INDICE DELLA RI VISTA DI GIORN.ALI ITALIANI ED ES'f ERl
RIVISTA 01 CHIRURGIA GKNERALE. ·Oddl. - Le autoplasliche eulanee degli organi cavi addominali. 0,11111119•. - Leltraden der praktischen Kriegsehlrurgie .
Pag.
55
56
RIVISTA DI OCULISTICA. f!lltot. - SuJ modo come viene praticata l'operaziom1 del Couchlng nel Sud-India
5i
RIVISTA DI MALATTIE VIE!'iER!E E DELLA PELLE. Harriaon. - Il 61acogeoo nella gonorrea
58
RIVISTA DI MEl)lCINA LEGALE. «:harpentler. - Alien~ziooe mentale e crlminalilà
59
RIVISTA OIBL.IOGRAFlCA. · ·1ru111ch e Schlttenhelm. - Tratl3to sui metodi di ricerca clinica per studenti e medici . De Carolls. - Manuale-prontuario per il metodo pra11co . <l.usllg. - lllalattle lnlelti•e dell'uomo e degli ammali
6t lii 61
CONGRESSI. A proposito di psichiatria coloniale
61
VARI ETÀ. •Occupulooi per convalescenti o malati lievi negli ospedali militari
63
NOTIZIE. Ufficiall medici liberi docenti . . . . . . <:orso pratico di perfeziooameiito in medicina legale. PER IL LIBRO D'ORO DEL CO RPO SANITARIO MILITARE
.
66 66
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C'iECROLOGIO. Andrea Solis
7i
CONFERENZE SCIENTIFICHE D&GLI OSPEDALI 11111,lT.\RI
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MOVllutNTI AVVENUTI NEI, CORPO SANITARIO E NEL PERSONALE FAR~ACEUTIGO
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Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz. del II Giornale di medicina mllltara 11 \"14 XX $HTTlUIIIIIK, P H A'l7.0 DCL ldlNUTIWO OKLLA OURKIIA
lxsauoo PlETBO, tenente generale medico. -
Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fuoile it aliano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi eperimenta.Ji, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipogr&.fi&). - Roma, 1003. (Vendibile preuo la Tip Voghera)L. , lo. ID. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra oon 112 figure i.n tercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile preaao la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . . . . • . . . . . . . . • . . . . 1 8 . t ~ mslilore. - Risultati ottenuti dallo r.poglio dei fogli eanitarl delle ola.i 1859-1883; aue volumi iD 4° .eon atlante: ' , Voi. I (Dati antropologici ed etnologici) oon Atlante della geosr&fta antropologica dell' Italia. - Roma 1896 . . . . . . . • 18 Voi. Il (Dati demografici e biologici). - Roma, 1905 • e Buonio e S.oau. - Compendio di chirurgia di guerra oompllaio 1ulla atoria medioo-clùrurgioa della guerra di aec~one d'America. - Roma, 1888 , volumi, prezzo ridotto . . . . . . 1 6 IO Baa1u.BJ>O e BBEZZL - Lo egombero degli ammalati e feriti in guerrL :U.moria premiata al conoono Ribeti. Un volum.e di pag. 2'76 con molte 8gure e tavole grafiche. - Roma, 1906 . . . ., . . . , • • · . • I 60 C.u•ann. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel ooaooreo Riberi 1904.-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, lll<Mt. . • ·,; e ID. - Le malattie e gli infortuni nella vita militue. Memoria premiata al ooooOl'IIO Riberi 1906-1906. Un ,volume di! pag. ,ot OO'll't6vòiè' grallobe e'at.'i-, 1 atiche.- Roma, 1908 . . . . • . . . . . . . . ·•. ~ 1 , • . • • 1 · 8
r
GIORNALE DI
MEDIOIN A MILITARE Pubblicato dall' Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina militare, 1851-1884 Glornalo medico del Regio ENrcllo e della Regia Marina, 1880- 18G5 Glornaht medico del Regio Esercito ; 18G6- 1907
ANNO LXII -
1914 ~
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ROMA TIPOGRAFTA ENRICO VOGHERA
1914
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INDICE GENERALE DELLE MATERIE PER L'ANNO 1914 ...,
MH10RIE ORIGINALI.
·',li.''"
•I ,.1 1, H AlllBNTA A.NToNINO, capitano modico. -
Contributo sparimente.le allo studio • ,I della tubercolo~i r enale (con 2 flg.) Pag. 11,1 ,4j Buoo1ANTEl A1.ll'REDO, capitano medico. - Catarro primaveL"ile del19, conI ih giuntiva (continua) . , •, , rO•ts BucCIANTEl ALFREDO, cnpitano medico. - Catarro prim,.verile dalla cour11•1 giuntiva (continunzione e fine) . _i'I l 657 CBl:RONJ e GIORDANO. - Ricerche batterio,ogiche aul!a disinfezione delle I I I 11/ !) mani col m.-todo LiPrmann . r•-,., 1..71 CumoNI e GIORDANO. Nota sperimentale sulla legatura della vena ud cava inferiore per via endotoracica. ., I" 286 CoNSIGLJO PLACIDO, cupit,mo medico. L a medicina aociale nell'eaercito (continua) 321 CONSIGLIO P1-.i.cwo, capitano medico. - La men icina sociale nell'esercito (continuazione e fine) 441 C1.i.os1 R osouNo, capitano medico. - Il riflesso ombelico-vescicale. 691 Ds NAPOLI FERDINANDO, capitano medico. L'ope ra del medico i n 11T, .ti// /,. Libia a pro posito delle malattie ve nereo-sifi litiche e cutanee predomi''" " Jf 1 '''i'"'' 94 mmti nell'oasi di Tripo li e sue dipendenze. Dm BERNARDINJS VIRGINIO, capitano medico. - Oli armati di Zuara morti ·., 1 n 111 ' 1 e feriti ne lla g uerra di Libia '; ' • ·,a 484 FERRl!:RO DI CAVALLERLIWNE Lt:IGI, tenente generale medico. - La vac- ' l ' ,.., , I ~ cinazione a n titifìca nell'esercito e in L ibia . ' 1 li li 3 FUNAIOLI GAETANO, capitano medico. - Epill'88ie. considerata allo stato di nevrosi e di frenosi e nei suoi rapporti con le. medicina legale . 81 FUNAIOLI GAETANO, capitano medico. - Il crimin,.Joide n ell'esercito . 797 Gmxon, G1ov,unu, capito.no medico. - Quando devono eeser dimessi dai luoghi di cura i guariti di malattie infettive ?. OoD1 ÙDDONE, capitano medico. - D varicoce!e (con una tavola) , I . ,, I• 737 Rtn.i. SEBASTIANO, capite.no medico. L 'iperemia passiva alla Bier nelli, 1 ,•1 / <l cura delle adeniti e in a ltre affezioni chirurgiche , l'I , 181 Rend iconto statistico d elle operazioni chirurgiche eseguite negli stabili- :) , ·. 111 , ::;. menti sanitari militari nell'anno 1913 • . • ;, I., 1 957 BALIN~RI 8.1.LVATORB, maggiore medico. - Insegnamenti chirurgici rie~ vati dalle ultime guerre e specialmente rla q uella italo-tur<'a . 2'3
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!~DJ C E 1:E~H: RALE DE LLE ~[ATi•:Rrn 1'8 11 !.'A:-i:SO
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Soooou..NTI ToRQCTATO, ufficiale di comple me nto. - Appunt i sul servizio di gue rre p resta to noi ~[ontenog ro duranté la campllgna. bnlcl\nica, da.I• l'ambula nza 29 della Croce R os~a I tl\lia na . TERRA Aanau G ros&PPE, capitano merli~o. - Sulle ind ica zio ni de ll' intervento e s ul trntt-ame nto primi tivo dei traumi cranio-encefalici . Z !.NE'ITI GrovA.NNr, t ene nte mod ico. Sopra un nuovo tipo di soluzione iodica por il me todo Orossich e Soluzio ne iodobenzolica • Una solenne funzione nella sc uo la d 'applica zione rii sanità mil itare in memo ria d egli ufficial i medici cad uti in L i bia.
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689
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16 1
425
C:\ SUISTICA CLIKICA. AMBNTA ANTONINO, capitano med ico. - Un anno di ser vizio chirurgico nel 16° ospedalo d a campo in Uis urar,a BALLU NA E i,; ico, capitano med ico. - Un caso di lebbra a ll'os pl'd ale milit are p rincipale d i S1\\ ig l,an o (con 4 fi g uro ) CAo.UENl)O E R1uco, cnpita no medico. U n caso di diplopia m onoculare di na t ura isteriN1. . D E LLA Cm PPA ANGELO, capitano medico. - Sulla coesi~te nza di tumori d i vario. stru tturn ed indole induva t i nolln s t essa naric11 di una in for ma /con 4 figuro) . GAOOI A MA RIO, capitano medico. Note d i patologie. h bice. . P o nRu P IETRO, capita no modico - R elazio ni s ul fun7.i nnnmento dell'amb ulatorio ,w,d istir o istit uito n<'lla cittò. di Rodi dal l O novombro 19 I 2 a l J(} novc>m h r,' 1913 .
Pag.
280 349
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125
• l{ICEIWJrn rLJ ì\lCII I~ E DI LABOR1\TOl1JQ. A NNARATONE CAHLO, capitano m ed ico. - Le proteine dei lirp1idi or ganici MARENOO LO REN ZO, cupit nno m e dico. - L u sierodia ~nosi della silÌl ide second o i1 met odo di vo n D 11ngern TR t'FFI ETTORE, capitan o medico. Intorno al coside t to osteo ma muscolare (con 3 tavole). ZAo.NUTTLNt Pnr.Mo, capi tano metliro. - B revi note e ricer che r ig ua rdan ti il seg no d i B nbins ki e quello d i O ppen heim
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ICIE:'\I·: ~~ P.\TOLOGI.\ COLOi\1.\1.E. BA UA:,tO ARTUllO, capitano medico. - Un ascaro affe t,to da lebb!'a all'ospodale m ilitore territorinlo di Tripo li Dt: NAPOLI F f;n n1NANDO, ca pitnno mcdir o. - Le t igne noll'oasi di Tripo!i e la c nrn dei tig no!li in L ibia (con una tavo lo ) .SOl' RANO G1us1::PPE, capita no m odico. - Con, ributo allo s tudio d r ll' uk ora fogolleni ca dei paesi cnlcli, o piaga trop icale
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5 0S
INDICE G EN ERALE D~LLI, MATERU,: r1m L'ANNO 1914
3
RIVISTA DEI GIORNALI ITALIANI ED ~STERI. Rivista delln stampa medico-militare estl'ra Pag. 379, 617, 025, 706,760,840, 933, 09G RIVISTA MEDICA. Significato e cnra della febbbr" nella tubercolosi - We thered Pag. l2S I sintomi rivelatori dell'azot.imia - Weill. 217 Sull'albuminarin in casi di piccolo rene bianco - Jnmea. 218 Toracentesi senza aspirazione - Fenoglietto. 301 Sulla patogenesi dell'insolazione - Pint,scuda . • 389 Cura della tubercolosi polmonare con la tintura d'iodio ad alte dosi Boudreaux 526 Uni\ forma di policetemia finora non descritta Frie<lmann. 632 Nuove soluzioni fisiologiche - Schiassi 633 Glicosuria - Raie White. 715 La patologia e l'et,iologin dell'ulcera duodenale Wilkie 717 Sifilide e polso alternante - Dehon e H aitz . 717 Mezzo rapido per facilitare l'asepsi delle iniezioni ipodermicho T.oiset. 777 La funzione della milza con particolare riguardo all'e molisi ed alla anemia emolitil'a - Moffit. 850 Studio su alcuni rumori extrapolmonari che possono generare erro re nella diagnosi della tubercolosi polmonare - Hawes 851 La diRgnosi e la cura dell'ulcera gastrica duodenale - Einhom • 852 Un nuovo segno prognostico nelll\ tubercolosi polmonare. La reazione all'olio di croton - prof. A. Campani . 1004
•
RIVISTA SINTETICA. Itteri emolitici - Imperiali . Le forme cliniche dell'epatite suppurativa - Piroli Le mosche e le mala.ttie - T esti. Associazione fueo-spirillare in un caso di p,seudo-elefa.ntiasi dell'arto infe. riore einietro in un orobo (con 2 figure) -
Pag.
188 208
755
B e vaoqua.
764
Le moderne conoscenze sui leucociti a contenuto g rassoso, considerati come elementi semiologici -
Spadaro
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RIVISTA DI}NEVROPATOLOGIA. I sintomi dolle:-:_malRttie: ~del cervelletto e loro signifi<'a.to - Babinski o Toumay L'isterismo al Marocco e in particolare: r..elle truppe franco-marocchine - Blanc. TI dominio rispettivo della novropatologia e della psichiatria . Assistenm: negli alienati nelle colonie - Regie e Reboul Gli attacchi epilettici dei degeneroti - Halberstadt . La cito-architectonia della corteccia cerebrale nella evoluzione morfologica del! 'uomo - Morselli . 1•
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22() 302 r,27
•
634
•
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71R
4
INDICE GENU:RALE DELLE MATERIE P~~lt
1},\X NO
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Ricerche ematologiche nell'epilossia - Vidoni e Tanfani Sullo stato di mento de l soldato Augusto Ma.q etti - P Potrazzani od A. Saccozzi
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1005
RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA. Le ferlte dell'nddome prodotte dalle moderne armi di g uerrf\ - Snli1rnri Ricordi di Libia - Co.faro . Alcuni fatti di chirurgia di gue rra - Pascalis e Clarf\C . Krieg.s~hirurg i.sc he Erfo,hrungen i.i ber Pfeile al.s.Wudgea1;hos~" - Vulkruann Gunmischwammkomprossiunen gogon Schussblutungen. - Verner . Einige wichtige Grundaiitzo zur Behnndlung Sohusswunden - Grnser " Kirschner. Sc hi\nwertch-wundverbrmd bel Si,hus.q-Frnkturen. Die ersten krieg:svt1rletzungen im reservele.zarett B in Miinchen Krorko Das Frnnzosische Infanteriegeschoss - Wnlter _Die o rthopiidie im kri<>ge - Lange Fritz . S'e,t-on servi de be.lles dum-dum - R o~hard . Zur behandlung des tetanus mit subkutaneum magnosium injok tionen - Fe.lk I colpi do. fuoco dell'n,poflsi mastoide per a rmi da guerra - J. T oubert La diagnosi irnmediat<& della morte in tempo di guerra - M. D'lfo11uin Die hachenbruohsohoo di,itraktions-klamrnern zur b .... handlung von knoohen · verletznngen im falde'.- Schnée
Pa!I.
221
o ,.
303 635 1!04 85fì
»
857 858
•
859 1007 1007 1011
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1012 1012 » 1013 1014
RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE.
Lo autoplastiche cutanoc d egli organi cavi addominali -
Oddi I'a'). Leitfnden der pro.ktischen Kriegschirurgie - Oettingen Cura chirurgico. delle coliti croniche gravi - l\fothieu Sulla cura del gozw col metodo di Luton - Transini • Ceco mobile e suo conseguenze - Patry . ~ Un mezzo pratico per stabilire la prognosi di une narcosi - Schtnngc . I leucociti e. graoulnzioni grasse {osmio61i) e il loro valore semiologico in rapporto alle infezioni purolonti e e.ltr<" infezioni - Spadara . Tumore gae11oso alla base del collo - Duval • Tecnict< operativa delle. cecopessia {fissazione del cieco nl tendine d el piccolo psoas) - Duval • Conservazione dei rami superiori (fronto-pe.lpebrali) del facciale nella. estirpazione tota.le della. parotide, eccettuato il ce.nero. T ecnica operativa - Duval. Cura. delle fratture - Baccari . La laparotomia esplorative. è doverosa in ogni caso di forita de. orma da fuoco, con parec<'hi proie ttili in regioni limitrofe alla cavità addominale - Magni . Nuovo procedimento per la ricerca delle. pars operculnris del gyrus front,dis inferior <.:on speciale riguardo alla pratica chirurgica. - Marchesi . Gli aneurismi o lo ferite dei nervi in chirurgie. di guerra - Laurent .
•
55 66
120 223 304 390 391 528 636
720 721
722 723 779
INDJr.E GENF:IULI<: Di'.:I.LR MA'T'ERIF. l'l'.:I~ L'A~NO
HllJ:
Indicazioni della resezione intestinale nella cura radicale di alcune ernie Quém.i e Costllntini La torsione del cordone spermatico - Potzu Une grande ~implification dans l'obtention de" radiog raphies - Vaillant
5 Pag. •
779
80 l 1015
R I VISTA DI OTO-RINO-LARTNGOIATRIA. Atti della clinica oto-rino-laringoiotrica della R. ~iversitò di Roma Ferreri _ A proposito della sierodiagnosi nell'ozena - C'alrlera o Ga~gia La sezione di oto-rino-l&ringologi:1 nel R nmhnlotnrio ite.liano G. BacC'elli a T ripoli - Tonietti . Sulle alterazioni della sensibilità della laringe nelle lesioni del laringeo inferiore - Tonietti .
Pag. •
130
224 393 637
RIV1STA Dl OCULISTICA. Sul modo c0me viene praticata l'operazione rlel Couching nel Sud-India Elliot I colobomi dell'occhio - Beatson H ird. Le condizioni della visione nell'anisornetropia - Besso U tracoma diminuisce in Italia? - Leone Frequenza e natura delle malattie oftalmiche in Tripoli e nella Tripolitania, con particolare riguardo al tracoma - Pa.ssera . Nuovo disploscopio per la determinazione del Visus nella simuh,zione delle ambiopie - dott. A . T arducci
Pag.
&7
132 724
•
724 944.
•
1015
RIVISTA D I ANATOMIA E FISIOLOG[A NORMALE E PATOLOGICA. .\forte improvvisa da ipertrofia del timo - Rchoeppler . La digeribilità del latte - Gaucher . Gli effetti dell'alcool nella fatica in montagna - G. Galeotti . RIVISTA DI MALATfIE VENEREE E
Pag
729
9tG 1017
DELLA PELLE.
Il filacogeno nella gonorrea - Harrison. Osservazioni pratiche Rulla cura della blenorragie. - Franceschini Un nuovo metodo di diagnosi della sifilide. Reoziono dei sieri sifilitici col reattivo iodato di W. Landau - Landau Sui co.ei di morte dopo iniezioni introvenose di Salvarsan e Neosolvarean La reazione di Abderbalden neUe malattie mentali e nervose . Sette casi di lesione cerebrali in seguito a trattRmento con Salvordan o Neosalve.rsan . Il treponemi\ pallidum nella sifilide congenita ed il valore contro quel:StR del DioS8idie.mido-e.rsenobenzolo De Napoli Ferdinando, capitano medico . . Una nuove. forma di dermatosi osservata in Libia - E . Risicato, capitano medico. Sopra un caso di dermatomyasis muscoRa <la sarcophaga oockeri ossorvnto a Tripoli - De Napoli Ferdinando, capitano medico .
Pag.
58 640
•
726 780
•
86:l
•
9(7
1019 1021
•
1022
I:-. DIC~~ OR:.E:RA.LE: D8LLF: MA.TERIF. P ER 1,' ANNO
1914
RIVISTA DI MEDICINA LEGALE. Alienazione me ntale 9 criminnl itli - Chnrpentin . La s imulazione dello malattie menttlli - Schiifer . Ernia in rapporto alle mnlatt iA del lavoro - Tricomi Cons ide razioni p ratich e sulla pa togenes i e sulla prognosi delle n evrosi tra.umatiche - Ciampolini . LA condizioni preaenti delle dottrine lom brosiane - Morselli TdroCPle e infortunio - Gro.f Il fatto d e littuoso quale c riterio di responsabilit à - W etzel Della così detto. maschero. ecchimotica della facC'ia consecutiva a traumi tomco-o.ddominali - dottor Pietro Po.pan ti -P e lletie r . . L'ede ma o.uro-contusivo d egli operai assic urati - dottor Pietro PapantiPolletier .
P ag.
59 306 643
727 78 4 786 948 1023
•
1024
Coltura dei pla,;mod ii della mulo.rio. - B,.ss e J on ~ . Pag. Sopra un pnrassitll endocollulare produttore di spirochete trovato n ell e lesioni sifilitiche e nel san gue c ircolante duro.nte il periodo secon dario della sifilide - R oss . Le conoscenze odiorne noli"' rabbia e su a profilassi - Giliberti . Il colem asiatico e il s istema delle c inque profilassi - Giliborti Vaccino e vaccinazione contro il vaiuolo, con speciale rig uardo all>L tecnica - Giliborti. . Il latte n ei concetti moderni dell' ig ie n e - Gilibcrti I concetti moderni s ulla risorgonza e eu lla diffusione del tifo o sul s istema di pro6lassi - Giliborti . Tubercolosi e alcoolismo in ItRlia - Guerra Coppioli. I protozoi del c,mcro e la loro coltura - Boec. Metodo C'elere di coloraz ione dei bacilli tub?rcolo.ri n egli sputi e n elle sezion i al microtomo - Grosso. Con cezione attuale d e lla tubercolosi umana. Le tappe dolio bacillos i di K ooh nell'uomo - Be rnard Portatori orali dei bacilli tifici - Mondolfo
!38
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTE RIOLOGIA.
225
226 226
227 227 227 228 307 530 64G
728
RIVISTA D I TERAPIA F I SIC A
Pag.
13!)
Statistic a aorn mnrin d e lle c ause d olio morti avvenute nel R egno n ell'anno 1912. Par,.
228
La c ura ,lei geloni con la corre n te galvanica -
Chuiton.
RIVISTA DI STATISTICA MEDI CA.
RIVISTA TERAPEUTICA. Ln terapia n el 1913 - Caroot. La cura moderni< della tabe - Colline . L a ceraterapia - de Sandfort. Sul trattAmento d cll'iucontin()nza uottuma d ' 11ri11 n cun le ioiozioni p orineali di s ie ro - Cntier
Pag.
135
•
304 G2!l
•
tH2
lXDIOE Gi>:S:ERALE D&LU~ lfA'rERIE PER L'ANNO
1914
Su di un metodo col quale i farmaci possono essere mescolati col liquido cerebro-apinale - Ballance La cur~ delle uretriti acute nell'uomo con la soluzione glicero-picro-cianurica - Job L'elettricità nella cura abortiva della gonorrPa Virghi Rivista s intetica di terapia . Fatti e ragionamenti in terapia - Verney. Sul valore terapeutico dell'iodio allotropico - Fontnppiè La cura della. l~bbra. con iniezioni endovenose di iodoformio - Courtney
RIVISTA DI. ANATOMIA PATOLOGICA
7 Pag.
642 726
783 784
•
864 865
•
948
Pag.
394
RIVISTA BIBLIOGRAFICA Trattato sui metodi di ricerca clinica per studenti e medici - Brngsch e Scbittenheim . Pag. 61 Manuale-prontuario por il metodo pratico - De Carolis . 61 » Malattie infettive dell'uomo e negli animali - Lustig 61 Epistolario di guerra ( I 8 70-71) di un ufficiale medico bavarese - Schoeppier • 140 Le nevrosi traumatiche - lforselli . • 140 La febbre melitense (epidemiologia e profilassi / - Viganò. 141 A'llnali. Innovazioni nel dominio della farmacoterapia e delle farmacie Merck . 142 L'uomo alienato - Lombroso . • 229 Tecnica dell'esame clinico del sangue per gli studenti di medicina e per i » medici pratici - Pappenbeim 310 I metodi dell'imrnundiagnosi e dell'irnmunterapia e le loro applicazioni pratiche - Citron. 396 Kurzes Lehrbuch der Militlirhygiene - Hladik . » 396 Afoune note di psicologia infantile araba in relazione al disegno nei fan397 » ciulli - Ferrari. Versi e bozzetti storici - Nocelli. 399 531 Tumori del globo ooulare - Viterbi 646 La chirurgia dei vasi. Suture ed innesti - Nacciarone Sanitatstaktisches Handbuch - Wallenstorfer u Szarewski 730 Note ed osservazioni sulla chirurgia e sui chirurghi degli Stati Uniti d'A788 merica - De Vecchi . » 789 I primi soccorsi - Bajla . 866 Il radio e le eue applicazioni terapeutiche - Lipliawsky e Luogwitz 867 Trattato di dietetica - Sutherland Studi medicina tropicale . 868
• •
CONGRESS[ A proposito di psichiatria coloniale Le testimonianze giudiziarie dei militari che appartengono ai bat,taglioni d'Africa e ogli stabilimenti di pena - Jude I convegni delle Società. di antropologia, sociologia e diritto criminale Congre~so internazionale sulla vaccinazione Ancora del congresso sulla vaccinazione
Pag.
02
•
143 400 406 ff47
INDICE GP.!iF:RALE Dl, LLE MATERlE pgR L' A1'NO
1914
CONCORSI Programma tlel concorso al XIII premio Riberi di lire 20,000 Notificazione di conc"Orso per la n om ina di 36 tenénti medici nella R. marina. Notificazione di concorso p<>r la nomina di 30 sottotE>nenti m edici di complemento della R m a rina . Concorso ad un prE'mio di lire 300 o ad una menzione onore vole Programma del concorso al XIII premio Riberi di lire 20,000 Avviso di concorso . N otificazione di concorso per la nomina di 40 ten enti me dici della R marina .
Pag
144
3 10
•
4.0 532 648 648 731
VARIETÀ Occupazioni per convalescenti e malati lievi negli ospedali militari. Le nuovo veduti> nel problema dell'eredità e della formazione dei sessi La legge fondamentale d e ll'erediti\ - Mende l . S unto dei risultati delle analisi d i alcuni prepArati mfl~si recentE'men te in commercio L'autopsia di un radiologo - Gavazzeni e Minelli. Monumento g roC'o romano d e dicato ad E sculapio esistente nel museo d i Roma (Tripolitarua) . Medicina militare od educazione fisica - Consiglio
Pag.
• •
63 23 1 233 312 4 11
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869 870
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NOTIZIE. Ufficiali modici liberi docenti Corso pratico di pof8'1.ionamento in medicina lega.le Corso di perfezionamento in igie ne . La m edic ina. legalo e il diploma per l'esercizio medico professionale n e l progetto di riforma universitaria: • Società di medic ina legale di Roma • Premio d el secondo congresso medico internazionale per gl'infortuni d e l lavoro . R egolamento p e r un i,oncorso a premio istituito dalle. Cassa di risparmio di Milano per inco raggiamento agli studi sull'igiene e profìlasRi d E>!le prime vie del respiro e d egli ort•cchi . Libere docenze L 'inaugurazione d e l nuovo ospedale militare di Torino Une. nuova c a t tedra a ll' università. di Napoli . La libera d oconza d el capitano m edico Cestire Ba rile. li cinquantenu.rio d ella Croce Rossa . Le llbe ra d ocen ·1.a del capita.no medico Ferdinu.ndo D o Napoli
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PF.R IL LIBRO lJ'ORO DRL COR PO St\ NTTARIO MlT.IrARE.
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INDIC~ G~;:-11mAu: m,;t.LE ~LA'Trmn: 1·1m L'ANNO
Hll4
NECROLOGIO. Andrea Sotis . Santanera comn,. Giovanni Sappa comm. Domenico . Michelangelo Rizzo . . . Prof. comm Alessandro Pt1Squall' . Dott comm. Giuseppe Alv11ro Bianchi comm. Leopoldo . De Durante dott. Nicola . . Dott Alfredo Garofalo. Tenente medico Alfonso P riori . Pro(eseore Angelo Colli Tenente colonnello medico G iuseppe Farina .
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CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Pag. 73, 149. 230, 316, 416, 536, 661, 790, 873, 950, 1030 MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SANITARIO E NEL PERSONALE FARMACEUTICO Pag 74, 157, 238, 317, 418, 639, 664, 733, 791, 874, 951, 1031
M E M O RI E
O RI GIN ALI
LA VACCINAZIONE ANTITIFICA NELL'ESERCITO EIN LIBIA Per il tenente genera.le medico Ferrero di Cavallerleone, ispettore capo di sanità militare (I)
L'epidemiologia militare insegna come il tifo sia molto p iù facile ·a manifestarai nei campi militari che nella vita civile, malgrado le più rigorose norme di igiene e cli profilassi: le ragioni principali deb· bono ricercarsi nei disagi non lievi della guerra, nella grande difficoltà dello smaltimento dei prollotti di rifiuto dell'uomo, nei contatti più intimi per gli attendamenti, per la ]area diffusione dei germi data dagli insetti. Nelle guerre infatti purtroppo, come già ebbi a scrivere in una memoria (2), che oramai chiamerò preventiva, e in quelle coloniali sopratutto, vi è sempre a temere un nemico nascosto, il quale colpisce e miete vittime come, e talora anche più, delle arm i dei combattenti, e questo nPmico è rappresentato dalle malattie infettive, e prima fra queste dal!' infezione tifica, specialmente in Africa, che è da considerarsi come la patria di elezione della febbre tifoidea. Tntte le storie delle guerre passate stanno a dimostrare la dolorosa verità, e sono purtroppo ben eloquenti le statistiche anche di a lcune fra le più importanti e recenti, sia coutinentali i;he coloniali, deile altre nazioni, malgrado la più accurata organizzazione dei loro servizi sanitar i, che man mano si è venuta operando. Per il tifo si ha infatti: M,,rl,osita p. HIOO
Gnerra franco-prussiana . Guerra anglo-boera Guerra ispano-americana . Marocco occidentale Truppe inglesi .
Mortalità p. 1(1()()
11,1 93,1 151,5(, 21,07 192,65 14,6~1 168,43 21,13 37 massimo 10,4.
massimo
Durante il periodo di guerra, invero, nei campi non si può fare -troppo assegnamento sicuro sulle norme di profilassi e di igiene. Per (I) Coruunicllzione fatta. all'Accn<lomiu. medica di Roma nella sedutn doli' Il gonna.i<> 1914. non a.vendo potuto a.vero luogo '" sod uta dol 21 cli,·embre t!l13 , per la., qunle era st,atn sognntn. (2) La cli/eea contro il tifo ,~c/l'e~ercito e fo L ·1bict. - ~·uova A11tologfo, 1° otto: ,bro 1913.
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LA VACCINAZIO~E ANTITIFICA NELL'ESERCITO E rn LIBIA
quanto si voglia. essere meticolosi, per quanto si voglia essere previdenti e severi nel proporre e nel disporre, le contingenze di guerra,. le sue necessità. impellenti si impongono sempre a detrimento delle esigenze umanitarie. Mille e mille cause concorrono e si sovrappongono a rendere vana. tutta. la solerzia. dei medici e inattuabile l'applicazione dei loro precetti. È per questo che le vaccinazioni antitifiche a.llo scopo di rendere più resistenti a.li' infezione il soldato sono state accolte con entusiasmo nell'ambiente_ milita.re, e che il contributo alle rie;erche e alle osservazioni è stato dato quasi esclusivamente dai medici militari, i qua.li per primi le hanno applicate in pratica.: e la va.ccina.zione antititica non fu trattata nel Congresso internazionale di medicina in Londra dell'anno scorso se non nella sezione XX di medicina mili· tare e navale. I primi documenti statistici infatti:·di qualche importanza riguardanti il valore pratico della vaccinazione antitifica risalgono al 1900t nel quale anno il Wright, vero pioniere della vaccinazione, riferì i risultati ottenuti in Egitto e in Cipro e nell'armata inglese nelle Indie, dove furono vaccinati oltre 4000 uomini : confortati anche maggiormente dai successivi rapporti che si riferiscono a ulteriori vac-cinazioni nelle Indie ed in ispecial modo nella guerra. sud-africana raggiungendo la cifra di oltre 100.000, dalle quali il Wrigbt si riteneva autorizzato a dedurre:che la morbilità. e la mortalità. per tifo era stata ridotta di circa il 15 p . 100 in confronto dei non vaccinati. Ne susseguì però un periodo di due anni di a.ntiva.ccinazione per le critiche acerbe, cui avevano dato luogo i rapporti del Wright. Ma uu comitato inglese sorto per la lotta contro il tifo faceva riprenderein Inghilterra stessa la vaccinazione antitifica a titolo di studio spe· rimentale sotto la direzione del colonnello medico Leishman in diversi r eparti di truppa e in diverse regioni. E limitandomi a. quanto si è fatto negli eserciti, credo opportuno ricordare che la vaccinazione a.ntitifica è stata poi in seguito praticata. su larga. scala nella spedizione tedesca contro gli Herreros durante la campagna dal 1° gen· naio 1904 al 31 marzo 1907 : nell'esercito giapponese fu ini11iata nel 1908, nell'esercito americano nel 1909 e nell'esercito francese nel 1911, tra le truppe in Algeria e nel .Marocco, ovunque con ottimi risultati. I risultati ottenuti sopratutto in America e in Francia, quali avevo udito dal Russell nella IX Conferenza internazionale della. Croce rossa a Washington nel maggio 1912, alla quale presi parte come ~elegato del Governo it.aliano, e quelli resi di pubblica ragione da varii periodici in Francia per la vaccinazione nel Marocco, mi erano.
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LA VACOINAZIONE ANTITIFICA NELL ESER0ITO E IN LIBIA
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parsi veramente di speciale importanza. II.Russell aveva riferito che durante la. guerra. con la Spagna l'esercito americano era stato duramente colpito dal tifo, avendo avuto a. lamentare ben 20.738 casi con 1580 morti, e che a prevenire quindi le epidemie di tifo, la vaccinazione antitifica, facoltativa nel 1909, era stata resa obbligatoria. nel 1911 nella divisione di manovre del Texas, per le nuove reclute nel giugno 1911 e per tutta l'armata. nel settembre dello stesso anno. -Conseguenza di tali provvedimenti fu che nel corpo d'armata del Texas su 20.000 uomini si ebbero due soli casi lievi di tifo, mentre nella popolazione civile delle città. di Sau Antonio e Galveston, durante lo stesso periodo di tempo, l'epidemia aveva preso larga diffusione e ·che nel 1911 a San Antonio in uua guarnigione di 12.801 uomini si -verificò un solo caso di tifo, mentre nel 1898 nella stessa. località, oon un numero minore di truppa., si ebbero 26~3 ca.si di tifo con 248 morti. E così pure i risultati riferiti delle vaccinazioni praticate negli ultimi tempi nel Marocco erano veramente sorprendenti. È perciò che fin da.11' inizio della campagna libica, e prima ancora che si manifestassero i primi casi di tifo nelle truppe, io proponevo nel gennaio 1912, che qualche rnparto destinato a essere inviato in Libia fosse sottoposLo alla vaccinazione antitifica, e tale proposta ripetei più e più volte in prosieguo. Ma. purtroppo per esigenze di mobilitazione non fti concesso di praticare detta vaccinazione in Italia nelle truppe partenti per la nuova colouia. Dovetti perciò studiare il modo di applicare la vaccinazione nei luoghi stessi, dove si svolgeva. la guerra, problema di non facile soluzione sia per le condizioni forzatamente disagiate di vita e di ambiente del nostro soldato, sia specialmente per le reazioni locali e generali, che avrebbero potuto immobilizzare truppe, costrette invece a vigilare giorno e notte alle trincee, per prevenire e sventare le insidie di un nemico, maestro nell'arte delle continue sorprese, sia -ancora. per il pericolo della fase negativa, affermata da. molti autori. Mi si imponeva. quindi l'obbligo di procedere con la massima cau· tela in una questione di cosi grande importanza, che poteva influire nello stesso tempo sulle condizioni sanitarie delle truppe e sulla sorte -dei combattimenti, e m'ebbi in questo studio un aiuto più eh.e prezioso nel capitano medico prof. Memmo, il qua.le vi portò il contributo della sua larga coltura e dottrina n on comune nel campo della batteriologia. Prima questione da risolversi (1) era intanto la scelta del vaccino da impiegarsi. Nessuna malattia infettiva invero ba tanti vaccini al (l) Comunicazione al Congre880 internazionale di medicina in Londra, agosto llH3.
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LA VACOJNAZIOXE A:STITIFICA NELL ESEROlTO E IN LIBIA
suo attivo quanti ne ha il t ifo, e in Italia mancava. una larga prova. d i esperienze sulla loro efficacia e sul loro com portamento, perchè solo nel 1904 il prof. Sciavo ha eseguito esperimenti a Certaldo e Poggibonsi, e nel 1908, 12 limitate esperienze sono state praticate nella clinica del pro f. Ascoli, proseguite quindi dal prof. Moreschi. Astenendom i però dall'addentrarmi. in una disamina particolareggiata di questi diversi vaccini, perchè già parecchie esposizioni. complete ne furono fatto dfl. d iversi autori, e fra noi dal capitano medico Memmo nella sua Rivista sulla vaccinnzione aritfrolrric:a e s1illa vaccinazione antitiffra (1 ), e dal capitano medi co Grhoni nel suo uticolo la vaccinazione antitifit a (2 ), pregevolissimi lavori, cui rimanùo i.I lettore, dirò soltanto che mi limitai a prendere in ispeciale considerazione i vaccini che hanno fino ra una larghissima prova pratica e dei quali si eonosce qnindi in modo ampio la capn.cità vaccinale, e cioè il va<..:cino '\Vright-Leishman, il vaccino K olle-Pfeiffer e il vaccino polibacillare Vincent. Non bo creduto adottare il ,accino \Vrig ht-Leishman, per chè, sebbene esso sia di semplice preparazione, deter mina reazioni piuttosto sensibi li ; ed ho scelto im·ece il vaccino E:olle-Pfeiffer, che aveva dato su larga scnl1t gli ste,;si ott.imi risultati che qneJlo Wright-Leishman, e che è ngnA.le per la semplicità e perfezione delle particolarità tecni che nella preparazione, anche per chè e:;so veniva di g ià preparato dalla Direzione di sanità pubblica del R egno; per cui a,evo affidamento sicuro che la preparazione del medesimo sarebbe stata fatta con la massima diligenza e con la massima cnra e inappuntabile sott o ogni rapporto, data la m nestri11, ind iscutibile de l direttore dei laboratori i scientifici dello Stato, prof. Gosio, e dei suoi aiuti, fra i quali estemporaneo, appositamente comandato, il capitano me<lico prof. Grixon i, insegnante d i igiene nella Scuola di sa.uita militare. Richie,;i soltanto che il vaccino fosse preparato con lo stipite libico, perchè sebbene non si sia ancora concorJ i su q uali propri età debbono richieclersi da uno stipite tifico, perchè meglio corrisponda come , accino, seUJbra da recenti ricerche abbia uua cer ta importanza impiegare lo stipite dell'epidemia locale. :i\[a contemporaneamen te ho voluto che fosse preparato anche il vaccino bttcillare polivalente Yinnont, e ciò per più ragioni. I ntanto certamente la temperatura ha valore nella sterilizzazione dei vacci11i, perc hé si nonsiglia d i non superare i (ì()?, anzi li mitarsi (l) GiomalP. di medicina m ilitare, g,mnaio 1912. (2) Gicmale di medicina militare, s ettembre 1912.
LA VACCINAZIONE ANTlTIFICA NELL'ESERCITO E IN LIDIA
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ai 53°, come ormai è provato sufficiente ed adottato:quasi universalmente: quindi il procedimento del Vincent di uccidere i germi non con il calore, ma cou l'etere, sull'esempio dello Sciavo, lascia, per così dire, più intatte le proprietà antigene dei batterii. Inoltre dalle relazioni dei medici militari che seguivano le truppe in campagna e che curavano i malati .negli ospedali delle nuova colonia. o in quelli della madre patria, mi risultava che accanto a.i casi tipici. di infezione ebertiana, numerosi altri esistevano dovuti ai paratifi A e B, e che molte forme di itteri erano :aovnte ai paratifi, come ho potuto poi personalmente constatare. Quindi il vaccino polibacillare Vincent si poteva meglio prestare, perchè in esso venivano compresi anche i paratifi. A e B, oltre l'a.ggiunt11, agli altri stipiti del b. tifico libico, come avevo già stabilito per il vaccino Kolle-Pfeiffer. Ho dato la preferen:i:a al vaccino bacillare Vincent e non agli autolizzati, perchè parmi la. preparazione di essi sia molto luuga e il dosaggio più difficile, per l'incostanza evidente che si ha nella ricchezza in estr atti bacillari per l'autolisi spontanea a seconda della preparazione del vaccino: e inoltre gli autolizzati, secondo è indicato dall'autore, richiedono un numero maggiore di vaccinazioni , mentre l'ideale per gli esercit i è di ridurre al minimo il numero delle vaccinazioni stesse. Discussi anche meco stesso se non fosse stato il caso di adottare il vaccino dell'Ascoli e praticare la. vaccinazione con la iniezione endovenosa, come egli opera nel suo I stituto; inqnantochè basterebbe con il metodo endovenoso una sola iniezione, tanto piì1 che il prof. Ascoli mi aveva. assicurato che era. minima la. reazione, e la. splendida relazione sulla vaccinazione a.ntitifìca. pr<'sentata dal Moreschi stesso (1) al XXIll Congresso di medicina interna, testè tenutosi in questa città, mi ci renderebbe anche più proclive. Ma non ritenni conveniente l'indicare simile modo <li vaccinazione, sia perchè avrebbe dovuto essere praticata in condizioni tutto a ffatto speciali e da ufficia.li in parte di complemento, i quali potevano anche difettare della sufficiente preparazione e abilità tecnica, sia. perchè avrebbe richiesto certamente un tempo assai maggiore che non la semplice iniezione sottocutanea, e sia infine perchè di indole molto più delicata. ***
Una seconda questione da r isolvere era queHa delle dosi di vaceino da. inocula.re, con le quali sono legati in diretto rapporto i fe. nomeni reattivi, esclusa naturalmente la sensibilità.~ individuale. (l) MoR-sscm. - Vaccinazione at1titi/ìca. - Relaziono presentata nl XXIII Congresso d i medicina interna. Roma, 20-23 d icembre 1913.
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LA VACCI~AZIONE ANT1TIJ1'IOA. N ELL'ESER CITO E IN LIBIA
Sebbene non siano mancati i tentativi per diminuire la tossicità. dei vaccini senza danneggiare le proprietà immunizzanti, tuttavia non è possibile escludere del tutto i fenomeni tossici collaterali, come lo ha ancora ultimamente dimostrato cou i suoi esperimenti il professor Tiberti (1), tanto che dalla maggior parte degli autori si ritiene che l'azione antigena del vaccino sia indivisibile, anzi in corTispondenza diretta dell'azione termogena del medesimo. Inoltre la larga esperienza fatta presso gli eserciti coloniali ha dimostrato che le reazioni locali e generali nei ,accinati variano a seconda che l'inoculazione si fa in climi temperati o in climi caldi, in individui mantenuti a riposo o sottoposti a fatiche e disagi. Per queste ragioni, avendo il più grande degli interessi a rendere le reazioni meno sensibili che fosse possibile, pur couservaudo la potenzialità della vaccinazione, poichè il diminuire ]a quantità. del prodotto bacillare è garanzia sicura di minore reazione, ho ritenuto opportuno accertarmi se fosse possibile diminnire le dosi dei vaccini, di cui avevo intenzione servirmi, e cominciai a stabilira per il vaccino Kolle-Pfeiffer le dosi di 1/2, 1 e 2 anse normali rispettivamente per il 1°, 2n e 3° vacci no, e per q nello del Vincen t le dosi di 0,40 d i ansa normale per il 1° vaccino, 0,90 per il 2° e 1,20 per il 3". Con queste dosi ridotte iniziai una serie di ricerche - dirò così sperimentali - fatte contemporanea.mente sugli animali e nell'uomo <lal capitano medico prof. Grixoni in serie limitata, ma abbastanza. probante, per accertare se dopo l'inoculazione si determinasse e in quale misura il potere agglutinante nel siero del sangue, ritenendo questo, se non un indice assoluto, certamente di molto valore per autorizzare a giudicare dell'immunizzazione dell'organismo. Le ricerche sugli animali furono eseguite dal capitR.no Grixoni presso i laboratori della direzione della sanità pubblica e hanno provato in modo non dubbio la capacità dei vaccini, alle dosi stabilite, di produrre nel sangue delle cavie inoculate delle agglutinine. La quant ità di tali anticorpi fu sempre in ragione diretta della i nocula11;ioni praticate e quindi della quantità di vaccino introdotto. Il dosaggio però fece rilevare differenze notevoli con lo stesso varcino e con le identiche dosi fra animale ed animale, lasciati in condizioni eguali. Il titolo agg lutinante del siero negli animali vaccina.ti con il vaccino Pfeiffer-Kolle oscillò da 1:1200 a 1:500: con il vaccino Vincent da 1:1500 a 1:300. ( l ) R icerche sperimmtali intomo alla vaccùlazwne antitifica. 17 dicem bre 19 13.
• Lo Sperimonta!E,-.,
LA VACCINAZIONE ANTITIFICA ::ì'ELL'ESERCITO E IN LIBIA
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Le ricerche nell'uomo vennero pure fatte dal capitano Grixoni, esaminando il sangue degli individui che furono vaccinati dal capita.no medico prof. Ma:n-iotti-Bianchi con le suddette dosi nell'ospedale militare del Celio. Prescelsi a. questo scopo, come era naturale, gli infermieri addetti al riparto tifosi, nel quale in quel momento si trovavano ricovera.ti una ventina di malati in atto, già sorretto in ciò innanzi a.Ila mia coscienza. dalla convinzione che facevo così opera pl'(lfìla.ttica e vantaggiosa. per loro, coonestata. poi in modo assoluto dall'avervi aderito spontaneamente tutti gli infermieri . .Le oscillazioni del titolo agglutinante riscontrato nel siero degli individui vaccinati sono stati maggiori che negli animali. Negli individui vaccinati con H vaccino Kolle-Pfeiffer e che avevano subito la serie completa delle tre vaccina.zioni, la quantità delle ag· glutinine dosa.bili in vitro (10-12 giorni dopo la 3:i vaccinazione) non fu in alcuni superiore ad 1:300, in altri raggiunse 1:1500. Negli individui vaccinati con i l vaccino Vincent le ricerche furono fatt,e solo dopo l'inoculazione del 1° vaccino : la media del titolo agglutinante fu di 1:450, 110n superò l' 1:GOO: in uno fu di 1:50. Non fu rilevato 11.lcu11 potere 1:1gglntinante verso il paratifo A, uè quello B, ma, come ho detto, gli esami furono fatti dopo la 1& vacciMzione e non dopo 111. serie completa. *** L'esperimento fatto della ,accinazione sugli inf,:irmieri nel reparto tifosi ebbe inoltre un altro scopo, quello cioè di valutare, per quanto limitatamente, il valore maggiore o minore della così detta. fase negatil:a, cui si attribuiva tuttora grande importanza da molti autori al principio del 1912, rag ione per cui mi ero iudotto anche maggiormente a diminuire le dosi essendone stati asseriti al riguardo i vantaggi da va.lenti esperimentatori, soprat utto da Bassenge e .Rimpeau. ** * Per ultimo una modifìcazioue, ohe ho creduto apportare nella preparazione dei vaccini, è stata l'adozione di fial ette, contenenti ciascuna. una dose di sostanza attiva vaccinante in 1 cc. di soluzione fisiologica di cloruro di sodio. Per l'uso in campagna non mi pare infatti molto opportuno valersi, come si fa presso altre nazioui, di fiale di capacità varia. (5-20 cc. di soluzione da inietta.re) dalle quali prelevare caso per caso la quantità necessaria per g uella determinata serie di vaccinazioni, g iacchè il pericolo di inquinamento è molto
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LA VACCINAZIONE ANTITIFICA ::-IF:LL'ESEROITO E IN LlBIA
facile, e perchè, per quanto accurato sia il rimescolamento prima dell'uso del contenuto della fiala, non si riesce-se non in modo molto incompleto a ottenere una distribuzione uniforme dei bacilli, che naturalmente sono andati a raccogliersi nel fondo. Siccome _i corpi dei baclili nccisi costituiscono Ja parte attiva in massima parte, è ovvio inte ndere gli inconvenienti e i danni d i una così incerta ed aleatoria ri partizione del principio i~mnnizzante. Le fialette dei diversi vaccini erano diversamente contrasegnate e per mag-g iore garanzia raccolte in astucci diversi in ragione della qualità del vaccino che contenevano. Anche questo sistema parve più semplice e più. pratico di quell'altro coninnement,e adottato che prepara un solo vaccino, il quale viene poi usato in dose varia, secondo che si tratti di in, 2a o rin vaccinazione. La modificazione da me adott.ata metteva al riparo da errori facil i ad avverarsi, quando le occupazioni del medico sono molteplici e p-ravi, come avYiene appunto in campagna ed evitava gli inquinamenti e g li altri i neon venienti ricordati. La preparazione delle nostre fiale era fatta in modo, che ognuna di esf;e conteneva in 1 cc. di veicolo 1/2 ansa, 1 o 2 anse normali per il n ccino Kollo-Pfei.tfer e le dos:i stabilite per il vaccino V incent. Al vaccino Kolle PfeiJì'er veniva aggiunto il fenol o per ga,rantirue la conservazione : per il vaccino Vincent, preparc1.to all'Istituto sierot erapico.. milanese, fu aggiunto il te11urito·rivelatore Gosio, come indice d i sterilità.
** *
Stabilite così le preparazioni dei vaccini, che ritenevo più adatte, assicurate sperimentalmente le dosi, che valessero a rendere meno sensibili le reazioni locali e generali, riconosciuto che il timore di una fase negativa era per lo meno di molto esagerato, dietrc, autorizzn.zione delle superiori autorità, ho iniziato personalmente nell'agosto 1912 in Tripoli la vaccinazione antitifica, che fu poi proseguita sn larga scala e praticata negli altri presidi. Come zone di inoculazioni furono consigliate le regioni i pocondriche o le sopramammillari, dando ]a preferenza a queste ultime, ma all'indietro dell a linea corrispondente al passaggio delle corregge dello zaino. Non si ritenue opportuno nei nostri soldati, che erano in p iena efficienza di g uerra, pril.ticare la vaccinazione nè nella regione sottoclavicolare, nò iu quella dorsale e deltoidea., come è prescritto in Francia e in Germania, perchè il porto dello zaino sarebbe stato più malagevole e uon e!,ente n eppure dal pericolo di suscitare irri tazi oni e infiammazioni, e i movimenti del braccio avrebbero po-
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tuto essere talvolta limitati. Di più io ritengo che è sempre beue che il soldato veda ove e come si pratica su di lui trna vaccinazione, per l'effetto morale che ne deriva. ' ~ Furono, inoltre, impartite le seguenti istruzioni: L'ora più propizia per la vaccinazione è quella del pomeriggio, verso le ore 16, perchè così la reazione potrà avvenire nella notte ed essere quasi inavvertita. La disinfezione della ente potrà essere fatta semplicemente anche con la tintura di iodio, e la sterilizzazione della siringa con l'ebollizione e con la soluzione di acido fenico (2-3 p. 100), mai col sublimato. Il riposo del vaccinato è necessario solo nel periodo di reazione fobbri le. Tutti gli individui vuccinati dovranno essere tenuti sotto speciale sorveglianza, esaminati ripetutamente in ispecie nelle prime 48 ore susseguenti all'iniezione e, se possibile, sarà opportuno prenderne anche la temperatura. ** * Distinguerò le vaccinazioni eseguite in LilJia iu due periodi, il primo dal settembre 1912 al giugno 1913 e il secondo dal giugno 1913 al dicembre 1913: perchè nel primo periodo sono stati impiegat.i il vaccino Kolle-Pfeiffer e il vaccino bacillare polivalente Vincent, onde avere elementi di studio e di paragone fra essi: e nel secoildo periodo è stato impiegato quasi esclusivamente il vaccino Vincent. Le vaccinazioni eseguite nel primo periodo (settembre 1912-giugno 1913) sono state nel numero di 16.Hll fl precisamente: Con vaccmo Kolle-Pfeiffer Con vaccino poli ba.ciliare Vincent.
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i• l'arr. "" 3' ,ace.
1860 473G 66!.JG
1759 3Gn8 5427
963 3105
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Sopra un gruppo di G316 vaccinati sono state a c.;uratamente se-
guite le reazioni generali. Le reazioni sono state distinte in reazioni nulle, quelle cioè nelle quali non si è verificato alcun disturbo, nè alcuna elevazione della tempera.tura: 1·eazioni medie, nelle quali vi è stata elevazione della temperatura per ~4-48 ore tra 34° e 38'' 5: i·ea.zioni gravi, nelle quali la temperatura ha superato i ,mo 5 ed è stata accompagnata talora da disturbi generali, cefalea, vomito. Nel seguente specchio sono riportate le percentuali delle reazioni generali: 1n vaccinazione 2a vaccinazione 3a vaccinazione .
Con vaccino Kollc-Pfeilrer R. nulla R media R. grave
C.:on vaccino iJOlibacillare Vi ncent ti. mP,lìa Il. g r a1·e Il. nulla
72,20 70,42 81,24
29,40 44.98 64,0o
27,30 27,3 18,52
0,5 1,09 0,24
65,18 52,46 35,07
5,33 2,56 0,9
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LA VAOCIXAZIONE ANTITIFICA NELL' ESERCITO B IN LIBIA
Le reazioni sono state di massima progressivamente decrescenti nelle tre vaccinazioni, ma non è stata questa la regola generale, perchè qualche volta la 2:i reazione è stata superiore alla l'\ Le reazioni verifica.tesi con il vaccino Kolle-Pfeiffer corrispondono nelle percentuali quasi esattamente a quelle riferite dal Russell per gli Stati Uniti. Le reazioni con il vaccino polibacillare Vincent. sono state superiori a quelle verificatesi con il vaccino Kolle-Pf'eiffer, ml\ ciò ritengo anch'io sia molto probabilmente dovuto alla. presenza nel vaccino dei paratifi A e B, i quali, come ha riferito il colonnello Vinc@t, risvegliano più spesso reazioni loca.li e generali che non i vaccini monovalenti tifici. Ricorderò che in un caso per errore fu iniettato direttamente il 3° vaccino e in un'altro fu omessa 1a.:2a vaccinazione : si ebbero violente reazioni generali con ipertermia, la quale cessò solo dopo quattro giorni, fortunatamente però senza_.alcuna conseguenza. A spiegazione ùelle reazioni generali più intense che si osservarono nei nostri vaccinati in paragone di quelle riferite nelle relazioni francesi debbo però aggiungere che dopo la vaccinazione non furono di regola propinati gli antipiretici consigliati dal Vincent. D'altra parte se riferiamo ques~e re11.zioni alquanto intense a quelle osservate assai leggere nei primi individui vaccinati presso l'ospedale militare di Roma, ne dobbiamo forse indurre che queste reazioni possono trovare la ragione del grado maggiore nelle condizioni speciali individuali e <li ambiente degli individui sottoposti a vaccinazione, a seconda cioè essi sono in condizioni di riposo e di vita normale oppure in condizioni di eccessiva. fatica. Ciò fu anche dimostrato ultimamente per le vaccinazioni antitifìche praticate nell'esercito spagnuolo in Madrid e :Malaga (1), nelle quali le reazioni generali si manifestarono di regola più intense negli iu• dividni vaccinati durante il periodo delle manovre, nei campi che non in quelli vaccinati in guarnigione, nella calma del quartiere. E poichè mi era stato riferito dalla Libia che le reazioni generali con il vaccino Vincent erano state".troppo vive anche con le dosi già ridotte e obbligarono ad esonerare.dal servizio i vaccinati per 2-3 giorni e rendevano male accetta ai soldati la vaccinazione stessa, danno questo gravissimo, perchè la vaccinazione era lasciata volontaria e non imposta obbligatoria, mi risolsi a ridurre ancora le dosi stesse rispetti va.mente a 0/lO, 0,65, 1,05 di ansa per i tre vaccini. ( I ) C. GIL. -
Rivista de Sanidad militar, n. 23 e 24, 1913.
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LA V ACCINAZI ONE ANTITIFICA NELL'ESERCITO E I:-1 LIBIA
Circa i risultati dai dati ottenuti si ha: Dopo 1'1 vaccinazione (6696 uomini) : casi di tifo 9, morti 3 morbosità. p. 1000 1,34, mortalità: per 1000 0,4 ; Dopo 2" vaccinazione (6427 uomini) : casi di tifo 9, morti (1 morbosità p. 1000 1,65, mortalità p. 1000 O; Dopo 3m vaccinazione (4068 uomini): casi di tifo 2, morti O morbosità p. 1000 0,49, mortalità p. 1000 O. E distinguendo fra il vaccino Kolle-Pfeiffer e il vaccino Vincent si ha.: Dopo 1• vaccinazione Dopo i• 1 arcinai.ione Dopo 3• vaceioazlonc morbo•ila morlalilà morhO$I I/\ mortal,ta mvrhosila mortalita p. 1000
p. t OOO
p, IO/IO
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p, 11100
p, 1000
Vaccino Kolle-Pfeiffer 1,63 0,5 2,8 O 1,04 O Vaccino Viucent 1,27 0,4 1.09 O 0,3 O Di fronte a. queste cifre abbiamo che nei vari presidi della Libia. duran te lo stesso periodo di tempo (vale a cl ire dall'inizio della vaccinazione (settembre 1912) a tutto giugno 1918-) la morbosità totale per tifo è stata del 35,3 p. 1000 di forza e la mortalità del 7,1 p. 1000 della forza. totale. Paragonando quindi la morbosità e la mortalità fra. i vaccinati e i non vaccinati abbiamo : Morbosità p. t OOO Mortalità p. 1000
Non nei vaccinati. Nei vaccinati con vaccino Kolle-Pfeiffer . Nei vaccinati con vaccino Vincent .
35,3 7,1 1,04 o o 0,3 I risulta.ti sono sta.ti quindi migliori con il vaccino polibacilla.re Vincent, e anche nei r iguardi delle forme infettive intestinali, paratifi e itteri. Infatti tra i vaccinati si sono avute le seguenti proporzioni di morbosità per mille: Nei vaccina.ti con v. Kolle-Pfeiffer Nei vaccina.ti con vaccino Vincent
Dopo I• vacc.
Uopo i' vacc.
Dopo 3' ,,are.
10,7 4,4
6,9 2,7
7,2 0,3
*** Nel 2• periodo (giugno 1913~icembre 1913) il numero delle vaccinazioni eseguite è stato di 11.703 e precisamente : 1 m vaccinazione . 4360 23 vaccinazione . 3847 3a vaccinazione . 3-196 Le reazioni loca.li e generali hanno decorso di massima come nel primo periodo, e in genere la 2a vaccinazione, come è riconosciuta da tutti gli autori, dà minori reazioni, e meno ancora ne dà la. sa. Ma.
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LA VACC'JNAZIOl\'E ANTJTI.FICA l\'ELL'E,.;t::RCITO E I N LIBU.
010 si avvera soltanto quando le vaccinazioni sono fatte a intervalli di tempo regolari, cioè di 7 o 10 giorni tra l'una e l'altra.. Si è infatti osservato a 'l'obruk, ove le vaccinazioni sono state eseguite dal maggiore medico cav. Mauri con la massima diligenza e con vera abnegazione, che quando la 2'l e la 3" vaccinazione si fanno a intervA.lli di tempo molto maggiori dopo la l" (ritardo imposto da imprescindi bili necessità di guerra), queste vaccinazjoni dànno nuovamente una reazione più forte, anzi talora una grave reazione. Circa i risultati ottenuti, distinguerò la Cirenaica dalla Tripolitania. Nella Tripolitania sono state eseguite in questo 2° periodo 12~15 ,accinazioni nei presidi di Tripoli, Zuara, H oms, e 10108 nella Cirenaica nei presidi di Bengasi, Derna, Tobruk cosi distinte:
Tripolitania Cirenaica
t• ,ac,·i11;:1zione
! 1 \·accina1.ione
578
399
3782
3448
a• vaccina1.ione 318 3178
Dai dati finora pervenuti e rigorosamPnte accertati (poichè la sieroreazione, come è naturale, non può dare alcun aiuto alla diagnosi, nè l'emocoltura nei primi giorni è possibile nelle infermerie distaccate dA.i presidii principali) non si sarebbe verificato nella Tripolitania alcun caso di febbre tifoide negli individui che subirono le tre vaccinazioni, e nella Cirenaica si avrebbe avuto una morbosità del 0,29 p. 1000 e nna mortalità di zero. Se si mettono in paragone con la morbosità e mortalità per tifo per mille uomini di forza verificatesi nei non vaccinati nello ste;;so periodo di t,empo si avrebbe: Nei non vaccinati Tripoli t,Ln ia Xei vaccinati. Cirenaica
Nei non vaccinati Nei vaccinati
Morhoiila
M~rlalila
1,9
0,2
o
o
Morbosita
M()1 lali1a
6,6
1,7
0,29
o
In questo secondo periodo, come si rileva dalle uifre i risultati sono più favorevoli, specie per la Tripolitania, e questo si deve attribuire a che le condizioni igieniche delle località nelle q uali la vaccinazione è stata praticata sono notevolmente migliorate sotto tutti i rapporti. l\Ia ancora purtroppo, se noi prendiamo .Je cifre di morbosità e di mortalità nelle truppe che do,ettero operare nelle regioni interne della Cirenaica, da Apollonia a Ci rene, con marci e lunghe e faticosissime, senz11. giacigli, con difetto talora di acq na., noi abbiamo pur sempre una media nel mese di agosto mm di 9 p. 1000.di morbo;;ità e di 2,7 p. 1000 di mortalità.
1,A VACCINAZIONE ANTITTFICA NELL'ESERCITO E IN LIDtA
L-,
E ripeterò qui quello che ho già scritto nella prima memoria, che cioè dai risulta.ti favorevoli delle vaccinazioni antitifi che si fa tanto maggiore il rimpianto che anche in questa nostra campagna della. Libia. si sia dovuto pagare ancora un cosi largo contributo di vittime alla febbre tifoidea e alle malatt.ie epidemiche contagiose; e il rimpianto è tanto maggiore per l'appunto, perchè si ha rag ione di ritenere che se fosse stato possibile far praticare la vacci uazione antitifica fin dall'inizio della campagne., e con la. intensità voluta e dovuta, si sarebbero potuto risparmiare tante perdite e tanti dolori. Le cifre di morbosità e di mortalità per tifo nei non vaccinati possono anche colpire dolorosa.mente il Paese. Ma qualora esse si paragonino con quelle già surriferite delle altre g uerre consimi li, l'impressione dolorosa. può fortunatamen te cambiarsi in conforto, poichè risulta evidente al paragone quante, vittime sono pure state risparmiate con la. buona organizzazione del servizio sanitario e non meno colle mille cure, dalle quali fnrono circondati i nostri soldati, specialmente per quanto riguarda l'acqua e il vitto. È da. augurarsi in ogni modo che vinte le prime naturali diffidenze - che non sono sta.te nè lievi, nè poche - ' i militari chiedano spontaneamente di essere immunizzati, in attesa di poter dichiarare obbliga· toria la vaccinazione antiti fica, il cui valore si è affermato anche maggiormente nel Congresso Internazionale di medicina in Londra, tenutosi nell'agosto Ul13.
** * In quel Congresso la questione della vaccinazione antitifica negli eserciti è stata largamente trattata nella XXII Sezione (medicina navale e mii i ts.rl'l ). Sir William Leishman, colonnello medico dell'esercito inglese, uno degli iniziatori, si può dire, insieme con il Wright, della vaccinazione antitifica, ha riferito sulla. profilassi autiti.fica applicata nell'esercito inglese. Dopo aver descritto la. preparazione, la tecnica ed il modo di inoculazione del vaccino ha dimostrato la rapida discesa della morbosità per tifo nelle truppe inglesi nelle Indie, tenendo conto naturalmente delle migliora.te cc,ndizioni igieniche, dei progressi nell'accertamento rapido della malattia, della scoperta e dell'isolamento dei portatori di germi. Da. una morbosità. del 36,3 p. 1000 che si aveva nel l SGS si è discesi progressivamente e.ll'S, al 4,1 e a.11'1,7 nel 1912. Il comitato per la. lotta contro il tifo, del quale faceva parte il Leishman, concludeva e.11' unanimità che si doveva con ogni mezzo
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LA VACCINAZIONE A.N'l'll'IF!CA NELL 1ESEROIT0 E IN LlfHA
cercare di diffondere la pratica della vaccinazione antitifica nell'esercito, ove sarebbe desiderabile fosse resa generale e che si dovessero proseguire le ricerche su questo argomento di così alta. importanza. per le armate. Il Vincent, tenente colonnello medico dell'esercito francese, ha riferito sui risultati ottenuti nell'armata francese, per la quale, dopo i primi esperimenti fatti nel Marocco orientale nel 1911, il Ministero della guerra decideva nel 1912 che fosse applicata la vaccinazione antitifì ca a titolo facoltativo, e nel marzo 1913 prescriveva che i militari in servizio nel Dfarocco, nell'Alger ia e Tunisia fossero immunizzati contro la febbre tifoide. Un laboratorio speciale per la preparazione del vaccino è stato costruito nell'ospedale militare di Val de GrfLce : e il laboratorio fornisce il vaccino a~che per la popolazione civile. Il Viucent, ba riferito come in seguito ad infezioni accidentali di laboratorio si è potuto dimostrare che le iniezioni del tifo-vaccino non determinano alcuna predisposizione al tifo, ma dànno al C\1ntrario la possibilità. di proteggere anche quelli che sono in incubazione della malattia. Importanti sono stati i dati riportati dal Vincent. Il primo impiego del vacciuo è stato fatto nel· 1911 nel Marocco occidentale durante i me~i di agosto e settembre, quando i soldati erano molto affaticati per il clima e per le operazioni militari. Orbene mentre nei non vaccinati si è avuto il 64,97 di casi di tifo per mille nomini e 1'8,35 per mille di morti, nei vaccinati invece non si è verificato alcun caso, e anche 78 individui, che avevano avuto solo una parte delle iniezioni hanno potuto attraversare immuni la grave epidemia. Nell'armata in Francia, nel 1912, su 37.148 vaccinati non si è verificato alcun caso di tifo, mentre prima della vaccinazione antitifica, dal 905 al 900, la morbosità era ~stata del 3,67 per mille e la mortalità del 0,47. E nella grave epidemia di origine idrica nella popolazione civile e militare di A vignone non si è verificato nessun caso su 1366 vaccinati, mentre nei 687 uon vaccinati si sono avuti 155 casi di tifo e 22 morti. Nell'Algeria e Tunisia prima del 1912 la percentuale media di morbositi~ per tifo era del 11,32 per mille e la mortalità dell' 1,59 : su 10031 vaccinati invece non si è avuto che un solo caso di tifo lie~e in un individuo vaccinato con vaccino rli antica data. Nel Marocco orientale nessun caso di tifo si è verificato nei va.e· cinati, mentre nei non vaccinati la morbositii. è stata del 38,23 per mille e la mortalità del 5,51.
1
l,A VACUINAZIONE A~TITI FICA NE:LL ES€RCI1'0 é: ! ~ T.llllA
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B en piì1 grave è stata l'epidemia nel )la rocco occideniale : la mur· bosità ne i non vaccinati è stata del 168,7:S p. 1000 e la mortalità del 21 ,29 p. 1000 men tre nei vaccinati si è avuta unJt mor bosi tà del 0,19 e una. mortalità. del 0,09. Nell'armata. fran cese quindi nel 1912 per !-'ffetto della ,-accinazione a.ntitifica si può st.imare c he siano stati risparmiati 2101 casi di tifo e 2G6 morti. Il Russell, maggiore medico, ha riferito sulla vaccin azione an ti tifica nell'annata americana. Alla fine del 1909 era.no sta.ti vaccinati 1887 militc1.ri e n el 1!110 altri ln. 037: ma poi la vaccinazione è stata resa obbligatoria per g li ammessi al servizio militare, d i età inferiore ai 45 anni. La morbosità nella truppa del !:l,43 p. 1000 nel 1901 è !3Cesa a.I 0,2(; nel 1!)12 e la mortalità. dal 0,64 p. 1000 al 0,03. Nella marina la vaccinazione è stata resa obbligatoria nel 1912 : e tra i vaccinati si sarebbe avuto un solo caso cli febbre t ifoide.
*
** Nel Congresso di Londra gli ufficiali medici della R. manna ita· liana hanno riferito sulle vaccinazioni antitific he esegnite nei ma-
rinai della base navale di T obruk e negli allievi della à.ccaùemia navale di Livorno, ed io ho com nuicato i risultati ot,tenu ti nell'esercito, i qua.li se non per il nu mero di vaccinazioni eseguite, bensi pPr le con tingenze speciali nelle qnali esse furono fatte ha.uno certamente una notevole importauza e vengono a d imostrare come anche dnrante operazioni di guerra, per così dire quotidian11, è po'lsibile il p raticare la vaccinazione antiti.fica. E il risultato fu tale da permeLtere ùi confermare il vantaggio di questo mezzo profilattico> il qua.IP in poco tempo si è affermato così l uminosamente presso i diversi eserc·iti che l'hanno applicato; cosi che h o cred uto non meno opportuno di pro· porlo di già l'anno scorso in Italia per truppe, che si trovavano in presidii, ove dominava la febbre tifoiùea, proponenrlone anzi l'obbligatorietà. là dove quella maggiormente in fieriva e per i nuovi r eparti volontari della Libia. Alle norme che avevo già date prima dell'inizio della vaccinazione ho credu to opportuno aggiungere che si può somministrare ai vaccinati 50 centigrammi di aspirina o di a.ntipirina, una o rlue ore dopo l'iniezione per ren dere meno sensibile la reazione gen erale e ho richiamato ancora l'attenzione sulla necessità di evitare la vaccinazione sugli individui affett,i da malattie intercorrenti. j -
Giornale dì ffl edi; i11a milllare - Fase. I.
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LA VAOOINAZIONE ANTITIB'IOA NELL'ESERCITO E IN LIBIA
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**
La. vaccinazione antitifica. dunque pa.rmi abbia. ormai diritto di imporsi come uno dei mezzi profilattici più efficaci r.ontro la. febbre tifoidea e mi com piacqui assai che nel Congresso nazionale di medicina interna, sulla base della pregevole e completa relazione del prof. Moreschi, cui già ho accennato, e della mia stessa relazione sulla vaccinazione praticatasi in Libia, che fui chiamato gentilmente ad esporre in quell'autorevole assemblea, avvalorate ancora dall'ampia discussione generale che ne è avvenuta, il Congresso ne abbia. riconosciuta l'importanza, patrocinandone l'applicazione. La cosi detta fase 11egatfoa, che per parecchio tempo rendeva dubbiosi, peritanti e contrari molti nell'applicazione della vaccinazione durante un'epidemia. si può dire ormai sfatata dai risultati concordi di tutte le grandi vaccinazioni profilattiche che si sono praticate in periodo epidemico, e quella fatta praticare da me in Libia ne è forse la più confortante, la più tangibile delle conferme, poichè, come già dissi, fu praticata iu cond izioni tutto affatto sfavorevoli ed eccezionali e là. dove specialmente la febbre tifoidea aveva assunto proporzioni e forma. grave. Che anzi si ba ormai pure il diritto di asserire, senza tema di smentite, che 1tnche la prima e la seconda vaccinazione, sebbene insufficienti a salvaguardare in modo assoluto dall'insorgere della febbre tifoidea, ebbero efficacia nel diminuire la gra-·ità in coloro nei quali o già era. in periodo di incubazione o fn contratta dopo breve periodo di tempo dall'iniezione. Io mi auguro · pertanto che questo altissimo Consesso, la cui autorità è così grande e riconosciuta, voglia suffragare a sua volta di un voto favorevole la vaccinazione antitifica come mezzo profi.lat.tico1 perchè questo voto possa indurre le Autorità costituite non so lo ad autorizzarne l'applicazione su larga scala Ove sarà necessario, ma a renderla anche obbligatoria in contingenze speciali quando s1 voglia assicurare la saluto delle truppe o di una popolazione. *** Nella seduta successiva del 25 gennaio1 l'Accademia di medicina YOtò infatti un ordine del giorno proposto dallo stesso relatore tenente g enerale medico Ferrerù di Cavallerleone, col quale - preso atto della. relazione sulla vaccinazione antitifìca praticata nell'esercito e in Libia - l'Accademia ne afferma l' uti lità e la. convenienza della sua applicazione nei casi di epidemia, e !1pecialment.e nell'esercito e nelle colonie.
SCUO L A D ' APPLICAZIONE DI SANITÀ MILITARE Gabinetto d'Igiene diretto dal Oap. med. Prof. G . GRl:itONl
QUANDO DEVONO ESSER DIMESSI DAI LUOGHI D! CURA I GUARITI DI MALATTIE INFETTIVE ? Pel dott. Giovanni Grlxoni, capitano medico, libero docente d'igiene
I progressi della. medicina. in genere, e sopra.tutto della epidemiologia. e della profilassi, banno notevolmente allargato, se uon pure in alcuni casi radical men te modificato, i concetti che si aveva.no sulla. ospitalizza.zione de~li infermi. Gli ospedali che da. semplici a.sili per viaggiatori e pellegrini, qua.li (.'re.no nei primi secoli dell'era volgare, divennero in seguito esclusivamente luoghi di cura. di mtt.la.ti, sono destinati in un avvenire prossimo anche ad esercita.re una. funzione sociale molto più ampia. e complessa ed anche più fertile di risultati felici: quella di isolare dalla società. individui che, pur non essendo più malati, riuscirebbero pericolosi se la.sciR.ti liberi, diffondendo malattie. Se relativa.mente poco si può fare per curare un morbo infettivo, molto si è in grado di fare per prevenirlo ed impedirne la propagazione. Di questo in modo speciale devono tener conto sociofogi e filantropi nel propugna.re l'istituzione e l'ampliamento di nuovi ospedali, poichè qua.udo alla funzione strettamente terapica si aggiunge e sovrappone quella profilattica, si intende come più vaste debbono esser le esigenze, e come notevoli garanzie di sicurezza e di comodità debba offrire la società a. quelli che, pel suo utile, sono privati temporanea.mente della libertà. È còmpito dell'igienista segnare le direttive che debbonsi seguire per ridurre al minimo gli indici di morbidità e di mortalità, aumentando così la ricchezza ed il benessere genera.le. Nel caso pratico: additare le nuove impellenti necessità che scaturiscono dai progressi della. epidemiologia, e spingere a modificare con criteri più liberali gli statuti che regolano i luoghi di ricovero e di cura. degli infermi, secondo le esigenze che la progredita. scienza. impone. I doveri che oggi la. società ha verso gli ammalati non possono più essere ristretti alla cura ed alle prime più semplici misure igieniche.
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QL~~ DO DEVONO ESSER DD!ESSI DAI LGOGHI DI Ct:HA 1 ECC.
Il còmpito è certamente arduo ed, a pi·imo aspetto, superiore alle forze delle attuali istitu?.:ioni ospitaliere, ma ciò non deve arrestarci dal richiamare l'attenzione sulle nuove necessità, anzi <iuanto più la via appare lunga e difficile, tanto più ci si deve preparare a percorrerla speditamente studiandone tutte le asperità e sforv.andoci a vincerle grat1o a grado, poichè l' incal"zare delle esigenze nuove è fatale ed imperioso. Oggi l'ammalato ,ien dimesso dall'ospedale e rinviato in famiglia quando la guarigione clinica è compiuta, o quando, per lo meno, essa è così bene avviata da far ritenere che non si abbiano a verificare facilmente recrudescenze o ricadute. La convalescenza, si dice - e le attuali condizioni edilizie, economiche, amministrative de.gli ospedali giustifica.110 pienamento l'asserto - procede più rapida e sicura lontano dalle corsie sovrapopolate dei nosocomi, dagli ambienti insufficienti per luce ed aria, dai facili coJ1tatti dannosi. E per molte infermità il fotto è vero; il convalescente in famiglia, specie in campagna, vede rifiorire rapid11,mente la sua salute, ed avviarsi ver30 la guarigione completa, radicale. Di qui la necessità. di propugnare sia in tesi generale, sia sopra.., , tutto per i convalescenti di malattie contagiose, l'istituzione di una appandice ad ogni ospedale che accolga, lontano dai centri abitati, '1uelli non più abbisogoevoli di cure mediche diratte, mH. che pure .. necessitano di soggiorno in luoghi salubri, all'aria aperta, in riposo, · -.._.r.on alimeutazione abbondante e m1triente. Alcuni ospedali militari hanno appunto alle loro dipendeuze dei « depositi di convalescenza » ove si ricoverano i militari di truppa che, per le condizioni disagiate di famiglia, non possono esser inviati a stabilirsi in salute a casa propria. f)i tratterebbe quindi di generalizzare l'impianto di guesti ricoveri a scopo sopratutto profilattico, e metterli sott.o la dirett.a sorveglianza delle autorità sani tari e. Non è chi nou veda ,iome i criteri direttivi ancora in vigore se erano giusti e logici quando si credeva che gli ammalati di malattiP infettive divenissero assolutamente jnnocui per i parenti allorchè la guarigione clinica fosse stata raggiunta, oggi uon resistono alla critica più lieve. Fino a qualche anno fa era ammesso che qualche infezione si potesse trasmettere per contagio Jiretto od inrliretto innanzi che apparissero manifestazioni morbose apprezzabili, ma non dopo che queste si fossero dileguate. I convalescenti venivano, con tranquilla coscienza, dimessi perciò dai luoghi d i cura e rinviati ai loro domicili. Non era
QUANDO DEVONO ESSER DIMESSI DAI LUOGHI DI CVRA, ECO.
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però raro const!ltare come l'infezione specifica che pareva fosse scomparsa dal collegio, dalla caserma, dalla scuola con l'allontanamento del colpito ricomparisse allorchè esso vi ritornava guarito. Il fatto ripetutamente accertato rimaneva di interpretazione difficile. L'ipotesi che il germe infettivo t rovasse all'infuori del corpo umano un substrat-0 propizio alla sua vita ed alla sua molti pJicazione era stata molte volte trovata erronea. Solo quando si scoprì la persistenza in alcuni individui, guariti da malattie infettive, dell'agente dell'infezione medesima, si trovò la spiegazione esauriente delle misteriose riacceusioni epidemiche. Nel 1892 ad Amburgo il Dunbar riuscì a metter in evidenza bacilli colerìci in individui sani. Dopo di allora le ripetute e molteplici indagini, rese sempre più prel:ise dai miglioramenti notevoli conseguiti nella tecnica, accertarono come esistano non poche persone le quali, senza aver presentato mai manifestazioni morbose, ospitano i germi specifici di una o di un'altra malattia, e molte altre poi, che avendo sofferto da un tempo più o meno lungo di una determinata infezione, conservano ancora nel loro organismo l'agente patogeno specifico. Fra le prime, quelle che avevano avuto rapporto con gli infermi, po,·tavano oon maggior frequenza il mic,obio di quella data infezione. Sorse cosi la teoria dei portatori di bacilli che tanti fatt.i oscuri ha spiegarto e ohe tanti progressi ha fatto rapidamente compiere al · l'epidemiologia. ed alla profilassi. ji La conoscenza ormai certa chB il colpito da malattie infettive n o ~ ~ ~'. solo è sorgente di contagio fino a. quando è malato, ma ancora per :s ~~; un tempo vario dopo la guarigione, impone nuovi obblighi al medico ~ curante, alle amministrazioni ospedaliere, ai municipi, allo Stato. Non è mia intenzione insistere sulle misure profilattiche che le nnove scoperte scientifiche impongono allo Stato ed ai comuni; a me, per ora, interessa soffermarmi a considerare l'entità. del problema nelle sue radici, persuaso che se si riuscisse a disciplinare bene questa materia nelle prime ed immediate sue manifestazioni, facile riuscirebbe completar l'opera a cura degli euti superiori preposti alla tutela della salute pubblica. Poichè la persona affetta da malattia contagiosa costituisce un pe· ricolo per la società, più che durante il decorso dell'infezione, allorchè questa è cessata, la società. ha evidentemente più che il dovere il diritto di premunirsi difendendosi coi mezzi più acconci che la scienza mette a sua dispòsizione. [l principio generale non può trovare ragionevoli oppositori, anche perchè abbondano i casi nei quali la collettività ha adottato le misure
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f!. _,.A'·. ·
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QUANDO DEVONO ESSB R DIMESSI DAI LUOGHI DI OURA, EOO.
fiscali che la mettono in gra.do di difendersi contro i danni che scient emente od inconsciamente le possono arrecare alcuni suoi membri. Dalla segregazione dei delinquenti a. quella dei dementi, dalle misure quara.ntenarie contro le malattie esotiche alle vaccinazioni obbligatorie contro il vaiolo, dalla. denunzia. delle ma.latti<'I infettive umane a quella delle epizoozie, con l'obbligo, secondo i casi, di procedere all' immediato abbattimento e distruzione delle bestie infette ecc. noi abbia.mo una lunga serie di disposizioni che i teorici possono anche chiamare vesaatorie, illiberali, ma che la società civile ha ovunque a.dottato con animo tranquillo e sereno, conscia di adempiere uno dei suoi più alti doveri: quello di proteggere l' incolumità della. maggioranza., di preservarla dai danni che importerebbe la licenza.. Così, per ricordare una disposizione in vigore, la nostra legge sanitaria stabilisce (art. 152) che alle prostitute riconosciute affette d a. fenomeni contagiosi di malattie veneree, sarà permessa la riammissione nelle ca.se di tolleranza solo quando un certificato medico attesti l'avvenuta guarigione o, per lo meno, la scomparsa completa di ogni manifestazione contagiosa.. N ulla. di nuovo nè di strano quindi che misure g iustamente restrittive vengano adottate anche in questo campo, addolcendole, fin dove è possibile, col concorso finanzia.rio del lo Stato, poichè la lotta contro i mfororganismi, più di ogni altra guerra, è materiata di sagrifìzi economici. Siccome i maggiori ostacoli che le misure igieniche più radicali ed efficaci incontrano sono causati dai danni finanziari, tal volte. ingenti, che esse provocano come effetto primo, è necessa.rio che la società compensi adeguata.mente i danni. che i privati debbono subire in conseguenza. delle misure di profilassi imposte pel bene genera.le. Questo concetto io propugnai, con risultati favorevoli, quando fui inviato in missione in Pug lia a combattere l'epidemia colerica (1). La g uerra contro dannosissime epizoozie che decima.vano il bestia.me, producendo danni enormi, solo allora riuscì efficace quando, seguendo ] 'esempio della Danimarca, altre nazioni stabili vano, per circoscrivere tali infezioni, che al proprietario venisse rifuso il danno ohe avrebbe subito con l'abbattimento degli animali malati. Dopo di allora. le denunzie vennero spontanee, i focolai infettivi vennero rintracciati facilmente e le morie vinte,. riuscendo così a. domar tanti flagelli dell'agricoltura, e proeurando, nell'insieme, un reale e manifesto vantaggio economico per la nazione. ( l J G .RUONJ: L'epidemia colerica in Puglia nel 1910 (Rivista critica di clìnica med ica. n. 13-14, 19 11).
QUANDO DEVONO BSSER DIMESIJI DAI LUOGHI DI OORA1 EGO.
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Per le infezioni umane, fino a. che la. coscienza. igienica non sia · cosi radicata. nel nostro popolo da. render facili, spontanei, dirò così, a.ntomatici, e la denunzia. e l' isolamento dei mala.ti - come avviene nei paesi scandinavi, ove, un cartello affisso alla porta. della. abitazione del colpito da infezione, indica. la specie della malattia e de· termina. l'obbligo e la dura.te. dell'isolamento - occorre ohe la legge provveda. con mezzi coercitivi. È necessario perciò completare ed integrare le disposizioni legislative esistimti, sostituendo senz'altro, quelle che, al lume delle odierne nostre conoscenze, a ppa.iono inutili e di scarsa efficacia. Le malattie epidemiche, specie quelle esantematiche, ad e!>., che per caso faccia.no apparizione in una scuola, importano, oggi, l'allontana.mento del colpito, e, se l'infezione si diffc,nde1 la. chiusura. della scuola, a.ffinchè col contagio diretto l'infezione non si propaghi fra gli studenti. I colpiti poi devono attendere, allorchè sono ritenuti guariti, che sia tra.scorso un periodo più o meno lungo, preventivamente e per ogni singola malattia determinato, prima di esser riammessi in classe. Questa. misura profilattica empirica è molto spesso inefficace quando non favorisce anche il diffondersi dell'affezione che si è voluto circoscrivere, come allorcbè trattasi di bambini poveri che, allontanati da.gli asili o dalle scuole, passano le giornate sulla via o nei cortili, a contagiare inconscia.mente i compagni di trastulli. Fino a quando non si potrà ottenere il ricovero e l'isolamento obbligatorio di tutt i gli iufermi di malattie trasmissibili in ospedali speciab, deve imporsi il rigoroso isolamento a domicilio non solo fino a che sia.si conseguita la. guarigione clinica., ma bensì quella bat.teriologica. È a.coartato che i germi patogeni causa di determinate malattie permangono vivi e virulenti per molto tempo nell'organismo dei guariti, donde possouo passare con estrema facilità negli oggetti circostanti e quindi su alt-re persone suscettibili. Solo allora si potrà esser garantiti che un'infezione eia. definitivamente spenta., quando i portatori, sani o con valesoenti, di bacilli si sono liberati sicura.mente dei loro ospiti. Perciò la. profilassi razionale delle infezioni, allo stato attua.le della scienza., si impernia eul precetto di prolungare l'isolamento dell'infermo, fino a quando ripetuti esami batteriologici non abbia.no dato la eertezza che l'organismo si è liberato dei germi che l'avevano invaso ed infettato, fino a. quando cioè non siasi constatata la guarigione batte1·iologioa. del colpito. Più che paradossale è assurdo infatti far della profilassi accordando' libera pratica a. gente che si ritiene capace di diffondere una malattia..
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Ql"A:N'DO DEV0.).'0 1•:ss1m DIMESSI DAl LUOGHI DI CU RA, ECC.
Gli altri mezzi, che pur sembravano efficaci fino a. ieri, quali le accurate disinfezioni degli ambienti che avevano accolto gli infermi, o il concorso dei più razionali metodi di cur a, non offrono garanzia assoluta di buon risultato. Nella difterite, ad es., fu consigliato in Germania di sottoporre, dopo aver mandato in cura il colpito, tutti i 1,;ompagni della classe o del dormitorio ad un trattamento preventi,o sieroterapico. JIJa. la misura logica se valeva ad immunizzare tutti gli inoculati col siero, impedendo lo scoppio dell'infezione, non riusci va ad uccidere i bacilli difterici che essi potevano aver accolte, nella retr obocca, c0ane1 faringe, e che perciò erano iu grarlo di dis;:emin ar ovunque infettando altri compagni, o a mmalando essi stessi, cessato il periodo nel quale persisteva l'immunità. Tale mezzo q uindi deve bensì usarsi allorchè in una collettività si manifesta la infezione d ifterica . ma non deve lasciarci cullare nella speranza che, il non ripetersi nelle prime setti mane di al tri casi. sigli i fichi che la malattia fu vinta. in modo definitivo. Noi dobbiamo profittare dell'armistizio per meglio affilar le armi contro il nemico, ed organizzare i mezzi per attaccarlo 0011 efficacia nelle sue posizioni, onde rendergli, per lo meno, impossibile una controflemiva. La discussione ingaggiata fra i sostenitori della teoria d ei portatori di bacilli ed i misoneisti, oppositori qua~i sistematici, per decidere se tali germi avessero potere infottante, ovvero se non fossero giù abitu_ati alla vita. saprofitica. e q uindi avessero bisogno di non facili condizioni, sopratutto di substrato organico vivente, per trasmetter la malattia, fn in parte appianata ammettendo, in seguito a larga esperienzt1a c:.linica e ad accurata i11dagine sperimentale, che i germi patogeni i quali continuano ad albergare nell'organismo che avevano fatto ammalare, o che da esso erano passati, senza però dar manifes tazioni morbose, in altri individui della stessa specie, man tengono per una durata varia la loro attitudine patogena, e quindi sono in grado J i infettare per via d iretta od indiretta gli organismi suscettibili. Il fatto non più controverso a ll0rchè si tratta di germi eliminati da un malato o da un convalescente, resta in molt i casi ancor dubbio q uando si tratta di germi patogeni eliminati da un portatore sano. Credo possa appl icarsi a tutti i germi provenienti da bacilliferi cronici, quanto v. Ermengen concluse per i comma.bacilli.« Il grado di virulenza dei vibrioni colerigeni emessi dai portatori sani deve esser considerevolmente variabile. Si crede che essi emettano vibrioni molto attenuati, niente però proYa che i germi colerici perdano in virulenza nell"i11te.,tino dei portatori, ed una grande riserva si impone
QUAXDO DEVONO E SSER DIMESSI DAI LUOGHI DI CURA, ECO.
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tanto più che il portatore in piena salute può divenire spontaneamente coleroso : basterebbe, secondo alcuni, la somministrazione rii un purgante >. In tale condizione si capisce come sia. prudente aver la massima. circospezione primi\ di lasciar liberi i portatori sani di bacilli. La prova sperimentale non può in questo caso decidere la controversia. Accade infatti talora che il germe riesca. patogeno per l'animale susuettibile fin dalla prima. inoculazione, fatta in punti convenienti , mentre te.l'altra esso ha bisogno di aumentare la propria virulenza passando da animale ad animale, prima di esser capace di dar la morte. Ciò però non ci ras!licura sul suo potere morbigeno sull'organismo umano. Non mancano le prove che un germe, ricav!lto da. un portatore, il quale sugli anima.li di laboratorio si mostra quasi innocuo, riesca altamente patogeno nell'uomo. Ricordo le prove fatte dal Niepraschk col bacillo del tifo ricavato da un bacillifero: il bacillo, per uccider la cavia, ave.a bisogno di esser virulentato col passaggio traverso parecchi animali, mentre nell'uomo dava dlirottamente ed in modo costante infezioni molto gravi e spes~o mortali. Anche i bacilliferi sani devono !)erciò ritenersi pericolosi per i vicini. È quello del 1·esto che empiricamente si riconosce ed ammette da molti anni, per cui non si deve far a.ltro che al criterio pratico sostituire quello scientifico che lo completa e ci rassicura maggiormente. I regolamenti scolastici. impongono ovunque che gli studenti che furono allontanati dalla. scuola perchè colpiti da difterite, morbillo, vaiolo, orecchioni, ecc., debbono rimaner esclusi ancora per un certo tempo dopo superata la. malattia. E non solo questi convalescenti ma ancora i. fratelli debbono sottostare ad un egual periodo di allontanamento, poichè anche essi sono ritenuti capaci di diffonder l'a.ffezione della qualE:1 soffrirono le persone di famiglia, Oscuramente si conosceva. quindi il danno che possono produrre i guariti da malattie contagiose e coloro che ebbero rapporti con essi. Il provvedimento era però inadeguato perchè cieco. Su quali dah sicuramente controllati si era stabilito che bastasse e. rende1· innor.ui i guariti da. difterite l'allontana.mento per 30 giorni dopo la. guarigione clinica., per 40 quelli di vaiolo, per 21 quelli di orecchioni, per 28 quelli di infezione tifoide, para.tifoide, dissenterica, per 40 quelli di meningite cerebro-spinale, per 16 di morbillo, varicella, rosalia? Il normale periodo di incubazione di questa o quella malattia. infettiva q nante volte non si vide sorpassato? Quante dolorose d elusioni
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non portò l'attenersi stretta.mente a limita.re le misure d'isola.mento · all'epoca. proba.bile di incubazione del morbo ! Oggi, solo il r ipetuto esame batteriologico può garantirci in modo certo della. cessazione del pericolo di contagio da. parte dei portatori sani o convalescenti. E sorprende come misure empiriche così imperfette ed ormai oltrepassate come quelle suesposte sia.oo state, per la profilassi scolastica, confermate rec:entemente in Francia. (1912 ); ove solo in via subordinata si ammette che la durata. dell'esclusione dalla scuola dei. guariti di malattie diffusibili possa esser abbreviata per alcune infermità, quando due esami batteriologici, praticati ad 8 giorni di distanza, escludano concordemente la presenza del germe infettivo nel punto di ordinaria. sua esistenza. In Germania. invece il controllo batteriologico è obbligatorio per decidere la riammissione in classe di fanciulli i:?uariti da. malattie infettive, non solo, ma. in base ai risultati favorevoli ottenuti, in molti luoghi si è adottata la norma, in caso di scoppio di epidemie scolastiche, di procedere alla. semplice ricerca ed all'isolamento dei malati e portatori di bacilli, senza. ricorrere più alla chiusura. delle scuole. Simili provvedimenti r igorosamente scientifici. sono in vigore rn alcuni Stati dell'America settent rionale. Presso di noi negli anni de0orsi tale sistema fu seguito pel colera. nei lazzaretti e nelle case contumaciali con risultati ottimi. Non si intende qui11di perchè si tardi ad imporlo anche per le altre malattie infettive, alcune delle quali, come la febbre tifoidea, per la loro diffusione e mortalità, sono più perniciose dell'ultima. epidemie. colerica. Poichè per ora non è possibile procedere ad una ri cerca sistematica. dei bacilliferi convalescenti e meno ancora di quelli sani, è necessario iniziare questa lotta dove ciò è relativamente facile: nelle caserme, nelle scuole, negli opifici, negli ospedali . Il dimettere dei luoghi di cura e di isolamento l'individuo guarito clinicamente ma ancora portatore di bacilli, costituisce una illusione di profilassi, se non si vuol dire una parodia. L'infermo, dai sintomi morbosi più o meno impres~ionanti me. sempre disgustosi, si isola aut.omaticamente, e riesce per ciò stesso poco pericoloso. Quando invece il quadro fenomenico scompare, i contatti con parenti ed estranei ricompaiono e si intensificano, e le infezioni hanno liber0 campo di espandersi per contagio d iretto. Non parlo della trasmissione per via indiretta, la quale, del resto, si intende come debba esser più frequente quando, a causa dell'ignoranza del pericolo di infettarsi, trascuransi t.utte o quasi le misure di precauzione.
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Occorre perciò che anche da noi, come in alcune altre nazioni dove si è intesa la necessità. di difendersi dai porta.tori, si istituiscano degli stabilimenti speciali per accoglierli quando vengono dimessi dai luoghi di cura, o vi vengono in via.ti dalle case private, e che non solo negli ospedali, ma negli uffici municipali di igiene si istituiscano sezioni batteriologiche, per l'accertamento della cessazione dei pcrtatori. Solo il certificato batteriologico negativo deve avere valore per la riammissione dei già bacilliferi nelle scuole, negli opifici, nelle caserme. Rimettersi ai metodi attualmente in uso, per i quali si richiede un certificato medico attestante la scomparsa delle manifestazioni patologiche, e questo metter a fondamento della profilassi delle malattie trasmissibili è - non è superfloo insistervi - trascura.re colposa.mente l'efficace e sicura lotta contro le infezioni, mancare scientemente al principale dovere di igienista.. Pc,ichè è bene affermarlo - affrontando le facili critiche dei sentimentali - il còmpito supremo di chi deve provvedere alla. pubblica incolumità è quello di impedire c.he le infezioni lii diffondano. Colui che disgraziatamente si ammala di malattia contagiosa ha diritto, è vero, a tutte le oure ed attenzioni, e noi dobbiamo tutto tentare per ridonargli la salute, ma socialmente esso è meno interessante degli individui sani che lo circondano. In certe condizioni poi, che vanno rendendosi per fortuna sempre più rare, allorchè l'infermo è ridotto ad essere una. scoria sociale, il minor ma.le è che scompaia, portandosi seco la sorgente dell'infezione che noi non possiamo circoscrivere, anzichè vivere miseramente disseminando intorno a sè agenti patogeni. La misura quindi realmente efficà.ce per combattere il propagarsi delle malattie infettive è quella di tener isola.ti i colpiti fino a. quando sia accertata. la. innocuità di essi. I provvedimenti di questo genere hanno speciale importanza e sono piena.mente e più facilmente applica.bili in collettivi tà, come l'esercito dove la disciplina faèilita. il còmpito del medico. Infatti i risultati ottenuti fino ad ora in diversi eserciti con l'applicazione di tali concetti banno, in molti oasi, il valore probativo di ricerche sperimentali, ed incitano ad intensifica.re fo studio e ad estendere il campo d~le applicazioni pratiche.
...... "' Poichè riuscirebbe troppo lunga. e forse oscura l'esposizione teorica delle diverse modalità da seguirsi nell'applicazione di que1:1te nuove norme profilattiche alle diverse malattie infettive, mi è sembrato più opportuno riferire sommariamente quanto oggi si fa, fondandosi sulla-
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teoria dei portatori di bacilli, per combattere alcune infezioni. Ho prescelto la febbre tifoide, la meningite cerebro-spinale epidemica. come quell e che meglio si prestano per costituire faci li nuclei di raggruppamento sia che si tratti di malatt.ia od agente etiologico ignoto o !!OLO e Mn localizzaz.ione diversa.
Febbre tifoidea. L,i nostrn attenzione deve esser rivolta in1rnnzi tutto a questa malattia che si impone per la diffusione e gravità che presenta nell'ambiente civile e sopratutto in quello militare. Dalle S t,,ti8fiche dl'lle cause di m01·te del decennio 1 BMJ-1 908 possiamo sull'argomento ricavare dati molto interessant i a riguardo della mortalità per febbre tifoide nella popolazione maschile superiore a 15 anni a secondo della profession e. Su 100 morti per qualunque causa decedettero per febbre tifoidea (1):
I I-I-~I 1901
1m
1903
1904
1905
17.3
15.9
15.4
12.6
15.9
2.0
1.7
I. 7
1.3
1.9
1899
1900
:Militari . . . .
14.8
Altre profes, sioni /cifra media) . . .
2.1
I I- ~ t 006
4907
1908
15.3
14.9
106
13.3
1.7
1.6
1.3
1.4
~l J L'e norme differenza fra le cifro rifel'Ìte (e che sott-0 l' indicazione generica di 111ilituri a bbraccia l'esercito, l'armata i,d i corpi militari:t.zati) è da attribuirsi, oltre che alle mo ltepl ici ben no te cause peculiari che ugisoono sugli eserciti elevandone ovunque la morbilità. e la mortalità per febbre t ifoide, rispetto a quelle della popo· !aziono civile, anche e sopratutto allo. circostanza che la professio ne militare è tempo ranea e propria di quell'età nella quale la morte in g ra n prevalenza avviene per malattie acute, specio infe ttive. Nella vit a ~ivile invece, anche in rapporto ai più ampi confini d i tempo l Hi-70-80 anni) In morte più comune mente avviene per malattie croniche, per usura di organi ed 8 pp8recchi t,rgan ici, donde lento scadimento fino alla cessa zione delln resistenza. In tal modo s'intende come, costituendo le nume rose ma lattie che afHiggono l'nmani tà l'imme nsa maggioranza delle cause di morte fra la popolazione bo rg hese di ogni età, relativamente basso debba a pparire l'indice di rnortalik\ per tifo. A ciò si aggiunga c he la mor talitit fra i tifosi è molt-0 più ele,·ata nello città cho nella c>1mpagna, che le giovani e Aoride esistenze sono quelle più facilmentt> m ie tute dalla infezione ebertiana e che questa appunto infierisce sovratutto sui campagnoli che si inurbano. Come si vede tutte queste condizioni sfavorevoli si cnmulnno precisnrnonte sui giovani chiamati sotto le armi c he perciò pagano il più lordo t ri buto alla maltl.ttia.
QUANDO DEVONO ESSER DIM ESSI l>AI LUOGH I DI CURA, ECC.
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Risulta quindi che, malgrado i progressi notevolissimi conseguit i nella profilassi e trattamento dal]' infezione tifoidea, questa malattia esige ancora le maggiori attenzioni n ostre. Nella popolazione civile la mortalità per febbre t i foi de è cad uta nel 1891-1906 dal 0.62 p. 1000 al 0.28 p. 1000 ; n ell'esercito, in egual& periodo di tempo, si è avuto u n abbassamento ancor esso ben marcato : 1 41 p. 1000 nel 1891, 0.88 11el l 9Q6. I brillanti risultati pratici ottenuti i11 Germania con le T/;p lwsun· tersnchttngstationen hanno luminosamente dimostrato che la diffusione endemica ed epidemica. della febbre tifoidea, p iù che alla disseminazione per via idrica è, in generale, da attribuirsi al con tatto diretto od indi retto fra malati o convalescenti e persone sane, cioè ai portatori temporauei o cronici di bacilli ebertiani. La ricerca minuta di costoro ed il trattamento curativo e profilattico cui vennero sottoposti diedero gli esiti più confort.anti. Da.Ile statistiche più recenti sull'opera delle stA.zioni batteriologiche del sud-ovest dell' impero germanico (Prussia, Baviera renana, Alsazia. e Lorena) si rileva che dal 1904 - in cui la propornione dì morbilità. per febbre tifoidea era del 10.9 p. 1000 abitanti - essa. discese pro· gressivamente ed ininterrottamente fino al 3.9 n el 1909, al 4.2 nel 1910-1911, senza. che, a spiega.re questi risultati, possano invocarsi le oscillazioni che si osserva.no talvolta nella epidemiologia delle mal attie infetti ve. Il còmpito, eminentemente profilatti co, di tali st,azioni con siste: nell'aiuta.re i medici pratici nella diagnosi; n el determinare l 'orig ine dell'infezione, procurando di sopprimerla; nel determinare, con esami ripetuti delle feci e delle urine, il momento in cui i portatori con valescenti cessano di eliminare i bacilli, impedendo così la tra~missione d elle malatt ie a mezzo dei portatori. Il numero delle infezioni per contatto che costituiscono in media il 66 p. 100 di tutti i modi d'infezione, abbastanza elevato durante il periodo d'incubazione e nella prima settimana di malattia, è altissimo anche durante le settimane successive. Gachtgens e Brnckner (1910), con metodi di ind agine molto perfezion ati, trovarono che l a. percentuale dei portatori di bacilli in 4a e 5a settimana dall' inizio della. malattia, era più alta di quella trovata dagli osservatori pre· cedenti. Essi videro che il bacillo di Eberth persiste nelle feci del 75-80 p. 100 dei tifosi in 3" settimana e nel 50 p. 100 n ella 4• e 5" settimana. Il numero si va, naturalmente, riducendo in seguito, quan t,o più ci A.llontaniamo dal momento nel quale si è accertata la guarigione
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QUANDO DEVONO BSSER DIMESSI DAI LUOGHI DI OURA1 l!:00,
clinica dell'infermo. Frosch (1908) su 310 portatori di bacilli vide che il 2.47 p. 100 eliminava.no bacilli da oltre tre mesi; .Klinger su 482 convalescnti esaminati trovò 11.4 p. 100 di porta.tori temporanei ed 1.7 di porta.tori cronici (1). Mayer (1910) su 330 persone che avevano avuto il tifo trovò eh~ 151 (16.2 p.100) erano ba~illiferi, e di questi 73 temporanei e 78 cronici. La quantità delle persone che, come reliquato dell'infezione tifica. sofferta, presentano bacilli nella vescica. biliare ed in quella urina.ria. varia da epidemia ad epidemia, per ragioni che in gran parte ci sfuggono, ma si mantiene sempre elevato (2-6 p. 100). Nei soldati giapponesi Tsuzuki trovò il 5.8 p. 100. Nelle donne il numero dei bacilliferi è molto più elevato che negli uomini, tanto che i 4/5 dei portatori di bacilli si ritiene siano costituiti da donne, e per di più è appunto in esse che si riscontra la persistenza maggiore dei bacilli tifici nella cistifellea. Tale fatto è messo in relazione con la maggior frequenza con cui le donne vanno soggette a calcolosi biliare ed a colecistiti, e con la più lenta escrezione della bile che si ha in esse a cagione della gravidanza., dell'enteroptosi, dell'uso di busti stretti, nonchè con i facili disturbi di circolazione addominale, con' la mestruazione, ecc. Fra gli adulti i portatori cronici sono in maggior numero che nei fanciulli d'et-à inferiore a 15 anni. I fanciulli invece darebbero una più alta percentuale di bacilliferi temporanei. Ricordisi inoltre che le moderne ricerche epidemiologiche hanno dimostrato che l'ammalato viene del tutto in seconda linea nella propagazione della malattia, mentre le persoue sane che lo circondano diffondono i germi in una cerchia molto più este,.;a, Dalle ricerchefatte a Sarrebruck, dal 1906-1909 su 9S54 individui sani che avevano assistito tifosi, si trovò che il 7.4 p. 1000 di questi erano portatori. Fr0sch vide che il 4.1 p. 100 dei tifosi sono dovuti a portatori di bacilli ; Forster constatò a Strasburgo che fra. 386 ca.si il ~O p. 100 era dovuto a portatori, e Ma.yer di 495 malati, 160 (cioè il 32.3 p. 100) erano stati infettati dai portatori. Fra i portatori e dissemina.tori inconsapevoli d i germi devono ricordarsi quelli affetti da forme ambulatorie di febbre tifoidea. Nelle stazioni profilattiche tedesche si è constatato che di 8547 casi con trolla.ti batteriologicamente, dal 1905 al 1909, solo 3280 era.no stati ri• conosciuti dall'esame clinico. (1) Con Sacqucpoe ( 1910) s i ritengono portatori convalescenti o temporanei quelli nei q uali l'eliminazione cessa prima della fine ciel 3° mese; portatori cronici quelli nei quali l'escrezione dura un toinpo indefLnito.
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Che se cosi numerosi sono i portatori di bacilli, si intende a priori qnanto frequente sia l'occasione della diffusione della malattia. Qualche esempio, fra i più istruttivi, renderà. ancor più manifesta. la gravità del pericolo. Kaiser riferisce casi molto interessanti di disseminazion,e della febbre tifoidea per mezzo di persone che avevano sofferto la. malattia 10-23-30 anni prima dell'epoca in cui,-coll'esame batteriologico, fnMno riconosciute bacillifere. Rosentha.l attribuisce ad una portatrice 13 infezioni in un periodo fra i 19 e 28 anni dalla malattia. A Bristol una cuoca, portatrice di bacilli, che aveva sofferto di tifo 4 anni innanzi, infettò 33 su 36 fanciulle di un collegio, ove nessun'altra. sorgente di infeziorre potè esser riscontrata, e dove erano riuscite va.ne tutte le usuali· misure di disinfezione che erano state rigorosamente adottate. La stessa donna, passata due anni dopo, a prestar servizio in uno stabilimento penitenziario, nel quale non si erano mai avuti casi di tifo, diffuse la malattia in numerose altre persone. Solo quando nel 1907 fu riconosciuta bacillifera ed isolata, l'epidemia cessò senz'altro. E con le medesime indagini epidemiologiche constat,azioni. simili vanno accumulandosi. Per noi militari, sommamente istruttivi sono alcuni esempi che spigolo nella ricca letteratura sulPargomento. Niepraschk riferisce la storia di un'epidemia di fdbbre tifoide che infierì per 6 anni (1904-1908) in una caserma di artiglieria di Wesel, malgrado si fossero adottate le più accurate misure della· comune profilassi, e, per la consueta rinnovazione delle classi di leva sotto le armi, si fossero eliminati ogni anno e sostjtuiti parte dei contingenti. Si pensò da ultimo che la causa fosse stabile nel quartiere - giacchè la. popolllizione oi'ç'ile era assolutamente immune - per cui, esaurite le indagini sulle comuni cause di infezione e sui comuni veicoli, si diede mano a ricerche sul personale sta.bile del quartiere. Fu allora che si trovò un. sottufficiale che, pur essendo guarito da una febbre tifoide dal 1901, continuava a.d eliminare ancora per le urine una quantità enorme di bacilli (circa 4 miliardi al giorno). Le indagini epidemiologiche fatte accertarono che l'iniziò dell'epidemia tifica nel reggimento coincideva con l'a.rri vo al corpo di quel sergente, e che le persone colpite inna.nzi tutto furono fra quelle che più avevano avuto rapporti diretti con esso: un calzolaio che maneggiava gli stivali del sergente insudicia.ti continuamente di urina bacillifera, ed alcuni soldati che attendevano alla pulizia dei suoi abiti. Anche in altri reggimenti ove il sottufficiale aveva prestato servizio si erano verificati casi di febbre
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tifoidea, cessati coll'allontanamento fortuito del predetto individuo. Nel reggimento di Wesel l'epidem ia scomparve solo quando si procedet,te al rigoroso isolamento del sergente. La :--V divisione giapponese, creata al momento della guerra, fu colpita negli anni 100G-J908 da un'epidemia di febbre tifoidea che diede (148 colpiti. Il tifo non si era arnto in Ma,nciuria come non si aveva nelle altre caserme dE1lla Corea. L'infezione, localizzata alla divisione, fu combattuta infruttuosamente con cambiamenti di caserme e di accampamenti, con la disinfezione dei locali e degli oggetti d'uso. Solo quando furouo esaminati •batteriologicamente 2785 individui, pra· tica.ndo su d i essi 5109 ricerche e si rintracciarono 11 portatori di bacilli, ch e furono tosto isolati, l'epidemia decrehbe rapida.mente e scomparve, senza dar pii1 alcun ,ca.so (ID10). In un'epidemia di febbre tifoide che ha colpito il X corpo d' armata tedesco nel 1900, si potè con ricerche batteriologiche accur ate escludere qualunque mezzo usuale di in fez ione diretta od indiretta. L a causa dell'epidemia fu r invenuta. in una donna che ave,·a sofferto di tifo 36 anni innanzi, e che ancora presentava nelle feci abbondanti bacilli di E berth, che erano ag~lutinati ria un siero fino ad 1:15000. Essendo impiegata nella cucina essa aveva preparato un'insalata di patate somministrata ad un plotone del treno . E bbene, su 29 colpiti, 27 appartenevano appunto a q nel plotone. In segui to a ciò venne adottata la misura di esaminare settimanalmente, sia dal punto di vista sierologico che da quello batteriologico, le persone impiegate nella cucina e sopratutto le donne, ottenendo i più lusinghieri risultati, non essendosi più in quel corpo d'armata avute infezioni tifoidi. Nelle caserme non mancano altre cause favoreggianti la disseminazione dei bacilli patogeni a mezzo dei portatori temporanei o cronici, ed io altrove ed a questo proposito richiamai l 'attenzione su alcune deficit,nze edilizie dei nostri quartieri (1). P oichè dunque la profilassi dell'ileo·tifo in bnona parte consiste nell'isolamento erisanarnento dei portatori, su d i essi si rivolge ovuuque l' atteuzione delle autorità sanitarie . La legge prussiano. del 1906 prescrive il trasporto obbligato,-io in un osped ale non solo delle persone col pi te da febbreti foide in locali ove la loro presenza può es;;er particolarmellte dannosa (alberghi, magazzini di ve ndita di sostt1.n:--.e alimentari ecc.), ma ancora di qnelle abitanti (1) Oarxom . - L e ,move caserme i ta l·iane. n. 11-12-13- 14; 1910.
(Riviet(i di ingegneria sanitaria,
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Nell'esercito inglese dell'India, ove la febbre tifoide è frequente, non solo i soldati colpiti vengono accolti e curati in ospedale, ma da alcuui anni sono anche trattenuti o inviati in speciali case di con val e· scenza fino a. quando il ripetuto esame batt.eriologico delle urine e delle deiezioni dimostri la. scomparsa assoluta del bacillo d i Ebertb. Si è in tal modo adottata la norma di considerare la febbre tifoide come realmente guarita quando ·1e vie intestinali. biliari ed urina.rie sono state definitivamente liberate dei bacilli specifici. L'inda· gine batteriologica fn sostituita, con ottimi risultati economici oltrechè 1g1emc1, al criterio incerto, cieco e dispendioso di trattenere in isolamento tutti i guariti per quattro mesi dalJ'inizio della convr.lescenza. I risultati furono talmente soddisfacenti che vennero impiantati in diversi punti della India de positi di convalescenza simili a quello di Nini-Tal, che era servito per i convalescenti della 3", 5\ 7", 8·' divis ione militare. Infatti. dopo l'apertura del deposito di Nini-T,il si era constatato che l'ammissione per febbre tifoide negli ospedali,che inviava.no i loro convalescenti al detto deposito, presentava una diminu· zione del !) p . 100 sulla cifra dell'anno preceden te, mentre che g li a ltri o spedali avevano un aumento del 20.6 p. lOU. Per la popolazione borghese, che aveva rapporti continui con le truppe, fu adottata la norma di non ammettere gli individui che avevano sofferto di ileo-tifo, a prestar la loro opera in cucine, h.1.tterie, forni, fabbriche d'acqua minerale ecc. che approvvigionassero la truppa, se in precedenza le deiezioni non erano state sottoposte a più riprese a i ndagine batteriologica con risultato negati rn. In Francia, il .Ministero dell a g uerra, a fin di evi tare il contagio fra militari a mezzo dei portatori di bacilli, ha prescritto che sian trat-· tenuti all'ospedale i colpiti di febbre tifoide fino a quando l'esame batteriologico delle feci e delle urine abbia dimostrato l'assenza del bacillo di Eberth nelle escrezioni. Se un tifoso guarito. ma bacillifero, è autorizzato a laseiar l'ospedale, per essere inviato in congedo o in licenza cli convalescenza, esso sarà m inutamente informato de]. pericolo d'infezione che fa correre ai suoi famigliari, e verrà munito di un'istruzione scritta indicante le precauz ioni da adottare per evitare la d iffusione della sua malattia. I militari poi che devono rientrare al corpo òopo la licenza di convalescenza ottenuta in seguito a infezione tifoidea, saranno sottoposti 3-
Giornale di m edicina niililart. -
Fase. I.
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QUANDO D EVONO ESSJ;:R DIMESSI DAI L OOGH1 DI CURA,· RCO.
ad esame batteriologico a cura dell'autorità sanitaria militare, per l'accertamento che siansi liberati dai bacilli specifici. In caso negativo al soldato bacillifero verrà accordata un&. uuoya licenza di convalescenza fino a quando si sia certi che la sua presenza in caserma sia innocua. Le istruzioni annesse alla legge tedesca sulla profilassi delle malattie trasmissibi li, prescrivono che debbono farsi due ricerche successive, ad una settimana di intervallo, sulle deiezioni dei convalescenti di febbre tifoidea dopo la caduta della febbre e prima che essi abbandonino l'ospedale. Nel caso l'indagine riveli la pr esenza del bacillo tifico, il soggioruo ospedi,Jiero sarà, dove è possibile. prolungato fiuo a 10 settimane (circolare del 5 febbr aio 1913). Se l'eliminazione dei germi persist,e oltre questo limite, se ne dovrà rendere informato l'ufficio d'igiene. L'autorità sanitaria dovrà vigilare anche perchè le ricerche batteriologiche siano fatte pure sui tifosi curati a domicilio. Presso di noi la direzione generale della sanità pubblica riconobbe che < fra le cause che i nfl.uiscono potentemente a mantener elevata la morbilità per febbre tifoide in Italia, uou ultima è quella che l'ospitalizzazioue di tali infermi, che dovrebbe esser la regola, è invece l'eccezione, e che l'isolamento è obliato cosi nelle case private come negli ospedali, donde le non infrequenti epidemie familiari, di sala, di quartiere ~ecc. Ciò, aggiunge la relazione, si Yerifica perchè è quasi universalmente diffuso il pregiudizio che la febbre tifoide sia quasi esclusiva.mente propagata dall'inq uinamento dell'acqua potabile. È perciò che sono tenute in poco o nessun conto le altre vie di propagazione: contagio diretto, uso di alimenti infetti, mancanza di pulizia pubblica e privata >. Nessuna misura profilattica però fu imposta per sradicare questo pregiudizio e per paralizzarne gli effetti. L e infezioni per contagio -intanto continuano a far strage fra la popola.;,;ione più valida. Non è inopportuno qui ricordare che la persistenza dei bacilli in individui · che hanno sofferto di infezioni t ifoidi e pa,ratifoidi nei paesi caldi è molto superiore a quella che si osserva nelle nostre reg ioni temperate. Nell'India furono trovati 11,G % di portatori cronici , ed Aldrige i- n 190 persone trovò, dopo 6 mesi dalla defervesccnza, ancora il 3,1 % d i portatori. Devesi inoltre tener a mente, per quanto occorrano ancora ulteriori ri cerche in proposito, che l'eliminazione di bacilli d'Eberth. sia per le feci che per le urine, avviene spesso in modo intermittente. 8econdo alcuui auzi q uesti periodi di attività e di riposo nell'emissione di bacilli da parte di por tatori starebbero in relazione costante
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,col decorso delle stagioni, ciò che viene in vocato per spiegare il decorso epidemiologico delle infezioni tifoidi nelle diverse epoche dell'anno. Nella stagione fredda il bacillo t ifico pare rimanga limitato, qua.si in istato di ibernazione, alla. vescica. ed ai canalicoli biliari, e sarebbe pochissimo virulento, nel maggio poi esso riprenderebbe la sua attività patogena. In conformità a q uanLO couosciamo sulla febbre tifoidea dobbiamo regolare la nostra azione nella. profilassi delle a.lire infezioni intestinali: colera, paratifo, dissenteria bacillare e amebica. L'isolamento e la. cura dei porta.tori di bacilli costituisc0no, anche per questo gruppo cli malattia, il miglior complemento alle misure di di fesa che siam soliti adottare.
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La profilassi di questa malattia, dopo che fu accertato che i meningococchi si trovano vitali e virulenti, oltre che nel naso-faringe dei ma.lati, sopratutto in individui sani che ebbero rapporti con essi, ha seguito un'altra. direttiva. E' noto che il meningococco di° Weichselbaum ha vita molto breve .all 'infuori dall'organismo umano, e che non è trasmissibile traverso quello animale. L 'importazione della malattia per mezzo di oggetti inanimati nou è ancora dimostrata in modo sicuro. Invece nella cavità naso-faringea, specie quando vi suscita processi infiammatori di nessuna importanza clinica, esso perdura un tempo va.rio, certo molto -superiore a quello di tre settimane, che si riteneva rappresentasse il massimo della sopra.vivenza nella retrobocca. dei malati. La.sciando ancora impregiudicata la questione dibattuta se i meningococchi, guarita la malattia, facciano la via inversa di quella fatta per giungere alla meningi, cioè ritornino sulla mucosa nasale o fa. ringea, il che è reso VArosimile dalle numerose ricerche sperimentali sulla poliomielite, è fuori di dubbio che nei portatori sani essi pos- • sono persistere per 3-5-7 mesi; donde il risorgere nella stagione antunDRle della epidemia che parevasi estinta al giungere della primavera. La. meningite Mrebro-spinale, dice il Dopter, non è in realtà contagiosa ed epidemica. se non in apparenza.: non esistono epidemie di meningite, ma delle epidemie di rino-fa.ringite complica.te, alle volte, da meningite. Infatti le persone più pericolose per i vicini non sono <i m alati, poichè la loro zona di influenza morbigena è molto ristretta.
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QUANDO DE\'ONO ESSER DDIE.',SI DA I LUOGHI DI CURA, ECO.
essendo ben presto obbligati a letto e quindi esclusi dai frequenti e multipli contatti con estranei, ma bensì da i sani che albergando il germe, lo espellono e lo proiettano su tutto quanto li circonda, con la tosse, con lo stern uto, con Jf.l. parola, col bacio, coll'espettorato. Il portatori sani di meningococchi rappres,mtano g li anelli di una lunga catena che lega, in u na stessa. località ed anche in luoghi d iversi, i casi di meningite che sembrano i più indipe ndenti gli uni dagli altri, e nella quale solo i due capi estremi sono costituiti da infermi.
L'infezione trasvola nell'ombra come una lucciola che di tratto in tratto rivel9: la sua. presenza con una fiamme! la. Che se i portatori riescon o p iù dannosi dei malat i anche per il numero eccessi vamente su periore di essi, ciò non toglie cqe noi solo isolando e curando gl i infermi possiamo opporre il più radicale ri medio a lla propagazione dell'infezione. L'individuo colpito p resen t,a. il maggior numero di meningococcl1i nel la su?, faringe qualche g iorno i nnanzi che si abbiano sintomi morbosi e noi primi 4-5 giorni di malattia, ma li conserva ancora in seguito, meno numerosi bensì, ma ugualmente .virnlen ti. Lingelg heim vide che nel nel 75 °0 dei casi il meningococco era scomparso U g iorni dopo la guarigione clinica e 11 el 90 % dopo 3 settimane. Fra quelli che hanno a\·uto rapporti cli qualunque specie con gli ammalati lo stes;;o autore trovò il 15 °0 di portatori, l!--,l ngge il 70 °{,. Ma le cifre, p ur mantenendosi sempre elevate, variano a seconda della freq ucn za e della natura dei rapporti, delle manifestazioni morbose obbliganti a espellere con maggior o minor frequenza muco dalla retrobocca, della ristrettezza dell'abitazione ecc. Così Bruns e Hohn, esami nando i parenti dei curat.i a domicilio ne trovarono portatori il 50 °0 , 13ochalli, in un battaglione di fanteria d i ·186 uomini, trovò per un ammalato 42 portatori, dei quali 10 nella stessa camerata e 13 nella stessa compagnia. Dieudonné ed H osslauer trovarono meningococchi in 9 soldati di una camerata in cui erasi avuto un solo ammalato. Ostermanu, su 2.J: membri di una famiglia di un ammalato, ue trovò 17 portatori. Ronssel e Melard videro, nel X corpn d 'armata francese, la per,;entuale dei por• tatori sani variaro dal 7 a l 18 °;, a seconda del grado di promiscuità esistent.e fra i portatori sani ed i malati . Queste constatazioni ci rendono ragione dell'andamento epidemiologico caratteristico di questa malattia, e ci fanno i11tendere perch è le comuni misure prolì lattiche riescono spesso inefficaci. La chi usura di una scuola, d i un collegio dove si verificò qual che caso d i meningite cerebro spinale, e la consecutiva, accurata disinfezione dei locali, si mostrarono non di ra<lo infruttuose: riammessi,..
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dopo mesi, gli alunni, la. malattia. ricomparve, indubbia.mente perchè persisteva. qualche portatore di meningococchi. L o stesso si verificò più volte nei quartieri: lo sgombero della caserma, la disseminazione dei soldati in luoghi sani, sotto tende o in baracche, l'applicazione delle più rigorose norme di disinfez ione degli ambienti non valsero ad impedire la comparsa di nuovi casi sia. nelle nuo,•e abitazioni sia nelle vecchie dopo rioccn pate. Oggi che non si ammette più una così persistente infezioue dei locali, e che quindi a resa molto discutibile l'utilità della d ispendiosa disinfezione e imbiancatura. dl essi, si segue in casi di malattia il procedimento più razionale ed uti le di isolare i portatori. L'isolamento globale di tutti gli individui che ebbero rapporti col colpito o che solo abitavano lo stesso dormitorio è un metodo cieco, inopportuno che spesso favorisce il propagarsi dell'infezione che si vuol spegnere. In Francia., da.I 1909, ogni qual volta in una caserma si verific a.no casi di meningite, si procede ad un rapido esame batteriologico per scoprire i porta.tori, e quindi si isolano solo questi in quartieri separati. I vi essi, guidati da sottufficiali ugualmente bacillife1·i, attendono metodicamente alle istruzioni militari e fanno la usuale vita. di caserma.. Naturalmente sono impediti per qualunque ragione i rapporti con le altre truppe e con la. popolazione. Man mano che all 'esame batteriologico si riscontra che un soldato ha cessato di esser portatore, vien ria mmesso nel suo reparto. L a riammissione vien fatta. solo quando due esami, fatti ad otto gi0rni di distanza, hanno dato -concorde risultato negativo, e ciò perchè non di rado avviene che il germe sia annidato in qualcuna delle lacune tonsillari e quindi possa sfuggire ad una. prima ricerca. Nel caso debbano esser inviati in congedo, i portatori sani sono informa.ti dei danni che possono produrre infettando i fa.miliari, ed inoltre del loro stato vien data. comunicazione al prefetto del dipartimento ove risiedono, per l'opportuna. sor~eglianza. Quelli che, preoccupati dei danni del contagio, richiedono di non esser inviati in famiglia, sono ricovera.ti e mantenuti in isolamento fino a che è necessario. Nostra. prima. cura negli ospedali e nei luoghi ove accogliamo i porta.tori di cocchi deve esser quella. di raccogliere in mezzi antisettici l'espet tor ato e quanto può esser lordato con mucosità. del rino'faringe, e ciò deve esser fatto immediatamente. Attendere e. far le radice.li disinfezioni alla fine dell'epidemia e compiere opera inutile: i l meningococco, come si sa, è labilissimo abbandonato nell'ambiente ~ sterno. Questa nozione anzi è indispensabile sia tenuta presente anche
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QUANDO DEYOXO ESSER DIMESSI DAI LUOGHI DI CURA, ECC.
dal batteriologo il quale deve recarsi a prelevare direttamente il materiale per le colture, se non vuole esporsi al pericolo di veder frustrata 1~ sua opera; potrebbe accadergli infatti che il germe inviatogli in laboratorio sia morto durante il tragitto, ed egli allora incorrerebbe in errore giudicando l'individuo che fornì il mt1.teriale di esame innocuo perchè privo di meningococchi. ***
Malattie infettive a germe sconosciuto. Per le- malattie trasmissibili da germe ignoto, le misure profilattiche da osservarsi in _u n ospedale sono naturalmente alquanto indeterminate e vaghe, essendo esclusivamente fondate su conoscenze imperfette, empiriche. Perciò la maggior larghezza di vedute deve presiedere alla nostra azione su un campo così poco conosciuto, giudicando e regolandoci per affinità o· per induzione. E poichè le moderne indagini sulle infezioni etiologicarnente note ci hanno appreso l'esistenza. di portatori di germi fra i sani e fra i guariti, oltre che fra gli infermi delle singole affezioni, dobbiamo a priori ammettere ancora che ciò si verifichi per q uelle altre indubbiamente contagiose delle quali l'agente patogeno è sconosciuto. Concetto questo d'altronde da lunghi 1.nni accolto in pratica.: si isolano infatti o, pe1· lo meno, si allontanano, per un tempo vario, dalle scuole e dalle caserme i malati e convalescenti di tutti i morbi diffusibi li. Occorre solo che, al lume delle recenti scoperte, quelle m isure profilattiche troppo sommarie, siano opportunamente modificate ed allargate. Per la poliomielite, ad es., che indubbiamente deve ritenersi di natura microbica, e che può esser trasmessa per contagio dagli infermi e da quelli che li hanno assistiti, devesi tener conto che l'agente patogeno fu dimostrato risiedere nelle ghiandole salivari, nelle mucose nasale e faringea e nei loro prodotti di secrezione, ove risiede per un periodo non inferiore ai 30 giorni dalla guarigione. La. scarlattina non sarebbe diffu sa per mezzo delle squame, ma per il muco naso-faringeo, ove il virus persisterebbe attivo per 4-6 settimane e forse più, sopratutto quando esiste uno stato catarrale delle, mucose o una suppurazione. A parere di Baginsky i limiti attualmente.. stabiliti per la degenza ospedaliera dei bambini è troppo ristretto, epE:1rciò ritiene convenga creare delle case di convalescenza per i fa.n-cinlli scarlattinosi come per i difterici.
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Data la scarsa resistenza del germe fuori dell'organismo umano, qualcuno ritiene inutile, vessatoria la profilassi classica della disinfezione dei locali. Anche il virus del morbillo resterebbe attivo appena qualche ora dopo lasciato l'organismo del malato. Siegert per q nest a malattia so11tiene la possibilità della trasmissione nel periodo di invasione e di eruzione, non in quello di incubazione nè di convalescenza.. Il solo infermo febbricitante sarebbe quindi dannoso pe1· i vicini. P er la parotite epidemica fu constatata. la trasmissibilit à anche dopo 5-6 settimane. Massima importanza agli effetti del contagio hanno, in questa come in altre infezioni, i casi frusti . In un'epidemia verifica tasi in un reggimento, Ha.ury vide che, su 1000 persone dell'effettivo, ben 81 presentavano tumefazione parotidea e sotLomascellare, senza al cun altro sintomo della malattia. In un altro reggimento con un caso conclamato di orecchioni si ebbero 24 soldati portatori di t.umefazione parotidea.
*•* Questi pochi esempi di malatt ie infe ttive ad agente eziologi co sconosciuto ci confermano la ampiezza del còmpito dell'igie nista1 e ci: additano qua.li misure devono esser il caposaldo della moderna profilassi. È paradossale profondere milioni per la costruzione e mauuten· zione di ospedali modello per malattie infettive, sanatori, case contumaciali ecc., se poi si lascia c he quelli, che noi abbia.mo tenuto appartati per breve tempo, vada.no a costituire innumerevoli focolai di infezione. .\Ilo stesso modo è pernicioso il sistema in vigore nei di versi eserciti di riammetter ciecamente nelle caserme i tifosi e dissenterici g uariti ma ancora bacilliferi, o di inviare in licenza di convalescenza o in congedo quelli affetti da tubercolosi polmonare aperta. Questa misura., gretta.mente egoistica, come quell'altra. già ricordata in uso nell'esercito francese di non accogliere nelle proprie file i portatori di bacilli, ma di rimandarli in mezzo alla società ci vile, se è perdonabile forse nell'individuo che ha cura sovra.tutto di difendere la propria incolumità, non è ammissibile nell'autorità. governativa, cui devono ugualmente star a cuore tutti i componenti la società. Accordi net.t i e precisi dovrebbero perciò stabilirsi fra le autorità. civili e militari per i mpedire che le infezioni si diffondano con facilità. da un ambien te all'altro.
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Imitabile, almeno per il sano principio che l'inspira, è l'esempio della Germania. lvi non solo è imposta la J1otificazioue reciproca immediata fra l'autorità militare e quella di polizia di ogni città e provincia, della comparsa di mal.atli e contagiose - ciò che si fa. anche da noi - ma ancora le autorità militari sono tenute ad informare quelle civili del luogo di destinazione, di ogni licenza o congedo accordato a. sott'uflìciali o soldati che, dopo esser guariti di una malattia trasmissibile, siano conosciuti come portatori cron ici di bacilli, e ancora di quelli eliminati dall'esercito essendo portatori sani. Più radicale, per quanto estremamente difficile, sarebbo impedire che l'esercito accogliesse o riget.tasse persone capaci di diffondere malattie di infezione. Il primo passo sulla Yia di una profilassi realmente eflicace sarebbe quelJo di provvedere gli attuali luoghi di cura, civili e militari, di a.Itri più ampi, adatti e comodi locali di isolamento, ove coloro che sono ancora in condizione di trasmettere la malattiii della. quale soffrirono, possano esser trattenuti fin quando è necessario. Un prov\'edimento di tal gonere, in apparenza molto oneroso, sarebbe invece, anche sotto il rispetto economico, di grande vantaggio finamziario. A. parte l'incommensurabile valore morale della vita um1ma, si sa quali enormi capitali vanno perdnti a causa delle malattie. Chassevant, di recente, sostenne, alla Società di medicina. pubblica di Francia, che in Russia ed in Italia, ove la ric'3rca e l'isolamento dei portatori di bacilli colerigeni furono praticati in modo insufficiente, l'epidemia si estese, malgra.do gli sforzi di governanti e di igienisti, mentre in Germania ed in Olanda, ove fu organizzato razionalm,ent,e ed efficacemente l'inseguimento delle per.;;one bacillifere, isolando tutti quelli che erano stati in contatto coi colerosi e n<>n rilasciando che coloro i quali, all'esame delle feci, erano stati riconosciuti non portatori, non si ebbe la diffusione della malattia. Nou credo possa nascer dubbio qnali cli quelle nazioni abbia subito, a causa del colera., maggior danno economico. U rge quindi siano adottate, da parte dello Stato, dei comuni e delle amministrazioni ospedaliere, misure atte a impedire, o limitare più che è possibile, che le malattie così dette evitabili siano disseminate a mezzo dei portatori di bacilli. Firenze, agosto l!:ll:3. Mentre questo studio attendeva in Redazione il suo turno per esser pubblicato, vidi realizzarsi nei nostri ospedali militari i voti in esso contenuti. L'Ispettorato di . a.nità militare, con circolare del 22 ot.-
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tobre e 22 novembre 1913, allo scopo di impedire, nei limiti dei possibile, che i militari convalescenti di malattie infettive diffusibili costituissero focolai di infezione nelle caserme o nei paesi ove si recano in licenza o in congedo, dispone: che nei luoghi di cura gli infermi di malattie infeiltive debbono esser trattenuti fino a. convalescenza inoltrata e, quando sia. possibile, fino a che con gli esami batteriologici si possa escludere la possibilità di contagio; che i convalescenti debbono esser inviati in licenza od in congedo direttamente dagli ospedali, evitando ogni permanenza nei corpi ; e che del loro giungere nei paesi di residenza siano informate le autorità sanitarie locali. È nuovo vanto del Corpo Sanitario militare esser, ancora una volta, alla avanguardia in Italia. dell'applicazione dei pi Ìt razionali e moderni sistemi di diagnosi, di profilassi, di terapia. Firenze, gennaio l9H.
REGIO ISTITUTO DI CLINICA CHIRURGICA DI PALERMO diretto dal prof. E. TRICO)IJ
Contributo sperimentale allo studio della tubercolosi renale Per il capitano medico Amenta Antonino, assistente onorario
La quistione della patogenesi della tubercolosi renale benchè antica quanto la stessa tubercolosi, torna ad esser nuova in tutti i congressi, e le opinioni di c.linici e di patologi sono ancora tutt'altro che concordi. Alla soluzione di essa hanno contribuito molto le ricerche sperimentali. Un primo quesito che si presenta è il seguente: Esiste ii11a tube1·colv.~i renale primitù:a :ì. La risposta a tale domanda non è facile, sopratutto perchil si s1o1. che la maggioranza degli uomioi ha nel proprio organismo dei focolai latenti di tubercolosi, come è stato dimostrato da Naegelis ed altri (1), per cui, anche diagnosticata. una tubercolosi renale, ci resterà. sempre il dubbio che non esista qualche altro focolaio nell'organismo: e benchè il Kuemmel (2) abbia dimostrato nei feti non ancora a termine focolai congeniti di tubercolosi renale, ci è sempre il dubbio che essi non siano con temporanei o secondari ad altri focolai, di altri organi che l'esame macroscopico e microscopico non può escludere in modo assoluto. D'al tra parte le statistiche di vari autori circa l'esi stenza di focolai tubercolari in altri organi confermano che nella maggior parte dei casi non esiste una tubercolosi primitiva renale, ma che essa è secondaria, prodotta cioè per via. ematica da germi esistenti in altri focolai dell'organismo. Robert t3) (1875) in 30 casi trovò i polmoni affetti 28 volte, le gla.ndole addominali 16, gli intestini 19 volte, le ossa 5 volte, la milza 3, il fegato 1 volta. Kronlein ('1) in 34 nefrectomie per tubercolosi renale t rovò solo il rene ammalato 12 volte; e non esclude che anche in questi casi non vi ~ia stato qualche focolaio tubercolare negli organi interni, che l'osservazione clinica non poteva diagnosticare. Per tubercolosi primaria quindi del rene non si deve intendere già che solo il rene sia primitivamente affetto da tubercolosi, ma. che,.
CONTRIBUTO SPERIII.E:STAT,B, ECC.
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pur esistendo altri focolai tubercolari nell'organ ismo, essi sono insignificanti, ma da essi, per la. via sanguigna., può derivarne l'infezione renale, come sin dal 1885 dimostrò lo Bteinthal (5), il quale, sull'esame di 24 ca.si di tubercolo3Ì delle vie urinarie, dimostrò che la diffusione discendente di essa. ha una importanza più grande di quanto fino allora. si fosse stati propensi a credere. L'Heiberg (6} norvegese, nel 1891 confermò le idee dello Steintha.l, dimostrando che nella grande maggioranza. dei oasi la tubercolosi delle vie .urinarie comincia dal rene. Della stessa opinione sono stati Wandel (7), "Konig (8} ed altri. A lle prove anatomo-patologiche sono seguite, come era natura.le, le r icerche sperimentali : e benchè le prime esperienze di Vigneron (9), Ha.Ile (10), Du P asquiez (11) sieuo state negative, pure il Borrel (12) riuscì a provoca.re nei conigli una infezione tubercolare dei reni, sia. con iniezione endovenosa per le vie dell'orecchio, che per l'aorta di bacilli tubercolari; ed il L1uoche (13) ottenne lo stesso risultato, sia. inoculando i bacilli tubercolari nell'arteria. renale, che per via endovenosa dopo aver nutriti i conigli con ossamide che produce la litiasi negli animali da esperimento. Friedrich (14) (1899) dimostrò che si ottiene una tubercolosi bilatera.le dei reni, nei conigli per l'iniezione di bacilli tubercolari nel ventr icolo sinistro e per la carotide. . Così molti autori hanno creato sperimentalmente una tubercolosi ematogena. rene.le, specie con iniezioni, nel sistema vasJola.re ; ma essa è stata. bilaterale, miliare, acuta. Una seconda questione è la seguente: Possono i bacilli tubercolari penefrati p er via indiretta (sistema dige1·e11te, o 1·espi1'atorio) p1·ovoca1·e tma tubm·colosi 1·enale p1·irnitiva ~ I risultati dell'esperienza. sono negativi: il von Dungern (15 ) infatti, facendo esperienze sulle scimmie antropomorfe, per dimostrare l'identità. fra. tubercolosi umana e bovina., somministrando bacilli per le vie digelltive ottenne tubercolosi dei gangli mesenterici, dE:li polm oni e gangli bronchiali, ma.i dei reni e delle vie urina.rie. Dalle osservazioni ana.tomo-patologiche, cliniche e dai dati sperimentali si può dunque concludere, che nella. gmndi:ssima rnaggio1·anza d ei casi la titbercolosi 1·enale è secondaria, metastatica, cioè prodotta p e1· via ematica da focolai tube1·colari esi.~tenti in alti·e parti deU'01·ganis1110.
Tubercolosi renale nreterogena. Ma., oltre che per la via del sangue (metastatica.), la tuberco)0,:i si può propagare a.l rene anche per contiguità. e cioè da.gli organi genitali alla vescica, e da questa, per la. via dell'uretere al rene.
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CONTRlHt;TO SPERIMENTALE, ECO.
Perciò s1 è chiamata anche tubercolosi ureterogena. Le opinioni però, come era uaturélle, su questo modo di diffondersi della tubercolosi, sono discordi. Il Guyon, da molto tempo, in Francia insegna che la tubercolosi delle vie urinarie comincia dalla vescica, e, per contiguità, lungo l'uretere, per via ascendente, si diffonde sino al rene. E tale opinione sembrò confermata dall'esperienza quando l'Albarran (IG) Jegando l' uretere e iniettando al di sopra della legatura su esso i bacilli tubercolari riuscì a produrre la tubercolosi renale. Lo stesso risultato hanno ottenuto Bernard e Salomon (17) e ".ildbolz (18) ; ma, e,identemente, nell'uomo difficilmente si verifica una. condizione simile. Come prova decisi va della forma ascendente della tubercolosi uret erogena si porta l'osservazione di Albarran, il quale all'autopsia trovò una vescica tubercolare con lo sbocco ài tre ureteri. Di questi, uno era in un punto sano della vescica, ed all'esame del rene si trovò che solo la porzione corrispondente a questo uretere era sana. L'interpretazione però come si presta a dimostrare la infezione ascendente, si presta per quella discelldente, dato che l'infezione era contemporanea nel rene e nella vescica. Contro la scuola francese vi è un'altra scuola capitanata da Baumgarten (19), il quale sostiene che la tubercolosi delle 'ç'ie urinarie anche quando si propaga per continuità segue la via discendente dell'uretere, e indipendentemente da altre lesioni degli organi genitali. Il Baumgarten cercò di confortare la sua teoria con degli esperimenti. Egli iniettò dapprima culture virulenti di bacillo tuber colare nell'uretra dei conigli, ed ottenne il risultato che insorse' bensì una tubercolosi dell'uretra. e della vescica, ma mai g nella degli ureteri, del deferente e dei tegticoli. Per ottenere la tubercolosi dei testicoli era uecessaria l'iniezione diretta in essi . Dal testicolo allora la tubercolosi si diffondeva al cordone spermatico e alla. prostata, ma.i al canal deferente e al testicolo dell'altro lato. Coll'iniezione nel canale deferente la diffusione successiva è sempre ascendente alla prostata, mai verso il testicolo. Egli quindi formulò la leg~e : che la tubercolosi genito-urinaria. propagandosi per continuità segue il corso del seme, sperma e urina. I bacilli non son capaci cli mo,imenti propri e quindi debbono seguire la con-ente (sperma, urina), non ri,;a]ire contro essa (20). Ma come si spiegano i casi, come quelli dell'lsrael, in cui erano contemporaneam1mte ammalati il testi colo od il rene e la vescica era. sana; e quelli dello Stheinthal che trovò tre casi di tuber colosi renale
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con l'infezione discendente dell'uretere e della vescic:a, co11 prostata sana mentre in due casi era att.accato il deferente e le ,escichette, ed in u n caso il testicolo'.? In que_s ti casi in cui manca il tratto di unione del!e varie lesioni è più ovvio pensare ad una infezione ematogena multipla da un fo. colaio primitivo comnne, o ad una jufezi one di tappa in t8-ppa, o, infine che la diffusione sia avvenuta per la via dei linfati ci (Kummel), Le esperienze del Haumgarten furono confermate da quelle di Bernard e Salomon sugli organi urinari. Es...i non riuscirono a produrre la tubercolosi renale con l'inoculazione intravescicale dei bacilli tubercolari: e l'ottennero soltanto quando riunirono la lega.tura dell'uretra con l'inoculazioue dei bacilli nel bacinetto. Il Jacobelli (21) per lo studio dell'infezione ascendente dal rene si servi del bacillo piocianico, e del bacterium coli. Legando uno deg li u reteri e inietta.udo il piocianico in vesci('a ebbe passaggio dei batteri nell'uretere vuoto dopo sette ore, mentre nell'altro uretere funzionante non ne trovò, In quello iniettato col bacterium coli non osservò infezione nel rer1e se la legatura era ben e stretta : ebbe u na vera pionefrosi se l 'occlusione d ell' uretere non era com pleta. L'A. concl ude che la vera difesa dell'uretere è la corrente discendente : intercettando la si compie rapidamente l' immigrazione batterica. nel rene. A Itri esperimenti furono fatti da Joung e Benuecke, i qua.li coincidono di massima con quelli di Baumgarteu sugli organi genitali femminili: solo 12 volte, in 82 esperi menti, osserva1·ono una ascensione clel processo. Il Baumgarten però rispose spiegando l e ragioni per le quali si erano ottenu t i questi risultati contrn.dittorii. I mportante sarebbe stato per decidere la quistione riprodurre sperimentalmente una tubercolosi vescicale p er vedere poi dove essa si sarebbe diffusa. I risultati però sono stati sempre negativi .. Rowsing constatò che non si può produrre una tubercolosi vescicale per iniezione d i tubercolosi nella. vescica anche se si p ratjca u na. ritenzione di 24.-3(5 ore. Viceversa, nei conigli con ci,;ti te suppura.ti va e lesione strmnentale della vescica. si t rovano, in seguito a iniezione di bacilli tubercolari, gra.nnlazioni tubercolari nei reni e n ella maggior parte degli organi (tubercolosi ematogena). Cayla. (24) iniettando i bacilli tt1bercolari degli uccelli nel la vescica. e nell'uretere e legaudolo sotto ebbe risultr.ti n egati vi. Baum ga.rten, cercando di provare la tubercolosi discendeute del testicolo, pare abbia. ottenuto incidental mente lesioni t u bercolari delle v10 urina.rie infer iori e della. prostata.
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CO:'.'ITRIDUTO SPERIMENTALE,
r::cc.
Giani (20) (Congresso it. di pat. Roma 1905) non ottenne lesioni tubercolari pure avendo introdotto -nel la vescica dei conigli mediante cistotomia soprapubica dei tnbi di celloidina con cultura virulenta di bacilli tubercolari. Sa,aré (26), ritenendo che l'ostacolo all'attecchimento del bacillo tubercolare è il deflusso urinario, depose la cultura dei baoilli al disotto della mucosa vescicale scollata: egli ottenne l'attecchimento ma. evidentemente le condizioni della sua esperienza !èi allontanano affatto cla. quelle naturali. Tardo (27) infine ottenne (1909) la tubercolosi vescicale nei conigli ai q ua1i aveva fatta ingerire una pillola di polvere di cantaridina, e iniettato in vescica 2 cm. di cultura ...di bacilli tubercola.ri - lesioni nell'uretra prostatica, e nella prostata : mai però agli ureteri, reni, vescichette seminali, ai deferenti, agli epididimi, ai testicoli nonostante che questi organi si sieno trovati in condizioni di diminuita. esistenza a. causa dell'alterata nutrizione prodotta dall'azione della cantaride. Altre esperienze nel rene furono fatti da De Favento e Conforti, dal punto di vista della tubercolosi (28). Fossa.taro (29) (1909) estroflettendo la vescica nei conigli e i ntrod ucendo in uno degli ureteri una minugia sporca di materiale tubercolare, ottenne nel rene dopo 20 giorni dell'operazione una piccola zona con un granulo gialliccio che l'esame istologico rivelò essere un tubercolo miliare sottocapsulare, con ciò dimostrando quanta. paura si deve avere del cateterismo uretrale, quando la vescica. è infetta. Lo Hansen (30) (1909) esegui molte esperienze con le quali riuscì a provocare una tubercolosi ematogena vescicalfl con una contusione della vescica e con uaa iniezione sottocutanea di bacillo tubercolare contemporaneamente. Al contra.rio riuscì a provocare una tubercolosi vescicale per inoculazione diretta, sopratutto quando fu accompagnata da una ritenzione urinaria passeggera; ma il pit'.1 spesso la lesione vescicale fu insignificante ed essa non dà segno alcuno di tendenza a propagarsi attraverso gli ureteri sino al rene. Contemporaneamente con la tubercolosi vescicale ne risultò al contrario quasi sempre una tubercolosi qualche volta molto intensa. del1'otricolo prostatico e della prost.ata. I n un caso una tubercolosi renale risultò da.Il ' iniezione nell'uretere combinata con la legatura. Heitz-Boyer, (31) all'associazione francese di urologia nell'ottobre 1910 (Parigi) ha ammesso un'origine doppia di infezione nel rene: si avrebbe dapprima una propagazione della malattia per via ematica.
CONTRIBUTO SPERIM ENTALI<;, ECO.
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(discendente), c10 che oggi è ammesso da quasi tut.ti i patologi; e in seguito, a. ca.usa. dell,elimina.zione dei bacilli, si stabilirebbero lungo le vie escretorie delle lesioni che porterebbero a. dei fatti di sclerosi stenosante delle stesse vie e per ritenzione naturale dei prodot.ti di eliminazione, come ultimo fatto si avrebbe una 'i nfezione seconda1·ia a.scendente ureterogena. Ora la stessa teoria discendente o sanguigna, ammessa dalla maggior parte degli autori, non spiega il perchè della localizzazione unili.tera.le possibile dell'affezione: ciò si spiegherebbe con la teo1·ia dell' infezione li1l fa fica pe1· 'Via 1·etrograda. Questa t<?oria venne difesa. nello stesso congresso dal dott. Brongersma (Amsterdam) (32). La teoria di Heitz,Boyer si presta bene per spiegare i casi nei quali al tavolo anatomico si riscontrano punti stenosanti, e nei quali per tale modo si stabilisce un ristagno che crea una vera infezione ascendente secondaria con lesioni distruttive dall,alto in basso. La stessa teoria. era stata ammessa e presentata due anni or sono a.I Congresso internazionale di Parigi dal Rowsing.
E1Jpe1·ienze personali. Pure ammettendo con la maggiore part,e degli autori l'infezione ematogena discendente, ho voluto controllare sperimentalmente la teoria ascendente ureterogena.: non già impedendo completa.mente come fecero Albarran e gli altri autori, il decorso delle urine, con la lega.tura completa dell'uretere, e l'iniezione di bacilli tubercolari nel bacinetto renale, _in modo da creare un ristagno completo che certamente doveva port are un' infezione locale che avrebbe dovuto necessariamente ascendere, ma ho voluto creare un ristagno parziale, che pur non impedendo il deflusso completo delle urine favorisce lo sviluppo in sito dei bacilli e · la loro a.sconsione lungo le vie canalicolari renali. Perciò ho pensato di scovrire il rene nei conigli, aprire la capsula. adiposa e dopo avergli fatto eseguire una torsione sull'uretere fissarlo alla massa muscolare saorolombare in modo che il polo inferiore diventi superiore. (Nefropessia alta Tricomi) . Per la inoculazione mi son servito di una cultura di bacilli tubercolari di virulen:r.a elevata. in modo che un'ansa uccideva una cavia dopo 16 giorni dell'inoculazione. 1"' serie di espe1·ienze. Un'ansa di patina di cultura in agar glicerinato fu stero perata in 6 eme. di brodo, e di essa fn iniettato un eme. per via sottocutanea a quattro conigli di esperienza; contemporaneamente si inietta ad
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COX'J'IIJBl"TO SPEIHM EXTALE, E CC.
essi rier via sottocutanea 1/ , cent. di tintura di cantaridina Me rk (1 centg. di cantaridina in 20 eme. d i alcool ed etere). S'è avuta n ello stesso giorno ematuria intensa che è seguitata per due giorni, q uindi l'esame delle orine ba rivelato una uefrite desquamativa acuta, all:,uminuria, cilinclruria, che è cessata dopo otto giorni. Dei quattro conigli, due sono morti nei primi tre giorni successivi all'iniezione, gli altri due sopravvissuti sono morti dopo circa quattro mesi con t utti i caratteri della tuber colosi da inoculazione, diffusa in tutti g li organi. Nei reni però non si trovarono tracco di tubercoli. :!" 8erie di f.~pe rienze. A quattro conigli da. esperienze si è scoperto il rene dalla regione lombare e dopo avergli fatto compiere un mezzo giro capovolgendolo sul suo asse, si è fissato con punti di catgut alla massa muscolare sacro-lombare ; quiutli si è fatta nu' iniezione di un eme. di cultura pura di bacilli tubercolari nell'uretere così contorto e che dove,a in certo modo ostacolare il deflusso dell"oriua. I due primi conigli furono sacrificati rispettivamente dopo uuo e due mesi dall'iniezione; gli altri due morirono con tutti i sintomi d tllla t ubercolosi ~perimeutale generalizzata dopo ci rca. sei mesi . Nel 111 e 11 el :2° coniglio così trattati e sacrificati si trovò assieme con granuli grigi nei polmoni e tubercoli degli organi genitali \ te· sticoli) allche dei piccoli granuli giallastri sulla superficie esterna del rene. I pezzi della sostanza reuale dove erano tali alterazioni furono fissati e in<luriti in alcool ed in liquido di Zenker e le sezioni Yennero va.rirunente colorate (ematossiliua ed eosina, picrocarminio, r e sorcina e fucsina, ecc.). Nelle oriue di essi raccolte a varii i ntervall i furono trovati con la colorazione Ziehl Nelseu i bacilli di K ock ,;ia liberi che inglobati dai leucoci ti, cilindri ialini, loncociti ed elemen ti renali. In quelli morti dopo cin:a G mesi si trovar ono gangli calcificati e tubercoli diffusi specialmeute a i polmoni, al mesenterio, ai testicoli . La vescica fu trovata sana in tntti i conigl i d ella prima e della seconda. esperienza. Anche nella prostata non si riscontrano notevoli losioD i. Reni. - Il rene destro nel cui uretere fu fatta l'ini ezione di bacilli tubercolari dopo la torsione si presenta a lquanto ingrossato e d i colori Lo pinttosto pallido : il bacinetto è alquanto dilatato: sulla superficie convessa di esso si osservano dei puntì grigiastri grossi quauto una testa di spillo circondati da una zona di tessuto di colorito piil carico del resto della superficie. Alla superficie di tagli o si nota che la consistenza. normale è alquanto diminuita : il limite fra le due sostanze corticale e midollare è meno manifesto : la capsula renale e
CONTRIIlUTO S PERIMENTALE1 ECC.
alquanto ispessita. e difficilmente si distacca dalla. sottostante so11tanza rena.le ; il ba~inetto è pieno di urina torbida. e qua e là la superficie della mucosa presenta. delle desquamazioni. All'esame microscopico delle sezioni delJa. zona. corticale dove si trovarono i noduli grigiastri si nota un'abbondante infiltrazione pa.rvicellula.re (cellule linfoidi) (V. fì.g. l") tutto a.Il' intorno al focolare tubercolare: i canalicoli urinari sono in parte compressi tra di loro, in parte spostati, ora di am piezza_norma.le, ora ristretti, ora allarga.ti: l'epitelio è alqua nto torbido e_·tumefatto: i nuclei sono debolmente
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Fig. 4•. Taglio di rene di coniglio tubercoloso. Oculare I, obb. 7 Kar islka. - Zoo.a glomerulare. Nel mezzo si osserva un. grosso tubercolo io. via di caesillcazloo.e.
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pighi sono retrat ti e stacca.ti dalla loro capsula.; e lasciano attorno a sè un largo spazio vuoto. Mentre attorno ai noduli tubercolari si può notare l'infiltrazione parvicellula.re, a.l centro del nodulo è scomparsa. ogni figura cellula.re eJ è ripieno di una. massa. amorfa ca.seificata, n ella qua.le non si vedono tracce di cellule giganti. Osderva.ndo a. più forte ingrandimento lo stesso preparato si notano le sezioni trasversa.li dei tuboli contorti di 1° e 2° ordine dei qua.li alcuni conserva.no ancora nettamente il doppio contorno e fra. essi una. sostanza finemente granulosa, mentre altri hanno perduto tale colora.bili, il protoplasma affatto non si colora. I glomernli di Mal· 4 -
GI-Ornaù df medicina mililan. -
Fase. I.
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CON'l'RIBTTO SP1rn n1 ENTALE, E CC.
aspetto e presentano nel loro spessore delle grosse cellule a protoplasma granuloso poco tingibile: sono cellule epitelioidi il cui raggrnp• pamento dà luogo ai noduli tubercolari notati. Tali noduli li ho osservati nella zona corticale o glomerulare, tutta.via anche nella zona cosidetta midollare o dei tubuli retti e delle anse di Henle ho notato spesso delle cellule cilindriche epiteliali che ipertrofizzate e venendo in contatto tra di loro ostruivano quasi completamente il lume dei canalicoli stessi. Quanto alla ricerca dei bacilli tubercolari nelle sezioni benchè le avessi tenute nel liquido di Ziehl per 8, 10 ore, e quindi decolorate con acqua acidulata, procurando di fare anche la doppia colorazione col metodo B orrel, immergendo prima i tagli in ematossilina, non li potei mai riscontra1·e : però lo stesso risultato ottenni colorando nello stesso modo dei tagli di rene tubercoloso umano asportato in clinica e sulla cui natura nessun dubbio poteva esistere: come nessun dubbio può .esistere sulla natura delle lesioni riscontrate nei reni <lei m iei conigli iniettati di culture virulente di bacilli tubercolari: la verità si è che la co lorazione dei bacilli tubercolari nei tessuti è cosa alquanto difficile, specie quando i focolai tubercola ri e quindi anche i baci Ili sono scarsi. T esticoli. - Le al terazioni avvenute nei testicoli dei conigli della seconda·esper ienza sono stati ancora molto piti notevoli: già all'esame microscopico entrambi i testicoli notevolmente aumentat i di volume presentnno numerosi e grossi noduli g rigio-giallastri nella loro superficie: infiggendo un ago in e;;si si poteva esportare della sostanza nettamente caseosa : anche l'epididimo ed il dofereut.e in vicinanza di esso erano ingrossati eri pieni di liquido torbido per infì Itrazione leucocitaria. l'e.~ame 1nic1·oscopico. (V. fig. 2n) rivela che tanto i canalicoli dell'epididimo quanto quelli dei testicoli sono cosparsi da noduli tubercolari: anzi questi han no distrutto le pareti dei canalicoli e formano degli ascessi ripieni di pus caseoso, con pareti irregolarmente sepimentale, simili a caverne: i noduli che non sono ancora completamente cascifìcati presenta.no l'aspetto di perle epiteliali, a strati concentrici. Anche il canale deferente è invaso dal processo tubercolare in prossimità dell'epididimo, e presenta ispessimenti dovuti a noduli che s i sviluppano nella sua parete fra la mucosa e la muscolare, e alcuni :;i ulcerano e versano il contenuto di pus ca~eoso nel lume del canale spermatico. Non riscontrai gravi alterazioni e formazioni di noduli tubercolari nella prostata, nelle vescicole seminali, nella vescica, dell'uretere e 1101 r ene del lato opposto.
OONTRIDUTO SPERIMENTAT,E, ECC.
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Come spiega.re le lesioni da me riscontrate, contemporanee nel rene e inentrambi i testicoli? Le altera.zioni della sostanza renale e la forma.zione di noduli tubercolari dal lato stesso dove era stata fatta. l'iniezione di bacilli tubercolari nell'uretere contorto pel suo asse e che in certa guisa impediva il .deflusso delle urine, e crea.va un ristagno di es!:Ja. sono indubbiamente dovute ad infezione ascendente canalicolare: i bacilli tubercolari privi di movimento proprio e non trasportati in basso lungo l'uretere dalla corrente dell'urina hanno soffermato con essa nel punto stenosato dell'uretere e ivi si sono prima moltiplica.ti: quindi sollevandosi con l'urina stessa che ristagnando
a___ _
Fig. '!".
Taglio di lcsticolo di coniglio tubercoloso. Oculare 2, obi>. 7 + Karlstka. - a) Tessuto testicolare normale; b) tul>crcolo caseUlcato circondato da una zona di lnllltraiione parvicellularo.
avrà disteso il bacinetto, ed i calici renali, sa.ranno arrivati alla. sostanza. renale ascendendo per i canalicoli retti e lungo gli spazi linfatici e soffermandosi nei punti dove minore era la pressione, e precisamente nei canalicoli contorti di primo e secondo ordine e presso la .zona glomerulare, dando luogo alla formazione dei noduli dianzi descritti, Questa. teoria dell'infezione ascendente ca.na.licola.re che ~molti hanno voluto negare e sopratutto il Baumgarten che concluse che l'infezione tubercolare non può mai avverarsi in senso inverso alla corrente del secreto ed a qtiella linfatiect, in realtà non solo è com-
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CONTRIBUTO SPERIMENTALE, ECC.
provata. da queste esperienze e da quelle di Alba.rran, Bernard e Salomon e altri che però ricorsero alla. legatura dell'uretere; ma esiste anche nell'uomo e si determina. tutte le volte che esiste un impedimento al deflusso delle urine, ciò che può determinarsi per molte ca.use, o nei casi in cui la vescica. è)nfetta, per cui p. es. il Tuffier (33) ritiene che quasi tutte le tubercolosi del rene dell'altro lato siano determina.te da un'infezione a.scendente. Per spiegare questi fatti si presta la teoria di Heitz-Boyer, secondo la quale si avrebbe dapprima una propaga:.1ione per via ematica (discendente) e poscia quando in seguito alla irritazione causata dall'eliminazione dei bacilli ~tubercolari si siano stabiliti ulcerazioni e fatti di sclerosi stenosante lungo le vie di secrezione, per ritenzione di essi avviene una infezione seconclaria~ascendente u?"eterogena. Come spiegare la infezione tubercolare di entrambi i testicoli e degli epididimi? Ciò sembra un fatto strano, non avendo avuto infezione della vescica, dell\uretra e della prostata, nè del rene dell'altro lato ed è completamente in contra.dizione alla teoria del Baumgarten: il quale non l'ottenne mai infettando la vescica e l'uretra con sosta,nza e bacilli tubercolari: mentre al contrario riuscì in tutti i casi a determinare una tubercolosi del deferente e della prostata cou iniezion& nel testicolo, malgrado che con la legatura del tratto centrale del canale deferente si escludesse la possibilità dell'infezione diretta nei suoi punti più alti. Non trovò però mai affetti da tubercolosi uè il deferente nè il testicolo dell'altro lato. Non possiamo quincli pensare ad una tubercolosi discendente perchè per lo meno avremmo dovuto tro,are alterazioni nella prostata: la. tubercolosi contemporanea dei testicoli dobbiamo quindi spiegarla come una infezione metastatica per la via del sa1,gue, nello stesso modo corno si spiegano le metastasi al polmone, alla milza, al fegato ecc. dal focolaio tubercolare dell · innesto stesso o del rene infetto.
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a:c *
Dalle mie esperienze, benchè nun sienu molte, mi sembra cli poter trarre lA seguenti conclusioni: 1° Che nei conigli nei quali si è determinata una nefrite desquamativa acuta con iniezione di cantaridina, iniettando una cultura pura. di b. tubercolari si ottiene una infezione tubercolare diffusa in tutto l'organismo, mai una localizzazione renale. 2° Che nei con ig li il cui rene è stato contorto sul suo asse e fissato alla massa lombare, un'iniezione di bacilli tubercolari nello
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uretere determina una. tubercolosi renale ascendente ureterogena limitata. a.l rene dello stesso lato. 3° Che nei conigli così trattati drJpo un periodo di tempo più lungo (sino a 6 mesi) la localizzazione renale si diffonde e si ottiene una tubercolosi degli altri organismi interni. 4° Che contemporaneamente alla tubercolosi renale ascendente ureterogena si è ottenuta. tubercolosi a forma caseosa di entra.mbo i testicoli, senza. lesione vescicale. 6° Che tale tubercolosi testicolare bilaterale deve spiegarsi come una infezione metastasica. sanguigna. BIBLIOGRAFIA. (1) CMPER (citato da). - Zur Diagnostik und.Therapie der Nierer~tuherculoae. Deutsche Medizin Wochen,schrift, 1904. (2) KuEMMll:L, - Ueber die /riihzeitige Operation Niere11tuberculose. - Archiv f. Klin Cbirurg., 1904, v. 74. (3) RoBERTS. - Trattato pratico :del le malattie renali ed urinarie. - Trad. di L. Bianchi, Napoli, 1878. ( 4) KnOELEIN. - Niercn tubercolose 1md die Folge. - Archiv. f. Klinis. Chirurg., 1904, v. 73. (5) ST.B:INTllAt.. Ueber die tuberkiiloee Erkranf(lmg der Niere ecc. - Virchow Archiv. Bd. 100, p. 81. (6) H ~BERO, - Die pri111iire Urogenital tuberc11losc dee Manne, und Weiber. Virchows Festsohri(t, Bd. 2. (7) W.a.NDEL. - Ucber Nierentidierculose. - Diss. Breslau, 1898. (8) F . KO?.,o-B.a.uMGARTF..N. - E:vperimente uber Hodenttd>erkuloee. - Vertr, d. d eutschen Gesellsch f. Chir, 1901. (9) V10NERON. - Thùe de Paria, De l'inlervention chirurgicale dm~ lee tuberculoaes du re~n. - 1892. (10 ) H..A.LLE et UMLOTZ. - A 1males dea tnaladics dcs organes gen . 1,r. - 1904, n . 3 e 4. (11) D u P .ASQUIEZ, - Contribution l'étude de la tub. ren. - Thèse de Paris, 1894. (12) BoRREL, - An11alce de l'lnetit11t Paeteiir. - 1894. (13) LAROCRE. - De la tub. prim. dii rein. - Thèse de Bordeaux, 1890. ( 14) FRtEDRICH. - Deutache Z eir.achr. f. Ohir. - Bd. 53, 1899, ( 15) Vo:)I DuNOSRN. - B eitràge zum T uherculoae mittels Ut1tereucfwngen iiber antropomcrfen AUen. - Miinohen Med. Woch., 1906. ( 16) ALBAn:RAN. - C'omptee rend11a du la Soc. de Biologie. - 1891. ( 17) Bli:RN ARO et SALOMON. - Ètude expérimentalc de léeions r~twlee provoquée par le bacule tuberculcuse. - Annales des maladies des org. gen. ur., 1906. ( 18) VrLOBOLZ. - Uber diagnose und Beliandlung der N ieren '.und Blascntuberc11,, loae. - Idem. 1905, e in Folia Urologica, 1907, ( 19) B.a.u.11>1GARTEN und Ka.a.E~t&Rs - Experimentelle Studien iibtr H istogeneee tmd Awbreitung der Urogenitaltuberculoee. - Arbeiten a. d . patol. Insti tut zu Tubercugen, v. 9.
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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE Capitano medico dottor prof. 0001 00001111,1, già assistente onorario alla Clinica chirurgica di Roma. - Le autoplaatlohe outanee deglt organi cari addomlnali. - Un volume di pag. 186 con 2-2 tavole allegate al testo. Questo lavoro che il capitano medico dott. Oddi ha presentato quale dissert.azione sperimentale di libera docenza in patologia speciale chirurgica presso la R. Università di Roma è un accurato e minuzioso studio di attualità col quale egli ha preso in esame le plastiche cutanee dello stomaco, intestino, della vescica e dell'esofago. L'A., dopo essersi soffermato alquanto a trattare della anatomia macro ti mi. croscopica della cute, mettendo in specie in rilievo la sua origine embriologica in rapporto alla origine embriol,ogica dei vari tessuti costituenti le pareti gastriche, intestinali e vescici1.li, passa a tratt11.re minutamente in una seconda parte del lavoro delle plast iche cutanee in genere in uso nella comune chirurgia, delle plastiche nascoste e della chirurgia e plai:;tiche dello stomaco, vesci.ca ed esofago. Tra.scrive in una terza parte del lavoro le numerose osservlizioni macroscopiche ed istologiche fatte durante il periodo di esperimento, soffermandosi sul diverso comportamento della cute nelle a utoplastiche del tubo gastroenterico eia quelle della vescica urinaria. R ileva come l'innesto libero per attecchire non deve soggiacere all'azione dissolvente dei succhi gastroenterici e come solo siano possibili le plastiche cutanee nello stomaco e nell'intestino a peduncolo nutritivo. Nella vescica, ment!'e per l'innesto libe?o assistiamo ad un processo di degenerazione e morte del lembo e di sostituzione quasi totale con connettivo di nuova formazione, nell'innesto a peduncolo è facile convincersi che il lembo conservato in tutti i suoi elementi istologici ha subito lo a.ddattamento alla nuova funzione e già la perdita completa delle produzioni pilifere, l'avanzata atrofia delle glandole sebacee e dei bulbi, la modificazione morfologica degli elementi epiteliali, stanno n comprovarlo. L'A. inoltre ha luminosamente dimostrato la possibilità della ricostruzione di una neovescica, che pur non avendo le proprietà. devolute alla tunica muscolare, potrà raggiungere quasi la capacit.à della normale dando agio di contenere nella cavità dell'addome un serbatoio orinoso continente, L'A. ha studiate pure la possibilità. di una ricostruzione cutanea dell'esofago e dopo un'ampia dissertazione scientifica sulla funzione del canale esofageo asserisce che confermando le esperienze di altri autori, la costruzione di un tubo esofageo cutaneo è possibile e di facile esecuzione, e che é anche di possibile e certa riuscita il suo innesto diretto e<l immeruato alla cavità gastrica mediante una porzione di neo-esofago intra.ddominale che evita al viscere aderenze perniciose e che dà al neo tubo la possibilità di sboccare nella sacca dello stomaco
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RIVISTA DI OHffiURGIA GENERALE
con una curva dolce, mentre la mucosa gastrica. convenientemente trattata si cicatrizza e si dispone in modo da costituire in corrispondenza del nuovo cardia.s una chiusura valvolare. L'A. dopo a ,·er dato, c6lla ri produiione dei pezzi anatomici ottenuti e delle taYole raffiguranti i relativi preparati istologici, ragione delle osservazioni ed afferm11zioni da lui fatte, in merito alle autoplastiche cutanee dei visceri cavi addominali, pone fine al lavoro concludendo che le a.utoplastiche cutanee a lembo peduncolato sono fattibili negli organi cavi addominali e che il loro attecchimento effettuasi abbastanza rapidamente; mentre la autoplasti ca cutanea ad in• nesto libero, possibile per la vescica urinaria, è inattuabile per lo stomaco e per l'intestino. Certamente gli esperimenti e le osservazioni fatte dal dottor Oddi sono del m assimo interesse e per quanto egli non creda. di poter fin d'ora trn-ttare delle applicaz.ioni pratiche cliniche di quanto sugli animali sperimentò; pure è da sperarsi che la moderna chirurgia in genere e la chirurgia di guerra in specie, possano avvantnggiarsi delle osservazioni sperimentali fatte dall'autore sugli animali. o_ V.
Leltfaden der pr&ktl•ohen Krleg aohlrurgl e, per il Dr. WALTER voN OET· TtNG!i:N, Spezialartz filr Chirurgie in Berlin, S. Z Chefarzt des Livlandischen Feld la Zaretts im russisch-Japanischen Kricge. - 1 volume in 16°, di 384 p., con numerose figure intercalate nel testo. Il lavoro accurato costituisce una pregevole opera della quale riteugo non esista altra nella lettera.tura medico-chiru1·gica. L' A. con fine intuito e pratica utilità ha, come lo stesso titolo del lavoro sta ad indicarlo, compilato non un vero e proprio trattato di chirurgia di guerra; ma una pratica guida che certo dovrà essere molto apprezzata dai medici militari di tutte le nazioni e che potrà essere loro di grande aiuto. L'A. prende in esame minuta1nente in rapporto alle singole regioni anatomiche le varie lesioni che in esse possouo osservarsi e dopo averne descritta la. sintomatologia e la evoluzione passa ad esaminare successivamente i feriti al posto di medicazione e negli ospedali da campo, discutendo delle indicazioni terapeutiche che possono presentarsi e descrivendo dettagliatamente e con convin· cente discorso le indicazioni operatorie. L'A. si intrattiene anche in modo speciale sulle ques tioni inerenti allo sgombero dei feriti ed in un ultimo capitolo parla in modo succinto degli esiti defin itivi delle descritte lezioni . Egli tratta di tutti i su riferiti argomenti sorretto dalle poderose vedute scien• tifiche e dalle osservazioni fatte durante le ultime guerre. Il h1voro ordinato, è reso ancora più chiaro dalla razionale e pratica disposizione delle numerose incisioni e non offre difficoltà alcuna anche per coloro che stimassero opportuno portarlo seco in campagna, allo scopo di usarne per le eventuali consultazioni. 0DDI 0DDONE.
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RIVISTA DI OCULISrr ICA Sul modo oome viene praUoata roperastone 41 Oouohing nel 8u4-In4la. - (Tlte Hophthall!lic Review, set-
Tenente colonnello medico E LLIOT. tembre 1912).
L'A., che è direttore dell'ospedale oftalmico di Madl·i,s, in India, mette in vista l'enorme danno arrecato all'umanità sofferente dai praticanti indigeni (t1idiani), che operano la cataratta in modo affetto primitivo, eseguendo la reclinazione quanto mai imperfetta e senza alcuu' idea di antisepsi. Tal fatto è tanto più doloroso, in quanto che la cataratta generalmente colpisce gli individui nell'età della loro piena nttività ; essi cosi, passa ndo pel praticante, tra la credulità e l'ignoranza, si riducono in uno stato, al quale la morte è forse preferibile. L'.A. pubblicò già nel 1906 l'esito di i25 casi di c11ti,ratta così operati in individui che in see;uito 11,vevano chiesto ricove,..o all'ospedale oftalmico di Madras; ora porta questa. cifra a 650 casi, ricovera.ti nel periodo di 8 anni. Di tutti questi pazienti circa il 30 p. 100 venivano visitati all'ospedale oftalmico nei primi sei mesi successivi all'operazione, gli altri erano stati operati d,~ 1 a 10 anni primn del ricovero nell'ospedale stesso. Nel J,94 p. 100 si trattava. di individui al disotto di 36 anni, nel 69 p. 100 di inùividui dai 4.0 ai 60 anni. Solo nel 10,69 p. 100 il V era. uguale ad un terzo o più, nell'!l,05 p. 100 era di un quarto ad un decimo, nel 9,6.J. p. 100 di un decimo ad un cinquantesimo, e ~el 7,05 p. 100 solamente le dita poteva.no esse1·e contate a 60 centimetri o meno Ne1l11 grande maggioranza dei casi la vista si era a bbas:mta poco ùopo l'operazione: nel 35,76 p. 100 era sopravvenuta. iride ed irido·ciclite, nell' 11,05 p. 100 gla ucoma, nell'B,94 p. 100 la dislocazione del cristallino era i mperfettii per incompleta lacera;r.ione del ligamento sospensorio, nel S,63 p. 100 seguiva distacco retinico, nel 2,59 p. 100 neurite ottica, nel 0,49 p. 100 retinite pigmentosa e punctata, nell' l,U p. 100 retino-coroidite, nell' 1,18 p. 100 opacità del vitreo (S Msi consecutivi ad infezione del tratto ureale e 2 ad emorragie del vitreo; ma l'A. pensa che l'emorragia si sarebbe notata in un più grande numero di casi ove lo stato della pupilla avesse potuto sempre permettere di esaminare il fondo), nel 0,23 p. 100 si trattava di anomalie in dipendenza dell'operazione o congenite nel 3,53 p. 100 mancavano i dati ·per potere determinare la. natura della lesione. Nella maggior parte dei casi nei quali era succeduta irido•ciclite, quest a si era manifestata. pochi giorni dopo l'operazione; iu qualche es.so invece era. sopravvenuta dopo un lungo periodo di tempo (B, 7 ed anche 10 a nni dopo). I n qualche Mso si era manifestata anche oftalmia. simpatica.. Anche nei casi nei quali erano seguiti attacchi gla ucomatosi, questi, salvo qualche eccezione, si erano manifestati qualche giorno dopo l'operazione e per la mnggior parte erano stati secondari ad irido-ciclite. Inoltre è a ritenersi che in 10 casi il praticante abbia scambiato per cataratta un'atrofia ottica o qua nto meno non abbia riconosciuto quest'affezione e lo stesso è a dire per 6 casi di corioretiuite, 1 di re·
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RIVISTA Dl OCULlSTIOA
tinite pigmentosa, 1 di -retinitis albenscens punctata, 11 di glaucoma. e 4 di dista.eco retinico. Quanto alla durata della visione, nei 45 casi nei quali si era ottenuto un relativo successo, i n 29 la reclinazione era stata praticata Lla meno di due anni, in 9 da due a tre unni ed in 11 da tre a dieci anni avanti. L'A. contrappone a questi risultati quelli ottenuti nell'ospedale oftalmico inglese anche rimontando al periodo nel quale non ern stato introdotto l'uso di una. rigorosa antisepsi : nel 96 p. ! CO si è avuto il ricupero della vista; in 2 solamen te il risult,oto è stato deficiente ed in altri 2 negativo; in confronto dunque si h11 da parte dei praticitnti indigeni ,una perdita del 60 p. 100 degli occhi. L'A. dice che ha avuto una grande ripugnanza ad intervenil"e in tutti questi casi; vi è infatti il rischio di un'esplos ione settica, della quale la vera responsabilità è dovuta alla prima:operazione. Trrttta infine l'A. n propos ito di riuesti casi la questione se, come alcuni pensano, la permanenza del cristallino nella. ca.mera vitrea apporti alterazioni retiniche, ·ma l'A. in tutti i casi esaminati non ha mai potuto rilevare lesioni cara tteristiche che poteyano mettersi in rapporto alla reclinazione. Solamente ha })Otuto notare un maggior risalto dei vasi coroidei, evidentemente dovuto all'assorbimento del pigmento retinico, ed egli pensa ch'è forse q uesto fatto che ha indotto alcuni a credere che la reclinazione possa essere seguita da disturbi <'l a parte della retina che sono stati messi in rapporto a quelli che si osservano nella. retinitis pigmentosa sine pigmento. Però, come l' A. fa. nota.re, q uesto riassorbimento del pigmento retinico si verifica anche in altre circostanze come nella miopin, ed inoltre nei casi di cat.ara tta reclinata il llisturbo sopra.detto non si accompagna alle alterazioni d ella papi!);, e dei vasi che sono caratteristiche della retinite pigmentosa, nè a cecità notturna. Ritiene perciò l'A . che questa. speciale pigment,1zione si debba attribuire ad un'anomalia fìsiologica, che in certi cas i accompagna lo sviluppo della cataratta indipendentemente dal metodo operativo e che probabilmente si deve mettere in rapporto a cambia menti metabolici profondi che si avverano forse nello sviluppo stesso della. catarat ta. A s ostegno di questa tesi l'A. ricorda che la cianopsia è disturbo frequentemente accusato dai convale!Scenti di cataratta in India.
8. CA.LENDOLr.
RlVISTA DI MAU TTIR HNERER E DELLA PELLE L . w. HAnn1sox. vero bre Hl13).
D 8laoogeno nella gonorrea. -
(The Lancet, 15 no-
< Filacogeno i. è il nome dato da una serie di soluzioni di prodotti batterici preparati secondo le indicazioni del dott. A. F. Schafer di California, che ne è l'inventore. Secondo Schafer ogni malattia batterica è dovuta a infezioni miste. Il mic roorganis mo al q uale la malattia è generalmente attrilrnita, può essere prep onderante ; ma gli altri hanno anch'essi una parte importante nella produzion e dei sintomi. Ciò stante nella cura bisogna avtir di mira il ger me specifico e le associazioni batteriche. L'A. si serve appunto di u11a mescolanza a pari.i ug uali Lli
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RlVISTA DI MALATTIE \'E~EREE E DELLA PELLE
un filacogeno fondamentale ottenuto mettendo insieme i :filtrati di ve.rie culture (stafilococco piogene, streptococco piogene, bacillo piocianeo, diplococco della polmonite, bacillo del tifo, bacillo del colon comune, bacillo della difterite, strepto· cocco reumatico, e streptococco dell'eresipela), e di un filacogeno specifico (eresipeln, gonorrea, polmonite, reumatismo). I filacogeni non sono dei vaccini perchè non contengono batteri solidi, ma somigliano piuttosto alle tossine che si usano per preparare le antitossine. Il filacogeno della gonorrea si può somministl"ll,re per via. sottocutanea. o en· dovenosa.; il metodo intramuscolare non è raccomandabile. Per via sottocutanea si comincia con 8-5 e.e. e si aumenta gradatamente fino a 10, 15 ed anche 20, Per 7ia endovenosa si comincia con 0,125 e.e. e si arri va a 1 e.e.; si può spingere la dose fino a 5 e.e.: [ma bisogna fare attenzione alle reazioni troppo forti. L'intervallo fra una iniezione e l'altra deve essere di 24 a 48 ore. La reazione locale abituale consiste in dolore che può disturbare anche il sonno; la reazione generale dipende dalla dose, dall'infermo e dal metodo di somministrazione; essa consiste in brivido a cui segue elevazione termica. Vi è spesso anche cafalea che può essere anche grave. L'A. ha t rattato col filacogeno 16 casi, di cui riferisce la. s toria clinica; e tra essi un caso di artr ite gonococcica e 10 di epiclhlimite. Egli hn notato innanzitutto un miglioramento nel sintoma dolore, che è specialmente evidente nell'artrite gonococcica, la cui durata fu anche abbreviata; nessuna modificazione del decorso fu in~ece notata dall'A. negli altri casi. L' A. ha fatto anche uno. lunga serie di ri,:erche per stabilire se il siero di sangue di infermi con gonoreea produce la deviazione del complemento in presenza del filacogeno come antigene; ma non ha mai avuto risultati positivi. B. BALESTRA.
RIVIS'rA DI MEDICINA LEGALE R.
CHARPEJSTJER.
Allenaslone mentale e orlmlDalltà. -
(Encéphale, 10
aprile W18). In questo interessantissimo lavoro l'autore studia gli 801 alienati ricoverati d'ordine delle autorità giudiziarie o ammin istrative nel qujnquennio 1905-09, in seguito a reati diversi, ai quali segui perizia psichiatrica od anche, in primo tempo una condanna. Mi limito a riportare i dati del lavoro, che l'A. hit catalogato in due serie, de. una parte distribuendo i reati nelle varie forme morbose, e dall'altra le varie psicosi in rapporto alla naturn. dei reati, (è bene ricordare, come avverte l'A., che gran parte dei casi dingnosticati di debolezza mentale con degenerazione sono di demenza precoce, e molti di quelli di indebolimento mentale in adulti sono di para lisi progressiva iniziale; infine molti rei alcoolisti, che ebbero la semi-infermità mentale e non furono internati, o nei quali il trascorso alcoolico passò inosservato, non figurano nella statistica dell'autore). Nel lavoro si trova una doppia classificazione: i delitti vari disposti secondo le varie forme mentali, e queste ultime in rapporto etiologico dei vari delitti.
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RIVISTA DI MEDICINA LEGALE
Cominciamo con quest'ultima, che esamina e per ciascuna forma. dl reato le forme morbose menta li riscontrate: (tengo conto della frequenza maggiore di reati o di forme morbose): A) ribellione oltraggica. agli agenti di pubblica sicurezza: alcoolismo cronico a forma varia 42 casi, degenerazione e debolezza mentale S, per lo più s'intende demenza precoce, delirio di persecuzione 5, paralisi generale 2, in tutto 60; B) degradazione di monumenti: alcoolismo 6, in tutto S; · O) vagabondagg io: alcoolis mo 135, degenerazione e debolezza mentale 58, pa• ralisi generalti 46, d elirio di persecuzione 33, imbecillità H:!, demenza senile 15, epilessia 12, melancolia 10, mania 7, d'indebolimento mentale 5, in tutto 341 casi; D) omicidio volontario (consumato o tentato): delirio di persecuzio11e 15, alcoolismo 11, melancolia 3, epilessia 3, paralisi progressiva 2, morfinomania 2, degeneraziQne con debolezza mentale 2, in tutto 40 casi; . E) minnccie di morte: degenerazione e debolezza mentale 5, alcoolismo 3, delirio di persecuzione 2, in tutto 11 casi; F) lesioni volontarie : alcoolismo 48, delirio di persecuzione 19, degenerazione e debolezza mentale 12, epilessia 6, mania 4, melanconin 8, in tutto 93 casi; G) attentati ai costumi e al pudore: alcoolismo 24, degenerazione e debol ezza mentale 10, ossessioni ed impulsioni 5, paralisi generale 4, epilessia 2, imbecillità 2, in tutto 48 casi; B) furti: alcoolismo 60, paralisi generale 49, degenerazione e debolezza mentale 37, indebolimento mentalo S, epiless ia G, tossicomania 5, imbecillità 5, delirio di per,;ccuzione 4, demenza senile 3, melancolia 3, mania 2, in tutto 194 casi; I) filonterie di a lime nti: alcoolismo 5, paralis i generale 8, degenerazione e debolezza mentale 3. delirio di persecuzione 2, in tutto 14 casi; L) truffe: alcool ismo 9, degenerazione e debolezza mentale S, para.lisi gen erale 3, delirio di persecuzione 2, in tutto 24 casi; M) incendio volontario: alcoolismo 4, melancolia 2, in tutto 8 ca.si; .Y) scassinamento: alcoolismo 8, delirio di persecuzione 5, paralisi generale 8, d egenerazione e debolezza mentale S, in tutto 21. In complesso, i 1·eati commessi con maggior frequenza dagli alienati sono: il vagabondaggio (;"IB,5, 90), il furto (21,8\ le lesioni volontarie (10,5), le ribellioni oltraggiose (6,8), gli attentati ai costumi (5,4), l'omicidio volontario (4,5), Vediamo ora la seconda classifica, inversa, che considera per ciascuna forma mentale i vari reati: A) mania: vagabondaggio 7, lesioni volontarie 4, furto 2, in tutto 17 casi; B) melanconia: vagabondaggio 10, omicidio volontario 3, lesioni volontarie 3, furto 3, incendio volontario 2, in tutto 23 casi; C) del.irio di persecu;,;ione: vagabondaggio 33, lesioni volontarie 191 omicidio ,olontario 15, ribellioni oltraggiose 5, scassinamento 5, minaccie di morte 2, furto 4, in tutto 92 casi. E da notare come, banche questi malati non diano che il 10,70 di reati, essi siano alla testa di tutti i gruppi per l'omicidio, e vengano subito dopo gli alcooli~ti - tanto più numeros i nel totale - per le les ioni volontarie. P. Co :-1s1ouo.
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA T. BRUOSCH e A. SCHITTENBEL'M. - Trattato •ul metodi 41 ricerca ollnioa per •tu4ent1 e medlol. - Traduzione sulla secon<la. edizione tedesca con aggiunte originali a cura. del prof. Grni.:ro GA r,r.r, primo aiuto della clinica medica dell'Università di Roma.
Annunzbmo e raccomandiamo ai colleghi questo trattato, il cui indirizzo essenzialmente pratico lo rende indicatissimo nelle giornaliere difficoltà dell'esercizio professionale. Finora ne sono uscite poche puntate: ma dal loro contenuto possiamo presagire che l'opera riuscirà il più completo tutta.to di semeiotica, al corrente coi più recenti progressi della scienza.. Il volume constera di circa 700 pagine in 8°, con 350 figure in nero ed a. colori nel testo, e con 11 tavole, in parte a colori. E. T. DoTT. ALFREDO DE CAnoLts. -
Manuale-prontuario per il metodo pratloo.
- Un elegante volume rilegato, di pag. 896. fiche. Venezia, 1913. Terza edizione.
Istituto veneto di arti gra-
Il libro del dott. De Carolis non è una dei soliti manuali-omnibus, in cui si trovano accatastati dei frammenti dell'intero scibile medico senz'ombra d'ordine e, talvolta, di buon senso: tutt'altro; è invece un libro ben :meditato e ben com• pilato, nel quale il medico pratico trova 1·isposta a molti dubbi e soluzione a. molti quesiti in modo conciso, chiaro e abbastanza. esauriente. Il che se, da un lato, provA. che l'autore è un professionista coscienzioso e colto e un felice scrit;. tore didattico, rbill'altro costituisce il massimo pregio del volume, che è infatti, giunto alla sua wrza edizione. Una parola di lode merita pure l'Istituto neoterapico di Bologna, che, nel bandire il concorso per un manuale di tal genere, volle che il risultato vi fosse garantito colla nomina di una commissione rli revisione dei lavori; commissione costituita da peTSone ben note nell'ambiente scientifico, fra le quali, il prof. Dioscoride Vitali dell'Università di Bologna, il prof. Luigi Devoto dell'Università di Pavia e il dott. Gaetano Malacrida di Milano.
E. T. Prof. A. Lusno. - Kalattle lnfettlve dell'uomo e degll animall. Trattato pratico di parassitologia. - Casa editrice dott. F. Vallardi, Milano. L'illustre prof. Lustig, direttore del R. istituto di patologia sperimentale di Firenze, avvalendosi della collA.borazione di alcuni insignì colleghi dei diversi ambienti scientifici, sta pubblicando un libro, che, non vi ba dubbio, è destinato ad avere la più favorevole accoglienza da parte degli studiosi, i quali, tanto nei laboratori, quanto nelle cliniche e negli ospedali, si occupano delle malattie infettive. L' A., come egli stesso dice nella prefazione, ha voluto colmare una lacuna d ella nostra letteratura, medica, la quale, bisogna pur riconoscerlo, fino ad oggi.
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RIVISTA ll!BLIOGRAFIOA
difettnva di un tra ttato, che, in modo pratico, esteso e comprensivo, esponesse la. pa tologia speri mentale dei morbi infettivi E basta scorrere i vari capitoli del primo volume per accertarsi che l'esimio patologo ha raggiun to in t utto e per tutto lo scopo prefissosi; ed ha cosi arricchito, con carattere d' i talianità, la n ostra let teratura medica di un'opera veramente magistrale, la quale nulla ha. da invidiare ad opere consimili ,li. autori stranieri . Molti sono i pregi del trattato; ma quello che, innanzi tutto, merita di essere segnalato è che le singole pnrti sono fra loro perfettamente coordinate e propor1.ionatamente sviluppate, di guisa che ogni argomento, a. seconda della sua importanza scientifica e pratica, è svol to in giusta misura ed in maniera armonica rispetto agli al tri. E cosi pure va ricordato che ogni capitolo è seguito dn indicazioni bibliografiche abbond1rnti, che riescono certamente di immenso vantaggio a chi si accinge a ricerche e a studi sc ientifici su questo o quell'argomento. Tutto il trattato risulterà cli due volumi; il p1imo ha gi:\ visto la luce, ed il secondo è in corso di stampa a buon punto. La parte generale si occupa. con sufficiente ampiezza, della biologie. dei microrgao ismi come protluttori di malattie infettive, dei virus filtrabili, delle dott rine immunitarie, nonchè dei relativi metodi di indagine ( tossine e antitossine, fermenti ed antifermcnti, agglutina:doue, precipitazione, batteriolisi, emolisi, fissazione del complemento, rea1.ione di \VasseTmann, anafilassi ecc.). Nella parte speciale, che è la più e~tesa, sono descritte successivamente tutte le malattie dovute ad organis mi viventi, sia quelle dell'uomo, sia quelle degli anim1di domestici, « perchè troppo iutime sono le connessioni frn le malattie che colpiscono l'uomo e gli animali che convivono nell'ambiente>. L"opera, che si presenta a l pubblico in elegante veste tipografica, è illustrata. al t resì d11. numerose e nitide flgure e te.vole, intercalate nel testo e foori, delle 11uali molte sono origina.li ed altre tolte da lavori cl11ssici Gli studi osi italiani delle diverse clas~i, medici, igienisti, veterinari, che non souo più costretLi dalla necessità di dovere sempre ricorrere ad opere straniere, non po!'sono non essere grnt.i a l prof. Lus tig, il qual(', sobbarcandosi ad un sacrificio persona)<' non indifferente, ha voluto dare alla nostra lettera tura medica conw risul tante di i;i.na enor me somma di lavoro, un libro, che sicuramente v i terrà un altissimo posto. A. ALTOBELLJ.
CON G RESSI A propoalto di pslohlatrla oolonlale. (Congre.~so internazionale cli neurologia e di psichiatria di Gand, 20-26 agosto 1913). Una comunicazione del prof. I. Moreira di R. Janeiro sulle maln.ttie nervose e mentali del Brnsile, :1.ccese una interessantissima discussione, che riguardò sopratutto l'organizzazionu psichiatrica nelle colonie, per gli Europei e pPr ~li indigeni. Il Moreira, fra le altre cose, dopo aver acceunnto alla diffusione uel l'inh'rno di una s peciale sindrome psìconervosa da nuova tripanosomiasi (morbo di Chagas), sì intratt<'nn<, sulla lliversa influenza del clima tropi~tle sugli Eu-
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COJSGRESSI
r opei delle zone fredde e temperate, in gran parte dipendente dalla costituzione nervosa individuale ed al suo genere di vita (difetti della igiene individ uale e sociale), che spiegano le differenze morbose assai più che non il clima, la razzn., ecc. Il Régis di Bordeaux, del quale è stata riassunta in questo giornale la bellissima. R elazione al Congresso francese di Tunisi s ull'assistenza psichintrica coloniale, confermò in un dotto discorso, le conclusioni del Morc>ira, ,:opratu tto sulla natura tossica o infettiva delle malattie esotiche, s ulla. faciliti\ d'insorgere di disturbi ps icosici per il fatto della cattiva igiPne, s ulla predisposizione degenerativa dei malati che tengono un cattivo tenore di vita nei paesi caldi (fatica, alcoo• lismo, abusi sessuali, ecc.), e su tale origine tossica di ciò c he nelle colonie di }~rancia è stato descri tto come cafard, sonclanite, tarenhde, <·cc. (s pecie nelle t ruppe coloniali). Egli però crc(le che ne lle malattie mentali dP\le colonie, se i disturbi psichici conservano l'impronta. caratteristica d"origine (confusione mentale e del irio a.llu· c inat-0rio onirillo), d'al t ra. parte certi s intomi. accessorii in Francia, occupano li il primo posto (amnesia consecutiva, torpore, ecc.). Inoltre egl i pensa che la sifilide contratta nelle colonie da un europeo s in. pii't grave, la paralisi progressiva che ne consegue è più terribile, più rapida. nel decorso, precoce nrlla comparsa (-1 anni circa ). L'assistenza psichiafrica nelle colonie deve essere sopratutto prere11tiva, sopratutto contro l'alcoolismo e le malattie veneree, ed anche contro la nrnlaria, che tnnte volte produce tardivamente diosrdini mentali o anche distu rbi del carattere, di importanza medicolc>gale e forense. Il Congresso, s u proposta de l Duprè di Parigi e del Règis, votò per acclama· zione il voto segue nte : che, cioè, « i governi prendano le misu re pi ù pronte e più rigorose per sradicare il flage llo dPll'a.lcoolismo, comune a t utti i popoli ».
P. CONSIOL10. I
VARIETA Oooupazloat per oonvaleaoentt e mal&tl Uevl negli ospedall mllltart. Kon v'è cett.'l.mente medico che frequentando s peciali non abbia notato e àep l orato lo stato di ozio assoluto nel quale vengono mautenuti convalescenti ed infermi di lieve entità, e non a bbia riltivato come bene spesso, anche n ei nosocomi i pei ricoverati, l'ozio sia prima e talvolta unica origine d'ind isciplinatezim, ,li mancanze, e talora perfino di veri reati. Ben può dirsi classico e d i nna desolante uniformità il ri trntto di tali individ ui, convalescenti od ammalati di forme lievi, svogliati nell'aspetto, con dipinta nel volto un'es pressione di ineffabile noia, tal volta rivolti a contemplare il cielo, tal'alt ra seduti a contare i quadri del pavimento, sonnecchianti su panche, muricciuoli o grndini, eterni dis turba tori dell'ordine, della disciplina e della pu· li1.ia. dello stabilimento dove sono ricovera ti, e ciò sovratutto pe rcb(l non vi~ne loro offerta nessuna distrazione utile, nessuna occupazione adatta alla loro capa· .cità ed alle loro forze.
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VAHI ETÀ
Eppure finora, che io mi sapp ia, ma.i la stampa medica si occupò d i tale argomento, e soltanto nell'ultimo rccent.e congresso dei Direttori sanitar i degli ospedali, tenutosi in Venezia nel maggio scorso (ll-14maggio 1912), il professo1• R onzani segretario medico degli O!'pedali riuniti di Firenze, ebbe a segnalare ai colleghi, simile lacuna . Ed in proposito egli cosi giustamente si esprime: e Le cure necessarie al convalescente più che mediche sono di natura morale ed igienica. Tali r icoverati infatti hanno bisogno più che tutto di sollevare il morale depresso dalla malattia , hanno bisogno perciò cli essere distratti e qui11di distolti dall'ozio e venire in qualche modo occupati. lo credo che occupando convenientemente la maggior partr llei convalescenti e malati leggieri se ne ricaverebbero due van taggi, uno a tutto beneficio del malato, l'altro dell'ospedale"· E davvero, se il problema riveste carattere d'importanza per gli ospedali civili, ove convalescenti e malati lrggieri arrivano Rd un terzo e tutt'al più a metà. della cifra totnll' dvi ricoverati, importantiss imo riesce per gli ospedali militari, dove più numerosi sono gli ammalati di forme lievi e numerosissimi quei venerei, la di cui cura nell'ordinaria vita civile i l più de lle volte riducendosi ad una medica1.ione o ad un'iniezione che richit·de pochi minuti, non li distoglie per nulla dalle ordinarie occupazioni, mentre nell'esercito affollano spesso per luugbissimo tempo le sale o~pitalicre (1). Ritengo chr trovando per ricoverati di simile genere, con ben ponderata scelta, dei lavori facili, che non richiedano, nil un'impiego soverchio di tensione cerebrale, nè lavoro muscolare notevole, si solleverebbe il loro morale, abbreviando l a durata delle degenze e sovriltu tto cli minuendo q nelle mancanze che trov1mo In loro origine nel t riste e monotono tenore di vita cui sono costrett i. E nella scelta del le occupazioni si dovrebbe tener conto, in primo luogo, delle indicazioni drl m edico curante, poscia della profess ione !'Sercitati, dal con va!escente e della coltura dello stesso. Cosi le occu pRzioni in parola si potrebbero d i!'tinguere in due categorie: i ntellettuali e fisiche. Frn le intellettuali dovrebbe prender posto i n primo l uogo l'impianto di una. sala di lettura con unness:ivi una biblioteca ospit11.liera, costituita oltte che da pubblicazioni di camttere edncntivo e di di letto, da buoni libri d'igiene popolare, mentre le condizioni speciali in cui trovnnsi i ricoverati coadiuverebbero certo potentemente simile propaganda igiPn ica, facendo essi viemeglio apprezzare il valore dei prc,cetti che loro venissero spiegati (2). Oggidì che l'analfabetismo, battuto in breccia, tendc, finalmente a scomparire anche in Italia, altro mezzo per connettersi alll' biblioteche, sarebbe la di stribuzione di stampa.ti contenenti chiari brevi consigli e prescrizioni di igiene, portando cosi un cont ributo, per quanto modesto. alla formazione di quella coscienza igienica che vive nel pensiero di ogni sanitario di cuore, creando degli ospedali tanti piccoli centri attivi di istruzione e di coltura. (l) È noto come in tutti gli eserciti si noti una spiccata. tendenza all'aumcnt.o degli ammalati di forme veneree, e come in alcuni essi ro.ppresentino oltre il 60 p. 100 della morbilità totale. (2) Oggidl il materialo di lettura circolante fra gli infermi doi nostri ospedali è quosi totalrnento costituito da pochi periodici politici e sovratntto ct,, giornali e libercoli pseudo lett.eruri, a base erotico-sentimentale, chfl su tutti i toni, stucchevolmente, cantano l'eterna canzone d'amore.
VARIE'fÀ
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Necessario complemento alla categorin delle occupazioni intellettuali dovrebbe essere una serie di conferenze elementari pratiche, rd la mano, esposte nella buona stagione magari all'aperto, tendenti a sradicare pregiudizi inveterati ed. a rendere univer.salmente note cognizioni di immediata utilità. pratica., conferenze di indole morale ed igienica., vertenti sulla difesa verso le malattie in genere, sulla lotta contro la tubercolesi, contro l'alcoolismo, circa una sana alimentazione e s ulla pulizia personale e della casa. Queste le occupazioni intellettur1li; i lavori d'indole fisica, dato che tutt-0ra gli agricoltori in Italia rappresentano circa il 70 p. 100 dell'intera popolazione, e che di contadini, per oltre 2/8 è fornito l'esercito italiano, dovrebbero consis_tere sovratutto in la,vori di giardinaggio, d'ortaglia e magari di frutteto. Quasi tutti gli ospedali militari italiani, di fabbricazione antica o moderna, posseggono degli spazi e delle aree che in buona parte potrebbero essere adibite a svariate colture, con un piccolo utile per lo stnbilimento, avantaggiantlone l'estetica, ingentilendo l'animo dei ricovera.ti, fornendo a d agricoltori convalescenti o malati leggieri, un'occupazione sana, consona alle loro abitudini, quasi continuazione del regime di vita tenuto prima del loro arruolamento. La categoria molto meno numerosa di soldati operai potrebbe esser destinata o. coadiuvare quei soldati muratori, fabbri, falegnami che iu tu tti gli ospedali sono adibiti alla manutenzione di stabilimenti, per la maggior parte in origine vecchi conventi, quindi a.bbisognevoli continuamente di · riparazioni. Del resto per una giusta distribuzione del lavoro si dovrebbe fare molto assegnamento sull'equo criterio dell'ufficiale, che a tal uopo verrebbe adibito, e !IO· vratutto sul consiglio dell'ufficiale medico cmante che sempre dovrebbe essere precedentemente interpellato. Concludendo, qualora venisse accordata ai direttori d'ospedale facoltà di impiegare l'opera manuale di convalescenti e ma.lati lievi, al retto criterio·dei medici curanti verrebbe 111,sciata piena libertà. per il suo impiego. Queste per sommi capi 1e mie idee, rappresentanti un semplice primo passo per la soluzione di un problema che non puossi certament e risolvere d'un tratto, ma che messo alla prova, ::i.Imeno in via d'esperimento, in qualche ospedale militare, potrebbe subire tutte quelle modificazioni che l'esperienza. mostrasse necessarie onde giungere alla retta soluzione dell'importante argomento. G. BllìRNUCOI,
NOTIZIE Alla schiera già numerosa degli ufficiali medici liberi docenti, si sono aggiunti recentemente altri qu11ttro colleghi. IJ capita.no medico P ern& dott. Amedeo, il quale consegui la libera docenza, per titoli, in odontoiatria e protesi dentaria nella R. università. cli Roma, venendo esonerato, cou voto unanime, dalla prova pratica. Il capitano medico Grizonl dott. Glov•ant, il quale ottenne 1a libera docenza in igiene nella R. università di Siena, .svolgendo come tema «Le leggi che regolano l'assegnazione delle razioni alimentari nelle diverse condizioni di vit& e di lavoro >. Egli pure fu dispensato dnll'esperimento pratico a unanimità. 11 -
Giornale di medicina mllilan. -
Fase. I.
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NOT'IZIE
Il capitano medi-:o PompoDl dott Elarioo, in traumatologia e per titoli, nella R. università. di Roma. Il capitano medico 0441 dott. 044one, in patologia. speciale chir urgica nella stessa univel'sità di Roma, trattando come tema « Le autoplastiche cutanee degli organi addominali i.. Ai valenti collegbi, che sono pure apprezzati collaboratori di questo giornale, giungano i nost ri vivissimi r a llegramenti.
Oorao pra tloo 41 perfezionamento hl me4iotna legale. Nell'anno scolastico corrente avr à luogo presso l'Istituto di medicina legale della R. Universit à. di Roma. un Cor/Jo pratico di pP:f·fezionarnento in medicina legale per i laureati in m edicina e chirurgia; vi s aranno ammessi come uditori i laureati in leggo. Il corso avr,\ la durata di un quadrin1estre, e s'inizierà, semprechè gli iscritti raggiungano almeno il numero di dieci, il 1° febbraio 1914. Saranno impartiti i seguenti ins egnamenti: La perizia medico-legale - E same del f er ito, dell'infort unato, del delinquente (OTTOl,1:!Nlllll prof. S.). Sopra.luogo - Ricerche medico-legali sul cadavere; l'autopsia giudiziaria (ASOA · RELLl prof. A.). Diagnos tica ps ichiatrica (CERl, E'M'I prof. U.). Applicazione della legislazione deg li infortuni ( BERNACCm prof. L.). E st>rcitazioni medico-leg ali d i laboratorio (BEL1,uss1 dott. A. aiuto - P1rnstANr dott. M. Rssis tente). E sercitazioni d'id1mtifìcazione giudiziaria (FALUO dott. G. aiuto). L'antropologia criminale n el servizio militare (conferenze di N. N.). Tutti gli insegnamen t i s a.ranno coordinati a llo scopo di dare ai medici una istruzione, soprat utto pratica, ne lle varie questioni rig uardanti l'esercizio per itale e professionale (con speciale riguardo ai servizi infortunistico, ferroviario, militare e carcerario). L'orario sarà combinato in modo che gl i iscritti r ossano freqt1entare altri corsi di perfezionam1111to Alla fine del corso, quelli che lo avra nno frequenta to regolarmente e che avranno superato la prova di esame, riceveranno un '.d iploma comprovante gli studi. Per essere ammessi. i laureati in medicina e chirurgia devono fal'e domanda s u carta da bollo da ccnt. 60 o.I ret tore della R. univers iti1, non più tardi, del 2 l gennaio 1914 presentando: a) F e<le di nascita, debi tamente legalizzata dal presidente del tribunale. I>) Diploma o cer tifica to d i laurea in m c>dicina e chirurgia (anche conseg1iiti, p ~r yli stranieri, iii imii;ersitri esle1·e ) o in leg g e. e) Quietanza di lire cento (per gli uditori di lire cinquanta) rilasciata. dall'oconoruo della R. universiti\ . Si dovrann o p ure versare nella cassa un i vtJrs itaria. L. 12.02, por la soprat assa. d 'osarne e marca da bol lo. P er rit ir are il diploma in pe rgamena gli interessa t i dovran no in seguito pres entare domanda. su cal't a bolla ta. d a cent. 60 e paga r e L, S,72. Romn, li 2G diccmbl'O 1013.
II R ettore A. TONELLI.
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Per il Libro d'Oro del corpo sanitario militare (C1111linua:io11e - vedi numeri precedenti)
Medaglta 41 broDSO al valore mllltare. 69. DoMim: Michele, tenente medico 79° reggimento fanteria. - Diede prova di pronta intuizione organizzando con ottimi rìsnltati il servizio sanitario del reggimento, e di coraggio, accorrendo fra i combattenti per soccorrere i feriti. Due Palme (Bengasi), 12 marzo 1912 (1). 70. VAJOLA Nazzareno, sottotenente medico di complemento id. id. - Diede -prova di coraggio e calmo., accorrendo fra i combattenti per soccorrere i feriti. Due Palme (Bengasi), 12 marzo 1912. 71. DE BERARDINIS Luigi, tenente medico 82° reggimento fa11teria. - Da due giorni ammalato di febbre gastro-reumatica, mentre il mattino de l 23 ottobre stava per essere trasportato alla sezione di sanità, essendosi iniziato il combattimento restava al suo posto a curare i feriti, fino a che, abbandonato dalle forze, dovette essere ricoverato all'ospedale. - Messri, 23 ottobre 1911 (2). 72. MAUGERI Nicolò, tenente medico id. id. - Con mol to coraggio ed ardire segui il suo riparto, che procedeva attaccando orde di barbari a.ppostatì nell'oas i, prestando cure ai feriti e dando prova di ele~te qualità militnri. - Sciarn Zauia, 2 6 ottobre 1911. 73. IsGRAVALLE Alfredo, t enen te medico id. id. - Gii\ comportntosi lodevolm e nte a Zanzur 1'8 g iugno 1912, tenne interinalmente la di rezione del servizio m edico del reggimento durante tutto il combattimento di Sidi Bibal il 20 settem• bre 1912, dimos trando grande attività e nbnegazione anche nel r ipiegamento 0'78. non curante del pericolo, seguitò l'opera s ua, mantenendosi dietro gli ultimi reparti e animando i portaferiti col suo esempio. 74. 0RLAND1 Vincenzo, tenente medico id. id. - Prestò l'opera s ua a.i feriti con ver a nbnegazione nei punti più battuti, facendo quanto era possibile, malgrado la scarsezza clei mezzi d i cura e di trasporto. Nel ripiegamento, si tenne oltre l'ultimo riparto di copertura, per a ssicurarsi che nessun ferito rimanesse inJietro. Sidi Bilal, ~O settembre 1912. 75. PEnRE1"r1 Cristoforo, tenente medico id. iLI. - Dis impegnò lodevolme nte il servi.z io in terreno battuto dal fuoco n emico. - Sidi Bilal, 20 settembre 1912, 76. ANGRISANt Alberto, sottotenente medico di complemento id. id. - Di sua iniziativa, recavas i più volte sulla linea di combattimento per m edicare e raccogliere i feriti, non solo del suo bat tagl ione, ma anche dei bersaglieri che si tro( 1 ) Il 16 giugno 1913, il valoroso tenente medico Domine fu ucciso presso Tokra. (Bengasi) in nn insidioso attacco di beduini. (Nota d. R.). ( 2 1 Il medico, che, quantunque oppresso dal male, esercita il suo pietoso ufficio sotto il fuoco nemico, compie un duplice atto di valore che influia<"..e grandemente sul mora le delle truppe combattenti. Al ca.pita no De Berardinis, altrettanto modesto quanto v a loroso, giunga la nostra sincera parola di plauso, (Nota d. R. ).
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P ER li, 'LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
va vano al for tino Messri, a circa un chilometro attraversando tutta la zona. pericolosa. perchè effìca.ctimente bnttuta dal fuoco nemico. - Messri, 23 ottobre 1911. 77. VrGLIANI Francesco, tenente medico 84° reggimento fanterie.. - Compi con slancio e a bnegnzione il suo dovere di cure e di soccorso ancheJsotto il vivo fuoco. dell'avversa.rio, dimostrnndo coraggio e molta serenità e di !spirito di mente. Ain Zara, 4 dicembre 1911. 78. SANNA Attilio, capitRno medico 89° 1·eggimento fanteria. - In ripetuti combattimenti organizzò e diresse il servizio sanitario con criterio, calma e fermezza, esponendosi pi ù vol te, per ragioni del suo servizio, al fuoco nemico. Mergheb, '27 febbraio 1912 - Monticelli di Lebda, 12 giugno 1912. 79. GALANTE Carlo, tenente medico id. id. - Con coraggio ed ardire, attraversava una zona scoperta. e battuta. dal fuoco nemico!per recarsi sollecitament& a prestare l'opera sua in aiuto a i feriti di altre ridotte. - Monticelli di Lebda, 12 giugno 1912. 80. B ERTINETTC Marcellino, isottotenente medico di complemento, id. id. Ufficiale medico più nnziano del battaglione, organizzò e diresse sotto il fuoco. nemico, il posto di medicazione in modo perfetto, esempio a tutti d'intelligente energia. - Morgheb, 27 febbraio e 5-6 marzo 1912. 8 1. PIAZZA Beniamino, capitano medico So reggimento bersaglieri. - In ri petuti combattimentiJdirigeva i l servizio sanit11rio del reggimento con calma. e sangue freddo, in 7.one espos te al fuoco n emico. - Homs, 23 ottobre 1911 Me rghob, 27 febbraio 1912 - Lebda, 2 maggio 1912. 82. CASTORINA Giuseppe, tenente medico id. id.-In ripetuti combattimenti prestò con amore e s ereno coraggio l'opera sua di medico sotto il fuoco nemico. - Homs, 23 ottobre e lo dicembre 1!)11 - Mergheb, 27 febbraio 1912 - Lebda, 2 maggio1912. 88. !NDEr,rCATO Giuseppe, teuente medico 11 ° reggimento bersaglieri. - Incurante del pericolo, pres tava durante il combattimento la sua opera di soccorso. ai feriti, - Henni, 23 ot tobre Hlll. S.-1. B&HTOLDI Amilcare, tenente medico id. icl. - In ripu tuti combattimenti disimpegnò con lodevole zelo e coraggio le sue mansioni, anche intervenendo volontariamente, benchè indisposto. - Sidi Snid, 28 g iugno 1912 - Sidi Ali, 14 luglio 1912 - R egdaline, 15 a gos to 1912. 85. LF:NTfNI Diego, t enente medico id. id. / In ripetuti combattimenti di86. DEMEOIO Arturo, t enente medico id. id. ~ s impegnarono le loro mansioni col massimo zelo e attività, a nche in terreno esposto a.I fuoco nemico. - H enni, 23 ottobre 1()11 - Sidi Alì, 14 lug lio 1912. 87. DANERI Giuseppe, sottotenente medico di complemento id. id. - In ripetut i combattimenti, noncurante del pericolo, prestava le sue cure ai feriti con zelo e· diligenz11 esemplari. - Henni, 23 ott.obre 1011 - Bir Tobra.s, 19 dicembre 1911. 88 RAs&no Riccardo, tenente medico 8° reggimento alpini. - Per l'abneg azione e 1~ noncuranza. del pericolo di mos trate nel disimpegno delle Sllfl mans ion i in ripetuti combattimenti. - Bin Bu S11n.d, 1° dicem bre 1911 - Regdaline, 15 agosto 1912 - Bu Msnfer, 10 ottobre 1912. 89. GIAMBI L uigi, tenente medico 4° regg imento alpini. - Noncurante del pericolo, prestava con intPlligenza e S<'renità l'opera sua, animando coll'esempio i portaferiti. - Bu )Isafer, 8 ottobre 1912. 90. SCHIPANI Vincenzo, tenente medico 5° reggimento alpini. l Disimpegnarono 91. TENAl,LIA Giuseppe, id. id. 5° id. id. ~ le loro mans iom in combattimento con mol to zelo e noncuran za del pericolo, anche in terreno. battuto dr.I fuoco. - Bu Msafer, 8 e 10 ottobre 1012.
PBR IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO
MILITARE
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92. FALCHI Luigino, capitano medico. - Inviato come pilota aviatore a Tripoli fin dall'inizio della campagna, esegui [numerose utili ricognizioni sul nemico in .aeroplano, dando prova continua di grande arditezza e noncuranza del pericolo. - Tripoli, da.I 9 ottobre 1911 a.11'11 luglio 1912 (1). 93. MASSERANO Giulio, tenente medico 1° battaglione indigeni eritrei. - Solo ufficia.le medico del bntta.glione, noncurante del pericolo, impiantò durante il combattimento il posto di medicazione molto prossimo alla linea di fuoco e, nonostante i numerosi feriti che vi affluivano, diede continuo esempio di calmll, energia. ·e coraggio. - Kasr Ras El Leben, 17 settembre 1912. 1>4. PAOLETTÌ Verecondo, tenente medico 7° battaglione indigeni eritrei. Noncurante del pericolo, prestò l'opera sua in s uccessivi combattimenti con molto zelo e abnegazione. - Kasr Ras El.Leben, 17 settembre 1912 - Bu Msafor 9 e .10 ottobre 1912.
Encomio 1olenne. 1. SALI.NARI cav. Salvatore, maggiore medico. -
Direttore del serv1z10 sani-tario divisionale, talvolta. sotto il tiro della fucileria nemica, dava con calmn disposizioni intelligenti per assicurare sollecitamente lo sgombro dei feriti. Rodi, 4 maggio 1912 - Psitos, 16 maggio 1912. 2. VA.StLICÒ cav. Giuseppe, maggiore medico. - Sopraintendeva. al servizio san ita.rio delle truppe durante i combattimenti, curandone il funzionamento regola.re~e dimdo esempio ai suoi dipendenti di calma, fermezza e coraggio. - Ferua, :!prile- maggip 1912. S. GUALDl cav. Carlo, maggiore medico. Di propria iniziativa, il giorno 4. DONATI Giuseppe, tenente medico. 19 ottobre 1911, sotto il fuoco nemico insidioso e continuo, prestaJ·ono l'opera loro per lunghe ore, mP.r!icnndo numerosi feriti con slancio, zelo e abnegazione, noncuranti del grave pericolo al q uale C'Sponeva.no la propria vita. - Bengasi, 19 ottobre 1911. o. LANZA Francesco, capitano medico. - Si comportò con lodevole zelo e fermezza nell'adempimento delle sue mansioni, anche in terreno esposto al fuoco nemico. - Sidi Bila!, 20 settembre 1912. 6. COTRO~n11 Tommaso, capitano medico. - In ripetute circostanze di combat• ti mento, disimpegnò le sue mansioni con lodevole zelo e coraggio. - Sciara Zaniet, 29 novembre 1911 - Zanzur, 8 giugno 1912. 7. ANNINO Beniamino, capitano medico. - Per le intelligenti disposizioni date per assicurare il servizio sanitario. - Due Palme (Bengasi), 12 marzo 1912. 8. D& SrEPHANIS Giuseppe, capitano medico. - Provvide al risanamento d'una zona del campo di battaglia, battuta dal fuoco nemico. - Feschlum, 2,i ottobre 1912. 9. CATINI Alpinolo, capitano medico. - Esercitò le sue mansioni con abnegazione e coraggio, anche sulla linea di combattimento. - Zanzur, 8 giugno 1912. 10. AJ1fON& Modesto, capitano medico. - Per la lode vole prova di coraggio e a bneg.izione data nell'andare alla ricerca d'un ammalato appartenente alla colonna che aveva raggi unto Zua.ra nel giorno precedente e rimasto isolato in locnlita mal sicura. - Sidi Said, 6 agosto 1912. 11. BRACCO Giacomo, capitano medico. - Per l'inteliigenza, la capacità, l'attiviUt e l'abnegazione con le quali adempiva ai suoi doveri nelle giornate dal 14 a l 17 settembre a Kasr Ras El Leben. (1) Le nostre congratulazioni vivissime al distinto medico e all'ardito aviatore. (Nota d. R.).
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PER IL LIBRO D 0RO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
12. PAPALE Raniero, capitano medico. - Si comportò con lodevole abnegazion& e noncuranza del pericolo nella. cura dei feriti in giornata. di combattimento. Psito~, 16 maggio 1912. 13. MOLINARl Mario, capitano medico. - Si distin~e per coraggio ed energia nel concorrere alla repressione, della rivolta degli arabi e alla difesa. dt:lla sezion& di sanità. - Tripoli, 23 ottobre 1911 - Ain Zara, 4-5 dicembre 1911. 14. RtvA cav. Umberto, capitano medico. Per la calma e la fermezzn di onimo 15. MlLl'l'ELLO Emilio, capitano medico. e coraggio dimostrati nel medilG. CRISC!ONE Gaetano, tenente medico. care i feri ti, mentre SCOJ)piavano i proietti nella caserma. - Tripoli, 23 e 26 ottobre l!Hl - 31 ottobre e 26 novembre 1911. 17. RuoGrEIU Antonino, da Messina, tenente medico. - Per la calma e la fermez;za di animo e coraggio dimostr11,ti nel medicare i feriti mentre scoppiava.no i proiettili nella caserma. Inol tre arrestò dei riYoltosi sequestrando armi e munizioni. - Tripoli, 23 e 2G ottobre 1911. - 31 ottobre-26 novembre 1911. 18. C1ACC10 Vito, da Sambuca Zabut {Girgeuti ), tl'nl'nte rue<iico. - Durante la rivolta e mentre i colpi di fucileria. non risp,1~miavano il recinto nell'ospedale, serbò calma ammirevole ed alto sentimento militare, cont inuando imperturbabilmente la cura dei feriti fino a tarda ora della. notte. - Tripoli, 23 ottobre 1911. 19. ALBANO Luigi, da Napoli, tenente medico. - Provvide al t rasporto di feriti e alla ct.Jtodia dei prigionieri arabi con proprio pe ricolo - •rripoli, 23 ottobre lUll. 2(1, FIORENZA Ignazio, di\, P a lermo, tenente medico. Sbarcato col comando a.,1 gruppo da montagna del 22° arti glieria, non disponendo ancora. del materinle sanitario, si recava di propria inizi<l.tiva, e tra i primi, a prestare l'opera sua successivo.mente a due posti di medicazione della. R. marina. In seguito, presi ordini dnl comandante del gruppo sulla linea b11ttuta dal nemico, organiz:rnvn con oculat(>zza e diliganza il servizio sanitario per le due ba.tterie. - Bengasi, 19 ottobre 1911.
!
21. FORINO Salvntore, da i\Ionteforte Irpino ,(Avellino), tenente medico. -
Pel
concorso efficace prestato nella repressione della rivolta. araba e per lo zelo dimostrato disimpegnando il servizio sotto il fuoco . - Tripoli, 23 ottobre 1911. - Messri, 26 novembre 1911. - Ain Zara, 4 e 5 dicembre rnu. 21:l. GASPARTNI Iginio, da Caltagirone (Catania), tenente medico. - Pel concorso efficace prestnto nella repressione della rivolta araba e n ell'nrresto dei rivoltosi. - Tripoli, 23 ottobre 1911. 23. ToMASELLI Vito, cla Nicolosi {Catania), tenente medico. - In ripetute circostanze d i combattimento si comportò con lodevole cornggio ed abnegazione, prestando opera prPmurosa ed effic11.ce anche in terreno esposto al fuoco nemico. - Tripoli, 23 ottobre 1911. - Messri, 2G novombre)911. - P sitos, JG m a ggio 1912. 24. SAI.JA Paolo, <la Messina, tenente medico. - Per l'attivitl\ e lo zelo dimo• strati nel disimpegno delle sue pietose mansioni in combattimento. - Sidi Ali, 14 luglio 1912. 25. AuEzzo Nicola, da Cortona (Arezzo), tenente medico. - Coadiuvava con lnolta intelligen1.a ed éfficacia il direttore di sanità della divisione, pol'tando ordini anche attraverso zone battute dal fuoco ed attendendo insieme cogli nitri ufficiali al ricovero ed alla medicazione dei feriti . - Roili, 4 mag gio 1912. Si comportal'ono con lodevole zelo e fer26. DE PoRCJ•:LLtNtS Carlo, da Napoli, tenente medico. mezza nell'aèempimento delle loro man27. L EOXE Rocco, da Stigliano {Po- ( sioni, anche in terreno esposto al fuoco t enza), tenente medico. J nemic o. - Sidi Bila.I, 20 settembre Hl12.
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PER IL
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LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO llILITARE
. d v ·ii f ) Durante il combattimento si portarono 28• VANNELLI E nrico, a 1 a rance. . · · · b · · L · · (M C ) te con a1cun1 autocarri In punti attuti m uDJgida_na assa e arrara ' • dal fuoco nemico per caricare feriti e, nente me 1co. · 1o, provv1'dero per uoncuran t·1 d e1 per1co 29. P AZZI E rmanno da R orna t e. . ' ' condurre al sicuro la colonna.-Zanzur, \ nente m e d1co. · 1912 . , 8 giugno BO. DANEO Luigi, da Cnsal Nocetto (Alessandria.), tenente medico di complem ento. - Per le lodevoli prove di capacità, zelo e coraggio, date nel d isimpegno delle sue m ansioni durante il combattimento. - Sidi Said, 27 giugno 1912. 81. ALAGNA Emilio, da Spezia (Genova), sottoti>neute medico di complemento, - Pel modo lodevole e coraggioso col quaie:disimpegnò le sue mansioni in combattimento. - Misurata, 8 luglio 1912. 82. GIGI.IO Rocco, da Trapani, sottotenente medico di complemento. - Per il contegno calmo e sicuro col quale prestò l'opera sua in zone battute dal fuoco nemico. - Zanzur, 8 giugno 1912. 83. BEnNACCHJ Alfredo, da Castel del Piano (Grosseto), farmacista m ilitare <li complemento. - Si comportò con lodevole zelo e fermezza nell'adempimento delle sue mansioni, anche in terreno esposto al fuoco nemico. - Sidi Bila), 20 settembre 1912. 84. FIORINI Dante, da Venezia, farmacista militare di complemento. - In giornate di combattimento esercitava con fermezza e noncuranza del pericolo le proprie funzioni, anrhe in terreno esposto al fuoco nemico. - Bu .Msafer, 8, 9 10 ottobre 1912. 35. CARFlTTO E rcole, da Crescentino (Novara), farmacista militare di corople• mento. - Pel modo lodevole e coraggioso col quale dis impegnò le sue mansioni in ripetuti combattimenti. Rammangi, 27 ottobre 1911. - Misurata, 8 luglio 1912. (Continua)
Ricompense per i fatti d'arme della Somalia Italiana (anni 1908-1909). ENCOMIO SOLENNE. 1. BURATTI Aristide, da Roma, tenente medico. - Al seguito della colonna mobile operante contro tribù ribelli armate di fucili , di frecco e lance, a pochi p assi dalla linea di fuoco apprestava a i feriti gravi le prime cure, dando prova di grande coraggio e sangue freddo. - Dongab, 2 marzo 1908.
Altre ricompense per la campagna di guerra in Libia. IIEDAOLJE &LV.A.LOR MILITARE. MEDAGLIA D'ARGENTO. 1. PALUMBO Giuseppe, da Succivo (Caserta), tenente medico reggimento cava!, l eggeri di Lodi (15). - Caricò al s eguito del suo mezzo reggimento Arrestatosi poi per assistere un maresciallo mortalmente ferito ed invitato ripetutamente a ritirarsi per evitare certa. morte, rispondeva: « Fra gli incerti del medico mili • tare c'è anche que:ito » e serenamente proseguiva nell'ope1·a sua. - Monterns, 28 marzo 1918. MEDAGLIA DI URONZO. 2. BERTELLI Enrico, da Gargano (13rescia), tenente mellico 7 reggimento alpini. - I mpiantò successivamente quattro posti di medicazione in terreno esposto a l fuoco nemico, dando prova di ammirevole serenità, abnegazione ed alto sen timento del dovere. - Assaba, 2S marzo 1918.
PER IL LIBRO D'ORO DEL OORPO SANITARIO MILITARE
8. RoNGA Vincenzo, da Nola (Caserta), capitano medico sezione sanità s• divisione specia le. - Comandante della sezione di sanità nel combattimento di Monterus, dimostrava energia veramente ammirevole ed alternava. la cura dei feriti con l'efficace azione dei propri dipendenti, i quali vennero portati sulla linea d1 fuoco allo scopo di concorrere a trattenere il nemico incalzante. - Monterus, 23 marzo 1913. 4. MASSA Goffredo, da S. Donato Val di Comino (Caserta), capitano medico sezio.ne sanità s•;divi~ione speciale. - Sotto il fuoco nemico e nonostante la pericolosa posizione nella quale la sezione di s anità si trovava, sereno e pietoso continuava la cura dei feriti. - Monterus, 2S marzo 19IS. · 5. LEONE Ro<:co, da Stigliano (Potenza), tenente medico sezione sanità s• divisione speciale. - Incurante del pericolo, che si correva da tutti nella difficile giornata, disimpegnò con zelo il prop1-o dovere e si mostrò attivo ed infaticabile. Monterus, 23 marzo 1913. EKCOMIO SOLE!Sl\E.
1. GA'l'Tl Dionigi, da Susa (Torino), tenente medico reggimento artiglieria da montagna speciale. - Per la calma e la serenita con cui disimpegnò il suo speciale servizio in combattimento, in terreno battuto dal fuoco nemico. - Zanzur, 8 giugno 1912. 2. Fusco Angelo, da Ripacandida (Potenza), tenente meJico 11 reggimento bersaglieri. - MAZZOCCONE Camillo, d ii San \ito Ch1etino (fraz. Sant'Apollinare) (Chieti), tenente medico 11 reggimento bersaglieri. - Per lodevole e coraggioso contegno tenuto nel disimpegno del loro servizio in terreno esposto al fuoco nemico. - Assaba, 23 marzo W1S.
NECROLOGIO Un altro gravo lutto ha colpito la nostra famiglia colla immatura perdita d,e l maggiore medico Andrea SOTIS, morto a Gaeta l' 8 dicembre u. s. Nato a Fondi il 21 aprile 1861 e laureatosi con splendida votazione nella. R. Università di Napoli, entrò come allievo nel 1885 alla scuola d'applicazione di sanità militare, uscendone col grado di sottotenente fra i primi classificati. Prese parte alla campagne. d'Africa del 1S90-91, enel l!lOl t'u destinato per un biennio, quale assistente onorario alla clinica oto-rino-laringoiatrica della R. Universi tà di Roma, ove colla fsua operosità ed ingegno seppe cattivarsi la stima generale, e pubblicò un pregevolissimo rendicon to dinico. I frutti di tale insegnamento e la sua speciale attitudine nella chirurgia ope-
ratoria ebbe poi occasione di largamente applicare come caporiparto presso l'ospedale militare di Ravenna e come direttore dell'infermeria presidiaria di Gaeta. Ma a noi sembrn di aver g ià troppo parlato dell'uomo, che in vita si compiacque di tacere e di sentii· tacere di sè, e che fu particolarmente alieno da ogni vuoto suono di lodi. E ben a ragione si :potrebbe adattare come unico elogio alla sua cara memoria l'epitaffio inciso sul marmo. che copre le ceneri del poeta inglese Keats: <e ei volle che il suo nome fosse scritto nell'RCq ua ! ».
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CONFERENlE ~CIENTIFICHEDEGLI OSPEDALI MILITARI IODABIO DIGLI ARQOIIIITI TBAfflTI (DAI PROCESSI VERBALI PERVENUTf ALL'ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE DAL 1° AL 31 GENNAIO 1914).
BOLOGNA (dicembre). - Capitano medico LUIGI SEVERI. - L'O. si intrattiene brevemente sui nuovi preparati arsenicali so1·ti dopo la scoperta del Sa.lvarsan, soffermandosi speciah\1ente sul Neosalvarsan, che ha avuto occasione di sperimentare su 26 sitilitici, scelti tra i più adatt i e i più dimostrativi per tal genere di osservazioni. Dopo aver fatto notare che il Neosalvarsan presenta. il grande vantaggio sul Sa.lvarsan, di sciogliersi a freddo nell'acqua, senza che sia necessaria. la soluzione di idrato sodico al 16 p. 100, evitandosi così il pericolo delle flebite e delle crisi nitroidi, espone successivamente la tecnica delle soluzioni e delle iniezioni di questo medicamento. In bnse poi alle storie cliniche delle sue osservazioni, riassume i vari fatti Teattivi e gli effe tti terapeutici consecutivi alle iniezioni di Neosalvarsan, traendone le seguenti conclusioni circa il suo valore ttorapeutico e le sue spe-ciali indicazioni in confronto al Salvarsan: 1° il Neosalvarsan presenta sopra il Salvarsan i vantaggi dl una tecnica più semplice e più rapida di preparazione; 20 il Neosalvarsan presenta una maggiore tolleranza perchè meno tos-sico, di più facile eliminazione, meno irritante per le parti renose; So l'azione antisifilitica del Neo, considerata. massimamente in riguardo e.I potere risolutivo-cicatriziale sulle manifestazioni sifilitiche è inferiore in genere a quella del Sa.lvarsan; 4° il Neo è perciò indicato negli individui nei quali conviene agire con tm preparato in lieve dose e che presenti la minor tossicità e la. maggior tol· leranza possi bile; 6° il Neo è indicato ancora uri pazienti che presentassero ipersensibilità. al Sai varsan ; 6° può essere infine indicato nella sifilide 1·ecente con Wassermann ancora negativa ed assenza d'ingorgo glandolare, perchè per la sua minor tossicità si può procedere ad una cura energica con dosi più considerevoli del Salvarsan ed a giorni molto ravvicinati, sì da potere sperare in una. probabile cura abortiva dell'infezione recente. CAVA DEI TIRRENI (dicembre). -Tenente colonnello medico Grov. ANTONIO P&RASS1. - Presenta il tenente in aspettativa, s ignor S. E., degente nell'ospedale dal 4 dicembre 1912 per lesioni traumatiche multiple, riportate per caduta accidentale da un treno in movimento, di cui la più grave era rappresentata da frattura. obliqua, composta, del femore destro, complicatasi ad oRteomielite, che r ese necessari i vari interventi di chirurgia conservativa. Dà incarico al te-
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OONFERENZE SOIENTIFIOHE DEGLI OSPEDALI llILlTAlU
nente medico Sassoli di fare esaminare la radiografia ultima ottenuta, e che dimostra come sia progredito il processo di ossificazione. L'O. dichiara che, basandos i sull'osservazione di questo caso e di altri ana.logh i, si propone di fare al prossimo Congresso della Società Italiana di Cbirurgii~ in Catan ia, una comunicazione avente per oggetto: « La sede del processo s uppurativo latente nella traumatologia settica ». Allo scopo di avere agevolato 1il con;pito,- prega il tenente medico Monica, il quale assiduamente ha medicato detto infermo, a voler redigere la storia clinica del caso, e la proposta per la cura cinesica.
Movimenti avvenuti nel Cor~o ~anitarioe nel Personale Farmacentico (Ualla dispensa 50' alla 00' del BolleUi110 11/fi~inle delle ,iomiT1e).
Ufflolalt In aervlzlo permanente. R. decreto 23 ottcbre 1913. 0AND0U'I ca.v. Giacomo, tenentA colonnello medico dirPttore ospedale Cagliari. Promosso colonnello medico e nominato direttore ospedale Roma. On1Eco cav. Giuseppe, colonnello medico id. id. Roma. - Esonerato dalla carica. sopraindicata e nominato direttore sanità militare IX corpo armata. SANDRET'!'I cav. Enrico, tenente colonnello medico ospedale Nova.1·a. - Nominato direttore ospedale Cagliari.
Determinazione millisteriale 6 novembre 1913. CAnr,ucc1 Raffaele, tenente medico R. polverificio sul Liri. - Trasferito ospedale
Milano. R. decreto 2 ottobre 1913. P1vETTI Francesco, tenente medico 4 fanteria. - Ano~}NTINA Giovanni Battista, id. ospedale Cagliari. - Collocati a disposizione Ministero colonie e destinati R. corpo di truppe coloniali della Somalia italiflna. Hanno preso imbarco a Napoli il 7 agosto 1913. R. decreto 80 ottobre 1018. DEMED!o A.rlttro, tenente meclico 36 artiglieria campagna. tativa per motivi s peciali per sei mesi.
Colloca to in aspet-
R. decreto 3 not·embre 1918. I seguenti sottotenenti medici di complemento sono nomina ti tenen ti medici in servi zio attivo permanente, in base alla legge 27 giugno 1912, n. 699, con anzianità. e con decorrenza per gli assegni dal 1° novembre 1913 e cou la. clestin11.zio11e per ciascuno indicata: TRANI Natalino, distretto Gaeta. - Destinato SO fan teria. Zno Fra.ncesco, id. Taranto. - Id. ospedale Verona. SoRREN'rl:-iO Emmanuele, id. Napoli. - Id. 55 fa n teria.
KOVUlENTI AVVENUTI NEL CORPO SA.NIT. E NEL PERS. FARMAOEUTlCO
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YAcEDON!O Michelangelo, diistretto Lecce. - Destinato 47 fanteria. LEo Eustacchio, id. B&.ri. - Id. 18 id. MM!TKOJANNI Antouino, id. Catania. - Id. ospedale Genova. MAZZA Rosario, id. Siracusa. - Id. 2 fanteria. ANNUNZIATA Vincenzo, id. Nola. - Id. 10 artiglieria fortezza (assedio), CASSANESE Gi11seppe, id. Castrovil111ri. - Id. 2 id. montagna.
Dete·r minazione ministeriale 18 novembre 1913. I seguenti capitani medici sono confermati quali assistenti onorari alla. clinica dell'università per ciascuno indicata per la durata dell'anno scolastico 1918-914:
CRESCIMONFJ Rosario, ospedale Bari (comandato ospe<lale Palermo). - Clinica chirurgica R. università Palermo, continuando comandato come sopra. BEVACQUA cav. Alfredo, id. Napoli (id. id. Roma). - Id. id. id. Roma, id. id, id. VILLASANTA Giusep pe, id. Firenze. - Id. medica id. Firenze, VERDOLIVA Beniamino, id. · Caserta (comandato ospedale Gen<fva). - Id. id. id. Genova, continuando comandato come sopra. PALMIERl Raffaele, id. Catanzaro (id. id. Napoli). - Id. dermosifilopatica id. Napoli, id. id. id. N ACCIARONE Amleto, id. Cava dei Terreni (Salerno) (id. iù. Napoli). - Id. chirurgica. id. Napoli, id. id. id. BALLA cav. .Alberto, id. Torino. - Id. oto-rino-langoiatrica id. Tori no. PERNA Amedeo, id. Roma. - Istituto di anatomia patologica id. Roma. C.AMPEGOIANI Massimo, id. Perugia (comandato ospedale Roma). - Clinica otorino-langointricn id. Roma, continuando comandato come sopra. GIORDANO Giuseppe, id. Palermo (id. id. Napoli). -Id. oculistica id. Napoli, id. id. id. CBJRONI Ptetro, id. Brescia (id. id. Torino). - Id. chirurgica id. Torino, id. id. id. GANGI Balvatore, id. Messina, (id. 4 fanteria). - Id. medica id. Catania, id. id. id. lNt'ANTE cav. Carlo, id. Napoli. - Istituto di elettroterapia id. Napoli.
Determinazione ministeriale 20 nQ1;embre 1913. della CIOPPA Àngelo, capitano medico ospedale Caserta. - Trasferito 3 genio. FIERRO Michel,e, id. 3 bersaglieri. - Id. infermeria presidiaria Capua. TERRANOVA Alfio, tenente medico S4 fanteria. - Id. reggimento Piemonte reale cavalleria. BALJ!STRAZZI Litigi, id. 9 .id. - Id. ospedale Bari. Dete-rminaeione ministeriale 27 novembre 1913. B&sso Eugenio ;llario, capitano medico ospedale Savigliano (comandato ospedale Roma) - 0DDJ Oddone, id. id. Ancona (id. id. Roma) - SCALA Rosario, id. id. Messina (id. id. Napoli) - TERRA-ABRAMI Giuseppe, id. id. Firenze (id. 7 artiglieria campagna) - Cossu cav. .Alberto, id. id. Venezia (id. ospedale Firenze) - R1zzuT1 Giu,eppe, id. id. Ancona (id. id. Napoli). - Cessano di essere comandati come sopra. R. derreto 24 novembre 1913. EACCARO Bemdttlo, tenente medico E6 fanteria. - Dispensato, per sua domanda dal servizio permanente; inscritto col suo grado e con la. sua anzianità nel ruolo degli ufficiali medici di complemento (distretto Campobasso) ed assegnato direzione sanità Ancona dal 1° dicembre 19113.
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M:OYIMENTI AVVEN1JTI NEL CORPO SA.NIT. E NEL PERS, P'AB.l\lAOEUTICO
Decreto ministeriale 9 novembre 1918.
Lo stipendio annuo, con un quinquennio, del capitano medico LoHBARDO Leonida, è portato a lire -UOO dal 1° novembre UJ13. Determinazione m inisteriale 4 dicembre 1913. FARlNA cav. Giuseppe, tenente colonnello medico scuola applicazione artiglieria e
genio. - Trasferito ospedale Torino. CATINI cav. Alpi?wlo, m11ggiore medico ospedale Torino. - Id. scuola applicazione artiglieria e genial R. dec1·eto 1<l dicembre 1913. I seguenti tenenti medici sono dispensati, per loro domanda, dal servizio permanente, ed inscritti col loro grado e con la loro anzianità. nel ruolo degli ufficiali medici di complemento, con l'assegnazione ad ognuno sottoindicata dal 1° gennaio 1914: PETRUCCI Giovanni, 30 fanteria. - Distretto Bergamo - direzione sanità Milano. 0ALT,ITELLI Domenico, reggimento cavallC'ggeri di Aquila. - Id. Taranto - id. id. Bari. Deleruiinazione ministeriale 18 dice,nb1·e 1913, Lo:-,GAH I cav. Rodolfo, maggiore mellico scuola applicazione fant~ria, - Trasferito ospedale succursale Panna. CORRADI cav. Numa, capitano medico ospedale succursale Parma. -- Id. scuola applicazione fanteria. SAIJA Paolo, id. accademia militnre. Id. ospedale Torino. D'ALOIA Giovanni, id. ospedale Ne.poli. - Id. id, Ra.venne.. F usc:o Angelo, tenente medico id. Genova. - Id. scuola :applicazione artiglieria e genio. BACOHIALONr Adolfo, id. id. Torino. - Id. accademia militare. FERRAR! Giavanni, id. R. corpo di truppe coloniali di Eritrea. - Cessa di essere a disposizione del Ministero delle colonie dal 21 dicembre 1913 ed assegnato reggimento lnncieri cli Novara. ROMANO Nicola, id. 31 fanteria. - Collocato a disposizione del Ministero delle colonie e destictito, d'autorità, nel R.. corpo di truppe coloniali di Eritrea dal 4 giugno 1915.
R. decreto 18 diceml.n·e 1913, su pro,,osta del ministro delle colonie. ZARA Silvio, capitano medico reggimento lancieri di Aosta. liere nell'Ordine della Corona d'I talia.
Nominato cava-
B. decrew 28 dicembre 1913. PJOctNlNI Uyo, tenente medico 18 artiglieria campagna. - Collocato in aspettativa per infermità temporanee provenienti da causa di servizio. S1NAP! Vincenzo, id. infermeria presidiaria Gaeta. Id. ld. per motivi speciali, per sei mesi. LEO Eustachio, id. 1B fantc•ria. - Dispensato, per sua domanda, dal servizio per• manente; inscritto col suo grado e con la sua anzianità nel ruolo degli ufficiali medici di complemento (distretto Bari) ed_assegna to direzione sanità Bori dal 1° gennaio l!J14.
)(OVJKENTI AVVE1'.'UTI NEL CORPO SANIT, E NEL PERS. FAR1lACEUTI00
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Determinazione ministeria!e 28 dicembre 191S. M ASSARl Giuseppe, capitano med ico 10 artiglieria Ci'lmpagna.. -
Trasferito 3 fan-
teria. C A SAGRANDI Glauco, id. 36 id. id. -
Id. 4S id.
de P0RCELLIN1S Carlo, id. 79 fanteria. - I d. 10 artiglieria campagna. MIGLIACCI Giovanni, id. 19 artiglieria campagna l(comandato scuola applicazione
sanità. militare) - PEZZALI Roberto, tenente medico ospedale Torino (id. id. id.). - Cessano di essere comandati come sopra.
Fannaolstl mWtarl. R. decreto 4 agosto 1913. I seguenti f1umncisti di 1• classe sono promossi farmacisti capi di 2• classe per merito distinto, con riserva di anzianità.. CoRRADI Remo, ospedale militare Palermo. VACCARO cav. Francesco, id. id. Bologna. - PALLADJNI dott. Mario, id. id. Caserta.
R. decreto 15 agosto 1913. CORNELIO Luigi, farmacista capo di 2• classe, ospedale Savigliano. - Collocato a disposizione del Ministerol delle finanze dal quale riceverà gli assegni e le indennità. spettantigli. I seguenti farmacisti di 1 • classe sc,no promossi farmacisti capi di 2• classe con siserva di anzianità: CoRNELLI Cormlio, ospedale! militare Novara. CORNELIO Luigi, id. id. Savigliano. R. decreto 12 ottobre 1918. A.KATURO Antonio, farmacista di 1• classe ospedale militare Cava dei Tirreni (Sa-
lerno). -
Collocato in aspettativa, a sua domand&, per infermità. comprovata
a deoorrere dal 1° novembre 1913, con l'annuo assrguo di lire 1800. Decreto ministeriale 16 agosto 191S. I seguenti farmacisti capi di 2° classe sono promossi farmacisti capi di 1• classe con la decorrenza appresso indicata: B OBJilRTI Giuseppe, ospedale militare di Brescia - C.ELLI cav. Vincenzo, ispettorato di sanità. militare - llARTJNOTTI dott. cav. Carw, a disposizione Ministero finanze. - Dal 16 giugno 1913. MAIIENCO dott. Vittorio, farmacia centrale militare - Dal 16 !aglio 1918. R. dec1·eto 14 novembre 1918. RoBBRTI Giuseppe, farmacista capo di l3 classe, ospedale militare Brescia. Collocato, a sua domanda, in aspettativa per infermità. comprovata, dal 10 novembre 1918, con l'annuo assegno di lire 2600. R. decreto 24 novembre una. I seguenti farmacisti militari di complemento di s• classe ~ouo nominati fa:rmacisti militari effettivi di 2° classe con riserva di anzianità, con decorrenza per gli assegni dal 1° dicembre 1913 e con la destinazione per ciascuno indicata: F ORTUNATO Leo-nardo, direzione sanità X corpo armata. - Destinato ospedale. militare Catanzaro.
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MOVIMENTI AVVE~CTI 1''EL CORPO SA ~ll'. E NF.L PER$. FAR:UAOBUTIOO
GR1GNANI dott. Eugenio, direzione sanitit Xll corpo armata. ,lale militare Paler mo. Musso Enrico, id. id. I. id. - Id. icl. Milano . I SOLA Emilio, id. id. XIT id. - I d . irl. Brescia. BARO:-.E Santo, id. id. XI id. - l d . id. Messina. M ARRA Gittseppe, id. id. XI id. Id. id. Alessandria.
Destinato ospe-
La riserva di anzianità dei farmacisti militari di 2" classe predetti e di quelli n ominati coi precedenti regi rlec1 eti 27 febbraio e 5 g iugno 1913, è sciolta. Essi vengouo inseriti.i nel r ispettivo ruolo come segue: :àfA:-.FR&DI Luigi - FORTUNATO Leonarclo - M1 c 11ELI 1'eodorico - RoDDA Clattdio - SOLARO Alessandro DE V1NCENZI Cosmo - CARETTO dott. Ercole VITA dott. Gaetano - S1CCARD1 Guido - PADOVAN I dott. Casimiro - FARINA Felice - RAVINO Vito - MELI.O dott. Con·ado - P ARRI dott. Valter - F10RIN I dott. Dante - MARTINI l?ra11cesco - BATTA01.1Nr Guidu - Bnu:-.o Pasquale - GnrGNANI dott. Eug1nio - CAPPELU Giuseppe - Musso E nrico ISOLA ];;milio - BARONls Santo - M AHRA Giuseppe.
Dec1·eto m i nisteriale 20 no1·embre 1913. TEDESCHI l!'rancesco, farmacista di 1• classe - N1COLAI dott. Angelo. id. 1• id. MAHJNr dott. Carlo, id. l '' id. - LOMBARDI dott. 1\fa11lio, id. 1• id - SA L VATORI dott. Giu,;epp e, id. 1" id. - GoR1tETA dott. Carlo, id. 1• id - Già fuori ruolo percbè comandati in L ibia e n ell'Eg"o, ri entrano in ruolo dal 1° novembre 1913, essPndo rimpatriati. G10RDA NO Vincenzo, id, 1• id. - MAHTJNI Giov rm11i. id. l" id. - ELE'l"l'O Alfonso, id. 1" id. - SH'CARDI G1tido, id. 2& id. - PA DOVANI dott. Casiiniro, id. 2° id. Mi.r.1.0 dott. Conado, id. 2'' id. F10R1N1 dott. Dante, id. 2" id. - MARTINI F ·r ance.~co, id. 2' id. - Collocati fuori del rispettivo ruolo organico dal 1° novembre 1!/13. (Legge 31 maggio 1913, 11. 5U5).
Determinazione ministeriale 18 dicembre 1913. MA1<1N1 cav. Francesco, farnnicista capo 1" classe, ospedale Torino (fuori ruolo) Trasferito farmacia centrale militare. G uw1 Gio. Battista, id. id. 2• id., farmacia centrale militare. - l d. ospedale mili tll.re T orino. P1RA1:,o 8te(a110 Giovanni, farmacista di l' id., ospedale militare Kapoli. - Id. iotermeria presidiaria Cremona. FORt'nEmo Litigi, id. l " 1d., id, Alessandria. - Id. farmacia centrale militare. L OM BARDI dott. Manlio, id. 1• id.,id. Palermo. - Id. ospedale mi litare Roma. DE V1:-.cE:-.z1 Cosmo, id. 2• id., id. C h ieti. - Id. id. Bologna. VITA dott. Gaetww, id. 2• id., id. Milano. - Id. id. Pale rmo.
Ufflotall ID poalzlone di '.s ervizio au•lllarto. R . decreto 8 sellc1nbte 1913. I seguenti ufficiali sono collocati a riposo per anzianità di senizio, con decorrenza dal 16 settembre Hl13; inscritti n ella r iserva ed insigniti della onori 6cenza per c iascuno indicata : ME~:-.1T1 cav. Michele, colo11nello medico distretto Catanzaro - PEnP.i.·1°1·1. cav. F rancesco, id. id. Cosenza - PAJ.EHMO P A'rRrtA cav. Stanislao, maggiore medico id. Trapani - LEt.:R1:-1 cav. Fra11cesco, id. id. Bologna - INZrl'ARI. cav. Giuseppe, tenente colonnello medico icl. Caserta. - Cavalieri n ell'Ordine dei SS. :Maurizio e Lazza ro.
X OVIMXNTI AVVENUTI NEL CORPO SANIT. E '.IIEL PERS, FARM:AOEU TI CO
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tJftlol&U 41 rtMrva.
R. decreto 9 ottobre 1913. ce.v. Vladi1niro, maggiore med ico distretto Roma. - Dispensato da ogni eventuale servizio militare per ragione di età, conservando il grado con lll rela tiva uniforme.
ZAWBRTl:IAL
R. decreto 11 dicembre 1913. DE CEcCo Giuseppe, capita no medico distretto Chieti. - Dispensato da ogni eventuale ser vizio militare per età, conservando il grado con la relativa uniforme.
01IOBIFI0El1ZE.
Concesse nella ricorrenza del genetliaco di S. M. Il Re. Ordine de lla Co r o na d 'Ita lia. B . decreto 6 1w1;embre 1919.
In considerazione di lunghi e buoni ser,izl. Cm;aliere.
B oso11n Gaetano, maggiore medico ospedale militare Firenze. DE G1oao1 Beniamino, id. id. Chieti.
Concesse nella ricorrenza della festa di Capo d'anno 1914. Ordine d e lla Corona d ' Italia .
R. decreto 28 dicembre Hll3. In oonslderazione di lunghi e buoni servizi. Cointne1ulato1·e. SusoA cav. Vito, colonnello medico direttore sanità XI co1·po armata.
Cavaliere. lliRENOO dot t.
Vittorio, farmacista capo l" classe farmacia cent rale militare.
In considerazione di speciali benemerenze. Utfìziale. CA.IllOME cav. Fabiano, magg iore medico riserva distretto Na poli.
Cavaliere. ANGE LI~! PAUOLI Carlo,
maggiore medico riserva. distretto Perugia. CASARlNI Arturo, capitano medico ispettorato sanità milita.re. VERANDO Ettol'e, id. ospedale militare Livorno. Muzzzou Antonio, farmacista di 1• classe infermeria presidiurìa Aquila.
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MOVHIENTI AVVENUTI NEL CORPO SA~I'f. E NEL PERS, FABMACEUTIOO
Concesse in considerazioni di speciali benemerenze acquistate sul teatro della guerra. R. decreto 28 dicembre 1913, di molo J)1'0prio di S. M. il Re. Ordine de l SS. M a urizio e Lazzaro.
Cai;aliere. FARALLI cav. Celestino, tenente colonnello medico direttore ospedale militare L ivorno. VrnDIA ca.v. Tommaso, maggiore medico ospt!dale militare Roma. i'ANCHIOTTT cav. Euyenio, id. id. 'id. P adova. Ordine d e lla Corona d 'Ualla.
CASAI'JN'l'A Giovanni, capitano medico legione carabinieri reali Palermo. LOPRESTr Antonino, t enente medico 1° granatieri. SABATINI Angelo, id. 21 fanteria . T ESIO Giuseppe, capitano medico 54 fanteria. FALCETTI Piet1·0, id. 2 artiglieria ca1n pagna. GROSSO Vittorio, id. 25 id. id . Ga&RARDI Giovanni Battista, id. 27 id. id. PAPALE Raniero, id. arsenale cost ruzione art iglieria Napoli. BALESTRAZZI Luigi, tenente medico ospedale militare B uri. MARINI Emilio Paolo, cnpitano medico infermeria presidinr ia Civitavecchia. MASSA Goffredo, id. carcere m ilitare Napoli.
Encomio solenne. R. decl"elo 23 dicembre 1918. Lo:rno Orazio, capitano m edico 3 fanteria. D'ANNA Giuseppe, id. 85 fanteria. L uCANGELI Giovanni, t en ente medico infermeria presidiaria Aquila.. M ARINI cav. Francesco, farmacisti~ capo 1 • classe osped11le mi liture Torino. GANDOLFO Candido, farmncis t a di complemento s• classe direzione sanità II corpo armata. Def'unU. P OOLJS1 cav. Michelangelo, colonnello m edico in posizione ausiliaria, distretto Fir enze. - Mor to a Terricciola (Pisa), l' 11 novembre 1913. S&VERl cav. Prospero, maggiore m edico non più inscritto nei ruoli. - Id. a Foiano della Chiana (Arezzo), il 5 dicembre 1918. DOMINE Michele, tenente medico 79 fanterie.. - I d. a Torea (Libia), 16 giugno 191S. SPINELLI cav. Giuseppe, tenente colonnello medico, non più inscritto nei ruoli. Id. a Faeto (Foggia), il 24 novembre 1915. SoTIS Andrea, maggiore medico, infermeria. presidia.ria Gaeta. - Id. a Gaeta., 1'8 di• cembre 1913. FRESA cav. Aristodemo, colonnello medico riserva, distretto Como. - Id. a Mi• ]ano, il 17 id,
Il H cdat.t.orc,
EDMONDO TROM11ETTA, tenente colonnello ~edico (309~) -
Roma. 191& - T,p. E. Voghera.
LUIGI PAUl&RI, ger,,iit. h
Eapolizione 10mm&ria dell'ord~namento e funzionamento del aer• Roma. 1906 . • 1 50 O. CBuB&. - Studio eulle mediaatiniti (mediaatiniti suppurative, IIIC8880 mediutinioo~ - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 • • . . • • 2 HYBTL - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anatomico. Tradusione libera italiana dei dottori C. PB&TTJ e C. s.,o'BS,A. Boma, 18M. (Edizione rara) • 9 ~ /triù cauaate dalle armi da guerra. Sinteei della relazione eanitaria 111gli -roiti tedeaohl durante la guerra franco-gennanioa 1870·71. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezr.o ridotto. • • 2 IIAJU.TIU. Studii .torico-critici sulla meningite cerebro-spinale epidemica in Italia e particolarmente nell'eeercito. - Roma, 1883. Un. volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . • 1 l 50 8Ul?{.m. - Le lesioni t1dt1matiche dei centri nervoei. Memoria onorata del premi, Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. , 3 50 8rO'Blli e G10LUBELLJ, La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al conool'80 Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitograflohe. Roma, 1885; pr1nzo ridotto. 1. 3 Tox:uI.lNl. - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli ll18(1ritti. - Roma, 1875 . 1 3 50 Cmi.un. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul serv izio sanitario in campagna 1 2 50 11. a . - Per l'acqulllo delle opere 1opralndlo1te ln•iara commiHlonl • vaglia all'AmmlnlstrazloH
CV1il'L -
vwo aanitario in campagna presso l'aaercito italiano. -
del Giornale dt INdlolna militare via XX SeUNlbrl Roma.
.J.lt,:e publ>lic<tzlona medl,co- miUtat•i.:
hu.uu I.ELLI FBA!i'OBSOO, capitàno medico. - Manuale di bromatologia pei medici militarL - Firenze, 1906. Un voi. in 16° di pag. 484. (Vendibile premo l'Autore in Firenze, eouola d 'applicazione di sanità militare). . L. 5 A. SDTOLI, capitano medico. libero docente 01 patologia speciaie chirurgica nelia R. Università di Pisa. ·- Contributo allo studio del rinofima e ricerche istologiche s.u i trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile preSBo l'Autore, Oapedàle Militàré di Livorno). , . . . . 1 tS l ill>OLO Co&T.A.NTINO. colonnello medico. ~ Oftalmoecopia ed ottica oculistica. Manuale teorico·pratico. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, atabllimento tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile preeeo l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) » 8 MuoUlCTl EZIO, oolonneUo medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustrazioni, pre· mi&ti con diploma d'onore all' EapOBizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile preeao l'Autore, direzione sanità militare) 1 , ID. ro. - Eaeroito e tubercolosi. (Notizie. - Profllllll8i attuale. - Età della chiamata. -'- Ferma biennale. - Abbaeeamento della ate.tura). Relazione lii congresso nazions.le d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . . • 2 8.um.uu S.u.v..t.TORE, maggiore medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria della man-:libola e delle parti ll!Olli che la rivestono. - Napoli, 1906. Un voi. in 8' di pag. 130, con 58 figure intercalate nel testo. (Vendibile preao l'Auto,:e, Col'IO Vittorio Emanuele 386, Napoli) 1 3 ID. ID. - La chirurgia delle vie biliari. Memoria onorata di un attestato di lode della Società medico-chirurgica cli Bolollla. - Bologna, 1903. Un voi. in 16° di pag. 198, (Vendibile pre880 l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli), • I BUTUcOI STll:r..t.No, maggiore medico, libero docente di oftalmologia e di clini.ca oculistica nella Regia Università di Torino. Studio scientifico pratioo sui traumatismi oculari. Voi. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 microfotografie e con prefazione del prof8118or C. REYMOND, direttore della Regia clinica oculistica di Torino. - Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile prewo .Ja tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma) . 4 R. Rrv.u.T.t.,'capitano medico. - Malattie profesaionali ed infortuni del lavoro nella vite. oivile e nella vita militare. Rocca S. Casoie.no 1908. (Vendibile preeeo l'autore, 11 ° reggimento fanteria, Forlì). • 60u,1,1.1 Ptll:Tao, tenente medico. - La chirurgia coDBervatrice nei auoi rapporti con la traum&tologia e la legge concernente gli infortuni sul lavoro. Tra~ tato di ea_ _:,eai .clinioa in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla :egiawion., sociale italiana. - Roma, 1901~ Società editrice Dante Alighieri. (Vendibile preuo l'autore, via XX Set\embre 89 p. 10, Roma) . • 3 ID. ID, - V ipotesi dell'evolur.ione. Studi e ricerche. - Milano, .AllBociazione tip. pri~. 2' ediz., 1900, (Vendibile pre118<> l'Autore, via XX settembre, 89 p. l°l • S
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GIORNALE DI
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CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. t• Il Giornale di medicina militare !ìi pubblica l'ultimo giol'no di ciescuD mese io fascicoli di 5 fogli di stampa. 20 L'ahbonamento è annuo e decorre dal 1° gennaio. a- Il prezzo dell'abbonamento è: P er I' llalia e la Colonia Eritrea . . Per l'Estero . . . . . . . . • . . ~ in Halia . Un fascicolo separalo costa I all' Estero
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.. GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pub blicato d a ll ' I s p ettorato di Sanità mili ta~~-·..·~-. , ./~ :. :.·-·_:;~ . .·· \. GJornale dl medicina ,nillt.a re; 1851- 1884
Glornal•
medico del Regio Eeercito e della Regfa Marina : Giornale medico del Regio E sercito: 1896·1Q07
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FASCICOLO
II
SOMMARIO .111':illORI E
01111.IC.llW.4'1, I .
• Fun~loll. - Epilessia considerata allo stato rti nevrosi e di frenosl e nei suoi rapporti con / medicina legale . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . . Pag. 01 aptaob. - L'opera del medico in Libia a proposito delle malattlo venereo-sinlitiche e cu nne 1>redom1nanti oell'oasl di Tripoli e sue dipendenze. • . • • . . . . . •
SI 94
CASCISTICA CLIMC~.
Porr~. .:;- Relazione sul funzionamento dell'amhulatorio oculliUco istituito oella città di o., da I lO novembre t9lS al t o novembre t 9l 3. . . . . . . . . . . . . . . a1Yl8 T.t. • • t.108.'~ .1. l,I IT.1.Ll.4' 1WI
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(V. I' 111dice 11ell'i11lt~·no della co1w·l/11a)
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INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI rrALI.ANI ED ESTERI
RIVI STA MEDICA. Significato e cura dcli:\ fPbbre nella tuhercolosl •
Wethered. -
Pa9. H8
RIVl :5TA 01 CHIRURGIA GK:'ìKRAI.!;. Mathleu. - Cura chirurgica delle coliti cronich11 grnvi Ferrerl. -
RIVISTA 01 OTO- fll NO-LARINGOl:\TlllA. Alti dolla clinica oto•rino-laringoiatrica della Il. Unl•·ersità di lloma .
U9 130
RIVISTA 01 OCU LISTICA.
seauon Hlrd. - I colohoml dell'occhio.
13!
RI VISTA 01 TERAP!rnTICA. Carnot. -
I.a tempia nel l913.
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1\IVISTA D'I GIEN& GENER.\LE E DATTERI OWGIA.
Sass e Ioni. -
Coltura deì r lasmo~II òl'lla m·1laria •
RIVISTA 01 TERAPIA FISICA. Chulton. - La ~ura dei geloni con la correrne ga l,·anlca . RIVISTA 0181,IOliRAFICA. Schoeppler. - l':pi.;tolarlo rtl !!UCrra (ISi0-70 di uo ufficiale medico bavarP.1P Morselll. - Le oe,rosl traumatiche Vlguò.· · - l,a re bbre melitense (fprdemiologia e JJr o lll,usl) Mtrok. - Annali - lnno'l'azioni nel rlominio della farmacoternpla P. delle farmacie CONGRESSI. lude. - I.e tcstimoniam.e giu!l1z1arle d~i militar, che appartengono l\l battaglioni d'Africa ed agli stalllllmeotl di pPna
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co:w:011s1. ProJ!rn mma tlPI concorso al Xlii premio Biber l rt i llrn !0.000 .
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NOTIZIE. Corso di perrezionamnnl-0 In rgienu
PEll IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE NECBOLOGJO. San1nnera comm. Giovanni
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CO~FlmENZE SCIENTIFICHE IJEGLI OSPEDALI MILITAlll
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MOVIMENTI AVVENUTI NEL r.ORPO SANITAIUO E NEL PERSONALE FAR~ACEUTICO
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Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz. del II Giornale di medicina militare " Vu XX Si;nR,rnns, PA~Azw 0 1~ M1Nrnr,H o ol!U.A GU RAH A
weauoo Punno, tenente generale medico. - Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmen te del fucile itali.a no di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimento.li, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte iD fototipoi;rafia).-Roma, 1903. (Vendibile pr8880 la Tip VogheJ'a)L. , l o. m . - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile pr&BBO la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . • 8 .tnwopomelna militare. - Risultati ottenuti dallo 1<poglio dei fogli sanitari delle olWIBi 1859-1863: due volumi in -i0 con atlante: Voi. l (Dati e.ntropologici ed etnologici) con Atlante della geografia antropologica d e ll' Itali&. - Roma 1896. 1 18 Voi. Il (Dati demografici e hiolugici) - Roma, 1905 1 6 Buorno e Sroau. - Compendio di chirurgia d i guerra compilato 1u1Ja storia medioo-ohirurgica della guerra di seceBBione d'America. Roma, 1888 4 volumi, prez:i:o ridotto I Il 110
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Epilessia considerata allo stato di nevrosi e di frenosi e nei suoi rapporti con la Medicina legale (!)
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Pe1· il dott. G. Funaioli, capit,mo n1euico
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L'epilessia , nelle ,me molteplici nrnnifcstazioni srndinta, è ce rto nno <lei t emi p iu seri. più i mportanti e a111.:o p iù belli dell a neuro!1,uologia . A ch i la stud i intimamente, percorremlo i period i, t:he lrn Rttraver.,ato, dall'epoca d'I ppocr ate fino a noi, si pani rlinan:;,i un comple~so così grande di ricer clH', di e,,peri menti e d i osser,a zioni da ~g,imentare la mente p iit fer,irla n. r iun ire in una 1,intesi ciò che di t•i(1 ~icuro abbiamo sui cont:Ptf i clw riguardano q nesta enti tà morbosa. Xè io intendo a<lnsso trattare tliffosamente l'arduo tema, poic.;}1,:.
affrontare q1t esta selva. selvaggia o n.~prn e forLE'I ,mrnbhe su perior e a llP f,irze mie: lo scopo ohe m i p refiggo, per q u auto sempr e non facile, è quello di accennare ciò che rle ll'epi !Ps;:ia consirlernra e a l lo :1ti1to cl i llt'i-rosi e a qnello d i frcnosi si ammrlte dai più nel le prPsPnti con rlizioni della. scienza, e cli i ntrnttener m i a lquanto sulla respousabi liril. medico-legale degl i epiletti<;i cl i fronte alle at,t uali cogn iz ioni scientifiche ~ul tema, argomento <p1e:-to che suol discuter;ii di freciuente sia nella pn1,tica. ci,·ile, sia nella pratica m ilitare . Determinare il grado di r e:::ponsabilità ni>gli affetti da nPnn.:;i ce rebrale fu i11 ogni tempo uno de' pÌtl di1Hl;i l1 )'l'Oblemi ,lella medicina l~gale e pii1 sprci,1.lmente della. psichiatria forense, e µer quanto oggi hi neur opi,tologia e la rsichiairia ahbinno f\tto molto cammino, le diffko_l_tà non sono dileguate, c1om inando sempre i rlnbLii le meut i dei ~arn a \ienist.i : a ogni modo per disporsi r isolvere n n 1.al prohkma 0 necessaria una noz ioni.' chiara e , qnanto piil s i può, complt>ta. su l li~ Mnosi t:erebrale considerata n on solo dal puuto di vi.~ta. etiologico e clinico, ma anche d,d punto ùi visi.a <lell'a.natomia patologi1;!1, d1w-
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,( l ) Ln conie,·enzo fn l<'ttA. noll'ospc.dalo m1lita1·e di .\11co11a l u tcrzn di,c11<lc dol g,,n J\l \ 2,
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~l'lLES!<lA Ct•N>"IDERA'I'A ALLO STA"rO DI ~E\'RO~J E DI 1!'1U:N0SI1 ECC.
chè la scienza ha constatato che, in n1rii casi almeno, i disordini funzionali del cervello troYano spiegazi one sufficiente in lesioni somat;che micros0opicamente apprezzabili . Ora gli stmìii modem.i fatti nel eampo del le malattie nervose, permettono di formulare un giudizio più giusto e pii1 tranquillizzante sullo :<tato mentale degli individ ui neuropat,i ci e tanto più lo permettono, quando la malattia. che è soggetto di itppre;r,zamento e di studil•, abbia dato luogo a tante ricerche e tante considerazioni fe. cc,ude, come itppunto è l'epilessia. Ciò non pertanto sarebbe oggi audacia asserire che, iu fatto cli resi>unsabiliLa e di grn.do di responsabilità negli epi.lettici, la scien7.a pone il medico nelle coudizioni di emettere giudi zii assoluti: però se cc,usidrriamo il passato e rimontiamo all"epoca, nella q11a le la medicina legale-psichiatrica comincia,A. a meri tare nu tal noine e scendiamo all'epoca attnale, è molto fa.cile vedere eome sul tema al,biamo fatto molto cammino. T,o studio merlico-legale sugli e.pilettici d i Le-Grand ùu Saulle. distinto alienista di Fram:ia, costitui,:ce certo uno dei lavori più complet.ii che abbiano Yerluta la luce sui pri mi della seeonda metà del :-ecolo scorst,; ebbene oggi le vednle <lell'emiuente psichiatra non reggono ai progressi ulteriori, e abbisognano di essere modificate, ampliate corrette. :'I [a lascialllo da parte le consi<lera;1,ioni generali e attenendoci al tema, entriamo più direttamente nella patologia dell'epilessia. Oggi ;;i ammette che questa nevrosi sia ereditaria, congenita o acquisitn: se essa è ereditaria e congenita, trae spesso con sè il fardello de' c1l· rat.teri degenera ti ,i, ciò che è stato messo in rilievo, specie dalla scuola positiva ita.liaua, capitanata da Lombroso. Noi infatti troviamo, qua li st.igmate degenerative somatiche più importanti, le asimmetrie del cranio e della faccia, la microcefalia, il prognatismo, il t~bercolo di Darn·in, le apofisi lemuriane, i seni frontali sporgenti, e tra i caratteri funzionali di maggior rilievo troviamo lo stra.bismo, il 1J1ericismo 1 il mancinismo sensorio e motorio, l'ottusita di sensibilità genernle e il restringimento del campo visivo cnn periferia irregolare, fenomeno quasi co,,tante nell'epi lessia., :,egnalato d1t Otto1eughi e confermato da Roncoroni e da altri: troviamo pure frequentemente le anomalie di funzione degli organi di riproduzwne. Sia però ereditaria., congenita o acquisita l'epilessia induce spesso nel paziente una Rerie di fenomen i risultante di anomalie dei sentimenti. d,·gli ist,iuti e dei poteri inibitorii, che si r iassumono nel cos.ì ddto carattere epilettic-o o epilettoilli:;mo.
EPILEi-SIA CONSIDERATA ALLO STATO DI ~EVROSI E DI FTmxosr, E(i('.
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Gli autori l o hanno descritto in tutti i suoi minuti particolari allo scopo rli facilitare la via all11. diagnosi cli nica della forma nevropatica in difetto dei sintomi speciali e dire i patognomonici, che servono generalmen te a diagnosticarla. Cosi Lei<lesdorff dice che g li epilettici sono diffidenti, irasci bi li, im pulsivi, di umore bizzarro, soggetti a frequenti e rapidi cambiamE'nti, oggi affabil i e gentili, domani burberi e ,illani coli.e stesse persone • . Il ì\Iorel li descrl\·e co<,Ì: individui infingardi, bugiard i, che invidiano l'altrui benessere, si lamentano di t utto: inventano bugie a cari co dei comJJagni, si inquietano, si arraùbiano, s'infuriano. Le Grand du Sanlle dice che e gli epi lettici, fu ori delle crisi convnls i\'e, sono egoisti, ombrosi, furi bond i, litigiosi: un gesto, uno sguardo bastano a originare in loro l'i mpressione pit'.1 molesta e a infiamm arn la loro col lera • . D e-Sauctis afferma : il carattere epilettico risulta essenzialmente dell'irrequietezza, del la rnlubi lità si del l'umore cbe degli affetti e delle idee, dell'eccessività che si manifesta col pessimismo, e coll'euforia o n·ero con al ternati ve cli eccitabi lità e di depressione, rlell~ facilità alle reazioni, che può giungere a volte sino all'azione impulsiva. Qua.udo il carat.tere epilettir:o è molto accen tuato, si not,a pure tor pore percettivo e associai,ivo, memoria debole, imaginazione arida, e perfino una certa alterazionf' del senso di identità personale. È vero però che esiste una categoria di epilettici, poco numerosa, che mostrano calma la fisonomia 1 pac:i fi co apparentemente l'animo, che si mostrano rispettosi, docilissimi, religiosi come lo sono tutti esageratamente e ostentatamE1nte, ma è vero altresi che per un mofrrn anche futi le passano alla collera, alla vendetta, agli atti violenti. Se tale è il carattere abituale e proprio degli epilettici, t'Rrattere che tutti gli autori sono concordi a ritenere morboso perchè eml°\nazione della nevrosi epilettica, noi riscontriamo, nel corso della vita di questi nevropatici 1 dei fenomeni molto più salienti e rivelatori d ella condizione morbosa del sistema nervoso centrale superiore, fenomeni quasi direi di esaltazione del carattere epilettico, voglio alludere agli accessi con,·ulsivi, agli accessi psichici propriamente detti e alla pa'z zia epilettica. Tralascio di parlare della epilessia motoria perchè troppo conosciuta nel modo speciale di estrinsecazione. Noterò soltanto, come gli autori sieuo tutti concordi a fissare, quali caratteri fondamentali dell'epilessia cou~ulsiva, l'improvviso apparire dell'accesso, la breve durata, il t urbamento delle faco ltà più eleva.te della psiche donde l'amnesia e l'incoscienza, il pallore cutaneo e la sistematizzazione degli accessi tale che cia,;cun attacco ;:,embra essere la fotografia esatta del precedente.
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EPl LES:"IA OOXSIDE RATA .ALLO STATO DI NEVR0Sl E DI FRE'.\'0SI 1 E CC.
Noterò al tresì come le crisi d el JJarossi.~ma convulsivo, freq uente m ente ripetentesi, ~ond ucono d i regola, a lungo andare, all' indebolimento e all'ottund imento delle facoltà mentali ; d'altra parte autori eom peten ti e imparziidi ci tano auco pochi casi d i ind ividui passi,i <li epi lessia motoria., i quali non vanno sogget t i a tur be psicb ic:he n egh i nten ·alli dei loro acce,,si con ni.lsi ,·i, ma conser,ano lucida, l' in telligenza ta11t0 dl'I. potere, fuori dell'accesso, attendere l\l d isbrigo dei loro affari e sol tanto si r i \'eia no epilettici al!' occhio esperto del meclico, clie ha occasione cli osser\'arli fuori delle cri si nwtorie, per i l l oro c,trattere ir ritabile, che porta Lutta !'i mpronta della tin ta epilPtt ica. Ma l'epile,isia, oltrechè coll'accesso classico e mol to p ii1 raramentt: con co1wnlsioni parz iali, si e;.trinseca anehe sotto forma di piccolo ac cesso, di ver i igi ne e d i asse11v.a: i l piccolo accesso <·aratterizzato dalla mome111,anea. perdita del la coscienza, dal pallore irupro, viso della fal'cia ~enza manifestav.ioue apparente o con manifestazione lie,e d1 spai mi muscolari; nelht ,·erligine al sintoma psiebico e tisieo dt>l pic colo male si accoppia il disturbo più o meno consi,lerevole di equilibrio uello SJJPzio: l'ass<111v.a si eompPnr!ia n e lla brusca e brevis::;ima interruzione c.lella co~cieuza, rah·olta u11ita a impro\'viso pallore t:U · taueo. Erano queste nominate le forme d i epi lessia conosciute an,·ora -iu antico; ma oggi a qnes1e forme dobbiamo agg: nnp:ern altre intellettualmente [liù gravi e prni iearnento più pericl)lose vo' dirP delle for me d i epilessia psich ica. Il Falret d istingue l 'epiles,-ia psichica in gran male e in piccolo male intelle~tuale. Il gran male colpisce qtrnsi sempre d 'imprO\',i:Su o offre il quadre fonomenol<,gico della. mania a.euta, ove ;.picca di fr~. quentt, i l delirio di persecuzione, la confusione delle iclef', il disorcli11e dei mo,·imeuti, talora uno spicC'ato seulimento dell~L propria 11er;:o11alit,'.i, che altera11Clo Jp r.,Jazioni tra l' io individuale e il mondo e,.:te riore fa credert> all'epilettico di e,;;,ere pote11te1 per,;ona ri i alto lignaggio, talvoltil re imporat,oro: aecompagna, qna:;i co:;tantem<'nt e. il (l nadro morboso l'incoseie11za. li pice;olo mille invece si e;;trin:-eca col tnrbamPnto della co::;cieuza e delle idee, con iml,iulsi nrnrbo;;i e prernlentemente coll'i mpnlso all 'omicidio, ,1.l snicirlio, all'incendio, oppure si t raduce colla pcnliw cornpl,,1,n. dell.t cu:;eienza, col clelirio di persecuzione, talorn col determinismo amlmlatorio; thè !.aie si chiama la foga, incodeiente. l~iguardo a qut>st.o fenomeno, studiato da mnlti, Le (,rami d n Kanlle, Uh,11·l:Ot. Gar11ier, et,c., de,·o dire d1f' gli autori non sono turri cùllcorcli noi ritenerlo Ji natnra epilettiea: i più però ammettono n11a
EPILESSIA CONSIDERA'rA ALLO RTA1'0 IH 1,r,:v1w,:r E DI F RENOs r, ECC.
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tale natura che sembra più consentanea al vero. 11 prof. Paolo Fnnai oli t ra gli altri ri ferisce i l caso di uu soldato· accusato e punito piu volte di diserzione, la qua le non era altro che nuo dei varii fenomeni, con cui l'epilessia si estrinsecava in lui poichè egij era passiYO d i rado si, ma pur passivo sempre <lei piccolo male dei Frnncesi. Dopo il Falret, il Samt, che di questa nevrosi può dirsi uno dei c ultori più fecondi, d istingue dodici gruppi di epilessia psich ica. Il l '' gruppo è rappresen tato da ll'eq u i ,alente psico-epilettico, accesso i l qnale o esplode d'em /il,fe oppure presenta dei prodromi a d urata var iabi·le, dopo i qual i il malato si fa sospet to.~o, palli<lo, impulsivo tauto maggiormente, q uanto è più grave lo stato d i angoscia a cui trovasi i u preda. Nella convalescenza non ricorda, genernlme11te, più nulla cii ciò che è avve11uto durante l'attacco, talvolta lo ricorda qualche orn., appena terminato l'accesso per poi dimenticarlo per sempr13 offrendo così l'~sempio della amnesia, tardiva segnalata dal S11.mt e confermata dal nostro Tamburini. Al :J0 gruppo appartiene il co;;ì detto prolungamento dell'equival ente psicbi<lo dell'e_pilessia, nel quale gli accessi di cefolalgia e di YerLigine si succedono d i freq uente e si accompagnano a. dim inuzione di memoria e a stato d i angoscia e si distinguono dagli accessi delJ'equi valente psico epilettico, più che altro, per la lol'(, straordinar ia freq nPnza della recidiva. Il '3° gruppo è costituito d11Jla frenoRi acnta post-epiletti<'a caratterizzata da stuporn un ito a tendenze impulsi ve, a delirio religioso, a ,an iloqnio. A.l 41) g rnppo il Sa mt ascriYe la franosi cronica post-epilettica, la quale pure si esplica collo stupore, col mutismo, talvolta con vocifer azione mista a delirio d i grandezza, che si estrin~eca dal malato con una special e forma di li ngun,ggio dall'intercalare caratteristico. Il 5" gruppo è formato dalla follìa epilettica circolare, che risulta dall'alternarsi vicendevole del le due fo rme elemen t,ari d i pazzia, la mania e la lipeman ia., pur consen·ando il paziente il substrato psicologico dell'apilettico. .A.I 6° gruppo appartiene la demenza epilettica, la q uale è una conseguenza fatale del lento ma con t inuo e graduale logor io degli e lementi nervosi cerebra li determ inantesi al seguito delle crisi epilet,tiche convulsive e psichiche. 'l'accio delle a ltre sei forme, poco importanti, cli epilessia psich ica, le principali essendo quell e da me toccate: potrei aggi nngere soltanto, se u11a certa critica può essermi c<'ncessa, che senza fa re dell'epilessin, taute for me, sarebbe forse meglio
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l~l'lLE"~IA CO::S.SIDlmATA ALLO i':TATO DI :S:EVROSI E DI FRENOSJ, ECC.
:;eguire l'opinione del Bianchi e dividere così l'epilessia in quella co mune, in quella parziale e Ìll quella psichic11, la qual divisione al' braccia tutte le v,1rietà delle forme epilettic.;he. AuclieKrafft-Bbing si è occupato doll'argomento doll'epilessi,t, specie di. quella psi1.:hica e ha riunito in quattro gruppi gli sbtti psicopatici . Egli anuette al primo gruppo la clegenera:done psichico-epilettica. rappresentata da indebolime11to progressi,o fino al la <"Ompleta ottusità delle f'iicoltà intellettuali, da ec(;e;:;so del senso emotivo, da disordine nell'estrinsecazione dei senliment.i a lfetti,i e morali; a questi fenomeni si aggiungono gli atti violrnti, le allucinazioni terrifiche, si mili a qualle che so rgono nel corso della franosi alcoolica, le idee fisse. Accompagna lentamente la d egenerazi one mentale quella somatici, per gli stretti rapporti tra funzioni eJ orgaui ove le funzion i si svolgono, tra sist.ima nervoso centrale e organi periferici. Nel 2 ' grnppo dell'epilessia psichicR. Krafft-Ebing racchiude i cosi detti disturbi transitorii, rappresentati dallo stupore e dagli stati crepuscoliui: lo stupore generalmente rivelantesi dopo l'accesso con vulsivo è aecom pagnato dal turbamento della coscienza, dai disturbi dei centri psico-sensori, dal mutismo il più spesso; talora dalla voci ferazione. G li stati crepuscolari sono stati di semicoscienza, che si si riscontrano, o subito dopo gli accessi convulsivi, o nell'intervallo tra gli nccessi, oppure si rivelano come disturbi isolati della psiche a rnpicla comparsa e a durata brevis:;ima. Di regola il paziente o non ricorda pii'.1 nulla di ciò che ha fa.tto durante lo stato c.;repuscolare o lo ricorda in modo molto incompleto. Gli stati crepuscolari sono fenomeni che si ripetono spesso, come tntti gli altri accessi psichici, nè sfuggono, per quanto siano di breve durata, al medico che convive col m&lato. Al t~rzo gruppo spettano g li equivalenti psi,)hioi protratti costituiti da accessi cli follia, i quali, contrariamente a ciò che si verifica nella grall(le maggioranza degli accessi psichici, durano settimane e mesi ancora: colgono all'improvviso, si accompagnano ad allucinazio11i, a. disturbi tli linguag~io, a difetto di memoria per quello che è aYvennto durante l'accesso. Nel quarto gruppo sono regist,rnte da l{rafft.Ebing le psicosi epilettiche, vale a dire la mania, la li pemania e la demenza che insorgono su fondo epilettico. Tale divisione delle forme di epilessia psichica, presentata da Kraift-Ebing la quale ri produce sotto altro nome le forme epilet1,iche nominate dal Samt, è più bre,e, più chiara e nella sua brevita delinea, meglio. a parere m io, la maniera di in~orgere e di svolgersi delle crisi psichiche della nevrosi.
EPILE;.;.JA CO.NSJDEHAT.-\ ALLO STATO DI :mn:ost E D J Fl/EX0 ,1, ECC.
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Dall'esposizione dei vari quadri dPll'epilessia psichica risulta ch iaro, che la forma psichica d ell,i nevrosi in qnest.ione è contrad<listinta dagli identici caratteri fondamentali già en um erati a proposiw della forma convulsiva, eccezion fatta naturalmente di quei pochi sintomi che tengono a una diversa localizzazione anatomica delle due forme; vale a dire risulta che gli a1:cessi psichici .:;olgono all'improvviso, banno durata brevissima; si accom pagnano a pallore cutaneo, a perdita di coscienza o a turbamento profondo di essa, atl amnesia d ei fatti compiuti durante l'accesso e dell'accei-so stesso e presentano mar· cata la tendenza alla fissità, alla, sistemaiizzazi.one: q nesto carat.tere dAlla sistemati zzazione deJJ'accesso, carattere che l'epil essia lrn. a comune con alcune forme di pazzia, ad esempio la monomania, e che depoue anch'esso per la gravità della nevrosi, è oggi tenuto i11 gran conto dai medici alienisti, come elemento sicuro di diagnosi differenziale tra le forme epilettiche e quelle di altra natura. Dovrei aggiungere a queste varie maniere di manifestazione psichica. della nevrosi la forma transi tori a, poi..:hè oggi i più, Lom brnso, Morselli, Roncoroni, Funaioli, ecc., inclinano ad ammettere di natura epilettica. tutte le manie così dette transitorie; ma poichè la questione è tuttora. sub iudice, i>sistendo ancora i propugno.tori d i questa forma. non considerata. di natura epilettica, così Verga, Tamburini, 'ramassia, Raggi, Venturi, etc,, credo bene passare oltre e dire piutt esto qualche cosa. del substra.to anatomico, che tauta molteplicità e varietà di fenomeni psichici origina e mantiene. Le meningi cerehra.li negli epilettici si mostrano ispessì te, o pacate e anche congeste, quando la morte segue immediatamente a un a ccesso convulsivo, e in modo speciale sono colpite le me11ingi dei lobi frontali e parietali. Anche le meningi spinali possono essere lese: cosi Voisin riscontrò nelle meningi che ricoprono la parte anteriore del midollo spinale sotto la quale si trovano i corni anteriori, delle placche bianche formate di. fibre, ,m cui si erano depositati sali d i calcio. Sulla. corteccia cerebrnle sono stati rinvenuti tubercoli, neoplasmi, cisti di echinococ~o o altre alterazioni di varia natura a forma diffusa o circoscritta e più specialmente localizzate ne lla zona rolanrl ica e nel lobo paracen trai e. Tali lesioni sono state rileva.te ancora. con una certa freq uenza al ponte di Narolio, al bulbo, al corno di Ammone e al cervelletto, senza. che alcuna. di esse abbia. in sè qualcosa di caratteristico e di cost.a.nte. Anche le ossa craniche hanno presentato alterazioni negli epilettici; cosi si è rinvenuta la fossetta occipitale media di Lombroso più o meno evidente, la sinfisi parziale o totale, la sclerosi e 11.ltre lesioni.
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EPrti-:s;;I,\ c.;o;,;:;roE l?.\T.I .-\T,1.0 ·T,ITO [) [ ;,;E\"ROSI E DI FRJ,;;,;O:,.[, E CC.
L'indagine mac roscopica poi è st.ata completata dall'indagine microscopica, la quale per altro n on ha porto alcun particolare degno di n ota; difatti il reperto microscopico si ria;-.sume in degenerazione delle pareti va,-ali dei capillari. in proli fera 2ione d el tessuto della nevroglia, più manifesta a livello della -:ona rola ndica, e nella mfiltrazione granulare dtlle cell ule cerebrali e cereLel lari . EJ ora passiamo a considera re di vu!(1 la 1,atunt dell'epilessia. A parte le i<lee degli autichi oramai dn t utti al,hanùouate, Bro n-S equMd <"rede che quc,:<ta lle\TO;:;i sia di pendeme da lesioni del mirlollo spinale e del neno :sciatico: Not lrnagel la ri t.icue di JJendente da. irrita.zione del ponte d i Karolio, o, f! ammette un centro convul:;i~·o; Ilermanu, Ku;:m aull e L eidesdorff la credouo legata ad llne mi e o iperemie cerebrnli; Tamburini, Lucia ni, Albe rtoni ne h,m no stabilito il rapporto intimo colla coneccia cerebrale in base alle ri cerche sperimentali sug li auimali ; e questa LeMia cor tica le, oggi actolta u ella scienza, spiega meglio delle alt,1·e i differenti fenome ni dell' epi lessia, dalle a lterazioni funzioua li m1)tonc alle alternioni funzion ali della psiche concomitanti l'accesso motorio, consecuti,e e indipendenti da qnello, c\J111e sono t ntti gli acce~si di epiles~ia psichica. A queste teorie \'ari e, la C'Ui di\·ersit,Ù, dimosLra eviLlentemeute la grautl,, difficoltà dello studio e una incertcz2a. che tuttora regna nella sci enz.tt s u la n11.t ura patogenetica della gnwe novrosi, si <leye aggmngerc mi' ultima più recen t e amrn cs:.a e sostenuta da B out hard, voisin, A.gostiu i, G uid i ecc., dopo le nuo,·e conoscen ze su l'origine, su le manifrst.a;,,ioHi e l e con dizion i ehe faciliLauo lo s,ilu ppo dell'auto-i11tossi cazio11P ; quc8ta teor ia, d1e potrebbe q ua:,;i dir:;;i di moda, è la teoria tossica . Sia qnaluuqne delle t,~orie duminimti nella scienza, che v agliasi accettare, e si può poicl1è tuno renùon o ragione dell o esplodere dello sLato morbo-,01 sia sotto fo rma nen-optttic:a, sia sotto forma freuopa• tica, è a ritenersi in genere l'epilessia di orig ine curt.icale o di origine bnlliare, pt·r qnanto la prima si presti magg iormente a re11Ller conto dei fenomeni motorii e psichici, con c ui si estrinseca. Qnant<l all'origine tossica, sebbene 11ou s i p os,;;a escl udere ch e un'auto-intossicazione pcssa s\·iluppnre nn llcces,;o con,nlsivo e uu accesso psi chico epi le t.tico, è fo rse a r itenersi più clul>bia, raramente aY,enendo di ,·erificare l'accesso senza poterlo espli care con altro meccanismo pa togenetico. E<l ora, e:;poste in u n brevissimo qnaùro le conoscenze moderne pi!'.1 sicure relati,e al la semeiotica e alla natura dell a epilessia, è opportuno fare quald1e consiclerazioue sui taralt,e ri mMfologici e sulla
EPILESSIA CONSIDERA'l'.c!. AT,LO STATO DI :-. EYHO:<I E 0 1 FIIE!<OST, ECC.
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fisiopatologia della epilessia per passare poi a lla medicina legale, la q uale deve forni re g li insegnamenti che valgono a dare un g iudizio, per quanto è possibile, esplicito e sicuro su l grado di responsabilità gi nridica d egli epilettici. Dal puuto di vist.a anatomo-antropologico noi riseontr iamo in un gran numero di epilettici, in tutti gli eredibtrii cioè e in al tri colpiti dalla nevrosi fino dai primi armi della v i ta, degli esseri che si sono sottratti i n parte alle leggi normali c he ne regolano lo sviluppo ,rntogenetico, come ne fanno aperta testimonianza i camtteri morfologici, poto ava nti ricordati, i quali contribni!lcono a far considerare l'epilessia, come una forma degenerat irn. D'altra parte però l'osserva?.ione antr opologica ha fatto constatare che d i fronte a questa categoria di epilettici, nei quali spiccano le anoma lie di regression1, somaLica, esiste un'a ltra, invero molto m eno unrnerosa, formata da epilettici, i n cui la nevrosi esplode a epodic rnrdiYe della vita: iu questi ultimi o non si riscontrano anomA.Jie morfologiche, oppure se ne riscontrano in così scarso numero ed in g rado si lieve da meritare poca con,;ideraziot1 e. Dal Iato funzionale due ordini di fenomeni predominano nell'epilessia, fenomeni periodi0i cii automatismo rappresentati da disordine di moto e di senso, e fenomeni accessionali psichici, dei quali fenomeni oggi si tenta d i dare una spiegazione scientifica basa ndosi sui ri sultati degli studi embri ologici, eh~ mettono i n e,idenza lo stretto leg,\me tra sistema nervoso c:entrale e organ i periferi ci. B eauuis h a dimostrato, in uno studio da lni fatto sul sistema nor voso dei mol luschi, come a misura che in uua famig lia d i quesLi animali u na nuova regione ciel corpo si sviluµpa, a misura che 1111 nuovo organo s i aggiunge agli anti chi, o 0he un organo antico sparisee, si vedùno formare e sparire dei ceutri nervosi corrispondenti, c:he danno al sistema nervoso di detti auimali u,1a complessità sempre più g rande. A misum che l'organizzaziood si perfeziona, si vedono nuovi centri gangliari apparire e i gangli primord iali atr ofizzare. Ora, se nell'ontogenesi di un individuo, per una causa qualunque c he per lo più è ereditaria, restano, a un determinato grado del suo s viluppo, dei carntteri morfologici che a q uell'epoca avrebbero dovu to essere scomparsi, ne nasce in forza delle osscrva;1ioui d i Bea.unis, che restano pure nel cen·ello i gruppi nervosi corri,,pon denti a quelle determinate parti periferiche; restano cioè tutti i cen tri ganglii.ri primordiali, sede di azioni riflesse, la cui presenza ne l cervello ostacola lo sviluppo completo dei centri gangliari che nascono a. epoca più tard iva., e che sono i cosidetti centri nen·osi superiori,
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EPll,i,;~·-lA cn:>,JDEfUTA Al,1.0 STATU DI :'.\F:VJ{l),i[ E Dl l,'l(C:NOS1, ECC.
deputini a funzioni ele\·iu c rnpFeseurnte uell' uomo dalle funzi1,oi dell' iutclligenza, dei senti111e11ti e deila \'Olontà. Una tal malliera di sviluppo anomalo, che si verifichereuli"' appnnto nella epilessia, erediu1.ria e congenita, altera il rapporto che normalmente e:;iste, tra le funzioni che si svolgono nei gruppi ce] l ulo-uervusi i u foriori e q uell., dei gruppi cellnlo-11cHosi superiori, e da tale alterazione segue, che le fnuzio11i autuurntiuhe prenJono i l disopra, a scapito ddle. fo11zioni di control lo e di ini bizione. Higuar<lo idla iutcrpretazione della epilessia acq uisita, f;i ammeLte clie, ad outa Jello sviluppo anatomico regola,re e proporzionato de' centn n ervosi inferiori di fronte a quello dei centri 11ervosi superion, 4uesti ultimi centri che già in chi si mantiene iutel letuudmente sano per tut ta la vit,l, sono di facile \'Ulnerabiliui. come ciaseuuo può controllare i11 sé stesso quando è dominato Ja n11 'emozione o è trnvagliato ùa UlH\ fii.tica. si alterino per un rneccanis:no tuuo speciale e im1mssibi le fiuora a. deter minarsi, foJ·se per cowlizioni inerenti alla costit uzione auatomo-istologica del tes~Utù di cui i <letti centri sono formati o per condizioni di idraul ica circolatoria; talchò auche nel caso ùi epile::,sia acquisita la. lesione gra\ & sempre sul dinamismo inibitore fis iologico. I lluminato ria una tale teoria, la quale, per quanto possa parere arrischiata, è oggi ammessa e sostenuta. da distinti alienisti, mi spiego come le aree corti ca I i psico-motrici, poco i ufl ue-uzate dal c~ntro inibitore, po~soDo insorgere per qualsiasi stimolo periodico e produrre u na scarica disordinata deJla loro energia n ervosa che si traduce svtto forma cli crisi motoria, donde l'epilessia motoria; mi spiego come possano r i svegliarsi per stimoli periodici anco le aree ~sico-sensoriali e generare l'epilessia sensoria, che si riassume nelle alluci11azioni epilet tiche; mi spiego corne, seuundo la muggiore o minore vulnerabilità dei centn superiori, si µussono periodicame11te avere i ~ari turbamenti della coscienza, dalJ'as:;enza completa Ag li stati crepuscolari, le varie amnesie, le tnrbe nella sfera dei se11timet1ti, tutti fenomeui psjchici salien ti, che carntt.erizzano e colori,;cono i l quadro clinico dell'epilessia Le considerazioni aclu uq ne sulla fisiopatologia della nevrosi ci portano a concludere che essa attacca il cervello uei suoi elemeuti più nobili, ciò che co11duce alla degenerazione della personalità psichica. Peraltro, se una tale degenerazione psich ica è la regola, ~i sono a questa regola le sue eccezioni, <lacchè nella Jetteratm·a psichiatrica si riportano casi, lo ripeto, di individui passivi del semplice parossisma convulsivo, che si determina a intervalli di tempo più o meno lungo, e che non modifica funzionalmente il ce.rvello n ei periodi interaccessuali, tantochè questi epilettici, nou andando sog0
R P l LES~lA CO~SJD F.IUTA .\ LLO S1'A1'P r,1 :NEV I/OSI E I) ! f'l:i,:;,;, ,::;r, E ('(' ,
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g etti a tu rbe p;;ichiche intercorre11Li, possono attendere be11 i:,,si 1uo alle loro occnpaz ioni. E però d i fro;1te a n um erosi .-pilettici, che rnppresent1tno un fe nomen o di a nacronismo, riprodnc.;Pndo in mez7.0 ad nua. società per ve11 uta a n c,tevol(I grnrlo d i inci vilimen to i n\ratteri fi,;ici e psichici pr opri di altri momenti st,uri ('i dell'umanitù. noi vel1iamo pochi epi lettici p i ù raffinati, che pos,-ouo v i,·ere n ell'aruuiente atr,nale sociale lavora ndo p er il progresso e per la i.;i\' iltà. D ietro le esposte nozioni di ;;emiotica e di pntogen esi ùell'epilessia, n oi possiamo affron tare la i11t ricata q uestione ruedico-legale degli atti degli epile ttici, a proposito dPl1 11. quale oµi11ìon i d isp1\.l'ate oggi si cont endono il campo t ra le vecchie e la n uova Sèuola . Pn,metto subito c he il g iud izio med ico-1(:> gale, a mi o aYviso, deve essere formulat.o n on tauto i 11 bnse ai sinto11J i ricavati dal l'esa me fnnzionale, quanto anche su la scor ta dei si ntomi ricava.ti dall'e,:ame som atico ,ant ropologico, il valnre dei qu ali oggi la sc uola positin..i. ha messo in giusto r ilievo. Ciò premes:,;o, noi d obbiamo considerare la res pon sabilità neg li epilettici al lo sta to di frenosi ; la r e:<po11sabilità negli epilettici che sono passivi dì q uando in quando di tnrhe psich iche, dal!~ vertigine all'equi v1den te psieo-epil et tico, si(:>n O esse isolate o succedenti all'at tacco convul3ivo e i II terzo luogo si vuol prendere in considerazione la respon sa bilità n egli epi lettici, passi vi del semplice parossisma convulsivo, senza t urbe psit:hiche in tercorrent i. Nel primo caso, allorchè cioè trattasi di franosi epilNtica, siamo d inanzi a un alienato d i men te, e quind i, come q uei che no n ha coscienza degli at ti, n è libertà di eleziolle, non può r itenersi responsab il e de lle proprie Rzioni ; e q ui le scuole sono tutte d 'accor do·: dove esist e la discordiai è a proposito deg li alt,ri due casi. I n Francia L e Grand du Saulle ".he ha fa t to uno studio speeiale su la reRponsa.bilita degli epilettici, d ivide gli epi lettici in d uo gruppi e a seconda il loro stato i n tellhttuitle assegna. a ciascuno il g rado di r esponsabi I ità. I n It1dia invece la scuola positi\'a pone in u n fascio t utti g li epilettici, q ualnn qne sia l'alt erazione psil'hica ch e presen tano e tutti li ritiene ir responsabi li n on escluso il sem plice epilettico. Le Grallfl du Saulle ammette che i semplici epi lettici, q uelli cioè che va nno sogget t i allo stato convulsivo, sieno completa men te r esponsabi li; che que lli che sono colpiti di q uando in 4ua ndo d ai paro,;si· smi psichici, nei period i interva llari sie110 parzial men te re,,pou;;abili . Forse considerando lo stato della s0ienza, a ll'epoca in oui scriveva il celebre medico-legale fran cese, poichè g li studii, c he hanno sensi bilm en te fatto progredire le conoscenze di questa nevrosi, si ri fer iscono
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EPILESSIA CO.N"SJDERATà ,\l,LO STA1'0 l>I ~E\"ROl:>l E DI FJlENO.SI, ECC.
agli u ltimi anni, potrebbe forse sostenersi come razionale il modo di penl'are accennato, m ii esso non regge certo altrimenti nello stato attu,1le della scienza. E di vero Le Grand dn Saulle ritiene parzialmente respousabili gli epilettici che yfl.nno sogget.ti a !;urbe psichiche, q uando l'alto incrimiHato è com messo. ben s"i ntende, nel periodo iuteraccessuale. Or bene, ognuno sa che i fenomeni caratteri zzanti le crisi psichiche epilettiche esplodono d·impro,vi:so e d'improv,iso si dile· guauo e sono più specialmente rapprese ntati dalla perdita della coscienza, dal la violr-nza degli atti e generalmente ,lall'l\mnesia dei fatti compiuLi durante l'a.tLacco. Ciò ammesso, se un epilettico ~-a soggetto a.1 accessi psich ici, chi potrà mai assicurare se 01;-l m omento in cui commetteva i l reato fos,;e in preda a uno dei deLti accessi, pote11<lo qu esto esplodere e termin<Lre i n brevi istan ti? Ch i potra affermare se l'epilettieo tro,·avasi in st.ato crepus001.lre? Xoi sappiamo come tuLti gli accessi psiebi(;i reuid ivino spesso e come tra essi vi hanoo alcuni che mostriwo una tendenzt1. tutta speciale alla recidiva, sic.:come hanno messo i11 e,idenza 11 ~amt ed altri . Sappiamo altresi come tali accessi alt.orino a poco a poco i l circolo e la nutrizione del cervello, e faeciauo com pletamente naufragare infine le facoltà menta li. E però, essendo oggi noto i l modo s peciale di insorgere brnsco e del brusco terminare e del freriue11te r ecidi,are dell'accesso psich i co (quando una volLa si è manifestato), io non poLrei sott.oscrivermi all 'o pinione di Le Grand du Saulle, per ht. quale gli epilettici, soggetti all"epilessia psic hica, sono fatti semi responsabili, anzichè irresponsa sabili al par i deglj epilettici alienat,i. Quanto agl i epilettici c.:he vanno soggetti sola.mente all'accesso classico convul sivo, nei quali possono esclurlersi le turbe p;oichiche intercorrenti e si pre·rnme clie le facoltà mentali si manteugano integre . non può eerto iuvocarsi la respon sabilità completa, come vor rebbe Le Grand du Saulle, perchè qu esti epilottici, per quanto soggetti a disordin i convulsivi accessionali, che li lasc.; iauo in stato mentale abbastanza lucido n e i periodi inten~allari, presentano costantemente il carattere epilettico, quale il Leidesdodf, il Morel, D e-~auctis descri vono, carattere che infl uisce su la nat ura dei loro atti. Si può invocare per essi la i rresponsabi liLà, come YOrrebbe la scuola positi va italiana! È vero t;he cotali epilettici non sono alienati nè fata lmente vo. tati alla degenerazione psichica descri tta magistralmenti:i da E:rafftEbiug: però anche es.~i, p er qnanto commettano azioni criminose negli inten-alli degli attacchi con ntlsivi, agiscono sempre sotto l'im -
EPIL ESSIA CONSIDE RATA ALL O STATO Dl Nls\"RO:::I E 0 1 FRE:-.o,u, ECC.
