25 Diversi ma uguali Diversi ma perché unici e speciali unici e
27 Un solo corpo Un solo corpo
29 La vita delle prime La vita delle prime comunità cristiane cristiane
31 La domus ecclesiae
33 Pietro e la sua vita Pietro e sua vita
35 Elezione papale Elezione
37 I simboli delle I catacombe
39 La rosa di Martin Lutero La rosa Martin Lutero
41 I vestiti dell’ebraismo e vestiti e dell’islam
43 Il fiore di loto Il
CLASSE 4 TESORI D’ARTE
45 Annunciazione
46 Lasciate che i bambini Lasciate i vengano a me a me
47 Il battesimo di Cristo con Maria e San con e Domenico
48 La Sacra Famiglia La Sacra
49 Trasfigurazione
CLASSE 5 TESORI D’ARTE
50 La Trinità La
51 Pantocreatore
52 Natale a Betlemme a
53 Icona di Pasqua Icona di
CLASSE 4 TESORI DA LEGGERE
54 Il Natale di Martin Martin
58 I Re Magi I Re
60 Un cavallo per Robb Un cavallo per Robb
63 A scuola con la stella con
65 La giornata dei La giornata dei sorrisi
CLASSE 5 TESORI DA DA LEGGERE
67 Voci di notte notte
71 Giacomo di cristallo
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LA BARCA-ORIGAMI
Prendi un foglio di forma quadrata e costruisci
Prendi un di forma e costruisci la tua barca-origami Puoi costruire più barchette la tua barca-origami. Puoi costruire barchette e incollarle su un paesaggio come nel disegno a lato e incollarle su un paesaggio come nel a lato.
1. Piega un foglio quadrato Piega un a metà, poi riaprilo a metà, poi e taglia lungo la piega. e la piega.
2. Prendi ora uno dei due triangoli, piegalo
Prendi ora uno dei due come in figura e riaprilo come in e riaprilo.
3. Ora piega dall’angolo superiore Ora piega superiore fino al bordo inferiore al bordo inferiore.
4. Adesso piega i due angoli in Adesso piega i due in basso verso l’alto, facendoli basso verso facendoli incontrare a metà foglio incontrare a metà foglio.
5. Ora piega l’angolo inferiore Ora piega inferiore fino al centro e poi ruota fino al centro e poi ruota e la barca è pronta! e la barca è pronta!
LA PALESTINA DI GESÙ
Guarda sul libro a pagina 18 e aggiungi le regioni e le città più importanti.
Guarda sul libro a pagina 18 e aggiungi le regioni e le città più importanti.
Colora come ti suggeriscono i bordi e ritaglia tutto.
Colora come ti suggeriscono i bordi e tutto.
Poi incolla sul quaderno. Poi incolla sul
LE TRADIZIONI DEL NATALE
Ritaglia i bolli e “appendili” sul quaderno come vedi nel modello i bolli e sul come vedi nel modello.
NATALE: LA LANTERNA DELLA PACE
Accendi la pace! Scrivi nella candela un tuo pensiero di pace
Accendi la pace! Scrivi nella candela un tuo pensiero di pace. Colora e ritaglia tutto Incolla la base della candela nella lanterna Colora e tutto. Incolla la base della candela nella lanterna. Regala la tua lanterna della pace a chi vuoi! la tua lanterna della pace a chi vuoi!
IL FIORE DEI DIRITTI
Leggi i verbi dei petali nel retro: ne manca uno, il tuo! Scrivilo
Leggi i verbi dei nel retro: ne manca uno, il tuo! Scrivilo e disegna davanti ciò che ti suggerisce il titolo di ogni petalo e davanti ciò che ti suggerisce il titolo di ogni petalo.
Poi ritaglia e piega come nel disegno a lato
Poi e piega come nel a lato.
IL FIORE DEI
DIRITTI
MANGIARE CREDERE
FELICEESSERE
GIOCARE
NAZARETH E LORETO
Incolla a strati la casa di Nazareth: prima l’interno con i personaggi,
Incolla a strati la casa di Nazareth: prima l’interno con i personaggi, poi copri l’interno con l’esterno e incolla sopra la finestra dell’angelo poi copri l’interno con l’esterno e incolla sopra la finestra dell’angelo.
NAZARETH
FIGURA 1 INCOLLA SUL QUADERNO
FIGURA 2 INCOLLA SULLA
FIGURA 1
LORETO
CAFÀRNAO
Colora e ritaglia le figure, poi incollale sul quaderno
Colora e le poi incollale sul fino a formare un paesaggio come nel disegno a lato fino a formare un paesaggio come nel a lato.
SINAGOGA
LA SETTIMANA SANTA (PASQUA)
Colora i disegni e ritaglia tutto Poi piega le quattro alette laterali
Colora i e tutto. Poi piega le quattro alette laterali
sopra le immagini per poterle aprire come vedi nel disegno a lato.
sopra le immagini per aprire come vedi nel a lato.
DOMENICA
DELLE PALME
VENERDÌ SANTO
GIOVEDÌ SANTO
DOMENICA DI RISURREZIONE
IL SANTO SEPOLCRO E LA SINDONE
Colora e ritaglia tutto, poi incolla sul quaderno come
Colora e tutto, poi incolla sul come nel disegno a lato nel a lato.
GLI EVANGELISTI
Completa le carte di identità degli Evangelisti, colora i disegni le carte di identità colora i e ritaglia tutto Piega le quattro alette laterali sopra i testi per aprirle e tutto. le quattro alette laterali sopra i testi per aprirle.
L u o g o s e p o l t u r a : Luogo sepoltura:
S i m b o l o : Simbolo:
I d e n t i t à ( a m i c o / a p o s t o l o ) : Identità (amico / apostolo):
L u o g o s e p o l t u r a : Luogo sepoltura:
S i m b o l o : Simbolo:
L u o g o s e p o l t u r a : Luogo sepoltura:
S i m b o l o : Simbolo:
I d e n t i t à ( a m i c o / a p o s t o l o ) : Identità (amico / apostolo):
L u o g o s e p o l t u r a : Luogo sepoltura:
S i m b o l o : Simbolo:
I d e n t i t à ( a m i c o / a p o s t o l o ) :
Identità (amico / apostolo):
I d e n t i t à ( a m i c o / a p o s t o l o ) : Identità (amico / apostolo):
QUMRAN
Colora e ritaglia Poi piega a metà il “contenitore” e incollalo
Colora e ritaglia. Poi piega a metà il “contenitore” e incollalo sui lati aperti in modo da formare una sacca in cui inserire sui lati aperti in modo da formare una sacca in cui inserire il tuo rotolo di Qumran, come vedi nel disegno a lato il tuo rotolo di Qumran, come vedi nel a lato.
LA STELLA DI DAVID
Ritaglia il triangolo e costruisci la stella a 6 punte Segui le fasi sotto il e costruisci la stella a 6 punte. le fasi sotto.
INCASTRA LA PUNTA INFERIORE
SOPRA IL TRIANGOLO DI SINISTRA.
DIVERSI MA UGUALI PERCHÉ UNICI E SPECIALI
Tassello dopo tassello insieme formate il tesoro del re!
persona è diversa e vede il mondo con occhi diversi.
Tassello tassello... insieme formate il tesoro del re! Ogni persona è diversa e vede il mondo con occhi diversi.
Come vedete lo stesso fiore tu e il tuo compagno o la
Come vedete lo stesso fiore tu e il tuo compagno o la tua compagna di banco? E lo stesso viso, albero, gatto? tua compagna di banco? E lo stesso viso, albero, gatto?
Rappresentate a coppie lo stesso elemento, poi confrontate
Rappresentate a coppie lo stesso elemento, poi confrontate i risultati finali. Sono uguali o diversi? In che cosa e perché? i risultati finali. Sono o diversi? In che cosa e
UN SOLO CORPO
Ricostruisci il puzzle e colora Ricostruisci il e colora.
