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MAGICA MATILDE - LETTURE CL 3

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LUISA BORDIN BARBARA GUZZO ELIANA GUZZO

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LETTURE


ISBN 978-88-915-9741-0 © 2025 Rizzoli Education S.p.A. – Milano Tutti i diritti riservati

Realizzazione editoriale Coordinamento editoriale Mauro Traversa Coordinamento redazionale Giulia Gonzales, Remo Dolci

www.rizzolieducation.it

Progetto grafico Skako di Veruska Formelli

Fotocopie e permessi di riproduzione. Le fotocopie per uso personale del lettore possono essere effettuate nei limiti del 15% di ciascun volume/fascicolo di periodico dietro pagamento alla SIAE del compenso previsto dall’art. 68, commi 4 e 5, della legge 22 aprile 1941 n. 633. Le fotocopie effettuate per finalità di carattere professionale, economico o commerciale o comunque per uso diverso da quello personale possono essere effettuate a seguito di specifica autorizzazione rilasciata da CLEARedi, Centro Licenze e Autorizzazioni per le Riproduzioni Editoriali, Corso di Porta Romana 108, 20122 Milano, e-mail autorizzazioni@clearedi.org e sito web www.clearedi.org.

Tecnologie di intelligenza artificiale e estrazione di dati dal testo. L’editore promuove e tutela il diritto d’autore, riconoscendone il ruolo fondamentale nel sostenere la creatività e la libertà di espressione. L’editore esprime la propria gratitudine per il rispetto delle normative sulla proprietà intellettuale dimostrato con l’acquisto di una copia autorizzata del presente volume. Qualsiasi utilizzo non autorizzato, inclusi quelli connessi a tecnologie di intelligenza artificiale o all’estrazione di testo e dati, costituisce una violazione dei diritti dell’editore e dell’autore, e comporta l’applicazione di sanzioni civili e penali secondo quanto previsto dalla Legge 633/1941 e successive integrazioni e modifiche.

Riferimenti a marchi commerciali e siti di terze parti. Occasionalmente, possono essere visibili in questo testo nomi, confezioni e marchi commerciali di prodotti o società. L’autore e l’editore non intendono sostenere che i prodotti fotografati o citati siano migliori o peggiori di altri, né indirettamente consigliarne o sconsigliarne l’acquisto: non esiste alcun rapporto di nessun genere con i relativi produttori. I riferimenti a nomi e marchi commerciali sono da intendersi come marchi registrati dalle rispettive società anche se, per semplicità di grafia, si è omessa la relativa indicazione. L’editore fornisce – per il tramite dei testi scolastici da esso pubblicati e attraverso i relativi supporti – link a siti di terze parti esclusivamente per fini didattici o perché indicati e consigliati da altri siti istituzionali. Pertanto, l’editore non è responsabile, neppure indirettamente, del contenuto e delle immagini riprodotte su tali siti in data successiva a quella della pubblicazione, distribuzione e/o ristampa del presente testo scolastico. Obiettivi di sviluppo sostenibile. Il contenuto di questo libro non è stato approvato dalle Nazioni Unite e quindi potrebbe non riflettere la posizione ufficiale di questa organizzazione, www.un.org/sustainabledevelopment.

Testi in formato accessibile. I testi pubblicati dall’editore sono disponibili in formato accessibile e possono essere richiesti a: Biblioteca per i Ciechi Regina Margherita di Monza (http://www.bibliotecaciechi.it) o Biblioteca digitale dell’Associazione Italiana Dislessia “Giacomo Venuti” (http://www.libroaid.it).

Redazione e ricerca iconografica Susanna Fornili Impaginazione Abc Zone, Ka Communications Disegni Claudia Chiaravallotti, Giulia Cregut, Rita Del Sorbo, Alessia Girasole, Elena Iarussi, Giulia Lombardo, Valentina Magnaschi, Marta Ronci, Manuel Vertemara

Copertina Ka Communications Illustrazione di copertina Giulia Di Cara Referenze iconografiche Getty Images © 2025; pagg.36-37: Astrid Lindgren, Mondadori Portfolio/Zuma Press; Astrid Lindgrens Geburtshausakg, akg-images/Doris Poklekowski/Mondadori Portfolio; Pippi Calzelunghe, Mondadori Portfolio/Zuma Press; copertina libro, Retro AdArchives / Alamy Foto Stock pag.38: Boyan Slat, dpa picture alliance / Alamy Foto Stock; Ocean Cleanup, Sundry Photography / Alamy Foto Stock pag.97: Sally Ride, Photo by NASA/Sipa USA/Mondadori Portfolio; Rosalind Franklin, From the Jewish Chronicle Archive / Heritage-Images / Mondadori Portfolio; Margherita Hack, Mondadori Portfolio/Massimo Sestini; Jane Goodall Photo by Alexander Pohl/ Sipa USA/Mondadori Portfolio pag.112: AC Manley / Alamy Foto Stock; Chris Harris / Alamy Foto Stock

Testo p.140: I dinosauri, Collana: Attraversapagina, © 2015 La Coccinella s.r.l. Via Belfiore 5 - 20145 Milano Progetto e testo di Gabriele Clima Illustrazioni di Marina Romagnoli e Laura Rigo

Si ringraziano per la preziosa consulenza le insegnanti Raffaela Bonini, Iolanda Giglio, Carla Malinverno, Siana Ravizza, Alessandra Refice, Daniela Ruggeri, Daniela Tandurella, Sonia Vecchiarelli, Manuela Vitali, Elena Zanelli

Contenuti digitali Progettazione Fabio Ferri, Nicola Barzagli Realizzazione EICON S.r.l., IMMAGINA S.r.l., Lumina Datamatics, Giulia Salvadori

Segnalazione di errori e/o imprecisioni. La realizzazione di un libro scolastico è un’attività complessa che comporta controlli di varia natura. Essi riguardano sia la correttezza dei contenuti sia la coerenza tra testo, immagini, strumenti di esercitazione e applicazioni digitali. È pertanto possibile che, dopo la pubblicazione, siano riscontrabili errori e imprecisioni.

Audio IMMAGINA S.r.l

L’editore ringrazia sin da ora chi vorrà segnalarli alle redazioni. Per segnalazioni o suggerimenti relativi al presente volume scrivere a: supporto@rizzolieducation.it

Contenuti per la didattica inclusiva

Per eventuali e comunque non volute omissioni e per gli aventi diritto tutelati dalla legge, l’editore dichiara la piena disponibilità.

I contenuti per la didattica inclusiva di Magica Matilde – Letture 3 sono a cura del gruppo di esperti della Ricerca e Sviluppo Erickson. Il progetto "Obiettivo parità: genere e multicultura" intende promuovere la cultura della parità di genere attraverso il contrasto agli stereotipi e alle diseguaglianze di genere in ambito educativo. Da quest’anno il progetto include anche la dimensione interculturale per valorizzare le differenze etniche e culturali. Tramite la scelta antologica, le attività operative e il linguaggio utilizzato per le consegne didattiche viene fornita una rappresentazione equilibrata, corretta e variegata delle differenze di genere, etniche e culturali negli ambiti personale, familiare e professionale. La supervisione scientifica del progetto è a cura di Irene Biemmi, professoressa associata di Pedagogia Generale e Sociale presso il dipartimento FORLILPSI dell’Università di Firenze, e di Sara Franch, Ricerca e Sviluppo Erickson. Progetto "Alla scoperta di noi": • Testo riduzione e adattamento del volume Il Gattolaio di Stella Nosella e Evelise Obinu, Terre di mezzo Editore. • Attività Maria Condotta. Testi facilitati e semplificati in HUB Kids e HUB Kit: Monica Attolini

Coordinamento editoriale Francesco Zambotti e Chiara Golasseni Coordinamento redazionale Bianca Grassi e Milena Pellizzari

Il processo di progettazione, sviluppo, produzione e distribuzione dei testi scolastici di Rizzoli Education S.p.A. è certificato UNI EN ISO 9001.

© 2025, Edizioni Centro Studi Erickson S.p.A. Via del Pioppeto 24 38121 Trento www.erickson.it

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Questo volume è stampato da: ROTOLITO S.p.A – Pioltello (MI) Stampato in Italia – Printed in Italy

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Ristampe:

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Prima edizione: gennaio 2025


INDICE RICOMINCIAMO RICOMINCIAMO

3

Che cos’è la scuola

4

LABORATORIO DI LETTURA Filastrocca del buon leggere Leggi tu che leggo anch’io! Mi piace come parli Una parola speciale Non arrabbiatevi! Promesso? La scatola dei maestri Bambine e bambini Il potere delle parole

6 7 8 9 10 12 14 16

EDUCAZIONE CIVICA

Malala Yousafzai

18

Nuova… di nuovo Il regalo magico FACCIAMO IL PUNTO

Tre farfalle

Il mostro e Lucilla La principessa coraggiosa Il pifferaio magico Vita da strega Le scarpette rosse Le avventure di Pollicino Il pastore di oche SCOPRO

TESTI REALISTICI

IL MITO

A scuola verso il futuro Una famiglia grande così SCOPRO Il trattore della nonna Namaskaram! Saluti da Tokyo Parole come una coperta Mia sorella è un quadrifoglio Sempre una famiglia Lo so fare Astrid Lindgren Il campione Boyan Slat

22 24 26 28 29 30 32 34 35 36 38

FACCIAMO IL PUNTO

In cucina con papà

40

EDUCAZIONE CIVICA

La città che sussurrò

62 64 66 67 68 70 71

FACCIAMO IL PUNTO

I musicanti di Brema

SCOPRO

60

LA FIABA

IL MONDO DEI TESTI TESTI NARRATIVI 20 SCOPRO

56 58

72

Come nacque l’arcobaleno 74 Il dono di Atena alla Grecia 76 Come nacquero gli animali e gli esseri umani 77 SCOPRO

FACCIAMO IL PUNTO

La creazione della Via Lattea

78

LA LEGGENDA La giraffa e il rinoceronte Yugong e le montagne Le piume del pipistrello Perché la gallina raspa SCOPRO

80 82 83 84

FACCIAMO IL PUNTO

Perché i corvi sono neri

86

42 LA FAVOLA

TESTI FANTASTICI Il mostro dal parrucchiere Un orco goloso Il palazzo di cioccolato Il lupo giramondo Una valigia per due Felicità in barattolo Lilla la pirata Una bicicletta speciale SCOPRO SCOPRO

Il cerbiatto e il cervo Il Sole e il Vento del Nord L’ascia del taglialegna La volpe e i due orsacchiotti SCOPRO

44 46 48 49 50 52 53 54

88 90 91 92

FACCIAMO IL PUNTO

Il leone e il topo

94

EDUCAZIONE CIVICA

Mary Anning: paleontologa

96


LE DESCRIZIONI

98

La mia vita con il mostro La principessa Prunella Il gigante elegante La storia di Fiordiligi Il primo cane Il tesoro L’oggetto misterioso La bibliocceria Un ruscello nel bosco

100 102 103 104 105 106 107 108 109

FACCIAMO IL PUNTO Lo scoiattolo Il gigante

110 111

EDUCAZIONE CIVICA

I TESTI INFORMATIVI INFORMATIVI SCOPRO SCOPRO SCOPRO SCOPRO SCOPRO

I giganteschi dinosauri I minuscoli microbi A caccia di mammut La volpe, furba cacciatrice Catturare il vento

FACCIAMO IL PUNTO

L’acqua

150

COM OMPITO PITO DI REALTÀ

152

Il mio luogo dei desideri

LE STAGIONI AUTUNNO

Olimpiadi e Paralimpiadi

112

Un tè all’acqua di nuvola Frottage d’autunno L’intensità dei suoni

I TESTI POETICI

114

INVERNO

F come filastrocche Per fare la poesia SCOPRO Com’è fatta una poesia SCOPRO Conta e canta SCOPRO Suoni poetici SCOPRO Poesie in libertà Poesie… da favola Parole di bambine e bambini Animali di…versi Poeta anche tu Leggere poesie

115 115 116 118 119 120 121 122 124 125 126

FACCIAMO IL PUNTO C’era una volta Nomi

128 129

Piccolo Riccio Orso e il Natale Un albero per la classe L’altezza dei suoni

130

I TESTI REGOLATIVI Imparo a fare il chapati La macchina eolica Come avventurarsi nel bosco SCOPRO

132 134 136

FACCIAMO IL PUNTO

Prepariamo la valigia

138

154 156 157

158 160 162 163

PRIMAVERA PRIMA VERA Nino, Taddeo e la primavera I fiori di primavera Laboratorio di farfalle La durata dei suoni

164 166 168 169

ESTATE L’estate di Valentina Un’estate in versi

170 172

Il Gattolaio

173

EDUCAZIONE CIVICA

Maria e le api

140 142 144 146 148

TESTI FACILITATI E SEMPLIFICATI I testi delle pagine 30, 36, 50, 54, 64, 66, 74, 78, 82, 86, 90 e 92 sono stati facilitati e semplificati. I testi facilitati e semplificati sono raccolti nel volume CheFacile! – Letture 1-2-3 (disponibile su richiesta dell’insegnante) e in HUB Kids e HUB Kit. Nella Guida Insegnante: strategie e dettagli operativi per la didattica inclusiva.


RICOMINCIAMO AUDIO E CONTENUTI DIGITALI

Sono felice di iniziare un nuovo anno insieme… Ci aspettano tante novità!

Io spero di imparare tante cose nuove!

Evviva!! Io a casa mi annoiavo…

Io di fare tante gite!

E se non leggo abbastanza bene?

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RICOMINCIAMO

CHE COS’È LA SCUOLA La scuola è un edificio con i banchi e le sedie, è uno spazio aperto anche quando è al chiuso. Cambia sempre, perché ogni giorno c’è qualcosa di nuovo. Nella scuola ci sono le bambine e i bambini, di tanti tipi e di tante forme. Si scambiano i pensieri, le penne e le gomme, la merenda, i numeri di telefono e gli abbracci. Così quando si ha bisogno c’è un’amica o un amico. Nella scuola ci sono le maestre e i maestri. Sono di tutti i tipi e le qualità. Le maestre e i maestri aiutano a imparare. Insegnano che cos’è la bellezza e quella meraviglia che si chiama immaginare. Insegnano anche a sbagliare: perché più si sbaglia più si impara. Nella scuola ci sono tante di quelle idee che le puoi sentire nell’aria. Se tutte le scuole scomparissero, le bambine e i bambini non avrebbero un posto dove crescere e imparare assieme alle altre e agli altri. La scuola è un luogo aperto anche quando è al chiuso. È un posto pieno di idee e di parole. Con le idee e con le parole puoi immaginare un mondo nuovo. Che è lo stesso mondo in cui viviamo, ma pensato in tanti modi diversi. L. Tortolini - M. Somà, Che cos’è la scuola?, Terre di mezzo Editore

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RICOMINCIAMO

COMPRENDO Leggi il testo e colora il completamento giusto per ogni frase. • La scuola... è uno spazio aperto pieno di idee e parole.

è solo uno spazio chiuso.

• Le bambine e i bambini… sono tutti uguali.

si scambiano penne, pensieri e abbracci.

• Le maestre e i maestri… se ne stanno per conto loro.

insegnano a imparare anche dagli errori.

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LABORATORIO DI LETTURA

FILASTROCCA DEL BUON LEGGERE Chino gli occhi sul mio libro Leggo e penso, leggo e vedo Leggo e sogno, leggo e viaggio Alzo gli occhi sul paesaggio Leggo il cielo, leggo il mondo Faccio un bel respiro fondo Chino gli occhi, leggo ancora Sto leggendo già da un’ora Leggo su, leggo giù Chiudo il libro e non leggo più Vado giù nel cortiletto Per giocare a ciò che ho letto Bruno Tognolini, Filastrocche e canzoni della Melevisione, Edizioni RAI-ERI

COMPRENDO Che cosa dice della lettura l’autore? Cancella gli intrusi con una X. Quando leggo… sogno

mi addormento

mi arrabbio

passo il tempo

mi annoio viaggio

mi stanco gioco

Ora, tra le espressioni rimaste, colora quelle con cui sei d’accordo.

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LABORATORIO DI LETTURA

LEGGI TU CHE LEGGO ANCH’IO! E tu che lettore o lettrice sei? Scoprilo con questo test!

Ho un nuovo libro per le mani e adesso… non vedo l’ora di scoprire di che cosa parla. penso: “Per fortuna che è scritto grande!” un solo sguardo e sono già dentro la storia. In biblioteca o in libreria… scelgo il libro dal titolo più misterioso. scelgo il libro più sottile. scelgo leggendo la trama riportata sul retro. Durante l’estate… ho letto solo il libro consigliato dall’insegnante. non ho letto nulla: la scuola era finita. ho letto libri divertenti.

L’insegnante ha consigliato di leggere a voce alta. Io leggo a voce alta… per mia sorella piccola, a lei va bene tutto. solo se non c’è proprio nessuno. in famiglia: ci divertiamo a scambiarci i ruoli. Ho quasi finito il mio libro. Penso... “È stata dura ma alla fine ce l’ho fatta”. “Era ora. Adesso posso divertirmi!” “Che peccato… ma ne ho già un altro da leggere!”

maggioranza di

Leggi con passione. Hai già scoperto i libri adatti a te e ti diverti a leggere.

maggioranza di

Leggi con impegno. Leggere per te è un impegno serio, ti resta da scoprire il genere più adatto a te.

maggioranza di

Leggi poco volentieri. Leggere è ancora una fatica, ma quest’anno le cose possono sempre cambiare!

misto

Presto scoprirai qual è la lettura fatta per te!

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LABORATORIO DI LETTURA

VIRGOLE E PUNTI

Ogni volta che incontri una virgola (,) fermati per una pausa breve (conta 1). Quando invece incontri un punto (.) fermati per una pausa lunga (conta fino a 3).

LEGGO BENE Leggi una prima volta la filastrocca per capire di che cosa parla. Poi leggila di nuovo facendo le pause giuste quando incontri virgole e punti.

MI PIACE COME PARLI Mi piace come ridi e come parli, come intrecci i fili dei racconti, come apri i cassetti sconosciuti e tiri fuori mondi, canti e conti. Mi piace che mi dici della gente, quella che è passata nel passato, perché la storia non è solo date, ma è cibo, è amore, è vita, è fiato. Mi piace quando parli dei tuoi viaggi, di colori, di musica e armonia, di città lontane, fiumi e monti che diventano così la geografia. Mi piace soprattutto quando ascolti e chiedi: – Cosa pensi? Cosa senti? Perché per te la cosa importante è l’alfabeto dei nostri sentimenti. Ridotto e adattato da Janna Carioli, Poesie a righe e quadretti, Giunti Junior

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VIRGOLE E PUNTI

LABORATORIO DI LETTURA

LEGGO BENE Cerchia di rosso le virgole (,) e di blu i punti (.) che trovi nel testo. Poi leggi con le pause giuste: breve per la virgola, più lunga per il punto.

UNA PAROLA SPECIALE Oggi in cortile sono scoppiati tanti litigi, così la maestra Michela ci ha fatto tornare subito in classe. Pensavamo volesse farci una bella predica, invece lei ha detto: – Adesso parliamo delle parole magiche, quelle parole che si possono usare tutti i giorni per fare più bella la nostra giornata. Eravamo tutti stupiti, non sapevamo cosa rispondere, ma poi Vanessa ha detto con una vocina un po’ incerta: – “Scusa” è una parola magica perché ti fa fare la pace con chi è arrabbiato con te. E così tutti abbiamo cominciato a dire altre parole magiche: – Per piacere… – Permesso… – Grazie! Ridotto e adattato da Maria Loretta Giraldo, Anna e le parole magiche, Edizioni San Paolo

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LABORATORIO DI LETTURA

PUNTO INTERROGATIVO ED ESCLAMATIVO

Leggi con la giusta intonazione: quando trovi un punto interrogativo (?) è una domanda; quando trovi un punto esclamativo (!) è un’esclamazione.

NON ARRABBIATEVI! PROMESSO? È proprio una brutta giornata. Titti è furiosa! Sbatte con forza la porta dietro di sé… e la vecchia brocca si rompe in pezzi. Cadendo urta la gabbietta e il criceto Sandi esce! Titti si tuffa per acchiapparlo, ma Sandi le scivola tra le mani. Titti lo insegue, facendo cadere soprammobili… e il cestino, che sparge cartacce per tutta la stanza. Sandi sparisce dietro al divano. Allora Titti allontana il divano, ma urta la lampada, che fa cadere un vaso di fiori e tutta l’acqua finisce sul tappeto. All’improvviso, Titti vede Sandi, lo acchiappa e lo rimette nella gabbietta. Poi si guarda intorno e vede il disastro che ha combinato: la stanza è tutta in disordine, c’è una piccola pozza d’acqua sul tappeto, è terribile! Sente mamma e papà rientrare. Titti confessa: – Se vi racconto una cosa, promettete di non arrabbiarvi? Mamma e papà promettono. – Sandi è scappato e cercando di riprenderlo ho messo un po’ di disordine – spiega. Mamma e papà sorridono: – Non preoccuparti, Titti!

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PUNTO INTERROGATIVO ED ESCLAMATIVO

LABORATORIO DI LETTURA

Ma aprono la porta del soggiorno e la mamma cambia espressione. La faccia del papà diventa rossa: – Titti, come sei riuscita a combinare una cosa del genere? – Ma avevate promesso di non arrabbiarvi – dice Titti. – Mamma, ti farò un regalo per farmi perdonare. Lei sorride. – Oh, Titti, non vorrai dire che combinerai qualcos’altro? – Speriamo di no! – risponde Titti. – Ma se dovesse capitare… promettete di non arrabbiarvi? Ridotto e adattato da Bel Mooney, Non ti arrabbi? Promesso?, Mondadori

LEGGO BENE Osserva i punti di domanda e i punti esclamativi evidenziati nel testo ed esercitati a leggere con la giusta intonazione.

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LABORATORIO DI LETTURA

PUNTO INTERROGATIVO ED ESCLAMATIVO

LEGGO BENE Cerchia di verde i punti interrogativi (?) e di arancione i punti esclamativi (!) nel testo, poi leggi con la giusta intonazione.

LA SCATOLA DEI MAESTRI Giacomo è contento di andare a scuola, ha iniziato da pochi giorni. Il maestro Marcello è già lì che aspetta, in piedi dietro la cattedra come ogni giorno. È dritto come un palo e quando entrano i bambini si siede di scatto. Poi fissa un punto davanti a sé e inizia la lezione. È buffo. Giacomo è convinto che sia un alieno. Al suono della campanella, Giacomo si accorge di aver lasciato il berretto in classe e torna indietro. Mentre esce, incrocia due maestre che passano chiacchierando. – Hai visto quello nuovo? – dice una. – Chi? Marcello? – Sì, è alla sua prima esperienza, buffissimo, tutto serio! – È vero, un robottino nuovo, appena uscito dalla scatola! – risponde allegra l’altra maestra. – A proposito di scatole, è ora di rientrare. Le maestre entrano nella stanza della direttrice e chiudono la porta. Giacomo è ancora fermo davanti alla sua classe. Pensa al maestro Marcello e alle due maestre che devono rientrare nelle scatole… In effetti il maestro potrebbe essere un alieno. La mattina seguente Giacomo e Filippo arrivano in classe dopo Lucia. – Dov’è il maestro? – chiede Filippo guardando la cattedra vuota. – Forse è ancora nella scatola! – risponde Giacomo.

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PUNTO INTERROGATIVO ED ESCLAMATIVO

LABORATORIO DI LETTURA

– Quale scatola? – chiede Filippo, ancora in piedi. – La scatola dei maestri! Non lo sai che i maestri e le maestre, dopo la scuola, vengono chiusi in una scatola che si riapre la mattina, prima che i bambini entrino dal portone? – Ma cosa ci fanno lì tutto il tempo? – Filippo non è convinto. – Aspettano di uscire il giorno dopo, per farci lezione. La sera, quando è a letto, Giacomo ripensa ai maestri e li vede sdraiati dentro la scatola, tutti in fila. Ridotto e adattato da L. Cima - G. Bracesco, La scatola dei maestri, Giunti Kids

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LABORATORIO DI LETTURA

DIALOGHI

Questa storia è raccontata da un narratore, da una bambina e da un bambino.

LEGGO BENE Leggi il testo usando voci diverse oppure leggilo insieme a un compagno e una compagna e dividetevi le parti.

BAMBINE E BAMBINI narratore

Erano due fratellini. Cioè due maschi? No, erano un maschio e una femmina.

bambina

Allora perché si dice fratellini? Non è giusto. Io non sono un maschio, allora diciamo “Erano due sorelline”!

bambino bambina

Non è giusto! Io non sono una femmina, va bene dire fratellini!

narratore

Un bel problema davvero. E non solo per loro. Una volta c’era una classe con diciannove femmine e un maschio. Dicevano che era una classe di venti bambini.

bambina

Non siamo bambini, siamo bambine!

narratore

gridavano in coro quelle diciannove.

bambino

Ma io no!

narratore

gridava il bambino.

bambina

Diciannove è molto molto piú di uno, quindi siamo noi la stramaggioranza!

bambino

Chisseneimporta, vinco io lo stesso.

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Va bene per te, ma non per me. E non va bene nemmeno per chi non ci conosce e dalla parola fratellini non può capire cosa siamo.


DIALOGHI

narratore

LABORATORIO DI LETTURA

Un bel problema, vi pare? Forse ci vorrebbe una sesta vocale per questi casi. Una I con un trattino della E? O una E con il puntino della I? Ma come fare con la pronuncia? Pensateci un po’, cari bambini e care bambine, interrogate i vostri compagni stranieri e chiedete come fanno loro nella loro lingua. Ridotto e adattato da Vivian Lamarque, La bambina bella e il bambino bullo, Einaudi Ragazzi

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LABORATORIO DI LETTURA

TONO ED ESPRESSIONE

A volte nei testi ci sono parole con un significato particolare e vanno lette con un’espressione adatta.