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pulso del loro s peciale carattere, che è di naLura mor bosa; è ,ero l·,he t ra atti commessi in istato di vera a lienazione me11tale ed atti per petrati sotto l'influenl!:a del temperamento epilet.toide, i l d i vario può apparire pr ofondo, ma in sostanza, dal pun to d i vista psicologico, si nell' uno che nell'a ltro caso ma nca la p iena coscienza dell'entità delle a zioni e manca la libera deter minaz ìoue volit iva : qui nd i credo che la scuola p osi t iva abbia· in fonlo ragione nel volere d ich iarare irresponsabili n.nche questa categor ia cli epilet.Lici e nell'esigere piuttosto c l1e anche essi sieno segrPgati dal consorzio umano. In tal modo mi pare si pos:-:a inter pretare razionalmente Ja r e· :-pousabilità degli atti degli epilettici sulla base delle moderne ri cerche scientifich e e che si possa salvagnanlare i n modu equo Li società dai lor o eccessi, sosti tuendo a.Ila loro responsabilità il d iri tto clell' iueolumità sociale. Circa la falsità poi dell'istituzione delli1. ,;emi responsabilità non 110 che a r iferirmi a,l le va lida confutazio11i, fatte nel rnos (Scuola pMitit:a, dicembre, pag. u8'1) da ll'egregio ayvocato Frnnchi, il qtrn,la n e dimostrò il pericol o sociale, l' incon:::i,; re11,rn, autropohi~icn. e l'>lssnrdo giuridil'O.
l.'iii,rrn od 111t'Jicu in Liuilt a propo~ilo tldle malaUie mcrco-sil'ilili~he e nulanec p1·(·1l11mina11\i ndl'uit~i rii Tripoli e ~Ut' ui11enilnnzc Per il dottor De Napoli Ferdinando, c;i pi lano medico A-si-kl\l~ onorario 11l'l18 çlluira 11t<rmosl11lnpntien ddii. I{. 1: nh·frsi!à di Uoioimn
È necessario cl1e \lei le terre conquistate, insieme colla instaurazione delle norme d i vita ciYile, cui hanno aperto la strada le nostre a rmi g loriose, penetrino e vengano attuati quei provvediment i igienico-sanitari, che, dando alle popolazioni a noi soggette il ben essere rnateriale, contrihuisvano a metterle in g rado d i seguirci nel cammino del progresso. 'l'orna opportuno perciò r icordare, anche a proposito della c1,ilizzazione delle colonie, il detto latino« 1lfens scuw in co1·por e sano> tanto pi i'.1 che. risanando il corpo e la mente, si conq uista a nche l'a· uima dei popoli soggetti. E sot to q uesto rig uardo il primo civilizzatore è certamente il medico, ;-pecie presso g li Arabi, come dimos trerò più avan ti. L'opera dei medici militari, che il Governo saggiamente ha inviato nelle più lontane re;,;idenze d ell' i11terno della Tripolit anis, non è solo opera professionale, ma è larnro politico che essi compiono colla consneta ab11 egazione e senza inorgoglire dei mirabili risultati, che ad alcuni parevano impossibili: ogni medico che eserciti la. 1:ma. missione filantropica con disinteresse e con amore è abituato a simili frutti , di vedere cioè germog liare neg li animi dei beneficati la grati tud ine e l'attaccamento più sincero. Ciò è tanto più ta ngibile quando si tratta d i poveri esseri tormentati per tanti anni da mali ritenuti ing uaribili e perciò negletti e d i gente che spinge la sua fatalistica rassegnazione fino alla peggiore noncuranza d i sè e dei <;uoi. Il bene come il male è per i Mussul mani mandat o da A lllth, {J1'ande, m1:se1·i· 1·onli0No, potente e venclicativo, e d a A.llàh essi attendono il rimedio ad ogni male fi sico (1). Il medico che li cura e che li g uarisce, che si ( 1) Il Corano insegna: / \"edi cnpit.o lo X X\" T della tr nduz. d i E . C'amillo Branchi): \"er~etto ?i • Son , ·i è .. he un D io i,adrnno dell'Un.i vorao ». iR • Che m i ha creato e cloe m i d irige nolla. d irit t a , ·ia "· i 9 « Cho m i nutrisce o m i proc,r ra da baro • 80 ~ Che mi i::uarisce Rll<>rchè son o nllllato " 81 • Cl,e mi fan\ morire e che m i ris11st·itt'rà , . •
L'OP E RA DEL mmrco IN Lll!J,1, ECC.
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curva premuroso s ui loro corpi talvolta immondi, che sa sempre, se non con la parola a loro incomprensibile, col gesto e col sorriso esprimere qnell'amo?"e per il prossimo che anche Maometto ha predicato; il medico, che sa lenire magicamente il dolore e che sa ridare la vita ai moribondi, è per essi :il vero benefat.tore mandato da Dio. E perciò al tabib essi accorrono; e il tabib è giiL riuscito qualche volta acl infrangere quella barriera insormontabile che è la porta. delle case mussulmane, da cui nbitnalmente viene lanci,Lto a qualsiasi infedele (1) O'>i avvicinarvisi l'iroso« han·a ! > (2 J. L'OJJera del me<1ico h a giovato sempre alla penetra?.:ione pacifica nel continent,e africano; ma tanto più essa è efii(;ace fra i nostri nuovi s udditi che, per antica tradizione, hanno tenuto in grande onore la Medicina. La scnola di medicina a raba fu fiorentissima e fu, se n on la continuatrice, la conservatrice della scuola greca. Credo superfluo ricordare qui la scuola Ales,,,,lDdriua e d irò solamen te come la scuola di Dschondisahur nel Cuz istan fu la prima e la più celebre per la medicina, il cui <1tudio fu tenuto in onore dag li Arabi ad onta dell'Islamismo, che ordina sot· tomissioue ai voleri di Dio e ehe vieta l'indagine di qualsiasi naturn essa sia, e ad onta dell a teudenza di quel popolo più fantasioso che rifle;;.si vo, cui è ancora vietata la sezioue dei cadaveri per la creJenza ch e l'anima, prima di abbandonare l 'involucro corporeo, passi da uu membro all'altro per rifugiarsi infine nel petto, donde esala. Il culto per la medicina fece sì che gli Arabi accogliessero gli scienziati ateniesi, allorchè essi furono cacciati dall'Imperatore Giustiniano: così. q uesti cristiani divennero i primi maestri di medicina degli Arabi. Varii Califfi li chiamarono ad insegna.re nelle scuole mediche e se ne fecero mecenati. Lo stesso Maometto aveva mostrato però, prima di questa epoca, di teùere in grande considel'azione la medicina, tanto che egli parla con ammirazione di Hharetk-Ebn-Kaldth di Tachif, l ociandolo come medico eccellente. Fra i Califfi mecenati basta poi ricordare Almansur fondatore di Bagdad. Questa città fu sede di una vera ( 1/ A proposito <li fofecleli è bene sapere chn i Mussulmani dovre bbero essore meno intolleranti verso i Cristiani. che non verso g li altri credenti no n seguaci d ell'Jslam. Il seguente versetto del Corano attesta tale tolleranza: « E riconoscerai che ciò che fome nta l'odio più violento contro i fedeli sono gli Ebrei e gli idnlatri, e coloro i quali sono più disposti ad amare i fedeli sono i Cristiani, ò porchò questi ultimi hanno dei pre ti e dei monaci e sono senza orgoglio " (Versetto 85, Cap. 5 della TraduY.ione cit ), E circa la pace il Corano dice: " Se essi (gli infedeli) piegano alla pace, anche tu vi aderirai e metterai la tua fiducia in Dio, poichò egli intende e s>< tutto • (Cap. , ·111 \ "er· setto fl3) (2) • Tahìb , in arabo ~ignifica mad ico e ~ Barra! " corrisponde rebbe ol nostro: \ "a . vja ! •
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J,"O l'EHA DE L ,\IJ,;lllCO 1:-1 LIIHA, ECO.
universit à, dove gli allievi ricevernno, in seguito ad esami, la facolt à. ùi esercitare la professi one e dove il Califfo ~Iostan er frequentò le lezioni ed acc rebbe quella. p rotezione ai medici, ch e fu poi continuata da H a.mm Arraschid e da Almamuu. Altra università di medicina fu •tnella di Damasco 1wl secolo xirr. Nè in quell'epoca di terapia empirica, fu trascurata la chimica fa r maceutica. La s to ria c i tramanrla il nome del p rimo c himico arabo che fu A bu-~ussah-Dsch afar-Al-Sofi di ) larra n nella M esopotamia. E le farmac ie erano anche a l seguito degli eserciti tanto che, come riferisce lo Sprengel, il eelebre capÌLttuu H at:~cltin « visita,, a egli stes.;o le spezierie militari d e i snoi a ccampamenti,, iudagn'\'a con a1 tenzione s'eran fornite o u o d i tutti i rimedi ini'licati nei di'lpensatori i » (specie di fa.r mac?pee e di rieett.atarii). L a ::;toria poi trarnanrla. i nomi di medici illustri insegnanti ed a lli evi d elle scuule arabe : così parla di Alirnn di Al.essanrlria cor>tiineo di Paolo ,n ,::giua ,a. G, ;4 dt1ll"èra crist.iana). ED;li de,;crisse il vaiuolo e rieh iamu l'attP-nzione sulle petecc.:liie dei morbi infettivi , delle •1uali foce Ull sin tomo infansrn. F, celebri mediei fnrono anche Abu Dschibrail 1a. 775 e ra. r ristiana i, Dsr..:hibrntl, Hhohai,:c:h, Hhon ai11, Aben-Gnefith. :-;erapi one Senior (S~O dell"e. c.), Raze (m<,rto il D2H) il c ui nr,, nome ,.;csquipeda.le fn :'lfu lmmmt>d-ehn -Sedrnrjah-Abu-Bek-Arra.::;i e colui c he fu sopra11nomi11ato Avicenna e c b P. Pbbo il nun lllPDO l ungo no me di Al-llnssai n-Abn A li-ben-Ablfal lah- l·:bn-Si11a.. E~li 11a1''1t1e l 'anllu :)78 clelrèra cri::aLiana e morì il rn:11;: fu detto anel1e S oheik h-J~eyes. ossui. p r incipe d0i m ed iei e gj è o,·cnpnt,o dPI 111orbil lo, <1<'1 \"ai nolo. della miliare, della lebbra e « di alcuui ,izi ne!l"e,·acuazione dellt, sperma », d i cui non , i è per lo innanzi aleuu ce11 n o e che prob11· bilmente si riferiscono alle mabt.tie ,·enerce . .E'ra i più. illnstri fu .\.ve11zoar d i Si\·iglia (111ur u) nel 1170) clie per primo rlopo Aristotile. riconoblit> l'origine para,ssitana d.,Jla scal,bin, attribni1,n in ::;egui t.o ad 111nori orgnlllci, fino a <'liu dallo studt>nte cor:-o H.enucei solo uel v-;:H fu seopl'rto !"acaro . .\.verroes di Cordova (1 1 ~\1.1 l\)8"1 fu fi losofo e medico segu:-tce anch'egli <li .\.ristotile e peripatetico. Fu discepolo di A\'ellzORr mii qna le si di:;tiuse fra t111,1.i i mNlit·i arabi dell"<>ccideute. E ricor,lH.to da Dante n el canto IV drl l'lnferno etl è m e,-:;o nel limbo fra, gli scieuzitth eJ i filosofi. Ri trova, fra i ,:,•guaei d i .Arisrot ile l't1n Dio3coridE'. Ippocrate, A Yicenna e Galeno : E ,;-idi il hu•mu ar<'oglitor del qualo IJio~1·11rido J ico..... End i,!o gco111òtrn o 'l'olomtio lpporrnt,•, Avic·,·nnn e Galìeno ..\n,rroi~. d1e il gran co111c111v t'co l<li .~ristotdP).
L'OPKRA DEL MEDICO lN LIBIA, E CC.
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• Nonostante tanto onore in cui fnrouo tenuti i medici, la medicina degenerò in vera ciarlataneria, e progredì poco fra gli Arabi anche durante il maggiore sviluppo della loro potenza e della loro civiltà. La loro religione, che assorbe lo spirito e dichiara tutto fatale: fu il più grande ostacolo al progredire delle scienze, i nsieme con il loro temperamento inadatto a qua lsiasi sforzo. L'ostacolo fu creato princi palmente dal fatto che la medicina era riconosciuta figlia della filosofia cui si oppone l'Islamismo. tanto che Al mamnn, ricordato fra i mecenati della m edicina, fu giudicato meritevole di pena per aver favorito la filosofi a. Finalmente il dominio t urco abùattè la Medicina come aveva sem pre soffocato ogn i manifestazione scientifica e filosofica. Ciò dice lo 8prengel nei seguenti termini: « Le scienze cominciarono a d.iclinare fra gli Arabi orientali più presto che n ella S pagna e a Ma.rocco, perchè i Turchi distrussero nel secolo x1 quasi t n tti i Califfati di Oriente e v'introdussero il governo d ispotico. Sotto il giogo di codesti ]\[ongoli la letteratura non potÈI mai fi orire, giacchè la loro ed ucazione non ebbe sempre per iscopo, ch e di formar guerrieri conquistatori ", (S preugel, voi. IV, pa,g. 157). Oggi la med icina fra g li Arabi è uarluta addirittura nelle. mani dei marabutti, di cui n on si pnò dare migliore descrizione di q uella lasc iataci dal Della Cella: medico genovese che nel 1817 percorse quasi tutto l'attuale nostro domin io lungr. la co~ta al seguito dell'armata d i B ey Ahmet, figlio del Pacha di Tripoli: « Per essere iscritto in que· sta classe privilegiata, basta uon usare ch e una sola donna, non ber vino nè arak: e sapere bene o male leggere il Corano. Io nn paese ove ogni maniera d'incontinenza prevale e deve è bandita ogni tintura di lettere, non è strano se a così poco prezzo si comincia ad acquistare riputazione nel pubblico. Ma questa riputazi0ne cresce a <lismisura se il marabutto è istruito in qualche ciurmeria acconcia ad abbagliare la moltitnd ine. I meno i,;truiti mettonsi a r ot are per ore continue la loro testa e le l oro braccia, con tanta violenza che spesso ne cadono tramortiti al snolo. I loro rivali oppongono a questi mov im en ti frenetici una immobilità perfetta negli atte,!:!giamenti più d ifficili e più bizzarri: e ve n'hanno dei truffatori solenni che si danno a spettacolo nelle pubbliche piazzfl, onde cattivarsi n ella moltitudine il cr edito di far miracoli. Questo mestiere passa di padre iu figlio, e oxmai si sono talmente moltiplicar.i, che le contrade più f<'r· tili della Reggenza di T ripoli sono popolate di qnest,a cana.g lia eL:v.. . » « Ve ne hanno sempre alcuni che seguitano l'annata e servono d i eonsiglieri al Bey e lo vanuo afl\itturando cli fe lici pronostici sull'e· ~ito d i questa guerra. I ntanto i l campo diventa il teatro delle loro 7 -
G,ar ,i,/c ,h 111e<Hco11a m,!11,ue. - l'a,c. Il.
1,"0l'V.RA D EI. ~tF:lJI C'O 1~ J,JBC ,I, E CC. l'.:iurmerie. Qui tengono mercato <li certi loro am uleti, che rac chind0no mistiche iscrizioni scritte in carat.teri, che nessuno, da.I mamhHtto in fuori, <lee !",i per decifrare, e appunto in questi loro enigmi ,,rn_ riposta la loro virtù. Uno di que~ti amuleti ha forza. di rendere i11,nl uen1.hi li. coloro che ,;e lo appendono a.l collo, da un colpo di ful·ile, di ri 11t11 zzare 11:1 punta, d i uu pugnrde, di arrestare in aria. un a palla Ji c:aunone, secoml u il prezzo l'he co,;ta. Non v'ha soldato ch e ,li questi ru11uleti 11011 ,·ada prov'i'eduto, e, se può, non ne guarnisca. il collo del suo caYitllo e dei suoi ca mmPll i. G ra ndissi ma è l"eftica cia ,lelle loro i~cri;l.ioni nelle malattie, ma in q uesto caso la presen za del 111 aralrnt,to rl ivie11 necrssari a perchè la iscrizione sia accomodata alla nt,turn del male. S e la malattia a~grava, l' iscrizione dee essere presa per bocca. A questo o~getto scarabocd1 ia no a grossi tratti d 'inchio ~tro tutta la ca ,·ità di una tazz11, incl i disciolgono quest,a loro scrittnra nel broùo, e l'iscrizione <:osi r1isciolta è bevu ta con molta devozione dall'ammalato. Si ,!ice che la moglie bian m, dell'attuale B asciR. sia m ur ta per la quantità d'inchiostro, che u n marabutto le M'ava fatto i ugoiare con q neste .,;ne brodose iscrizioni ». Alle loro tombe, cl1e rla essi p rendono jJ uome di Marabutti. ac l'OtTo no g-l i_Arnh i eon don i voti"'i'i per calmare l 'ira divina. e per fa!' c:e~sare il m11le . Quest i doni sono avanzi barbaricj, non in uso p ur· troppo presso i sol i Arabi, e rap pres<'ntano g li e.e i·oto o dona.ria vo lirn ll,.·i latini e gli 'l.'n~i11z,'l. dei Greùi. I marabutti sono g-elosi c ustodi delle lor o furfanti art i ed od iano ed ostacolano il medico in cui v eJ vuo un eoncon ente tem ibile. L u st,esso D e lla Cella ricorda in proposi t·O il pericolo d a lui cor;,o per opera d i uno di questi marabutti: « Il mio al,ito enropeo attirò subito lo sguardo del marabottc,, il quale fa ttosi inna nzi con aria t ruce, accompagnò il suo gesto miua ecioso, con ìlarole cl1 'i o n on intesi : ma nn nero che aveva accantc., a,endule fedelmente t radutte p or tava1l0 ch'egli voleva mangiarmi Yivo. 11 tradu ttore ag~iuugeya che il marabotto ne era capace, perch è queslo complimento era stato talvolta fatto da questd g·ente a qualch e <':breù ». E d altrove : e I marabut.ti eran gelosissimi del mio credito, pc n :ltè pa re,\ loro che egli fosse inte ramente a scapito d ella loro re p utazione » . l\la l'Arabo, che, s pef'ie 11ell'interno, n oi abbiamo trovato anvorn soggetto a qncsti furfant.i - forse in ma11canza di meglio te eh<· è abituato a Yedere i neflic:aci le loro ciurmeri e, rimane mag1,!:iormeul,e impressionato rla ll'opera nostra e sa tenerla in gi usta con , ,-idernzit,né1 u, nostirnt.o tauti secoli passati nella hflrùarie e 11ell'iguon 1.nz,i 11 111erlico è r icercalo e stimato e per lui , o~gi come in ogni <' JllH'U. gli Aral,i nou l'anno q uestione di religione o d i razza.
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L 0?1.:RA ])t,;L MEDICO IN LIBIA, ECC.
Un secolo fa due medici, proprio italiani, Agostino Cervelli di Pisa (1)
prima e poi Paolo Della Uella, furono successivamente pregati dal Pacha. di Tripoli della famiglia dei Caramanli di seguire rispettivamente due spedizioni inviate alla dista nza di qualche anno per punire un suo figliuolo, Mhamet Karamanli, governatore di Derna .:id a lui ribelle. Il Della. Cella ricorda la cons iderazione iu cui è tenuto il med iL:o laddove narra che presen tatosi in un accampamento di beduini vide al proprio apparire una fuga generale di donne e di bambini che per la primi\ volta forse ,edevano « U H uomo non bed uino •. In seguito rassicurati accorsero intorno a lni attratti dapprima dalla foggia del vestito, di cui risero smnscellatame nte e dal c·olore dei botton i dorati, per non dargli più pace quando seppero ch e @ra medico. • Io ne partii con qualche bottone di meno al mio abito, del r imanente restammo buoni amici e mi espre,:sero nella maniera più eloq uente che poterono il desiderio di ,edenni. Il giorno appresso di b uon mattino venuero in tanta folla allA mia t.enda, che io fui ris,·eg liato <lfd rumore che face vano. Io non creàe,o cert.o tanta esattezza nelle loro relazioni. Ma avendo essi saputo che io ero med ieo, e probabilmente la quali tà del medico conservando qui ancora tutta 111. reputazione che iwe\•a ai suoi tempi ERculapio, erano venuti nella. piena sicurezza r1 ·esser guariti da tutti i loro mali. Nulla di più indiscreto di questa ri putazione per uu medico che non vuol fare il ciurma.dora e il mara butto. Non si limita\'ano A. chieder ri medi per i ma li che avevano. ma anche per quelli che temevano di poter avere ....... Alcune cure c:ondotte a buon fine mi acquistarono tanta fama presso queste tribù, cbe quando compariva alle loro tende mi si affollavano intorno, premurosi di esprimermi come meglio potevano il loro attaccamento>. E pare che la loro ammirazione e la loro gratitudine per il medico Jt.aliano si s pingesse tanto oltre da fare meraviglia a chi conosce i co,;tumi ed i sentimenti di q uella gente: • Le donne mi facevano sedere al loro fiauco: è questa la maniera più obbligan te cl1e possa usarsi con nn forestiere; e mentre io prendevo la tazza di latte che mi offri,ano, andavano canterellando cer te loro canzoui, nelle quali aug u-raoo al loro ospite ogni specie di felicità. Molti di questi loro capi iusi~tevano perch è rimanessi con loro : oltre l'offerta di una mandra di cammelli e tutto l'equi pAggio necesirnrio per d iveuire l:ed uino, aggiungevano quella delle loro donne Io li avrei l'r eduti in questo particolare men prod ighi, e pure la, loro generosità g iungeya al punto, c h e appena metteva piede nelle loro tende, i:,e v'erano donne. gli UO · ( I) I . R Pacho. V. Bibliografia.
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L'OPERA D E L ~IEDICO IN LIDIA, E CC.
mmi r ispettose.mente si ritiravano, perchè io rimanessi con esse in liber tà. È bensì vero che sta costantemente a Joro guardia la laidezza e il sudiciume che le circonda ,.. Questa gente primitiva che ha potuto credere debolezza. qualsiasi cura niv ile di governo - abituata com'era a ben altra dominazione e soggiogata solo dalla for;.a bruta - sa invece dare il giusto significato di amore all'opera del r::!.edico, cui resta sincera.mente grata (1) . Questa nostra missione altamente civile ha bisogno perciò di essere intensamente esplicata, ora che le pacificate condizioni della Tripolitania lo consentono, aflfochè alla conquista delle terre segua la vera conquista degli nomini che le abitano. Bisogna che ogni medico vi porti il suo contributo non solo soccorrendo direttamente gli ammalati, ma studiando le malattie predominanti e i mezzi di cura più adatti, anche allo scopo d'identificare meglio le forme morbose più frequenti nel nostro nuovo dominio. Nel periodo di tempo non del tutto trnuquillo in cui fu i a Tri poli (novero bre 1912-settembre 1913), pr ofittando dei mezzi messi a mia di sposizione e delle osservnzioui che un è :::tato possibi le fare sia sui nostri soldati ricoverati nel reparto <lermo-sifilopatico da me diretto nell'osperlale militare territoriale n . 1, sia sugli indigeni presentatisi all'ambulatorio d<>lla :Menscia 2) in cui dirigevo il r eparto delle mal attie cutanee e venereo-sifil itiche, ho cercalo di raccogliere tutto ciò che pntesse intere.;sare la special ità che colti,o, allo scopo di co11tri bu irA, per quanto modestamente, a ciò che dovrà essere fa tto senza indugio per le singule branche della. medi cina se si vorrà da.re un assetto saui tario almeno ai princi pali centri della Libia. Le mie non sono c hA impre.~.,io11i, direi quasi, e non hanno altra pretesa che quella d i una ennmerazionr dell e malattir c·he lio ri~r.on rri.lt,f'. prrsn11~0 che per uno ( I) A proposito d ell" j!rntituclino clt·gli Arabi mi pio cc riportaro c:iò ch e ne J ice il prof. :\lossell!IA'lin : • I n, dn:ni n nn ùitu<'ntiC'nrrn fncilmt'nte il bPnefkio riccnrto dnl rnC'dico. Info rmi il c·11so d,-J frnnceso La~salle. morto cro icarn<•n to n. :\Ieri?, n <'l 18';6, ,u.. s ist,•nclo i co lc>rosi. Le 2000 piastre sperlit,<> dnl governo turco por e rig<•rg li un m nnumonto, entn~te nello t osche dei fun zio11ari non t.rovnrono pit\ la via per uacirne; mu i l1t'd11ini hnnno con ~ervnto 111rn viva gruclitud i110 ulln mt'morin ù c ll\10 100 lìlnn1 ro po , e qunndo p nrlnno di lui v,,lgono gli occh i a l oio•lo pl'r irn plornre do. .\llnh In benedizioni' drl povero in ie.lelo morto per lo,·o " · (Citazio no del )rin ulilli: La TripolittH,.Ì<>. µa~ . 31 G . (2) L 'nrnhtrlatorio della )lo>n ~eia. alla dip,w lcnzn d cJl"OspeJalo :\lilita re territoria!(' n. I ~or3e. p,,r in i1.iativu <iol tonente llenern.lo med iN1 Ferroro d i Cu vallcrleone i~pt-'t· to,o r:npo cli FnnitA mi lit,1ro, nl'll''1prile l!ll:l. CJHnttn, mesi dopo In irnprm,,·isa ,,,i i11,1tto-,m sopp roi<siono cfoll":unhulnt o rio Guido B11r<·elli fior~ntissimo pn opero di o~.:i..d tllli•·in!J rrwdid adcleLl iv i (i n tlnll"cporit dello shsrco.
L'OPERA DEL, MF:DI CO I1' LIBIA, ECC.
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studio completo occorrono altri mezzi e tem po più lungo. Di qualche forma morbosa o gruppo di malattie mi riprometto di fare oggetto di lavori specia li. Convinto poi ohe la. patologia libica. debba essere studiata non a volo di uccello, ma. col pil'.1 grande rigore scientifico e ool criterio delle specialità., che oggi s'impone, io credo che essa non potrà essere completa se non quando sarà faLta oggetto di studi calmi ..... e coscienziosi da parte di specialisti provetti. F inorn invece non si è avuta che una fioritura di articoli su per i giornali scientifici ed anche politici da. parte di egregi med ici volonterosi, ma poco è stato prodotto di veramente esatto, tranne qualche eccezione, su ciò che costituisce il carattere tropicale di alcune forme morbose, a noi ignoto. Nessuna iuda· g ine vi è stata. di controllo scientifico - anche per la mancanza di tempo e d i mezzi - e perciò spesso sorge maggiore confusione nella mente di chi legge ed a cui pare di ravvisare in alcune forme, descritte come rare ed esotiche, malattie comuni, che hanno assunto a spetto diverso egra· vità maggiore perchè la.sciate a sè stesse e perchè complicate con a lt re forme morbo.;ie anche esse comuni. Questa. confusione per nes· suna specialità può essere maggiore che per la dermatologia, in cui l'esame clinico-morfologico esige u na g rande pratica mentre spesso non basta. da solo, ma. ha bisogno di essere completato dall'esame microscopico ed istologico. E ciò valga anche per la sifilide, le cui multiformi manifestazioni cutanee possono facilmente trarre in inganno - specie in un paese dove esistono derma.tosi tropicali poco note ohi non abbia. una larga. pratica. dermatol0gica, massima.mente quando la sifilide non curata dà luogo a dermatopatie note in Europa agli antichi clinici solamente, che ce ne ha.nuo t1·asmessa la. descrizione, ma che noi per il progredire mirabile dei mezzi e della faciliti;. di cura non abbiamo potuto mai osserva.re. Ed a tal riguardo credo utile riporta.re integralmente ciò che ha scritto il Messedaf;lia nel commen· tare il libro del Della Cella, a. proposito della. sifilide: « Ma non di mentichiamo i possibili errori di dia.gnosi asse.i facili in chi, come il Della Cella, non aveva, benchè medico coscienzioso, modo di fare osservazioni molto minute. Io sono, in altre parole, convinto della. diffusione della sifilide, affermata da. t utti i conoscitori del paese non però, per Bengasi almeno dal Pasqua - ma. credo logico il so· spetta.re ohl'I spesso gli autori abbiano diagnosticato per sifilide casi di questa o di q nella malatt ia della pelle, ovvero di lebbra. Errori non eccessiv3mente difficili per coloro che non hanno grande pratica di certe forme dei paesi caldi, con localizzazioni cutanee e per quelli ch e, pur eseendo medici provetti, non possono studiare a. sufficienza 1 loro malati. Anche a. Ma.ss11.ua, come ne informa il Rho, certi viaggiatori hanno visto il morbo celtico in ogni manifestazione della pelle> .
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!)OPERA DEL MEDICO Di LIBIA, ECC.
Ritengo poi che lo studio di tutto ciò che riflette la patologia. della pelle e delle malattie venereo-sifilitiche abbia una. importanza. grandissima. per non dire preponderante sotto il rapporto igienico.socia.le in quei popoli su cui dominano forme esotiche per noi nuove; in cui la mancanza. di pulizia e cli cure fanno rigogliose e fre quenti le più comuni dermatosi e sui quali incombe come il tifo, il colera e la peste, la sifilide col corteo delle altre malattie veneree. La Sultana (l) è denominata la sifi lide dag li Ara.bi, che nel loro immaginoso linguaggio hanno voluto così indica.re la potenza del morbo che domina fra le loro tribù decimandole o, forse, il predominio che esso ha sulle altre forme morbose. Combattere le dermatosi che rendono l'uomo ributtante e che gl'imprimooo un marchio d'incivil tà e d'inferiorità, e combattere la sifilide, che mina l'individuo, la famiglia e la specie umana, 10 credo che sia doveroso compito e base precipua di ogni opera sanitaria in Libia. L ' Haimann dice: « L'in teressarsi ai mali degli indigeni, il mitigarne le sofferenze, val meglio che profondere doui o far parata di armi e ci sorprendeva il vedere con quanta confidenza e gratitudine i Beduini, così contrari agl'infedeli prendessero le nostre medicine e come la fama direi quasi, della loro effi. cacia ci precedesse nel nostro cammino, così da farci trovare uomini, don ne e ba.mbini che attendevano il nost.ro arrivo>. Dalla enumerazione delle malattie cadute sotto la mia osservazione clinica, da lla !ore, nat ura e dalle brevi considerazioni che ho creduto utile d i fare appare quanta parte abbia 11ella enorme diffusione delle dermatosi più comuni e più ripulsive la. scarsezza di pulizia, la defì. cie nza di cure e l'assenza. di qualsiasi principio d i profilassi. Quale impero e diffusione abbia la lue si può dedurre dalla gran<le mortalità. infantile e dai casi di sifilide florida riscon trata per lo più uegl i uomini, c he sono quasi g li unici frequ1;1nt atori dogli amhulatorì. :-,e si tien presente che ognuno di que::;ti sifilitici può esser marito d i tre o quattro donne - che µuò a suo capriccio ripudiare per unirsi con altre - e procreil,tore di numerosa prole, si ha un' idea dei danni che a pporta la lue e della sua enorme diffusione, specie fra gente che per g iunta non ha ancora vinto il pregiudizio e il falso pudore (2) di non (I ) La sifilide ha pr.,sso gl i Ambi <lolla. Tripo li tnnia duo oppellativi ohe indicano quant o s ia temuta: essu è denominata si,ltan , oppellnt ivo u snto piLl nel versante tu· nis ino. C\ élmn rd elkbir. vale n d ire il grande 11111/e. (2) Questi) pudnro è n ncl,e negli U<llllini da tom pi nntichis~irn i ton to ch e lo Spreno:cl dice : , Lu chi rn r1sia figlia ct,,1t\•$ptlri<'n1.a e tll'll'es,;rdzio , ne mme n e~sa potea. fare progre~si fra. gli Arabi. µ-iar·C'hè vi ~i o ppo11evnno e i prl'l!iudi1.i1 naz io nnl i ed un mnlintc~o puolorc >. ( \ "ol. I\", pRt;. 38).
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fare visitare le donne e che spesso, allorchè apprende dal medico di essere affetto da una malattia che può aver contagiato le spose (madame) si allontana dagli ambulatori definitivamente o limita la cura. alla sola sua. persona ed anche saltuariamente. Infatti capita spesso di vedere questi ammalati allontanarsi dagli ambulatori in seguito al più lieve miglioramento ed interrompere la cura per ritornare dopo qualche mese o per non farsi rivedere m;i.i più. Non erra. perciò chi attribuisce a.Ile malattie infettive in genere ed alla sifilide in specie la scarsezza di popolazione in un territorio così vasto come quello della Libia. Certamente non i mutamenti meteorologici e tellur ici nel volgere dei secoli; non la sabbia. del deserto invadente ha scacciato l' uomo da estese plaghe ora inabitate ed una volta sorgenti di ricchezze (1) per l'opera. feconda di numerosa e fitta popolazione; ma le malattie infettivo-contagiose, che senza alcun freno mietono ogni a nno a migliaia specialmente i bambini, banno compiuto quest'opera di spopola.mento. Da. ciò deriva la scarsezza della. popolazione da. una parte e dall'altra. la resistenza meravigliosa. degli individui adulti sopravvissuti alle più gravi infezioni ed ai più facili contagi: essi, immunizzati, meravigliano per la. loro resistenza e per la loro refrattarieta ai ma.li. Non deve perciò sorprendere se più di un profano di cose mediche abbia deriso quasi i provvedimenti che l'autorità sanitaria energiéamente oppose alle invadenti epidemie. - Perchè portare l'acqua dall'Italia. " renderla. pota.bile, con grande dispendio? E perchè proibire ai soldati assetati di bere al primo pozzo in cui s'imbattevano nel deserto se ad ogni passo si vedevano degli Arabi dissetarsi alla prima. pozza. d'acqua sudicia. e oauseosa., senza alcun danno? Perchè tan ta. esagerazione e tanto · allarme? - Certo cesserebbe lo stupore 5t> si considerasse un po' il vuoto che è attorno a quella gente, superstite forse di intere tribù mietute dalle malattin e che ha. pagato ben cara l'acquisita resistenza. Fra gli Arabi le malattie oompiono questa selezione, e la sifilide fra esse si è assunta specialmente la spontanea funzione del Taigeto: uccide in tenera età i più deboli, che essa stessa. per lo più crea tali ed i deformi di ogni sorta e perciò è raro vedere fra (J I Che la Libia rnppresentasse 111111 sorgente di ri cchezza per R oma dicono i ~ei.:uc nti ,·e rsi di Orozio (Oratii Flacci Ope,·n - Fiorentine - G. Bnrb(·m MC)l.\:I) ne lln ode [ tL )lecenate : u Illum si proprio condidit horrco • a Quicr1uicl de Libycis verritur a reis •
Tradn.r.ione C. GRrgallo - Edito Sonzogno: • Quegli, so ascondano le sue gran11i" • • Qunnto si tr.,bbia da Lil,ic· aje »
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g l'indigeni adult i dei gobbi e degli storpi. Questi, che sono l'esponente di una minorata resistenza, soccombono durante l'infanzia, facile preda delle malattie infettivo-contag iose - malaria, tubercolosi, va.inolo, ecc. ·- in genere e della sifilide specialmente, di cui sono molto spesso il prodotto. L e malattie sono poi aiutate in quest'opera infanticida dalla mancanza di ogni principio di puericultura e pe1· lo più dalla in sufficieHza di nutrimento e di ripari contro le int emperie. Io credo perciò che a questa decimazione naturale di bambini fatta dalle malattie e uon alle buone disposizioni di salute sia da attribuire ciò che a fferma l'Ha.imano per la Cirenaica, che cioè raramente vi si incontrano gobbi, sciancati e deformi. Se si pensi poi quanta parte abbia la sifilide nel produrre tali deformità, che costituiscono delle vere stimma.te distrofiche eredo-luetiche, specie in popolazioni come quella. araba, che non fa uso di alcool - che è un altro fattore di tali distrofie - si può amme1 tere che questi deformi sia.no uccisi in tenera età da.Ila sifi lide che per lo più li produce e dalla tubercolosi cui essa prepara il terreno,
Dermatosi. Già ho fatto cenno di ciò che sia l' igiene della pelle negli A rabi in genere e nei Beduini in ispecie, ma basta qualche periodo del Del la Cella per darne un'idea più chiara: e La. cosa che mi disgu;;tava maggiormente nell'usare con q uesti abitanti era. il sudiciume nel quale abitualmente vivono. U n'alta intonacatura di sporcizia è la vernice comune di tutta la loro mobilia e si può dire del loro corpo, tanto che non si sa di che colore sia la loro pelle. Un giorno, mentre mi trovava in mezzo ad essi, presso ad un pozzo di mandai loro perc hè non si tenessero più puliti e non gustassero il piacere di d iguazzarsi in quelle acque, o almeno di esse non si lavassero le mani e la faccia. l\!i risposero che se il facèssaro, i loto armenti non potrebbero più segui tarli . Si g iud ichi da questa. loro risposta di q uale e quanto sudiciume si tratti , poichè non i soli occhi, m ,i lo stesso odorato ne è potentemeute affetto. ·Bisogna dire che di questa tenerezza per la sporcizia intendesse curarli il loro legislatore Maometto, imponendo ad essi l'obbligo di giornaliere lavande; quando si tratta. di eludere la legge, le sortite degli uomini han no da per t utto la stessa tempra. Il Beduino geloso dell'odorosa vernice del suo corpo, si lava di sabbia anzichè d'acqua, perchè, dice: a Maometto pc.,co impor ta. che sia acqua o sabbia che passi per le mani • . Ed in faito d 'ig iene e di pulizia si può dire che fra le t ribi1 nomadi spec ialmente e nelle classi cittadine povere le cose siano rimas te allo stesso stato in cui le vide e le. descrisse l' acuto Gen.ovese, che fu poi
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medico capo della marina sarda. Egli erra sola.mente là dove giudica una elui:1ione alle leggi del Corano l'uso di pulirsi colla sabbia. È lei stesso Maometto invece che, conscio della indolenza dei suoi seguaci sparsi pel deser to dove l'acqua difetta, prescrive: " Allorchè voi sarete malati o iu viaggio, allorohè voi verrete da soddisfare i vostri bisogni naturali, allorcl1è voi avrete commercio con una donna, se non trovate dell'acqua fregatevi il viso e le mani con della sabbia fina e pura > . (V~rsetto u. 9 del capitolo V del Corano). A giudicare dallo stato di sudiciume della maggior parte della popolazione povera si direbbe ch'è abituale l'inosservanza del Corano il quale prescrive frequenti abluzioni, non solo nelle conti ngenze sopra citate m a anche prima di og ni preghiern: e le preghiere sono al-
m eno tre durante la giornata e le corrispondenti abluzioni dovrebbero essere generose: « Fai la preghiera ai due estremi del giorno, e all'entrata della notte• (Versetto 116, cap. X I ), ed altrove Maometto prescrive di lavarsi i piedi, il viso, le mani e le braccia fi no ai gomiti. Ciò nonostante si vedono degli individui la cui pelle è ricoperta addirittura da una vernice untuosa e sporca. Lascio poi considerare quale pericoloso mezzo d'inquinamento rappresenti la puliziit fatta meccanicamente con sabbia sulla pelle, che è in cosi deplorevoli condizioni. Perciò fra gli indigeni dominano le f01·me impetiginoidi ed ectimatose, le follicoliti, le foruncolosi. Per esse gli arabi e gli ebrei rara.mente ricorrono all'opern del sanitario anche perchè ritengono che quelle esplichino un'azion13 emuntoria e rivulsiva ; nè si curano di proteggere le parti malate con una qualsiasi fasciatura. In gente che va a piedi nudi, le estremità inferiori sono la sede prediletta di tali d ermatosi, che non tardano a ricopl'irsi di croste, dando in SP· guito luogo a. cicafrici che negli Ara.bi, il cui colore è bruno-terreo (l J per mango110 fortemente pigmentate alla periferia e negli individui a pelle nera danno lnogo a chiazze lencodermiclte a.llorchè le ulcerazioni si approfondano al disotto dell'epidermide. Ed a proposito di cicatrici accade spessissimo di notarne segnatamente bUI tronco, sul collo e sulle regioni temporali, di va.ria. grandezza, da quella lenticolare a qualcuna perfino scutat.a. Esse sono rotondeggianti, spesso ·simmetl'Ìche, raggiate e con contorno fortemente pigmentato. Tali cicatrici danno l'impressione d i esiti di sifi lodermi ulcerosi e possono indurre in errore specie se accompagnate da adenopatie. Invece esse non sono ( 1) Non è raro però V<!dere d egli Arabi la cui pello è ùi!\nca ed i <'Ili copelli sono addirittura biondi. Questo tipo si discoijta dal tipo etnico puro ed è do\'uto certamenoo ad incroci di r azze.
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altro che l'esito di cauterizzazioni che gli Arabi praticano generosamente con ferri rornnti, a lle tempie contro le oftalmie, alle tempie ed alla nuca contro le dermatosi del cuoio capelluto, al tronco per tutti gli altri mali sia del comune tegumento sia dei visceri interni. Qnesto uso del fuoco n elle più svariatfl malattie è frequente come l ' uso del salasso ed è forse un avanzo dell'antica medicina nella qual e il fuoco era tenuto in graude onore. La inglese Tnlly parla. dell'oso che g li Arabi fanno del fuoco nelle sue lettere da Tripoli, scritte verso la fine del secolo xvrn: « Il paraissent n·avoir qne des notions trè;;, impa,rfaites sur la médecine. Le feu est un de leors principa.ux remèdes. Ils s'en servent presq ue C()ntre tous !es maux. Pour les blessnres, les -indis posi tions, les rhumes et méme les maux de téte, ils ont recours à un fer chaud a.vec leq uel ils brulent la par tie mala.de .. . Le dennatosi impetiginoidi, acneiche e (ornncolose, complicate sp esso da. eczemi, sono più frequenti duran te i forti cal0ri dell'est.ate e specie quando dom ina i l ghibli. Questo vento, che viene dal sud e che i nfesta adrlirittura con le s ue vampate calde come quelle dell'aria. che .venga da. u n forno, è ritenuto benefico e tale è fo rse per quanto riguar da a lcune malattie, c.:ome per la peste ad esempio, al cui diffondersi ;;i oppone per la elevata temperatura (45°-501) C.), e per un'altra malattia non bene identi fìcata ancom, cioè il bedebns, affezione tropicale ricordata dall' Haimann, che si m11,nifesterebbe a Bengasi quando per lungo tempo non ba soJ-l'ìato il ghibli. Sot.to tale punto di vista, e come m a turatore dei datteri, è atteso q uesto vento dagli indigeni; ma alla pelle esso nuoct'. Ne ostacola la funzione emuntoria, perchè oltre ad essere cal,lo è estremamente asciutto. Lo scarso sudore evapora totalmente e rapida.mente sulla pelle secca e nell'interno dei coudotti escretori delle g lan<lole rimangono le sostanze tossiche, che l e glirnrlole glomerulari sono depubte ad e,;pell ere. Da ciò eczemi e fossidermie, futlicoliti 1'<1 id1·0.~11ct,,nif.i, in ~'ni si colonizzano i comuni piog,mi, esaltati nella l oro virulenza dalJa telllperatnra favorevole e dalla diminuita resistenza organica in quei c limi torridi . Per ciò sono frequenti lo piodermiti specie fra i bianchi; i neri ne so110 meno col µiti per la abho11clante secrezione di sosta.iza sebacea, che im pedisee la secchezza della pelle, s u cui il grasso e·err·ita u n'azione protetti,a contro l'invasione dei germi. Ed in teina <l'igiene è cla ricordare che i hlnssnlmani usano una cura speciale nel raùere i peli su quasi tutta la superficie ciel loro corpo : gli uomini n on lasei11.110 crescere che i peli del la barba nella parte che copre le guanl'ie limitando col rnsoio uno spRzio losangico che \·a dalle tempie fino al mento: però i peli di questo tratto corno quelli dei baffi sono tenuti per lo più corti col le forbici , mentre
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le regioni zigomatiche, quando la barba si estendesse fin là, ed il collo vengono accuratamente e molto spesso rasi. La stessa toilette ricéve, nei soli nomini, il c11oio capelluto, ehe vione anch'esso assoggettato alle forbici o al rasoio, essendo una vera ambizione per i Mussulmani mostrarsi poco pelosi tanto che la calvizie è tenuta da essi in gran pregio quale segno di distinzione e di grande sapere: solo qualcuno lascia alhrngare i capelli del vertice del capo, che viene così fornito di una specie di codino. Le altri parti fornite di peli vengono o rase o t rattate con una speciale pasta che ha l'effetto più che di nn depilatorio di una rasura. È costituita da 2/H cli calce vi va, d!I. 1/3 di sapone di potassa e per 1/5 del volume totale entra a farne parte un minerale, che gli inrligeui chiamano Deh~b maclt-'"'" e che 110n è altro se non orpimento (solfuro giallo di arsenico) come risulta da un esame praticato (su un pezzetto di questo minerale da me portato da Tripoli) nell'istituto di chimica del professor Ciamicia.n per gentile interessamento del professor MAjocch i. Qnesta miscela si avvicina molto alla pasta depilatoria turca, che è com posta rii orpimento con 8 parti di calce viva impastata con aeqna. e farina e che viene detta anche rlm-Yca Turcarum. Quanto giovi alla igiene di gente, che spende poco tempo a pettinarsi ed a far pu}i7,ia, quest'nso di radersi è evidente: ma esso non è costantemente scguìto, ;;;pecie dai nomadi. Perciò si vedono i Beduini col viso ricoper to dalla barba lasuiata inc:c,lta e le loro donne, che mettono ogni cnra nella depilazione delle ascelle e del pube, lasciano i loro capelli - che portano per lo più tagliati a gnisa di frangia sulla fronte - senza alcuna cura di pettine per mesi interi. Li raccolgono in sottili e numerose Lreccioline fatte di capelli intrecciati con nastri Yariopinti - il cui colore svanisce ben presto sotto l'untume sudicio - o co11 pezzetti di spago o con stris,~ioline cli cuoio da cui pendono ogni sorta di strani ornamenti ((cmta..~ie ) (1), costituiti nelle donne più ricche da oggettini d'argent,o. (Fra quest.i non manca mai la mano di Fitt.ma e qualehe coruett.o - forse contro la jettatura.! - ) mentre le povere si abbel liscouo con gli stessi amuleti di legno duro insieme con bottoni, pezzetti di pettine, frammenti di ,etro, di specchi e di luccica11ti coperchi di :::eatole di sardine e di coni-orve alimentari. Questi figurano anche fra g li altri oggett.i , al post.o d'onore nelle collane fatte per lo più di piccoli coral li arborescPnti, {1) Fantasia per l'Arabo~ tutto ciò che lo impressionn fn,·orovolmentc, C'hc è bello o cho rallegra; quindi è fa11laaia un 1Jrnnmcnto o unn 11cconciatura ch o pinC'c·i::i (il ros,so dolle unghio, il codino , unn collana, ccc.) come un bollo, umt festn, nnn r•• rntn mil itore o qnoi:li spcC'inli t o mei d'nrmi che formano uno degli spet tncol i cnrntt.cri~tici d t•lle l,1ro solennit,·,.
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ma talvolta di soli bottoni. Le vecchie dissimulano la loro camz1e usirndo come cosmetico il succo rossiccio estratto dall' herma (Lawsonia alba o i11e1·mis) arbu sto che produce delle bacche a grappolo; e cosi tinte si vedono andare in giro queste megere cui vengono fuori dal baracano ciocche di capelli rossi . L' henna, oltrechè una vera. panacea in ternpia, rappresenta un cosmetico anche per le unghie dei piedi e delle mani, che fino dalla più tenera età vengono tinte in rosso. Dalla. donna, così poco curante delh1. pulizia ma che sa di essere uno strumento di piacere per l'uomo, l'1nte cosmetica è coltivata. ed essa:usa cli tingere in nero con la polvere del regolo di antimonio le palpebre nonchè l'angolo esterno degli occhi per farli apparire più grandi. 11 tatuaggio è poi cosi abituale tra le beduine, che è un segno sicuro per d,stinguerle dalle altre arabe. Si fauno tatuare fin dalla infanzia e le sedi comuni sono: la fronte sulla gla.bella, la punta del naso e gli zigomi. Il mento pare che riceva il tatuaggio solo dopo che le ragaz,r,e passano a nozze ed esso consiste in una linef• più o meno ondulata 6he partendo dalla mucosa del labbro inferiore va longitudi nalmente in basso per 4 o o centimetri. In questi grossolani tatuaggi non vi è alcuna. manifestazione di quel senso artistico che si a mmira presso i Giapponesi: non figure colorate nè decorative. Il nero, costi tuito per lo più da polvere di carbone è l'unica tinta usata ed i segni consistono in d ischetti o punticini più o meno simmetricameute disposti e ra.ggruppa.ti a. 3 o 4 per regione in modo da costituire tutto al piti un trifoglio o un quadrifoglio. Più raramelite i t atuaggi si vedono alle braccia eL1 alle gambe, ma sempre in forma di rozzi arabeschi. Oltre gueste pigme11tazioni, diremo così artificiali, sono frequenti le ipercromie per l'azione dei raggi solari. Occorre perciò spessis'>imo di vedere negli Arabi delle melanodel'1nie per lo più di origine sifilitica lad,love presso di noi sono piuttosto rare. Quest'azione del sole sul pigmento cutaneo si rende manifesta anche }>iù nei bianchi tanto è vero che fra i soldati ho osservato ben due casi di collaua dì Venere (.~ifilide pigmentm·ia del collo) che è estremamente rara negli uomini. Nessun'altra particolarità offre la pelle degli Ara.bi se si tolgono frequenti chiazze di vitiligo, nei neri specialmente, da non confondere colle cicatrici acromiehe sopra descritte. La pelle per effetto del sudiciume nonchè del sole cocente che la colpisce insieme con la polvere fini ssima allorchè spira il ghibli, va spesso soggetta a forme eritematiche. È inoltre esposta agli insulti di svariati insetti epiioi, di cui è ricca la fauna africana e che per la temperatura propi:r.ia e per la mancanza di pulizia si sviluppano enormemente. Sono abbondantissime le pulci (pule.1.: 'frrita.ns) , che vivono
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anche fra la sabbia, forse lasciate dai beduini nei luoghi dove piantano le lor o tende quando attraversano il deserto. Anche mantenendo la più grande pulizia e facendo uso di polveri insetticide difficilmente si 1·iesce a difendersi da q uesto molesto insetto specie nei baraccamenti. Gli indigeni, sempre in lotta con questo e con altri insetti che ritengono, come insegna il Corano (1), inviati da Dio per punire i peccatori, dànno a.d essi la caccia come possono e spesso si vedono in azione sulle pubbliche vie dove sono soliti restare per lunghe ore a preparare ed a sorbire il t he o accoccolati con la testa fra le ginocchia e con le mani non ad al tro affaccendate che a questa caccia ed a grattarsi. Talvolta. qnesti novelli Diogeni, che passano le g iornate sdraia.ti supi11i al sole, a.i lati delle vie, avvolti nei loro bara.cani (per lo più rattoppati e cenciosi, quando non sono fat,ti da un vecchio sacco da imballaggio) si vedono su bitamente raggomitolarsi e t.endere contro la luce colle quattro estremità sollevate, il più o meno bitlnco tessuto che li involge, per cacciare di fra le trame di q uesto i distnrba.tori ciel loro o·zio beato. Il Della. Cella, vivendo più da vicino e più a lungo cog li arabi, ha potuto tramandarci un altr o sistema da essi usato per d isfarsi delle pu lei : « .E bed 11in i a vvezzi a lottare con questi ospiti rlistendono sul suolo i loro panni, li cuoprono d i sabbia e li lasciano al sole. L'insetto, a1Jettato per suo istinto dal calore, sbuca. dai panni, ma invece di trova1·e la sua preda, resta invilup[JR.to nella sabbia ed è con e~sa versato e sepolto nel suolo» . Ta le è la. quantit.à di pulci e tali le lesionj emorragiche che con le loro punture p roducono in q ualche individuo, che bo visto µiit di un collega restare in forse nel di:fferenzia1 e queste porpore pulicose, specie quando mancano punture recenti, da una vera porpora. Abbondano anche gli phti1·ii; ma tra le phtiria.si bo riscontrato raramente quel la clel pube negli i ndigeni che si r adono i peli: è f'requent,issimo invece il pidocchio dei vei;titi ( pedicu,lw, vestimrmti sPu co1·po1·is) a preferenza diquello del capo. PùrÒ questo, in 'l ualche caso cadut,o sotto la mia osservazione. si era. tal mente moltiplicato ed an•va p rodotto lesioni così estese ed inveterate da cost.ituire una ~·era plica. polo11ica molto spessa e nauseosa. Il pediwlus copi.lis, come quello del pube, è raro, secondo ho già detto, negli arabi JJer la buona usanza che essi hanno d i rad ersi ; è frequente però nelle <lonue e nella popolazione ebrea. Esso suole uggrA.vare I~ oftnlm ie freqwmtissime in Libia, tanto che (l / VersP.tto 130 ,J.-1 c-11p. \"[[: • Allom in,·iarnmo contro di loro l'inondnziono. le cavalleLte, i pitloc<·hi, le c imi ci. lo rn ntt. il aonglle. se,::ni evid,mt i d e lln no~tra p o tenza ».
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è difficile incontrare individui che abbiano ambo gli occhi sani e ciò
pPr le complicazioni che i pediculi apportano al cuoio capelluto e che producono secrezioni con cui ,,engono infettati g li occhi, sia con le mani degli infermi stessi, sia per un fenomeno degno di es,-ere studiato, per cui, secondo a lcuni autori, i pidocchi, specie du rante la nott,e andrebbero a pungere di rettamente il margine palpebrale dando luogo alle bl efa,riti. Note,ole è il m imetismo d i questi i11setti tanto piìt rileVRnte perchè ne.i negri essi si presentano perfettamente ne ri. Mi è occorso di tronre due Yolte 11el cuoio capelluto di indigeni 1111 ospite non frequente noll'uomc e comunissim o inn~ce nel camello eioù la zecca (i.rorles 1·icim1s). È frequeute la .~ca/Jbùi d i cui quei po ,·cri esseri, abituati a g rattarsi fin dalla, nascita, non si preoccupano molt'J e per la q uale si recano perciò diffici lmen te agli ambulatori. Essi no11 la curano affatto sel,liene non ignorin o l'efficacia dello zo lfo, <.; be non di feLla in Li hia e di cui si ser,ono per curar<, i camelli che frequentemente sono attaccati da ll a rogna. Dell'uso dello zolfo fa ce nno il Della Cella laddorn scrive, cbe g li ambi facevano uso di terra « probabilmente impregnata d i zolfo la quale adoperano in alunne malattie cutanee particolari ai ci~melli » . Le complicazioni dell'acarùisi che spessissimo è di origine animale e che proviene per l o più dalla rogna dei cn.melli - tanto cl1e ha attaccato molti nost ri soldati camellieri - im pensieriscono i pazienti aralJi che ricorrono all'opera del medico solo q na11do le fo r me pustolose sono estese a quasi t utto il corpo e quando g li eczemi universali rendono veramente tormen rosa l'esistenza. La diagnosi ri esce tanto più difficile in quanto queste aca·r iasi cla anfowli non da.nno cunir.oli forse per la inadat· tabilità dei rispettivi acari alla pell e umana, e rivestono una topografia molto di fferente da quella che dà il comune acartt.c; scabiei. Mi è occorso un caso in cui le croste spessissime ricordavano la Rtabbia 11or1:egese. A ltri o,-piti Ol'casionali de lla pe lle umana mi è stato dato riscontrare, cioè le larre <li m osche nel cuoio capelluto d i una bimba be<luina. affetta da tigna favosa e da ped iculosi. Queste myiasis - di cui ho visto u11 so lo caso occasionalmente, perchè la piccola inferm a di 1~ anni mi vonne accompagnata dal padre per la tigna, che le avea prodotto una uoteYole a lopel:Ìa e non per le g rosse larve, inv isibili perchè nascosto in numero di l:l in tuuuel sottocutanei - non debbono essere rare in Libia se si consideri la frequen;1a della mosca, che io ho fatto ,.,·iluppare dalle la r,e raccolte e debitamente coltinite, e l' rnc;uria di quella gente, che nelle ore e:anicolari dorme al-
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l'aperto colle sue piaghe mal protette, attirando così l'insetto che ha bisogno di depositare le larve. Le dermato-myiasis sono rarissime presso di noi, perchè l'era. delle piaghe verminose è lontana nella uostra memoria, men tre s'intende come possano essere freq nenti presso i popoli primitivi, se si consideri che i Brammani, antichi medici e letterati indiani, attribui vano tutte le malattie cutanee ai Yermi, non certo per uua. intuizione della moderna batteriologia, ma per la constatazione macroscopica di que~te complicazioni delle lesioni di con t.inno della cute. In Italia si sono occupati di tale argomento spec ialmente il Majocchi ed il Mibelli, che ne hanno riferito alcuni casi alla Società di dermatologia. e, di sifilografia (IX riunione, 23 dicembre 1909). Il Majocch i ne ha fatto in seguito oggetto di uno studio completo, che può servire di guida a chi abbia occasione di occuparsi di tale dermatosi, che certamente cadrà spesso sotto l'osservazione dei medici delle n ostre colonie africane, dove abbondano i clitteri muscidi ed esfridi, che ha uno tendenza a deporre le loro larve su ulcerazioni e piaghe umane non protette e forse anche sulla cute integra. E questa tendenza per alcune varietà è indicata dal nome stesso che Rd e,:se è ~to.to imposto, così l'Och1·omya anthropophaga e la Lucilia l,o,11 inivo1·a:c. L'abbondanza di tali parassiti , fa\'oriti dalla temperatura e dalla 1L1an canza d i pulizia, rende talora pietoso lo stato di q_uella gente, s pecie dei bambini, e ben si può pe11sare che qualcuno di essi perisca specie per le 111.yiasis, di cui sono riferiti casi mortali, non solo per l'elaborazione di sostanze tossiche, ma anche per l'azione di1 etta. delle larve. Il Majocchi ricorda al riguardo un ca~o del Roulin, che riferisce come un mendicante, mentre ubbriaco dormiva profon• damente, sia morto in poche ore, quasi divorato da un numero enorme d i larve, che le mosche avevano depositato su alcuni commestibili che egli teneva fra la pelle e la camicia.. Sulla pelle di alcuni disgraziati indigeni abbrutiti ed int3betiti dagli stent.i, ricoperta di cioatrici e d i pigmentazioni nonchè di le!>Ìon i recenti 1 souo scolpiti cc,n le unghie la miseria e il decadimento a cui una creatura. uma.11a pnò soggiacere. E se la societ,à dev'esser e perciò toccat11, 1wl sentimento, il medico deve allarmarsi anche della d iffusione dei parassiti che i Beduini, come i vagabondi presso di noi, \'a11110 (lissem in ando come altrettanti veicoli di morbi micidialissim i in regioni dove il tifo esantematico. il i ifo ricorrente, il Ii:Edaazar e la pesto sono malattie endemir he ed hanno come ospiti iutermediari i pidocchi, le pulci e le zecche (o rnithod01·1ts ino11/J(lfa per la febbre ricorrente africana o tick,fe,·er). E non si può ancora d ire
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di quante altre malatt,ie, insieme con le mosche, siano apportatori q uesti ospiti della pelle umana. Vi è da rilevare che oltre le pulci e le cimici, che non difettano, ,rnche i pidocchi delle 1:estimenta avevano assunto in qualche nostro glorioso reparto una grande diffusione per le necessità della vita. di campagna. ll Lesser dice : .: In talune congiunture poi, come presso g li eserciti in campagna, i pidocchi delle vestimenta per cause che agevolmente s'intendono, acquista.no una enorme diffusione>. A m e è occorso di curare molti dei nostri soldati in cui la pediculosi dei vestiti aveva assunt o proporzioni eccezionali. Però io credo che mai come in quella occasione, un i nsetto così immondo sia stato portato da uomini ci vili senza r ossore e che mai sia stato rilevato cou ta.n t.a emozione dal medico curant,t-. Coloro che erano affet ti da una tale pediculosi erano i uostri saldi al pi ni ed i nostri baldi bersaglieri della colonna Leq uio, che in aprile piombò fnlmrnea e fulmin eamente sbaragliò le orde barbare, che per tanti mesi aveva.no messo alla prova la nostra longan imi tà . Quei bravi raga7.zi, che erano fieri delle stimmate elle prnseotavii la loro pr lle, avevano per giorni interi inseguito il nemico in fuga, c.on end ogl i cl i etro, lasci ctndo a brani le srnrpe ed i vestiti , liberando.~i perfino del la bianclieria, chè non avevano uè l 'acqua néil tempo per lavare, senza. dissetarsi, sfamandosi solo con qualchr· pezzo di gal letta e seuza concedersi ri poso, se non sul campo lasciato poco prjma dal nemico e sul qnalc a~evauo certa mente raccolto quegli insetti immondi ! Diffusis~ime sono le clernwtv,J1icosi. Come è difficile incontrare un bambino che non sia affetto da ofralm ie - che iu Libia. sono p ro dotte per lo più dal tracoma, dal ,a.inolo e d,tlla lue - è altretlauto raro vederne quakuno che non abbia il cuoio capellnto deturpato dalla t igna . Gli aJult,i ue por tano i segn i i n cicatrici indelebili. L"esame c linico dimostra. che la m.l_ggior parte d i queste tigne ;;ono fa. vose e che solo in piccola parte esse sono costituite cla. tricofizie : la diffusione del faro, che a tliiferenza delle tricofizie uon abbandona gli ammalati neanche nell'eLà avanzata, lasciato a sè stesso o mal curato (con applicn,zioui di ca.trarne e talvolta anche con l 'henna q uan,lo non vengono usati i bottoni di fuoco) è tale lla Ìll\·adere tuU.o il cuoio capelluto e da produrre vere decah·azion i. L e ti{Jne tricu/ilic:lit· sono per lo pii1 a piccule chiazze. Non sono stati però rari i casi da me ossen·ati <li kerion Crl,;i ~pec.:ia.1 mcnlP in p rima ,na, nè hannn fatLo difetto le tricofizia della barba mas~ime nei m il itari. L'origi ne animale d i queste, come dPlle tigne a grandi chiazze, rende neces sario un più dili,ixente st.nrlio and1e delle epizoozie ni>gl i animal i coi
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quali l'uomo ha contatto. Anche l'esame culturale, che sto compiendo, dimostra il predominio dell'achorion Rchoenleinii su tutti gli altri dermatofiti. E si può dire senza tema di errare ohe la tigna favosn domini in Tripolitania sotto forma di vera endemo-epidemia. Essa, non curata, qualche volta passa dal cuoio capelluto a.Ile parti glabre per larghe estensioni ed in molti individui si osservano anche delle onicomico,qi. L'aspetto ributtante e bestiale di questi ammalati è descritto dal Sabonraud: « Le mala.de atteinte d'un fa.vus de grand développemeut semble souvent honteux, craintif, ayant comme la conscience d'8tre répug11ant. D'antrefois, il pn~i;;ent l'aspect bete et sournois des M,res primitifs et, depayses >. Ma delle tigne mi occuperò più ampiamente in altro mio lavoro; noto però :fin da ora che esse sono molto rare nei negri. Qui, credo opportuno ricordare solo quale marchio d' incivil tà sia la t igna e come avvili ca chi 11e è affetto. Del tignoso si può dire ciò che il Kaposi ha detto di chi è ammalato di prurigo : È un cleyra<lafr>. Ad esso non si potrà mai togliere tale segno di degradazione, che sarà sempre atlestata dalla consecutiva alopecia permanente. E per la tigna favosa, che !Jer sè sola è causa di cachessia e che è morbo, come ha fatto o~servare il Ciarrocchi, che si trasmette 4 nasi esclusi va mente da nomo ad uomo, occorrono solleciti provvedimenti perchè essa sia cancellata al più presto dalla Libia. Tl\nto più perchè rappresenta un pericolo per i bambini hianchi e perchè, al pari delle tricofizie, costituisce un ostacolo a.1 la ammissione nelle scuola, dove si dovrà formare la coscienza e la coltnra dei nostri nuovi sudditi. Fare sparire la tigna, o almeno ridurla, è facile coi mod erni mezzi di cura. di cui disponiamo. Attualmente è tale però il numero dei tignosi in Libia che, ad evitare i danni che deriverebbero alJa colonizzazione dalla loro esclu~ione dalle scuole, sarebbe opportuno fondare qualche istituto per tignosi, a somiglianza di quelli esistenti per esempio nel Messico (Oicero) clove gli alunni trovano cura ed educazione. Ma su questo argomento sp~ro di tornare allorchè la identificazione culturale delle tigne mi avrà permesso di classificare tutte le varietà di epidennofiti che vanno s,;-iluppandosi dal materiale raccolto d a me in Tripoli e da quello che di là mi viene inviato da gentili coJlegh i, per fare un primo e:::pe· rimento di studio delle tigne iu Tripolitania. Frequent.issime sono le dennatiti di natura infi ammatoria nnche per punture d'insetti e qualche volta di scorpioni, che sono molto grossi, o per secrezioni di piante urticanti, fra le quali oltre la com nne ortica, che cresce rigogliosissima, si trova in Libia una pianta S-
t;ior1rnle di me1li:i1Ja m1lila,·e -
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denominata driM dagli Arabi e che corrisponde alla tliapsia garganica: temuta dagli indigen i, come riferisce l'Hai mann, al punto ch e essi evitano di toccarla « perchè emette un sugo acre che fa nascere pustole sulla pelle •. E molti sono i casi di 1·esipola. Quale sia il metodo di cura che gli Arabi adoperano contro questa malattia ho potuto vedere in un ima111 {sacerdote) di una moschea presso l'ospedide militare. Egli un giorno venne a me accompagnato da un egregio collega, il quale non lo aveva rtivvisato tali erano non solo la eu fiagioue, ma la colorazione del viso e del cuoio capel luto e la sovrapposizione d i strati d i untume che formavano uoa specie di maschera. Quest'arabo, che per la sua qualità <li i?11w11 rappresentava. la parte colta de lla popolazion e, s i era med ica Lo per vari gioi ni da sè e si era t'atto medicare dalle sue donne tino a che, conciato a qqel modo e febbricit ante venne a ll'ambulatorio su 1111 asino sorret,to da un suo fn,tell u, altro digniLario perchè Sch"iJ;h di quella cont rada! Dal suo racconto riuscii ad iutendere che avern fatto appl icazioui local i di /1e1ma insieme cou ogui sor ta d i erbe cotte e crude: ortica, fog lie di ricino ed iuoltre pol vere di caffè torrefatto. La dif·ta, era sLata, si intende bene. la ,;olita, a base cioè di sostanze aromaticl1e e di polvere di peperon i r os,:i, cbe costitu iscono il cornlimento <li tutte le \'ivande, così d el famoso lùis-k u.,· eonie della /Jusina : vi,anùe che noll faci lmente ,engono tollerate da un europeo. Kon dirò del la gratitudine e della nH:'ra\·iglia di questo i11w111 al lc,rd1è, l'indomani della cura pre:;crittagli, JLCrtò un miglioramento e quando dopo una setr.imana mi si presentò completamente guarii.o. Mi rivolse le più gentili espressioni intercalat.: dal sol ito ritornello « tal iano bono, tabib boni:;simo ! > e promi~e che avrebue prediento il 111h-aco/o ai suoi fede li! Per quanto riguarda i coudiu1t!11ti ed i cibi sopra ricordati, si può poi comprendere come siano freqne11ti le forme cutanee di origine tO>-iiiL:a da essi dipendenti e ulie molto spe.~so si rivelano con manifestazioni urt,icarioidi. Duraute i l periodo estivo sono caduti sotto la mia osserva:r.ione molti casi di er·ze111a acuto, causato per lo pi Lt dal ~udore. Questa dermatosi che si pn,seuta. estesa a Lutto il corpo, su fondo forteme n t.e eritematico, è spesso ogurnta e ,iene da parecchi battezzata per li· cf",,, il'opìc11/e. L e forme elementari che la costituiscono, cioè le ,·escit:ole che in qualche puuto sola.mente restano a llo stadio di vescicopapnle (u1ai tale clermato,;i si present,\ cost ituita. da sole papule carat teri,;t i che del lid1e11I rui ltallllO fatto pe11sare ad nn errore di n omendatura. Il rapido insorgere <ll'lla affezione in paroln, la compli(;azione o",:pn·aLa qnalc.:he \·vii a con altre rlermatosi , come la ptiriasi rosea d el Giuert, che po.~sono contribuire c:oH s1,ecial i figurazioni e con la de-
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squamazione a. ricordare le forme lichenoidi, mi hanno fatto certo che si tratta. di quella forma di eczema. acuto, che gli Inglesi chiamano prickly heat e che nulla ha da vedere, nel senso dermatologico, col lichen vero. Di questa ultima dermatosi ho visto nn solo caso in un soldato: si trattava di nn lichen planus del ll'ilson e per esso il militare fu rimpatriato. A proposito di affezioni cuta neo nei m ilitari ho rilevato qn11.le grande influenza. abbia il c lima torrido dell'Africa. nel risvegliarle e nel renderle rigogliose specie se si tratta di dermatosi di origine diatesica . P erciò mi è occorso di curare ben 5 casi di p so1·iasi in militari. Essi non avevano mai avuto manifestazioni di tale derma.tosi, che presentava grande estensione: in nno dei militari tntto il corpo, sia nelle regioni estensorie che flessorie, era cosparso di ~hiazze che andavano dalle forme punc:tnte alle guttate, il che prova come esse fossero recenti. Negli inrligen i hi psoriasi non ~ fre q uente; ne ho osservato un solo caso in una donna ebrea.. Per quanto riguarda. la recrudescenza di dermatosi per effetto del clima ricordo tre ~asi di lttpn.~ e1'ilewatoso della fa ccia, recidivato pochi g iorni dopo lo sbarco in Li bia dei militari che ne era.no portatori. E mi è occorso di vedere due casi di una forma rarissima, cioè di acrode1·m atite flittenulare tra.u111a.tica 1·ecidi-i:ante. In ambedue questi ammalati, uno soldato del genio ed uno dell'11° bersaglieri, le estremità attaccate t'rano le mani El l'affezione era incominciata da una di esse per riprod ursi simultaneamente nell'altra. E, come un trauma aveva d ato luogo q ualche anno prima alla manifestazione iniziale, così un trauma determinò le recidi ve osservate da me. E ciò è carati.eristico per tale dermatosi, che cioè le pou.ssée.~ del ma le sono sem pre provocate da. traumi o da semplici urti talvolta. impercettibili. Questa malattia, che si può dire ancora. allo studio dei dermatologi e di cui sono rarissi mi i casi pubblica.ti - 20 in tutto, di cui uno è stato ·riferito dal Danel nell' ultimo Congresso internazionale di dermatologia e di sifilogra.fia - appartiene alle dermatosi riflesse. È interessante sotto il punto di vista delle malatt,ie professionali e degli infortuni da lavoro, ma può anc he interessare il medico militare, perchè viene messa in rapporto con motivi d i servizio, ed inoltre può assumere rilevante gravità perchè suole produrre fenomeni subbiettivi intensi (prurito) ed ha tendenza a diffondersi a tutte le estremità e a divenire qualche ,olta un i versa.le. T ra. le forme rare ho avuto agio di r.t udia.re dal lato cli nico due casi di lebbra: uno, nell'ambulatorio che dirigevo, in un nero con lebb1·a tubercolare ed un altro, mostratomi da u n collega, ed in cui si
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t rattava di lebbr(t anestetica. II mio ammalato dopo poche visite si dileguò e non mi fu mai piu possibile di rintracciarlo; dell'altro non ho avuto ulteriori notizie. P erò la lebbra. non è infrequente in Libia, come riferiscono Jeanselme e Sée e credo che, come ha. dimostrato il Mei per la Cirenaica, si potrebbe anche in Tripolitauia trovarne m olti casi specie nell' interno da dove proveniva.no infatti i due malati da me visti. Ho sempre ricercato nei frequen ti casi di ulcere croniche torpide tielle estremità, di identificare qualche ultel'a dei paesi caldi, ch e altri più fortn nati di me ha descritto. Io non riscon trai ma.i la simbio,-i fuso-spirillare che ne forma il sub~trato batterico sebbene qualche volta l'esame cli nico mi avesse fatto creder e di aver trovato la forma ricercata. Si trattava invece di ulcere torpide, con bord i callosi e fondo fungoso qualche volta ricoperto da false membrane, in cui l'esame per striscio non d imost rò c:he una grande quantità di sta· fì.lococchi e rari streptococchi. Talora l'incuria, in cui tali lesioni eran o sta.te tenute ed i frequenti traumi potevan<, a.vere dato quella fì sonomia. che si modificò ben presto in seguito acl una semplice fasciatura protettiva o cogli impacchi borici; tal'altra il mio pensiero, data la persistenza delle lesioni , corse a form e tuberc0lari od alla sifilide specie nelle sue manifestazioni er..ditari e tardive che darebbero ragione del le apparenze morfologiche d i tali ulcere tor pide. Non ho avuto il modo di praticare la '\,-assermann, di fare delle biopsie per un esame istologico né di istituire la prova allergica dcJJa tubercolina per eliminare in qualcl1e caso il dubbio. In alcuni casi per ò le distrofie eredoluetiche e lo stato generale mi aiutarono 11ell'istituire la dirtgnosi e 1w l praticare Ja cur1t. che ('bbe. ragione d i queste forme cutanee, che potr ebbero erroneamente, ed in seguito ad esami superflciali, indurre in errore ed essere batte;1z,lte per ufr<'N' dei p11esi caldi. Alt,rettanto posso affermare per il pian, del qmde dirò che qt:alc;lte caso mostratom i da colleghi non ne presentava la forma clini ca, nè all'esame microscopico diede mtti il reperto della spiro('beta pa! lidnJa del Castellani. U11a volta si trnUava di un lupus volgare che veramente non è frequente negl i Arabi, tanw che ne ho ,1sti i u tutto due soli casi, erl un'altra volta si trattava di ectima ulceroso. Non d ubito però che 1~ ricerche fatte su materiale più abbondante, come non era quello dell'ambnlaturio clella :Menscia poisto m·ll'oasi lontano ben d ue chilo· metri dalla c ittà, abbiano dimostrnto iu Tripoli la esistemrn. di tali malattie tropic·ali, di cui il Gabbi e il Sa,l,ella hanno avuto occasione di dcscri~·P,re qualche caso.
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Affezioni reneree e sifiliti che. Difficilmente gl'indigeni, arabi o ebrei, ricorrono agli ambulatori per simili affezioni. Perciò i numerosissimi casi da me curati si riferiscono in massimr.. parte a militari ricoverati nell'ospedale territoriale. Chi volesse basarsi sulle statistiche che può fornire un aro buia torio direbbe rare le affezioni veneree e rarissime quelle luetiche in Libia. Noncuranza del male, pregiudizi e pudore veramente primitivi, per cui è difiioile esamina re i genitali esterni non solo delle donne, ma anche degli uomin i mussulmani, contribuiscono a questa deficienza di ammalati celtici n ei pubblici ambulatori. Ed è proprio necessario che i lumi della civiltà rompano le tenebre di quelle menti per risanare quel popolo nel quale le affezioni di Venere sono frequenti (1), nonostante le illusorie risultanze delle statistiche, che sotto tale riguardo potranno dare ragguagli sempre scarsi, mentre dura l'attuale costituzione civile della famiglia mussulmana, basata su prescrizioni d'indole religiosa. 1\Iaometto, che fu provvido legislatore oltrechè igienista e, per quanto la civiltà ed il temperamento dei suoi seguaci lo permette.vano, anche moralista, per limitare il libertinaggio dei suoi seguaci, per evitare l'incesto, la sodomia, ecc., ha concesso ad essi un numero piuttosto abbondante di mogli. Egli nel fare tale concessione non ha fatto che limitare il numero delle fenimine che pot.eva possedere un uomo, se si pensi alla libertà che gli Arabi avevano prima del Corano di unirsi con qualsiasi donna (madre, sorelle, figlie, nipoti) . Ed il Profeta ha poi comminato tali pene per l'adulterio ed ha messo la donna tRlmente sotto l'impero dell'uomo (il quale è sposo e padrone insieme) che è difficile la prostituzione almeno quella, diremo così, palese. La vita sessuale si esplica per ciò tutta nella cerchia delle famiglie dove si covano col pregiudizio e coll'ig11oranza le affezioni v~neree d i ogni g enere e dove la sifilide, nella forma acquisita e più ancora nella forma ereditaria r egna sovrana. Se si pensi poi alla facilitR. colla q uale il marito può disfarsi di qualcuna delle mogli e come facilmente questa trovi marito dopo la separazione (t?-e mest1'Ui se ripu· dinte - versetto 228, cap. I - e 4 ·mesi e 10 g,ionii se rimaste vedove - versetto 234 dello stesso capitolo) si può intend ere come la ( I ) Per quanto riguarda la sifilide in Libia il Della Cella, senza nominarlo, dice: • Non saprei come anche presso queste popolazioni, pressochè segregate dal consorzio di altr i popoli, abbia penetrato una malattia che suole avere sua sedo nelle città e si propaga col libertinaggio: certo è che presso di loro si è talmente divulgata, che molti ne hanno schifose tracce sul volto. Gli stessi bambini f' rngazzi imberbi, con usare senza precauzione con coloro che ne sono affetti, ne contr11ggono ulcerazioni che, mal cur ate e neglette c.>rne sono, divengono fatal i • .
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lue non resti nel breve recinto delle case mussulmane, ma si pro. paghi da una famiglia all'altra anche più per i facili contatti che hanno fra loro i bambini. Maometto si dev'essere preoccupato delle malattie veneree perchè n0n si è limitato alla sola legi~lazione per mettere un freno al libertinaggio degli Arabi, ma ba fatto delle pr~scrizioni d'igiene sessuale, così dove proibisce di avere commercio colla propria donna mestruante e dove prescrive di lavarsi dopo il coito (1). ~uesta ultima prescrizionH del Profeta è osservata a tal segno che i mussulmani evitano di toccare con le mani i propri genitali; essi perciò nel mingere si accoccolano per non essere costretti a reggersi il pene con le mani e subito dopo, poichè r11.ramente trovano acqua, si spolverizzano con sabbia, sempre restando accoccolati. La nostra conquista ha poi ridotto il commercio delle femmine vaganti, poichè le prostitute sono ora rig0rosamente riunite in postriboli ed un ufficiale medico invigila alla profilassi celtica e provvede perciò all'isolamento ed alla cura delle inferme in un reparto amministrato dall'ospedale civile. Perciò la severa ed oculata v1g1lanza che ba limitat,o la prostituzione clandestina ba reso rare le af( l ) I St'guenti versetti del ('ora.no contengono tutto quanto può riferirsi ai rapporti frn coniugi mussulmani, alla sog.~ezione in cui è tenuta In donna ed alle n o rme
di igiene sessuale: « Csp. I, vPrsetto 22. - Separatevi dallo vostre spose durante questo tempo (delle mestrunzioni) e non le avvicinate fino a. quando 6'!Se non si sarannopurificate 10. Cap. IV versetto 19. - Se le vostre donne commettono l'azione infame chiamato quattro tei,timoni. Si, le testimonianze sono contro d i esse, chiudetele nella casa fino a che la morte le lilberi o che Iddio offre. loro un qualche altro mezzo di sa). vezzs.
Versetto 26. - Kon sposate le donne che sono state le spose dei vostri padri; è una turpitudine e una contaminazione. Versetto 27. - E vi è proibito sposnre le vostre madri, le vostro figlio, le vostre sorelle, zie paterne e mat.eroe; le vostre nipoti le vost,re nutrici, le madri delle ,·ostrl' donne... non sposate le figlie dl'i vostri figli. Vorsotto 38. - Gli uomini sono superiori alle cionne perohè lddio ha dato ai primi le facoltà più elevate cho alle secondo e perchè le dotano dl'i loro beni . Le donne virtuose sono ubbidienti e sottomesso: ess" conservano con curo. durante l'as~onza dei loro mariti ciò che Iddio ha loro ordinato di conservare intatto. Voi reprimerete quelle che temerete, le relegherete in un lotto a pnrte e le bo.tteret<>; ma se esse vi obbidiscono non lo maltrattate. Dio è grnnde e onnip•>ssente. Capo V, versetto 9. - Purificatevi dopo la coabitazione colle vostre sposo... Allorchè voi A.vrete avuto commercio co1> uno. donnA. se- non trovate dell'11cqua fregatevi il vi.so e le nu,ni con de!l11 sabbia fine e purn . E altrove condanna la sodomia: Cap. YII versetto 29. - Abuserete voi dogli uomini anzich~ d<'llo donne por soddi~fare i vostri desidorii carnali? Voi siete un popolo o ramai cadut.o nella dìi,solutez7..a.
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fezioni veneree negl'indigeni. Il maggiore contributo alla mia numerose. casistica è stato dato da bianchi. Fra quel'lti ho rilevato che le affezioni più frequentemente contratte in Tripoli si limitano quasi esclusivamente alla. blen01·ragia ed a.Ile u.lceri rnolli. La prima è frutto di endometriti di antica data delle prostitute, di diagnosi non facile e facilmente recidi vanti, e le seconde sono conseguenza ed indice di poca pulizia nelle prostitute stesse, che sono quasi tntte indigene - a.rahe, more - o maltesi ed in piccola parte di nazionalità francese, essendo proibito alle italiane di esercitare il meretricio nella nuova. colonia. - e ciò per nn lodevolissimo provvedimento di prestigio morale. E che la diffusione dell'ulcera molle sia un prodotto della poca. pulizia è dimostrato dalle statistiche, perchè essa è quasi scomparsa. nei centri più evoluti ed è già rarissima in alcuni pae:5i come nel Belgio. E anche sott0 questo punto di vistfl. bisogna ele vare il popolo a. noi soggetto, presso il quale la trascuratezza della, pnlizia arriva a tale che a me è occorso di riscontrare in donne indigene parecchi casi di estiornene, che possono ingenerare confusione con forme granulomatose e di cui orma.i non si vede che qualche raro caso nelle cliniche solamente. Sulla etiologia dell'estiomene il Dubreuilh dice: « Les mal ad es sont des femmes misérables ou fatiguées a.némiées, a.lcooliques et mal nourries, sans cependant présenter aucune mala.dia générale caractérisée. Elles sont généralement assez indifférent,es à. leur état de santé, voire mème profondement abruties par la misère on l'a.lcoolisme; il en résulte qu'elles négligent les soins propreté les plus élémentaires » . Non difettano poi i casi di ulcere veneree e di si.fìlomi extra.gen itali. Nelle ulcere si osserva spesso il (agedenismo, forse perchè spesso f'S!<e germoglia.no su un fondo luetico. Nolle prostitute è anche frequentissimo il mollusco c0ntagioso delle regioni perigenitali . Sono frequenti le complicazioni della blenorragia trascurata e resa acutissima dagli eccessi sessuali, a cui questi poligami si abbandonano, facendo spesso uso di afrodisiaci contenuti nella dieta che mai cessa di e,;sere a base di r,ondimenti aromatici e di peperoni. Fra le complicazioni primeggiano le 01·chiepiclidimiti e le uretroci.sfiti, nè manca q nalche caso di congiuntivit.e gonococcica. Pochissimi furono i casi di .yi"fìlide contratta dai militari in Triµol i, perchè quasi tutti i sifìlomi inizia.li da ffi(I riscontrati erano stati im portati, per sicuro ricordo dei soldati, dall'Italia dove essi si erano contagiati negli ultimi giorni della loro dimora in guarnigione o nel passa.re da Napoli o da Siracusa. Alle ulcere veneree ho visto seguire spessissimo i bubboni e ciò non solo per gli strapazzi durante la cam-
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pagna, ma cred o a nche per una. esaltazione che lo streptobacillo a cq uista in quel clima, per cui la g uarig ione di una adenite incisa è lentissima e rec lama quasi il doppio del tem po che suole richied~re in Italia. Anche i sifìlodermi sono più g ravi: spesso sono uni\·ersali e p iù d iffusi; raramente si limitano a lle forme r oseolicbe ma più spesso vanno d alle papule alle forme nodulo-ulcerose e rupia.li, per una iperattività della spirochett1,, perchè gli organismi infett i tWll presentano verame nte alcun segno di minorata resistenza da fare attribuire a q uesta la sintomatologia più grave ed il torziarismo precoce delle lesioni cutanee che spessissimo danno come esito for ti pig mentazioni. Notevole specialmente fu un sifiloder ma varioliforme ttr1he1'1i<t le, che per alcuni caratteri delle for me elementari che lo costit uivan o in gl'a n parte (vescieo-pustole om belicate) pot è essere diagnost icato per un a varicella . P er q uanto riguarda i si fi lod er mi ho riscon t rato che nei negri la roseola nou è visibile e che in essi le man ifestazioni cutanee son o q uasi sem pre costituite da papule. Neg li indige ni, 110n curati specifi camente, è dato osservare spesso forme gom mose vegetanti o distruttive, d i cui presso d i noi non si h11. a lcuna idea. Questa. ipervirnlenza. della spirocheta è favorita. non solo dal clima tropicale, ma auche dagli impropri mezzi d i c ura e dalla igiene negletta : indi vidui con placch e m ucose orali conti nuano a. fu mare, a maugiar e cibi conditi con pepe e, su lesioni cutanee od ossee, applicano il fuoco, il carbone e la sabbia , che per essi è un emostatico e u n cicatrizzante (1). L e papule erosive, i conclilom i vegetanti dell'1rno, le placche m ucose ipertrofiche d elle fauci sono le lesioni che costantemente ho osser vato nei miei poch i ambulanti indigeni. Fra t utti i casi sono notevoli due bambini con sifi lide ered itaria, ma nifesta tasi in uno con una gomma della bozza front ale dest ra e nell'altro con impetigine specifica, sifì.loderma nodulo ulceroso del collo e cond ilomi vegetanti dell'a no. Veni vano curati con una pasta nora d i carbone o di ful iggine impasta ta con grasso e se · ( I) L a virtù emostatira a tt ri buita dagli Arabi o lio sohbio r: da essi impie_s;:ut a nella circoncisio ne, C'he l> fa t.ta nei bambini in u n modo p rimiti,·o co l toglio c ircola re del pre pu zio, per me z1.o d i una for bice o d i una !amo tanlic nte, soguìto doll'npplica.,ione rii sabbi« s ulla part-0 songuin ont-0. Gli a rabi sono, por rito, circoncisi come gli ebrei. Non so quan to t nle operazio ne vnl;::n a presor, ·arli dalle affe zio ni veneree. Alla circoncisione oggi è negato ogni valore profi lattico, se se n e t og lie la m inoro s upe rficie ù ì m ncosa espost a a l contag io e forse nna mn g:gio re resis tenza della ruucosa stessa, dovuti\ a l fnLto d i trovnrl!i essa m e no prott'ttu e porciò ispes~ita e poco espos ta nlln macer,1zionr, facile nollo persone p<>co pulito al! or<·hè In lamina in terna del prepuzio ricopro il ghiande. T roppo cle bo le pro tezio ne co ntro un virus. come q uello dell' ukera mo lle e dellu aifìlide !
J.'OPERA DRL MEDICO IN LJDIA 1 ECC.
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mina.vano cosi attorno a. loro il proprio male. Noto inoltre una beduirn1 di circa 40 anni che mi si presentò in istato di a,·anzata na.chessia, afona per laringite specifica e con una vera collana di ulcerazioni ro· tondeggianti, tutte della grandezza di una moneta da due centesimi che andavano da un angolo del mascellare a ll'altro e le cingevano la regione anteriore del collo. Tali lesioni, che sembravano scrofulodermi, era.110 state prodotte con un ferro rovente adoperato per fare sparire le adeniti laterocervicali e sottomascellari, manifestatesi quale segno della sifilide da. cui era afflitta questa infelice, che non permise neanche l'ispezione del resto del suo corpo e su cui altre lesioni simili alle precedenti si sarebbero certamente riscontrate. Finalmente ricordo un caso di sifilide ereditaria tw·da in un giovane di 23 anni, che presentava una gomma ulcerata alla regione del malleolo interno .-:li destra. Ayeva distrofie dentarie specifiche (denti di Hutchinson 1, una cheratite sinistra ed era l'unico superstite di tutta la sua fa.miglia, in cui parecchi fratelli erano morti in tenera età. In questi quattro sifilitici ebbe buon risu]tato la cura mercuriale, che i d ue bambini e la beduina troncarono presto, disertando l'ambulatorio non appena si iniziò la cicatrizzazione delle le:;ioni che presentavano. Più costante fu l'uomo - forse perchè abitava presso l'ambulatorio. Egli fu assoggettato alla cura salvarsanico-mercuriale (8 iniezioni di calomelano da grammi 0,05 e 2 iniezioni endovenose di salvarsan rispettiva.mento di centigrammi 20 e di centigrammi 60) e guarì della gomma da cui era affetto da un anno. Mi esternò la sua gratitudine venendo a trovarmi dopo un paio di mesi e donandomi un bel popone, che fu ben felice di riportarsi a casa allorchè io lo ringraziai per mezzo dell' interprete dicendogli che sarei stato molto più lieto se lo avesse mangiato lui. Se ne andò stupito della inattesa generosità esclamando: tabìb taliano bono buzefI Citerò in ultimo un caso più di pertinenza chirurgica che venereolcgica. per dimostra.re quale sia lo stato di barba.rie di certi Arabi più bel ve che uomini. Si tratta di un bimbo di cinque anni, figlio di un nostro ascaro libico ed al quale per vendetta di un nemico di sno padre venne legato fortemente con un filo il pene, alla radice, a tal segno che, avendo il bambino taciuto per paura, dopo due giorni dei tessuti periuretrali nulla restava e l'uretra stessa era recisa per un terzo della sua circonferenzR. Avvenuto spontaneamente il processo di riparazione, il piccolo paziente fu trasportato da Sliten, dove era avvenuto il fatto, a Tripoli. Così io non ebbi a curare che la fistola uret.ra.le di quel povero bambino deturpato vilmente per tutta la vita!
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J}OP KRA DlsL M EOIOO I N LJJ31A 1 ECO.
Da questa breve rassegna risulta qua nto sia. complesso 11 problema clella profilt1.ssi e del la cura delle malatt ie cutanee e venereosifilitiche in Tripol itauia e come sia connesso con lo stato di incivil tà di quel popolo. Si urta pur troppo contro l' ignoranza ed il pregiudizio e peggio a11cora con tro le credenze religiose. Occorrerà m olto tatto per superare quest.i ost.acoli e sarà necessario istit uire u n ben ordinato serviz io celtico per la popolazione col funzionn.mento di dispensari e con le p iù grandi faci litazioni per i l r icovero degli ammalati di malattie della pl'lle e veneree da ,:otLoporre ai moderni mezz i di indagine cliniea e di cura. Quanto alla sifili<le infantile, congenita ed acquisita, è l'.erto ehe da.rà u na percentuale elevatissima, la quale apparirà meglio allorchè i geni tori ricorreranno più fiduciosi a ll'opera dei medici. Per ora questo numero elevato di bambin i sifilitici non si può che dedurre clall'es!l.me anche fuggevo le d i quelli che si incontrano per le vie, specie nel campo bedui uo p resso Tripoli e che portano spesso segn i evidenti della l ne. Si può dedurre anche dalla polimort.alità. i nfanti le e dal numero elevato dei uati morti coll a semplice lettura del bollettino dello stat.o civile r i portato dal giornale quotidiano; senza contare gli aborti, che vengono dennnziati e che potrebbero dare u na, iòea ancora pi ii al !ar mante della d i!fusione della sifi lide coni u6 ale, che li p roduce con prevalenza sulle altre malattie. Data la g ra ntle ind ig enza del popolo ed il numero elevato di piccoli sifi lit ici bi,;ognerà i n seguito p rovvedere alla loro cura i n u n istituto, come si prat ica a Stoccolma ed a Berlino (R os1mthal, ì\Iarcus) dove g li eredosifilit.ici ven · gono curati in spe0iali istituti per i primi tre o quattro anni della loro vitit. A llorchè le famiglie saranno spinte ad affidare t1. noi la loro prole, così terribil mente tRrata, un ricovero per i bambini sifi lit ici costitui ra un efficace provvedime-uto per tutelare la salute e la vigoria della. popolazione che fra 20 a n ni formnà la massa dei sudditi a noi vera mente devoti ed affezionati, come sono gli attual i eritrei. La generazione che abbiamo trovata adulta, ed anche più quella g ià vecchir., ci sarà semplicemente soggetta, ma for;;e mai ci amerà come la generazionE' ancora bambina, che già in tanti moòi mo:stra l'affetto per l'Italia e per il soldato italiano !-pecialm,mte. L'istituzione di ricoveri per i piccoli sifilitici come qualsiasi altro mezzo di puericoltura ci potr à far guadagnare dei sudditi fedeli e g rati. Da quanto ho cli-èto risulta che molto può fare il medico, massime nel campo della dermatologia e ddla sifilogre.fia., per il rincivilimento della Libia, che rima.ne un campo aperto anche agli studiosi. Probabi lmente nu lla di nuovo vi sarà da trovare per quel che riguardR. la patologia, che però potrà essere meglio riconosci uta, perchè essa non dev1:1
L'OPERA DEL MEDICO IN LIBIA, ECC.
molto differire da. quella delle non lontane coste calabre e sicule; e gli studiosi potranno concorrere ad identifi ca.re forme tropicali già ben individua.lizza.te nei limitrofi territori del Nord-Africa., soggetti al dominio della Francia ed all'influenza dell 'Inghilterra. L'opera del medico gioverà in ogni modo al nostro prestigio ed apporterà certamente buoni effetti politici come quelli che dà l'assistenza quotidiana per gli indigeni. Quest'ultimo còmpito è stato iniziato dai medici militari e da essi è quasi totalmente ancora seguito lungo Je coste e nell'interno, con abnegazione e con &.more e talora con quel sacrifizio di sè stessi, che permette oggi al corpo sanitario di segnare nel sno libro d'oro, accanto ai nomi dei suoi eroi morti in Libia sui campi di bat ta.glia, i nomi di altri eroi, che ivi banno affroutato altrettanto serenamen te lA. morte nell'esercizio della. professione. L'Arabo intende questa missione di amore con la quale il medico militare contribuisce non poco a quell'opera d i penetrn;,.:ione pacifica
nella riconquistata eolonia e che potrà far derivare da quel popolo caduto n e lla barbarie, ma ricco di nobili tradizioni, non dei sudditi solamente ma dei figli della loro nuova grande patria. Bologna, novembre 1913.
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L'O PE RA DEL MEDI CO IN LIBIA, ECC.
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CASUISTJCA CLINICA RELAZIONE SUL FUNZIONAMENTO DELL'AMBGLATORIO OCULTSTlt'O, ISTITUITO NELLA CITTÀ DI R ODI DAL 10 XOVEMBRE 1:Jl'3 AL 10 KOVEMBRE 1913, per il capitano medico Porrn dott. P it•tn ,. Il 10 novembre 1912, con avviso di S. E. il generale A1neglio, governatore delle isole dell'Bgeo, dietro vivo interesse del direttore di questo ospedale d a campo da 100 letti, n. 3, maggiore medico cav. P asserella, in vist" rll•I numero considerevole di malattie oculari, venne aperto in Rodi m1 ambulatorio gnituito p,•r la cur:-1 di que.~te mnlattie e la direzione di es~o a. me nffidata, assistito dal t ouente medico Cassinis dott. Ugo. Tale notizia venne accolta con entusinsmo dalln popolazione che, sin dai primi gio rni dell'occupazione, accorreva al nos tro o!:<pi·dale. per rich i._.dere l'opera nos tra s ia ambu latorinmente che a domicil io. Secondo dati molto appros im1ttivi la. popolazione totale dell'isola di Rodi è di 28,33! ab., e r1ue lla dtilla città e sobborghi di 13,77!, cosi divisi: Ortodossi 4 2-16; Yus ulm1111i 48!10; I sraeliti E90: C,ottolici fl18. In relazione all11 popolazione·, la d iffusiom• delle malattie congiunti,·ali, con tutte le com plicazioni dn parte del l,ulbo e dei suoi ,muessi, è <1ui nbbastnnza estt·$a. Fra gli tLmmalati che si presentarono all'ambulatorio, il maggior nunw ro fu d ato da gli affetti di trncomn e sne complicazioni. A qt1C'Sto concorrono fattori predisponen ti. etnici e clim11tici, oltre clit' le condizioni di vita sociali' misera e priva del le p iù elemc11tari regole di igie ne dome~tif'a. Di più, IR. vicinanza ed il continuo traffico coll'Egitto. che gode la triste fama di essere tra le rl'gioni più co lpite dal tracoma, favori~ce l'importazione de l rerribile morbo. L'altra affezione pit1 frequente, è la congiuntidte da d iplobacillo di ~ oraxA xl!nfeld. E:1sa pretlilige le congiuntive affette dn t ral'OIUil, a,suuwndo in es~P un a nd.-mento grave, sotto form a di Pc1.ema um iùo !l c<• rci ne sulla cute palp,·bral,·: nelle fornw genuine i11Yece, ~1nche con complicmduni co rneal i dn diplol>acillo, In cura. con la semplice i11stil11t?.ione rii solt'iu.o d i zi11co e• pomata gi1\lla, conduce ad unn guarigione pert'ettn. Oue,;t'affezione fu r isrontrata con un mass imo di fre<]uenza nel cPto oparnio del <tu>irtiere ebreo, dove più lasciano n d,•siderare le condizioni igieniche delle aliita1.ioni. lmmediata mente dopo, per ordine di frequenzn,, viPue In con:-:iuuti,·itf' catarr ale a cu ta da bacillo di Koch-Weeks. la cui intensità va r ia. come fu g i/\ o.~ser'\"nto dal prof. Gonella nell'isola di Sardegna, a seconda delle ~tagioni, acqui stando una rong~ior virulenza sotto l'influenza di speciali condizioui n t mosf,• ricl,e : essa è più frequente ne lle stagioni um ide El va <lecre,-cendo nell'r,stnte. Degno di particolare interesse, t rattandosi di un nrgo1nento tuttora ns~ai di S<'usso, mi parve lo studio dei ca,;;i di catMro primaverile, che eLbi ocf':isione di osservare, in numero di dodi ci e dei quali potei completamenti· seguire l'alld.t m ento e l'esito ottenuto colla cara cui furono sottoposti. Moltissimi furono i rimedi finora t eut11ti sulla terapia di tal P affezione congiu ntiva.le, ma in genere ben poco soddisfacenti ful'ono i r i:-:ultati ottenuti.
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CASU18TICA 0[,INIOA
Il nitrato d'Rrgeuto, il prntargolo, il s olfato di rame, l'ioduro di potassio, l'ac<'to d iluito, l'etiope mi1terale ed altri simili medicamenti anticamente in uso, sono Ol'l\tnai da tutti n bbaudonati, uon facendo 4"SSi c he irritnre ed aggravare l'ar. fozione. Il Darier propose i I massaggio con lanolina idrargiri ca; il Demicheri le fri· zion i di calome lano e di u1ta pomata al precipitato bianco e cocaina ; il Fuchs propone lo stesso trnttamento del catarro acuto della congiuntiva, cerca11do di diminuire le sofferenze degli Rmrnalnti !.'On qualche goccia di soluzione di cocaina, e 1·icorre11do all'aspor tnzione o c,1Uterizzazione delle vegetazioni tarsali (!U&ndo siano molto p1·onunciate. Dopo In s coperta tlel l'adrenali11a fu da parecchi preco11izzato l'uso di que,w fa.rmaco nella curn del catarro prima veri le, affc·zione che per lo più è in rapporto ad alterazioni dell'albero VI\Scolare. Il DRrier, il Barracque r. il Tenon, il R e la s perimentarono ottenen done i più insperati risultnti. Seguenrlo tale cri terio, ni>i ~asi da me o.~~ervati. si praticarono delle instillazioni di unn. soluzione di quarn.nta goccie di adrenalina a •; ,..., in ven ti gramrui d'acqua distillata e steril izzflta nell'O.D. d c,ll'ammalato, f~c1mdo invece per ter mine di confronto delle instillnzioni di solfato di zinco 1'/, 0 0 nell'O. S. Nessun inconveni.,ute s i ebbe dn.ll'uso continuo del rimedio prolu11gato per alcuni mesi ed il risultato fu ottimo per quanto riguarda l'occhio trattl\to coll'adrenalina fo. fatti lf' vegetazion i congiu11tivali andarono g radatamente scolo randosi ed appi&t· t endosi ,:ino a scomp:i.rire, la congiuntiva tarsea riprese il suo a.spetto norlllale tflnto da permettt-re di v,,dere i l d,•corso <l PIJe ghiandole di Meibomio, mentre che nell'altro occhio, nel lo stesso periodo di tempo, le vegetazioni non erano anrorn completnnwute scomparse e la congiuntivi\ t11rsea conservava aucora l'aspetto vellutato. Quantunque s i ri teng11. che il catarro prima verile risenta i n gen~rn poco beneficio dall'i11tnveuto tern.p.,utico, e possa spontaneamente guarire, pure 11 11 app ropriato trattamento può accelernnw la guarigione, e fra i rimedi sinors a doperat i panni debba avere 1111 posto Ìlllportante l'adr e111dina, iu quanto che ~i trntta cli un'affezio11e nella <1ualo p iù che vere lesioni anatom iche del tessuto oon· giu ntiva le, si hn. da combattere fenomeni di alt.ara to disturbo d i circolo. I l fatto ;;tesso che le r l'cidivl', frequenti per lungo periodo di tempo, non la~ciano reliquati d i lesione rongiuntivale, n è ctura11te il peri.odo di sosta, nè a gua· rigione ott r·u utR, parhrno più in favore della seconda che della prima ipotesi: ciò l'OStituisce quindi la 111igliore indicazione per l'uso del l'Rdrenalina. Il movimento d1·gli Rmmalati pr,·~entntisi, per la prima volta, all'ambulatorio è s tato il seguente : Ebrei 29i Ortodos,;i 403 )fusulma:·, i 2U2 Cattolici 81 Toinle 98:1 Le m1dattie os;;ervnte furono: Coogiunti\·iti granulose Congiunti\·iti subacute da diplob:H'illo d i )lorax-Axeufeld C'ongiunti,·iti r.atarndi acut,e da hacillo di J, och-Wee11<; Altre forme esterne P ostiridc,e .
HB:! l !l4 15:2 148 107
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CASCISTICA CLINICA
Gli interventi operativi praticati furono: Cataratta Iridectomia . Enucleazione . Exenteratio Entropion . Pterigio. Asportazione sacco-lacrimale . • Flemmone del sacco (i ncisione) . Aspurtazione calazion Totale
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N. 29
Furono inoltre eseguiti altri atti operativi di minore import:rnza, 'l_Uali egtraz ioue di scheggie, punt ure di orzaioli, so11daggi del canalP lacrimale. Il ris ultato degli o.tti operativi fu sempre favorevole e l'id)1uenza di malati all'ambulatorio è s empre in aumento, ciò che dil valore e notorietà all'opera. de i medici militari ititliani, che la popolazione tutta oggi apprl'zz,\ ed ammira. Rodi, dicembre 1913.
RIVISTA DI GIOR~ALI ITALI ANI ED ESTERI
RIVLS'l'A MEDICA F J
\\'~~THEHED . -
Sigoitloato e oura della febbre nella. taberoolo•l
( 1'/t,, Lance.t. 11 ottobre l!ll:i).
L 'A. in una <lotta cout'erenza tenuta alla Società huoteriaua ha s,·olto l'importante nrgonieuto re lati vo al signiticato e alla cura della febbre nella tubercolosi polmou:ue. La causa dellf\ febbre va ricer cata nei bacilli tubercolari per se stessi o nei loro prodott i, i quali sono immessi volta a volta nel torrentE' cir colatorio: con ciò si spiega la elev8.7;ione tt- l'lnica che srgue a qualche esercizio fisico, a cui corrisponde nMurnlmente un improvviso aumento della quantità di bacilli e loro pl'ùrlotti che si riversano nel circolo. Si è pens,.to anche all'azione delle infezjooi s~condarie o mis te; ma sebbene questi.' indu l,biamente esistano in certi stadi i della t1.1bercolosi polmonare, esse hanno t uttavia molto minore importanza di quella eh,· 1111 tempo si riteneva. f.}andament.o della curva termica 11ella tubercolosi polmonare non ba un sigoifi <'ato spiccato e caratteristico come. ad esempio, n el tifo o nella polmon ite. In genere pl·rò l'e levazione termica i,: segno ù i attività di processo, purchè sia continua Talvolta però la f ,•hbre è br1~,a o 111a11ca pure essendo molto attivo i l p rocesso morboso; ciò i11dica un im)ehol ime11to o man canza di poter e re attivo nell'organismo. La febbre inoltre nou ò un iudi,:e dello stad io della malattia, man· cando spesso nna corrispond<·nza diretta fra entità de lle lesioni polmooll.l'i ed eleva:.1ioue term ic:1. ;çei casi acuti sono comuni d uL· tipi di febbre. In uno !a temperatura si mau· t iene al disopra del livello normale sia al mar.tino che nel pomeriggio e alln sera. e le variazioni nel corso d,•1 giorno non sono sensibilmente diverse dalle variazioni fi;.iologiche; con un convcoieute tn,ttameuto la febhre può sparire e la malMLia nssumere un decor~o favl)tevole; trattasi quasi sempre di casi in c u i le lesioni sono molto limitA.te. Xell'nltro tipo la temper:itiira si mantiene costantemente al disopra del Jiye)lo normale : mA. le variazioni nel corso del giorno sono molto più forti che in cond izioni normal i; questo secondo tipo ò molto più freqtwute. ~ r i casi i11 cui il proce;::so è po1·0 attivo si pos~ono aver e lievi el,•,azioui termi('he, od and1e la curva può 1•sse1·e normale; <'Ome pure può darsi che la tempt•ratura non ,•ada mai al di là d .. lla n ormale, ma le o:<cill1tzioni durante il corso del giorno siano 111aggiori c he normnlmcnt.e. l.!ucsta labiliti1 e irregolarità dell11. curva tern1ica è una delle manifu;tazioni precoci ddla tubercolosi polruon1ire. \"i sono altri due tipi di t'el.hre: nell'uno e n1,ll'altro la t1·mperaturt1. ,,I mattino è normale; alla sera vi è elevazione che nel priruo caso è in media di 11n grn<lo, 1wl secondo molto di più; in q1wsto secon<lo ca;;o la prognosi immediau~ n on i! genernlmente buona. Un'altra import1tnte curva termica è data dalle ele,·azioui di temperatura e Le sono in rostan l,• e diretto rapporto ,·on un aumento dell'esercizio ihico. I l ripo invcr~o tldla febbn• in cui !'t·len1?.ionc termica è nrnggiore al mattino cl10 alla sera, è d>t considerare come forma grave.
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RIVISTA ~!EDICA
Tra le cause di errore da tener presenti ne ll'accert,nfl la temperatura vera sono: l o lievi ele va1.ioni che seguono ai past i : quelle che s1,gnono subito d opo l'eserciido; 10 variazioni sn,;seguen t i al bagno; :-ome pure le modificazioni che si osservano nel pe1·iodo mestruale ; sono inoltre dn tene1·e in conto anche le 11ffe1.ioni catarrali intercorrenti e le emottisi. Circa le indicazioni terapeutiche, da un punto ai vistn t eorico una certa elevazione termica potrebbe essere utile per fare aumentare la fagocitosi, e perch 6 il bacillo d i K och n on ama le temperature alte. Senonchè quando la febbre si prolunga per molto tempo giova ricorrere agli antitermici; i form aci usati al r iguai·do sono mol tissimi: secondo l'A. si deve dare la preferenza al piramidone alla dosP. di circa trenta centigrammi; in indiv id ui d i temperamento n ervoso mostransi etlicaci contro In febbre il riposo a le tto e i bromuri. li r iposo è un grande medicamento nell1L febbre dei t ubercolosi; e in certi casi si può concedere qualche m ovimento come il lavarsi, lo scrivere, ecc.: se con tu t to c iò la febbre non cede, si può prescrivere il riposo assoluto come n ella febbre tifoide; g li effetti di q uesto riposo assoluto si r endono specialmente evident i q uaudo vi sono fatti di grave au toinoculazione. Non rarRtn1•nte l'ele vazioue tor· m ica è in rapporto anche con gli sforzi eccessivi de lla t osse, i qunli SO DO para· gonabili ad UD eccessivo e~er ci.zio fisico; e i::pesso un sedativo della tosse producl' a.bbas-::'\lnento della temperatura. Circa la t ubercolinoternpia s i ripete dni p iù che essa il controindica t a nei casi febbrili; secondo l'A. la febbr e n on è una <:onr roindica;-:ione d,,lla tubercoli no· terapia , ma è un :1vv1-rtimeuto per un uso a ssai oculato e con dosi estremamente piccole. I ris ultati otte11uti dall'A con l'uso d(·lla tubercolin a nei casi febbrili sono molto variabili, ma si può alformaro i11 comples,o che le dcsi minime non implica110 alcun pericolo : quamlo la tempernt11ra dopo un ripo~o di qualche settimanu e in circostanze fa,·orevoli n on si ahha~so., la tubercolina può essere sommi nistrata, e generalmente essa rie~ce eflfoace nel ridurrP la f,·blire e nel produrre un miglioramen to gene ralr. I casi febbrili in cui la tuhercolioa dà. i mi'2;liori r isult ati sono qutlli in cui la febbre scompare nel riposo e r icomparisc,· invece i 11 seguito a strapazzo (j,;ico. }h LKSTR A.
RLVISTA Dl CHIRURGIA GE~R RAL~ Cura oblrurgloa delle oolltl oronlc he gra.vl. - (Gaz. des hiìpitrwx, 29 luglio 19W).
.A. ÌÙA T u1i,;u . -
L'A. s i occupa in particolMe d,•l ln. cura ch ii·urgica dl'lle coliti gravi, acute, su\Jacute e croniche, non,-hè delle for me g ravi de l fa costipazione. Segoud r:i ggrnppava in tre categorie i casi in cui ern nece~sario l'intervento chirnr~ico: a) Le coliti gravi dissen teriformi , emorragi<:he o ulcrro!'.e. b) Le coliti mucomembr ano•o o muceso. e) Le forru c gravi della costipazione Quo;;tn distin;-:ione dl'l Scgond nou era pt.:rò sempre ba sata su concetti anatorno- patologici h<'ne dPfìniti. Le opera1,ioni chi rurgir.h e consistono esscu zinlmcn t e nel pratic11re 11nu apertura a1tifici:tle o listoln sul tragitto del grosso intest ino, o in unn ileo-colo~tomia. Sono molto import,rnti le i1 ulicazioni dell'intervento oporntorio. Nello col iti <li,-seTiteriformi, emorragiche o ulcerose bisogna ùistinguero lo forme acute dalle !I -
Gion wle di w,d1c111a ,,.11,1,ire -
~·a,~. IJ.
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n1,·1,;TA DI C HI1n.: 1w1A G EXl,:ftALJò:
,-ubacute e cron iche. Nelle prime, in ragione appunto della gravita. dello , t.'l.to g enera le, per lo piu non è opportuno in t erveni re; si può tuttaviu. ri correr~ a l lo. appendico:,:tom ia. l\ellc forme sullac ute e croni che è bene anzitu t to r icorrer~ ad una cura medica: se con quosta n on si otte np;ono buoni risultati, si farà dap· primiì un ano cecale per metter il colon a ripo~o; p iù tardi si pratich e r it l'appe ndicos tomia o ln cecostomia vnlvo lare se l'appendice non è permeabile. Og11 i volta che è pos,iuile ~i ricorrerlt alla appendicostotnia, la q1rnle dev<> p referir~i alla cecostornia e alla r o los t.omia: qu ella infa t ti costituisce un'operazione assai m eno grave; porta inol t r e, una iuferrn itiì poco grnve e molto più facilmenu, sopportnbile d'uu ano >lrtitic iale pe rm:in ente e sovnltutto d' un a uo cecale. R esta invero una piccola fis tola, la qua le di, luor;o s olta n t o n un leg g1ero s colo di liquido: oltrechè talvolta l'npe r t um è co11tin ente. l )opo l'operazione bisognn fare d ei h1va~gi dell'inte;;tino Rt,t rave rso 111. fistola cecat... i r1ua li hanno pe r effetto d i migliorare rnpid1111w nte lo s tato locale dr•ll'intestino: essi si fanno con acqua bollita o con solu-iione di nitrat o d'a rgen to, o con l iquore tlel Labarraque a. 6 p. 1000. Nellt' coliti croniche semplici, n o n d is,;entt-rif'orrni, conviene dis tinguere le forme muco-membranose da que lle mucose. In queste ul t ime vi è diarrea, e nou si saprehbe invero q ual i vantaggi pott"eul>e d a re l'intervento chirurgico: nelle altre invece vi è co, tipa1;ione cot! s pas mo 1ge11eralm cnte pe r abuso di clis te ri) , e l'int erven t o potrebhe avere le s t esse in dic ai io11 i che ne lla costipazione, ricordando però che in qtwsti c>1~i tra ttas i quas i s,·mpre d i ind ividui nevrr..s t e11ici, in cui i fenomeni n ervos i d,>po l'operaz ione po~so 110 an che riapptu-ii"e. Oirca 111. curn chirurgica delle èorn1e gnn-i d ella co,tipai:ion e croni ca, i c ui di s turbi, sovrntutto dn intos~icazione, possono portare dl'lle conse~uen7.e ;;e ri~ a cnrico di svariati org ani, l,i,-ogna i11nanzit utto ricord n re che molti cost ipati sono de i nevropati, cri n ~pRs mo doloroso e fenomeni di reazio1ìe colica; in altri ca-;i poi In costip>tzione ,:ronica si co ol'o ude cvn l'enteroptosi o i, legata ,dia 11lori1< de lla di!Mazione del cieco e. d<:1 cieco mobili:', il cni allungamf'n to produce dello piegature che reudu uo cos i permanenti la s t a~i delle materie a.ccumulate ncll11. sua ca.viti\. I n ogni caso, secondo l' A., in fa ccia a.I pe ricolo semp,·<' possibile d'u n i11 tervento chirurgico. non con,iene ri corren·i che nei c:11si d(·!initivamen te ribell i a UR cura medica e in prese nza di accidenti g ,·nerali ecc e?.ionalment e gravi. :-,oitailltO l'appendico;;LO m ia è una opern zione di poca grnvi ti,, t-d essa può sovPa tc essere un ott'mù :i,liuvante delln cura medica. BALl!:STIIA
Rl VISTA DI OTO-RINO-LARINGOLATRIA Attl 4ella ollllioa Ot9- J;tl110-Ladngoiatrloa della B . Università dl Boma, diretta dal prof. GHEl<AIWO FE1:H1rn1. -
Auno X, 1912.
Presento a i collPghi q ut'sto receHte ed inten·ssantc volume, edito dalla tiµografia d el Campidoglio. Il professor .Fcr rcri, con meritato orgoglio. in una bi·eve p1·efazione s intetizza l'o pera cou1piut.a e la s trad;, pe rcorsa, co11 tinuando gl i e ntus ias mi e l<· iniziative del s uo predece:,sore '" fo11ù11tore del h\ scuol11 ,li R oma, Emilio De Rossi, e si comp ia ce di fare eco ali' a w m irazi o11e dei vi;o it(lt ori ita liani e Straniei-i, ricord auJo
RIVISTA
or OTO-B[\'O• LAIH\'GOIAl'RIA
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com., la clinica deve il suo ottimo funzion11mento a lla perf'e7.ione dell'is tituto, provvis t o di :<peciali reparti per uomini, donne e bambini, d i due camere opera• t-0rie, di un ricco armamc11tRrio, di un vasto laborat orio di istologia e òi chimica, d i s ale per indagine e cure elettriche. per t erapia inslatoria, per esperimenti di fis iologia, di un moderno i,;trumentario per ragg i X, di ben fornita bibliote<'a, e infine di sdalti loca li recentemente ampliati, per l'ambulatorio, al quale giornalmen te affluiscono numerosi ammalati· Il volume, di 766 pagine, contiene 20 la vo1·i ; è illus trato da 17 tavole con u n c o mpksso di 66 figure; d i esse circa met à sono a colori, tutte mol to inte ressa11 t i, Ecd alcune meravigliosameute ed e legan t eme11te dimos t rative. La tira11nia de llo s pazio mi impone di emrnciare solo il titolo degli argom enti t ratta ti ; ma questo sarà più c he s ufficiente per invogliare i lettori: « I mportanza biolog ica e sociale degli organi dei sens i; « Il fondo dell'occhio nelle complicazioni int racraniche otitiche ; « C'na varietà di tumore n:iso,faringeo; " Il drenaggio della dura nellfc' mcmiogi t i otitiche; " Granulosis rnhra nasi jada~sohuii; « Es perimento di un servizio oto-ri110.laringologico nelle scuole comunali di
R om"; « Conrributo cli nico -istologico rlc•l le c is ti dtrmoidi uel padig lione auricolare ; « Trn.ttamen t o e prog uo,;i de i t umori m11lig n i delle fosse nas ali e dell' ipofaringe: « Sopra. un caso di epiteliorr.a d,·1 pnd igliouP dell'orecchio; <. Sulla genes i e sul sig nificato delle cellull· gigan ti; « Contributo allo studie della sordità A.5solutR isterica per contagio mora le; « Ozena e tubercolosi ; .. Le mastoiditi 1tPg li albuminmici; « Influenza del simpatico cervicale sull'orecchio int erno; « Sulla cura delle ferite della laringe; « Le sinu~iti e t moidn li e le loro complicanze in t ra ed extrncraniche ; •< Un caso di d iplofoni11 spontanen: « Sul concetto e sull'istogenesi degli endoteliomi: « Le a,ffezioni dell'orecchio uell'adenoidis mo; " Fibro-endotelioma della lingtrn » S ,no studi ed osservazioni personnli, fru t to di rigorose indagini nel campo della fisiologia, della anatomia patologica e della clinica; il diligen te ed i lluminato controllo del labo1atorio, dirett0 d;,I prof. Cipollone, ne aumenta l'indiscutibile importanza. scientifica e pratir.a. La loro varietà, relativa alle diverse branche del la clinicn ed a questioni, che si r a nnodano con gli interventi chir urgici più arditi e con i problemi dellr~ p1·06lassi individunle e collett.iva, sta ad indicare ,rnche l'estensio11e e l'indirizzo delle nostre disci pline. ~egue il rendiconto clinico per l'anno 1011·1912, con una elo'l uen te statistico. ed una concisi,, ma istrnttiva rr.ssegna dei casi degni di particolare menzione. Da.I 1° no'l"cmhre 1911 n! 31 ottohre 1912 gli ammalati visitati e curati furono per ma!A.tt ie d'orecchi.o 2W8, del DA.SO e nA.so.faringe 1116, del c11vo orale e faringe 801, della laringe 330: ed in totale 43,U (oltre i quali, 6l1 opernti am· bulntoriamen tej. Se si peusn che nell' ultimo decennio da U77 il numero deg li ammalati è pro-
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RIVISTA DI OTO-Rl:0,0-LARINGOIATRIA
gressivamente salito a circa. 5,000, e la stessa p1·oporzione c rescente mantennero le operazioni ambulatorie ed i ricoverati in clinica, giova osserv&l'e con legittimo compiacimento che ammFtlati e medici concedono una crescente fiducia alln. nostra s pec ialità e S('mpre pitì apprezzano i grandi benefici, che da essa. d erivano . Nel volume è iooltrP raccolta l'annuale bibliografia oto-rino-laringologica italiana, c11e oltre ad eSSC' re di grande vantaggio per gli studiosi, è pregevole per il concetto scientifico e por il sentimento di nazionalità che la ispira. Ed infine, secondo l'ordine alfabetico e le mRterie, è esposto on indice decennsde degli atti della clinica (1902-1012), che riassum e nuche le precedanti pubbl icazio11 i, e dal q u" le em<'rgc il lodevole contributo di operosi tiL ii, telletti va, ch e. favorito da un ricco materiale, a.fferma ln individualità della scuola e concorr" ad innalzare il prestigio del la ~peci1dit:\, di pari passo con l'evoluzione dei no.~ tri studi in ltRl ia. M. 0A)IPKGG1A:SI.
R1V[S11 A DI OCULTS'rTCA B E ATS0N H11w. -
I
oolobomi dell'o oohio. - ( Thl' opltthahnic reriew, giugn.,,
agosto e novemb re l 9 I9). L'A., che bn nvuto occasione di usaminare diYcr si ca~i di colobom:i, ba e,,-. duto utile di richi11mnr<' l'nlto11ziolll• su questi di fetti congeniti, datA. sopratutw l'oscur itll s ulla. loro origine, ch'egli ccrc,i rii chiarire dopo aveme studiRto il Ja1,J clinico. I c:1si descritti dall'A. ri gun nla.no rn ii,divi,lui. Tn $1 di essi non fu possil,i:.rintracciaro alcu n dnto er<·ditnrio; non in fia1u mnzione dell'utero nelle mn,ll'i r•·· lntive, nè 1,lcuua malattiR fehb rile durnnte la gravidanza. N on sifilide n ei gr·nr· tori, n e sifilide congenita n ei pazienti. In 4 occhi tratta rn~i di colobon11\ de ll'iridi' solnmontr•; in 12 vi era an ch e ,:n. loboma della coi·oide; in 6 oltre al rolobomn dell'iridP e della coroide vi e rn •'ì'· JobonHt del cristallino ; in uno s i riscontra.va solo un doppio colol,oma del la c ..ro ide; in u110 un colobonrn d el cristallino e colohomn nppena nccennato dPlla coroide : fh,almento un pazi1•11te pres~ntavn ai due occhi u n r.iro difetto, dnto forsi: dnlla papilla e :-pccialiucnte dalla guai11n del nervo ottico. 1n (]Uf'~l i occl1i nei quali venn<' esami nata la l'l·frazionP si trovò ora miopi11. orn ipernwtropin, con pr<'domiuio cli un legge ro a'lti~malismo. Ln visione in genernle t•ra. difcLto.~:1. ed anche· uei rn<;Ì di colol,omn della coroi de il di f,•tto vi i'ii,o vari>1n1. molw. ~e il c ristallino era nf!'i;tLo, la vista s i present1wa difettosa auc-he se o~so 11011 offriva opacitiL; natut·alnw n te poi il ,·is,," si riscoutn1,·R bassissimo ud colobom:\ clcll11 macula. Nei 10 casi in rui fu possil,ile fare il campo visivo l'A t ro ,·ò in 2 leg~it>1·0 ed in alt.ri 2 notevole r estringimento g1•ueral e, in 8 in~e1rncu ra ed in 11110 restringi men to riel cnm po in corri,;pomlenza th•I cololioma, in 2 cnmpo n ormalo : in uuo cli 11nt'sti ultimi vi era col0ltoma dell'ottico ledente probabi lmen te solo la ;{llaina. Qnitnto alla v,..i·ie1i1, i> froquen:.m del colobomn, l'A. avendo t'sl\m in ato 11::l ca;:i riferiti Uf'l!n lPttt'ralnra, ha t l'O\'ntO cl ic tra essi SJ era no dcli' irido mentn• il
RIVISTA DI OCULISTIC:A
resto era. quasi egualmente diviso tra la coroide e la lente ed un po' più per la papilla. L'occhio sinistro si ritiene che sia il più frequentemente colobomato~o senza che se ne comprenda la ragione; l'A. non ha però riscontrato questo fatto nei suoi casi, ment re, d'accordo con il ntpporto dei cas i riscontmti nella letteratura, egli ha. avuto solo in OD 2 casi, solo in OS 3 casi, nei due occhi 10 casi. Diversi autod hanno riferito di altri difetti di sviluppo con temporanea.mente al coloboma; !'A. nei s uoi casi ha trovato in 2 strabismo convergente in 1 micro• t'talmo, in l mancanza dell'orecchio esterno ed emiatrofia del la faccia a dritta, 111 2 opacita del cristallino. Gli occhi colobomatosi sono più suscettibili d'infiammazione e di malattie: in uno dei casi dell'A. il paziente aveva sifilide acquisita ed era l'occhio coloboma.toso quello affetto. Per tal fatto si ritiene che non convenga operare cosi fatti occhi. Il coloboma si presenta con eguale frequenza. nei due sessi. L'eredità rappresenta senza dubbio un fattore importante ; in diversi casi l'affezione era familiare e si ripeteva per diverse generazioni (casi di Streatfield, di De Beok, di Snell). Plll"sons ha illuminato la pntologia del coloboma dell'ocebio stabilendo che in esso la fenditura fetale non si è chiusa convenevolmente'.; difatti i coloborni sono situa.ti ordinariiimeute in basso ed all'interno in corrispondenza cioè della. fenditura. R esta.no però a spiegarsi i casi atipici. - La ruancata chiusura della fen· ditura viene spiegata diversamente: secondo ,·a.o Duyse è l'anormale persistenza di un'inflessione mesoblastica che impedisce tale chiusura.; secondo la teoria retinale la lesione è riposta in una abnorrue proli ferazione della retina; secondo la teoria. lenticolare la chiusum è impedita da.Ilo sviluppo esagerato del cristallino in proporzione delle d imensioni dell'occhio, Per spiegare i c11.si atipici, ossia a s ituazione anomala, l'A. ricorda che Ammon ha scoperto negli animali una fenditora fetale atipica sussidiaria. L'A. vie·ne quindi a dettagli sulle diverse varietà di coloboma: Coloboma dell'iride. - Il più di frequente è a formi\ di pera o di buco di serratura. - Il fatto che lo strato pigmentato posteriore dell'iride è continuazione della parte inte rna d ell11. retina, mentre lo stroma ha or igine da un'escrescenza esterna del mesoblasto, spiega come si possa avere un colobonrn completo od incompleto dell'iride quando la fe nditura fetale s i chiude con ritardo, Secondo Treacher Collins, il colobo1nn dell'iride sarebbe in dipendenza di anormali ade renze tra la cornea, la parte anteriore della. tunicn fibro-,·ascolnre (che piu tardi si trasforma nella membrana pupillare) e la capsula della lente, stantecbè l'iride nel s uo sviluppo dal margine delln camera anteriore s'insinua tra la cornea e la parto anteriore d ella tunica fibro-vascolare. Coat.s, ol tre all'ipotesi di Collins no prende in considerazione altre tre: 1a La lente rimane in troppo lungo contatto con la cornea durante lo sviluppo dell'oc· eh io per modo che viene impedito lo sviluppo dell'ir ide (Manz); 2" uel mesoblnsto non si separano sufficientemente cornea ed iride, per modo che l'iride non rest>l differenziata e non può svilupparsi; 8" la vescicola ottica secondaria ed il mesobJa sto della tunica fibra-ve.scolare che insieme dovrebbero formare la membrana pupillare e dar sviluppo a.ll'iride, essendo più spessi e meno plastici chu normalmente, sono impediti nel loro sviluppo e ne risulta quindi o l'aniridia od il coloboma (Hess), ipotesi questa che spiega bene l'insorgenza dei colobomi ati pici dell'iride e l'aniridia totale o parziale.
RIYI:-'l'A DI UCt:Ll.S'l'lCA
Coloboma del co1·110 cilia re. - E ' rnro e l' A. non ne ha os.~ervato alcun caso. Coloboma della coroide e,. della r 1:ti11a. - Devono essere cousiderati insieme perché all'oftalmoscopio della ret ina vediamo solo i vasi e nou possiamo perci~ esser sicuri di quanta parte <lella retina manchi. - L'area colobomatosa è bian· castra, ectas ica ed a margini pigruentnti; può essere attraversata da vrisi retinici o ciliari. Il colo\Jomn atipico della coroide e della retina ò molto raro; assolutamente rari sono poi i colobomi df:'lla coroidt• a ccoppiat i a coloboma atipico dell' iride. Soìo eccezionalmente nel coloboma dell11 coroide vi è assenza tot11.le della ret ina, bensì i varì e lementi degli ;;trn.ti relinici poss ono trovarsi disposti molto irregolarme nte; la coroide invece è g cnerahnen te assente nell'a1·ea colobomatosa, ma tuttavia può talora pre~entare al micro.~copio un aspetto più o meno norm11le. Se1:ondo Par::;ons onlinari1une11te la cornide si arresta al margino de l coloboma, dove s i pre~enta is pessit11. e pigmentata; spesso anzi a l margine del colobomn si fondono i11sieme retina, coroide e sclera. Van Duyse trovò che la retina avv icinandosi al colobomn perdeva il suo strato di epitelio pigm,•ntoso e c he lo s trnto dei basto11ci11i e dei coni e gli strati molecolari diventavano indi~tingui bili me11tre gli strati granulosi si assottigliavano; il tessuto connettivo aumentava di volume e diveniva edematoso; lo strato dell~ fibre ne rvo,;e e quelli dei gangl i atrofic i; in qunlche trntto non restava della re· tina che un tessuto fibrillare r.op,•rto dnlln limitante interna; la coroide perd~1·a prima la coriocapillnre, poi lo stroma con i grossi vasi sicché rimaneva solo la lamina fusca; la sclerotica all'entrata del nervo ottico presentava degli spazi cistici, qua e là in continuazione con l'escavazione colobomatosa. Colobvma della ·-macula. - E' generalmente ovale in senso orizzontale, cc.u margine pigmentato, ed é ectasico per modo che si accoppia a miopia. On caso tra quelli dell'A. si può considerare come un esemplare. A l microscopio si r ilen c he la retina e In coroide sono man,~anti od in complete. Colobo,na dell'entrai.a del nervo ottico. - Coats che li ha studiati ·ed ha usato questa denominazione richia ma l'attenzione su due punti e cioè: 1° che un coloboma del nervo presen ta un'ectas ia delh1 porzioue interna o piale, mentre un coloboma della coroide presenta un'ectas ia r elativa alla porzione esterna o durale: 20 che l'assenza o sviluppo atipico dei vasi centrali non vuol dire che si tratta di un coloboma del nervo, per cl,è la fenditura può essersi chiusa regolarmente ed il nervo essere normale moutre i va:;i sono rimasti al d i fuori, e, che d'alrro lato, la presenza ilei vasi no11 esclude il coloboma del nervo, in quanto che può non verificarsi la chiusura de lla fenditura. - P er Coat::; é impossibile disti nguere il colouoma del ot>rvo d11 quello clellR coroide adiacente. Nel coloboma in parola i vasi, o emergono tutti dalla parte inferiore della pa· pilla, a nche que lli che in seguito s i portano in alto, ovvero emergono dal centro od un pò al di so pra e sono disposti quasi normalme11te, ovvero ancora appaiono al margi ne, tutt'intorno a lla ci rconfer<'nza del coloboma. Coloboma del v ittl!O. - N'è stat o ri ferito qualche caso costituito da unn den· tellatura della pinte in feriore del vi treo r icolma di tessuto r.onnettivo '\"nscolure. Coloboma del cristallino. - Recond o l'A. dev'essere più freq uente di quel che non si creda, ma sfugge tante volte all'osservar.ione. perché se non é accentuato non può vedersi se non a pupi lla rlilatata. - Si può con~tatare od una semplice dent&llat ura o la mancaur.a di uua sezione marginale lungo una linea regolare od irregolare ovvero a ucora un'in ~enatur:1. t al vol ta a fondo <lentellato.
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RIVJ~TA DI OOGLIS'l'JCA
L'A. iu nessuno dei suoi casi osservò alterazioni del ligamento sospensorio, eh-, però da a ltri sono sta te cof!StRtate, sicché s i ritiene ch e questo coloboma l'i accompagni frequentemente n miopia dovuta al rilassameoto di detto Jigamento (Klimpfl'er). I cr istallini colobomntosi hanno t"6ndenza. a diventa1·e catarattosì. L'ipotesi che spiega meglio questo coloboma è che i vasi della tunica vascolare persistam> tro ppo lungo tempo, impedendo lo sviluppo del cr istallino con la p ressione che esercitano (Hess). L'A. fìnisr.e ricordando la teoria infiammatoria avanzatil per spiegare l'insor genza del coloboma (Lister, Perlin, Deutschmann, Thalberg. Mi ttlest,idt), teoriu alla quale non sa associarsi percbè egli a l pari d i Lindsay Johoson non ha. mai trovato nei uumerosi casi osservati precedenti di natura infiammatoria, salvo in un caso : si sa del resto che gli occhi colobo matos i vanno soggetti facilmente a p roce~si infìnmmatori. Egli ritiene ,lunque ch e i colobomi dell'occhio sieno dovuti ad uu difetto di sviluppo, ipotesi ch'è avvalorntll dalle seguenti considerazion i : 1° Non vi è dubbio che l'e r edità sping:t tmll parte importante : non si può ri tenere d'origine infiammatorio. una condi:r.ione che di genernzione in generazione a ffetta sempre l'occhio allo stesso modo; 2° le r icerche microscopiche non hanno fat to rilevare mo.i uno stato infiammatorio; 3° il coloboma del cristnllino non potrebbe trovare alcuna ragionevole spiegazione consideranùolo d'origine infiammator ia; 4° la frequente presenza unitamente a l coloboma <li altri difetti congeniti.
s. C ALESDQLJ.
P. CARNOT. -
La terapia nel 1913. ··- (Pm·is mi!dical, 1° novembre 191l3).
I prog ressi terapeutici nel 1913 non ~ono, a dir vero, molti; e riguardano principalme11te l'applicazione di alcune vaccinRzioni. Vaccinoterapia. - Abbiamo anzitutto la vaccinazione nnti tifìca, preventiva e curativa. La vacci nazione antirifica preventiva ha già avuto lnrghissime appli cazioni: ma, ciò cne sa1"ebbe di al tissimo interesse, n on è possib ile stabilirr la durata della immun ità che essit conferisce; la vncci nazione preconizzata recentemente da Metchnikoff e Besredka cvn vaccini viven ti sensibilizzati, sembrerebbe conferire una immunità più solida e duratura ; senoncbè si resta esit an t i d i fronte alla pos.~ibilità d'inconvenienti iniettando bacilli di Eberth viventi II indivillui sani. Ad ogni modo la Vllccini1zio11e pr eventiva va a pplica ta a que~li incl ividui so1tanto cho sono renlmcnte esposti a l cont1tgio. La vaccinazione anti t ifica a scopo curativo è di applicazione più recente, e gli autori c he n e hanno fatto più largo uso, insistono sulla diminuzione della rnortalit/t, la minore frequenza delle recidive e delle complicanze, il miglioramento dello stato genernle, la scompar~a dPJla dianea, la di minuzione della. dumta del periodo febbrile. I vaccini più fre quentemente usati sono quelli stessi del ln. vaccinnzione preventiva; ma la questione del le dosi è assai de licntn e non ancora bene defìoita. Alcuni preferiscono le dosi forti, altr.i que lle deboli sovratutt o n elle forme gravi ipertossiche; tj certo pe rò c he ja dose deve naturalmente variare secondo la forma, la gravità e !"evo-
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!UV!STA DI TERAPIWTTCA
luziooe del]/\ mala t t ia, come pure secon do la preparazione del vaccino. Analogh P considerazioni valgono r elativamente al numero ,Jelle iniezioni da praticare; e mentre alcuni r itengono n ecessaria una uuica iniezione, o al più una seçonda dopo otto o dieci g iorni, a lt ri ne fanno sistematicame11te ogni quattro, ogni tre ed anche ogni due gio rni. Sembm accer tato che le dosi forti danno risultati m iglio ri di quelli deboli ";iono be1w tollerate. Tra gli accidenti della vaccinazione antitifìca <JUCIJi locali s i rid ucono per lo più, s alvo non frequenti eccf'7,io11i, ad uo11. Jpggiern reazion e ; è stato notato anche quasi costPntemente un uumento di volume della milza; sono stati messi in r ilievo anche talvolta sinto1n i peritoneali t ran;iitorii, sintomi di colecistite, emorragie e perforazioni intestinali da alcuni attribuit i a manifestazioni anafi lattich e. I n complesso la vaccinazione antitifica cura tiva in un grnn nume ro di casi dà risultati nettamente favorevol i ; in a ltri cas i darebbe luogo ad acciden t i. e ciò sperialmente ne i ca~i gravi in cui l'orgrinismo I:, saturo di veleni tifici; sarebbe que;itn secondo alcuni autori la sorgente di coutroiudicaz1oni che escluderebbero dal roetorlo prec isamente quei c1isi in cui esso sarebbe maggiormente richiesto. Oltre la vaccinazione antitifica unche quella antigonococcica sembrn es:=<ere definitivamente entrata n l'lla pratica. I risultati di Cr11veillie1· sembrano positivamen te favorevoli nell'orchite ble11orrngica, ed anche nella metrite e salpingite cro11ica, n el reumatis mo blenorragico specia lmente n ella sua forma acuta. Nicol le e B lnizot hanno preparato un loro v accino che avrebbe la proprietà di essere non tossico, stal)ile e di facile conservazione. Tuttavia 1w lla vaccinazione a n tigonococcica bisogna conservare 1in,·ora un cer t o scetticismo, t1rnto più che n ella gonorrea l'organismo è particolarm ente predisposto alle re infezioni; in altr,, parole presen ta. le condizioni meno favorevoli per un n immunita solida e dura.tura. Ohimiotei-apia anliin(ettivcu La chimiote mpia antiinfet ti va. b a assunto una speciale impor tanza dopo gli studi i di Ehrlicb, e no è u n chiaro esempio la cura. col « GOG •; essa ha per scopo una azione battericida diretta, e in piccola parte anche la forn-ia1. ione di anticorpi parallela nlla disintegrazione dei parassiti. Non sempre pe rò il ri medio può rnggiungcr e tutti i punti dell'ol'ganismo popolnti di ge r m i; ma restano s pesso i cosidetti spazii morti, in cui il ri medio non giu11ge ad esplica1·e la sua azionC' ; essi sono quindi il punto di part en za delle recid ive. Cosi pN la sifilide la ca v1til. sottoarac noide,~ non è facilmente penet ra· bile dalle grosse molecole d el salvarsnn; perciò Swift e Moor& h anno tentato di iniettn.re n ella ca,·ità sott oaracnoidea il siero di malati già trnttati col salv nrsnn e ricco perciò di anticorpi. Un al tro mezzo è quello di servfrsi contempora.ne11.mente di agenti ternpeutici convoi·g<'nti; cosi un ossit'enoloarsenos ulfito nggiun to al snlvarsnn ne quadruplica l'azione steril izzante contro il triponosom11. del sorcio senza au mentare la toss icità. Il Frnonhl ha applicato nella polmonite g !i st ud i sperime ntali del Morgeruoth sui sorci usando la sol u-1ion e di eti l-id ro-cupreitrn; ed ba ottenuto 1·isul tati net • tamen1e favorl'vol i in un qua rto dei cnsi; però ba osservato con frequenzn a ccinenti spiacevoli, SpPcialmente delle ambliopie. Nella d issentcria amebica è stata usata con vautaggio l'emetinR, la quale sem1,rn aYere un'azione quasi ,-pec.ificrt.. Altri st~di i ed applirnzioni impor tan t i sono quelli che riguardano la cbimioterapin del la tuhel'colosi col cianuro doppio d'oro e di potas:<io. Briick e G liick hanno usato il metodo, per inil·zioni endovenose, nella clinica dermatolog1 c11. di
RIVISTA DI 'i'ERA PE:U1'ICA
Neisser, alla dose di due a cinque centigrammi per iniezione nel lupus. Dopo -!8 ore dall'iniezione si producon o localmente sulle lesioni modificazioni analog he a quelle prodotte con la tubercolina; e l'azione terapeutica si manifesta talora assai rapidamente, fino dalla seconda o terza iniezione, e nettameute; l'azione é anche più netta quando si associa il c ianuro d'{'lro alla tuhPrcolina. Nella infezione malarica è ben nota l'azione l'pecifica del chinino, il qunle uelle forme acute e gravi per iniezione ipodermica rappr esenta la s ola r isorsa per combattere l'infezio11e stessa. Tuttavia in alcuni casi esso non riesce efficace se non viene usato sotto speciale fonuola. Il Gaglio associa l'uretano col cloridrato basico di chinino alla dose di 40 centigrammi dell'uno e 40 drll'altro in 2 c. c. di soluzione. Hirtz e Claisse adoprano il formiato basico di chini110 (cbinoforruio) i:dla dose di 60 centigrammi per ogni due c. c. Fannaci antiparas.~itari. - Schuffner e Werwoort hanno studiato, con ottimi risultati, un antielmir,tico per l 'a11chilosloma e gli ascaridi, l'olio di Chenop..>dium ambro:,ioides. Si somministra alla dose d i XVI gocce ogni due ore per he volte e ,;i fa poi seguire un purgante di 17 gr. di olio di ricino addizionati con tre di cloroformio. L'estratto di felce m11.schia, usato come antielmint ico, dà soventi luogo ad ittero, s pecialme nte in ltalia e in Inghilterra dove viene us~lo EL dosi troppo forti: sembra trattarsi in tali cRsi d'un ittero emolitico do\·uto all'azione dell'acido fil icico. Far111aci ipnotici. - Gli ipnotici devono praticamente possedere a lcuni requisii i a) agire principalmente, se 0011 esclusi\·amente, su l sistema nervoso centrale; b) agire regolarmente senzn, a,,ione cumulativa ed assnefazione; e) non essere disgustosi i d ) non essere tossici. A questi riguardi il gruppo del sulfonale, la paraldeide, l'edonale, il cloretone hanno parecchi inconvenienti; sono sempre raccomandal,ili invece il veronale o il c loralio; così sono stati studiati anche dei derivati del veronale, e principal mente l'adalina, che è leggiero ipnotico e sedativo, utile in particoh,t modo nel!',1gitaziont. dei cor,liaci; i11oltre il lumin1ile, più energico d,•l veronale, e and10 calmante importante nei maniaci, alcooli~ti, uti le nelle cure di clemor fiu izzazione. St ric1'Ìlla a dosi alte. - Secondo Hartenberg la stricninR, pcrche prot!urn e ffetti terapici, occorre sia usnta senz,t eccessiva paura. Egli prescriçe; 1° usare la stricnina a dosi alte e progr<·ssiw: usare cioè la dose mns,;i111a tollerata: 0 ~ dare la precedenza al solfato di stricnina; 3° utilizzare la via ipodermica a preferenza. L e indicazioni del metodo intensivo si banno nella neuraste11ia; nelle affezioni midollari e nevriti che; nel lll. denutrizione e cach essia generale; così pure nel delirium, tremP.ns e n ei grnndi shock. li be11zolo nella leucemia. - G li effett i uti li del benzolo 11clla leucemin e pseudoleucemia s ia sullo stato del sangue che ;;ullo stato g<'nerale ed a.nche sulla febbre, sono stati constatati <la varii autori. Secondo Aubertin sono da preferire le piccole dosi, poichè quelle alte possono riuscire facilme nte tossiche; egli prescrive 30 gocce di benzolo purificato, nello s~iroppo, nel latte, o n el vino, dn prendere nel mezzo di ogni pasto, e che i n certi casi possono essere auroentatr fino a 60. Dopo un mese, se la milza e i leucociti sono nettamente diminuiti, si
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RL\"ISTA DI TERAPEU1'1 CA
sospeude la somministrazione del benzolo, per riprenderlo in c1tso di recidiva o riacutizzazione dei sintomi. Si può 1tlteroare effi<'llce1nente l'uso del benzolo con lll rndiotPrnpia. Durante lll cura col benzolo bisogna sorveglia.re fegato e rene; e se per via gastrica non è tollerato i;:ervirsi della ipodermica. I 111·iill"ipi a,/tfri t"l,,•ll'ipofisi - Dopo i risultati dell'azione complessll esercitata dall'estrlltto di ipofisi su varii organi e in particolare ,:u l cuore, sull'atero, sull'iotestino, si è cercato di i~ol1tre dei principii attivi chin1iciuuente ben definiti, e vari tenrntivi sono stati fatti in questo sen~o. Si sono cosi isolati varii corpi oguuno dei quali ha una azione speciale 1rn un determinato organo; e si è visto in complesso che è pref,-.ribile usare l'estratto completo anzichè i principii attivi isolati. Lasci:,ndo da parte quanto rigu1tr.J11 l'utilizzazione te rapeutica degli estratti ipofisarii. meritano specinle ricordo le recenti applicazioni contro le emotti~i. Wiggcr,, aveva const>1tnto spc>rimentalmen te cho l'Pstratto del lobo posteriore de]. l'ipofisi. nel mentre e]e\·a la prPssione nella grnnde circolazione in maniera più durevole d<>ll'adrenali11a, la diminuisce al contrario nel sistema dell'arteria polmonare, NI è capace, al contrario dell'adrenalinn, d i nrresta re un11, emorragia polmonare. Rist ne ha fatto applica,lione nei tubercolo.si per mezzo di iniezioni endovenose, iniettando mezzo centimetro cubico di pituitrina, con risultato sor· prendente; ed egli ne attribuisce l'effetto all'azione di retta sulle fibre lisce di rnsi polmonari. Analogamente alla pituitrina è stata usata utilmente, contro le emottisi, la emetina, il cui meccanis mo d 'azione è però poco beue conosciuto.
D. BALESTUA.
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA BAss e JO);S. - Coltura. det plaamodli della malaria. (p. vivax e p. falciparun1) in vitro. - Jour11al e:,·periineutal 1li edicine, 1912, IG•--!. Gli A.A. fecero le cspni'!uze clurante la spedizione nel Panrtma per focarico ùella scuola di medicina l' di igiene tro1,icale della« 1'ulane Univcrsity of Loui· siana ,. della Nuo\·a Orleans. La tecnica è diversa a secon,la <'he si vuo! ottenere unn coltura. di una sola gcueraziom· o d i pi1i gene1·azioni succ,•ssive. 1°. ln una prov!'tta che m:sura 2 1/2 eme. di tliamatro e chiusa con un tampone di cotone attraverso il quale passa uoll bacchetti1111 di vetro che va fino al fondo, si comincin a \·Prsare 1 c111c. di una soluzione di destrosio nl 60 p. 100. Poi coll'aiuto di una siringa di vetro, con tenente 20 eme. si mccoglie il sa.ogucdel paziente da 110a veua della piA~atura del gomito e se ne versano 10 eme. direttamente nella provetta, che si tiene inclinata, avendo <:ura di esporre il meno che si pui, il liquido ,.!l'aria. Si dcflbriua il sangue agitando leggermente colla baccbetta, auche qui evitando l'es posizione all'aria. Il sangatl destrosato e defi. brinato pub al lora trava~arsi in altri tL1bi Cl <'Oltivarsi nella stessa provettll, ma in ogni caso la colonna di sangue deve a\·e re d,i 2 1/2 eme. a 5 eme. di altezzn, con che ~i ha una colonna d i siero cli 1 eme. 1/2 a 2 eme. son-apposta alle cellule e ai parassiti una volta che qm•sti si siano depositati. Occorre ch e lo strato di siero non sia inferiore a eme. 1 e 1/2.
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RIVISTA D IGIENE GENl!:RALE E J3ATTERI0f,OGIA
I plasmodii vivono o s i s viluppano nella pri.rte superiore dello strato formato dalle cellule precipitate, in una zona in cui lo spessore varia da 1 a 6 millimetri. Tutti i parassiti che trovansi sotto a '(uesto strato muoiono presto. ( 'on tmft pipetta capillare si può prelevare di tanto in tanto una g occia di sangue a livello dello strato sottile ove si sviluppano i parassiti ed osservare. Sterilizzare t\lla fiamma la pipetta e lasciare raffreddare (11 -15°, 50° i parassit i muoiono). Ten .. re i tubi verticn.li. Preparando i tubi in qu~st o modo si ha una m igrazione di leucociti alla superficie e ùen presto i gloùuli bianchi si trova110 accumulati nello strato dove si sviluppano i paras siti. F ino II quando questi rima11gono nell'interno dei globuli rossi non si ha fagoc itosi. ma se la capsula dei globuli si rompe mettendo in libertà i merozoiti, questi sono p rontamente fagoc itati. Per tal modo con queste colture pochi parassiti sfug gono alla distruzione e possono dar luogo ad una seconda generazione. Occone rlunque evitare c1nesto pericolo. 2". Si sottomette il sangue alla centrifugnzione fino a che i globuli bi,tnchi sia uo alla superficie. In t a l modo si possono ott('ncre sioo a qu11.ttro generazioni del parassita dell11, febbre estivo-11utunnale. La temperatura più favorevole per lo sviluppo è compres a fra .j()o e 41°, e l'evoluzione avviene generalmente trenta ore dopo la semina. Lo svilu ppo ha sempre luogo entro i globuli ross i. É meglio raccogliere il s angue una o due ore dopo tm pasto copioso. Gli A A. hanno ottenuto 29 volte le colture coi parassiti della febbre es tivo-autunnitlP: in 6 ca:<i anche colla t e rzana.
HIVIS'r A DI ':L1ERAPI A F [SfCA L a oura del g eloni oon la corrente gal vanica . d'Elec-tricité médicale, 1913, n. 352).
CemTON." -
(Archit;ei;
L'A., dopo vani tentativi di cura di un lupus eritematoso esteso a tutto il naso d i una donna, ba pensato di ricorrere alla corrente gal vanica per 20 minuti. a. 12-20 milliamperes, applicoodo uno speciale elet trodo sul naso ed ilumerg en<lo la. ma.no destra dell'inferma io un bagno d'a cqua sa lata. La donna, che nei giorni precedenti aveva notato la comparsa del caratteristico prurito da gelo11i alle m ani, con statò con sorpresa che tale pizzicore er11 diminuito in quella immersa, sottopos ta alln corrente gnlvanica, per cessare completamente dopo alcune sedute : ed a n a logo risnltnto si ottenne sottoponendo l'altra mano ad uguale trattamento. Da questa osservazione cii,suale l'A. fu indotto a curare con la corrente f!;alvanica i geloni delle mani e dei piedi, e i risultati forono sempre soddis facen t i, e tanto p:ù probativi nei ca~i in cui la cura fu intrapresa non appena ~i m,rn ifesta il prurito che precede di solito il manifestars i d ei geloni. Il m etodo non potrebbe essere piu semplice: le due mani o i piedi sono im mersi in due bacinelle di acqua salata, cui si fa arrivare la cor:-ente galvanir.R ad un intensità tale da. essere t'nci)mente tollerata dal paziente e per In durAta di 20 minuti, dei qmlli per 10 si fa agire in un senso e per 10 uell'a,ltro. L' intensità poi de,e essere diminuita, se vi è infiammazione in a t to della mano o del piede, ma i risultati souo sempre identici e solo a più luuga scRdenza. L'A. applica già da due anni questo m etodo sempliciss imo a lla cura dei geloni ed afferma di n on avere finorn r iscontrato alcun esito negativo.
c.
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RIVlSTr\ BIBLIOGRAFICA Sc11<,E1•P1.E1: H. -
Eptstol&rto di guerra ( 1870-71 ) dl un ufilolale medico
bavarese. -
(De11tsc/1en 111ilita1·1'i1·ztl Zcitsrhrift, 1012, Hft. 21, S. 801-809),
L'A, capitnno medico, in;;:eg11aute di pntologia e di anRtomia patologica n ell'Accademia di medicina militl\re di Monaco, ba rn<"colto e pubblicato le lettere ç·he suo pRdre Andrea, come medico del 3° battaglione dell'11° reggimen to di fant eria b,warese, scrisse durante le vicende alle quali i l ~uo riparto fu chiamato durante la campngna fraILco-tedesl'a del 1870-71. Que$te ]pttere costituiscono un contributo notevole alla storia del servizio sanitario di quella guerra. Da siffatto J:?;enere di documPnti, infatti, e111an1t ~pcsso mag!jior lucp che dai rapporti ufficiali, e IR loro iettnra r irsce assai i;;trntt iva, Ruche a tRnta distanza di tempo e dopo tanto mtitamento nelle condizioni di di!'impegno del !'ervizio SRnitario in camJ)Rgna. Questo epist1>l1\l'io ci conduca rlR RegPnsburg, g\lf1!'Digione di pace del battag lion e, a l confine francese e poi 11. Langensulzbach, alln battnglia di Vvorth, Il Sedan fino nll'a~sedio di Parigi, ove il bntt!lglione passò tutto l'inverno, ritornando quindi in primavera in Germania, attraverso la Champag ne.
E E. hlonsi::u.1. - Le n ovrosl traumatlohe. nese. - Torino, llJlfl'.
P ASSERA.
(Unione tipografico-editrice tori-
Qu!'sto volume dell'illustre Maestro, magnifico per vastità - direi - del quadro coocettnale, per la emdizione e soprntutto per la potenza d i crit ica che egli eser<'ita serPuamente mn con acutis,:imo esame analitico e con sovrana sinte~i, su fen omeni come 5>u teorie, portando così ncll' intricatissimo prohlema medico-legale nna grnnde chinre;,;za. luminosa, questo volume, utilissimo per la cultura di tutti, è a!'solutamente indispen,abile a chiunque h 11. occasione dì occuparsi di intortuni sul lavoro, e qu indi anche 11. noi medici mìlitnri che d i frequente abbiamo a risolvere complessi problemi di medicina lcgnle, per lef<ioni varie o per emozionich?cs nevrotizzanti d'orrlir1e ass!li d iverso, dR uni\ colluttazione ad uno s pavento o nd un episodio bellico. e producenti as;::erite i na bili tà al servizio, ed al lavoro proficuo. e da ragioni di ser vizio affermnte con quella ste;::s!l insistenza piagnucolosa o querula che s i riscontrano negli operai infortunati. In questo Giornn.lP, alcuni mesi fo, in una lunga Rivista Sinf,eti ca dell'argomento, ho fatto am piRmer,te tesoro degli inseg11amenti del Morselli, traendoli dal la mngnifica confer enza fatta a Torioo nPll'ottohre l!ll 1 al CongrPS!'o nazionale delle malattie profel'<sionali (puhbl icata no\la Hid.<fa Sperimentale. di F1·eniatria (fascicolo II, 1912), cui seguirono 2 lezioni cliniche raccolte in opuscolo, che il Maestro benevolmen te mi inviò in dono: questo volume illustra e svolge i concetti fondamentnli che apprendemmo in dette lezioni e che io largamente esposi nella Ridsta de ll'argomento Ciò r ende inutile qui tornare nd esporli diffusamente; hn-
RI VISTA BI RLI OGRA FICA
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s teriL accennare che compiutamente si trova i llustrata, n el vol u mE', la parte s tor ica, l'etiologia, la patogenesi, ln sinto rnatologia. la prognosi e la. cura e sopratu t to la pa.· te nrndico-lcgale dE:lie ne vros i da trauma. La parte più istrutti va per la prnt.ica è la li mpida dimos trazione della necessità cl i tenere distinte le netTosi t1·crn1naticlw degli i nd enn izzabili, d alle vere genuine n evrosi traumatiche (forme. di Oppenheim e ,li Friedma.nn), e d i\ que lle altre in cui non può trattarsi di si ndromi funzion al i semplici. che in tu t to rappresenta no il o p. 100 al più dei casi attua lment e giudicabi li. 4t Nel neurot raumatizza.to l'e lemento ist erico c è, dal mom ento c he c'è, il fat. tore amor.ione..... (e quindi) si tratta ,li stati u gua lme nte psicog eni. Ma c'è pu1·e l'o.>lemento deg enera tivo fisico, <la to dalla a bbas t A.nza comune pred isposizionC' dei t raumatizzati caduti in nevros i; c"è, pt•r lo p iù, l'elemento degenerat ivo morale, d ato dalla cupidigia e dal bisogno i:-:tintivo di usare l'arma della simulazio ne· n ella lo t ta per l'indennizzo >..... 4t ..... la ne urosi t raumatica degli indennizzal,i li trae le sue ragioni d 'essere e la sua fenomenologia particolare p iuttosto d alle condizioni social i, e non d a lle biologich e dell'in for tunato. Ed allora, tutto som ma to, s i g i ung ll ad enunziare la segue nt e formula e tiologica, un po' cruda eJ a pparentem ente scettica: - la neu ros i traum11tica ( indenn izzabile) s i sviluppi\ og gi per lo piiì i11 soggetti costitu zionn.hncn te predisposti ai d is turbi n ervosi di indole psi<.'ogE>ua, ed è in gran parte il prodotto delle l P!J.'Ji socia li 81ttl'ass icur azio11e pe r gli in f->rtuui. e dello nozion i og gi piò diffuse e più sfruttat e dai profe~sionali circa la r e~ponsal.>ilità ci-t:ile ». Senza che pEirciò il :\forselli voglia affer111nre la n on esistenza reale d i questi' s indro mi morbose fu nzional i, che, per la vor io di rappresentazio ni d i idee relati,·., a lle co11seguenze d el tra uma, per effetto di rnminazionc mentale subconscia, ,li e mozioni sistf'mRt izzate, sopratut.to di s uggestionnbi lità psicog1rno interior i ed ester iori, e q u indi di forme ,·:ll·ie di simulazioni coscienti, iueoscieoti e s ubcon ~cie, volo.otarie ed au tonrn.tiche, si s,olgono e si affe rmano e perdurano n ella olil:\"O· ideist ica tconsiou e ver;;o il 111irnggio <lella ren d ita, dell'indeu n izzo, lr~ cui pretesa costituisco il m1cleo cent rnle d i questa specie d i psicalc,..si, di s pasmo della peri:aon al ità psichicll ch e per lo p iù n on cede so 11011 dopo uu soddis(acPnle indenn izzo della s,·nl ita mi nora zione de lle a ttività fisio-psichi,·lrn e q uindi della p otenzialit;\ e ca pacità lrw o rntiva dell'in fo rtunato. Solo v i ,,areblw a d iscutere, por noi, delln e'l u itit ed opportunità di valor izzar,•. a gli effett i a m mini.,trativi, la con cau"A. di un infortun io che interviene nello svilu ppo d i sin drom i morbosc- a u toctone.
P . Cor,;s1C LHJ. Prot'. dott. L u101 , ·,cA:-:ù. laHi). - M ilnno, 19 14,
La febbre melltense (opldemlologla e profi-
Il lib ro ,lei dott. \' igauò è un volume <ti ~1:3 pngine in cui egli espone in 111an iern pinna e chiara quanto oggidì s i cono,c<• sulla l'pidomiologia e snlln profilassi ùella frbb r<' meditcl"l'a 11on. Nella prima part e del lavoro egli pa:,~n in rassegna i d ati cziologi<'i od ,•piderniologici del l"infezionc meliten'-'C, fa1.:endo unn studio mi nuto dei caratteri tuorfologici e cu lt u r nli del micrococr.o specifiro, del suo potorA p;itogcno neg l i animali e n ell'uomo, d ella sui. localizzazione fonri d,• ll'o rganisrno uma no, e inoltre tielle vie di pen etrazione nel corpo un1a110 e di quelle d i el iminazione; la minuzio;.a
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lUVrSTA FllBLl OGRAFICA.
descrizione di questi dati è integrnta anche Ja un breve accenno alla sintomatologia ed ai reperti anatomopatologici. Ne lla seconda parte del libro è esposto iiJ.vece pn rticolRrmente e minutamente tutto quan to si ri ferisce alle. :profilassi, in cui si r iassume Rppunto nella pratica il còmpito dell'igie11ist11, con la descrizione dei mezzi de i quali egli può avva lers i per attua re contro l'infeziont. tutte quelle misure che vnlgono a difendere da essa e a debellarla. E poichè il primo cardine della p1'o61assi è la dingnos i della malattia, allo scopo di accertare la natura vera dell'inf.:zione, l'A. s i diffonde sulle. descrizione di tutti i mezzi di lahor11.torio d i cui s i può disporre al r iguardo, primiss imi frR tutti le reazioni siero-diagnost iche, l'Rgglutinazione cioè, la Jattore11zione, la deviazione del complemento, le. reazione meiostagmica. Importa.n te è il capitolo sulla vaccinazio11e profilattica. la s ieroterapia , e la vaccinoterapia; i cui risultati, per quanto non brillanti, additano l'opportunità di istituire pii1 larghe ricerche, e fanno intravedere la possibilità di nitri risultati più s piccatamente favorevoli. Nell'ultinrn parte del libro l'A. e!-pone i trattamenti profilattici che sono la logica e pratica attunzione delle nozioni dottl'inali e ;;perimcnt&li; e riferisce infine le leggi e i de<'reti che costituiscono i capisaldi di una lotta ra.<ionale contro l' infezione. A qllesto interes,ante lavoro l'A. hn. poi tato anche un notevole contributo personale con uno stutlio sulla 11gglutina.z:one, la devia,:ione del complemento, le termoprecipitine In fondo 1d l ibro trovas i anc he uua cstesissimil uibliografia. in cui l'A. lia elencato tutto quanto sino ad oggi esiste intorno a.Ila febbre mediter ranea: ed inoltre unn carta a t'Olori re lativa nlla distribuzione geografica dell'infezione. BAT,li:S1'BA.
Aunall - Innovazlonl nel 4omlnlo della farmaooterapla e delle farmaole. - Un volume di 625. Darstadt 1913, :X XVI Annata.
E. MK1tCK.
Come ci fa cono!!cere il Merck nella pret'azio11e , questi annali, compnrsi per In prima volta nel 1887 in lingua tedesca, incontrarono tllnta favore che già nell'anno 18!'11-92 vennero pubblicati in quattro lingue, e precisamente in tedesco. inglese. francese e russo. Pei paesi di lingua latina, l'A. pubblicò finora i su oi Annali i n frn.ncese; ma, dato il gr,rnde interesse che destarono in Italia, si decise a pubblica.re un'edizione i taliana che porta la designazione di 26a a nnata. Il libro è compilato con grandissima cnra e contiene una vasta bibliografia, dalla quale non sono esclusi - come accndeva qualche nn no fa in certe pubblicazioni straniere - i lavori i tid ie.ni, che son molti e assai pregevoli. Degni di s peciale menzìone sono i capitoli sul salt-arsan, sul neo-salt-m·sa11, sulla lecilina, sul ,,antopon, sull'·1trotro7Ji11a, e sui preparati organici. Al t1·aduttore, di cui ci spiace ig norare il nome, rivolgiitmo una viva parola. di elogio pe r la s ua traduzione fatta con propnetà di lingua e con chiarezza.: d ue pregi molto rar i in cons imili lavor i.
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CON G RESSI Col titolo: Le testimonianze giudiziarie det mllttart ohe appartengono al battaglioni d 'Africa ed agli atabtumenU dl pena, il IuoE, capitano medico francese. espose nel X XI Congresso dei 1wurologi e psichiatri francesi in Amiens (1912) una brillante relazione, nella qualP studiava l'applicazione - ad un a1DLiento cosi speciale - delle iùee g(•nerali che oggidl si hanno sui fattori morbosi delle t estimonianze, P. che il Lalanne nel detto Congre~so arnva co:aì bene ;:;intetizzato i1, una rnag11i6ca relazione i-<ul Valore delle tt>stimo,iirmze degli anormali. Su tali collPttivit/1. questi fenomeni psicologici acquis tano u1rn frequenza ed una intensità s peciali, ed a nch,• una peculiare caratteristica. quando l'<i tr11tti di delitti commessi da loro sui capi o sui compagni di quei luoghi Già. in li nea generale, pur supponendo, tali soggetti, onesti, intel ligenti, di buona fede. e n on sottopo,;ti ad inf-lucnze di !.orta, non si p uò dare tutto il valrire Rlle loro testimonianze, speciP se su fatti lontani, perchè è faci le che essi abbiano da vendicarsi d'un rivale, o da sopprimere un teste incomodo, o per odio l'"'rsonal,,, o per cupidig ia. Inoltre, molti di e~si sono dtniati, (spostati), senza mestie re fisso, Yolubili ed i11~tabili. ma inclini ad accusare la società della loro conòizioue inferiore. e di ess,,rne vit time; ciò porta trn di loro, anche senza essllr-i mai visti, unu solidarieti, i'lti11tiv11, pe1· cui si sostengono n vicenda, mentiscono ,·olontariamente e scientemente per giovare ai compagni, anche se sconosciuti a loro, iwr n·agire contro la societ:·, che i giudici r appresenta.no, e credono di comrnetter!' cosi un a rappresaglia legittim" per le disgrazie che essi soffrono. X elle loro rivendicazion i c'è la vanitil gran diss ima e puer ile, che meraviglia assai q uando si discorn.• a lungo con essi ; sono d"gli scontenti perpetui, dei perpetui i astabili. dei g ravi amorali in fondo, dalla mentalitii particolare, per cui, ad esempio, un furto è u n colpo abile, una buona farsa . u nn restituzione, ed ammirano la destrezza e l'astuzia. de i comp11gni, od invidiano chi fa bene il s01,teneur. Al<'UD i sono soltanto degli ineducati fa.miliari e sociali, ma la maggior pa rte di esia:i !'oao a nor mali, degenera.ti figli d'alcoolisti, o di tara ti, r imasti im pulsivi, instnhili, indisciplinati in tutto, e q uindi. non riuscendo a fare qualche cosa di utile, si irr itano contro chi essi credono colpevoli di nou averl i fatto riusci re. Ed essi. allora, se chi1tma.ti a deporre, alterano la verità senza un piano prestabilito, m11 per impulsioni, più o meno irres istibile, o per r endersi nncbe interessanti ad ogni costo, o per falso orgoglio. Ma, oltre al psichismo di cia~c11u soggetto, ed ai motivi in dividuali di men• d acio che dipendon'? dalle forme varif' rii morbosità mPntale, il loro star e insieme, le reezioni vic<·ndovoli, l'assomnu,rsi dei vizii e delle tllre m ol'Rli, cioè la fol la patologic11 , che pe1· ragioni v1trie, e pe r vie diverse, conduce alla mitom11ni11, 11.l la deforma,:ione della vnitil, a ll'in v,·11zione fantastica o':! interes~ata o provoc:a t a d a l favor<'ggi1ue di un h;ter ico o dalla P•"rV~rsità di un amorale, da odio regionr listico o d11. c,1mplicità. criminali in cui i m e11,:,q mentiscono pe r timvre d el 11tP11P111, 0 cl\pobnnda, iu g,•nere il più 11mornle, violt·nto, pe r vendetta contro i guRrdiani, c-he i.: una forma dello. reazione ostile a l la società e a tutto ciò che li coatta, e
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CONGRESSI
di riveudicaziom• dP.Jle ingi ustiz ie di cui sono vittime seco ndo i loro spunti p ersecutori, originati o coltivati dalla vita ca rceraria. Ed allora è stupefaciente che si incontri talora qualcuno fra di essi ch e dica la verità; ìn tal caso, per I i cerca rla, occorre investigare subito, prima che u na leggenda si formi, ed in terrogare a d uno ad uno, isolatamente, e proteggere d allP s ic ure voudet re ch i ba det.to il vero, cl,e p uò far arrischiare anche la vita, l·Ù impeJ ire sopratutto con og ni m<'z;;;o eh<' si possano costituire quelle pericolose as sociazioni crim inali . e combatte re e nergicamente ch i cPr ca imporsi con 111: prepotenza in guisa d R essere ris pettati pili che i meneu,.s. E, d'altra p;i.rt e, occorre eh<' il pubblico non accett i s enza controllo tutte le loro affermazioni, tutte le loro accus,·; e che sia ben ponderato il valore di ciasc una testimonianza, di c iascuna dPposi:r.iom·, controllandoli\ e V<'rificandola con metodo r igorosamente scientifico, cioè con obbiet t ivit,\ e serena i mparzialità, meutrr, con tem poraneamente, l'esame me n tale del testP c i dà la conoscenza del suo psichis mo, e lu forma che questo assume nel deporre; qui ndi è mol to utile nlla giusrizia ch e un perito p ossa assistere alle depo~izioni testimoniali, come è pure assai uti le, aggiunge, il Lala nnrc;he uo perito e;;a111ini ogni soggetto eh<' dovrehbe ,,ssei·e punito per falsa testi mon ianza. P Co:-;;101.,10.
CC)NCORSJ P rogramm a del ooncouo al X III premio R iberl di lire 20,0 00 .
La R . Accademia di m 1·iliein,l di Torino apre il r.oncor,-o al X](J premio Ribel'i di lirll !10,000 (111e110 la t a~sa di manomorta) n.lle seguenti co11dizioui : a,ì P ossono !'Onconere tutti i lavo ri scientifici <li argomcu to a ppartene11te alle discipl ine medicl1e in genere pervenuti a quest'AccadPmia_ entro i termini ,-tRliiliti al commn d e ta li che segnino un import9nte progresso n el rnmo del lo scibile cui si ri f..r iscono; b ) Sono nmmei<si lavori s tampa li o ~r l'i tti R macr·hina in lingnR itnliann. lntinn, francese, i ng lese f! tedl'Sca : so i IR vor i !'lono stampa.ti, qne;-ti drvono e~sero editi dopo il Ulll; e) I lavori sar11nno invia ti in piego racco1u1\J1dato in doppio esemplar e a ll'Acrndemia , dl'lln. qmde rimarrnnno proprietl\. Qualora Lh:cade1uia aggiud ich i il premio utl u11 lavoro scr itto. 'lll"Sto clovr:\ e,;serc st11mpato dall'autore prim;i ch(i scadano aue anni <lai conferimento de l premio; l',11umontare d i questo snl'l°L co11~e· gnato solo dopo l'invio a ll'A ccadi,01i11 di un doppio <,semplRre del lavoro stnmp:1.to: d ) Sono ac<:Pliati pe r il concorso i lavori che risnltiuo spediti all'Accademi" non ol tre il giorno 31 dicembre l !Jl(j In ogni caso. !SCOl'$i due me!<i da questo termiuP, il conco,·so s'intende chillso, ed i illvori giun ti dopo, ;,nche se ~pe ,l1ti iu tempo utile, non snrnnuo pn·si in cousidcra;;;ione; e) Gli autori, nl'lla lc,t.t1!ra di invio. aucen11eran110 :i.Ile pn r ti o ngli argomenri più impo1·lr.11ti •lei loro sc ritti od opere che -;timR110 dov<'r<' m:cgg iorm on te 6ssRre l'alten~i,me d1·ll'Accndemia giudica11t<', Torino, 191:l. Il SrgrP/al'iO yenemfr,
Il l',·e:;ide11tP.
V. 01,11· ~.
B G I!.\ z J A ù i,; I '
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NOTIZIE Cor10 41 perfezionamento In Igiene li 1° aprile HJ14, nell'istituto di igiene della R. UnivPrsità. di Parma avrà principio il corso complementare d'igiene pratica per gli aspiranti alla carica di ufficiale sanitario. Questo corso durerà. due mesi e sarà quotidiano. Per assere ammessi si dovrà. farne domanda (in carta bollata da cent esimi'60) al rettore di questa nniveraità. presentando : a) Diploma di laurea (in meclicinR. e chirurgia, chimica, chimica farmaceutica e vete rinaria. b) Ricevuta di L. 100 rilasciata dall'economo della stessa università. A. chi av1·à frequentato detto corso verrà, in seguito a prova d 'esame, rilasciato on certificato degli studi fatti. Essendo limitato il numero dei posti disponibili, le iscrizioni avranno luogo secondo l'ordine di presentazione della domanda. A.gli ammessi s i consiglia di porta re il microscopio adatto per le ricerche bat· teriologiche. Parma, 1 dicembre 1913.
Il Rettore
L
TAR~'UFAIH.
Per il Libro d'Oro del corpo sanitario militare 1Co11li1uia:im,e -
,·efli numeri preced enti)
Enoomlo 1olenne. 86. L oPRES'l'I Antonio, tenente medico 1° r eggimento granatieri. ·- Con coraggio e spirito di abnegazione, traversando terreno insidioso, si recava fuori delle trincee per ricuperare un granatiere ferito. - Fes~blum, 11 dicem bre 1911. - Si comportò lodevolmente anche a Sidi Ali il 14 luglio 1912. 37. Di STEFANO Giuseppe, sottotenente medico di complemento 1° reggimento granatieri. - Disimpegnava lodevolmente le proprie mansioni in terreno esposto al fuoco nemico. - Sidi AH, 14 luglio 1912. 38. 01ARD1 Galileo, tenente medico 6" reggimento fanteria - 39. CASTElf, Ll Epifanio, ten ente medico S0 reggimento fanteria. - Noncuranti del pericolo, disimpegnarono il proprio ufficio con abnegazione e alto sentimento del dovere. Zanzur, 8 giugno H/12. 40. GRILLO Girolamo, tenente medico S0 reggimento fanteria. - Noneurante del pericolo, apprestava cure ni feriti con lodevole abnegazione, sangue freddo e serenità d'animo. - Zanzur, 8 giugno 1912. IO - Gutt'nak d, m•diclna mlWart - Fase. Il.
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PElt I L LWRIJ D 1>1H1 DEL COR L'ù SAX ITAlllO llll.lTAnE
41. lh:,-,i,:o(l1"1'J Enrico. tenen t e medico 7° reggimento fante ri11. - Disimpeg11ò Jorll!,·olrncnte e cornggiosnmente il !<uo compito in terreno esposto al fuoco nemi r o. - Ji:asr Hns El L el,eu, 17 settt-ml!re 1912. '1'2. P II.EL LA Alessan dr o, sottotenrnte m,·d ico d i complemento 7° reggimen to fau teria. - Si portò sulla linea di fuoco e vi r imase fino alla fine dell'azione, di- impegnand ovi le SUE' at tr ilrnzioni con calma e zelo lodevoli. - Sid i Abdallah (Derna ·. lo d icem bre Wll. 43 . RIV.ILTA Rafl'aclf·, capitano med ico 11° r eggimento fanterin. A ccorso al pos to di m cdirnzione nel momento in cui maggio,·e era l'atfluenza dei morti e dei fer it i, pres t ò opera ,·llicace coi, s erenita d'animo e prontezza. - Kasr R as El L e ben, 17 settembre ltll:?. -H. B1~111.ACQl;A Antonio. sottot.:11en t e m edico ll0 r eggimento fanteria - 45 . l:11~1 Domen ico. sottot en ente mediro 11° reggimento fanteria. - P er il modo lode vole col qu ale disimpegnarono le loro ma nsioni durante il co1111Ja ttim ento. h'.n.;r Ras El L e be11 1 17 sett,·mLre l!J12. ~6. 01.~1,1.ù)IRAl<DO Orel'te, sottotene nte medico di complemento 300 reggimen to fonkrin. - Si comportava con lode vole cornggio ed al,nr gnzione in combatti11,tnto. - l'Rdi Auda l'l 'oliruk). 12 maggio UJ L2. -l'ì. 'fnA)luNTI Ernesto. t ,-11eute m,·dico 6(1° reggimento fanteria - 48. REs11.z1 R ob,•rto. teu en l'e nwd ico d i complenw nto 60° reggimentc fanteria - 49. MANCO.SI Attilio, t e1J1•11te llledico di complemento 50° rt1ggim,·nto fanterill. - Obbligati dal r,·r n·uo a colloc1tre ìl p osto d i med icazione immediatamente dietro la linea di fuoco, t · qu ind i in luoghi continuamente bersagliati dal n emico, continuarono, dmante tutto il combattimento. a spiegare l'opera lorn s,· rena ed efficar.e a fa. vore dei feriti, r iuscendo a riportarl i eHtro le linee tutti in ottime condizioni di medicazione. - hlessri, 26 novembre 1911. rJO. SAu.us-r10 Luigi, !<ottotenrnte m edico di complemento 50° reggimento fantt-ria. - In comLattime nto disimpegnò con vfdore e fermezza il proprio còmpito i11 terreno esposto al fuoco llt"mico - Misurata, 8 luglio 1!112. ol. Rvss, F errnccio, te11en t,, medico 52° rPggimento fanteria - E2. C ASELLA Dante. t ene nte medico 6::? r eggimento fante ria - 613. PH, ATO Adolfo, tenente m edico 52° reggim ento fnnteria - 54. P1cco1.1 Giovanni, sottotenente medico di complemento 5~0 rt ggime11to fanteria. - Nel combattimento coadiuvarono efficacemen t e il capita.no m edico del reggimen to, por t andosi t alvolta sulla linea di fuoco per soccon ere i feriti e pro\·vediwe al loto sgombero e 111 trasporto dei morti. Hin Bu Saad, -l d ic1·m bre H/11. 55. L 0Frn1mo A lfons0, tenente medico 57° reggimento fanteria, - Si comportò con lodevole niJn€gazione ti noncu ranu~ del pericolo nella curn dei feriti iu giornnta di combattimento. - R odi, 4 maggio 1912. 5G. :-<ATUR.s1.so Pasquale, t en ente m edico di com plemento, rn• r eggimento fank r ia. - Disim pegn ò con en comia bile coraggio il suo còmpito in combnttiinento. - Uue Palme (Bengasi), l '.& marzo 1912. 57. B o 1tE1,u (; iacomo, tenente medi co G0'1 r eggimento fanteria. - Apparteu emlo a.I bnttnglione c he era in r i~11rv11,, si portaYa in prima linea a presta.re le cure :i.i feriti, e!-<pOnPndosi a l fuoco nemico. - SiJi Said, 27 giugnò 1912. 58. Ro.,1HuLA Antonio, ten ente medico 60° rei;g imento fanteria. - Sott.o il fl!oco nemico si portal'a sulla l inea di l'om1Jattime11to per soccorrer!' sollecitnme11te u n soldato mortalmen te ferito. - Sidi Snid, 28 giu gno 1912. 59. Ros,-1 Antonio, t em·11te medico 63° reggimento faotttriR. - Disimpegnò lo,le,·olmente le sue 111nn;;ioni dur nn t,• i l combnltimento. - Gb era.n, 20 luglio 1912.
PER Il, LIBRO D'ORO DEL CORPO S ANITARIO MIUTARE
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60. FRANCO Augusto, sottotenente medico di colllplemento 63° reggimento fanteria.. - Disimpegnò con lodevole coraggio ed abnegazione il suo còmpito in combattimento. - Due Palme (Bengasi), 12 marzo U.112. Gl. CANESSA Giuseppe, sottotenente medico di complemento 89'> reggimento fan.terin. - Prestò l'opera sua ai feriti sotto il fuoco nemico e concorse efficacemente a.l perfetto funzionamento del posto di medicazione. - Mergheb, 27 febbraio e 6-6 mar:zo 1912. 62 !::iC1B&TTA Gaetano, tenente medico 4° reggimento bersaglieri. Durante e dopo il combattimento dava prova di ammira.bile abnegazione, non risp11.rmiando rischi e disagi per ass istere e cura.re i feriti. - Psitos, 16 maggio 1912. 63. D'ALESSANDRO Alessandro, sottotenente medico di complemento 4° reggimento bersaglieri. - Durante e dopo il combattimento dava prova. di ammirabile abnegr.zione, non ris parmiando rischi e disagi per assistere i feriti. Psitos, 16 maggio 1912. 64. VIOLA Pietro, capitano medico 8° reggimento bersaglieri. - Alla direzione de ll'ospedaletto da campo, prestava l'opera sua con non comune ca.Ima. e serenità. - Homs, 28 e 28 ottobre 1911. 65. SALERI Leopoldo. tenente medico di complemento 8° reggimento bersaglieri. - Adempi serenamente il suo mandato, dando provi\ di calma e coraggio non comuni. - Homs, 1° dicembre 1911. 66. TASOl:ll!lRONI Dante, sottotenente medico di complemento 8° reggimento bersaglieri - 67. SCOTTI DI U cc10 Domenico, sottotenente medico di complemento 8< r eggimento bersaglieri - 68. BAR'l'OLON& Gio1lcchino, sottotenente medico d(complemento 8" reggimento bersaglieri. - Prestarono lodevolmente l'opera loro in combattimento. - Mergheb, 27 febbr aio -1912. 69. SALVATORE Luigi, sottotenente medico di complemento So reggimento bel'· s aglieri. - In ripetuti combattimenti prestò l'opera. sua. con ca.Ime. ed attiva s e renità. - Mergheb, 27 febbraio 1912. 70. D&o1,1 ATTI Vincenzo, tenente medico 9° reggiment,o bersaglieri - 71. CEI I s idoro, sottotenente medico di comple mento 9° reggimento bersaglieri. - In ripetuti combattimenti disimpegnarono lodevolmente le loro mansioni in terreno t:sp osto al fuoco nemico. - Bu Kemez, 20 maggio 1912 - Sidi Ali, 14 luglio 1912. 72. DANERl Giuseppe, tenente medico 11° reggimento bersaglieri. - In ripetuti combattimenti, con attività, energia e perizia soccorse numerosi feriti, por· taodosi spesso sulla linea di fuoco. - Sidi Raid, 28 giugno 1912 - Regdaline, 15 agosto 1912. 78. RELLI!'< I Guido, tenentl3 medico 11° reggimento bersaglieri. - In ripetuti comb..ttimenti disimpegnò le s ue mansioni ccn esemplare operosità., abnegazione e co1·aggio, anche in non buone condizioni di salute. - Sidi All, 14 luglio 1912 - Regdaline, 15 agosto 1912. 74. DE MARTINO Nicola, tenente medico 11° reggimento bersaglieri. - Disim· pegnò le sue mansioni con zelo e abnegazione anche in terreno esposto al fuoco nemico. - Sidi Ali, 14 luglio 1912 - Sidi Bila.I, 20 settembre 1912. 75. SFF.RJtAZZO Filadelfo, tenente medico 1° reggimento alpini - 76. VALKN'l'E Gio11.ccbino, tenente medico 1• reggimento alpini. - In ripetuti combattimenti disposero in modo lodevole per il servizio sanitario del battaglione, in terreno esposto al fuoco nemico. - Me rgheb. 27 febbraio 1912 - Misurnta, 8 luglio 191:?. 77. MARF1NOO Lorenzo, capitano medico S0 reggimento alpini. - Dava prova
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di coraggio e filantropia, coadiuvando i subalterni medici nella cura e nella ricerca dei feriti, mentre ancora ferveva il combattimento - Sidi Said, 27 e 28 giugno 1912. 78. AZZARO Giuseppe, tenente medico 3° reggimento alpini. - Prestò seropra l'opera sua durante i combattimenti con intelligente premura e sprezzo del pericolo. - Bin Bu Saad, 1° dicembre lllll. 79. SACCO Rosario, sottotenente medico di complemento 3° reggimento alpini - Durante il combattimento prestò sempre l'opera sua con abnegazione e intelligente premnra. - R egdaline, 10 agosto 1912. 80. SACCO Rosario, sottotenente medico di cou.plemeuto 3° reggimento alpini. - Con molta. abnegazione e coraggio raccolse e medicò militari feriti del battaglione e di altri reparti. - Bu Msafer, 10 ottobre 1912. 81. PELLEGR1NI Francesco, tenente medico 6° reggimento alpini - 82. FRANCO vincenzo, tenente medico 6° reggimento alpini. - Pel lodevole contegno tenuto in giornata di combattimento. - Misurata, 8 luglio 1912. 83. MA.ROTTA Gaetano, tenente med_ico 7° battaglione indigeni eritrei. - Noncurante del pericolo, prest-ò l'opera sua durante il combattimento con molto zelo e abnegazione. - Bu Msafer, 9 e 10 ottobre 1912.
NECROLOGIO Annunziamo con vivo dolore la morte del maggior generale medico a riposo SANTANER, comm. GIOVANNI, a vvenuta in Livorno il 20 di gennaio u. s. Nato a Ville.franca ll'Asti il 27 dicembre 1831, entrò a 23 alllli nell'esercito piemontese e fece parte del corpo di spcd izioue in Crimea distinguendosi per ope· rosità e zelo nell'adempimento ùelle sue pietose mansioni. Partecipò inoltre alle campagne dell'indipendenza italiana del 1859, 60 e 66 e fu distinto con menzione onorevole per essersi prest;,to con cura e diligenza al soccorso dei feriti durante l'assedio di Ancona del 27 settembre 1860; ricompensa, che gli venne in seguito commuta ta nella medaglia di bronzo al valo1· militare. Il Santanera era decorato df:lll'onorificenza di grande ufficiale delle. Corona d'Italia e della comruenda dei SS. Maurizio e Lrtzzaro, ed ha lnsciato un largo rimpianto in quanti ebbero occas ione di apprezzare le sue elette qualità. di mente e di cuore.
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CONf ERENlE ~CIENTlfJCHE DEGLI O~PEDALl M ILITARI SOHARIO DEGLI ARGOIENTI TRATI'ATI (DAI PROCESSI VERBALI PERVENOTI ALL'ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE DAL 1° AL 28 FEBBRAIO 1914>,
CASERTà (gennaio). - :Maggiore medico EmL10 Fusco. Riferisce su di un caso di ascesso cerebrale secondario a processo suppurativo dell'orecchio medio, molto importante, perchè l'infiammazione otitica, che la provocò, era di antica data e l'infermo ne era da moltissimo tempo clinicamente guarito. Trattasi di un allievo guardia di finanza, dell'età di anni 20, ricoverllto ìl giorno 17 gennaio 1914 p er cefale,1. L'individuo non ha precedenti morbosi ereditari i q'importan.ta; a 17 anni si contagiò di blenorragie., della quale guarì completamente in poco tempo; l'anno successivo soffrì di otite d estra piuttosto ribelle a qualsiasi tre.ttnmento, ma che da lunghissimo tempo non gli aveva arrecato alcun disturbo. Al su,o entrare nell'ospedale accusava cefalea intensa, c he lo molest,tva de. circa 10 giorni e senso di spossatezza generale. Il soggetto si presentava di costituzione scheletrica r egolare. Presentavll micropoliadeno1•atia biinguinale latero-cervicale e un ganglio della grandezza di un piccolo cece all'epitroclea destra. Aveva sen.sorio lievemente attutito e pu· pille rigide, midriatiche. L'indagine semiologica degli organi toracici ed addominali fu negativa. Dopo dui, giorni di degenza ai sintomi sopraccennati si aggiunse una lieve ptosi della palpebra superiore destra, e nel giorno successivo si manifestò deviazione in basso della plica naso-labiale e labio-geniena destra, e la palpebra dello stesso lato si rilasciò in modo da ri coprire interamente il forarne pupillare corrispondente. In quinta giornata coinpat·ve vomito bilioso, dapprima raro, poi più frequen te; polso lento (40 pulsazioni al minuto), L'infermo emetteva gridi brevi, la mentevoli, e faceva notare una certa rigidità della nuca; presente era il segno di Kerning, i riflessi patellr.ri aboliti. In sesta giornata sopravvenne coma, respirazione irregolare d el tipo di Cheyne-Stokes e mor te. Durante tutto il decorso della malattia la temperatura si mantenne costantemente, subfebbrile. Il reperto necroscopico mostrò adernnza della dura madre in corrispondenza del lobo sfeno-tempora le destro, piccolo punto di usura d!)lla parete superiore del dotto uditivo osseo, una cavità ascessuale n el centro de l lobo suddetto, della grandezza di un uovo, contenente liquido giallo ver dastro e tutta la sostanza cerebrale del lobo stesso rnmmollit11 tino a spappolnrsi al minimo contatto. Sull'inizio della malattia la diagnosi di questo caso era molto incerta. I due sintomi culminanti e che compendiavano tutto il quadro fenomenico, cioè' la cefalea persistente e la rigidità pupilla.re, messi in relazione con la poliadenopatia e la pregressa blenorragia, la qu1\le avrebbe potuto mentire un' tuetrorea da sifiloma iniziale del canale uretl·ale, facevano pensare in primo tempo n<l una neo-formazione luetica della base del cervello. Per t.ale' criterio dia• gnostico s'iniziò le. cura specifica, n ella considerazione anche che nei casi m<'lto
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CONFERE:'-IZE SCIE:STIFICHE DEGLI OSPEDALI MIUTARI
più dubbi dr ! presente è st,ita tentata con ottimo risultato. In seguito la presenza dei sintomi basi!R.ri da parte del 8° e G0 paio dei ne rvi cranici, quali la ptos i e la i;aralisi facciale aggiunti alla stitich('zza, al vomito, alla rigidità nucale, al s egno di K ering, al grido _e ncefalico, fecero ammettere, tenuto conto de ll'antica infiammazione dell'orecchio medio, che poteva ancora sussistere nonos tante che apparisse completamente spenta, meuiugite della base avvenuta per propagazione del processo suppurativo otitico al cervello. Però, un punto oscuro accompagnava tale diagnosi, la mancanza cioò della temperat ura febbrile ; esso, però, è s tato dileguato all'autopsia che ha messo a nudo la meningo-ence falite s uppurata del lobo t emporo-sfenoidale des tro. Ciò pos to, il processo morboso va interpretato come segue: All'otite suppura tiva di vecchia data apparentemente gmu·ita, s egui un processo distrnt tivo osseo, cioè Cl\.rie e necros i del temporRle, ed iu seguito una diffus ione di processo per cont iguità nella fossa cranica media. Quivi, il pus alterando la dura maclre e le paret,i del seno trasverse,, invase poscia la s os t a nza cerebrnle del lobo tempor,tle con formazione di un ascesso, comprimendo il 3° e 7° paio dei nervi cranici. E questa evoluzione s piega come l'ascesso d el lobo sfenoida le si appalcsasse con para lisi facciale con ptosi pa.lpebrale, e come, poi, per il lento modo di sua evoluzione, formatoglisi intorno un tessuto più resistente e quas i da questo incapsulato, fosse impedita l'entrata in cil'co lo delle tossine piogene e manca nza. quindi della febbre. In vitn, presentando il caso, quasi al completo tu t ti i caratteri della meningite basilare e viceversa mancando la febbre a tipo suppur,, tivo con brividi, sudori e le rirni ssioui, pa· tognomonica dell'ascesso <1erebrale, una tale diagnosi a rigore di te rmine avrebbe dovuto escludersi, o almeno sarebbe stato un azzardo farla; giacchè la malattia si es trinsecava con una sintomatologia relativamente vaga e mal delineata. CA VA DEI TIRRE"NI (fe bbraio). - Capitano medico ERRlCO CALlENDO: Un CR.SO di diplopia monoculare di natura isterica. L'O. ri fe risce di aver riscont rato nell'osservando: torpore di tutte le sens ibilith, abolizion t• del riflesso faringeo, presenza di dermografismo, vivacità della seutiibilità corneale, blefarospasmo bilaterale, che si è fatto sempre più accentuato, auisocromia, campo vis ivo all'O, D. note volmente ristretto concentricamente per tutti i colori, con inversione d'estensioue relativi\ dei campi dei d ivers i colori, inoltre accent uata. astenopia e visione doppio a destra. L'O. fa presen te che non potendo attribuire la diplopia ad alcuna alterazione obbiettiva delle varie parti, componenti il globo oculare, o, prendendo in considerazione l'E>sis tenza dei sintomi funziona li iiupoTtl\nti d i natura istedr.a, ammette li, diagnosi di diplopia monoculare destra della suddetta. natura. Osser va inoltre che per il Parinaud il fenomeno sarebbe dovuto ad un'i m-perrezione d ella contratturn dell'accornodazione, mentre per il Borel, cbe combatte la s piegazione del Parinaud. avendo constatato JR. diplopia monoculare in casi i11 cui es istevano la midrias i e la paralis i accomodativa, la cnusa. de lla ·diplopia monoculare isterica è r iposta in un fenomeno corticale. L'O. condiYide tal11 parere, perchè nel caso osservato ha notll.to la persistenza della diplopia, anche dopo aver es clusa l'influenza dell'accomodazione con l'atropina, inteudendo però il fenom euo cortic,de come e,;pressionl' di d isturbo sensoriale d el cl'ntro · e non di alterazioni a natom iche, ed add uce al rig uardo le sue ragioni.
CO:\'FERENZE SCJE'.':TfJ,'ICHE DEGLI O:-;PE DALI MII.ITARl
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In appoggio alla. tesi pros pettatA. dal capitano meù ico Caliendo, il Direttore dell'ospedale riferisce che, proveniente dal deposito di com·alescenza di 1\lassalubrense, il quale deposito costituisce un11. raccolta clinica di medic ina legale, atlluendovi da molti luoghi di cura le inevi tab ili pitì interessnnti rimanenze ospedaliere, trovasi ora ri coverato in questo stabilimento un caso tipico d'epilessin isteroide Tale ca.50, in cui si notano numerose zone cutanee anest osiche, corrisponde perfettamente a quelli che Charcot volentieri illus tranì. nelle sut lezioni c lin icbP alla Salpetrière. Detto militare mostrasi inoltre a tft.t to da più grave diminuzione della funzione visiva in ambo gli occhi, mfl con minore restring imento dei campi visivi, con inversione per i tim iti di percezione dei colori. Ebhene, questo militare ha nella sua pratir.a documenti medico-legal i fra loro discordanti, e non ne manca uno, che acceuna alla dipendenza dell'informità da eventi di s ervizio. :\!ella ca.suisticR clinica moderna vengono freq uentementt> 8<"gnalati casi di tali nE>vros i, riportate per cause div,:,rse da s en· izio, lo quali guariscono istan• taneamente col conseguimento dt>lln pensione vitn.lizia. Perciò come provvedimento pre ventivo s'impone l'accurata eliminazione dall'esercito degli affetti da gravi stigmate ister iche, e qualorn. in11.vvertitament.e qualche isterico autentico sia incorporato, ed in seguito alleghi che la malnttia ripeta la aua causa da eventi di servizio, converrebbe, secondo il parere di chi r iferisce, dilazionare la decisione sulla specifica patogenesi d,:,lla nevrosi, perchè cosi fa~endo si e viterebbe il pericolo di favorire la persistenza di una infermità, sanabile coi semplici mn:7.i s uggestivi della ps icoterapia. NOVARA (gen naio)." - Capitano mPdi<:o P1ET1tO Bosco. Illustra un caso di ittero 9w1ve verificatosi nel reparto di medicina, dut·ante il mese di dicembre 1913, e c hC! presenta un particolare intE"r,:,sse dal punto di vista anatomo-po.tologico. L'O. incomincia dal riassumere le principali conoscenze moderne s ulla etiologia e pat-0genesi degli itteri in genere, per formulare una classificazione degli itteri stessi basata sul criterio etio-patogenetico. A proposito d,:,gli itteri da ritenzione, si intrattiPne sul meccanismo intimo, che viene oggi ammesso per s pi<"gare iu queste formo il passagg io dl'lla bile nel sangu>:l, accennando alle osservazioni is tologiche ed alle 1 icerche sperimentali, da cui appare dimostrato che i pigme nti bil iari penetrano prima nelle vie linfatiche, e da queste nel circolo sanguigno. Accenna pure alla nat-tlra meccanica, ammessa dai più, dell'ittero dei cardiac i scompensati, e cita in se guito le opinioni di Frerichs e di Birach-Hirschfeld circa l'origine - parimenti meccanica - dell'ittero dei D€'ooati. Ricorda infine come per l'ittero cosi detto catarrale, pe r lungo tempo ritenuto un puro ittero meccanico, si tenda oggi sempre più ad ammettere l'intervento di una caus a infettiva. Parlando in seguito degli itteri ~molitfoi, l'O. passa in rassegna vari stati morbosi, spontanei o provocati, nel corso d!'i quali si prodnce o può proòurs i un'emolisi, riassume brevemente la storia della teoda ematogena (Kiihne) od ema/eica (Glibler, Hayem) dell'ittero o della coluria che in essi vengono talora osservnti, e riferisce infine gli nrgomenti clinici e sperimentnl i (Kunke, S tc> rn, Min kowski e Nannyn) con cui questa. teoria fu abbattuta, mentre rimaneva dim11strato che non v'è formazione di pigmenti biJi,.ri senza l'intervento del fegato, e che quindi gli itteri emolitici sono epatoyeni. Illustra in s eguito estesa mente, rl i proposi to, l' itte1·0 con!fenito familiare,
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CONFERENZE SOIENTIFIOHE DEGLI Of'PEDALI MILITARI
pleiocromico ed acolurico, in considerazione del tempo relativamente breve da cui questa forma morbosa è stnta isolata. Ne tesse la storia bibliografica, riassumendone i sintomi cardinali (Gilbert e Lerobouillet), nonchè i dati anatomopatologici (Minkowski, Vaquez, .Ma.rchiafava e .Nazari), e cita infine gli studi di Chauffard e di Vidal, i quali condussero - mercè la ricerca della fragilità globula.re - a riconoscere definitivamente l'origine emolitica. di questo ittero. Proseguendo n ella sua rivista, l'O. passa a. parlare degli itteri tossi-infettivi, che sudd~ide in quelli ad etiologia. note ed in quegli altri i quali, pur essendo generalmente ritenuti di tal natura, rima.ngono tuttora ad etiologia sconosciuta e vengono raccol ti sotto In comune denominazione . di Itteri gravi i nfettivi o Morbo di W eil. Espone quindi le moderne vedute degli autori sulla patogenesi di questi itteri, illudtrando la teoria della secrezione in senso errato (Paracolia di Pick, Pa.rapedesi di Minkowski). Tratta in seguito dell'anatomia patologica dell'ittero grave, descrivendo cosi le altera.zioni dell'atrofin gialla acuta del fegato nei vari sta.di del processo. Termina. di~cutendo la. fis iopatologia di questa forma morbosa, enumerando le varie fonti d'intossicazione che dnn ragione d ei gravi fenomeni a ca rico del sis tema nervoso e del circ.olatorio. Dopo aver data lettura del diario clinico, e del verbale necroscopico del s uo malato, l'O. ne presenta gli organi (conservati in formolo) che più inte ressano per l'illus trazione del caso. Passa quindi alla dimostrazione dei preparati microscopici degli organi medesimi, rilevando le gravi alterazioni ris cont rate nel fegato, e consistenti, oltre che nel totale sfacelo del parenchima, ridotto a d un detrito granuloso contenente non molto grasso, in una c ospicua iperplasia dello s troma connettivale dell'organo, con spiccata infiltrazione pa rvicellulare. Nelle sezioni d el rene, d imo.;;t ra poi la Dtlcrosi totale degli epi teli dei tuboli contorti, accanto ad una s piccata ipe remia di tutto l'organo, mentre non si notano a lterazion i r egressive nè progressive negli altt·i elementi che lo costituiscono. Con questi da ti alla ma.no, l'O. conclude non esser dubbia, nel caso in d iscorso. la di11gnosi di ittero grave formulata in vita, mentre dnl punto di vis ta an11.tomo-putologico rimane <la spiegare perc hè, pur nvendo il microscopio rilevate nel f&gnto le c,natteristiche alterazioni de ll'at rofia gia lla acuta, I' a.s petto, il colore, il vol ume, il peso (g r. HlOO) e la consistenza dell'organo non corri· spon,levano esntarncnte allo stadio rivelato dall'esame istopatologico. L'O. ammet~e che nel suo malato il processo s iasi iniziato da un te mpo rela tivamente lungo, come gli fa ritenere s pecialmente la notevole iper· pla!.ia connettivale nel fegato, la qua le dà ragione anche della conservata consistenza, malgrado lo s facelo del parenchima, gia avvenuto. Ammette ancora. che la degene razione grassa non raggiuns e nlfli l'alto gmdo che abitualme nte s i riscon t ra in questa forma 6n d a principio, il che spiega la sc,1 rsa quantità di grasso ri!.contrn.to ne l detri to. Dichiara infine che il rinssorbimento del detri to s tes~o esseudosi ap1iena inizi.ito al momento della. morte, resta spiegato pe rchè il fegato sia d i poco l"idot to nel volume e nel peso, e parche macroscopicamen te esso presenti solta nto piccole zone di a trofia rossa. P A LERJ\10 (dicembre 1913). - Ca pitano medico di M. T. MARIO CIULLA. Riferisce sopra d ue cas i di inte n 1 en to chirurgico per fratt ura della rotula : il primo rig ua rda un soldato del 2~0 ar tiglieria da campa gna, che, cadendo da cavallo,
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aveva riportato frattura trasversa.le della rotula. destra. Rimosso un piccolo frammento intermedio tra il moncone superiore e quello inferiore, l'O. praticò l'osteosintesi diretta di questa mediante grossi fili di catgut, nonchè la sutura dei legamenti e quindi immobilizzò l'arto in unn, doccia con bendaggio amidato, ottenendo la guarigione per prima1n in settima giornatn. Dopo quaranta giorni furono iniziati i movimenti dell'articolazione, e l 'infermo fu dimesso dall'ospedale in assai buone condizioni e èon una funzione dell'articolazione assai soddisfocen te. Il secondo caso riguarda un bersagliere dell'8° reggimento, che durante una marcia cadde sul ginocchio destro, riportando frattura della rotula. 11 capitano medico Lionti praticò l'osteosint,esi con fili di catgut, seguendo il processo del Payer, ed ottenne perfetta consolidazione dtilla frattura con assai soddisfacente funzioue dell'articolazione. L'O. m ette in confronto detti risultati con un /\ltro caso di frattura dell,~ rotula riguardante un soldato clel 4° reggimento fanteria, che, avendo riportato a Bengasi. in seguito a. scoppio di una mina, frattura della rotula d11Stra, fu sottoposto nll'osteosintesi metallica, ma nonostante il forte attorcigliamento dell'ans:, non si potè ottenere il perfetto contatto deì monconi, essendosi s viluppat a fra essi la formazione di un piccolo callo fibroso. Dopo :.vere presentato le varie radiografie dei casi in esame, l'O. viene a parlare degli interventi chirurgici nella frattura della rot ula, dimostrando che oggi non è più discutibile il metodo della sutura a cielo scoperto, col quale soltianto è possibile tener conto dell'inLerposizione di parti molli tra i monconi di frattura, provvedere alle eventuali lacerazioni dell 'apparato estensore laterale e mettere a perfetto affrontament.o le superficie ossee. Tratta quindi del materiale usato ,,.er l'osteosintesi della rotula, ed afferma che il catgut deve essere il materiale preferito, perchè le osservazioni dei vari autori e le proprie, valgono a dimostrare che il riassorbimento del catgut avviene in un iempo molto più lungo di q_uello che ordininiamente si crede. D'altra parte il Brunn ha potuto osservare che l'osteosintasi metallica può dar luogo a caduta di frammenti di filo nella cavità articolare, con fenomeni dolorosi e disturbi funzionali del tutto simili a quelli dovnti a prcset,za cli corpi estranei endoarticol11ri : nè con la sutura metallica ai viene facilmente ad ottenere il perf°E>tto contatto dei monconi d i frattura. Illustra in seguito l'O. un oaso di frattura comminuti va del quarto superiore del femore, consecutiva a ferita d'arma da fuoco, riportata da un sergente del 1• reggimen to artiglieria da montagna nel combattimento di Montrus. L'in· fermo fa ricoverato nell'ospedalo militare cii Palermo, proveniente da quello di Tripoli, coll'arto immobilizzato in un apparecchio amidato e tenuto in est ensione parallelamente all'asse del corpo. All'esame radiografico si constatò che il femore era fratturato comminutivamente con forte abduzione d('l moncone superiore: rimosso l'apparecchio, si rilevò un focola io purule>nto apren tesi a.Ila faccia anteriore della coscia, per cui si fece l'estrazione di varie scheggie ossee e si applicò successivamente un nuovo apparecchio 11midato a trazione continua. ed adagiando l'arto nella posizione di marcata abduzione per fac ilitare l'affrontamento dei monconi. Dopo 40 giorni, colla rimozione dell'apparecchio, si potè accertare la consolidazione completa della frattura , con ottimo funzionamento dell'arto. Finalmente l'O. riferisce un caso di ferita da arma da fuoco, con solo foro di entrata in conispond~nza della bozza frontale sinistra, riscontrata in un
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ascaro del 9° battaglione eritreo; il quale ebbe a notare immediatamente dopo la ferit11 In perdita completa. della vista dall'occhio l'inistro. L11. radiografia dimostrò la ptesenza di un proiettile nel lobo occipitale di destra situato perpendicolarmente nella parte più interna ed in vicinanza della linea sagittale. Dopo avere espo4o minutamente il decorso dei nervi ottici, dall'uscita dell"orbitn fino alla cor teccia dei lobi occipital i, l'O. si domanda. come si possa spiegare che il proiettile entrato in direzione perpendicolare alla bozza fronta le di sinistra sia andato a fìs,mrsi nel lobo occipitale destro e colla punta in alto. Egl i ritiene che il proiettile nel suo tragitto abbia subito degli ostacoli tali dn farne modificare la direzione, ultimo dei qu11,li la resistenza opposta dal tentorio del cervelletto. Esclude in modo assoluto che la l esione sia anteriore al chiasmn, e, d:tta l'ubicazione del proi1>tti le, come è dimostrato dal r eperto rad iografico, ammette che il proiettile abbia leso il decorso delle fibre crociate, che sono devolute ,dia vi'!ione dei due terzi interni della retina dl'Stra, e che nel devh,re per allogarsi nel lobo occipitale destro abbia intaccato le fibre dirette del nervo ot.tico destro, che, sarebbero appunto localizi.ate ne lla faccia interna d(·lla cor teccifl cerebrale del lobo occipitale. PALERMO (gennaio). - Si apre la discussione sull'ultimo caso preseutato nella sedut,a precede11te dal capitrno medico Ciulla. Il t Pnente medico SAL\' ATORE P1NTACUDA osserva che il caso in esame è di difficile interpretazione, sia per quello che riguarda il decorso del proiettile, sia per le lesioni da esso apportate. poichè non è ammissibile che una vasta lesione cerebrn.le sìtt r imRsta senz'altre mirnifestazioni che ~uelle che noi conosciamo. Descrive brevemente il decorso delle vie ottiche, soffermandosi specialmente alle connessioni c he queste, all'uscita dei tubercoli quadrigemelli anteriori, prendono coi nuclei d'origine dei nervi bulbo•prot;uberanziali, e ,:ioè coll'oculo motor comune, o culo motore esterno, patetico, ecc., connessioni le quali stabiliscono strette dipendenze funzionali tra i movimenti dei muscoli dell'occhio e doli' iride e l'atto della visione. Dato il particolare comportamento delle vie ottiche, dimostra che, perché una. lesione Ji queste possa portare la completa amaurosi di un occhio, è necessario che questa. les ione cada avanti il cbiusma e si trovi dallo ste~so lato dell'occhio cieco. Ma come spiegare allora ln pcrsistPnza de l rittesso pupillare? Riferisce n. questo propo5ito gli studi del Marina, tendenti e. dimostrare che il riflesso pupillare può <'OmpiPrsi per tutt'altra via cl1e quella che noi conosciomo. Il 1.larinii, studianòo un 11umero stragrande di oftalmoplegie interne. potù constatare che solo poche volte II queste si accompagnava paralisi pupillare, anche q t1ando d ette oftalmoplegie erano d i origine qu11drigemina, ciò che lo indusse nd am1oettere per i movimenti della pupilla un altro centro di riflessione Ili!' infuori dei tubercoli quadrigemelli anteriori. Ins titui all'uopo delle esperiemr.e, valendosi del metodo delle degenerazioni e dell'instillazione di nicotina (ve)Pno specitico delle cellu le g ang lini), e potè venire alla conclusione che distruzioni parzi11li, più o meno estese, dell'iride, proce!lsi ciliari e cornea eran sempre a ccompagnate da lesioni p iù o meno estese dei ner,i ciliari e delle cellule del gA.nglio oftalmico. mentre i·imanevnno integre le fibre del! oculo motor comune, dei suoi nuclei d'origine, dell'abenula, del ganglio di G11sser, ecc.; e d'?.ltra parte vide segui re degenerazione dei soli nervi ciliari per le lesioni delle cellule del ganglio oftalmico. Questi risultnti, inte-
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grati da l fatto che la degenerazione delle fibre dell'oculo motor comune si arresta a livello d el ganglio c iliare, gli sembra lo autorizzino ad ammettere nel ganglio oftalmico un altro centro di riflessione dei movimenti dell'iride, e nou il meno importante. A conforto di queste s ue vedute egli riferisce (in un altro lavoro} delle oss ervazioni c liniche ed anatomo-pntologiche riguardanti casi di tabe e d i paralisi progressiva. Egli poté constatare cl.te, sempre che vi furono in vita alterazioni del riflesso pupillare, queste costn.ntemente e rano a ccompagnate da lesioni dei nervi e del ganglio cil iare, mentre le fibre dell'oculo motor co1J1 une dl\i s uoi nuclei fino all'abenula restavano int egre, anche quando la pupilla si presentò completamente ri gida. Ma nel caso presentato dal capitano medico Ciulla non si può nemmeno invocare l' ipotesi del Marina, perchè a llora non dovrebbe a versi la reazione consensu11le dell'altra. pupilla, non esis tendo, che si sappia, connessioni col ganglio ciliare dell'altro lato. Ed allora? Sembrerà :itrano, continua l'O., che pur in presenza di una lesione di questo genere, a spiegare i sintomi presentati dall'ascaro, non s i possa che ammettere uno stato isterico dell'individuo. S i sa infatti l' influenza che i trautlli esercitano sul conclamarsi di uno stato isterico sino allora latente e crede superfluo soffermars i s u questo punto; d'altra parte osserva che due anni Ji permanenza in colonia Eritrea lo hanno convinto che fra quelle popolazioni l'isterismo è molto più frequente di quello che comunemente si creda. Pi-ende in seguito la parola il tenente medico BEN EDl, T'l'O U At'FARELf, J, il quale sostiene che, date le nozioni di anatomia, di fi siolog ia e di anatomia patologica, per spiegare la cecità. completo, di un solo occhio si deve necessa riamente riconoscere che il nervo ottico deve esser leso al davanti del chi11.sma. Contro tale fatto però sta la conservazione d!'l riflesso irideo alla luci!. Egli spi~ga la persistenza del predetto riflesso, ammettendo la per cezione luminosa nell'ammala to, perché rimaste integre alc une fibre del nervo ottico. Egli ricorda che, secondo le moderne vedute della traumatologia, il cranio possiede dei pilastri che reppresentano dt11le linee rinforzate e tra di essi g li interpilas tri che sono le parti deboli della scatola cranica. In seguito al t raum atismo della regione frontale s inis tr.., dovuto all'urto del proiettile, si potè formare una linea di frattura, la q uale discendendo verso la base, per la incis ura sopra.orbitaria, arrivò all11 volta dell'orb ita, arrestandosi fino a lle piccole ali dello sfenoide. Con questo meccanismo si può spiegare la lesione <lel nervo ottico destro, a livello del foro ottico, mo.lg rado c he il t rauma a bbia agito nella regione frontale di sinistra. Inoltre notli 1'0. che non può assolutamente ammettersi la persistenza d el riflesso irideo senza la presenza della via sensoriale, rappresentata dalle fibre del uervo ottico. li :Marina ammette un riflesso att raverso il ganglio oftalmico, ma in tutte l e sue esperienze esisteva sempre integra la via ottica. E se effettivame nte il riflesso irideo potesse compiersi attraverso il ganglio oftalmico, indipendentemen te tlalla via ottica, tale 1·ifJesso dovrebbe esiste re in tutti i casi di amaurosi, tenuto anche con to che l'iride b n la proprieL/l di contrarsi sotto razione della luce, anche quando è staccata. dall'occhio. Ma la fisiologia, la clinica e l'anatomia patologica ci insegnano che tale riflesso ma nca. qua ndo la via ottica è interrotta al davanti del chiasma.
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CONFERENZE .SCIENTIFICHE Dli:GLI OSPEDALI Kl LITARI
Il capitano medico G&ROLA XO LJ ONTl non è del parere del tent!n te medico Caffarelli, perchè non può ammettere una lesione del nervo ottico, consecutiva a frattura della base, senza che nell'infermo vi fossero stati tutti gli altri sintomi che a tali lesioni sono compagni fedeli. Pertanto egli, ri· guarclo alla cecità dell'ascaro, come conseguenza della ferita d'arma d a fuoco, si a ssocia al parere del capitano Ciulla. Questi, rispondendo ai vari oratori, non nega che l'isterismo possa spiegare la completa cecità dell'occhio de;:tro, ma nel caso in discussione sta di fatto che il proiettile penetrò nelle. bozza frontale sinistra in direzione a questa perpendicolare, ed è anche certo che il proiettile ,;i t rova tuttora, come il reperto radiografico dimostra, allogato nella parte più interna del lobo occipitale sini,;tro, dove pare che abbi11.nu origine le fibre del fascio esterno o diretto del nervo ottico. Non crede tuttavia di allontanars i dal primitivo concet.to emesso, che cioè nel primo tratto del suo decorso i l proiettile "bbia interrotto la continui tà del fascio crociato e che nell'ultimo tratto abbia interrotto la continuità delle fi hre di rette. Il tenente medico Pintacmln osserva infine che l'ipotesi avanzata dal tenenti' medico Cafforelli sarebbe la più piana .,d accettabile, se non rna.ncas· sero i s intomi di tale' lesionP, t>d a l ri guardo s i associa a lle conclusioni del capitano L ionti, e se le s ue conclus ioni non contraddicessero uu dato di fatto della mHssima importauza per la questio11A in esame, cioè la completa c1ecità dell'occhio destro. Per quanto riguarda le obbiezio11 i mosse ali' ipotesi del Marina, fl\ notare che in questo caso la via cen tripeta non e più rappresentata dalle fibre nervo~ decorrenti colle fibre ottiche. ma dalle fibre sensitive del trige1nino che v,rnno al ganglio oftalmico, sotto la. cui dipendewrn. è la sensibilità. dell' fride, e la via centrifuga motrice dalle fibre motrici cl1e da detto g an glio si dip,1.rtono, vE:nendo così a stabilirsi una via riflessa pe riferici\, la quale, è bene ripetere, è indipendente d:, quelln che si compie colle connessioni fra vie otti che ed oculo motor comune. Per quanto concerne l'obbiezione che la luce è stimolo specifico del la retio:-1, fa osserva.re che niente c' induce a credere che questa non possa eccitare anche r iridf', e<l anzi il fatto che un przzo d'iride s taccata reagisce a lla luc", ,;ta a d imostrare che l'iride, per la sua stessa costituzione >111atomica, è cap»ce di ri:<entire un'eccitazione d111la luce; di che natura sia questa eccit nzione egli 1100 sa di re , sconosce11do noi l'intima esst>nza dei fenomen i biologici, dei quali co11oscinmo solamente, e non sempre, il loro determinismo. A I c,,µitnn o medico Ciulla fn notare che, pur ammettendo che le fibre ottiche cl i rette vanno a terminnre alla faccia interna del lobo occipitale, cosa tutt'altro che dimostrntn. sarebbr addirittura miracoloso clie il proiettile abbia prima lel'o, con precisi one matematica, da un lato le sole fibre crociate. e con la stess.i precision,e dnll'aliro lato le sole fibre dirette, e che un dC'corso cosi lungo riel proiettile nt>lln. mns,;a cerebrale sin. rimasto silente senza dare manifestazione alcuna. Pertanto dice che il far d ipenrlere d:1 uno stato isterico i s intomi presentati dall'ascaro, non rappresenta una qualsin,;i via d uscita, ma una necessità.
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M ovimenti avvenuti nel Corro ~anitario e nel Personale farmaceutico (Ualla rlispe11sa t' alla ~· <101 Bol!dlh o u(f'.ciale delle 11om111~).
Uftlolall ln servizio perm&nente. R . deCTeto 29 dictmbre 1913. D& FILIPPJS Giuseppe Maria, tenente medico ospedale Catanzaro. - Collocato in aspettativa. per motivi speciali per un anno. C.uutRANESl Dino, id. in aspettativa per inferm ità provenienti da cause di servizio, ad Ascoli Piceno. (R. decreto 12 gennaio 1914). - Richiamato in servizio e destinato ospedale militare Livorno.
R. decreto 4 genniJio 1914, su proposta del ministro delle colonie. Carlo, capitano medico collegio militare Roma. uffiziale nell'Ordine della Corona. d'Italia.
ANNARATONE ca v.
Nominato
R. dec1·eto 4 gennaio 1914. SOLAVO cav.. Luigi,
maggiore medico ospedale Sa.viglia.no. - Collocato in posi zione ausiliaria, per età dal 12 gennaio 1914. BEDEI Maurizio, capitano medico in iispet tativa per infermità temporanee provenienti da cause di servizio, per un anno, a Firenze. (R. decreto 2-:1 ottobre lll12) - Ricbir.mato in servizio dal 9 dicembre 1913 e destinato 38 fanteria. I seguenti ufficiali medici souo promo,si al g rado sùperiore con anzianità. 31 dicembre 1913, con decorren;,;a per gli assegni dal 1° gennaio 1914 e con la destina7,ione per ciascuno indicata; Maggiore medico promosso tenente colonnello medico: cav. Salvatore, infermeria presidiaria. Catania. sopra..
BARLETTA
Continua come
Capita.ni medici promossi maggiori medici : Francesco, 62 fanteria. - Destinato os pedale Verona. S .i.GOIN 1 Evaristo, ospedale Bologna. Continua come contro (a scelta). CAllBONI
Dete1"1ninazio11e ministeriale 8 gtnnaio 1914. Gozzi Celestino, capitano medico B8 fanteria. - T rasferito infermeria presidiatia Pavia.
R . decreto 17 no·vembre 1913. BEDKI Mau rizio, capitano medico in aspettativa per infermità temporanee prove-
nien ti da cause di servizio, per un anno. (R. decreto 24 ottobre 1912). - L'aspettati':a di cui sopra è prorogata dal 24 ottobre J 913.
R . decreto 11 gennuio 1914. SoscA cav. Vito, colonnello medico direttore sanità militare XI corpo armata. Collocato in posizione aus iliarfo, per età, dal 19 gennaio 1914.
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:MOVIM F:N'rr AV\. ENC:'1'1 ~f!:L COR PO >-A NIT . E Nl,L PERS. FARMACEUTICO
Decrelo ministel'iale 7 dicembre 1913. Lo stipendio annu;:i dei maggio ri m eclici, in scr itti nell'annuario ,nililart con a nziani tà 1° gennaio 1!>09, è portato a !in· 5601) dal 1° g ennaio 1914. Lo stipen dio annuo dei c Rpitani medi ci. inscritti n ell'anima1'io militai·e con le anz ianità 20 d icembre lfJ03, 17 d icembre 1~08 e 1° gennaio 1909, è portato rispettivame nte a lire ,b-;()() e a lire '1400 dal 1° genn,tio 1914.
D etenni11azione m.inislel'iale 15 ge11 11a io 1914. PAN'J'ASO A1·lw·o, cn.pitRno medico ospedale Alessandria, Trasferito os pedale Livorno. ANDRE1i-1 A lf1·edo, id. id. Chieti. Id. 8!1 fantC' ria. FA1,c111 Luiyino, id. battngli<>ne aviatori . - Id. ospedale A lessandria e comandato battngl io ne aviatori.
R. clec1'eto 15 y ennaio 1914. I seg uent i tenenti m edici sono dispensati, pt>r loro <1 01nanda, dal servizio permane nte, sono inscri tt i col loro grndo e con In. loro anzianiti1 nel ruolo degli ufficiali m edici di complemento, dal t 0 febbraio 1914 ed a ssegna ti al distretto pe r ciascuno ind icato: Fi::RnAso1 Bomilio, ospednle :Milano. 0'l'T Iginio, 1° a lpin i. - Id. Livorno.
D istretto Alessand ria.
R . decreto 18 !JCnn.aio 1914. SA<.:CO Rosa,.io, tenente m edico ospedale Catanzaro. - Dis pensato, pe r s ua domanda dal servizio permanente; inscritto col suo grndo e con la sua auzianittl. nel ruolo degli 11ffi1:iali m edici di complemento ed a;,segnato di stretto Castrovi!la.ri, dal 1° febbraio 1914. D efer111i11azion('; mi11isleria!e 2:? genn aio 1914.
C ,u·t'A RAT'l'L Ma.l'io, teueute medico os pedale '.rorino. Trasferito accademia militare. ScmFA Nl V in cenzo, id. 5 alpini. - Id. 75 fanteria. GATTI Gi1u;e,,pe, id. 21 a r tiglieria camp11gna. - Id. reggimento ca valleria Catauia. D1sTEt'ANn Giuseppe, id. ospeda.le Piacenza. - Id. 5 fanteria. MASTROIANNI Anwni llO, id· id. G enova. - Id. 3 id.
R. decreto 25 gennaio 1914. VH:E1JOMINI cav. M a t teo, colonne llo medico direttore ospedale militare AlesS&D· d ria. - Esonerato dalla soprai ndicata carica e nominato direttore sanità mi· litnre XI corpo armata. TttowsETTA cav. E dnumdo, tell(•n te colonnello medico ispett ornto sanità milit~ re. - Promosso colonnello m edico e nom inato direttore ospedale militare Ales· sandria. BARONIO l)ario, tenen te med ico 41 fanteria. - Colloc ato in aspettativn per inferm it à temporanee n o n provenien ti da cause di servizi o, per sei mesi, dal 1° gennaio Hlt4. Co1.ucc1A Vincemio, id. ,I. a lpini. - D ispen sato, pl:'r sua domanda, dal S('rvizio per· manente; inscritto col suo g rado e con la sua anzianità 11f'l ruolo degli uffi, ciali medici d1 compl emento ed as~egna t o distretto L ecce, dal l ' febbraio l !'.IU.
M(JVIMl':NTI AVVENUTI NEL COHPO SANIT. E NEL PERS. FARMACEUTICO
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I seguenti sottotenenti medici di complemento sono nominati tenenti medici in servizio attivo pe rmanente, in base alla legge 27 giugno 1912, n. 699, con la destinazione per ciascuno indicata : S1Nisr Michele, distretto Potenza. - Destinato 79 fanteria. Alberto, id. Gaeta. - Id. cavalleggeri di Aquila. Gt1.1.DALUP I Roberto, id. Lecce. Id. infermeria presidiaria Gaeta. SCIOLI Felice, id. Campobasso. - Id. 36 art iglieria ca mpagna. ROBOTTI Lor,mzo, id. Aless,mdria. Id. ospedale Milano. G uitRRA Vincenzo, id. Foggia. - Id. 9 artiglieria fortezza PAULICELL I Savino, id. Firenze. - Id. ospedale Piacenza. de MAl<CO Raffaele, id. Chieti. - Id. id. succursale Mantova. SooLAKI ..:\lario Fede1'ico, id. Venezia. - Id. id. Ravenna. C 1.u.CARELLI Fraitcesco, id. Roma. Id. 1° artiglie ria campagna. SCALFATI
Farmaolstl militari. R. decreto 2-! 11oi:emb1·e 1913. Ferdinando, farmacista di 1" classe, a dispos izione .Ministero finanze. - Cessa da tale posi:r.ione dal 1° dicembre 1913 e trnsferito ospedale militare Torino. BRUNO Pasquale, id. 2" id., farmacia centrale militare. - Collocato a disposizione del Ministero delle finanzti; dal quale riceverà. gli assegni e le indennità spettantigli, a decorrere dal io dicembre 1913. APPJO'l'Tl dott.
Detel'1ninazione ministeriale 8 9en11aio 1914. GoaR&1··rA dott. Carlo, farmacista di 1° classe, os pedale mili tare'forino.- Trasferito
farmacia centrale militare. Determinazione ministeriale 15 r1en11aio 1914.
Pietro, farmacista capo di 1• classe, ospedale militare Caserta, Trasferito ospedale militare Napoli. M .H iFRlllDl Luigi, farmacista di 2' id., id. Ca.va dt.èi Tirreni (Salerno). Id. id. Napoli. MAIUNI cav.
Ufflolali In poslslone di ·,ervblo &uslllarlo. Il. decreto 28 dicembre 1913. Luiyi, colonnello medici) distretto Torino. - Collocato a riposo, per anzianità di servizio, con decorrenza dal 1° gennaio 191{; inscritto nella riserva ed ins ignito della. croce di Cavaliere nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazza1·0.
TEM PO cav.
R. decreto 8 gennaio 1913. .Monr-so cav. Domenico, colonnello medico d istretto Torino, promosso maggiore generale medico. ARDUINO cav. Fottwu,to, tenente colonnello medico id. id. id. colonoello medico. VINCI A,~elo, capitano medico id. Sirncusa, id. maggiore medico.
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MOVIME:\'TI AVVENUTl NEL CORPO SANIT. E NEL P'ERS,FARIU.C&OTlOO
R. decreto 3 nouembre 191(). MACCAGNO cav. Giaco,no, colonnello medico distretto Cuneo - PRSADOR! cav. Egidio, id. id. Brescia - FREONr cav. Arnaldo, id. id. Bologna - VtTA cav. Gaetano, id. id. Reggio Calabria. - ABBATE cav. Donato, teneute colonnello medico id. Napoli - COPPOLA cav. Nicola, maggiore medico id. Roma.. - Collocati a riposo, per anzianità di servizio, con decorrenza dal 1° dicembre 1913; inscritti n ella riserva e nomine.ti cavalieri nell'Ordine dei SS. Maurizio e La1.zaro. Decreto ministeriale 2i gennaio 1914. Toccr ca.v. Filippo, maggiore medico distretto Perugia, in servizio ospedale Pe· rugia. - L'assegno complessivo annuo è portato a lire 5600 dal 1 • gennaio 19U, per aver compiuto cinque 11.nni di effettivo seTvizio col grado di maggiore medico. Ufflol&U di riserva.
R. decreto 8 gennaio 1914. MARSANICB cav. ÀrilLro, distretto Roma, capitano medico, promosso maggiore medico. PALAZZO Camilla, distretto Torino - P1NNA Ugo, id. Bi, rle tta, sottotenenti medici, promossi teueuti medici. OllOBIFICEllZE.
nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro concesse nella ricorrenza della festa di S. Maurizio 1914. R. decreto 16 gennaio 1914. In considerazione di lunghi e buoni servizi. Cat:alie1'e. F ABR!S cav. Do1ne11iro, colonnello medico dfretto1·e ospedale m ilitare Bologna. GANDOLFI cnv. Giacomo, id. id. id. militare Roma. In considerazione di speciali benemerenze. Utfiziale. DEL.LA VAr,1,E cav . .Z.'rancesco, tf' neote colonuello medico capo sezione Ministero guerra (incaricato). CauaUere. G.1.L1,1 cav. Giova1mi D omenico, tenente colonnello med ico ispettorato si.nità UlÌ· litare. Defunti. C,1.ccu1u Do,ncni co, capitano medico di riserva distretto Caserta. - Morto a Casa· luce (Caserta), il 24 d icembre 1913. NAVARRA Leonardo, sottoten ente medico non più inscritto nei ruoli. - Id. ad Al· r,amo (Trapani) il 17 id. CvccoHULLO Samt1elc, sottotenente medico di riserva, distretto Nola. - Id. a NaJ.,Oli, il IO g ennaio 1914.
---..:....==..-=11 rl e dattor P-
ED.MONDO TRO.llBETTA, colonnello medico. (3 1i5) -
RrJma. 19l4 -
T,p. F.. Voghera.
BsBNABDO e BREZZI, - Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte 8guNi • L. e tavole grafiche. - Roma, l 905 • CAuaun. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel conool'90 Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . ID. - Le mal.a ttie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concol'80 Riberi 1905-1906. Un volume di pag. 402 oon tavole grafiobe e statiatiche.- Roma, 1908 , • Coe.un. - Eepoeizione sommaria dell'ordinamento e fllll%ionamento del eervwo eanitario in campagna presso l'aeercito italiano. - Roma. 1906 • > Da C.eARJt, - Studio sulle mediastiniti (mediaetiniti suppurative, e.aceeeo medie.atih.ico} - Roma, 1900. Un voi. di pag. l~ • , • • • • • HYRTL Ono.rnatologia anatomica. Storia e critioa del moderno linguag~o anatomico. Traduzione libera ital.iatia dei dottori C. PRltTTI e C. S•ORZA. Roma, 1884. (Edizione rara) • Le /triu cauaate dalle armi da guerra. Sintesi della relazione sanitaria sugli eeerciti tedeechl durante la 1JUerra franco-germe.nioa 1870-71. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348. prezzo ridotto. • HANAYBA. S.tudii storico-critici sulla meningite cerebro-spinale epidemica in Italia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto • Su,mABL - Le lesioni t1<\umatiohe dei centri nerv06i. Memoria onorata del premiJ Ribe,r i. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • Sroau e G101..u.a1tLLT. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma. 1885; prezzo ridotto. • TOlll:LLDfI. Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli ÌDll<1Y'Ìtti. - Roma. 1875 . • CuSA.N1. Guida del medico militare per le eser·citazioru pratiche sul servizio earutario in campagna . •
3 60 6 -
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11. a . - Per l'acqulato delle opere sopralndloate Inviare oommìHionl e vaglla ali'Ammlnlstru10H del Glon1ale di mediolna militare via XX Settembre Roma.
Altre p1ibblica,zion/. tne<lico-m-Uitrwi: S'KBB..lB.I LELLI FaA!'ICESOO, capitano medico. - Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. (Vendibile preeeo
l'Autore in Firenze, acuola d'applicazione di sanità militare). , • • L. A. SsRTOLI, capitano medico libero docent.e a, patologia apeoiaie chirurgica nelìa R. Università di Pisa. ·- Contributo allo studio del rinofima o ricerche iato· logioho sui t rapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappiru. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). . • J.A.NDOLO CoBT.urTINo, colonnello modico. - Oftdm06Copia ed ottica oculistica. Manuale teorico-pratico. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, etabilimento tipografico Ferrante, 1906. (Vendibile pre&IIO l'Autore, Roma, via Prinoipe Amedeo 47 ) MANOU.NTI Euo, colonnello medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1898, 1905). Testo e progott-0 con illlllltrazioni, premiati con diploma d'onore ali' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile preeeo l'Autore, direzione aanità militare) lo. ID. - Eaercito e tubercolosi. (Notizie. - Profilaaai attuale. - Età della chiamata. - Ferma biennale. - Abb888amento della etatura). Relazione al congreaso nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . • 8A.LINARI SALVATORE, m ..ggiore medico. L'anatomia e la chirurgia operatoria della man1.ibola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, l 906. Un voi. in 8 ' di pag. 130, con 58 figure intercalate nel testo. (Vendibile preeeo • l'Auto<re, Corso Vittorio Emanuele 386. Napoli) ID. ID, - La chir urgia delle vie biliari. Momoria onorata di un attestato di lode della Società medico-chirurgica di Bolopua. - Bologna, 1903. Un voi. in 16° di pag. 198, (Vendibile preeeo l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • 8A..111TUCOJ STJHANO, maggiore medico, libero docente di oftalmologia o di clinica oculistica nella Regia Università di Torino. Studio scientifico pratico sui traumat.iami oculari. Voi. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 microfotografie e con prefazione del prof8811or C. REYMOND, direttore della Regia clinica oculistica di Torino. - Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile pr811BO la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma) .
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GIORNALE DI
MEDICJNA MILITARE Direzione e Amminlstraz: Via Venti Settembre (Palano del.Ministero della guerra)
CONDIZIONI DI A.BBONAMENTO. t• Il Giornale di medicina militare si pubblica l'ultimo giorno di ciascun mese in fascicoli di 5 fogli di stampa. 20 L'abbonamento è annuo e decorre dal 1° gennaio. 3- Il prezzo dell'abbonamento é: P.er I' llalia e la Colonia Eritrea . . I.. :12, Per l'Estero . . . • . . , . . . > 1:-.,~ 1· in I ta lia • > t,25 · n ,a~c,co1o separ alo cosi.a , E l a 11 • s ero > 1 ,:e.o _. Il supplemento contenente l'Annuario j io I Lal,a . > 2,50 ·. . del cor po sanitario militare costa . ? all'Estero. > 2,75
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4° L'abboname nto non disdetto prima del 1• dicembre s'intende rinnovalo per l'anno succei::!'<ivo. 5° I signori abbonati militari in effettività d i ~ervizio possono pa gare l'im· porto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche e rate mensili). 6' Per i !;<Oli ufficiali medici (dell'E!:'er cito e della Mal'ina) è ammesso un abbonamento ciumulatho al Giornale di medicina nulitnre ed agli Annali di medicina naoale e coloniale al prezzo di L. 18 annue. Pt!r ottenere tale ebbo· namento ~li abbonati del gior nale di medicina militare devono far pervenire direttamente L. 6. all'amminis lra::tione degl i Annali (presso il ministero della
Marina).
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7° Ai librai si fa lo sconto del 10 0 , ma soltanto per gli abbona men li delle persone e degli enti non militari. che non possono fruire della facilitazione di cui al n. 5 e 6. 8° Le spese per g li est,·otli e quelle p e r le tavole litografiche, folog-rer.che, ecc.. che accompa/?nassero Jt! memorie, sono a carico dei;di autor i. 9" Gli autori delle memorie potrann o averne :zii estratti fac.endone richiesta 11ll'atto rie ll' in vio delle bozze corrette. Gli eslralli sono di due tipi : T1Po A. - Con copertina in biarico, senza frontespizio, e colla impagina· lura e numerazione del fascicolo. TIPO B. - Con cope~~ina s tampala, frontespizio, impaginatura e numera• zione speciale. Il prezzo è regolato dalla seguente tariffa : P re .z.zo cl.i oiEu1,o~~ :fog1.to cl.i. •'b::l.mpe.
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NU MBRO DELLB OOPIB
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=
DI
MEDICINA MILITARE. .Pubblicato d a ll ' I s p ettor a to di Sa nit à mili tar e Giornale di medicina militate : 1861-1884
Glornal• medico del Regio Etercito e della Regia Marina : 1886 189~ O!orna!e medico del Regio Esercilo: 1806·1'i~07
ANNO LXII - 1914-
FASCICOLO
III
3 1 MARZO·
SOMMAR IO HIE.IIIOBIF.
ORI G INAI. I .
Zaenl. - Sopra un nuovo tlpo di sol uzione iu~ica per il metodo Grosslch , Soluzione
...·, . .J
iodobenzollca , • • . . . . . . . . . . . . • . . . . . • • . . . . . .
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'" Cblrul e Glorduo. - Ricerche batteriologiche sulla clisinleziooe delle mani col metodo Llel'ID!lno . • . • . . . • . . • . . . . , . · · • , · · · • · · · · · llvt&. - L'iperemia passiva alla Bler nella cura delle adeniti e In altrt!' a!Teiiooi chirurgiche
ii5 181
RIV ISTA Sl!'iTETICA. l111P1rlall. - Itteri emolotlci . . . . . . . . . . . . . . l'lnll. - Le forme cliniche <lell'epat1te suppurativa . . . . .
t 88
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RITl8 T.I. DI t.1oa11.1.1.1 rT,I.IAlWI IED 1,;IIT F.RI .
( Y. l' Indice nel/' inlei-110 della cupei-ti,1a) --CO)---
DIR EZ IONE ED AMMINISTRAZIONE RO.IIA. • Palaao del Mlnilltero della Goen-a. Via XX Settembre • ROii.A
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INDT C E DELLA. RIV1STA DI GIORNALI I TALIANI ED .1:!:S'.l'ERl RI Vl~TA M~ DICA.
Welll. - I smlomi rivelatori dell'azot P.m•a . l1mes. - ~ull'albumìnuria in rasi dì piccolo rr ne hia.nco .
/•n9. ! li
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RI VI ST ,\ DI i\ RVBOl'ATOT.OGIA.
Babinski e Tournay. -
I sintomi de lle malatlic rlcl cervelletto e loro .,l~nilicaw.
~I
HIVLSTA LII OIIRt:RG IA DI GU!sRRA.
Salinari. -
J.n fnill' rlell'ml!lo rne proòollc ila lle morlerne a n ni d n :nrerra
t!l
IHVISTA DI CHIIIUHGIA Gl<:NKRALI<:. Tansini.
Sulla r u, a rtr l i:ono col metodo cli Lulon
Caldera e Gaggia. -
RIVISTA DI OTO- lll t'iO-LAfl lNGOI\TRIA . A roroposrto <lnlla sier o,lia1:"nos1 nr ll'o,cna
lil
ttl
RIVISTA ll'ltìlEl'-E GrnKBAl.l<: ~; BATTERI Ol.\) GI A. Sopra un pa ra, sita en,locellu lare 1,ro,111t1onl ,li s p,rorlietc tro,:olo nelle ll·, wn, ,illhlich~ e ne l saogue c1rrolante rl uran tr i l l'l'r•odo $er.onrla rio rlrlla ,iOlirlc
Ross. -
Glllberli. - I.e cono•ceoie orl1e111e r. , lla rahl ia e ; ua 1>ro0Ja,s1 Gìliberll. - Il ~olrra a,iat,co e il " strma M ite rin, p1e prollla ,., i Clllbertl. - V,1c1·i110 e vncr rnn,one con t ro il v.1i11<1}(), clln ~pecialP n iinarrfo alla ternir~ Gillberll. - Il !alt.e nei conr r tli modern i òcll" lgierw . Glllbertl. - I concell , moderni sulla rh.,,rg•11za 1· s ul la ,ll ffus ion e d el tifo o sul sistema di prnlllassl Guerra Coppleli. - Tul.,Ncolosi e alcooh<mo ,u lr.1 ha. nlVISTA Ili STATISTICA MF.O!CA. !:ilali, fi.-:t so1111n.1n,1 ,1,,11.• ra11s1• d elle ,norri :11 1i-m1Lt' ne l ll eµno uelra nno 1~12 Ili \' JSTA 111R1.1l)(; IIA FICA.
Lombroso. -
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MOVIMgNTI A\IV l'.NtlTI i'-1(1, COIWO SA:-ilH IIIV K :'-'EL p~; l~S0t'iA 1, 1!: ~' .\lnJACi,IITIC<J
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Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz, del " Giornale di medicina militare 11 hrnnu.co P1ETRO. tflnente i;enerale medico. - Sul!'nzione d egli attun.li Cucili da
.
guerra e specialmente del fucile itnlieoo di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperime n tali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipoi:rafia).- R orna, 1903. ("t'end ibile presso la Tip Voghera)L. lo. ID. - Le operazioni più freque nti n olla chirurgia di guerra con LJ2 figure inter<',alate nel testo. - Fire nze 1898. (Vend ibile p resso la Lib. Bernardo Soeber Firenze ) . . • s dntropomuria militare. - R isultat i o t tenuti dallo &poglio dei fogli sanitari delle clMSi 1859-1863; due vol wn i io 4° con atlante : Voi. l /Dati antropologici ed et nologici) <'cm Atlante della geografia so· tropologica dell'Italia. - R o ma 1896 . • 18 Voi. Il (Dati demografici e biologici). - Roma, 1905 6
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MEMORIE ORI G J N ALI
SOPRA UN NUOVO TIPO DI SOLUZIONE IODICA PER IL METODO uROSSICH " SOLUZIONE IODOBENZOLICA ,, - - -o -
P,,r il tenenu• medico dott. Giovanni Zanetti
Con ]a, presente comunicazione preliminare è mio desiderio proporre l' uso di una solu zione iodica, la qnale, per le considerazioni che andrò esponendo, per le ricerche da me iniziate e per i primi risultati conseguiti nell'applicazione pratica, mi sembra consigliabile e perfettamente adatta a sostitni re la soluzione alcoolica di iodio \'I'intura.) nella pratica chirurgica. Non è mio intendimento con ciò di menomam IA. bontà del ::Ue todo Grossicb, ma di portare auzi il mio modesto con tributo a che questo me todo orm ai clas~ico, po:isa senza inconvenienti esseri;} maggiormente diffuso. Dall'epoca in cui Grossicb (]) presentò il suo metodo d i rlisinfezione della pelle colla tintura d i iodio, cioè dal 1908 ad oggi, la Clinica ed i I Laboratorio. han no dimostrato con una non interrotta serie di sta.t.isti che e di ricerche, come tale metodo abbia perfettamente cot·· risposto a.Ile speranze che ii1 esso il suo operatore. riponeva, e la mond iale diffusione ne ba dato piena conferma. Però, diffondendosi il metodo ed ,inmen tando le osservazioni cliniche si vennero constatando degli incou veuienti che, se non infir• mano l a bontà del metodo, banno però !:lpiuto clinici e ricercatori a rendersene ragione ed a cercare di ov,·iarli . Prescindendo da quei rari casi nei qua.li l'applicazione dello iodio ba manifestato effetti tossici, talora lievi (albuminuria ) talora letali, come i tre ricordati dal R eclus (cioè q uelli dei dottori Biesalskj e Mosukovit z e quello del dott. Patris de Broé) i quali casi, tra le molte migliaia di volte in cui fu applicato il metodo Grossich, senza inconvenienti tossici, acquistano verosimilmente valore di probabili idiosincrasie individuali, certo il principale degli inconvenienti sta ( 1) ( 'enrral61.au /iir ()hir,,ryie , 31 ott obre 1911,~. n. 44. 11 -
Gi01·1wk di 111Pd ic1,1a mililart - l'a,c. lii.
Hi~
SOl'RA U!\ NUOVO 'l'I PO DI SOLUZI0Nlt IODICA, ECO,
nella azione irritante che la. tintura. a lcoolica dì iodio, se non di recente preparazione, esercita sulla cui.e ed in maggior grado nelle regioni del corpo a. pelle delicata; azione irritante che dal semplice eritema può giungere a vere e proprie dermiti (1). Dttta la diffusione che la tintura di iodio ha ora acquistata non solo nelle cliniche e negli ospedali, ma nella pratica privata e nelle fa,miglie, sono aumentate le probabilità. di porre in uso della tintura alterata. Non vi è certo medico pratico, specialmente nelle condotte rura\j, che non abbia osser vato gli eritemi e le flittene prodotti da tintura di iodio conservata per mesi dalla famiglia dei clienti in una hottiglia, spesso esposta alla luce, e malchiusa da un corroso tappo <l i sughero. Qualche volta però l'azione irritante la si nota. anche nelle tinture fornite dalle farmacie pubbliche e da, quelle dei grandi os pedali, co:1ichè lo stesso H.eclus (2) di ciò preoccupato fece eseguire ricerche in proposito, ed in una sua lezione clinica cita i r isu ltati ottenuti da M. Bonlier, allievo interno, il quale osservò che g r. 30 di tintura alcoolica. di iodio, tenuta in una bottiglia a tappo smerigliato iu un armadio alla temper11turn. di 16 centigradi avevano in due settimane dato luogo alla. formazione di centigrammi 40 di acido iodidrico, il che corrisponde circa a g r. 13 per litro. Recentemente A. Gautier (3) (farmacista. capo dell'esercito francese ; in seg uito a. ricerche appositamente istituite arrivò alla conclusione che la tintura di iodio si altera rapidamente con formazione di acido iodidrico, la q uale alterazione comi1.1cia soltanto qualcbe giorno dopo la preparazione, prosegue con rapidità dopo i primi tempi per rallentare in seguito durante i due mesi e r aggiungere un maximum che nou viene più sorpassato. La tintura dì iodio contiene allora. 16 gr, di acido iodidrico per litro. La tintura così alterata è irritante e caustica; applicata sulla. pelle provoca uu eritema o cfisorganizza. i tessuti, a.prendo la. via ai germi i in tal modo, q uando la. si adopera in chirurgia come antisettico, può divenire un temibile agente di 'infezione. Io pure potei osser vare, durante il servizio prestato in Libia (15 luglio 1912 fine agosto 1913) che, forse per la maggiore azione della tem peratura e della luce solare in quelle regioni, la tintura di iodio si (I) Il dott. Costant ini pubblica un caso gra,·e di dormite generali.na ta alla gamba per l\pplica1.ione di tintura di iodio (Oazzetta degli Ospedali. 19 12) (2) Presac MMirafe. n . 13-1911. (!lJ A rchfre.• dc Mrdcci ne et de Pharmarie militairPs. n . 12-1912. Par i.s.
SOPRA UN NUOVO TlPO DI SOLUZIONE CODICA, IWC.
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altera oon straordinaria. rapidità, cosicchè solo dopo due v tre gioreì dalla preparazione, nelle infermerie di Lebda, Homs e Sidi ben Nur, potevo constatare il manifestarsi di eritemi piu o meno estesi negli individui medica.ti, per modo che si doveva assai spesso preparare estemporaneamente la soluzione iodica.; e fu appunto allora che sorse in me l'idea di cui è scopo la presente nota. Numerose sono del resto le modificazioni proposte per ovviare od attenuare tale inconveniente: ma i tentativi fatti: a) sia cercando di stabilizza.re la. soluzione alcoolica di iodio cou l'aggiunta di ioduro sodico, potassico od altri; b) sia cercando di attenuare gli effetti irritanti diluendo la tint.ura., come consiglia.no Hesse Reclus, ecc., od addizionandovi uufl. m1;;cela etereo-cloroformica, secondo Dela.ngre; e) sia pure sostituendo all'alcool il cloroformio come propone Cha.ssevant o la benzina addizionata di paraffina secondo Heussner (ciò -,spongo solo per citare fra molti, alcuni esempi che rappresentano le tre differenti vie segl'ite dagli sperimentatori per raggiungere Io scopo) non diedero a quanto ~embr!I. ottimi risultati; poichè il miglior me?.zo c he ancora oggi ili con!liglia nella applicazione del metodo Grossicb è di preparare « e.-v-tempore > la soluzione alcoolica. di iodio tanto che vengono ora posti in comO",eroio e vanno diffondendosi nella prlltica. i tu betti con iodio in polvere, i tabloidi e le pastiglie iodiche. Senza dubbio sino a che entrerà l'alcool ne11a preparazione della ùntura di iodio sara poco probabile impedire che essa più o meno si alteri . Lo iodio, come è noto, sebbene con minore intensità: del bromo e dfll cloro agisce come ossidante indiretto quando si trova in presenza dell'acqua. e di sostanze facilmente ossidabili. La soluzione acquosa di iodio alla luce, anche a freddo, si scolora con formazione di acido iodidrico direttamente o previa formazione anche di acido ip0iodoso dando l uogo a possibilità di ossigeno attivo, H, O + I
=2 H I + O
H. O + I, = H I+ H I O capace di compiere delle energiche ossidazioni. È appunto per tal modo che l'alcool (più facilmente se non anidro) per azione dello iodio si ossida ad aldeide con formazione di acido iodidrico e uel contempo di ioduro alcoolico.
+ =
+
+
+
2 e, H. OH r. c. H, O Hl c. H, I H, O detta reazione per quanto si può desumere dal lavoro del Gautier già accennato, procede r1t.pida in principio per arrivare ad uno stato di equilibrio allorquando la formazione di acido -iodidrico ha, rag·
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sorRA UN NUO\"O TIPO m SOLUZIONE IODICA, ECC.
p;iunto (riferendosi alla tintura officinale francese) la quantità di lo gr. per litro. Stante ciò si spiegano abbastanza facilmente g li scarsi i·isultati circa le proposte modificazion.i indicate in a) e b). . Migliore cer to è la v.ia indicata in e) tentata da Cha!isevant e da H eussner, sia perchè è eliminato l'alcool, sia perchè i solventi propo· sti da loro, sciolgono molto meglio i grassi che non l'alcool e sono anche dotati di maggiore penetrabilità attraverso la cute. Il primo consiglia la soluzione d i iodio in cloroformio (1: 16) ma se l'uso di tale soluzione non andò generalizzandosi, deriva forse dal fatto che il cloroformio volatilizza troppo rapidamente e viene quindi diminuita la possibilità di una sufficiente azione locale o di penetrazione, inoltre il cloroformio non sembr erebbe il solvente più adatto, se si tien conto che per a zione dell'aria e della luce, come i, noto, acquista udore pungente per formazione di cloro, cloruro di carbonil e e di acido cloridrico, altrettanto e forse più dannoso, nel caso nostro, dell'acido iodidrico. Il secondo usa una soluzione d i iodio nella benzina addizionata di paraffina, ma anche qL1esta sembra non a ver troppo corrisposto o per lo meno non ha assunto g rande diftusione fra gli operatori : probabilmente secondo me, ciò dipende forse d alla scarsa solubilità dello j odio nella benzina, che, come io potei stabilire, non sorpassa nelle soluzioni sature in media l' l p. 100, mentre come s1 sa il Grossich pone il potere sterilizzante della tintura nell'elevato tasso di jodio lChe secondo la farmacopea austriaca non è !llferiore al 6 p. 100) che noi troviamo spesso superato o di poco diminuito nelle tinture alcoo· 1.iche di iodio prescritt e dalle varie farmacopee di altri Stati: Farmacopea austriaca circa 6 p. 100 » germanica » 9 .,, .,. americana » 8 » » fran cese > 9 ,, Farmacopea u fficiale italiana, II ediz., circa 7,2 p. 100 ::f~rmacopea uffic iale italiana, III ediz., circa 9 p. 100.
Farma:::opea i11glese 5 p. 100 danese > • » norvegese > ~ svedese •
Da.Ile consid.erazioni sovra esposte, emerge che il solvente da usarsi deve essere di per sè inalterabile, presenta.re il minore grado possibile di ossidabilità, non avere idrogeni facilmente sostituibili dallo iodio evitando cosi la formazione di acido iodirico, e per quanto riguarda l'applicazione, essere dotato di buona penetrabilità attraverso la cute e sciogliere bene i grassi. P er queste ragioni pensai di
80PRA UN NUOVO TIPO DI SOLUZIONE IO!>ICA 1 ECC.
ldo
ricercare detto solvente fra gli idrocarburi e specialmente fra. quelii a punto di ebollizione non molto lontano da quello dell'alcool ordinarinmente usato nella. preparazione della tintura di iodio, e quindi gli stesse verosimilmente vicino anche per volatilità. InolLre sopratutto fosse, come l'alcool, un buonissimo solvente dello iodio anche a tempera tura ordinari11,. · Dirò subito che la mia attenzione fn maggiormente rivolta agli idrocarburi aromatici in quanto che come è noto, sono men o facilmente attaccati dagli agenti cssidanti di quanto lo siano gli idrocarburi della serie grassa. Ed inoltre l'idrogeno del nucleo aromatico, entra meno facilmente in reazione cogli alogeni in generale, è diffi cilmente con lo iodio anzi solo con mezzi energici e con l'aiu to di catalizzatori o per la. via indiretta (1). I solvent i da me scelti furono il benzolo, il toluolo, e lo xilolo i quali si ricavano dai prodotti di distilJazione del carbon fossile, si possono avere abbastanza puri in co mmercio e sono individui chimici ben definiti. Come rappresentanti degli idrocarburi saturi delll\ serie grassa volli provare due tipi di benzina, quella leggAra e quella comune, ma per quanto risulta in appresso circa il loro scarso potere solvente rispetto lo iodio, non ho creduto opportuno prenderli iu considerazione per lo scopo prefissami. Il · benzolo C0 H 0 proveniva dalla casa Erba di Milano nel cui catalogo è indicato con il nome di « benzolo cristallizzabile » ; bolli,a. costantemente fra 80° 82 e sl))idificava a + 6°, 5. Il toluolo o metilbenzolo C6 H 5 - CHa, pure della Casa Erba, bolfrni. a 108°-110°. Il xilolo o dirnetil-benzolo Hi (CH 3 I, (esiste nelle tre forme isomere orto.meta e para, quello genera.lmente in commercio è un miscuglio dei tre in cui prevale il meta-xilolo nella proporzione del 70°-85 p. 100). Quello da me adoperato proveniva da.ila casa Scbu. charclt di Goerlitiz, botliva costan temente a. 138°-140°. La benzina, o più esattament.e le benzine, è un miscuglio di idrocarburi saturi della serie grassa di composizione incostante e variabile a seconda delle qualità di petroli da cui si ricava, e dal modo come è stato fatto il frazionamento nella distillazione. Io adoperai una. benzina leggera, che bolli va fra 50° e 70° ed una benzina comune, punto di ebollizione 60' -115°. Consultando i principali trattati di chimica e di farmacologia non ml fn dato trovare indicazioni circa le percentuali di iodio sciolto
a.
(I) A F. H O LEEMANN. -
TrC1ttato d'Ì chimica r,rganica, 1003 pi\!!. 342-343.
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SOPRA UN XUOVO TIPO OI SOLUZIONE I00I0A 1 !WC.
dagli idrocarburi sovra. indica.ti, e questo da.to mi fu necessario an· zitutto stabilire. Non interessando però al mio scopo studiare l'andamento delle solubili~à dello iodio alle varie temperature, ho limitato le mie ricerche a stabilire il titolo delle soluzioni sature a tempera.tura am biente, cioè alle condizioni neJle quali d'ordinario viene preparata la solita. tintura alcoolica. Le soluzioni iodiche furono preparate aggiungendo al solvente un forte eccesso di iodio cristallizzato, agitando ripetutameùte, lasciando a sè il tutto a temperatura ambiente (t 20°·22°) (1) per circa. un quarto d'ora e separando poi per decantazione, la. soluzione limpida, da.Ilo iodio in eccesso. Là percentuale di jodio fu determinata per mezzo di una soluzione titolata (-quasi n/10) di iposolfito di sodio della quale 1 cc. corrispondeva esattamente a. gr. 0,01289 di iodo puro. Con una pipetta graduata da. 2 oc., divisa 1/10 introducevo in un palloncino 1 c. cubico esatta.mente misurato della soluzione in esame; aggiungevo circa 4-5 ce. di soluzione al 10 p. 100 di KI, diluendo quindi con acqua distillata.. Si fa allora cadere a mer.zo di una bu· retta graduata a poco a poco la soluzione titolata di iposolfito fino a che il liquido acquoso è quasi scolorato e l'idrocarburo galleggiante appena colorato in roseo; allora aggiungevo qualche cc. di salda e.d amido, con il che si manifestava la nota colorazione azzurra., e continuavo la giunta di iposolfito fino a scoloramento. I risultati ottenuti furon o i seguenti : Soluzione di iodio in
=
=
Benzolo 1 cc. esige cc. 7,70 di sol. di Na.1 S01 9,95 p.lOOdi I. Toluolo > > • 8,80 > > =.11,4 > Xilolo > • > 9,60 • > =13,3 > • Btmzina leJ,{gera > > > 0,66 > > = 0,813 ~ ;t Benzina. comune > > > 0,80 > > 1 103 > ,. Da quest i risultat i si deduce che il benzolo ed i suoi omologhi toluolo e xilolo a t emperatura di 20•.22~ (1) sono ottimi solventi <lello iodio, anche raffreddan'1o le soluzioni nell'acqua corrente circa.. a 14°-15°, il titolo non varia che di 0,2-0,4 p. 100. Sebbene il toluolo e lo xilolo tengano disciolta una maggiore quantità di iodio, pure ho voluto attenermi nel campo delle appli· cazioni pratiche, almeno per ora, soltanto al benzolo, inquantochè
=
1 l ) L o <"spnrie n w furono d a rne escgllite nel seLt e n,brC' 191 :1 no li ' I stituto d i c hirnic·n f11 rm o,·cut ic n d e llo H U . di PurmR.
SOPRA UX NUOVO 'l'lPU DI SOLUZIONE IODlCA, F.CC.
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esso dà maggiore garanzia. per la stabilità della soluzione iodica, mentre gli idrocarburi aromatici a catene laterali, potrebbero forse sotto l'azione della. luce reagire con !'iodio, ma sn questo punto ho già iniziate alcune ricerche che pubblicherò a. suo tempo. Del resto la soluzione iod<>-benzolica, come risulta dalle prove fatte, ba una. percentuale di iodio che la. pone fra le soluzioni più ricche in confronto a quelle alcooliche prescritte dalle varie farmacopee, e quindi più che sufficiente allo scopo. Il benzolo scioglie assai facilmente lo iodio a tempera.tura ordina.ria come, e forse meglio, dell'alcool; inoltre si può accelerare la soluzione scaldando a b. m., mentre ciò è sconsigliato per l'alcool che a caldo abbastanza. facilmente entra, in reazione con lo jodio. La soluzione iodo-benzolicn ha un bel colore rosso-granato carico (quella benzinica ha il colore violetto ametistino) 100 parti in volume contenevauo il !'.1,95 p. 100 in peso di iodio - il suo peso spe1) da me determinato per pesata con il picnometro cifico (a.equa oscillava fra 0,9189 e 0,9192. - Essa. è quindi più leggera dell'acqua ed a questa non si mescola; agitando la soluzione iodo-benzolica. con acqua, rapidamente si porta alla superficie senza perdere sensibilmente di titolo, inquantochè all'acqua cede solo tracce di-_jodio; mentre si sa che se alla solita tintura iodica si aggiunge dell'acqua; la · massima parte dello iodio si separa come precipitato bruno. Sta.nte ciò quando si sospettasse per cause esterne (pulviscolo a.Lmosferico, accidentale inl.roduzione di sostanze organiche ossidabili, filamenti di garza, cotone od altro) la. formazione di acido-iodidrico, questo può essere facilmente e rapida.mente e liminato con semplici lavaggi con acqua essendo tale acido in essa. snlubilissimo. In seguito a tali risultati, mi decisi di applic!'. re la soluzione iodo· benzolica per vedere così all'ingrosso quale era il comportament.o delle ferite chirurgiche od accidentali con essa trattate; l'esiguo numero di applicazioni non ha certo la pretesa di sanzionare la bontà del metodo, ma mi ha dato modo di vedere so conveniva o meno continuare nelle ricerche e, confortato dalle buone prove ottenute sino dall'inizio delle esperienze, ne dò conto in questa nota preliminare. Dietro gentile concessione del dott. E. Mnsini chirurgo primario all'ospedale Maggiore di Bologna, a del magg. cav. E. Saggini, C!:l.po rtlparto di chirurgia, nell'ospedale militare della stessa città, potei iniziare le prime prove. L a soluzione iodo-benzolica sa tura a fred do contenente il 9,96 p. 100 di iodo fu applicata sulla pelle asciut.ta senza. precedente nso di lavatura o d i degrassante, pennellando o~n i regione due volte, a breve intervallo, con un bat uffolo di garza imbevuto nella soluzione e montato su di nna pinza.
=
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SOPHA UN NUO VO TIPO DI SO l,U ZlONE I ODICA, ECC.
Oi,rrazione
Estto
R. R ., b ri gadiere Lipomi multipli al RR. CC anni 34, dorso. addome ed ospedale militare. alle braccia.
Aspor tazio ne, s u tura
G uarigione per prima.
C. D ., svldato 35 fon . teria classe 93, ospedale m ilit11re.
Asportazione delle Guarigione pe r priv,mo ect asiche, afma. frontamonro d e i mouconi, suture..
~l:tla tti,
Co$:nume e uume
I
Varicocele sinistro.
S. C., anni 20, osp~I-F orita de. schiaccia- 1·Ampu ta:,io:e. sutura Guarigione per pridale l·ivile. mento indice de- 1 ma stro.
I
I
F. D., a nni 24, ospe- ' Ferita dti strappa- , Regolarizzazione <lei dale civile. mento mano de- 1 lembi cutanei, Su· stra. tura.
Guarigione per pri ma.
I I
I
G. C., anni 25. ospe· da.le civile.
U nghie. incarnit>1 al- P rocesso Dardignao. luce d. J
G uarigione regolare
I
O. P., anni J6, ORpo- Fratturo, de l perone dale civile . I s. con callo deforme. ·
Osteotomia.
Guarigione per prima.
A. M., anni 30, ospe- I U n~hia incarnita ald ale civilo. luce~
Processo Dardignac.
Guarigione regolar...
M. C., anui 60, ospedalc civile.
Asportazione . sutura
Guarigione pe r prima.
_I_
Volumino~o ntoroma dplcuoioc11pelluto.
- - - - - - -- - ------P., """' 47, osp, . 1 ;·o,i~ : : s<mpP"m ,· nto mano sinistra.
dale ci\'ile.
Ampntn1.ione doll'an11 lore, sutura
I Guarigione pe r prima.
SOPRA 'UN NUOVO TIPO DI SOLUZIOXE IODICA, l•:cc.
1G9
I n questi casi ed in un centinaio di medicazioni fatte per ferite accidentali curate ambulatoriamente nella mia pratica privata, si è avuta una guarigione perfetta e nonostante che dal giorno della preparazione della soluzione alle ult,i me medicature pa.issassero più di due mesi, non si ebbe ad osserva.re la minima reazione cutanea; assili meno molestia ebbero a notare i pazienti che qua.si sempre lameuta110 il brucior e urente della tintura d ello iodio specie se di vecchia preparazione. Rititolata. la soluzione che mi ha servito per q uest,e prime prove dopo una trentina di giorni dalla preparazione essa manteneva costante il suo t itolo di iodio.
*
**
Profittando della fortunata combinazione di un malato affetto da lipomi multipli che desiderava farsi operare, pote i fare alcune ricerche preliminari sulla penetrazione cutanea della soluzione jodo -benzolit:R i n confronto alla tintura di iodio. B . Rober to brigadiere R R . CC. <l'anni 34 presenta numerosi lipomi di cui due si trovano simmetrica.mente disposti alla faccia interna dei due avambracci, due ai lati della colonna vertebrale nelle regioni lombari uno all'addvme a sinistra dellt1. linea alba. La regione interna dell'avambraccio sinistro fu trattata colla tint ura. di iodio, la regione corrispondente a destra, con la soluzione iodo -benzolica, entramhi le soluzioni furono applicate su pelle asciutta., il fianco sinistro fu trattato con la soluzione jodo-benzolica pure a pelle asc..: iutta, le regio ni lombari furono trattate con solnzione iodobenzolica previa lavatura con acq ua e sapone. I pezzetti di pelle asportati per ciascuna regione f,irono, dopo pochi minuti, a tresco sezionati al microtomo congelatore Hell'Isti tuto di Anatomia Patologica della R. Università di Bologna diretto dal prof. Martinott( le sezioni furono esaminate al microscopio in parte senza alcun trattamento, in parte trattn.te col procedimento Vigliani e Zaffiro (1), cioè con nitrito potassico acidificato con ac,ido acetico e pr,i con cloroformio, in tal modo lo iod io si s\·ela con una colorazione roseo-ametista. .Zsaminate le sezioni dei pezzetti di pelle aspor~ tati dalle regioni suddette, ho potuto fare le seguenti osservazioni :
Cute della regione interna deJl'iwambraeeio siniab·o. ( 1J1etoclo Gros.~ich origi11alP). Le sezioni montate in glicerina vengono esami nate in parte senza alcun trattamento ed in parte trattate col Metodo Vigliani e Zaffiro: 1 l) V JOr.tANC o ZAF1'11(0. -· Su.l valore della sterilizwzùm1.• del/,, c11tr c,m fu tintura ,ti. fo,Ji,, - (f?ipisto vene/" di aci, n u medi che, nnno X:X.V llI , f11.~c. \ "! /,
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SOPRA UN NUOVO TIPO DI SOLUZION E IODICA, l.:CC.
si osserva il colorito giallo-brunastro dato dalla tintura di iodio che lii estende a tutta l'epidermide, tale colore si approfonda. in corrispondenza dello sbocco dei peli seguendone la radice e raggiungendo spesso il bulbo; nelle sezioni trattate col metodo dei suddetti autori, il colorito brunastro è sostituito da una colora.zione roseo-amestita., più o meno manifesta che si approfonda sino a raggiungere il derma , sia. seguendo la radice dei peli fi110 alla papilla, sia. seguendo i dotti escretori delle ghia1;dole s udoripare fìno al glomerulo: però tale rea· zione come la colorazione brunastra delle sezioni ,non trattate, non si rliffonde alle ghiandole sebacee ma si arresta a.Ilo sbocco dei dotti escret,ori nel folli colo.
Cute della r egione interna dell'avambraccio destro. (Sterilizzazione con la soluzione iodo-benzolica). Come le sezioni della corrispondente regione sinistra queste fu. rono in parte esaminate senza. alcun tratta.mento, in parte dopo 0$· sere state sottoposte alla reazi one specifica.. li colorito giallo brunastro si estend e pure a tutto lo strato opidermoidale raggiungendo il derma sia per la vi!! dei follicoli , sia per quella delle ghi1\ndol <sobacee e pare~chie volte raggiunge gli acini delle ghiandole stess.,, eiò che non mi è stato dato di osservare n elJe sezioni trattate con lii. tintura. Cnte dell'addome. ( Sterilizzazùmf' con la , olttzione iodo-benzolica) . La cute di tale regione è sottile, mobilissima sui sottostanti stra.ti, nel caso presente fortemente villosa. La colorazione giallo-brunastra dovuta alla combinazione dello iodo con le sostanze organich e si òiffonde a tutto Rpessore nelle epidermiche, le guaine dei peli sono manifestamente colorate, e in sezione di peli caduti sugli strati infel'iori si vedono i bulbi e le papille pure fortemente colorate. Le ghiau · dole sebacee manifestano la caratteristica colorazione sia lungo i dotti escretori, sia sugli acini come si vede nelle sezioni che attraversa.no i1 corpo del le ghiandole !'; fesse. An che negli spazi linfatici del derma ~i osserva la evidente prPsenza di iodio,
Cnte del dorso. l8 te1·ilizzazione con la .,·oluzione ioclo-benzolica. prPvia lavatura ,·on acqwi P 8ap,me).
L a colorazione giallo-bruna si diffonde in modo poco manifest,~ nAgli :itrati profondi dell'epidermide, i follicoli piliferi si mostra.o,, R.ppena colorat.i nella loro porzione superiore, l'osservazion e delle
SOPRA UN
::.uovo TIPO DI SOLUZIONE IODICA, BCC,
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ghiandole sudoripare e sebacee mostra. che la. penetrazione dello iodo è appena avvenuta. nel primo tratto del loro condotto escretore: la. rea.zione Vigliani e Zaffiro appare poco manifesta.. Dalla osservazione di questi prepara.ti senza voler trarre delle conclusioni a.ssolut.e si può in modo abbastanza t'Vidente arguire che la penetrazione nella. cuta. asciutta. dello iodio sciolto nel benzolo non è per nulla inferiore a quella della sua soluzione alcoolica, anzi il fatto di aver trovata spesso la presenza di iodio nel trattameuto con la soluzione iodo-benzolica. nei canali escretori e negli acini delle ghiandole sebacee, dimostrerebbe un potere di penetrazione maggiore ciò che evidentemente e dovuto all'essere il benzolo un ottimo solvente delle sostanze grasse che costituiscono il sebo-cutaneo che ostruisce i dotti escretori delle ghiandole suddette, mentre l'alcQo} a 96" usato per la tintura. nè è un meno buono solvente In quanto alla penetrazione della soluzione iodo-benzolica applicata. sulla cute in precedenza lavata con a.equa e sa.pone si osserva, come per la tintura, che essa è diminuita.
**• Riguardo alla. ricerca del potere sterilizzante della soluzione iod obenzolica sulla. flora batterica cutanea, ho potuto appena ini?.iarne le esperienze, ciò che feci nell'Istituto di patologia. generale della Regia università di Bologna. diretto da.1 prof. Tizzoni ed esporrò i primi risultati ottenuti, riservandomi di esporre in seguito quelli sulla azione della soluzione iodo,benzolica sullfl va.rie specie batteriche patogene della cute umana presa durante l'atto operativo, come fecero lo Stretti (1), il Duse ed altri, ed anche su germi patogeni fatti p('rvenire artificialmente sulla cute, come fecero il Mantelli (2), Vigliani e Zaffiro. Nelle prime esperienze di cui dò i risultati operati sugli animali, sterilizzando l'orecchio di coniglio o con solnzione iodobenzolica o con tintura di iodio erl escisiwne l'apice l'ho seminato i u provette di brodo-coltura., vedendo cosi all'ingrosso l'azione dell'u110 o dell'altro sulla ricca. flora batterica. che alberga. sulla vute dei nostri animali da esperimento. 'l'emendo che la piccola quantità di iodio che in seno al brodo coltura.le viene o liberarsi potesse disturbare lo sviluppo eventuale di germi non uccisi in sito, lavai gli api(' i degli orecchi asportati in una. soluzione sterile di ioduro di potaseio per togliere dalla cute la maggiore quantità di iodio che fosse possibil1,. ( 1 ) Boli . .Snc. S ciem e mediche di
Bologna, l!lO!l
( 2 ) Gazzertri df,(Jf i o• prdafi, ùicem br<' I!) I O.
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SOPRA UN :-'UOVO TIPO DI SOLUZIONE IODICA, ECO.
E s1>1tnrn:-.zA l".
Coniglio grigio. - L'orecchio sinist.ro accnratamente rasat o, è pennellato con soluzione iodo-benzolica mediaute un battufolo di garza. sterile, dopo cinque minuti si ripete la pennellatura; l'apice· dèll'orecchio dopo essere stato asportato cou tutte le cautele asettiche viene la~·ato in un mat,raccino conte11ente una soluzione di iodnro di potassio all'l per 20 st~rilizzata, poscia è passato in una provetta di brodo-col tnra o messo in termostato. Uguale trattamento ho usato per l 'orecchio destro in cui bo adoperata invece la tintura di iodio officinale. Dopo 62 ore di permanenza in termostato a 37 non si ha alcun intorbida mento nelle due provette. Es1·i::nrn~ZA 2•. Coniglio grigio. - Vorecchio sinistro previa tricotomia, è trattato con soluzione iodo·benzolica, l'orecchio destro con tintura. di iodio: l'esperienza è condotta come la precedente. Dopo 24 ore si osserva. intorbidame nto del l,rodo della provetta contenente l'apice dell'orec· destro cc,n pellicola superficiale e fiocchi alle pareti, all'esame in goccia pendente si osseryaw> tozzi bacilli poco mobili; dopo 62 ore il brodo della JJrOvetta contenente l'apice dell'orecch io sinistro è ancora. pt>rfettameute limpido. E sPERlENZA 3~.
Coniglio g1·1gw. -- L 'esperienza è condotta in modo del tutto iden·~ t.ico a quello delle altre due; dopo 62 ore i l brodo di entrambe le provette è i ntorhidato con pellicole i-U perficiali e fiucchi sulle pareti, all'esame in goccia pe11deute si osservano batteri simili a q uelli osser,;,at,i nella esperienza seconda, colorati mostrano spore alle estremita. EsPERm:-"ZA
4".
Coniglio bianco e grigio. - L'ei-perienza è condotta nel modo con· sneto; dopo R2 ore, il brodo di entram be le provette è perfettamente' limpido. Da q neste prime osser,azioni si può vedere all'ingrosso che la soluzione iodo-benzolica possiede un pot,ere sterilizzante non inferi9re a quello della tintura di iodio, l'inquina,meuto del brodo colturale osservato in due casi dopo la sterilizzazione con tintuta. alcoolica di iodio ed in uno con soluzione iodo-benzolica è dovuto probabil-
SOPRA ON )IOOYO TIPO Dl SOLUZIONE IODICA, ECO.
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mente alla presenza. di spore di saprofiti del tipo del bacillo radiciforme, spore assai resist,enti anche alle soluzioni di sublimato con· centrato. Lo scopo di questa ~ia nota non è quello di sanzionare la bontà di un metodo che solo lunghe esperienze cliniche e di laboratorio possono vagliare ma di farlo conoscere e di far note le rag ioni che mi hanno invogliato di proporlo, ri peteudo che non ha la mini ma pretesa di sostituirsi o modificare quello del Grossich, ma tende a mitigarne alcuni inconvl3nienti e ridare allo iodio come antisettico, e non al suo solvente, quel posto di onore che gli viene dato dal Grossich stesso, inquantochè il benzol,o che io uso oome solvente sembra non abbia valore antisettico notevole ( 1) e certo inferiore a quello dell'alcool. Da quanto bo esposto si può concludere che i vantaggi della soluzione iodo-benzolica sarebbero j seguenti: 1° Elevata percentuale di iodio. 2° Grande stabilità di c0mposizione e t itolo. 3° Maggiore sicurezza di adoperare un solvente a t:ipo costante di quanto possa praticamente avvenire sew pre per l'alcool, il quale c<.,n l'aumentare o diminuire del suo grado alcoolico varia 11 suo potere solvente per l'iodio. 4° Facilità di liberare la soluzione iodo-beozolica, con semplici lavaggi con ac1ua, quando vi si sospettasse la presenza di aci,fo iodidrico. 5° Vantaggio pure non trascura.bile : il minor costo d ei benzolo in confronto dell'alcool. Porgo infine i più sentiti ringraziamenti ai signori professori 1'izzoni e .l\Iartinotti ed ai dottori l\:[usiui e Saggiai per l'ospitalità concessami nei loro Istituti e loro Cliniche. Pnrma, settembre 1IJ1S.
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SOLUZION E
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Policlinico, !!G?.. <:hir., fase. 2°, 1912
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CLINICA CHIRURGICA GENERALE DBLI.A R . CXIVERSIT:\ DI TORINO direUa dal Prof. Sen . A. CAB LE
Ricerche batterfaleglcba sulla disilfazlona dalla mani col •todo Uanau11 Pei dottori cap. med. Chlroni Pietro e Giordano Giacinto. assistenti
Il problema della. disinfezio11e delle mani e sompre stato, ed è i nttora, la. preoccupazione principale dei chi1·urghi, per cm è sempre ~cco)to con entusiasmo ogni metodo nuov0 che veuga a da1·ci una maggiore garanzia di successo nei nostri i nterve11ti. Non À nostra intenzione passare in rivista tutti i metodi che fu. Mno proposti per la disinfezione delle mani, diremo soltanto come uggidi rnediante l'nso dell 'alcool puro (Ahlfeld ), o mescolato a so,tanze come l'acido acetico (De Gaetano), l'aciuo nitri co, la formalina, l'acetone (HerfJ\ il tannino al 5 p. 100 tZablndowski), l'etere, od il iodio, '!iano stati quasi abbandona.ti o per lo meno poco arlo1,>erati i vecchi d isinfettanti (acido fenico, sublimato corrossivo. lisolo. ecc.l per le loro velenosità, acre odore, ed azione irritante sulla cute. Dapprima si credette che l'alcool a 75°, 80'' avesse un potere battericida superiore a quello a più alta concentrazione; ma in seguit o si dimostrò che agendo l'a lcool più che battericida come fissatore di germi, fosse più at ti vo quello ad una concentrazione maggioNi. Col seguire delle esperienze si vide che con l'nso dell'alcool uou solo si possono abolire g li antisettici, ma anche il solito lav11ggio con acqua e sapone, poichè questo, oltre al di luire l'alcool diminuendo q ui ndi la sua proprietà fissatrice dei germi, gli impedirebbe anche di penetrare profondamente nell'epidermide. Non tutti però condividono queste idee e 111. disinfezione delle mani con solo alcool è eseguita oggidì da pochissimi chirurghi . Tutte le ricerche eseguite per rendere rapidamente ster ili le mani finora non hanno dato luogo a risultati sicur i, per cui si ebbe senza. dubbio un notevole progresso adoperando i guanti di gomma. Non t utti però sono oggidì d'accordo sul loro uso in interventi asettici, perchè, o ltre a l loro prezzo ancora elevato, danno diminuzione del tatto, e, potendosi bucare o rompere: richiedono sempre una disinfezione perfetta delle mani. A lcuni autori hanno è vero cercato di trovare una sostanza che s pal mata sulla ente venisse, a guisa. di vernir iatura, :t sostituire i
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RICERCHE J3ATTERI0LOGIOHE, ECC .
guanti di gomma; così il ì\>Ienge consiglia ]11, paraffina sciolta in xiJolo, il Doderlein la . gaudanin, Klapp e nonitz il chirosoter, il '\VolfEisner il derma gum mit, ma ben presto si vide cLe all'atto pratic.. tali mezzi non servivano, perchè o rendono la mano troppo liscia., o ,i rompono facilmente, od infine altri si sciolgono nell'alcool o nell'eterf. U u anno fa il Liermann, servendodi del bolus alba e dell'alcool. ha cercato un mezzo rapido per raggiungere la. disinfezione delle mani. Secontlo il Liermann, il bo]u,; alba presenterebbe due vantaggi principali dovuti al sno forte potere igroscopico ed alla sua particolare minutissima struttura, per cui mentre esso rende liscia e Je,·igata la pelle, penetrerebbe facilmente nella sua profondità, nei s.uoi <lotti escretori e nei suoi solchi. FondanJosi sn tali proprietà il Lier mann impiega il bolus alba 0ome mezzo di veicolo per far penetrare !"alcool dentro alla profondità della cute: ed all'uopo ha fatto preparare il sap011e al bolus e la pasta Tanto l' uno che l'al tra vengono prepara.Li sterilmente ed immessi in appositi tubetti da 50 o da 100 gr. l'un(• Ecco come si procede per la. disinfezione delle mani: 'l'aglio delle ungh ie e raschiatura degli spazì sotto e peri-ungueal i. Lavaggio delle mani ed ayambraecia con sapone a,1 bolus ed acqua ca.ldt1. steri le per 2'. Prosciugamento de lle mani con una tovaglia sterile. ~tropicciamento della pasta al bolus con cura sulle mani ed ava.mbraccia, aggiungendovi da 10 a 15 cm' di alcool a l:l5°, per la durata di ,r. Cosi la disillfezioue delle mani si effettuerel,be in 5'. Oltre alla ra,pidità di esecuzione il metodo rende la cute liscia e morbida, ed ove si fa<'.cia uso di guanti di gomma, farebbe diminuire la tendenza del la cute a sudare. . I risultati ottenuti dal lùister e dal Geike, che si occuparono i11 ispecial modo del controllo batteriologico, sono buoni, poichè ci dicono che pur non raggiungendosi una sterilizzazione completa delle mani, nondimeno la diminuzione del nnmero dei germi che si ottiene con tale wetodo uon è inferiore a quella ottenuta col metodo di Fnrhbinger o con quello con alcool a 95° o mescolato ad altre sostanze, e che infine la durata dell'azione preservativa del bolus è assai lunga, poichè ancora dopo tre ore le mani preparate secondo tale metodo si conserverebbero asettiche sotto i guanti di gomma. Il Giinther è anche ricorso al bolus per la disinfezione delle mani nel modo seguente: dopo breve insapona.tura delle mani si lavano queste per 4'' in alcool a 86°, si stropicciano con polvere di bolus stei·ile per la. durata di nu minuto, e qui udi si asciugano: a questo modo rimane sulla ente asciutta un sottile strato di bolus, il quale facilita l'introduzione dei guanti di gomma.
RIOP: ROHb: BATTERI OLOGICHE, EC'C.
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Dalle sue ricerche risulta che con l'impiego del bolus la cute delle mani ha scarsa tendenza a sudare, però questa sua. proprietà, essendo di breve durata., auche il vantaggio che a rreca, cioè quello di diminuire il numero dei germi, non avrebbe poi tutta q nella importanza che gli venne attribui ta dal L iermann . Infine l'i mpiego del bol us la,;cierebbe le mani di quelli che l'hanno sperimentata, ruvide e con facile tendenza a screpolarsi. Recentemente il Kutscher, occupandosi esseHzialmente delle ricerche batteriologiche, ebbe risnlLati sfavorevoli con l 'impiego del metodo Liermann per la d isinfezione delle mani, poichè non avrebbe mai osservato nè fissazione nè distruzione di germi. * **
A.vendo avuto in esame var i tubetti contenenti il sapone e la pasta Liermann abbiamo eseguito, sia sulle nostre man i che su quel le di altri colleghi, di verse ricerca batteriologiche per provare la bontà del metodo, essenzialmente con lo scopo di stabilire se in realtà la disin· fezioue delle maui sia sulliciente, e si pos~i~ a.Imeno adoperar e iu ca::i ll'urgeuza od in chirurgia Ji guerra. La tecnica da noi impiegala ~ la segnonto : prepara.ti i comuni mezzi di coltura, si sterilizzano a secco piccoli pezzetti ùi legno in capsula di Petri. Prima del la disintezione delle maui, con una pinzetta, che ,-iene volta per volt,1~ steri Ji7,za Ga alla fiu.mma, sollevando accuratamente il coperchio del la scatola tanto da permettere la sola introduzione dPll.t pinza, si afferra un pezzetto di legno e con e,so si raschia fortemente il dorso, la palma, gli spazi interdigi tali e sotton11gueo.li Ji una mano, e con altro pezzetto :ii ripete la. stessa manovra all'altra mano. Ambedue i pezzetti di legno vengono sterilmente immessi in una provetttt. con brodo semplice. Agitata ben bene la provetta si fa il ~assaggio di 3 ansate di questo brodo in nn primo tubo di agar liquefatto (10 cm3) , da cui si praticano i successivi passaggi rispettivamente di 3 ansate in una seconda e terza provetta, per poterne nu~glio individualizzare le colonie dopo lo sviluppo. Immediatamente l'agar viene versato in capsule di Petri del diametro d i cm. 9 '/, e, dopo solidificazione, capovolte ed i mmesse nel termostato. Con lo stesso procedimento si pratica anche fa, seminagione in piastre d i gelatina, lasciando svilnppare le colonie alla temperatura ambiente. Si procede quindi a lla d1siufezione delle mani cd avambraccia con sapone al bolus, asciugamento di esse con panno sterile, infine strop icciamento della pasta nel modo sopradetto. u - /iiorn«lt di 1111dic1111, n,i/,ta.re - F,"c. 1IJ.
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RJrF.HCII F: BATTERIOLOGJOJ;ll':1 ECC.
Uttenuta <·osi Ja disinfezione delle mani e lasciatele asciugare alquanto all 'aria ambiente, si r ipeteva il ra,;chiamento delle variA parti d1;:llo mani coi pezzettin i d i legno sterili, che venivano immessi in altro tnbet.to d i brodo, da cui si facevano nuovamente i relativi trapianti. In un terzo tuhetto d i bro:io, da senire come controllo, si m ettevano Ja ultimo due altri pezzettini di leg110 presi, con le stes~e cauu,le, tra qnPlli rimasti dopo esegu ite le i,speri en ze. 'l'utti i tubetti di brodo e le caµsnl e di P etri con agar mes:<1 rn termo:-tato, uoncbè le piastre di gelat i na tenute alla t emperatura am• bient,tJ, Vt'nivano osserrn te dopo 12, 24 e 48 ore. I ri sultati ottenuti sono r iportati n elle seguenti tabelle:
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'ì\eJle nostre prime esperienze aliliiamo rile,0 ato un numero d i colon ie supPriore a qnello delle rimanenti: 4nesto fott.o uoi non µossiomo altrimenti spiPgRrlo che cou la maggior si,~urez:t.a e fo.migliarità acquistata. col m~todo. È molto importante l'o~sernrnione, nell'e,pnrienze 1" e 4:' (*), dell"a11rnento dei g ermi dopo l ii di;:;infezio11e, dovuto al fatto . da noi constat,Rto, che gli sperimentatori 11011 e-.;egni nmo con c..:urn le pratiche. del metoilo, per cni ri te 11 iamo che i germi. \'t•nuti 1·ul larng~io del sap11ne 1:1.lla superficie rlell a pt'!le, 1100 sono poi >'tati snc<·cssi,-ament,• fissati dalla pasr,n e dall'n lcool. Xoi P'-'l"Ù portammo Jo S11'S~o a co1111,imenlo tnli due esperienze 1wr Ye<lerne il ri sultn.(o.
RICERCHE B.\ 'l"TERlOLOGfCl!E, ECC.
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Comej risulta dalla t abella, oltre a saprofiti ed a qualche muffa, abbia.mo riseontrato lo streptococco e lo stafilococco albo ed 1rnreo. Ottimi risultati abbiamo notato pure infettando le mani col prodigioso e col tetragello (tabella II e III), previo lavaggio con sapone ed alcool.
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I risu ltati della. seguent.e talJella. ILI f:Ì sono ot.te11uti procedendo cot1 una te<,nica. un po' diYersa. Ciuq t10 ansate di bacillo prodigioso veni,ano me;;se in 10 cm' di brodo sterile, e con questo stropieciate le mani, precedentemente lttvate COn S!lp0110 ed a]t.;po] f\. lu ngo : indi Si lasciavano es><iccare all 'aria, Dopo ciò le man i venirnno lavale con speciali precauzioni in 100 cm~ di s.olnzione fìs.iologica steri le contenuta in una. sciu.ola di vetro srerilizzata. Un cm• d i questa soluzione, preJ.,,·;tto con pipet.ta sterile, si mette,·a in 10 cm' di brodo, da cui poi s i praticn..-ano i pnMagg1 ui agar e gelatina come nelle esperienze precC>deuti. T AU}; l ,L .~
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RICERCHI!: BATTERI0LOGICHE1 ECC.
Questi dati batteriologici sono poi anche stati confermati dalla pratica, poichè nessuno dei cani operati nella ca.vit.à toracica (lega tura della vena cava, resezioni del diaframma, sutura dell'aorta endotora.cica), in cui la sterilizzazione dellt:i mani era soltanto stata praticata col metodo 1,iei·nrn.un, ha presentato infezione operatoria. Ora quando si pensi alla facilità eon cui avvengono le infezioni nel cavo pleurico, non si potrà fare a meno di non riconoscere tutta l'im portanza di questo metodo di disinfezione delle mani. Esso infatti oltre alla sua rapidità, riducendo il numero dei germi ad nna quantità che praticamente si può trascurare, ci par':l che realmente sia atto acl entrare per lo meno nella chirurgia di nrgenza o di guerra, dove appunto si ri chiede una disinfezione rapida e più completa possibile delle mani. Oltre a ciò appare dalle n oRtre esperienze come tale metodo non alteri la cute delle mani, ohè anzi la renòe liscia e morbida, nè alcuno di quelli che l'hanno sperimentnto per più volte di seguito ebbe a notare tendeuza a screpolature od altro; invece, grazie alla morbidezza ube dà alle mani, il sangue, di cui si erano sporcat:i queste d nraute l'interveuto, veniva allontanato facilmente. Calzando poi i guanti di gomma sterili noi ore,liamo ohe tale disinfezione delle mani possa impiegarsi iu chirurgia, corrente, ma 11011 avendo praticate esperienze in questo senso non possiamo dire nulla in proposito. 11 metodo è ad unqne in base a lle nost,re ricerche batteriologiche e sperimentali perfet,tamente rn.ccomandabile, poichè m en tre con esso si ottiene m1a diroinnzione nel numero dei gi>rmi come negli altri metodi più lunghi, o con alcool puro oppure con alcool e iodio, ha sui primi il vantaggio della rapiùità, e sui secondi quello non trascurabile di non danneggiare le rnn.ni. Torino, luglio l!'ll:l Ll'.:TTERATUHA. Sulla clisinfc=ion.e delle mani in chirurr,i~. - Ln Clinica chirurgica, n. 2, fob• broio 1913, e. pog. :{31. GoNTnrrn. - Zur Veru:endung dcr Bolwi alba bei der liiimledesin/r,kliot1. - Zflntl'61blatt f. Chir, n. 13, anno l !ll3, a po.g . 461. Ko-rsuHi;:R - Ueber <h°e Hiì.n1.eclesi11/e!.·tio11 mit Boliis.,eife und paste t1ach Liermmm. Bt,rlin, Klin Woch. Anno 1013, o. 14, a png. 620. Ki;sn:n e 0EIBE. Baktcriologi,,,ch~ U ntcrRuclumgen iibcr Tiiindedeafofe.ktion nach d,•r • Bo/u,8 m etodc Liermcmn •. Berliner Klin. \VoC'l1. J!) I I. L1r::1rnANN. Doutsche mC'cliz. Woch., 1911, n. 40 e 41. Sni:uMouno. - Archh- f. Klin. Chir., voi. ,!l, H. ]. APP.1<1 .0. -
OSPEDALE MILITA.RE PRINCIPALE DI CASERTA
L'IPEREMIA PASSIVA ALLA BIER nella cura delle adeniti e in altre affezioni chirurgiche
NOTA
PREVENTIVA
pel dot t. Sebastiano Ruta, capitano medico
Ho avuto in questi me.si l'opportunità d i applicare il metodo dell'iperemia passiva in un discreto numero di linfadeniti i perplastiche e suppurative ; ed i risul tati ottenuti con questo mezzo terapeutico furono fin dal principio co~ì favo revoli da iucoraggiarmi a continuarne l'uso sistematico nel trattamento di quelle affezioni glandolari. I soggetti così curati sinora :(dall'ottobre 1913 al gennaio 914) oltrepassano già la cinquan~i na; ma io mi propongo di p ubblicare in seguito, con tutti i dettagli ed · il più ampiamente possibile, i risultati almeno di qualche centuria di casi, afilnchè si possa a,ere un criterio sufficien te per giudicare~dell'efficacia del metodo. Un metodo di cura per le adeniti, che dia u na guarigione rapida e com pleta, ~enza lasciare cicatrici troppo visibili e deformi, è stato sempre uno dei de,;iderata della ch irurgia pratica, giaccbè le am pie inc isioni con enucleazioni, svuotamenti, raschiamenti ecc., mentre sono a bbastanza dolorose, richiedono in generale per la guarigione un tempo piuttosto lungo, che si conta spesso a mesi. Nello. pratica medico-militare, poi, in cui l'affezione è frequ,:>ntissima (il numero rlei curati per sole adeni ti veneree ba oscillato sempre in questi ultimi anni tra il 26 e il 30 per 1000 di forza) questo inconveniente non è da d isprezzarsi, quando si osservano nei reparti speciali tan ti d i questi infermi, che guariscono solo dopo un tempo più o meno lungo e ripetuti atti operativi, raschiamenti, controaperture ecc., restando poi non di rado in uno stato tale di anemia e Jeperimento organico, da renderne necessario l'invio in licenza di convaleseenza, a cure balneari ecc. · I nostri colleghi si sono perciò da gran tempo pr eoccu pat.i di studiare quale mezzo per abbreviare la dnrata della malattia e quind i la degenza degli infermi nei luoghi di cura. Nella pregevolissima memoria del Tenente colonnello medico Virgallita (la cura rapida delle linfadeniti inguinali su ppurate col m e-
1~:2
L'IPERE)II A p~sSI\".\ A l,LA Bll!:R NELLA OORA DEL LE ADENITI, ECC.
todo della pnutura-incisione. G. di ì\L M. gennaio 1911) vi è un'esatta rassegna cli questi studi, che datano dalla pubblicazione del medico di reggimento Pitzornu (1860) e sono stati continuati con grandi interruzioni, e, diciamolo pure, con poca fiduc ia e perseveranza., fìuo ai nostri giorni ( l). Il metodo, che ha dato finora i migliori risultati è quello che ba formato oggetto delh,, suaccennata monografia del l'irgallita, il quale lo ha largamente adoperato nell 'ospedale militare di R oma, ottenendo con esso di ridurre a poco più di 15 giorni la dn· 1·ata media della cura. dopo l'incisione. Questi sono fatti oltremodo incoraggianti, e possiamo dire che i I metodo dovrebbe restare come quello di elezione in molte forme di adeniti inguinali veneree. D'altra p1trte però, come l'egregio Autore stesso afferma, il metodll non è a pplicabile uelle notevoli iperplasie g landolari, negli ascessi molto vasti con glaudole tumefatte. e specialmente nelle adeniti tubercolari . Iu quaJ che caso poi, prima della pnntura, è stato necessario favorire la fusione della glandola con impacchi caldi o emollienti. Il metodo della ipl'T<'11tia pas.~iva intanto si applica ug ualmente ii tutte le ~arie ,forme e stadi delle adeniti, sia nella fase d'ingorgo i perplastico, sia di snppura;r.ione inc:ipiente, sia di fusione inr.ompleta con focolai più o meno profond i e multipli, sia di fusione completa, sia nelle adeniti di natura. venerea, sia in quelle tubercolari. _È questa la ragione, che, dopo i risultati constatati personahneute nella Clinica D ermo-sifilopatica di Nnpoli (2) mi ha spinto a provarlo per la. prima ,olta in questo ospedale, tanto pit'.1 perchè non mi risulta che sia stato prima d'ora usato, fra tanti, dai nostri egregi colleghi, e sarò ben lieto, se esperienze ulteriori di altri, che voglia saggiare il metodo, mi daranno ragione. sTomco DEL )111:TOoo. - L 'a.pplica?.ione dell'iper emia Jocale mezzo terapico è ant ica come la medicina stessa. Fin dai tempi di Ippocrate si usarono, per favorire la risoluzione rli processi flogistici, le coppetti:i, le senàpizzazioni, le pomate stibiate, i vescicanti, gl'impaccbi caldi. A mbrogio Pareo preconi¼ZÒ l'uso dell'iperemia passiva locale per favorire il processo d i ossificazione iu callo osseo insufficiente; concetto seguito poi dal .Vicoladoni, Bru.111,, Thomas. Flelfe1·ich ecc. CENNO
( 1) Nella mia p rossima pubblicazione darò pure un ampio ce nno storico di questi tenta tivi sia di chirurgi m ilitari Italiani c he stranieri. (2) Cfr. STANOA~f; r,r. 1. - (Nor. Inter. d,ellc Scienze 11Ied.. 1909, paj?. 49.
1
L ll!EREJII,\ PASSIVA ALLA BI ER :);,F.Ll,A Cl:R,I DELl, K ADé:Nl'l'I, ECC.
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Ma. in genel1lle il metodo ha avuta poca fortuna ed è stato usato solo empirica.mente, prima dei genia.li e lunghi studi di Angusto Bier che fin dal 1870 si dedicò a questa cu1·a, pubblicandone dopo più di 15 anni di esperienze i riimltati. Dopo Bier, il metodo è stato largamente diffuso ed applicato nelle più svariate affezioni chirurgiche ed anche mediche. Usato dapprima nelle tubercolosi delle articolazioni, quindi in altre forme tubercolari, è stato in seguito adnttato nelle infiammazioni e suppurazioni di qualunque natura, come trattamento post~operatorio in vari interventi chirurgici, negli essudati pelvici, rigidità articolari, idrartri, ferite contuse, varici, congelazioni, cancrena senile, gonorrea, agalactorrea, affezioni del sistema nervoso centra.le, affezioni oculari, tubercolosi polmor;ari ecc. In generale le malattie chirurgiche infettive, e specialmente quelle acut e, si giovano a preferenza della iperemia da. stasi, mentre l'ipf.'remia attiva. dà risultati migliori nelle affezioni non batteriche e croniche. IN CHE CONS ISTE IL lrnTono. - Il Bi·e1· parte da questo concetto, che in ogni accrescimento e rigenerazione si determina un'iperemia locale tanto più intensa quanto più rapido ed energico si svolge l'accrescimento; e quindi in ogni focolaio morboso le reitzioni dell'organismo come sforzo curativo utile della natura si manifestano sempre con nna vivace iperemizzazione dei tessuti. Vedremo fra poco la dimostrazione istologica di questo principio. I n tanto bisogna fare la necessaria distinzione tra l'iperemia attiva e quella passiva, di cui la prima dà una. corrente di sangue ricco di ossigeno e povero di anidride carbonica ed alcali liberi, la seconda dà una. grande quantità di sangue ricco di anidride carbonica ed alcali liberi, e povero di ossigeno. Per ottenere l'iperemia attiva., si posimno usare vari mezzi, le cas.~et.te-st1ife di Bie1·, le docce d'a1·ia calda di Frey ecc. L'iperemia. passiva, che forma. oggetto di questi studi, si può pro· voce.re - come e noto - sia per mezzo di bende elastiche, sia di v entose. Non starò ora. a descrivere tutte le specie di ventose, perfezionate principalmente dal Klapp, e che hanno le forme più svariate, per adat tarsi alle diverse contingenze della pratica chirurgica, ginecologica, oculistica, otorinoiatrica ecc. Il fatto importante è che la vento.s a, come fa notare il Bier, agisce a grande p rofondità, provocando un'iperemia da stasi, la quale, quando la rarefa:-:ione dell'aria sia molto
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!,' IPEREMIA PA SSIVA ALLA BIER N ELLA CUR A DELLE ADENITI, E CC.
forte, raggiunge i gradi più alti fino al completo ris~gno del circolo mentre, quando la rarefazione è meno intensa, si produce anche un'i peremia arteriosa, e così si ha u n'azione mista. MECCANISMO o' AZIONE D8LL'IPEHE m A PASSI VA . L'esame istologico d i regioni ed 0rgani trattMi con l'iperemia passiva fa notare gli stessi fenomeni dell'infiammazione: n) rallentamento della corrente sanguigna; b) dilatazione de i capillari; e) diapedesi leucocitaria. i . d) produzione di trasudati ed essudati. Quando l'applicazione è su1iìcientemeute prolungata, come ha OE:~erYato il Laccetti (l ) si ha anche proliferazione d egli elementi connettivali, e questo sia per stimolazione degli elementi fissi, sia perchè è favorita l'immigrazione degli elementi mobi li necessari alla prolife. razione stessa. Quando vi si associa l'iperemia attiva, si ha impulso maggiore alla nutrizione e resiste.uza delle cellule. che diventano così più adatte alla riparazio11e della lesione. Inoltre i fibroblasti e poliblasti immig rati acquistano la proprietà di agire come fagociti con un'attività superiore a quella dei leucocit1 polinucleari accorsi per chemiotassi positiva , riuscendo cosl a fare una detersione più completa del caro p,> necrotico. C~m questi dati possiamo age,olmeute comprendere le varie azioni spiegate dall'iperemia passiva ; 1° Azione arialge~ica. - a) Per diluzione delle tossine batterich e, c he le rende meno irri tanti verso le terminazioni nervose. b) Per imbibizione dei nervi stessi e diminuzione della loro sensibilità. 2° Azione batte1·icida. - - a) P er i perleucocitosi locale. b) Per notevole disfacimento in sito dei leucociti stessi e conseguente d ist>oluzione di grande q uttntità di en?:imi proteolitici nel siero. e) Per aumento del potere battericid11. del siero da accumulo di acido car· bonico e consecutiva messa in libert:ì di alcali diffusi bili. cl) Per la sostituzioue di un prodotto infiammatorio asettico ad uno settico. e) e forse t\nche per la distruzione dei batt.eri determinata da accumulo delle loro tossine. 3° Azione ria.~-~ol'bente dei prodotti essudativi flogistici. 4° Azione dt.qsolrente dei prodotti organizzati re,;iduali al processo infiammatorio. 5° Azione eccitante sulla infiammazione locale.