Che cosa rappresenta simbolicamente nella religione
Che cosa rappresenta simbolicamente nella
cristiana un unico corpo non diviso e in armonia cristiana un unico corpo non diviso e in armonia tra tutte le sue parti? tra tutte le sue
LA VITA DELLE PRIME COMUNITÀ CRISTIANE
Colora, ritaglia e piega come vedi nel disegno
Colora, e piega come vedi nel a lato. Sotto ogni aletta disegna il contenuto a lato. Sotto ogni aletta il contenuto relativo.
Pregavano insieme.
Ascoltavano
la parola di Gesù. la di Gesù.
COME GESÙ...
Condividevano come fratelli. come
Celebravano la messa. messa.
LA DOMUS ECCLESIAE
Colora, ritaglia e piega come vedi nel disegno
Colora, e piega come vedi nel a lato. a
led omisettab
PIETRO E LA SUA VITA
Colora, ritaglia e incolla sul quaderno come se fosse
Colora, e incolla sul come se fosse un’infografica, come vedi nel disegno a lato come vedi nel a lato.
Scrivi una brevissima descrizione simbolica accanto a ogni
Scrivi una brevissima descrizione simbolica accanto a ogni oggetto che rappresenta Pietro e il suo ministero oggetto che rappresenta Pietro e il suo ministero.
ELEZIONE PAPALE
Colora, ritaglia e incolla la basilica di San Pietro al centro Colora, e incolla la basilica di San Pietro al centro di una doppia pagina di quaderno di una pagina di quaderno.
A parte, se vuoi, realizza il pavimento come vedi nel disegno
A parte, se vuoi, realizza il pavimento come vedi nel a lato, sul quale potrai incollare la figura del Papa a lato, sul potrai incollare la del Papa.
I SIMBOLI DELLE CATACOMBE
Colora, ritaglia e raggruppa per famiglie: Chiesa, Cristo, fede
Colora, e raggruppa per Chiesa, Cristo, fede e risurrezione Confronta con la pagina 53 del tuo libro di testo e risurrezione. Confronta con la pagina 53 del tuo libro di testo.
LA ROSA DI MARTIN LUTERO
Colora, ritaglia e assembla come vedi nel disegno a lato
Colora, e assembla come vedi nel a lato.
I VESTITI DELL’EBRAISMO E DELL’ISLAM
Vesti Aron di religione ebraica e Veledin di religione musulmana
Vesti Aron di ebraica e Veledin di musulmana.
IL FIORE DI LOTO
Fai sbocciare il tuo fiore di loto!
Fai tuo Aprilo e chiudilo come vedi nel disegno a lato e chiudilo come vedi nel a lato.
OCCHIO AI PARTICOLARI!
Analizza gli originali di ogni quadro e scopri le differenze
Analizza di ogni e scopri le differenze. In ogni opera mancano dei particolari! Disegnali tu In ogni opera mancano dei tu.
ANNUNCIAZIONE
Colora l’annuncio dell’angelo Gabriele seguendo l’originale: l’affresco della chiesa
Colora l’annuncio dell’angelo Gabriele seguendo l’originale: l’affresco della chiesa dei Pastori a Betlemme. Lo trovi a pagina 29 del tuo libro di testo. dei Pastori a Betlemme. Lo trovi a 29 del tuo libro di testo. Aggiungi i particolari che mancano Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione i che mancano. anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia ) e spiega il perché di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché.
TITOLO:
DESCRIZIONE:
LASCIATE CHE I BAMBINI VENGANO A ME
Colora seguendo l’originale: il dipinto di Carl Heinrich Bloch conservato nel Museo
Colora il di Carl Heinrich Bloch conservato nel Museo di Storia Nazionale, a Hillerød (Danimarca). Lo trovi a pagina 47 del tuo libro di testo. di Storia Nazionale, a Hillerød (Danimarca). Lo trovi a pagina 47 del tuo libro di testo. Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il
TITOLO:
DESCRIZIONE:
IL BATTESIMO DI CRISTO CON MARIA E SAN DOMENICO
Colora il battesimo di Cristo seguendo l’originale: l’affresco di Beato Angelico conservato
Colora il battesimo di Cristo l’affresco di Beato conservato nel Museo di San Marco, a Firenze. Lo trovi a pagina 57 del tuo libro di testo. nel Museo di San Marco, a Firenze. Lo trovi a pagina 57 del tuo libro di testo. Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il
Colora la Sacra Famiglia seguendo l’originale: il mosaico nella Chiesa di San Giuseppe, Colora la Sacra il mosaico nella Chiesa di San Giuseppe, a Nazareth. Lo trovi a pagina 58 del tuo libro di testo. a Nazareth. Lo trovi a pagina 58 del tuo libro di testo. Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il
TITOLO:
DESCRIZIONE:
TRASFIGURAZIONE
Colora la trasfigurazione di Cristo seguendo l’originale: l’affresco di Beato Angelico
Colora la di Cristo l’affresco di Beato conservato nel Museo di San Marco, a Firenze. Lo trovi a pagina 59 del tuo libro conservato nel Museo di San Marco, a Firenze. Lo trovi a pagina 59 del tuo libro di testo. testo.
Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve
Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) descrizione di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. e spiega il
Colora la Trinità seguendo l’originale: il quadro di Andrej Rublëv è conservato
Colora la Trinità il di Rublëv è conservato nella Galleria Tretyakov, a Mosca (Russia). Lo trovi a pagina 9 del tuo libro di testo. nella Galleria a Mosca (Russia). Lo trovi a pagina 9 del tuo libro di testo. Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il
TITOLO:
DESCRIZIONE:
Colora l’immagine, seguendo il modello che vedi a lato. Colora il modello che vedi a lato. Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, e una breve descrizione di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia…) e spiega il perché. Infine, scrivi pensieri, bellezza, armonia…) e spiega il Infine, scrivi sul quaderno un pensiero sul cristianesimo o su Gesù. sul un pensiero sul cristianesimo o su Gesù. TITOLO:
DESCRIZIONE:
NATALE A BETLEMME
Colora l’icona della Natività seguendo l’originale. Lo trovi a pagina 27 del tuo libro
Colora l’icona della Natività Lo trovi a pagina 27 del tuo libro di testo. testo.
Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione
Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il
Colora seguendo l’originale: l’icona è conservata nella Chiesa di San Giovanni
Colora l’icona è conservata nella Chiesa di San Giovanni
Battista, a Gerusalemme. Lo trovi a pagina 65 del tuo libro di testo. Battista, a Gerusalemme. Lo trovi a pagina 65 del tuo libro di testo. Aggiungi i particolari che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve Aggiungi i che mancano. Aggiungi anche un titolo e una breve descrizione di ciò che l’opera ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) descrizione di ciò che ti ispira (emozioni, pensieri, bellezza, armonia...) e spiega il perché. e spiega il
Infine, scrivi sul quaderno un pensiero sulla Pasqua. Infine, scrivi sul quaderno un pensiero sulla Pasqua.
TITOLO:
DESCRIZIONE:
IL NATALE DI MARTIN
Così come Gesù è stato accolto dai Magi, anche Martin, il
Così come Gesù è stato accolto dai Magi, anche Martin, il protagonista del racconto di Lev Tolstoj, ha accolto Gesù nelle protagonista del racconto di Lev ha accolto Gesù nelle persone che incontrava. Ma come riconoscerlo? persone che incontrava. Ma come riconoscerlo?
Leggi la storia di Martin il ciabattino e lo scoprirai.
Leggi la storia di Martin il ciabattino e lo scoprirai.
All’improvviso udì una voce e si svegliò di soprassalto. udì una voce e si di
Non c’era nessuno. Ma sentì distintamente queste parole: Non c’era nessuno. Ma sentì distintamente queste
– Martin! Guarda fuori in strada domani, perché io, Gesù, verrò.
– Martin! Guarda fuori in strada domani, io, Gesù, verrò.
L’indomani mattina Martin si alzò prima dell’alba, accese il
L’indomani mattina Martin si alzò prima dell’alba, accese il fuoco e preparò la zuppa di cavoli e la farinata di avena. Poi si fuoco e la zuppa di cavoli e la farinata di avena. Poi si mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra. mise il grembiule e si sedette a lavorare accanto alla finestra.
