Mag. (FH) Klaus Moosmair (Reparto Cooperative di produzione e di servizi)
Dott. Markus Fischer (Reparto legale)
Dott. Hanno Heiss (Reparto legale)
Rag. Ralf Niederstätter (Reparto Servizio lavoro e sindacale)
Dott. Norbert Spornberger (Raiffeisen Servizi Assicurativi)
Grafica
ID Creativstudio, Meran
Traduzioni
Bonetti & Peroni, Bolzano
Stampa
Ferrari-Auer, Bolzano
Aggiornamento Giugno 2015
Nonostante il controllo accurato dei contenuti, è esclusa qualunque garanzia.
Cari lettori,
la società cooperativa è una moderna forma imprenditoriale che vanta una lunga tradizione.
In Alto Adige, già da un secolo e mezzo, le cooperative rappresentano un pilastro portante del tessuto socio-economico. Il motto di Raiffeisen, “Ciò che è precluso al singolo, può essere realizzato da molti”, è oggi più attuale che mai, considerando che queste realtà vengono costituite prevalentemente come strumento di aiuto solidaristico.
La loro peculiarità risiede proprio nel collocare al centro del loro operato i soci e i loro interessi. Attraverso di esse, infatti, è possibile organizzare numerosi ambiti, da quello agricolo a quello commerciale, dalla produzione al lavoro, fino a terziario, energia e attività sociali.
Con il presente opuscolo desideriamo fornirvi una panoramica del variegato universo coo perativo, trasmettendovi alcuni stimoli per la costituzione di nuove società.
Se desiderate verificare la realizzabilità della vostra idea imprenditoriale con riferimento alla forma cooperativa, potete rivolgervi al nostro competente servizio di consulenza start-up, che sarà lieto di fornirvi preziose informazioni a titolo gratuito. Attendiamo una vostra visita!
Vi auguro una lettura stimolante e pieno successo nella realizzazione del vostro progetto cooperativo!


Dott. Paul Gasser
Direttore generale della Federazione Cooperative Raiffeisen

Oggi l’Alto Adige vanta più di 1.000 società cooperative con oltre 160.000 soci singoli. Ciò significa che, nella nostra provincia, circa un cittadino ogni tre-quattro è membro e, pertanto, comproprietario di una cooperativa.
A livello locale, queste realtà operano in quasi tutti gli ambiti e giocano un ruolo essenziale in termini socio-economici. Spesso, sono uno “specchio dei tempi”: nel corso degli anni, la loro attività, infatti, si è via via spostata dai tradizionali settori agricoli e creditizi a quelli dell’approvvigionamento energetico, dell’edilizia abitativa, dell’inserimento lavorativo e di altri servizi, soprattutto in ambito sociale.
Le cooperative altoatesine sono assistite da quattro organizzazioni ombrello; la Federazione Raiffeisen, con una quota pari a circa il 39 percento, è la più grande associazione provinciale di revisione.
Il cooperativismo è pertanto un importante pilastro culturale e socio-economico dell’Alto Adige.

2.1. Cos’è una società cooperativa?

“Ciò che è precluso al singolo, può essere realizzato da molti”, Friedrich Wilhelm Raiffeisen (1818–1888)
Una cooperativa è una libera associazione di persone fisiche e giuridiche (società a responsabilità limitata, cooperative, società per azioni, associazioni ecc.), che esercitano insieme un’attività imprenditoriale. Perseguire interessi comuni e svilupparsi è più semplice se fatto insieme che da soli.
Lo scopo di una cooperativa è sempre la promozione degli interessi economici, sociali e culturali dei propri soci: non è il capitale a essere al centro dell’operato bensì l’uomo, insieme al suo benessere economico e al sostegno reciproco dei membri. Ciò implica che, a favore dei soci, vengono create condizioni migliori in termini di prezzo, retribuzione e/o qualità della vita. Le cooperative lavorano a copertura dei costi e i profitti conseguiti non possono essere distribuiti ma devono adempiere alla missione solidaristica, oltre ad assicurare la sopravvivenza della società stessa.
La cooperativa è dotata di personalità giuridica e, in materia di diritto commerciale, è soggetta alle disposizioni di una società per azioni (Spa) o di una società a responsabilità limitata (Srl) (art. 2519 cod. civ.), avendo quindi sempre una responsabilità limitata.

2.2. Quali sono le caratteristiche e i valori di una cooperativa?
Molte società cooperative vengono costituite per soddisfare un bisogno attuale o una particolare necessità e spesso offrono una forma di aiuto solidaristico. Ogni singolo individuo contribuisce all’efficienza della comunità con l’apporto delle proprie capacità, competenze e abilità.
I principi di aiuto solidaristico, autogestione e responsabilità individuale sono sempre al primo posto.
Le cooperative offrono ai propri soci un elevato livello d’iniziativa personale, autodeterminazione e compartecipazione. I soci sono al tempo stesso comproprietari (datori di capitale), responsabili decisionali (membri dell’assemblea generale) e partner commerciali (clienti o fornitori).
Queste società sono inoltre regolate dal “principio delle porte aperte”, secondo cui in ogni momento è possibile accogliere tra i membri chi ne fa domanda liberamente. Tutte le decisioni riguardanti la cooperativa vengono prese democraticamente, poiché ciascun socio ha lo stesso diritto di voto.
Le società cooperative possono esercitare qualunque attività imprenditoriale, a condizione che non abbia carattere speculativo, ma che sia finalizzata all’adempimento di una missione solidaristica. In base all’art. 2511 del cod. civ., le cooperative devono avere scopo mutualistico: ciò significa che, dal punto di
vista giuridico e tributario, devono obbligatoriamente perseguire la promozione reciproca dei loro membri.
È importante, in tal senso, il rispetto delle cosiddette clausole mutualistiche:
8 remunerazione e rivalutazione limitata del capitale sociale
8 indivisibilità delle riserve
8 destinazione di una parte dell’utile al fondo mutualistico
8 in caso di scioglimento, devoluzione del patrimonio residuo al fondo mutualistico
Fondo mutualistico
Ai sensi della legge n. 59/1992, tutte le cooperative sono obbligate a destinare annualmente il 3 percento dell’utile d’esercizio al fondo mutualistico, in un’ottica di promozione e sviluppo della cooperazione. Lo stesso principio si applica in caso di scioglimento della società: in seguito alla copertura dei debiti e al rimborso delle quote societarie, il capitale residuo deve confluire in tale fondo.
La prevalenza mutualistica
Affinché le cooperative possano avvalersi delle vigenti agevolazioni fiscali, devono svolgere la loro attività prevalentemente in favore dei soci. In base alla definizione dell’art. 2513 cod. civ., la condizione di prevalenza è rispettata qualora più del 50 percento delle attività stabilite dallo statuto sono svolte con i soci. Queste società vengono iscritte separatamente nel registro delle cooperative e il loro utile è esente da imposte per il 57 percento, mentre nelle altre realtà l’esenzione è applicata solo sul 30 percento dell’utile.
2.3. In che cosa si differenzia una cooperativa da un’associazione e/o da altre forme imprenditoriali?
Le associazioni svolgono prevalentemente attività di pubblica utilità in ambito culturale, sociale e sportivo, distinguendosi dalle società di persone e di capitale soprattutto perché il loro scopo principale non è lucrativo. Gli eventuali profitti realizzati durante lo svolgimento dell’attività di un’associazione non possono, infatti, essere distribuiti ai soci.
Al contrario, sia le società di persone sia quelle di capitale si contraddistinguono per l’apporto di beni o servizi da parte di uno o più soggetti, anche con personalità giuridica, finalizzato all’esercizio congiunto di un’attività imprenditoriale volta alla distribuzione dei ricavi e/o utili.
Anche la cooperativa è una società di capitale (secondo il modello di Srl o Spa), ma il suo scopo principale non è il conseguimento di un profitto, bensì la promozione dei soci (mutualità). Si contraddistingue inoltre per il capitale variabile: poiché il numero dei soci non è costante, i nuovi ingressi e le fuoriuscite ne comportano un costante adeguamento.
2.4. Quali sono gli organi sociali di una cooperativa?
Di regola, le cooperative hanno tre organi:
1. l’assemblea dei soci
2. il consiglio d’amministrazione (direttivo)
3. l’organo di vigilanza (collegio sindacale o comitato di controllo)
1. L’assemblea dei soci
Organo primario di una cooperativa, l’assemblea è costituita dalla totalità dei soci che, al suo interno, esercitano i diritti loro spettanti in base alla legge e allo statuto (cfr. capitolo 2.6). L’assemblea ordinaria nomina il consiglio d’amministrazione e l’organo di controllo, oltre a prendere alcune decisioni fondamentali e determinanti per il futuro della società; è convocata almeno una volta l’anno, entro 120 giorni dalla conclusione dell’esercizio sociale, per l’approvazione del bilancio.
L’assemblea straordinaria, che deve essere convocata alla presenza di un notaio, delibera invece sulle modifiche statutarie, sulle fusioni con altre società e sullo scioglimento della cooperativa.
2. Il consiglio d’amministrazione (direttivo)
Eletto dall’assemblea dei soci con un mandato triennale, ha il compito di coordinare la cooperativa a livello operativo e di mettere in pratica le delibere assunte dall’assemblea stessa.
Il consiglio d’amministrazione si compone di più persone (il numero è fissato per statuto), tenendo presente che le cooperative sotto forma di Srl possono nominare anche un amministratore unico.