(l) Rif"rma medi-Ca,
l(J(J!I.
n. li. 18 e l\J.
L'IPEREMIA PASSIVA ALLA BIER NELLA CU R,I DELLE ADENITI, ECC.
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L ' IPERl~1,IIA PASSIVA NELLR .ADENOPATIE. Questi vari effetti benefici, interpretati egregiamente dalle ricerche di laùoratorio, vengono intanto a. manifestarsi piena.mente nella clinica. Il metodo infatti si applica bene nelle adeniti irritat ive i perplastiche senza t endenza alla .suppurazione, in cui favorisce il riassor\Jimen to molto m eglio e più rapidamente che con i soliti impacchi . Nelle adeniti in fase presuppurati va o di su ppurazione appena i nci piente, si può a vere non di rado la sterili;:zazioue completa del nimpo infiammatorio, e q uiuùi la regressione del processo senza aporrnra. all"esterno : neg li a ltri casi viene sempre abbre viato grandemente il decorso. ~elle adeniti suppurate, pratiuandovi una piccolissima incitsione centrale, si ha., dopo lo svnotamento del pus, una copiosa essudazione -.ierosa ed in fine u n processo infiammatorio organizza11te con risol uz ione completa. Nelle adeniti suppurate ed aperte spoutanPamente oon mttrgini :;<.:olla.ti ed atonici, si riesce spesso ad arrestare la minacciante ne•.:rosi, eù i lembi cutanei riauq uistano in breve tutta la loro vitali tà (1). Nelle adeni ti tubercolari torpide non tendenti alla suppurazione ::1i ha un riassorbimen to abbastanza rapido, anchè senza i preparati jod ici . Associando poi il metodo dell'iperemia alle i niezioni j odiche, ~i hanno risultati veramente brillantissimi. In questi casi .si deve usare l'iperemia mista, attiva e pas.~iva. T ECNIOA. -
Io adopero le ventose di K tapp , d i cristallo arrotato,
fornite di apparecchio aspirante di gomma. Esse sono di varie forme circolari, ovalari più o meno a llungate), e diverse grandezze, pe r potersi adattare ad ogni contingen za, essendo im por tante che tutta la r egione ammalata veuga compresa nell a ventosa. ,-.e si tratta di adeniti non aperte, si applica senz'altro la ventosa .;;terilizzata sulla parte, previa tricotomia e disinfezione della cute con alcool e t intura d i iodo. La durata delle applicazioni è di 15' a 20 per la prima seduta e fino a 30'-40' e più per le successive, a.vendo però la precauzione d'intercalare ogni 5' qualche minuto di sospensione nell'applicazione (i11 media 2'). Le sedute sono a giorni alterni: raramente è necessario farle quotidiane. S e si tratta di adeniti in fase suppurativa, con raccolta anche poco estesa, previa asepsi locale alla Grossich e anestesia con stovaina. o (1) Un fa tto veramente notevole di questo gene re lo e bbi nel carabinit<re \'. Lu i~i della l~gione di ~apoli, rimasto soli 13 giorni in curo nll'ospodale (letto n. 25 reg. meso ottobre osservazione vn,.
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L'1n;nEML\ PASS I VA AT,LA BIE R Ni,;LLA. CURA DET.LE ADEN IT I , EOC.
cloruro di etile (Od anche senza anestesia, essando l'operazione per se stessa poco dolen te), pratico al punto ove si rileva la fluttuazione, una incisione brevissima di n on più di mezzo centimetro, ed applico subito su lla p arte la ventosa sterilizzata. Conte mporan eamente ali' iperemia. passiva dei tessuti si verifica u na notevole aspirazione del pus pel tram ite dellb. feritu ccia . In qualch e caso - ma. raramente -- è necessario ri muovere con u11.~ sonda ottusa qualche piccolo grumo o cencio necrotico che occluda il tragitto. Re si produce una cop iosa fuoruscita d i sangue venoso, basta sospendere l'aspirazione per qaalch e minuto, e poi con tinuare senz'altro. La. durata delle applic:azioni, co:;ì pure le seclute successive son c, reg,)late come per le adeniti chiuse. Al termi ne di ogni sed uta s' introduce un brevissimo zaffo ste · r ile t.ra le labbra della ferita per tenerle beanti, e vi si applica una medicatura occlusiva asettica. Or,linariamente dopo poche sedute sparisce del t utto il pus, e si ha solo siero, dapprima un po' ematico, poi più chiaro, infine a.sseuzn d i secrezione, e la piccolR. fe rita si cicatrizza, mentre l'infiltrazione g lanclolare e periglandolare si riassorbe compl etamente (1). ~elle adeniti già aperte precedentemente, a decorso torpido e lente·. l'applicazione dev'essere pit'.1 prolungata (fino ad un'ora. o più) specialmente nelle adeniti tubercolari: in queste si deve inoltre cercare ò i ottenere u na ra refazione non molto intensa, il che è facile, regolando l'aspirazione della p a lla di gomma, per aversi cosi un'iperemia mista. V IINT,\GGI DF.:f, ~lETOoo. - Il m etodo si raccomaurla principalmente: J O per la sua semplicità ;
per l'assen za di fenome11 i secondari spiacevoli ; :1° per la quasi completa indolenza della manovra, seguita da nn senso di benessere, per cui l'amm alato rechuna egli stesso I' ap p lica.zione; 4° per la rapidi Lii notevolissima dell'a zione curativa; o0 per la mancanza di deform itù cicatriziali consecutive; G0 per i I fatto, che riesce spesso ad evitare g ualsiasi atto operat ivo, ancho la ~emplice puntn ra. ~ ei casi rari ;;simi, in cui si debba ~
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( 1) Uno d oi casi più fo rtunnti l'ho o.,·u w in persona cli uno g uardia di finanza c ,•ntil mente d iretta ,11i dal co llo~o. c11 poriparto di 1• chirurgia. co n voluminosa adenite tuborC'o lore eh,! collo già fu~o in g ran pari.(', in cu i, malgrado le difficolti\ materiali ùi tNw r formo J,. ,·,:,ntos a per J"ubicaziono ddlo Jc~ione, s i ri ll8CÌ a g uarire l 'infermo in non più d i ti seduto
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L IPERElllA PASSIVA ALLA BIER NET,LA CURA DELLE ADE'.'\ lTf1 ECC.
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ricorrere in seguito a qualche atto operativo meno economico, q nesto resta ad ogni modo fa.cihtato grandemente per le favorevoli condizioni della parte. Prima di finire, adempio al gradito dovere di ringraziare sentitamente il sig. Tenente colonnello medico Pronotto cav. Benedetto, Direttore nell'ospedale militare princi pale di Caserta per avermi gen · tilmente perme:1so d'inizir.re e fornito i mezzi di proseguire l' applicazione del metodo nel riparto a me affid ato. Caserta, ge nnaio 19l4.
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RIVISTA SINTETICA ITTERI EMOLI TICI, pe1· il dott. Giulio lmperiaJi, capit:,110 medico.
Introduzione . ?folli\ tratt.iziono di ques ta nuova entità morbosa, che e1,tra iu cl inica princi, plllmente per merito di autori fr:mcesi, mi valgo della letteratu ra medica al r igm1rdo e d'una certa esperienza personale formatami nel seguire gli studi del prof. Galli intorno a parecchi casi di it.teri eiuolitici, ricovemti nella R. clin ica medica di Roma dal 1908 al HJ12. I malati iu argomento sogliono presPntare due seri e di 11ote patologiche :issociate, ma non sempre parallele: una sindrome clinica - ittero acolurico, anemia, splenomeg,dia - ed una sindrome ematokgicn - note anemiche, ema zie gra nulose, iporesiste11;,:n g lobulare, policromntofilia, ecc. - entrambe di penden t i da. un processo di es:1geratn. distruzione de' globuli rossi, senzn. una qu11lsinsi lesione 1·patica. Dobbiamo ai rece11ti progrcs~i dell't·matologia il distacco del quadro morboso degli itteri emolitici dal vasto e complesso gruppo degli itteri in genere, coi quali venivano prima confusi. Ma In nozione di itterizie a causa solutiva sang11mis è pittosto lontana. Giil Virchow aveva ammesso u11 ittero em atogeno e, prima ancora d i lu i, fin dal 1782, I. B. Binncbi nve ,·a distinto un icterus a 1·itio hepatis da un icten1s a rausa solutiva sangui11is. P iù tardi Breschet e special. mente Gubler, in op posizione agli itteri da ritenzione, riconoscevano l' esistenza d' itteri per tras formazione diretta. dell'emoglobina nel sangue (itteri emafeici). Tuttnvia di tnli itterizie. d; origine sanguigna, rimanevano fino a ieri ignorate le note ematologiche, soltanto uel 1907 poste in luce da Cbanffard. Già da m olti anni ernno :;tnti 1·iprodotti degli itter, uegl i animali sotto l'azione d i potenti emolitici (malazioni d' idrogeuo arsenicale, iniezioni di sangue defib rinato, di toluilendiammina, di acqua distil lata n elle vene, ecc.) ; m a n ou si am10etteva che l'ittero cosi provocato fosse uni c,imente di origine extraepatica, interpretiindosene il meccanismo patogenetico oon una lesione sanguigna (emoli~i ) e colla iperprodu,.ione cli bilP nel fegato, immentata di densità. (pleioc,·omia) e perciò di diliicile, incompleto defius~o nell'intestino. Era questa evidentemente In. concezio11e cli un ittero C'mato- patogeno. Per altro, dette esperienze ed osservtt,do11i sugli animali non avevano ,wuto 1111 riscontro nel campo della patologia \llllRnli. P rimC' ad isolare clinicamente un ittero cosi speciale fu l'.Rayeru, il qual(I nel 18!)8 de~criveva sotto il uome di ittel'u infellfro cronico splenomegalico apoussée..~ pal'ossisliclte qu,~ttto casi d . itterizie croniche 11cq uisite, 11coluriche, con urobilinu~ia, ft'ci colorate, colemili, sintomi anemici, cospicuo tumore splenico, lieve ingrandimento del fegato senza fenomeni d i stasi portnle. turbe g:)<stro-entC>riche
RIVISTA SINTETI CA
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più o meno int.ense. La malattia Jecorreva con mitezza. 5alvo r1ni periodi ùi esacerbazione più o meno acuti di alcuni sintomi, rilegati a strapazzi o ad emozioni, generalmente accompagna ti da dolori all'ipocondrio epatico, talorn, anche da febbre. L' Hayem presumeva si trattasse di un'infezione a scendente dC'lle vie biliari, ma nè egli, n t> altri riusci a provl\re una simile ipotesi. L a esistenz,~ di un ittero legato ad un processo emolitico fu p rima mente ri· conosciuta da Minkowski, in una relazione a l Congresso di medicina di W iesbadeu dell'aprile 1900, su otto casi d 'itterizia croni ca in membri d'una stessa famiglia, traverso tre generazioni succe;;sive, coi sintomi descritti dall'Hayem All'autops ia di uno degli infermi - deceduto per polmonite lobare - egli riscontrava: fegato e vie biliari indenni, milza iperplastica e iperemica, presenza cli accumuli pigmentari giallo-ocra, colla reazione del ferro, nella par te centrale del lobulo epatico e uel11\, sostan za cor t icale dei reni. Sul foudamento di uun tale sider o:;i :Minkowski formulava la ipotesi di nnn distruzione ano rmale del pigmento sanguigno, 1.-gata ad una lesione primitiva della milza. Ma un al tro gruppo d'i tterizia croniche, mol to vicine a quelle or ora accennate, veniva inta nto segnalato e individualizzato ,la Gilbert, Lerebou llrt, Casta.igne, H erscher col nome d i itteri ncol urici s1-mplici e, più tardi, di colemia se-mp licf' familiare, prE>sentandosi la malatt i11 in p ù membri d'una stessa famiglia, favorita dn uni, diatesi biliare ert'clitaria (temperamento bilioso degli antichi). Ne sono carat teri principali: un i t tel'O cronico h·nue, esordiente fin dnll' infanzir,, urobilinuria ed ecceziouaiirn'nte coluria appt-na apprezzabi li>, feci colorate, scan,i pigmenti biliar i ut-1 sangue, org!<ni iporondriaci uorn1ali, talora modic11meute ingrandit i. Inoltre possouo manifestarsi di~tt1rbi cutanei (fra i qu:ili il prurito), disturbi gastro-enterici, n ervosi, renuli , teimici. Dapprima Gilber·t r iteune trattarsi d i un'infezione lie,·e d1Jlle vill biliari e ancl,e di vera e propria anviocotite,· pi ù tardi, cogli autori so pracitati, i11tc,·preta\'a il meccanismo patogenetir.o di certe form e colemiche con un pro1;osso emolitico attenuato. Successiv,~mente a u menta la casistica degli itteri cronici cougeniti ed ar qui;;iii da causa ignota (c1·iplot1enetici) ed i I conc·etto della origine emoli tica di alcu11e forme d'itterizia gua ,1ag ua viep più terreno, pur mancando di elementi dimostrati vi. Primo Cbauffard. nel H.107, studiando a lcun i tipi d' ittero famiglinre seuza. causa appinente, poteva dimostrare in essi una spiccata d imi1rnzio11e de lla res is tenza dei globuli rossi, la f?·ayilit à vtobulare. In seguito \.V1dal, Abrnmi e Brnlti precisavano i cara t teri clinici ed emlltici, e con questi l'origine emolitica di certi itteri cronici a<:qu isiti durante la vita : mentre altri O, O. illustravano parecchi casi d'itter izie a cut e o subacute diper: denti da processi emolitici d'origine to,.:sica, microbicn o parassitaria (itteri emolitici si;condart). Facilitata cosi la diag nos i, la casistica di>gli itteri da emolisi s'è rapidamente arricchita. e si sono, eziandio, cliradn.te le tenebre snlln loro pa· togenes i, rimanendo tuttavia ancora del tutto ignota ln causa prima della malattia, Oli itte ri in parola furono denominati pleiocromid da Stndelruaun, ematoepatogeni 111\ Afanassicw e , con lìngua~gio moderno, itleri e:molifici dai Francesi. I n Italia B a uti parla <li splenome!;alia emoli1ica e Micheli di ittero emolitico splerwrnegalico. Ma oggi non possiamo ragg ruppare o d ividere queste ittexizie iCl una o più un iti\ nosografiche malgrado la pleiade di osservazioui sperimen tal i e cliniche degli ultimi non i, non essendo peranco fatta in merito a lle stesse i tterizia quella luce, che antoi-izzi a riun ire le fil11. dell'argomento nolla sua integrale com ples,iità, e soprntutto in rap porto all'etiologia.
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l'll\'l i;TA SJX'r f.:T I CA
Quadro morboso generale -
Evoluzlonl - Tipi e forme cliniche.
La malattia suole mnoife~tn rsi io modo upparentemeote primiti,o, di ratio seco11dariame nte nd nitre llffezioni. E sor disce con ittero ..d anemia, per lo p iù su bdolamen t e, alcLm e ,olte con una certa acnzie e talora, invece, r epentinamente in seguito a forti emo:>.ioni o strapazzi, con turbe gnstN•t'ntel"iche e dolori a li' ipocondrio epatico. L'ittero è per lo più lieve, non di rado più o m eno p ro· fondo, m1·ntn· l':rnornia s uol e nlformnrsi precocemente e in grndo superiore ali' itte ro Di norma le feci sono colorate e spesso, anzi, i percolor ate le urine, p rive ai pigmen ti biliari e conteuenti i 11 ve<:e urobilina. B en preslo1 all'esame somatico, ;;i r ileva un noLevole aumento di volume e di con~istenza dell11. m ilza ; m entre il feg11to s' i 11grandi sce modic"nwnte o r esta immutato n e'suoi diame tri, conscr,·ando super fìcie 1i<;c in o con,:;istenzn nonni.le : inoltre nrnnca no segni d' ipertension e porta le e di insutlicieuza epatica ; si ascoltano soffi i'Xtra,cardiac i e soffi ve11osi c·a rn t k ris-tici d eJI,, profumi e nnem ie. All'esame del snngne si r iscontrn no: p i~m enti biliari. ipoglobulia, nniso e poich ilocitosi, mielociti, c itoblasti, polir romatofilin. cmnzie g r:.nnl ose. di111inu zionc de!la r esii; tenzn globular e, nuto-aggl uti11nzione delle emazie. Sul,biC'ttivnm Pntc gl'i nfermi avvertono: mn!C'~sere generale, sintomi an,·m ici (d,•bol,,zza. fredrlo nll,• estremità, r onzii nlle oreccl,ie, palpitazione cardiacn, facilA affa n110). t alora ,;ast ralgie. raramente dolori all'ipocondrio destro, i qua li possono ne i loro attac•·hi simulare !11 colic11 opatira. Man cn110 ~iutomi nervosi e q11elli che si vogliono dipenden t i da intos~icnzione biliare, propri ngl i i tlt'l'i epatici (prn rito cutRneo. hradiclll'dia, xant elai:mn, dimagramento vii.to:.;o). L'ittero acolurico, J"a11emin e In splti1,om,·gsdia - costituc11ti il tripode sintoma t ico f'ondamen tnlc - b a nno un dc.:corso v111·io (acuto, su bacuto o crouico) ,li 1111,.. ~irnll 11011 uniforme nè progres,;ivo, ma in·C'g olarissimo in,·cce e salt u a r io, con uua evol uzione emin1·11t,,1111111te a t ipica, variabile i11 modo le11to o re pen tino d a ca~o I\ c11so e perfino i 11 uno stesso infe rmo. Tuttavia il pol iformismo clioi<·o è ,olt:,11to relat ivo al deco rso e 11011 1d quad r o compl<:'ssivo delln malattia, ch è uon esis te. i11\·ero. una m olte plicità di quad r i nosologici, la sindrome cli111co-ematologica foudnnwntl\ le esscn,lo comune a tutti gli it.teri d i origine snnguigue e le diflcrcn1.e ol:i. malato a, ma lato essP11do emi11entrmcnte in mpporto nl mo mento Ji:ll'osserv:izione, 111,J quale p uò emergere od imporsi u n i<i u tomo più c he un 11.ltro. (;Ji ith· ri emol itici s i di~tingnono in d ue tipi : ittel'i P.1110/i/ici congeniti o familiari, i e. uc'J uisiti: clas,i6ca,.ione, SC'<'Onolo Galli, gi ust ifìrata soltirnto da elementi eziologici, maucnudo una s :ndrome car atte1·i-,tica di cini:cun ti po. E anche in base nll'otiologia si Rmmutle u 111l duplice for ma dell'ittero emolitico ncqui,,ito: un i. ,.. ru;qui., i/u p rimiffro od es.~e>iz ia le. (da cnusa ignota come il f'amigl inre, con cui può qu indi assumere l'aLtril,uto di r1·iptoyet1l'l ico) ed 1111 i. e. acquisito SPcond ario (a m alaria. sifìlide, tubcrcolo;;i. t ifo, polrnonit,·, cancro. elm i11 tiasi, cloro11nrcosi, ecc.). Pi!r il loro decor,:o gli iltl'ri cmoliLici si distiuguouo in l'lruti, .rnb,,,.,di e c 1·011ici. l 'rTEHT r:.,101.rr1c1 cui-ur,::s-1'1'1. Formano il tipo lk~crit to dn ì\Jinko\\';;ki, 11w11tre Chnllanl ne 11:i s,·gllnlnta la nnlura Pmolitica. t>i mtrnifesta no di n onni\ in di,·e1·•i 1Ul·U1bri di una st,J~sa fnmigli(l, tra\' C:l'SO 1111n o più geuc rnzioni. Hrnl<i :,mmett,· per questi itteri un r1u arlro morboso" r imnrchèvolmcntefisso •. tutt.1 J,. o-:,errnzioni puhblicnlc S~!nhr:tmlo « c:ilrat,, le un e s11lle n!L1·e » . Se,·onJo
H1 \"ISTA S12'TET[CA
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ChnuJfard s i tratta di .e itterici più ch e di malati », g iacchi, l'affezio 11e e, di massima, bene tollerata. All'esame degli in formi s i ri lev>1: ittero p it'1 o meno vi!'ltoso, ane mie. d i l ieve grado, spltnomegalia cospicua, modico i11grandimento del fegato , urobilinuria, feci colorate, assenza di p igmenti bi.l iari 11elle urine e di fenomeni d'i ntossicazione biliare. All'esame del sangue vi si r iscontrano i caratkri patologici innanzi citati, meno l'auto-agglutiuazione delle emazie. ITTRRC E~IOLITIC [ ACQUCS L'l'l ,tipo Hayem-v\l idal). !-li man ifest ano n ell'età adulta, per lo più subdolamente, talvolta bruscamen te, $enza causa iippr ezzabile. cioè come affezione primitiva, ovvero nel corso di altre malattie: oucle la sottodist inzione in primitivi o·l e.~$eHziali e ;1econdart Rivestono una s ind rome cl inica più comptes~R e più se\·era delle forme con genite ed una evoluzione estremamen te variabile da ca,;o a caso ed oscillan te tl(Jllo ste.~so infermo. TI polimorfismo clinico ~ apparso eYidente, quale corollario di tutte le osservazioni r~se di pubblica ragione: e la malattia or!\ s i accompagna ad attacchi simulanti la colica epatica, a irradiazioni dolorifiche alla ~pnlla d,·.stra ed a febbre, dn. far pensare alla coleli ~iasi. ora a fenomeni d i ins uffi c1enzr~ c1trdiaca o d' iposistolia da far !<osspettare u n fegato cardiaco con ittero seco11.tario; talvolta si rnanifosta come un ittero i11fettivo febbrile, tal'a ltrn. s ic come un'anemia per11icios11, e no11 di rn,lo, infine, si a,-.socia a gastral g ie e vomit i violP11ti da far pensare Rd u11 n eopln;;ma, :id un'u lcera clello ;;toma,:o. 'l'uttavia, mal~rndo le varie 6sio1,omie sii,tomatichc e n ono-;tall tC' 1'1,nn lop;ia con altre for!lle patologiche, emer ge ~empr e dal quadro morboso la sindrome clinic~ fondr1mcntale del\'it.tero emoliticn - ittero pleiocromico e acolur iro, anemia, sple nomegalia - ed all"csa1ue del sa11~11c vi si ri t rovano co~tantem ente le carat teristiche stimmatl' innanzi citate. Gl'itter i emol itici acqu isiti secondari differisco110 dai primitivi per il loro ma11i fe;;tarsi ne l cor.<o Ji altre mrdn tLie (intossicazioni. elmin tiasi. anem ie, infezioni) o di st1tti fisiologic i pMticolari. Fra gli ulti m i ,;i cono~ce l'ittero. emolitico dei neonati, leggero. quii><i acolnrico, d i brove durata. D egli altri: so110 fugaci gl'itteri umu litici da iutossic11zic,uo post-clorofor mica o da fr.l ce maschi<', suuacu to quello rarissi mamente osserv:1,to 1w l corso della cir rosi alcool ica, acuti gl'it.teri emolitici c h e si presen tiino di rado n elle anemie da botrioc(•fuli e da anchilostom i e nel corso di anemie posternorragiche; sono invece di durata o dP.corso variaLile acuto, subacuto e ta lvoltn cronico o r icorrente, i11 rapporto alht mala ttia fondamen tale - quelli che raramente si mauifestano n el corso d'infezio ni ( nrnlarin. sil:i li,1 e s econdar ia, tuhe rcolo>'i, tifo, polmonit\'. cirrosi tuuercobre, setticemia da h. perfrigens) o sc•condariamento a can.-ro nello stomaco.
Esame particolare dei sintomi. t l p olimorfi~mo clinico deg li itteri omol itici obliga il rnerlico >1 11011 accoute11tarsi d i un 11o~ogra6s mo schematico della malatLi>t : oltre la cono1;cenza dPl le note cl, uico e matologiche fondamentitli è necessario, ni tiui 1lul!H. diagnosi, d i !,apere eziandio riconoscere e . valutare quelle partico laritit secondari e o sfumaturo dnl s iuto nrn, chE! po;s, ouo alterare e finan c-o deformn1·e la con,ueta !isonomia riel sin tom a stcs~o e co11du n e l'osservatore aJ uu'errnt,, diagnosi. l 'fTERO. Suole di 111Msi ma compnrire subùulumen le, spes:;o all'inizio iniw \·erti~o dall'infe rmo, liuiitaudc,si allora o nd un tcl!I UC inginlliroento delle sclen> ovver o ad un liuvi.~simo ,·olor ito giallo dei tegume'uti, reso incerto o poco :q, pre7.-
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lt!VISTA SlNT~TJCA
zabile dnlla preesis tente anemia: ondl' sono i parenti od i compagni dell'infenuo. che sogl iono per primi richiamare l'attenzione sul colorito delle co11giuutin: o s ul t ono s peciale sovr;ipposto al pallore anemico. Ma può l'ittero stabil irsi in pochi giorni come un'itte rizia catanale. di c,ii, per altro, esula presto l'idea col persist ere cron icamente della giallezza cutanea; o, di rado. l'ittero stesso può anch,· insorgere acutiss i1mimente, con 11otevole ipertermia, vom ito, d iitrrea. dolori sor di :Sulla colecis ti, irradiantisi alla spa lla des t ra; sintomi, ch e di s olito, ri mettono in breve tem po e dopo una tregua p iù o men o l unga tormmo ad esacerbarsi, i n u ua alternativa di migliorie e di r ecmdesC'enze . Jn6ne, in via tutta eccezionale. previ,; forti emozioni o spaventi, può l'itterizia m,.nife;;ta.r~i bruscamente, anche in poche ore, dietro cris i acntissime di deglobuli.<znzione. L'intensità dell'ittero è assai varia da caso a cnso e ue llo stesso informo in periodi diversi . All'inizio della mala tti a e nelle fasi di miglio rament.o s i osser ni una tin ta tenuissim u, difficilmente appre1.1.nb ile senza una pa rticolare attenzione: 110g li altri periocli. or a 11olas i un color ito cutaneo g i"llo-pallido. cùe 11011 1·aggiuoge l e mucose, ora si pre~enra la vera tinta gi,\ lla, con una l unga scala di 1ma1u•,., clal te nue a l profondo, did pallido al dorato: ed io questi casi l 'ittero peuetra a nc he 1~ mucose, ma non si este ndo cou un a int,,n~iti~ o totali t ll unifor me e, di co nsueto, e par ticolarme11te acce11tuul o sul volto, snl torace, ::<ull'add,,mc. Tutta,i,. l'itte ro non atti11ge mai agli alti gr:.di ed a lla Lima ,·erdognola Jlropri alle itter izie da ostacolato dofiusso clrlla bi le. 80110 carnttt?ri p1·e,·iJHli dell'ittero emolitico : la pers iste111e "olomzioue e :;p.:~c, iperrolornzioue dc,lle feci (eccezionalmente acromiche nelle crisi), l'arolu r ia. la costante u rol,ili11uria, meu t r ti assai di raro trovans i traccio di bilirubi1111 nelle orine '.\I a l'urobilina, gius ta l'opinione di E iener, J.eube, Engrl, ;\lya e l 'atelht, prover· rehhe non dirett a mente dnl fegato , ma da una r idu~ioue ilelb bilimbi11a, i11 quantitil l imitala, da pa1'te dell'epitelio renale. fl siq:~gio di Gmeli n dimostra nd siero sa•1guigno la pre:seuza di pigmenti biliari, mcn u ·e vi sono O'ise11ti l a colesterin a ed i sali bil ia ri; per modo che \\'i c.lal pa1fa di senqiliee cole,nia 71iy1,1e11 t n,da ed fl quesLo fatto, co11 A bram i e H r ulé, attribuisce l'as:Scu:rn n.:ll'ittero emo· litico di prurito, brndicn,rdia, xan teln~ma e spiccato d im:igrarnento, comuni n egli a ltr i itteri. .H irordiamo, per altro. che Freric hs vorrel.,be legati quest i fenomeni a prodotti abnormi del ricambio materiale n on i11ff uenzato d alla bile. E poichè u ct malati i11 discorso della bile continua a vorsnrsi nel l'i n testino e ad inHuire sul ri,·11mbio, In mancanza in essi dei fen ou1eni d 'in~ossica.<ione, ora ci tati. ri snlt"r ebbe esaurientemen te spiegata, senza ricorrero nl la ipotesi p iuttosto speciosa di \rida i. ANElll..\. Di r1•goln precede l'ittero. ;,,uole compar ire e stabilirs i lentaruent<', ma, n on di rado, au che in breve tempo e alcune volte in modo rap ido, quasi brusco, in seguito a forti cr isi di deglobulizzazione o 1\d emorragi..:. Evoh·e in m i sura non progressiva, ma oscillante o saltuaria, e,· l assume gradi d'intensità variabili da malato a malato e ucllo ste1<so infermo, costituen1lo sempre il v ero esponrnte ciel bila ncio ematico. Le osc ill a;,: ioni oligoemic he non hanno ciclo, essendo ora vicine, orn lon tane; e ~ono n quando lievi, a qunudo cospicue , 1..g,ne sem pre ad un proce~so d i de,qlub11lizzazione. no_n di rado acuto od acutissimo e c ol ca rattere a llora di v ere crisi. R elativamente frequ~nti nell'ittero emolitico a cquis ito, US$a i r are nel congen ito, dette cris i insorgono in qualsiasi periodo della mnlattiri,, di massima dietr o fatiche o vive emozioni, talora senza causa nota. Il
Rl\"IS1'A S INTETICA
t asso de!IP emazie precipita rapid11.ml'nte da J.-,1 m ilioni al milione e finauco nl disotto (850,000): in poche ore tu t ti i si ntomi si acutiz;mno al massimo grado e parallelamente, in lllOdo più vi;,;toso l 'arn•mia, l'i tterc, e la splenomegalia: l'iufermo si abbatte, è affannoso, si lamenta di cefa lea e spesso di dolori sulla colecisti - i rr,ldiactisi alla s palla destra - non r ado di g astralg ie. con vomito e rl iarreR; la temperatura d'ordinario s i elev~. ma non di molto. All'es ame del san gm\ vi s i riscont,rano in modo a!<sai spiccato tu tte le stigmate c11.rntteris ticbe degl i itteri e molitici Mercè cure me<lid1e zelanti l'in liero quadro morLo;;o rim Ptte prop;re.~sivamente ; mt,, non di i·a<lo. rrn che riguadagnnto uno s tato sòddisf'acente, l'infermo è nuovamente colpito da unn. crisi di deglobu liz,mzione acuta, coi sintomi sopmdescritti e con eguale vicenùR. Le cris i io pa.l'ola pro vengono da vere poussù s parossistiche di distrnzioni globulRri , di mn'lsima lii emoglobi11ernia non è dimostrabile e no11 si ha la emoglol.iin uria perche il fegnt.o od il sanguP o entrambi insieme t rasformer1>bbe1·0 in pigmenti bi lia1·i tu t ta In e moglobina diffusa nel phtsma dalle emazie, e :=:oltanto allorriun ndo i predetti organi, per una globll· Jolisi copiosissima e repentina. non riuscissero ad a.qsolvere un tale còmpito, s uperati, diremmo, dall'enorme C\11mdo di emoglobina. si anebbe il frnomcuo rlella Fmovlobi11 Ptnia e della emoyloùin11ria Ed en tramhl' sono stati' invero segnalate io più <'A.Si d'ittero emolitico a c:quisiLo. Una col-i notevole in,~tauililà dPl sanyue può, 11011 infrèquentemente. clomiunie lA srena morbosa drgli itteri emolitici acquisiti . nei quali pt·rciò, l'anemia può assumere una lunga. variabile gamma di g rndi, dalln l ievr ipoglobulia, simile ad uno stato clorotico, ad mm glolmlopenin impr e,,.,ionan tc. col quad ro dell'ane111i:t peru ici osa. L'anemia è quella che più iufluisce sullo s'alo gene1·ale dell' infel'mo: da u n r ~lat ivo bPnessere, simulante una guarigione n .. lle lievi ipoglobulie, si g iungr, nelle e ritrocitolis i pnrossist iclw, ad una gra ve depn °s,;ione delle forze e della nut rizione gener11,le, e qualche volta con to.li S<'gni d i adinamia cnrdiaca da far seriamente temere l'esito leude. Un parafleli.~mo frn il g rado dell'anemia f> quello dell'ittero mnnca: poichè, ~1· esso è innegahi le ed a ssolu to mii periodi di crisi, può invece in altre fasi d,.. J mor bo prevalere l'anemia o l'ittero ed il malato 6gurare pPrciò un sempli"<' an,·mico od un semplice itterico. Ciò spiegn la grnnde variabilità del coloro dei te.c;umeuti, ch e, da un giallo matto o giallo oro, con atteuua zione e s fumatul'e n um e rose, giunge nlla. tinta g ia llo chiarn, che rico1·da molto da vicino quella ,1,•i cancerosi. SPI,RNOMEGALIA . La milza, cost111ltemente ipertrofì,·a, suole as,u mere pro porzioni enormi nell'ittero congenito pili che n ell'acquisito, fino a raggiungere la fossa iliaca. L'aumento di volume è uniforme, piuttosto 6sso o di rado e poro mutevole nelle forme congcnitt>, me11tre vari11. spPsso e di ruolto uelle acquisite, precisamente come si comportano l'i tt<'ro e l'anemia. Lo i.piene si prl'Sf'ntn liscio, a consistP11za nssni uum"ntata, inrlolen te nei p er·iodi di t1·Pgun, ,;ensibilP allA. palpRzionc durante le c::isi. FEGATO, 11 più delle volte è ingrand ito, no n di rndo d i volume ll ùl'male : no11 è, per altro, frequente una vera epatomegalia, gi ncche nnclw nel le formt: congenite. nelle quali l'ingrnndimento è più pronunc iato, il fegnto suole d1·bordare n o n oltre due o tre dita trasverse dalle false coste; m a può, tutt/1.vin. es~nmcre qualche volta dimPns ioni co11sidrre voli . L'organo p1·es,·11ta s upertìcie liscia, cont3 -
Giornale ai medlciua millla,·e -
l'asc. 111
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RIVISTA SINTl!:TI OA
sistenz11 nor mnle, senza la minima tendenza alla srlero;;i; lii roassin1a indolente, è invece sensibile n.1 pigiamento d urante le c risi e talora è sede di attacch i, generalnit'ntc· vescicola ri, colla fisiouomia di coliche epatiche, dovu t i per lo pi ù a sn.bbie pigmentarie nella cistifellea. Per altro, questi sintomi non sono m a i associati a segui d i nlterata funzionalità dell'organo o cl'insnfncienzn epatica (ipoazoturin, glicosuria spontanea od al imenta r e), ni! a sintomi d i cirrosi e d'ipertensione portale. Al·PAREt:CUIO GASTttO• ltJ\TF.HI GO. - Può ll~Sere in teressato in modo va rio. E' frequente una ct:rtn. inappetenzn. che tnlorn, nelle c r isi, può giungere alla vera ano rnss ia : in q ueo;ti periodi sogliono p ros~ntnrsi tu r be gastro-enteriche di di vn·sa i11ten$aita (gastralgie violt:nte, vomi~o ostinato, diarrea) . .APL'AHF.cc1110 CAH DIO·YASCOr..\H~J. - Yi si r iscontrnno Jl, n.lwrazioni funzionali 1•roprie de ll'nnemia. Ne' periodi di deglohulizz11zione acuta g l'infer mi sono alfannati, avvertono molPste p11lpitazio11i e cadono in u11a impressio111rn te prostrazione dello s tato g,·nerale: i toni card1a··.i sono a l lor>1. delJol i~simi, si ascoltano sofn si;stolici anor gnni,·i sul cuore e soffi o rurno1· di trottola sul le gingulari e talvolta si 0111nifest,ato gravi stati adirutm1ci o d'iposistolia, con edemi fugac i :ì-gli arti inferiori, eccl'zionnlmente con a:;cite. TE1010c.;1;;NE:s1. - Em inentem,·nte instabile : normale o qunsi nelle tregue, oscilla ~ille più piccole c:i.use d 'e~quilibrio ematico e di nn.mi co, mn. ;;empr,· eu tro l im iti modesti, la temperatura non elevandosi a grnJi ipe1·pirettici mippure nelle fa.si tli deglobuli1.znziono acuta. f;1$al'isMA ~m1woso. - I mmune, se ne eccettui no l ievi disturbi riferibili all'n.11emia e co n questa evolventi. CO)JPLl CA!i;,;&. Kon se ne os,erva no. Le crisi di deglolJulizzazione acute o subàcuti;, con stati di auemia 11rofo11da o p.-rn icio,a, rn.ppre:-entano fasi gravi n,·lla evoluzione del mor bo. Nella donna sono frequenti le dismenorree. Può la sindrome ittero-èrnoliiien sovrapporsi - e alterarsi o defo r marsi - a q uella d'uua riirdiop:,tia, o que~ta mauit"est,. rs i n.,I corso d'un ittero- emol itico, aggravandolo, ma non è provato c h'i,sista fra d : es,;e alcu n rapporto di causalità.
Caratteri ematologici.
In tutti gli ittcri- èrnolitici !;Ì constataro no nel sangue de' caratteri giawtuai rilevali, nel loro i11siPme, n egli itcni di origine epatica, nè i n al tre infer mi t :',: e,;si costituiscono perciò ddle ;;Limm a /e di alta importa11za nosologici\ e dingn ostica, clic cnnvi,rrll ;,;empre rir.orr.are. l<i~ultnno : cli '<intomi illlemici (ipoglo bulia, aniso ,, poi,.hilocitosi), di ele,uenti di rea?.ione midolhre (mielociti, citobl11sti, policromatotilia, 1•111a?.ie granuloSP) e di nitre dne stimmate, forse le p iù iuterf'ssn.n ti la fragilità. globulare r- 1',wto11gglutir1aziont1 d .. lJe emazie. La conta dei globuli ros,i dà il yrndo delt'anP,nia, della quale è im possibile . tnbilit·e la intensità media o pilì comune, es~cndo il numero dPlle emazie estre mamcnt,i variabile, specie n egli ittcri- lc'molitici acqui;;iti : cosi mentre e~so o,;cilla iutorno a' tre e qunttro milioni nell8 fornw <'onge11ite, nelle acqui;,;ite invece, du tre m ilioni circa n e' perioJi di trogun o miglioria, cade estremAmc nte bMso fra il milione e ~5111000 - nelle c-risi ,li t!eglobulizzazioue ncutn.
H!YlSTA SlNT E'J'ICA
Il tasso em o,qlobi nico e proporziomd•· al g r,ulo dell'oligoemia cd il i:alo,·e glv• b1d are è perciò sen<;ibilmente eguale a d 11no. ~alvo a su perarlo n e' graJi ostr,·m i di auemia, analogamente a quanto succede uelle a ne ro ie perni ciose, L'anisocitosi e la poichilocitosi sono costanti e spiccatissim i', non sempre t 11tt avia in rapporto col grado d ell'anemia. L'anisocitos i persiste evidente anche n e' gradi medi di globulopenia, n e' qu ali s i r itrovano emazie g igant,i cli 12 a 13 TI a c.:anto a de' globul i nani di 4 a o :,.; men t re i globuli deformati (a racchetta, a \Jiscott o, fuso e p irformi, ecc.\ numer osi negli stati anemici intens i, divengono scarsi ne' periodi di lieve oligocitemin. Cbanffard ha insistito sulla diminuzione del d iametro globulare m ,·dio n<'gli it1 n iemolitici congeniti (li a 7 11.) in contrnsto colla macl'ocitemia d egli itteri epa r1ci ( Vaq uez e Ribierre), l a quale, per a ltro, i'i trova anche nelle forme vmoliti <' he acq uisite. La grande oscillazio11e nelln intensità dcll'a nem in è legfltn. a du e fat,tori: :ti processo di esagerata dis tru1.ione d dle emazie da m1 lato, all,i, iperatt iviti, fu nzionale degli organi ematopoi.et ici dall'altro: l' uno rid uce, l'altro te ude a cornpc·11...are ] P tare. Il sangue è perciò in una co11thu1a rinnovaz ione. li rnid olfo de//,! o.osa ln 119he riacquista le pro prietà fetali , passando iu uno sta to di rel'irisce11r.a , di permane nte a ttivita funzionale. Ciò è d imostrato ,lai fatto, cons ta t a to in n um erose osservnzioni ematologichi!. che a m nggiori dim inuzioni di er itrocili coni~ponduno, proporzionalmeut.<', apparizioni d i un mage;ior nu moro di E>lemen ti ruielo1rii nel sangue (mitlloic1ti, citoblasti). I ,ni1•lociti, si riscontrano anche ne' g radi lievi di anemia : oscillano fra il 1 2 e il 6 p. 10!1 de' le uc:odti e souo, d i m assi ma, neutrofil i: pochi sono i basofili e m ,·no auf'ora gl i eosinoiili. Le emazie nucieate, pili frequenti de' mieloc iti ed in prevalouzn normoblnsti, rag gi ungono il 2, 8 e per6uo 4 p. 100 degli eritroci ti. Megaloblast i sì osservano ne' periodi di pii1 attiva reazione midollare. ~e' periodi di minore ipoglob ulia e mielociti e cit oblasti possono discendere a u11 numero molto es iguo: in tali condizioni acquistA valore un'altra stimmata san g uigna, la policromalofì/ia, fenomeno sempre e,·idl'ntissimo, che può osservars i ti no nel 45 p. 100 circa delle ema:de, come avviene di fequente duranto le crhi. La policromatofilia, che sembra legatll lllla rinnovazione sanguigna. apparisce e vidente osservando del sang ue es~iccato e colorato coll'eosina-e1nateina o col bleu di Unna. Con quest'ultimo, in mezr.o a degli eritrociti DO!'mali tinti in verde pallido, v eilons i spiccare molti globuli colorat i in verde fran co od in verde cal'icr. Anche le emazie granulose - primamente S{·gnalate negli itteri- emoli tici da l'hau!Tnrd e Fiessiuger - avrebbero significato di reazione midollare I due autori: le scoprirono a caso nell'esaminare del sangue disseccato all'aria, a cui avey ano aggiunto una goccia df'l reattivo di Pnppenh <'im (pil'onina e verd e di me · ti !,·): cosi, in certe emazie scolorate pel' diffusione dell'emoglobinn, videro perif,,. ri c:i.mente delle granulazioni colora.te iu 1·0.~,:o vivo (1). ( 1) Col metodo di preparazione suindicato le granulazioni non si Mnscrvano e d i,·enta perciò difficile la conta delle emazie granuloso. Widlll od i suoi allievi riuscirono coliA tecnicn seguente a cnnservllre per un tempo illimitato le gr-nnnlozioni : in un cubo da ~entrifugazione si l,:isdano a cunta tto . per lii-20 minuti, 4 a O gocce cl,,1 s nn g ue de. esaminare CC'D 10 gocce di una soluzione colorante bas i<'a isotonica, ali" , 1uale sia stato aggiunto dell'ossalato di potas.,io a fine d ' impecliro In coagulazione d, I 8 ,ng ue (soluzione di oss,ilato di potassi<> ol 2 p. 100 centi metri cubi 2, ble n polic·romo
RIVl"'f'A ,J~'rETlCA
Ma quel la, fra le stimm,ttc ematologiche degli itteri- emolitici, che soiubrn debba avere la mRggiore importanza è la d iminuzione del);, l'es istenza d&lle emnz.ie, la (ra,r;ilith ylobulare. Primo Chnuffard la segua!lwa llelle forme co11ge1.ite operando col metodo di Hamburger s ul sa11guc• tolale. E' noto, che ,111a ,;olu7.ione i11 acqua distil!Rta u 0.85 p. ]()Q di cloruro di so,tio costituisce un mezzo isoton ico per le _emazie e che. abbassando progressin\me11te i l titolo della soluzione sali wi., s i ginuge II quelln soluzio11e ipoto11ica, 11ella quale è vini.a la resistenza de' g lobuli: in questo 1~:0mento che la miscela assumeri, una tinta g-in llo-rosa. uniforme, per diffosionErlell'emoglobina uscita da llo stroma (emolisi). E perciò qu11.nto sarà più basso il titolo d1;lln soluzione i11 cui inizia l'emolisi, tanto san\ maggiore ln resistenzu .folle emnzie e vicev,,rsa. Normal01e11te il pigmento ematico incomincia a uscire d e.' globu li in una soluzione di grammi 0.4,1 di r.loru ro di sodio in 100 grammi d'acqua ,li~tillata . Negli itU'ri-emol itici cong,•niti il fenomeno ,::uolo già vel'ificarsi con u11 titolo di 0.7U a 0.85 di );a CI, e tal volta è seguito perfino con quello di 0,00, dimostnu,dosi così in essi una spiccnta fragilità globulnre; mentre negli itteri ep,.tic i gi riscontr.. va un 11.umento della resistenza dellr enl>\zie (Vaquez e Rihietre). Più tardi W idal, A brami e Brulé r icercando, <'o lio stes~o meto,lo, la resisti·Dz11 globulare uegli itteri-emolitici acquisiti ve la trovav1iuo normale od appena appt>rn1 scemwta: e sospettarouo pt> rciò che de lle antie1nolisinP potes~ero mascherare la fr,.gili tiL de' g lohul i. Fu allo scopo di risolvere questo dubbio che essi insti tuiron o un'nltra serio di ri cerche, R~1·ndo cioè s ulle emnzie separute dal loro plnsma per centrit'uga7.ione: e riu;;ci rono cosi a r ilevnl'e una modica, ma i11 ogni caso appn:z· zabile fragilità glohul:ne anche nelle forme ncquisite d'ittero- emolitico. ]<~ con s uc:ces!;ive esp,·l'ieuze dimostravnno che 1111.ntiemolisina esisteute 11el siero n o11 ~ specificn; ma sulla precisa natura di essa difottano conclusioni nttend1bili. Wi..Jal, Abrarni e Bl'lllé svel,wono co11 un altro me todo la frngi lita ~lohulare, vone11do cioè le emazie a co n tatto <li sieri nnoliti,;i .,peri11u•11lnti (trn.tti dn an imal i in cui siasi pro,;,o<·ata l'emolisi con iniezioui di tolu ile nd iam mina o di altro emoliz~nute,: in s iffatte e;::perienze con;::tina,;,iino, r.he pt>r emolizzare i g lobuli d'ine1·iem-0litiC'i bastano duo o tre goccie di tletti sie ri, mentre ne occorrono il doppfo per indurre l'emolii!i n e' testimoni (e111a1.ie d'individui sani). Iuver:-ame11te gli ;:tessi Autori han prova to, c he il siero <l'itterici- emoliti,;i c,rngbuiti ed a c, 1uisiti
e
di Unna gocce 10); si centrifuga la mescolnn,a e, dec-t1ntato il liquido so\'ro.118• tnntc, si 11.qpira con una pipetta il c11m11lo glol>11lure, di cui si fa Ct\dere una goccfo, an d'un vetro port.oqi;tetto, sul quale viene distesi!, poi SOl'Cl\t;a e fissata col calore L e granula.7.ioni de lle emnzio, così colnrnte, spi('caoo qunli puntini bleu sul fondo verdepalUitlo del protoplt1$ 111a globulare, ora st.ipati uniformemente e riuniti fra loro da sot.· tili tratti in una ml\Ssa cromatica reticolata, ora, invece - e questo è l'aspetto più frequento - piuttosto radi, ma egualmente ri1miti in W1a delicata. arborescenza, ed ora .. infine, rari s~imi. irr('golarmente disse111inati. Emazie itranulose possono anche risro ntrarsi in cMi di ordinaria anemia e no· sn.turnini ; mn e in questi e in quelli lo granulazioni non si colorano che a f r'é'SCO, tu fi~sniione nl calore i111pod<1ndnn'I la color11zionc, ed il loro as petto è differente, non mostrnndo!!i riunite da tratti filiform i: inoltre sono scarse di numero, mentre ne~di itteri emolitici sono co~taoti ed in proporziono elevnt11. ( 16 a 20 p. 100 e talora assni di piò. fino a 40-50 p. 100) quale non è stnt,a mai riscontrata in nessun'altra malattia.
RIV !STA SIXTETIC'A
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primitivi, ossia de' criptogenetici, non è più emolizzante d'un siero testimo11io (d' ind ividuo normale) per de' globuli qualsiasi, mentre le emazie isolnte de' malat,i in disco:rso vengono emolizzate da' sieri normali più rapidamente de' globuli testimoni (di sani o d'itterici epatici). Ne concludevano che il siero degli itterici criptogenetici non ha alcuna proprietà emolizzan te e lii frag ilità. globulare, in c onseguenza, devesi ri tenere l 'es poneute d' una lesio11e fond1tme11tale dell'emazia, forse primordiale e causa e.fficiente della distruzione de' globuli. Succes:'ive ricerche degli stessi Autori e di altri hanuo invece dimostrato la e sistenza di emolisine in parecchi degli itteri emolitici secondari (R cloron:ncosi, ad infezioni, ad elmintiasi). Un'ultima stigmata ematologica. che St>mhra molto particolare agli itteri-emol itici, è l'autoag_qlutinazio11e d elle emazie, la prima volta segnala ta nella malattia del sonno. Il fenomeno, che può ricer cRrsi colla t ecnica ,l i P a gniez (1), è frequente negli itteri-emolitici acquisiti, assente n e' congeniti; ed i11 quelli s 'indebolisce o ;:compare man mano che il miglioramento de ll'in!'e r 1110 s i accen t ua, svela ndo cosi uno s t r etto legame col processo c•molitico. LEUCOCI'l'l. - Secondo Brulé sono spesso cresc iuti di numero fino all n proporzione d'una vera leucocitosi, atfermantesi coll'aggravarsi dell'anemia durnnte le c,·isi, particolarmente nelle form e acquisite. La formula. leucocitaria, sensibilmente normale pel Bruli'· - seconclo il quale i! frequente una lieve eosin ofilia (2-4 p. 100) - sareblJe invece a lt erat,a pel Bitnti, c he ha segnalato, in un numero ord inario di h·ucociti. una leucopenia neu t rofila a ssoluta e percentuale, con tale grado di Jinfocitos ; d a compensare la diminu1.ione de· polinucleati neutrofì li. L a coagulazione del sangue negli it;t;(lri-emoli tici risult,•robl,e nor male (Brul~;. Anatomia patologica.
Primo il Minkowski, nel 1900, ebbe l'occasio11e di .procedere a indagini nnat omo- patologiche in un ittero-emolitico fami g liar.., decedut o per polmonite intercorrPnte: in appresso vennero praticRte una do",:iua circa di au topsie d' ittericie molitici (co11geniti e acquis iti) e tc1tte dopo il 1906. ~ e' varì casi si ritrovarono lesioni sens ibilroC'nte un iformi: princ ipalf· una sillerosi di alc uni o rgani ; importantiss imo un caratte re negativo, I assenza di u11a q ua ls ias i lesione del f1•galo. Quest 'organo si presPnta. poco tumpfatto, cougl·stiona.to e di colore rugginoso al taglio, con pervietà delle vie bilinri e bile s pesso dens" , talora auche fluidi\. L a cellula epRtic,, è apparsa scevra di segni cli deg,•nerazione e, come lo s trorna connettivale, specie n ella zona centrolobulare, si è trovata carica di un pigmento ocraceo - vero pigmento ematico - ricco di ferro, colorandosi in bleu con fenocianuro potassico e ncido cloridrico. Nella colecisti si rinvennero spesso terr e biliari, tAlvolta calcoli p igmentari. R ecentemente, al( I) Uno. goccia di globuli, isolati per centrifugazione, si unisce, in un vetro d'orologio, a IO gocce di siero del malato; si agita il mi9cuglio e si lascia poi riposare: spesso allora, fro. l e 20 minuti, si scorge a l fondo l'umma~sarsi dolle emazie in piccoli blocchi, che uno scuotimento vivo e prolungato del vetrino non riesce a dissociar\!; o l'agglutinazione si fo. indi più inten~a. tutte le emazie riunendosi in una pellicola <>mogenea, tanaoissima.
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R I V !STA -'"1'1 ETICA
l'autopsia di due casi d' i aer o-emolitico in tu b~rcolosi. studi uti istologicamente, lo Ioua segna lava unn inclusione di emazie, abbondan te entro le cellule di Kupfer, imponente entro g li elementi della polpa sple nica (critrofago citosi epatosplenica). La m ilz" è sempre aumentata di volume in grado considerevole e, non di rado, ,·normemente: In caps u la è isp1·ssita e la polpa a ssai congestionata. Nella g euer,.Jit:', de' casi vi ;,i è rilevato inoltre: neoformazione di c onnett ivo compatto intrafollicolare intorno l'artel'iola centrale, spic,·ata reazione ru acrofagica a livello de' seni, ammassi di pigment o, c')Jla reazione del ferro, disseminati nella polpa e ne' gangi i dell'i lo. S ono aacora scarsi i r e perti istologici della milza con~ecut ivj a ll'opera zione di ,;plonectomia: Banti, M icbeli, Antonelli uoo vi riscontr arono ue' loro casi de,i:,zioni d i strnttura, avendo in e;;si rilevato una semplice iperpla~ia della polpa e delle glandole dcli' ilo. Accu muli pigmenta,rì oc racei, colla reazione d el ferro, si ritrovarono, n ella. maggioranz11. delle au topsie. anc he nellR sostanza corti cide de' reui. March iafav:. e Nazari osservarono nel loro caso (19 10) una cospicua emosiderosi limitata 1u soli reni, che erano a nwh e sode di un>< srl,•t·osi connettivale interstiziide ipertrofica. ll midollo os.~eo, com preso quello Jelle dia6!-i dellP os811 l unghe. è ,ippnrso ovunque nel suo a<;petto fetale, ric<'o di citoblasti e di mieloci ti. T re sono aùunqne i caratteri anatomo- pntologici più importanti della mala t· t i:i : una sidel'osi pign1,•11ta1·ia od emusiderosi più o meno intensa ed estesa del frgato, d,•Jla milza e d P' reni; un a s piccata r eazionf: mar.:r ofa!Jica od eritrocitolitirn d ella milza (emot:itocat1•r1',Yi sp le1iica, secondo l'espressiClne di Bnnti); lo stato di 1·Pl'h·is,·,•1iza d,,/ midollo oss~o <'O l ri torno allo sfato {eta/,,,
Patogenesi. I vari modi cl' iusorgere, decorrere ed evolv,•re d,•lla m a lattia rappresentauu c1wt.o de' seri clementi a pro ùella ipotesi. che vede in essa uun en tità m orbose etiologicamenti:> nou bene delinitn. P ,,r nitro, un'intimità di r apporti s i a ppnlesa evidente, n ella generali tà de' casi p ubblica ti, frn la sindrome clinica e la fo rm u la ematologica, le quali raggiungono un perfetto Jmrallelismo n e· per iodi pi ù g ra.i della malattin. Ciò no n può interpretars i, !-0 n on riconosceudo uno stretto n esso patoge11etico fra le d ue sindromi. È perciò c hP la massirml parte degli studiosi 111 urnteri11. accog lie oggi faYorevolmeote la tesi della ori9i11e enwlilica della wa111.ttia, sebbene dell'emolisi stessa non si conosca tutt'ora la sede e la n atura. In base al reperto ,inalomo-patologico di u n S<'ggetto itter ico emolitico fin dalla o ascit.a, ven\1éo a. morte per malattia i11tncorrente, Minkowski, n el 1011(). a vcYa giil tHncssa la ipote~i di u11a distruzione anormale tlel p igmenéo ematico. snliordinata ad una lesiCJue primitiva della milr.a. Ma è solt anto nel 1907-lVOS che (; hauffard impo~ta nettamente la teoria emolitica, che .~pieg11. colla fragili tà g lo bulare, s11ffragat n da Sll<'Cessive, nu merose ricerche ed esper ie111.e. principalm,mte di autori francesi. W idal, Ab rami. Hrnlt'.• e Philibert, a. differenza di Chauffard, so,;tene,·ano poco dopo che ,'.ad ingenenu·e J',,molisi nel torrente circolatorio. pos.-:R, olt.re la iporesistenza g lolmlare, entrare in giuoco l'azione ernolizza.nte del plasma sanguigno per opera di sostnnze tnssiche, ,le emolisine (o meglio einatolisine, sPcondo Arthus), come s i vel'Ìtirhercbbe in parecchi degli itteri emolitici secondl\ri: conretto questo che sùop pie rebhe 111, forma m01·hosa in itft>ri emolisini JJ'l'OJ)ri,1-
RIV1STA SJ:-;TETIC,I
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mente detti - da frngilità delle emazie, senza 61])01 isine nel plasma sanguigno ed in itteri emolisinici - da azione del siero, contenente emolisine, con resistenza globulare normale. - Poco dopo Hallion e Gilbert si associavnno a queste vedute e Moller indicava invece come probabili due lesioni C01ltt!mporanee, la sanguigna e la epatica.. Nel 1911, prima Banti e dopo Micheli, in segui to aJ brillante sucresso avuto in due casi operati di splenectomia. e fondandosi inoltre sul reperto is tolog ico della milza asportata, in piena J·f>nzione macrofagica, vale n dire in aumen to della sua funzione e rnocitocateretica, emettono l'ipotesi che nella !Jlilza debba a ccadere l'emolisi: e dalla splenomenf>galia postemolitica di Chau:lfard. colla sp lenomegalia e·1nolitica di Banti e coli· ittero spleno-emolitico d i Micholi si passa 11-1111 teo1·ia splenogena, basata sull' ipersplenismo. Ancora più recente Gu11l11.i n , Troisier, La.roche, \,Vidal, Abrami e Brul.;, escludendo la s plenopatia e l'emolisi splenoge na quale primum 1novens dell'aff"ezioue, ammettono c he negli i tteri emoli tici-c riptogenetic i la emolisi sia cle terminata da emolis io e, c he si 6ssauo, im-
mediatamente prodotle n el sangue, s u' globuli rossi fino a sa t nmzione, moth·o per cui non si ritrovano n el siel'O. L a teoria emolit1cn ha trovato uu tE>nitce avversario nel!' Htiyem, il quale ha sostenuto che, per ammettere l'origine sangui g na d.,lla malatt ia, bisogne rebbe dimostrare che la emolisi, constatata in i;il1"o, esiste egual mente in vi1:o, pron, finora mancata. Lo stesso A. osserva ancora che il siero negli it t erici emolitici non si presenta colorato fa i-ita siccome accade ueg li itteri a dii;solutio sanguini.~ e che, vii::eversa, 0011 si è visto mani festar,,i l' ittero in molti casi d'emoglobinem ia cronica. Galli rileva ed abbraccia k due obiezioni <li i_H aye1u. l\fa è inoltre importante osservare, che !':e 111 chiave del meccanismo patogen e tico dèg li it t e1·i emolitici c riptog enetici s i dovesse ri conoscer e - come vorrebbe la scuola fra nces<i capitanil.ta da Widal - unicamente nella emolisi intJoat:a.vcolare, dovrebbero i sintomi cardinali della malattia, come logicamente notò Galli, manifestar:;i e d,-correre se111pre in moùo parallelo alla intensità dell'emolis i st~ssa, di cui esponente e l'ipoglobulia; mentre c iò non accade che di raro, s i può dire 011' soli periodi Ji crisi; ed esist e, anzi. di massi ma, un vero antagonismo fra l'anemia e la s plenol)legalia, la q uale ultima è spiccatissima negli itteri congeniti, modira o meno vistosa nelle forme acquisite, precisamente all'opposto di quanto si ,,e rifica per l'oligocitemi11. Widal e i suoi a llievi. per a ltro, avevano di già prevenuta l'obbiezione e rite1rnero di eliminarla ammettendo ch e l' ipoglo bulia non è l'e:-:ponl'n te della sola emolis i, ma sibbene la 11spre,sione del bilancio ematico, ri;;.u lta n te rii due fattori: la dist ruzione g lobulare e la riparazione o rin novazione sanguigna in proponioni variabili. Chautfard, \Yidal, A bram i e Brulé hanno conferito il n1>1ggior valore patogenetico e diag nostico o.Ila {,·agilità !Jlob11la?·e. llfa la ipore;:i,;tenza delle tm:1;:ie n Cl n ~ uu carattere u nivoco della sindr,1me itteroemolitica, g iacc1'è esis te pure nelle a nemie peruiciose (fatto noto fin dal 18t13 per le ri cerche di Mnragliano e l ·a ~telliuo, confermata poi) e la si ritrova perlina in an om ie necondarie a canc ro dello stomaco (Brulé, Roque e ('balier, Nové e ,Jossera nd). Inoltre : se la fragi lità. globulare fosse la causa e perciò l' inJice del p rocesso emolitico, dov rebbe con essa parallelamente variare l'anemia, mentre esiste, in vece, una pe rfettR antitesi fra di loro: massima. infatti, negli itteri congeniti, la fr:,gili til g lo bul:ire è minima negli acquisiti, ne' quali può svelarsi soltanto sull.. emazie deplasmntiz;rnle (processo che può non rivelare lo st ato dPgli eritrociti in c ircolo). m<'ntre succede p rec isamente !' inverso per l'anemi,1.
Hl\7fS'r.\ Sl:-.TE'l'ICA
Varie sono le interpretazioni sulla origine dell'ittero. Alcuni 11mmettouo una biligeuesi extraepa.ticn. e precisamente intrnvRscolare ittero e,uatogerw: a.Itri vogl iono l'ittero d ipenclentt da una funzione anol'm:tle dell'epatocita itlel'o epato_qerw; 11ltri, i11fine, ritengono cb'esso pro,·enl-{a dall'emoglobina posta in libertà nel sangue e trasformata in bilirubin,1 solo nel fegato ilte/'o emalo-r.patoge110. L'anatom ia patologica e gl'interventi chirurgici più volte messi in opera negli itteri emolitici per errata diRgnosi di colel itiasi. concordando nel riconoscere l'a;,sem1a ù' nn;i quRlsiasi le.~ione epatic,11 fornirono un argomento Yalidi~si mo alln. ipot,·si dell'origine emolitica dell'ittero nello stesso terrl'no c ircolatorio, ipotesi che t!l'll s tata formuh1ta da Chauffa rd, \Vidn.l, Abrami e Brulè nssumendo a base: In siderosi p igment.iria spleno-opato,r enale o )P stim111nte snnguigne ritrovate nelle generalità degli itterici emoliti<'i, osservati post mortem e i,1t,-a vitam, l'una e le altre assuuti nPgli itteri di oi·igine epRtica. Per altro i elnssici esperimenti di Stem su' colombi, cli Nauny1l e :\Jinkowski sulle oche riconferm a no il eone.etto, che soltirnto la cellulu epa~ica h" la facoltit di trasfonnure liL emoglobina in bilitubina: mentre ne' detti animali apparisce itte1·0 dopo innlnzioni <l'idrogeno arseniato, ripetendo l'espe ri,>n zn previa estirpazione del fegato od Rllacciatura della porta, non è più possi bile provocare ittero co11 inalazioni od ini,·zioni rli qualsiasi sostanza emolizzant<>. Onde i più co11veogono oggi nell'iotepretare l'itt ero emoli tico co11 un proce$SO patogPuetico em1\to,ep,itogono. Ma e sempre insoluta li\ questiono sul meccanismo col quale la. bile pnssa dal fegato n 1,l sangue. S i banno in proposito ,liver;ae ipotesi, J1 t1,;suna dimostrnzioue. J\folti pensano che la grande cop ia di bile, deriv:rnte dall'l'c.:cesso di emoglobina trasportata al fegato. aumenti la densità o viscosità ,lei ~ecreto epatico. il quale ngirebbe co.~i da ostacolo meccanico su se stPsso, non permettendo il suo completo dettusso e cost.rin geudo una parte della hile a passare nel ~aogue. Si torne1·ebbo edd13nternente, con tale interpretazione, al con cetto dell'i ttero meccanico o dn ri1.em1io11e. Ma giova. osser v11.rP 1'he, se lit n1nggiorc dens ità. rltlla bile opponesse nu ostacolo a l s uo deflusso nell'iutcstino, non potrehbe questo rictn-en,e in copia. nel modo cb-, suole acca· der,·. siccome è dimostrato dnlle ft>ci normalmeote colorate e spesso, anzi, ipercromichc. Ed inoltre i, opportuno r i1:ordnre che. a prescindere da qu:\lsinsi ipotesi, lii bile è stata trovata Huida in pttrccchi intcrn>nti opera Lorì snl fegato in ca ~i di itteri emolitici (1).
( I) Mi sin all'uopo consentita un 'ipote~i, [ond,Ho sopra un r icordo fisiologico. La bile. elaborata nelle cellule epatiche, pas8a nl'' canali('oli biliari I correnti fra le superficie conti):!ue di due colluleJ; g li altri prodotti dall'nttivitil epRtol'itica (zucchero e..l urea) prendono la ,·ia de' capillari snnguiKni portnli (decorrenti fra gli angoli di due cellulo ep,1tiC'ho): come o porchè ciò n,·,·enl.(o s'ignora. L'itt.erizia nasco da. un turl.,amento od esqnilibrio nol prC'Cletto ,m,ccnn ismo bilaterale di secrezione; o I,\ parapcdesi della bile (esµrcqs ione di ì\(inkowski, cioè il sn'> dofiusso lungo i capillori sanguigni, succed<' il pii1 sovonte por azioni meccaniche - ittero da ritcnzfone. Ma. data, per qualsiasi causa rhe non si11. l'ostacolo me<'cnnico, una ipert-On~ione ne' canalic·oli biliari. il secreto epntico seguir/, la via di più bassa pressione e finirà perciò ne' capillari san· gui)!ni o pas~eril nto l sangue coll'intermezzo del dotto toracico e pel tramito delle guaine linfatiche perivaseolari: si avrà così un ittero d11 aspiraziotle. Ammettendo, collo mnssima parto degli autori, che negli itteri emolitici lo emoglobina liberata d11ile emazie sia portati\ ai fegato e i,•i trnsformnt11 in hile per una ipet·at.lività funzionl\le delle
RlVlSTA. S INTETI CA
\,!Ul
Oggi l'ittero anepatogeno non è ammesso che Ja pochi. Sono stati, invero, riferi~i negli ultimi anni, degli esempi di biliyene~i locale e:r:fraepatica, da' quali r isulta dimostrata la pl'escnza di bilirubin& in antichi focolai emorragici, nel liquido cefalo-r nchidiano dopo emorragie cerPhrnli, negli espandimenti emonagici d1•ll .. mn1 ingi e delle pleura, ecc. Ma è ovvio ossl'rvarll, che trntta;:i qui di fenomeni di biligencsi Jimitatissiiua e sempre riforibili a raccolte di emazie e di plasma sanguigno fuorusciti dal lo ro letto fisiologico. Pochissimi autori, fra cui l'Hnyem, ritengono l'ittero emolitico d'origine esclu-i va mente epatica, in 1·apporto con una lesioue delrep:otocita; ma oes!lnno, l'Hayeru compreso, ba saputo dirci quale sia In lesione della cellula epatica. La Splenomegalia nou sembra sia legata. all'anem in. ri:;contraDuosi, di massima, un antagonismo fra le due note patologiche: infatti i gradi più spiC'c11ti di tu 111orP s plenico s i l'itl'ovano negli itteri r.ougeniti, ue' quali, per contro, l'ipoglobulia e minima. Minkowsk i attribuì alla mi lza n11 notevole potere ernolizzanle; mentre gli autori francesi, con a capo \Vidal, riteni;ono In splenom eg:llia secondnria all'emolisi, che avrebbe nel sangue circolante, e parlano, pPrciò, di splenmnPyalia postemolifi,a. Più tardi (H!OS) Cl1auft'a.rd. oltre un11 t.ale origine, ammetteva pure, in casi rl'ittero congenito, una splenomegalia emolizzante con i11tegriti, del plasma sanguiguo e con l'esistenza d'una lesione splenica conteropornneamcnte 11lla frngilitll g lobula.1·e. È Banti che si è fatto l'a~~el'tore più auto1·e\·ole della teo ,·ia splenoyena. Cotlle r itenne l'Hunter fin dal 1892 e poscia il Gabbi, egl i amnll'tte. che normalmente la milza non è soltanto il sar cofago rli globuli mo1·ti, ma ('Sercita pure attivamente una funzione emolitica; e ciò è stato provato ne' caui smilzati, ne' qual i non è più po,:sibile riprodurre integralmente l'ittero mercè iniezioni di toluilendiam1nina o di altri emolizzanti. E Gilbert e Chabrol han dimostrato poi, che la tolui le ndiammi na stessa induce nel lii milza l'dnbora7.ione, rii sostanr.e emolizzauti. ;,enz:\ fragilizzare direttamente l'Pmazie. \Vidal, A bram i e Brult'·, ripete11tlo queste <:Sperienze,sono pervenuti a conclusioni opposte. giacchè, meotr,;- 11011 riescono a svc,1Rre nel sangne e nella milz" la pr esenz:i di e111olisine, riconoscono invece r.be n egli Ril i mali smilzati si verifica t>gunlmentl' la emoli:-.:i sperim,·nhde e ne inforiscouo e :-.:ostenl!;ono, perciò, che la 1nilza non gilloca ui,I procf:-.:sr, ('ll10litico che uua parte secondaria, di;:truggendo in situ le emnr.ie già fragilizzRte nel to nent<, circolatorio. E più rt>centeruente l'Antoue lli. sia age 11do sul siero di sangue che ;;ugli <'Strntti splenici della sua inferma splenoctomiziata. non ha potuto dim ostrarvi ne auto-molisiue, nè iso-emolisine. nò etero-emolisi11e; c,sulla scorta d i tnli risultati. egli conclude che « la distruzione globulare intrnor~anica 11011 può identificarsi col semplice fenomeno tlell'e1uolisi in vit,·o » e che è SPmpre nl ., tribunale ddla clinica -. cui bisogna appellnr!!i per interpretare i fe11orneni comple;:~i della patologia umana. Ma il contributo maggiore alla teoria ;:pll·uica. o,·1 qua le l'ar-
,·eUulo epatiche •policolia) Huccederà - data la note,·ole, abnorme quantità di bile ~tes.~u - un o.wnt-nto di pre55ione e con~egueute dilatazione Je' canolicoli biliari (che <"piegherebbe l'aumento di volume dtll fegato) e, causn la epi,·,·ata differenz11 fra l'alta tensione di quest'ultimi e quella bo.ssa de' eupillari s11n1?t1ig11i, un:> rune della bile sarà per a8pi-r azione, riohiamntl\ da' co.pillari sangnigni st('~si.
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RlVI...,TA S INTETICA
g omento se,l11 cc ute può, i u uno alla cura. trovare la chiave patogl'net ica, è st<1to apportato dag li effetti meravigl iosi sulla evoluzione del morbo avutisi colle. splenectouomia e posti in luce prima di. Banti e Micheli (1911) in due casi di ittero emolitico acq uisito, poi da Antonelli (1912-13) in « una particolare forma d i itte1 o emoliti<:o acquis ito con ane mia a tipo pernicioso ,., Ove il beuefìcio immediato II consecutivo della s ple11ecotomia venisse stabilmente riconosciuto, come g uarigione, in for7.a del criterio ,,:r .im;antibus si dovrebbe presumere, che nella milza accade l'emolis i prima della funzione macrofogice.; ciò c he porterebbe ad ammette1·e 11;,gli itteri emolitici una spl,t,WlltfJ!Jalia emolitica e spodogena. Ma o,e pure ciò venisse climo,;trato, si potrebbe, su q,1est'un ic11 b11se, riconoscere ezian<lio come unico il n1 eccauisroo patogenetico dell'ittero emolitico e riferire l'eut,ità morhosa in <liscorso ad una semplice unitil nosog nlfica ? Ciò 11mmesso, 110n s olt anto non riusciremmo tl iote1·pretare la patogenesi dt•gl i itt.el'i emolitici secondarì, la cui 1lipen,leuza d11lla mala ttia fondamentale non sewbrn ogi;i più dis~utibile, ma ci troveremmo ancora assai perplessi dinuauzi a quei parecchi casi d'1tterizie, registrati n ella let teratura (fra i quali quello di l\larchiafava e Naznri, ll/10), cou tutti i s intom i dèll'ittero e moli tico primitivo e ~enza la .,pte,,omeg'llia. J)'altroude neppure HaoLi a bbracda un c,mcetto pato;;eoetico unitario dell'aff,,zione, che egli t'A. dipe11dere da un11 causa dup lict· : un vizio ùi funzional it ù ct ..g li organi emopoit> tici, soprntutto del midollo osseo, che lancerebbero in circolo elellJt.mti di scarso valore v itale, ed un vizio di funzionalit,'t della milza. a c u i ,-~ . r ehbero do vuti i pericoli inerenti alla malatti11; moti vo poi quale, secondo lo ste,i:;.o }fanti,« spe7.zn to quest'u ltimo anello. la mn.lattia può dirsi vir t ualmente interro eta .. . Casoni, sperimentando su' ca11i, trovò che le iniezioni di acetone vi provocavano sempre una lieve d iminuzione ne lla resistenza delle emazie, ciò che non seguiva cogli al tri prodotti del ri cambio materi.ile, l'urca compresa. Per al t ro, n ou ~ stato e.ncorn me.i osservato l'ittero emolitico ue' diabetici. Nou ha guarì, Andr ea R occ!lvilla ha r ichia.1u11to l'atteuziont- sulle ghiandole a secrezione endocrina, ne lle q uali ha potuto osservar" fdcune altera?.ioni negli itteri emolitici sperimentali. Cos i. malgl'lldo l'attiva Ìl1d1\~i 11e cl inico emntologic11 negli nnin111li e nell' uomo, cou risultati, per altro, 110 11 sempre concor di, (rnzi t alora cont,radittori, il pri111um move11s deg li ittPri omoli tici, esclus i i secoodarii, rimane tuttora. ignornto. E l'em o· lisi, sia iutrnvascolare, sia di orig ine splenica, o s uccedn. n ell' intorno di altri org>Lui, rima11e tu~tavia un processo patogeuetico oscuro nella sua causa prim11, unica o multipla. Onde seUlbra logico, e.Ilo stato 11ttunle ciel proht,,mn, 1'1\blm,cciare un 'opin ione m edia od eclettica. ASS>tÌ prohab il11w ute le emvlisine, sieno originn.u, n ,·! sangue - e fissa te sulle emazie o libere nell'alvo cir col11tori o - oppure si formi no uell'inti mi tà. d i s peci11l i oq;nn i, 11011 so110 il prodotto di una sola causa i, non si forma no in un solo viscere. È, per altro, verosimile ammetterP che la milza. cbe ba giù. normalmente una fuuzioue emocitocn.tt:1reticn, t•ntri come fattor e impor t ante ntJlla emol isi patologica. e nelln pro.i u ;(ione delle emolisine, pe.rticola r m ~nte negli itteri emolitici fami gliar i e primitivi con splenomPgn.lia.
Eziologia.
La causa prima, etlkien to:: degl i itteri emolitici congeni ti e degli acquisiti pri· miti v1 e ancora ciel tu tto ignornta (itteri cripto.1rnefici). Circa la natura della d eglobuliz7.a;,;ione, e porciò do' m omenti globulicidi Il' qu11li sono <'Ssi rilegati, siamo
RIVISTA S1)1'1'ETIGA
tuttora nel Cll.mpo delle ipotesi. Hayem ha strenuamente sostenuto l'origine iufettiva della. malattia, senza poterla. dimostrare; e, pe' suoi ca,:i, ba incol pato lu sifilide quale cnusa determio,mte dell'affe7.ione, sebbene la cura ,mtiluetica p iù energica non abbia in essi arrecato il più piccolo vantaggio. Il sangue s i è. trovato s terile in tu tti gli esami (batteriologici. culturali e sperimentali). Dalla. bile furono isolati diversi germi, per lo più il b. coli. Le feci s i trovarono se mpre norme.li chimicamente e batteriologicamente, prive di elminti o delle loro uova. È attualmente oggetto <l'importanti studi ln. milza. menti·e r esta ancora poco esplorato il midollo osseo e del tutto inesplo.rato nell'uomo il s istema. ghiandolare e ndocrino. Nelle forme congen ite Widal pensa ad una disti·ofia primitiva od essenziale delle emaziu - vera distrofia nativa od eredit.aria - e nelle a cquisite ad un a gente strettamente legato ad una certa predispo.~izione de' g lobuli rossi " diventar frl\gi li sotto l'inlluenzn, di cause ,occasio11ali n oci ve. lfa non sono queste eh,• ipotesi o formule as;:;ai vn,ghe sost.ituite all'ig nora nza del vero. D'altrooJ~. se ò mol to pJ·obahile, non è tuttavia dimostrato, clH· cert.- form e d'itteri emolitici secondari, come quelle comparenti nel decorso della malaria, s itilide, polmonite e tubercolosi, del cancro e tit'o, provengano da un'azione SJ>ecifica de' r elativi elementi morbigeni della malattin. fondamentale, i 1 numero molt.o esigno di ca.:,i d'ittero emoli tico riscon trat i nel corso delle predette affezioni - viceversa tanto frequenti - e la. i1.1efficacia sull'ittero della chmino. e dtdh1 cura antil uetica autorizzando l'ipotesi, che i morbi stessi possa no costituire delle semplici cause occasionali, che favoriscono la produzione dell'ittero emolitico. Ma, a l co11trario, non sembra 1,i possa dub itare, che altri itteri emolitici s econda ri dehhano rife.rirsi all'azionl· di emolisine provocate 11e l torn·ute ci r colatorio da veleni chimici, parassitari o microbici, rispettiv:i.mente seminati nel sangue dagli stessi movimenti causali della malattia fondamentale; come gl' ittl-r i consecutivi a intossicazione post c lorofon nica o da medicinali (folce maschio, es~cnza di tremen· t ina, acido pirogallico), i SU><tieguenti I\ ripetute emonagie od a prolungati attacchi di e moglobinuria paross istica e quelli ch e si mauift·stano n ello elmintiasi da botriocefali o da anchilostomi e nel decor:;o di>lla setticemia da. bacillus perfriyc,111. Conseguentemente oggi si è inclinati ad ammettere, che gl'itteri emolitici possallo derivare da ccmse multiple - endogene ud esog,•11e - pur avendosi nelle note clinico-ematologiche foodawentnli ùi .-ssi un qu nd ro morboso pres:;ochè uniforme. L 'ittero ·emolitco congenito s uole presentarsi in p iu membri di una stessa fa. miglia, senza. preferenza di sesso, luogo una o piu generazioni. G l'itteri acquisiti primitivi s i manit'estaoo isolatamente, in preva.leuza n élle donne, sen za cause apprezimbi li. Gl'infer m i di questa categoria. sono, pc~ lo più, di piccola taglia cor porea e difettano di particolari precedenti mor bosi, sia luetici che epatici o bilia ri Gl'i t t cri emolit:ci seconùtiri possono reanit'es tarsi n el corso d'infezioni, di rado al seguito d'intossica.zioni {da cloroformio o da medicina.li), di elmintiasi. di emorragie abbondanti o di emoglohinuria parossistica, eccezionalmente dietro ematemesi nella cir rosi di Laennec. La clinica e l'ematologia, anche indipendentemente da una chi:ua o certa nozion e etiologica, permettemuno forse presto di suddividere il grnppo df-gli itteri emoli:ici in vari tipi morbosi, ch e potranno au cbe a,·., re una individualizzazione nosogra.fìcn., oggi prematura.
Il I Vl:,TA :O:IXTF:'flCA
Diagnosi Solida base per la diagnosi di un modio è la certa nozione della rispettiYa etiologia, ciò che difetta n egli itteri emolitici. All'inizio •:Ìtll111. malattia, particolarnwnte se a leuto sviluppo, lit clinica da sol1t1 il più delle volte, non perroetterit di risolvere il prol,loma diaguo::itic,) e sar/1 perciò occcssariv l'ausilio dell11 formula ematologica, In ricerca nel sang,1e delle stimmnttl carat,teristiche degli itteri emo· litici. l malati si rivolgono ordi11nriam1•ote al med ico perchè 11.tllitti da crisi doloritiche fill'ipo,·ondrio de,tro : e spf'sso, a prima giunt,a, si pensa 11lla colica <:patica da coleli1,iasi e, uou di rtLdo, si cou siglia uno ste1·ile ÌHten•ento d1irurgico. I n tali contrngt:nze. ra<·colta una pai·ticolare anamnesi. estesa nuche a 11,ediciuali sommio bln1ti in precedenz11 nll'infonuo, prima di accingersi aù un inter\'euto, Galli consiglia di prnticarc un ac1· urnt.o esame d ell'anemia, dell'ittero 1tcolurico e pleiocromico, della s pleno111egnli1i e delhi sede del dolore, caratterizzato da manca n za di punti fissi e di spiccfl.ta intensità. Ciò eh<' rende, per altro, difficile ln diagnosi è la vari11 evoluzionr e la diversa intensità della sindrorue morbosa : h q unle,se è difforen,dabile dall'itt.-ro cr onico litiasico, dall'ittero catarrale pleiocromico proluugnto, d1tlla cirrosi di Haoot, dall,i malaria e dalla sifilide, non altrettanto lo è dalle• ane,nie gi-avi a tipo pi·rnicio,-o. con ittero e sph•nomc,galia, e dallu colemfr di Giluert. L 'e1rn1tologia, secondo gli autori francesi, pe rmette q u i d'uscire d'1mbaraz;,;o; me ntre cosi 110n pensano tutti gli studiosi in materia, ad 1•s. Galli, poich è alla ste><sa formula e:rnguig11n. degli itteri emolitici, compresa la fragilità globulare, pllÒ di molto approssimarsi - e con essa talora pertino confondersi - la sindronw ematologica di certe auen1ie gravi con ittero e splenomegalia, sia primitive (come nel caso f'gregianJl•ute illustrnto da Antonelli) che' s1<condarie. Con viene tuttavia ri conoscere, che u cg;li itterici e111oliLici la presen,m de' c11ratt eri ematici, in nnn;,;i d esc ritti. è costante e ciascuno è io propoi·zione più e.ccentuatn che nelle 1tncmie grn,·i o perniciose. Qu:onto nlla cole,nia familiare d i Gilbert h • uole differenziali cogli itteri eu,olitici si r e11dono i11sufficie11ti nian mano che dalle f,,rrne pure di subitt.erizie-croniche o di temperamenti bil i1iri si passa a certi casi fr11sti , i qua li possono beue ritenersi delle Yere f orme di pa:;sag:Jio agl i itteri emol itici, di cui han tutte le stigm,.le sanguigne. compre~!\ ln. fr"'gilità' globulare. Dovrebbero per~iò siffatte colemie rientn,re o '\l gruppo degli itteri emoliti<'i propriarnentf' deLti. E, similmente, i casi d'iltf'l"O in/'eltii:o cronico splenomegalico d~scritti dn Ha.yern dehl.,ono comprl.'mlersi nel gruppo d,•gli itteri emolitici, dn' quali non si S>tprebLe come di~tinguerli, nello stesso modo cbe non se ne possono distacc1tre la iipleuomegalia e111olitica di l:Janti e l'ittero emolitico spleno111e9alico di Mic heli. li valore dia1?nostico dcll1t irngilità globulare non è, dunque, assoluto; ma decisamen te scnrso o relativo è quello dell'nutongglutiuazion o dt:lle emazie, n1ancando un Lale fonomeno n ella vasta categoria degli itteri congeniti e, per <'Ontro, essendo stato rilevato io qualche caso d'ittero d11 rite nzione. È utile inti1H' osse rvare che, pure a111me><,;o si ritroviHo soltanto negl i itteri emolitici riunite simultan,•amente e in grado spircato una so111ma di noto sanguigne, che dife t ta.no in nitre a ffezioni, le s t OSi't' note. tutta,·ia non p ossiedono in ogni singolo cai;o, e più aucora in qualunque fa-,e del morbo, un valore patognomonico vero e proprio : e !1t diagnos i. pP.rciò, donii sempre poggiare su caratteri ematologici
m .YJSTA Sl~'l'ETIC'.~
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e su criteri clinici insieme, quando non s i vogliano rn g grnppare negli itt<'ri c-1110liticì delle malattie diverse per etiologin, sinto mi, anatolllia p1nolugica ed e ., iti. Gli altri itteri di origine sanguigna, da presenz11 dì emol,sine nel 8iero, r,he Cbauffard e Troisier proposero dli denominare emoli11i11fri, s i differenziano dagli emol itici propriamente detti soltanto per la m;,ncanza di frag ilitit globulare. A tale categoria pare si debbano ri·portnre certe forme di itteri secondari d>1 azione emocitotossica, cioè: alcuni itteri fugaci, al se~uito di nar<·osi dorof'ormica o di intossicnzion a da frlce maschio, gl'itterì eh•• succo.Jdono talvolta a prolungati attacchi d'em('\globinuria pllrossistica e yue lli co' quali terminano le a1wmie pro\·e· nienti da tossicità del plasma sanguigno (anemie emolfainiclt~) per opera di parassiti intest inali (botriocefali, ,rnchilostomi) o di agenti microbici (emutozoari,1 di Laveran, treponema della sifilide, bacillo di Koch, hacillo di Eberth, bacillo p e rfrigens:.
Prognosi. Nelle (ol'me cou_qenite l'itt,ero dura qu,rnto la. vita, l'organismo >1datLnndosi alla. malattia e l'i n fermo apparendo un ~emplice i tterico p iù che un mala to; tuttavia, in seguito a strapazzi corporei od a forti patemi d'animo, possono insorgere c risi acute cli ùeglobulizzazioue con acm:ie dì tulti i sintomi, per altro facilmentt.J redimibili con adeguata cura. J,a, morte è sempre !1vi·enuta per affezioni intercorrenti. Negli itteri emolitici acquisiti In durata è assai vàtiahile: fugace nelle forme post-clorof'ormiche e in quelle da felce masch io, brern nelle forme da dmintia~i e più protratta in quelle insorge11tì n el decorso d'infe;done, di cni spesso sttLiscono la s orte 11nche quo ad l'ilmn. può, al contrario, nelle forme pri mitivP o c1·iptogenetiche protn1r.~i lunghi anni, anche (I" intera vita, e senza che l'organis mo s i adatti alla mu lllttia, alternantesi fra crisi, m igliorie e recrud oscenze, trPgu r. e ricadute. li lavoro non è tollerato neppure n e' pe ri odi di un discreto e r elativo benessere. La morte segue, d i mnssima, per ul t ra affezione, inte rcorrPnte. Nella letteratura è riportato un solo ca-;o di dece!-l~o (illu ~l tato da )!icheli) verificatosi dnrante 1111·acutissirna crisi di n.lllemia, e n el quale s i constatò as~en;,:a di leucocitosi, che in v,ta potrebbe ,were perr.iò un s1p;u1Hc11to prognosti<'11mente sfavorevole. Un aumento di g lobuli rossi senza aumento del valon ' globulare non in dica un miglio l'Rmento SO!<tn.nziale e durnturo. Gli itteri emolitic i oriptogenetici sembrano oggi gua1·ibili mercè uo inte rvento operntorio.
Cura. Ciò che rende o può rendere grnve l'nffe1.ione n on è l'ittero, ma l'anemi1~; onde la inefficacia del tratt1tmento comune agli itteri ep1ttici. UuA cura cau$:ile vern e propria ha trovato un serio ostacolo n ella oscurità che involge ancora l'etiologia del morbo. L'influenza favorevole del riposo e di una congrm1, sostanziosa alimentazione s i è dimostrata evidente in ogni infermo. Il trattnmonto ferruginoso 1tgisce con una certa efficacia sull'anemia e, indirettamente, sugli altri sintomi, con risultati più sensibili nelle forme acquisite. Galli si loda più dell'arsenico che del ferro. verso il quale ba constatnto un' intolleranza in due malati d'ittero acquisito. :ùa
RIVI,-TA S1 NTETI CA
la cura medica. se riesce II neutralizzare gli effetti pericolosi del mor bo, specie il più iuquiotante, l'anemia non giuuge pe ra ltro ad arr e~t nre il proce~so emolitico, ad evitare le ricadute, che sPgnouo perfino dopo un anno ed oltre dnll'appHe nte guarigione. E furono perciò tentato, ma non corrisposero: la s ieroterapia, l'opoterapiR. la Rontgenterapia, l'ip..dermocl,si sistematica e, infine, da Gulli, le ioiezio n i di emazie dt>pla~matizzate. Oggi tntte le speranze per una efficace terapia degli itte1·i emolitic i sono ri,· ..lte aria ch irurgia, clte sta fors e por raccogliere gli a llori d'uua bri llante, n uovit conquista In sPg nito agli studì s ulla parte che la milza giuoca nt-lla patogenes i del morbo, i l noli 111e ta11:1~r e che Chauflard pronunciava per quest'or gan o, a causa di alnmi disastri operatori, è apparso ed è stato r iconosciuto esagerato od erroneo. La spleneclomin., eseguita prima in .Francin (l!lOi) in un ca,o d'ittero emolitico congenito, soccomLuto pet· accit.lente o perato, io, f:1, poco dopo, fulicemeute praticata in hal ia , pure iu una fol'D)R d' 1Ltero emolitico co11i;:cnito diti prof. Bnstianelli. c he, piu tard i, la ripe teva, e ancora con 0Lti1no s uccesso, su di un ni t r o mRlnto de lla :,tes~a forma. V I i elietLi n11ral,il i d ella splenectomia ;;n mnlRti i 11 discorso Vf'ltnero egri,gi rtm ente ri le rat i ed illustrati da l:\anti e lll iclll'li (H.111) in d ue ca ~i di ittero emol itico acquisito e, più r ecen temente, da Antonelli (191:2-1131 io « una particolare forma d'ittero emol itico acr1uisito con anem ia a tipo pernicioso" operata dal citato prof. Ba~tian,-lli; in tutti t re gl'informi l'esi .o fu brilla11ti:Ssimo, ave udo t\ltti i >'Ìntonu rirue~so progres~ivam.ente dopo l'opernziono, e fino a s c,)mparire q u11si del t11ito, in un periodo di te mpo piuttosto breve. Va segnalata come prop1·1a al per iodo post-operatori o una f. rte leucocitosi (con una percen tuale abboud ..,ttc ù i polinuclel\ti eosinofili), sicuro e,;ponente ùe lla reazion e m idollare, d i una numentata leucopoiesi. P er llltro il fenomono è mancat o nel caso d ell'Antouelli, ciò c he. secont.lo L'O., coavn.lida il conce tto del la pe1 niciosità dellfl. forma. mot·bosa. Si devono, ad u nque, oggi ricouoscere i vantaggi notevoli d ella splen ectomia sugli itterici emolitici criptogene tici, pitr ticolar meu te su lle forme acq u isite, nelle quali gi,,va essere propensi all' iute rve11to. Lo stPsso Chnulfard, che nveva. lanciato l'anate ma sulla splenectomia, rece•Jtemeate ,.;j dicbi .. rava un convertito per quei casi d' ittero emoliLico, ne' quali La splenomegal ia 1-'UÒ - mancan do le emolis ine nel plasma sauguigno - essere rite nuta la causa dell'emolisi. L'avveu ire ci cli rll qua uto si pos,,a I\Lt1:indere dall'a~portazioue della m ilza, se la medesima, applicata in più larga scala, sia costantemente seguita o meno dalla regress ione o scomparsa <lefinitiva cli tutti i sinLomi clinico- ematolog ici della forma morbosa, illummarn.l.oci, evontualtncntt', n uche sulla eziologia degli itte ri emolitici. Roma, febbraio 1914.
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:WS LE FOlUfE CLI~ICH~.:; D.E LL' EPA1'['l' E SuPPURATI\".-\. per il dott. Anu~d eo Piroli, cRpitnno medico. In un volum e, il n osi ro egregio collegi, pl'of. Ma.rio P ennettA., capitano medico. trattn <i el le Forme cfiniclie dell'J,~1atitc :suppiu·ati·rn: t.a le 11.rgome11to, sempre e p er rutti d i grande intet·cssi,, lo snrà specin.lmen te per i nostri colleghi in Libia, o,·e 1,er mia esperienz>l so quan to frequenti siano le epatiti e l'ascesso t ropicale: per PSSÌ dunque sopra ttutto mi è parso utile r iassumere in breve, quanto con l arghezza d i argomenti e cli osi-orva?. ion i il nostro collega svolge, intratten endomi in ispe· eia.I modo sulla diagnosi, non sem pre facile, spesso molto difficile, ed ogn uno sa quanto C'iÒ importi, per poter a flidare in tempo gli infermi al chirurgo in quei rnsi in C'Ui d a un intervento ])UÒ derivarne IR. guarigione.
L'epat,ite suppurntiva è deten ni ua ta da v:.ri germi, l'aiueba i~tolitica, i gerllli dti! grnppo dei di~senteri ci, il b. di Et:ierth , i l coli, gl i ><tr.ipto.}occlii, g li srn.filococchi, i d iplococchi, lo pneumococco, germi anaer obi, il b. di K ock, l'nctino mice,,. <~uesti germi poi· di verse vie po~sono pene( rare nel fegato : sef'o11do la via da es,,j prescelta, il processo morboso può din e locnli:>.zazioui in questa o quella parte d ell'orgn.no, dando luogo cosi :1 for mo anatomiche con c:uatteri c linici propri. Così a d esempio : se il germe arriva per via sanguigna o linfatica, si localizza p rimitivanitnte n el parenchima epatico producendovi il g rande A.Scesso o l'a scesso metn.%atico : se invece s i propaga in fbtt1tnùo i canalicoli biliari s i ba l'angiocolite purulenti\ e l'a1,ce,so biliiue: se pe1· infezione delle pareti del ln. vena porta. la pilcllebite p urulentn. int·eress1rn <lo secowlariameute il p1u-enchima epatico circostante. L e forme ,·lini<:!1e che per t>ll modo po;;sot10 p rodursi son o : n) i I gran(le asresso: b) l'ascesso mf'tast atico; e) l'aiwe~so hi I iare ; cl) l'a.scesso tl a piletlebit c purulenta; e) la cisti dR echinococco suppurata; { I l'a~ccs~o tubercolare: .tJ) l'asces30 d:, nctinomico,i. La cis~i da echiuococco suppurata è dal Pennetta col loca ttt fra le forme Ji epatit e supp urati,·a perchè il processo suppurntivo è dovuto ordinari.i.mente e primitivamente n.ll'epatite puru lenta J>ericistica e perchè il tessuto _e patico ci r coSt R.nte la ci-,ti partecipa sempre, p iL1 o mono esleso.me ote al processo su ppurativo.
*"'* L a diagnosi di epatite suppurativa in genere, si basa s u alcuni s intomi fondamen t a li generali e locali, comuni a tutte le forme clini che : dal v 11 1·io modo di raggruppars i e manifestars i r isulta la fisionomi a clinica di ciascun pr·ocesso: per quanto tR.l volta ciò avven;a cosi atipicamente ed incompletamente da rendere a])peua possibile una. d iagnosi generir·a di epat ite suppurativa. Questi sintomi sono : 1° Il dolore all'ipocondrio destro, spontaneo o provocat.o, più o meno intenso, diffuso o local izzato, con irradiazioni superior i (spalla), o inferiori (sacro, lombi.
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addome), capriccioi:10 nelle sue manifosta1.ioni, dovuto allo. vicinanza del focolaio infiammatorio e.Ila capsula de l Glisson. 2" Le modificazio1ii della regio11e epatica e del fe9ato, dimostrate dall'accurato esame fisico ,;;emeiologico: quindi allargamento della base del torace, res tringimento degli spazi intercos tali, (che nella pleurite sono appiannti o sporgenti), alteni zione del margine epatico. deformazione dell'aia epatica, ecc. 3u La ( ebbre, che può ass umere le. formR. remittente o intermittente od irr egolnre: non manca mai iJ brivido dalle lievissime orripilazioni al tremi to ,generale : nel tipo intermittente al brivido segue il calore ed il sudore più o me no profuso, notandosi spesso irregolarità, non solo nella durata degli accessi e d ell'apiressia, ma ancl,e nel periodo di essi, potendosi a vere anche due accessi nella giornata: il tipo 1·emittente, meno frequente, in certi casi è simile a quello dello. tifoidea, s'inizia anch'e.c;so con brivido. che s uole nccompagnare anche le esn.cerbazioni termiche quotid iane; in certi c:isi lo. febbre intermittente assume il tipo della febbre etica: in altri finalmente (suppurazioni croniche) la febbre manca in rutto il decorso o almeno per lunghi periodi. 4° L'ittero, che però h u srarsa importanza diagnl)s tica, in qun.nto e tutt',,ltro che frequente nelle suppurazioni epatiche, tranne nella pileflebite, nella quale, secondo Frerich~, mancherebbe solo in '/ 1 dei cas i. L'ittero quando e:iiste, è pro,lotto o da co·,npressione su qua lche importante dotto biliare, o da infiammnzion c ,lei dotti stessi. o0 D isturbi <le/lo stato genl'1·ale, che si manifestano in modo e g ra do diversi .;;econclo il decorso della malattia: qu indi a.spetto soffereute, colorito pallido ter reo, dispnea, polso piccolo e frequeute, sonnolenza, taln,lta delirio, doperimento organico progressivo. 6° Dislltrbi ga.~tro in!Pslinali (anoressia, tPosio11e epigastrica, digestioni rit Rrdate, nausea . vomito, stip«i e diarrea ) 7° Alterazioni nelle 01·ine (urobilmu r1a. albumi nuria. indicanuria, peptonuriR. glicos uria, levulosuri,1 nlimenta re) a significnre alterazione ed insufficienza epatica. 8° lleperti ematolo9ic·i : iperleucocitosi con polinucll'Osi, che per avere im· J>0rtanza deve s uperare la C\ifrn di 30,000 glohuli bianchi: la ricerca dei sndaoofili di Cesaris Deomel non ha dati risultati concordi. Vedi:imo ora. come que~ti sintomi .~i presentano nelle singole forme clinichi-.
••• Il granrle ascesso epatico è frn le suppuraziou1 m quest'organo, quella iu cui l' intel'vento curativo può dare i migliori risultati. L I\ causa può ripor tarsi, se~ondo le Jocalitll, all'ameba istolitica, ai bacilli dissentel'ici, al tifo, a. lesioni dell'appendice, della milza, del pn11crc•as, dello stomaco, del peritoneo, a traumi della regione epatica. Su 10 casi da me osservati a Derna in tutti si trovò l'ameba istolitica. Il decorso può essere acuto, subacuto o cronico. Nella forma acuta 1::i. malattia s' ini1.ia con bl"iviclo e temperatura elevata. che suole poi prendere il t ipo remittente o più spesso intermittente: lo stato gen er ale, già. turbato dalla primitiva infezione, lo diventa mn.n mano di più. pote11do io cas i acutissimi <'ondurre a morte l' in.fel'mo prima che ln. p re~enza di pus nel frgato venga accertn.ta. 11 -
Giorn11IP. di m edi; 11111 m1llttt1·t -
Fa,,· . 1/1.
2l!)
IHVIST.\ S[N'l'ETlC'A
Presto suole rnauifostal',;i il dolore tensivo ali' ipocondrio destro, ch e, pel suo iutensiticarsi coi movimouti r espiratori dà contrattura rlei retti addominali (eh•· possono mentire una tumefazione epat ica s pccinlmente n elle contratture dei v entri ,;nperior i), e l'immobi lità ,lei diaframma, cosicché i I fegato non si sposta più co re;;piro che assume il tipo prettarut·nte t.orncieo e d ispno ico : com paiono le irradiazioni (alla s palln destra. ne lil· estrinSl·èa7.ioni nella convessità, ai lombi, al ;;:i.ero, all'addome iu quelle della concavitù), il colorito deJln cute si fn. pallido, terreo, compaiono n evralgie intercostnli e f ruscii plemici, l'infermo si fa sempre più inquieto e prostrato, fincbt? si r iesce a. notare l'allarga.mento delle basi del t orace, le cost ole rilon\tì:, ravvicinate ed immobili, la palpa7.ionc esiigen, il dolore, chEc' primn ern di/l'uso, va sempre più localizzandosi. P iù volte a que~to punto Lo mandato gli nmmal.ati al reparto chirurgico del col!ega D<' Sarlo del :l0 ospedale; spesso la pnntura 1·iusci negntiva e g li a mrunlati spontaaeam <·11te guarirono : onde In localizznz i.one del ,lolo1·e, pur esse111lo un stigno importante, uon è da rite11ersi patognomonico. Co1npare l'alternzione di forma ,Jell'aia epatica. per lo più l'Oll sorp1·endeote r apid itil ed a seconJ,. della estrinsecazione dell'a,-cesso, più chiari i sintomi pleur ici (tos.,e secca, fru ,cii fino al ve1·;:amento sieroso o puruleutoì o peritoue,.J i (ascite per comp1·,·ssione sulla por ta, peritoniti, sfrega1ncnti pr riepatici), i:i agg ravano i s intomi gastro intc,;;tinali, si rileva la ip,•rleucocitosi, e la malattin giunge a l massimo s,·iluppo. Se 110n si intcn•iene, la morte sopraggiunge o per le complicanze o pe r profonde al terazioni dello stato g em·rale. tnrnne il raro ca so di rotturn spont anea a ll'ester n o. X ella forma subacu ta l'iniz:io p uò presen tarsi. o sottoforma di accesso febbrile pi ù o meno inte11so, o d i disturbi g,istro int<-stinal i, o con Jolore ali' ipocondrio destro e febb re irregohre in c ui però raramcnk manca il brivido, sintomi però chi' non richiamano punto I' idBa dell'asce~so. Dopo alcun i giorni però il quadro si va dd inean do come n ella for U1a acuta, tranne che si svolge con lentezza maggiore, anche in un p11io di mesi, con a ttenuazioni, ;,o~te e rincutizzaz;ioni; il che facilitn la dingnosi in confronto d i quellli in cui i fatti s i svolgono tumultuosamen te in pochi giorni. Nella forma cronica, in cui vanno noverate le rariss ime form.e latenti, il de corso, secondo Gilbert e ::iurmont. si conta a illesi; f'd i s intomi compariscono e si s volgono in modo lento ed irr('golare con sostt- e riprese. È queste. Ulll& forma fo rtun at amente rara dell'ascesso e patico: il suo inizio e quasi subdolo con qual~ che disturbo di lieve impor tanza ed il progressivo decadere dell'infermo, qun.lche dolorino persistente o periodico ali' ipocondrio destro, qunlche accesso fob l,rile ir. r q ~oìare; dopo molto tempo i sintomi s i vanno delineando e dopo alcun.i mesi lo :stato dell'infermo si grava. pel deperimento, per la perdi ta d elle forze o per qmd· cuno rlei s intomi dell'epatitl• che si fa. imponente . Jn molti di questi casi a pro· cessv inoltrato l'infermo a~sume un aspetto« t isico», tanto più per la tosse secca, in,:istente, d olorosa, ad 1v·ressi, provocata 1\nlla peri1·p11tiw o dalla pleurite. In tutte e tre queste formC' di ascesso Ppatico, trnnne i casi rarissimi di g unrigioue spontanea per rot tura all'esterno, l'esito più costante, se non si interviene, è la morte por alteru7.ione d ello f<t.R.to g en1,mle o per le com plica117.1, : quindi la importanza d i un:~ ùiagnosi chi· può salvare i pazit>llti con un interv,•n to oppor· lllllO, efficace però solo qunudo l'infezione primitiva sia spenta o in fase decre' :en te. Dei JO CRSi suacc,;11111;1.ti oss,.1Ta ti da me a Dema, e magistrnlmente opernti dal cvllega De Sarlo. la m aggior parte, guariti\ d,•lla lesio ue c hiru1·gica sul fegrtto , ruori p,·r disse11t!'l"Ì8 .
ilUVJS'l'A Sll\TETI CA
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Col quadro sintomatologico completo ognuno comprende come sia facile la diagnosi : il male è che raramente ciò avviene; onde l'importanza di un esame semeiologico quotidiano e completo per una diagnosi precoce e precisa. Quando sono poco pronu11c ii. t i i sintomi tiferibili al fegato, dopo aver cercato i l sussidio del critei-io etiolog ico, s i devo dare impo~·tauza alla febbre ed alla prog ressiva alterazione dello stato g e nerale, senza lncal izznione in alcun organo: .;e poi si trova anche contra.zio,ue dei retti addorn inal i e del diaframma si ha. un crite rio maggiore ed in questi cas i una puntui·a espJo,.at iva può evitarci una ~gradevole spont anea rouu rn d ell'ascesso md peritoneo, come mi è a ccnduto di os~er vare. Prendendo in q nesti cas i la fe bbre come base di ragionamento diagnoatico, v" posta in confronto ta nto colla fc hhrc mala.rica, quanto colla tifoidea e colla febl>re di .Malta e va preso in considerazione altre,;i i l fegato iJLfl'ttivo di Bozzolo, Hem linger, Galvagni, Queirolo, ecc.; per quelle vale la regolarit:'t tiella curva ter1oica, il tuU1ore di milz:~, il r epe,.to ematologico, la toseola, lo sLato gl'nerale poco o altriroeuti alterato ecc. per il fegato infettivo, con cui l'asces so epaLico hn grande somigliauz11 sintomatica nella fase pre5uppurntiva, la diagnosi ddl'ereu;:iale è impossibile in prmcipio, s e nonchè si ha la g ua,.igioue in t empo relati,·amente breve. Qu~ntlo gli asce5si si s viluppauo nella. conve,-sità. JJOSsono far pensare a lla µle u rite purulenta: ma la curva convessa in alto, l'assenza del triangolo di Grocco, ;,. punta del cuore s postata in allo, l'esame de llR rE>gio11c epatica. coll'allarga111ento aella base del t orace, la dolorn bilità in punti circoscritti, ci eviteranno pe1· lo più l'errore. Certamente di a ccertamento pi/1 difficile sono gli a~ces~i della. concavità anche quando si fanuo not,i con qualche sintomo di più, e dovranno e-sei· distinti da po3s ibili asc<·ss i d el r ene uestro, del pancreas della milza, di c1:i bisognerà rice rcare i sinto mi ris petti vi, ricordando che per le ra.ccolte pancrea.tic ht· che il dolore è piu impone nte e localizzato fra l'ombel:co e l 'appeudice xifoide. Negli ascessi a decorso s u bac uto bi~ogna tener prese nte il eanr-ro epatico febb rile, specialmente se iu prcdn a clegcneraztvne, il sar,:oma, qua.nt unque rarissimo (durezza, irregolarità. poca inteusit a. doloros a e febbri!.-), e s !:iprnttutto l'a1:1cesso sl1bfrenico che si manifes t a spesso con tale s intomatologia da r endernu impossi1.Ji le la distinzione: in queste co ntingenze ci forniranno criteri sufficienti, la puntura esplorativa, e lo spostamento in mass11. del fegato, rivelato tanto dall'esame i1el margine, quanto dalla ottusità ep11.tica paravertebrale sinistra di Grocco (Ri(<J?·1na medica, n. 1, 1911, corrispondente al lobo sinistro, che consiglia ,lì non t rascurare mai nell'esame dell'organo epatico) e dalla radioscopia. Nelle for me croniche d i ascesso devono tenersi presenti le ueoplasie epatiche, le cisti da echinococco, la cinosi ipertrofica, un eventuale processo tubercolare. È inutile ripeta come occorre richiamare i s intomi rispettivi d i ciascun processo JJ1orboso, valendoci inoltre dell'assenza ,li splenomegalia e d i lesioni tubercolar i ai polmoni o altrove, nonchè di tutti i moderni presidi diagnos tic i ernatologici e Liologici (deviazione del complemento, cutireazione, ecc).
*** L'a~cesso metastatico ~ om una eventualità mol to più rara che nell'era preantisc·ttica, es3endo l'ascesso metastatico al fegnto, e si ig nora110 le r11gioni della predilezione pe1· quest'o1·gano, una localizza;done del processo s ettico pioemico ge•
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nernle,questn forma. clinica ;,i riconosce per sintomi special i, che si aggiungono al qua<lro della malattia prim itiva. 11 repe rto a nat-01110 patologico consiste in ascessi multipli prodotti da germi ivi pervenuti o dalla porta o dnll'n1·teri1L epatica: onde i sintomi, che, nel quadro della. setticemia, debbono attrarre l'attenzione al fegato sono: a / il dolore all'ipocondrio dc5:tro, più o mono intenso, forse in relazione collit sede dei focolai suppurativi : talvolta profondo, qm1si continuo, che può ancl1e pai,snre inosservato nello stato grave del paziente, to.lvoltn più vivo e fastidioso: b) l'ittero, che non manca in un buon numero dei c11.si. Qunntunque non patognomonici, questi iue sintomi sono importanti perchè rÌ· chiamano l'attenzione sul fegato, che però n on appare quasi ma.i notevolmente a lt erato come n el grande ascesso: tuttavia si rileva per lo più generale, l'epatome· galia, e la superficie può talvolta apparire bernoccoluta. Dice il Patella che « quanùo al corteo multiforme della pioemia, si aggiun ge itterizia., epatomegalia, dolentezza del fegato spootanea o provocata. colla palpazione si può ritenere che l'interessamento epatico sia già in scena». In questi casi ancora i criteri ematologici delle suppurazioni chiuse, l'esame lJatteriologico del sangLte, l'esa me delle orine ci daranno un grande aiuto alla diagnosi, che presenterà t uLtavia spesso nott:!voli difficoltà, quando lo stato gen11rale ed i sintomi de lla pieornia faranno passare in seconda linea. i sintomi e patici.
• •• Le vie hiliari intraepatiche, quantunque normalmente non ,:ontcnga.no germi, possono in molti casi divenir sede di processi infettivi pi lÌ o 1ueuo estesi e gravi, sia di origine ematica, sia per info:,;iont> 11.sceudente con formazione di ascessi biliari. La fo rmn ana tomica è co<itituita da una infiammazione mucopurulenta della mucosa dei dotti biliari, che può essere este,a ad una parte mnggiore o minore delle ramificazioni: nel parenchima circostante si trovano g li ascessi d'ordinario io gran numero, distribuit.i secondo il decorso dei vasi biliari, di piccolo ma. vario volume, ripieni di pus e di pigcne.. to biliare, talvolta rosi dis~eminati, come se l'organo fosse stato colpito da uuit schioppettata a pallini (Baccelli). Da questa descrizione appMe come lo studio dt:!gl i ascessi biliari s i confonda. con quello del· l'itngiocolite pnrulenta che li origina. Le cause dell' iutezion e asceodeute vanno riportate alla calcolosi biliare, al tifo, all'appentlicile. a l colern, al b. coli, a ç.orpi estranei o a parassiti entrati nelle vie biliari : le infezioni setticemiche (anche il tif..,, dnnuo la forma d'origine ematica). L'inizio del!!\ malattia tl variabile e confuso col processo che l'origina: in g enere però può notarsi o l'insorgere di una. febbre (quando non c'è) a. tipo sup· purativo, sotto forma di a cce~$i sempre pi1ì frequenti, mentre si accentuano i disturbi epatici e generali, oppure, dur11.ute il corso di una infezione, il c-ompnrire di un t ipo di feb bre in versa col maximum al mattino. In seguito la febbre cli,·iene intermittente o remitte11te; il Lipo intermittente fu. differenziare questa dalle Hltre forme di angiocolite. Bisogna allorn rivolgere l'attenzione alla cisti· fellea, che può trovarsi tumefatta e sensibile per la sua partecipazione al pro· cesso morboso.
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L'ittero è qui molto frequente nei processi consecutivi a calcolosi, meno, secondo i francesi, negli altri casi: non è raro il tumol'e di milza (Ebstein, Eichorst) dovuto peraltro piuttosto all'infezione originaria. In questa forma clinica ha poca importanza il sintoma dolore, cosi pure poc~ caratteristiche sono le alterazioni di formn nel fegato: però, al pari che nt1l grande ascesso, possiamo ri'!lcontrare nelle orine la presenza. di elementi che indicano la alterazione del!a cellula epatica, e nel se.ngne il reperto simile a quello del grande ascesso. Dice il Quincke che « i sintomi dell'angiocolite suppurativa. sono spesso cosi. poco caratteristici ed indeterminati o scarsi, che la malattia non viene ricono~ciuta »: e ciò non solo per i casi l ievi, ma è più pe1· i g ravi in cui l'imponenza dei sintomi generali t rae facihnente in errore. È difficile la diagnosi differenziale dall'ascesso mete.statico, da cui può differire solo pel momento etiologico: dall'angiocolite catarrale si potrà. differenziare per la febbre intermittente o remittente: dalla infezione malarica per i caratteri del sangue: ma in genere può dirsi che lit diagnosi di suppurazione angiocolitica è possibile nei casi favorevoli: mol te volte non si può andare oltre la diagnosi generica di suppurazione epa tica .
••• Nell'etiologia della pileflebite suppurati va figurano le lesioni ulcerative e suppurative degli organi onde traggono origine i tronchi venosi della port,a, essendo possibile rdtresì che processi suppurativi inti-e.epatici si propaghino alla vena porta: nelle regioni tropicali è causa frequente la dissenteria. È questa una forma assai grave, a decorso r11.pido 1 ad esito letale, e vi dominano i sintomi della setticopioemia e della peritonite acuta insieme ai sintomi epatici. Comincia colla compars11. brusca, fra i d istut·bi dati dalla lesione primitiva, di una febbre intermittente irregolare e dolore all'ipocondrio dest ro o all'epigastrio: viene poi l'ittero assai frequente, sorgono disturbi digestivi molto spicca.ti (vomi to, singhiozzo, talvolta ematem11si, diarre1\ sierosa. mucosa, dissenteriforme), la milza si tumefà; t1dvolta si ha l'ascite e lo sviluppo delle ve ne addoU1inali: intanto, mentre si fanno più gravi i f!intomi generali, il fegato è aumentato di volnme, il dolore si intensifica e si estende a tutto l'addome, (è questo un sintorna quasi caratteristit,o), ma si esacerba colla press ione sul fegato e sull'epigastrio. L'aumento del fegato non o uniforme, perchè non t utti i rami della porta sono ugualmente presi: in qualche caso si può palpue il tronco della porta in• 6e.mmi1to, ma più spesso la palpazione della regione evatica dà sensa7.ioue di pastosità diffusa per la peri tonite locale concoroitant11. La febbre ha il tipo suppura.tivo, d'ordina.rio intermittente irregolare, qualche volta. remittente : nel primo tipo si hanno parecchi ascessi nella giornata, ed Eichorst ha fatto notare c~e quando finisce l'accesso febbrili; la temperat ura scende al di sotto del normale. Questo quadro si svolge in qualche s ettimana e termina colla morte. La peritonite generalizzata complice. frequentemente la pilefiebite, complicazioni più rare sono le meta.stasi in organi lontani. I sintomi dunque su cui si basa la diagnosi sono: il dolore, prima localizz11.to all'ipocondrio ed all'epigastrio, poi generalizzato all'addome, la febbre, la epato· meg..lia, la splenomegalia, i disturbi intestinali e peritoneali. lo stato generale: isolate.mente presi questi sintomi non ci faranno riconoscere la pilefle bite, ma dal loro assieme ne può sorgere il concetto. Se il dolore circoscritto e la deformazione
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epatica ci faranno differenzi11.re il grande ascesso; la curva termica, i criteri ematologici e biologici il tifo e la malaria; l'assenza. di segni epatici e d'impedit-0 ci1·.:olo portale la peritonite; assa i difficile e s pesso impossibile riesce il differenziare la pileflebite dall'angiocol ite s uppurativa, non avendo quella di speciale che il predominio dei sintomi di im ped ito circolo portale (diarrea, splenomegalia, eventmdi emorragie del tubo digerente) e sintomi di peritonite locale o gene-raie che mancano nell'angiocolite, ove s i ba i l quadro dell'epa tite con setticemia.
La cisti da echinococco suppurata, come s i è detto, è dal Pennetta collocata per alcune caratteristiche anaromo-patologi<-he fra le suppurazioni epatiche. Tutti i germi che dànno le altre forme d i s uppu raz ione epatica, possono dare a nche qut:lsta, s ia per via ematica, che biliare. La sintomatologia è molto simile a quella del grande ascesso e, come questo, può avere un decorso rapido ed uno più a ttenun.to. Nella fo1·ma a decorso rapido, la più frequente, il primo segno è i l dolore : la tu mefazione che prima era indolente si fa dolente, dolore spontaneo o provocato dovuto alla pericistite. T alvolta in questo periodo il dolore si accompagna a nausee e vomito, e può avere le già note irradiazioni. Compare hcn presto la fehbTe a tipo s uppt1ra.tivo epatico, che già conosciamo e, se osserviamo il fegato senza conoscere a n tecedentemen te l'iHfermo, s i è colpiti da.Ila proporzione fra il notevole volume del IR t umef11zione e il breve decorso del male. lo seguito compare l'ittero (abbastani,;a )·requente), la t osse, la dispnea, il vomito, i disturhi intesti nali come nel grande ascesso: nelle orine compare ind icanuria. nel sangue iperleucoc itosi e polinucleosi, lo s tato generale si va rapidamente aggravando, comportandosi come nell'ascesso acuto e s ubRcuto. .Nei vari casi a decorso cronico la s intomatologia offro un quadro di minore intensitli o per attenuaidone di fenomeni o per mancanza di alcuni. Sono 1•asi che, tanto se la pt·esenza della cisti era nota come se non lo era, nel subdofo inizio passa.no inosservati e solo il progressivo deperimento e gli insistenti d isturbi intestinali potranno richiamare il medico soler te ad un esame generale, cui non sfuggiranno le macroscopiche alterazioni epatiche. P e1· Jr. dingnosi d i c isti da ech inococco suppurata dovranno considerarsi due casi: a) Se In presenza. della cisti ern conos,·iuta, si penser,'t all'evenienza. di una suppurazione di essa quand<> divenga d olente e lo stato generale, senza altre cause, sia notevolmente deperito: questi due fatti debbono and,1re uni t i, percbè quando le cisti non suppurate sono dolenti, non sono accompagnate da 11lterazioni generali e tanto pi(1 certa sarà lo. diagnosi, quando s i a.vi·à la febbre suppurative. 11) So la presenza della cisti non era nota « quando i fenomeni generali sono fenomeni di suppurazione e questa s cena così imponente è sor t!l appena da qualche giorno e nel fegato si trova un ·tumore notevole, non si deve pensare ,,tl un a scesso del fegato, che non :wrebbe potuto in pochi giorni dare una raccolta tanto volum inosa, specialmente se si rilevano nel tumore i caraiteri della cisti, l'essere cioé più o meno c ircoscritto, più o meno elastico e con una pt"essione eccentri ca p iù o 1n.,no validi\ ,Cardarelli ) ~li pus dell,, ci,;ti suppurata è d'ord in~rio come una sierosità purulenta ed 111 microscopio si rilevano gli uncini caratteristici. Nelle c isti ad es trinsecazione
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toracica vale per differenzial"la dalla pleurite quanto s i disse pel grande ascesso. La radioscopia, cui ha dato molta importanza il Lejars, può realmente darci utili indicazioni : porta la deviazione del complemen to (Marcantoni).
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Le lesioni epatiche prodotte dall'infezione tubercolare sono diffuse o circos<'r itte: a queste appartiene l'nscesso tubercolare. Può essere primitivo o 9iù spesso secondario, specin.lmente a les ioni tu bercolnri intestinali, ed è più fre(],nente nei bambini. Si rinvengono nel fegato dei piccoli noduli caseosi, della grandezza da un11. lenticchia ad un pisello, ad una ci liegia, di origine :tngiocolitica e perciò colorati di bile:. la sostanza ca!'eoSa può trasformars i in certi casi fino ad a vere i caratteri del pns per associazione del b. di Rock congermi specialmente dell'intestino e talvolta questi ascessi hanno un volume multo maggiore (200- SUO cm") contenenti un pus coi caratteri del pus degli asces~i freddi, e sono scavat i in un:• massa di ep,itite cai1eosa, talvolta solamente limit1tta da una membrana netta e fungosa. L'ascesso tubercolare tende a raggi ungere la s uperficie del fegato, ove provor·a periepatite ed aderenza del fegato al peritoneo pariet.al11, con produzione di una nuova. raccolta purulenta, l'ascesso periepatico. che s i man tiene in comunicazione coll'altro a bottone di camicia. Nella descrizione dei s intomi di •tuesta forma clinica, dobbiamo distinguere due periodi: 1° periodo, a s intomf\tologii\ molto vaga: disturbi gastro-intesti nali (anore;.sia, vomito, diarrea, coliche): qnalche eleva7.ione termica atipica, talvoltR con brividi e sudori notturni; deperimento generale. 2" periodo : l'ascesso aumenta notevolmente e prog ressivamente di volume e s i avvicina a lla superficie del fegato; quindi si ha la comparte~ipazione della capsula del Glisson e del peritoneo ed i segni della localizzazione epatica (dolo1·e all'ipo.-:ondrio destro, s pontaneo o provocato, più o meno vivo, ma senza irradiazione, aumento di volume e deformazione del fegato, mrissimo l'ittero). Negli ascessi delln convessità può aversi risentimento della pleura diaframmatica. La. diagnosi nel primo periodo presenta evidenti difficoltà anche per stabilire l'esistenza di un focol.a io infiammatorio epatico, s ia per la mancanza di speciali s egni, s ia perchè quelli esistenti possono essere att ribuiti a localizzazioni altrove esistenti dell'affezione tubercolare. Nel 2° periodo,se è possibile lo stabilire l'esistenza di un focolaio inlia.mmatorio epatico, la natura tubercolare non può essere stabilita che coll'esame del pus ricava to con puntura esplorativa. Quindi è che nelle osserva zioni pubblica te, d'ordinario la natura della lesione e paticR. è s tata ri conosciuta o al t,ivolo a natomico o all'atto operativo.
••• L'actinomicosi e patica non· ò fra le più rare localizzaiioni di 'luesto proce1'So infettivo, che puo giungervi sia primitivamente a mezzo della vena porta, sia secondariamente e per lo piti per contiguità. Il fegato presenta sin dei nodi più o meno c irco~critti, sia vasti focolai, da cni geme pus spesso e sanioso.
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L'in izio dell11 malattia è le n to, insidioso: può aversi un progressivo depe rimento dell'orgnnismo o dolore a ll'ipocondrio destro, o insistenti dis turbi intestinali o febbr e alta o dolore all'ipocondrio come nell'ascesso epatico. In seguito si b(I. la. tu mefazione del fegato e gli altri sintomi dell'epatite: ed a seconda dei sintomi dominanti, si suol dividea· scol Rsticameute in tre forme cliuiche: a ) La epatica, in cui il fegato è aumentato di volu me o spes;:o deformato, a :<uper fìcie irregolare e bernoccoluW\, :.:on dolorn all'ipocondrio destro e febbre int erm ittente o remittente: po,:sono anche aver~i gli altri sintomi del g rande ascesso; però, 'luando manca. In t'el1bre, si può aver l' in,prcssione dai sm•!<posti s intomi ~h e <;i tratti d i uu tumore del fegato: &) la g astro iutestinale o meglio addominnle. con disturbi tanto dell' int,esriuo <'he elle! peritoneo o simulanti l'avpcudicite che predomi na no al punto da maschern.re il quad,·o della locali zimzione epntica; e) lu pioomica, la pili ram fra le t re, in cui predominano i sintomi g('uemli gr:wi. febbre alt:, remittenti· od i11 t ernJi tt.ente. depressione gen.-rale, colorito t e rreo, naui;ea, vo mito, diarrea: i d isturb i epati<Ci possono solo esser rilevati in prin cipio della malat.tia, ,na in segui to \·engon o !ld essere completament e mascherati o supernti in impo, Lan za dai sintomi g<'nerali. Nulla d i import·ante si r ileva dall'e;;11me delle vriuc e del sangue. Il d ecorso medio è da G-!1 mesi. D11.I punto d, \"iSla. diagnos tico nei ca:si primi tivi è anzitutto da stabilire l'esistenza d i un focvlaio suppura til·o ep~tico, in,li In 1,ua natura. La dingnosi di suppur azione e1•ath:a s i basa s ug li sle~si sintomi fondamentali del grande a scesso. pur essendo e~si meno spicl'.ati: iu as~enza di questi si 11 tom i la clingnosi è imposs ibile. Ql1ando esistono nel l'orgimi!<mo lesioui a ct i nondcotiche, si dovn\ pensn.rc n.lln. localizz11zione epatica quan do co111paiono i si n to111i d i suppurazione epatkn e specialmente il dolore insi.~tente 111l'ipoco11drio destro, aumen to di volume o alteraziouc di for ma del fegn.to. L'acccnamen to d~lla nntura actinomicoticR san\ sw.liilita da.Ila pre~enza del fungo raggin.to nei grnunli giallastri dc-I pus, non M·endo avuto 111 sierodingnosi, tentata da a lcuni, nncorn prntiche applicazioni da peTmettere un giudizio sul ~uo reall:l valore.
RIVISTA DI GIORNALI ITALIAN I EIJ ESTERI •
RIVCSTA MEDICA A. WE1LL. - I • intoml rivelatori dell'azotemia. mn.ggio 1913).
(:I mialeiJ d'oculistiqu,·,
I sintomi che traducono cli1licamentc la ritemdone nrll'organismo dc·ll'urea e <lf'i residui azotati vennero per lungo tempo, confusi nel quadro classico clella uremia, fincbè, essendo stata con Bouchard negata all'urea ogni azione tossica, lf· manifestazioni cliniche del morbo di Bril?'ht non furono più riferite alla ritenzione d i azoto. Più tardi però Widal dimostrò che i disturbi in rapporto con un difetto d i escrezione ureica hanno un'esistenza incontestabile e che essi diff..ris<'ono essenzialmente per i loro caratteri e la loro evoluzioni> da quelli tlovuti alla ritenzione clorurata (la cosidettn uremia respiratoria, la bronchite albumi11uric11. gli edemi polmonari acuti, le di«pnee). I sintomi della ritenzione ureica (i.zotemia) sono: torpore progressivo; inappeten7.a; disturbi dig1>!-tivi accompagnantisi spes!'lo a vom iti: tn !ora enteriti con feci ~angui nolenti; prurito, talvolta co;ii intenso da togliere ogni riposo agli ammalati; pallore fino ad un'anemia particolnrmente profonda da far credne ad una forma perniciosa progressiva e che si accompagna a svariati proce~si emorrngici · !epistassi o.bbondaute e ribelle e; meno frl'quentemente, emorragie gengivali, metrorragie. ematurie); tremori muscolari; ma il s in torna clinico che serve a farci 1·~re precocemPnte la diagnosi di nefri te azotemica è la retinite In pri>senza d i lesioni retiniche difficili a caratt1>rizzar(', com... si osservA. talora all'inizio di retiniti brigbticbe. ocl in diabetici albumin urici, od in certi arteriosclerotici, la con• ~tatazione nel siero del sangue di una ritenzione d'azoto, potrlt stabilire la vera natura della Je,;ione e fissare il pronostico. L'A., esaminando 1!14 b1·ightici, dei qua li 122 azotemici, in G!l ha l'iscontrato retinite In 21 tra questi G6 la retinite era stato il s intoma ri..-elatorf' non solo d ell'azotemia, ma anche della nefri te; in 18 1a nefrite era s tata d iagnosticata prima, ma il riconoscimento della retinite avev11. determinato la constat11zione clinica dell'azotemia. La proporzione dei malati affetti da retinite ò del 33 p. 100 sul l' insieme dei l,rightici e del 54 p. 100 sui brigbtici n7.otemici; la retinite è dunque unn manir'estaziono assai frequen te nel corso dell'azotem ia. Spi>sso é anche una manifestazione precoce, che p uò essere contemporanea all'in izio dell'azotemia; essa col pisci· a preferenza i brigbtici giovani. Re~ta così spiegato il perché da 30 anni in qua gli oftalmologisti assegnano alla retinite un pronostico cattivo. Ed in effetti nell'immensa. ruaggioran1.a dei casi, constatata la reJ;inite in u n bright ico, non si può ne::i.nche più parlare di pronostico visivo, tmttandosi di un'affezione c he mette in pericolo avanti tutto l'esistenza. Se l'azotemia esplica il pronostico della retinite brightica, importa però anche ,.,erondo Chanffard, per spiegnre la patogenesi ed i caratteri di quest'affeziontl,
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H!VlS'l'.\ MEDICA
attribuire uoa larga parte alla ipercolesterinemia ed ai disturbi circolatoril retinici. Egli infatti ha notato in tutti i brightici con retinite ipercolesterinemia ed inoltre nella placca di retinite brightica un lipoide identificabile agli eteri della colesterina (E' st~to dimos trato però più tardi che que!to lipoide non è s pecifico della retinite brightica, DPl!a quale tuttavia è particolarmente frequente). Ma l'ipe rcolesterinemia non bRsta II spiegare la genesi della retinite in paroln: essi\ s i osserva in effetti in qua si tutte le forme di nef:rite ed il suo tasso più ele vato si riscontra anzi nei brigbtici non azotemici, senza dire che secondo R oc hoo-Duvigneaud e Noci le lesioni prepondaranti della retinite sono gli essudati
fìln·iuosi, mentre i grassi ed i lipoidi h:rnno un'importanza secondaria. Chauff:ud richiama dunque anche i disturbi circ0Iato1·ii per spiegare la genes i della retinite: è proba.bile in effetti che il liquido siero-fibdnoso che esce dai vasi per dar luogo all'intiltrato che forma la tram1~ della retinite porti seco una parte d1·l grasso e dei lipoidi che s1 trovano nel s1\Dgue. E' pos sibile a.nche che la co• lesterin a cosi poco solubile negli umori, venga. a depositarsi seconda riamente sulla retinll ammalata.; ma perche nei brightici cloruremici ed ipertens ivi, non però azoteruici, non si ossena ret inite nonostante la presenu, di una forte ipercolesterinernia, e perché in ques ti brigbtici col sopraggiungere dell'azotemia s i vede R.pparire il disturbo circolatorio che fini sce con la retinite? Senza poter risolvere per ora il proble1na, ci bas ta c onstatare l'associ,i zio ne della 1·f' tinite con l'azotemia: nell'animo del medico dunque la retinite olbiminurica deve restare ço1ne la les ione dell'occhio degli nzoternici, cosi come J"ecleru:i couges tivo della papilla è la lesione dt,ll'occbio dei brightici cloruremici e l'emorragia retinica quella dell'occhio degli individui con ipertensione. L"A.. consiglia di fare 11ei brigbtici la ricel"ca sistema tica dell'urea nel siero del sangue: se si trova che il tasso oscilla tra g rammi 0,50 ed 1, il pronostico non è immediate.monte fatale; se tra 1 gra mmo e 2, raramente il paziente vive più di nn anno ; più rapida ancora è l'evolnzione allorché l'a:;o;otemia oscilla tra 2 e B grammi; infine le cifre s uperiori a tre grnmmi n ou si osservano che nei periodi ultimi della m11lattia.
s. CALR:XOOT.I.
R. JAMi,;s . - Bull"albumlnurla ln oasi dt plooolo rene blanoo. thalmic review, giugno l!H8).
(1 'h.e opl1-
Menlre è noto che l'aff"t,z ione renale che più comunemente va associata. con retinite albuminnrica è il piccolo rene rosso gt·anuloso da arterio-sclerosi e che 11:s ioni retiniche s i riscontrano Roche nelll\ nefrite tubulare cronica, nel gros so
rene bianco ed occasionalmente nella nefrite d'origine scarlattinosa o d'rtltra origine analoga e nella nefrite gravidica, s i deve orn. aggiungere a queste forme di nafrit e il piccolo re11e bianco o rene bianco granuloso contratto. ritenuto finora second,trio Il veccbia infiammazione tubulare, ma che da q ualche anno in qua viene conside1·ato come un'entiti1 morbosa a sè. L'A.. a conferma di queste n uove vedu te, hll raccolto i casi di piccolo r r ne bianco verifìr.utis i in un quadriennio all'ospedale oftalmico di Sa n Giorgio, o,e Pgli è assis tente, studiandoli specialmente sotto il punto di vista delle lesioni re t iniche da es si presentate, e ne ha tracciato il quadro clinico.
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11IVJSTA MEDICA
J casi raccolti dall'A. sono 24-: in 11 trattasi di donne in periodo di gravidanza, delle quali 8 morirono all'ospedale. Egli anzi al proposito fa rilevare come soventi l'albuminuria da gravidanza dipenda da nefrite crouica interstiziale gi/1 esistente da diversi anni, di modo che non si deve fare sempre prognosi fausta in queste forme di nefrite, se esse vanno a ccompagnate a neuro retinite. Il piceolo rene bianco costituisce un'affezione propria dei giovani adulti e difatti la rnaggio1· pn.rte t.lei 24 ammalati a veva dai 25 ai 35 anni In 15 tra cs,.i si risco11travo. neuro-ret inite; in 3 il fondo dell'occhio si presento,va normale; negli altri mancavano i dati dell'esame oftalmoscopico. In d iversi la diagnosi clinica era stata confermata ùall'autops ia che faceva rilevo.re come note proprie dell'affezione in parola; rene piccolo con riduzione df' lla sostat1za corticale, superficie alquanto irregolare, senza. tendenza, della ca ps ula a contrarre adurenze; microscopicamente una caratteristica proliferazione dell'epitelio della caps ula di Bo,vmann, che pare iuiziarsi dal lato interno di essa. ; le lesioni si manifestnuo unitormemente in tutti i glomernli. Allorcb è i malati si lamentano dei primi sintomi, la malattia è gia in corso da. tem po e si avvia alla s ua fase terminale Essa s i ma11ifesta con fo1·te cefalea e vomiti: occnsiona.lmen te gi ha epistassi ed indebolimento visi-lo. Sono r nri nel vero piccolo rene bianco gli edemi della faccia: o\·e essi s i verifichino, si do,·e presum e re che sia sopraggiunta anche una nefrite tubulare sub11ruta. L'urin.,'\ è di peso s peci fico ba:;so; la quantità è variabile e p110 anche essere nor male: aumenta se il paziente prende l'ordina.ria nutrizione e l'o rdinaria quanti tà di liquidi. Anche il tasso albuminurico è variabile. ma o rdinariamente nito. Da parte dl.lll'appuato cardio-vascolare s i ba : le pnreti dei vasi sono quasi sempre ispessit <•, ma non al grado che si risco11tra nlc'I piccolo re11A rosso grnnuloso; non si ril evano per altro n<'i vasi le lesioni e li\ tortuo~ita che sou o solite in quest'ul t ima 'affezioue del r ..11e. La pressione del san gue i:J molto alta ; quando supera i 180 mm. suole a ccompagna rs i a neuro-retiuiw. Il cuore d i mostra una pura ipertrofi& del ventricolo s inistro senza apprezz1~bile d ilatazione; il 2° tono aortico è sempre rafforzato <· d i t imbro metallico li vizio cardiaco s,•condario ù raro, probabilmente perchè i pazienti muoiono cli tossiemia prima che esso possa mnnifestarsi. L'emorragia cerebrale, al contrnrio di q uan to s i verifica nei casi di rene rosso granuloso, è raro. Anche una vera uren,ia 11 011 è comune m·llll malattia in discorso : la fase terminale generalmente ù rappre-~e11ta.ta da una profondn tossiemia con an.-min secondari~. Ordinnriam eute si riscontra una neuro retini te molto acc,•ntuata con moderato rigonfiamen to della pa pilla e della retina circostaute; la tuacnla sove111,i app,,risco:: distintame nte; i vasi sono r istretti e con pareti i~pessite. La neuro-ret inite e alquunto più frequente ed ~ piu grave che nel grosso r ene bianco ed anche più gra ve che nel rene ros,o grauuloso. In qualche caso si ha emorragia del vitreo e sottocoogiunti vale Io riguard o all'etiologia devono essere ricercate la febbre ~carlnttinosa e la sifilide. L :"\. pt·ognosi è grave, molto pii, grave che net r t:ne rosso granuloso. Quanto alla cura liisogna rico1Tere ni mezzi atti a r idu rre l'alta pressione del sangue: purganti, bagni di at' ia calda, dieta e possibilmente prepa1·ati iodici per bocca. S . 0 ALE~DOLJ.
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RlVJS1,A DI NEVROPA'l'OLOGIA I alntomi delle malattie del oervelletto e loro st(Relazione alla sezione di Neurologia del XVII Congresso internazionale <li medicina, Londra, 6-12 agosto 1913).
B .\UINSKI e T,,i.;ni,;.\Y. -
goifto&to -
D'ordinario s i fanno entrare, nella sindrome cerebellare, sintomi che possono ugualmente dipendere dA. una alt,erazione del labirinto non iicustico : allargnmento delle gnmbe. vertigini, nistagmo, barcol11rn1ento. tenden.:a a cadere du un lato o indietro; n onostante le possibili, ma leggicre differenze, tali sintomi non bastano. anzi sono molto insicuri per la diRgnosi differenziale trn i due tipi di malattie. Babinski ha scoperto, e ill ustrata, una speciale sintomatologiu ce rebellare : 1° ip-.r1nctl'ia: in tali ammalati, tutti o alcuni movimenti volontari sono eseguiti senza misura, s pt'cie quan rl o si compiono lliet r o un ordine, e sopratutto q uando l'orrl ine è e~eguito con rapidità, ad occhi aperti o chiusi indifferentement.e. Allora il movimento, in tutt o il resto eseguito bene, so,·passa lo scopo, non ha 111is11ra. e ciò perchè il cervelletto fisi ologicamente esercita un'azione frenatrice sui movime nti. Di vnsl'lmente. l'atassico d11 tabe è un di.,metrico (il movimento devia n r.i più varii sensi) , e si aggrava note,olmente ad occh i chiusi. 2, n~i11ergia; l 'ammala to pe rde la facoltà di as,.ociare i movimenti, s pecie q11elli de l tronco combinati a riuelli degli arti inferiori, ma a n che nei movimenti i~olat i degl i arti. e nei coaiugat.i d ellll testa e d egli occ hi. Un sano, stando in pi,•di, può flettere for temente il tronco e la test,11 ind ietro, ma a llora, per non cadere, <'gli istintivamente flf'tte un po' la gamba sul piede e la coscia sulla gamba; invPce il cerebelloso non fa ciò, r imane rigido, e, se non mantenuto, r ischia d i cader<' i ndietro. Cos i pure. s e, mentre l'infermo è coricato s u di un piano d uro, r iceve l'ordine dl i metters i a sedere, 110n può farlo, perchè, se flette nn po' il t ron ro su l bacino, f-lette molto le cosc ie sul ba cino stesso, la qual cosa impedisce di otteu erll lo scopo. Pn lo più s i ha em.iasi nergia, corrispondente a.l 111.to tiella lesione cerebrale. In complesso il cerebelloso ha i Slloi m ovimenti volontari d Pt·ompos/i e senza misura. !3° Adiadococini'sia : è la perdita dl'l la facolt /1 d i eseguire rapidamente dei 1n1wimenti successivi volonta1·i (per es. di p1·onazione e su pinazion e, o di fless ione ed esteus ionc· dcll'avambmccio, ecc.), per quanto sin normale la. forza muscolare, la sen$i\, ilit a e In normale poss il,ili ti< di cor:npierP bene, ma isolatame11te, i detti movimenti, ciascuno d,•i qunli pl'rè- è senza m isura. L'adin.docinesi può essere eruib, t e rn\e, d:il lato della. les ione. 4° 'l'remore : oscil lllt orio nell'osccuzione di un movimento, o nel m11nte11ere un atteggiamento, dovt1to alla d iscontinuità n1>lla contrazione muscolare. 5° Disturbi della scl'ittura. 6° Disturbi della J>arota: (parola scandita, intercisn, un po' esplosiva, tal\'Olta s trascicante). 7° A ~fenia e afonia: sono due de i tre segn i carattei·istici affermati dal Lu· c-ia ni per le les ioni s perimentali d,·1 cervelletto: ma l'astenia non sempre si trova,
RIVISTA DI NEVROPATOLOvfA
e può spieg..rsi con lo spr eco di energia ipennetric a; l'atonia spesso manca : ];i <lisbasia o distasia deriva da lla a.sinergia e ip<'rmetria. L'atassia cer ebellare, come tale, non e~i,;te; l'atassia è ,1Al tabetico: movimenti non decomposti, eseguiti n ella loro successione, benc hé mal '/11.isurati, disorientati, aggravati ad occhi chiusi. Ne l cereùelloso la pretesa atassia è fatta di asinergia
e di adia.docinesi, non c'è Romberg, e gli a tteggiamenti fissi possono essere mantenuti anche più o. lungo che nei s ani (attitudini catatettoicli del cn·ebelloso). Infine, è interessante molto lo studio tlelle assot'iazioni, o delle co111penliazio11i sintomatiche. Rig uardo le localizzazioni, il correlatore Rotbmnnn concluse alfe rmamlo l'esistenza nella corteccia deg li emisferi cei:ebel lari, di centri che souo in rapportc. con i movimenti delle e"tremità inferiore e superiore omolaterali; nel ver me, cent.ri coordinati pe r il tronco e per le estrem ità; nel lobo anteriore, cent1-i d'innervazione per i muscoli del collo, della mascella e del laringe. L'adio.docinesi del Babinski di pende dalla corteccia cerebellare, l'asi11ergia cerebellosa da lesion[ del verme.
P. C;1NS1Ul, IO.
RIVISTA DI ClllRURGIA DI GUERRA Le ferite dell addome prodotte dalle moderne armi da guerra, del dottor S,1.1.VATOltE SA LlNARr, maggiore medico, l ibero docente di cli11ica chirurgica. - (Studio anatomo-pato lugico-clinico e terapeutico con speci,de rigunrdo all'intcrve11to operativo ed alla cura. aspetta11te nei vari scaglioni sanitari in guerra). - (Editore F r ancesco V:tllardi). L eggo con vero interesse il lavoro del p1·of. dottor Sal vatore S1ilinari, maggiore m c,lico del R. E sercito in ml-'rito n,IJt1 ferite d e ll'addome prodotte dalle moderne anni da guerra e credo fare opera u t ile e grRdita a i collPghi 11!') cercare di riassumere brevemente il g eniale ed interessante lavoro, nel quale egli ha ad dimol:!trat o una compi:tenza n on ..:oruune, esponendo idee e giudizi, il cui valore è per alcuni capitoli sostenu to dalle osservazioni pratiche fatte durante l'attuale g uerra libica. L'argomento da lui trattato per q_uanto non n uovo, merita serio studio, giacchè solo ora che dal campo di battaglia scaturiscono ragionamenti cd ossi:rvuzioni nuove la chirurgia di guerra, come dice l' A., ebbe a provare molte ed i mportanti sorprese che la costri11sa ro a tornare sui s111oi passi rinunciando I\ molte convinzioni e correggendone mol te altre. L'A. si intrattiene a ragion veduta sulle ferite d 'nrmn da fuoco de ll'addome richiamando l'attenzione sul fatto cbo le a ttuali osservazioni dimostrano quanto diversi fossero i risultati pratici iu rapporto a quan to avevano fatto supporr e i risultati de~li es perimenti. L'A. dopo aver notato come l'attuale guerra libic a ispecie pe r le armi a grosso cal ibro usate dagli ar&.b1, poco o nulla pos~a ill uroi11arc i punti oscuri o contro-
Rl\'l,.;'fA DI CHIRl.iflG!A DI OUF:RRA
,·e1·s i della chirurgin di g ue1Ta ddl'11ddome; come erroneo è ded urre conclusioni detinitive su quanto coucerne la terapin iu campagna; passa in una prima parte del lavoro a trattare deile ferite addominali prodottr da proiettili di fanteria, pas, S>1n<lo in ras;;egna le varie evenienze delle ferite stes'!e, le fe rite del tenue e del grosso intestino, le ferite del fegato, della milza, del pancre,1s, dei reni, della ve· scica uri1,a ria e d e1 retto. 'Kota come nella guerra libica sia stato facile porre :i raffronto le ferite d elle armi a grosso calibro cou quelle a piccolo, come da ciò 1w siano scaturite idee disparate in merito 11.lla opportunità del grosso calibro per porre fuori combattime11to il ferito, concludendo come In sua convinzione sia che nelle campagne avvenir!' al piccolo calibro tocchi il trionfo non potenùosi concepire, come alcuui vorrebbero, unn uazione armata di piccolo calibro per le possibili guerre coutro nemici d i tale arma forni ti, e di armi a grosso cal ibro ~ontro m·mici forniti di armi d i ogni specie e che offrono eccezionale resisteuza organica. Delle fe rite rlell'addome prodotte d11lla pistola d'ordi11anza, dopo aver richi&· mato i r isultat i dell1• espc ric11ze fotte sugli a nimali, 11ota corno e!'si acconli110 collt' osservazioni rnccolte nelle ultime g uerre e soffermandos i brevemente a t rattal'l· delle fe ri to Jdl addome da proie ttili cli n.1·tigl ieria, nota come essi a bbiano ,:piegato la massima pott,n za vuloerante s ui visceri interni tanto chf' ben pochi feriti di tal genere sono capitati nelle mani del chirurgo, essend(l pe r la gra,·it:\ delle lesioni morti s ul po~to. L'A. parla pure dellP ferite prodotte cl>tlle grann1e a mnno che 110n ma ncaro1,o nell.1 guf· r rn italo- turca. P1>ssa qui ndi in l'HSsegmi l e fer ite <lell'adilome per arma bia11ca. In una seconda parte de l lavoro l 'A. dottam,•ntf' s i intrattiene sulla sintomatologia e diagnosi delle fe rite adilomiuali da_armi da guerra in genere, facendo rilev,1re quali s iuno i sintomi più attendibili e qua li i più fallaci e concludendo che 110n ostante le più accurate osservazioni in a lcun i casi n,,j quali parve s i fosse a utorizimti aJ escl udere l'ioteresilamento ilei visceri, l'inso rgenza di complic1111zE- s uccessive stav,1 a provare il co11tra1·io. Del decorso, esiti e prognos i dello ferite dell'addome da nrma da guerrn parla in una terza parte dl'l s uo lavoro, per soffermarsi in un quarto ed ul t imo capi tolo a trattare delle norme circa la profil.1.!'lsi, il primo soccorso, ed il r icovero de i feriti all'nddome da arma da gu,•rra e circa il loro trattamento curativo nei vari scaglioni di campagna. In qut>sto cap.itolo egli con siringente e con vincent,, l'l\giooamento richia,nm nlla meute del lettore tuttn, .la serie de i consigli pratici da impartirsi al portaf~rito ed al combattente nella evenienza di ferito all'addome, d imostrandosi fau tore pel 1·iposo in s ito di tali feriti, almeno per va.rie ore e dando alla primn medicazione colla tintura. di iodio il meritato onore in raffronto alle altre. Chiude la sua accurnta ruonografin discutC'ndo ed ana lizzando i problemi eh.. da anni affaticano la mente dei ch irurgi mili tari, :1ppoggiandos i a citazioui di a utori ed a r isultati statistici. Quale sarà il destino dei colpiti al v1·ntre? D0v1·a11no essi rimanere. s ul posto fino a gnarigione compli·tl, o ne saranuo come tutti gli altri allonta nati? L 'uluriore trattamen to dovr/\ essen· purament <' aspettante o si dovrà intervenire chin1rg icanwute ed in questa ipotesi, quando? Dove? E in questo capitolo clte al pari degli altri interesfla vivamente il cultore dell'n.rte chirurgica in guerra che l'A. es pone concetti proprii, subordinati a 1111ove
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lUVlSTA. Df Olilllt;HGIA DI Gl:ERl!A
e personali vedute circn rndicali riforme m,1 servizio sanitario io guerra, sia in merito ai posti di mcdicazioue che elle sezjooi di sanità ed ospedali da campo. Il lavoro, che pur non essendo eccl·ssivame otl- vasto, il chiarissimo e miuutam,;ote tratta <lei problema delle fl'rite dell'addome prodotte dalle moderne armi da gunra merita ogni consiutlr;;,ziooe d:t parte dei colleghi tutti ed io oso sperare che specie per quanto rigua rda le propostu ambulanze asettiche e la scelta Jel relativo personale, dalle superiori autorità a c ui tanto sta a cuore la tutoln ùella vita dei cittadini chiamati alla difesa della patria, saranno studiate e prese lll giusta con'<id.:raziooe. tenuto poi conto che al corpo sanitnrio militare 11ou i, <'e rto oggi difficile costituire vari g ruppi di chirurgi che fin ,lai tempo di pace 1,otrebbero e-.s11re a fiiamti cd addestr11ti Il t urno nelle op11rnzioni cavit,11·ie presso 1 g randi osp1·dali militari del Regno. 0001 00011:-.E:.
RIVI~TA J) T CHIRURGIA GENERALE "
Sulla oura del gozzo ool metodo dl Luton. medico, anno I V: u. 10, 19111.
TA:-.s1~1. -
(Il p ensiero
L'azione risolvente dell 'iodio per gli ingrossnmouti ddln ghiandola tiro idi• e ~pe,~ialmento pe r l'ipPrtrofìa fu appl icata 6n dal 1863 dal Luton con succes~o u11·diante iniezioni dirette interstiziali ne l tumore. In segui to, i brillanti risultati dull'estirpnzinne del gozzo frcero carlere in diment.ic11nza la cura terapeutica, ed è merito dell'illustre chirurgo di Pavia di a.,erln ora rimessa in giusta evidenza, ottenendo costantemente col trattamento d1,) Lut,on, associato uncbe ad inir.zioni ipodermiche iodo-iodurate, risultati splendidi e completi. L'A. osserva però che tale cura non può dare buon risultato se non nel g ozzo folli colare, o parenchimato,01 quando cioè la strut tura. del gozzo sia più vicina a quella della ghiandola normale : nella. forma cistica, nella collo idea, nella va,,colare e forse anche nella fibrosa non possiamo asp,;ttarci alcun v n.ntnggio, o tutt'al più un incompleto ris ultato. Bisogna pert:iò stabilire anzitutto In dingnosi esa t ta della natura. del gozzo: e se ques ta r imane incerta cogli ord inari criteri clinici . si ha nella puntura esplori ti va il mezzo s icuro per dirimere il dubbio, che de l resto può sus!'istern solo nei casi di gozzo cistico e col Ioideo, quando :a tluttoazione o la mollezza oon sono evidenti, in cui si può pensare nd un gozzo parenchimatoso. Anche nelle forme miste il metodo non potrà dare risultati com, pleti ed anche per questi casi s i dovrà preferfre la cura chirurgica. L a formula adottat11 dall'A. per la cura del gozzo ~ la s egu<'nte: tintura di iodio gr, 20; ioduro di potassio g r. l; ac,1na distillata gr. 40; e per far assorbire anche indirettamente maggiore quantità di iodio aggiunge ah•une iniezioni ipo•iermicbe della soluzione acquosa iodo-iodurata {1 iodio, 5 ioduro potassico, 100 acqua). Le iniezioni intPrstizial i sono di 1, 9 ed anche 3 eme. per volta t' per ogni iniezione, e generalmente si praticano due, talvolta trl' ioiezioo i nella !'tes,;a ,..,,duta, i n punti lontani uno dall'altro, immergendo tu t to, o g ran parte dell'ago
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RIVISTA Dl CHIRU HGIA GBNERALE
,lt>lla s1r111ga l'rn\·az, uella. massa del gozzo. Le iniezioni s i ripetono ogni due giorni iu principio, poi ogni tre, quattro o cinque gio rni, s...condo il volume d el gozzo, più freq nenti nei gozzi voluminosi, me110 nei piccoli: dopo venti giorni od un mese s i possono faru sedute anche con maggiore intervallo. L'i niezione non è dolorosa al momento: talvolta, ma raramente, l'iufe1·mo s ente un li.-ve i11dohmzimento nella parte iniettata e per alcune ore, od anche il giorno s uccessivo, ma t a le da permettergli le sue ordiuarie occupaz ioni. Al posto delle iniezioni. se nello stesso posto se ne fanno coincidere varie, si formano nodi di indurimento, i quali pre ludono alla rnpida dimiuuzione del tumore: quando questa ,;i imzia, è ordinariament" progressiva Talvolta pari' che il tumore rimanga, dopo \1111\ certa diminuzione, stazionario per qualche tempo, ma poi la pa.rvi6cazione pro<"ede con relativa rapiditt\. Colla cura terapeutica è eliminato assolutaroeute il pericolo della cachessia s1rumipri,·a e della t etaniR, e dal lato cosmetico l'assenzfl di ogai cicatrice :il collo. la cui pelle rimaue p erfettameute integra senza Rlcuna traccia delle pun· tun,. .In tutti casi trattati da l Tansini, in sette dei quali la s compitrsa del g ozzo ,lata da oltrt> un anno ad un ll.nno e mezzo, non ba mai constatato alcun accenno n ree id i va.
c.
kIV1~TA DI OTO-RlNO-LARINGOIATRIA C. CAL11~1u e M. G AGGIA, r,apit,1110 medico. -
A proposlto della • lerodiagno1i n effo:r.ena. - (Atti de l XL V 1'ongi·ei:;so della società italiana di laringologia. ecc. ,-:ieua., tipografia editrice ::l. JJernard ino, lfll2, p. 112).
Brevemente rammi,ntiJ.te la t riade sintomatica dell'oz('na (fetore, croste end,:,. nasali, atrofia della muco,a e dello scheletro dei tnrbinn·t i) e le teorie cirrn la sua eziologi a, gli AA. hanno praticata una serie di prove in 10 p11zienti alt'e u i da forme Horidt> e ti pic he di ozcnn, onde vedere se q uesto eventualmente ril!ooosc,. un;, causa specifica. E,.;si modificarono il procedirnr nto ddla reazione di \Yassl't·· mnnn, in ciò, e he qtrnle antigene, nnzichè dell'estratto di fogato sifil it ico o d i cuore di cavia, si servirouo di u11 estrntto di croste ozenatose, che « dovreb bt>, t eo ricame nte 11.lmeuo, ave re 111 propri et!• di fissare il com plenwnto solt11nto in pn.~cnza di siero d i ammalati di 07.enR, con tenente cioè anticorpi specifici )Jer t ale infezione » P e rò i n ,wssnno de i 10 Msi esaminati g li AA. hanno ottenuta la fissazione del complemeuto. onde conc lndono che possouo « in questi\ nuovi\ prova r it,•nere che l'ozena molto proba bilmente non riconosce un agente specifico, p e r quanto nella genesi di a lcu ni dei s i ntomi più molesti di essa, quiile il fetore, nou siano e;;tranei i germi riconosci uti presenti nello croste. L e condizioni organiche general i, lo stato locale dei tessuti, la concomit11nte a:>:ione d ei germi, possono produrre quello stato speciale patologiro. che col nome di ozena ha a cquistato tanta im portan za 11ellft clinica r inointrica ». B.-!.LLA.
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RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA Sopra un paraHlta endooellalare produttore di aplroohete, trovato nelle lutoni •Ullltlohe e nel aangue olroolante d orante 11 periodo 1eoond11.rlo della alfillde. - (Rritisch medical Journal, 14 dicl'm-
E. H. Ross. -
bre 1912). Le ricerche furono effettuate col meto<lo della. gelatina inventato dal Ross e che è il seguente: si fanno bollire assieme U eme. di una soluzione bollita e filrrata d'agar in a cqua al 2 p. 100, 1 eme. Ji bleu policromo di Unna diluito al terzo, 2 eme di una soluzione contenente •J)> p. 100 di citrato di soda, 1,5 p. 100 di cloruro sodico e 0,225 p. 100 dì solfato d'atropina. Dopo ebullizione si aggiungr '10 cm<'. di una soluzic,ne di bicarbonato di soda al 5 p. 100. Una goccia di questo JO iscuglio allo stRto liquido è deposta sopra un porta oggetti, si lascia distender e, raffreddare e consolidare. Una goccia di sangue del si ti loma, presa con un ago comprimendo per avere il sangue della profond ità, si mette su di un copri ogge tti che si r ovescia sullo strato d '::iga1·. Cinque minuti dopo s i pratica l'esRme. Con questo processo il Ross aveva già veduto che le inclusioni dei monucleari di cavia, chiamati corpuscoli di Kurlov. ernno di natura parassit,aria, mentre con altri metodi apparivano sotto la forma <li blocchi op,.chi. Aveva veduto anch,· che questi parassiti dn lui chiamati Lymphocytozoon cobayae d1wano origine colla loro cr omatine. a dell!l forme di spirochet.i che dopo la rottura della cellula pote vedere liberamente nuotare coll'esRme ul trn.microscopico. Negli animRli infetti, anemici, potè anche mett,, re in evidenza il parassita nei tu mori gommosi del fegato costituiti da mononucleari. Parassiti analoghi s i vedono nei lombrichi. Ora applicando il suo metodo in 143 casi di sifilide ed esaminando )(ÙJ, il sangue del sifiloma. o dellA lesioni secondarie, s ia il sangue preso da un dito nel periodo secondario fluriùo, Ross ba trovato cos tantemente un parassita analogo a quello Jella ca.via. Quando le granulazioni dei leucocit i si colorano in rosso scarlatto durante la vita delle cellule ed il nucleo si colora in bleu pallido a l momento della loro morte, i parassiti prendono a poco a poco una colorazione ram'eica con un certo numero di grnnulazioni più scure; poi il nucleo si colora in malvn scuro con un punto centrale nero. Allo stato di inclusione si presenta sotto forma di un corpo rotondo racchiu• dente una o più m1tsse cromatioiche (fino a 11) secondo lo stadio di sviluppo. e di cui ciascuna ba Jlel suo centro un punto scuro e T::issomiglia iii corpi liberi rotondi o piriformi. Una lieve pressione sul coprioggetti bas ta del resto per metterli in libe rtà. Alle volte si vedono staccarsi da una massa cromatinica centrnle delle appendici ricciute e attortigliate aventi l'app;1renza di spirocheti. In nessuna altra mnlattia furono trovate forme l\naloghe. t 5 - Giornale di meàici11a milila,·e. - lla,c. lii.
[UVl'-TA
n·wrn:,;~; GE:SF.RALE
E BATTEJUO I.Ot: JA
R oss appoggiandosi al fotto che il Cropper poLè trovare sta.ti analoghi nel Lym• il m ic rngarnete del parassita, mentre che i corpi liueri piriformi sarebbero i nrncrogameti. L'os~ervazione del!,· co11iug,1zioui potrà soltanto risolvere la qnestionP. , i sono tuttavia ragioni pe r cn.,dere ad uuo stadio di spor<>gonia; infatti negli strnti pl'Ofondi dello le~ioni secondarie s i trovano delle cellule di u11 volume \·ariabile da quello di una piastrn snnguigna a qtwlla d i un gran de eosinofilo, rotondi e r ipieni di piccoli· granuli< · zioni rnm,, icbe di cromatina e che si d isLing-uouo dalle Masrzellen pn 111 loro""· 1·iabilitil di volume, per la loro form a a sacco. pel 11nmer(1 delle gra,rnln.zioni e per l'assen za di t>t11.)leo. Questi parassiti oon sarebbero ul tro, secoodo R os;;, che quelli veduti prim.1. dallo Stassano, che desnisse in seguito lo 1'1e11;el col nome di Cylorycles lui" e che caddero nell'(Julio dopo la scopertn dello Schaudiun. l~ue;;t i autori 1101, an-e l,bcro Yednto <"he stadii di~•er,:i dt·llo stesso parn-~ita. p!wc11tozoon cobayae, pensa che lo spiroc.lwto sii\
G. G1u11~; 1< r 1. - L e oono•ceoze odierne nella rabbia e • ua proflluli. Camerino l!.JW. 0
L'A, l'ias;;ume con chiar,•zza ed l'~ntte.t.za ucl suo lavoro qu:111to oggi si conosce sull'infezioue rabbica n egli animali e nell'uomo e sulla sua profi lassi. :::-;ella pt·irua parte dell'inlercssantl· me11toria d1::scrive k forme della rabbia n egli animali, illustrnndo il periorlo di inc uuaz ioor: r iforiscc· quindi sulle ricerche istologiche del Negri, sulle vie d'infrzione n ell'uomo, sulla pt·edisposizione alla rnnbttin, sulla cute, ecc. Kella seconda p:i.rte si intrattie11e sul la profilassi, eh,· .dist.i ngtte m provvedimenti d ' indole generale, cioè dc nunziii, a cc,' t"tflme n to <lella diagnosi, isolamento. distruzioue dei cRd:1veri, d isinfezione. Parla successivamente delle precauzioui che si dP.bbono av(•re nelle circostnoze inevitabili di contatto con anim ali do1:.1es t ici o sel vatici e per ultimo de i provvedimen ti più efficaci rei· preven ire Jn tcl'· ribile infezione, come l'obbligo della museruola e del gu inzaglio pei cani, l'acca• lappiamento ed uccisione di quelli r:omfogi, e l'imposizione dì una tassa variabile a seconda dell'uso al <Jtrnle sono adibiti questi a nimali.
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G. G11.w&11T1. - Il oolera ulatlco e Il •l•tema delle ~lnque profila••l. C11merino IVW. Nella prefazione l'A. illu,;trn brevem1::ntc il s ignificato di nlcuni ter m ini clie sono iu stretto rapporto coll'argomento, come i 1,.~zaretti, gli untori, le quarau· tene, i cordoni sanitar i e i suffumigi, provvedi111cnti q uest i ultimi ndottuti uffic inl , mente anche in Italia durante l'epidemia colerica del 1::i8cl. I n un primo capitolo del suo lavoro, dopo di aver r iassun to le nozioni di epidPm iologin, egli vie1,e a riferire sui dati os~ervati nei comu 11i del circondario di A ,·ezzano che nel l !lll fu colpito dal morbo, ed in una secon d11 parte tratta d ella l)rofil,.~si. ch e di,;tiague in q uella che riveste cnrntlere di utiliti', pubblic:1 (interua-
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RIVIST A D'IGIENE GENl.:RAL~ E BAT'l' ERIOLOGTA
zionale, nazionale e comunale) e in quella cl1e assume il carattere di u tilità privata (domes tica e individuale) r iferendo in proposito alcuni al'ticoli della conven7.Ìone internazionale s anitaria di Parigi del .3 dicembre 190:1. L'A. porta in questa sua pregevole monografia il s uo contribuito personale di o,;servazione, ave ndo preso parte, come medico circonùuiale, alln. campagna anti(·olerici. de l 1911.
Vaccino e vaccinazione 0 ontro il vatuolo, con •peolale rl· guardo alla i• ol:llo&. - Camerino Hll3.
G. G1Lt BERT1. -
In q ucst':dtru int<m·ssante pul.,hlic:ozione, l'A. cspoue ampiamente la tec-nica nella ·preparazione del vaccino, soffermandosi sulla scelta degli animali, snll'i11ne;;to r raccolta del pus vaccinico, nonchò sulla s ua purificazione, controllo batteriologico e biologico. Descrive quindi la tecnica della \·accinar.ione nell'uomo, il decor!:'o di essa, la dure. tu dell'immunit;"1. Espone successivamente come fu circoscritta e docnat:i l'epidemia di vaiuolo a Bo;;H. (Snrdegna) nel l!H:!, ove si ebbero a manifestare 90 casi, dei quali 18 seguiti ,la decesso: le tre armi p iù efficaci per quest a lot ta fu rono l'isofamento, la disi11fezione e In v"ccinaziooe. L'A. conclude affermaudo che se i;) faci le comb>ottere il vaiuolo con la vaccinazione, que;;ta pero per essere eflicace den ~ ess,·n• pratic:ita in tempo.
(i. G1t,11:1E.nT1. -
Il la tte net oonoettl moderni delrtgle 11.e . -
Camel"iuo Hll3.
lu quest'ultima monografia l'A. parla del latte umano e dell'allattamento ma· teruo, esponendo utili nozioni di igiene iufuntile. Tratta quindi dell'alla ttamento >1 r t i6cìalc e delle alterazioni batteriche d..t latte e degli avvelenamenti con sostanze medicamentose. Dopo di essersi intrattenuto sui rapporti fra tubercolosi umana e bovina, sull'igien e delle stalle, sui vari metodi di mungitura, l'A. viene ad illustrare i princ ipali metodi di conservazione e di stt>rilizzazione del latte, soffermandosi sull'impiego del freddo , degli an tisettici e del calore come mezzo conservan te. Da ultimo parla del lat te condensato e delle fariue lat tee, con utili e pratiche osservazioni.
llfEmtO.
G. G1uB&nT1. - I 0011.oettt moderni •ulla rt1orgensa e •ulla dift'a1lo11.e del tifo e .ul •••tema dt protll&HI. - Ca111erino, 191S, Nella prima parte del suo lavoro l'A. parla dell'epidemiologia del tifo, facendo rilevare l'importanza della presenza di elminti nell'intestino e delle mosche nella propagazione dell'infezione, e trattando quindi dl·lle vie di diffo,iione e di penetrazio1:1e dei germi e dei p<>rtatori di bacilli. Fra questi ul tim i egli disti ng ue anc he i bacilliferi temporanei. cioè quelli che possono essere veicolo dell'infezione median te gli i11dumenti e le calzat ure. esse!ldo stati ,i contatto di tifosi o dei loro oggetti.
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Rl\'l>,l'A o'xomN~: GENP.RALE E llATTERIOLOGIA
Tratta quindi delle cnuse predi:sponenti e immunizzanti, ed accenna sommariamente alla vaccinazione antitil:ica ed a lla profilassi in generale, sia per 1uanto riguarda l'accertamento e denun?.ia dei primi casi, sia per quanto si riferisce alle norme per il personale di assistenza, alla sorveglianza dell'acqua, del latte, degli erbaggi, alla lotta conti·o le mo..ich e e sopratutto all'educazione dell'ambiente sociale, insist enclo giustamente s u lle confer enze popolari come m1ico mezzo di propaganda profilattica nelle popol,udoni ove è n otevole !'1\Dalfabetismo.
Dott. L . Gu:sH1u Cu1,J>101.r. -
Tuberooloal e alooollamo In Italla.
Criterii clinici, s tatistici e sperimenta li hauno condotto a ritenere che l 'alcool :si debba considen\re come una tielle cause de llo espandersi della tubercolosi. L'A. h n voluto studiare in qual modo si comporta110 in Italia le due epidem ie, alcoolismo e tubercolosi, e ha preso i11 considerazione il quinquen uio 1906-H>Ci:J. Le provincie, che sono m11ggiormente colpite dalla tubercolos i cou una mor , talità nl Jisopra della media del R eguo, offrono anc liL• cifrP molto elevate o p.;r J',dcoolismo crouico o per le psi cosi alcooliche o por la proporzioue degli spacci alcoolici. Non manca tu ttavia qualche Pcceziont>, perchè varie provincie dell' I talia ba uno cifre assai elevate p~r l'alcoolismo e basse i uvee e per la tuberco losi, e cio forse per le condizioni di la\·oro (maoca11do graudi ceutri industriali), per il minor a ,ldensamento tiella popolazioue e per la prevalenza del consumo dei fermenta ti sui di:stillati. In ogni modo l'alcool si deve ritenere un fattore dello sviluppo de lla tubr.rcolosi, sia ('Otne predisponente, sia piuttosto come causa indiretta in quanto produce povertA e r .011 questa JR. dt>nutrizione, il sopralfollamento delle a bitazion i e uu a umento di occ;osionì di contagio. Per com battt>re la tubercolosi bisogna dunque incominciare col combattere l'alcool ismo o per meglio dire bisogna accentuare contro entrambi i thgelli la lotta, perchè combattore l'uuo sign itica coUlbnttere l'altro. G. M Ell.\10.
RIVJ STA DI ST ATIST ICA MEDI CA Statlattoa aommarta delle oauae delle mortl avvenute nel Begno nell 'anno 1912. - (Gazzeltll 11/lfriale del 26 febbraio 1914, n. 47). Nel W12 morirono nel Reguo G:10,788 individu i, con una proporziou e di 18.lò morti per ogni 1000 abitanti e con una differenza in meuo di ! 07,0J3 in confronto a quelli del l'anno p1·ect:dente e di -!G.G71 a quel li del lVlO. Il 1912 rappresou ta quindi l'anno dolla più basso. mortalità in tutto il periodo d'osservazione d~,l 1So~ nl UJ12: tale diminuzione si è riscontrati\ specialmente nei mort i per malattie del sistemi, digerente e pt:r quelle inl:iamruatorie ,dell'apparato res piratorio, e quindi nei morti per malattie tubercolar i in tutte lo loro forme e per quelle del cuore; ed è poi anche dovuta alla quf\si ces~azione del colera asiati co. L'epidew m
Tltv1ST,A
or STATISTICA Ml!:OH'..\
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di vn.iuolo si mante11ne ancorn grave nel 1912. pure es <;endo diminuita rispetto al 1911: ed infatti si ebbero per tale morbo 3337 morti contro 4828 nel 1911. Diminuirono pure notevolmente nel J Hl2 i morti per influenza. per meningitf' semplice cerebrale e spinale, per apoplessia e congestione cerebrnle, pe r febbre t ifoidea, per morbillo, per febb,·i da malaria e cachessia palus tre, per mnlattie dei reni, delle arterie e pPr tnmori maligni. Rima,;e pre,socl1è inva1·iato il numero dei morti per pustola mal igna. per rnbbia, pe r fobh,·e puerper:de, per omicidi :> e per cause violc!lte 11.rcidcntali. Si e bbe innice un leggero aumento nei morti per scnrl:ittina, difter ite e laringite crupnlc. per ris i po ia, per le mRlattie di gravidanza, pa rto e pue rpe1·io (esclu~a 111 feblirP puerperale), e per suicidio. Cir ca la dis t ribuzione g cogra lfoa de i mort i per dPtle malattie ;.i ha che ìl va1 u olo ha colpito s pecinlmente le C;olRbrie, la Sirili[l. e la Campania; il morbillo le Calabrie, le Puglic, l'Emilia e la Ca mpan ia; la scMlattina la :-:lic ilia e le Ca· Jabrie: la febbre tifoidea la Si<'ilia, l' Umbriri. e la Lombardia: la d ift.ei-ite le ::lfRrche e la Basilicata; l' ipertossc la Sardegna, il ,eneto e In Lombardi[!.. Le febbri da malaria e la cachessia. palustre dctenninRrono in tutto il R egno 31~1 casi di morte, che, come al solito, spettano pp1· la massima parte alla Sardeg na, alla Sic ilia, alle Calabrie, alla Bas ilicata, alle Pnglie, agli Abruzzi e al Lazio. Morirono di sifilide 1701 individui in grRu parte nel Lazio, n elle C1ilalirie e nella Campania, e di pustola maligna 2'23 appA.rtenenti per circa due terzi alle provincie a sud del parallelo di Roma. La tubercolosi, i tumori malign i e l'alcoolismo cronico causarono invece un maggior numero di morti, in rapporto alla popolazione. nei compartimenti d ell'Italin settentrionale e centrale.
c.
RIVISTA BIBLfOGR.AFTCA Ct:SARE LOlHll!CJSO. -
L"nomo allenato. -
( Vr. Bocc-a, 1913).
à bbiamo vi,to pubblicare questo volume con dvi~sim n ~ ioia, qua,;i foss,• ancora la voce del maestro to rnato fra noi nel is tru ir ci e guidRrci, l' lo ah biamo li,tto con un senso di r eligios11 v encrnz1ooe. B enchè questo volume E~li non scris se come t a l<·, e forse mai lo pensò, ma le fi glie l'abbiano costruito con una serie numerosissima di framnwu t i t olti da ar· t icol i. da appunti, da altri libri dei primi o degli u lti1ni anni d ..!l'att ivit:\ meravigliosa del mae:,;tro, il libro è v euuto su organico, benissimo ordinato, srmouicc, m,lle sue parti, come ,-e formato di getto d alla peuna jne~auribile dell'.\ut orc. E sso segue l'indirizzo genern!e dell'uomo d,•linquente, e, se nu!la di nuovo uoi troviamo che nou avessimo di già letto nei tnnti lavori del Lombroso, il volume giova assai quale sintesi delle sue con cezioni, antiche e r ecenti, sulla pa.1zia e s ulle anomnlie psichiche e mornli, e sopratutto, m entre ci fa rivivere le o~ure ;;cultore,, del mattoide, del delinquente polit ico, del pnz1.o morale, dPI psicopate sessuale, del nevrotico d i genio, ..Jel pellagro~o, ecc., suscita tutta la nostra pin v i va meraviglia per alcunll concezioni ben delinr nte od anche f'rnmmeotnrie, che il Lombroso intuiva moltissimi anni fn, e che poi c i Yennero come cose nuove ,
RJVIST_1 BlUJ. IOOllAb'I CA
soprntutto d 'oltn• Alpi: co;,i, a<l esl'lnpio, degli niuol"i uei pazzi, d.el tondaruentale disoi·dine affettuoso nei melancolici e maniac i, dei r:1 pporti non casuali fra. man ia e m..tancolia, del concetto sostanziale delle monomanie, delle quali te.lune fram meut arie, incongrue, scialbe e con decadenza me nta le consecutiva (forme paranoicli d'oggidì', altre più specialmente anomalie m entali, come oggi si direbbe (paranoia vera, ecc.). Fondamentale a me è piu,-a la sua concezione an t,ica., poi illustrata dal Morsell i, 111.11 portante i nomi di Schiile e di altri, s ulle. pazzia e la personalità. umana; .. bbene, Egli scrivevi\ ,u irabilmente cosi : « L'uomo è un tutto organico, le cui diverse parti sono indissolubilmente 1.-gatc, l'intelligema, gli istinti, gli appetiti dell'uomo non sono confinati in una sede chiusa. apparta ta, - anima o cervello o cuore che d ir si voglia - ma irnmnnente in tutti I visceri, in tutti i tessuti, in tutt" le funz ioni del nos tro corpo. Non vi è anomalia o mal11.tt ia d,·i visce r i. dei tc•ssuti del corpo, chP n ou s i ritlctt.i nella intelligenzA., nvgli istinti, n egli 1\6,·tti, come non vi ~ 11.uomali>1 delht psiche, che non s i ritletta in tutte le fihre delle nostre membra ». Mi pare di non poter chiudere 1m·glio questo pallido om11.ggio alla venernta memor ia del maestro che riportando una par te de lla Prefazione al volume, scrit tn dal B ianchi : « Cesare Lomhroso non ;;'i ndugia sulle varietil. delle figure cliniche delle mA.ln.ttie mentali, non si perde n elle piccinerie di una psicopatologia. spicciola, b ,:ua mente abbraccia a strus i problemi. s i orienta con sorprende nte prontezza sulla via. di una soluzione sicura di essi, vi si avvia con l'ardimento e la sicurezza d,·IJ'apostolo, s i prnvvcde di tutti i mezzi di ricercn più re,:enti, che gli forn i scouo la fisiologia, la patologia, J':rntropologia 1:1 le altre sci,·nze naturnli. nonehè la storia; abbattf' lungo la via gli ostacoli clrn s i frappongono al !luo passaggio, ritorna sui suoi passi q u1rndo la suR vi:iione lo por ta al di là Jel dimostubi J,.,, e verità nuove, e dottrine a rd ite ,•gl i proclama, obbligando il pensiero sr.ientifico dei paesi civili, a convergere su Ji esso in trn conflitto, di cui la stor ia della medicinll. non r icorda il simile. ,, dal qual<' attraverso ci rca 20 anni di lotte, il pe nsi1' ro Lombrosi~no riesce l,ensl purificalo dalle scorie del primo getto. mn nt>ll n $li a e;;senza vi t torios o. suggt·:;ti vo, i rre,sisti bi le •. P. Co~s1G1,10.
NOTIZIE La medlolna legale e Il dlploma per l'eaerolzlo me4loo-profea•lonale nel progetto di riforma untveraltarla « Società 41 medlolna legale 41 Roma ». Il consig lio della società di medic inll legale di Roma adun atosi in questi giorni sotto la presidenza del prof. comm. A. Tam liurini e coll'intervento dei soci pro frssor M. Ama11te. prof. dott. comm. A. Aschieri, prof_ A. Ascarelli, avv. commenda.tor F. Bargoni, av v. comm. ::-ì . Bartoccini, comm. gene,.nle F errero di Ca· vallerleone, dott. cav. G. Gasti, avv. F. Gorgoni, prof. G. Guidi, prof. cav. A. Maurizi, dott. G. .Massari, pro f. :-ialvatore O tcolengh i, dopo lunga discussione « s ulle propo~ti, della. Commissione reale· per il riordinamento degli ;;tudi superiori »,
2Jl co11cerne11ti la facolta tli mi.dicioa e di giurisprudenr.a e in :<pecial modo l'insegn11mento Jella medicina legale, ba votato all'unanimità il seguente ordine del giorno: "Il Consiglio della societll di medicina lega.le di Roma.. prest• in esarue le proposte fatte a ::i. E. il ministro ,le lla pubblica istruzione dalla commissione nomin ata per la riforma universitaria, « l\el mentre r itiene che la proposta di stabil ire una dis tinzione tra il dottorato in m edicina. è l'abilitazione all'esercizio professionale, riuscireblie dnnnosa alla medicina pratica, « Rilevando che nel programma per conseguire il diploma per l'osercizio pro• fe-;sionale fu omesso l'insegnamento d<'lla. medicina h·gale, "Deplora questa esclusione che è in contrns to con gli interessi della Soc.ietà, della giustizia e del !' odierno progresso s cienti fico P non 010110 deplora. che nel progrnmma d,)g li studi dell,t facoltà di giurispndenza l'insegnamento della medi cina legale si11 limitato l\d un solo semestre, cl isposizione che s,1.rebbe in contras to evid,·nte colla necessiti\, ogni giorno rnag~iormente sentita uell' esercii:io d elJ,, professioni foren~i, Ji un;, cnlturn sempre più a pprof'nndit11 in tale disciplina"&,
VARIETÀ Le nuove v edute nel problema dell'eredità e della formazione clei sessi. In quest'ultimo decennio le nostre idt't- si sono molto schiarite a l riguardo; oggidi possi11010 dire clH• per l' uovo si trasmettono ess,·11zialm!'nte i carattel'Ì ered itarii. mentn, allo spermatozoide spettano due còmpiti, prima di tutto llltivare lo sviluppo d ell'uovo, e in secondo luogo soltanto quello d i t.rasmetterf' i carat· 1,·ri paterni, quando le forme pateroa e mate111a sono nssai vicine tra di loro. Questa concezione è provata non solo dalla riproduzione pnrtenogenetica - verg inale), mn anche da una chiara esperienza: fecondando l'uovo d'un riccio d i mare con lo sperma d'uu riccio di specie vicina, si distinguono nettameute ne!IR. larva d ei cara tteri paterni; ma se gli spermatozoi sono d'una spt:cie lontana, per es. una s tella di mare, 111 larva che se ne ottiene oon presentii a lcuna tr::tcc ia di carat teri paterni. Quindi: la soluzione del prohlenrn, d ella costanza della specie nelle g<'neni z ioni succes~ive deve avere per punto di par tenza lo studio della strutt:.ira dell 'uovo. Riguardo alla trasmi;;~ione dei ca rntteri eredita.rii è stabili to og gidi che essa li! ass icurata dnl 11ucleo. o, megl io, da alcuni corpicciuoli che sta0110 in esso, i cromosomi (teorin del Boveri). Questa teoria. spil'ga I.iene In legge essenziale dell'ereditn del Mendel. c ioil !A. disgiunzione dei carnlteri~ allorchè si fanno incrociare due spec ie che tra loro differiscono per un solo carattere, gli ibridi che ne risu l rnno producono du1• SOl'tfl d i uovi, se si tratta di femmine. o di spermatozoidi se si tratta di 1naschi, e ciò i n numero uguale ; una metà d elle cellule riprodut trici ~0110 d el tipo p11t<·rno p uro. e metil del t ipo mflterno puro
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VARIETÀ
Elibene, 9 anni fa Mc Clunz hn dimostrato uua soluzione teorica de l p roblema del determinismo del sesso: partendo dal priHcipio, provato, dell' Henking che in alcuni insetti esistouo 2 specie di spermatozoidi, dei quali alcuni banno un cromosoma in più degli altri ( nccc:;:;orio), ba pensato che - pote ndosi ammettere essere ailidato a lla. sostanza cromat ica nucleare il còmpito f'SSenziale nell'e redita, e poicbè è certo che quel cromosoma accessorio s i trova soltanto in 1111a m etèt degli spermatozoidi, la quale, perciò, differiscA per una particolarita capitale dal l' n.ltra met\ - si può a mmcttere che dalle due di verse specie di s permatozoidi deriv in o i 1uas chi o le fe mmine, mentre le uova sono tutte s imili, e che appun to il cromosoma a ccessorio è in rapporto con qu,·sto fatto . Ora il Wilson ha dimost rato che in molti inset ti esis t on o 2 spec ie di spermatozoid i ed una di uova; n ei ri cci d i runre, in certe fa, fa lle, ecc. si banno invece una specie di s permatozoide e due di uova: qui il sesso è determina to nell'uovo ; nell'uomo invece esso è detPrminat o dallo spern1a tozoide, perchè di questo esis tono due s pecie di numero uguale, con o senza crom osomo. Riguardo al m eccanis mo d1•lla determinaz ione dt>l sesso s i può adunque pensare c he, per r ~empio nell'uomo, - e poic hè ogni animale pt·oducc, in numero uguale, due s vecie di spe rn.atozoidi, - una metà delle uova è fecondato da s.permatozoitli con cromo,om1~ accessorio, l'altra inet à da spermatozoidi sprovvisti d i questo: e poicl.•; già l'uovo possiede un cromosoma ucces sorio, meta di yova fecondate ne co11 rengouo du e, e metà uno solo: elibene, queste ultime dànno nascita ai ma'-C',hi, quelle alle femmine. Questa no n ò un,. ipotesi aprioristica, ma deriva da osservazion i ed esperimeuti b iologici, soprntutto del \Vilson: si compreni:J,., cosi. perchè sia ÌIJlpossi bile i11tluenz11re il sesso d'un embrione in procint o dì sviluppo mnci: m ezzi esfrrni: la nAscita cli un maschio o di una femmina dipende purnmente dal ca::;o, cioè dall'emrata di ques to o ùi qut l s permato1.oonell'ovulo; (determinazione pro,gamica) e poichè il numero degli spermatozoi delle due specie è uguale, per il calcolo delh, probabilit,i. - i11 una popolazione numerosa il n umero dei ma~chi sarà presso a poco quello delle femmiae (1). In una certa categorin. d i g,·me lli, che provengono dalle bipartizioni dello ,;tesso uovo, il sesso sarà necessar iamen te uguale, pl'r chè nelle loro ce ll ule c'è lo st esso numero di cromos,)mi. Nel le fA.mig liC' anima li in cui lo sviluppo può 11.ver;;i aucb e da u O\'a n ou fecondn.t e (ap i, formic he, tremiti, ccc.), avviene questo fatto intl·r,.s-;antissimo: gli spr rmato~<>id i con cromosoma fecondano l'uovo che ba il s uo cro mosoma e danno nascita. a fPmru ine (ope raie'); quelli privi di c romosoma m uo iono presto, e p er c iò non fecontl11no, ed allora l'uovo parteaogen~tico d/\ nas cita soltanto a m:.S<'h i. Rig uardo poi alle l r gg i d,·ll'eredit it, bisogna t ener presf'nte che, nulle femmi ne, t utt e l,· cellule. compresi gli ovuli primo1·diali. h a uno 2 cromo;;omi, di cui l'uno. nell'ovogenes i, vi.,ne cs pu l~o come corpuscolo polare prima della focondazione : nt>I maschio invece tutte IP cellule n o posseggono uno, sirchi:, quando la spermatociti si di vide in d ne ;a; pe nnatozoicl i, quello pa;;sa io uno soltrrnto d i e,:~i: q u indi, una met à soltant.o ,l ei le cel lule sessuali - per talr di.~giunzione di cro mosomi - rice,·e l>1 scs tauza er<'d itaria che a ssicurri. i caratt eri parentali; negli ( l J Kon si esclude però c h(l tali fattori es terni possano intervenire: R uaso ha da p oco sos tenuto che gli ovuli doi <'OniJ2;li darebbero femmine o maschi secondo la loro ricchezza p iù o meno grande in lecitina, e che si potrebbe inOuire su tale ricchezza agendo snlln portat rice di ovuli.
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m o<llilto1orc del dhlurbl dello nulrizlone, noncht ,11cciflco n~Uo illarr,•a ln(anUle. Nel lollonll ollmcn1otl ort.flclelmenlc
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,1 oltengcno
Malattie
evacuazioni solide e rapido aumen le di peso.
degli Organi ,.respira.tori.
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Il sopo,, dello Sciroppo· . SVLl'OSOTO "Roch~" I assai 1rad•t:olt1 In con• /ronlo al at1osolo • ,;.,•• - cli> I btlne ac~no,
tflèt1o dcurol 1•rf'par•.l1onc facHtd M•nt-Qt1o punto I 8\lon 1opore f Non bl'lvvl C'OaQulo di catelnl I Pr-ic-1ao modico t Prezzo I Carto.nl ort11noll d., 10'<:10 41, L 1.71, f , HOFFMANN · LA ROCHE Il Co. • 6A$11,BA Roppr, AUQ. STEFfEN, MILANO.
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narcotico. ipnoticc. anestetico, tedotivo~ anfidbrro:co. D r ANTOl'ON ·Rodi<" cnmb""'lo ~li• :SCOl'OI.AMINA tsdO>dt In bu""• parlt o del ltUo lo = remi ocr ln4lulonl. uu><mdo co,I d, ,o aiailto oUo on<ll<wa cen<rak per Ù\Ln':.:J ,>,n.lM,
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VARIET,\
ibridi, soltanto in metà vengono trao;me,s i i caratteri delle forme originarie pure. Per esempio, c i sono molt.i casi in cui il daltoni>'mo vii>ne trasnw;:so s oltanto ai maschi del)e varie g,,nern;,;ioni, perchè essi clerivano eia spermatozoi senr.a cromosoma, ove risiede quella so;;tanza c he per mette In visio11e dei colori, e quinrli, a coroincinre dall{1 2·' gf'nerazionc, la mt>ti~ dei rampoll i maschi nasre da ltonica. Le osservazioni dd Cltl'attel'i esclusivRmcnt,• limitat e RÙ un ~esso, in :,Jcune ;;pPri,di mosche, lo provano ch iaramen te: frn J,, mosche con occlii rossi i:J nata, pe r ì 11titazfone ( una specie di ,1eoyc1ie.~i) 110:i raz,,a con occhi binn<·hi nei soli ma><rhi; incrociando questo masch'io con una femmi11a, mentre tutti i nati dt·lla l• genera;,;ione hanuo occhi ros~i, dopo tutte le femmin,• ed una meti~ preci~a di ma~chi nascono con gli occhi rossi, l'altn1 mi,til con occhi bianchi, come già a priori potevasi supporre, seguf•ndo la danza clei cromosomi nella gnrnrazione. Quindi i cromosomi che determinano il sesso, t rasmettono anche i caratteri che non appariscono o che appariscono principalmente in un solo ~e~so (tnlorn però anche nelle femmine, come tf'oriil ed osservnzione dimosti-ano. si a per gli occhi bianchi che per il daltonismo). In tal modo i dm· grossi problemi, enir1111a , lici, della disyim1zione dei caral.leri di Meudel. e di>lla determinazione dP.I sesso (che del primo è soltanto un caso particolare) si trove rebbero risolt i ; resb1 da determinare la natura delle sostanze localizzate nei cromosom i ,, dalle quali dipende la trasmissione dei caratteri ere,litarii, <· n dimostrare come queste sostanze provochino i can1tteri corrispondenti. Da questo lnto si fanno ricerche promettenti: per esempio, si i:J riconosciuto che l'apparizione dtl pigmento nero è c!on1t a alla collaborazione di 2 sostanze: la tirosina, e la tiro.,inasi che è un fnm<'nto ossidante; la traiimissione ereditaria del pigmento cutaneo nero dai disceud.-nti maschi deve farsi per mezzo del trasporto nel cromosomn delle sostanze che determina-no la formazione d ell'L10a o dell'altra di esse, o di 11.mbednei In fondo, la soluzione piena del problema dell'eredità, ora cosi rischiarnto nei suoi pretesi enigmi de\·e ricerrnrsi u nicamente nella via citologica. cio~ fisico eh i m icn. (Da una conferenz1, del Lo1-:L1 sulla Vi/a, nell' f!'tituto Roehfelle r di New York. - Ren,ie Scie11fi/iqtle , 1\)12). P. COXSI GLIO, :\fF.:-1>EL. -
La legg e fondamentale dell'eredità.
Com'è noto. 1n splezione natwrale posta dRl Darwin come base determ i11a11 t e dell'evoluzione organica, anche se integrata dai ueo-1.. mnrkisti con la koria dtlilo adattamento all'ambiPnte ciel Lamark. non è sutliciP11te n spicgare tutti i fatti dell~ disr.endenza orga11icR, e d"I molt.iplicRrsi della specie. li )Ta ntegnzza R1·e1·a creduto provvedervi con la 1<ua brillante ipotes i tiella 11/'0!f''nesi, per cu i, cioè. foss,, po;:;sibile l'app!Uire di forme nuo1•e per brusr:a evoluzione, tem•uclo CO)lto del predominio accidentale, nella formola ercditnria. degli elementi atavici. Il )Jorsell i fu il suo più strenuo oppositore, ma, dopo, lealmente ne ha ammesso l 'importanza, ciò che accresce il valore della ipotesi. Da qualche anno quPste idee ci son tornate dall'estero, con la ipotesi della mutazione del De Vries: cioil del le impercettibil i modificazioui mo rfologich e :;i a ccumulo.no allo stato late nte nei discendenti, fi1wh è ad u11 certo momento - dopo nn periodo di mutazione - bruscaruf\Dte si rivt'la110, pote11do cosi dar luogo 111la subita fotmazione di esseri che si :i.llontan11110 dallo stipit,• in dire1.ioni di1·e r~e. Però tale ipotesi non è soltnnto teorica, ma è il r isult,1to di lnnghe o,:,servazioni,
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VA IIIE'l'À
ei.l esperien ze, sull' ibridis1110. s pecie delle piante, che 1neglio s i pre'Sta110 alla cul • tura s perimen t '.lle. Tali rice1·che oggidi sono fatte con metodi scientifici rigorosi, do po che, dal WOO. si sono fatte couoscere. e diffuse, le idee del Mendel, monaco a1?;0Stini,t11o, che sono di~vvero fondamentali per i fenomeni dell'ibridismo, e della. eredità in gen c>r e, e di uno dei suoi casi particolari: la dc>termiuazione del sesso; ,. perciò esse hanno uua portnta inesti mabile, ed u11 Yalore di fermentazione scie11Litica straordinaria , e tutta una nuo va scie11za complessa ne è sòrtn, cou i suoi congr,·ssi iu ternazionali, cioo la Genetica. Si fnccj11uo incroc iare una varietà di papave ri i cui fiori banno il ceutro n ero con una varieti~ di fi<1ri dal centro bia11co; i primi hanno come r aratt.are attit-o il possesso di un p igmento che, negli altri, è allo sta to latente, t ant' è vero che ..sso riappat·e nei discendenti: g li i11dividui c he hanno il carattere attivo sono dunque dei ' dominanti, g li altri dei ricessil'i. Da questo incrocio nasce uua prim n genen,zione di fiori che hanno 111/li il centro uero : si prenda uno di essi, lo si facci11 au tofrcon dare, St· 11e raccolgano i grani e li s i se1ui11ino: 01· bene, nella seconda g 1,nera1.io11e si troveranno '/, di individui con i fiori dal centro biani:o (l'ioè di ricessiri), e "/, con Hori dal centro nero (cioè di d ominanti). Si proceda all'nutofecondazioue d i qu e~te ,·arieti\, e si tro ve rà, dai grani semin e.ti, esseno 11ati: ,lai fiori bianchi solta11to fiori bianchi ( i rice.s.~iri non dànno origine clw ri ricP8SÌVi; e il carattere di var ietà avrà ripreso, in essi, la sua s tabili tà); dai tìor i a cen t ro nt•ro, iuveC'i.:, 'I:. nascono pure col centro nero {cioè sono tornati alla staLilitil del tipo, a carnttere attfro, e '1/s conservano il canutere ibrido della geue1·11;,;ioue prC"cedente, cioè. ne l la loro discenden;,;a, de.ra nno esattamente le ,;te«,-,• m~scolanie c he avi.:vnno dato i loro progenJtori. Dnuqu~: nella 2" gen erazione di ibridi di due varietà organiche, ch e dilforiscano t ra loro per u11 solo ca.rattt-re. si trovano 1/ , di domina11ti stllbili, (a caratteri at tid, ....1), ¼ di ric,•ss ivi stabi li (a caratteri latent i, L ) e '/, di ibridi inst abili (I) : c ioè a dire 1.J 2 I+ l L. Quesra è la famosa J,e11ge d ell'eredità, di 11[e11del. li Mendel s uppone che i caratteri dei due g euitori non siano intimamente mescolnti nel11t 1" gene razione, ma separati, beacbè agenti simultanea.mente ed ugua lmente sui processi ,1ell'evoluzione; ma, quando avviene la formazione delle cellu le sess ual i, a ccade iu essi una disyiimzione, per cui penetrano isolati in cellule s essuali d iffe renti, in m odo che una p,nt e degli elem,mti sessuali , maschi o femm ine, po~~j,,,lerii. allo stato Jateute le propriet,\ di un genitore, e l'altra parte quelle de l se1:011do ge11ito re. Allorn: sia P il polliue, O l'ovulo, I' il caratter e a/ lii'() de1 polline, p' il latente, e cosi O ed Cl per l'ovulo, nella com binazione degli elementi g euerntivi si avrà: p O {iui::ie 111e di 2 carntteri attivi, quindi prodotto stabile, di do1ninanli); p 1 O, (i11,iemc di 2 c,1rntteri lat,·nti, quindi prodot to s ta Li le di rice.ssi·1·i) ; p + 11, ( prodouo i/)l'idu con cara tteri l'terogenei ,; l' , O (p1·odotto ibl'ido con ca ratte ri etl'rogern·i); qui ndi metà dei prodotti s at·anuo puri, metà ibridi, cioè 1 A + 2 J l L. e co;,i via di s t1guito. Se le varietà organiche d itf<'riscono per mol~i caratt eri, la leg ge, pur complicn11dos i, impera sempre u..i d iscendenti, s pi,·gnndoci così matematicamente l'er e tlità e l 'atavismo. t ranne i rari casi in cu i i caratteri se p11rnti dei geni tori sono trasnwssi simultaneamente n.1 d1sce11deute. 11el quale non sono fusi, maju:r·tapo., l i
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(e1·e llità a mosa i co)
P . CO)(SIG J,IU
NECROLOGIO An11unziamo col p1u vivo dolore la morte del colo11utlllo 1m·dico a riposo SAPPA comm. DOMENICO, avvenuta in 'forino il :23 febbraio u. s.
Entrato g iovn11issimo n e ll'e;,.Ncito comt' medico aggiunto ne l 1862, percorse con molto 011ore tutta la sua carriera. rnggiungendo n,,J 18:J..J. il Rritdo di colonnello con destinazione alla direzione di sanità dt'l V corpo d'armata. E'u direttore degli osp<·dnli militari di Parmn, Chieti, Alessandria e 'l 'orino. dove lasciò tracce inc:tnce llabili di operosa iniziati va, di grande ferm ezza di c11ratt~re, d'inesauribile lJontà d'animo. Prese parte alla campngna del 1870 per la. lib,·razioue di Roma, durante la quale diede splendide prove delle s ue belle quali tà ,li medico e di soldato pre stando servizio, come medico di battaglione, nelrambt1lanz1t della 13" divis ione attiva. Era decorato della croce d'oro con <·orona per a111;in11i t à di servizio, d,•lla medagl ia commemorativa delle camp11gne per l'indipenJenza, della croce di commendatore della Corona d'Italia e di quella di cavaliere dei SS. M,n1rizio e Lazzaro. Alle 6glic. al 6glio Ange lo, mag;iore medico nella .R. marina, ai quali il compianto colonnello dedicò tutto il te,;oro del suo affett o di padre, vadano le nostre profonde e sincere condogliauie.
~el m ese di febbraio è m orto a Messi na il culonnello medico MICHELANGELO RIZZO in etil di anni 61. Laureatosi nella natia Messina nel 187!!, entrò nello stesso • nno nel corpo i-aui tario col grado di sottotenente, e prese partea.ttivissi,na alla campagna anticolerica del 18!:!7, guadaµ:oandos i la medaglia d'argent.1 pei benem1:riti dE'lla s,llute ùuublica. Nel b iennio ld!lo-:Jti frequentò quale assistente onorario la clin ica chirurgica. della R. università di P alermo, e h sua speciale 11tt itud im, operatoria 1>bbe modo io segniw di es plicare negli o~peùali mil itari di Ancona, Palerm o, Messina NPl HJltl come d irettore di quest'ultimo ospedale lasciò il servizio a t tivo, ma anche nella posizione di servizio ausil iario, continuò a svolgere la propria Rttivitil, avendo avuto dalla Associaziom• del!H. Croce Rossa l'onorifico incarico ,I i di r igere l'osped11le « RPgiu,, Elena » di Messina, il cni pe r~o1111le ne piange oggi la. pe1·dita immatura e crudele.
CONFRRENLE SCIENTl~f CHE DEUI O~PEDALI MIUTARI SOMMARIO ogGLI ARGOMENTI TRATTATI (D,\I Pll<)(;E,.Sl 1· 1mllAl,I r1,:1tn::-.UT[ Al,1.1 [,<J•J,: TTIJ ltAT<) DI ,<A:!ilTÀ )! l l.l'l'AltE l)Af, 1° AL 31 )IARZO) .
BOLOGK.-\ (febbraio). - l\fnggiore medico GAETA:-.() Cm:-1. - Riferi~ce sopra uu c:tso di siuusite a cuta del mascellare superiore sin istro, da dente cariato,complicato a tlernmo11e settico ddla guauc ia e 11 Jle mmoue orbitario a sinistra: ossPrvato uel r eparto chirurgico e se>gui.to da gunrigione. Dopo a,·ere r iforito la storiii cliuice. particolar..ggiata del caso, L·spone al· cuue osservazioni a ri guardo delln diagt1osi, del decorso, della cura, e soprattutto in merito all'eziologia, pato~en,·,;i ed alla hatteriologin. Si iutrattiene quindi sulle due complicazioui rare e piuttosto gravi, ('he si sono osservatt>, e cioè s ul llt>mlllOJl') :-ettico della guauc'ia e sul flcrn111one rlell'orbita, risoltosi spontaneamente. Accenunto ai rapporti fra le malattie o rbito-oculari e quelle del naso e dd seni anne~si, oµ;gi Leu conosciuti grazie agli studi nuovi d1•ll'oftalmologia e della rinologia, cui i collcglii milil!Ll'i hauno portato un brgo cont.ributo, 1'0, condude 11mmt>itondo cho le t.app<' seguite dfll processo morboso nel caso in pnrola sono state le "egut'uti: infezione di un ah eolo dentario da carie den tnria e sun propagazione l\lla mu..:osa d el seno masre llare e da questo alla gtrnucia ed >oll'orl.,ita. BRESCIA (feblirnio). - Capirnno medico ALBEtt'l'O FuRE><TJ. « Un anno a D erna dal punto Ji l'is ta igieni co-sanitario». L'O. passa in rns., ,·gna le ,·arie unità sanirari e che funziona ~•ano a Derua allo srnJen· del 1012 1·rl illustra h• nrnlattie illfettive che in !Jl181l'epoca vi i11fa,ri1·a110. formnudo l'atten:done SJH·cialmente sul tifo e sulla dissenteria, ;,ugli speciali caratteri cliui,·i che pres1·ntanrno e sul l,Jro decorso d i panicolare gravez.z;1.
Tratta quind i della feli bre welitens,·. del!n malaria, dt•II' itter o catarrale, delle alt,re malattie comuni, uon esc!use le oculnri, prime tra es;;e il funesto traroma, e s'indugia ad e11umernre le rnuse d i cosi e levata morbositi1: cause organiche, l egate all'individuo; c1u1se locali, proprie dcll'ambieute; cause .;;ociali, lcg:\te alle speciali condi.doni di vita ed nllo stato di guerra. P a rla dell'open, indefessa del co,·po sanitario militare in ccsi duri frangenti, e ne trne orcasione per elevare un inno ai coll, ·g hi gloriosamente caduti. [n unn. seconda parte d•·lla conferenza l' O. riferi:<ce e discute tutti i provvedimenti igienici e profìJ,,ttici a dot t;olÌ in Derna pt·r p()rre un argine nl ,lil"g11re de' mor bi infettivi : pron·erli menti intc.~i ad accrescere la resi~teuza organirn, i pote ri di dife~a \lei soldnto, ed a 1·imuovere, o quanto meno ad at· t em1a1·e le cnuse morbig-ene che nr mina,·ano l' incolumitò. creandogli d'attorno
CONFERENZE SCll!::-iTI FIOHE DEGLI OSPIWALI MILITARI
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un a mbiente quant' ò possibile igienico <' favor,•vole. Si soffermi\ specialmente sulla pratica della vaccinazione aotitifica, da cui t a11t o vant11ggio derivò alle nostre truppe, e sulla costruzione di un ,,cquedotto in ghis11, che incanala verso la città. e disbribuisce in ogni dove le purissime acque delle sorgenti ùel Der na. Fu merce queste ed a ltre provvidenze igieniche c he le condizioni sani tarie del presidio migliorarono in modo veramonte lusinghiero, e che nell:i. stiigione estivo-autunnale del. 1913 rJon si verificarono quelle intonse epidemie, che avevano funestato l'ugual periodo dell'anno precedent e. Malgrado ques to, parecchio 1·imane ancora a fare, e l' O. si augura che l'[talia. ch e già si è messa sulla buon,~ via. della profilassi e della bonifica t erritoriale e sociale, saprà degnamente assolvere il suo com pito di civilt/\ in qm-lle lontane contrnde. CASERTA ~febbraio). - :Maggiore medico MICHELE DE RosA In relazione al caso di ascesso cerebrale di origine otitica presentato dal rnn,::1,1:iore medico }'usco nella precedente seduta, i·iassume tutto, le complicanze derivanti da ll'oti te media. purulenta. L'O., dopo di avere esposto brevemente l'anatomia della cassa t impan ica e dell'antro mas toideo, passa nd enumerare le numerose complicanze, a volta mortali, che seguono ad un'ot ite media purnlenta, acuta o cronica. li più dt'lle volte, esito migliore, il p us dell'orecchio medio si fa strnda all'esterno attraverso la. m embrana timpanica; ma per infiammazione c ronica la mucosa delln. cassa s i tumefà., dando origine a vi:g etnzioni o poi ipi, c he t endono ad e;a;tri nsecarsi all'esterno, chiudendo cosi la fuoriuscita del pus che ri.,,tagna nella cassa, per I g iacitura s upina dell'in formo, attraversando l'aditus ad a11tru111 e pene•.ra nell'antro stesso. Lo stesso processo in6ammatorio del la mucos a del 1'1mtr o tends a chiudere l'aditus, ecl il pus soffermandosi ne lla cavità mastoidea, provoca carie e distruzione di segmenti delle cellule della ma<;to ide. e si fa strad, all'esterno, dando origi ne a fistola mastoidea, distrugg,:ndo le cellule limitrofe, e penetrando nel condotto ud itivo egterno, simula un'otile secret int. est erna. In casi più rari s i fa strada attraverso i piccoli forami c he dllnno passaggio ni vasi, linfath:i e nen·i c he perforano il tegmen, determinando un ascesso extra-durale o sotto-durnle o attacca gl'involucri cerebrali producendo pachi e lPptomeni11gite, o infine di\ origine ad encefalite eù ascesso ce1·ebrnle del lobo temporale, come nel caso che presentò ultimamente il maggio e Fusco. A volte si diffonde attraverso la pa rete inferiore, producendo llogosi 1ella zoni, di attacco dei muscoli cligastrico, stiloioideo, sternomastoideo e d1tl'unrleudosi lungo la guaina d ei vasi, p roduce li\ mastoidite di Belzold e per estensione alla paret e vasa le può determinare Hebo-tro1ubosi de lln g iug u lare. P e r la d iffusione ver~o la parete int;, rna dà la cerebellite e In trombosi de l seno s1gmoiùeo, con piemia e settice mia generale. I e complicazioni dovute direttamente alla flogos i de lla cassa sono: verso la parete interna la labirinti t e e pHnotitl' purulenta, con diffusione talvol ta al cervello cd involucri attraverso l e g u1tine del nervo acus tico. Dalla parete su periore si possono originar e le stessi! complicanze già enumerate nelle les ioni della parete superiore dell'an tro masto ideo. P er la parete a nteriore si pr oducono facilmflnte diffusioni alla faringe per la via della tromba. con possibili a scessi retro-faringei e t ,ilvolta anch1J erosioni della carotide con emorragia mortale, di cui uu caso è stnto riportato dal professore Casteschy, e con rliffusione della tiogosi al seno cavernoso e 0011 seguenti alterazioni vasali dell'occhio ed annessi. Accennando all'enorm i dif-
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CO~J;'E FJ, '.\"ZF. $C!8N'J'H'!CRF. DEO LI OS f' F.OALI )JlLJTARI
ficoltà diag nostiche, l'O. illus tra alcu n i sintomi, eh,· possono met ter e sulla s trada della diag nosi. L'asl'esso cerebrale rh•corre i. volte senza a lcun sintomo, ment re nell'n.scesso cerebe llare vi è sempr e disturbo de ll'equ ili b rio. Nelle for mazion i di ascesso cerebrale lii t t>mper a tura è bussa; invece è alta, precedut a d a b rividi e r emic. t enta con sudori, nelle trombosi e nelle s ett icimie, all t• quali s i a ccom pap;na sempre i car a tteri di g rave infezione g enera le. Mol to importanti sono i si11tom i ocular i con d eviazioni de i globi P pe r le infiamma zioni de i seni, neurite e papillite da s tasi con c:onsecn t ivu cecit i,. Quando più rapidamen te a vvengono dette affezioni, tan to più è fac ile ottener e van t aggi con proc1•ssi operath·i. llicorda 1tlc11n i cnsi clinic i da lui os;.;ervati : U n soldato de l iJ0 nlpin:. che aveva prc;:.tat o servizio cont inuativo la stes-;a mat tina in cui si annuo7. iò a m ma lato, fu tras por t ato nll'os pe.-iale quasi incoscien te, e ne ,norl i l giorno ~uccessivo, trov1rndos i a ll'autops ia un a ,;c,·~so del l'inte ro em isfero cere brale. R iferisce di un a lt ro ind iv id uo cl1è aveva febbre ad a cce<:si remitt en t i, cou s udore, mibrn. t n mefattR: s i pensò ad infezione malarica, ma lo stato di ebet ismo dell'ind iv iduo uni t o più t ardi a d isturbi d i deglntizione, respirazione, fectpensare ad un ascesl'o retrofario geo: però l'esame locale ebbe es it o negntivo. A ll'a utops ia si r iscontrò trombosi de lln, giugul11.re, con d iffus ione d i pus fi no a l med in~ti110 anteriore. R ipor ta infine il caso di un a giovane, c he i11 Padova consult ò d iversi ocu listi per un s tr11bis mo di data recente, con d im inuizione del visus, che r,igg iunse l a cecità completa. Da.I professore Arselan fu riscontrata un otite cronica, con mastoidite e ascess0 della fossa cerebrnle sotto-durale. L a gio,inettn guar ì con inter ven to ch iru rgico, r iacquistando completnmente la v ista.
M ovimenti avvenuti nel Cor~o ~anitario e nel Personale Farmaceutico ( llalln d1,p1,i,sa 5• .d ia ~· ,td Uulle1t1"n u.flicwk ,ldle 11omi11e).
U fllol&ll ln servlslo pe rm&nente.
R. dec1·eto 25 gennaio 1914. ,JOLIARO r cav. L u i!li, t Poente colonnello medico infer mer ia. presidiaria P ine rolo.
- Collocato n riposo, con decorrenzn dal 1° febbr aio 191-l, a lta quall' data ha d ir itto a l massimo de lla pens ione ; inscr it to nella riserva e n omin ato ca v al iere nell'Ordine dei SS. 11laur i7.io e L azzaro. ì\IA 1WOT TA Cesare, capi tano med ico ospr•dale Udine. I d. in pos izione ausili:u i;i d o.I 1° febbraio 19H. R . decreto 1 • febbraio 1914. \ ' A UCAR<l N atale, ten .. n te inedico in as pettati va per mot ivi speciali, per u n an uo, a Tor ino. (R. decreto 9 febbra io 19Hl). - D ispPnsa to, per s ua domanda. dal sei·v izio permanente : inscri t to col s no grado e con la s ua anziani t à n el ruolo deg l i ufficiali medici di complemento ed nssegon.to dis tretto Messina. d ul B febbraio l!ll 4.
?J.OUM E:-;T1 AYVEXvTI :-/EL CORPO ';A~T'I'. 1-: :-;Et. l' F.l'l:-. FAIUfACEUTJCO
2:1\t
H. decreto o f ebbraio 1914. R1NAL01 cav.
Scipione. teneute colonnello m,,dico ospedale Piacenza. - Collocato in posizione ausiliaria per eta, da l lH febbraio 1914. Co.11P1ERCB1 o Auyelanto11io, tenente medico id , Ancona. Oisp,·nsato. per sua domanda, dal servizio permanente; iuscritto col s uo g rado e con la s ua ar,zianita uel ruolo degli ufficiali medici di complemento ed assegna to ùistret to Avell ino, dal 1° marzo 1914. Dete,·uiinazione mi11isteria!e H fel,liraio 19H.
('A aA ca Y. F,·a 11cescu, maggiore medico
infermeria presi,linria Sassar i. - Trasferito ospedale succur$ale J\fant-:>va. SrltULA Ubaldo, capitano medico 45 fauteria. Id. iniermeria. pres icliaria Sassari. F1uu cav. Gi11se,,pe. id. ospedale succursale Mantovn . - Id. ospedale Verona. r:i:à.NATA Sarerio, tenente medico ospedale Cagliari. - 1d. 45 fA,nteria. V.-1.~NRLLl Enrico, id. 42 fan teria. - I d. osp.-dale Genova. l:l. decreto l? f ebbraio 191 b. Hol,erto, capitano medico ospedale Milano. - l'ollocato in aspetta tiva per infermità te mporanee non provenienti da cau~e di serYizio, per un anno . .Je 11Al:CO Ra/Jaele, tenente medico ospedale s uccursali.i Mantoni - Dispensato. pe r sua domsndR, dnl s;;,rvizio pt>rma.nente i in5critto col i:uo grado .. con l a s ua n.nzianitù nel ruolo degli ufl:iciali medici di co mplemento ecl assegnato dis tretto Chieti, diii t.n 1nar7.o 191-~. Bor.1' tF.RI
Farmaol•ti militari. R. den·eto 30 norembre 1913. A.lfORoso cav. T'incenzo, chimico farmacista
ispettore, is pettorato sani tà mili tare. - Collocato a ripos.> per età, con deco rrenza çlal 6 dicembre 1913 e nominato uff1zinle nell'Ordine della Corona d'Italin. R. decreto 15 gennrtio 1914.
cav. A 11to11io, chimico farmacis ta diret tore. - Promosso chimico faruiac ista ispettore, dal 16 gennaio 191-1. Bo11PJAKI ca v. :Hessa11dro, farmacista capo di I " classe, farmacia centralo militari-,. - I d. chimico farmacista di rettore, dal 1G id. ABBATt
R . decreto 25 !Jennaio un.i.
farmacista di 2° classe, ospedale Messina. - Accettah• le voloutarie dimissioui dalJ' impiego dal 1° febbraio l!Jl4, ed iscritto nel ruolo d,·i farm1tcisti militari di complemento ne!Ja stessa classe.
BARO~E Sanlu,
R. decreto io febb raio 11:'1..t.
L 'anzianità dei seguenti farmacisti cn.pi di 2• classe, promossi tali con ti• serva d'an:r.ianiti\. è stabilita come segue : Co1rnAOI R emo VACCARO cav. F,·ancesco - PA1.T,AD1:s1 dott . .V'ario NoNrs Raffaele - SEGNI nob. ,lfam-izio - FA LC!ll Emilio - Co11c111A l'riino - COR· NELLl Cornelio C'ORNEl,10 (,tliyi.
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:MOVIMENTI A-.;'\'ENU'll'I NEL CORPO SANI'I'. E NEL PERS. :F.\B~I ACEUTICO
Dec,·eto mi,1isteriale 30 g1;1111aio 1914. MAl{J N I cav. Francesco,
farmacista capo di l " classe far macia centrale militare (foori ruolo perchè comaudato in Libia). - .Rientra in rnolo dal 16 gennaio tn4, essendo rimpatriato.
Ufficlall in poalzlone d.l servizlo ausiliario. li. decreto 11 settembre 1913. Bn1v,o PranCCiil'O. capitano medico ,tistretto Bergamo. - Collocato a ripo~o. per anziani ti, di servizio, con rlocorrenza dal 1° ottobre 1913; inscritto nella ris erva e nominato cavaliere nell'Ordin(· dell:,, Cor ona d' I talia.
Determinazione ministeriale 12 f'ebb1·aio 1914. . Ll/"o11so, maggiore medico Llistretto Modena. Bologna per cambio di 1·esidenza.
BENA'l'I ca,· .
Trasfer ito distretto
D euélo ministeriale 15 febb1·aio 1914. R1:-1A!.l)I cnv,
Sci11io11e tenente colonnello medico distretto Piacenza -
Richia1 mato iu S('n·izio temporaneo dal 16 febbraio 1914, all'ospedale Pi..cenza.
UfflolaU dt riserva.
Determinazione ministeriale 12 (ebbraio 1914. Di;;wcu i::r, 1 Al/Jerto, capitano medico d istrcito Yoghera. Trasferito distretto Lecco per cambio di residenza . AsTIRl'l'I Franc,'sco, tenente medico id. Roma. - Id. id. Ca::.trovillari id. id. COLA;--J.-::H1 Fe1·dinando, id. id. Ron;a. - Id. id. Orvieto id. id.
Determinazione ministeriale 26 f ebbraio 1914. Fron1ou Fra11cesco, capitano medico distretto Sacile. per cambio di residenza. CAS!lDH Italico, id. id . Sacile. Id. id. Como id. id.
Trasferito distretto Romi\
Defunti. Grnos Eina1m•le, capitano med ico riserva, distretto Roma. - :Morto a Roma, il lll maggio 1913. SANTA:-F:RA cav. Giova1111i, maggiore genel'llle medico, non più inscritto nei ruoli. - Id. n Livorno, il 20 g ennaio HJ14. C111t:'l'ON ! Luiyi, nmggiorn medico di riserva, distretto Livorno. - Id. a Vecchia.no (Pisa), il 17 febbraio HlU.
11 R r.dattor..,
EDllO::-oo TRO)IBB'l'TA, colonnello medi co t:tt:a) -
fiorn~. 1914 -
1'1[). ~~- V111?llera.
I.UIGI PAL IIIBR.J , gerenl,.
Suorno e SiroBu. - Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla etoria medico-chirurgica della guerra di eecesaione d'America. - Roma, 18811 4 volumi, preu.o ridotto . I.. BsRNA.llDO e BREZZI. Lo sgombero degli ammalati e feriti in guerra. Memoria ~rerniata al concoreo Riberi. Un volume di pag. 276 con molt.e figure e tavole grafiche. - Roma, 1905 C.t.uR11n_ - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel conoorso Riberi 1904-Hl05. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . lo. - Lo malattie e gli infortuni nella vita militare. Memorta premiata al concoreo Riberi 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e statill~iche,- RQm8, 1908 , , Cu&AlfL - Eepoeizione sommaria dell'orò:namento e funzionamento del Ber· viuo sanitario in campagna pree~o l'aaercito italiano. - Roma. 1906 > Ds C'EsARlL - Studio sulle mediaetiniti (mediastiniti suppura tive, aeceB80 mediastinico). - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 • HYRTL. Onomatologia anatomica. Storia e critica do! moùerno linguagp:io anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PRETTI e C. SroBZA. Roma, 1884. (Edizione rnra) 1 le ferik cau.tat<! dalle armi da guerra. Sintesi della relazione 88uitaria sugli 91!eroiti tedeschi duraote la guerra franco-germanica 1870-71. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. • AlANAYRA. - Studii storico-critici eulla meningite cerobro-spinalo epidemica in ltalia e particolarmente noll'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 ~on 2 t avole grafiche. Prezzo ridotto • Su.lNAJU. - Le lesioni t, ..umatiohe de i centri nervoaL Memoria onorata del premi, Riberi. - Roma, 1900. :On voluru~ di pag. 320. Prezzo ridotto . • Sroau e G101.1ARELL1, - La malBria. in Italia.. Opera onorata. del 1° premio al concorso Riberi. Un vnlnme con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; preuo ridotto. To11BLUNI. DeUe malattie più frequentemente simula.te o provocate dagli inaffritt,i. - Roma. 1875 . , Cus.un. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio 11Srutario io ca.rnpe.gns • !I:. n
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Par !"acquisto dalle opera sopraindicata lsv1ara co-nmisslonl • vaglia all'Ammlnlslrazton• del Giornale di medicina militare via XX Settembre Roma.
Alh·e J>nf,blica;:;io,ii me,Uco-11iilitn,,·.i:
Fu RARI L:ELLI FRAll'OEsoo, capitano medico. - Manuale di bromatologia pei medici militarL - Firenze, 1906. Un voi. in 16° di pag. 484. (Vendibile presso l'Autore in Firenze. ecuola d'applicazione di sanità milital'e). . L. A. S&llTOLl, capitano modico Ubero docent.e 01 parologia spec1aie chirurgica nelìa R. U ni versità di Pisa. ·- Contributo allo studio del rinofima e ricerche istologicho sui trapianti di c ute secondo Wolfe (con 18 ta.vole) - Livol'Do 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militara di Livorno). • J.1.NDOLO CoBTA.NTLNO, colonnello medico. - Oftalmoecopia ed ottica ooulietica.. Manuale teorico-pratico. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, stabilimento tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile preeao l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) " M•NOLUl'Tl EZlo, colonnello medico - Lo sgornbero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1898. 1905). Testo e progett-0 con illustrozioni, premiati con diploma d'onore ali' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile presso l'Autore, dir,izione sanità militare) In. ID. - Esercito o tubercolosi. (Notizie. - Profilassi attuale. - Età della chiama,ta. - Ferma biennale. - Abb88Bame nto dello statura). Relazione al congresso nazio nale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . , SALINAlll SALVATORE, m11ggiore medico. -- L'anatomia e la chirurgia operatoria. della mamlibola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, l!J06. Un voi. in 8; di pag. 130, con 58 figure intercalate nel testo. (Vendibile preaeo l'Auto.ce, Corso Vittorio Emanuele 386. Napoli) • , ID. m. - La chirurgia delle vie biliari. Momoria onorata. di un attestato di lode dolla Società medico-chirurgica di Bolopna.. - Bologna, 1903. Un voi. in 16° di pag . 198, (Vendibile presso l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • 8A!SlTUCOI STEJ'A.NO, maggiore medico, libero docente di oftalmologia e di olin ica oculistica nella Regia Università di Torino. Studio scientifico pratico sui traumatismi oculari. Voi. di 242 pagine con 16 tavole oontenenti 63 microfotografie e con prefazione del professor C. REYMOND, direttore della . Regia clinica oculistica d i Torino. - Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile preaeo la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Rorna1 .
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GIORNALE DI
MEDICINA NI1LITA R E Direzione e Amministraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
<.:ON IHZIONI UI AUBON,UIR~TO. 1° Il U i111·1wle di m edicina militare !!i pubblica l'111t 1rno @'i o r n11 ,ii ciascun mes e in fa,:cicoh d1 5 1ogli di s tam pa. 2° L'alibonamenlo i> annuo e de co rre dal 1° gennaio. a• 11 prPzzo dc ll'abbo11s menlo é: Pe r I' lla lia e la Colonia Erilrea . . l.. 12, Per l'Este ro . . • , , . . , . . ~ H,,. ) io Italia • ·~ t ,25 Un fs::;c1colo s epar ato costa I ali' Es lero ,. , ,fio Il s upple me nto co nleuenle l'Annuario ~ io J1al1t1 " ~.fio del cor po sanitario militare cos ta . 1 all"E"lero . > 2,7a 4° L'abbonam"!nlo non disdello prima del 1' dicembre s'inlende rinnovato per l'anno succes sivo. 5° I signori abbonati militari in effeltività di ser vizio µos"ooo pefrare l'im· porto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comundanLi rli cor po (anche a rate mensili). G0 Per i "Oli ufficiali medici (rt r ll'Esercilo e dello Marina) è am me1,i::o un abbonaniento l\nmnlatlTO al Giornnle di medicina nulitare ed agli Annali di medicina M1oale e co roniate >1 1 pr·ezzo rli L. 18 annu,•. Pt'r OlL<'nt-re ta le abbo· namenlo ~li abbo11ali de l giornale d1 nwdicinH militare devouo far µe r venire direttamente L. 6. all'am1Hi11i!>.lrai ione degli Annali (pres s o il minister o della Marina) . 7° Ai librai si fa lo l:'COnl(l del 10 0 • ma soll1rnto per gli abbonamenti delle perl'One e degli enti non militari , cJ1e oon pos~ono rr u1re de lla facilitazione di cui al n. 5 e 6. 8" Le s pese per gli eslrolti e quelle per le tavole lilograflche, fotografiche, ecc., che accompagnassero le m emorie, sono a carico degli autori. 9" Gli auto ri delle memorie potranno averne gli estralti facendone richie• sta 11ll'allo <lell'invio de lle bozze co r r ette . Gli estrai li ~ono di due ti pi : Tiro ...t. - Con co pertina in bianco, senza frontespizio, e colla impaj?ina· tura e numerazione del fa scicolo. Tiro B. - Con copertina s ta mpala, frontespizio, ìmpa~inalurR e numera• zione speciale. Il prezzo é re golai.o dalla seguente tariffa:
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MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' I s pettorato di Sanità milirnre 0 1ornale di medicfna milita.re 1861-1884 medicei del Regio Eeerclto e della Regia Marina : 1885'·189 ~
Giorna l•
Giornale medico del Regio Eaorclto '. 1806-1007
.-lNNO LXII - 1914
FASCICOLO
IV
30 APRILE
SOMMARIO Avviso
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:tlE:tlOlllE ttRlf.llf,\I. I ,
Salinari. - Jn,e>(n~menti chirurgici rica • ali dalle ultime guerre e speclolmente da Quella llalo-turca • . . . . . . . . . . . . . . . • . . . . . . . . . . . . Chironl e Glor~ano. - Nola sperimenl!le .<ulla legatu n1 ,!ella vena ca1·a in rcriore per via ~nrlotorac1ca. . . . , . . . . . . . . . . . . . . . . . . • . .
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c , s1,'1STICA Cl.l i'\IC\. A111tnta. - Un anno di servizio chiru~lco rll'l t6° o<re11~1e da campo in Misurala Ga1191a - rlote cti patologia libica. . . . . . • . . . . . . . • . . . . Rll'llil 'FA DI C.Hta;l',\J,I
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IT•J,l,\t\'I F.lt t,;9'1'1,JH,J ,
( V. l' l11dice nel!' i>ue1·110 deUa copei·/.ì11a)
DIREZIONE ED AMMINISTR.AZ!ONE
ROMA · Paluzo del Mlnhtero della Guerra, Via XX ~ll)bre • ROMA
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INDICE DELLA. RIVISTA DI GIOR NALI ITALIANI ED ESTERI RI VISTA Ml!:OICA .
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Pag. 301
F_en·ognetto. -:- Toracentesi ~ema a.spirazione
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RIVISTA 01 l\EVROPATOLOGIA.
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éianc.-·- L'isterismo al Marocco P in particol:tre oelle trup1ie franco-marocchme
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RIVI STA DI CHIRt.:RGIA nt GUERRA.
Cataro. - Ricordi di Li bi:1 BIVISTA DI CH IRURGIA GENEBA!.K. Pa!r y. -
f.eco mobile e sue ~onse11uenze
Oolllns. -
L~ur~morterna della ta be.
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RIVISTA 0 1 TERA PF:UTICA. 301
RIVISTA 0 1 MEllJCINA u:G.1 1.E.
Sch•ter. - La simulazione dPlle malallic me11tali
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RI VlST.\ lJ' IGIEl'iE m:NEfl.\LE ~: BATTERIOLOGIA.
Bosc. - I protozoi del cancro e la loro coltura . RIVISTA BIRLIOGRAFICA. Pappenhelm. -
Tecnica dell"r~ame clinico del sangue per g li , tuden ti di me<lklna e per i
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cor;r.ons1. Notiflca1.i~1,e di concorso per la nomina di 35 tenenti medici nella R. Marina V.\RIF.TA .
Sun to rtd ris ultali rtellc analisi {li alcuni rrepa r;il1 n, e;si recen tement• in commNciu
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:-; ECHOLOGIO. Prof. comm. Alessan,-lro Pas(Juale . Doli. comm. Gi11sepp~ Alvaro.
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00:'(FEHENZF. SCIENTIFICHE UEGI.I OSPF.DAI.I ~111.ITAfll
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MOVIMENTI AVVENUTI ~ El. C.OIIPO SA~ITAlll t'I F. :"iEI. PEllSOl'(AJ.K, f'A RM ACIWTIC:0
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Pubblicazioni vendibili presso I'Amministraz. del '1 Giornale di medicina militare 11 brsauoo PIETRO, tenente generale medico. - Sull'azione degli attuali fucili da guen-a e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con q u ello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipografìa). - Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip Vogher.a)L. , Io. ID. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalst;e nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile preeso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . • 8 Anwopomuria m i liwre. - Risultati ottenuti dallo lq)Oglio dei fogli sanitari d elle ol111111i 1869-1863; due volumi in 4° con atlante: Voi. l (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geografia an · tropologica dell'Italia. - Roma 1896. » 18 Voi. Il (Dati demografìoi e biologici). - Roma, 1905 . . 1 6 BARorno e SJORZA. - Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storie medioo-chirurgica della guerra di secessione d'America. Roma, 1888 4 volumi, prezzo ridotto li 60
AVVI S O
:Nonostante la circolare n. 234 inserita nel Giornal<! militare ufficiale del 1912, sulla quale richiamiamo ancora una volta l'attern:ione dei lettori, continuano a giungerci qnnsi giornalmente reclami <lai nostri abbonati nltnalmente in Libia. o da poco ri mpatriati, circa il mancato recapi to <lelle puntate <lel Giornale di medicina m ilita1·e. Per ovviare a tn.le inconveniente, di cui quest'am mi11 istrazione è dolentiEsima, ma al quale - è bene notarlo - essa è del tu tto es tranea, non potendo essere informata. delle frequenti dislocazioni da o per In. Li bia degli uffic iali medici, basterà che questi ultimi si uniformino alla no r mo. seguita dagli abbonati a. qualsiasi altro g iornale; <tue Ila, cioè, di avvertire direttamente median te cartolina postale quest'uffic io di ogni cambiamento di res idenza, aggiungendovi lo esatto indicazioni del nuovo recapito. L "A}D!l:S1 STRA ZIONE.
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Gionrnle l i 1t1edici11a mili/are - Fa!c. IV.
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MEMORIE ORI GI NALI
INSEGNAMENTI CHIRURGICI RICAVATI DALLE ULTIME GUERRE e specialmente da quella italo- turca
P er il dottor Salvatore Salinari, maggiore medico, li bero docente di clinica chirurgica
Il mondo scientifico è rimasto profondamente colpito dalle nuove orientazioni che 1a esperienza delle ultime campa.gne ha imposte alla chirurgia di guerra e dagl' importanti problemi pratici che da essa sono stati sollevati. Le voci dapprima isolate cominciano a divenire un coro proclamante ad unanimità i nuo, i enunciati, i quali seguano il trionfo della chirurgia conservativa, e, meutre non perdono di mira la salvezza del ferito, cer cano di ridurre a l miuimo grado la conseguente sua incapacità al lavoro. A me cui fu data l'opportunità di vedere e curare durante la guerra italo-turca, numerose ferite sia in primo tempo - sul luogo del com battimento - che second1U'jamente - in un grande ospedale territoriale-, e di seguire in tal guisa la evoluzione d i esse, tocca l'obbltgo di concorrere insieme cogli alt.ri al difficile còmpito d i ricavare dal complesso delle conclusioni pratiche quelle che possano a ssurgere alla importanza cli veri precetti. Tanto piì.1 poi le mie osservazioni possono riu,;cire in teressanti in quanto che esse riguardano ferite prodotte da qualsiasi g enere di arma da fuoco, in g uisa da rappresentare un ,ero studio di confro11to e di differenziame11to. Il predominio delle ferite dovute - specialmente nei primi tempi - a fucili di vecchio modello mi ha dato ragione del numero considerevole di ca si con a rresto del proiettile. Questi per altro non fu. rono infrequenti anche nei colpi di fucil e di J:,Ìccolo calibro, sia perchè dovuti a proiettili t irati a grandi distanze, s ia perc hè determinati da col pi di r imhalzo od indiretti, la cui velocità era di già n otevolmente diminuita e la cui direzione era cambiata. Per il predominio e;,;iandio dei proiettili di p iombo non rivestiti mi sono spiegato perchè il magg ior ,numero di palle estrntte dalle ferite hanno presentate deformazioni ptù o meno cospicue, che anda vano dalle ~em plici ammaccature agli schiacciamenti completi ed alla frammeo tazione. Dalla forma poi dell'orifizio di entrata ho potuto
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JNSECINAllENTI CHIBURG I CI RICAVATI DALLE OLTDlE GUERRE, ECO.
per lo più giudicare se la deformazione presentata dal proiettile era. avvenu ta. fuori o n ella. spessezza del corpo umano ; come pure la. esistenza di due o di parecchi fori di entrata mi ha. fatto ammettere senz'altro la. pregressa framm entazione del proiettile contro osta.coli esterni e la successiva penetrazione dei frammenti per rimbalzo. Solo raramente questi arresti di proiettili o di parti di essi hanno suscitato dolore o compromesse funzioni delicate in guisa. da. richiedere di urgenza. l'estrazione. Il più delle voi te sono rimasti indifferenti; e, dat a la loro abituale sterilità, tali si sono mantenuti senza desta.re in loco processi flogistici. Più volte infatti a,endo dovuto, per espresso volere del paziente, procedere in secondo tempo alla estrazione di proiettili innocui e facilmente aggredibili, non ho trovat o
attorno ad essi che del liquido giallo-cedrino, testimone della ospitalità benevola che i tessuti circostanti avevano dato al poco incomodo intruso. Del resto anche quando delle infezioni hanno tenuto dietro all' arresto di un proiettile, mi sono potuto convincere che quelle erano dovute d'ordinario non ad esso, bensì a particelle d'indumenti o ad altri corpi estranei trascinati dal proiettile medesimo, (cosa non raramen te constatata specialmente trattandosi di palle di piombo), ovvero alla mancata o ritardata o deficiente disinfezione primaria della ferita e dintorni. Potrei ci tare una. serie di proiettili arrestatisi in visceri od in al treparti delicatissim e e vitali del nostro organismo e che pure non sono stati altrimenti rivelati che dalla radiogndì a. Palle di ogni d imen sione sono rimaste per fottarnente silenziose nel parenchima pulmo nare come in quello epatico o splenico e nella i;ostanza encefalica; una persino localizzata in corri;;pondenza della. regione cardiaca E'ra perfettamente tollerata dal paziente (soldato Tranchini Pttsquale del1' 84° fa.nt.eria). Ta le constatazione mi ha indott o a. non essere precipitoso nel procedere senza necessità a ricerche il più d elle volte la boriose e lunghe, talorA. irte di pericol i e bene spesso seguite da amare delusioni e da fastid iose conseguenze. Così si sono anche com portati g li altri colleghi dello eserci to e della marina, meintre di siffatta norma pare non si sirt tenuto il debito conto durante la guerra balcanica; ciò che lamentava appnnto lo Championnière, chirurgo d ella Croce Rossa a Costanti nopoli . I nfatti l'eminente uomo, testè rapito alla scienza, co~i scrive,a ad un g iornale di Parigi: « Io ho avuto, secondo la formula del mio maestro Reclns, il rispetto del proiettile, e sono rimasto meravigliato in vedere che questa dottrina non sia stata adot.tata nè dai chirurgh i turchi, nè da quelli degli eserciti alleati. La massima. della estrazione re>golameuture delle palle ha re-
INSEGNAMENTI CHIRURGICI RICAVATI DALLE UL1'IME GUERRE, ECC,
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gnato anche sul campo di battaglia, e la grave infezione di ~erte ferite non ba avuta altre ca.use >. Tranne a.dunque i casi in cui il proiettile fos,ie molto superficiale e quindi di facile rimozione e quelli - per altro rarissimi - in cni le preoccnpazioni del ferito per la. permanenza del corpo estraneo nell'organismo costituissero pel' sè sole una malattia, è stata mia abitudine, quando quello mantenevasi silenzioso, non dare ascolto alle insistenze dello infermo e dei parenti e cerca.re piuttosto di convincerli coi ragionamenti e cogli esem pii ch'era preferibile nou intervenire giusta il detto quieta no11 rnover·e. A l contrario bo ritenuto sempre indispensabile la estrazione ed ho proceduto ad essa il più presto possibile ogni qualvolta la ferita. era. infetta, perchè la esperienza. mi ha fatto edotto che la suppurazione era in questa mantenuta dalla presenza dei corpi estranei. Talvolta., nonostante la eliminazione del proiettile e dei frammenti di stoffa che gli fa.cevano ordinariamente codazzo, ho visto persistere il pus; ma di tale ostinata resistenza mi sono subito dato ragione ripetendo la prova radiografica e constatando che altri corpi estranei era.no sparsi pel focolaio, e che solo allora l'infezione era domata quando sin l'ultimo di essi veniva eliminato. Ed alla pronta eliminazione del proiettile mi sono anche accinto nei casi in cui questo per la sna sede cagionava profonde sofferenze al ferito o comprometteva seriamente la funzionalità della parte. La precocità dell'intervento era in simili casi giustificata. dal proposito di evita.re guasti irreparabili. Non nascondo però che ogni qualvolta mi sono trovato in simili contingenze, ho fatto sempre con molta ponderazione il bilancio preventivo tra i benefizii reali che potevo ricava.re dall'atto operativo ed i pericoli eventuali cui potevo andare incontro coi tentati-çi di ricerca; e nei casi dubbii ho preferito astenermi, avendo visto per prova che in mol ti feriti il dolore suscitato dalla 'presenza di un corpo estraneo si era andato a mano a. mano attutendo spontaneamente e che in molti altri si erano col tempo riordinate o addirittura ristabilite delle funzioni già altern.te o del tutto soppresse. D 'altra parte devo confessare che piì1 di una volta interventi da. me intrapresi colla. certezza. di facilmente trovare ed· estrarre, sulla. guida delle prove radiografiche, proiettili superficiali, sono con mass ima mia sorpresa falliti. Nel soldato T,mti Domenico del 52' fanteria infatti con ferita d'arma da fuoco a. fondo cieco alla spalla sinistra pro vocante dolori nevralgici, dopo avere fatte eseguire rad iografie in varie pose e direzioni ed avere stabilita la presenza del proietti le nella fossa sopra.spinosa, dove per giunta il paziente avvertiva mo-
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I:-SEG:S.AMENTI CHIRUI-WIOI RIOAVATI DALLE ULTJME GOERRF: 1 ECC.
lestia alla pressione~ i ucisi a strat.i le parti molli della regione si no allo scheletro e nou rinvenni il proiettile,. Il piccolo atto operativo dimostrò luminosamen te c:be quello giaceva al davanti della scapola n ella spessezza del muscolo scapolare, dove s'incapsulò senza più provocare col tempo molestia a,lcuna. In un altro soldato, Ludovico Francesco del 26~ fanteria, che aveva ricevuto un colpo di fucile all'angolo scapolare destro con arresto del proiettile, secondo le iudicH-zioni radiografiche, nella spessez7,a dei muscoli paravertebrali e che non poteva p er il fort.e dolore g iacere sulla parte, nonostante la larga, breccia praticata e le lunghe ed iudaginose ricerche fatte, nulla r iu venni e dovetti suturare senz'altro la ferita aspettando che il tempo avesse fatto cessare le sofferenze, come infatti avvenne. Nè tampoco riuscii ad estrarre la palla che~ a scopo suicida, il soldato G. F. rlel 31° fanteria si era tirata al terzo spazio intercostale sinistro, e che, co11tornando le coste, si era arrestata, come dimostravano i rnggi X, nella spessezza dei muscoli della parete toracica un po' più in alt.o ed in fuori del foro di entrata. Ottenni però in questo caso l'intento d i veder cessare come per incanto i dolori vivissimi irradiantisi al braécio; il che attribuii ad un probabile spostamento del -proiettile durante le manovre di ricerca. Que8t,i esempii ci dicono non soltanto cho la radiografia è spesso scorta malsicura ed infedele, ma. eziandio che non bisogna affrettarsi, al compari re del più lieve sintomo subbiettivo o fonzional e, a ricorrere alla estrazione, poichè nou di rado il corpo estraneo acquista il diritto di domicilio, i tessuti che lo albergano subiscono la legge dello adattamento, ed a lungo andare ogni sintomo morboso si dilegua, anche quando la malafede dello infortunato cerchi provare il contrario. Ilo notati parecchi casi di proie_ttili infissi. nella ispessezza di o:s~n. lunghe o corte, i quali o riuscirono del tutto i nnocui essendo nnicamente rivelati dai raggi X, ovvero provocarono soltanto l ievi sofferenze che presto si dileguarono colla estrazione. Esempii del 1 ° caso : i soldati Smeraldino 'l'ommaso del G3° fanteria, Collese F rancesco e Caroteunto Andrea dell'8' bersaglieri, di cui ]'uno presentava il proiettile n°e llo spessore del condilo interno del femore, l'altro in quello del condilo e,,terno ed il 3' nella massa intercondiloidea senza sintomi d'interessamento dell'articolazione e senza fenditura alcuna dell'osso; nonchè il soldato Castel ii Giovanni del 40° fanteria, in cui il proiettile entrato dalla regione iliaca destra era rimasto infisso n ~l gran trocantere, il soldato J\Iinciotti Carlo del 32° fanteria, in cui quello arasi conficcato nella tuberosità. del!' ischio, ed il caporale Andreolli Vittorio del 4° artiglieria, n el quale la palla stavasi mmc-
INSEG:SAMENTI CHTRORGICI IHCA\"ATI DALLE 01./T'DI E GUF:R!Ui:1 E CC,
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chiata nel corpo di una. vertebra dorsale. Esempi i del secondo caso: i militari Vessella Luigi e Retobelli Carlo dell' 8° bersagl ieri e l'ascaro Bisci1m A.ma n del 6° battaglione indigeni, nei quali il proiett.ile si era cacciato in va.rii puuti della estremiti. superiore della tibia, e q uindi trovava.si compreso nel campo dolla cnpsnla articolare; donde la necessità della estrazinne sia per i d isturbi subhiet,tivi e funzionali che cagionava, sia perchè era causa del prolungarsi nella giuntura del proce:5::;o suppurativo. U n altro fatto ha col pito sovente Ja mia a t tenzi0ne, val dirt3 la stranezza del tnigitto di alcun i proiettili specialmente incamiciat.i, ad il rilevare com' es;i, pur avendo attra~ersa.te region i im portantissime, non avessero determinaia la menoma lesione cli tessuti o di organi vitali. Sono questi casi appu nto che più di ogni altro invitano a proclamare la. umauitarif'tà delle palle di piccolo calibro. Il soldato Marchini Vittorio, ad esempio, dell' &~? fanteriR, presenta,a alla. base del collo lungo il prolnngamento dell'apofisi mastoidea destra uua ferita a foudo cieco in YÌa di cicarrizzazione; e tutto faceva credere che il proiett ile m tando contro la colonna vertebrale fosse di rimbalzo venuto fu ori, quando mi accori!i che sulla fossa sopraspinosa dell'altro la.to esisteni un punto dolente in corrispondenza del quale mi parve avvertire la preseuz11. del proietti le che e;it.rassi . Senza dubbio questo aveva dovuto seguire un l:ammino sottocutaneo; eppure non esisteva alcuna delle solite note (dolorabilità, ecchimosi, senso di vuoto a canale), ed il paziente stesso si menwig liava del ritrovato. Nel soldato Florido Giuseppe del 6° fanteria, ferito a Zanzm· il \) giugno 1U12, il proietti le penetrava al 3° inferiore della gamba sinistra uscendo a l centro del polpaccio; qnindi rientrava alla faccia posteri ore della coscia dello stesso lato ed usci va. alla radice di questa per attra versa1·e lo scroto e la cosci!\. destra ed arrestarsi sot.to la cute rlella regione esterna della medesima., donde fu estratta . Così pure nel capitano C. dell' 11° bersaglieri, ferito il 26 ottobre HHl ad Heuni, u na palla dopo avere attraversato il pene alla sua origine interessando il corpo cavernoso rli destra, penetrava nella coscia sinistra, subito all'interno dei vasi, e ne usci,a dietro il gran trocantere senza provocare lesioni importanti. Infine nel sottotenente del1' 8° bersaglieri :M. M., ferito il 12 maggio 1!)12 a Zebda, un proiettile di fuci le penetrato al terzo superiore della regione esterna della coscia sinistra, si dirigeva in alt.o ed in dentro senza più uscire. Nonostante la insor ta ritenzione di urina. ed i dolori fortissim i che l'infer mo avvertiva coi movimenti dell'anca, nessuno avrebbe potuto mai immaginare, se non l'avesse rivelato la radiografia, che la palla ridotta
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I NSEGNA~IE~T! CHIRURGICI RlOA\' ATI DAT,LE ULTIME GUERRE:, EOO.
:in frammen t i fosse andata a finire nella regione retrotrocanterica del lato destro dopo avere fratturata la branca ascendente dell'ischio dello stesso lato. Essa fu di là estratta ed il paziente gnarì senza reliquati .morbosi apprezzabili. Provvidenziali possono anche dirsi i tragitti <·he i proiettili iucamiciati bene spesso Ri sono scavati attraverso le grandi cavi tà. articolari sen7,a interessamento alcuno dei capi ossei e senza insorgen za di fenomeni reatti,i da parte delle articolazioni, come pure quelli che hanno percorso regioni sedi di vasi sanguigni e di nervi importantissi mi senza lesione dei medesimi; fatti q nesti che ci dànno benissimo ragione dei casi non meno meravigliosi d i palle attraversanti i n tutti i sensi l'addome senza suscitare sintomi sicuri d'interessamento dei visceri entrostauti.
*** Nelle ferite del cra11io ho rilevato il numero relatirnmente scarso di ferite gravi e sopratutto di quelle con caratteri di scoppio, nonchè la rarità. di emorragie cospicue; il che va, senza dubbio, attribuito al fatto che gl'individui con ferite di tal genere sono rimasti per lo più !iul campo di battaglia . Sor~o st11,to anche sorpreso dalla rarità della. com parsa dei classici fenomeni di commozione; ciò che ha confermato quanto in un altro mio scritto (1) avevo fatto notare, cioè che tali fenomeni i nsorgono di preferenza allorchè l'azione trauma.tica si spiega su d i una vast.a super ficie della calotta cranica. R ilevante è stato il numero d elle ferite da striscio o a doccia, con o senza. lesione della teca, e ciò per il decorso abitualmente tangenziale del proiettile, il qualo o si è scavato il tramite attraverso le -sole parti molli, o::l ha fessurato e scheggiato l'osso senza causare depressione notevole dei frammenti, od infine ha prodotto infossamento dei medesimi, specialmente di quE11li del tavolato i nterno con interessamento della sostanza cerebrale. Rare ma importantissime per il loro particolare decorso sono state le ferite passanti del cranio con lesione evidente d ello encefalo, nonchè quelle con arresto del proiettile o di schegge nella massa nervosa. Dallo studio di esse ho rilevato che un proiettile può attraversare e di">truggere impunemente la sostanza cerebrale o rimanere lungamente in seno della medesima, sempre che non leda. i centri .eh'-' presiedono a funzioni vitali e non susciti infe.zione. Cito alcuni esempi fra tanti. li soldato dell'11° bersaglieri Bra(l) Le lesioni tra.umaliche dei centr~ nen,oai. '.\[emoria. onorota. del promio Riberi !)er l'anno 1808. Eùit. Voghera, 1000, Roma.
INSEON'Ail!ENTI OHIRORGLCJ RICAVA'l'l DALLE ULTIME GUERRE, ECC.
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sca S1gilfrido veniva il 30 agosto 1912 in Zurug colpito da una palla ~he penetrando dall'angolo interno dell'occhio sinistro attraversava il cerve] lo e perfora va il parietale destro arrestandosi sotto il cuoio capelluto, donde fo estratta. Dal foro di uscita artificiale venne fuori sostanza. nen·osa in isfacelo mista a liquido cerebro-spina.le sanguinolento, ed il vazi~nte ebbe nei primi giorni coma; ma ciò nonostante guarì regolarmente. P iù rimarchevole ancora è il caso del soldato del 20° fanteria Regio Giovanni. Colpito il 21 lug lio 1912 alla ridotta Lombardia, presso Derna, dallo scoppio Ji una granata nemica, aveva riportata un'ampia ferita lacera-contusa alla regione temporo-parietale destra con frattura della calotta e spappolamento della sostanza cerebrale, ed ave,a presentato subito dopo il traumatismo fenomeni generali g1•avissiini, per et1i gli !>i dovet.tero estrarre parecchie schegge ossee. •ruttavia il decorso della ferita si mantenne asettico, ogni sintomo minaccioso scompar ve col tempo, e qua.udo sbarcò dalla nave ospedale la residuale solnzione di continuo era granulante. Del resto, allorchè si è intervenuti a tempo ed opportunamente, la guarigione non è mancata anche in pazienti in cui la. ferita aveva interessate le zone psico-motrici. Ciò si verificò infatti nel beduino Haissa ben Habsnlem operato a Bengasi dal capitano Caccia. In esso una scheggia (probabilmente di mitraglia) capitata sulla regione parietale sinistra a livello d ella linea biauricolare, a circa due centimetri dalla sagittale, fratturava limitatamente il tavolato esterno mentre scheggiava ai-tesa.mente e proiettava nella ma8sa cerebrale la lamina vitrea, producendo spappolamento della sostanza cerebrale ed emiplegia completa destra. Ebbene coll'intervento si ebbe rapido e completo ritorno dei movimenti, come rapida fu la cicatrizzazione della ferita. La modestia del collega attribuisce il successo alla grande resistenza della razza beduina, ma. io lo fo esclusivamente dipendere dal precoce e provvido interveuto. Infatti non dava. certamente grandi garauzie di resistenza il sottotenente del 73° fanteria. S. C., giovane piuttosto esile -e malandato, il quale il 30 agosto l!)l2 ri portava egli pnre a Zurug {presso Misurata., una grave ferita. alla tempia sinistra con fuorusci ta -d i sostanza cerehrale ed interessamento dell'occhio corrispondenti", fo . rita seguita da collasso e da delirio. Ebbene un u0ngruo ed energ ico trattamento permise al paziente, pur colla percì.ita dell'occhio, di conservare la vita. Persino in casi d'infezione confermata ho visto che l'opera pronta ed efficace del chirurgo può an-estare il processo; ed ho constatato che la sostanza cerebrale possiede contro l'agente patogeno un notevole potere di resistenza in gniE.a da riuscire, coll'aiuto dell'arte, a loca.
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lNSEGN,UlE:S.-TI CHIRURGICI RICAVATI O.ALLE ULTIME GURRRE, ECC,
lizzare il focola io settico. Così nel soldato del 26° fanteria I nterlaudo Antonio, che durante il combattimento di S idi Garba era stato ferito alla regione fronto-parietale destra da una palla interessante i d ue tavolati e che al giorno dello sbarco in Napoli presentava tuttora lie,i sintomi generali, essendo insorta la febbre, procedetti all'asportazione d i t ut.ti i frammeuti o,-se i e svuotai la piccola raccolta purulenta formatasi alla superficie dello encefalo e quindi mantenutasi localizzata. Lo stesso accatlrle nel soldato del 7° fan teria Briguglio Carmelo, fe. rito n el medesimo scontro cli Sidi Garba ed in cui il proiettile pe11etrando dall a regione frontale destra fratturava i due tavolati con infossamento d i schegge ossee nella sostanza cerebrale, e, dirigendosi in basso lungo il solco naso-genieno, fuorusciva per il labbro superiore. Quimdo l'infermo sbarcò in Napoli era i n preda a snbdelirio e febbri citante ; la regione lesa presentavasi edematosa e notMasi ectasia della congiuntiva. Procedetti all'ablazione delle schegge ossee infossate ed al consecutivo nettamento del focolaio purul ento sottostante, e cosi i. fenomeni morbosi andarono mau ma no dissipandosi e la guarigione non si fece attendere, pur conseguendo progressiva atrofia del bui ho oculare destro. Edotto dalla esperienza, sono stato ben guardingo, in ogni caso di fer ite del cranio, di non fare soverchio affìdamento nell'apparente i nnocuità cli molt.e fra esse. Ho infatti spe9So notato, quando pareva c he tutto procedesse nel modo pi ù favorevole, l'insorgere tumultuar io di gravi fe nomeni rèatti vi, che h,rnno compromessa la ,, ita del paziente od banno dato luogo a reliquati morbosi rilevanti. I n questi casi che a primo aspetto mostra,ano una semplice lesione delle parti molli, doveva e~servi st.ata od una frattura lineare non facilmente diagno:,ticabi le,, o, meglio ancora, una le~ione del tavolato interno; ed è ben nota l'importanza dell'uno e dell'altro fatto nell'originarsi di certi p rocessi piemici extradurali od anche cerebrali. L'inten-enire adunque al più presto possibile nelle ferite del cranio tutt.e le volte che si fosse presentata l'occasione, ba costituito per me un precetto rlei più capitali, e t,ale è stata di massima la condotta cli tutti i chirurghi italiani e stranieri durante le ultime campagne. S i è intervenuti innnn1.i tutto, senza dilazione e senza tergiversazione, ogni qualvol ta esisteva una emorragia, con o sanza la sindrome della compressione cerebrale. S i è intervenuti eziandio in casi d i irritazione meni ngea. e corticale, ed, in tesi generale, in t uUe le ferite causate da colpi tangenziali, fossero esse dovute a proiettili di fucile od e. proiettili di artiglieria, e fossero inoltre caratterizzate da semplice scheg~ giatura o da solcatura più o meno profonda.
JKSEONAMENTI CllIRORGIOI RICAVATI DALLE ULTnIE GUERRE, ECC.
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L'astensione invece è stata comunemt,nte abbracciata tutte le volte che la ferita aveva perforata da parte a parte il cranio, percbè si è visto che in tali c&si il proiettile, qualunque esso si fflsse, per la velocità di cui era dotato, penetrava per un foro piccolo e regolare come fatto da una trefina, attraversava il tessuto nervoso senza pro,ocare gri.ndi gnasti e produceva al punto cli uscita una frattura. scheggiata coi frammenti emergenti sulla faccia esterna del cranio (cono di sollevamento). L'astensione in primo tempo è stata anche la norma nelle perforazioui semplici con inclusione del proiettile, rimandando l'estrazione di esso, se necessaria, in secondo tempo, a meno che il corpo estraneo non fosse ·visibile a livello dell'orifizio cli entrata o palpabile in nn punto della parete diametralmente opposto. Questi precetti che sembrano suggeriti dalla pusillanim ità sono stati invece dettati dall'esperienza; e tutte le volte che dei colleghi troppo arditi hanno voluto contravvenirvi, si sono avuti degl'insuccessi operatori e dei disastri chirurgici. Qualora sono dovuto internnire primitivamente, ho cercato rendere l'atto operativo il più semplice possibile; e sopratutto mi sono studiato nell'eseguire la trapanazione di non estondere troppo in larghezza le perdite di sostanza della calotta già per sè stesse conside· revoli nel senso della lunghezza, ben persuaso che un qualsiasi artifizio di protesi non può equivalere la barriera naturale nella contenzione dell'encefalo, e che in genere il miglior intervento chirurgico è sempre quello che ragg iunge lo scopo prefisso col minor sacrifizio possibile. Malgrado l'opera pronta e previdente spiegata ia prima linea., non sono talora mancati gli accidenti infetti vi precot1i. Così accadde nel soldato dell'll 0 bersaglieri Polcaro Giuseppe, che ferito a Sciara-Scint il 23 ottobre 1911 con 'un colpo ~angenziale alla regione fronto-pa.· rietale destra, il quale gli aveva com minutamente frattnrati i dne tavolati ossei e messe allo scoverto le meningi, nonostante avesse avuta sul campo di battaglia la prima disinfezione e fosse stato quindi tla me operato di craniectomia con asporta11ione delle schegge ossee e sutura parziale della ferita operatoria, imbarcato il 27 sulla nave ospedale Regina d'Italia, presentò quivi un piccolo ascesso cerebrale che per la sintomatologia ed il decorso riusci per altro di singolare mitezza. Questo fatto prova ad evidenza che l'atto operativo non può agìre con efficacia sul tragitto intracerebrale, per cui, se questo è infetto, srippurerà nonostante l'intervento chirurgico. È stato sempre difficile, per non dire impossibile, al primo insor-
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r:-~8GNAMl':NTI Of!IRt:rlGI CI R I CAYA TI D.ALLF. ULTIME GUERRE, E CO.
gere dei sintomi iufettiv i, stnbi lire se si do,esse t rattare di una infezione diffusa (meningo-encefalite), o d i una infezione circoscritta (nsce:;so cerebrale); eppure tale nor.ione sarebbe riuscita u tilissima dal lato pronostico, sapendo per prova che la meningo-encefalitEl è quasi sempre modale, mentre l 'asce.-:,-o è per lo più domabile coi nostri mezzi. Kei c11si dublJì si è ri corso da par ecchi colleghi alla punzione lombare, e.d ecco come. Alla pr ima minaccia di una infezione essi p ratica'l'ano una prima puntura a,;piratrice; e si., il liquido cefalo-rachidiano estratto presentA.vasi tor bido, essi provocavuJJo nei giorui sncce.~si vi nnove aspirazioni, ri cavando cosi spesso grande vantaggio e '\'edendo i l liquido man mano rischiararsi. Qualora poi, nonostante le ripetute p unt ure, q uesto mantenevasi torbido e persistevano i sin· tomi minacciosi, non esita~·ano a riiiprire largamente il cranio per meglio esplorare e detergere il foco laio generatore della infezione e per drenare c0nvenientemente lo spazio sub-aracnoideo. Relazioni degne di fed e assicurano essersi così conseguiti successi insperati; e q uantnnq ne io n on abbia esperienza in proposi to, non esito ad incoragg iare simili ten tativi nella consiJera7.ione cbe la grnvità del caso autorizza i più audàci intel'\·enti, pur 11011 iusistendo nella. sistematica ricerca del proiettile. P er quanto riguarda gli ac0identi tardivi ho osservato che essi si sono pre:Jentati assai raramente, e che hanno consistito od in ascessi cerehra li profondi e latenh od in fenomen i d'intolleranza suscitati dal v roietti.le Circa i primi fo n otare soltanto ch'essi non sempre si sono trovati in rapporto colla sede del proiettile, ciò che prova che a11che se questo fos,-e :-lato estrn,Uo in primo t,empo, l'ascesso si sarebbe parimenti sviluppato. Circa i secondi è stata da t utt i riconosciuta l 'indicazione formale del l'est,ra zione, però a queste con· dizioni: a l che la palla fosse ai.;cessibile; b) che i t entati ,i di ricerca non rischiassero di produrre disordini e;;tcsi n ella. massa encefalica; e) che dallo esame radiografico non risul tasse, per la molteplicità. dei frammenti di di,·isione del proiett,ile, la im possibilità di estrarli attrarnrso un u nico orifizio di 1,rapanazione. Alcun i coìleghi hanno ritennto che ogni proiettile intracerebrale debba essere in secondo tempo a,:portato, esistano, opput· no, feno meni d'intollt!ranza, pnrche non ,·i siano controindicazioni formali nlla sua estrazione; e:-si quindi all'occasione hanno agito in conseguenza. Le ragioni da loro addotte possono così riassumersi. :& vero, essi dicono, che un proiettile può soggiornare indefinitamente uella
DISEGNA.MENTI CHIRURGIOI RICAVATf DALLE ULTIMI!: GUERHJ.: 1 ECC.
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cavità cranica senza determinare accidenti, ma è vero altresì che, ad un dato momento, esso può provocare manifestazioni morbose ina11pettate. Tra queste, alcune sarebbero riferibili ad alterazioni anatomiche - ematomi intracranici, meningo-encefaliti, ascessi cerebrali, paralisi, epilessia generale od .iaksoniana - ; altre, che costituiscono la serie più minacciosa, mancherebbero di un sostrato anatomico ben definito - cefalee violenti e tenaci, disturbi psich~ci, tra cui primeggia.no la perdita della memoria., le modificazioni del carattere, l'indebolimento delle facoltà intellettive, del potere di riflessione o di attenzione, di attitudine al lavoro, ecc.; le manie, gli stati melanconici e le follie propriamente dette. L'eventualità di questi accidenti imprevisti, essi aggiungono, dev'essere presente alla mente del chirurgo, il quale non deve esitare in sottrarre il paziente dall'incubo di questa spada di Damocle. A siffatte savie considerazioni si è obbiettato innanzi tutto che i casi pubblicati di proiettili rimasti perfettamente silenziosi non sono rari, e secondariamente che i rischi dell'atto operativo sono parecchi, senza dire che le osservazioni di pazienti operati si pubblicano per lo più soltanto quando l'intervento è coronato da successo, ed inoltre la loro pubblicazione è d'ordinario troppo precoce p~r renderci sufficientemente edotti degli esiti tardivi. Preferibile è quindi, a parer mio, seguire la condotta divisa dalla maggioranza, d'interv.enire cioè soltanto allorchè il proiettile colJa sua presenza determina accidenti più o meno serì. In un caso di tal genere, nonostante fosse stata in precedenza rigorosamente stabilità, mercè prove radiografi che, la sede del proiettile, tuttavia, essendomi nccinto all'est.razione, non mi fu dato rintracciarlo; per cui dovetti dopo un intervento laboriOfiO richiudere il cranio; e fortuna volle che nulla di male ne vonisse al paziente, bencbè fossero persistiti i disturbi snbbiettivi e funzionali dal modesimo accusati. Lo stesso fatto è avvenuto, com'è noto, ultim amente al Catterina nel caso del tenente Pateruò; che anzi in questo esi-endosi dovuto intervenire due volte, si const.atò con sorpresa dopo il primo intervento che il proiettile aveva mutato sede. Tale even tualità facile ad avverarsi durante l'atto operativo, può rendere questo più indaginoso, e più problematico il successo; nè va dimenticato che varì operatori hanno riferiti dei casi in cui, nonostante i tentatid di estrazione siano stati coronati da successo, i disturbi subbietti,i e funzionali hanno continuato a persistere; ciò che ha fatto ritenere che le alterazioni cau-,ate dal proiettile erano già divenute inamovibili ed immutabili. ·
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IN'SEGNA ME:-11'1 ClIIRURGI CI R ICAVATI DAT,LF:: ULTIME Gt:ERR E, ECO.
*** Chi ha avuta l 'opportunità di osservare nel pr.imo momento molte fe rite della faccia e di seguirne il decorso, ha dovuto certamente rimaner sorpreso della loro, dirò quasi, miracolosa evoluzione. Dinanzi a squarci enormi delle }Jarti molli, a nasi forati o spaccati, a lingne lacerate fortemente sanguinanti e sporgenti tra le arcate dentarie, a palati orribilmente fend u t.i, a mascelle comminutamente fratturate in uno o più pm1ti, nell'animo <lt>1 chirurghi in genere sorgevano le piì1 alte preoccupazioni per le gravi infezion i che da un istame all'altro avrebbero potuto divampare, nonchè per i mostruosi deturpamenti e per le insanabili alt.erazioni funzionali che ne sarebhero cerhtmente eonsegnite. E giil le menti dei più g iovani si affatica.Yano aci escogitare g l'inLnventi più arditi, ad ideare le plastiche più com· p licate, quando con grande loro sorpresa si accorgevano nel corso di poehi giorni ch"era bastata una precoce accona o completa detersione delle parti, una prudente rimoz ione di scbep-ge li bere, una parsimonio,:a ablazione di tessuti laceri, nonchè la riposizione dei framm enti ossei con a pposite fiunde, e - più di tutto - la disinfe7.ione continua pazicn te rigorosa. del ca ,·o boccale per vedere scon giurate le più t risti conseguenze. In nc,;snn altro genere di ferite 1 come in qt1este, la esperienza ha dimostrata la inut ili tà, o per meglio dire il danno dei prt'cipitosi ed inconsulti interventi operativi ,;ia a scopo di demolire che di riparare. Ho vi~to lembi d i carui ciondolanti ridivenire ben presto aderenti e Yitali; grossi frammenti d i mandibola che tenevano soltanto per le parti moll i riattaccarsi al peuo principale e costi· tnire in seguito jl più valido sostegno della protesi riparatrice; ,olti dalle n.pparenze rnostrnose riacquistare in pochi giorni, collo scom, parir~ dello edema ed :i l riacconciarsi delle parti, forme umane; funzioni deviate od aboli te ritornare a poco a poco piressochè alla n or ma. La. ben igni Ui. maggiore l' lrnnno prcsentatti. le ferite con fra tture del ma.:-;cellare super iore per l 'abituale mancamrn. in esse di gra,i fe. nomeui primitivi e cl i conseguenti <listnrbi funzionali. Anche nei Ctt si di èslese d istruzioni delle parti molli e dell'osso con scontinuitù dol pah1t.o duro, pur es5endo stata inevitabile la suppurazione per i rap · porti della ferita col cavo boccale, l 'esito in guarigione 110n è mancato. ~è questo s i è fatto attendere pe1·sino quando 11 proiettile nel suo percorso abbia messe al!o scoperto le cavitù eomprese nella spes· ser.za dell'osso od in qualsiasi guisa lese q nelle che col medesimo bauno rapporti di vicinanza. Tale fu il caso del soldato Lus3ardi Virgilio dell"S!)<l fanteria, sbarcato in Nnpoli il 17 agosto Hll2. Egli,
INSEGNA MENTI OHI ROR GICI RICAVATI DALLE U l,T HiE GUElflR I~, ECC.
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come risultav a dalla cartella clin ica, era stato ferito pochi g iorni a vanti n ella ridotta di Monte Mergheb presso Homs da un proiettile di Ma.user, il quale en t rando i n prossimità d el solco naso-genieno sinistro attraversava. i n pieno il mascellare superiore corrispondente col relati vo an tro, non ch è il condotto u diti vo e l'apofisi mastoidea dello stesso lato, uscendo a livello di questa con larg o foro sfrangiato. Insorsero perd it a. della coscienza e paralisi facc iale; ma nei giorni consecuti vi scomparvero ben presto i sintomi generali ed anche quelli parali ti ci andarono a mano a mano r iducendosi ed atten uandosi. Di gr an hrnga più gravi, come pi ù numerose, sono state le ferite con frattura della mandibola, le q uali raramente si sono p resentate incomplete, ma per lo p iù comm i11ute e sch~g giate, e talora con veri fenomeni di scoppio, - il che, oltre alla forza viva ccn cui il proiettile - grosso o piccolo ch e si fosso - col piva la regioue, era anche da attri buirsi alla speciale costituzione e reazionEI del hersaglio, appar teliendo la m andibola per : suoi caratteri a natomici alla categori11. delie ossa l unghe. A rendere tali fratture p iù gravi ha contribuito la frequente eompartecipRzione alla ferita delle pareti del carn orale e special mente della lingua, la quale, tumefatta. e più o meno fenduta solcata. o mozzata non chè talora paral izzata, appariva sanguinante attraverso la rinrn, boccale o pendeva add iri ttura t rn, le labbra. L'aspetto dei pazient i riusciva quindi oltremoùo ributtante e commiserevole, ed, ol t rech è ostacola,ta di molto l'alimentazione, stentata od addirittura i mpossi bile diveniva la loquela ; e per il concomitanLe edema della regione sottomascellare insorgeYa talora i mponente la minaccia di soffocaziou e, talchè temevasi do ,·ere da u n momento all'altro inter,en ire colla t racheotomia. Nè ciò è tu tto ; chè in un a caY ità così ricca di b!\tt.erì, la cui viru lenza era a ltamente esaltata dal terreno divenuto per la circostanza olLremoèo fayorevole al loro svi! u ppo, le secrezioni acquistavan o faci lmente un alto potere settico; per cui vedevan si ben p resto il focolaio d i frattura e. le adiacenze d ivenire la sede di un lu ngo p rocesso suppurati vo, sali va e pus sanioso colare in abbond anza dalla bocca, ed i sintomi generali complicare quelli locali con g ravH minaccia d i una setticoemin . .È facile i m mag i nare come imbarazzanti do~·essero riu~cire queste ferite sop r atut to in prima linea ; eppure anch e in esse s i è notata una sorprnuden te tendenza alla g uarig ione, tanto che i n pochi g iorni le si vedevano mutare completamen te d'aspetto, e d a llo sta to d i soluzivn i d i continuo putride e ca.ngren ose divenire ben presto delle piaghe rosee e g raoulanti.
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INSEGNAME~TJ CH IRURGICI lUCAVATI DALLE ULTIME GUERRE, ECO,
Non sono mancate ferite interessanti ad un tempo le due arca.te mascell ari, clit cui una specialmente va ricordata, cbe, pur avendo per il suo strano decorso attraversate diverse regioni anatomicamente important i e prodottivi guasti non lievi, fini anch'essa ·con esito relativamente favorevole. Parlo del soldato Cirillo Guglielmo del 40° fanteria. Il proiettile, entrando a sinistra. del naso, perfornva la pinna corrispondente, frattura.va dall'alto al basso il mascellare superiore, squarciava il palato duro; indi, seguendo sempre lo stesso cammino discendente, fendeva la lingua asportandone la. punta, fratturava la branca orizzontale della mandibola, e, quasi oiò non bastasse, guadagnava la parte media. della regione sopra.ioidea. e si arrestava. dinanzi al terzo inferiore del manubrio dello sterno, sotto la cute, donde
veni va estratto. In questo genere di ferite, più che altrove, è stata mia noJ'ma costante risparmiare al massimo grado le grosse schegge ossee, anche se solo aderenti ai tessuti molli circostanti; e poichè jn siffatte fratture dei ma;;cellari - contrariamente a. qnanto accade nelle fratture di dette ossa diversamente originatesi - il divarica.mento dei framm enti non è stato qua.si mai molto pronunziato, non. ho dovuto in nessun ca.i-o ricorrere a liga.tnre o suture ossee, riuscendo per lo più bastevo le il semplice raffron to coi comuni bendaggi di con tenzione.
Dello fari te in teres,;anti le region i or bit a.rie ricordo l'estrema. loro gravità e l'esito quasi fatale dell a perdita della funzione visiva nell'ocehio corrisponJenle. La condotta per altro dei c hirurghi militari in prima linea è stata correttissima. J~ssi infatt.i, allorcLè non esistevano lesioni materiali del g lobo oculare e tutto fa ceva supporre che la soppressione del la vista era dovuta od a sezione uel nervo od a comprnssioue di q ucsto, non banno mauratn, potendo, d'intervenire al pi{1 presto per liberare il neno - se inlatto - dagli agent i compressori, od, altrimenti, per disinfettare il tr amite ed evitare così altre dolcrose compl icazion i. Quando invece il globo medesimo era compromesso non si sono affrettati ad eseguirne la enncleazioHe, riservando tale atto operativo agli ospedali territoriali, a. meno che l'indugio non minacciasse riuscire nocivo all'altro occhio, come si verifi cò appunto nel caso del tenente S. C. su menzionato, ocl i guasti fossero tali da richiedere il pronto inter vento, come accadde nel soldato del 50° fanteria Balleria G iovanni, sbarcato in Napoli il l G g iug uo l!Jl2. I o questo il proiettile entra ndo per la tempia. destra attra ver,;ava. l' apice della cavitii orbitaria corrispondente, ed uscendo
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INSEGN,DIEN'rl Cl:l!IH,RGICJ Ric,p · ATI DALLE ULTIMI~ GOlmRE, RCC.
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per la parte media della ca v i tit orbi tari a sinistra, es pelle va (orribile a dirsi ) i due globi che rimauevano appesi agli zigomi e venivano definitivamente asportati sul posto da un sanitario. L'istantanea perdita della visiòne in u n occhio con dilatazione del la, pupilla corrispondente è stata sempre di prognosi infausta, perchè dovuta a recisione del nervo 0ttico o ad esteso distacco retinico. Nel primo caso il bulbo era fatalmente destinato all'atrofia, c0me nel soldato Briguglio Ca.rmelo su ri cordato; nel secondo conservava la forma e l'aspetto fisiologico e non alterava affatto l'estetica del viso, come nei soldati Robustelli Raffaele del 50' fanteria e Borelli Giuseppe d el 3° alpinì, pur costituendo una contin ua minarcia per l'inte· grità anatomica e funzionale dell'altro occhio.
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** Non è certamente da stupirsi se dei feriti al collo giunti ai prim i luoghi d i cura, la. massima parte abbia conseguita la gua.rigione seuza i nterventi di sorta, poichè è da supporre che i veramente gravi, quelli cioè con lesione dei g ros.si vasi e degli organi importanti e delicati della regione, siano rimasti sul campo d i. batta.glia. :Mi ba meravig liato invece l'osserrnrc un numero nou indifferente di ferite passanti del collo dar.orse senza sintomo alcuno e g uari te come per incanto in pochi giorni; il che non altriment'i si può spiegare che per la forma ci lindrica, la superficie liscia e l'elevato grado d'elasticità d egli organi contenuti nella regione, le quali condizioni loro hanno permesso o di sfuggire alla punta dei moderni proietti) i, o, se feriti, cli far collabire vrontamente i bordi della soluzione di continuo. Per altro noa sono mancati casi che, pure non avendo provocata la morte istantanea, hanno d ato luogo a lesioni nervose più o meno gravi, causando alterazioni più o meno estese e permanenti, o - peggio ancora - ad enormi enfisemi sottocutanei ed a pericondriti :fiemmonose di esito letale. Così ad esempio, risulta dai resoconti. clinici dei medici di marina della nave ospedale Re <l' I talia che il soldato del 79° fanteria Scrazzuti Fedele, imbarcatovi il 13 marzo 1912 a Bengasi per ferita di fucile riportata. due giorni prima con foro di entrata all'i nfuori della inserzione clavicvla.re dello sterno-cleido-mastoideo destro e con foro d i uscite. nella fossa sopraclavicolare sinistra, e sbarcato il 16 a P alermo, moriva dopo poco tempo in quell'ospedale di Santa Marta per condropericondrite e stenosi laringea; e che un prigioniero arabo imbarcato a Dema la sera del 18 settembre stesso anno l)er ferita d'arma da fuoco alla regione laterale destra del collo, soccombeva in alcnnl' ore con sintomi gravi di lesione del Yago. Anche il solclato del 78° fanc. Fanciulli 17 -
Gior11C1le di 111rdici11a mlli/(lrt -
ra ;c. IV.
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l~SEGNAMENTI CHIRURGICI RICAVATI DALLI~ OLTBfE GUER RE, ECC.
Francesco, sbarcato in Napoli il 23 dicembre 1911 dalla. nave ospedale Menfi in stato grave per ferita al collo riport.at!l. il 28 novembre ed i nteressante l'esofago, decedeva il mattino seguente tL l'ausa di compli-cante flemmone settico. In queste ferite l'attività chirurgica ben raramente ha potuto es-sere richiesta ed impiegata in modo efficace; ed a rigore i l suo campo d'azione si è limitato ad apportare colla tracheotomia, nei casi gravissimi d'imminente asfissia, un sollievo che il più delle volte è r iuscito ~fìmero, stante il sopravvenire dell'esito letale per insorta bronco-pulmonite diffusa, come accadde in un caso operato nell'ospedale da campo da 100 letti n. 2 a Derna dal cap. med. De Sarlo. *
** La benignità del proiettile di piccolo calibro è stata meravigliosamente dimostrata nelle ferite toraciche. Tranne naturalmente quei casi in cui erano stati lesi od i grossi vasi dell'ilo o meglio ancora. i vasi partentisi dal cuore od il cuore medesimo, 0.asi che banno trovata ordinariamente la. morte sul campo stesso di battaglia, i rimanenti hanno avuto in genere decorso oltremodo favorevole, ed il loro trattamento ha per lo più richiesto soltanto la immobilizzazione ed una semplice medicatura asettica. H.o visto con sorpresa molti di questi feriti sopportare senza danno di sorta lunghi tra.gitti ed alcuni persino non accorgersi della lesione se non per il sangue che da essa veniva fuori. Si comprende perciò come dinanzi a sindromi morbose cosi poco impressionanti ed a decorsi così miti è venuto meno ogni ardimento -chirurgico; ed anche in quei casi in cui la imponenza delle sofferenze -e la irrequietezza dell'infermo invitavano a tutto rischiare con un intervento decisivo, i chirurghi militari assai giudiziosamente si sono lasciati guidare dai risllltati dell'esperieuza, e fidando oltre ogni credere nelle risorse naturali, solo in via eccezionale sono ricorsi ad atti -operativi. Io non ricordo tra i tanti di siffatti feriti, che bo dovuto curare ìn primo Qd in secondo tempo, alcnno che non abbia conseguita. la guarigione col semplice riposo e colle cure me.diche; eppure ve ne ~rauo tra essi dei gravissimi rou emo~toe imponenti e con sintomi .allarmanti da parte della circolazione e della respirazione per spostamento cardiaco cospicuo e per alto grado di compressione pulmonare, >tn.lora bilaterale. Dai colleghi sono stati tuttasia registrati dei casi di morte, il che pii, precisamente si ~ avverato quando il proiettile -~d'ord inario di grosso calibro) aveva attraversato il torace da parte a
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parte producendo larghi squarci nei polmoni e suscitando grandi perdite sanguigne ed estese flogosi pulmonali in nessuna guisa. dominabili. Alla. benignità delle lesioni a.natomo-pa.tologiche si è molte volte accoppiata la provvidenzialità del tragitto del proiettile. Questo infatti in certi casi ha seguito un percorso davvero inesplicabile. Per asempio, nel capitano di cavalleria G. L., la palla penetra~do nello spazio sottoclavicolare destro passava miracolosamente tra il fascio nerveo-vascolare e l'articolazione sterno-clavicola.re senza ledere nè l'uno nè l'altro, e fuorusci va posteriormente a. li vello della spina della scapola fratturando comminuta.mente l'osso, pur non producendo però
guasti nei visceri entrost.anti. Più inesplicabile ancora il caso del turco Mohammed Alì Fezzi, ferito a Psitos. Il proiettile penetrato al margine interno della scapola sinistra, poco al di sotto della. spina, era uscito al giugolo, rasentando il margine interno del muscolo sternocleido-mastoideo senza ledere nè l'esofago nè la trachea nè i grossi vasi. Quando io lo vidi poche ore dopo il ferimento il suo stato generale non accenna.va infatti ad una ferita di qualche importanza. Infausto fu invece il tragitto della palla nell'ascaro del 1° battaglione eritreo Guoldù Ka.ra.maden, ferito a Derna, il 17 settembre e sbarcato in Napoli il 9 ottobre 1912. Il proiettile di piccolo calibro colpiva. il torace posteriormente, al margine interno della scapola. destra, a livello della. spina, ed usciva. anteriormente proprio al di sopra della clavicola., all'unione del terzo esterno coi due terzi interni, attraversando l'apice pulmonare e determinando, oltre un emitorace destro, un tumore pulsante del volume di un grosso uovo di pollo, sul quale si percepiva collo stetoscopio un distintissimo soffio. Il polso della radiale era. appena percettibile ed il pazieu te a.vverti va. dolori violentissimi che s'irra·
dia.vano a. tutto l'arto e che si calmarono solo quando il tumore andò riducendosi di volume mercè l'uso prolungato d'iniezioni ipodermiche di gelatina. ed ergotina. Non infrequente, qui come a.lt.rove, è stato l'arresto del proiettile specialmente se di grosso calibro o d'artiglieria.; ed in tali ca.si, per il contemporaneo tra.sporto di altri corpi estranei più o meno inquinati, si è vista talora insorgere l'infezione. La. rarità per alt-ro di que3ta grave complicazione devesi, secondo me, attribuire in massima parte alla. astensione sistematica. da qualsia.si esplorazione ed all'estrema. limitA.zione degli atti operativi, cui si attennero i chirurghi sul campo di battaglia e negli ospedali. Certo si è che nei pochi casi d'infezione sia. persona.li che riferiti dai colleghi, ho trovato abitualmente, quale momento predisponente, o l'arresto del proiettile (e d'ordinario di un
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1:-:SEGNAi\lENTI CHIRURGICI RICAVATI DALLE ULTIME GUERRE, ECC.
proiettile di grosso calibro), ovvero un qualsiasi intervento primitivo chirurgico diretto a com battere qualcuno dei sintomi più minacciosi. Un proieWle infatti fu dalla radiografia constatato nel cavo pleurico sinistro del capitano medico T. L., ferito a Bukamez il 31 maggio 1912 e sbarcato a Napoli il 15 luglio; e fu esso che aveva determinata l'infezione dell'abbondante versamento ematico. Eseguita la toracotomia ed estratto col pus il corpo estraneo, il processo si avviò, a guarigione, qnantunque lunga e penosa, come sempre, ne fosse stato il decorso. Uosì pure nell'ascaro del 5° battaglione eritreo Peio Zeneschewitch fu con molta probabilità la toracotomia con l'.esezione costale, praticata sul posto, che determinò l'empiema, il quale persisteva. anche dopo sei mesi all'epoc11, dell'imbarco. Parimenti nel soldato del
22° fant., Gnziano Ca.rmelo, ferito il 17 settembre 1912 a Dema e presentante un canale completo con frattura dell'8' costa e con broncorragia. ed emorragia cospicua dagli orifizi, la degenerazione della raccolta pleurica destra di emn.tica in purulenta fu forse causata dall'applicazione in primo tempo di un tubo di gomma attraverso la ferita, mettendo in pericolo l'esistenza dell'infermo. Ed un affrettato intervento chirurgico in condizioni di ambiente non molto favorevob fu infine, secondo me, la causa dell'insorgere dello empiema nel caporale del 2) geni:> Sullo Fiore, sbarcato in Napoli il 21 novembre 1911, e per la cui guarigione occorsero atti operativi vari ed important i ed una degenza ospedaliera di oltre un anno. Prescindendo dai sintomi iniziali - l'emottoe e l'enfisema sottocntaneo - che sono stati poco accentuati o addirittura assenti nelle ferite prodotte da piccoli proiettili, mentre hanno assunto imponenza e gravità in quelle causate da palle di piombo, l'emitorace ha rappresentato in seguito il sintomo più frequent e e più cul minante. La sua comparsa. in copia maggiore o minore non è mancata quasi ma.i, e si è abitualmente rivelata alcuni giorni dopo il ferimento; come il suoriassorbimento si è verificato in modo lento e spontaneo nel corso di qualche settimana. In alcuni feriti invece il versame1,to si è addimostrato sin dall'inizio cospicuo e progressivo, con tendenza a ripetersi in occasione dei più lievi movimenti . Dne casi tipici del genere hanno offerto il capitano dell'l1° bersaglieri P. R., ferito il 23 ottobre 1911 a Sciara Sciat, ed il maresciallo del 24° fanteria Poddigue Ettore, fe. rito a Sidi Garba nel maggio 1913 . In entrambi il proiettile aveva attraversata da dietro in avanti la base del pulmone sinistro ed in entrambi aveva dovuto anche ledere la volta del diaframma., per 0ni si erano avuti contemporaneamente sintomi minacciosi di peritonismo. La speciale topografia ed il pecnliare decorso della ferita ci potettero,
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·dar ragione dell'importanza e della recidività del ver~amento, la quale ultima fu classica nel P . R., iu cui persino dopo due mesi dal forimento, essendosi dovuta ripetere nell'ospedale di Napoli l'aspirazione del liquido endopleurico a causa dell'abbondanza di esso, si fu obbligati a sospendere l'estrav.ione per essersi constatato che il liquido estratto era sangne puro. Si comprende quindi quanto in simili ferite sia inopportuno il trasporto specialmente se troppo lungo e fatto con mezzi impropri. Ne può essere compromessa la vita come accaJdo all'ascaro Tesfaghi Binne, ferito il 25 gingno 1911 a Sidi-Said ed im barcato l'll luglio sulla nave ospedale Regina d'Italia. Risulta dalla relazione dei colleghi di ma rina (maggiori medici Vaccari-Crespi) che in esso il proiettile entrato dall'ascella. destra attraversava dall'uno all'altro lato il torace, interessando i due pulmoni. Giunto sulla nave l'infermo apparve, subito in grn· vissimo stato con dispnea marcatissima, polso filiforme e frequente. All'esame si rilevarono le note di un processo pleuro-pulmonare con abbondante versamento nella pleura sinistra. Le co ndizioni dol ferito andarono rapidamente aggravandosi, ed egli cessava di vivere la sera stessa dell'imbarco. Gli egregi colleghi fanno ginstament.e notare che il ·trasporto malagevole dell'ascaro dalla. spiaggia alla nave per una distanza llOn inferiore a 4 chilometri e con mare agitato avrà certamente contribuito all'esito letale. Per questa considerazione appunto io che ebbi per primo in cura nel 3° ospedale da campo a Tripofi il capitauo P . R. e molto trepidai per la sua salute, 110n volli assolutamente lasciarlo rimpatriare se non dopo quaranta giorni ed in seguito alle vive insistenze dell'infermo e d ei parenti. Del resto, specialmente nei casi di ferite penetranti con permanenza del proiettile, si sono avute anche in piena convalescenza delle sorprese. Prova ne sia il caso del tenente .::olonnello del 1° granatien R. N. Q.uesti ferito il 14 l uglio 1912 a Sidi Alì ed imbarcato il 29 detto sulla nave ospedale Re d'Italia, sbarcava a Palermo il 31 successivo; e, fatto ardito dal relativo benessere di cui godeva, volle ripartire subito per Napoli. Quivi gli fu colla rad iografia riscontrato il proiettile nella spessezza del puimone sinistro; e l'esarue fi ~ico del t o race fece rilevare subottusità alla base e, sopra di questa, lieve soffio bronchiale oltrepassante l'angolo della scapola. Gli fa da.i colleghi di q u est'ospedale militare proposta l'estrazione, ma egli non \'Olle assoggettarvisi anche perchè un eminente cl1irnrgo della. città; da lui con sultato, aveva espresso parere contrario, e non volle neanche rimanervi in cura per la smania d i raggiungere il paesello natio; ma qu1v1 pur troppo lo incolse una bronco-pulmonite rhe lo strappò all'affetto dei parenti e dei concittadini. ·
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Mi sono di proposito indugiato a. riferire i casi più tipici di ferite toraciche per le importanti conclusioni pratìch'3 a cui essi mi hanno condotto. Tra le quali va sopratutto tenuta. bene a mente quella che riguardR. la condotta degl'inter.-enti. Lo ripeto : l'intervento immediato è rla scartarsi addirittura sul campo di battaglia, mancando le indicazioni e specialmente facend o difetto le cond izioni favorevoli di ambiente e di tempo. Anche nelle formazioni sanitarie avanzate esso deve riservarsi soltanto a quei pochi casi n ei quali i fatt.i di anemia acuta in continuo aumento accennino ad una emorragia interna imponente e che perduri tuttavia., od a c1uelli, ancora più rari, nei quali l'asfissia si faccia sempre più minacciosa e lasci supporre uno pneumotorac(' in crescente tensione. Grave errore si sarebbe da. noi commesso cnll'aggredire direttamente la lesione al primo accenno di difficoltà di respiro, perchè, C03Ì facend o, mentre si sarebbe rinunziato al valido aiuto delle risorse naturali, sufficienti il più delle volte a superare il pericolo, si sarebbe e~posto il paziente al rischio di altre gravi complicazioni. P arecchi di questi feriti che in prima giornata sembravano gravissimi si sono quindi riavuti spo ntaneamente; bast.auo ad attf.starlo i due casi del capitano P. R. e del maresciallo Poddigne. E non solo l'intervento radicale, inteso nel senso di una. toracotomia. e di una pneum oraffia, va escluso in primo tempo, ma anche l'intervento palliativo della semplice aspirazione del liquido ematico è assolntamente controindicato, e ciò per due ragioni: anzitutto perchè è raro che l'emotorace sia così imponente da indurre per sè solo pericolo di asfissia, senza dire che risulta da numerose esperienze tro varsi il sangue endopleurico nelle migliori condizioni per essere naturalmente riassorbito; in secondo luogo - e s0pratutto - perchè, aspirando il liquido suddetto, costringiamo il pulmone ad espandersi ed i vasi a. dilatarsi, moo tro per il riprodursi dol vuoto endosioroso sì fav orisce la fuoruscita del sangue e quindi il rinnovarsi dell'emorragia o l'aumentarsi di essa. se è tuttora in atto. Rimane a.dunque veni. oggi come ai suoi tempi l'affermazione del Francolini, che cioè e nelle ferite toraciche è cognizione supremamente importante del medico quella d i non saper far niente >; e prudenza vuole che gl'interventi chirurgici, di qualunque natura siano, vengano limitati: se necessarii, alle sole complicazioni secondarie.
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* * Non ho potuto constatare, n è dai miei colleghi vie11e registrata., alcuna ferita del cuore debitamente controllata. La gravità d i tali lesioni cood1mna fa.talmente i pazienti a morte immediata ; e devesi
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perciò escludere che la chirurgia di quest'organo, divenuta nella pra- · tica civile ardita e fortunata, possa attecchire nel campo della chi rurgia. di guerra. Da un esame di cadaveri rinvenuti sul terreno il Caccia r ilevò cbe in otto presentanti lesioni al torace la morte era. dovuta esclusivamente ad i nteressamento del cuore o dei grossi vasi. Ricordo intanto il caso di ferita a.l petto presentata. dal soldato Tranchini Pasquale altrove accennato, nella quale il proiettile, attraversato il manubrio del lo sterno, si andò ad arresta.re, g iusta le indicazioni radiografiche, in corrispondenza della regione ca.r<liaca, senza che si potesse bene determinare se fosse semplicementt:l a ridosso del m iocardio o nella spessezza di questo. Certo si è che il paziente, olt.r& ad aver presentata in primo tempo broncorragia, accusava ai colleghi della nave ospedale Regina d'Italia Crespi e Vaccari di non poter stare in posizione supina senza sentirsi soffocare. Io l'ho visto molti mesi dopo in buone condizioni generali, quantunque il proiettile non for.se stato estratto e persistesse nello identico sito. Egli si lamenta.va di affanno insorgente cogli strapazzi corporei, nonchè di dolore che dalla regione del cuore s'irradiava all'ipocondrio, ma local mente non esisteva alcuna nota obbiettiva apprezzabi le.
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È stridentissimo il contrasto tra la benignità delle ferite i n genere del torace e la gravezza di quelle della rachide, che non sono state rare nella guerra i talo-turca. Ogni qualvolta il proiettile aveva interessato il midollo, la morte ha rappresentato l'esito costante, preceduto. dai sintomi classici della grave lesione (paraplegia più o meno completa, abolizione della sensibilità, incontinenza di urine e di fecci, piaghe di decubito, cangrena dell'estremitù). Molte volte la contemporanea lesione di altro , iscere, e specialmente del pulmon e, ha pre-
ci pi tata la catastrofe. A rendere più fosco il pronostico ha contrib uito anche l'arresto quasi cost.ante del proiettile nello speco vertebra] e o nella spessezza. delle pareti di questo. Esso trovando nella colonna vertebrale una for te resistenza, perdeva la sna forza viva residuale sconciamente deformandosi e talora deviando in modo strano dal suo primitivo tragitto. U n'altra particolarità degna di nota si è che d'ordinario sia nelle f~rite a canale i ncompleto che in quelle a canale completo non si sono riscontrate d'ordinario distruzioni accentuate della teca ossea. con conseguente deviazione di questa, bensì si sono per lo più avut& perforazioni nette delle vertebre senza alterazioni apprezzabili della. statica della colonna. 11 midollo quindi, più che essere semplicement&
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-compresso o lace rato, rimaneva a nch'esso direttamente leso in tutto ·od in part.e dal proiettile; donde l'i mportantissima conclusione pra· tica che in sim ili casi qualsiasi i ntervento chirurgico non avrebbe potuto apportare alcnn seri o vantaggio, peruhè sarebbe stato assurdo pretendere d i riparare i guasti arrecati al mirlollo od alle s ue radici e tanto meno di r idare a questi la conti n ni.tà perd uta. Ed inve ro le poche laminect0mie praticate con siffatti intenti sono riuscite in genere infruttuo,;.e; che anzi talora hanno aggrnvate le couùizioni de, gl'iufermi, provocando l'insorgere od il rapido estendersi d i alterazioni trofiche in tessnLi già votati idla dege nerazione. Utile invece è sempre riuscita 1'estra7.i11ue ciel proiettile, special · mente in quei. casi in cui i sintomi mol·bo:;i erano l'espressione genuina di una compressione dell'asse midollare o delle sue appendici. Infatti nel soldato dell' 11 ° bersaglie ri Gattoni Umberto, sbarcato a Napoli il ~!) giugno 1912 con ferita, a, canale chiuso al d11rso ed A.~cu;;ante vivi dolori spontanei irradiantisi a cintura, poichè la rarliografia dim o;;trò l'arre,.to del prciettile nella d11ccia vertebrale a live llo della 12" vertebra dorsale destra, si procedette all'estrazione, ed i dol ori cessarono imrnediatame11te e quinùi si r1issipò la paresi. Lo stesso accadde al soldato Fro ntini del :23° fa11te1·ia, il qmde avendo ripv l'tah1 il 20 settembre 1912 11 Zanznr una fe rita d'arma da fuoco a canale chiuso nella regione sopraspinosa con c11nsecntirn paraplegia. paraste, sia e paralisi vescico-retta.le, vide ben preslo ù issi parsi tali fenomeni dopo che all'ospedale mi l itare di Palermu gli fu est.ratto il proiettile incnneat o, giusta l'i ndicazione rucliografica, tra la 3:1. e la 4t1 ,ertebra dorsa le e comprimente i l midollo. Infine nell'ascaro del G' bat· taglione eritreo Mobammed Idriss, ferito a ì'lfakabez il 13 aprile 1913 alla reg ione lombare sinistra ed in cui si era avuto in primo tempo paresi dell'arto inferil>re sinistro, alla q nale si emno in seguito aggiunt i dolori ~pontanei vivissimi , questi ce;;,-arono di botto non ap· pena estratt.a la palla molto deformata e scabra che la radio~rafia aveva fatto vedere all,icata nella mse natura tra apofisi spinosa e trasversa sinistra della iP vertebra lombare. ~imili interven t i, rigorosam e11 t e parlando, non dovrobbero esse re in t rapresi che n egli ospedali dello interno, dove 11 e hirnrgo, oltre la calma snfliciente, trova nnclie le opportune proprietù. di am biente e che sono oziandio pro,·visti di t utti gl i app!lrecchi indispensabili per la esfttta. loca.li7,zazione d el proiettile. D'altra parte è inumano e pe· ricol<Jso assoggettare simili fori t i a lunghi trasporti, specialmente se fa~ti con mozzi Ìm\dat.t i e per vi e ordinarie. Di qui la uece~sità di studi1tre il modo più convenie nte per concili a re quei-te d~te opposte esigenze, che s'impongono fatalmeute in tutte le ferite ct1vit arie.
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,;:** Tale necessita si è più fortemente senti ta in questi ultimi tempi nelle ferite d ' arma da fuoco dell'addome, e, confessiamolo pure, è stata la di ft.ico ltà di poterla convenientemente risolvere che ha indotti i chirurghi militari a proclamate in siffatte ferite l'astensione sistematica. Questo io mi sono perruosso sostenere - Ct)ntro il parere quasi unanime dei colleghi - in un'ul t ima mia pubblicazione (1 1, fatto in ciò forte da quant.o coi miei occhi a,evo potuto spa;;;sionatameute osservare in primo ed i n secondo tempo durante la guerra libica; e questo - con una perfetta e fortunar,a consonanza ù'idee - ba so-
stenuto assai brillantemente il Lejars in un suu articolo apparso nel n . 28 della Semaine méclicale dello scorso anno. Si ~ riportata - rip eto pure col Lejars - una. serie di osservazioni sorprendenti, in cui la gna.rigioue. si è prodotta nel modo più semplice del mondo in seguito a ferite da palle sicuramente penetranti in cavitii ,,d i cui orifizii di entrat-a e d i uscita erano disposti in tal guisa da dover fare senz'altro ammettere una lesi one viscerale. Ma domandiamo noi : qual'è il numeru relativo d i queste guarigioni'! dove troviamo nua statistica g lobale suscettibile di rivelarci l'esatta proporzione dei morti e dei feriti ? Abbiamo -- è ve1:o - delle serie di ci fre che ci dicono quanti souo stati i ùecessi tra. g li operati e quanti tra i non operati; troviamo i n questi raffronti che i l coutrasto è sensibilissimo; ma non dobbiamo trascurare che dette cifre appartengono a stabilimenti sanitari i delle retrovie, che i feriti prima ùi arrivare ad es,,i hanno subito parecchi giorni di trasporto eseguito spesso con nH·z~i i mproprii. Ora ci çhiediamo: quanti di questi feriti non sono morti durnnte il ,iagg io? Ed è giusto fare dei confronti tra i risul tati dell'astensione e quelli del trattamento operati vo proprio alla fine tl i queste lunghe evacuazioni? Certo è che nelle ultin1e guerre, e specialmente in q nella balcanica., tutti i d irigenti l_e formaz ioni sanitarie dello interno sono rimasti col piti dal piccolo numero delle ferit e dell o adùome; e la meraviglia è r isultata maggiore, a.llorchè si è paragonato questo numero a quello offerto dalle formazioni sanitarie avanzate. Ciò fa senz'altro ammettere che una buona parte dì tali feriti sono mort i prima di giungere al loro dest ino. l\fa prescindiamo da q nesta considerazione, e domandiamoci ancora: tra quelli stessi che non sono morti rlu rante ()) Le ferite dello addome 1lrodotte dalle modcm e armi da g11erm. rurg ica, giugno I 9 I 3.