Ma ripensava alla voce udita la notte precedente e così, più
Ma ripensava alla voce udita la notte e così, più che lavorare, continuava a guardare in strada Ogni volta che che lavorare, continuava a in strada. Ogni volta che vedeva passare qualcuno con scarpe che non conosceva, vedeva passare con scarpe che non conosceva, sollevava lo sguardo per vedergli il viso. Passò un facchino, sollevava lo sguardo per vedergli il viso. Passò un facchino, poi un un acquaiolo. E poi un vecchio di nome Stepanic, che . E poi un vecchio di nome Stepanic, che lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a lavorava per un commerciante del quartiere, cominciò a spalare la neve davanti alla finestra di Martin, che lo vide e la neve davanti alla finestra di Martin, che lo vide e continuò il suo lavoro. suo
Dopo aver dato una dozzina di punti a una suola, guardò fuori
Dopo aver dato una dozzina di punti a una suola, fuori di nuovo Stepanic aveva appoggiato la pala al muro e stava di nuovo. Stepanic aveva appoggiato la al muro e stava o riposando o tentando di riscaldarsi. Martin uscÌ sulla soglia o riposando o tentando di riscaldarsi. Martin uscÌ sulla soglia e gli fece un cenno. e gli fece un cenno.
– Entra – disse – vieni a scaldarti. Devi avere un gran freddo.
– Entra – disse – vieni a scaldarti. Devi avere un gran freddo.
– Che Dio ti benedica! – rispose Stepanic Entrò, scuotendosi – Che Dio ti benedica! – rispose Stepanic. Entrò, scuotendosi di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che di dosso la neve e si strofinò ben bene le scarpe al punto che barcollò e per poco non cadde. barcollò e per poco non cadde.
– Non è niente – gli disse Martin. – Siediti e prendi un po’ di tè. – Non è niente – disse Martin. – Siediti e prendi un po’ di tè.
Riempì due boccali e ne porse uno all’ospite Stepanic bevve
Riempì due boccali e ne porse uno all’ospite. Stepanic bevve d’un fiato. Era chiaro che ne avrebbe gradito un altro po’. d’un fiato. Era chiaro che ne avrebbe un altro
Martin gli riempi di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano, Martin riempi di nuovo il bicchiere. Mentre bevevano,
acquaiolo: chi vende o porta a pagamento l’acqua potabile nelle case. Lessico
Martin continuava a guardar fuori dalla finestra.
Martin continuava a guardar fuori dalla finestra.
– Stai aspettando qualcuno? – gli chiese il visitatore. – Stai – chiese il visitatore.
– Ieri sera – rispose Martin – stavo leggendo di quando Cristo
– Ieri sera – rispose Martin – stavo di quando Cristo andò in casa di un fariseo che non lo accolse coi dovuti onori in casa un non coi onori. Supponi che mi succeda qualcosa di simile. Cosa non farei che mi succeda di simile. Cosa non farei
per accoglierlo! Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito qualcuno per Poi, mentre sonnecchiavo, ho udito
mormorare: “Guarda in strada domani, perché io verrò”.
mormorare: “Guarda in strada domani, io verrò”.
Mentre Stepanic ascoltava, le lacrime gli rigavano le guance
Mentre Stepanic ascoltava, le lacrime rigavano le guance.
– Grazie, Martin Avdeic. Mi hai dato conforto per l’anima e per – Grazie, Martin Avdeic. Mi hai dato conforto per l’anima e per il corpo. il corpo.
Stepanic se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale.
Stepanic se ne andò e Martin si sedette a cucire uno stivale.
Mentre guardava fuori dalla finestra, una donna con scarpe da
Mentre fuori dalla finestra, una donna con scarpe da contadina passò di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide contadina di lì e si fermò accanto al muro. Martin vide che era vestita miseramente e aveva un bambino fra le braccia. che era vestita miseramente e aveva un bambino le braccia.
Volgendo la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo coi la schiena al vento, tentava di riparare il piccolo coi propri indumenti, pur avendo indosso solo una logora veste propri indumenti, pur avendo indosso solo una veste estiva. Martin uscì e la invitò a entrare. Una volta in casa, le offrì estiva. Martin uscì e la invitò a entrare. Una volta in casa, le offrì un po’ di pane e della zuppa. – Mangia, mia cara, e riscaldati – un di pane e della zuppa. – mia cara, e riscaldati –le disse.
Mangiando, la donna gli disse chi era: – Sono la moglie di un la donna disse chi era: – Sono la di un soldato. Hanno mandato mio marito lontano otto mesi fa e Hanno mio marito otto mesi e non ne ho saputo più nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e non ne ho saputo nulla. Non sono riuscita a trovare lavoro e ho dovuto vendere tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho ho dovuto vendere tutto quel che avevo per mangiare. Ieri ho portato al monte dei pegni il mio ultimo scialle portato al monte dei pegni il mio ultimo scialle.
Martin andò a prendere un vecchio mantello. – Ecco – disse. Martin andò a un vecchio mantello. – Ecco – disse.
– È un po’ liso ma basterà per avvolgere il piccolo. – È un po’ liso ma basterà per avvolgere il piccolo.
La donna, prendendolo, scoppiò in lacrime. – Che il Signore
La donna, prendendolo, scoppiò in lacrime. – Che il Signore ti benedica ti benedica.
– Prendi – disse Martin porgendole del denaro per – Prendi – disse Martin del denaro per disimpegnare lo scialle. Poi l’accompagnò alla porta. lo scialle. Poi alla porta.
Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un’ombra Martin tornò a sedersi e a lavorare. Ogni volta che un’ombra cadeva sulla finestra, sollevava lo sguardo per vedere chi cadeva sulla finestra, sollevava lo per vedere chi passava Dopo un po’, vide una donna che vendeva mele da passava. Dopo un po’, vide una donna che vendeva mele da un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva un paniere. Sulla schiena portava un sacco pesante che voleva spostare da una spalla all’altra. spostare da una all’altra.
Mentre posava il paniere su un paracarro, un ragazzo con
Mentre posava il paniere su un paracarro, un ragazzo con un berretto sdrucito passò di corsa, prese una mela e cercò un berretto sdrucito di corsa, prese una mela e cercò di svignarsela. Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. di Ma la vecchia lo afferrò per i capelli. Il ragazzo si mise a strillare e la donna a sgridarlo aspramente Il ragazzo si mise a strillare e la donna a aspramente.
Martin corse fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo
Martin corse fuori. La donna minacciava di portare il ragazzo alla polizia. – Lascialo andare, nonnina – disse Martin. – alla – Lascialo andare, nonnina – disse Martin. –Perdonalo, per amor di Cristo. Perdonalo, per amor di Cristo.
La vecchia lasciò il ragazzo – Chiedi perdono alla nonnina –
La vecchia lasciò il ragazzo. – Chiedi alla nonnina –gli ingiunse allora Martin. ingiunse allora Martin.
Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela Il ragazzo si mise a piangere e a scusarsi. Martin prese una mela dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: – Te la pagherò io, dal paniere e la diede al ragazzo dicendo: – Te la io, nonnina.
– Questo mascalzoncello meriterebbe di essere punito – disse – Questo mascalzoncello meriterebbe di essere punito – disse la vecchina.
– Oh, nonnina – fece Martin – se lui dovesse essere punito per – Oh, nonnina – fece Martin – se lui dovesse essere punito per aver rubato una mela, cosa si dovrebbe fare a noi per tutti aver rubato una mela, cosa si dovrebbe fare a noi per tutti i nostri peccati? Dio ci comanda di perdonare, altrimenti i nostri peccati? Dio ci comanda di altrimenti non saremo perdonati. E dobbiamo perdonare soprattutto non saremo E dobbiamo soprattutto un giovane. un
– Sarà anche vero – disse la vecchina – ma stanno diventando
– Sarà vero – – ma stanno terribilmente viziati viziati.
Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo
Mentre stava per rimettersi il sacco sulla schiena, il ragazzo sì fece avanti. – Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua sì fece avanti. – Lascia che te lo porti io, nonna. Faccio la tua stessa strada. stessa
La donna allora mise il sacco sulle spalle del ragazzo e si
La donna allora mise il sacco sulle del ragazzo e si allontanarono insieme. insieme.
Martin tornò a lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più
Martin tornò a lavorare. Ma si era fatto buio e non riusciva più a infilare l’ago nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzò a infilare nei buchi del cuoio. Raccolse i suoi arnesi, spazzò via i ritagli di pelle dal pavimento e posò una lampada sul via i di dal pavimento e posò una sul tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale. tavolo. Poi prese la Bibbia dallo scaffale.
Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si apri
Voleva aprire il libro alla pagina che aveva segnato, ma si apri invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò. invece in un altro punto. Poi, udendo dei passi, Martin si voltò.
Una voce gli sussurrò all’orecchio: – Martin, non mi riconosci?
Una voce sussurrò all’orecchio: – Martin, non mi riconosci?
– Chi sei? – chiese Martin. – – Martin.
– Sono io – disse la voce. E da un angolo buio della stanza uscì
– Sono io – disse la voce. E da un buio della stanza uscì
Stepanic, che sorrise e poi svanì come una nuvola. che sorrise e poi svanì come una nuvola.
– Sono io – disse di nuovo la voce. E apparve la donna
– Sono io – disse di nuovo la voce. E apparve la donna col bambino in braccio Sorrise Anche il piccolo rise Poi col bambino in braccio. Sorrise. Anche il rise. Poi scomparvero.
– Sono io – ancora una volta la voce. La vecchina e il ragazzo
– Sono io – ancora una volta la voce. La vecchina e il ragazzo con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e poi svanirono. con la mela apparvero a loro volta, sorrisero e poi svanirono.
Martin si sentiva leggero e felice Prese a leggere il Vangelo là
Martin si sentiva e felice. Prese a il là dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse: “Ebbi fame dove si era aperto il libro. In cima alla pagina lesse: “Ebbi fame e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi deste da mangiare, ebbi sete e mi dissetaste, fui forestiero e mi accoglieste.” In fondo alla pagina lesse: “Quanto avete e mi In fondo alla pagina lesse: “Quanto avete fatto a uno dei più piccoli dei miei fratelli, l’avete fatto a me.” fatto a uno dei più dei miei fratelli, l’avete fatto a me.”
Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da Così Martin comprese che il Salvatore era davvero venuto da lui quel giorno e che lui aveva saputo accoglierlo. lui giorno e che lui aveva saputo
Ridotto e adattato da Lev Tolstoj, in Ridotto e adattato da Lev in I Racconti di Natale I
I RE MAGI
La notte era senza luna; ma tutta la campagna risplendeva di
La notte era senza luna; ma tutta la campagna di una luce bianca e uguale come il plenilunio, poiché il Divino una luce bianca e come il il Divino era nato; dalla campagna lontana i raggi si diffondevano... era nato; dalla campagna lontana i raggi si diffondevano...
Il Bambino Gesù rideva teneramente, tenendo le braccia aperte
Il Bambino Gesù rideva teneramente, tenendo le braccia aperte verso l’alto, come in atto di adorazione; e l’asino e il bue lo verso come in atto di e l’asino e il bue lo riscaldavano con il loro fiato, che fumava nell’aria gelida. riscaldavano con il loro fiato, che fumava nell’aria
La Madonna e San Giuseppe di tratto in tratto si scuotevano
La Madonna e San di tratto in tratto si scuotevano dalla contemplazione, e si chinavano per baciare il figliolo. dalla contemplazione, e si chinavano per baciare il
Vennero i pastori, dal piano e dal monte, portando i doni e Vennero i pastori, dal piano e dal monte, i doni e vennero anche i Re Magi. Erano tre: il Re Vecchio, il Re Giovane vennero anche i Re Magi. Erano tre: il Re Vecchio, il Re Giovane e il Re Moro. e
Come giunse la lieta novella della natività di Gesù si adunarono.
Come giunse la lieta novella della natività di Gesù si adunarono.
E uno disse: E uno
– È nato un altro Re. Vogliamo andare a visitarlo? – È nato un altro Re. Vogliamo andare a visitarlo?
– Andiamo – risposero gli altri due.
– Andiamo – risposero altri due.
– Ma con quali doni?
– Ma con doni?
– Con oro, incenso e mirra. – Con oro, incenso e mirra.
Nel viaggio i Re Magi discutevano animatamente, perché non
Nel viaggio i Re Magi discutevano animatamente, perché non potevano ancora stabilire chi, per primo, dovesse offrire il dono potevano ancora stabilire chi, per primo, dovesse offrire il dono.
Primo voleva essere chi portava l’oro. E diceva: - L’oro è più
Primo voleva essere chi portava l’oro. E diceva: - L’oro è prezioso dell’incenso e della mirra; dunque io debbo essere il prezioso dell’incenso e della mirra; io debbo essere il primo donatore. primo donatore.
Gli altri due alla fine cedettero Quando entrarono nella
Gli altri due alla fine cedettero. entrarono nella capanna, il primo a farsi innanzi fu dunque il Re con l’oro. capanna, il primo a farsi innanzi fu il Re con l’oro. Si inginocchiò ai piedi del bambino; e accanto a lui si Si ai del bambino; e accanto a lui si inginocchiarono i due con l’incenso e la mirra. i due con l’incenso e la mirra.
Gesù mise la sua piccoletta mano sul capo del Re che gli offerse
Gesù mise la sua mano sul capo del Re che offerse l’oro, quasi volesse abbassarne la superbia Rifiutò l’oro; soltanto l’oro, quasi volesse abbassarne la superbia. Rifiutò l’oro; soltanto prese l’incenso e la mirra, dicendo: – L’oro non è per me! prese l’incenso e la mirra, dicendo: – L’oro non è per me!
E quando il Re donatore di oro si levò, i suoi compagni
E quando il Re donatore di oro si levò, i suoi compagni videro ch’egli era diventato nano. videro era diventato nano.
Gabriele D’Annunzio, Gabriele D’Annunzio, La leggenda del Natale in terra d’Abruzzi, La del Natale in terra d’Abruzzi, FirenzeLibri Editore, 1996 FirenzeLibri 1996
UN CAVALLO PER ROBB
Robb e Aimery si mossero con grande cautela, strisciando tra
Robb e Aimery si mossero con cautela, strisciando tra l’erba alta senza parlare. l’erba alta senza
Ako li stava aspettando dall’altra parte del campo, seduta sotto
Ako li stava dall’altra parte del campo, seduta sotto
un grande albero di noci. Un cavallo dal manto biondo brucava un albero di noci. Un cavallo dal manto biondo brucava pigramente poco distante Robb non aveva mai visto una pigramente poco distante. Robb non aveva mai visto una ragazza Comanche così da vicino. [...] ragazza Comanche così da vicino. [...]
Aveva il volto ovale ma dagli zigomi spigolosi, occhi e Aveva il volto ovale ma zigomi occhi e sopracciglia scurissimi e quella notte portava i lunghi capelli scurissimi e quella notte portava i capelli neri raccolti [ ] neri raccolti. [...]
Poi si concentrò su quello che Ako stava facendo, ovvero
Poi si concentrò su che Ako stava facendo, ovvero lavorando con un coltello un pezzo di legno. A Robb bastò lavorando con un coltello un pezzo di A Robb bastò un attimo per restare ammaliato da quei movimenti così un attimo per restare ammaliato da quei movimenti così decisi e sicuri ma, allo stesso tempo, anche leggiadri, come decisi e sicuri ma, allo stesso tempo, anche come se danzassero al ritmo di una musica che solo l’indiana era in se ritmo una musica era in grado di sentire. Robb e Aimery restarono impalati davanti alla di sentire. Robb e restarono davanti alla
Comanche per quasi un minuto, prima che lei si decidesse ad
Comanche per quasi un minuto, prima che lei si decidesse ad alzare gli occhi dal suo lavoro alzare occhi dal suo lavoro.