LEGGO BENE In questa storia, le parole che offendono sono in grigio e le parole gentili sono colorate. Leggi usando un tono duro per le parole in grigio e un tono gentile per le parole colorate.

IL POTERE DELLE PAROLE Ci sono parole che non rimangono mai sospese. Cadono sulla testa della gente. E lì rimangono. Per sempre. È inutile far finta di niente, tanto le parole se si appiccicano addosso lasciano il segno. Se ti guardi allo specchio le vedi riflesse. Se ci credi diventano una realtà.

ACC I U G A E N O L L E CAP Per fortuna le parole non sono tutte uguali. Alcune fanno succedere qualcosa di diverso.

B E N E ! FA N TA S T I C O ! G RAZ I E! G E N I ALE! 16


TONO ED ESPRESSIONE

LABORATORIO DI LETTURA

Sono parole che non cadono, ma volano e il loro potere fa effetto! Le parole possono diventare frasi leggere come carezze.

SE I U N TESO RO! P E R FAV O R E . . . V U O I G I O C A R E? E N E B TI V O G L I O È bello dirle, anche se all’inizio rimangono incastrate nella pancia.

MI D

I S P I AC E D I A V E RT I O F F E S O

Anche se a volte è difficile scegliere quelle giuste, alla fine accadrà una cosa sorprendente: le parole dette torneranno indietro…

S E I G E N T I L E , S E I G E N E R O SA , S E I BR AVA, S E I S I M PAT I CO … e ti sentirai così bene che non potrai più farne a meno. Ridotto e adattato da F. Ottaviani - C. Petit, Il potere delle parole, Pulce Edizioni

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ASCOLTO

EDUCAZIONE CIVICA

MALALA YOUSAFZAI Ridotto e adattato da E. Favilli - F. Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Di chi parla la storia che hai ascoltato? Di Malala, una bambina che non vuole andare a scuola. Di Malala, una bambina a cui piace molto andare a scuola. Di Pakistan, una bambina che vuole andare al parco. Dove si svolge la storia? In Pakistan.

In Italia.

Non si sa.

Che cosa hanno fatto i Talebani? Hanno organizzato un viaggio in montagna. Hanno impedito alle bambine e alle ragazze di andare a scuola. Hanno impedito a tutti di andare a scuola. Che cosa pensa Malala di questo? Trova che sia meglio non andare più a scuola. Ama molto la scuola e vuole tornarci. Non si sa. Che cosa dice Malala della scuola? Colora la frase giusta.

Il mondo si può cambiare solo con le armi.

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Solo i grandi possono cambiare il mondo.

Agenda 2030: 4, Istruzione di qualità; 5, Parità di genere; 10, Ridurre le disuguaglianze

Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.


COSTITUZIONE Bambine e bambini hanno il diritto di andare a scuola, ma in alcuni Paesi questo diritto non viene rispettato.

20 NOVEM BRE Giornata dei diritti dei bambini e delle bambine

IL DIRITTO DI STUDIARE Malala Yousafzai è il simbolo del diritto all’istruzione. Completa la sua carta d’identità con le informazioni che hai ascoltato. Nome Nata il 12 / 7 / 1997 In Vince il Premio Nobel per la Pace nel

Colora le nuvolette con i motivi per cui è importante andare a scuola.

Si impara a leggere

Si fa merenda

Ci si diverte

Si impara a scrivere

Si fanno amicizie

Si impara a ragionare

Si va in palestra

Si sta insieme

Traguardo per lo sviluppo delle competenze: n. 1

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IL MONDO DEI TESTI NARRATIVI TESTI REALISTICI

Parlano di bambini e bambine, di amiche e amici, di mamme e papà…

Narrano di luoghi reali.

Il tempo di solito è indicato con precisione, sia nel presente sia nel passato.

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TESTI NARRATIVI

TESTI FANTASTICI FAVOLE Sono storie di animali che aiutano a riflettere sulle qualità e i difetti delle persone.

M ITI E LEGGENDE Sono storie ambientate in epoche antiche. Narrano dell’origine del mondo.

FIABE Sono storie con principi e principesse, orchi, draghi e altri esseri magici. Iniziano spesso con “C’era una volta…”

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SCOPRO

TESTI REALISTICI - GLI INGREDIENTI

A SCUOLA VERSO IL FUTURO È mattina. La maestra Irene entra in classe con un bambino: – Vi presento Sandro, il nuovo compagno di classe. – Che ne dite se facciamo un giro di presentazioni? – prosegue la maestra Irene. – Potete raccontare a Sandro qualcosa di voi, per esempio cosa siete bravi a fare oppure il vostro sogno per il futuro… La bambina coi capelli rossi prende la parola: – Mi chiamo Elisa. So fischiettare le canzoni dei cartoni animati. – E prosegue: – Quando sarò grande mi piacerebbe fotografare gli animali che stanno svegli di notte: volpi, cervi, barbagianni, civette... – E tu Sandro, cosa vuoi fare da grande? Sandro prende coraggio e si butta: – Vorrei fare l’illustratore e disegnare fiori, farfalle, bambini e bambine che ridono e volano, fino alle nuvole! Poi Sandro si rivolge alla maestra Irene: – E tu, quando eri una bambina cosa sognavi di fare da grande? La maestra sorride e dice un po’ commossa: – Volevo fare proprio la maestra e aiutare i bambini e le bambine a volare in alto, sempre più in alto, fino a sfiorare le nuvole. Ridotto e adattato da A scuola di parità, di Irene Biemmi, Fatatrac Edizioni 2019

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TESTI REALISTICI - GLI INGREDIENTI AUDIO E CONTENUTI DIGITALI

SCOPRO

I testi narrativi realistici raccontano fatti veri o verosimili, cioè che sembrano veri.

Nei testi narrativi realistici: • i personaggi sono veri o verosimili. Il più importante è il/la protagonista, poi ci sono i personaggi secondari. • Il luogo è un ambiente reale. • Il tempo di solito è preciso nel presente o nel passato. I fatti quasi sempre sono raccontati nell’ordine in cui si svolgono. La struttura si sviluppa in 3 parti: • l’inizio presenta i personaggi, il luogo e il fatto che avvia la storia; • lo sviluppo racconta i fatti della storia; • la conclusione spiega come va a finire.

SCOPRO Nel testo sono sottolineati i personaggi. Continua tu a sottolineare gli elementi del testo narrativo con i colori giusti. Cerchia il/la protagonista.

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SCOPRO

TESTI REALISTICI - IL NARRATORE

Quando le storie sono raccontate dal/dalla protagonista sono scritte in prima persona.

UNA FAMIGLIA GRANDE COSÌ Ciao, mi chiamo Violetta. Domani c’è la festa di quartiere. Io e i miei amici abbiamo il compito di decorare la piazza. Nel negozio della famiglia Wang prendiamo una ghirlanda. Il mio amico Yun ci aiuta a metterla sulla carriola della mia amica Amalia. A casa del mio amico Lando prendiamo il leggìo per i musicisti. Tutti in fila andiamo ad allestire le sedie e i tavoli. Domani sarà un gran giorno! Ora però è il momento di dormire. MA… Badaboooom! Che temporale! Piove a dirotto. Ahi, la piazza… Calma! Ecco Edo e Anna. Lei sale con sua mamma sul camioncino che spazza, lui aiuta suo papà a soffiar via le foglie. Dobbiamo decorare di nuovo la piazza. Sostituiamo quel che si è rotto, sistemiamo le luci, puliamo i tavoli e le sedie. Siamo una bella squadra. Finalmente può cominciare la festa del quartiere. È tutto pronto. Nel nostro quartiere siamo tutti diversi, siamo amici, siamo di tanti colori ma c’è una cosa che ci unisce tutti: ci aiutiamo a vicenda e ci vogliamo un mondo di bene. Siamo una grande famiglia. Ridotto e adattato da E. Roca - R. Bonilla, Una grande famiglia, Valentina Edizioni

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TESTI REALISTICI - IL NARRATORE

SCOPRO

SCOPRO Chi racconta la storia? Colora i personaggi della storia. Giulia

Yun

Anna

Violetta

Lando

Edo

Amalia

Omar

Quanto tempo dura il racconto? Qualche ora.

Una settimana.

Due giorni.

Dove si svolge la storia?

Perché Violetta ama il suo quartiere?

In un paesino di campagna.

Perché ci sono tanti negozi.

Nel quartiere di una città.

Perché si fanno sempre feste.

In una grande casa.

Perché ci si aiuta come in una famiglia.

Riordina la storia con i numeri da 1 a 4. La sera prima della festa scoppia un temporale, che rovina tutte le decorazioni. I bambini e le bambine si mettono d’accordo per allestire la piazza per la festa. Finalmente tutto è pronto e la festa può cominciare.

Ognuno porta qualcosa per decorare la piazza.

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SCOPRO

TESTI REALISTICI - IL NARRATORE

Quando le storie non sono raccontante dal/dalla protagonista sono scritte in terza persona.

IL TRATTORE DELLA NONNA La nonna e il nonno si svegliano all’alba. La mattina, dopo una notte di pioggia, l’aria è azzurra e il prato più verde. Il tetto della cascina sgocciola ancora, i conigli sgranocchiano. E i maiali sono i più contenti, c’è fango. Anche la nonna è felice, ama i giorni dopo la pioggia. Una passata di lucidalabbra gusto lampone e via! Fuori di casa! Le piace mettere gli stivali alti, fare splash nelle pozzanghere e guidare il trattore grosso, quello con le ruote grandi. Poi prende dal garage il carro a rimorchio. La nonna va alla collina a prendere i fichi, poi scende al piano per le mele, quindi va al campo a cogliere le pere. È ora di tornare, prima però ci vuole una merenda di uva e mortadella e un passaggio al bosco a cercare mirtilli e funghi. Nel frattempo il nonno ha lavato i piatti della cena della sera precedente. – C’è un film bello in TV, mica lo perderemo dietro all’acquaio? – aveva detto nonna.

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TESTI REALISTICI - IL NARRATORE

SCOPRO

Prima di lavare i piatti c’è il tempo per fare la marmellata con il microonde, bastano dieci minuti e non si sporca niente. Il nonno l’ha imparato su Internet, a impastare e infornare una crostata alle ciliegie. Poi ha raccolto il bucato sporco, l’ha messo in lavatrice, programma rapido 30 minuti. Driiin fa il forno, bzzz la lavatrice, è passato il tempo. Si può stendere, fuori c’è il sole e un trattore in arrivo! Ridotto e adattato da A. Roveda - P. Domeniconi, Il trattore della nonna, EDT, 2014

SCOPRO Chi racconta la storia? Segna con una X. Il nonno.

La nonna.

Un narratore esterno.

COMPRENDO Cerca le informazioni nella storia che hai appena letto. Nella colonna colorata scoprirai di che colore è il trattore della nonna.

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1 L’aria è azzurra e il prato è più… 2 Il nonno stende il bucato, fuori c’è il…

2

3 La nonna cerca i mirtilli nel…

3

4 Dopo la pioggia, la nonna va fuori di…

4

5 Chi ha lavato i piatti della cena? 5

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TESTI REALISTICI

NAMASKARAM! Mi chiamo Lakshmi, “dea dell’abbondanza”, e vivo nel Kerala, uno dei 29 stati che compongono l’India. Un tempo, lungo i canali, le barche trasportavano in tutto il mondo le nostre preziose spezie, ricavate da piante che crescono tra risaie e coltivazioni di tè. Tutti i nostri piatti, come il dahl, sono profumati con le spezie. Nel canale ci si lava, si fa il bucato, si pesca e ci si diverte rinfrescandosi un po’! Alla fine dell’estate, a maggio, il rientro a scuola è una vera festa. Purtroppo molti bambini poveri non possono frequentare le lezioni. Le mie materie preferite sono l’hindi, l’inglese e la matematica, e il mio sogno è diventare maestra. Al mattino mia sorella mi aiuta a legare il cravattino dell’uniforme, mentre la mamma prepara yogurt al mango. Presto verrà Onam, la festa della bellezza e dell’amore. Non vedo l’ora di ritrovarmi con i miei cugini. Ridotto e adattato da M. Brami - K. Daisay, Bambini nel mondo, Electa Kids

SCOPRO La storia è raccontata in… prima persona. terza persona.

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dahl piatto con lenticchie o ceci hindi lingua ufficiale dell’India Onam festa a fine agosto con danze e gare


TESTI REALISTICI

SALUTI DA TOKYO Mi chiamo Akito e vivo a Tokyo, che è la città più popolosa del mondo e la capitale del Giappone. Abito coi miei genitori in una casa piccolina. La mattina mi preparano del riso caldo con uovo crudo e salsa di soia, della zuppa di miso e del pesce essiccato e saltato con i peperoni verdi. Per finire sgranocchio una pera e bevo il latte. La scuola inizia ad aprile, nel periodo dell’Hanami. Per festeggiare la primavera andiamo a fare un picnic sotto i ciliegi in fiore. A scuola indossiamo l’uniforme e impariamo a disegnare gli hiragana, cioè le sillabe. È difficile e bisogna impegnarsi molto. Io invento anche degli haiku dedicati alle stagioni. Oggi faccio parte del gruppo che pulisce le classi, insieme ai miei compagni Daiki e Ria. Nel pomeriggio frequento corsi di baseball o di violino. Sayonara! Ridotto e adattato da M. Brami - K. Daisay, Bambini nel mondo, Electa Kids

SCOPRO

miso piatto a base di fagioli di soia fermentato Hanami (“guardare i fiori”) quando si ammira la bellezza degli alberi in primavera e in autunno haiku piccole poesie formate da 17 sillabe

Sottolinea nei due testi le informazioni con i colori indicati. Poi confrontati con la classe per scoprire che cosa hanno in comune.

• nome del protagonista • dove vive

• che cosa mangia al mattino • quando inizia la scuola 29


TESTI REALISTICI

PAROLE COME UNA COPERTA

Mia zia mi chiamava Girandola. È venuta la guerra e non mi chiamava più così. Siamo venuti in questo paese per metterci in salvo. Tutto era strano: le persone, il cibo, gli animali e le piante. Nessuno parlava con me. Quando uscivo mi sembrava di stare sotto una cascata di suoni strani. Mi faceva sentire sola. Quando ero in casa me ne stavo avvolta in una coperta di parole e suoni tutti miei. Mi riparava e mi sentivo al sicuro. Poi un giorno al parco una bambina mi ha sorriso. Mi ha salutata con la mano. Si è avvicinata e mi ha detto delle cose. Ma erano parole strane. La bambina però continuava a sorridere. Mi ha portato alle altalene, sono salita sopra e lei mi ha spinta. Eravamo amiche. La volta dopo la bambina ha portato delle parole per me. Me le ha fatte ripetere e ripetere all’infinito. Poi ogni volta mi portava parole nuove. Ogni tanto dicevo delle cose buffe e scoppiavamo a ridere.

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Testo facilitato e semplificato


TESTI REALISTICI La sera, quando ero stesa nel letto sotto la mia vecchia coperta, bisbigliavo a bassa voce le parole nuove, tantissime volte. Ben presto cominciavano a suonare calde e morbide. Stavo tessendo una coperta nuova. Ridotto e adattato da I. Kobald - F. Blackwood, Una coperta di parole, Mondadori

SCOPRO Riordina la storia con i numeri da 1 a 4.

Nella nuova città, Girandola si sente sola.

Finalmente Girandola ha una coperta morbida fatta di parole nuove.

Girandola e la zia scappano dalla guerra.

Al parco, Girandola incontra una bambina che le insegna tante parole.

COMPRENDO Girandola inizia a essere felice quando… impara nuove parole.

è a casa da sola.

scappa dalla guerra.

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TESTI REALISTICI

MIA SORELLA È UN QUADRIFOGLIO Mia sorella quando è nata era un fagotto di ciccia. La mamma aveva scelto il nome. Io mi chiamo Viola e lei doveva chiamarsi Mimosa, perché sono due fiori. Sono tornate a casa. Però qualcosa non andava. La nonna ripeteva: – Bisogna avere coraggio. Io l’avevo già capito da sola che Mimosa era diversa dagli altri bambini. Ma uno non può mica chiedere scusa per quello che è. È così e basta. A volte mi sembra che venga da un pianeta strano dove tutti fanno le cose piano, sorridono e si abbracciano, proprio come fa lei. Mia sorella non mi piace quando tutti si dimenticano di me. Adesso la mamma ha imparato. – Ho due fiori in casa – dice, – e devo innaffiarli tutti e due. Ieri Martino, il mio compagno di classe più odioso, mi ha detto: – Tua sorella non è mica normale. Poi è corso via perché aveva paura di prenderle. E comunque ha ragione. Mia sorella non è normale. Lei è speciale. Essere normali vuol dire essere uguali come i trifogli in un prato. Mia sorella invece è un quadrifoglio. I quadrifogli sono rari e diversi. Portano fortuna. Noi abbiamo la fortuna di averne uno tutto nostro: Mimosa, il quadrifoglio. Ridotto e adattato da B. Masini - S. Junakovic, Mia sorella è un quadrifoglio, 2012 Carthusia Edizioni

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TESTI REALISTICI

SCOPRO La storia è raccontata... in prima persona.

in terza persona.

Come si chiama la sorella di Viola?

COMPRENDO Perché Viola pensa che sua sorella sia un quadrifoglio? Perché è vegetariana. Perché è rara e porta fortuna. Perché ama stare sull’erba.

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TESTI REALISTICI

SEMPRE UNA FAMIGLIA Oggi a scuola la maestra ci ha chiesto che cosa rende speciale la nostra famiglia. Io non sapevo cosa rispondere. La mia famiglia è diversa. – Io ho più nonni di qualsiasi bambino che conosco! – ha detto uno. – Io vivo una settimana con la mamma e una con il papà. E siamo tutti contenti – ha risposto un’altra. – Uno dei miei papà è alto e magro, l’altro è basso e cicciottello. Ma entrambi mi abbracciano forte forte. Io sono stato ad ascoltare tutti con attenzione. Poi mi è venuto in mente un giorno in cui ero con la mia famiglia al parco. Una signora si è fermata a parlare con la mia mamma adottiva e, a un certo punto, le ha chiesto: – Quali di questi sono i tuoi veri figli? E lei ha risposto: – Beh, sono tutti veri. Non ho nessun figlio immaginario. E allora abbiamo detto: – Una famiglia… è una famiglia… sempre! Ridotto e adattato da S. O’Leary, ill. Q. Leng, Una famiglia è una famiglia… sempre, la Margherita Edizioni

PARLO Che cosa rende speciali le famiglie di cui parla la storia? Confrontati con i tuoi compagni e le tue compagne. E che cosa rende speciale la tua famiglia? Racconta.

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TESTI REALISTICI

LO SO FARE – Mamma, sai che nella mia classe ci sono solo Numeri Uno? – racconta Irene domenica pomeriggio. – La mia classe è fatta di supergeni! – Davvero? – risponde la mamma. – Fammi un esempio! – Beh, Mila sa leggere benissimo! Cloe sa dire i nomi al contrario e senza leggerli. Io sono “EnerI”. E Oliviero sa tutto. – Incredibile... e tu? – Io non so fare niente. – Impossibile, – sorride la mamma, – tutti sappiamo fare qualcosa di bello, di utile o d’importante. Il giorno dopo a scuola durante la ricreazione sente Elena lamentarsi: – Uffa, mi sono fatta male al ginocchio! Sono inciampata nei lacci delle scarpe. – Ci penso io, – esclama Irene sicura di sé. – Appoggia qui il piede. E così, dopo un giro di là, un passaggio di sotto, e un giro di qua, ecco due bei fiocchi sulle scarpe di Elena. – Uau! Tu ci riesci! – esclama Elena ammirando il capolavoro. – Certo che lo so fare. È facile: ecco, vedi, si fa così. A poco a poco, la notizia si diffonde e, uno per volta Mila, Oliviero, Diego, Xin, Desideria, Cloe, Edward... sono in fila davanti a Irene, che è già “la più brava della classe ad allacciare le scarpe!”. Ridotto e adattato da Silvia Serreli, Lo so fare, Gribaudo

SCOPRO Colora la banda accanto al testo per indicare l’inizio, lo sviluppo e la conclusione della storia.

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TESTI REALISTICI

ASTRID LINDGREN Una bambina viveva in una fattoria insieme alla sua grande famiglia. Passava intere giornate a vagabondare libera nei campi con i suoi fratelli e le sue sorelle, ma dava anche una mano ad accudire gli animali. E non solo i più piccoli, come le galline e le oche, ma anche i più grandi come le mucche e i cavalli! Si chiamava Astrid ed era un vero spirito ribelle. Era forte, coraggiosa, non aveva mai paura di stare sola ed era capace di fare di tutto: pulire, cucinare, aggiustare una bicicletta, camminare sui tetti, difendersi dai bulli, inventare storie fantastiche… Vi sembra familiare? Beh, se avete mai letto la storia di un’altra bambina che era forte, coraggiosa e impavida di nome Pippi Calzelunghe, non vi sorprenderà sapere che fu proprio Astrid a scrivere quel libro geniale. Oggi Pippi Calzelunghe è uno dei libri per bambini più amati di tutti i tempi. Astrid continuò a scrivere molti altri libri, ritraendo sempre bambini e bambine forti, padroni delle proprie avventure. Perciò ogni volta che siete nei guai per qualcosa che avete fatto, prendete una copia di Pippi Calzelunghe, lei vi sarà sempre d’aiuto. RIdotto e adattato da E. Favilli - F. Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

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Testo facilitato e semplificato

accudire prendersi cura impavida senza paura


TESTI REALISTICI SCOPRO Di chi parla questo racconto?

Dove vive?

Di una bambina di nome Astrid.

In una casa di città.

Di un’allevatrice di cavalli.

In una fattoria.

Di una bambina di nome Pippi Calzelunghe.

In un grande palazzo.

COMPRENDO Che cosa sapeva fare da piccola? Poche cose, e non aiutava a casa. Solo i lavori di casa: cucinare, pulire… Un po’ di tutto, anche aggiustare una bici e inventare storie. Quale libro scrive da grande? La storia di Pippi Calzelunghe, una bambina coraggiosa e vivace. La storia di Pippi Calzelunghe, una bambina tranquilla e timida. La storia di Pippi Calzelunghe, una bambina che alleva cavalli. Il suo libro è diventato famoso? No, perché è noioso. Sì, ma solo per gli adulti. Sì, è un libro amato da grandi e bambini.

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TESTI REALISTICI

IL CAMPIONE BOYAN SLAT Durante una vacanza in Grecia, quando aveva 16 anni, Boyan si tuffò nel mare, felice di nuotare accanto a pesci esotici. Invece rimase scioccato. Vedeva pochissimi pesci, ma moltissimi sacchetti di plastica. Tornato a casa, Boyan si mise a fare ricerche e scoprì che ogni anno sempre più plastica viene scaricata negli oceani e avvelena tartarughe, foche, uccelli e può essere ingoiata dai pesci, che poi vengono mangiati dagli esseri umani, causando malattie. Boyan voleva cambiare le cose. Si mise al lavoro e inventò un nuovo sistema di pulizie degli oceani, Ocean Cleanup, trasportato dalle correnti, in grado di raccogliere la plastica. Alcuni scienziati dubitavano che quell’invenzione potesse funzionare, ma dopo un anno Boyan dimostrò che aveva ragione. In dieci anni Ocean Cleanup potrà dimezzare l’isola di spazzatura del Pacifico. Nel 2014 Boyan è diventato la persona più giovane ad aver mai ricevuto il titolo di “Campione della Terra”. Ridotto e adattato da Ben Brooks, Storie per bambini che hanno il coraggio di essere unici, Salani

A causa dell’inquinamento, nell’Oceano Pacifico si sono accumulati così tanti rifiuti, trasportati dalle correnti, da formare una vera e propria isola fatta di spazzatura.

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TESTI REALISTICI

COMPRENDO Di chi parla questo racconto? Di un bambino di nome Boyan. Di un ragazzo di nome Boyan. Di un nuotatore di nome Boyan. Che cosa nota Boyan durante una vacanza? Che il mare è trasparente. Che il mare è pieno di pesci. Che nel mare c’è molta plastica. Che cosa decide di fare? Di studiare i pesci. Di trovare un modo per ripulire il mare. Di diventare uno scienziato. Che cos’è Ocean Cleanup? Un concorso per ripulire il mare. Il nome di un mare. Un sistema di pulizia degli oceani. Perché Boyan ha ricevuto il titolo di “Campione della Terra”? Perché ha cercato un modo per salvare la Terra dai rifiuti. Perché ha partecipato ad un concorso. Perché ha vinto una gara di nuoto.

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FACCIAMO IL PUNTO

UNTESTI MONDO REALISTICI DI PAROLE

IN CUCINA CON PAPÀ Io sono un bambino adottato, mi chiamo Manda e vengo dall’Africa. Quando vedono mio padre che è biondo e mia madre, che è bionda pure lei, e poi vedono me, dicono: – È un “bambinoadottato”, vero? Ora i miei genitori hanno deciso che avrò una sorellina. La mamma è andata fino in Asia, in un orfanotrofio. Si chiama Hahn e ha 11 mesi. Io sono rimasto a Parigi con papà. Ce la caviamo bene noi due. Oggi gli insegno a cucinare gli spaghetti. – Prima di tutto bisogna metterli nell’acqua fredda – gli dico. – Sei sicuro? – mi chiede papà. – Mi sembra un po’ strano. – Ma sì, la mamma fa sempre cuocere gli spaghetti nell’acqua fredda – gli dico. – È molto meglio. Fidati di me! Lui si fida. Gli spaghetti cotti nell’acqua fredda sono disgustosi e collosi e non sembrano nemmeno spaghetti. – Andrà meglio la prossima volta, – mi dice papà, che non ce l’ha per niente con me. Ridotto e adattato da Marie-Sophie Vermot, Ma chi ti credi di essere?, Giunti

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TESTI REALISTICI

FACCIAMO IL PUNTO

STRUTTURA DEL RACCONTO La storia è raccontata... in prima persona.