Solo le cooperative con meno di venti soci o con un totale di bilancio inferiore a un milione di euro hanno facoltà di applicare le disposizioni che disciplinano le Srl.
Chi presiede il consiglio d’amministrazione, ovvero il presidente, rappresenta la società anche nei confronti di terzi e in sede giudiziaria.
3. L’organo di vigilanza (collegio sindacale o comitato di controllo) Compito dell’organo di vigilanza è il controllo del rispetto di tutte le disposizioni legislative e statutarie, dell’osservanza dei principi di corretta amministrazione, dell’adeguatezza e dell’idoneità della struttura organizzativo-amministrativa e della contabilità.
Che si tratti di una Spa o Srl, la nomina del collegio sindacale è obbligatoria solo in presenza dei motivi citati all’art. 2477 cod. civ. (ad es. qualora in due esercizi consecutivi vengano superate almeno due su tre delle seguenti soglie: 4.400.000 euro di totale di bilancio, 8.800.000 euro di fatturato e 50 dipendenti quale numero medio).
Qualora i criteri sopra esposti siano soddisfatti, le cooperative Srl adottano il sistema amministrativo tradizionale, che prevede un consiglio d’amministrazione e un collegio sindacale. In aggiunta a questo, le Spa possono optare anche per il sistema monistico (in cui direttivo e colleggio sindacale non sono distinti istituzionalmente) o quello dualistico (direttivo e colleggio sindacale separati). Mentre nel primo caso le funzioni direttive e di controllo sono raggruppate all’interno dello stesso organo, il sistema duale è basato su una netta distinzione tra amministrazione e vigilanza.

2.5.
I soci hanno innanzitutto il diritto di avvalersi delle prestazioni della cooperativa. In base alla tipologia (cfr. capitolo 2.7), ciò può consistere nello sfruttamento dei servizi offerti o nella fornitura di beni prodotti da loro stessi.
Hanno inoltre il diritto di partecipare alle decisioni prese nell’ambito dell’assemblea generale, dove a ciascuno di essi spetta il diritto di voto attivo e passivo: quest’ultimo significa che possono essere eletti in seno agli organi sociali. In conformità con le disposizioni di legge e a condizione che la cooperativa abbia assunto una delibera in tal senso, è possibile anche la distribuzione di dividendi.
D’altro canto, i soci devono partecipare al capitale sociale: hanno la possibilità di avvalersi delle prestazioni rese dalla cooperativa o, in caso di cooperativa di conferimento, di fornire alla società i beni prodotti in proprio (frutta, latte, uva, ecc.). Se ciò non accade, il consiglio d’amministrazione ha la facoltà di escludere il socio inadempiente.