Quando lo fece, parlò rapidamente in spagnolo. Quando lo fece, in
Robb guardò Aimery con aria interrogativa: – Cos’ha detto? Robb con aria interrogativa: – Cos’ha detto?
– Che facciamo più rumore di una mandria di bisonti. Ci ha
– Che facciamo più rumore di una mandria di bisonti. Ci ha sentiti ancora prima che ci addentrassimo nel campo [ ] sentiti ancora prima che ci addentrassimo nel campo [...].
La Comanche si avvicinò a Robb. La si a
“Io sono più alto”, pensò Robb d’istinto. E in effetti Ako era
“Io sono più alto”, pensò Robb d’istinto. E in effetti Ako era più bassa di Robb di qualche centimetro e molto più bassa di più bassa di Robb di centimetro e molto più bassa di
Aimery, ma lo sguardo fiero e battagliero compensava la scarsa
Aimery, ma lo sguardo fiero e battagliero compensava la scarsa statura. Ako iniziò a parlare spagnolo. statura. Ako iniziò a
– Dice che ti ha osservato. Che ti ha visto con i cavalli. Chiede – ti osservato. ti visto con i
cosa provi per loro – tradusse Aimery. cosa provi per loro – tradusse Aimery.
– Cosa provo per loro? – ripeté Robb. – Io... mi piacciono.
– Cosa provo per loro? – ripeté Robb. – Io... mi piacciono.
Sono intelligenti, leali e – alzò le spalle – belli
Sono leali e... – alzò le – belli.
Ako scoppiò a ridere non appena Aimery ebbe finito
Ako a ridere non appena ebbe finito di tradurre. [...] di tradurre.
– A voi piacciono le cose “belle”. Per voi è tutto “bello”. All’inizio.
– A voi piacciono le cose “belle”. Per voi è tutto “bello”. All’inizio.
Robb non aveva idea di cosa volesse dire Ako, ma non aveva
nessuna intenzione di mettersi a discutere con lei. [...]
Robb non aveva idea di cosa volesse dire ma non aveva nessuna intenzione di mettersi a discutere con lei. [...]
Poi Ako si zittì e non parlò per un tempo che a Robb sembrò
Poi Ako si zittì e non per un tempo che a Robb sembrò infinito. Quando lo fece, si rivolse direttamente a lui. infinito. lo si rivolse direttamente a lui.
–– Voy a atrapar un caballo por ti. a atrapar un caballo por ti.
Robb lanciò un rapido sguardo ad Aimery, che annuì, e allora
Robb lanciò un rapido ad Aimery, che annuì, e allora capì che Ako aveva accettato capì che Ako aveva accettato.
– Grazie! Cosa vuoi in cambio? Come posso pagarti? – Grazie! Cosa vuoi in cambio? Come posso
Lei scosse la testa. – scosse testa. – Ahora no. Después. Ahora no.
L’indiana fece un cenno di saluto ad Aimery e montò in sella
L’indiana fece un cenno di saluto ad Aimery e montò in sella al suo cavallo. Prima di partire al galoppo lanciò una breve al suo cavallo. Prima di partire al lanciò una breve occhiata a Robb, poi spronò l’animale Robb e Aimery restarono occhiata a Robb, poi l’animale. Robb e Aimery restarono fermi a guardarla svanire nella notte, in una nuvola di polvere fermi a svanire nella notte, in una nuvola di rossa e oro.
È il 1940, i tedeschi hanno occupato Parigi e Joseph Joffo, un
È il 1940, i tedeschi hanno occupato Parigi e Joseph Joffo, un bambino di dieci anni, a causa delle leggi razziali deve portare la bambino di dieci anni, a causa delle razziali deve portare la stella gialla cucita sul cappotto. stella cucita sul cappotto.
– Tocca a te, Jo – Tocca a te, Jo.
Mi avvicino con la giacca in mano. Sono le otto e fuori è ancora
Mi avvicino con la giacca in mano. Sono le otto e fuori è ancora notte. Mamma è pronta per cucire la stella. notte. Mamma è pronta per cucire la stella.
Una volta che la si ha, non si può più fare molto: non si entra Una volta che la si ha, non si può più fare molto: non si entra nei cinema e neppure nei treni, forse non si avrà più nemmeno nei cinema e neppure nei treni, forse non si avrà più nemmeno il diritto di giocare con le biglie. il diritto di giocare con le Prendo su la cartella, do un bacio alla mamma. Prendo su la do un bacio alla mamma.
Papà mi ferma, mi guarda e mi dice:
Papà mi ferma, mi e mi dice:
– Sai cosa devi fare? Devi essere il primo a scuola! – Sai cosa devi fare? Devi essere il primo a scuola!
Le biglie risuonavano nelle tasche. Faccio rotolare una biglia
Le risuonavano nelle tasche. Faccio rotolare una tra le dita. tra
È la mia preferita Si tratta della più ordinaria di tutte: è una
È la mia preferita. Si tratta della più ordinaria di tutte: è una biglia di terracotta con la vernice scheggiata che crea sulla sua
di terracotta con la vernice che crea sulla sua superficie dei segni, come il mappamondo che abbiamo in dei segni, come il mappamondo che abbiamo in classe. Mi piace, è bello avere la Terra in tasca... Ma ecco classe. Mi piace, è bello avere la Terra in tasca... Ma ecco il cancello della scuola scuola.
– Ehi... Joffo! –
È Zerati. Siamo insieme dalla prima classe. Si avvicina, fissa il mio
È Zerati. Siamo insieme dalla prima classe. Si avvicina, fissa il mio petto e i suoi occhi si sgranano mentre mormora: – Mio Dio! petto e i suoi occhi si sgranano mentre mormora: – Mio Dio!
Hai una bella fortuna, fa un grande effetto Hai una bella fortuna, fa un effetto.
Zerati voleva esibirmi, farmi brillare agli occhi dei compagni Zerati voleva esibirmi, farmi brillare occhi dei compagni come se avessi compiuto un atto eroico e lui volesse farlo come se avessi compiuto un atto eroico e lui volesse farlo sapere a tutti. sapere a tutti.
Kraber sorride: – In seconda ce ne sono altri che l’hanno – ce ne sono uguale.
Dall’ombra, dietro, compaiono due visi, non sorridenti questi.
Dall’ombra, dietro, compaiono due visi, non sorridenti questi.
– Sei un giudeo, tu?
– Sei un tu?
Difficile dire di no quando lo porti scritto sul risvolto della
Difficile dire di no lo porti scritto sul risvolto della giacca giacca.
– Sono i giudei che hanno fatto venire la guerra.
– Sono i che hanno fatto venire la guerra.
Ma che cosa stava succedendo? Ero un bambino, io, con
Ma che cosa stava succedendo? Ero un io, con delle biglie, dei giochi, delle lezioni da studiare. Papà era delle dei delle lezioni da studiare. Papà era parrucchiere, i miei fratelli pure, la mamma cucinava, alla i miei fratelli pure, la mamma cucinava, alla domenica papà ci portava in campagna, durante la settimana domenica ci portava in campagna, durante la settimana andavo a scuola. a
Ecco tutto, e improvvisamente mi appiccicano qualche
Ecco tutto, e improvvisamente mi appiccicano centimetro quadrato di stoffa e divento ebreo. centimetro di stoffa e divento ebreo.
Joseph Joffo, Joffo, Un sacchetto di biglie Un sacchetto di , Rizzoli , Rizzoli
LA GIORNATA DEI SORRISI
3 maggio
Oggi ho sorriso a 56 persone. Un vero sorriso, cioè: guardandole ho sorriso a 56 persone. Un vero sorriso, cioè:
negli occhi e cercando di mantenere il contatto il più a lungo occhi e cercando di mantenere il contatto il a possibile.
È un esercizio che mi ha dato da fare Lukas, nell’ultima lezione
È un esercizio che mi ha dato da fare Lukas, nell’ultima lezione.
Ha distribuito a ciascuno un foglietto piegato in quattro.
Ha distribuito a ciascuno un piegato in quattro.
Sul mio c’era scritto: mio scritto:
Durante IL giornata sorridi alla gente che incontri.