LG Clinica chi-
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INSEGNAME'.\Tl CHHlURGICI RICAV,\'l'I DAU,E l ' LTBIE GUERRE 1 E CC.
il viaggio è proprio vero che i decessi siano stati rari una. volta trattati coll'astensione? Se devo sta.re ai risultati avuti nell'ospedale militare di Napoli, in cui su oltre mille feriti non si sono contati chequattro appena con lesioni penetranti nell'addome, devo dire che di questi quattro i due che presentavano certamente ferita di un viscere sono morti. Uno di essi anzi (il serg,mte maggiore del 35° reggimento fanteria Mazzini Anselmo), sbarcato il 23 maggio H)1S e deceduto il 2G successivo, merita di essere ricordato per le importanti r.onsiderazioni cui può dM luogo. In esso il proiettile - un piccolo Mauser dopo aver trapasgate le parti molli della pie&a del gomito sinistro penetra,a nel ventre dalla regione epigastrica, lungo la linea asr.ellare anteriore sinistra, e porta vasi trasversalmente a destra uscendo su questo lato a livello <lella mammillare prolungata. In primo tempo mancarono affatto i sintomi di una lesione viscerale, tanto che. non si fece diagnosi di ferita penetrante e si addivenne allo sgombero riel pa;1,iente. Però poco dopo lo sba.rco egli cominciò a presentare sintomi generali gravi, nonchè enterorragia., cui tenne dietro peri tonite mortale. All'autopsia si rinvenne perforazione della parete dello stomaco, causctta assai probabilmente in secondo tempo dal digtacco di un'escara. Se il l\Iazzarini fosse stato ospitalizzat.o sul posto sino a guarigione completa, o meglio ancora, se fosse stato assoggettato ad nn intervE'nto chirurgico, che in simile caso sarebbe riuscito facile e breve, non sarebbe. certamente deceduto. Del r esto anche nei casi in cui si è avuto esito fortunato, questo non sempre si è avverato nellecondizioni semplici e piane vantate dalla maggioru.nza. È quindi, se· condo me, un'imprudenza esagerare la benignità. delle ferite dello addome da palla di guerra e volere con essa ginsti fìcare la pratica dell'astensione imposta in campagna. Convengo anch'io coi colleghi che J'opPn1.Y.ione in questa non è consigliabile e por il tempo e ]o stato in cui il ferito giunge al luogo di cura e per le circostanze dell'ambiente d'ord10ario poco propizie all'intervento, e, sopratutto, per la manna.nzt1. chi parte del chirurgo di quella calma e serenità. che richiedesi per a t.ti operati,i consimili, posto com'egli è nell'alternativa o di spendere il proprio tempo prezioso in laparatomie per lo più lunghe e laboriose e di esito incerto, o di prestare l'opera sna pronta ed effi<;ace a numerosi altri ferì ti con emorragie imponenti, con vaste lacerazioni della parti molli e con fratture esposte e comminute degli arti. Ma ciò che io ho sostenuto nella mia precedente memoria e sostengo anche a.desso, si fl che tale stato di fatto non deve fare escludere la esistenza d'indicazioni chiare e precise per lo intervento, nè deve far perdere al chirurgo la fiducia. che si riesca in un non lontano avvenire ad eJi.
INSEGNAMEN1I CHIRURGICI RICA V.ATI DALLE ULTIME GUF:RRB, ECC.
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minare i momenti sfavorevoli sn accennati e per conseguenza it trova.re il modo di potere ricoverare e curare sul posto i feriti dello addome, facendo funzionare sul campo di battaglia delle unità speciali fornite di mezzi di trasporto, nonchè di materiale e di perilonale adatti per la cura di siffatti feriti. Sarà questa un'utopia, rua è un' utopia che viene vagheggiata da molti, sulla quale ci si ritorna con insistenza e che ad ogni modo att.esta l'iu ; ufficienza. riconosciuta della pratica. attuale ed il rincrescimento di non potere fare di megl io. A questa conclusione veniva anche Lejars nell'articolo su citato e ricordava che ancbA Kobler poJbi mesi addietro, dopo una lunga discussione sul trattamento delle ferite dello addome e sulle rag ioni dell'astensione sistematica, formulava il ·:oto che nelle c11m pague dell'avvenire la condotta della chirurgia di guerra possa ravvicinarsi un po' alla condotta. della chirurgia del tempo di pace. >i'
** Non mi resta ch'esprimere le mie impressioni ed osservazioni sul gruppo più vasto e più importante di fi:rite che hanno dominato in questa come in tutte le altre guerre; vo' dire snlle ferite degli arti. Ne ho viste di ogui specie, dalle trapassanti i soli tessuti molli coi dno orifizi di entrata e di uscita molto ben netti ed appena percet.tibilit alle trasfosse con perforazioni semplici a canale delle ossa , o,·vero con lesioni comminute e scheggiate di q neste e talora con veri feno· meni di scoppio. In questi ultimi casi i guasti maggiori si souo constatati in corrispondenza del forame di uscita, e sono stati tani.o più accentuati quanto più resistenti erano le ossa e le tele fibrose che il proiettile aveva dovuto attraver5are nel suo percorso. Oltremodo rapido e semplice si è presentato il processo di guarigione delle ferite delle sole parti molli; nella massima. parte di e,;so gli orifizi si sono chiusi in pochi giorni, talora in sole quarnn~,1tfore, e si sono vist i degli ind ividui farsi medicare per ferite di tal genern parecchie volte durante la campagna e riprendere negl'intervalli il loro posto nelle file combattenti. Ho inoltre notato con sorpresa un numero abbastanza. granJe di ferite presentare sintomi non dnbbì di penetrazione articolare senza concomitante lesione ossea. La direzione della ferita qual'era indicata dai fori di entrata e di uscita, il pronto insorgere di una tumefazione uniforme deJl'articolazione, la dolorabilità di questa alla palpazione e coi movimenti passivi, la limitazione dei movimenti attivi, e sopratutto lo sgorgo in primo tempo del liquido sinoviale (quando era dato osservarlo), facevano ammettere con sicurezza che la giuntura era.
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I~SE1;:-IA ME:.\"'rI CII IR UHOl t'l HIOAV'AT{ D ALLE ULTIME OUERRE 1 ECO .
. stata lesa; eppure nessun'alterazione ossea apprezzabile si rilevava con l'esame cli uico e radiografico. Di tali ferite si sono avuti esemp'ì s\'a· riat.i in tutte le g randi articolazioni, così da fare ammet tere la possibilità per le piccole palle i ncamiciate di scivola re tra i capi articolari (specia lmente se colpit i i n un momento di massi ma rilassa tezza muscolare) senza lederli affatto od intaccandoli solo su perfi cialmente. Ed anche q neste ferite hann o p resentato d ecorso benigno, tendendo la raccol ta sanguigna alla risoluzione aset~.ica e conser vandosi integra la fu nzionali tà del l,t parte. Nè meno sor pr endenti m i sono apparse alcune feri te dell' avambraccio e della gamba, che, pur a.ttraversantlo nett.amente i relativi spazi interossei, non hanno lasciato traspari re allo esame radiografico interessamento a lcu no delle leve ossee o la ben chè minima lesione dei ,asi e dei neni corrispondenti. - Persino tra g li stretti spazi metacar pei (specialmente il p ri mo) e t ra qnelli metatarsei - ancora p ifr angusti - i l picculo proieUile si è fatto strada 7 rispetta ndo affatto lo scheletro e prod ucendo tragitti di così poca entità da passa re talora i uosserrn ti. Se intanto le feri te delle sole par t i molli prodotte dai p roiettili hanno a,uto quasi sempre decorso così blando e sono rimaste per lo più al coperto cli ogni complicazioue, quelle invece generate dai pro ietti li di calibro m aggiore hanno d i massima presentMi fori ampi e lacer i, nonl;hè tragitt.i si n uosi e gi ranti con g ra,i d istruzioni dei tessuti . In a lcuni casi si sono notati veri fe11omen i esplosi vi, i quali se uc,n hanuo a::;:sunto per la mancan za d i contemporanee lesioni ossee u u'importan za tale da far temere della possibilità di conservazione della parte, hanno però rappreseuia Lo sempre una facile porta alla infezione e sono stati talora fonte d i setticoemia. Specialmente pericolose soLto tal riguardo sono risultate le ferite in cui vi era arresto del proiettile nonchè d i brandelli di ,estiti e di a ltri corpi estranei. 8 i sono visti in tali casi insorgere rnpidamente i più classici fle mmoni gassosi che per la estensione ed im poneuza dei sintomi locali e gen erali facevano temere gravi lesioni ossee ed i11ducevano pericolo di v ita, ma che vii·everst, prnntamente si risoh evauo cou precoci e larghi sbrig liamenti dimostranti la integrità dello scheletro. Con proiett.i li aYenti i decorsi più s-ariati A strani e producen ti guasti pitt o nieno estosi non potevano far difetto le ferite dei ner vi, di cui ho risccmtrato un maggior numero nell'arto superic,re c he n ell'inferiore. Ho eziaudio not,a.to ch'esse mol te vol te passavano in primo tempo jnosservate per cui bisognava r icercarl e con cura speciale. I feriti non lurnno a.\·vert.ito talora all'atto del ferimento che un sem1
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p1ice strappo doloroso, cui non banno data alcuna importanza; ma ben presto si è appalesato tutto il quadro morboso di una paralisi completa del m('diano o del cubitale o del radiale. In altri casi la sindrome morbosa ha spiccato sin dal primo istante ed ha reso poco lieto il pronostico. Tale sindrome talora si è mantenuta staziona.ria.; altre volte, dopo alternative di miglioramenti e di recrudescenze, ha. finito col dileg uarsi del tutto; cio che ha indotto a ritenere che più che di U!!a scontinuità del tronco nervoso, si sia trattato o di una semplice contusione, o di nna co mpressione esercitata in primo tempo da stravasi o presenza di corpi estranei e secondariamente da tessnt.o cicatriziale. In qualche raro caso in cui all'abolizione completa ed immediata della funzionalità nervea ha tenuto diet,ro il ripristinamento di essa, non si è esclusa la possibilità di un ricongiungimento e di una ricostituzione de] cilindro nervoso. Così si è verificato ap-, punto nel caporale maggiore del 93 fanteri a Cantamessa Giuseppe, in cui il proiettile penetrato in corrispondenza del b0rclo interno del bicipite ed uscito alla regione esterna del braccio, poco al disopra dell'epicondilo, a,eva leso lungo il suo tragi tto il nervo radiale. Molte volte però è stata l'estrazione del pr0iettile, o lo svuotamento di un ematoma, od - in seconrlo tempo - lo sbrigliam ento di un blocco cicatriziale, ch'è riuscito a fogare paresi o paralisi più o meno estese di senso e di moto, o ad attutire accessi dolorosi uon altrimenti seda.bili, quest'ultimi sp~cialmente nella sfera del ilerrn sciatico. Così accadde in un soldato cui estrassi nel terzo ospedale da. campo a Tripoli un grosso l\fouser, cLe penetrato dalla regione glutea destra si era arrestato nella doccia di detto nervo, proprio a ridosso di esso, e provocava dolori atroci specialmente di notte. No · nostante però l'intervento precoce, già si erano stabilite manifestazioni nevritiche che resero un po' lunga la cura e lasciarono reliquati dilegua.bili solo col tempo. Lo stesso presso a poco si verificò nel sottotenente del 3° alpini V. A., il quale pur presentando la ferita cicatrizzata, si lamentava. di forti dolori all'arto inferiore sinistro~ dolori ch'erano sostenuti, come dimostrò la. radiografia, dalla presenza del proiettile profondamente situato contro la tuberosità ischiatica, e che cessarono colla estrazione di quello. Altra. volta a l ristabilimento della soppressa funzi one si è prov· veduto colla sutura o coll'inguainamento dei monconi recisi e da taluni anche col circondare questi di ~rasso trapiantat.o e persino di lembi di fascia lata (Kirschner). Io in Yerità bo poca esperienza al riguardo; una sola volta volli tentare la sutura del mediano, ma la prova non riuscì per insorta infezione della feri ta; e credo che questo
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I~SEG:.A ~fE~TI 0Bl8.URG1CI RICAVA.TI DALLB ULTIME GUERRE, ECC .
esito non sia raro. Ad ogni modo consultando i risultati riportati da.i colleg hi, mi sono convinto che, volendo intervenire, è preferibile che l'operazione, anzichè in primo tempo, sia fatta in periodo secondllrio o di raffreddamento, quando cioè lo shoc è del tutto dissipato, la ferita si è detersa ed ogni pericolo d'infezione è scomparso. P iù precisa e perentoria si è mostrata l'indicazione dell'intervento nei casi di ferita di un vaso sanguigno di una certa importanza, seguita da emorragia cospicua ed infrenabile. P er fortuna tale con1:,'Ìuntura si è presentata 11.ssai raramente, perchè o l'emorragia. è stata. siu dal primo istante micidiale e gl'individui sono morti sul campo di battaglia, ovvero, si è mostrata di poca import1rnza. in guisa da non richiamare addirittura l'attenzione del chirurgo o da non preoc·CU parlo, cessando ben tosto con la semplice immobilizzazione. Hanno però, secondo me, esagerato coloro che partendo da questo raro bisogno di intervenire per emorragie primarie nelle guerre mo-derne, sono giunti a nAgare del tutto la necessità dell'emostasia in prima l inea. Questa alle volte è reclamata e senza perdita di tempo, pena la vita del paziente. Ricordo in proposito che nella notte dal 16 al 17 ottobre, val ci.ire proprio il giorno dello impianto in Tripoli del terzo ospedale da campo da me diretto, vi veniva tra i primi ricoverato, e di notte, il -caporale del 40° fanteria Sodi Angelo con grave emorragia venosa frenata temporaneamente mercè un laccio emostatico. Era stato ferito poche ore prima da un proiettile tirato per isbaglio da un gruppo di soldati del 6° fanteria, mentre andava con altri a situa.re le ve~ette. Notava.si in corrispondenza della faccia anteriore del 20 spazio intercostale sinistro il foro di entrata piccolo e rotondo, mentre un secondo foro trova.vasi in corrispondenza del Ro anteriore del cavo dell'ascella ed un terzo infine, largo ed a bordi sfrangiati, esisteva snlla faccia esterna del 3° superiore del braccio. Il sangue rosso-scuro fuorusciva a. nappe dal secondo orifizio, ed il paziente mostrava averne perdut,o molto essendo in preda a grave lipotimia. Nonostante le con<lizioni di ambiente tuttora. precarie si riuscì, previa applicazione del laccio di Esmarch, a praticare la doppia ligatura della vena; e si ottenne così non solo l'emostasi completa, ma. ezianciio la guarigione d~lln, ferita in Lreve tempo senza suppurazionlk. In questi interventi di urgenza, quando non son potutu ricorrere alla ligatura, mi sono servito della compressione metodicame nte eseguita, ma non mi sono mai sforzato di ottenere l'emostasi, come talora erroneamente si pratita, imbottendo la ferita con tamponi, convinto che con ciò mentre non si n1ggiunge il più delle volte lo scopo richiesto, si perturba
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sempre l'ulteriore buono andamento della lesione. Ho visto pur troppo -che le infezioni più gravi si sono avute nelle ferite tamponate, ed ho perciò acquistata una vera fobia. del tamponamento. Alla rarità incontrastat~ dell'emorragia primarie, la. quale più che -alla poco vulnerabilità dei vasi sanguigni da parte dei moderni proiettili, è da ascriversi alle favorevoli condizioni di emostasi spontanea create dalle minime proporzioni dei tragitti da essi scavati e dalla. più facile obliterazione di questi, va opposta lk frequenza degli ematomi secondarì e degli aneurismi traumatici, i quali si spiegano del pari coi momenti patogenetici anzidetti. Molte ferite vasali chè non potettero essere diagnosticate in primo tempo per mancanza di alcun sintomo caratteristico, si sono a capo di due o tre settima.ne rivelate sotto forma di ematomi diffusi, in cui si aprivano parecchie boccucce .arteriose e venose, senza ch'esistesse propriamente parlando un vero sacco. D'ordinario in que:i.ti easi si è stati indotti ad intervenire per i disturbi nervosi e sop;·a.tutto per i forti dolori. Altre volte l'intervento è stato imposto dallo esLendersi dello spandimento sanguigno, a puro scopo emostatico. Ho sempre presenti alla mente due di quest,i ematomi che sorti, si può dire, sotto i miei occhi, andarono man mano estendendosi in guisa da divenire minacciosi. Il primo si produsse nel soldato del 35° fanteria Berna.beo Domenico, ferito a Sidi 'Garba e sbarcato in Napoli il 23 maggio 1913. Egli presentava il foro di entrata alla faccia interna del terzo inferiore della gamba e quello di uscita sotto il malleolo peroniero. Dopo pochi giorni di de genza all'ospedale, si notò prima un gemizio sanguigno dall'orifizio ·di uscita e quindi si stabilì un ematoma progressivo. Fu allargata la ferita per svuotare i coaguli, cercare il vaso sanguinante e legarlo sul posto; ma ciò non essendo stato possibile che anzi accentuandosi la fuoruscita del sangue, si procedette alla ligatura della poplitea suturando la ferita operatoria; al che fortunatamente non died" luogo a disturbi trofici o ad altre complicazioni, ed il Berna.beo potè essere, dimesso guarito. Più rimarchevole ed emozionante fu il secondo caso in persona del soldato del 22, fanteria Nappini Oreste, ferito anche egli a Sidi Garba e i.barc1>to in Napoli il 23 maggio. ln esso il proiettile entrato dalla regione anteriore del 3° superiore della coscia sinistra, fuorusciva alla regione interna della medesima quasi allo stesso livello. Già sino dal momento dello sbarco il Nappini presentava quasi tutto Parto enormemente tumefatto e rivestito da cute di colorito paonazzo; e poichè la tumefazione sempre più si accentuava e con -essa divenivano più insopportabili le sofferenze, si procedett e dopo pochi giorni ad un largo sbrigliamento degli orifizi nella speranza
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anche in questo caso d i potere, evacuati i grumi, riuscire a domina.re la sorgE>nte della emorragia. Ma poichè ogni tentativo fu vano ed il sangue veniva fuori a fi otti minacciando la vita del paziente, non resta\'a altra via d i salvezza che ligare la femor ale in alto. P erò bisogn ava. cercarle proprio alla sua origine verso la radice della coscia, perchè gii.i. l'ematoma aveva im·aso il terzo superiore di questa; e la. ricerca riusciva olt remodo clifiicile, essendosi perclut i per la enorme tumefazione i punti di rit rovo e non riuscendo percepibili i battiti rlell'a rteria. Il momento era grave, ma non esitai ; e la for tuna mi arrise, chè cnpitai col bistori proprio sul fascio vascolare, ed in un attimo isolai e legai l'ar teria. Ciò ,alse la vita al d isgraziato, che ri cuperò anch'egli in breve tem po la sanit à perfetta senza nulla risentire del soppresso circolo. La mancanza in questi casi di alcun disturbo nutri tivo e tanto m eno della laroentatl'I. cangrena dimostra acl evirlenza la opportuniti~ della ligatura, m e2.zo sovrano d i emostasi che fa mettere assolutamente da banda la su tura ed i trapianti vasco]a,ri; i quali lè in ut ile illudersi) non possono far parte del malluale operatorio della chirurg ia d i guerra. L 'unica avvertenza che bisogna avere nell'addiveni l·e alla ligatura è ò; non essere troppo preci pitosi ad eseguirl a, pur sor,egliando attentamente il decor,,o dell'ematoma.; e ciù per potere a t tendere che si stabilisca il cireolo collatera le, ed anche p erchè io ho visto che molti di questi ematomi dopo aver raggiunto un certo sviluppo hanno presentata spiccata tendenza allo incistamento ed al raggrinzamen to. Cito, fra gli altri, il caso del soldal,o Livio Luigi del 35° fanteria, il quale avendo ri portata una ferita al ginocchio sinistro, mentre questa era quasi cicatrizzata, cominciò a presentare una raccolta sa11guigna che si andò man mano estende ndo ed accentuando sino ad occupare tutta la regione pop]jtea e ad invadere anche il terzo i nferiore della coscia.
Più volte fui ten tato d'intervenire per tema di veder compromessa. la vit.a li tà. della parte, ma me n e astenni sia perchè il paziente n on provava grandi ~offerenze e sia anche perchè un bel momento l'ematoma di ,,enne coll 'immobilizzazione dell'arto stazionario, q uiudi cominciò gradatamente a regredire sino a riassorbirsi quasi del tutto. Non ho avuto occasione di operare alcun aneUl'isma, perchè l'unico ca.so di tal genere in cui mi sono imbattuto è stato q u ello dell'ascaro Guol<lù K aramaden, il quale presentava, eome dissi i nnanzi, un aneurisma traumatico ti picn alla r egione sopr aclavicolare destra, e per cui l'intervento era controindicato stantech è il sacco occupava. l'origine della succlavia. Altri colleghi sono stat i più fortunati di me; ed il processo d i scelta è stat,o quello della doppia ligatura con o senza
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estirpazione del se.eco. L'asepsi rigorosa ha d'ordinario assicurato il successo. Ho avut i invece parecchi casi di emorragie seconde.rie nel vero senso della parole., verificatesi a maggiore 6 minore distanza dalla data del feri mento, e sempre ascri vibili od al lungo e disagevole trasporto o ad insorta. infezione suppurativa nel focolaio della ferita. Sono giu'nto in tutti i casi a frenarle col pinzl\mento e colla ligatura, meno che nel soldato del 26' fanteria. Pizzardo Adolfo ferito a Sidi Garba alla coscia sinistra. Egli aveva già presentato sulla nave ospedale f uoruscita di sangue, che fu ritenutA. di origine venosa e fu facilmente arrestata colla compressione ed immobilizzazione della parte. D isgraziatamente però essa si ripetette in modo brusco e violento t re giorni <Ì)po ·10 sbarco, di notte e mentre il pa,ziente dormiva profonda.mente; talch è quando diede l'allarme aveva perduto così gran copia. d i sangue che a nullo. valsero le pronte cure apprestate clal meJico di guardia, nè tampoc0 il mio intervento ed i l pinze.mento in sito del vaso sanguinante, ch'era un ramo profondo dell'a.rteria femorale. L a mancanza. in questo caso di un ematoma. e d'altra parte la settici.t;t del · focolaio mi distolsero dal procerlere subito dopo lo sbarco a.Ila ricerca. della fonte dell'emorragia. Fatalità. volle che anssi da fa.re con un individuo che si dava poco conto del pericolo e che male tollerava la. rigorosa immobilizzazionè prescrittagli, e per giunta che il ridestarsi dell'emorragia si fosse aYverato d i notte e durante il sonno. Anche molte delle ferite com plica.te a. frattura sono decorse con una minima reazione locale, in m'odo che, praticR.la. la prima medicatura ed immobilizzata convenientemente la parte, le ferite si sono chi usa in tempo relativamente breve senza alcuna alterazione della funzioualitÀ,, La guarigione fn favorita, oltrechè dal riposo assoluto, dalla poca frequenza della rinnovazione del la medicatura; ed io ho visto con siffatto trattamento simili frattnre guarire più presto e meglio che le fratture semplici . Ciò forse è dipeso dal fatto che in esse lo spostamento è stato per lo più modico e quindi modico il mancato contatto dei frammenti ; che inoltre la contrazione muscolare si è dimostrata certamente [,1eno considerevole di quella che s' incontra nella pratica civile e che anche la tumefazione dell'arto è stntn. meno accentuata. in rapporto alla minore reazione delle parli molli. Aggiungasi a tutto questo la considerazione che nelle fratture per arma da fuoco la distruzione del periostio è minore che nelle fnitture semplici, per cui la. loro consolidazione è pi t'.1 rapido.. :Molte volte la ben ignità rilevata in primo tempo è ,-.f rt ta solo &pparente e t r ansitoria; e ciò spiega i pronostici ecces.siyamente r osei 18 - Gtomale di 111edici11a mili/art - Fare. IV.
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INSEGXA.MENTI CfTIRURGIGI IUC,H..\Tl DALL F: ULTIME OGEBRE, ECO.
<Cui si sono lasciati andare i medici delle formazioni sanitarie avanzate. A prescindere che la radiografia ha spesc:o ri'l'elnti guasti di gran lnnga superiori a quelli che il semplice esame cli11i , o aveva fatto intra.v,1ùere, l'andamento della ferita ha non di rado u,,sunto col passare del tempo un decorso assai più grave specialmente a causa della insorta infezione, sia che quest,i fosse stata determinata dalla persistenza. nel focolaio di frattura di corpi estranei già inquinati, sia. che- fosse dovuta alla mancanza di una prima medicatura od al catti,·o trattamento della lesione sul campo di }:>attaglia. Quante di queste infezioni infatti sono state la conseguet1za o di una manovra di esplorazione e di r icerca, o di un tamponamento intempestivo del tragitto, o di una insufficiente e difettosa imm obilizzazione della parte! Or bene soltanto chi ha dovuto curare queste feri te infette in secondo tempo negli ospedal i territoriali può attestare quanto esse siano di lunga durata e quale dose richiedano di esperienza, di buon senso e sopratutto di pazienza . È impossibile concepire la stranezza e l::t estensione dei guasti :riscontrati in dette fratture. Le più semplici sono state quelle per contatto senza schegge libere, in cui, evitata la infezione, la guarigione è stata rapida. e completa. Hanno seguito per gravità le fratture a doccia e le perfc,ranti; e sia nel le une che nelle altre la riparazione non si è raggiunta se non quando tutte le schegge libere sono state eliminate od art.ifìcialmeute o colla suppurazione od incluse n e l tessuto di nuova formazioue. Le più rimarchevoli sono state le fra tt,lue eomminute e specialme11te quelle con molteplici eJ estesi .scheggi amenti inùicanti un vero scoppio dell'os5o. Ilo visto ossa lunghe spaccate per metà nella loro diafisi; altre con i monconi terminanti a punta ed in parte scoperti e necrosati; altre con i frammenti incuneati, o più o meno accavallati, o variamente spostati e divaricati ; ,1.\ltre spezzate in due punti con il frammento intermedio disposto trasversalmente tra i due distali; altre infine ridotte in frantumi colle schegge proiettate nello spessore delle earni e con perdite di sostanza cospicue ed irreparabili. In q uesta ultima varietà mi è occorso avvertire palpando 1a sensazione partjcolarissima. come se l'arto fosse in certo modo disossato per un tratto di vari centimetri. Qualunq ue si fosse intanto l'e11Lità c!ci guasti sia delle ossa che delle parti molli, la condotta generale cni io m i sono strettamente attenuto, è stata quella di non lasciarmi in primo tempo iudnrre ad interventi impo1'tanti e sp,?cialmente ad atti demolitivi. L'esperienza infatti aveva di mostrato: a) che queste lesioni, come tntte le altre1 guu.riva110 per lo più bene, nnche se s' infettavan0; b) che in esse
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meglio era intervenire secondariamente, quando i tessuti comunque offesi nella loro continuità e contiguità avevano ripreso il loro vigore E.I si erano liberati dai turbamenti immediati del trauma; e) che infine gli atti operativi eventualmente necessari si compi vano meglio negli ospedali territoriali che in un Ot>pedale da campo. più che per qualsiasi altra considerazione di ambiente e di calma, per il fatto che il primo aspetto della lesione poteva portare ad erronei giudizi sulla realtà dei guasti. Anche quando esistevano lesioui di grossi rami arteriosi, io mi sono limitato, come ho detto, alla emostasia o nel focolaio della ferita od al luogo di elezione, convinto che non ne sarebbero derivati grandi disturbi nutritivi e che se pur fosse sopraggiunta la cangrena da interrotto circolo, la porzione di arlo da questa condannata alla demolizione sarebbe stata sempre minore di q nella che si sarebbe dovuta sacrificare operando in primo tempo. Così anche la chirurgia degli arti, la più importante per il chirurgo in campagna e che assorbiva un tempo tutta la prodigiosa attività dei Desault, dei Pirogoff e dei Larrey, è divenuta. oggidì eminentemente conservatrice. Le resezioni epifìsarie non hanno rappresentato nelle ultime guerre che un ricordo storico e l'amputazione non si è imposta in primo tempo se non in via eccezionale, quando cioè i guasti addirittura spaventevoli erano resi più gravi da un fatale com-, plesso di,.altre circostanze sfavorevoli. La prudenza poi ba consigliato di diffidare sempre in questi interventi di necessità dell'asepsi del campo operatorio e della resistenza dell'organismo, e quindi ha imposto come massima di non chiudere mai completamente le ferite operatorie, ma.· di drenarle. I trasgressori di questo precetto banno pagato amaramente il fio della loro imprudenza o col vedersi obbligati ad una nuova demolizione, o - peggio ancora - col vedere miseramente soccombere il loro operato. La provi\ più convincente della convenienza dell'astensione sul campo di battaglia è data dal numero veramente esiguo di amputazioni che si sono praticate in secondo tempo negli ospedali territoriali. Fra i tanti feriti degli arti che sono capitati sotto le mie cure, uno solo - il povero Costa Emilio del 1° alpini - dovette essere mutilato. Dopo una lunga lotta contro le insidie di una grave iufezione, un'osteo-mielite tormentosa ne minava l'esistenza in guisa da obbligare alla demolizione dell'arto. Del rimanente le risorse dell'organismo si sono dimostrate così grandi da non far mai disperare delle sorti del ferito, purcbè questo fosse stato curato con assiduità ed intelligenza. Ho sempre proceduto - quamlo l'intervenire non implicava pericolo alcuno - alla rimozione delle schegge ossee mobili, per la ra-
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gione ch'esse in focolai i quali difficilmente si mant~ngono asettici: rappresentano un continuo pericolo. Per le schegge più grandi e non perfettamente distaccate le quali si mantenevano giustapposte all'ossoin guisa da far sperare l'attecchimento, la conservazione è stata la. norma. Solo in tal guisa ho potuto ottenere che segmenti di arto orribilmente deturpati conservassero la loro forma e direzione ed hopotuto in parte evitare quegli accorciamenti cospicui più faci li apre· venire che a correggere. Anche quando necessità ha voluto che si addivenisse in seguito all'ablazione di dette schegge, l'averla procrastinata è stato sempre di giovamento, perchè la loro presenza. èvalsa ad eccitaré il potere, osteoplastico del periostio ad esse tuttora a.derònte. Questo mi ha detto l'esperienza, la quale mi ha anche insegnato a. non fare affidamento alcuno sulle suture ossee per la regolarizzazione dei frammenti, perchè quelle in focolai già infetti od in via d'infettarsi, anzichè concorrere al buon andamento della ferita, hanno contribuito a favorirne od a prolungarne la tiuppurA,zione. Nessuna cura invece è stata mai soverchia per il conseguimento di una buona riduzione e contenzione della fratt ura, ciò che in feriti condannati a frequenti spostamenti e bene spesso a trasporti lunghi e malagevoli, ha avuto il merito di ovv:iare in grau parte agli scuotimenti dei focola i ossei, al dissociarsi di fessure e di schegge ed al trasformarsi delle fratture incomplete in fratt ure complete. Inoltre un buono apparecchio d'immobilizzazione è val~o il pii'.1 delle volte ad evitare qualsiasi complicazione; e va data lode ai colleghi dell'esercito e della marina, i quali avendo compreso che il loro còmpito precipuo in campagna era appunto quello di costruire ed improvvisare di tali apparecchi, si sono addimostrati in ciò espertissimi. I bendaggi amovibili sono stati riconosciuti preferi bili agli inamovibili, perchè, oltre ad assicurare la riduzione e contenzione dei frammenti, hanno permesso di eseguire le necessarie medicazioni con tutte le garanzie del l'asepsi. Nelle fratture degli arti inferiori con grandi spostamenti h o ritenuto indispensabile l'estensione permanente con pesi. L e fratture a,rl;icolari, spP,cialmente se accompagnate ad ampie dist,ruzioni delle parti molli, si sono dimostrate in genere più gravi di quelle delle diafis:i, e ciò per la difficoltà di poter ridurre e mantenere ridotti i frammenti, sopratutto allorchè la frattura era comminuta. L 'esito m igliore che ho potuto conseguire è stata l'anchilosi in buonA. posizione, tutto al pii1 con limitati movimenti. Quando il focolaio di frnttura si è infettato, la gra vilà d divenuta massima e la. durata della malattia assai lunga; tuttavia non sono dovuto mai ri-
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correre all'amputazione, essendo stati sempre sufficienti i pronti e generosi sbrigliamenti, ta lora delle vere artrotomie con drenaggio tubulare ben diretto e ben sorvegliato. Nfllle ferite articolari a fondo cieco ho sempre avuto premura di estrarre il proiettile e gli altri corpi estranei, - ,i fosse, o pur no, suppurazione-, e ciò per allontanare ogni cagione di sofferenza, e più di tutto per facilitare il ripristinament? delJa. funzionalità della parte.
*** Incalcolabili sono stati i vantaggi che nella diagnosi e nella cura di tutte le ferite d'arma du foo~o ha resi la radiografia. Possiamo dire che più che alla nostra abilità cli nica ed operatoria dobbiamo ad essa i favorevoli risultati. Uercè i perfeziona.menti che ha oggidì ragg iunti e mercè la facilità e p,ecisione con cui viene usata, i suoi d icbés meravigliosi ci hanr:o rivelate le pi ì1 piccole fenditure e scheg· giatnre delle ossa come i minimi spostamenti e le più lievi deformità di esse, e c i hanno permesso eziandio di rintracciare in ogni sito ed in ogni tempo i proiettili e le loro particelle, rivelandocene i tragitti più strani ed illuminandoci sulla sindromi morbose più com- · plesse. Ai vantagg i diagnostici si sono aggiun ti quelli terapeutici. La r adiografia ci ha infatti indicata h~ condotta da tenere nella cnra di molti dei nostri feriti; ci ha detto quando un proiett ile poteva, -0 pur no, essere estratto impunemente; quando la sua estrazione era, o pur no, ind ispensabile per dar fine a delle sofferenze, o per non compromettere funzioni vitali, o per arrestare una su ppurazione interminabile; essa ci ba appreso la impossi bilità., al pari che la inut ilità, di portar via quel semenzaio di particelle met.alliche che sotto forma d i macchioline bianco-scure caratteristiche si sono rilevate iu molti clichés e che incl use nella spessezza dei tessut i lungo tutto il tragitto del proiettile sono state sempre CO!'.Ì ben tollerate. Nè ciò basta, chè della radiografia mi souo io pi ù volte servito per misurare il grado di debilitamento fu nzionale <li un'articolazione. Risultando infatti q uesto dalla dispos;zione delle superfici articolari nelle varie pose dell'arto, le prove radiografich0 prese nei due atteg· giamenti estremi di un movimento, mi hanuo permess,• in molti casi, dal punto di vista medico-legale, dedurre quanto della meuornata funzione era la conseguenza di un ostacolo meccan ico e quanto era dovuto ad uno stato di contrattura riflessa o volontaria dei muscoli ; e mi hanno in tal guisa spianata la via, o ltrechè a fi ssare il pronostico, a stabilire anche le indicazioni del trattament.o per una eventuale corr ezione del difetto funziona.le.
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1:-1:'sEG:-.A~I ENT J CHIRURGir l f! JrA \ ' ATI DA LLE ULTIME <:UERRE 1 E CC'.
Agli stessi intenti ha risposto Assai efficacemente l 'elettri cità. E ssa. invero coi suoi esa,mi sistematicamente fatti ci ha sempre indicato in quali casi le alterazioni ner vose consecut.ive ai traumatismi di cui ci occupiamo erano l'espressione di quelle semplici nevrit i periferiche dovute all'alterazi one dei fi letti e delle terminazioni nervose d<.'lla r egione feri ta, ed in qu.1,li altri invece erano la const'!~uenza di le· sioni dirette dei tronchi nervosi pflr compressione <lei medesimi, od i mpigliamento di essi in nn callo, o sezione pa rziale o t otale. Che nel primo caso si è riscontrata all'esame un a semplice d iminuziotH' della eccitabilità farad ica e g alvan ica, e n el secondo si è ri u~eunta per giunta una inversi one della formula. Con,;eguentemente cambia,a il pronostico, lieto in quel riscontro, grave in questo ; e cambin,a ttnche il trattamento curat ivo il quale nel p rimo eYento r iducernsi a delle sed ute quotidiane o prnlnngate (da. 80 a f>O minuti) di correnu, cont inua ad nlta intensi tà (il massi mo tolfernto) sull'arto intero. al ternate con bre~·i sedute (cl i 10 a lo miauli ) di corrente interrotta su i muscol i pi ù compromessi; nel secondo e,·ento invece recla ma ,;a l'opera chi rurg ica precoce (sutura dei n ervi se zionati - asportazione di schegge - liberazione del tronco nervo~o dal e-allo osseo o dal tessuto fibroso impi gl innti o dall'ematoma compri mente), nella speranza di ottenere nn a restaurazione per lo meno parziale della funzi onalità nervosa. R ipetendo infi11e detti esami,, si sono potute consta tare le modifì.cazioui C'he col trattamento si avveraYano nelle reazioni, e si è · per conseguenza potuto ded urre quanto n ella lesione era di g ià defì . ni t ivo e quanto ancom suscettibile di miglioramento e qnindi abbisognevole <li ulteriori cure.
*** Il succedersi o, per dir meglio, il coincidere de.Ila guerra it.alotnrea colla micidi ale guena-balcanica, se dal lato umanitario lu costitu i to una calamità grandissima 1 è stata invece per la chirurgia d i guerra una fo rt,u111,ta combinazione, in quanto che ba permesso d i definire molte impor tanti qnestioni che non av~vano a vuto dalla guerra. mancinrica una completa soluzione1 uè potevano averla da una guerra coloniale, come la nostra, combattu ta con direttive tatti che e con mezzi logistici speciali. In primo luogo si è da tutti riconosciuto il giusto valore da assegnare all'azione vulnerante del fu cile di p iccolo calibro. Si è infa.tti d ii:nostrato che esso merita il nome di umanitario non perchè genera u n numero minore d i fer iti (cbè questo anzi è maggiore per la rapi dita d el tiro, per la penetrazion e possibile di parecchi indi-
INSEGNAllENTI OHIRORGIC! RICAVATI DALLE ULTI ME GUEURE1 ECC,
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vidui, per il più esteso raggio di azione e per il più copioso munì- · zionamento), nè perchè dà un · numero minore di morli (chè qt1esto · anzi è risultar.o più grande a causa dell'emorragia immediate, delle ferite mu ltiple nello stesso individuo, dl i quel le con effetti esplosivi e delle viscerali gravi); merita bensì questo nome per il fatt.o che le sne ferite, se non uccidouo, gua1·iscono con più facilità e prestezza, donde da una pri.rte un per cento di morti e di feri ti più cospicuo e dall'altra un per cento di g uarigioni più rilevante. Si sono stabi lite anche le differenze tra l'azione rlella palla cilindro ogivale e quella. a punta molto usata dai turchi. Si è notato che quest'ultima, essendo meno stabile sul la sua traiettoria, tende a rotare attorno al suo ass& trasversale tosto che ìnco11tra una resistenza, per cn:. colpisce il bersaglio non più colla sua punta ma obliquamente o di traverso. P er talP. meccanismo si sono a~nti orifizi i e tragitt.i assai più grandi; e, se pur le lesioni ossee sono risultate meno gravi, pit'.t frequente è stata per altro l'infezione del focolaio. Q,nanto alle ferite di artiglieria, si è anzitutto ancora una volta assodato ch'esse per numero sono d i molto inferiori a quelle di fucile e che se pur si deve ammetterne nelle ultime guerre un aumento, è tuttavia esagerata l'asserzione di alcuni osservatori che cioè il numero loro sia divenuto tale da eguagliare e persino da superare quello delle ferite di fucile. Ed iuvero se durante la guerra balcanica in alcuni reparti turchi, come ha riferito i l Lecombe, la proporzione delle prime fe rite ha raggiunto talora il 90 p. 100, ciò deve ritenersi un fatto eccezionale dovuto assai probabilmente alla circostanza. che detti r'e parti per scbi vare ad un dato momento la lotta a bre,e distanza hanno subito inaspettatamente g li effetti pit'.1 micidi11.li del cannone. Episodii consimili si saranno senza dubbio verificati tra le ordeara.b<J·turche durante la guerra libica. Nè meno concludenti sono state le osservazioni circa il potere vulnerante dei proiettili di art,iglieria. Tutti infatti hanno rironosciuto che le ferite prodotte sia da palle di shrapnell che da schegge di granata sono delle ferite assai gravi che la.cera.no le carni, frattu rano comminuta.mente le ossa., squarciano l'addome, il torace ed iI cranio. I risultati loro immediati sono deplorevoli, e le conseguenze tardi ve sono parimenti molto pit'.1 gravi di quelle delle ferite da piccole palle di fucile. Nella guerra italo-turca, come in quella balcanica., rarissime sono state le ferite d'armi bianche, e si è per lo più trattato di ferì te di sciabola.. Si è quindi da tutti ritenuto che la terribile sciabola-baionetta, lama corta e larga, pungente e doppi11.mente tagliente e che pur&
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IN'SEONAME:'\Tr CJIIRURG ! Cl Ri<'A\"ATl D ALLE ULTIME GUERRE, ECC.
fu assai so,ente utilizzata nell' una e nell'altra campagna, non la.sciasse .alle sue vittime il tempo di giungere ai luoghi d i cura. Il soldato turco ha fin troppo consen~ato il terrore di q uest'arma speciale sia italiana -che serba o bulgara. Una varietà di ferite tutto affatto moderne è stata quella delle ferite provocate dalle bombe lanciate dag li aeroplani; ma essendo queste bombe ripiene di palle di shrapne l!, le ferite rassomigliavano in genere a q uelle di artiglieria. Il precetto per lo inn an zi universalmente proclamato che cioè « la prima. me<licatura decide della sorte del ferito» ha trovato la più alta ~ completa esplicazione nell'altro che « quali si siano la natura e l'entità della ferita, è condizione essenziale per il buon andamento d i essa la p ronta disinfezione sua e dei suoi dintorni colla tintura di iodio e la medicazione conseeutiva con materiale asettico protettivo ». È risultato illfatti che q uegli eserciti i quali, come il nostro e l'ellenico, hanno presentato una. buona organizzazione del servizio sanitario, hanno Yista la mortalità delle feri te ridotta a minime proporzioni; ,quegli altri in,ece che, come il ser bo, il bulgaro e specialmente i l turco, banno d isposto di nn servizio sanitnrio affatto rudimentario ed insufficiente, hanno subita una mortalità cospicua a causa dei processi s uppurat ivi intC'rminabil i, del tetano, dei flemmoni gassosi e di altrettali cornplìcazioni. Si è quindi riall'ermato che la lotta contro lA. infezione è l'obbiettivo p ii:1 im por tante del p rimo momento e che tutti i medici militari debbono essPre istruiti snl trattamento razional,e d elle ferite; come si è al tamente deplorato l'impiego d'iufermieri volontarii non a ~ufficienza preparati, mentre si è riconosciuta l'impor· tanza per un'armata di disporre in guerra di un numero bast,evole <l' infermieri di professione bene istruiti sin dal tempo di pace. Infine si ò constatato q uanto :,;Ìa utile che ogni combattente porti cc,u sè un pacchetto di medicazione con cu i poter ricoprire immediatamen te le pl'oprie lesioni. Da una piccola inchiesta che ho fatto al riguardo tra i feriti ricoverati all 'ospedale militare d i Napoli, ho desunto che oltre la metà non a,evano fatto uso di detto pacchetto, perchè o ne erano sforniti, od, aYeudolo, non lo sape.ano usare, o non ne apprez za,ano cou,enientemente il valore. Presso i Greci invece ne fu fatto un uso sistematico, essendo state le tru ppe iu precedenza ammaestrate ed incoraggiate a servir :;;e11e. Perchè esso meglio risponda allo scopo si è da tutti nna.nimamente convenuto di costruirlo in guisa che il matPriale in esso compreso, oltre ad essere bastevole per coprire due ferite, possa essere spiegato ed applicato con faeilità da chiunque senza t ema che s'inquini, gnille si sia lo stato delle mani di chi l'adopera.
INSEG~AMENTI CHIRURGICI RICAVATI DALT,E ULTD!E GUB:RRE 1 ECO,
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Bene accetta del pari è stata la proposta del dottor Antoniu di dotare i n tempo d i guerra tutto il personale sanitario regolamentare di tintura di iodio contenuta in una bottiglina contagocce dopo avere .ad esso impartite le istr uzioni sul modo di usarla. Ma non di queste sole conclusioni, le quali d'altronde non sono che semplici ribadimenti di quelle ricavate dalla campagna manciurica, si è tenuta paga la chirurgia di guerra. Ben altri problemi di altissima importanza sono stati da essa, in occasione delle ultime campagne. proposti e dibattuti. La discussione più animata si ~ avuta circa il modo come regolare la intensità dell' evacuazioni dopo una grande battaglia. Due correnti contrarie si sono affermate in proposito. La prima ò rappresentata da coloro, i quali cousiderando che ai feriti in genere riesce di grande sollievo e vantaggio l'essere curati lungi dalle operazioni militllri ed in un ambiente veramente ospedaliero, hanno consigliato gli sgomberi in massa, eseguiti nel più breve tempo possibile. «Riflettete» essi dicono « a quanto è successo nella guerra « mauciurica, nonchè in quella marocchina, libica e balcanica. L'eva< cuazioni totali furono la regola, fatte per lo più in condizioni di « trasporto eccezionalmente disagiate; eppnre esse non hanno in modo « sensibile aggravato il pronostico delle ferite. Le cifre dei decessi « furono minime, ed in complesso le sofferenze dei pazienti furono « compensate dal genere delle cure che li attendevano negli ospedali « di riserva e dalla calma ristoratrice che ivi trovavano >. Contro questa concezione semplicissima si sono scagliati iu.,ece i seguaci dell'altra corrente, a capo dei quali è il Delorme che dava, or non è l'!!olto, il grido di allarme in seno all 'Accademia di Medicina di Parigi . .i Sono delle e,acuazioni massive> diceva l'eminente -chirurgo « senza temperame nti, precipitate e precedute dalle med ie cazioni a tanto all'ora; sono v ere concezioni amministrntive, i n cui • vi è molto meccanismo e poca pietà». Posta nei termini suindicati, la quistione darà sempre appiglio a controversie. Non si potrà infatti da nessuno disconoscere che vi sono delle ferite, come le cavitarie, le quali richiedono di essere assolut.amentti curate sul posto, perchè il trasporto a distanza, comunque eseguito, riesce loro dannoso. D'altronde è parimenti Ja tuttiricouosciuto che, se in q nesta sorte di feriti occorre iuter't'enire, l 'inten·en to perchè sia efficace dev'essere precoce ; or bene, questa condizione, dirò così 'indispensabile, verrebbe a mancare qualora si aspetti che i feriti siano g i unti nella zona delle retrovie. Ne l'ospitalizzazione è necessaria solo per l'intervento primitivo, ma essa è ancora richiesta per le cure consecutive, perchè occorre sorvegliare le ferite in parola, evitarne l"in-
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IN8E(:;s' A.\ th:NTI c nrn unraCI RICAVATI DALLE ULTDIE GUEltR~~. ECC.
fezio ne esogena, intervenire a ll'occorrenza qualora insorga una comp licazione. Vi è poi un altro genere d i feriti i quali, pnr potendo esser6 assoggettati al trasporto, ricbiedono che q uesto sia il più breve posi,;i bile e sia fatto coi mezzi più acconci. Tali sono i ferit i degli arti. S i ricordano pur troppo con orrore i deplorevoli risultati che per ta.E lesioni si svno a vnti in quelle battaglie in cui le necessità belliche hanno r ichiesta l'evacuazione ad oltranza ron mezzi improvvisati i e di siffatti dolorosi esperimenti io sono stato in Lib ia più volte spettatore, e confesso che solo la n ecessità impellente d i sottrarre al pil'.1 p resto i nostri feriti alle turpi violenze di un nemico feroce e selva.ggio potern fram.re J,e gravi ri bellioni del cuore. G uardiamo ora il r ovesc io della medhglia, consideriamo cioè i ,an· taggi delle evacuazioni in massa. Li abbiamo sperimen~ati noi nella guerra libica, come li La.uno sperimentati gli eserciti alleati nella guerra balcanicti. Essi sono stati incalcolabili 1:-d hanno compensato largamente gl'inconvenienti con t rapposti. I feriti vi si attaccasauo come ad unica ancora di sai vez7.a, e non a torto, perchè, mercè loro, sfnggivano ai d ue l)iù terribili nemici : l'ingombro, fon le costaulG d'infezion e, e la g rande depressione morale che annienta qualsia i re · sistenza organica. Io quindi, con tutto il rispetto dovu to al prof. Delorme ed ai suoi seguaci, propendo per i trasporti in massa esegui ti al più presto possibile, però a due condizioni imprescindibili: !a primi:i, cioè, che al trasporto immediato siano sottratti i feriti con lesion i cavi tari e; la seconda, che ogni. esercito disponga sin dal tempo di pace di mezzi cli trasporto, i q uali per qua]ità e quanti tà rispondano allo scopo. Molt i ancora sostengono che la o,:;pi talizzazione così come occorre per i feriti al capo od al petto od all 'addome, sia irrealizzabile date le circostauze d i t empo, d i luogo, di materiale e di personale, di cui si dispone in p rima linea. l\Ia io non divido il pessimismo d i costoro, e mi permetto d'insi stere ancora un a vofra sulla possibilità d i per· fezionare la nostra organizzazione sanitaria di campagna in guisa dii. render e realizzabile ciò che oggi sembra un'utopio. I mezzi non maucano ; è qui.;;tioue di volersene provvedere e di sapersene servire e so pratut.to di approntarli sin d a l tempo di pace. Già qualche nazion e è sulla buona via, e n on occorre che proseguire e non arrestarsi nei perfezionamenti. La Francia, p. es., ha le così dette ambulanze immobi lizzato che sin dal 1910 hanno sostituito gli antichi ospedali da campo e che posseggo!10 un personale ed un materiale ospedaliero n onchè chirn rgico sulfìc iente perchè v i si possan o non solo operare i
I'.IIS EGXAYENTI CH1RORG[CI RICAVATI DALLE ULTIME GUERRE, ECC.
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feriti cavitarii, ma, ciò che più importa, assicurare loro le cnre consecutive. Basta adunqne moltiplicare queste ambulanze, perfezionarle ancora un poco completandone se è il caso il caricamento e rendendone possibile e facile il rifornimento. Più vitale è ancora la seconda delle condizioni da me poste, quella cioè riguarclante i trasporti. Non si può rimanere più sordi alle voci di protesta e d'indignazione che d'ogni parte si sono levate durante le ultime cam pague contro l'insufficienza e la improprietà dei mezzi use.ti a tale scopo. Ad essi sono state attribui t e in massima parte le complicazioni che hanno accompagnate le ferite; P, Fraeukel ha persino parlato di una elevazione termica segnante 40°, 41 °. Kè ciò deve meravigliare quando si pensi che t,utti i poveri infortunati , qualunque si fosse la loro lesione, ,eni vano assoggettati a trasporti di centinaia e centinaia di chilometri s11 carri improvvisat-i, male costruiti e male attrezzati. Altri mezzi adunqne occorrono, altra preparazione. Nè è da attendersi che le vie ferr.:1te od acquatiche siano sempre a cosi bre~·i distanze dai luoghi dei combattimenti d,,, permettere il carico dei feriti sui treni o sulle navi ospedali servendosi. del semplice trasporto a mano o con barelle. Unica risorsa da t utti oggidì riconosciuta rispondente allo scopo è quella. dello impiego delle vetture automobili req uisite sino dal tempo di pace ed adattate ,;econdo le ingegnose propo3te fatte dagli studiosi dell'argomento. 'rali mezzi di trasporto avrebbero, oltre il vantaggio della rapidità e del conforto, l'altro di non ingombrare le colonne, potendo essere relegati al posto di :iuelli della sussi:st,enza, donde, stante la loro velocità, si porterebbero agevolmente là dove si dovrebbf'rO utilizzare. In Libia noi ci !-iamo serviti, a guerra inoltrata, dei camions disponibili, i quali resero dei vantaggi inestimabili. Ma i carnions, se si prestano bene per il trasporto del materiale, non rappresentano che un cattivo ripiego per il trasporto dei feri t i e malati. Inoltre durante il periodo attivo della campagna essi non potranno per lo più essere messi che in guisa assai limitata ed aleat.oria a disposizione del servizio sanitario, dovendo rispondere ai bisogni più impellenti. Bisognava quindi cercare mezzi più convenienti e più prat.ici e si è ric:orso perciò alle numerose vetture automobili da passeggio e del turismo. La difficoltà da superare era quella di adattare le loro carrozze ordinarie con un dispositivo speciale capace di ric:evere dei feriti coricati, pur servendosi come materiale di attrezzamento, di quello che si può trovare dapertutto ed utilizzando specialmente il materiale sanitario ordinario. Esperimenti di questo geoere sono stati fatti sn.
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1:--SEONA~IKNTI C flJRURGICI RICA\-ATI DALLE ULTIME GUERRE, E CC.
vasta scala da varie na zioni, e dalle relazioni compilate al riguardo risul ta che essi sono riuscit i soddisfacenti . Queste vetture automobili attrezzate non serviranno certamente per gli sgomberi a grandi distanze, i quali non possono essere altrimenti eseguiti che su strade ferrate e per vie acquee. Serviranno invece per fare i percorsi più o meno lunghi su strade rotabili sia per il trasporto dei malati e feriti dai primi luoghi di cura agli ospedali avanzati, com'anche per il trasporto di e..si da queste formazi òni sanitarie a i t reni od allo navi ospedali. In tali casi il treno automobilistico del tipo sopradescritto sarh per comodità e celerità di gran lunga superiore ai t raspor ti an imali e potrà anche rimpiazzare i treni ospedali in quei luogh i in cui mancano le ferrovie. Resta a stabilire quali e quanti sarebbero i feriti che dovrebbero essere caricati su queste vetture automobili . A tal uopo occorre avere presenti le idee che regolano oggidì l'importante servizio degli sgomberi, idee basate sulle necessità militari e sui dati tecnici. Astrazione fatta. dagli uomini leggerissimamente feriti che dopo la medicatura pos:iono immedi,itamen te riprendere il loro posto tra le file combattenti, l'esperienza ha dimostrato che su 100 feriti vi sia.no 25 intrasportabili, i qua.Ii, giusta le idee sopra esposte, avrebbero bisogno di essere ospitalizzati sul posto o nel le vicinanze immediate mercè tra· spor ti a braccia o con barelle: 75 trasportabili, ma. questi a loro volta si dividerebbero in due categorie: i non evacuabili e gli evacua.bili. Questi ult,imi al numero di 25 p. 000 potrebbero, anzi dovrebbero, al più presto possibila con q ua lunque genere di trasporto essere diretti alla prossima stazione ferroviaria od al più vicino luogo d'imbarco, e di lì inviati ag li ospedali territoriali. Resterebbero i non evacuabili a.l numero di 50 p. 100 rappreseutati da feriti gravi che reclamano cure chirurgiche metodiche e continue e che perciò, sep ossono sopport are un trasporto ben fatto di qualche diecina di chilomeiri, non possono essere esposti impunemente a centinaia di chilometri di viaggio. Sarebbero questi feriti adunque che a preferenza si avvantaggerebbero delle vetture automobili attrezzate, sulle quali caricati nelle condizioni più favorevol i sarebbero inviati verso i centri ospedalieri prossimiori . Quivi verrehbero loro apprestate le cure più urgent i, rinnovate al· l'oc('orre1n.a le medicature, accomodati o rifatti gli apparecchi immobilizzanti e via d icendo. Soltanto dopo questa sosta più o meno lunga secondo le circostanze, t!ssi sarebbero, colla calma ed il metodo indispensabili, trasportati dai treui di sgombero verao gli ospedali territoria li.
CUNICA CHI RURGICA GENERALE DE LLA R. UNIVERSITÀ DI TORINO diretta dal Prof. Sei.. A. c.~nu:
Nota sperimentalo sulla legatura della vonil caYa inferiore per \'Ìa endotoracica Pei d ottori cap. med. Chlronl Pietro e Giordano Giacinto, assistenti
Avendo uno di noi eseguito sperimentalmente l'allacciatura della vena cava. superiore per via endotoracica (1), impiegando sempre il metodo Meltzer-Auer con l'apparecchio modificato dallo stesso Giord ano 12), abbiamo praticato su sei cani e sa due conigli la legatura completa della vena cava inferiore nel torace, per constatare la qualità. e la durata dei fenomeni letali che si producouo in tali animali, tenendo in ispecie.le considerazione sia la maggior facilità. e rapidità dell'operazione, sia. il minor traumatismo che si arreca operando in tal guisa, e ciò in confronto con ! 'e sperienze di altri autori che pro· cedettero per via laparatomica. Già conosciamo, in seguito aJle complete ricerche del Leotta (3), che, in casi di lesioni gravi della vena cava inferiore, la sua allaccia.tura è ben tollerata se fatta nel tratto intermedio tra il confluente delle due vene iliache e lo sbocco del1e emulgenti, mentre se l'allacciatura cade tra le dne vene renali essa è solo toJlerata nel 7G p. 100 circa dei caai, ed infine è sempre mortale qnando essa viene praticata bruscamente - ossia non preparata da una precedente stenosi, secondo gli esperim~nti fatti dal Purpura (1), - a qualunque livello venga eseguita, sempre per via addominale. (~L1este ultime esperienze sono in cont.raddizione co11 quelle de l Raia (5), che sostiene di essere la legatura della. vena cava inferiore ben tollerabile a qualunque aJt.ezza. ( 1) GtonDANO G . Esperienze s,,lla leyatitrn della t'ena cara superiore per via tndotoracica. - Giornale della R. Accademia di )[edicioa, ,·ol. X\'JII, Anno 1912 (2) lDElr. - Apparecchio per la narcosi ad insnUlazione i 11tratracheale continua e per la narcosi con maschera ad iperpressione. - Comunicazione alla R. Accademia di )fcdicina, nella seduto. del 16 maggio 1913. (3) LEOTT.\. - Sulla legatura delle grandi vene del corpo. - Il Policlinico, Sezione Chirurgica, Fase. 12, Anno 1912. (4) PunPUJtA. - Sulla legatura della l'etia cam inferiore. - Studio sperimi-ntale. Memorie chirurgiche pubblicate in onore di E. Bottini. (3) RAIA. L egatura della vena ca~a inferiore. - Gazzetta Jnte rnnzionale di Medicina p ratica, Anno 1904.
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::-.:OTA SPERIMENTALE, ECC,
Noi abbiamo proceduto n el modo seguente: previa 101ezione da mezzo ad 1 centigrammo di morfina .per ogni chilogrammo di pe., o dell'animale, abbiamo intnbati e narcotizzati con etere guattro cani del peso m edi o di circa 12 chilogrammi. Fissatili sul fianco sinistro, .abhiamo poscia. praticato un taglio intercostale, che cada nel V o VI spa:r.io ài destr.a, della l unghezza di c irca 10 centi metri. Divaricate le coste con nn autodi~aricatore e spostato il polmone con delle compresse, appariva subito la vena cava inferiore con accollata alla sua faccia anteriore il nervo frenico, da cui veni.va separata con particolare cura. Ad evitare inutili ripetizioni diremo che la l egatura ,era praticata con un robusto laccio di seta, o subito sopra al diaframma, od iu vicinanza del pericardio, opp nre n eJla p osizioni:, intermedia. Terminata l'a!la.cciatura ed iperinsuffiato il pol mone, onde cacci are l'aria dal cavo pleurico, v eniva ermeticamente chiuso il torace con la s utura. In media ladnrata totale dell'intervento era di circa 10 minuti primi. S ubi to dopo la legatura della cava inferiore compaiono notevoli aritmie con frequenza di respiro, che si fa molto super ficia.le. L'animale non si desta più dalla narcosi, non e mette orina. spontaneamente e muore in un per iodo di tempo variabile da 15 minuti ad 1 ora: solo in un cane dopo 3 ore. I due conigli son o morti in i.:il'CtJ.. 10 minuti primi, il cbe si com· prende faci lmente data la loro m inore resistenza. Infine su due cani gicvanissimi è stata praticata la legatura, senza che essi siano stati antecedentemente morfinizzati e con leg· gie1·a narcosi eterea, vincendo gravi ostacoli per la. loro irrequietezza e per la difficoltà dell' intuhazione, allo scopo di comprovare quanto afferma. il Reerink (1), cioè essere l'allacciatura brusca della vena. cava inferiore, anche al disopra defle due vene renali compatibile con la vita « quando si scelgano animali giovani, si proceda asetticamente e sotto lE>ggera eteronar ~osi (senza morfina o cloroformio) >. In tutti i casi abbiamo praticato l 'autopsia, oltre ohe per constatare se l'allacciatura non avesse ceduto, anche per esaminare gli organi addominali e toraci ci. In essi abbiamo inoltre eseguite iniezi-0ni di sostanze colo ranti aa una delle ,ene femorali e riscontrato sempre ostacolato il l oro passaggio a li vello del J:;1 l egatura, ed iniettate delle anastomosi soltanto q ualche v ena diaframmatica ed intercostale inferi ore. ( 1) Rr:1m1...,.K. Ueber die lVi rk,,mg der Cal'a1111terbindun;en auf die N1:C,,en. Zcnt ralb. flir Chir. , Anno 1!)08, n. 43.
NOTA SPERIME:-rTAL E , E C\'.
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Il reperto necroscopico è stato il seguente : congestione e dilatazione venosa di tutti i visceri addominali, specialmente dello sto· maco; fegato fortemente congesto ed indurito; nella milza chiazze emorragiche; i reni, mentre negli animali sopravvissuti poco tempo non presentavano che un' inten:;a. cianosi, nel cane sopra vissuto tre ore si presentavano aument,ati di volume, di colorito bleu-ardesiaco, fortemente congesti, ed aperti, lascia vauo fuoriuscire sangue nerastro, con accumulo di una scarsa quantità di sangue sotto la capsula, ed emorragia puntiformi nelle due sostanze corticale e midollare. La vescica generalmente vuota, nel cane sopravvissuto tre ore ne conteneva una scarsissima quantità fortemente albuminurica. Nè meno interessante era il reperto degli organi intratoracici, eguali in tutti i casi. I polmoni erano leggermente congesti e piccoli pezzetti posti in acqua galleggiavano. Il cuore presentava l'orecchietta destra piena di sangue nerastro, ed il ventricolo destro conteneva sangue in scarsa quantità con pareti congeste; l'orecchietta sinistra, vuota ed accasciata, col piva spesso pel suo colorito pallirlo, ed il ventricolo sinistro tene,a anche poco sangue liquido e nerastro. Il cervello infine fu sempre riscontrato molto anemico. Il risultato di queste otto esperienze ci dimostra che la legatura intratoracica della vena ca,·a inferiore è sempre mortale, e l'esito letale è ancora più rapido che nella legatura eseguita per via adòominale, a l disotto del diaframma e al di sopra delle vene renali e sopraepatiche. Con tutta probabilità la morte non va tanto attribuita, come il Leotta afferma, all'insufficienza renale acuta ed epatica, quanto a disturbo meccanico circolatorio, più sensibile quanto più alta è la legatura, per la maggior quantità di sangue che viene sottratta dalla circolazione, non per la qualità del sangue stesso (delle vene renali, sopraepatiche, ecc.), ed eventualmente all'anemia cerebrale acuta, che costantemente abbiamo riscontrata. Infatti quando l'animale muore -in un tempo cosi breve, come noi a.bbiamo osservato e come il Leotta stesso afferma, cioè da 1 a 3 ore, non pare probabile che la esclusione della funzione renale ed epatica possa essere molto efficace, quando si pensi che tanto l'uomo quanto gli animali da esperimento privati completamente dei reni, possono soprav\·ivere perfino vari giorni, ed .anche quando si sopprime la. funzione epatica, deviando la corrente sanguigna portale, la morte sopravviene dopo vario tempo e non mai rapidamente. Le conclusioni poi del Reerink, che non concordano affatto con le no3tre esperienze, ammettono come condizioni necessarie al suc<:esso alcuni fatti di cni a priori riesce assai difficile ad apprezzarne
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NOTA SrEnIMENTALE1 ECC.
l' importanza. Per c10 che riguarda l'asepsi, a parte che in qualsia.si esperienza è noto che i risultati in tanto valgono in quanto l'ope· razione è stata da ogni punto di vista praticata asetticamente, sta. il fatto che non si comprende l'importanza di una eventuale infezione in anima.li cbe muoiono in })Oche ore; per quello che riguarda la giovinezza degli animali è noto che questa è condizione favorevole al ristabilirsi del circolo collaterale ed è per ciò sempre in questi che occorre sperimentare; e per quanto riguarda la morfina ed il cloroformio, è certo che aggravano l'intossicazione, ma la loro importanza ci sembra molto sproporzionata alla gravità dei fenomeni ed alla rapidità. con cui la morte sopravviene. Noi concludiamo perciò che la maggiore gravità dei fenomeni dovuti alla legatura della vena cava inferiore man mano che si avvicina al cuore, non è tanto dovuta all'esclusione della normale funzione dei varì organi che vengono compresi sotto la legatura (rene, fegato, ecc.) quanto all'accentuarsi del disturbo meccanico per la corrispondente diminuzione della massa sanguigna, che viene esclusa. dalla circolazione, e secondariamente all'anemia cerebrale acuta. Torino, luglio 1!113.
CA SUISTIC A CLI N ICA UN A~XO DI S ERVIZIO CHIRURGICO :N'EL 1G0 OSPEDALE DA CAMPO IN MISURATA.. - Rendiconto clinico del capitn,no medico Antonino A m cnta. Comandato in Libia dopo la conclusione della pace ed arrivato nei primi dd gennaio 1913 a :\Iisurata, quando le operazioni di guerra era.no da un pezzo cessate non potei prestare le mie cure che a quidcbe arabo ferì Lo nei combattimenti: dell'autunno, ed ancora sofferente per essi. Tut.tavia essendo stato istituito poco dopo il tratta to di pace un ambulatorio indigeni del quale mi venne affidata lri direzione dal locale direttore di sanità. ebbi itgio di vis itare e curare molte affezioni chirurgiche delle quali riferirò brevemente. L'ambulatorio indigeni di Misurata messo ul timamente in ottimi locali e provvisto ampiamente di materiale chirurgico a. cura di ques to ufficio degli nffari civ i li è sto.to sempl'e molto frequentato dagli indigeni arabi ed ebrei, e vi banno, succe!'lsivamente prestato servizio ottimo i tenenti medic i Graziola, Guerra e Bott;ari. Per dare un'idea delle mnlrittie curate vi r iporte rò il s~guente specchietto desunto dalla s tatistica dell' unno ll)13. !3247 3:207
Malattie mediche. Id. chirurgiche. Id. oftalmiche . Id. veneree e :.ifìlitiche Id. cutanee e contagiose Id. traumatiche comuni ld. traumrttiche di guerre.
4578 6764 1887 GD6 79
Totale.
1946S-
Fr& le malat tie mediche predominano i disturbi dell'apparnto digerente ed or-gnni annessi (gast riti, enteriti, ittero catarn\le) dovuti alla. cat tiva ed incollgrua alimentnzione: dopo viene la malaria, s pecialmen te fra gli fodigeni di Taorga dove v i sono molte paludi e acquitrini; fra le chirv.r9iche : ln tubercola re linfatica ed ossea; fra le ottalmiche : il tracoma diffusissimo con tuttf' le s ue inevitabi li consegue nze e complicazioni: ulceri cronee.li e leucomi an tichi passati ad esiti insanabili. Fra le malattie veneree predomina. la sifilide prima della nostrn occupazion& non mai curata e che qui assume l'importnnza di vera piaga socia le perchè non tutti vengono o. curnrsi, e molti dopo che hanno s ubita la. prima iniezione di cal ome lano, non tornano pii1 all'ambulatorio, per cui si moltiplicano i contagi. L'ulcera. venerea poi assuine una speciale virnlenza forse a caus a dd clima: tnor.:, vero che nei nostri soldati contaginti di essa, fu quasi sempre c.omplica ta a d nrlenite, e l'ulcera stentava. e. guari re n<>nosb10to le ripetute giornalie re medicazion i. (9 - Giornale di medicina mi/llar·t. - Fase. IV.
290
CASUISTICA CLINICA
:Frn le malattie cutanee diffo,issime sono lo. tigna e l" scabbia, nonchè piagho ed u !cere fllgedeni ch e del tipo di q uclle descritte recentemente dal dott. Mazzoloni n Tripoli e dovute al bacillo fusiet'orme di Le Dante-\"irw,,nt (1). Quanto r,gli inter, en ti chirurgici che potei e8eguiro tanto s ugli indigeni borghesi che milirari (bianchi ed indigeni) collo. valida. assistenza dei tenenti m edici Fonniggini Manlio ed Oggero Cesare, forono molteplici siccbè IJo stimato coovenieute riun irli nei seguenti quattro specchietti. a \ OPERAZIONI SU LLE OS8A ED AR'rlC'OLAZIO:<IT.
1 ruppa •
Craniotomia. Amputazioni
:(
rlello. gamba dell',wnmbracçio .
I
Tota I d
(\
6
3
3
2
2
o
8
I
:!
scapolo-omero le del ginocchio
Resezioni.
Indigeni
1
medio husoo. Disarticolazioni
I
Ginocchio Comito
Sequestrotomia
2
R eMzione costale a llo. Estliinder .
l
Ra~chiRmenti (costole, gomito)
2
3
Osteorrafio. ed innosto osseo. .
3
3
3
o
Fratture (5 gamba, 1 clavicola)
3
co.,.-oferoorale
l
2
Distorsione tibio tarsi che.
6
6
Gonoemartro traumatico.
2
LussR7.ione .
) scapolo omerale
2
- -- - - -- Totole .
16
27
43
L n craniotomia r iguarda un arabo i l qnnlc accidentalmente r icevette un colpo di fucile (~fartioi) con solo foro di entrati\ in 1..orris pondenza d ell'arcata sopraciliaro destra con fuoruscita di sostanza cerebrale ed emorragitl. Bencbè ferito poche oro primo. ar-rivò 111 mio r f'parto in completa incoscienzn, con emiplegia sinistra
( l) A. :\[Azzousr - L 11/cera f,{g,dmica a T r ipoli. Anno U) 13, png. 5Htj o 9,,g. 0
Policlinico, Sezione Pratica.
CASUISTICA CLINICA
291
e contratture muscolari generalizzate a destra. Cloroformizzato il paziente ed al, l a.rgato il foro di entrata con i l craniotomo Doye n, estrassi varie scheggie cra-
niche infossate nella sosta1,za cerebrale, ed eseguii la emostasia dei vasi cutane i, però per qu~nto avessi sondata la ferita ed il s uo tragitto nnche col dito non riusci i a t ro\·are il proiettile che si era incuneato profondamente nella base cranica. Zaffai la ferita con garza al iodoformio, dopo avere as portato tutti i cenci di sostanza cerebrale s pappolati. Sviluppatasi la meninge-encefalite il feri to cessò <l i vivere dopo cinque giorni. L'au topsia di mostrò la perforazione del lobo fron tale, del nucleo caudato e le nticolare e della capsub io terna, mentre il proiettile ( bossolo di fucile Martin i) s i era arrestato cont ro l'osso occipitale. Delle cinque amputazioni dell:i gamba, quattro furono eseguite per rettificare i monconi consecutivi a lla caduta del piede per cr.ngre na si1umetr1ca ddle estremità (malattia di R eyoaud) casi che vennero da me riportati in al t ra pubblicazione di questo giornale (1) ed a i· quali devoaggiuugerne uu quinto reccntemeute -osserv,ito in persona di una bambina di quattro anni circa, da Zaviet ebo presentava. cangrena e distacco completo del p iede destro, per cui si dovette a mputare l o. g amba al terzo inferiore. La o• amputazione venne eseguita per artrocace del piede destro, pe1· il quale -si era tentr,ta prima infruttuosamente la artrectomia . l a G• amputazione all'ava mbraccio s inis tro ve nne eseguita per ferita d'arma -da fuoco con asporta?.ione del 1° e 2° dito e consecutiva caogre oa delle ossa -del carpo e della mano. L'infermo proveniente da Sli ten arrivò a noi dopo circa q uattro mesi dalla lesione, nè fu possibile limitarsi alla disarticolazione -del polso. D elle tre disarticolazioni. quella medi,t t.usea (Chopartì fu eseguita. in uno d e i casi di cangrena asfittica, che ebbe anche a mputata l'altra ga mba: quelfa sc,\polo-omerale per antica ferita d'arma da fuoco di grosso cl\libro con perdita dell 'avambraccio e semi fis tolosi al braccio; quella del ginocchio per antica frattura -0omminutiv>\ della tibia forse da ferita d'arma da fuoco, e con principio di cancrena. L'infermo dopo guarito fu provvisto di un appa recchio di protesi che gli .p ermise di camminare comodamente. Delle due rfsezioni entrambe per csteos inov ite tubercolare, quella del ginoc-chio venne eseguita col metodo Durl\nte, e quella del gomito con incis ione a baion e tta alla Ollier. Delle 8 sequestrotomie, 4 vennero eseguite sulla tibia per carie ossea antica: una sulla clavicola, una s ull'omero, una sul cubito ed una sul masce llare iofeTiore, tutte con esito favorevole. La r esezione costale alla. Estliinder venne operata in un soldato affetto da em'Pfemn. consecutivo a tifo: le sue condizioni però erano talmente gravi che non potè vincere la grave adinamia. in cui era caduto, e soccombette dopo alquanti giorni dall'operazione. Venne eseguita. una sutura ossea. del bordo al vt>olare del mascellare inferiore distaccato in seguito a trauma, con buon risultato: mentre non a ttecchì un innesto osseo praticato su i tlue monconi della tibia ,li un arabo affetto da frn.ttura commiuutiva e con perdita di un buon tratto id diafìsi; per l'innesto avno u tilizzato
( I ) IU!ENTA, - Canirena aimm~trica deUc C8lrcmità. t are. Anno 1913, pag.
Giornale medicine mili-
292
CASt;ISTICA OLINJOA
un pezzo di costola tolto colla resezione alla Estliinder suaccennata. Successivam1:onte nello stesso individuo venne eseguita la sutura. ossea del moncone centrale della tibia con quello periferico del perone resecato, ed il successo sarebbe stato buono~ se l'arabo non avesse preferito, nella sua ignoranza fatale, di farsi curare dai suoi tabi b. Delle lussnzioni, l'una coxo-femorale in uu soldato venne ridotta. col metodo Desprez-Bigelow (estensione, abduzione e rotazione interna) e l'altra sca.polo-omernle in un borghese italiano col metodo Kocker. In due casi di emartro traumatico del ginocchio ne venne eseguito lo svuotamento mediante puntura col trequarti, e successivo lavaggio della cavi tè. sinoviale con soluzione di siero fisiologico. b) ÙPERAZIONl SU L TRONCO E ORGANI GENJTAT.i.
Trup pa
I
1n11igcni
I
Totale
Laparatornie
2
2
4
Ernie ingnino.li
5
16
21
-
Ernie della linea alba
l
Idroceli
4
7
11
Varicoceli
G
-
o
I
-
E ctopia test,ico lare inguillflle (Bassini)
.
l
1
L infoadeniti inguinali e crurali
IIS
2
120
ascellari
4
-
+ 3S
5
26
Id.
Fimosi (congenite e vencr('e)
:!8
I niezioni endovonose di Salvarsnn
21
A scessi e flemmoni gravi.
11
-
Fistole anali (termo caut.orio)
7
-
7
E• morroidi
3
l
4
E•,matocele traumatico .
I -
l1
I
o perazioni ostetriche: estrazione cefalica T otale .
222
l
I
1
34-
2.;o
Delle due lapnrntomie sn indigeni una fu fatta in una donna di circa 35 anni di età per g rosso cistoma ovarico che contenevn circa 12 chili di liquido denso verdastro di aspetto colloid,de, e ch e gmiri di prima intenzione con grande soddis fa1.i one d ei parenti e conoscenti che In credevano spacciata. L'altni si esegul per no tumore nella fossa ileocecnle della g randezza di un grosso uovo, di consisten1.a el,,sticn, a superficie bernoccoluta che involgen, e s t roz2ava buona parte del cieco e rolon nscendente e che non potò essere nspor-
OASUISTICA OLI~ ! CA
293
i;ato (epitelioma o tubercoloma) per cui si procedette alln s utura lntero-laternle fra il colon trasverso ed un'ansa del tenue. L'infermo, un negro del Fezzan, di circa 35 anni, benchè nc,tevolmente deperito, guari rapidamente e ritornò a piedi a l suo paese. Dell.i due laparatoroie eseguite s u militari, una per ferita d'arma da fuoco (rivoltella) con solo foro di entrata all'ipocond rio destro con ernia intestinnle ed emorragia riguarda va un muntaz dello squadrone Sa.vari. Incisa la parete add\Jminale al disopra e al disotto del foro di ent rnta si svolse l'intestino e sopra un'ansa intestinale del tenue alla dis tanza di lU centimetri s i constatano due fer ite trasversali interessanti t utta la pa rete con estroflessione della mucosa; regolarizzati i margini, se ne pratica la sutura a s trati, un primo a punti continui, interessante la sola mucosa, ed uu secondo pu1·e a pant i continui interessante la s ierosa, ed un terzo a puuti s taccati alla Lernbert. Si chiude la parete addominale a strati lasciando un drenaggio alla Mikulicz. li ferito deccsse 36 ore dopo l'operazione per setticemia. L'altra si eseguì per appendicite in persona d i un maresciallo degli alpini prov p11iente da Beni-Ulid (Orfella ). Era un indi,·iduo robusto, a veva fatta tutta la -campngoa, nè neila sua famiglia v1 er,ino s ta te malattie ereditarie. Egli un anno prima aveva sofferto itterizia e successivamente stitichezza. abituale. Nei primi di settembre si ammalò di febbre che per i suoi caratteri parve di intoss icazione · i ntestinale. Il 20 settembre fu colto da forte colicn. accompagnata da vomito e forte dolora bilità al punto di Mac-Burney. All'E . O. si riscontrò turucfazione alla regione ileocecale e difesa muscolare della parete addominale. Polso piccolo, frequente, temperatura 39°. Stasi fec.ale completa. Si fece diagnosi di appendicite. Succe 0 siva.mente tu tti i sintomi a ndarono scomparendo, l::l. f ebbre cessò a metà di ottobre e rimase solo l'indurimento nella fossa ileoceoale, la cui compressione suscitava un po' di dolore. In tali condizioni il 13 novembre entrò nel mio reparto. L'infermo dichiarò di essere diminuito in pochi mesi di circa 35 chilogrammi del suo peso quando stava bene. Da più di un mese non aveva più febbre. Il 17 novembre si praticò I 'operazione. Ma con sorpresa, dopo il taglio lungo il muscolo retto addomin11le e I 'apertura del peritoneo, dovetti constatare che questo era aderente alla tumefazion e sottostante, e che stt di esso vi erano dei g rossi grnnulomi ai q uali oltre l'appendice aderiva anche il margine del grande ome nto: cauta1nente andai distaccando le aderenze dell'appendice, ed asportai le g ranulazioni che aclel'ivano al p e i-itoneo parietale, resecandolo pure. Dis tar:cato e legato il mesentere dell'app endice, non essendo prudente dis taccare da questa le grannlazioni e le a derenze del grande omento: il margine di questo viene reseca to con snturn a catena ed nsportato assieme con 1111.ppendice, previa formazione di un manichetto siero-muscolare che viene suturato al disopra. dell1\ n11:cosa introHessa. Affondamento dt>l moncone dell'appendice nel cieco, con sutura a borsa di tabacco. Toeletta ed emostttsia del cavo peritoneale. Sutnra a piani delle pareti addominali. Drennr,gio alla Miculicz che viene tolto dopo 24 ore. "' Il decorso post operativo fu ottimo, tranne nn piccolo ascesso del!e pareti che guarl per seconda. in pochi giorni. L'infermo il 13 dicembre venne imbarcato sull11. N. O. pe1· essere quindi inviato in licenza di convalescezna. Dall'esame del pezzo ll.Sportato come dal decorso subdolo della malattia ho potuto far diagnosi di tubercolosi appendicolare complicanza non infrequente nella tubercolosi pulmo-
29-1
CASt:'lSTICA GLINICA
nare (1) benchè nel nostro caso mnnchi ogn i nitro s in tomo al riguardo, anzi l'operato mi scrive dal suo paese che ora sta liene, mangia tu tto ed è 1>umentato di circa 20 chilogrammi di peso. Le ernie inguinali vennero tutte operate col metodo Bnssini,, e sutura in cat g ut, e tutte guari rono di prima intenzione . Di esse la più voluminosa fu quella di un capo arnbo (:--c heilh Dat\,r Mohamed El Ulad,rni) dell'eb\ di 70 anni che arrivin-a sino a nwtà d e lla coscin, un vero erentramento: nonostante la difficoltA di far rientrare l'intesti no, per le numerose ade1·en~o, si ottenne la guarigione per prima: rimase un ed,,ma noterolo d,,110 scroto che ;;enzl\ altre cun· andò spouta· n eamcnte ri ns;;o rhend0si. In un bambino tli 10 anni circn di et/\. am•tto da doppio onhiocele co:igcnito, si do,·ettc a sportare uno de i t PSticoli atrofico, e !>icrome esisteva at1·ofin <lei muscoli grande o piccolo obl iquo, si dovett e affron t are sino in alt.o il m. re t to addomi unle con l'arcata ci-uro.le. Guari~iom· pt·r prinrn.. L'ernia della linea alba s i operò con l'afl'rontauwnto dei m . retti addominali (metodo Conuamet). Gl i id roceli venuero tui.ti eseguiti <:ol metoùo B ergmann (i-esezion13 completa. d ..lla vngioale) tratt11ndosi, ;;pecie quel li degli indigeni, di idroceli antichi con i»pe,simento notc\·olr d elln vn~inll.le : uno <.:ontc:ie\'a oltre un litro di liquid o sier oso. pet· cui dontt<' prnticarsi anche la r esezioni' dello scroto. l varicocc li col m etodo ){ahler: in uno s i eseguì anche la resciione dello scroto a losa11ga. l~uamo alle linfo.atlen iti inguinali e crnmli e,se forono soprat utto veneree : 110n contandone c ito sei cnsi d i idiopat.iche . Quasi tutte le ulcere contratte in 1.iliia furono comJ)licnte da 11d,·nili, cho pur troppo nono><tnnte il riposo e gli impacchi locali andavnto in suppurazione, d imo:,tntmlo ciò In massima viruh-nza d el bacillo dl:I Ducrey. Dapprima, come ero anche s olito in Italia le curai con la iucisionc a~sociata o non alla enucleazione di glnndole, e ne operai ben ,lo casi: p erò visto che la. guarigione rita r d11.va d i molto, e che :<pesso s i era costretti a t-0rnare a ra~c hiare o r ecentare il fondo e i bordi dellii piag a, anc he per consiglio dol mio assis tente tenente medico Oggero, abbiamo volu to esperime ntare il metodù seguito dal mnggiore medico Vi1·gallita dell'o;;pP.dale militare di Homa: e c ioè lo svuotamento de lla ~acca purulenta co11 puntura incisiom•: lavaggio s uccessivo della cavith con soltl):ione di subli,nato 1 p JllOO, a.l qnnle 1101 Rbbin.mo fattn. seguité unn. iniezione di ac1prn os~igenata (12 volumi) e finalmente iniez ione di vasellina liqui,Ja al iodoformio ( LO p. 100) di recente preparazione (2; . I risultati furono qua nto mai incorngiri11.nti, e benchè non avessimo ottenuto 1'80 p. 100 di guarigioni come h11. ottenuto il Yirgnllita, pure n e abl,i11mo ayuto nella propo1·zione del 'il, p. l OU alibastanza soddis facente per incoraggiarci a seguitare il m etodo, es3endosi ottenuta una guarigione completa fra i 7 e 22 giorni, evitnndo una lungi'. degenza ne ll'ospedale, ed ai pazienti . i pericoli e le au <;ie di un'operazione, e In cicatrice consecutiva spesso causa di stiramenti, nevralgie, chc·loidi sui quali bisogn<t tornare ad interveni re . (l) D o tt. f:iAHO\.' RI U. cicns, I 9 l 3, pog. 2 l.
Joumo.l des Prat.i-
.·b.cora' dello cu,.a rapida delle lin/odrniJi suppuranti e d~9/i Gioronle di med icina milit a re. no,·embre-dicerubro 1912
(!!) VmoAUYTA. 0$CN!i. -
L'opprndicismr maladic t11brrculrns~. -
CASUISTICA CL INIOA
Di n. 120 ad11niti inguinali e crurali suppurnnti, di cui s olo 6 non venerel', 4L vennero operati di incisione ed enucleazione, e se ne ottenne la gui~rigione jo media fra i due mesi: dei 72 invece in cui si esegui In puntura-incisione con iniezione di vasellina iodoformica, ben 51 guariro no dai 7 ai 22 giorni senza altre cure, e cio1: si otteoue la guarigione rapida su circa H 70 p. 100 d~i curati con questo metodo: in 21 in cui per la diffusione della suppurazione delle glandole profonde si dovette eseguire larga inc isione, cou raschiamento e sn1otn.mento delle glandole, In guarigione ritardò di molto. Quanto alle fimosi (38) operate tutte colla;circoncisione, previa rachistovainizzazione e sutura circolare con catgut, le poche congenite guarirono rapidamente pt!r prima infra gli otto giorni, le infiammatorie invece, consecutive a ulceri v e neree, o ad e,se co11comit1mti nonostante tutte le disinfezioni eseguite gtiurir ,s no per seconda, e dopo molto tempo, tanto che infine pr,•fPriì di non suturare ot teoondo11e vantaggi. La ragione di ciò deve corcar;;i nel la p resenza dei tessuti in fi I e.rati del bn.cillo del Ducrey, che ne rit:1rda o impe,l isce la c icatrizzazione. Quanto alla sifilide, cho è diffusa nello elemento indigeno. appunto perchè si oo ad ora mai curnta, ho creduto opportuno nei militari praticare le iniezioni enrlovenose di Salvarsan col metodo Ehl'!ich. Beuch ù introdotte nell'esercito dA.l1'egregio collega Di Napoli (1) che ne t1imostrò la immensa utilitù abbreviando notevolmente il periodo cli degenza neg li ospedali, tuttavia esso non é ancora ab bastanza diffuso, e ciò a. causa della esagerazione di suppos ti pericoli ed inconvenienti. Posso affermare che nei 2G casi nei quali praticai le dette iniezioni a dosi piuttosto elevo.te (GO centigrammi) non ho avuto che lievissimi distu rbi : e cioè un po' di diarrea tossica nello stesso giorno d el l'iniezione, e lieve ipertermia chCI cessò quasi sempre l'indomar.i. Al terzo giorno eseguivo l'iniezione en,lor,1u. scolare di 30 centigrammi di Salvarsn.n; essa invece elevò la temperatura per du e , tre giorni e diede luogo nd una infiammazione locale de i muscoli glutei p iuttosto accentuata.. I ris ul tati sono stati quanto mai soddisfacenti perc!ll'I sono s comparse in pochi giorni tutte le manif1?stazion i cutan<'e e delle mucose, cause di contagio: in tal modo si poterono dimettere dall'ospcd1de dopo pochi g iorni: consigliando al medico del corpo di sc·~uitn.re la cura mercuriale col calomelano. Mi riservo di pubblicare a pn.rte i casi così curati, ed i l metodo da me prt'ferito. Le e morroidi (4 ) furono tutte operate col metodo de1Ja resezione del manichetto mucoso (Wibtead-Delorme) e sutura circolare in catgut previa fissazione dei quattro angoli con punti a V. I risultati furono soddisfacenti tanto dal lato anntomico rhe da quello funzionale per come tutt'ora. mi assicurano g li operati, dopo vari mesi. L 'operazione ostetrica ese~uita rigu1H·dò una donna araba che venne trasportato. nll'ambulatorio per inerzia uterina, mentre il feto era arrivato colla testa ai piani perineali. Beuchè allorn non disponessi di forcipe pure riuscii con manovre manuali ad estrnrre il feto già. morto e legare il cordone; siccome però In donna tardava a secondare ed intanto perdeva sangue, es<'guii anche l'estrazione placentare, e procedetti quindi allo zaffo uterino. Pur troppo però mi dovetti accorgere che durs ate il lungo travaglio del parto era stato lacerato il Douglas. E infatti la donna sia per ciò, sia per la grave adinamia decedette nelle 24 ore.
( l) DI NAPOLI. -
Giornale di medicina militare, 1012.
·296
CASOISTICA CLI:-iICA
C)
A r, rHE OPERAZI0:-1.
frup1,11
I
l 11di;t<'ll i
I
T ~tal~
Varici allo gombe .
l
-
Estmziono di proiottile dol cubito
l
-
l l
l
Tonorrafìa e nevrorralìa nl polso
-
1
Plastiche (mano, tempia, gamba)
-
:i
3
Asportazione di tumori .
3
IO
13
2
2
3
3
2
4
2
2
-
l
.
l ridoctomia
-
Calazion
2
<:ataratta senilo
Dacriocisti te
.
-
Polipo del condotto uditivo
l
I
Ma~toido antro1.omia
l
l
2
R achistovainizzazioni
30
12
42
40
37
I 77
Totale
La t enor rafia e nenorrafia riguar di\ un macellaio arabo che accidentnl mente ·da sè stesso si r ecise la maggior parte <lei t endini Hessori del pol~o assieme con i nervi mediano fl cubitale. 'l'rasportato subito all'ambulatorio e fatta l'emostasia, potei affrontare ad uno ad uno i monconi recisi dei temlini Hessori superficiali e sut,.rarli col metodo W olflPr. Quindi con lo stes;,o processo pr>tei suturare i nervi rnedi:ino e cubitale recisi. Il ferito venne a medicarsi giornal mente, ed ebbi la sotldisf'nzione non solo della guarigione anntomica della ferita, ma a n che di quella funzionale, tanto che egl i ora compie tutti i movimenti della m ano e delle dita senza alc una limitazione. Le plastiche esegu it e furono tre: uua alle. roano ùi una bambina araba per siallnctilia consecutiva ad us tioni antiche ; una alla r eg ione t emporale destro. pei: ""Pitelionrn cutaneo che venne asportato ampiamente lasciando una. vasta perdita <ii sostan za po r rimediare alla quale pres i tre lembi a scorrimento, uno inferiore -della guancia stessa, e due dalla n •gione fronto-parieta\e. La piccola perdita di sostanza rimasta. inferiormente sulla girnncia vcune colmata con inn esti epidermoi<lali alla. Revenlin tolti dal braccio dello stesso paziente. Le pla stic he riu~cirono •Ottima mente. La terza plas tica venne es eguita in un ascaro con tubercolosi cuta nea e periostea della tib ia: p er cui aspo rtato il vasto focol>lio e raschiato il periostio r i1uase uni\ perd ita di sostanz,i lunga 16 centimetri e lRrga 10 centimetri clie -colmai con innesto dermo,epidermico tolto da l la coscia dello stesso ind i,·iduo. ,Ques ta plas tica 1to11 Rttecchi e la piaga guarì per gra1rnlazio ne.
OASUISTICA CU~lCA
297
I tumori asportati furono complessi rnmente 13 cos ì divisi: .Aogioni (uno al mascellare i nferiore e uno nl sopraciglio) Lipomi (uuo regione pe.roti,lea, uno alla nuca et'Lun ce.so di li pomatosi sottocutaue11. multipla) (malattia di Dercum Fibroma <lella regione del fianco destro (parete) . Cisti {l cis toroa ovarico, 2 cisti sebacee. l c isti sierosa soprn ioi,lea) Epitelioma cutaneo guancia destra . C arcinoma della mammella l\Ii xosarcoma tlel mascellare superior~ (e puli,le)
2 8 l -L 1 1 l
Que.:;t'ultiruo di cui ere. affetta una donna araba dell'età d i circa 20 auni, imp iantato sul bordo alveolare sinistro della mascella superio re riempiva buo11a parte della bocca, ed aveYa g ià dis trutto il bordo alveolare. Dovetti quindi pro .. -cedere dallo esterno eseguendo unn. lunga i11cisione lungo la linea nssogeniena: -cosi m isi allo scoperto buo1rn pnrte del tumore che era bilobato : la metà esterne. sporgeYR sotto la guancia e ne fu facile l'asportazione; la metà inter na invece invade n\ il seno mascellare e In volta pala tina che dovetti qui ndi resecare con tutto il bordo alveolare dal 1° grosso molare fino all't1ltimo. Suturai la ferite. Asterna e lasciai un d1·enaggio nel i,eno mascellare. L'operazione riusci ottimamente. Ho rivisto la ~ia operata di recente, dopo circa 6 mesi dall'oper11zione: il tumore non s i è riprodotto, e beuchè s ia rimasto un grosso buco uel masc11lle.re sup eriore, che si potrebbe occludere con una plastica dentaria, la <lonue. non a ccusa alcun dist,1rbo, e compie bene In masticazione dall'altro lato. Le d ue iridectomie vennero e~eguite, una per leucoma invadente buona parte del campo pupillare ed una per s inech ie consecutive ad antico traumatismo. Anestesie. - Ho preferito in generale l'anestesia locale in tutti gli interventi di breve durate.: ascessi, paterecci, adeniti, ed anche nelle ernie dei vecchi, usando di preferenza il clornro di etile, o le iniezioni di stonaina (1 p. 100) con l'aggiunta di 116 di adrenalina nl millesimo ed in soluzione d i siero fisiologico per essere indoloro.. Come si sa la sua azione è tre volte meno intensa di quella della cocaina, ma è molto meno toss ica e se ne possono perciò adoperare soluzioni e -dose p iù :i.lte . Ho usata anche qualche volt:i. la soluzione di )larmuget composta di un terzo di acqua ossigenata e due terzi ,li soluzione d i cocaina all' 1 p. 100 che ha il vnu,taggio di assicurare una emostasi ed asepsi perfetta. È ottima nella ch irurgie. dentaria · In tutte le operazioni della metil inferiore del corpo ho ndottato la racbistovainizzazione (stonaina ttll'A la ttico 8 centigrammi su 10 centimetri cubi) -ottenendone ottimi risultati in ben ,1,2 casi e nessun inconYeniente tranne in un -caso in cui si ebbe vomito e cefalea che durò due giorni. Con la mchistovainizzazione potei eseguire perfino una doppie. amputazione -0.elle gambe ad un arabo affetto da cangrena simmetrica. In tutti gli altri casi, anclie per compiacenza verso gli infermi che la doma11dnvano, usai la nnrcosi morfio cloroformicr•, senza nlcun inconveniente. .Misurata, gennaio 1914.
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CA:-:l'l~Tl('A CLll\' ICA
NOTI·: Dl P~TOLOGIA LIBTCA. -
Contributo pratico alla cura delle sanguisughe nel laringe, per il capitano medico dolt :\1arlo Gaggia.
Due egregi colleghi del nostro Corpo sanitario militare, il ca pitano medico '.l'onietti ed il capitano medico Co-,ta, nel fascicolo del settembre 1n2 il primo, in qi.wllo dell'uprile e mnggio 191:3 il secondo, h11.n110 portato un contributo la1·go e ditfuso allo studio <lelle s1\ugui~ughe ingerite di\ militari del corpo d'occupazione e dil aLitaoti dell'oasi tripolina. Pertanto, questa mia breve nota si limiterà a trarre solo delle con~iderazioni di n:,tura f•111inenteme11te pratica, desunte dai casi veduti e curnti pres;o l'ospedale militare di Tripoli, o ve attua.l nie ote funziorrn un gabinetto di oto-rino-lnriJ1gointrin, lllunito in gran pinte d i quei p1esidii di diagnostici. e t(lrapeuticn, conformi ai progros~i di questa importante lirnnco. della medicina, e che o~gi si impongouo nell'ordinario e-ercizio Ji tale specialità. Cosi queste' modesto noto di prtttica terapeutica non hanno altra pretesa che riuella di poter portare un certo aiuto, specie ai medici delle lo11tane residenze che, soli e sprovvisti di mezzi, tanto facilmente possono trov,\rsi a contatto con ammalati di sa11gui~ugho nel laringe. ,·,:n,ti furono i casi che si presentarono alla mia o,,ervazion!', e tutti durante i l mese di mtts-;imo caldo. 'l':11 fatto facilmente si comprende, s in percliè le san· guisu ghe in questi mesi hanno maggior viuiliLà, sia perchè i soldati, stanchi e suriati, bevono con facilità e dove la trovano, qualsiasi acqua, senza badare se questn. <'on t~ngn qu,dche anellide rnggomitolnto. I soldati da me osservnti, che albergavano l'incomodo ospite, proveniva110 in grnn parte da Bughci lau, piccola oasi ni piedi dd Garinn, e Ja Rumia, oasi vicina. a J efren; il che ci sta a dimostnue cl1e la sang11isug11 non esiste solo nelle acque 1wll'onsi di Tripoli, come nei casi illus trati dni capita ni 'fonietti e Costa, Lensi anche in quelle dell'alto Gebel ad altezze vn.i·ianti dai 500 ai GoO metri sul l ivello del mare. Le sangui;;ughe estratte val'invano d11\la gntlldezz:t di due a sette centimetri ed erano locR.lizzn.te: due nel cavo r etro-faringeo aderenti colle ventose dietro l'arco palat.ino posteriore, lC' altre tutte nella regione del laringe e piiì precisa.11wntc : due sulla faccia anteriore dell'epiglottide in corrispo11denza dellR. vallecul11, due n ella regione tiro-aritnoid,·n. destra, tre nel Yentricolo di hlorgagni, uno 1,ella pnrete po.~te riore della trnchefl subito sotto il primo n.nello tracheale, le rimanenti tutte n l'lla commc•ssurn anteriore delle conio vocn.li, luogo di loro particolare ele?.Ìone. I si ntomi pre,;entati furono generalmente: sputi di sangue ruti lante a periodi intennitte11ti, che elil,ero aù impressionare piuttosto vivamente la mRggior parte degli ummn.lati, disfo11ia, specie in quelli in cui l '11ncllide si trovava nelle re½'ioui tiro-aritnoidec e nel ventricolo di )[orgagni; solo in due casi si notò una certa dillicolt/l di respiro, o per meglio dire un certo tiraggio, quando C'ioè le snnguisughc, mi-,ura11ti più di cinque centimetri di lunghezza, trovandosi indovate n,-,\ ventricolo di )Io1·ga~ni, a.umonta11do di volume per il sangue ingeri to, veuiYano ad occupare buona parte del !umo g lottideo. Genernlmente però s i os:-ervò una g rnnde tolleranzH dn, parte dei pazienti, i qua li, per le grand i distanze da cui provenivano, impicgani.no sei o sette giorni prima di raggiungere l'osp edale, e mai simile procra:stino.zione ebL,) a. portare una nota gr,we a ll'affezion e in pitrola, nè n peggiorarln. in veruu modo.
0.-\SUlSTICA CLI'.'IICA
D al lato terapeut ico, si r.icorse sempre con buon risultato all'estrazione della sanguisuga mediante I« pinz11, lnringe11 di Frankel a scartamento nntero-posterio1·e per le sanguisughe collocate nelle regioni laterali del laringe, e mediante la pinzn larin~en di Fauve! a scartame11to lnteralt> per quelle situate nelle regioni della. commessura ante riore delle conio vocali. Esnminnto l'ammnlnto collo sp('cchietto laringeo e fatta dingno~i di sede. previn. coca in i21.azione nbbonùnnte con soluzione al 10 p. 100, ottenuta con un bioccolo di cotone montato su un portatampone laringeo, tra,;corsi cinque minuti, si procedeva all'estrazione. Invero, non tutte le estrnzioni ri,·,,;cono facili, particolarmente quando si tratta di sanguisughe minime, situate i11 corte località piut· tosto na~coste come i ventricoli di ::\Iorgngni, n,·l q ua l cn-;o il sempre bene accingersi all'estrazione quando l'anellide trovasi uel n,assiroosuo volume pcl' il snngue ingerito. Pre~cin<iendo però 11nche da questi casi, può avnmire talora che. o per condi?.ioni particolari del paz iente, o per la poca prnticità rlella mnnovrn, l'cstro.zio110 più volte t entata rioscn vana sir1 pure nel luogo più facile, cioè nel punto d i el,•,,ioue delle sanguisughe, iu corrispondenza della cou1messura n1ltcriorc delle corde vocali. 1n till ca~o, !',dilazione del pnras:ìita ebbe, costantemente n 1·iu,;ri rmi con fncilità pralicanrlo la sec.on dri. manovra: lornlizznto con lo specchietto lal'iogpo il ;:ito o\·e l'anellide trovnsi nltal'c:tto, previa cocainizznzione, si uucinn l'epiglottide coll'indice della mano s inistra. quind i. sulla guida del dito uncinante, si .i ntroduco la pinzn a lm,ncho lie,·emente divn ricAte in lnriu~1·, e a iutnndosi colla. memoria locale dell'immagine, In :-i po rta alla profondità 11ota; allora, r iu nite le branche, dolcemente si ritira la pinza, a,·vertcndo di lascian' sC'mpro la pn·sa quando si t rovi 11na certa n·~i1-te117a. In tre ca;,i infatti 11l,1unnto complicati, que· sto metodo mi riusci perfettamente. e l'anellide nppnrve tra le cucchiaiR dPlln pinza. Allorchò tuttavia si ,;inno fatti tentativi nri inutili, é bene non tormen tare nè stancare l'ammalato; s i rimandi ad altro tempo l'estrnzione, pen·hè può darsi benissimo che il parassita, co1ue mi è accnduto iu un caso, dal laringe pns,i nel retrot'aringe e quindi l'i renda più facilo 111. manovra di estrazione. Generalmente l'a11ellide, quando si è portato nelle prime vie respiratorie, non t enne ad emigrate più i11 basso, bensì invece verso l'alto; simile passa,ggio esso rompie preferibilrnent1> di notte nel sonno. In primo tempo infatti, a.llorchò l'1odividuo bPve, In sanguisuga prende atta<:co colle sue ventose ;:ul fnriugc-, oppure n1Jl mo, vi men to di deglutizione sulla faccia an teriore dell'epiglottide. Da questi due luogh i, sp~cie durante il sonno, quitndo il laringr e tutti i muscoli soao in p"rfetto ripoi;o, emigra nel retrofnringeo nei i;iti preferiti laringei . .l!;,;trntta la i,nuguisug~, il paziente prov11 tosto un se11so di sollievo, e solo in uu caso ebbi ad ossprvare, subito dopo l' estrazione, un forte spasn,o della glottide, ce~s::ito dopo pochi secondi. Le sanguisughe in laringe tra gli indigeni d6lla Libia sono comunissi111e, e per procurarne il dis tacco essi empiricamente ricorrono alla ma~ticuzione deltabacco. Simile pratica non riesce sempre felicerncntt>, specie se l'anellide si trova nel laringe. Per a n tica esperienza, temendone le gra\ri, t11.lorn let ali conseguenze per il loro distacco e caduta in trachea o nei bronchi (come ebbe a riferir mi i I tenente medico Azzaro addetto alla residenza di Jefreu, dove simili casi avvengono con . una certa frequenzn ), essi sono disposti a ri correre a qunlaiRsi rimedio o manovra per quanto eneri:1ica, pur di \iberarsi dall'inc-omodo e pericoloso ospiti'. Pertanto, in mancanza di pinze laringee, il collega. sunnominRto ebbe ripetutameDte ad usare di un rimedio forse un po' troppo energico per un orga n ismo eu-
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CASL'I ' TIOA CLINICA
ropeo , ma che fece sempre ottima prova su quello cosi r P.sistente dell'indigeno della Libia. Egli iafatti, notata con lo spr·cchietto huingeo la località ove trovavasi la san, guis uga, con un lungo specillo curvato a portatampone laringeo, all'estreinità del quale e ra Hssnto un bioccolo di cotone imbevuto in un infuso di tab;1cco da furuare, pi·ncti-ava dec is amente nel lume laringeo ed otteneva cosi il distacco dell'anellide, provocato da violenti colpi di tosse. Invece il capitano medico Bosco, direttore dell'infermeria presidia1·ia di Jefren, pure per mancanza di pinze laringee, riusci ad ottenere successi parimenti felici in di,·ersi militari di t ruppa con un metodo pi ù semplice e meno eroico. Pormatn con un foglio di garza una piccola borse tta, la riempiva di tabacco da fumare, imbi bendo il tutto con acqu,,; as,,icurando quindi la borsetta con un filo munito di ti ue capi ugualrnente lunghi, procedeva corno nel tomponamento nasale posteri ore, intrnducendo per una delle nari ci un catetere molle, alla cui estremità, fatta 11scire dnlln cavità orale, lcgn.va uno dei fili della borsetta. Ritirato il catetl· re dalla narice, quella veniva a fissarsi nel cavo ret1·0-nasale, ed il filo libero uscente dal la bocca era assicurato al pa1J iglione dell'orecchio, ed utilizzato per togliere la uorsetta, avvenuta l'espulsione della sanguisuga. Lasciata cosi nel re, trofaringe la borsetta, a gocce a gocce ne colava l'infusione del tabacco, che <lif. fond,•ndosi n ella saliv>t, veniva a contatto con l'anellid0, e trovandosi esso nelle pat·ti superiori del laringe, a poco a poco ne paraliz1.ava la vitalità e finiva dopo un periodo di circa due ore collo staccarsi e col vi,nire d i conseguenza e messo. Ambedue questi metodi, frutto dell'ingegnosità di egregi colleghi, sono prntici e corrisposero quast in ogni caso; soltanto presentano la grave eventualità di un di:stacco dell'anellide dal la,ringe e del la sua caduta iu trachea o nei bronchi, spe~ie in nn momento di inspirazione profonda. Co11cludendo quindi: an1.itutto è necessario, itffine di prevenire nei selciati simili noio~i inconvementi, di renderli edotti <lei pericolo che corrono bevendo di , rettamente l'acqua di taluni pozzi, mentre sarà n ecessario che l'acqua attinta e t r:isportata in botti, venga immessa nelle stesse dopo munita l'apertura d i un fil t ro di garza o di sottile rete metallica che tratteoga gli anellidi contenuti in essa. Ooa volta contratto l'anellide, il miglior mezzo terapeutico sarà sempre quello chirurgico, donde la necessità, in considerazione della grande frequenza di simili casi, di fornire i medici delle r es idenze di tutto il necessario por l'esame laringeo, uoncbè di un portatiunponi ndatto, e ùi una pinzn laringea, preforibil~ m ente a scartamento laterale, strumenti di prezzo tenne e di un'utilità indiscussn, s pecie iu queste regioni, nelle quitl i la penetrazione pacifica è sempre in n,pporto al v,111t11g gio che ne viene all'individuo, particolarmente se esso riflette la di l ui salute.
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVlS'l1A MEDICA E. FENOGLIETTO. - Toraoenteal HDZ& aeplrazlone. - (Rivi.~ta critica di clinica medica, n. 9, 1914). Fin dal 1901 il medico giapponese Kawah ara ave,a appl icato nel trattamento dei versawenti pleuritici la toracentesi senza asp irnzione, vale a dire con trequarti libero, lasciando che l'aria atmosfer icn entrnsse nel cavo pleurico, sostituendosi a.I liquido evacuato; ed in 70 casi cosi trattati non ebbe mai ad osservare inconvenienti di sorta, anzi non notò alcuno degli inco11venienti che s1wsso i n s o rgono praticando la tor acentesi con aspirazione, vale a dire dolore retrostern a le, t,osse insis tente, affanno, mah·ssere, ecc. Tuttavia il metodo ~ 11ipponi<:o » fu a ccolto con una certR diffidenza e non ebbe fino ad oggi una grande diffus ione : però per iniziativa del Grnziadei fu largn.1nente adotta.lo fin dal 1907 nell'ospe1lale Maurizia110 di Torino, ed ora il Fenoglietto r iferisce una statistica di 207 casi, d i cu i 189 di pleu rite primitiva, e 18 di pleurite secondaria, trattati con la toracen tesi senza a~pirazione e con buon successo. Il p r imo vnutnggio ilei metodo è la sempl ificazion e dell'anm~mentario, che si r iduce ad un semplice trequarti: questo, previa le soli te cautele anti,ettiche, lo si infigge nel torace e si lascia usci r<' il l iq ui do ed entrare l"aria, senz11. interposizione di filtro od altro apparecchio sterilizzatore. Quando lo scolo del l iqu:clo s i r nl lentn o s i interrompe, s i fa inchinare 11ll'i11diet ro l'infc:rmo, o mrglio verso In parte O\"e è infisso il trequarti, e l o si invita 11<1 espirare ed 11, pr emere con un p o' d'energia. Allora che lo svuotamento è quasi completo. lo si fa tossire con forza e ripetutamente, in modo ch e anche le ultime quantità di liquido veng ono esr,ulse. S i comprende facilmente che con ques to p rocedimento l'aria va e viene liberamente nel cavo p leurico ed una certa quantità ne r esta alla fine de ll'operazione, mantenendo in esso quell'equilibrio intensivo indispensabile a che la. pression e esternn non venga a gravitare con troppa intensit/\ su tutta la superficie interna del pol mone; la qu ale evenienza si vrrifica come è noto, non infrequente, dumntc· la toracentesi con aspirazione, specie se u n po' brusca, pro~ocan:lo fenomeni di decompres;;ione, quando non .,i giunga ad di rittu ra ad una. acinesi cardiaca mortale. Su 20ì casi l'A. ba constatato l'empiema soltan to in 3 pnzieuti: mn è da ritenere che in questi 8 infermi il pus fosso una spontanea e\'olu~ione dell'cssudnto, c b t' già con.tene va e lementi p iogeni. Dei 20-t malati, 183 guarirono dopo un solo s vuotamento del cavo pleurico, tnuto in cas i d i moderato, quanto di a bbondaute versamento, per cui il decorao della pleurite si è iudub bia meute nbhreviato, specie nelle forme di pleudti acute e febbrili . I noltre l'A. ha notato che la febb re cadeva quasi per crisi il giorno dopo l'estrazione del liquido, o due giorni dopo i n più di 45 cnsi, e che in molti altri scompnrivn in b1·evissi1110 tempo.
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IUV 1STA MEDICA
Co1wludc pertanto ammettendo che l'aria atmosferica, anzichè dannosa è utile nll'a ndamento g ,•nerale della pleurite e c he la toracentesi eseguitn s econ:io il me, torlo g iapponese sia da preferirs i po:r la s ua semplicità alla toracen tesi con aspi. raz io11e. Il metodo non t rvva controindicazioni, nè n e ll'e tà del paz ien te, n è D<'lla quant ità del l iq u ido, nè n ella s u a eziologi:\, m entn• l'aria penetrata nella pleura evita i udubbian:1ont'l gl i acc ide n ti della decomprt'ssione, permette in uu:t sola seduta lo sv uotamento di abbondant i rnccoltP liq uide, fac i lita il loro riassorb imen to, .abbreviando cosi sonsibilmn1te il decor., o d<•lla malattia.
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RIVISTA DI NEVROPA'rOLOGIA l )ott B1,.u ;c, t en,:,nte medico nei dispensari f'rauces i del l\la rocco. -
L 'later11mo al llllaroooo e ln particolare nelle truppe fra.noo-marooohtne. - (.il1111alcs d'hygiè,1 e p ubliq111•, mars UJ18).
L'auto re ha avuto agio di s t ud iare 1\I l!arocco IG! soldati berbe ri (disi mpeg111rnti il sc·rv izio di })Ol izia in <1uella r egione), allo scopo di rilevare l'eventualitii dell'esistenza in loro di 1wurosi, nvnchè p ossibili rnpporti delle n euros i con infezion i. Jfa riscon t rato molto f'rpquentemen te l'isteris1110: infatti tra i 1 64 individui presi in esallle ti·o,·ò 41 decisamente is t erici, dei quali 82 M·evnno gravi precedenti fami liari simila ri e di cui 28 avevano accusa t o all',ttto del reclutamento qualche disturbo ne ur 0patico: essi teuevano conctotta cattiva, sovente a n zi cri· mi11osa, talche l'unico provvedimento logico s:,rebbe stata la eliminazione: dei restanti 123, apparteuevano 99 a famiglie con lare nervose e 36 avevano abolito il riflesso faringeo: erano questi isterici latenti, fino allora discretamente adat· tabili al sPrv izio. L '1tutore constatò inoltre come dei 41 decisamen te isterici 2G fossero affetti da sifilide e come nei 123 s i osse r vassero, in 81, s intomi o del111 stessa in fezione, o di blenorragia. ~piega la grande frequenza dell'isteris mo fra i soldati marocchini (isterismo clic i11 vece fu osqervato molto riiramente nello tmppe a lg e ri ne), non tanto per l'iufontili~mo mcotale dei popoli ber beri (infantilismo che è conseguenza della :1.netrata c ivilt1i. e delle spiccate superstizioni), qua nto anche per la diffusione notevole delle infezioni Ye ner ee , a ggravanti lo sta to di debolezza psichica, b11se d ella s ngg os t iona bilit:\. Consiglia poi di bene attendere all'arruolamento m ilitare al Marocco, inv iando colii medici s pecialisti in tuateria psichiatrica, ondP n on inquadrare individui che P l' l' essere candidati a neuropatie sono e lcmcnii di r ibelliolli e di indisciplina: e per conseguire l'igiene mentale delle t ru ppe consiglia auche la lotta. ad oltranza contro le in fezioni, specie la sifilitica e la maln r icn. FUNA IOLI .
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RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUtRRA N. C ,H'ARO. - Bicordi di Llbla. (I primi mes i del reparto chirurgico del X ospe· dale da cnmpo). - Salerno, l!l14. L' A. ba pubblicato un'interessante rcbtzione s ul serv1z10 prestato quale add e tto al reparto chirmgico ù<'l X. ospedale da campo da 100 letti sbarcato ad Homs il 7 febbraio 1912. I feriti ricovernt i in ,let to ospedale in seguito ai qu,ut ro fatti d'arme più importanti (conquista del Mergheb, attacco notturno nemico al !,fergheb, avanznta su Lebda e attacco nemico ai Monticelli ed altre scara1nuccie intercorrenti) furono 169, tutti per les ioni d'arma da fuoco (fucile) ; non sono compresi quelli morti all'ospedale nel giorno stesso del combatti mento. Tenendo conto che 11 presentava no 2 ferite ed uno l3 ferite, si ha un totale di 172 lesioni, co~i distint11 : 19 della testa, 13 del collo, 28 del torace, 13 dell'addome, 36 degli nrti superiori, G4 degli inferiori. Di questi, 126 erano delle sole part i molli, 24 e rano penetranti in cavità, 17 con frattura e le altre con lesioni articolari. Dei feriti 1·icoverati all'ospedale si ebbero 7 mor ti: 1 per grave les ione del c e rvello, 1 per ferita clc•l midollo spinale, !3 per lesione degli organi to11\Cici e 2 pe r contemporanea lesione degli organi toracici etl addominali. Oltre i 159 feriti in combattimento, ricove rarono all'ospedale 13 per lesioni accidental i. Dopo ave r riferiLo sui casi più import,1nti, l'A. parla df'lla mortalità immodia. ta (19 p. 100) e secondaria (4,40 p. 100) e <lcll'andarncn to delle lesioni. Anche le ferite più profonde, più irregolari ebbero decorso asettico: in sole 2 si eblw limitata s uppurazione, dovuta a penetrazio11e di corpi es tran<'i, e questo brillante risultato si dove al pronto, quas i immediato soccorso in prima linea, all'uso largo ,della. tintura di iodio, vera trionfat rice n ella nostra campagna, al t rasporto sollecito dr i feri ti. i:;u ben 99 ferite dtigli arti non si ebbe alcuna complicanza settica. e non si dovette ricorrere ad alcun a tto demoli t i\·o: egull.lmente ebbero decorso favorevolissimo molte feri te penetranti in cavità, perchè subito protPtte e ~terilizzate alla superficie. Assai importante, secondo l'A., è la scelta dei feriti pi·t· il trasporto, la. quale deve essere fatta con criterio e con calmn, nttenendos i alla più coscienziosa selezione. Con tali criteri egli ha anche la soddisfazione di constatare, ad un anno d i distanza, che dei 163 feriti fatti rimpatriare (152 in combatti.mento ed 11 accident a l mente}, di cui molti con lesioni gravissime, non uno ebbe a soccombe re,
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RIVISTA DT CHIRURGIA GENERALE M. G. PATHY. -
Ceco mobllo e sue conseguenze. -
(Rewe méd. suiss( •.
L'A. illustra l'osservazione fotta su di m 1 infermo che per tutti i sintomi clinici pres eutati per un lungo periodo di tempo era stato diagnosticato affetto da appendic ite cronica. Improvvisamente la comparsa di fatti acuti, dolore esngerato alla fossa ileo cecale, febbre e vomito, fecero pensare alla riacutizzazione del pro• cesso in atto ed alla 0sistenz11. di una appendicite acuta. Se non cbè l'atto operativo mise in luce che l'appendice presentava aspetto prettamente normale, mentre si rilevava l'es istenza di una mobilità eccessiva del ceco. Nessuna traccia, di processo infiammatorio a carico dell'appendice, sia di r ecente che di antica data esclusa anche per esami praticati microscopici. L'appendice mediante sol ide aderenze era fissata al margine esterno dell' intestino ceco e l'intervento operativo si è esplicato mediante la resezione della :ippen di ce e la fissazione de I ceco. L'A. richiama quindi l'attenzione sul possibile enore di diagnosi, face ndo ri· levare come nel caso illustrato è giocofo1·za ammettere che tutti i dis rurbi e le sofferenze dovev11no ave re origine dalle adere11ze ca usate forse dnlla mobilità ec· cessiva e dalla torsione del ceco, fatti questi, a cui devesi ascrivere la crisi di mentita appendicite acuta. L'A. ri leva inoltre che l'esame istologico del pezzo asportato faceva rile vare che le adereHze non erano dovute ad un antico processo intiammatorio, ma certo ud "ltro meccanis mo che e gli stesso non sa precisare. Illustra. inoltre un pezzo anatomico che compre11de i l ceco ed il colon ascendente in parte cancreuati in seguito 11.d nn attacco di volvolo, dimostran do come tali gravi5si me conseguenze fossero riferibili alla preesistenza nel paziente di una eccessiva mobilità dell'intes tino ceco. OoDJ Oooo:-a:.
RIVISTA DI 'l1ERAPEUTI0A J . Cu1.LI1'S, - La oura moderna della tabe. - ( .lledi.:al Recorcl, 11 ottobre 1913). II fatto che h~ taùe è oramai consid,:,1·ata r omc una vera e propria ma lattia s ifilitica , e che nella cura della !>iUlide sono stati introtlotti recentemente d ue nuovi importallti farmaci , il salvarsan e il rn,osalvarsan, ha apportato notevoli mod ificazioni ne lla c utH di detta malattia. L a cura cldln ta be può 1·ssere discussa sotto tre differenti punti di Yista: terapia caus;ile ; terapia sintomatica; t er:i pia psichica che rigu .. rda in s p<!c iale modo l'att,·ggiamento del l'i nfermo verso la propria mala ttia, il laYoro, il proprio benessere. Circa la ternpia causale ogni iufer1110 con s intomi di t" be nel quale il liq uido ce reùro- spina le di mostra. a ll'esame microscopico la p resenza di 10 o più linfocit i
• RIVISTA 01 TERAP IWTlCA
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per ogni millimetro cubo, deve essere sottoposto 11d energica cura antisi61itica, mercuri,1le e con salvarsao, ·n. meno che non vi siano controindicazioni, Questi due rimedii possono esser somministrati contemporaneamente o successivamente; mentre il ioduro di potassio nella tabe non de,e essere ui:ato come mezzo ordinario di cura. Se sia cosa migliore usare il salvarsan o il mercudo non è a11cora facile stal,ilirlo; certo però che l'associazione dei due rimedii riesce assai più efficace di uno solo di essi; seco~do l'A. poi il salvarsan da solo fornisce migliori risultati che non il mercurio da solo; di più esso deve essere usato in dosi frazionate e ripetute in 1nodo che gli intervalli fra una iniezione e l'altra oscillino frn 10 e 15 giorni, se si usa il salvarsau, minori col neosalvarsan. Dopo la curn. con snlvarsan o neosalvarsan l'individuo deve rimanere un mese e mezzo ,i due senza far nuova cun~ con lo stesso medicamento; solo in certi casi quando cioè il reperto del sangue e del liquido cerebro-spinale è po,:itivo si può istituire una cura mercuriale. I pe· ricoli della somministrazione del salvarsau secondo I' A . sono stati esagerati; egli su SOOO 1:nsi assai raramente h,, r iscontrato inconvenienti. Il mercurio è un ottimo f1.diuvante del salvarsan; esso va. però usato con modemzione; iuoltre l'enesolo e l'atossile, seco11do l'esperienza dell'A. hanno scarso valore nella cura della tabe. :Ma oltre l'agente infettivo nella. cura della tabe va tenuto conto di altri fatt o ri assai importanti. e tra essi specialmente degli agenti deprimenti. Ogni fattore che tende a diminuire l'energia vitale dtill'o rganismo, fa sì che In malattia si sviI uppi più presto e progredisca più rapidamente: a questo riguardo sono d,l tenere in conto l'elettricità, il massaggio, l'idroterapia, In cauterizzazione, lo stiramento dei ne rvi, la dieta, il clima. Della elettricità può es:;ere usata. la corrente galvanic11, o le correnti arl alta frequenza; con la prima si applio:a il polo positivo sulla colonna vertebrale e il negativo s ullo sterno, e le correnti devono esse re deboli. All'infuori del mercurio e del s ai varsan nessun altro farmaco può arrestare il processo sclerotico che è la. base anatomica della tabe. In particola re poi 111:n·gotinn, il nitrato <l'argento, il cloruro d'alluminio, la belladonna, la stri1:ninn, un tempo molto vantati, hanno scars issimo valore; e il ioduro di pota~s io non ne ha almrno. Nella cura sintomatica della tnbe alcuni speciali sinto111i meritano sovratu tto riguardo, e tra essi principalmente il dolore e le pares tesie, l'incont inenza vescicale e rettale, le crisi gastriche e laringee, le artropatie e le ulceri perforanti, l'ipotonia. e l'atassi11, le paralisi oculari e l'iusonoin. Contro il dolore oltre i comuni sedativi, un mezzo tro1110 spesso dimenticato sono le cauterizzazioni leggiere della spina frequentemente ripetnte. Nella incontinenz11. vescicale agisce bene la l,elladonna, e contro le infezioni vescicali In urotropina. Le artropatie tabetiche vanno curat& con la immobilizza7.ione, evitando le sostanze irritanti. li distm·bo piii difHcile ~ curare è l'ipotonia mu<icolare causa principale doll'ntassia; i l me todo Friinkcl del'11.. rieducazione dei movimenti è ci.uello che fornisce i migliori risultati. I.e puralisi e sovrn tutto que lle oculari, sono spesso sintomi assai precoci delln. t:ibe ; ed osso va ano curate non già coi ioduri, ma coi rimedd spec<\6ci antiluetici. :--.c•lla cc.ra. si ntomatica della tabe 110 n bisogna dimenticare anche una cura ricostitu1:11te genera.le a base di cacodilato e di fosfato sodico. Come bnse generale nella cura morale della tabe è bene I ngguagl iare l'infermo, sulla. entità della malattia stessa, in modo però da non al larmarlo , facen dogli. sov ra,.t;utto comprendere che con una hen regolata terapia si può snh·aguardnrf\ l'organismo conh·n·andogli In necrss nria energia nnch.:- r <'r lu 11glti , ,imi anni. H .1 J.F.S'fRA-
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G , or 11 t1le di medl ;/1111 ,n,tila,-e -
Fao, . I\'.
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RIVISrrA 0[ MEDICINA LEGALE :Prof. GE1t11AnD Sc11:1•·~:n. - La •imula.zione delle malattie mentali. natsc1·ift {ià J{riminal psicolo!Jie. Januar l!Jl-1).
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( Jfo-
L'autore cons idera il tema dell a simulazione delle malattie mentali da vari ,:>uoti di vista. Ci rca la frequenza d e lle psicosi simulate, constata il <lis,.ccordo esistente tra il pubblico che le c redA assai numerose e g li ps ichiatri che le ritengono illvece poco frequeuti ; mette poi in rilie,•o come fra gli stessi psichiatri esiste- a questoriguardo una. graclazioue di opi n ioni, del qual fotto egli trova la spiegazio11e non tanto nella ahitndi11e tnlllizio11nle germanica d'inviare i sospetti in luoghi determinati (ciò che può a vero influenza suggestiva n ella d iagnosi medica), quanto an,cho n el materiale diverso di osse r vazione, che è a disposizion e dei medici dei man icomi: e dei medici dei tribunali: difatti trn i ma In ti dei manicomi è dato vedere piuttosto di rado un vero simulatore, mentre nella massa degli individui vis itati dai medici periti presM i tribu11ali è dato riJ ... v,u-e più freque11temente dei casi di finzione morbosa : a queste cause di varietà di frequcuza si dovranno aggiungere s in la p ubblicità. ciel procedimento penalo, che esercita una sugg':'stione, specie nei g ,·andi centri colletLivi, s ia la tenden7,a psicologica a ll'umoris mo ed allo scherzo propria di alcun i popoli, tendenza che fac ilita m olto gli atti di simula zione. Per ciò che rignnrda la frequenza odil'roa della s imul,izione rispetto a quella -dei t empi trnscorsi, l'A. crede pot ere aff(' rmare che essa è oggidì in aumenw: la v olgariz zazion•' d elle discipline psichiatrich e, la circostanza che oggi si d t\. grande valore allo stat o morhoso mentale, la ten denza de mocra t irn dell'attuale legi5lazione sociale sono elementi fa\·o revoli a questo aume11to e sono coadiuvRte in ciò 11ncho dalla proced ura n el rili e vo d ella simu lazione ; procedura che vari11, da me-<lico ,i 1nedico, percbè, mentre l'uno si cred e nutor izza t o a diagnosticar e la simulazione quan do questo o que l reper to clinico risulti a lui 1Ìrtificioso o esageraw; l 'altro invece intende, prima di E·m<'ttere il giudizio, provare che oon solo i tratti essenz il\li del quad ro morboso so no intciuzionali ma che anche il r estante quadro clinico, indipende n Le drli dHti tratti, non lascia r iconoscer e dis turbi di mente, n è abuormitù di costituzione. E saminando poi in qual i soggetti si rinvenga più ,;pecialmente la simlllnzione, -eita in prima l inea gli isterici, proclivi per naturn alle contrnclizioni e ai g iuochi ~ i fant«siu, in secon da linea i nevrastenici deboli di potere critic~o e variabi li oell'umore, i d isarmon ici e i deboli di mente in genere, i quali fingono per di.fotto di senso morale e perciò non sonno di ts-Pr<' io colpa ; n el r.igua r do dei rap· port i fra. simulazione ed ambienti collettivi mett,e io evidenza la f"requente simu· lazione, oltre che nelle carceri, anche nell'n1nbiente m ilitare ed in quello op.-ratio. Ril evando in seguito le manifestazion i cliniche d ella simulazione, affennl\ es~rre pit1 fac ile rinveni re la finz ione di alcuni sintomi di deter minate malat.Lie, u.nzid1/) la tiuzion'.l di una. 111,l!1<ttia nel suo compl!•sso ; frequentemen te si este1ior,zwno acces:;i moto ri i epilettici oppure i deli r i o le allucin11zioni, soventCl ac-
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RIVISTA DI MEDICINA LEGALE
,compagnate a fenomeni clastici o a grida eccessive, oppure a mutismo; negli scaltri criminali è frequente il rilievo dell'amnesia del fenomeno criminoso: qual· ohe volta si è simulata 11nche la paralisi progressiva, allorchè l'esaminnndo ha avuto agio di osservare in precedenza. un ].'aralitico. Spesso i simulatori estrin• secano alcuni sintomi di quella. forma morbosa, a cui essi sanno che il medico suol dare un maggior valore. Accenna. poi alln. necessità. di avere un adatto manrcomio per raccogliere i simulatori in attesa di osservazione psichiatrica; per ,q nanto non si debba. invinre al manicomio ognuno che faccia il pn;,:zo, pure n ei casi di diagnosi difficile è opportuno r elegare i soggetti in speciale istituto, in cui essi possano essere bene esaminati dai medici e di giorno e di notte vigilati d nl personale di !>e rvizio e osservati nei vari momenti della. vita di segrcg11zione, cioè durante il lavoro, nella r icreazione, durante i pasti, ecc. Da ultimo fa parola. dei metodi atti a. scoprire la simulazione: scartati i vecc hi sistemi dello Zacchia e I sistemi ~ ;;citi vi, accenna ai mezzi di astuzia, al metodo psicolo~ico e al metodo empirico. Approva i varì mezzi di a.stuzin: i11 modo speciale quello di parlare con altra persona in presenza ciel presunto malato per vedere di smascherare la frode. Circa il metodo psicologico afferma che esso può rendere Sflrvigi, poichè, per ,quanto non si conoscan o oggi i\ sufficienza le leggi che governano l'evoluzione della vita psichica del malato, pure dalle manifestazioni personali esteriori si po<;sono tr11rre numerosi indizi sull'orientamento psichico individnale . Buono a mettere in evidenza la frode è il metodo empirico che tende a rivelare s e il tuie o tal'altro disordine psichico corrisponda nel suo complesso a qual· -cuna delle forme morbose note: nell'applicazione di tale metodo si dovrà star lont an i da ogni dogmatismo psichiatrico. Il metodo psicologico e quello empirico rendono i migliori servigi nella diagnosi di simulazione, specie se (sia permesso al recensore aggiungere) essi siano integrati dall'indn.gine morfologica secondo gli insegnamenti della scuola lorn· brosiana. FUNAI OJ,J,
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA F. I. Bosc. - I protozoi del oanoro e la loro c oltura. - (La Presse m édicale, 26 novembre lf.113) . Data la grande importnuza dell'argomento crediamo utile riassumere un arti-colo del Bosc, il quale da tempo specializzatosi nelle ricerche sui micro-protozoi -cerca di riunire in un sol gruppo molte distinte malattie finora eziologica.mente as~egna te alla categoria delle infezioni eia virus filtrabile. Sappiamo quante o quali teorie siansi avanzato a proposito dell'agente eziologico del cnncro, ulti ma quella l,]astomicetica del Sanfelice. Non sani quindi discaro ai lettori il conoscere anch e questa del Bos c colla quale il cancro sarebbe posto decisamente nel numero ,delle ma latti e protozoarie.
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RIVISTA D'IGIENE GE~ERALE E BATTERIOLOGIA
L'A. ricorda la. coltura. dei protozoi della rabbia di Nogouchi' (La Pr,sse médicale Hl18, pag. 729) e riunisce le forme colturali otte nute con quelle osservate
nel vaiolo umano, nel vaccino, nel v niolo ovino, e nel cancro, nel gruppo dn lui detto delle malattie da protozoi o briocitiche; ricordfl che esse hanno una somi• glianza a ssoluta collo forme da lui osservate nel c1mcro (Comptes 1·endus de la Société de biologie e Centralblatt f. Bakte,·., anni 1904, 1905, 1901:lJ, e sostie ne che i virus filtranti non sono che forme minimissime di protozoi che hanno un'evoluzione con forme assai maggiori e che perciò le malattie che ne derivano debbono essere considera.te quali malattie da protozoi; ricorda inoltre r.he e-Sii potè ottenere vere colture dei protozoi del vaccino, del vaiolo ovino e del cancro con un mezzo adatto e cioè il sangue reso incoagulabile coll'estratto di sanguisuga. (C. R. Soc. de biol. 1900). L'esame di un enorme materiale canceroso gli ha mostrato che il cancro racchiude dei parassiti ma che se certi tumori presentano una estrema abbondanza di stadi evolutivi di medio e grande volume, mol ti presentano soltanto cicli asporulati con rarità manifeste di forme cistiche, e che un gran numero non p1·esenta che forme minime la. cui ricerca è assa i delicata. Egli mantiene nella loro iutegdtà le figure disegnate nel suo libro sul cancro fra le quali si trovano forme evolutive analoghe al coccidiwn oviforme, inoltre le più svariate figure di forme cocciche, forme di divisione in merozoiti e tutta una serie di forme sporula te a cisti voluminose, schiacciando le quali si ha l'uscita di plasmodi nucleati e nucleolati che in libertà hanno movimenti ameboidi. Più di recente con una tecnica piu perfetta (ematossilina fonica Ehrlich, rosso hlagenta, Mann, Giemsa) e con osservazioni a fresco potò persuadei·si della presenza di forme minime probabilmente fil tranti, dell'esistenza di una forma evolutiva a sessuata pel· semplice stiramento o per merozoiti grandi e piccoli, e di un ciclo sessuato (microzoi ti piccoli qualche volta appena percettibili ai più forti ingrandimenti o forme maschili, e macrogameti a ssai grandi), del fenomeno d~lla coniugazione con form,izione, per divisione cariocinetic11., di spore e di nuove divisioni cariocinetiche producenti i microsporo;,:oiti. Accanto a queste forme egli trovò anche d ellA cisti di gran volume racchiudenti una massa nucleata, la quale conduce alla formazione di sporoblasti e di spore voluminose. All'Psame recente di un cancro della mammella l'A. trovò un'immensa. quantità. di forme cistiche e s poruhtte, e potè seguire tutti gli stadi della sporulazione con una somiglianza cosi assoluta con quelli c he osservansi nello gregarine e nei coccidii, da fargli ritenere ormai inutile ogni discussione circa la natura protozoica del cancro (per la tecnica, strisci in strato sottile, colorazione con rosso Magenta e picro-indicocn,rmino dopo fìsso.zionc col Flemming). In quanto all'unicità. o meno delle specie nei diversi tumori cancerosi l'A.. è d'avviso che occorrono ancora nuove osservazioni: certamente alcune form,· fanno pensare ai coccidii, altre rdle gregarine, a ltre infine ai mixosporidi. C irca alla coltiva:lione di questi parassiti del cancro, il mezzo migliore sa1·ebbfl· il sangue incompletamente congnlato in grumi molli, anaerobio, con aggiunta di cellule ea dotalia.li, ecl insemensato nel111. profondità con raschiutura di cancro a grandi forme morulnri e cistiche. In qu.,ste colture si po;:;sono seguire le forme llm,,boidi, morulari e cis tiche L'A. ha s perato invano che le cellule endote liali ao~tichc nggiunte al mezzo fissassero le forzo m inime in simbiosi. Il cancro è llunque unll mal!lttia da protozoi. Questa patogenesi permette di co mprendere l'istogenesi della nl'oplasia. Dopo avere invaso un gruppo cellulare
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{specificamente. per la. stretta ailiuitil simbiotica. di ciascun protozoo verso una s pecie cellulare), il parassita eccita le cellule, le fa proliferare, fa loro perdere la forma e la funzione per metterle a proprio p1·ofitto. Il tumore cosi fo1·mato di elementi cellulari nuovi, di una capacità vitale elevatissima, costituisce un me?.zo di difesa dell'economia, giacche tende a rinc hiudere il parassita nella sua proliferazioue, ma diventa anche sempl'e più un organismo indi pendl·nte, estraneo che pel s uo svilnpp'o rapido e per l'afHusso <li colloidi nuovi si nutre ed avvelena a sua volta l'ospite. Se unn. delle cellule di nuova formazio ne e parassitata si stacca, essa potrà. per l>t sua enorme vitalità riprodurs i per cariocinesi e dare ori, gine a nuova prolifernzionu t·ancerosa. Se arriva in un vaso linfatico e in un ganglio costituirà ancora là. un nuovo co11tro proliferativo, una metastasi. Se la cellula cance rosa ba una vitalità troppo grande in relazione alla lunga durata della simb.iosi e alla poca tossicità del parassita, essa potrà mo rire come ogni cellula infiammn.ta, pure avendosi neoformazione alla, periferia. L 'evoluzioue del tumore n eoplastico potrà dunque farsi secondo tre tipi: 1° progresso periferico costante -con degenerazione a l centro fino alla morte dell'os pite ( il tumore, non la cellula, è indefinito); 2° esaltazione del virus. passaggio nel sangue e morte pe r carcinosi acuta; 3° degene1·azione cellulare rapida con as><enza dell'espansione periferic" ed esito di guarigivne spontanea. Data l'abbondanza de i protozoi e dello loro formo minime e della loro rl!si steoza in natura, si comprende la frequenza de l cancro : le forme di resistenza sono sparse all'1:sterno per mezzo di escrementi di insetti, per mezzo della maggior parte di animali a, sangue caldo o a sangue freddo che vivono in contatto coll ' uomo: le forme mini me possono essern tra.s portnte da animali pungenti. Se delle polveri imbratto.te con escrementi di insetti, vermi e d i ogn i animale portatore di sporozoi vengono a depositare su oritìci infiammati (labbra, mammella, ano, prepuzio, orifìci glandulari) delle spore resisteuti, oppure se un insetto è schiacciato a loro contatto, si ha la porta d'entrata pe l cancro; l'introduzione loro può anc h e essere facilitata dalle minime lesioni c he possono aversi in alcuni canali o in a lcune cavità, come l'esofago, la bocca, Io stomaco, per cau sa di traumatismi alimentari. Anche l'ingestione di legumi e di frutti crudi (portatori di escrementi d'insetti o di vermi o di lumache), l'ingest ione di pesci mal cotti o di crostacei r icchi di protozoi o di fegato di coniglio con coccidiosi ncuta può s piegare la freq u e nzn, del cancro dello s tomaco. L'A. cita molti casi n ei quali tutti questi 1n odi d'infe1.ione si rosero manifesti. Dalle cose dette scaturisce la profilassi. Bisognùrà, a parti re da -10 anni, n el momento cioe in cui la viti.lita delle nostre cellule decresce, evita.re l'introò uzione di protozoi nei nostri tessuti e perciò: praticare una. pulizia estre ma della pelle, curare immediatamente tutte le lesioni degli orifici, evitare i contatti di anima li infetti da protozoi o di animn.li pungenti capaci di trasmetterli, non ing e r i r e che alimenti perfettamente cotti, fare un'igiene perfetta della casa e infine a ssoggettarsi all'aspor tn.zione di ogni più piccola neoformazione. TESTI-
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA Prof. ARTURO PAPPENEIEnr. - Teontoa dell'esame ollnloo del aa11gue per gll studenti èll meèllclaa e pet medlol pratici. - Tl'aduzione italiana del dottor Cesare Minerbi. Torino, edit. Rosenberg e Sellier, 1914. Un volumetto di 9i pagine. Nell'attuale ri6oritura di studi e di ricerche sul sangue, giunge molto a proposito questo piccolo lihro dell' illustl'e ematologo tedesco. che ben può dirsi una guidla fedele dello studente e del medico attraverso tutti gl' intrica.ti particolari deH'esame clinico del sangue. Nulla e più difficile che riassumere in poche pagine e con chiart>zza una mr,teria che comprende il tecnicismo di indagini d i laboratorio: orbene il Pappe nheim, colla sua profonda conosce nza dell'argome nto, ha superato egregiamente questa ditììcoltà, offrendo agli studiosi un manuale piccolo di mole ma denso di fotti, al quale auguriamo in Italia la stessa fortuna avuta in German ia {dove si è teste pubblicat11. una seconda edizione), in Ungheria, in Russia, in Inghilterra. La traduzione italiana del dotto!' Minerbi è degna d'encomio, non soltanto per la sua precisione, ma altresi per le importanti aggiunte r elati ve ai metodi dicolornzioue vitale e alle loro applicazioni diagnostiche degne di m11ggiore afiidamen to. Alla solerte casa editrice Rosenberg-Sellier, che pubblica rare opere, ma &empre scelte con gran discernimento e destinate a sicuro successo, nostri sinceri rallegramenti por la consueta eleganza <lelln veste tìpografìca..
E. T.
CONCORS1 Notidoaztone di oonoorao per la nomlaa. di 35 tenenti medtol nella R . Marina.
lL. MINisTRO Vis ta ln legge n. W7, in dntn 2!.J giugno JUI3, relativa al riord inamento dei corp i militari della R. Marina; Visto il R. decreto n. !.Jl5, in data 27 luglio 1913, che sto.bilisce i qunJri organici degli ufficia li d r·i corpi mil ibtri tlella R marina pc! quinquennio HJW-918; DECHE'l'A:
B aperto un concorso -
tra i tenenti e i :10/lolenenti medi.ci di complP111 enlo per la nomina tli 35 tenenti meclìci n ella R . 1nari11a con l',mn uo stipendio di L 2-100, ollre L 200 d'indennità d'arma. Tale concorso proct'der/i in base alle istruzioni ed ai programmi stabiliti cO D decreto ministe riale 20 settembre 1()13. I relativi esami si terranno in Roma, incominciando i l 15 9in9110 prossint<> ,·enturo. del R. ese1·cito -
CONCORSI
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Per l'ammissione al concorso, l'aspiran te dovrà far pen-enire al Ministero della marina, non oltre il 3 L maggio prossimo i:e,ituro: a) domanda, su car)a bollato. da lire una, nella quale dovrà anche.dichiarare se intenda esporsi a prove facoltative (specificando a quali di esse) e mettere sottola firma l'indicazione del proprio domicilio; b) diploma ol'iginale di laurea in medicina e chirnrgia; e ) sunto autentico del B.. decreto di promozione a tenente medico di complemento nel R. esercito o di quello di nomina a sottotenente; d) copia doll'ntto di nascita (l1•galizzata. dal presitlf'Ilte del 'Tribunale competente) da.Ila quale risulti che non abbia oltre passato l'ctl~ di 30 anni alla data del presente decreto; e) certificato di stato libe roo,se ammogliato, copia dell"a.tt odel matrimonio civile; f) certitic11to yenemle negativo rilasciato dall'ufficio del casrllario giud iziarioco1npetcnte; g) certificato di buona condotta. r ilasciato dall'autorità comunale compef;cnte e Y id imato dal prefetto o sottoprefetto; h) i t itoli tne1·enti a prove facoltative (qitalora intenda :sottoporvisi). I documenti indicati a lle lettere e), { 1 e g) dovranno essere di data non anteriore al presente d ecreto. Quegli aspiranti, che si trovassero in servizio atti vo al tempo degli esami, sono dispensati dal presentare i certificati d istinti con le lettere fl e 9). Gli aspirauti, saranno ainmessi alle prove dopo accertata In. loro attitn,line fi sica a l servizio mil itare marittimo: a tale scopo, nel giorno che s i presenteranno, in seguito a lettera di invito, la Commissione esaminatrice li sottoporrà a visitamedica. I primi 35 candid,,li riusciti idonei agli esami samnuo nomi nati tenenti m ed ipi nella R. marina, secondo l'ordine di me rito risultante dall'esito del concorso. Gli altri idonei, classifica.ti dopo i primi 35, non avranno diritto a tale nomina. I t enenti medici di nuovf\ nomina seguiranno, possibilmente, un corso speciale cli applicazione nella R. scuola di sanità militare mari ttima, in base alle disposizioni regolament ari della scuola stessa. Ciascuno de i v inci tori del concorso, non re,identi in Roma, assumendo servizio, riceverà: a) l'ammontare della s pesa i ocontrn.ta (biglietto di viaggio in 20. c la~ se a tariffa ordinaria o m ilitare) per recarsi dal luogo di residenza. a R oma e viceversa; ù) l'indi·nuitil g iornalie rn di lire otto, lorde, per tutto il tem po della di lu i permanenza a R oma (al m Msimo, d il giorno dell'io izio degli esami R quello in cui sarà affissa, fuori la sala delle sedute, la graduato ria dei riusciti idon r i agli esami stessi); e) gli a ssegni di viR.ggio a tariff" militare, [Per r ende1·si dnl luogo di resideozn a quello della destinazione d i servizio, cho sarà n lui data. Questi ulLimi assegni (lettera c) saranno corris po,ti anche ai vincitori del conc o1·so residenti a Romn. I vinci tori del concorso, che saranno assunti in servizio, sono aYvertiti 6n da ora cl1e non potranno invocRre le leggi vigenti sulle peusioni, ma soltan to le, norme che regoleranno la istituenda Ca ssa di previtlem:a, la qualt, ha per fond 11.me11.to i conti individual i. Copie delle s uccit ate I s trnzioni coi prog rRmrui potranno essne richiest e a lle Direzioni degli os pedali principali militari marittimi (Spezin. Napol i, Vell!':>.ia, Taranto e La Maddalena), ovvero 1\ll'Ispettorato di sanit,\ al l\linister o della marina.. Il presente decreto sarà r f>gistrato alla Corte dei conti. Roma, 27 marzo 191-t. MILLO.
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VARIETÀ Per dimostrare ..Ile persone troppo cr,.dul e ( fra cui v'è purtroppo anche q ualcbe medico) che cosa siano certi rimedi vantati come infallibili da una réclame spuòorata, diamo un sunto dei risultati delle analisi di alcuni preparati m essi recentemente in commercio da <'erte ditte farmaceutiche che speculano sulla buaggine umana. Queste noti7.ie le togliamo dal Journal de pliarmacie et de chimie (numero G, ll!UJ, il quale ha iui;dnto una coraggiosa campagna contro i cin rlatani della scienza. Diabctif11go (Analisi di Mannich e Kroll;. Sqtto que~to nome, una ditta francese ha messo in commercio un prodotto ,·ant,1to contro il diabete; prodotto che si vende sotto forma di cachets di colore nero contenen ti una pol,ere bruna di sapore a:stringente : in ogni scatola vi sono 10 cachets e ciascuno di questi rac chiude da O gr. 75 a O gr. 9 di polvere. Se/'ondo l'istruzione, che accompagna il prodotto, questa polvere sarebbe composta di perossido di manganese, bicarbonato sodico, antipirina, santonina, nitrato d'uranio e cloridro meii[.arsi11ato di litio, sale ù1 composizio11e ben poco chiara Jl Maunich e il Kroll, che annl izzntono il diabeti fugo, hanno trovat.o i prodotti accennati nel prospetto della compo1izione, salvo naturalmente il c loridro-metilarsinato, facendo no tare. poi, che il nitrato d'uranio, a cui i fnubrica11t.i attribniscono chi sa quali proprietà. portentose, è il solo metallo toss ico che, 1llle dose di O gr. 1 a O gr. 2, provochi le manifes tazioni del diabete. Cera Parinol. (Analisi di S. Kroll). Sotto questo nome, la casa To-Kalon ba messo in commercio u1, prodotto c he ha la cons istenza d'una pomata e che l'istruzione annessa vanta come incomparaoile per mantenere la fres<"hezzn del colorito. Dall'anal isi è ri~ul tato che la denominazione di cera è assolutamente falsa perché l'indice d'acidità è nulla, e che il prodotto è formato da 95,7 p. 100 d'una s o.~tanza grassa, 2,8 p. 100 d'ossido di zinco e 1,4 p. 100 d'acqua: il tutto profumato con un po' d'e::senza rli rose. Dunque. una semplicissima pomata all'ossido di zinco del valore di po<"hi centesimi e s provvista di ogni azione sul colorito d ella faccia. F ofJlie di Resia. (Analis i di ì\Iannich e Kroll). Sotto q uesto nome sono state . 1ne,se in r.omt11ercio dello pasticche contro l'obesità.; e, secomlo l'istruzione annessa., il prodoLto sarehbe a base di ioglie di Resia e avrebbe la propriet à di -conservare n.1 corpo il suo :reso normale nello stesso tempo che aumenterebbe la forza fisica e l'energia psichica (?) di coloro che ne fanno uso. Le pasticche hanno un colore rosso cupo. un sapore simile a quello del cacao e un peso di O gr. 35 a O g r. 4G. Sempre secon.lo l'is truzione, le foglie di Resia proverrebbe1·0 da una pianta marina che contiene di:i sali di sodio e di magnesio, della mannite e del· l'al_qina, e s arebbero associate ad altri vegetali che assicurano la « depurazioue del saugue "· Premesso e he la denorninazione di Ruia è assolutamente fnntastica e che nessun prodotto definito porta il nome di algina, è risul tato dnll'analisi che le famose pasticche non sono affat to composte d'una polvere di foglie, ma contengono gli elementi car·atteristici delle rw:lici, del legno e dei frutti, senza che vi si possa rintracciare alcnn tes,uto che riconti le alghe marine. TI Manuich e il Kroll considerano corne mo lto probabile la presenza di rabinbaro e di polvere di ca.psico
VARIETÀ
-e di una piccola quantità di iodio sotto forma orga11ica; la qual cosa farebbe
scspettare cbe entrasss nella composizione la tiroidina, senza alcun criterio di dose e d'indicazione. Insomma, la Jenominnzione di foglie di Hesia de,·e e,:sere considerata come falsa e gli effetti delle pastiglie assolutamente nulli, se no u forse dannosi. Sanatii:o. (Analisi di J.fonnich e Kroll). lin medico tedesco - anche i medici I ha recentemente consigliato l'uso d'un prodotto chiamato sanatit;o che, secondo l'istruzione, avrebbe proprietà. straordinarie. L'autore, infatti, basandosi sopra una sua t eoria personale « gas-paiogenelil·a » afferm:i che il sa1wlit:o avrebbe la proprietà di cacciare dal corpo i gas llO('Ì\·i. come per effeuo di un esorcismo. e soprattutto i gas solforosi, che sarebbero l'origine d'un gran 1n11ne!·o Ji malattie. Ma dall'analisi ris ulta che il t:into vantato sanativo non i: nitro che acido citrico (10 p. 100) coll'aggiunta di cit1·ato ferroso e ferrico, cli zucchero e d'una piccola -quantità di mentolo o d'essenza di menta!
NECROLOGIO Con vivissimo dolore abbiamo appreso che il 26 marzo u. s. è morto io Napoli il prof. comm. ALESSANDRO PASQUALE, colonuello medico della R. m•\rina, il quale fu attivo ed apprezzato collnboratore di ques to giornale, quand'esso, acco• .gliendo gli scritti degli ufficiali medici di terra e di mare, portav11. il titolo di « Giornale' medico del R. Esercito e della R . ?ilarina -. : il che avvenne precisam e nte nel decennio 1886-1805. E fu appunto in quegli anni che il P asquale pubblicò in questo periodico i suoi noti studi sulle malattia più comuni a Massaua, le sue ricerche comparative sugli streptococchi e la relazione s ulla spedizione scien tifica Krnse- Pasquale per lo StUllio della dissenteria e dell'ascesso epatico, che l'imangono come insigne monumento dell'alto intelletto e della vasta coltura -del nostro compirrnto collega. Ma più che i suoi meriti scientifici, dei quali parleranno con maggiore competenza. i cultori dell'igiene e della batteriologi,\ in cui il Pasquale fu maestro, chi scrive questi rapidi cenni necrologici nella gran de commozione per la morte del <"-1trissi mo nmico, vuol qui ri corda.re le rare doti del suo animo buono e gentile, aperto sempre ai pit't nobili sentimenti, e capace di q u elle profonde amicizie, che .amano raccogliersi nel silenzio, ma che si rivelano, all'.Jccasione, con un atto di dedizione, di gen erosità. o di sacrificio, cosi, semplicemente e natural men te, come se si trattasse di un'azione ordinaria del!:\ vita. E è perciò che il nome di Alessandro Pas<tuale, illustre per tante ricerche nel cnmpo della. scienza, r imarrà più int imamento caro a l nostro cuore per quelle virtù più modeste, ma non meno preziose, che furono il limpido 1·iflesso ùi una vita iHteriore tutta compenetrata di bontà, di gentilezza e d'11ffetto. L'8 a prile moriva io. Roma, fra il compianto dei nuu1erosi amici e colleghi, il -dott. còmm. GIUSEPPE ALVARO, maggior generale medico nt> lla riserva. Non vi h:\ parol n più commovente ed espressi.a, llon vi ha elogio più d egno dell'illustre .es t into, che il discorso pronunciato dal mnggio1· generale medico J3obbio comm. Eugenjo dinanz i alla be.ra, prima che si sciogliesse l'imponente corteo funebre: di-
314
NECROLOGIO
scorao, ch P qui ri prod ucinmo ci unsi integralmente, sembrandoci che esso sia il miglior tributo di riverenza e di affetto alla memoria del compiant.o generale. « II generale medico Alvaro, figlio della generosa Calabria, dopo a,•er compiuto brillantemen te g l i studi nell'università. di Xapoli, si laureava in medici na e chirurgia nel 1SG6; e in quello ~tesso anno, in cui la patria nostra io,iava i suoi figli sui campi lombardi per sottrane un lembo di terra italica ancor11. sotto il dominio st1·aniero. egli venivn ammesso. i n seguito ad esame nel corpo sanitario militare, e prendeva parte, q uale addetto alla. 7° divisione attiva, a tutta la campagna di gt1e rm, segnalandosi fin d'allora pM non comune capacità tecnica, per intelligente iniziativa, per coraggio e per attivith indefessa. , Promosso capitano rneclico a scelta nel 1873, fu, dopo qualche tempo. addetto alla di rezione di sanitn di P:i.lermo, carica di fiducia che tenne degna.mente fino al 1877, nel qua le anno ottenne la promozione a scelta al grado di mnggiore con destinazione all'ospedale militare di Palermo. « T enente colonnello direttore dell'ospedale militare di Napoli nel 1895, fece ritorno n'll 1898 a Palermo come direttore di sanitit, per passare poi, q uale colonnello medico ispettore, all'is pettorat.o ,li sanità militare, dove te rminò la sua onorata carriera, a cui fu tardo prt1mio la promozione a generale medico neJJ,, rise rva nel 19t0. « Il generale ml'dico Alnuo, di vivn.ce intelligenzn., di acuto spirito indagatore, fu cultore appassionato J ella scienza, di cui segui sempre i progressi con vero intelletto d'amore, dando frequent,i saggi rlella sua profonda coltura, si11. con brillanti confe re nze, ch'egli teneva con 1,ell'artfl oratoria, sia colla pubblicazioni• di pregevoli monografie, fra le qua li v,1 ricordata quella sulla scoperta dei raggi Rontgen nella <Lualt', prt>correndo i tempi, l'oratore segnaln.va i bene6zi che da tale. scoperta sarebbero derivati alla medicina e. in special modo, alla chirurgia. « Nella s tia l unga carriera di medico nell'esercito, l'Alvaro fu sempre animato da un alto seotiment.o del dovere, che, come faro luminoso, gli fu guid a costante e fedele in og ni c i1·cos tanza, e che gli valse in ogni tempo l'affetto, la stima e il plauso di tutti i collegh i. « E tale suo alto sen timento del dovere rift1lse in modo specialissimo in occasione dell"epidemia colerica, che funestò la Sicilia e sopra tutto la cittit. ili Palermo nel 1885, durante la qu:i.le egli, s prezzando il pericolo, si trovò sempre frn. i primi nella lotta cont1·0 il morbo. P e1· tale sua couùotta umanita ria e coraggios11. ven11e deco1-ato della medi,glia pei benemeriti della salute pubblica. « Di animo niite e buono, egl i si dimostrò scmpro amorevole e premt1roso \"erso i sofferenti affidati alle sue cure; pronto in <1 ualsiasi circosl.anza l\d accorrere, tanto prc~so i fomiti di ricco cen<;o 'luanto presso gli umili e i disl'redati, ed acquistandosi riputazione di medico pratico distin tissimo anche nell'ambien te borgl1ese1 dove numentò, in Lai modo, il prestigio del corpo sauitario militare. « Il generale Alvnro no n è più! ma nei nostri cuori rimnnà incancellabile la sua memoria ,dfet tuosa, coine esempio mirabile d'nna vita spesa i n servi1.io della patri:t, co me nobile incitamen to n compiere con sempre maggior lena i l nostro do\·ere. "Uaro collrga ed amico, ri posa in pace I \"alga q uest'ultimo mesto e 1·c\·erer,to saluto che rivolgiamo alla tua anima eletta, e il sincero compiant o 11ostro, a lenire il cordoglio della tua d,·sola ta famiglia».
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CONFERENlE SCIENTIFICHE DEGLI O~PEDALI MILITARI SOIIAflIO DKGLI ARGOMENTI TRATTATI (DAI PROCESSI YERBA l, I PERYE~UTI At.I)lS l'ETTORATO DI SANITJ\ MILITARE DAL 1° A t. $0 AP!lll.E).
NAPO LJ (man:o) - Capitano med ico MAZZINI Vt•LPI!'. - Su le cardiopatie da. c o ntu.;;ione. R ipo1·ta l a storia clinici\ d i 8 ca~i di cardiorntie consecutive a. contusi one, osservate i n un triennio d'esercizio nel riparto chirurgico dPll'o,-pedele milita1·e Ji Ca.va. dei Tirreni Il trauma si verificò sei volte per vioh'o:1,a dir e tt~ sul torace (una. per colpo di bastone, quattro per calcio di crtva.llo, una pe r passaggio di r11ota di carro) e due volte per violenza indire tta (caduta a terra), ed in ra pporto alla sede d'az ione si manifestò quattro volte sul precordio. tre v olte in prossimita. d i esso ed una volta sulla regione epatica fra le due linee ascellari. L'O. ammette che, in seguito a brusca e violenta contusione del precordio o delle vicinanze di esso, anche quando vi è assenza di lt'sioni costali e delle p a r ti molli del torace, si posso,,o manifesta re ferite, contusioni e malatt ie di cuore. Talora i sintomi obbiettivi dello cardiopatie compaiono subito dopo l' infortu n i o (cardiopatie repen t ine), che sono le più g ravi e si m nnifestnno per l o più sotto formo. d i insufficienza; ma spesso occorrono dei giorni, delle settimane e dei mesi, prima che i sintomi s i rivelino (cardiopatie tardive>, che sono meno gravi delle repentine, e sono quas i sempre contrassegnate da ste· n osi prevalentemen te d ella mitrale. Per stabilire che una cardiopatia s ia. traumat ica, occorre, secondo 1'0. che sia chiaro il nesso, come quasi in tutti i casi riferiti, fra il tra11ma. e la lesione del cuore; che il paziente sia ~ta.to completamente sano fi no nl momento dell' infort unio; che ),i s indrome ca.rdia.ca si manifesti subi to, o poco dopo ]'azio n e del trauma. I cas i citllti dall'O. hanno un valore indiscusso, s ia per essere stati riscontra ti in militari. i quali quasi tu tti, prima di essere ammessi in servizio. avevano subito va rie visite da medici rlifforenti, che a v rebbero quasi certamente risco n t rato un viziu cardia co; sia per a vere essi prestato regolare servizio prima del tra uma, per non avere mai sofferto malattie infetti \·e, nè akun malann o nel pe1·iodo di ser vizio rnilit>u-e che precedè il traumu e. più d i tutto, per essersi svolti, quasi in tutti, i sintomi della lesione cardiac11. sotto 1 nostri occhi , cioi. durante il periodo d i degenza all'os pPdale. Se la. lesione 'Val volare si nota subito dopo il trauma, è dovuta o. rottura v alvolare, se compare tardi è invece dovuta ad end ocardite. L e c a rdiopatie da contus ione debbono essere, secondo l'O., considera te come infortunio del lavoro, allorquando il trauma che le ha prodotte s i manifesta
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CO~F EHENZE SCJEN1'IF I0llE DEGLI OSPEDALI MILITARI
duran te e per causa ùt·ll't>sercizio e delle attribuzioni del mes tiere. Nella valu· tazione delle conseguenze dell'infortunio in discussione è bene eliminare il so spetto cbe la cardiopatio. non preesistesse al trauma o preesistesse solo allo stato latente, nel qual caso gli effetti medico-legali sono eguali a quelli d i un vi,lio deteTminato rla l trauma (Ranelletti). In ogni caso occorre attendere lo svolgimento ultimo e definitivo della malattia, senza aver fretti\ d i pronunziare l!"iudizi, perchè talvolta a contusioni l ievi e seguita, dopo un te mpo piuttosto lungo una cardiopatia piuttosto grnYe. E n el giudicai·e nella idoneità. o meno al lavoro proficuo ed a quale scadenz11. esista il pericolo d i vit:1, 1'0. ri tieue si debba tener conto non so!o della speciale lesione cardiaca, nel senso che a lcune cardiopatie promettono una t regua più lunga. mentre altre rapidamente peggiorano, ma si deve tener presente il sesso, la professione e l'età dell',unmalato. D(·lla rottura del cuore è in utile parlarP, osserva l'O., perchÌl ad essa segue sempre la morte. Nei vizii valvolari le iMufli.cie nze sembra siano pi u gravi dello stenos i. Contemporn.neamonto si de\'e tener conto dell'eventuale a um e nto dPll'aia dell'ottusità cardiaca. Certo che una ipertrofia cardiaca consecuth·a a vizio valvolare da contu·s iono è molto più gra\'e d cll'iper trofiR del cuore sinistro con rene raggrinzato. La g ravità è in rn pporto al g rado d ell'ipertrofia ed a llo s tato del polso, cbe se è debole, o inegolare, o accelerato, depone per un cuore dilatato o per un concomitante interessamento ùel miocardio, e la prognosi è sfa.vorevolP. Si sa inoltre cbo i b1unbini ed i vecchi mal soppor tano le malattie di cuore, mentre l e cardiopatie che si verificano nella giovinezza, trovando aume n tata la forza di resistenza, ul timato lo sviluppo d el muscolo cardiaco e non a ncora cominciota. l'arterio-sclerosi, hanno una prognosi r,:,lativamen te più litta. t anche risaputo che il peggior nemico di un v izio di cuore è il lavo1·0, elio se presto cond uce alh~ debolezza cardiaca e e.Ilo scompenso nelle cardiopatie comuni, nelle cardiopatie traumatiche, dove i l miocardio è fortemente interessato, conduce fin dai primi g iorni ad una iuabilitil assoluta. Si deve quindi prenùe re in considerazione il mestiere esercitato dallo i nfortuuato ; e qualora voglia tenersi conto del s uo grado di istruzi one per valutare, <'ome un tempo s i faceva , se in al t ro modo egl i possa procurarsi un guadagno nella vita economica, de ve anche riflettersi che le card iopatie gravi, come sono quas i tu tte que lle da contusioni, se tah·olt>1 possono permettere di eseguire qualche lavoro se:leotario, a bbredano di molto la vita all'infortunato, q u nndo non la tolgono 11ll'a t to del trauma istesso. L'O. fJU indi non è del pare re di Delorme, che vorre bbe far asseg~are la quinta classe a g li infort unati che presentano 11n'affezione cronica del cuore e dei grossi vasi d i origine traumatica: e ri tiene invece che sia più umano e doveroso couclndere per una inabilità. permanente assoluta tutte le volte che è interessato l'endocardio od il miocardio. La casuistica insegna che bisogna essere sempre riservati nella prognos i delle <:ontusioni agenti sulla regione cardi1\ca. anche se essi sono lievi e non si verifica alcun seguo esterno de l trauma avvenuto. Così pure è stato ri levato c he nelle forme nervose, alle qul\li a prima vista si da poc11. importanza, dopo qualche anno può sviluppa rsi il quadro morboso -di nnn mioca rd ite tipica o di al tra lesione organica.
CONFERENZE SClENTJFtf';.HS D:CG t.l OSPE!"•ALI ~IILl'l'ARI
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Conseguentemente il medico coscienzioso non deve giudicare a lla leggera le· contusioni in vicinanza del cuore, perc hè esse po, sono, presto o tardi, esserela causa di malattia proba bilmente o certamente insanabile. Il centro della circvlazione, conclude \'O., deve essere in tutti i cas i sottoposto nd un esame minuzioso, che san\ bene ripeterfl a più giorn i ed anche a qualche mese di distanza, tenendo conto di ogni piccol11. nlt<·rnzione che si avvera, nella frequenza, ritmo dei toni cardiaci, nell'aumento dell'aia del cuore, ecc. Solo cosi il medico può, insieme col legislatore, apportare il suo aiuto efficace, diligente, imparziale ed umanitario nella lotta che, chi lavora combatte per unod e i più sacrosanti diritti, il diritto alla salut!'.
Movimenti avvenuti nel Cor~o ~anitario e nel Personale Farmaceutico (IJalla ,lbpensa t O' alla 13' <le i /Jvllelli'lO 11ffetìnlc delle nomine).
Ufiloiall in servizio perm.,nente. R. decreto 1° marzo 1914. DE CARIS Agostino, tenente medico in aspettativn per motivi speciali, pe r quattro
mesi. ( R. decreto 23 ottobre 1Dl3). di q uadri (lnl 23 febbraio l!ll l
Tras ferito in aspettativa per riduzione
DE C A RIS Agostino, id. id . per riduzione di quadri, a Colleloogo (Aquila). -
Ri· c h iam1Lto in servizio dn.l 23 febhraio 191-J., con decorrenza per gli assegni dal 1 ° marzo 1914 e destinato ospt."dale Piace uza.
DetenninaziontJ mi11isleria!e 5 marzo 1914. FALcnc lv.igino, capitano medico os peda le 'lessaudri11. (comnn,lato battaglione aviatori). - Trasferito reggimento lancieri Vittorio Emanuele, a domanda, continuando comandato come sopra.
R . dec1·eto 5 marzo 1914. Vincenzo, tenente medico in as pettativa per motivi speciali p<'r ull anno. ( R. decreto 16 ottobre 1913). - '.l:rnsferit ) in aspc ttativn. pe r ridu1.ione di qua dri dal lG marzo 1914. GRIF C rince11zo, id. id. per riduziooe di quadri I\ Je,:i (Anconn). - Ricbiamat? in servizio dal 16 marzo lOU, a s un. domanda, con decorrenza. per gli assegni dal 1° aprile 1914 e destinato ospedale \'enezia. Si;s1s 1 Jl{icllele, id . 79 fanteria. - Dispensato, per sua domanda, dal serdzio per man e n te; inscritto col suo grado e con la sua anzianità nel rnolo degli ufficial i medici di complemento ed assegnato distretto Bari. GRIFI
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MOVHtE1'Tr AVVENUTI NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. FARMACEUTICO
Determinazione ministeriale 12 marzo 1914. I seguenti capitani medici sono cb iarnnti agli e~ami di idoneità. all'avanzamento ad anzianità ed a scelta. Si presenteranno il mattino del 2lJ corrente mese, alle ore 101 all'ispettorato di sanità militare: Beniamino. ospedale Caserta. (comandato ospedale Genova) - BONO Giovan11i, id. Savigliano - CIMINO Francescantonio, id. Genova - SANNA Attilio, id. Milano - S1rnAS'l'IANEL1,1 Gian Gwseppe, reggimento cavalleggeri di Foggia. - COSTA Emilio, 20 artig lieria campagna - CANTAFORA Nicola, ospedale Catanzaro - CABnENE Filippo, ospedale Torino- MEMMO Giot·anni, ispet· torato di sanità militare - R UGANI I,uigi, 87 fanteria - PnoCACCl .4.rtw·o, 83 id - A:-ININO / feniamino, ospedale Padova - Rl!'l'A Sebastiano, id. Caserta - CASTELLA::;1 Romeo, id. Alcssnndria.
VERDOLIYA
B.. decreto 12 marzo 1914.
F10n1N1 cav. FiorenzJ, maggiore medico ospedale Brescia. - Collocato in posizione ausiliaria per età, dal 23 nrnr:i:o 1!)14. CuKCAHeLu France.~co, tenente medico 1° utiglieria campagna. - Dispensato da l servizio permauente a sua domanda; i11scritto col suo grado e con la sua anzianità nei ruoli degli ufficiali medici di complemento ed assegnato distretto Roma.
R . decreto 12 marzo 1!>14. lèASANI Francesco, tenente medico R . corpo di truppe coloniali della Somalia ( a disposizione Ministero colon ie). - - Cessa di essere,, d isposizione del Ministero delle colonie a datare dal 29 marzo 1914 e destinato ospedale Perugia.
Determinazione minislel'iale 26 marzo 1014. NASlSAROT'I'I Giuseppe, cnpitano medico legione Milano. - Chiamato agli esami di idoneità :-i.lJ',.vanza.mcnto. Si presenterà il mnttino del 20 corrente mese alle ore 10 all'ispettorato di sanità militare.
Farmaol•tl militari. Deterntinazione mini~teriale 6 marzo l!l14. GASPARI l'io, farmacista. cap o di 2• classe, ospedale Sa vigliano. dale rLilitare Alessandria.
Trasforito ospe-
R. decreto 28 dicembre 1P13.
Ror.u Francesco, farmacista di 1" classe, infermeria prC'Sidiaria Crem.:>na. Collocato a riposo, a sua domanda,. con decorrenza dal 1° febbraio 1914 per infermità non provenienti da cause cli servizio e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia.
MOVIMENTI AVVE1' UTI NEL CORPO S A:-IT. E NEL PER!,. FAR)IACEUTICO
3H)
Farmacisti militari di oomplemento.
Determinazione ministeriale 12 marzo 191,! . <CAPAXN!Nl Antonio, farmacist a di 5·' clnssc, di'ltretto Pesaro, in servizio R. corpo di truppe coloniali dell'Eri t rea. - Cessa di essere a disposizione del l\Iinistero d<'lle colon ie e ri collocato in congedo dal 10 marzo 1914.
Ufftolall ln posizione di servizio auslllarlo.
R . decreto 25 settembre 1013. DEST1xo cav. Safrator e, colonn ello medico distr etto Caserta - Bu<.:cr~o cav. 7'obia m11gg iore medico in servizio temporaneo ospedale C b ie ti. - Collocati a riposo, per anzianità di serviz io, con decorrenza da l 16 ottobre 19 13; inscri tti n ella riservi\ e nominati c11valie ri nell'Ordine d ei SS. Maurizio e Lazzaro.
Decrtto ministeriale 28 febbraio 1914. CAPOBIAXCO cav. nomenicantonio, maggior e medi,:o dis tretto \'nona. - Richiamato in servizio tenq:,oraneo dal i S febbraio 1914, all'osped:ile Verona.
Decreto ministeriale 2 marzo 1914. B o zz, cav. P flieil, t enente co lonnello medico distretto .Milrmo. - Richiamato in servizio temporaneo dal 9 m a rzo al 18 luglio 1914 al l'ospedale Mila no.
Decreto m inis/ei·iale 1G 11 m·zo lOU. . CASTEi.LO CRV. F·m11c1:sco. maggiore rnedico distretto M1rn tov a. in serv izio o~pedale Mantova . - Ric~lloc11to in cong l'do dal 12 mar1.o lUU. BENATI cav. Alfonso, id. id. Bologna. - Ri chiamato in servizio t emporao('o d:11 10 marzo 191 1! all'ospedale Bologn11. MARGOTTA caY. Cesare, capi tano medico id. Sac:ile. - Id. id. dal 10 id., id. Udi n e.
1Jfflolall di rlaerva.
Decreto ministeriale 3() novembre 1913.
•
-COPPOLA cav. Nicola. maggiore medico distretto Roma, in servizio a disposizione del llinistero dell'interno. - Trattenuto in servizio, con assegni, per temro indeterminato. continuando a rimanere a disposizione del Minis te ro dell'inte rno, dal qu ale r iceverà gli assegni, dal t• di cembre 1913.
Decreto mi1ifateririle 22 9e1111nio 19U. -COPPOLA cav. Nicola, maggiore m edico distretto Ronrn, in sc-rvizio a dispos i1.ion o del Ministero dell'interno. - Ri collocato in congedo dal l ' febbraio J!) l4.
Decreto mini,yferiale 2 111arzo J9U. 13i;cc1'.',0 cav. 1'oòia. maggiore medico distretto F oggin. - Cbiamnto in servizi o, con assegni, dal 9 marzo al 2 agosto 1914, all'ospedale Chieti. 0A LA:S$0 Costantino, capitano medico id. L ecce. - I d . id., cou a ssegni, dal 9 id. al 13 luglio 1914, id. Bari.
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MOVIM ENTI AV\· E:-t:TJ NEL CORPO SA)<JT. E NEL PERS. FARllAOEUTlCO
Fr. decl'eto l:3 ( eblJraio 1914.
I seguenti ullì.ciali medici di riserva s ono dispensati da ogni eventuale , ei·vizio miHtare per età, conservando il grado con la r elativa u n iforme: ZtNGAJ.RS cav. J 11to11i110, colon nello medico distretto Messinll -
MARCl:IETTl CllV.
Temistocle, maggiore med ico id. :\facern.t.. t ano medico id. Gaeta -
F ,\NTASJA cav. Satt:atore, capihlART1:;1 Anlonio, id. id. Genova.
Decretll minislei·iale lU marzo 1914. LEun1:-.1 cav. P,·ancesco. maggiore tn(ldico distretto Bologna. - Chiamato in servizio con a ssegni, per tempo indeterminato, dal 10 marzo 1914, a.ll'ospedale Bo1ogna. QuBHRNGBI Francesca. capitano medico id.. ~lilano. Id., con assegni, id., dal 7 id.. id. Milano. LARIZZA , Pietro, id. id. Reggio Calabria. - Id , con assegni, id., d ,\J 10 id .. infermeria Regg io Ca labria.
Determinazione ministeriale Hl marzo 1914. CAs:-.1co , 'e1.:eri110, tenente med ico distretto Brescia. per cambio di reside nza.
Trn.sferito d istretto Milllno
Defunti. D.E1, Tonn~_; .ldclardo, tenente medico cli riserva. distretto Milano. -
i\lilnno, il 3 marzo 191-1. LEO:-.E Ualclassare, mag g iore medico id. id. Inen. -
Morto a
Id. ad Inca, 1'11 id.
I l R ed a t.tor6 EDltOKDO
t33!S) -
ll ù 1113 ,
1911 -
TROl!BETTA, colonnello medico.
T,µ . E. Vugh c ra.
Lc1G1 PALMIERI, gertri'<'·
·~
Lo sgombero degli am14~(ati e feriti in guerra. Memoria premiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - Roma, 1906 • L. c... uanu. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concorao Riberi 1904-1906. Un volume di pag. 330 con 66 figure. - Roma, 1908 . ID. - Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso Riberi 1906- 1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e statistiche. - Roma, 1908 , • CuulfL - Espoeizione sommaria dell'orò;namento e funzionamento del servizio sanitario in campagna presso l'aaercito italiano. - Roma. 1906 • • Ds CB11...s11:. - Studio sulle roediastiniti (mediastiniti suppurative, ascell80 mediastinico). - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . • HYBTL - Onomatologia anatomica. StoriJr. e critica del moderno linguaggio anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PB&TTJ e C. SroBu. Roma, 1884. (Edizione rara) • . • . 1 le ferite. cauaate claU.e armi cla gutt"ra. Sintei,i della rela-i:ione sanitaria sugli 81Jerciti tédeechi durante la guerra franco-germanica 18'10-71. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348. prezzo ridotto. • M...1uyn,1,.. - St udii atorico-critici sulla meningite cerobro-spìnale epidemica in Italia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 26ll con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto • 8u.IN...sL Le lesioni t,"umatiche de i centri nervosi. Memoria o norata del premi .1 Riberi. - Roma, 1900. Un voluroe di pag. 320. Preuo ridotto. , Sro&u e G10Llill11:LLT. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° p remio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole c romolitografi.c be. Roma, 1~86; prezzo ridotto. • To11xLJ,INI, - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli inenritti. - Roma,, 1876 . . . , CJJ8.ANI. - Guida del medico milit are per le esercitazioni pratiche sul se rvizio sanitario in campagna • Bs1uu.BD0 e BB&ZZI.. -
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:'li. B . - Per l'acquisto delle oper e sopraindicate Inviare commissioni e vaglia all'Ammlnlstraz1on1 del Giornale di medicina militare via XX Settembre Roma. ~
.J. U1•e pu,bblicltziunl. tne<Uco-militrwi: F&BBARI LELLI FRA~O&sco, capitano medico. -
Manuale di bromatologia pei medici milita.ri. - Firenze, 1906. Un voi. in 16° di pag. 484. (Vendibile p,-o l'Autore i:n Firenze, scuola d'applioazione di sanità militare) . . . • . L, A. SBRTOLI, c apitano medico. libero docente a, pat.ologia speciaie ohirurgica nella R. Un iversità di Piea. · - Contributo allo studio del rinofima e ricerc'he istologich.o sui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, O!fìcine grafiche Cbiappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). . . . . , . . . . . . . . . . . . . . . . . . 1 J.t.:NDOLO CoeTANTINO, colonnello medico. Oftalmoecopia ed ottica oculietioa. Manuale teorico-pratico. Un voi. in go con 82 figure e 12 tavole. - N a poli, •~bilimento tipografico Ferra nte, 1905. (Vendibile pmaso l'Autore, Roma, VUl Principe Amedeo 47) . . . . . . . . . . . . ,, M.uiolANT:t Ezio, colonnello medico - Lo sgombero acqueo dei feriti nella v~lle_del Po (1889, 1898, 1906). T esto e progetto c on illustr11zioni, p remiati con diploma d ' onore ali' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile presso l'Autore, direzione sanità militare) . . . . . . , 1 o . ~- - Esercito e tubercolosi (Notizie. - Profil8lllli attuale. Età della ~hiamata. - Ferma biennale. - Abbassamento della statura). Relazione congresso nazionale d ' igiene 1906 Milano. (Id. id. id. ) . . . . . . • 8 111 S A.LV:,1,.TOBE, m11,ggiore medico. L'anatomia e la chirurgia operatoria e 8 man-:b bola e delle parti m olli che la rivestono. - Napoli, 1906. U n in 8 • di pag. 130, con 68 figure in~rcalate nel testo. (Vendibile presso II> utore, Corso Vit torio Emanuele 386, Napoli) . . . . . . . . • · d~i - ~a chirurgia delle vie biliari. Memoria onorata di un attestato di lode e a Società medico-chirurgica di Boloyna. - Bologna, 1903. Un voi. in 16° di s...Jag. 198, (Vendibile preB80 l' Autore, Coreo Vittorio Emanuele 386, Napoli). • ~CCI Snr&No, maggiore- medico, libero docente di oftalmologia e di clioculistica nella Regia U niversità di Torino. Studio scientifico pratico CT f traumatiBIOi oculari. Voi. di 242 pa~e con 16 tavole contenenti 63 rni· g~ :tr~afie e ~o~ pre~a-i:io~e del p rofeeaor C. RJJ:YMOND, direttore della . preeao oouhat1ca d, Torino. - Roma, Enrico Voghera 1906. (Vend1b1le tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma) .
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GIORNALE DI
MEDICINA NIILITARE Direzione e Ammlal,traz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CONDIZIONI DI ABBONAMEN'l'O. t• Il <Ji11rnale di m~dicinci militare !li pubblica l"ult1mo giorno di ciascun mesP in fascicoli dt 5 logli di stampa. 2° L"ahbon11mento ,, e1111uo e decorre dal 1• p:eunaio. ;j• Il prezzo dell'abbonamento é: P er l' Italia e la Colonia Eritrea . . L. 12, Per l'Estero . . • . . • ~ l fi,. 1· in Italia . .. 1,2.o; Un fa~c1colo separato costa , : a 11 1éSLero .. ,,no Il suppleme11to contenente l'A n11uario ~ io Italia .. 2,:-.0 del cor po sanitario militare costa . ? all'Es tero. > 2,7a 4° L'abbonamento non disdetto prima del 1' dicembre s·i11te11de r111novelo per l'anno succes!"ivo. 5o l signori abbonali militari in eli'etlivita di servizio pos~ono pat,!are l'impor to dell'abbonameato per mezzo dei r1spett1vi comano11nli di corpo (11ache e rate mensili). n° P e r i soli ufficiali medici (dell'E~erc·ilo e delle Marina) il ammesso un ahbonamento ,.,nrnulatlTo al Giornale d t medicina m,litore ed ngl1 Annali di medtclna naolzle e cotortiale al pl'ezzo di L. I 8 annue. PH ottent>r e ui te abbo· nàmenlo. gli abl:!onati del giornale di medici11H mihl.8re devono far pe r venire direttamente L. ò. &ll'arnrni11istr8r.ione degli Annali (pre;;:so il mini!:!tero della Marina) . '· · · 7~ Ai librai si la la ·sG,onlo del 10 °10 , ma soltanto per gli abbonamenti delle 9-el'.f'one e· degli enti non militari , che non pos!"ono fruire della facilitazione di 'cui al n. 6 e 6. 8~. I.,e spese per gli esLratti e quelle per le tavole litoirratlche, fotografiche, e<;c., che accompagnassero le memorie, sono a car100 ùcgli autori. 9" Gli autor i delle meqiorie potranno averne gli estralli racendone richie~ta 1tll'alt0, tlel!,)nvio deJle _bozze corrette. Gli estratti sono di due tipi : . T1Po ...t. - Con copertina in bianco, senza frontespizio, e colle impagma· tura e numerazione del fascicolo. T1Po B. - Con coper,ina s tampai.a, frontespizio, impai;rinatura e numera· zione speciale. Il prezzo é r egolato dulia seguente tariffa : Prezzo cl.i. o i aaou.xi :fog1lò cl.i. ata.w."k1i:>B NUMBRO DELLB COPIE
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GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE .,~ ·-"' ,r'f"-
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Pubblicafo dall' Ispettorato di Sanità mili tar~;~,\\ ·:· . :.-:·,.· i f.\·/ ·.: /. Glornal e di m&dicina milllare : 1861 ..188.4 Giornale medico del R'aglo Etercfto o della Regia Marina : 1886·18
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ANNO LXII - 191 4
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Consiglia. - La medicina sociale nelresercilo ( ConlinuaJ • . . . .
Pag. 3:!t
C~SCISTICA CLIMCA.
:•::la"~· - Un caso di lebbra all'ospedale militare principale di Snigllano (con , figure) 9 1
C,oppa, - Sulh coesistenza 11 tumori di varia struttura e,J indole lndova1i nellit C / '0 narice di una inferma (con ~ figure) . . . . . , . . • . . . 116nd o, - Un ca~o Ji diplopia monoculare di natura Isterica . . . . .
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SOMMARIO
a1w18'T,1. DI GIOBi'(A.1, 1 ITA.l,IA. l'H
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Giornale m,odlco d el R egio Esercito : 1896-11107
FASCICOLO
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F.H El!IITJF:RI.
( I'. l'Indice nell'i11len10 della c~pei·li,ia)
---c-:·:-D[REZJONE EO AMMJNISTRAZ IONE
ROMA • PIÙUzo del lllin.istero della Gnerra, Via X.X Settembre • ROMA
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INDICE DELLA RIVIS'rA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
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q\l\'ISfA DELLA STAMPA m'.LllCO-MILITARE E5TE!lA RIVISTA
P intacuda. -
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Pag. 3i9
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Sulla patogenesi ,ltlt'in:<c l:uione .
3~9
fil VISTA DI CIIIRUIIGIA GKNKRAI.K.
Un meZ1,0 pratico per stabillre la pro::;n•,si di una narco;i Spadaro. - I lcncociti a granulaiioni 11russe (osmiolili) e Il loro ,,alore semiologico in rap· porto alle infezioni ~urvlcn to e Ml altre lofeilonl.
Sohlange. -
390
391
Rll'JSrA DI OTO-RIKO-LABINGOl.nRIA.
"Tonietll. - I a seziono di oto rino-llringologia nel R. ambulato, io ltalla110 G. llaccelll a Tripoli
393
•nl\'IST .\ , Dl ANATOMIA PATOLOl;(CA.
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RIVISTA BlllLIUl;R,.\FICA. Citron. - I metorli :h ll'immunrtia~nosi e olell'immunteratlia o le loro appllcalioni pratiche '11 tadik. - Kurzc• Leh rbucll 11rr Ml111:irlly,th·nc , Ferrarl. - Alcune noie rti psiroloo~,a inf.rnlile :11aha io relaztooe al di,~!(no 11e1 runciulll. Nocelll. - Versi o bmzelli ~1,1rh:i.
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COi\G RRSSJ. I Con,·c.(lno ,te Ila Socleta ,li :\OI ro1 olo~ia, soclolof[r:\ e diri tto criminale. Cungn•,;o in leroaziunalc ,ulla ,·:icc111azio11e.
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395
3~7 399
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co:-.cons1. 1'.otiflcazione di concorso per la nomin,1 ,li 30 souotr11entl medici 111 complemento della !I. marina
410
VAlm:TA. f'Gavuzenl o Mlnelll. - l.';,11top,ia di un ratliolo;<o .
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:'iOTIZIE. Prem:o !lei ti congrcs;o medico internnion:i le per ~l'i11rortun1 (lcl ta,·oro Regulanoento per un concor$C a premio is t1tuilo ol:1!1:1 Cassa rJi rl,parmio di MIiano per incora;<giameuto agli sturll sull'lgio'rtP e 111·uJil,1,;,i delle prime v1r ,lei respi ro e degli orecchi •
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PER IL l.tURO D'ORO 01!1. CORPO SAr-ilTAlllO ~111.ITARE
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CO:'iFEIIEK7.E SCIENTIFICHE IJEGLI OSPEDA LI ~111.ITARI
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11ovrn&:-ìTl AVVENUTI KEI, COII PO S.\l'ilTAHIO E ~EL PERSONALE FARll.\CEUTICC,
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,Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz, del '' Giornale di medicina militare 11 Sull'azione degli attuali fueiÌi da guerra e specialmente del fucile ital io no di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipografinJ.-Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip. Voghera) L. , Io. 10. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intorcalat.e nel tosto. - Firenze 1898. (Vendibile p reeso la Lib. Bernardo Seeber F irenze) . • • 8 ,'4ntropometria mi litare. - Risultati ottenuti dallo ~poglio dei fogli sanitari de lle cl888i 1859- 1863; due volwni in 40 con atlante: Voi. l (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geografia antropologica <lell' I talia. - Roma 1896. • 18 Voi. Il (Dati demografici e biologici). - Roma, 1905 • . . . . • 6 ilhaon10 e S•o.azA. - Compendio di chiru rgia di guerra compilato eulla etoria medico-chirurgica della guerra di eecoesione d'America. Roma, 1888 4 volumi, prl!'lzo ridotto • 6 60 1lunauco PIETRO, tenente generale modico. -
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MEMORIE ORIGINALI
Studi originali di psichiatria e di criminologia mili
LA MEDICIN,i SOCIALE NELL'ESERCITO Per il dott. P, Consiglio, ce.pite.no medico rlell'Oap. mli. di Roma e della Clinica oeuropatologlca di Roma (Pro!. G. Mlogazdol)
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So.1n11ARIO: Linee genera.li
di una medicina. sociale nell'esercito. - I. Psicosociol ogia milita.re. - II. La leva. fisica. - III. La leva morale e l'anomalo. - · I V. Profilassi e selezione dell'anormale; nevrosi, psicosi e frena.stenie. - V. Riforme per età, imni di servizio, gradi, mesi e corpi. - VI. Differenze regionali nelle malat tie organiche. - VII. Variazioni regionali nelle a.normalità psico-nervose. - VIII. Idem per la sifilide, l'alcoolismo, la criminalità e il suicidio. - I X. Qua li specie di e.normali si trova.no n ell'esercito. - X. Un migliaio di osservazioni personali. - XI. Psicosi cefalalgiche, ve.g11.bondnggio, sintomo miofonico, discinesie coreiformi, diplopie. monoculare da nevrosi traumatica, inversione dei riflessi pupillari da isterismo, ipero.llucinosi isterica, ossessioni mentali, ecc, in militari. - Xli. Concezione della anomalia, adatt.amento, criminalitll militare. - XIII. La recidiva nella delinquenz11. militare, delinquenza. minorile. - XIV. Valore c riminogeno e psicosigeno dell'alcool nei militari. - XV. Una inchiesta psichiatrica su 722 m ilito.ri condann ati o disciplinari. - XVI. Psicosi, nevrosi e criminalitii in guc rra. XVI I. La. lotta contro l'anomalo; l' Eugenica.
Le scien ze biologiche, che hanno di mira l'uomo, tendono sempre più ad estendere il loro campo di studii dall'individuo all'aggregato, passando attraverso l'uomo sociale, e, dalle collettività generiche, sono giunte a.Ilo studio di forme particolari di vita collett iva (razza, regione, folla, esercito, collegi, ecc.). Esse, dall'analisi delle strutture e· delle funzioni normali, sono poi passate alla indagine delle anomalie costitutive e delle manifestazioni morbose - episodiche od immanenti - di ciascuna forma di vita collettiva; ed in questo stesso campo ultima ad affermarsi è stata. la. parte profilattica, la igiene socia.le, scienza ed arte insieme, che rimonta alle scaturigini dei mali dell'aggregato per prevenirne lo sviluppo o per attenuarne i danni. «: L'esattezza della. diagnosi è la suprema necessità della cura ,., diceva scultoriamente il Baccelli: e questa ma:;sima aurea ha valo~e. tl -
Gior11111e di medi;ina 11111ìt11re -
F;os .. V.
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1
LA Ml!:DICINA SOOIA LE NKLL ESEROITO
tanto nella. clinica umana che nella. clinica. sociale; la sociologia deve essere essenzialmente biologica., nell'origine e nel metodo, se vuole mantenersi rigorosamente scientifica, sia. nell'analisi dei fenomeni, normali o patologici, sia, sopratutto, nell'appresta.re i rimedii preven tivi, e poi anche curativi. Così è sorta, e si è affermata., la medicina sociale, che è ess~nzialmen te igiene, e che in gran parte gli antichi dell'aureo paganesimo, ed anche gli umanisti della rinascenza., avevano divinato nelle. loro medicina politica, - sorta. alla. luce con Aristotile - e che oggidì trionfa e si sviluppa rigogliosa. per l'impulso fecondo, e rinnovatore, della scuola positiva. italiana. di antropologia ti sociologia criminale ( 1 ). A. me pare che sia vei:iuto il tempo, orma.i, di gettarne le grandi linee per l'esercito, aggregato urna.no complesso e particolare, per struttura e funzioni, e perchè sempre rinnovato nei suoi elementi individui, sempre simile ma non mai uguale a sè stesso, di continuo vivificato dalle correnti osmotiche che vengono dalla più grande colletti~·ità nazionale e quindi muta.bile, benchè in minima parte per la. 8U& potenza coesiva, nel rispondere alle esigenze ambientali, a.111'3 condiziolli di fase storica di civiltà, ed alle correnti di idee che vibrano nell'atmosfera morale della nazione. Questo vMto capitolo sar ebbe suscettibile di ben altro s,olgimento se si volesse ricordare, o illustrare, quanto recenti autori banno scritto di psichiatria o di crimìuologia militare, dallo Sea.rano, Mele, Trombetta (2), Funaioli, in Italia; a.Ilo Rtier, v. Coler, Apt, Mentzer, Dra· tisch ed altri in Germania. ed Austria; al Régis, Ha.ury, Simonin, Cbavigny, Iude, ecc. in Francia, e così via. Studiando da. 12 anni questi capitoli di scien ,a sociale, e in particolari favorevoli ciroostanze di studio, ho potuto pubblicare molti lavori, e lumeggiare lati nuovi, o poco illustrati di questi problen1i, o da speciali punti di vista; mi pare utile, ora, sintet.izzare queste osservazioni origi, nali, portando questo contributo personale ad una medicina. sociale dell'esercito, lralascia.ndo cli proposito, in questo lavoro, ogni ri-
( 1) Vednnei pure. in questi nrgomenti. tro articoli mioi, dal medesimo titolo, sugli .Annali del manicomio di P erugia, 1010; sulla/gie,ie 80Ciale, 1913; e in corso cli pubblicoziono noll'Encéphale, 1013. Uno studi<> anoloi.to nvrà lo luce nella grondn Ritli~ta ude,ea di malaUie nervose e mentali dell'Alzheimer e Bleuùr. Me ne sono anche -occupato in comunicazioni ai CongrN•si freniatrici italiani dol 1007 e del 1910. (2) Il t.'olonnt'IIO Trornbt'tta ~ ~tot-0 il prin,o n dnro un inse~nmonto di nntropologin criminnlo ngli 11IJi,,vi unìcinli ,n('cliri delln Sc11ol.1 di "llnjtì1 di Firenze.
LA MEDICINA SOCIAI..B NELL1 ESERCTTO
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chiamo bibliografico ad altri lavori, dei quali mi sono occupato, in altri miei studii (1 ).
I. Sociologia e psicologia trovano in questo speciale aggregato fatti i.m teressantissimi da osservare, sia nei tempi ordinari, che nelle fasi critiche di esso (guerre, spedizioni coloniali, grandi manovre, disastri nazionali, ecc.): tutti gli eserciti hanno un substrato organico e psicologico comune, ma. hanno anche atteggiamenti particolari e particol ari espressioni che riflettono l'anima della stirpe, l"orientamento psichico del popolo, e la fase di civil tà nazionale. La psicologia ha largo campo di indagini nello studio delle modificazioni che abitudio i , costumi, tendenze, sentimenti di ciascuna recinta, e di ciascun gruppo regionale di r eclute, subiscono sin dal loro ingresso annuo, per effetto della. convivenza., dell'adattamento alrambiente nuovo ed a una. nuova forma di vita sociale e di attività psiconervosa; ed ancora., nello studio delle reazioni mutue incoscienti o subconscie delle va.rie personalità, delle r elazioni interumane e d'ordine gerarchico, ne\ processo progressivo ùi nazionalizzazione che ne deriva, negli t1ffetti educativi molteplici che mimetismo, imitazione ed ammaestrament() producono, plasm1rndo ed a.lleuando e dirozzando, onde la persona\i tà. si !lveltisce, 'li sflina, si fa più agile e forte e temprata. nei muscoli e nelle attività nervose e psichiche. Atteggiamenti individuali, tendenze e reazioni molteplici, potenziali diversi che necesRitano rinnovamento nei metodi pedagngici, seriazioni di attività e di rendimenti, sele;1ionament.i opportuni onde adattare a.i si11goli g ruppi metodi e<lucativi differenti e mod i diversi rli istrnzione, per meglio metterne in valore le a.ttitndini psichiche e la capacità fisica, si che che ciascun!l personalità dia. il miglior rendimento: e qnestR. è opera. non solo feconda di vantaggi per l'aggregato militare, ma. anche per la società, nella formazione razionale del citt,adino-so\dato, per cui ciascuno l\pprendl\ meglio e s~il nppi in sè
(1) Di a lcuni argomenti annlol(hi, e sopratutto do l punto di \'Ìsta d <'ll'epilessin ne i marinai, di a lcune forme di criminalitò, <'d illustrundo <'Vsi p~ichiolricì puri o d i p aichintria foren~e, si occuparono e~Mi rompetentemente illustri coll<'!1hi dC'll'armatl\: oltre ai tenti \'ivenli, trs cui a <'opo il Curcio, boato ricordare il compianto Cognetti. V\ ò da aug,1rar,? che a nche nella Marina aia compiuto u n lavoro sintetico analogo nl presente, sopratu tto studiando lo cifre d e lla crim inalità dei marinai pre@PO il tribuno lo supremo di guerra e marina, dei ricoverati noi manicomi, o negli etnbilirnon ti di ponn duronte la guerra, ecc.
324
LA MEDICINA SOCIALE '.'.ELL'ES ERCITO
la metodicità del lavoro, la disciplina della. volontà, la. prontezza. ·delle iniziative, il senso più reale di vita collettiva. e di solidarietà umana nel culto della patria. Psicologia. della. folla e psicologia. del meneur, effetti psicologici della fatica fisica, dell'emoziona, dell'emulazione, valore rea.le di tutte le deficienze dell'organismo socia.le come oggi è costituito nella feb· bre del successo e nell'ingordigia del guadagno, efficacia. educativa. di questa grande scuola nazionale come oggi è modernamente conce• pita ed attuata., importanza scientifica. e pratica. di questa. forma di vero sperimentalismo socia.le: sono tutti argomenti ben suscettibili di studii fecondi e di feconde applicazioni, per la. psicologia. e per la vita. civile, e per il miglioramento fisico e mora.le della razza (1).
II. In ogni esercito non tutto il contingente di leva, ma solo una parte di esso, entra annualmente a farne parte : la l,eva fisica ha per iscopo una più o meno severa selezione dei giovani ventenni, per tutti gli infermi, i difetto~i, e per gli scarti organici, seguendo un elenco di infermità ed imperfezioni inabilitanti, subito e permanentemente, o dopo trascorso un periodo di rivedibilità. Nel nostro esercito si è molto rigorosi nel reclutamento, sia perchè si attua larga.mente la igiene preventiva, in vista dei danni che derivano ai deboli dalle fa. tiche del servizio, e dei vantaggi che tale selezione h11. prodotto; sia perchè la. idoneità deve essere assoluta, cioè per qualsiasi specie d i fatica e di S'3rvizio militare, ugualmente per tutti. Onde, riforme e rivedibilità sono numerose sopratutto nelle deficienze organiche: debolezza di costituzione fisica (art. 1 dell'Elenco), deficienza. toracica. (art. 2), oligoemia. (art. 4), scarsità di sta.tura, le qua.li, nel loro insie· me, per lo meno raggiungono da noi le cifre delle infermità vere ed imperfezioni fisiche, quando ad es. in Francia, non si banno che 2400· 2800 riforme annue per le prime due cause, i più veri e maggiori segnacoli di depauperamento organico. E saminando le ult ime due classi di leva pubblicate (1888-'8 9 ), trovia mo che per i det t i 8 articoli, per la statura, per tutte le infer-
(I) Ne ho tentato alc uni la ti in vari la vori: Noie di p8icclogia militare, in Rivista mili tare it a lia no, gennaio 1906: e d in Atti d e l V Congrosso intema,.ionale di P<1ioologio ; Saggi di psicc,aociologìa e di acienza criminale nei m ilitar-~1 in Rivista mili t-nre it11liuna 1907 ; I nuovi problemi di p si.cosociologia militare, nell'Italia moderna, d ioombre 1907 ; in riassun t i vari ne l Gwrn a le di medicina militare. ecc.
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f,A MEDICINA SOCIALE NELL'KSli:RCITO
mità e nel totale della. leva., le riforme sono sta.te per ciascuna. delle dette classi: 65 286
••
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22.080, 16.031, 7.313, 19.862, 53.633 = 118.819 f>8.466
= 27.27 p. 100 visita.ti
St. •• -17.101, 16.062, 6.544, 18.769, 60.328 = 108.794 = 24.37 p. 100 visitati 30
Mal.
Nelle due classi 1890·91, di cui ora si conoscono le cifre, dette rjforme sono sta.te: 41.137 9.147, 8.853, 6.611, 17.626, 48.343 = 90.480 = 21.4 p. 100 46.376 11.125, 10.008, 6.616, 18,227, 52.162 = 98.138 = 22.63 p. 100 Oltre a dette riforme ci sono sta.te le seguenti rivedibilità: 0111,sse '88: 80.812 per infermità. (insieme ad oligoemia. e deficienza toracica), 41.441 per debole costituzione, 6661 per statura = 127.919 29.32 p. 100; classe '89 : 80.999 per infermità (insieme ad oligoemia. e deficienza toracica), 37.377 per debole costituzione, 6281 per statura == 124.657 =- 27.93 p . 100. (Nella classe 1890 rispettivamente 72.773, 33.147, 67.13 112.233 = 26.65 p. 100. Nella classe 1891 furono 76.547, 34.662, 68.64 = 118.073 27.22 p. 100). Ogni anno la selezione si è fa tta. più rigorosa, quale sempre migliore affermazione di una coscienza igienica, nonostante che sia aumentato il numero degli inscritti di leva, e che la. razza sia miglio· rata anche per effetto di superiori condizioni economiche, e di vita ci vile : e basti, per tutti, l'aumento in un trentennio di circa 2 centimetri della. sta.tura. media., da. 1 ,62 ad 1,64 (Livi-Raseri). Nella leva di 10 anni prima, ad esempio, cioè del 1879, le riforme per 9.uei 3 articoli dell'Elenco furono: 9468, 13404, 2136 24.998 6.36 p. 100 visitati, mentre furono,per esempio,49.174 nella classe '87,= 11.2 p.100 visitati, cioè circa. il doppio. N elle due ultime classi sono diminuite le riforme per gli articoli 1-2, e le relative i-ivedibilità, per una gim,ta maggior largbezz~ nei provvedimenti di idoneità., dai criteri invero assai rest.rittivi degli anni precedenti. :Ma ciò spiega, principalmente (oltre ad un migli oramento nelle condizioni igieniche dell'ambiente militare), come la morbilità e la
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T,A ,\IEDICI'.\'A SOCIA LE NELL ES ERCI1'0
mortalità siano fortem~ute e prvgre3~Ìvarneute scemate: quella d-d 1031 p. 1000 di forza annua uel 1876 a. 718 nel 1903 a. 665 nel 1!)07, mtre la forza media da circa L80 mila è salita a 230 mil11 (miglioramento del 33 p. 100 llirca.); questa da.Il' 11.2 al 3.3 al 3.2 p. 1000, cioè con un miglioramento assai più considerevole, di circa. i l 76 p. 100 ! (l) E spiega. anche la dimiuuzione della. tubercolosi nei mi. litari, per cui, anzi, l'Italia ha il vanto di stare alla testa. di molte altre nazioni: come per i temperamenti nevrosi e psicosi rappresentano la détente della personalità, così per le costituzioni fisiche la tubercolosi rappresenta la débacle dell'organismo, nella sua vitalità e nella sua resistenza agli stimoli ambientali. Per la tubercolosi troviamo una progressiva discesa nelle riforme dal 2 .13 p. 1000 della forza nel 1877 all'l.04 nel 1903, al 0.95 nel 1907; e nelle morti, dall'l.26 al 0.53 al O 49 p. 1000 ! (2). Proporzione c he si fa. più evidente ancora considerando col Sorma.ni, com'è giusto, assieme ai <letti casi di tubercolosi polmone.le tutti i ca.si di tubercolosi (chirurgica, glandobre, addominale, ecc.) : allora troviamo che le riforme scendono dal 6.23 al 2.6 p. 1000, e le morti dal 2.41 al 0.57 p. 1000 ! (3) (4 ) .
III. Come per le costituzioni organiche la leva fisica, così per le personalità neuropsichiche la leva morale opera. la selezione contiuua dall'esercito degli anormali, sia in modo preventivo nelle visite di re-
(I} La Germania sino a pochi anni fa incorporava circa il 18-20 p. 100 dogli inscritti di lovR, e l'Austria pure: nPI 1900 Jl a morbilit,\ dei rispettivi eS('rciti e ra del 689 e del 007 p. 1000. mentre l'Italia aveva 1'802 p. 1000 con l'a rruolamento d i circa il 25 p. 100 di insc riUi d i 1• categoria, e la Francia. che ne incorpora dal 60 a l 05°/ 0 , nonostante le suporiori condizio ni igie niohe, econo miche e sanitarie, aveva ben il 1500 p. 1000 ! Da noi, mfOJntre la. morbosità e ra. del !)30 p. 1000 nel ISSO-SI. dopo le Prescrizioni dr, l febbraio 1881 che dettavano norme r i~orose pe r la debolezza cli c.. ~tituzione fisica e par i rapporti fr,. statura. e torace, essa soe'40 subito a.d 833 p. 1000! (2} Le cifre doi morti '!Ono comprese. per g ra.n parte, in quelle delle rifo rme. t rattandosi in genere di militari che, dopo la riforma, continuarono a rim1rnere negl i ospedali e vi morirono. (3) N ell'anno 1!)00 rli cui ~opra, rnentrt> la Ge rmania aveva. per il suo caerc ito, il 0.31\ p. lOOIJ di m or t i por tubercolo.~i nello sue VRriE> forme. l'Italia aveva il 0.43 p. 11100 e la Francia. l' I.O i; q ueRta nel 1902 a veva il 5.9 p 1000 di morbo~itè. t ubercola re, noi soltnnto il 2.2. (4) Qu<'sti a r~omenti han no il loro completo ~vole imento in un mi'> vol uminoso st,11dio : T,a .1fedirina militare e la Ferma biemv,lc, in Rivista militare italinna. l!HO.
LA ME DICl:-A SOCIALE NEl,L'ESER CTTO
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e l uta.mento, sia eliminandoli dopo il loro ingresso, ciò che forma l'opera. più difficile, ma incessante, e di ogni gior no, da parte del m edico m ilita.re, che abbia sviluppata anche una r.oscienza igienica. mentale. Qui sopratutto si manifesta la modernità della concezione delle anom.alìe umane: mentre prima. l'isterismo, l'epilessia, l'alienazione menta.l e e le deficienze psichiche rappresentavano i quatti-o poli attorno ai quali oscilla.va la diagnostica., oggidì, invece, predomina.no tutte quelle forme di marcata deviazione evol utiva., di notevoli d isarmonie psich iche, di degenerazioni psico-morali, di psicastenie in senso lato, che costituiscono squilibrii, dismorfie, insufficienze, incompletezze ed anomalìe più che vere forme morbose ; che però non solo rappresentano degenera zioni congenite od acquisite, ma costituiscono per l'ambiente un danno o un pericolo, o, quanto meno, un'inutile sperdimento di f"or:z:e, una r agione di attriti senza rendimento di lavoro utile, a part e il . pernicioso contagio morale o l'azione fermentatrice sulla massi\. Questo degli anormali è un grosso problema per l'esercito; essi rappresenta.no una piaga dolorosa dell'organismo sociale come del mi· lita.re, che perturba le normali funzioni e il ritmo vi tale, g uasta il meccanismo, intossica, danneggia, degrada le energie fatti ve del sistema. _ Biologicamente l'anoma lo è u na demazione dal tipo (De Gio· vanni) perchè intossicate le fonti della. vita da. morbi eredita.rii, o nella esistenza endouterina, o per influenze morbose g ravi dello. prima età; socialmente esso si esprime sopratutto con la inadattabilita costituzion ale alle condizioni cli esistenza collettiva, in un dato periodo di civiltit o in un dato clima storico. Nel lavorio perenne del r itmo vitale, l o sciupio disintegratore delle sue energie avviene in modo fa. cile, repentino, tumultnoso, e la ricostitnzione anabolica si fa tardit incompleta, lenta.: donde un potenziale scarso, una instabilità de l si· sterna di forze, un faci le esaurimento ed una degradazione che porta disa d a t t amento: la scarsa plasticità accomodativa, l'inferiorità del siStt,ma, porta. ad una concezione anorma le, egoistica, delle r elazioni i 11 terpersonali, alla insofferenza delle norme 11.mbie11Lali 1 e necessita u11 adattamento a condizioni inferiori di vita (Sergi), che crea, per ua· t urali tà di cose, i l contrasto cou la vita dell'aggregato e cou le leggi che ne r egolano il lavoro e le funzioni. D al contrasto deriva lo st.ato d i ribe llione, la protesta isti ntiva, le istintive reazioni di difesa bio· logica (Ola.pa.rède), le qual i assumono, perciò, forme socialmente irre· <Yo]ari di atti vità I od anche moralmente inconcrrue, perchè le11on o, od b . b attentano a.lie condizion i stesse d i esistenza collett.i•rn (Ferri, Be· re aini ).
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LA MEDICI~A SOCIALE NELL1ESERC1TO
Questo fenomeno di inadattabilità costituzionale, e di conseguente contrasto, evidentemente accade in modo più e.gevole, più pronto, più n otevole neg li speciali aggregati umani, che hanno, come l'esercito, struttura, funzioni, norme di vita e di lavoro, e finalità pe.rticolari ; per il qua.le occorre un nuovo orientamento nelle attività fisiche e mentali dei singoli, un lavorio di nuovi adattamenti, che creino nuove tendenze sovrapposte alle vecchie abitudini con tutto il corteo dei sentiment,i e deg li interessi, materia.li e psicologici; aggregato il qua.le richiede nuove e speciali richieste di energie nervose e psichiche, e mutameul;o della personalità sociale, e ohe impone norme di convivenza disciplina,·e con le quali fatalmente si limitano, e si guidano, le attività singole, si uniforma.no e sopratutto si subordinano, sicchè la. libertà dell'individuo si restriuge tanto più in quanto maggiormente le singole attività trovano un determinismo esteriore nel comando d el superiore o nella norma regolamentare. Quindi l'anomalo urta e contrasta., tanto più precocemente per quanto maggiore è in lui la a.normalità, sopratutto nel senso della. impulsività o 'della appercezione ostile: e il disadattamento manifesta. con le infrazioni più o meno violente, con la ribellione alle norme di3 cipline.ri, fina.nco con le reazioni anti personali, o con la. fuga che,
dalla d iserzione a.I suicidio, può considerarsi l'estrema reazione istinti va di di fesa. dell'inadatto per la vita in una collettività. . È necessario, perciò, attivare l'opera preventiva di leva morale, e la selezione giornaliera di tutti gli scarti mora.li, che la società riversa in sempre maggior numero, perchè molteplici ragioni di natura biologica, tossica, economica, eco. fanno crescere ad ogni anno il numero dei nevrotici, dei psicopatici, dei degenerati, forse come effetto diretto di quel viru,fl fortemente infettivo che, per alcuni rignardi, è la ciYi]tà (Ferri), oltre che per una più acuita sensibilità colletti,a verso le forme anomale di vita morale (Tamburini). Ma, specialmente, è la concezione più posit iva delle anormalità psiconervose, è la loro diagnostjca. più estesa, sino anche alle estreme variazioni fisiologiche della personalità umana, sopratutto quale individuo-socia.le (Venturi), è la più acuita s ensibilità (Tamburini) dell'ambiente militare verso q ue:;te forme anom a le di vita e di attività, è il valo1·e che attualmente si tende a dare alle funzioni sociali dell'esercito stesso al di là delle sue finalità primit ive - è il tono superiore di adattamento che oggidì si richiede, che produce un forte e progressivo aumento nella leva morale e nella sui.;cessiva selezione degli anomali dall'esercito. I tipi più conclama ti, q uelli che per informazioni delle autorita o perchè essi stessi, o i parenti dichiarano ammalati , o chr: manifestauo
l,A )IEDIOINA SOCL\LE lrnLL ' ESEROlTO
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chiara. la loro a.normalità sin dalla prima. visita, sono senz'altro riforma.ti, per lo più dopo un periodo di osservazione ospedaliera.: man mano che si estende il concetto delle a.normalità neuropsichiche e delJ'j na.da.tta.bilità costituzionale all'ambiente milita.re, le cifre aumentano di molto, e per opera. dei medici che visitano, e per opera di quelli che compiono le osservazioni ospedaliere. Ma un'altra serie di individui penetra nelle file, o con l'arruolamento volontario, o perchè nessuno segnalò l 'anormale nelJ'inscritto di leva fisicamente idoneo, nè esso accnsò disturbi di sorta, od anche perchè fu negativa l'osservazione ospedaliera, - nella quale si dà spesso valore soltanto all'accesso neuro o psicopatico, non alla personalità biopsichica integra.le, - od anche per mezzo dei tanti ,irimina.lì che vengono direttamente con la leva o dopo aver finita la. loro condanna che una. legge, per altri la.ti ottima, permette loro di scontare in un carcere milita.re se la leva li coglie mentre sono in espiazione di pena.. Gran parte di essi sono disvelati da.i fattori comuni della vita militare che non provoca. e produce (Angiolella., Saporito), ma rende manifesta od auuisce la latenza nevrotica. o psicopatica, qua.le reattivo sottile delle deboli costituzioni morali, e per lo più 0011 l'intervento di una. intossicazione alcoolica, o da fatica; oppure in occasione di trascorsi, di mancanze disciplinari, di reati, in cui l'esame - tauto facilmente richiesto oggidì - fa trovare spesso il fenomeno isterico od epilettico, la costituzione psicastenica, o gli equivalenti larvati e protratti, le ebbrezze patologiche, od anche i prodromi di vere pazzie {demeuza. precone, para.lisi progressiva, paranoia). Vedremo ciò ancora meglio in appresso; ma intanto è bene fissar e sin da ora il concetto che questo lavorio moderno di medicina sociale deriva. direttamente dall'opera del Lombroso, opera potentemente fermentatrice di idee nel campo scientifico, ma più immediatamente feconda. nella. medicina militare, che trova così modo di attuare meglio le sao idee, in una bella forma di sperimentalismo sociale, che può <.;On la prova segnare il cammino maestro per la. profilassi della societa nella. lotta contro l'anomalo. E, d'altro lato, l'esercito aveva potuto fornire al Lombroso, quand'egli era ufficiale medico, dapprima il modo di fa.re numerose osservazioni antropologiche, sopratutto craniologiche, e studi sul tatuaggio come segno di « disonestà. •: poi, in una ·:l:1' fase dello sviluppo del suo pensiero scientifico, col celebre caso del Misdea, gli fornì la « chiave finale• , facendogli balenare a.Ila mente che, tutto ~iò c he non è atavico, (plagioprosopie, sclerosi cranica e cerebrale, 1.mpulsività., istantaneità, periodicità del malfatto, bisogno del male pel male, ecc.), fossero caratteri morbosi dell'epilessia, ohe in part() si
LA MkOlOJNA !':OCIALE N ELL'ESF:llCITO
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confondono con quelli dell'atavismo, ma. ohe ha.uno rapporti più intim i con la follia morale (1 ).
IV. Esaminando le statistiche delle leve, troviamo la seguente progressione delle riforme per le varie specie di anormalità psioo-ner,ose, pr esso i c onsigli di leva (classi 1870-1891 ) : a ) psiC08i: -113, 4<'3, 37, 3:a>,, 60, 105, 188, 99, 73, 179, l 58, l 7 0~ 161, 137, F>O, 1:H, lf>7, 155, 209, 247, 194:; b) neuot>i: 103, 94:, l.J.6, 143, 132, 165, 175, 193, 213, 166, li.38, l 'i"U, 160, HH3, 13!, 154, lG~, 108, 170, lu9, 170 ; e) in:su,f(icie1ize mentali: 108, 132, 16S, 141, 156, 182, 205, 137, 100, l 7i"ì, 158, 162, mo, 175, 206, ~08, 191, 197, 178, 187 ; cl ) cretini.,·mo ,, i<lioti~11w: 204, 284, 269, 261, 328, 293, 272, 300, :J58, 27U, 2H7, :n~, 2~12, 281, 27G, 300, 318, 361. 406, 354, 367, 416. Inoltre, in rassegne speciali, cioè nelle visite di a.rruola.ment.o ai cli stretti ed ai corpi : a~ 1 1:;, V\ 27, Ul, H, 15, :2!, 21, 32, 31, 16, 23, 28, 29, 35, 37, 40, 55, '1.7, 18, ijl : b) 79, 74, l.1:7, 6L, 102, ~H, 6l3, 59, 82, 123, 117, 170, 148, 186, 2rn\ ,3:10, 2GO, 2'30. 202, 17H, 2G4 ; e) ! 47, 4:3, 66, 60, -18, 87, 40, 37, 53, Gl, 60. Go, 60, 61, 99, d) I 110, 77, 100, 136, 100, 142. Sicchè, in totale, nelle varie visite d'arruolament.o, le cifre di profilassi mora.le, e cli selezioue dei primissimi tempi del servizio , importano, per le si ng-o le levo: al fi2, 61, li i , Jl, G~, 120, 2 L2, 120,105,210, 174, HH1, 189, lt\G, 18 \ 1H, H>7, 2 ! O, 277, 2 31-i, 2fir>, 2!5 ; li) 1R2. lliS. 2U3, 20 b, :2!34, 250, 23 , 25~, 295, 289, 2f>5, o.J:9, 308, 38\ . mo, Lts.J:, 42~. nm, 50~, n12, 3:37, 434; cl Li:'>, l 75, :2H i , 201, :20t, 2G!l, 21f>, 17-1, 20:3, 2H7, 208, 228, 220, 2:21\ :lll5, ,~ 18, 2GS, :L4:',, 2!30, 217, 2:-J:3, 2:)3; d ) le ci fre ,lelrid10ti,..1110 e cretinismo rimangono pressochè iuvariate, pPrchè essi sono :,;l'nz'iiltro riconosciuti ed elimina.ti sin dal la prima vi-.i1,a pre,;so il con ... iglio di leva; (2 1 1I / Vo h\~i sopraL11tto, '!U quosto argo mont-0, il mio studio: Cuare Lombro~o t la Medicina militar,,, in Riui.,to d ' Italia I !li l. 12 , L 1\un1,•nto tl11lle cifre io questi uhimi anoi, eia Rscriver,ii all'idiotismo, CNdo dt>hbn c~·e~f' tuldc hiLato sopro.tutto :nll'erodoRlcoolis mo. Dalln claRse 188 0, s,~oonrlo ,uc<?t'ri,·u, 'li ,n, •ltono I\ parte idioti P c r.,tini. 172 i p ri mi , 234 i 8<'Condi, in dt•t t i; <'h•~«e; nrllR ,.J ,,,,. J..,!)11 ri~p!'tlh-1trnt'n1o 1(;0 P 2.,2. in q u(IIIR 188 I i1woce 188 e 204. 0
LA MEDICINA SOCIALE NELL'ESERCITO
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e) l'insieme delle frenastenie, cerebro e biopatiche, dà : 312, 416~
437, 402, 384, 475, 477, 437, 409, 455, 395, -!20, 412, 456, 482, 508 , 509, 643, 585, 623, 645, 74G; /) finalmente, nell'insieme di tutte queste forme di anomalie più o meno gravi della personalità., la progressione si fa più notevole. con un aumento, fra i due estremi del periodo (22 classi) del 310 p. 100 !: 556, 645, 789, 657, 682, 854, 1007, 809, 809, 954, 824, 962, 90t\ 1001, 1097, 1166, 1128, 1152, 1365, 1231, 1347, 1424 == 3.96 p. lOU. Ma non ba.sta.no, come si è detto, que.,te eliminazioni preventi,e, dappoichè rimangono nell'esercito tanti altri anomali passa.ti attraverso il filtro delle visite d'arruolamento. Già abbiamo detto che nelle rassegne speciali sono compresi alcuni di quelli che si disvelarono tali nei primissimi tempi del servizio; ora, dalle statistiche sanitarie possiamo trarre due altre serie inter13ssantissime di cifre: a) Nei primi due mesi di servizio, per acuta inadattabilità elle produce la precocità delle reazioni patologiche in un nuovo ambient,e ( Chavigny), si sono riformati (anni 1898-'07) : p er psicosi od insufficienze menta.li . 117, 118, 136; 117, 118, 100, 145, 194, 1'11 per neVTosi. 2~9, 202, 203, 205, ~05, 230, 303, 445, 428
nel totale.
356, 320, 339, 322, 323, 330, 448, 639, 5H!)
questo forte aumento non dipende soltanto dalla maggiore attenzione portata sulle anomalie mentali, e sulla più ampia concezione attuale, ma anc he dal maggior numero di queste reazioni patologiche, per u uo stato di disagio sociale, quasi di ribellione alle autorità, più diffuso. (presente crisi politico-economica), e perchè sono aumentati gli anormali nella vita civi le stessa, come dimo,.;tra anche l' incremento della p azzia. e della delinquenza m inorile sopratutto, In complesso, ai primi urti del nuovo ambien te e dei fattori disciplinari, in un decennio si è avuto l'aumento del 65 p. 100, oltre all' incremento notevole della leva m orale preventiva! b) Ma aumentano anche le riforme nel periodo successivo del servizio: per non pochi degenerati e nevrotici la novità dell'ambiente e della vita, per lo spostato sociale venuto volontario, l'interesse ed il fì l oneismo, o spociali condizioni favorevoli d i servizio, costi tniscouo una rèmora alle détentes neuropsichiche; ma poi i contra:iti emoti,i, la costrizione disciplinare, una fatica, un trascorso alcooliuo, il periodo delle manovre, una marcia al sule, un'autointossicazione, un pe· riod o di disintegrazione nervosa più facile, ecc. finiscono col di rom pere l 'i nstabilità dell'equilibrio e col provocara azioni anormali, c be a volte
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1
LA MED1<.:I~A SOCIALE NELL ESKRCITO
assu mono il valore psicologico di veri equivalenti criminosi, ed in cui, per lo più, si può riconoscere l'aspetto di una crisi epilettoide o di un episodio isteroide, sulla base di nna costituzione degenerativa, spesso anche della. amoralità costituzionale. Le cifre di queste riforme sono, per il detto decennio; a) psicosi ed insuffi. cienze . 112, 200, 153, 190, 193, 200, 2361 269, 265 b) nevrosi . . 228, 295, 312, 240, 299, 372, 375, 541, 460 e) nel totale . 340, 495, 365, 430, 492, 572, 610, 800, 715 c1oe con un aumento ancora più considerevole, del 110 p. 100. Sicchè in complesso, sotto le armi, le riforme sono state: a) 229, 318, 289, 307, 311, 300, 380, 453, 426 b) 467, 497, 515, 446, 604, 602, 678, 986, 878 e) 696, 815, 804, 752, 815, 902, 1058, 1439, 1304: aumento del doppio (200 p. 100). Riferite alla forza media. annuale, le psicosi vanno dall' 1.18 al 2.26 p. 1000, le nevrosi dal 2.8 al 4.91 p. 1000, l'insieme delle a.normalità dal 3.68 a.11'8.15 p. 1000; ma. nel 1886 si aveva appena l'l ,93, · e nel 1876 appena il 0,69 p. 1000 ! Ogni anno, poi, si rimandano all'anno successivo un cer_to numero di nevropatici più lievi, sopratutto isterici, o che abbiano presentato t ransitorie crisi emotive, o qualche episodio psicopatico fugacti in se· guito ad alcool, a. sole, a fatica, ecc.; nel detto periodo: a) 28, 46, 15, 34-, rn, 29, 30 b) 66, 74, 78, 71, 115, 111, 107 e) 94, 120, 95, 105, 134, 140, 137 ( 1). E tnttavia, non ostante questo largo sgombero morale dell'ambiente, non poco ancora vi è da fare, ed occ:orre tutta una serie di altri prov· vedimeut i per poter rilevare al più presto tali anormali, se non pochi se ne trovano negli stabilimenti militari di pena e non pochi sono incorporati nelle compagnie di disciplina per pessima. condott.a abit uale, e se, benchè poco numerosi oggidì, si ripet ono ancora i casi dì misdei~mo, sopratutto leutnto, e se condizioni di vita speciale, come il period o di guerra, pi ù numerosi ne disvelano e rendono manifesti. Se noi siamo abbastan z1t d ifesi d ai nevrotici e psicopatici, che fa.. cilmente giungono fino all'osserva;,:.ìone medi,:a, lo siamo poco contro degenerati morali ed i preg iud icati con una condanna. almeno non ( l J Ved asi soprot.utto, au q uest o a ri,tom e nto, il mio st,udio: S ta4iatica delle t11alatti e nt rvose e m entali n ell'esercito, in Gior11ale di medici"a muitare, !!HO.
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s uperiore a.i 3 anni di reclusione ordina.ria: essi delinquono spesso, in r ea.ti comuni o disciplinari, e dànno a limento alla recidiva, ma di rado, come tali, giungono sotto la indagine tecnica del m edico. Del resto in tutti gli eserciti questo fenomeno si ripete: per esempio nel francese, per gli anni 1903, '04 e '06, si trova : di eliminazione dall'esercito riforme per isterismo 136, 158, 139, per nevrastenia 29, 26, 38, per epilessia 392, 364, 395 (il 0.75 p. 1000), per l'insieme delle nevrosi 567, 538, 572, oltre a 178, 185, 125 di riforme temporanee; per psicosi 163, 167, 169, per idiozìa ed imbecillità 184, 150, 166, oltre a. 13, 17, 11 di riforme temporanee nelle due ultime categorie. Però le percentuali sono più basse delle no::itre: 1.04 p. 1000 nelle nevrosi e 0,68 nelle psicosi e frenastenie per il francese, 1.8 e 1.12 per l'italiano. Ciò spiega come da noi siano meno numerosi i criminali, e meno frequenti le alienazioni menta.li fra. i condannati ed i disciplinari, come vedremo. Invece l' A-ustria negli anni 1902, '04. '06 ebbe: riforme per psicosi 324, 376, 410, per frenastenie 91, 118, 262, per epilessia 406, 482, 387, cioè dell'l.3 al 2.07 p. 1000 per psicosi e frenastenie, dall'l.27 all' 1.5 p er nevrosi, che meglio corrispondono alle nostre quote (1). In Germania, negli anni 1903, '04, '05, le riforme per psicosi fu . rono 446, 647, 663, per nevrosi 61'2 nel 1903 (di cui 310 per epilessia, ment re questa nei due anni successivi saliva a 360 e 432): medie per mille 1.11 e 1.24 rispettivamente, cioè un po' meno che da noi. L'Italia è quella che più larga.mente provvede alla profilassi morafe del l'esercito, dimostrandosi essere degna patria. di Lombroso e della sua scuola, che ci hanno fat-,to conoscere intimamente il modo d'essere, il valore e le forme molteplici delle anomalie mentali, s pecialmente della degenerazione e dell'epilettoidismo (De Sanctis) n elle sue varie modalità, e nelle espressioni del carattere.
V. Esaminando a fondo le cifre di riforme pe r le varie anomalie della personalita neuropsichica, si trova da fare in esse diverse classifica· zioni, fra le quali è bene accennare a quelle più importanti, che banno interesse sociologico, oltre che per la psichiatria militare. a.) iiecondo l'età: proporzioni elevate si trovano nei giovH-ni dai 17 ai 20 anni: costituiti da allievi-sergent i ed all ievi·carabinieri, e ( 1 ) In esso appaiono più numerose le psicosi. ma vi sono compresi 53, 61, 83 ca'li di nevrosi con disturbi mentali, nei de tti tre anni, che noi m ettia mo. in genere, nel ca,pitol o delle nevrosi; ed allora le quote 14Ì spos tnno nel i<enso d elle nostre : 0.95 P• 1000 in media nelle psicosi, 1.53 p. 1000 ne lle n~vros i.
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volontari ordinari; esse sono più alt.e specialmente nel periodo 18931900, con aumento annuo, più evidente nelle nevrosi, e con un massimo nel 1903 di 19 psicosi e 55 nevrosi, che corrispondono, rispettivamente, alle quote di più che l'l e il 3 p. 1000 della. forza., cioè dal 5 al 15 p. 1000 del totale dei riformati . Ciò dimostra meglio l'intervento dei fattori di disposizione personale e di eredità. sociale che rendono questi soggetti anormali o squilibrati, sposta.ti sociali o morali, anomali del lavoro e dei mestieri, e quindi instabili o dismorfici, ed inadatti alle attività nervose, e muscolari, metodiche e disciplina.te. Rispetto a.Ile varie età dai 20 anni in poi, le riforme sono più numerose fra i più giovani, che presto disvelano, sin dai primi attriti con l'ambiente, l'irreducibili tÈL adattativa, e le anomalie della person a lità; meno numerose n elle età successive, tranne negli anni in cui i ve11tenni contano riforme m eno frequenti. Le cifre aumentano sempr~ più, com'è naturale, per le varie categorie dei 20, 21 e 22 anni, e più anuor à n elle n evrosi ch e n elle psicosi perchè quelle specialmente, ;:;.elle Joro varie forme, sono meglio provocate e coltivate dalla serie complessa di fattori della vita militare, in q uanto hanno maggiori note di primitività ch e p iù agevolmente si manifestano 11ei contrasti amb ientali e n el la.vorio di adattamento. N egli anni successiv i naturalmente le cifre diminuiscono, in modo regolare : tuttavia, tenu to conto della piccola foria m edia, le quote proporzionali si mantengono elevate. Ma qui ai fattori dell'ambiente sì aggiungono, form idabili: l'e.lcool, Ja sifilide ed i contrasti sociali ed econom ici e passional i, il g iuoco erl, in genere, tutte le altre ca.use ipostenizzanti che sorgono, per gli uomini fatti , dalla dura lotta per la vita . E, come già pote,asi prevedere, ~g<,mbrato i) campo quasi per -intero dai nevropatici vari i, per lo meno da.g li isterici ed epilet tici, che non durerebbero tanto t.em po nell'am bìente militare s13nza manifestarsi in un modo o nell'altro, rimangono i tipi cerebra li, cioè coloro clie, a person ali tà neuropsichica più o meno compiutament e sviluppata ed integrata, cedono alle influen ze auto od eterotossiche, o si usurano ne ! le atti vi tà mentali, dando così reazioni psicopatiche. Ond'è che dai 26 anni ai 30 le psicosi superano di molto l e nevrosi, e, dai 30 a.i 40 anni, costi t uiscono quasi per intero le cause di riforme neuro-psichiche; e, fra. le psicosi, potremmo mettere anche le psicastenie, ch e esprimono pi ù gcuuinamente, se acquisite, lo scadimento del pot,en ziale cerebrativo. b) Secondo gli anni ùi se1·vizio : L e cifre rappresentano uu controllo alle pre0ecenti : sopratutto calcola.ndo le quote proporz ionali <lolle ,nrie ri for me, per anni d i servi,,;io, riferite al totale annuo delle
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dette riforme, si trova q ue.lche nota interessante. E cioè, nelle psicosi -e frenastenie del 1° anno di servizio, era.no eliminati de. ¼ ad '/. del totale sino al 1881, poi la quota si è elevata a.l 40 p.100, nel 1892 era già al 58 p. 100, e così via sino a.I 63 p.100; nel 2° anno di servizio, invece, le quote si mantengono bensì inalterate, ma con tendenza. finale a decrescere, oscillando in genere fra 1/,. ed 1 / 1 del totale; uel 3° anno inv~ce le quote decrescono, dal 35 sino al 10 p. 100, mantenendosi a tale altezza minima; infine, negli anni successivi, dopo massimi di 8-10 ~o, si è scesi al 3 circa. - Vale a. dire, è chiarissima la. precocità nel rilevare sempre più le anomalie va.rie, e nel valutare come tali, trascorsi, episodi, rr.anca.nze o turbamenti che dapprima, diversamente ,considerati, porta.vano a. punizioni varie od anche a. condanne; rimangono, tnttavia, dei deboli o predisposti, che solo più tardi ammalano, ,. quando le ca.use perturbatrici si assommano, od acquistano un valore -0d una forma speciale. Ma la selezione è accurata ovunque, anche per i carabinieri ed i sott'ufficiali, che, però, pagano il loro tributo ai turbamenti psichici verso i 30 anni, come conseguenza - per lo più - di alcool e di lue. Nelle nevrosi pure si va elevando la quota, per il l " anno di servizio, dal 30 al 70 p. 100, ed in modo che in ogni anno e;;se sopravva.n2ano la quota delle psicosi, mentre la ngnagliano nel 2° anno e sono ad esse inferiori nel 3° anno, confermandosi così. ancora una volta, la ]egge su accennata: che le nevrosi, per Le note di primitivi tà, sono più facili a disvelarsi nell'adattamento al nuovo genere d i vita e di attività, a.vendo maggiore riferimento a perturbamenti della emotività, della irritabilità del carattere, alle impulsioni, alle crisi emotive o convulsionanti, ecc., r,he sono tutte forme inferiori di reazione al1 ·ambiente e di difesa psico-biologica. e) riguardo ai g1·acli: corrispondentemente a quanto sopra si è accennato, nei sott' ufficiali, per ciascun a11no, le cifre delle psicosi superano quelle delle nevrosi, al contrario dei so!Jati e capornli; inoltre in quelli, ogni anno, le psicosi sono proporzionalmente sempre pil'.1 u umerose, e meno invece le nevrosi; i caporali dal 1871 crescono le proporzioni di psicosi perchè comprendono pure i carabinieri, che hanno specialit.à di servizii; infine, i soldati mantengono le caratteristiohe dei caporali, ma con cifre più elevate, e più ancora nelle nevrosi, le quali, come sempre appare, si disvelano prima e piit fac ilmente. Le nevrosi nei sott'ufficiali hanno una media, alla forza rispettiva, del O. 21 p.100, ed un massimo del 0.58; nei caporali 0.34 ed 1.06, nei solda ti 1.03 e 2.35; le psicosi nei primi ha.uno una media del O 48 e u n massjmo dell'l.10: nei caporitli 0.22 e 0.76, nei soldati 0.7G ed 1.4.3;
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ma nelle psicosi dei soldati sono comprese le insufficienze mentali e le incompletezze psichiche e le degenerazioni morali che, per la scelta. accurata, mancano o sono appena a ccennate nei sott'ufficiali. I nolt.re, tutte queste quote aumentano presso che regolarmente ogni anno, ma più specialmente le insufficienze ed incompletezze psichi che nei soldati, e, più che tutto, le nevrosi in essi, a causa dell'attivissima pro gressiva selezione morale; così che, facendo le proporzioni speciali dei massimi, questi si riscontrano, negli ultimi anni, presso i soldati, e nelle nevrosi più ancora che nelle psicosi, confermandosi così da varie parti le dette osservazioni d'ordine generale. cli per anni: nelle psicosi la quota più alta (media di 30 anni ~ la quale abbassa di molto le cifre elevate degli ultimi anni) è dei carabinieri, 7.1 p. 1000, e subito dopo della fanteria, 7 p. 100, men t re cavalleria e artiglieria hanno le quote minime, e 6 volte vengono al 2° posto; la fanteria 9 volte il m.11.ssimo e 13 volte il 2., posto, m ai le armi a cavallo. Nelle nevrosi, invece, i carabinieri hanno soltanto il 5 p. 1000, che è la cifra. minima, con una sola quota massima. ed mia del secondo posto, mentre la fanteria ha il 9.9 p. 1000, con 11 q note massime e 1O del secondo posto, cui seguono bersaglieri e oAvalleria con 1'8 p. 1000. Infine, per tutte le armi le quote delle nevrosi sono più elevate di quelle delle psicosi, tranne che per i c arabinieri, nei quali accade il contrario. La ragione di queste differenze non può essere, essenzialmente, che una : il diverso valore delle pt>!'sonalità destinate alle varie armi, per cui i requisiti delle armi a. cavallo sono superiori per altezza e torace a quelli delle armi a piedi, e ciò non dovrebbe essere; le personalità manchevoli più facilmente esplodono in disturbi emotivi acuti, che costituiscono la base, ed il nucleo, delle manifestazioni nevrotiche, mentre l'attitudine p!"ioopatica pre:rnppone sviluppo più completo, e superiore, della personalità nevrop;;ichica; inoltre, le espressjooi nevrotiche sono molte volte equivalenze di fatti, o ,li tendenze criminali, come i cri:ninali e gli amorali assai più spesso dànno pou-~sées nevrotiche anzichè segni veri di psicosi. Vi è poi da aggiungere che il fantaccino è più soggetto a fatiche nelle marce, con lo zaino e gli altri oggetti che deve portare per chilometri, donde la più. facile possibilità di :,trapazzi cronici , n o n sufficientementt> riparati e reintegrati dal riposo, specialmente n ei periodi di esercitazioni estive, o nei primi mesi del servizio, in oni è dimostrato aversi, spesso, u11 a diminu?.ione del peso e del ta>'!::;O en1<'globinico. La quota enorme delle psicosi nei carabinieri, la ~ui selPzione accurati;;sima elimina molti di~posti alle nevrosi, non pnò dipPnrlere1 precipnnmente, <·he dalle speciali necessità r1el servizio: e,s::-i
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fanno spesso, realmente, un lavoro assai faticoso, regolato variabilmente in turni di giorno e di notte, spesso mal riposati, con responsabilità. e pericoli frequenti, e quasi sempre in servizii isolati od accoppia.ti, onde nelle loro attività. debbono usare prontezza di spirito, di iniziat i ve, di audacie, di volizioni e correttezza di condotta.; sopratutto essi sono considerati sempre in servizw, la. qual cosa importa continuo controllo, vigilanza. ~ critica su loro stessi, ed in qualsia.si circostanza, e con una disciplina. più severa, per cui mancanze minime possono troncare la. carriera, e le relazioni amorose sono recise perchè perturba.no la. serietà del servizio, la qual cosa non può mancare, spesso, da.I disorienta.re la mentalità per il conseguente tumulto passionale. Una constatazione, poi, di grande interesse è questa, che negli stabilimenti di pena le dette quote di riforma sono straordinaria.meute e levate: nelle psicosi il 34.4 e nelle nevrosi 1'11.6 p. 1000, e, in tutto, col 46 per 1000, cioè circa tre volte più della fanteria., mentre le riforme totali per le varie malattie sono pressochè uguali in essi, 1 7.6, a quelle della detta arma, 16.4 p. 1000. La qual cosa ancora una volta dimostra luminosamente come la criminalità sia spesso una es pressione di anomalia o di infermità. neuro-psichica, o un equivalente a.normale, o, per lo meno, tragga facilmente scatur-igine da costituzioni deviate, dismorfiche o morbose, (alienati, condannati misconosciuti). e) per mesi: a parte le variazioni prodotte dall'arrivo delle nuove c lassi sott o le armi, e dal congedamento delle anziane, e dalla chiamata. per istruzioni e manovre, è interessante nota.re, nelle quote proporzionah alla forza media mensile dell'esercito, che : nelle psicosi la. curva delle riforme ha, nelle quote medie, decorso in aumento, con n n primo massimo nel marzo del 0.38 per 10 mila, e poi nel lugli o ·e settembre, del 0.46 e 0.47, ma le quote massime cadono nell'agosto col 0.88 e nel marzo col 0.(14; - nelle nevrosi sì ha una Tapicla ascei:,a nel maggio, 0.53, donde un progressivo decrescere, salvo lieve ripresa a lla. fine dell'anno, e con quote massime nel giugno, aprile e maggio, rispettivamente 0.90, O.Q6 e 1.08 p. 1000. In complesso, si conferma. ancora una volta la precocità delle reazioni patologiche per molti anormali, più presto e più fortemente nelle forme di primitività, cioè n elle nevrosi, mentre in modo più efficace agiscono, nelle psicosi, le influenze climatiche e delle fatiche estive, per cui nei detti mesi non solo si hanno le quote più eleva.te di psicosi, ma esse, allora, sopra.vvanzano quelle delle ne_vrosi. (1) ( I J V edl.\.~i il oi Lato mio lavoro: Statistica delle mc,laUic n ervose, ecc., e orticoli in Cultura mod•ma, negli Atti del XlII e XIV Congresso freniotrir.o iroliano, ecc. ;;i~ -
Giorn-,le di 111edic111a mit&l11 re. -
l'n,c. V.
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VI. Le statistiche sanitarie e delle leve forniscono una. ricchissima miniera di fatti che hanno grande importanza anche per l'antropo-sociologia, nei dati riguardanti le va.rie generazioni ventenni ohe vengono verso la collettività militare. Fra i problemi più interessanti vi è quello della differenza regionale nella intensità delle varie forme morbose, dalle organiche alle mentali, che in Italia è anche p i ù m anifesta non solo per ragioni climatiche ed etniche, ma anche per la diversità notevole della storia civile, politica e sociale delle va.rie parti che la. compongono. Tali differenze noi possiamo analizzare in va.rii gruppi, e 010e n elle malattie acute, specialmente infettive, n elle imperfezioni d i sviluppo organico, n elle deviazioni della personalità psichica.: q nelle sono più soggette a variazioni perchè più contingenti , queste sono più fisse. in un dato periodo storico, percbè più in rapporto con elementi costituiti dell'Essere. In linea generale, predominano nella valle del Po (soldati che ~i contraggono le malattie) le febbri effimere e il tifo, n el sud continentale la malaria, lungo il Tirreuo la febbre mediterranea ed il catarro gastro-enterico, ecc.; interes,rn.nte il fa1,to del continuo prevalere nel sud delle malattie veneree, non solo delle ulceri molli e della blenorragia, ma anche della sifilide, con quote massime dall'll a l 20 su mille soldati, nel le pri me manifestazioni, mentre esse scendono , da R oma in su, al :1, al 2, all'l.4 p. 1000: nel totnle dei morbi ven erei si ba il 175 p. 1000 a Napoli, il 1 56, a l\fessi11a, il 158, a Sale rno, il 14.7, a Bari ed il 130 a PalPrmo. Più intoressnnti, perchè più in r apporto con la costituzione or gl\· nica, sono i difetti,:Je im perfezioni e le malattie fisiche che r r oducono inabilità al ser,ìzio militare. Così, nel totale delle riforme (classe 1886) si trova il circondario di Lanusei col 52.2 p. IUO, di Nuoro col 51.6, di Sondrio col 48, di Bobbio col 4.3 p. 100 ecc.; e nel t otale delle rivedibilità Gallipoli col 47, L ecce col 43, Br indisi col 46.2 ece . Vale a dire che nella dett.a leva si sono scartati, temporaneamente o in modo definitivo, 1'80.7 p. JOO a Lanusei, il 78.7 a Nuo;·o, il 77.4 a Gallipoli, il 7G.4 ad I glesias ecc., cioè dai •;. ai •;, degli i seri tti dell'anno ! I n geuere è quasi tutta la Sardegna che tiene i p osti p iù elevati, e, fra le grnndi città, Catania col 68.4 p. 100. Ma è bene guArdare partirolarmente : Come è natmale, molto in fl uisce la bassa statura, che dà il 20.4
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p. 100 di riformati nella. Sardegna, il 14.9 in Basilicata, 1'11.6 in Ca-
labria e Sicilia., su una media. del Regno del 6.73 p. IOO. Di fronte t roviamo, nell'insieme delle varie infern,ità organiche, su di una media del 21.75, la. Lombardia. col 28.5, la Sardegna. col 27.91 la Toscana col 24.4 ecc., mentre in basso stanno il Lazio col 14.8 e la. Calabria col 16.3. In aggiunta. a. queste cause di riforma o di rivedibilità bisogna mettere le cifre sempre più elevate dei renitenti (emigrat i ohe non regolarizzano la loro posizione), che sono al massimo in Basilic ata col 19.5, in Calabria col 17.9, in Campania. col 15.1, mentre cifre minime hanno la Sardegna, l'Umbria, le Paglie ed ;Emilia col 3, 3.06 e 3.8 p. 100 (media 8. 3). Per cui, in complesso, sn una media del 36.7 di idonei su 100 i'3critti, mentre il L azio dà il 47, le Marche il 46.6, l'Emilia. il 46: il Veneto il 46.9, invece la Basilicata dà il 27, le Puglia il 24.3, la Sardegna il 20.6 p. 100. Guardando poi partitamente le principali cause di inabili tà per rag ioni fisicbe, si trova: per debolezza di costituzione (rifor mati e rive dibili) stanno ai primi posti l'Umbria col l R.5, la Sardegna col 17.4, le Puglie col 17 e la L ombar dia col lG.G, agli ultim i il P iemonte col 12.5, l'Emilia c ol 12.3 e Toscana, Marche, Campania col 10.4 ; p e r deficienza toracica la serie propor zionale dei riformati va dal 6.4 e 5 .8 d ella Toscana e Campania al 3.4 della Lom bardia ed Ernilia e 2.0 d e l Veneto; - le riforme per queste due specie di scad imento organico, insieme considerat e, dalla Calabria e Sardegna coll' 11.ç, ed 11 .8 p. 100 all'Em ilia e L azio coll'8.7 e 8.3 p. 100. Le canse di queste differ enze sono com plesse e uon si possono qui considerare: ricordiamo la. malaria, la pellagra, la scrofola., la nut ri zione Ìllcongrua e scar s a di proteine della classe agricola specie nel sud, e la pr oporzi one diversa che ha q ue!'lta nelle var ie r egioni, l' -i ndustrial ismo, la diver sa con dizione econom ica r egionale, l'alcoolismo e la sifilide, la t u tela dell'infanzia., il cr etinesimo, le miniere, l' urbanismo, le prof essioni, le cond izi oni geografiche ed etniche, le statur e, ecc. Ma ad u n'altr a causa occ,orre dare p ure importanza, a ll'emig razione che, fra gl i al tri effet ti, ha que llo di scemare molto la proporr.ione dei visitati in rappor to alla popolaz ione, e, per riflesso, fa crescer!'¼ la q uota dei riformati per cl1è emigrano i, san i e i for t i, specie per l'emigraz io ne t emporanea. Fra le città, Milano, Napoli e Geno,a hanno Je quote più alte di deboli, e con percentuale superiore a q uella delle rel ati~e regioni; T o rino , Na poli e G eJJova di deficient i toraci ; mentre minor numero di d e boli ba.uno Bologna , R oma ed A ncona e con q uote in fer iori a lle prop ri e re,g io ni , e minor num ero di tornei scar~i Catllnia. Milano e lJolog na.
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Ne\\a. scrofola hanno quote relativamente eleva.te Campania, Veneto e Pnglie, col 0.20, 0.15, 0.14 p. 100, basse Lazio, Sardegna ed Umbria. col 0.06, 0.04 p. 100. Per alcune regioni la. quota si eleva per l'influenza. di alte quote delle grandi città, come fanno: Torino col 0.24, Genova col 0.16, Napoli col 0.46 e Mila.no col 0.41; infine, men· tre alcune regioni hanno quote basse, è preponderante l'azione delle grandi città, come Bologna col 0.24 (Emilia 0.10), ·Ancona col O.H tMarche 0.06), e le tre città siciliane (Palermo 0.15, Messina 0.31, Catania. 0.52, che è la cifra più elevata!) non ostante fossero marina.re e in clima dolcissimo! Il cont rasto è assai grave con Venezia 0.09 e Roma. 0.07, e deve dipendere o da. condizioni educativo-igieniche o da diffusione bacillare localistica, e fors'anche dal minor uso di a.1bnminoidi c he la popolazione vi fa. Infatti, anche nelle riforme per oligoemia le dette città mantengono quote elevate e la medesima. progressione: Palermo 2.44 p. 100, Messi ne. 3.4.9, Catania 4.37, mentre Genova e Bologna hanno il 2 p. 100, e Roma 1'1.70. Così, in genere il sud d'Italia ha maggior numero di deboli fh,ici e di olignemici, meno la Sicilia che non la Calabria e la. Sardegna e la Basilicata, mentre sta in posizione migliore il nord e parte del centr o, benchè le r egioni industriali diano più di deficienti toracici, sia in rapporto alla sta.tura. più alta. che alla. professione in luoghi chiusi ; il La.zio dà, nelle varie forme di debolezza fisica, il minor numer o di scarti, e Roma si manifesta fra le più salubri città del mondo. Interessa, ancora, vedere le differenze regionali in altre specie di infermità, o di im perfezioni fisiche: a) nelle varici, mentre la media del regno è 0.58 p. 100, il sud d'Italia ha quote inferiori al 0.20, mentre di molto sopravanzano Lombardia e Veneto, coll' 1.25 ; b) così nel va.ricocele, in cui la med ia è <lei 0.64, la Calabria. ha. il 0.12, ma Piemonte e Lombardi!\ hanno dal 0.95 t1.1l' 1.03 i e) inferiori sono le differenze per gli idroceli, ma tuttavia, essendo la media 0.43, il sud ha circa 0.30 p. 100, il nord circa 0.65; d) ed infine nelle ernie quello ha circa l'l p. H)O su d i una media dell' 1.49, mentre il nord ha sino a l 2.12 n el Piemonte; e) proporzioni inverse si trovano nelle congiunti vi ti croniche, per cui, essendo la media 1.21 p. l 00. si trova nell'Umbria 0.31 e nel Piemonte 0.42, mentre le Puglia hanno 2.35, la Sicilia 2 9S e la Sardegna 6.29 ; f) è strana la dif'fereu::1a notevole nelle deformità del t.orace e della colonna vertebra.le, che debbono avere alcuni rapport i con la statura {rachitide, deviazioni di sviluppo, tubercolosi) : si hA. una med ia di ben 1.44 p. 100, ma la Sarde~na ha aprena il 0.33, le Puglie 0.47, ed invece Toscana 2.0R e Veneto 2.:H; g) fiun.lmcmte nE'l g0zzo, le differenz.e ;;0110
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più notevoli che altrove, essendo esso malattia essenzialmente localistica: la. media è 1.31, ma. tutto il sud d'Italia ha quote minime, dal 0.1 al 0.3, mentre la valle del Po e le regioni alpine dànno circa i I 3, e la Loro ba.rdia tiene il triste primato col 5. 75 p. 100; e ci sono oircondarii addirittura flagellati da tale infermità, come Cuneo e Mondovì con 6.7 e 7.3 p. 100, Rosta 7.9, Treviglio 9.3, Ohiavari 10.4, Lecco 10.9, Brescia. 12.9 e Clusone 16.5 p. 100, cioè un gozzuto ogni 6 inscritti di leva! (1 ). VII. Vi è, a.dunque, per ragioni varie, una diversa. morbilità delle poPolazioni d'Italia: sopratutto alcune specie di infermità o di difet.ti evolutivi debbono costituire ragione di anomalia. organica importante, che non può manca.re di ripercuot1>rsi sulle funzioni nervose e mentali, cioè sul potenzia.le energetico, sulle attività e sui modi d'essere delle. personalità. V i è quindi da attendersi ad una. certa. variazione regionale nelle varie forme di anormalità psico-nervosa che costituiscono mot ivi di inabilità al servizio militare: le cifre dànno ancor più rilevanti tali differenze fra le varie parti d'Italia. Per voler rileva.re in modo completo tali variazioni regionali bisogne.: da. una. parte seriare le riforme per psicosi, per nevrosi (essenzialmente epilessia, perchè l'isterismo produce rivedibilità), per insufficienze psichiche, per frenastenie, e, dall 'altra, considerare per regioni le riforme dall'esercito, cioè per le medesime forme di anormalità disvelatesi duran~e i primi tempi del servizio militare, ai cimenti va.r ii di esso; facendone, di ambedue, i rapporti alla popolazione, non solo, ma anche a.I numero degli iscritti, essendo diversll. la proporzione di questi ultimi alla relativa popolazione, sia per la statura differente, sia per l'emigrazione che porta via i più· sani e forti ; somma.te le due serie di rapporti, si hanno cosi in modo esatto le perdite percentuali che dai 20 ai 21 anno hanno le varie generazioni nelle singole forme di a.normalità. Nelle psicosi (quote per 100 mila abitanti ) le va.rie rE>giol'li si dispongono nell'ordine seguente: Liguria 2.64, Umbria 2.16, Emilia 1.97, Lazio 1.95, Toscana. 1.64, Marche 1.58, Campania 1.46, Piemonte 1.26, Lombardia 1.25, Calabria 1.18, Veneto 1.16, Sicilia. 1.06, Abruzzi e Mo1ise 0.80, Sardegna 0 .73, Puglie 0.71, Basilicata 0.60. (l) Ho trattato diffusamente questi argomenti nello stud io: S tatistica e geografia ~dic<s d'Italia, in Rivista d'Italia, l!llO.
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Nelle nevros-i, invece, la seriazione muta quasi del tutto: Qa.la bria 4.48, Sicilia 4.27, Liguria 3.10, Campania 2.85, Lazio 2.61,· Toscane. 2.49, Umbria 2.42, Puglie 2.28, Basilicata 2.02, Marche 1.83, Emilia.1.75, Lombardia. l.72, Sardegna 1.58, Veneto 1.51, Abruzzi 1.50, Piemonte 1.44. Dunque : vi è nella media Italia una larga zona psicogena che vien subito dopo la Liguria, la quale sta al primo posto, mentre il sud d'Italia ha, in genere, le quote più basse, e Calabria e Sicilia. stanno circa alla metà della serie, con cifre più di due volte inferiori a quelle della Liguria; esiste invece nel sud una larga zona epilettogena, con quote doppie delle psicosi in Liguria, zona che si estende, un po' attenuata, lungo il Tirreno, per attingere un altro massimo in Lig~ria, mentre stanno in basso della serie tutte le altre regioni nordiche, e, del centro, gli Abruzzi. Nell'insieme delle anomalie psiconervose, cioè della personalitlì sociale nol seuso del Venturi, sta alla testa la Liguria col 5.84, e poi segu no Calabria con 5 .08, Lazio con 4.25, Campan ia con 4.02 e' Sicilia con 3.99; le altre regioni vengono a distanza, cominciando ·con l'Umbria, 2.50, finendo agli Abm:zzi 2.01 ed alla Sardegna 1.57 (media. del Regno 3.23). ·
Ed è an cora a notare che soltanto l'Emilia ha più pazzi che epilettici, le altre regioni nordiche banno quote pressochè uguali nelle nne e ne lle altre forme di anormalità. mentre gli epilettici crescono nella media Italia, e molto di più nella meridionale: sicchè la. $a.rdeg na ne ha tre volte più ch e non pazzi, Calabria e Basilicata si: volte di piì1, e la 8icilia qnattro v olte e mezza! Certamente quesLe const,ata~ioni sono di un grande interesse per la patologia bio-sociale; ma l' interesse diviene ancora maggiore .se consideriamo che già Morselli e Sormani nel 1S81, con le statisti c-he o-i ungevano alP incirca alle stesse . P recedenti dei .~oli iscritti di le1•a 1 0 conclusioni; ma i calcoli di sopra sono fatt,i sugli inscritti e ,:;ni militari (onde le cifre pre,;so:!hè si r 1ulcloppiano), e sulle statisti c he p o steriori al 18Sl, e tuttavia tali differenze reg ionali permangonl) pressochè immut.a t,e, nonostante !"enorme a.umento <la allora ad oggi he li e riforme suddet.te: di circa il decuplo in meno di trent'anni. V a le ~ dire che l'a umento, nelle varie regioni, è proporzionale ai singoli coefficie nti di .~at·1u·rizinnP psicosira. e nerro ·ica, cioè Pan mento non a v 'I." ie oe ugualmente, m11. più o meno a seconda la varia intensità di tale coef:ficieute, in g uisa da mantenere, e sempre più marcare, le variazioni regionali. Segno cer to che esistono ('ause intime e profond e, Ìnl.ma.nenti w•r cifl,;rnna n·gione in un detPrm i mito p13riodo st.ori C'C> . di n a -
LA .,t EDI CJNA SOCIALE NELL'ESERCITO
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t ura. climatica., etnica, biologica e sociale, con complesse interazioni
ed interferenze. Prima di accennare a tali cause del ta:Jso regionale nelle, nevrosi e psicosi, occorre ricordar e due serie di fenomeni: J.0 se ripetiamo i c alcoli per le va.rie province, comprendenti una grande città, troviamo ~tare alla testa dei centri epilettogeui Messina e Reggio (0.24 per 10 mila abitanti), poi le altre province siciliane, le calabresi e Napoli col 0 .12, mentre stà in ultimo Torino col 0.07; per le psicosi al primo posto Roma e Firenze, ma con quote inferiori di molto alle massime delle nevrosi, col 0.10. Inoltre, mentre le province con grandi città supera.no le altre, le grandi città hanno - alla loro volta - q uote più e leva.te che non le rispettive province, come per Catania (0.20, 0.14), per P alermo (0.35, 0.17), e per Messina (0.43, 0.24), e lo stesso avvien e per Torino (O.lo, 0.07) e Genova. (0.23, 0.11), mentre inferiori souo le differenze per Napoli (0.19, 0.12), Roma (O.lG, 0.10) e Milano (0.13, 0.10) in cui la città costituisce gran parte della popolazione della. provincia. 2' nelle for me gravi di frencu;tenie stanno sopra la. media de} 0.95 p. 100, Campania con 1.49 e le 4 regioni nordiche con 1.25 l .14, e poi Abruzzi e Basilicata rl.09, 1.11), in fondo alla serie Puglie e Sicilia con 0.G2; nelle forme di semplice ottusità di mente, con un a media di 0.61, stanno pure in testa L1guria e Campania con 1.09, 1.00, in coda Sardegna e Lazio con 0.27 e 0.21. ì\Ia nelle prime forme si deve ben dist.ingue re fra idiotismo, per lo piìt conseguenza di encefalopatie infantili o endouteriu.,,, o di gn\ve epilessia delle prime età. o di devia.z.ioni di sviluppo cerebrale, predom iuame in Campania, Abruzzi , ecc, ed anche in Li guria, ed il cretinesimo, endemico della. r egione alpina. ed appenninica superiore, e che segue assai da vi cino la diffusione localistica del gozzo. (1) In seguito a mia proposta, con la leva 1889 si è corn iuciatR. la necessaria. d ifferenziazione delle riforme per idiotismo da quelle per cr etinismo. Le ultime statistiche, per le classi 1889-91, essendosi pubblicate dopo ch e io avevo scritto questo articolo, accennerò qui soltanto ad alcune cifre che io vi bo spigolato, fal:endovi le propor( l ) Vedasi su qu.e ati argomenti interossnntissim i un mio lungo studio : Psicosi, nevro8i e criminalità in Rivi-!ta italiana di sociologia, J!)l l, oltre a duo note preliminari dello stesso titolo in Archivio di psichi.atria, ecc. del Lombroso, od in (;iorna[.e di me di-Cina militare. Due articoli ri.a .asuntivi di molti di questi argomenti ho pubblicato nella dotto. Rivi.8ta italiana di sociologia e nella. 8mwla po1>-itiva di Ferri. J 91 l (Le a1wm.,.lie antropologiche e psicologiche, ecc.).
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zioni p. 100 al numero degli iscritti misurati per regioni, e con la media µer le dette 3 classi di leva. Le regioni si dispongono cosi, per il cretinismo: Lombardia 0.30, Marche, Umbria, Abbruzzi e Molise 0.24, Liguria e Basilicata 0.22, Veneto 0.19, Calabria 0.18, Emilia. 0.17, Campania. 0.16, Piemonte e Sicilia 0.14, Toscana 0.12, Puglie 0.09, La.zio 0.07, e Sardegna 0.05. Media. del Regno 0.18; Italia nord 0.22, media 0.16, sud 0.14, isole 0.12. Per l'idiotis,no: .A.bbruzzi e Molise 0.23, Basilicata. 0.23, Marche 0.19, Campania 0.18, Lombardia e Toscana 0.16, .Piemonte 0.14, Emilia e Umbria O 12, La,;io 0.10, Veneto 0.09, Liguria. e Sicilia O 06, Puglie 0.05, Calabria 0.04=, Sardegna O 01; Italia 0.12, nord 0.12, centro 0.17, sud 0.13, isole 0.06. Per le ottu.sità mentali: Umbria 0.32, Campania O.BO, Marche 0.26, Abbruzzi e Molise 0.24, Veneto e Calabria. 0.23, Emilia e Lazio 0.19, Liguria 0.18, Piemonte e Toscana. 0 .17, Lombardia 0.14, Sicilia 0.12, Basilicata 0.10, Puglie 0.05, Sardegna O; Italia 0.18, nord 0.18, centro 0.22, sud 0.19, isole 0.09. Nell' insieme delle frenastenie non cret.inose (per scemare le differenze di apprezzamento): Abbruzzi e Molise 0.53, Campania 0.48, Marche 0.45, Umbria 0.44, Basilicata 0.33, Veneto e Toscana 0.32, Piemonte ed Emilia 0.81, Lombardia e Lazio 0.29, Calabria 0.27, Liguria 0.24:, Sicilia 0.18, Puglie 0.10, Sardegna. O; Italia 0.30, nord 0.30, centro 0.39, sud 0.32, isole 0.14. In sinte si, è da rilevare il cretinismo dalle Alpi al Tevere, neanche in Basilicata; l' idiotismo sopratutto dalla Majella al Garigliano, le ottusità. mentali da P erugia a Salerno; questa zona d'Italia. è la più gravata nelle forme frenasteniche bio e cerebropatiche, le isole a ssai poco toccate, e la Sardegna quasi indenne.
VIII. Importa, poi, accennare ad altri fenomeni di patologia sociale, che hanno nessi molteplici con nevrosi e psicosi: a) alcoolismo : nelle psicosi alcooliche Ja media è, per gli anni 1903-05, del 13.8 p. 100, ali' incirca. come nel Piemonte, ma il Veneto ba 16.8, la Lombardia 18 .6, la Liguria 19.4, le Marche 23.1 p. 100, ed all'altro estremo la Cal abria 4.8, la Campania 4, la Sicilia 2. Inoltre, per 100 mi la abitant i, nel 1900-04 fnrono elevate, in m e di a , 43.25 cont ravvenzioni per ubbriachezza, esse furono 108.13 in Liguria, ed il L azio, ch e viene dopo, scendeva ad 82.04, seguendo il V e neto , la ~ardegna e la L ombardia (62.06, 61.16, 53.06). Infine, su una me dia di 22.3, per 1 milione di abitanti, di mor ti per alcoolismc, cro nico o per infor tuni o can,;afo da ubbriacheu ;a, è se mpre la Lig uria.
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che eccelle col 4 1.1, insieme a.I Veneto 43.9, ed alle Ma1·che 41, ment r e il sud ha. quote minime, dal 9.4 della Campania, a l 4.8 della Sicilia., ma la. Sardegna ha ben il 38.3. Queste variazioni regionali hanno g rande somiglianza con le differenze nelle psicosi; d'altra. parte sembra che non {>Ochi ca.si di epilessia nordica sia.no di origine alcoolica, benchè qui non si sia d'accordo sul valore epilettogeno dell'alcoolismo, ritenendosi piuttosto che esso ne sia uno squisito reattivo, che provoca, facilita ed esagera. le manifestazioni epilettiche. Maggior valore può ad esso concedetsi nella discendenza, sopra.tutto qua.le eredoalcoolismc,, e lo si è trovato perfino nel 64 p. 100 dei genitori di epilettici (Kra.epelin); esso produce degenerazione della specie, ma, a sua volta., la. degenerazione psichica. ereditaria dà origine tanto all'alcoolismo quanto all'epilessia. quali due fenomeni coordinati. A me pare che, come fattore genetico. esso abbia., sull' individuo, special. mente un'azione psicosigena, ed epilettogena o psicodegenerativa nella specie; b) sono più frequenti nel sud anche le psicosi epilettiche; e le forme di epilessia. più legate alla pazzia. ed al delitto, quali si trova.no nel sud d'Italia, sono in genere le più brevi, a convulsioni rare ed isola.te, con predominio degli attacchi vertiginosi semplici o delle forme dì equivalenza impulsiva, che dà.nno, o vi si accompagnano, concomitanti disordini mentali, crepuscolari o po.:1t-a.cces«ionali. Nel 1° luglio 1898 erano, nei manicomii d'Italia, su 10 mila abitanti, 15.02 pazzi nell'alta Italia, 17.04 nella media, 5.7 nella bassa; ma sn 100 pazzi si avevano, rispetti va.mente, 7.10, 9 3S, 12.22 epilettici i 2 30, 2.77, 7.69 criminali. Nel manicomio di Girifalco i pazzi epi lettici erano il 26.3 p. 100, i pazzi criminali il 12.44 p. 100; a N ocera inferiore invece 11.96 e 7.25; in dette regioni è scarso l'alcoolismo; mentre è tipico l'aumento dei pazzi alcoolici a Roma e ad Ancona negli anni in cui è minore il prezzo del vino, per sovra.produzione dì esso (a.uni 1910-11 in confronto del biennio precedente e del susseguente), e) si{ilicle: nel triennio 1904-'06 per 100 mila abitanti si ebbero, in media, G morti per sifilide, ma essi furono 16 in Calabria, 11 nel Lazio, 10 nella Campania, 8 in Sicilia, 7 negli Abruzzi e Pllglie, 5 nella Liguria. Nell'esercito, nel medesimo periodo, ci fu il 12.2 p. 1000 di morbilità per sifilide, (la e 2• manifestazione), ma tale proporzione sa li va a 18. 7 nella divisione di Palermo, a 31.9 in q uella di Messina, 30.6 a Catanzaro, 27 a Bari, 27.3 a Salerno e 28.3 a Napoli, 18 a 1-l.oma, 14.3 a Firenze, 4.6 a Novara e Genova. Cioè, la distribuzione geografica della sifilide ha molte analogie con quella dell 'epilessia,
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come l' alcoolismo con le psicosi; certo l'eredolue spiega. azione genetica forte sull'epilessia, e, indirettamente, la lue agisce pure producendo infermità nervose varie, che nel 35.50 p. 100 si trova.no negli ascendenti di epilettici. d) Non c'è proporzione inversa. fra epilessia ed eclampsia infanti le come si potrebbe supporre pensando che, con una mortalità maggiore nell'eclampsia, rimanessero meno epilettici; per lo meno ciò può vedersi in alcune r egioni, llla in altre, massime la Calabria, si hanno molt,i epilettici e molte morti per eclampsia. Su una mortalità m edia del 4.45 su tO mila abitanti, le due zone epilettogene, ligure e sicula, hanno il 3.15 ed il 3.42, le Marche e gli Abruzzi, poco epilet togeni, hanno il 7.06 e il f>.78, ma Campania e La.zio, epilettogeni, ha.uno 7.96 e 6.78, la Calabria 6 08; tutto il snd d'Italia. è assai eclam ptico: e la Campania m antiene il triste primato in queste forme morbose ereditarie degenerative, dall'idiozia alla epilessia ed all a eclampsia infantile (sopratu t to per la sifilide diffusa). e ) bisogna poi mettere in conto le menstruazioni precoci, (epilf'ssie menstruali ) le gravidanze precoci e ripetute del s ud d ' Itali a., l' esaurimento da latte con nutrizione scarsa e poco proteinica; poi il clima, la precoci tà. sess~1ale, il temperameuto et11ico, l 'azioue Yasopara.lit i ca cerebrale dei raggi attinici solari, probabili azioni diatesiche, ecc. P er queste ultime le statistiche dàuno una altissima quota di gotta nella Calabria, ed in gen ere elevate nel sud; al te nella gotta e uel diabete per la Lignria e speci al mente per il Lazio, per cui una certa relazione statistica pare ci sia t ra nevrosi e d iatesi artritica (come afferm a va Oh arcot ). Un'azion~ psrnosigena può avere l'ileotifo, che dà uua mortalità da 12 a H, mila persone all 'anno, equivalente a circa 80-!:15 mila 11,mmalati annui, assai più freq uenti nelle regioni padane . N essun rapporto evidente si t rova con le encefaliti e meningiti iufau ti li, con le apoplessie cerebrali, ecc . Sicchè, in complesso, si t rova q uasi soltanto da una parte la sifil ide e la uricem ia concordR.ntì, per g1:'an tratto, con l'epilessia, dalla. altra l'alcoolismo con le psicosi. Ma a queste variazion i attualmente prPcise e <la cause intime e profonde, corrispondono a ltre variazioui regiona.h pure persistenti nell'at,t.uale periodo storico di civiltà. Con la distrib11zione dell'epi lessia concorda fortemen te quella de ll'omicidio, col massimo in Sicilia e ntilla Oalo.bria (239.7-140.4 per 1 milione rl'a.bi ta11ti), c ui seguono L azio e Campania (120.2-195.7); le altre regioni stanno sotto a lla media del r egno - \)7.6 - , ma., fra di esse, la Liguria ha quota men o bao;;sa: così pure nelle lesioni personali Vt)lnntarie, che v,inuo da nu ma,;si mo clel 573 78 p . 100 111ila abitanti in C11mpa11iu.
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LA )IEOICINA SOCIA LF.: ::,n::Ll, ESF:RCITO
e 524.18 in Calabria., al 121.33 nell'Emilia. Invece il suicidio ha. variazioni assai simili a quelle delle psicosi: su di una media del 6.8 p. 100 mila. abitanti, stanno alla testa Liguria e Piemonte (15.93-13.7), e poi il Lazio - 10.23 - men tre il sud ha. cifre basse, sino a 2,02 delle Calabrie. · Il ·s uicidio rappresenta u no speciale equivalente, superiore, di at tività violenta., ed è perciò - iu rapporto a condizioni migliori di vivere c i_vile - inversalmente proporzionale all'omicidio; neJ.lo stesso morlo abbia.mo ,isto si possono intendere nevrosi e psicosi, forma primitiva e forma. più evoluta. nelle anoma lie della personalità; la criminalità di s angue è pure una. espressione di primitività biosociale, in quanto c on la. civiltà. la. delinquenza si evolve verso una forma meno violen ta, meno barbara, quali i rea.ti di frode e di astuzia che caratterizzan o i paesi industriali più evoluti (Lombroso e Ferrero). Restano in ultimo, da considerare, le condizioni psicosociol.,gi,·hs delle singole regioni, parte delle quali, nelle successive geuera;,,iuni, a.cq uistano attributi etnici, senza voler fissa. re immutato il concetto di razza, e di eredità. albanese, saracena, mamertina, basca, ligure, ecc . Nel sud d' {talia. per molti secol i il cli,oa storico, politico, economico, la natura della terra, il trovarsi fuori delle nuove g randi correnti de l commer cio mondiale, le successive molteplici invasioni di popoli a vventurieri, le guerre con tutti i loro malanni, la mistione di elementi sanguinar ii albanesi e saraceni, il fatto che m olte di quelle soldatesch~ e rano al certo ubbriaconi o sifilitici, delinquenti e avventurieri, in una al clima più ualdo e snervan te, che rende precoci, eccitabili, instabili, impulsi vi, ecc., hanno prndotto tutta una caratteristica di attributi etnici che facilita. le manifestazioui ne vrotiche, che possiamo considerare una deformazione ed una esagerazione, morbose, d elle note del carattere m eridionale, primitivo di educazione sociale, incliYidna lis ta, intessuto di eskemi , e d i fermenti emotivi e passionali . .A.Ila selezione regressiva degli innesti avventurieri si è associato i 1 malgoverno, le angherie feudali, la uondizione misera d ella <lo nu1:1 , donde il fissarsi di elementi di inferiorità. biosociale, d i primi ti vi ta psico-antropologica.. E l'epilessia è basata s ulla primitivit à psico a ntropologica, perchè è disarmonia di sviluppo e funzi onal e, arre-;to d i evoluzione e quind i infantilismo; ed i bambini sono tanto disposti a ll e esagerate irritabilità. riflesse ed alla convulsibilità. Nei barnbi 11 i è convulsione motrice ciò che negli adulti è delirio (Bi anchi): CJUt'lsto, c he è il contrassegno differenziale fra nevrosi e psicosi, spiega come s ia facile il passaggio dall'eclampsia infantile all'epilessia giornnile . non appena le prime convulsioni segnano la via, per turba no le fuuz i oui, disordinano la struttura cerebrale.
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LA MEOIOIKA SOCIU,E
NELr.'e:s1mo1To
Pa.rime n ti, Morselli e De Sa.nctis danno la più grande importanza alla primit ività antropologica. ed alla degenerazione fìsiopsiohica., fuse ed integrate insieme, cui è da aggiungere la serie degli effetti delle condizioni politico•storiche e delle socia.li: ci sono intime relazioni fra epilessia, sopravvivenza primitiva, regressione atavistica e condizioni di infantilismo biosociale di una popolazione. Nell'epilettico si conserva. o si riforma uno stato primitivo o inferiore della. funzionalità c;rebrale, col predominio della fantasia, delle impulsioni, dell'automatismo, della scarsa adattabilità civile, che ingrandisce morbosamente, deturpandolo, il tipo della razza, onde certi temperamenti etnici e individuali hanno t ante affinità. col carattere epilettico (bambini, selvaggi, primitivi socia.li, delinquenti barbari del Ferri, ecc.). L'incremento delle psicosi e del suicidio in Sicilia, la di minuizione degli omicidi, insegnano la e voluzione civile progrediente che eleva la gran massa; ma ancora. persiste la miseria, la malaria, la denutrizione alimentare, onde, con l'azione complessa del clima, e con la diffusione della sifilide, persistono le nevrosi, sebbene vadano assumendo forme di protesta istintiva, reazioni di difesa biologica (Claparede ). (1)
( Contirma) . (l ) Vedasi a nche, s u di c iò, due m ie i n.rticoli, nella Cultura moder,14 e s ulla P atria ~ colonie
lamhed ne de l Va !Jnrdi), l!ll 3- 14.
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CASUISTICA CLINICA UN CASO DI LEBBRA ALL'OSPEDALE MILITARE PRINCIPALE DI SAVIGLIANO. (Con 4 figure). - Studio cl'iniCJJ del capitano medico -'rtu1'0 Balllano.
Nel luglio u . s. abbiamo ricoverato in questo ospedale un bellissimo caso di lebbra, che ho creduto opportuno comunicare agli egregi collegl,i, sia per l'ecce· ziona.lità di tale contingenza nei nostri ospedali e n elle caserme, come anche perchè nel nostro caso erano evidenti la maggior parte dei sintomi clinici della lebbra. nei primi sta.dii, però, del suo sviluppo, tanto da risultarne quadro veramente cla.ssico della malattia a.l suo inizio. Appunto in causa della rarità di tali forme in Italia, e dell'assenza, nel caso nostro, dei sintomi grossolani degli stadii a.vitnzati, come l e vas te ulcerazioni e deturpazioni del viso, la. cancrena mutilante delle estremiti\, ecc., sfuggi la vera natura della malattia ai colleghi che ebbero anteceden temente occasione di ve· dere il soggetto; sl che questi potè per varie settimane peregl"inare illsospettato per va.rii luoghi d'Italia, finchè il caso lo fece capitare al nostro ospedale. Il caso clinico avvicina.vasi per molti punti ad un eritema maculoso-nodoso, però con alcune particola rità che ci fecero rimanere dubbiosi: e di\ pt'incipio non si pensò alla. lebbra. A proposito di q uesta dice bene l'Héricourt (6) « q u'on ne voit bien que ce « que l'on connait. et ce que l'on s'attend a voir > e il Chatelai.n (41) « in ogni C>LSO il punto essenziale, per la diagnosi, sa.rii. di pensare alla possibilitli. dell'affezione, l'iden della quale sarà. specialmente risvegliate. dalla nazioualitl\ o dal luogo di ptovenienza del malato i.. Quando il cr,po reparto maggio re medico Abelli cav. Vittorio per primo avanzò l'idea che s i trattasse di un caso di lebbra, tutti v i si associarono, riconoscendone il complE>to quad ro c linico, come più sotto sari, esposto. Le ricerche istologiche e batteriologiche da me eseguite nel laboratorio di questo ospedale confermarono pienamente la diagnosi (V. pag. 3fl0).
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* "' La lebbra, che fu già flagello delle popolazioni nei secoli passati, oggi è bensi · diventata relativamente rara: tntta vie. non è a credere c he essn sia prossima « scomparire dalla faccio. della tena: certo nei paesi civi li dove h:1nno lnrga applicazione le regole di igiene e le misure di isolamento rigoroso, s i osservano solo rari ca.si di lebbra, per lo p iù importata da.i centri endemici esotici, o ;;oltanto limitati focolai indigeni senza tendemia a diffondersi. A Memel però, in seguito a an primo caso di lebbra avvenuto uel 188~, probabilmente illlportato dalla costa russa del Baltico, si è stabilito u n focolaio che dopo 15 A.no i aveva gii~ dato un tota l e di 84 casi con rn morti; tale epidemia, in aumen to fino al 18~1 1, negli ann i snccessivi andò sempre diminuendo: nel 1893 vivevano ivi nn<'ora 25 lebhrosi, che n e l 190! erano rido tti a 10, di cui nes·mn caso nuovo (Neisser, ,Hll. 'fali fn.tti d ovr e b bero servirecomt• g rido di a lln.rme contro tnle malattia, che s i può fonda-
O ASOI ~'TfCA C LINICA
ta mente c r ed.,re che nulla ab bia perduto della sua malignità e diffus ibilità. Nelle ·isole H a w a i la leb bra, sconosciuta mezzo secolo fa, vi dilagò senza ritegno in seguito a ll' import azione di alcur:.i casi dalla China meridionale, sì che intere tribù ne furono distrutte. Per nntica osservuziooe è noto che la lebbra, come la maggior parte delle m alattie d~ infezione, si propnga seguendo le grandi correnti umane, gli eserciti in guerra, le emigrazioni periodiche economiche, le grandi vie commercia li, marittime e terrestri. Cosi seguendo le vie marit time ess ;i passò da11e Indie all'Egitto, e di qui per tutto il bacino del Meditenaneo , ins ieme ai commercianti, insieme ai soldati r om ani: le Crociate poi complet arono 111, d isseminazione della lf1bbra in tutti i paes i d'Europa. In tale epoca appunto, avendo il flagello preso proporzioni s pa ventose, si do vet tero creare e mol ti plica re i le bbro;:arii, il cui numero pare si a v vicinasse a v en t imila n ei paes i cr is t iani. P e r vie. rli terra, ancora dall'Iodia, s i d i ffuse all'Afga nistan, P ersia, Caucnsia, Russia meridionale. Ai nostri giorni sono molto cresciute le condizioni favor evoli alla propagazione della m a lattia dai paesi s tran ieri infetti, do.Ile Colon ie, e specialmeu te dall'Ame rica, all'Europa, in causa dcl ln euorme corrente uman a ch e a.nnu11,Jmente pRS~ll da una riva all'altra dell'Atlnntico. L'Itali1t sp ecia lmente, che ha colossali cifre d i e migrazione t e mpom11en. pe r le Arneriche, dove esistono note voli foco lai di leb bra al nord, ma s pec1nlrn r n te a l sud, è mol Lo es posta a tale p eri colo. Perciò i regi commi,:sari di hordo. i medici portual i, i coroitn.t i d i emigra zione, fara nno bene n tenE1r presente a11che la lebbra. Io I talia esistcrebb~ro, ;,econùo a lcuni a ut or i, piccoli focola i nei la Liguria oc· cidtnlale (Hallopeau, 14). in SardPgna ( '.\J a ntcgaz za, 9), in Sicilia (Ccli i, 40). Jn li'r nn c ia esistono p iccol i focol1ti lebbr osi n elle Alpi Mari ttime, in Prove nz a , n ei ,!intorni <li :Ma rsiglia , nei Pi renei, in Van dea, e specinl men te in Bre tagna. Quivi indu hbia men te esist ono foco lai indigeni, q uantu n que l'origi ne pri mitiva d ell' infezione e il m:oggio r numt:iro de i casi s iano i1 npor tati dall'lslirn da per ope ra dei pescatori ch e si rPca uo sulle coste d i qnell'i;;ola, clo,·e la lebbra è a ssai di ffusa. Anche in Andalusia, io Gal izia, Astu ria, P or togallo esist.on o limitati focola i di lehh ra . I n J\o rvPi:ria vnnn o r estri11gendosi in limiti sempre p iù s tret ti i focollli anc-orn esistenti . .\on ccsì sulle rive orientali del Baltico, dove u el 1891 si d ovette aprire un Jepros111·10 a .Higii F ocolai più o meno importanti esistono nel h:wino del 1'1 editerra11eo. in Bos11ii1, Eri:egovina, Grecia, ;i Creta , e in a l t r e isole, in Humanin, l'rimea, ( '11uraso, Asia lllÌnore, Siria. PalPstina . Geruimlemme (<'he po,:siede due Jebbrosn r ii) e in t utta la costa seitentr ionalP dell'Africa compr eso lii Libia. L'esistenza della ma lnttia in questa regione è stnto per primo nnn u n ziata e i llustrala con 11101la ampiezza e competenza. dnl prof. Altlo l\Iei, direttor e dell'amhulator io medico ch i rur~ico it a liano i n Dengusi, il q uale in un !>UO bel l a v o r o conq,arso sulla Cli11ica C!iinll"f/ita, 1911. - « LR lebbra io Cir ena ica e nelle r egioni limitrofe>, r iferisre soprn più di 80 ca.si da lui osservati negli a n ni l !J05- 19 11, e tutti /\Ccertati medin11t;i il n,p1>rto min·o~cop1co : numerose illustrazion i accompa~nano il hel lavoro. nJi egrf'gi colleghi che souo in Libia a vranno certo occasioue di os.~ nrvnre casi d i lebbra, e in presenza cli sogget,ti con cancrena sim1u.etrica e co11 disturbi di sensibilità o fenome ni incerti, ec.c fn ran no ben e a. e.«ser e pr udenti n el d iaguosticare, e a pensare anche a.Ili\ lebbra, e a rico rre re sistt>ma tic11mc nte all'esn111e microscopico. La lebbra ~i incontrn anche su lle ros t e òell n Arabia, Jc]I,\ Somalia, 1/.aw1ibar, '.\ladagnsrnr. Capo. L'fo ùia, la Pers ia, l' A fga ni-
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Gta.n, la. Cina meridionale, il Siam, la Birmania, la Cocincina, il Tonchino, il Giappone, banno importanti focolai di lebbra, come pure le isole della Sonda. Borneo, Celebes, le Filippine, l'Australia e specialmente le isole Sandwich. Nel· l'America del nord è notevole il focolaio del Minnesota, dovuto all'emigrazione coJà di 160 Norvegesi affetti da lebbra: ivi però la malattia non si è diffusa, e nessun caso nuovo si verificò. Anche al Messico, Venezuela, Brasile e specialmente in Columbia si riscontra la lebbra (Hallopeau, 14). Le osservazioni cli Ze.mbaco (8) banno ancora dimostrato ehe oltre alla lebbra c lassica, patente, esistono in Bretagna (e forse anche altrove) forme di lebbra pr~sentanti s intomi e decorsi benigni; e che i lebbrosi, cui nessuno sospettavR. tali avevano formato una razza speciale, di origine ritenuta misteriosa, ma vivente nell'ambiente comune, e designata dal volgo con nomi speciali. Forse tale è !'ori· g i ne dei Kako11s della Bretagna, e dei Cagots dei Pirenei. Col decorso del tempo la lebbra si sarebbe progressivamente attenuata, pndendo molti dei suoi caratteristici sintomi, tanto da diventare irriconoscibile, senzn l'esame microscopico. Tali forme ingannevoli e di difficile diagnosi consistono spesso in alcune sem· plici u lceri, o macchie, o bottoni carnosi alla faccia, agli arti, ribe lli ad ogni cura. osteo-JJeriostiti ostinat e e cronirhe, che talora finiscono con la perdita di una fa . lange (Hericourt. 6). Cosi i medici dimenticarono la lebbra, fiachè più attenti os· servatol"Ì incontrandola di nuovo In descrisS<'ro come una mn!nttia. nuova, dand o 11d es!'a nomi nuovi come mo!"f'eo, cnncrena simmetric11, ainurn (che attacca il dito piccolo del pieda de i Negri), sclerodermia, sclerodattilia, siringomielin. Cosi pure ln malattia di mon·an, descritta come una millattia nnova, presenta tale identità d i sintomi con la lebbra, che e~sa S<'condo ZA.mbaco (f3) è da ritenersi come lebbrn autentica. ::i<'mpre secondo Zamllaco l'otten uazione sarebbe dovuta nll'istituzione dei lùbbrosa rii, che raccoglievano insieme ni casi ordinnrii di lebbra, certo principiilm t·ute i più grnvi, le fonne vistose e maligne, togliendo cosi dalla circolazione il rfrus più p,saltato. mentre r estav1,no fuori io l ibertÀ. a diffondere il contngio nella popolnzione le formE> più benigne, già att<'Ollnto, che 11ppunto in causa di tale attennazicne passavano inosservate o m i~couosciute ai malati stes1<i 1 ai medici, alla popolazione: una vera selr-1.ione dei bacilli più attenuati. Tuttavia oggi non possi,rn10 con certezza dire per riu11li cause, e solo in certe regioni, si ;.ia 11tt~nn11to il h11cillo di Hansen; l'imniunità ereditflrin, se pure qui è in giuoco, ha limiti di tempo non ben couosciuti, certo n on intìnili : an· corn meno si può esclurlere che tale bacillo n on pos,a di n uovo e poi· cause egual· mente ignote esaltnre lll propria virnlenza: e perciò snrà bene rhe l'igiene pubhlicn. tra t ti con le dovute cA.utele non solo le forme franche di lebbra, ma !lnclie le forme attenu11te sopraccennate. La lebbra, come oguun sa, è prodotta dal bacillo scoperto nel 1&71 da Hansen : p e r le not izie morfologie he e biologithe consult11r e un trnttato qunlun<p1e d: ratteriologin. Noi diremo solo che il b. di Hansen ancor più cho quello della tuberrolosi e della morva tende a pro,·ocare 1100 stnto inG11mn111torio A. decorso molto cronico, con formnziouo di gr11nulon111, con pocn tondenzn nllll distruzione, se non d~po molti an~i, e probabilmente non già per azione distrnttivn, delle sue tos· !>i~e, ~eme nti proccs;.i tul e1colari, ma per nltern1.ioni istokgiche dei vasi sangmgni, e conseguenti disturbi cirrolatorii. La propagazione avverrebbe ~econdo 11lcuni per trasmis.,fonP yl'rmi11ale (ovulo. f'perm11,tc zo~,), ~erondo altd p er contagio dir<'tto o indiretto. I RoS t enitori del la prima teoria os~Pr\'ano t'he in circa un quar to rlei casi !<i ...
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CASU JSTJCA CLINICA
trova qualche lebbroso tra gli ascendenti, e che il testicolo è sovente affetto da lebbra, mentre è ancora in condizioni da funzionar e. Si obietta che uno sper ma• tozoo ch e contenesse nel suo interno il bacillo della lebbra dovrebbe morire o almeno perdere il potere g13neratore: quando pure il bacillo &de1·isse soltanto ester011.mente allo ~permatozoo e con esso penetrasse n ell'ovulo, vi porterebbe tali turbamenti da produrne la morte. La t eoria della trasmissione germinale di bac teri, pare definitivamente tramontata, e non ne residua che il coni,etto della trasro issione ni figli di certe peculiari costi tu zioni, sia dei liquidi organici, sia di qualche organo, per cui l'indivitluo si presenta me no dotato di poteri difensivi contr o un dnto bac illo. Concetto ben d ive rso da quello della trasmis~ione vera e propria del bacillo. Dal lato materno invece è chiaro che vi può essere la trasmissione al feto di malattie baci Ilari, lebbra, si fili de, ecc. potendo il sangue e la linfa materna contenente il microrganismo comunicarlo tanto al feto come alle meningi, al rene, ecc. cioè una madre leb brosa, tubercolosa, sifilitica (che può anche essere diventate. tale dopo il concepimento di un feto sano e immune), può presenta.re diffusioni della malattia a qualunque suo organo ivi compreso l'utero, la placenta, il feto. Questa infezione trans-placentare rara de l resto, rien tra nella cat egoria. d elle iniezioni per conta.ggio diretto, ben diverso dalla t rasmission& germinale. - Confronta Mos ny e Bernard (59). Né più probativo è il fatto dell'esistenza di M cen denti lebbrosi: anzitutto ciò potrebbe indicare soltanto una maggiore recettività ereditaria: oppure gli asce ndenti m a lati possono a vcr funzionato soltanto come depos itarii dell'infezione, che in seguito venne traspor tata pt!r caso sui discende11ti, i quali si sarebbero conservati i rnmuni se si fossero tenuti lontani dai progenito ri malati: ciò che appunto s i verifica per la lebbra: oppure i discendenti si so110 trovati esposti alle s tesse nocive condi zioni ambie nti a cu i già soggiacquero i progenitori, ed a cui sarebbe soggiaciuto qualsiasi estraneo che foi=:se venuto a trovarvisi : es., le infezioui di tetano, d i risipola, ecc., 1 innovantisi nella stessa famiglie., per anu Inol t re è da osservare che i lebbrosi sono in gE>nerale poco prolifici, e che qqindi la malat.tia tlon·ebbe già essor.; i perduta con lo spegners i dPl le famigl ie lebbro-;e, Abbiamo poi un tatto che ha il valore di u11 esperimento : i 160 Norveges i IPbhrosi emigrati nel Minnesob, ebbero tutti tigli immuni dalle. lebbra. '.l'ra i più ardenti sostenitor i del l'ereditarietà è da citarsi Danielsson, che davo. tan to p oea iruportanza al contagio d iretto che praticò su sè stesso quattro t l'n tativi di inoculazione, che però rixnase senza effetto, come pure quelli che praticò su altr i venti i ndividui. Egualmente n egativa riusci l'inoc ulazione che Profeta. fece s u so Rtei:so e su nl tr i n ovo individui. Inversameute, se gli eredìtaristi di cono che 1/1 dei ca;;i di lebbra si osservano i n fam igl ie ch e ebbP ro ascende nti lebbros i, è implicita,l1ente ammesso c he i 3/4 dei casi a.vve11gnao in famiglie immuni ; cioè per altra v ia che non è la. tras mi s s ione g enn iuale. La teoi·ia del contagio ha invc·ce validissimi argomenti in suo favore, La constatazione che la lebbra scgne le grnndi vie di comuu icazione e le grandi c o rr .. n ti umane, a lla s tessa guisa di altre malattie per te quali JR contagio8ì t à. è ac-:er tata depone in favore della cont11.gio~it1\ anche pe r la Iebbrn. Sono p o i a c certati numerosi fatti evidenti di vero e proprio conto gio : uno scozz.e ,:.e torna in pat,r ia nffetto da leb bra, e muore dopo sei mesi : il fratello che ha vissu t o c on ln i e lo ha a,sistito, coutrne la lebb r a e muore dopo un ann o : egli non aveva me.i abb1u1donnto il paese nati o, dove la malnttia non esist,e : questa d unq ue g\i
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f u t rasmessa dal fratello (Hallopeau 14). U n d etenuto si inocula la lebbra all'avambraccio, e dopo due anni si presenta a ffetto da lebbra che ha cominciato al punto di inoculazione (Oaffin 1S). Altri fatti simil i e assolutamente probativi p er il contagio sono riferiti da molti autori. Il rapido formarsi di centri lebbrosi per l'arrivo di un malato in paese fino allora irumune dimostra chiaramente che la malattia si trasmette per contagio: le isole Sandwich, comf" si disse, ne for· niscono un esempio patente.· Di fronte a tali irrefutabili prove positive d i trasmissione per C\)ntagio vi sono però altri fatti che contrastano con quanto si è detto sopra. È no to, p. e., che anche una lunga coabitazione con lebbrosi può R.ver luogo, senza che avvenga il contagio, tanto che in Norvegia la legge autorizza i lebbrosi a rimanere nelle loro case in custodia ai famigliari, sotto condizione di abitare in una camC'ra a parte, serviNi di stoviglie, abiti, ecc. di loro uso esclusivo. Ebbene in Norvegia la lebbra è in for te diminuzione, e molte famiglie che u n tempo ne erano affette, oggi se n e sono liberate. All'ospedale di S. Luigi in P a rigi, dice Hallopeau (1!) non si è ancora potuto ottenere locn.li per l'isolamento dei lebbrosi. eh<' con t i nuano a nvere nelle sale comuni, disseminando e normi q uantità di bacilli per mezzo delto spn to, del muco delle fosse nasali, bocca, faringe, lar inge; ciò non ostante i vi c ini di letto, i medici, gli infermieri, che devono inspirare quantità enormi di bacilli lebbrosi, sono rimasti costantemen te immunL Abbiamo dunque da un lato !& dimostrazione certa che J,. lebbra si trasmettt> per contagio : e dall'altro il fa tto ch e in cer te circostanze, non ancora ben note, tale t rasmissione non avviene : ossia lR convivenza di un lebbroso eon un sano non basta in eè e per sè a. dare il contagio, ma ci vuole l'inoculazione diretta. ( coofr. con la Malaria, la Sifilide ecc.): e, ancora, questa non riesce, se fatta su~ perficialmente, e con le modalità che com unemente bastano per altre malattit>; ma esige modalità e condizioni che non ci sono nneora ben note. Resta soltanto a pensare che il veicolo per il tra•porto del bacillo negli s trati p rofondi sottocutanei dei sog getti sani s iano [P zanzarP, vuoi in modo puramente meccanico vuoi co me vero e proprio ospite intermedio, nel quale il baci11o acqui~ti s peciali proprie tà che rendano l'attecchimento più facile. HalJopea.u, A uda.i n, Joli, Scott, Sommer, Noc ammettono come certo tale modo di infezione . Questa teoria ha in suo appoggio il fatto importAnte acc,•rtato da Noc, c h e il 50 p. 100 delle zanzare che ave vano punto tm lebbroso, contenevano barili, d j Ha.nsen, e quindi erauo in condizioni di trasmettere il con tagio. ln secondo luogo s i osserva che le manifestazioni lebbrose primitive prediligono le parti del corpo abitunlmente scoperte, inani, faccia, avam ùrnccio, ooc., cioò coincidono con le pnrti del corpo in cui più facilm~nte avvengono le punture delle zan z are . P e r ulti mo è du. tener presen te la grandissima analogia con quanto o.vviL•ne p e r )a n aalaria, dove appunto i soggetti malati ~ervono da <leposito del materiale i n.fettante, che viene assunto dall'ospite intermedio, zanzara, e poi trft~messo con l a. puntu ra, al soggetto s ano. I n modo analogo è tra<messa 11' E'ebbre gialla dalla. !--tegom yo. fasc iata, la Peste bubbonica dalle pule:, il Tifo esanwmatico dal pi, doc c b io delle vestimenta (l). ( I ) Le 'l'ripanosmiaei dalle Glossine; le Piroplruuno•i dalle Zecrho : le Spiroch~t.o11 e la Febbre ricorronte d c li' Africm occidootulo tt d 11ll'Oroithodoru.B moubata • e dalle. pulci, ecc
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Anche il fatto che l'isolame nto rigoroso porta une. rapida diminuzione dei casi, depone in favore di tali vedute: si viene cioè a sopprimere la fonte di infezione per le zanzare, che restano così immunù, e perciò nell'impossibilità di trasmettere il morbo; prec isamente appunto come avviene per la malaria., mediante la cura, la bonifica., dei soggetti malarici. In Norvegia e più ancora in Islanda, dove in cause. del rigore del clima, mancano le zanzare o vi sono assoluta.mente scarse, a quanto io so, esistono non trascurabili focolai di Lebbra, quantunque in via di diminuzione. Forse in tali climi, nelle abitazioni chiuse, in ambienti ristretti, le pulci sostituiscono le zanzare nell'opera di diffondere il contagio. Si noti anche che la. Lebbra preferisce generalme nte le classi povere: la mi&eria pare UD, valido aiuto per la sua diffusi~ne, la miseria che si i\ccompagna sovente con le cattive condizioni igieniche delle abitazioni, dove abbondano le pulci: difatti in qualche caso è nccertato che la Lebbra fu contratta per aver dormito nello stesso letto con uD l ebbroso. Il ,Joseph (41:i) osserva che in Norvegia i ricchi soDo quasi immuni dal contagio, mentre nei paesi caldi non godono più di tale immunità. Si può pensare che esso dipenda ùal fatto che i ricchi, in Nor,egia e ovunque, possono faci Imente liberarsi ùalle pulci mediante la pulizia, tuentre nei paesi caldi ,è molto difficile liberarsi dalle irnnzare.
*** Il soldato Z. Romano, fu Giovanni, del 34° reggimento fanteria, classe 189:2, entrò nel nostro Ospedale il 2 luglio, proveniente da Fossano, per una malattia della polle non specificata. Nato a Serviano (Rovigo), fu portato all'età di 18 mesi, nel. 13rasile dove la sua fatl'liglia si stabill a Piracicaba nella provincia di Santos. Nessuno in famiglia soffre di Lebbra. Anamnesi personale remot11. negativa: esercì sempre il mestiere d i fornaciaio. Nana che nel Brns ile, nel distretto dove egli visse, vi sono molti a mmalati della s ua stessll ml\lattia, chiamata Morfetico o Lazza ren to, tanto che vi sono ospedali appositi ptir il· loro ricovero ; i medici hanno l'obbligo di denunziare la malattia: quando si tratta di m,1.lati ricchi, i~ vece di internarli nei lazzaretti, talora si lasciano in custodia dei famigliari ; però i malati devono dormire da soli, u sare stoviglie e biancheria a parte, disinfettA.TI' i fazzoletti da naso, ecc. Costo1·0 poi non vivono uei grandi centri ma si ritirano in casE' di cn.mpagnfl. I poveri jnvece sono ricovern.ti in ospedali d ove conducono vita complet,nne11te inatti\·a. Egli ha visto malati con orribili mntilazioni d,, l viso con perdita d..\ uaso, delle labbra, degli occhi, di falangi e dell' int,•rn mano, e che uou senti 11auo alcun dolore. Dice c he al Brasile corre vocP che se In. ml\lAttia continua a diffomlPrsi cosi rapirlamente come in questi ultimi tetnpi fra pochi anni più ,lolla metà della popolazione sa1·/L malata di Lazzarento: la gente è molto a lln,rmata, e coloro che possono, abbandonano il paese. In detti ospedali non vi è personale di sor vc·glianza, il portone è sempre apert.o, si che ognuno entra ed esce a suo talento: vi sono alcune donne che preparano i cibi: ogni mulato deve la11are da sè la propria bianche ria, i piatti, posate, ecc.: non si pratica alcuna cura, poichè tntti sanno cho la malatti,l è ingun.ribile: un medico va una volti\ alla settimana a ispezionare l'Asilo. Nelle cnmpagne e nei paE-si piccoli sprov-visti di Ospedal i si vedono talora tali malati andare in giro, a piedi o anche a cRvallo, domandando l'elemo!"ine. Portano con sè pialto e bicchiere; e la gente li schiva. per la grande p."\ura del contagio. Riferisce che il popolo crede che il con tagio Rvveuga per il contatto coi Jr.1,bro-.i, baciarP, toccare la mano, specie quando .i !"udnto, e più cl1e tulio d•1rn1ire nello ~tesso l,,tto (p ulci, cimici, zanzare). Il clima.