Accanto al testo vedi indicato l’inizio, colora tu lo sviluppo e la conclusione della storia.

in terza persona.

PERSONAGGI Chi sono i personaggi? Cancella gli intrusi con una X. papà

mamma

Hahn

maestra

nonno

Manda

nonna

zio

Come si chiama il/la protagonista?

LUOGHI

TEMPO

Dove si svolge la storia?

Quando si svolge la storia?

In Italia.

Durante una settimana.

In Africa.

Tanto tempo fa.

A Parigi.

Oggi.

INFORMAZIONI Che cosa ha deciso di fare Manda con il suo papà? Un gioco.

Cucinare gli spaghetti.

Girare per Parigi.

Secondo te, Manda è davvero capace di cucinare gli spaghetti?

Sì

No

Da che cosa lo capisci? Perché alla fine sono collosi e immangiabili. Perché gli spaghetti non sono un piatto francese. Perché i bambini non sanno cucinare.

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ASCOLTO

EDUCAZIONE CIVICA

LA CITTÀ CHE SUSSURRÒ Ridotto e adattato da Jennifer Elvgren - Fabio Santomauro, La città che sussurrò, Giuntina, Firenze 2015

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Di chi parla la storia che hai ascoltato?

Di qua! Di qua!

Di qua!

Di una città che aiuta una famiglia di Ebrei a mettersi in salvo.

Di una bambina che non ha paura dei soldati.

Di una famiglia che nasconde degli Ebrei e viene scoperta.

Dove si svolge la storia? In Germania. In Italia. In Danimarca. Come riescono a mettersi in salvo? Guidati dalla luce della luna, arrivano al porto e prendono una nave per la Svezia. Il papà di Anett li accompagna in auto al porto, dove prendono una nave per la Svezia.

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Agenda 2030: 16, Pace, giustizia e istituzioni solide


COSTITUZIONE È giusto aiutare chi si trova in difficoltà!

27 GEN NAIO Giornata deLLA MEMORIA

Il 27 gennaio si ricordano gli Ebrei che sono stati perseguitati dai nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Per fortuna c’erano tante persone buone e coraggiose che li aiutarono e li salvarono: i Giusti.

IL COMPORTAMENTO GIUSTO Di seguito trovi alcuni comportamenti: quando non dai importanza degli altri c’è il semaforo rosso, quando sei indifferente c’è il semaforo giallo, quando dai importanza agli altri c’è il semaforo verde. Discutine con il resto della classe.

• Presto le mie penne solo a chi mi piace. • In mensa cerco la sedia migliore, anche se devo spingere qualcuno. • In palestra, aiuto chi cade a rialzarsi. • Incoraggio chi detesta leggere davanti a tutta la classe. • Rido se qualcuno sbaglia ad afferrare la palla. • Aiuto chi me lo chiede. Ora costruite insieme un grande “semaforo della solidarietà”: preparate un cartellone con i comportamenti giusti, indifferenti o sbagliati nei confronti delle altre persone.

Traguardo per lo sviluppo delle competenze: n. 1

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SCOPRO

TESTI FANTASTICI - GLI INGREDIENTI

IL MOSTRO DAL PARRUCCHIERE C’era una volta un mostro stufo di avere le pulci in testa e anche stufo delle doppie punte e della frangia sugli occhi. Allora va dalla maga Magona e le chiede di fargli una magia. – Ma quale magia! – esclama lei. – Vai da Gianni il parrucchiere, piuttosto! Il mostro ci va. – Benvenuto – dice Gianni, poi gli annoda al collo l’asciugamano e gli mette la testa in un lavandino. – Ehi! Cosa fai? – strilla il mostro. – Lo shampoo! – dice Gianni. Mmmm, che profumo e che schiuma! Le pulci scappano in fila per tre. Poi Gianni tira fuori le forbici. – Ehi! Cosa fai? – strilla Il mostro. – Il taglio – dice Gianni. Zic zac. Zicche zacche. Zac! Via le doppie punte! E niente più frangia sugli occhi! Finalmente il mostro ci vede! Poi Gianni tira fuori una pistola che spara aria calda. – Ehi! Cosa fai? – strilla il mostro. – La piega – dice Gianni. – Come li vuoi? Ricci, lisci, ondulati o frisé? – Frisé! – risponde il mostro. E… voilà: frisé! – Bellissimo! – dice Gianni. – Già! – concorda il mostro, rimirandosi allo specchio. Saluta Gianni e se ne va canticchiando così: – Il mostro col frisé è di certo il più bello che c’è! Ridotto e adattato da Giuditta Campello, Taglio nuovo per il mostro, Emme Edizioni

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AUDIO E CONTENUTI DIGITALI


TESTI FANTASTICI - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

I testi narrativi fantastici raccontano di fatti fantastici, magici e non reali.

Nei testi narrativi fantastici: • i personaggi possono appartenere sia al mondo reale, sia al mondo fantastico.

• Il luogo può essere sia un ambiente reale, sia un luogo inventato, frutto della fantasia.

• Il tempo è indefinito, sia nel presente sia nel passato.

La struttura si sviluppa in 3 parti: • l’inizio presenta i personaggi, il luogo, il tempo e il fatto dà l’avvio alla storia. • lo sviluppo racconta i fatti della storia, di solito narrati nell’ordine in cui accadono. • la conclusione spiega come va a finire. A volte c’è una morale esplicita (cioè scritta) oppure implicita (cioè che si capisce anche se non è scritta).

SCOPRO Nel testo sono sottolineati i personaggi. Continua tu a sottolineare gli altri elementi del testo narrativo con i colori giusti. Cerchia i personaggi magici.

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SCOPRO

TESTI FANTASTICI - IL PERSONAGGIO FANTASTICO

Il personaggio fantastico ha caratteristiche frutto della fantasia e compie atti fantastici.

UN ORCO GOLOSO C’era una volta un Orco brutto e cattivo. Non si lavava mai e quindi era sporco e puzzolente. Come tutti gli orchi famosi mangiava i bambini: gli piacevano solo i bambini golosi di caramelle, patatine, eccetera. Un giorno si mangiò tutti i bambini di un’intera classe di prima elementare che si erano abbuffati di budino verde fluorescente. Poi conobbe Matilde che mangiava scatole intere di brioches farcite. L’Orco se la mangiò bollita. Quando vide Martino masticare gomma americana e patatine non resistette: lo inghiottì crudo e senza sale. L’Orco non era vegetariano. Il solo odor di cipolla lo faceva stare male. La sola vista di una lenticchia e sarebbe morto all’istante. Un lunedì finì in ospedale per aver assaggiato il braccino sinistro di una bambina che faceva colazione con yogurt, cereali e frutta secca. Un venerdì vomitò tutta la notte perché si era avvicinato a uno che sgranocchiava una mela. Il menù dell’Orco, in una giornata abituale, era più o meno così: • a colazione Margherita allo spiedo • a pranzo Tommaso Fresco di giornata • a merenda occhi di Michele • a cena Stella in brodo • prima di andare a letto, Emma inzuppata nel vino zuccherato

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TESTI FANTASTICI - IL PERSONAGGIO FANTASTICO

SCOPRO

Tutti quanti bambini assai golosi. Quindi, golosastri che non siete altro, occhi aperti e attenzione a quello che mangiate se non volete finire nella sua dispensa! Ridotto e adattato da Fausto Gilberti, L’Orco che mangiava i bambini, Corraini Edizioni 2012

SCOPRO La storia è raccontata... in prima persona.

in terza persona.

Segna con una X i motivi per cui l’Orco della storia è un personaggio fantastico. Perché non esiste.

Perché mangia i bambini.

Perché è grande.

Perché non è vegetariano.

Colora i personaggi della storia. Martino

Alice

Matilde

principe

Orco

Batman

Filippo

strega

COMPRENDO Che cosa dovrebbero mangiare bambine e bambini per non finire nella dispensa dell’Orco? caramelle

yogurt

frutta e verdura

budini fosforescenti

patatine

cibi sani

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TESTI FANTASTICI

IL PALAZZO DI CIOCCOLATO Un giorno il principe Pondicherry chiese al signor Willy Wonka di andare fino in India e costruirgli un colossale palazzo fatto tutto di cioccolato. Il signor Wonka costruì un palazzo straordinario. Aveva cento stanze ed era fatto tutto di cioccolato al latte o fondente! Quando il palazzo fu pronto, il signor Wonka disse al principe Pondicherry: – Però vi avverto, non durerà a lungo, quindi vi consiglio di cominciare a mangiarlo subito. – Non ho alcuna intenzione di mangiare il mio palazzo. Io nel mio palazzo ci voglio andare a vivere! – esclamò il principe. Naturalmente, però, aveva ragione il signor Wonka: infatti, dopo qualche tempo arrivò una giornata particolarmente calda con un Sole fortissimo e l’intero palazzo cominciò a sciogliersi e ad afflosciarsi lentamente. Quel matto di un principe, che in quel momento stava schiacciando un pisolino in salotto, si svegliò e si ritrovò a nuotare in un immenso lago marrone di cioccolato appiccicoso. Ridotto e adattato da Roald Dahl, La fabbrica di cioccolato, Salani, Milano

SCOPRO Sottolinea nel testo le parole che ti fanno capire il tempo del racconto. Le parole che hai sottolineato indicano un tempo: definito.

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indefinito.


TESTI FANTASTICI

IL LUPO GIRAMONDO Lupo si annoia a morte… finché un mattino si guarda allo specchio ed esclama: – Ho trovato! Viaggerò. Ho sempre sognato di vedere altri Paesi! Detto fatto. La sua valigia è pronta. A Parigi, Lupo ammira la città a bordo del battello. Quando vede la Torre Eiffel, esclama meravigliato: – Com’è grande, com’è bella! In Egitto, Lupo visita la Sfinge e le piramidi, sull’isola di Madagascar Lupo vede baobab altissimi… e sott’acqua è ancora più bello! Ma all’improvviso Lupo si trova di fronte a uno squalo balena… Quando arriva a Sidney, in Australia, Lupo è felicissimo. Ne ha abbastanza di correre, si vuole riposare in spiaggia. Conosce nuovi amici. Non si è mai divertito così tanto! Lupo attraversa pianure, deserti e distese boscose, finché esclama: – Sono stanco di viaggiare! Ho deciso, torno nel mio bosco. Arrivato a casa, Lupo tira un sospiro di sollievo. – Che bello essere a casa! Ridotto e adattato da O. Lallemand - E. Thuillier, Il lupo che voleva fare il giro del mondo, Gribaudo

COMPRENDO Colora con i colori giusti che cosa fa Lupo in ognuno dei luoghi che visita. Parigi

vede la Sfinge e le piramidi.

Egitto

conosce nuovi amici e si riposa in spiaggia.

Isola di Madagascar

fa un giro in battello e vede la Torre Eiffel.

Sidney

vede i baobab, i pesci e uno squalo balena.

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TESTI FANTASTICI

UNA VALIGIA PER DUE Cane aveva una grande valigia blu: dentro c’erano un sassolino, un bastone, una piuma e un bottone rosso. Con le sue cose preziose al sicuro, Cane osservava la luna. – Ho tutto quello di cui ho bisogno! – disse alle stelle. Poi si sedette sulla sua valigia. Ma quando si svegliò… qualcun altro stava dormendo sulla sua valigia! – Non puoi dormire qui! – urlò Cane. – Le mie cose preziose sono qui dentro. – Posso dare una sbirciatina? – chiese Topo. – Solamente un’occhiatina – acconsentì Cane. – Grazie per avermi permesso di guardare – disse Topo. – Ora che ne dici di giocare a nascondino? Così Cane e Topo giocarono. – Tana! – rise Cane. – Oh, giocare è davvero divertente! Quando Topo se ne andò, il bosco diventò silenzioso. Per tirarsi su il morale, Cane aprì la valigia e guardò le sue cose preziose. Ma sospirò: – C’è qualcosa che non va… forse Topo sa cos’è? Così partì per cercarlo. Fortunatamente Topo non era lontano: – Cosa succede? – Dunque – disse Cane, – pensavo di avere tutto quello di cui ho bisogno nella mia valigia… ma ora credo che mi serva qualcos’altro! – Non ti preoccupare – disse Topo, – qualsiasi cosa sia, la troveremo! Così Cane cercò da una parte e Topo dall’altra, finché… bump! – Sei tu! – urlò Cane, sollevando il suo amico. – Tu sei quel qualcos’altro! – Io? – si meravigliò Topo. – Ma io non sono speciale.

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Testo facilitato e semplificato


TESTI FANTASTICI – Tu sei tu! – sorrise Cane. – E questo è molto speciale! Da quel giorno in poi, Cane e Topo guardarono la luna sorgere insieme. Si sedettero l’uno accanto all’altro, sulla grande valigia blu che ora era perfetta… per due! Ridotto e adattato da T. Corderoy - R. Beardshaw, Perfetta per due, Pane e Sale

GIOCO E LEGGO Cerca nella storia le informazioni per completare il cruciverba. Nella colonna colorata scoprirai quale tesoro ha trovato Cane.

1 2 3 4 5 1 Che cosa guarda Cane, seduto sulla valigia? 2 Uno dei tesori di Cane contenuti nella valigia. 3 Che cosa faceva Topo sulla valigia di Cane? 4 Che cosa fanno Cane e Topo dopo aver guardato le cose nella valigia?

5 Dove si svolge la storia?

Cane ha trovato un

!

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TESTI FANTASTICI

FELICITÀ IN BARATTOLO Arriva su un vecchio furgoncino scoppiettante. Lo si riconosce da lontano per via della campana. DLIN! DLIN! È il signor Piccione, il venditore di felicità. Ma come, la felicità si vende? Certo! In barattolo piccolo, grande o confezione famiglia. Ecco, il signor Piccione ha parcheggiato il suo furgoncino e già sale a trovare il primo cliente. La signora Quaglia ne compra un barattolo grande, da dividere con gli amici quando vengono a cena. La signora Cinciallegra ne compra una confezione da sei, perché ha molti figli. Il signor Lui prova a trattare sul prezzo, perché lui felice lo è già, ma vorrebbe un barattolo di scorta. Il signor Piccione però è irremovibile: niente sconti! La felicità non si dà via a metà prezzo! C’è anche chi di felicità non ne vuole. È il caso del signor Storno, che è un artista (o almeno pensa di esserlo) e teme che guasterebbe le sue aspirazioni (si sa, l’artista deve soffrire). Finito il suo giro, il signor Piccione rimonta sul suo furgoncino, ma nell’andarsene fa cadere un barattolo a terra. E lì, lo raccoglie il signor Topo… Il signor Topo corre a casa con il barattolo. Lo apre e scopre che è VUOTO. Proprio come tutti gli altri. Il signor Topo è felicissimo! Un barattolo vuoto era proprio quello che voleva. Ridotto e adattato da D. Calì - M. Somà, Il venditore di felicità, Kite Edizioni

SCRIVO Se tu comprassi un barattolo di felicità, che cosa vorresti trovare al suo interno? Scrivi.

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TESTI FANTASTICI

LILLA LA PIRATA Di solito i pirati sono fatti a forma di pirata. Alcuni indossano cappelli con le piume, altri hanno i baffi neri, arricciati all’insù. E poi c’è Lilla... Lilla è fatta a forma di bambina. Potevi incontrarla in spiaggia, mentre cercava un tesoro scomparso. – Quando l’avrò trovato – borbottava – la mia ciurma verrà a prendermi. Un giorno in spiaggia c’era una puzza così PUZZORRIBIVOMITOSA che anche le mosche se la davano a gambe. Su un cartello qualcuno aveva scritto:

Ciurma equipaggio

SPIAGGIA INQUINATA GIRARE AL LARGO – CHI OSA DARE ORDINI A UN PIRATA? E così ha iniziato a scavare e a raccogliere schifezze... sacchetti e bottiglie, giocattoli vecchi e mille milioni di mozziconi. Poi all’improvviso... – L’HO TROVATO! – strillava. È allora che cinque sciabole affilatissime, tre cappelli piumati, quattro barbe e un paio di baffi sono saltati fuori dagli scogli ululando: – URRÀ PER LA NOSTRA CAPITANA, URRÀ PER IL SUO BOTTINO! Francesca Bossini e Agnese Baruzzi, Chi trova un tesoro trova un pirata, EDT - Giralangolo, 2015

COMPRENDO Leggi. Che cosa succede a Lilla un giorno in spiaggia? Sottolinea in verde la parte di testo dove puoi leggere la risposta.

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TESTI FANTASTICI

UNA BICICLETTA SPECIALE Marco è solo nella sua cameretta, tormentato da un problema con la P maiuscola: non sa ancora andare in bicicletta. – Ormai sono grande... devo assolutamente togliere le rotelle alla bici! Detto fatto, un pomeriggio di fine agosto Marco scende in garage a prendere la valigetta degli attrezzi: svita le rotelle, regola i freni, lubrifica la catena e gonfia per bene le ruote. La bicicletta blu cobalto adesso è in perfette condizioni. Marco indossa il suo casco e si dirige verso il parco. Purtroppo… – Facciamo una gara con le biciclette? – dice Giulio. Marco è nei guai. “Non posso dire che non so ancora andare in bicicletta”. – D’accordo – risponde alla fine. E il risultato è una catastrofe! Basta dire che Marco si ritrova a terra, con il braccio malridotto e la bicicletta rotta. In garage c’è ancora la vecchia bicicletta rosa di sua sorella. Marco ripensa alle corse pazze che sua sorella faceva e gli viene da sorridere. Senza pensarci troppo, Marco impugna il manubrio e si avvia per la strada con passo leggero.

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Testo facilitato e semplificato


TESTI FANTASTICI Monta in sella e appoggia con cautela il piede destro sul pedale. Prova a spingere, barcolla e riprova di nuovo. Il manubrio vacilla, ma lui lo tiene ben saldo. Le ruote iniziano a girare e la bicicletta si muove, prima a scatti, poi più liscia. E alla fine… Spicca il volo! Sul serio: si mette a volare! La bicicletta si stacca da terra e sale verso l’alto. – Sto volandoooooo! Ridotto e adattato da Irene Biemmi, La bicicletta rosa, Giunti

SCOPRO Chi è il protagonista della storia? Giulio.

Marco.

La sorella di Marco.

Che cosa ti fa capire che questo è un testo fantastico? Il fatto che la bicicletta si rompe. Il fatto che il bambino non sa andare in bicicletta. Il fatto che la bicicletta può volare. Riordina la storia con i numeri da 1 a 4.

Marco cade, si fa male al braccio e rompe la bicicletta.

Marco decide di togliere le rotelle alla bicicletta.

Marco vola con la bicicletta di sua sorella.

Marco arriva al parco e incontra il suo amico Giulio.

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TESTI FANTASTICI

NUOVA… DI NUOVO Paola aveva una bicicletta rosso fuoco, bellissima. Ci pedalava sopra, contenta, avanti e indietro per la strada davanti a casa sua. Un giorno una donnina le chiese: – Per favore, mi aiuti a piegare il mio lenzuolo? Non ce la faccio da sola: è grande! Paola scese dalla bicicletta e aiutò la donnina a piegare il lenzuolo, poi tornò a pedalare. Passarono i mesi: Paola continuava a pedalare sulla sua bicicletta, che non era piú tanto nuova: la vernice si scrostava, le gomme si erano bucate due volte ed erano state riaggiustate, il fanale si era rotto e il sellino non stava a posto. Ogni tanto, quando la vedeva in giardino con il suo lenzuolo, Paola si fermava ad aiutare la donnina a piegarlo. – Perché sei scontenta? – le chiese un giorno la donnina. – Perché le cose diventano vecchie in fretta! – Ti voglio insegnare un gioco – disse la donnina. – Ogni volta che passerai davanti al mio giardino, non dimenticarti di sfiorare il cancello con la punta delle dita! Chi farà vedrà! Paola non fece altre domande. Da quel giorno, ogni volta che passava davanti alla casa della donnina, allungava la mano e sfiorava il cancello. Al principio non si accorse di niente: poi, guardando la bicicletta, vide che la vernice era tornata come nuova. Passò, sfiorò: la gomma davanti era come appena comprata. Ogni volta che sfiorava il cancello con le dita, una parte della bicicletta tornava nuova.

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TESTI FANTASTICI Quando finí quel gioco? Quel gioco non finí mai. Anche quando fu grande, e la donnina non c’era piú, se Paola passava in bicicletta davanti a quella casa sfiorava il cancello con le dita, e la sua bicicletta si aggiustava, e nemmeno una volta, nella sua vita, la dovette portare dal meccanico. Ridotto e adattato da R. Piumini - F. Altan, Mi leggi un’altra storia?, Edizioni EL

SCOPRO Secondo te, che cosa rende fantastica questa storia? Il fatto che Paola ha una bicicletta rossa. Il fatto che la donnina chiede a Paola di piegare il lenzuolo. Il fatto che la bici torna sempre più nuova ogni volta che Paola tocca il cancello. Chi è il personaggio fantastico della storia? Paola.

La donnina.

Il meccanico.

SCRIVO Completa il testo con le informazioni che trovi nel racconto. Paola aveva una

rosso fuoco.

Un giorno passò davanti alla casa di una

, che le chiese di aiutarla

.

a piegare un

Paola passò molte altre volte dalla donnina e, un giorno, le disse che era scontenta in fretta.

perché le cose La donnina le insegnò un

: ogni volta che passava davanti al

suo cancello, lo doveva toccare. Da quel giorno la bicicletta di Paola tornava e Paola non portò mai la sua bicicletta da un

.

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TESTI FANTASTICI

IL REGALO MAGICO Il giorno del compleanno di Costanza si stava avvicinando. E lei aveva appena ricevuto una letterina da quel mattacchione dello zio Vanni…

Carissima nipotina, <quest'anno non <ce la <faccio <a <festeggiare <il tuo <compleanno. I<l mio <lavoro <di <inventore <è <impegnativo <e <in <quel <periodo sarò <a D<ubai. P<erò non voglio <lasciarti senza <il mio regalo! D<immi <cosa vorresti <e <farò <di <tutto <per <accontentarti. Un <bacione <e <tantissimi <auguri, V<anni Costanza lesse la lettera pensando a cosa chiedere a quello zio un po’ inventore e un po’ mago. Una volta aveva inventato un mouse per il computer che funzionava solo con un pezzetto di parmigiano! Ecco! Con una pila a buioni avrebbe potuto rabbuiare la maestra quando era antipatica, la mamma quando faceva gli occhi di ghiaccio, il fratellino quando strillava, la zia del babbo... Chissà se lo zio Vanni le conosceva, queste cose a buioni, valeva la pena di chiederglielo.

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TESTI FANTASTICI

Caro zio, <grazie <per <a√ermi <chiesto <che regalo vorrei. Mi <è venuta <un’idea <fantastica, ma <ho <paura <che sia <irrealizzabile. Ho sentito <alla <televisione <che <un <buioni se <per <caso <tu sapessi professore <ha scoperto <i <buioni, <cosa sono, sarei <felicissima se mi regalassi <una <pila <e <una <lampadina <a <buioni. P<erò se mi <fai <questo regalo ricordati <che <deve rimanere segretissimo, sennò <il regalo <è <inutile! Tanti <bacini, Costanza. Ridotto e adattato da Giulio Levi, Il regalo magico, Coccole Books

COMPRENDO LE PAROLE Secondo te, che cosa significa rabbuiare? E che cosa potrebbero essere i buioni?

COMPRENDO Segna con una X SÌ se l’informazione si può ricavare dal testo e NO se non si può ricavare.

• Costanza ha uno zio di nome Vanni.

Sì No

• Lo zio Vanni è il fratello di sua mamma.

Sì No

• Lo zio Vanni lavora lontano dalla casa della sua nipotina.

Sì No

• Lo zio Vanni è un inventore-mago.

Sì No

• Costanza desidera un regalo che si può comprare.

Sì No

• La pila ai buioni può far diventare buie le persone.

Sì No

• Se lo zio riuscirà a regalarle la pila a buioni, il regalo

Sì No

deve rimanere segreto.

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TESTI FANTASTICI

FACCIAMO IL PUNTO

TRE FARFALLE In un giardino c’erano una volta tre farfalle: una bianca, una rossa, una gialla. Si rincorrevano da un fiore all’altro ed erano così impegnate a giocare che non si accorsero del temporale. La pioggia cominciò a scendere fitta e le farfalle volarono dal giglio per chiedere ospitalità. Il giglio rispose che avrebbe accettato solo la farfalla bianca. Le tre farfalle allora volarono dal tulipano che rispose: – Accoglierò volentieri la farfalla rossa e la gialla, ma la bianca no. – O tutte o nessuna! – risposero le farfalle. Il Sole, da dietro le nubi, vide quanto erano amiche e allora fece cessare la pioggia. Ridotto e adattato da AA.VV., Il primo libro di fiabe, La Scuola Editrice

STRUTTURA DEL RACCONTO Accanto al testo vedi indicato l’inizio, colora tu lo sviluppo e la conclusione della storia. La storia è raccontata... in prima persona.

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in terza persona.