Durante IL giornata sorridi alla gente che incontri.
Importante: guardati dentro LI occhi e non parlare.
Importante: dentro LI occhi e non parlare.
C’era qualche errore di grammatica, ma Lukas ha una bella
C’era qualche errore di grammatica, ma Lukas ha una bella scrittura: traccia delle lettere belle rotonde che danzano sul scrittura: traccia foglio.
Dunque, oggi è la mia giornata dei sorrisi. oggi è la mia giornata dei sorrisi.
Ho cominciato a colazione con i miei genitori, ma non se ne
Ho cominciato a colazione con i miei genitori, ma non se ne
sono accorti Non riuscivo a incrociare il loro sguardo Forse non sono accorti. Non riuscivo a incrociare il loro sguardo. Forse non erano ancora abbastanza svegli. Poi ho sorriso a mia sorella. erano ancora abbastanza Poi ho sorriso a mia sorella.
Ci sono voluti almeno tre minuti per farla reagire.
Ci sono voluti almeno tre minuti per farla reagire.
– Perché mi guardi con quell’aria? – ha grugnito.
– Perché mi con quell’aria? – ha grugnito.
– Perché ti voglio bene, mia adorata sorella – ho risposto, senza – Perché ti bene, mia adorata sorella – ho risposto, senza smettere di sorridere. smettere
Con mia grandissima meraviglia, non si è innervosita, ma mi ha
Con mia non si è innervosita, ma mi ha fatto un sorriso con tutti i denti (e con il suo apparecchio). Ho fatto un sorriso con tutti i denti (e con il suo Ho fatto fatica a rimanere serio. a rimanere serio.
È più difficile sorridere alla gente che non si conosce In È più difficile sorridere alla gente che non si conosce. In autobus ho sorriso alla signora seduta davanti a me. All’inizio autobus ho sorriso alla signora seduta davanti a me. All’inizio lei ha distolto lo sguardo. Quando ha visto che continuavo a lei ha distolto lo Quando ha visto che continuavo a fissarla sorridendo, si è concentrata sul suo giornale, ma capivo fissarla sorridendo, si è concentrata sul suo ma capivo benissimo che era nervosa A un certo momento ha chiesto era nervosa. A un certo momento bruscamente: – Che vuoi? –
– Augurarle una buona giornata – ho risposto, più – una buona giornata – ho risposto, gentilmente possibile.
– Piantala subito, altrimenti chiamo il controllore.
– Piantala altrimenti chiamo il controllore.
Sono diventato rosso come un peperone e ho guardato fuori
Sono diventato rosso come un peperone e ho fuori dal finestrino fino alla fine del tragitto. dal finestrino fino alla fine del tragitto.
A scuola, ho sorriso a tutti quelli che incrociavo, ma senza
A scuola, ho sorriso a tutti che incrociavo, ma senza grande successo. Tranne che con Teodora, una bidella. Che, successo. Tranne che con Teodora, una bidella. Che, fra l’altro, è la più simpatica di tutte – Ciao Ben-occhi-belli fra l’altro, è la più simpatica di tutte. – Ciao Ben-occhi-belli (è così che mi chiama). Ti vedo in forma oggi. Ma non cercare (è così che mi chiama). Ti vedo in forma oggi. Ma non cercare di ipnotizzarmi! Il mio cuore è già impegnato! di Il mio cuore è
Ho sorriso anche al direttore, ma lui mi ha guardato come se Ho sorriso anche al direttore, ma lui mi ha come se fossi trasparente. Meno male che questa è la “settimana del fossi trasparente. Meno male che questa è la “settimana del rispetto reciproco tra allievi e insegnanti”! I muri della scuola rispetto reciproco tra allievi e insegnanti”! I muri della scuola sono pieni di cartelli. Uno in particolare proclama a grandi sono pieni di cartelli. Uno in a lettere: Il sorriso costa meno dell’elettricità ma regala altrettanta luce.
Abbé Pierre
Il direttore doveva avere un problema di corrente. Il direttore doveva avere un di corrente.
Bernard Friot, Bernard Il libro dei miei record disastrosi miei , Lapis Edizioni , Edizioni
VOCI DI NOTTE
Un vecchio signore molto buono, più buono di un vecchio
Un vecchio signore molto buono, buono di un vecchio signore qualunque, una sera, mentre già si trova a letto e sta signore una sera, mentre si trova a letto e sta per spegnere la luce, sente una voce che piange... per spegnere la luce, sente una voce che piange...
– Strano, – dice – mi sembra di sentire... Che ci sia qualcuno
– Strano, – dice – mi sembra di sentire... Che ci sia in casa?
Il vecchio signore si alza, indossa una vestaglia, fa il giro del
Il vecchio signore si alza, indossa una fa il giro del piccolo appartamento in cui vive tutto solo, accende le luci, appartamento in cui vive tutto solo, accende le luci, guarda dappertutto... dappertutto...
– No, non c’è proprio nessuno Sarà dai vicini
– No, non c’è proprio nessuno. Sarà dai vicini.
Il vecchio signore torna a letto, ma dopo un po’ sente di nuovo
Il vecchio signore torna a letto, ma un sente di nuovo quella voce, una voce che piange. – Mi pare – dice – che venga voce, una voce che piange. – Mi pare – dice – che venga dalla strada. Sicuro, c’è qualcuno che piange, laggiù... dalla strada. Sicuro, c’è qualcuno che piange, Eh, bisogna che vada a vedere Eh, che vada a vedere.
Il vecchio signore si rialza, si copre alla meglio, perché la notte Il vecchio signore si rialza, si copre alla la notte è fredda, scende in istrada. è scende in istrada.
– Toh, pareva che fosse qui, invece non c’è nessuno. Sarà nella
– Toh, pareva che fosse qui, invece non c’è nessuno. Sarà nella strada accanto accanto.
Guidato dalla voce che piange, il vecchio signore va e va, da
Guidato dalla voce che piange, il vecchio signore va e va, da una strada all’altra, da una piazza all’altra, gira tutta la città e una strada all’altra, da una piazza all’altra, gira tutta la città e giunto alle ultime case dell’ultima strada, sotto un portone, giunto alle ultime case dell’ultima strada, sotto un portone, trova un vecchietto che si lamenta debolmente trova un si debolmente.
– Che fate qui? Vi sentite male? – Che fate Vi sentite male?
Il vecchietto è sdraiato su pochi stracci. A sentirsi chiamare Il vecchietto è sdraiato su stracci. A sentirsi chiamare si spaventa: si spaventa:
– Eh? Chi è? Ho capito Il padrone di casa Me ne vado, – Eh? Chi è?... Ho capito. Il di casa... Me ne vado, me ne vado subito. me ne
– E dove volete andare? –
– Dove? Non lo so, dove. Non ho casa, non ho nessuno. Mi ero
– Dove? Non lo so, dove. Non ho casa, non ho nessuno. Mi ero riparato qui qui...
Be’, ma a voi che cosa ve ne importa? Me ne vado, me ne vado...
Be’, ma a voi che cosa ve ne Me ne vado, me ne vado...
– No, sentite, aspettate... Io non sono il padrone di casa.
– No, sentite, aspettate... Io non sono il di casa.
– E allora che cosa volete? Un po’ di posto? Accomodatevi.
– E allora che cosa volete? Un di Accomodatevi.
–
– Volevo dire... A casa mia, se credete, fa un caldo.
Volevo dire... A casa mia, se credete, fa un po’ più caldo.
Ho un divano... Su, venite. Prima di andare a dormire ci faremo
Ho un divano... Su, venite. Prima di andare a dormire ci faremo una buona tazza di latte... una tazza
Vanno a casa insieme, il vecchio signore e il vecchietto senza
Vanno a casa insieme, il vecchio signore e il vecchietto senza casa.
Il giorno dopo il vecchio signore accompagna il vecchietto
Il giorno il vecchio signore accompagna il vecchietto all’ospedale, perché a dormire ai giardinetti e sotto i portoni all’ospedale, perché a dormire ai e sotto i portoni si è buscato una brutta bronchite Poi rientra, è già sera si è buscato una brutta bronchite. Poi rientra, è già sera.