OASU I STICA CLIN fCA
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~ caldo e umido, e le zanzare vi sono in enorme qu,rntità, egli poi vi era. esposto,
per
j,.1__ suo
lavor-> speciale, nel fango per fare i mattoni, per lo. vicinanza delle
r i s e:FT& di a cqua della. fornace. La legge vieta il matrimonio ai le bbrosi. A P i-
rac icaba su 10,000 abitanti vi sarebbero a s uo di re, un cen tinaio di ma.lati g rav i di J'Ilorf'etico, con fenomeni d i cancrena, ma più di cinquecento con la. malattia meno grave, come la s ua. Quando un i taliano prende il Morfetico i medici lo -consiglia.no a rimpat riare, d icendogli che in Italia guarirà! Le prime manifesta zioni della presente malattia rimonterebbero, a suo dire, alla primav era del 1912: si accocle allora di cer te .macchie speciali compa rse alle nati c he ; sfocome non gli davano nessuna noia, non ne fece caso, nè consultò il medico. E' però da tener presente elle il periodo di latenza della L ebbra, durante il quale non si osserva alcuna manifestazione lebbrosa, è molto lungo, di otto, dieci, venti anni; Hallopeau (60) cita un caso di sua. osservazione, in cui j primi fenomeni comparvero S2 anni dopo che il soggetto aveva soggiornato in u n paese a l E'lbbra. Quindi possiamo ritenere che l'infezione n el Z. sia avvenuta molto primR della. data. accennata. Dopo due o tre mesi, e a suo di re in seguito a una caduta, c oDl parve una ma cchia simile a quelle delle natiche, al ginocchio sinistro, che s i fece presto grande come la palma della mano; a d essa non diede importanza., creden dola conseguenza de lla caduta. Nel gennaio comparvero a lcuni nodi alla faccia, ~ be egli credette piccoli fonrncoli di nessun interesse. Nel febbraio compar vero con rapid i tà i nodi e macchi<' alle dita, a l dorso delle mani, ni gomiti, e ai piedi. C ons ultato un medico questi, pur escludendo che egli aveosse il morfrtico. gli disse, o b e A.veva u na cattiva pelle Intanto i nodi aumen tavano di numero e di volumA e d egli allora decise di venire in Italia Parti il 26 apri le imbarcandosi a Santos u l vapore Principe di Udine; il medico di bordo lo vide ma lo lasciò partire. ~u ] vapore conobbe un veneto, di cui non conosce le generalità., d iretto a Man~ova che aveva la stessa malatt ia. Sbarcato a Geuova l'll maggio, i l 14 si preD t ò a.i RR. carabinieri d i Viadana (Mantova) : fo carcerato quivi per 8 giorni s e niten te di leva), poi a Mantova 4 giorni, poi a Rovigo 12 giorni. Presentatosi ' (~e Con siglio di Leva di Rovigo i l 7 giuguo, fu dichiarato idoneo al servizio, d ormi a a notte in c aserma a Rovigo, e l'ts venne inviato nl 34° fanteria a Fossano, giunse il 9 giugno. 11 2 luglio fu inviato in ques to ospednle. ~: i ndividuo di robusta costituzione fisica originaria: l'esame obiettivo delle a.rie regioni fa. rilevare i fatti che esporremo brevemente. v I 1 l obulo dell'orecchio d i ambedue i lati (fig. 1) a ppare fortemen te ingrossato er u n a i n filtrazione regolnre, uniforme, senza a lcuna nodosità. apparente, e che ~nteressR. il lobulo in totalità : esso è di colorito pal,ido·ce1·eo, come se fos1<e edematos o: la pelle è tesa. Alla palpazione appare ph'i duro che il comune edema, resi 9 t ente, quasi elastico, indolente, di consiste11za unifo1·me in ogni sua pa rte : non vi si sentono nodi_ 'l'ak in filtrazione va gradatamen te diminuendo ver:;o le o.rti sup eriori del padiglione, e a ppare formata, più che da versamento liquido, ~a ipertrofia. del tessuto cellulare. La pressione del dito non vi lascia alcuna im· prontfl~ Questa alterazione de l lobulo ùell'orecchio è c itata tra i s intomi più im"Portan ti della Lebb~a. Il padiglione dell'on•ccbio mostra tanto a destra C'he a sinis tra al..:une nodositll sparse, specialmente al m,ngine libero, ma :rnche s ulla \"o.ccio. a.ntoriore, della grandezza di un grano di canapa, i1ldolenti: hl pelle cbe li. copre è pallida e infi ltrata a somiglianza del lobulo. La. giia11cia de.,t1·a presenta verso In sua parte centrale (v. fig. 1) e per una ..su1)€rficie complessiva della moneta di un soldo, una tumefazione a contorno ir-
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CASUJSTJCA e :1.1 NICA
regolarmente policiclico, formata dall'insieme di diverse piccole rilevatezze di forma quas i emisferica, di grandezza variante da un grano di miglio a un grosso seme ùi canepa, avvicinate e quasi fuse in parte tra di loro, di aspetto cereo, quasi go,l>~tinoso in alcuni punti, che a primo aspetto fanno l'impressione cti vesciche di erpete o di scottatura. Alla palpazione invece presentano una certa. resi~tenza elastica e la consis tenza di un tessuto di granulazione, e non si modificano con la pressione. Alla. periferia passano nella zona sana circostante in modo subitaneo, quasi a. picco. Verso l'alto si spinge per circa un centimetro verso la regione zigomatica.. Verso il punto medio della palpebra inferiore destra si osserva. un nodo della grandezza di un g rosso seme di canapa, con gli stessi ce.ratteri delle nodosità sopra descritte. On a ltro nodetto s imile, isolato, si osserva poco sopra la coda del sopraciglio destro. · Le sopraciglia di ambo i lati sono normali : non vi si osserva il fenomeno della ct1.duta dei peli, cita.to dagli autori come raramente mancante. La guancia sinist·ra presenta una rilevatezza nodulare di aspetto simile a quella. del lato destro, roa meno es tesa.. All'occhio destro, ~ulla congiuntiva bulbare, in conis pondenza. del t ria.n golo sclerotjoale esterno, si notano alcuni nodetti piu piccoli di un grano di miglio, t raslucidi, quasi trasparen ti: anche nel triangolo sclerale interno, l'ordinaria sede del pterig io, si osservano alc uni nodetti simili. La cornea e l'i7'ide sono libere: la pupilla reagisce normalmenw: la vist:. è normale . Alla congiuntiva. bulbare clell'occhio sinistro s i osservano fatti analoghi, ma meno accentuati. Il naso appare assai voluminoso, in causa di una tumefazione, che ne interessi\ la punta, le ali e il setto ne lla loro parte inferiore, regolare, uniforme, senza nodos i tic. nè rilevatezze, con caratteri s im ili a quelli dell'occhio. Tale infìltra7,ione si d iffonde a l le parti vicine delle guance e al labbro superiore, che app1\l'e notevolmente tumefatto e sporgente. ~tricker (12) di\ come molto frequenti e precoci le lesioni della mucosi~ nas>1le (128 volte s u 163 malati). come pure quelle della mucosa faringea e laringea: anche G!iick dà una freq ueuza di tali lesioni pari a 89 p. 100 dei malRti. Nel cas o nostro invece l'esame delle cavità nasali non fa rilevare alcuna altcra,o:ione: no n vi è secrez ione a bnorme di muco : l'olfato è normale. .Al fronte e a l c11oio capelliito, al collo, a lla cavità boccale non si rileva nulla di anormale. L'innt! r va,:ione e fun zione dei muscoli della faccia è normale Al torace si o,o;serva una vasta chiazza, della super6cie di circa centi metri 25 X 20, cb e occupa gran parte della regione Intero-costale di ambo i lati, e si spinge innanzi verso la linea med iana, e in basso invade la parte superiore dell'addome, con debole colorazione bruna:itro., mista di roseo molto pallido, uniforme e rPgolare, sia nelle parti centrali come alla periferia, simile a un esantema SC'itr!atiuoso, ma molto pallido. E~sa ha superficie pia na, liscia senza trncC'e di noduli , nè infil trazione e pa~:;a nella zona. sann circostante senza presenta re difforen7.e cli livello: i suoi margini sono ampiamente s im1osi. Posterior m,:,n te si spinge fino alla ascellare poster iore. Con la pressione il colorito si fa più pallido, ma, nou sr.ompnre del t utto. Gl i autori fanno osser~are che n111la lehbrn. da prima compaiono 11H1.cchie semplicernontc iperemi"11c, dovute, secondo H :illopeau, alla
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azione delle sole tossine lebbrose (periodo maculo-eritematoso-to~si nico) : successivamente sopra tali macchie, specie verso i margini, si sviluppano nodi, tubercoli dovuti invece, secondo l'autore citato, a invasione bacillare. In seguito vi si accumula pigmento e insorgono le caratteris tiche alterazioni della sensibilità. Qui avremo dunque il primo pe riodo eritematoso della placca maculoso-nodoso-anestetièa.
Al cwrso e alle spalle nulli\ di notevole. Al gO'lnilo destro si osserva uno zona della grnndezza della palma della mano cbe occupa tutta la faccia posteriore dell'articolazione, di colore bruno rossastro, tendente al vinoso, non uniforme, ma qui più scuro, altrove più ch iaro: i margini della macchia sono irregolarmente sinuati. Sollevando una piega della pelle, si rileva che essa è infiltrata e inspe11sita da pertutto ma specialmente sopra l'olecrano, a cui forma come un cappuccio, un cuscinetto grande come due soldi. Sulla pelle si osservano numerosi piccoli sollevamenti formati da noduli non ben distinti ma confusi con la infiltrazione generale della pelle: q uesta è libera e scorrevole sulle parti sottos tanti. Con la pressione il colorito s i modifica poco. Al gmnito Bini8tro si osserva una macchia simmetrica a quelli, del gomito destro, simile ad essa per situazione e colorito, con infiltrazione e nodicini della pelle identici a quelli del gom ito destro. Les ioni molto spiccate e caratteristiche s i osservano alle mani. a Jla regione dorsal~ del polso, nellà sua parte media esis te una tumefazione di forma em isferica schiacciata, quasi lenticolare, con una base del diametro di circa 4 centimetri, che nella s ua parte centrale si eleva di circa 6 milli metri sulle parti circostanti, e c he s i mostra molto evidente durante la pos izione di flessione della mano. Alla palpazione è indolente, elastica, mobile sulle parti profonde ; tissa fa corp0 con la pelle, che ha conservato il colorito norm1tle. Sulla faccia dors nle e laterale delle articolazioni metacarpo-falangee di t utte le di ui. (cfr. fìg. 2) si osservano numeros i ispessimen t i dei tegumt'n ti, in forma di infìlt rnzioni nodose, di t umefazioni emis feriche. grandi come un cece o una p iccola ciliegia, a margini regolari, che passano insensibilmente nelle zone ci1·cost.l\nti. La pelle alla loro s uperficie, è tesa e rilucente, e di colorito rosso scuro, 0 bluastro, o ardes iaco, o tenden te al giallo, che si modifica soltanto poco con la pressione. La palpazione è indolente. Nelle zone interposte, tra i divers i nodi lu pelle non è normale, ma pa rteci pa dell"affezione e s i presenta infiltrata e inspessita, sebbene in minor grado, e di colorito vario, tra il rosso pallido, bluas tro, bruno giallo. L e mani cosi alterate presentano un as petto strano, som igliantis sim o a q uello delle ma ni affette da geloni, n cu i fu da ulcuni a utori giustam,mte par;ogonato (Hal\opeau). Alll\ palma della mano, agli s pazi interdigitali, alln faccia laterRle delle dita J11 pelle ha perduto h1 sua pieghevolezza ed elas ticit à e appnre arida, ruvidn., q u a ntunque non cnllosn, di una ruvidezza speciale, con solcature pit't profonde d e l cons ueto, disegna te in bianco dall'accumula rs i in fondo ad esse di iio detrito po lver u lonto, farinoso, formato da finissime squ amette epidermiche distacca te. In c ausi. di tali lesioni e deforma-,;ion i delle dita, i movi ment i so110 lievemen te ince ppati: le articolazioni però non sono intaccate. Le unghie non presen tano a lterazioni rilevabili. Alle regioni ylu tee, sj mmet r icnmente d'nmbo i lati, la pelle pn•senra import a nti lesioni (cfr. fig 6), consist ente in vaste macch ie nodose i rregolari. con ml\rgin i pt·ofondamente frastagliati, s inuosi, policiclici. li colore di tali macc hie n~lle
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zone centrali è più bruno e ardesiaco, o giallastro, con punti biancastri; altrovet specie ve rso la periferia, è rosso scuro, livido, bruno scuro: il colore si modifica poco con la pressione. Tali macchie s ono rilevate solo di uno o due millimetri s ulle parti circostanti, per infiltrazione del ,derma, per proliferazione connettivale. In alcuni punti tale processo si accentua, e forma piccoli nodetti che fanno sporgenza, e che, da un attento esame, si possono vedere e tastare sulla superficie della placca. Tali fatt i si rendono più evidenti se si cerca di sollevare tra le dita una piega della pelle. Tastando tale zona si sente una speciale ruvideiri:za, aridita. Tali lesioni si estendono anche alla piega della natica e alla parte vicina de lla coscia, specie nl lato destro. In alto e lateralmente si notano d'ambo i lati alcune altre piccole zone con identiche alte razioni. Il testicolo si presen ta molto impicciolito e indurito con superfic ie irre golare, in oausa di numerosi nodi tondeggianti e duri di ve.rin grossezza, di un seme di canapa, o di un nocciuolo di c iliegia: le faccie laterali del tes ticolo sono retratte, infossate: l'epididimo è anch'es so interessato, e appare fuso col testicolo in \ina sola massa sclerosata e irregolare, della. consis tenza di un fibroma. La compressione non vi provoca alcun dolore. Il malato non si accorse ma i del fatto, nè di progressi fatti acuti alla parte. Il canale deferente si presenta normale. Il p1·eJJ11zio appare alq uii.nto tumefatto e presenta nella linea di passaggio tra ln pelle e la mucos a alcune pi ccole screpolature. Tra le due pagine del prepuzio s i palpa un nodo cons is tente, elastico, affatto indolente, grand e come un nocciuolo di c iliegia, >tccompagnato da a.Itri tre o quattro nodet ti minori coi medesimi caratteri. LI\ pelle che li ricopre è norma le. Alla. me tà s inistra dello acroto esiste una macchia infiltrata, ins pess ita, r0~so bruna, con piccole nodosità sparse, e di aspet to simile a lle macchie de lle natiche. Ai gifwcchi si osserva in ambo i lati, e in modo spiccatamente s i m met rico, una vasta zona che ricopre la rotula e tu t ta la faccia an teriore dell'articolazione a guisn, di una ginocchiera, e per una estens ione di circa centimetri 10 X 10, dove In pelle è ins pess ita, infil t rata, maculo-nodosa., di colorito rosso scuro, ciano tico, giallastro, bruno, con s uperficie arida, ruvida, seminata di piccoli nodet ti, con margini irregolari, elevnti di uno o due mi lii metri sulle parti vicine, del t utto l!imile c ioè a.Ile macchie descri t te ai gomiti e alle na tiche. L'inspessimento \'! più notevole sopra le l'Otule, dove forma come un c usci netto. La infiltrazione è a ca rico della sQJa pelle, che rimane mobile s ul le part i profonde. Les ioni del tutto s imili, e di c ui tralascibmo la descrizione, s i osservano uncora s immet ~icamente in am bo i lati, alla faccia a nteriore e posteriore d ell'articola · zione fibio- ta rsea (v. 6g. 4), accent ua.te s pecialmen te in corris pondenza de l ri lievo for mato dal tendine del t ibiale anterio re, e d11l tendine d'Achille. Ques t e les ioni s i estendono in a lto a lla gamba, e in b11~so al dorso del piede e a l calcn,;110 per circa 5 centimetri. Vi s i notano profondi solchi trawcrsri li segnati in bianc o da. accumulo di dPtrito epitel iale epider mico. Sui malleoli estern i e interni e.~istono a lterazioni della pelle affatto s i1 n d i n quelle dei gomiti e dei gi nocchi. Al p iede sinistro ( fig. 4), specialmente alln fa ccia dors ale, latera le e inferiore dell'alluce, si notnno nume ros i. e s pessi nodi, in for ma di c11Jlosita a ppiatt iti, che, a guis a di ca ppucc io, coprono i capi o,;sei articolari. li dito res ta ing ro,,snto e defornmto. Anche le nitre dita e le parti v icine del dorso del piede son.o i11 w1.s e cl11J processo. La pe lle. per u n buon t ratto, uelle vicinanze è infìl trnta e preseuta, in complc-~so a lte r:,ziooi di colorito. cous istenza, Rpessore s imili a quelle de,.: rit te
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alle roani, ai ginocchi, ecc. Le unghie, specie quella dell'alluce, hanno perduto 'la lucentezza e presenta.no una. superficie irregolare, sqna.mosa, e sono secche e frl\.gili. Sotto al margine libero, e nel solco unghia.le si nota abbondante a.ccumulo di detriti epidermici: le parti molli circostanti sono molto tumide e infiltra.te, e for mano un orlo rialzato di S-4 millimetri sul piano dell'unghia.. La. pelle di tutta la pianta del piede è più spessa. del normale. ruvida., arida., squamosa e meno elastica, con abbondante desquamazione e numerose solcature, specia.hnente a.I margine interno ed esterno de l piede. alla. radice dell'alluce, al calcagno, agli spazi interdigitali, alle pieghe trasversali della faccia inferiore delle dita, al solco digito- pla.ntare, ripiene di detrito epiteliale di aspetto farinoso. Te.li lesioni furono dagli autori paragona.te a. quelle della psoriasi, delle va.rie forme di exzemi, dell'ittiosi, pellagra, pitiriasi. Il piede destro presenta lesioni affatto simili e simmetriche a quelle del sinistro. Al terzo inferiore della gamba sinistra (v. fìg. 4), esiste una ulcerazione della. grandezza di due centesimi, rotondeggiante, profonda. cirr.a 2-3 millimetri, con fondo scuro, sa.nioso e margini cianotici, alqur:mto scollati. La. pelle intorno per q ualche millimetro è arrossata. Altre simili piaghe si osse rvano sparse a.ltrove: .,.n e. al braccio destro, due all'avambraccio destro, una. all'apofisi stiloide del cubito s inistro (formatasi, a. dire del malato, per un urto contro un muro), altre a.Ila faccia anteriore- esterno della coscia destra, due allA coscia sinistra, La sensibilità tattile è ben conservata. invece è del tutto abolita la sensibilità te,·mica: abbia.mo cioè evidente la dissociazione della sensibilità, caratteri dei più importanti per la diagnosi d i lebbra. Tale assoluta anestesia termica si rivela 000 soltanto nelle varie zone maculo-nodose descritte m,i anche in località dove le. pelle appare norma.le; cioà alle gambe, alle coscie, al pene, all'addome, a.Ile braccia, ecc. 11 malato non distingue alcuna differenza. tra una provetta d'acqua. a. 10()0 e tma provettn d'acqua fredda; egli ne ,·ieeve soltanto l'impressiotie tattile del contatto. E' notevolo che tale anestesia non ftt preceduta da d olori o iperestesia, come invece si osserva sovente nei lebbrosi. L'innervazione motoria e la funzione muscolare è ben conservata. Il malato però aMUS~ spossatezza, pesantezza degli arti, e nessuna resisten:m al lavoro anche leggero. Hansen dà come carattere costante l'atrofia dei 1n1tscoli dell'eminenza te11aTe (legge <li Hansen), mentre altri autori, fra cui Hallopeau (14), sostengouo che molte volte può mancare. Nel caso nostro i muscoli di detta parte sono fortemente atrofizzati, come puri:, quelli del primo spazio interosseo. Anche l'innervazione vasomoto1'ia secretori,;i è alterata; come dimostra il fatto rilevato anche dal malato ste~so, della forte diminuzione, quasi scomparsa, del sndore. Tale fatto si osserva non solo per le placche maculo-nodose-anestetiche descritte, ma anc he sulla pelle di aspetto norma.le. Anche una iniezione 8ottocutanea di due centigrammi di pilocarpina (fatta il 31 luglio), non ha provoc11to la sudornzione. La caduta dei peli citata come uno dei fatti pit\ costanti nella lebbra, non si osserva nel caso nostro. Secondo Lie (18) le alterazioni di innervazione che si riscontrano nella lebbra sono causate da lesioni (nevriti) che interess,1110 pr.i mitivameote le dirama;,;ioni terminali dei nervi, e solo soccessivamente e in via ascendc,nte, si diffondono ai rami periferici e in ultimo a i grossi tronchi dei 11ervi, che crescono di volume e diventano nodosi . .F:' a cr,;clere che tali processi s i estendano poi anche al midol lo spina.le (nevrite ascendente e poi mielite ). Co,i la siringomielia, secouilo
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CASUI STICA CLINICA
alcuni, non sarebbe altro che un processo lebbroso del midollo spinale: cfr. Lie (18), Gliick (20, 21), Hallopea11 (14), Laebr (17), Strumpe!J (63). Nel caso nostro il nei,;o cubitale (nervo della lebbra, secondo il Dieulafoy) nella regione del gomito e alla metà inferiore del braccio si presen ta molto ingros~ato, con nodosità fusiformi e irregolari. Frequenti nella le bbra sono le alterazioni dei vasi linfatici, che appaiono come cordoni tortuosi e bernoccoluti : anche i ganglii linfatici si presentano sovente t umefatti: nel nostro soggetto non si rileva clinicamente alcuna al terazione dei vasi linfatici, ma solta nto un ingrossamento notevole dei ganglii inguinali e ascellari di ambo i lati. Le condizioni generali sono buone: i muscoli e il pannicolo adiposo s i presentano in proporzioni normali: nulla ai visceri toracici e addominali. ~elle due ultime settimane di sua degenza in questo ospedale si manifestarono alla sera forti ede mi ad ambedue i piedi, che scomparivano col riposo della notte. Nul Il\ di notevole al cnore. Le urine sono normali. .RiRssumendo quindi, abbiamo il seguente quadro clinico: 10 macchie eritema.tose, pigmen tarie, con infìlt,1azione diffusa, e nodos ità indolenti, in diverse parti del corpo; 2" tumefazione dura infiltrati va del lobulo dell'orecchio, del naso, del labln-o superiore; 30 simmetria costante delle lesioni; 4• dissociazione della. sensibilità : (anestesia termica); o0 alte razione dei testicoli, con atrofia, sclerosi, nodosa; 6• alterazione dei nervi cubitali; 7° A.trofia dei muscoli dell'eminenza tenare e degli spazi interossei; 8° provenienza da un paese a lebbra ; Si t ratta dunque di una forma mista di lebbra maculosa-nodosa-anestetica
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** Abbiamo cercata la. conferma bacteriologica e istologica della diagnosi. Per le ricerche istologiche si prelevò con un colpo di forbice curva un pieeolo snggio cuta neo sulla placca delln naticn sinistra, e uno dei noduli del prepuzio. Fissa;,:ione e indurimento in alcool a 70° per 16 ore; alcool a 90° pe r 2 orP; Rlcool assolu to, 2 ore; cloroformio, 24 ore ; para fin a molle, 2 ore; para.fin.a dura, 2 ore in stufa. a 56°. Monta.ti i pe;,:zi sezionati al microtomo, si dispongono le sezion i su po1·taoggetti. SparafinRte e idratate per 1 o 2 minuti le sezioni, le i::i colorano alln temperatura a m biente per 20-30 minuti con la fucsina di Ziehl: si allontana l'eccesso di colore risciacquando brevemente in acqua il portaoggetti tenuto per una e!'>tremi tà: decolon"zione mediante: alcool a 70° gr. 100, acido cloridrico gr. 3; che s i fa sgocciolare sul vetrino a più r iprese, 6110 a che la sezione apparisca rosea o biancastra. Se le SPzioni sono sottili, bt!n fatte, uniformi s i ottiene il gr!\do d t·,;iderato di decolorazione in media in 2-3 minuti. Secondo Kolle ed H etsch (35) i bacilli dell1i lebbra sono meno re.:;i:;lenti a gli a cidi, del bacillo Kocb ; anche Celli (40) li rit iene meno resistenti. Secondo Macé invece (23) si decolora no più difficilme11te ; secondo Bn.bes rimasero colorati anche dopo un'ora d'immersione in acido niti·ico !33 p. 100 t SPcondo la mia piccola esperienza è bene non spingere t.roppo la decolornzione. Ottenuta 111 decolo razione voluta, si ricolorano le sezion i con un!1. soluzione molto debole d i bleu d i metilene in acqua: lavaggio in acqua, si lasditno a~ciug11rc• le se;,:iooi all'aria nmbi .. nte per 4 0 0 ore, o alla stufo a 37° 1,er un'ora. e non mediante l'alcool: poi xilolo, balsnmo del Cnnad/1.
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Fig. 3.
CASUIS'l'ICA CLIN !CA
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L'esame istologico delle sezioni tratte dall& pelle della natica mostra quanto segue: l'epidermide è normale; lo strato di Malpighi presenta cellule cilindriche disposte a palizzata regolare, poggiate sul derma, con i nuclei verso la base, e contengono una quantità notevole di pigmento specialmente verso la base delle cellule. Profonde alterazioni si notano invece al derma, dove esistono numerose for. mazioni tondeggianti, ovalari, in reciproco contatto, del diametro fino a 2 mm. e più, circondate da una capsula fìbbrosa, e costituite da fitti ammassi di cellule connettive giovani: disposte confusamente, con protoplasma molto scarso, e nucleo ben colorato, elittico o a bastoncino. Tali formazioni connettivn.li, occupano tutto lo spessore del derma e non sono altro che piccoli nodetti lebbrosi in via di accrescimento. ' In queste sezioni della, pelle i bacilli di Hansen sono molto numerosi, n cento. ducento per ogni c11r.1po ~icroscopico (1mm. Oro. 1.!.. - Oc. S), sparsi senza ordine• . 2 a mucchietti, a coppie o isolati: sono più sottili e più corti che i bacilli di Koch, e taluni presentano punticini chiari e rinfrangenti interpretati da qualche autore come spore, o come segni involu~i'l'.i. Essi occupano soltanto i noduli giovani sopra descritti: lo stritto epidermico ne -è del tutto privo. Alcune piccole arterie presen· tano tonache muscolari inspessite con numerosi bacilli lebbrosi disposti nella direzione dei t'asci muscolari. Per la reazione i&fìammatoria attenuata che provo~ano i bacilli lebbrosi e le loro tossine neille pareti del vaso verrà a restringersi, e progredendo il processo a obliterars i il lume dell'arteria, donde ischemia e necrosi nel distretto di questa. In tal modo, secondo gli autori, hanno orig ine I processi di cancrena lebbrosi. Nellt:i sezioni tratte dal nodulo prepuzi..,Je si osservano formazio ni rotondeggii~nti, costituite pure esse di connettivo giovane cogli ste;asi cara tteri, ma più profonde e separate dal derma da uno strato di connettivo lasso. Il derma e l'epidermide non presenta no bacilli: invece nei noduli connetti villi descritti essi sono talmente abbondanti da mascherare in certi punti il tesl:!uto fondamentale e impu·tire alle sezioni stesse, osservate per trasparenza e a occhio nudo, una colo· ra.idone rosea. In taluni punti si osservano certi accumuli speciali di bacilli leb· b.rosi in forma di piccole sfere della grandezza di un polinucleato. _ Anche i preparati per s triscio dal materiale delle ulcerazioni cutanee riuscirono positivi : negativi quelli del muco nasale. Karl inski però fa nota re che nel n , uco nasale di persone sane, e anche di m alati cli paludismo, caritza, sifilide, che D On ebbero mai ad avvicinare un lebbroso riscontrò, nel 76 p. 100 dei casi esamina ti, un bacillo acido-resistente, a-ffa~to simile al bacillo di Hansen, (che però si coltiva facilmen~) : e che perciò conviene essere cau ti nel diagnosticare la ]ebbra dal sempl ice reper to bacterrioscopico suddetto. V. Mosny e Bernard (69).
*** deco1·;;0 della lebbra è progressivo: in seguito a periodi di esacerba:>:ioni del procec;so, con a ttacch i febbrili, intercalati con periodi cli tregua, va estendendosi 1'i n fezion(' generale, si formano nuovi nodi, gli antichi si ing rossa110 e si ulcerano, -sopravviene cancrena e dist acco di intere falan gi, di una intera mano, o piede. de l naso, delle orecchie, distruzione dell'occhio, cancrena e ulcerazioni df'lle labbrn. della Jingun, dele guancie. con grave ostacolo alla d<'glutizione. diffusione agli organ i in te rni, gravi disturbi gastro:enterici, renali.' ecc.; i m.alati. co~i ,:n~t_i lati, re più si indeboli~couo, cadono 10 preda a prolonda apatia. e mse11s1b1lità, e sew P . 1 · · s i estinguono per progre:;siva cachess1,i., o pl'r ma att1a RC\ltn intercorrente. J)
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UASU IS'f1CA CLI NICA
In alcuni casi l'intero decorso li rapidissimo, e non supera i 6 o 6 anni; altre volte invece è più lento, e può prolungarsi anche per venti o trent'anni. Sauton cita un caso durato più di 60 anni. Non si conosce alcun medicawento capace di influire sul decorso della le bbra . L'olio di Chaulmoogra in capsule gelatinose, o per via ipodermica, l'olio di Kant i, la salsapariglia, il mercurio, il joduro di potassio, l'arsenico, ecc. sembrano del tutto ineffica ci. Lo s tesso dicasi dei più svariati topici, crisarobina, petrolio, it tiolo, a cido pirogallico, bi ioduro di mercurio e collodio, sublimato corrosivo. a cido fenico, ecc. L'avvenire è forse della sieroterapia. Gia Carra.squilla (24) usò per i niezioni ipoderm iche il s iero del ca'\1'e.llo, a cui ave va iniettato nelle vene del siero di sangue di un lebbros o. Olaya-Laverde (25) trit urava nodi lebbrosi con acqua e siero di sangue, ed iniettava il filtrato in un montone: dopo otto giorni prèlevava il sier o del montone e lo usava per iniezioni ipodermiche nei lebbrosi. Metschnikoff' (26-27) riprese tnli ricerche s ulla s ieroterapia, che hanno il loro fond a mento nelle citotossine: il s iero di un auimale a cui è stato iniettata una emulsione di un dato organo, fegato, rene, sangue. ecc. diventa tossico specialmente per le cellule d i quel dato o rgano, m entre è i nnocuo per gli altri elementi: abbiamo cosi il s ie ro e patolitico, n efroli tico, e moli t ico, ecc. Tali s ieri pe rò, a piccola dose sono soltanto s timolanti, e non tossici per la cellula corrispondente. S u tali basi, è convinto che i risulta t i o tte nuti da Carrasquilla e Olaya-Laverde d i pendono non dn. uu prodotto qualunque de l baci llo d i Hansen, ma da citotossine s viluppate nell'organismo a ni male in seguito a iniezione di sangue ed emulsioni d i tess uti umani. Iniettò a s ogget t i lebbros i piccole dos i d i s iero emolitico preparato mediante l'iniezione, sulla capra, d i sang ue u mano defibrinato, e constatò aumento di globuli rossi, e in q ualr he oaso anche una reazione locale nei nodi lebbrosi Ba.bes ba ricavato da nodi lebbros i, una l cp r ina. con i metodi usati per la. prepara zione della t ubercolina di Kock. e riferisce di a ve rn e ottenuti buoni effet ti. Rost (2!3) riferisce es perimenti da lui fatti con huoni risultati terapeu t ici. m ed iante una speciale lepl'i1w. ricavata d a coi t ure di bacillo di Hansen e con tene n te le toss ine lebbrose: come s i Ra, il baci llo di Hansen, olt re a non essf> re trasro issi bile agli anima li, non è s t .. to ancora coltivato con ce rtezza : i referti di R ost lllsciano pt'rciò alquan to incert i. Quantuoq ue tali ricerche non s ia no nncora s tate coronate da grnodi s ucc esf'i, t,t1tt,.via il lo ro indir izzo b u basi scie n tifiche, e las c ia s penne ne lla soluzio n e dol
problema, La Pro/ìlas.ii dunq ue r esta la sola arma per la d ifesa contro la lebbra. ed ei,;<:a d,•ve ,·s plica rs i princ iJ?lllmente median te a datte m is ure d i isolamento Io Germa ni::i. la Legge Ttuperi;ile con t ro le epidemie, e a nche la nuova Ll'gge Prussiana fan u o ob bligo della denuncia della le bbra e dà uno le norme per l'isolamento dei le bbrosi (]folle ed Hetsd1-85). Anche in Scand inavia, io Russia, (dove funziona no 23 asi li per le bbrosi), i n Algeria, al B ras ile, al Giappone, ecc.. è ohbligatori1t la dcn u nl'ia, e vi sono leprosa ri i per il r icovero dei m1tla ti. Al Brasi le ~ anche vietato i l mo.trimonio ai lebbrosi. Neisse r (48) d ice : « . . . . Per im pedire che la malat tio. P R"':-i s u ter ze persone r i11111ne oggi a llo Sta to soltanto l'isol1tmento de i mal11ti. c h e s i pr n.tica nel modo mig liore in asili. Questo vale s opra t utto per i cas i che pres en t a n o speciali processi iufettanti, come ulcernzione d e lla pelle e delle mucose e inol tre per i ca ai ne i q uali, in cau-;a d i u na con tiuua i n ti ma con vivenza dei lchbrosi c o n 111,rso11e saue ù messll in pe ri(·olo la snlui e di q ues te. AII'inr'uor i d i que.• te d ue ca-
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tegorie, si deve consigliare un trattamento meno rigoroso: i malati possono esser;, la~ciati nelle loro abitazioni, continuamente vigilati per mezzo di organi di polizia. sanitaria. Nei ca.si in cui tale trattamento non si può a pplicare si devono emanare leggi per l'isolamento. Nell'impianto dei leprosarii bisogna procura.re che da: un lato si abbiano tutte le garanzie di un efficace isolamento, e dall'altro siano evit.a.te tutte le disposizioni che possono s paventare i malati e trattenerli dall'entrare in tali stabilimenti. Occorre inoltre provocare acco rdi internazionali... e l'o· bl igo generale della denuncia. Prima del matrimonio con un lebbroso, dovrà. di nflìcio esgere richiamata. l'att~nzion e del la parte sana sul pericolo che la minaccia. Si dovrà pure in ogni momento poter sciogliere il matrimonio se uno dei congiunti diventa lebbroso: . . . la legge dovrebbe permettere all'autorità di separare i bambi ni dai genitori ammalati di lebbra. Ogni Stato ha il diritto e l'obbligo di pl'oibfre l'immigrazione nel paese ai lebbrosi, e anche ai sospetti lebb1'osi. A tale scopo occorre stabilire una vigilanza di polizia sanitaria nelle stazioni di immigrazion11. e condizionatamente anche di emigrazione o. Mentre alcuni autori reclamano misure molto rigorose e l'isolamento obblig:1 torio in asili di Stato, (p. e. Blascbko (50) è dtll pa re1·e che i lehbrosi debbano e--sere trattati come i colerosi), altri invece credono che possano bastare certi riguardi e cautele, 1tpplicati ai malati nelle loro stesse abitazioni, p:>ichè sosteugon o c!be l'infezios ità. del lebbroso non superi quella d i un s ifilitico o di un malarico. il? date condi·tioni, e con certe abitud ini di pulizia, ecc.; e che tlel resto il lebbroso è certo m eno infettante ùi un tubercoloso; eppure per que-st'ultima malattia la legge non provvede all'isolamento obbligatorio in o.s ili speciali, mentre sarebbe più urgente l'is tituzione di tubercolosarii che di leprosarii. In Italia la legge sanitaria non r:ontiene nes3una disposizione contro la lel1bra: non solo non ne prescrive l'isolamento in leprosarii 111a non ne fa neppure oblilìgatoria la denunzia. La clausola all'a,·t. 129. cioè che si devono denunziare « t utte 'le altre malattie infettive -contagiose, quanùo s iano oggetto di speciali ordinanze"· n on basta, perchè il medico aspetta a fare le dl•nunzia quando sia emanata qne,-ta tale ordinanza speciale, che l'autorità sanitaria non emette, perchè non le risulta l'esistenza di tali malattie. Cosi nel caso del soldato Z. noi non possiamo sequestrarlo contro sua volonti\ in uno ospedale (non certo in un ospedale militare), o io un lazzuetto, ma, una volta che l'abbiamo r iform1,to, dohbiamo aprirgli le porte dell'ospedale, e inviarlo a.I suo paes:e, poichè egli è libero di andare dove vuole; e potr/1. frequentare i caffè. i teatri, i letti de~li alberghi. le ferrovie, ecc. Ciò è e no rme: del resto è quant o avvie ne, come si disse, per i tubercolosi, certo più pericolosi e infettn11ti ! L'l'lenco deJle infermità. non conte mpla la Jel,1,ra : noi dovrem mo, nel nostro caso, riformare semplicemente il soggetto, e invia rlo in congedo, come se a ve:ase 11na malattia comune qufilunque, c lassificando la sua infermità. p. e. sotto la for ma generica di « altre malattie della pelle ». Art. 8 dell'e lenco. Previa denunzia r.lla di reziono di sanità, all'uffic io municipale d'Ig iene e al Medico Provinciale, pres i accordi con la Direzione compar timPntn.le delle Ferrovie. in base all'articolo 11:l del regolamento per l'applicazione della legge sulla tutela dell'igie ne e sanità pubhlica del 1889 si dispose c he il z. doves;.~e viRggin1·e in un compartimento risPrvato fino a Venezi<1., dove per accord i tra il :\[mistero della guerra e quello degli interni si d isponeva che il z. fosse i11ternnto n01ll'ospcdale pe r le malatt ie infettive di quella città. Sa,riglinno, sette mbre 1913.
c.1. s t rrnTICA CUNICA
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OASl' I STIUA CLINICA
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63. R . CAM PANA. -
Opere.
li:iT ITGTO DI OTO-RlNO·L ARl.NGOLOGI A DELLA. R. UNIVERSITÀ DI NAPOLL diretta dnl Prof. F. MASSE1 (Se•lone mlcr08ooplca: Prof. G. MARTUSOELIJ)
SULLA COESISTENZA Dl TUMORI DI VARIA STRUTTURA ED J NDOLE INDOVATI NELLA STE SSA NARlCE DI UNA INFERMA. (Con 4 figure ). Contriò11to fatologico e rlinico alla n atura ed alla eti ologia d ei polip i nasali,
per il dott. A ngelo d e lla C io p1m, c11pitauo medico nel R. F ser cito. L' infernuì che m i porge occasion e a questo stud io a ppartien e a l la clinica p r idel prof. 11artusce lli, il quale gentilm ente mi ha ceduto i tumori da lui asportati e m ccolt.i perchè ne facessi i prepn.rat i e me n e servissi per ilJustrarli. Le notizie l't.oriche sono le seguenti : Virgin ia Coppola fu Paolo. di anni 3'1, da Soccnvo. Riferisce aver p e rd u to i grnitori per cmorrngia c-erebr nle e di 11vi,re qm1ttro fratell i vive11ti e s1m i. Ebbe gli e:'11ntfmi de ll'infanzia e fu m est runta a H an n i Da bam bin11 11ndò sempre l'o~g~lta ,1 corizza, Hgui t a pare da rinite ipertroficn, di cui poco si giovò. D O · n ost anlc gl i svariati e ripetuti lavaggi, che a lei furono cousigliati. Ctrca 19 mesi or sono pref:e ntò gonfiore edemat,o;;o alle estremità in ferior i : fu fatta diagno;;i di nefrite ed ordinata rlict11 latte11. ,Htualmeute si osserva leggiero edema delle pal pebre ed edema di t n tti e tl ne gli arti inferiori, su i qu a li si maniff'sta la fovea ttd ogni pression e digitale. L ' inferma. è ablmi"tanza denut r it11, leggermen te anemica e p resent a rin ol alia chiu sa. All'esame della r egione nasale notasi dis,·reto sollevamento di t utta la metà s in ist ra e completa scomparsa del soloo naso- genieno La ri::gione zigomatic a si11 ist.ra apparisce un po' più sporgente della destra e la porzione inferior e d e l mHsccllare sin istro si trovn in un piano inferiore a quella corris ponden te d,~l1' nitro lato. I.a p nl ra:dom · lnscia nota r e l'os~o nasale d i sinistra spint o in alto ecl in foo ri , ~enza presentare però alc una alteraziolle della sua s upe r ficie . All'esame r iooscopico si n ota un couglomr•rato d i piccoli t umori, che, im p iaut11 ti sullr. test11 del cornetto in feriore e corri -<pondentc porz ione dei m eati i nfe riore e medio, fo rmano unn mas~a m o lto volurn i nosn, fuoriuscen te dalla nar icf' a g uisa di un tumore a grappolo e sviluppnntf'si indietro nel cavo naso-faringeo, tanto d a sporgere 11] disotto del ·velop,:,ndulo. I lobuli del tumore presentan o la gr:iude7.za variabile da una lenticchia nd un fagiolo : il colorito d i essi è ù iu uco matln,perl11C'l·o con pic,·o le venature d i ro;;eo. L'alt ra narke è occ:luc;a in sci:;uito n.Jla completa deviazione del se tto, p e r la ptessioue dPl tumore eia sinisirn verso tlestra. Y ata
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L'esame dei seni, eseguito col metodo di Héring, non fece notare molto modificato lo spettro: quindi il mascellare e per esso l'antro di Higmoro non erano cointeressati, ciò che invece era parso n. prima vista, data la grand11 deviazione -delle ossa nasali e la scomparsa del solco naso-genieno L' ammafata fu operata in varie sedute, per il numero davvero enorme dei piccoli polipi, che ripullulavano dopo ogni asportazione. .Ma non fu possibile ott e nere un risultato completo e definitivo, perchè l'inferma non volle assoggettarsi a frequenta.rii con assiduità l'am bulatorio per farsi praticare le opportune -cure; che anzi non appena sentiva la narice un po' meno ostruita, si eclissava per interi mesi e si l'ipresentava solo quando la dispnea glielo imponeva assolutamente. Altra causa di queste soste, fu il riapparire della nefrite, come risultò d all'ultimo esame fatto delle urine, che dette circa mezzo grammo di albumina per mille, con al microscopio cellule degli ureteri e qualche c ilinJro disfatto. Da quest'epoca in poi per quante ricerche fosi;ero state fatte non fu pii:1 possibile rintracciare la predetta inferma. Dei numerosi polipi affidatimi per lo studio, alcuni furono colornti in massa al c arminio ed all'emallume e pos.cill inclusi in paratlìna. altri invece furono preparati per la colorazione sulle sezioni e ciò nella ipotesi ch e mi sarebbe po tuto occorrere di dover praticare qualche colorazione s peciale. Non s tarò qui a descrivere uno per uno i numerosi reperti, per la sempliC'iSsima :ragio11e che più d'una volta sarei costretto a ripetermi, essendo molti di essi somigliantissimi fra lo ro nella struttura. Ho p1·eferito pe rciò nella descr iz ione di essi raggrupparli a. seconda del carattere princ ipsle e p iù a ppnriscente che dimostrav,mo. I. PAPJLOMJ (fìg. 1"). - I tumori compresi sotto q ucsro nome formavano il maggior numero fra quelli asportati. Avevano rnacroscopicamente un aspetto moriforme mol to pronunziato ed un volume che amlava da quPllo della mora a quello di un pisello. Istologicamente hanno tutt i presen tat o il vero tipo del pap illoma, cioè lasciavano osservare, come si ri leva chian\mente dal la figu ra 1•. non sol,1mente ondulazioni dell'epitelio, ma vere ele\·azio11i del r hor ion, co11 11eoformazione d i vasi al centro e rivestimento di ep itelio p,1vimentoso stratific:ito alla pe riferia. Quest'ultimo fatto sta a dimo,:t rare che nel caso nost ro tletti papillomi s i sono sviluppati dal la mucosa dell'estr l.' mità ante1·iore del cornetto i11 feri ore e dal meato infe riore e med io, in prossimitiL del ves tibolo DRsale. Del passaggio, osservato in alcuni punti da tesi;uto papillomatoso a tumore epiteliale, di rò particolannente in seguito. II. ANGIOMI (fig. 2"J. - I tt1mori a ca rattere angiomatoso si presentRrono se rnpre di proporzioni molto piccole, non assumendo mai g ran dezza superiore ad uu cece. E per numero sono stati i piu rari fra quanti ne furono as portati. Questa lo ro rsrità del resto collima con quanto ci insegna ln. letteratura, da cui si r ileva c he, menLre gli ang iomi sono frequenti nella reg ione del setto, sono invece rarissimi nelle regioni laterali delle cavità n,1snl i, ed i casi finora raccolti e studiati riguardano quasi esclusivamen te tumor i del setto. Il Re thi ( Wiemw M P<l. PrPSStJj 11 novembre 1894) affermò che sui cornetti non esisterebbero veri tu mori sngiomatosi, mentre Ma rtuscelli, Arslan e Strazza, per citare autor i italiani, sos ten gono che l' esistenza di veri angiomi nelle regioni la terni i delle fosse nasali non può essere messi\ più in dubbio. Questi tumori Rngiomatosi de i cornetti pre· sentano quasi sempre insieme alla dilnti,1.ione dei vasi sanguigni pri>esisumti, una rilevante neoforma1.ione vasale; cosl che all u sezione di efisi ris ulta (fi g :2AJ un tessuto a ttraversato da nume rosi c11.nsli di va r ia grandezza e forma, ripieni di sangue.
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CASUISTICA CLI NI CA
III. T u :MORI DI STR UTT U RA SAR COMATOSA (fig . B"). - Per sarcomi riteniamo con Borst que i tumori che si sviluppano dalla sostanza congiuntivale, sopratutto dal tessu to connettivo propriamente detto, e che si distinguono per la grande a bbondan za di cellule predominanti nella loro massa. Sebbene non avessi potuto trovare tra i polipi osservati un tumore completamente sarcoma.toso, pure non credo possa. attribuirsi ad un semplice fatto irritativo quella. r icchezza in elemen1,i (fig. 3' ) che, come ebbe a pubblicare nel 190& nell'Archi1·io Italiano del Graden igo il prof. F er reri d i Roma, ricorda molt o da vicino le epulidi. Quest'autore os ser vò che i tumori sarcoma t osi de l naso banno origine, come le epulidi, d a una regione osse·a ben localizzata (le epulidi dal periostio olveolo clPntario, i t umori nasali dal perios tio d ei turbinati); e per la istogenesi sostenne quanto aveva anche affermato il Ma.rtuscelli, che c i oè i sarcomi nasali potrebbero bene con siderarsi quali endoteliomi veri e propri, s v iluppatisi dalle cellule delle !acume linfatiche del cong iuntivo. Il sarcoma nasale ba più tendenza a svilupparsi su di un tumore preesisten te, come è stato dimostrato dalle osservniioni del BonRin, del Bos,vortb, d e l Mackenzie, del Bayer. clell'Hegmann, del Douglass, d ell'Onodi, del Moure ecc , e s i rivela nei s uoi pruni stadii, a l microscopio, quas i sempre sotto le varie forme dell'eudotelioma (emo-angio- endotel iomli, linfa.og io- endotelioma e peri -endote l ioma ). Nei vari reperti da me osservat i s i è trattato quasi sempre d ella forma t!i emo- a o gio-endotelioma (fìg. 3'). Però nel naso sono s tati ugua l~en te o sst>rvati i l"arcomi fusocel1u1Rri. i sarcomi a cellule rotonde (Onodi) ed i roelano-sa rcomi, i quali ul t imi, s econdo le teor ie piò a ccettate del Gi:ider e del Cozzolino deriverebbero il loro colore b rnnastro dal pigmento delle cell ule della mucos a olfattiva. Sono stati anche osser vati g li osteo- sarcomi ed i condro-sa.rcomi IV. Ti;~10 1t 1 m As1·~T·ro E :-tA1' UIU EPI T EI.IAl,E (fig. 4°). - Secondo molti nutori pi ù che d i epitel iom i, o più che d i t ra,oformazion<:1 epiteliale d1 u n tumo re p,,pillomatoso. si t ratterebbe nei cas i reg istrati da lla let teratura. di u n eccessivo rigog l io di papil le ne l t u more s tesso E perciò non t u t ti amme t t ono uel n r1.So la E-Sistem1a d i veri cnrcinoroi, come svil uppat is i dai cornett i; ma ritengono il carcinoma na sale come seconda rio a quello d ell'antro d 'Higmoro. P.di pa r ti li m itrofe. Qnes t.i tumori ha n no u n colorito bianco g rigiast ro. qunk he volta m ndre pe rlac t•o. ess i si ulcerano e sangui n ano fo cilmente, han no consis t-enza varial,ilissima e p rovocano fi t te lancina nti precoci. NHtu ra lmente tutti q ne,.t i carnt te1.·i esiston o quan no il tumore ha subito complPtamente In fase carc inomatosa, men t1·e negl i stadi i n termedi d i t rasformazio ne mal igna poss000 m ancare or l ' uno, or l'a ltro di l*lsi. C!ie ne l naso non si a da porre in d u bbio la possibilità d ella t,rasform nzione d<"i polipi benig rii. a p re ferenin papillomi, in carcinomi, vie ne dimostra to d a Ile o,-sen·n :ilioni de llo Ho pm11.no, S chmiegolow, Schaeft'er , Miche!, Ba.vor, e d a un caso evidentt1 del Jifnrtuscell i, r iportato nel rendiconto statistico delle oss ervttzion i c l ,uiche pubblicate negli a rchivi it aliani dt1l prof . Ma~,;t1i, 16Vt:!, fase. I. Trattava ,;i di una ,lonn a a 60 anni, affotta da t umore situnto sul cornetto inferio re, d i color ito bi nnca stro. con sup~r6c ia u lcora t n, e presen tante a l ruic1·oscopio g li e lementi e pitel iali d isposti eri uùclPn!'ati fra loro in modo da fa re amme tter e una metamorfos i cancerignn. T a le diagnos i e consegue n te progno,;i furono fat t e n o i.e ai fami g l isni. i qual i reca t isi al t rove furouo i n vece ttss ic nrati trnttarsi di u n ~,·mplice papillo111a ! Jfa dopo va rio tem po la d e l.la infer mi\ fu r intracciata n ella Silla de l prof. D' :\ 111 hrosio, ali' ospedale d egli I ncurabili , ove era~i reca te. p e r es-
CASU !STICA CLINICA
!'.ervi operata. d i resezion e del m nscell11re : tanto er11, stat o lo s viluppo e la devas tazione p rodotta dal piccolo tumore anteceden temen te osservnto e diagnost icato I Nel c aso attu,, le i dati clin ici ed i!'t-Ologici collimano pr ec isamen t e con la preceden te osser vazione del Mart uscelli. Come d.imos tra la figu ra .i• non si tratta di s emplice iperplasia delle pa pille, ma di veri cordoni epi t el iali, che s i approfond a no n e l chor ion ; parte d i essi si mostra110 ulcerati ed in v ario grado d i distruzion e n e i I.or o elem enti. I nolt r e la n ot evole defor mazione scheletrica del naso, c o me è s tato r ilevato nella s toria, dt·ve mette rsi senza d ub bio p iù in ra pporto d i questa metaplas ia. car c ino m!ltosa, che del numero esorbitante dei piccoli poli pi ( Ferreri, Gradenigo). :f'ra. i t u moret ti sono stati osserv at i anc he parecc hi fibromi e 111 ixomi; m a, d ata l a loro scarsa im porta nza, u el cnso da me studiato, s ia dal p un to d i vista c linico, che istologico, n on r it en go necessario fermarmi s u di es~i in m odo part i c o l are; a n che per non guast are con la loro n arrazione l'ins ieme del!' importan t e r eperto, che mi è stato poss ibile ill ustrare. Com e complemen to a questo studi o aggi ungo In letten,tu ra esist i:,n te sulla na· 'tU ra ed e tio log ia dei poi i pi nas ali. Zuck erkaudl r iten n e che i pol ipi e le ip er trofie po!ipoid i uon fossero veri tuuiori, ma ipertrofie causa te dalla cr on ica inf:ia mmaz iouti locale. L. Swa in li consider ò anch'egli come semplice ipertrofia edematos11. C y r ille Berton ('l'hè:;e de Paris, 1897, n . 2:H). do po avere esam ina t i ist olog ic amente u n clici cas i di poli pi mucos i delle fosse n asali, con cluse che un ingor go infiam m atorio o gla.ndolare determinerebbe un r ilievo, c he µeduncolizzandosi co5 t1 tuire bbe in s1::gui to il pol ipo. J arvis cons idera i comun i poli pi come mixomi. Hopmann, R nanlt, Wrig ht, Packard, Goodale, er e. li con s ideran o come fibromi e d i_, m e. tosi. Mich el di Colon ia , Noque~ di Lilla e L n.coarret descr issero a ccllrata m ente polipi di natura papillomatos a, che ù issl'rO ori g ina t i dalla mucosa media n te proce;si d i iper plasia e d egener a:.:ioui cisticl1e. M . Guye, nella seduti\ de l 31 lug lio H,!15 de lla Societ à britau11ica di m edicina, affe r mò ei;sere ignota l'etiologia d ei polip i n nsa li, cosi mentr e in alcun i cnsi si poteva s tabilire un rapporto d i es1,i con l'oze na, i r inoliti e l'empiema dl•lle c,1vit:'t. naso.li accessorie, in a l tri bi~ognava dare molta irnpor tan:.:11 al cntarro c ro nico, a ll n deviazio11e del setto, a ll'a bitudine di respirnre per la bocca ed alln infh,.. nza e I iwa tica. In appoggio d i quest'ult ima causa citò uua r eg ione d ell'Olauda , dove i p o lipi nas ali si riscontrano con una gra n de frequenza. O kada cons iderò i poli pi n a sali come form azione di natur a tlog isticn. che i11t.e r e,;s1Lno e pit elio, con nettivo, g lundole e v as i. L'epitelio cilindrico s ubisce la m etamorfos i muco,,e. t otale, o parz iale e si trnsfor m a in epitelio p ia.no nei p un ti più e s p osti i,.ll' inf lue ni1a d till'a.ria ed ai t r aumatis mi. L e g h ian dole aumentano d i numer o e g li acini di esse s u biscono la di lata zion e cistica e s i r iempiono d i cou ten uto mucoso mis to talora ad eleme nti co lloidi, o ial iui, d i v aria g ran dezza e t o nna. Z iem a t t r ibuì la causll dei polipi al la i rritazioue de lla m ucosa del me11to medio pe r il passaggio del pus pr ove nien te de.i s eni. \"oa.k es li fece d ipe ndere da osteite rarefacie nte e Grunwa lù da s in usite. J arv is a ffennò eh,, fra l' incur vament o del setto e i mixomi u asali esiste vero rappor to di causa ed effet to, pu r ammettendo la grande i mpor tanza dell'eredita r ietà. !\ -
t:1m·,1ale Ut n1ed icrnt1 m1 U lur1:.. -
F .1s1·. V
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CASUISTICA CLTXICA
H egman ammise l'ereditarietà come la causa etiologica dei polipi e riferi il ~n.so di un uomo e di cinque suoi figli affetti da. mixomi nRsali. La stessa opinione sostennero H odgkinson e Bosworth. Gouguenhi,im negò la dipendenza dei polipi dal catarro nasale e citò il fatto che nei bambini n on s i riscontrano polipi, sebbene essi vadano così spesso soggetti nl cntarro. Grazzi, ba;:andosi sull'esperienza clinica, ritiene eh&la causo dei polipi dipenda da malattie della muco;:R e la osteite ra.refaciente debba considera.rsi secondaria ,il tumore, piuttosto che causa di esso Citelli è del parere che la iperplasia ed ipertrofia dei cornetti siano la conseguenza dell'infiammazione cronicn., che dalla superficie si avanza nelln. profondi tà . tutti i tessuti, compreso quello osseo, partecipano all'alterazione. La iperplasia connettivale raggiunto un certo grado passerebbe in una maniera del tutto speciale, iu proc&ssi dPgenerativi ; la degenernzione non sarebbe mucosa o colloidè, ma cistica ed in flarte ialina. Da quanto è stato brevemen te esposto si rileva che in modo differente fu considerata l'eutità patologica dt1i polipi nasali e molteplici sono le teorie soste· nute per s piega:-e l'etiologia di essi. Tali teorie si possono ridurre sostanzialmente a Ile seguenti : a) Teoria del la pred is posizione eredita.ria; b) Teoria. della ipertroria infiammatoria, per iufiamma1.ioue cronica locale e 1:onse.-:utiva degenerazione cistica; e) Teoria della degener azione 111 ixoma.tosa della mucos:;, in seguito ad irritazione locale, prodotta. dal passaggio del pus proveuientè dai seni; <l) Teoria della devia,.iouedel setto e conseguente alterazione trnfica della mucosa. La letteratura c'insegna inoltre cbe I tumoxi benigni del naso possono andar sog· getti alla metaplasia maligna, ed anche in proposito le teorie esposte sono molteplici. M. l:li llroth nel suo lavoro sulla struttn1·a dei polipi nasali (Berlino 1866) aveva trattat-0 della t rasformazione dei polipi mucosi in tumod maligni, come e un fa to trasmesso di padre in figlio ,. Virchow nella patologia dei tutDori scl"ive che l'iperplasia semplicemente in• fìammatoria del catarro cronico porta alla formazione dei polipi; questi più tard i possono divenire sede di sviluppo del carcinoma. La. stessa opinione sulla metaplasia. maligna espressero M iche!, Hopmann, Scbroie• gelow, Max Schaeffer e Hayer. Albert Clavarie per lo sviluppo dei tumori maligni delle fosse nasali invoca la costituzione , i traumi. le ripetute estirpazioni d1 tumori benigni, le affezioni croniclie, le ulcerazioni sifilitiche, ecc. M. Bonain riferisce il caso di un polipo mucoso, impiantato con sottile pe-duncolo sull'estremità anteriore del cornetto inferiore sinistro, che dopo varie re-0idive fini per dar lu9go e.d un esteso mixo-angio-sarcoma. Il tumore esisteva in -t1n giovanetto di 1S nnni, con precedenti positivi nei nonni materni Verneuil, Nélaton, Richet r ichiamarono l'attenzione sul!' in:iportan~a dei trau· matismi e Ziem sull'influenza del!' imfezione e dei catarri fetidi purulenti per la genesi dei tumori maligni del ne.so. ' ~urgens, ~edeler, I. Cla.rc~e ecc. hanno data importanza R.lle. presenza di alcum protozoi (amebe, s porozo1). Ma secondo Bors t si può ritenere assodato che te.li pr_ot~zoi non h ann~ alcun valore. etiologico per il sarcoma. Jurgens ha cer.cato d1 r1produne spenmentalmen te 11 sarcoma, inoculando in animali di esperi·
Flg. 1.
f'h.r. :?.
Fig. 3.
Flg . 4.
0ASU1ST1CA CLINICA
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mento sia i protozoi, che pezzetti di sarcoma; ma i suoi successi positivi mancano del la c onferma di altri scienziati. Fiscl ed Eiselbery inocularono anch'essi emu]. sior.e di te~suto snrcomatoso in animali, senza p('rÒ al cun risultato positivo. Martuscelli al congresso di laringologia, ecc. tenutos i in Roma nell'ottoùre 1906, affermò cb e se è difficile la diagnosi di sarcoma in genere, è maggiormente dif• ficile per i tumori nasali, non bastando i criteri di anatomia patologica generale, ma occorrendo una pratica speciale, per a ssuefarsi a quelle date caraUeris ticlic-, che q unsi mai difettano nei tumori nasali. Per l'etiologia disse di convenire con Ziem e s s e1:e il punto più oscuro nella patologia dei tumori maligni nasali. Grana is;ai ma importanza avrebbe l'ereditarietà, come d imostra eh iaramente il ca~o ri· ferito da Dauso.c (padre e 6glio che presentavano un tumore simile nello aspet to e situa to sulln s tessa narice sinistra).
CO~CLUSIONI. Da quello che ci offre la lettera tura d ei tumori delle fosse nasali si può affer1ns re la grande rarità , se non resclusività dell'osservazione che ho avuto la fortuna d'illustrare, non essPndomi riuscito di trovnre reg istrato altro caso simile , io cui nell n stessa persona e nella medesima narice fossero riuniti tumori cosi nu=erosi e disparati per struttura ed indole (fibromi, mixomi, papillomi, angiomi, s arcomi, carcinom i). Per tale rngione ho cre<l u to utile farne oggetto cl i q neste mie note cl in ico- i~tologiche. Le conclusioni che si possono trarre dal près,·n te s t udio sui tumori primari, sia b e nigni che maligni, de lle fosse nssali, sono le segu1.>nti: 1 ° Nel naso si possono riscontrare tutte le varietà istologiche di tumori, che sono s tate studiate nelle altre parti del corpo. 2° I polipi sono tumori di indole ordinariamente benigna, sporg enti sul li vello della mucosa. e mobili, e che nel riguiudo istologico possono essere r11.ppres e n tati da differenti neoph\smi. Essi con grandissima frequenza possono andar soggetti alla metamorfos i maligna e perciò richiedono sempre la più completa e i;ero pesti va asportazione. 3° Gli angiomi, che prediligono la regione del se tto, pos sono svilupparsi anche sulle regioni laterali. 4° I sarcomi, tranne quelli globocellulari, che sono rari nel naso (Martuscell i) ed i ca.rei nomi, tranne quelli encefaloidi, presentano ordiuarinmente una malignità inferiore a quelli sviluppati in altre ~egioni del co1:po. Perciò la sollecita asportazione di e!--Si è seguita da recidiv11. con molto minore frequenza. 6° Le teorie che spiegano la genesi dei tumori sia benigni che maligni delle fosse nasali (come anche del resto per tutti i tumori delle altre parti del corpo) .allo stato attuale delle nostre cono!<cenze, si possono ridurre sostanzialmente a due: a) Teoria. della predisposizione e della ereditarietà; b) Teoria della irritazione o del trauma di qu11lunque natura e forma. :N"apoli, dicembre 1913. BIBLIOGRAFIA. I'atclogie dea :·umeura, t . I, p. 62. Tred. di P. Aronsohn. Paria. 1869, s ~ o E u. w. - Tumeura malign, a primitivrs du 11tz. Revue d<1 Leryngologie, de OtoJogie et de Rhinologie, fondée par le docteur E. J. 1,foure, a. 1886, p. 421. B ~ -y;gB. - De la lrana/crmaticn dea polypea m11queia; en fvmrnra malig,ita (Oarcinoma,~,aea t i ,arcomattuaea). Revue de La,yngologie etc., 1886, p. 682. V:J7fl.CBOW, -
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CASOtSTICA CLlNICA
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CASuISTif:A CLINICA
UN CASO DI DIPLOPI A MONUCULARE DI NAT~RA ISTERICA, per il capitano medico Calle ndo dott. Err lc o . Non credo inutile fare oggetto di una breve nota il seguente case clinico, che mi sembra interessante, essendo abbastanza raro. Il 7 dicembre u. s. fu inviato in osservazione in quest'ospedale l'inscritto B. L., dal 63° reggimento fanteria, per diminuzione del visus e diplopia dell'occhio destro. Egli, senza precedenti morbosi e~editari degni di nota, riferisce di aver sofferto alJ'età. di 4 anni pertosse e dall'età di 10 a 12 non i un'affe?.ione ocul11re a destra, cbe non sn precisare, e per la quale adoperò da sè prima delle polverine b ianche poi un collirio, prescrittogli dal medico curante. Guaritosi da. tnle malattia, cbecon tutta probabilità dovette essere una congiuntivite flittenuloso. si ac, corse di veder doppio dall'occhio destro. Non allega a ltra sofferenza che la diplopia all'occhio suddetto. L 'individuo e di buoua costituzione organioa con regolare sviluppo scheletricoi::nuscolare. Tutti gli organi ed apparecchi souo sa ni e normalmente funzionanti, ad eccezione dell'occhio destro. L'esame delle sensibilità fa rilevare che esse sono presenti, mn tm·pide. È assentè il riflesso faringeo. Gli altri ritless i sono normali Esiste dennogra6s mo. 1 ESA&IE OBBlETTIVO DELL 0CClll0 DESTRO. - Me11tre nei primi giorni di degenza ospe daliera erano appena acceonRte le note di blefarospasmo bil11.te rnle, queno col passardei giorni èdivenuto s empre più accentuato. Ln posizione delle palpebre, l'ampiezza della rima. palpebrale e chiusurn della medesima, i bordi palpebwli, l'impiunto delle ciglin: i punti lacrimali ed il sacco lacrimale nulla di pntologico fanno riscontrare nell'esame. Il bulbo occupi,. la sun normale posizione nell'orbita.. La sua direzione in compn.razione dell'altro, non che lo. grandezza e ln mobilità sono pure esse normali. Le congiuntive palpebrali sono lievemente ipe re miche. N e ll'esame della cornea con l'illuminazione la terale non si riscontra alcu11a opf,ci t n cornenle: la s ua superficie è levigata La sensibilita di questa me n,bmna è vivl\cissiroa La camera anteriore preseuta· una profondità eguale a quel la de ll'altro occh io, n ei di versi segmenti. I l coownuto di essa è normale. Il colore dell'iride è identico a quello dell'occhio sinistro, cioè di color grigio, meno in un piccolo segmento rettapgolare del quadrante inferiore ed inte rno, che è di color castagno (n nisoc rom ia). E ssa è libera. da ogni aderenza con la faccia anteriore del cristallino. .l'ìon è tremuli: nei movimenti del bulbo e non presenta alcuna alterRzione nella continui ti\. L a reazione diretta e di consenso della pupilla è normale come la reazione di e ssa alla convergenza ed nll'acco~odnzione. La pupilla ÈI rotonda, di ampiezza eguale a quella dell'altro lato, ed occupa il centro del diaframma irideo 11 campo pupillare è nero per fetto. La teni-ione oculare è uguale a q uella dell'al t ro bulbo. La lente esiste, od è al suo posto, essendo presenti Je immi<gini oi Purkyoj e-Sanson, come pure essn non pres enta alcuna opacità in n eiasun punto, ciò che vien constatato, sia con l'illum i o azione focal e, previa pupilla dilatata cou l'atropina, e sia con l'oftalmoscopio. C o n questo mezzo si notano trasparenti tutti gli al t ri mezzi rifrangenti e si dis cern e perfettamente norm11,le il fondo ocula re.
GASUIS'l'ICA CLIN I CA
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MisuRA x:>El.r,A ltEfRAZlONE. Con lo specchio con cttvo s i ha ombra inversa s ia. net me1--i diano verticale che orizzont;lle e che dive11ta diretta nei suddetti d ue diameti·i co n una lente po3itiva di una diottria: vi esiste una miopia inferiore ad una. diottria.. e pre~isamente uguale a 0.75. Esc1.~Uil Fu:sztoNAT, bl. Il V. l ibero dell'occhio destro è uguale ad 1/6: a re fra'l.ione corr ettn con lente negativa d i 0.76 1/4. L'individu o però vede g li oggetti sempre rad<ioppia ti. Il V. l ibero a ll'occhio sinistro= 1. Lii diplopia all'O. D. persiste anche con l'applicazione del foro e della fessura stenopeica. ESAME o Er, CAMPO v1s1vo. Nel primo esame si sono ' avu ti i seguenti risultati, che di poco sono mutati in un altro esame s uccessivo.
=
Occ:;u w .~1:-.r1STR0. Bianco Lato temporale > » Bleu » Rosso Verde »
..
.
90 Frontale 40 Nasale 45 Mascellare 80 ,. » rio 90 45 80 )> 22 75 » 40 80 ,. 85 » 25 60 • 30
..
..
Occ1Ho D&STRO. Bianco Lato temporale 15 Frontale 12 Nasale u Mascellare 12 ,. Blou » 7 7 » 10 > 5 ",. ,. Ro~so » 12 17 17 » 15 ",. ,. Yer,le » 10 10 » 10 10
"
Dun\nte l'esame, si è notato a. destra u n·accentunta ast1111opia ed una ditlìcoltà uella percezione del bleu. R iepilogando, l'ind ividuo presenta d'impor tante: le sensibilità torpit1e, a,.:~ent e il riflesso faringeo, vivaciss ima la seusibilità della cornea destra, blefarosp:1.smo, allega ta diplopia a destra ed a c,·entua t a astenopia : campo visivo normale :1. s inistra, invece notevolmente r istretto conci>ntricamente per tutti i colori a de,:tra. Dall'esame dello speod,ietto di sopra tracciato, risulta pure che la visioue del rosso è più este.:a dopo quella del bian.co, me ntre la visione del bleu ha il t:ampo più ristr<'tto.
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Ciò posto. sorge s pouta11ea la dollla11da: « .8 s imulata li\ diplopia? E ,.,. non è simulata, a quale c ... usa e~sa e tu tta la sindrome fenomenica, presentata dRl B. , sono connesse? ,. . f1eco11do il parere dal Lagrange e de1 Valude, ladiplopi11 monoculare si avrebbe specialme1ne nei casi, in cui delltt grandi opacità. lineari e raggiate occuperebbero lo spessore del cristal lino in cui probabilmente a ll'opacitn si aggiunge una modificazione della refrazion e di esso, in modo <la a.vere un lieve effe tto prismatico. In t11.li casi si 11.vrebbe una differenza di refrazioue fra le parti periferi..:he e quelle ceotrnli de] cristal lin o e qui ndi In diplopia monoculf\l'e. Conseguentembnte. a mio parere, applic11 ndo un foro stenopcico donehh<> a n che sc0mpal'ir e la diplopin. r\el soldato B non si può invocare la s uddctt.a caus11., perchè né con illn111in,1zione focale, né con l'oftalmoscopio s i è riscontrata opacità ne l crist,dlino. Di più la diplopia persist e a11che dopo esclusa l'influenza dell'accomoda11ione, ottPnut.a cou l'applicazione dell'11tropi n11. Ni, s i può far dipendere da !<ulilussaz1one d~lla lente, e tale che una parte del la pupilla contiene la le nte, e l'altr:1 è nfacbicn, p1irchè tali fatti mo1·bosi o on s i riscontrano nel nostro cnso.
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-.u !:':'l'IC.~ CL,! XICA
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Come pure non si puo invocare come ca.usa l'esistenza di un foro nell'iride (oltre della pupilla normale), foro che si potrebbe avere per traumatismo operatorio o non, per divisione della pupilla in due segmenti. In tali ca.si però si ha la diplopi11 monoculare, quando !"occhio non è aocomodato esattamente all'oggetto. In tal caso nella retina vengono proiettate due immagiui: una attraverso la pupilla e l'altra attraverso la In.cuna. periferica. Se invece esiste un'accomodazione esatta dell'occhio si avrà una sola immagine, perchè i raggi che p iutono dall'oggetto e passrrno per i due fori, si fondono i11 una sola immagine. Ora nel nostro osservando non abbiamo l'esistenza di doppia ape1·tura nel diagramma. irideo e quindi non possiamo invocare tale causa. per ammettere Ja. diplopia. Il L ngra.nge ad il Val ude ri fotisconò che la diplopia monoculare e s tatfl 110tata anche in certe lesioni della cornea, specie in seguito a ferita trasversale di· essa. Nella cornea del nostro esaminato non riscontriamo alcuna a lterazione anatomo-patologica. che possa costituire causa d e lla diplopia. Nella miopia, specie di grado elevato, talvoltl\. si ha la diplopia. monoculare. probabilmente trattasi allora dell'effetto di un astigmatismo irregolare (Fuchs). Ciò neppure esiste nel B. Jnol~re è stato osservato eia Costentin un caso di diplopia monocul11re in un indiv id u o, che presentava. un11 lesione retinica. Si trattava. di uno scollamento di e ssa con sovrapposizione di due foglietti di ques ta membrana. L'oggetto dava una. doppia immagine, poiché esistevano ne l med,esimo punto due elòmenti percettori sovrapposti. Una delle immagini era. d iritta e !'nitra capovolta per l'arrovesciamento riel foglietto retinic<> ri mosso. Nel nostro caso co11 l'oftalmoscopio non si è riscontrata alcuna alterazione del foglietto retinico, che potesse s piegarci l'esistenza della rliplopia mo noculare del B. Non esistendo alcuna. alter11zione obbiattiva n el l'occhio, si potrebbe consirlerare l'ossen·ando quale simulatore, se non si riscontrnssc-ro sintomi funzionali i 1uportanti, che richiamano l'attenzione d<'ll'osservatore, che fanno ammottere l'esi <,tenza della diplopia e cbe fanno fare la. cosi detta diagnosi di causa,
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:-Sell'isterismo, i disturbi oculari important i, c he si possono riscontrare, consi,:tono: in una dimiuuziom• della for1.a visi\·a, che può arrivare fino 111l'amaur osi; in una diminuzione del cn,mpo visivo di tutti i colori; nel cambiamento di e .- -ten sione relativa dei campi dei diversi colori; 110lla diplopin o poliopia mouoc u lare; nell'oftalmoplegia esterna di Raymo11d, carn.tterizzata da ll'abol i1.io1w dei soli rnovimenti volontari dt·gli occhi e da ll'esi1;ternr.a invece di quelli automatici e ridessi; 11ella copiopia isterica, forma di nevral g ia del corpo ciliare ( Foester), che ;:,·accompagna spesso ad iperestesia retinica, c he rende impossibile qualunque lavoro: e fì1rnlmente nel blefarospasmo. 'rale è il quadro complesso dtllle stigmatP. che caratterizzP<no i l cosi detto occhio isterico, come vien denoinina.to dnl Dieula.foy. Ora, neJlo studio del campo visivo destro del B. si rileva che dnl lato temp o rale il campo del colore binnco, c he normnlm.en te è sui 90 gradi, è ristretto tino a. 15°;e cosi pure ;;ono not<'volmente diminuiti i campi visivi degli altri colori. C iò non bas ta. Si sa che n orrnalm1:nte il campo visivo più piccolo e quello per il verde, di poco più grande è quello per il 1ro;;so, più grande a11rora quello per il bleu. Nel B. 11bbiamo invece che il oampo pit1 pic,·olo ò quc·llo del blcu, dopo, e cioè più grande, il verde, indi il rosso, Per tauto si ha u n vero cambia:inento di est,:,nsione relativo dei ciuupi dE>i diversi colori. Nel B. abhiamo inoltre e-be si è 11.odnto. clura.nte la <lege111.a o~peclaliera, stabilemlo un hlefarosp11~mo
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CASu I STICA CLINICA
jn entrambi g!i occhi, che all'atto dell'entrata in osservazione in questo stabilimento era meno accentuato. Durante lo studio del campo visivo dei colori s i è notato pure una vera astenopia ed una dilficoltà nella percezione del colore bleu, come già si è accennato. Tale sindrome morbosa oculare, il torpore delle sensibilità gen11rali del corpo, l'abolizione del riflesso faringeo, la vivacità. della sensibilità corneale, il dermo· grafismo, m,rntre costituiscorrn stigmate isteriche, implicitamente escludono la simulazione della diplopia monoculare, anzi ammettono l'esistenzn di essn che, alla sua volta, concorre a dare, mi si permetta l'espressione, l'ult ima pennellata sul qu1\dro dell'occhio isterico del B. Se si mette davanti e nelle immediate vicinanze dell'ocrhio destro dell'os.•ervando, mentre si t iene l'altro occhio chiuso, un cerino acceso, una candela stea· rica. accesa, il B. vede fino alla distanza d i 15 centimetri dall"occhio uoa sda fiammella : da 10 centimetri in poi e fina a metri 3,20 ne vede due e poi non distingue più la fiammella, sibbene un semplice splendore. Le due fiamm elle sono state sempre viste dal pazien te dista nti fra di loro circa 10 centimetri ed una dal lato nasale e l'altra dal lato temporale. l'er il Parinaud il fenomeno sarebbe dovuto al la struttura del cristallino ed a llo stato dell'accomodazione. La struttura segmentaria del cristallino favorirebbe la produzione di pareccl1ie immagini al di là o a.I di quà. del suo fuoco. Kello stato normale l'accomodazione porterebbe tutte l e immagini a fuoco sulla retina e dissimwlerebbe il difetto di struttura. Ciò non avverrebbe, se es istesse una imperfezio11e della contrnttura dell'accomodazione e quindi la diplopia e la poliopia monocul u r. Invece il Borel combatte la spiegazione del Parinaud, avendo consta· tuta la diplopia monoculare i cRsi, in cui esistevano la roidri11si e la p,-.ralisi accomodati va. Egli pensa che la causa della diplo pia ruonocular" isteri ca non è da riporsi in una doppia immagine retinica ma in un fenomeno corticale. Il La.grange ed il Valucle, nel ripor tare nella loro enciclopedia di oftal mologia il parere del Boro!, finiscono con un punto interrogativo. Il significato si com· prende. Senonchè non si può d istruggere il fatto che il Bore! ha osservato la di· plopia monoculare in nn c~~o, in cui esisteva la midriasi e la pa ralisi accomod ntiv:~, come si ha nel B. con l'atropinare l'occhio. Per tanto, l'ipot.esi del P nrinaud, che la dip lopia isterica dipende da imperfezione di cont rattura de ll'o.ccomoù:\7.ionH, ii parere del sottoscritt') 11011 regge. ::Si condivide perciò il parerP del Borel, intendendo però il fenomeno cortiettle come espressione di disturbo ~ensoriale de l centro corticale, e non di d ist urbo dipendente da alterazione anatoruica. Infatti, tutti i fenomen i isterici, come anes tesie, paralisi, contrntture. cecita, sorditil, d iscromatop,io., meg:tlopsia, micropsia ecc., che scompaiono senza l:\scinre alcunil. traccia di loro sotto l'azione di un a gente Gsico o l'influenza di un'emozione e di 11110. forrnn qualunque d i i'uggc:stione, devono far pensare ragionevolrneute alln mancanza di un sub!"trato 0.1111.tomo-patologico: altrimenti non si po· trehbe a vere la rn.piilitil di com parsa di simili manifestazioni e de lla loro scoru· parsa rnpida Lo f;tr ùm pell fa d ipendere i fenomeni iste1 ici di\ un disturbo del rapporto norma!e tra i processi della nostra coscienza e del no~tro corpo e si spirga dicenno: o: Trn le no<;lre rapprescntnzioni voliti ve e la nostra muscol11.Lurn, tra le eccita,:ioni dei 11ostri n l'rv i cli senso e la n ostra co;,cienza esistono in condizioni normali rapporti ben deter minati e ordinati. Insorgendo in questi legami un mbbuiameuto, un disordine, ,.:j pro1lu1'.e un disturbo ner,oso di moto, di s enso, un
CASUlSTICA CLJXICA
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-fenomeno patologico isterico•. « Vale a diro - soggiunge- il punto di partimza del disturbo giace costantemente nel campo psichico». Il Bianchi ammette che il rispettivo centro corticale non funzioni, ov,ero che tale ce[Jtro, pur funzionando, si trovi isolato da tutti gli altri e sopratt1tto dal centro evocatore, lobo frontale, dove l'impressione attuale si mette in rapporto con le analoghe, sperimentate dalla personalità psichica. Il Sollier ammette una specie di sonno del rispettivo cE>ntro della corteccia. cerebr ale e lo Janet ammette un'idea fissa. 'rali sono le opinioni più conosciute dallo scrivente sulla genesi dei fenomeni isterici e che possono essere ammesse tutte a seconda delle manifestazioni. Restando nel campo dell'occhio, nell'amaurosi isterica si può ammettere l'arresto d ella funzi onalità del centro corticale del Bin nchi o il così detto sonno del Sollier. Nella diplopia e pol iopii\ monoculare isterica, nel cambiamento di esten· sione relativo dei campi dei diversi colori, nel reiatringimento dei campi vis ivi nella dicromatopsia ecc., si può ammettere l'opinione dello Strf1mpell cioè il discrdine nel rapporto tra le eccitazioni del nervo ottico e la coscienza, disordine che può verificarsi in un dato momento in seguito ad un eccitamento emotivo, che può variare tra i grandi schochs emoti,·i e le piccole eccitazioni emotive e tutte le 1mances in termediarie. Tale clisordine può scomparire anche da un momento all'altro e quindi si può avere il ripristino delle funzioni normali. Tale roobilit:\ è la caratteristica della nevrosi isteric1t. È fuori di dubbio che nel B. la diplopia è comparsa in un momento non precisato. Egli racconta che appena g~1al'ito della sua affezion(' octilare, durata circa 16 ml'Si, -si è accorto di veder doppio all'occhio destro. Egli, inoltre, fa il racconto con aria <lfl. costernato, facendo intravedere che egli ebbe delle ansie, e delle preoccupazioni. Vi fu dunque un'azione emotiva, che dette origine al fenomeno od in quella parte del corpo, sulla quale, nC'll'eccitamento ps ichico, è stata richiamata. a preferema l'attenzione del B. (StrC1mpell). Infine, l'insorgenza delln diplopia monoculare fu, se non istantanea, rapida, e cosi sarà unche la scomparsa di essa. Per la durata non si può dare alcun giudizio preciso, dipendendo essa dalla psicoterapia e quindi dal fondo mentale e morale dell'individuo, che pare abbastanza. basso. Si pres ume però che essa :sia lunga, trnttandosi di un quadro fenon1enico funzionale complesso e s pec ializzato. Il caso clinico, che ho descritto, non è comune, perciò ho crerluto doveroso segn11.larlo, anche percbè sia di ammaestramento a quei medici periti, che sono proclivi a ritenere simulati tutti quei fenomeni,che non entrano nel campo dell'ordinaria osservazione clinica. BIBLIOGRAFIA Encyclopédie /rmiçai.se d'o/talmolo(lie, !!)O.i. F-ueirs. - Trattato di o/talmrriatria, 1894. STnu~ir·Eu, - Trattato di patologia speciale m~dica, 1894. DrEULAFOY Manuale di patologia interna, 1901. BuN<·H1. Trattato di psichiatria. Sor.r.tER. - Genè11r et tl(tture dd l'ystérù:, 1897. JANET. Etat nvmtal dea hystériques, 1911. Ca,·a dei Tirr<'ni, febbraio 1914.
L ,\(;lt.\NOF: et VAL UO E
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RlVlSTA· DI GIOI< NALI lT AUANI ED ESTERI
Rivista de-lla stampa medico-militare estera Per il dott. Edmondo Trombetld, colonnello medico
Nella certezza di far cos11 grata e proficua ai Jettol"i, incominci11mo nel presente numero, e proseguiremo nei successi vi, la pubblicazione di questa rivista, la quale ha lo scopo di seguire ininterrottflmenw e da vicino il movimento progres sivo d e lla medicina militare in tutto il mondo civile. Dei princip ali lavori sarà dato un fedele rias<1 un to; degli a.Itri sarà accennato il t itolo ed eventualmente le conclusioni, nell'intendimento d i rend ere piu facili agli studiosi le ricerche ùibliogra.6.c h e.
FRANCIA.
A.RCHIVES DE MÉDECINE ET DE PHARMA.CIE MtLITAlRES. N. 4 (Avril 1914). EPIDElU E Dlii FAUX ICT Èll&, PrtO VOQUil:E PAll L·1:-.GESTlON o'ACID& PIGltlQUE l)J\~S
LA GA RN1SON DE MARNIA. Par E. GARNll,:it, L. VANIER, et A. R ouss n, LE. - Questa epidemia fu ossetva.ta nel primo semestre del 1913 nella guarn igione di M1<rnia. fra alc uni individui evacuati da.I Ma rocco orientale. Il falso ittero, prodotto in tal modo, presenta all'esame clinico quasi tutti i segui obbietti vi dell'ittero m,tarra le; ma ciò c h e r ende difficile la diagnosi è la diversitii. dei si ntomi secondo la dose d'aci do picrico ingerito. Ecco le conclusioni d,•gli autori : t 0 Se la quantità d'acido p icrico ingerita è considerevole, al falso ittero si sovrappone un itte ro rl.',lle. 2P Tre sintomi possono differ en ziare clinicamente i falsi itteri da quelli reali, e cioè: la colorazione piu pellida e per cosi diro particolare d e i tegum ('n ti: l'as~•mza di pni rito cutaneo, l'assenza d i fehbre. go L'acido picrico si e l imina molto lentamente e in piccolissima quantità. p er le orine. dove è sempre poss ibile s velarne la presenza mediante il metodo i ndicato d ag l i autori e ch e qui ri assumiamo. 960 c . o. d'orina sono 111:iùificati con u c . c. d'acido solfori co 1d mc.:zo, ed ev1tpo· rati a baguo1naria. Il res iduo vien t rattato colla benzina cristallizzabile (2 volte 20 c. c.). e il liquido c osì ottenuto, sensibilmente incoloro, si versa in un'ampolla. Ja d('can ta re, e v i si aggi ung.:.no 10 c. c. d'acqua d istillata, agitando poi fortemente la miscela. L ' a c<l:ua si c olora in giallo: si decanta questo liquido e vi si aggiungono a ltri HJ c c d acqua distillata· poi si agi ta e s i decaot11, di nuovo e ciò fino a che il liqu ido resta incoloro. ' ' ~ e i_l 1:~uido o ttenuto è a bbastanza colorato, s i potranno fare direttamonte lo r eaz ton1 d identi tà, altrimen t i bisognerà. concE>n tmre : 10 • A 2 c • c . d"1 1·1qm"do ot tenuto, s 1. aggiungono . 2 c_ c. d"1 crnnuro . d ," po t nss1·o a 1 5 0, 91 . sca lda. le ntame nte e si vede a.ppnrire il colo r r osso porpora dell'isoporporato d1 pota.ssio. · J si• a ggiungono • • . 2° A ,2 e · e · d'., 1·1qu1uo, quattro oc111q ue gocce d.1 so11·u ro el' :nu· monio, e s o t terrà, a freddo, una. colorazione rossa, che si fari\ più cu pa col celor n.
GSO
RIVISTA DEI.I.A STAMPA M lèDICO· MILITARE ESTERA
AU ~U.IET DE <2UB1.QUE$
...
l:AS D'INTOXICATION PAR DES POMMES DE TERRE AVA·
1<1F.s. Par M. RB:-É BF.LLOT, médecin-major de 2" c:asse. -
L'ingestione di patate avariat e e mal cott(' diede luogo a una specie d'epidl'mia di coliche e di vom iti in parecchie camernte del quartiere d(•l llfl0 r('ggimonto di fanteria.. L'esame ba.tterioloi.:ico delle parti i n terne delle patate, ch'erano invase da chiazze brune, fece r ilevare una quantità. enorme di bacilli mobilissimi di Prol~ts 1,"Ulgaris, e la dosatura d1·lla :;ola ni11a diede la cifra di O,-t2 per chilogrammo di patate L'A. fa.notare che la dosi' di quest'ak1doide era, ne l caso in parola, anormale e for ,;e sufficit'nte a produrre i disturbi osservati. D'altra parte, la grande abbondanza d'un Proteu!! (probnb ilnwnl 'I molto virulento) e, per conseguenza, delle sue secrezi on i microhicl,e, può bastare a s piegarci i sintomi di avv1,lenamento, ammettendo une. cottm·a imperfetta dei tubel'Ì. L'Bl'ticolo, molto interessante dal punto di vista bromatologico e igienico dl'lle ,·usenne, termina coll'enu111era.zione d<'lle norme profilattiche state coosigliatP al con1aud o per impedire il ripet!'r si d i cas i consimili.
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RAPl'OUT DU llÌ:DECI'.;· JNSl'ECT•~t:R G. H. L&~IOIN& st·R J.A CAMPAGNE AISTIP.~1 .U·
DIQUE 1, 1\TllI.l'Hl:";F. EN ALG•; n•E·'l' UNHm: DKJ>UIS 1:ANN.; E 1900.- Questa cn.mpagoa n 11timalariea (che purtroppo e. noi I taliani non rivela uulla d i nuovo) comprt>se le. cbinotCrR.pia preventiva, la prott>zione mec<'an ira dei locali riservati ai malarici. le misure di l.>on itica del terreno, e dil'de ri~ult11ti soddi~facenti. Infatti, i ca si di maliu ia sono d eci~am1·ntf' io decrescemm. da l HlOo a que,ta p:nte, nelle tre divisioni e in Tunisia.
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LE PAQUgT DE PAN:;Elt•~NT INUll' ID l: •: 1.1 ,t,;. R i'•n1e gé nèrale par le médecin inspec• teur G. SA r.1. n: 1 en collnborntion avec tons le l1Iédt1cins du VJ Corps d'armée. - E lilli\ riv ista molto in teressante 1• complt·ta, in cui s i tratta degli inconveofonti dell'attuale pacchetto cl i meJicazion,·, delle modifi<-azioni d'apportarvi e dei vnri m odi ron c u i essi• s i possono r r alizzare L'A. viene a queste conclusioni: Il parchetto ind i ,•irluulc c he meglio ris ponde a i desiderala della maggior p nrte d,,i 1rn·di ci del VI corpo d'rmn11tn consultati in propos ito, dovrebbe a.vere i seguenti r,,quisi t i A. Di formn es terna rettnngolnre, m isurante 12 ero. su 10 cm. del p eso di circa bll gr.; il pacche tto don t- hb,• es;;ere contenu to i11 un triplice involucrn: 1. Involuc ro cst1:rno in tela resistente a grossi grnni di rolor grigio o c achou, <' he po tn•bho essei· chiuso su tre Inti da una cncitura a punti separa.ti da la1·ghi inter valli e fatta con un filo poco r esis tente ><llfl trozione Il punto centr ale del lnto lungo sarebbe pi ù lento per pt.'rm1,ttc re l'in t roduzione d ell'estremità del d i to. "Cn ~~guo e~terno indicherebbe la manovra d11 far.~i: 'l'iro/e. Sarebbe ptl'feriloile in tal <'ai-o di d:1re al sa cchetto c,t erno la forma rl'un iiwolucro a,·ente le dimensioni iu luog hczzn alquan to sup<lriori n quelle del pacchl'tto e chiuse dn. tre punti c uciti las..a men t<! e con fi lo poco fo rt e. 2 . Involu cro int erno cli cnrtn per gn incnatn, in fot ma di po_rtafog_lio con chiu'iUra II colla, fncile nd nprirs i. Un cn1·te llino iuJica il modo d1 Rppltca r p la m&•li<',,t ura . 8 . Due medicaz ioni s im ili in1p;icche ttnt(• ri nsc• unn in cartn da filt1·0 e comJ>O<te d'u n cuscinetto d i cnpecch io o di roto11e id ro ti lo d i 10 X 10, insac c n t o in
R I VISTA DELLA STA)I PA )JEDICO· MILJTAHE E.STEf<A
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un fogliet to di g arze. piegato in due e sorm ontato da une. fascia di m. 8 X 8 c111. l eggermente fisaat a sulla garza stessa, a 10 c,u. dalla sua estremi t à. L'altra estremi te. è divisa in du e str iscia per m. 0,30 di lunghezza. Ùn segno est erno, rosso o ner o, indica al soldato le pP.rti che si possono toccn re senza inc.:>n 'l'enienti. U na compressa d i g a rza a quattro doppi potrebbe essere rnclusa nella m edicazione piegata, per servire eventualmente a ripu lire le parLi vicine a lla ferita. ( R iservata al medico). B. La medica2ione sarà asettica. C. Il pacchetto sarà d istribuito a ciascun milita.re e portato da lui in una tasca speciale, all'a l tezza del petto, nell'in terno del cappotto. Questa tasca sarà rivestit11 d'un tessuto im permeabile.
*** ARCH IVES DE MÉDECINE ET DE PHARMACIE MIL ITAIRES. N. 5 (Mai). DE MARR AKECB. P ar le m édeci n- ma_jor d e 2 • classe GOEYAT. - È un rap porto vernmente completo alle nutorità muniL ES A D DUCTIONS D'&AU DE LA VILLE
ci pali cir ca l'a pprovigionamen to dell'acqua, accr esciuto per le nuove esigenze. L ' A., cbe è medico capo della 4" ambuhmza d i colonna mobile a Ma rrak ech, dim ostra in queste pagine quanto sia importa nte lo studiare accuratamente il suolo e le acque nelle colonie di nuova occupazione, per non dover lamentare più tar d i l'insorgenza e le diffu~ioni delle malattie infettive.
••• ne~:; P()$T1i:S li:T DES CA~IPS ou MAROC OIUl~N T A l .. P ar F . MAL)1(::.1Ac, pha.rmacien- major de 2" classe. - È anche questo un rapporto interessante sull'alimentazione iu ac'lua potabile dei posti e degl i accampamenti nelle rAgioni a nord del Marocco orientale. Lt::o
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D'M,IME:-TATIQ:,;
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. :r: :r:
Par E. ARNOULD, m.ideain-principal de 2" classe. L'A. r accomandri, corne m olto prati..:a la sput,,cchie ra « Lntèce •, costitnila di u n recipient e cilindrico <li cartone, di due dimen,ioni, secondo che si tratta ù1·l tipo individuale e di quello collettivo: recipi<'nte, che è racchiuso in un'armatura m e tallica semplicis,ima (a cui s'articola un coper chio pure m,,tallico), e s ul fondo del quale si µone un poco di po lvere di to,·ba. Dopo due-dieci giorni per le s putacc hiere ind ividu,,lj e dopo circa un mese per le sputacchiere collettiv,', si proc ede a.Ila loro incinc>raziooe. LES CRACH OIRS lNCtNtRAOl, li:~.
LE CADUCEE. N. 9, 1914.
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LES F I EVR!i:S t rrnr·r1vEs OA:-8 t.'Att.\18R l' HAN('AlSh:. P:ir 1[ G. Lv.Mo r:-:li:, mtcdecin-l nspecteur. - Sulle basi d i fatti ben nccertatì e di dati statistici, l' A. dìm ostr[I. che lo sviluppo dell<' febbri eruttive n ell'ese rcito francese dipendP da 110 compl~sso di condizioni ineluttabili, assolutamente indipenden t i da qw·lle della. vita mi I i tar e; ragione per cui le mis ure prese ti110 ad oggi per lott,n e contro In loro di ffnsione non ebbero alcun risultato. La conclus ione !<i è che i l solo scopo do. raggi u ngere è l'abba!"Stlmento della ci fra de lla mortaliti\; il clw si p otrà otte n('re p rinci p a lmente col miglioramento de lll' organiz,rnzioni o~periflliere. Basti ciiare il o><peclale milita.re di Nancy, in cui il morbi llo non died e che 1,tl i:er 1000 7 uw>:o di mort i, e 125 ca.si di ~carlatti11a non furo110 s eguiti da alcu n d rces,o. Quando
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RIVISTA DELLA $T ,HIPA MEDICO·MILITA RE ESTERA
potremo anc l1e noi, in Italia, emanciparci dai vecchi conventi ridotti a ospedale o d ivenuti a1tre ttanti centri d'infezione?
••• QU ELQt;li:S REMARQCJ,;S AU SUJE'l' DE I .A NATURE ET DE L'ORJOJNJ,J DV BUBON CU ·
Pnr .M . L. C11AS'l'ANG, m~decin en chef de ln marine. L'A. si mostra contrario all'.-ziologi1t venerea di q tt!'Sta specie di adenite inguinale, c he egli crede si11. in gran pa r te dovu ta a i11tertrigi11e del pP.rineo, le cui lesi oni consecutive potre bbero s ervire di porta d'entrata a un agente infettivo .
MATF:n1QUE .
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CLAVICULE PAR LA POS1TION DE « CouPar M. le Dr. O U DARD, chef de clinique chirurgicale à. l'Ecole d'applicat ion du Sel'vice de s anté de la marine. - Le posizioni d i « Couteaud » sono veramen te tre, e ris ultarono dagli studii associat i del Couteaud stesso e del Farabeut'. Prima pos iz ione: individuo coricato in letto col braccio pendente in fuori del letto stesso. Second a pos izione: dopo 48 ore, e ottenutn la riduzione colla pos izione precedente, l'avam braccio può essere flesso ad angolo retto e poggiare sopra uno sgabello a lato del letto. Terza posizione : in alcuni casi, ili cui i ma lati non potevano o non volevano lasciare il braccio pendente, il Couteaud riconobbe che si poteva adottare una terza posizione, a intermittenza e senza pregiudizio. Il malato, essendo coricato in un letto piano e duro. tiene un cuscino fra le spalle e il braccio allungato lungo il corpo. Le ossf'rvazioni d i casi t rattati co n questo metodo sono già circa 70 su 2CO cas i di frattu ra de lla cla vicola, e i risultati sono invero molto soddisfacenti. TltAITEMENT DE LA l"RA CTURE DEl
LA
'J' EAUD ».
AU STBIA.-Ul!IOBEBIA. DER MILITARARZT. Z eitschrift fii?· das gesamte Sa11ittil1cesen de1· ~frmee11. N. 7 (25 aprile 1914). DER S AN!T},TSDIE NST lM ~.\1,KAK Knih~OE (Il SP.?Tizio sanitario nella guerra balcanica). Yon Obers tabsertz D. Jos EF HAMI.IURGER -L'O. si diffonde a parlare del s ervizio prestato dalla Croce R ossa presso i vari eserciti belligeranti, ai quali l'aiuto d e lle società pr ivate di soccorso ai feriti doveva di certo essere indispensabile, data l'estrema penuria di personale e materiale sanitario militare. Basti il citare i seguenti dati, che togliamo dalla conferenza dell'Hamburger. All'aprirsi delle ostilità, il Monteneg ro. aveva un medico per ogni divisione; e siccome le d ivis ioni erano quattro, gli ufficiali medici si riducevano naturalmente a quattro; non tenendo conto di un sanitario (aiutan te di sanità?) per battaglione. Di mat eriale sanitario non esisteva nulla di nulla; cosicchè, all'infuori dei pace.b etti di medicazione forniti dalla Ru!èsia, si dovette improvvisare ogni cosa: oggetti di medicatura, med ica menti, me7.zi di trasporto, ecc. In tanta penuria di medici, dì materiale !!anitario e di mezzi di rifornimento, le fortissime donne montenegrine fecero veri miracoli di resistenza e di valore; ~, come portavano le munizioni di guerra dietro le truppe, cosi s'improvvisarono infermiere e presero il posto dei m e dici mancanti, spingendosi fin sulla linea di fuoco. Nell'ospedale da campo della Croce Rossa austro-ung.nica in Pod goritza giace vano sette donne ferite, fra le quali ·u na rngazza giovanissima con tre ferite molto gravi.
RIVISTA Dlèl.LA STAM PA MEDIOO·MILI1' ARE ESTERA
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La Serbia conta in tutto il regno, e su una popolazione di oltre tre milioni, 810 medici, di cui 60 ufficiali medici in servi?,io attivo. l'Ja, dei 810, 11e furono mobilitati 250; cosicchè soli 60 rimasero alle loro case, fra. cui 20 dottoresse. La Serbia mobilitò un esercito di 200,000 uomini: ogni r eggimento aveva due medici, un veicolo per il posto di soccorso, quattro animali da. tiro col materiale di sanit&; ogni compagnia, due aiutanti di sanità. e quattro portaferiti: ogni divisione uns colonn11 di sanità, sei carri di sanità capaci di trasporta.re quattro feriti coricati, e sei carri detti finlandesi, a due ruote e coperti, che sen·ono pure al trasporto dei feriti. In complesso, uua tale colonna sanitaria può provvedere al soccorso di 80 individui. Ru circa 4 milioni di abitanti, la Bulgaria possiede GOO m e>dici, di cui 111 militari di carriera, i quali, con tutto il loro buon volere, furono insuflir.ienti al gravosissimo servizio; ragione per cui, an<'he qui la Croce Rossi~ rappresentò la parte della Provvidenza. L'O. racconta che un soldato ferito, giunto in Sotia dopo un trasporto di sei giorni sopra un carro tirato da buoi senza alcun soccorso medico, ebbe a dire: • Noi siamo nnimati dal più fervido amore> per la patria e pe1· l'esercito; ma se in 1tvvenire dovremo ancorn combatter.e, chiederemo ni nostri ron c.lott ieri se essi hanno pensato di provvedere anche per n oi, nel cnso che fossimo feriti . Parole queste che dovrebbero essere di severo ammonimento a tutti coloro, i qnali del servizio sanitario si occupano a malincuore e a tempo perduto. E uon facc iamo ulteriori citnzioni, perché non si farebbe altro che ins istere sulle medesime dolenti note, che servono di spunto nll'O. per eucomiare giustamente l'opera prestata dalle Croci Ro~se dei vari Stati, Il dove la. colpevole inerzia dei Governi non aveva provveduto al s.t>rvizio sr111itario militare.
GEKIIANIA.
DEUTSCBE MIL!TARARZTLICHE ZEITSCHRI FT. N. 9 (l\Iai ). Du,: MILlTAil~'ILTRR DE$ AVYOKATEJS A:\JY( l760) ( l filtri acl uso militare dell'avrocato Amy). Yon Oberstabrnrzt Dott. W. HABEHL.INO. - È un iuteressnnte articolo d'igiene militare retrospettiva, in cui sono molto opportunamente esumnti i progi:tti clell'Amy relativi ai filtri per uso della truppa. Di questo Amy, che probabilme11te i moderni psichiatri classificherebbero frn i m a ttoidi, perche, pur \'Ssendo avvoca to, si occupava con g ran passione di fisica, si conosce ben poco: si sn soltanto c he nacque verso la fine del 17° secolo, che fu avvocato nel parlamento di Ai:x e che moi-1 nel 1760.
•• • WUil KANN MAN DIE M onTALlTATSZlffER DER BAt;CHSCHliSSIVUNDEN IM KRIEGE
llERAllliE'IZEN? (Ce,m e si p11ù ridurre la cifra della mortalità delle ferite d'nrma da fuoco dPll'addome in [JUe?"l'a ?J Von ()berstleutnant JACOB Fn.\NK, generalsti,bsarzt der Illinoii er Natioualgarde und Chef des Sanitlitskorps, Chicago. - Pare all'A. che il problema posea risolversi praticando il drenaggio in tutte le ferite penetranti dell'addome, possibilmente subito dopo la lesione, ma, in ogni modo, oclle prime ore dall'avvenuta lesione. Non si dovranno tuttavia tralas·ciare gli nitri mezzi terapeutici uoti, quali sono il riposo, In dieta, l'oppio, eoc.
••• l:JEURAO
ZUR KONSE!lVATIVEN BEllANDLt;~G DER GESICIJT~Fl'fll'NKF.L
(Contrì-
/)u/o olla rum consnt:atit:a del f-un.111colo della /accia). Von Oberarzt Dott. E. SER· ci:ois. - Fc,ndandosi sul buon r isultato ottenuto nella cura d'un notevole numero
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RIVISTA DP:LLA STA~lPA )lf':DlCO-MILlTARE ESTERA
di furnncol i capitati ,tlla sua ossprvazione nel periodo di sei mesi (agosto HllSgennaio 191J). l'autore crede opportuno fissa re i seguenti punti essenziali: 1. La miglior cura attuale del foruncolo della faccia oon~iste nel ricoprire la zona affetta e i suo i dintorni con uno strato di unguento, fissandovi sopra una fascia di mussola e obbligando il paziente a rimanere più giorni a letto a dieta e in assoluto riposo; 2. Sono da sconsiglitnsi tutti i. metodi violenti - stasi alla Bier, ignipuntum, cirnterizzaz ione, ecc.; - giacchè sono sovente da-nnosi; ,3. Soltanto nel caso che si formi un ascesso o che le condizioni generali ispirino qualche timore, è indicata l'incisione.
INGHILTERRA. JOURNAL OF TRE ROYAL AR~IY MEDICAL CORPS. April 1914. A:<Tl-'l'YPIIOID 1Nocu1,A'rt0:s. ( Vaccinazione an/itifica) By Colo110l S ir W1LLIAM L}_;1SUMAN. È una r istampa della comunicazione fatta dall'A. all'ultimo Congresgo medico internazionale, n ella quale egli discorre da par suo delle varie specie di vaccino. dei mezzi di cultun\ impiegati, della temperatura e sterilizzazione del vaccino stesso, della dose, de lla durl\tf\ della immunità, della fase negativa e del problema del paratifo. I risultati brillan tissimi ottenuti nell'esercito inglese, in svecial modo in India, sono dimostrati dn opportune tavole statistiche.
••• Exl'li:Il1)1C1'l'AL 'l' Yl'IIOID l:SFECTJO:o;s IN
(lnfezioiii tifoidee sp,•,·iBol lavoro bi1rteriologico con due
TUE RABlll 'I'
ine11tali uel coniglio). B.v l\fajor S. L. CuN:s , NG . nitidissiine microfotografie.
•••
un libro di appunti) By Colo rH·I R H . FlllTH . - L'autore di.~rorre di tutto un po': deg li enzimi, ùei colori o ei , cget ali, d e lla colorazione del 1·osso d'uovo e sue cau,e, d ei componen ti d ella c1,!lnla e •lel nucleo, dei vari resimi dietr tici, dei compo,ti organici d'arsenico e di antimonio nelle loro 1tpplicnzioni alla cura della trip,mosominsi e della siti I i de, dei p iù recenti stndi <li cristallografia, d ella questione del combus tibile p e r i moto ri, dPll'origine del potrolio e de ll'a ,ibesto: insomma, vere pagine s parse d'uno s tud io·m, ch e s i leggono cou mol t o interesse e diletto. LEA VES 1°110.11 A NO'l' IWOOK. ( l!'oyli 1,1accali <la
••• D E TACll~;l) i-11:ri;:s ox HECHUITINO OU'l'IRS. -
A n :w
DETAJf,S 1''(.llt JU:-il()R vn•1-
u1rn1•:-i (Note starcnle s11l reclula,n ento. - Alcuni 11articolari P"" i y ioi;a11i ttlliciali 11uidici). By )Iay or P . H. FA 1, KNE1t. - Sono buoDe norme pratiche da seg uire nelle v isita di reclutamento (me to,lismo, orecchi, occhi, denti, piedi, ecc.). c he saranno lette con molto profìrto dai g iovani ufficiali medici iug lesi, ai q uali l'a utore le h n dedicate. c 1rns OP TH.:
STATl U NITI .
'n rn :O.ITLl TARY Sl'RGEO~
?-. 6 (rnay ).
'.l'ui;: w o!J NDED A1' Q.111:sAG ,, ( l f"el'iti a ().jii11ayc1). By Lours C'. Du:sc A1> Capta i n medicai c-orps . - Per chi non lo sap,·, se, Ojiinaga è una piccola c itLit d el Mesxico, che t'u tea t ro cli 6er i combattim~nti tra ribelli e federali negli ultimi giorni dP) l !H:I e noi pr:rn i di-I Hl! I. Q11 ..~1'art icvlo, che e lllH• spec ie di rapport o del
RIVISTA DELLA ST,UIPA MEDJCO-MJLITARB ESTERA
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capitano dottor Duncan, il quale si trovò sul luogo dell'azione il 9 gennaio e prestò servizio unitamente al personale della Croce Rossa, desta il più vivo interesse per 111 vivezza delle descrizioni, per l'abbondanza di notizie e per il g ran numero di disegni~ di fotografie che ne sono un prezioso corredo. Molto importanti ci sembrano le conclusioni che l'A. ba tratte dalla sua esperienza personale, e che qui riportiamo in parte: 1. Nessun caso è intrnsportubile fino all'o~pedale da campo: 2. Raramente si ba occasione di trattare le emorragie al posto di medicazione o all'ospedale dn campo; 8. Tintura di iodo, oggetti di medicatura. SI\POne, qualche antisettico come il }isolo, alcune stecche e una busta tascabile, sono le sole cose indispe11sabili per i 1 soccorso del 99 p. 100 dei feriti sul campo; 4. Le ferite d'arma da fuoco deJla rachide son le più difficili a curarsi e le più frequentemente mortali; 5. Le ferite perforanti del cranio, son tra le più gravi, richiedono molte c ure ed hanno esito letale nel 50 p. 100 dei ca.si; 6. Le ferite penetranti del torace prodottP da proiettili di piccolo calibro non sono ordinariamente gravi. In generale sono facilmente curabili, e il 90 p.100 di esse ha esito di guarigione completa; 7. Le ferite penetranti dell'addome non banno quell'esito infausto che si crede. Col moderno proiettile di piccolo calibro e coi lunghi tiri, l'addome viene soven te perforato senza conseguenze serie. Queste f erite non richiedono grandi care; e, se non s'intervienA, guariscono nel 50 p 100 dei casi; 8. Le fratture del femore presentano serie <lifficoltà. di trattamento s ul c ampo, s'infettano sovente e l 'esito è spt>SSO sfavor evole. Occorre, in questi casi, provvedere al trasporto prima che cominci il periodo di riparazione ossea. Le ferite al ginocchio sono anche molto gravi. Le fratture d elle ossa <lella g amba s ono invece di poca importanza. 9. Le ferite degli nrti superiori sono, in generale, di scarsa gravita. Si può a.fferrnare che una. ferita della rachide, o una frattma del femore, richiede maggiori cure di venti lesioni del braccio. Forse non tutte queste conclus ioni si posson o a ccogliere senzi~ qualc he riserva: sarebbe, ad ogni modo, interessante stabi lire un confronto fra i risultati tratti da.ll'es pe rir,nza del dottor Duncnn e quelli di altre guerre rece11ti.
• •• R&PO!\T OF O:-;E
llU NDRJ,:0
WOUNDS 1rnt:EI\- El> IN '1'111:: R,\'J• r1.E OF N U!i:YO LA-
1 s·r ANO 2 NO. 1.914 (llapporto cir,;ci un centinaio d i {eri/i nelta battaglia di Nue,·o L a r eclo, 1 e 2 gcn11a io 191-J). By HmAM A. PniLtPP!l. ca.ptain medicai corps. - Anche questo è un rapporto sopra un sang uinoso epis odio de lla. gue rra messicana, in cui, com'è faci lmente supponi bile, il serv izio san i t a rio lasciò n c,n poco a desiderare Fu fortlma c he un certo Magnon, uno s pag nuolo l'e;:ideute in L n,redo, a bbia avuto la felice idea di or g aoiz,mre, coll'aiuto della popola1.ione, una società. di soccorso alla quale pose il nome d i Croce J{ianca, il cui emblema era una cro ce bianca in campo ros so; sociecil, che fu una ve r; provvide11za pe r i numerosi feriti_ L'autore mette in rilievo un fatt o d.-g no di n ota: e cioe lo scars issi mo n uinero d i fratture: infatti, non computando quelle de lle ossicina della mono e R6:D0:
JANUAKY
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RIVIS'l'A DELT,A STAMPA MEDlCO •Mil..lTAR E ESTKRA
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del piede. esse furouo tre sole. Si ebbero sei morti io tutto (6 p. 100) e preciS&· mente : 1 da shrapne l; 1 per tetano secondario; 2 per ferite Rddomina le (entrambe opera te); 2 per cause ignote. L e ferite pent-trnnti del torace non ebbero serie conseguenze : esse diedero luogo ad u na polmonite localizzata. che guarì in bre ve tem po senza reliquati. L'a utore richiama particolarmente l'attenzione sui seguenti fatti: 1° la totale assenza. di shock; 2• l<· nuinerosfl guarigioni senza intervento; S• la quasi assoluta mancanza di fratture; 40 la somiglianza tra il foro rl'entrata e quello d'uscita de i proiettili; 6° i pochi casi di tetano; 6• la mortnlità dei combattenti: dei ri belli, circa 60 (feriti 150); dei foderali, numero ignoto; 7• lo scarso numero di ferite d'artiglieria. Circa il soldato messicnno, l'autore fa questn. notevol i'\ osservazione : « Esso è intrepido e non curan te deJln propria vi ta. I Messicani si esporrebbero al fuO<'o soltanto per gridare : Evviva Carranza I (1) e il rimaner feriti è per essi la col!a più naturale del mo ndo ,._
•••
:MANIWVER OAMP. (Gl' incineratori al campo di manovra di S. A11lonio). By FRANK W. FoxwonTHY, captain medicai 1:-.CINERATORS A'I'
'l'JIE
SAN
A!ilTONl O
corps. - L'autore fa un esame critico comparativo de i d iversi appa.recchi stati s perimentati durante le manovre per distruggere col fuoco il materiale di rifiu to .
••• hlPORT ANCE OP BLOOD
PRESSURE READJNGS I N ANNUA L ~XAiITTNATIONS 0 }' Flli:I.D
<>Ft'ICERS (lmpo1·la nza <lei diagrammi
indicanti la preRsio,ie sa11.guig1w nelle vi· site ammali degli 11/ficiali delle truppe combattenti). By R. H. l!~n~nsoN, cnptain
medica.I corps. - Già l'aveva detto un antico medico: e noi abbia.mo l'età delle nostre arterie l' ; divinando, per cosi dire, gli studi sull'a.rtorio-sclerosi. Orbene. il F ierson fa. di quell'assioma la base d'un suo progetto, scientifica.mente giustis• simo, di a pplicare i dati desunt i dall'esame della. pressione sanguigna al giudizio che i medici son c hiamati a do.re ogni anno circa. l'idoneità, o meno, di talune <:lltegorie d'ufficiali a proseguire il servizio. Lo sfigmomanometro - dice l'autore - è uno strumento, per mezzo del qu&le l'età d'un uomo è registrata in tanti millimetri di mercurio, ed è davvero uno storico impar ziale. Gli avvertimenti che esso ci fornisce son meritevoli d 'ogni riguardo. Tutto ciò s ta benissimo : ma se alla legge sui limiti di età si sostituisse il criterio della pressione sanguigna, quante sorprese s i avrebbero nella classe degli ufficiali, e non solta.nto negli Stati Uniti I (1) Per quei lettori che non aveaeoro .aguìto tutto le faei dell'insurrezione meaaicana, ricordiamo qui che il generale Cal'ranza fu quegli che, ne l febbraio 1913, ei poee a capo, dei cosi detti I maderisti •, col proposito di vendicare l'ucoiaiooe del 8uo amico e già presidonte Francisco ì\ladoro.
(N. di E. 'l'.).
BIVISTA DE LT,A STA MPA MEDICO·MC LITARE ESTERA
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SPAGNA.
REVISTA DE 8ANID.AD MILITAR, n . 8 (15 de abril Wl4). L AS LESIONES CA RDIO·AORTICOS DE LOS TABETICO$ ,soN DE O IHGEN TROFICO o SIFILITJ CO? P or el
Dr. Go:,.izALO, médico primero. - L"autore~ n on viene ad al cuDa conclusione positiva; ma fa ossnvare giustamente che non si può assolutamente escludere ln possibilità che la t abe prodotta dalla sifilide sia, a s ua v ol ta, capace di localizzare lf:: sue lesioni trofiche nell'apparato cardio-aortico, com{• le JocaJjzza in altri apparecchi e s istemi: tutto sta, in ogni singol o caso, a stabi lire clinicamente con esattezza ciò che appartiene all'alterazione trofìcn pu1·a e ciò ch e appartiene alla sifilide.
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LA ENSENANZA DE LA BIGIENE EN EL EJÉRCITO (L'in:,eg11amenlo delfigiene nell'eserci to). Por el Dr. JOLIAN lfING UJ LLoN, médico primero. - Sia.mo perfettamente d'accordo coll'autore nel propugnare l'insegnamento dell'igiene in tutte le accademie e scuole militari; poich è g li ufficiali, essen do i primi. educatori del soldato debbono persuadersi d irettamen t e e personal mente; con uua a datta prepar azione, della capitale importanza dell' igiene, per secondar e le misure e i consigli dati dal corpo s anitario mili tare. Se è v eTO il proverbio egoistico che « mal comun e è mezzo gaud io ", consoliamoci nel pensare ch e la coscienza igienici\ nell'nmbieote militare spngnuolo è, come in quello italiano, ben lung i dall'uvere rnggiuuto il completo sviluppo.
BELGIO.
ARCHIVES MÉDICALES BELGES. Orgrme du corps sanitaire de l'armée, 4e fascicnle, avril 1914. TUBRRCU l.OSES LARVÉES, Par M. SDI ON, médecin de r égimcnt de t e c lRsse. BRIGHT JSME. Par M. D1 SCLEZ, médecin de bataillon de 2• classe. Sono due buon i articoli di patologiR medica , il primo dei quali contiene anche due inter essan ti osservazioni personal i d i forme t u ber colari, estranee, però, all'ambiente m i litare. FO"Rl\lES PR lNCIPAI.ES DU
GIAPPONE.
ZEITSCHRIFT F UR MILITARARZTE. 11erausgegeben vom scmitltts-co1'Ps, - (Giornale per i medici militari, p ubblicato dal corpo di sanità militare). N . B . - In ogni fascicolo, la direzione del giornale giapponese pubblica un r iass unto di alcuni articoli in tedesco. UEBEU Dliii WrnAL 1SCHE REAKTJON
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BBJ DEN AN PARATYPHUS B ERKRANKTElN
NAOB DER S CHUTZlMPFUNG GEGEN TYPHUS ABDOMINALIS (S ulla reazione del Vidal
in individui affetti da paratifo B, dopo la vaccinaei,me antitifica). Von K. Ur.racKA Le ricerche eseguite su 118 casi diedero a ll'autore le seguenti note-voli differenze di r isultato: J gruppo. La reazione agglu tinaDte è più intensa verso il bacillo del paratifo B che verso quello del tifo. II gruppo. La reazione verso entrambi i bacilli è di ugual grado. llI gruppo. La reazione agglutinante è più debole verso il bacillo del paratifo B che verso il bacillo del tifo. OBt:RABZT. -
RIVISTA DE LLA STAMPA llE JJ W O·MILJTARE E i'iTERA
J s uddetti tre gruppi presentano ancora le seguenti suddivisioni: a) aumento della reazione a gglutinante verso il baci Ilo del tifo, in seguito a paratifo B ; lJ) probabile aumento del!~ medes ima; c) nessun aumento. Nello. maggior parte dei casi si è trovato che, dopo la malattia, l'agglutinazione del bacillo del paratifo B si mostra quasi simultanea.mente all'aumento d'agglut ina zione del bacillo del tifo e tanto s'accresce all'improvviso, da superare quest'ultima.
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ErN FAl,L VON SPASMUS 01,0TT!DlS INFOLOE DlilR QU1i:TS0BUN0 DER STIRN (Un
caso di spasmo della glottide da contusione della regione frontale ). Von T. IsmouRo, Si tratta, del caso d'un 11rtigliere che, abbassando il capo ment re cavalcava. per guardare i ferri del cavallo, ricevett e dalla testa di questo un forte colpo sulla glabel\a. Da qnel momento insorse uno spasmo della glottide, che durò 49 giorni e che cedette infine completamente alla cura col bromuro di potassio .
STABSARZT. -
Ern FALL VON Q UETSCEIUNG DES
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AUGAPFELS, WELCHE DIE l RtSRUPTUR, DIE
NETZHAOTTR0BUNO USO Dllil PERFORATION DER M ACULA LUTEA
HERVORRlEF ( Un
caso di confusione del globo oculare, che produ-.yse lacerdzione del.l'iride, intorbidamento della retina e perfomzione della macula lttti>a). Von T. ISHIGURE, ST,U· S ARZT. Il trauma fu prodotto da un calcio di cavallo. La lacerazione dell'iride e l a simultanea emorragia nella camera anteriore non presentavano già. più tracce rlopo cinque giorni; !' intorbida mento della retina lasciò dietro di sè una. c hiazza atrofica bianca, e la pe1·fora zione della macula. rimase quale una macchia ro~~•, el!ittica. es cavata della dimensione di circa un quarto della. papilla. Scotoma c.:11trale e restringimento del campo vis ivo.
llEPCJBBLlCA AllGENTlllA. BOLEl'[N DE SANIDAD MILITAR, n . 7 y 8, 19l4. LA VACISAC IÒN ANTITTFICA. - È una relazione compilat a da una cornm issione d i ufficiali m edici, e presentata al!'T~pettorat o g enerale <l i sanità. militare d ella Repubb lica Argen tina. Al q uc;;ito fa t to dttllo s t es!;o Ispettorato circa la convenie nza di 11dottare la va ccin azio ne nn titifica. obbl iga toria n ell'esercito, la co mmis sion e r i-, ponde affe r mati vamen te, purchè però funzi oni nel paese nn is tituto capace d i somm in i~tra re il vaccino nella q ualità e qua n t ità richieste, es s endo co n diz ion e indis pe nsabile al buon esito dell11. vaccinazione l' uso di vacc ino fresco ( fra 3 setti ma n e e 4 mesi a l m assimo).
BUMEl'iIA. REV lS'r A SANITARA. MILT'I'ARA, n. 1 si 2, 1914. Co :-WO:IH~r~ .\ ~UPR \
IOl!i:Sft ( S I li:l' I DE l!l ù l.')01 8(
IN CAMPANIE
(Conf erPnza s u l•
l'igienP e s1ill'~p id•1niolo,qia in guerra ). De medie colone! Gno zEANU . - L'A . dim o,tr ,\ sulla scorta dei d,1t i desunti d a lle princi pali g uerre che ogni qu a h-olta s i trascurò I' igifc'ne fra Je tru ppe, le perdite pe r rnalat,t ie s upnarouo di g n1.n l u n ga quelle per ferite: e osserva g iusta men te che se n on verranno st udiat e n e lla loro e~~en;,; 1 le cause della mo r bidi tà e della mor ta li tà delle truppe in cn mpag11a, sarò. vau"> il p<'ns11r e a eli1ni n>1 re g li effett i dan n osi.
RIVISTA DELLA STAMPA MEDIOO· MILITA RE ESTERA
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••• PROFJLAXIA CONJUNCTIVITELOR IN GENERAL SI tN SPECIAL A CONJUNCTIVEI GRA•
NULOASE (Proftla-ssi delk congiuntit;iti in generale, e specialmente
della congiunDopo aver riassunti i più re· centi studi batteriologici sulle diverse forme di congiuntivite, l'autore enumera le n orme profilattiche da seguirsi nei corpi di truppn, particolarmente per quanto si riferisce alla congiuntivite granulosa.
tivite granulosa). Medicai capitan GEORGl!l TINTA. -
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(Teorie moderne s11lla CO· stituzione della materia). De farmacista) capitan Dr. M. JONESCU - È una rapida rivis ta sintetica di tutte le principali conquis te della fisico-chimica nel !'ecolo de cimonono e nei primi anni del secolo presente. TEORIILE )!ODERNE ASUPRA CONST!TUTIE[ MATERIE!
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BACTERIOLOGTE OCULARA (Batteriologia
oculare) de medie Locoten. Dr. V. PoÈ uno studio veramente completo sulla flora bat terica oculare, in cui s i fa cenno delle più recenti ricerche, fra cui molto interessanti quelle S•ll bacillo di Hansen, sul bacillus subtilis e su quello della tubercolosi, in rapporto colle affezioni oculari. L'autore che si è perfezionato nel reparto oculistico dell'ospedale Laribois ière di Parigi, mostra in questo lavoro di aver tratto eccellente profitto dagl' i nsegne.menti impartiti dag li oftalmologi di quel grande os pedale, e di essersi reso familiare con tutti i non facili puticolari delle. tecnica di laboratorio. POV JCI. -
RIV lS'rA MEDICA S. G. P1~TACUDA. - 81111& patogenHi dell' insolazione. m Pdica, anno V, fase. lo).
(Annali di clinica
II tenente medico dottor Pintacude. in una interessante monografia, dopo avere b1·evem ente riassunto lo stnto attuale delle nostre conoscenze sulla insolazione, e ilopo avere accennato alle ve.rie teorie emesse per spiegarne la patogenesi, rif erisce i risultati di persone.li ricerche sperimentali nelle quali egli ha creduto indispe ns abile di dover tener conto di due elementi di capite.le importe.nz11., e cioè lo s tato di affaticamento in cui ordinariamente si trovano gli individui colpiti da insolazione e le alterazioni del ricambio materie.le dovute e.I soprariscaldamento dell'ambiente. Gli anima.li da es perimento furono i conigli ; e l'A. ha in essi studiato il comportamento del ricambio organico sia in condizioni norma li sia dopo che furono sot topos ti e.li' influe nza della luce, del calore e dell'affaticamento. Dai risultati di queste ricerche sperimentali l'A. crede di poter conclude re che i fenomeni proprii dell'insolazione sono da imputare non soltallto alla. elevata temperatura del corpo, ma sono in gran parte dipendenti anche dai veleni della fatica, nonchè de. alterazioni de l ricambio organico, e.Iterazioni le quali sono indotte nell'organismo de.I calore e dalle. luce solare, e che sono intimamente legate con le modificazioni nei congegni di termo-regolazione fisica e chimica, dalle quali dipende la ipertermia. 8.-\1,F.ti'l"l( A .
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RIVISTA DT CHIRURGIA GENERALE Un meszo vrattoo ver atablllre la progno•l 41 una nar(Semaine 1nidiwle, n. 11, 18 mar zo 1914).
V. A . ScHTA NGB. -
ooal. -
Malgr11.do t utte le precauzioni c he si prendono, le statistiche non indicano meuo di 1 Jecesso su 2000 e, secondo alcuni autori, s u 1000 cloroformizzazioni, I su 4 o 5000 eterizzazioni. Tali decessi sono dovuti a lesioni cardia che o di altri organi, o a tecnica d ifettosa della niircosi, ma in alcuni ca.si non si sa a che cosa attri buirli. Il prof. V. A. ~chtange, dell'Istituto clinico Elena..Pavlovna di S. Piet roburgo, ha fatto, in proposito, una comunicazione al 13° Congresso chirurgico russo, ten uto in S. Pietroburgo nel decembre scorso. L e osse1·vazioni dello Sch tange, che durano da molti ann i, s i sono volte s pecialmente a ll'es;ime funzionale del muscolo cardiaco. Si sa che i malati che sopportano la narcosi peggio degli altri sono quelli, oltre i sofferenti di vi1:ii aortici, che hanno un'insufficienza del miocardio, affezione, che si lascia appunto apprezzare molto difficilmente all'esame obbiettivo. Lo Schtange, valendos i di tu tti i metodi moderni d'indagine (rndioscopi11, miS1ua dcl lA pressione sangaigna, spi1·ometria, ecc.), ha potuto solo constatare che la narcosi è tan to più diffic ilmente sopportata quanto minore e la q uantita di aria espi rata. Forse con un grande numero d'osservl\zioni si potra stabilire i l mi nimo l\l disotto del quale l'Rnestesia generale sarebbe controindica.ti\. Pel momento, il prof. Schtange crede di potere raccomandare uo procC's.so semp lice, che ch iama prm;a r espiratoria e si fonda sul fatto che un soggetto con miocardio sano può stare senza rospirare 30-40", mentre nei malati, s pecial men t.e di i nsufficienza del miocardio, tale periodo non va al di là di 10-20". Si noti che anche con un volumP- d'aria inspirata sufficiente, i canliaci non sopportano la J1rova l"(l.< piratoria. Ecco co me viene praticntA. 111, prova : il paziente, seduto sopra una sedia, t'a una i ns pirazione profonda, ma non eccessivamente, e chiuLle la bocca: gli si c h iudono allora le un rici per evitare inspirazioni involontarie e si conta qua nti secondi può stare il paziente senza respirare. Quell i c he banno il cuore sano trattengono il respiro 11lmeno 30" e do po riprendono a re5pir11re trnnq uillamcnte, mentre negli altri, con miocA.rdio dl!l,ole o insufficie11te. non solo tale periodo e più hreve, 20" e anche meno, ma compare pare la d ispnea. Dalle numerose osservazioni dello Schtange risulterebbe che sono lo affezioni del cuore, sperialmen te quelle del muscolo cardiaco, quelle cbe hanno un'in!luenzn !=<piccata sulla durata del periodo dellr. prova, mentre i soggetti tubercolotici, bronchitici e pleuritici s i mostra no spesso capaci di trattenere il re!' piro 25.:10". Dopo ave re riportato a lcuni cnsi occorsigli, lo Scbta.uge, nei pazienti ch e al h 1. prova respiratoria, dimostrano di non a ve re il cuore perfettamente sano, co115i glia di ricorre re a ll'n,neste;a:ia loca.le, o, al più, ad una prudente etero-nat·cos i e. so non v'ha urgenz", di ri mandare l'inter vento a quando le condizioni del miornrdio "Rrnnno di,·en ute so<ld1sfacenti. A LFON>-u .
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G. SPADARO. - I l euoooltl a granulazioni grane (osiniofiliJ e il loro v alore ••mlologloo ln rapporto alle Infezioni v u rolente e ad altre lufezloni. ( Clin. chir. n. 3, 1914) (autoriassunto). Chiamo leucociti osmiofili (I. o.) i leucociti che portano banali granulazioni di grasso per la prerogativa che queste hanno di esser messe in evidenza dall'acido osmico (distinguendosi cosi dalle specifich'3 granulazioni dei leucociti stessi). I l. o. si riscontrano già nel sangue normale. Nondi meno a norma dal loro contegno quantitativo e qualitativo, possono assumere importanza semiologica, iu vari stati morbosi, e in particolar modo nelle infezioni purulente. Nelle suppurazioni recenti e chiuse (cioè, non liberamente comunicanti con l'esterno) si trova nel sangue une. percentuale di l. o. maggiore, o per solito di molto, che in condizioni normali (secondo i casi: media 80-45 p. 100: alta 46-GO p. 100; cospicua, > GO p. 100); oltre a ciò appaiono nel sang11e I. o. polinucleati neutrofili con granulazioni grasse abbondanti, fini o grosse, secondo trattasi di suppuraz ione iniziale, alla fase d'ingorgo flogistico, o di suppnr11zione inoltrata costituitasi in raccolta pu1·ulenta. In pratica, trovandoci in presenza di un processo flogistico che l'esperienza additi\ come proclive alla suppurazione, il reperto dei I. o. p. n. a gran. grasse n bb. e fine e - dei 1. o. p. n. a gran. grasse abb e gros3e sta ad indicare che la. formazione del pus non ancora è avve11uta: (il che significa, nel più dei casi. che non è giunto il momento utile per l'intervento operativo). Il reperto dei I. o. p. n. a gran. grasse abb. grosse, che noi chiamiamo f. o. proprimn. detti, d eve ritene rsi specifico d elle raccolte purulente e di rego la costante per quelle di recente formazione. La diagnosi ematologica di una o più raccolte purulente recenti, esistenti nel· l'organismo può farsi s icuramente, anche in assenza di qualsiasi altro dato se• miologico, 11llorchè si ha un contigente totale di I. o. :::,SQp. 100 e contemporaneamente un contingente di 1. o. propriam. detti > 2 p. 100. Detta diagnosi riuscirà egualmente sicura allorchè: a) avendosi una pe rcen t uale to:ale di J. o. < 80 p. 100 (per solito media o alta e cioè dal 30 al 60 p.100) e insieme una petcentuale di J. o. propriam det.ti < 2 p.100 ma. > 1, p.100 si possa escludere una polmonite fibrin osa in fase risolutiva; b) contenendo,;i in quals iasi mis ura la percentuale totale .:lei I. o. avendosi nel tempo stes~o uDa percPDtuale cli I. o. pt·opriam. detti <: 1 p. 100, possano P~cl u· dersi il tifo e con più ragione la broncopolmonite P la polmonite 6brinosa in q ua.lsiasi periollo del suo decorso. Con l'invecchiare dei processi suppurativi il valore semiologico d ei I. o. tende a. estinguersi, per modo che già freguentemente nullo nelle suppurazioni ~ubac ute diviene quasi sempre nullo nelle croni che. Ciò deriva. specialmente dnl fatto che col tempo, viene a mancal'e la pnrt e specifica del reperto, costituita., rornes i è detto, da I. o proprie.m. detti. Nei processi suppurativ i aperti i I. o. n on offrono speciale importanza semiol o gica. Venendo alla polmonite fibrinosa, alla broncopol mon ite e al tifo, come pure alle disriras ie morfologiche in senso largo, il contegno dei I. o. è in grado di ar· recare un utile contributo alla dia g11os i. 011 c:ontributo anchfl magg iorP è in grado d i arrecare alla diagnosi delle forme tubercolari, specialment!' per quanto riguarda la distinzione della meningite tubercolare dn.lla mening ite purulenta e l'identificllzione della tubercolosi m iliare acuta.
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RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE
Allorcbè una raccolta essudativn, di qnalsiasi carattere e natura ( purulenta, siero-fìbri nosa, ecc.; non tnbercolnre o tubercolare), venga a diminuire o ad aumentare in maniel'a brnsca, s ia s pontanea come artificialmente provocata. la per • centuale tanto dei 1. o. totali, quanto allorchè si trovino presenti, dei I. o. propriam. detti, aumenta nel primo caso e diminuisce nel secondo. Dal contegno di tale percentuale si possono tra rre significanti apprezzamenti prognostici: 1) se trattasi di polmonite fìbrinosa (la quale può considerarsi come un'io• feziooe con esito in raccolta purulenta, dato il pns che finisce per formarai e ac• cumularsi negli alveoli), sulla fase risolutiva e, più generalmente, sulla gra,..ità della stessa; 2 ) se trattasi_ di raccolta purulenta (ascesso, empiema, ecc.) svuotata di rece nte, sulla efficienza dell'intervento operativo; 3) s ulla tendenza che può avere un versamento pleuritico · siero-fibrinoso (non tubercolare) a mantenersi o pur no stazionario, no11cll O::, se è stato in uua maniera qualsiasi svuotato di recente, a riprodursi o pur no. Anche dopo l'evacuazione delle raccolte puriformi tubercolari il r epert-0 dei I. o. p ~1ò fornir6 utili dati semiologici. I I. o. polinuc leati eosinofilia gran grasse a.bb. hanno, per gli scopi della clinica, un'impor tanza generalmente accessoria. Essi non portano nessun contribut o a.Ila diagnosi e matologica dei proc-.essi s uppurlltivi. Passan d o Il considerare le raccolte siero-fìbrinose (non tuhercolari):che a ccompagnano le plf>uriti, poss iamo stabilire quanto segue: 10 per fare attendibili apprezzamenti sul contegno dei I. o. totali in una pleurite sierofibrinosa occorrono osservazioni, anzi che, singole, multiple, tra loro collegate in modo da costituire una curva le cui oscillazioni corris pondano alle oscil lazioni numeriche dei medesimi; 2• allcrchè il versa1ne11to pleuritico amnenta o dimilmisce, la curva dei l. o totali 11e risente, e sempre che le modificazi·,11i volumetriche si effettuino bniscamente, tende a ,lepri1,ie1·si nel caso dì un aumento e tende a sollevm·si nel caso di una diminuzione; la c1irva dei l. o. resta sensibilmenf.e stazionaria, p-rese11tando solo d elle oscillazioni minime, che possono ,·ientra·1·e nel limite degli errori foerifa. òili, fin tanto che :;tazio11ario si mantiene il versamento; 3° aUorchè il versamento viene aspirato o in qualsiasi modo evacuato, se ;isso 110n ha tendenza a riprodursi, la cwrva dei l o. totali manifesta in 1">"ri11 àpio wta schìetta accentuazione e poi nel corso di ,1lcuni giorni, si deprime risofotamente fi1w ad adagiarsi stil li11iite normale; se im·ece l'essudato l i quido ha tendenza a riprodursi. la curva dei l. o. totali pre.yenta un'accentuazione 111e11 o schi•Jtta e con.~rculii•a,nen.le 'llna depression.Pmeno risotiita, la quale non g i1111ge m a i al lim ite no,·male; 4° d1Cra11te l'a.~sorbi111 ento di un 1:ersainenlo ple1aitico spontaneo o ;n ·ol·ocalo che s i,i, :;·i a fferm.a e .~'intensi/fra it 1·eperto dei l. o. p. e. a 9ran. abb. Anc hti dopo lo svuotame n to delle raccc,lte pnriformi tubercolari, in armonia con quanto abhiamo rilevnto per le mccolte purulente e siero-fibrinose non tubc rcollll·i. è da as pettarsi uua :,picca t a accentuazione del reperto ematologico c h e le a ccompagna nel q unte, tra i I. <> totnli. (•nt rnno qullsi sempre, e talorll in gran numero, i I. o. p. e. a gran. u bb
RIV1STA DI OTO-RINO-LARINGOIATRIA P. 'l'oN1ETT1. - La sezione clloto-rlno-laringologla nel R . Ambulatorio italiano O. Baooelll a Tripoli. - (Bollettino delle malattie dell'orecchio, ecc. Anno XXXI, n. 9, pag. 195 e n. 10. pag. 217, 1913). Complement-0 della relazione da Tonietti stesso pubblicata in questo stesso Giornale (1912, pag. 490), questo lavoro mette in giusta evidenza una parte della benefica opera degli ufficiali medici del R. esercito a prò della popolazione recentemente acquisita al nostro dominio e testifica quanto essa opera fece e fa parte della penetrazione pacifica, nonché umanitaria, necessario complemento, e non trascurabile, della conquista militare. Esso lavoro si contradistingue inoltre, perchè l'egreg io collega vi fa un minuto studio della psicologia degli indigeni tripolini, agiati e no, psicologia a cui è connesso il loro modo di intendere e curare le malattie. L e malattie della bo<:ca (comprese quelle dei denti) furono cura te ne lla sezione di otorinolaringologia, ed in numno piuttosto elevato. E cioè : 212 casi di affezioni della lingua, della cavità della bocca, delle ossa mascellari, 668 casi di maJattie dei denti, 608 casi di malattie delle gengive: totale 1388 casi con 263 interventi chirurgici. Notevole un caso di cisti dentale del mascellare superiore. Frequente la stomatite ulcerosa (grave quella da l'Corbuto), e quel che appare f'tl·ano, anche nelle ptirsone di buono. condizione sociale, la quale affezione, per riscontrnrsi in più membri rii una stessa famiglia, può far pensare alla sua contagiosità. Della sua sintomatologia l'A. dà uua estesa descrizione, unendo anche la riproduzione di un preparato bacterioscopico, da cui si dimostra l'esistenza di numerose specie di cocchi e cl i batteri, fra cui primeggia il fusiforme di Vincent. Nei casi osservati non fu mai r iscontrato il gonococco, che Hebert trovò unito al bacillo di Vincent. Sono dippoi riferiti due casi di sequestri dei mascellari, entrambi in giovani indigene, di 10 e 17 a11ni. Sono frequenti le ulcerazioni, le placche mucose estese, condilomatosi della lingua, le infiltrazioni gommose nello spessore della stessa, le ulcerazioni più o meno estese e vere perforazioni del palato da sifilide terziaria. Purtroppo gli ammalati di questo genere si sottrassero per la maggior parte alla cura generale. Malattie <klla gola. - Malnttie della faringe: 16S, della laringe: 44. Frequenti s opratutto le affezioni acute delle tonsille, con formazione di flemmoni tonsillari e peritonsilla ri, che necessitarono soventi atti operativi. E negli Indigeni d!'lb. Ljbia spesso l'A. constatò le affezioni della. tonsilla faringea, però « l'adenoidismo, data la enorme tra.ecuranza che si ha per l'infanzin, sfugge nello. vita ordinaria e non gli si assegna l'impottanza che veramente ha ,. Relativam<>ntt' alla razza esso si osserva poco frequentemen te nei Beduini, più negli Arabi ed ancora più uegli Ebrei, il che è da mettersi in rapporto collo speciale tenore di vita d'ogni siugola rsi.zza. Lti 44 malattie della laringe, che dettero occasione a 2ù interventi operativi, fo,-ono specialmente forme tubercolari. s ifilitiche, catarrali acute e croniche, pericondriti post- tifiche, paralisi dei ricorrenti e corpi estranei [iinìma li: mignatte
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RIVISTA DI OTO ·Rl.NO-LARINGOIATRIA
(Vedi quest o Giornale, 1912, pag. 668)]. Due casi di stenosi luetica della laringe richiesero la t racheotomia d'urgenza. Malattie del naso. - Malattie del naso esterno e delle labbra: 59, malattie rlAlle cavità nasali ed accesso1·ie : 91. Interventi: 25. Frequenti le riniti i pertrofiche , specie negli Europei, non abituati al clima, si vario, della Tripolit,inia.. Circa l'ozena., l'A. pensò di ris pondere a.i vari quesiti posti dalla relativa inc h iesta internazionale, per qmmto s i riferiva a llo speciale ambiente, ma la sua buona volon tà urtò contro due grand i difficoltà : « la prima quella d .. l rintra cciare i dati aualllnestici presso persone incolte e non abituate all'auto-osservazione, e i n ogni caso senza rives tirle d'idee superstiziose e fallaci, la seconda. quella di proourRrs i i mezzi di proced ere ad una ricerca s tatistica del genere per difetto di t e mpo e di mezzi per effettuarla». Poc hi i casi di malattie dei seni; fors e molti saranno sfuggiti. Alcuni casi im portanti di sifilide nasale furono dall'A. osservati. ~M alattie dell'orecchio. - Malattie dell'orecchio esterno: 257, malattie d ell'o r ecchio medio ed interno: 414. Interventi ope rativi: 17 ( mastoidotomie ed opera:'lioni radicali comprese). Furono osservat i solo 2 casi di sordomutismo, ind uhbiitmente questo è assai più frequente data .-. la freq uen za di matrimoni fra con.-,anguinei, sovratutto negli Ebrei, con l'infezione sifilit ica poco conosciuta e poco curata) con la d iffusione ed estens ione della ma lattia». In 1l mesi in cui funzi onò la sezione otorinolaringoiatricn dell'ambulatorio G. Baccelli, furono curati 2427 indiviclui, cosi di visi: Per sesso: uomin i !J83, donne 947, fanciulli 497, e per reli gione: Mussulmani 905, Ebrei 926, Cattolici 697. Da cui appare che non s i tra tto invero di lavoro i11d iffereute! BAL,LA.
RIVISTA DI ANATOM[A PATOLOGICA In un recente la voro. eseguito presso l'i3tit uto di clinica chirurgica della R . u n i Vtlrs ità di Roma (Polia Uroloyica, 1914, VIII Bd., R eft. 8. Leip1.ig), il <'apitauo mudico dott. Alfredo Bevacqua, libero docente di auntomia patologicn, illustra le alterazioni istologicl,e de ll'atrotia congeniti\ unilaterale del rene, scarsamente ed in modo incompleto studiate nelle osser vazioni fin q ui pubblicate. Traendo argomento dai 1-i-mltnti dell'autopsia d i un soldato, morto per Lubercolo5i delle sie1·ose, il quale non aveva mai p re~entato 11,lcuna s indrome a car ico dell'apparecchio Ul'i na r io, l'autore, dopo di avere riassunto g li studi <li prece,1enti osserv.. tori e le notizie bibliogra6cl11, sull'argomen to, espone il reperto mac rosco· pico, Pd io maniera. p;wticolnrnggiata, il reperto istologico del rene destro enormemente atrolìco, del volume di una castagna, e <li s tranissima forma. l•: gli ne ha studiato le d11e p:i.rti, onde l'isultava, una carnosa, irregolanne:ut~ triangolare, c he, no rappresen t11va la so!>tanza n,nale p1·opriulllente detta, l'altra. formata da v>\rie cisti, i11tirname11te unite a<l una ci~ti più voluminosa, contenen ti un liquido costituito da alLumina, muco, u re11. fosfati, ecc. Non si riscontravano tr11.cco di pelvi renale, cli calici, nè della porzione reul\le dell'uretere, i l quale, alquanto più sottile d i quello <lei lato oppostù e b,me sviluppato nei tre qul\rti in ieriori, appariva nel suo estr('mo superiore trasfo rmato in un cordo ne fìlroso, ,.{io,;,
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c anttisi in ciuattro o cinque lacinie connettivo.li, che s i perdevano nella loggia renale, senza alcuna connessione con i I rene atrofico. Me rcè moltissimi tagli in serie, varia.mente colorate, l'autore ha dimost rato, che la porzione carnosa era formata da una ser ie di t ubuli di vMie dimensioni, terminanti a fondo chiuso, costi t uiti da una membrana di epitelio cubico, cilindric o o piatto, per lo pili ad un solo ordine, i quali non ricordavano pe r nulla l a. strutt ura dei tubuli uriniferi del rene normale, mentre poi alcuni di essi erano circondati da uno spesso strato di filrocellule mu8colari a mo' di manicotto, ed altri, pili diliitati, erano ripiene di masse ialine e colloidi. Niuna traccia di g lomeruli malpigbiani, tranne che in un punto solo, o\·e se 11e scorgevano poch issimi, alterati, in mezzo a tubuli contorti, a nch'essi con manifeste alteraz ioni. Il rene simstro appariva enormente iperLrnf:ico, e presenta va lievi a lterazioni, dovute a l processo tubercolare, pPr cui il soggetto erl\ morto. Sulla base di questo reperto, e, sopra tutto, per il cospicuo sviluppo di tessu to muscolare liscio attorno ai t ubuli e nello stroma, ind izio sicuro di un per tu rbamento avvenuto nella vitè. embrionale, e per la scontinuità doll' uretere dal rene. l'uutore, esclutlendo l'atrofia acquisita, ammette l'origi ne congenita dell'altera?.ione da lui studiata, ed accennato all'embriogenesi normale della parte se,-retrice e della parte escretrice del rene, discute l e V>Lrie teorie enunziate dagli sc.-it tori, per spiegare la patogenesi dell'at rofia renale congenita, e conchinde a favorn delta teoria meccanica della malformazione, nel caso in ><pecie. Il lavoro del prof. Bevacqua, co11dotto con la consuete. perizia tecnica e con acutezza d'indagine scientifica, illustrando un caso, che rappresenta una vera r n.rità. anl\tomo-patologica, reca un notevole contributo istologico allo studio dell'a a t rofia cougen ita un ilaterale del rene. A. C.
RIVISTA BIBLIOGRAFICA I metodl dell' lmmundlagnoal e dell"lmmontera pla e le loro &pplioazionl pratiohe. - Seconda edizione ampliata e migliorata con appendice: la cheinote,·apia. Traduzione con notti ed ag~iunte originali
Dottor J uL1us CJTno:-:. -
de l professore G. Volpino. Un volume in 8" di png. xu-282 con 30 figure, 8 d iagrammi e 2 tavole colorate. Un ione tipogrnfico-editrice torinese. To rino l!J 14. Tutto il vasto e importante argomento relativo ai problemi immun it• ri è stato trattato dal Citrou con mano maest ri\ in questo li bro, che figurerà ne lln biblioteca d'ogni medico e s arà il fido compAgno e consigliel·e d'ogni studioso nel laboratorio. E cco ne il sommll.rio, dal quale i lettori potranno reo llersi conto de l1' i ndirizzo seguito dall'autore e dell'es tensione data allfL trattazione della m at e ria. I. Introduzione. Immunitli. ed antico rpi. La Jegqe delliL specificitit. L'importanza delle esperienze di controllo. - lI. A,:setto del Ja liorat.orio. Tecnic11, genei·ale. III. Im1nuniz,mzioue a ttiva. Immunizzazione con virus viventi ed uccis i. [V· L'immunizzazione attiva. Irnmunizzo.zioue con es tratti batte r ici. Esperienze
R IVISTA DIBLIOGRA F ICA
sulle aggressine. - V. Sulla diagnosi con la tubercolina. - VI. La tubercolina in terapia. - VII. Sulle tossine ed antitossine. - VIII. Tossina. ed a ntitossina : Definizione delle tossine. Tossina tetanica, botulinica, dissenterica. Sta.filol isina. - IX. Le to,;sii1e delle piante superiori e degli an.imali e i loro antico r pi. Fermenti ed antifermenti. - X. L'agglutinazione. - X I. Le precip_itine. - X II. Batteriolisine ed emolisine (citolisine). - XIII. Il metodo della fissazione del complemento. - X I V. Tecnica della fissazione del complemento. - XV. Sulla fagocitosi, sulle opsonine e bat teriotropine. - XVI. Processi immunizzatori e sieroreazioni nei t umori maligni. - XVIL Dell'anafilassi. - XVIII. La eziolo!?ia della p..Jlagi·a e In teoria maidic... I fenomeni dell'alimentazione maidica esclusiva ni:gli a.nim nli. La teoria fotodinamica.. Le reazioni del siero di sangue, l'ipersensil)il ità e l'immunità ne lla pt>llagra (prof. G. Volpino) - X IX L'immunizzazione pa~siva. (sieroterapia). - Appendice: La Chemoterapia. L'ottima traduzione italiana del pr.:f. Volpino e la elegante ,·este tipografica data al volume d1dla Unione tipografico-editrice torinese cosi benemerita degli studi, 11ggiungono notevole pregio a l l'opera del valente allievo del Wassermann e del Kraus.
R. s.
J. HLADIK. - Kurzes Lehrbuoh der llllllltarbyglene. J. Sàfilr).
(Wien und Leipzig,
L'autore, insegnante di 1gtene òi>lh1. scuola di applicazione di sa nità. mi l itare in Vir nua, ha raccolto le sue lezioni in quPsto breve 1111unrnle, rhe è u11a pregevole e utile guida, specialmente per gli ufficio li medici. Il I ibro è ::;critto in forma piHna e c hiara e alquanto concisa, perchè nella descrizione de i metodi di ricerca l'A. non h ai, rreduto di entrare nei minuti dettagli i quali meglio ~i imparano nelle esercitazioni pratiche. I p1·imi capitoli riguardano lo studio dell'aria, del terreno e dell'acqua, e sono n..:curatamente St"Olti nelle applic11zioni all'igiene: e nel parlare della depu razione delle 11.cque cou i varii mezzi fisici, chimici e meccanici, l'A. tiene specialmente presente 1'11.pprovvigio1111,mento idrico per le trnppe in campagna. Segue poi lo studio del vestiario e dell'alimentazione del soldato: e dopo di aver t rattato dell'abitazione in generale nei riguardi dei materiali di costruzione, della ventilazione, del riscaldamento e dell'illuminazione, l 'A. prende in esame gli s tabilimenti militari, caserme e ospedali. L' A.. ha creduto Rnche opportuno dedicare un capitolo all'igiene della scuola, per l'importanza che ha la scuola sullo sviluppo fisico e psichico ciel fanciullo, il q uale deve venire più tardi sotto le a r mi P er ultimo è trattate l'igiene del servizio milita re, per ciò che si riferisce alle istruzioni, agli esercizi, alla vita del soldato : e chiude il libro unn rnpida rivista su Ile malattie i11 f'etti ve. La brevità dell'esposizione è compen~ata dn una buona bibliografia alla fine di ogni capitolo. l n complesso il libro dello Hladik è un ottimo trattato di igiene, i cui pregi derivano da una larga esperienw dell'autore e da u1ta lunga pratica uell'inse gnameoto. G. M Enmo.
RlVISTA RlB Ll OG RAFfC.A
Ca:pitano medico P. FERRARI. - Aloune note di paloologia lofanUle araba in relazione al dlaegno nel fanciulli. - (Psiche, 1914). Il colle~ Ferrari h n pubblicato un magnifico studio di psicologie. infantile, che ha anche notevole importan ze. per il lato educa ti vo in g enerale, e per il problema. specie.le della colonizzazione; ed io personalmente gli t ributo la mia ammirazione per l'acuta analisi investigatrice e pe c la potenza sintetica delle con• e lusioni, t&nto più allietandomi che varie sue osservazioni coincidono grandemente coo quelle da. me fatte e che per varie circ:ostanze non avevo creduto pubblicare. Il Ferrari ha fatto le sue osservazioni psicologiche sui fanciulli arabi dell'educatorio della Menscia, ora diretto dal capit,.no E. Fasulo e nel quale sono re.e• colti ed educati circa 150 ragazzi dagli 8 a.i 16 anni, con soddisfacenti risultati, sopratutto nell'appre ndere la nostra lingua. Le conste.ta.zioni fonde.mente.li nelle quali concordia.mo sono queste: che iragazzi arabi hanno d'ordin11.rio intelligenza. pronta e vivace, precoce, si da sorpassa.re nella media quella dei nostri fanciulli dell'età corrispondente: che essi hanno grande facilità, talora davvero sorprendente, di im para.re la nostra lingua; che però, se « la personalità ps ichica do) fanciullo arabo s i forma t, si complete. assai per t e mpo :., sicchè ~ psichicamente egli è già uomo quando, per lo sviluppo fis ico, è ,u1cor.a fanciullo>, d'altra parte« a tale precocità psichica e mentale non conis1>oude l'ulteriore svolgimento, chè a n zi essa si arresta per tempo e spesso a-s sai precoce è il d ecadimento >. È davvero sorprendente osservare - come io n e avevo occasione seguendo le lezioni che facevo impartire da mae~tre italiane - il rapido apprendere dell'n.lfabeto, di molte parole e frasi italiane, della numerazione. dei calcoli elementari; ma era non meno sorprendente vedere come, d ?po qualche mese, il patrimonio conosc itivo di essi fosse rimasto quello che era alla fine del primo mese di lezioni. Del resto questo è un carnttPre pflicologico di tu t ti i popoli arretrati nella civiltà, e tutti i missionarii lo ripetono per tutte le razze, c ome qualche mese fa ho sentito r icordare nel 11 Congresso nazionale di ps icologia, soprntutto per gli australian i, che ha nno non pochi punti di contatto, pe r rispetto alla potenzial it it psichica e al!,1 elevatezza autropologica, con gli a.ral,i, per quanto questi ultimi fossero st11.ti favoriti dal contaU-0 delle civiltà gre,:oromane. 11 Ferrari sviluppa a ssai hene questi concetti fondamentali, cominciando col lumeggiare le a nalogie della psiche infantile con la psi<'he etnica dogli arn.hi, iu quan to anche « la razza arnba ha poco cambiat.o Rttrnverso i secoli e le viceude d~lla storia e, anche attualmente, si può dire che conserva quasi in tatti i camt· teri etnici originarii: dota t.1. <li forti qu n,liti\ e di meravigliose attitudini in iziali, essa non ha saputo, t u t taviR, raggiungerei-e le più eccelse mPte dellR civiltà e del progresso umano ... ,., "Come l'i ndividuo la cui precocità l:'su berRn te sembr11. arres tars i e decadere pt>r tempo se11zf\ raggiungere la maturità feconda, si d ire bbe c he, anche la rnzza n.bbiR eubito un vero e iproprio Rrresto di S'1iluppo, ferma nd osi nellR sua giovinezza mentale. e che, ne lla specu ]azione ideologica come nelle manifestazioni artistiche, il s uo pensiero s i sia immobilizznto in una certa fose delln sua evoluzione, come dRvanti ad un limite invnlicabile >. Ciò dc"o!<i - ni;· giuugo io - come illustri\ il Biauchi, ad uno scarso Rllenamento roro.>brale dell11. sti rpe ris},etto nlle più complicate ric hieste d' euergia rivolte do.Ila <'i ,,ilti\ progredieate, con rdativitk di potenzio.le che è _ nella. rnzza - relnLi vità di sviluppo i-;tocitologico, come accRde per la donna, a cel'\'ello inferiore. eh <' rimane
RIVISTA IITBI, IOGRAFICA
alquanto infantile, con una mentalità che ha gli aspetti bril lanti, fosforescenti, intuitivi, incisi vi del dettaglio come per i fanciulli, e che è più precoce nello sviluppo del maschio di pari età, e lo sorpassa nellu scuole elementari, e per alcune materie, arrestandosi però nell'epoca pubere, e rimanendo subito superata dnl maschio, le cui qualità mentali sono più sode, più equilibrate, più riflessive e quindi capac i di maggior disciplina, di più larga. acquisizione, e di rendimento pi i'l ricco. '!'ornando al hel lavoro del Ferral'Ì, questi ha voluto studiare sopratutto la nessuna tendenza ed attitudine dei fanciulli arabi al disegno, ricordando il valore psicologico che ba questa forma di linguaggio grafico, in sè e rispetto alla vita mentale: il disegno spontaneo è la esteriorizzazione grafica delle impressioni vis ive de l mondo esterno, cioè di immagini mentali, e quindi dell'interesse all'ambiente, de llo spirito osservatore ed analitico della immaginazione, ed ancbr, sino ad un certo punto, delle associazioni ideative. Perciò il linguaggio grafico è un equivalente del linguaggio articolato, e come tale diffuso nei bambini come nei popoli primitivi; affievolendosi man mano, si sviluppano altri mezzi di espressione, o persistendo dopo - perfezionato - quale manifestazione a r tistica (le scritture primitive sono disegnate, tipico il linguaggio cuneiforme degli assirofenicii e ca ldei, il geroglifico egiziano e il pittorico cinese; ed ecco perchè gius tamente il Lom broso diede tanta importanza psicosociale alle pictografie ed al t11tuaggio dei cri minali). Ora, la. psicologia del fanciullo ambo si avvicina molto a quella delJ' adulto, spi•c ie pE>r la sua precocitil di sviluppo, e poi per il genere di vita, in quanto quello ha convivenza più intima con gli adulti, ha spirito d'imitazione più spit"cato, si plas ma più presto e più faci lmente con le impronte dell'ambiente umano, anche per il modo e il genere di educazione religiosa, dappoichè il Corano è un vero Codice dei costumi. Noi tutti al,biamo notato questa specie di caricatura per cui i ragazzi arabi riproducono nelle movenze, nei gesti, nel modo di parlare, nell'impa !ud arsi col barracano, nel mangiare, nel pregare g li adulti, mentre le circostanze 1i costringono spesso a. vivere la vita nomade o avventuriera od instabile dei parenti: ciò accelera la. precocità. di sviluppo della personalità psichica, onde il disegno perde per essi il s uo valore di mezzo di estrinsecazione delle immagini mentali. cioè di Iingua~gio gratico. Ed invece, q ua ndo essi sono tratti a disegnare, il disegno ba carattere esclusivamente ornamental e, e quindi restaste• reotipato nello stampo tradizionnlt>, tanto più che non è a ni mato da visioni di vita piante, animali, uomo, ma permane nelle figure geometriche che sono il simbolo clelle cose astratte, e che rispondono alle tendenze mistiche cioè inferiori ~el la. loro psiche, cosi bene espresse dalla loro religione. Ciò non si t rova nel be,·bero, di razza diversa, più spregiudicato i n religione e nei costumi, e quindi più suscettibile di evolversi secondo la nostra civiltà, ch e non trova gli ostacoli insormontabili nel rigido formalismo islamico ; fra di essi si t rovano ragazzi disegnatori come nei nostri fanciulli, con le figurazioni oraamenta.li e vive di rappresentazione ambientale, che perciò rispecchiano le diverse caratteristiche della n,zza. Dopo ciò, il Ferrari viene a importantissime deduzioni di psicologi a sociale e politica, e cioè: che per ottenere. con )'educazione, u n certo orientamen to della psiche del fa nciullo arabo verso I~ nostra civiltà, bisogna intervenire s u di esso molto precocemente; e che il sistema educativo non deve essere in t roppo vi va opposizione con gli usi, religione ed istituzioni degli indigeni. P er educare un popolo, (special mente il mussulmano) non si può fare astra zione dai suoi' caratteri ps ico-
HIVISTA BI BL!OGRAFIOA
:,;ociali, e quindi del la sua speciale mentalità. ; e, per noi occorre molto bene con osce re l'anima araba per intendere quali carntteri di essa possono esser1:1 impunemente modificati o diversamente orientati. Occorre perciò che l'educatore abbia mente aperta ed illuminata, e sopratutto sgombra da pregiudizi e trad izioni religiose, onde è vana, se non dannosa. l'opera dei missionari, e dannata all'ins uccesso la propaganda eva ngelica, a parte la reazione diffidente che suscita nella mente della grande massa mussulmana! (1).
P. CoN.51{;I,10.
Dott. GIUSEPPE NoCELLI, maggiore medico. renze, Tip. del S. Cuore, 1914.
Versl e b~etti storic i - · Fi-
Il maggiore medico cav. Giuseppe Nocelli, nell'atto di lascio re il servizio attivo per ragioni di salute, ha. voluto raccoglie re in uu volumetto a lcuni suoi scrit t i i n poesia e in prosa « come ricordo perenne a' suoi piccoli figli -.: scritti che r iassumono le fasi d'una carrie ra percorsa con grand is:;;imo onore e ins pirata semprti a u n cosi alto sentimento del dovere, da meritare d'essere citata ai giovani corno esempio d'una vita nobilmente vissuta ed efficacemt!Dte impieg,1ta nell'alleviare i dolori e le sventu re dell'umanità sofferente. Il volumetto si può dividel'e in due parti: la pl'ima, tledicnta alla poesia quasi tutt~ latina - in cui il Nocelli si dimo:-trò se mpre valentissimo; la secoudu., che comprende alcune memorie relative all'esercizio professionalll dello stesso Nocelli nei reparti d1 truppa, sia in Italia che in Africa. Fra le poesie latine, citiamo la stupende. ode saffica scritta nel XXV anniveri<a!'io della s c uola d'applicazione d i s a nità militare, e i bellissimi dis tici in morte del capitano Ulivelli: frn le JTiem orie della vita militare, Un episodio cli marcia in Africa, in cui è descritto u n va l idissimo mezzo di cura del colpo di calore; e La lat:atura a11tomatica detlf' congiuntive, dove sono esposte alcune interessanti osservazioni per~on1di sull'etiologia e sulla cum della congiuntivite granulosa. A d una, mente nutrita di forti studi scientifici e classici qual è quella dol N o celli, l'attuale riposo deve apparire come un periodo di attivi tà nuova e fec onda; e noi vivamente ce ne rallegriamo coll'ottimo amico e collega, augurandogli con t utto il cuore che un tale periodo si prolunghi per molti a nn i fra le i n time gioie della famiglia e in migliori condizioni di salute.
E. T.
f l ) Ecco il danno di cer ti pubblici battesimi di bambini a rabi fatti in T ripoli da preti e da dam11 che deUa carità fanno uno sport, talora ma lefico! ( Nota di P . Gomiglio).
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CONGRESSI I Convegno della Società di antropologi a, aoolologla e diritto orlmtnale ( R oma l'i-18-19 aprile). Due anni fa, ad i11 iziativa di E. Ferri, si fondava con solennità in Roma la. Scuola d'applicazione giuridico-criminale, per insegnare a medici, avvocati e magistrati le dottrine criminologiche positive, il metodo e l'indirizzo scien tifico nello studio del delinquente e nella valutazione della criminalità. (psicologia e sociologia criminale, psichiatria forense, medicina legale del delinquente e dei delitti, po· lizia giudiziaria. pMi.:ologia sperimeut.u.le giudiziari!\ e delle testimonianze, ecc. ). Nei primi di quest'anno, per l'apostolato del Ferri, erede continuatore e perfezionatore delle idee del !,ombroso, e della sua granitica costruzione - l'unica merce scientifica italiana di esportazione, secondo Morselli - veniva fondata, sopratutto per iniziativa del Ferri, la Società. di antropologia, sociologia e diritto criminnlt< feli cissima idea, come ha detto alla fine del Congresso il Bianchi, percbe riuniva in fecondo connubio magistrati, giuristi, sociologi e biologi. nella con· vergenza d egli sforzi s ingoli traenti ria varii campi della conoscenza u m a n a . ma sotto l'egida e sulla base co1nuoe di tre criteri programmatici, cbe costituiscono la sostanza e la spina dorsale del pe nsiero della scuola posit:va di scienza criminale. Essi sono: I . Il delitto è da rit,rnersi l'effetto di condizioni so111ato-psichiche dell'individuo (congenite od acquis ite, permanenti o trans itorie) sotto l'intluenza delle condizioni d'ambie nte fisico e sociale); II. Tut ti i delinquenti sono sog gl'tti a sanzioni di difesi\ sociale per i loro atti, quali che shmo le loro personali condizioni di età, sesso, salute fis ica o psichica, ecc.; III. La difesa sociale contro In criminalità si deve attulll"e con norme giuridiche, che regol i110 i provved ime11ti di prevenzione e di r epressione adatti alle condizioni individ uali dei del inque nti. In questo primo Convegno, -che ha datoallaSocietà il suggello di vita fecon da, e già ad ulta, e che è s plendidamente riuscito per numero di convenuti e di aderenti, e pe1· lu grande autorità scient ifica di molti congressisti e dei G rf'· lntori, e c he se~tJo. una tappo. luminos a nel c ammino dolio scienza c riminale dopo esi::ersi costituita regolarmente la :-iode tà ed esse rsene votata l'ade>sione alla U nione internazionale di di r itt o penale, s ono stati portati alla discus,:;ione 4, temi impo rtan tissimi, dei q uali dar .. 1110 qu i un breve cenno, io quelle pRrti che piu possano interessare i biologi. 1° tema: Garanzie ddl'illdi1·id11() e della f"ami!Jlia 11ella se.q regazione a tf.111710 indPtenninalo: a) 1w.1li sl<Lbilim 0 nti cnrce,·a rii : b) 11ei manicomii comw1i e ma· nicoinii m·i111inali. 11 r elatore dA])u p11.rte a) del tema, !'fmat ore R. Garofalo, presidente di Cr\:::1.'iazione in Roma , ha notato : rome la segn,g11.zio11e a tempo in-:ietorminato d e i delin•1ueuti si:i. il contrappeso delh coo<lanua coodizion!'.le por i crim inali poco temi bili eù emeu ùitvili, ori il completamento d el sist<'ma della lihernzione cond ir.ien a le, di già. introdotto nel!a nostra legi~Jnzione; e come sia a!'snrdo il sistemR attuale della du rata prP.determinatn che rinwtle fuori ogni :urne uu gran n umero di delinquenti perfezionatisi, e megl io corrottisi, nelle cnreeri, n n10'dirotaziont' contioua. e nd&
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lo. criminalità persist.e immutata, la recidiva rag giunge il 40 p 100 della delinquenza annua, e il pericolo permane grave per la società nhe deve di con tinuo accogliere soggetti pericolosi, temibilissimi, per il solo ft~tto che hanno finito di scontare la pena doci masica I Si potmnn o poi discutere le modalità (perpet uità della condanna come norma, salvo la possibilità della liberazione quando sia provata l'emenda del condanna to, oppure come effetto della provata inemendabilità durante la segregazione ? - la recidiva multipla come criterio, oppure insieme all'esame della temibilitò. di ciascun reo? ecc.). Nel Congresso internazionale di I(openbagen del 1913 si votò la proposto. Torp che il giudice per i delinquenti recidivi ed abituali pericolosi ne stabilisse la durata minima s i elle essa non superi che di 2 anni la durati\ della pena ordinaria, e al termine di essa une speciale commissione decidesse della cesso.zione o della continuazione, e in questo caso ogni due anni fossero ripetuti i giudizii relativi ; per i delinquenti degenerati, frenastenici o alienati quando ne fosse accertata la innocuità, soprat,utto ad opera. del direttore sanitario. Il condannato deve lavorare, e guadagnare un salar io o il prezzo degli oggetti da lui fabbricati e venduti dallo stabilimento, togliendo dal suo guadagno le spese per il proprio sostentamento, on de lo Stato non sprechi molto denaro, - e quanto si creda opportuno destinare alla persona o fa. miglia lesa dal d elitto, o alla famiglia del condannato, i cui figli debbono essere considerati come i bambini abbandonati, anche perchè siano bene educati e sottratti alle perversioni d'ambiente, facendosi cosi risparmiare allo Stato molto del denaro che gU costano i delinquenti. Ad11.tti patronati penseranno per collocare i n lavoro gl: usciti dal c8.l'cere, o per 11.ìutarveli, e per facilitarne l'emigrazione se la r1cbiedauo; - ammesso il divorzio, uno dei casi di esso sarà d i certo quello del condannate a pena indeterminata. (Questa relazione, assente il G a rofalo, venne svolta dal Ferri); b ) 11 Tamburini, relatore di questa pa:rte, dopo ave1· notato che 1tttualmente il ricovero di individ ui alienat i ne i manÌcomii comuni o criminali si può considera.re come una segregazione a te,npo indeterminato, ha. fatto un largo riassunto di quanto si fa oggi, imperante la legge Giolitti del 1901, per l'ammissione degli a l iena ti (certificato medico di const11.tat1t alienazione mentale e cli p ericolo a /$è o ayli alfri o di scandalo pubblico, e dP{la i1npos.çibilità di coweniPnte custodia e cura f'tlori ciel manicomio - ordinanza. provvisoria dell;i q uestura o del pretore, definit1 va p er sentenza d el tribunale m camera di consiglio su istanza del procuratore del Re; atto di notorietà consistente in deposiz.i one giurat1t di 4 t estimoni su i f a tti l!Jiecifìci che dimostrino la pericoloi;i 1à delt'incliciduo), e pPr la loro dimission e. Qnesta avviene : per g uarig iooe, in seguito a richiesta del d ir ettore, o delln famiglia o della deputazione prnviociale per i poveri (in questi due casi dopo sentito il parere del Jirettore ), e coasecutivo decreto del presidente d el t1·i bunale; - per abbreviare le lungaggini burocratiche col Regolamento 1909, e stato permesso a.I Direttore licenziare in via di prova. sotto la propria rt>sponsabilità, l'alienato da lui ritenu to guarito, dandone però nv viso al procuratore del Re o all'autorità di P. S.; il provvedimento diviene delfo itivo dopo l'ordi na n za del pre• sidente del tribunale, - ma in pmtica ciò avvien (' di r,,do, perc hè nessun diret• tore vuole incorrere in una responsabilità, di cui non è facile stabil ire i con6oi, 1nentre ciò non è richiesto nelle dimissioni per miglioramento, chi! si fanno in v ia di prova, dandone avviso al procu ratore del Re. Infine, quando la famiglia ri c hiede ìl tnalat,o, anche se non ritenuto dimissibile, ci vuole una sentenza d el tribunale. nd evitare interessi illeciti e pressioni disuma.oesu non interdetti. Ora,
CONG RESSI
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l'unica garanzia r l'alo che abhia l'individuo, perchè s ia giustificato il suo internamento. è il certificato medico; ma q u esto non poche volte è fatto per compiacen za, e spesso i medici non hanno alcune competenza anche minimi\ in psichiatria.; dando poco \ a lore all'atto di notor ietà ed all'ordinanza che permette lo invia a1 manicomio, in fondo tutta la garanzia sta nel d irettore del manicomio: cosi pure per le dimissioni, oltre che per il trattamento e la cura degli alienati. Quindi occorre : che gli ufficiali sanitarii redigano i certificati d'invio, dopo che ~ssi abbieno fatto un corso di perfezionamenti in psichiatria; che in ogni mani· comio trovisi un adatto r eparto d'osservazione, ben disposto ed isolato ; che siano istituite adatte commissioni ps icl1iatric h e di vigilanza, specie per le case di sa· Iute private, onde rimediare ai possibili errori di diagnos i, ma soprat utto a gar amr.ia d r·ll'individuo, cl('lla famiglia e della società; c he siano assai estesi i Patronati per gli alienati poveri dimessi, e s pecielmente l 'assistenza eterofamilia-re di alienati non guariti e non g uaribili per ravvivarne la sociabilità, metodo che ha dato ottimi frutti in altri paesi e nel ci rcondario di Reggio E m ilia. Ma sopratutto occorre toglie re quel cer t,o carattere carcerario a l provvedimento di ammissione e d im issione degli a lienati, col presen te intervento de lla P. S. o del ma· gistrato, mentre tutto c iò costituisce una serie di ostacoli alla prontezza delle cure necesse.rie nei casi urgenti, come 11lla pronta liberazione quando ei:<se n on son o più necessarie, e n on rappresenta una vera e sicura garanzi11. del diritto ind ividuale e fa.miliare. Il man icomio deve r ivestir e sempre più un cara ttere ospechtl iero, con 111. massima facilità. n elle ammissioni e n elle dimissioni, come avviene oggi per i deliranti da processi febbrili acuti; s11reb1Je meglio, addiri ttura, mutR.re il s uo nome (casa d i cura, colonia di salute, ospedale psichiatrico, ecc.), moltiplic11ndone il numero, facendone dei piccoli villagg i, integrandolo largamente con l'ass istenza familiare. Nei m1111icomii cr im inali le g aranzie di ammissione e dimissione, più ch e agli individui ed alle famiglie sono giustamente rivolte alla d ifesa della società: questt p azzi cr imin ali non debbono stare negl i asili comuni, s pecie col sistema delle po-rte ap erte. I mpiantati in Italia n el 1886 d11.l Be ltrami-Scalia su proposta del Lowbroso, e po i del Virgilio e T amburini (Aversa, Montelupo, R eggio Emilia ), ora sono quasi estinti per chè una breve dispos izione dell'art. 6 della legge 190i sui manicomii ne passava le spese dallo Stnto alle provincie, donde il grsve d anno di esseri pe r icolosi da malattie cerebrali o psichiche varie, ora inviati ai mani-comii comuni, che, appena possono (cioè quando manca una vera psicosi in atto) se ne sbarazzan o legalmente, dando cosi modo ad essi di ricadere in efferati deli tti; e l'altro danno, anch'esso grave, di veder condannal'e all'ergastolo soggetti anomnli, p er il ti moro che a bbiano ad uscirne dopo non molto tempo se internati nei m11nicomii comuni. Invece bisogna, a som iglianza dell'Inghilterra, bene organizzare, e moltiplicare, i manicomii criminali per tutti j d elinquenti alienati (in senso lato) e giudicR.ti ir responsabili e perr.nnnentemeote pericolosi, r imanendovi a carico dello Stato, come pure, dopo adatto esa me, per i prosciolti o condannati più o meno lievemente per vizio parziale d i mente ; essi, dopo guariti, debbono e~sere tenuti i n osservazione per non m e no di 2 anni, perizi!l.ti dal di rettore solo o in collegio pe· ritale, e la dimissione - auto rizz11.ta dall'autorità giudiziaria - deve avvenire i n s emplice via di es perimento e con le necessarie gl\ranzie per la cara e cu~todia, la r iammissione as~R.i facilitata, e con perizie periodiche per i dichiarati inguarib ili e permanentemente pericolosi alla vita sociale. 7
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Auche il II teme. era diviso in due pe.rti, delle quali per noi interessantissima la l ", svolta da Mario Carrara (genero e successore del Lombroso nella Cattedra di medicina legale in Torino), sulle ilpplicazioni dell'antropologia criminale nella prevenzione ài polizia. Certamente i risultati degli studi ed osservazioni molteplici di antropologia criminale debbono trasformare in modo re.dicale i mezzi di d ifesa sociale, a cominciare dalle misure di prevenzione di polizia e dalle indagini d'istruttoria; l'opera lodevolissima dell'Ottolengbi con la sua scuola di polizia scientifica lo sta a dimostrare da 10 anni a questa parte. Lombrosl) cominciò col darne un11 brillantissima dimostrazione pratica nel caso di un tale imputato di aver violentato. e poi uccisa una bambina settenne, affermandone l'inn,:,cenza per la mancanza irl lui di qualche anomalia notevole, mentre il delitto era quale non possono commettere che i sadici, i pazzi più degenerati, i delinquenti più bestiali, che hanno perciò un gran numero di caratteri fisici e psichici dei criminali primitivi. L'antropologia criminale ha anche l'alto valore di poter segnalare, ancor prima che realmente e più gravemente delinqu1,.no, gli individui i qua.li riesc,ino sospetti per i loro caratteri antropologici nel senso più lato della parola (somatici, funzio~ali, psichici, professionali, sociali, ecc.) pre(\edendo cosi, e completando, i mezzi preventivi cli più larga portata sociale - sostitutivt penali del Ferri - ·. Tali segui obbiettivi debbono essere bene utilizzati per rilevare la capacità a delinquere,• lo indi zio che più contribuisce a dar valore a un sospetto -.: essi hanno il duplice scopo del riconoscimento dei delinquenti e della prevenzione del delitto, cosi come si fa per il tubercoloso, l'alcoolista, il pazzo; sopra l utto, dal lato pratico, tale ricerca dev~ intervenire fl\ttivamente qua.odo già. tali tendenze sono state attuate con qualcLe reato, per apprezzare il vero significato e la reale gravità di queste manifestazioni, precorritrici di altre più gravi in relazione ad una forte anor· malità costitutiva di alcuni criminali. Essi\ iJlustra e chiarisce la maggior parte almeno delle anomalie morfologiche nella.loro genesi e nel loro significato, quali arresti o disturbi di sviluppo o ritorni atavici o di valore patolog ico, o quali effetto di correlazione con altri elementi di sviluppo organico (speciahuente la mandibola enorme, l'apofisi lemurìana, la forma ad ansa dell'orecchio, alcune forme del c r anio, ecc.), tanto più oggidì con le ricerche feconde delle funzioni endocrine e dei loro disturbi (secrezioni ghiandolari interne) che lumeggiano tanti fatti di atipia. o dismorfia antropologica prima prive di significato (per es. ipertricosi e sviluppo forte delle sopracciglie riunite sul dorso del ntlso, da distiroidismo, il quale produce inoltre turbe nervose e mentali varie; rapporto fra l'ipopituitarismo anteriore, il nanismo e l'esagerazione funzionale sessuale o dis trofia adiposogeni tale del Frohlich, donde le basse stature degli stupratori, mentre anche l'ipergenita.lismo dà nanismo, e l'ipogenitalismo produce macrosomia, ecc.). Tale esame morfologico è integrato dalle indagini sulle funzioni neurologiche, della vita psichica minore e delle più elevate funzioni mentali, donde la possibilità. di una scientifica sistemazione e della sintesi delle tipiche figure del delinquente nato, del pazzo, dell'abituale, del passionale e dell'occasionale, michelangiolescamente scolpi te dal Lombroso e dal Ferri, mentre, d'altra parte, si sono potute incidere le figure cosi caratteristiche ed assolutamente individualizzate dell'omicida, del ladro nato e del delinquente sessuale. Nel campo pratico le altre nazioni ormai ci banno sorpassato, mediante istituzioni varie destinate all'esame dei criminali, anche allo scopo diagnostico e profilattico, sopratutto in forma di laboratorii nelle carceri, anche per la redazione di una scheda individua.le da servire sia per la determinazione delle pene, specie per i recidivi, sia per il riaùattamento sociale
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dei liberati dal carcere. E qui il Relatore r icorda con calde parole di elogio Je, indagini psichiatriche eseguite sui militari delle carceri reclusorii e compagnie di discipliua, nel l!HO e 19ll, da una commissione speciale di ufficiali medici (lllllggiore Ciaccio, capitani F'unajoli e Consiglio relatore, e, nei primi tempi, con la presidenza del colonnello De Furin.J. Qualche cosa si comincia a fare per i delinquenti minorenni (dire2:fone medica di alcuni ll"iformatorii privati, cartella biografica. di essi da servire al magistra to per illuminarlo sulla personalità dei giudicandi, ecc.); da questo punto di vista. era ottimo il progetto Lu2:z11,tti-Fani per l'abolizione del domicilio coatto sostituendolo, pe r gli abituali e recidivi, con case di re legazione a tempo indeterminato, e con revisione periodica delle sentenze, che è una riforma da anni caldeggiata rlalla scuola positiva quale vera difesa sociale contro esseri pericolosi per la loro anormalità costituzionale. Bisogna adunque promuovere nella più larga scala lo studio integrale antropologico dei criminali, ciò che bene può farsi n egli stabilimenti carcerari. « li carcere, scrisse il classico Pietro Ellero, potrebbe servire di clinica, di scuola•: ma inoltre d eve servire quale valido mezzo di difesa sociale, per lo studio dei delinquenti e la diagnosi del tipo e della. loro temibilità, da s egnalare dipoi agli altri organismi amministrativi, giudiziari i e di polizia, onde meglio la società se ne difenda, assai pii1 c he in oggi in cui il 20 p. 100 almeno dei criminali sono dei recidivi: basta impiantaté un piccolo laboratorio in ogni carcere, aflida.to a.I sanitario, cui si faccia fare un corso adatto di studii :<peciali. (Tnla voto d e l Carrara, fatto proprio ad unanimità dal Congresso, dovremmo noi realizzare anche nei nostri stabilimenti di pena. e nelle compagnie di disci-· plina. valendo la cartella antropologico-clinica dei più anormali non solo per la. loro eliminazione dall'eserci to, ma anche per la segnalazione della r elativa pericolosità agli organismi deputati ad una sana difesa sociale di prevenzione contro i delinquenti recidivi ed i violenti, sopratutto a ba.se epilettica.). Dalla lunga interessantiss ima discussione che segui a questo rapporto, merita. sopratutto seg11al1He : la proposta del Gas ti, commissado di P. S., e vicedirettore della scuola di polizia scientifica, per la istituzione di medici specializzati presso gli uffici di questura (come a Parigi), per lo es ame dei soggetti sospettati durante la ricel'ca. di delitti, a. scopo pt'eventivo per i provvedimenti di polizia. giud iziaria, e per In ,lifferenziazione. e loro varia distribuzione, dei minorenn i delinquenti; - e l'altra d el D'Ormea, direttore del manicomio di Siena, per la istituzione universale di una f edina hiologica che st>gua ogni soggetto dallli nl\Sc1t.,q, ali!\ morte, e da nggiungersi ai documenti anagrafici nello stato civile, interessantissima nella prevenzione del delitto, nellA. ricerca degli autori di reati, e per il giudizio (interessnnti~s imn a.nche per l'opera nostra di selezione m o rale degl i anomali e pregiudica ti, ~oprA.tutto nel senso preventivo). Della importante relazione d••I prof. Floria n: La p ersonalità del giudicabile nel ,movo codice di procedu1·a 1,enal.e, dirò poche parole, perchè meno interessan te per i biologi : in sostanza. egli, con grande dottrina gi urichca, si è occupato di ill ustra-re quanto il nuovo corlice rii r ito pennie ha stRbilito per determinare la pei·sonalità. VPrl\ rlel ,qiitd-icabile, al di lii. dello schematismo tradizionale dell'i•,n. pntalo, appunto in r apporto a ll'età. al sordom u t is mo, a l ses~o, alla condotti\ pre.cedente, alla pericolosità cd allo stato mentRle d i esso, mettendone sopra.tutto in rilievo, pur lodRnùone molte innovazioni, le deficienze che vi si trovano, sia 11.l riguardo de i mezzi adoperati per d eterm inare tale persona lità s ostanziale, s i apercbè Ii, ricerca delle prove ba esclusi vR.mc nte di mira la colpabilità del soggetto iu
400 vista della pena da applicargli, no11 quali misure di sicurezza per la conoscenza
della temibilità dell'imputato positivamente studiato e valutato nell'essere suo. Il III tema, La parte cit:ile nel nttovo codire di procedura penale è stato ma gistralmente svolto dall'on. Berenini il quale, con gra11de acume giuridico ed eloquente parola, - riaffermando il concetto che azione penale ed azione civile sono abbinate e scnturiscono ugualmente come sanzione socjale, e quindi come dovere di protezione, di assistenza e di difesa sociale, - svolse tutta una serie di voti che banno lo scopo di estende re ed 11ccrescere la importanza e le funzioni della p t•rte civile nel processo peuale, e nelle varie forme di giudizio. onde averne il risarcimento del danno, e l'indennizzo morale anche quando il reato non produsse danno. Importantissima invece per noi biologi è s t ata la veramente magistrale relaz i one del prof. L eonardo Bianchi sul IV tema: La personalità del gi11dicabile nel n 11ovo codice di zn·ocedura penale. Egli ha posto a base del suo dire l'affermazione che, per i neuro-psicopatologi, non è possibile considerare la persoue. del giudicabi Je che sotto l'aspetto biologico, e da esaminarsi con criterii e con metodi biologici. Il Bianchi hn largamente lumeggiata hL importanze. delJa biologia nello sci bile moderno come nella legislazione, il valore dell'elem(:nto individuale in ogni fenom eno etnico o sodale, il sig11 ificato storico dell'evoluzione organica in generale e della umnna particolarmente, e come il criminale l!rimitivo sia un pro· dotto di arresto o di perturbato sviluppo biologico. mentre il moderno criminale di frode ti più un prodotto delle condizioni economico-sociali, sempre però sulla base di unn insufficienza del carattere morale, tl\nte volte dipendenti:! dalla miseria o dai vizii o da corruzioni ambientali o da dissesti familiari. Ma anche in questi casi la ricerca biologica è spesso in g1·ado da far conoscere qua lche nota di anomalia organica o psichica, come le r ecenti ri cer che vanno dimostrando, sopratutto nella citoarchitettura cerebrale, speciidmente nelle forme anche lievi di frenastenia, negli intossicamenti alcoolici, nella e pilessia, negli a rres ti di sviluppo cerebrale da intossicazioni, ecc. « La delinquenza dunque ha un fondnm ento bioistologico nella strutture. e nella vita del cervello. T a le deficiente evoluzione istomorfologica deriva ordinariamente da condizioni patologiche familiar i. La decadenza di una famiglia è rappresentata .. ... .. essenzialmente dallo scarso numero e da anomalie morfologiche del l e cellule degli strati cellula.ti de lla cor teccia cerebrale » ... che possono anche dipendere dallo scarso allenamento dell'organo - nella razza o nell'individuo alle nuove funzioni imposte da.Ila civiltà progrediente. Onde anche la criminaJità dei poveri o da altre condizioni ambientali rientra nel dominio della patologia, la quale mette in luce, non pure nell'organismo individuale, m11 anrhe nl'lla famiglia fatti morbosi varii, costitutivi o tossici, o precedenti individuali irregolari per la vita scolastica, familiare, sul lavoro, nei rapporti interumn.ni sempre più complicati, ecc. Mancando tale esatta valutazione di ciascuna. personalità giudica.bile, è logico che nessun codice di procedura penale (fatto da avvoca.ti) può avere una vera innovazione utile, soprntutto nella valutazione positiva del regime delle prove, nella psicologia delle testimonianze, nell'interrogatorio dell'imputato, nel giudizio psicologico di ciascun giudicubilc, e quindi sulla diagnosi d el tipo criminale, della sua teruibj)jtà e della conseguente forma di positiva difesa sociale, sopratutto contro i recidivi. Una razio11u.le bio6lassi sociale bn bisogno di una profonda radicale trasformazione del sistema penale odierno, del sistema -penitenziario e del servizio sanitario in detti stabili1m•nti: occorre perciò comin-
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CONGRESSI
c iare col forma.re una diffusa cultura b.i ologica, iniziandola con gli studii d'igiene mentale e di psicologia normale e patologica in tutte le scuole mediti, i ntegrati con un adntto servizio sanitario nelle scuole elementari per la ricerca dei deficien ti e degli anormali che costituiranno i futuri micr obi patogeni delll\ vita sociale. E dopo ciò, mi preme ricordare la comunicazione, assai ben accetta al Congresso, che io bo fatto, - valendomi di alcuni risultati delle indagini praticate s u 72'2 militari delinquenti e disciplinari dalla sopradetta commissione sanitaria. militare speciale, - per dimostrare: 1° com1i, studia.udo in una massa amorfa di criminali, vi si trova il 33 p. 100 di anormali p iù o meno gra vi, sopr a.tutto psicodegenerati su base di e pilettoidismo, e con manifeste note morbose ereditarie, organiche, neuropsichiche, e di condotta familiare scolastica sociale giuridica e militare, con inadl\ttabil ità. costituzionale alla vita collettiva ordinaria, e tanto più all'esercito; 2° come si trovi no dei soggetti meno tarati, per lo p iù anomali o neuropatici, sp1:isso alcoolisti ed eredoalcoolisti, maleducati sociali o abbandonati nell'infanzia, suscettibili di educazione in speciali ambienti (colonie agricole e di lavoro, ecc.); 3° come anche i delinquen ti occasional i e passiona li rivelino, d rtl punto di ,·ista biologico, anomalie o disarmonie o dismor fìsmi vii.rii ed influenze ereditarie diverse, che di mostrano essere in fondo il delitto, an che in loro. e per quanto sotto l'azione criminogena esterna, u n prodotto di irregolare costitu ;;ioc.e b,iopsicl,ica o di defìcieute od instabile potenziale nervoso.
P. CONSIGLIO
Coagres•o lnteroazto:nale •ulla vaoolnazlone. TI ic,eviamo. con prP~hiera di pubblicazio ue, alla quale, riguardos i c ome s iamo per oga,i opinione scientifica se anche contrariR alla nostra, aderiamo ben di buon grado, i seguenti ordini del giorno approv:1ti dal Congresso intern:iziona le sulla vaccinazione - mrglio for;;e avrebbe dovuto dirsi contro la i:acci11azione - te· nu t o.,i i11 H,omR nello scorso aprile, per impulso e sotto la. presidenza de l l'esimio prof. Carlo RuatR dell'università di Perugia, uno degli a.ntivl\ccinisLi p iù convinti e piu battaglieri: 1° Sul tema: Grndo di pro!eziviie (se esiste) della raccinazione ronfro il 'IXIÌ'IIOIO:
li Vongrc11so, dopo avere esaminato accuratamente il problema della protezione della vaccinazione coutro il ,·aiuolo, colla scorta d ei fntti è giunto n e lla sfrurezzn. che la ·vaccinazione non è dotata il i alcun potere preven tivo contro il vaiuolo. 2" ;ju) terna: Danni d ella vaccinazione : Il Congresso con vinto che la vRcciu,tzioue inc lude i pili gravi pericol i, e concorre al deterioram,mto della salute, p11.trimonio so.ero ed intangibile di ogni in· dividuo, fa voti perchè sia ubolitn l,i legge sulla vaccinnr.ione obbligatoria !1° Sul t1:1n11: La tem1e sulla vacci,tazio11e obbligato-ria: 11 Congresso, riconoscendo r he li\ legge sullo. vaccinRr.ione obbligatol'ia Yiol11 il diritt-o dell'iutcgrità. person11.le e della libertà i!l<lividun.le, esponendo l'oliblii:.ato a pericoli grnvis,imi di vi ta, senza l'acquisto dell'immunit/\ d11.l vaiuolo, fa ,·oti che lo. l1·gr:-e incivile v enga abrogata in tutti gli Stati, e deliliera d'joten<:i6c.are
CONGRF.SSI
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in proposit-0 una propaganda assidua, specialmente presso giuristi e Jégislatori (1). 4• Sul tema: C<Ytne far cessare p er sempre il vaiuolo: Il Congresso, considerando che il vaiuolo si diffonde sempre in un modo solo, e cioè da individuo ammalato ad individuo sano, d'onda ogni ammalato può essere pericoloso centro di una grande epidemia; Considerando che le cattive condizioni igieniche favoriscono la diffusione del vaiuolo ad epidemia inr.ominciata; Fa voti che l'isolamento dei vaiuolosi venga uniformemente assicurato in tutti, le regioni del Regno, curando nel tempo stesso il miglioramento delle condizioni sanitarie, coi quali mezzi in brevi<;simo tempo si farebbe scomparire per sempre il vaiuolo. Il Pre.~idente del Congresso CARl,O RUATA Prof. di Medioln& all'Università. di Perug ia.
Ma, oltre a questi quattro ordini del giorno, diremo cosi ufficiali, ci risulta che il Congresso ne approvò anche un quinto, che non ci fu comunicato, ma che leggemmo in qualche giornale; il quale ordine del giorno potrebbe apparire a. taluno come la freccia dal Parto degli antivaccinisti. Eccolo testualmente: « 11 Congresso internazionale sulla vaccin11zione ha notato l'ass enza degli opponenti medici dalle sue sedute, qua.ntunque essi siano stati cordialmente invitati a intervenirvi per esporre le loro scientifiche ragioni contro le gravi 1mputnzloni di malattie, di morti. di inutilità, che, senzA. equivoci, dai congress isti vengono mosse contro la vaccinazione :.. Orbene, per quanto ci riguarda, é bensì vero che il prof. Ruata. ci fece un invito verbale d'intervento qua lche giorno prima del Congresso. invito al qu1tle a vremmo aderito ben volentieri in omaggio alla libe rtà di dis cussione di cui siamo partigiani; tanto più che, ben lungi da ll'essere inermi, avevamo fra le mani - a lmeno per quel che riguardi\ l'ambiente militare - argomenti molto validi e c ifre mo lto eloquenti da contrapporre alle « gravi imputa;;:ioni > df'gli antivacciuis t i. Ma. francamente, abbiamo creduto di dovercene astenere per il solo m otivo che, essendo stato stabilito. con tassativ11. dis pos izione inclusa nel programma, che, per a«sistere alle sedute. occorreva ritirare la tess era. di 0ongressist11 1 ci parve che ciò equivalesse, in certo qual m odo, a. farP ades ione, Ria pure platonica. ai pri ne i pì antivaccinisti del Congresso, e che quindi fosse meglio per noi, vaccinisti convinti, il rimanercene in disparte e in silenzio; senza nat uralmente prevedere che i congressisti, dimentichi di qu11.nto abbiamo replicata m ente scritto e stampa to, coll'appoggio delle statistiche pit'l ri gorose, in favore della va cdnazion e, avrebbero approfittato della nostra assenza p er chiamarci contumaci e per dichiarars i vittoriosi. ( l) Lo mo.lt\ttie che il Conii:resso ha riconosciuto causate dallo. vru:cinazione sono quelle stesst- riconosdut,e da tntti i vacc-inisti e dall'ultimo CongrMSO clelle mRlattie dei bambini tenutosi a Boloi;na nello srorso mese di settembre. cioè: oru?.ioni g"nerRli de lla pelle di molti\ variet/\. risipolP, asres~i. flemmoni. polmoniti. pleurit i. malattie di cuore. peritoniti. enteriti, emorragie. mening iti, epiles~in. cl'cità per pnralisi del nervo ottico. cecitl>. per eruzioni, pBralisi delle estremità, morte improvvisa. indebolimenti generali con anemia ed emacinzione prolun!!11ta, nefrite. sifilidP. tubercoloRi. (N . d ,•/lr1 7irrsidrnza dr/ Con qre,,M),
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Per dimostrare, dt>l resto, che noi as tensionis ti ci troviamo i n buona compagnin, pubbl ichiamo qui integralmente la lettera che 1'11lustre prof. Barduzzi. rettore della R . università. di Siena, scrisse al prof. Ruata in risposta all'invito d'intervenire al Congresso: lettera che fu pubblicata nel n. 9 del Movimento Sanitario (Napoli, 16 maggio), ed a.Ila qua le noi facciamo pienn - ., non soltanto platonica - adesione.
Cai·o amico, "Sono certo, che vorrai scusarmi se non posso aderire al tuo invito di assis tere nel pr oR~imo aprile in Roma a l Congresso internazionale che ha.i organizzato contro l a vaccin11zione. E superfluo che vi prenda pnrte io che da quara nt'anni sono un vaccinista. convinto, pe r ripetute es perienze, poiche non potrei che oppormi a i tuoi propositi ed ai tuoi aderenti. « Permetti piuttosto, c he ti dica., che sarebbe assai pi a utile ed opportuno 1111 Convegno nel quale, sulla base di indagini rigorose scientifiche, per regioni o per provincia., sul vaiuolo e sulla vaccinazione, prima e dopo l'obbligo di q ucsta, si discutesse senza alcun preconcetto e si risolvesse una. volta ogni questione in merito. « Noti pretendo, nè voglio t1ontare dimostrarti che sei in errore, come i vecchi antivaccinisti inglesi prima delle risultanze della celebre Commissione re:1le, rua r icordat,i sol tanto, che nessuno può negare che, dopo la. promulgazione della legge della vaccinazione, non siano quasi scomparse o grandemente , attenuate e circoscri lte le rare epidemie vaiolose, non il ipendenti dalla inefficaci!\ di essa, ma dn avversioni, dn trascuranze e da negligenze. " Non cr edo pertanto che sia razionale preparare una opposizione sistematica alla niccinazione, e chiede rne la. completa abolizi one, piuttosto es igere che v engano combattute rigorosamente e prevenute tutte le cagioni di propag11.zione del vaiuolo, specie con l'isolamento severo e con la vaccinazione e la rivaccinazio ne scrupolosa. « I pochi casi di danno, spesso esagera.ti, o male interpreta.ti a questa. attribuiti, non sono a rgomento valido per ripudiarla, se non si vuole ancora farsi eco della massima di qualche filosofante g iurista, che non è perme;:so obbligare iuocula1.ioni a l l'uomo neppure a scopo profilattico e curativo. « ~e il vaccino antivaioloso presenta ancora nella sua intima. costituzione q ualche incognita come del resto a.Itri vaccini ben accolti, ciò non implica, che se ne debba. sospendere l'uso, almeno fino a che le assidue indagini scientifiche non abbiano s velato i minimi particolari della. sua na.tur11., poichè nella pratica si osservano ovunque in grandissimi\ copia ed anche completamente i benefici effetti della vaccinazione « Sarebbe mio desiderio che tu ti convinces,:;i col tuo acume critico, che i grandi danni che ;;onosi crllduti inerenti del tutto ad essa, si possono, anzi s i debbono oggidì evit,are colla preparazione rigorosa, e la. scelta oculata del vaccino, ed a.oche del vaccinando, e rnercè l'opera intelligente e premurosa. dei vaccinati. e s pecie delle persone che debbono sorvegliarli. « Ti assicu ro che ho da lunga pmticll, fino da.I mio t irocinio in un lazzaretto di Yaiolosi, dovuto persm\derrni, che tutte o quas i le malattie att ribuite allll va.cci nazione, sono dipendenti o dn germi patogeni accidentalmente inocula.ti i nsieme al vacc ino e qt1indi evitauili, oppure penetrn.ti nell'organismo durante l'opera-
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zio11e, purtroppo non eseguita spesso rigorosamente, ovvero per incurie successi ve, od anche per predisposizioni morbose nei vaccinati. « La maggior par te, ad esempio. delle d ermatosi vacciniche e post-i·acciniche sono convinto, che si po;;sono evitare, come si evitano o ra le infezioni sifilitiche o tubercolari vacciniche, ed anche streptococciche. « Infatti le eruzioni vacciniche dirette ed indi?'ette, che ho accuratamente studiate, divengono vieppiù rare e meno gravi in rag ione della preparazione, della conservnioue, della scelta del vaccino, e della più frequente osserva nza delle norme inc1 ispensabili asettiche ed antisettiche. « Piuttosto le dennatosi post-vacciniche, che si potranno meno facilmente prevenire , sono quello dipendenti d11, condizioni m orbose preesis tenti n el vaccinando, per le qua.li erronel\mente si ripete anche dai medici il post hoc erg(I propte,,· hoc. Sono desse invece di origine antitossica o tossica, o brnditro6ca, o di altrn natura, oppure accidentali, o da quals iasi altra causa de terminante pot rebbero ess ere provoc:ate. Infatt i assumono forma, andamento, gravit à assRi varia.bil i in rela ?.ion e direttR con il proces1;0 spec iale mor boso di cui s ono uno degli esponenti. • Le morti poi, del res to rarissime, che sonosi conclamnte d ipendenti dalla v11ccin11z ione, si sarebbero potute evita re t utte. se non fossero stati inoculati germi patogen i ; l\nzi oso sostenere, che i casi d i gravi complic11nze vacciniche si d.,b. bono, e si possono sempre prevenire, tan t o che è senza. fondamento il con cetto c h e il vaccino possa per sè produrre g ravi ma!R.ttie, e talvolta la m orte. « Del resto, CRrO Ruata, permetti c he con la mia usata cous uetudine ti d ica che, s 1:1 un tempo poterono acce11der1;i e mantenersi fra gli scie nziati lunghe ed aspre polemir.he, per d iverg enti opinioni, oggi ciò non Rvviene più perchè non è possi b ile senza ampia m esse di fatti sperimenta.li, chiari, p,·ecis i, sostenere con argomentazioni teoriche o con preconce tti una opinione s cientifica, contraria all 'evidenza dei fatti, non potendo in alcuna guisa valere qualche acciden t ale eccezione. ~ L'ipi;e -di:rit da quals iasi parte provenga, n on ha quindi p eso alcuno nella quistione, che ci di,,ide, anzi prova purtroppo, che in menti dedite allo sperimentalis mo sopravvive qualche erroneo preconcetto. « :4olamente quando gli antivaccinisti, esclusi i non medici, con i quali non dis cuto, avranno potuto demolire la feconda conquista moderna della immnnizzazione mediante la vaccinazione, ed avranno dimostrato realmente con sicuri e numerosi documenti, che è necessario sconsigliare pu1·e quella antivaiolo~a, 11llora, so lo allora, si potrebbe aderire ai loro ideali che sono per ora ispimti erroneam e nte allR tutela della umana salute. Anzi es"i compiono adesso opera poco lodevole, ins inuando nelle persone dubbiose o sospettose di qualsir,s i m ezzo profi li1 ttic o, che la vaccinazione anzichè utilissima e feconda di grandi vantaggi sociali, diviene nociva, e che senz'altro si deve chiedere l'abolizione d ell'obblig o impos to da leggi. • Ilo sempre ferma fiduria che al lume di una d iscussione ampia, severa, scientifica e pratica, tu ed i tuoi seguaci medici vi persuRde1·ete, che il ;convinoimento dello. grandissima maggioranza dei medici è fondato, cioè , c he la vaccinazione antivaiolosa, però più ri goros11m ente e costantemente praticata, è il mezzo più efficace e sicuro per salvare l'umanità da un tris tissimo flagello, il vaiolo. ~ Prof. D. BA1rnuzzr "'·
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CONCORSl llotliloulone di oonoono per l& nomiu& 41 30 sottotenenti medlol cli oomplemeoto della B . marlua. IL MINll:lTRO Vista la lecige n. 797, in data 29 giugno 1913, circa l'ordinamento dei corpi militari dt lla R . marina; Visto il R. decreto n. 280, in data 5 marzo 1914, che approva il regolamento provvisorio per l'applicnzione della legge predetta in quanto riguarda l'ammissione, avanzamento, servizio temporaneo e dispensa dal medesimo degli ufficial i medici di complemento della R. mnrina; DECRETA:
È aperto un concorso a titoli - fra laureaçi in medicina e chirurgia iu una delle univers i tà del Regno - pc1· la nomina di 30 sottotenenti medici di C-Ompleinento della U. marina. Nel regolamento approvato col R. decreto n. 2!30, in data 5 marzo 191~, sono stabilite le condizioni per l'ammissione a tale cc,ncorso ed il relativo procedimento. Le domande d egli as piranti, redatte su carta bollata da l ire una, con la incl icmr.ione del prop1·io domicilio, e corredate dai prescritti documenti e dei titoli, dovranno pervenire al Ministero della marina 110n piì_1 tardi del 31 a,qosto p ros1;i1no t:enturo. Quegli as pirsrnti, che presen ter11nno titoli, oltre quelli indicati alle lettere a) e b) dell'art. 2 dal succitato n •golamento, dovranno allegarvi un elenco, specifica tivo e, nel caso di titoli scit:ntitìc i, invieranno cinque copie di ogni pubblicazione. R ic·ouosciuta la regohnirit dei documenti esibiti dagli nspiranti, costoro saranno informati, al rispettivo domi,~ilio, dell'am111i;;;iione al con<'orso e, poi, dell'esito deJ concor.-:o stesso. Co11ic del presente dccrl!to e d el suindka tc 1·egolamento potranno essere cltie..,te agli o,pedali principali 111ilitnri maritt imi (Spezia, Napoli, \"t:uezia, Taranto e L a. ;\.laddalenn,. ovvero nll' is pet.torlLto di sani ti\ al Ministero della marina. II present;, derreto snrà r Pgistrato alla Corte dei conti. Roma. 2:2 aprile l!lU. Mli.LO.
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41J:
VARIETÀ S. GAV AZZENI e S. MtNELLI. - L'a a top1la cU u n ra41olog o . me.dica, febbraio 1914, n. 2).
(La radiologia
Gli AA. riferiscono i risultati dell'autopsia. praticata sul dott. E. Tiraboschi , radiologo presso l'ospedale maggiore di Bergamo, morto coi sintomi di una gravissima anemia, che il reperto necroscopico dimostrò essere l'unica crlllsa del decesso Il Tiraboschi lavorava da. circa 16 anni assiduamente e senza ricorrere a dei mezzi di protezione con raggi molto duri e penetranti, i quali avevano provocato ,rna. prima. azione nociva., determinando radiodermiti alla guancia e manosinistra, ed in seguito esplicarono la loro azione in profondità, specie in quegli organi, che i da.ti sperimentali e l'osservazione clinica hanno dimostrato e~sere i più sensibili, quali i testicoli e gli organi ematopoietici (midollo osseo e milza). Infatti l'esame istologico dtii testicoli fece rilevare uua. spiccata atrofia delle cellule epiteliari costituenti l'elemento essenzinle del canalicolo seminifero, con disorienta.mento cellulare nel gruppo degli spermatagoni, spermatociti e spermatidi, tale da rendere impossibile la dilltinzione, e scarsissime figure in cari0cinesi. Si riscontrò inoltre il midollo osseo in preda a distruzione, povero di elementi e mancante di ogni potere rigenerativo e, mezzo di difesa.; la milza. gravemente intaccata colla riduzione e scomparsa dei follicoli malpighiani e con abbondanza di cellule globulifere e pigmentifere. Gli AA. conclusero trattarsi di una forma di anemia aplastica, non differenziabile da.I punto di vista anatomo-patologico, dalle forme aplastiche di anemia perniciosa. Tanto nei testicoli a trotlci e nelle loro tipiche alterazioni, quanto nelle lesioni distruttive del midollo osseo e della milza, si ha l'esponente sicuro cbe una intensa, ripetuta e prolungata azione dei raggi X abbia agito in tutto l'orga.n ismo del Tiraboschi, e prevalentemente in organi a graudo attività riprorluttiva, ad avvenire cariocinetico lontano ed a morfologia e funzioni non definitivamente fissate. 01.i organi ematopoietici, attraverso a proba.bili periodi di ipof'unzionalità hanno perduto ogni potere di produzione e di rigenerazione negli elementi sanguigni, cadendo in una grave atrofia. ed i raggi H.ontgen ne rappresentano il più plausibile fattore etiologico. Gli AA. concludono ammettendo che l'anemia a.plastica, che fu ca.usa di morte, ha avuto un decorso clinico ed un reperto anatomo pntologico, che la rendono affine alle anemie perniciose progressive: per cui si domandano se per le anemie perniciose non sia da invocarsi anche un'eziologia Rontgeniana.
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NOTIZIE Premio del II oong reHo meclloo lnte rna:rJ.onale per gr Infortuni del lavo ro. Roma, 23-27 maggio Htù9. La commissione nominata dal comitato esecutivo del Il congreSEo medico per gl' infortuni sul lavoro per l'aggiudicazione del premio di lire mille istituito sul resirloo del congresso da darsi alla miglior memoria sul tema; « Adattamento funziollale degli arti trn.umatizzati e loro valutazione,., si è riunita e.ella R egia uniVPrsità di Roma alle ore 6 pome1 idiane del 18 aprile 1914. La comm.issione composta dei signori professod Roberto Aleseandri, ordinai-io di patologia chirurgica della R. università e degli ospedali di Roma; Mario Carrara., ordinario di medicina fogale della R. università di '.l'orino; Tito Ferretti direttore e primario chirurgo degli ospedali di Roma, ha preso in esame i tre lavori presentati -e contradetti dai motti 1 l. - Di più. sapere angosciosa carizia (Dante); 2. - L'habitude e:,t une seconde natw·e;
3. - Fid,mter. hwori che ciascun commissario aveva già precedentemente letto e studiato. Dopo breve scambio d'idee, i commissari si sono trovati concordi nel giuJicare tutti e tre i lavori degni di particolare conside1·azione e si dichiarallo molto lieti dell'e;;ito del concorso. Riguardo al giudizio 1cotnprensivo s ul merito, la commissione è anche unanime llel ritenere come l'argomento sia stato più completamente ed esaurientemente svolt;o nel lavoro coutrassegnato did motto L'habitud.e est une secoude n<Lture, come è più ampiamente dimostrato nella relazione che si presenta a parte. Sicchè con voti unanimi la commissione opina che il premio sia da aggiudicarsi alla memoria sndùetta, contrassegnata col motto : L'habitude est [une second.e
nat11re. I commis.;a·r i Prof. RouEJ(TO A LESSANDRI - Prof. MA.RIO ( "AJUURA Prof. Trro FERRETTI. 1.'V. B. Aperta pubblicamente il gioruo 28 aprile 1914 alle ore 12 nell'Istituto di medicina legale la busta con tenente il nome del vincitore, risultò che il concorso era stato vinto dal signor prof. dott. Carto Julliard di Ginevra (Rue du Rhone, 2).
Il presidente del comitato esecutivo S. O·r'l'OLE~o111.
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NOTIZIJC:
llegolamento per un oonoono a premio t•tltulto dalla Ou1a 41 risparmio 4l lltlano per 1nooragglamento agli 1ta411ull' Igiene e pro8la••1 delle prime vie del reaplro e degli oreoohl. Art. i. - È bandito un concorso con premio di L. 1000, per un lavoro originale sull'igiene e profilassi dell'orecchio e delle prime vie del respiro. Art. 2. - Possono concorrervi tutti i medici-chirurghi regnicoli. Art. S. - Il tema stabilito dalla commissione è il seguente: P1·0/Uassi della sordità. Il tema dovrà esse re svolto in forma pi1ma. accessibile a persone profane all'arte medica e corrispondere allo scopo di diffondere specialmente n el popolo, fra le classi operaie, soldati, persone di servizio, ecc., ecc., le cognizioni igieniche atte a combattere inveterati pregiudizi e a prevenire le principali cause di sordità. A tale scopo, la brevità sarà massimo pregio. Art. 4. - Il concorso scade il 16 settembre 1914 alle ore 24. Il lavo1·0 deve essere dattilografato e consegnato per tale epoca al presidente della S ocietà italiana di laringologia, otologia e rinologia dott. F . Putelli, Calle del Ridotto 1389, Venezia. Art. 6. - L'autore dovrà segnare il suo lavoro con un motto che sarà ripetuto in busta chiusa unitamente al s uo nome, cognome e indirizzo. Art. 6. - I lavori saranno esaminati da una commissione costituita da tl'0 membri nomina.ti dalla presidenza della. Società. Di tale esame sarà fatta una relazione che sarà resa di pubblica ragione. Art. 7, - La memoria premiata resterà di proprietà della. Società che s'incaricherà di stamparla e diffonderla.
Presidente Dott . F. P t;TJi:LLr.
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Per il Libro d'Oro del Corpo sanitario militare Co111in.,w:1011e -
Vedi r~•clcolo Il
Ordine militare di Savoia. Cavaliere. MADIA cav. Giuseppe, maggiore medico. - I ucaricato di organizzare servizi di polizia sanitaria e d i presied@re alla rigoro~a pratica delle misure profilattiche, dietle prova di graude spirito d'iniziativa e d'instancabile operosità. Contribui etlicacemente, con l'opna pe rsonale e coi provvedimenti adottati, a domare l'epidemia colerica nella città di Tripoli. Ju seguito, organizzò il servizio d'un ospedale militare sorto con mezzi locali, e lo diresse sapientemente con grande zelo ed operosità. - Tripoli, ottobre-novembre 1911.
•edagl!a d'argento al valor mWtare. [Il . D1i:NAR<1 Antonio, tenPnte medico 6° battnglione indigeni eritrei. - Sotto il fuoc-o nutrito dt•I nemico, sprezzante del pericolo, prestò le prime curn ai numer·osi frriti lasciati s uccessivamento dal battaglione nella rapida avanzata: essendo poi rimasto isolato, s,,guitò a disimpegnare il s uo mandato, anche vedendosi fatto segno a fucilate da p,irte di un gruppo di beduiui che vennero poscia respinti dai porta feriti. - Reg:ma, lo aprile 1913. 32. ScARl'IERI Cesare, tenente medico 7° reggimento fanteria. - Curav11 con esemplare conggio ed ahnegaiione i numerosissimi feriti d el battaglione ed anche di a ltri reparti, compi,•ndo serenamente il suo dovere sotto il violento fuoco nemico. - Sidi Gu.rbAa, l(; maggio 1913. 33. CASAGUANl>B Glauco, capitano medico 26° reggimento fanteria. - Sia nell'avanzata che nell'azione difensiva, con grande coraggio e calma, attese in terreno intensamente battuto dal fuoco nemico, immediatamente a tergo delle truppe impegnale, alla medicazione di for iti, impartendo opportune disposizioni per lo !'gombro di essi e dando col suo rontegno bell'esempio di valore e di abnegazione. - S iti i GarbAa, 16 maggio l!ILS. 3!. ZAl'l'AI.À Giacomo, tent>nte medico 2fì0 reggimento fanteria. - Sia nella avanzata che nella posizione difensiva, con gran coraggio e calma, attese, in terreno intensamente battuto ùal fuoco nemico, immediatamente a tergo delle truppe, alla medicazione dei feriti, impartendo opportune disposizioni per lo sgombro di essi e dando col suo contegno bell'esempio di coraggio e di serenità. - Sidi Garbà.a, 16 maggio 1913. 35. FORMIGOJNI Manlio, tenente medico S5° reggimento fanteria. - Con coraggio, calma e sangue freddo ammirevoli, sotto il fuoco nemico1 prestava le prime cure ai feriti ed e!:eguiva su alcuni di essi opernzioni chir urgiche nou facili per salvarli da certa morte. - Sidi Garbà.a, 16 maggio 1918. 36. TltANI Katalino, sottotenent.e medico d i comple men to 85° reggimento fan• teria. - C<:-n zelo e tranquillità ammirevoli, durante tutte le fasi dell'azione, sotto il fuoco nemico, prestò l'opera sua pietosa e solerte a numerosi feriti. $idi Garbito, lfi maggio 1913.
PER IL LIBRO D'ORO DEL CORPO SANITARIO MILITARE
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S7. PAOLINI A<lolfo, capitano medico. - Direttore del servizio sanitario delln 4• di visione speciale, sull'altipiano Cirennico diede prova di vero talento di organizzatore. e dimostrò in ogni occasione notevole coraggio personale. li 16 maggio 1913, n ella. marcia da Marana a Sira. trovandosi in coda alla divisione con un reparto di sanità, gli attendenti e i conducenti del comando della divisione stessa, attaccato improvvisamente e violentemente da uno stuolo di bed uini, p rese personalmente il comando della truppa e respinse bravamente l'attacco. 38. ANOEl,INl Antonio, tenente medico 8 7° fanteria. l In difficilissime con39. CARVAOt.10 Edoardo, iaottotenente medico id. id . ~ dizioni, disimpegnarono le loro mansioni con abnegazione e coraggio in te rreno effica cemente batt uto dal fuoco nemico. - Saf Saf, l° luglio 1913.
Medaglia dl bronzo al v&lor milita.re. 39. BoRSARELU Giovanni, capitano medico 68° reggimento fanteria. - Di sua in iziativa, ragg iungeva un battaglione del proprio reggimento all'inizio dell'azione. Prestava le sue curP. ai feriti anche di altri corpi, dimostrando ca lma, cornggio e intelligenza. - Benina, 18 aprile 1918. 100. ScARCELl,A Vincenzo, s ottotenente medico di comple mento 68° reggi mento fanteria. - Durante tutta I azione, coadiuvò con coraggio e diligenza il capitano medico, prestnudo, con cahn,i e perizia. opera pronta o inte lligente a soccorso d i feriti del proprio e dei reparti viciniori, an clte sulla linea di fuor:o, provvedendo in modo esemplare al loro sollecito sgombro. - B enina, 18 aprile 191!3. 101. DELLA CrOPPA Angelo, capitano medico ,1° reggimento genio. - Provveùcva, con molta capacità ed attività, al regolare funzionamento del servizio sanitario delle truppe della ;Jivisione in combattimento, esp.,nendosi a .o che con serenità e coraggio al fuoco nemico. - Ben ina, 13 aprile 1913; Regima, 22 aprile 1913. 102. D'AMBROSIO Giuseppe, sottotenente medico 4° reggimento fanteria. - Leg· germente ferito, continuava a pres tare sollecite cure ai caduti sulla prirnn lint>a di combattimento. - Giok K ebir, 13 aprile 1913. 103. ConTt Luigi, tn1ente medico reggimento cavalleria Ni~z" tl0 ) . / Con molta tO,! . Russo Domenico, tenente medico. \ calma e ard itezza, coadiuvarono il comandante d ella sezione di sanità nel raccogliere e çura.re i feriti in terreno es posto a.I fuoco nemico. - G iok Kebir, 13 aprile 106. BINAGHI Alberto, tenente medico 79° reggimento fanteria. I Sfidando il peri106. VAJoLA Nazzareno, tenente medico id. id. j colo, rimanevano 111dietro alle truppe, che si disimpegnavano dal combattimento dopo una ricognizione offensiva, e, con calma e sangue freddo, prestavano l'opera loro, curando numerosi ascari del So battaglione eritreo rimasti feriti. Regima, 15 aprile 1913. 107. CASAL!S Pietro, sottotenente roed ico 22° reggimento fanteria. - Nella zona battuta. intensamente dal fuoco nemico, prestò con calma e nrdimento l'opera propria a numerosi feriti anche di altri battaglioni. :.... Sidi Garbh, 16 maggio 1913. 108. MAZZA Rosario, sottotenente medico di complemento 35° reggimento fanteria. - Con calma e sangue freddo sotto il fuoco nemico, prestava amorevolmente le prime çure ni numerosi feriti. - Sidi Oarbàn, 16 maggio 1913.
mm.
Encomio aolenne. . 86. C1aco Giuseppe, tenente medico 37• reggimento fanteria. - :Malgrado che il posto di m edicazione fosse esposto al fuoco nemico, prestava l'opera sua con lodevole calma e alacrità. - Sidi Garbàa, 16 maggio l913.
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l'El! IL Lf(lRO D'OIW DEI, COHPO SANITARIO MILITARE
87. PETT1T1 Pasq uf\le, tenente meJico 1° reggimento alpini. - Durante uua. marcia molestata dal fuoco nemico, dimostrò lodevole calma e coraggio nel pres ta.re subito le opportune cure ui feriti. - Cire ne, 20 maggio 1913. 88. MENOES Guido, capihuo medico 2° r eggimento grrt oatieri. - Comandaute d'un r,, parto di sauità da montagna, uel giorno 5 luglio 191:3, all'attacco di Zauia. Feidia, adempiva il suo còmpito con lodevole coraggio, zelo e abnegazione. 89. MAHI Gius••ppe, tenente medico. - Addetto a u n reparto di sanità. da. montagna, nel giorno 5 luglio 1913, nll'att,icco di Zauia Feidia, coadiuvnva il suo comandante con lodevole zelo e abnegazione. 90. G1AC0SA Euclide, sottotenente m edico di complemento 7° battaglione indigeni eritrei. - Attardatosi, con un piccolo nucleo di scorta, pe r curare un ascari ferito durante il ripiega mento del battaglione, e fatto segno al fuoco nemico, seppe con lode,ole CAima e cora ggio ade mpiere il proprio mandato, raggiungendo col feri to il buttaglione. - Zavia Es Gaffa, 29 lugl io 1913. 91. BHA CCO Edoardo, capitano medico 820 reggimento fan teria. - Pel modo lodevole col quale dis impegnò l'ope ra s ua in comhattirnento. - Zanzur, 8 gioguo 191'2.
CONFERENlE SCIENTIFICHEDEGLI O~PEDALJ MIUTARI SOIIARIO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI ( DAI P R1)rE ~!.1 \ 'E ltBAl,1 l'I.RVf;:-.UTI AL1} !s1·E1"1"()1ìA1'f) hl !UNITÀ llll.lTAIIE
UAL 1° AL 31 MAG G IO),
CA 'ì A DI~[ TIR.RENI (111a g;g io). - Te11e11tc medico ER:sE!,,J\ J SAssor, r: Co mu u ir R. i risultati doll'esame p;.;ic hiatrico, compiuto s opra on delinquente com u ne, c he poco dopo la s ua incorporazione in uo r eggimento di fnnteria, incorse n el r en.to d'ins ubord inazione. con v i€' di fatto. vers o un graduato di truppa. A ) )A esposizione fatta tlal confercn:'.ie re d ell11 inte ressante perizia ps ichintricn, il direttore dell'os ped,~le fa seguire ,1.lcun i co mme nti illus trn ti v i. A ffor ma es~ere sua an t ica o pinio ne c he il lavoro di eli minazione ,!elle r eclu te tara te per do for111ita p;,ico-n1ort1 li 1 dovrebbe inizia rsi con prudente so ll ecitudine dn.gli s tes.:ii co11i.ig li di levt\ e dai distre tti militAri.;Ritiene vana la fid ucia in un'('flicacc azione rede u t1·ice 1 con~eguib ibe cou l'ordinario regim e, d i disciplina a ppl icato 1dle collettivitn mili Lari. Quind i è che i sa ni tR.ri r e ggi m e n tali, in gene re, s ono ora proclivi ad n ppog~iare le vedu te de lle auto ritt\ m i litRri, in vian do pe r tempo og ni a no malo pregiud icato al ,,icino ospedale m il itare p 1 •r i p rovvedime11Li med ico- l!·gali del caso. loduhbiament,• nellR de linquenza miuo rile s i potrebbl·ro ottent-re rRv\'e• d i men t i du revol i, q ,1alo ra 11 ppo~iti ri fon1111tor i s pieg.1Rse1·0 un:1 ben efìcn infl uenza, m oditìcnndo col f,.voro mllnu nle le defi,·ienr.e mora li, chP fann o t ender,• g li individu i, p~ichica,nenle deboli. 11d a bitud ini oziose e viziose. F inchè t nli ri formalol"Ì non tlar11nno fay orevoli ri 1mltAti, il cè,m pito del periro 111ilitnre s i do\' ril. r irlune Alle o,·ulat e ,,Jim in; zio11i degli ell'menti m o r-
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI 1.ULITA.BI
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bosamente anomali, anche per evitR.re lo. possibilità. di contagi morali nelle raccolte armate a difesa delle istituzioni, adottando cioè misure profilattiche, analoghe a quelle che l'igiene prescrive per le malattie diffusibili. In base all'esposto concetto, fu già ritenuta, in quest'anno, doverosa la determinazione di riforma per un altro pregiudicato, più volte recidivo, che fuggito di notte ignudo dalla propria caserma, fu raggiunto e identificato in una bottega della città, ove era.si rifugiato. Lo stesso provvedimento fu :ritenuto indispensabile per un alt1·0 degenerato, già macchiato da nove condanne, riportate prima della coscrizione, e le cui forme fisiche pel'fette erano deturpate da un contenuto psichico mostruo~o, tanto da far considerare in lui capo"olti quasi tutti gli elevati sentimenti uro.ani. Tale individuo, dimesso successivamente dalla caserma e dall'ospedale militare per le sue non comuni anormalità (ponderabili e commisura.bili col sussidio della moderna psichiatria), si dovette fa.re accompagnare per mezzo dell'arma dei carabinieri rea.li alla sua sede di provenienza, ove purtroppo avrà dal carcere o da l manicomio quel pane quotidiano, che egli non ha vo• luto imparare a procurarsi coll'onesto lavoro. Ciò serve a dimostrare che l'evoluzione della scienza ed i progressi della civiltà hanno determinato nuove situazioni, gravose per le connesse non facili indagini psichiatriche, alle quali ora non tanto di rado sono chiamati Rd applicarsi gli ufficiali medici dal R. esercito. PALERMO (marzo). - Tenente medico BaNEDE'I"rO CAF~'AREu,1: 4< Sulla ricerca del bacillo di Eberth nelle feci e sulla vaccinazione antitifica >. L'O. premette che l'isola.mento del bacillo del tifo nelle feci è molto difficile, poichè esso si trova mescolato a numerose specie microbiche e particolarmente al bacteriton coli. Infatti sulla gelatina a temperatura ordinaria, le colonie del bacillo del tifo si s viluppano lentamente, mentre prima di esse crescono i microrganismi saprofitia, cLe, liquefacendo la gelatina, arrestano la ricerca. Inoltre molto spesso lo sviluppo del bacterium coli ostacola quella del bacillo di Eberth: azione ostacolante, messa in evidenza da Grimbert. di più la vita. in ce>mune dei due bacilli può modifica.re pl'ofonda.mente le loro proprietà: co• siccb è i l bacillo del tifo pe rde la sua proprietà di fronte 111 siero agglutinante ed i\ bacterium coli le !'Ue proprietà fermentative ed indole formative (Renny). P e1· queste difficoltà i bacterio!logi ba.uno immaginato numerosissimi metodi per isolare puramente i bacilli del tifo. L'O. qui ndi passa in rassegna i uumerosi metodi basati s ui caratteri differenziali fra il bacillo del ti~'o e il bactel'iinn coli, rilevabili da determinate apparenze culturali in terreni nutritivi speciali, e si intrattiene in special modo sui terreni di c~1ltura più facilmente utiliz~abili e più conosciuti: parla, descrivendone la tecnica di preparazione, del brodo lattofenolft.lleinico di Abba, d~l brodo epatico torna.solato di Cesaris-Demel, dell'Agar lattosato fucsinato di Ramond, della gelat ina al carciofo di R,nix, del terreno di Rothberger e dell' Agar Drigalls,;ki e Conradi. Osserva che prima di dichiarare tifica una coltura ottenuta, bisogna sempre ricorrere alla prova della agglutinazione con siero ,mt itifìco. S uccessiva.mente l'O. tratta della vaccinR.zioue antitificn, parlando dei vart vaccini e descrivendone la tecnica e le reazioni. Afferma che con la vaccinazione antit ifica noi abbiamo in mano un'arma potente contro un morbo sempre grave, A. lungo decorso e spesso mortale; un mezzo prez.iosissimo per la preven zione dell'epidemie che fatalm ente scoppiano falciando vittime, nelle grandi 17 -
Glo1·nale di medi cina lllihlare -
f a;c. v.
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CONFERENZE SCIENTH'IOBF: DXGLI OSPED.~LI MILITARI
agglomerazioni umane e in date condizioni malgrado tutte le misure di profilassi generale. Perciò la vaccinazione antitifica viene praticata negli eserciti coloniali dei prin· c ipali stati, ed è stata usata in tutte le spedizioni, fra cui nel nostro corpo cii occupazione in Libia e con ottimi risultati. In Francia es iste già un progetto di legge per rendere obbligatoria la vaccinazione antitifica nell'esercito, ed è stata praticata anche fra la popolazione civile, là dove esistevano delle epidemie di tifo. L'O. termina la sua conferenza, ricordando che Chantemesse in una se· duta dell'accademia di Parigi nel 1911 sostenne calorosamente la necessità della vaccinazione antitifica in massa.delle popolazioni, e che Wright ba messo queste parole come epigrafe di un suo opuscolo: ll medico dell'a11venire sarà un medico unimttnizzatore.
Movimenti avvenuti ool (A)r~o Sanitario e nel Personale Farmaceutico (l>a lla dispensa u · alla tv• del Bolltlli'IO u/1iciall dellt nomine).
Uf1lol&ll lD. Hrvls lo permuente. R. decreto 1° marzo 1914. C.U'JALBI Antonio, capitano I.Iledico 49 fanteria. -
Rettificato il cognome per l,1
giunta di titolo nobiliare come appresso: CAPIALBI nobile dei couti Antonio.
Determinazione ministe-l"iale 2 aprile 1914. CORRADI Nmna, capitano medico scuola applicazione fantel'ia. - Nominato insegnante titolare di igiene e primi soccorsi presso la sopraindicata scuola dal 1° febbraio 1914.
R. decreto 5 marzo 1914.
La sua no~ mina a tenente medico, di cui nel R. decreto 10 aprile 1918, dovrà considerarsi avvenuta con anzianità 1° agosto 1912 e con decorrenza per gli assegni dal 1° settembre 1912. Seguirà nel ruolo il tenente medico DE CESAR!ii Vincenzo.
AROMANDO Angelo, tenente medico infermeria presidia.ria Sassari. -
R. decreto 2 aprile 1914. CASTELLI l!}nrico, wnente medico 78 fanteria. -
Dispensato dal serv1z10 per manente, a sua domanda; inscritto col suo grado e con la sua anzianità nei ruoli degli ufficiali medici di complemento ed assegnato distretto Lodi dal 16 aprile 1914. 'MAZZETTI Carlo, id. id. 8 genio. - Collocato in aspettativa per motivi speciali per quattro mesi.
)(OVIMF.:NTI AVVENUTI NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. l!'.ARVACEUTICO
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R, decreto 5 apri,le 11:114. I seguenti ufficiali medici sono promossi al grado s uperiore con anzianità
31 marzo 1914, con decorrenza per gli assegni dal 1• aprile 1914 e con la destinazione per ciascuno indicata: Maggiori medici promossi tenenti colonnelli medici: MENNELLA cav. Arcangelo, ospedale Firenze. - Continua come contro. MORJNO cav. Francesco, id. Torino. - Id. id. Cuocio cav. Andrea, direzione sani tit IX corpo armata. - Destinato ispettorato sanità milita.re. Capitani medici promossi maggiori medici : Gaetano, reggimento artiglieria 11, ca,•allo. - Destinato infermeria presidiaria GaetK. Lo BIANCO Luigi, ospedale Palermo. - Continua come contro. MARRI Ezio, id. Firenze. Id. id. (a scelta). MJLJTELLO Emilio, id. Oaserta. - Destinato ospedale Palermo. LA GRO'rTERIA Pa8qiiale, 11 bersaglieri. - Id. id. Napoli. FAZIO
Tenenti medici promossi capitani medici con riserva di anzianità e con decorrenza per gli assegni dal 1° aprile 1914. CASASCO Egidio, ospedale Chieti. - Destinato 12 fanteria. PELLEGRINI Francesco, 6 alpini. - Id. 9 artiglieria fortezza. Tosi Riccardo, 8 artiglieria campagna - Id. 79 fanteria. CANDIDOR1 Enrico, ospedale Roma. - Id. 13 id. BOTTAJU Carlo, id Milano. - Id. ospedale Venezia. BtFANr Mario, fabbrica armi Terni. Continua come contro. PAOLE1'TI Verecondo, ospedale Perugia. - Destinato 1° artiglieria. campngna. GRANATA Save·rio, 45 fanteria . - Continua come contro.
PERILLI Giovanni, tenente medico ospedale Roma. - Collocato in a.spettativa per motivi speciali per sei mesi. CAvAGUANO Bernardino, id. id. cavalleggeri di Vercelli. - Dispensato dal servizio permanente a sua domanda; inscritto col suo g rado e con la sua anzianità nei ruoli degli ufficiali medici di complemento ed a.ss-egnato distretto Novara a datare dal 16 aprile 1914.
Decreto ministeriale 2 aprile 1914. Lo stipendio annuo normale dei maggiori medici e dei capitani medici, inscritti nell'annuario militare con a nziani tà. 31 marzo 1909 è portato rispettivamente a lire 5600 e a lire 4400 dal 1' aprile 1914.
Delei'1ninazione ministeriale 9 aprile 1914. VJRDIA cav. Tommaso, maggiore medico ospedale Roma. - Trasferito direzione sanità IX corpo armata. R O'.\IANO Enrico, capitano medico 12 fanteria. - Id. 11 bersaglieri. LA:sDnust Roberto, id. Nizza cavalleria. - Id. reggimento artiglieria a cavallo.
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l{OVDIEKTI A VVE:SUTJ NEI, OORl'O SA~IT. E NEL PERS. FARMA CEUTICO
Bos<.:o Pietro, capitano medico ospedale Novara. - Trasferito ospedale Caserta. Cossu Alberto, id. id. Venezia. - Id. 4 artiglieria campagna. PALOMBO GiucSeppe, tenente medico infermeria Civitavecchia. - I d. 39 fanteria. KNAPP Giovanni, id. 1° artiglieria campagna. Id. ospedale Bologna. R. decreto 10 febbraio 1914.
DE Liso Carlo, tenente medico 10 fanteria. - Collocato, a domanda, a disposi11ione Ministero colonie e destinato R .. corpo di truppe colonia.li della Somalia italiana. He. preso imbarco a Napoli il 4 dicembre 1913. DllllART!NO Nicolò, id. 1° artiglieria. montagna. - Id., d'autorità, id. id. id. e id. id, Id . id. n Napoli il 29 gennaio 1914.
R. decreto 19 marzo 1914, LA MA:-.!(A l:ialva/.()'l·e, tenente medico ospednle Napoli. - Collocato in aspettativa Jler infermità. temporam•e non provenienti da cause di servizio per un anno. R. decreto 9 aprile 1914. lNFELISE cav. Giw1eppe, rne.ggiore
medico OSJ,edale Catan7.ato. - Collocato in posizione ausil iaria, per età, dal 1·4 aprile 1914. GRASSI Giuseppe, capite.no medico 40 fanteria. - Id. in aspettativa per infermitil. temporanee provenienti da cause di servizio. BELl, IA cav. Emilio, tenente colonnello medico direttore ospedale Brescia. - Collocato in posizione ausiliaria, per età, dal 14 aprile 1914 e nominato cavaliere nell'Ordine dei 8 '. Mll.urizio e Lazzaro ARPA c.av. Vittorio, id. ospedale Napoli. Nomina.to direttore ospeclale militare principale Brescil\ dal 14 aprile 1914. Il. dec l'eto 16 aprile 1914. PrnPJNET,1,1 Cll v. Pietro, tenente colonnello
medico, ospedale Firenze. - Nom in&to vice direttore scuola applicnzione sanità militare dal 24 aprile 1914. Cul:!ANI cav. Marti1w, maggiore medico direzione se.nit,\ I corpo d'armata. - Colloc,,to in posizione ausiliaria per età, dal 16 aprile 1914. 11:Iol:!ùntNI cav. Enrico, tenente colonnello medico vice direttore scuola applicazione sanità militare. - Id. id. id., dal 2 4 id. e nominato cavaliere nell'Ordine dei SS. Maurizio f' L11.zr.11ro.
R. dec1·eto 19 ap,·ile 1914.
I S!'guenti tenenti medici sono dispensati dnl ser vizio permanente a loro domanda; inscritti col loro grado e con la loro anzianità. nei ruoli degli ufficial i medici d i complemento ed assegnati ai distretti per ognuno indicati dal 1° maggio 1914. F.1-nA Giit,:;eJIJ>8, tenente medico 20 fnnteria. - Distretto Reggio Calabria. M Uf!SO:-.:E Leopoldo, id. 1° id. - Id. \'errelli. Determinazione ministeriale 23 a11rile 1914. CAt'AllO Nicola, cnpitano medico 61
fnntei·ia. -
Trasferito ospedale Genova.
X O VUlENTI AVVENUTI NEL COR PO 1:iANIT. E NEL PERS. J!'ARMAOEUTlCO
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Farmaol•tl mWt&rl. R. decreto 29 mar;,;o 1914. P lRAlNO Stefano Giovanni. farmacista di 1" classe infermeria presidiaria Cremona.
- Collocato, a sua domanda, in aspettativa, per infermità, dal 1° aprile 1914, con l'annuo assegno di lire 1760.
Farmacl•tl mWt&rl di oomplemento. R. decreto 19 febbraio 1!'14. LOJACONO Natale, farmacis ta militare di complemento di S0 clnsse, dis tretto Bari,
in servizio ospedale Bari. - Collocato, d'autori tà, a disposizione del Ministero delle colon ie. H a preso imbarco a Kapoli per la Somalia it-t.liana il 29 gennaio 1914.
R. derreto 6 marzo 1913.
s• classe. distretto Mondovi, in servizio R. corpo di t ruppe coloniali della Somalia (a dis pos izione Ministero colonie). · - Cessa da tale posizione a de.tare dal 18 dicembre 1918.
BlìJLTRANDI Enrico, farmaciste. milite.re di
Ufflotall ln poatslone dl aervtzto aulllarlo. R. decr1:to 9 aprile 1914. Maggiore generale medico promosso tenen te generale medico: St'ORZA cav. Claudio, distretto Roma.
Tenenti colonnelli medici promossi colonnelli medici : C ARBONE ce.v. Bruno, distretto Catania. FALCONI
ca.v. Gavino, id. Roma.
R. decreto 17 novembre 1913.
I sottonotati ufficiali sono collocati a riposo per anzianità di serv1z10 con decorrenze. de.I 1° dicembre 1913 ; inscritti nella riserva ed insigniti della ono• rificenza per ciascuno indicata: B REZZI cav. Giuseppe, colonnello medico, dist retto R oma. -
Uffiziitle nell'Ordi'ii"é dei SS. Maurizio e Lazzaro. MlCBELI cav. Luigi, id., id. Bologna. - D'AJELLO r,av. Raffaele, id., id. Caserta. - Cavalier i nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazza ro,
Ufti.otall dt merva. Decreto ministeriale 1° aprile 1914.
E'T'nesto, capitano medico dist retto P a rma. - Chiamato in serv1z10 con asi;egni, per tempo indeterminato, dal 13 marzo 1914, all'ospedale Parma.
V ERDURI
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~IOVIMJ::NTl AVVENUTI NEL CORPO SANIT , E NEL PERS, FARMACEUTICO
R. decreto 9 aprile 1914. Maggiori medici promossi tenenti colonnelli medici: BRANCAI,EONE cav. Piefro, distretto Palermo. cenzo, id. Reggio Emilia.
FnENCESOHJ- SCARUFFt cav. Vin.
Capita.no medico promosso maggiore medico : COHOLA ce.v. Giulio, distretto Novara.. Tenenti medici promossi capitani medici: MENABUE Giuseppe, distl'etto Modena. - N1c0LOS1 Gaetano, id. Cat1mia. - ToM· MASI Ettore, id. Arezzo. PoLCA.RI Domenico, id. Benevento. 0IORDA:(0 Tommaso, id. Napoli. - S1cuRTÀ Giov. Battista, id. Milano. - TAsuccm Virgilio, id. Livorno. - CONCETTI Ge1·emia, id. Ascoli Piceno. - MASCITEl,LI Guglielm,o, id. Sulmona. - A)tPRntO Er11eslo, id. Casale. - BELLATI Angelo, id. Venezia. - PrSTONO Remo, id. Vercelli. - RosSETTI Luigi, id. Torino. CarasA-ABBIATI Antonio, id. Voghera. - Prsr1co Giovanni, id. L ecce. - RrVERA GiwJeppe, id Genova . - DE GIULIO Pasqitale, id. Noh\. - CAPUTO Gustavo, id. Lecce. - Rov1GLtO Adeodato, id. Bergamo. -- TRtPANI Domenico, id. P otenza. - AsT11t TI Francesco, id. Castrovillari. - SEYELU S evero, id. Perugia. - COLANERI F erdinando, id. Orvieto - S ALYATORE Giovanni, id. Bari. - AR,\NGJSO Luigi, id. Cagliari. - Boc11 rcc mo Antonio, id. Cnserta~- V1TALF. Raffaele, id. Reggio Calabria. - TonREGrAi:-1 Amedeo, id. Perugia. - CATAN I Leopoldo, id. L ivorno. - GRAND!t A11toni1t-0. id. S iracusa. - L1cc1A1rn1 Afargaritino, id. Siracusa.. - lAN:SIEI.U F,-ancescantonio, id. Potenza. - PLAZ7.A Gerardo, id, Napoli. - F1mGOLA Em·ico Giulio, id. Genova. Sottotenente medico promosso tenente medico: L orrtESTI Salvalorn, distretto R eggio Ca.labrin.
R. decrPfo l o marzo 1914. CHrEFFt Michele, capitano medico, distretto Ascoli Pi~eno. - Dispen sato da ogni evantuale ser·1izio militare pt,r infermità indipendenti da cause di servizio.
Decreto ministeriale 11; aprile 1914. 1t1:onr Umberto, capit1rno medico, distTetto Reggio Emilia.. - Chiamato in servizio, con assegni, per tempo inderminato, da.I 1° aprile 1914, a.I IJ6 fanteria.
RIC0111PEN8E al v&lor mllltare ecl onorlftoense 11er la o&mpagna cll guerra tn Llbla. R. decreto 5 aprile 19 14. O r dine militare di Savoi a. Cai·afiere.
hlADTA cnv. Do111e11ico, maggiore medico.
1'0VIMENTI AVVENU'J,'I NEL CORPO SA NIT. E NEL PEBS. B'ARMACl!:UTIOO
42:3
R. decreio 9 aprile l\JU. MEDAGLIA D'ARGENTO. D&NARO Antonio, tenente medico. - SCARPJEtU Cesare, id. id. - CAllAORANDE Glauco, capitano id. - ZAPPALA Giaeomo, t enente id. - FoRMJOOINr Manlio, id. id. - TRANI Natalino, sottotenente id. di complemento. - PAOLINI Adolfo, capitano id. - ANGELINI Antonio, tenente id. CARVAOLIO Edoardo, sotto• tenente id. di complemento. MEDAGLIA DI BRONZO, CANITANO Saverio, sottotenen te medico di complemento. - BonSARELLI Giovanni, capit~mo id. SCARCELLA Vincenzo, s ottotenente id. di complemento. della CtOPPA Angelo, capitano id. - ConTI Luigi, tenente id. - Russo Domen ico, id. id. - CASA1,1s Pietro, sottotenente id. di complemento. - MAZZA Rosario, id id. id. - IPPOLITI Amaldo, tenente id. ENCOMIO SOLENNE. CIRCO Giu~eppe, tenente medico. - PETTITI Pasquale, id. id. - MBNDES Guido, capitano, id. - M,u•er Giuseppe, tenente id. - G rACOSA Euclide, sottotenente id, di complemento.
OlfOBIFIOENZE
In oonal4erastone 41 apeot< benemerenze &oqubtate aal teatro della perra tn Libla. .R. decreto 9 aprile 1914, di moto proprio di S. M . il Re. Ordine del SS. l\'laurlz.lo e Lav,aro.
Cavaliue. PIZZOCOLO cav. Ognibene Paolo, maggiore medico.
Ordine della Corona d 'Italia.
Utfiziale. TKsTr cav. Francesco, colonnello medico. - LoSCALZO cav. Vito, id. id.
R OMEO cav. Francesco, m aggiore id,
Cavaliere. M ARRI Ezio, capitano medico. - TONJETTI Pitttro, id. id. - TEMPESTA Costanzo, id. id. - PASSERA Ercole, id. id. - SAMPERt Gaetano, id. id. - BA YON K dmondo, id. id. - FORESTI Alberto, id. id. - ZAFFIRO Antonino, id. id. - Ac:CARDI Mario, id. id. - GAZZA Alessa11dro, id. id. - M ONACO Ariuro, id. id. DI Noi;A Angelo, id. id. - SIMULA Ubaldo, id. id. - RESKOOTTI Enrico, id. id. - RoMeY Pa-0!,o, tenente, id. - P 1TRlllLLI Nicola, id. id. TENAGLIA Giui eppe, id. id. - SOWPANI Vincenzo, id. id. - Dx FILtPPIS Givseppe, id. id. Conai Alfredo, id. id. - QUtNZU Raffaello, id. id. di complemento. - DE BENBDICTIS Onorio, capitano id. di r iserva. - RoNDJNINl GiaC()ffl,(), id. id. id. ENCOMIO SOLENNE. Cossu Àlòerl.o, capitano medico. - AMENTA cav. Antonino, id. id . - CIAURt B o• ~olln?, id. id. - T EDDE Giu,eppe, id. id. - V ALBANIA Giacomo, sottotenent e id. di complemento. - 8 1ccARDl Guido, farma cista militare.
424
MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO S ANI'!'. E NEL PER$. FARIUOEUTICO
OlfORIFICElfZE
ln oonalderazlone 41 partioolal'l benemerense aoqulatate durante la oampagna dl guerra ln Libia. Ordine d ei SS. l\la u rirlo e l,azzaro.
Cavaliere. RO)J A NO ca v. Francesco, tenente colonnello medico,
Ordine della Co rona d'Italia.
Cavaliere. BARLLE F elice,
c11.pitano medico.
DefllnU. cav. Narciso, capit1mo medico non più inscritto nei ruoli. - Morto a Sala Ba,gaoza (Parma l, il 12 marzo 1914. D, MARU cav. Romolo A1tgWJto, id. id. di riserva., distr11tto Orvieto. in servizio tempora neo 60 fanteria. - Id. a Viterbo, il 19 id. 1 PADOVAN'I dott. Casimiro, fnrmacista mili tare d i 2 classe, fuori ruolo. Id. a Rodi, il 1H id. PETTINAlll cav. Adrin110, tenente colonnello medico i11 pos izione ausiliaria, distretto Milano. - T<l. 11 ~iln no, il 1-! aprile 1914. FAELLI
Rettifloazlonl. Dispensa 18", pag. 2-18. ·- FASANI Franeesco, im·ece di : a datare dal 29 marzo 191~, e destinato ospedale Perugia; leggasi: a Jatare da.I 29 maggio 1914, e destinato B reggimento artiglieria fortezza (costa e fortez1.a).
Il H c,d ... t t<>r<s E D MONDO TRO)IBE T'l'A ,
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Hnrn• . rnH -
T111, R. Vn~hrra.
colonnello medico LOIOI P ALWIBRI, gtf'tll'•'·
BDNARDO e
BB11:zz1. - Lo sgombero degli amo.stati e feriti in guerra. M&moria p remiata al concorso Riberi. Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - RomR, 1905 . • . • . . . . . • • . . . L. 3 60 C.UABINJ. La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concol'80 Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . • 6 ID. Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Me,noria premiata al concorao Ribori 1905-1900. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e etatiatiche.- Roma, 1908 . . . . . . . , • 8 Coe.a.rn. - Esposizione sommaria dell'orò:namento e funzionamento del &erviùo sanitario in campagna prea!IO l'eeercito italiano. - Roma. 1908 . > I 50 Ds C'Bsu.11:. - Studio sulle mediastiniti (mediaetmiti suppurative, aaceaso m&diaetinico~ - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . • • • • , • 2 BYBTL. Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguagjfiO anatomico. T raduzione libera itat:ana dei dottori C. P.11.11:TTI e C. Sl'oax.t.. Roma, 1884. (Ediziono rara) . • • 9 Le ferite cauaat~ dalle orm.: da guerra. Sintesi della relazione sanitaria angli eeeroiti tedeechi durante la guerra franco-germanica 1870-7 1. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. . . . • 2 M,utAYBA, - Btudii atorico-critici sulla meningite cerebro-apinalo epidemioa in ltalia e particolarmente nell'eaeroito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto . . • l 60 6 u.n<ARL Le lesioni tic\umaticbe dei centri nervoei. Memoria onorata del premi.> Riberi. - Roma, 1900. Un voluroe di pag. 320. Prezzo ridotto. • 3 50 Sroxu e G10L1AB.1:t.LT. - La malaria in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole oromolitografìche. Roma, 1885; prezzo ridotto, • . • . . • 3 Toin:LUNt. - Delle malattie più frequentemente simulate o p rovocate dagli inscritti. - Roma, 1875 . . . . . . . . . . . . • 3 60 CusANI. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul serviz.io sanitario in campagna . • 2 50 .'\'. H. - Per l'acqulsto delle opere aopralndlcate Inviare commissioni e vagli a oll'Ammlnlstraz ton,
dii Giornale di medicina militare via XX Settembre Roma •
.,Ht,•e '.lcJttbblicriztoui m edlco-niilit<o·t: FJCRBAJll LELLI Flu.:irOJCsco, capitano medico. -
Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un voi. in 16° di pag. 484. (Vendibile p-o l'Autore in FirenU!, IICUola d'applicazione di sanità militare). . . . . L. A. Sznrou, capitano medico. libero docente o, patologia speciaio chirurgica neiìa R Università di Pisa. ·- Contributo allo studio del rinofima e ricerche istologiche sui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavolo) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vend ibile presso l'Autore; Ospedale Militare di Lh-omo). . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . • hNDoLO CoSTANTINO, colonnello medico. - Oftalmoscopia ed ottica oculi.etica. Manuale teorico-pratico. Un voi. in 8° con 8~fjgure e 12 tavole. - Napoli, stabilimento tipografico Ferrante, 1905. (Vend\pile •pr8880 l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) . . , . . . ; ' . · . ·. • . . . . . , • " M.t.NOIANTI EXJo, colonnello medico · Lo sgomo:iro.": aè.q v~o dei feriti nella v~e. del P? ( 1889, 1898, 1906). Testo e pr'!getto con illuatro.zioni, premiati _c~n diploma d'onore ali' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile preaeo l'Autore, direzione sanità militare) . . . . • . . • In. ~· - Eaercito e tubercolosi. (Notizie. - Profllaaai attuale. - Età della chiamata. - Fer ma biennale. - Abbassamento della atatural. Relazione al congreeao nazionale d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . . : . . . • S.t.1.tN .1.n1 Suv_ATORE, mliggiore medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria della _manii?ola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, 1900. Un voi. m 8• di pag. 130, con 68 figure intercalate nel teato. (Vendibile preSBo l'Autoce, Cora? Vi~torio Emanuele 386, Napoli) . . . . . . . . . • 1D. 10• - La chirurgia dello vio biliari. Memoria onorata di un attestato di lode della Soci età m~i_co-chirurgica di Bolollla. - Bologna, 1903. Un voi. io ~6° di ,. pag. 198, (Vendibile pr~BBo l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, ~apohJ. .• 8 11-r:ucci S~.&.Mo, maggiore medico, libero docente di o{talmolog1a e di ?li· n\':6' oculistica nella Regia Università di Torino. Studio ecientifioo pratico traumatiami oculari. Voi, di 242 pagine con 16 tavole contenenti OS mi· ~~fo~~afìe 8 ~o~ pre!azione del profeeaor C. REYMOND, direttore della-~&gir cluuca. oculi11tica d1 Torino. _ Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile P eeao la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma1 . ,
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GIORNALE DI
MEDICINA NIILITARE Direzione e Amministraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CONDIZIONI J)I AilBON.!MENTO. t• Il 0iornale di medicina militnre si pubblica l'ultimo giorno di cioillcuo mes~ in fa;;acicoli d1 5 logli di ~lampo. 2° L'anbonamenLo P- s1111uo e decorre dal 1° gennaio. 3° Il pi·ezzo dell'abbonamento è: Per I' llalia e la Colonrn Eritrea L. 1 2,Pe r l'Estero . . • • . • . ,. 15,. }. in llalia • > 1,2a Un fasc1co 1o separato costa • '" l 11 11 ~·.s ero > r,no Il suppleme nto conte11enle l'Annuario~ in I talia . " ~,:;o d el corpo sanitario militare costa . 1 a ll'Estero . ,. 2 ,.,-5 4° L'a!:>bonamf>nto 110n d1sdello prima del i° dicembre s'intende n nnovslo per l'a nno succe!>l'ivo. 5° I signori abbonali militari in effettività di servizio possono pa~are r1mporto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanLi di corpo (anc.he a rate mensili). ti0 Pe r i soli ufficiali me:lìci (dl'Jl'E~ercilo e della Marina) è ammesso un abbonamento <'.nmnlat.ivo al Giornale di medicina m,/itare ed agli Annali di mèthcina navale e co,oniale al p1·ezzo di L. 18 annue. Per ottenere I.aie abbo, 11amenlo gli abbonati del giornale d1 mE'dicinti militare devono fa r pervenire dirsttamenle L. 6. all'ammiuislra:lione de~li Annali (presso il ministero delle Marina).
i 0 Ai librai si fa lo sconto del 10 °1o, ma sollanLo per gli abbonamenti delle persone e degli enti non militari, che non possono. fr uire della facilitazione di cui al n. 5 e 6. 8° Le spese per gli eslri.;t.li e quelle per le tavole lito~rafiche, fotograf.che, ecc., che accompai;massero l~ memorie, sono a ca1·1co degli autor i. .. 9° Gli autori delle memorie potranno averne gli estratti facendone ricme!lta 1>1l'atlo iiell'in vio delle bozze corre tte. Gli estratti sono di due tipi: . T1Po ...4.. - Con cope rtina in bianco, senza frontespizio, e colla irnpag111a· tura e numerazione del fascicolo. TIPO B . - Con cope~tina stampata, frontespizio, im pa~inalura e numer8· .. zione speciale. · Il prezzo é r e golalo dulia seguente tariffa: 4
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T ipo A . . . . . . , · Tipo B . . . • . • . .
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N UM~RO DEL!,& COPIE
25
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50
100
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' 6,60 9,-
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Per ogui ceotin t.io ollre !00 _
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S,80 4,30
Gli es tro Ili minori di un foglio si contAno co me fogli o inl~ro per le or linazio111 d1 100 e s tratti o meno. P er quelli che superano un foirlio. le frazioni in più, che non sup~re_n~ il mezzo fogl io, si contano come me tà, purchA però l'ord1naz1one non sia llllllriore a ,,o c opie. Potra nno avers i estratti in carta e formalo di versi, previi accordi personali tra g li Autori e la Tipoizrafìa. 10° 1 manoscrilli non S1 r estituiscono.
-- ·-
GfORNALE
....
DI
MEDICINA MILITARE Pubbli cato dall ' Ispettorato di Sanità militare Cllornalo di modlclna militare : 18~1-1884 Clio,nalo modico del Regio EHrcllo o dello Regia Marina: 188& 189&
Glomal• m-.dico oel R. .io Eaercito : 180 6·190 7
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ANNO LXII - 1914
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FASCICOLO
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SOMMARIO
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Una 90len11e lurutone nella scuola d'applieazione di aanlla m ilitare In mtmoria degli umciall medici caduU in Libia . • • . . . . . . . . . . . • • , , . , , • , P',lfl, Ua .H ..: MORIF.
ORlt.ll !'ll,1. 1 ,
ConalgUo. - I.a medicina sociale nell'esercito (Conlim1a;io11r e /i11e, . . . De Bernardfnl1. - Gli armali dj Zuara morti e lertli nella gu er ra di Lii.Ila
'84
RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO. lnn.,..tono. - Le proteine del liQu ldl organlcl . . . . . . . . . • . . . . . • .
, 89
IGIENE E PATOLOGIA COLONIALK.. S.,ran,. - Contributo allo studio dell' ulcera 1t,gedenica dei paeai caldi, o piaga tropicale
5ll8
UI
Rll'lfllT.t. • • t.1oarw,11,1 IT,\l,l,\/WI Eb F.8TE•I.
( V. I' llldice 11ell'h«tt·no della cope1"ti11a)
---coDlR EZJONE ED AMMINlS'I'l'\AZIONE llOllA · Paluzo del Mhtilltero della Gaerra, Via XX Settembre • KObl A
Per le Inserzioni tU pubblicità rivolgersi direttamente all' Ufficio delegato a tale ser· vizio - Ro11a, Corso Umberto I, n. 117 _ Telefono 1106,
INDICE DELLA RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RI VISTA DELLA STAMPA MEOICO-MILITARE ESTERA
.
Poq. 517
RI VISTA MEDICA. Boudreaux . - cura della lubercolosi polmonare con la tintura di Iodio ad alte dosi .
5tò
RIVISTA 01 NEVROPATOJ.OG IA. Il Jominio ri~petti vo della aevropatologìa. e della psiclllalria .
5i1
RIVISTA 01 CHtRUIIGIA GKNKllALI<:. Du•al. -
Tumore Ra.~soso alla base ,Jel collo
5~
RIVISTA DI TERAPEUTICA. 4e Sandfort. -
Grouo. -
La ccraterapia.
5'9
RIVISTA O'IGIEN!!: GENERALE E BATTERIOLOGIA. Metodo celr re di colorazione del bacilli tubercolari negli sputi e nelle sesionl
al microtomo
S30 RIVISTA BltlLIUGRAFICA.
Vllerbi. -
Tumori del globo oculare
531
:-;o flZIE. l.1 hr re rtocenze .
531 CONCORSI.
Concorso ad un premio di lire SOO e ad una menz.lone onore,•ole
m
PER IL UBRO D'ORO flEL CORPO SANITARIO MILITARE
:-.33
i'i ECROLOGIO.
Bianchi comm. LeoPOldo . Oe Ouraot,e dott. Nicola .
535
Oott. Alrredo Gnroralo
535
m
CONFEllENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI Mll.lTARI
S36
MOVIMB:NTI AVVENUTI NEI, CORPO SANITARIO K NEI, PERSONALE FAR~IACEUTJC,U
>39
Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz. del II Giornale di medicina militare ,. \"tA X)( SRTTBIIBRR, PALAZZO DOL MINISTBRO OKLLA GU&RHA
tenente generale medico. - Sull'azione degli attuali fuoili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confron to con queUo di medio caljbro. /Stud i sperimentali, con 15 tav. di fotografie e re.diogre.fie riprodotte in fototipografia).- Roma, 1903. (Vendibile pn,eso la Tip. Voghe.r a)L. 4 Io. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile preeso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . . . . . . . . . . . . . . . • 8 An,,.opommia mili.lare. - Rieultati ottenuti dallo 1<poglio dei fogli sanitari delle clMSi 18119- 1863; due volumi in 4° oon atlante: Vol. I /Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geogr-a:6.a an,ropologica dell'Italia. - Roma, 1896 . . • . . • 18 Voi. II (Dati demografici e biologici) - Roma, 1905 • • . . • 6 BABOl!nO e SroRZA. Compendio di chirurgia di guel'TII oompilato 1ulla. 1toria mc,dioo-chirurgica della guerra di 118Ce88ione d' Amerioa. - Roma, 1888 4 volumi, preuo ridotto . . . . . . . . • 6 50 BiraNABDO e BREZZI. Lo sgombero degli amlb31ati e feriti in guerra. M&moria, premiata al concorso Riberi. On volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - RomR, 1906 . . . . . . . . . . . • a~ CA&ARINI . La fatica neUa vita militare. Memoria premiata nel 000 001'80 Riberi 1904- 1906. Un volume di pag. 330 con 66 figure. - Roma, 1908 . • . • 6 b1BB1ACO PI1tTRO,
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UNA SOLENNE fUNZIOU ULU SCUOLA D'APPLICAZIONE DI SANITÀ MILITARE
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IN MEMORIA DEGLI UFFICIALI MEDICI CADUTI IN LIBIA
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Il giorno 10 maggio u. s. fu solennemente collocata nella scuola d'applicazione di sanità militare una. lapide marmorea, destinata a ricordare i nomi dei quattro ufficiali medici morti in battaglia nella campagna libica. Con questa occasione fu data anche una miglior sistemazione alle due lapidi commemorative già esistenti; una, cioè, dedicata fino dal 1888 dai suoi compagni di corso al tenente medico Angelo Ferretto, che fu il primo degli allievi della scuola nel glorioso elenco dei caduti per la patria (morto a Dogali il 26 gennaio 1887, insieme al prode capita.no medico Nicola Gasparri), l'altra inaugurata nel 1907, e consacrante i nomi di tutti i quattordici ufficiali medici già allievi della scuola, morti fino allora in gnerra; cioè, oltre al Ferretto, il tenente medico Jacopetti, morto ad Amba-Alagi col ,prode Toselli, il 7 dicembre 1896, e i tredici morti cli Adua '. capitano De Micheli, tenenti Barmaz, Cu pelli, D'Andrea, Maglio, Pucci e Pistacchi; sottotenenti Lombi, Alta.mura, Miccichè, Viglione e Dorato. Ora le tre lapidi fanno di sè decorosa mostra. quasi nel centro della parete del maggior porticato della Scuola, quello, cioè, che dll,lla porta principale conduce agli uffici di direzione. La lapide più grande, quella commemorante i caduti dell'Eritrea, sta nel mezzo delle altre due. Essa era collocata. fino ad ora nell'aula. delle lezioni, in luogo cioè decoroso, ma troppo appartato. La nuova lapide consta. di una. bella lastra. di marmo rosso, con suvvi la seguente inscrizione: CON ORGOGLIO E PIETÀ FRATERNA LA SCUOLA D 1 APPLICAZIONE DI SANITÀ :MILITARE RICORDA I NOMI DEGLI UFFI01ALI MEDICI MORTI
NELLE BATTAGLIE LIDIOHE
La. bella. e patriottica. festa inaugura.le la.sciò in tutti gli intervenuti, e specialmente nei sottotenenti medici allievi, il ricordo di forti e commoventi impressioni. Alle ore 9 si trovava.no già riuniti nel cortile della. Scuola. S . E. il tenente generale Della Noce, comandante l'VI II corpo d'armata, j8 -
Gio,-nale di medicina mtlitare -
Fase. YI,
.
42G
ONA SOLENNE F U~ZlON(;:
1
IWC.
il t eneo te generale medico Ferrero di Cavallerleone, allora presente a Firenze quale presidente della. commissione esaminatrice dei sottotenenti menici allievi, il tenente generale De Chaurand de Saint Eustache, comandante la di visione militare, i maggiori generali Salazar ed E lia, i colonnelli med ici Bona.voglia e Tallarico, tutti i colonnelli e una larga rappresentanza del presidio1 tutti gli uffici1di medici ad· dttti alla Scuola e tutti i sottotenenti medici allievi, con alla. testa il colonnello medico Li vi, d irettore della scuola. Erano pnre presenti vari ufficiali in riposo, tra i quali S. E. il tenente generale L amberti, senatore del Regno, i colonnelli medici S il ,estri e Bussone Uhiattone e il tenente colonnello medico Cherubini. Dal comando della divisione era stata comandata per la. cerimonia solenne anche una rappresentanza della truppa di sanità e la m usica dell'S,lP fanteria. Al suono della marcia rerde fu calato il drappo tricolore che n11· scondeva la lapide. S ubit0 dopo il colonnello medico Livi pronunziò le seguenti parole : e Eccellenza,
signm·i generali, :,ignori ufficiali tutti,
« Se il consacrare la. vita alla grandezza e all'onore
della pat.ria è sacro dovere del mili tare, è pur sacro dovere e imperioso bisogno dell'aniwo di onorare la wemoria di coloro cui toccò in sorte di far per la patria l'estremo sacr ificio. « A q nesto do, ere, a questo bisog110 non può sottrarsi questo isLi· tuto, che ormai da trentun anui è l"« alma madre> di t utti gli ufti· ciali medici. « .\i due marmi già da tempo esistenti, rarnmemorauti il primo il t enente medico Angelo F erretto, allievo della scuola, morto nella gloriosa ecaLombe d 1 lhigali assieme al suo c-apita.no medico Nicol~ G-asparri; il secondo, necessariantente più grande, dedicato, oltre eh~ al F erretto stesso, al tenent e medico Iacopetti morto a d Amba Alagi e ai dodici uJliciali medici caduti nella battaglia di Adua, a questi due marmi dico, con,mcrauti bE'n quattonlici uomi, un terzo ora se ne a.gginnge. « Sono altri q uH.ttro ufficiali medici che, avendo sacrata la vita alla patria, ebbero l'onore di perderla in combattimento. « Amerigo Demnrtas, tenente uietlico, è il priwo per ordine di tempo. « Mentre con un plotone di scorta sta.va curando i feri ti del « suo battagliono di bersaglieri, violentemente attaccato di fron te e « da tergo, rirull.ne,a vittima del vroprio cìo,ere. H enni, 23 Ot· -« tobre H>ll -. .
UNA SOLEN:-E Fl;NZfO!'IE, ECC.
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< Co:!Ì suona, nel suo ling uaggio ufficiale, la motivazione con cui gli veniva postumamente conferita la medaglia d'argento al va.lor militare. Ma non dice a quali tormenti egli sottoposto ; tormenti prima dell'animo, nal vedere intorno a sè cadere i suoi bersaglieri, nel vedersi via via crescere l'impossibilità di tutti soccorrere, tormenti <lel cor po ben presto, quauclo egli stesso rimase facile preda alla sete, .alla voluttà di sangue delle inferocite orde arabe. e Fu tra tutti i trucidnti quello sul cui corpo si esercitò di più lo stndio infernale di prolungarne l'agonia con artifizì che fecero fremere la. nazione intera. e Il dott. Alfonso Priori, tenente medico, il 13 giugno 1912 ai Monticelli di Lehda, essendo incaricato del servizio sanitario in una ridotta rhe fu improvvisamente e violentemente attaccata di nottetempo, sereno ed imperterrito, sacrifi(;ò la vita, rim anendo fe rmo al suo posto, nella ridotta stessa sopraffatta ed incendiata, per curare i suoi feriti e coadiuvare con esemplare coraggio, nelr ultima d ispera,ta resistenza, il piccolo presidio. Questa valorosa condotta gli valse la medaglia d'argento al valor militare. « Il capitano medieo Haffaele Teutoui giunse in Libia. colle prime ·.spedizioni, e fino dal 4 dicembre 1911, si meritava solenne encomio percbè nel combattimento alla Moschea di Bin Bu Saad, non curante del pericolo accorreva dove era necessaria, l'opera sua, portandosi talvolta sulla linea di fuoco. Coadiuvato (1agli ufficiali me<lici dei battaglioni, con scarsi m ezzi curava i feriti e provvedeva al loro sgombero ed al trasporto dei morti. Ma il 20 settemLre 1912, alla sanguinosa battaglia di Sidi Dilal, incurante <lel pericolo, sì <la meritare la medaglia d'argento, si spingeYa, per compiere il suo dovere, sulla linea di fuoco, e quivi cadevi\ fnlmi11nto da uua palla iu fronte. «L'ultimo in ordine di tempo di qnesta nobil falange è il tenente medico Michele Domine, morto a Tocra, il 16 gingno 1913. « Per lni, come per i suoi compagni, non fu ancora deciso quale postuma ricompensa al valore sia da attribuirsi a l suo nome. « Prendeva egli parte, con altri nfficiali, ad uua pericolosa gitit di esplorazione, nella quale fungeva anche da interprete, quando la CO · mitiva fu proditoriamente sorpresa, e uno dei primi colpi dei fucili beduini fu quello che l'uccise.
ru:
« Eccellenza, signori ufficiali, « Quattro famiglie, a Jerzu in Sardegna, a Torino di Sangro, ad A ncona ed a Napoli, piangono ancora i loro c!'lri pe,rduti, pure apprezzando e vantando la nobilttL delfa. loro morte. Noi, ri:;1)ettantlo
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il sacro dolore dei su perstiti, sentiamo invece p reponderare in noi verso i caduti altri sentimenti; sentimenti di ammiraz ione e di gratitudine, e vivo desiderio di seguirne gli esempi. e Signor
tenente generale medico, illustre capo del co1-po sanita1·io militare,
e Questo marmo, SGmplice di parole, povero di forma, ma r icco di sentimento e di significato, fa parte, è ben vero, delle vetuste mura di questo istituto; fu, è pur vero, collocato qui per iniziati va. e per cura dei soli ufficiali medici della scuola.; ma noi, consacrandolo oggi alla vostra presenza., intendiamo che esso faccia sin d'ora parte del comune patrimonio dei gloriosi ricordi del corpo sanitario > . Il tenente generale Ferrero di Cavallerleone prese quindi immediatamente la parola, e improvvisò un e levato discorso, che siamo lieti di poter qui pubblicare quasi per intero, giacchè l 'oratore volle genti lmente rivedere le nostre rnpide not-e, riparando così alle inevitabi li lacune di un'affrettata trascrizione: « Ed io, quale capo del corpo sanitario militare, sento tutto il valore di questo nuovo marmo che Voi avete voluto collocare su que,te mura, a ricordo ed onore dei nostri gloriosi eroi caduti sui campi della Libia; ed a nome di tutti gli ufficiali del corpo ne rendo grazie all'esimio colonnello d irettore, agli ufficiali, ai s0ttotenenti medici Rilievi di questa scuola, che vollero per primi eternarne la memoria. « Ed era naturale che qui lo si facesse, poichè qui essi avevano iniziato la loro carriera, qui essi avevano apprese le alte virtù militari di cui diedero così glorioso esempio; perchè questa scuola è ormai il P alladio del corpo sanitario militare, e deve esserne il luminoso Sacrario. « E nessuna parola avrebbe potuto suonare più elegante, e piu commossa, neJsun'altra avrebbe potuto meglio far vibrare i nostri cuori colla rievocazione di quelle morti gloriose, che quella che abbiamo udita. Così come nessun'altra iscrizione avrebbe potuto essere più eloquente nella sua concisione di quella che fu incisa. su questa lapide. e CON ORGOGLIO E CON l'IETA F RATERNA >
essa dice; e in queste semplici parole souo inclusi tutti i nostri sentimenti. « Con orgoglio e con pietà fraterna.. • Sì certo: con orgoglio immenso per le splendide n uove pagine che essi han no scritto sul libro d'oro del nostro corpo sanitario m ilitàre : - con pietà fraterna profouda, pensando a quelle giovani vit&
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troncate nella piena potenza delle loro maggiori vigorie e specialmente all'infelice De Murtas, questo nuovo crociato, cui la sacra Croce rossa fu, non salvezza, ma ragione maggiore di terribili nefande barba.rie. « Ma quest!) nostro tributo di pietà non deve eflsere fatto di la,crime; sia esso, bensì, un inno di gloria come si conviene a coloro <C11e muoiono per la patr.ia, un inno nel quale echeggino tutte le no• bili v ibrazioni di quei,ta. grande ora italiana, che è fortunatamente di nuovo suonata per noi; sia una gloria di luce e di fiori, che rispecchi il profumo e lo splendore di questa vigorosa novella primavera italica, di cui voi, giovani virgulti, non potete non sentirne più potenti gli effluvi. « Onoriamo ed ammiriamo! « Ma alla nostra ammirazione e a queste onoranze parmi giustizia che vi additi non meno due altre vittime del loro santo dovere, ca· dute esse pure in quetita libica campagna, i cui nomi avrei veduto volentieri ricordati, come di diritto, accanto a q nesti valorosi, perchè pari fu in loro il valore, pari il sacrifìzio: Nicola Damiano e Urbano Sabellico. « Nicola Da.mia.no, capitano medico nell'82 fanteria, il qn~le, dopo essere rimasto miracolosa.mente incolume fra il grandinare dei proiettili nel combattimento di Feschlum, dove fu visto fino a sera inoltrata sulle linee del fuoco a raccogliere e curare i feriti, fu più tardi ucciso da sincope mentre accorreva ansante a prestar soccorso ad un altro ferito. « Urbano Sabellico, il quale morì il 13 febbraio 1912 in seguito ad un infezione contratta nelle isole Tremiti, ove egli era stato mandato a curare il morbo che faceva strage fra gli Arabi prigionieri, combattendo così anch'egli una delle più nobili battaglie in nome della umanità e della scienza. Che, se è bello, nobile, alto, lo sfidare la. morte sui campi combattendo nella ebbrezza della battaglia, non è meno eroico lo sfidarla in silenzio nelle tetre corsie di un lazzaretto, nella oscurità del mondo, facendo getto completo d i sè stessi, sorretti soltanto dalla speranza, animati soltanto dall'ardore di far -salva la vita di sconosciuti, anzi di nemici. e Se i nomi di Sabellico e Damiano non figurano nell'elenco ufficiale dei morti in combaLtimento o in seguito a ferite, essi devono pur restare registrati in prima linea fra i più degni nei fasti del corpo sanitario; essi sacrificarono la vita con pari entusiasmo, con pari devozione alla patria ed alla umanità, come i quattro da questa lapide onorati.
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ammirando ed onorando, come non mandare anche di qui: un caldo osanna a qu ei nostri u fficiali che, sebbene feriti - e gra,emente - dimentichi di sè stessi, continuarono a prestar l'op1m1, loro snl campo di battaglia? « A l capitano medico La Grotteria, che, nel combattimento diHenni, colpito al torace destro da un proiettile penetrante in cavità con Je. sione polmonare e della scapola, fattosi medicare rapidamente sul posto, continuò con amorevole cal ma a d irigere l'opera dei suoi subalterni; « Al capitano medico Gillone, che, ferito gravemento al braccio destro non appena si iniziò il combattimen to di Messri, nonostante le atroci sofferenze, non abbandonò mai il suo posto, continuando ad aiutare i propri dipende11ti col consiglio e coll'opera del braccio r imasto illeso; e Al tenente med ico Selvi, che, ferito ad un piede 'nel combattimento di K oefia, continuò a prestare la sua cura ai feriti facendosi trasportare in b1trella là ove veniva richiesta l'opera del medico; « A l sottotenente medico di complemento CRpponago del Monte, che, ferito egli pure 1tlla spal la destra nello stesso combattimento di E:oefia mentre med icava un ferito, si fece so!>pendere al collo il brnc· cio e con tinuò ad adempiere calmo e sereno il proprio dovere sotto il fuoco nemico ; e A l tenente medico P alumbo Giuseppe, il quale, dopo avere caricato il nemico nel combattimento di Monturas al seguito del suo mezz,1 reggimen to, an:estatosi per assistere un maresciallo mortalm enteferito, ed invitato ri petutamente a ritirarsi per evita.re certa m orte, rispondeva : e tra gli incerti del medico vi è anche questo», e serenamente proseguiva l'opera sua. e E quanti, q uanti altri ancora dovrei ricordare! Ma troppo mi a ttarderei ; poichè dni giorni 11 e 19 ottobre 1911, in cui fra le ansie, le speranze, gli entusiasmi di tutta I talia., avvenne lo sbarco del corpo di spedizione in Tripoli e successivamente in Bengasi, in tutta. la serie dei gloriosi fatti d'arme del nostro esercito, l'azione dei meòici militari fu compi uta sempre con mirabile slancio, con tenace energia., con calma serena ·e im perterrita attraverso a qualsiasi pericolo ed a prezzo di qu alsin.si sacrificio. Non curanti mai dei disagi, dei pericoli, delle fatiche, pronti l:'empre in ogni occasione di epidemie o di battaglie a fare sacrifizio cli sè stessi n el santo n ome d ella patria, combattendo talora brava.mente, come a Sciara-Sciat ed a H enni, o facendosi perfino arditi 1n·iatori, g li ufficiali medici, con novelle e splen• diùe prove, riconfermarono in L i bia la fama d i valorosi, già a.eq ui-
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stata. da.i loro a.ntecessori attraverso tutta l'epopea del risorgiment.o e nelle battaglie, ora. vittoriose ora sfortunate, ma. pur sempre g loriose, combattute in altro suo1o africano cont.ro le orde fauatiche dei Dervisci e contro le irruen t i masse abissine, come lo attestano e la lapido dell'ospedale del Celio a Roma, e queste qui murate, che ricordano già ta.nti martiri sublimi del dovere, dalle q ua.li viene a noi come un soffio caldo di vita, di virtù, che accende i cuc,ri, rinsalda i caratteri, mol tiplica le energie, vivifica i più alti sentimenti dell'uomo, ed eleva gli spiriti a quelle cime eccelse ove l'abnegazione, il sacrificio di sè, il gettito delJa propria vita diventa u na intensa aspir azione del nostro essere, direi q ua.si una voluttà. e Sì: l'opera collettiva ed individuale degli ufficiali medici durante la campagna. italo-turca fu, come quell a di Bajardo, senza macchia e senza. paura: il servizio sanitario è stato la affermazione della scienza, della coscienza e del valore degli ufficiali med ici, dei quali oltre due terzi furono mobilitati, con lunga permanenza sulle terre africane. « E ne sono la più sicura testimonianza le numerose ricompense al valor e e le onorificenze di cui furono già fregiat i ben 204 ufficiali med ici ; e più ancora, quale degno corona.mento e riconoscimento dell'opera collettiva, la concessione a l corpo sanitario militare, della medag lia al valore militare, che ebbi la insigne fortuna ed onore - fortuna ed onore superiori a. quanti ne potevo 11mbire - d i rice,ere dalle mani auguste di S. M. ai piedi dell'altare della patria, sul quale, in quel giorno luminoso e solenne, pareva aleggiasse lo spirito dfll gran Re circondato da tutti q uei Sommi, che sognarono, vol lero e fecero la grande patria italiana, esultanti al certo di gioia nel vedere quel risorgere di magnifiche forze, arra. sicura di una nuova splendida epope11., che irradierà luce vìvissima sulla nuova via che si è aperta coll'impresa della Libia. « Diritto e dovere dunque in me d i parlare alto di questo Corr,o, diritto e dovere che ho voluto usitre e compiere, poichè appunto altissimo è in me il sentimento del mio Corpo, e altissimi l'orgoglio e l'onor e che sento d i esserne a capo, e poichè questo sentimento vorrei trasfonde1·e tutto in Voi, miei ·giovani uffic iali, atfinchè da esso ne venga a Voi quell'entusiasmo che sempre ha sorretto me in tutta la carriera, entusiasmo che dà forza e vigore pel ben fare, e che, quitndo lo sconforto invade per circostanze speciali di d isag io, sa pure conservare l a fede e dare la pazienza. dell'attesa. « Ed a. parlare così alto mi ha dato pure coraggio la presenza. qui fra noi dei due capi iHustri di questo presidio, S. E. il genera.le della Noce e il generale De Chaurand, poichè del generale della Noce
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ricordo sempre con piacere e gratitudine un brindisi fatto da. lui in occasione della ricorrenza del 25° anno di fondazione di questa. scuola., brindisi a lato per pensiero e splendido per forma, che suonò allora alle mie orecchie come il 1·esw·r1e della tromba. di Ezechiello per questo Corpo, cui esprimeva la sua simpatia e rivolgeva. caldi auguri:; - e del generale De Chaurand ho presenti le parole lette ier l'alt.ro nella magnifica sua conferenza circa gli insegnamenti t attici in L ibia, sul funzionamento del servizio sanitario quale si svolse colà, funziona· mento che egli defi11ì « a-mmirevole, completo, cioè premuroso, preveggente, effic.ir.e per competenza tecnica. e larghezza di mezzi, dove gli ufficiali medici gareggiarono di capacità, di freddo coraggio, di sentimenti di umanità • - parole che suonano così autor evoli e lusinghiere, da esserne legittima.mente fieri, e che, a. nostro onore, sono a ll'unissono coi giudizi dati da tutti indistintamente i comandanti che furono alla testa delle nostre truppe su quei campi gloriosi. « Siate dunque Voi, giovani ufficia.li medici, orgogliosi di essere entrati in questo Corpo, di cui eredita.te fin dal vostro inizio tanta somma di estimazione e di prestigio, in questo Corpo, che già risplende tanto di luce propria, sia per virtù militari che per virtù civili, nella. gran luce di gloria. dell'esercit,o italiano; siate orgogliosi della vostra divisa, che, nel mentre è garanzia sicura di tutti i sentimenti più alti e più nobili che fan battere il cuore di ogni ufficia.le per la Patria e pel Re, è pure garanzia dei sent.imenti più alti e più nobili della pietà e dell'amore. < Anche nel fervore della mischia, a nche fra le tenebre dell'ira e dell'odio che si scatena, distr ugge ed uccide, anche nella. feroce violenza dell'urto, Voi rappresentate l'umanità, come disse l'on. Vecchi11i nella splendida sua commemorazione che fece il 28 aprile u. s. a Roma in Campidoglio, pel cinq uau tenario della Convenzione di Ginevra : e Voi rappresentate l'Umanità; l'Umanità che lenisce e che e-0nforta, che colle mani che fasciano porta t ut,to il balsamo, tutto l'amore delle madri lontane; l'Umanità che si dà in olocausto, serena, cosciente, pel bene del fratello >. « E l'on. Vecchini, elevando un inno a quella Umanità, non ha sa.puto come meglio chiudere il suo discorso che invocando a ppunto il martirio del nostro De 1Iurtas, di quel martire, come egli disse, crocifisso, che muore tra inaudite torture, e che dà a noi tal documento di nobiltà, che nessun altro gli è pari . E lo chiamò« martire civile> e « per questa croce nuova che, eretta come patibolo, rappresenta una ascensione ideale >, augura, < che splenda sulla vita che passa, sulle fallacie degli uomini, sull~ guerre dei popoli con le an-
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titesi eterne, ma con gli indistruttibili !legni che le son proprii, tutta quanta l'umanità>. e Questa nostra lapide, inaugurat.asi ora, rappresenta dunque qualoosa di più ancora che le più nobili virtù militari, rappresenta anche i martiri della pietà e dell'amore. e E noi siamo grati che S. E. il Comandante d'armata e il Comandante cli divisione abbiano voluto presenziare questa inaugurazione. E la presenza delle rappresentanze qui convenute per onorare i nostri caduti costituisce ancora. pel Corpo sanitario, oltrechè un onore1 un nuovo e più intimo legame con le altre armi e corpi dell'esercito, coi quali esso è e sarà sempre orgoglioso di potere condividere la gloria, dopo averne condiviso le fatiche, le ansie, le speranze ed i pericoli in tutte le batta.glie > .
*** Terminata la splendida. improvvisazione del tenente generale Fer· rero, si passò in una delle due sala di scherma, dove gli otto migliori schermidori tra gli ufficiali allievi, già selezionati nelle precedenti gare eliminatorie, si contesero fra loro una medaglia d'oro e due d'argento . La gara era diretta dal colonnello Rat.tazzi, comandante il reggimento cavalleggeri di Treviso, ben conosciuto nel mondo schermistico per la sua valentia personale e per la competenza tecnica, il quale, come l'anno scorso, si compiacque di accettare il faticoso inoa.rico. Dopo una serie di brillanti assalti, furono dichiarati vincitori: della medaglia d'oro il sottotenente medico dott. Sicoa; delle medaglie d'argento i sottotenenti Comelli e Cieco. Essi ricevettero il premio dalle mani di S. E. il generale della Noce. Terminata la gara schermistica, si passò nei locali del circolo degli ufficiali, istituito presso la scuola da meno di un anno. Consistono questi locali in un'ampia stanza d'ingresso, che serve anche di spogliatoio, in una piccola sala. per conversazione e giuochi ed in una. vasta e decorosa sala. per lettura e per riunioni. Queste tre sale furono ricavate nella parte settentrionale della ex-chiesa di S. Dome· niro, in prossimità. dell' ingresso di via V ~nezia, e conservano ancora le tracce della mirabile architettura di quella chiesa, una delle più antiche e delle più grandi di Firenze, il cui svelto e sottile colonnato che la divideva in tre lunghissin..e navate, è citato dai competenti come un modello di eleganza e di solidità. La sala principale del Circolo è sobriamente decorata in stile quattrocentesco, e le lunette degli archi e delle volte sono tutte ornate degli stemmi delle principali -0ittà d'Italia.
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Iu questa sala era preparato un lauto rinfresco; ma prima di pregare gli invitati ad accostarvisi, il colonnello L ivi pronunziò le parole seguenti: e Nell'anno scorso, in questa stessa occasione, S. E. il comandante del corpo d'armata, con nobili, inspirate parole, sa.luba.ndo i giovani ufficiali medici, esprimeva l'augurio che essi non fossero secondi ai loro predecessori, non solo nella scienza e nell'arte medica, ma anche nello spirito di disciplina., nello zelo, nel coraggio e nelJe virtù militari. « Sono orgoglioso di dire che il fatto ha corrisposto alla speranza. I sot.totenenti medici d el corso precedente a questo sono ancora tutti in servizio, ad eccezione di qualche isolata eliminazione; e tutti, senza. eccezione, appena usciti dalla scuola, raggiunsero le sponde libiche, dove sono tuttora a com pi ere il loro dovere verso la patria. « La cess:1zione dello stato ufliciale di guerra, la pacificazione as· soluta di una gran parte del nuovo impero, la minor frequenza degli scontri, anche nelle parti non ancora sottomesse, hanno reso pure meno frequenti, per tutti i milit ari, le occasioni di distinguersi da.vanti al nemico. Ciò non pertanto, molti dei nostri giovani allievi dello scorso anno, si trovarono già a ricevere il battesimo del fuoco nelle contrastate terre de lla Cirenaica, e vi si diportarono bravamente. « }[i è còmpito graditissimo intanto l'annunziare che già a uno di loro, il sottotenente dott. Carvaglio, fioren tino, fu conferita la medaglia d'argent,o al valor militare per il suo valoroso contegno al fatto d'armi di 8af-8 aJ del 1° luglio 1913, colla motivazione seguente: e: In diffi« cilissime cond izioni disimpegnò le sue mansioni cou abnegazione e « coraggio, iu terreno efli cacemente battuto dal fuoco nemico •. e: Ma a un altro valoroso compagno d el Carva.glio toccò fortuna ben di versa. « Il sottotenente med ico Alighiero Avanzi, veronese, era qui presente l'anno scorso, in questa stessa nccasione, e prese parte appunto, e con distitrnione, alla gara di scherma. Era prestante, vi~ace, intelligente, amabile. Destinat.o alla Cirenaica, vi prestò lodevoli servizi contro il tifo epidemico dominaut.e a Derna. 'Ma il morbo, che egli combatteva per gli altri, as~al.;e lui, e lo condusse a morte nel fior di giovi nezza. « Gombattè nel campo di battaglia che per noi medici è sempr" aper to. Morì sull11. breccia; sia onore alla sua memoria, come a quella degli al tri caduti. e: ?Ila non voglio, in questa occasione, tacere che, oltre ai sottote· neut i medi ci allievi, hanno preso parte alla campagna libica, fino dal
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suo rn1z10, la massima psrte dei capitani e tenenti medici addetti R.lla, scuola, senza contare che il maggiore medico Altobelli ebbe in Libia una lunga missione per la profilassi· delle epidemie. E ssi vi parteciparono durante il periodo annuale, in cui tacendo i corsi, dovrebbero, in tempo di regolare funzionamento del la scuola, accudire ai lavori scie.ntifìci nei gabinetti ed alla preparazione del corso successivo. Part irono con serena gioia; tornarouo soddisfatti del compiuto dovere e dell'opera umani tari a prestata. < Ed è così. chò nel tempo trascor so dalla chiusura del corso di istruzione precedente, furono concesse a tre ufficiali medici della scuola, per atti compiut.i e benemerenze acquistate in vari periodi della guena, le distinzioni, che è mio dovere ed onore di pubbl icamente menzionare. « Al tenente medjco dott. Giorgio Chiabrera fu conferita la me· daglia di bronzo al valore militare colla seguente motivazione: « In « ripetuti combattimenti disimpegnò con valor.ò e fermezza il suo còmc pito in terreno esposto al fuoco n emico> - Messri, 26 novembre 1911 e Misurata, 8 luglio 1912. < Al tenente medico dott. Giova.echino Valente fu conferito l'encomio solenne, perchè in ripetuti comba ttimenti dispose in modo lodevole per il servizio sanitario dP.l battaglione, in terreno esposto al fuoco nemico. - MergheL, 27 febbraio 1912 - Misurata 8 luglio 1912. « Di più il tenente medico Paolo Romby fu nominato cavaliere della. Corona d'Italia per speciali benemerenze acquistate in Libia, e precisamente per i servizi prestati nell'epidemia di peste in Cirenaica., sia nell'assistenza dei malati, sia nei provvedimenti profilattici, sia nelle delicate e pericolose ricerche batteriologiche di gabinetto. Per simile motivo lo stesso tenente medico cav. Romby ed il tenente medico dott. Fausto Costa avevano preceden temente riport ato l'encomio solenne, e precisamente per l'attività, lo zelo e la scienza con eui avevano diretto, sul teatro della guerra, lavori batteriologici e profilattici. e Ben vorrei qui rammemorare ad uno ad uno tutti i medici mi· litar i anche estranei alla Scuola, che nella guerra libica si distinsero per eroica condotta, o d i fronte al nemico od alle epidemie qna e Jà in va.denti; ma troppo lungi andrebbe il mio dire. E vi rinunzio, tan to più che il nostro illustre capo nella sua splendida orazione, ba già commemorati i capitani medici Damiano e Sabell ico, mort.i, vittime gloriose al pari delle altre, sebbene non di ferita, della guerra libica. e Non soltanto ad unque le glorie e i fa~ti che sono scol pi ti nelle lapidi testè collocate, ma tante e tante a ltre che onorano il nostro corpo, meritano d i essere tramandate in forma tangibile, di esser per
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così dire, documentate, ad esempio ed ammaestramento dei giovani ufficiali che di qui devon passare prima di entrare nelle nostre file. e Seguendo perciò l' illuminato e patriottico disegno del sig. te110nte generale medico, capo del corpo sanitario, la direzione della scuola si propone di costituire a poco a poco, una raccolta, un museo di memorie storiche del corpo sanitario; che avrà. la sua prima sede in questa non disadorna sala; e poi, crescendo via via il mat.eriale, in qualche più acconcio locale. « Primo nostro dovere abbiamo intanto creduto esser quello di formare un primo nucleo del futuro museo col ritratto di tutti gli ufficioJi medici morti nelle patrie battaglie. « Non sarà nè facile nè breve la raccolta; e perciò non si è voluto indugi are e collocare frattanto quelli che si sono potuti a.vere, dovuti quasi tutti al vivo interessamento del sig. tenente genera.le F e1Tero di Cavallerleone. « Ma qui, accanto a queste immagini di giovani colleghi, immolatisi nel fior degli anni, per l'amore e l'onore della patria, non volli che mancasse anche quella di una gloriosa vecchiezza, per nostra ventura ancor vegeta. e sana, che, sebbene trascorsa in gran parte nella penombra di un oblio immeritato e di una modestia pari alla. grandezza dell'anima, non va per questo meno considerata. come la piu fulgida figura che sia ormai rimasta a rappresentare all'età nostra quella. fortunosa. dei primi esordii del riscatto nazionale. « S ignori, sessanta.tre anni or so!10, il 24 giugno 1851, in Treviso, un modflsto medico condotto, il ventinovenne dott. Luigi Pastro, ve· ni va arrestato dagli sgherri austriaci e tosto internato nelle prigioni di Venezia. e Era accusato (ed era vero) di aver preso parte a.Ila formazione di un comitato rivoluzionario in Treviso, di aver avuto relazioni coi capi del movimento nazionale nel Lombardo-Veneto. < Pendendo ancora il suo processo per questa accusa, fu tra.sferito alle carceri di Mantovl\, e quivi coinvolto nel terribilmente celebre processo, che ebbe termine colle atroci sentenze del 1853, che mandarono alla forca, negli spalti di Belfiore, 'l'ito Speri, Graziali, Mon· tanari e gli altri otto. Altri 31 furono condannati a. più o men lunga detenzione. Tra questi Luigi Pastro, che ebbe 18 anni di carcere duro. e È ormai noto il suo contegno durante l' istruttoria del processo. Fu l'eroe del si lenzio. Tacque nomi e fatti, a malgrado delle minacce, delle lusiughe, delle promesse dei suoi inquisitori. « Tra queste vale la pena ch 'io ne citi qui una: il dott. Pastro, gli fu fatto <lire, potrebbe salvarsi 0oufessando. Verrebbe allora, come
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semplice individuo sospetto, incorporato in una compagnia di disciplina; dopo qualche tempo sarel>be riconosciuto come medico, e po· trebbe far carriera nell'esercito imperiale. e Se egli avesse accettato questo singolare corso di applicazione di sanitli militare, sarebbe forse a quest'ora a Vienna a godersi gli onori e la pensione di un' Imperiale e Reale Eccellenza in riposo, da chi sa quanti anni; e molti di questi avrebbe forse passati in amichevole compagnia coll'antico suo inquisitore, vissuto fino a questi ultimi tempi, l'auditore militare Kraus. « Resistè a que::;ta e a.cl altre, forse più serie lusinghe . Resistè al bastone, ai rligiuni, alle catene; e tacque. « Dopo
cento giorni di pane e acqua, sparuto e ammalato, tanto
da dover esser sorretto da un secondino, al Kraus, che tentato ancora invano di strappargli confessioni, lo provocava insultandolo: e Getti q nella spada», rispondeva, « o ne dia una anche a me; e troverà chi, anche moribondo, saprà risponderle! >. e Stette in catene fino a quando, incalzata dalla guerra di Crimea, e fattasi più pensosa oramai dei pericoli esterni che degli interni, l ' Austria fu cosLretta ad attenuare le repressioni nel Lombardo-Veneto; ed il Pastro, cogli altri prigionieri, venne graziato e Noi vediamo poi quest'uomo modesto, che nel 1849 era stato capita.no comandante d.i una cOm[Jagnia alla difesa di Venezia., entrare nel 1860 quale meclico aggiunto (sottotenente medicoì nel corpo sa nitario dell'esercito nazionale. e Lo vediamo seguire e compiere la sua modesta carriera, fino al 1884, in cui fu, sessantaduenne, collocato in posizione ausiliaria, essendo allora nel grado di maggiore, innalzato in seguito a. quello di tenente colonnello. e Quest'uomo deve soltanto alla sua fortunata longevità l'essere stato finalmente tratto dal pubblico oblio. Ma anche le tardive onoranze, anche il laticlavio, conferitogli dal Re, coll'unanime assentimento della nazione, non lo hanno smosso da.Ila sua innata modestia. e Ma noi, signori, noi dobbiamo vedere in lui non solo una sacra reliquia nazionale, non solo un monumento vivente e parlante dei martirii e degli eroismi di tutti coloro che veramente fecero l'Italia, ma. dobbiamo vedervi anche come il tipo, come il campione del modo come il cittadino ed il soldato che ama la patria deve sapersi sacrifica.re per essa. < Questo venerando novantaduenne veterano, come il santo veglio di Dante, e degno di
tante. riverenza in Yista
e che più non dee a padre alcun 6gliuolo
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U N A. SOLENNE F U NZI0:-1E 1 E CC.
da me pregato, ha acconsentito a far d ono d ella sua immag i ne a.Ila scuola, m emore ed orgoglioso, com e egli stesso si dice nell'autografa d edica, di avere a ppartenuto al nostro corpo, del quale per età egli è ora senza d ubbio il decano. « Io credo, e voi lo crederete con m e, che non si possa in miglior modo ge ttare la prima base d i u n m useo storico del corpo sanitario, se non collocandovi, insieme a quelle dei nostri m orti, l' immagine del tenente colonnello m edico Luigi P astro » . Coutemporanea111en Le a.Ile ultime parole del colonnello Li vi, fu col· l ocato il ritratto rlel vener ando patriotta, nel bel mezzo della fi la degli altri dieci ritratti, g ià pr ima collocati, de~li ufficia.li medici caduti in Africa (1 ). È facile intendere come questa. felice rievocazione dei tempi eroici -del risca tto nazionale, q uesta esaltazione di una modest a e pur fulgiàa gloria del corpo sa nitario de:,tò il più vivo en tusiasmo e molta c0111· m ozione nei presenti. T utti si affollarono ad ammirare la veneranda effigie sulla quale, seri! te con ma no sicura, si leggono le seguenti parole : « Alla scuola d'applicazione d i sani tà m il itare, orgoglioso di a vere a pparten uto a l rispettabile corpo, i11 via cogli auguri più fervi,ìi la sua etrigi e il tenente colonnello medico L uigi P astro. - Venezia, 29 aprile 1914 >. 'J'erm:iua to qui nd i il t radizionale rinfresco, S. E. il tenente geuerale Della Noce, portò il sno ent usiastico sal ut o al corpo sanitario mi litare. Si d i;;:se lieto di a ver prasenz iato questa esaltazione d i glorie recenti ed a ntiche dei medinì mil itar i, dei quali, n ella sua lunga carriera, ba av uto campo di sperimentare in ogni occasione il valore profe,;sionale e le virtù militari. l\Ii:;e specia l men te in rilievo che, a d ifferenza delle altre armi e corpi dell'esercito, il corpo sanitario è sempre combattente, e che ptiri è i l coraggio e la virt ù del medìeo che combatte uua epidemi a a quella del soldato che affronta i u ca mpo àperto i l nemico. Di più il m edico m ilitare, sul cam po di battaglia., (I J Sono i ritm tli ùei caµita n i medic i De )licheli e Ten t oni; dei tenenti medici Ferretto, l'ncci, Ja.copot t i. D ' And rea, l\laglio, 0 <.)murtes, P riori e Domine. e dei sott.otenonti )(ic cichè e \ iglione. Sono stat i a ggiunti d opo_ l"i nnug u razione, pe r gentile d o no d e lle ri~pett ive famig lie, q uelli do! t enente Pistacchi e d <'I sottotenente A lta mura. L R d irezione della SC'nolo, per nos tro mezzo, prega v ivRm ente t utti i collt1gh i. gli a mic i o 1., fam igl io dogli ullìcia.li medici, dei quali mnnca a ncora il ritrat to, o e. f ,wor irg lic ne copia (cho potrebbe u nche os~ore res t ituita, d opo averne fntta la riprod u zione) oppure a su_i;tgorire il modo <'Ome ott,,ner!<.). l rit ratti ma ncanti ~c,no quelli rle l copi tono N icol!\ Gnspnrri morto s Do[Zuli oel 181!7, d.,i tenenti Cupolli e Bornrnz e d o! sotto tenente L om bi, .mo rti s d Ab b11 Cnri1111> noi 189H. 0
UN A SOl,EN':S ~: FU~ZIO:sE,
1,cc.
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ha duplice missione, d uplice vinù da praticare: coraggio e carit à. E sprimendo infine la sua g ioia di trovarsi in ruezzo a tante giovani energie, chiuse bevendo a lla fortuna e a lla gloria della patr ia e del Re. Ed il tenen te generale Ferrero di Cttvallerl~one, a sua volta, inv i ta tutti gli ufficiali medici presenti ad alzare il bicchiere a S. E . il genera le Della Noce, ringraziandolo per le lodi così lusinghiere da l ui rivolte al cor po sanitario milita.re; esprime con calde parole la sua commozione e compiacenza per l'odierna commemorazione, e si r allegra che, ponendosi oggi la pri ma base di quel museo di sacri e gloriosi ricordi, che egli vuole sia creato in questa, scuola ad onore del cor po sanitario e ad esempio e sprone dei futuri allievi, coi preziosi ritratti dei nostri eroici morti che non morranno, l'esimio direttore abbia avuto l'idea d'i11a11gurarlo anche col ritratto di una dPlle maggiori glorie nostre, per fortuna ancora vivente : del venerando martire di Betfiore. Egli ne ricor da l'affetto tuttora cosi vivo pel cor po cui apparteneva, rievocando quel g iorno in cui in .Roma gli si diede un pranzo d'onore per la sua nomina a senat.ore dEll Regno, e dice: « G li rivolsero allora alte parole di omaggio, il presidente del comitato per le onoranze dottor Jfalusardi, il sindaco Nathan, l'on. Baccelli, che gli decretò l'irumortalità; ed i l vellerando uomo ascoltava modesto in tanta gloria, pur conservando piena la padronanza di sè stesso; ma qt1ando il capo del suo antico Corpo g li portò il saluto, tanto de' suoi antichi quanto de' suoi giovani colleghi, che impararono nel la storia ad amarlo e a venerarlo, allora la commozione gl i si fece Yivissima, si alzò e, colle lagrime agli ocçlù, volle abbrn1,;ciare il vostro capo, per abbracciare in l ui tutto il Corpo, dicendo che le sue parole calde di affetto e di venera;1,ione erano una delle maggiori dolcezze del!R. sua vita"· « E noi oggi aggiunse ancora il generale Ferrero - ricambiamo a l ui quell'abbraccio, rinnovando la nostra venerazione• ; e inviò al senatore Pastro un telegramma di saluto, espressione di quei sentimenti ( 1). ( I) A questo telegrnmma. il senatore Pastro rispose colla seguente lettera:
• Illus tro Signore e mio G .. ncrule, mia m odesta memoria, insiome a quella dei molti nitri membri del • <'O rpo sanit., rio, cho pel compimen t o del proprio do\'l·re diedero ella Patrie gi<>· • vinezzn. intelligenza e vita, a conservare e ad acu ire (se ò possibilo) quello stesso • sentimonto che procura serenitil a c hi lo compio, decoro al corpo sanitariCI e onore • alla P o t ria. • Di Lei dov.mo • LUIO I PASTHO • Vulga. la
tt St.'ntHore
'' T reviso, (Volpago ), 12 maggio 1914 "·
del H ugno ~.