2.6. Che cosa contemplano statuto e regolamento?
Ai sensi dell’art. 2521 cod. civ., lo statuto contiene le regole relative al funzionamento e all’operatività della cooperativa. Pur essendo redatto in un documento separato, è parte dell’atto costitutivo e definisce due elementi d’importanza fondamentale: lo scopo sociale e l’oggetto della società; quest’ultimo si rifà al primo e descrive l’attività esercitata. In caso di costituzione di una nuova cooperativa, questi due punti devono essere ponderati e formulati molto accuratamente.
Lo statuto contiene inoltre le norme che regolano lo stato di socio, i requisiti da soddisfare per l’ammissione, nonché le regole relative ad accoglimento, fuoriuscita ed esclusione. Un capitolo a sé stante è dedicato al capitale/patrimonio e alla destinazione degli utili. Inoltre, a seconda del sistema amministrativo prescelto, sono disciplinati anche la composizione e il funzionamento degli organi sociali, cioè assemblea generale, consiglio d’amministrazione e collegio sindacale (quest’ultimo solo se previsto). Le società cooperative in possesso dei requisiti stabiliti dalla legge possono scegliere l’applicazione delle disposizioni che disciplinano le Srl, attraverso opportuna indicazione nello statuto.
Lo statuto di una società che rispetta la condizione di prevalenza contiene, inoltre, le cosiddette clausole mutualistiche (cfr. capitolo 2.2) stabilite dall’art. 2514 cod. civ. Per tutto ciò che non è disciplinato dallo statuto, si applicano le norme del codice civile o le altre
disposizioni di legge che regolano la cooperazione.
La cooperativa può emanare uno o più regolamenti. La legge disciplina solo quello che definisce i rapporti giuridici tra società e membro: in una cooperativa di conferimento, ad es., la consegna delle materie grezze agricole (mele, latte, uve, ecc.), lo stoccaggio, la definizione e la liquidazione del prezzo.
Ai sensi della legge n. 142 del 3 aprile 2001, nelle cooperative (in particolare in quelle di lavoratori), i cui soci collaborano attivamente all’interno della società, è necessario un regolamento, che dev’essere depositato presso l’Ispettorato del lavoro.
Se il regolamento non è stato emanato già alla costituzione della società e viene deliberato in un momento successivo, la stesura è demandata al consiglio d’amministrazione, che deve poi presentarlo all’assemblea dei soci per l’approvazione con le maggioranze previste per le sedute straordinarie.
2.7. Quali tipologie di cooperativa esistono?
Gli ambiti operativi delle società cooperative sono molto diversificati e rispecchiano le differenti esigenze della società. Le tipologie elencate di seguito rappresentano la forma imprenditoriale più idonea per la realizzazione degli scopi indicati.
a) Cooperative di servizi
Costituite prevalentemente da lavoratori autonomi e/o da liberi professionisti per l’organizzazione di determinati servizi richiesti dagli aderenti, offrono anche la possibilità di disciplinare alcuni servizi pubblici, come quelli comunali, in collaborazione con associazioni o enti locali, consentendo così di ottenere economie di scala, effetti sinergici e potenziali di risparmio. Le aziende e i liberi professionisti possono mantenere la loro indipendenza, presentandosi compatti nei confronti dei grandi fornitori e assumendo così una posizione di maggiore forza sul mercato.
Scopo: fornitura ai soci di servizi di qualunque genere.
Oggetto: gestione, locazione o affitto d’impianti sportivi e altre strutture pubbliche, promozione dell’attività delle associazioni aderenti, svolgimento di servizi a favore di liberi professionisti (ad es. tenuta della contabilità, servizi di laboratorio, ecc.), supporto dei soci in diversi ambiti (amministrazione, diritto e questioni tecniche), gestione di strutture sovracomunali, servizi IT, formazione e aggiornamento professionale dei membri, ecc.
Prevalenza: almeno il 50 percento dei servizi dev’essere erogato ai soci.
b) Cooperative energetiche
Queste cooperative, di regola, sono costituite per lo sviluppo e la produzione di energie rinnovabili e per il risparmio energetico, offrendo così ai cittadini la possibilità di partecipare personalmente alla produzione di energia.
Scopo: approvvigionamento energetico dei soci a condizioni agevolate.
Oggetto: istituzione e gestione d’impianti per la produzione energetica, smercio dell’energia prodotta sotto forma di elettricità e/o calore, realizzazione e manutenzione d’impianti produttivi e fotovoltaici, di linee di approvvigionamento e distribuzione per l’energia, nonché di altri impianti e macchinari, supporto e consulenza in questioni legate al risparmio energetico, ecc.
Prevalenza: le cooperative elettriche e quelle che gestiscono gli impianti di riscaldamento devono cedere almeno il 50 percento dell’energia prodotta (elettrica o termica) ai propri soci.

c) Cooperative di consumo e di approvvigionamento Solitamente, queste realtà vengono costituite per consentire la vendita ai soci, a condizioni possibilmente vantaggiose, di merci acquistate o prodotte in proprio. I soci stessi possono partecipare alle decisioni legate alla gamma dei prodotti, determinandone così direttamente qualità e origine. Per la fondazione di queste società sono necessari almeno 50 soci.
Scopo: fornitura ai soci di beni di consumo e di altra natura a condizioni vantaggiose.
Oggetto: realizzazione e vendita di beni prodotti dai soci, fornitura e approvvigionamento di beni e servizi, consulenza e formazione dei soci, ad es. cooperative di consumo nel commercio al dettaglio di generi alimentari, cooperative di approvvigionamento agricolo.
Prevalenza: oltre il 50 percento del fatturato dev’essere conseguito con i soci; nelle aree montane con meno di 10.000 abitanti, il requisito della prevalenza è soddisfatto in ogni caso.
Cooperative di servizi
Cooperative energetiche
Cooperative di consumo e di approvvigionamento
Cooperative agricole

Cooperative di produzione e lavoro
Cooperative sociali
d) Cooperative agricole
Si tratta di società nate dalla libera associazione di più agricoltori o imprese agricole, che uniscono le loro forze per svolgere mansioni in materia di rilevazione, lavorazione, trasformazione e commercializzazione di prodotti agricoli, consentendo così la liquidazione di prezzi di conferimento più alti possibile e l’offerta ai soci di servizi in tema di consulenza ecc. a condizioni agevolate.
Le cooperative agricole hanno assunto un importante ruolo socio-economico, poiché forniscono alla collettività generi alimentari di qualità e, grazie alla loro forza economica, contribuiscono alla preservazione delle aree rurali.
Scopo: associazione di agricoltori per la promozione dell’agricoltura.
Oggetto: stoccaggio, lavorazione, trasformazione e recupero di prodotti agricoli dei soci; commercializzazione al dettaglio e all’ingrosso, acquisto collettivo di beni di prima necessità, miglioramento delle tecniche di coltivazione e allevamento di animali, aggiornamento professionale dei soci, come ad es. cooperative ortofrutticole, di produttori sementi, vinicole, lattiere, ecc.
Prevalenza: oltre il 50 percento degli acquisti di materie prime, beni e servizi (in termini di quantità e valore) deve essere effettuato dai soci.
e) Cooperative di produzione e lavoro Sono società costituite per assicurare ai soci un impiego nel tempo a condizioni vantaggiose, date da un buon reddito e da favorevoli possibilità di sviluppo professionale; i soci, quindi, sono al tempo stesso imprenditori e lavoratori. Queste cooperative sono frequenti nell’artigianato e nel terziario, ma vengono fondate anche nel caso di cessazione dell’attività di un’azienda per motivi economici o in assenza di successori. In questi ultimi due casi, i lavoratori (licenziati) rilevano l’impresa, assumendone la gestione.
Scopo: creazione di opportunità per un’occupazione durevole con un reddito adeguato e condizioni favorevoli, a beneficio dei soci.
Oggetto: istituzione, rilevamento e gestione di un’impresa, esecuzione di lavori, acquisto, realizzazione e vendita di beni e sevizi, come ad es. cooperative di produzione per servizi di pulizia, cooperative di lavoratori edili o artigiani, ecc.
Prevalenza: almeno il 50 percento dei costi del personale deve ricadere sui soci.
f) Cooperative sociali Sono nate con lo scopo di favorire lo sviluppo umano e l’integrazione di persone socialmente svantaggiate nell’interesse della comunità. Si distinguono due tipologie di cooperative sociali.
Le cooperative di tipo A si fanno carico di servizi socio-sanitari, culturali ed educativi. Le cooperative di tipo B, invece, esercitano le attività più disparate (in agricoltura, industria, commercio e terziario), allo scopo di favorire l’inserimento lavorativo di persone socialmente svantaggiate, la cui percentuale dev’essere pari almeno al 30 percento.
Scopo: promozione dello sviluppo umano o dell’integrazione sociale di persone svantaggiate.
Oggetto
Tipo A: ad es. gestione e amministrazione di case di riposo, strutture per lungodegenti, alloggi per anziani; assistenza di persone non autosufficienti; fornitura di servizi educativi e socio-pedagogici; consulenza e formazione in ambito sociale; gestione di strutture residenziali per persone svantaggiate; assistenza all’infanzia; gestione di asili nido; consulenza familiare, gestione di centri culturali e formativi; compravendita di prodotti del commercio equo-solidale, ecc.
Tipo B: ad es. gestione di aziende ristoratrici, laboratori e falegnamerie; fornitura di servizi vari, come pulizie, conservazione del paesaggio, ecc.
Prevalenza: il requisito è soddisfatto in ogni caso, poiché la cooperativa sociale opera nell’interesse della collettività.