TESTI FANTASTICI

FACCIAMO IL PUNTO

PERSONAGGI Chi sono i personaggi della storia? Colorali. la pioggia

il giglio

il nonno

il Sole

il giardino

le farfalle

il tulipano

Chi sono i protagonisti / le protagoniste?

LUOGHI Dove si svolge la storia? In un giardino.

In una piccola città.

Al mare.

INFORMAZIONI I fiori dicono alle farfalle che… non possono accogliere nessuna farfalla. non vogliono accogliere una delle farfalle. la pioggia non li riguarda. Le farfalle dicono “O tutte o nessuna”, perché vogliono… che nessuna di loro sia esclusa. aspettare altre farfalle. aspettare altre nuvole.

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SCOPRO

LA FIABA - GLI INGREDIENTI

IL MOSTRO E LUCILLA In una caverna viveva un mostro peloso. Aveva peli dappertutto: sul naso, sui piedi, sulla schiena, sui denti, sugli occhi e anche in altri posti. Un giorno un re si avvicinò alla caverna. Improvvisamente due braccia lo trascinarono giù. – Ah, ah! – gridò la bestiaccia. – Finalmente si mangia! – Aspetta! – gridò il re. – Se vuoi mangiar bene c’è della roba più saporita… Il mostro legò alla gamba del re una fune e disse di tornare con un bambino da mangiare. – Se cerchi di imbrogliarmi, me ne accorgo – disse. Il re disse che avrebbe portato il primo bambino che incontrava. Arrivato nelle vicinanze del castello vide una bambina, sua figlia Lucilla. Ricordandosi della promessa, il re si mise a piangere. – Non piangere, babbo – disse Lucilla, – vado volentieri dal mostro. Il re fece montare a cavallo la bambina. Giunto lì, depose tremando la figlioletta. Il mostro slegò la corda e ordinò al re di andarsene. Poi si girò verso la bambina. – Ah! – gridò il mostro. – Ti faccio la festa! – Peli sulla testa – disse Lucilla. – Ah, mi prendi in giro, piccola insolente? – Peli sul dente. – lo li mangio, i marmocchi. – Peli sugli occhi. – Lo giuro, ti mangerò! – Peli sul popò. Il mostro, pieno di rabbia, cominciò a gonfiarsi, a gonfiarsi... finché esplose in tanti pezzetti che volarono trasformandosi in farfalle di tutti i colori e in fiorellini profumati. Ridotto e adattato da Henriette Bichonnier, Il mostro peloso, Einaudi Ragazzi

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AUDIO E CONTENUTI DIGITALI


LA FIABA - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

Le fiabe raccontano storie di fantasia ricche di elementi magici.

Nelle fiabe: • i personaggi possono appartenere sia al mondo reale, sia al mondo fantastico. Sono: • il/la protagonista, cioè l’eroe e l’eroina, che di solito sono buoni; • l’antagonista, cioè il personaggio nemico del/della protagonista; • l’aiutante, cioè il personaggio magico che aiuta o consegna un oggetto magico al/alla protagonista.

• Il luogo può essere sia un ambiente reale, sia un luogo magico inventato.

• Il tempo è un passato lontano spesso indefinito.

La struttura si sviluppa in 3 parti: • l’inizio presenta il/la protagonista, il luogo e il tempo in cui inizia la storia, e racconta il fatto che dà l’avvio alla storia; • lo sviluppo racconta come il/la protagonista affronta l’antagonista o supera delle prove, con l’aiuto di un altro personaggio o di un oggetto magico; • nella conclusione il/la protagonista sconfigge l’antagonista e la storia si conclude quasi sempre con un lieto fine.

SCOPRO Nel testo sono sottolineati il luogo e il tempo. Continua tu a sottolineare gli elementi della fiaba con i colori giusti. Cerchia di rosso il/la protagonista e di blu l’antagonista.

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LA FIABA

LA PRINCIPESSA CORAGGIOSA La principessa Elizabeth viveva in un castello, portava sfarzosi abiti e presto avrebbe sposato il principe Ronald. Sfortunatamente un drago fece a pezzi il castello, le incenerì gli abiti e portò via il principe. Così Elizabeth decise di inseguire il drago. Cercò dappertutto qualcosa da indossare, ma l’unica cosa risparmiata dal fuoco era un sacchetto di carta. Così se lo infilò e si lanciò all’inseguimento. Giunse davanti a una grande porta. Afferrò il batacchio e batté. Il drago si affacciò e disse: – Vattene. Mi piace molto sbranare le principesse, ma ho divorato un intero castello oggi. Torna domani! – Aspetta! – gridò Elizabeth. – È vero che puoi incendiare dieci foreste con il tuo fiato? – Oh sì, – disse il drago, e prese un respiro e incendiò cinquanta foreste, – Fantastico! – disse Elizabeth, e il drago incendiò cento foreste. – Strabiliante! – disse Elizabeth, e il drago prese un gigantesco respiro, ma questa volta non sputò fuori niente. Troppo stanco, piombò in un sonno profondo. Elizabeth aprì la porta. Lì c’era il principe Ronald, che la guardò e disse: – Elizabeth, puzzi di bruciato e indossi un sacchetto di carta. Torna quando sarai vestita come una principessa.

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Testo facilitato e semplificato

sfarzosi ricchi, lussuosi batacchio grosso anello di metallo per battere alla porta


LA FIABA

– Ronald – disse Elizabeth, – i tuoi abiti sono eleganti, ma penso che in realtà tu sia solo un poveraccio. E fu così che quei due non si sposarono, dopo tutto. Ridotto e adattato da R. Munsch - M. Martchenko, La principessa e il drago, Sottosopra Edizioni

SCOPRO Segna le tue risposte con una X.

• Chi è il o la protagonista?

• Chi è l’antagonista?

Ronald.

Ronald.

Elizabeth.

Elizabeth.

Il drago.

Il drago.

• Dove si svolge la storia? In città.

In un castello.

Al parco.

Quali sono gli elementi che trovi in questa e in molte altre fiabe? Colora. drago

batacchio

principe

castello

incendio

abiti bruciati

sacchetto di carta principessa

COMPRENDO Perché Elizabeth non vuole sposare il principe Ronald? Perché Ronald non è abbastanza ricco per lei. Perché Ronald non ha visto il suo coraggio ma solo il suo vestito. Perché preferisce i sacchetti di carta agli abiti eleganti.

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LA FIABA

IL PIFFERAIO MAGICO I cittadini di Hamelin protestavano davanti al municipio. – Così non possiamo vivere: i topi sono più numerosi delle formiche. Il borgomastro non sapeva cosa fare. Arrivò un forestiero con in mano un lungo piffero di legno. borgomastro – Se mi date mille monete – disse, – vi libero io dai topi. sindaco Il borgomastro promise: – Avrai mille monete d’oro quando ti sarai portato via l’ultimo topo. Lo straniero cominciò a suonare. E i topi, a quella musica, uscirono dalle case, dai negozi e dalle stalle. Il pifferaio, senza smettere di suonare, salì su una barca e tutti i topi di Hamelin lo seguirono e affogarono. Ma il borgomastro derise il pifferaio: – I topi sono andati via perché non c’era più da rosicchiare. La tua musica non è magica. E non mantenne le promesse fatte. Un mese dopo, il pifferaio tornò ad Hamelin e suonò con allegria. Tutti i ragazzi della città uscirono dalle case ridendo a passo di danza. Quando la piazza fu piena, il pifferaio, sempre suonando, si avviò verso la montagna, portandosi dietro i ragazzi… fino a una buia caverna che si apriva ai piedi della montagna. Entrati tutti, la caverna si chiuse e nessuno seppe più niente del pifferaio magico e dei ragazzi di Hamelin. Ridotto e adattato da A. Tarzia (a cura di), ill. E. Possenti, Il pifferaio magico, Jaca Book

SCOPRO Completa le frasi.

• Il protagonista di questa storia è • L’antagonista è • La storia si svolge a 66

.

. .

Testo facilitato e semplificato


LA FIABA

VITA DA STREGA Dopo aver trascorso il pomeriggio davanti al calderone, la strega ama sedersi in salotto e guardare il suo speciale televisore. Spesso invita un’amica per chiacchierare sorseggiando un infuso di ortiche. Quando non trascorre la notte fuori, la strega va a letto presto… e mai da sola: il suo gatto le sta vicino e il suo coccodrillo dorme ai piedi del letto. Dopo aver tolto la dentiera, puntato la sveglia e infilato il berretto da notte, la strega legge il suo manuale della magia per riuscire ad avere qualche bell’incubo. Ogni mattina la strega fa il bagno con i suoi animali preferiti, ma il coccodrillo… è un po’ invadente! Bagnoschiuma alla menta amara e vermi, sfregamento della schiena con la spugna-riccio, shampoo arruffante: ecco alcuni consigli di bellezza per una strega ricca di vitalità. La strega in cucina non è molto dotata, adora le frittate farcite alle formiche, ma ha un problema: non è capace di farle saltare. Ridotto e adattato da AA.VV., Il tuo primo libro delle streghe e delle fate, Larus

SCRIVO Ora immagina e scrivi che cosa può fare la strega nel suo giardino.

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LA FIABA

LE SCARPETTE ROSSE (fiaba scozzese) In Scozia c’era una volta Pennilino, un fornaio pigro e avaro. Un giorno aveva cotto tre torte: due le vendette, la terza rimase in vetrina. Passò un ciabattino che chiese: – Scarpe in cambio di quella torta? – e tirò fuori un paio di scarpe rosse. Pennilino le guardò: – Affare fatto! Prese la torta e la porse al ciabattino, che gli lasciò le scarpe. Le calzò e si adattarono ai piedi come fossero della sua misura. Stava per chiudere bottega quando: – Ohi! – si lamentò. Le scarpe sembravano incollate ai piedi. A un tratto sentì una vocina: – Quant’è che non spazzi? Corri, corri, datti da fare! Pulisci, spolvera, non ti fermare! Intanto le scarpe gli stringevano i piedi. “E se dessi retta a questa vocina?” pensò. Via via che spazzava, le scarpe si allargarono. Quando riecco la vocina: – Hai ancora i piatti sporchi! Corri, corri, datti da fare! Non ti fermare! Pennilino capì: in mezz’ora la casetta sembrava uno specchio e le scarpe erano tornate comodissime. Il mattino seguente, le scarpette rosse s’infilarono ai piedi da sole. All’ora di pranzo passarono tre bambini e Pennilino li invitò a entrare. – Vi andrebbe una fetta di torta? – chiese e cominciò a tagliare tre fette. I bambini stavano a occhi spalancati. Rise tra sé: – La bottega è pulita, la casa anche, e sono contento.

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ciabattino artigiano che fa le scarpe


LA FIABA

Non aveva dolore ai piedi, anzi. L’indomani si svegliò di buon’ora per fare anche qualche biscotto. – Non si sa mai… – diceva pensando ai bambini del giorno prima. Cercò le scarpette rosse, ma non le trovò più. In compenso fu meno pigro, più generoso e tanto più felice. Ridotto e adattato da Carla Poesio (a cura di), Fiabe da tutto il mondo, Giunti Kids

SCOPRO Chi è il protagonista? Pennillino il pasticciere.

Il ciabattino.

Pennillino il fornaio.

Qual è l’oggetto magico?

Riordina la storia con i numeri da 1 a 5. Le scarpette magiche diventavano strette se lui non puliva la casa. Pennilino era un fornaio pigro e avaro. Alla fine, quando lui diventò meno pigro e più felice, le scarpette scomparvero. Entrarono tre bambini nel suo negozio, e Pennilino offrì loro una fetta di torta. In cambio di una torta, un ciabattino gli diede un paio di scarpette rosse.

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LA FIABA

LE AVVENTURE DI POLLICINO C’era una volta un boscaiolo, che confidò a sua moglie che l’indomani avrebbe abbandonato i figli nel bosco, perché non avevano più denaro per mantenerli. Pollicino, il più piccolo e furbo dei sette fratelli, udì quelle parole e, mentre passeggiava nel bosco con il babbo e i fratelli, lasciò cadere delle briciole del suo panino. Verso il tramonto, i fanciulli si accorsero che il padre era scomparso e si spaventarono. Pollicino li rincuorò, sicuro di ritrovare la via del ritorno, ma gli uccellini avevano mangiato tutte le briciole. Era ormai notte quando Pollicino guidò i suoi fratellini verso una luce: una casetta, dove una buona donna li rifocillò. Giunse il padrone, un orco malvagio, che chiuse i bambini sottochiave per mangiarseli l’indomani. La donna gli preparò la cena e mise del sonnifero nel vino. Mentre l’orco era intento a mangiare, riuscirono a fuggire. Pollicino corse ad avvertire le guardie del re. L’orco venne catturato e il re dette in premio una borsa di monete d’oro a Pollicino e ai suoi fratelli, che poterono tornare felici dai loro genitori e restare per sempre con loro.

rifocillò diede loro da mangiare

Ridotto e adattato da Elena Primicerio, Il Kalevala, Giunti Junior

SCOPRO Cerchia nel testo il protagonista della storia.

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L’antagonista è…

L’aiutante del protagonista è…

il re.

la moglie dell’orco.

l’orco.

il padre.


LA FIABA

IL PASTORE DI OCHE C’era nell’antica Cina un pastore di oche di nome Po Ve Lin. Un giorno, mentre le oche beccavano il prato lungo la strada, passò a cavallo con il suo seguito un uomo ricco e arrogante che si chiamava Ple Po Ten Ton. Le oche si spaventarono e cominciarono a correre, aprendo e chiudendo le ali: QUA! QUA! QUA! Il cavallo di Ple Po Ten Ton si spaventò più di loro e si impennò: il ricco signore finì nella polvere. Quando si rialzò, tutto arrabbiato, fece catturare Po Ve Lin dalle guardie, lo portò a palazzo e lo rinchiuse in un’alta torre. – lo non ho nessuna colpa, signore! – implorava il pastore, ma il potente non lo ascoltava. Ma le oche, si sa, conoscono la strada e arrivarono vicino al palazzo e cominciarono a fare un gran baccano. Tutti si tappavano le orecchie. Uscirono guardie a cavallo e guardie a piedi, ma le oche scappavano nella boscaglia, e poi tornavano a fare QUA! QUA! QUA! E non la smisero il giorno, e nemmeno la notte, tanto che Ple Po Ten Ton si affacciò alla finestra e gridò: – Liberate il pastore, che porti via questo baccano! E Po Ve Lin uscì dal palazzo e le sue oche si misero in fila dietro di lui, verso i pascoli d’erba tenera. Ridotto e adattato da Roberto Piumini, Mi leggi un’altra storia?, Einaudi Ragazzi

SCOPRO Perché questo testo è fantastico? Perché parla di luoghi fantastici. Perché racconta fatti fantastici. Perché avviene in un tempo lontano.

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FACCIAMO IL PUNTO

I MUSICANTI DI BREMA C’era una volta un asino troppo vecchio per lavorare. Decise di andare a Brema: avrebbe suonato nella banda cittadina. Lungo la strada incontrò un cane, troppo vecchio per andare a caccia. – Vieni con me a Brema, entreremo nella banda! – disse l’asino. E il cane lo seguì. Lungo la strada incontrarono un gatto e un gallo che li seguirono. Ma verso sera i nostri amici erano affamati. L’asino notò una casetta. Sbirciando videro una banda di briganti, seduti a tavola, e prepararono un piano per cacciarli via. Sulla groppa dell’asino salì il cane, sulla sua groppa salì il gatto e sulla sua groppa salì il gallo. Iniziarono a fare baccano: l’asino ragliava, il cane abbaiava, il gatto miagolava e il gallo cantava. Poi, con un balzo, entrarono in casa. I briganti, terrorizzati, scapparono. I nostri amici mangiarono a sazietà e andarono a dormire. I briganti mandarono uno di loro a controllare la situazione. Ma, una volta dentro, il brigante venne graffiato dal gatto, morso dal cane e prese un calcio dall’asino mentre il gallo gridava “Chicchirichì!”. Allora fuggì e i briganti decisero di andar via per sempre. Alla fine i quattro amici non andarono più a Brema, ma decisero di vivere in quella casa per il resto dei loro giorni, felici e contenti. Ridotto e adattato da W. Grimm - J. Grimm, I musicanti di Brema

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LA FIABA


LA FIABA

FACCIAMO IL PUNTO

PERSONAGGI Chi sono i personaggi? Colorali. cane

bambina

gatto

gallina

cuoca

asino

gallo

briganti

LUOGHI Dove si svolge la storia? Nella città di Brema.

In una piccola città.

Sulla strada per Brema.

STRUTTURA DEL RACCONTO Qual è il lieto fine? Gli animali arrivano a Brema e aprono un ristorante. Gli animali arrivano a Brema e suonano nella banda musicale. Gli animali non arrivano a Brema, ma vivono felici nella casetta dei briganti.

PAROLE Colora il significato giusto per ogni parola.

• sbirciare

parlare sottovoce

riflettere

• brigante

bandito

lottatore

musicista

• groppa

pancia

schiena

grondaia

guardare di nascosto

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SCOPRO

IL MITO - GLI INGREDIENTI

COME NACQUE L’ARCOBALENO (mito delle Filippine) Ci fu un’epoca in cui dei e dee passavano gran parte del tempo sulla Terra. Un giorno Bathala, il re degli dei, decise di tornare nella casa celeste e sellò il suo cavallo, capace di correre piú veloce del vento. Appena gli saltò in groppa, il cavallo cominciò a galoppare e in un lampo arrivò sulla riva dell’oceano. In quel punto il Cielo era vicino e si potevano sentire le voci di lassù. – Salta, mio bel cavallino! – gridò Bathala. – So che puoi farcela! Ma il cavallo indietreggiò, puntando i piedi. Quel salto era troppo anche per lui, che pure balzava da una riva all’altra degli oceani. Allora Bathala chiamò i suoi servi celesti, che calarono dall’alto un lungo nastro di sette colori. E quando il nastro toccò la Terra diventò un ponte abbastanza robusto da reggere cavallo e cavaliere, che galopparono sino al Cielo. Cosí nacque l’arcobaleno, che nelle Filippine si chiama bahaghari, ossia “il ponte del re”. Ridotto e adattato da Francesca Lazzarato, 100 fiabe venute da lontano, Mondadori

74

Testo facilitato e semplificato

AUDIO


IL MITO - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

I miti sono racconti molto antichi inventati dai popoli per spiegare l’origine del mondo, degli essere umani o dei fenomeni naturali.

Nei miti: • i personaggi possono essere elementi della natura, eroi ed eroine dai poteri soprannaturali o divinità.

• Il luogo è di solito uno spazio aperto, simile ai luoghi in cui vivevano i popoli che hanno creato il mito.

• Il tempo è lontanissimo e indefinito.

La struttura si sviluppa in 3 parti: • l’inizio presenta elementi naturali diversi da quelli di oggi; • lo sviluppo racconta fatti straordinari che modificano gli elementi naturali; • la conclusione mette in evidenza la spiegazione che è stata data ai fenomeni naturali.

SCOPRO Nel testo sono sottolineati i personaggi. Continua tu a sottolineare gli altri elementi del mito con i colori giusti. Cerchia di rosa il fenomeno naturale spiegato da questo mito.

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IL MITO MITO

IL DONO DI ATENA ALLA GRECIA (mito greco) Atena era la dea della saggezza e Poseidone il dio del tridente “forcone” mare. Entrambi volevano essere la divinità protettrice a tre denti dell’Attica, che era la più bella regione della Grecia. Cecrope, il re giusto di quella regione, decise che avrebbe vinto chi avesse fatto all’Attica il dono più utile. Poseidone piantò in terra il suo tridente e fece nascere dal suolo una sorgente di acqua salata: offriva all’Attica un grande lago in cui gli umani potessero divertirsi con i giochi nautici. E donò al re Cecrope un cavallo nero che era considerato invincibile in battaglia. Atena, invece, fece spuntare dal terreno un albero dal tronco nodoso, l’ulivo. – Quest’albero – disse – avrà foglie che non cadranno mai, neanche in inverno. E i suoi frutti avranno il potere di nutrirvi. Quest’albero diverrà il simbolo dell’abbondanza e della pace che intendo donare agli umani. Cecrope non ebbe bisogno di riflettere a lungo: si volse verso la dea e le chiese di diventare la protettrice dell’Attica. L’agricoltura e la pace gli sembrarono preferibili alla guerra e ai giochi offerti da Poseidone. – Grande dea, questa terra verrà consacrata a te e, in tuo onore, sopra di essa costruiremola più bella delle città e la chiameremo Atene. Michel Piquemal, Fiabe mitologiche di eroi e di mostri, Edizioni EL

COMPRENDO Perché Cecrope sceglie Atena come dea protettrice dell’Attica? Sottolinea nel testo la risposta.

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Questo mito vuole spiegare l’origine di più elementi: cerchiali. dell’ulivo • di una sorgente • del nome Atene • dell’Attica


IL MITO MITO

COME NACQUERO GLI ANIMALI E GLI ESSERI UMANI (mito dei popoli nativi americani) Tanto tempo fa il Sole era un grande capotribù. Brillava tutto il giorno e riscaldava il mondo. Agli altri lavori provvedeva Napi, il suo aiutante. Napi, una volta che aveva finito il suo lavoro prima del solito, prese dell’argilla e cominciò a impastarla. Plasmò tanti animali. Poi prese in mano una bestia, le soffiò addosso e disse: – Va’, figlio mio, tu sei il bufalo. Così, soffiando su una forma dopo l’altra, nacquero tutti gli animali. A ciascuno diede un nome e assegnò un luogo in cui vivere. Da ultimo era rimasto un pezzo d’argilla. Napi lo stette a guardare pensosamente. Lo modellò, ci soffiò sopra e disse: – Va’, figlio mio, tu sarai l’uomo. Così gli animali e gli esseri umani popolarono la Terra. Ridotto e adattato da Gianni Rodari (a cura di), Enciclopedia della favola, Editori Riuniti

SCOPRO Metti in ordine le frasi con i numeri da 1 a 5. Napi soffiò sulle altre forme, da cui nacquero tutti gli altri animali. Alla fine Napi modellò l’ultima forma, le soffiò sopra e nacque l’uomo. Un giorno Napi, l’aiutante del Sole, impastò dell’argilla e formò tanti animali. Gli animali e gli esseri umani popolarono tutta la Terra. Napi soffiò su uno degli animali di argilla e così nacque il bufalo.

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IL MITO

FACCIAMO IL PUNTO

LA CREAZIONE DELLA VIA LATTEA (mito dei popoli aborigeni australiani) Al principio del mondo Nurunderi e Nepele erano i più abili pescatori dell’Australia. Una volta, nella rete di Nurunderi e Nepele rimase impigliato un pesce mai visto: aveva squame che mandavano bagliori d’argento. I due pescatori rimasero incantati e così la notte li sorprese. – Come faremo per ritrovare la direzione giusta, di notte? – chiese Nurunderi. – Ci aiuterà il pesce: le sue squame d’argento diventeranno il sentiero che ci porterà fino al villaggio – disse Nepele. Nurunderi cominciò subito a squamare il pesce, mentre Nepele raccoglieva quei frammenti d’argento in un canestro di giunco. Non appena fu pieno, Nurunderi e Nepele lo lanciarono in alto, per spargere intorno squame luminose. Dal canestro uscì una polvere argentea, che si arrampicò nel cielo e si sparse lungo la volta celeste. Nurunderi e Nepele si ritrovarono come per magia a terra. Da lì videro la loro canoa diventare bianca come il latte, sollevarsi adagio e andare lontano, per navigare nella polvere d’argento. Nurunderi e Nepele non sapevano che in quella notte era nata la Via Lattea e la loro canoa ne aveva tracciato la strada. Ridotto e adattato da Ferdinando Albertazzi, Fiabe da tutto il mondo, Giunti - Del Borgo

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Testo facilitato e semplificato


IL MITO

FACCIAMO IL PUNTO

PERSONAGGI

LUOGHI

I personaggi sono…

Dove si svolge la storia?

solo elementi della natura.

Nel mare e nel cielo.

delle divinità.

Solo nel cielo.

persone ed elementi naturali.

Solo nel mare.

INFORMAZIONI Cancella con una X il completamento sbagliato.

• Nurunderi e Nepele erano i cacciatori / pescatori più abili dell’Australia / Africa. • Un giorno nella loro rete trovarono una tartaruga / un pesce speciale che mandava bagliori dorati / argentati. • Si fece buio e Nurunderi e Nepele non sapevano più ritrovare la loro barca / strada di casa. • Misero le squame del pesce in acqua / un cesto e le lanciarono in aria / mare. • Le squame divennero polvere d’argento / oro che si sparse su tutta la barca / volta celeste. • La barca volò via e loro si trovarono a terra / in cielo: erano salvi. Il mito vuole spiegare… l’origine del mondo. la creazione dei pesci. l’origine della Via Lattea.

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SCOPRO

LA LEGGENDA - GLI INGREDIENTI

LA GIRAFFA E IL RINOCERONTE AUDIO

C’era una volta, nell’Africa orientale, la prima giraffa del mondo. Il suo migliore amico era Rino il rinoceronte. Andavano in cerca di cibo nella sabbia, ma il sole cocente seccava qualunque pianta. Una mattina Rino si lamentò: – Ho fame. – Forse il vecchio saggio ci può aiutare – disse la piccola giraffa. Arrivati al villaggio, il saggio uscì dalla capanna. – Abbiamo fame – dissero. Il saggio rispose: – Tornate domani. Il giorno dopo la piccola giraffa andò dal saggio da sola. – Vi ho preparato una bevanda magica – disse il saggio. – Dov’è il tuo amico? La piccola giraffa non ne aveva idea. – La vuoi provare tu? – e la giraffa cominciò a bere. Le crebbero le zampe, il collo si a-l-l-u-n-g-o-o-ò sempre più… Nel frattempo Rino aveva trovato uno spiazzo di erba secca. Mangiò soddisfatto. – Eccoti – disse la giraffa. – Il saggio ha preparato una bevanda magica e sono cresciuta… – Chissà cosa succederà a me! – disse Rino. Ma la bevanda era finita. – Potevi lasciarmene un po’ – grugnì e guardò furibondo la giraffa. – Dovrò mangiare erba secca per sempre – disse imbronciato. Ed ecco perché le giraffe sono alte e i rinoceronti sono scontrosi. Ridotto e adattato da Lesley Sims in AA.VV., Favole di animali, Usborne

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LA LEGGENDA - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

Le leggende sono racconti molto antichi, inventati dai popoli per spiegare le caratteristiche di animali, piante, aspetti del paesaggio o tradizioni di un luogo.