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UNA SOLENNE B'UNZIONE, ECC,
Infine, essendo sopraggiunti fra gli invitati il padre ed un fratello del tenente medico Domine, uno dei commemorati nella nuova lapide, il tenente generale F errero, rivolto al parlre, gli indirizzò parole, che erano ad un tempo conforto ed esaltazione. Gli disse che, pur non essendo stato presente allo scuoprimento della lapide, il suo cuore paterno avrà pnr potuto riconfortarsi nel vedere come i compagni e i colleghi tengano in onore la memoria del degno suo figlio. Il signor Domine, pur trattenendo appena le lacrime, replicò brevi, ~eruplici, ma mirabili parole. Come padre piangeva e piangerà sempre la perdita del fi glio anorato; come :italiano, si sente superbo del sacrifizio fatto per la patria. Attestò che il sentimento del dovére e del patriottismo fu altissimo anche nel suo povero figlio, il quale anche pochi giorni avanti dell11. sua t,ragica fine avern indirizzato alla sua mamma una cartolina di auguri, piena ad un tempo di affetto fili ale e di amor patrio. Il generale Ferrero pregò allora vivamente il signor Domine, per quo.nto so.posso cli c hicdorgli un sacrifizio non piccolo, a voler far dono di quella preziosa cartolina al Museo storico della scuola, dove sarebbe gelosa.mente custodita, al che il signor Domine di buon grado acconsentì: e noi siamo lieti di aver modo di pubblicare qui il nobile documento: « Mamma,
« Da Tocra italiana, da questo estremo lembo della nostra conquista, « se non giungerò a dartelo a. voce, ti venga affettuoso ed
infinito il
« mio augurio. « Sappi che fiero e a fronte alta io ti ripeterò, venendo, e nessuno « potrà mai smentirmi, d'aver compiuto ovunque e sempre il mio do-
« vere, di non avere lesinato la vita per la mia cara Patria, in venti « mesi di campagn11,. « Ma ovunque e sempre, fra. il fuoco nemico e nel pericolo, ebbi «
la tua visione e il tuo nome sulle labbra. Fui fi glio, mentre ero sol-
« dato, e giuro che in eterno continuerò dritto il mio cammino verso « il giusto e verso il
bello, sempre nel sacro nome della mia cara e
« forte Italia. « Ti ripetano i miei ba.ci tutti i miei a.ugurii. « MIOHELANGELO > ,
La bella cerimonia. non poteva meglio chiudersi che cou questo commoveute episodio; suscitando palpiti d'entusiasmo e d'amore.
ME MORIE
ORIG INALI
Studi originali di psichiatria e di criminologia militare .
LA MEDICINA SOCIALE N.ELL' ESERCITO - - - o---Per il dot~. P, Consiglio, capita.no medico deu·osp. mli. di R-Oma e delln Clinica oeuropatolo11lca df R oma (Prof. G . .Mingaztiui)
CominlJl1Zio11e • fine. -
Vedi fo.sclcofo precedente, pagina 320
IX. Dopo le considera zioni generali che abbiamo esposto sinteticamente, occorre studiare con maggior accuratezza i due fenomeni più essenziali di patologia militare: pazzia in senso lato da una parte, delinquenza dall'altra.. Comincia.mo dalla psicopatologia: Nell'esercito noi troviamo : a) nevrastenici semplici, da strapazzi fisici, in occasione di grandi manovre, ecc., ma. per lo più nei sottufficiali ed ufficiali per contrasti morali, pa.tèmi famigliari o di natura economica, esami, senso vivo di responsabilità, surménage psichico, ecc.; lo stato nevrastenico può eccita.re mancanze disciplinari, quanto meno produrre contrasti ed attriti nella gerarchia. b) n evrastenici costiluzional-i ed originari, specialmente fra gli studenti, i commessi, in genere n egli operai delle grandi città, nei vol ontari e sott'ufilciali: soggetti emotivi, instabili, eccessivi nelle oscillazioni del potenziale psichico ed ético, facilmente sminuiti dalle fa. tiche fisiche, spesso accusanti mille svariate sofferenze e con facilità ritenuti svogliati, indolenti o simulatori; tal volta per piccoli contrasti di servizio hanno periodi d'ansia e reazioni emotive inadeguate, od anche scatti subitanei ed esagerati, antidisciplinari, o di violenza contro sè stessi, sinanco veri episodi confusionali, o periodi di eccitamento durante una punizione dì prigione, con claustrofobia e tendenze clastische, od anche impulsi di fughe per sottrarsi agli stimoli perturbanti dell'ambiente, o come reazione emotiva ad un rimprovero o a un preteso torto; infine, con vere tendenze ossessi,e, unite a stati d'angoscia. !19 -
Gior,1ale di medicina mi/itm·e -
Fase. VI.
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LA MED1CJNA SOCIALE XEL,L' ESERCITO
e) isterici, nei quali è da ricercare sopratu tto il modo d'essere dolla mentalitù, mancando spesso le famose stigma.ti somatiche, di nat ura pitiatica secomlo Babinski, mentalità suggestionabile, credula, oscillante fortemente e nel tono sentimentale e nel livello psichico (la.n et): quindi, con note di carattere instabile, mutevole, su fondo iperemotivo, con esagerazione del le attività riflesse, nervose e psichiche, e con la nota per me fondamentale della incompletezza evolutiva e costitutiva della personalità neuropsichica ed etica, che è elemento degenerati,o, e per cui, insufficientemente o poco stabilmente integrata, è soggetta a sdoppiamenti, a scissioni, a sonni parziali (Sol lier), a re,ivisceuze del subcosciente (stati secondi, ecc.) (infantilismo con disgregabili tà - B ianchi ). Donde le facili dé(aillnnces, le mancanze disciplinari, i r eati di natura emotiva, la instabilità adattati va, gli episodi cli fuga o di grande svoglìatozza, o le simulazioni di malattie, l'impossibilità - facile a formarsi- d i resistere alla metodicità dello sforzo lavorativo, le escandescenze, gli . eccitamenti emozionali, il dirompere di un episodio clastico, od agitato o confusionale allucinatorio in seguito ad alcool, ad uua fatica, ad uno choc morale, o 1 in• fine, L'accesso convulsivo, che è una reazione di difesa biologica, molte volte, evi<lenteruenti>, a contenuto sessuale o da ricordi di traumi psicosessuali secondo Freud. d) gli epilettici, la specie più pericolosa p er una collettività, perchè, se an che molti di essi possono avere indole d'ordinario mite e tranquilla, sopratutto nelle forme a lunghi intervalli di convulsioui, tuttavia potenzialmente ciascuno di essi è capace di produrre fenomeni d olor osi, sopr atutto in un aggregato umano come il militare, per la. intimità della sua compàge, p er la specialità delle norme di convivenza. e di subordinazione, e per la fac ili tn. di avere le armi a portata di mano. L "epilettico, cerebropatico cong enito o dell'infanzia, o intossicato c rO· mco, è sempre uu disarmonico, del cervello sopratutto, ed è sempre un ammalato più ch e un anomalo, anche nelle forme d' apparenza meno grave, chè ha nn guasto più o meno grave e più o meno progressivo nel suo l'l i;;tema nervoso: donde lo esquilibrio, l a disarmonia, l'irregolari là, l'anomalia delle a tti ,ità m entali, 1'instabile potenziale, il per· turbarsi f~cile e pron to, la intolleranza reat t iva per i tossici, le o.scil lazioni emotive a base violenta, la periodicità e la istantanei tà e la eccessi vità di esJ:1ressioni morbose varie, le alternative esagerate ài umore e d i attività, il fondo di tetraggine e di impetuosità., la collera agevole sin o all'iracondia, le reazioni ambienta.li esagerate, irregolari, i mpulsiYe. Ma, ol tre a ciò, che costituisce il fondo comune del carattere epi lettivo puro, - quando non è 1i.ssociato a deficienze od auomalie
LA MEDICINA SOCIALI~ NELL'ESEROlTO
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morali - e che da le note dell'epilettoidismo, qualche epilettico va soggetto a crisi varie, ad equivalenze psichiche le più diverse, a disturbi mentali confoso-albcinatori pre e postaccessuali, spesso protratti, a stati crepuscolari in cui tendenze criminali violente - o quali r eazioni allucinatorie - esplodono furibonde in impulsioni morbose istantanee: sono le forme di epilessia psichica che vanno dalla procursione ambulatoria automatica all'omicidio brutale, sino all"eccidio pazzesco con la forma. spa.verrtevole della strage misdeica. Potenzialmente ogni epilettico è capace di tali manifestazioni luttuosi,, tanto più per le strer,te attinenze tra epilessia psichica, follia morale e delinquenza congenita; ed anche per tale intimità di rapporti l'epilettico, pure al di fuori dell'accesso, è pericoloso spesso, dannoso sempre, perchè per lo più impulsivo, eccitabile, violento nei contrasti, eccessivo nelle reazioni, indisciplinato a periodi o in modo continuativo, e s _vesso anche crudele riottoso prepotente testardo turboleu to clastico anaffetti vo, alcoolista e vizioso, in quanto spesso all'epilettoidismo si associa la degenerazione morale congenita, od acquisita. per viziosità educative -ed ambientali (bassi fondi delle grandi città). Spesso eredoalcoolista, o predisposto organica.mente ai tossici,· spesso è precoce beone, e poco tollerante perchè fiacche le inibizioni superiori ecl ipertrotì.che le basse stratificazioni neuropsichiche, donde l'eccitabilità vi0lenta., l'aggressività, l'ostilità reattiva. ed impulsiva, in qua.nto l'al cool è un reattivo squisito che provoca ed acuisce le ùefìcienze e le anomalie costitutive e funzionali dell'Essere, sì da dare origine il più delle volte a.gli stati di ebbrezza patologica, in cui l'alcool è soltanto un ri~ela.tore, un sensibilizzatore ed un moltiplieatore, mentre le manifestazioni anomale della. personalità, messe cos:. in luce a tinte fosche, a linee assai marcate, traggono essenzialmente origine dal le sue profonde anomalie morbose e degenerati ve. E l'alcool rivela sopratutto i <:aratteri epilettoidi e le personalità ipomorali, e li rivela nel le manifestazioni violente, nelle tendenze clastiche, nelle notevoli impulsioni, nel turpiloquio, nelle brutalità mah-age, nelle azioni criminali nggressive, negli stati di eccitamento furioso e di agitazione psicomotoria ipomaniaca. (1) e ) Seguono, per la grande affinità, i degenerali, la vera piaga dell'esercito, come di ogni collettività umana, di continuo danno per la deficienza etica che li distingue, e per cui. commettono ogni sortt:. di cattive azioui, e si mantong0no indisciplinati, insensibili, irrequieti, ( l} Vedasi nncho In mia Rivista eintetica: Ricerche ematologiche ed urolor,iehe nell'epileaeia, in Giornale di medicina mil,tare, l\l(l7.
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LA Ml::DICl:SA SOCIALE NF, 1.1,'i,:55: JWT'rO
turbolenti, ribelli, ineducati, insofferenti della d isciplina, insensibili ai rimproveri ed alle punizioni, cbè anzi si esaspera.no ed acuiscono le loro percezioni ostili dell'ambiente e la. reattivi tà morbosa: non capaci di sentire il dovere e la subordinazione, sono egoist i ed egocent rici, rozzi e sguaiati nel contegno, pervicaci, spesso simulatori, capaci di odio e di nincore, suscetti bili e permalosi , dediti frequentemente al vino a l giuoco a lle donne, e l'esaurimeuto sessuale e l'intossica.mento alcoolico li peggiora, li fa violenti ed impulsivi, i rruenti e prept,tenti, schiamazzatori ribelli e clastomani. I degenerati inferiori , .,_ d i cui si compone u na buona parte dei delinquen ti, e che n elle carceri m ilitari o nelle compagnie di discipliaa costituiscono i r ecidivi, g li incorreggibili, i pessi mi - formano una massa di detriti u mani che, dalle forme meno pericolose e meno anomale della maleducazione e deUa rozzezza pri· mitiva del carattere, vanno per gradi sino alla imbecillità morale, (di cui la pazzia etica è il grado estremo), che è uno stato di vera analgesia del sentimento e degli affetti. Ne consegue : u n modo particola re lli appercepire le infl uenze esterne, specie le relazioni interpersonali, e di r eagirvi, imperniandosi tutto il mondo attorno al proprio lo egoista e brutale, anaffettivo e pretenzioso, volto tutto alla prepotente soddisfazione dei propr ì ist-inti e bisogni, senza a lcun riguardo alle norme di convivenza ed ai diritti altrui, per cui urtano fa talmente contro l'ambiente sociale o militare, cont'ro le norme giuridiche o le regole disciplinari; ciò specialmente quando alle deficienze morali e alle anomalie del carattere sono commiste le note im pulsi ve dell'epi lettoidismo, costituendosi così la ' personalità criminale di violenza, di sangue, sino agli eccidi efferati che hanno la istautA.neità e h . violenza di un raptus psicoepi lettico, che non sem pre vanno uniti all'annebbiamento della coscienza, ma so110 - · invece commessi a mente fredda, con feroce premeditazione e c0n sel vaggia brutalità.. (l ) Come, nonostante il rigore de lla selezione morale, non pochi epi · lattici entrano nelle file dell'esercito perchè banno manifes tazioni m orbose a l unghi intervùlli, o di brevissima durata, o notturne, o le episodiche espressioni assumouo forme roeuo chiare (assenze brevi, ver tigini, ties, aure sensitive ecc.), e meno faeilmente possono rilevar,;i i modi auormali del carattere e le uisarmonie della personalità, se non al cimento del servizio ed osservandone contegno e condotta ambientale; eo.sì per gli imbecilli morali, quand'anche già carichi di ( 1) Su alcuni nrgomont.i aflìni si veda il mio studio sul Processo dei rus8°i a Ve..e.:ia (T,m10wskn, Xaumov e PrilukotT/ in Sc11,0/a positfoa del Ferri, !Hl l.
LA ~IEOICI:SA SOCI ALF: NF:LL'IISERClTO
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condanne, se una di queste nou ra.ggiunge il limite minimo di 3 anni di reclusione per costituire mdegnità. morale al servizio militare, perchè non si tien conto della precoci tn, e della recidiva, che sono, invece, due note essenziali di morbosiLà d ello spirito. Le male azioni, la pervicacia, la brutalitù,, la violenza, il cinismo, la insensibilità, la spavalderia tortuosa e prepotente, il teppismo, i reati precedenti, sono ritenuti malvagio volere, prodotto di un bieco libero arbitrio, di una pravità d'indole che suscita reazione di sdegno, di castighi, di punizioni, di condanne, che dovrebbero comprimere la personalità reproba, farla pentire, emendarla; ed invece la esasperano, la peggiorano, la deformano ancor di pii'.1, ne acuiscono le a ttitudini pseudo-deliranti che co,;;tit ui.scono l'egoistica ipertrofia dell'Io e l'appercezione ostile e ribelle, che sono prodotto fatale d i uno ;;tato degenerativo o patologico od anche tei-atologico della tessitura nervosa, sopratutto della morfol ogia cerebrale e della costituzione psichica. f) deficienti ed ottnsi di mente : eliminati i frenastenici più gravi, rimangono nell'esercito non poch i insufficienti psichici, incompleti, tardi, semplici di spirito, amorfi, che si mostrano goffi, mal destri, poco riflessivi, lavorano automaticamente, sono incapaci Ji iniziative, non giungono a comprendere l'ideale del!' esercito e della patria, il cui rispetto - che sa di paura - si impersona nel grado o nell'individuo; spess0 frivoli vacui fac ilmente creduli e suggestiona· bili! o testardi, grossolanamente mentitori od anche simulatori, facili a. cedere alle occasioni tentatrici o alle persuasioni criminose, specie dei forti; spesso malevoli, bugiardi, sfrontati, rozzi maleducati; tal· volta, torturati dagli scherzi dei compagni, possono reagire d' improvviso con violenza, o divengono irritabili scontrosi e cattivi dopo una marcia o una fatica al sole, od anche si deprimono facilmente, o vanno sino alla diserzione per sottrarsi al peso della disciplina, tìuanche a.l suicidio per futili moti vi e come bisogno istintivo di mutamento in q nelle condizioni di vita. Ci sono, tra di essi, i docili e gli i po• m orali; quelli · sono, comunque, utilizzabili; gli alt,ri no, e difatti se ne trovano spesso negli stabilimenti di pena o uelle compagnie <li disciplina. Nè è a dimenticare che in taluni l'apparente d ebolezza mentale sostanzialmente è una eboidofrenia (De Sanctis), e soltanto un esame accurato può dimostrarla, soprntutto per le anormalità della coudotta, per la incongruenza. logica di ciò che il soggetto fa (1). ( l J N ella recflnte inchioota ufficiale fatta dal C oring su di 4000 prigionieri inglesi, ,egli !te. trovato ùal 10 al 20 p. 100 di deficient i me ntali (defec/0118).
4:!G
LA ~ll!:DIOI:SA. SOCIALE NE!,L'ESl.:r?ClTO
g) demenza p1·ecoce: vi si passa naturalmente dalla categoria precedente, in quanto, come dicevo, ritengo parecchi casi di debolezza mentale siano da ascriversi proprio a lla forma ebefreuica iniziale, come pure altri ca:-;i in cui si è notata una fase epilettiforme o isteroide o d i eccitamento, o d i testarda simulazi one con debolezza psichica, ed altri ancora dei casi di confusione mentale, di stati depressivi o stuporosi e simili. Forme di cata)e:,;si, d e.Ila quale si fa pa· rola a parte nell'elenco d elle i nfermità inabilitanti, appartengono alla varietà catatonica, come pure le paranoie riformatorie ri scontrate in q ualche soldato o sott' ufficiale, o le allucinosi con manìa di perse· cuziouo, che possono, nei vivi contrasti dell'ambiente militare, c,)n· durre a tristi eccidii (come per il soldato Magri). N on sono facili a discoprirsi le forme attenuate, o iniziali, in cui tutto pare artificioso. slegato, voluto, per ìngannare gr ossolanamente, o in cui appare una sindrome ii-teroide a base del manierismo affett.ato dei soggetti: pa· r ecchi casi da me stud iati ed illustrati dal lato m edico-legale erano stati considerati simulatori grossolani di psicosi, ed uno era stato coudan nat.o per reato sessuale, ed un al tro òenunziato per automutila· zioue volontaria e diserzione in guerra, men tre il trauma. morale della ferita grave lo fece cadere i n uno stato cataton ico squisito, rima~r,1 i1nmutato per i 4 mesi dell'osservazione e della cura chirurgi ca . Molti casi di ottusità m entale e di deficienza rientrano nei prodromi della demenza precoce e sono difficili a. diagnosticarsi per il medico gene• rico; ma pochi ne entrano n ell'eser cito, o vi permangono, perchè per fortnna noi siamo larghi ad eliminare quelli che facciano temere possano non avere talora pi ena coscienza dei proprii atti, seconrlo la d izione del l'art . 18 dell 'elenco, che si presta ad una lata este nsione, corn pren:;iva, di t utte le forme di incompletezza mentale, di in snffi· cienza o di anomalia psichica, ed anche morale. li) Psicusi : si trovano, nei mili tari, ca;;ii di confusione m entale allucinatoria acuta o amentia del hleynert ; qualcuno di fren osi ma· niaco depressiva o di psicosi cefalalgica specie dopo una fatica id sole; e pisodii psicopatic i acuti va1·ii in degenerati, più frequenti sopratutto in coloro che sono iu prigione o in attesa di giudizio criminale o disciplinare; casi di psicosi nevrastenica o isterica, con stati d' ansie, o con d elirio d'azione (monoi pentll ucinosì), o di psicosi epilettica (stat i crepuscolari protratti o in forma di mania acuta transitoria); di alcoo· lismo 11,c nto semplice o di ebbrezza patologica in degenerati, o di alcoolismo cronico in sott'uffiniali; qualche caso di ~ihlide cerebrale; e poi, paralisi progressi va, o paranoia cronica tardiva sistematizzata, o arteriosclerosi cerebrale, od ossessioni menta.li in ufficiali o in qualche
LA MEDICINA SOUfAL!è :q,;1.1 .' E:SERCl 'I'O
4.17
sott'ufficiale anziano; infine, non pochi casi di nevrosi o neuropsicosi da t rauma., in contingenze diverse e con forme cliniche di fferent i, tanto più che noi dol,biamo da!'e il nostro giudizio anche su carabinieri, guardie di città, di finanza e carcerarie e su impiegati civili delle altre amministrazioni dello Stato. Non ò qui il caso d i accennare, neppure in rapida sintesi, a tutte queste varie forme di psicosi, che ho trattato in apposite pubblicazioni; (1) solo è bene far notare anche qui la importanza speciale che esse hanno, e talune soprat utto, non solo per i giudizi medico-legali d i inabilità, ma massimamente per i rapporti di dipendenza da. cause di SE'rvizio o per eventuali responsabilità disciplinari, o giudiziarie, quando i militari abbiano commPsso mancanze varie, e più o meno
gravi , in dipendenza di uno stato mentale abnorme, o di allucinazioni, o di episodi deliranti od emotivi, e simili. Accenno, fra i miei casi : a due furti (smarrimenti d i somme) in dementi paralitici iniziali ; a 3 reati di insubordinazione in dementi precoci allucinati; a molte crisi di a,gitazione con clastie impulsioni minacce e vie di fatto, verso compagni o !:lnperiori, da parte di psicopatici degenerati, o di p sicoepilettici crepuscolari; a 3 furti da parte di isterici cou stati d 'ansia iperemotiva da turbe passionali; a 3 casi di insubordinazione da parte d i ufficiali d i cui uno in stato di os:.iessione mentale ansiosa e due altri in accesso acuto di nevrastenia con angoscia, e scarica. emotiva. conseguente, e così via. Le nevrosi traumatiche sono nnmPr ose, e delle più svariate forme, dalle nevrosi locali alle psicosi pseud o confusionali, da. scontri fen-oviari, da cadute da cavallo, da scoppii d i polveriera, da contrasti violenti con criminali ecc.; in molt i è ri· l evabile la predisposizione neuropatica, in pressochè tutti si può notare l'influenza ruminatrice della ideit dell'indennizzo e perturbatrice delle lungagg ini del procedi mento (sinistrosi del Brissaud), e la guarigione anche in casi d'apparenza grave, mentre per altri rimane uno stato di scadimento nervoso attribuibile ad alt ri fattori (deficienza organica, disposizione neuropatica, alcoolismo, arteriosclerosi cerebrale, sifilide) : in un caso interessantissimo ho potuto studiare la lenta evoluzione, ed il formarsi d i uno stato complesso d i ossessioni mentali con fobie multiple e stati d'angoscia, in ufficiale, svolgentisi da u n grave trauma cranico riportato molti anni prima. Ed è a nobre, al( l J Me ne sono assai diffusamen te occupato in due lunghi stmFi: Forme di pazzia n ei milil<lri (Giomale di medicina militare, 1911), e Studii di p8ichiatr-ia militare (in Rivista aperimentale di /reniatria, I parte, 1912, II pRrte, 1913, I II part.o, io corso di
p ubblicazione).
1
LA :r,rnoIC IN'A SOOIAI.E XELL ESF:RCITO
tre,:ì, che parecchi soggetti, apparentemente della media normalità, disvelarono le loro auomalie costituziona li d opo un urto emotivo spe· eiale, come un contrasto <lisci plinare, un dissesto cosmico, nn incendio, o in periodo di guerra, in cui - cioè - l'urto emozionale ha potuto dirompere un equilibrio psiconervoso i nstabile, e rivelare le deficienze o le att.itudini anomale, marcandone le tinte, offuscando o disintegrando la sintesi dl"lla personalità e facendone affiorare la vita del l"incosciente, defor mata o ingigantita. (1 ).
X. L a ùistinzioni ora fatte, ed i caratteri accennati per ciascuna ca· t egorùi d i militari anormali, rirnltano, oltre che dai principi geuerali d i psicopatologia, dalle numerose osser,azioni che si possono raccogliere da chi, come me, ha avuto la fnrtuna di una. larga esperienza clinica e criminale, e per una buona serie di anni . Ma, oltre ai concetti generali, è bene fissare le cifre di osservazioni personali, che rappresentano la moneta cli scambio, e quind i d i valore, delle scienze sociali; e a tal fine io ho seguito, n ei miei lavori, varie vie che mi fornissero la visione completa, ed iutegrale, d i questo complesso problema - pazzia e delinquenza militare, - il massimo fra i problemi dell'esercito consider ato nella sua costituzione di organismo sociale . .d) Ho raccolto, prima d i tutto, le osservazioni che io ho potuto ese· g nire, in un certo periodo di tempo, nell'ospedale militare di Roma, o,e si studiano anche impiegati di varie amministra7,ioni dello Stato, e ,i ricoverano individui da essere giudicati per parte dell' Ispettor ato cli Sani tà, e guardie diverse olt re che carabinieri e soldati. Da l 1° ge1rnaio 1904 al 31 marzo 1908 si tratta di 842 individui (non ho raccolto, dopo la pubblicazione del lavoro in cui espone,;;·o dotte cifre, i casi posteriori al marzo 1908) ; noto intanto, per esemplificare l'attivi tà selezionatrice di q_uest'ospedale, relativa all'ampio criterio psicopatologico che ci g uida, come nel 1904 vi si siano rifo r mati o rimaudati 105 fra militari ed iscritti, per a.normalità psico-nervose varie, su di un totale di 8 11 per tutto l'esercito, cio~ il 12 p. l ùO, mentra il presidio ha la forza de l 6 p. 100 dell'effettivo nazionale; da allora le cifre sono anmentate, e più fortemente che non in tutto l'e:-;ercito, raggiungendo nell' ultimo semestre del periodo Il) Vodosi, sulle nevrosi t raumatiche, uno miadettogliato rivist>l sintetico, in Gior no/, di mcdici,ia militare, 1013.
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1a cifre di 296, cioè il 18 p. 100, vale a d ire 3 volte più della media, in rapporto alla for za sotto le armi. Que5ti 84~ casi comprendevano 4:1:1 forme psicopatiche diverse, e 401 nevrosi varie. Fra le frenopat ie : 26 casi di psicosi d P.pressiva o anche ipocondriaca; 28 di alcoolismo cronico o stati alcoolici acuti sn foncto degenerativo o iste:·oide; 90 di psicastenia originaria, spesso <:on degenerazione morale, con anomalie del carattere, t ra cui Sfolli morali veri ; 69 d i psicosi epilettica 0d isterica; 27 di confnsione mentale allucinatoria; 9 di psicosi cefalalgiche; 37 di incompletena. psi-chica, di primitività, di insufficienze psico-morali (tra le qual i deve esserci stata non piccola serie di eboidofrenie); 12 di demenza precoce, t.r a i quali 6 della varietà paranoide; rn di imlJecillità. Come forme ,d i passaggio posso110 considerarsi 67 casi di forme varie di eccitamento, di iperemotivi tà, di escandescenze, in cui tal volta vi è alla b ase uno stato nevrastenico, più spesso un fo ndo isteroide o epi lett oide, forse talvolta uno stato eboi<le, ma più sresl'lo un carattere degenerativo. Fra. le nevrosi : 171 forme varie di nevrastenia, più nn- . merose quelle costituzional i, i n cui, cioè, si trova qualche elemento degenerativo-ereditario; 18G di i:iterismo nelle forme convulsive o di equivalenza psicoemotiva, i~ forme diverse di crisi; 60 di epilessia motoria, 25 di sonnambulismo, 5 di isteronevrasteoia traumatica; 1a maggior parte di queste nevrosi presentano un lato medico-legale. per mancanze o per reati disciplinari o, quanto meno, per inattitn<line ad alcuni servizi, in seguito a sta.ti di eccita.mento, ad iperemotiTità, a reazioni intense ed inadeguate, a stati d'ansia, a depressione sentimentale, a stanchezza fac ile e grave, ad oscillazioni notevoli d'umore e di attività ecc. Infine, è interessante ricordare 59 tentati s uicidi, nei cui soggetti si riscontrarono 17 casi di isterismo, 6 di -epilessia psichica, e 2 di psicosi cefalalgica ; gli altri di emotività -esagerata. o depressiva in seguito a mancanze o per fatti passionali. -0 per essere riformati da guardie o da carabiniere, od anche per contagio. Vale a dire che, nel complesso, anche qui (nei soldati) si vede predominare la degenerazione psichica e l' epilessia nelle sue varie forme, ambedue espressioni di una condizione evolnt iva incompl,:ita, anomala, atavica o morbosa, per deviazione atipica o per malat,1.ia, della personalità neuropsichica. B) Un altro criterio distributivo di queste forme morbose può trarsi dalia considerazione d i casi curati negli ospedali, raccolti dftlle statistiche sanitarie; cosi ho trovato, corno medie del triennio 1905-07, -che gli entrati in cura negli ospedali militari e civili, e nelle inform e.rie, furono 2727, dei quali 1345 per nen-algie, 347 per sciatica,
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52 per nevn t1 varie, 1!)2 per nevraslenia, 7G per isterismo, J !) per apoplessia ce rebrale, 25 per congestion e cere bra le, 42 per meni ngitecerebrale, 2~-:1: per ~pilessia, 7G per frenopatie varie, 8 per paralisi p rogressi,a . 3 per tabe spinale e 4-:l: per altre malatt ie del sistema n er· '\"OSO centrale. C) Ma un criterio da cer t i punti di vista più <'om pleto si ha con la racvolla che io h o fatto di t utti i casi d i psicosi i n mili tari rico\·e· rati nel manicomio provinciale d i Roma dal 1895 al 1!)10 ; si tratta di 150 indi vidui , dei quali H) all ievi carabinieri , 17 carabinieri, 1!) guardie, 70 soldati, 5 caporali, 12 sottufficiali e 17 ufficiali. E poichè al manicomi o s i i nviano le for me conclamate, o le acute pe· r icolose o bisognevoli di mezzi speciali di ricovero, o le cronicht>1 i mpressiona la cifra elev,ita dei volontari (la maggior parte degli allievi e delle gnar rlie), dei carabinieri e degl i ufficia.li. Il m aggior numero si è a;-uto in prima'l"era, 50; frn. i mesi, luglio con 2! 6 maggio con 2 1 ; im media 10 a ll'anno, mentre p rima erano 16 1 e cou t endt>uza a J.iminuire, a causa della sempre più Rmpia selezione pre· ventiva degli l:lDormal i. La proporzione dei car abinieri va dal 2.15 al 2.40 p . 1000, nelle altre ar mi 1 D3-2 p. 100 : n elle gnaraie 5.5-6 p. 1000 (servizio volo11tar io1 nel quale parecchi i nstabili non durano); per g li uffici ali in 2/3 circn, dei casi si ebbe la parali si progressiva., n ell'al tro terzo la pa· ranoia cronicR. sistematizzata; nei sottn fnciali, inol tre, qua lche caso di a lcoolismo croniéO e di demen za paranoide . Vediamo ora le ,·arie forme osservate : a ) 13 Cflsi di demenza parali t ice, dei qu ali due d i tabo-pn.ralisi : di e;;si 10 ufl'ìciali e 3 sottufficial i ; però n on v i sono com p resi pu· recchi casi di infermi che le fam igli e ri tirarono dal l'ospedale mili tare, senza che fossero passati dal manicomio, per cui s i fa i mpres· sionante la frequenza della par:i li,;i p!'Ogressi \·a, spesso - come risulta - in seguito acl ulcera lut>tica pres11, <la gi ovane, sotto le armi, e con cura i nsufficiente; affine molto è 1 caso di lue.9 cerebri. b) nelle cartelle degli infermi si trovano 43 volte le p(lranoie n elle loro varie for me, secondo le distinzioni presso ch e simili riel)o ~eh tile e ·w~rnicke1 distinzi011 i p erò esseuzia l men te siutom11,tic he 1 mentre che, rileggendo ora, cou i criterii attuali d i psichiatria., e sopra.tutto per i l decorso successivo o per le r ecid ive, si possono sfro11 · dare queste varie categorie, e ricondurre ad u n con cetto pi ù comprensivo di tassinomia clinica. Intanto, secondo la d iagnosi p rimiti,a, si possono <'O;,Ì rnggrnppare i 43 cusi : 6 di paranoia allucinatoria. acuta, di cui aluuni su ba;;e imbecillesca, 11 di con fusione allucina·
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toria o di amenza allucinatoria, o di demenza confusa., o di mania confusa con spunti persecutorii; 4 di stato depressivo con delirio pa· ranoide o di paranoia ipocondriaca su base imhecillesca; 2 d i delirio paranoide o allucinatorio in degeuerato i 3 di paranoia originaria o stati cli eccitamento su carattere paranoica.le; 9 di demenza paranoide o con sta.ti di eccitamento (cataton ico'?) (sono le diagnosi degli ultimi tempi). Si può adnnque osservare, dall'e~ame delle storiP, elle, - tranne qualche caso da riferirsi alla franosi maniaco-depressi,a, qualche altro a confusioni mentali (delirio allucinatorio, ecc) o ad amenzie, od anche a stati crepuscolari epi.lettici protratti, taluni ad epi,wdi psicopatici di degenerati (ed alcuni li ag-gregano alla demenza precoce), od infine, se si de,e ammett~re, alcuni di paranoia originaria secondo Sander e Morselli - quasi tutti gli altri appartengono alle demenze paranoidi, o a sta.Li acuti o cronici delle altre varietà cli dem e nza precoce, come lo sono indnbbiamente le antiche dj11guo::1i di stati depressivi o ipocondriac i o paranoidi su base imbecillesca o con carattere paranoica.le, ecc. In definitiva, soltanto 9 sono paranoie tipiche croniche sistematizzate, secondo le idee di Kraepelin e 'l'anzi; e 30 circa di demenza precoce, in almeno due terzi della varietà paranoide. e) per l'epile8Sia è inleressant.e, da varii punti di vista, confrontare 33 casi clti. me rac<>olti nei 15 anni del periodo in e»ame, con i 23 del Lòglio (tesi di laurea), i quali si riferiscono appena ad un quinquennio, precedenti il detto periodo da rue studiato. I ntanto si rileva la differenza d el num ero, già per sè indicante la selezione sempre più rigorosa (33 in 15 anni, 23 in 5 anni); ma, inoltre, 11 dei 23 avevano dichiarata. l'epilessia, che però non era stata r iconosciuta, e soltanto 3 dei 33. P oi, meutre dei 23 l'ereditariet.à. n europsicopatica multipl11 esisteva i n 8, ed in 8 qualche precedente morboso in alcuno dei parenti (in tutto 70 p. 100), fra i :33 ..:e n'erano stati, ri spetti va.mente. 8 e 6 (in tutto 42 p. 100) ; in 3 dei 33 c'erano precedenti convu lsivi, ma in 13 òei 23; il 2-! p. 100 di qnelli ed il 66 p. 100 cli questi u l timi avevano avuto carattere discolo, i rrequieto, nervoso, eccitabile; rispet,frvamente i l 27 e il 70 p. 100 aYevano avuto cattivi precedenti familiari e sociali, di carattere violento, o pregiudicati ; il 24 e 1'82 p. 100 avevano spiccate stigmati deg-enerati,e, e così vi a. I mporta ancora notare i seguenti fatti: il 65 p. 100 erano volontari ( per metà. guardie); alcuni tentarono suicidarsi, altri ebbero crisicefalalgiche o stati d i furore, o commisero gra,·i insubordi11azioui, o si trovarono facilmente in istato di ebbrezza patologica, o ar:.darono-
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incontro a gravi impulsi impro'l'visi manifestatisi talora rn soggetti d'animo mite o dopo un p(>riodo di apparente regolnre servizio; infine, ed è questo il fatto più g ra ve, ben un quinto di essi spararono d'improvviso, col fucile o col revolver, all'impazzata o contro visioni o contro persone, (m i.~d1:is111ì 1,tcmcrttz), continuando d opo in u na forma di stato crepuscolare protratto (psicosi epilettica). d) l~ casi di isteri8mo, per lo più di equi valenti psichici o di allucinosi, o d i for me protratte d i stati psico-isterici, oltre a 9 con isteroepilessia, probabilmente psicosi isteriche che dal fondo degenem t ivo attinge,ano imp ulsi violent i od altre note epilettoidi, sopratutto espresse in catti,a condotta m ilitare, in tendenze alle fughe, in accenni di reazioni all'ambiente, in episodi clastici o d i i ndisciplinatezza v iolent,a, ecc. In questi casi appunto, in cui maggiormente si mette in chian1. luce il fondo degenerativo ciel caraUere, meglio si scorge essere l'isterismo una incompletezza della personalità, un iu fant iJisruo psichico con age, olezza di disgregabilità che permette faci lmente lo scoppio di una tendenza violenta, o il manifestarsi <lolla reazione ambientale, o l'affermarsi di una suggestione mor· boss, ecc., per motivi in apparenza inadeguati, o dopo una. fatica. una punizione od anche dopo un lenf-o processo di ruminazione mentale. e) un grnppo d i 12 soggetti costituiscono una. categoria d i anormali, i nsufficientemente o morbosamente s,iluppati, disarmonici . squilibrati ed incompleti, quindi con manifestazioni inferiori di atti,ità mentale ad a.spetti varii a secon da. che la nota individuale acl:entni la deficienza etica o la reattività impulsi,·::i, o l'automat ismo psichico, e le 0ui diagnosi vanno dalla mania degenerativa alla mania con fusa impulsiva. (fo rse eqniv11.leuf-e epilettico protratto), dagli equi,alenti epilettici flU base di delinquenza nata alla imbecillità morale su base epi lettica, e1.:c. L'anamnesi e la condotta sociale e mili tare loro, olt..rf" al couteguo immanente d i essi, a vrebbero potuto fornire elementi snflicienti per la loro eliminazione: essi sono soggetti pericolosissimi pPr una eolletti vità, e il loro episodio p~icopatico, - naturale frutto del la anomala costi t uzione dPgenerativa - . rappresenta., io credo, una equivalenza ed una derivazione di manifestazioni criminali. { ) il gruppo più numeroso è <lei dementi pre('od, in num ero di 36, cio..:i il 21 p. 100; gruppo i nteressantissimo dal lato med1co-legale, percliè spesso ardua la diagnosi essendo le forme iniziali, o disvela· tesi agll u rti compJe~si del nuovo ambiente, mentre dapprima si tratta d i s0ggeui te~tardi, o chiusi, o troppo doci li , o svogliati ed iudiffe· re11t,i, od isteroidi, ecc., che spe.,so pos~ono attinire su di loro rimpro-
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veri o punizioni, e che, in genere, disvelano acutamente la. psicopatia latente: o in forma. di stupore catatonico, o, più frequentemente, con stati di eccitamento illogico, o in forma di reazione impulsiva contro eventuali nemici (rea2.ioni allucinatorie, o reazioni di difesa contro le apparenti costrizioni esteriori). 'l'ali reazioni possono costituire anche reati disciplinari (insubordinazione, diserzione), o di violenza personale, sino alle forme gravi di miRdei8mo (per es. soldato Magri), prima accumunate alle psicosi epilettiche. È interessante scorrere queste storie cliniche, perchè è grande la importanza della. demenza precoce nell'esercito; qui accenno a tre soli r ilievi e cioè: 1° può ingannare agevolmente la goffaggine, la tardità esecutiva., la svogliatezza apatica, la negligenza, l'artificiosità dell'appar enza, il manierismo e le smorfie mimiche, o la teatralità di alcuni atteggiamenti muscolari, le tendenze simulatrici, la sindrome del Ganser che sembra. artificio grossolano e volontario o che fa. pensare alla malignità od apparente illogicità. isterica ; 2° la diversità dei precedenti familiari, i::colastici, sociali e mil itari, delle note ereditarie e personali morbose od irregolari, la grande differenza della sintomatologia e sopratutto del modo di rivelarsi della schizofrenia, che rende manifesto come sempre preponderi l'elemento individuale, orientando diversamente le varie espressioni morbose, onde prima ' non si notava l'unità fondamentale del disordine in tanta varietà di sintomatologia. psichica e nervosa: - il ciclo morb oso si avvicina e si confonde con il ciclo antropologico individuale (Del Greco); 3° le a ttitudini delinquenziali non sono attributo della demenza precoce, ma traggono le scaturigini dal la costituzione bio-psichica originaria (impulsione epilettoide o carattere degenerativo), la qua.le orienta e plasma di sè, anche nel morbo, l'attività singola., per cui anche le manifestazioni demenziali in essa si rifrangono, da essa s1 alimentano e ne traggono una risultaute specifica. g) seguono, poi, varii gruppi di infermi. e cioè: 4 con psico;:;i cefalalgiche; 8 con diagnosi di mania confusa o degenerativa o di eccitamento maniacale o cli confusione allucinatoria agitata, che però possono ricondursi, volta a volta, alla demenza paranoide o all'eccitamento catatonico o alla frenosi maniaco-depressiva o alla psicosi epi· l ettica; 9 di psicosi alcooliche varie, dalla pura forma acuta all'episodio acuto in alcoolista. cronico, dalla pseudoparalisi generale alla paranoia acuta allucinatoria da alcool, sopratutto alle ebbrezze patol ogiche in cui il fattore individuale dit l'impronta della espressione
LA MED!Cl:'IA ~OCIALE NELL'~:SERCITO
morbosa, neuropsicopatica, oltre ad altri 5 casi in cui l'alcool aveva aiutato, od occasionato, lo svolgersi di una sindrome psicopatica, su fondo nevrotico o degenerativo. h) Infine, un gruppo numeroso di 17 soggetti con la dicitura di psicosi non constatate, ciò che non vuol dire senz'altro simulazione, perchè molte volte si trattava di forme frustre epilettiche od isteriche, di spunti psicopatici iu degenerati o in squilibrati, di eccitamenti emotivi transitorii, di espressioni fobich e od ossessive e simili. D'altra parte, per i simulatori di pazzia, v i è a notare due fat&i : l' uno, d'ordine psicopatologico, che, cioè, essi sono spesso nevrotici o squilibrati o degenerati o deficienti od anche dementi precoci iniziali; l'altro, d'ordine biologico, ehe n on solo simulazione è deficienza etica e disarmonia psichica, ma che l'artificio psicopatico finisce col p erturbare realmente una mentalità di g ià instabile e disarmo~ica, nè 1uesta può resistere iu un'idea, in un proposito, in u n atteggiamento morboso voluto, - facendosene orientare e deviare, - senza 11otevoli sofferenze intime, e quindi senza cedere a llo sforzo tensivo anormale, antibiologico. Di essi, non pochi erano degli irregolari, o pregiudicati o anormali infant.il i, o dissestati sociali, o presentarono in seguito veri perturbamenti psichici; iuteressan tissimi 3 casi in cui, dopo, la diagnosi fu rettificata iu demenza ebefrenica, e 4 altri in cui si manifestarono equivalenti psico-epilettici . Come si vede, in fondo alla struttura bio-psichica di t,utti questi militar i alienat i, preJominano le due note, cotanto affini e sì spesso -u nite, della degeuera,zione e dell'epilettoidismo, per cui può dirsi che il fatto psicopatico sia un episodio, od una espressione almeno, della loro anormalità costitutiva, che la ,ita militare. più speci ale e pii1 complessa, ha fo.cili tato nel loro rivelarsi, ed intensificato nelle sue mauifcstazioni (1).
XI. Come complemento a quest.a parte psicopatologica, accenno ad al· cuni fenomeni che bo potuto studiare 11ell'ambiente militare, dei qunli taltmi hanno soltanto valore particolare, ma altri un significato più generale. Comincic, da questi ultimi: 1° Le psicosi: cefalalgicl1e, la. parte più essenzii,le delle psicosi neuralgiche 8econdo Sd1iile, ed a.1le quali larghissimo contributo ha ( J) Ho di!Tusamonte trnttntodi questo ricorche psichiatriche e medico-lognli nollo stuùi\l: Su 2-1:l osservazioni di alienazioni mmta(1 in militari., in Giomaledi m edicfoa militare, rn11.
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portato il Mingazzini: ne descrissi 7 casi, ed altri poi ne ho studiato in militari, sopratutto nel periodo delle manovre estive, durante le quali è possibile rilevarne non poche ogni anno. Si tratta allora di iperemie meningee, con fiera cefalea: l'avvertimonto per via organica delle modificazioni fisiologiche causate dal dolore, e la sua percezione per via }Jsichica, producono uno stato distimico generale, ehe è un prodotto estraneo alla normale cerebrazioue, e che. per la sua durata o per la intensità o per la forma, cagiona perturbamento e squilibrio psichico, manifesto nel senso cui l'individuo è disposto dalla sua costituzione neuropsichica originaria o per le sue condizioni fisiologiche e di mentalità del momento. L a forma fondamentale è la confusione, per lo più allucinatoria; l 'al lucinazione, quasi sempre visiva, sorge per irradiazione nervosa attraverso i rami e le radici del V ai nuclei di esso e da questi ultimi a i centri ottici ed alle sfere visive corticali (Mingazzini). Ma altre v olte, su un fondo confusionale, si manifestano altre forme d i turbamento psichico, cioè eccitamento ipomaniaco, stati deliranti, spunti paranoidi, tendenze reattivo-im pulsive, ecc. sopratutto in conseguenza di allucinazioni visive terrifiche : qui, io credo, è più evidente la in• terferenza della speciale attitudine neuro-psicopatica delle diverse personalità, magari con la di versa efficacia d'azione perturbatrice del dolore, per via orgauica o per via psichica, con concomitanti di mtossicamento, di iperemia diversamente distribuita, ecc. (1). A parte l'importanza psichiatrica di queste forme transitorie di psicosi, ed oltre al problema generale se simili individui couservino, -0 11011, l'idoneità a l servizio militare, sorge l'essenziale quesito medico· l egale in molti casi, data la somiglianza di alcuni quadri cefalalgici .con gli episodii psi,;oisterici ed anche psicoepilettici, come in 3 casi da me studiati: ed allora, l'episodio è una manifesta.zione nevrotica, oppure è in relazione diretta ed univoca con la cefalea conge;;tizia, cioè, per lo più, con una causa di servizio? Soltanto uno stnclio critieo accurato della genesi e del decorso dell'episodio psicopatico, e della personalità del soggetto dopo la guarigione. può dare elementi sicuri ::li ginrlizio; ma il problema si complica per il fatto che realmente gli ammalati hanno spesso una nota isterica o epilettoide nella forma psicosica, e ne hanno la disposizione e J'att.itudine, per cui appunto anche se l'episodio dura poco e svanisce del tutto, per rapporto alla (I ) Veclasi il mio studio sulle Disfrmie cefalalgiche, nel S11pplemento del P oliclinico I 904, e l'art icolo : Cura tiroidea in tm cMO di emicrania oftalmica nella Gazzetta degli ot1peclal i e delle cliniche, 1904.
LA MEDIOIXA SOCIALE NELL'ESERCITO
ulteriore idoneità al servizio è prudente essere esplicitamente neg11tivi (1 ) ; 2° Un feuomeno di valore sociale che si può bene studiare nell'esercito è il vagabondaggio, che dal lato militare ba. tanta importanza per il suo significato antidisciplinare (assenza illegale, abbandono di posto, diserzione), sopratutto in alcune circostanze speciali, come in g uerra. Se, in rapporto all'adattamento ambientale, i vagabondi sono ~po;stati sociali, dal lato bi o-psicologico essi sono, soprat utto, degli spo· sf(lti mo1·ali , cioè degli anomali, nè solo di versi per grado, ma anche per forma e per modo. Se vi è nell'umanità, ed in ciascun popolo, un periodo di vagabondaggio funzionale (Florian e Oavaglieri) che rappre· senta la necessità biologica e mesologica dell'uomo primitivo, quale e forma di vita normale agli albori della evoluzione sociale umana•, quando la civiltà volge al meriggio il vagabondaggio è un'anomalia. adattativa; per cui, - se pur talvolta coagiscono ragioni di dissesti economici, di difficoltà sociali, di dissoluzione familiare, e la disabitn· dine lavorativa, o speciali condizioni etnico-sociali come per alcune plaghe della Russia (la steppa) - si trovano sempre anomalie psichiche nel vagabondo od anche vere &.bnormità e morbosità. L'esame antro· pologico-clinico permette di fare in essi alcune divisioni di categorie: degenerati migratori del Foville o viaggiatori pazzi del Tissié, che e però una categoria mista, di soggetti a vario tipo morboso; migra· tori perseg uitati (paranoici religiosi e politici); catatonici in eccita· mento; psicopatici maniaco-depressivi; isterici ed epilettici in crisi procnrsiva, subcosciente o automatica, per instabilità psichica o per impulsi emotivi, oppure in istato secondo o crepuscolare (equivalenze psichiche); ossessionati ideativi, od emotivi (ansiosi) o dipsomaniaci; eboidi ed imbecilli in cui la perambulazione è cosciente, ma da motivi futili e sciocchi; e poi psicastenici instabili che costituiscono la massti. dei vagabondi, con una sottoclasse di degenerati morali, con tendenze criminose (2) . Questi soggett i, fra i quali dei veri vagabondi-nati (Lombroso) ha.neo un difetto, congenito od acqui sito, di potenziale energetico, che li fa (1) Vedasi anche il mio studio: I /arti calori e le /unzioni psi.chiche, in S11ppl1· mento al P oliclinico, l!JOi, e Comunica..io ne al V Congresso internazionale di psicologia di Roma, 1005. ( 2) Vedansi, Bu questo argomento, il m io arti.Jolo : La psicologia dei vagabandi in R111111ia, in Rivista di R onw, 1005, In m ia comunicazio ne 11ul Vagabondo e Va gabondag· gio al V Oongruao intenwzionale di psicologia (Roma, Hl05), l'articolo di critica psicololo(icn sull'Albergo dei poveri di M . Gor!.:i, in I talia madema, 1006, e lo studio il Vo· gal,c,w/o e il oogabondagio, in Italia. m oderna, I OOi.
LA M EDICINA s;QCIAL,E NELL'ESF:RCJTO
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meno attivi, meno completi, più instabili e dismorfici, meno disciplinati nelle manifestazioni del la loro condotta, e quindi meno atti alla vita civil<' ed alle condizioni di esistenza del gr uppo di cui fan parte; peggio, assai meno atti ad un nuovo adattamento verso ambienLi più speciali, come è l'es1:ircito, per cui si richiedono nuove forme di attività, altre energie nervose e psichiche, metodicità. di lavoro e disciplina di volont:\ e di condotta. Es.si sono i caduti della selezione sociale; ma, prima di t utto, perchè sono anormali, incompleti, psicastenici, sono i deboli della sopravvivenza umana, perchè degenerati (Sergi), e quindi organicamente costretti ad un adattamento inferiore. La fuga è una reazione di difesa biologica, per quanto assuma spesso una parvenza reattiva rispetto a ll'ambiente o sembri più direttamente stimolat.a da tendenze criminali. Gli Annali della medicina militare ricordano molti ca,n di diserzione iu vagabondi dei varii ti pi, ma sopratutto degli anomali degenerati; ne sorgono complessi problemi d i medicina legale e di psichiatria forense, sopratutto negli eserciti coloniali e in tempo di guerra, come io stt::sso ho potuto studiare nella campagna di L ibia. 3'> In moltissimi casi ho voluto ricercare il sintoma miofonico, d escritto dal Bernabei e dal Sicnriani in 4 infermi, dei quali 3 organici e 1 isterico, ma del quale non davano spiegazione chiara e defì niti va. L'ho ricercat,o in sani, in nevrotici, in alienati ed in iufermi organici del nevras:1e: non l'ho trovato in 50 sani; l'ho riscontrato più o meno netto e forte ed esteso in alcuni infermi nervosi (alcuni dementi paralitici, alcuni alcoolisti cronici, 1 parkinsoniano, in alcuni nevritic i nel periodo degenerativo). Mai l'ho riscontrato in 43 epilettici: e, come controllo, potei nna volta servirmene com<' uno degli elementi di differenziazione fra una convulsione isterica ed una così detta isteroepilettica, accadute di notte in due militari osservandi. L 'ho trovato, tram;itoriamente dopo l'acGesso, in d ne casi di epilessia jacksoniana, nei quali è da pensare che, prima o dopo l'accesso o in rappres entanza di esso, una lenta e debole irritazione corticale produca fini tremori muscolari, base del fenomeno m iofonico; esso, q uinùi, può servire come elemento diagnostico differenziale con l'epilessia essenziale, indicando la presenza di una. ca usa stimolante morbosa. Iu un gruppo di 41 n evrastenici, negli intellettuali, voliti-,i, a tipo depressivo, mai l'ho riscontrato; negli emoti vi invece, oxiestesici secondo Arndt, molt,i lo presenta.vano, non continuo, ma dopo l'eccitamento emotivo o il fatto ansioso, o la tur ba affettiva, ma di breve durata, nell'uno o nell'altr o gruppo m uscolare. 30 - Giornale dì medi;i11a m1lita1·e -
Fase. VI.
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LA ME D1CIXA SOOIALF. NELL ESER01TO
La stessa cosa nelle nevrosi traumatiche comuni, che reste.no tanto affini al le nevrastenie emotive, mentre più frequente e dura.turo si avverte nelle forme di isteria traumatica locale, sulla zona. che è seda del processo psico-somatico. In 124 alienati e psicopatici di forme diverse l'ho riscontrato talvolta, ma non in modo costante nè duraturo nè diffuso, e quando l'esame clinico faceva rilevare una psicosi isterica, od una. psicosi su base alcoolica, o in episodii di eccitamento psico-emotivo, non nelle pure forme mentali, demenziali o confuse, allucinatorie o deliranti, ecc. Così pure, talvolta si è riscontrato in alcuni dei numerosi casi di nevropatici in osservazione, antidisciplina.ri, o simula.tori, spesso degenerati o squilibrati o insufficienti, o convulsivanti od enuretici o sonnambolici, ecc.; ed esso mi servì molte volte per farmi sospettare il fondo del carattere isterico, o la nota isteroide nelle varie manifestazioni allegat,e o presentate, quali poi l'esame clinico, i precedenti, la condotta, od altre stigma.ti, accertavano. Poichè rimane il fatto tipico, controllato in 94 isterici, che il miofono è pressochè patognomonico in esso, quando la. malattia è in atto, spesso ancùe nelle latenze, magari eccitandoli un po', emozionandoli appena. Il miofono si ode sempr e, per lo più diffuso, o sul la.to anestesico o paretico, ha una nota acustica ca.ra.tteristica che ba.sta, anche da sola, a distingnerlo dai rnmori muscolari da freddo o da. altra. origine; presente anche quando manca qualsiasi palpito muscolare visibile, anzi per me allora più caratteristico, con intensità maggiore dopo uua contrazione mus<'olare od un'emozione, e spesso a carattere uguale, composto di una successione rapida di minimi rumori crepitanti, a timbro sordo, con tonalità quasi risuonante, e con oscillazioni di chial'ezza e di intensità che vanno parallela.mente alle oscillazioni del livello mentale, e del tono distimico, e quindi della disgregabilità psichica. dell'isterico, ma naturalrµente in senso inverso. Per me il miofono, espressione acustica di contrazioni fibrillari muscolari (Helmoltz), - avvertibile nel muscolo che lavora in quanto la cont razione è prodotta da una rapida serie discontinua di impulsi emananti dai centri e quindi dalla sommazione di rapide contrazioni fìbrillari discontinue, - se si avverte n ell'isterico in riposo, quale espres-sioue acustica di un intimo palpito muscolare, di una specie di effiuvio contrattivo, cioè di discontinue contrazioni fibri llari, indica perciò uno irradiarsi di iuuerva zione dai centri, probabilmente d'origine emozionale, e per effetto della di ssociazione corticale; dobbiamo perciò cousi,lerarlo una microconvnlsione, una miochirnia, che il miofono rende
LA MEDICINA SOCIALE NEU)ESEROITO
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:avvertita, acquistando cosi significato patognomonico e valore genetico per l'isterismo (l ); 4° In alcuni militari isterici ho potuto studiare dei fenomeni nervosi interessanti, e per il loro significato e per la rarità delle os~erva.z1on1: a) un soldato con notevole balbuzie atassico- s"pastica, in cui -qualche monosillabo poteva essere pronunziato soltanto dopo una. lunga serie diffusa di discinesie coreiformi, con tremori, spasmi, smorfie coutratturali ed agitazione emotiva sempre più forte, sino ad uno stato di ansia, tutto cessando non appena la tensione cumulata si scaricava precipitosamente in una. esplosione verbale. E così ad ogni frase, e ad ·Ogni risposta. Ne er a affetto dall'età di 8 anni in seguito a caduta .dall'alto ; presentò subito commozione isterica con afonia e bolo costrittivo, e per superarsi dove,a fare sforzi energici, che poi si sono as,sociati intimamente ad ogni espressione fonetica; a 14 anni guarì, mentre la. sorella. se ne contagiava. ed egli la scherniva, rifacendola e parodiandola per beffa, sinchè, mentre quella se ne liberava, egli si ria.mma.la.va, e più gravemente. La. sua mentalità presenta.va il re·stringimento, la. disgregabilità e l'ossessione emotiva dei psicastenici fobici con sindrome isterica. ansiosa (2) ; b) oei non molti casi descritt.i di diplopia monocnlare, e che va.rii autori ritengono patognomonica per l'isteri smo, è accettata la spiegazione del Parinaud, d:. uno spasmo irregolare, asimmetrico, della a ccomodazione. Nel mio caso, di un soldato che riportò grave trauma .cranico con diplopia binoculare, per paresi del retto interno di destra, ·e che all'esame .mostrava. anche finissime emorragie cli una met.à c irca della papilla, - che perciò sem brava più rilevata dell'altra metà, dopo una ventina di giorni egli si accorse che la diplopia era anche monoculare, dell'occhio destro, associata ad ambliopia. Era da accogliersi l'ipotesi del Farina.ud? o quella che riferiva il fatto 11.d una li eya differenza. di piano delle due parti della papilla? (Santucci ). A me, però, sorse il dulibio che, trattandosi di un nevrotico da tmnma, per pro· cesso mentale di ruminazione pitiatica, in 1·ealtà non esistesse la diplopia, ben0bè chiara apparisse all'esame diretto; invero, opport unamente escludendo dalla visione, con adatte lenti, l'orch io destro, il paziente era som pre diplopico, cioè lo era con l'occhio sano ; vale a ( 11 Vedasi il mio studio sul M iojono in Giomale di m edicma 111ili1are 1!)08 (Il sin· toma m io/on ico e suo valore 7m/og1'omonico ticll'isteri,ww). (2) Vetla.~i il mio rirticolo: Un caso di dùicinesie ticcose in i~taico, in Giornale di medicina militare, 1009.
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LA ~IIW TCJNA SOCI AL E Nl1:1, L ES~IW ITO
dire i l feuomeno era del tulto psichico, per a~sr,ciazione mediata in oxiestesico, nè l'ammalato ne a"\:"eva coscienza. Con la persuasione, che specialmente potò ben ag ire quando, migli ornnélo molto la ,isione, scomparve lo stato di preoccupazione, la di plopia spari (l};
e) in al tro rnilit,are, isteòco, durante un epidodio convulsi forme. non solo potei constatare nettamente uno dei non molt.i esempii ni im:ersirme del ri/le.~so pnpil/nre luminoso, ma anche - ciò di cui nessuno ha tenuto parola - di 1·ifiesso i?·ido-nlye.,·ico paradosso; verso la fine della crisi isterica queste paradossie riflesse andavano mitigandosi, attraverso uno stato di lii111111s, fìnch è, sempre più predominan,10 la reazione normale, questa si r eintegrò del tutto. Il fonomeno si av· vera.va in O. S., dalla parte in cui esisteva anestesia sensitivo,sen~or ial e; lo studio discriminativo delle "arie ipote,::i, non bt!ne applicabili nel caso mio, mi ha fatto pensare alla sua origine psjchica, con assopimento di alcun i centri corticali emilaterali (Sollier ), associata a mo,imenti incrocia•.i, e con cessata. azione inibitrice dell'apparato costrittore rlell'irirle (llfarina) 12) ; d ) molto i n ter essan te è il caso di ipe1·allitci11osi isfericn studiaLa in un carabiniere, il quale, im pre;;sionatissirno del la visit.a fatta ad uu i ntimo R.mico gravemente tifoso, dopo alcuni g iorni di cr isi d i pianto. con p rogressivo disorientamento man mano si estendeva il rlorninio dell'emoz ione in -via di sistemarsi, ca.dJe in un tipico stat.o estatico-allur.ina.torio, in cui al clelirio cl'azinne del la 3~ fo_,:o si R.ssociava il cli>lirio i·erl111le della 4? fai-e, intramezzato da crisi A.gitate, con verbigerazione continua. ma. a tonalità. di,·erse, a secondo delle scene rivi:-.sute. e•Ì espre;;se; gli stimoli esterni 1 e le forti sensazioni emi-sinistre, orieu· ta,ano divor,.:amente il delirio, gli da, ano nuo,·o contenuto, e materia allucinatoria od illu::;ionale. La cute emi11e,:tra del t u tto anest<'tica, con "piccato dermografismo, ed a.::senza di emorragia nelle punture profonde; esistevi\, a periodi, intenso fremito palpebrale; l'allucinosi era stereotipa e le scene si r ìpet.evano nelle frasi, nei gesti e negli atteggiament i; talvol ta si aveva, spontanea o provocata opport,unamente. il muover:.i dell'allucinazione (Char()ot). E tutto ciò per ben 4S ore di seguito, fìnchè, provanrlo a<l entrare nel campo delirante, sino a guidarlo, potei suggerire la calma e poi i L sonno, che durò profondo per 22 ore, ed al qna.le residuò una classi(;a emi-anestesia sensiti,o0
( 1) Vedas i il mio orticolo: Vn C./I.IIQ di diplopia ,nrmornlare in ,ie~'Totico da tra >tmn, in Giornale di merlicina militare. l !lOO. (2) Voda~i il mio stu,lio : S>< di 1m cr1-.•o di ii.t·r r.•ionr pd riffrt,•o pupilfore l11mh106<> e di pnrado•.•,a iriclo-rtl[Jr"ira , in ,lm.,,/i di m •dirina nnmle, l 90i.
LA ~11':0lCINA SOCIALI!: XELl,' EsrmClTO
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'Sensoriale completa, (con armostesia, acinestesia, bachianestes1a, amioalgia, contratture, astasioabasia, ecc.) e, per alcuni giorni, una serie di illusioni ipnagogiche e cenestesiche, per cui riferiva a se stesso tutti i disturbi sognati, - come se fosse egli stesso ancora in istato tifoso, - per un grave restringimento de l campo della coscienza (1); e) Due casi clinici importanti mi hanno dato l'opportunità cli studiare l'ufficio dell'emozione nelle ossessioni mentali, problema. di llOtevole interes:-~ psicologico, e medico-legale, per la dipendenza da p ossihili eventi di servizio delle relative anormalità psichiche. In una guarilia trentenne una emozione improvvisa ed intensa (11ggressioue a mano armata con pericolo di vita), produsse grave paura depressiva, dalla quale sorsero crisi ossessionanti con angoscia e poi uno stato ossessivo continuo con episodi di delirio emotivo, spesso preceduti da crisi cefalalgica con allucinazioni e illusioni ceneste3icbe, le quali cagiona vano tendenze interpretative paranoidi delle scene emotive rivissute, e con ripercussioni di essi:) nello stato onlinario di orientamento psichico (diffidenza, sospettosità, paure di ricever male, autofilia, tendenze suicide per sfuggire ad influenze dannose dall'esterno). - In un ufficiale, d opo una grave caduta fatta 20 anni prima, con fosfeni ed acusmi, si andarono gradatamente svolgendo una serie di idee ossessive e di fobie, imperniate sull'astrofobia (terrore dei lampi e dei tuoni, che, per associazione emotiva mediata, riproduceva il ricordo penoso del fosfene e dell'acusms), sino alla pseudo-sistematizzazione di una parabulia coatta ossessiva (Morselli) o paranoia rudimentale ossessiva (.Arnclt) su base ansiosa. In qnesti casi e da discntere l'importanza, univoca o non, della emozione, il suo meccanismo fisiopatologico, la predisposizione psichica o non, ed il modo d'insorgere dei complessi fobici ed ossessivi . Probabilmente una emozione intensa, improvvisa, deprimente, in una mentalità pressochè normale, in condizioni speciali della psiche (fati ca, attenzione lavorativa, depressione morale, ecc.), può turbare profondamente, tendendo alla sistematizzazione, e collegandosi a complessi rappresentativi mentali, ciò che produce: stato psicalettico, coscienza ristretta, predominanza di stato emotivo monocromatico, ansia, permanenza ossessionale di gruppi di percepiti da funzionalità eretistica di alcune zone cerebrali primitiva.mente investite dal contenuto emo-zionale, e con successive tendenze interpretative ed orientamento (l) Vedasi il. mio studio: Jperallucinosi uiterica, in Giomale di medicina militare, 1906, e l'artiNlo: Framme,it·i dalle Memorie cl-i un medico, in R ivista di R01111a, .1905.
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LA )1E0 IOINA SOCIA LE Nl::LL 1•:SERCITO
paranoicale dell'Io, sino ad aversi lo spunto di una psicosi paranoidea. (Tamburini) (1).
XII. La complessa ereclità sociale (Scarano) -
sotto la quale denomina•
zione comprendiamo le molteplici influenze biologiche ereditarie, le familiari, educative o mimetiche,, i vizii della vita. collettiva., le cor· renti di disagio politico -economico e la lotta per la vita, i fattori etuioi e la indisciplina sociale - è un grande fattore di irregolarità nella vita militare e di mancanze nella condotta disciplinare, in cui si ma· ni festtt.no le insufficienze adattive, e la scarsa plasti cità del potenziale individuale dinanzi a ll e nuove richieste di energie. Anche molti ap· pena subnorron.li, o della media normalità, sono esposti a risentire da tali con tinui adattamenti, o in speciali condizioni di scadimento bio-energetico - urt i emoti ,1 i e co1ttrasti forti che ne pert urbano il carattere, n e deviano i modi di condotta, o ne eccitano reazioni antiambientali e contro chi ne impersona. l'autorità che comanda e frena e guida g li sforzi dei si ngoli fra le dighe che contengono la grande massa dei r egolari , più o meno bene adattati alle nuove condizioni di vita, di lavoro e di atti vità fisico-psichiche. Ma. tale disadattamento, e tali reattività, non pii1 occasionali o d'indole emotiva o di significato transitorio, divengono espressioni fatali p er le catE>gorie, varie di anomali, di nevrotici, di degenerati, di psicopatici, cui una fondamentale costituzione neuropsichica d eviata conduce per vie diverse ad irrego larità, a stranezze, a morbosità di condotta disciplinare,
a forme di verse di squilibrio coadattat ivo, dalle crisi di agitazione & di eccitamento contro le n orme disciplinari alle simulazioni varie, dal!& disubbidienze alla insubordinazione più o meno violenta, alla diser· zioue che è l'ultima espressione della insofferenza intima, della ripul· sione alla vita dell' aggregato o del vagabondaggio psicastenico. Se in molte d i quest/3 mancanze disciplinari si trova l'occasione, il contrasto emotivo, la rozza edu cazione psico-morale, o l'elemento passionale, o l'impressionabilità dell'individuo, in altre sta a base una ;;era a.no· malia, o anormalità, neuro·psichica, o l'immoralità costituzionale : in. fondo, epilessia e degenerazione, che collegano le deviazioni morbose della mente alle tendenze criminali. Il ) \'Nl nsi il mio stud io : L'r mr>zion P. 6 la Rua i m portanza n rf /e OBscssioni n1('1u,1li. in Giornale rii mrriicin,; militare. Hlllfò, o ('01111micntio ne al V Cong resi<n intern1wjonnle d i psic,,ln,:?ia. E eosi p ure mm p e ri1.in psid1 i11tri ca (ancora incrlite) p e r un uffkia le osscs..ivo irnputnto d i rilìuto d 'obb<:'di,-,wa (t ribuno lo ,n ilitare d i R o ma. 1900).
LA :\IEDIClNA SOCIALE NELL1 E:5ERClTO
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La nostra concezione delle anomalie umane ci conduce a pensare : 1° che ogni personalità è una deviazione dal tipo, più o meno. (De Giovanni) che porta in sè una varia attitudine nevrotica, dove più e dove meno marcata ed anche del tutto nascosta, la cui ragione precipua sta, io credo, nel fenomeno biologico essenziale che l 'uomo è ancora un prodotto incompleto della evoluzione, e quindi in periodo di assestamento e d i inst,a bilità relativa di formazione organica; 2° che tutte quelle forme di cont.rasti ambientali avvengono per un guasto più o meno accidentale e transitorio nel meccanismo volitivo imperfetto od inuompleto, con scarica emotiva esagerata od inopportuna od irregolare, per un offuscamento della coscienza morale, non nutricata da normale affetti vità, da s\1iluppo di sentimenti fattivi, - o per transitoria irritabilità neuropsichica, o da spunti psicopatici diversi, o come equivalenze isteriche od epilettoidi; 3° che molte col pe antidisciplinari sono dovute ad impulsi o ad atti violenti che costituiscono veri equivalenti di tendenze e di manifestazioni criminali, che non si esplicano come tali per le favorevoli condizioni di esistenza, ed al riparo delle lotte economiche, che ormai sono divenute il fulcro e la ragione determinante di moltissimi fenomeni sociali, mentre appunto la incertezza delle condizioni materiali d i vita è tanto grande fattore di azioni antisociali, specie nella forma della piccola deliuquenza; 4° che, infine, molt.i veri criminali sono veri ammalati (nevrotici, psicopatici o frenastenici), e che i degenerati morali possono considerarsi tali da un punto di vista comprensivo di psicopatologia, o per lo meno frequentemente hanno note nevrotiche o spunti di psicosi, ed hanno inficiata la sorgente stessa della loro vita somato-psichica da morbose influenze ereditarie, che, fra. le altre stigmati, li ha suggellati con le due note essenziali di deviazione morbosa: la delinquenza precoce e la recidività. criminale. L'applicazione pratica d i questi concetti porta naturalmente ad una selezione morale, e ad un risanamento sempre più ampio e severo, della collettività. militare, come le cifre ci dimostravano nel pri ncipio di questo studio. La più grande ripercussione benefica della profilassi m enta.le si ha sulla criminalità, sia per i reati comuni che per i disciplinari, come da tempo ho dimostrato; e le cifre annue successive confermano sempre più l'effetto fecondo che ne abbiamo goduto, insegnandoci - al t empo istesso - quale sia la grande via maestra che la società deve seguire per la lotta contro l'anomalo e il degenerato. La. cura è essenzialmente di natura biologica, perchè i veri anomali sono fondamentalmente tali per costituzione somato-psichica, dall'amorale al frenastenico all'epilettico; la cura sociale può valere sopratutto per gli
LA MIWIC'I~A SOCJAI.I': NRLl;ESERCITO
oc·ca;;ionali, ed in parf-e per i crim ina loidi, i quali pure trovano, in una migliore costituzione psi cologica, e pedagogica, dell'esercito, sempre ragioni minori di dé(ai/lances disciplinari, o morali. A cf'enno soltanto alcune cifre per fissare questi concetti fondame11tal i: I condannati per le varie specie di r eati commess i da militari, p er il periodo 1885-1905, sono stati : 1729, 1558, 1405, 1429, 1418, 113G, lll(')G, 11:W, 11:30, ti%, 1008, 1015, 1167, 1143, 938, 986, 1092, 922, 10:-,0, 902. Facendo le m edie di grnppi t riennali, per togliere qualche oscill azionfl ann ua, meglio s i scorge la forte e progressiva diminuzione della criminalità mi lita re, che è ben del 43 p. 100 fra i due anni e~tremi del pe riodo st,udiato : nel 1885 la qu ota dei dE1linquenti alla forza media dell'eserci to era delJ"8Jj p. 1000, nel 1905 del 4.8 p. 1000:
1504, 132'3, 1108, lOHl, 1108, 1005, 988. l\[a è a nche bene cons idera re vari tipi di reati, d'ordine disci plinare o d i natura comu r.e; la disce:-a progressi,a si ripete per tutte le categorie, erl è d el 30 p . 100 per l'iusubordinazione, del 45 p. 100 ptr il fn r t o, del 53 p. 100 per il ri fi uto d'obbed ienza e del 55 p. 100 per la diserzion e; e per il forto c'è anche da considerare che, per esempio n el triennio !.JG.98, cbva una media di 1.7 su mille soldati , mentre 6 1'8, del 4.23 nella popolazione civile ( CODSÌderati pure le doune i Y6CChi ed i fanci u lli, e nonostante l e occasi0ni maggiori, per un certo riguardo, della vita militare), cioè almeno t r e volte più basso. Ecco ora le medie t riennali dei condannati : disubbid ienza: 178, 138, 103, 102, 104, 90, 97; insubordinazione : 289, 208, 18G, 187, 217, 202, 197; d iserzioue semplice : 311, 305, 239, 193, 225, 212, 211; furto 44,3, 48G, 365, 3,36, 3f>3, 357, 322, 271. S i può conclrnlere legitti mamente e cl1e nel totale, ed in o,qni suo co1,1po11ente, da noi la criminalità militare deci·esce, in modo progre~s ivo, e più o meno evidente, spesso assai marcato, con u na forte ri cl uz iono, r.he nel ventennio oscilla, per i vari reati, dal 8 0 al 65 p. 1()0 ! > 11 ), Una contropro\'a a queste cifre d11te dalle sentenze di condanna dei t ri bunali militari l' abbiamo nelle cifre degli stabili men ti militari di pena, sia per rig uardo ai prese11ti al 1° gennaio di ogni nnno, sia ( I I Saggi di scien:a criminale sopracitati, e cos ì pure: EPSais dc crimi11ofo gir ,rilitaire (N11nuni!'ozin ne fu tt.a in,1ie me al co lonnello modi,·o Forrc ro f(lrll ispc ttorl, cap,1) nl \'l cong n •,1so in~ernazion11le d i anlropolog ia C'ri111 inalc m To rin o, l !lOUJ.
LA MEDICINA SOOIALE
Nr:1.L'u:s1mcrro
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p er il movimento annuo degli entrati ed usciti, cousideran<lo pure -che in qnelli ricoverano anche guardie e marinai : per brevità dò le cifre per ogni cinque anni, dèd 1871 al 1911: detenuti ricoverati nl io gennaio, nel reclusorio : 1710, 812, 861, 1715, 4821 3GG, 238, 8 71 319 (1); detenuti r icoverati al 1° ge11naio, in totale: 2330, IG81, lG-:lG, 136G, 907, 82~ 477,408,434 ; incorporati n elle compagnie di d isci plina (da.I 1874:-1876-1881, ecc.): 8 48, 306, 10:-;G, l O!i:3, 7118, 570, 307, 257, 183; detenuti per diserzione : 1070, 6-:U, 503, 3±7, 2GB, 222. 50, 41, 87; detenuti per ins ubordinazione : 5-14, 279,470,427, 3GO, 287, 217, J 23, 127; cleten nti per furto : 2G8, 2:1:5, 238, 2:38, 119, 120, !)(), 85, 67; disciplinari ex-la.òri (2) : 541, O (31, 700, 618, 4jG, 271, 2831 180, 136. Entrati ogn i anno, n ei luoghi di pena : :3717, 1482, 14-~G, !l73, 902, 959, 571, 592, 705; entrati ogni anno, nelle compagnie di disciplina: 957, 387, 6GO, s::-,5, 722, 874, 400, 317, G2,3. Usciti ogni anno, dai luogh i di pena : :15-!0, 1532, 15±0, 11308, 804:, 118 7, 322, 606, il2; usciti ogni anno, dalle C\Ompaguie di disciplina: 672, 13, 4!)3, 628, 313, 3G4, 4:89, 303, 575. L 'aumento finale nelle cifre degli u sciti inùica una minore dur ~ta di condanna e condotta buona con condono di parte della. pena, da. 1/4 ad 1/3 della durata, vale a dire minore gravità di delinquenza perchè sempre più predominano occasionali e criminaloidi, ciò che meglio dimo.stra l'andamento delle condanne al la reclusione o al carcere. Le prime, nel ventennio in esame, si riducon0 del 4 7 p. 1001 da 550 a 2911 mentre le altre hanno u na riduzione del ~4 p. 100, da 1086 ad 827, e la riduzione è meno reg olare e progressiva; la r eclusione è i nferta in proporzione inferiore del carcere, e sempre minore, con una percentnale che da l 51 scende al 3ò p. 100; s icchè, mentre i reclusi erano, al principio del periodo, il 34 p. 100 riel tota!~ dei condannati, essi sono scesi gradatamente al 20 p. 100. Ciò i ndica sempre minore gravità di (l) Dal 1907, febbraio, furono abolito le compBgnie reclusi, per i conclannt1ti da 1 a. 2 anni , e i detenuti furono ricoverati n el reclu.snrio. (2) I militari ladri, dopo scon tata la pena, sono in corporati in compagnie di d i-
sciplina speciali s ino a l termin& della fe rma (3) Nel '76 furono abolite e gl i ex-ladri twnnrono a i corpi; l'esito fu cat.ti\·o, onùe furono subito ristabilito.
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LA MEDICIN A SOCIALE NELL'ESE.RCITO
reati, ed una maggiore mitezza delle pene militari , scientificament& g iustificata dal fatto che la efficacia della sua azione dipende più dalla sua prontezza e rapidità d'applicazione che dalla sua intensità. F atto tan to più notevole in quanto che, se la percentuale della reclusione al carcere scende per i furti dal 26 al 20 p. 100, essa scema, per Pinsnbord inazione, dal 58 al 24: p. 100 ; e nell'insubordinazione, reato disciplinare di violenza e di reattività, maggiormente si esprime il carattere anomalo, impulsivo e ribelle (1).
XIII. Dn fatto di notevole interesse sociologico, più ancora che militare, è quello riguardante la 1·ecicliva criminale. Nel 1890 furono promulgate a lcune modificazioni alla Legge sul Recl utamento, nel senso di limitare anche di più l'ingresso dei prngiudicati ne lle file dell'esercito con l'aggravare i motivi di indegnità moi;ale, (stabilendo un minimo di 3 anni di reclusione per un reato). Da l 1885 al 1894 le recidive in condanna, nell'esercito, sono progressivamente scemate, riducen· dosi ben del 59.4 p. 100 : 84.0, 776, 707, 605, 562, 438, 377, 377, 344, 342. Ma dal 1805 di nuovo la curva è andata quasi progressivamente elevandosi, aumentando del 70 p. 100, benchè le cifre si mantenga.no più basse che non all'inizio del periodo: 415, 414, 379, 41G, 437, 432, 389, 430, 457, 510, 583. Ora, questo fatto, nonostante che il rigore regolamentare sia sempre quello, e le riforme per anomalie psico -nervose varie vadano sempre aumentando, non può dipendere che dall'aumento forte, e progressivo, della delinquenza socia.le, sopratutto nella apparente piccola criminalità; e dico apparente perchè mitezza di g iud izi, sentimentalismo, fa. cili attenuanti, magist.rati speciali, vanno rendendo più lievi le pene dei minorenni. Difatti, se consideriamo in due distinte categorie quelli che rncidivano specificamente, cioè in un reato sotto le armi, e queili che avevano di già una condanna burghese e poi recidiva.no da militari (recidiva generica in senso lato), troviamo le seguenti seriazioni: 3G2. 334:, 284, 25!1, 1!)4, lrJ3, 108, 108, 102, 57, 90, 82, 64, 861 t.4, ( 1) Dell'amlnnrnnto divorso, e d ella assai mngllior gril.\'ilà. délla delin quenzn militare ncll'es<'rcito franre:,o, d ovu(n nlla relnzione morale assai meno severa, ed a l ,·olcre u t ilizznre i pr<,giudicnti per l'P~ercito colon inie, mi OC'Cupo ùiffusame nt.e in uno stuc!10 di pulib1 ir nzionf1, nl'l la Sc11ola P ositii,a. d el F C'rri: mi S talnlimet1ti militari di pr,ia in Ita lia e i,1 Frmwia.
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50, 58, 70, 75, 72, 40;-478, 4±2, 423,346,368,285,269,269,242,285, 325, 332, 315, 33Q, 373, 382, 331, 360, 382, 438, 493. Cioè, i recidivi militari in senso stretto diminuiscono fortemente, dell'89 p. 100; gli altri, sempre in numero maggiore, proprio dal 1894 cominciano ad aumentare, e in modo marcato, sino a sopravanza.re le cifre iniziali; e mentre il recidivo militare è spesso giustiziato dal medico e riformato perchè anormale, il pregiudicato borghese facilmente commette nnovo reato, almeno per una volta, dimostrando in genere la. sua inadattabilità, e in modo più frequente per l'enormeaumento che ha da noi la delinquenza minorile. Basti pensare che il numero dei minorenni condannati in Italia dal 1890 al 1900 (ed i condannati sono circa la m.età dei veri delinquenti), è stato di: 30.108, 3,:1:.058, 34.202, 31.806, 35.612, 39.109, 41.1105, 39.688, 44.172, 42.062, 43.684, cioè con l'aumento del 45 p. 100! ma nel triennio 1904-06 troviamo 62.437, 67.695, 69.787 e nel 1908 ben 77.568 condanna.ti inferiori ai 21 anni! Osservo intanto che, confrontandola con il totale delle recidive, la recidiva borghese è, per ogni 5 anni, il 56.9, il 65, il 78.3, l' &C!.4, il 92.5 p. 100. e, rispetto al totale delle condanne, essa è il 27.6, il 25.1, il 32.2, il 40. 7 ed il 45.9 p. 100: mentre l'insieme delle recidive è, rispetto al totale delle condanne, il 48.6, il 26.5, il 41.1, il 4G.1, il 54 3 p. 100. Vale a dire: la. recidiva borghese va sempre più a formare la massima parte dei recidivi militari ; la percentuale dei pregiudicati borghesi cresce fortemente sino a costituire quasi la metà dei condannati militari; e la recidiva forma ora più della metà della delinquenza dell'esercito (come per la criwinalita sociale, ove è del 4.0-42 p. 100). Dunque, se un perfezionato sistema di reclutamento, ed una buona organizzazione psichiatrica potessero arrestare i pregiudicati borghesi che, perchè precoci e recidivi, o risultando anormali all'esame, si dimostra.no affatto inadattabili, - e potessero eliminare, fra i delinquenti durante il servizio, quelli che apparissero comunque anomali e refrattari, la criminalità dell'esercito, già abbastanza diminuita, si ridurrebbe subito fortemente, più ancora della metà. Tale funzione profil attica. deve esercitarsi ugualmente sugli anormali, sui deficienti e sui nevrotici impulsivi, sempre più largamente 1:alutando le anomalie della. condotta bio·sociale: tale valutazione, per esempio nella nev r csi, e Jo scarto dei più gravi condannati - in genere rei di violenza. - ha migliorato più le cifre dell'insubordinazione che del
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furto; - q nelle atti11go110 un massimo nel 1890-91, poco prima che si mettessero in vigore le nuove disposizioni regolamen tari, con quote elevate che meglio d i mostrano come gran par te degli insubordinati tragga specialmente motivo di reazione dalla struttura organica e d a.ile tendenze a11ormali più che dall'ambiente. I n vero, ecco le percentuali di recidivi borghesi, nell'in,mbordinazione e nel furto: 31.4, 33.1, 2 ·.o, 28.5, 31.4, an ..1, 40, 25.2, 2s .7, 30.5, 24, 22.7, 2fì.5, 2-1.7, 2D.4, 2G.2, 31.8, 23.2, 2i .8, 2o.4, 21.7; 26.o, 22.S, 27, 21.1, 22.7, 21.3, 20, 15.3, 25, 16.9, 19.2, 21.7, 17.4, rn.n, 2~.2, o0.5, 23.8, 2:t9, 2\:1.G, 15.3; Meglio ancora si scorge l'effetto benefico della selezione morale, e meglio si spiega l'accennata diminuizione costante della gravità delle pelle, considerando le proporzioni di tutti i recidivi sui condannati, per i <lue reati in parola : (ogni ;j ~inni): p. 100: G~ 1, 51.8, 34.2, BO.~, 2G.7 » 35.±, 27, 21.1, 2U.3, Hl.5 vale a dire: la riduzione è più della metà per il 1° reato, quasi la metà per il 21, più progressiva i u quello che i n q uesto per la forma spe1:iale, reatti~·a, che a:::sume l'inadq.ttabilità neuropsichica, pur mantenendosi sem pre più alte le quote in quello, perchè ancora molti degenerati, impulsivi e nevrotici penetrano nelle fi le, e, con essi, pregiudicati, spesso dt violeuza o di teppismo, che urtano contro l'ambiente o si ec-.:itauo con l'alcool che li perverte e li rende tanto pericolosi. Come d icevo, sono imponenti le cifre dei nostri delinquenti mi· nori, ed essi crescono fortemente col "Volger degli anni : fatto assai più grave se si consideri che, non solo nelle altre grandi nazioni le cifre sono m inori, miL che esse in genere vanno diminuendo, o rimangono pressochè uguali nei vn.ri anni o con lievi a.umenti : su 10 mila abitanti, per il lDO·! , la Francia ne aveva l' 8.2, l'Austria l' 1.7 1 la Germania l'l:3.U, l"Ing hilterra il 11.3, il Belgio il 15.5, l' Italja il rn.5 1 e, nel 1008, il 2B.2. Il B elg io ne aveva 10.7±3 nel 1908, 9.027 nel H.l05; la. Francia 31.2!Jl nel 1 UO, 31.061 nel 1901; l'Austria 6,463 nel 18~)0, 2.795 nel 1905; la Germania ·11.00ò nel 1800, 51.498 nel UlOò ; l'Iugltilterra 22.9~G nel 1SG3, 40.102 nel 1G05. Qui accenno soltan to che le cause debbono essere complesse: politiche, economiche, sociali, e, per l'Italia specialmente, il recente servag~io, l'alta cr imina litù,, le nenosi numerose, che, n ella discendenza, non sono suffic ientemente bilanciate da educazione fi sica r azionale, e sopratutto da tnLela familiare o sociale adeguata : nel }J~riodo di tran~izione a.Ila fase indn~triale della civiltà accade che la. fami g lia
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tenda a dissolversi, l'infanzia rimanga materialmente e moralmente abbandonata, nè vi provvedan ancori\. adatti sostitutivi di assistenza soc iale; la mancanza del divorzio obbl iga alle situazioni morali ibride od incerte; l'emigrazione formidabile mette molte donne in balia di loro stesse coi teneri germogli, ir:. una instabile condizione economica e moral e, ed in genere peggiora le condizioni sanitarie d'u na regione. In tale periodo di iniziazione industriale, e col sentimento più individualista dei meridionali, l'operaio è socialmente meno disciplinato, non è sorretto da ideali, dopo il lavoro cerca il conforto nelle osterie ove· si alcoolizza e si immiserisce. La lotta deve essere sopratutto di profilassi sociale, perchè si provYec1a all'iHfauzia, si cornbaUa l'alcoolismo, e si educhi l'opera.io a più elevato r egime di vita moraJe. L a gravità del problema si dimo. tra con questa mia int.eressantissima constatazione: considerando soltanto i nevrotici, psicopatici, insuflicienti e degenerati morali che noi rimandiamo dai 20 ai 22 anni (e presci11do dai detenuti) calcolando sull a, popolazione totale con le variazioni cli sesso, di età, di sopravvivenza ecc., trorn circa 1 anormale grave su 60 abitanti, in tutto circa 520 m ila, che salgono a ben 700 mila, cioè 1 su -:hG abitanti, calcolandovi i gravi anormali degli stabilimenti militari di pena, che vi sono nella proporzione del 25 p. 100 circa ! (l ); e, fra di essi, ben l QO .milla. almeno epilettici !
XIV. Cosi, nonostante l'a,rnpia selezione morale dell'esercito, necessariamente molti degenerati o nevrotici entrano ancora 11elle file, e poi sono condannati, o im•iati alle compaguie di disciplina, o permangono nell'esercito con continuo danno potenziale, <:be si manife;;ta in occnsioni speciali, per e!"empio in guerra, o dopo un trascorso a lcoolico, o nelle manovre estive ecc. Ciù spiega come la r euidi·rn sia tanto più frequente proprio neg li stabili menti cli pella che nei var'i· corpi dell'esercito, 1:1.nche perchè la costrizi one el'cita ed esaspera molti amor ali e li rende ribelli e violenti, con tem1enze r eatti,e permanenti che derivano da una appercezione ostile dell'ambiente spe1,;iale. Nel 1900, mentre- la criminaliti per le armi combattenti era del 18.5 p. 10110, essa era del 30 p. 1000 neg li stabil im enti miljtnri di pena. (J I Yedonsi t re rnie N oto preliminari in .·frchfrio dr/ Lnmbro110. in (;iomolc di mcdkitàa militare o in Rivisl<• d'Italia, 19 10, e lo studio : R ecidit·(I. militare edelinquema· dei minorenni, in Ri,,iata militare italiana, Hl I O.
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È vero, però, che anche qui si manifesta evidentissimo il risulta.to favorevole della proti lassi morale sempre più severa e fattiva: nel 1885 le compagnie di disciplina davano il 102 p. 1000 di criminalità, ed i luoghi di pena il 71, cioè, in tutto, il 173 p. 1000, vale a dire 1 criminale r ecidivo su 6 ! mentre nelle armi combattenti si aveva il 32 p. 1000; - poi si sono avuti due massimi, nel 1887 con il 127 p. 1000 nei disciplinari (40 p. 1000 nei luoghi di pena}, e nel 1894 con il }13 p. 1000 nei luoghi di pena (66 p. 1000 nei di· sciplinari), mentre nei detti anni le armi combattenti avevano il 33 ed il 15 per 1000 ; - ma poi la discesa è stata rapidissima e progressi va, sino ad un totale del 30 p. 1000, che è circa la 6" parte di 20 anni prima I Ma altre constatazioni mettono a,nco:ra meglio in luce il fatto, ormai assodato da tanti studiosi, che esistono in tutti i reclusor1 e penitenziari: molti alienati misconosciuti, e che il criminale è spesso un anormale, per lo più nel senso della psicosi o della nevrosi: mentre l& riforme per psicosi oscillano, in media, dal 7 p. 1000 nella fant.eria al 3.7 per l'artiglieria, e dal 9.9 al 5.6 p. 1000 per le nevrosi, ·esse salgono, negli stabilimenti di pena, all'll.6 p. 1000 nelle nevrosi ed al 34.4 p. 1000 nelle psicosi; in tutto esse hanno quote del 46 p. 1000, cioè tre volte più della fanteria, 5 più nell'artiglieria, e con questo di specialissimo, di quote as;;ai più elevate nelle psicosi che nelle ne· -vrosi, al contrario di tutte le altre forme di collettività! (delirio e psicosi carcerarie, o psicoi'i isteriche ed epilettiche). I noltre, mentre nel· l'esercito si trova, fra suicidi tentati e consumati, una quota del 5.6 p. 1000, in cui sono comprese le cifre elevate dei sott'uffi.ciali e dei carabinieri, negli stabilimenti militari di pena -- ove il suicidio trova tanti minori mezzi di esecuzione, e tanto ·maggiori ostacoli - si ha ben il 13.9 p. ll100. E precisamente : i snicidi tentati sono, nella fan· teria l' U) p. 1000, nell' n,rtiglieria l' 1.5, negli stabilimenti dì pena il 5.4; i con,:nmat i rispettivamevte il 3.4, il 2.9 e l' 8.5 p. 1000. Un'altra constatazione essenziale di anormalità in questa categoria di sogp;ett,i è data dalla ricerca del fatt,o re alcoolico nella delinquenza militare, sia cbe si tratti di scarsa t olleranza - che è segno di debolezza cerebrale, - o di abitudini alcooliche, o di ebbrezze patologiche. Studiando lOR processi del tribuna} e militare di Roma ho trovato che 11el com plesso d ei reati l'alcoolismo determinò o facilitò il r eato nel :38 p. 100; ma considerando i 35 casi di insubordinazione pm-a, esso si eleva a ll'alta quota del 75 p. 100, e cioè nel 25 p. 100 quale ebbrezza a lcooli ca, nel 50 p. 100 quale vera ubbriachezza! L 'esame, poi, dei soggetti, faccYa rilen 1.re in molti squilibrio psichieo,
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o facile emotività, o tendenze impulsive e reattive, carattere scontroso ed irritabile con amoralità. (specialmente negli eredo-alcoolisti), o tipi chiusi e taciturni, o insufficienti e timidi cui l'alcool squilibrava facilmente, o veri dipsomani specie fra g li ereditarì; molti avevano cattiva condotta militare, ed an~he sociale (13 p. 100 di pregiudicati violenti), o precedenti neuropatici, e note eredita.rie morbose; .alcune volte il reato consisteva in clastie da agitazione psicomotoria provocata dall'alcool. I li 117 militari da me studiati nel reclusorio di Gaeta ben 81 -commisero il loro reato sotto l'azione univoca o prepotente dell' alcool, e cioè 43 mentre erano veramente ubbriachi (37 p. 100), e 38 in istato di ebbrezza (31 p. 100): totale nel 68 p. 100 dei reati. Questi re ati erano: 64 di insubordinazione nelle sue varie forme, 24 di furti, 33 di diserzione, oltre a 12 casi di violenze commesse prima di venire alle armi e 5 da militari, in tutto 138 reati: ebbene, in tutti l'alcool ha. azione criminogena evidente, di certo più nel reato di ~iolenza che nel furto, ma abbastanza spesso nella diserzione (dromomania alcoolica), e, nei vari reati, la sua proporzione è stata del1'86, 42, 61, 48 p. 100. V'ha. di p iù: la indagine anamnestica fatta su d ocumenti dimostrava in 74 soggetti, cioè nel fl3 p. 100, eredità morbosa, e precisamente neuropsicopatica in 24, alcoolica semplice o mista in 39, criminale od amorale in 11; inoltre in 23 casi, cioè nel 20 p. 100, c'erano precedenti iufettivi o neuro psicopatici, forti tendenze alcooliche in 80, poca tolleranza e con ebbrezza patologica in 12, periodi dipsomaniaci in 11 ; cattivi precedenti fa.miliari s~olastici e sociali in 40, e militari in 39, mentre buoni o mediocri erano stati 65, di cui però taluni emotivi, o poco tollerauti dell'al·cool o ipobulici o a tipo violento, e dei quali metà avevano commesso insubordinazioni. Essi riconoscono il danno che l'alcool produce, promettono emendarsi, ma. poco affidano perchè in fondo anomali o deboli o suggestionabili o a volte più o meno dipsomani. Naturalmente l'alcool ha anche valore psicogeno, come ho dimo·strato sopratutto raccogliendo tutte le storie cliniche dei 152 m ilitari ricoverati nel manicomio di Roma in 15 anni, dal 1897 al 1910: di esgi, 18 ufficiali è 12 sott'nfficiali; fra i 122 rimanenti, 19 dei corpi militarizzati; ho 1,rovato pure psicosi alcooliche in 14 (dall'alcoolismo cronico con acuzie alle ebbrezze patologiche o alla pseudoparalisi alcoolica in sott'ufficiali); in 42 l'alcool aveva una preponderante azione causale (psicosi allucinatorie acute, equivalenti isterici od epilettici, episodi agitati e deliranti della demenza precoce e dei degenerati morali); in 26, infine l'alcool, ha agito come occasione e facilitando lo
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sc:oppio di nna psieosi tossica o cronica, o d i una equivalenza ue,rotica o l'azione dissociante di una emozione. I n t utto, cioè, nel 54 p. lf)O, la detta quota sale al 61 p. 100 nei m ili tari di truppa che erano 75, mentre le quote più elevate d i psicosi alcooliche per l'Italia (manicom io di Vicenza) sono appena del 27 p. 100. Importa ntissimo il fatto c he, su 58 soggeU,i dei q a~li ben si conosceva l'anamnesi, i n 21) (51 p . 100) c'era l'erenoalcoolismo, so lo o con altri distur bi ner,osi o mentftli (1 ). (iueste quote sono di poco inferiori a. quell e riscontrate nei'pemtenzitui francesi (2 ); del restG non bisogna illudersi troppo sulla proverbiale sobrietà del popolo italiano, che l'em igrazione - sopratutto la temporanea nei paPsi cent.rali d'Europa, - ha molto danneggir.to da questo punto di vista. Ricordo qui, soltanto, che, mentre nel 189.J: si ebbero 2 casi di alcoolismo acuto curati negli ofìredali m ilitari, cioè il 0.01 p. 1000 cli forza media, essi, sino al Hl07, furono 7, 13, 4, 20, 7, 18, 15, 17, 2J, 29, 32, 35, 51 cioè con u na quota fiuale del 0.24 p . 1000. Tralasciando gli eserc1t1 americano ed inglese, troppo diversamente costituiti dag li stanziali, e fortemente inquinati dall 'alcool, troviamo nel tedesco il 0.12 p. 1000 M l 1808-1901 ; nel francese il 0.20 per il 1004. E sebhenA i::ia leriro d ire che ci possono essere differenze nei criteri statistici usat i , rimane il fatto fondamentale che il ted esco ha migliorato for temente e pro· gressi vamente, dal 0.42 p. 1000 nel 1887 al 0.10 del 1901, e che il fran cese ha notevoli oscillazioni <lipendeuti dalle varie leggi r estrittive o favorevoli ai bouillons d1t cru, mentre in Italia impone il fatto dell'aumento forte e progressivo. Del rest0, ciò non è che u n r iflesso di quel che avviene n ella popolazione: 11el triennio 1903-05 su di 46.772 entrati nei manicomi, si ebbero /3G82 pazzi alcoolici, cioè il 9 p. 100 (14.2 p. 100 negli uo· mini ì, e cioè l' l.15 su 10 mila abitanti, mentre furono 6293 su 71.351 presenti in Francia nel l" g ennaio 1907, cioè 1'8.8 p . 100, pari al 10 p. 100 dE>gli entrati, o 16 p . 100 d~·gli uomin i, pari a ll'l.40 su 10 mila abitanti: <lifi'erenza poco considerevole, in fondo . ( 1) Veilansi sn qu,·sto n rgomcnto questo mie pubblic11zioni intorno 11ll'alcooli~m1> nell'esercito : nota preli m inare noll'archivio do! L o mbro~o e in Oion111lc di mcdicioo militnrr, Hll 1, duo articoli nella GuUura moderna, 1912-1913 : un articolo nc~lì Annali ciel m anicomio di P e rni:(iii, HllO, ed un altro s ulla .il!P.dicina Bocùile, 1913 ; e co· municnzioni al Gf!ngre.1Mo / rmiotrico di P<'rnl!io, l!llO, e nl Goi.grcuo inlern mio nale p,r l'alcllOlim,o a )li Inno, HlJ 3, e lo studio pubhlicnt-0 nella R foistu militarr italiana, l !.lll. (:!) Studio 'Jnosti ar~onwnt,i in un nrticolo in corso di pubbl icazione ne lla Scuola PQ•Ìl fra d,il Fr.rri: Oli R/a/Ji/imenti pew1.li militari in ltalw e in Francia.
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Dal 1890 al 1909 il numero dei pazzi ricoverati si è raddoppiato, da 10.478 a 21.673, q ueilo dei pazzi alcoolici è aumeutàto di 7 volte da 473 a 3099, dal 4.51 al 14.3 su 100 pazzi comuni. Ma bisogna notare che la media d'ltaha è abbassata dalle regioni meridionali, e che in alunni manicomi del uord d'Italia la quota delle psicosi alcooliche sale dal 21 al 29 p. 100 degli uomini 1 e in quello d' A.neon a perfino al 40.5 p. 100. E le statistiche mostrano una forte differenza regionale nelle contravvenzioni da ubbriachezza (43.2 in media su 100 mila abitant,i, ma 108,13 in Lignr:ia), nei morti per alcoolismo cronico o per infortunio da ubbriachezza (23.3 in media su 1 milione d'a bitanti, ma 55.2 nel Veneto), ecc. Dal 1887 al 1U08 la mortalità è sc~mata di 120 mila, e la popolazione è cresciuta.di 4 milioni, cioè di circa un settimo, ma i morti per a lcoolismo cronico sono aumentati da 4-J:G a 780, cioè di più di due terzi ; ma l'aumento è stato del 50 p. 100 in Lazio e Basilicata, del 57 nel Veneto e del 60 nell'Umbria, mentre in Sicilia si è avuta diminu· zione del 47 p. 100. E così per il numero degli spacci in pr oporzione agli abitanti e per il consumo in<li viduale di litri di alcool, con le variazioni regionali solite, che rendono in alcune pr0\7 incie assai più grave il problema, e per cui, in genere, vi è rispondenza nella distribuzione regionale dell'alcoolismo, della pazzia e del suicidio (1).
xv. Sarebbe interessante fissare molti dei concetti appena adombrat.i nelle pagine precedenti, con ca.s i clinici tipici, fra i Lanti che ho potuto studiare nell'ospedale militA.re principale di Roma, o fra le perizie psichiatriche numerose che ho eseguito per il tribuoale militare : i sterismo ed epilessia special mente, e sopratutto degenerazione mor ale ed ebbrezze patologiche, e poi ancora psicastenia ed ossessioni, anche demenza precoce e paralisi progressiva, o dromomania con diserzioni e psicosi isteriche, ecc., potrebbero beu essere chiarite nei punti essenziali che prendono forme ed orientamento specifico dal· l ' ambiente e dalla peculiarità del ser vizio e rlell a vita militare (2). (I) Vedasi, sopratutto per l'alcoolismo in rnpporto ai recenti provvedimenr.i legi-
slativi, llll mio articolo nellu Cultura Moderna (ex Natura ed Arte) e nolla. .llcdioilia Sociale dei primi del 1914. (2) È molto interessanf,e il caso di insubordinaziono pc,r purto di un uffici'lle che
io feci oggetto di perizia p,iic!hiatricn, ancora inedita, dinanzi a l tribunale militaro di :R,oroa, e in cui studiai la necessità. biologica di alcune rnazio ni psico-organiche costi-
t;ue nti l'antica forza irruistibile. JI -
Gin, n,le d i meJicin11 m1tit,ir 1. -
r aie. VI.
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'• LA. ll!ErlJCl~A SOCIALE N1.; r,r/ESRIIClTI)
Pt.?r Lrevità rinunzio alla e·; ernpli6cazione, preferendo sttu·e nei concetti genera li ; invece a me pare riesca assai più i mportante; come controllo e sintesi insieme di questi stud ii, accennare all'enorme massa di dati positivi, antropologico-clinici, che una commission e apposita, della quale sono stato membro e relatore, ha raccolto eseguendo minute indagini obbiettive su 722 mili tari dei stabilimenti di pena. e delle compagnie di <lisci plina., con l'aiuto di numerosi documenti persona.li precedentemente raccolti, - per avere di ciascuno l a vita familiare, sociale e militare ò.ocumentata in tutte le sue fasi, sino alla condotta nel luogo di punizione - e di una minuziosissima cartella persona.le b iogndico-psicologica p er fissare i dati delle singole indagini psich_iatriche. Dei 722 militari in parola, 49G erano detenuti, dei quali 450 soldati e g li altri marinai, e 22G disciplinari. L o studio d i quei 406 soggetti ci ha condotto a raggrupparli logicamente in 3 categorie, a caratteri psicologici ben defìn1ti e ben distinti, in sè stessi e nelle loro valutazione sociale e mi litare : 1·ef1·attart ined1tcabili, idonei edu· cabili, intermedi. I refrattarì erano 141, cioè il 28.4 p. 100; gli intermedi 83, cioè il 16.7; g li educabili 272, cioè il 54 9; ma, mentre nel carcere i refrattari sono il 12 p. 100, raggiung0110 l'alta quota del 42 p. 100 nel r eclusorio, costituendo gli alienati misconosciuti in senso lato, la cni frequ enza - q uindi - aum enta con ]11, gravità del re11,to, perchè il reato spesso è g rave in quanto espressione morbosa e segno d i anornmlita profonda. Ebbene, vedi amo ora t,elegrafìcamen te qua li note caratterizzano ')nesti tre gruppi naturali di soggetti :
a) 1·efrattnr'i: eredità neuropsicopat ica, alcoolica o criminale 106 ,olte nel pa lre, sn 100 soggetti, 88.8 volte nella madre, 83.2 nei fratel li e sor el IP-; 187 volte n egli ascendenti ; - ambiente familiare mancante nel 32.5 p . 100, disordinato ed irregolare nPl 40.5, cioè 73 volte su 100 assente o iusuincieme ed inadatta la tntela morale del1' infanzii,,, già pred isposta. 8u 100 soggetti, 4.0 soffrirono di con vulsìoni, 37 di enuresi e pavor uocturnus, 32 traum i cranici, 3!) tifo spesso con meningo-encefaliti, onde il 77 p. 100 ebbe sempre carattere ner,oso ecl insta\,ile ed indole discola o turbolenta: - il 63 p. 100 be"ovano molto, il 46 p. l lJ() fu precoce nell'alcool, il 61 p. 100 era poco od affatto tollerante, e per lo più con r ea.ttiviti violenta. nel1' ubbriachez:m; i l 2:1:.3 p. lUO commise il reato essendo ubbriaco, specialmente per quelli compiuti prima di ,enire alle armi, e la cui condanna viene scontata nei luoghi di penn militari, e nel 19 p. 100 fu ammessa la serni-responsabililà, quasi sempre per ubbriachezza palo-
L A M EDICI NA SOCIALE l\'E f,L1 ESERCITO
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• logica. Precoci nei rapporti sessuali il 52.4 p. 100, esagerati il 47,5; <li vi ta dissoluta e scioperata il 57. 3; 134 volte su 100 si notava, vol ubilità nei m estieri, oziosaggine o vagabondaggio vero; 173 volte teudenze irose, irrequietezza, impu lsività, violenza di carattere; in affettività nel 72.7 p . 100, condotta sociale permanentemente cattiva o pessi ma nel 32 7 p. 100, per cui ben (ì() vo1te furono tentati i mezzi delle case d i correzione. Ma 1'80.6 p. 100 furono delinq uenti precoci, e mentre solo i l 12 G p. 100 commisero un solo reato, beu il 4~.6 p. 100 furono recidi vi, poco o molto, sino ad avere 20 e 30 condanne diverse! sopratutto per teppismo abituaJe, che è una form a peren ne d i r i ,·olta socia le da esasperazione degli amorali compr essi dalla legge; onde il 60.8 erano ammonit i della P ubblica Sicurezza, o sorvegliati spel'iali per sentenza del tribunale ed il 19.8 furono anche a domicilio coatto ! R isultati scolastici scarsi o u nili ebbe il 6.J: p. 100, per svogliatezza o perchè discoli o perchè espulsi per cattiva condotta. S i comportarono màle nel servizio mili tare il 70.6 p. 100 ed il 69.2 -ebbero molte p unizion i disciplinari, taluni anche in breve tempo, non facendo alcun g ior no di istruzione fra la prigione e l'ospedale, per mali venerei o per essere osservati quali anomali : difatLi, il rn p. 100 con t rassero malattie veneree, il 14 p. 100 la sifi lide, mentre 18 furono in osservazione e dichiarati i<louei iu quanto spesso dai medici generici si d à impor tanza speciale alle nrnnifestazion i auormali acu te episodiche, e scarsa invece alla vita precedente fatta di sregolatezze e di d issipazione, e all'esame antropologico-cli nico. Sotto le ar mi il 67 p. 100 beveva mol to, e il 20.o fu più vol te punito per u bbriachezza. L'esame obbiettivo face Ya r ile,are : asimmetrie crnnia li e faccia,li, di vario g rado, nel 155.4 p. 100, ed al tre anomalie antropologiche e asim metrie per ciascun anormale; il tatuaggio nel 55 1,1. 100: nel 58 la grande apertura maggiore della statura. da 5 centimetri in sn; 1 2;:i ,olte su 100 disturbi var ii di motilità, 63 volte cli sensibilità, 14G volte di reilettività, 7-l volte vasomotori, 37 ,ol te mancinismo o aro bi -destrismo dinamometrìco, e :!G.G vol te balbuzie di ~·ari o gra.do, spastica, emotiva. Nel luogo d i pena il 40 p. 100 tenne condotta mediocrn, il 6,3 cattiva od anche pessi ma, con ,·arie ed anche numero:;e e gravi pu· nizioni. (celle d' isolamento con ferri ) ; 33 volte su cento la recidiva fu spec ifica, nello stesso reato, sopratutto discipli nare; lOG soggetti ebbero ben 217 condanne militari. I reati ultimamente commessi, ed in via di espiazione penale, ernno : il 50 p. 100 di iusubordin i~zione, 1'11.8 di rifiuto d'obbedienza, j l 17,8 di diser zione, l' U di furt i, ol tre al 4 p. 10() di lesioni prima
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MEDICJXA S00IA J.E N F.1,L € SfC:IWJTO
di venire alle ar mi, e 1'1.3 p. 100 di furti idem; in totale 159 reati commessi da 1-H .indi viuui, e dei guali 10 prima del servizio militarP. Detti reati furono commessi per il 39 p. 100 nel 1° semestre di ser vizio, per il 18 2 n el 2·• semestre, per il 24.5 nel 2° anno e per il 18.1 nel 3° a.nno. L ' ll p. 100 erano volontari . La diagnosi psichiatrica è stata: per 64 psicodegenerazione con epilettoidismo, per 25 imbecillità morale con impulsioni e st,ato di ebbrezza patologica, per 5 isteronevrastenia costituzionale degenera· tivA., per 27 frenastenie biopatiche o biocerebropatiche, oltre ad 1 ca.,o di demenza ebefrenica, 1 di demenza paranoide, 1 di cerebropatia del Li ttle e 1 di pseuclodemenza general e a lcoolic11.. b) adattabili: L'eTedità morho~a n europsicirn:a anche in essi c'è pBr il i:l8 p. 100 nel padre, per il 27 nella madre e per il 27 nei fratel li e sorelle, e, n elle sne vario forme, per il 69 p. 100 nei parenti, ascendenti e collaterali; mancante l'amliiente fam iliare nel 5.5, disor,linato nel ~O p. 100. Precedenti morbosi infantili gravi o specifici uel 35.5, carattere nervoso e d isuolo nel 14; il 21.5 con forti e 1'8.0 con precoci tendenze alcooliche, il 19 poco tollerante, l 'ubbriachezza presente nel 13.3 p. 100 dei reati, dei q ual i il 4.8 prima del ser,izio, on<le solo il 2.2 p. 100 ebbe l a semiresponsabilità; forti tendenze sessuali nel 2 7A, precoci nel 2n.3 p. 100. Dissolut.i il 4.4, oziosi o n gabon<l i o volnhili nel mestiere il ff.6, con tendenze irose impulsire o ,·iolente il 1!:) p. 100, n essuno anatfettivo, 1'11 p. 100 i poaffettirn, 7 di condotta sociale cattiva., e pure il 7 p. 100 in case di correzione. e il 3 ammoniti o vigilati, e il 0.8 p. 100 a domici lio coatto ; del in· qnenti p recoci il 26 p. 100, poche volte recidivi il 23.6, mo lte ,ohe il 2.2 p. lUO; cattivi r isultati scolastici solo il 1~ p. 100. Fecero runle a reggimento il 6 p. 100, il 76 buoni od ottim i. Il 44: p. 100 si con· tagiarono di mali venerei,. e i E G.G d i sifì I ide; bevevano molto il lG.G p. JOO, per cui il U fi p. 100 fu rono puniti per nbbriachezza. e il 1,.4 ebbe varie punizioni, da tre in pi ù. Però in questa categoria <.li idonei, delinquenti occasionali o anclie passiouali, si trovano percentuali rli anomalie antropologiche e neu· rologid1e alre,:mme obbiettivo, e di t.atuaggio, ben<'bè assai meno uumeroso e spiccate : anche il delinquente occasionale a,cl uuque, e tanto pitt il passiùnale o per deficiente educazione etico-sociale, è, i 11 una certa proporzione, alquanto anomalo per eredi tarietà e per strutrura bio·p-~iel1ica, oltre che JH'r qnalc he viziosa (\d irrPgolare abitudine. )[a <''e il potenziale e l 'attitudine che aflidano, e che fanno pensare eome nn bnon regime educativo o di esempi moral izzai.ori, o la mancan:ta Ji uote sfa~·orevoli d'ambiente l i avr1Jbbero meglio plasmati e tem·
LA MEDICINA !=;OC'IA LI~ :SELL'J,:-.;rrnc no
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prati. Essi, intanto, fecero bene o benissimo nel luogo di pena, e soltanto il 6 p. 100 furono mediocri. nessuno cattivo; però 10 erano re· cidivanti una volta nel medesimo reato. e ) intermedi: fra questi due gruppi che diremo degli anomali e dei normali sta legittimamente un gruppo meno numeroso di soggetti in cui si hanno, spesso, note ereditarie o precedenti neuropatici, o irregolarità di condotta familiare o sociale, o antecedenti cri· minali, più spesso tendenze alcooliche forti, e viziose compagnie, ill egittima nascita o ambiente àì famiglia disordinato o corrotto; i quali fanno. un po' meglio sotto le armi, ma, sopratutto, si comportano benissimo o bene nei luoghi di pena; hanno spontA.nea coscienza del migliora.mento fisico e morale, del danno dell'alcool o delle cattive compagnie o della condotta sregolata, promettono spontaneamente di continuare a far bene e di rifarsi la vita sociale. E ssi sono deboli v olitivi o maleducati sociali, emotivi e passionali o ipomorali per -cattivi esempi e per trovarsi già al principio di una china viziosA., sopra tutto aleoolisti eredita.rii o precoci o smodati, con tutti i danni consecutivi, pur avendo un discreto potenziale ed una coscienza etica. più o meno sviluppata. Per essi, passionali o criminaloidi, il luogo di pena miliLare è benefico pen.:hè costituisce un aruùient~ ùi emenùu. e di rieducazione; essi, dopo la pena, dovrebbero stare in 1·epa.1'ti speciali per sottrarli alle cattive influenze e alla possibilità di riamoreggiare con l'alcool, per meglio abituarli al lavoro ml:!todico ed al1a disciplina della volontà, e per vieppiù ritempra.me le buone tendenze oneste e tutte le superiori attività inibitorie, onde tornino infatti ad una vita sociale superiore, di lavoro e di onesta operositn. Le medesime osservazioni si sono fatte nei disciplinari, con delle quote percentuali assai prossime alle precedenti, salvo una percentua le maggiore di volontari nel gruppo dei reprobi (22.7 p. 100), perchè essenzialmente spostati morali e sociali . In fondo, attività criminosa e condotta cattiva ed incorreggibile sono equivalenti, ed ambedue segnacolo, ed espressione, di una struttura degenerativa o psiconevrotica dell a personalità umana (1). Il) Su questi argomenti ponderosi, messi meglio in luce e moltrplicemente conformati dalle indagini psichiatriche che una commissione sanitnl'ia militare speciale composta dal maggiore modico Cinc<'io, dnl capitano medico Funnjoli e do me, e dapprima presieduta dal colonnello mediro De Furia, ha prnticnto per un nono, in seguito a disposizione ministeriale del 30 luglio 1910, si vedn la voluminoso R clozÌO'llé scientifica da me redatta, ancora inedita, ed appoggiata a 164 dichiarn7ioni mediche di refrattarii ed a 722 cArtelle biogrnfic·h11 cliniche. Un Poggio 8intetico ne tl111·ò, fra bre ve n e ll'Archivio del Lombroso, e nella Scuola positfra del Ferri; ne ho riferito n el rerl'nte l ° Congres~o di Antro pologia, Sociologia e Diritto Criminale. IRom n, 17· 19 11r.rilo).
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Nella loro sintesi riassunti\·a, i prov,eJimenti che riguardano i eriminali - come anche i nevrotici ed i psicopatici - culminano nella profilassi e nella selezione morale ampia, severa, scientifica, de!J'e. sercito, che deve pos:;eclere una mod erna organizzazione psichiatrica, e punitiva, In. quale, mediante il lavoro e l' esempio e la persu asione psico-etica, rieduchi e rafforzi la coscienza morale e la disciplina in· teriore deg li occasionali e dei passionali, dei tipi un po' in certi od in· stabil i, dei maleducati sociali, perchè diano b\1on rendimento di )aYoro utile all'esereito e alla società, eliminandosi rigoro~amente tutti i semi marci, per i quali deYe provvedere bene la società _:_ su ll a gnida sperimentale cbe le offre l'esercito, - onde v i zio, delitto e corruttelP. non dihghino, minacciando sempre più la selezione regressiva della razza um11.na (1).
XVI. Mol to interessante è stnclinre la frequenza, i l mo:io di av,erarsi e la forma che assumono fra i m ilitari in guer ra le malattie nervose e mentali, studio si può dire fatto quasi cselusivamente durante e dopo la guerra russo-giapponese (H}04--0G). Avendo partecipato per ~n anno alla guerra di Libia, sin dalle prime operazioni di sbarco, bo pou1to praticare o<iser,azioni personali, delle quali - i n numero di 39 - ho dato notizia r ecentemente, ripromettendomi però uno stu· dio più esteso, col raccogliere le numerose osservazioni dei vari ospedali militari della zona tripol ina, e per un periodo piì1 lungo di tempo.
E ciò sopl'atutto per le differenze che notavo fra ta.li mie ossemtzioni e quelle pubblicfite òai col leghi rus;:;i e d11 qualche tecle;;co C'he aveva seguito l'esercito moscovita: in q uanto i miei casi specinlmente si riferiscono a crisi isteriche od au che epilettiche, o a sind romi neurasten iche, o, pi ù di preferenim, a ti piche crisi estatico-ali n cinat orie i:;.teriche, con delirio d'azione e nf:,·ERIE parlante. proprie delle psiuosi j,.;teriche con monoiperalluciuosi d'origine emozionale; cni ,i è da aggiungere pochi casi di i nizinle confusione mentale con ~nb· delirio, in cui era evidente un!t intossicaz ion e, per lo più d'origine intestinale, ben manife;;ta qualche giorno dopo per i segni di una. gastro-en t~rite febbrilo o di un paratifo o addirittura di un1t tifoidea. (l) De i provvt'<iimc nti rodic11Ji cli pro fìlHssi mora le e d i organi1.'lllziono p s ic hi,1tii.'s d<'ll'cserC'ito lnr,a:n111C'11h, s i <'e<·upa la Jle/ooiot1e <'h<' l'is p.,ttoro c-npo di sanità m ilitare prcs(•ntl."rù nl )li nislro. ser\'l."ndo~i d t'~li elC'menti di fotto, d<'llc const11t11l'.ioni po~iti,·e e dolle o~scn·n1iooi p~id,intrich<', r ri rnin<, l<'gil'h o e mPdico-legnli comp iute do l111 sopr&· dette. commissione sn11 itarin
LA l U,:DlCINA :<OCUU: Xl<:t.L.'E,;EHL'Ir0
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ebert.hiana. Qui, forse, strapazzi ed emozioni guen-esche favorirono la precoce insorgenza d i una sindrome mentale, che pote,·asi anche emendare con l'i nual7.ar;;i della temperat ura, quando si affermava la reazi one organica antitos,;ica. Nei casi (50) osservati iu patria dal D'Abnuclo, poc,lti erano i casi di confusiolle mentale, ed appena a,bbozzata, con « frenosi sensoria, in miniatura», o qualche altro caso di psicosi varie rivelate tid accelerate dai fattori generali, mentre la grnu maggioranza t:tppartene,e. alle tre nevrosi, nei loro varì tipi . Io aggiungo un caso di demeuza precoce ed uno di psicastenia originaria con dromomania; ma n ul la delle numerose fo rme descritte nei russi : psicosi stuporoso-depressi va. frequenza dell'amentia di Meynert, psi cosi alcoolich e, paralisi progressi,a, psicosi melancolica, ecc. (1). I fattori cli perturbamento che dà la guerra sono numerosi, d i varia natura e d i efficienza di ,ersa: emozione ed au to-intossicamenti li riassumono, ma dà nno più facilmen te disor,liui nevrotici negli emotivi, n ei timidi, nei caratteri incerti e poco sal <li, nelle per!'.onalità. incomplete e prim itive; assai più rare le psicosi per le q u1di occorre una. predisposizione diversa, che non è di incompletezza o d i primitività, ma di squilibri o o d i le~ioni cerebra,li, che avnrnuo dato prima segno di sè, e che, perniò, hanno di già provoca to - quasi sempre un provvedimento medico-legale. Diversità Jelle con<lizioni stosse della guerra, e degli stati d'animo r elativi, potranno avere infl ui to : ma, pii1 che tutto, la selezione sever11 ed ampia che si attua nel nostro esercito n el periodo cli pace e prima di ri tenere i militari idonei alle fati che di guerra; una profi lassi ancora pii1 fattiva e rigorosa, - dappoichè non pochi di q nei nevrotici avevan o precedenti ereditarì o note degenerative, - e uua. buoua organizzazione ciel servizio psichiatrico in pace e in guerra, contribuiranno assai vantaggiosamen te a scemare il numero degli a lienati in guerra; e ciò tanto più quanto meglio protetto è il s0lda,to contro le cause assai defaticanti, contro le emozion i i mprovviso e violente, o contro quelle continue a base ansiosa, alle qnali sopratutto è effi cace antidoto l'esempio e le p remure dell 'uffi ciale, la bnona disci plina e l'igiene mentale d elle truppe c0ntinuatamen te praticate e in m il le modi fecom1ate (2). (1 1 VedAAi la m ia l Nota clinica s•,/lc psico.•i r 11rvro.• i i11 guerra in Giornale di med iàna militare, gennnio 1!11 3, c ui spero fur segui re una Il nota piò diffnsa, su un mai;:-
g ior numero di cnsi. ( 2) Per quanto rig uardo ,~lc1mi lati d ella o rc:nniz,mziono psichiatrica (lcll'esorc ito in gue rrli, ho pubbl iPato un articolo nc lb /\J,,dirfa-z Mciale, I !l l 3 ! nvwicomi militari da ca mpo.
.J.RO
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LA )IJWlf'INA SOCIA I.E NELL JO:,mllCfTO
Assai affine al precedente, e non meno promettente di interessanti rilievi scientifici e pratici, è lo studio che io per il primo ho potuto fare della criminalità nei milita.i d urante la guerra. Questa naturalmente, cimentando più fortemente le tempre personali, come per le ditente.<J nervo;;e o morali, cosi alimenta le dé{aillances morali, e quindi le manifestazioni antidiscipliuari o criminali: spesso sono le -0crasioni che si moltiplicano, la fatiea. che agevola, l' esaurimento nervoso ,:he provoca, o le circostanze speciali di servizio che dànuo figura giurid ica. d i rnato a fatti cbe in tempo di pace non sono puni ti o solo disciplinarmente (addormen tarsi da sentinella, ubbriac hezza, ecc.) : ma spesso, anche, si trova in questi soggetti la. disposizione degenerativa, l'attitudine delinquenziale o viz iosa, la tendenza antidisciplinare, che si acuisce, si esaspera, si moltiplica con le ragioni di maggioro attrito, di richieste più attive e più continue di energia, o per l'a1To, eutamento di alcune inferiori passioni nel periodo di guerra, o perchè il vero delinquente è vile o assai poco adatto al lavoro fecondo di una preparazione assidua metodica e disciplinata. che co:3tituisce la trama d ella vera virtù del soldato moderno (1). Nevrotici e degenerat i si rivelano molti di tali delinque11ti in guerra, e, spesso, te ndenti all'alcool, o condannati in precedenza: al· cuni, anomali più che amorali, i usta.bi li squilibrati a vveuturieri, fu. rono combattivi od anche eroici per lo sprezzo inconsiderato del pericolo ; gli altri. amorali, sopratutto g li a.morali f,·eddi non. impulsiri (Tanzi) non fu rono com battivi, e presto, a nzi, presentarono r eazioni patologiche di vario genere, ùalla crisi n ervot'a alla infrazione discipli nare più o meno grave, sino alla ebbrezza patologica o alla associazione a deli nquere. L a rieducabilità dei pregiudicati per solo fatto della guerra è una pretesa irrazionale, nè provata dai fatti, nè am· missibile con la psicologia ùel delinquent e che ha le due note morbose della precocità e <lell a r~cidiva; nè un preteso eroismo d i esso in L1ll combattimento ha valore di adattamento sociale e di emenda morale (2). Ancbe qui il problema sta tutto nella profilassi dell'anomalo, so· pratutto a base di amoralità o di epilettoidif; mo: l'anomalo più o meuo presto cede in una forma q ualsiasi di dét enfe della personalità, dalla crisi nervosa all'allucinazione de lirante al d elitto od anche al suici0
( 1) Veda.si il mio studio : OsRen-azion-i dire!le su militari anonnali e delin qurnti nella !!" erra libica, in Scuola positivri, l!J 13. 12) Su questo pnrtico loro argom ento v edasi il mio studio: La prct,,,• a r frd11cal,ilùcl dPi militar i 7>r,gi11dicati in guerra, in Rivista di 7>Sicologia, 1!) 13.
LA MEDJCIXA SOCIALE NET,L'ESr.Rl'lTO
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dio ed alla grave automutilazione; i complessi fattori di perturba· zione della guerra accelerano e fanno più evidente il disadattamento acuto dell'anomalo, tanto più per quant6 la collettività, la disciplina e le circostanze del momento, maggiormente richiedono di prontezza, di energia l'l di continuità di sforzo, oltre al danno gravti che produce il cattivo esempio fermenta.tore, o il pericolo d i una diffusione improvvisa di panico o di mal1•ontento, così facile in chi è presto a cedere, a mancare, in quanto sono ipertrofiche le tendenze egoistiche, scarso e freddo il senso di solidarietà, e nessun vero ideale di patria e desiderio alto di vittoria e di affermazione morale scalda gli animi di « color che mai non fnr vi ,;-i > (1).
XVII . Questi argomenti da me svolti, parecchi dei quali non tentati da altri, e la cui illu:;trazione rappresenta il frutto di ùieci anni di st11dii e di osservazioni nell'ambiente militare, costituiscono problemi fondamen tali di medicina .~ociale. Se, come disse con frase scultoria il sommo Baccelli, " l'esattezza della diagnosi è la suprema necessità della cura>, d'altra parte oggidì si riconosce che la scien7.a medi~a h a, e deve avere, sopratutto, per scopo, quello di prev~nire le malattie, quale mezzo più sicuro per il vantaggio dcll' individuo: questi concetti valgono per la clinica umana come per la .r;;ociale, ove le mal attie moltipl icano i loro effetti dannosi, nella collettività che vive e nella discendenza che infutura la specie. Poichè nella vita delle società umane è i utegrata e raccolta la somma delle forze maggiori che agiscono in natura, l'igiene deve ricercare le leggi ultime, statiche e dinamiche, della vita sociale, onde questa si svolga luminosa e senza ostacoli od attriti e si sviluppi sempre più larga.mento: nello sforzo solidale dell'umanità pAr il pro-prio miglioramento progressivo sia legge ferrea che la suprema sal ute sta nel prevenire e prevedere, onde più sicuramente si impedisce che cause naturali o sociali possano pervert're l'individno od infra.lire la specie, e meglio si può conservare all'organismo umano, ed a lla raz1.a, i 1 !',UO alto ufficio nel Cosmo e nel fatto sn premo della degradazione dell'energia. Legge fondamentale di esistenza per un sistema di forze è l'adat· tamento, e la vita stessa è l'adattamento continuo delle relazioni in( 1 ) Ho pubblicato uno stnclio complbto sulla Delinquenza m ilitare in yucrm, m Rivista militare italiana, 1913.
LA MJ..:l1ICIXA SOOIALP. .'IP.LL1E SEI1ClTO
tenie alle relazioni esterne (."pòncer) ; donde la fatalità naturale della legge del 1·i/1110, nella vita come nel cosmo, e che va dall'e.~m,rimento alla rei11teg1·,1z11me. L'energia di un corpo è la sua attitudine a. produrre lavoro, eJ è misurata dalla quantità. che ne può eseguire qnando è sogget,to ad uno stimolo; ma vi i:,ono dei sistemi di forze che banno potenziale scarso, o sono in condizioni di facile instabilità relatirn, onde lo stimolo esterno produce facilmente larga dissipazione, più grave o più duratura, di energia, e sminuita potenzialità di reintegra· z1one. Ciò avviene anche per la personalità umana, che è un comples:;o sistema di forze: la sua degradazione costituisce uno stato anormale, morboso o degenerativo, e quindi un disadattamento senza possibilità di ritmo funzionale equilibrativo, e con necessità di adat· tameuto a condizioni inferiori di vita. Ciò Yale per qualsiasi gruppo umano collettivo : la prevenzione con;;iste nell'impedire la degradazione delle energie, nel facilitarne la. rein tegrazione, nel costituire pote11ziali più ricchi e sistemi più eqni· libra.ti ed armonici, togliendo di mezzo l'anomalo e il degenerato, ed impPdendone la riproduzione diretta, ed ogni possibile formazione nnova da impure origini di vita. La storia umana comincerà vera· mente solo quando l'uomo, sottraendosi finalmente alla tiranuiJe delle forze incoscienti, governerà le leggi della vita e della continuità della razza con la ragioue e la volontà; l' uomo, allora, nella gran legge u11i,.·er,;ale del ritmo, avrà saputo, con la sua intelligenza opero::a, accre,;cere le energie reintegratrici, elevare il suo potenziale, opporsi r~d ogn i ecce;;so di disint.egrazioue, ad ogni fattore di esaurimemo, ad ogni ritmo discen<lente accelerato neirindividuo come nella specie. L'Eugenetica culmina nella lotta radicale, assidua, scientifica, contro l'anomalo nelle :::ue forme molteplici, che è sciupio enorme di forze. che è fattore d:i perturbamento nel ritmo e nelle funzioni della vi ta sociale, e che intossica ed isteri] isce o perverte Je fonti stesse della vita della specie (1 ). Tolto l'anomalo e il dE>generato, scematane grandemente la prodn1,io1Je - vera escrescenza riel grande albero della. evoluzione umana, - solo a.Jlora la vita dell'umanità sarà. entrata nel!" orbita Iumi uosa de Ile grn nd i leggi dell'evoluzione naturale; l'uomo sarà veramente nobilitato e rnsosi per gran parte signore di sè e della natura, tutto iuteso nella gran lotta solidale per la. conquista delle energie di essa, che dia benessere e salute, godimenti superiori 11) Ho sviluppnto questo llrgomonto in uno studio che sto pubblicandosi sulla Ri· vi~w italir111a di sociologi<& : ,J/cimi p.-oblrmi di eugcnriica. Il mir1lioramct1/o della ' '""' umana.
LA ) !EDICl:-iA SOCI ALI;: ~ r,: 1,r,'~: S l!:RC lTO
e fe lici tà diffusa e vivificatrice, su q uesta. tena in cui vi viamo pe nsando ed a mando, piccolo anello nella i mmensa catena dell'Energia, che. è l'Unica R ealtà del Cosmo ! (1). ( 1) P e r a lt re m ie pubblicazioni, si confronti il 111io s tud io lriMs un to della tes i d i la ureo ) : Paicotvgia e clinica n elle /unzioni dei lobi prefrontali , in M orgagni, 1007 La mia. Rivista gonera lo : La quiBtionc delle a/aflie, i n Giornale di. m edicina mili'are, 10 10 - La legge sull'esmirimento e la igi~ne sociale, in Rirista d' I talia , 1007 - L a m edicina militare e la educazione fi.1ica. della giot·m!ù, ne lla R iscossa dell'educazione /i.fica, 19 14.
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GLI ARMATI DI ZUARA MORTI E FERITI NELLA GUERRA DI LIBIA
Per il dottor Virginio De Bernardinis, tenente mediro
Nella guerri.l. <li Libia, per la defìeien7.a delle orgaui,:zazioni S&· nitarie presso le orde arabo-turche, non si sono compiute osservazioni, che pote»sero per varietà e molteplicità sufficientemente illu,;trare gli effetti su bersagl i ,i ,e11ti delle nostre armi portati I i e d i artiglieria. Può quindi interessare questo mio contributo basato sulle numerose visite a iurligeni, che richiesero l"opera mia per postumi e esiti di lesiolli riportate nella guerra, e gl i altri, gia guariti, che ca.pitarooo sott.o il mio esame per altre contingenze, offrendomi l'occasione di p oter sapere le notizie, che sto per riferire, e che ho con~rollaio anche col racconto degli il lesi e dei capi. Mi riferisco agli armati , che stettero contro la 5 3 divisione spe· ciale rGarioni), sbarcata a Macabez 1'11 aprile 1912, e ho preso in particolare esame le sorti della mchalla d i Zuara, fra le più impor· tanti e la mC>glio organizzata, la quale durante le vicende della cam· pagna non ha oscillato nel numero che per le perdite subite in com· brntimenti o per malanni , presto d'ordinario riparate con J'iucorpa· razione di al trettanti individui, per quanti erano i morti e gli ina· bilitati. Non sarebbe del r esto possibile basare dei dati statistici sulla ge· neralità degli arma1,i, essendo le altre unita iu~tabili per numero e coe~ione, e non avel1l1o esi,o partecipato a tutti i fat.ti ù' armi. L~ niel1alla di Zavia., per esempio, forte di oltre mille u omini, prese parte al combattimento del 23 aprile, nel qnale si disfece quasi completa· mente. Riorganizzatasi, dopo circa due mesi combattete a Ridi-Said il 26 e il '27 giugno, abbandonando il campo alla notte del secondo giorno in completa rotta, nel mentre che la resistenza delle altra me ha Ile si protrasse ancora i l 28 snccessi vo. 1\Iancano pure notizie precise snlle perdite degli .A.gihtt-A.llalga, dei Nuail, e dei Sehan, i quali avevano costitnito tre repart.i rispettivamente di 800, 4.llO e 300 combattenti circa.. Gli armati di Zuara furono organizzati da Sultan ben liug .-\.bJ11JIR ben Scia han. Dopo che i I lfi apri le una prima scL iera. di 300 zuariui
GLI AR MATI or ZUARA :IIOTl1'I E FER ITI NELLA GUERRA w l,lllIA
1.85
fu annientata a ovest di Bn Chemez, vi fu una specie di leva i n massa, con cni si raccolsero tL1tti gli individui del paese capaci d i portare le armi, per costituire m1 r eparto di 750 fucili, e una riserva di uomini destinati a mantenere sempre a l completo l'effettivo di tal~ contingente. Dei morti e dei feriti si teneva esatto conto, e i l Sulta11 conserva ancora i quaderni, dove erano a volta a volta nominativamente elencati. Nei combattimenti di maggiore importanza, n ei quali fn impegnata tutta la mehalla, le perdite sll,rebbero state all' in(;irca quelle appresso specificate : l'roporzione Percent unte
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I n tutta la campagna, aggiungendo al umuero dei combattimenti p ermanentemente in armi gli aìtri a mano a mano incor porati per colmare le perdite, e tenen<1o con to anche dei morti e feriti nelle azioni minori, si rng~i ungono le cifre riportate nella statistica, che segue, che potrebbero a tutta prima sembrare paradossali. Per il fatto, non consueto negli eserciti moderni, del mancato allontana.mento dal campo d'azione llei feriti di nua certa gravf'z?.a, avveniva che questi, r i manendo sempre il\ armi, anche prima che fossero guariti delle lesioni toccate, si esponevano di nuovo al nostro fuoco, d ividendo i rischi <legli altri rima::sti ancora i ncolumi . Per pot er dunque conservare alla propor zione fra mort i e feriti il suo v ero significato, in un a statistica complessiva è necessario sommare l e perdite dei si ngoli scontri, non potendosi tener conto solo de l nnmero degl i individui che al termine della campagna risult.avano caduti o t raumatizzati, per chb alcuni dei primi gii erano stati feriti in com battimenti precedenti a quello, nel quale avevano incontrata. la morte, e d egli altri molti hanno riporta,te lesioni in pii1 fatti d'armi.
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Rolo ai gravi!isimi era concesso farsi tra<sportare ad un ambulanza impiantata a Zel ten, dove erano alla meglio curati da uu medico turco, il tenente A.bdesalam Effendi el Mesellati. Gli altri dovevano da ::iè ste~Ri medicarsi sul campo con mezzi insufficienti e inadatti. Ciù spiegherebbe - come in confronto con altre guerre recenti fra eserciti dot~ti di eccellenti organi;,,zazioui sanitarie - il numero dei feriti sia relat irnmente scarso rispetto a quello dei morti, e come sia stat.a tanto elevata la mortalità consecutiva. Nella battaglia di Mukden, difatti , nell'esercito russo la proporzione fra morti e feriti fu di 1: 5,4 p. 100, e iu tnLta la guerra la mortalità immecìiata su cento feri t i fu del 15 p. 100, mentre quella consecutiYa del 2 p. 100 (Va· lerio). Attraserso la vi,•a e precisa narrazione dei superstiti e dalle nostre osservazioni a bbiamo risaputa tntta la d ottrina ·stabilita dai nostri Autol"i circa l'azio11e d el proietto del nostro fucile nelle varie zone. È i ateressant.e sentir descrivere, per esempio, fenomeni di scoppio della scat.ola cranica per ferite a brevi distanze (zona nell'azione esplosiva,, e d'alLra parte osservare lo strano trag:tto a fondo cieco di un proietto (in un certo lrohamer1 ben H ag Suid) nella zona della forza viva mor ente, penetrato in prossimità dell'apofisi occipitale, e arrestatosi sorto cu te in corrispondenza della regione sopraioidea, dopo avere, prima fra cnoio capelluto e pian i ossei, e quindi fra la cute e l'aponenosi cen:·icale superfkiale, compiuto il lungo percorso, senza alcun g ra,e risent,iment,o degli organi contenuti e sottostanti. Le ferite penetranti nel torace, che non producev11.no la morte im· mediata per le lesioni del cuore o dei grandi vasi, ave,ano io genere dt>c>orso favore,ole. Spesso sanava.no senza gravi processi r eatti...-i e da. 1nfozioni, e anche q nelle complicate da pleurite o polmouite purulf'nta (]_uasi sempre ha,nno a,·uto esito in guarigione. Nesstrna delle ferite penetraHti nell'addome aveva decorso fan)re· , ole, malgrado che, come in q nelle condizioni era necessario, fo5se sempre evitato l'iutenento, probabi lmente perchè il proietto d' ordi-
GLI ARMATI DI ZUARA :,IORTI E FElllTI ~ELL,\ GUP:RRA D I LIA1A
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nurio i mportava nel suo tragitto le sporchezze della cute e frammenti dei sudici baraccani, e il primo bendaggio si praticava con stracci o altri materiali, i meno adatti a mantenere le eventuali condizioni di asepsi della lesione. D'altra parte per la mancanza di adatti luoghi e mezzi di cura non si poteva istituire nemmeno alcun trattamento medi~o razionale, nè proce !ere alla immobilizzazione completa dei feriti, riducendo al minimo possibile cou la cura usuale la fnnzionalità intestinale. Questo fatto dunque non si pot.rebbe portare a favore degli intervenzionisti ad ogni costo, pGrchè i nostri chirurghi banno con insuperato successo confermato quanto orma.i era acquisito a1la. t r aumatologia d i guerra dalla larga esper ienza giapponese. Il De Sarlo a Derna, per dire un esempio, ha potuto ottenere una percentuale straordinaria. (circa il 60 p. 100) di guarigioni dei nost ri fdriti addominali, e ciò indubbiamente anche per la proprietà dei primi soc · corsi e dei trasporti. Le ferite muscolari comun€mente volgevano a rapida e completa guarigione, spesso senza che il traumatizzato fosse costretto a rimanere fuori combattimento. Le lesioni ossee invece, specie le di1dì.:mrie, rappresentavano, per l a loro stessa entitè. e per le immancabili osteiti superficiali consecutive, traÙmatismi fra i più gravi per la loro durata a per i reliquati. Rarissime erano le periosteo-mieliti. Gli inefficaci mezzi di contenzione e le improprie medicature hanno fatto sì che le fratture delle ossa l unghe, massime quelle alle brevi dist.anze con fenomeni di scoppio, e grande produzione cli scheggia libere e aderenti, solo eccezionalmente sono guarit.e con callo osseo, sia, pure ipRrtrofi co e defor me. I fmtturati, nella maggior parte, dopo la loro sottomissione hanno ricorso alle nostre cnre, avendo ancora gli arti colpiti in suppurazione cronica con seni fistolosi in rapporto a sequestri, che noi abbiltmO sistematicamente rimos.~i, ottenendo sempre una rapi da cicabizzazione, ma spesso non riuscendo, a cnusa delle estese distrnzioni, a porre i frammenti in condizioni tal i da provocart3 la generazione del callo, e ri fuggendo per lo stesso motivo da resezioni d iafisarie. S i è avuto anche occasione di rimuovere proietti incistati in mas~e m uscolari a period i di tempo assai lontani dal momento del tranroa; s i sono evitati gli interventi per altri rimasti in p1uenchimi orgn.nici, la cui r imozione non fosse stata consigliata da ?:1otevoli distnrhi fun z ionali, che avessero potuto giustificare g li eventuali rischi dell'atto operativo, tanto pitl che si è sempre osservata la scarsa reazione 11.nche di organi i meuo adatti a ricettare corpi estranei. Basti ricordare il cas o osservato in questo Ambulatorio di un giovane ferito in guerra,
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GLI AR;\fATI DI ZUARA MORTI E F ERlTI NBLLA GUERRA DI LIBIA
il quaJe lJUt'tava nel testic:olo desLro, in corrispondenza del p0lo inferiore, posteriormente, un proietto del nostro fucile, pur essendo la ghiandola a superficie liscia uniforme, di volume aumentato appena <li un terzo, perfettamente indolora alla palpazione, con la sensibi I ità specifica conservata, e la pelle aderente per lieve tratto in corrispondenza della pircola cicatrice cutanea. L'esi to delle fer ite da St;Oppio di proiettili d'artigl ieria con ampie lacerazioni dei t egumenti ern quasi sempre mortale, la più parte delle volte per consecutive infezioni chirurgiche. Se a queste nostre osservazioni si potesse dare un valore general<', al lora, meutre nulla si avrebbe ad aggiungere, . in riguardo a.gli ef· fetti delle nostre armi port.atili e d'art,iglieria, agli attenti studi spe· rimen tali compiuti dai nostri a11tori militari, si potrebbe d'altra parte affermare che i calcoli, stabiliti sulla base dBi risul tati di altre guerre recenti fra grc\ndi eserciti moderni, sono ben diversi da qu anto si è osservti.to nella parte nemica. m questa nostra campagna.
RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO Sot.to questo titolo pnbblich~remo, a mano a mano che ci pfr verranno, quei lavori che, '1nantunque non trattino propriamente di a.rg 0menti di medicina militare - dei qnali deve sopra tutto occuparsi j l nostro giornale - pur tutta.via meritano di trovar posto su q neste colonne, sia per il loro valore int.rinse.co, siti, perchè ess:i faran meglio conoscere, a noi stessi e agli altri, l'incessante attivitit scientifica degli ufficiali medici anche in nn genere di ri ('erche e di studi, che parr ebbero ben poco compatibil i colla loro instabilità di sede e col loro fatjcoso servizio. Cominciamo qnesta nnova serie di pubblicazioni con un lavoro del capitano medico Curlo Aunaratone, i l cni recente volume In Abissinia ha destato un co-;i meri tato coro cli ìodt in Italia e all'estero.
LE PROTEI~E DEI LIQUIDI ORG.\);ICC. -
Co11trib11tn nllo slwbo df'!I" p,·o·
fPÌfU' ,;p//P orine a/ln1111im1richP P. dl'l loro CO)llpol'iam,wlo .,11t10 / 1 11zio11e dPt clo-
ruro di sodio, Fer il dott. C :u•lo Annai·a l o n 4', rapitano lllf'<iico.
I liquidi org"nici (pl""nrn sanguigno, essudat.i, trasudati e. in vin patologirn, Jp orine) contengouo albumina. Le prime ri ctrche iu proposito si li111itHro110 alla doterm inazio,w c!C'lla sua qunntitù totale : ma ben presto si pot,', Stabilire non es!<ere c,;m un ' unica protei11a, ma un miscnglio di prott,ine. di\'t>r!<e per carntteri fìsicod1i111ici o per sig-ni6cnto fisiopatologico. Diremo brevemente d i ciascuna di cs!<e. LE 01.0DULINE. Ln sii>roglobulina di ffa.mmnrsten o pamg lohulina di Kìihnc o sostanza lilirinopln~tica di Schmidt la ris~ontrinrno in ogni liquido or'-'.anico e ,Jelle orin<.: p11tologiche. Già s ch~rcr. Lehma,.n P Zimmermann avevano ditforenzi11to nel siPro di san gue due speciali proteine di e furono dette « sieror·11seinn." l'una « !<il·ronllrnmirnl » l ' altra: il "'e.il pel p1·irno però nel 1877 mP~lio ne <leterrninò In nntnrn, e !<ostitui al nomp cli sieroCl\seina Quello di sieroglobul inn . Il primo carnttore ch imico che si !1t:tbi li <'Ome specifico delln sierog1obulinn f u que llo della sun insolubilitit n ell'tt<'qua prin1 di Sflli: co~ì le prime ,letermina:,doni qu1\ot ita tive furono fatti, ,·on la di,di.~i (lTa1nm:1rstP11, llnrkardt) e la suii quantit:\ fu stabi lite. in niì•clin di '/1 , ' / 5 dell'albumina toblf', Hammarsten n el lb78 so~tituì a qne,;to metodo lungo e noioso quello dell<1. . precip1ta1.ione. satnrnnolo a 30° con solfato di magne!,ia, oltenen<lo rrrò unn per.,;.entuale sen sibilme11te superiore; dimostrò inoltre che questo r,·te,;;;o <'l'tl pure ro"ti tuito da globuli na. Dopo le s ue rÌl'erche e quelle di Pohl l'd Il :rndl'L' (Jolla ~ cuoia di Hofm ~ister) <'Ol metodo della semis11turazione con !'o]f;1to di mngnPsia.,
.1! - Giornale di mediri11a t11 1h tare. - F~s~. \' I.
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~tao
RI CEllCHE CLIXlOll.E Il: DI LABO RATO RIO
Hammar.,ten ,·enne alla conclus ione che n el siero dovevano esistere sostanze albuminoidi di natura ignota capaci di trattenere in soluzione la globulina stessa.. 11 BurkhardL per primo ud 1883 esponeva il dubbio che la globulina non potesse considerarsi come corpo unico, ma composto di pii\ elementi Nou wi tratterrò per brevità su tutte le ri cerche eseguite di uuo,• o dall'Hammarsten e dal )Jarcu.s pio tardi nel 18U!) per d erimere tale questione, da P ick e da R eye, da Spiro e da Hanke. Dir6 solo che anche dopo gli ultimi espe rimenti di Freund e Joachim nel Ul02 si può ritenere, sp1>cialu1en te per i pochi concordanti r isultati, che il metodo della precipi tazio11e non dev1, ritenersi un mezzo adatto alla separazione delk frazioni globuliuiche, ma r c~ ti sempre il migliore quello della d ialisi : che ellet· tivamcute esistono due diverse globuline che furono dette eu· e pseudo-gloLuhne, il cui solo carattere sicuramente differen ziale e rappesentato dalla insolubilita. o llleno in acqua: iufatti le reazioni chini icbe, la tc1Dperatura di coagulazione, l'an:1lisi elemen tare ed il potert. rotatorio sono identici. Alcune.: differenze si ,tvrebbero invece nel cam po biologico : co~i, ad 1:s~mpio, le alltitoss1ne ditteriche e t etaniche s i lissen:bbero sulla pseudo-globulina (Uieu· donne. :Belfonti e Cm·bone) lu euglobulina, al contr urio della i,sumlo, fa1·on,ce la coagulazione ùel latte (:0-:piro e _F uld) e provoca la precipitazione della miosills (Pizib rnw). Jn quanto all'origine d i dette so,tunze dirò che lo Schmi<lt le credette un prodotto di dccomposizioue dei leucoci t i, ma tale ipotesi fu prest o abbandonaia, e s1 ammette oggi che solo una Jl" rte piccola ha tale origine, mentr e la uwggiore prees1:;torcbbe 11ul plas1m, : esse s>tre bbero una trn,;furwazione dei peptoni assoru.11 ver I' iuttistino, e r>1ppre,-,enterebbero l'elemeu to catabolico. Al gruppo delle globuline appartiene il fìbrinogeno o met aglolrnli na, che si riscontra, oltre che n el plasma ,;nlato, nei trasudati del pericar,lio e della v agiualo del testicolo. .l'reci pita dalle sue soluzioui, qua ndo queste cont engono il lo p. Il/Il di GI Na. :S,aldnndo uua soluz1c.,ne di tilJ10nog~110 pnro a E,U0 -ulJ •, q uesto si scolli pone éo due altri' globuline : cioé la tro1ul.,osin1t, cbe divent:i insolu bile e si t rn~forurn 10 .fibrina\ e la f:il.,ri11oglolrnliua, che r iilllnne disciolta ud plasma.
LA s11::1t0AL..UDIIXA u SF.R tNA. - Essa è solubile in acqua, è p recipit11 ta àa quantitit discn•lf\ di acidi winernli (' di sali m t•tallici, dal ferrocianu rn d i pol11SStO in preseuza ,li acido acetico, ecc. La coagu lazione av\·iene d:-11le mescolazioru acquose, quando contengono u11a <.:eata quantita di sali. ::folla pluralità <lcllu serilH, fiuo :tlle ult11n~ r1cen.;l10, dtil H.ealc ci fu seu1prc iucertez~o. : la seri11a crist1illizz11ta e la 110n cr ista!Jizzata (<.:ii.irber ), ed il dinm<o ptmto di coagulazione, donde I' ipowsi d1 tre serm e :.<, ~, ·:, coagulanti rispettìrn· mente a 73°, 7i" ed t,4° secondo ilall iburtou, 11011 furo11 0 da tu t ti complew1u~ut,· confurmate. J>iù r ecentcrne11te il Reale è riuscito llopo uuu serie d i esper illtenti iut1,reS'8D· tissimi n scpar:1.re due frazioni di :,iuriua, mere(· la saLUrazioue dui sieri t.11 sangllc, dei trasuùati ed essudati e t.l&lle orinc dei n c,frilici, c<'u clornro sodico o con solfHtO <li mag11ci-ii1, iu p1ese11za <li acido acetico. Di esse la frazione principale ciac ra1· preseuta la <1uasi totalità, precipita a l detto tratuu.uento, la seconda re,;ta 1u ...C· luzione. Ali;\ µrima diede il nome di 1,erina, alla seconda di ps.iudoserina. L'u1.~ coagula ;a 71°-72°, l'altra a lH0 c. La sei ina mpprcseuto. J'elemt 11to nunLolico : iJ u ola la sua proprietà d i riatti· vare lf' µu l:snzioni del cuore t.li tartaruga o di rana, quando sono un-estate ('.\..lartiu~· Gaskell ).
RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO
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Riguardo alla pseudoserioa Capezzuoli trovò che la s ua presenza e notevole p ercentuale s u l plasma del sang ue umano, era in rapporto colla denutrizione, quando ancora l'organismo era in via di decadimento : fatto già dal Reale intuito n ei suoi primi esperimenti sugli animali. Per termhmre sulle prot ei ne dei liquidi org:1I1ici ricorderò che lo Zauetti rinv en ne per primo un a sostanza simi le all'ovo111ucoide <li :\Htrner e che f u detto sieromucoidc dimostrabile an"he o cl plasma di sangue umano. Il suo significato n on to: ancora ben definito. Cou propri età comune Il tntte queste p1·oteine è quella dirnostrnta da Q,,cnr Lemzatto, <li risentire pochissimo l'nzione dei sapr ogeui. L'ipotesi del Benunis che la differenzia zione di tutt e qu este so~r~nze proteiche fosse un artificio d i tecnica chimica fondandosi sul fatt o che l'nlcool t1nsforma in parte lo sel'ine in globuline, se la sua azione n on si prolunghi molto e 1100 si faccia ngire il cnlore, è destituita di ogui fondamt>nto. L i;: .110Dli'ICAZIONI PATOI.OGICIJE QUA:-1TITAT IYE DE!,1.E DI l'l.:RSE l 'HOTr,1::,;E :,iE! Ll• JUIOI uHOAl>ICf. - Ri guardo al plas11rn sanguigno possinrno di re clw l'orgnni<;mo normale tende all'equ ilibrio cella ritenzione delle proteine. L'numeuto d ella seri na e della g loh11liua sarebbe sempre relativo, mai assoluto (Gilbert). 8,ilvioli ha dimost rato un aumento di globuline nel periodo rh•lla digPstione. Nel morbo di B i:ight, Semmola h a parlato d i modificazioni qualitative e di un'abnorme diffusilnlità. ma Hayem, avi,ndo trnsfuso il s11ngne di 1111 cane brightico in un cane sn.11n 1 non coustn.t ò alcu n l'atto (albuminurin) che s tabiliq,e quesrn prete;;n. diffusibilitil. Nelle flegmasie, nella clorosi, nelle 111:dnLtie id ropii;ene, BerquerPI, Hovicr, riscoutrnron o ipoalbuminosi. 11 Bb:zo,1ero t rovò che doi,o i I :;a lasso le ;;ostnnze solide e gli nlbnminoidi diminni,;cono per a111mntare po i e salire anche soprn. h norma. 'l'ale aumeuto è più rapido sti l'animale e tetl'llO n digiu uo. Per l'anemia, proporzionat:unente ad e;;sa, le globuline numeutnno, dirninui~couo le serine, s i 1tbbR:-sa il quoziente proteico. Legando il d otto torncico, o espo rtrndo la milza. tali fotti non i;i mod iticano. Ciò S>1rebbe don1w, ~econdo J3izzozero, al la dilu izio11e sul,ìta ùal sangue, a una diminuita a'-Silllilnrone, alla 111ag~ior dis6oluzione di materiali immagazzinati ed organizzali. Ancl,e il F:uilli in 11110 stndio sull'argo· mè11to conclude : 1° Salas~ando unri, o pii1 vol te un anim,1lc, il totnle d\•gli allmminoidi anmenta. 2° Nelle anemie e in proporzion., al loro grn,io aumeutauo le globuline, diminuiscono le Rerine. 3° Leg-ando il dotto toracico ed l'"portando la mi lza si mante11g cno 1., ic\entiche co ndizioni. Anche Ott riscoutrò gli stessi fatti dopo il s~la.sso e nel tl igiuno. :Jieschcr, Durkhardt ed li0Jf111aun giungendo a risultati simili pensarono pot ersi dedurne un valore progno~tico. Alle ,,te,se conclusioni vennt:ro Nyri e Yiglezio in mah1ttiegravi; Estelle nellt- nefriti. Ducceschi in animali stiroiclati ebbe aumento delle serine nel periodo convulsivo, diminuzione in quello cuch1:tt ico. Lewiuschi r iscontrò lie ve aumento del tilirinog... no, mai d ello globuline n ell'eclampsin. Secondo S icard, il fibrinogrno d iminuisce ,,ella porpora ~111orrag ica 1 aumenta UP)le affezioni polmonari. Stalsano e llillon hnn110 i;tabilito che il contenuto del :sRngno io tibr inogeno è proponiionale al lfl ,;ua ric~h ezza in l!•ucociti. I l Capez,rnoli in una lung11 ilerie di ricerche, in svariate forale mol·b ose, trovò che nella grande 111aggiora11zR dell1, mRlatt ie, si R\·eva aumento di siel'oglobuli na. diminuzione di scrioa. mR. i n proporzioue mi nori:, oociti un aumento del quoziente proteico e delle proteine plasmatir he in toto : questo fatto emnse chiaro n ei casi in cui s i tenne cont o <iella per centuale delle proteine plasma ticho stt l UO parti di 1rnv:;sa sanguigna. Alcune forine morbo;;e sembrano sfuggire a
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lllCJ,:1/Clll-: CJ.l !\J \'HI·: I!: D[ LABOllA 'l'OIUO
questa re~,,Ja (morbo di Hasedow. pseudolencemia, atrofia giallo-acuta del fegato): ma ,;ono troppo por.hi i cRsi per trarne deduzioni di qu,,lche peso. TI fibroge110 non pre,,entò o-,cillazioni degne d i nota: in generale s1 ebbero cifre un p o' supe,·iori allf\ media. Rie>coutrò poi c-hc !'1.nmento della globulinn.. lll di111inu7. ione del le serine eia presenzn. di pseudoscrina nel phisma sanguigno ('rallo in r ap porto con la denu· trizioue. qu11n<lo ancori\ l'org:1nismo s i trovava in progrc»-.ivo decadimento. L? \'6· riazioni di questi reperti a-.;,,ai spesso, ma non sempre, erano in r n1,porto con la gnwiti, del malo o con l'esito letale : qu1tl i legc;i rPgoli ao tali variazioni l'A. 11011 cre,le di poter dedurre con s icur ezza dalle sue esperienze. L'A. crede che in due contingenze spocialll\Cllte tali ricerche n.bbiano un valore cliniro. prognostico ad ogni morlo sempre più che dinf!;oostico: 1° nella crasi delle malattie febhrili ncute, <11rn.ndo tacendo molti dei siotomi pi(i importnuti po~sono mancare dst1 ~il'uri per tnrarP la rP~i~tPnza organica: n el pi-r io<lo <li trnn!<i1.ione fra lo stHo morhoso e IR con\'al<>!"ren7.a un quoiiente proteico n o nnnle, o anche al di,otto, pub p1·im1l di ogni altro i-iutomo indirnre l'ini:do della reinteg-rnzio110 dPi tP,'>Suti d(lpauperati eia! 1worPs~o morbo,,o; 2° nelle for me di cloro anemia apparentemen tt idiop,ttirhe e tlltta,·i,i rihelli alle cure per In prPSPnza forte di qunlcbe proce,,o morboso JntP11to che S\'olge taritamente la sua n.zione delet-<'ria, una percentuale notevole di gl olrn liua tie11e snll'i!vdso, tanto più che noll:i. cloro anemia t'ncile ad unn pr<:>uta gnaril{ione é po~'<ibilr un quoziPnte 1woteico normnle o qun,i, and,e prima che si inizi qunl~iasi ten,pin. Hi!!lltinlo nlle proteine degli essudati e dei trn~udati le ricel'Cl1 e fatte 611o~d ora i-ono troppo !.·1·11r!<c ed i lo ro risul t:1t i troppo incerti, p c rchi: io creda opportuno intrnl\('11r1·mi•·i e pnsf>o !'t('n,:'nltro I\ diro do! qnnn t itativo dolle prot<:i1w e dc·i loro reciproci rapporti n,-11<: orino pntologiche. r'HOTl;;J:-lf: 11,:r.1,1,: OJ!J);F, A J.IH')IJ);O,<E r: J,01(1/ l'!,\ !'i'ORTO ('o); Qt'f:J.r.F: DE:J, .~ JEJ(O 111:1.
Fino ria l 188:3 Jl,,fn1111111 ammi~e che le varie proteine do..-en1no nelle orine tro1·:1rsi UP!le -"l<'~sr proporzi" ni eh<' nel pl11,rn1a sa11guig-no e chti la !.(lohu· li11urii\ fos~e :n r11pporlo direttr ·con la p;rnvitil dr• lln. m,ilnttìa. Il ,JRccoud !'o<tie1,•' che ln glob11linn prov irne cla!:!;li elementi alterati del sangne e 111 SPrina da~lr epit,•li renai,. li P .. tri d i Medino dice che la !'l'rina è l'alhumiaa hrightic-n per eccollcmm. 1111.'ntro lR 1-;lohulina s:ircbhe un'Rlbumina dì1<1·1·a.::ica. am1u es,o chP ,.,;. !'ttrtno ;ilhumine cli-;c•ra"iehe, ro~a rli cui Vi;le1'io molto dubit:t. Qnrsti, nelle forme che alternno R<;'<Ri lf\ rrnsi S•Lnguignn, tifo, polmoniti'. eC'c. ot t,P11ne tnoltn s<>rinn ,, pon\ globulina. (.)tH•sb n on è iu p;Pnerc, sempre secondo \'1p;les io. in rapporto 11 è col genere rii una 11rnlattin. nè colla gr11 ,·ilil di e,'<a : n o n ha valore JWù/!OO· stiro: tali conrlu~icmi furono co11fcrmalll dal P:1tella. B ozz<•l<'. studiand'> le nlt, .. razi oni dei reni 11t>lle an{!;ine benigne, non not,1 n,ni rapporti fra la pn•~rnzR o mc•no di ~lohulin:1 e la gnwit,\ drlln n11daltin . Le ricerche rli l 'satary. L-,,·ont:. 'l':damon, ten,l,•r~hlwro a rid ,He un certo ,-alare progno~tico alla i;lou11liourin, m:, ,!entro un campo molto limitnto: del 1·esto anch'essi rouclu~en.> t>S~t'!'e estr1•111s1ntrnle ,·ariahil11 il quoziente prot .. ico ùell'orio,t 1.righticn. 11 ~l ,m;betti ricert,rndo la rompo~izionr <:(•11te!';i111ale in Y <lelln. siernallmminn e della sieroglobulina. non trovò che dill'ere11z11. minima: nn c he questo fotto tnglie un certo ,•abre nll'impor· t1111zn. progno'itica riclla glolrnlinurin, emettendo il pazic111,, una stc~sa q111111ti1.°L Ji azow, qualunque sia In pro ti>ina che pre,·ale. Hii-(u!lrdo alla pre:,,(•nza di p~eudos~ri1111 1wlle urin e albnmiunriche, Ren le Uf trovò una qu,1nt1tiL n oruv0lr in un ca~o, Jisc rf't11 in 1ilt1i due. !11 qne!'ti tre io ,,,,:,;1wE. -
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DI LADOllA TO H!O
fermi esisteva una nefrite diffusa cr on ica con f'demi mar,·ati. Anche in cani, av1·elenati con alo ina, il R eale trovò presenza cl.i pseudoseri na 1Jelle orine, invece in altri 27 n efriti ci la p:;eudoserina non fu riscontratn. Tali r eperti posson o far pensare ad un r a pporto fra la cresciuta qua n tit:i d l'lla. pscudoscriua. e l'alterazione della era.si sanguigna e della nutrizione in genere. A ciò darebbe valore anche l'altro fatto che dei s ieti d i sangne degli animali n on soitoposti ad alcun trattaml· nto banno preseDtato una quiintità relativamentt< a lta di p~eudoserirm solo quelli di aninrn.li vecchi e deperiti. Il Capezznoli non t1ovò nessun l'!lpporto diret.to frn, quozie11 te p roteico <lel plasma sangu igno e quello delle orine, tolto uu solo caso, ove s i avevano r eperti pn.ral!eli, sebbene in d ive rsa misura: talvolta il rapporto fu inv':lrso. Questi reper ti starebbero a dimostrare frattanto l 'inesattezza d ell 'asser zione di H of'manu sulla imp0Ttt1nza prognostica della globulinuria. l:A. r ichiama l'attenzi one nn cbe s u l fatto, che egli raccolsd le orine Ilei tempo stc~~o in cui" face\'a ti sal.lSSo, dato non trascu ra bile, sapendo come il quoziente prote ico uriuario puo cambiare sensi liilmente n el corso delle ve11tiquattro ore. Carnevale Arella s tudiando pure conte1nporaneamente le proteine nelle ori11e e n el pln,;ma sanguig no i.: venuto alle seguenti conclusioni: 1° I quozient.i proteici sangu igno ed urinario 110n hauno tra l oro rapporto co3tante, e quindi le variazioni d i quest'ultimo non po;;sono avere valore diagnostico, nè progno,,-tico Ad ogrii modo è n otevole il fatto che il quoziente proteico urinario non fu mai n ei casi gravi p iù elevato che nei lit•l'i. pseudoserina . g lobulina Quan to ai rapporti - e userina- e euserina n oi vediamo che sono il più delle volte proporzionali. Orn, siccome n on si p uò dare valo re al quoziente pro teico sieroalbumina . h' globulina pseudoser ina . d' . - -glc,b~li~ e pOlC e etJSe~ina 8 - eu,;erina - Cfllnl1llU!\110 I C0DS8rva, nou SI può dare valore nemmeno agli altri du e quozienti. 2° La pseudo~erina n on è in genere aumentnta n ello st11to acuto e g rave dell'affezione r enale, ma è i n r apporto con quelle condizioni, io cui i processi met11bolici sono più o meno alterati. Cosi i valori più alti ;:;i riscontrarono in casi in cni per il luogo protrnr., i della nmlattia. i pazienti presentavano un forte indebolimf'nto delle forze ed uno stato generale molt.o scadente. Da quanto sopra ho brevemente esposto, possiamo concludere che, specialmente nei riguardi delle orine albuminose, lo studio delle proteine nel loro totale e nei loro 1·eciproci rapporti, h a condotto a r eperti molto incerti e molto vari, sicrltè poteva sembrai e superfluo tornare a trnttar e un argomento, che non sembra molto fecondo di pratici r is ultati. Perciò mi sem brò opportuno studiare la questione sotto un altro punto di vist.a . È noto cume da. vart anni la scuola francese abbia molto opportunamente ri c h iarnn ta l'atte nzione sopra l'importanza dei cloruri n elle nefriti, per il pa~sato, a di re il vero, un po' troppo negletti. Tenendo couto del la loro introduzione, delll~ loro eliminazione, del comportarsi delle orine rispetto a lla loro qua ntità, 111 lor o contenuto in urea ed albumina, a l loro punto crioscopico, degli ste~~i r epf'rti sul san gue cir colan te, della pres,ione arteriosa, del peso del corpo (edemi), si volle <lelle nefriti fare una classificazione che ci ha dimostra to della huona volont:i. da parte di queste scuole, ma che fu forse eccessivamente schematica e non sempre in ogni parte rispondente alla r ealtà.. Non entro in particola r;, che mi p o1·tereb . bero troppo lontano dall'argomento, che mi son proposto di t r:Htare: cer to è ad ogni modo che i cloruri influenzano n otevolmen te il decorso di una gran parte dei nefritici: e cosi (anche per consiglio dell 'ilJustre clinico fiorcntiuo) m i sembrò
RlCE IICHI's C l,l :Slf'HE E DI LABORATORIO
interes,Rnte vedere come si comportassero le diverse proteine u rinarie colla somministrnzione di diqcrete dosi di cloruro di sodio in individui albuminuri ci. PIA1'0 Dli:LLE RICERCHE. I n ogni paziente si determinò la pr essione arteriosa all'omPrn le, al mattino (ore V), n el pomeriggio (or e 16). Ogni giorno e nella. medesima ora si pe~arono scrupolosamente i mala ti: n egli a li menti fu determinato il cloruro d i so<lio. Cinscun pnziPnte fu sottoposto ad un primo periodo di ricerche io bianco, poi ad un secondo con somministrnzioue di Cl Na in dosi crescenti da 6 a lr grnmmi pro d ie, i11fi11e ad un terzo, nuovamente in bianco : per tutto questo te1npo intero si tenue un'alimentazione costnn tP. Nelle orin e si t enne conto della. quantità n elle 24 orP, densità, reazione, urea, clornri. Non furono dosati i clornri delle fec i, s apendo come per questa v ia l'eliminazione vi è in genere scarsissima, intorno a i 60 centigrammi nelle 24 ore. Delle sostanze prote iche fu rono r icercate: la globulina, l'euserina e la psemlos er iua. Il metodo ,,dottato fu il seguente: 100 centimet ri cubici pre le vati dalle orine delle 2-! ore venivano saturati con soli'ato di m:tgnesia i n eccesso, e ven ivano te nuti per 2-! oro a. 30°. Si p recipitavr, così la globulina che era ripres,i su un 6 Itro; qnalche g occi!\ di a cido acetico facf'va precipitare nel filtl"ato limpido l'euserina, che era a sua vol ta riprc•sa su un filtro; !<t1l ;;econdo fi ltrato veniva in fi ne pr ecipitata con acido tricloroacetico 11\ residua. alb umina (pseudoserina) ; anche questa a sun volta era ripresa su un filtro. I t r e filtri contenr,nti rispettivam,rnte globulina, eu- e p e11doseri11~, ernno portati per qualche t empo io una stufo a d 80°, poi lavati abbon· d:i.ntemellte, ed influe s i facr,v:i. il dosaggio dell'azoto col metodo delle Kjeldbal. La quan ti tà d i ~ riscontrata molti plicata pel coeflicen te stabilito dal ~!archetti per le g lobuline e per lo ser ine, dava infine il quan tita t ivo delle vurie i-erine. Riferisco somma riamente i risu lt ati a i valori ottenuti, insieme a qu ei d:ìt i di ,mamn~si e stato presente sufficienti, invece delle storie cliniche, a far cono· scere lo stato del paziento in esame. OssF:1<vAz1.,:,;1,; I. - Nefri te cron ir,a. par enchima t osa riacutizzata con 11cc1>ssi u ran ici. - F A. di a nni ò~ • Tappe:r.ziere. Padre m orto in seguito a paralisi. ~fod r o morta di parto A 18 n ani ba nvuto un11 ris ipola c he si è r i petnt11 parecchie ,·olte in d i ve rse epoche. Ebbe un' ulcern, molle I\ 1$ anni . A 37 anni sofferse di polmonite doppia che lo costrinse ad 110 me$e cii degenza in letto. Negli ulti i.ni anni 1wev:1 poliuria notturna . Funmtore, mod ico bevitor e. On mese priru11 dell11 sua degenza in p i,. uo ben essere, senza una r.itusa occ,lsion ale appre,:zabi le, fu colto da affm1110, cnn senso di soffocazion<" e c011 intenso bisogno ù'a1·ia. Compari,·a ralvol tit al princip io dell'acces~o un rumore tracheale di cornage, il quale pni andava mun mano d i minuendo, fino a che col!' ini zio della tosse scompariva. La tos~e era breve soccn dapprima, più tardi accompagnatlà da emissioue di ~carsa q ua ntiti, di escreato piuttos to denso muco pu r uleu t o Il p.:ilso er a teso, r innico, raro (60 pulsazioni). àll'esnme nulla si n otava all'apparato re.,pi ratorio. Al cuore si ascoltava r in forzato il 2° tono sul focolaio no rtico, ru more di galoppo alla p unta. All'addome nu lla. Nulla di notevle agli arti. Il pazien te era in via di miglioramento durante il periodo d elle ricerc he E,wme cli-Ile orine - A,petto to1·bido - Colorito g iallo : D. 1020 ; reazione acida; albumina 0.25 p. 1000 ; Glucosio, Pigmenti bil iari, urobilina IISSt!H ti; urea l ò p. 1000 - Nel sedimento nlllner osi globuli bianchi e ci lindri granulo~i
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Consiclcrazioni l:!Ulla t,uola I Sotto l'inHuenza della somministrazion e del clornro di sod io s i è avuto : 1Jiminu7,ione della quant it.a del le u r ine, dell'urea, della globulina. Aumento modi,:o della pres-;ione del sangue e del peso del cor po. Leggermen te a umentati\ l'eliminazione del cloruro d i sodio. ma n on in propt>1·zio11e a lla qua ntità inger ita in pi•'•: quindi diSC'rcta r itell7.ione. 0:-1sER\'AZ101rn II. - Xefrite cron ica con lievi accessi urem ic i (io per iodo di modic·o migliorame11to). H. C. d i anni 2:3 - Falegname, celi be. Il padre è mor to circ11. 11. ~O anni di ma lattia non precisa ta : la m adre è morrn. a G:3 anni per emorrngia cerebrale. 'fre fratelli ,:;0110 mort i in tene ra età di rn alattia non detnminnta. Al con~igli,1 di leva fu d i,• h i;irnto inabile per gi nocrLio ,·algo. Condusse vitn p iu ttosto strapar.r.at>1. Abusò re lat ivamente de ll'alcool (m, lit.ro e m ezw ai giorno), n on del cibo, né d el tf\bacc·o. :\ 17 :urni circ/\ il paziente, :n·vt>rti, specie alla se ru, ed..: mi nd uotl'llmbt1 le g:u nl.,e !'euzii notare ruoùilic11zio1,e a.,ll'urine. Gli edemi sco111piu,·ero pochi giorni dopo per non r icompn r ire che dop,, rioque ar,ni. Una n otte il pRziente fu impro,·,iimme nte syegliato da un for te senso di costrizi ol)C rloloro~a alla l><\se del t.or,tc·e u 11 ito n, di.~pucll molto 11cceotu11t11 e leggero strirlore lnringPo; dopo cir~a nwzz'ora mes~osi in posi1.ione seminssisa 1'11cepsso scompa n·e. 'T11.li accessi dispnoic·i, rico mpar ,ero a ltre volte, della durnta di circa un quart o d'ora A,ern il colorito della cute bruno pallido, pallide le m ucose visibili. Appnrato gli iandolare Jeggermen l<' ingorg:\to. Decu bi Lo i11d i !feren te. P olso ugu ale, r il mi, o, ùiilirilmente compre•siLile. Il pazien t e ,,offriva inLcrmittentemtnte di le>g!jern cefnlea a tipo gravativo frontale : psiche integra : la faccia era tum ida, li.iionomia. ind iiì'ereoLc : tratti m imici, ~:111meLrici, regolari. Judoh·nti i punti di uscita del ,· . I ntegro del campo del \'Jl. Xessuna se nsaz ione snbiettiva ali' npparato circolatorio. nulla all'ispc-:ione e alla percussione. A ll'ascolLazione : distinto ra more di gn.loppo alla p1111rn. : secondo t ono secM e , ihrato sul focolaio aortico . .All'ap· parnto l'PSµirat or io non v'e r:\ n.lcuun sensazione ,::ubicuini. : postero rmcnte alla destrn dcll'ang-vlo inferiore della :,capola in hnsso ipofonesi e r esistenza marcata alla percus.,,io ue ('OD fremito vocale tattile dimi nuito e murmure vcscir.olare mollo rl t>bolc; lo stesso tatto si ,,erificavn a sinistrn ma più iu ba,so, cioè a cominc1:'trt: d,t tre dita al di sotto dell'nngolo inferiore <lell,1 :::cnpolll ; dll ambedue i lati 11un1or <>si sfregnmcn ti. Nes~unn. scnsa.1ione suùietti\'n. all'addome che era obiettivamente tumido e poco trnt.tabile. Stomaco, feg11.to, mil;m nei limiti uormrcli J\fiuzione freq uente ed al.,bornln nte. L ,•ggt'l'O grado di edema 11gli arti inferiori dn l gin occhio in giu. L e urine ernno : di colorito giallo pallido, a~pctto t orbido, densità 1007, r PII· zion e leggerm c nt" acidn, a lbumina 2 p. 1000 - gluc-osio, pigmen ti, urol> iliu n, a<;~enti; sangue trncc-e, l'lal i norm ali. u rea H.~ p. 1000. SPdimrwli. - Num<.:ros i lc u.,oriti, eritrociti, 110n cilindri, u ou epiteli ren ali, epi· t eli dc-Ile ultime vie uritrnri e, crislnlli cli ossolato rii calcio. ·
Con~iclernzinui !<Ulln t 1~volu li. Dnrnnte la ~omministraiionc ùel cloruro di sodio si è avuto : Au mento delle quanti t it ùelle orine not evole; stnzio1rnr ia l'urea; assai numentnta la cu- e 111. pspudoseriun, in molto minor grado la g lobulina. A.umen to Dv·
RIOEROHE OLH;ICllR E Dl LABOR,\TORIO
tevole del peso del cor po, modico aumento della pres~ion e arterioso. Discr eta ri tenzione d i c loru ri . OSSERVAZIONE III. N efri te emorragica - poliartrite reumatica - pericarditepleu r ite secca, endocardite mitrnl ica (in condizioni di miglioramento). P . E. di an ni 18, celibe, mnni~cnlco - Nul ln di gontili,do o di acq uis ito. Buon bevit ore, fumatore. mangiatore. Un m ese prima dell'att uale malattia, in seguito a freddo preso fu colto da poliartr ite reumatica febbri le. Gli arti e la faccia notevolmente tumefatti; i dolori conriuui in corrispondenza delle articolazion i, del ginocchio specialmen te, si accentuarono eccessivamente più volte n el corso del la giornata. F u poi colto da acce~si convulsivi della durata di pochi minuti , essi s1 r ipetevano tre o quatt ro volte nel le 24 ore e lasciavano per qu a lc he tempo un senso di stordimento. Dura n te g l i a ccessi si riscontrava rotazione in alto dei bulbi ocula1·i, midriasi mo.ro><ta; qu><si al;ol ito il riHesso pupillare o.Ila luoe, legge1·0 stnto tonico dei muscoli e deg li arti, poco o punto modilicato il polso nella frequenza e ne l ritmo. A ll' esame generale pre~entava colorito della cute pidl ido, pall ide le mucose visibi li. Edema diffuso più ncc<'utuato alla faccia ed agli arti in con-ispondenz·a d,•lle articolazioni. Decubito prevalentemente su pino, pulsazioni 82, polso frequente, ritmico, piuttosto teso, respirazione 21, temperatura, 87,1. Il sen · sorio era un po' depresso. Cefalea o tipo frontocipit>1 le. Cuoio capelluto debole nlla p r essione ovunque: fnccia atteggiata a sofferenza, t umida. I ntegro il campo del VII; i ndolenti i punti di uscita del V. I movimen t i del collo si co1upi7ano male suscitando dolori posteriormente alla nuca; vi era dolore nlla pre~s ione s111Je apofis i spinose de lle vertebre cervicali; subiettivamente ,:eoso di cardiopalmo sotto l'affaticamento. E r a ben visibile l'itto della punta : si fissava nel V spazio sulla mammillar e. Non si palpavano fremiti . AllA. percussione l'estrC'mO superiore D. O. era sul margine superiore della terza ca1tilagiue costale, nella margino sternale: D. O. 9 1/ 2. L'estremo destro del DT 1<i fis•ava s ulla l V cartilagioe costale alla margino sternale sinistrn : l'estr emo s iuistl'o un cm all'esterno d ella mammillare l>T 8 1/2. T ratto sulla terza costa cm. 2. All'ascoltazione : s u l focolaio ddla mistrale il primo tono ern, accompagnalo da. u n soflio di caratter e piuttosto dolce ch e si ascoltava par imen t i :sol focolaio della polrnonare. Il secondo tono era sen;;ibilroente accentuato su tutti i focolai: verso la IJase del cuore si o.vver!,ivnu u lievi :;fregamenti pericardici. Subiettivamen te : dispnea di modico grado durante g li accessi dolorosi, all'ascoltazione poster iormente, in basso, a sinistra., qua lche fru!>cio pleur ico. Addome t u m ido, poco trattabile, t e~o; stomaco e fegato nei l imiti normali Milza in alto arr ivava all'ottav a. co~ta e dehordava un cm. clnll"arcata costale. Agi i arti s u periori il pmdente avvertiva dolori modici in corrispondenza delle articolaz ioni del polsi e gomiti. li evemente tumefatti e con un l eggf\ro gra do di versamento iutrarticolare. I dolori si ncer bava,no noi movimenti attivi e passivi . Nulla di speciale a carico degli arti inferiori. Esarne l,atte1·iologico dd s{l,1/!Jlle : negativo. Esame C'l'omocifometrieo : Globuli ross i 5.235.000; Emoglobina 85: 100; Globuli bian chi 12.600, r appor to l 415; Valor e globulare 0.80. E,;ame istologico <lel .Ya11gue : Pol inucleati neutrofili 7!I p. 100: Eo:-;inofili 3 pPr 100; B asofili 1 p. 100; L infociti 12 p. 100; Mononucleati grandi -I p. 100; For mo di passaggi o 1 p. 100.
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33 -
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Gt11r 11111t di 111eclic111a n,ilitai·r -
Fase. VI.
RICERCHE CL1.'.'IICH8 E
0[ LAHORATORIO
Nelle feci e positiva. la prova del ,,,eber. Pressione vasale 166 mm ; Hg. (RivRrncci). L e urine erano di aspetto limpido, colore giallo paglierino, densità 1 013. 1,eazione acida : Albumina , 1 ~ p. 1000 glucosio, pigmenti biliari a ssenti, uro· bilina tracce, sangue assente. S eclimento : Qualche scarilo leucocito; rari cilindri jalini ed jaliuo granulosi; nessun elemento renale.
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Considerazioni sulla tavola lii. Sotto l'azione del cloruro di sodio si nota : Aumento della pressione artPriosa, della quantità delle orine, scarso a umento de lla sieroglobulina, notevo:e dell'euserina, diminu?.ione invece sensibile della pseudos<·r iua e dell'urea. Stazionario il peso d el corpo, Noeevo le ritenzione de i clo ruri. Os:-EHVA7.lO:-iP. IV. - Nefrolitiasi - nefrite crouica (in periodo di sensibile mi· glioramento). A. A. di anni 30, droghiere, nmmogliato con prole. Nulla di impvrtn11te nel gentil izio. Ha. goduto sempre buona s alute fino ai :?6 anni : e t à in cui cadde malato per bronco-polmo11ite bilaterale contrat1.,,, a qu1mto sembra, per causa refrigerante e di cui guarì in u11 me;:e circa. È stato modico be vitore, forte mangiatore, non fuma.toru smodato. Non ebbe mai malattie veneree: ha compiuto in ottime condizio ni il ser vizio mili lare. La sua malat t ia ri;;ale a circa 26 anni quando cominciò a r1·ovare un leggero senso d'indolimento ali.i regione lombare che andò grnd1ttamente facendos i più marc,.to e si ùi ffose a tutta la gamba sin:stra. :Xotava che duran te il cammiuo era costrnuo sovente a t'el'marsi per riposal'e in causa doll'insorgere di u n \' i\·o do lor(' a ti po urente alla gamba s tessa . Ebl,e in seguito due ~eri acc,•ssi di colica nefritica . Fattosi visitare dal medico, gli costt1tò li\ presenza di nole\·ole qunntitiL di 11 lbumiua nel!' uri11e. };:;sa però anelò iu s eguito diminuemlo scn;,:a 111ai ;;comparire. All'l'Same non preseutava fatti importanti. Al cuore' si a scoltava il 1° tono poco netto alla punta ed nceeutunto il '2° nella polmonRre. Bubiett.ivnmente il ma.lato avvertiva un seuso di dolor11,bilità all'uddome quasi c ontinua in corrispomlenza della regione epicolica. s inis tra.. L'addome era trattabile. Alla pnlpnzione profonda, pro\·avn d olore alquanto accen t uato a ><i nistra lungo la linea ascellare anteriore prolungotta in corrispondenza della loggia rena le : a d estra. il dolore era in u n punto appena al d i sot to d ell'arcata co~tale, d istante circa 3 crn. dalla xit'o-ombellicale. V'era risenti mento dol oroso s ul ner vo sciatico. Pressione a rteriosa mm. Rg. 130. F:sa111e cromocilomPfrico del s<u1g11e : Globuli ross i 4.900.000, Globuli bianchi ·l..000, rapporti L: 1250, Ynlore g lobuln1·e : O.DI. Emoglobina : !)O. Esame islolr>yico del sangne : Pulinncleati ueutro!ili 50 p. 100 Polinucleati cos inofili 6 p. 100. L iofoeiti = 2!:s p. 100, .Mononudeati lG p. l OU. Ei;ame delle 11ri11e : AspeUo torhido. densità = 102 1, a l bumina 0,60 p. 1000, glucosio a ~sentc, Sol fati normali. Fosfati ferrosi e fosfati .ilcal ini abbondanti, Cloruri normtili, l'Rng ue assente, urea 2J,u2 p. 1000 'l'otale. U,04. Sedimrnto : Qualche globulo rosso, numeros i leucociti, qualche cilindro ialino e gran uJo,,o, qualche cellula renale; cri,,talli d i acido urico.
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lllCER<:HE CLI1'ICHE E DI LAnORATOJ.UO
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Coi,slllerazlonl snlla ta,·ola IV. Durante la somminis trazione del clorllro di sod io si ebbe: A.umento notevole delle urine e de ll'uren : delle p roteiue ed in s pecia l modo della globuli 011, io minor grado della eusrl'ina e meno ancora della pseudoserina: aumento seusibile del peso del corpo : d iminuzione minimale d ella pres:;:ione del sangue. Rite nzione notevole dei clomri
CONCLUSIONI GE~ERALI. Riassumenrlo po!<siamo dil'e che dalle r icerche fatte emergono ben chiari i seguenti fatti : 1° La diuresi aumeutn con la somministrazione del clornro di :::odio, eccetto un caso ; 20 L'urea s i compoi·ta in modo variabile nella sua eliminazione; 3° Si ha costantemente rìtenzione di cloruri, sebbene in mis ura diversa: ,1° Aumentano la pressione arteriosa ed il pe:::o del corpo. ad ecre1,ione ùi u n caso in cui l'uno e l'altro rimasero pres.,o a poco stazionP.ri : 5° Riguardo alle proteine uriuarie pos:::iarno dire che le globoline o diminuirono o subirono aL11neuti insensibili: Aumentò i:;emp1·e e sensibilmente l'euseri11a, in ugua l misura la ps('u<Ì.oserinn, tolto il caso della nefrite emorrag ica, in cui essn invece d iminuì (considerato però che le orine erano ematiche, credo che tale diminu zione perda a ssai del suo valore). Non credo cbe da cosi pochi casi sia lecito trnrre ind uzioni sicure; ma mi sembra non in uti le richiamare l'attenzione sul sen,ibile mocli6cnrs i delle protc,ine orirrnrie n el loro quantitativo e nei lo ro reciproci rappor ti colla somministrnzioue del c loru ro di sodio, fatto che può incitare a rìcerchA più vaste i n proposito onde anc he m eglio stabilire tali alternioni in rappol'to colle divcr:;<> fol'lne di nefrite.
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IGIENE E PATOLOGIA COLONIALE CO~TRJHt;TO ALLO ~Tuoro DELL'OLCERA. FAGEDENICA DEI PA ESI CALDr, O P IAGA. dott. Etioa r<.lo.
TilOPlCALE. -
Per il capitano merlico S0p 1r•an o
Una delle affezioni cut,'l.nee, che pi~l attacca e che spesso r,:,nde per più o meno lungo tempo l'uomo poco atto al lavoro ne i climi tropicnli, è l'ulcera fagedeuira dei paesi caldi o piaga tropicale, come da molti altri vien chianll\ta. E poichè ho avuto l'opport,unità in Libia di vederne diverse centinaia di ca•i, sia tra le truppe indig<'ne aftidate per 8 mesi alle mie cure nel re parto speciale dt:1l'osp<'cl:\le militare tC'rritoriale <li Tripoli,sia n1<lh popolazione accorsa all'arnhu latorio instituito nello stesso osped:ile, ritengo n on inuLile portare il mio modesto contriuuto a questo capitolo di P ,ttologia tropicale con alcune considerziuni eliologiche, cliniche e terapiche tratte dalla esperienza dei numerosi casi curali. Di.1,•ri,;1z ON~ . Il nollle dato all'atre.1ione farebbe supporre a prima ,ista che sii~ una malatti:l. spociale dr>i soli climi caldi ma non è in effetti cosi, potendo benissimo riscoutrars.i in tutti i climi ed in tntte le regioni. Non può però metten1i in dubbio che si manifesta con notevole frequenza nel le zone calde e specie in quelle africnne. Q ue~ta affezione è stata con vari i nomi chiamn.ta: tropical slonghing : nlcère plmgtédténii1ue emlémiqne; ulcère pbagédénique des pays chnucls : n lcc>ra dPll'Jemen; ulcera Gabonese ; ulcera del Congo : ulcern del )fadagascar; ulcera di .i\Iozambico; t1lcera Annamitn; ecc. nomi tutti che denotano iu vero, più che altro, la zone ove è st.ota riscontrata, cosicchè panni più opportuno ed appropriato il n ome di r ia.ga tropicale o ulcera fagedenica dei paesi caldi. Erior.001A. Come innanzi ho accennato que~t'affezioneèstnta riscontrllta in molte r.}gioni ma S1tpratutto in Africa è più frequente cd una zona africana, orn i casi più abbonda110, ere.lo s ia In Libia. La causa della maggior frequenza in alcuni paesi è minore in altri è da ricercarsi n elle cond i?.ion i igicn icbe dello popol:1.zioue, ch e li abita. 1~ poichè non v'ha dubbio che l'igiene va c1i pari 1iac::so colla ci,·iltà importa· tn.vi ,!alle nn.zioni europee coloni.1zatrici oosì si spiega perché questa forma morbos" cutanea ,nd,. diventando f:empre meno frequente in quelle zone. ove l"igicue ha già fatto notevoli progres~i, mentre abbonda, do,·e questa 111:.cia ancora molto a de,-idrrare perchò d i ret·ent,:, conquistate le zone e do,·e In popolazione pn'Stll terreno più favorevc.ile colla scadente nutrizione di tutti gli oq:;ani e tessuti del corpo e quindi 11.nche delln cute, la qu:i.le viene cosi a costituire un focus minoris rui.,·lentiat' . Bnsta infatti una piccola escoriazione in questi indiddui deperiti e scal1.i, perche detta soluzione di continuo si trasformi focilmeute in piaga tropicale. I molto scarsi lavaggi òegli estremi degli arti inferiori, ove l e piaghe tropicali a p1 e fe1·ouza si locali?.zano, concorrono seuza dnhbio ad aumentare la fre-
lOlE~E E PA'rOJ.OLòIA. COLOJ\lAl.E
ùOU
quenza; e che sia così se ne ha la conferma. nel fatto, rht:> nei vari repnrti di truppe indigene di diversa proveuien1.a s i nota co11 vnria frcqcienza a secon,la della maggiore o minore cura, che hanno della propria pe1·;;ona: ne!lP truppe indigene della Colonia Eritrea in otto mesi non ho tuai osservato piaghe tropicali, pur camminando queste sempre a piedi nudi, e ciò son sicuro è dovuto all'abbondante e frequente lavaggio d!"gl i estremi, che dett e truppe praticano ovunque r iesca loro possibile, e quindi alle migliori condizioni igieniche in cui si trovrrno di fronte agli altri. Anche negli Arabi dell'J emen (che costituiscono il nucleo principale delle truppe italiane nel Benndir) fo pinghe tropicali sono rare, anzi rarissime pur essendo costoro affini per razza ed in gran pa.rte per loro abitudini e genere di nutrizione agli Arabi libici ed una tale rarità devesi \lgli stessi motivi suacren11ati. Gli Arabi libici trascurano ancora molto la pulizia del corpo ,:iò che, datn la deficiente nutrizione in molti di essi (nutrizio11e spesso troppo scar.-a per qualità. oltre c he per quantità) li pre:lispone alfotteccbimento in genere di forme infettirn e a lla facile trasformazione in piaga tropicttle d i ogni escoria;done, cni essi Yanoo facilmente soggetti pe1· mancanza di calzatura. L'età e il sesso non intluiscouo por nulla sulla frequenza verificandosi l'nffezione iu tutte le età ed in ambo i sessi con ugual frequenza. Certo il maggior numero dei casi si riscontra negli uom iui adulti ed atti al lavoro, ma questa maggior frequenza <il dovuta appunto a ciò, c he sono gli adulti che Ja.vorii.ndo vanno più soggetti alle cause predisponeuti: è uua d ifferenza quindi più apparente, che reale. Appoggiandomi sull'esperienza dei numerosi casi trattati e delle condizioni di luogo e di tempo, nelle quali sono stati Ja me osservati. non pos~o ess ere d'accordo con nlcuni autori come col )Ieuso, che ritiene la malattin preferi;;ca h,1ssure c11lde ed umide e manchi sulle alture secche e calde, giacch<i in Libia, o per lo meno in •rripolitania. tutti i casi" da me osservati si sono sviluppati appunto nella massima parte in zone secche e calde e pochi soltanto iu zona per nulla o pochis3itno um ide. Anc he s ulle colline d ell'altipiano i casi abuondaoo, come m i è stato più volte rir'erito da c<.>lleghi colà residenti pure es~eodo zone alte, cnlde e SPcche. Non sono poi neanche d 'accordo col ?1Inziol1tui, cbe ritiene sia più ft1 cile lo sviluppo nell·autunno, anziché in prima vera avendone osservati casi con frequenza presso a poco uguale sia. in primave1a, che nell'estate e nell'autunno. L e malattie co.stitnzionali, quelle croniche, l'alcoolismo la dissenteria pn,g res.,a contrìbuisco:io molto a predisporre g li individui nll'att1::cchimento d elle piaghe tropicrdi, mn la malattia che sonu, dubbio inlluisce molto pit't delle altre è la sililide. la cli cui contempornoe" presenza ho potuto cour.tatare io parecchi dei casi da me curati. Quest'affezione costituisce un terreno favorevol issimo allo sviluppo dell'ulcera fageJenica, specie se si tiene conto che nella popolnzione o.fricirnn in genere, ove la civiltà e con es~ii i progres~i della scienza 11011 sono ancora ar rivati o vi sono arrivati da poco la sifilide non ò statlL mni curnla o per mancanzu di medici, o perchè del tutto ingnonita. Le cause dianzi citate vnnoo però tutte ritenute eome cause predirponenti non costituendo certo la cn usa vera detcrmi nante lo sviluppo dd procosso d istruttil·o fogedenico. :ì\Jolti studi i sono stati 6nora fatti nllo scopo di ricercare una possibih, cau,11 specifica dell'ttffezione: se ne sono occupati Petit, R odnnd, Jfnllopoaued Apert, Le Dantec, Clarac-Boinét, f'e nde, Harmann, Smith, P ull. 13rnult, llo uffard, )T11zzolani e Rizzuti ma tu tti ron u,·s~un risultnto pratico ll delin1t1rn.
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lGIFXL': E PATOLOGI -\ CO!.OSJALE
Il Vi ucent n ,•1 1896 r iscontrò in tm raso di ca ug renn nosocomiale u n bacillo quasi identico a quello descritto dal Le D a ntec comepossibilecausa spocificndell'ulcern dei paesi c1ddi e da tale identità d i reper to batteriologico fu tratto all:\ conclnsio11e della identità. delle due m a lattie l'una, la cangrena noSo\·omiale, di più facile sviluppo nei paesi temperati e freddi . l'altra, l'ulcera fagedenioa,. più facile a verificarsi nei p11.es i cnldi ed t1mid i. A questa teoria nni oista si a ssocia in genere In !'.cuoi/\ fr.,n ce~e, mentre vi si o ppongono i rm·d ici di nitre 11/\zion i por va r ie r ag ioni. Il ~ llnson sopmtutto dubita della i-:leutitit per il fatto clt,lla limita7.ione dcll'ukera noi paesi caldi e del deb ole potere iufert11,nt e od il ~ ense è di avviso c he , so in alcuni poch i casi g ravissimi può r itenersi prob11.l,ill' IR identità trn le due malattie, ve ne sono però molti a ltri, in cu i il decorso fa ritenere molto probabile iove1·e nnA. reale differ euze. sper.ificn . U na ta le quistioue p erò non potr,\ c,sore riso ltA. d efiui ti varoonte se nou quando sn.rà. bene accertato l' agen te specifico e quindi si sarà riuscit i a coltivarlo ed iuoculnrlo 11.d animali di 11spcrimento con risultato positivo . Il \' incent in segnito, n el l:JUO, in alcuni c,i~i di p iiq:;n tropicale rinvenue lo i;;te;a~o baC'-illo riscontrato dal L P Duntec prima in eletto. affezione e da lui dopo in caso di cangreua nosocomiale. Il bacillo è a ssni grosso, 4 - 8 µ X 1, per lo più r ettilineo oppure leggermente ricurvo, facilmente color o.bile colle soluzioni anilioiche ma non prende il Ora.m. Non è stato finorll possibile coltivnrlo. Il Vincent lo trovò associato a stafilol'occhi, nl piocianco, al B. Coli e al B . di FriL·d lnnd er., non chè spesso a Spir oc hete di d:ffìciJe colorazione . Cn certo g,·n<lo di u mid ità pnn· t'a,· orisca lo s viluppo del bacillo fus iforme ma non è da r iten ere sia indis1wnsahile. l:n r eperto simile a quello del Vincent è stato rinvenuto nel decorso anno dal <lott. ?.Jnzzolaui in uuione al dott. Hizzuti n e i propnrati fatti in CA.SÌ osserva ti n 1'1'ipoli e costnntl•mente nei miei casi in vari e numerosi prepara.ti est>guiti dall'e,-imio rollcg11 dott. Germino in se~uito a rnia, ri chiesta . li reperto fo sempre lo s t e~,;o: no tevole abbo ndanza, anzi s pesso p -redominio a<;solu to di bacillo fnc;iforme t a n to d,1 SPmhrare tt11 pn.'pa1·ato ottenuto dA. una coltura pura e qunsi sempre poi r.ssocia.te al llu~it'orm e scarse spirorbete, ~on si è riuscito, non ostnnte i Ynri esper imen ti fatti, a coltivarn il detto bacillo e nei terreui di r.oltura. vi s i è n otato quii;;i sempre s viluppo di b.-.Jle e numero1Se colonie di s tafiloroccbi, spr.cie s. nure i, oltre ngli altri cocchi della surpur111-ione, mentre 'l_lll'~ti nei prepM:iti J'ntti coo intonaco melmoso prelevato d:1lle pinghe erano SCl\rsissim i Non eq,ondosi r iu~cito ancora a coltiv.ne il B. fusiforme del Vince ut e <L pot er riuimli praticare cr,l);, coltura. inoculazioni ad a.nimali di esperimento per pot er riprodurre la. forma morbosa in p,trola non può ,dft•rmarsi per ora che detto bacillo sia l'agen te speciiìcr> della piaga tropi ca l e o ulcern fa,ge,lenicn ma può pel'~ gia r ircner~i molto probabile che lo <;in. p,i1·cl1è giit piti volte è st11to r i,~ont r:1to da altri e d :L noi lo s i ù costantemente riuvenuto nei prepartLti in tale, abbomlanza da sera braro, ripeto, tm<t coltura p u ra. È da. a ngu rnrsi pel'tnn to cho con ulteriol"i esper imenti mPl'C<' tPrreni di col turi\ pii, 11<!1\tti e moditicati con so~t,,nze p iù omo~cmee allo sviluppo rlel .B. fu:,it', ,rme si ri P~co. fra hreve :i. c-olLh•ntlo. ' Cirra l a conrng,osità e pos~ibil ità di i nocul,1,.ione e,1 ii11to- inoculazione ,lel la
IGIE'NE F. l'ATOLO(; fA COL.O:'\lALE
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malattia ormai sono tutti d'accordo ed io pos,;o confer marla, specie p er quanto riguurda l'auto -inoculazione da me varie v olte rons tatnta negli individui p..e,lisposti per la. pn >senzn contemporao ('a in loro di altre l'SCoriazioni n ('lle ,icinanze d<,lle piaghe g ià in atto. SINTOMATOLOGIA. N(•i casi ordinr1ri, quando cioe la 1.-siotw è già compnr, a. da alcuni giorni (poichè rarissimnmC'ntc gli incligeni v,•ngono a rich ié.lt're J.., cure quando la le:<ione è iniziale) nelle r egioni o•e più frequ r ntC'nw nte si riscontra l'affe zione, ai. piedi ed alle gambe in ispecie, più rararuf' ntc• alle mnui, :,;i nota una. soluzione di continuo ordi nariamC'nte a forma circolarn od ovola.re, i di cui rnargini per lo più t f.'golari, rarn.mentl' frastagliati, souo infiltrat i, bluastri e fn c ilnw nto sanguinanti . 11 fondo d i d,•tta solu,1ionE' spesso s i pre~entii r icop,•rto di un'esc11ra :,;r eca. n supi'rfic ie liscia e di color n erastra costitur nte una !:peci,• di coperchio a ,ll'n'11tt1 solo i n qualcha punto a i mnrgini o completamc·nh· libero nlla perifci·in 11 r elativamente mobile sul fondo ulceroso, cui ad1•risce au com in 11arte. :::le l'i nfermo si prrsentn da l mi>dico in uno stadio più anwzato, come d'ordiunri o nvvieue cogl i indigeni, allora non riscontrnsi pi1'1 l'e~carn ma un fomlo ulcl•roso grigiastro di un grigio s curo o anche giallo- grigiastro e ricop,, rto cli un intonaco abbonda n te gi11llnstro o ematico purnle uto, sa11i oso, fe Li<lis~imo e spesso a ddirittura di odore cndaverico e iosopporto.bilr per chi non v'abbia fatto l'abitudine : allontaoaudo l'intonaco, che preson tasi denso o piuttosto att:tccatircio, quancio la. distruzionf' non è estesa , ed invect· molliccio e molto più fot ido allorn, se il pror.esso dis truttivo si è diffuso, si r ileva clrn il f'onclo ulcero;;o è an ch'esso fac ilme nte sanguiuante, come i marg ini esc:wati e minati d al procc•sso fa gedenico. A llorchè tali piaghe sono molto trascurate (ciò r,he spesso nvvic ne dR parto degli infermi che, essendo costretti a lnvornro per vivNe, spesso. pur P~se ndo grntuite le cure negli ambula tori, per d iversi g iorni n on curano di far~i mcd ir are1 il proces,o int'H tivo e necrotizzante si es t C'n de invade ndo e di;;t rnggcmlo i t essuti sottoposti, specie le fascia apone vrotiche e si diffo nde anche in periferia oltre che in profondità: in tal cnso nel fondo ddla pi1tga in m ezzo nl detrito putrido m eliuos o si scoprono brn odelli di tessuti dis trn t ti. Anche il tes,;uto osseo e le arti colazioni n elle v icinanze de lle p i11g h e possono Pssere invase dn,l processo, come da nlcuni è stato già rilevato. Che una tale invas ione e distruzione di t rssuti ed orgr111i possa verificarsi non ,·og lio metteTe in dubbio nlll p,'r mio ' conto d11 Jl'e~1,eri l•n za dei moltissimi casi tratt11ti e cu-rati in tutti g li stadi d,•ll'nffC'7.Ìone sono con vinto, che v i sia mo lta ..sagernziooe in qunuto è s tato nss..rto e che, più che un'11fl'c r ma:r.ione dedotta da r sperienza persona.le degli antori surriferiti, sia da r itene rs i com<• uua probi1:.b ile eve11 i,, nz a. In tutti i casi da me curati infoltì non ho mai vis to invaso il tessuto oss<!o e raramente e legg ermC'nte il periost io, come pu re non bo ma i vis to altacc1t to le articolazioni. D'ordinario non vi è propagazione in forma fl emmo11os11 ni tc~s ut i ,,icini, i q\1ali 111 massimo si presentano un po' etlen111tosi per qualche t1•mpo. Spesso n e lle vicinanze d1•1la piaga pe rò si inizia, evidentemente per auto-inoculazione su qualche escoriazione preesis t~nte, lo sviluppo di 11lt ra cons imile p iagn da perrnC"ttere cos ì d i poter seguire lo sviluppo prog ressivo del principio del processo, ciò che r a ramente avviene nolln pratica . Si nota al lora in t rd sito la comparsn di una piccola fl it tene a co ntenuto i;i c l'O·
em:1.tico o ematico-purnlento, cl1e a poco a poro si ingradi~ce e raggiungo la. grandf'Z7.B di una lenticchia o aurhe piit e poscia si aflloscia e si rompe la.-:ciando comparire sul fon,lo il processo ulcerati\·o, che gradatamente si estende assumendo i ca rntteri, che abbiamo dianzi descritti: il fonrlo ulceroso si escava e i mRrgioi si scolla110 e formano nn cercioc saliente. Al processo di,otrutti \-o si associa dolentia spontanea n el cammino e ta lora vivi dolori 11nche allo stato di riposo, allorcho il proceSS•) necrnt.ico è d iffuso ed alta<TR l e fascie molto tèse, c·ome avYiene sui u11tllcoli, o i filetti ner,;-osi. I n tal caso i dolori .«ono spesso causa di in~onnia, di mah•s,ere generale, di lit>ve fobbrc e talora an che di un po' cli dPpcrimento generale. L11 nlcere fagedeni,he dei paesi caldi si localizzano, come innanzi si o giil accennato, quasi certnntenwnlc ai pi,·di ed ai malleoli in ispPcie e dei nrnllcoli è attacc:ito a pret'<,rPnzl\ il m:llI1,olo interno. La notevole frequenza di lornlizzazione sui mall<>oli interni t80 p. 100, come ho riJ e,;-ato, su 15 p. 1()0 ai piedi e 5 p. 1110 alle gnmh<') è :senza dubbio da }1ttribuir!-i al lo condizioni nnntomiche e propri,lmente alla scar,:e7.7.a d el sottocuca1wo in tale r egione, clw remle la cutr pil\ nilnembilP. nonrh i, all'attrito conti.Duo tra le dette s11p1: r licie cutanee nel cammino. Tale causa anatomira è causa alt rel'i di maggior àurata n ella ciratrizzazione. Con molto minori• freque11zn si O!'SPrYnno le piaghe tropicali alle mani: infatti fr,, centinai/\ di cn,;i ,In 010 C'lm,ti non ne ho os,:crvnti che f:olo t re ca~i e nei quali il processo si è subito limitnt.o ed o stato s,•guito in hreve tempo Jnlla guarigione. Rnris;;ima è poi In localizzazione io altre regi oni de l corpo. Dr.:co1t;;o. -
Colle opportun(· cur<' il proce,:so distruttivo in g ~·uere si nrre,.ta
erl a poco apoco, e sperie se eccitate, le granulazioni più o meno rigoglios<' incom incinno a. C'Omparire ,:nl fondo ulceroso della piaga. che si spoglia lentamente dol d etrito putrido e del pus. Ln ('irntrizza,.ione d'ordinario procede sempre molto lentamente specie in Rl· cnnt> regioni, rc,111e sui ma l lPoli o quando l'ukl'rn diventa atonica, nel qual e11so Tiescc pe1· lo pit't in1lolente per l'inl'orm•>. Talvolta, come ho potuto constatare, qnl\ndo tutto farebbe riten ere C'he la ci cntri7,zazione è bPne a \·\·iat,\1 in quakhe picrolo punto m,crotico r imasto più o J11eno Intente i11rominci11, di nuovo Rd e:-;tendersi i l proce~so dist ruttivo dR 111et tere oosl n durn p1·nvn la pnzicnza d('I) n1rdit·o.ournntc. Per tnlc considrraziono bi$ogneril essere molto a t tenti e v i:i;i li nella rurn sorvrglinndo In cicatri1.z111.ionc in tnlli i punti della pingn per l\rrcsln re a tempo <lchito il procc::'so 1.;ecrotico qualora t ..11<Jesse a risvegliarsi e diffonder,;:i, C<>Ml't,ICA:'\7.E. - Non sono invero co,;i facili a veritìcarsi durnnte il ,lecorso e, quan d'auco si Yeri6cassero, non sono cosi grnYi, f'o111e da alcun i autori i;i ritiene : !>i parla infatti <li possibile sviluppo di r nngrena diflusn. cangrena noso"orniale, tt't,,no, eresiprln, cncl1es:,;ia lenta, diarrea, emorrn g ia profu»n, ere. Che qualc·una di tali complicnnze possa qunlche Yolta mnnifestar1<i in i~pecie la picrnia, In setticemia od emorr agia grnn) non voglio nè po$SO n ep;arlo in modo 11s~ol11Lo. ma per qnnnto risulta dnlln mia e,perienza in molfr;simi casi ,levo arguiro che sono !ll1IJA.stanza rnre tali complicnnz<•; infatti nei miei ammalati non se llf' ò mai vrriticata alcu11A. di esse all ecceziono di qun lche l ieve c111orr11gin !'>U bi lO frPJrn t n.
IGH::,,E E PATOL.OOIA COLON!ALE
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PRoo~osr - La prognosi in genere è fausta qnl')ad t'ilam, la morte deve ritsnersi sia stata rarissima finora e dovuta a qunlche cnso eccezio11111e di piemia che i'i e poto to verificare. Ordinarinmente l'ulcera fu gedeuica di::i pnes i caldi dopo un decorso di tempo più o meno lungo da non potersi !,t!lbilire, ma che dipende da varie circostanze (cum più o u,euo razionale, lenacia nel farsi cut'Rre da parte degli infermi, che ~pes.so invece si trascurano pe1· parecchi giorni dovendo lavornre pe r ,·i vere, igiene persooale) guarisce lasciando, come ho sempre coni'tatnto, ci<'ntrici semplici, non det'o1roi legge~mente percromiche e per lo più a superficie liscia, anche nei casi. nei quali era molto esteso i l procrsso. Rarissime dtlvo ritenere quindi le residuali dcformiti~ quali cicatrici cou con tratture ed anchilosi, come cla alcuui si è affermato.
DIAG1'0SI. - La diagnos i in g enere è facili1'SimR e bastn averne visti e curat i poch i cnsi per non cadere più in isbaglio e non confonderla nè col bottoue d'o· riente, cLe ha altra evol uzione ed è ricopt>rto da ct ostn spessa, mi con In framboesia, che ha decorso febbrile e bottoni multipli in varie regioni. In q ua lche caso, e quando coesistano nell'individuo le traccie d'infe:done s it:ilitici~ pregre.ssa (vecchie cicatrici, poliadenopatia) s i può rimanere in dubbio, data :rnche In frequente localinazione dell'ulcera. ngli estremi delle gambe, che si tratti di un'ulcera sifilitca, però si riuscirà a distinguerla t,mendo pr<'sente i caratte ri ordina ri de ll'ulcera luetica, i di cui margini sono più taglint.i a picco e non scollati, uwntre il fondo è Jardaceo e difficilmente presenta l'intonaco melmo.~o e fet,itlissimo della piaga tropicnle. PnOFILASS1. La profilass i individuale più effic:~ce per gli indigeni nei climi tropicali consis te nel Javnr spesso gli estremi inferiori cmanrlo di mantenerli nelle migliori condizioni igieniche possibili e quindi di nutrizione per iu,pedire cosi lo sviluppo o meglio la facile trasformnzione in ulcera fagedenica di qualsiasi soluzione d i continuo, a. cui vanno facilmente soggetti sopratutto p,·r mancan7.a di calzatnr,. e pe r la sabbia abbon dnute in mezzo alla quale vivono p11recchie oie del!~ giornata e dove si annidano microrganismi numerosi. E inutile aggiungere poi che non va trascurata la cura di qualsiasi sia pur lieve escoriazione degli estreru i. Anche l'uso frequente di sostanze grnsse p,' r frizioni della pelle alle estremità, come si pratica dagli eritrei e da moltr nitre popolazioni nfricane, è un buon mezzo profilattico. Tale profilassi individuale dovrebhe essere continuamente raccom11nduta nelle nostre truppe indigene libiche ora in formazio11e e nelle quali si v(•rifica spesso l'ulcera fagede11ica. L e malattie generali debilìtallti (malaria, sifìlide, di~senterin, scorbuto, ecc.) vanno c urate a tempo predisponendo a l più faci le attecchimento dell'infeziom· e all'o.ggra.vamento della me<1esima p(·r la loro presenza. Per quanto r iguarda In profilassi generale bisogoeri, curare l'igiene delle nbitazioni e d ell'alimenlr,zione.
CuRA. - Tutti i rimedi sono stati pro,at i nelln cura di que~t'nfle1.ione e certo, quale più quale meno etTi~acement(>, tutL i sono buoni e raggiungono lo scopo di guarire in maggiore o minore spazio <li tempo. Il metodo cu rativo però, che ho lungamente esper imentato nei moltissimi cnsi curati da me e che e sempre r iuscito di efficaci11, ind i... cutibile, ò il trattamento
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JC, 1 1,:'\E F, PATOLOG I A COLONIA LE
in primo tempo colli\ distruzione ed a!'po r taziouti d i tutto l'in tonl\co pu tri,l o e del tes~uto ulceroso mercè il "Termocautetio Paquelin • (qua ndo si d isponga di tale mezzo) o coi v:irii caustici in uso previa raschiamento p er ò abbondan te col cucchiaio di Folkmaun. I n seguilo la cura ,·a r eg olata razionalmen te i;econdo il decorso, r ipetendo la disti·uzione col fuoco o coi caustici, q,1alora il processo necrotico persista con ten acia, specie i11 a lcuni pun ti , ed eccita ndo le granula zioni con blande causti<'azioni o con l'uso di tintu r a di jodio, qualora tendessero a diventare torpide app licando po!;cin polve ri essican ti come dermatolo, ai rolo, viofor mio, iodoformio, ecc... Nel caso poi le grauulnzion i fosser o esuberan ti saranno distrntte con pili forti causticazioni od anche col cucchiaio tagl iente. Allo rchò la cicatr iz:rnzione è regolarmente avviata, ogni t ra ccia di processo n ecrotico e scomparsa e la piaga si è appianarn. lo. cura alla Bayuton ~ senza du ubio la pi ù opportuna ed efficace, come ho potu to se mp re con statare uei miei casi, specie se precedutn da legge ris;:;ime causticazioni col paste llo di n itmto d'argento. Anche gli impacch i coll'alcool od a cqua ossigenat11 posson o essere e!licaci in p r imo tvmpo. A l lorquan,lo però coesista nell'individuo affetto da piaga tropic1tlo:: anche l'infezione sifilitica riesce, come ho sempre potuto rilevare, di g1·ande beneficio la cura contewpornnca antisifiliti,·a che va fattn anche per la cons iderazione gilt. in principio accennata. che una tale malattia nella maggior parte dagl i indigeni non è stata mai curata. Un fn.Uore imponante poi della cum è certamPnte il relativo riposo dell'a1 to, che fa<'ilita <li molto l a gun r igion!'. Infatti io ho sempre ri levato che ln guarigione negli ammo.lnti curati 11Pl repn.r t.o (a<,c:ni e zu ptiò li Lici annoiati da l governo itali1mo) av,·eniva in t empo molto più b reve che n on i n q ue ll i dell a po· polazione tripoli11a curati nll'ambùlator io, e ciò ottenevo p ur uon essendo certo mai r iuscito a tener gli ammalati in pennn nt•nza a let to nel r eparto d urante la gior natn. Ed ora che ho esp:,sto que-;te v oche considerazioni ~u u n capitolo di patologia tropi cnle, che non i: 11.ff,llto da trascu rasi <la. noi me:<lici della nuova colonia italiana, sento il dovere di rinl-(ra ziare l'tJgregio e collo Direttore dell'Ospeda le militare t111Tit.oriale di 'rripoli, tenente colon nello medico CI\V. Bernucci, che mi lrn. i ncitato a farn é la pubblicazion e, noncb ~ il m io ott imo e d ist in to collega. dott. Ger mino, ch e mi h a coadiuvato per la pnrte batter iologica ed a.I quale auguro, p ro!'cguendo n egli s tudii in p1·oposito d i potei· ottcuere risultati definitivi circa. l'accertamPnto de ll'agente spccif:ico dell'uk,mi fagcdenica dei paesi caldi o piag11. tr1Jpicalt'. T ripoli, novombre 19 13.
Bl BLfOG.!1 .\ FU. Am. , no. - 0011/rilmtion cl l'l:tudc dc,• 1dl'i!rrs dLs paye cl,a11d11. - (Arch . de J\téd. no nlle, XLII, 1884). ,\ Mnom:TTI. - Id, m. idn,1. (,\rch. de ì\ré·I. n a ,·. XLII, 1884). A<·111L,1~:. - Tmit/ 1J'H 1111iènc di Olumrcmel/8~ e ]lfomy. - (Vo i. X VlL Po.rigi, l !lll }. ,\t'BEllT-R oe11 E. - . l•·r,/im.atotiondrB E11ropèo•• <l1ms /es pays cha11d.• (Aon. d'Hygil<nC' 18 151.
IGH:J:,;J•: E BLAJSE. -
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?Il \NSON. -
RIVISTA DI GIOR ~ALl lTALIAN l ED ESTERI
I\IVISTA DELLA STA ~lPA ~lEU ICO-NllLITARE ESTERA Per il dott. Edmondo Trombetta, colonnollo medico
GERMANIA.
ARCHIV FUR-SCH[FFS DND TROPEN-HYCTE\'E. (.1rchi·vio tl'iyieue nai·at,, e tropicale). N. 10. Zweites :Maiheft, H.lll. HEil.l:JNGSWERSUCHE )l!T SAt.VAR~A:-1 RF.[ SnJLAt'KRANKIH:11' (Te11falit'i di
cm·a
della malattia del so111w col Salrarsan,. Von R LuHz, Stabsl'lrzt in der Sclwtztni11pe fiir Deutsch-011tafril,a. - Dalle sue osservaz:ion i persona! i ( 16 casi di ma· lattia del sonno trattati col Salvar~an, preferibilmente per inie7.ion i) l'autot·e hti, tratto il convincimento che il salvarsan, se non pnò consi derarsi come un vero e proprio specifico, i; tuttavia un buon mez7.o ternpeutico contro }!l. malattia in parola; giacchè le ripetute iniezioni portnrouo, durante più mesi, alla scomparsa dei tripanosomi negl''infermi e m iglionuono lo stato ge nemle; non senza aggiungere che forse, in una maggiore pe rcentuale di cas[, avt·ehbet·o anche dato luogo a guarigioni. Il Salvarsan semhl'a l'in,;cire più vautag~ioso in quei casi in cui In malattia del sonno è associata alla sifilide o a l polipapilloma tropicale (Fra.mboesia).
DEU'l'SCHE MILITARA.RZTLICHE ZECTSCHRH'T. (Giornate medico-militare tedesco). N. 10. l'Jai 1!!14. KRIEG!\CatRURGISCIJE E1NonC-cK€ LJ).!D Bli:OBAC l!TJ;Nf1F.X YO)I
Gl! I F.CI I ISCll·UUI,·
(Tmp1·Pxsioni e ossen·azioni di cliiruroia di yue,·m nella cam1,agfla_qreco-bulgara del L913). Von STAH~ARZT!dott. OTTO. - Que~te impressioni e que,;te osservazioni si riferiscono al servizio prestato rlall'A. n egli ospedali del lii GA HISCHEX KllTEGJ;: 1913
regiua Sofia in Salonicco, nel l'ospt-dale di riserva in Atene e a bordo della nave· ospddale Alba1iia. Ono spiacevolissimo ospite - dice l' A. - che fece lR sua com par~a n ei primi m'3si del nostro se,·vizio, fu il co(el'a li pericolo che l'epitlemin s i propagasse dal fronte delle truppe verso l'interno fu ptir qualche tempo minaccioso; e infatti in alcuui osped,tli se ne ebbe ad o::servare qualche caso : ma in grazi:1 alle energiche misurn sanitarie, e quantunque l\,Jllnenza tumultuaria d ei rifugiati turchi 1·e11de,!'e molto difficile la profilassi, si riusci a soffocare l'epi· demia lin dal suo nascere. I casi sporadici manifestatisi n ei primi giorni di giugno per i rapporti fra soldati greci e soldati bulgari, avevano costretto il Governo greco. già fin dall'inizio della guerra, a fore tutti i preparativi atti iid opporsi ad uoa eventuale diffusione dell'epidemia; ed unii del IP misure più import.anti 11 cui ricorsero le autorità sanit11.rie fu la vaccinazio n e preventiva. Se non altro - fa osservare l'.A. - i soldati vacc inati non si davano più pen· s i ero alcuno del colera percbè si sentivano difesi; tanto è vero che, quando
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RIVI STA DEJ,LA STA)IPA YED1C0·1'11L1TARE E:STERA
veuivano colti dal morbo, dicevano invariabilmente: « Noi abbiamo la diarrea, ma di certo non il colel'll, perché siamo stl\ti vaccinati ». E questa persuasione, come facilmente si comprende, fu di un effetto morale incalcolabile. L'inoculazione delle truppe combaitenti fu sempre fatta in modo da dare la precedenzr, a quei reggimenti che non si t rovavano in pl'ocinto di marciare contro i l nemico, e ciò per dar tempo ai fenomen i secondari di dileguarsi. Fino alla pace di Buca.l'est, furono vaccinati duecentomila militari, e ciascuno di questi almeno due volte : ma, allo scoppiare delln guerra, in una soln divisione si era praticata la vaccinazione completa, e i n questa non si ebbe infatti che qualche ca-so isolato di colera, a differenza di quanto avvenne nelle altre divisioni. che furono poi vac cinate durante la guerra e nell t quali òi ebbero a de plorare perdite molto dolorose. Cosi, per esempio, in una divisione in cui Ja vaccinazione n on era stata praticat11 che parzialmente, morirono di colera fulminante sette ufficiali - fra cui tre m edici - dei quali nessuno era stato vaccinato. 1"1·;1 tutti gli ufficiali dello s tato maggiore - compreso il Re - e fra tutti i medici, due soli si r ifiutarono di sottoporsi 11Jla vaccina,:ione : il maggior e Kallerges e il dottor Asimates : orbene, entrambi furono vittime del colern, benchè le probabilitil d'infezione fossero eguali per tutti. Nel I nel Hl ospedale della Regina, vennero curati stabilmente circa -tOO fr- · riti. Le ferite da proiettili incamic iat i (il J)roiettile bulgn1·0 è di 8 mm. ogiv11 le) furono osservate nel 61 p. 100 dei casi; quc·lle da shrnpael ne l 27 p. 100 : ma in altri o~pedali, si ebbe di f(Ueste ultime unR percentu~le as~ai più alta: secondo il Fdedreich, fino del 70 p. 100. Secondo il puut.o dello scoppio, le pallottole degli shrnpn ell s i tro \·avano più o meno profo11dumeutt1 allogate nai te•suti: se lo scoppio era avvenuto troppo in 11lto, le pallottole ~ci\'olava no sulla superficie del cor po producendo lesioni addirittura insignifkanti, come nv \·enne a un uffi,:iale che, essendo stato colpito da una di tali pallottole n ell:i r egione della cistifellea. se la cavò con una semplice ammac<;aturn, in grallÌa anche di un pacchetto di cartol ine 11ostali che portava iuùosso. La poca forza di pt,net razione di codt>ste pallottole produ~se pure un discreto numero di ferite a doccia (41 p. 100) di cui 19 (:21 p. 100) s'infettarono. Il minor uumero <lolle lesioni fu dato dalle schP~ge di granata, che, per la mns-;ima parte, colpirouo le parti molli degli arti: un i<oldato, che era stato mandato nll 'ospeilnle con lacerazion e della gnmha, con frntt111·,1. rlolh tihi11. e rlnl J)Al'll11P e con ;,in tomi i1uponenti rli teta.no, mori il giorno succe;;.~i vo al suo ingresso: iu un nitro soldato, la scheggia di grAnala aveva prodotto una ferita perforante ,IE,lla coscia con fratt ura dt,I femore. I feriti . nonostante le gravi difficoltà. dei trnsponi , pervenut>ro agli osper!ali in buone condizioni di medicazione; e la tendl'n7.a alla guarigione, ch e l'A . constatò ri petutnn,ente, è una prova che gli ufficiali m edic i della prima linea adopernrono con scienza e coscieuz,, il ricco inaterinl., rli medicazione che 1~vevano sotto mano. Le ferite trnttate colhi tintura. di iodio facevano sernm dubbio la mig liore impres sione, quantunque molti individui pre,;entassero estesi edemi iodici, il che, A~giungiamo noi, dipese molto probabilmente dall'acido iodidrico for matosi n ella ti ntura di iodio di non rec,·nte data. Le int'ezioui dn /J. pioeia11fro, chn !'A. obhe R.d osservare in pocl,i cnsi, cedettere in breve tempo alle polverizzazioni d'acido borico, 11.nche in un ()!\SO piutt.osto grave d'infezione all'articolazione del ginocchio. Di teta.110, si ebbe un iiltro caso - oltre quello ricordato dian,:i - in un sol · 1.hLo che, ferito al ginocchio da un colpo d'arma dn. fuoco, non giunse all'ospe-
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1'.lale che sette giorni dopo l'avvenuta lesione: la fasciatura e la ferita beante, ricoperte da pus verdastro, brulicavano di venni; i muscoli e le fascie aponeurotiche er ano in necrosi. In capo a tre giorni, insor·sero i crnmpi tetanici. Nè la somministraz ione di alte dosi di uarcotici e di siero antitetanico uè le ripetute iniezioni nel sacco lombare d'una soluzione al 16 p. 100 di solfato di magnesio secondo il metodo del Kocher, ebbHo alcuu r isultato. Jl maggior numero delle ferite osserrnte dall'A. interessavano gli a1·ti; e. fra queste, p iù gravi q uelle delle parti molli della gamba ( IVa<lensrhusse); mentre, in generale, le ferite delle parti molli degli arti superiori e delle coscie el,bero un decorso piuttosto benigno. Di grande interesse, dal punto di vista militare, è L'eziologia di tali ferite, di cui la più gran parte furono riportate da individui chu stavnn curvi in posizione di mira; e l'A. crede che quei pochi, i 1unE gli riferirono di essere stati fi>riti nella posizione eretta o nel camminare, abbiano effettivamente riportato 111. lesionA nella posizione dianzi accennata e non se ne s iano accorti che quando si rizzarono in piedi. Il soldato greco si ripara dietro una trincea nella posizione di mira; ma se questa trincea non è che provvisoria, orJinariamente non protegge che la pa.rte superiore del corpo, lasciando esposte le i;ambe a l fuoco nemico. L'à. è convinto che le numerose ferite ai glutei o~sen·ate durante la guerra russo-giapponese, furono dovute alla stessa causa : il che noi 110n possiamo accettare che con grandi riserve. Kella maggior p a rte dei casi, In ferita si complicò con un ematoma quasi sempre infetto, il cui decor;;o fu invariabilmente più grave allorchè em stata pra· ticata un' inc isione al po$to di soccorso. La caus11. tlell'iufczione è dubbin : secondo l'A.., le uose, che alcuni ritengono come direttamente capaci di produrla, possono tutt'al p iù essere con;;iderate come UJl mezzo favorevole alla sua insorgenza. Pervennero all'osservazione clell'A. 22 /'ratlure da colpi d'nrtn!L da fnoco della dia6si delle ossa lunghe (:i,5 p, 100), di cui 11 del fomorc : le quali ultime - salvo pochissimi casi infausti - ebbero un esito su pe r iore ad og11i speraza Infatti, in lul)go ddi soliti ar.corciameuti residuali di '1-ò cm., si verificinono a ccorciai:;enti che non superarono 1 cm. i e In cousolidazione fu rnpidi~sima (es~a ordinariamente era giiL iniziata 1u quarta settimana e, in un caso, dopo qui itdici giorni); il che, secondo l'A., è dovuto alle non gravi alterdzioni del perio~tio n el le fratture da colpi d'11rmi da fuoco, a differenza di quanto avviend n e lle fratture sottocutonee. Ln cura consistctLe, iu alcuui casi, nell'applicazione d'un apparecchio a estensione, 11 i risulati, come s'è detto or ora, furono soddisfnccnLissimi; invece. in altri casi iu cui si ricorse all'apparecchio gessato, s'ebbero relir1uati di notevole accorci1troento (fino di 9 cm.). Don lesione s pessiss imo osservata fu l a perforazione della mano sini,trn da col po d'nrmn da fuoco, che, in pri,:cipio, l' A. ri teneva prodotta vololltl\riamente, ma che fu poi dimostrato verificarsi nei co111bn.rtilllenti decisivi, e precisamente nell'irruenza d'un attacco, verosim ilmente por 111. pos izione sollevata in cui vien teuuto l'arto sinistro Tutte queste ferite ebbero un decorso piuttosto g1·ave e lascia1·ono seri disturbi di fonzionalità della mano. Le cure più lunghe e difficili furono richirc;te dalle (eri/e articolari, in .~pecial modo - come ben s i comprende - da quelle infette . .Fra dieci c1tsi di tRli fori te al ginocchio, l'A. ne osservò sette perfornuti e t r e a fondo cieco: in sette era dimostrabile una frattura ossea. Le piccole ferite cutanee guarirono tutte, senza eccezione, rapidamente e io modo completo: in du,· soli ca~i si dovette praticare
Hl\. l S'l'A DEI.LA ST,HIPA Ml-:DIC0·1'JIJ.ITAHE ESTEIU
la puntura per dar ec;ito all o spandime nto articolare. Anche in qualche caso, in cui v'era un grave scheggiarneoto, la guarigione s i potè ottenere regolarmente col riposo assoluto dell'articoluzione. Ne,:suna ferita d'arma dn fuoco del ginocchio richiedt•tte l'amputazione io primo tempo: soltan to in un cn.so si fo costretti a procedere all'amputazione del la coscia sei settimane dopo l'avvenuta lesione. a motivo di persistenti emorragie secomlarie dell'arteria e venA. poplitee, che ei-ano erose. E strano - dice l' A. - che le fei·itP del J1olmo11e prodotte dA. proiettili di piccolo calibro (delle q u11.li 11 furono curate negli ospedali stabili) abbi11.no pre!'entato s intomi che, in confronto di quelli de~critti in precedenti rapporti, a.ppar,·ero singolarmen te leggeri. Il foro d'entrata e quello d'usi:ita guarirono iu pochi giorni con una semplice medicatura protettiva: l'emottoe - sintomo principale - f'u f:empre molto moderata e si dileguò, di solito, in tre o quMtro giorni. In quattro ca,i v'era ragguardc, ole emotomce; ma soltanto in un cM<O (ferita perforante del p:ilroonc destro con consecuti\·o piotorace e con flemmone secondario delle pa1eti toraciche 6 adJomi11ali) fu necessario l'in terven to operativo. Molto interessanti, per il singolare decorso del proiettile, furono le (Prife lO· ,·aciche nori ,,e11etranti. In un caso, il fo ro d'entrata era. sul margine sinistro dello ste1·no a li \·ello del qua r to spazio intercost11.le, e quelto d'uscita proprio al disotto della mt>t:ì. de!l'arco costale di destra. In un altro caso, il foro d'entrnta era. a l cm. all'infuori del capezzolo della mnmmt=dlA. destra, mentre queUo d'uscita. si trovava sulla linea. ascellare anteriore di sinistra ,.}l'altezza della sesta costola, senz'alcuna lesione uù delle costole, nè del polanone. In un terzo caso, il foro d'eutrnta era situato vicinissimo alla colonna. verteb rale dal lato destr o e all'alt e.,,a della decirut~ vertebra doraale, e quello d'uscita, a due diui. tmsverse al diso· pn, del punto mediario della. cresta iliaca sinistra. L'eziologia di ri.ueste ferite, che forono riportate tutte in posizione di mira, non è troppo chiara; seppure non si \·oglia ammettere che il tragitto cosi singolare dei proiettili sia dovuta a un'improvvi,;a rotazione del tronco. Tnli fente che, a prima vista, produce,·ano un'impre,sione grnndi,-sima, e facevano supporre chi sa quali guasti, guai-irono u1tte i n pochi gior.u i senza reliquati d"iroportania. Di fronte al numero r elativamente considerevole di fer ite d'arma dn fuoco del polmone, sta. invi>ce, il numero molto scarso delle ferile dell'addome, di cui l'A. ne osservò tre soltanto. lo un raso si tratta.va d'una ferita penetrante nella re~ioue ileo-cen\le, che non pt·odusse ulterionueote alcun disturùo: un altro CRso, 1nve<:e, si complicò con una peritonite settica ed ebbe esito letale. l\Iolto ishruttivo fu il ca~o seguente rel ativo a un soldato forit.o da una pallottola di shrapnel ,,otto l'arl'nt.a co~tale di ~iuistrn u livello della linea ascellare a nteriore, il quale giunse a Salonicco, do,e l'A. lo ricevette nell'ospedale, quindici giorni dopo l'nv,·€nula lesione. (~uel disgraziato, a cui e ra mancn.ta in antecedenza ogni cura. si p,e~entò coi :;iutomi d'una grnve p,·ritonitc ed in cosi miserevole stato, che. in sul principio, non si pensò n eppure lontanamente a un intervento operativo. :\in quando insorsero fenomeni imponenti di ilc·o. fo deci~a l'opemzione, la quale con· fermò la diagnosi di grave peritonite cronic11 adesiva, e mise inoltre in rilie,o 11nmerosi asce~si fra le parti a derenti : asce~si che forono npeni qua!-i t utti e d rena ti Contro ogni previsione, l'infermo andò di gioruo in giorno migliorA.ndo, e. quaudo l'A. lasciò l'ospednle per compiuto servizio, faceva gil\ i primi tentati,i di denmbu]11,,,ione. L'À. c\.ol,e inoltre oecasioue d'osset·vare tre fe1·ite d·arm.a da fuoco delta. colon11a
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vl!rtebr ale e del midollo s11i1iale. 1n uno di <"Ode5ti casi, in cui colla rndioscopia si rilevò la frattura dell'apofisi spin o~a delln settima Yert1,bra dors,tle, n on v'era al cuon lesione del midollo spinale. ~econdo l'esperiem:a dei d 1irurghi militari, le lamiuectom ie praticate negli s tabilirneu ti sanitari avanzo.ti sono ordinariamente seg uite da esito i n fausto : ciò n on toglie, però, che, ad esempio, negli strozzament i cicatriziali con aumento di pressiou" del liquiùo cefolo-racliidisno. sia indicato un tentativo di trapanazione del cana le Yerte Lrnle, e, in appoggio di tn!P ind1caz.ionl', l' à . riferisce un caso da lu i osservato, nel quale la lamiucclomia diede risul tiiti so,ldisfacen ti. Le lesioni dei nervi furono os5ern~te dall'à. come complicazioni delle ferite d "arma da fuoco degli ar ti s uperiori e in quelle d,,J le parti molli ùelln. cosci;i. In due casi si do\·ette intervenire con un atto opel'ati vo p<-r li berare il uervo dnlle masse cicatri ziali. Furono 12 le f e,·ile della faccia avute in cura .!all'A.; e, fra queste, S compiiente da frattura ciel masr.el lare; tutte molto gravi, in specie quella del mascelln re inferiore, in cui v'em distru zione dell'al'cata iilveolarc. Pur tuttavi11, mediante la fo:sazione dtii frammenti èOIJ un ada tto apparecèhio (Schroder-Ernst;, si riusci a<l ottenere la r eintegrazione completa del mascellaee, anche in quei c1\,;;i in cui la lesione r isaliva a qu!\lche settimana. Anche io que,-ta guc rrri., le f"rite d'arma da f11c,co del cranio preseularono un interesse tutto speciale. All'A. non si offrì l'occnsioutl di discutere c irca l'indicazione d'un iutervento oper ativo preroce, giacchè tnli fer iti non giunsero alla sua os~ervaziooe clic 1015 giorni dopo la lesione: ma era d i t anto maggior importanza per lui il seguire ntteotamente il decorso d i que i casi uei quali non (·ra stata soddisfatta l ' indicazione d' un in tervento sollecito, e che, io prima liuen. erano rimasti s~nza soccorsi e Sl'm m cu re sufficienti. Orbem', q ue$ti cn.si (X. 25) deeor sero tutti i o mo,lo molto grave : in 22 si procedc-tte alla trapanazione, trn.tt nn<loRi d'indi vidui che. al loro ingresso nel!' ospedale, p resentavano prolas,;o o asce;so cerebr ale; e di qu~,sti, 5 ebbero esi to letale. A chi chiede;;:se quando si debba operare nei casi di f<'r itn. ,l'arma ila fnoco de l cranio, l'A. si crederebb<' autori zz,1to a r is pondere, in baso alla sua esper ienza 1•ersonale. c he il miglior con si!::lio saril sempre quelli\ di trn.<;porta re il più presto possibile tal i t'erili a lla tappa, e là soltanto sottoporl i aol operar.ione in più fa vorevoli con dizion i d'ambiente, colle n orme della più scrupolosn. asepsi e con tutte quelle attenzioni che ri chiede la <'lira con~ecutiva. Beu si corn prende che quanto più ;.ollecito sarll il trasporto, tanto pi1'i favorevole sarà In prognosi. P er conseguenza, in prima l inen bisog n er à : imitar si all'applicazione d'una m edicn.zione sem · plice, tenuta io posto da una fasciatu ra. possibilmei:te amidatn, pre\·ia rimozione delle cause vis ibili d' inquinamento.
• •• E 1:SE El:SFACllE PFLA ST8RBEll.\NO r, UXG DE R ~1!1"l' EU'US,;K :-OCHE:S(;I\CCIIE mT El-
F usSES (Un ~·e111vlice metodo di ('W'lt (l,,/Ja frattura delle o.~sa del metalar80 con lo .~parad1·appo, e alcune con~·iclerazioni sulla
::SlGE:S HEllERKU::S-G l•):S Z U R STATI K OES
La manov ra e delle più semplic i : il p iede, ad angolo retto sulla gamlut, poggin col calc;;guo sull'ol'lo d'uno s gabello : lo spnradrappo viene appiccicato sul dorso, cir ca a li vello della tuberositn del quinto metat arso, e stirato perpendicolarmente iu basso sul margine
11tatica d el piede). \ou Stal,sarzt D. Szuu1:-is1, r. -
:14 - Gw r11ale Gli mei.L1t 111a mihtm·e -
Fa,c. VI.
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Rln:,T,\ 1)81,L,1 ::iT,I ~[ PA ~I 8JJ I CO-~ fLlT,Urn 1,;:':TRRA
esterno del pied11 : poi, mentre che una mano, portata verso l a perifer ia., comprime le ossi\ m etatarsiche e a ccentua la curYa dorso- convessa di\! piede in corrispondenza del tn1·so, si gira lo spnrndrappo s t esso attorno alla p ianta e lo si conduce al disopra del primo cuneiforme, li,;rnndolo s ulla pa rte mediana elci tarso. Secondo l'es pericn:rn, ormai giit molto estesa, il metodo a fermaglio ( [({a1t1,111 e 1·1:erbcrncl) descritto dall'A. st1pera di gr:m lunga i me todi solit i e non è inferiore a quelli che consistono pure ne ll'applicazione dello s parndrappo. Infatt i, oltre ad ess ere semplice ed economico e a non richiedere sparadrappi speciali, è provato che con esso si ottiene unn rnpida - sovent e improvvisa - cessazione ùei dolori e della claudica,,iooe; n •ocle possibile q ualsia~i combinazione di cura ed e,TitR. la lunga i na tti vi t it dell'arto. AUSTR I A - UNGHERI A .
DER ~JILlTARARZT. N. & (23 mai l tlH). Zuit 0BG~:-:tsAno:-. oi,;s SAN IT ATSDLF.:-.ST rn F1i:LD1i: (Per l'organizzazione del serdzio scinila1·io in ca inJl(l!Jlla). \"on Stabsarzt D. 11.~ x llllLIAN R1CL1TElt - Articolo d'interesse locale, in cui s i f nuno utili confron t i t rn il regolnmen ro di ser vizio sl\nit nrio in ca11,pagna tiella Francia (recentemente moclifi cnto) e quello dell' impero aust1·0-ungarico. Sareube dr·siderabile che da n oi s i facesse altrettanto.
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EHFOl.l,~: UIW 8\"l'II ll.t~BEHAND L L;:-.G ~llT :\I ERI,US.-1:-.' Iii K. U. K . G AH:-.JSO NSl'lTAL
N . 14 1:s LEmrnau (l,' islllta/.i d,·l/a cura della sifilide col me1·lusan nell'im J>l'riale e reale ospedale mi/ilare_,-. 1.J in J,eopoli). \"on Stal>sarzt D. TuAoo:ù,s M.1Jr:wsi-1. - Si tratta di .J.(J s iHlit,ici sot Loposti al l a cura del 111er/w:an (l) nel roparto der-
ID}ttologico del l'ospedale m i litare di L eopvli. Le pastiglie di m erlu,,an furono somministrate tre v olt,i il giornougli ammalati sempre d opo il pasto, da cui nui va l'Sclusa ogni ~ostn nza a cida. La cura dt1rò d rd le q1uncro alle sl'i Sl·tt1maue dor.,ute le qua.li molti sog;.,;eLti aumeutarono di µe,o : non s i verificò alcun si11Lomo d'av vele11nnwnto nè alcun feuomeno secoodnrio : anzi parecchi soggett i, cbe avev"uo dovvto intenompere la cura mercur inla a, motivo tli g mve stomatite, tollernrono benis~imo la ctira del merlu~an. l 'omo nvv ieoe con tutt.i i me todi a,r,tiluetici, che no11 i11 tutti i cl\si trntvi.ti - in specie se grnvi - d/11rno !:'gual ris u ltato fnvore\'oll', co~i si ehb" pure a d osser vare col rnerlt1san; col q uR. le, però (e in q11csto il nuovo prodoLto supera ogni 1\ltro m ezzo di cura) le manifestazioni sifìliticlte est erne i n tu tti gl'iuformi vennero invariabilmente n gllnrig ione completa duran t e la cura. Si aggiunga che il control lo ;::ierologico permise di accertare che, su 40 sog getti, in 25 (ossia. uul G:! p. 100) la r entione del \\'as~errnann si trasformò di po s iti,·a in negativa, o subito dopo il termine tiella cu rn o poco t('mpo appresso. QucsLi risultati vernmcnte straor diuari d~pongono decisamente in favore di qm·sto nuovo mezzo t erapeut ico, il quale s i dimostrò non soltan to ener g icamen te eflfoace, ma nltrc51 perfottamen te innocuo e ben tollerato. L'avven i re ci di rà tino ;1 q ual ptmto i l rnerlusan s upererit gli nitri preparnti di mercurio nella durnta del• l'es ito terapeutico. ( l ) li 111t>rlusnn (C'u H ,. O,. N H ~) è 11n preparato albu111ino ideu di tne1·curio, che oonti,,no il 5:Ul p. 100 di H g. È solubil., noi succo enterico, non nel succo gastrico ; ,, un bnttericiclu nou coustico. Usi e <lllq i. lnteroamcnte ; tre volte il g iorno 1- 2 L&· \'Olette tli µ;r. !J,03. come nntil11eticn. (N. d-i E . T.).
.Rl\'ISTA DEI.LA ST,DIPA ME DICO- ~llLT'l'Aln': ES'l'ERA
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S P AGNA .
REì"ISTA DE 8ANIDAD MILI TAR, n . 9 y 10 (1 y 15 de mayo lVJJ). EL SALVAIISAN CO:STRA E l, ~·AOEOEN1$.\IO y LA GANGRE:l!A . l'or l3u1'H'ACIO 0:-.SALO, médico 111ayor del Hospi t a l de Madrid. - Basandosi sopra un buon numero d i osservazioni personali, l'A. è convinto che i l salvar,;1111 si debba applicare con p iena fiduciA. in tutti i cas i di ulceri s ifilitiche e di bubboni cancreuosi e fngedeni ci e for.s'ancbe in tutti i casi d i cancrena, sempre quanto non vi siano le c.:mtroindicazioni foodamcotali all'uso di qne~to rimedio in iniezioni endovenose: vale a dire - e secondo il parere dell'A. - le lesioni dei centri nervosi, del cuore o dei grossi vasi, l'albumin uria, le emorragie viscerali e, in certi ca si, le intossicazioni croniche (alcoolismo, saturnismo, ecc). I ris ultati ottenuti dall'A . fu. rono veramente maravigliosi; e, nel solo caso in cui l'esito non fu soddisfacente, egli pensa che si sia impiegata una dose troppo piccola del preparato, e cioè inferi ore a éO centigrammi.
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(Il germe del raiuolo). JJor F. FAnHl,;IIAS, m0Jico primero. - Come è noto, il generale von Sch.iern ing dell'esercito germanico sott opose ad una riun ione scientifica da lui convocata nell'Accademia I mperator e Guglielmo il 16 luglio 1912, LI. conwmie nza di perfezionare i metodi di preparazione o di conservazione della li n fa l'arcinica: e siccome i membri di detta riunione conclusero che coi procedimenti finora conosciuti non e rn possibile conservare attiva per lungo tempo detta linfa, la sezione di sanità del Minis tero delh\ guerm dell'impero germanico dispose che si facessero opportune indagini per risolvere il probloma, dandone speciale incarico al medico mi litare dottor Wal ter Fomet. Ora l'A. fa appunto una chiara e p recisa r ivista sintetica dei lavori del Fornct, a ccennando anche a l microrganismo, finora ipotetico, del vaiuolo, cl1e lo stesso Fornct propose di chiamare micro~oma 1·acci11ae seu l'ariolae ; e concluden do che il vaccino, con cui oggi ci s i preserva. dal vaiuolo, si ottiene 11nrorn con un met-Odo rudimentario e difettoso, non rimanendo esduso il pericolo d'inocu lare al• cuna. volta la tubercolosi. S'irupoue, a.dunque, come un11. necessità di prim'ordiue, la purificazione dello. l io fa; al quale scopo il Friedbergor e il ?IIironesC' u uccisero tutti i b11ttl.!ri che la inquinano esponen dola pet· ven t i minuti all'azione dei rnggi ultra-violetti senza toglierle le sue qualità attive. EL GEfUIJ,;N DE LA \'l ltUEL,1
INGHILTER RA.
JODRNAL OF THE R OYAL ARMY MEDICAL CORP:\ n . 6 (may 1914). TntPANOSOJI.E D IS IMSgs o~· OOM8,rr1c Alil.\[,\L J:,{ KYASALANO (Malattie da tripanosoma degli animali domestici nel N ,'}asaland). By Surgcou-general Sir DAvm1r, BRUCE, majors DAVJD HARVE Y an<l A . E. H.1 MBHTON, 11nù Jady Bnuc E. - I. Tr11-
pa11osoma si ntiae, sp. not'. I n precedenti lavori, gli A.A. si o,•cupar ono della. morfologia del TrypanolJoma lJirn,iae e della s ua azione n egli an iUlali : in questo, l'argomi,nt o trattato si r iferisce allo sviluppo del 'J.'rypano:,oma nella Glossina morsif.ans. R iportiamo qui le conclusioni d i tali illlportanti ricerche : l. Il T. si1niae può essere trasmesso dagli animali infetLi a quelli sani d r,lla mosC11. ts~- tsè Glossin a morsitans.
RIVISTA 111'!.LA >'T,Dll'A MEDlCO· ~lll, lTAHJ·: !::~TERA
2. Il T . simiae si moltiplica n egl'in t éStiui e nella cavità labiale della proboscide di detta u10sca. Quivi si trovarono soltanto formo in 'l'ia d i sviluppo, ma ginmmai forme infettive. ,3,. Il 1'. si111iae, chP cwsce n ogl' intestiui della « mo,;cn .,., non hl\ carnlteri speci(ici per mezzo dei quali lo si poisa distinguere d:t!le altre i-pecie di trip11no• somi patogPni trovati nelle mosche tsè-tsè; .1, La fase finflle di sviluppo ha luogo nell'ipofaringe, dove si produre IH. forma infcttin1. del para~sitn, simile nl tripanosoma trovato uel snngue degli animtili infetti; F.,. Lri «mosca» non diviene i11fettiva se non uua ventina di giorni dalla. prima iugestioue di sostauzo i11fette.
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Tu~; ABDEH ,\LC.EN REACTJoN. By Colone\ C. Brn-ru. -
E' una buona rid,ta sintetica dei r isultf\ti ottenuti da vari antori con questa nuova rea zione, bn~at,1, com'c noto, sul carnttPr<· Ili specificitil ai alcuni f.,rmt>nti che si trovano nel sangui>, per essen· i ,;tali in esso gcnernti, o ivi clerirnti dalle cellule d,·gli orgaui.
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* • Al\TJ)l<)'i;\' IN Tllr•: Tl!E.\1')11•::\"T o~· S\'PIIII.IS (/)twUmo,iio n ella cura della /!Ì· filitl"). By ~fnjor Y. B. Ftff. - Le iniezioui euilo\·enose di antimonio metallicn, già praticate con brillnnte successo n ella malauia del sonno. furono estese e\:, I c11pitauo 111Pdico H.ankt>D alla cura della sitìli,lo, con risult,tti molto incoraggia11li, che questo ufficiale medico espo-;e hlla r eal socift/1 <li medicina. Anche l'esperien7.a dlc'l1'A. sembra cont"ermaro t.nli risultati ottenuti in unn. serie di trenta t rè inie zioni e111lovenost', BPl17.I\ che io al cu n caso si sia prodotto qualche effetto Se!'o11d!l.l"io d'importanr.a. L'antimonio prt>p11ratQ cornmerçi,llmei1t6 Jalla nota c11,:a H1irr o11ghs Wel !come e C., si presenta sotto forma cl' una poi vPre nera cosi fiua d11 an1r l'aspPtto d'u n 11rcparato colloidale: es,;:, iJ otte11111a per mezzo dell'elettrolì,i ed ò rasso111igli1111tissima alln fuliggi ne La sommi11isi.rnzione è molto sempl ic,•: la poll·erc ,iene giltnta io pochi ceutimeni cuhici di soluzione fìsiolo!!ica, e J,. li11is~irne partic·ell~. che :<0110 abbastanza Je~~crn cta rimant>re in sospensione n~I liquido pn un certo tempo, vengono in1nH·ssc nelle vena con un apparecchio iùc11tico a quello che ,;i adopera per le iniezioni d .. J salvars:an. Le dosi \IS1\tC d:dl'.\. furo110 da 50 n ùO mg., meotrn qu~.lle impi,•g11t.. dal Ra11keu erano molto superiori ( 180·200 mg.) Nella maggior parte dei casi, la r eazione pre,entata dai pazienti fu iusiguifk:lnte: in un caso si ehLo collas 0 o: in nn nitro, In formnzionc d'no tro111ho n<'I luo~o tlclriniezio11e: n el ~O p. 100 circa dei r 11~i, i soggi>tti itccuo;arono cefal~a più o uw 110 inten sn. E' ioclul,ititto che, con que:<ta cura, si ottenne un r e1dP migliorarnt>nto dp!le lesioni spccitiche, come ulcere, ingorgh i gian<lnlnri, eruzioni cutanC'ej e eh.-, in nkuni c:,si, In reazione di \\'a,;;:;ern1an11 <h positi,·a o:;i fece nP~,,ti,n; mn u lteriori e;.perie nzo s ono neces!;:l.l"ie, in special modo per meglio determinare le dosi effil'nci .
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~lfWI( :,\ I, SElt\'Je~:s
(Alcune 110lt• $ IO •
,-i,ofte sui ,;erdzi sanitari i11yli'si1 . By Lieuten11nt-Colon1.JI J, 'r. F oT11 F:JH1".ClH ,1~1. 111 qu1·:.to discorso pronunziato il 21 feubraio del corr<"ntfl n,nnoalla riuni one tlll·
1H11de ùell'nssocit~zio11e fnt gli ufticiali medici de l Cunadà, il Fotheriugh:im, che
RIVISTA DELLA S'rAi\lPA 1111W I C'O·MlLIT.-IRE lèSTERA
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presta precisamente servizio nell'esercito canadese, ha riassunto in una brillante sintes i la. storia del corpo sanitario militare inglese in specie per quanto riguarda le colonie.
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TAC'l'I CAL FORMAl'JO)IS APPLICAUL0 TO FIELD A~!BULANCE WORK 1 Wll'll SO)llè REillARJ..S ON MED!CAL FIELD TRAINING ( Formazioni tattiche
applicabili alla manoi:ra dell'ambulanza da cam1>0, con alcaue con~ide1'azioni .mll'fat1'uzione sanitaria in campagna). By Capta.in K. H. RERD. - Come appare chiaro da questa prima parte, l'A. ha inteso di compilare un piccolo manuale di tattica sanitaria, che deve servire per gli ufficiali medici in manovra e in campagna, soprntulto per quanto riguarda l'istruzione delle trnppe di s:1nità. FRANCIA. LE CADUCÉE. N. 10 (16 mai 1914).
LA \'ACCINATION AN'rlTUYPUOll)lQUF: 0BLWATOIRE. - Il tenente colonnello medico dell'E-sercito dogli Stati Uniti in ri tiro Dr \VoODRUFF dirige al Cadiicée una lettern per segnalare i danni della vaccinazione an titifica obbliglltoria. Esso l n incolpa s opratutto di esser la causn della t ubercolosi, che dai vaccinatori fu ritenuta come una semplice e casuale coincidenza: e scrive queste g ravi parole che, secondo noi, dovl'ebbero essere più minutamente documentate per assurgere all'importanza d'un atto d'accusa: < La tubercolosi nel nostro esercito (Stati Uniti) è più del doppio di quello che dovrehb'essero; e h\ causn di questo fauo non è str,tn osservata, giacché sovente passano setti mane e mesi prima che tali casi s iano stati segna lati. Nel Hl12, il primo a nno dopo che la vaccin,lzione fu resa obbligatoria, il 24 p. 100 degl'individui mandati alle loro ciise come tubercolosi, erau d iventati tali in segui to alla vaccinazione stcs,11, che aveva. sviluppato rapidame nte in essi i germi della malattia dopo l'arruolnmento. « . ... Il numero de' dece,si dovuti alla fobhre tifoidea nell'esercito americano non fu per molti anni superiore al 3 per 10.000: la vacciuazione salva forse questi 3, ma ne dMneggia 10-15 per 10.000 sviluppando la tubercolosi .
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•• LA PÉNURIE DF: ,\IÉDRCINS DE [,,I. MARINE. Neanche in Fr:mcia si t rovano piu medici .per la marina! Mentre si prepara un progetto per aumentare gli organici del corpo sanitario marittimo, il ministro della marina. ha chiesto alla Commissione militare del Senato di modificare lo schema dì legge sul reclutamento, in modo di poter incorporare neg li equipaggi della flotta un certo numero ùi studenti <li mtlrlicina, destinati a diventare medic i ausili!lri e ad P.ssere impiegati oon a bordo, ma n egli ospedali della Francia o delln Tunisia. Ottenuta In laurea, essi " errebbero passati nell'esel'cito come aides-majors. Ma ben s'intende che questo non s1t1·à che un semplice ripiego, e che 111 que'ltione dovrà essere seri1rn1cnte studiata e cornggiosamente risolta, se s i vorrlt evitare la crisi gravissima che mi na,.cia non soltanto il corpo sanitario della mari na, ma a.ltre,,i quello dello esercì to.
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LA LÉPROSEU IE
nu Tf:1tEK (CAUCASE) DE 1S9V-1V13. Par le D.1· K~:1tAVAI,.
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U NE l'TÈCE DE L'HABILLEl(l,;:-IT DES ZOULOUS. Pnr le D.r
Lorn.
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HTVISTA
01':LL,\ S'J'.~MPA
~ll·:ll!CO · ~lll,JTA HF: EST~:R.\
BELGIO. A HCHIVES MF:DH..:A Lf:S BI~LG F:S, -
Organe du corps sanitaire de l'arm ée.
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LA PATIIOGF:XIF. DE$ I C'Tf:RES. Pnr Ottima rivista sintetic11. di tutti i più recenti studi sulla patc>g<'nin df'gl'ittcri. Le parti son cosi suddivise: gl'itteri ortopigmentari; gl'itteri met,tpigruentnri; gl'itteri misLi; sovrnpposi7,ione e identitìcaziooe; gl'itteri emoliLici. Per l'A., l'ittero emolitico è fondamPnfalme11te un ittero da ostmzione; ma riveste due caratteri particolnri che lo di'<tinguono cl inicnmeote e fic;iologicamente ùa\ gruppo clegl'itteri ortopigmentari, al quale sembrerebbe dover appartenere: 1. s'accomp:ignR con lesioni e a l terazioni siero-ematiche fondamentali, che ne costituiscono il !)Unto di partem:a; 2 . è dovuto ad una l'itemdone pigmentaria eletth·a, che non si esercita né sulla bile in totalità, ne sui sai.i biliari. Questi due canitteri, n.~5ol utamente particolari, giustificano senz'alcun dubl,io il mantenimento di questo gruppo nel quadro nosologico. QUELQUER ID}:F:R NOt;\'ELl,ES CO~CEllNANT
:'IL G11AVEL1:,11,:, médicin ndjoint -
IlIVlSTA l\1EDTOA Cura. della tubercolosi polmonare oon la. tlntnra di iodio a d alte d lls i. - (JoHrnal de mérledne et chirio'!Jie pmtique.<, art. n. 213:lD).
Bouonr,:Aux. -
L'A. in un lavoro pnblilicnto n el Journal de mrrlecine de Ho1·cleau.,· cou5idera qunle metodo di cura vorawt'nte Spl·cifico nell;i tubercolosi polmonare l'u~o della tinlllra di iodio, d:i.ta 11. dosi progressivamente crescenti. La dose ,oramente nttiv,l del formaco oscilla secondo l'A. fra 100 e 350 gocce di tintura di iodio al giorno. dose veramente enorme. rna che tuttavia sarebbe tollerata dagli infer mi senza inconvenienti, o con di~turbi t almente linv i che si possono considerare quasi Lrn~curn.bili. L>1. detLa dose deve es~ere n aturalmente frazionata, prendendone 16-30 ed anche 60 gocce alla volta· l'eccipiente migliore sarebbe il vino rosso, sia nel cor;;o de i pasti cl,e foo 1·i di <'~si; si può prendere anche nel littte, nel caffi!, o iu nitre tisane; il peggiore ecc ipiente è l'acqua per il sapore disgustoso. I rbul tati di tale metodo di cura sarebbero verame nte sorprendenti, al punto dn aversi talora delle vere resurrezioni persino in certi casi di tub11rcolosi :\l terzo stadio, in cui ogui speranza sarebbe perduta. L'A. afferma di avero avuto tielle vere e proprie guarig ioni e non soltanto nel senso clinico UH\ anch e nel senso anatomopatologico. A spiegare risultati cosi favorevoli viene invocata da u11a parte la sovrapproduzione di leucociti per effetto d<'llo iodio, fc.nomeno importante dal punto di vistii della fagor.itosi; d'altra prtrte poi il potere attivo secretorio dello iodio sulle glandole in generale, che ha per effi;tto un risveglio <lolle atti,ità glandolari; a cui bisogna infine R.ggiungere un' azi0n e chimica diretta microbicida e antitossica. BAI.ESTRA.
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RIVISTA DI NEVROPA11()LOGIA n dominio rispettivo della nevropatogia e della pslch•atrla . )folla sua prolusione dr-I 31 marzo lfill all ll f:alpetrière, il prof. Déjél"ine, pnr· lando dello recenti conquiste della neuropatologia, e della estensione del suo dominio, spezzò vivamP11te uaa. lancia contro coloro che vorreubero mutilarla, appropriando ad altre scienze alcuni argomenti, che egli reclama \'igoros11mente per essa. Cosi, per la psicouevros i, « da una parti' i psichiatri che vogliono intc,grare nelle sindrorni mentali la maggior: pa rle delle ronuifPsbrzioni pr1:sentate dai neuropatici: d'altra parte i medici generici che non vogliono vedere nei feuonwui neurastenici o isterici che il risulta to prossimo o lonta110 di offese orga11iche, d'altronde variabili tauto a secondo degli ammalati che degli autori stessi ». R eclamuvn, poi, gran par te della pato logia dcll'Pmoziooe, cui nega la de6nizione psicologica di « reazione di inadat tamento », precisandoli. invore cosi: « là o,e c'è invasione del cosciente da p11rte del subcosciente, li\ ove c'è mo~sa in sce nn. d isord inata degli elementi costitutivi dellu person:rlitll, là c'è erno?.ione »; e finiva insisteudo sullo. inneità del sentimento, sull'ac,tuisizione pil\ tardiva della ragione, e c he « l'uomo non usa 1,. sua intelligenza cho quando e forzato, mentre che egii si lascia. andare volentier·i al suo sentimeuto » . "Nei primi di maggio il prof. Bidlet (Le donw ine de la p.~ycltirttne. Presse mé· d ical e, 10 maggio UJll~, dopo a,ere idfennato l'alleanza dollu due specialità. so · relle, all'erma che ~ il campo della psichiatria a ubraccia lo studio di t ut-ti i distu rbi dr-1 ps ichismo intellettuale, e di tu tte le circostanze e condi?.ioni di eredità, fatica, emozioni, tm·be nutritive, intossicazione, iufozioue, che sono in relazione con quei disturbi ... e qu ind i il suo ,lominio uon si limita ai malati che hanno perduto la coscienza, del loro stato». Certamente la zona affettiva influ1Jnza e p i·eroe sulla zon1L ragionan te, ma dal momento che il campo della coscienza si trova qualche po' domi nato dall'emozione, e che cosi si realizzn, anche in forma frusta, uno s tato patologico di causa emoziona le, di qualità affettiva, ciò a.ppartie ne, egli dice, alla psichiatria, anche perc he, sit1. in forma grave o attenuata, un'affazio ue re3ta sempre ident ica a sè stessa nella su,i natura, dalla. q n,1 le soprntutto dipende la prognosi. Quindi« la pa.tologia delle emozioni e dellR. affettività. costituisce il più chiaro fra i distu r ui del dominio della psich iatria». A ciò rispondeva il Déjérine (Prnsse rnéd., 29, 1, 'Sll. Le do1naine de la ps.11cl1ialrie) dicendo che il lim ite delle sper.ializzazioni non si fa per le ca~1se. ma per gli e/fetli e per le modalità cliniche, e quindi reclamava per la neu rolog ia una gran parte delle reazioni emozional i, e che è un danno morale forma re del neuropatico un piccolo alienato. Affer mava che i neurologisti hanno avuto il merito di far progredi re le couo.scenze sul l'isterismo e la neurn,tenia, e di a ver dimostrato la importanza capitale, se non unica, dell'emozione nella ge nesi delle psiconeurosi, di aver fatto conoscere il meccan ismo dei dis turbi fu o1.ionali dei neu rapatici, di aver mostrato che la. terapia delle psiconeurosi deve essere non d'o1·dine fì~ico, ma d'orJi ne morale, e che i nevropatici debbono essere curati med ian te la psico-
R I VI>''rA DI :>lèVROPATOLOG TA
t e ra pia. Concludeva non accordando. s ocondo l'uso, a lla ps ich iatri;, che l'onore d i u n a specinl1zzaz ione, n on d 'una scienz11. E ques to uno degli esempi dei contrasti frequenti fra i varii cultori di scienze affini, su i lim iti di c iascunri di esse, s opratut to per lmiuche J ello s cibile cosi v i c ine, come per :11 psich iatria e la neuropntologia . Il vero ò cbe non si può essere un buon psichiatria se non s i conosce bene anc he la neuropa tologia, come non s i può essere un buon n europa tologo se non ,si è pure un po' psichiatra: vale a d ire q u esta ultima scienza è comprens iva cli molti argomenti di quella, ma non Yice\·ers a: frn i disord in i vn,r ii d elle fun zion i nervose ve ne sono di qu elli che apparteo g ouo al tlom io io de lla menta li tà, e al re!/no d ell'emozio ne, ma qui s iamo <lì g ià n e l campo d ella psich iatria, e qualunque possa essere il merito dei neurologist i n e lle concezioni nttt1ali di vari i a rgomenti psich iatrici, essi, allorn, hanno fatto r icerche di patologia mentale, n on nervosa, ed in g enere erano neuropatol og i e p ~ichiatri insieme. Lo v edia1110 io Ital ia: ps ich ia t ri puri son rimas t i i med ici mRn icomiali; i clinici da un po' d i tempo sono divenuti n europa tolog i. col grande recente r i fi orire ,l egli s t udi a natomo-patolog ici e di lalio rator io nel campo delle malattie nervose. } :d ecco per chè il B ianchi, nn tesignano in Ila! iR dullo s tudio anatomico nella p ;sichiatria, nel s uo disco1·so in ,1Ugur:d e del I Congres~o di n eurnpatologia pote\"a affer mare ohe la ps ich iatria è un capito lo lle lla ..Ve11roloyia (inte~a, però, in senso filos.ifico). Mn anche a ragione il i\forselli, n ella s ua monume n t flle Semeioti<'a pote\"!\ afferma.re i l contrario, perchè la psichia t ria. stud iando le dei-iazio,ii ,lrlld p erBonalilà uma na, e qu indi le mod ifi caz ioni del feno meno psichico che è il 1<uo elemen to s pecifico, si pon e al culmi ne d elle scienze patologiche, in quanto «i fen om eni men t ali o psichici sono l'ultima e p iù complicata fase nella ser ie delle tras formazioni dell'energia . . . e la me nte uma na è la più alta manifestazione finorfl avver atasi negli organ ismi v i ve nt i . . . (per cui) la psicologi11 normale d iv enta i l capitolo supremo delle scienze biologiche ». L'Klienista completo si giol"a d i g,·an pa1·te ,!e lle conoscenze medich e e di molte delle n europatologiche, ma v i a ggi unge le più complesse e spc.ci fich e forn iteg li d,dla ps icologia normale e morbo5a, e r imane essenzialmente un psicolog o ed un clinico ch e si vale di tutte le s cienze sussidiarie e d ei loro mezzi d" iuda i;ine pe r la m igliore e più larga compr<'nsione dei fenomeni coscienti (nonnrt.li e mo rbos i) de lla vi ta iodivièu11le e colP. Co :-.s101.10. l e tti va.
Rl Vl~TA DI CHIRURGIA GENERALE I'. Dl'\".\L. - T umore g assos o alla base del oollo. ( Comrnw1ica fior1 à la Soci,;fé dr Chi rurgie d e Pa ris. /Julletin.y et Jleilloire;; de la Sociélè, tom e XXX VllI, n. 2). L'.à.. illustra il caso occor,-ogli. uomo ò i 26 anni r obu~to, il q un,le presen(i\ \"'a e lla hase del collo un t u mor ;, r he variava n Pl volume duraute hl inspirazione e 11e lla es pirnzion e ed oTa sonoi·o alla p ercn:-sio ne, s pc•cie al lorq uando ;;i fnce,:i fore uno sfo rzo all'ammal a to. S i fece di:1guos i di tumorn gazzoso comun icante con la rrnc heR per un'o pe r t ura s ita a l disotto dell n, glottide che si snrl'hlie formn.tn ;;ouo l 'impulso cli un o s for zo. L'infor mità infatti, ma uifestatas i ne l l!lOIJ, avreb be an1 to o r igine ml'n t re l'in f.. r mo presta va servizio mil it ar e qu ale suonatore di trombone .
RIVISTA DI CHIRURG IA GE:S. E RALE
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Egli si accorse che in alcuni momenti il colletto della sua g iLlbba s tringeva a. collo, senza che egli abbia me.i risentito altri disturbi funzionali o altri sintomi, Negativo l'esame laringoscopico. All'atto operativo si r invenn e il cellulare sottocutnneo ri pieno di bolle d'o.ria, e vers o la base del collo un tumore mobile del volume di un pugno,che emergeva o rieutrava nella cavità toracica all'unisono coi movimenti res piratori. Questo tumore era un gozzo aberrante senzn -connessione diretta col corpo tiroide, unito però pe r un peduncolo fi broso al lobo interiore del lobo posteriore. Dopo l'abla zione non s i rin,enne a lcmrn pcrfornzioue nella tro.che11; e l'A. a,endo rilevato che il soffio proveni va dal mediastino, a llargò la breccia. ma non potè scoprire la perforazione che suppose localizzata ne l gro,;so bronco destro se non dopo resecata. la clavicola. All' atto operativo hn s<'guito guarigione L'A. riass umendo nota come fino dal 1889 Petit a\'esse a tali generi di tumori dato il nome di aeroceli e ne nvesse già raccolto nella lett.erntura 44 ca~i; alnmi di origine congenita, a ltri consecutivi a lesione della t rachea o a fatti tubercolari determinanti s istole la ringee. La maggior parte di questi tumori non presenta no comunicazione colle vie r aspi rato rie es:tra. polmonari. I mpress ionati dal fatto che più di metii tlei casi osservati erausi sviluppati in individui affet t i da tubercolosi polmonare, Cbauffard et Locdericb sono giunti al convincimento che il ma ggior numero di questi aeroceli siano insenature enfisematiche incistate, origina ntesi da.Ila perforazione <l i un foco laio tuber colare del polmone attraverso una aderenza pleurica. Può essAre anche nel r.n!'lo dell'A . il g ro.~so gozzo 11.berra nte uni to al corpo tiroide e che conseguentemente doveva seguire i suoi movimenti che abbia po, tu to agire come uno stantuffo di pompa, favorendo r.osi la 6stoliz,rnzione in un punto intratoracico dell'albero aereo. OuDl 0DDONE. 1
RIVISrr A DI TERAPEUTICA BAR1 uE DE SANDFORT. -
La ceraterapta. -
(/foll. d e l'Acadhnie de mJd., 14
aprile 1914). Col nome di cera.terapia si intendono le applicazioni terapeutic he delle cere minerali o paraffine. L'A. dopo una lunga serie di ricerche sull11 termoterapia per i nl'iluppo delle parti dole nti co n mescolanze di a cqua e di material i di,·ersi (ar· gille, fari ne, alghe, conserve), ha scoper to che la paraffina, per il suo stato a nidro e per la sua contrattilità duran te il raffreddamen to, risolvo il problema meglio di ogni alt ra sostanze.: essa forma cioè atto rno alle pa r ti dolenti nelle artriti. scill.tiche, idre.rtrosi, orchiti, ecc., un inviluppo caldo e eomJJJ'irnente, steril izza bile, pulito e leggero, tollernbile inoltre fino a 60°-60°. A rcudere l'involucro più resistente l'A. ba associato alla paraffina delle resine, e in particolare l'ombra, da c ui il nome di °A111brina dato alla mescolnnia. Egli ha esperimentato il rimedio -0ltrecbè nelle affezioni ricordate n1.1che nelle ulceri e nelle scottature, ed hn tro-
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~IVl::,'l'A Dl TERA l'EL"TICA
vato cl,e sotto tale involucro si opera una leucocitosi intensa e la ri parazione rapida delle per,tite cli sostanza le più estese, con cutinizzazione perfetta f:enza retrazioni cicatriziali. Le applicazioni terapeutiche con questo mezzo d i cura sono state numero ~issime an,· he per parte di molti nitri autori, e i risultati sono stati sempre assai soddisfacenti. Si i: constatato anche negli esperimenti sugli itnimali che si possono praticare amputazioni di a rti, asportare un ovario, resecare una parte del f'pgato senza praticare alcuna lega tu ra. con reinteg razione reg olarissima dei tea;suti. ì"oleudo gc ner11lizznre le applicl\zioni l'A. è g iunto a l punt o di prendt:re un bagno completo in pam!lina liquida. a 51°, e lo hf1. ripetuto per dieci volte nel periodo di sedici giomi: e non soltanto non ne ha rbentito alcun disturbo, ma l1a. notato aumento dell'attività geoern,le, delia re!"istenza alla fatic11, con nbbassnme n to della tensione arteriosa di 2-3 centiinetri. wuesta forma d i balne:izione cos tituirebbe secon'.lo l'A., por effetto della rP.golarizzazione del la circolazione e della st imolazione della vitalità gr.uerale, la te rapia di scelta per il roumati~mo, la sciatic11, la gotta, le varici, l'obe~ità, e in geJ1ernle per t utti i casi di rallentamcuto del r icnmbio e della circolazione. BALESTRA.
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA G. G1wsso. - Metodo c elere di colorazione del baoilll tuberoolarl negli sputi e nelle sezioni al microtomo. - P ,,thol ogica, n lB2, maiigio UJU. Nou riteniamo inutile, fra i tanti processi, cli riferire un a ltro metodo c,·lere di colorazione dei bacilli tubercolari negli sputi e nelle sezioni al microtomo, basato sull'i lllpiego d el picrinnto di bleu d i met ilene: una soluzione all'l p. lUO di bleu di metileuc medicinale Ehrlich (Griibler) viene precipithtn, con soluzione SR· tura di acido pic rico, e il preci pitst o raccol t o in filtro, lavRto ra pidamente con acqua distillata ed asciugato; si prepara poi una soluzione della sostam:a in a lcool metilico puro. G li strisci o le sezioni vengono colorale come al solito con fucsina carbolioo, poi lavati bl'evemente e differenziati col picri1rnto, tinchè a~sumnno un colol'i to bleu, perdendo il rosso. La d iffe renz iazione avviene in modo rapidissimo; però convi('ne prolungarla per un mezzo (strisci) ad un minuto (sezioni), per rendere la colorazione di contrasto sempre più netta. Gli a l tri bacteri e cocchi sono decolorati prontamentti e tinti in bleu, più o meno intensnment1;1 ed anche melacl'O· maticamonte. Nelle sezioni, oltre alla tiniione d ei b11cilli di ]{ocb, si ottiene anche una bella colora;iaone di contrasto, che per intensità e riccbezza di òettRgli, non è per nulla inferiore a quella dell'ematossilina. Tale nuovo processo di colorazione richiede pochi minuti d i tempo e non espone al pericolo di guastare 19, colorazione dei bacilli di Koch, come potrebbe succcdel'e per azione degli acidi mine1·ali.
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RIVISTA BIBLIOGRAFICA Prof. dott. Acmr.LE V1nmu.1. libero cloccute di clinica oculi~tica. nell'Universitit <li Parm11. - Tumori del globo oculare. - lin volume in 8° di pngine :!'1fi. Toriuo, (Jnione tipografìco-n litr ice torinese, HH3. F ra i molti libri, che si a ccumulano sul nostro tavolino cla hworo e che aucora aspettano un cenno di recensioni', v'è questo del dott. \"iterbi, che ci duole vPramente di non aver segnahto prima d'orn all'aturnzioue dei nostri lettori . Il libro tratta dei '1'1w101·i clel ylobo ocu/a1·e e si divide in tre parti: Tumori della til11ica fìb,-osa; Tw1101·i della tunica vai;colare; Tumori della tunica nerrni;a; ciascuna. delle quali parti contiene unA, bihliografìa cosi ricca, minuta e pn;cisa, quale hcn di rado ci è dato incontrare i11 un tal genere di lavori, e di cui gli studiosi dovranno e;:ser mol to grati all'A. per a\·er tanto facilit>1.to le loro ri cerche in quE'sta vasta parte della. letteratura oftalmologica. Il ,·iterbi r iassume con grande chiarezza e precisione le varie migliaia di casi <li tumori del globo ocuhre pubblicati iiuo ad oggi, tutti i cnsi iucdi~i - inte· re~.-;antissimi - della Clinica oculistica di I'armn, ed alcuui casi personali di gliottla della retina, chtl costituiscono uno dei capitoli più importanti della presente monografia : il qunle in,menso materiale di, modo all'autore di fare una completa trattazione clinica e anatomo-p:Ltologica di tutti i tumori dei vari segmenti del globo ocular e, corredandola di 16 splendide tavole, di 55 figure e <li 31 microfotogrnfie, che sono di una nitidezza veramente marnvigliosa. Questo volume, che n on mancloeriL d i trovar posto nella 1,iblioteca di tutti gli oft11lmologi, è stato pu bblicato colla solita el<•gan1.n dalla benemerita Unione ti pografico-Pditrice torinese (gi:\ P omba), ln quale segue le gloriocie trndi ;r,ioni del suo illu,,tre fondatore. B. '.l'.
NOTIZIE Libere dooeui;e .
Segnaliamo con vivo co mpiacimento altre libere docenze, con cui si viene ad accrescere il n umer o già cospicuo dei professori pareggiati nel corpo sanitario militare. Il tenente colonnello GrANI P1ETRO ha conseguito la libera docenza per titoli ed esami in clinica dermos ifilopatica presso la R. Università d i Parma, svolg e n do un'interessante tes i sulle mnlattie veneree nell'Esercito. Il capitano medico R1cc1 SERAFINO ha ottenuto la l ibera docenr.a per titoli ed esame in patologia chirurgica presso la R. Università di Roma, t rnttaudo delle feri te lacero-contuse da taglio e da punta del fegato, con un'importante parte sperimentale.
NOTIZIE
Il capitano medico BEssu E1; GF.Sl0 MARIO ha conseguito la libera docenza in oftalmologia e clinica oc ulistica per titoli ed es11me presso la d<:"ttn llniversità di R oma, svolgendo come tema « Lo condizioni <ldla visione dell'anisometropia )>, A tut,ti questi egregi colleghi giuugnno i nostri più vivi rallegramenti. Ci è pure pervenuta notizia p rfratn di altre libere docenze; m,, maacaa<loci fìnorn In conferma uliiciale, preghiamo gli interessati a vo lere darcene cortese avviso.
CONCORSl Conoor10 ad un premlo dl L . 300 e ad una Mellzione onorevole. Condiz ioni d el con<·o1·so. l. Possono concorrere coloro che al.,binoo dal giug no l()L8 al giugno l!Jl! fatto studi e pubblicati lavori di patolog ia esotic11. 2. N ell'a~sep1azione del premio e della menzione sarà dn.ta 1a prt-ferenza II quei lavori 1·he s peci11lmcnto i llustrano le malattie esotiche p resenti nell'Italia mericlioon.le e nelle isolo. S. I lavori possono essere s tampati o manoscr itti. Questi ul timi dovranno es· sere presentati e possibilmente letti ,tll11 riunione annuale della Società di p11tologin esotica che avrà l uogo nella seconda m età di giugno. 4. I manoscr itti resinno di proµriet,\ del la Società che li st11.mperà noi volume dei suoi ntti e n el giornale ,lfala ria e malattie nei paesi caldi. Il vinci tore potrà poi farli l-'tnmpare nel gior111de med ico che più gli ag gradirà. 5. Ln Commissione giudicatrice del co11corso snrà nominata dal Consigl io dir et ti,o. Non appena essa Rni t,on relazione designato .i vinr.itori, il premio ,·errà paga to e la m enz ione consegnata. 6. Ln r elazione della Commi~sione snr:i stampntn n el Yvlurne dogli atti del Congresso. La s ua decisione è inappellal.,ilo ed irrl·vocabile.
Cntnnia-)fossinn,
Il seyrelario !/''11erole
u GAlllll
maggio 1914.
Il pteside11te E. Dr MA T'l'F. 1 .
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Per il Libro d'Oro del Corpo sanitario militare Co11l111uo:ia11e -
Ve,!I nu mero pr,·r~•lc'II IO
Medaglia di bronzo al valor militare. IOR M tRAGT,IA Eustachio, capitano medico 19° fanteria. - Ca.po di una sezicne di sanità, dan1. p rova. di m olto zelo e cor aggio, nc·corrcndo presso le linee di fuoco per apprestare le prime cure ai feriti. - Ettangi, 13 giugno 1913. 110 . Bi;:uTELLI Enrico, capihno medico 57° fan ter io. (1). - Capo di uno dei rerarti in cui si ern frazionat a l a sezione di san it:\, d 'sirr. pegnava. con molt o zelo e nonc uranza del p ericolo le sue mansioni, a l>reve: portata della l inea. di fuoco. - Ettangi, 18 gi ugno 1Ul3. 111. F ronlil:<ZA F e rmrndo, sottotenente medico d i c11m plemento 57° fanteria.. Con esempla re abnegazione e n oncuranza tlcl pe ricolo, cnrav;, i numerosi feriti d el hattaglione, a.oche sotto l'intenso fuoco n emico. -- Ettimgi, 18 g i nguo 1913. 11~. T o,;1 Riccardo. t enente medico 8° alpini. - Con calma e intelligenza di spose, durante tutta l'az ione, per lo ;;gornbe ro e il trasporto dei numerosi fer iti dalla linea d i fuoco ai posti d i medi,·azione, ch e, con niolto c riteri o e malgrado le ditlicoltà dPI terr eno e la mpida a,•anznta del ha:tnglione, riusci ~emp re ad impiantare ad immedi11ta vicin iinza dei reparti, supplendo alla deticienza. del perso11ale coll'attivitit e In cl,·cisione. - Ettangi, 18 giugno 1913. ll3. CoinANT!XI Giu~eppe, capitano medic·o. - l'npo d i uno dei reparti in ,· ui s i era frazionata la sC"zione iii s1, nit:\, tiisimpeg11ava con molto zelo e nonc,nauza del pericolo le sue man~ioni :1 hre,·e port ntn. della linea di fuoco. - Etta ngi. 18 g iugno UH3. lU. C1wn:r.1.o Ugo, tenente melico 7° hattngl ionc indigen i e ri trei. - In ter· reno battuto dal fuoco nemi<.:o, prestava con coraggio e abueg,,zioue l 'op era s un n favore dei feriti , 1110,;tranclosi vernme11te calmo e noncurante del pericolo. Ett,mgi, 18 giugno WlS. l L5. RuitAXO Gen naro, tenPnte medico l:1° battaglione indigeni eritrei, - fo ripetuti combattimenti, d1s itnpegna.vn con molto zelo e abnegazione i l suo ser· "izio, curnn LIO fe r iti anche in te n e110 e~po~ to nl fcloco n emi co. - Ettangi, 18 giugno lf>L3 - ~Idinmr, 18 luglio. - 'l'c::cniz, lll »cuembn i Hlt:3. l lli. FEHRATU Giovanni, tenente med ico !.1° b1ttbglione ir.digcni er itrei . Dava prova d i molto coraggio e ahuc.>gazione nel di!<impegno delle s ue mansioni svtlo il fuoco n emico. - Ettnngi. 18 g iug 110 U;)l:3. 117. P,F:1' RA P aolo, svttotenente m edico di complemento 9° battaglione indi geni eritrei - [ n ripet uti com l,nttime o t i, di ;impegna vi\ c<J11 molto zelo e a.b11e gazione il s uo servizio, ru rand o foriti anche in t e rrenv e,posto al fuoce n emico. - Mdauar, 18 l uglio; 'l'ecniz, 16 settembre ]!)l:J. Encomio solenne. \!2. A1rn1uco Giu~eppe, s ottotenente medico di complemento !37° fa.ntc.>rin . - Jnstancauile e sere no, prestò con v ivo intere,snmento e con ahi li1./i. le c ,1re uect>S· sarie a.i feriti, impiant ando il posto di medicazione iu zone ancora bat t u ie d;d ( 1) Il capitAno med ico Bertelli ebhe una prima. medag lia al valor milita.re per il fatto d'armi di Assa ba (23 marzo 1913), in cui diede pure bcll'esompio cli s<>ronità, d 'uhorgazione e di alto sentimento del dovore. 1:-..·ota della R. ).
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l' Irn IL Lll3 HO D 0lt0 DP:f, CORPO :"AS f'J'A IHO 1'II L)TAHE
fuoco nemico Rnggiunse la sern stessa il battaglione a Kasr K erbn. - ELtaugi, 18 giugno Hl12. 93. BARCO Carlo, sottotenente meùico di complemento 9° bersag lieri. - Instanc-a· bile e sereno, p restò con v ivo interessa mento e con abilità le cure necessarie ai feriti. impiantando il posto di medicazione in zoue ancora battuto dal fuoco nemico. Raggiunse la sera stessa il battaglione a K nsr Kerba. - Et tangi, 1S giugno l!Jl3. f P restarono 94. B1WNA H D1 Luigi, capitano medico 2()0 fanteria . ()5, RonOT'l'J 1,orenzo, sottotenen te medico di complemento id i,l. opera so!Jl. SARZANO Luigi, sottotcuete medico di complemento id. id. lerte e intellige1lle nella cura dei feriti e dei colpiti d'insolazione, anche in tencno esposto al fuoco nemico. - :'lld,iuar, 18 luglio 1913. \J7. !11,\ 'l'TJA Miclif'le, capitano medico 30° fanteria. - P restò opera solerte e intt,lligente 11ella cura dei fer iti e dei colpiti da. insolnzione, anche in t erreno esposto al fuoco nemico. - l\Idauar, 18 luglio Hll3. 9S. C8HYF.LLO C'go, tenent<' medico 7° battaglione indigeni eri t rei (1). - Per soccorreropronlamente un ufliciRle ferito, s i por tava con lodevole ardimento sulla p rimii linea. in posizione esposta al tiro di fucileria e a r tiglieria nemica. 1\I<l"unr, 18 luglio 1913. 9!J. SARTO Vittorio, capitano medico 5° alpini. - Con l e sa.ggie di~posizioni prese du rante il combattimento di Tecuiz il 1G seLten1bre lfll3, concorreva etlic11cemente al regolare funzi.onamenio del serv izio sanitario della colorrna, a.lla quale ern addetto per la cura e lo sgoml,ero dei feriti . 100. BAH('o Carlo, sottot enente medico di complemento G• alpini (:3 ) - Con p r ontezza e decisione prnrede,·a a !l'impianto del posto di medicazione del proprio battagl io11e, alla m edicaziouo, ricerca e ,;u ccessivo ~gambero dei numerosi feriti ad un po.'Sto centrnle retrostante. - Tccni;;o;, lG settemhre Hll3. l Ol. Gov1s1tNA ::'lf ario, sottotenente medico di complemento 7° e.lpini. - Con p rontezza e deci~iouc proced!'va all' impinn to del posto di medicn.7.ione del proprio battaglione, alla mPdicn.zione, ricci·cn e successiYo 1<gombero d i n umer osi fr.ri ti ad un posto centrale retrostante. - Tecniz, 16 settembre 1913. 10:!. BAst1. lil Antonio, tenente medico 10° IJnttR.glione indigeni eritrei (3). Disimpegnava con lodevole zelo e uoncuranza del per icolo le sue mansioni in terreno e;;posto a l fuoco nemico. - 'recniz, LG settembre 1013. 103. Dt::sARO Antonio, ( 1) tenente medico 6° battaglione indigen i eritr ei . / P restato!. ZANALDA Drn·icle, sottotenente merlico di complemento id id. J rono l'oper a loro con zPlo e noncuranza del pel'icolo in teneno esposto nl fuoco ncmi<'o. - •ralcazil, 26 settembr e 1913. 105. Gr \1;0SA Euclide, sottotenente medlico di complemento 7° battnglione in· digeni eritr ei. - :3otto il fuoco n emico e fra le diOicoltà del combnttimento, attende•:a alla cura e al trasporto dei feriti con serena, i mper turbabile calma dando bella prova di cornggio. - Zauia I fauia, 29 ottobre 1913. ( l ) Qu<>slo valororoso ufficinle medico era già decor at o della medoglia di bronzo al valor militare por la 11ua cor agg iosa oondott a nel combattimento di Ettangi ( 18 giucmo 1913). (2) Ebbe un primo encomio solenne p or la sua condotta nel combntt.imento di
E~tangi (18 giugno 1!!13,. (3) G ià. dllcorato di duo moùaglie
di bronzo al vnlor militnre.
MJ Già. decorato •li medaglia d'orgonto al volor militare. (Note d,•li<I R. 1.
NECROLOGIO )fandiamo il nostro ulti mo e r e\·ereute saluto a lla me moria del magg ior gene• raie medico n el la risen-a. BIANCHI comm. LEOPOLDO, s pun tosi serenament1, in R o ma i l 28 d i maggio u. s. dopo una luog:i. e crudele malattia a r.ui Pgli oppose la stoi.:a fcnnezza. degl i animi for t i. Ri cordt•remo brevemente c he egli entrò giovanis, imo nel corpo sanita rio milita re in C"Jllfllità Ji med ico di buttl\glione (settembre lSUS)ì che due trnui più tardi prese p1\rte a lla ca111pngna di guerra per l'occupa7,ione d i Roma come addetto a lla 1·2• di\"i,;ione attiva, face11do vnl,•re le sue eccellenti dot.i di uwdicc militare; che fu promos~o capit a no medico a s celta 11e l 187::!, ma~giore nel 1SSU, t em•nte colon nello n el lS9G e colonnello nel mo!, lascinndo dovu11que le tracce della s ua atti\·ità io;;tancabile, della g rn11cle bon t à del sno animo. della squisita genti lezza dei suoi mod i. Collocato iu posizion e ausiliaria n el WOG, ottenne poi la promozione a rnuggior g enerale medico u ella riserva n el 1912; tardo ma meritato compen:-o alla sua lunga ed onoratn carriera. :Ma questo non è il momeu to dei r icordi particola r eggiati, chè mal vi consente la com1uozion e de1!'1mimo p n la recente e dolorosissima p erdita: questo è il mo· memo del più profondo r imi,ianto, che noi esprimia,no da lle colonne di questo g iornale, sicu:·i d'iu terpret11re il pens iero de' suoi colleghi, amic i e dipendenti, nei qua li rimnrn\ SE> rnpre v iva IR m emor ia. della sua cnra e buo11a immagi ne pater na. Riceviamo da Bengasi la dolorosa notizia che è morto colà di tifo adJominale il t enente rnellico DE DURANTE dott. NICOLA. Ci ns;;ociamo con tutto il cuore a i ,ivisc;imi se ntimenti d i r impianto manifestati dngl i u !Hciali col,\ residenti pt'r l a perdita immature. e crudele dd nostro giovane collega, e chiniamo r ev erenti la fronte dinanzi a questa nuova vittima del dovere. Il dott. ALFREDO GAROFALO - il s impatico <loc/or Caj11s del « Pol icinico-. si è spento ser eoam ente in R oma il 25 m aggio u. s . a sol i quarantasette anni, fra il rimpian to vivissimo d ei suoi amici e ammirntori, e l'1l!lgoscia ineffnbile della sua desolnt11. fam iglia. Di lui come rn i-:dico, nome publJlicistn, come cittadino, scrissero pagine vi b rnnti di commozione tutti i suoi colleghi clclln stampa s c ienti fica, fra cui, con gran rlelicat<'zzn cli sentimenti e di ricord i, il prof. },\ ;! ice La 'l.'orre ( « La Clinica ostetrica » del 30 maggio), il quR.le visse con lu i in lunga cd intimR. consuetudine d'Hmi<'iZiA.
Ad un a cosi affettuosa m:\nifestazione d1 dolore, Hoi ci associurno con t utta l'effusione dell'animo; e fra i t anti fiod sparsi a p iene mnni su quella tomba s c hiusasi tanto prema t uramente, vogliamo pur uoi deporre il nostro !io re modesto, ricordando che il doctor Ca.jiL.~ non soltanto fu sempre con n oi in ogn i lotta per le cause più nobili e g iust e, ma c i fu anche compag no sui cnmpi della Libi11, dovo egli compi egregiamente il suo dove re di medico e di soldato negli stabilimenti sanitar i della Croce R ossa. Alla famiglia, ch'eg li adorava, al « Policlinico» cui dedicò le migliori energie del suo brillant issimo ingegno, vnclnuo le nostre profon de condoglianze.
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CONFERENLE SCIENTIFICHE DEGLI O~PEDALI MIUTARI SOMMAkIO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI (Dàl l'IW<.:E>iSl VJ,;l!llALI r1,:1n-1.::-UTl ALL'lsl'1sT1'0H, \TO DI SA::-II TÀ MILITARE DAL 1° AL 130 O!UGtW) . CA:::ER'l'A (giugno). - Capitano medico FF.Ob:Hlt:O ZuccARI. Illustra alcuni episodi d,·lla nostra cnmpngna Jiuica, nccPnnnndo an:dtutto al movente dlilla guerrn l ibica, che non fu spirit-0 d' inv11!'ioue, non desiderio di conquista, ma senti mento di dig11it:\ nazionale. E si deve a .la generosità dL·lla giovane e forte nostra nazione, che non ci free abbattere la prepotenza della Turchia con azion i più este,;e e con mano sicurn, qunudo ci si offri l'occasione di metter!' in eddenza il prestigio delle nostre arm i . L 'O. si ri ferisce alle gloriose tradizioni dell'Italia, cui è devota anche la parte più umile del llostro p()polo, e fa. un parallelo t ra la spedizione nostra cd altre com pinte con egual ardimento, co1u(•, ad esempio, quella del Navarro anche a 'l'ri poli n el xvi secolo, e ricorda come le ge,,ta dei nos tri soldati II mar inari fecero vibra1·e le corde della lira di tanti poeti, che esnlt«rono il cornggio dei nostri combattenti in Libia. Nei condottieri delle no!<tre navi rivissero gli spiriti di Porscolo, Cabotto, ,·oruier, :Morosi11i, Dandolo, ecc., ed i oo;;tri marinari e soldati si 1·esero per contegno e coraggio benemeriti della nazione e del Ho. L'impresa li bka dette ragione a chi profetizzò Ulla rivebzione, ricordan,lo che il nostro esercito e la nostra marin11. so110 sto.ti sempre cngione ili ammirazione e di orgoglio al uo 1<tro Pae'-e i che il nostro popolo ha. tanti titoli di gloria. Ji fronte alle nltre nazioni, o mai ha lnsciato dietro di sè tracce che possa. fargl i !\bbassare la. fronte. Ln guerra libica. fece rifulge re le virtù belliche do! nostro soldato, gli elevati e nobili sentimenti putriottici del nostro popolo, documentabili con mi· gliaia di episodii, 1lni qual i scaturisce vivo il contt>guo loro e le lor o benemeren ze ,·erso la patria. Acccnull. all'accorrere spont,1nco di emigrati, specialmente dnl Canaù:\, per riprendere il loro posto accanto ai f):atelli d'armi . per fnr tri onfare la causa, ital iana in paese barharo, all'ontusiasruo popolare che arcomp,,gnò i nostri i-oldati pa.rtcIJti µer la Libia, enru,;iasmo che cub-i la massima esplosione. qunndo furono in.iati a Tripoli i complementi ai bers:iglieri dell'll 0 Jopo 111 giorunta di Sr iaraA~ciat. Una rivolnziolle del legame morale fra. popolo cd esercito e dell'titmosforn di affetto e di fiducia che c irconda questo. L 'O. fa nn confronto fra lo spirito patriottico dei Giapponesi, quale si ri velò alla. cbia1unta a,lle nrmi per partire sul tentro della guerra in ~nnciuria, e quello dei nos tri soldati all'ordine di mobilitazione pe1· la L ibia, e ricorda episodi che s i svolsero a Ronrn, qunndo parti In se:done Ji s;mità da lui comnn· data. Accenn a ad atti di valore, di cui furono testiruoni i suoi por tRferiti, che si spinsero tal volb, fin sulla linea del fuoco, e ricorda il 1101110 del sergente :hlagliarani Attilio degli Alpini cacluto al .J. diccmure colla gola squarciata da un proil'ttile nt'mico, griùando « Yiva Savoia .. , come i Giapponesi cadevano al grido di « Bi,n zu i » .
OON~'EHE NZE SC!E:::,ST il!'ICRE DF:r.f,I OSPEDALI MILITARI
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Espone le sue impressioni personali sul contegno dei soldati combattenti, contegno che potè rilevare seguendoli sui campi di 1,attaglia, cd osserva che in L ibia non fu rono mandnti .elementi tutti perfettamente sani e robusti, e perciò maggior me r ito viene fatto a t nn tj che dettero tm rendimento superiore alle loro for ze. Come medico però, può dir meglio delllt missione de l medjco mi litare in L ihi11, sulle condi;r,ioni ,lifrici li di ambienti e di vita in cui ~i campò, d,•I coot<'gno dei fedti, dell'opera dei porta fori ti. L'opera di <p1e!'ti che noi soli possiRmo vagliare fu sempre non tmscurnta di tlD giusto 11ppr p7,. zamento, ma non certo mes;;a in r ilievo e giudicata. alla stregua di qtwlla imparzial ità, che sugger isce al Snkurai un capitolo app.:>sito tra tanti che rifle ttono episodi della guel'l'a russo- giapponese. L'O. trnttcggin l'opera dei portaferiti sui campi di battaglia, lo zelo d imos n a to sempre, l'audacia, il !oro ~acri6cio. Ricorda quel li che,seuza incitamento, attravers a rono più volte zone micidiali sotto il grandinare dei proiettili per mP.rlicare ferit i a lle t rincee e portarli al posto di medicazione e di soldati, che durnnte improvvisi attA.cc hi :subiti da s ezioui di sanità da parte di numerosi gruppi arabi, accorsero coraggiosamente a difendere le loca litit, impavidi sotto il fuoco ne mico, e quelli che nel compiere il servizio di po1-tr,feriti furono feriti e;s,;i s tessi. Jn genere i portaferiti iniziano l'opera loro dopo lunghe marce compiute sotto il fardello dello zaino e lo con t inuano inin tèrrottam Pnte pl'r lung he ore sotto quello non meno g ravoso dei feriti che raccolgono. A p rova di ciò, de scri,·e l'opera dei portaferiti della sua sezione a ic::idi Bidal il 20 set tembre 1912 rlopo la lungi\ marcia a piedi compiuta il giorno 11rcced<·nte, al cont ra r io delle truppe divis iona li cho rnggìuoscro pct· fcn ovin il luogo ùi rnJu11nta. Quel giot·no la sezioue er11 formata da portaferiti reg-giment11li e non da soldati di sanità, Ja. uomini cioè a tti ed a llenati allil marce, perché i soldati di sanità, per la. loro scarsa edt1C'a>1ione m ilitare r icevuta in tempo d i pace, per la limitata atti t udine fisica ai servi7.i in cnmpag nn, e ne~sm,o a llenamento, non ILVrebbero offerta. quella resistenza a tnnLi dis,1gi. Essi pel'llltro dettero il loro contributo di operositiL, con zelo ed abnegazione, nol l'nssist<?rc gli nmnrn.l:1Li e fcl'Ìli negl i osp~rlnli, esposti anche al contagio di malnttie infettive e persino del colera. L'O. accen na in proposito ad uua proposta fotta cli formare le unit,1 sani· tari e mobili in guena con por taferiti n·g~imentali e l'11llarga mr,11to dell'istruzione rel ativa al maggiore numero di soldati in tempo di pace, e rico!'cla, inlinc, gli ufficiali 1-nedici e soldat i caduti sui campi di bnttngl in, nelle tempre e nei nomi dei qua li è t u tlo lo spi rito di nbnega~ione del corpo sunitario milit,1re. l o. (giugno). - Mnggiore medico E ., 11 1.10 Fusco « Norme igienicl,e, prolìlattiche della meTtingite cerebro spinale- e pide mica ,._ Il conferenziere dopo avn le t to e commentato una circolare dell'fapettorato di sani tà del 28 aprile u. s., riassume l'etiologia, la patogenesi, il d ecorso clinico, la prog nos i e la cura dell11 meningite cerebro-spinale. $'in t rattiene, a p referenza, s ulla profilassi di detta forma morbosa, con spec iale r iguard o alla profi lassi da praticarsi nelle caser me. Dimostra l'importanza di d iagnosticare in te mpo i casi sporadici, isolarli e curarli nel modo prescr itto dalla circolare stessa, per evitare la diffusione di una si g rave for ma morbosa.. XAPOL I (maggioì, - Capitano medico PASQUALF. TEC<'E. Riferisce le o~sernzioni e le indagini da lu i fa tte su GOO inc\ivi<lui vaccinati col vaccino autitifico bacillare polivalen te Vi ncent. 35 -
Gi onwlt di medi ci na mi /ila r e - FJ<r,, VI
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CO);FDl~Jl::-z& SC1.E.:-.'l'JFI<;B's DEGLI OSPE!:IAL J "ILJTARI
Espone brevemente i va ri vaccini antitifìci preparati finorn ed i criteri scientifici in base ai quali sono essi allestiti; , indica le ragioni per cui è prescelta la via ipodermica per la introduzione del vaccino e non quella gastrica od intestinale; descrive il modo di preparazione dei due vaccini Vincent, nonché quello di Kolle-Pfeiffer anche usato JJer le nostre truppe coloniali. Esamina poi minutnmente i fenomeni reattivi, sia locali che generali, osservati sugli individui a cui fu iniettato il vaccino baciJlare polivalente ed espone le st.atistiche delle reazioni ottenute nei 600 vaccinati, facendo rilevare il modo con cui l'organismo reagisce alle tre successive inoculazioni. Da tutte le osservazioni fatte l'O. è indotto a ritenere che la vaccinazione antitifìca, cos ì come è praticata nel nostro esercito, deve essere accettata con entusiasmo, essendo essa scevra.di ogni spiacevole inconveniente, specie quando i vacciJLanti si trovano nelle più favorevoli condizioni igieniche di vita e di clima. . Passa quindi ad esporre il risultato delle ricerche da lui fatte in numerosi vaccinati sul potere aggl utinante e batteriolitico del siero di sangue prelevato dopo ciascuna inoculazione, e conclude che il migliore indice per giudicare delle proprietà immunizzanti del vaccino antitifico è la dimostrazione delle batteriolisine formatesi n el sangue del soggetto, laddove la ricerca delle agglutinine è incostante e non dà un esatto criterio dell'efficacia del vaccino stesso. La constatazione nel siero di un potere batteriolitico anche debole ci rende sicuri che il vaccino raggiuage il suo scopo, tenendo presente che la vaccinazione mira essenzialmente a produrre l'immunità uell'organismo che deve esporsi al pericolo del contagio tifico. Infine l'O. riferisce sui risultati avuti dalla. applicazione dello stesso vaccino Yiucent nella cura degli ammalati di tifo ricoverati nell'ospedale, Espone le incertezze che accompagna no questi primi passi della vaccinoterapia antitifìca per quel che riguarda la. dose del vaccino, il numero delle iniezio11i da praticare, l'intervallo fra le singole iniezioni, ma rileva che finora tutti gli osservatori che banno curato col vaccino i tifosi non ebbero che a lodarsi del s uo us o. I casi trattati dall'O. sono ancora scarsi per potergli permettere di formulare un giudizio s ereno sulla effi~acia della vaccinoterapia tifica, ma anche dalle poche osservi,zioui fatte egli deduce che felici risultati può sperare il medico da detto suss idio terapeutico in una malattia infet tiva, nella quale nessuna cura ver:imente attiva si può attuare a beneficio dell' infermo. Si ri8erva di fare un'altra comunicazione sulla vaccinoterapia tifica, allorquando avrà raccol to u11 maggior numero di osservazioni cliniche, ed intanto si augura che nuche presso di noi, come già nelle altre nazioni civili, si riesca a scuotere l'indifferenza e l'ignoranza da cui sono circondate nel pubblico queste nuove conquiste scientifiche.