Il vecchio signore sta per coricarsi, ma di nuovo sente una voce
Il vecchio signore sta per coricarsi, ma di nuovo sente una voce che piange... che piange... – Ecco, un’altra volta, – dice. – È inutile che guardi in casa, so – Ecco, un’altra volta, – dice. – È inutile che guardi in casa, so bene che non c’è nessuno. È inutile anche che provi a dormire; bene che non c’è nessuno. È inutile anche che provi a dormire; con quella voce nelle orecchie non ci riuscirei di certo con voce nelle orecchie non ci riuscirei di certo.
Come la sera prima, il vecchio signore esce e va, e va, guidato Come la sera prima, il vecchio signore esce e va, e va, dalla voce che piange e che sembra venire, stavolta, da molto dalla voce che piange e che sembra venire, stavolta, da molto lontano. Va, e va, attraversa tutta la città. Cammina e cammina, lontano. Va, e va, attraversa tutta la città. Cammina e cammina, e si trova in una città che non è la sua, e poi in un’altra ancora e si trova in una città che non è la sua, e poi in un’altra ancora.
Va e va, sempre più lontano. Arriva in un paesino in cima alla
Va e va, sempre lontano. Arriva in un paesino in cima alla montagna. Qui c’è una povera donna che piange perché ha un montagna. Qui c’è una povera donna che piange ha un bambino malato, e nessuno che vada per lei dal medico. bambino malato, e nessuno che vada per lei dal medico.
– Non posso lasciare il bambino solo, non posso portarlo fuori – Non posso lasciare il bambino solo, non posso fuori con questa neve... con neve...
– Su, su, – dice il vecchio signore, – spiegatemi dove abita
– Su, su, – dice il vecchio signore, – spiegatemi dove abita il medico, andrò a cercarlo, ve lo porterò io stesso. il medico, andrò a cercarlo, ve lo porterò io stesso.
Il vecchio signore fa tutto quello che deve fare Ed eccolo
Il vecchio signore fa tutto che deve fare. Ed eccolo di nuovo nella sua stanza. nuovo sua stanza.
E la sera dopo, come al solito, mentre sta per addormentarsi
E la sera come al solito, mentre sta per addormentarsi una voce entra nel suo sonno, una voce che piange e sembra lì, una voce entra nel suo sonno, una voce che piange e sembra lì, presso il cuscino Di lasciarla piangere non se ne parla presso il cuscino. Di lasciarla piangere non se ne parla. Il vecchio signore, con un sospiro, si riveste, esce di casa, e va, e Il vecchio signore, con un sospiro, si riveste, esce di casa, e va, e va. E gli succede la solita cosa strana. Perché stavolta attraversa va. E succede la solita cosa strana. Perché stavolta attraversa tutta l’Italia, attraversa anche il mare, e si trova in un paese dove tutta l’Italia, attraversa anche il mare, e si trova in un paese dove c’è la guerra, e c’è una famiglia che ha avuto la casa distrutta da c’è la guerra, e c’è una che ha avuto la casa distrutta da una bomba, e si dispera. una bomba, e si
– Coraggio, coraggio, – dice il vecchio signore. E li aiuta come – coraggio, – dice il vecchio signore. E li aiuta come può.
Tutto non può fare, si capisce. Ma finalmente cessano di Tutto non può fare, si capisce. Ma finalmente cessano di piangere e lui può tornare a casa Ormai è giorno fatto, non è il piangere e lui può tornare a casa. Ormai è giorno fatto, non è il caso di mettersi a letto. caso mettersi a
– Stasera, – dice il vecchio signore, – andrò a riposare un po’prima.
– Stasera, – dice il vecchio signore, – andrò a riposare un Ma c’è sempre una voce che piange. C’è sempre qualcuno che Ma c’è sempre una voce che piange. C’è sempre qualcuno che piange, in Europa o in Africa, in Asia o in America C’è sempre piange, in Europa o in Africa, in Asia o in America. C’è sempre una voce che giunge di notte in casa del vecchio signore, e una voce che giunge di notte in casa del vecchio signore, e non lo lascia dormire. Notte dopo notte, sempre così. Sempre a non lo lascia dormire. Notte notte, sempre così. a seguire una voce lontana. Può essere dall’altra parte della Terra, seguire una voce lontana. Può essere dall’altra parte della Terra, ma lui la sente. La sente e non riesce a dormire... ma sente. La sente e non riesce a
Primo finale
Quel vecchio signore era buono, tanto buono. Purtroppo, a Quel vecchio signore era buono, tanto buono. Purtroppo, a non dormire mai, cominciò anche a diventare nervoso, tanto non dormire mai, cominciò anche a diventare nervoso, tanto nervoso – Potessi almeno – sospirava – dormire una notte sì nervoso. – Potessi almeno – sospirava – dormire una notte sì e una notte no. In fin dei conti al mondo non ci sono soltanto e una notte no. In conti non ci sono io. Possibile che nessuno senta mai quelle voci, che a nessuno io. Possibile che nessuno senta mai voci, che a nessuno venga mai in mente di alzarsi per andare a vedere. venga mai in mente di alzarsi per andare a vedere.
Certe sere, appena sentiva la voce, provava a resistere, ma Certe sere, appena sentiva la voce, provava a resistere, ma la voce insisteva, insisteva tanto che il vecchio signore era la voce insisteva, insisteva tanto che il vecchio signore era costretto ad alzarsi. Era sempre più stanco. Sempre più nervoso. costretto ad alzarsi. Era sempre stanco. nervoso. Finalmente prese l’abitudine, prima di andare a dormire, di Finalmente prese l’abitudine, prima di andare a dormire, di mettersi due tappi negli orecchi Così non sentiva le voci e si mettersi due tappi orecchi. Così non sentiva le voci e si addormentava. – Lo farò solo per un po’ di tempo, – diceva, addormentava. – Lo farò solo per un di tempo, – diceva, – solo per riposarmi un po’. Sarà come prendersi una piccola – solo per riposarmi un Sarà come una vacanza...
Si mise i tappi per un mese di seguito Una sera non se li mise
Si mise i tappi per un mese di seguito. Una sera non se li mise. Tese l’orecchio. Non sentiva più nulla. Rimase sveglio metà della Tese l’orecchio. Non sentiva nulla. Rimase metà della notte in ascolto: niente voci, niente pianti, solo qualche cane notte in ascolto: niente voci, niente pianti, solo cane che abbaiava lontano. – O nessuno più piange – concluse – o che abbaiava lontano. – O nessuno più piange – concluse – o io sono diventato sordo Pazienza, meglio così io sono diventato sordo. Pazienza, così.
Secondo finale
Per tante e tante notti, per tanti e tanti anni il vecchio signore
Per tante e tante notti, per tanti e tanti anni il vecchio signore andò avanti a quella maniera, sempre ad alzarsi, con ogni andò avanti a quella maniera, sempre ad alzarsi, con ogni tempo, e a correre da un capo all’altro della Terra per aiutare tempo, e a correre da un capo all’altro della Terra per aiutare qualcuno. Dormiva qualche ora appena, dopopranzo, senza Dormiva ora appena, senza nemmeno spogliarsi, in una poltrona più vecchia di lui. nemmeno in una vecchia di lui. I vicini si insospettirono. – Dove va, tutte le notti? I vicini si insospettirono. – Dove va, tutte le notti?
– A zonzo, va È un vagabondo, non lo avete ancora capito?
– A zonzo, va. È un vagabondo, non lo avete ancora capito?
– Sarà piuttosto un ladro... Ma certo! Ecco spiegato il mistero. – Sarà piuttosto un ladro... Ma certo! Ecco spiegato il mistero. Bisognerà tenerlo d’occhio. Una notte, in quel casamento, tenerlo d’occhio. Una notte, in casamento, capitò un furto. I vicini gettarono la colpa sul vecchio signore. capitò un furto. I vicini gettarono la colpa sul vecchio signore.