g) Cooperative edilizie
Queste realtà hanno lo scopo di aiutare i propri soci ad acquistare spazi abitativi: dopo la costruzione, gli alloggi vengono ceduti in vendita o in affitto ai membri della cooperativa. Solitamente, questi edifici vengono realizzati nelle aree destinate all’edilizia abitativa agevolata, assegnate a tale scopo dai comuni. In fase di costruzione, tutti i soci partecipano alle decisioni; in caso di recesso di uno di essi per motivi economici, la società può continuare l’opera in veste d’impresa promotrice, assegnando l’alloggio a terzi.
Scopo: aiutare i soci a reperire spazi abitativi a condizioni agevolate.
Oggetto: acquisizione di terreni per l’acquisto o la costruzione di edifici abitativi o appartamenti per i soci e assegnazione delle abitazioni, senza scopo di lucro; affitto di alloggi, acquisto collettivo di materiali edili, mobili e altri elementi d’arredo; promozione e consulenza dei soci, come ad es. cooperative di edilizia abitativa, cooperative per la costruzione di alloggi destinati al ceto medio e cooperative di edilizia sottosuolo.
Prevalenza: i ricavi delle forniture e dei servizi devono trarre origine per oltre il 50 percento dai soci (ad es. proventi dall’assegnazione degli alloggi).


L’inizio del processo costitutivo è dato dallo sviluppo o dall’esistenza di un’idea imprenditoriale, che s’intende realizzare insieme ad alcuni partner, i futuri soci.
Gli aderenti a una cooperativa possono essere persone fisiche come società, associazioni o enti.
Di regola, per la costituzione di una società cooperativa sono nove soci, anche se nel caso di una Srl ne sono sufficienti tre, qualora siano persone fisiche.

Avete un’idea imprenditoriale e desiderate sapere se è possibile metterla in pratica sotto forma di cooperativa? Volete conoscere le fasi necessarie per la costituzione della vostra società? Desiderate sapere quali sono gli aspetti cui prestare maggiore attenzione nella prima fase imprenditoriale?
Allora non vi resta che rivolgervi al servizio di consulenza StartUP, offerto dalla Federazione Cooperative Raiffeisen!
A tutti gli interessati offriamo una consulenza gratuita, prestata da personale competente e motivato, che vi assisterà nella vostra futura attività imprenditoriale, dallo sviluppo dell’idea commerciale al primo colloquio, fino alla fase realizzativa e oltre.
Contattateci: saremo lieti di offrirvi il nostro supporto
Consulenza StartUP
Tel. 0471 945296, E-mail: start-up@raiffeisen.it www.raiffeisenverband.it/startup


3.2. Dall’idea alla realizzazione: il processo di start-up
Come potete immaginare, non è sufficiente avere un’idea commerciale per muovere i primi passi verso l’autonomia lavorativa.
Innanzitutto, sono essenziali un concetto ben ponderato e una strategia professionale.
Il prodotto o il servizio che intendete offrire deve soddisfare le richieste del mercato, mentre l’ubicazione aziendale dovrebbe essere frutto di una scelta strategica. Inoltre, il progetto dev’essere finanziabile e sostenibile dal punto di vista economico, oltre a essere realizzato da collaboratori e soci motivati e qualificati.
“Realizzare insieme” è il leitmotiv del nostro servizio di consulenza che vi accompagna, passo dopo passo, nella realizzazione della vostra idea.
Come si svolge, nel concreto, questo servizio?
8 Primo colloquio. In seguito alla vostra presa di contatto, nel corso di un primo incontro, discuteremo la vostra idea imprenditoriale, fornendovi informazioni sulla tipologia di cooperativa più adatta a voi, dando una risposta alle domande più impellenti e offrendovi preziosi spunti di riflessione per il consolidamento e la concretizzazione del vostro progetto.
8 Check-list. Per far sì che la vostra idea si trasformi in un concetto adeguato, corredato da un idoneo business plan, vi forniremo un
promemoria e saremo al vostro fianco per assistervi. Questa check-list vi consentirà di mettere per la prima volta nero su bianco il vostro progetto, descrivendone attività, benefici per i clienti, peculiarità, squadra dei “fondatori” con le rispettive qualifiche, target cui volete rivolgervi e mercato di riferimento. Inoltre, vi permetterà di analizzare i competitor, la vostra ubicazione, il fabbisogno di personale e di capitale. Tutte queste riflessioni sono essenziali per valutare correttamente l’intero progetto e costituiscono la base decisionale per procedere con le fasi successive.
8 Verifica del progetto. Insieme ai nostri consulenti, avrete la possibilità di analizzare il vostro progetto start-up, decidendo di comune accordo se procedere o meno con i preparativi per la costituzione della cooperativa o se abbandonare il progetto.
8 Consulenze specialistiche. Per fare luce su ogni aspetto legato alla costituzione di un’impresa cooperativa, avranno luogo svariati incontri con i reparti specialistici della Federazione Raiffeisen, consentendovi di chiarire le principali questioni legali, tributarie e in materia di diritto del lavoro.
8 Stesura dello statuto. Una volta chiariti i contenuti rilevanti ai fini della fondazione d’impresa, la nostra Area legale redigerà per voi gratuitamente uno statuto conforme alle disposizioni di legge, comprendente le integrazioni volute dai promotori e, in conclusione, ve lo consegnerà. Se necessario, l’Area Sezione lavoro e sindacale si occupa anche della stesura del regolamento, in linea con quanto previsto dalla legge n. 142/2001.
8 Fondazione. Quando sarete in possesso dello statuto, potrete fissare un appuntamento dal notaio, convocando i soci fondatori per l’assemblea costitutiva, in occasione della quale il notaio confermerà l’avvenuta costituzione e si occuperà degli adempimenti nei confronti delle pubbliche autorità (Camera di Commercio, Registro delle imprese, ecc.).
8 Adesione alla Federazione Raiffeisen. A costituzione avvenuta, la società potrà essere accolta in seno alla Federazione Raiffeisen quale nuovo membro, così da sfruttare l’ampia gamma di servizi offerti da un unico interlocutore, come l’affidabile e competente contabilità finanziaria e buste paga.
8 Assistenza prima fase. L’avventura dell’indipendenza può avere inizio: proprio in questa prima delicata fase, vi offriamo il nostro supporto con un servizio di consulenza e assistenza. A cadenza periodica verranno fissati degli incontri, in cui saranno discussi i parametri finanziari e altre difficoltà emergenti, oltre a organizzare sopralluoghi e un servizio di formazione gratuita su temi quali direzione d’azienda, controlling e marketing, fornendovi così gli strumenti necessari per una gestione di successo della vostra impresa.