Nelle leggende: • i personaggi possono essere elementi della natura o personaggi fantastici. • Il luogo è di solito uno spazio aperto, simile ai luoghi dove vivevano i popoli che hanno creato la leggenda.

• Il tempo è un passato lontanissimo e indefinito.

La struttura si sviluppa in 3 parti: • all’inizio il fenomeno o l’elemento di cui si vuole spiegare l’origine non è presente; • lo sviluppo racconta un fatto straordinario che spiega come e perché ha origine il fenomeno o perché l’elemento subisce cambiamenti; • la conclusione spiega come finisce la storia.

SCOPRO Nel testo sono sottolineati il tempo e un personaggio. Continua tu a sottolineare nel testo gli elementi della leggenda con i colori giusti. Cerchia di rosa quale fenomeno naturale è spiegato da questa leggenda.

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LA LEGGENDA

YUGONG E LE MONTAGNE (leggenda cinese) Un tempo, in Cina viveva Yugong. Vicino a lui c’erano due montagne che gettavano un’ombra fin sulla soglia della sua casa e Yugong, dopo tanti anni, si era stancato di averle davanti. Perciò chiamò i suoi molti figli e gli innumerevoli nipoti e disse: – Non vi sembra ora di spostare queste odiose montagne, che tolgono la luce del sole e ci impediscono di guardare l’orizzonte? Tutti risposero di sì. Figli e nipoti cominciarono a scavare, mentre Yugong li sorvegliava, soddisfatto. Un vicino si mise a ridere: – Credi di vedere la fine di questa impresa assurda? – Forse no – rispose Yugong, – ma dopo di me resteranno i miei figli, e dopo di loro i miei nipoti. Più la mia famiglia diventa numerosa e più lavorerà. Le montagne invece diminuiranno un po’ ogni giorno. Perciò saremo noi a spuntarla, ne sono sicuro! Il Signore del Cielo rimase colpito dal coraggio e dalla volontà di Yugong. Così mandò i suoi messaggeri ad aiutarlo e in poco tempo le montagne furono spostate. È per questo che, quando qualcuno si scoraggia di fronte a un’impresa difficile, in Cina si dice: – Bisogna fare come il vecchio Yugong, che spostò le montagne. Ridotto e adattato da Francesca Lazzarato, 100 fiabe venute da lontano, Mondadori

SCOPRO Segna con una X i personaggi di questa leggenda e cerchia di rosso il protagonista.

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Le montagne.

Yugong.

Il Signore del Cielo.

I figli di Yugong.

I nipoti di Yugong.

Un contadino.

Testo facilitato e semplificato


LA LEGGENDA

LE PIUME DEL PIPISTRELLO (leggenda messicana) Tanto tempo fa il pipistrello fu creato esattamente come lo conosciamo oggi e si chiamava “farfalla nuda”. Ma in una notte gelida sentì freddo e così volò dal dio Sole. – Vorrei un po’ di piume anch’io – lo supplicò. – Le ho finite – disse il dio Sole. – Ritorna sulla Terra e chiedi una piuma a ogni uccello. Di’ loro che così vuole il dio Sole che li ha creati. Il pipistrello allora volò dagli uccelli più colorati che gli regalarono volentieri una delle loro piume. – Guardate come sono bello! lo ho tutti i colori; voi al massimo ne avete uno o due – cominciò a dire mettendosi in mostra di fronte a tutti gli altri uccelli. E in effetti a ogni suo volo nasceva un arcobaleno. Quando il dio Sole si accorse che il pipistrello non si accontentava di godere delle sue nuove piume colorate, ma ne approfittava per umiliare gli altri uccelli, gli fece cadere tutte le piume colorate. Alla fine il pipistrello si ritrovò nudo come un tempo. Per la vergogna, si ritirò a vivere nelle grotte di notte. E da allora rifiutò persino di usare la vista, per scacciare il ricordo di tutti quei colori che un tempo aveva posseduto. Ridotto e adattato da Luigi Dal Cin, I sogni del serpente piumato, © 2013 Franco Cosimo Panini Editore S.p.A.

PARLO Aiutati con l’inizio delle frasi sotto e racconta in breve la leggenda del pipistrello.

• Tanto tempo fa... • Il Sole disse al pipistrello... • Dopo aver ricevuto le piume colorate, il pipistrello... • Allora il Sole gli fece cadere tutte le piume e il pipistrello...

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LA LEGGENDA

PERCHÉ LA GALLINA RASPA (leggenda dal Ghana) Un tempo la gallina e la volpe erano amiche. Poi iniziò una carestia e la volpe propose: – Io andrò a cercare cibo, tu cucinerai per entrambe. La volpe era astuta e riusciva sempre a trovare qualcosa. A un certo punto, però, cominciò a sentirsi sfruttata e accusò la gallina di essere una scansafatiche. La gallina decise di vendicarsi. Tutti i giorni metteva da parte del cibo e si ingozzava di nascosto. La volpe la spiò e vide che la gallina toglieva dei rametti da una buca dove aveva nascosto del cibo e si rimpinzava. La volpe lasciò che la gallina si allontanasse e portò le scorte in un altro nascondiglio. Il giorno dopo la gallina tornò al nascondiglio e raspò il terreno con le zampe per un bel po’, ma non trovò nulla. Giorno dopo giorno, la gallina comprese che la volpe aveva trovato il nascondiglio. Così decise di andare al villaggio. Si mise a starnazzare e arrivò il capo tribù. – La volpe mi affama, vorrei stare con voi e avere un po’ di cibo – disse la gallina. – Non ne abbiamo neppure per noi – rispose il capo tribù. – In cambio vi darò un uovo al giorno – promise la gallina. Da allora la gallina vive in mezzo agli uomini e raspa tutto il giorno qua e là perché spera ancora di ritrovare le sue scorte. Ridotto e adattato da F. Degl’Innocenti - S. Forzani, Le più belle storie dell’Africa, Gribaudo

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LA LEGGENDA

SCOPRO I personaggi sono... solo elementi della natura. solo animali. sia persone sia animali.

COMPRENDO Questa leggenda spiega… perché le volpi e le galline sono amiche. perché le galline sono animali domestici. che cosa mangiano le volpi e le galline.

COMPRENDO LE PAROLE Collega ogni parola al suo significato. carestia

si riempiva di cibo il più possibile

scansafatiche

mancanza di cibo

rimpinzava

grattò con le zampe

raspò

chi non vuole fare sforzi

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LA LEGGENDA

FACCIAMO IL PUNTO

PERCHÉ I CORVI SONO NERI (leggenda giapponese)

Molto tempo fa il gufo faceva il tintore e tutti gli uccelli andavano da lui per farsi tingere le penne. Tutti erano soddisfatti, all’infuori del corvo, che disprezzava l’arte del gufo e si vantava per le sue penne bianche. Ma un bel giorno si stancò di tanta bianchezza e volò dal gufo dicendogli: – Tingi anche le mie penne, però di un colore speciale. Il gufo ci pensò e alla fine scelse il nero. Quando il corvo si accorse che le sue penne erano completamente nere, montò su tutte le furie. Da quel giorno, tutti i corvi andarono vestiti di nero. Ma non si sono dimenticati dello scherzo del gufo. Ecco perché il gufo sta nascosto durante la giornata e vola solo di notte, quando tutti i corvi dormono. Ridotto e adattato da Gianni Rodari (a cura di), Enciclopedia della favola, Editori Riuniti

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Testo facilitato e semplificato


LA LEGGENDA

FACCIAMO IL PUNTO

PERSONAGGI Chi sono i personaggi? Solo elementi della natura. Solo animali. Sia persone sia animali.

STRUTTURA DEL RACCONTO Riordina la storia con i numeri da 1 a 5. Un giorno il corvo si stancò delle sue penne bianche. Il gufo dipingeva le penne agli animali. Il corvo si arrabbiò moltissimo, ma si dovette tenere le penne nere. Il corvo disprezzava il gufo e si vantava delle sue penne bianche. Il gufo dipinse di nero le penne del corvo.

INFORMAZIONI Che cosa vuole spiegare questa leggenda? Come mai il gufo fa il pittore. Come mai i corvi hanno le penne nere. Come mai i corvi sono bianchi.

PAROLE Che cosa vuol dire, secondo te, l’espressione montò su tutte le furie? Salì su una belva feroce.

Si arrabbiò moltissimo.

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SCOPRO

AUDIO E CONTENUTI DIGITALI

LA FAVOLA - GLI INGREDIENTI

IL CERBIATTO E IL CERVO Un cerbiatto, che viveva in una meravigliosa foresta, ammirava il suo babbo, desiderava diventare grande e forte come lui e lo imitava in ogni cosa. Un mattino, mentre il cervo brucava tranquillo in compagnia del figlio, un ruggito squarciò il silenzio della foresta. Era un leone! Il cerbiatto osservò il babbo e, con stupore, scoprì che tremava: aveva paura! Il cervo gridò al figlio: – Corri! – e si lanciò in una velocissima fuga. Il cucciolo lo seguì con le lacrime agli occhi per la delusione. Quando si fermarono il cervo si avvicinò al figlio e scorgendo il suo pianto gli parlò con voce dolce: – Piccolo mio, questa paura che disprezzi ci ha salvato la vita. Quel leone ci avrebbe sbranati se non fossimo fuggiti. A volte bisogna ingoiare l’orgoglio e sapersi arrendere di fronte a chi è più forte di noi. Quelle parole consolarono il cerbiatto. Adesso ammirava ancora di più quel babbo che non aveva esitato a rischiare di perdere la stima del figlio pur di salvargli la vita. Nella vita serve più coraggio per non affrontare persone più forti e prepotenti, piuttosto che accettare sfide inutili e violente. Ridotto e adattato da Esopo, Le favole

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LA FAVOLA - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

Le favole sono racconti fantastici brevi che vogliono far riflettere sui comportamenti degli essere umani e si concludono sempre con un insegnamento, la morale.

Nelle favole: • i personaggi possono essere persone e animali oppure oggetti che pensano, parlano e si comportano come gli esseri umani. In genere i protagonisti rappresentano le qualità e gli stessi difetti degli esseri umani.

• Il luogo è di solito un ambiente naturale, come un prato, un bosco, un fiume…

• Il tempo è indefinito, non precisato.

La struttura si sviluppa in 3 parti: • l’inizio presenta i personaggi e, a volte, il luogo e il tempo. Succede un fatto che fa iniziare la storia; • lo sviluppo racconta i fatti della storia; • la conclusione spiega come va a finire la storia e illustra la morale, cioè l’insegnamento che si vuole trasmettere.

SCOPRO Nel testo sono sottolineati un personaggio e il luogo. Continua tu a sottolineare nel testo gli elementi della favola con i colori giusti. Cerchia di giallo la morale.

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LA FAVOLA

IL SOLE E IL VENTO DEL NORD Un giorno il Sole e il Vento del Nord decisero di litigare. – Sono più forte di te! – disse il Vento al Sole. – Niente affatto – rispose l’altro. Così, decisero di sfidarsi in una prova di forza. Vedendo un uomo camminare lungo il sentiero, il Vento del Nord disse: – Il primo tra noi che riuscirà a spogliarlo sarà il più forte. E il Sole accettò. Il Vento del Nord prese a soffiare con tutte le sue energie: pensava che in questo modo gli avrebbe fatto volare via i vestiti. Ma quello, sentendo il vento, tirò fuori dalla sacca un mantello per coprirsi. Il vento, infuriato, soffiò ancora più forte: così, il viandante prese anche una sciarpa ed un cappello. Poi toccò al Sole, che cominciò a risplendere scaldando la Terra. Il viandante, per il caldo, ripose la sciarpa, il cappello e il mantello. Il Sole intensificò i suoi raggi, finché non diventarono bollenti. L’uomo, che era arrivato nei pressi di un fiume, non resisteva più a quel caldo: così, si spogliò e si buttò in acqua. Morale: si può convincere di più con l’astuzia che con la forza. Ridotto e adattato da Esopo, Le favole

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SCOPRO

COMPRENDO

Chi sono i personaggi?

Alla fine, chi vince la sfida?

Persone.

L’uomo.

Elementi della natura.

Il Sole.

Elementi della natura e un uomo.

Il Vento del Nord.

Testo facilitato e semplificato


LA FAVOLA

L’ASCIA DEL TAGLIALEGNA Un povero taglialegna lavorava duramente per mantenere la famiglia. Un giorno, mentre era vicino al fiume, l’ascia gli cadde in acqua. Era disperato. Lo spirito del fiume, impietosito, si tuffò nel fiume e riemerse con una bella ascia d’oro. Il taglialegna però scosse la testa: – Ti ringrazio tanto, ma non è questa la mia ascia. Lo spirito del fiume allora si rituffò e portò a galla un’ascia d’argento. Ma il taglialegna di nuovo scosse la testa: – Quest’ascia d’argento non è mia. Lo spirito del fiume si rituffò di nuovo nelle acque profonde e risalì con una vecchia ascia arrugginita. Il taglialegna lo ringraziò, contento: – È proprio questa l’ascia con cui lavoro da tanti anni. Lo spirito del fiume restò colpito dalla sua onestà e gli regalò sia l’ascia d’oro che quella d’argento. La notizia della fortuna del taglialegna si diffuse nel villaggio e un altro taglialegna decise di tentare anche lui, gettando apposta l’ascia nel fiume e chiedendo aiuto. Lo spirito del fiume si tuffò e riemerse con un’ascia d’oro zecchino. – E la mia! – gridò tendendo avidamente le mani. Lo spirito del fiume scomparve senza dire una parola. L’uomo restò a mani vuote. Ridotto e adattato da J. Marin Coles - L. Marin Ross, L’alfabeto della saggezza, Edizioni EL

COMPRENDO Quali caratteristiche rappresentano i due taglialegna? Collega con una freccia. primo taglialegna

avidità

secondo taglialegna

onestà

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LA FAVOLA

LA VOLPE E I DUE ORSACCHIOTTI Due orsacchiotti decisero di andare per il mondo. Salutarono Mamma Orsa e partirono. Fortuna volle che, cammin facendo, trovassero una forma di formaggio. Decisero di farla a metà ma si misero a discutere. Una volpe che passava di là li vide. – Che c’è da discutere? – chiese. – Abbiamo trovato questo formaggio e non sappiamo come dividerlo in parti uguali – risposero gli orsacchiotti. – Non è difficile! – ribatté la volpe. – Ci penso io! Prese il formaggio e lo divise in due pezzi. – Lo vedi che hai sbagliato? – protestarono. – Una metà è più grande dell’altra. La volpe la esaminò e osservò: – È vero, ma la sistemerò subito! E così dicendo la volpe diede un morsetto alla metà più grande. – Ora è l’altra che è più grossa – gridarono i due orsacchiotti. E così la storia continuò finché la volpe si mangiò tutto il formaggio. – Bella maniera di aiutarci. Ti sei mangiata tutto il formaggio! – Però l’ho diviso veramente in parti uguali tra voi – ribatté ridendo la volpe. – Nessuno di voi due ne ha avuto una briciola! E così dicendo se ne corse via. Ridotto e adattato da Gianni Rodari (a cura di), Enciclopedia della favola, Editori Riuniti

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Testo facilitato e semplificato


LA FAVOLA SCOPRO Chi sono i personaggi? Animali parlanti. Persone. Persone e animali.

COMPRENDO Quali caratteristiche hanno i personaggi? Segna nella tabella con una X. volpe

orsetti

furbizia ingenuità fiducia egoismo

Qual è, secondo te, la morale di questa favola? Chi la fa, l’aspetti. Chi troppo vuole nulla stringe. Tra i due litiganti, il terzo gode.

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FACCIAMO IL PUNTO

IL LEONE E IL TOPO Una volta, mentre un leone dormiva, un topolino si mise a passeggiare sopra di lui. Il leone si svegliò, lo afferrò ed era lì lì per mangiarselo. – Perdono, Maestà! – gridò il topolino. – Lasciami andare! Non lo dimenticherò mai e un giorno ti dimostrerò la mia riconoscenza. Il leone sorrise, ma lo lasciò libero. Tempo dopo il leone fu catturato da alcuni cacciatori che lo legarono a un albero con una corda. Il topo sentì i suoi lamenti, arrivò di corsa e iniziò a rosicchiare la corda finché riuscì a liberarlo. Il topolino disse allora: – Hai riso di me perché credevi che non ti avrei mai dato niente in cambio della mia libertà, ma ora sai che anche i piccoli amici possono essere dei grandi amici. Ridotto e adattato da Esopo, Favole, trad. M. Giammarco, 2012 Newton Compton Editori

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LA FAVOLA


LA FAVOLA

FACCIAMO IL PUNTO

PERSONAGGI Chi sono i personaggi? Persone ed elementi naturali. Divinità e animali. Animali.

LUOGO Dove si svolge la storia? In un luogo magico. In un ambiente naturale. In una città.

TEMPO Sottolinea nel testo il tempo della storia.

INFORMAZIONI Cancella con una X il completamento sbagliato.

• Un giorno, un cacciatore / leone viene svegliato da un topolino. • Il leone sta per mangiarsi il topolino, ma il topolino gli fa una minaccia / promessa. • Il leone è divertito / arrabbiato e libera il topolino. • Quando il leone viene catturato, il topolino / un cacciatore sente i suoi lamenti. • Alla fine, il topolino prende in giro / libera il leone. Secondo te, qual è la morale di questa favola? Anche i piccoli possono essere d’aiuto. I piccoli devono aiutare i grandi.

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ASCOLTO

EDUCAZIONE CIVICA

MARY ANNING: PALEONTOLOGA Ridotto e adattato da E. Favilli - F. Cavallo, Storie della buonanotte per bambine ribelli, Mondadori

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Di chi parla la storia che hai ascoltato?

Di una ragazza che studiò e che fece una grande scoperta.

Di una ragazza povera che non imparò mai a leggere.

La storia si svolge sulle coste… della Sicilia.

inglesi.

della Svezia.

In quelle zone, a causa di venti e burrasche… le scogliere si riempiono di relitti di navi. le scogliere lasciano emergere dei fossili. Un giorno, con un martellino, Mary… scoprì tra le rocce un fossile molto raro. ruppe un prezioso vaso cinese.

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Agenda 2030: 5, Parità di genere

Di una ragazza che voleva fare la bagnina.


COSTITUZIONE Vorrei diventare anche io una paleontologa!

11 FEBBRAIO Giornata deLLE DONNE E DELLE RAGAZZE DELLA SCIENZA

L’11 febbraio si festeggia la giornata per incoraggiare donne e ragazze a interessarsi allo studio delle scienze. Oltre a Mary Anning, qui di seguito trovi altre scienziate che hanno avuto grande successo nel loro campo.

DONNE DELLA SCIENZA Collega ogni presentazione al ritratto della scienziata a cui si riferisce. Quale ti incuriosisce di più? Scegli la tua scienziata preferita e crea la sua carta di identità. Mi chiamo Sally Ride, sono la più giovane astronauta donna a essere andata in orbita. Vorrei che tante bambine studiassero le scienze come me. Mi chiamo Rosalind Franklin e ho scoperto la forma del DNA a doppia elica. Gli ho anche scattato una foto con il mio microscopio elettronico! Mi chiamo Margherita Hack, sono un’astrofisica, mi chiamano “la signora delle stelle” perché ne ho scoperte molte. Mi chiamo Jane Goodall, sono un’etologa e studio gli scimpanzè per dimostrare che hanno emozioni e sentimenti come noi.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze: n. 1, 3

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LE DESCRIZIONI

AUDIO E CONTENUTI DIGITALI

Le descrizioni spiegano le caratteristiche di persone, animali, ambienti e oggetti. Sono caratteristiche che percepiamo con i cinque sensi: vista, udito, tatto, gusto, olfatto. Quando si descrive un ambiente si usano spesso le parole dello spazio. Per rendere più efficace una descrizione, si usano aggettivi e paragoni.

Descrizione di PERSONE Età: circa 9 anni Aspetto fisico: ha i capelli ricci e scuri, la carnagione è scura. Abbigliamento: indossa un giubbino sportivo verde chiaro e bianco. Carattere: è vivace e sorridente. Comportamento: corre felice.

SCOPRO Leggi i testi e completa il tipo di descrizione per ognuno. Descrizione di Il più grande dei dinosauri, il diplodoco, ha delle zampe enormi. Grazie al suo collo lunghissimo, può brucare le foglie dagli alti alberi. Guai a chi lo disturba: egli scaccia i suoi nemici facendo schioccare la coda come una frusta. Ridotto e adattato da Yvette Barbetti, Io leggo con i dinosauri, Lito

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DESCRIZIONI

SCOPRO

Descrizione di ANIMALI Nome: bradipo Aspetto fisico: ha la testa tonda, occhi grandi e neri, il pelo lungo; le sue zampe hanno degli artigli molto lunghi. Comportamento: vive sugli alberi e si muove molto lentamente. Descrizione di OGGETTI Materiale: è di tela, plastica e metallo. Aspetto: è turchese con il fondo marrone; ha una tasca sul davanti e due cerniere nere. Funzione: serve per trasportare i libri, i quaderni e l’astuccio tra casa e scuola. Descrizione di AMBIENTI In primo piano: un prato ampio con tanti fiori. In secondo piano, al centro: due casette di legno con il tetto spiovente e alcuni alberi. Sullo sfondo: un bosco ai piedi di due alte montagne; tante nuvole nel cielo azzurro.

Descrizione di Quella mattina Leo passeggiava lungo la spiaggia umida. C’era vento e il mare era un poco mosso. La sabbia era ricoperta da una lunga scia di alghe e conchiglie di varie forme e grandezze. Raccolse una conchiglia a forma di ventaglio, era ruvida e marroncina. L’annusò e sentì tutto l’odore del mare.

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DESCRIZIONI - PERSONA

LA MIA VITA CON IL MOSTRO A casa di Jean vivono il papà, la mamma, e nessun animale domestico: né cani, né gatti, né topi, né pulci. In compenso a casa di Jean c’è un mostro. Non è un mostro feroce o pericoloso; per fortuna non ha neanche un dente, anche se ha le unghie particolarmente affilate. È un buono a nulla e bisogna sorvegliarlo sempre, tranne quando dorme... Fa un sacco di rumore. Con gli urli che tira fa uscire tutti fuori di testa. Il mostro non ha per niente un buon odore. Odia il sapone, gli piace da matti spruzzare l’acqua dappertutto. Mangiare con lui è un vero inferno. Non solo attira l’attenzione di tutti ma può anche permettersi di far cadere per terra tutto quello che mangia. Non si può certo dire che sia intelligente. Non sa parlare e capisce meno cose del cane della nonna. Quello che gli piace di più in assoluto, è il disordine. STRAPPARE libri. DISTRUGGERE il Lego. TOGLIERE le ruote alle automobiline di Jean. NON METTERE MAI NIENTE A POSTO. Jean non si ricorda neanche più come era tranquilla la vita, prima. Un giorno il papà legge ad alta voce la storia di una principessa e di un ranocchio trasformato in principe. Questo fa venire a Jean un’idea magnifica. Si avvicina lentamente al mostro e, invece di pizzicarlo come fa di solito quando nessuno lo vede, gli chiude gli occhi, dice piano: – Abracadabra… – e gli dà un bacio.

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DESCRIZIONI - PERSONA

Quando riapre gli occhi, il mostro si è trasformato in un bambino di nome Cirillo. E così i due bambini cominciano a giocare insieme, anche se ogni tanto uno dei due assomiglia davvero a un mostro. Ridotto e adattato da Richard Graham, La mia vita col mostro, Edizioni EL

SCOPRO Il testo descrive l’aspetto fisico del “mostro”. Cancella con una X le informazioni che non sono date nel testo. odore

capelli

unghie

statura

bocca

denti

mani

peso

Come si comporta il “mostro”? Segui l’esempio e sottolinea nel testo le frasi che descrivono il suo comportamento.

COMPRENDO Riguardo all’arrivo del “mostro” Jean è... felice.

infastidito.

preoccupato.

indifferente.

Come si conclude il testo? Segna le tue risposte con una X. Jean chiede ai genitori di scambiare il “mostro” con un animale domestico. Finalmente il “mostro” cresce e Jean ci va d’accordo. Jean odierà il “mostro” per tutta la vita. Jean smette di essere geloso del “mostro”. Jean fa capire ai genitori che il “mostro” è insopportabile. Jean fa una magia che trasforma il “mostro” in un essere umano. Hai capito chi è il “mostro”?