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lorimenu avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmamutico (Dalla dispensa 90" alla !i• del 801/ellino f"(lìcial e ,lelfr 11omint ).
Ufflolalt hl Hrvlzlo perm•nente. R . decreto 23 af)'l"ile 1914. BEVILACQllA Antonio, tenente medico 38 fanteria.
- Dispensato dal servizio permanente, a domanda, inscritto col sno grado e con la sua anzianità nei ruoli degli ufficia.li medici di complemento ed assegnato distretto Cnmpobasso a. datare dal 16 maggio 1914.
Determinazione ministe,·iale SO aprile 1914. Gesualdo, capitano medico ca.vallt>ggeri di Catania. - Trasferito 10 for. tezza. (assedio).
GuRRUSSO
R. decreto 2 aprile 1914. 1!IA:m1:s&LLI Annibale, capitano medico cavallegger i di
Alessandria. - Collocato, d'autorità, a <lispo!<izione Ministero colonie e destinato R. corpo truppe coloniali della. Somalia. Ha preso imbarco a. Napoli il 26 febbraio 1914. R . decreto 19 aprile 1914.
DEllEDCO Artiiro, tenente medico in aspetta tiva per motivi speciali per
(R. decreto SO ottobre 1913). -
mesi sei L'aspettativa di cui sopra è prorogata per sei
mesi da.I SO aprile Hl14.
R. clecreto 30 aprile 1914. BRo:so Francesco, tenente medico 2 artiglieria campngna. -
Collocato in IISJlet-
tativa per motivi speciali per mesi quattro.
Determinazione ministeriale 7 a111·ile 191-t C.1.sSANR:S& Giuseppe. tenente
medico 2 artiglieria montl\gna. - Collocato a <lisposizione Ministero colonie e destinato, d'autorità, R corpo truppe coloniali dell'Eritrea dal 26 febbraio 1914 nel qual giorno ha pre!';o imbarco a Napoli. M1S1TANO Gio-canni, id. lancieri di Novara. Id. id. id., id., id. id. dal 1• marzo 1914. id. id. Brindisi. P ATANÈ Lucio, id. 2 alpini. Id. id. id., id., id. id. dal 22 mMzo 1914, id. id. Nnpoli. CnrsT1N1 Alfredo, id. ospedale Firenze. BLNI TJomm ico, id. 1° artiglieria pesante campale. - RoBOTTI Lorenzo, id. ospedale Milano. - Colloca ti n dispo· sizione Ministero Colonie e destinati, d'autorità, R. corpo truppe coloniali dell'Eritrea dal 26 marzo 1914 nel qual giorno hann'l preso imbarco a Napoli.
5-lO
)iOVnIE:-iTT A\TE~l"T I Xl~L CORPO S .\'.\TT. E SEL l:'l•:R~. FA.R~lACEUTICO
JJ'Eu., cav . Antonio, capitano m edico, ca,·allrggeri Umberto I. - Trasferito -10· fo.nteria. Pi,;11rto::-1 Giovanni, id. !"JO fanteria. Id. ospNìale Genova. CASALI rav. Pietro, id . ospedale Rom a (comandato comando corpo stato maggior~/. Id. comn.ndo corpo ,stato maggiore.
R. decreto 15 !J1'11naio 1914. l\frcgr,A F,'alz:alol'e, capitS\no medico i n aspettativa pPr infermità. - Collocato a r i poso per infermità proveniente da cause di servizio, con decorrenza da l 4° setteu1bn> 1H13 e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia.
R. decreto 10 111agyio 19 U. Gioranni, tenente medico Jnncieri ù i hlontebello. - Di~pensat-0 da.I servizio p ermanente a domanda, inscritto col suo grado e con la sua anzianiLa nei ruoli degli ufficiali medici di complemento ed assegnato distretto Bologna, dal 1° giugno Hll4.
ZAXETTJ
Determinazione rninistel'iale 1-! maggio 1914-. llallaele, capitano medico ospedale Catanzaro (comandato ospedale Na'l' rnst'eri to o;a;pedale Palermo, continuando comundat? co!lle sopra. F 1rn1tABIN0 0/tat·io, itl. id. 21 artiglieria campngna. - Id. carnlleggel'i di CRtaoin. DF.CAHO Nicola, tenente medico, ~ fanter ia. - ld. 9 fanteria. YE1,T1tl .Francesco, id. id. 17 artig lieria campagna. - Id. ospedal~ Catanzaro. 1Li.c EUONIO Michelangelo, id. id. 47 fanteria. - Id. legione allievi carabinieri. PA!.)l 1EJU
poli). -
R. decreto :,o ap,.ile 1U14.
BIA:KCONl liiccardo, t en ente nlPdi co, ospedale P erugia. - Collocato a disposizione Ministero colonie e d estinato, a domanda, nel R. corpo di truppe colonia li Somalia dal :?6 marzo J !Jl-1-, n el qual giorno ha preso imbarco a Napoli.
D ecreto mi11iste1·iale 26 aprile 1914. L o stipendio annuo nornrnle d ei capitani medici iuscritti nell'annuario n1ilila re con anzianità 3 aprile l!JO.t è portato a lire -!SOO dal 1° maggio 1:H4.
Detenaù1azione ministeriale 21 ina!}gio 1!>14. Rrzt Luigi, ca.pitano medico 08 fanteria. -
Trasferito os peJale Chieti.
R. decreto 28 maggio H/14. Sciou Felice, tl'nente medico 36 artiglieria campagna. - Dispensato dal sen·izio permanente, a domanda, inserì tto col suo grado e colla sua an zianità nei ruoli degli ufliciali medici di compl emento ed assegnato distr<atto Campobasso, dal 1° g iugno l!l14.
Farmacisti militari R. decreto 2x ( ,•bùraio l\'14. LAum:-1 Carlo, farmacista di l" classe, in a spettativn per infermità. - CollocRto a r iposo, a sua domanda, per infermitlt comprovata e per compiuto bienni" di a spettativa, con decorrenza dal 1° gen11aio 1914 e nominato cavill iere nell'Ordine della Corona d'Italia.
MOVIMENTI AVVENUTI NEL COR PO SANI1'. E '.\"EL 1' ERS. FARMA CEUTICO
0±1
R. decreto Hi aprile 1914. Nos1s Gerolamo, fnrmacis ta di l" clas~e, ospedale militare Cava dei Tirreni (Salerno). - Promosso farmacista capo di 2• classe con riser va di anziauità, a datare dal 16 a pr ile 19U. (Ottenne la votazione pre~ct·itta pei vincitori del concorso per merito distinto). FoncRERlO Ll'igi, id. l " id., farmaci:. centrale mi litnre. - Promosso fa r macista capo di 2° classe, con riserva di anzianità, a datare dal 16 aprile ml-!.
Uf8olall ln posizione ausillarla.. Decreto ministeriale 28 aprile 1914. Mosce1:-1 c,lv. Enrico, tenente colonnello medi~o distretto Firenze. - Chiamato in servi zio tem porn.neo dal 24 11.prile al 30 giugno HJJ4, alla scuola d'applicazione sanità militare. l~t'ELISEJ cav. Giu seppe, maggiore merlico id. Ca tanzaro. Id. id. dal 14 id. al 13 luglio 1914, all'ospedale Catanzaro, CusANJ cav. Martino, id. id. 'rorino. - Id. id. per tempo indt1term inato dal 15 aprile 1914, a llo. direzione 'ianitiì. I corpo armata.
Decreto ministeriale 17 111ag9io 1914. BozZl co.v. F elice, tenente colonnello medico distretto Milano, in servizio temporaneo fino al 13 luglio 1!)14 ospedale Milano. - Trattenuto in servizio temporaneo fino al 4 ago,to 191-1.
Decreto ministeriale 19 ma!}gio 191-1. l:sF.ELISB cav. Gfoseppe, maggiore medico distretto Catnnznrn, in servizio tempo·
raneo fino al 13 luglio 1914 ospedale Catam:aro. tempol'nneo per tempo indeterminato.
Trattenuto in servizio
R . dec1·eto 1° febb,·aio 1914. hrsRrAço cav. Pietro, tenente generale medico distretto Roma. Collocato a riposo per anzianità di servizio, con decorrenza dal 1° marzo 1914; inscritto nella riserva. e nominato commendatore nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lnzzaro.
tJfliolall 41 rlaerva. D ec1•eto ministeriale 28 aprile 191'1..
CÒrrERCEflO Alessio, capitano medico dis trett..> Pinerolo, io ser;izio 3 a lpini . .Ricollocato in congedo dal 18 aprile 1914. R . decreto 16 apl'ile 1914. I s eguenti ufficiali medici di riserva s ono dispensati da ogni eventuale servizio militare per età, conservando il grado con la re lativa uniforme. :F10RBNTINO cav. L1ligi, tenente colonnello medico, distretto Catanzaro. MA R· Ct LLl F1·ancesco, capitnno medico, id. Frosino11c. - Am1&:NDOLA Pietro, tenente medico id. Nola.
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MOVIMENTI A \"VENUTI NEL CORPO SA NIT, E NEL PERS. FARMACEUTICO
1.Jecreto mini steriale 8 inaggio 1914. LF.ONI Leone, ca pitano medico distretto Milano. - Chiamato in serv1zto, con assegni, per tempo indeterminato, dal 10 maggio 1914, all'os pedRle Mila.no.
D erreto millisf,eriale 23 aprile 191-1. C.r::ccuitTTANI cav. Domenico, mag giore medico distretto Aquila, in servizio 17 fanteria (decreto ministeriale 22 giugno 19 12). - Dovrà considerarsi ricollocato in congedo diii 30 settembre Hl12.
Decreto 1niliisleriale SO aprile 1914. CECOIIETTANI ca.v. Domenico, magg iore rueìico distretto Aquila.. - Chiamato in servizio, con assegui, dal 10 maggio al 2 agosto 1914, a l distrette, Aquila.
Defunti. FINZJ Giuseppe, capitano med ico di riserva, distretto Treviso. - Morto a. Man• tova, il 13 g ennaio HH4. Rizzo cav. Michelangelo, colonnello medico in posizione a usiliaria, distretto Messina. - Id. a Messina, il 16 febbraio 1914 BIONDI Do1nenico, capitano medico di riserva, distretto Siena.. - Id. a. Siena, il 27 aprile 1914. Cosu,tA'l'O cav. Giuseppe, id. non più inscritt o n ei ruoli. - Id. ad Eboli (Salerno), i l 17 maggio 1914.
R. decreto l i maggi<> 1914. CoMEf,LI Pio, tenen t e colonnello medico, distrett o Bologna - CuERCHER S ante, magg iore m edico, id. Catanzaro. - DispeoSl\ti da ogni eventt1ale servizio mili tare per et à, conservnndo il grado con In relativa. uniforme.
Decreto ministeriale 10 giugno 1914. LAHIZZA Pietro, cn pi tano me dico, distrett.o Reggio Calabria , iu serv1z10 infermeria R eggio Cal!lbria. - Ricolloca to in congedo dal 16 giugno 1914. MARrnc Ann ibale, id., id. Cat anzaro, id . 48 fanteria. - Id. id. dal 16 id. Lozzc V i ncenzo, id., id. Roma. - Chiamato in se1·vizio, con assegni, per t re mesi, dal 4 giugno Hll4, al S alpini. GA-TASCHI Camitto, id., id . Parma. I d. con assegni, per tempo indeterminato, dnl 15 ma ggio 1914, all'osped ,ile Parma.. SPADACCI Giu;;eppe, id., id. Siena, in servizio infermeria Siena. - Ricollocato io congerlo, dnl 30 maggio 1914. CAnP1:rs-r1w1 c;a v. Alessandro, id., id. S iracusa, id . id. Siracusa. - Id. id., dnl 15 giugno 1914.
Decr eto mi11isteria le 16 yiilgno 1914. \ 'r.:no u ni Erneslo, capitano medico, distretto Parma, in servizio ospedale Parma. - Ricollocnto in cong edo, dal 1° giugno lll14.
MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SA~IT. E Nl•:L Pl.:RS. FARMACEUTICO
6.J:3
RI00l111PE1'iSE
al va.J.or militare ed onorlflcenze per la. oampa.gna 41 guerra tn Llbla R. decreto 4 gi1ig110 1914. MEDAGLIA DI llROllZO.
Eustacchio, capitano medico. BERTELLI Enrico, id. FIOBBN'ZA Ft1-nando, sottoteneute medico di complemento. Tosi Ricca·rdo, tenente medico. CosTANTINI Giuseppe, capitano medico. CERVBLLO Ugo, tenente medico. Ro~IAllO Gennaro. id. F&RRARI Giovanni, id. P1ETRA Paolo, sottotenente medico di complemento. MrnAOLIA
ENCOMIO SOLENl:>E.
Giuseppe, sottotenente medico di complemento. BARCO Carlo, id. id. BERN'ARDJ Luigi, capitano medico. RoBOTTI Lorenzo, sottotenente medico di complemento. SARZANO Luigi, id. id. MATTIA Michele, ca.pita.no medico. C&RVELl,O Ugo, tenente medico. S ARTO Vittorio, capitano medico. BARCO Carlo, sottotenente medico di complemento. GOVERNA Mario, id. id. BASILE Antonio, tenente medico. DANEUo Antonio, id. id. ALBERICO
ZAllALDA
Davide, sottotenente medico di complemento. id. ONORIFICENZE
GIAOOSA Euclide, id.
In oonal4eraztone dl apeoia.U benemerenze aoqutatate aul teatro della guerra in Llbla. R. decreto 4 giugno 1914, di moto proprio di S. M. il Re. Ordine dei SS. l\'laurlzio e Lazzal.'o.
Cavalie,·e. SANTORo cav. Giuseppe, Minante colonnello medico ospedale militli.re Brescia. MAURI cav. Luigi, maggiore medico ospedale- militare Firenze. ZAFFIRO Antonino, ca pitano medico ospedale militare Venezia. Ordine della Corona d'lt.alitt.
Cavaliere. MiRAOLtA Eustachio, capitano medico 19 fanteria. FEttRABlNO Ottavio, id. reggimento cavalleggeri Catania (22°). ENCOMIO SOLENNE.
Giovanni, maggiore medico direzione sanità. VII corpo d'armata. FRANCHI Luigi, capitano medico 2 artiglieria fortezza. R1VALTA Raffaele, id. 11 fanteria.
OoOJANO cav.
C APIALBI nobile dei conti Antonio, id. 48 id.
DAL CoLLO Augusto, tenente medico 20 artiglieria campagna.
..-~ ll±-±
.\10\"DJ ENT l A \"VENL"Tl ::-;EL CORPO SA~I1'. E NEL PERS. F A.Il~IA CEUTICO
ONORIFICENZE conoess e n ella rl oorre uza d ella Festa. Nazionale 19 14. H. d P<;relo 4 givyno 191-1. O,·tlinc ilei SS. i\lan1•izio e L azzar o .
In considerazione di lunghi e buoni servizi.
Cf/ìziale. B,)nRrO c.av. Eugenio, maggi ore gcnernlc me<lico ispettornto sanità militare.
Caniliere. A1.111.1T1 cnv. '111/onio, chimi,:o fa,rmaci'ìt« i;:pettore ispettorato sanita militare. In con, iderazione di speciali benemerenze. Fur.LONI cav. .-ldeodalo, tenente colon n ello medico co mando corpo stato mnggiore. 0 l'tli u e ti ella t:Ol'o n a d ' l f a lia.
In consiuerazi one di lunghi e buoni servizi.
Cai·aliere. C..1)11J1,n1 Fmncesco, magi;iore nrndico os pedale militare \·tlrona. S.1(;G1'1 Era,·i;;to, id. iù. id. B ologna. FAZIO Gaetano, id infermeria presicliaria Gaeta. Lo 1:luxco Uii!/Ì, iù. ili. id. Palermo. :\f1L1'n:L1.0 Emilio, id. id. id. Palen uo. LA GR0T1'EliI..I Pasq,utle, id. id. id. Naµoli. Gt:wi Giou. Batt., farmacista capo di l " classe> id id. Torino. L'o-.CEIU _Vicodemo, id. id. id. itl. Livorno.
In considerazione di speciali benemerenze. Co111nu:ndatore. !:-EL1con:-1 cav. CC1rlo. colonnello medico posizione ausiliaria, richiamato in servizio ispettorato 8au ità mili tn r e. r:f!ìziale. 'Inmrnr.:TTA cuv. Edmondo, colonnello rned ico di rettore dell'ospedaJe militare di Alessa ndria.
Ca·i-aliere.
C,\:sT.-1!-'0RA :.,\~icola, capit,rno
me(lico o.a:;pedale militare Catanzaro. Sol.GJU Antonio, id. id . non più in.:scritto ntii r uoli. BUCGJAX1'E JJ.lfreélo, id. o~pedale militare Roma, comandato M iuistero guerra. Defu nti. B1A:-.c1u caY. T.,eopJldo, runggiore g ener"le medico. g io 19H.
}.[orto a Rom11. il 29 mag -
Retti:fioazlonl . Dispensa 213, pag. fiGO. - C.w,;A:sr.:,;E Giuseppe - M1s11'..1:so Giovanni l ,ucio - C1t1s·n:s1 illf,·1:do - B1~1 D omenico - RoBoT·r1 Lorenzo. pa,·olc : d'autorità, agyi.1w9Pre: senza obbligo d i ferma.
PATA:s-i:;
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LUIGI l'ALIIIBRI, 11erenJc,
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I
ID. - Le malattie e gli infortwii nella vita militare. Memoria premiata al ooncono Ribori 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e statiet.iohe.- Roma. 1908 , . L. Cua.urt. - E8J>08izione sommaria deU'orò:namento e funzionamento del eervitlo sanitario in campagna presso l'eeercito italiano. - RomB. 1906 • Da C&BARB. - Studio sulle mediastiniti (mediutiniti suppurative, MCeBBO me· cliufuùoo~ - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . • IIYBTL Onomatologie. anatomica. Storia e critica del moderno linguaggio anatomico. Ttadazione libera ital.ana dei dottori C. PsSTTJ e C. Sroa:u.. Roma. 1884. (Edizione rara) w /~ oauaate dalle armi da guerra. Sinteei della relazione aanitai-ia wgli eeerciti tedeschi dorante la guel"ffl franco-germanica 1870-71. - Roma. 1889. Un volume di pag. 348. prezzo ridotto. • lun.Y'BA. - - Studii atorico-critici aulla meningite oorobro-apinale epidemica in Tr.alia e particolarmente nel.l'eeercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole gradohe. Prezzo ridotto . • Su.nu'Bl. - Le lesioni tJ<lumatiohe dei oentri nervoei. Memoria onorata del premi..1 Riberi. - Roma, 1900. Un volurae di pag. 320. Pl'eZ'l:o ridotto . • 8l'OBli e G10UAB111.Lt. La malaria in Italia. Opei-a onorata del 1° premio al ooncol"80 Riberi. U n volume con 7 grandi tavole ornmolitogra6ohe. Roma, 1885; prezzo ridotto. • TOllllLI.lln. Delle malattie pii) frequentemente simulate o provocate daglì inscritti. - Roma, 1876 . • CueANL - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio sanitario in campagna •
8 I 50 2 9 -
I 50 3 50
S 3 50
2 50
IW. H . -
Per racqulslo delle opere sopraindicate Inviare comml11lon1 e vaglla all'ArnmlnlatrazloH del Giornale di medicina mllltare via XX Settembre Roma.
Altt•e pttbbUcnzio,-.i. me~co-militriri.: '-8.tJll L&LLI Fa.i.:fcrseoo, capitano medico. - Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un voi. in L6° di pag. 484. (Vendibile pl'008o l'Autore in Firenze, ecuola d'applicazione di sanità militare). . L. A. S111RTOLI, capitano modico libero docente u, patologia specie.io cnirurgica nella R. Università di Piea. -- Contributo allo studio del rinofima e ricerche ietologicho sui trapianti di cute secondo Wolfe (cou 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). • .J.umoLO Co8TANTINO, colonnello medico. - Oftalmoscopia ed ottica oculÌlltica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, atabilimento tipografico Ftirrante, 1905. (Vendibile preseo l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) • MANOlANTI Ez10. colonnello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po (1889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustrazioni, premiat.i con diploma d'onore ali' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile prBBBO l'Autore, direziono aanità militare) ID. ID. - Esercito e tubercolosi. (Notizie. - Profìlaeai attuale. Età della chiamata. - Forma biennale. AbbMSamento della statura). Relazione al congrOBBO nazioni.lo d'igiene 1906 Milano. (Jd. iù. id.) . • 8.1.LINlllI 8.1.LVATOIIE, maggioro medico. -- L'anatomia e la chirurgia operatoria della man:libola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli, 1906. Un voi. in S• di pag. 130, con 68 figure intercalate nel testo. (Vendibile prB880 l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli) • II>. ID. - La ohirurgia delle vie biliari. Memoria onoi-e.ta di uu atte11tato di lode della Società. medico-chiru.rgica di Bolopna. - Bologna, 1903. Un voi. in 16° di pag. 198, (Vendibile pre880 l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • 8.urrucCI STE.ll'ANO, maggiore medico, libero docente di oftalmologia e di clinica oculistica nella Regia Università. di Torino. Studio scientifico pratico sui traumatiBmi oculari. Voi. di 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 microfotografie e cou prefazione del professor C. REYMONI>, direttore della Regia clinica oculistica di Torino. Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile pr888o 111 tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma) . . . . • R. R1vALTA, capitano medico. - Malattie professione.li ed infortuni del lavoro nelle. vita civile e nella vita militare. Rocce. S. Casciano 1908. (Vendibile preeso l'autore, 11° reggimento fanteria, Foi-ll). . . . . • 0.1.,ALI PIETao, tenente medico. - La chirurgie. conservatrice nei 11uoi rapporti con la trawnatologia e la legge concernente gli infortuni suJ lavoro. Trattato di eeegeei clinica io rapporto alla Propedeutica ohirurgica generale e al.la '.egisla1ione sociale italiana. - Roma, 190 l, Società. editrice Dante Alig hieri. • (Vendibile pr688o l'autore, via XX Settembre 80 p. t 0 , Roma) . • . .
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GIORNALE Dl
MEDICINA MILITARE Direzione e Ammlnistraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CON DIZIONI DI Ail1lONAMENTO. t• Il Gioniale di mediema militare ~, pubblica l'ultimo giorno di ciMclln mese in fascicoli di 5 fogli di stam pa. 241 L'abbonamento è annuo e decorre dal 1• ,zennaio. 3• Il pr.izzo dell'abbonamento é: Per J' Italia e la Colo111a Erill'ea . • L . 12, Per l' Estero • • IS,U ! . 1 ) in llJllia . ,. t,25 n a ~c,co o separa :o co><ta I 811, Es tero ,. 1 ,50 .
Il supplemento contenente l'Annuario i io llal,a » 2,50 d P.l eorpo sanitario militare costa . l all'Estero . > 2,-,,5 4° L'abbonamento non disdetto pr ima del 1• ùicembre s'i11 Lemle rinnovalo per l'anno ><ucces::<ivo. ,, 5° I signori abbonati militari in effettività di servizio possono pagare l'im· porto dell'abbonam(;lnLo per mezzo dei r1spetl1v1 comandanti di corpo (anche a rate mensili). 6• Per i ~oli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marino) è Ammesso un abbonamento r.umulatlyo al Giornale di medicina militare ed agli Annali di medicina naoa/e e co10niale al prezzo di L. 18 annue. Pt'r ottenere tale abhonamento ,ili abbonali del giornale <11 lllf'dicin11 militare devono far pervenire direttamenle L. 6. a ll'ammiui~trazione degli A1mah (presso il minister o d~ilJ Marinn) . 7° Ai librai s.i fa lo sconto del 10 °1 0 , ma soltanto per gli abbonamenti dPIIP persone e degli enti non militari, che non possono fr uire della facilitazione di cui al n. 6 e 6. 8° Le spese per gli estralli e quelle pe r le tavole litojlrafiche, folojlraf.che, ecc., che accompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. go Gli autori delle memo: ie potra nno averne gli estratti facendone richiesta lill'allo dell'invio delle bozze corrette. Gli estratti l"ono di due tipi: Tr Po A . - Con copertina in bianco, seuza frontespizio, e colla impag ina· lura e numerazione del fascicolo. TIPO B . - Con cope~i.ina stampala, frontespizio, impa/!inalura e numerazione speciale. Il prezzo e r egolato d11 Ila !'eguente tariffa : Prezzo cl.i oi.a.sou:n. :fog1I.o cl.i. ata.mpa.
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Publ>Ucazlo~ meusikt
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GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' Ispettorato di Sanità mill tare· Giornale di medicina mili taro: 1861·1884 Gi ornate medico del Regio Esercito e dc!I• R E:gla MarJna : \886· 180~
(3iornal• medico der Re g io Esercito: 1806·1007
ANNO LXII - 1914
FASCICOLO
VI I
31 L UG LIO
SOMMARIO
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•a-:111oa11;
oa11.1i.i ... , . , .
Catarro primuerlle della congiuntiva (Conlin11a) .
· - 11 rlOeaso ombellco-vrsclcale • • . . . . . . . . . .
RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO. Trvtt1. - Intorno al cosidetto osteoma muscolare (con 3 tavole) De
IGIENE E PATOLOGIA COLONIALE. 111 11 " • - Le tigne 11ell'oasl di Tripo!I e la c11ra del tignosi lo Libia (con una tavola).
J>ay. ~45
591
595
•
611
••YHITA. DI G1oa:"fA.t.l ITA.LIA.lll ED E8TEal.
( V. I' /11dice n~ll' interno della copet·tina) DIREZJONE E D AMMINISTRAZIONE
R0.11.A · Plll&ao del Minilltel'O della G11erra, Via XX Settembre • ROMA
hr1 · Vizio _ e lneerzlonl di pubblioltà rivolgerai direttamente all'Ufficio delegato• tale..,.. Ro111a, Corso Umberto I, n. 117 - Telefono 1106.
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IND ICE DEL Là R IVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVIST>. DELLA STAMPA MW ICO- MILITARE ESTERA
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RI VISTA MEDICA. Frledmann. - Una formo di policitemia llnora non descritta Schlassl. - Nuove so luzioni Oslologlche
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RIVISTA DI NEVROPATOI.OGIA. Regls e RebOul. -
Assi, tcnza negli allenati nelle Colonie .
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Hl VISTA DI CHIRt:RGIA DI GUERRA. Pascalla e Clarac -
Alcuni fotti di chirurgia di guerrn .
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llt VJSTA UI CHIRURGIA GENERAL!s. Ouval. -
Tecnica operativa della cecopessia (Ossazione del ciero al tendine del piccolo r soas)
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RIVISTA UI OTO-RIN0-1,ARINGOl:1.TRI~. Tonlelli. -
Sulle alterazioni della senslhilita nella l.iringe nelle l~sionl del laringeo inferiore
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RIVISTA DI MAI.A TTIR VEN~;ne.E E DELLA PELLE.
Fr,nceschlnl. - Osservazioni pratlct,e sulla cura Jella blroorra;:ia
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RIVISTA UI TERA N:UTICA.
Catler. - Sul trattamento dell'iocon111wnza nottwna ò"urloa con le inì,,zioul perineali d1 sirrn Ballance. - Su ~i un meto,lo col qu:ile I farmocl possono essere mescolati col liquido cerer,ro-spinale .
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RIVISTA DI MIWICl:'iA LEGALE. Tricomi -
Ernia In rapporto alle malattie rtel la,·oro
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RIVISTA IJ'LGJEN& GENEMLE E BATTER IOLOGIA.
Concezione attuale della tuhercolosl um:ina - Le 1a ppe dello b:teillosi Ji Koch nell'uomo
Bernard -
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RIVISTA. 1l1BLl0 GRAFICA.
Nacolarone. - La chirurgia deì "asi. - Suture eri 1nnesli
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COi'>GRESSI. 61i
Ancora del congresso s ulla vaccinazione GONCOHSI.
Programma !lei concc,r,o al XIU prem io Rihni <li L. !•1 Ol>O A ,•viso di coucorso .
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:'iOTIZIE.
L'inaugurazione Jel nuovo ospeda le mlll rn re di Torinv Una ouo1·a cattedra all'Uni versità. ,11 ì\'apoli. LA h hem tlocenza del c.ipllano mertìro Cr~are Barile .
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AVVISO
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CO:"IFER EN7. E SCIENTIFICHE UEGLI OSPEOAl.1 MILITARI
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MOVIMENTI AVVENUTI NEI, COHPO SA NITARIO E NEL PERSONAtE FA R~ ACEUTICO
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MEMORIE ORIGINALI R. CLINICA OCULISTICA DI ROMA DIRKTTA DAL Pno•·. CIRI)."CrQ;s; F:
eA1'AIl I\ o pI\ Ul AVEI\ ILE DE L(;A eoNGIuNTI VA Per il Dottor Alfredo Bucclante, capitano medico
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Tutte le congiuntiviti di lunga durata, caratterizzate da rugosità e da scarsa secrezione, furono dagli antichi riunite in un sol gruppo e la congiuntivite rugosa per eccellenza fu indicata col nome di e tracoma> (da -rpaxù,; == rugoso). Man mano però che i~ giudizio clinico fu controllato dalle ricerche anatomo-patologiche e dalla batteriologia, dal gruppo delle e asperitates palpebrarnm », rimasto per secoli compatto, cominciarono e. differenziarsi processi morbosi che poi rimasero ben dist,inti l'uno dall'altro. Vennero così individualizzate la ipertrofia papillare dovuta a cronica irritazione della congiuntiva, quella consecutiva a blenorrea cronica, a difterite, a congiuntivite eczematosa, a lupus congiuntivale, ecc. Inoltre fu possibile far rientrare nei capitoli propri (tubercolosi, lupus, sifìlidè, papilloma.: ecc.) forme a contorni alquanto indecisi e che fluttuavano incerte nella patologia oculare. Ma fino a poco tempo addietro un'altra forma è rimasta ancora confusa nel gruppo generico delle asperità. cougiuntivali, quella cioè caratterizzate. da lesioni ipertrofiche della congiuntiva limbare e tarsea, con recidi ve o esacerbazioni nella. stagione calda e perciò chiamate dal Saemisch « catarro primaverile ~. Questa. malattia. ba una storia. di un cinquantennio appena.1 poichè1 intravveduta per la prima volta da Arlt nel 1SJG, fu acquisita come entità morbosa ben definita1 per opera dell'autore di c ui porla il nome, nel 1872 (congiuntivite del Saemiscb). 38 -
Giornale di medicina militare - F:isc. YII.
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CATARRO PIHMAVl(Illf.E DELLA CO:SGIONTI VA
L a sua storia adunque si sperde evidentemente in quella del tra· coma; in entrambe le malattie lo strato adenoide della congiuntiva prolifera formando prominenze con caratteri tanto simili, che Arlt, Desmarres e Graefe, i quali per i primi hanno parlato del catarro primaverile, benchè osservatori acuti, non 1·iconobbero il particolare significa,to delle lesioni palpebrali, onde Arlt (7) si limitò a descrivere l a prominenza grigio-giallastra attorno a l limbo corneale, Desmarres (51) parlò solo della ipertrofia pericheratica Jella congiuntiva che Graefe {90) definì col nome di flittena pallida. Solo più tar di Sae~isch (157), Raymond (151 ), Horner (91), gnidati dall'aspetto specioso della locaÌizzazione pericberatica e della. ipti1·plasia congiuntiva.le che l 'accompagna, diedero una esatta iuterpreta.zione del complesso di questa. malattia e nettamente la distinsero d al tracoma. Tuttavia molti pratici cadono ancora in frequenti errori, mentre oggidì fra la congiuntivite tracomatosa e la primaverile si sono messi in luce caratteri clinici differenziali peculiari e tanto diversi e così nettamente distinti nelle fasi evolutive ed involutiv~, che un errore si può sempre evitare solo che vi si ponga ben mente. E ciò è d'importanza capitale di fronte al r ispettivo valore epidemiologico, alla diverss. loro terapia e sopratutto alle rigorose misure sanitarie in ternazionali e militari che concernono il tracoma. Qnando verrà conosciuta la etiologia del catarro primaverile, della quale ancora nulla sappiamo di preciso, saranuo chiarite le cause del suo decorso bizzarro; e così pure non appare infondata la presunzione d1e, a misurn che il criterio etiologico formerà il fondamento per la dassificazione delle congiuntiYiti croniche, altrP, forme ancora saranno individualizzate, le quali ora si annidano indistinte fra le rughe del tracoma.
C ATARRO PRIMAVERILE DELLA C'O.NGIL'KTIVA
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I. SGUARDO STORICO. Secondo la descrizione che per primo ha data Bro~khaus (19) discepolo Jel Saemisch,· il catarro primaverile consiste in un intorbidamento con tumefazione del limbus congiunti vale, simile a quello che si osserva nel processo flittenulare. · Il Saemisch confermò qualcht=i anno dopo - 1875 - la descrizione fatta dal suo allievo, coll'aggiunta però che il processo, oltre che in prossimità del lirobus, può localizzarsi contemporaneament,e od anche isolatamente sulla congiuntiva palpebrale e con preferenza in quella della palpebra superiore, mentre la piega. di passaggio e la. plica semilunare non partecipa.no mai al proce3so. Le alterazioni della congiuntiva del limbus inoltre sono costituite in massima. da. rilievi gelatinosi color grigio giallastro, a. superficie di apparenza matta ed impiantati in modo che, mentre dalla parte della cornea rimangono rilevate e come a picco, dalla parte della congiuntiva si approfondano alla. sezione limitante che appare anch'essa ispessita e di aspetto grigio- matto. In dipendenza della proliferazione del limbus si ha una. concomitante iperemia _congiuntiva.le più o meno intensa. Le a.I tera.zion i della cangi unti va palpebrale, stando sempre alla descrizione del Saemisch, sono in vece costituite da prominenze fungiformi, appiattite e poste l'una accanto all'altra, sulla superficie congiunti vale della palpebra superiore rosso-pallida, come ricoperta da una sottile pati na Ji latte. La. palpebra inferiore, che d'ordinario rimane liscia, presenta la stessa colorazione, mentre rimangono inalterate la. plica semilunare e la piega di passaggio. Cosicchè, pel Brockbaus e pel Saemisch, il catarro primaverile si può presentare in tre forme: bulbare; palpebrale; mista (con vegetazioni cioè sul limbus e sulla congiuntiva palpebrale). Ma quale che sia la forma, la malattia. ha per caratteristiche, secondo i detti autori : di essere bila.tera.le; di non invadere la cornea ; di prediligere i bambini; la nessuna o scarsa secrezione congiunti val,,; lievi disturbi subiettivi (fotofobia, stanchezza ed espressione di sonnolenza); di ma·
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CATARRO PRIMAVERILE DELLA CONGIUNTIVA
nifestarsi nella stagione calda, raggiungere la massima intensità. in estate e scomparire del tutto o quasi nell'inverno e così per vari anni, fino a. dileguarsi completamente; nella grande maggioranza dei casi la restitutw ad integrmn. Numerose però sono le deviazioni da questo tipo normale, notate dai di versi autori. Così, mentre la durata ordinaria della malattia va. dai 4 a.i 6 anni, è stata notata in molti casi una lunghezza maggiore e persino di 23 anni (Saemisch) e anche di 29 anni (Pascheff) ; mentre ordina.ria.mente si parla di forme bilaterali e di integrità della plica semilunare, vengono riferiti casi d i catarro primaverile unilaterale [Beard (22), Trantas e Fage (63)), ed alt ri con parteci pa.zione della plica semilunare [Seefeld er (100), Horzeff (92 ) J. Le deviazioni, per quan to riguarda la cornea, sono ancora più numerose e più importanti. Così il Wechsler (20{} notò, in 4 casi, la cornea ricoperta dalle ti piche vegetazioni, ovvero ulcerata; il Fuchs (69) ha osservato una specie di panno che aveva invaso il campo pupillare cou intorbidamento resid uo permanente; R eymond (151) e Vetsch (Hl9) parlano di un intorbidamento anulare residuo che per forma. e localizzazione ricorda l'arco senila. Knus (100), L agrange (lOG), l\Ieyer (123), Antonelli {5), Tra.nta.s (HJ2} riferiscono altri casi con alterazi oni corneali. Mentre d'ordinario le vegetazioni del limbus occupano la parte lasciata scùperta dalla rima palpebrale, da De Wecker (52), Frick t67), W echsler (20{), sono state r i,;contrate nella sua. sezione su periore. Anomalie della forma palpebrale sono state notate da vari autori: Demicheri (4Q) osser vò prom inenze dell'altezza perfino di 7 millimetri; Reis (140) riferì un caso con poche escrescenze papillari, a sinistra, form&nt,i un piccolo conglomerato, mentre la congiuntiva tarsale superiore di destra presenta,a un ispessimento gibboso, ricoperto di efflorescenza a cavol fi ore; Cosmettatos (35) descrisse una forma tipica simile a quella papillar e del tracoma. Pasche:ff (137) due volte, nei 93 casi da lui studiati, trovò la partecipazione della congiuntiva tarsea. in maniera evidente, con papille poco sviluppate e limitate al bordo libero del· tarso. :Koternli sono i casi di H orner l91), Schobl (177 ) e Patterson (136} con esacerbazione invernale e remissione o scomparsa. nell'estate. :Meritano infine di essere ricordati il caso di Gabrielidès (70) di uua fo rma tar5ale cioè con ingorgo delle glandole prea.uricola.ri, quattro osser· vazioni di Oretschkin con ingorghi glandolari al collo e più recentemente i casi di Gros~ (81) pure con ingorgo dei ga11gli della faccia e del collo.
CATARRO PRIMAVERILE DELLA CO~GIUNTIVA
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Dati statistici. - Sono ancora scarsi e malsicuri i dati statistici <:he possediamo sul catarro primaverile: per poterne prospettare la distribuzione geografica. In base a qua uto riferiscono gli autori possiamo solo dire che la malattia si presenta in proporzioni diverse nei van paesi. Burnett (28) l'ha osservata poche volte nelle cliniche americane ed inglesi; Webster-Fox (200) la mette fra le malattie r are in Filadelfia ; da Knapp (99) è stata riscontrata soltanto 7 volte su 750U malati, e da Demicheri (49 ) 29 volte su 5500 a Montevideo (0,3.J: p. 100). In Olanda. si deve ritenere ancora più rara se dal 1890 al 18t)¾ venne osservata una sola volta nella clinica di Utrec:ht (Saemisch). In R nssia, a quanto afferma Natanson (131), la malattia sarebbe a nche molto rara. Egli riferisce infatti che il Bellarminow ed il Dolganow non banno notato nessun caso su 1G8,o18 malati; che il 1\Iagawly in Pietroburgo 110 ha trovato un sol caso su 19,000; il E:ruchow appena 3 su 100,000 ; u ~esse f> su 21,50(); il Lewitzki su 3400 malati della. clinica del prof. Chodin, n essun caso. ~ccondo Federow (GO), fino al HI02, non ne erano stati osservati che l!J casi. In un lavoro più recente di Oretckin (134) tro, iamo dati maggiori e cioè che E:asass, fino al lfJ06, aveva raccolti 110 casi di catarro primaverile nella letteratura russa ai quali sono da aggiungere altri 40 riferiti da Rabinovich con un totale di 150 osservazioni, la maggior parte nel mezzogiorno della R ussia. Ben poca cosa, adunque, se si tien conto della ,asti tà di quel territorio, e se dobbiamo escluderne la Russia asiatica per cui la letteratura. tace [Horzeff (U';l)J. E che la. rarità non sia solo fittizia e derivante dalla insufficienza di osservazioni, troviamo conferma nei dati relativi a P ietroburgo, nella cui clinica of talmica, su Hll,000 malati, è stato riconosciuto un sol caso di catarro primaverile; Kubbi in 5 anni su 20,0UO ne registra due e Oretekin, in quasi due anni, nessuno. In Germania Graefe (90) l' ha osserrnto una volta su 1500 infermi, Saemisch 107 volte nello spazio di 42 anni ; David (47) ne~li anni 1891 e 92 sei volte nella cl inica di Lipsia e Frìck 167) afferma che è a ncora più frequente (0,33 p.100) in B onn, B resla.u e Wanburgo; nella clinica di Berlino (Hirschberg), su 7000 oftalmici, un solo caso d ubbio. Secondo Fuchs si riscont ra più r arament e in A ustria. In Francia, per quanto riferisce Coùetoux (34), è r elativamente frequente. In Svizzera è ancora più frequente, poichè Knus (100) nella clinfoa di Zurigo, ne_ha rilevati 64 casi dal 1880 al 1888 ; Schubl (167)
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CATA RRO PRDIAV ERILE DELLA CONG IUNTIVA
l' ba riscontrato 23 volte su 12,000 ammalati e nel Policlinico di Basilea, nello spazio di 25 anni, è stata trovata nel 0,5 p. 100 dei malati ; nell'ospedale oftalmico a Losan na 173 casi su 43 mila infermi, cioè 0.4 p . ·100 (Gonio) . In Tun.:hia li\ frequenza sarebbe superiore a tutte le altre re · gioni. Il Trantas ne ha registrati 117 casi su 16,670 mala.ti con una proporzione cioè del 0.7-1 p. 100. Per la Spagna abbiamo i soli dati forniti cli seconda mano da Antonelli : su 10.000 malati dell'ospedale R eale di Bon-Succes a Madrid, l\Iarquez ha riscontrati 4 casi di catarro primaverile e a ltret· tanti la di lui moglie dottoressa Arrojo del Marquez, a Valencia, su 1200 malati. In Bulgaria (nell' osperlale di Sofia) durante gli anni 1901 - 1907 Pascheff ne ha osservati 93 casi . Il Meyerhof ci fornisce i risul tati delle sue osservazioni nel Cairo dove, negli anni 1!)08-1911, fra !)4:30 pazienti privati, riscontrò 49 casi sicuri di c~tarro prim. (0,52 p. 100) e nel reparto oftalmico di Abbas (Cairo) 5 casi su 10.000 ammalati, in gran parte tracomatosi. A tale proposito giova ricordare che la coesistenza di tali due affezioni - così bene lumeggiata recentemente dal Meyerbof accresce Je difficoltà diagnostiche, in quan to le manifestazioni tracomatosa soverchi.ano o rendono irriconoscibile il quadro del cat. primaverile che resta perciò rarissimo a11che dove presuntivamente dovrebbe più tro,arsi per le condizioni climri.tiche favorevoli. Cosi, nei r esoconti sanitari della guerra libica, io non tro~·o registrato nessun caso d i catarro primaverile in tutt,a la costa, pur essendo stati g li ambulatori di Tripoli e di B engasi, p. es., affidati ad oculisti di i udi:;cussa caµar· ità ed il prof. l~artolotta, primario del1' osped:de di Tripoli, mi informa che, nei mesi di febbraio, marzo ed aprile u. s. non gli fu dato di osservare nessun amma lato di catarro primaverile. Ciò è in patente contrasto con Ja frequenza rimarchevole i n 'l'un isia, do\'e Cuenot l'ha trovata nella proporzione del 0,7 p. 100 (20 casi su 3000 ammalati). An che in Algeria si avrebbe una certa frequ enza, stando a quanto riferisce Gross (80 ). Ha richiamoto Ja nostra attenzione la relazione del Capitano medico Cossu sul funzionam en to dell'ambulatorio oftalmico di R odi~ poichè in essa si rileva la più alta percentuale finora registrata: dal novembre 1!)12 al novembre 1913, su !:183 oftalmici, 382 congiunti~·itì granulose, 19·1 congiuntiviti subacute da diplobacillo Morax-Axenfeld, 152 congiuntiviti catarra li acute da bacillo Koch-Weeks e 12 casi di catarro primaverile. .Abbiamo dullqne 1,21 p. 100 di catarro prima-
CATARRO PRlMAV8R!Lr;: DELLA ('OXGfl:XrIVA
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verile rispetto al com plessi vo nn mer0 cli ammalati e 1,65 p. 100 rispetto alle forme congiuntiva.li. In Italia: - Danvers (43) su 22,:3-!S malati della clinica d i Panna. ne ha t rova.ti 50 casi (0,22 p. 100) ; Angelucci d ice d i averne riscontr11-ti 12-15 all'anno in S icilia: nell'ambulatorio della cli nica. oculistica. di Napoli, d urante tutto l'anno 1913, su 167'2 affetti da. malattie congiuntivali trovò 12 con catarro primaverile (0,7G p. 100 sugli ammalati di comuni forme conginntivali) e dal 1° gennaio a tutto maggio 1914 su 9G3 malattie congiuntivali 6 casi. di catarro primaverile cioè 0,62 p. 100 ; nel!' ambulatorio del prof. Del Monte a. Napoli (maggio 1909 -dicembre 1913) su 164G infermi d i malattie oculari 1209 con forme congiunt iva.li comuni e 4 con catarro pri maverile (0,33 p. 100-0124 p. 100). Nell'ambulatorio di S. Corona di ~Iilano, negli ultimi tre anni, sono registrati 12 casi su 12,000 malati d'occhi e cioè 0,1 p. 100. ~ell' ambulatorio della R . clinica oculistica di Romit: nel Hl09 su 5,953 visitati la prima volta, 2!330 congiu.!'.!t.iviti d i tutte le forme e 14 congiuntiviti primaverili (0,23 p. 100-0,60 p. 100 ) ; nel 1910 sn un totale di 7560 oftalmici, 2587 congiuntiviti comuni e 23 con giuntiviti primaverili (0,30 p . !00-0,89 p. 100 ); nel 1013 sn 7R83 of't.al miei, 2626 conginnt ivit i e 24 casi d i catarro prirnaverilfl (0,31 p. 100-
0,9L p. 100). Dai dati statistic i dei d ivers i autori risultano altre parti colarità degne di rilievo p er ciò che riguanla l'età e 1 i I sesso. Il catarro primaverile orclinari,imeute si verifica d ai G anni fino a ll'epoca della pubertà, ma sono registrate numerose eccezioni. Così, tra. i casi osservati uella Clinica d i Bonn, vi è una donna, d i 28 anni (Standtke) ed un uomo cli 30 (Saemisch ); Horner (~l), tra 42 malat i ne ha t rovati tre oltre i venti anni; Knus (100) a lcuni che avevano varcati i 25 anni ed nno di 43 ann i; dei D3 casi studiati da Pascheff, 59 sono a l di sotto di 15 ànni, 28 tra i 15 ed i 20 e G tra i 20 e i 35. }Ieyerhof nota. che l'età dei suoi pazienti varia dai 15 ai 20 anni con 4 e 42 come est.remi. Emmert (54) 1 tra 29 casi1 ne trovò sei cli oltre 20 ann i e uno cl i 50 anni. Il più vecchio di tutti p erò è stato ripor tat0 dallo Schiele (1G2): un individuo di 74: anni. Sono anche descritti casi di !bambini la Ltan ti (Oretckin ). In quanto al sesso sono tutti concordi n ell'attribu ire la p reponderanza a quello maschile, eccezione fatta di Magnus {ll 7) e Burnett ( 28). C osì Saemisch indica. pel sesso m aschi le la r roporzione del 7')
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CATARRO PRIMAVl!.:RILE D ELLA CONGIUNTIVA
p. 100, Horner quella del 90 p. 100, Knuss d ell' 85 p. 100, Emmert <lel 62 p. 100 e Fed mann (61) riferisce che, su 8 1 casi della sua. dinica, G4 erano uomini e 17 donne; Pascheff in 93 casi osservò 83 nomini e 10 donne. Tra i 49 casi indicati cla JUeyerhof (124) troviamo 43 uomini e solo 6 don ne. La stessa preponderanza risulta dai da.ti degli autori russi : Rabinovich, su 70 casi, 56 maschi; Dikaukaia su 14 casi 12 mas<:hi, e tutti masch i sono quelli de l Kasas e dell'Oretckin. Xon pare che le ra.zze partecipino di versameute alla malatt ia. e ri teniamo non documentata l'afferma zione dell' Oretckin secondo il q ua le, in Russia, il maggior contingente del catarro primaverile sa· Tebbe dato dagli ebrei, senza peraltro voler vedere in ciò una delle tante allucinazioni antisemitiche. Bene a ragioDe può invece il l\Ieyerbof (I. c.) parlare di catarro primaverile fam ig liare ed ereditario, poichè la letteratura ne registra già vari casi : Wetsch (l'.W) e Fuchs (in Axenfeld) menzionano due frat,elli, Angelucci (3) e Wechler (204) genitori e figli, JUorax (128), fratelli e sorelle, hleyerhof (124) ben sei 0oppie di fratetelli cd un genitore e figlio; Butteri d i 'l'rieste (a quanto riferisce Meyerhof) ha conosciuti in Dalmazia due fratelli medici che avrebbero sofferto simultaneamente catarro primaverile. In d ue cugin i è stato riscontrato dal Pasl:heff (137) ; il padre di uno di essi era stato parimenti affetto di catarro prima,erile uella sua g ioventù. R ecentemente il Gross (80) comunica. il caso di due fratelli, l' nno cli 3 anni l'altro di 6. Anche Gabrielidès (72) ri porta osservazioni d i congiuntivite primaverile nei membri di uua stessa famiglia. · Re1,erti istolog-ici. - Il Camuset (:32) descrisse una particolare furma morbosa della congi unti va con. caratteri che coincidono con quelli del catarro priwanrile, e in un piccolo pezzo asportafo dal limbu.,, dimostrò una i pertrofia dell'epitelio. Tolto questo reperto, pos5iamo d ire che le prime ricerche sulle a lterazioni anatomo-patologiche del catarro primaverile furono praticate dal lfoymoud (151) : in alcuni casi da lui pr esi in esame le prominenze del limbus risultavano di tessu to connettivo con cellule r otonde, pic-cole: sim ili alle migranti, cel l ule fusiformi e stellate e di una l ine proliferazione dell'epitelio d i ri-estimento Qualche anno dopo il Wetsch (199) pubblicò 37 casi osservat i nella clinica del prof. Horner di Zurigo: contrariamen te al reperto del Reymoncl, riscoutrò, nei pezzi escissi dal limbtts, un notevole ispessimento dello strato epiteliale, nonchè zaffi penetranti nello stroma congiuntivale in moùo da dare all' insieme l"aspetto del carcinoma epiteliale.
CATARBO PRIMAVERil,E UELLA CO::!IGIUNT!\"A
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Ecco a.dunque una prim11, questiono che determinò due opposte tendenze. Le affermazioni del \Vetsch ebbero, poco dopo, la conferma di Horner (91) in base ad un più completo studio: oltre a stabilire che nelle prominenze del lim bus le alterazioni di pendevano principalmente da una prolfferazione dell' epitelio, rilevò nello stadio infiammatorio una intensa vascolarizzazione dello stroma sottoepiteliale infiltrato. Nelle prominenze della congiuntiva palpebrale riscontrò in vece tanto la proliferazione epiteliale che l' i pertrofìa connetti ,aie, ma con scarsi vasi. Per Horner dunque il cata.rrn primaverile consiste in una proliferazione epiteliale cronica con concomita11te ipertrofia connettivale. Le osservazioni di H orner furono ribadite da una serie di autori quali Uhtoff (121), Hansen-Grut (8i), Knus (100), Schubl (177), Ralt. Schiele (162) invece, aderendo all'opinione del Raymond, vide nel -catarro primaverile piutt,•st.o una pMliferazioue di origine connetti, va.le e, quale fenomeno secondario, la proliferazione epiteliale. Attra-verso il dibattito la questione si profila più nettamente e si riprospetta in questi altri termini : debbono r iguardarsi come primitive le al terazioni epiteliali o secondarie a quelle dello stromfl> connettivale? Così appunto si propose il quesito il 'l'aylor e in modo perciò da involgere il concetto anatomico per ri;,alire da questo alla interpretazione di natura del processo morboso. Il lavoro del Taylor (185), come giustamente osserva il Gasperini, costituisce sempre lo studio istologico migliore d10 possediamo sul catarro primaverile e, se pur nelle conclusioni non è in tutto accettabile, contiene uua preziosa messe di ricerche istologiche importanti anche pel raffronto col diverso stadio clinico. La lesione primitiva - afferma il Taylor - è la proliferazione dell'epitelio, la quale, oltre ali' ispessimento, mena alla formazione e imm1ss10ne d i gittate o zaffi epiteliA.li nflllo strato connettivale sottostante, alla quale segue, come reazione, in primo t empo la proliferazione del connettivo per parte dei suoi elementi end0teliali, più tardi una infiammazione che raggiunge una notevole intensità e so· praffà. la neoplasia epiteliale. L'infiltramento leucocitario, occluùendo le vie umorali o di nutrizione degl i elementi, ne provoca le fasi reg ressive. Studi istologici successi vi con fermano il concetto che la lesione primitiva consiste in una proliferazione epiteliale e 0he la infiltrazione linfoide sarebbe un fatto secondario dovuto alla reazione dei tessuti sotl.oistanti.
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OATA RRU PRIMAVERILE DELLA CONGIUNTIVA
Non meno nnmerosi ed agguerriti sono i sostenitori della. precedenza proliferativa. connetti.vale, riprendendo l'interpretazione del Reymond. E cosi: Danvers ( 13) nell'accurato lavoro eseguito sotto la direzione del GalJenga, divide l'opinione del 'J:aylor, e più recentemente ancora i1, Gasp1u·ini (74.), che ba potuto esaminare proliferazioni del limbo in un occhio intero, enucleato per glaucoma secondario, viene presso a poco alla stessa conclusione e cioè che n el catarro primaverile, alla iperplasia epiteliale, ti~ne dietro una fortissima infiltmzione linfoide che comprime le cellnle epiteliali impedendone ls. propag1t· zione. Quasi contemporaneamente il Trantas (180) conclude analogamente. Ricordiamo ancora Raabe ( 145) il qu11le parla di proliferazione epitel i1tle con zaffi e secondaria partecipazione dello stroma con le ulteriori alterazioni dE,generative; Seergers (lGl) che t rovò in due casi l'epitelio enormemente proliferato e gli strati sottoepiteliali con i caratteri di un tessuto connettivo giovane riccamente v1iscolarizzato e seminato di n umerosi leucociti specialmente negli strati superiori. Anche il Frank (G5) notò, in un11 forma atipica di catarro primaverile, uu enorme ispessimento dell'epitelio che d1d Jimbus s i estendeva nella cornea. Schlub ( lGG) che esaminò tre casi di proliferazione del limbus, venne nella conclusione che nel catarro primaverile !e vegetazioni limbari s ono costituite da !>pi· telio, e solo eccezionalmente, per neoformazione connettivale, possono assumere il carattere di 6 broma. Ahlstrom (1) dl•scr is~e in un caso, da lui detto atipico, un ricco s trato di infiltrazione pa r vicellulare con un rivestimento epiteliale molto sottile. 'l'erson (187) riscon t rò vegetazioni con proliferazione epiteliale per cosi dire trascurabile e costituite d,, una mas~a di tessuto assoluta men te fascicolato c fì. broso : concluse perciò col ritenere iniziale la lesione del tessuto sottoepiteliale. Scbieck (ltì7) pose la sode costante della trasfor mazione nella prolifer,tzione primaria dello stroma conni•t tivale ed anzi a ttri buì il carattere essenziale del proces~o ad una proliferazione pronunùiata di fibre elastiche epitarsali che si ir radierebbero nel s istema lacunare della zona sottoepiteliale in61trata, solkrnndo il ri vo3timento epiteliale che a sua volta risponderebbe con ispessin1ento e formazione rli gittoni. Jn un successivo caso esaminò microscopicamente delle escrescenze limbari di enorme grandezza e rilevò pure una straordiua ria presenza di fibre Plastiche che perfino peuetravano tra le cdlulo basali dell'epitelio rilasciato. Goldzieher (7G) è nello stes,:o ordine di idee di Schieck, pur non r itenendo primaria u11a proliferazione dd le fibre elastiche. Egli ba osservato in un cnso, sorpreso all'inizio della Sl·conda ricaduta. aunuale, poteuti fasci di fibre passare ·,li rettame nte dal tes~uto rpitars ale uel t essnto epiteliale fortemente vascolariz · zato. Anche !ìbre elastiche erano in gran numPrO senza però prendere una parte predominante nel In. for mazione delle escrescenze. Pel Goldzieher insomnrn. il catarro primRverile è una malattia del tarFo a differenza del tracoma che r isiederebbe n ello s tuto adenoide della congiuntiva. Thalcr (18ti) invece ritiene il tarso a t taccato secondariamente e ripone nel ces· suto congiuntivo propriamente detto In sede principa le delle tras formazioni: difotti la base delle larghe prominenze della congiuntiva bnsale è nei suoi rt>perti formata da una impalcl\tura di t essuto connettivo non separabile affatto dalle lamelle del t11rso.
CATARRO PRUU.YERILE DELLA CO~GlU~TIVA
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Verao il modo di vedel'e di Schiek piega il Lafon (104) la interpretazione dei suoi reperti nei quali egli riconosce potenti gittate fibrose irraggiantisi dal tarso e che avrebbero nientemeno la capacità di determin nre la degenerazione ialina del tessuto sottoepiteliale per semplice compressione del tessuto preesistente. Fage (63) riferisce un caso a localizzazione monolaterale con partecipazione dominante del tessuto congiuntivo sottoe piteliale e le note di un proce,so infiammatorio nelle parti iusta-tarsee. Aoche per Rscheanizin (164) il centro di gravità di tutto il processo è nelle alterazioni dello stroma congiuntiva.le; per lui anzi ogni elemento formato di catarro primaverile non sarebbe che una papilloma in uno stato di degenerazione.
Trascurando altri lavori di minore importanza, già vediamo ben delineate le due opposte interpretazioni, divergenti dal punto controverso: epitelio o tessuto connettivo? Da una parte quali sostenitori della prevalenza e priorità epiteli.a.le abbiamo Vetsch, Horner, Uhtoff, Hausen-G rut, Knus, Schobl, Taylor, Danvers, Gasparini, Trantas, llaabe, Seergers, Frank, Schlub; dall'altra quali sostenitori della preponderanza connettivale, troviamo nomi non meno illustri: Reymond, Ahlstrom, Terson, Schieck, Goldzieher, Thaler, Lafon, Rscheanizin e P ascheff. Abbiamo finalmente la tendenza conciliante che, insinuatasi fra le due opposte opinioni, è andata sempre pii'.1 accentuandosi e diffondendosi. Già nel lavoro del Taylor c'è lo spunto di questo modo di vedere, poichè egli, a proposito della differenza istologica fra i casi del Raymond e quelli degli altri autori, pur non sentendosi autorizzato a decidere se le differenze anatomiche rappresentassero <l ne stadi o due modalità di uno stesso processo, esprime il parere che, fino ad ulteriori studi, si debbano distinguere una forma epiteliale ed una forma connettivale de l catarro prim averile. Il Saemisch, nella seconda edizione del suo manuale, è in modo esplicito conciliante. Egli considera le formazioni dell 'epi te! io e q ne l le dello strom11. come coordinate, come conseguenza cioè d i uua irritazione che ha provocato delle prolifera;,;ioni nello stesso tempo snlle porzioni del tessuto che le compongono, pur non essendo tal i proliferazioni sviluppate allo stesso grado. Anche il Fage (63) caldeggia la distinzione del catarro prima\·e1ile di due varietà dal punto di vista istologico; l' una in cui la prol ifera· zione epiteliale diviene per il suo in,aginamento dominante, l'altra in cui l'ipertrofia del tessuto congiun tivo tiene il maggior posto, ciò nhe sembra essere il caso frequente per le forme tarsali. Nel magistrale lavoro di Axenfeld (9) noi troviamo -finalmento un giudizio improntato alla obbiettiva e serena interpretazione delle molteplici ricerche da lui fatte con Rupprecht: la questione relativa alla
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proliferazione della congiuntiva tarsea viene definita. nel senso che le modificazioni primarie si operano nel tessuto congiuntivo e l'epitelio prende parte al processo solo secondariamente; per le escrescenze limbari Axenfeld conclude che la. maggior parte di esse ha il suo punto di partenza nel tessuto congiuntivo, come quelle palpebrali, pur non ritenendo ancora giustificato il rigettare completamente per tutti i casi una proliferazione epiteliale propria. / Riguardo poi agli elementi cellulari delle efflorescenze, le discordanze sono meno accentuate e, a parte le diversità proporzionali e di prevalenza, tutti gli autori distinguono un rivestimento epiteliale più o meno proliferato ed uno stroma connettivale infiltrato. La grande maggioranza (Taylor, Vet~ch, Haab, Uhthoff, Emmert, Rnus, Schiele, Gasparini, Oretckin) parla di formazione di gittate, zafi'ì, gemme ed isole epiteliali. Prima. di tutti Reymond descrive prolungamenti inviati dall'epitelio di rivestimento tra le piccole verruche contig ue, in modo che nella profondità due superficie epiteliali ven· .gono a trovarsi opposte faccia a faccin. l 'l'erson, invece, sia nelle vegetazioni del limbo sia in quelle tarsali, non l1a. mai ri;;;contrato invaginazioni epiteliali, pur essendo l'epitelio cli rivestimento molto spesso e stratificato, e parimenti Schoebl descrive solo un difftfso ispessimento dell'epiteli.o, senza. formal'!ione di gittoni. R ecentemente \Volfrum (209) riferisce, come una lesione poco co· no~ciuta, la perdit,11. delle connessioni protoplasmatiche epiteliali (Protoplasma.verbindungen zwischen den Epithelzellen) e più oltre così si esprime: « sie fanden sich als Kleine Klumpchen zwischen den Epithelzellen 1>, Vedremo oltre la notevole importanza di tale particolarità istopatologica. che però, già 20 a.uni prima, il nostro valor-oso e compianto 'l'a.ylor aveva minutameutn descritta: « in generale gli elementi epiteliali sono la.ssamente uniti assieme e spesso divisi fra loro da visibili canalicoli intercellulari ». Inoltre tra le dette cellule Taylor rilevò leucociti frequentemente in fase degenerativa ed il Taler molti eosinofili. Nel La\·oro del Taylor troviamo anche particolari precisi e minuti dei processi degenerativi delle cellule epiteliali: il corpo protoplasmatico grarlua lmente scompare, il nucleo si impiccolisce, diviene schiacciato, lungo od augoloso, e si dispone parallelamente col maggior diametro, si tinge fortemente e uniformemente al pari della sostanza cromatica, diviene pii1 piccolo, si converte in granuli o si spezzetta. Sono anche frequenti la rlegenerazione fìsaloide di Virchow e quella mucosa.
CATARRO PRJMAV&RILE DELLA CO~GIU~TIVA
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Molti autori (Saemisch, Gallemaerts, Dorbriz, Oretckin, Schweinitz~ Schieck, Demicheri, Federow, Ischreyt), segna.la.no una grande abbondanza di cellule mucose per le quali si può avere un a.spetto glandolare e possono costituirsi delle cisti anche in numero rilevante, come nei casi descritti da Axenfeld, da. Barthels (17) e da Antonelli. Il Trantas considera le cavità cistiche come caratteristiche della malattia (punti di Trantas) e secondo lui esse sarebbero il prodotto di degenerazione dei grossi gittoni epiteliali più o meno profondi. A.nche Pascheff riferisco alla degenerazione cellulare tali caYità che in gradomolto più sviluppato si trovano nell'epitelio del papilloma. A.ntonelli distingue le cavità cistiche in: 1) cisti per vacuolizzazione dei gittoni epiteliali in seguito a. degenerazione mucosa degli elementi; 2) cisti linfatiche dovute ad ectasia di vasi linfatici; 3) ca· vità ben costituite, bene isolate sullo stroma fibroso degli strati profondi dipendenti da degenera.zione cistica delle gla.ndole di Manz. '< Il tessuto connettivo sottostante all'epitelio risulta di uno stroma fondamentale costituito di fasci connettivali separati da spazi contenenti leucociti e sostanza cromatica (Taylor) che infiltrano il tessut-oe possono stivarsi fino a nascondere completamente lo stroma. fondamentale. Negli strati superficiali l' in fil tramento parvicell nlare1 secondo il Taylor, sarebb~ assai più scarso mentre abbonderebbe la pro· liferazione degli elementi fissi del connettivo. Successivamente i leucociti degenerano e si di;;fanno/ Schieck riferisce l'aumento numerico delle cellule in primo luogo a. quelle fisse del tessuto connettivo e principalmente alle fibre elastiche epitarsiaJi. Thaler e Aschhoff accordano invece il primo posto ai linfociti e so · pratutto alle plasma.zellen e verso tale concetto inclina anche Schieck in un successivo lavoro. Secondo Pascheff le cellule plasmatiche si trasformerebbero in tessuto connettivo, ma A.xenfeld osserva che le plasmazellen 11011 derivano mai dalle celJule connettive e nè si t rasformano in esse. Anche Danvers ricorda la. ricca presenza di plasmazellen e mast· zellen. Spetta ad Herbert (86) il merito di aver per primo - 1903 - ri· chiamata l'attenzione su un.a rimarchevole infiltrazione dei tessuti affetti, sia oculari che palpebrali, con leucociti eosinofili. Prima d i lui solo Scblub parla di cellule granulari tonde od ovali quali prevalenti nella infiltrazione dei tessuti, ma. non pare però che egli ne abbia riconosciu1;a la vera natura. Il reperto di Herbert è st,ato confermato successivamente da moltt altri ricerca~ori: Roy, Lafon, Mayou, Tha·
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ler, Axenfeld, Antonelli, Gabrielidès, Lagrange, Schmidt, Rimpler, Goldberg, Blauw, Lawson e Machenzie, Da.vidson, Meyer, "\Volfrum, Seefelder, "\Vooton e Oatman. Oretckin parla di un tessuto reticolare e dello stroma. sottocong: u ntivale in istato i perplasico, infiltrati di piccoli linfociti e molte mastzellen. AJJe mastzellen Axenfeld attribuisce un valore ed nn significato specialfl poichè, isolate nello stad io progressivo, si riscontrerebbero invece abbondanti e irregolarmente ripartite nello stroma nello stadio regressivo. Esse, inoltre, mobili e destinate a. scomparir€", non formerebbero mai tessuto connl3ttivo, e con la. loro abbondanza caratterizzerebbero la natura cronica infiammatoria. del processo. P ascheff ha trovato abbondanza. di mastzellen anche nell'epitelio e le loro granulazioni nel secreto congiunti vale, mettendo cosi in maggiore evidenza i1 loro carattere migratorio, mentre Letulle le ritiene cellule bianche immobili e lo stesso Ehrlich le caratterizza per cellule fìs!le. È ormai pacifico che in tale affezione le cellule linfaticµe non si sviluppano mai sotto forme. di follicoli (Axenfeld) e per i pochi ce.si registrati nelle. letteratura (Miche!, Saemisch, Barthels, Axenfeld), non sappiamo dire se i follicoli si sieno sviluppati durante il catarro primaverile o, più probabilmente, non esistessero in antecedenza. Meno rara è invece la costituzione di pseudo -follicoli, come nel caso descritto da Antonelli. In tali casi i leucociti invece di essere sparsi dappertutto si ammassano perchè la trama fibrosa è meno serrata e n1eno densa, ma si tratta sempre di ammassi irregolari e non incapsulati (Darier). Per quanto riguarda i Yasi, la discordanza. dei reperti è pure manifesta. Reymond non ha trovato vasi neoformati nei suoi preparati e Uhthoff ritiene il tessuto, nel suo insieme, m·olto povero di vasi. Le produzioni limbari nei 6 casi di Taylor erano scarse di vasi e di natura capillare, a ,olte con le g uaine infiltrate, te.l'altra con le pareti av,entiziali ispessite. Ha nvtato i110ltre i linfatici abbondanti e ben distinti, di forma irregolare e spesso con rivestimento endoteliale semplicemente prolife rato. Xo11 di rado mettono capo in essi lacune connettivali conteneuti talora. cellule epiteliali . Fuchs descrive in una escrescenza del limbo uno stroma molto ri cco cli cellule e di vasi. Pascheff inveee mette in rilievo la forte proliferazione delle pareti vascolari e osserva che la direzione dei giovani vasi è piuttosto per·
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pendicolare alla superficie. Abbiamo già ricordato come per lui l'af· fezione si inizi dai vasi che avrebbero la parte prevalente nel processo. Anche Antonelli ritiene che la vascolarizzazione, più o meno ricca, è l'appannaggio di tutto il processo iperplastico. Perret è ancora più reciso, affermando che, nel catarro pi·imaverile, si ha da fa.re con un 'affezione puramente vascolare. Le pareti dei vasi, secondo Seegers, sono dove più, dove meno alterate - specialmente in quelli di calibro minore - con uno stato di perivascolite. A:xenfeld riporta un caso con abbondanza sorprendente dei vasi tanto di piccolo che di grande calibro e perfino con vac;;i intraepi· teliali; casi identici troviamo anche descritti da Knus, da Emmert, da Schrnbl. \Vetsch fa consistere la differenza principale anatomica fra il tempo della esacerbazione e quello calmo, nella ricchezza dei vasi in estate e nel loro piccolo numero in inverno. Nelle ricerche di Darier abbiamo vasi molto rari, con nuclei endoteliali a volte rigonfi (Oretckin, Reis), ciò che costituirebbe un carattere infiammatorio molto manifesto. Lo stesso autore parla di emorragie relativamente abbonda.n6 alla. superficie dell'epitelio, mentre nel tracoma si produrrebbero al disotto dell'epitelio da esse perciò ~ollevato e staccato. · Il reperto · di Demicheri (49) è anche rimarchevole: le areole conginnti vali più o meno grandi, ora circolari ora oblung he sono occupate da vasi con pareti proprie in quasi tutti i quali sc,no contenut i iu gran quantità i globuli ematici. Da questi vasi, in diversi strati, si stacca una ramificazione per ciascuna papilla, forma udo un asse vascolare costante e anche una vera rete sottoepiteliale. Dal lavoro di Axenfeld poco o nulla possiamo sapere del contegno dei vasi; a proposito di un caso con proliferazione del limbo egli dice solo: « vasi abbondanti :. e per gli altri casi non parla affatto di vasi. Inoltre, a proposito dello sta.dio regressivo, accenna alla degenerazione ialina a.Ila quale insieme al tessuto congiuntivo vanno incontro le pa· reti vasali fino alla loro obliterazione. Nel recente lavoro di R.ubel e Bayer (156) della. cli~ica di Axenfeld, è notato il peculiare ordinamento dei vasi i quali saliscono dal fondo verso l'epitelio, con disposizione che non si troverebbe in nessun'altra affezione della congiuntiva. ,. A proposito delle fasi regressive del tessuto congiuntivo, ricor· deremo ancora che la degenerazioue ialina è ammessa da tut ti gli autori.
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Reymond trovò in grande abbondanza una sostanza. ialina, e la, stessa constatazione fu più tardi confermata da. Vetsch, Uhthoff, Taylor, Roy, Pascheff, Horzeff, Fucbs. Oretckin rileva. che le gittate arboriformi o trabecole, che dallo strato sottocongiuntivale vanno allo strato reticolare, sono, 1rni suoi reperti, sclerosate e ia.linizzate a. chiazze, come è descritto anche da Bayer. Seco11do Schieck la degenerazione ialina non si trova. da. per tutto, ma prevalentemente nelle fibre elastiche che perdono pèrciò il loro potere colorante specifico. Dorbritz, Frick, Knus, Ra.a.be, nou hanno trovato nelle proliferazioni del limbo lo strato ialino sottoepitelia.le.
Etiologia e patogenesi. - A tanta diversità e divergenza di reperti anatomici doveva necessariamente corrispondere una grande varietà. di opinioni sul concetto anatomico e sulla interpretazione del morLo. Wetsch (109) insist.e sulla disposizione degli strati epiteliali (ispessimento e invaginamento) analoga a quella dell'epitelioma; per Schiele il catarro primaverile conisponde ad una forma d i eczema cronico del tessuto co11giuntivale. Taylor lo ritiene un epitelioma benigno con concominante pro· cesso infiammatorio; di cnncroide parla il Seeger (161). Schlub (lGG) non esita a qualificare il suo reperto per fibroma. De E:owski (48) parla di neoformazioni fibro-angiomatose del limbus, e Pbilipps (147) di granuloma. Terson ravvicina la vegetazione primaverile al papilloma. attenuato; Demicheri p ropende pure, come aspetto generale della iper· plasja1 pel papilloma, e più recentemente Rscheanizin caratterizza addi rittura ciascun elemento del catarro primaverile per papilloma in uno stato cl i degenerazione e propone anzi di chiamare il catarro primaverile « conginntivitis aestivalis papilloma.tosa>. Antonelli ritiene il ca.tano primaverile un processo infiammatorio diffuso e cronico, mentre nel tracoma si tratterebbe di un processo granulomatoso nel senso però istologico della parola. La grande maggioranu, degli autori ha aderito al concetto di Axenfeld che cioè, nel catarro primaverile, si tratti di un processo infiammatorio cronico della congiuntiva, ma l'ac~ordo press0chè completo sulla in terprotazione anatomica non attenua il contrasto circa la natura dello stimolo irritativo etiologico. Prima fra tutte e da ricordare la teoria. luminoso. che ha dato luogo alla terapia occlusiva e protettiva con i vetri dei più sYa.riati colori.
CATARRO PRIMAVERI LE DE:L L..,V CONGlGNTIYA
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Schie.le ritenne il catarro primaveril e dovuto all'insolazione e lo definì perciò: e ec2.0ma. solare cronico della congiuntiva» e parimenti Kreibick n e ricercò la. causa pelle irradiazioni solari. Secondo Dimmer sarebbero più importanti i raggi bleu e ultravioletti ; concorde a tale opinione troviamo quella di molti altri autori (Mellinger, We.gemann, Uhthoff, Schieck, Chaillous, Pascheff). Fromaget accorda. maggiore importanza alla temperatura. Molti altri autori si dichiarano contrari a ritenere l'affezione in parola una fotopatia (Knus, F uchs, Widmark, Sattler e Aubineau). Più logicamente pone la questione Axenfeld : si tratta di sapere, egli dice, quale impor tanza abbia la luce nella etiologia del catarro primaverile. È giustificato di parlare di una etiologia luminosa nel senso che la luce sarebbe la vera causa della malat tia'? Oppure la luce 110n è che un fattore che provocR. la mala ttia senza esserne la causa necessaria.? In base a rilievi di fatto ed argomentazioni molto con· vincenti, forn ite in gran parte rla Fuchs, Ax.enfeld conclude che la teoria. pt1ramente luminosa è lungi dall'essere provata nel senso di Kreibick e Dimmer, ma deve ritenersi più a ttendibile l'opinione che le circostanze locali e climatiche possano concorrere nello sviluppo della. malattia (Emmert (54), Lenoble (110), Danvers (43), Schmeichler ed Angelucci (1. c.). Sostenuta da molti è l'origine parassitaria come q nella che r ende meglio conto delle alterazioni infiammatorie. A conforto della etiologia microbica viene ricordato (Bellinzona) il modo di insorgere dell'affezione, la riacutizzazione dei sintomi e la. facile attenuazione di essi in date condizioni di ambiente, la mag· giore constatata frequenza. nei paesi a temperatura calda. La. presenza della malattia nei membri di una stessa famiglia co stituisce, per Ga.brielidès, un argomento indiscutibile di una etiologia. microbica o - ciò che per lui fa lo stesso -- di uno stato particolare di a.ttitudin,e delle cellule per una manifestazione determinata, dipendente da una idiosincrasia familiare.· A tal proposito però Meyerhof (124:), riferisce che, in un suo caso, la malattia si sviluppò in due fratelli residenti in regioni separate dal mare, ed in un altro caso, in un figlio, 8 anni dopo la guarigione del padre. In base a tali rilievi il Meyerboff ritiene che non possa tra.tt.arsi di ll.fl'ezione infettiva., ma solo di disposizione innata o erer1:taria., come se l'una escludesse l'altra e come se, per altre affezioni · · discutibilmente infetti ve (per es. quella tubercolarP.), non si potes sero citare infiniti esempi analoghi. Si pronuncia. categoricamente contro una qnalu nq ·1<' origi.ne in37 - Gi<1rnale di medici11 a n ilila,·e -
Fase. VII.
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fetti va Sc:hieck, poichè, la degenerazione ialina, la moltitudine di plasmazellen, ecc. risponde, secondo lui, poco ali' immagine che presenta una malattia infettiva. Un energico avversario della teoria microbica è anche Knus (100) perchè l'evoluzione clinica, la periodicità non sembrano a lui in rapporto con una etiologia parassitaria. Egli non vede ragione per cui dei batteri cadano in un e sonno d'inverno"· Ma il Fuchs, che è stato sempre un microbista convinto, risponde, senza volerlo, che « durante la stagione fresca. le condizioni sono meno favorevoli per la ,italità e lo iaviluppo del parassita :i>, Morax insiste sul fatto che la patologia non contiene alcun processo i nfettivo con i caratteri anatomopatologici del catarro prima• verile, ma. basti ricordare la aualogia di struttura col rinoscleroma l a. cui causa è identificata nei bacilli di Mikuliz (Fuchs, Aschoff). Axenfeld, pur propendendo per la teoria microbica, non la ritiene assolutamente indispensabile per spiegarci questa speciale entità morbosa nè dal punto di vista istologico, nè clinico. Più recentemente Horzeff scrive che la parte principale spetta ad un microrganismo non ancora scoperto che trova nell'ammalato le condizioni opportu:qe pel suo sviluppo. Molte ricerche sono state istituite per la identificazione del presunto agc::nte patogeno ma quasi tutte con risultati negativi (Knus, Seegers, Schieck, Dickowski, Sea.misch, Haab, Fuchs, Raabe1 Danvers, Morax, L a.fon, GaHparini). Alcuni autori hanno avuto qualche successo ma purtroppo effimero o mai conclamato. Tay lor ha riscontrato disseminati nell'epitelio e 11ello stroma connett ivale bacilli massicci, curvilinei, provvisti di un vacuolo rotondeggiante al centro o alla estremità. Bellinzona, mentre ha avuto risultati negativi da colture fatte alla. superficie delle escrescenze papillari, prelevando il materia.le nell 'interno del tessuto, ha potuto coltivare bacilli piuttosto grossi, im· moùili 1 con tendenza ad aggrupparsi e che, inoculati sotto la cong iuntiva di un coniglio, non hanno determinata alcuna manife!ltazione riferibile al catarro primaverile. Pascheff (187) ha isolato un bacillo pseudo- difterico che, inoculato nell1occ~io del coniglio, avrebbe dato reazioni non certo riferibili al catarro primaverile. Sono numerosi gli autori che, non sufficientemente soddisfatti da alcun momento etiologico ad esclusiva azione locale, hanno cercato
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una. integrazione patogenetica nelle condizioni generali dell' individuo, oppure di trovare connessioni e rapporti con altre affezioni organiche dell'individuo malato di catarro primaverile. I n prima considerazione è stato preso il sistema linfatico e Michel ha espresso l'avviso che la malattia sia legata a cambiamenti nel sistema linfatico t.utto intero, specialmente ad uua poliadenite, riscontrata parimenti da Schleich, Wechsler. De Kowski ed altri. La ricerca patogenetica fu estesa anche ad altre stazioni linfatiche -e più precisamente a. quelle naso-faringee (Trousseau, Pascheff, Te· tan). Anzi Couetoux, incoraggiato dall'ottimo risultato ottenuto dall'operazione delle vegetazioni adenoidi in un individuo affetto da catarro pr imaverile, vi vuol vedere tale un legame patogenetico da parh1re addirittura. di « congiuntivite 1wsale > e Brinton (27) (Africa del Sud) dice di aver ottenuto 24 volte la guarigione definitiva con l'ablazione totale delle tonsille e propone perciò di chiamare il catarro primaverile congitintivite tonsillare. Ma Danvers, Saemisch, Morax, Antonelli, Nathanson, Fuchs, Axenfeld indicano le alterazioni nasali come sintomo molto incostante; "\Vebster-Fox poi non le ha mai ri:3contrate nei casi da lui ·osservati. Pascheff vuol vedere npporti molto stretti tra lo manifestazioni diniche della scrofola e quelle del catarro primaverile, tanto più che, -come la scrofola, il catarro primaverile si osserva. di preferenza nei fanciulli ed adolescenti. Reymond ha descritte le prime sue osservazioni come una forma. l~nta di congiuntivite erpetica e già molto t empo prima Artl si era dimostrato convinto che il catarro primaverile ha rapporti con la. congiuntivite scrofolosa. Fourdille e Lapersonne a ttribuiscono alla tubercolosi una grande importanza in quanto trasformerebbe, in certe condizioni, le congiuntiviti, sopratutto la flitteuulare, in catarro primaverile. A tai proposito, ma non vedo con quanto costrutto, Aubineau ri-corda un individuo con catarro primaverile che, dopo 7 anni, ammalò di tubercolosi, e nei suoi malati ha notato due volte la morte per tubercolosi in uno degli ascendenti. Corretoux si ferma con insistenza sul fatto di aver nota to il catarro primaverile più spesso dove è parimenti più frequente il gozzo. Qualcuno fa entrare in giuoco il rachitismo (David), mentre per Terson la grande maggioranza. dei casi è di origine artritica, tanto che egli descrive il catarro primaverile come una specie di dermatosi in diatesici. Altri autori, quali Uhthoff (195), Dorbritz (G2) e Schiele (102), citano esplosivni di efflorescenze cutanee che hanno preceduto l'insor•
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gere del catarro primaverile, ma non perciò hanno dimostrato, come forse pretendevano, alcun nesso etiologico tra essi, nè regge alla critica l'ipotesi di Chaillous (37) che, per qualche somiglianza apparente con la neuro-dermatite, la congiuntivite primaverile abbia una base nervosa. Speciale ricordo merita la sindrome illustrata da Angelucci alla quale il catarro primaverile sarebbe legato e secondario. Tale sind rome si impernia su disturbi dell'albero vascolare (temperamento eccita.bile, collerico, sensazione di vampe alla. faccia ed alla testa, ca.rdioplasmo emotivo). La procli Yità alla vaso-dilatazione renderebbe più facile e pii1 frequen te la prolifera;,;ione del limbus e dello strato papillare per l'azione di uno stimolo eccitante qualsiasi. E così l'illu· stre autore spiegherebbe anche la frequenza maggiore di questo. affezione nei paesi caldi, la. sua preferenza nei fanciulli o nei giovani, l'aggravarsi dei sin tom i nell'estate, la scomparsa spontanea della malattia in una età quando la diminuita elas~icità dei vasi rende meno facile la loro dilatazione. Questo modo di vedere però, per quanto molto ingegnoso, non pare trovi solida base nella r ealtà e, ad ogni modo, nor:. ha avuto che scarso seguito (Maggi, Pascheft'). P er amore di completezza Carra (D3) ci fa. aggiungere alla ormai innumerevole quantità cli concan~e etiologiche, la consanguineità dei g~nitori, sopratutto quando essendo gli sposi di tinta differente e l'un blond, l'autre brun, les enfants sont blonds ardents ! i.. Molto importante invece riteniamo la relazione con la febbre da fieno rilevat.a da Grade e Bru011er e lumeggiata da Danvers. Schrei.ber riferisce di aver curato contemporaneamente un padre affett0 da una tipica febbre da fieno con congiuntivite ed un figlio cli sei anni 1:on catarro primaverile. Rubel e Bayer r ichiamano l'attenziooe sulla presenza notevole di cellule eosinofile nel catarro primaverile come nel catarro da fieno e ,ml fatto che il catarro da fieno si presenta nello stesso tempo del catarro primaverile. Antonelli mette in raffronto i casi limbari di catarro primaverile al periodo in iziale e le congiuntiv iti bulbari associate alla febbre da fieno, le quali sono periodiche come il catarro primaverile e a volta costituiscono quasi da sole, senza febbre, senza affezione nasale o res piratoria pronunciata, l'accesso di stagione. In entrambe le forme inoltre la secrezione è nulla o q uasi e presentano ricchezza di cellule eosinofìl i. Anche molto tempo dopo che il catarro primaverile si è diffe.1enziato dal fascio delle congiuntiviti croniche e più specialmente-
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da.Ile forme tracomatose, n on è mancato chi col tracoma. ha voluto riunirlo. Così ricorderò Bribosia de Namur che ritenne i l catarro primaverile e la congiuntivi te foll icolare forme attenuate del tracoma. Chibret (39) sostenne pure l'origine tracomatosa del catarro p ri · maverile con argomenti intesi a « far penetrare questa nozione negli spiriti accessibili al progresso 1> (sic). nfoyerhof (I. c.) vorrebbe veder e una certa azione protettiva del catarro primaverile contro il tracoma, prendendo argomento da una donnR. affetta da catarro primaverile che, pur convivendo con un marito affetto da tracoma sep:regante e con due figli parimenti affetti da tracoma follicolnre, restò I ibera dal contagio tracomatoso. Ma a tale modo di vedere basta opporre i molti c11si di coesistenza delle due malattie riferiti dallo stesso Meyerhof e da a ltri autori. Co n nessn ua affezione adu1~que, come si è sopra visto, si è riuscito a stabilire un giustificato collegamento, e le affin ità messe in evidenza sono rimaste p resuntive, quando non sono da ritenersi espre:;sione di lesioni d iverse puramente contingenti. Per meglio chiarire la natura ed i rapporti del catarro primav,e ri le sono state anche istituite ricerche ematolog iche. Le prime ricerche sistematiche e razi onali su lle a lterazioni de l sangue nel catarro primaverile costi tuiscono precipuo merito di Axenfeld e della sua scuola, poichè tutte le osservaz ioni antecedenti si erano limitate alla comparaz ione del numero totale dei globuli bianchi e dei g lobuli rossi e al tasso d i emoglobina . Rolo H erbert aveva mes;;o in evidenza un particolare di notevole im portan za e cioè un a,umeuto di leucoci t,i eosinofìli del 10-20 p. 100. Axenfeld ha istituite. i n otto casi, ricerche rum parati ve sullo stato del sangue in estate ed in inverno ed h a riscontrato u na liufoc itosi costante d urante l'estate, cio·~ a dire nel periodo progressivo, m e nt re la dimi nuzione di emoglobina, la leucocitosi ed altre a.Iterazioni della c rasi sanguigna, non si riscontrerebbero regola.rmente. In un solo caso Axenfeld notò una eosinofilia rimarche,ole, mentre in vari altri essa sarebbe stata lieve o anche del tutto assente. Dalla linfocitosi, per quanto costante, Axenfelcl non si sente autorizzato ad alcuna il !azione, trattandosi di un sin tomo a signi fìcazioni multiple che n on consen te una concatenazione etiologica con u n a d ata malattia. Anche la eosinofilia, secondo l'illustre a utore, è d ' incerto signif:ì.ca.to perchè incostante e riferibile ad affezioni di ,·erse parassitarie o non.
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Nè maggiori notizie troviamo n el recente lavoro di Bayer, allievo cl i A xenfeld, all'infuori del rilievo di una disposizione speciale dei
malati di catarro primaverile alla eosinofilia del sangue e la più accentuata tendenza a considerarla come un momento predisponente del catarro prima-çerile. Per poter inter pretare il significato della eosinofilia ematica., bisogna. raffrontarla con la presenza più o meno abbondante di eosino:fili nel tessuto papillare, di cui già abbiamo tenuto parola, e con la notevole ricchezza di essi nel secreto delle congiuntive affette eia catarro primaverile. Tale ultimo r eper to, rilevato la prima volta da J:[erbert, per la quasi totalità degli autori sarebbe patognomonico del catarro primaverile e si troverebbe in pari ricchezza solo nel catnrro da fieno (Rnbel e Bayer). Premessa la rimarchevole presenza di eosinofìli nella secrezione congiuntiva.le e nella infiltrazione dello stroma congiuntiva.le, un punto molto i mportan te da chiarire è in quale rapporto la eosinofilia locale si trovi con la eosinofilia del sangue, per il valore che tale q nesito può a cq uistarenella interpretazione patogenetica dell'affez ione. In altri termini, questi eosinofili sono di origine ematica o locale? sono gli organi ematopoietici eccitati da un « quid> speciale, alla. e<:cessiva produzione di eosinofi li i qual i si riVP.rsano nel sangue e Yengono poi attratti nel foco1aio morboso? oppure, prodottisi in questo per trasform azione di altri elementi cellulari, invadono il torrente circolatorio secondariamente? : \Iayon (144), confermanfo l'opinione di Ehrlich, rit iene che essi pro,;-engano dal sangue eçl emigrerebbero dai vasi, in masse considerevoli, richiamate, per chemiotassi, dtdl'affezione locale. Questo modo di vedere troverebbe conferma nel reperto di Axeufeld che li ha i11 notevole numero ri trovati ue1 lume dei vasi. Ciò non esclude però la contemporanea neoformazione degli rnsi· nufìli nel tessuto congiuntivale, sostenuta da molti autori (Schmidt, L eyden, Battma,n, G-rawit z) . Axenfel<l, in considerazione che una eosinofi lia del sang ue è nel catarro primaverile incostante ed è anz i mancata nella maggior parte dei suoi casi, propende per l'opinione che una parte di eosinofili si form i n ella congiuntiva stessa ell ammette la possibilità che ne passino alcuni dal focolaio morboso nel sanguti per darvi così un certo grado di eosinofilia. Da,gli studi sopra riferit.i, i soli finora esistenti, possiamo trnrre ben pochi concetti conclusivi e cioè: c he la presenza degli eosinofili nel sangue deve essere presa. in considerazione per la patologia del
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catarro primaverile (Herbert) ; che l'eosinofilia del sangue è inco-· stante e di origine incerta, mentre il numero delle osservazioni è troppo piccolo per poter stabilire qualche regola sulle relazioui del catarro prima veri le con le alterazioni del sangue (.A.xenfeld) ; che i pazienti di catarro primaverile hanno una tendenza speeiale alla eosinofilia. del sangue e che, se non esistono speciali ragioni per un~ tale eosinofilia, il reperto ematologico acquista una certa importanza, quantunque essa non abbia il significato del secreto eosinofilo (Bayer).
II. RICERCHE PERSONALI. Dalla rapida e sommaria espos1z1one da noi fatta, si può veùere quanta farragine di .:>pinioni, di ricerc he, di induzioni cont radittorie e quanta nebbia, dopo 60 anni, sia ancora addensat a su questa affezione congiuntivale. e Poche malattie oculari hanno una stori a così inter essante come questa», scrive Terson, e pocl1e a ffezioni ocul1iri trattengon o ancora un maggior numero di punti interrog ativi, poichè, dopo tan to fen·ore di ricerche, l'etiologifl. è i·imasta ancora un'incognita, il concetto anatomico è vivamente contrastato e la en tità morbosa troviamo ancora gratificata. di « strana e bizzarra.». La ragione di tali apprezzamenti, come anche delle di vergenza e dei disaccordi, è da ricercarsi princi palmente nel fat to che l'esame anat omico è stato praticato da vari autori nei più f.variati Stètd i della ma lattia . Il preteso poliformismo ana tomico a.dunque, più che dar ragione della diversità cliniua. della. forma morbosa, trova la sua precipua ragione nel fatto che ciascun autore ha voluto ricostruire tutto intero il quadro anatomico e clinico sulla base del suo reperto persona.le.
E parimenti le discrepanze patogenetiche sono, per la maggior par t e, dovute al fatto che molti autori hanno voluto vedere rapporti con l'affezione o con la sindrome morbosa coesistente n ei pochi casi od anche nel solo ca.so da ciascuno di ess i studiato. Per non incorrere negli stessi errori, io, nell'esame del ricco materiale di cui ho potuto disporre, non ho trascurato mai di delineare le corrispondenti espressioni cliniche e di compiere un esame completo dell'individuo, anche dal punto di vista emat ologico e sierologico.
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Solo seguendo u n tale ind irizzo è possibile sollevare il fitto velo che avvolge questa affezione, per scrutarne la genesi, lo sviluppo, le fasi, gli esi ti. Le mie ricerche r iguardano 19 malati di catarro pri maverile, tu tti maschi, dei q uali 3 (I, VII, X.) già antecerlen temente studiati in clinica e gli altri lti capitati alla mia prima osservazione durante il primo semestre 1G14. Ho avuto special mente di mira : fissare bene i caratteri clinici di ciascun caso; precisare le alten,zioni anatomo-patologiche con riferimento allo stadio clinico; ricercare le modificazion i ematiche. Por le ricerche istologich e il ma.ter io.le è stato ordin aria.men te pre· levato con trnpa110 e lettrico (Corona cli 2 1/2 millimetri), fissato in al · cool o in Zenker, incluso in parailin a. e sezionato i n serie. I tagli soao stati colorati con ematossilina ed eosina, col WeigerL, con l'Unna-Pappenheim. Per l'esame del sangue ho i.en nto conto del numero dei corpuscoli rossi, dei bianchi, del loro rapporto, della quantità di emoglobina e della formula Jeueocitaria . Per la colorazione del sangue, disteso su cop1·ioggetti e fissato in aleool-etere per 10', ho adoperato la soluzioue t riacida di Ehrlich e quella di ematossilina ed eosina. Talvolta, come controllo, mi son valso dPl meto<lo semplice ed elegau te del JUay-Griin wald. Infine, per poter valutare in tutta la sua importanza lo stato generale dell'i11fermo, non ho mai trascurato di praticare la reazione del \'i'assermann (cuore cli cavia per antigene), e la cutireazione.
Os~crva1.lo110 I. A~GELO S. , nnui l'i, da 'ìicari. - ~Tulla nel gootilizio e negli an tecedenti personali. Sviluppo f<chcletrico ini,ufliciente rispetto all'età, nutrizione buona; noduli g l:1.11dola.l'i agli io;.:nin i, piccoli, mobil i. L'affeziono oculare si inizia con fotofobi a. scar:<a secrezione e sensazione di tc,:t,e di spillo, ,:pocie a sinistra. O. S . (ad occhio nndo) : palpebra superiore un po' cadeute; conginnrirn tar;;oa :iuperiore i;;pe,;sita, bia nco-rosea con punti roto ndeggianti intramezzati da. tinissime strie l.,iancastre. Iu sotto del mar~ine libero, a palpebrn reverda, uua serie come cii chia.,,zettiue; bordo tan;alo anem ico ma senza rilie\·i ; con· gim1ti\·a angolare interna ispe,;sita edematosa ma senza noduli; quella esterna
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con rilievi irregolari, piccoli, superficiali. Fornice superiore : congiuntiva rossa e spessa senza rugosità. Congiuntiva inferiore rossa un po' spessa ed edematosa come per eongiuntivite cronica e mostra 6\'ide uti Yasellini paralleli dal fornice verso il solco tarsal e OYe il colorito ros,io pili intenso non li fa più distinguere. Fornice inferiore normale. Plica legge rmente tumefatta, rossa; ca, runcola normale; angolo esterno normale. (A forte . ingrandimento): superficie tars ale cosparsa di rilieYi appena sollevati, irregolarmente quadrang olari, ind ipendenti fra lo ro, di colorito midollare. Congiuntiva retrofarsea con pliche fiuissime che le dànno as petto rugoso; congiuntiva della piega e bulbare trasparenti, poco \'ascolari e liscia. Plica liscia, t rasparente, edematosa . Cong iunti rn, palpebrale inferiore senza rilievi, ma con ispessimento edematoso sempre più pronunziato ,·ers o il marg ine; fornice normale. O. D. (ad occhio nudo) : pal pebra piu bassa dell'altro lato di circa 4 millimetri, congiuntiva tarsea superiore irregolarissima per n umerose s cabrezze sollevat.e un quarto di millimet ro, i;;pes sita, lattesceute. Le sporgenze arrivano fino al margine congiuutivale del bordo palpe brale, addossato tra loro, irre· golarmente poligonali, collegate da ponti. ('i'ed. tav. I fì g . 5) Bordo tarsale con noduli rilevati, allungati, indipendenti spede alra ngolo esterno. Ca rnn cola. leggermente tumefat ta. Cong iunti,·a inferiore pallida, spessa, con qna lc he nodo i nfiltrato. grig iastro, nello spessore della cong iunt i n i c be e tu tta edema tosa. Congiuntiva bulbare normale. Kulla di no te\'o le a forte ing ran di me nto. Cornee perfet tamente normali. Xon stat,o praticato l'esame de l secreto cou g i uu tirnlo ne l'ematologico ne il sierolog ico.
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Risultato dell'e.~ame istofo!Jico. - O. S. Strato papillare di no te1,ole spessore: nella parte inferiore mos tras i ricco di aperture clie a piccolo i ngrandimento offrono l'aspetto caratteristico cli tubi g landolari lf\gliati trasvers almente o in s enso obliquo (Tav. III, fig. 1) ; a più forte ingrandimento r isultano tapezza te da epitelio cilindrico in ringhie re molto regolari. Dall'esame d e i tagli a tu tto spessore è agevole però intendere come questi tubi glandolnri siano ve nuti a cos t ituirsi: i11fat ti a lcuni di essi, situat.i quasi , 1 confine dello strnro sottopapillare, sono in dire t ta comunicazione con le introflessioni epitel iali sùoccanti alla superfkie esterna della. con· g iuntiva. È lecito perciò concludere che nella iperplasia di t utto lo s trato papill a re, i s olchi intercedenti nbbiano finito per cos t ituire delle ve re cripte epiteliali, i cui ct..ldisncrhi, sempre più approfondandosi e cambiando direziouc, vengono 111,i tagli l'ldl acquistare l'as petto di tubi glnndolari taglia ti tr:i.s1·ersalme n te. Kotevole è il rilievo che le cellule e piteliali d i ri\·es timento dei s uddetti pseudo-canali glandolari hanno spesso la s tessa ,ipparenza delle cellu le d i g landol~ mucipare in fase s ecernente col nucleo respinto da un lato e il protoplasma chiaro come bollicinl\ di muco pronta a liberarsi dalla cellula stessa . (Tav. Y, fìg. 1). Vasi. - Verso la sommitil delle papille sco rg onsi aperture di capillari ove pi Li ove meno numerosi, alcune immediatamente al d isotto dello strato s uperficiale epiteliale, alcune a nche infraepiteliali, con corpuscoli rossi nel lume d i essi e circostanti, fra. le cellule epiteliali e al,bastan1/aa uume ro,;i all'esterno. In qualche taglio è molto evidente la fuoriuscita. dai vas i i:-upertk iali degli elementi del san-
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gue ('l'n.v. VII, 6g. 1) Venule molto diln.tate, ripiene di elementi norm11li ae\ sangue notansi tra tar.so e strnto papillare e qua e lit ampi stravasi ematici con ele· menti sanguigni ben co11t>ervati. O. D. Lo strato papillare è meno alto, piu compatto. Nello strato epitarsale si osservano num1wose aperture pseudo-otricolari di diversa forma e grandezza e solo qualcuna conserva in parte poche cellule epiteliali a protoplasma. chia ro simili a quelle così riccamente proliferate nell'altro lato. Le pareti di questi s pazi lacun11ri seno costituite per la maggior parte da cellule plasmatiche le quali si addensano fortemente negli spazi interposti a questi pseudo-ott"icoli. Nella maggior p11rte delle lacune manca il contenuto, in altre trovasi una massa di nuclei in picnosi tenuti ancora assieme da protoplasma debolmeute colorato e nou è raro tro,arvi qualche ctillula idropici\ a doppio nucleo e placchette di sostanza omogenea. formate dalla fusion e di più protoplasmi e piteliali in ,ia di dist rnzione, nelle quali si notano i nuclei ben visibili e costituenti figure gi g11.ntesche polinucleate, arieggianti cellnle giganti. Si può seguire la progressh·a atresia di questi otricoli fino a scomparire del tutto per il continuo aumento delle cellule plasmatiche dalle quali sono circon· date e che sostituiscono le cellule epiteliali a protoplasma chiaro che gradata.mentii scompniono. QuPsto graduale restringimento degli otricoli pseudo-glandolari si osserva ancora nei punti ove ò dato riconoscere la loro costituzione per introtle~sione dell'epitelio di rivestimento, e si osservano esempi di 6gnre cariocinetiche tra le cellule plasmatiche che si sostituiscono a quelle epiteliali. I vasi sottostanti immediatamente all'epitelio superficiale l1anno lume molto ristretto, coofront11.ti con quelli <lPll'altro lato. alcuni contengono appena 2-3 glo· buli, mentre negli altri se ne contano 20 no e deve rit ener~i che molti 11ltri va.si sieno scompars i perchè il numero è diminui to rispetto all'altro lato. Entro i seni congiuntivnli è raccolto sangue strnvasato con elemen t i normali in incipiente emolisi. fo altri tagli, n ei tratti ove non ,,i scorgono vestigia dei passati ot ricoli, si trova un denso t,•ssuto a<lenoirleo ricco di cellule plasmatiche e, tra. gl'interstiid cellulari, molti detriti nucleari (pirnosi) che sono probabilmente residui delle scomparse cellule ('pitelia li.
Osservazione II. G 11.isEPPE R ., studente, auni l G, da Chiet i. - Anamnesi personale e fam iliare negati,·a. Dn. un anno avverte prurite, in entra mbi ~ li occhi, iperemia congiunti m ie, scar;:;o socreto . Ha pai!;;ato l' interno quasi senza d isturbi che però verso la metà di marzo si ripre:senta rono pit1 vivi e molesti. I ndividuo di sana costitnzioue, biondo scuro, ben nntrito, senza apprezzabili lesioni viscerali nè note linfatiche. E~ame dol rino-faringe uegat.ivo. E.,ame oculare : Palpebre e rime pa lpebrali normali. O. D. Dalla. conginntini. tarf;ale infil trata e pallida estubera una agglome· razione cli piccole vegetazioni, consistenti, d i aspetto gelatinoso, limitate però alla parto mediana, mentre le estremi tà angolari ne sono libere. Cong iunti,·a ò.ella palpebra inferiore loggonnent e biancastra, senza rilievi n è papillari né folli colari. Infiltrazione pericbera tica di aspet to midollare che nella zona interna del liml,us si addensa in una forina.,,ione abbastanza prominente.
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O. S. Quasi identiche condizioni. A forte ingrandimento si precisano meglio le particolarità g ià notate.
4.200.000. Esame del sangue : Corpuscoli rossi » bianchi 7.000. R apporto 1:6ù0. Emoglobina 83 p. 100. 60 p. 100. Formula leucocitaria: Polinucleati neu trofili eosinofi]i 7 p. 1')0. Linfociti 37 p. 100. Mononucleati g randi 6 p. 100. E.~a,ne delle urine: Negativo. Secreto congiimtivale : Ricca presenza di eosinofili specialmente in g ranuli sciamati. Wassermann : Negati va. C1ttireazione: Negativa. Reperto istologico. - Viene escissa una listerella delll\ congiuntiva tarsea di sinistra; fissata in alcool e incl usa i n paraffina fa rilevare ai tagli, variamente colorati, le seguenti particolarità istologiche: Epitelio superficiale moderatarr.ente proli fcrnto, con piccolo invaginazioni che si dispongono, a voltf', in forma di glan<lole. Alcuni di tali prolungamenti epiteliali appaiono ramificati; al tri terminano in spessi bottoni. Dalla ricos truzione dei tagli in serie si not>\ però che tali a pprofondamenti epiteliali non sono altro che il risultato della giustapposizione del rivestimento laterale di p,·ol il'erazioni papilliformi. Quelle più profonde acquistano forma d i culdisacchi glau,lolari di cui hnnno anche l'aspetto, per In. presenza di numerose cellnle in degenerazione mucosa. Sono anche sorpre$e molto cellule epiteliali in fase cariocinetica. Il tessuto congiuntivo mostra una intensa proliferazione linfocitaria contenuta in una rete finemen te fascicolata ed appare in connessioue col tessuto epitarsale solo per semplir.i trnbecole irregolari e fini di diversa d irezione Il s pessore. Coll'Unna,Pappenbeim si mettono in evidenza numerose e c:natteristiche plasmnzellen che insieme a linfociti si riscontrano a gruppi nello s trato adenoideo. L e mastzellen invece sono molto scarse e isolah', prevalenti nella sottomucosa. rare nel corion. Il tessuto, nel suo Ìn$ic1ue, è abbastanza provvist<> di va;;i ectasici e neo, formati. Cura: E stato prescritto un collirio di adrenalina, ma iguoro il risultato di tale cura, non av<'ndo piu rivis to l'infer mo. Os!tcrvaziouc I II. GIORGIO V., studente, anni 13, da Roma. Pad re morto di tubercolosi polmonare; madre isterica. Una sorellina di 6 anni ha rualat.i gli occh i nella stagione calda (congiuntivite primaverile?). Tra i suoi precedenti morbosi riferisce solo una. pleurite sofferta due anni fa e l'attuale aff'ozione oculare che si è iniziata. in primavera, durante la convalescenza di l).\lella pleurica, con iniezione congiunt ivale1 prurito e fotofobia. Fn curato prima con bendaggio
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e in camera oscnra, poi con penuellazioni di nitrato d'argento, ma i sintomi persistett.ero, per di legnarsi spontaneamente nell'ottobre. A.i primi di marzo e ricomparso il prurito che, dopo qualche g iorno, divenne fastidiosissimo e si accompagnò a lagrimazione, scarso secre to attaccaticcio e a lie,·e fotofohia. Il 15 febbraio 19U, capiti, alla prima o:iia visita. Svil uppo n,utaggioso, temperamento linfatico, biondo, tint a bianco-rosea, anello adenoideo del Valdayer ben 1r:anit'csto, ipertrofia dei turbinati inferiori; i ntegrità completa della cornea, del bulbo oculare e della cong iunt iYa corrispondente; la congiuntiva titr:,ea di entrambi gli occhi, di aspetto cerebrale, con escrescenze quadrangolari, schiacciate, del diametro medio di 1-~ millimetri instaposte come in un pavimento a mosaico. Ho potuto praticare solo l'esame deJlo scarso secreto congiuuth·ale ricchissimo di cellule eosinotile, e l'esame del sangue col seguente risultato : Cor puscoli rossi 4.d-00.000. » bianchi 7.100. Rapporto 1:520. Emoglobina 88 p. 100. 7,1n·m11la leucocitaria: Keutrofìli 49 p. 100. Eosinofili 12 p. 100. L infociti 2D p. 100. 1\J ononucleati grandi 10 p. 100. Alla motà. di maggio, rlopo cioè tre mesi, l'infermo è tomato alla mia ossen·azione: O. D. Kulla di mutato dalla prima osservazione: la tinta lattescente appare piì1 i ntonsa, le papille sono pii1 dure, le strie iuterpapillaz i più nette. Il cnldi;;acco è sano, ma la fila superiore delle escrescenze sorpassa al· qnanto il borcio tarsale e, contrariamen te alle altre, sono piì1 mobili. Canrn· cola normale. Cornea integra. O. S.: nessuna apprezzabile di,ersi tà.
E.~ame <li sa,1gue : Corpuscoli rossi -1.0j0.000. • hianchi 7.000. Rapporto 1:578. Emo~lobiua 90 p. 100. Fornwla l,•u,·ucitaria : Poli nucleati neutrofili 52 p. 100. eosinofili 8 p. 100. Linfocit i 32 p. 100. Mononuclea ti grandi 8 p. 100. F,~cmrn dPllf' urfae : negati , o. E.~wne del .~ec1·eto : Scarsi eosinofili quasi tutti mononucleati. 1J"a.,sennan : Xe,!!ativa . CHtireaziu1u• : Dcbohueute positiva. Dalla congiuntiva tarsaa destra viene escissa con Je forbici 1111a gro:;sa Ye,!.!;etazioue e innestata nel sacco congi nntivalo di una scimmia. (.Esperiemm H) .
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Repe1·to microscopico. - L'esame mir.roscopico di un pezzettino della congiuntiva tarsale sinistra, ha fatto rilevare quanto appresso: Lo strato adenoide non presenta l'abituale uniformità ma vi si scorgono piccoli e den.s i cumoli di elementi cellulari giovani che dànno quasi l'aspetto di corpuscoli linfoidi, L'accrescimento di questi elementi procede verso la superficie libera e i diversi nidi di proliferazione, a. mis ura che crescono, si accostano tra. loro. Questo addensarsi dei nuovi elementi cellula ri ha per conseguenza immediata il restringersi ed il chi udersi delle cripte epiteliali già formate, in alc une delle quali restano inclusi i detriti delle cellule epitelial i degenerate, mentre alla pe riferia del nuovo tessuto che le circonda si osservano, negli inttlrstfai cellulari, molti ele1J1enti migranti (fagociti) che penett·ano negli s pazi contenenti i sud . det tL detriti. Chiuso lo spazio che conteneva i detriti, questi fagociti vengono a trova rsi nell'interstizio del nuovo tessuto e seguitano non pertanto la. loro marcia verso la 1rnperficie libera della congiunti n1. La migrazione delle cellule plasmatiche e di ques ti fagociti arriva. al centro delle papille ove egualmente si riscontrano dei vuoti costitui ti d11i relit ti delle antiche cripte, e dove questi vuoti sono pieni df'i detriti di cellule degenerate. Si ripete il feno1neno della. mig razione delle cellule fagoci tarie e la. ch iusura degli spazi che vengono ad esse re tutti occupati da giovani elementi dei quali alcuni si sorprendono in fase cariocinetica. In tale fase della restituzione non si ba ancora la uni formità del tessuto cos tituito da elementi cellulari giovani, ma si distinguono ancora, come punti germinativi separati, non solo i diversi focolai notati in contatto del tarso, ma le diverse correnti di elementi giova ni che più in alto circuis cono i res idui delle cri pte e sono dove più, dove meno addensate. In mezzo a questo tessuto in ricostruzione è dato osservare in sezione long itudinale dei veri e propri vasi linfatici, con pat·eti proprie e contenuto di numerose cellule bianche fra le quali si riconoscono bene i polinucleati ed i mononucleati grandi. In un altro punto rilevasi un vaso linfatico biforcato pure in sezione longi tudinnle. Verso la sommità della papilla si scorgono dei piccoli blocchi di sost unz.a iaìina. Lo s trato epiteliale di rivestimento è sottile e gli elementi non sono dis posti con la normale regolarità; negli interstizi cominciano a penetrare le cellule migranti. A. forte ingrandimento, in mezzo ad eleme11ti cellulari impiglia.ti nel grosso re ticolo fibrino>:10 soprnstnnte lo stato papillare. si osservano chiaramente i fagociti che banno attraversato gl'interstizi epitelia.Ji del tessuto neoformato. Cura : 6 applicazioni di radio, distanziate di 20 giorni e della durata ognuna. di 15 minuti. Lo strato papillare è notevolmente ridot to; la congi untiva tarsale appare succulenta e '!'ariegata. Osservar.ione IY. DM.BERTO P., falegname anni 13, da R oma. - Ha uu fratello di 28 anni già. riformato da soldato per tracoma (?) di cui ora sarebbe completamente g uarito. Anamnesi familiare e personale n egativa. L'anno scorso, verso la.
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meta di aprile cominciò ad av\·ertire in ambo gli occhi come delle breccioline, t1n po' di sangue, scar,;a secr~zione ed un prurito che, con l'inoltrarsi della stagione calda, si faceva sempre piu fastidioso. Usò vari colliri, specie di solfato di zinco, ma con scarso giovament-0. In ottobre cominciò a senti1si meglio e d'inverno non avvertì più alcun disturbo e si ritenne del tutto gnarito. Ai primi del marzo successivo però i di::lturbi si ripresentarono e fra gli altri piu rimarchevole il prurito. Secrezione scarsisPima, filante. Alla mia visita, il 2-! mar7.o detto, oltre i disturbi oculari, accusaYa costante cefalea sopraorbitaria. Tipo biondo; sviluppo, nutrizione, sanguificazi,me ottime. Esame dei vari organi e visceri uegativo. Pochi gangli linfatici Iatero-cer vicali io· gorgati. &ame ,,torinofaringeo : Modica ipertrofia delle tonsille palatine; vegetazioni adenoidi beo pronunziate; rinite ipertrofica con turbinato inferiore di sinistra comuaciaute col Metto. Esame oculare: O. D. (ad occhio nudo) Esame palpebrale esterno nega: t i\·o, congiuntiva tarsea Rrrossita e tutta disseminata di papille piu o meno prominenti, le centrali pitt grandi, quadrangolari, al massimo della larghezza di 2 millimetri. Agli angoli interno ed esterno si può ancora seguire il decorso di qualche vasellino, mentre nel resto della congiuntiva nou si distinguono nè vasi, oè strie bia.ucastre, ma solo rilievi che verso lo esterno sono granulari per cui la snperlicie appare come rosicchiata. dai denti di un topo. A forte ingrandimento: rilievi piatti, individualizzRti, estuberanti appena dalla superficie congiuntivale che non appare edematosa nè sncculent,a, scarsamente pron-ista di vasellioi visibili. llulbo : iniezione pericheratica congiunti vale ed episcle1·ale; vasi turgidi e flessuosi; limbo ispessit.o, di aspetto matto, grigiastro, gelatinoso. Si osserva anzi un iucompleto anello di infiltrazione pericheratica piu marcato agli an· goli interno ed esterno del limbo. Nell'orlo superiore, come anche nell'inferiore, si nota. una zona falcata come nella cheratite vascolosa. incipiente, che nella. parte pH1 alta (centrale) è poco più di 2 millimetri. A forte ingrandimento finissimi vasellini si vedono inoltrarsi nella detta zona e disperdersi in essa. O. S. Yarinnt i non meritevoli di nota rispetto all'O. D. Cornee trasparenti.
Esame <lcl sangue : Cor puscoli rossi 4.400.000. » bianchi 5.400. Rapporto 1:814. Emoglobina 90 p. 100. Pornmla leucocitaria: Neutrofili 50 p. 100. Eosino/ìli 9.5 p. 100. Linfociti 30.5 p. 100. Mononucleati g randi 10 p. 100.
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E.fame delle urine: negativo. Secreto congiuntivale: Abbondanti polinucleat.i eosinofili. lVassermami: Negativa. Culirea.zione: Negativa. Reperto micl'oscopico. - Dalle sezioni di un disco di congiuntiva tarsea, asport-ato con tutto il tiuso con tra pano elettrico, incluso in paraffina, previ!\ fissazione in alcool a 70°, rilevo quanto appresso: lo stroma papillare è più rir.co di elementi cellulari verso il tarso che verso la periferia. La maggior parte degli elementi cellulari è dati\ dalle cellule plasmatiche la cui produzione dirada verso la periferia. nella qoa.le sono abbastanza evidenti dt:,lle gittate connettivali irradiantisi a ventaglio Anr.he in questo caso la ricca produzione di cellule plasmatiche viene a comprendere ed involgere gruppi di cellule periferiche epiteliali che risultano come introfiessi nel crescente connettivo; ed anche questi grnppi di cellule banno ritenuto la colorazione della mucemateina, ciò che dimostra ancora. una volta la pronta degenerazione mucoide cui vanno incontro le cellule poriferiche incluse tra le gittate epiteliali. Cura: Collirio di adrenalina e cocain11a con immediato sollievo dell'infermo. Non ho avuto occasione di cons1 a.tare gli effetti di essa n distnnzn.
Ossenazlone V. BENEDETTO A., commesso, anni 25, da Roma. - Riferisce che suo padre, è morto a 35 anni di tubercolosi polmonare; la madre ha 60 anni e va soggetta ad accessi di epilessia; due fratelli sono morti in tenera età ed una sorella di 22 anni è isterica e l:loffri di congiuntivite quando era g iovanetta. Anamnesi personale del tutto negativa. L 'attuale malattia congiuntivale data da circa 10 anni con remissioni invernali e recrudescenze nella stagione calda e sintomi consistenti in vivo prurito, secrezione appiccicaticcia, scarsa lag rimazioue e lieve fotofobia. Ha adoperato solfato di rame, nitrato d'argento, protargolo, ecc. ma sempre inutilmente. Individuo di regolare costituzione, di colorito bruno, castano scuro, con tutti i visceri sani e senza traccin di ingorghi glandolari nè di alterazioni rino-faringee. Esame l)Ct,lare: O. D. (ad occhio nudo): cong iuntiva tarsea tempestata di piccoli rilievi papilliformi ordinati a mosaico. È molto evidente un sottile velame bianco latteo soprastante a tut.to lo strato papillare. Nel terzo interno si osserva qualche papilla più g rande di circa 2 milJi. met ri di diametro, irregolarmente quadrangolare, con vasellini bAu distinguibili che tortuosamente discendono dall'alto in basso. Completamente normali la. plica, il fornice, la ci.rnncola. Congiunth·a palpebrale inferiore rosso-pallida. )Iodica iniezione pericherat ica con lieve infiltrazione limbare interna. O. S. Na1Ja di notevolmente diverso. A forte ingrandimento le papille appaiono ben delineate, specialmente nella zona centrale della congiunti va tarsea e nel terzo interno dove si riscontrano
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gruppi cli 3.4 papille piatte, con solchi iutermedi finissimi, biancastri che n ell' ins ieme costituiscono come una sottile rete. Ewme del sangue : Corpuscoli ros~i 4.200.000. » bianchi 7.000. Rapporto 1:600. Emoglobina 100 p . 100. Formnla lencocitaria : P ol inucleati neu trofili 5-1 p. 100. » eos inofi li 9,4 p . 100. Lin fociti 30 p. 100. Mononuclea ti grand i 6,6 p. 100. E.,r;. me delle 1trine : Negativo. Secreto congiitntivalc : Straord inaria ricchezza di leucociti eosinofili e di g ranuli sparpagliati. lVassermann: X ega t ini.. Outirenzione : Negativa. R ep1;rto niicroscop ico. - Un pezzettino di congiunt iva, as portato con bisturi lanceolnto, t11rso compreso, fissato in Zenkèr e incluso in paraffina ci dà i seguenti r isultati di osserva;;:ione : Strato pnpillare mol to basso con ,,pitelio di rivestimento con più strati del nor male, pa,:imentoso stratif:i.cato, las8a mente cos tituito dai s uoi elementi cellulari che appaiono come divisi da canalicoli interstiziali. Non sono visiuili profonde invagin;izioni epiteliali. Lo strato sottoepi teliale è cos t ituito da fasci fib1·os i irradia11t isi perpendicolarmente dal tessuto epitnrsalll col quale è tenuto in connessione da alcune t ra becole irregolari e fini di diversa direzione e s pessore. S i osservnno scar,;i residui di cripte epiteliali nella medialità delle pseudo· papille con circostnu te infiltrazione cellulare pi ù nccen tuata e frequenti leucociti polinucleati. Le cellule plasm1~tiche addensate nel li~ metà inferiore dello strato adenoide, diradano sempre più verso la s upe1·ficie do,·e è ab1Jasta11za evidente una incipiente degenerazione ialina del tessuto connetti vo. Sono ben vis ibi li vasi lin fatici e capillari sanguigni tagliati in senso loogitu· dina le e perciò di retti dal basso in alto. In tu tte le sezioni è be>n pronunziata l'ipertrofia del tessuto connettivo con isolate plas mazellen e rari eosioofili. Cura: 5 a pplicazio11i di radio distanziate di 20 g iorni e della durata ciascuna di mezz'orn. Xotevole migl ioramento.
o ~~en azlone n . ARTU RO G., a nni G, da Roma. - Genitori Yiventi e sani ; ha tre sorelle in buona salnte, una delle qnali ha sofferto d i cong iuntivite. t stato malat,o di plonrite sei mesi fa cd è r1nes ta l'unica. malattia d ' importanza da !uì a vu ta. L' attuale affezione oculare data da tma ventina di giorni e l'attenzione dei geni to ri è sta.la richiama ta dal vivo senso di prurito accusa to dal ba mbino e poi da i peremia b nlbare e dalla secrezione che agglutinava. le pal pebre a l mattino.
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Viene accompagnato alla nostra visita il 24 aprile 1914 e rileviamo trattarsi di un bambino molto biondo, di tampera.mento linfatico, con facies adenoidea, senza apprezzabili alterazioni organiche. Ha l'anello del Waldeyer ben pronunciato e palato ad ogiva., Micropoliadenopatia generale. Esame oc·u lare: Palpebre e rime palpebrali normali. O. D. Congiuntiva tarsea ricoperta da un tenue strato lattescente che con una pinza posso rimuovere quasi integralmenta. Sono ancora ben distinguibili nel loro decorso i vasi sanguigni turgidi e tortuosi; non vi sono elevazioni papilliformi ma, nella parte media, delle piccole ohiazzette quadrangolari iust11.poste, appena accennate sulla superficie. Plica e fornice superiore edematose; caruncola succulenta i congiuntiva inferiore normale. Cornea sana e trasparente, accerchiata completame11t,e da un tessuto larclaceo pii1 o meno prominente. Congiuntiva. bulbare percorsa da vasi superficiali iperemici; alcuni piccoli va.sellini invadono anche il cerchio di infiltrazione pericheratica, ma ordinariamente si arrestano a!la periferia di esso . A forte ingrandimento si distinguono le prominenze sulla conginntiva tarsale con strie biancastre limitanti. O. S. Non si notano rimarchevoli differenze. Esame del sangue : Corpuscoli rossi 4.J00.000. » bianchi 6.000. Rapporto 1:733. Emoglobina 87 p, 100. Formula lwcocitaria: Polinucleati neutrofili 45 p. 100. » eosinofili 11 p. 100. Linfociti 35 p. 100. Mononucleati g randi 9 p. 100. E.çame delle u1·ine : Negativo. Secreto congiuntivale: Abbondanti eosinofili prevalentemente polinucleati. Wassermann: Negativa. Outireazio11e : Kegativa. Risullalo dell'esame mic1·oscopito. - Dal terzo medio viene esciss1L una listare Ila di congiuntiva io senso verticale alla snperficie reflessa. Epitelio di dvestimento a tre o quattro strati, piatto, con elementi cellulari a limiti netti. Lo stroma sottogiacente, non molto ispessito, si mostra come diviso completamente da produzioni epiteliali che dall'epitelio di rivestimento snpcrficiale pare che si stacchino per infossarsi nell11 massa papillare a maggiore o minore profondità, a cellule cilindriche pluristrntilicRte. Il tessuto sottoepiteliale è costituito da fasci connettiYali intersecantisi a guisa di un ragnatelo, nelle cui maglie sono contenuti uno o più elèmenti linfatici parvicellulari. La infiltrazione è molto pit\ marcata nella meti, inferiore dello strato adenoideo proliferato, mentre si diradi\ sempTe più ,erso la st1perficie. Sono scarse ed isolate le mastzellen. I vasi sanguigni sono in discreta 'l">tDtitit, d i piccolo ,calibro; non si notano vasi linfatici. 33 - Glor"ale di medicina mili'are. - Fas~. Yll.
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Cur a : \'iene prescri tto il collirio di adrenalina (5 gocce di soluzione al mil lesimo su 10 grammi d'acqua) e rivedo il bambino alla fine di maggio, notevolmente migliorato, con tracce appena visibi li del!' infìlt.rMione pel'icheratica.
Osservazione VI I. A.GOSTINO L . 1\1., anni 17, d a Termini. - Anamnesi familiare e personale completamen te negativa. !folto robusto fl ben nutrito. L 'affezione oculare si manifesta o mesi p rima dell'attuale esame con lag rimazione, e da allora, di tanto in tanto, gli occhi si arrossano e gli dànno sensazione di grani di sabbia. O. D . Rima palpebrale rimpicciolita. Congiuntiva bul bare un po' iniettata, spocialmeote a sinistra, per piccolissimi vasi in vada direzione, super ficie tarsale roseo-pallida, scabra io tutta la estensione, cosparsa di rilievi irrego· lari appena accennat i con il centro pili arrossito. Congiuntiva sottotarsale e del fornice ispessi ta,. ma sooza sporgenze e finisce gradatamente nel fornice donde la po1·ziooo bulbare appare bianca, trasparente e con scarsissimi vasi. Congiuntiva palpebrale e del fomice inferiore roseo-biancastra, ispessita fino ali' inizio della. congiuntiva bul bare, però liscia. Caruncola pallida. Plica rossa o a superficie irregola1·e . Congiuntiva del canto esterno norma.le. (Forte ing randimento) : superficie tarsale t utta cosparsa da sollevamenti super ficiali, ro t,ondegg ianti, ii uemente vascolarizzati, semit rasparenti, lucenti alla superficie, individualizzati. Sono pilt scarsi nella parte centrale, più numerose e pronunciate v erso l' interno e l'esterno e nel bordo tarsale ove sono l'una contro !'al tra compresse. D al fornice in poi la congiunti va appare normale. Cornea sana, (Tav. I fìg. 6). O. S. Le sporgenze sono un po' più accentuate. Nes.mo'altra diversitli da rilevare. Bisultato dell'esame istologico. - Epitelio di rivest imen to ordinariamente a o e più strati con iuvRginamenti molto profondi. Lo strato epi tarsale presenta una notevole ricchezzl\ di cellule pltu:mRticbe e qualche ricco accumulo di esse che mentisce l'apparenza di un follicolo. Numerosi relitti di cripte epiteliali appariscono come s pazi vuoti tappezznti internRmente da epitelio da sembrn,re im:•golari aperture di tubi glandolari.
Ju alcuui di <JUesLi spazi l'f·pi Lelio è totlllweute sfaldato t' raccolto uel vuoto
in forma di detri ti cellulari con nuclei in picnosi ; in altri le cellule epiteliali di ri vestimeuto sono vacuolizzate per degenerazione mucosa ed allora banno il pro· toplasma chiaro che fa lontanamente ricordare le cellule delle glandole mucose in fase secernente. Questa degenerazione cellulare in alcune cripte colpisce poche cellule della ringhiera epiteliale le q11ali si distinguono trn le altre per la loro ampiezza e per l'aspetto quasi brillant... !\egli in terstizi cli q1wste cellule di rivestimento interno di tali otricoli si fanno strada moltissime cellule polinucleate fagociticbe destina le e,·idcntemente a portar via i prodotti della dis truzione cellulnre. Tal i fagociti provengono dallo strato adenoideo proliferante. I.a s\Jmmit:'i dt·lle papille è r icca di piccoli vasi sitnguigni alcuni dei quali sono in t ulta pro.ssimità. dello strato epiteliale. . Kelle lacune non più contenenti detriti, notansi polinucleati circostanti ed nnche tra gli stessi elementi epiteliali. Kou è stato praticato CSl\me ematologico.
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Osser vazione Vlll FEDERICO D. S., contadino, anni 14, da Fa.no. - P adre morto accidentalmente; madre vivente e sana; 4 fratelli in ottima salute; nessuno ha mai sofferto agli occhi. E g li non ha precedenti morbosi personali, ma riferisce di andare frequen temente soggetto a ma l di gola e di respirare male a bocca chiusa. L'affezione oculare risale a 4 anni fa e si è iniziata con fotofobia e lag rimazione. Il prurito, dapprima lieve, si è accentuato con l'inoltrars i della stag ione calda. Non ha tratto g iovameuto dall'uso di vari colliri; a novembre però si senti completamente bene. Tali alternative si sono costantemente ripetute g li anni successivi e C(ISi ai primi di marzo u. s., dopo aver passato una in,ernata senza alcun disturbo, cominciò a sentirsi un formichio negli occhi e al prurito si accompagnarono il rossore, la lag rimazione, la fotofobia. Capita alla nostra prima visita il 27 maggio 191! cioè tre mesi dopo la recidiva di quest'anno. Individuo di deficiente costituzione, con s viluppo scheletriro infantile e sproporzionato alla sua età, ben nutrito, di colorito bruno. ,Organi e visceri sani. Micropoliadenopatia lat ero-cen·icale. Palato ogivale, ipertrofia tonsillare, vegetazioni adenoidi manifeste, rinite atrofica. Esame oculare : Palpebra e rima palpebrale normali. O. D. (ad ecchio nudo) : congiunti va tarsale coperta da un velamento cli e posso rimuovere « in t oto» come uo brandello di panna di latte bollito. La superficie congiuntivale ha l'aspetto di un vero selciato di papille schiacciate. serrate le one contro le altre, ma ciascuna bene individualizzata, sessili, dure. Plica, fornice, caruncola senza apprezzabili altera~ioni. La ,congiuntiva bulbare è percorsa da vasi turg idi, serpeggianti cho si suddividono formando una rete vasale pericbe1·at.ica ben maui festa. Cornea perfettamente trasparente, ma ridotta nei suoi diametri, spe,:ie vert,icali, tanto da apparire ovalare a causa di una lussureggiante infiltrazione gelatinosa che la circonda tutta, invadendola circolarmente e incastrandola a guisa d i un vet ro
da orologio. Nel disco corneale, rimasto libero, si rileva. un cercine turchiniccio, come un gerontoxon, costituito da due falci d isposte trasversalmente e ricongiun .gentisi per i loro estremi. Dall'alto vi si nddentrano finissimi vnsellini che vi s i s perdono. O. S. L'unica differenza apprezzabile e che le papille ricoprono solo il terzo centrale, ma sono come quelle dell'nltro lato per aspetto e consistenza, m entre le zone angolari sono lisce. La infiltrazione pericorneale e ancora pH1 inarcata ed esuberante e nel limbo esternamente forma un rilievo mammellonato. A forte ingra.nàimento nulla di rimarch evole. Esame del sa119ue: Corpuscoli rossi 4.020.000. • bianchi 6 .000. Rapporto 1 :670. Emoglobina 8 1.
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Fonn11la leucocitaria: Polinucleati neurtotili 48 p. 100. eosinofili 7 p. 100. Linfociti 37 p. 100. Mononncleati grandi 8 p. 100. Esame delle urine : Negativo. Secreto co11gi1mtivale: Kel materiale r accolto dalla congiuntiva superiore si trovano quasi tutti elementi epiteliali meccanicamente asportati, scarsi leucociti, oessnn eosinofilo; io quello raccolto dalla congiuntiva inferiore succulenta, molti eosinofìli poli e mononucleati. Wasserman : negativa. Oulireaz ione : negativa. Aspor to una striscia di congiuntiva tarsale destra in senso verticale: una parte viene utilizzata per ricerche batt.eriologiche e l'altra per ricerche istologiche. (Fissazione in alcool assolu to; inclnsione in paraffina; tagli in serie: colorazioni varie).
Reperto microscopico. - Vegetazioni tarsali: Si osservano bene il tarso con le glantlole del :Mcibo111io e una nettn linea di demarcazic:,1e fa distinguere il connettivo fibroso epìtarsale dallo strato adenoide straordìllll,riamente ricco di elementi cellulari a nuclei rotondi ed ovali con frequentissi01e figure cariocinetiche. Es,o, sorpreso in ntti viss i ma proliferazione, ha notevole spessore; in alcuni punti è cont.inuo; in altri presenta dei piccoli 't"Uoti costituitis i dai relitti delle pseudo• cisti, vuoti che vanno rapida.men te restringendosi fino n scompa rire e si ossena con la pia chiara evidenza la fine delle ceJluJe epiteliali da cui queste pseudo-cisti erano in origine rivestite, poichè questi otricoli nettamente limitati alla pe· riferia delle vegetanti cellule linfatiche, presentano ancora al centro, cioè nelle cavità resiclu1tli, un cumulo di detriti cellulari costituiti da protoplasma gr11nulos0 e di nuclei in picnosi. Ai contorni di alcuni di questi vuoti si osservano assiepate e quasi allineate grosse cellule plasnmtiche dal nucleo vescicolare norm1tlrnente colorato, le quali si protendono verso il vuoto per chiuderlo ed alcune volte qnnndo poche di esse si trovano i>ulla stessa riga possono simul1tre l'aspetto di cellule epiteliali di rivestimento; <1uando prrò i suddetti vuoti sono q uasi intieramente riempiti, tale aspetto epitelioiJe svanisce e si ha la Nstitiitio ad integrmn del tessuto adenoide. Nell'inte rstizio tra q ueste cellule si scorgono, con molta frequenza, cellule migranti (fagociti) cl1e penetrano talvolta nello spazio cl1e contiene i suddetti d<>triti ed hanno evidentemente la missione di asportare dal giovane tessuto in neoforma· ziooe i relitti degli elementi degenerati. Procedendo vet·so ln sommità delle pnpille si hanno tutte le note di un giovane tessuto in via dì accrescimento nel quale distinguesi, solo a forte ingr~ndimento, un esile s troma fibrillare tm lo cui maglie si determina una vera inonda;,;ione di elementi cellulari giovani. moltissimi dei quali sono colpiti in fase ca· riociBetica. I cnpillnri che percorrono ']Uesto giovane tessuto hanno endoteli od elementi cellulari co:spicui come quelli di cnpillari di 1·ecente formazione ed hanno direzione raggiata, da sotto in sopra, verso l'apice delle papille. Simili endoteli si scorgono anche ne~li spnzi linfatici che s i allargano all'invasione delle esubcrnoti cellule in accrescimento. Si osservano ancorn veri e propri va.si linfatici che hnnno-
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lo .;;tesso decorso e contengono numerosi leucociti ( polinucleati neutrof. e mono nucleati) I n tal modo vi~ne a ricostituirsi il norm1tle strato adenoide della congiuntivn. Nell'ambito della lJapilla. non è raro incontrare ancora delle vacuolizzazioni e dei blocchi di sostanza. filamentosa dovuti gli uni e gli altri ad elementi cellulari degenerati delle antiche introflessioni dell'epitelio periferico. Qualche vacuolo di quest,i, tutto riempito da caratteristici filamenti mucoidi, si riscontra. altresì al bordo laterale della papilla. a contatto immediato col versa.mento ematico interpapillare nel quale si trovano i prodotti della degenerazione cellulare. In questo caso, determinatasi la caduta delle vecchie cellule ep iteliali che contornavano le papille nell'acme del processo morboso. ciascuna papilla viene ad essere rivt>stita da normale epitelio, tra i cui elementi spe,so se ne trovano alcuni iu fase cariocioetica e la linea. di dema.rcazione tra. qursto epitt>lio ricosti tuito ed il persistente versamento ematico è netta, continua., meno in quei punti dove abbiamo notato qualche residuo vacuolo, testi111one della preg ressa caduta degli elementi cellulari. È però notevole il fatto che tra gli elementi cellulari di que:;to nuovo epitelio non infrequentemeute trovansi cellule migrate, alcune delle quali si riconoscoao oett1nnente per eo~inofili. Tali cellllle. frequen ti in tutta la massa della papl la, promanano dall'interno delle papille t1ovti se ne riscontrano in grande quantità. i nsieme alle suddette cellule fagociticbe. L a marcia di queste cellule, attrave rso gli spazi linfatici, pare che si determini cent rifugamente, poichè immediatamente sotto l'epitelio di rivestimento, si accumuhlilo talvolta io considerti vole n umero e da. questa raccolta alcu ue si fanno str11da negli spazi in trnepiteliali . Oiira : Iniezioni sottocongiuutivnli di adrenRlina al milles. diluita al qua rto. Dopo 16 giorni gin si constata un sensibile migliornmeoto1 avvertito ar.che dnll'infermo.
Osserrn.zlonc IX. \
A:rn~;Lo O., di Luigi , mec(':,nico, anni 21, da Tagliacozzo. - Kulla nel gentilizio, neanche per quanto riguarda le mal attie oculari Non riferisce precedenti morbosi, tranne otite bilaterale suppnrata e freq uenti tonsillit i. Quattro anni fa, alla fine di febbraio, cominciò ad avvertire in ambo gli occhi vivo prurito che dileguò nell'ottobre . .Al 1Darzo successivo ricominciò il prurito e ad esso si accompagnò rossore che andò sempre più accentuandosi. Da allora i disturbi non sono più scomparsi, ma solo alquanto attenuati durante le stagioni inve1·nali. Ha adoperato, frattanto, bendagg-io occlush·o e collid di protargolo, solfofenato d i zinco, ad renalina e cocaina con g iovamento momentaneo. Si presen ta alla nost-ra osservazione il 20 maggio 1914. Individuo di buona costituzione, ben nutrito. di colori to bruno, capelli neri, senza. apprezzabili lesioni dei Yari organi e visceri. Pala.to ogivale, tonsille i pertrofiche, membrane timpaniche retratte, s pecie a destra. Esame oc11lare. - O. D. Congiuntiva tarsea superiore unifor memente ricoperta da piccoli rilievi pia.tti del colore di carne lavata, g iustaposti, di uguale dimensione, rotondeggiant i. Congiuntiva iuferioro, fornici, plica solo un po' tumefatte ed iperemiche. Congiunti,·a bulbare iniettata fortemente. Ne l
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limbus, interuamente ed est.eroameute, un moàico addensamento pericheratico, gelatin iforme. O. D. Congiuntiva tarsea superiore con pochi rilievi qna e là disseminati, prevalentemente nella zona centrale. La iniezione bulbare é meno accentuata e non vi é t.raccia di infiltrazioue pericheratica. Cornee trasparenti; una tenue falce grigiastra occupa il margine superiore di er.trambe le cornee. Esame del sangue: Corpuscoli rossi 4,&00.000. » bianchi G.000. Rapporto 1:815. Emoglobina 99 p. 100. Fornrnla leucocita1·ia: Polinncleati neutrofili 46 p. 100. » eosinofili 10,5 p. 100. Linfocit i BG,2 p. 100. Mononucleati grandi 7,3 p. JOO. Secreto congiuntii:ale: Ricchezza di leucociti eosinofili poli o mononucleati. Esame clelle iirine : Negatirn. ll'asscrmann: Debolmente positivo. C1dircazione: Kegativa. Non si è praticato esame istologico. Cura : Iniezio ni sottocongiuntivali di adrenalinfl. Os;;ervatlone X. GrnsEPl'I!: P ., anni 15, da Montai bano. Alqnanto emaciato, ma di rego· lare sviluppo; emotivo (sviene per una iniezione di cocaina). L'ofr.almia si iniziò tre anni prima di questo esame con bruciore e secrezione in 00. Praticò inutihneute va.rio cure. Leggiera ptosi palpebrale con scomparsa di pliche cutanee. O. D. (ad occhio nudo): congiuntiva tarsea lattes111mte specie nella metlì, superiore del tarso che appare liscia, mentre la rimauento è rugosa, per sporgenze appena accennate. Bordo tarsale non irregolare ma rosso ed un po' tu· mefatto. Congiuntiva angolo interno rossa e tumefatta. Congiuntiva del fornice trasparente, pallida, non ispessita. P lica sana. Cong iuntiva inferiore un po' tumefatta, vascolarizzata ma senza rilievi. Intorno alla cornea osservasi una chiazza triangolare, rugosa per varie sporgenze su· pertìciali; colore g rigiastro. Un vaso che finisce a pennello l'abbraccia e manda nella chiazza stessa alcuni vasellini. Al lato int,erno: piccolissima traccia di irregolarità grig iastra. che indica l'inizio della neoformazione. (A forte ingrandimento): congiuntiva. tarsea cosparsa di sollevamenti ap· piattiti, g rigiastri a bordi rotondeggianti e che nell'insieme mantengono la indipendenza. Nella porzione marg inale la su1)erfìcie è uguale, quasi trasparente e lascia intravedere le glandole meib. Nel bordo posteriore del tarso invece osservasi un finissimo reticolato giallastro, non rilevato, che forma come un ammattonato.
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Nella congiuntiva .interna i sollevamenti vanno diminuendo di numero e di estensione, cosicchè la congiuntiva finisce per essere ivi solo un po' vascolarizzata finemente. Congiuntiva inferiore con finissimi vasi neoform.ati ed 9 ppena tumefatta. nella porzione tarsale. Infiltrazione pericorneale diffusa, con irregolit.rità non circoscritte, grigiogiallastre. Cornea perfettamente normale. O. S. (ad occhio nudo): congiuntiva tarsea alquanto ispessita, rosso-pallida con sollevamenti su tutta la suverficie, appiattiti, di grandezza poco differt'lnte l'uno dall'alt.ro, più esili nell'esterno e non apprezzabili nella parte interna. (Tav. I fig. 4). Congiuntiva. del fornice di aspetto lievemente vellutato; congiuntiYa bui· bare normale eccetto uno sviluppo venoso dei grossi vasi; quella della palpebra inferiore è rossa, edematosa, un poco ispessita ma non cosparsa di irregolarità. La cornea per tutta l'estensione del 3° esterno del limbo presenta un contorno rosso-pallido cl1e finisce in esili vasellini che poi si raccolgono in due ramuscoli trasversali. A forte ingrandimento: superficie tarsale cospars;i. di prominenze piatte, irregolari con bordi anotondati e superficie lucente. Sono regolarmente disposte in modo che apparisce proprio come l'acciottolato della strada. Ogni grossa sporgenza è divisa da solchi superficialissimii in 2 o ~ lobicini. Le sporgenze de!Paugolo er;terno ed interno e retrotarsali sono più piccole, pii1 numerose, più rosse. La congiuntiva del fornice presenta grosse ondulazioni, ma senza veri e propri rilievi. Nella palpebra inferiore non osservnusi !iporgonze, ma solo una vnscolarizzazione neoformata. Esame microscopico. - Le introflessioni ìnterp11pill11ri delrcpitelio appaiono tappezzate da ricchissima tunica epiteliale, in alcnni punti pluristrntificata. In qualche cripta le cellule epiteliali, di cui molte 11. protoplasma chiaro, si allungano tanto verso il centro del lume di esso, da venire a contatto con quelle dell'opposta parete E' facile colpire delle cellule epiteliali interpapillari in fase cariocinetica, il cho dimostra che il loro accrescimento continuR. anche dopo avvenuta l'introflessione. In alcuni punti le introtlessioni sono cosi àvvicinnte frn loro che di1nno a tutto lo strato epiteliale l'aspetto di tessuto glandolare. Il tessuto interposto a questi otricoli è costituito d a cellule plnsmatiche con• teo u te in un fino reticolo fibrillare. Ci,ra: Glicerolato-tannico.
Os!!enazlone X l. ALESSANDRO P., di Camillo, studente, anni 17, da Roma. - Ha due fratelli, ed una sorella in ottima salute. Non riferisce :alcun precedente morboso
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CATA RRO PR IMAVERI LE DELI.A CO:'.'<GIONTIVA
d'importanza. L'att oole affezione oculare risale a molti ann i fa , cioè dall'età di 7-8 anni ed ba sempre avver tito forte prurito, lngrimazione e scarso secreto a l mattino. Tali dis turbi, accompagnati da iperemia. oculo-palpebrale e dalla s ensazione di terl'iccio nel sacco cougiun tivale, con remittenza. d urante la stag ione fredda ed esacerbazione a primavera , du ra no t uttora, più accentuati. È individuo di discreta cost ituzione organica, con colorito mQ)to pallido, capelli nori, mnscolatnra flaccida, molto ap prensi\'O, a dire della famiglia. In· teg ri tà anatomica e fnozionale di tutti gli organi e a pparecchi. Esame oto· ri no-fnl'ingoo negat iYo. Esa.rne ocular e : O. D . superficie arrossata, lattescent.e, r icoperta da rilievi papillari nella moti\ superiore con margine tarsale delimitato da una fìla re, gola re di papille con tig ue, basse, rotondeggianti o quadrangolar i; la metà ioforioro è l ibera da papille, ma uniforruemonte rossa senza che y i si d istinguano i vasi sanguig ni. Congiuntiva bulbare percorsa da varnllini superficiali, t urgid i e tort uosi. l:'ornici, cong iun ti\·a infer iore, plica, cornea seoza apprezza· bili alt ernzioni. O. S. T utta la cong innti rn tarsea è uniformemente ricoper ta da rilieYi mori fot1ui che terminano in nna n la netta in corrispondenza del bordo super iore del tarso. 'Cna modica in fi ltra1/.ione izelatinosa si nota nel quadrante esterno del limbus cornea1e. Null'altro d i pili o d i diYerso r ispetto all'al tro lato si ri leva a forte iog randi mento. Esame clel sanoue: Corpuscoli rossi 3.400.000. » bianchi 7.400. R appor to 1.45!). Emoglobina 71 p. 100. Fo n m tla lrncocital'ia: P olinucleati neutrofi li 48 p . 100. » cosiuofi li 11 p. 100. L in fociti 34 p. 100. ~Iononncleati g ra ndi 7 p. 100. Secn,to co11gi1mtirrilc: Xote,·ole predominio, r;ugli elementi cellnlari, dei len· cociti polinucleati eosinofi li; molti ~ rannli eosinofi li sparsi. Esam e cfrl/P 1tl'i 11c : Tracce di albumina. n ·asserma,m : Ncgatin,. C utirea::iunl!: K ega ti rn. Non si e praticalo esame istologico. Cura: ] stillazione di un collirio d i ndrennlina d i cui non si è avuto temro di determ innre gli effetti. Osservazione X U . C1...a u1J IO R., st.udeote in legge, anni 22, da Arpino. Genitori vh-en t,i e sani, 4 frate lli in otti ma salute. Kcssnn Jlrocedente morboso d'importanza.
CATAB.RO PRIMAVERILE OELLA CONOIO!,T!VA
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La prima manifestazione dell'attuale affezione oculare data dal marzo 1911, caratterizzata da fastidioso prurito, lie\'e fotofobia, scarsa secrezione. In autunno migliorò notevolmente, ma i disturbi si ripresentarono a primavera 1912. Adoperò prima solfato di zinco, poi acido tannico e glicerina ma non trovò giova.mento che al ritorno <lella stagione fresca. Nel maggio 1913 nuova recrudescenza che curò con soluzione acquo,m di acido acetico, con momentaneo sollievo, I sintomi da allora. sono persistiti per quanto attenuati. Individuo di costituzione sufficientemente rohusta, tipo bruno, senza a !cuna apprezzabile lesione dei vari organi e visceri . Non presenta triwcia di ingorgo glandolare in nessuna stazione linfatica. Palato fortemente ogivale, assenza di \'egetazioni adenoidi, lieve ipertrofia tonsillare, rinite catarrale cronica, otosclerosi doppia. Esame oculare: Pa]pebre e r ime normali. O. D. (ad occhio nudo): nel mezzo della conginntiva · t'arsale infiltrata e pallida si osserva un'agglomerazione di piccole \'egetazioni consistenti, di aspetto gelatinoide. Tali vegetaziouì riisiedouo su tutta le parte med iana di detta congiuntiva, lasciando le estremità au,çrolari libere. Secrezione q~asi nulla. A forte ingrandimento si osserrn una fila di piccole papille molto schiacciate e larghe, serrate le une contro le altre, con tendenza a confondersi col resto della congiuntiva tarsale. Plica, fornice e caruncola del tutto normali; congiunti\,a pal pebrale inferiore leggermente biancastra, ma snnza accenno d i elernzioni nè di follicoli . Non vi sono segni di iperplasia pericorneale nè di alterazioni corneali. O. S. Stato quasi identico. Esame d('l sangue: Corpuscoli rossi 4.800.000. » l>iauchi 5.600. Rapporto l :Sò7. Emoglobina D8 p. 100. Formul,a leucocitaria: Polinucleati neutrofili G! p. 100. i. eosi nofi I i G p. 100. Linfociti 23 P· 100. Mononucleati granct1 7 p. 100. Esarne clelle urine: Abbondanti cristalli di osisalato di calcio. Sec reto congitmtivale; Leucociti eosinotili in discreta quantità; molti granuli eosinofili sparsi fra le cellule epiteliali e i leucociti. l,f'asse1·mann: Nega ti va. Cutireazione; Negativa. llepe1·to microscopic'o: Con curona 01 trapano di mm. 2, ',', viene aspc~:tato uu disco di congiuntiva tarsea O. D. fissato nel liquido di Boui1m, incluso in paraffina. I tagli, variamente colora.ti, dànno il seguente reperto: Masse papillari molto ineguali tra loro, le periferiche basse, una grossa cent rale alta più del doppio. Un sottile strato di epito,>lio nd elementi un po' appiatti ti, riveste la superficie libera di queste papille, mentre l'epitelio delle insena·
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CATARRO PRIMA\.ERILE DEf,LA COXGIIUNTIVA
ture, delle cripte e dei canali chiusi ha elementi cellulatri che rammentano quello malpighiano. Nei preparati colorati con mucemateina subito colpisce il fatto che, mentre l'epi. telio periferico di ri,·estinw nto ad elementi appiattiti è integro e continuo, quello delle insenature, dt:llc cripte e dei canali chinsi presenta con grande frequenza la degenerazione mucoide rilevatn dal metodo speciale con blocchi a struttura filamentosa che I.anno sostituito singoli o interi gruppi di elementi cellulari. La struttura interna delle papille permette di distinguere uno stroma. che apparisce più evidente alla base delle papille stesse per il fatto che ivi si è diradata la colluvie di elementi plasmatici provenienti dallo strato adenoide prolifernto. Nella parte centrale, nella medietà. deJla papiJJa e negli stra.ti sottoepiteliali, si nota ancora la cospicua inondazione di questi elementi, tra i quali non è raro incontrare cellule fagocitarie. Questa maggiore ricchezza di elementi linfoidi dalla parte superiore in su, induce a pensare che l'inondazione, determinatasi dopo l'attiva proliferazione dello strato epitarsale, segua una marcia da sotto in sopra, di guisa che gli strati che prima ne restano liberi e tornano per conseguem:a al . normale sono quelli infe· riori; sus3eguentemente il campo si ripulisce "nche negli strati superiori. Bene evidente e conservata appare una cuticola di coagulazione soprapapillare. In qull,)che preparato è ancora più evidente lo stroma con gittate fìbrillari a. Vl'Otaglio.
C111·a: Collirio di adrenalina all'O ::i . e di acido tannico e g licerina all'O. D. Dopo tre mesi di tale cura quotidianamente praticata, torna alla mia. visit:~ l'informo mi dichiara che i disturbi subiettivi si sono molto attenuati ed io constato obbiettivamente una note,·ole miglioria. Osserrn,doue Xlii. FLAVIO R., contadino, di anni 23, da S. Anatolia (Aquila). - Sulla nel gentilizio. Anamnesi porsonale negativa. L'attuale affezione oculare si e ini· ziata nel febbraio di tre anni fa con lagrimai:ione, sen::-a.;,;ione di. corpi estranei e vivo prurito. Tali sintomi si sono molto attenuati durante la stagione invernale, ma, all'in izio della primave1·a, sono riapparsi più intensi e molesti. La stossa alteroati,·a si verificò nell'anno successivo. IJ1diviùuo di sana costituzione, colorito brnno, capelli castagoi. Integrità. anatomica e funzionale dei vari organi e visceri. Assenza di ogni ingorgo g laudolare. Esame 1·i110-farù1rro: Rinite ozenatosa; palato fortemente ogivale. E.~ame owlare : Palpelire e rime palpebrali normali. O. D. Congiuntirn tarsea superiore ispessita e ricoperta di un velo lattescente, tutta inrnsa da riliod pnpirlari, nella metà superiore piì1 grandi, alcuni anche del diametro di 3 millimetri, bene allineati ed individualizzati, divisi da strie hiancastre, nella metà inferiore piìt piccoli e nell'angolo interno ridotte a g ranuli moriformi. Nel retrotarso la congiuntiva è arrossata e on· dulata, ma senza rugosità. \Tav. I fig. 3). Cougiuntiva inferiore rossastra, ca.ruucol,.1, succnl&nta; congiuntiva bulbare percorsa da gros:;i vasi tn rg idi.
CATARRO PRUIAVERILE DELLA CO);r.Il"N'rJV ,\
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Nelle regioni interna. ed esterna. del limbns si nota noa infiltrazione mammellonata, rossa.stra nella parte interna e gelati uosa nella metà corrispondente alla cornea. f!he tende ad invadere; talchè il disco corneale viene a t ro varsi come compreso io una. paren tesi d'infiltrazione per:icheratica, ma conser va la. sua completa t rasparenza ed integrità. O. S. Condizioni pressochè iden tiche. A fol"te ing randimento nulla di particolare. Esame clel sangue : Corpuscoli rossi 3.960.000. » bianchi 7.400. Rap por to 1 : 535. Emoglobina 78 p. 100. .Formula lwcocitaria: Polinucleati eosinofili 15 p. 100. i. neutrofili 411 p. 100. Linfociti 29 p. 100. Mononucleati grandi 7 p. 100. Secreto congfontivale : Rilevante numero di leucocit i eosioofi li. E same delle t,rine; Negativo. W as.~ennann: Positiva. Cutireazione: Negativa. Le escrescenze della cong iuntiva tan;ea de:<tra vengono uWizzate per ricerche ba tteriologiche. Quelia mammellonata del liml,us O. D. viene as portata in toto, fissata io alcool a 70° ed inclusa in p11.raffina, previa colornzione in massa con ematossilina ed eosina. Rep erto microscopico dell'escrescenza limbare. - I tagli seriali dimostrano l'epitelio superficiale di rive~timento a carattere malpighiano ma di spessore molto ineguale. Nel tratto corneale dell'escrescenza questo epitelio è nito e le s ue propaggini, anch'esse ineguali, arrivano a notevole profondità nel tessuto sottostante ( t av. VII, 6g. 2 e tav. VIII, fig. 1 e 2). Gli elementi cellulari di tale rivestimento epiteliale sono appiattiti negli strati più superficiali e ·hanno disposizione alquanto disordinata n el senso che la dire · zione dei nuclei cellulari, ohlunghi, non è un iforu1e, essendo alcuni disposti nel senso qu nsi pa.rallelo alla superficie, altri in senso obliquo o verticale. Assai più regolare per forma. e disposizione appat'isce l'epitelio che si appro· fonda nel tessuto; gli elementi cellulari hanno nuclei vescicolari con distinti nucleoli. Spesso però tali propaggini chiudono al centro dei gruppi di cellule Ppiteliali di v aria grandezza con nuclei intensamente e omogeneamente colorati (cariolisi), circondati da una ringhiera di elementi epiteliali perfettamente normali. Il tratto congiuntivale della escrescenza è ricoperto nella massima parte della estensione dal solo strato epiteliale superficia le conforme a quello descritto nel corrispondente tratto corneale. Si incontrano a lunghi intervalli profomle propaggini epiteliali promananti dalla superficie e <lei nidi di cellule epiteliali che pare abbiano perduto ogni rapporto con la superficie. Alcuni di questi gruppi di cellule sono dispo!lti sulle paret\ di piccole cavitil. le quali nei tagli seriali si allungano ver5o la super6cie e assumono la forma caratteristica di cripte epiteliali da introflessione d i quello di rivestimento. (La fig. 2 tav. VIII rappresenta tre successivi nspetti della cripta)
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CATARRO PRIMA Vl::RILE DELLA CONGIUNTIVA
Lo strato sottoepiteliale s i dimostra molto più ricco di elementi parvicellulari nella sua medietà. In un punto di forte atldeu;,ame11to cellulare si osservano in tutti i tagli seria.li piccole e rotondeggianti aree, prive di nuclei, nelle quali sono visibili blocchi di sostanza. omoge11ea che hauno trattenuta la t inta eosinica e che perciò possono i11terpretar3i per masse ialine. o ~servazlone XIV. GOJi'FREDO D., studente, anni 15, da T agliacozzo. -
Genitori viventi e sani,
sei frat.e lli in ottima salute e senza affezioni oculari. Ha sofferto da. pic-
colo di otite suppurati va destr::i. che dopo vari anni terminò con notevole ipocusia. L'attuale malattia oculare viene da lui riferita ad uoa. forte sudata nella primavera. di due anni fa e si manifestò con iperemia bulbare e prurito, che. leg!;ermente attenuatisi du rante l'inYerno, si sono riar.utizzati in primaxera. G iovanotto di gracile costituzione, con muscolatura flaccidn, sviluppo deficiente, temperamento molto impressionabile. Colorito brnno, capelli castano· 1>curi . )Iicropoliadenopatia. Ipertrofia della tiroide. Esame oto-,·ino-fnringeo : Forte retrazione della membrana timp. destra; rini te atrofica, faringite cronica. ' E.~ame owlare: O. S. Pal pehra. superiore i n lieve ptosi. Congiuntiva pal· pebrale superiore ricoperta da rilievi rotonde:;rgianti, d i colorito encefaloideo, di grandezza varia, non a mutuo contatto. Piega di passaggio, fornice superiore, caruncola e congiuntiva inferiore non apprezzabilmente alterate. Con· g 1unti\'a bnlbare percorsa da v11si superf:ciali, tortuosi, che mettono capo ad un cerchio d i infiltrazione pericherntica, gelatinosa, nella quale la cornea. perfetta1uente t rasparen te, resta come incastrata. Xell'esteruo del limbus corneale la iufiltrazione è prominente, mammellonata, bianco-rossastra nei due terzi estero i, midollare nel terzo inrerno e iurndo la cornea come la testa di uno pterigio. O. D. I rilievi papillari sono in 11umero molto minore e limitati alla zona centrale della congiunti rn, ro tondi come a stampo. La iniezione della coug;iunti va bulbare è meno pronunciata e la iufilt.ra· zione pericheratica si lim ita ~olo al quadrante s nperiore con accenno a prolungarsi 'Sulla parte esterna, talche le parti inferiore, interna e gran parte dell'esterna sono libere da ogni infiltrazione, cho iuvece iu qut>lla superiore e prominente, mammellonata . Secrezione assente. Yiene asporlata tutta la escrescenza do! limbus O. S. e di essa, sezionata in senso longitudiuale, metà e ntilizzata per ricerche istologiche e wet/1 rer ricerche batteriologiche. 4.000.00(). Esame drl :<an91t<: : Corpuscoli rossi bianchi 7.000. » 1 : 671. Rapporto 87 p. 100. Emoglobina. 44 p. 100 For11wfo leucocitaria: Polinucleati neutrofili » eosinofili 10 p. 100 36 p. 100. Linfociti 10 p. 100. i\lononncloati grandi
CATA. llRO PRIMA V ERI LE DELLA CO~GIUNTI VA
Esame delle t4rine: Negativo. Secreto congiuntivale: Poche cellule epiteliali meccanicamente asportate. Wassermann : Negati va. Cutireazione: Negativa. R epel'to istologico (Metà escrescenza Hm bare. 6;;sata in alcool, colorata in ma~sa.
eon ematossilina ed eosina, inclusa in pa.raffinll). - L'epitelio di rivestimento, ha gli stessi caratteri di quelli de<,critti nel caso XI II, ma è meno accentuata la. differenza. fra. gli strati superficiali che qui appariscono più lamellari e si accostano più alla configurazione degli s trati cornei. Sono inoltre più rari i gruppi di cellule in fase regressiva inclusi in cercini di epitelio normale. Sono invece notevolmente più profonde le propaggini epiteliali in forma di cavità s ulle cui pa· reti si stende l'epitelio che proviene evidentemente dnlla s upe1·6cie. (Tav. VITI flg. 1). :Nello strato sottoepiteliale si nota una migrazione parvicellulare più tenue, non a forma di focolai come nel caso xrn.
C11ra: Oltre quella chirurgica su riferita, vengono praticate, in giorni al terni, iniezioni sottocongiuntivali cli adrenalina, i cui ris ultati non siamo io tem}JO di precisare, essendo l'infermo venuto alla nostra prima osservazione il 20 maggio· ultimo scorso. Osserrnzlone X Y. CARMINE C, contadino, a.uni 25, da Ausonia (Caserta). - Ha gen itori viventi e sani e 10 fratelli in ottima salute, senza che uessuao abbia mai soffert.o malattie oculari . Egli s tesso non ha precedenti morbosi d'importanza e l'attuale malattia rimonta al mese di aprile di 4 anni fa, mentre ern soldato. Sentiva prndere gli occhi, senso di polvere, scarso secreto filante; io autunno ogui sintomo si dileguò per ripresentarsi più pronuuziato e molesto nel marzo successivo ed in tali avvicenda.menti di migliorie e di l"icadute la malattia si è protratta finora. Attualmente non accusa alcun disturbo tranne la sensazione di sabbia agli occhi. Individuo di costit,uziooe ottima, ben nutrito, colori to roseo, tipo bruno. Organi toracici ed addominali integ ri. Stazioni l i o fati che senza ingorghi. Assenza di apprezzabili lesioni rino-fariugee . Esame oculare : Palpebre e rime normali. O. D. (ad occhio nudo): Congiuntiva tarsea non ispessita., ma tutta cosparsa di prominenze, piatte r ossastre, le centra li più grandi, quadrangolari, ciascuna di circa 3 millimetri, le la terali pii1 piccole e pii1 regolari, midollari. Nel margine superiore del tarso piccole papille sono allineale quasi a
contorno del margine reflesso. Congiuntiva inferiore arrossata, con vasi ectn· sici, ma senza tracce di papille nè di follicoli. Carnncola, plica e fornice nor· mali. Globo ocnlnre illeso; non iniezione pericheratica. A forte ingrandimento notasi solo una modica imbibizione edematosa della.. congiunt.i va, specie nel terzo centrale. O. S. : Senza differenze apprezzabili r ispetto ali' O. D. (Tav. I fig. 1).
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CATARRO PR fMAVER LLR DELLA CONGIOXTIVA
D1dla cong ino tini. tarsea d i destra, zona centrale, vengono asporta.te dne papille per le ricercue istologiche e da quella di sinii:;tra una papilla per innesto sottoco ng illntivale di una scimmia. (Vedi esperienze). Rsnme del sangue : Corpu:;coli rossi 4.9i0.000. » bianch i 6.100. Rapporto 1 ~ 8Ll:. Emoµ-l obi na 98 p. 100. F ormula leucocilal'ia: Polinucleati neutrofili 50 p. 100. ~ eosinofìli 12 p. 100. Linfociti 32 p. 100. ;irononucleati grandi 6 p. 100. E.,a,ne delle tirine : Kel!ativo. Secreto <:,0ngi1rntirnle : Leucociti eosiuof:ili in grande abbondanza . (\"cdi Tav. VI fig. 3). 11·" -~sermann : Kegati\·a. Cutireazione : N ep-ativa . E.~a111e microscopico: L'epitel io di ri\·estimeoto ha riacquistato lo spessore normalo con p ii1 p iani di cellule rotonde nella profondità e un piano di ce]· Iulo cili nd riche superficiali. In a lcuni punti lo strato epiteliale è piu sott.ile, ma in \'Ìa di grad ualo accreo1cimento; vi si scorgono difatti bellissimi esempi di cariocinesi . La sot· tigliezza di questo strato è in altri puuti r idotta ad una sola fila di cellule o, a contatto di questa pal'to di epitel io non ancora tornato al normale spe;sore, trovasi un ricco strato del sanguo effuso alla superficie nel quale sono ancora riconoscibili g li elemrnti nvrmali ematici e s i vede che le cellule pe· riferiche dell'epitolio in formazione, ad immediato contatto con lo strn\·aso ematico, si addentrano in esso.
C11ra : Collirio di a dr enalina S volte nl giorno; dopo 90 giorni, l'infermo torna a lla m ia osservazione o pres,·11ta la congiuntiva tttrsea col suo aspet.to quasi nor· male, tanto che è dist ingu ibile il llecorso delle glandole di Meibomio m entri• LOD sono piu npprezzabili le escresccnzfl papillari. o ~serva.ziouc X n. F.i,; u~A NDO G., anui 38, da San G regorio da Sasso (Roma), manovale. - Riferisce che suo pad1·e e un suo bambino di 13 anm, sono d11. lungo tempo al· fotti cl a. conf!i un ti d t11. un suo fratello e affetto pure eia congiantiYite p rima\·crile, come io stesso ho const:~tato. )Iani festa tara neuropatica famigliare. Rgli non ha sofferto nitra mnlattin d'importanza oltre la infezione malarico. contratta a 18 anni. L'attualo a ffeziono congiuutivale si è iniziata 2() anu i fa, d i prima\·em. con iniezione Yasale, scarso secreto, pruri to e fotofobia. Ra praticato molto e svariato cure Je quali non hanno ostacolato le snc· cessh·e recrude,:;conze prima\·orili. (Co11li1111a).
• OSPEDALE .MILITARE PRINCIPALE DI PERUGIA
IL RIFLESSO O:.\lBELICO-VE~CICALE NOTA Pll.EVE~TIV A
per il dote. Rosolino Ciaurl, capitano medico
Richiamiamo l'attenzione degli studiosi sn di nn curioso fenomeno, finora mai studiato, e che ci sembra destinato ad assumere una certa. importanza in clinica. Esso consiste nel seguente fatto: Eccitando meccanicamente la cicatrice ombelicale, si genera una sensazione· che ricorda il fisiologico bisogno di mingere. Abbiamo potuto studiare il fenomeno in un grandissimo numero d'individui, uomini, donne, bambini, adulti e vecchi, nei sani e nei ma· lati, nella Clinica medica e nell'Ospedale militare di P alermo. nella Ili Clinica medica di Napoli, uell'Ospedale ·militare di Cava dei 'l'irreni e di Perue;ia, nell'Ospedale civile di Perugia, in numerosi soldati di vari corpi; ed abbiamo iniziato una serie di ricerche intese a studiare il fenomeno fisiologicamente e clinicamente. La tecnica per la prodm1ione di esso è semplicissima: basta eccitare più o meno leggermente, ma profondamente come g rattando, con l'estremità ditale dell'indice o con una asticciuola smussa l'ombelico perchè si desti più o meno prontamente, in rapporto con la -variabile disposizione individuale .e con l'intensità dello stimolo meccanico, il fenomeno in discorso ; l'eccitamento meccanico lieve della cute ohe ricopre la. cicatrice ombelicale, le punture di essa !!OU producono il fenomeno che eccezionalmente. Per assicurarci sull'importanza del fenomeno e vedere quanto in esso appartenga alla coscienza e quanto alle eventuali modificazioni dinamiche vescicali in conseguenza dello stimolo, abbiamo proceduto nel seguente modo: mettevamo in rapporto un catetere di Nélato11 , introdotto in vescica, con un tubo di caoutchouc, lungo circa metri 1,50, nel mezzo del quale era. innestato un tubo di vet.ro a T, in modo che la branca orizzontale si trova,;se lungo il tragitto di tale tubo e la branea verticale, mediante un altro pezzo di tubo di caoutchouc, fosse in comnnjcazione con una pera di cent.imetri cubi 200 di capacità;
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IL RlFJ,E~J~ tHIBELlCO-VE:,dJCAI.E
l'estremità libera del tubo era in rapporto con un tamburo di Marey; tutto il sistema, dalla vescica. al co.rpo del tamburo, veniva riempito con acqua fisiologica sterile a circa 38°; l'individuo in esame veniva tennto nel decubito orizzontale supino, in modo che la sua vescica. ed il tamburo di Marey si trovassero su di uno stesso piano oriazontale; dopo di aver abituato l 'individuo alla continenza dell'acqua in vescica, im1i tanclolo al massimo riposo, all'infuori dell'influenza di qualsiasi suggestione, eccitavamo col dito o con un' asticciuola smussa d i legno la cicatrice ombelicale, ed in modo da non destare contrazioni riflesse delle parei.i addominali (il così detto riflesso addominale che possiamo assicurare non si provoca se non eccezionalmente limitando lo stimolo alla cicatrice ombelicalo); ad ogni stimolo corrispondeva un sollevameuto della penna del tamburo che veniva scritto su di un cilindro affumicato girant e di Ludwig. Affidiamo alla presente nota i risultati ottenuti. 1° Il fenomen o ombelico-vesr.icale si presenta con grandissima. fn'!quenza, per lo me no quanto o forse più di a lt ri riflessi così detti superficiali (rifles:ao plantare, fenomeno di Babinski, riflesso crema· sterico, riflesso addomina.le, ecc.). 20 Negli adul ti sani, a vescica vuota, si riscontra nella proporzione del 65 p. 100, mentre, a vescica piena, in quella dell'S5 p. 100. 3° Nelle donne e nei bambini sembra che si riscontri nelle stesse proporzioni; in qualche bambino, come in qualche giovane, s1 riesce a provocare la minzione. .J:" Nei vecchi la proporzione sce ude a circa il 50 p. 100. 5° Il f~n omeno viene annunziato o come un senso di fastidio profondo, para·ombelicale, o addirittura, ciò che è il caso più frequente, come nn senso di costrizione profonda perineale che ricorda il bisogno di mingere, e che può essere seguìt.o in alcuni individui dal bisogno im perioso di or inare, od, infine, come un senso di solletico in corri:::pondenza del meato urinario. G0 Durante la produzione del fenomeno, se lo stimolo è limi· tato alla cicatri ce ombelicale, non si suscita contrazione riflessa delle pareti addominali, nè avvengono in genere sensibili modificazioni del polso, della pressioue sang uigna, d el respiro ; tal volta però si nota un rallentame nto di circa 10 pulsazioni; ma sulla eventuale affinità che il feno meno può avere con il ri fl esso oculo-cardiaco non ci sentiamo per ora autori7.zat i ad emet.tere al cuna conci usione. 7° Il fenomeno si verifica indipendentemente dalla suggestione, poichè fi nota anche in ind ividui che non conoscono nulla di qnant.o p nò conseguire alla stimolaz ione ombelicale ; però la suggestione ci
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IL RIP'l.ESSO 0l1BELICO·VESC1CALE
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è sembrata sia valsa. spesso, in individui poco intelligenti, a. far de-
finire la sensazione di costrizione profonda perineale. 8° Dallo studio dei grafici ottenuti con la tecnica dianzi enunciata, risulta che, quando l'eccitazione meccanica è al punto (ciò che per noi equi vale ad una efficace stimolazione profonda del tessuto cicatriziale), si ha. un forte sollevamento del tracciato seguito da. una lenta discesa. alla linea orizzontale di ri poso' ; continuando la stimolazione, la curva. di ascensione si mantiené per qualche tempo presentando delle leggere ondulazioni: come una specie di trepidazione; le curve coincidono con la sensazione che l'individuo ha del bisogno di orinare. 9° Il fenomeno sembra non si modifichi in q ualità e quantità nelle malattie che non colpiscono il sistema nervoso. Nelle affezioni nervose, per quanto è possibile dedurre dalla 11ostra esperienza., il riflesso sembra si comporti differentemente a seconda che vi siano fatti di irritabilità delle vie piramidali; cosi ci è sembrato A.Ccentu!',to nelle para.lisi da lesioni vasali della corteccia (monoplegie) e della capsula internr,. (emiplegie), in due casi di sclerosi molteplice, in uu caso di eredo-atassia. cerebellare, mentre l'abbiamo i-iscontrato assenta in d ue casi di mielite trasversale con determinazioni vescicali. In quest'ultimo caso il fenomeno ci parrebbe chiamato a risolvere talvolta il problema di alcune localizzazioni midollari oltre che a renderci conto della sua costituzione fisiologica. Da q uanto ci è dato dedurre dalle esperienze nuora instituite, risulterebbe che in conseguenza della stimola.zione meccanica della cicatrice ombelicale, per vie c he si tratta ancora di determinare sperimentalmente, si ha una contrazione riflessa del detrusore vescica.le, la q uale vincendo la tonicità dello sfintere interno ed immettendo q ualche goccia di urina nel collo vescicale, dà origine ad un'eccitaz ione di quella che noi vorremmo dire la zona psichica dell'apparato urinario inferiore, generando la sensazione del bisogno di mingere. Il fenomeno ombAlico -vescicale è quindi di natura riflessa. Dal punto d i vista funzionale esso ha un punto di applicazione dello stimolo, la cicatrice ombelicale, un centro di riflessione che bisogna detenni-' nare, un punto in cui lo st imolo si t raduca in azione motoria, l'a.ppara.to vescicale. Quest' a.reo diasta.ltico evidentemente non sembra n eces:1ario nell'ordinaria minzione. In via affatto ipotetica sì potrebbe per ora. affermare che nel complesso arco r iflesso vescico-mielo-ce1·ebrale (che presiwJe al fenomeno della minzione ordinaria. e che avrebbe come via centripeta il simpat ico ipogastrico, come centro il midoll o lombare, come vie centrifughe da una parte i ner vi ùel plesso sa• 39 - Giornale 111 medicina mi/ilare -
fase. Yll.
IL !Ul'LESSO OMBELI CO·VESOIC,ILE
crale per quanto concerne il giuoco dei muscoli a fibre liscie, detrusore e sfintere interno, e striate, muscolo di Guthrie-Wilson, o d'altra. parte le fibre ascendenti mielo-cerebrali per quanto riguarda la. sensazione del bisogno di orina.re) debba intercalarsi, come arco colla.tera le, il riflesso ombelico-vescicale. Quali sono le vie a traverso le quali esso si compie? L e vie afferenti seguono l' uraco, del quale avrebbero probabilmente l' istessa storia allantoidea, e si rendono alla vescica urina.ria della quale l' uraco non è che una continuazione a natomica e funzionale; ed in tal caso lo stimolo applicato all'ombelico verrebbe come applicato direttamente sulla vescica, ovvero si rendono, lungo le pareti addominali, al centro vescicale ddl midollo lombare, donde poi, per le solite vie, la scarica riflessa. avverrebbe sul muscolo di \VilsouGuthrie le cui contrazioni, come è noto, si tr11.durrebbero con l'atto di coscienza bisogno di ttrinare? Le ipotesi potrebbero moltiplicarsi all'infinito, ma non avrebbero nessun valore se non suffragate dalla vivisezione e dall'anatomia pa· tologica. A noi sembra che le conoscenze embriologiche su ciò che è il rapporto tra ombelico ed allantoide, ci indichino che è per l' uraco che può stabilirsi il riflesso. Occorre perciò vedere a quali modificazioni del riflesso si perviene per la sezione delle vie ombelico-vescicali; ciò è quello che noi attualmente seguiamo sperimentalmente.
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RICERCHE CLINICHE E Dl LABORATORIO INTORNO A.L COSIDETTO OSTEOMA. MUS COLARE (*). - Cont,·ibuto clinico per il dott. Ettore Truffi, capitano medico nell'ospedale militare di Verona. L'osteoma muscolare, studiato dapprima dal Billroth (1866) sotto il nome di osso dei cavalieri, e quindi de. Virchow, Volkman, Seyder, J osepbson, dal quale ultimo prese il nome, è divenuto in questi ultimi anni di osservazione relativamente frequ11nte, come già avevano preconizz:ato, nel H102 il Corni) e Ranvier ntol loro trattato di istologia patologica. Mi basta a riprova di ciò far cenno dei lavori d.,l Vulpius (1), del Borcba.rd (2), del Busse e Blecber (3) del Franck l4) nei quali si trova una trattazionecompletn dell'argomento ed uua estesa bibliografia.. Un accurato studio sperimentale ed istologico a tale riguardo fu pubblicato dal Cornil e Coudray (6) e l'argomento fu anche magistralmente trattato da.ll'Ombrédanne (6). Assai recentemente, dacchè l'argomento c1>ntinua ad interessare vivamente i chirurgi, sono apparsi degni di nota i lavori del Marchetti (7) del P nscalis et Infroit (8). Quanto a lavori italiani, i principali periodici da me consultati non portano in questi ultimi anni che uno scarso contributo all'argomento. Oltre ad una pregiata monografia del Calamida (9), solo nel nostro Giornale di medicina militare mi venne dato di riscontrare due lavori del San toro (10) e del De Sarlo (11) (*) Sinonimi: Osteoma dei cavalieri - miosteoma traumatico - osteoma dei fantaccini - disinserzione muscolare - miosite ossificante localizzate. - miosite ossificante traumatica - oaeificaziono muscolare traumatica - ossificazione intramuscolare posttraumatica. ( 1) V u LPTUS. - Osaificazioni intramuscolari posllraumaliche. (Arch. /. Klin. Cl,,ir., 1902). (2) BoRCHARD. - M-io~itc os1ti(icante. (Deut. Z eitschr. f. Chi rurgie, 1903). (3) BUSSE e BLECHER. - Miosite os!i/ìcantc. (Deut. Z eitschr. f. Chir,. 1909). (4) Fn.ANOK, - Ossi(u;azioni muscolari traumatiche. (Arch. f. Klin. Chir., 1905). (5) Conm"L et CoUDRY. - Ostéomes muswlairea, ecc. (Revue cle Ch-irurgie, n. 12, 1907). (6) ÙMBREDA>."'NE, - Nouvcan traité de Chi rurgie de L e Denllt et Delbet. Fase. 9°, 1907. (7) :\1A.ItCHICTTI. - Contributo alla conoscenza dculi osteomi muscolari . (Archii:es m ternationales de Chit-urgie, 1911). (8) PASCALIS et INFROIT, - Oontribution à l'étude des ostéomes de la région d tt coude. (Journal de Chi rurgie, ao1,t, 1912). (9) CALAMIDA. - Oss-i(u:azio11i m11-9colari trcmnw tiche. (A,·chivio di Orto7>edia n. 3, 1905.) ( 10) SA.....,TORO. - Un raro =o di osteoma traumatico. (Giornale di mcd. mii., anno 1909, fase. 1). ( li ) DE SARLO. - Si, d-i, u 11 caso d·i osteoma tra 11111atico. (Giornale di mccl. mil., ~nno 1910, fase. 1 e 2).
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che però differiscono sensibilmente dai casi che noi prenderemo in esame, Citerò da ultimo uno studio del Vandenbossche (1) della scuola di sanità di Lione che riveste un'importanza speciale sotto il punto del tratta.meuto degli osteomi, e quello del Lapointe (2) pur esso interessante sia dal lato della patogenesi che della cura. Malgrado però le numerose ed estese monografie, sta il fatto che circa gli osteomi muscolari, specialmente per quanto riguarda la loro patogenesi ed il trattamento, l'accordo fm i vari autori non è ancora raggiunto. P er ciò ed anche per la con· siderazione che l'argomenw interessa particolarmente il medico militare, ritengo opportuno di trattarne un po' largamente a proposit-0 di d ue casi clinici, sotto diversi aspetti degni di nota, da me curati e studiati, il primo mentre interinai· m onte di rigevo l'infermeria presidiaria di Pavia nel 1910 ed il secondo ultimamente in ques to ospedale, quale capo del riparto chirurgico. Caso 1°. Bernnrdo Benedetto, solda to nel 38° reggimento fanteria clella classe 1889 di professione contadi no, nativo dell'Isola P1mtelleria, non presenta. nulla di no· tevole nel gentili zio. Non h a mai solforto malattie di im portanza e. chiamato alle armi, ha prestato regolare servi1.io fino al 1° aprile 1910. In tal giorno, nell'attraYersare a passo affrettato la camerata, scivolò e cadde. Nella caduta batte fortemente col palmo della m ano sinistra contro il pavirueutv, mentre il bmccio in estensione sosteneva tu t to il peso del corpo. In seguito a ciò risentì vivo dolore alla regione del gomito, che esaminata, app:nve alquanto tumefatta e deformata . Chiamato tosto il medico, questi diagnosticava una lussazione posteriore del gomito, che tosto ridusse ed il giorno stesso inviava il malato io cura all'infermeria. Da me visitato riscon t rai quanto segue : Giovane di buona costituzione, eseute da alterazioni a carico dei vari organi ed apparecchi. All'esame del gomito si ri leva che le ossa componenti l's\l'ticolazione mantengono i loro rapporti normal i. L'iirt icolazione s i mostra. notevol men ti> tumefatta massime alla regione anteroin terna. Quivi l'ammalato accusa un dolore piuttosto vivo e si osserva u na tumescen1.a della forma e volume di un uovo di pollo, che sta al Javanti dell'articolazione e che si prolunga per circa tre dita trasverse lungo l'estremo inferiore dell'omero Il tu more, non aderen te allll cute che è di aspetto norma le, è a superficie liscia, di cons istem1a dura un po' s uperiore a quella di muscolo contratto. Kon vi è iu nessun punto alcuu segno di cedevolez:ia e tanto meno di fluttuazione. I movimenti &tti vi s i compiouo q uns i nella loro interezza e sono solo leggermente limitati dal dolore : i passi vi sono completi. Dati i normali rapport i fra le varie ossa, esclusa quals iasi frattura, tenuto calcolo della rapidissima insorgenza della tu mefazione, faccio diagnosi di ematoma inters tiziale. Immobilizzato l'arto ad a ngolo rotto, tolgo l'apparec~hio dopo otto giorni ed allora si rileva ~he meotre nel resto l'articolazione aveva ripreso il suo normale aspetto, nel punto in"ece ove s i trovava il t umore, non e ra avvenuta alcuna regr0ssione dello stesso. La s uperficie di <1uesto si era fatta scabra, bitor zoluta, e la sua. consistenza era a:<sai numeo tata quasi da dare al tatto l'irupressio ne di un tessuto osseo. Si iniziano (I) V A:-rOt::S-DOSSCln;. - Lr.• ostéomrs cln lm,cltial cmtéricur. (Archi1:ca r,foérale, dc Chir., anno 1910, n. 3) (2) L APO INTE. - Pathoyh1ie cl lraitcmn,r ,le-9 myoati:onvs tra11matiqu~s. (Rcr11e dc Chir. , no,·ornbre I 0 12).
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allora delle sedute di leggero massaggio e di ginnastica dell'articolazione. Ma meni r.i nei primi giorni i movimenti di questa erano piuttosto a mpi, dopo alcune sedute andarono facendosi più limitati: contemporaneamente tutta l'articolazione si tumefece, di nuovo, comparve qualche piccola echimosi ed il tumore prese a crescere in modo ra pido dal lato mediale lungo la d iafisi de ll'omero, dando luogo alla formazione di una massa dura, avente i caratteri del tumore primitivo e della forma -e volume di una grossa matita. Una radiografia. eseguita Il 28 aprile, mise in evidenza un tumore di forma globosa, situato al davan ti del!' articolazione del gomito (caso 1°, fig. 1) lontano e distinto dall'omero . Esso era raffigurato da un'ombra non molto oscura, avente la stessa intensità sia al centro eh.i alla periferia e formata da zone oscure intercalate a zone più chiare. Nella sua faccia inferiore, situata immediatamente al cli sopra dell'articolazione. si continuava. in un sottile peduncolo che andava ad inserirsi all'apofisi coronoide del cubito. In base a tal e reperto, \·eone posata In diagnos i di osteoma muscolare traumatico del brachiale nnteriore. P e rò la evoluzione rapidissima del tumore, la notevole tumefazione del!' articolazione, la comparsa di formicoli i all'indice ed al medio della mano, indicanti un interes,-amento del mediano, la tend,rnza ad invade re l'omero, una certa dolorabilità alla pressione, fecero anche sorgere in me il dubbio che non s i potesse escludere in via assoluta l'osteo-sa.rcoma: entità morbosa ben più importante e che avrebbe richiesto un interve nto immediato e generoso. Il suo insorgere in seguito a traumi non è infrequente (Gallina) (1); la sua evoluzione non differenzia molto nell'inizio dalla sopra. descritta; e può essere facilmente causa a tutta prima di errori diagnostic i, come nel caso di Litpointe (2). Aggiungf.'rò ancora che, in;,ieme a questo dubbio, mi si ara anche affacciato il pensiero che questi nuovi fenomeni infiammatori e questo ri~veglio di attività produttiva nel tumore fossero dovuti al massaggio ed ,1i movimenti, per cui subito li interruppi ed immobilizzai nuovamente l'arto. E già dopo 4 giorni l'infiammazione era assai diminuita, ed anche il tumore si era arrestato nelln sua marcia. C:ò valse a riaffermarmi nel concetto d i un osteoma muscolare. Nulla.meno, onde escludere og ni dubbio ed nuche per aver agio di procedere ad un esame istologico, col consenso del mala to, prat icai un'incisione esplorativa al lato mediale de l gomito ed arrivato sul brachiale anteriore, inciso un sottile strato muscolare, n1'apparve una parte del tumore presentante alla sua superficie i caratteri di un osso compatto. Isola.tono un breve tratto dal muscolo, lo it~portai e, dopo un'emostasiit accuratissima, zaffai la cavità con garza. 'l.'olto lo zaffo dopo due giorni, essendo la cavità perfettamente, asciutta, Rpplicai due serie di suture a punt.i staccati, una. profonda e i'altra super6ciale. Guarigione pe1· p1·imam. Il tessuto asportato di forma lamellare, della grandezza. di mezw soldo, dello spessore di un centimetro, presentava un sottile strato corticale, avente tutti i caratteri del tessut-0 osseo compatto; internamente invel'e nveva l'aspetto di uu osso spugnoso. Reperto istologico. Il pezzo venne fissai.o iu liquido di Zenker, decalcificat o in fluoroglucina, indi sezionato, previo passaggio per la. serie degli alcooi ed ine Iusione in pa.raffina. Su tre casi di osteo-sarcoma da causa traumatica. (Il Policlmico, 1902). (2) L ,u?OJ~"TE. - Op. cit.
(l} GALLINA, -
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L'esa me microscopico delle s ezioni ha. messo in evidenza. che la. massa. princ:pa.le del tumore è cos tituita da tessuto osseo, disposto in lamelle di maggiore o minor s pessore a secondi\ dei punti. Fra. le lamelle ossee, trovasi del tessuto connet ti ,;-o abbondantemente vascola rizzato. Delle lamelle, alcune presentano strut· tura compatta con cellule ossee normali per aspetto e dis posizione; altre di recente foi·mazione, situate ve rso la periferia del tessuto neoformato, mostrano, specialmente in preparati colorati col metodo VRn Gieson, uni\ struttura come fibrosa fascicolata, essendo ancora incompleto il processo di ca.lcifìcazione. 1n alcuni punti di ques te lamelle in via. di formazione, oltre alle cellule ossee si no, tano ancorn numerosi os teoblas t i. Numeros i os teoblasti poi s i trovano disposti tutto a ttorno alle singole la melle ossee: in alcuni punti anzi si a mmassano in numero notevole ed invadono anche il tes,uto connettivo circostante, che si modifica qua e là più o meno profondamente. Molto vicino e quasi aderente ad al· cune lamelle ossee, sulla pa rte del tumore che restava rivolta all'esterno, si trova anche tessuto muscolare le cui fibre si prese nta.no in pa rte nor mali in parte alterate. In alcune fibre cioè è scomparsa la striatura trasversale, in altre anche la longitudinale ; me ntre alcune s ono rido tte ad un tessuto quasi amorfo, che appena si può riconoscere ancora come tessuto muscolare profondamente alterato. Già nelle fibre solo l ieve mente alternte fra i nuclei normal i delle fibre stesse del sarcolemma., s i nota no nitri nuclei ingrossati più o meno modificati fino a raggiungere l'aspetto di vet·i os teoblas ti. In alcuni punti poi il tessuto muscolare profondamente altera to è tutto invas o da osteoblasti, e già si nota un necenno del!' inizia rsi llel processo di calcificazione. Dunque il t umore osseo pro• cede len tamente invadendo a poco a poco il tessuto connettivo ed il tessuto muscolare circosta nte. Il t umo re in ne~sun punto presenta. carntteri di malignità: non s i incontrano nil cellule a tipiche nè cellule in via di ra pida mol ti plica zione : gli osteoblasti che si a vanzano nel connett ivo e nel tessuto muscolare ci rcostan te dànno Ol'igine nl t essuto osseo di nuova forma zione. In nessun punto doi vari pezzi di tessuto neoformato, sezio nato, s i è riscontrata la pres enza di t eBsuto cartilagi neo. Accerta ta così la diagnosi di osteoma muscolare, collocai il braccio ad 1rne golo ret to iu un triangolo e ve lo ma ntenni a lungo, vietando al malato di farne uso. · Con questo riposo dell'arto il tumore non s olo non accennò più nd aumentare, ma mi parve che s i ap piattisse alquanto nel senso antero-posteriore e che in com· plesso la massa ossea s i riducesse di volume. In ciò mi confermarono pure le misurazioni prese in diverse epoche. Infatti mentre prima dell'a tto operativo la cir~onferenza massima della parte era di 311/ '2 centimet ri, dopo venti giorni tl:i.1l'opernzione era ridot to, a 27 1/'2.. Ma se ta le di mi nuzione pote va addebita rs i (al· meno in parte) alla lieve ipotrofia ex non usu dell'arto e all'asportazione di un pezzo di t umore, come si s piegherebbe l'ulteriore diminuzione di 11/2 centimetro av venuta. lentamente in appresso quando le cause s u riferite non potevano in'l'O· cars i? Alla metà di giugno i nfa.tti la circon ferenz1,1, erll- ridotti\. a 2li centimet ri e q uesta riduzione non poteva ri teners i dovutn s e non ad una diminuzione del , o· l ume del tumore. A conferma di un tal f a tto sta l'immagine radiografica. che venne presa il 18 gi ugno (caso 1°, fig 2). Da essa si ricnva che l'ombra lasciata dal tu more e alquanto più oscura che nella prima figura e che esso ha subito delle modifica·
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zioni apprezzabili nella sua con6gnrazione. Il tumore nou appare più ovoidale ma assottigliato, appiattito nel senso antera-posteriore, ed io complesso eviden· temente ridotto di volume; il peduncolo che lo unisce al becco dell'apofisi coronoide è assai più evidente e alquanto ingrossato. B formato da una massa cen . trale situata al davanti dell'articolazione del gomito e invia un prolungamenta lungo la diafisi omerale. Alla regione antero-esterna si o.sserva una profonda escava. zione nella quale scorre indipendente il tendine del bicipite, il quale ha mediai· mente tutta la massa del tumore e lateralmente una sporgenza. Questa prominenza che nei primi tempi era assai pronunziata, tanto che era visibile all'occhio, è andata di poi mo.o mano riducendos i per modo che ora, nella Be~sione, il tendine de! bicipite salta. talvolta fuori d1\lla sua noccia r portandosi
verso l'esterno, passa nella tuberosità. ossea, produce ndo come un lieve rumore di scroscio; indice anche questo non dubbio della spontanea e certa riduzione del m iosteoma. I vasi sanguigni sono spinti un po' in avan t.i dal tumore sul quale si a dagir~no senza però essere da esso inglobati. Il tumore è immobile ed indolente: non esistono al te razioni nervose, trofiche o vascolari: la forza muscolare é intattn. Le leg~ere parestes ie che, come giil si d isse, comparvero nni primi tempi alI' indice ed al medio, cessarono in breve. Il movimento di estensione è poco limitato, pote11dosi portare l'antibracc io a formare un angolo molto ottuso col braccio: il movimento (li flessione invece é assai ridotto, poichè arriva solo a ll'angolo retto: liberi quelli di rotazione. Tali condizioni essendo durate inalterate per un las;:o d i tempo abbastanza lungo, diedero a divedere che il processo ossificante era completamente spento, che l'osteoma era maturo secondo la felice 11s pres sione del Cahier, ed allora si permise ali' individuo di far uso liberamente de l suo braccio, e, tolta la detta limi. tazione dei movimenti, egli non accusò distmbi di sortn. A questo punto, rifiutando il malato quals iasi intervento operativo, viene <li. messo ed inviato in l icenza di convalescenza. Caso 2°. Soldato Miarelli Giacomo del 2 l 0 cn.vallegge ri Padova del la classe 188~ di professione contadino nato a Petrella al Salto (Aquila). Ha gentilizio immune e dice di non aver mai sofferto malattie degne di not a. Il giorno !) gennaio u. !'I. in Verona mentre s i trovava in maneggio, nel fare un s alto,cadde insieme al cavallo battendo con forza co n In mano s inistra a terra e risentendo immediatamente vivo dolore all'articolazione del gomito, specialmente al suo lato interno. Ricoverato in questo ospedale e subito da me visitato, ho riscontrato che l'articolazione ere. assni tumefotta. ma non al terata nella sua con. formazione. Al lato antero-inte rno di essa si palpava una tumefazione di cousi. stenza notevole manifestamente fluttuante, ricoperta da cuta di colorito bluastro. La tumefazione, dovuta ad un ematoma, presentava In forma ed il volume di una mezza aranciu. I movimenti attivi dell'articolazione erano quasi totalmente impediti dal dolore, i passivi si compievano in tutta la loro estensione. Scheletro integro: capi articolari nei loro rapporti normali. FRtta diagnosi di distorsione del gomito associata a voluminoso ematoma, immobilizzo l'arto ari angolo retto in una doccia che viene toit n in otta va g iornata. Allori\ constato che l'ematoma si à in buona parte riassorbi to: però al davanti dell'articolazione, al suo lato mediale, profondamente sit uato, si pa lpa un tumo · retto di forma irregolare della. l n1·ghezza di un cinque lire circa, di comistenza
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dura, fìbt·o;;a che come una piastt-a sta accollato al hrachiale anteriore. lì tumo· re tto si può afferrare colle dita e gli si possono imprimere dei movimenti di la· teralitit.. Edotto dalla precedente esperienza e subito dubitando che potesse organizzarsi un osteoma muscolare, esamino ni raggi X la parte, ma nulla osservo: i contorni delle ossa >Lppaiono ben netti e per nulla alterati. Applico allora un appareccl,io gessato che rimuovo in ve nticinq uesima giornata: dopo di che si nota che tutto l'Rrto s uperiore sinis tro è l ievemente ipotrofico in rapporto col destro. Ponendo ambo gli Rrti nella sressa posizione, e cioè coll'avambraccio semiflesso sul brac· cio, si osserva ch e a sinistra il lato antero-interno dell'articolazione è un po' piti prominente che non a destra e la misurazione, a malgrado dell'ipotrofia, dà a sinistra una circonferenza maggiore di ·un centimetro che dall'altro lato. I movim enti si atti vi c he passivi dell'articolazione del gomito sono assai limitati, non potendo descri\·ere l'avambraccio snl braccio che un angolo di circa. 45 gradi: indi l'avambraccio bruscamente si arresta ad angolo retto come per un impedimento meccan ico, e non è pii1 possibile farlo prosegui re anche sviluppando una certa forza. Colla palpazione s i sente un tumore s ituato al disotto del tendine del bicipite e dei rnsi omerali, dai quali è pe1ò del tutto indipe ndente. Il tumore, di forma appiattita, occupa la r t.>g ione antero-intet·na dell'articolazione e si estende dall'es t re mo inferiore dell'omero in ba,,o al davanti Jell'articolazione. La palpazione non s i può fare in modo ne tto su tutto il tumore, e quindi la sua forma non è ben precisabile al tatto. S i ha l'impressione come di una l:iruina ossea u supe1·6cie leggermente scabra, di fo rma grossolanamente quadran golare, che stia a ridosso e faccia corpo col brachiale anteriore. :\lisura nel suo diametro trasverso una larghezza di S centimetri circa, e n el senso longitudinale una lunghezza di 4 cen timetri. È tuttora ·pos$ibile di imprimerle dei mo vimenti di lateralità ben ne tti e piuttosto ampi. Il s uo spessore nppare di 1/'2. centimet ro all'incirca. E seg uito l'esame coi raggi X, \·iene eliminato ogni dubbio circa la diagnosi di os teoma muscolare. Iufatti la R outgenscopia fa rile vare un'ombra oscura allo estremo inferiore de ll'omero a.I dava nti di e;;so, ma da esso completamente indipt nchmte, e colla radiografia si ottiene un'immagine ben distinta di un tumore osseo di forma. irregola rmente q u:Hlrnngolare, disposto parallelamente col suo ruassimo diamet ro all'asse dell'omero e d,1 questo distante di un centimetro ~irca (caso 2°, lig. 3). 11 tu more non presenta alcun peduncolo cbe lo colleghi collo scheletro. La sua ombra ba la s tessa i utensiti, sia al centro che alh\ periferia.. L'amm lato non a ccu5a alcun disturbo, eJ i moviruenti di cui è ancorn, capace !·articolazione si compiono cou t ut ta facilita e senza alcun dolore. Istituisco allora un11 cura d i dolce massaggio, mn senza alcun risultato: il tumore rimane immodi 6· cato e per forma e pe r ,·olume. Ritenendo che l'osteorna abbia ra ggiunto lo stadio di maturità, insisto per uu intervento operativo ma i l malato ostinatamente si rifiuta. Non resta quindi che proporlo per u11a cura balueo-termale e attendere l'azione del tempo, da.echi>, come vedremo in seguito, i miosteomi possono talvolta., anche tardivamente, regredire in modo notevole ed anche del tutto scomparire. I surriferiti sono due casi tipici di osteomi muscolari del brnchiale·anteriora con,ecuti,i l'uno a lus;;azione posteriore, l'al t ro a distorsione del gomito. Perchè
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meglio risultino le varie particolarità. cliniche ed anatomo-patologiche da ess1. presentate, credo opportuno di metterle in rapporto coi dati rispettivamente clinici ed anatomo-patologici n noi acquisiti in seguito a precedenti studi d'insieme sui casi pubblicati di osteomi muscolad : ciò mi da1·i1 modo di fare qualche osservazione, che ritengo non priva di importanza e di pratica utilità. ETIOLOGIA. - Per l'etiologia è sopratutto da notare che l'origine degli osteomi muscolari è determinata qu'.'.si sempre da tra.umi, come nppuuto avvenne nel ca.si nostri. I traumi possono .;ssere unici ed i ntensi qu,d i lussazioni, distorsioni, contusioni, rotture muscolari, fratture, oppure possono essere trnumatismi minimi ma ripetuti: sfrega.menti professionali, piccole ma frequenti contusioni. Cito ad esempio lo sfregomento contro la sella dei cavalieri, ed il contraccolpo ripetuto del fucile in certi punti del corpo nei ·fantaccini. Nelle numerose osservazioni degli autori tali cause agiscono sempre separatamente, come nel nostro 2° caso. Il primo caso invece si presenta sotto questo ri~uarùo assai interes~ante, potendosi per esso invocare sia il trauma uni,;o violento, sia i traumi minimi ripetuti. Poichè :;e fu la lussazione del gom ito che produsse la formazione della massa osstia quale si vede nella prima radiografia, furono invece i massaggi e le manovre per mobilizzare l'articolazione che originarono, come vedremo in sPguito, quella propaggine che sta nddossata all'omero e che !SÌ osson·a nella secouda radiografia. Oltre alle suaccennate cause, concorrono pure talvolta 1111,1 produzione degli osteomi i corpi estranei (pezzi di vetro, aghi, ecc.) rimas ti entro il tessuto muscolare, e sembra vi influiscano anche la blenorragia e la fatica muscolare. Talora si sviluppano in modo rapidissimo (da 16 g iorni ad un mese); il che appunto avvenne nelle nostre osservazioni: talvolta in\·ece in modu assai lento e grnduale. Si osservano in genere nella gioventu fro. i 16 ed i 30 anni, ed il sesso maschile è assai più freque ntemente colpito del femminile. Il maggior numero di osservazioni si ha nei militari, fra i quali si rinvenne pure il primo caso noto (da Ombridanne): nei soldat.i a.cavallo si riscontrnno di preferenza. nel terzo superiore degli adduttori, nei fucilieri nel deltoide. li muscolo che r.e è affetto il più di fre quente è il bra· cbiale anteriore, indi in ordine decrescente vanno ricordati gli adduttori, ed il qua· clricipite femorale : eccezionalmente il bicipite, il lungo supinatore. il pettineo, lo psci,s; ,il grande gluteo, il gran dc.,rsale, il temporale, il pPttornle. A:-:ATO)llA PATOLOO!CA . -
A.natomo-patologica-mente consitlernti, gli osteomi
s i nresentano generalmente unici; possono però talvol ta essere pii.recchi ed aver
s~at in_ ';')UScoli diver;;i e lontani, oppure trov11rs i come piccoli noccioli ossei isolati gli ur.i dagli altri, in numero variabile, disseminati nella massa di un solo muscolo. La forma e la dimensione del tumore sono infinitamente diversP, t alora h anno forma di un ago osseo, tal'altra di un piccolo nocciolo, di una pln.cca liscia o rugosa. o di semplice lamina. Spesso han no forma roto11deggiantt1, t11lora vuota, a1l'interno. Quanto alle dimensioni, variano fn1 uno o due cen timetri fin oltre i venti. In alcune osservazioni, tutto un muscolo venne invaso e tra~forornto in tin b.locco di tessuto osseo. Riguardo ai loro rapporti collo scheletro, l'Ombrédanne li di vide in liberi, • quando non aderiscono allo scheletro, aderenti continui, al!orqunndo vi aderiscono per un picciuolo, aderenti discontinui quando il picciuolo è rappresentato da un
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RICERCHE CLINICHE E
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piccolo nodo indipendente dalla massa principale. Circn il svbstratum dal quale originano, li class ifica in intramuscolari, iuxtamuscolari, tendi nei, intermuscolotendinei, aponeu rotici ed intermuscolo-aponeurotici. Il Yandenbos,cbe,'considernndoli anche dal lato dei loro rapporti coll'articola,. zione, fa la seguente classificazione: 1° osteomi liberi; 2° osteomi peduncolati con . peduncolo fibroso od osseo inserito sull'osso, suddi visi in osteo-muscolari, nrtro-muscolari, ed osteo-ar tro -muscolari; 3° osteomi sessili, suddivisi alla loro volta in osteo-muscolari ed osteo-artromuscolari Quanto a i caratteri macroscopici, i rniosteomi aghiformi o a placche sono formati da tessuto osseo compatto, i globosi sono costituiti talora da osso compatto, tal'altra da una corteccia di tessuto compatto ed allo interno di tessnto spugnoso. Altre volte sono vuoti inte rnamente e contengono della sostanza molle, geJa. tino,:a. Negli osteomi giovani vuoti, si è talora rinveuutn la cavità ripiena di liquido ematiC'O. Più sono di data antica e più il tessuto osseo è in prevalenza. Talora sono circondati da una cnpsul a rassomigliante a tessuto tendineo. Istologicamente sono costituiti da un osso vero coi suoi canal icoli di Hàve rs. e non sono semplici calcificazioni del muscolo, come e ra ritenuto dai primi autori che ne trattfirono. Soprn certi puuti si formano per il proce!'ISO di ossincr.zione encondrale, essendosi r in\·enuti gli stadi successivi d i cartilagine il\lina, in serie, e calcificata. Su altri punti si formano per i ì processo di ossificazione diretta, essendosi trovati gli stadi successivi, di tessuto fibroso, osteoide ed osseo. I caratteri anatomo-pato log ici dei casi in esame sono i seguenti; per la prima osserv11zione: tumm·e unico, intramuscolare di formn. irregolarmente globosa eon due protuberanze e fornito di un peduncolo, che lo collega all'apofisi coronoide. E' formnto di vero tessuto osseo, compatto al111, periferie, spuguoso nll'intemo. Ha il volume di un uovo di pollo; un d iametro trasversale mllssimo di 7 centi· metri ed UHO lon 6 itndinale di 10 centimetri. Dallo s tudio istologico 11ppare cha si è formato per ossifìcn.ziona diretta, non essendosi in a lcun punto riscontrato tessuto cartilagineo. Si è evidentemente sviluppato nel brachiale anterio re e 1100 ha i llVASO 1'11.rtir.ola;:ione. Volendo ora assegnargli i l suo posto nelle surriferite clllssi6che, seguendo quella dell'Ombrédanne è da collocarsi fra gli osteomi intramuscola ri, aderen ti continui - e secondo que l la del Ynndenbossche, deve rigu1trdarsi come un osteoma peduncolato con peduucolo osseo, appartenente a lla va rietà osteomuscolare. Per In seconda osservar.ione trattasi pure di un tu more unico, intramuscolare di form it irregolRrmente q uaclrangolare, completamente staccato dallo scheletro. Quantunque non siasi potuto pro<·edere all'esame istologico, è da ritenersi formato di tessuto osseo (;Ompatto, data la sua configurazione a placca.. Colle classifiche surriferite, v,, collocato fra gli osteomi intrami1scolari, liberi. PATOGE:-!ESI. - Sulla patogc:10s i, lasciando R parte l'ipotesi del Bard sulle ossa sesamoidi e quella del Pincus che ritieoe l'osteoma muscola re un neoplasma, pcrchè non banno ormai che un valore storico, le diverse teorie emesse si ridu, cono essenzialmente a due: quella del l'origine periosteale e quella de.Ila miosite ossificllnte.
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La teoria del di~seminamento del periostio, !!he si basa sull'assioma « omnis cellula e cellula eiusdem naturae > fu sostenuta lino a questi ultimi tempi da insigni autori, i qua.li e.mmettono che gli osteomi non pot rebbero provenire che da tessuto osseo e particolarmente dallo strato osteogenico del per iosti_o. Essa venne r:,pecialmeute accolta per spiegare le esostosi da sforzo e gli osteomi del brachiale ante riore in seguito a lussazione del gomito. Emessa da Orlow, SO· stenuta da Berger, Reynier, Sieur e Berthier, L onguet, Schultz, riposa su fatti s perimentati di Ollier (1), che ba mostrato la proprietà ossificante del periostio, di Sieur e Bertbier (2) ohe banno ottenuto n ei conigli con tra.pianti d elle v ere neoformazioni ossee, di Corni! e Coudray (G) che sono riusciti a riprodurre sperimentalmente degli osteomi innestando nei muscoli d ei cani dei lembi periostei, e del Marchetti (4) i1 quale volle sperimentalmente dimostrare la possibilità che non infrequentemente gli osteomi possano derivare dal p eriostio. Tali esperienze sono però messe in dubbio dal Langenbek, dal Dolbeau, e Felizet, dal Nélaton, dall'Oro brédanne: nulla.meno, anche accettandole r.ome indiscutibili, sembra tuttavia non si possano applicare agli osleomi muscolari, sia sopra.tutto perchè a livello dell'impianto dei tendini non vi è periostio (S<tppey). sia perchè, secondo Je esperienze di Delorme e Mo.rcus, il p•r iostio adiriccnte alle inserzioni muscolari non si lascia staccare dalle sue aderenze ossee se non sotto enormi trazioni corrispondenti ad un peso di 130-150 chilogrammi, tale cioè che la.scia indietro a grande distanza qualunque sforto d i cui è capa.ce un muscolo. Ques t'ul tima. asserzion~ però verrebbe infirmata dalle e~perienze del Marchetti. Inoltre si obbietta: se l'osteoma. muscolare nasce da una disseminazione partita. dal periostio, perchè la disseminazione manca in vicinanza. dell'osso, in modo che una grnn parte degli osteomi sono liberi, nella proporzione di 3 a 2, senza alcuna connessione col periostio? Infine come si spiegherebbero gli ost eomi forma tisi intorno a corpi stranieri, oppure per col pi d'11.rma da fuocot (Bender (5), Scbwartz (6), Cranwell (7). Ed è assai problematico. una tale origine quanJo l'osteoma deriva da leggere contusioni o da riptituti sfregamenti, e non è s piegabile quando non vi sono che i dati di uua irritazione locale o di una miosite. Nè SRl'ebbe pos· sibila darci in alcun modo ragione degli osteomi situati in regioni in cui non vi ha assolutamente sostanza ossea, come negli osteomi dell'intestino, delle aponeurosi, dell'encefalo, della coronoide, della pelli', delle ghiandole, del cuore. Comunque si!\, fi'no a questi ultimi tempi si ritenne che la teoria, perio. s tea dovesse accettarsi per spiegare la formazione di sostanza ossea entro i mu· scoli in seguito a traumi, quando tale formazion e era in rapporto collo scheletro (Corni! e Coudray, Ombrédanoe, ecc.). A spiegare La. patogenesi anche di questi ultimi osteomi riempiendo così una notevole lacuna, sorse la teoria dell'ematoma. trasformato, intesa non nel senso antico, cioè che l'ematoma si trasforma in osso , ma che serva di st.imolo e di siib( l) 0LLIER. -
Traité dea R esectiones.
(3) SIEUR et BERTRIER. -
Arch. de M éd. 18!>4. (3 ) CoR~L et CoCJDRAY. - Op. cit. (4 ) M A.RCffETJ't. Op. cit. (5) B ENDER. - Bull., Soc., An., 1900 (6) SCHWARTZ. Bull. et M cm. Soc. El, 1900. ( 7 ) CRA..'<WELL - Rev11e de Ohir. 1909.
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stralwn ad un'edificazione cellulare complessa. dovuta alla proliferazione degli
elementi cellulari vicini, la quale si sostituisce ad essa a poco a poco. Così intesa questa teoria, ritenuta dapprima come inaccettabile, viene ora rimessa in onore dal Loison e dal Nicola'i; ma interpretata in tal guisa, essn si collega coll'ultima ipotesi : della miosite ossificante localiz20.tn. Questo. è basata sulla -concezione del R eicher t della indifferenza delle cellule emanate da uno stesso fo. glietto blastodermico, per cui si ammetterebbe non più la specifi.citù delle cellule ma dc'i tre foglietti blnstodermici. Dato ciò. i tessuti mel'oblastici - connettivo e muscolare - in seguito ad un trauma prolifenmo da tutte le parti, e possono a un dato momento e sotto ignote influenze riprendere la facoltà osteogenica e produrre tessuto osseo per l'inte rmediario di elementi embrionari cui banno dato ori· gine (Ombrédanne). Oggidì è la teoria accettati\ da quasi tutti gli istologi (Konig (1) Corni! e Coudrny), e con essa si spiegherebbe la formazione di tutti gli osteomi. L'nppunto mosso, che giamm!\i non si siil riusciti con contusioni e rotture muscolari a riprodurre iu animali degli oste0mi, sembra non avere uu vnlore as• soluto, dacchè Haga e Fujimura (2) ne avrebbero ottenuti nei conigli; e d'altra parte s i sono viste delle produzioni ossee, determinate d!\lla vicinanza di un fo. colaio infiammo.torio o in seguito a ferite dn taglio. li loro inizio s,ir.,bbe dovuto alla comparsa di un conglomerato di cellule giovani di tessuto connettivo, come avviene per le rotture muscolari. Questo connettivo ha per substratwn l'ematoma, 11! quale si v a più o meno rapiclamente sostituendo. (Ed ecco come la teoria dell'ematoma. trasformato, come si intende oggidì, si idc ntitic:a (:OD quella della miosite ossificante localizzata). Avvenuto qnesto, normalmente si forma un callo fihroso; ma in casi eccezionali, sotto l'influenza di una predisposizione 1100 ancom conosciuta, il callo da fibroso può arrivare allo stato osseo, e dar luogo cosi al callo osseo muscol!\re. Ma data la possibilità di una tale trasformazione ossea, quali elementi vi partecipano~ La più antica ipotesi, la più univers;ilmente accettata anche oggidl, e che si bnsa anche su diligrnti e.~ami istologici, è quella secondo la quale il tessuto osseo proviene dal tessuto connettivo inframuscola_re (Cahen, Rnmstedt, Borchard, Haga e Fujinrnrn, Schmidt, Overmann, Schmiz, Rothshild, Calamida, Lnpointe): secondo alcuni invece, oltre a l connettivo, vi prenderebbe parte anche il tessuto muscolare (Grawit1/., Bremig, Salmnu, Durante). Nè lo studio istologico del primo nostro caso può portarci a dilucidare il quesito. Noi abbiamo invero constatato che l'osso va form:\ndosi a s pese cl;,! te~suto connettivo e del muscolare. ma di quPst'ultimo non possiamo ncr;ertare se le s ue cellule diano realmente luogo :i. tessuto o~seo, deviando in SPguito a mod ificaziono del mezzo ambiente dalla loro funzione normale e secernendo della sostnuzn ossea invece che del mioloplasme, oppure se il tes~uto muscola re degeneri e scompaia e solo sia demandata al connettivo la funzione osteoge uica. Certo è che oggidì, sia lhtl lato clinico che istologico e pei dati sperimentali, questa teoria ò quella che posa su più solide basi. .lla neppure con essa ri usciamo a rispondere a certe obbiezioni che sorgono spontauee, cioè : perch(l ìu alcuni punti l'ematoma muscolare va soggetto rapidamente alle elette trasformazioni, mentre in altri punti rimane anche a lungo (1) Koi;::-.10. - Arch. /. Kli1'. ()//ir. 190G. (2) HAtiA o FoJrnlrtu. - Arch. /. J(li,1. Chir. 1904.
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senza dar luogo a formazioni ossee? Perchè inoltre una cosi evidente preferenzn. nella produzione dell'osteoma per certi muscoli, quando le lesioni violente interes• sano con pari frequenza altre ragioni ove il fenomeno non si verifica mai, o solo in via eccezionalissima i Tratta.si di una predisposizione e reditaria, oppure di una proprieti\ insita in tali muscoli ? A queste ipotesi, nessuna soluzione scientifica si è riusciti a dare finora, ed ~ giocoforza ammettere quel quid ig nçito, quella iufluouza nc,n conosciuta, che però non risolvono affatto la questione, n è ci appagano. Es posta cosi la patogenesi degli osteomi muscolari, vediamo ora di chiarire quale sia stato nei nos tri casi il modo di sviluppo. Secondo la suddivisione fino a poco te mpo fa ammessa dagli autori, noi dovremmo colloca re il nostro priruo osteoma fra quelli di orig ine periostea. Infatti, fin dalla prima radiografia, il nos tro miosteoma. ci appare evidentemente colleg,\to all'apofisi coronoide per mezzo di un peduncolo ben vis ibile. Inoltre la lesione che l'ha prodotto fu assai violenta, tale da poter spiegare come non improbabile un distncco dì lembi periostei. Ed è appm1to per questi c,,si che è accettata ancora la teoria del disseininamento del periostio da autori ch e pur la negano negli osteomi aventi <liversa origine. A me semlJra però che il basarsi su questi soli dati (congiunzione collo s cheletro, trauma imporbnte) non basti per spiegare la patogenesi d i tali os teomi. ~embrami inoltre che il no~ stro caso, diligentemente esaminato, debba condu rre ad altra conclusione. Infatti, in seguito a.Ila lussazione, avvenne indubbiame nte una estesa rottura delle fi bre muscolari del brachiale anteriore dimostrata dalla formazione di un ematoma. Questo ematoma, come appunto accade nella riparazione dei rn us.;oli, servi di substratu m o di stimolo alla formazione di celJule connettivali giovani, partite contemporaneamente e in modo rapidissimo da tutti i punti della lesione; tanto è vero che poco più di 2'1 ore dopo noi ci troviamo davanti ad una tu mefazione di cons istenza tra Ja carnosa e la fibrosa. Delle fibre muscolari, quelle che nelln. l ussazione posteriore del gomito subirono il tra u ma maggiore so110 indubbiamente quPlle che s'inseri<;cono all'apofisi coronoide, poichc essendo questa la parte os~e,, più sporgente, le fibre che vi s i nttaccano devono andare soggette non solo a.Ila massima distens ione, ma anche al più forte attrito contro la s uperficie articolare dell'omero. Avvenuta, la loro rottura, compare l'ematoma che, avendo per punto di partenza l'apofisi coronoide, si estende là dove s i ebbero lesioni nel muscolo e s i hanno quindi le s uccessive trasfor.mazioni 6no alla formazion e ossea. Kulla. quindi di strano per le dette ragioni, che s pesse volte (-10 p. 100 circa) l'o9teoma del brachiale anteriore sia attaccato allo scheletro per un peduncolo. Il ripetersi poi frequentement.e della stessa conformazione dell'osteoma del brachiale anteriore nella luss azione del gomito, ci indica che, dato l'identico trauma, le porzioni del muscolo dilacerate sono sempre le s tesse. ì\fa a ccettando anche l'ipotesi che pel trauma non si siano rotte le fibrille muscolari, ma che esse si siano s taccate dal cubito e perduto il loro punto d'inserzione, si siano retratte nel muscolo, come si potrebbe nuUameno parlare di dissemim\me11to periosteo quando si sa in modo indubbio che nei punti d'ins erzione dei muscoli all'e ossa non vi è periostio? Ma se gli argomenti prodotti contro l'origine periosteale non b:i.stassero, un altro notevole fatto possiamo addurre. Abbiamo detto che in seguito al leggero mussaggio, ai movimen ti impressi all'articolazione nei primi tempi della cura si notò qualche piccola echimosi cu-
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tanea, un' inéìltrazione profonda e la rapido. formazione d i nuovo t~ssuto lungo la diafisi omerale, che si convertì r apidamente in osso. Que&ta nuova propaggine ossea essendosi formata piu tard i della massa principale del tumore, non appa re nella prima radiografia, perchè trattandosi di tessuto giovanissimo, come di regola avviene, la lastra non rimaae impress.ionata. ì\Ia n ella secondo. radiografia praticata un mese appresso, l 'ombra si mostra evidente, per quanto un po' meno oscura di quella del primitivo tumore. Di q uesta seconda propaggine ossea furono unica causa i massaggi ed i movimenti impressi ull'articolazione, sia perchè apparsa insieme a questi, sia perchè della sua origine in un secondo periodo ne fanno fede le rarliografie, sia infine perchè questa produzio11e subito si arrestò appena sos pese nette manovre. La sua genesi è chiara. : coi mass aggi e più s pecialmente coi movimenti, si provocò la rottura di fibrille muscolari (dimostrat a dalla comparsa di piccole echimosi sottocutanee) e quindi nuovi ematomi interstiziali e nuova produz ione ossea. Se invece si volesse addurre la origine peri osteale , sarebbe ben difficile poter spiegare come in seguito a tali leggerissimi tritumi abbi& potuto staccarsi del perios tio e venir trasportato nei mu· scoli. Oggidì si ritiene che non solo sia pressoché impossi bile che ciò avvenga nei lievi traumatismi, ma con argomenti basati su dati anat-0mici s i mette puranche fortemente in dubbio che il distacco del periostio possa succedere anche i n seguito a lesioni violente gravi. E se anche talvolta accade, si nega che da ciò possano avere origine gli osteomi muscolari. Tale tesi è sostenuta dal Vanden· bossche, il quale è del parere che quando in seguito a lussazione o distorsione del gomito si ha distacco di lembi periostei strappati e trascinati dai ligamenti, si formino solo dei noduli laterali, ma non mai quelle masse ossee mediane che sono gli osteomi, lro. cui origine è dovuta S'>ltanto e.Ila rottura muscolare che si 01•ganizzi\. Egli però noti ritlut!l in modo assoluto una. parte a.I periostio nei cl\si complessi in cui il trauma fu particolarmente grave, ne i quali il periostio può essere particolarmente interessato e libera re qualche cellula dal suo stato osteo, g e nico : la reazione di queste cellule, q uelln del tessuto connettivo precapsulare meLterebbero però solo capo ad una neoformazione osteo-Jibrosa che può andare d 11ll'omero al cubito, aderire coll'articol11zione e fonderRi così bene colla produ· ziorre osteomatosa dovuta a lla lesione muscolare, da f'or!l'are con essa un tutto ~111 i forme. :Ma anche in quest'ipotesi, l'osteoma musc:ola.re nv rebbe un'origine a sè, indipendent e affatto dall'osso proliferato dal periostio: fra le due produzioni ossee non Yi sarebbe alcuna relazione, ma solo concomitanza. Da quanto sono Yei-.uto e•poncndo, sembrami c he si debba escludere, nel caso :nostro e forse in t utti i casi di veri o.;teomi muscolari, la. derivazione periosteale: e che invece l'origine sia da. attribui rsi alla m iosite ossificante localizzo.ta, abbiano o non gli osteomi muscolari conn essione collo scheletro e siano essi pro,...ocati da traumi pirt o meno gnwi. Circa il n ostro secondo caso, ogni discussione sarebbe più che s u perflua. inutile, e«,endo oggi su di es;o concorde il parere degli autori nel ricoooscel'De l'origine prdtamC>nte muscolare. S1:-11·ouATOLOGIA. \"eneoc.lo orn ad occupn,1·ci della sintomatologia, occorre notare che vi sono due per iodi nell'evoluzione dell'osteoma musr:olare: il primo ò qu allo dell'ematoma, che si manifesta. in genere subito dopo il trauwa con un 'p uuto doloroso rhe limit'l la funzione del muscolo, Quivi s i ha sovente un tumore mollo, che poi indu r isce in tempo variabile da lG a 24 ore a 4.5 giorn i.
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Dall'ematoma si passa quindi ptir gradi all'osteoma. Contemporaneamente la limitazione dei movimenti, come noi pure notammo, non solo non accenna a diminuire, ma -va sempre più accentuandosi, tanto da dar luogo talora ad un11 anchilosi totale : questa però talvolta è dovuta non solo al tumore, ma anche a concomitanti contratture muscolari (Poirier). Successivamente, il tumore assume contorni ben netti e tale può rimanere pe:un tempo indefinito: spesse volte al periodo di stato succede un periodo di regressione spontn11ea, come venne constatato dal Ramussen, dal Rothschild, dal Nadler dal Va.ndenbossche, dal K<lnig, e come é dimostrato chiaramente dalle radiografie del primo caso in esame. In qualche caso s'ebbe anche la tota.le scomparsa del tumore (Destot, Calamida) Anche le 1>roduzioni ossee ottenute sperimentalmente da Corni! e Coudray si riassorbivano completamente in pochi giorni. In ciò nulla di strano, poiché gli osteomi vengono paragonati ai calli ipertrofici che col tempo regrediscono, alle creste puntute che si incontrano nei focolai di frattura, e che sembra vogliano dapprima bucare la cute, ma che poi gradatamente si appianano, ed a quelle ossificazioni esuberanti dei bambini che col tempo scompaiono. DIAGNOSI. - Non è sempre facile, per la diagnosi, alformare l'esistenza di un miosteoma, q·uando è trascorso un breve periodo di tempo, poiché un ematoma indurito può assumere gli stessi caratteri. Può essere confuso anche con un osteosarcoma, e solo l'ulteriore decorc;o e la radiografia potranno condurre alla diagnosi esatta. Soltanto in e.asi eccezionali, si dovrà porre la diagnosi differenziale colle esostosi osteogeniche, con i calli ossei viziosi, esuberanti, cogli osteofiti che si osservano in tomo alle articolazioni affette da arti te secca, e colla miosi te ossicante progressi va. CURA. - La cura degli osteomi traumatici è tuttora oggetto di discussione, ed il parere dei vari autori non è concotde: il che si spiega colla disparità di opinioni circa la patogenesi e colla fis ionomia tanto di versa che l'affezione presenta da caso a caso. (\!lier, e con lui molti chirurgi, a.mmettel'do la spontanea regressione del tumore, sconsigliava ogni atto operativo; egli ottenne coll'immobilizzazione in tre mesi la riduzione completa di un grosso osteoma colla rein te· graziane perfetta della funzione. Cosi pure Nadler ( l ) ha dimostrat.o anche con radiografie la notevole riduzione di un osteoma.. Recentemente il Nicola"i dichiarava che i soldati non operati riprendono più facilmente il servizio che non quelli che furono operati, e ciò in base alle statistiche dell'armata tedesca. Così quella dello Scbulz (2) riporta 413 miosteorui dal 1897 al 1907 : 99 fu rono operati e il rimanente no. Fra i non operati i riformati furono del lG,6 p. 100, mentre che negli operati si ebbe il 26 p. 100 cli eliminati dal servizio. Il Toussaint (3) afferma l'intervento nefasto in ogni caso, ed il Ki.ittner (4) afferma che l'estirpazione non è il trattamento di scelta e che ocr.orre proferirgli nella maggioranza. dei casi il trattamento conservativo. Ed ancota il Vandenbossche, in ben tre casi sn 1! da lui illustrati, ottE>nne coli' immobilizzazione una parziale e notevole retrocessione dell'osteoma. In opposizione a questi autori, altri credettero opportuno l'intervento sistematico: il Delorme afferma di aver spt!SSO ottenuto coll'estirpazione dei buoni risu ltati in rapporto alla funzione: talora però ebbe recidive. (I) NADLER, - Deut. Zeist,•chr. f. Chir., 1904. (2) S0110tz. - D. militariiztlt. Z ciU1ch., 1910. (3) Toosso1.1NT. - Presse méd., 1907. (4) KbrrNER, - Ergebnissc der Chir. tmd Orthop., t. 1°.
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HlCEIWH& CLlNlC JH: E DI J,.HIO.RATORlO
Ottennero pure risultati favorevoli coll'intervento Thirio.r, Boppe, Demmler, DUmm. Ivert, Calamida, Lapointe, ecc.; anzi, in base ad un caso con esito favorevole di Tersen, questi col Piqllfi si dichiararono intervenzionisti convinti pe r tutti i cas i: e de llo s tesso parere è pure l'Ombrrdanne. Considerando però ogge ttivamente la casistica nelJa sus generalità, si può afferma1·e che in molti casi i risultnti furono poco soddisfacenti, cosicchè vediamo alla Società di chirurg ia francese del 1907, Mauclaire, Loison, Sieur, dopo esiti non fortunati, esprimere l'opinione che si debba. s pingere in certi casi l'intervento tino alla resezione del gomiti). Allo stato attuale delle nostre cognizio ni, volendo riass umere la questione, occorre osservare che se si può accogl iere una cura. generica per gli osteomi mu• scolari n el primo e nel secondo periodo, nel terzo invece la cura a mio parere dovrà varinre cnso per caso. ~t!l periodo iniziale dell'ematoma - quando esis te - ci si deve astenere da ogni intervento: sarà da evitare la puntura a scopo evacuativo propo~ta dal Casleret (1), perchè non solo non permette cli nsportare i coaguli, ma può alla sua vol ta, provoca.udo nuovi ematomi, agg rnva re l'affezione. Perlioo il massP.gg io un po' rude può favorire la formazione dell'osteoma (01· lier, R eynier Cah it>r). In questo periodo ci s i litniterà costn ntemente all'im mobi1izznzione as,;oluta. Anche nel secondo periodo - dell'os teoma in v ia d i formazione - non i; indicato nessun atto oper11.tivo, s ia perchè non essendo il tumore ancora bene delimitato si renderebbe necess ari,, una troppo vastfl demolizione della parte, sia perchil mol to facilmente si hanno rec idive. ànche in questo stadio s i dovmnno proscrive re il mnssnggio ed i movimenti della parte, ed il nostro primo caso ci offre di ciò una es rl i<:ità conferma, poichè, come risulta all'evidenza dal l'esame dei nostri R o ntg c,ng rammi. in s eguito a ta li ma.novre, quantunque praticate con delicatezza e per pochi giorni, si ebbe la rapidii. formazione di nuovo tessuto osseo. r ure in q uesta fase, la sola terapia cu i ci s i dovrà attenere con vantaggio è l'irnmo!Jil i-.zazione: con essa s i e vite ranno t utte qu,,lle cause (mov imenti, fatica) cbe possono contri buire a ll'incremento <lei tumore e si impediranno le anchilosi viziose. Nel terzo periodo - dell'os teoma cos ti tui to - l'immobilizza zione deve essere ancora continuata, perchè, a parere di molti autori, spiega una benefica intluenza. curativa, favorendo in modo precipuo quella s pontanea regressione cui può andare ioco ntro l'osteom a anch e dopo un pe rio do di s tato. Kella no;;tra primi. osserva zione abbiamo appunto notato che. per n1ezzo di essa. sl ottenne una pales(', notevole diminuzione della mass a ossea. E l'immobil izza zione dovrà cessare solo qu:indo l'osteoma s i sarà ridotto nd un volume immutabile. A1Tivn.ti a questo punto, la via da s egu ire non potr,\ ess&:-e unica, ma essa ci s arà tracciata da ogni s ingolo caso. Volendo però fino ad un certo punto schematizza re, io ri tengo che si debbano n\ggruppare g li osteomi in due categorie, asseg nando a l h pri ma g li osteom i nel q u:i.li in genere è controindicato l'intervento o perativo ed a lla seconda gli osteomi c he, s a l vo eccezioni, debbono essere cura ti opera t iva mente. Alla prima. ca tegoria io assegnerei: a) gli osteomi piccol i, li beri, con nessuna od assai scarsa limitazione della funz ione della parte; ( I) C .i.STERET. -
T hèse cfo Lyon, 1902.
RICERCHE C' LI'.\"ICHE E DI LABOil.ATORlO
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b) gli osteomi voluminosi, che nun interessino l'articolazione e di cui i movimenti sono in parte conservati. Gli osteomi tipo a) poco possono interessare dal lato curativo, non arrecando disturbi funzionali apprez-zabili e solo compromettendo lievemente l'estetica della. parte. Si dovrà intervenire soltanto se direttamente richiesti dal paziente per sue speciali ragioni. Gli osteomi tipo b) invece rivestono una speciale importanz11 (e fra essi trova posto il no.;tro primo caso): per questi è di regola controindicato l' a tto operativo. I nfatti, prendendo nd esempio la nostra osservazione, n oi ci troviamo davanti ad un bracdo in r.ui, se anche limitati, i movimenti di estensione e di flessione si compiono ancora, ed i movimenti dell':nticolazione fra rnclio e cubito e quelli di supioazi<Sle e pronazione, importantissimi per In fun1.ione della mane, sono integri. Con un tale arto, che d'altra parte è solidissimo, indolente. ed io pos<;e;;so di tutto il suo vi~ore, noi possial1\o essere certi che il malato potrà, trascorso un congrno periodo di tempo, dedic,lrsi nuova mente e con profitto alle sue occupn,zioui. intt'rvento ci condurrebbe invece ad uno. vasta ferit,a operatoria, itd una considere\·olissima perditn di sostnnza muscolnre, A interessare quasi cerlRmeute i legamenti articolari. In seguito a ciò, il r isultato fm1ziouale ultimo ,liventerebbe assai problematico e non ci s i potrebbe tacciare di so,·erchio pessimismo se i.i accennRsse alla possibilitii. che, dopo l'estirpazione del tumore, la funzione, già ridott>i, della artico~ !azione ne avesse a. risentire un danno maggiore. Insomma, l'ipotetica i-:pernnzn di otleneie un completa i·estiltttio ad infegr1t11i uo n deve farci correre il rischio fondato di peggiorare le condizioni di un arto, cho si tro~·a ancora in grado di funziona1·e in mouo assai soddisfacente. Nella, sec<,uda categoria sono da includere: c) osteomi che, pure essendo piccoli e l ibPri, ostacolano per la loro sede la funzione di una articolai.ione importnn te ; d) osteomi con anchilosi completa, estrinseca od intrinseca con ano in buona. posizione, od osteomi con anchilosi viziosa della parte; e) osteomi che d iano luogo a fe11omeni doloroi-:i, a pa,rnlisi, atrofie notevoli, disturbi di circolo, ed osteomi che compromettono grnvemente la funzione i n indivirlui che per la specialità clel loro lavoro abbiauo nt-cessità. di ripristinare in tnLto, o almeno in modo notevole, ln, mobilità della loro articolazione. Fra. gli osteomi tipo e) tro,;a posto il nostro secondo caso. Qui l'indicazione ad un intenento operativo non é discutibile. Trattasi rli un tumore piccolo staccato dalle ossa: l'as po rtazione non richicdr nè VMte incisioni, nè sacrificio di porzioni muscolari, nè occorrerebbe ledere in alcun modo l'artico· !azione. Si tratte rebbe di una semplice enucleazione, ed iu brevissimo tempo si potrebbe ricupera.re tutt:1 la fisiologia f~rticolare. Ed ammettendo J)nre che il tumore possa di mi nuire col tempo, si da permettere un migliornm,mto notevole dei m ovimenti, non è meglio tuttavia in questo caso attenersi presto nll'intervonto operativo cosi facile e di esito sicuro, che mtrntenere inutilizzata a lungo un'111·· ti colazione importante, tanto più che all'impedimento meccanico si potrebbero associare in seguito e l'atrofia e le retrazioni muscolari? li nostro ammalato si oppone però recisamente all'intervento, e questo suo rifiuto, r,on si può, a mio parere, coonestAre se non col fatto che, tri'lttandosi di lesione dipendente da. cause di servizio, l'individuo spera d'avern<' in S('gui to qualche vantaggio pecuniario in compenso della menomata funzionali i1 ,!ella parte.
un
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Gioruale di me.1id11a miWarc -
Fa,c. \"li.
CIO
R!OEROJ-.rn CLIN1Clll!: E DI l.,\J:IORATORIO
Per gli osteomi tipo d) l'atto operativo è da proporsi costautflmente, quai.do trattasi di anchilosi estrinseca. Qui l'arto affetto i,e anche solido ha una funzionali tà. assai ridotta, ed è quindi di grave ost11colo alla produttività. dell'individuo. Coll'interve11to, che s; limiterà ,,!l'asportazione del tumore, noi po~siamo avere IJuona speranza, se non è trascorso un assai In ugo periodo di tempo, di ottenere un rnigliorameuto funzionitle più o meno ragguardevole Ma anche nel caso che l'esito fosse nullo, non avremo anecato alcun danno al malato, perchè nella pl'ggiore ipotesi, si tornerà. a.Ile condizioni primitive, n è ci si Silrà precl usa la vi.1 a successivi atti operatori, ove fossero ritenuti necessari. Nelle anchilos i intrinseche, n,d arto in buona posizione, non si pnò enunci,tre una linea di condotta genericn, ma sarà opportuna una esatta valut11zione C'\So per caso, tanto più che non si tratta di estirpare semplicemente il tumore, ma per ottenere un vantaggio, si dovrà. sempre ricorrere alla resezione econom:c:a dell'articolazione, atto operativo di ben diversa importan za . E per distinguere, io ritengo cho nei casi in cui sia soltanto interessata I articolazione cuuito-omerale, mentre sono tuttora libere le articolazioni superiori ùel rad io (il che può non infrequentemente accadere per la localizzazione degli ostetomi alla parte antcro-ioternit dell'a rticolazione), prima di intervenire colla. resezi ne si dov rà far presen te al malato l'utilità di un gomito solida.mente ancbilo. to in buona posi7,ione con libertà completa dei movimenti di rotazioo e,cosi im •r· tanti per la fonziooe della n111uo . Quando invece l'intera articolazione del gon11to sia interessata, ciò che sarà in genere dov uto a concomitanti fenomeni di p eriartrite ossilican te, allora ,leve cessare ogni esitazione e fa d'uopo di ricorrere alla resezbne. Coi receuti, preziosi miglioramenti della tecnica di un tale atto operativo, si è in molti casi ovviato al pericolo - cosi frequente un tempo io causa delle rese:.1ioni che dovevano essere forzatamente estese - che la mobilità dell'avambraccio andasse a discapito della sua forza.. Oggidì invece si è quasi realizzato il sogno di uni\ neartrosi contemporaneamente solida e mobile per mezzo della resezione economica, impedendo il contatto delle ossa. coll'interposiziooe di un lem bo muscolare o fibroso fra gli estremi ossei durante il tempo della loro riparazione. Nel caso speciale, non pote11dosi quasi di regola utilizzare il brachiale anteriore, si potrà ricorrere per il lembo al bici pile, all'anconeo, al cubitale anterion, ed al cubitale posteriore. In merito ngli oste:>rni con anc hilosi viziosa della parte, ed a ,~uelli compresi nel gruppo t) l'i11dica1.ione della terapia operativa si lllostra cosi ovvia che credo inutile spendervi parola. Solo ritengo di dover ricordare, per gli osteomi che dànno luogo a fenomeni dolorosi, che q ua.lora le sofferenze o le a Iterazioni non siano tali da costituire una indica:done di nece:;sità. per l'atto operativo, sarà sempre indicato di attendere un po' a. lungo, percbè, col tempo e con l'immobilizza1.ione questi fonomcni possono reg redire. E a ssai dimostrativa a questo proposito è b nostra prima o;servazione, in cni le parestesie manifestatesi all'ind ice e al med io tlt.'lhi mano, dovute Il compr essione del rn(•d ian<', tl ilP;.>;11R rono in brt>ve e completamente. Per h tecnica, è da rnccomandarsi Yi nunent., l'eruostasia più scrupolosa, nrcompagnata n1nhe da drenagg:o nei primi g iorni, quando la cavità. rimasta in ,eguito all'estirpazione del tumore non possa esse1·e nbolita in modo completo. Ciò per impedire che si formir:o nuo,·i ematomi, che, come sappiamo, giuocano una parte cos ì imvortante nella produzione degli osteomi muscolari.
Caso l' - Flg. ia.
Caoo 2• -
Flg. 3•
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IGlENE E PATOLOGIA COLON IALE
LE TIGNE NELL'OASI DI TRIPOLI E LA CURA DEI TIGNOSI IN LIBIA. (Con una. tavoln). stente onora.rio.
Per il capitano medico D <" i"a1>oli 1:erd i naodo, assi-
l i riconoscimento clin.ico delle dermntom ico!li e la. loro identificazione per mezzo delle culture degli ifomiceti che le producono, sono stati fott i ogget to d i st udio e di ricerche diligenti e cont inue in tutti i paesi civili, specialmente dopo l'impulso dato dal Sabouraud allR. micologia. parassitaria. umana. La semplificazione dei mezzi di cultura e delhi semina del materiale infetto e la classificazion~ esatti\ dei(qèrmatofiti stabilita da questo illust re m icologo banno facilitato molto il còmpito dei ricercatori ed banno da to maggiore incremento alle ricerche tanto ch4:' si può dire che oggi sono poche le provincie di Italia e delle altre nazioni civili, in cui lo atudio dell~ tigne non sia stato fatto. Servendomi dei casi di tigne relativamente numerosi che si sono offerti alla mia osservazione nell'ambulatorio della Menscin, istit uito nell'oas i di Tripoli alla dipendenza dell'ospedale m ilitare territoriale, ho pens ato di iniziare lo studio delle medesime per lA. Tripolitania. Quivi i tig nosi sono i n gran numero speci;, fra i bambini colpiti, oltreché dalle trico/ìzie, specialmente dalla tigna fai·o8a.. P erciò ben si può dire che come é raro incontrare un arabo adulto che non s ia affetto da oftalmie o da. dermatosi io genere, è altrettanto ra ro imbattersi in bambini indigeni <'he non abbiano il cuoio capelluto invaso dalle tigne. Queste per Io più noA vengono curate. percM sono ri tenute, al pari della ped iculo~i e delle forme flegmasicbe del comune tegumento, come uu mezzo emuntorio, perciò in qualche soggetto possono assumere intensità ed estens ion e tali da produrre vere decalvazioni e de. invadere in qualche c:1so anche la cute glabra per quasi tutta la superficie cutanea. È poi chiaro quale sia il pericolo di contagio e di diffusione delle tigne, lasciate a sé s tesse, fra gente in cui le prat iche di pulizia e di ig iene sono ignorate. Le tigne in generale e quella fovo;;a special mente, dominano nell'oasi di Tripoli - e certamente più ancora nell'interno della Tripol.ite.nia - sotto forma endemo-epidemica e non per casi sporadici e per focolai isolat i, costit ui t i d:i singole famiglie o gruppi di famiglie, come suole avvenire hi. dove le norme igieniche ed i mezzi terapeutici si oppongono al diffondersi del male e lo circoscrivono in zone ristrette (famiglie o vicinati). Tn Tripolitania., dove la vita s: svolge all'aperto, dove sono frequenti i contatti fra. bambini - abituati come gli adulti ad oziare sulle strade col capo coperto solo in pnrte dal fez - e dove aono favorevoli le condizioni della temperatura, in ogni stag ione, per lo sviluppo dei derroatofiti parassiti, si può di re che esista un solo gmn focolaio di tigne, costi· tuito dall'oasi intera: da Ammangi a Tagiura, dovunque !ho _incontrato tignosi.
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1QIEX€ E P ..I.TOI.OGJ A COLONI ALE
Qualche malato provenient e dal l'int el'Do e dal Gebel Garia n, n on cbè le notizie for11itemi da colleghi, che ivi hanno ris iedu to, mi ind ucono a d affer ma re che non meno diffuse sono le der matomic:osi nelle regioni dell'interno della T ripolitan ia, lontane dalh costa e situate più a sud. Perciò a llorquando v or remo combattere efficf\cem Pnte le tigne, come le dermatosi i o genere, noi avremo un vasto campo su cui la nostra azione curativa e pro(ì!attica dovrà estendersi, con tro un male 1·ibuHante, che dovrà es,ere sollecitamente debellato o n hneoo ridotto in più angusti confini, perchè da per sè solo è iudice di inciviltà! A mis ura che i popoli si sono elevati ed hanno progredito sulla via della civil t.<\ si sono andati liberando - mcrcè i benefici <lell'igicne i11erente al loro stato di migliora to benessere mf\ter iale - di tanti mor bi che colpiscono per solito il tegumen to esterno, i l quale fisiologicamente rappresen ta la prima bnniem di difesa dell'organismo contro S\'arint i parassit i, di cui diviene terreno d i cultura nllorchè sono trascu rate la pulizia e l'igiene. Fra. i parassiti g l i e pizoi ed i dermatofi t i, con le der matosi che essi pro• ducono, e ]leggio ancora. le la.n·e di insetti ( mosche ed estri} produt trici di der, 11wtomyasis, rapprc5Pntuno ct' rtamente col loro attecchimento sulla pelle umana, tnlora r igogl ioso, il mnrchio più profondo di decadenz11. e tli inc iviltà. Rtudian, quind i tali de,·matosi e r iconoscerle per megl io combatter le signi fica co11tr ibuire all'elevazione civile dei nuovi popol i a n oi soggetti, che dimostrano di essere caduti n ella più grn11de b:ubarie. Anche p,•rciò ho c reduto utile que~to primo studio delle tigne in Tripoli. Non ho la prete;,a di avere raccolte e colfrrnte tutte lé specie di ifomiccti- parassiti umn,ni esis tenti in Tripolitan ia, ma di ;n•ere alnwno isoh1to l e for111e più comt1ni nc ll'oni;i di 'l't·ipoli " d i poter e t rarre qualch~ <leduzione, sotto il punto di vista mcd ico-sor,iale e sopra t utto coloniale, per quanto rigullrda l'i~iene e la salute dei nostri sudditi e dei nos tri conritta· <lini, che andranno a vivC>re 11e lla nuova colon ia. Perciò in ogni caso di tigna presen tatosi a ll'ambulatorio della Menscia uel revarto dermatologico, che bo di r t:tto per sei mesi, o da me eventualmente notato per vin, bo sempre prelevato metodicamente ciqiell i e squame. Come consiglia il Sabouraud (1) non ho u;;ato al tra precau z ione nel prelevare i suddPtti mn te1 iali che quella d i sterilizzare la pin7.a depih1tori11 alla fiamma e li ho ccns ervnti in parte fra due votrini steril izz.tti ed in pa rte in tubetti di vetro. Così ho potuto portare capelli e squame in I talia per farne Je culture in qut>sta clinica dermo· ;;ifìlopatica allo scopo di identificare i fungl1i prod uttori del le varie dermatomico~i osserrnte. Ilo fo.lto gli innesti (usf\ndo per ogni ca~o 4 t u bi e due capsule dd P etri) sui tc-rreni d el Sahouraud, cioè s u agar gluco.snto e su agar mal to ato lasciando le culture dn rilnte l'inverno in istufa alla temperatura di 20° c, e d,d-
(1 ) Il Saboumud consiglia di p rele\'lire i prodotti da coltivare (squame, peli o lllll!hie) dnlle regioni malnte senza sottoporre queste ad alcuna azione antisettica, o di ste rilizzare eolnml'nte la pinza o gli strumE-nti che si adoperano conser vando poi i prodotti fru duo ,·otrini porta oggetti pr,wiameote sterilizzati alla fiamma . Il materia'.e c<'sÌ raccolto si può conservare senza alcun danno per parecchi mesi. Io, oltre i vetrini, ho usato nncho quei tubetti di vetro che nel materiale farmaceutico df'l nostro esercito si usano por cont ener e lo \·arie compros:.,e medicin oli e te.loro. ho usato uu semplice fogliett,o <li tela pergamenata in cui ho racchiuso capelli e squame. Quosti due ul timi mezzi sono più economici ed a lla portata di chiunque, spocie in coloniB, sia evontnalmcnt.o sfornito cli ve tri ni porta,og:;etti.
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l'aprile i n poi alla temperatura ambiente (1 ). Ho potuto cosi fare l'esame cultnrale di. 80 casi di di tigne, nella maggior parte dei quali ho prelevato io stes,o il materiale duran te l a. mia permanen;,.a in L ibia, mentre per il r esto mi è stato sr,edito in tubetti di vetro dall'egregio tenente medico dott. Citelli, che ringrazio viva mente. I peli e le croste, conservati e trasportati, hanno resistito molto bene anche al tempo, perchè di alcuni campioni ho fatto la cultura parecchi mesi dopo il prele..-amento (quattro mesi). Ho potuto cosi isolare i dermatofiti parassiti, che qui sotto e n umero. Per la identificazione di qualcuno d i essi, mi sono giovato oltreché del parere del prof. Majocchi e de l prof. D:.lla Favera., aiut.o in questa clinica, che ringrazio, anobe talora dell'autorevole giudizio dello stesso Sabouraud, cui porgo i più vivi ringaziamenti 1mche per la grande cortesia e sollecitudine con la quale si è compiaciuto di identificare le culture da me inviategli a Parigi. I dermato6.ti da me isolati furono in ord ine di frequenza i seguenti:
Aclio1·ion Schiinleinii 37 volte. Tricophiton cerebri/orme lC Tr. violaceu,n 11 :,, plfoatile Tr. u Tr. ac1nni1wt111n 3 'b )> 7 r. craleriforme 2 Tr. regulare 1 li> Tr. favi(m'm e 1
.. ..
1
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Come si vede la tigna favos,1 rnpprcsenta la metà circa <lei casi da me esaminati, mentre le trico6zic, p:uttosto scarsE', sono rappresentate da d iverse varietà di trico(ìti ma con proporzione numerica molto differente fra una specie e l'altra. In generala ho trovato prevalenti per numero quel tricofiti che sono più frequenti anche in alcune delle nostre provincie, le quali banno una flora micologica poco differente da quella tripolitana. Infatti, arnudo presenti i repe1-ti dei varii osservatori che hanno studia to le tigne presso cli noi, si ri leva che il tricophilon cereb"l"iforme, il violo ceu,n ed il plicatile, che banno dato a me le percentuali più elevate nell'oasi di Tripoli, sono anche in Italia i più frequenti pn· ras,iti umani. In quasi tutte le statistiche i talinne ba la prevalenza il Tr. t"ÌO· laceum, come ha fatto notare il Vignolo-Lutati. cbe su 130 casi di trico(ìzie stu · diate nella provincia di Torino ha trovato que;;to ifomiceto ben 53 volte cioè nel 43 p. 100 dei casi. E con b s tessa prevalenza sugli al t ri dermatofiti è stato tro-
r1 1 I terreni d i cultura che il Sabour11ud consiglia co111e milieu ii;temat-ia1vtl d'épreuve per mPglio identi6c11ro i derm:itofiti, clie possono s \"iluppars i in modo non ide n tico e non sempre caratteristico sui ,·ari terreni, sono così composti: l O Age.r glucosato: Glucosio gr. 4. Peptone gr. 1. Acque. distillato gr. 100. Agar-agn.r gr. 1,80. 20 Agar maltosato.
Contiene le ste81lo dosi dei vai-i componenti il terreno precedente, t ranne che 111!0 zucchero si sostituisce peptone Ohassaing.
I GIEXE E PATOLOGIA COLONIALE
vnto il Tr. riolacewn a Parma drli Mibelli (8! p. 100) dal Pelagatti (61 p. 100) e clal Dalla Favera (46 p. 100); a Napoli dal Reale (86 p. 100); a Bologoa dal Bosellini (H p. 100); a Modena dal L om bnrdo (49 p. 100); a Venezia dal Fiocco e dal 1Iinassian (iiO p. 100); a Pavia. dal Truffi (J8 p. 100); nelle provincie di Milano e di Como dal Pa.:iini e dal Bottelli (35 p. 100); a Roma dal Pecori (46 p. 100). InVl'ce in due statis tiche recenti, di cui una del Cap:r,elli molto ricca, si trova in prevalenza il tr. cere/n·iforme, che prevale a Tripoli. Infatti il Ca ppelli in un ampio studio micologico fatto su 739 casi di tricofizie, esiiminate nell'1imbulatorio della clinica dermosifilopatica di Firenze, ha trovato il Tr. cerebrifo1'me sempre con grande prevalenza s ugli altri tricofit i, cioè 28 volte nel cuoio capelluto (di cui tre volte in Kerion), 76 volte nlla barbn (di cui 16 rappresentate da sicosi) e 18 volte nella cute glabrR. La stessa percentuale elevat1t ba dato il Tr. cerebri/ orme nella provincia di Genova al Martinotti, che sotto il nome di plicatile-cerebrif orme, riporta 38 casi di tricofizie causate da questi funghi su 53 ammalati dn lui studiati (72 p. 100 circa). Egli ba compreso sotto questo binomio le due varietà di ifomicbti per la difficoltà che si incontrano nel differenziarli con sicurezza, date le loro grandi affinità morfologiche nelle culture e la loro quasi identità di caratteri microscopici nei peli malati. In og ni modo il discreto numero di Tr. p/icatile da me riscontrati in Libia prova come queste due varietà affini (che il Sabouraud ha raggruppato fra i 111:0-endothrix ) sono anche esse come il Tr. violacemn le più comuni cos i in I talia come a Tripoli. Le lesioni cliniche, alle quali avevano dato luogo queste specie di tricophiton dll me isol1tti e coltivati, nella quas i totalità dei casi erano localizzate al cuoio capelluto di bambini indigeni, che in Libia più facilmente ricorrono agli ambula tori, mentre gli adulti, sia per innata diffidenza sia per apatia, difficìlmente si recano dal medico, se non per casi piuttos to gravi. Fra gli indigeni adulti bo osservato raramente forme parassitarie della barba ed una sola volta mi è occorso di rilevare una onicomicosi, ma non sono riuscito ad indurre l'ammalato a fars i as portare qualche frammento di unghia. P erciò non ho potuto in alcun modo i<lentìficare il dermatofito che ne era la causa, anohe perehè quel soggetto, diffiden te, non tornò mai più nell'ambulatorio. Parimenti ho visto di rado dei K erion e ciò perchè le forme predominanti nella mia statistica appartengono alla varietà di tricophiton endothrix e 11eo-end1thrix, che difficilmente dà nno luogo 11 tRli forme suppurative tranne il tricopllyton violaceum, qualche volta., ed i l plica /ile ed il cereb1'ifoT?ne più di rado. Di Kerion ebbi occasione di osservarne tre casi alla fine del febbraio 1918 in tre nostri soldati: nessun dubbio sull'origine animale di tali tricofizia, percbè i tre militari facevano servizio al parco buoi. Non ebbi modo di identificare le varietà dei derroofiti da cui i Kerion era no sta ti prodot ti, perchè non avevo il terreno adatto, nel quale a vrei dovuto fare s ubito gli innesti del materiale, non conservabile, perchè consistente in solo pus, unico prodotto che può prelevarsi nella fase reg ressiva del periodo suppurati vo, in cui si trovarono i tre casi in pa rola ed in cui era già avvenuta l'espulsione dei capelli malati. E ' notevole che in tutti e tre questi casi le chiazze erano uniche e localizzate due alla nuca, nel limite fra cute glabra e cuoio capelluto, nel quale si spinge vano per metà della loro circonferenza, mentre nel terzo caso una chiazzi\ estesa quanto il palmo di une. mano occupava la regione del vertice. Nei 43 casi di tricofizie ebbi la seguente sintomatologia clinica: 1°. Nei 16 casi, in cui le culture dimostrarono la presenza del tricophifon ce1'eb1'i(orm,e la dermntomicosi si era presentata localizzata 16 volte al capillizio
IGIKNE E PATOLOGIA COLONIH,E
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ed una sola volta alla barba. Ben 9 volte notai forme infiammatorie al cuoio capelluto: si trattava di chiazze (era quasi sempre ln chiazza iniziale la più grande) ricoperte da pustole in qualche punto confluenti, senza costituire però un vero Kerion: nei casi rimn,nenti si trattava di forme torpide aflegmasiche. In 2 soli casi rilevai la dermatosi localizzata alla barba e caratte~izzata da poche chiazze di erpete circinnato. 2°. L'altra varietà di Tr. neo-endothri:r, cioè il 'l'r. plicatile molto affine come caratteri morfologici e cultumli al tricoplmston cerebriforme, derivò io tutti i 9 casi da chiazze di varia grandezza, che in S soli cn'Si presenn vano in6a.mmazioui e che erano localizza.te tutte al capillizio di bambini arabi. In ambedue le forme cliniche, prodotte rispettivamente dal Tr. cetebl'iforme e dal plicatile, i capelli si prese ntavano tronchi a due o tre millimetri dalla superficie cutanea., ingrossati e contorti. Fra i caratteri microscopici sono da notare le catene di spore altrechè nell'interno del pelo anche all'esterno (ueo--endothrix); S0 • 11 Tr. t-'iolaceum, che con l'acuminatwn, col crateri/orme e col regulare (specie satellite del Tr. craterifoi·me) rappresenta la varietà endothrix è fra essi anche il più numeroso. Il materiale degli 11 casi, che mi diedero ne lle culture quPsto rlermatofito, proveniva 9 volte da lesioni del cuoio capelluto e 2 volte da tricofizia delln barba. Una volta. sola. vidi, al cuoio capelluto di un bambino di 8 ;mni , la chiazza. madre trasformnta in Kerion, mentre negli A.Itri 8 c11si con sede a.I ca· pilli:r.io, 5 volte si trattava di forme attegmasiche e 3 volte d i erpete circinnato con vescico-pustole disseminate. In ambo i cl\si, in cui la dernrntomicosi era loc:dinata alla barba non esistevano segni di infiammazione. 4°. I tre casi, che all'esame culturnle si rivelarono prodotte dal Tr. acuminatum, presentavano localizzazioni nl solo cuoio capelluto, carntterizz11.te da piccole e numerose chiazze aBegmas iche disseminate, nelle quali la superficie di sezione dei peli, tronchi ad uno o due millimetri dalla cute, era rappresentata da pnnti neri. 5°. Il Tr. crateri/orme figura nella. mia statistica 2 volte come formn pura, Cfln caratteristiche clinico-morfologiche delle lesioni identiche a quelle descritte per il Tr. acm11inatum., ed una sola volta è rappresentato da una delle sue quattro specie satelliti cioè dal T1·. re91tla1·e. Que~to ifomiceto non è frequ ente allo stato patogeno e la sua cultura, come quella di tutte le s pecie satelliti del Tr. crateriformP, rapprestm ta sempre una rarità tanto che il Sabouraud scrive: « leur découverte est toujours mie surprise de labcrratoire ». Io per essere più sicuro della identificazione di questa varietà non comune (sviluppatasi fra le mie culture su tutti e quattro i tubi e sulle due capsule del Petri, in cui avevo seminato il materiale da me stesso prelevato da una tigne a piccole chiazze disseminate del cnpillizio di un arabetto di 8 anni) ne ho inviato un campione al Sabouraud, al qu:ale debbo il riconoscimento del raro ifomiceto. Esso è stato trovato dal Dalla Favera in provincia di Parma ed indi due volte dal Sa.bouraud in Francia, in due casi di tricofizia uno del capo e l'altro della barba. Nelle l'ltatistiche più recentemente compilate in Italia figura ancora due volte il tr. refj'l.1lare fra le tigne della !Provincia di Torino studiate dal Vignolo-Lutati e !!i tratta di due casi di trico6zie torpide del cuoio capelluto. La rarità del tr. regulare mi induce a riprodurre in questo lavoro le fotografie delle culture da me ottenute nei terreni glucosati e maltosati del Sabour.aud sia in tubi che in capsule del Petri. Il fung·o è rappresentato in varie epoche del suo sviluppo cultulare, che è molto più rigoglioso su 11ga.r al maltosie.
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"L'esame microscopico delle vurie tà d i endothrix mi ha rivelato costantemonte ·1e loro propi-ietà caratteristiche per quau to r iguarda l'invasione degli str;,ti del pelo, con una maggiore o minore fragilit:\ dello ife miceliali e con dhiersa resistenza delle catene d ei conidi i, resistenza che è minima nel Tr. acmninatum. Ma la ùistinz ione fra un a varietà. e l'altra riesce difficile in base a q uesti ultimi caratteri, senza l'esame culturale. Nella mia statistica figura poi una sola fonua. di Tr. ectothrix : è il Tr. fat:i· forwe album, appa r tenente agli ectolhrix m e9aspores, secondo la classificazione del Snbouraud. S i è sviluppato dai capelli e dalle squame, prelevati dal cuoio capelluto e dalla cute glabra del torace e delle spalle, di un bambino arabo di 6 anni. La dermatosi .~i presentavn sotto forma di erpete circinnato ed era costituita da numerose chiazze di grn ndezza variante dalle forme guttate alle nummulari disseminate, solo in qualche punto confluent i, di erpete circinnato, con tonsura dei capelli n 2-3 millimetri dal loro punto di emer genza. L'esame micro• scopico dimostrò attorno ai ca pelli malati una fitta rete d i grosse spore. Non ho trovnto alcun c11so di micro8poria ed in una sola delle mie culture si è svilu ppata una specie crittogamica., ri ten uta da qu alcuno come una forma pleomofonnica del micro.<ponnn equin111n ed il cui vn.lore piltogeno è molto discusso. Si trntt:\ di un'oospora, ché fu descri tta per la prima vol ta dal Bodin nel 1899 e elle fu da lui rlenominnta forme oos1,ora clu micros11ormn clii cheval i: lo stesso ifomiceto d escritto n el 18ll:J dal Le Culvé e dal hlalherbe a Nantes e da. es,i denominato Tricosponwi minimwn . ;,lei 1900 fu descri tto e studiato dal Rosellin i, il quale in bllse ,dia prova biologica positiva n elle c:wie ed agli esami m icr oscopici dei capelli, che h:, trovati attaccati dall'oospora in parola in alcuui ammalati, attribuisce a questa valore patogeno. Il Sabouraud, al quale io 110 spedito nn tubo con la cu ltura suddetta, ,lella cui ideu tificaziouE\ nou NO sic uro, l'ha gent ilmer.te identificata, n egrandole, come si legge nncho nel suo trnLtato su! le tigne (pRgg. 2tstl-2J.0) qua lsiasi 117.iooo patcgenn. e parassit a r ia. Egli ritiene questa oospora « un sa/WOJ)hy te inoff'en;;if» in confor mità della conclusione, alla qunle è iirr i\·ato il Suis, che a Tolosa h a trovato questo fungo come ospite inoffonsi ~o della pelle di un cane, cl.te Don pr eseotav11. alcun sintomo di tignn. Il Sabournud oel pnrteciparuii l'iden t ificazione della cultura da me inviatagli, mi ha scritto: « En realité c'est « un snprophit<:l des litiòres ò'animaux sans lésion parasitaire humaine » . Il materiale di cui mi sono servito per ottenere questn cultura e che e ra stato rl\ccolto d,~ me stesso proveniva da un bambino ambo di 12 anni (Edman beo Ali di Sciara ~ Sf'llata) che presentavi\ i postumi di un an tico favo consistenti in Rlopecia diffusa a quasi tutto il cuoio c:ipclluto co11 rnri .isolotti d i capelli ..morfologicume1,te integri, ma circondati qua eh\ da chiazze rotondeggio nti ricoperte da croste purulente. I c:ipelli si r ivelarono integri a n che all'esame microi:copico o le colonie ùi oospora si svilupparono dagli innesti fatti con squamo-croste dapprima insieme con lo stafilococco bianco eù aureo, mostn,n dosi solo nei lrapiunti in cultura purn. Le colonie dell'oo.,pora del microsponon equimon hanno sviluppo rapidissimo -e rigoglioso però solamente uell'ag-ar glucosnto, pcrchè i terreni runltosati non dànoo lo i:viluppo del fungo: ciò ho riscontrato in sei passaggi su questi ultimi tene ni, che per maggior sicurcz;,:a feci p reparare con la m11ssima dilige11za e tale mia osservazione conispoude a quanto h a fntto rilevare anche il Bosellini. Il rapido sviltqi po dell,· cultu re si rende più evidente in confronto di quelle dei comuni tricophiton, come si può vedel'e nelle fotvgrnlie qui r iprod otte dal raffronto,
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n elle varie epoche, fra il Tr. r egulare e l'oospora del Bodin. Dopo 24 ore le colonie di questo fungo sono visibili sotto forma di piccoli rilied miliari bianchi, ch e vanno associandosi e confluen,io per costituire delle colonie sempre pii1 grandi di forma ovalare nelle quali però è sempre possibile distinguere le colonie miliariformi che le compongono. Ma, raggi n~ to un certo sviluppo, l'accrescimento delle colonie si arr{'lsta o progredisce lentamente, al contrario di ciò che avviene pe1· i tricofiti che continuano a crescere fino ad occupare e ad oltrepa~sare i limiti del terreno culturale. Le culture di oos pora del l3odin, che hanno fin dall'inizio aspetto gessoso ed ostracoide se osservate in superficie mentre in trasparenza ed in profondità appaiono hrune, invl'~c·h i,rnrlo ns!'.11mono unl\ tinti\ ,·erdognoll\ ed anzichè aumentare in su perficie pe r contiguità dimostrano qua e là. dei piccoli isolotti miliari o tu~to al più lenticolari a poca distanza della colonia vecchia. Di tali punti bianchi citlcarei appare tempes ta ta talora tutta la superficie dell'agar glucosato, e ciò contribuisce a dare s\lle culture un aspetto liclienoide, come hanno detto Le Calvé e Malherbe. Da e%e f'mana un forte odore cli legno iradicio che è caratteristico de lle muffe. Sebbene l'autorevole affermazione del Saboumud ed il fatto di aver tro vato integri i capelli, che risposero negativamente anche alla prova culturale, avessero potuto bastare per farm i ritenere la cr ittogama da me coltivata manc,tnte di a 1.ione pntogena, pure volli tentare In pro,·a biologica cd in due ca vie praticai l'inoculazione del materiale delle culture. A. t 11le uopo tagliai loro con le forbici i pe li frn, le spalle; in una delle cavie, seguendo la tecnica d,•l Sabouraud, innestai il materiale in tre piccoli fori disposti a triangolo alla distanza di due centimetri circa uno dnll'atro e fatti con la punta delle forbici, mentre n ell'altra cavia foci gli innesti su zone scarificate nell'ambito della region e t ousu ratE:..
Dopo sette giorni le croste emat iche ernno cadute e non notai che una li,,ve desquama.1ione forforacea n elle parti s carificate. Risl,ltò negativo l'esc~me micrnsropico sia d ei peli che delle croste e delle squame prele vate in ambo le cavie; e parimenti esito negativo e bbero gli innesti in Hgar glucosato fatti sia con frnm menti di peli s i1t con squa me e con croste, d alle qu:i li ul ti me ebbi in un solo tul.Jo lo svil appo di una muffa verde- scura fioccosa, mentre gli altri tubi rimasero sterili. Dopo quindici giorni tutto era tornato normn.le nelle reg ioni dove avevo praticato gli innes ti, nè ebbi ad osservan·i 1111111\ di patolog ico per due mesi, duran te i quali tenni le due cavie in oss<·rvnzione . .àlì'esame microscopico (ocul. 3, obbie ttivo 71 si rileva la scarsezza anzi la rarità. di tubi m iceliali: in tu t to il cam po dei preparati è difficile vedere qua lche f'ramnento di micelìi m entre n.bbor1<1ano le spore raggrupp11te come gli stafìloccbi, a guisa. di vere zooglee, e di gr:rndezza variante da 2 e 6 :i, !'])arse qua e l i~ senza alcuna disposizione regolare. Però in alcuni Li:unpi ho o;;serva to qualche micelio integro, arborescente e con l'organo di fruttificazione costiluito da una cl\t.enella di 6 8 spore di volume de;:rescente d:i.lh, bas e verso l'es tremit:\ libera, ciò cho dimostra la suddiYisione delrifa riprod utti\•a in modo ac1·011cto (conidii acropr•liJ. L11. prova sperimentale, negati\·a pe r m e n elle cavie, come è stata n egativa per lo stesso Bodin nel cayaJlo. mi ha conviuto ancor!\ pit1 che non si tratti di un ifomiceto patogeno o che n el lo: chiazze iropetiginoidi del piccolo au1bo tigno.~o dalle qnuli raccolsi il materiale sia capitata accidentalm t>n t e l'oospora del Bodi n, alla qua.le non possono e;-sere attri bu ite le forme infiam matorie da me ril cn.te sul ca.po di quel ragazzo ind igeno e che furono causate dagli stafilocchi sviluppatisi sui terreni di cultu,11. in cui feci le prime semine de l matcrial1,.
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Il numero delle tricofizie da me osservato non è certamente lieve in relazione col tempo molto breve d uran te il quale ho pot.uto raccogliere e s tudiare i casi, in gran parte in nn nnibulatorio non molto frequentato pertlhè lontano da Tripoli: ma il numero delle tigne trico/Uiche non deve mai im preqsionare quanto quello ele vatissimo delle tiyne farn,çe, che certo non ha riscontro in nessun paese civile, stando ai risultati delle statistiche delle dermatomicosi. Il fai·o oggi dà in t utti i p aes i civili una percentuale minima, che va sempre più riducendosi. Dalle Stil· tistiche che ripor ta il Sabotmrnd ris ultR. che a Parigi dal HJ07 al 1909 su 500 casi di tig ne il fa1:o figura 52 volte contro 161 microsporie e 287 trico6zie. A Tripoli inve,ie la proporzione è addi rit t ura invertita: ìl favo rappresenta il 45,7 p. 100, cioè quasi la w eb\ di tutt.e le altre dermatomicosi e nella maggior parte dei cnsi mi si è presentato, quanto ad estensione e ad intensità delle lesio11i, sotto forme veramente sconosciute anche a ch i esercita nelle nostre campagne ed a chi, come noi al t ri medici militari, ha occasione cli vedere presso i cons igli di leva qualche tignoso proveniente da località dove l'igiene e le cure difetta.no. Ho notato frequenteme nte la concomitanza di altre forme parnssitarie col fnvo ed io credo clrn lo sviluppo di qnesto nltimo negli arabi sia favorito non solo dalla mancanza di pulizia ma nnc he dalln pe,liculosi del capo così frequente negli indigeni, come ho avuto occ1tsione di dire io un al t ro mio lavoro. È noto cc,me i traumi favoriscano l'attecchimento del favo, perchè creano delle vere porte di ent rata all'achorion. Ora la pediculosi realizza. mercè il grattamento, che essa provoca, questa cond izione favore,ole a ll'atteccbimento ed allo sviluppo della tigna fa\·osa di cni l'Auber t ha. studiato i rapporti coi piccoli traumi causati da prurito del capo in 20 casi, ne i quali le soluzioni di continuo e rano state provoca.te dalla phitrinsi. Uu'altm condizione favorevole a llo sviluppo ed alla diffusione del favo è data dall'agglomPrnzione di mol ti individui in abitazioni anguste e sudicie: t rlli sono le tende dei beduini, che, migrando per giunta rla u na regione all'altra, disseminano il male dovun'lue pnssano. Ed invero il beduino, nomade per eccellenza, rappresenta un pericolo maggiore per l'igiene che non per la sicurezza pubblica : egli pare deputato a diffondere tu tte le malattie contagiose: la peste, il co!era, il tifo esantematico, il tic-fever come le tigne. Queste ultime hanno agio di vegetare in modo inverosimile sugli individui componenti le tribù bedt1ine vaganti nell'immenso tenitorio, percbè spes~o si vedono sotto una lurida tenda fatta di cenci, che occupa una supertìcie di uno o due metri quadrati, ben nove o dieci persone: i l beduino con le s ue due o tre mogli e coi relativi figli . Un altro coefficiente favorevole alla diffus ione della tigna favosa è in6ne la mancanza di qual;;ias i cura efficace : l'a rnbo us a per tutte le forme infiam matorie gli stessi rimedi. Per le tigne, come per le dermatosi in genere, io bo visto in uso ogni sorta di sofitaoze più o meno medicinali, applicnte indifferente mente su capi tons i o intonsi. Qunn<io i tignos i non si presentano vergini di qualsiasi cura, sog liono essere impiastricciati di un t111tu111e rossiccio contenente la famosa henna, che è uua vern panacea e di cui l'arabo si serve come cosmetico e come medicinale, per tingere in rosso le unghie e per curare cosi le tigne come l'eresipela. Nelle affezioni del cuoio capelluto è u~ata più spesso una mistura di colore bruno ed in tali casi si tratta di pomata fatta di sugna rancida e di nero famo oppure di catrame. Mn più spesso gli arabi adoperano contro le tigne add irittura
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i bottoni di fuoco, che per solito ho visto applicare in quitttro punti simmetrici_ nelle zone di passaggio fra. cuoio capelluto e cute glabra, alle regioni temporali ed alla rtJgione occipitale. Si intende cbe con simile terapia non possono guarire nè le tricofìzie ne il favo: ma mentre quelle col sopraggiungere della pubcrti1 spariscono, il fa.\·o indi;;turbato guadagna sempre in este nsione negli individui cb,3 ne sono affetti ed in dif. fusione nelle regione dove questi abitano. J\f1 è occorso perciò di vedere due fa. vosi nei qua.li, oltre il cuoio capelluto, anche g ran parte del tronco era ricoperto da chiazze con sviluppo enorme di squamo-cros te. Ed in quattro bambini (sono questi che nella quasi totalità costituiscono la mia stntisticit, percbè gli arabi adulti tignosi, assuefatti al male e decalvati, non ricorrono agli ambulatorii) ho notato che quasi tutto il cuoio capelluto era occupato da chiazze alopeciche o da masse fa.vicbe, accavallantisi in modo da costituire dei ve1·i favi suberini È da segnalare un fatto che pochi osservatori hanno avuto presso di noi occasione di notare : che cioè nei casi di favo diffuso, o di conseguente alopecia, del cuoio c11pelluto rimane intatta o rispar01inta una piccola striscia cli capelli, larga un centimetro circa., che come un nastro intonso eone lungo il limite fra. il cn.pillizio e la cute glabra. Tale zona rispettata d11ll'o<·horion è stata notr,tii anche dal Sabouraud (pag. 494) che non dà però la spiegazione del fenomeno e dichiara. che « ce Jiséré continu, non détruit, est très singulier et caractèristique>. Secondo il prof. Mn,jocchi, al quale io ho chiesto spiegnzioni io proposito, questa striscia di capelli risparmiati dal der1uato6to è dovut,\ probabilmente all'attrito che l'orlo del fez esercita su c1uella zona, dove l'acho1·ion viene disturbato nella. sua vegetazione: avverrebbe in altri termini ciò che aYviene pettinando i c;ipelli, dappoichè basta l'uso del pett;ine per vedere che la tigna o non attecchisce o si propaga a chiazze non confluenti. Io credo che possa influire anche la mencanza di adatta temperatura, che è più costante al di sotto del fez cho i musulmani di qualunque età. portano costantemente. Potrebbero anche influire i rag~i solari, sia come raggi chimici che come raggi fisici, ma specialmente per l'azione cli questi ultimi come raggi luminosi e calorifici, la cui temperatura in certe ore del giorno in Tripolitania ol trapassa quel grado che è ritenuto deleterio per l'achorion, stando alle conclusioni del Truffi e del Veriìjski, che hanno dimostrato che l'achorion muore a 75° C. a secco ed a 52° col calore umi.do. E non sappiamo quale s iano gli effetti della luce sugli ifomiceti e sull'achorion in ispecie, mentre l'orletto cLi capelli risparmiati da questo parassita corrisponde a quella parte del cuoio capelluto che non è coperta dal fez e che rimane perciò e~posta all'azione di· retta del St>le, sotto i cui raggi r.anicolari l'arabo rimane quasi con indifferenza per lunghe ore sempre col suo fez sul capo. Un'altra osservazione che reputo degna di rilieYo si è che, pure avendo avuto tra i frequentatori dell'ambulatorio più del 15 p. 100 di mori, non mi è mai occorso di riscontrare alcuna forma micotica sul loro ambito cutaneo e parimenti raris;iimi sono stati i casi di pediculosi in tali soggetti, che presentano un sistema pilifero scarsamente sviluppato e costituito da peli lanuginosi ed untuosi per l'abbondante Secrezione ,iebacea. Dopo le mie osservazioni poco numerose non mi sento autorizzato a ritenere meno frequenti le tigne trico-fìtiche o fnvose negli indigeni di razza nera, ma noto solamente questa assenza di dermatom icosi negli individui di colore venuti alle mie consultazioni. Se tale osservnzione mia fosse constatata in casi più numerosi meriterebbe certamente di essere studiata e spiegata forse in rap-
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porto con peculiari quali tà dei capelli e dei secreti delle glandole sebacee e sudurifere, cui cert:tmcnte bisogna attriùuire la guarigione spontanea delle trico6zi() all'epocll della pubertà in tutte le razze umane. Da tutte le c11lture ho avuto nei casi di tigna favo.:;n lo sviluppo del solo aclwrion SchiJnleinii e non di ,tltre specie di achorion di origine animali>. :>
:~ '* Ed ora poche considernzioni, che derivano più che dnl numero dei casi <ii tigne da me studiate, dal predominio frn esse del favo, che è quello che imprime un marchio più profondo di inci,·iltà ai popoli che ne son o colpiti. Esso lascia di sè trncce profonde ed indelebili allorchè non è curato e continuo a perseguitare g li infermi che non arrivano a liberarsene mai ,:pontaneamente, come si liberano invece delle tricofìzie, e che perciò possono portarlo per tutta In vita. lo non voglio () ui parlare del fa1·0 viscerale e della cachessia fai;osa perchè tali casi rappresentnoo rarità ed aucbe percbè riuscirebbe difficile trovare la veni etiologia della cachessia in gente misera e soggetta talora alla ina n izione, come e quella che suole es$ere t'olpita dnl favo. Il favo ha detto i! Snbouraud ~ est une t eigoe rnrale qu'on n'obser ve guère hors de In classe pauvre » e questa c la!'Se è numerosa io Tri politania. Iote nilo 11erciò fnre dèlle considerazioni che stanno al di sopra degli individui malati e che hanuo rapporto con la missione di incivilimento che noi abbiamo intrapreso nelln nuovn colonia. Come bo ,1,·tto in nitro mio scritto pubhlicnto da questo stesso giornale è doveroso P"r lo Stato rivolgere le sue cure ai tignosi ed agli ammalati di affezioni cutanee in genere, come è doveroso difendere con tutti i mezzi le nostre lerre dalle svariali, n111lnttie infetti,·e e contagiose. L'intervento dello Srato per frcuaro e per circoscrivere le tigne è necl!SSario come per tut.te le malattie t>pidemico-contngio,.e e ()Uesta lotta contro una affezione endemo-epidemica. che è indice d i inciviltil, deve costituire una delle prime finalità igieniche, perchè si collega con la scuola e quindi con l'incivilimento dei n ostri nuovi sudditi. Così il favo non costituirà por gli ,,rabi della Libia un marchio di soggezione e di barbarie co111e per gli eùrei della Polonia e pe r gli arnbi di altre r egioni del1' Africa, Rt,con<lo seri ve lo stesso Sabouraud: ~ Il y a des pnys où deux races coexistent et 0(1 le favus n'existe endemiq11ement qne dans le r ace pauvre et sn.iette. A insi choz le Juifs e n Polognfl, cltez les Arabos en A. lgt•rio ». La parte della popolazione più colpita. e che reclama perciò le n ostre ture è poi costituita dai ragazzi, che sa mnno i n ostri sudditi fedeli e g rati in un pros· simo avvenire e che noi dobbiamo educare ed istruire. L'il:;e de l',;cole, come dice il f-aboumud è l'età in cui le t igne (e le tricofizia ~pecinl mente) colpiscono l 'uomo ed è perciò che nelle scuole òisognerà combnttere principalmente il mnle. Kè in J,ibia, dove i tignosi sono molti (prob:lbilmente i n Cirenaicn come in TripolitauiR) si può ndolt:ire il facilr mezzo Jella esch1sione dei bambini malati dalle scuole. Questo provvedimento, che ha dato buoni frutti presso di noi e c lie ha prodotto una 11otevole di111inm:ione dei tignoHi, i quali non ammessi 11.lle scuùle furono curati fuori, costituirebbe un danno qualorn venisse applicato nel la nuo1·R CO· Ionia, iu cui i malati di tign1, da ullontnu111·e dnl la scuola snrebbero molti, mentt·t' bisog:na educare tu tea la generazione, che abbiamo trovata. bambina. J nvece bisogneri, un ire educazione e cura e per sradicare ancor(l, m eglio il male bi:;;oguerà risalire dalle scuole alle famiglie. L'iò bisogna fare specialmente per il (at"o,
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perchè se le . t ricofizie sono spesso d i origine animale e se i t ricofiti ha nno perciò i l loro habitat fuori dalle cn,se, non è così per rachorion, di cui il Ciarrocchi ha dimostrato la trasmissione esclusiva da uomo ad uomo, t:irnto c he il Habouraud conclude a tuie proposito: « la contagion se fait p11,r l'école et pnr le famillc ». Questa tras missione cla uomo ad uomo impone, e facilita nello stesso tempo, la cura d ei favosi, che frequentano le scuole, e délle loro famiglie. Dallo. cura dello scolaro tignoso si dovrà risalire alla cura dei componenti la sua famiglia ed al risanamento delle loro abitazioni per distrugge re i centri - e questi sono molti in Libia - da cui la tigna s i può d iffonde,·e non ~olo fra gli indige ni ma anche fra. i coloni i taliani e strnnirri, che <lonnnno vi vere in colltatto con g l i arabi in centri rurali ed in condizioni igieniche non sempre buone. Perciò. come bo g ià detto, a me pare che l'unico mezzo sarebbe l a fondaziouE', nei centri più i mpor· tanti della L ibia, di scuole pe r i tignosi, che e,;i-,tono gi:\ a Messico secondo ha riferito il dott. Cicero al VH congre·so intnnnzionale di dermatologia e di sifilogrl\fìa. In tnli scuole gli al1mni troverebbero educaziouc e cura ed i buoni effetti di questa indurrebbero anche i loro parenti a ricorrere nll' opera del medito. L a moderna. terapia offrr 110 mezzo sil'nro ed n~soluto contro le ti-icofizie e che r ispondo bene anche nel favo i:;e rondiuvat.o da curl' chimiche locali. Tale 111ezzo fis ico è costituito dai ragyi X. cho in T ripoli come in al t ri centri della. Libia lavdovc s i pensasse di sfruttarne l'irnione terapeu t ica contro le tigne - potrebbero serdre and1E' ad altri scopi diagnostici e curativi e renclr.rebbero più facile il mg· giungimento d i un fine civile e filantropico, quale è In guarigione 1lelle dP r mn.to· mi cosi. E riessun altro mezzo, specie quando i tignosi dn cm·arc sono molti, risponde al pari della radioterapia contro le tigne. Io mi sono ser vito con· profitto delle applicazioni d i calotte di cerotto adesivo pe r ottenere in bre,e tempo la depilazione. Ma que3to mezzo, ronsigliato dallo stesso Snhoura ud, oltre a riuscire nlr1uanto doloroso - e ciò non alletta gli ammalati a continuare In cura - 11011 è applicabile chi'\ ad un n umero e~iguo di tignosi, perchè ln depilazione deve sempre, quan do è possibile, essere completata. con le pinzette. I tignosi curati da me con appl icazione d i cero tto adesivo - intendo parlare di quelli assid ui all'ambulatorio - non furono che cinque e mi ser vi i d i questo mezzo sempl ice ed economico, associando ad esso le applicazioni di tintura di iodio in qualche cnso ed in qualche altro d i unguento alla cris1uobioa. P e rò quan ti saranno i tignosi di tutta l'oasi di Tripoli, se si deve giudicare dai casi che sono passati sotto i mie i occhi in un am bulatorio non molto frequentato e ria quelli che in un paio di mesi ha gentilmente raceolti per me il dott. Citelhi in ragazzi dai 9 ai 13 noni offer tisi alla sua o~servazione, nou in u n ambul atorio della specialità, e provenienti di\ regioni diverse e lontf\nissime fra. loro: da Tripoli, da Tagium, da Zn.vi!I. da Zinthan, da Jeffren e dn Orfolll\? Quali sarehbero le s pese per il personale san itario e per l'ospedal izzazione di tanti tignosi, spese che ~i renderebbero ne<'es!'arie pc l' impedire la diffus ione del nulle? Sarebbero certamente grand i ; mentrn un apparecchio radioterapico (oltre a realizzare · il cito, iltt~ et j«cunde che è sempre bene nve1·e di min, in qualsiasi cum medica o chirurgica) qualora. fosse impiantato in una scuola per tignosi ovvierebbe anche nd una s pesa non lieve, perchò permettere bbe JR. cura ambulatorin, che n Parigi mercè la radioterapia dli, secondo i cnlcoli del Snbournud, una economia annuale di 400.000 lire in rapporto allo spese sostenute pe r lo pnssato, nllorchè si
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seg<livnoo gli a ntichi metodi <li cura e gunrisce un numero di tignqsi cinque Yolte maggiore. L'adoziouc tlei mezzi forniti dalla m oderna terapia e<l una selezione scrupolo~a dei tignosi, per ricouoscere i quali, specie i tricofirici, occorre l'opera di un der matologo « en effet pour diagnostiquer, sur un t&te une tondante tricopbytique, il faut ..tre dermatologiste » (~abouraud) - daranno certnmente quei buoni risulta.ti, che sono nei voti di chiunque intende l'opera nostra ri1•ilizzatrice in Libia. Ringrazio in fine il mio illustre maestro prof. l\foj occ hi per a ver mi permesso di porta re a compimento nella sua clinica questo mio la1;oro e per i consigli datimi. Bologna., giugno 19 14.
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( 1) Lo citazion i biblio;;raficho rompiate fino a l l!HO si trovano nel t.rattato di.'l Sal>ou.raud, • Lea T 1ig1V8 ».
1 · .,
IGil::NF: E l'A'l'OLOOIA COLONlALI!:
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Le tigne tricr,fitichc e microsporichc nelle provincie di Milano e di Como. -- Resoconto del VII Congresso internaz. di dcrm. e sif. - Armani e Stein, 1913. PJ::LAGATTr. I trichophyto,~ della ·provi1lcia di Parma. Giorn. ituliano delle malattie ven. f! della pelle. 1890. PEconr. I tricofiti, della provincia di Rc.,ma. - Resoconto del VII Congresso internaz. d i derm. e sif., pag. l U. - Armani e Stein. REALE. Sul pluralismo e plcomorflsmo trichophytico. - Studio criti,,o, clinico e spe· rimentale. Napoli 1901. SABOURAUO. les teig1lC8. - ìlfosson édit' 1910 VIO:S-OLO-LCTATI. L e tigne n ella prot•incia di Torino. - Resoconto del VII Congresso inter naz. di derm. e sif. - Armoni e Stoin, R oma 1913. PASJNl e BOTTELLC, -
SPIEGAZIO~E DELLE FIGURE
1'richopldlu11 rcg II la re . I - Cultura su agar maltosnto . dopo S giorni.
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F orma oospora (Bodin) d,/ Jl ic,·0Fp01·um eq11inwn 1 -
Ciùturn su ngar glucosato, d opo ;; giorni.
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Forma oospora (Bodin) del ::\ficrosporum eq uiuum.
2
1.
RIVISTA DI GIOl{NALI ITALIANl ED ESTERT
RIVISTA DELLA STA~IPA ~rnDICO-MILITARE ESTERA Per il dott. Edmondo Trombetta, colonnello medico
SPAGNA . REVISTA DE SANIDAD MILITAR, n. 11 y 12 (1 y 15 de iunio 1914). GrnNASIA DE LA !NFANCJA, por FAUSTO DOMl:sQ(jJ;;1/,, subinspect.or médico d eprimera. - In questa bella comunicazione fatta al Congresso di pedin,tria di Pnlma. di Maiorca, l'A. p1·opugna il r itorno ni me todi ù'educazione dell'antica Grecia., come quelli che soli possono assicurare all'esercito un contingente di giovani sani., 11giJi e robusti. Ha ragione quello scrittore che disst': « li popolo che ha. la migliore educazione 6sica può esser s icuro di possedere domani - se ancor non 1~ possiede oggi - i migliori soldati del mondo e, quel che importn anch!:' di più, j migliori cittadini »: ed è part€ndq da qnesto concetto che il Dominguez, ottimo c ittadino e soldato, ha svolto brinaift;cm-ente gli argomenti de lla sua tesi, venendo alle seguenti conclusioni principali.~···. 1° Il ginnasio, o esercizio all'aria !ibera com'era praticato dai Greci, è la base dello sviluppo e del vigore fisico ; 2° S' istituirà. un premio per il miglior manuale d'igiene scolnre ; 3° I municipi delle grandi città sa.ranno obbligati a costruire scuole grnduatefuori delle murn, con loc1tli appositi per le ore di ricreazione, da disciplinarsi cono opportuni regolamenti; -i0 Nelle grandi città. si cree'l'Rnno dei giardini isolati per ogni quartiere, destinati alla prima inf11.nzia e alla fanciullezza; 5° I municipi delle piccole città fa vorirnnno il git1oco della palla, i trattenimenti mus icali, ecc.; 6° I patronati operai, le scuole profes,;ionali, ecc. organizzeranno delle spe-dizioni e delle feste sportive; 7° L'istituzione dei giovani esploratori merita l'appoggio d i tutte le autorità e di tutti gli enti, e il suo funz ionnmento può servir di modello alle altre societi\; 8° Si porrà in pratica l'ispezione med;ca delle scuole.
PRACTICAS DE LOS ALU)l:XOS DE LA ACADE)l!A )fEDlCO·)lll,IT,\l! 1m EL P ARDO. -
Il 4 di giugno ebbero termine le esercitazioni eseguite nell'accampamento cli 4 El Pardo» (villa reale presso Madrid) dagli nllievi dell'Accademia medico- m.ilit:iore. sotto la direzione dei rispettivi insegnanti e alla presenza del capo della sezione, d'istruzione e di reclutamento D. Riccardo Aranaz. Queste e~crcitnzioni, che -,•enne ro molto lodate dalle autorità m i litari e che furono oggetto lii un lusinghiero ordine del giorno del direttore dell'Accademia, consistettero nel maneggio del materiale sanitario di guerra delle Ynric unitil sanitarie, nel trn;:.porto dei supposti feriti, nell'impianto delle tende, nella installazione dei n idi di ril'1,gio, nella rnpidft. 41 - Giomale di medicina milifart - Fase. \'Il.
RIVISTA DELLA S1'A~t PA Ml::OICO MlLITARB ESTERA
amll isi dell'acqua. Snr1ibbe desidernhile ch e altrettanto si facesse fare ai nostri sott.oten Pnti medici nllieYi nell'ultimo periodo del loro corso d'i~truzio11e presso la scuola di sanità militare di Firenze, tanto più in questi momenti io c~i i subalterni medici, nppena terminato il breve insegnamento che viene loro impartito, sono tutti mobilita t i, e si trovano subito nlle prese colle difficoltà t- colln responsabilità della pratica.
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LES!ON TRAUMATICA DEl AMflOS 0100S rNTEl!KOS (Lesione traumatfra dell'orecchio
inknu, di ambo i lati). Nota. clinica por dott. I. GoNZALEZ-GnANDA, médico mnyor. - Si trntta d'una r<.!cluta entrata all'ospedale militare per ferita contusa di forma stdlatA, di circa tre centimetri di diametro, situata n ella regione mentoniera e prod ottasi per cnduta accidentale in seguito a sincope duran te la vaccinazione. .Alla ferita suddetta ngg iu ngevansi i fatti seguenti: contusione nasale con epistassi, otorragia, sordità, r onzio delle orecchie, cefalea molto intensa, tendenza alla vertigine e torpore intellettuale. :t-;on si con~tatò frattura dell:i. rocca nè della membraoa timpanica. A cagione d ell' ora citato t orpore intellettt1ale, non si potè accertare se vi fosse paracusia. nè pr.ocedere alla proYa dei d iapason : ptirciò IR diagnosi di lesione traumatica di 43ntrambi gli orecchi interni fu, come dice l'A., più che al tro una diaf1nosi d'impressione. La cura consistette in istillazioni di olio d 'oliva fenicato a l 20 p. 100 previe irrignr.ioui con acqua borica tiepida nelle fosse nasali e nei condotti uditivi ,ester ni; nella somministrnzione di piramidone, e r,oi di tre purgant i salini a giorni alterni ; nell'applicnzione di vc>scicanti alle apofisi mastoidee e nella prescrizione <ii cinque pediluvi senapati caldi. Nella prima settimana il paziente fu t enuto n <lieta lattea; per due giorni a uova, n ei r irr.ancnti, a carne lessa. Stette dodi~i giorni all'os111idale e n e usci per esacre avv into al i:,uo corpo per continuazioue ,Ji Clll":1. Prescindendo dall'importanza scientifica che offro llo le h•sioni cli questo genere, il cui pronostico è s em pre grave, n el ca,o in parola !'i ebbe il fatto dell'otorragia doppia, che è \'e ramen t e incsplicabilo.
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Al'l; XTES DE 1'81<.:0 LtJG l,I AFF.CTJl'A. Por GALO FERNAXD!èZ l ~Sl'AN.I , subinspcct~r
medico de srgunda clA!'e. fm•llE.~ll)XES SAXITAHI.I S SO IH: B 1'1.:E8Tl!A ACCJON OIS P OI. ICIA F.K ltt1lll!l'S('U,-. P o r FF:llEHICO G11., m•·diC'o prin,ero. - L'impressione p iù grave è quella che. nelle J inlle cst~sissime di difesn nei 1,!ockaus, il personale sanitario si dimoslra nume1·icameute ius u fficiente. P er on,i:ue in pnt·t e Il un tnlc inco11veniente, l'A. è d'n1·visv che s i d ebba istituire d'urgenza un buon servizio di p1·alica nfi Ilei corpi .li truppa: i quali praticant i, cui do vrebbe essere impattitn trn inscg11nmen 10 cii c h irurgia minore, snn,I,ber'.l II un ùi presso quello che sono da noi gli siutaot i di sauiti,. INGHILTERRA.
•lOUlNAL ~H' THE IlOYA L A.Il:\1S M.EDICAL CORPS, n. 6 (junP. 191 l). JI1::.n- -srn01a: (Colpo di calore) . By M. S. P1·:~11m1w. In un articolo prece"cn~P [llgosto Hl13). )'A. r ifel'i la storia di cinquanta casi di colpo di ca lore H'l"i.'· Tinti im lo t.rnppe ing lesi in India, discu tendo principalmente l'influem:n t'Scrcitnta: 1a ci.d!'e!<posi1.ionc nl calore e all'ntmo~fcra um ida ; 2• dal ln'l"oro muscolare e d alle
nlVIS'.l'A DELLA Sl'AMPA MF.:DICO·MIJ,11'AUE KSTERA
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condizioni che ne aumentano gli effetti, come i vestiti inadatti, i carichi e i l debilita.mento dovuto all'alcool e a d altri fattori . Nel presente articolo, il i'embrey - s~mpre a proposito dei cinquanta casi dianzi citati, si occupa dell'azione diretta dei raggi sola.l'i, del sudore, degli accidenti secondari, della cura, e delle cause della morte. Per quanto ::iguarda la cura l'A.. di(,e che è ormai generalmente ammesso che i migliori risulta.ti si ottengono dall'applicazione del freddo, sotto forma di bagni, di docce, di spugnature con acqua fredda o ghiacciata, dagl'ioopaccbi umid.i, dai clisteri ghiacciati; e che l'introduzione di tali mezzi nella terapia del colpo di calore è dovuta quasi interamente ai medici mil itnri. Tali mezzi furono impiegati nei casi descritti dall'A. salvo che in un caso relativo a un cardiopatico, e in un altro che fu seguito rapidamente da morte. In parecchi casi fu som ministrata una dose di calomelano all'ingresso dei pa1.ienti nell'ospedale. È interessante il notare, a conferma dei precedenti risultati, che la cura diaforetica falli del tutto. I clisteri d'acqua ghiacciata, proposti per il primo dal Parkes, sembra siano più specialmente indicati in quei casi gravi in cui la circolazione del sangue attrn.verso la. pelle è molto dìfettosa: l'applìcazione del ghiaccìo sul capo e a I collo sembra. dare rapidi effetti, probabilmente per il fatto che l'alta temperatura interessa. in particolar modo il cervello. li buon esito della cura mediante il freddo è manifestamente in favore della ipotesi che il colpo di calore sia dovuto ad un disordine nell'equilibrio della temperatura in conseguenza. del caldo. D'altra. parte, l'insnrcesso dei medicamenti antipiretici può essere conside rato come una prova contraria alla. teoria batteriologica del Sambon. Se il colpo di calore è, come sembra assodnto, l'effetto d'un d isordine d'equilibra i nel c,1lore del corpo dovuto all'e~posizione ad alte t,empen,ture, è chiaro che i metod i di pre1:enzione dovr:i.nuo eS$ere diretti a diminuire la produzione e ad aumentare la perdita di calore : metodi semplicissimi. bMati, del resto, su cognizioni comuni. Jl la,·oro muscolf1re a.umrnta la produzione di calore e l'attività del cuore, ect è natura.le che quanto maggiore è lo sforzo, tnnto maggiore ne sarnnno gli efìetti : in t1di condizioni, un abito inadatto. coll'impec;lire l'azione refrigerante del sudore, diminuisce la perdita di cn.lore, e riesce perciò grnndPmente nocivo. E ancora: un individuo può lavorare sen1.a g randi inconvenienti in una giornatn caldissima, se l'aria non è troppo umida; ma egli allora deve sudare profusamente per rinfrescare il suo corpo e, inoltre, bere abbondantemente per mantener<· la l'i»erva d'acqua nei suoi te$suti. Per quanto ri;;uarda le truppe, l'essenziale non è tauto - dice l'A. - il contromandare una marçia stn.t11 OJ·din!l.ta in una gio rn11ta molto calda (perchè in tempo di g11err11. può essere indispensabile marciare in ore cnldissime), quanto il conoscere i pericoli e il morlo di evitarl i, o per lo meno di mit igarne gli effetti adotlando le neces~arie precauzioni .
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* * F ACTORS WDJOIT MA Y 1m'LUEI-Cli: TIIE PR0DUCTIO:S (JJ,' « 11EAT-S1'Jl0l-E i. AllO:SO TR001'S 0:-1 Tlili: MAl!.Cn on ON SERVl(;r,: (Fattori
che possono in/luenzare la produ-
zione del col]lo di calore fra 11! truppe in marcia o in sen·izio). By mayor C. F. WANurLL. Fra questi fattori. l'A. pone in prima linea l'l'lmo, la cui influn1za IJoci,·a si fa maggiormente sentire nell'assenza del vento, e quando è defi~iente la ventilazione dell'elmo medesimo. Molto interPSSanti sono i risultrlti delle minuziose ricerche dell'A. sulla temperatur14 del copri l'npo io Yarie condizioni di tempo e di luogo.
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDICO·MJLIT.ARE FSTERA
:~** lNFE(J'flVE OASTRO-ENTERITlS OR SUMMER
t>lARROEA: ITS NOMENCLATURE ANO-
D1AON0S!S (Gastro-enterite infettiva o dia'l'1·ea estiva: sua nomenclatura e diagnosi),
B y captain Q. CoMYN. - Cir ca il rapporto fra l a malattia e le condizioni meteologiche, l'A. fa rilevare non essere dubbia la massima insorgenza di questa ga· stro-enterite nei mesi di agosto e settembre ; ma osserva, nello stesso t empo, che le lunghe piogge pos sono, in quei mesi, render più favorevoli le condizioni d i vita delle mosche domestiche, le quali debbono rappresentare una parte di prim'ordine nella diffus ione della malattia, o, per essere più esatti, dei batteri che ne son la causa: a l q ual proposito l'A. aggiunge che il Bacillus coli commmiis ha maggiore importanza. di quanto si potrebbe credere ndlla produzione della gastro- enterite infettiva. La prognosi - d ice il Comyn - è, per riguardo a. questa. malattie, uno <lei proble mi più difficil i, giacchè In gravità dei si n tom i non è sempre un indizio s icurn. Nel 36 p. 100 cina dei casi osserva ti <lall'A. le sc11riche a lvi ne contenevano del sangue; nel 70 p. 100 circa avevano l'aspetto d i decozione di riso, erano fetid is!':ime e si susi::eguivano ogni dieci minuti: orbene, una gran parte di codesti pazient i guarirono in poco più d'un mese. Com'è facile il supporre, l'età è il più importante fattore della. prognosi : la mormlità massima s i verifica nei bilmbini al disotto di un anno ; e le ricadute costituisca no il pericolo maggiore. <·
** F11,:LO )IEOTC,H, UNITS : 'l' HEIR MOB!LIZATION, ORGAN!ZATION, ALLOTMENT, ecc. ( Unità sanitarie da campo: lo1·0 mobilitazione, 01·yanizzazione, assegnazione, eco.). By l ieutenaut-colonel D. M. O' CALLAOUAN• .- Quest'articolo, cho è il r iussunto d' una conferenzn. tenuta nel febbraio n. s. agli u6:iciali medici del distr~tto di Pol'tsmouth, ha lo scopo di dar11 le norme pratiche più essenziali ai medfri militari nel caso di mobilitazione.