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3.3. I primi passi di una nuova cooperativa
Una volta costituita la società, è necessario adempiere ad alcune formalità e segnalazioni: i nostri reparti specializzati in materia di personale, diritto del lavoro, e fiscale possono esservi utili nell’evasione di queste pratiche.
Servizi e contabilità finanziaria Dapprima viene fissato un colloquio introduttivo con un consulente specializzato dell’Area fiscale, in cui sono attentamente vagliati i contenuti e le peculiarità della cooperativa al fine di fornire una consulenza efficace, da cui derivano importanti conseguenze giuridiche. In questa fase, si decide chi si occuperà della contabilità, quali sono gli adempimenti fiscali da osservare (bolle di accompagnamento, fatture, incassi giornalieri, sistemi forfetari, ecc.) e che tipo di dichiarazione dei redditi dev’essere presentata (Unico, IRAP, dichiarazione del sostituto d’imposta mod. 770).
L’Area fiscale si occupa inoltre dell’apertura di codice fiscale e partita IVA, di eseguire le denunce al Registro delle imprese presso la Camera di Commercio in concomitanza con l’inizio dell’attività e, nell’ambito del servizio contabile, della tenuta dei libri previsti per i soci dal codice civile e dalla legge fiscale.
In base alla tipologia della cooperativa, può essere necessario prevedere, immediatamente o in tempi brevi, l’assunzione di collaboratori: un impiego mirato di personale può essere infatti decisivo per il successo di un’impresa, tenendo sempre fede al motto “la persona giusta al posto giusto”.
Per compiere la scelta giusta, è bene dare una risposta alle seguenti domande:
8 di quanti collaboratori avremo bisogno?
8 quali funzioni/compiti dovranno svolgere?
8 quali qualifiche sono richieste (formazione, esperienza)?
8 a quali particolari requisiti devono adempiere (resistenza, cordialità, capacità di lavorare in squadra, abilità organizzative, ecc.)?
Al datore di lavoro spettano numerosi adempimenti in materia di personale: oltre agli obblighi legati alle varie segnalazioni, deve assolvere anche quelli relativi all’elaborazione delle buste paga e in materia di diritto del lavoro.
Per discutere nel dettaglio tutte queste incombenze, i consulenti del reparto specialistico personale e diritto del lavoro sono a disposizione degli interessati, offrendo un’offerta modulata sui servizi richiesti.

Come ogni altra impresa, anche la società cooperativa è tenuta al rispetto di determinati vincoli normativi e disposizioni di legge, con particolari conseguenze in materia di diritto e sicurezza del lavoro, protezione dei dati e fisco.
Pertanto, in questi ambiti è essenziale potersi avvalere di una buona consulenza e formazione, tale da consentire l’adozione dei necessari accorgimenti e misure, oltre a permettere una tutela adeguata.
In tal senso, è consigliabile la stipula di un’assicurazione della responsabilità civile aziendale e contro i danni patrimoniali, per proteggersi da richieste di risarcimento danni, tutelare il patrimonio della cooperativa e sollevare i soci dalla loro responsabilità personale.

4.1. Disposizioni in materia di diritto del lavoro
Il diritto del lavoro è sicuramente una materia complessa e le norme che lo disciplinano non sono contenute solo nelle leggi ad hoc, come quelle sul licenziamento, sulla tutela del lavoro minorile o dei genitori, bensì anche in numerose altre fonti giuridiche, come la costituzione, il codice civile, le norme tributarie, ecc. In quest’ambito gioca un ruolo importante anche il contratto collettivo, che regolamenta numerosi ambiti del rapporto di lavoro.
In base a settore di appartenenza e attività svolta, l’azienda deve individuare il contratto collettivo che può essere applicato ai propri collaboratori.
Con ciascuno di essi devono essere definite le condizioni che disciplineranno il futuro rapporto di lavoro e che dovranno essere messe nere su bianco, sotto forma di contratto di lavoro. In particolare, dovranno essere regolati l’ambito lavorativo, l’inquadramento, l’inizio del rapporto di lavoro, il periodo di prova, la retribuzione, l’orario, il diritto alle ferie e il termine di preavviso in caso di licenziamento.
Al più tardi il giorno prima dell’ inizio del rapporto di lavoro, i dipendenti dovranno essere denunciati con modalità telematiche all’Ufficio del lavoro. Per l’avvio dell’attività aziendale dovranno essere aperte le necessarie posizioni assicurative presso i diversi istituti previdenziali (di regola, INPS e INAIL).
In tema di retribuzioni e costi, è bene tenere a mente i seguenti punti.
8 I dettagli del contratto di lavoro dovrebbero essere discussi con il consulente.
8 Dev’essere tenuto presente che i costi salariali per l’azienda sono molto più elevati dello stipendio netto liquidato al lavoratore (di regola, circa 2,2 volte tanto).
8 Esistono diverse tipologie contrattuali (ad es. a tempo indeterminato e determinato, part-time, apprendistato, ecc.)
L’azienda deve inoltre adempiere a tutti gli obblighi in materia di protezione dei dati (privacy) (cfr. capitolo 4.3), ad es. per l’accesso ai sistemi IT, la formazione e le nomine in materia di tutela dei dati, ecc.
Inoltre, nella bacheca aziendale dev’essere affisso il catalogo delle misure disciplinari: solo così il datore di lavoro può comminarle ai propri collaboratori in caso di violazioni.
Un rapporto di lavoro a tempo indeterminato può essere rescisso dal lavoratore in ogni momento, nel rispetto dei termini di preavviso previsti dalle norme del contratto collettivo.
Al contrario, l’azienda ha facoltà di sciogliere il rapporto solo qualora sussiste una “giusta causa” o un “giustificato motivo”.
I richiami disciplinari e la lettera di licenziamento devono essere formulati per iscritto.
Alla cessazione del rapporto di lavoro, è necessario eseguire la denuncia all’Ufficio del lavoro per via telematica entro cinque giorni.
La sicurezza e la salute sul posto di lavoro sono disciplinate dalla legge che, in linea di principio, prescrive l’osservanza delle seguenti disposizioni.
a) Valutazione dei rischi aziendali
La valutazione dei rischi deve essere effettuata entro 90 giorni dall’assunzione del primo lavoratore.
b) Formazione in materia di sicurezza sul lavoro
Le aziende devono frequentare dei corsi in ma teria di sicurezza sul lavoro, oltre ad assolvere particolari percorsi formativi in tema di primo soccorso e sicurezza antincendio.
I lavoratori devono essere coinvolti in questo processo e possono nominare un responsabile della sicurezza; i datori di lavoro hanno facoltà di delegare ai propri collaboratori determinate funzioni in quest’ambito.
c) Esecuzione delle misure in materia di sicurezza sul lavoro
Tra queste si annoverano: installazione di estin tori, contrassegnatura di servizi igienici e uscite di emergenza, acquisto di una cassetta di pron to soccorso, misurazione del rumore, illumina zione, impianti elettronici, ecc.
d) Monitoraggio medico-sanitario del personale Nei seguenti casi, i datori di lavoro devono prevedere ulteriori indagini mediche:
8 esame preventivo in caso di assunzione di minorenni e apprendisti
8 esame preventivo e periodico in presenza di rischi speciali (utilizzo di videoterminali, lavori nell’edilizia, ecc.)
8 test per l’assunzione di alcol e droghe nel caso di conducenti professionali (autobus, taxi, autocarri, carrelli elevatori, gru)
A tale scopo, l’azienda deve incaricare un medico del lavoro abilitato.