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DESCRIZIONI - PERSONA

LA PRINCIPESSA PRUNELLA La Principessa Prunella viveva in un palazzo di pietra insieme ai suoi principeschi genitori, la Principessa Priscilla e il Principe Primiero, a tre pensosi gatti persiani di nome Pazienza, Prudenza e Perseveranza, e a un pointer chiamato Pollice. Prunella era una principessa particolarmente perspicace, ma, purtroppo, era anche prepotente, presuntuosa e pigra. Non raccoglieva mai puzzle e pupazzi del pavimento, non teneva in ordine penne, pennarelli e pastelli. Piuttosto, dopo aver fatto colazione con polpette, pompelmi e pappa al pomodoro presentati su piatti di porcellana punteggiati di pansè, preferiva passeggiare tutto il giorno su e giù per il parco, vestita con pantaloni di panno, un pullover color pulce, un paio di polacchine in pelle di pitone e, se faceva freddo, una pelliccia a pallini. Prunella succhiava perennemente pasticche al papavero e passava ore e ore ad ammirarsi in un piccolo specchio. – Sono proprio perfetta! – diceva. Ridotto e adattato da Margaret Atwood, La principessa Prunella, Mondadori

SCOPRO Usa le parole sottolineate nel testo per completare la tabella. abbigliamento gusti carattere comportamento passatempi

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pansè viola del pensiero polacchine tipo di scarpe allacciate fino alla caviglia


DESCRIZIONI - PERSONA

IL GIGANTE ELEGANTE Un giorno, in una spiaggia in pieno agosto, una bambina di imbandierate nome Pamela vide un vero Gigante passare. Pamela stava coperte di teli sotto l’ombrellone, quando lui arrivò si fermò proprio davanti come bandiere a lei. Lei sollevò la testa piano piano: prima vide due piedi neri grandi e calmi come due cani seduti; sopra di quelli cominciava un bel vestito, con tutti i colori del mondo; più su ancora due braccia imbandierate; e più su ancora, una testa con sette cappelli uno sull’altro. – Ciao amigo, comprare? – disse il Gigante, poggiando sulla sabbia un teatrino. Una specie di vassoio verticale tutto diviso a ripianini e scaffaletti, dove luccicavano parecchie meraviglie: specchietti collane e ventagli, occhiali cerchietti e pendagli, portachiavi, cassette, orologi, tatuaggi e orecchini. Sette mantelli uno sopra l’altro, colorati a disegni di mare; sette cappelli uno sopra l’altro come se fosse un re di sette regni; sette veli che pendevano da un braccio, settanta collane dall’altro, settecento perline di vetro infilate con fili di vento. Poi di colpo finì quel momento: il Gigante Elegante si alzò con un soffio di stoffe; sorrise, disse di nuovo “Ciao amigo”, raccolse il suo teatrino e se ne andò. Pamela lo guardò allontanarsi, grande e bello come una nave imbandierata. Ridotto e adattato da Bruno Tognolini, Sentieri di conchiglie, Fatatrac Edizioni

SCOPRO Sottolinea nel testo le informazioni che descrivono il Gigante Elegante: il suo abbigliamento e ciò che trasporta. Mentre osserva il Gigante Elegante, Pamela è…. impaurita.

preoccupata.

incuriosita.

affascinata.

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DESCRIZIONI - ANIMALI DESCRIZIONI

LA STORIA DI FIORDILIGI Fui comprata in un negozio di cani. Lei entrò e disse: agghindarmi – Voglio una cagnetta costosissima e di razza purissima, vestirmi in di modo che tutti la trovino bella. modo elaborato Così lei diventò la mia padrona. Non faceva che inondarmi di profumo. Io starnutivo tutto il giorno e pensavo: “Se sono un cane, perché non posso odorare di cane?”. Non faceva che agghindarmi con vestitini a braccialetti, e quando pioveva mi metteva la mantellina impermeabile e gli stivaletti e un foulard in testa. Io morivo di vergogna a uscire per la strada conciata in quel modo; e pensavo: “Non sta bene che un cane vada in giro conciato così”. Non mi lasciava mai sciolta. Neanche un minuto. E io pensavo: “Un cane ha bisogno di correre, accidenti. Questa non è vita!”. Mi cospargeva continuamente di borotalco. Mi metteva in mostra in tutti i concorsi di bellezza. Ogni settimana veniva il parrucchiere a domicilio, e mi pettinava (eccì). E stamattina, figurarsi, aveva detto che voleva farmi forare le orecchie per infilarci gli orecchini. Si è mai visto un cane con gli orecchini? Allora ho pensato: “Sta’ a vedere che per tutto questo tempo ho creduto di essere un cane e invece non sono un cane!”. A questo punto ho cominciato a capire che mi stava dando di volta il cervello, e così mi sono spaventata. Quando lei ha aperto la porta per far entrare una visita, io sono fuggita. E ho corso a perdifiato fin qui. Ridotto e adattato da Lygia Bojunga-Nunes, Amici per il pelo, Salani

COMPRENDO Sottolinea le parti del testo in cui sono descritte azioni esagerate della padrona di Fiordiligi.

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DESCRIZIONI - ANIMALI DESCRIZIONI

IL PRIMO CANE I Lupi non si avvicinavano mai alla caverna della tribù di Silka perché avevano paura del fuoco. Ma ce n’era uno più coraggioso degli altri: arrivava fin quasi all’imboccatura della grotta e si sedeva a guardare. Era un lupo grigio con una macchia bianca sulla fronte. Un giorno che Silka era uscita con gli altri a raccogliere bacche, frutta e radici, a un tratto si ritrovò sola tra gli alberi del bosco. Si guardò attorno: da dietro un cespuglio uscì un lupo grigio con una macchia bianca sulla fronte. Il grosso animale si avvicinò a Silka ma, invece di azzannarla, le leccò una mano. Poi Silka allungò una mano e lo accarezzò sulla testa: il lupo la lasciò fare. Quando gli altri della tribù la videro arrivare in compagnia del predatore, cominciarono a urlare: – Corri, Silka, scappa! Ma il lupo dietro di lei ringhiò e si scagliò contro una iena che, non vista, si preparava ad assalire Silka. I due animali lottarono ferocemente, poi la iena si ritirò e il lupo, ferito a un fianco e a una zampa, tornò ad accucciarsi al fianco della bambina. Il capotribù ordinò che il lupo venisse curato dallo sciamano. Quando le ferite furono guarite, l’animale non volle più lasciare la tribù. Silka lo chiamò Hata, che voleva dire «amico degli uomini». E Hata fu il primo lupo che si trasformò in cane.

sciamano stregone, guaritore

Ridotto e adattato da Stefano Bordiglioni, Storie prima della Storia, Einaudi Ragazzi

SCOPRO Quali informazioni dà il testo sull’aspetto di Hata? Cercale e sottolineale.

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DESCRIZIONI - OGGETTI

IL TESORO – Guarda, mamma, che cos’è? La mamma si avvicinò alla sua bambina e l’aiutò a estrarre un pacchetto avvolto in una specie di plastica. Lo scartò: – Una scatola! La scatola si aprì di colpo e gli oggetti che conteneva quasi si rovesciarono per terra. – Guarda mamma, che cosa sono queste? C’erano alcune figurine di latta con delle automobili incise, due biglie di terracotta e tre di vetro trasparente che all’interno avevano come delle eliche rosse, blu, verdi e gialle; cinque matite colorate, una fionda di legno lavorata a coltello, un mucchietto di perline di vetro di misure diverse, due ochette piatte con il piedistallo per stare in piedi... – Che brutta questa, mamma, è tutta sporca – disse Giulia prendendo in mano una bambolina di pezza. Era scolorita, aveva il viso di stoffa, gli occhi tondi e la bocca sorridente erano ricamati, i capelli di lana sbucavano da una cuffietta verde bosco sbiadita, con fiorellini giallo pallido e arancione contornata di pizzo. Dello stesso colore era l’abito lungo fino ai piedi, anch’esso orlato di pizzo. Il grembiule con gli sbuffi, che una volta doveva essere stato bianco, era tutto macchiato di muffa. Ai piedi aveva un paio di scarpette con la punta tonda e la cinghietta con il bottoncino. Ridotto e adattato da Gabriella Bosmin, Il pozzo

DISEGNO Completa e colora il disegno della bambola, poi disegna gli altri oggetti descritti nel testo.

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DESCRIZIONI - OGGETTI

L’OGGETTO MISTERIOSO Mi piace cantare, parlare, scrivere, fare il giro del mondo, persino giocare. Eppure né adulti né giovani, e neppure tanti bambini (ahimé) riescono più a fare a meno di me. Sono diventato un compagno di lavoro, e pure di gioco e di tempo libero. Quando le dita si spostano sul mio schermo, sono costretto a fare ciò che mi viene chiesto. Sono intelligentissimo, ma solo se mi accendono. Da spento il mio cervello non funziona più. E ciò è un bel guaio (ma non per me!). Se decido di prendermi un momento di pausa (altrimenti il mio cervello frigge!) si scatena una tragedia. Strilli, pianti o… parole poco gentili volano nell’aria: – Proprio adesso ti dovevi rompere? – Con tutti i soldi che mi sei costato sei già andato in tilt? – E ora che faccio? I video, le foto, i messaggi! Che fine hanno fatto? – Ahhh! Non sono riuscito a finire il mio gioco! Questi umani non li capisco… in fondo sono solo una scatola costruita con materiali e minerali. E lasciatemi riposare ogni tanto!

COMPRENDO In base agli indizi nel testo, hai capito di che oggetto si tratta? L’oggetto misterioso è

PARLO Sei d’accordo sul modo in cui viene descritto l’oggetto? Confrontati con la classe.

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DESCRIZIONI - AMB DESCRIZIONI AMBIENTI IENTI

LA BIBLIOCCERIA Nel sud della Svizzera, c’è una biblioteca per bambini molto speciale, che viene chiamata Bibliocceria. Si tratta di una via di mezzo tra la biblioteca e la pasticceria. Negli scaffali della biblioteca ci sono libri con pagine di cioccolato, altri di marzapane, altri ancora di pasta sfoglia, tutti rilegati con chewing-gum. E ogni volume si può leggere come un libro di carta. All’interno le parole sono scritte con fili colorati di zucchero, e le illustrazioni sono dipinte con pennellate di glassa e di crema, con gelatine alla fragola, al mirtillo e altri frutti di varie tinte. Quando hanno terminato di leggere i dolcissimi libri della Bibliocceria, i bambini li riportano al bibliotecario, che li invita a fare un riassunto delle pagine appena sfogliate. Se superano la prova, dimostrando di aver letto con interesse il volume, avranno il permesso di divorare con la bocca il libro che hanno già divorato con gli occhi. Un pasticcere coltissimo, che sta nel retro della Bibliocceria, riceve allora l’incarico di preparare un nuovo libro uguale a quello appena scomparso nella pancia di un piccolo lettore. Ridotto e adattato da Ambrogio Borsani, Storie bruciate, Editrice Bibliografica

COMPRENDO Collega le frasi. La Bibliocceria è…

possono mangiarli.

I libri della Bibliocceria sono fatti…

un po’ biblioteca, un po’ pasticceria.

I bambini che riassumono i libri…

con gli ingredienti dei dolci.

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DESCRIZIONI - AMB DESCRIZIONI AMBIENTI IENTI

UN RUSCELLO NEL BOSCO Il ruscello scorre tra il bosco discontinuo che copre le ripide pareti della collina. Qui e là i rami dei grandi alberi annosi attraversano il corso d’acqua da riva a riva: aceri, faggi, castagni e frassini. Altrove, in radure più aperte, dominano alberi più piccoli frammisti alla macchia grigio-verde dei salici a cespuglio non più alti di due metri. Subito dopo il suono del ruscello, amo l’odore delle erbe del bosco lungo le rive: odore umido, di foglie morte, terra umida e erba, felci, licheni e muschio. Se c’è una famiglia di piante che più delle altre hanno contribuito a creare questo pianeta queste sono le felci. Basta la parola a evocare ombra, umidità, frescura, tutto ciò che un deserto non ha. C’è una notevole quantità di felci in questo posto. Ridotto e adattato da Richard Adams, Il giorno e la notte, Emme Edizioni

COMPRENDO LE PAROLE Le descrizioni possono contenere parole specifiche che servono a far capire esattamente ciò che si vuole esprimere. Collega ogni parola alla spiegazione giusta. bosco discontinuo

spazi di prati aperti tra zone di bosco

alberi annosi

formato da più zone di alberi non vicine tra loro

radure

alberi che hanno molti anni

frammisti

sensazione di fresco

evocare

mescolati

frescura

far ricordare

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DESCRIZIONI

FACCIAMO IL PUNTO

LO SCOIATTOLO Lo scoiattolo affamato lascia il suo nido invernale nel bosco per andare a cercare qualcosa da mangiare. Trova una pigna nella neve, ma i pochi pinoli che ci sono dentro non bastano a saziarlo. Dov’è finito il ceppo cavo in cui durante l’autunno aveva nascosto noci e ghiande? Ora è tutto coperto dalla neve. Arriva all’abete su cui in primavera si era costruito un nido a forma di palla, fatto di ramoscelli, erba e piume. Ci sono nati i suoi tre piccoli. E là, su quella betulla, un giorno ha trovato un nido pieno di gustose uova. Anche il giardino in cui durante l’autunno aveva raccolto le castagne è coperto di neve. Sempre più affamato… eccolo là, il ceppo cavo! Avanza a fatica tra la neve per raggiungere la sua riserva di provviste. Finalmente potrà far tacere lo stomaco! Quando è sazio, lo scoiattolo fa ritorno nel suo nido e riprende a dormire. Ridotto e adattato da Susanne Riha, Arrivederci a primavera, Editrice Piccoli

INFORMAZIONI Segna con una X le informazioni sullo scoiattolo che trovi nel testo.

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età

com’è fatto il suo nido

che aspetto ha

con chi vive nel nido

come si comporta

stagione

di che cosa si nutre

dove nasconde le sue provviste


DESCRIZIONI

FACCIAMO IL PUNTO

IL GIGANTE Leopoldo aveva cominciato a soffrire di incubi notturni. Sognava di andare in bicicletta come vanno i campioni nelle gare a tappe: pedalava e pedalava su e giù per le salite, pedalava per i rettilinei. Poi, all’improvviso, quand’era quasi certo di avere vinto, scorgeva davanti a sé una figura gigantesca, sembrava un orco, ma invece di avere la pelliccia e lunghi canini, era fatto tutto di libri; camminava in modo scomposto, sventolando in aria le mani fatte di libri gialli e collane economiche: al posto delle gambe aveva pile e pile di enciclopedie, a ogni passo caracollava nella sua direzione in modo sempre più minaccioso. Leopoldo tirava i freni, ma non rispondevano più in alcun modo, allora puntava i piedi a terra ma era troppo tardi: ormai l’orco era accanto a lui, sopra di lui, ecco, gli stava piombando addosso… Proprio un minuto prima di venir travolto dall’intera Enciclopedia Britannica, Leopoldo apriva gli occhi urlando e si svegliava sudato nel suo letto.

caracollava camminava ondeggiando

Ridotto e adattato da Susanna Tamaro, Leopoldo e una montagna di libri, Giunti

INFORMAZIONI Cerca e sottolinea nel testo le parole che descrivono il gigante. Poi sottolinea di blu il paragone. Completa la tabella. aspetto fisico del gigante

come si muove il gigante

che cosa fa Leopoldo

come si sente Leopoldo

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ASCOLTO

EDUCAZIONE CIVICA

OLIMPIADI E PARALIMPIADI Ridotto e adattato da A. Skinner - M. Long, Sportopedia. Una guida illustrata al mondo dello sport, Emme Edizioni

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Il brano che hai appena ascoltato parla di…

Olimpiadi.

come si gioca nel mondo.

Olimpiadi e Paralimpiadi.

Nei Giochi Olimpici di Parigi del 1900, per la prima volta… si danno le medaglie d’oro.

le donne possono gareggiare.

Nel 1948, un medico organizza per la prima volta una gara per... ex soldati e soldatesse.

persone anziane.

Cerchia il completamento corretto. Le prime Paralimpiadi si svolgono nel 1960 a Roma / Parigi. Da allora si tengono nelle stesse città che ospitano le Olimpiadi. La parola “Paralimpiadi” significa “Olimpiadi parallele” / “parate”. Partecipano atleti e atlete / solo atlete con disturbi della vista, del movimento o altro. Alcuni hanno protesi speciali e sono soprannominati “Blade Runner”/ paralimpici.

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Agenda 2030: 3, Salute e benessere; 5, Parità di genere; 16, Pace, giustizia e istituzioni solide


COSTITUZIONE

Lo sport può unire tutti!

6 APRI LE GIORNATA INTERNAZIONALE DELLO SPORT PER LO SVILUPPO E LA PACE

Il 6 aprile è la Giornata internazionale dello sport, proclamata nello stesso giorno in cui nel 1896 si dà inizio ai primi Giochi Olimpici Moderni ad Atene. Le Paralimpiadi nascono invece nel 1948 quando degli atleti in sedia a rotelle si sfidarono nel tiro con l’arco.

GIOCHI PER TUTTI E TUTTE Hai mai pensato a come possano giocare a calcio gli atleti e le atlete alle Paralimpiadi? O a pallavolo oppure correre? In classe, con l’aiuto dell’insegnante, pensate a come si potrebbero cambiare alcuni giochi per renderli adatti a chi non vede o non ha l’uso delle gambe. Ecco alcune idee: • Preparate un percorso a slalom e gareggiate a coppie. L’insegnante lega con una sciarpa le gambe della coppia e, per raggiungere il traguardo, bisognerà camminare fianco a fianco con lo stesso passo. • Sperimentate una partita a calcio da seduti, coinvolgendo anche compagne e compagni che usano la sedia a rotelle. • Attaccate un sonaglio a una palla di gommapiuma ed esercitatevi ad ascoltarne il suono, per capire quando si avvicina o si allontana. Poi, bendatevi e provate a riconoscere la posizione della palla e delle altre persone.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze: n. 1, 3, 4

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I TESTI POETICI

AUDIO E CONTENUTI DIGITALI

Poesie e filastrocche sono…

parole che giocano e fanno divertire

parole che imitano suoni e rumori

ninne nanne, conte, scioglilingua

parole che hanno un ritmo, lento o veloce

parole che raccontano esperienze e pensieri parole che esprimono sensazioni ed emozioni

Nelle poesie e nelle filastrocche trovi un uso delle parole molto particolare, perché ne bastano poche per esprimere molti pensieri, sensazioni e situazioni.

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TESTI POETICI

F COME FILASTROCCHE La filastrocca, poesia bambina, è un po’ capricciosa, vuole la rima; ma se l’assecondi e l’accontenti puoi aver risultati assai divertenti: sono ninne nanne, canzoni, stornelli, giochi di versi, indovinelli… Svelti da leggere e da recitare, sul loro ritmo puoi perfino ballare La filastrocca, bambina poesia, ti strappa un sorriso, ti fa compagnia. Leda Luise, Alfabeto in biblioteca, ill. M. Cirillo, Fondazione Achille Marazza

PER FARE LA POESIA Per fare la poesia si prende una p come pialla, piastra, pietra; poi si prende una o come oro, ombra, orizzonte; poi si prende una e come erba, edera, esilio; poi si prende una s come sole, sale, silenzio; poi si prende una i come io, isola, Icaro; poi si prende una a come acqua, arancia, ala, poi si mettono insieme senza odio, senza noia, senza fretta, senza rabbia, senza malinconia, e si fa la poesia. Roberto Piumini, Io mi ricordo quieto patato…, Nuove Edizioni Romane

SCRIVO Ricordi qualche titolo o parola di filastrocche o poesie che conosci? Scrivili qui.

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SCOPRO

TESTI POETICI - GLI INGREDIENTI

COM’È FATTA UNA POESIA TUTTI A SCUOLA C’è chi va in bicicletta chi va in moto, perché ha fretta, chi con l’auto del papà, chi attraversa la città con un vecchio motorino a cavallo del sellino, chi col bus, in compagnia degli amici: che allegria! C’è persino un tipo pazzo che ci va con il suo razzo. Chi ci va in aeroplano e chi a piedi, piano piano. Maria Vago, 101 filastrocche per 4 stagioni, Larus

Tante poesie e filastrocche sono formate solo da versi continui e non hanno strofe o neppure rime.

Nelle filastrocche e nelle poesie ogni riga di testo si chiama verso.

Le poesie e le filastrocche possono essere divise in parti formate da un gruppo di versi chiamato strofa.

Quando le ultime parole di due versi vicini hanno la stessa coda (cioè finiscono allo stesso modo), formano una rima.

Con una sottana verde il Basilico va al ballo e si diverte. Nico Orengo, Canzonette, Einaudi Ragazzi

L’AQUILA Volare osservare ascoltare e mai dimenticare. Sabina Colloredo, Il bosco racconta, Einaudi Ragazzi

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TESTI POETICI - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

Esistono più tipi di rime e tutte danno un ritmo diverso alle filastrocche e alle poesie.

IN ACQUA!

GNOMO AL RAGÙ Signor cameriere, rima sei molto distratto! alternata Su, vieni a vedere che c’è nel mio piatto.

Onda alta onda mossa rima Fifa verde fifa rossa baciata Fifa nera fifa scura Onda tuffo, che paura! Fifa grigia fifa gialla Tocco il fondo torno a galla. Fifa azzurra fifa blu E la fifa non c’è più. Chiara Carminati, Poesie per aria, Topipittori

Avevo ordinato gli gnocchi, ma tu invece hai portato uno gnomo al ragù. Antonella Ossorio, Fate, gnomi & compagnia, Emme Edizioni

Ciao, mamma: però non ciao che poi non torni, per ore intere, o giorni non questo ciao, no. […] Ciao, mamma che verrai a prendermi più tardi, e mi baci e mi guardi, E non mi lasci mai.

rima incrociata

Ridotto e adattato da Roberto Piumini, Cento ciao, Einaudi Ragazzi

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CONTE E NINNE NANNE

SCOPRO

Le conte e le ninne nanne sono speciali filastrocche molto antiche. Le conte si usano per iniziare un gioco di gruppo o a squadre. Le ninne nanne si usano per far addormentare bambini e bambine.

CONTA E CANTA AMBARABÀ CICCÌ COCCÒ Ambarabà ciccì coccò tre civette sul comò che facevano timore alla figlia del dottore il dottore si ammalò Ambarabà ciccì coccò.

STELLA STELLINA

SCOPRO

Stella stellina la notte s’avvicina, la fiamma traballa, la mucca è nella stalla, la mucca ha il suo vitello, la pecora ha l’agnello, la chioccia ha il suo pulcino, la mamma ha il suo bambino, il bimbo ha la sua mamma, e tutti fan la nanna!

Chiedi ai tuoi famigliari se conoscono qualche conta o ninna nanna. Scrivila sul quaderno oppure registrala, e falla ascoltare in classe.

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POESIE SONORE

SCOPRO

In alcune poesie, le lettere o le parole imitano suoni e rumori della realtà oppure li inventano per divertire.

SUONI POETICI CANTA LA PIOGGIA Canta la pioggia sopra l’ombrello plic plic plac, plic plic plac non suona allegro il ritornello? plic plic plac, plic plic plac Quando la pioggia senti cantare plic plic plac, plic plic plac ti viene voglia, be’, di ballare! Scic scic sciac, scic scic sciac. Maria Vago, 101 Filastrocche per 4 stagioni, Larus

SCOPRO Leggi la prima filastrocca e colora le parole che imitano i rumori della pioggia.

PARLO

CARICAAAAAAAAAAAAAA!!! Cavall

Cavall

Cavall!! Galopp Galopp Galopp!!

Perepé Perepé

Perepé!! Hop

Hop

Hop!! Semaforo

Rosso

STOP!! Secondo te, di che cosa parla la seconda poesia?

Pietro Formentini, Poesiafumetto oplà!, Nuove Edizioni Romane

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VERSI LIBERI

SCOPRO

Tante poesie non contengono rime, e si chiamano poesie in versi liberi o in versi sciolti.

POESIE IN LIBERTÀ IN PALESTRA Devo solo palleggiare, giocare continuando a girare, passare la palla schiacciare infilarmi nel mezzo, schivare riprendere la palla, stoppare alzare le braccia, saltare. Ce la posso fare, ce la devo fare! Tiro! Non sono io che sono maldestro di sicuro hanno spostato il canestro!

maldestro poco abile

Janna Carioli, Poesie a righe e quadretti, Giunti

COMPRENDO Il personaggio della poesia descrive le sue azioni mentre gioca. Secondo te, che cosa trasmette con il ritmo dei versi? Tranquillità e calma.

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Velocità e agitazione.

Noia e stanchezza.


FIABE E FAVOLE IN VERSI

TESTI POETICI

La poesia può raccontare anche le favole e le fiabe in rima!

POESIE… DA FAVOLA CAPPUCCETTO ROSSO Passeggio in mezzo al bosco senza fretta da solo, senza dare confidenza; a un tratto c’è qualcuno che fischietta: mi fermo ad osservare con prudenza. È una bambina con un cesto in mano ed una bella giacchettina addosso, sorride e si avvicina piano piano, poi dice: SONO CAPPUCCETTO ROSSO. Sapete com’è andata la faccenda... io che volevo solo far merenda! Carlo Marconi, Poesie del camminare, Lapis Edizioni

SCOPRO Cerchia le rime nella poesia.

COMPRENDO Chi racconta la poesia?

Come descriveresti la poesia?

Cappuccetto Rosso.

Realistica.

Il lupo.

Spiritosa.

La nonna.

Lamentosa.

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TESTI POETICI

Ci sono poesie scritte per far riflettere su esperienze e fatti importanti, su emozioni e stati d’animo.