La sua casa venne perquisita, buttata all’aria ogni cosa. Il La sua casa venne perquisita, buttata all’aria ogni cosa. Il vecchio signore protestava con tutte le sue forze: – Sono vecchio signore protestava con tutte le sue forze: – Sono innocente! Sono innocente!
– Ah, sì? E allora ci dica, dov’era la notte scorsa?
– sì? E allora ci dov’era la notte scorsa?
– Ero... ah, ecco... ero in Argentina, un contadino non trovava
– Ero... ah, ecco... ero in Argentina, un contadino non trovava più la sua mucca e la sua mucca e...
– Ma sentite che sfacciato! In Argentina! A caccia di mucche! – Ma sentite che sfacciato! In Argentina! A caccia di mucche!
Insomma, il vecchio signore finì in carcere. Ed era disperato Insomma, il vecchio signore finì in carcere. Ed era disperato perché ogni notte sentiva una voce che piangeva e non poteva ogni notte sentiva una voce che piangeva e non poteva uscire dalla sua cella per andare in cerca di chi aveva bisogno uscire dalla sua cella per andare in cerca di chi aveva di lui.
Terzo finale Terzo
Il terzo finale, per adesso, non c’è Potrebbe essere questo: che Il terzo finale, per adesso, non c’è. Potrebbe essere questo: che una notte, su tutta la Terra, non c’è nemmeno un uomo che una notte, su tutta la Terra, non c’è nemmeno un uomo che piange, nemmeno un bambino... e la notte seguente lo stesso... piange, nemmeno un bambino... e la notte seguente lo stesso... e così per tutte le notti. Nessuno più piange, nessuno è infelice. e così per tutte le notti. Nessuno più piange, nessuno è infelice. E questo forse un giorno sarà possibile Il vecchio signore è E questo forse un giorno sarà possibile. Il vecchio signore è troppo vecchio per vivere fino a quel giorno. Però continua ad troppo vecchio per vivere fino a giorno. Però continua ad alzarsi, perché quello che va fatto va fatto, sempre, senza mai alzarsi, perché quello che va fatto va fatto, sempre, senza mai perdere la speranza. la speranza.
Ridotto da Gianni Rodari, Ridotto da Gianni Voci di notte, Tante storie per giocare Voci di notte, Tante storie per giocare, Editori Ragazzi , Editori Ragazzi
GIACOMO DI CRISTALLO
Una volta, in una città lontana, venne al mondo un bambino
Una in una città venne al mondo un bambino trasparente.
Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso
Attraverso le sue membra si poteva vedere come attraverso l’aria e l’acqua. l’aria e
Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non
Era di carne e d’ossa e pareva di vetro, e se cadeva non andava in pezzi ma al più si faceva sulla fronte un bernoccolo andava in pezzi ma al si faceva sulla fronte un bernoccolo trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi trasparente. Si vedeva il suo cuore battere, si vedevano i suoi pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca. pensieri guizzare come pesci colorati nella loro vasca.
Una volta, per sbaglio, il bambino disse una bugia, e subito la
Una volta, per il bambino disse una e subito la gente poté vedere come una palla di fuoco dietro la sua fronte: gente vedere come una di fuoco dietro la sua fronte: ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto ridisse la verità e la palla di fuoco si dissolse. Per tutto il resto della sua vita non disse più bugie. della sua vita non disse più
Il bambino crebbe, diventò un giovanotto poi un uomo, e Il bambino crebbe, diventò un giovanotto poi un uomo, e ognuno poteva leggere nei suoi pensieri e indovinare le sue ognuno poteva nei suoi pensieri e indovinare le sue risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse risposte, quando gli faceva una domanda, prima che aprisse bocca. Egli si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava bocca. si chiamava Giacomo, ma la gente lo chiamava
“Giacomo di cristallo” e gli voleva bene per la sua lealtà, e vicino “Giacomo di cristallo” e voleva bene per la sua lealtà, e vicino a lui tutti diventavano gentili. a lui tutti diventavano
Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e Purtroppo, in quel paese, salì al governo un feroce dittatore, e cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria cominciò un periodo di prepotenze, di ingiustizie e di miseria per il popolo Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia per il popolo. Chi osava protestare spariva senza lasciar traccia. Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati Chi si ribellava era fucilato. I poveri erano perseguitati, umiliati e offesi in cento modi. La gente taceva e subiva, per timore e offesi in cento modi. La gente taceva e subiva, per timore delle conseguenze. Ma Giacomo non poteva tacere. Anche delle conseguenze. Ma Giacomo non poteva tacere. Anche se non apriva bocca, i suoi pensieri parlavano per lui: egli era se non apriva bocca, i suoi pensieri per lui: era trasparente e tutti leggevano dietro la sua fronte pensieri di trasparente e tutti dietro la sua fronte pensieri di sdegno e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. e di condanna per le ingiustizie e le violenze del tiranno. Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e Di nascosto, poi, la gente si ripeteva i pensieri di Giacomo e prendeva speranza speranza. Il tiranno fece arrestare Giacomo di cristallo e ordinò di tiranno arrestare Giacomo e gettarlo nella più buia prigione. Ma allora successe una cosa nella buia prigione. Ma allora successe una cosa straordinaria.
I muri della cella in cui Giacomo era stato rinchiuso I muri in cui Giacomo era stato diventarono trasparenti, e dopo di loro anche i muri del diventarono trasparenti, e di loro anche i muri del carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che carcere, e infine anche le mura esterne. La gente che passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul passava accanto alla prigione vedeva Giacomo seduto sul suo sgabello, come se anche la prigione fosse di cristallo, suo come se anche la prigione fosse di cristallo, e continuava a leggere i suoi pensieri. Di notte la prigione e continuava a i suoi pensieri. Di notte la prigione spandeva intorno una grande luce e il tiranno nel suo palazzo spandeva intorno una luce e il tiranno nel suo palazzo faceva turare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva faceva turare tutte le tende per non vederla, ma non riusciva ugualmente a dormire. a dormire. Giacomo di cristallo, anche in catene, era più forte di lui, Giacomo di cristallo, anche in catene, era forte di lui, perché la verità è più forte di qualsiasi cosa, più luminosa del la verità è più forte di cosa, più luminosa del giorno, più terribile di un uragano. giorno, più terribile di un uragano.
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Prima edizione:gennaio2026
Realizzazione editoriale
Coordinamento editoriale Mauro Traversa
Coordinamento redazionale Remo Dolci
Progetto grafico Ka Communications
Redazione, ricerca iconografica Aurion Servizi Editoriali s.r.l., Milano
Elaborazione immagini e impaginazione Aurion Servizi Editoriali s.r.l., Milano
Matteo Maria Cardinal Zuppi, Presidente Roma, 08 Settembre 2025 Prot. n. 2757/2025
IMPRIMATUR
don Marco Cazzaniga Milano,14 luglio 2025 Prot. Gen. n°01895
Contenuti digitali
Progettazione Fabio Ferri, Nicola Barzagli
Redazione e realizzazione EICON s.r.l., IMMAGINA s.r.l., Isabella Spagni, Lumina
Datamatics, Silvia Sferruzza
Audio IMMAGINA s.r.l.
Contenuti per la didattica inclusiva
PariPasso è il progetto promosso da Rizzoli Education sul tema dell’inclusione e delle pratiche di insegnamento/apprendimento incentrate sulla didattica inclusiva.
Validato da un comitato scientifico di esperti del settore, il progetto si ispira ad alcuni principi fondamentali:
1. progettazione di strumenti didattici disegnati in funzione dei diversi stili cognitivi e i ritmi di apprendimento delle studentesse e degli studenti
2. valorizzazione di pratiche di insegnamento/ apprendimento personalizzate, efficaci e significative, anche mediante il ricorso a contenuti e strumenti digitali
3. valorizzazione di tutti gli apprendenti, in modo che a ciascuno sia garantito il successo formativo
4. promuovere una didattica sempre connessa a un’idea di cittadinanza attiva, critica e responsabile
Questo volume è stampato da: L.E.G.O. S.p.A., Lavis (TN) Stampato in Italia – Printed in Italy