Il trattamento di dati personali è soggetto alle disposizioni sulla “privacy” previste dal decreto legislativo n. 196/2003, il cosiddetto “Codice in materia di protezione dei dati”.
Nell’ambito della sua attività, la cooperativa impiega e tratta i dati dei propri collaboratori, soci, clienti e di altre persone con le finalità più disparate, dagli adempimenti legati al rapporto di lavoro alla gestione delle adesioni dei membri, fino all’emissione di fatture e all’esecuzione di attività pubblicitarie.
Pertanto, la cooperativa è tenuta al rispetto delle norme in materia, assicurando la tutela di questi dati.
Ciò avviene, da un lato, informando il soggetto interessato in merito al trattamento dei propri dati e, nei casi previsti, raccogliendone il relativo consenso; dall’altro, i dati rilevati con modalità telematiche o in formato cartaceo devono essere protetti dall’accesso da parte di persone esterne e da trattamenti non autorizzati, ma anche dalla perdita e/o distruzione. Questa salvaguardia dev’essere assicurata attraverso l’adozione di misure tecniche (ad es. impiego di password, sistemi antivirus e backup dei dati), così come di accorgimenti organizzativi (ad es. rilascio d’istruzioni al personale per la conservazione della documentazione).
Particolari disposizioni sono previste per il trattamento dei dati sensibili (come quelli riguardanti stato di salute, convinzioni politiche e religiose, appartenenza a sindacati, ecc.) e giudiziari.
Infine, nei seguenti casi (citati a titolo d’esempio) devono essere rispettati particolari vincoli in materia di protezione dei dati: installazioni d’impianti di videosorveglianza; spedizione di newsletter, messaggi pubblicitari, ecc.; impiego dei cosiddetti “cookies” su siti internet; localizzazione di persone o veicoli attraverso GPS, ecc. Le misure da adottare dovranno essere verificate caso per caso.



Con la costituzione di una società cooperativa, si pone anche la questione della sua protezione: in tal senso, è essenziale individuare un pacchetto assicurativo esaustivo, mirato alle specifiche esigenze. La priorità dev’essere quella di salvaguardare il patrimonio della società, ma anche di tutelarsi da eventuali richieste di risarcimento danni da parte di terzi, oltre a offrire una copertura a consiglieri e sindaci per la loro responsabilità personale.
Consulenza mirata
Nella fase costitutiva di una cooperativa, è importante verificare l’efficacia di tutte le soluzioni assicurative adottate, nel rispetto delle priorità imprenditoriali. Nel corso di un colloquio di consulenza mirato, verranno analizzati i rischi e la situazione previdenziale attuale, così da individuare soluzioni assicurative in linea con il reale fabbisogno.
a) Assicurazione di responsabilità civile per cooperative
La gestione di una cooperativa comporta diversi rischi in tema di responsabilità e, in assenza di un’adeguata copertura, i sinistri più gravi possono comportare difficoltà finanziarie per l’impresa. Con una polizza di responsabilità civile per imprese, la società è coperta nei confronti di terzi per eventuali danni personali e materiali riconducibili all’attività aziendale. Questa polizza comprende anche la responsabilità civile verso i lavoratori. In ogni caso, è bene prestare massima attenzione nella scelta dei massimali assicurativi.
b) Assicurazione di responsabilità civile auto (rc-auto)
Questa polizza offre una copertura per tutti i veicoli soggetti all’obbligo assicurativo (decreto legislativo 209 del 7 settembre 2005).
c) Assicurazione della responsabilità civile per danni patrimoniali a favore di consiglieri, sindaci e dirigenti (polizza D&O)
La polizza D&O è una particolare tipologia di assicurazione della responsabilità civile per danni patrimoniali, stipulata dalla società a favore dei membri del consiglio d’amministrazione e del collegio sindacale, ma anche dei suoi dirigenti. Questi, infatti, rispondono in misura illimitata con il loro intero patrimonio nei confronti della società, dei soci e di terzi (ad es. controparti contrattuali, creditori, società controllate, ecc.), in caso di violazione colposa dei loro obblighi di diligenza.
Obiettivo di questa polizza è la tutela del patrimonio personale dei singoli amministratori, attraverso il rigetto di rivendicazioni ingiustificate e la soddisfazione di pretese giustificate riconducibili a violazioni colpose di tali obblighi.

d) Assicurazione contro gli incendi
Questa polizza copre i danni a fabbricati, mobili e merci della cooperativa, causati da incendio, azione del fulmine, esplosione e fumo, ma anche da tempesta, grandine e rottura di tubi, oltre a farsi carico dei costi di spegnimento e sgombero. Quale garanzia aggiuntiva, è possibile includere anche l’assicurazione contro l’interruzione d’esercizio, che risponde dei danni riconducibili a un’improvvisa sospensione dell’attività lavorativa.
e) Assicurazione dei dispositivi elettronici
Questa polizza assicura i sistemi informatici, gli apparecchi telefonici e tecnici dell’impresa sotto forma di assicurazione all risk, comprendente anche il furto.
f) Assicurazione di tutela legale per imprese
Non di rado, le controversie che insorgono in un’azienda, ad esempio con fornitori, clienti o collaboratori, finiscono nelle aule giudiziarie. Quest’assicurazione cura gli interessi della cooperativa e si fa carico delle spese conseguenti, anche in caso di procedimento penale.
Assicurazione di responsabilità civile
Assicurazione di responsabilità civile auto
Assicurazione della responsabilità civile per danni patrimoniali
Assicurazione contro gli incendi
Assicurazione dei dispositivi elettronici
Assicurazione di tutela legale per imprese
In base alla tipologia della cooperativa, sono previste svariate agevolazioni fiscali, nel rispetto di particolari requisiti.
La quota dell’utile netto soggetta a tassazione è pari:
8 al 3 percento per le cooperative sociali, 8 al 23 percento per quelle agricole,
8 al 43 percento per quelle generiche,
8 al 68 percento per quelle di consumo e 8 al 70 percento per quelle a mutualità non prevalente.
Gli accantonamenti alle riserve indivisibili effettuati da cooperative e consorzi (associazione di almeno tre cooperative) sono esenti da imposta, a condizione che tali riserve non possano essere in alcun modo distribuite ai soci durante l’esistenza della società e al momento del suo scioglimento.
Le cooperative sociali sono inoltre esentate dall’IRAP e, in parte, dall’imposta di bollo.