PAROLE DI BAMBINE E BAMBINI U COME UMANITÀ I miei amici sono tanti e li amo tutti quanti. Chi è arrivato da lontano con il treno o l’aeroplano; chi è venuto qui dal mare senza niente da mangiare; chi conosce altri linguaggi e racconta dei suoi viaggi. È una scuola “arcobaleno” di sei continenti almeno… Ma che differenza fa? Siamo tutti umanità. AA.VV., Le parole per stare insieme, Fatatrac Edizioni

COMPRENDO LE PAROLE

IL DISORDINE Veleni nell’aria, città spazzature Sacchetti nei fiumi, bottiglie nel mare Da piccoli ai grandi non hanno insegnato A mettere a posto dopo aver giocato Bruno Tognolini, Rime quartine, Gallucci

Che cosa significa scuola “arcobaleno”? Che è dipinta con i colori dell’arcobaleno. Che i bambini e le bambine appartengono a tante etnie.

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PARLO Che cos’è il disordine di cui parla la seconda poesia? Chi può fare qualcosa per rimettere in ordine la Terra?


TESTI POETICI

LA RABBIA La rabbia è una bestiona che mi esce dalla mente La rabbia non ragiona, non ci vede e non ci sente Fa fuoco nelle vene, è rossa, è grassa Quando vuole mi viene, quando voglio mi passa Bruno Tognolini, Rime quartine, Gallucci

GRRR! Tu fai tanto il grrradasso perché sei alto e grrrosso, un bullo grrrezzo e stupido che grrrida a più non posso. È vero, sono grrracile, magro come un grrrissino però divento un grrrizzly se salgo sul grrradino! Sei solamente un grrrullo e non vali un grrran che, te lo dico sul grrrugno: GRRR! Sono meglio di te!

SCOPRO Colora le rime nelle due poesie.

COMPRENDO Nella poesia GRRR! si parla di… un orso.

un bullo.

Janna Carioli, I sentimenti dei bambini, Mondadori

Colora di rosso gli aggettivi che descrivono il bullo e di verde quelli che descrivono il bambino.

PARLO Ti capita di provare l’emozione della rabbia? In quali situazioni? Racconta. Che colore daresti tu alla rabbia?

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TESTI POETICI

Molte filastrocche e poesie riguardano anche gli animali. Ecco alcuni esempi.

ANIMALI DI…VERSI IL GATTO SI ACCOCCOLA Stanco di far la trottola il mio gatto si accoccola, si raccoglie, si arrotola, si unisce, si aggomitola, si chiude e s’appallottola in una palla piccola, si stringe in una coccola. Roberto Piumini, Tutta una scivolanda, Einaudi Ragazzi

IL GRILLO Cri Cri cri Cri cri cri. Ascoltami Sono l’estate! Sabina Colloredo, Il bosco racconta, Einaudi Ragazzi

COMPRENDO Nella prima poesia, quali azioni compie il gatto prima di accoccolarsi? Sottolineale nel testo. Nella seconda poesia il grillo dice di essere l’estate perché… è l’unico insetto che si sente nelle notti d’estate. i grilli sono il simbolo dell’estate. quando emette il suo verso (frinisce), significa che siamo in estate.

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TESTI POETICI

POETA ANCHE TU SCRIVO Con un compagno o una compagna, completa queste brevi filastrocche. Usate le parole nel tronco per inventare dei versi in rima, come negli esempi.

aeroplano • tulipano • magia • follia • folletto • dolcetto • piatto • ritratto • cagnone • campione • bustina • lampadina

La filastrocca si è svegliata E a scuola l’ho portata.

Su e giù per il camino ho incontrato uno slittino.

Al mercato di Milano La collana della zia

Ho trovato sotto il letto Il mio micio tutto matto

Su nel cielo l’aquilone Con la bici su in collina

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TESTI POETICI

Leggere le poesie in modo espressivo è divertente e ti aiuta a comprenderle meglio.

LEGGERE POESIE PUZZOLA PAZZA Puzzola pazza zappa nel pozzo con un pupazzo zoppo e rozzo, le passan passeri nel pensiero e rare rane con un neo nero.

Leggi la filastrocca “calcando” la voce sulle lettere colorate!

Puzzola pazza inzeppa la zuppa e trita trippa per troppa truppa e cuoce in coccio ceci con caci e ciba amici con cimici e baci. Puzzola pazza alza una pezza, tela di latte a tutta altezza sale le scale e in sala salta e svelta sventola la vela alta. Roberto Piumini, Il libro delle parolacce, Fabbri

Leggi i versi con velocità differenti a seconda dei colori: leggi velocemente e aumenta a mano a mano il tono della voce fermati tre secondi prima di iniziare, poi torna al tono normale usa la tua voce normale alza un pochino il tono della voce per dire una cosa molto importante!

PER LITIGARE E FARE PACE Ti prendo, ti stringo, ti tengo, ti graffio, ti strappo, ti gratto, ti picchio, ti rompo, ti stendo, ti spacco, ti storto, ti batto. Ma dopo facciamo la pace, ti dono la mia caramella: perché fare la lotta mi piace però la pace è più bella. B. Tognolini - R. Piumini, Rimelandia, Mondadori

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TESTI POETICI

C’ERA UNA VOLTA UN RE… «C’era una volta un re…» «Che bevve del caffè?» «No, caro. Quel sovrano…» «Nuotava in un pantano?» «Che dici! Niente affatto!» «Tirava i baffi al gatto?» «Che c’entra il gatto adesso?». «Pescava pesce lesso?» «Dicevo che quel re…» «Mangiava dei bignè?» «Io questo non l’ho detto!» «Ballava il minuetto?» «Se non la pianti, giuro…» «Brindava col canguro?» «Quel re, stavo dicendo…» «Cuciva un bel rammendo?» «Paolino, non hai sonno?» «Racconta ancora, nonno!»

Questa poesia ha due voci: leggi con un un compagno o compagna, oppure usa due voci differenti. Sono le battute del nonno, che parla normalmente. Leggi invece i versi in grassetto con il tono di chi sta perdendo la pazienza. Sono le battute del nipote, un po’ birichino. Ha un ritmo affrettato, impaziente, come se non lasciasse finire di parlare il nonno.

Antonella Ossorio, Fate, gnomi & compagnia, Emme Edizioni

IL PRATO Ho visto un prato verde verde verde, coperto d’erba verde verde verde, nel prato c’era un albero verde verde verde, sull’albero c’era un nido verde verde verde, e nel nido un uccellino verde verde verde aveva fatto un uovo bianco bianco bianco.

Segui i colori: leggi le parole velocemente aumenta un poco la voce e scandisci bene le parole

Gianni Rodari, Filastrocche per tutto l’anno, Editori Riuniti

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TESTI POETICI

FACCIAMO IL PUNTO

C’ERA UNA VOLTA C’era una volta la bella addormentata, ma con il bacio del principe si è subito svegliata.

strofa

verso

rima

strofa

verso

rima

strofa

verso

rima

E c’era Cenerentola che passava la cera, ma ora è diventata una principessa vera. C’era Biancaneve e c’erano sette nani ora son diventati otto signori anziani. C’era Cappuccetto che andò nel bosco cupo ora non ci va più e non incontra il lupo. C’era Alì Babà con quaranta ladroni ora son quarantuno amici onesti e buoni. C’era una volta Pinocchio, il burattino, pare sia diventato un ottimo bambino. C’erano una volta tante buone fate. Qualcuno mi sa dire dove sono andate? Leda Luise, L’ortografia giocando, Michael Edizioni

STRUTTURA DELLA POESIA Leggi la poesia e osserva le parti cerchiate, poi colora solo i cartellini con le definizioni corrette.

RIME Colora tutte le rime della poesia.

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TESTI POETICI

FACCIAMO IL PUNTO

NOMI Cucciolo, dai, metti su la giacchina, gioia, sistemati bene il colletto; fatti vedere un pochino, stellina, guarda che bello il mio bravo angioletto. Corri, pulcino, la scuola ti aspetta, forza, tesoro, un po’ più di energia; svelto, campione, cammina più in fretta, faremo tardi, sennò, vita mia.

rima

rima

rima Cosa ti prende, creatura, che c’è? POSSO SAPERE IL MIO NOME QUAL È? Carlo Marconi, Poesie del camminare, Lapis Edizioni

STRUTTURA DELLA POESIA Leggi la poesia e cerchia un verso, una strofa e una rima con i colori giusti.

RIME Colora tutte le rime della poesia NOMI, poi scrivi nei cartellini accanto al testo se sono rime baciate, alternate o incrociate. Scrivi un’altra parola che faccia rima con le parole date. catenella cuore volante mangiata birichino girotondo

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ASCOLTO

EDUCAZIONE CIVICA

MARIA E LE API Ridotto e adattato da Polly Larsson, Storie per i piccoli salvatori della Terra, Independently Published

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO La mamma di Maria aiuta l’ape… mettendola all’ombra.

costruendo un abbeveratoio.

Per aiutare le api, Maria propone a Viola di… guardare un documentario.

piantare semi di fiori.

Maria pensa che Viola sia un po’ come le api, perché Viola… è solo timida, non cattiva.

si veste a righe marroni e nere.

SCOPRO Metti in ordine la storia con i numeri da 1 a 4.

Maria e la sua amica Viola piantano insieme dei semi di fiori.

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Maria trova davanti alla porta di casa un’ape sfinita e la raccoglie.

Agenda 2030: 15, Vita sulla Terra

La mamma dice a Maria: – Seminate dei fiori, per salvare altre api.

La mamma e Maria posano l’ape vicino a dei fiori e all’acqua.


SVILUPPO ECONOMICO ECONOMICO E SOSTENIBILITÀ Povere api, senza fiori hanno una vita dura!

Il 20 maggio si celebra la Giornata mondiale delle api, per ricordare che le api sono in pericolo, che il pianeta ha bisogno di loro e loro del nostro aiuto. Sai che le api sono fondamentali per impollinare i fiori e favorire le coltivazioni? Senza di loro molte piante rischierebbero di sparire per sempre.

UN GIARDINO PER LE API Con l’aiuto dell’insegnante, preparate a scuola un “giardino per le api”, per far trovare loro uno spazio fiorito anche lontano dai parchi.

Occorrente piantine (di rosmarino, lavanda, margherite) • qualche vaso • terra • innaffiatoio con l’acqua • pietre e sassi • un sottovaso o una ciotola

Procedimento Con l’aiuto dell’insegnante, sistemate le piante nei vasi. Trovate uno spazio dove abbiano sole a sufficienza e dove possano essere raggiunte dalle api (nel cortile della scuola, su un balcone, sul davanzale della classe). Vicino ai vasi, ponete anche una ciotola con acqua, sassi e pietre: le api si poseranno sui sassi per sorseggiare l’acqua. Il vostro giardino delle api è pronto!

Traguardo per lo sviluppo delle competenze: n. 5

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I TESTI REGOLATIVI IMPARO A FARE IL CHAPATI La farina è l’ingrediente di base del pane, un cibo diffuso in tutto il mondo. In India questo pane si chiama “chapati” (si legge “ciapàti”).

Occorrente una tazza di farina una tazzina d’acqua un pizzico di sale

Procedimento • Impasta: insieme gli ingredienti si trasformano. All’inizio sono appiccicosi, ma via via che impasti, diventano lisci. • Dividi l’impasto a metà, • forma due palline, poi, usando il mattarello • schiacciale in due focaccine sottili. • Accendi il forno e quando è caldo (220 °C) • inforna le focaccine con l’aiuto di una persona adulta. • Appena le vedi gonfie e dorate, puoi tirarle fuori. Usa il guanto da forno! Anche senza lievito, il pane si gonfia quando l’acqua usata per impastare, col calore del forno, si trasforma in vapore. Fantasia: per ottenere tipi diversi di pane, puoi inventarne aggiungendo nuovi ingredienti alla ricetta di base (erbe aromatiche, olio, farine diverse, noci spezzettate). Ridotto e adattato da E. Bussolati - F. Buglioni, Cuochi col sale in zucca, Editoriale Scienza

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TESTI REGOLATIVI - GLI INGREDIENTI

SCOPRO

Nei testi regolativi trovi le istruzioni per realizzare una ricetta, costruire un oggetto, imparare un gioco, seguire delle regole di comportamento.

AUDIO

La struttura dei testi regolativi spiega: • l’occorrente per fare un lavoro (ingredienti di una ricetta, le cose necessarie per un gioco…) • le varie fasi da seguire per completarlo. Questo tipo di testi è formato da: • regole, spesso espresse come elenco. Si chiamano anche istruzioni, procedimento, o semplicemente come si fa, come si gioca... • fotografie o disegni, utili a chiarire la spiegazione. Tipologie di testi regolativi: • ricette: per spiegare come si cucina e si prepara un cibo • istruzioni: per la creazione, il montaggio e l’uso di oggetti, giochi… • regole del gioco: per giochi da tavolo o di movimento • regolamenti: per il comportamento da tenere (in biblioteca, in bici…)

SCOPRO Nel testo sono sottolineate due fasi. Continua tu a sottolineare nel testo gli elementi del testo regolativo: usa il verde per l’occorrente, il blu per le regole e cerchia di azzurro le immagini che chiariscono il procedimento. Indica la tipologia adatta per il testo regolativo che hai appena letto. Si tratta di una

.

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TESTI REGOLATIVI

LA MACCHINA EOLICA età consigliata: dagli 8 anni livello di difficoltà:

Una macchinina eolica è una macchina che funziona con il vento o con l’aria (cioè soffiando).

Che cosa ti occorre

un pezzo di cartone

4 tappi di plastica

cannucce

stecchini di legno

(come quelli del latte in brick)

1 bicchiere di carta

colla vinilica

plastilina

nastro adesivo

Come si realizza

1 Taglia due cannucce un po’ più lunghe rispetto alla larghezza del pezzo di cartone.

2 Con il nastro adesivo, fissa le cannucce sul retro del cartone.

3 Servendoti della colla, attacca

4 Riempi di plastilina i tappi; poi

il bicchiere al cartone, sul lato opposto rispetto a quello delle cannucce.

infila uno stecchino di legno in due tappi.

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TESTI REGOLATIVI

5 Inserisci uno stecchino in una cannuccia, poi infila la punta sporgente dello stecchino in un altro tappo, dall’altro lato della macchinina.

6 Ripeti l’operazione con l’altro stecchino.

7 Puoi decorare la macchinina usando i materiali che preferisci: bottoni, pezzi di carta, ecc.

Come si gioca

1 Con un gessetto, disegna per terra un circuito completo delle linee di partenza e arrivo.

2 Si posizionano tutte le macchinine sulla linea di partenza e, al segnale, i giocatori cominciano a soffiare dentro i bicchieri per far avanzare i propri veicoli. Vince chi arriverà per primo al traguardo. Ridotto e adattato da O. Ripoll - F. Martín, Il crea giochi, Edizioni Del Borgo

SCRIVO Completa il testo con le seguenti parole: macchinina eolica • regolativo • istruzioni • regole del gioco La prima parte di questo testo dà le per costruire una , la seconda parte spiega le per fare una gara tra 2 o più giocatori.

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TESTI REGOLATIVI

COME AVVENTURARSI NEL BOSCO Sei pronto a un’avventura nel bosco? Ci sono tre regole fondamentali:

1 se hai un dubbio non farlo; 2 chiedi sempre a un adulto; 3 divertiti.

Sulle tracce degli animali Il bosco è pieno di animali meravigliosi. Per riuscire a vederli, ti sarà utile riconoscere le loro impronte e capire dove vivono osservando le piante mangiucchiate. Gli animali mangiano in modi diversi. Ricordati: • Indossa vestiti che si confondano con l’ambiente. • Sii più silenzioso possibile per non spaventare gli animali. • Mettiti sottovento rispetto all’animale. • Non avvicinarti a una tana, potresti essere morso. • Cammina in punta di piedi per non fare rumore. • Chiuditi sempre i cancelli alle spalle. (Se un animale finisce in strada potrebbe farsi male e provocare un incidente). • Il momento migliore per osservare gli animali è al mattino presto e appena calata la sera. Ridotto e adattato da G. Hawk - R. Saunders, Manuale delle avventure nel bosco, Giunti

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TESTI REGOLATIVI COMPRENDO Nel testo trovi un regolamento su come osservare gli animali nel bosco. Scrivi SÌ accanto ai comportamenti da adottare nel bosco, NO accanto ai comportamenti da evitare.

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FACCIAMO IL PUNTO

TESTI REGOLATIVI

PREPARIAMO LA VALIGIA D’estate si va in vacanza. E in vacanza si va con la valigia. D’accordo, ma cosa mettiamo nella valigia? Tanto per cominciare ci mettiamo: • una bella manciata di conchiglie da trovare (se andiamo al mare); • un’altra bella manciata di sassi da collezionare (se andiamo in montagna); • almeno cinque o sei amici da conoscere; • un bel po’ di risate da fare (più ne portate, meglio è); • circa una decina di gelati da mangiare (ma anche di più se siete golosi); • non dimentichiamoci una grande avventura da vivere (mettiamone due, giusto per stare tranquilli); • un paio di città da esplorare; • e mettiamoci per sicurezza anche una buca da scavare, che fa comodo. E se proprio non vogliamo farci mancare niente, mettiamoci anche un tesoro da scovare (magari una biglia luccicante). Direi che c’è tutto, non manca niente. Allora possiamo chiudere la valigia, salutare chi resta a casa e… Buon viaggio! Ridotto e adattato da G. Campello, A. Marchetti, È estate! Una storia al giorno, Edizioni EL

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TESTI REGOLATIVI

FACCIAMO IL PUNTO

TIPOLOGIA

STRUTTURA

Che tipo di testo regolativo è? Segna con una X.

Le informazioni vengono date attraverso…

ricetta.

un elenco.

istruzioni.

delle immagini.

regolamento.

un racconto.

INFORMAZIONI Qual è l’occorrente da mettere in questa strana valigia per le vacanze? Sottolinea nel testo in verde, poi cancella gli intrusi tra i seguenti elementi:

macchina fotografica

cartoline

scarponi

gelati

biglia luccicante

5 o 6 amici

buca da scavare

calzettoni

Segna con una X Sì per gli elementi che puoi mettere in valigia e No per gli elementi che non puoi mettere.

• un bel po’ di risate • una biglia

Sì No Sì No

• 5 o 6 amici

Sì No

• una decina di gelati

Sì No

• una paio di città

Sì No

• una buca da scavare

Sì No

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I TESTI INFORMATIVI I GIGANTESCHI DINOSAURI

Il temibile Tirannosauro.

Lo Spinosauro, carnivoro.

Il Velociraptor.

I dinosauri apparvero sulla Terra circa 250 milioni di anni fa. Alcuni erano enormi, col collo lunghissimo, tanto da superare, in altezza, tre giraffe una sopra l’altra (anche se le giraffe ancora non esistevano). I dinosauri non vissero tutti nello stesso periodo. In 165 milioni di anni alcuni si estinsero e altri apparvero al loro posto. Ogni Era, però, fu caratterizzata dalla lotta fra erbivori e carnivori. Il Tirannosauro, lo Spinosauro e il Velociraptor furono i carnivori più temibili. Il Tirannosauro era forse il più feroce. Aveva denti affilatissimi e, in corsa, poteva raggiungere i 40 chilometri all’ora. La maggior parte dei dinosauri si nutriva di piante. I più alti, come il Brachiosauro, mangiavano le foglie sugli alberi. Alcuni avevano denti incisivi adatti a strappare foglie e rami, altri per questa operazione si servivano di una specie di “becco” osseo. A un certo punto della storia, i dinosauri si estinsero. Non si sa bene come accadde, ma si pensa che un enorme meteorite abbia sconquassato la Terra causando spaventosi terremoti, eruzioni e incendi. Gabriele Clima, I dinosauri, Collana: Attraversapagina, ill. M. Romagnoli e L. Rigo © 2015 La Coccinella s.r.l.

Era periodo geologico della durata di milioni di anni meteorite grande roccia nello spazio in grado di colpire altri pianeti

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TESTI INFORMATIVI - GLI INGREDIENTI

Il titolo anticipa l’argomento che verrà trattato.

I testi informativi sono utili per imparare, scoprire e approfondire degli argomenti, trovando informazioni di tanti tipi diversi.

SCOPRO

AUDIO

La struttura: • le informazioni sono trasmesse dal testo scritto e dalle illustrazioni; • spesso accanto a foto, disegni, tabelle e grafici si trovano delle brevi frasi che si chiamano didascalie; • i testi sono suddivisi in sequenze, ognuna delle quali sviluppa un aspetto dell’argomento principale.

Il linguaggio: • nei testi informativi si trovano spesso delle parole speciali che sono tipiche della materia di cui si parla; • di solito è indicata anche la spiegazione.

Come comprendere un testo informativo. • Il colpo d’occhio: osservare titolo, sottotitoli, parole evidenziate, immagini, didascalie. • Le domande e le risposte: chiedersi di che cosa tratterà il testo e trovare le risposte. • Le parole importanti: sottolinearle, perché sono la chiave per comprendere e ricordare. • Le idee centrali: scoprire le idee più importanti di un testo per imparare a studiare.

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TESTI INFORMATIVI - IL COLPO D’OCCHIO

SCOPRO

Prima di cominciare a leggere un testo informativo: • con un colpo d’occhio, osserva la pagina: il titolo, le parole in grassetto, le didascalie, gli esercizi… è tutto utile per capire; • leggi il titolo e comincia a porti domande e a fare ipotesi.

SCOPRO Secondo te, di che cosa parla questo testo? Segna la tua risposta con una X oppure fai tu un’ipotesi. Delle caratteristiche dei microbi.

Delle malattie.

Della vita da piccoli.

I MINUSCOLI MICROBI Lo sapevi che esistono esseri così minuscoli che sull’antenna di una formica ce ne sono milioni? Così piccoli che dovremmo far diventare l’antenna grande come una balena per poterli vedere?

Per vedere i microbi serve un microscopio.

La folla a New York.

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Non sono né animali né piante. Però sono vivi. Sono i microbi e ce ne sono tantissimi. Una sola goccia di acqua di mare può contenere venti milioni di microbi. Sono quasi quante le persone che abitano a New York e dintorni. Un cucchiaino di terra può contenere anche un miliardo di microbi.


TESTI INFORMATIVI - IL COLPO D’OCCHIO

SCOPRO

I microbi sono dappertutto: nel mare, sulla terraferma e nell’aria. Vivono in posti dove non vive nient’altro, come nei vulcani, o dentro le rocce, oppure in fondo al frigo, e anche dentro e fuori le piante e gli animali.

Per fortuna solo pochi tipi di microbi fanno ammalare gli esseri umani. La maggior parte è occupata a fare altre cose. E siccome i microbi sono bravi a fare altri microbi, alcune delle cose che fanno sono molto grandi. Riciclano tutto ciò che muore per fare la terra, da cui nasce nuova vita, e aiutano a far diventare buona l’aria che respiriamo. I microbi riciclano e producono terra e aria buona.

Ridotto e adattato da N. Davies - E. Sutton, MINI. Il mondo invisibile dei microbi, Editoriale Scienza

Osserva le immagini e leggi con attenzione testo, didascalie, parole evidenziate e il loro significato. Se qualcosa ti risulta difficile, è utile rileggere prima di eseguire gli esercizi.

COMPRENDO Segna con una X il completamento giusto.

• I microbi sono così numerosi che in un cucchiaino di terra…

• I microbi fanno una cosa molto importante per la vita, cioè…

ce ne stanno centinaia.

riciclano la terra e ripuliscono l’aria.

ci sono migliaia di microbi.

creano sempre delle infezioni.

ci sono un miliardo di microbi.

scompaiono.

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TESTI INFORMATIVI - DOMANDE E RISPOSTE

SCOPRO

Leggendo un testo informativo è importante porsi delle domande per capire se le informazioni contenute sono chiare, complete e corrette per poter dare delle risposte.

A CACCIA DI MAMMUT Nelle steppe gelide c’erano poche bacche o frutti da raccogliere, ma le mandrie di mammut da cacciare erano numerose. Le dimensioni e il peso di un mammut erano circa quelli del suo parente più prossimo di oggi, l’elefante africano. Un mammut.

Come ogni animale dell’Era glaciale, il mammut era ben equipaggiato contro il freddo. Il corpo era protetto da un mantello di pelo ispido, che poteva crescere fino a un metro di lunghezza; per nutrirsi l’animale spazzava via la neve con le lunghe zanne ricurve e mangiava l’erba sottostante. Zanna di mammut.

Punta di lancia primitiva.

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Cacciare i mammut era difficile e pericoloso. Per abbattere un singolo animale, i cacciatori dovevano lavorare in squadra. Prima bisognava separare un esemplare dal resto del branco, poi ci si doveva avvicinare e circondarlo. Siccome il mammut aveva la pelle molto spessa, era inutile colpirlo con una normale lancia, perciò i calciatori dovevano infilzarlo da vicino con lance più corte.


TESTI INFORMATIVI - DOMANDE E RISPOSTE

SCOPRO

Il mammut era la preda più ambita dai cacciatori. Tolta la carne, i cacciatori usavano il cranio e le ossa per costruire delle capanne e le zanne per fare la porta. Infine ricoprivano la struttura con vari strati di pelliccia di mammut, sigillando gli spazi con erba secca e fango. Nonostante le temperature bassissime, nei rifugi faceva abbastanza caldo persino in pieno inverno.

Era glaciale periodo geologico molto freddo ambita molto desiderata

Ridotto e adattato da C. Twist - E. Hawkins, L’età della pietra. Suoni dal passato, EMME Edizioni

SCOPRO Segna con una X le domande a cui hai trovato risposta nel testo. In che periodo si cacciavano i mammut?

Com’erano vestiti i cacciatori? Il mammut era una preda ambita?

Il mammut come resisteva al freddo? Si andava da soli a caccia di mammut?