Una volta costituita una società cooperativa, si pone il problema di gestirla al meglio.
In tal senso, è necessario adottare misure per il conseguimento degli obiettivi aziendali e, in particolare, di quelli stabiliti dal business plan. Tra gli elementi essenziali per il successo di ogni impresa ci sono collaboratori motivati e competenti, una sana politica di acquisizione clienti e un attento monitoraggio degli aspetti finanziari.
In ogni azienda le difficoltà sono all’ordine del giorno, ma possono essere superate senza mai chiudere gli occhi di fronte agli ostacoli, bensì rivolgendosi tempestivamente a consulenti qualificati e, soprattutto, operando in maniera coerente.


d’impresa
Per il coordinamento e il monitoraggio di un’impresa è essenziale il rispetto di determinati principi, in larga misura contemplati da disposizioni di legge e stabiliti dai proprietari. La concreta realizzazione spetta, quindi, al consiglio d’amministrazione insieme alla direzione d’azienda.
A tale proposito, è possibile citare quattro pilastri fondamentali.
1. I sottoscrittori delle quote sono i soci, al tempo stesso fornitori e/o clienti dell’azienda: è questo il principio d’identificazione con la cooperativa.
2. Consiglio d’amministrazione e collegio sindacale, se previsto, collaborano per il bene dell’impresa e devono sempre tutelare gli interessi dei soci, consentendo loro di partecipare ai servizi della cooperativa, e adempiere così alla missione solidaristica.
3. Nelle cooperative, non è sufficiente concentrare gli sforzi esclusivamente sulla massimizzazione del valore imprenditoriale.
4. Le società cooperative sono soggette all’obbligo di revisione da parte di una federazione competente o dell’Ufficio Sviluppo della cooperazione.

Oltre al rispetto degli adempimenti in materia di contabilità, redazione di bilancio e revisione biennale, per una cooperativa è essenziale sviluppare un adeguato sistema contabile interno (controlling), che svolge un importante ruolo di affiancamento nei processi decisionali della direzione, ad es. in caso d’investimenti, definizione dei prezzi, reazione tempestiva a mutate condizioni ambientali o al riconoscimento precoce di anomalie.
Di seguito citiamo alcuni degli strumenti a disposizione del controlling.
8 Budget con periodico raffronto tra dati preventivati ed a consuntivo ed effettivi: costi e ricavi vengono preventivati annualmente e, quindi, raffrontati con i dati finali; gli scostamenti sono oggetto di attenta analisi.
8 Calcolo degli investimenti: sulla base di diversi procedimenti viene valutata la redditività di un investimento ovvero, in presenza di più alternative, qual è quella più redditizia.
8 Calcolo delle unità di costo: vengono individuati i costi di produzione e i ricavi per un prodotto, una commessa, un progetto, ecc. (unità di costo).
8 Calcolo dei centri di costo/di profitto: ha la funzione d’indicare quali sono le aree aziendali che originano costi e/o ricavi, ad es. singoli reparti o ambiti operativi.
8 Calcolo dei flussi finanziari: fornisce informazioni sui flussi finanziari derivanti dall’attività commerciale, sul fabbisogno di capitale per gli investimenti e sui flussi di capitale da e verso i finanziatori.
A seconda delle dimensioni e dell’attività della cooperativa, è possibile avvalersi di strumenti differenti. In ogni caso, il budget annuale con
periodico raffronto tra situazione attesa ed effettiva e il calcolo delle unità di costo dovrebbero essere adottati da ogni azienda, al fine di garantirne un funzionamento efficace.
Oltre ai difficili compiti in materia di governo della società, la contabilità interna riveste un’importanza specifica per l’accesso al capitale: infatti, in fase di valutazione delle concessioni creditizie, le banche danno sempre maggiore peso, oltre che all’analisi di bilancio, alle stime sul futuro andamento dell’azienda e sui flussi di pagamento.
In tal senso, soprattutto quando la cooperativa sta muovendo i primi passi, è indispensabile disporre di un efficace business plan per la ricerca di finanziamenti, tanto più che in questa fase la società dispone di risorse finanziarie modeste, perlopiù limitate alle quote sottoscritte dai soci, e non sono presenti dati sull’andamento passato in grado di confermare la sostenibilità economica delle idee commerciali. Nel processo di concessione creditizia, le banche valutano le attese di successo e la capacità di rimborso di un’impresa basandosi sul piano finanziario, ma analizzano anche la professionalità della direzione. Qualora il management non sia in grado di convincere sotto questi aspetti, spesso è necessario il ricorso a fideiussioni private, che tuttavia costituiscono un rischio elevato per i singoli garanti. Un’alternativa per escludere i fideiussori privati è l’adesione a una delle cooperative di garanzia, operanti nei diversi settori economici. Anche queste applicano regole simili agli istituti di credito nella concessione delle loro fideiussioni, motivo per cui la cooperativa deve sempre vantare un management professionale e buone prospettive di crescita. Analoghe valutazioni vengono fatte anche dagli altri potenziali finanziatori, come la pubblica amministrazione (per l’erogazione di sussidi) o il fondo mutualistico Raiffeisen.
Per una cooperativa nuova, è essenziale un’immagine interna ed esteriore professionale, che contempli un logo, carta da lettera, biglietti da visita, descrizione e iscrizione della sede, nonché un sito internet adeguato e/o una pagina di social media. Una volta definito l’aspetto grafico, la nascita della nuova società dev’essere divulgata, insieme all’attività svolta, attraverso i giusti canali.
Elemento cardine del buon funzionamento di un’impresa è l’incremento della visibilità, del grado di conoscenza e dell’acquisizione clienti. L’enorme gamma di possibilità promo-pubblicitarie dev’essere però attentamente vagliata, poiché ogni iniziativa ha un costo e richiede una pianificazione efficiente, affinché possa raggiungere il target desiderato con un adeguato livello di efficacia.
Per questo, al centro delle attività di acquisizione clienti deve collocarsi un concetto di marketing in grado di rispondere alle seguenti domande: qual è il beneficio del mio prodotto o servizio? A quale target di clientela intendo rivolgermi e come faccio a individuarlo? Quali sono le iniziative pubblicitarie più adatte e a quali costi vado incontro per la loro realizzazione?
Una volta elaborato un concetto complessivo di marketing, è necessario stanziare un budget annuale, oltre a definire una serie di misure per una pubblicità mirata al target ed efficiente in termini di costi.
Infine, è importante sfruttare le persone “entusiaste” per l’impresa o il progetto, avviando insieme a loro una campagna di supporto/ fan: questa nuova strategia di mobilitazione aziendale, che ha avuto origine negli USA, è chiamata anche corporate grassroots management.
Il reparto Consulenza aziendale cooperative di produzione e di servizi (tel. 0471 945360) presta consulenza e altri servizi in tema di marketing e corporate grassroots management.

Anche le cooperative, come tutti i soggetti che esercitano un’attività imprenditoriale, devono prestare massima attenzione alle innovazioni, alle esigenze dei clienti e ai “segni del tempo”, attivando misure idonee ad assicurare la stabilità economica e la crescita costante.
In tal senso, è necessario gettare sempre uno sguardo ai clienti, al proprio target e alla “piazza” di riferimento, adeguando prodotti e servizi in maniera innovativa e cercando di conquistare nuove fasce di mercato.
I principali requisiti per assicurarsi il successo sul mercato sono la soddisfazione delle esigenze dei clienti e la creazione di un beneficio essenziale dei propri prodotti/servizi.
Pertanto, sin dalla costituzione della cooperativa, è importante che l’attività esercitata sia in linea con le esigenze dei clienti e non si limiti a integrare o, peggio, copiare soluzioni già esistenti sul mercato.
È importante quindi avere la mentalità aperta a nuove idee e mostrare il coraggio di realizzarle!
6.1. FAQ, le domande più frequenti
a) Chi può diventare socio?
Le cooperative si attengono al cosiddetto “principio della porta aperta”, per cui la cerchia dei soci può essere ampliata in qualunque momento, a condizione che siano soddisfatti i requisiti stabiliti dallo statuto e il socio, che può essere una persona fisica o giuridica, dia il proprio contributo al raggiungimento dello scopo sociale.
b) Come avviene l’accoglimento di un socio?
La persona interessata deve presentare una domanda di adesione al direttivo della cooperativa, la quale evade la richiesta e approva (o declina) l’accoglimento. In caso di esito positivo, il socio viene invitato a versare la quota associativa; quindi è registrato nel libro dei soci, dove vengono riportare le sue generalità, oltre alla data di adesione.
c) A quanto ammonta la quota associativa?
La quota associativa minima è fissata per legge in 25 euro. La sua entità precisa può essere liberamente definita mediante annotazione nell’atto costitutivo, ma anche in via successiva con delibera dell’assemblea generale.
d) Quali vantaggi comporta l’adesione?
I soci partecipano a tutti i benefici economici legati alla cooperativa e, attraverso l’esercizio del diritto di voto attivo e passivo, contribuiscono a determinarne le sorti. Gli altri diritti dei soci sono stabiliti nello statuto della società.
e) I soci rispondono con il loro patrimonio personale?
Nelle società cooperative a responsabilità limitata, la responsabilità dei soci è circoscritta alla quota associativa sottoscritta, se ciò è stato previsto dallo statuto.
f) Che cosa avviene in caso di fuoriuscita di un socio?
Ogni socio ha il diritto di esercitare in qualunque momento il recesso, nel rispetto del termine di preavviso previsto dallo statuto. La sua fuoriuscita dev’essere preceduta da una comunicazione, effettuata mediante lettera raccomandata indirizzata al consiglio direttivo, anche senza indicazione delle motivazioni. Il recesso ha effetto tre mesi dopo la conclusione dell’esercizio corrente.
In linea di principio, il decesso di un socio comporta automaticamente l’estinzione della sua adesione, che non è trasferita automaticamente agli eredi, salvo se diversamente disposto dallo statuto, come accade nelle cooperative agricole.
g) I dividendi della cooperativa possono essere distribuiti?
No, ai soci non posso essere distribuiti dividendi. In base al codice civile, almeno il 30 percento dell’utile netto dev’essere destinato alle riserve di legge e un ulteriore 3 percento accantonato nel fondo mutualistico, finalizzato alla promozione del cooperativismo.
h) Cos’accade allo scioglimento della società?
In seguito all’estinzione di tutti i debiti e alla restituzione delle quote associative ai soci, il capitale residuo è destinato al fondo mutualistico per la promozione e lo sviluppo del cooperativismo.
i) Quanto dura in carica il consiglio d’amministrazione?
La durata del consiglio d’amministrazione è fissata per legge in tre anni .


Start-Up – Centro per la costituzione di cooperative
Tel. 0471 94 52 96
E-mail: start-up@raiffeisen.it www.raiffeisenverband.it/startup
Ripartizione Innovazione, Ricerca, Sviluppo e Cooperative
T: 0471 41 37 90
www.provincia.bz.it/innovazione
Ufficio Innovazione, ricerca e sviluppo
T: 0471 41 37 11
E-mail: innovazione@provincia.bz.it


Ripartizione e servizi della Federazione Cooperative Raiffeisen
Reparto consulenza aziendale cooperative di produzione e di servizi
T: 0471 94 52 96
E-mail: rvs.wdl@raiffeisen.it
8 Consulenza esaustiva in tema di fondazione di cooperative StartUP
8 Elaborazione di stime di costi, piani finanziari e business plan
8 Esecuzione di analisi aziendali e check-up
8 Calcoli di redditività
8 Stesura di perizie e studi di fattibilità
8 Controlling
8 Gestione del rischio
8 Sviluppo organizzativo e del personale
8 Consulenza in vista di cooperazioni e fusioni
8 Andamento della produzione e dei processi
8 Consulenza in tema di contributi pubblici e predisposizione delle domande
8 Consulenza per la realizzazione di un sistema informativo gestionale
8 Consulenza e analisi in materia energetica
8 Consulenza in materia di marketing e corporate grassroots management
Reparto consulenza fiscale
T: 0471 94 54 00
E-mail: rvs.steuer@raiffeisen.it
8 Predisposizione di perizie e consulenze individuali
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8 Attività relazionale e docenza in occasione di convegni ed eventi formativi
8 Consulenza in materia tributaria e commerciale sulla chiusura ordinaria del bilancio in base ai criteri nazionali e internazionali
8 Rappresentanza e tutela di fronte all’amministrazione tributaria e assistenza in caso di controlli fiscali
8 Consulenza in materia contabile
Reparto consulenza servizio lavoro e sindacale
T: 0471 94 54 88
E-mail: rvs.personalabteilung@raiffeisen.it
8 Predisposizione di buste paga
8 Elaborazione delle denunce annuali (mod. CU, 770, INAIL, ecc.) e segnalazioni mensili
8 Compilazione di moduli e deposito di atti presso gli uffici provinciali
8 Rappresentanza in caso di controversie di lavoro
8 Stesura di contratti di lavoro, attività relazionale e consulenza in questioni legate al personale e ai contratti collettivi
8 Supporto nella selezione del personale e nei colloqui con i candidati
8 Informazioni continuative attraverso circolari
Reparto consulenza legale
T: 0471 94 54 18
E-mail: rvs.recht@raiffeisen.it
8 Assistenza e consulenza in questioni legali
8 Informazioni continuative su novità in ambito giuridico
8 Stesura di contratti e statuti
8 Attività relazionale e docenza in occasione di convegni ed eventi formativi
6.4. Contatto reparto consulenza aziendale cooperative di produzione e di servizi
T: 0471 94 52 96
E-mail: rvs.wdl@raiffeisen.it o start-up@raiffeisen.it
6.5. Altri link
Raiffeisenverband Südtirol
Raiffeisen Nachrichten www.raiffeisennachrichten.it www.raiffeisenverband.it
Allora mettetela in pratica rivolgendovi al servizio di consulenza start-up per le cooperative della Federazione Cooperative Raiffeisen!
Impegno e competenza a costo zero
Sportello per la creazione di cooperative start
0471 945296 start-up@raiffeisen.it www.raiffeisenverband.it/startup