SCRIVO Completa il testo con le parole date: porta • glaciale • mantello • pelliccia • zanne • mammut elefanti • lance • capanna • ossa Durante l’era Avevano il

c’erano numerose mandrie di folto e ispido, due

. ricurve ed erano

grandi come

africani. I cacciatori andavano a caccia insieme,

usando delle

corte. Una volta catturato il mammut, costruivano una : utilizzavano le zanne per la

la struttura, che poi coprivano con vari strati di

, le

per

.

145


SCOPRO

TESTI INFORMATIVI - IDEE CENTRALI, TITOLI E SOTTOTITOLI

Le idee centrali di un testo sono le più importanti. Di solito sono espresse con titoli e sottotitoli.

LA VOLPE, FURBA CACCIATRICE Nei boschi, nei campi e sulle montagne di quasi tutto l’emisfero boreale si aggira un animale astuto con un bel pelo rossiccio: la volpe. Intelligente e coraggiosa, si nutre di piccoli animali e di frutta, ma a volte si spinge anche fino ai centri abitati per trovare qualche altra prelibatezza. In realtà, la nostra piccola amica si trova a suo agio ovunque ci siano cibo e un posto per nascondersi.

La volpe è un canide, appartiene alla stessa famiglia dei lupi ma è un po’ meno forte. È molto intelligente e ha un’ottima memoria. Grazie alle grandi orecchie ha un ottimo udito. Ha vista e olfatto eccellenti. I denti sono molto affilati. Brrr… Il corpo snello e le zampe lunghe le permettono di correre veloce. Ha un bel manto rossiccio, folto d’inverno e bello fresco d’estate. La coda folta e lunga l’aiuta a cambiare rapidamente direzione quando corre.

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TESTI INFORMATIVI - IDEE CENTRALI, TITOLI E SOTTOTITOLI

SCOPRO

Roditori, conigli, uccelli... La volpe è un predatore, ma in realtà le piace di tutto: se durante le sue perlustrazioni trova una lucertola, se la mangia con gusto. Le piacciono gli insetti, i vermi e a volte anche le carcasse degli animali! Per dessert, mangia uova e frutta. More, ghiande, mele, uva… è una vera buongustaia! La volpe spesso scava per trovare sottoterra larve e vermi. Mmm... che bontà! Ridotto e adattato da Renne, La volpe. La furba cacciatrice, Gallucci

SCOPRO Sottolinea nel testo: in rosso come si nutre la volpe, in blu che cosa mangia, in verde l’habitat in cui vive.

SCRIVO Scrivi sui puntini il sottotitolo corretto per ogni paragrafo. Scegli tra i seguenti:

I nemici della volpe

Vita con i cuccioli

L’aspetto della volpe

L’habitat della volpe

Che cosa mangia la volpe

Quanto vive la volpe

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TESTI INFORMATIVI - IDEE CENTRALI, TITOLI E SOTTOTITOLI

SCOPRO

A volte, nei sottotitoli, le idee centrali sono espresse con parole più interessanti. Fatti delle domande per verificare di capire il significato, ti aiutano a capire meglio il testo.

CATTURARE IL VENTO L’energia eolica Quando il vento allontana un oggetto o lo solleva in aria, la sua forza sta compiendo un lavoro. Non sarebbe fantastico se potessimo intrappolare questa forza e farla lavorare per noi? Da migliaia di anni usiamo questa energia in vari modi…

fiocco

albero randa

Navigazione Le prime barche, zattere e canoe, non erano molto veloci. Presto si iniziò a sfruttare la spinta del vento. Un albero resistente collega la vela sulla barca e in questo modo, quando il vento gonfia la vela, l’imbarcazione si sposta. L’energia del vento viene così trasferita alla barca.

I mulini a vento Le vele vengono usate anche per sfruttare l’energia eolica. Nei mulini le vele sono collegate a un palo centrale. Quando il vento spinge le vele, il palo ruota, mettendo in movimento il meccanismo a cui è collegato: una mola per macinare il frumento o altro.

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scafo timone deriva

mola pietra per macinare


TESTI INFORMATIVI - IDEE CENTRALI, TITOLI E SOTTOTITOLI

SCOPRO

Dal vento all’elettricità Come il mulino sfrutta la forza del vento per macinare il frumento, così una turbina eolica trasforma l’energia del vento in elettricità, che alimenta macchinari, luci, automobili ecologiche, computer. Le pale fanno girare l’albero, che fa ruotare il generatore, producendo elettricità. Ridotto e adattato da I. Thomas - P. Morgan, Il mio pianeta Vento, Editoriale Scienza

Questa è una turbina eolica: può produrre energia per oltre 1000 case.

COMPRENDO LE PAROLE Colora la parola con lo stesso significato di energia eolica. energia del vento

energia elettrica

energia solare

SCOPRO Sottolinea nel testo con i colori indicati le risposte alle domande. Che cosa si sfruttava per far andare più veloci le barche? Come funziona la navigazione a vela? Come funzionano i mulini a vento? Come funziona una turbina eolica? Qual è l’idea centrale del testo? Segna con una X. Sulle navi adesso si trovano le turbine eoliche al posto delle vele. L’energia eolica si crea “catturando il vento” e usando la sua spinta. L’energia elettrica è meglio dell’energia eolica.

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TESTI INFORMATIVI

FACCIAMO IL PUNTO

L’ACQUA Se tutta l’acqua della Terra fosse contenuta in 100 bicchieri... 97 bicchieri sarebbero pieni di acqua salata, proveniente dagli oceani e da qualche lago; 3 bicchieri conterrebbero acqua dolce. Di questi solo: 1 rappresenterebbe l’acqua che possiamo utilizzare, iI resto dell’acqua dolce è nei ghiacciai, congelato nell’atmosfera o inaccessibile perché in profondità.

acqua salata acqua dolce acqua dei ghiacciai

L’acqua sulla Terra.

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TESTI INFORMATIVI

FACCIAMO IL PUNTO

Chi usa l’acqua? In America, ogni giorno si consumano circa 2 vasche da bagno e mezzo di acqua a persona. In Europa, circa 2 vasche piene. In Africa, il numero scende a 1/10 di vasca. Le Nazioni Unite dicono che per la salute di ciascuno è necessario almeno 1/4 di vasca a persona. D. J. Smith - S. Adams, Se... sorprendenti idee per conoscere il mondo, Motta Junior

Quanta acqua si consuma ogni giorno!

COLPO D’OCCHIO Sottolinea in azzurro il titolo, in rosso le parole in grassetto, in blu le didascalie. Osserva le immagini e le didascalie. Segna le tue risposte con una X.

• L’acqua della Terra è…

• Dove si consuma più acqua al giorno

in prevalenza acqua dolce.

per persona?

in prevalenza acqua salata.

In Europa.

In America.

In Africa.

DOMANDE E RISPOSTE Sottolinea nel testo con i colori indicati le risposta alle seguenti domande: Se l’acqua della Terra fosse contenuta in 100 bicchieri, da dove proviene l’acqua di 97 bicchieri? Per la salute di ogni persona, quanta acqua bisogna consumare al giorno?

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COMPITO DI REALTÀ COMPITO

IL MIO LUOGO DEI DESIDERI Quest’anno hai imparato a conoscere molti testi di genere realistico e fantastico, che possono essere ambientati in luoghi molto diversi. Ora mettiti alla prova realizzando un oggetto particolare: una scatola che racconta di te e del tuo luogo dei desideri. Il tuo luogo dei desideri può essere un luogo reale che conosci, oppure uno che hai immaginato con la tua fantasia. Possono esserci personaggi, animali, oggetti, sia reali sia inventati… Accompagna poi il tuo lavoro con un breve testo scritto, in cui presenti il tuo luogo dei desideri ai compagni e alle compagne.

Occorrente scatola da scarpe astuccio con colla, forbici, nastro adesivo foglio bianco carta colorata (velina, crespa, da regalo…), ritagli di cartoncino colorato materiali di recupero, come: piccoli ritagli di tessuto, nastri di stoffa, passamanerie, bottoni, decorazioni per lavoretti, adesivi colorati, brillantini, perline, fiocchetti, piccoli pupazzetti…

Procedimento 1

152 152

Dopo aver messo in condivisione tutti i materiali raccolti, ognuno pensa al luogo che vuole realizzare.


COMPITO DI REALTÀ COMPITO

2

Disegna il tuo progetto sul foglio bianco.

3

Una volta completato il progetto, prendi la scatola da scarpe e organizza lo spazio. Posiziona la scatola come preferisci: in orizzontale, in verticale, appoggiata sul fondo…

4

Scegli, ritaglia, costruisci, disponi, incolla i materiali che hai scelto in modo che il luogo dei tuoi desideri prenda forma in 3D!

Raccogliete tutti i vostri luoghi e preparate una mostra da far vedere anche alle altre classi e alle vostre famiglie: sarà bellissima!

153 153


AUTUNNO

ASCOLTO

UN TÈ ALL’ACQUA DI NUVOLA Ridotto e adattato da K. Hottois - C. Malard, Un tè all’acqua di nuvola, Terre di mezzo Editore

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO

AUDIO E CONTENUTI DIGITALI

Dove si svolge la storia?

Nella tana del tasso Elmo.

Nella casa del signor Elmo e dei suoi gattini.

Nella classe del maestro Elmo.

All’inizio della storia, il tempo…

è caldo e soleggiato.

154 154

è grigio e piovoso.

non è descritto.


AUTUNNO

Elmo decide di…

farsi una cioccolata con la panna.

coccolare i suoi gattini.

offrire un tè speciale ai suoi vicini.

Nella storia si parla del tè all’acqua di nuvola, che si prepara…

mettendo un filtro a forma di nuvola nella teiera.

raccogliendo dalle nuvole l’acqua del mare evaporato.

raccogliendo l’acqua della sorgente Nuvola.

Completa la conclusione della storia, scrivendo negli spazi le parole corrette. Scegli tra: dolce • donnola • vacanze • gelati • nuvola • scoiattolo • tè • autunno Quando Elmo versa l'acqua di

nelle tazze dei suoi amici,

accade una strana magia. La

e lo

e si ricordano le

bevono il estive: il mare, le cicale e i

. Pensano che il tè sia caldo e Così possono amare la pioggia d’

. come Elmo.

155 155


ARTE e MUSICA ARTE MUSICA

FROTTAGE D’AUTUNNO Occorrente foglie colorate dall’autunno carta assorbente da cucina foglio bianco di carta leggera (da fotocopie) pastelli a cera (giallo, arancione, rosso, marrone, verde) libri pesanti

Procedimento 1

Raccogli alcune foglie cadute dagli alberi, di forme diverse.

2

Mettile ad asciugare tra alcuni fogli di carta assorbente da cucina e appoggiaci sopra dei libri pesanti per appiattirle.

3

Disponi sul tavolo le foglie che hai appiattito, poi metti sopra il foglio bianco.

4

Scegli un colore a cera, togli la carta che lo riveste e, tenendolo steso, passalo sul foglio. Inizia con un tocco leggero, poi aumenta la pressione del colore sulla carta. Vedrai comparire l’esatta impronta della foglia!

5

Cambia colore e procedi allo stesso modo con le altre foglie. Puoi anche sovrapporle un poco tra loro per creare la tua composizione autunnale.

Alla fine otterrai un “quadro” autunnale suggestivo e coloratissimo!

156 156


ARTE e MUSICA ARTE MUSICA

L’INTENSITÀ DEI SUONI Tutti i suoni hanno delle caratteristiche particolari. Una di queste è l’intensità, che generalmente chiamiamo volume: se diciamo una cosa a bassa voce o ad alta voce l’intensità cambia. Pronuncia la parola autunno, prima a bassa voce (sussurro), poi a voce un pochino più alta, poi ancora un po’ più alta fino a urlare. Aiutati con la scrittura, più piccola è scritta la parola più a basso volume la devi pronunciare:

1

2

AUTUNNO

AUTUNNO

3 AUTUNNO

4

5

AUTUNNO

AUTUNNO

Più piano o più forte? Prova a classificare i seguenti suoni scrivendoli al posto giusto nella tabella: tuono • ruscello • telefono • cerniera • pioggerella • elicottero pianissimo

mezzo piano

piano

mezzo forte

forte

fortissimo

157 157


INVERNO

ASCOLTO

PICCOLO RICCIO Ridotto e adattato da N. Ferrara - S. Ulizio, La notte più lunga, Edizioni Messaggero

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Segna con una X i personaggi di questa storia oltre a Piccolo Riccio.

Piccolo Orso

Lepre Lesta

Mamma Riccio

Scoiattolino

Piccolo Ghiro

Tobia

Dove si svolge questa storia? Al mare di sera, sulla spiaggia di sabbia soffice. Nel bosco, sotto il cielo pieno di stelle. Al lago in autunno, tra le foglie colorate.

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INVERNO

All’inizio della storia, Piccolo Riccio… non vuole proprio dormire. è affamato e non riesce a dormire. non vede l’ora di andare a letto. Mamma Riccio dice a Piccolo Riccio che nel bosco, in inverno… tutti dormono. fa molto freddo. succedono strane cose. Alla fine della storia, Piccolo Riccio scopre che di notte… il bosco brilla di luci mai viste. il bosco è spaventoso. non succede niente.

PARLO A te è mai capitato di non voler andare a letto come Piccolo Riccio? In quale occasione? E che cosa è successo?

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INVERNO

ORSO E IL NATALE È quasi Natale e Orso invita i suoi amici a cena. Ha preparato dei regali: una sciarpa nuova per Topino e un panno morbido per Donnola. Intreccia alcuni festoni di carta colorata e poi appende alle pareti le cartoline di auguri natalizi che ha ricevuto dagli amici. – Manca qualcosa. Poi improvvisamente gli viene in mente. Un albero di Natale! È buio. I fiocchi di neve volteggiano tra gli alberi. Arriva a un albero non troppo alto e non troppo largo. Orso solleva l’ascia per tagliarlo, ma l’albero inizia a tremare, al punto che la neve cade giú dai rami. – E va bene, piccolino! Non ti porto via. Quando si sveglia, è Natale. Topino e Donnola arrivano con i regali. Appena entrati, si guardano intorno. – Dov’è l’albero di Natale? – Stavo per prenderlo – racconta Orso con l’aria un po’ triste. – Ma poi mi è dispiaciuto troppo. Non ce la facevo a tagliarlo e così l’ho lasciato dov’era. Mi dispiace. Topino sorride. Tira fuori il suo flauto e intona un canto natalizio. Orso inizia a ballare. Le sue zampe pesanti fanno tremare il pavimento. I festoni colorati e i fili d’oro cadono dal soffitto e gli addobbano la pelliccia. – Orso sembra proprio un albero di Natale! – dice Donnola. – Addobbiamolo per bene! – e cosí lo avvolgono con fili d’oro e d’argento. E ammonticchiano i regali. Orso dice: – Voglio fare l’albero anche l’anno prossimo! Buon Natale a tutti! Ridotto e adattato da Andrew Matthews, Un flauto magico, Mondadori

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INVERNO

COMPRENDO Rimetti in ordine la storia con i numeri da 1 a 4.

Nessun problema: Topino suona, tutti ballano e agghindano Orso con i festoni.

È il giorno prima di Natale e Orso addobba la sua casa.

Ma quando arrivano i suoi amici, Orso spiega che gli dispiaceva tagliarlo.

Orso si ricorda all’improvviso che manca l’albero di Natale.

Chi è il protagonista della storia? L’albero di Natale.

Il Natale.

Orso.

Perché Orso decide di non avere un albero di Natale? Perché a Orso dispiace tagliarlo.

Perché nel suo paese non si fa.

Come finisce la storia? Vanno tutti nel bosco a tagliare un albero.

Orso, pieno di festoni, sembra un albero di Natale.

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ARTE e MUSICA ARTE MUSICA

UN ALBERO PER LA CLASSE Prepara con la tua classe un albero di Natale diverso dal solito, come hanno fatto Orso e i suoi amici! Scegliete con l’insegnante una delle proposte seguenti e procuratevi tutto l’occorrente. Potete anche inventare delle varianti usando materiali diversi: strisce di giornale, fogli di alluminio, carta crespa, ritagli di stoffa…

Occorrente strisce alte 2-3 cm di cartoncino di varie lunghezze e colori foglio di cartoncino bianco o colorato stelline adesive colla vinilica

Occorrente 15 o 21 tappi di sughero decorati sul lato tondo un tappo più largo come base colla a caldo

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ARTE e MUSICA ARTE MUSICA

L’ALTEZZA DEI SUONI Un’altra caratteristica del suono è l’altezza. Un suono alto si chiama acuto, un suono basso si chiama grave.

Pensa ai personaggi delle storie che hai appena ascoltato: secondo te, chi di loro ha la voce più acuta?

Chi invece ha la voce più grave?

Più acuto o più grave? Cerchia in rosso i suoni acuti e in blu i suoni gravi.

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PRIMAVERA PRIMA VERA

ASCOLTO

NINO, TADDEO E LA PRIMAVERA Ridotto e adattato da H. Meunier - B. Chaud, Nino & Taddeo dipingono la primavera, Terre di mezzo Editore

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Segna con una X i personaggi di questa storia.

Nonna Primula

Alba, una bambina

Taddeo, un topo

Nino, un bambino

Nino, una talpa

Taddeo, uno scoiattolo

All’inizio della storia, Taddeo propone a Nino di… fare un bel picnic di primavera. andare a dipingere la primavera. guardare un film.

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PRIMAVERA PRIMAVERA

Nino risponde che… non riuscirà a osservare i colori perché ci vede poco. non vuole uscire perché ha freddo. non gli va perché i colori della primavera sono brutti.

Alla fine della storia, Nino e Taddeo... scappano via a causa della pioggia. non riescono a dipingere la primavera. si aiutano e fanno dei quadri bellissimi.

PARLO Tu hai mai aiutato un amico o un’amica a fare qualcosa? Oppure un amico o un’amica ha aiutato te? Racconta.

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ARTE e MUSICA ARTE MUSICA

I FIORI DI PRIMAVERA C’erano fiori dappertutto: sui balconi, sulle scale, sui pianerottoli… C’erano anche farfalle, di tutti i colori. I giorni di pioggia non erano mai tristi. Ovunque, risplendevano i colori brillanti dei fiori, e le farfalle, rosse e gialle. Neanche le notti erano buie, perché gli abitanti sognavano, e i loro sogni si alzavano nell'aria come farfalle colorate. Ridotto e adattato da E. Hasler - Š. Zavřel, La città dei fiori, © 2009 Bohem Press Italia

Questo brano è tratto da un racconto illustrato da Štepán Zavřel, un pittore e illustratore originario della Repubblica Ceca, che ha vinto molti premi per la letteratura per l’infanzia. Nella pagina accanto trovi un’illustrazione di Štepán Zavřel che rappresenta un giardino dei sogni.

COMPRENDO Che cosa osservi nell’illustrazione della pagina accanto? Secondo te, che cosa fa pensare che si tratta di una giornata di primavera? Segna con una X quali caratteristiche dell’illustrazione della pagina accanto fanno capire che è primavera.

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È in bianco e nero.

Il ghiaccio e la neve.

Le foglie marroni.

La farfalla colorata.

I fiori di tanti colori.

I colori chiari (rosa, azzurro, lilla…).


PRIMA PRIMAVERA ARTE eVERA ARTE MUSICA MUSICA

illustrazione di Š. Zavřel dal libro La città dei fiori di E. Hasler, ©2009 Bohem Press Italia

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PRIMAVERA PRIMA VERA ARTE AR TE e MUSICA MUS ICA

LABORATORIO DI FARFALLE Realizzate un giardino ideale per la vostra classe con delle farfalle di carta. Potete utilizzare ritagli di carta colorata oppure personalizzare la carta con gli acquerelli.

Procedimento Occorrente

1

fogli di carta quadrata, colorati o da colorare scovolini di ciniglia

2

Piega a fisarmonica il primo triangolo, poi fai lo stesso con l’altro.

3

4

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Piega il foglio a metà lungo una diagonale, per ottenere un triangolo.

Quando entrambi i fogli sono piegati a fisarmonica, uniscili al centro con uno scovolino, piegando poi le estremità per formare le antenne della farfalla.

Procedi nello stesso modo con un altro foglio di carta.

5

Ora allarga un po’ le pieghe e vedrai aprirsi le ali della tua bellissima farfalla!


PRIMA PRIMAVERA ARTE eVERA ARTE MUSICA MUSICA

LA DURATA DEI SUONI I suoni hanno anche una durata. Per dire se un suono dura molto o dura poco è necessario poter contare il tempo in cui percepisco quel suono.

Per dire quale tra due suoni dura di più, li puoi confrontare. Riproduci questi suoni con la voce o battendo le mani, poi segna con una X quale ha la durata maggiore.

Osserva i simboli, e riproduci i suoni della lunghezza giusta: suono corto

suono lungo

vocale A

fischio

In classe, sfidatevi a inventare e riprodurre sequenze di suoni lunghi e suoni corti.

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ESTATE

ASCOLTO

L’ESTATE DI VALENTINA Ridotto e adattato da Angelo Petrosino, L'estate di Valentina, Piemme

Ascolta la storia con attenzione.

COMPRENDO Segna con una X i personaggi di questa storia.

mamma

nonna

cugino di Valentina

nonno

All’inizio della storia, Valentina racconta che… bisogna insistere perché Luca faccia colazione. sia lei sia Luca saltano la colazione. a colazione lei mangia poco, Luca mangia molto.

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fratello di Valentina

papà


ESTATE

Tra una decina di giorni Valentina e Luca… andranno al mare con i nonni. andranno in campeggio in colonia. partiranno per le vacanze in famiglia.

Luca non vuole partire, ma… Valentina lo rassicura. la mamma lo sgrida. il papà gli fa una promessa.

PARLO Secondo te, che cosa ha promesso il papà a Luca? E come finirà il racconto?

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ESTATE

UN’ESTATE IN VERSI Ho l’estate tra le mani un’anguria a fette larghe Ho l’estate nelle gambe sfido il vento e corro via Ho l’estate sotto i piedi è sdraiata dappertutto Ho l’estate nella testa sogni lunghi e sere chiare Ho l’estate nella gola ha sapore di gelato

FELICITÀ Che c’è di più bello di un cielo un po' azzurro con nuvole gonfie di panna e di sogni? Che c’è di più bello di un albero pieno di frutti maturi dolcissimi e buoni? Che c’è di più bello di un prato, ma grande, per corse infinite da scoppia polmoni? Che c’è di più bello di un giorno d'estate col sole, in campagna? Non ha paragoni.

Giusi Quarenghi, E sulle case il cielo, Topipittori

Maria Vago, 101 Poesie e filastrocche, alcune bislacche, Larus

COMPRENDO

PARLO

Sottolinea gli elementi che sono riferiti all’estate nelle due poesie.

E tu? Pensa all’estate che sta arrivando e a che cosa ti piacerebbe fare. Poi parlane in classe con le tue compagne e i tuoi compagni.

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Alla Scoperta di Noi

t ola io t a G Il

LETTURA IMMERSIVA


Un gatto per amico Il Gattolaio è un signore che fa un lavoro fuori dal comune! Nel suo negozio puoi sentire odori davvero particolari: odore di crocchette di gatto, di borotalco e di pesce.

• Perché i gatti creati dal Gattolaio sono così speciali? di avere anche tu un negozio speciale: quali animali, oggetti • Immagina o persone vorresti creare? ............................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................... ...............................................................................................................................................................................................

• Immagina di essere nel tuo negozio. Quali odori e profumi si sentono? ............................................................................................................................................................................................... ............................................................................................................................................................................................... ...............................................................................................................................................................................................

ingredienti usi per la tua creazione? • Quali Completa la ricetta qui sotto. Per fare ………………….….........................………………… servono: • un pizzico di ................................................................................. • due cucchiai di .......................................................................... • una spolverata di ..................................................................... • ................................................................................................................. • ................................................................................................................. • .................................................................................................................


Un bambino entra nel negozio e con un disegno mostra al Gattolaio l’animale che desidera. Il Gattolaio si mette all’opera, ma quello che esce dal contenitore non è il gatto che il bambino desidera.

con attenzione il disegno alle pagine 182-183: quali emozioni • Osserva comunicano il bambino e il gatto? Che cosa te lo fa dire?

• Ora osserva con attenzione le espressioni dei personaggi alle pagine 184-185. Da fuori, l’espressione del viso del bambino è così:

Secondo te, dentro com’è?

la sagoma con parole, • Riempi disegni e colori per rappresentare le emozioni che il bambino prova quando vede il nuovo gatto.


Il bambino torna a casa triste e la mamma lo consola con un forte abbraccio. Ma il nuovo gatto l’ha seguito…

• Ecco come il nuovo gatto vede il bambino: È un bambino alto, ma non troppo, con le unghie né corte né lunghe, giuste per fare i grattini. Non profuma di crocchette, ma sa di latte e di prati. Negli occhi ha un po’ di tristezza, ma anche tanta voglia di giocare e di fare lunghi pisolini insieme. È un bambino proprio come voglio io!

il gatto guarda te: • Ora che cosa vede? Che cosa sente? Completa il testo qui sotto. È ………………………………………………….……….………………………………………., con le unghie ………………………………………………….……….………………………………………., giuste per ………………………………………………….……….……………………………………….. Non profuma di ………………………………………………….……….………………………………………., ma sa di ………………….…………………… e di ………………….……………………. Negli occhi ha un po’ di ………………….....……………, ma anche tanta voglia di ………….…...……….………… e di fare ………………………………………………….……….………………………………………. insieme. È ………………….....……………….....…………… proprio come voglio io! Tra il gatto e il bambino inizia un’amicizia speciale!

sono gli ingredienti fondamentali per l’amicizia? • Quali Prendete alcuni foglietti e su ognuno scrivete un ingrediente. Poi mettete i foglietti in una scatola. Pescate e leggete un ingrediente al giorno: usate questo ingrediente nelle vostre amicizie?


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