*:~* A NOTE OF TIIREE CASES 01-' ENTElRl C FElVEll lNOCUT.ATED D URJNO THE JNCCDA TION PEmoo (Yota su tre casi cli f el,b1·e enterica inoc11lati durante il periodo di
incubazione). By ca.ptnin \V. P. MACARTU UR. A SHORT SU)nIARY O F 8U ROICA L OPERATIONS PE.UE'ORMED AT T HE MIL1TARY UOTEE YEARS 1012 A}m 1913 ( Breve sommario delle ope• razioni chirurgiche eseguite nefl'ospedale m ilitare di Gibilterra negli anni 1912 e 1913). By mayo1· R. l). W ir.smi. - Xl numero totale de lle operazioni fu di :?'i l; cifra che non sembrerà troppo esigua, quando si pensi che si riferisce n.1!11 sola g narnigione di Gibilterra, con unn. forza media di 3,660. Tutte le ferite operative - ben s'intende, in cnmpo asettico - guarirono per primam, eccettuato un caso di varicocele ; e i punti furono r imossi l'ottavo giorno. Fra gli a t ti operativi di maggior importanza, l'A. cita uuiici casi di appendicite, di cni quattro operati nel periodo acuto; diciotto casi di orni a operati col metodo Bassini modificato e guariti t utti per primam: due casi di ulcera perforan te del duodeno, in cui l'operazione fn s eguita da esito let ale; ma è da notarsi che il primo venne all'ospedale diciotto giorni dopo l'avvenuto perforazione con sintomi di peritonite generale acuta; e nel s econdo l'esito mortale si verificò il giorno s11ccesSi\·o all'operaz ione pe r emorragia dalla zona ulcerata. Seguono poi: du e casi SPITAL, G1BHALTAR, OURING
RIVISTA DELLA STAMPA MEDICO•)IILrrARE ESTERA
G2!>
-d'empiema, uno dei quali consecutivo ad appendicite, entrambi guariti; un cas0 di ascesso dello psoas; due ùi ascesso del fegato; cinque ca.si di varicocele, ecc. Per quanto riguarda la preparazione del campo operatorio, in principio s'impiegò la tintura di iodio; ma lasciando anche da parte - scrive l'A. - che con questo metodo si macchiava tutta la biancheria, avveniva sovente che i vapori ài iodio irritavano fortemente gli occhi dell'operatore. Per tale ragione, venne adottato il seguente metodo, che noi non crediamo davvero sia preferibile a quello che l'A . credette bene di ~bbandop.are per 1.notivi che non ci sembrano abbastanza giustificati. 1° Il pazien te fa un bagno ca.lùo il giorno prima. dell'operazione, e il campo operatorio viene lavato con sapone al fenolo; 2° Poche ore dopo, e quando la pelle e asciutta, il campo operatorio viene iavato con una soluzione di bi-ioduro di mercurio (1: 600) e coperta con una compressa sterilizzata; 3° Questa. compressa vien tolta soltanto q uaudo il paziente è sul tavolo ope· ratorio, e si procede ad una secon<la lavatura della. parte colla soluzione di bi-io-duro di mercurio. NOTES ON FEVEl!S IN Aoi;:s (_\Tote ,wlle febbri in Aden). By mayor L. F. S.mTu and captain \V. F. M. LOUGUNA. - L'A. do.?scl'ive tre tipi di febbre non differenziati, che osservò con frequenza in Aden: 1° Oon. fobbre continua protraentesi da quattordici a venti giorni, e tal volta fino a cinque o sei settima11e. (Tn tutti i casi si ricercò il parnssita della malaria, e i microbi specifici del tifo, de~ paratifo A e B, della febbre mediterranea e di quella ricorrente, ma .i risultati furouo sempre negativi) ; 2° Una febbre contiuua del la durata di ci rca una setti01ana, molto probabilmente simile alla fel.ibre dei sette giorni descritta dal Rogers; 3° Una febbre continua e foggiera di ùurata indetinita, non associata. con alcun segno diagnostico l>en manifes to e non accompagnato da accentuato debilitamento nè da anemia.
MAllCHING ORDER RQUll'MEXT FOH 1.'HE )lE:-1 ùt' 'l'H& HOYAL ARllY MEOICAL COJtl'S
(F:quipaf1:1iamento nell'ordine di marcia deyli uomini del cor,,o di 11anifà militare dell'esercito inJlese). By capta.in K. H . REF.o. - Il breve articolo è tutto un
commento di una figura. nella q u,,Je sono riprodotte le div,·rse parti d'uno zaiuo, -0he l'A. espei·irnentò per conto del reale collegio medico-militare. A CYCLE AMBUI, ANC!ì: TROLL\" (. r.: n ciclo-carrello p p 1• trasporto di feriti:). By lieutenant-colonel P . C GABHETT. - Sono propriamente due hic:icli riuni ti da un congegno semplice e, nello ste~~o tem po robus to, i quali corrono di couserva mont11.ti da due ciclisti e portano una barella ripiegata, che si può distendere all'oc~asione, mediante una rapida manovra. E allora, scesi a terra i cicl isti, il quadriciclo è ridotto a un vero e proprio carrello. che può es$ere t rainato da un altro veicolo o venire spinto a mano. L'appar!:'ccltio molto ingegnoso è illustrato dn quattro r iproduzioni fotografiche. AN U:-IUSUAL ACCIDE~T ( Un caso non comune). Hy lieutcnant T. o. TIIO)IPSQN. -
È un caso traumatico addirittura straordinario, relativo a un individuo caduto da un mucchio di fieno sul ma.nico spezzato di un bidente. Codesto man ico aguzzo
GBO
RIVISTA DELLA STA:II PA MEDI CO· MILI1'ARI!: ESTERA
ferì lo scrot.o e, da questo, penet rò nel sottocuta neo, al disopra del pube, nelle pa reti addominali, spingendosi in alto es ternamente alle costole e, perfornndo infine l'origi ue de, gran petto ra le, si i,.rres tò a lla seconda costola. In un così lungo t ragitto, il corpo es traneo trascinò con s è a t t raverso i tessuti a lcuni fuscPlli di fieno e un brandello de i calzoni dell'individuo. Una ra pida infezione complicata da bronco-polmonite deter minò l'es ito letale, malgrado le cure più pronte e diligenti.
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A LEO CRADLE ( U ,i a?'C llCCiO p M · la gainba ). By lieutenant B. RICUARDSON BIRLLJNOS. E u n'innovazione semplice come l'uovo dì Colombo, ma utilissima e raccomandabi)e in tut ti i casi di lesioni degli arti inferiori. I cerchi d_i uno dei Inti dell'arc uccio son resi concavi nella loro parte inferiore, per modo che, in q uest.a concavit/L, si può comodamente allog are la gamba illesa parallelamente a qua.Ila affet.ta ; e li minandosi cosi il non lieve i nconveniente, a èui sono soggetti gl' inf ermi con gl i usuali a.reucci, d i tenere cioè la gamba sana sempre dis<'-osta dal) 'nitra in una posizione incomodissima.
0EB111A5IA.
DEOTisCHE MILITARARZTLICHE Z EITSCHRIFT, n . 12 120 j uni 19M). D AS Er. ~:KTIW KAllDIOORAMM (L ' elet t rocard iogramma). Von E. M iiL LFJR, Oberant. - Il princ ipio dell'elettrocardiog rafì1,, cons istente nel dedurre il funzionamento del m uscolo cnrllinco dalla regis trazione delle correnti dovute all'azione <1.-1 cuore, era conosciu to gi,\ da g ran tempo in teoria; ms s i può dire cbe non è entra to nel campo prat ico se non dopo che l'E int boven int rodusse nello s tru mentario il galvanometro a corda ; il qua le npparecchio - il più sensibile alle mini me corren ti - era fi nora usato nell11. telegrafi a. transa tlantica. per m is urare le pi ù deboli correnti cb'3 g iuniono, n ei viaggi attra verso l 'oceano, alle coste più lontane. Qursta comunicazione, fatta dal .Miiller alla Società medico-militare di Posen. è una buona rivista sin tetica di tutti i lavori pubblicati sull'argomento (c be sono n ien te di meno che sessan tadue in un periodo che non risnle oltre o.I 19()(1) eJ ~ uello stesso tempo, una cahln e con vinta raccomandazione del metodo. il quale. secondo l'.\.., è tra i p iù del icnti e precis i. L'elet troca rdiog ramma, come dimostrò il :'\icolai (1912) mostrn cer t i tipi caratteristici per quasi tutte le malattie di cuore, 11011 escl use le org:rn iche; ma i l van taggio princi pale del metodo consis te. senza alcun dubbio, nr lla possibilità di riconoscere q uelle al terazioni di fun zionalitii cardiaca, il cui accertamento non si ottiene - o s i ottiene con incer tezza - da i nost ri co111m1i metodi di esame : bas terà citare le irregolarità del polso, l'indebol imento d,•lla. fuuzionalit:\ dd cuore, la tachicardia parossis tica. È veramente u11 p.-ccato che l'alto prezzo di costo del lo strumen tario (oltre le lire t remila ) non ne pn met ta l'acquisto che negli sta biliment i sanitari delle grandi città .
••• D 1E AUO E:>l.~CIÙDJG UlWE .'I () ! Rr.~:RF. D.V()l.GE B~~O ll.\ C:Tli:S DER Smn,E:S'f'J:S'Sn:1::-1:; ,l)J li ,1 r R1L 191.3 (Le le~ioni ocu lari 11ell' ese1·cito in seyuil.o alt' osse1Tazio11e delt'eclfasi sola l'e d el 17 ap r ile 1912). \'on Dr. )foun. Stttbsa rzt. - Compulsando le
relazioni st11.tistico-sani ti1.r ie del l'esercito germanico, l'A. potè accerta re cbc i cnsi di lesioni oculnri per la camm a nzidetta fu d i 76, con le cifre massime n Ber-
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RfVISTA 01!:L,LA STAMPA MF.DICO· MJL,JTA RE ESTERA
lino (16), alla Scuolll dei sottufficiali di Weissenfels (13) e ad Attona (10); facendonotare la singolarita de l fatto, che in una piccola guarnigione come \.Veissen fels· si sia verificato un numero di ca.si poco inferiore e. quello di Berlino e che questi casi, contrariamente a quanto è dimostrato dalla casuistica generale, si riferiscono quasi tutti a individui d'età molto giovane. In tutti i casi si osservò d iminuzione di acawzza visiva : 28 volte fra 1 e ~ (36,6 p. 100) ; 8 volte, fra
½e ~ (10,5 p 100);
18 volte, al disotto di¼ (23,G p 100). Nella letttratura relativa all'argomento, ~·ien
data come massima. diminuzione V = ~; nei casi verificatisi nttlll'esercito, si ebbe 1 l 1 1 una volte. V = , e un'altra volta V lo; roa , che in seguito scese fino a 15 30 non s i può escludere che, in tali casi, si sia trat tato di una diminnzione funziona.le, tan to più che fu già dimos trato che, non rli rado,alle lesioni oculari prodotte dall'azione del sole segue l'ambliopia isterica. La lesioue e5senzin.le consiste, secondo l'opinione degli autori più noti, in una necrosi degli s trati es terni della retina con trasudazione della coroidea e con distruzione dell'epitelio pigmentoso; e ]11 localizzazione più frequente della lesione stessn. è nella macula lutea. Per quanto riguarda la profilassi, sembra che i vetri coloi·ati (azzurri, affumicati, ecc.) non servano a.ffn.tto. L' Ask raccomanda una lastrn fotografie,• esposta ad una superficie bianca uniforme e poi sviluppate. : il Wolffberg non esclude de) tu tto che i vetri colorati esercitino un'azione protetti va, ma li consiglia tal men te cnp.i che, attraverso ad essi, non lii riesca a distinguere alcun oggetto. Purtroppo la cura è, nella massima parte dei casi negativa: infatti, se, da una parte, i disturbi si djJeguano sovente da sè, dnll'altrn. si nota che in molti paaienti s ottoposti a. varie cure, detti disturbi sc.n rimasti dunnuri. Ma, dice giustamente l ' A., 6nchè non sia provata nel modo più s icuro l'inutilità di ogni cura, è nostro dovere, nei casi g ravi, di tentare qualche mezzo terapeutico, nel senso di proteggere la retina, favorendo il riassorbimento degli essudati reattivi; con c he si 1·iu• scirà a ristabilire la funzione di quegli elemE>nti, che sono ancora capaci di ,ivere. In ogni modo, una tale curn dovrà. sempre corrispondere alla specie dei processi patologici svoltisi nel globo oculare.
=
SVIZZERA.
zu~, CounJ,sPOKDE:-z-BLAT'1" (Supplemento n. 2, UIH, del Gorre.~pondenz-Blatl) .
:MILITiRARZTLICHE BEILAGE 1!Jl4, n. 2 F U R ScmYEIZER AEnZT!i'.
(La cura dei denti nell'esercito). Von Th. i\Io:-Ecco un articolo pieno di fede 1wlle sorti dell'odontoiatria negli rserciti.
Z,HINPFl,EOE rn DER ArrnBE
TJGEL. -
sul quale richiamiamo l'attenzione <lei nos tri specialisti militari - rati n(mfes e in particolar modo quell11. de l capitano medico dott. prof. Perna, noto e valente cultore di quest'importante branca della chirurgia. Scorrendo questo a1·ticolo, che è poi una conferenza tenuta dal hlontigel (il quale è capitano medico e, nello stesso tempo, odontoiatra) agli ufficiali medici in Olten il 23 novemb1·e 1913, noi abbiamo appreso molte cose utili e interessanti riguardo alla specialit1\; giacchè l'O. raccolse molte informazioni sul servizio odontoiatrico nelle truppll d ei -vari Stati, e il risultato di tali informazioni espose appunto nella pl·e~ente conferenza.
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RIVISTA DELLA STAM~A ME DI CO ·M!LITARI:: ESTERA
-Se in alcuni eserciti, come nel nostro, l'odontoiatria non è ,·he ai suoi pr1m1 passi, in altl'i, invece, occupa già un bel posto accanto alle altre specialità, alle quali non è di certo inferiore per nessun riguardo: basterà citare l'esercito inglese e · quello degli Stati Uniti, nel quale ultimo, vi sono, 6n dal 1906, trenta medici dentisti militari. e si ha ora l'intenzione di nominarne altri sessanta. Ciò che dice l'O. riguardo all'igiene della bocca è cosi importante, da richiamare la seria attenzione delle autorità militari, a cui sembra. forse che la questione dei denti non sia meritevol e di tanto clamore. Facciamo comprendere ai nostri soldati - cosi dice il Muller - cbe i denti sono necessari .alla digestione; che i denti molari sono altrettanto importanti quanto gl'incisivi che fanno bello moska di sè sul dava n ti delle mascelle: cb(I la dentatura - naturale o artificiale - dev'essere te:nuta non meno pulita che i bottoni dell'uniforme e le scarpe: facciamo loro comJ)rendere tutto ciò, e insegnamo loro i mezzi di conser vare i denti snni.
RIVlS'l1A MEDlCA ~ . A. Fn1&DllANX - Una forma di vollcitemla Anora n ondeaoritta. dical Becord, 18 ottobre 1913).
(Me-
Col nome di policitemia, poliglobulia, eritremia, e ritrocitosi si intende un aumento del numero dei corpuscoli rossi. Tale stato <lei sangue che può riscontrarsi in determinate conJizioni fisiologi che o morbose, come nel colera, nelle diarree gravi, in certi avvelenamenti, fu dall'A. constatato in 25 individui i quali non
presentavano affatto nessuna delle ordinarie condi;:ioni etiogenicbe. Essi dimora· vano tutti nella città di New-York, non sotfl'ivano dianee, godevano di buon appetit o i e uno o due soltanto apparivano leggermente cianotici. Tutti però presentavano i comuni sintomi di indigestione c1·onicn con attacchi dolorosi parossistici, per cui la maggior par1 e di essi facevano largo uso di bicarbonato di s odio; presentavano inoltre dolo rabilità nella. parte destra dell'epigastrio; ness una alterazione e ra constatnbile a carico de l fegato, della milza, della cistifellea: nè vi erano zone dolorose cara tteristiche di calcoli biliari o di ulcera gastrica. Dal comple~so di tutte le ricerche fatte dnll'A., dal risultato di atti operativi praticati in sei di essi, e dal reperto di una au topsia, egli conclude: 1° La policitemia è manifestamente un fenomeno frequente in cnsi Ji ulcera -d uodenale non ,,;ang uinnnte, d imos trabile sia all'atto operativo si11. per la sindrome c li nicn cm·ttt teristica. 20 Tale fenomeno non si ris.:ontro. nell'ulcera gnstricn. So L e iniezioni J i adrenalina in questi infermi sono segui to da una transitoria dimi mtzione dei cor puscoli rossi; mn subito dopo In polir.itemia ricompare 40 Le iniezioni di ad renalina nei cani producono policitemi11., la quale e roR:llit'este.rnente dovuta ad una lesione d s l midollo de lle ossa. L'A.. crede che le cause della pollcitemia nei casi da lui esaminati sooo inti · .mamente connes~e con le C"nu:;:e d i ulcera duodenale, e che q uella può essere do,s.,uta a qualche alterazione nella Sl'crezione dell'adrena lina
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RIV1ST A MEDICA
5,, Si può presumere che l'ulcera ùuodeoale è forse un disturbo trofico dovuto ad alterazione della secrezione di adrenalina. Secondo l'A. l'adrenalinll in tali casi agisce come un ormone in maniera s pecifica sopra i vasi della mucosa -duo3.enale, producendo alterazioni che portano da ultimo alla manifestazione di ulcerazione. A queste considerazioni l'A. agg iunge che parallelamente al fatto c he nell' ulcera gastrica cronica si riscontra 11.nem'a e ne ll'ulcera cronica duodenale policit emia, nella prima vi è una relati va e,)s inofiha, mentre l'eosinofilia nell'ulcera duodenale è eccezionale. BàLEi'.TRA. G. Sc1.11Ass1. - Nuove aoluzlont fblologlohe. cembre l!l13).
(I.a Seinaine M édicale, 10 di-
Recentissime esperiP.nze biologiche hanno messo in e videnza come le cosi àettc soluzioni clorurate « fisiologiche • al 0,75 p 100, pur elevando la pressione arter iosa ed aumentando li\ diuresi, possono provocare dei fe nomeni generRli di una certa gravita e compromette re la funzione normale dei te~suti. Già i n America dal Ringe e dal Locke sono state introdotte nuove soluzioni fisiologiche, a base di cloruro di sodio, di potass io, di calcio. bicarbonato di sodo, glucosio ed acqua distillato, ma, secondo l'.-\.., me ntre contengono una note vole q uanti ta di cloruro sodico, sono povere invece di bi carbonato, che ha un'Rzioue efficace per combattere il coma e di cloruro· di calcio, che è molto indicato per la s ua proprieta dimostrativa. L 'A. p~rciò ba s t uùi11to uu'al t rn :solu,.iuue che meglio si adatLi alla cowpos i;done chimica del nos tro organis mo e compos ta come segue : Cloruro di sodio puro . potassio . I d, Id. calcio fuso . Bicatbonl\to di soda. Glucosio Acqua dis til lata
G.50 0,30 » 1,,. 0,50 » 0,50 » 1000 -
gr.
•
Tale soluzione vie ne iniet ta ta sotto la cute ed anche, se il caso è urgente, entro una vena. L'A. tuttavia consiglia le iniezioni retto,colic be, le q uali nou danno mai un elevamento di temperat ura, in tutti quei casi in cui le condizioni de ll'in fermo non implicano un soccorso immediato; la soluzione da iniettarsi per enteroclisma è identica alla precedente: però il glucosio è portato a g r. 15 per le s ue note voli proprietà nutri t ive, cardiotoniche e diuretiche e si aggiungono 50 gr. d i a lcool etilico per favorire la diffusibilità della soluzione. L'A. conclude ammettendo che q ueste nuove soluzioni fis iologiche possono tor· nare di grande vantaggio agli infermi i n condizioni depresse 11d a quelli che hanno subito un intervento chirurg ico, specialmente dopo u1111. prolungata cloroformi zzllzione con una notevole emorragia: in tutti quei casi insomma i n cui s i manifes ta unn s ens ibile dis idratazion e dei tessuti.
c.
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RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA REGJS e REBOU L. -
AHl•tenza negli allenaU nelle Colonle. - (Le Caducée).
Gli autori rilernno quanto grave sia l'errore di credere che la pazzia nelle co.lonie sia n1ra, e ciò perchè gli europei ed anche gli indigeni (secondo l'espe· rienza dimostra) vi sono al massimo esposti per l'azione di molteplici fattori, cUma, sole, intossicazioni locali, malat tie eademico-epidemiche, ecc. Dai documenti me<lico- statistici francesi risulta cbe la med ia generalf' delle a lterazioni psichiche nel quinquennio 19031907 è in Algeria: Epilessia europei . Epilessia indigeni. Alienazion(' mentale europei . Alienazione mentale indigeni
1,61 p. 1000 0,R3 p. 1000 1,76 p. 1000 0,53 p. 1000
Dall'esame di que:::te cifre emerge: a) J"nlienazione ruentale si mostra tre volte più frequente nell'elemento eu· ropeo che in qui,llo indigeno della trupp,i coloni,\le; b i l'epilessia. invece, è rappn•sentnta nel contingente europeo da una media inferiore a quel la dell'alieuazione mentale, i l che armonizza e conferma il fatto già acqu is ito alla sc ienza, che, cioè, nei popoli meno evoluti predomina sulle psi• cosi propriamente dette la deg6nerazione neuro-psicopatica. Gli auto ri affermano poi come le psicopatie negli i ndigeni si presentino sotto fo:,rme abbast anza semplici di degenen,zione maniaca, o malinconica, oppure di rleliri sistematizzati rudimentali, dPgenernzione improntata il più sovente a ,dt'e m istiche e snpcrstiiiose: vi è inoltre fn,que11te il contagio psichico e sono r.Jtresi frpquenti le p.~icosi alcooliche. Di fronte al numero notevole di forme p;,icopaticLe nelle colonie gli uutori Jn. mr·ntano che contrnriamen t.e a l mirabile progrnrnma, attunto sotto questo punto di vista dall'Jnp;hi lterra e da ll'Au!'tralin nei loro possedimenti coloninli, la Frnocia abliia fatto troppo poco, nbùi11, anzi, qu:,si trascurato questo ramo importante di problema sanitario, che dovrebbe comprendere la for mazione di psicLiatri coloniali civili e militari, la cosritnzione di una. legi:;lazione sugli a lienati coloni11,li. la crPazione di stri.biliLnenti speci1tli di os.~ervazione e di cnra, le modalitit del rimpatr:o o del trnsporto in J.,'rnncin di 1dcuui pazzi, l'assistenza dei pazzi delle truppe coloniali in tempo di par.P. e di guerra ed in6ne i mezzi di lott:l, preventiva contro le psicosi. F t.::-A IUt.l.
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RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUE RRA G. PASCALIS e G CLAnAc. - Alounl fatti cli chirurgia di g aerra. - (Jo11rnal de Chirurgie, volume XII, n, 1). Gli AA. che diressero il 16° o;:pedale di riserva in Serbia, nell'ultima guerra balcanica, ne tornarono meravigliati della facilità con la quale, mediante alcool e iodio, guarivano anche le ferite pil\ gravi, comprese quelle cl1e, nella pratica rivile, avr.ibber<> giustificato un intervento d'urgenza (vescica perforata, ferite del rene, ecc.). Quello che più attirò la loro a ttenzione fu un certo numero di casi sia per la loro frequenza che per la novità. Fra i feriti che vennero affidati alle loro cure, ve n'erano, in gran numero, di quelli (quasi tutti giovani e vigorosi) che non avevano alcuna ferita, che si dicevano semplicemente contus i e che preseutavano tutti lo stesso quadru clinico: sintomi generali comuni di shok, aspetto di torpore (che gli AA. chi,uuano stato di shok prolungato), sonnolenza, timore dl'l più piccolo sforzo, stato di depressione fisica e morale, difficoltà. di riscaldarsi, temperatura normale o subnormale e, come soli s'intorni obbiettivi, talvolta un leggero rallentamento del polso, diarrea incostante, difficoltà di respiro. Quasi tutti si lagnavano di dolori v11,ghi, generali o localizzati vagamente al tronco, all'addome, ai lombi, agli arti, sensazione di costrizione toracica, ,cefalea sempre intensa e tenace, inappetenza spesso completa. Qunlclie paziente presentava anche altre manifestazioni: uno rimac;e 30 giorni in istato di appare11te afasia, altri accusavano rapida stancher.za rlella ,·istn. Qt1esto s tato migliorò generalmente dopo una qt1indici11a di giorni, ma in qualcuno soltanto dopo 4 o 5 settimane. Lo stato di sbok si era prodotto nello stesso modo per tutti: d urante l'azione alla quale avevano preso parte, essi erano stati brnscnmente buttati al suolo, senza potersi rendere conto esatto delle cnuse e delle condizioni del traumatismo: avevano soltanto percepito, non lungi da loro, lo scoppio di uno shrapnel o di un proiettile di simile ge nere. La nmggior parte ave va perduto immediatamente i sensi, ben pochi avevano- potuto recarsi a i posti di medica:done: nes~un 11ltro ricordo preciso. Riassumendo: inizio brnsco, quasi folgorante, gravitll impre;;sion:inte subitane~, miglioramento abbas tanza rapido, guarigione completa quas i costante E sclusa la contusione, di cui mancava qualsiasi traccia, e l'istero-t ranma tismo pet mancanza di stimmate, per il mezzo speciale dei soggetti e le cond izioni di brntalità dell'accidente, che escludono ogni possibilità di suggestione. gli AA. posR110 la diagnosi di stato di shok per com111 oeio11e Cf!reòralP. La commozione sarebbe stata prodotta. non ila un traumatismo diretto, giiL escluso, ma. da uno indiretto. quale quello che può essere prodotto d,,1 rumore formidabile e dallo spostamento dell'aria, che, anche II grande distanza, vien de· terminato da.Ilo scoppio di un grosso proiettile moderno. Per la cura : medicazione tonica, riposo morale e fisico e buona nli mentnzione. At.FO!>SO.
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ftl VISTA nr CHIRURGIA GENERALE P. D uvAL. - Teo l loa operativa della ceoope11ta (baazlone del oleoo al tendine del piooolo p•oa•). - (Revue de chirurgie, anno XXXIV, n. 5).
La cecopessin è il trattamento di scelta del cieco mobile. La. fissazione del cieco ad una piega del peritoneo iliaco (Wilms), o al peritoneo parietale posteriore (Rebn, Paolo Del bet) o al peritoneo nell'nogolo p11rietoiliaco (Mauclaite) sembrano all'A. aleatorie, perchè è illogico fissare un organo anormalmente mobile ad un altro cosi estensibile come il pel'itoneo, mentre in t utte le pessie quello che sempre più si cerca è precisamente un piano solido, resistente per la fissazione. L'A.. ha, perciò, adottato, e con successo, la fissazione dell'intestino al tend ine del piccolo psoas o, in mancanza di questo, al margine interno dello psoas. 11 m1\lato é situato sopra un piano mediocremente inclinato. Incisione iliaca obliqua classica sino al margine esterno del retto; incisione dell'apont'urosi del g rande obliquo e passaggio tra le fibre del piccolo obliquo e del trasverso, sezionando le fibre stesse per la lunghezza di 1 cm. sopra e sotto il punto di separazione di questi due ultimi muscoli, allo scopo di avere un largo accesso al bacino. Trovato il cieco e tiratolo fuori, se ne esaminano In motilità e la dilatazione, praticando, se occone, una coccoplicatio, verticale o t rasversale secondo che la ansa ceco-colica mobile li troppo lunga o dilatata; ed eventualmente in entrnmhe le direzioni. Una valvn addominale scopre tutta In fossa iliaca. l mm rdiat1m1ente al di fuori dell'orteria iliaca, che si riconosce a vista. d'occhio, e pornllelamente ad essa, s'incidi' il peritoneo iliaco, dalla parte media della fos~n iliaca al punto di fissazione della faccia posteriore del colou nlla fossa lombare. Disseca ti i margini di tale incisione, si mette allo scoperto il tendine del J)iccolo psoas e, mnncnndo questo. il margine interno dello psoas : in tal caso bisogna liberare la faccia esterna dall'nrteria iliaca e spostare questa in dentro sul passaggio dei fili. Tre, quattro fil i oon l'iassorbibili si passano nel tendine dello psoas, poi nello faccia posteriore dell'ansa. ecco-col icn, sulla s ua benda muscolare posteriore: ser• rnudos i il cieco è applicato fortemente alla fossa iliaca. I margini dell'incisione del pe ritoneo iliaco sono s uturati attorno alla cupola cecale. Se si è praticaU\ \ l!HI coccoplicatio, ci si può se l'\0 ir e dei fili stes$i pel' la fissazione. L'A. consiglia, dopo inciso il peritoneo iliaco, di scollo.re un po' il colon, per qualcb<' centimetro di lunghezz1t, per creare una superficie cruentH. la cui cicatrizzazione può contribuire forse alla fissazione dell'ansa ceco-colica. In Cine sutura della pa rete nddoru inr.le n tre piani. AU"ONSO.
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RIVl~TA DI OTO-RINO-LARINGOIATRIA Dott. P. To:srnTTI, -
Sulle a lterazionl della 1en1lbilltà della laringe nelle leaionl del laringeo inferiore . - (Con venti figure intercalate nel testo e
cinque tavole). -
A. Debatte, editore. Livorno, l!H4.
La questione della sensibili tà della laringe n<>i riguardi a.natomici, fisiologici e patologici è sul punto di essere definitiva.me nte risolta. Da una pinte gl'interventi che vnnno gene ralizznndosi sul n. laringeo superiorP, quali me todi curntivi della disfa.gia, specialmente dei tubercolosi e cat·cinomatosi laringei, dall'altra lo studio anatomo- patologico delle al terazioni del ganglio nodoso, e pi ù, con maggior sicurezza, del n . laringeo superio re <ii individui affetti da paral isi lnringrc concomitanti ad anestesia del vestibolo, ridchiararono di nuova luce il complesso problema, la cui spiegazione nell'uomo s'nrrcsta a.Il' impossibilità cli pro,e speri· mentali, mentre negli animali viene ostacolato dalla difficol tà d'inte rrog(ne i fenomeni subbiettivi derivati da.i prnticati esperimenti. Una volta messo il proble ma, è c hiaro che esso potril essel'e rischiara to anche per al tre v ie e sopratutto <l11. una gnrn parte dei ris ultati, che si ottengono negl'intcrventi sulla. laringe e sugli organi limitrofi, nei quali l'uno e l'altro dei due n . laringei venga, in (JlH\lche modo, ad esset·e ;\Iterato nella su11. integrità anatomica o funzionale. Gli studi recenti di Baglioni e B ilancioni asBcgncrebbc ro alla laringe una seus i bilità generale piuttosto r idotta., mentre, per I va now, essa sarcbbt'!> rlbbastanza squisita, s e~bene non sia facile, per l'insorgere dei rillcssi, misurare la sensibilità. con i comt1ni metodi dei compassi; e d'altro. pn.r te ogni volta c he s i è consta tata la scomparsa del riflesso, non siamo io condizioni di definire in quale grrl<lO anche la sens ibilità tattile venga alterata. Con la lesione del rnmo interno del n. laringeo s uperiore Gignoux e Brunetti dimostrarono l'anestesia del vestibolo, e la ipoestesia per l'uno, la persistente sensibilità per l'altro della mucosa, che ricopre le corde vocali. l\fancioli, l\fartu· scelli, De Luca poi riscontra rono alternzioni nel ganglio nodoso di a nimali di espe rimento e del tronco del n. laringeo superiot·e dopo la comprPssione e lostrapp a wento del n. laringeo inferiore. E ,sendo a. questo_ punto la questione sull'influenza sensibile dei due n . laringei nel vestibolo e nelle altre parti della laringe, questione nt>lla quale i l contributo scientifico delle scuole italiane è di notevole importanza, l'A. ha crednto opport uno prendere in considerazione quanto di più recente s i conosce al riguardo n e lla letteratura, aggiuugendovi alcune personali osserva zioni sne. Egli si occupa di stabilire quale parte abbia il n. ricorrente s ui disturbi della sensibilità della laringe, essendo ~opratutto questo il lato più controverso della q uestione, tanto a riguardo degli animali, quanto e sopratutto dell'uomo. Nei riguard i anatomici prende in primo luogo in considemz.ione l'orig,ine reale del nervo, In sua speciale cos tituzicne istologica, i centri bulbari e cerebmli coi qu11.li trovas i in rnpporto, la relazione delle fibre di moto con l'accessorio, i suoi rami muscolari e mucosi, l e sue diramazioni ed nna:;tomosi coi rami del laringeo superiore e dell'inferiore d el lato opposto, il suo campo di azione ed i limiti, che dividono questo da quello
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RIVISTA DI OTO· Rl:l<O·LAR1SG0IATRIA
de l laringeo superio re. Osserva come le origini centrali differenti per le fibre di mo to e quelle d i senso vengono già a p recisare il concetto di una doppia fun. :;done e di una duplice natura del n. ricorrente. Dai dati forniti dalla fisiologia, dimostrn confermata la prima tesi, che s'intravede dallo studio puramente anatomico. :\I ette io rilievo la funzione motrice, vasomotrice e sensibile del n ricorrente e le funzioni che variano tra i differenti animali e tra questi e l'uomo. Dopo una minuta storia retrospettiva dei lavori di illustri fisiologi in merito, riporta una serie di individuali ricerche tendeuti a confermare quella parte, che può riuscire nl lettore alquanto più oscura, ma di capitnle importanz11 per la questione, cbe tratta. Da queste ultime e merge il valore che hanno le varietà individuali e quelle esistenti fra le diverse specie di animali per la valutazione dei risultati, le cui differenze sono s pesso strettamente collegate a modific.azioni a nche poco importanti d'esperimento, non chè dalla circostanza di sottoporre alle ricerche fisiologiche, ora soltanto il ramo principale del ricorrente, ora quando esso è unito al suo ramo trnchoale. Egli prende sopratutto di mira il comportarsi dei nervi laringei degli animali, che piu frequentemente sono usati in siffatte ricerche, cioè il cane ed il coniglio. Dimostra come l'eccitamento del l'Ìcorrente unito nl ramo tracheale produce n(!gJi animali i seguenti effotti: numeo to di pl'essione sanguigna, rallentamento del!a res pirazione in fase prevalentemente espirntoria, movimenti di deglutizione. Con esperienze proprie, eseguite sopra un corto numero di animali, conferma in alcune spec ie (coniglio), e nega in nitre (cane), la proprietà del n. ricorrente di reag ire agli stimoli meccanici, chimici, elettrici portati sul ramo centrale del nervo sezionato, d imostrando in esso per alcuni la presenza di fibre ceotripetllli e negandola. in a Itri. . )lette in l'ilievo l'importanza di questi dati di fisiologia normale negli animali. per I applicnzio,ne di questi all'interpn;tazione dei risultati delle ricerche sperimentali. Toccando breve mente le quest ioni che si collegano alle alternziooi di mobilità nelle les ioni de l ricononte prende occasione da queste per ricordare la legge di cemon e le varie ipo Les i ammesse per la sua interpretazione. F.ntrando nel campo della patolog ia, erlUme ra le 1•nrie cause determinanti la pari1lisi laringea da lesione del ricol'rente, per ded urre l'influenza di ciascuna di esse nelle alterazioni della se ns il,ilità Jnrin~ell. Dal111. 1<v11 ril\ta sintomatologia delle lesioni ricorrenziali determinate d11. ane urismi, vizi di cuore, ferite del n. spinale, del o. vago, e del n. ricorren te; alterazioni del pe ricardio, versamenti pleurici, pneumotorace, pleuri te a picale. lesioni degli a pici polmona1·i, adenopatio tubercolari e dn tumori mlllig ui, tumo ri dtd mediastino, ma.lnttie della tiroide, affezioni dell'esofago e dellll t rachea., e carie de lle ossa (r lavicola. verte bre). :-fon trnscura. di valutare le altera zioni de lla sens ibilitii. laringea nelle nev riti, con paralisi 1Rrioge11., da iutossicazioui o do. a ltre cause. come pt1n' nelle vario s indromi laringee sia ~emplici, c he c.orn ple,~e ed 11.~,ociate tanto nelle lesioui periferiche, che da cause C<'D • trnli, (hul bnri. dei nuclei cen t ra li.. t• della corteccia); nelle forme di tabe, sclerosi n placche, nt ro611. progressiva, s iriugomelia e si ringobulbiri, paralisi ngi taott>, corea l'd i&Lerisrno, e trae po i ma teria di studio dal differente modo di comportarsi della sons,bi lità i n cin~c mm fornrn. morbosa per coucluclere circa la presenza o mPno di Cit,re cenlripc•tali nel ricorrente dell'uomo.
RIVISTA DI OTO·RINO·LARINGOrATRIA
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Riporta 14 osservazioni proprie e sei inadite, studiate e partecipate da altri colleghi, nelle quali, oltre alla sintomatologia generale riflettente i disturbi dell'organo vocale, riferisce sui r isultati ottenuti dall'esame della sensibilità.. Dall'autopsia praticata negli animali, che furono oggetto di esperimento, trae elementi d'indagine per lo studio delle alterazio ni, che si verificano nella mucosa laringea, nelle masse dei muscoli intrinsec i, nel nervo laringe o superiore e nel ganglio nodoso. Dopo avere premesso la descrizione delle alterazioni, che s i osservano prevalentemente in questi va ri elementi anatomici nelle lesioni sperimentali del 1·icorrente, riferisce le sue particolari osservazioni, che illus tra con cinque tavole di ricerche istologiche, che completano l'opera. Come abbia.mo accennato più sopra, un notevole contributo alla soluzione della coutroversa questione viene pure arrecato dai risultati d,;Jla terapia usata nella disfagia. tubercolare e nelle turbe nervose de lla laringe. Ed e per ciò che l'A. 110n ha trascurato di riferire i risu ltati della cura nelle lesioni del ricorrente e gli effetti che da essa si ottengcno, soprat utto a riguardo delle modificazioni dello. sensibilità laringea, to.nto negli interventi loco.li, sia in quelli praticati a distanza e che mirano a neutralizzare l'influenza nervos a del laringeo supe riore.Nell'ultimo paragrafo sintetizza la materia di tutto quello che sulla questione ha trattato nei precedenti capitoli, di anatomia normale dei tronchi nervosi e dei centri, di anatomia patologica e di 6siologia, alla qunle in più modi ha cercato port:He il suo contributo, di patologia e di terapia, capitoli tutti sui quali porto. i l suo personale convincimento, derivatogli tl.a mol teplici osservazioni e da individuali esperienze. Poichè nelle questioni, che riguardano la sensibili bi laringea, entra in campo - e per molti, anche con recenti ricerche, vie ne a confermarsi - la legge di Ma~sei, rifle ttente modificazioni, che si verificano nella sens ibilità la ringea in certe lesioni del n. riconente, l'A. pren,le occasione dalle pe rs onali esperienze· ed osservazioni per analizza,e le controverse opinion i. Riepilogaudo i ris ultati ottenuti da coloro che lo precederono in siffa tte ricerche, segna la i vari perio ii a ttraverso ai quali può conside rars i esser pas~at:i l,i legg e suddetta. Divide in vari g ruppi gli autori che la. sostennero e que lli che le furono contrari e coloro che non potero pronunziarsi in modo definitivo su di e&s a, per co11cl11de re come, anche ron le nuove e più recenti osservazioni, non s i è giunti ancora ad una esalta spiegazione del complesso problema. L'A. però, senza avere la pretes a di diminuire i11 nulla le ricerche dei fautori di ess:i, le quali attendono ancora clilucid,izioni ed indagi ni , ,:nrebbe venu to nella convinzione, che non s i possa nell'uomo lltfcl'ma l'e l'in llu(•nza del n. ricorrente sulla sensibilità laringea. Appoggia le sue convizioni sopra un complesso di dati e di os~er\·azioni dettati in parte dall'esame dei larnri che hanno preced uto il suo, in par te <la e~prrimenti individua.li e da cons illerazioni, che solo nuove e più complete eù inoppug nttbili ricercl1e potre bbero modificare. Chiude il lavoro re11dendo omaggio all'illus tre prof )[asS.t'i, che co11 le sue geniali osservazioni ha illus trato un importante capitolo di patologia de lli,, laringe e aperto un vasto cd ines plorato campo d'indagini all·a ui vi H degli s t udiosi.
(i!O
RIVISTA DI MALATTIE ~ENERrn E DEUA PEUE Dott. G101·ANs1 FnANCF:SCIIINI. - 0Hervazlon1 pratlohe aulla cura della blenorragia. - (Pensiero medico). Se mi fosso domandato - scrive l'A. - qunli ,levono essere le doti principali d'un rimed io i<lenle contro la blenorragia drlruretrn, risponderei che esso de1·e 11.vere le seguenti proprietà: es;;ere dis·ruttivo per eccelleni:a dell'elemento pato• geno - il gonococco, - cosi da eser citare un'azione stl>rilizzatrice della mucosa ammal11.t.-i; non essen, i r ritante, nè causticante, nè mortificnnte, del tessuto uretrn.Je, cosi da non esacerbare il processo infiammatorio reatti,o, che in forma inteni,is:;imn e pe nosa si accompagna in molti casi all'infezione blenorragica: non coagulare l'albumina., cosi che il l iri uido medicamentoso possa. penetrare profond:uuente nel reticolato linfatico d<·l !"uretrn, contro nl quale i gonococchi preferiscono annidarsi. Qunudo fu messo in commt'rcio il protargolo, si credette di aver finalmente trovato il rimedio antihlenor ragico idenle, perch~ si mostrò, nella pra.ti<'n, meno <'Rustico e meno irritnnte del ni t r ato 11·argento, clw an·va tenuto pe1· tanti anni il primato n ella cura dell'uretrite blenonn~ica, nonostante lr sne manchevolezze e i suoi difetti; ma si constatò ben presto eh,· se il protargolo è un preparato che può pr•·~tnrP ottimi servigi in venereologia, es,o è pe1·ò molto inferiore al ni· trn!.o ù'nrgento per il suo debole contenuto di mt·tallo, per la sua poca solubilità e per lfl sua de bole cnpacitil di ditdisi attraverso le membrane anim11li. Ben più efficace e ben piLt perfetta app11rve negli esperimenti e nella pratica giornaliera l'albarf1ina (preparato 11lbumoso-,1rgentico contenente il 15 p. 100 d'nrgen to, solubilissimo nell'acqua) In quale è spro\•vista d'ogni proprietà irritante s ulle mucose. L'A. In adoperò lungamente ed estesaml'nlP, sin nella sua pntrica privata s ia n el Dis pensario cc·ltico, ed nifo rma apertamente che è un ot timo antiblenon-agico e un eccellente acquisto della terapia moderna. A ll'inizio del male, quando il malato g li si prrsPnta per la prima volta, il france1-chini è solito di tentnrc, in certo qua.I mo:io, la cura abortiva.; mn, a tale scopo. egli n on istilla -- come si face\'ll per il passato e come qualcuno continua a fare nelln regione della fossetta n11,,icol11re alcune gocce d'una ~oluzione concentr,,ta di n itrato d'nrgc11to; chè questo gli pare, e con ragi one, un metodo bnrbaro. E;;li usm invece un suo metodo per;,onale, che gli d,\ <la p:irerchi anni ottimi r isultnt i, e che consiste nell'intl'Odurre n ella porzione balanica del canale uretrale, I\ ridosso della fossetta navicolare, uu bastoncino o cnndeletta di burro di cacao, della lunghezza di circa. sei o sette centinwtri. f' contenen te il 2 p. 100 di nlbargina. Introdotto il bnstoncino medicato nc•ll'uretra. ne irupedi~ce l'uscita mediante nn batuffo!o di cotone, col q nale imbottisce, per cosi dire, il sacco balaoo-prepmdale, e consiglia 111 paziente di trattenere il c iliodrelto nell'uretrn possibilmente per tre ore, non vuotando la \'escica prima di questo periodo di tempo. Dopo pochi minuti dall'introduzione, il bastoncino di burro di cncao, si discioglie, e tutta Il\ mucosa ammalata viene così cosparsa di quest'eccipiente grnssoso. per mezzo del quale l'nlbnrginn, a do~e p iuttosto concentra ta, viene a contnt'to diretto col gonococco, per un t empo prolungato di due o tre ore.
RIVISTA DI MALA'fT!E: VE:!(EREF. E DELLA PELLE
L'A. assicur a che il dolore è minimo, e che l'infezione pare resti gi ug ula ta dn. un siruile tra.tta.men to abortivo; e quand'anche non s'ottenga la gu1\l'igione im•
mediata, si r iesce però sempre a. impedire che 111 blenorragin s i facc ia intensa, e ad abbreviare cons iderevolmente la durata del male: i l che è già un g randissimo vantaggio. Alla distanza d ' nna settimana dall'introdu zione del bast oncino medicato, l'A. applica. dentro l' uretra un secondo bastoncino, se il male non accen·n i a diminui re notevolmente; e questa. manovra egli riprte anche tre o quattro -vo lte, 6n· chè non vegga Ja. ,secre;\ione ure trale r idotta a un semplice umore prevalen temente cntarrale. Negl'intervalli fra una medicazione e 1'1tltrn, l'ammalato dovrii praticar;;i gior· nahnente due o t re irrigazioni endouretrali d i a lhargina all'uno per mille, per le quali l'A. consiglia. la pera a doppi11. corren te da lui ideata, come qtiella che si presta benissimo al lavaggio interno dell'uretra e s i adatt~, meglio d'ogn i altro strumento a regolare la forza del getto. Con questo sist enrn. di cura, sempl ice e s piccio, la blenorragia asiume di solito un andamento benigno e d i breve du rn ta. Quando i fenomeni a cuti dell'infe1.ione sono pns!,a t i e il p rocesso m orboso mostra piuttosto t.endeuzn. alla cr onicit:\, l 'albargina dov·essere usnta senza tema a dosi alquanto elevat e, poichè l e solu;iion i deboli non agiscono n elle formP lente. Le dosi devono allora oscillare dal due al quattro per mille. ;;econdo fa tolleranza della mucosa uretrale, e, data la scarsità. della secrezione, meglio è adoperarE> lo sr.h izzetto comune c he g l i strumenti a doppia corrente, la cui precisa indicazione resta limitat a alle forme acute, quando l'uretra hn bisogno d'essere tleters11. da un lavaggio che asporti l'umore rappreso sulla superfìciP della mucosa. L'A. aggiu nge che l'albarg ina agisce più prontamente e · più eflicacemente di qualsiasi altro rimedio nelle forme torpide della ma lattia, sopratutto i11 quei casi che fu rono lung amente trattati con altri ri medi. Poche iniez ion i di questo p reparato bastano talvolta ad arrestare una secrezione catarra le di vecchia <lata. Un'azione cosi energica e benefica si può spiegare col fatto che, in tali casi, l'al bargina produce una debole causticazione come il nitrato d'a r gento ; ma col vantaggio di n on irritare l' uretra; e favorisce, in certo qua l modo, lo ~faldamento dello strato epiteliale della mucosa e ne facilita quindi il rin no'l'a01ento istolo. gico o la n utrizione, analogamente a quello che s i otteni;,bbe con un moderato e delicatissimo raschiamento d'una m ucosa malata, la quale, pe l' guarire, abbia bisogno d'essere svecchiata. Appunto per q ues ta. ragione speciale, l'A. c1·ede con fondamento che l'albargina. si presti efficacemente 11ella cura delle uretriti posteriori l ente, in cui egli prat i ca talvolta le istillazioni profonde colla siring a del Gu yon; ma. preferisce di solito la cura meccanica coliti dilatazione gra<luale dell'uretra e l'int roduzione di bastoncin i di burro cli cacao medicati all'albargina, a l 2, a l f3 e per fino al 4 p. 100. L' A consiglia all'am malato d'introdurre ogni sera nell'uretra uno di que!lti cilindretti medicati, acco mpagnandolo col dito lungo l'uretra e scorrendo su ques ta da.I glande all'ultimo tratto del perineo, cosi da far scivolare il bastoncino all'albargina nelle ultime parti uretrali sensibili a ll'esterno, cioè iu vicinanza del forarne .anale; e avverte l'a mmala to che questa medicazione denJ essere pra ticata dopo aver vuotata la. vescica cd eseguita a letto in posizione dor· s ale. Un tale metodo di cura avrebbe il vai:.taggio di mantenere la parte l esa sotto l'azione benefico. d' un r imed io sovrano per molte orP, e precisamente p!'r una notte intera, qual ora il paziente vuoti la 'l"escica soltnu\o la mattina seg aente. E. 'l'. 4! -
Glol'na~ di medi cina milita,., -
Pasc. \'li,
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RIVISTA DI TERAPEUTICA Bnl trattamento dell' luoontinenz a notturna d "urln& oon le loleztonl perineali dl 1lero. - (La Presse Médicale, n. 86, 1914). G li enuretici, ver i o simulati, costituiscono, nell'esercito, specialmente all'arri,·o delle reclute, uua piaga limitata senza dubbio, ma le cui conseguenze non sono me110 11oiose siu per i medici che per l'esercito stesso. Ora le iniezioni epidurali di Catbelin richiedono una manualità molto delicata e provoca.no fenomeni generali penosi, ment re quelle nello spazio ,·etrosettale si trasformano molto spesso in un piccolo lavaggio del retto; perciò l'A. che ba preconizzato questo trattamento sin dal 1909, ba pensa to di praticare l'iniezione di siero nel sottocutaneo del perineo. Dovendo fare l'iniezione con forza e rapidità e preferibile usare la.siringa di Roux. Collocato l'ammalato in posizione adatta. e disinfettata la pelle con tintura di iodio, a metà distanza tra la. radice scrotale e l'ano e ad 1 cm. circa dal rafe, si pratica. da un lato nel sottocutRneo e il più rapidamente possibile, l'iniezione di 80-100 e.e. di liq uido nell'adulto, in modo da formare come una grossa bolla teSR e non depressibile. Eguale i ziezione si pratica nel sottocutaneo dell'altro lato. L'operazione è poco dolorosa e non impedisce a l paziente di attendere alle sue occupazion i. Una sola iniezione di 80-100 cc. per lato, baste. ordinariamente, ma si possono iniettare, senza inconvenienti, anche 200 gr. di liquido se si è obbligati ad intervenire una seconda volta. Dalle statist iche che l'A. riporta, il successo di questo metodo sarebbe lusinghiero mo1lo ; l'A. stesso su SO pazienti, ebbe 18 guariti dopo una. iniezione: a Versailles su 22 casi, 22 guarigioni. De Oauléjac nei bambini ebbe il 60 p. 100 di gunr1g1oni. Gl' in~uccessi sarebbero dovuti o a tecnica imperfetta o anche al fatto che l'incontinenza può dipendere de. svariate ca.u~e, mentre il metodo, secondo l'A .. sarebbe indicato nei psicopatici, nei cRsi d'irritabilità vescicale, d'atonia degli sfinteri e, per l'ese rcito, nei simulatori, buona parte dei quali, per molteplici rRgioni, consentiranno dopo il tratta.mento, a dichiararsi guariti. Anche nei bambini il trattamento è raccomandabile, però non s i devono in.ietture più di 40-60 60 gr. per lato di liquido, secondo l'età del bambino. per n on distendere eccessivamen te i tegumenti. M . CATI.ElR. -
A LFO!'-SO.
c. A. BALLANCE. -
Bu èll UD m etodo col quale l farmaci pOSIOD O 8 1118Te me,oolatl ool llquldo o erebro- aplnah . - ( The Lancet, 00 maggio 191-1). L'A. affemla che il siero salva.rsanizzato o altl"i rimedi introdotti nello spa.zio subaracnoidea raggiungono le cellule nervose. Indubbiamente varie obbiezioni pos· sono esser fotto al metodo delle iniezioni nella sostanza cerebrale, e una opera· zion~ non indiH'erente si richiede per introdurre il siero nella cisterna bnsale. L'iniezione di siero fatta al disotto dell'aracnoide e al disopra della cor t~ccie. può ledere la superficie del cervello, e l'ape1tura praticata per il passRggio della
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RIVISTA DI T ~:RAPEUTlOA
cannula può permetterne la susseguente fuoriuscita.. Perqueste considernzionisembra. che il ventricolo laterale sia il posto migliore per l'iniezione. Ecco la tecnica se, guita in un ca.so dall'autore: l 'infermo fo cloroformizzato e la testa collocata in una posizione più vicina possibile alla verticale. Una apertura con la trefina fu praticata a destra della linea. mediana in corrispondenza, del bregma. Fu quindi aperta la dura e lR. superficie interna dell'emisfero cerebrale destro fu de licatament~ sr.ostata a. mezzo d'un rebra.ttore piegato ad angolo retto. Fu introdotta. q uindi una. cannula, il cui lume aveva un millimetro di diametro e tre pollici di lunghezza., attraverso la parte ante riore del corpo calloso a circll un quarto di polli-:e a destra della liuea mediaua, fino ad a.vere ln sensazione che e~sa. era penetrata nel corno anteriore del ventricolo laterale La cnnnnla munita. di stiletto a estremità rotondeggiante, non poteva ledere nè vasi ne fibre comines~urali nel suo passaggio attraverso il corpo calloso. Introdotta. la cnnnula nel ventricolo lo.terale ed estratto lo stiletto, s i ebbe fuoriuscita del liquido cerebro·spinale in modo discontinuo però in rapporto con le pulsazioni arteriose e coi movimenti respiratorii. Per mezzo di un tubo di caoutchouk, raccordato da unn parte alla cann ula e dall'altra ad un va.so di vetro graduato, fu quindi introdotta nel ventricolo prima una soluzione salina fisiologica e poi del siero snl· varsanizzato nella. quantità di SO a 60 c. c. A iniezione finita si constatò che il cervello protrudeva. dalla apertura chirurgica cranica; ma con una ispezione ac· curata si vide che questa specie di ernia. era dovuta al liquido che a,eva riem· pito lo spazio subaracnoideo. Per praticare l'iniezione furono impiegati circa venti mmuti; e nessuno spiacevole incidente fu rilevato durante essa. Al principio, poicbè il liquido da iniettare passava lentameute, fu innalznto il vaso di ve tro, e si notò allora. una certa. difficoltà respiratoria dovuta probabilmente ad aumento d i pressione del 4° ventricolo, non passando abbastanza rapidamente il liquido attraverso il forarne di Magendie.
D. BALF.STRA.
RIVIS1'A DI MEDICINA LEGALE E
TRICOMI. Ernia in rapporto alle malattie del lavoro. - (Ridsta sani· taria siciliana, n. 9, 1914).
Su questo importante argomento il prof. Tricomi ba riferito recentemen te al V Congresso medico siciliano tenutosi a Siracusa. L'A. ammette nella produzione
de ll 'ernia due ordini di cause: cause predisponent i (sia congenite che acq uisite) e cause determinanti, le quali ordinariamente si associano. àlcune varietà di ernio ripetono la loro origine ,la vizi di conformazione Cosi ne ll'ernia inguinale indiretta quasi sempre la predisposizione derivll cllllla mancata obliterazione del processo vagino-peritonert le o da a nomal ie nell'obliterazione del processo stesso: un piccolo infundibolo, che resta in corris poudc11za doll'apert ura interna del canale inguinale, costituisce il pnnto di partenza d ell'ernia. Nelle ernie ombellicali 111 predisposizione è dovuta al fatto che la cicatrice ombell icale che s i. forma nella chiusura dell'anello ombellìcale non è molto robusta i o corris pon·
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RIVISTA DI MKDIC1-1'<A LEGALE
denza della metà superiore ove trovasi la vena. Nelle ernie della linea. alba la predisposizione è legata all'esistenza di fori o smagliature congenite della lamina fibrosa. Nelle ernie acquisite le cause predisponenti sono rappresentate dalla debolezza che la parete addominale presenta in alcuni punti (regioni erniarie). Fra questi uno dei pil\ deboli è il canale inguinale, quando è ampio e con larga apertura esterna e decorso rettilineo. Predisposti sono gli individui con inguini deboli (laparocelc inguinale', che in molti casi non è che un residuo dell'addc.me tumido sporgente c he si osserva nei bambini rachitici. Punto debole è infìne la regione c rurale per la poca res istenza della chiusura delln cavità addominale tra la guaioa dei vasi crurali e il legamento di Gimbernnt, costituita dalla fascia trasver3ale sottilissima, rinforz1tta dal setto ernie.le. La debolezza. generole dell'organismo, dovuta a sfavorevoli condizioni di nutrizione, l' inAuenza nociva delle malattie debilitanti, l'età inoltrati\ fanno diminuire il grasso ed assottigliano le re.gioni erniarie, indebolendole, apportano diminuizione della tonicit/1. muscolare e della solidità delle aponeuro~i e rappresentano perciò delle importanti predisposizioni acquisite. Tali predisposizioni, sia congenite che acquisite, facilitano l'origine dell'ernia: per la formazione di questa però è necessaria una causa occasionale, che è sempre data dall'aumento della pressione addominale, che si produce per effetto di ripetuti sforzi esagerati. Le sole cause occasionali possono produrre un'ernia soltanto in determinate circostanze ed in condizioni speciali: si hanno infatti tanti operai ché fan110 sforzi grl\Vi per tutta la vita, senza. prodursi ernia, mentre altri senza aver compiuto sforzi esagerati vedono svilupparsi contemporanea.mente parecchie ernie. Dalle indagini fatte dall' A. su oltre 15000 erniosi esaminati, risulta che coloro che accusavano un·ernia eosi detta da sforzo, o meglio improvvisa si astennero dal lavoro alcuni per qualche ora, altri per un giorno, pochi per un tempo superiore, e t utti presentnrono una sintomatologia lieve, mentre un'ernia da sforzo, se fosse esistita, avrebbe dovuto manifestnrsi con sintomi gravissimi. Anche le ricerche fatte sui sani ·e sui cadaveri hanno confermato l'impossibilità dell'ernia improvvisa. L'A. conclude ritenendo che le ernie degli adulti si producono del tutto a gradi per sforzi ripetuti che agendo in condizioni particolarmente favorc,oli qualche volta creano, il più s pesso nggre.ve.no, una deformitlt preesistente. La formazione improvvisa di un'ernia in tutte le sue parti è teoricamente impossibile, e non è confermata nè dnll'esperimento, nè dalla pratica. Quando un operaio crede che gli sia comparsa l'erniti repentinamente, egli si basa sopra un errore, poiche scambia la penetrazione cti u na parte d'intestino nel sacco preesistente, con la formazione dell'ernia, mentre il riempimento del sncco non costituisce che una fase nell'evoluzion1, dell'ernia, un sintomo della malattia. L'ernia negli operai adunquesi formi\ nello stesso modo che nei ma.lati cronici degli organi respiratori, nei malnt;i di costipazione cronica e di restringimento uretrale: essa perciò s i deve considerare comi! malnttia professionale, perchè legata allo sforzo dei muscoli toraco-addominaJi, che sono pnrte integrante· di un dato mestiere. e perchè sono le continue esigenze del lavnro, che trasformano una semplice debolezza in una malattia.
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RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA Lto~ BERNARD. - Ooncezlooe attuale della tubercolosi umana - Le tapve de lla baolllo•l cU Kooh ne ll"uomo. - {Presse mé<licale, n. 81, 10 aprile 1914).
Per una quistione cosi interessante come quella della tubercolosi, questione della quale la continua evoluzione modifica incessantemente la fisionomia, è bene fermarsi talvolta durante il cammino e fissarne l'as petto del momento in uno sguardo generale che abbraccia le con oscenze acquisite e gli orientamenti a cui esse tendono. Aleune ipotesi sorgono n ecessari,unente, nel fare un simile tentativo, ma esse non sono inutili se si accordano col complesso dei fatti positivi ch e ne costituiscono l a trama. L&. dottr ina classica che la tubercolo~i è unn malattia infettiva che col pisce il bambino o l'adulto, manifestandosi sotto l'onne differeu ti nelle diverse età della vi ta. ( all'infanzia. e all'adolescenza appartengono le forme generalizzate, le localizzazioni glandolari, ossee, articolari e meningee, a ll'età adulta la tis i polmonare cronica.) si è interamente trasformata. Lo studio della tubercolizzazione dl'll'individno secondo l'titii, ha condotto n constatare che la tubercolizzazione dell'uomo, che può comiuciare poco dopo loi nascita, cresce costa.ntemente con gli anni. Dall'esame delle statistiche di a utopsie e di quelle date dalla cutireazione ed intrn,lermoreazioue pratica.te su va.sta scn.ln, risulta che con l'età la specie umana subisce una s pecie di imp1·eg11am,ento b 1\cillare progressivo e che l'accrescimen to di esso avviene sopratutto nei primi anni della vita, perchè il nume!'<) di quelli che s'infettano nl principio cloll'ado· leseeoza e dell'eta adulta. è sensibilmente uguale a quello che si osserva più tardi. Semhrano che siano due i momen t i. della contami nazione tubercolare; la. cont amina.zione del lattante, nei primi mesi di vita (infezione della culici dei Tedeschi} e più tardi quando il ba,mbiuo comincia a camminare, a prendere contatto col mondo esterno, a sporcare le sue manine e a portarle alla bocca (i n f ezione da tocc!1.httto degli stessi autori). Cos i dimostrano le sta.tistiche e cosi viene confermata l'asserzione del B,•bring che la tubercolosi si contrae n,·ll'infanzia. Avvicina ndo q uesta nozione al fatto constatato che l'infezio11e diminuisce di gravità col c rescere dell'età, mentre 1rnme nta il numero clslle tubercolosi latenti bisogna coucludere che questa malattia imnnmizzn nece;;s11,riarnente l a m11,ggior parte dei soggetti colpiti. L'A., dopo aver fatto un pari,llelo fra l'evoluzione de lle lesioni prodotte dalia tubercolos i sperimentale e quelle che si osservano nell'uomo, viene alle seguenti conclusioni: 1° la prima infezione bacillare a,vviene nel bambino: la tisi polmonare dP,J. l'ad ulto, come scrive il Barnet, non è che la fi ne d i una storia, le cui origini sono più o meno antiche;
64.6
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Rl\"lS'l'A D IGIE~E GENER ALE E BAT'l'ERIOLOGIA
2° le manifestazioni osservate nell'adulto sono dovute a infezione e sono su bordinnte allo stato umorale lasciato da lla p r ima infezione; 3'' l'infezione bacillare e effettivamente un'inf<!zione immunizzante: questo sto.to d'immunità o, m eglio di alte1·gia (Pirquet) e variabile, in eguale, instabile: l'allergia tubercolare, risultante dalla prima infezione, regola l'evoluzione delle reinfezioni. L'importanza pratici\ di queste nozioni nuove sarebbe considerevole. La. profilas8i deve ispirarsi a.d esse per tutte le misure di cui deve circondare il bamb ino, facile preda. dell'infeiione, come per tutte quelle che devono preservar e dalle reinfezioni, il grande pericolo dei tubercolizzati. La. terapia., infine, come ha dimo,trato il Calmette, deve orientarsi verso la via che le indica la. possibilità della vaccinazione tubercolare. Ar.FOKSO.
RIVISTA BIBLIOGRAFfCA P rof. AMLETO NACCIARO~E, capitano medico. - La ohlrurgh. del va1l. - Suture ed innesti. - (Tip. già Diritto e giurisprudenza, Napoli).
Il capitano medico prof. Nacciarone in u n volume di 419 pagin e tratta con molta. perizia. ed in formo. chiara e precisa d elle Rutm·e ed innesti vasali portando un notevole contributo per.,onale cli esperimenti e ricerche praticati con serietà cd esattezza scientifici\ nella 1" clinica chirurgica della R. Università di Napoli allo studio dei process i chirurgici riparativi dei vasi, Dopo avere riassunto in tre capitoli l'embriogenesi, la costituzione anatomica, e l 'istopatologia. di quelle malnttie vasali che influiscono sul successo o meno dell'intervento e sulla scelta del metodo nell'intervento medesimo, l'autore espone nna primn serie di esperimenti di suture longitudinali di arterie praticate in 10 cani con esito felice e di arteriotomie dell'arteria polmonare praticnte in G c:1ni do\'e le suture riuscirono sempre bene. Seguono quindi a.Itri 60 es perimenti personali riuniti in 6 serie e r iflettenti suture circolari complete di nrterie e di vene; nnas~omosi Jatero-la terali della porta con la cavn e ann,stomosi artero- venose; infine trapianti ar tero- arteriosi omoplnstici ed innes ti e t rapianti di vene con a rterie o.utoplo.stici, ornoplastici ed et eroplastici. Ciascuna sei-ie di esperimenti è precedutn e seguita do.Ila trattazione completa dell'argoment o, dall'illus trazione istopatolog icl\ di tutti i pezzi degli esper imenti e da una notevole bibliografia. Dopo un cenno agli ardimentosi esperimenti del Carrel, del Guthrie, dell'unger e dell'Abo.los sui impianti di i nte ri organi, il Nacciarone riassume in un esteso cap1tolo le note comuni a tutti i metodi d'intervento ricapitolando quello che allo s tato delle conoscenze odierne ò il preferibile. Ch iude il volume un sereno quadro statistico delle operazioni cooservalrici es.iguite n e i va~i sanguigni in c linica umana.
D. BALESTRA.
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CONGRES SI Anoora del Congruao • nlla v aoolnazlone A proposito delle nostre considerazioni circa gli ord ini del giorno votati dal Congresso sulla vaccinazione (V. fascicolo precedente), l'egregio prof. Carlo Ruata ci manda una lunga lettera di. risposti\, di cui gli siamo grati, ma che ci duole di non .poter pubblicare che in riassunto per la grande abbonda nza delle mitte rie. E, colla stampa di questo riassunto, intendiamo di chiudere - ,t1111eno pe1· ora la questione pro e contro la vaccinazione, non essendo nost ra cousuetudine l'im· pegna rci in polemiche, alle quali è d ifficile fissare dei limiti e tnnto meno In fillll. Ecco ora il riassunto della lettera del prof. Ruata nelle sue parti essenziali: Il prof. Ruata, dopo aver ringraziato il d irettore del giornale di medici na militare per la pubblicazione degli ordini de l g:orno 1·ife1·en tisi alle relazioni s ui temi discussi a l Congresso internazionale della vaccinazione, dichia ra che la pubblicazione della lettera del prof. Bnrdnzzi ha un valore mol to d iscutibile, essendo '.lei tutto unila terale; giacchè i motivi da lui. addotti per il s uo non intervPnto al Congresso cessano di essere giustifìcntivi dopo la r isposta. data dallo scrirnnte sull' A vveni'Te sanitario, al quale il Barduzzi a veva diretto le sue rimostranze. Circa l'a ppunto di non essersi il Congresso occupato delle s tatistic he militari, il R uata osserva che sarebbe s tato lietissimo di occuparsene, se qualcuno a ve~se preannunziato una comunicazione in proposito, avendo trovato nelle statistiche mi litari una delle armi più micidiali contro la vaccinazione, poichè esse dimo· strano che questa non è dotata di alcun pot('re preventivo con t ro il ni.iuolo. E come egli imputa alla vaccinazione di uccidere in Italia ogni anno ci rca. 4000 individui su due milioni di vo.ccinati, cosi fo pure imputazione alla vacci nazione mil itare di uccidere ogni anno un nume1·0 notevole di soldati, che non può pre· cisare e che forse non è cosl alto come per la popolazione c ivile, trattandosi sempre d i giovani r obusti e forti: e si dichiara pronto a sostenere il suo asserto. Con quale d iritto, egli si d omanda, si obbliga un soldato alla vaccinazione? Nessuna autorità militare ave va diritto di fare un regolamento che saucisce tale obbl igo e che attacca il di ritto alla nostra integrità pe rsonale, come nessun par· l amento di fare una l egge cl,e obbliga l'individuo sano non pericoloso a nessuno,
ad assoggettarsi ad un'operazione che costituisce un vero a~salto alla propria incolumità personale. Il Ruata conclude perciò col proporre un'ampia e serenn. discu~sione sull'nrgomento, da iniziarsi sul nostro giornale, prendendo come base la s ua re lazione e Come far cessare per sempre il vniuolo ».
*~* Abbiamo letto sui giornali che l'on. prof. Queirolo ha presentato, nei giorni scorsi, alla Camera la seguente interpellanza: « Interpello i l presidente del Consiglio e ministro clell"interuo sulla propaganda che s i fa in Italin contro la vaccinazione antivniolos11, e con tro In. legge che la Jisciplina, e s ui provvedimenti che il governo crede ,li adottare per scongiurare il pericolo e il danno che da una tale propaganda possono derivare ,dia salute pubblica e al progresso igie nico del nostro paese •. ·
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CONCORSI Programma del oonoorao al XIII premi o B.lberl 41 L. 2 0 .000. L a R. accademia di medicina di Torino apre il Concorso al XIII premio Ri· beri di lire 20.000 (meno la tassa di manomorta) alle seguenti condizioni : a) Possono concorrere tutti i lavori scientifici di argomento appartenente alle discipline mediche in genere pervenuti a quest'accadtm1ia entro i termini stabiliti al comma d e tali che SPgnino un importante progresso nel ramo dello scibile cui si riferiscono. b) Sono ammessi lavori stampati o scritti a macchina in lingua italiana. latina, francese, inglese e tedesca; se i lavor i sono stamp11ti, questi devono essere editi dopo il 1911. e) I lavori saranno inviati in piego raccomandato in doppio esemplare al. l'nccademi:1, della quale rimarranno proprietà. Qualora l'accaùemia aggiudichi il premio ad un lavoro scritto, questo dovri\ essere stampato dall'11Utore prima che scadano due nnni dal conferimento del premio; l'ammontare di questo sarà con· segnato solo dopo l'invio all'accndemia di un doppio esemplare del lavoro stampato. d ) :fono accettati per il concorso i lavori che risaltino spediti all'accademia non oltre il S1 dicembre 1916. In ogni caso, scorsi due mesi da questo termine, il concorso s'intende chiuso. ed i lavori gil1nti dopo, anche se spediti in tempo utile non saranno presi in considerazione. e) Gli autori nella letterA. di invio, accenneranno alle parti o agli argomenti più importanti dei loro scritti od opere che stimano dovere maggiormente fissare l 'attenzion"' dell'accademia giudicante. Torino, 1912. Jl Presidente B. Gn1ozu.0E1.
Il &y1·etai-io !le11erale V. Or,IVA.
La Gazznla i1fficiale dAl J. luglio 1914, n. 158 pubblica:
A v vls:o cli oonoorao 2 ° PU!lBLICAZl()NE:.
Col 1• gmoaio 1914 è stato ,iperto il concorso al premio Umbe1·to 1. Questo premio di L . 3.500, verrà assegnato secondo il deliberato del Consiglio provinciale di Bolognn, « 11lln migliore opera od invenzione ortopedica,.. A tnle concorso poi'i-ono prendei e parte medici itn liani e stri:nieri. Le modaliti\ del l'Oncorso e dell'assagnazione del premio sono fissate da " Ppo, ito regolamento, che sarà inviato a chi ne faccia r ichiesta. La domanda di concorso dovn\ essere rivolta al presidente dell'istituto Rizzoli in BolognR Il concor~o si chillde al Sl dicembre 191-1. 13ologna, 1° luglio 19H.
il l'resicte11u
Avv. 0. BACCEfK!.1,1.
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NOTIZIE L'Inaugurazione del nuovo o•padale mllltare dl Torino. Il 6 corrente, alle ore 10, ebbe luogo in Torino l'ina ugurazione del nuovo os pedale militare, situato all'ex-barriera di Orbassano. La cerimouia si s volse nella grande sala delle conferenze, coll'intervento di S. E. il tenente g enerale Ragni, comandante il I corpo d'armata; di S E. il tenente g enerale medico Ferrere di Cavallerleone, is pet tore capo dl snn itit m i lita r e in rappresentanzt1 del ministro della guerra; del vice prefetto cont e Fru iteri di Costig liole, e del senator e comm. prof . Pio Foà assessore per l'igiene, i n rnpprescntanza r ispett ivamente del prefet to e del sin laco entrambi a ssenti ~Torino; dell'on. marchese Cesar e F er· rero d i Cambiano. Intervennero pure: il tenente g enerale Nicolis di Robila nt comanda nte la divisione ; il tenente generale Lang , i maggiori g ener a li i\Ialing ri d i B agnola e Carhone; il colonnello medieo Bima d irettore d i Sanitit; i comandanti e le rappresentanze di tutti i corpi del presid io; t utti g li uffic ial i medici del la g ua rnigione ; il medico provinciale dot t. ca v. Sacchi; il me,lico ca po dell"ufl'ici o d'igiene prof. ca v. uff. A.lba; il rettore d ella R. u n iversità d egli s t ud i prof ca v. Fus11 r i. Dopo i d iscorsi del colonnello medico ca.v. V i,nlda, direttore d ell'ospedale, de l t e nen te colonnello del genio cav. Giannuz,.i - S1n-elli, che ebbe negl i ul t imi h'e anni la direzione dei lavori del nuovo stabilime 11t o, e di S. E . il tene n te g ener a le medico Ferrere d i Cavallerleone, che fu, col compian t o maggiore <lei genio Moli\, il primo ideatore del genia lissimo prog etto, s i iui1,iò la vis ita dei d iversi locali, incominciando da quelli delle malat tie comuni e soffermandos i in special modo nel padiglione di chirurgin, ove de~tò l'ammirazione genera le la splend ida sala operatoria coll'apparec<:hio d'ill uminazione « Ze iss >, g li a p parecchi di sterilizzazione del materiale di medicatu ra, vesti, t ovaglie, ecc. e il modernissimo a ppar ecch io per radiografie is tantanee e a porn. Bi passò quindi a visi tnre i l pa d iglione per ufficia li malati : quello de i bagni cogli a n nessi impianti d 'elettrot erapia, i bagni elet tric i, i bag ni d i luce, le camere della doccia e la sala di I-.inesiterapia ; la cucina a vapore, il locale d elle macchine , ln lava nderia, i pad ig lioni delle mala ttie infolti vo, quello per le necr oscopie, In chiesa, e per ultimo la fa1·m a,•ia impiantata nel pad iglione principale. Cos ì ebbe t ermine la bella fu nzione, che lnsciò in Lutti g l'in tervenut i uu vero s enso d i ammirazione per la grnndiosit i, e perf1,zione d el n uovo ed ificio, che cos tiluisce nel suo complesso un ospeda le vernmen te moderno e fornito di LU tto quanto la s cienza ha s uggerito, in q uesti ul ti mi noni, per i l ricovero e la cu ra dei malati. S periamo di poter pubblicare, in un m0 men to più pr opizio Jell',tttua le, ampie not izie sulla cos truzione del nuovo speclfd e, su1ln ri partizione dei padiglion i, su i s is tem i di riscaldamento, d 'illum innzicne, d'aercnzione, ecc. e su t u tt,0 i l fn n zioniunento ,lei vari s ervizi, s tampando anc he i disco1-.~i p r onu1ninti nella ceri1::onia inaugurale e riproducendo alcune IJelle fotog ra fie dello sta bilimento, ge ntilmente t rasmesseci dalla dir ezione.
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NOTIZIE
Una nuova cattedra all Unlveraltà. 41 Napoll. Siamo lieti di annunziare che anche n ella R. Università di Napoli, con recente decreto, è stata istituita la Clitte1ra ufficiale di Elettroterapia e Radiologia medica (Raggi X , Radium, Luce). È li\ terza cattedra che vie ne ufficialmente n far parte delle diverse discipline deJlo scibile medico, fra le quali non è !11, meno importante. L'msegnamento, in seguito a concorso, è stato dato a.I prof. Francesco Paolo Sgobbo, di quella U n iversità, insigne cultor e di Elettriciti\ medica, i cui meriti scientifici sono a tutti ben noti. Di, parte del Corpo sanitario militare, fra cui il chiarissimo profe,-sor Sgobbo conto. antichi compagni di lavoro e m1merosi discepoli, inviamo le più sincere congratulazioni e gli auguri più fervidi.
Sinmo lieti di annunzinre una nuova libera docenza conseguitn da.I capitano m edico CESARlil BARILE in patologia speciale chirurgica presso la. B. università di Pisn, con una importante memoria sperimentale sull'anastomosi chirurgica dei nervi. All'egregio nost1·0 collega le ph\ v ive congratulazioni.
AVVISO Se i nostri cortosi lettori troveranno qu11lche inesattezza nel e Quadro d'anzianità del Corpo sanj tn.i·io militare e clei farmacisti m i litari -. testè pubblicato, li preghiamo vivamente a volercene informare con sollecitucline, essendo nost ra intenzione di compilare quanto prima uu'ertala-corrige poS3ibilmente compl1-to. llltanto cominciamo noi stessi a rett iticare tre errori che ci son capitati sott'occhio acl una prima ed affrettata lettura: A pag. 36: linea. 6. Si legga: BARILE CESARE, L . D in patologia 1,hirur gica nella R U. di Pisa. Id. id. id. : linea. 11 . Aggi1m,qere 1\ FocE EoùARDO il segno indic«nte la medaglia commemorativa per la campagna della Libia. Id id. id.: l inea. 21. D opo BAR11, i;; FELICE, toglie,·e le parole: L. D. in pntologin chirurgica nella R. U. di l:'isa. Chiediamo venia di queste e delle altre inesattezze che ci verranno segnalate in seguito, facendo notare - come circostanza attenuante - che in un elenco comprendente qualche migliaio d i nomi, di segni, di date e d' indicazioni, ogni correttore di bozze è s oggetto a cadere in enori di omissione, di trnspos izione, ecc, pur d edicando la m assima diligenza all' ing rato lavoro. LA REDAZlOSE
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CONFERENZE SCIENTl~ICH~ DEGLI OSPEDALI MILITARI SOIIARJO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI (DAI PROCESSI YEllBALl PBRVF.:S lJ'l'l ALL1 JsPET T OIU'l'O D I SANlTÀ MILJ'l'ARE DAL 1° AL 81 LLl GLlO
191,I),
CAVA DEI TIRRENI (luglio}. - Tenente colonnC'llo medico A:s:TON IO P EP.ASSJ. - Le attua li de nominazioni degli ospedali militari. Gli ospedali militari del Regno sono attua lmente suddivisi in principali e succursali, cioè conservano una denominazione ed una gradazione, fatta con termini piuttos to nnt,qua ti e originariRmente di uso ecclesias t ico. La distinzione di principale ò a ttri bnittt. 11 tutti i nosocomi militari divisionali e a quelli dei pres idi di Caserta, d i U dine e di \'enezia. Rimangono invece specificati come succursa li i luoghi tli c ura pres idiarii di Mantova e di Parma, i quali amministrativamente d ipendono <iagli ospedali militari di Verona e di Piacenza. Stando al rest rittivo senso letterale, neppure a questi ultimi ospedali si potrebbe applicare la qualifica di principale, che, come è noto, significn primus inter alios.
Un'altra specialo cara tteristica hanno gli ospe,Ld i principali di Savigliano e di Cava dei Tirreni. es'-i sono fuori della S(•de della divisione, anzi quello di Cava è pure ettra-presidiario. Se le denominazioni debbono corria; poudere alle cose che rappresentano, i precitati tre s tabilimenti sanitari, ora detti principnli, ma che non sono divisionali, con termine militare si potrebbero individualizzare come ospedal i presidia ri. Cosi per gli ospedali di Sa vigliano e ili Cava sarebbe indicato contrassegnare la loro ubicazione extrn-di visionale, denominandoli os pedali extra-presidiai-ii. Colla proposta distinzione da applica1·si limitatamente agli ospedali presidiari ed inter•pres idiari, s i adotterebbe una dici tura più breve di quella ora prescl'itta ed in pa ri tempo si raggiungerebbe uno scopo p ratico util issimo, quello d i rendere più sicuro il recapito del carteggLo di uffic io. Inoltre bisogna prospettare la considerazione che le istituzioni ospedaliere moderne, quasi tutte sono disti nte con un nome proprio importante. analogamente " quanto avviene per le navi, per le caserme, per le briertte di fanteria e per i reggimenti di cavalleria. Se in ta le senso fosse ri tenuto o pportuno iniziare l'applicazione per gli ospe · dali militari, di nna nuova denominazione, questn potrebbe darsi agli accennat i stabilimenti s anitari presidiari ed inter•presidiari, in seguito a speciale 1·eferendmn. • Ad esempio, l'os pedale di Caser ta, fi n dall'inizio della gnerm li bica ha gii\ assunto la qualifica r egolamentare di os pedale di riserva. Qualora fosse considerata pratica la sostituzione con un nome proprio, s i potrebbe così ricordare un forte pensatore e chirurgo di fama. mondiale, il Pa.lasciano.
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CONFERENZE SCJENTH'Il')B'i DZGU OSPE!:'A L I MILITARI
Lo stabilimento militare di Sa vigliano, potrebbe allo stesso modo essere individualizzato col nome, a l tamente onorifico, di ospedale Riberi. E quale titolo distintivo sarebbe da scegliersi per l 'ospedale militare di Cava, idoneo e lumeggiare memorabili fasti locali? L'O., mentre nel mese di novembre del decorso anno partecipava comandato ad una esperimentale manovra coi quadri, durata venti giorni e svoltasi in Toscana tra Pescia e Lucca, ebbe allora agio di rievocare la narrazione di un'impresa guer resca, guidata da un principe Sabaudo alle porte di Cava, impresa che, in questa città, fu ricordata sfavorevolmente dai contemporanei. La quasi sempre tardiva giustizia storica, e dopo M anni dalla conseguita unità italiana, consiglierebbe di accordare all'unico stabilimento militare. quivi esistente, il nome glorioso di questo Principe, che, in un'epoca di oppressione, 1u·ditamente servi colle armi la. patria, strenuamente combattendo contro il dominio straniero. Della denominazione proposta per l'ospedale di Cava, già si fa cenno in una nota aggiuntiva, contenuta nello scritto precitato, ora reso di pubhliCJt. ragione nella R i1,ista .Militare Italiana. dispensn YII, anno in corso Io. - Tenente colonnello medico ANTONIO PERASSI. - Riprende in esame la vessata questione dell'ernia da sforzo, sulla quale nel congresso delle malattie profession.ale, che ebbe luogo in Roma nel mese di giugno del decorso anno, egli ha recato un modesto contributo di osservazioni cliniche, fa tte sopra militari mobilitati, provenienti dalla Libia: In tale comunicazione v'era un acce nno :i.ll'opiuio11e manifestata dal generale medico R andone, secondo cui il servizio militare favorendo lo s~iluppo dell'ernia, la malattia SA.l'ebbe da considerarsi come professionale. Il Giordnno (Medico ferroviario, anno IV, 9, 918) mette in dubbio l'anzidetta affermazione, dichiarando essere l'ernia semplicemente un infortunio umano, a cui non sfuggono gli uomini, anche i;e fisica.ment-e scelti, quali i soldati. In pari tempo dimos t.ra di non accogliere troppo favorevolmente le vigenti disposizioni, milita rizzanti, egli dice, la patologia dell'ernia-infortunio nel R. Esercito. F o rs~ il chirurgo di Venezia. sarebbe stato meno proclive al dubbio, se avesse potuto desumere il suo giudizio dalla pratica de lla chirurgia militare. La formola, riass unta nelle prescrizioni regolamentari, risale al H dicembre 1866. ed essa, in epoca ass ai postel'Ìore, servi di norma per i l risarcimento dei dnnni agli operai borghesi infortuna ti per la causa precitata. Detta formola risper.chia ve re e proprie sit uazioni cliniche, le quali possono veri6car!'i durante le fatiche della vita militare, fortunatamente in rarissime occasioni. come ad esempio nelle prolungate esercita:.:ioni al trotto di scuola senza. staffe e sopra terreno compatto, ovvero dopo salti in lunghezza, avendo i l soldtito il corpo gravato dallo zaino carico e dall'armamento individuale, ecc., ecc. Nè va obliata la circostanza che le dispos izioni tuttorn in vigore venne ro elabora te in un tempo in cui il corpo sanitario militare noverava fra i suoi mig liori componenti il g enerale med ico prof. Cortese, da paragonarsi ai somrm scrittori antichi d i chirurgia, fra cu[ n e ll'nnno in corso il Giordano ha commemorato, comparandoli frn. loro, il Pareo e il dalla Croce, e denominando questo ultimo il Pareo delln. lngu na. Infatti mentre il Parco accresceva il pres tigio della chirurgia militare, nel cui eserciz io egli profess ava l u massima - «: Assente il guadagno, unico peg no è l'onore> - , il òal ln Croce era a mmiratore del la. moltn pratica chirurgiCA d i coloro, che seguono gli esercit i e vanno co n le armate di mare.
CONFERENZE SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI
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Dopo quest.a breve disgressione, l'O. r itorna all'argomento dell'ernia in rapporto alla legge degl'infortuni sul lavoro, e cita la re lazione presentata nel mese di maggio u. s. al congresso di medicina ferroviaria io Napoli (Policlin ico, sezione pratica, fasci colo XXIII), e -:he cosi conclude: 'C L'ernia è risarcibile, malgrado l'esistenza di uno stato predispon<'n te, quando lo sforzo cui viene attribuita la sua comparsa, abbia i carntteri intrinseci della causa violenta e quando la sindrome clinica acuta, con la quale s i manifesta, dinoti che lo sforzo abbi11, effettivamente ed efficacemente cooperato alla sua improvvisa manifestazione ». Su per giù, con parole di verse, ò scmp.l'e il medesimo concetto che si va ripetendo per spiegare la patogenesi dell'eruia-infortunio. Invece la parte co1iclus iva dello studio pubblica to dal Giordano sull'ernia, da lui ritenuta, pretesa da sfono, secondo l'O. è da a ccogliers i completamente e senza discussione. Egli affe rma cbe la soluzione più dign itosa nelle possibili competiziooi legali s nll'emia. da s fo rzo, sia quella d i opporre all'infort un io il rimedio della cura radicale. Inoltre a ggi unge che gli erniosi hanno p-.n e il diritto di sapere come e da chi sono operati. L'O. conclude che nel campo chirurgico nostro bisognerebbe forse riconoscere la fa.colta di scelta. del tempo e dello stabilimento militare di cura da preferirsi per l'operazione. Si ossc·rva nella prntica ordinaria che tal volta l'atto chirurgico è controindicato dalla coe-;istcn;,.a. di sifilide, di uretr ite gonococcica posteriore ostinatn, ecc., e nei militari reduci dal servizio nelle colonie quasi semp1·e è cons igliabile la dilazione, a causa di concomitnnte deperimento organico o di cata rro gastro enterico. Sarebbe perciò desiderabile clie io proposito fossero pre;:,Ì opportuni provvedimenti, idonei a favorire il conseguimento dei m11ggiori possibili benefizi sociali dall'applicazione più generalizz11ta di un rimedio, che ripris tina. la capacità al lavoro, sopprimendo un'inferm ità insidiosa e deprimente Capitano medico Enn1co CALIENDO. - Espone JR. s toria clinica di un reduce dalla Libia, divenuto ambliopico, esse11do affetto da esit i di nemi te bilaterale, di origi ne presunta albuminurlca. Questo caso d iu10,;trativo mette in evide nza tutta l'importaaza delle vigenti prescrizioni, che stabiliscono l'esclusione dalle fatiche della guerrD, non solo gli ind ividui predisposti a lle mn.In.t tie, ma pure di coloro che anamncsticamente, si possono con fondamento ritenere affetti tla infermità. allo stato latente. L'infermo in e3ame fu tras locato dal deposito dei conv,,lescenti di Massalubrense, considerato quale ~nnatorio di cura climatica e dove si raccolgono malati con pofit t1 mi di svariate affezioni professiona li m ilitari. L 'O. ritiene che l'estens ione delln relazione clinica, redatta sotto forma di visita m1::dico-collegiale, potrà servire in s.iguiw al direttore di sn.nitl\ di corpo d'armata come rapporto informativo, allo scopo di facilitare il còmpito r e lativo al parere lega.Le, di sua c;,clus iva competenza. Ques ta procedura, non ,sanzionata da e;,istenti tas3ative dispo~izioni regolame ninri, è q uella medesima di cui si servono le superior: autorità. quando richiedono il giudizio di un collegio medico, non per i cons ueti provvedimenti di 11,;pettativa o di riforma, ma per conoscere la valutazione tecnica sopra s peciali o complesse situazioni d'ordine legale milita.re.
Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmaceutkij 111,il l« 11t, 11e1;, 4 :L' :.Il., 30' tle l /Jo//c/11110 uffiriole delle no•11i11tl.
Uf'ftcl all lu servizio permt.neate. R. decreto 10 maggio 1914. ~ AZZARlNO Carmelo, sottotenente medico di complemento distretto Orviet.o. Nominato medico in servizio attivo permanente in bas e alla legge 27 giugno 1912, n. 699, con anzianità 26 gennaio 1914, con decorrenza per gli assegni dal 1° febbraio 191J. e des t inato 4 fanteria. Seguirà nel ruolo ScoI.A.RI .Mario Federico. Gn,100 cav. Paolo, maggiore medico ospedale Palermo. Collocato in aspetta· ti va per infermità temporanee non provenienti da cause di servizio, per un sono. Determinazione nifoisleria!e 4 giugno 1914. D1 STEFAKO Giuseppe, t enente medico 6 fanteria. Trasferito ospedale Piacenza da l 7 maggio !OH :\fASTROJANNr Antonino, id. id· S id. - Jd. id. G,mova dal 7 id. TEDRSCH! Giacomo, id. id infermeria presidiaria Monteleone. Id. 19 fant~rie. R. decreto 4 gi11gno 1914. R O)IANO cav. Fi·ancesco, tenente colonnello medico direttore ospedale militare Ravenna. - Collocato in posizione ausiliaria per eti\ dal 14 giugno 1914. ANGKLICO Giuseppe, tenente medico in aspettativa per infermità. non provouieme da c11use di servizio per sei mesi. (R. Decreto 21 ottobre 1913. - L'aspetta· tiva di cui sopra è proroga ta di sei mes i da.I !H aprile 1914.
R. decreto 4 giuyno 1914, su proposta d.el ministro delle colonie. OuYARl Pietro, c:a.pitano medico reggimento ca.vo.llegg eri di Vicenza - P.1.SSA· MO~Tl G(leta110. id. ospedale m ilitare Chieti. - Nominati cavalieri nell'Ordine della Corona d'Italia.
Determinazione ministeriale 11 gi119110 1914. RuTA fi~br.rstù1110, capitano med ico ospedale Caserta. - Tras ferit o S bersa glieri. D 1,;1, YASTO Giw;eppe, tem·nte medico 61 fanteria. Id. scuola applica zione fan te ria. GAr.r,o Arlw·o, id. o!l id. - Id. 3 artiglierin fortezza (cos ta e fortezza). Gi; i,: naA Vincenzo. id. 9 artiglie ria fortezza . - Id. os pedale s11ccursale i\fanto,11. PAt:LICF.t,Lt Sad,10, id. os pedale Piacenza. - Id. :?1 arti glieria. campngua. I seg uenti tenenti medi ci s ono colloca t i a dispos izione del :Ministero dell~ colonie, e <lesti un t i. d ':wtorit:\, senza obbl ighi di ferma, nel R. corpo di t ruppe coloniali dell'Eritrea: ì\f1on:u R o.~oli,,o, ospedale C11g li11ri. - Ha preso iml.,arc~ a Napoli il 2:l apr ii~ Wl-l. \'11:ur.-1.:-:0 Al{rl'd o, 'i nl piuì. - I d. a Brindis i il 5 itl. C:.\ \òG IA Emilio, osp<'dnle Milano. - Id. irl. id. R.\'l'TA ZU '1'11/!o, id T orino. - I d. id. id. Y A,Jf! I.A Nazzarr110, O a r t iglieria cnmpng nn. - Id. il 12 id. id. D& Ci::::<A11~; V foceuzo, 27 fouter ia - I d. 11 6 id. id.
MOVIMENTI AVVEXUTl NEL CORPO S Acs!T. E N~'.L PER$. FARMAOEUTICO
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R. decreto 14 gi11gno l!H4. Noo.uu cav. Pietro, tenente colonnello medico, ospedale Padova. - Nominato direttore dell'ospedale militare principale Ravenna. SCOTTI DI uccro Domenico, tenent€ medico 24 artiglieria campagna. - Collocato in aspettativa per sospensione dall'impiego. Determinazione ministeriale 18 gi11gno 1914. VITOLO Emmanuele, tenente medico cavalleggeri di Monferrato. - Trasferito ospedale Caserta. Con1GLIAr-O Enrico, id. id. cavalleggeri di Udi ne. - Id. id. Cà tanzaro.
R. decreto 18 giugno 191.l-. SCALIA Rosario, capitano medico ospedale Mess ina. - Collocato in aspettativa per motivi speciali per sei mesi. R. decreto 21 giWJltO 1914. GRIFI Vincenzo, tenente medico ospedale Venezia. - Dispensato dal servizio per• manente, a sua domanda; inscritto col suo grado e con la sun. anzianitll. nei ruoli degli ufficali medici di complemento ed assegnato distretto Ancona dal 1° luglio 1914. S1NAPI Vincenzo, id. ib. aspettativa per motivi speciali per sei mesi, (.R. decreto 28 dicembre l!JlB). - L'aspettativa di cui contto è prorogata di 5 mesi dal 28 giugno 1014.
Determin<.1.Zione ministeriale 25 giugno 1914. Guido, capita.no medico 69 fanteria (comandato scuola applicazione sanità. militare) - DE MARZO l"ince11zo id. 27 id. (id. id. id.) - DE S1MONE Giuseppe, tenente medico ca.valleggeri di Vicenza (id. id. id) - VALRJSTE Gioacchino, i d. 3 alpini (id. id. id.) - CmABREllA Giorgio, id. 60 fanteria (id. id. id.) Cessano di essere comandati come sopra. ZuoDAS Silvio, id. 3 bersaglieri. - Trasferito ospedale Torino.
B1is1 cav.
Farm&olatl mllltarl. R. deael.o 9 aprile Hlt4 . I seguenti farmacisti militari di complemento di s• classe sono nominati farmacisti militari effettivi di 2" classe a decorrere dal io maggio 1914. LABROZzo ,lfenotti, direzione s anitil Xl corpo armata. - Destinato ospedale milita.re di Chieti. MAZZARO.l'IE dott. Filippo, id. id, xr id. - Id. id. id. Napoli. ARPINO dott. Pietro, id. id. I id. - Id. id. id. Verona MIGLINO Mario, id. id. II id. - Id. id id. Yenezia. CORTASSA Sil'L"io, id. id. I id. - Id. infermeria presidiaria Cremona.
Dec1·elo ministeriale i6 avl"ile 1914. Xel personale dei farmacis ti militari ha1Jno luogo le seguenti promozioni di classe a decorrere dal 1G aprile 19 14. Farmacisti capi di 2- cl:lsse promossi farmacisti capi di 1" classe: Gurnr, Gio. Battista. - CosCERA Kicomede. .Farmacista. di 2• classe promosso alla 1• classe: MA:ffREOl Luigi.
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MOVBIENTJ A VVENl,;Tl XEL CORPO SA~lT. E NEL PERS. FARMACEUTlOO
B. clecuto 22 febbraio 1914. L OVADll\A c,tv. Marco, farmacista capo di 1• claS!!e, farmacin centrale militare. Collocato n riposo, per età, con decorrenza dal 2 Jnarzo 1914 e nominato cavaliere nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. CERVEJ,LIN ctt.v. Antonio id. id di 1• classe, osped,\le Alessandria. - Id. id. id. con decorrenza dal 4 marzo 1914 e nominato cu.vu.liere nell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Ufficiali i n podzlone a u•Ularla. R. decreto 31 maggio 1014. Colonnelli medici promoss i maggiori generali medici:
DE FonrA cav.. Ettore, distretto Avellino -
CAPORASO cav.
Luigi, id. Roma.
Tenente colonnello medico promosso colonnello medico: Bozzi c.a.v. Felice, distretto Mi lano. R. dw·elo 22 f ebbraio 1914.
MARTJELLO cav. Gaetano, tenente colonnello medico, distretto Napoli - ONOARO cav. Gi11seppe, maggiore medico id. Pndova - SAMORY cav. Postumio, id. id. id. Firenze. - Collocati a riposo per :i,nzianitlt di servizio con decorrenze. dal 16 marzo 1914 ; inscritti nella riserva e nominati cavalieri nell'ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Decreto ministeriale 16 giugno 1914. Sm.rcORN! cav. Carlo, colonnello medico, distretto Alessandria, in servizio ispettorato sanità. - Ricollocato in congedo dal 16 giugJto 1914.
Uftlolall di rlaerva . R. decreto 31 maggio 19U. Colonnello mec1ico promosso maggiore gen erale medico: PABIS cav. Roberto, distretto Bologna. Tenente colonn~llo medico promosso colonnello medico: MAnTIELLO cav. Gaetano, distretto Napoli. Capitano medico promosso maggiore medico: Don1A cav. Bosario, distretto Trapani. Tenenti medici promossi capitani medici: MESSINA Giuseppe, distretto Napoli - Ceuun:-.o Vincenzo, id. N11poli - BEJL1,1NV1A Carmelo, id . .Messina. FATTORI Romeo, id. Ancona - MAGNANI Ca,nillo, id. Torino - RABITTl .fogusto, id. Mnntova. l.:RR.à.TA- CORRIGE. A pag. 422 (fascicolo V), invece di Madia c.a.v. Domenico, leggasi Madie.
cav. Giuseppe.
- - - -ED~IO?,;I>O TROllBETTA, colonnello medico ( 1 H edat tor<~
(3GOS) -
llv mo, 1914 -
T,~. E. Voghera.
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LUIGI P~LIITEll, gtrtf!U-
' ·Pubblicazioni vendibili presso I'Amministraz. del Giornale di medicina militare II
11
VIA XX SBTTBIIORK. PALAZZO OIL M1Nl~T6RO OBU.+. UOSPRA
lxBRlACO PIETRO, tenente generale medico. -
Sull'azione degli attuali fucili da guerra e speoiaJ,mente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. (Studi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipografìa).-Roma, 1003. (Vendibile presao la Tip. Voghera) L. t ID. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel teeto. - Fireme 1898. (Vendibile preaso la Lib. Berna'l'do Seeber Firenze) . 1 8 A ~ milNMe. - Risultati ottenuti dallo &poglio dei fogli eBDitari delle c1888i 1869-1863; due volumi io 4° con atlante: Voi. l (Dati ant.r opologici ed etnologici) c,on Atlante della geografia an· tropologica deU' Italia. - Roma, 1896 , 1 18 Voi. II (Dati demografici e biologici) - Roma, 1905 . • • 6 Buomo e S.roazA. - Compendio di chirurgia di guerra compilato eulla storia medico-chirurgica della guerra di sece88ione d'Americo.. - Roma, 1888 , volumi, p 1'9'7.ZO ridotto 5 150 BsBN.+.RDO o Ba1tzzr. Lo sgombero degli amn.!\lati e feriti in guerra. Memoria premiata al concorso RiberL Un volume di pag. 276 con molte figure e tavole grafiche. - Roma, 1905 . ., . · • J 50 CAa.1.1um. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata n.e l concorso Riberi 1904.)905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. » 6 ID. - l.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memorie premiata e.I concorso Ribori 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche o stati· sticbe.- Roma, 1908 , o 8 Cua.urL - Esposizione eommarie dell'ordinamento e funzionamento del eer· vwo eanitario in campagna pr811~o l'aeercito ite.Jiano. - Rom&. 1906 • > l 50 Ds CJ:um:. - Studio sulle mediastiniti (mediastiniti suppurative, aeoeaso mediastinico} - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . • 2 'HTB'l'L Onome.tologia anatomica. Storia e critice. del moderno linguag~io anatomico. Tr&duzione libera italiana dei dottori C. PR!Vl'TI e C. Sroau. Roma, 1884. (Edizione rare.) . • 9 Le faite cau.,att. dalle armi da guerra. Sintesi deUa relazione sanitaria 8\lgli -rciti ted880hi dure.nte le. guerre. franco-germanica 1870-7 1. - Roma, 1889. Uu volume di pag. 348, prezzo ridotto. 1 2 .MA.11unA. - Studii storico-critici sulla meningite cerebro-spinale epidemica in Italia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto 1 1 M Su.nr.1.BI. - Le lesioni tl<1umatiche dei centri nervoai. Memoria onorata del premiJ Riberi. - Roma, 1900. Un voluroe di pag. 320. Prezzo ridotto . • J 50 8roau. e GmLIAJUtLLT. - . La malaria in italia. Opera onorata del 1° premio e.I oonooreo Riberl. Un volume con 7 grandi tavole cromolitogrllflcbe. Roma, 1885; prezzo ridotto. • S TollS'LLINL - Delle malattie più frequentemente simula.te o provooat.e dagli wr.ritti. - Roma, 1875 . 1 3 50 ·Cus.u,rr. - Guida del medico militare per le esercita2ioni pratiche sul servizio sanitario in campagna 2 50 l'I. e . - Par l'a cquisto delle opera sopr aindicate Inviar e commissioni e vaglia all'Ammlnlstraz1on1 del Giornale di medicina militare via XX Settembre Roma.
FlmBARI L!tLLI FRA.:!IOESOO, capitano medico. -
Manuale di brome.tologie. pei medici militari. - Firenze, 1906. Un voi. in 16° di pe.g. 484. (Vendibile preeeo l' Autore in Firenze, scuola d'applicazione di sanità militare) . . L. 6 A. SJSRTOLl, capitano medico. libero docente a, patologia epeciaie chirurgica neila R. U n iversità di Piea. ·- Contributo allo studio del rinofima e ricerche ietologicho sui trapianti di cute secondo Wolie (con 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappi.ni. (Vendibile presso l'Autore, Oepedo.le Militare di Livorno). . . . . . . . . . . . . . . . . • 6 _ J.ill'DOLO CoBT~TINO, ~lonnello medico. Oftalmoacopia ed ottica ooulietica. Man.°:"le teor1~o·prat1co. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, ~bil11!'~to tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile preeao l'Autore, Rorna, V18 Prinmpe Amedeo 47) . . . . . . . . • 8 -
GIORNALF~ DI
MEDICINA ~llLlTARE Direzione e Ammlnlstraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CON OJlJONI DI ABBONAMENTO. 1• Il Uiornal~ di medicina milttare Ri pubblica l'ultimo gio r·no nr r.iascun.
mese in fascicoli di 5 fogli di slampa. 2- L'atlbonamimlo è annuo e dt1co1-rti d:11 1° izennaio. 3° I I pr~zzo de l l'A bhonamento e: Per l'Italia e ltt Colonia Errlre11 . . Per I' Ei>lPro . . . . . . . . . U r · 1 ) in Italia . n as?co o St>pAnito costa I all'Estero
L. 12, -
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I l supple me 11L1, c•1111<"nenle l'Annuario ) in )taira ,. 2,no del corpo sanitario militare co1:-tA . 1 all'Estero. > 2,7r, 4° L'a!>bonAmPnt/'\ non d1s<lello prirn11 ,iel 1' rii<'1.1 mbre s'in1e11dti 1·,11uova10 per l'anno succe:-l'ivo. 5° I signor, abbouali mrlitari in etlett1v1ta J1 servizio pos:,aouo pagare 1'1m· por to dell'abbonAmento pe1 mezzo dei risrett1vi comandanti di e-0rpo (anche q rate mensili). 11° Pe r i l'Oli ufficia i, me:lici (dell'Esercito e dellfl Marina) A 11mmes:>o u1~ 11bbonamento r.umula.tlyo al Giornale di medicina m.,liwr~ ed agli Annn/1 dz medicina naoale e co ,oniale al pl'ezzo di L. 18 annue. Per ottenere 1ttle ljbbo· namPnto gli 1:1bbo11ati del g iornale di med1ci11H militare devono far pervenire d1re1tamente L. 6. all'amminislrf!zione depli Anna!, (prel'SO il mioislt·ro della Marina) 7° Ai librai si :tt lo sconto del 10 •,0 • mtt sollant.o per gli al,bonamenti delle pel't'one e degli enti non militari, che non possono rruire delle facilitazione di cui al n. 5 e 6. 8° Le spese per frli est,·ntti e quelle per le tavole litografiche, foLograflche, ecc. 1 che accompagnassero lrl memorie, sono a carico degli autori. . !)o Gli autori delle memorie potra nno ave rne gli estratti facendone richie· i,t.e, 1:1ll'alto tle ll'in vio d1•Jle bozze e-0rrette. Gli e;.tr»t1 1 1,ono di due tipi: . Tipo A . - Con <'Oµe rtina in bianco, senza frontespizio, e colla impegma· tura e numerazione del fascicolo. T1Po B. - Con copertina stampata, frontespizio, impaJ?innlura e numera• zione speciale. Il pre zzo é r "zolalo d1tlla seizuente tariffa: 1=>re.z.zo d:i oiaaou..n. :fog1:io et.i eta•~-,.p.a. TlPI DI ESTRATTI
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GIORNALE DI
AiEDIOINA MILITAR·E Pubblicato dall ' Ispetto rato di Sanità. m'ilitare . i
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1 Giornal e dì medicina milftaro : 1861-1884 : "' , : Glornala medico del Regìo Esercito • della Regia Marino : 1885· 18115
Giornale medlco del Regio EceroHo : 18Q6 -1007
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ANNO LXII --- H)f4- ·;z: .
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E ASCICOLO VIII
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. S0l\TMA RIO
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MEMOalF.
URIGIIWAl.1.
Catarro _Prhnuerlle della congiuntiva (Co11Hm ,azi o,ie e fint) . . . . . • Pafl. 657 p~ ·b- Ap~unt1 sul servizio dì guerra orestato nel Montenegro, durante la cama alcanica, dall'Ambulania t9 della Crore nossa italiana . . . . . . . . 689 alYll!l'l'.t DI GIORlW,11,1 IT-'l, 1.1111 t~D F.l!IT F.RI.
( V. l' Indice 11ell' interno della cope,-tina)
DIR EZION E ED AMMIN IS TR AZCONE
ROJIA'. Paiuto d el Mlnifltero della Guer ra, Via. XX Sett4lmbr-e • ROMA
.. .. ~- ~ .
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INDIC E DELLA RI VISTA DI GIORN AL! l'l'ALTAKI ED ESTERI
~,.. , . ~ : Rl \llSTA DELLA STAMPA MKUICO-MILITAR~: ESTEBA
..... ~. ...
.
. Paa .
RIVISTA MEDICA.
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Hale Whlte. - GlicJ~uria . Wllkie. - La patologi• e l'etlologia dell' ulcera duodenale Dehon e Heltz. - SIHUde e polso alternante .
RIVISTA DI l\KVROPATOI.OG IA. l'atllerstodt. -
Gli altacchi epilettici dei degenerati . RIVISTA DI CHIRUIIGIA GENERALK.
Ouftl. -
Coosena7.lone dei rami superiori (fronto-palpebrali) del facciale nella ostirra·
zlooP totnle della p3rollde, ecceuuato il cancro. Tecnica operaU•a. Saccari - Cnrn delle fratture Magni. - La laparatomla esplorotiva é do1•erosa In ogni caso di ferita da arma da ruoco con parecchi 1,ro1ettrl1 in regioni limitrofe alla cavità addominale . IUrchell. - ;-iuuvo procedimento per la ricerca della pars opercularis del gyrus froutalls lor~rìor con speciale riguardo alla prallca chlrurgicn .
,
RIVISTA DI OCULISTICA.
l!esao. - Le condizioni della visione nell'anlsomelropin leone. -
Il tracoma diminuisce In Italia ? • RIVI STA DI MAl,ATTl i,; VEtNERP:E E DELLA PEUE.
Un nuo1·0 metodo di diagnosi tiella slOllrle. l1Pa1.ione del sieri siftlillcl col r«it· Livo iodato di W . Landau •
landau. -
RIVISTA DI TF.R APEUTICA. Job -
La cura delle uretriti acute nell'uomo coo la soluzione glicero-piCTO-claouric.1
nJVISTA 01 MEIHCINA LEGALE.
Clampollnl. - Considerazioni pratiche sullA patogenesi e aulla prognosi delle neYl'()Si traumallche . RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA.
Mondolfo. - Porlatorl orali del bacllfì t,llcl . lllVISTA 01 ANATOMIA E l'ISIOLOG IA NOIHIAl.1': E PATOLOGICA, Schoeppler. -
Mor te improvvisa da lpemolla del limo . RIVISTA fllBLIOGRAFICA.
Ws llenstorfer u. Szarewskl. - Sanilatstaktlsrhes Handbuch
CONCORSI.
NotlOc.11.irn,• ,li concorso p~r 13 nomina di 40 tenenti medici della R. marfn& NO r tZIE. 11 rinf1uant .. nrirlo ,lolla Croce rossa.
M l\"IMl!::0-TI \ ,· v,::-.11Tt :'(El. CORPO 5\ Nll'Aklll r: i'-EI. Pi':HSUNAt, r: FARMACJ!:U1"tCO
NJE M ORIE ORIG I NA L I
R. CLI~JCA OCCLISTICA DI RO~A DmF.T1'A l>AL l'nm· l' I R1.:,;no:-- I•:
eATA Rno pI\ DI AVElt I LE uELLA et) NGll1 \TI VA o --
Per il Dottor Alfredo Bucclante, capitano medico
Cominuazion, ~ fin6 -
Ytdl fruic!colo precedente
Si è ora. presenta to all'ambulat.orio annesso alla R. c linica. di Roma specialmente pel vivo prurito dell'O. D. Sviluppo scheletrico muscolare regolare, nutrizione buona; n ulla d i apprezzabile alresa.me dei vari organi e visceri. }licropoliadenopatia latero-cervicale e biinguina le. O. D. (ad occhio nudo): congiuntiva. t,arsea cosparsa di numerosi rilievi di varia grandezza., di torma irregolare separ at,i da strie finissime biancastre, coperti da vela.me la.t tesc<}nt e. Bordo tarsale pallido con congiuntiva che si protende su di esso senza per ò,rilievi apprezzabili. Congiuntiva. angolo interno ispessita, succulenta, con pod1i noduli, un po' segregante; angolo es terno ar· rossata, edema tosa con rilievi di g randezza varia, irregolare. Congiuntiva del fornice superiore rossa, spessa, edematosa, senza appariscenti rilievi, quella della palpebra inferiore rossa, ricca di va.sellini. Plica e caruncola non tumefatte ma rosse ed umide. Infi ltrazione pericheratica a bbastanza pronunci ata nel quadrante interno in cui si eleva una prolifora.zione come di sostanza. cerebrale, contornata da va.sellini esili. O. S. (ad occhio n udo): Rilievi pii'.1 abbondanti e manifesti , all'angolo interno della g randezza anche d i 1 millimetro, appiattiti, gelatinosi. (Tav.1 , fig. 2). A forte ing randimento, in entrambi gli occhi: rilievi appiattiti, ben individualizzati, con piu o meoo manifest,i punti di congiungimento. Rete vascolare ampia e sottile s u una superficie legge rmente succulenta. Cornee integre. Esa1,ie rinof aringeo : Rinite catarrale cronica; faringite glandolare semplice; otite media. catarrale bilaterale da stenosi tu baria con retrazione ed ispessimento della. m embrana. 4.GOti.000. Esame clel san_gue : Corpuscoli rossi » bianchi 5.900. Rappor to 1:779. 1'~moglobioa 93 p. 100. ,13 -
Giornate cJi m<'dl ci ,i'a m flita rt -
f ase. \'lii.
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OAT.\liR O P RlMAVERTLE DELLA OO KGICNTIVA
F ormula 7e11cocita1·ir1: Keu trofili
52 p. 100. E osiuofili 7 p. 100. Linfociti 30 p. 100. Mononucleati grandi 6 p. 1llO. E.~àme delle uri?te : negatiYo. Esame del secreto co11gi1111tivale: Abbondanza di poliouclea.ti e di mononucleati eosiuofili con g ranuli diffusi tra le cellule leucocitarie ed epiteliali di sfaldamento. lrassermaim : oeg-ati\·a. Cuti1·eazione: negatiYa. La escrescenza del limbo O. D . Yieue asportata ed innestllta nel .snecc, congiuntivale di una ecimmin. (Esperi,inza I , pag. li64). Un pezzettino d i cong iuntiYa tarsea, fissat,a iu alcool a 70° e inclusa in paraffina fa rilernre ai tagli le seguenti particolar ità: R epe1·to is/o[(lgico. Le papille sono beo distinte tra loro e d i ineguale ampiezza. Nel centro del preparato si vedono sette piccole papille che occupano appeno lo spazio di due papille io ordinario completo ,viluppo. (Tav. Il!. fig. 2). Queste piccole pa pille sono co11tor11ate da epitelio pluristratificato ed alla loro sommi tà s i distende dalle 2 papille limitrofe più grandi, come ponte, uno stravaso ematico limitato pe rifericamente d!l una netta li11ea costituita da una cuticola da coagulazione. A contatto di questo stravaso ematico t rovasi l'epitelio di rives timeutodelle papille notevolmente aumentato di spessore. È però 11otevoJ.. il fatto che questo epitelio di rivesti mento, cosi aum ~ntato di spessort', diventa in alcuni punti ati pico si& per I& forma e dispo,;izio11e delle cellule s pecialmente periferiche le quali si allungano verso le masse del sangue stravasato, acquista.oclo quasi il carattere degli epiteli dei villi intes ti nali o con· giungendosi con l'epitelio dell'opposta papilla cosi da aversi t ra l'uun e !'altri\ dei veri ponti epiteliali. s ia per la presenza di vacuoli nella ringbiera epitelialt'. Questi vacuoli di forma ovale o rotondeggiante sono perfettamente scolorati, banno contorni nbbastnnza precisi e spesso in unn parte della periferia notasi un nucleo sc hiaccia t o ch e ricorda quello delle cellule adipose. Di guisa che è ragionevole
i ndun e che tmttisi dei s ingoli ele menti epiteliali caduti in rapida degeneraziooil mucoide. S pesso all'apice di una papilla trovans i gruppe tti di queste immagini cellulari negati ,;,e prodottesi per 111 s uddetta degenerazione e conseguente colliquazione in massa di inter i gruppi e pitelinli. Anche nel fo11do delle cripte che intercedono tru le bas i di due papille contigue si osservano, sebbene più raramente, vacuoli simili ni precedenti descritti da non confonders i però con quelli più ampi che intercedono fra i ponti nnasto· motici sopra detti. JS"el fondo delle papille il flltto de lla degenerazioue cellulare s i dc>termioa pii.I raraml'nte c he verso la sommit/\ dove è frequentissimo. Siamo dunqut< di fronte nd una produzione epiteliale per quanto rap ida Rl· trl'ttunto l'nduca, costituiti\ cioi· tla cellule di debole vitalità e pronte I\ siubire ls drgenernzione mucosn.
CATARRO PRIMA \"ERI LE DELLA CONGWNTIVA
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A conferma di tale fatto si osserva ancora che, in questo stadio ùel processo morboso, cioè quando si inizia la degenerazione mucoide delle cellule epiteliali, si cercano invano figure cariocinetiche delle cellule stesse. Cnra: O. D. Collirio di adrenalina. Le vegetazioni andarono gradatame11te scolorandosi ed appiattendosi tino a non essere più apprezzabili dopo due me,;i di cura. O. S. collirio di solfato di zinco : condizioni pressochè stazion,uie. Q,-servazlone XVII. GIOCONDO F., anni 22, chauffenr, da G raffignana (Roma). - Ha un fratello di 27 anni che da piccolo ha avuto una affezione oculare simile alla sua. Null'altro nel gentilizio. Egli ha sofferto molto alla gola per frequent i tonsilliti. È stato anche affetto da scarlattina e reumatismo articolare acuto. La malattia oculare attuale risale a 6-7 anni fa e si iniziò in p rirniwera con arrossamento, sensazione di sabbia, noioso p rurit.o, srcrezione scarsa e fi. lante. Tali dist nrbi persistettero t ut.ta la stagione calda; scompa n·01·0 du rante l' inverao per ripresentarsi nella ~uccessiva primavera. Dopo ripetute alternat i ve di recrudescenze e di remissioni, l 'infermo vil'ue alla mia visita alla fine di gennaio ultimo scorso, pur non avvertendo nulla, solo per premunirsi contro la recidiva primaverile che egl i ritiene immancabile. Ind ividuo di ott.itno sviluppo scheletrico muscolare, ben nutrito e sanguinifìcato; volto e regioni posteriori del torace cosparse di acne jll\·enilis. Esame dei vari organi e visceri completamente negativo. Stazioni linfatiche sprovviste di noduli palpabili. E same otorinoiatrico : Palato og ivale : farinp:ite catarrale cronica i as$enza di Yegetazioni adenoidi; rini te catarrale iportrofica con accentuata ipertrofia dei t mbinati inferiori. Esame oculare: O. S. (ad occhio nudo): congiuntiva ta.rsea alquanto ispessita, di colorito uniformemente roseo, percor!!a da vasellini paralleli dall'alto in basso e cosparsa di piccolissimi rilied quasi granulari, uniformi con strie biancastre e come immers i io una suffusione latte0scente. Congiunt iva angolo interno alquanto ispessi ta, ma non edematosa e con scarsi rilievi. Congiuntiva angolo esterno: aspetto un poco più roseo del oorIDale con pochissimi rilievi, svttili e su perficiali . .Fornice superiore: o.rrosi-ata ma. non spessa e senza rilievi. Congiun t,iva inferiore, fornice inferiore, plica. <laruucola non apprezzabilmente alterate. O. D. Condizioni pressoche ident.iche a quelle descri tte nel\'0. S. O. O. (a forte ingrandimento): i rilievi sono tutti appiattiti, rotondeggianti e appena disting uibili dal resto della. snperficie cong innti nde; percor,.;a ria sottilissimi vasi paralleli dall'alto in basso. Fornice superiore, congiuntiva palpebrale inferiore, fornice iu feriore : nulla. di a.norma.le oltre l'aspetto un po' succulento. Cougiuuti,·o. bulbare con qualche raro va.sellino più iniettato del solito. Cornee integ re.
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CATARRO PRDIAVERILE DELLA. COXGJO~TIVA
4.970.000. ti.100. l :814. Rapporto fl4 p. 100. Emoglobina 55 p. 100. l:ò rnuila leucocitaria : Neutrofili 7 p. 100. Eosinofili Linfociti 32 p. 100. Mononucleat i grandi 6 p. 100.
Esm11l! d rl sa n911e : Corpuscoli rosai ~
•
..
bianchi
Esame delle urine : negativo. Sc,creto congim1tit;ale: Polinucleati eosinofìli in discreta quantità rari mieloblasti eosinofili e g ranuli sciamati. Wassermmm: negativa. Outireaaione : negativa. Un pezzettino di congiuntiva tarsea viene asportata con trapano elettrico (corona m.illimetri 2 1/2 diametro) fissato in alcool a 70°, incluso in paraffina. Esame microscopico: Le papille sono abbastanza alte e profondament,e divise le une dalle altre (Tav. IV fìg. 2). · Alla base di alcune papille si vedono ancora· rare aperture contornate da · eP.itelio, dovute ad introflessioni di quello superficiale. ,- M.papiHe, separate da profondi solchi, sono, nel complesso, meno ricche 4i efomehti ) ellulari; il parenchima di ciascuna papilla è costituito da un ~_deHèatò .sti'oina fibrillare e da. elementi cellulari dello strato adenoideo coll · vasi normalmente distribuiti. L'epitelio di rivestimento tende a riacquistare · la normale disposizione con elementi cellulari cilindrici a contatto del tessuto papillare e con elementi lamellari alla superficie libera. Al disopra dello strato papillare si scorge un esile ed informe reticolato fibrinoso nel quale sono impigliati rari nuclei delle cellule sfaldate che conservano ancora il loro colore. Manca in questo caso alla. perfetta rest1tutio il livellamento delle diverse papille con la scomparsa dei solchi interpapillari. Cura: Iniezioni sottocongiuntivali di adrenalina. in giorni alterni. Dopo 20 giorni esce dalla clinica molto migliorato. Continua le istillazioni di a.dren11lina; dopo S mesi capita per caso allA. nostra visita senza. più traccia. di pnpille. Oe<!lenazlone XVIII. VINOENZO A., barbiere, anni 18, da Amelia (Perugia). - Nulla di notevole nell'anamnesi familiare e personale. L'attuale infermità. risale a. 4 anni, e ei è manifestata nel mese di marzo con rossore all'occhio destro, non accompagnato da disturbi apprezzabili. Nell'inverno successivo l'affezione non è completamente scomparsa, ma si è notevolmente attenuata per riosacerbarsi però nella primavera successiva con im· pegno anche dell'al tro occ hio. Con tali alternative si è protratta finora. Individuo oligoemico, di costituzione piuttosto gracile, ma senza apprezzabili alterazioni organiche.
OA.TARRO PRIMA \ 'ERl L E DELLA COXGl t; ~ T IYA
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E1w111e otorinofarin.qf!o : uegath ·o. E scrnie oculare : O. D. Coogiun tirn ta r.~ea superiore ricoperta di ri lied grig iastri, uon uniformemente distn buit.i. Un cerchio gelatinoso circui,;ce tutto il limbus corneale. L a superficie corneale v iene im·asa per qnalche millimetro nel sno lato interno, ma consen·a la sua traspnrenza ed iotegrita anatomica per tutto il resto della sua esteo:;ione. C:oogim1ti\·a bulbare i niettata di vasi. O. S. La congiuntiva ta.rsen non presenta rilie\·i di sor ta, ed è soltanto un po' arrossata. Nel quadrante interno del lirubus si nota un itddeni:;aiuento gelatinoso, roto!ldeggiante, della g randezza d i un segmento di pisello, cou tendenza ad invadere la cornea. Lieve iniezione bulbare. Cornea integra. Couginnti,·a inferiore, fo r nici, plica e carnucola. normali in en t rambi gli occhi. Esame drl sangue ; Corpuscoli rossi 3.500.000. ,. bianchi 7.000. R apport,o l:500. Emog lobi na 87. Formala ll'mocitaria : Polinucleati neutrofili 43 p. 100. » eosiuofili 12 p. 100. Linfociti 3! p. 100. Mononucleati 11 p. l UO. E same dl'llc u rinti : negativo. SecretD con,giuntivale : g rande ricchezza di leucociti eosinofili poli e mon onucleati. Trasscrmann : neg ativa. Cutireazione: negativa. Cu,-a: iniezioni sottocongiuntivali di adrenalinn dn poco iniziate, essendo l'infermo capitato alla mia osservnzione da una settimana appena.
Ossenazlone XIX, GIUSEPPE L., cou t.adino, auui 21, da Terracina. - Kou riferisce alcun dato familiare che meriti rilievo e non ha sofferto malattie d'importanza oltre il tifo a 10 anni e la polmonite a 14. L'attuale affezione oculare rimon ta alla primavera di 4 anni fa ed e cominciata con prurito, rossore e scarso secreto; con remissioni invernali ed esacerbazioni primaverili si è protratta finora. È stato curato il primo anno con colliri ast,ringenti, l'anno dopo col pastello di solfato di rame e nella terza ricaduta con asportazione delle escrescenze tarsali che però non hanno molto t.ardato a xi prodursi. Si presenta alla nostra visita il 19 febbraio ultimo scorso accusando irresisti bile prurito, fotofobia e sensazione di corpi estranei in entram bi g li occhi.
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C.~TARRO PRIMAVERILE DELLA CONGIUNTIVA
Viene ammesso in Clinica ove resta, in due riprese, complessiva.mente 91) giorni e durante tale periodo di tempo è sta.to sottoposto a. ripetut,i esa.mi aon i seguenti risulta.ti: Individuo di discreta costituzione generale, sufficientemente nutrito e $&O· guinificato, color ito bruno, ca.pelli castano-scuri. Integrità anatomica e funziona.le di tutti gli organi e visceri. Kon si palpano gang li in nessuna stazione linfatica.. Esame rinofaringeo. - Rinite cronica catarrale e otite catarrale da stenosi t ubaria; palato fortemente ogivale e vegetazioni adenoidi in fase regressiva. O. D. (ad occhio nudo), palpebra. superiore un po' cadente e a.l tatto piut· t-0sto dura. e ispessita. Rovesciando la palpebra superiore si osservano numerosissime vegetazioni disposte a. selciato, appiatt ite, sessili, di consistenza dura., color rosa pallido. U n sottile velo, come di lat te scremato, ricopre le dette vegetazioni, perdendosi nella piega d i passaggio. L'na fila di rilievi g rossi, quadrangolari limita quasi il margine tarsale superiore poichè la cong iuntiva del fornice, rossa, succulenta, ondulata, non . presenta rugosità. Per la distri buzione topog1 afica delle dette escrescenze rimando il lettore al diseg no molto dimostrativo, per qnaoto fedelissimo, che debbo a.Ila cortesia del dott, Maggiore (Tav. VI, fig. 4-). La caruncola è spessa, edema tosa. con rilievi nodulari. La congiu1a i,·a bulbare presenta una forte infiltrazione pericheratica e nella sezione interna del limbus un grof<so rilievo di apparenza trilobato, gelatinoso, attra\"ersato da esili vasellini. A forte ing randimento si vedono le vegetazioni tarsali separate da profon di solchi e a volte riunite da ponti dello stesso tessuto. La escrescen1,a limbare viene escissa, lavata. con un get,to sottile di soluzione fisiolog ica sterilo e u tilizzata per l'esperienza I V (pag. 665). Dall'angolo esterno viene asportato no pezzo di congiuntiva. per l'estensione di un cen timetro e mezzo ed è sostituito con un innesto di mucosa boccale. Una part,e viene collocMa sot to la congiontiva di un giovanetto operato di bnfta lmo (esperienza V, pag . 66ò) e il rest.o è stato utilizzato per ricerche istologiche, p revia fissazione io alcool ed inclusione in paraffina. R ep e1·to istolo9ico. - l tagli, colorati con diversi metodi, lasciano costiu1te· mente vedere lo strnto adenoideo molto aumentato in altezza e diviso in grosse papille da profonde solcature (Tav. I). Questi solchi, ordinariamente più lorghi a lla periferia, ove si aprono a forma di cratere, non appariscono mai vuoti, ma lo spazio da essi costituito è costantemente ripieno di sangue stra.vasnto nel quale gli element.i sono perfettamente riconoscibili. Questi profondi solchi hanno anche diverticoli riccamente rivestiti da epiu,lio e col metodo di co lorazione, specitico per In mucina, la degenerazione mucosa appari~ce proprio a lla. super fici e del solco primitivo e molto più nelle cripte cb<' eia questi derivano.
CAT.11:RO PRIMA , .ERILE DELLA CO:'\Oll'NTI\'A
Tale degenerazione è specialmente evidente in quei punti dove I.\ ricca vegetazione connettivale, che promana dalla tonaca propria, viene a chiudere a lcune delle suddescritte insenature secondarie, trasformandole in pseudo-cisti. Si avvera qlllindi il fotto che gli elementi epiteliali di rivestimento di queste cavità chiuse degenerano prontamente (degenerazione mucosa) e lo spazio che ne r isultR viene sostituito da una grande quantità di cellult> plasmatiche che finiscono per fare scomparire la cavità. Si osserva allora il tessuto costituito da una sola specie di celi ule al cui centro (cioè nl posto delle precedenti cavità), si nota ancora la colorazione spec iale delle cellule scomparse, conservata 1fai detdti di esse. Avviene talvolta che le piccole cavità pseudo-cistiche non sono prontRmente invase dalla circostante pro<luzionP delle cellule p!nsmatiche e restano come piccole cavità nettamente limitate alla periferia. Om, nemmeno in quest i casi, persiste il primitivo rivestimento epiteliale e trovasi invece nelle pseudo-cisti un cumulo di detriti delle cellule epiteliali scomparse (Ta.v. V, fig. 2). Questo fatto dimostra la grnnde caducità delle cellule epitelinli di fronte alla veemente attività formativa delle cellule plasmatiche e dà rag ione della perfetta " re»titutio ad integrum > che costituisce la caratteristica ordinaria di questa affezione. È evidente inoltre una vera degenernzione mucosa dimostrata non solo dalla ,;peciale colorazione, quanto dal fatto che con ematossilina ed eosina le cellnle. degenerate non assumono mai la tinta eosinica che è caratteristica dt>llt> cellule ialine nei casi di vera e propria ialinosi. Esame del secreto congiuntivale (ripetuta1m,nte fatto) : notevole abbondanza di leucociti eosinofili poli e mononucleati. 4.400.000. 1. Esame ciel .~a'1lfJILe (20 febbraio 1914): Corpuscoli rossi . » bianchi 6.009. Rapporto. 1:733. EmoglobinR . 92 p. 000. Fo1·mola leucocitaria : Polinucleati neutrofili. 59 p.100. ,. eos inofili 9 p. 100. Linfociti · 2~ p. 100. Mononucleati grandi. 6 p. 100. 2. E:;aine 110 aprile): Polinucleati neutrofili. 51 p.100. » eosinoiìli. 10 p. 100. Linfociti 34 p. 100. Mononucleati grandi o p. 100. 3. Esame (18 maggio): Polinucleati neutrofili. 65 p. 100. » eosinofili 7 p. 100. Linfociti 21 p. 100. :\Iononucleati grandi . 7 p. 100. Esame delle ul"ine: Assenza di ogni elemento anormale o patologko. Wassermann: Negativa. Cutireazione : Negativa..
Cura: O. S., bendaggio occlusivo per quasi nn mese con risultato unilo e successivamente istillazione di adrenalina con evidente beneficio e sollievo dell'infermo. Molto effetto si è ottenuto dalle iniezioni sottocongiuntiviili di a ,lrennlina. O D., applicazione di radio, le cui modalità ricoròerò nella terza parte del lavoro, con ottimi risnltati.
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CATARRO PRI MAV ERILE DELLA OOX!'ò.It:NTI\"A
RICERCHE SPERDCENTALI. Le ricerche sperimentali sono state da me istituite sull'animale e sull'uomo. Poichè il catarro prillla,erile è un 'affezione peculiare della congiuatint umana, mi e parso presnnti,amente ozioso seguire l'e:>empio di altri autori servendomi della c:a,ia o del coniglio, ed ho prescelto perciò senz'altro la scimmia per le ormai ind iscusse affinità biochimiche dei suoi te"su t-i con q uell i u mani. 1" espe?·ienza. - Scimmia piccola del peso di chilogrammi 2,oOU. Una vegetazione lirubare in piena efflorescenza, asportata con le debite cautele asettiche dall'occhio de><tro del malato, d i cui all'osservazione :X-,I, viene innestata sotto la congiunti't'a del retrotarso O. D. il più superficia lmente po:-;sibile. 'l'arsorrafia totale temporanea. Dopo una settimana tolgo i punti di sutura e son·eglio giornalmente: aei p rimi g iorui si ha marcata i niezione di -tutta la congiuuti,a. tarsea che però ben presto ripiglia l'aspetto normale. Dopo 2j g iorni l'animale resta strangolato tra le maglie della gabbia. L a congiunti,a superiore, escissa fino al fornice, fissata in Zenker, colorata in massa. con ematossilina ed eosina, viene inclusa in paraffina. Hepf l'lo istolo,qico. - Nelle sezioni 11011 si ritro,·a piu traccia del tessuto innestato: in corrispondenza del punto d'innesto non ~i not,1 alcuna modi6caziom• dell'epitelio congiuntivale. mentre gli strati più profondi del corion mucol'o si presentirno piuttosto intensamente iu61trnti da cellule rotonde, io mezzo Rlle quali non è difllcile riconoscere dei giovani fihroblasti che pro~,edono foTse alla formazione di un tessuto di cicatrice Si rilevano infina numerosi vasi s11nguigni neoformati cou pRt'eti cost ituite dal solo endotelio. L a reazione orn descritta, che invade in piccola purte nncbe la sottomucosa, va digradando t>1pidnmeute \'erso la superfide per modo che gli strnti del cor ion mucoso piii \·icini all'epitelio di r ivestimento ne sono quasi del tutto liberi.
2" espei-ie11za. - Nel fornic e inferiore O. K della stessa scimmia viene praticata. una piccola breccia infracouginnti,ale nella quale è posta una ,egetazione ta.rsea. del malato di cui ali' osservazione III, con le :-tesse modalità riferite nell'esperienza preceden te. Qualche ora dopo la morte dell'animale (vedi sopra), a!<porto l'occhio sinistro con tutti gli annessi, fisso in Zenker, coloro jn massa con ematossiliua ed eosina, includo rn paraffina . Repel'fo microscovico. - Il reperto microscopico non si discosta mollo dR quello dellR palpebra su pel"Ìore dell'altro occhio : soltRnto la neo-formazione dei vasi è piu limitata, e la tlogosi in generale è meno estesa.
C'ATARRO PRIMAVERILE UELLA ('0 :-((;[U NT l\"A
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3a esperienza. - S cimm ia d i media grandezza del peso d i kg. 4/iOII. Nella congiuntiva retr otarsea superiore di destra , pre viamente maltrattata, e fra gli strati di essa viene . collocata il 20 febbraio 1914 una striscetta di congiuntiva tarsea esc:issa tlal mitlato d i cui all'o~servazione XV, tenuta in sito da un punto di sutura. S i prntica la tarsorrafia totale transi toria che viene rimossa dopo otLO g iorni: segni di congiuntiYite acuta che in pochi g iorni si <lilegna. L'osservazio ne qnotid iana, protratta per due mesi, nou rivela apprezzabili a lterazioni obietti ve. Congiuntiva escissa dopo liiJ gi0rni, fissata ed inc:lusa cume nei casi precedenti. Reperto microscopico. - Kessu11a. nl ternzione epiteliale apprezzabilt' : la i11tiltrazione parvicellulare del co1·1011 è quas i nulla. ma è evidente, nel puuto d'innesto, un certo ispessimento della mucosa per la probabile formazione di nuo\·o connettivo nei suoi strati profondi. Lo sot tomucosa è norma le.
.J°' e.~perienza. - Sotto la congiuntiva limbare O. S. della stessa scimmia viene posta u na escrescenza. limbare dell' ammalat.o di cui all'osservazione X.IX, ridotta in poltiglia. Tar~orrafia totale temporanea per sei giorni . Lo stesso occhio viene posto due volt.e al giorno e per un'ora lr;. volta sotto la irradiazione luminosa di una lam pada elettrica da 50 candele. Dopo tale trattamento, protratto per tre mesi di seguito, ~i osserva solo una iperemia dei grossi vasi episcleral i cou iniezione pe· richeratica. Congiuntiva escissa dopo tre mesi e dieci g iorni, fissata, colorata, inclusa come noi casi precedenti. R eperto microscopico. - Non si osserva traccia alcu na del t!'ssu to innestato: si nota soltan to unn. marcata proliferazione dell'epitelio congiuntivale cou rnr i e superficiali infossamenti; stroma mucoso con ricc11. infiltrazione pnrvicellulnre con formazione di pseudofollicoli: scarsi vasi ectasici.
5 a. e.iperienza. - F elice C., di anni 13, da Monticelli (Roma). 1'emperamento linfatico, colorito biondo intenso dei capelli, palat.o ogivale, ipertro:fia tonsillare, vegetazioni adenoidi in fa se involutirn, rinite ipertrofica con cornetti inferiori combacianti col setto. Micropoliadenopatia geuerale. Integrità ànatomica e funzional e di tutti gli organi e visceri. Cong iuntive perfE-ttamente normali. Occhio destro esente da. ogni affezione. O. S. enucleato per idroftalmo. Dopo tre giorni da. tale operazione vengono trapiantate sotto la corrispon-
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CATARRO PRDIAVERILE DEr,I.A co:-GIUNTIVA
tlente congiunti va palpebrale inferiore dne grosse pa pilie a sportate dalla congiuntiva tarsea dell' infermo di cni all'osservazione XIX (pag. 661 ',. lìopo -çenti giorni si constata, in corrispondenza. del detto punto d'innesto, un accenno di prominenza che sì rende sempre più manifosta e dopo un mese persiste ancora della grandezza. di pisello. Viene asportata nna striscia di congiuntiva con la prominenza stes,:a che, fissata in alcool a 70°, inclusa in paraffina, viene esaminata nei tagli in serie variamente colorati . .ReJiei·to i.~tologico. - Epitelio di rivestimento molto proliferato e con fre, q nenti info,:samenti nello s troma sottostante, invaso da ricca in6ltrazione parvicellulare prentlentemente pe1·ivas11le. I n mezzo ai detti .ilementi cellulari si tro'<'sno anc he caratteri~tiche plasmazel len, a gruppi pit\ numerosi nel corion della muco;:o. Ne lla sottomucosH si riscontrano numerose mastzellen disseminate in tutto il teS· snto, me11tre non se ne trova a kunn ne l corion. Bene '"·idente e In sezione longitudinale tl i un vaso con due polinucleat.i rosinolìli; altri s e ne riscontrano fuori dei vasi qua e là nel tessuto. Col \\'eigert si dis tinguono nettamente fibre eln.!<tiche non sensil11l mente a111uentate di nume ro. Più ahbondanti sono nel corion sottomucoso prevalente· mente nei punti più infiltrati. Le fibrille e lastiche non hanno direzione determiu:ua JUI\ sono contorte, piuttosto sott,ili e riunite in piccoli fasci.
Nice1·cl1e liatil'. riologiclie. - Per l'esame batteriologico ci siamo Jj. mir.ati alle segneu ti ricerch~ : D opo asepsi rigorosa del sacco congiuntivale, mediante lavaggio prolnngato con soluzione fisiologica sterile, a.hbia.mo esci!>se alcune papi Ile dal la congiunti va tarsea destra degli infermi riportati nelle osservazioni VILI e XTII e delle produzioni ge latinose limbari dell"infPrmo di cui all 'ossert'azione XIV. Una parte del materiale viene emulsionata con brodo in un mortaio sterilizzato, mentre la riman ('nte parte viene impi egata per insemenzare direttamente i terreni
nntriYi. Come terreno di cultura, però, invece di quelli com uni, abbiamo scelto l'agar-sangue tDiédonnéì, che ci è sembrato il più prossimo a lle condizioni naturali d ... ll'organismo urna.no. ~u t.ale terreno, in scatole di Pet,ri, abbiamo fatto separatamente degli strisci con l'emu lsione preparata. sia con papille congiunti\"ali c:he cou effl orescenze del limbus. :Non contenti della semplice cultura, abbiamo voluto osservare al· l'ul tra-microscopi<> dei preparati fatti con l'emulsione suddetta, ma, olt re i detriti dei tessuti, disgregati nell'emulsionarli e dei cocchi e qualche alt ro batterio, non abbiamo rilevato nulle. di speciale. I pre-
CAT.ARRO PRDIAVERJI,E DELLA <.:O~Gll1XTJVA
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parati colorat i coi comuni metodi di colorazione (Pick-Jacobson, Gra.m, Giemsa, ecc.) ci hanno dimostrato la presenza di cocchi Gram positivi disponentisi a grap polo, nonchè dei pseudo-difterici O<ipiti abituali del sacco congi untiva.le. Nelle culture fatte iu piastre d i agal'sangue: numerosissime colonie d i stafilococco aureo, e di bacilli della xerosis. A bbiamo vol uto tentare di coltivare in vi,o il presunto germe del catarro primaverile, e, a tale scopo, abbiamo riempito d'emulsione dei sacchetti di collodion che con ogni cautela asettica sono stati messi nel cavo peritoneale di tre ca,ie e ivi lasciati per una settimana. Il loro contenuto non ha fa tto ossen ·are che cocchi com uni, variamente aggruppati. Anche queste ricerche, a.dunque, per quanto condotte C'On r igorosi metodi nuovi, hanno avuto esito completamen te negativo, di modo che non c i resta altro che pensare alla possibilità di un 11gente invisibile o filt,ran te attraverso c,rndele dello Chamberland .
III. UIASSCN1'0 CRl1'ICO. I n base ai risultati delle su riferite osserrnzioni, vagliati in con, fronto di quelli dei più autorevoli ricercatori, il quadro morboso può essere riepilogato nelle seguen t i linee : La. congiuntivite primaverile è un processo d'infiammazione diffuso e crlmico, caratterizzato dall'ipertrofia della mucosa sotto forma di proliferazione papillare sulle congiuntive tarsali, d i speciali efflorescenze sul limbus corneale e da esacerbazioni e remittenze peri odiche.
Sintomatologia. -- ::3iutomo snbbiettivo prin cipalissi m,1 è un prurito più o meno i ntenso. Quali sintomi secondari notiamo: la sensazione di corpi estranei, fotofobia. piuttosto lieve e lagrimazione. Tra i sintomi obbiettivi il primo posto, per importan za, spetta al colore di latte scremato che assume la congiuntiva e che, a mio parere, ripete la sua origine dall'ispessimento epiteliale, e dalla compattezza del connettivo che esso riveste. A volte una tinta lattescente, opalina, uniformemen te diffusa nella congiuntiva tarsea, co;;tituisce la sola apprezzabile manifestazione
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C.\ T ARRI) PR!M..\Vf.RIT,E DELLA CO:,."G IUNTI VA
morbosa, mentre con l'aiuto della « loupe ~, si rendono eYideat.i piccole macchie biauco-gialla;;tre, appena appena sporgenti, con un punto centrale rosso e con i b,ir,li dispare uti impe rcettibilmente nei tessuti ,JCI ll I.
In .altri casi , appartenenti ad uno stadio più a,anzato, tali macchie ingraurliscono, forma no bottoni l eggermente giallastri che g uadagnano iii ril ie,o, mentre negli angoli sono giù di,euute p icee.le papille di 1lifferente forma e volnme \-ariabile. I rilievi papi lii fvrmi ora sono disordinatamente dispersi, tal'altra si raggr uppano iu un angolo di essa o iu tutti e due, lasciando li bera la zona ceutrale che può anche essere la sola pron·ista di pa pil le. Casi tipici ho cle;;critto di produzion i papillari su tutta intera la r:ongiuntiva tarsea ccl taratteristico aspetto d i 1111 selciato o di un mosaico. Carattere m olt o speeiale é anche la esclusi,a loro localizzazione nella congiuntiva tar"ea ;,uperiore, mentre la piega, il forniee e la congiuntiYa inferiore. ;;uno d "ord inario, esenti da les ioni ipert rofiche e papillari. Le papille sono di consistenza :;oda, compatta, tah-olta sclerotiche al punt,o che con la spatola si ha la sensazione di passare come sti rugosità coriacee. Esse si present.ano qua:;i sempre piatte. sessili. ma. talvolta leggermente ped nui.:olate o polipoidi. Alla pressione ed al taglio, inoltre, non danno mai alc un coutenut.o. Per le localizzazioni bulùari hu riportato qualche esempio di forma. rndimentale in cui è solo apprez,mbilt:> una iniez ione livida a larghe maglie, com l,inata con l'iniezione ciliare. Le localizzazioni del limbo consistono, nei casi t ipici , in un i;;:pessimeuto ~ rigiast.ro, gelatinoso, sopratnt.to da l la to corneale, che i n uu comph1t.o r:P.rehill in r.1u;sA h, cor11 RA. C'O mP t"et ro d i 01·ologio. In altri casi, invece di tutta la periferia corneale, l' infiltrazione uc<·upa uua limi tata e~tensione del limbo con vegetazioni a forma di nodosi tà brunastre: dure nonostante il loro aspetto gelatinoso, o entrambi i punti opposti del meridiano orizzontale o solo internamente o s0lo l'esterno, o anche, sebbene molto raramente, come nel caso di c ui a ll'osRervazione Xlv, l'ipertrofia gelatinosa si limita al solo seg· men t.o superiore peri<:orneale. Le vep;etazioni limbari si arrestano al bordo della cornea che rimane integra e, solo raramente, s i propagano sul la cornea. Frequenteme11te però la metà snperi01·e della cornea è occupata da una li5tarella lnuata. come di te~su to analogo al panno. ma ~carsamente va,;;c·olarizzatCl.
CATARRO PRIMA\.ERILE DELLA CONGll:.:'ITIVA
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Non è rara la constatazione - ed io ne 110 fatto ripetuto rilievo - di una stria grigia.stra. e stretta che ricorda il gerontoxon, separata dalla. infiltrazione limbare da un tenne cerchio di cornea trasparente. Oltre le forme a pura loca.lizza.zioue tarsale o a sola localiz,.;azione limbare, è da notare quella mist a limbo-t.arsica. o tar:-o-limbica., a secoacìa. del diverso predominio. Secreto congiunti'cale. - Viscido, scarso ; frequentemente si agglutina in un velo delicato bianco-bluastro che si stende su tutto lo strato papillare e che talvolta mi è riuscito di stacca.Te con una pinza, per intero. All'esame microscopico, fra. le abbondanti cellule epiteliali, quale costante reperto, ho trovato cellule eosinofili in quantità a volte rilevantissima. Una sola volta. l Osservazione VIII) tale ricerca. è riuscita negativa, ma è bene nota.re che, mentre lo sca.riio materiale raschi ato dallo strato papillare coriaceo, non ha mo,itrnto la presenza. di element.i leucocitari di nessuna specie, la consueta. ricchezza. eosinofila ho potuto consta.tare nel materiale raccolto dalla. congiuntiva succulenta della. palpebra inferiore e che coesisteva. un certo grado di eosinofilia. ematica. (7 p. 100). Dalla figura che riproduco (Tav. VI, n. 1) risulta evidente il comporta.mento dei leucociti eosinofili. prevalentemente polinucleati ; non sono però rari i mieloblasti eosinofilì nelle varie fa.si regressi ve ; mentre il protoplasma si deforma, il nucleo si rigonfia, viene ricacciato alla periferie. e poi si libera dal protoplasma per andare incontro alla croma.tolisi; il protoplasma si slarga :fino a svanire nell'ambiente fìbrinoide. I granuli resi liberi resta.no talora aggruppa.ti, più frequentemente scia.mano tutt'intorno (Ta.v. VI, fig. 3). R ep erto ematologico. - In tntt.i i nostri casi abbiamo riscontrato sempre eosinofilia ematica (oscillante da un minimo del 6 p. 100 ad un massimo del 15 p. 100) ed una. costante marcata linfocitosi.
Diagnosi. - Nei casi tipici di prolifera7,ione tarsale e di efflorescenza limba.re1 specie se combinat~ la. diagnosi è immediata. Ma. non semp.re può essere netta e precisa. ed io ho avuto occasione di osserva.re parecchi casi riferibili ad &.Itri quadri morbosi. Tracoma. - Per le forme tarsali non è difficile la confusione con le granulazioni tracoma.tose. Morax ritiene su perfino trattenersi su tale p ossibilità di errore, perchè « la dÙférenciat ion en est élémentaire >j ma contro tale assoluta. affermazione, noncbè opporre le difficoltà che io stesso bo riscontrato talvolta. nel corso delle mie osservazioni, ad-
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CATARl<U PRIMAV ERILE D ELLA C'O:SGIONTIVA
duco i confessat i errori d i oftalmologi quali De Wecker, Fuchs e Girscmann. Tenendo anche presente la frequente coesistenza delle due forme morbose, tanto meno apparirà ozioso discutere la diagnosi differenziale, specialmente di cer te forme papillari del tracoma e di quella iniziale del catarro primaverile. Scarso vn.lore banno il criterio dell'eta, la bilateralità dell'affezione, la mancanza dei follicoli, l'integrità della cornea.. Il criterio delle recrudescenze in ter,allari non può essere invocat,o nei casi di prima mauifestazioue, co me perde la sua importanza nelle regioni R clima uniformemente caldo. Il colo1·e pallido dell'affezione pal pehrale nel catarro prima,erile. può cedere. nel peri odo dell a irri tazione, ad un r osso intenso, simile del tutto al tracoma e co,:ì pure il prurito, tipico, t ome abbi11.mo ,ist0, nel catarro pri mavt-ri le, può essere sostituito dal brnciore e nou e raro <·be sia an che accusato <la quolli affetti di tracoma. La consistenza soda delle papille nel cata l'l.'o primaverile è cerr(l no buon ca rattere òifferenziale, ma uon è sempre a pprezzabile nelle sne forme incipionti come ta h·olta non manca iu qualche forma pa· pi li are del tracoma. La integrità della piega di pass11ggio si riscontra, sebbene rnra. mente, anche nel tracoma. in cui può essere simulata. da una guarigione ùebolmente c icatriziale o perchè le cicatrici assumono nna ap· pareuzu lattescente. Se dunque la contem poranea pre,-enza dei vari sintomi su ricordati vale, in generale, a farci orientare, la diagnosi di alcune forme e specialmente la diagnosi della combinazione di queste due affezioni congiuntivali, fatando all'aspetto clinico solt,anto. riesce in certe circo· stanze molto diflfoile. Restano, inoltre, a nof<t.ra. disposizione dei mezzi ausiliari che assumono un "'alore diagnostico preponderant.e: la ricchezza rli cellnle eosinofi li nel secreto congiunti,ale, così caratteristica e costRnte nel catarl'O primaverile (Ta.,. VI. fig. 1): e di cui non vi è traccia ne I secreto tracomato:::o (1) (Tav. V I, fig. 2); il reperto emat,o logico con eosinofilia e linfocitosi ; la ricerca istologica. È infine da tenere presente ohe non si notano ma.i chiazze cicatriziali iu mezzo 11.lle effiore;:cenze del catarro prima,erile, mentre sono pres· sochè costauti nel tracoma. (I) Il secreto congi11ntiv11le d i trenta oasi di congiuntivite tracomstosa in di\'t>Nòe fasi da mo esnminnti, non m i ha lascinto mai scorgere la presenza di lrucocitì eosinoGli.
CATARRO PRD!A\' ERILF. DE LLA
co:-,; r.w~TIVA
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T1ibercolo.~i prirnitha della co11giuntira. tipo regetante. - Le co11giuutive tarsee e dei culdisacchi presentano vegetai1ioni sessi Ii, appiatti te, a superficie più o meuo larg a e di colori to roseo, spesso serrate le une cont.ro le altre o estese sn gran varte della congiuntiva. Ma, in qualche punto, si rileva una ti pica ulcerazione : i gangli preauricolari e sottomascellari sono in generale manifestamente affetti e i sin tomi subbietti vi sono pressoche nulli. Co11gùmtù:ite infettiva di Pm·inaud. - Vegetazioni rosse o giallastre; opache in vario grado, carnose. limitate iu alcuni casi alla sola con giunti va tarsea della. palpebra superiore. È costante però l'ingorgo preaurico lare; l'affezioue d'ordinario è monoculare, occupa le due pal pebre ed i c ulrlisacchi; s i inizia con la febbre. Catan·o da (irno. - P er quanto nei casi tipici non si può rimanere a lcun momento in dubbir,, è pure possibile la confusione tra le forme iniziali di catarro primaver ile e q uelle attenuate di catarro da fieno, poichè tutt.e e dua le aff'ezionj si presentano a primavera ed hanno la stessa caratteristica della. recidiva. ed il secret.o congiuntin1.le è ricco in entrambe di cellule eosinofili. Ma il catarro da fieno è malattia a cuta e sparisce in akune settimane a differenza del catarro primanmle che ha la durata di ann i (F nchs). La torma limbare può essere confttsa spec ial mente con la congiuntivitè flittenulare. A parte l'anamnesi tipica ed i siHtomi pt>culiari subietti,i del catano primaverile, sarà utile tener present i anche Le principali djf. ferenze di aspetto e istologiche. Congiiintivite fiittennlare. - Coglie a preferenza giovani soggetti, linfatici, scrofolosi, mal nutriti; si manifesta s pesso in primavera e può andare incontro a molte recidive. Le sue papille però sono rossochiare, mentre nel catarro primaveri le hanno il colore di candela da c h iesa ; La efflorescenza limhare primaverile fa una massa compatt !I. senza ulceri e senza essere at.traversata da vasi , mentre la flittena è u na vescicola con con ten uto trasparente su u na base prominente, che sempre si ulcera e sempre si accom pagna con un fascio tipico di vasi. La infiltrazione primaverile si sviluppa. molto lentamente, è persistente e si localizza nella parte del limbus corneale ; la flit tena pnù comp arire e sparire nel g iro di una settimana ed ha sede ~1ella parte del l imbo che & ppartiene alla congiunti va.. La congiuntivite :flittenulare infine si accompagna quasi sempre anche a manifestazioni eczematose nasale, labiale, ecc.
CATAR RO PrlDIA Vlo:RILE DELLA CONOI L::STlVA
Pro~no~i. -
:-;,, non è fausta pPr la llurata, poichè nessuna cura si
e dimostrata fin ora efficace ad impedire le recidive annuali àell'affezioue, è senza dubbio favorevo le rispetto all'esito, poichè in generale tnr~a la congiuntiva finisce per riprendere il suo aspetto nor male, anche nei casi più gravi d i proliferazione. Alcun i ri feri$cono esiti più o meno apprezzabili come la persi, stenza di un rilievo del limbo dopo la guar'igione spontanea. di un ca;;o grave 1_Schoebl), una ptosi consecutiva permanen te (Danvers), nua espressione-sonnolenta degli occhi (Saemisch) e un e fin réseau cicatricie l ,. d 0po 213 ricl\dute (Saemisch l, con maglie riempite di UII tessuto leggermente iperemieo. _ff'uchs riporta il caso di un bambino d i 6 anni con opacamento permanente della cornea seguito all' ispessimento gelatinoso del limbo. A parte questi casi che potrebbero anche avere la loro origine iu condizioni non pertinenti alla malattia, si de\'e ritenere come esito normale la 1·estit1tfio acl integntm. Etiologia,. - Che il catarro primaverile della congiunt iva sia una malattia infettiva, è opinione già espressa da molt i autori I& quale, se p ur non ha. trovato ancora il suo vero a ppoggio nei fatti, è confortattl da un complesso di c ircostanze, di rilievi e di analog ie tale da farla presumere fondata. E così, mentre la grande quantità di plasmazellen depone per una irritazione cronica, il modo di insorgere della malattia, Ja. riacut izza zione dei sintomi e la facile attenuazione di essi, la sua presenza nei membri di una. stessa famiglia, invitano a caratterizzare tale stimolo irritati rn per infettivo. Le mie ricerche sperimentali non hanno condotto a risultati po· siti,i, ma ne ho tratto dei dat i che incoraggiano a proseguirle e ad attendere l'ultimo decorso di quelle g ià fa1,te e che datano da troppo breve tempo. 'l'ntte le altre cause (luce, calore, idiosincrasia familiare, ecc.) possouo essere tutto a l più ritenute quali « ca_use occasionali » o e concomitanti». Come per tutte le malattie infettive, anche pel catarro prima,erile deve concorrere l'altro element,o della predisposizione incl ividnale. A bbiamo già visto che tale predisposi zione nou ~i può concretare in nessuna speciale lesione organica o funzionale, ma dalle nostre ed alLrui osservazioni risulta costantemente, quale :;ostra.to, nna rimarchevole defi cienza organica, in ampio senso i 11 tesa.
CATARR<.J PRIMAVE !ULI': UE I,LA COXGl'C!<'J'IVA
Nei nostri ammalat i abbjamo individui di costituzione debole. altri con manifesto stato t imo-linfatico, affetti da infan tilismo, con segni evicl enti di scrofola pregrnssa, palato ogivale, tonsille grandi facilmente infiammabili, ipertrofia rlell'amigdala faringea ; come anche, nei casi illustrati dai vitri ossen ·atori, trovia!Ilo individui con 'l 'una o l'altra delle manifestazioni su mentovate. Orbene, tutte queste forme di alterazioni organiche e funzionali sono appunto quelle che, ricollegate dagli aut.ori da unico nesso, costituiscono una speciale < diatesi >: la. costituzione debole, astenica o ipotonica. di S tiller, l'artritismo infant.ile dei francesi, la diatesi essudati va. di Ozerni, e, più, recente1u.;nte, quella più comprensiva della sindrome vagotonica creata dalla scuola viennese che ha attribuito il valore essenziale al giuoco dei ner vi viscerali e nella. quale rientrano tutti quegli sta.ti costituzionali che hanno comune la tendenza. ai processi infiammatori della ente e delle mucose, la tumefazione clel tessuto linfat ico, i disturbi degli sca mbi nutritivi, una certa la.bili tà del sistema nervoso. Un argomento di not.evole importanza per ritenere il catarro primaverile legato ad una affezione generale, possiamo anche trovare nel r eperto ematologico. Ho già fatto parola della eosinofi lia ematica da me e da altri ricercatori constatata. Si à pe1·ò da q ualcuno obbiettato che tn.le eosinofilia possa .essere secondaria a quella locale prodotta cfoè per il riversarsi nel torrente circolatorio delle cellule eosinofi le originate nella congiunt iva. ma· lata. ::\la, nell'innumerevole serie dei miei preparat i ematici, il reperto è stato sempre dì polinucleati eosinofili e giammai di mieloblasti eosin ofili, la c ui presenza ho in,eCt, trovato CO!;tante e ricca nel secreto congiuntiva.le. I mononucleati eosino:fili, adnnque, che si trovano solo nel secreto congiunti,ale, sono indiscutibilmente di origine lo<',ale e d imostrano perciò la genesi locale degli eosinofilì. Ma dimostrano alt.resi che e:.si, seguendo la corrente centrifuga, si eliminano attraverso la barrierA epiteliale, anzichè riversarsi nel sangue dove mai li rinveniamo; dobbiamo ritenere che altrettanto accada per i polinucleati eosinofìli e perciò senz'altro la loro genesi dagli organi ematopoietici. Conforme ai risultati di Axenfeld ho, anche nelle mie osservazioni, riscontrato costa nte la linfocitosi. Eosinofilia e linfocitosi costituiscono una modificazione ematica rimarchevole che basta a caratterizzare l' indole genera le della affezione. 44 -
Gforw 1le di m edh,w 1111lil<1re -
Fa.;~. \ 'lii.
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C.\TAIIIW l' lll'.\IA \" ER ILE DE LLA CO:SGIC"NTl\"A
Auatomia patologica. - Il p1·ocessv anatomic:o della congiunti,itfl primaYerile consiste in un'atti rn proliferazione del tessuto congiunti,o in conseguenza della quale lo stroma mucoso si solleva in produzioni papilliformi e lascia, t ra i suoi interstizi, delle anfrattuosità rivestite da epitel io. Alla detta. proliferazione prende parte, in nrnniera diversa, tutto l' iHsieme degli elementi: tessuto congiunti,o, cellule linfaticl.ir, ,a~i ecl epitelio. Ogni elemento papilla re risul ta di uno stroma connet,ti,ale i ufìltrato e d i un ri,estin,euto epiteliale prol iferato. Lo st.roma fondamentale è costituito da fasci connettiYa li di aspetH• alyuanto omogeneo, ben foru iti di nuclei e limitanti tra loro ,;pazi cou ce l lule linfoid i. A Yolte sono esili fibrille conuetti,al i che si irradiano di,ergenii ver:io l'a pice, oppure si iu t receiano comP in uu ragnatela, al tre ,·ol te sono tra,·ate an~stom izzant.isi fra loro e fo rma nti c:ome uno scheletro fi. braso che pare cleri ,·are dal tarso. Nelle nurnero,se areole, più e meno grandi o regolari, so110 eornenuti elementi lcu<:ocitari e iu prevalenzn Jinf'oci1i, pla$1m1zellen, µ0!Juuc:leati eosiuvfili e an d1e neutrofili con eride!lte funzione fagocita· ria. ('J'av. V, fig. 2J. In alcuu i ca,;i, 1<1. iufiltrnzione i: :-:car,;a ed i leucociti conserrnno un aspetto normale, con corpo prnroplRs:11at.ico distinto; iu altri casi. nei quali il processo troYa:-i nell'acme, si ,erifìca uua in filt razione più intensa. ln n essuno de i miei pl'eparnti ho mai rile-ata la presenza di e:aratteristici folliculi, se pure talvolta hv notato l'addensamento linfocitario in p:rnudo ,fullicoli . Lo S\'iluppo n1si1le si dimostra molto ,ariabile: in qualche nostro caso, sor pr~:,;o in fase di progressione, i vasi sono oltremodo abbondanti, di natura ca pillare, ectasici, forma nti anche una sottile rete subepittiliale con qualche ,aso intraepiteliale. Altre ,olte sono scarsi, sebbene con pareti normalmente costituite. Per studinre la direzione e distribuzione d ei vasi, abbiamo praticato Jei tagli t,rasversi seriali : le areole congiunti vali sono frel[Uentcmente occupate da \'asi con pareti proprie in quasi rntti i quali liÌ ve1le uua quantità più o meno rilernut-e d1 elementi sa11guig11i . H Pu distinti e numero,-i si pos~ouo ri~routrare i vasi linfatici come nel ca"o T[[ nel quale ~i mo!.'trano di forma irregolare, ramificati ,Il· rii1me11te e cc,n )aC'une connettivali che in essi mettono capo.
CATARRO PRIMAVERILE DELLA CO:-.'GTUNTIVA
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Nei preparati colorati col °'Veigert, non ho mai notata una irradiazione abbondante di fasci elastici, neanche nelle escrescenze di data recente e ritengo perciò che la neoformazione di tali fibre interviene solo per una piccola parte nello sviluppo dello stato papillare. Tutti i miei preparati dimostrano che l'e pitelio partecipa anche esso al processo con una ipertrofia più o meno considerevole. A. volte conserva lo spessore pressochè norma.le nello strato superficiale di rivestimento, mentre q uello interpapillare si addimostra in attiva, per quanto caduca, im perplasia, a volte invece assume un aspetto prevalente in . tutto i.1 pr o0esso. Q.ualunque ne sia però l' ispessimento, lo strato epiteliale ha le cellule polimorfe sempre lassamente u11ite, talchè può apparire come fin emente canicolato. Attraverso di esso perciò, per alto che sia, s:i stacciano gli elementi spazzati dallo stroma papillare e tra le cellul e epiteliali vengono a trovarsi leucociti di tutte le forme, più o meno conservati e corpuscoli rossi che possono anche raccogliersi in uno strato soprastante alle papille. L'epitelio di rivestime nto papillare va, iu molti punti, con g ittoui nel tessuto sottostant.e connettìvale. Ma in tutte le mie osservazioni gli elementi costitutivi di questi così detti gettoni epiteliali, conservano sempre la maggiore regolarità, pure avendo l'insieme di essi, direzioni diverse e anche tortuose. (Tav. V 1 fig. 1). Nella ricostruzione dei tagli in serie ho potuto convin cermi che tale a.spetto è sempre un proàot,to artifi c:iale, poichè invag ina.m ent,i epiteliali, pnr partendo da punti opposti della superficie, possono convergere e apparire in qualche sezione in perfetta conti1.rnità, mentre a ltri tagli aveva.no dimostrata la loro indipendenza assoluta. (Tav. III, fig. 1. e Tav. VIII. fig. 1 e 2). E mi sono parimenti convinto, dalle sezioni in serie, che tali gettoni epiteliali sono il risultato del cc.,mbaciamento e della fusione completa del rivestimento lttterale di due papille contigue. Se, pure essendo le due superficie molto ravvicinate, il combaciamento non avviene, si banno, invece di solchi , cavità infundibolari che mentiscono l'aspetto di gla.ndole; se la fusione è solo superficiale, restano cavità sottostanti che arieggia.Ho le cavità cistiche. Ma, per chi bene osservi, il meccanismo di prod uzione è sempre lo stesso: non è l'epitelio della c;ongiuntiva che si infossa. per formare solchi e cavità come, con ostinazione, si continua a ripetere, m11, è' lo stroma mucoso C\he, sollevandosi, lascia tra i suoi interstizi anfrattou-
C ATARRO PRlMAYERILE DF.L.LA CO~CllUNTlVA
sit,à rive~tite d'epitelio che dal processo proliferati,o e degen erativo è atteggiato ad itspetti diversi. Abbiamo seguita la. produzione papillare nelle sue fasi di accrescimento; vediamone ora bre·rnmente quelle regressive. Xella zona superiore dello stroma mucoso si inizia la rarefazione cellulare, mentre le fibre ,anno in contro ad una evidente degenerazione ialina per cui sono rese omogenee fino a confondersi in una. massa indist in ta la quale, pii1 tardi, si spezzetta in frammenti cromatici. Le cellule leucocitarie ch e si aprono la via attraverso l'epitelio. già mostrano la loro iniziata degenerazione ialina che si tradisce con la presenza. di goccioline splendenti, sferiche, tinte lievemente i11 giallo dall'acido picrico, oppure si disfanno in sito e in ammassi informi di cromatina. e poi in detriti granulosi che o sono disseminati o raggruppati nello stroma. Successivamente essi, come pure i det r iti degli elementi connettivali, ,engono spazzati da poliuucleat i che, compiuta la loro funzione fagocitaria, si eliminano attraverso la ring hiera epiteliale o la via linfatica come ho già descritto a proposito nell'osserv. VIII e come chiaramente rilevasi dalla fìg. 2, T1\V .
V.
Il processo regressi,o della iufìltrazione leucocitaria, come auche delle fibre counettivali, viene agevolato dal comportamento dei vRsi le cui pareti an-entiziali s'ispessiscono e il cui lume si oblitElra difficultando cosi le corrent i umorali nutritive. Part icolare ril ievo merita il compor tamento delle plasmazellen le qnali , n el periodo di accrescimento, sono, come abbia.mo già notato, abbondantissime, mentr e successivamente si fanno sempre piu rare, con un comportamento in,er8o alle mastzel len che, rarissime ed isolate nello stadio progressivo, di,engono sempre più abbondanti durante le fasi di r egressione. Le rare plasmazellen inoltre si aggruppano in prossimità. dei rari vasi a grosso calibro, circondandoli a g uisa d i manicotto. Deg,,11era zio11i epiteliali. - Kei preparati che colpiscono il procei:so uegli ,;tadi piu iniziali tli accrescimento rileviamo l'epitelio di ri,estimento degli in fundib uli in terpapillari fatto da due strati di cellule cubiche. Lo strato superficiale e i11terrotto, nella sua regolarità, da poche cr llnle calicifor mi; in qualche al tro preparato gli elementi epitelial i ,mpr rficiali . corrispou,1enti al culdisacco della cripta. sono trnsformnLi in cellule calici form i che versano il conleu uto mucoso nel!' interno tlel lume. In altro pm1to il fondo della. cripta mostra un'i11cipiente ec·R,i:1, mentre il tubolo di sboci!O è ristretto e contorto. Più in là
CATARRO PRIMA , . ER!LE D E LLA CO~GHi~TlVA
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osserviamo la piccola cavità ripiena come di una sbavatura epiteliale, ma la cripta comunica ancora co n la superficie congiunti mie, mentre in un'altra sezione il lumicino ' appare ostruito da cellule epitelia li protese dalle sponde opposte e da un detrito fatto da nuclei rotoudeggianti e da sostanza. mucosa. e cromatica che costituiscouo una specie di trombo. Osservando il preparato a fig. 1 Tav. III e meglio ancora queUi del n. 1 della Tav. V, e dei n. 1 e 2 della Ta,. VIII, ol tre le lacune interposte tra le papille, si nota una serie ,di cavita per forma e dimensioni assai varie, come imprigionate nello spessore dello stroma. I tagli in serie da me fatt i, illustrano chiaramente il loro meccanismo di formazione e dimostrano non trattarsi di neoformazione di glandole tubolari, pretesa da alcuni autori per questa forma di congiuntivite, come pel tracoma e per la blenorrea cronica, ma che esse risultano da insenature della congiuntiYa, le quali, perdeudo le comunicazioni non l'esterno, accumulano in se stesse i prodotti secretivi dell'epitelio. Ciò non toglie però che si possano anche riscontrare veri e propri tuboli glandolari infossati nello stroma congiuntivale, talora a fondo unico, tal'altra bi o tripartito, la cui esistenza è stata ben lumeggiata dal Cirincione. Nel corso dell'a.na.lisi istopatologica delle osservazioni, ho minutamente de!3critte le fasi involutive di tali cavità ri,estite ordinaria.mente da epitelio in due strati, con i Garatteri già riferiti a propo· sito delle cripte: lo strato superficiale, costituito di elementi chiaramente cubici o globosi o cilindrici presenta cellule in fase secernente, in qualche punto è distaccato e pende uel lume della cavità. Lo strato sottostante, costitu ir.o invece da cellule epiteliali, sc hiacciate, cade anch'esso in disfacimento, talchè, nel centro della cavità, sprovvista di rivestimento epiteliale, viene a raccoglier, i una sostan za ove fine.mente granulosa ove disgregata in zolle, cou detriti colorati rappresentanti residui di elementi cellulari e nuclei ancora riconoscibili. Un esemplare molto dimostrativo presentiamo nella fig . 2, Tav. V, nella quale anche si rileva che, attorno a questa cavità pseudo-cistica, si assiepano elementi parvi-cellulari, la riempiono e riconducono la uniforme tessitura dello strR.tO adenoide. Da quanto sopra ho succintamente esposto, appare evidente che g li elementi epiteliali ed iperplasici soggiaC'ciono precocemente e rapidamente alla degenerazione mucosa ; qu.tndo il tessuto è in fase
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CATARRO PRDIAV ERJLE DELLA CO~GIU:STIVA
iniziale d i at1crescimen to, già si riscontrano esem pla.ri caratteristici di tale degenerazione (Tav. III, fig. 1). Appare a.ltresi che essi cedono subito alla inondazione linfocita.ria che li travolge, sostituendoli prnutamente. E in t ale rilievo noi troviamo una ragione di più da aggiungere a quelle addotte da molti rinomati autori a sostegno della precedenza. connettiva.le al la iperplasia epiteliale. -1 ~ Oli si riesce a comprendere, scrive Axenfeld, una neoformazione del tessuto congiuutivo abbondante come risultato di una proliferi:tzione epiteliale, men tre è molto compre11sibile che una proliferazione epiteliale sia La conseguenza della formazione del tessuto congiunti,o. }folto meno si comprende, aggiungo io, se si considera la caducità e la. fatuità dell'epitel io neoformato che soggiace alla iperplasia conuetti vale. Oltre la degenerazione mucosa. si sono notate, negli strati superiori, cellule epitel iali allungate, appiattite come squame, con disposizione lamell are, col corpo protoplasmatico pallido, grigiastro, omogeneo quale si prest;11ta nella degenerazione cornea. "Nella descriz ione dtii nostri preparati un altro rilievo anatomico abbiamo esaurientemente illustrato, la costante presenza cioè di una cuticola di coagulazione soprapapillare (Tav. III, fig. 1 e 2; Tav. lV, fig. 2). ::\folto interessant e a notarsi è che, ne l catarro primaveri le, l'epitelio cli rivestimento rimane i ntegro e fortemente ispessito a differenza del tracoma in cui le cellule epiteliali si riducono a lamelle esilissime che spesso si distinguono con difficoltà dagli altri elementi cellulari sottostanti o vicini. Inoltre, nel catarro primaverile, si opera una lenta in voluzione del tessuto neoformato, mentre noi tracoma. il tessuto proprio viene sost ituito da proliferazione fuso-cellulare. Nell' una forma di congiuntivite adunqne il processo involutivo porta alla 1·estittttio ad integrum: nell'altra attraverso la cirrosi, alla cicatrice.
Cnra. - Non vi è stata cura merlica, fisica, meccanica e chirurg ica che 110 n sia stata teut ata: acido borico, solforico, salicilico, su· blimato, acetato di piombo, clorato di potassio, precipitato giallo e bianco, calomelano, co0aina, adrenalina.. dermatolo, xeroformio, itt iolo; chinina, ferro, ttrsenico per bocca; freddo e caldo, raggi Ro11tgen, radium, massaggio, elettrolisi, e lettro e termo-cauterizzazione, scarifieazione, g rattamento e scissione di papi lle, asportazione del tarso, idro e cl imato-terapia, occhia li scuri, gialli, verdi, rossi, di celluloide. bendaggio occlusivo e fìna.lme11te siero eterogeneo di ca.vallo e di asino.
CATARR0 PRJMAV ERJ LE DELLA COSGl~STIVA
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Per tutti questi innumerevoli rimed i sono 't'amati effetti proàigiosi, ma purtroppo ciascun o di essi è rimasto eitìcace solo nelle mani del proprio autore. Senza dilungarmi in una iuutile disilmina critica, riferirò i risultati delle mie esperienze. Il nitrato di argento, per istillazione e per peuutillazione, riesce dannoso, quando non è dest,inato a c1nnbattere la secrezione congiunti"t"ale; i vari colliri astringenti possono dare agli infermi solo temporaneo giovamento. Il bendaggio può attentvire momeHtaneamente i sintomi irritan ti più acuti, ma lascia indisturbata la evoluzione del pr ocesso Se non a scopo curativo, l'uso de~lì occhiali colc,rt1ti è sempre raccomandabiie a scopo protettivo. La fibrolisin11. che nve,a sus,; itato tante speranze, non ha dnt0 alc nn risultato favorev0le. I migliori effetti io ho ottenuto dalla ad renalina per istillazione e iniezione sotto coogiuutivale e dall'applicazione do! radinm. Per molti infermi ho usato il seguente collirio : adrenalina cloridrica soluzione al p. 1000 gocce V, acq ua distillata e bollita gr. 10; (istillazione tre volte al giorno), e t utti se 110 sono giovati sia per la scompa rsa dei sintom i subbiet ti vi, sia per una certa azione d istruttiva. sul tessuto i perplastico. In due 0asi ho adoperato iniezioni sotto la congiunt i va tarsea e limbare della soluzione di adrenalina A.I mii!. diluita al quarto in acqu,1. distillata e bollita1 e lo strato pa pi llare, quantunque n el caso XIX molto proliferato (fig. 4 della Tav. VI), ha snbìto un evidente 111igliorame11to. Anch e per le vegetazioui d el catarro primaverile il radio riconferma la particolari tà. dei suoi raggi di J)Ortare alla distruzione o alla degenerazione linfoide. Il caso XIX sembra u na. espli cita ripro,a di quanto riferivano in proposito altri autori : in esso !'a lus.mreg· giante produzione papillare è scomparsa completamente dopo 5 ap· p li c azioni di radio, distan,da1,e di 20 giomi e per la durata comune d i 20 minuti . Concludendo: se l'uso dei più svariati rimed i topici e generali ha a ccresciuto il nostro scet.ticismo terapeutico per tale affezione, abbiamo invece ragioni per accordare una cer ta fid ucia all'adrenalina e al radio .
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C' I T,\Rf!O PIHMAVERILE DEL,LA C'0 X0Il'XTI VA
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1:ìPlEGAZlO:\E I>ELLE FIGUHB: TAVOLA
l.
Figg. 1-6. · - Palpehre superiori rovesciate : p roliferMioni pavimentose sulla con· giuntiva tarsea affetta da catarro primaverile. TAVOLA II.
Fig. I. - Grossa papilla a~po,·tata dalla cong iuntiva tarsea superiore dell' in.dividuo o.fietto da ca tarro primaverile, di c u.i a ll' osserv. XIX. Solchi, cavità infundibulari, cavi rà pseudocistic he risultanti dal c.:>mbaciamento di p1tpilla co ntigue. (\.edi descrizione a pag. 661)
ill.
TAVOLA
Fig. l. - P roliferazioni pavimen tose palpebrali per congiuntivite prima,•erile (osservazione n. 1, pag, .568). Cripte epiteliali - Canali pseudo-glo.ndulari - Vasi sub-epiteliali e infra-epiteliali - Cut.icola da coagularione soprapapillare. Fig. 2. - Papille di ineguale ampiezza; epitelio pluristrati6cato ; stravaso ematico e cuticola da coag ulazione soprastanti; ponti epiteliali interpa pillari; elementi epi· teliali in degenerazione mucoide. ~Vedi descrizione nell'osserrnzione XVI, pag. 65il,
I\",
TAVOLA
Fig. 1. - Proliferazione pavimentosa asportata da congiuntiva taraea affetta da ca• tarro primavorile, C,wità pseudocistiche im prigionate nello stroma - Stra,·aso ematico soprapapillare . Fig, 2. - P roliferazioni separate da profondi solchi - Informe reticolato fibrin080 soprapapillare con cuticola a ponte su due papille. (\'edi descrizione nel caso XVI. pag. 660). TAVOLA
V.
Fig. I. - Pseudo-otricoli con epiteli in degenerazione mucosa. - Infossamento epiteliale tortuoso che i tagli serie.li d imostrano dipendente da· combaciamento inte rpapill11re. Fig. 2. - Vasta apertura pseudo-cistica con pareti costituite da cellule pla.smatiche addenRate : epitelio sfaldato e raccolto nel VllOto in forma di detriti; altri otricoli in varie fasi di progressiva atresia - Polinucleati Mutrofili (fagociti) nei relitti pseudo-otricolari. TAVOLA
YI.
Fig. l. - Secreto di catarro primiwerile Cellule o gTanulazioni eosino61i abbonda nti. Fig. 2. - Secreto di tracoma. Ce llule polinuclenri neutrofile. Fig. 3. - F asi in\'olutive dei mieloblasti eosinofìli nel secreto congiun t ivale (figura schematica). TAVOLA
VII.
Fig. 1. - Congiunth·a tarsea s uperiore (p,llpebra r<ffers11), affet ta da catarro primave rile (ca.so XIX). Fig. 2. - Fuoriuscita di elementi e matici dai vasi - Numerose cellule eosinofile n ol parenchima papillare. TAVOLA
VIII.
Fip:. I. - Proliferazione limbare - Epitelio di rivestimento di spesso re molt.o ineJ:(nn le - Infossamenti a notevole profonditi> - Nidi d i cellule epireliali. F ig. 2-3. - C,w ità epiteliali che nei tagli seriali assumono la forma caratteristle& di c ripte epiteliali da introflessione di quello di rivestimento.
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Proliferai.toni pavlmentooe t)fllpebrall (Mlorofotot1rano)
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TAVOLA
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TAVOLA
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Proll!ern,1oni pavlmentoou cool!luntlvall (palpebra reversa).
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T&VOLA
Fl11. 1. -
Fuoriuscita dni v11el di elementi cmntloJ.
Fl«. 2 - Prolllerazlone llmbnro.
VII.
TAVOLA
1
2
Flc. 1. - 2 tagli In 1erle di cavità epltellall (prollfera1.lone llmbare).
Flg. 2. - 3 tagli lo serie di cripte epiteliali (prollfernilone llmbare),
Vlll.
68~
Appunti sul servizio di gnerrn pre~lato nel '1 ontenegl'ù , 1lurnnte lii campagM Lalcanica. dall'.\mhuhrnrn 2~ 1lcl ~ Cro1,o Rosrn italiana NO""Ve m
b r e 1 8 12• .l\<l a Q:IZ:lO 1913
Pt-r il dottor Torquato Scoccianti
~el pubblicare queste note sulla campagna montenegrina non ho certo l'am• bizione di dir cose nuove, nè l'idea di s tabilire confronti con altre istituzioni consorelle che, nel Jiontenegro, concorsero nell'opera umanitaria di curare i feriti di guerra; ma solo il des iderio ai portare a conoscenza altru i - più che l'opera colaggiù compiuta dall'ambulanza 29 della Croce Rossa italiana, da me diretta. che fu ben poca cosa in vero - le circostanze speciali in cui essa venne svoltn. Giacchè, gio\•a dirlo subito, se essa fu condottit come meglio si potè e non ginst:1 proprio i dettami dell'arte sanitaria di guerra, ciò dipese unicamente dalle seguenti ragio11i: dalle ostilità del tempo: dalla ditficoltà ed asprezza de' luoghi; da lla maucanza vera e propria d'una direzione sanitaria montenegrina, al campo; dalla diversità della lingua, de' costumi, dPJle abitudini di quelle popolazioni. Ad ostilità iniziate - inviata la Croce Rossa italiana ne' Paesi Balcanici ùue unità sanitarie. sotto l'alta direzione del prof. Bartolo Nigrisoli,·vennero dt·signate al Montenegro: l'ospedale &l di Bologna e l'ambulanza 29 di 1'orinC'. Qneste pervenute ad A.nti,ari, il 6 novembre 1912, non poterono, per una forte raffica di ne\·e che le sorprese a Yir Bazar, raggiungere, il giorno appresso, le localita ad esse designate: la città di Podgoritza per l'ospedale; il campo di Grizhe per"l'ambulanza. Vi giunsero soltanto il giorno 8 non senza però gravi stenti determinati dal freddo, dalle vie inaccessibili e dagli scarsi e primifryi mozzi di trasporto pel materiale di soccorso che per l'ospedale era diviso in 227 colli; pH· l'ambulanza in 51. Giuuta l'nmbulanza, attraverso il lago di Scutari, a Grizhe, in prossimità del ponte sul torrente Rj olli - campagna questa sterile; in gran parte rocciosa: seuza s trade che, in più ili 5(1() anni cli dominazione tu1:ca, uon vennero neppur tracciate; con poche e scarse case di musulmani, dall'odio cieco di razza inconsultamente distrutte, nell'atto di conquista delle nuove terre; situata detta. campagna tra le pre-Alpi Albanesi ed il lago, lontano questo dal campo da noi occupato circa 8 chilometri - ivi compimmo l'opera nostrn in mezzo a mille disagi. 11 tempo, specialmente nel primo mese e nel febbraio - quest'ultimo più crudo degli altri - si mantenne sempre piovoso e dominato da forti venti. Nella seconda def'a de d'aprile le acque forono addirittu ra torrem:iali. L'acqua potabile 1·esrò sempre per noi un pio de~idC>rio. I l prossimo torrente Rjolli, se l'a,cqt1a uon cac!eva dal cielo, non ne fornì mai neppure quella quantit/t nece;;;:aria per i comuni usi. 1 luoghi di riforn imento vive ri - fatta eccezione per il pane, la carne, il r iso ed il sale - s i mantennC>ro costantemente lontani. 15 -
t;,u~1wle di medic11,11 m,llla,e -
Fa~c. \"Il!.
690
APJ'C::s'TI SUL 8ER\"IZ10 DI Gt'ERRA, ECC.
Le legna da ardere, scarse e verdi, si dovevano ogni giorno provvedere diretta mente ne' luoghi limitrofi abbattendo q ue' pochi alberi che si aveva lR fortuna. d'incontrare. Solo ai primi d'aprile potei acquistarne una piccola quantità da un albanese; e di ciò fui ben lieto perché - preannunziato un nuovo attacco contro le posizioni fortificate di Scutari - potei, senza distrarli con altri servi'li, impiegare tutti i miei soldati all'assistenza dei feriti. Il serviz.io di posta fu fatto sempre a Rj olli sul lago. Esso - perc.hé fatto da noi con la benevola intesa del nostro console d'Antivari, cav. Niccolini, e con la squisita ooadiuvazione dell'ispettore ferroviario e nautico di quella società it;i. liana, signor Valesio Ugo, cui dobbiamo tanta riconoscenza - decorse sempre con perfetta regolarità, ad eccezione dell' ultimo periodo di nostra permanenza nel Montenegl'O, per il blocco posto dall'Europa nelle acque montenegrine. Ciò mise molto a tener sollevato lo spirito de' miei dipende tJti che, in mezzo a tante difficoltà, ebbero il conforto di mantenersi in continua corrispondenza co' propri congiunti.
, Tmplonto Mll'Ambulanza ~9,a r.rizlt~. Pe1· i Yari servizi di rit'ornimento viveri, della posta, della !egea e dell'acqua questa dovevamo Rttingerla presso una vecchia fonte turca, sulla via di Jusi, a più d'un'ora di cammino dall'accampamento - non avemmo a nostra disposizione che tre ronzini, per alcun tempo ridotti a due, provvist i d'un primiti~•o basto e d'una semplice corda .al r.ollo. Per lungo tempo essi restavano privi di ferratu1e agli zoccoli, nonostante ogni mia viva e replicata richiesta. per avere un maniscalco. La nazione montenegrina - sia detto incidentalmente - proclamando la guerra contro la •rurchia, non ebbe altro per l'aspra contesa che... tutto un popolo. nni• mato dall'ardente desiderio della rivincita pel' il ricordo del passato: triste ricordo, impresso nell'anima d'ogni montenegrino come lo era a colori nel proprio berretto nazionale! Dico t11tlo u11 popolo, perché non solo le donne, i vecchi ed i bambini ,-ennero per la guerra utilizzati, ma perfino gli storpi! Tolgo dal mio tnccuino di guerrn il nome del soldato Mi/eta Vukanovich, d'Rnni 34 , battaglio11<' Pipersk1) nato senza
APPUXTI SUL SER\"TZ IO DI GUERRA, E CC.
691
l'av11mbraccio destro ; e quello di Saban Scepanov ich, d'anni 40 (battaglione Kolasinski) affetto da piede varo equino di 3° grado, che furono edibiti a speciali servizi ne' rispettivi battaglioni. I vecchi veterani erano in mezzo ai giovani per guidarli e spronarl i ne' 1nomenti più difficili della mischia. 'rra questi mi piace ricordare il vecchio comandir Jo1:an R usic, d'anni 81 (battaglione Drobuiaski), c he riportò una grave ferita da scheggia di granata all'antibraccio sinistro, ricoverato presso la. nost1·a ambulanza. All'infuori di questo esercito i1nprov1,•isato - sia detto ,1 suo vanto - il nfon• tenegro null'altro ebbe di pronto per l'aspro cimento contro la. Mezza Ltrna! La organizzazione sanitaria, sui campi di battaglia, fu semplicemente illusoria. Le donne montenegrii::e, vere e·r oine di questa <'ampagna, con la schiena curva
Donne montenegrine dirt1lle agli a vamposli.
sino al suolo per il grave fardello recante sulle spalle a guisa di grosso zaino, s'incaricarono esse di rifornire in gran parte i loro uomini d i quanto loro occorreva I
Primo lmpinnt.o dell'amholanza a Grlzl1e. Il campo sul quale ci attendammo, prossimo al quartiere generale, fu quello stesso ch'era occupato, in parte, da alcuni padiglioni russi, ove uu Pope (sacer• dote ortodosso) coadiuvato da uno studente d'ingegneria, fungeva s ul campo da diretto1·e di sanità, da intendente e dn magazziniere per il fabbisog no delle trnppe combattenti. Nella stessa località trovammo anche un piccolo padiglione dove il dott. Peyer, di nazionalità. svizzera, pres tava J"ope ra sua di soccorso. L'ambulanza - il cui personale direltii:o era costituito d,ì l medico capo (capitano) direttore, da due medici assistenti (sottotenenti) ; ed il personale assistente: da due sottufficiali e de. tredici uomini di truppa - s in dal 10 novembre - fa. cando btlla mostra di sè con le due tende « tipo Croce Rossa i.. con la hmda «Guida» da medicazione e con quelle alpine - incominciò a funzionare regolarmente.
692
APPUNTI :SUL SER VIZIO DI GCERRA. 1 ECC.
La perfetta. organizzazione della nostra unità venne ammirati\ da quanti ebbero a considerarla da vicino. Tra essi - oltre il principe Pietre,, fratello dell'Augusta nostra Sovrana ed i g enerali montenegrini: Vukotich, Martinovich, Vesovich ed il dott. Perasicb, medico di S. M. il Re ~icola - amo r icordare l'addetto militare inglese, colonnello Plunket, indirizzato n me dal maggiore Monte· finale, nostro rappresentante militare, e l'altro spagnolo, maggiore Toro, cb'ebbero per essa parole di vivo compiacimento. Questi ultimi, ospitati per qualche giorno sotto le nostre tende, erano accompagnati: il primo dal signor Lock, corrispon· dente del Tiuies; il secondo dal dott. O!ievick, assistente presso la clinica chirurgica di Amsterdam. Verso la metil. del mese di dicembre - considerat.a la distanza che separava la nostra ambulanza dalle prime linee dei combattenti e quella che maggiormente la divideva dagli ospedali territoriali di Rieka, di Podgoritza e di Cettigne desiderando che la mia piccola unità da montagn n si rendesse ancor più utile, as-
Quartier~ generale montrnPgrino.
sumendo per la circostanza il carattere e le funzioni della mezza sezione di sanità, chiesi al maggiore Nigrisoli - il nostro ospedale s'era acquartierato a Podgoritza nel fabbricato del monopolio italiano de' tabuccbi - una tenda tipo Croce Ro:;sa. Cosi potei estendere l'ospedalità, sia pure per bre,e durata, ad un mag· gior numero di feriti e, sopra ogni altro, a quelli del capo, del petto e dell'nd· dome cui - arrivati presso noi in tristissime condizioni - il prolung a mento del viaggio sarebbe riuscito certamente fatale. Da parte mia fu senza dubbio arbitraria la nuova fisonoruia che feci assumere alla piccola unità. Ma lo feci per correggere in parte l'errore, cui andò i_ncontro il coman do montenegrino, ritenendo ch'essa dovesse occupare la località. assegna· tale dal bel principio. Secondo il mio modesto parere, l'ambulanza doveva trova rsi a non soverchia distanza dalle trincee mon tenegr ine, e precisamente a Grnemira, o a Kule di "\Vraka, o nell9 vicinanze di Boksi per assolvere con maggior efficacia il suo còm·
APPUNTI SUL SERVIZIO DI GUERRA, ECC.
693
pito di pronto soccorso; mentre l'ospedale da campo lil si sarebbe dovuto accampare, funzionando da tappa di testa, o a Dobra, o a RjolE, o meglio ancora a Plavntza, È però indiscusso che l'opera di esso, sotto la direzione del maggiore Nigri- · soli, a Podgoritza - distante da noi circa 60 chilometri - si rese superlativamente meritoria. Gli accolti sotto le mie tende non furono tutti ammalati e feriti. Fui costretto per ragioni umanitarie ad accordare ricovero e cibarie anche agli amici e congiunti degli infermi: l'esercito montenegrino, nell'atto della sua mobilitazione, venne costituito da battaglioni regionali, che della regione stessa assunsero il nome. I componenti quindi d 'ogni singolo battaglione eran tutti parenti, amici o cono· scenti che non affidavano ad estranei i propri ammalati o feriti, ma in numero di 8 o 10 (!) raccoglievano il proprio per trasportarlo, prima nei posti di soccorso o di medicazione; da questi nei luoghi d'imbarco; per inoltrarlo infine verso gli
Trasporto ferJti.
ospedali stabili, rimanendo cosi lontani, per qm,Jche giorno, dalle linee di combattimento. I feriti òi guerra che n Grizhe rice vettero la nostra assistenza, furono, nel 1° s emestre, relativamen te pochi perchè sino ai primi di febbra.io - epoca in cui si ripresero le ostilità, dopo la rotturn. delle trattative di pace - non vi furono vere e proprie battaglie, ma piccoli scontri - effettuatisi quasi sempre nel cuore della. notte, con tempi orribili - che, se furono formidabilmen te fragorosi per le grosse e piccole bocche da fuoco messe in azione, per gli effetti riuscirono sempre poco cruenti. Fra ess i vanno segnalati quelli del 12 novembre, del 2 e del 23 dicembre. Il numero dei colpiti da infermità comuni fu invece stragrande. Ciò si comprende di leggieri quando s i pensi che il soldato montenegrino - costretto a mantene1·si sull'a ttesa, dinanzi le posizioni fortificate di Scutari, per lungo tempo: prima per il collocamento delle grosse artiglierie; poi per l'armistizio e per le intavolate trattative tl i pace ; infine per attendere il concorso dei Serbi -
(i!J4
Al'PU.:,;T1 SUL SERVIZIO
or Gt..:l!RR.!., ECC.
re,,;tò per oltre sei mesi in aperta. campagua esposto a tutte le intemperie, entro fossi. sca vati Rd uso trincee, r ipieni spesso d'acqua, mal vestito e peggio nutrito. Nell'ultimo periodo della guerrn, esso non ebbe c he solo pane e lardo! I l soldato montenegrino non fu il solo a fa.r r icorso a ll'opera nostra. I malissori - ossia gli Albanesi di quel le montagne che c1 sovrastavano - sapendoci a loro prossimi, ci giungevano a frotte dalle contrade di Gruda, Hoti, Kastrati, Shkveli, R e<·i, Lobe, Rjolli e da altre - uomini, donne, vecchi e bambini - che visitammo, medicammo, e distribuimmo loro medicinali nella misura che ri fu consen tita dalle nostre risorse farmaceutiche. A pal'8cchi d'essi, estenu,tti dalla fame e d a lla s tanche;,;za del viaggio - giacchè molti pe~ giungere sino a noi, come ci fu assicurato, dovettero impiegare lunghe ure di cammino, ed alcuni per• sino qualche giorno, appal'tenendo a lle l ontano; tribi'.1 dei Dukagj ini, come per es. di Gjfmi, Kiri, Plani, S hoshi, Shala, Soplana, ecc. - somministr ammo nuche alimenti. Forse nou avremmo do,·u to troppo occuparci di loro, perchè la nostra. missione era ben precisata. Ma noi non potemmo, nè volemmo rifiutare l'opera nost ra agli abitanti di quelle contrade, e per sentimento umanitario e perchè desiderammo che qu<'gli appartati dal mondo civile sapessero ancor'essi, nella di lei oper11 di piet/\ e di soccorso, apprezzare e benedire la Croce Rossa italiana.
I mpianto di ti no posti 111 socoorso a Boksl od a Kule di Wraka. Entrati nella 3• fase di guerra, ossia in quella della rii:,resa delle o stilità alla vigil ia dei nuovi fatti d'armi e precisamente il 7 febbraio - dopo nccorùi presi con quelle autorità. militari, inviai i miei due assistenti agli avamposti ptr compiervi il pronto soccorso: il dottor Gius .. ppe ~~rattini a Boksi, poco lungi dal colle del g ran Bardanjol, cou quattro militi : i l dottor Giovanni Gobetto a K ule di \V ra.ka con il fu r iere Gaia, con il caporal maggiore F errero e due mili ti. Io rest.ii n G rizhe con i rimanenti uomini. Alla squadra destinata a Boks i volle unirsi, qua le volontario, con il suo indivisibile domestico, il sa cerdote don Ernesto Cozzi, di Trento, antico student e di m<·dicina, da molti a nn i parroco di Rjoll i, uomo colto, filantropo e conoscitore profondo dell'nnima albanese. L'accordo, che per mia iniziati ,·n intervenne con quelle autorità montenegrine, fa.rAhhA su pporrA chA ogui migliore disposizione fo51se stl\ta presa da P.s,oA pAr destinare due appropriate località. ai due pusti di medicazione. Ma non fu cosi: a Boksi, la squadra del sottotenente Frattini non trovò ch e una tettoia. pos ta fra due fabbricat i rustici che limiti.va uno spazio sino allora adibito ad uso stallatico : a Kule d i Wrakn, quella del sottotenente G-obetto s'ebbe un vano affumicato e buio d'uno stabile rustico, che ri ceveva maggior luce dal tetto che dnlla. finestni. ; e più un ballatoio coperto cni s'accedeva per una mal sicura scala di legno. ;'\ei giorni 8, 9, 10 febbraio e susseguenti non meno di , 00 feriti ricevettero d,, noi lt> prime cur e. Guadagnato a l 1Iontenegro il Gran Bardanjol a caro prezzo in vero per il gn1.n numero di morti e feriti c he si ebbe in quel terribile assalto - l'nz1onc militare venne di n uovo sospesa. Richiamai allora a Grizhe la sq uadra di Bok~i. come quella più lon t11na dell'ambulanza e uon troppo facile quindi ad essere ap· provvigiooatn. L'altra restò a Kule di \\'ra ka, ove il posto di soccorso seguitò a ùmzionare, anche come ambulatorio medico. sino nl termine della campagnn.
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APPUNTl SCI, SERVIZIO DI Gt:ERRA, E CC.
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11 dottor Frattini, la sera stessa del suo ritoroo da Boksi, fu inviato a Rjolli, in riva al lago, ove oltre 200 feriti si trovavano, da qua lche giorno, incurati o qnasi. La sua opera. coadiuvata da qu ella del furiere Gaia, dal caporale maggiore Ferrero e dal m ilite Piovano, fu assai preziosa . L~ l'istrettezza del tempo e le circosta nze speciali in cui si ritl"ovarono quei volen temsi, iu quella laboriosissima notte dal 18 al 14 febbraio, noa permisero loro d'elen care i nomi dei feriti soccorsi che, ripeto, superavano i ti uec ento. L'opera comp iuta dai miei dipendenti r iuscì sempre assai valida ed efficace. Essi non desistettero dal compierla neppure sotto i colpi di sbrapnels e di granate, che dal nemico t'nrono indirizzati, qua,;i ogni giorno, contro il posto di medicazione di Kule di '\Vra.ka, tenuto s ino al 6 marzo dal dottor Gobetto, poi dal dottor Fl'attini.
Posto di soccorso a Kule di Wrnka.
È doveroso però ch'io faccia, qui, notare che il nemico non s celse questo bersaglio in odio alla n~stra Croce Rossa. Egli indirizzava i suoi colpi contro le carovane di viveri e di munizioni che transitavano pt,r quella località, ponendosi allo scoperto proprio a. ridosso del fabbricato dove si trovava la mia squadra.. Secondo lmpia11to dllll'amhnlanza a Dohra. 11 16 febbraio - dopo la conquista cioè del Gran Bardaojol, cui succedette una lunga pausa d'armi - l'ambulanza tolse le sue tende da Grizhe per trasportarle a Dobra, e precisamente sul luogo d'imbarco dei feriti, ch'era anche quello cli scalo del materiale di guerra e di quanto occorreva alle truppe. Tale provvedimento fu di grande efficacia; e perchè i feriti in gran parte giungevano ivi in trist i condizioni d!i medicatura e perchè non vi trovavano il bat• tel10 pronto che ben di rado. Qllesto, o per le condizioni del tempo, o per le spe• ciali circostanze di guerra, tardava a giun gere lunghe or e e spesso delle illtere giornate; con quanto danno della salute de' feriti ognuno può faci1men te comprendere, tnnto più che in detto luogo non t1·ovavano n è asilo, nè conforti.
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APPUNTI SUL SERvrzro DI GUERRA, ECC.
Richiesta all'ospedale 51 un'alt ra tenda Tipo Croce Rossa, mi t rovai in grado d'accogliere, come vivamente desideravo, un numero ancora maggiore di p11zienti.
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Secondo im11ian10 dell'Am bulama a Dobra.
Dal 16 febbraio dobbiamo ora spingerci sino al 81 marzo ed al 1° aprile per trovare un altr'urto t ra i belligeranti, che fu precisamente quello avvenuto per
rontile sul la~o di Scutari.
l'assalto dato dalla divis ione « Ma rtinodch » al forte di Tnra.bosch. In quello scont1·0 s'ebbero, R nostra conoscen za, circa 800 Montenegrini posti fuori di t"om· battimento. Di essi non avemmo a c urare alcuno, percbè i feriti - sepa rati da
APPUNTI SOL SERVIZIO DI GUERRA, ECC.
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noi dal lago di Scutari - vennero da Zogai e da :111usician trasportati direttamente a Cet tigne dopo il primo soccorso ricevuto s ul campo di battaglia. Riuscito Yano, a ncora una volta., il tentativo d'espugnare il forte di T a rabosch, il grido disperllto di Scuta1·i o morte, che echeggiò per ogni dove nel Montenegro, parve riaccendere la fede n ell'animo invltto di quel popolo, che s'apprestava col concorso de' Serbi a tentare con audace fierezza l'ultima prova delle armi. Se non che l'intervento delle Nazioni alleate d'Europa venne ad un tratto a i-pegçere con il suo veto l'ultima face di speranza, che ardeva ancora nel petto di quella forte popolazione. Però se ad essa non fu consentita la vittoria s u Scutari, per mezzo delle armi, questa. fu raggiunta ugualmente dai Montenegrini : il 22 a71rile, ci mezzanotte, dopo circa 7 mesi d'assedio - quando meno lo si pensava - Scutari s'rll'reJJ•' per fame! 1 Avvenuta la capitolazione di questa città, un gran vuoto si fece impro\·visamente attorno a noi. La. Sfinge albanese aveva attratto a s&, per incanto, tu tto l'esercito combattente e non combattente. P er ben 4 giorni, con 16 arnm11Iati sotto le tende - tra cui 8 feriti, de' quali uno gravissimo per fedta d'arma da fuoco, attraversante l'addome - restammo completamente isolati e per di piu sprovvisti d'ogni genere alimentare. Il telegrafo da campo, cosi a Dobra, come a Grizhe - da qualche tempo messo solo n d isposizione del Re - non potè farmi comunicare nè con il maggiore Nigrisoli a. Podgoritza, nè con il Metropoli ta di Cettigne, direttore generale della Croce Rossa montenegrina. Per buona sorte, presso alcune famiglie albanesi, potei acquistare delle uo va e del latte per gli infermi, dei fagiuoli e delle patate per noi. Alla fine del 4° giorno s'aneorb presso la nostra riva uno de' due battelli mo ntenegrini che, dumnte la guerra, ebbero in vero a sopportare un immane lavoro. Abboccatomi tosto con il funzionario del Governo, A.tldetto a quella nave, questi mi propose il disarmo dell'A.Ccampamento ed il nostro trasporto a Scu tnri per l'indomani a mattina. La proposta fu subito accettata da me; ed al mattino seguente 27 aprile, Pasqua ortodossa, dopo aver accompagnatogli infermi su d'una maona, diretta a Plavntza, l'ambulA.nza. s alpò per Scutari. lvi giunti, poichè ci venne a ssicurato che l'opera della nostra unit,\ da moutagoa non era più necessaria - quantunque In ritenessi ancora utile per il grnn nu mero d'ammalati e di feriti che vi trovammo - non indugiai. d'accordo con il maggiore Nigrisoli - che, privo da mol ti giorni di nostri' notizie, potè solt;anto raggiun~erci a Scutari - a prendere ogni disposizione per il nostro rimpatrio, che s'effettuò, per la vin. di Cattaro, il 9 mnggio 1913. Ammalati.
Gli affetti da malattie comuni, visitati e cumti ,,mbuJatoriame11te a Grizhe, a Kule di Wraka ed a Dobra, furono oltre 8 mila. In gran pa1·te erano soffe renti delle vie digestive e di reumatismo muscolare ed articolare. Molti si presentarono a noi con rdl'ezioni oculari e molti con malattie cutanee, determinate quest'ultime dalla scabbia e dalla ftiriasi. Relativamente pochi furono quelli che ci pen·eonero con febbri, di cui qualche ca.so, dopo un breve p11riodo d'osservazione, fu inviato ne' reparti speciali di Cettigne o di Podgoritza, quide fondatamente soepetto d'infezione intestinale. Di infetti malarici pochi n'ebbi a con.statare; però vennero con~umate fo1·ti dosi di chinino a scopo pro6lattiro. A Grizhe caddero sotto i miei occhi due casi di vn.iolo, che furono ben to;:to denunciati alla sanità montenegrina per il loro i;:olamento.
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APl'UNTl SGL SER\.lZIO Dl GUERIU 1 ECC•
}'erltl di guen a e loro trattameoto. Il numero totale de' feriti che ricevettero assistenza c\a ll' ambula nza 29, durante la sua permanenza nel Montenegro, furono di 1142, compresi quelli che venui>ro curnti, la not t e del 13 febb 1·aio, d,t l sottoteuente Frattiui, che non furono potuti elencare. L'età de' combn.ttenti, che ricorsero all'opera nostra, osd llò dai 13 e dai 16 anni: - .llilo Radecivich, batti,glione L ievoreski (ferita da scheggia di g ranl\ta a ll u r~gione parietale sinistra), Bafrich Stlwlorieh, battaglione Bratonoski (ferita d'arma <lR fooco portatile alla gamba destra), agli 80 e 84: M ilian Yvano'l'ick, bat t11glione Krai11ski ( ferita d'arma da fuoco portatile a canale completo al torace); Y ova11 Rw;ii'h, battaglione Drobniask i (ferita d'ar ma d'a rtiglieria all'antibraccio si1,istro). Anche il sesso femminile (g iovanet te ilai 16 ai 25 anni) non mancò di figur:i.re tra le vit time delln. guerra: A ud Jovot·iclt (ferita ,la. scoppio alla palpebra superiore sinistra); H,wni/.a S imo1:ich (fPrita d'arma da fuoco portat ile a canale completo a lla fronte). Le les ioni riportat e dai 94:3 feriti che vennero debitamente registrati, pro, dotte da proiettili diversi, furono di 10J2 di cui: 168 d'arma d'artiglieri11.: Si4 il'aruui por tMile. Ecco com'esse, in complesso, sono riparti te a secomhi le diver se regioni: Testa Faccia Collo. Tor>1ce :'uld<>me. Regioni dorso-lombare e g lut ca Spalla e brn.ccio Cubito . Antibraccio Region i md io-cn.rpi,·n e lU:tllO Coscia Ginocchio .
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A.II' int'uori dell'estrazione di qualche proiettile - più in nanzi di rò perchè vi ricorremmo: della regolarizzazione de' margini delle ferite, alcuni dei qua li forte · me nte contusi e ridotti a bran,lelli; dell'allont,mnmeuto di sch,iggie ossee, nei <'asi di lesioni complicate a fratture esposte e comminute; della disarticolazioue di q nalche falange - non furono eseguiti alt,ri a tti cbirnrgici, percbè n chi è preposto in guerra nlle pri111e cure de' feriti n on sono consentiti che limitati att i opei-atori d'as5ol uta urge11za. ~è a i miei a ssistenti. uè tan to meuo a me, che più di loro mi son troqito lourano d1tlle lineP del fuoco, occorse il c·aso di dover eseguire la tracheotomia crmgenza e la legatura di qualche vaso importante. Il metodo di curR da noi adoperato ncll<' vRrie lesioni r iscon trate s i ridusse s empn• ad un'nccurata disin fezione con alcool, beu1.ina e tin turn d i iodio, d ella
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APPtiXTI SUL SEJ:VIZIO Dl Gl:ERRA, F.C'C.
ferita e dintorni di e,;sa. Le regioni provviste di peli o di capelli vennero depilate a secco. Solo si ri corse all'u~o dPll'acqna ca\,la, sterilizzat111 in quei c11si in cui dette produzioni dermiche. per il snnguti coagulRto e diseccato, eritno sald,imente strette tra di loro. I n tal c1t-;o. s'ebbe sempre cura. di proteggne la lesione di continuo con batuffolo imbevuto d'alcool iodato prima. di n ettare il campo C'ircostante. Accuratamente detersa e disinfettata la ferita cou la tintura rii iodio - questa era fatta preparare da me ogni 3, o g iorni nl tine d'evitare eri temi che spesso insorgono sulla pelle per !"acido iodidrico che, allorchè la soluzione non è preparata di recente, vi si sviluppa - venne sempre protetta. con stl'ati di garza e di cotone, p reparati asetticamente e conservati in modo ben accur;1to in pacchi impermeabili di diver~e Jimen~ioni a secondn della regione. La m edicntura poi, oltre ad e•ser mantenuta in posto da un ri cco bendaggio, Yeniva fissata nella maggioranza de' casi dn vnri giri di benda amidata; e ciò per rendere più protetta la lesione e µer non farla rimuo,·ere troppo a gevolment.., dovendo il paziente compiere an lungo tragitto, p rima di raggiungere uno dcgl i ospedali stabili cui era diretto, e perchè talora l'intolleranza di esso - credend0 erroneamente causn de' suoi dolori la praticata medicatura - lo induceva ad alleggerirla e qualche volta. ad allontaaarla per praticarvi delle abluzioni fredd1:1 che. se gli procuravano un soll ievo immediato, compromettevano peraltro i l decorso a<ettico delll\ ferita. Tale medicatura corrispose bene nllo ~copo pretissomi, di far pervenire cioè il paziente al luogo stabile di cura sceno dal pericolo d'inroJ1trare infezioni per via. Di ciò n'ebbi la conferma : dal prof. Hichlicp, dell'università di Pr11,ga, 1·he transitando per la mia ambulanza - ebhe a lodare le buone condizioni in cui i feriti, da noi cui-ati, arrivavano :i lui nell 'ospedale di Cettig11e, o,·c trovavasi volontario a prestare l'opera sua. Cosi do.I dott. Vera, capo della missione sanitaria francese e dal nostro maggiore Nigrisoli, per quelli che giungevano ·1oro 11. Podgoritza. Qne~ti illustri chirurgi ebbero a confrmrnrmi che molti d t' no.stri feriti - beni1ueso coloro che non l"iportarono lesioni gravi e complicate - guarirono per prima intenzione; mentre li~ suppurnzione fu !"esito costante in coloro che s'ebbero nn diverso trattamento, compreso quello eseguito con sistema perfettamente occlusivo, cio~ con il nwstice. Gli arti con ferite complicate a fratture ossee, e le artirola:r.ioni lel"e in modo diretto o neUa loro prossimit/1, dopo 1~ccoucia posizione, vennero sempre estesamente immobilizzati con apparecchi contentivi e ben protet:i. I colpi t i alla testa, al pet to e,l all'addo111e forono nella maggior parte tratte· unti, chi due, chi tre. chi anche quattro giorni, presso l'ambulanza prima di farli prosegnire per la loro destinazione. Dico « nella maggior parte» perchè alcuni di essi, ma.I consigliati dai congiunti o dagli amici - nonostante ogni mia esortazione a soggiornare. presso noi - vollero continunre il viaggio. Di questi feriti gravi, ospitalizzati da n oi, sin. pure per breve tempo - quattro ce"--sarono di vivere : due a Grizhe per ferite all'nd,loruc ed uno alla te«ta; uno a Dobra colpito al venti·e: - i più poter0no raggiungere la loro destinazione in con.J izi<,ni discrete. Certameote il lungo tragitto da essi percorso, le \'ie diffici li, i mezzi di trasporto impropri e l'i11clecne!lza della stagione, debbono aver molto infinito sul de· cor..o delle loro lesioni. Per essi, sovra gli altri - e, qui, mi piace ripeterlo - s'imponeva. la neces-
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APPUNTI :st:L SEBYIZfO DI GUEB RA 1 ECC.
sità d'un ospedale da campo - qual'era precisamente il nostro, bene arredato e munito d'ogni più efficace sussidio terapeu tico e diagnostico, tra cui l'apparecchio radiografico portatile, tipo Ferrere di Ca'l'allerleone, che rese segnalat i servigi. Detto ospedale fu impiantato in prossimità del lago d i Scutari: a Riolli, a Dobra - quest'ultima localitil era appunto quella da noi occupata nella seconda fase della. campagna turco-montenegrina - o meglio 11ncora a Plavntza. I n quest'ultimo caso, se la direzione sanitaria. del Montenegro avesse affidato a noi la cura dfll trasporto dei feriti , prima da Grizhe e poi da Dobra a Pla'l'ntza - ponendo a nostra disposizione acconc i mezzi ed un piccolo battello per il tragitto sul lago - certo avremmo potuto rendere a ssai pregevoli servizi. I feriti di guerra - - eccettuati quelli del campo di Murician e di Logai, sot· tostanti al forte di Tarabosch, da cui ci divideva il lago - sarebbero pass ati tu tti sotto la nostra. osservazioue, Coi mezzi accordatici, avremmo fatto proseguire quelli meno gravi; avremmo medicnto e rimedicato coloro che, o non erano stati curati affatto. o che presentavano medicature molto precarie o alterate: avrem· mo infine ricoverati i gravi per porli in condizione, dopo qualche giorno, d i rag· giungere con ogni circospezione il nostro ospedale da campo. Invece anche i più gravi lesionati, dopo aver raggiunto con ogni stento il luogo d'imbarco - ho ve, dut-0 parecchi feriti al torace ed all'addome giungervi a cavallo dopo un percorso di 8 o 10 chilometri - sono s tati costretti attendere il battello lunghe ore e talvolta qualche giorno senza ricovero e senza conforto nlcuno. Le cost,mti prlloccupazioni sull'esito dell'as pra lotta i\vevano pur troppo fatto negligere, a chi di dovere, questo sen·izio che in gllerrn io r itengo il pi,1 impor· tante, il più doveroso, il più sacrosanto. Però tale• fll l'ardore ed i l patriottis mo (l ì che incitarono ed animarono in ogni istante il soldato montenegrino, che mai un lamento, un'imprecazione, una parola di sconforto mi fu dato raccogliere dalle sue labbra. Esso - sia de tto a ti tolo d'ono1·e - seppe ~ompiere in località difficili ; nel cuor dell'inverno ; con la sola divisa di tela ; o con una pelle di capra sulle spalle; o con un comune paracqua; spesso con un sol pane al giorno: veri miracoli di sacrilh:io e d'abnegazione per la d ignità e grande7,za de lla sua patria. L'eleva tezza del morale e la resistenza fis ica de l combattente mont enegrino furono prodigiose. Colpito a morte. o assai gravemente, e~so, o si spense con se· renità. o seppe affrontare con stoiro eroismo e - ciò che più mi colpi - cor uu:t s peciale insens ibilità dolorifica, lunghe e le.boriose medicature. Il soldato lfrivocapich Micio, del battaglione di Podgoritza, d'anni 50, il 13 novembre - fu il primo ferito che venne a ccolto sotto la mia tenda di medicazione - trasportato su due assi, congillnte con tra vers e pe1· mezzo di cinghie e corde, mi g iunse con gravi e multiple ferite d'arma da fuoco. Impresi subito ad esaminare ed a curare quelle della guancia sinistra, del mento e del co llo come le pil'1 importanti. Un proiettile l'a,e:t colpito al \·olto producendogli una frnt turl\ ( l) Il 6 aprile si presentò a!la mia ambulanza un soldato. dell'apparente età di 65 anni. un tal Gru.s ich, del battaglione Lipov;,ki, del villaggio di Bistritza, c ircondario di Kolesin, che, festante, ci condusse ferito il i:< uo sesto figliuolo. Gli altri cinque li aveva visti morire ad uno ad uno, sui campi rli battaglia.. Come lo ebbe consegnato a noi. salterellando. con il fucile in spalla. s i diresse di QUO\'O ve!'>!O il ca m po d e!ln morte'.
APPUNTI SO L S ERVIZIO Dl Gt'ERRA, ECC.
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esposta e comminuta del mascell11,re inferiore, branca orizr.ontale sinistra. Le scheggie di quest.'osso aveva.no completato l'opera distruttrice del proiettile, squarciando l'angolo orale corrispondente ed il labbro superiore nella sua parte centrale sino al setto nasale. Il proiettile, attraYersando il pavimento della bocca, s'era fatto strada per una larga breccia a ttraverso la regione anteriore del collo seguendone l'asse longitudinale. As portato og ni frammento osseo; r egolarizzati e.Ile cesoie i vari lembi delle ferite; eseguita un'accurata toilette di queste lesioni, che drenai nelle parti più profonde e declivi, dopo essermi nssicurato della perfetta emostasi, ne riavvicinai i marg ini con qualche raro punto di sutura. Ciò fatto pass:'.i ad esaminare l'arto s uperiore destro, in cu i riscontra.i una fe. rita lacera., per colpo tangenziale, nella r eg ione anteriore del cubito. lvi non ebbi da e;;eguire che la solita disinfezione e medicatura. Rivolsi infine la mia at.tenzione all"arto inferiore des tro e precisamente alla ga mba, che t rovai largamente e profonda.mente les ionata, nella reg ione, anterio1·e1 al suo 3° inferiore, per una frattura espost,~ e comminute. delln tibia. Dopo In depilazione e la disinfezione preliminare della. parte, incominciai ad allontanare dal campo cruento, in un co' coaguli di s11,ngue1 ogni più piccolo frammento osseo, badando di non rimuovere i maggiori aocorr, provvisti d<>I loro periostio. Disint'ettllta la ferita con la tintu1·a di iod io, la zaffa.i con la rghe lamelle di garzn ,:t erile, cui sovrapposi vari strati di cotone idrofilo mantenuti ih posto da un largo beudnggio. Fissai poi l'arto in un'appropriata doccia a, rete metallica, che ne immobilizzò l'arto dnl piede sino alla metà della. coscia. Or bene, durante due lunghe ore di medicatura, questo paziente diè prova di sovntmano coraggio. Richi,•s t ogli, in ultimo, come si sentisse, con un gesto d1:,lla mano sinistra, non potendo esprimersi con la parola. mi fece chiaramente com. prendere la propria soddisfazione che pt1r me ebbe il valol'e della solita frase che, dopo ogni medicaturn, abbiamo sentito sempre ripeterci dn tu tti i feriti: « dobro, dobro, Gospodin Dottor = be ne, bene, sig. Dottore ,) Questo poverino restò p1·esso di noi un paio di giorni; dopo di che, rimedicato con ogni accuratezza, ·venne licenzir,to per essere inoltrato e. Podgoritza. Jl soldato Mil.aìlo Radoii;i,;h, d'anni 36, del battaglione Moraski, si presentò a n oi con varie lesioni d'arma. da fuoco portatile, che sul campo non ricevettero alcuna med.i cature.: due n e riscontrai a canale completo nelle coscie, in regioni quasi simmetriche: una al braccio destro, ove pure esistevano i 2 fora.mi d'entrata e d'uscita del proiettile; una 'lue.rta infine all'ipocondrio sinistro. Il proiettile, penetrato in q ue:5ta regione, scivolando per fortuna nel suo tra.gitto dall'alto a.I basso, nel tessuto cellulare sottocutaneo della. parete addom.inale, verso il legamento di Poupart, penet rò nello scroto. loggia sinistra, in fondo a cui restò prigioniero. Fatta l'estrazione del proiPttile - mentre stavo medicando le altre ferite, sotto una r.ompleta anestesia che il paziente s ·era im posti\, questi mi chiese una sigaretta. che si mise n fumare con la più grande ,·ol ut tà del mondo. Molti altri esempi consimili potrei ancora citnre, ma mi li mirerò a quest'ultimo, che su tutti a vanza in originalità. Yo1·a11 Rusich. d'anni 8:1, - quello stesso ch'ebbi più sopra a menzionare comcindir, ossia. comandante nell'esercito mon tenegrino da oltre 63 anni - sopravvissuto alfo guerra. del 1876, in. Erzego,·inn, ove rimas e gravemente ferito all'addome - s i presentò all'ambulanza con u11a frattura esposta del !'adio e dell' ulna, al l oro 2° inferiore, dell'arto sinistro, per un colpo di granata.
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APPl.NTI Sl:L SER\' IZIO DI Gl ,ERHA , ECC.
Con venientemente curato e ricoverato presso noi per un paio di giorni, egli non addimostrò mai la più lontana apprfnsione per la riportata ferita, certo non lieve; nè mai se ue d olse. ,·enuto a conosceuza che uno dei miei ufficia li possedeva. una macchina fotografica, i;i arrabattò a farmi comprendere che dovevo accordargli il favore di ritrarlo. Posò infatti d inanzi all'obbiettivo della pic~ola kodak. dopo essersi fatto fregiare con ogoi cura il petto di varecchie decorazioni che tene va r iposte in fondo ad una tasca de' suoi pantaloni. Nell'atto di lasciarci, Yolle da noi la prome•sa, man tenuta a suo tempo, di possedere una copia della sua fotografia. documento inoppugnabile, alla sua eta, più che del valore, del suo devoto attacca1uento alla madre patria! Se il soldato montenegrino ebbe a dare prova de l s uo grande eroismo - ne faccia fede l'ultimo assalto al forte di Tarabosch, in c:ui il glorioso battaglion~, chiama to della moi-le, g uida to dal maggiore Plnmenatz, che per primo vi lascio la. vita, venne distrutto. come mi nccertò un tnl R omolo Bit/i, di Nule, provincia /
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Jo \'all Rnsich, comandir.
di Sassari, superstite di quel fo.tto d'n r me. unico volontario italiano, credo, ch'ebbe il l\[ontenegro - se, come ripeto, eg li ebbe a dar pro\·n del suo g rande e roismo; della sna s peciale resistenzn fisica e del suo s pirito elevatissimo. auche ne' mo· menti più difficil i; non seppe però mai a cconciars i al pensiero di vedersi mutilato neppure d'un <lito. Ricordo tr,ì gli altri - in questo caso si t rattava invece del sacrificio dell'avawbracio s inist ro - i l solduto Mfrl..-o JodorOl'iCh, d'nun i 30, del battagl ione Lukovski. che, il 6 aprile, si presentò a me con una g rave ferita all'arto supe· rioi·e per un colpo di granata. In preda a gra're anem ia per profusa e n1orragia, aveva Jn mano corrisponden te orribilmente squarcintn, mancnnte del d ito indice, con i l di to pollice penzolante e con l'articolazione radio-carpica largamente aperta; la regione iutem a dell'avmnbraccio. flttraverso una larga ed estesa fe rita, preseu· tnv,, la frnttum comminuta del radio e dell'ulna. che si s pinge,·n fin quasi a ll'artirolnzione del cubito.
Al'PtJNTI :-<UL SER\"IZIO DI GUERRA: EOC.
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S'impone,a l'amputuzione dell'a vambraccio: ma. tale propostn non solo fece opporre al ferito un energico rifiuto ma. fece si ch'io non riuscii neppure a. medicarlo convenientemente per il dubbio ch'io ne sorprendess i la. s•Jn buona felle. Solo l'estrazione ùe' proiettili incarcerati era desiderata, anzi vivamente recl!1.mata, dai feriti, ritenendo ch'e,;sa li liberasse da ogni sofferenza. Furono qui ndi ragioni morali sovratutto che ci spinsero talora ad estrarre qualche proiettile. Ed Orli come, con quali mazzi ed in qua.li condizioni giungevano i feriti uei nostri posti di soccorso? Senza tener conto di quelli che caddero nei vati combattimenti - effettuatisi durante i sei mesi e mezzo di nostra permanen:>.a nel territorio albane~e divenuto, per forza. delle armi, montenegrino - acr:ennerò somma riamente a quelli che passarono sotto la nostra osservazione nel più importante scontro cl1e s'effettuò, per la durata di cii-ca 3 giorni, dinanzi le posi7.ioai fortificate del Piccolo e Grande Bardanjol 1'8, il 9 ed il 10 febbraio llJ13. Se liwi dovevano compiere 3, 4, 5, 7 ed anche 10 ore di cammino - le trup pe montenegrine erano dislocate su un froute estesissimo, in un terreno assai accidentato - prima di giungere o a Hoksi, o a Kule di \'\' ralrn o a Griihe. Le strade da loro percorse erllDO quelle formatPsi attraverso i campi per il c·ontinuo pas;,aggio di truppe; o malagevoli sentieri di montagna. Se 91·aTi doveva.no, per le s tesse strade, esser portati a doJ'SO di cavallo; o entro qualche primitivo baroccio albanese tirn.to da piccoli buoi; o sulle spa lle dei compagni con barelle improvvisate. A tale ufficio avrebbe ro dovuto attendere i sold;iti della sanita montenegrina, che, causa il lungo tragitto da perco1•rere, dovevano essere almeno t, portator i per cias nm ferito. Ma q uesti non v'erano; o se vi era.no non lo adempivano, nonostante le ingiunzioni dei loro superiori, perchè un falso amor proprio non seppe mai allontanarli, come combattenti, dalle linee del fuoco. Da ciò ne derivò che i commilitoni dello stesso battaglione non poterono, in quelle giornate campali, provvedere al trasporto de' loro parenti o coutena uei caduti se non dopo cessato il combattimento. Molti di questi giacquero s ul campo di battaglia per 48 e più ore, non curati o curati alla meglio con i piccoli pacch i di medicazione (russi) di cui erano provvisti i pochi soldati della sanità. Per i primi due giorni dunque non avemmo a curare che feriti re l11.tivamc nte legeeri; i gravi cominciarono nd affiuire solo in n• giornata. Il loro affollarsi disordinMo nei nostri posti di medica7.ione; la fretta imposta dalla necessità di f'arli inoltrare verso gli ospftdali te1-ritoriali; l'intervento de i congiunti che ne accresceva la confusione - un solo v ,·1·ia11ik em adibito al servizio d'ordine, che peraltro spesso abbandonava; i nostri mili ti, ben scarsi in Yero. funzionavano da assir;tenti - ; il bisogno talora di l'icorrere all'inte rprete, impedirono a noi di trascrivere i caratteri di alcnne s pecia li lesioni e i particolari s intomatologici, in specie, dei les ionati alla testa. L e ferite, tutte d'arma da fuoco - 2 o 3 soltanto ne avemmo d"..rrna bianca - s i trovavano, nella generalità, in condizio11i abbnstanza discrete: non presentavano cioè caratteri d'infi,.mmazione s uppurativa , anche qu~,ndo da parte de' ,:oldati di sanità non avevano ricevuto la solita rnd imentale medicatura. Pochis~ime ne riscon t rai de te rse con la tintura. di iodio e ricoperte col uiate1·ia.le d e' pacchetti rnssi. L e più erano scoperte, o ricovc:rtC' da un tiocco di cotone idrofilo mantenuto io posto da un cencio qualunq\te. L o stato generale del ferito era caratteri7.,.ato dti u n graYe sonso di stanc hezza per i lievi; dn una vera ed estrema pt·os trazione per i gravi, che si 0A'rin1.n o al nostro esame con volti cerei e con fiso nomie scon,olte dal dolo re.
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APPUNTI S\;I, S ERVJZIO Dl GUERRA, ECC.
::\folt i t<lnt1 della t esta ci giunsero in s tato comatoso, che ìn alcuni scomparve dopo 2-1 o 36 ore d'assoluto riposo. I feriti dell'addome ben di rado presentarono sintomi di peritonite. Ciò, a mio parere, può spiegarsi con lo stato di perfetta vacuità in cui trovavansi gli intes tin i de' combattenti. La percen tuale de' lesionati gravi dell' 8 p. 100, (10 febbraio) fu elevatissima perchè i soldati montenegrini, in particolar modo quelli della divisione del gene• r aie Vesovich, guadagnarono i forti turchi sotto una fitta pioggia di shrapnel,; e di granate, che ai più non risp,wmiarouo 2 o 8 lesioni per c iascuno; lesioni che. per la natura s tessa dei proiettili, non potevano non presentar e che caratteri d: gravità. La medicatura cli esse richiese sempre un tempo relativamente lungo ; m n di ciò mi sento, tuttora, pago. Ricordo I\ proposito che a Grizhe - ove da solo mi trovai ad affrontare un gran lavoro - si presentò a me, sotto la tenda d i medicazione, il dott. Matanovich, chirurgo di Cettigne, che mi rivolse partit·olare preghiera di nou trascurare lo sfollamente dei feriti. Gli risposi che, pur tenendo conto della sua esorta.,,ione che rispondeva aJ una imprescindibile necessitil, preferivo di f,.r p ervenire a Cettigne, o alt rove, solo 60 lesionati in uno stato di pos,ibile asetticità, anzichè 100 in via di sicura su ppurazione. Quasi sempre i feriti, che fecero ricorso a noi, furono t rov11ti nello stesso stato in cui caddero. Bisognava quindi liberarli (1), talora faticosamente, de' loro indumenti, nella maggior· parte, imbra ttati larg amente di feci e di urir.e, su cui brulicava uun m iriade di insetti che pur troppo, nonostante ogni precauzione, non mancarono d i rendersi anche nostri ospiti, tutt'altro che gradi ti. L e lesioni complicate a fratture ossee furono relativamente poche. Di t'eri te suppurate, a caratteri flemmonosi, non ebbi a constate.me che pochissime. Di t etano, nessun caso cadde sotto i miei occhi.
G iunto a l t ermine di questa breve narrazione snlla campagna balcanica, com· p inta dall'ambulanza 29, di Torino, nel Montenegro, non mi resta che e. con fer· mare i l valore de' seguenti principì cui deve attenersi chi, in guerra, è incari• cato del pronto soccorso ; A ) Il primo e più importante è quello della immediata applicazione della m ..d icatura asettica (2). E,sl\ costituisce ce1·to il maggiore t1d essenziale fattore ( 1) :'Ila di tnle liberazione quei poverini furon sempre ben lieti, sapendo che non sar,•bbero ~tati da noi congedati se prima non avessero ricevuto calze, mut.ande, ca· micia, fars&tto a maglia e persino il fazzoletto da naso, che per essi oostituivB.Do un OE:getto veramente di lusso. (2) Yari sono i mezzi adoperati per proteggere lE< ferite dagli agenti esterni. L' Oettinge11 preferisce l'occlusione al maatisolo. Di lesioni curate con l'occlusione media nte un mns tice, ne ho vedute alcune, rn11 le ho riscontrate quasi tutte in via di sup purazione. Come ai spioga ciò ? Se, corno lo etosso autore ritiene, ogni ferita d'arma da fuoco deYe considerarsi infetta, una spiegazione potrebbe esser data dal fatto che i prodotti necrobiotici della lesione, non trovando una Yia d'uscita all'esterno - per essere Msorbiti dal materiale asettico. costituito da una ricca medicature. - andreb· bero a stabilire, lungo il tramite della ferita, un ott imo terreno di cultura per i izerroi rlella supp urazione.
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APPUXTJ :::UL $1':RVIZIO J)l ùUJ.:RRA, ECC.
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,lella pro11ta guarigione d'uaa ferita d'arma. da fuoco, scevra beninteso da quelle complicanze, che ne determinano a tutta prima lo stato di gravità. Il) Ogni manovra d'esplorazione della ferita dPv'essere abolita. l') La medicatura iodica è oggi la sola rispondente al fine proposto, c10e quello di m1>ttere il paziente in condizioni da poter raggiungere gli ospedali da campo, o quelli stabili, senza che la ferita s'infetti per via. Essa, e per speditezza e per efficacia, vanta. un'uti:ità pratica di gran lunga superiore ad ogni altro espediente. D) È necessnrio poi : 1) il riposo assoluto, per qualche giorno, del paziente se esso é un lesionato della testa, del petto e dell'addome, in locali ti, non troppo lontane dal luogo dove esso cadde; 2) l'immobilizzazione estesa d'un arto. quand'esso ha. riportato lesioni ossee o in prossimità delle articolazioni; 3) la scel ta d'opportuni mezzi per il trasporto del ferito, in specie allorchè il tragitto che deve compiere non i: breve.
*** Cou queste povere e modeste raccomanda zioni che l'esperienza di due campagne: la libica e la balcanica, mi fa suggerire, chiedo venia al lettore se fui un po' prolisso là <love avre i dovuto esser breve; e se fui breve dove maggiormente mi s11.rei dovuto intrattenere, nei riguardi, in special modo. d~lla casist ica e sta· tistica; ma in tal caso occorreva mi sorreggessero note dettagliate, che le circos tanze speciali di tale campagna non mi permisero di raccogliere. Ora, prima di deporre la penna, sento il dovere di ringraziare vivamente gli egregi colleghi Frattini e Gobetto, e gli altri del personale che furono alla mia dipendenza, per la loro valida cooper.izione nel disimpegno del non facile còmpito affida.tomi; e ,li rivolgere un caldo ed affettuoso omaggio di stima e di riconoscenza al prof. Bartolo -~igrisoli, che per la mia ambulanza ebbe sempre, anche <la. lont1rno, le più sollecite ed amorevoli cure, Di lui, che profuse a Podgoritza i tesori del suo sapere e sopratutto del suo gran cuore - per aver colaggiù prodigato, a. larga mano, atti di sentita beneficenza - può ben dirsi con il poeta: .. . e del cuor eh' Egli ebbe
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ne parlan le contrade ed il contado.
~ti -
G,oril'lle di .,,edic111a ,11ililare. - fa;c. \" ili.
RIVISTA DI GIOR~ALI ITALlA~l ED ESTERI
RI VISTA UELLA STAllPA ~rnu1co-~IILITAI\E ESTERA l'E>r il dott. Edmondo Trombetta, colonuello medico
FRANCIA. ARCRT\"ES DE l\Ù: DEU!XE E'r (Juin l!lU )
DE PHAR~!ACU: l\lJ Ll 'fAIR:ES. K.
!i
LE c111R:- SA:',11'AIHE. l'n1· M M. B1 cm;:1.ux~i,;, m,·decin - mnjor ,le pr,·mi<·re cl:i,-E' et L . Tor,EL, c:1pit:1 in au 13· escndron de trai11 - L'eq pcl'ienza.tlelle ultime r nmpR· g ne di guenn (Trnnsva:ol, Manch ouria, B al c1rn i) ha dimostrato che i l m Qnw nto più propizio in cui il servizio sanitario può en t rnre in azione pe r Ili ricerca e :l traspor to dei feriti, è quello delle ore semli e n ottur ne: ricerca e t ras porto, eh,• si de bbono effettanr,· senza l'aiuto di m ezzi d'i ll uminazione visibili da !onte.no. In tali condi1.ion i. 110 11 v'hn dubbio che il enne, dot ato di uu olfatto fini ssimo e d'un istinto straordinario, poss,~rendere grandi;:simi >,ervizi; e infatti, in quasi t u tti gli eserciti, l'amico dell'uomo viene im piega.to accan to ai por taferiti in quest'open, pie tosa che, per esso, del resto, non è neppur un a uovitil, g iacrh è la rnzza di S. B ernardo f quella di 'rena uova ,;0110 abbast,anza note per l'opera chL, pre.<•tn.t10 per ri ntrncciare i sepolti sotto la ne,·o e i naufrnghi. l n q ue., ta rivista sintetica, l' A ci fa passaredinnn,d a g li occhi i progre.,si dell'istituzione del cane sanir,1r io nei vari Stati e in >< pt«:i,d modo in Francia, che, b isogna <lirlo, an che in qu,·st.o cn.mpo ba fatto molto e mol t•1 I.lene. Per quanto r iguarda l' fta l ia, l'A. se JR. sbrigll in due pa role, facendo os~,,rvare cbe, n ella campagna l ibica, i cani ,;an ila ri non furono impiegati per coud1;r.ioni speciali della g uerra: 1·cl egli non ba torto di es~ero cosi conciso, p e r<'hi> infatti da noi - so vogliamo e,;sere sinceri - l'idea ,li ntili:omre il ca11e iu suq;:,. dio dei porta teriti non ha avuto gra n fortuna, e, i:ecoado n oi, a torto. Chi vole;;,1: avere s 11l\'arg,,1111•n t o informazioni p iù estese. potreube legger e, oltre a qu esta 111-'nog rafi1t d,·I Hicloelonne e 'l'olet-, nuche il bell'artico lo d el capitano medico Ca., 11· r in i « I cani sanitari,. puhl1\icato nt•l fa«cicolo \'l d i ciue;;tc nos t ro /,'ion111 l~. rmna t n I !IOtl.
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•• DEs li ~;~IORl(AC n:,; MENI z-cn :;h,; SPONTA xi; E :'. Ctr ltA Ili.ES C l IEZ LES .n:,·:in;,; )\l',( l~l ' ·
Par F. L
BAHR,
medécin- ntajo r de g.· clns;,e.
?Il. C i.A· Son due buoni contributi alla ca,uist.icn, in cu i sono trattnte nhl,l\stan zn estpsanwnte, in spr·cie nel pri1110, le questioni rE>lnti\'e all'eziolo1?i11., al la lornli1.znzioue dell'emor ragia, nlle forme cliniclw. alla dingnosi tli ff'lronzinle Higunrdo alla (' Urn, entrn inhi gli a utori convengono n ell':,zi,me benolkn dell a puntur a lomlrn.re. c he i: nucht' il un•zzo di:q!n o~tiro p;ii s ir uro. L'11~:~(0RRAGIF. )IEX I NC:~:F, SPOX'J'ANi:;1~ CURARI.E 01-;;; .r~:1· x~~;j Sll,JF:T:,. . Par
ni,·1·, ro,·,deciu-major de 2• clas~c. -
BIVJ:,T.-\ DF.1.LA S1'A)ll'A i\! E fl! C-O· MJLI T.H{I•: E--n: ,u
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::;OUVJ!:NIRS 01,; LA O UE Rl!E 1870 -,L. D~; ~'EKi-JoJ DO: BEt . ~'0 1\T. ,Jour,wl de sii·ge de )f. EMERY D1ts1mouxs Es, m.-dcciu-maj or d,, i ' cla sse. - Qnest e pagine del giornale del dott. Emery -Dess braus."e~ s i posso no a buon diritto c hiamare i ri cordi d 'u n eroe, benchè l'A , n ella su11 granJe m odestia, tenga quas i nell'ombra la sua persona per mettere in rilievo g li altri, che pur non fecero di più di quanto egli fece. Le Yi ve descri z ioni ilelle t en ibili giornate d'assPdio, i ricordi profess ionali sc r itti sul t:tccuino fra il grandinare dei proiettili, le impress ioni giornaliere di quella lenta agonia d'una ci ttà stret ta in un cer çhio di feno dai reggimenti prussiani, e sopra t utto l'altissimo sentimento del dovere e il grande amore per la p a trin infelice, che fremono in ogni pagi na, rendono la le ttura di qne.~t o scritto interess an te e commovente e inducono il IPrtor e a. nrn.ndare un caldo saluto al valoro3o collega, il q uale, durante tutta quella. orrenda bufera di fe rro e di sanglie, si conser vò sempre calcio e sereno e fu ins ta ncabile n el po rtare a iu to materiale e m orale ai numer osissimi feriti.
••• GAZETTE DE:-; H ÒPl'rAUX CIVILS ET MILITAIHJ::S. K. 1\1 (28 mai l\JH). i-:-n ;o~: &'I' EXPBIUJ.:NC&S CO.l!C~:nNANT LE~ YJA:,.DE:< 1'1tAIT~: ~; :; PAn LE t'ltOIIJ . .Pa r
~. P . BONNJ,;'J"l'i,;, medeciu-major de première classe. - L'A s i augura gius tnm ente c lie l' iodu::,tria frigorifica prenda in Francia e negli altri Stati ,·ic ioi u1111. graude estens ione, perchè <:iò permetterà, in caso di mobilitazioue, di dare ai soldati uua carne s a lubre e sos tanziosa senza pni,·olo di provocare que i dis turl,i gastro-i ntest inali, che preparano un terreno cosi favorevole alln. dissenteria e al ti fo addominale in individui spossat i dalla fatka e perciò in uno stnto di 1·ece ttivit,\ mo1bosa . La carne 1:ongl·lata, secoudo l e esperienze dei professori Gautier e L et u llc , d ei veto • ri n ari i\lo reau, Coreau, Ray n11 I, Monnet , ecc. couserra tutto le qualilh della car11e ( 1·v.'j1:a ed o più s ugosa e più saporo-;adi quest'ultimn., a motivo della ma tura zione s pe,·iale c h'essa s ubisce nelle celle frigo r ifiche (sper ie di auto-di gestione). E 4 ue,;.te p ropriet ii. furono constatate dnll'A. nel 19l0, quando la <·arn.- congelata vt:nne Ji· stri buita a 'roul, J ove gli artiglier i, inl·e rrogati al rigu:lrdo. l'is pose1·0 ch e e~~n e; a su perio1·e alla cnrne fresra, obi', in e;. tate, è s pesso più dnra e coriacea della pr i ma. I mportan tissime sono le r ispos to de ll'A. iii ques it i seguent i: ris poste che riassu m eremo in brewi; l. La ,·u ificaziom· delle car n i con!Jd ate è essn possibile JJrima della d e,·011 !f"lazione .t Si, essa è possibile, purchè s i proceda come por la carue fresca. )Ja la cong elazione de v'essere totale e inglolm re tutti i m uscoli profondi :ilio stes:;o g rado di qu~lli surerficia li: e :;iccomt> avvi eue so vente che il ra!l"redda mento e soprnt ~ tutto la congelazione sono imperfet t i e incompleti nei muscoli prot'o1llli del la co· scia. cos ì s i producono, in tali casi, delle alterazioni profonde anche durante il periodo di congelazione e, al momen t o della detongel:i..zione, l'avaria si J1a molto ra.pid1unente. Per rende1·s i con to se Ja ,•onge lR.Z ione è completa, s'in t rod uce tt na so11da di osso aseflica n,:,lla pro~·ond itil dei muscoli : s e la congel»zioue è im, perfetta, la sonda no n incon t ra rE'sistenza quando giu ng e nelle regioni non aubas tanza congelate, e se l'ai:aria è di .'Ji n m:t:eni,ta, la sond a, trnt ta fnori dai tes suti , h a un cattivo odore. ~. Oaratte1·i d istintivi d,·lle carni co119el11te. l 1 gra!'sO iute rn o cd estl!rno delle c n rni raffreddatf· o coug,,lnt e dev'esser sodo (come pure i m uscol i. il midollo os, eo
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RIVISTA DELLA STAMPA MEDfCO·MILITARE ESTERA
e il midollo spinale) su tutta la superficie e i n tutto lo spessore. Codeste carni s ono sospette se l'odore è cattivo, se il grasso è 1·ossiccio, iniettato, illfiltrato, se il midollo d elle ossa è fiuido, e se, infine, esse son coperte da chiazze azzuri·e, i;crdi e giallicce. che le penetrano profondamente e danno loro un odore ripugnante. In quanto alle chiazze bianche, esse non alterano punto la car ne, ma sono una prova certa. che la ve11tilazione è difettosa e devono servire d'avvertimento Sara suffi. ciente, prima di distribuire la ca.me, di pa.,sa.re sulle regioni coperte da chiazze bianche un pannolino pulito inzuppato d'acqua salata satura o nell'acqua legger· mente a c idulata., per fare sparire interamente quest'alterazione. 3. Raccom.andazioni ci?'ca la consumazione. La carne raff1·eddata dev'esser messa uelle ma1·mitte, dopo la distribuzione, nello stesso spazio di tempo della came fresca. In quanto alla. c:trne c1myelata, siccomt> i cor pi di truppa non hanno g li utenfil i per farla convenientemente decongelare, bisogna. procedere come in g uerra, in cui per m1rncanza di tempo e per timore di avaria, non ta si deconge· ledi affatto. Nella conclusione del suo interessante articolo, l'A. ilice che facilitando in tal modo il vettovRgliamento, no i nssicuriamo a lle truppe mobilitnte un alimento ;:ano, di qual ità eccellente. che t'ara l'ea.lizznre notevoli economie allo Stato e con · tribuirlt a man tenere il vigore e In salute dei soldati, cosi indispensabili al buon <•sito d'una campagnR di guerra.
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LE CADUCÉE. N. 12 t20 jui n 19IJ). 1
Nel numero p recedente del Caducle, e sotto lo stesso ti tolo, si era pubblicato il resocon to delle solenni ono· ranze r ese al maggiol'e medico Chevrant morto nel Marocco orientale in seguito a febbre tifoidea contratta nel cura.re soldati affetti rlalla medesima malattia: nel presente numero vengono segna.lati all'ammirazione dei lettori altri nomi di ufficiali medici francesi, che adempirono serenamente ed eroicamente in guerra. il proprio do,·erc. E;;"i sono: Dottor Giurlicelli, aide-major cli 1• classe, la cui condotta fu un mirabile esempio di eroismo durante l'assalto di Zaonia, in cui interrompendo per poco l'opera pietosa presso i feriti, impugnò il fucile di un soldato caduto e respins e un nero n.ttacco di Khoans, itlla test11 de' l!uoi i11fe1·mieri. D ottor Mnndoul, aide-mojor di 2" classe, che disimpegnò da solo il servizio snn itario nei vari combattimenti del 25 marzo 1914 a Zrarka e andò n racco· gliere un ulfii: iale ferito in una. zona battuta d nl fuoco nemico. Dottor You, aide-maj,1r di l " clnsse, morto a F ez vittima d('I ;:uo dovere il 19 mnggio 1Vl4, in seguito nd ur1>1 infezione contrnttn nella cum de' suoi ma.lnt1. Abbia.mo voluto, 11er sentimento d i cameratismo, che i nomi d i questi valorosi ufficiali medici francesi figurassero nelle pagine nel nostro giornllll\ in <'ui ~i troveranno degnnment e associati n quelli dei numerosissimi 11tficiali m edici ital inni, consncrati alla gloria per l'opt>rll umanitaria e coraggiosa dn essi prestat11 in L ibia. BELGIO. LF; Ll\"RE D 0R DE r,A MEDECIKE ~!ILITAIRE. -
ARC IITVE~ MÙJICALES BELGES (Orgcme dn corps ~anifail'e de l'armée). N. 6 (J llin, 1D14). 1\111·1-: SU R I.A 'l'ECNIQl;J~
DE$ IlOE(.;TIOKS
lNTRAYEfNEUSF.S DE NtOSAJ.YAl!SAN.
l'nr M. BASTJN, rni:decin tle ri·giment de 2c clnsi'e. -
Una questione di tecnica
RIVIS1'A DELLA STA)lPA MEDICO-MILITARE ESTERA
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molto importante à quella segnalata dal dottor Caselli, il quale sperimentando iL neosa lvarsan nei topi, dimostrò che la tossicità del prodotto aumenta di grammi O,t/6 i,er chilogramma d'animale q uando si versa la soluzione iu una buretta e la si aspira colla siring11 per iniettarla subito dopo nella vena: la quale mnn ipolazione può determinare effetti assai gravi. Ecco, infatti, le p,uole del Caselii: « La dose di grammi 0,30 e grammi 0,26 in iettata nella vena subito do po la preparazione, se essa viene aspirata con una s iringa, diviene g i/1 tossica per l'aria con cui ess11 è venuta in contatto, e produce la morte dell'animale». Ora, l'A. si meraviglia di leggere in u.n lavoro del Bayet circa il metodo Ravaut delle iniezioni concentrate, le seguenti considerazioni: « Il modo di praticare l'iniezione è dei più semplici. Si versano in un recipiente sterilizzato circa 10 eme. d'acqua ci istillata e filtrata e vi s'aggiunge la dose d i neosalvarsan, la quale si scioglie immediatamente: poi si aspira colla siringa e s' inietta piuttosto lentamente nella vena..... >. È chinro - scrive il Bastin - che questa manovra è in contraddizione flagrante con le esperienze del Caselli e colla nozione ben dimostrata dell' instabilità del neosalva.rsan all'aria. libera: ragione per cui la manovra raccomandata da l Bayet dev'essere rigettata in modo assoluto. L' A. ha fatto in questi ultimi tempi delle iniezioni endovenose di neosalva1·san alla dose di grammi 0,60 in soluzione molto concentrata, se1·vendosi d'una si• ringa di Roux a scorrimento dolce, della cnpacità d i 10 eme. e muuita del suo tubo di gomma, che è necessario per non spostare il becco dell'ago nel corso dell'iniezione. I tempi dell'operazione sono i seguenti: 1° ebollizione della s iringa e degli accessori nell'acqua distillata; 20 laccio applicato all'arto superiore ; 3° disinfezione delle mani; 4° tintura di iodio sulla piega del gomito; 6° puntura della vena; 6° rimozione del laccio; 7° rottura dell'ampolla ; 8° si prende il corpo della s1r10ga., che va t enuta col becco in basso appoggiato sopra un dito della mano sinistra per ostruire l'orifizio. Vi si versa l'acqua distillata, poi il contenuto dell'ampolla; 9<> si applica lo stantuffo e si raddrizza la siringa, che si scuote per attivare la dissoluzione della polvere; 100 si adatta il becco della siringa alla ghiera dell'ago-cannula e s'inietta lentamente mantenendo la siringi. stessa orizzonta.le: la qual posizione permetterebbe ai frammenti di vetro, passati nella siringa dall'ampolla, di cadere nelle parti declivi al di qua della parte tubulare del becco dello strumento. L'A. conclude col dire che, diminuendo considerevolmente il tempo richiesto dalle ve.rie manipolazioni, lu quantitii. dell'eccipiente e la superficie delle pareti di contatto, non v' ha. dubbio che l'iniezione endovenosa di neosa.lvll.rsrin colla s iringa. di Rou1 ra.ppresenta. la via di somminii:itrazione più sollecita e più sicura del medicamento di EhrlicL.
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lilNROBÉE DE CELLULOÌD, Par M. DoONÉE, médecin de régiment de 2e cla.sse. - Com'è noto, le fasciature e gl i apparecchi che si solidificano si fanno con diverse 10stanze, le qua.l i, rese liquide con un processo variabile, possono indurire rapidamente. Fra queste sostanze, le Al'PAREILS AMOVlBLES
EN TOILE
MÉTALLIQUE
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RIVISTA DEl,LA STAMPA ~JF. DlCO·MILl'l'A RE ESTERA
·p iti usate souo il gesso e l'amido; seguono poi il silicato di potassio, la paraltiua, la colla, ecc. Ma ve n' ha ancora una c he inerita, forse p ili di tutte le altre. d i r ichiamare l'attenzione dei ch ii-urgbi e che è a torto dimenticata: si vuole alludere alla celluloide e soprattutto agli apparecchi aiuovibili in tele. metallica spalmata di celluloide. L'A. dice Ji aver veduto applicare più volte codesti apparecchi nella clinica chirurgica del prof. \\'iniwarter, e di aver avuto occnsione di applicarli egli stesso con grandissimo vantaggio. E ssi convengono particolarmente nella cura d elle affezioni articolari e ossee, che richiedono l'immobilizzazione e, nello stesso t empo, un trattamento locale e l'accesso diretto sulla regione malata. Il gesso, incomparabile come mezzo di contenzione, si presta molto mr.le alla facile rimozior,e e riappl icazione; mentre J,1 celluloide, oltre al possedere qnRliu\ cli leggerezza, di tlessibilit,\ e anche di eleganza, s i presta mirabilmante alla costruzione degl i apparecchi amovibili.
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Par :M. LoYSSEN, médecin de batai!Jon de 2e c lasse. - Particolarmente interessanti sono le considerazioni dell'A. sui disturbi prodotti dalla cocainomania, la quale minaccia di estendersi nsEni di pi ù che 111. mor611omania, per il fatt o che è btm più facile, da parte dei soggetti. l'ingerire alcune p1·ese di cocaina, che non ricorrere ad iniezioni le qua li r ic hiedono uu11. tecnico. speciale e sono anche alquanto dolorose. I d isturbi provenienti dall'abu~o di cocaina si manifestano g eneralmente dopo 3-6 mesi; ma, con tutto ciò. dur!lute un tale periodo, il cocainomane aumenta progressivamente la d ose della droga, lino a raggiungere quantità. addirittun, inverosi mili: si cita, pt:!r ese mp io, il c11so d'un mt•dico, il quale era morfinomane, e che, in seguito ad una uen·algia clentarin ebbe ricorso alla cocaina, di cui, per un periodo d i quindici a nni, tollerò una dose giornaliera oscillante fra gli 8 e i 12 grammi (!). Il <J uadro s intomatico della cocainoma n ia può rappresentarsi n el modo seguente : 1° d isturbi fisici: v' ha tach icardia, il polso è irregolare, vi sono sincopi frequent,i, e il corpo è coperto di sudore freddo; 2° disturbi di nutrizione generale: il cocainomane dimagra; il color ito è pallido, gli occhi incavati, l'aspetto cachettico; 3° d isturbi psichici. L e allucina zioni sono m olto frequenti e, pe r In loro inso1·ge nza, il soggetto si abbandona spesso ad atti d i violenza, che scoppiano ali' improvviso. A poco a poco il cocainomane perde l'in telligenza, è depresso. s enza energia; e piomba ben presto in uno s tato d i decadimento, da cui ben diì1:icilmente potrà. risorger e. f mezzi terapeutici contro la cocainomania son simili a quelli impiegati contro la morfinomania: os,ia essi si riducono, in fin dei conti, alla sopp ressiont> della droga; la quale soppl'essione non dev'essere improv~isa, ma graduale. Se il soggetto è intelligente e accettn, innanzi t utto, di sottomettersi ad una cu ra (negatin1) 11rolungata t ollerando una sorveglianza rigorosa e continua, In rroguosi può e~sere pia favorevolt> di quella della morfinomania. AccJDENTS DE LA COCAINE ET COCAlNOlLlN IE.
STATI UNITI,
l'HI~ MILITAR Y SURGEOX. X. u (June, 1914). Cmc1,;1,,1 11 LET·r~;R o ~·
J Nt'OR~!ATIO~
Tt) MEDlCAL
l)F~'lCl':11$ O ~' TH1,: O RC .\~IZl-:D
Ml LITIA (L,ittcrn-cir colare infon11.aliva ar;li nffeciali medici della milizia o,-:;ar1i::z 1f11;, - Tn vista d'una pos,ihi le chiamata in servi1,io attivo della milizi11 orga-
RIVISTA DET,l,A :;TA ~IPA MEDICO-~IILITA RI:: E:-TERA
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uizzata (s pecie di milizia mobile), questa circolare fom isce agli utficiali medici clella milizia stessa tutte le norme pratiche del servizio sauital'io sotto forma di brevi ricordi. I punti principali su cui viene richiamata l'attenz io11e di coloro, ai quali ln circolare I, diretta, RODO i seguenti : 1° la scelta djligente degli uomini che son chiamati a costi tu ire le truppe -::oruba tten t i ; 2° la conoscenza delle misure sanitarie protettive; 3° l'ordine e l 'esecuzione di quei provvedimenti igienici ch e dt'bbono essere adottati nel t erritorio di nuova occupazione ; 4° la cura dei malati e dei feriti in marcia, uell'accampamento, sul campo di battaglia, e il loro sgombero; 6° il trasporto dei malati e dei feriti; 6° l'impianto deg li ospedali e dello altre unit à san itarie: i 0 la conoscenza di tutto il materiale sanitario; 8° la tenuta dei registi-i dei malati e dei ferit i, in prev isione delle domande d'indennizzo da parte dei militari.
T11E ,u1n u 1,A~CE f'O'.\!PANY. !1,a c01npagnia (l'ambulanza). By :'ll1tyor }'. T. }; u n art icolo, d'interesse naturalmente locale, in cui sono riassunte tutte le dis posizioni relative a quest'unità sanitaria, sia per rapporto alln sua organizzazione e amruinistrnzione. sia nei rig uardi più propriamente prot'e~siona li. \YuoollURY. -
$< 1)1E :s<)'n;s O N TIIE 01SPOSAL OF wA,;T1•:s. (.llcu11e note .~ulfo ,lis11osizioni circa i rifiuti). By A. J .\RENl:l"L1'. - La soluzione del problema relativo alla di:-truzione
dei rifiuti d i grandi masse oli truppe e :-uhor di nata essenzialmen te ni seguenti fattod : 1° luogo di concentramento; 2<> condizioni s peciali ciel paese ; 3° mater iale utilizzabile; 4° durata del soggiorno Se, per esempio, il campo è impiantato in luogo dove sia pos:<ibile l'allacciamento colle fogn e della cit tà, 11l!orn IR. que~rione della dispers ione ù<' lle escrezioni umane è subito risolta. ::.e invece bisognera provveder e a codesto importnntissimo servizio con •rno dei vari t ipi d' incenera t ori che si trovano iu coromorcio, in tal caso i l problema si r id uce alla scelta del luogo, all'impiauto dell'ap parecch io e alle opernzioni necessarie. Ma il piu sovente l'utlicio medico dovrà improvvisare i m ezzi. Per quanto riguarda i rifiuti umani, l'A. scrive che, dopo molti ann i di esperienza, oggi si fa mol t o assegnamento ·- nei campi sem ipermanen t i - s ul s is tema d i latrine a fosse, senza tuttavia nasconderne i punti d eboli, che sono precisa.mente i segt1euti: 1° pericolo dd le mosche; 2° pareti sabbiose delle fosse; 3° riempimento delle fosse per piog!!'e o per acqua proveniente da altri punti del i:nolo Cir ca i r ifiat i delle cucine, l'A. dice che, se l'accampamen to è impiantato presso una città, s i è tentat i a fa re un l'ontratto per il trasporto dei rifiuti St<'ssi da parte d i qualche impre~:1. borghese; ma fa osservare giust amente che SRrebbe
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RIVI STA DEL.LA :-TA)IPA MED[CO·)IIL!TARE ESTERA
q uesto un passo falso, giacche si ver ificherebbero, in tutto o in parte, i seguen ~i inconvenienti: trasporti irregolari : sparg imento <lei ri fiuti; accumulo di mosche; odori cattivi e spettacolo ripuguan te. In conclusione: i I s istema dell'incine razione è di gmn lunga preferibile, qualunq ue sia i 1 modello d' incineratot·" adottato: ma occorre tener pr..se11 te che la s ua eflicienzR dipenderà. quas i esclu~ivamen t-e : a) dalla durata del campo; · b ) dalla na tura del suolo ; e) dal mat eriale che si ha sottomano ; d) dall'o pportunitit d'a cquisto del combustibili'.
(Fl'aftura d ella m a ndibola). By Colone! Tl1. E. C'A R· In quest'articolo. l'A· non intende d1 passare in rassegna gl'innumere· voli metodi di cura della frattura della mandibola, ma si restringe ad accennare qut'lli che o sperimentò personalme nte o vide s perimenta re da. a.l,tri, corredando la sua esposizione con numerose riproduiioni fotografiche. Il metodo più frequentemente usato e quello della ferula infradentarin, che richiede però un modello esatto di ciascun mascE>llare prima di procedere alla costruzione del la stecca. Raccomandabile è anche il metodo della ferul fl dentaria in meta.Ilo pieghevole. da adat tarsi ai denti della m>1ndibola lesa, che, in certi casi, permette i movimenti di masticazione, e perfino di prendere cibi solidi dopo pochi giorni dal• l'avvenuta lesiono. Seg uono poi i metodi di contenzione costituiti da viti e <la fili metallici, la cui descriziont, n on è possibile senza l'aiuto delle figure. In quanto alla nut r izione degl' individui, a cui si applichino gJ; apparecchi contentivi descritti (in specie quelli con fili metallici), l'A. assicura che t-SSa si compìe ben issimo, purchil naturalmente gli alimenti sia no liquicli. In un caso. il paziente, che portava l'apparecchio da diciotto giorni, a umentò di dieci lihbr~ in peso, duran te tale periodo di tempo: il suo regime dietetico consisteva in uo,·a e in latte; ma s i noti che egli tnangiava. unn dozzina di uova e beveva oltrt> quattro lit ri di latte il giorno ('.). In un nltro caso, il soggetto aumen t ò di ven· tidue libbre in ventun giorni : il che ci porterebbe alle. parados!<a.le conc lusione che, nelle forme di deperimento, sarebbe quasi de. augurarsi una frattura dellt. mandibola per r icos tituire pronta mente l'org1mismo.
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FRAC'l'VRE Of' 'l' l!El ,fAWS.
MODY, -
*** ( b:stimazione reale o isterica degli eroi). - Articolo editoriale amariss imo, che riproduciamo qui quasi per intero, e che avrà un'eco dolorosa nel cuore di tutti i medici, a qualunque na• zione essi appartengano. La recente esplos ione più o meno is terica di commozione - cosi comincia l'a rticolo - a propos ito dei soldati di fanteria di marina. e dei m11,rinai, cb,, la• sciarono la vita nell'adempimento del loro dovere durante l'occupazione di Vera Oruz, e l' indifferenza per la morte degli ufficiali medici P. Lester e Th. B. Mc. HEAL OR HY$TERIUA I, Al'PRlsC[ATIO~ OF HEROES.
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RIVISTA 01!:LI.A S1'.A. Ml'A J.lll:OJ CO·~III.ITARt ESTF:H.\
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Clintic sono talmente significanti nella loro antitesi. da giust ific11re le nost;:e parole di commento Ness uno pone in d ubbio che i diciott.o soldati e marinai rimasti uccisi non meritino tutti gli onori dovu ti a chi fa sacrificio della propria vita nell'esecuzione di ordi11i ricevuti; ma uguali onori non merita forse il m11ggiore medico Lester, il quale fu colpito da. un proiet tile mentre medicava i fe. rid presso Walsenburg ~ Ahimè! il suo eroismo non fu presentato al pubblico a snon di fanfara, ed è perfino probabile che sia passato inosservato ai lettori dei giornali quotidiani Cosi dicai:i del maggiore Mc < 'Jint.c, il quale lasciò la ,·ita nel procedere alla. pe ricolosa r icerca ddle cause della febbre delle ~fontagn.. Rocciose (llocl.:y Mountain spot/ed (erc-1·) in :Montana : ebbene. alla Yedorn. di <t Ut>Sto rnloroso, la. quale chiedeva che le fosse accordato un indenuizz<' pari II du~ anni di stipendio del ma.rito, la burocrazia, dopo lunghe discnssioni e stiracchia.ture sulla somma, fini per concedere una. meschina gratifìcuzione, pari a un solo anno di stipendio. " Noi - cosi conclude lo scrittore dell'articolo - non abbiamo la pi u lontana idea di disconoscere l'eroica condotta dei marinai e dei soldati: deploriamo soltanto che non si giudichi alla stessa stregua. il servizio prestato dagli ufficiali medici, i quali sfidano la morte, come i combattenti, nell'adempimento del proprio dovere, non soltanto sul campo cli battaglia., ma ogni giorno nella lotta contro le malattie; e che, con tutto ciò, hanno la. sven tura. di morire non adeguata· men te onorati dal loro paese, nel cui nome han no fo.tto Sl\crifici o della vita • P a role di forte agrume, ma profonda.mente vere. Come chi arrischia la propria vita nel compiere il proprio dovei·e 11011 pe nsa a gradazione di pericoli. cosi chi giudica una morte eroica non può nè deve fare gradazioni di gloria.
GIAPPONE.
ZEITSCHRIFT FÙR MILITARARZ'fE. (Giornale per i medici militari). X. oO (16 Mai 1914; _V. B. In ogni fascicolo, la. d irezione del giornl\le giapponese pubblica un ria.s!-unto in tedesco di nlcuni articol i.
••• DRr.:r F.ALLE YON IN'l'ERMl'l'Tll:rn~;NoEN ExoPHTALMUS. ( 'l're casi di e~o(talmo fa. tenniUente). Von E. V.' ADA, Stabsarzt. - L'A. ba osservato quest'affezione in tre pazienti (1 sottufficinle, 1 soldato, 1 fattorino), e ne descrive il decorso .
••• E1N FALL VON CYSTI TIS UN O P'l"&:LITJS INFOI,GE Dli:$ PARATYPJHJS B. ( Un caso di cistite e di pielite in 11eguito a pamtifo B ). Von S. K OBAYAse,, StabsRrzt. :'11ell'epidemia di paratifo B avvenuta, d urante l'anno scorso nel 6° reggimento
di fanteria, si verificò, su 159 ammalati, un ca.so di cistite e di pielite prodotta dai bac illi del paratifo B . L' A, descri ve il decorso di questo c!\So molto interessante
••• KLlNlSCJJE ERFAHRUNGEN )Ul" CALCIU.\ISALZEN. (Esperienze
cliniche coi sali di cafoio). Von S. SAKAI, Stabsarzt. - Dopo aver riporta to le comunicazioni di molti autori s ull'azione e sugli effetti curativi dei sa.li di calcio, il l::lakai riferisce circa le sue esperienze per:c1onali e viene a.Ile seguenti conclusioni : 1° tanto le iuiezioni sottocutanee quanto la somminist razione p e1· os de i
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RJYJ,-T..\ DELLA BTA MPA MEDJCO· M TLITARE .E STERA
sali di calcio esercitano una certa azioue n ei cas i di tubercolosi polmonare, di pleurite e di as ma; ~· non furono ossen'ati effetti second,u·i dannosi; '1° l'azione c1essa nella nefrite, nella quale. anzi, l'influenza dei sali di calce è p iu..ttosto d,,nnosa.
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.l;h:rnuu Z l: 11 J:'1uce. A t; P WJ;:J.CllJ,:)I WEGE D ! E T n>JIUSl!AZIL. 1.EN IN DJE GALLE:sl lll.AS~: 111:-11s1~mli:LA:-L; R:-1. (Contril>11to alla co11uscenza d<'l la via 1,er la quale i !Jacilli del ti/"u pe1Te1t!10 rw 1/('llrr ci.,/i(cll,·a) Von T. KunOKAWA. - È già un fatto bt-ne accenato che i bncill i clt·l tit'o si _trovano nella cistifellea quando s iano stati iniettati per le vene in nn coniglio; ma resta ancor11 a risolvere la q uestione se d11.i ùa ci lli venga pen ·orsa unicamente la via che dalla corrente cir cola torie conduce nei condotti cistici e, più oltre, attraverso il dotto cistico, n ella cistifellea. Per chianre questo punto, l 'A. allacciò in parecchi con igli il dotto cistico in due punti (in alcuni anche il dot t o coledoc:o), lo recise nel mezzo e, dopo ciò, fece un· iuiezione endovenosa. di bacilli de.I tifo. Mo1·ti, o uccisi, gli a niJ)laJi. eg li esam i nò tutti g li organi per andare in traccia. de i bacilli tifici, fact>ndo anc he, a tale ,-copo, delle se;doni col m icrotomo d <•lle par,•ti delli\ cistifellea. Da i ris ultati di ques te iudagini, l'A. trae le s1·g11e nti conclusioni: 1° i bacilli del tifo portati nella corrente sangu igna . posson o ancor a - a nclte se il dotto cistico ,i) a llacciato e t agliato - pervenire dir ettamente n ell'interno dell11. cistifellea da' vas i sanguigni delle pareti di q11est'ultim11.; a nalogamente a l!U"nto avviene per i bacilli del tifo, che, dai va~i delle pareti edJomin,lli, pas· ,;ano nell'interno ùel tubo intes ti nale; 2° nel caso in cui il dot,t o cist ico è stato allacciato e tag liato, il tempo, c he decorre dall'iniezione endovenosa di bacilli del tifo alla comparsa d i que:-ti u lti mi 1,èl coutenuto della cistit'ì•llea, è al massimo di cinqup ore. SPAGNA.
RE\"I~1'A DE S ANIDAD :\IILI'TAR. N. 13 y 14 (1 y 15 Julio de HIU). F IIWHE )IEDITEHRA);EA .-, DE :\lAl.'r..\. Quest'iu·ticolo è la prefazione che il 1lott. hl.\lt'l'J~ SAJ.AZA" ;scrisse p er l'opera, dallo stesso titolo, del dott. Jer ouimo Dur :"rn de Cottes, comandante degl' invalidi e proveniente d11.l corpo sa ni t;nio mil it a re. S 1~1:u~OA 1'<J"l"A ACER(;A DE!,
B.
VUSl l'Oll.\l E.
PtocedimieMo 11ara otte11e1"lo en In b1·eve, il pro-
estadn d1> p ur~za. Por A. llA~t11n~z SA:-'l"AL'•, mt'.:d ico mayor. ,:edim,·nto dell'A. è costituito da i s€"guenti tPmpi :
Berni nagione dei prodotti ciel 11111lato, presentante lesioni p,;eudo- me111branose o equival1rnti, in ~iero ,•oagttlato. Isolamento del B. fu;; iforme in piastr e di si,•ro- agar. Iniezione sottocutn.nen. di emul~ione del germe n ella cavia, n el punto stt>;;so in c:ui, Yentiqunttr'orc p rima, \"enue inocul,no 1 c. c. di soluziono di a cido ace• tico al ò p. 100. ~uo\"a iniezione di germi dopu altre wmtiquattr'ore, in qualche caso. Autopsia pratfrnta vt>ntiqunttr'ore dopo la, morte dell'animale e seminagione in ~iero-ag11r o in siero cm,gula.to, col metodo anaerobio. L'A. con clude d ichiar ando che questi. ch'egli riferisce, s ono i primi risultati de' suoi esperimenti a cui attender i\ 11ncor11 in seguito per miglior11rne sempre puì la H·cnica.
ruv1:::TA OP.LLA S'.rA.MPA )11, DI CO- ~l!LJT.~l;E E ST E RA
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llEHNIA .~l' l•::-101c u1,AH. Por e! dot t. À. Al(Gl)t; LLE>l Tl~ltA:-1, médico segundo. - Si tratt a di un caso di ernia ing uinale destra. in cui il maggiore med ico Juan Roche procedette all'operazione radica le. Messo allo scoperto il sacco erniario, separato dagli elementi clel cordone e inciso, s i t rovò nel suo intumo e in vi.cinanza dell'anello una picr.ola po rzione di epiploon, la quale accompagna va l'appendice ileo-cecale (appen d i-epiplocele). Fat ta la sep,1razioue delle aclerenze dell'appendice coll'epiploon, il chirurgo procedC'tte alla legatur>1 e alla resezione di quest'ultirno couformemente alla tecnica, rimanendo alquan t o in dubbio sulla convenienza di cons ervare o di asportRre l'appendice. P en .:;ando alle possibili co111plicazioni tardive. il Roche s i d8('ise per l'escissione, ch e esegui per mezzo del termocauterio e con ottimo successo. Il caso non presenta alcuna particolarità riguardo a lla tecnica; ma la sua s ingolarità anatomica e il fatto di avfir es eguito, contemporaneamente nll'operazione dell'e rnia, l'appiudicectomia, gius titicano pieon mente la publ,lica ?.ione fat ta dal 1'Argiielles Téran. U:-i CASO DE
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Esn •o10 lt~:orco-1.&GAL DE 1,A EP1J.El'StA . P or F. G o :-iz.-.LES D1·: 1.Ji:1TO. m édico primero. - È la prima parte di un' ottima r i\'is ta sintetica di tuttP le attuali conosce1ne sull'epiless ia. 1n essa son citati e discussi i la\·ori d i alcu ni it:i.linni, fra cui naturalmente quelli classici di Cesare L ombroso.
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Et, ATJ;!\F.O 01,:1, CUEltPO DE $.\NlDAD MILl'J'AlL - Il 27 d i g iugno s i riunirono nell'Accademia medico- militare <li Madrid numero$i u tliciali med ici per procedere alla elezione d'u11a giunt a dird tiva p rovvisoria, alla quale è at'tidato l'in.:arico oli compilare il regolamento della nuova istituzione ;;cien t ifica m edi co-militare chiamata Ateneo del corpo di sanità militare. Vadano i nostri migliori auguri a questa ;;:ocietà fondata dai nostri colleghi spagnuoli, che ha per iscopo il p rogresso della m ed icina militare in vantaggio d;,lla salute del sold,,to.
RIV[STA MEDICA w. HALE W a 1T& - Gllooaurla. -
( 'l'lw l .ancel , 7 feL braio l l/14).
Quando un individuo, i l quale gode apparente nwn t.e huoun sal u ti', pn,;;en ta nelle urine una lieve o sospetta riduzi oue eou In p i·ovn ilei l-'d.1ling , è n ,•,·,·ss1trio ri cercare: qua le quantit,i. di zucche ro egli ba recentenll' ntc inge rito : ,e ha pr e.;;o qualche farmaco; se esis t e qua lche mRlattia che di mi n uisce la to lleran za p<:1 r lo zucc hero, come la gravidanz,. o il gozzo esofta lm ico; se un a dirnin uz io11e ne lla inges tione dei carboidrati arresta la g licos uria: csau1inare l' nri1rn, rncc..lta s empre nelle identiche coudizioni, con In. prova d,··lla t'en11en tazio11e e lklla fen ilit! r:1:r.ina, con la quale non può nas cere erron· circa tu tt i gl i altri co rpi r iducenti a ll'infno r i cl<'\ destrosio e del levulosio. Circa le cause che possono provocare g l icosu1ia è staro acce rtato che il pancreas, e forse in maggiore o minor grn,lo le paratiroidi, •·011 l1t loro secr ezion e i11terna
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Rl Vl~TA MIWJCA
ten dono a diminu ire l'escrezione dello zucchero nell,· u r ine; ln t i1·oide, la glRn dola pitu ita rin, le c11psule surrenali, e fo rse alcun i org;o ni dt?lla gene razione, aumentano la glicosur ia con la lo ro secr ezione intero,, , Non è ben noto se tutti quest i orga n i man t engano il n orma le equilibrio a g endo U llO s u ll'a.ltro, opp ure a gendo dire t tame1J te sul f\"gato o su al t ra part,· del corpo che p roduce zucche ro Alcuui d ei proces~i che producono g licosuri;, ~0 110 sotto il controllo del sist ema nervoso. Nella maggior parte dei C;oSi di gl ico~uria è impossibile stahilire se qualc uno degli or g ani a secreziontl i n terna, o il s istema nervoso o il fegato sono Strut t uralmencu altcrnti e se vi pos~an o ,·ssere dtille ca use di g lic11suria che al presente ig nor ia mo. L'ipergl ic-em ia è da ta o da ins uffici .. nte distruz ione da par te dei tessuti de llo zucchero contenuto nel sangue, o d ::i. un aumen to dello w cchero che s i river::,a nel sang ue; quest'u ltima causa è forse la p iù frequente o la pi ù probabile com~ è dimos t rato da svariate considerazioni. Uua notevole serie d i fatti portano a r itene t e che lo zuccheto nelle urine è il ris ultato di moltepl ici e s variati dis turbi che noi, l\llo st ato attua le delle nostre conoscenze, n on possi,1mo separare l'uno dall'altro. Viene qua lche volt a s ostenuto che il d ia be te di origine nervosa ~ diverso dall<' a lt re forme; e che non soltanto 111, toller,mza pel' lo zucchero può esser e sotto l'infl.uenza d el sistem11 nervoso, ma che per l'anormale metabolismo d ei grnssi e delle proteine nei diabetici, le sovraeccita z ioni, i dispiaceri, e lo s hock psichico possono a ffrettare il coma diabe tico. L'a lterato metabolismo delle proteine e dei grassi, che nelle forme gravi di diabete ha larg;o parte ne lla produzione della glicosuria, ha per conseguenza l'acidosi p~r accumulo nel SHngue di acido ossibutirrico, diacetico e di co1·pi acetonici. A questa acidosi è dovuti\ la d is pnea dei dia betici, ma non si può affe rmare St' da essa d ipenda i l coma : l'acido ossibuth·rico per sè stesso n o11 è ca pace di prod urre il coma.; s i può affermare che le ca use del coma sono sconosciute, ma che esso è legato allo sta to di acidosi; e non bisogna dimenticar!! che esso può essere prodotto d a una sottrazione t roppo brusca dei carboidrati. Nella cura della glicosuria ha inna nzitutto notevole im portanza il riposo n onch;i il cli ma possibilmen te in campagn a. Le forme litwi di glicosuria migliorano e ;;uariscono limitando l'ingestiom• dello zucchero cd 1m che degli a m idi. Nelle forme più gra vi bisogni\ innanzitutto dosare la quantità d i zucchero nelle urine ten tJndo l'infermo alla d ieta o rdinaria; poi di minuir!' g1·acla tamente l'ingestione dei car· boidrati compens ando contemporaneamente con maggiori quantità di grassi e ,li protc inP; s; può cosl giungere gradat e.mente ad una d ina con la quale si ha s compar;,a dello zucchero; mi- questa s i osserva g eneralmente quando la quantità. d e i c1u·boidrati è ridotta a zt>ro. S iccome però la soppressione totale dei carboidrati è pericolosa, si può concedere di essi quel quantitativo che non provoca un aument ò apprezzabile del limite minimo di glicos uria ottenuto regolando 111 die ta. Nei cas i molto gravi lo z ucchero proviene /\nche dalle proteine e dai grassi; ed è perciò inutile sperare sulla scompa rsa della gl icosuria sopprime ndo i carboidrati. Quando s i ha rag iont, di sos pettar~ l'imminenza del co ma, bisogna andare con cautela ne lle. riduz ione e soppressione dei carboidrati; può essere di tanto in tanto utile la cura del Guelpa, perme ttendo però l'uso dell'ncqua e del t hè. L'uso dei farmaci nel diabet e ha poc1, importa nza; tuttavia l'oppio e la cod ..ina ~ervono spesso bene a frenare la glicosnria. Nella cura del coma diabetico è ut ile il bicarbonato di sodio somministrato per bocca o per via rettale. Non è necessaria la '\"ia endovenosa. BA LE STIU
RH'JSTA ~lEDICA
D. P. D. \V11.KIE.
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La patolog ia e l'etiologia dell'ulcera duodenale -
(The Lancel, 28 magi;io 19141.
La patologia e l'etiologia dell'uli:ern duoden11.le sono ancora per molti riguardi oscure. ed t'! quindi interessante ogni studio che tende a dilu cidarle. L'A. ha po.~to in luce dPterminati fatti riscontrati pri ncipalmente all'au topsia. In questi ultimi tre anni egli ha. ricercato talP 1dl'ezione in 400 cadaveri e l'ha riscontrata in 41 di essi, in sei dei quali soltanto l'ulcera aveva avuto quakhe rappor to con la morte dell'infermo; e soltn,nto i11 sei casi la dingnosi era stati\ fatta prima dellR. morte, e in essi fu prnticata. l'operazione; in uno o due ca.si in cui fu trovata ulcera cronica era man cato ogni sintoma tipico durante la vita. Queste ulceri latenti possono raggi_ungere dimensioni considerevoli, e possono portare IA. morte per emorragill o perforazione seuza nessun sintoma premouitorio. La sindrome pilorica descritta da. Soupnult che rassomiglia al complesso sintomatico dell'ulcera duodenale di Mo)'nihnn può essere 11.ssociata con l'ulcera duodenale. Wilkie, in seguito alle sue ricerche, concluàe: 1° L'ulcera duodenale' è unn rna.la.ttia che ricorre frequentemente r può paRSa.re inosservata. go Sebbene di 1'0· gola vienn prontn,mente riconosciuta essa può es:>er priva di ogni sintoma c11rntteri -;tico: e la wri ma. man i fe~ ta.zioue può es~ere costituita dn Il1l sua perfornzionr. 3° Le ulcPri duodenali latenti sono state riscontrate con grande frequenza negli. arteriosclt>rotici e specialmen te nella parete posteriore. 4° In una larga proporzione di casi sono stati riscontra.li fattori tossici o irritativi in rapporto spess0 col colon e coll'sppendice. 5° Probabilmente m olte ulceri duod enali acute cominciano come ulceri follicolari in seguito a follicoliti. G0 Qualunque s ia la causa primaria dell'ulcera gastrica o duodenale, lo spasmo della muscolare ò un fattore importante per determinarne la c ronicità 7° L n ubicazione di ulceri contrapposte ne]IA. parete anteriore e posteriore al vunto di conline dell'area irrorata dalle branche a nterio ri e posteriori dell'arteria sopra.duodenale dimostra che mu~ comune deficienza vascolnre, più cl1e una infezione, è la causa di ulcerazioni multiple con la loro tendenza a.Ila cron icità. 8° Questa deficienza vascolare può essere dovuta alla arterios:clero~i, ma probabilmente è dovuta allo spasmo della muscolare. fnvori to da un aumentato vagotouo. !1° La difl'Prenza di proporzione dell'ulcera duode11ale nei due ~essi deve ascriversi a differenze anato111iche relative al piloro e alln. fis 10azione del duodeno. 10° L a fissità del duodlino n Pl maschio pre,lispone più foci lm ente i,d un in ginoccbiame11to del primo nngolo ùuodenale che rest a cosi e~posto più 11. lungo all'azione del chimo llCiclo. D. H,1 1.P.sTH,\.
DEH0:-1 e HEtTZ. -
Slftllde e poho alternan_te. - {Parii, m ,:dical, 20 gingno 1:111,.
:\folte recenti pu bblicazioni hanno orrn11.i accertnto che la pror;no,::i nel pol,::o a.lternante è grave; per qu anto assai spesso non snppiamo renderci ,·onto dell'etiologia. di tale disturbo. In generale il pol!<o altcr111rntl' coinridt· con m1 in~ieme di segni i qual i indicano che il cuore s inistro è divenu to insuflici,•ntli' al suo ,·òmp ito, e non r isulta che sia. stata rilevata. la frequeu zii del!A. sifilirle 11egli nntccedenti dei vari mnlati. Gli A.A. hanno studiato ott o cA.si di o~~ervazione pe1·~onnle di p olso alter nante in individui s ifilitici, su un totale d i 25 osservazion i. ed hn11no potuto porto.re la loro attenzio11e sull11. influe11za. pos,;ibiJ., della miocllrdite s ifi litica nella. produzione del polso al ternante. Secondo le ri cerche di Gravier e G:1'lnvnrdin
RI\ISTA
~I F:f)J('A
;:u -lfJ indi,·idui prc·;:E:ntrmti alternauza dt:l polso la sifilide fu cu11statata circa U volte; e Gra1·it>r afferm a che la rura anti$ililitica, in uno o due dei suoi en,i, ha dato effetti inc·on tesln \,ilrnentP favorevoli. Gli nntol'i credono di poter COllcludere che IR ~ifilide hl\ une. not!'vole impor, tamm nell'etiologia d.ell'aherna1,za cardiaca. E, data la gravit,'t abituah· di tale $i11tomn, e co11sidera11do i buoni risu ltati otte11uti in ,lne malati con la cu ra spo· ,-ifica. ritengono indicato, in pre~enza di antecedenti sifilitici, ili tentare la prova della cura specifìca. Anzi essi so110 cl'opi11ione c he i n tutti i cardiopazient i con bene ricercare sistemat.irame11 te la siero- reazione di 'ì\'asserpolso nlternante manu, pel' non 1·in11r11•iarc alla sola po!:!'ibilita di irunrigione che può e;;i;.tei·e in individui cosi gravemente minacciati 11c,lla loro e;:istenza. D . BAI.Ei.THA.
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RlVTS'"rA DI NEVROPATOLOGIA V. l:fA1.11rrn.~ T.\DT . - Gli attacohl eptlettlcl del degenerati. ( Rr•l'ue dP S 1·11· roloyie. lo fE-bbrnio l!Jl-1) Di questo importantiis~imo la1·oro c redo opporluno ,l a re un lRl')GO riassu n to per il suo grnnde interesse mc:-Jicolegnle militari". in riuanto (!UI\Si ogni giorno noi ri trovi;imo nlle p i·ese con ca,i del gene re, i qu:ili co~ tituisco110 appuoto buonn p11rte. e fra le più ,iitlìci li. d..iln no;;tra specia.lità militnrt>. ed il mnssi mo fra i problemi riguardanti la profilassi m01·11le dAll'esercito Dopo Oppenbei111 (l !Jf1ti) e, J. ],épin e ( l!lll 1, si ,·,tnno 8tuclin11do delle c-ri,- i nl'T· vose rnssomiglinnti nlle:istericlH' od epilettiche, m:1 non nppnrti:nt>11ti a queste ne· vrosi. per quanto alcuni ( Lombroso, ad esempio) sopratutto le vori·ebbero n5:,,1i affini alle comii.iali. In un primo gnl)>po occorre nwtt ere gli stati epilettoidi che sopravvengono uei psic1tste11ici -=- epilessia JJsicastc11ic11. Questi malati: 1° 11011 ;sono ep ilettici, Dli\ han110 lo s tato mPntnle dei degenernti descritto dnl Mngnan (fobie, tics, os:-es,ioni. pervenim1•nti isti11tiv i, emoti,·ità e~ngerata, instabi litit, impre~sionabil ità. <'~<'.): 2° in e~si l'acces8o oon app:i 1·isre ~cnza cn.usa. determinante, ma è prec,·duto ,fa fobie, o dn stati ansi osi, o eia turbe v11so111otrici, t•cc. (e111ozio11i, fatic11 intensa, e,•c.); 3° gli acces,;i ,.;ono rnri, tinanco uno o due soltnnto in tutta la vita /qui intervie 11e il fattore militnn,): -1° ,e gli ncce,-~i sorniglinno molto ai <'o m iziali. si nota per<> o a:-,1' 11zn <li co11v11!,ioui 111e11tre è SJ)t'nta la co,:cieu zn. o persistenza di qu i!l!P quando que~111 i} ri,q1p11r:-n, 1,1pp11rl:' s i tratta di ,;tati analoghi 11gli equivalenti epilettici P. al piccolo m;ile (\'ll rtigini, sincopi, e{'c., sempre clopo cn.t1., e emozio111di ); o0 n,,n >'i ha imlt:bolin11mto mruta le anche ,;egli attacchi si r ipetono >'pe;:,o: fi0 il bromuro non h.a nlcunn. influenza sulll\ malnttia: ma al contrario la id ro,. psicoterapia, la 1· iti1. cah11a, la dietetica ecc. come per i nevra,:tenici. ln un seco11r!::i g l' uppo ,-;i de\'t• porre quella c he l'A. chiama epifrssia proroca/11 d,•i yi,;1·a11i cl,•q1·111•mJi. cl1e JWr primo lfratz nom ò t'J1if1•i::a;ia afj"eltfra ( UJOt,-07) qun le i- cono,riu111 iu G,·rmnnin (.1/j"e/,ft,pifrssie ). corri~poudcnte a~li sfa/i rt!<iz;o11afi di Hunlii',ffc:r, o , />ift-s.,ifl sinmlala di H11tin,~J e Bnbom1eix. Le crisi ,0110 ,,:mpr,'
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RtVl:''l'A Dl l\EVIWPAT01)\;IA
provocate da cau,,e d'ordine arfotth·o o tossico. ma :<oprntutto ,i t ratta ,ii ,op-g.;uì ~peciali, cioè di sq uil ibrati in,,tal,ili con pe1·,;('r,ioni i,tinti,e e turl,e grnd dd c·an\tterP (pazzi morali), clie hnnno nole dege11emtiv<· mt1t·cnle, eredità mori.e-e, preceden t i familiari e ~ociali carattNi4ici, in tollern111.a all'alcool, tenileu.w c?·iminali varie, ecc., con cefalea frequente foc-ili hrrbe va!<omororie. di,-ordini :<en., iti vi, ecc. Gli a ccessi hanno le forme più srnriate, dnlle ,·oin·ul~ioni alle t·en :_i; in i, d alle dipsomanie alle fughe, dai bre,·i delirii confu~i ai periodi di ti:traggine od alle impul~iooi .~uicide, ccc. (qui :<inmo n el campo delJ"èpill'/ioidi~mo del lte Saactis, che il Lomb roso aveva fatt-o r ientrare nell'ùrnliito vasto della epile1,sin) : rara e la perdita di urine, rare le gra v i feri te e contu~ioni. rara Paura. fr,·quenti piuttosto le cri!Si isteriformi. mai 1,i h a In con!S•·cutiva demenza epilettira. rn un terzo gruppo bi.,ogne. mettere le a .,i;enze cpilelloidi accunwlaie d~i /JÌh 1,·aai neuropatici, aopre.tutto illnstratP da l .Friedmann (L'.•05). T di:--t urbi princi piano in modo più chiaro nella seconda. 1nfan:r.in : si tratta di fan ciulli 11,~1·ro., i, cici, non ritard nta ri, ma gai, vive.ci, impressionnbili, con squilibrio del la motilità 11PI senso d ella facile eccitabilità 11euromu,..cole.re e di nge,;oli turbe va,.comotorie. 11 primo accesso consegue per Io più :td una emozione. g li ni t ri si ,seguono ,spoutn. nea.mente, ed e.~;:;i per lo più 1100 sono isolati. m:i. accumulati, e co nsistono il p iù ~pe,-50 in assenze improvvi!Se e fuga ci, od auche in 11t.tacrhi tnin;iito,·ii di ,;011110 e t;ilora anche a guisa di epilessia iack~oniana. In genere spariscono con la pu bert;, ; carntteristiea differen ziale è sopratutto la prognosi buone. e il nbsu11 risentimento della p,;ic:he. .Xnturnlmente ,. anr:ora ~ubj11dice il posto no~ografico di quest<· :--indromi :,e · <·e,;:siouali, e quindi de lla loro pntogenia. Alcuni autor i. con Orpenheim, Hrnt 7.. Friedmann, W.•ber, Pappe11heim, ecc., le sepn.rn110 rP.ri~amt111te dalla e pile~sia ,·era. che ha le tre ca rat wristiche d<•lla ci-isi tipicn, della esi~tenza di stati crepu~,·clari, dell'evoluzione ve r., o la demenza: e~f'i le dicono dipende re dalla psi,•a;;t eu·a secondo R11ymond e Jn.net, e dalla degenerazione mentalt> ,-,er:oodo :\lagn1111. r,t· tri buend o la causa dell'acces,;o 11<1 un g r3,·e di;;tinbo ncu to vR~omotoTio. H<>c!lid,, inverE', e in gran part•· .I. L fpine ( ooi possiamo clin· rlil• ern que,:;to il pen:Sit>ro di L ombroso) d ice: c he l'epile.~sia è una Sill<li'nm,,, <'he r at1~e pro,·or·atrici. n(·ce,-,;i i,ol1-1 t i1 decors o benigno, import11n7.a. dei fenomeni ,a,-0111otorii si h a nno anche nel.la cosi detta epi lessia e:-::--enziale, e che nei de~e1wrnti 1 co111e nei n ou ropreùi spost,i, nei frena~tenici e nei folli morali !SÌ pos,-,0110 ,,.,·ere crisi epi lettoidi rhP non couducono all'epilessia croni ca Per altr i autori infine, come Kraepelin, B in,wauge 1·, ere., la quistione 11011 i; anco1·a ben dilucidnte, pur tenendo a difforcnziare \"flrie t'orm,·. per t•sempio qnPlh di Brntz, quale una i>pecie di e pilessia stnzionaria forse coe~i.. ten te con una predi,po,iziooe p;;icope.ticn. L'A . d ice giustamente che occorn, stud iare an cora moltù il p rol.Jlt·111n. ma clill per intanto i'i s ia. giustiticato n parlare di rri,:;i epilettoidi dei cterr11erati, intendendo que,,ti termini nel loro senso più !R rgo; !<Opratutto importa la di~tinziom• dnl lnto pratico, per 18 inefficacia del B1·. e per i van tnggi deliri vita calma . dt>lla dit>tn idrn e psicoterapia; e poi an che dal lato medicolegale: da que,-to punto di vi,-m il perito ba tutto « il vantaggio n el cono,cen• quP;a:te rnn11ife:-:tnzioni 1u,olire della deg-en Pra?.ione e nel sapere che que~ta può dar luogo - uell'occa,;ione di uua ceusn. provocatrice - a degli nccicleuti che .~011 0 tnnto lontani cbll'<> pilessia vcl· gare come dnll' isteria J>. P. Co:-.sIG r.10.
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RIV18TA DI CHIRURGIA GENERALE P. D uvAL. - Conservazione del rami 1uperlorl (fronto-palpebrall) del fao· olale nella Htlrpaztone totale della parotide, eccettuato 11 canoro. Teouloa operativa. - ( Renie de cltfru.rg ie, anno XXXIV, n. 2). La ca usa dd t imore di prat icare una larga. estirpazione o anch e l'ablazion~ tot,ile <lella parot ide s arebbe dovut a, secondo l'A .. al pericolo d i ledere il facciale. men tn• vi sono dei tumori misti o benigni eh<•, per il volume e la sede, richiedono l'una o l'al tra delle operaz ioni citate, invece della enuc leazione iutraglandolare che di regola :si prat ica . L'aula,.ione, poi, sa,·el,1,., :sempre ùa pn•tican;i uei t um ori misti, ch e facilmente re,·idi vano dopo qu alche anno. ~ on s i parla del cancro p erchè uno dei sintomi precoci dell'epitelioma parotideo è appunto la pa ralis i totn.le del facciale e sarebbe vano rnlere dissecare il nervo in mezzo a lla massa r.eoplastica. Il t imor e delJa paralisi facciale t otale, cos ì penosa. l imi t a l'azione cbirurgicn e portu ad operazioni ins uffi cienti. Ora, l a parnlis i fa cciale è s peciidmente penosa per .la para.lis i dell'oi-bicolaie ùelJe palpe br e e p er le complicazioni che ne seguono da parte dell'occbfo (man· c11.ta chi11sur11. delle pal pebre, e pifora, cber11,tite, cong iuntivite, ectrop ion, ecc.' , mentre il d is turho dovuto a lla parnlis i dei muscoli faccia li inferio ri (boccali, lin· g uaii, faccial i) è relativai:;ente leggero e suscettibile di correzione con un'autoplastica muscolare. L'A. ha cer ca t-0 appun t o. n ell'ablazione totale de lla glandola., di cons ervare i mmi fron to- palpebrdli d 11lla branca s uperiore del facciale, il che anatomicamente r iesce faci le. Opera.t oria.nw n te J'A., in due casi in cui ha praticato delle larghe estirpazion i della p».roti<le e in ni tri due in cui ba. portato via tutta. la glandola, e r iu scito a conserv,ue i filetti s uperiori òel facciale. L 11. tecnica è semplice: s i t ratta d i cercare il faccia.le all11. s ua uscita dal c raoiCI e d i s~gnirlo non in loto ma nella sua branca s uper iore fron to-palpebrale nello an golo poster ò- supe riore del la g hrn!lola, dov è è poco coperto di tessu to g landolare. '.l'!'cnica ope1·atil'a. I ncisione snl margine ant eriore ( più !mila faccia s uperfi· ci:1le che s ul margine) dello s ternocltido mastoideo, lunga dalla ba~e della mastoide. d iet ro l'orecchio, sino quasi al gran corno dell a c11.rtilagine tiroide. QuestA incisione viene comp l,·tata d a. un'alt r a, anter o pos teriore, c he contornando il con· dot to ud itivo e;;t eruo segue il margine in feriore de ll'arcata zigomatica . L'aponeuros i del muscol o P incisa in tutta la lung he1.za. ed il bordo a nter iore del m uscolo d isi mpegnato: con un colpo di forbici !li SPziona la nrn.stoid<" oriz:i:on tal men te a lla su a bRse e I.1 s i s post a. i udietro e in fuori. Legatura del!:\ carot ide es t ernR al diso pra della lingu nle . . Il m;irgine posteriore della gla ndola è dis impeg na to e portato in wrnnti me1li:inte d ivaricator i. Il v1-ntre posterior e d<il dignstrico è recis o t rast·e rsalmente n 1 cm. !lott o la se7,ione mastoid<'a. A\'anti i\d esso, sull'apoli;;i st iloide che si sen te e s i vede in fondo al111 ferita. s i l il•<·ra il tronco del ne r vo fncc inle di cui a ppare la bi forcazione.
RIVISTA
or CHTRL'RGIA GENERALE
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Si disseca il nervo, sezionA.ndo alla loro origine IA. br1111ca cervico-facciale e i filet ti inferiori della braoca superiore e conservando solamente i due o tre fì. letti che si diri gono verso l'angolo dell'occhio. Il facciale è nllora facilmen te mobilizzato in nito e si passa Agli altri tempi del l'operazione (est irpazione dr.lii\ glandola, sezione dei peduncoli vascolari, legatura del dotto di Stenone, ecc.). fl ve ntre postenore del digas trico ò s uturato, 1n mnstoide rimessa a pos to e i l suo periostio ricostituito. P er l'A. sarebbero inutili, per praticare l'estirpa zione totale d!'lla glandola, t anto la manovra di I. Le F :iure che apre una breccia ne l marg ine posteriore della mandibola, quanto quella del Morestin che estirpa tutta la branca montante. Portando indietro la mastoide o lo sterno mas t oideo e sezionando il dignstrico si arriva più facilmente sul nervo prima della sua biforcazione perif('rica e sopratutto si può rnssare dietro e sotto il lobo profondo della glanclola e si può più agevolmente s eguire il vecchio precetto classico di attaccare i tumori della parotide d al basso e dal di dietro per lussare in alto e in avanti la massa glandolare passando a contatto della pal'ete faringea. ALFONSv.
C. BAc.;cAnl. -
Cura delle trattore. - (Il movimento sanitario, n. 8, 191.J).
In questa breve nota di terapia chirnrgica. l'A. si è proposto di ri cordare ciò <'be pili comunemente si trascura nell'eseguire un apparecchio contensivo. Non dovrebbe essere difficile U còmpito del chirurgo nel costruire un apparecchio per contenere i framment i di una frattm·a: tuttavia questa pratica tanto semplice non riesce di facile applicazione, e non è raro riscontrare questi dne gravi inconvenienti: o che i frammenti sono mal ridotti, o che la fasciatura è troppo stretto· Da ciò la formazione viziosa del callo, o la sua impossibilità di formazione, o la deformità dell'osso fratturato, o la perdita della funzione dell'arto corrispondente nel primo caso; lo strozzamento della circolazione colle sue gravi conseguenze nel l'econdo. Il trattamento di una frnttura deve essere subordinato All'età dell'infermo, ea: alla regione colpita. È interessante tener presente l 'età del paziente, anzituttoperchè in un bambino sono impossibili alcune imposizioni e in un vecchio sono· inevitabili alcune complicanze, come le piA.p;he da decubito, e le polmoniti da stasi, ed in secondo luogo per calcolare il tempo occorrente per la formazione del ca.Ilo.. Jl sito della frattura è pure una norma per il trattamento di essa, e cosi pure s i deve osservare se la regione s ede del focolaio di fratturn. è più o meno tumefatta, od echimotica, e se i tessuti molli sono perfettamente integri, poichè anche la più semplice lesione di continuo può dare serie complicanze. Perciò prima di passare all'apparecchio definitivo è indispensabile fame uno pro vvisorio che contenga bene i frammenti e ponga la regione in posizione di riposo; dopo, quando saranno ria,;aorbiti i versamenti e gli ematomi, si potrà applicare l'apparecchio defini t ivo, che Jeve essere costituito da. stecche e da ferule, ben applicate con cotone e fascie. Il bendaggio gessato può essere utile solo nei bambini, i quali per la loro irrequietezza potrebbero indebolire la soliditt\ della. fasciatura. L'applicazione delle stecche ,li legno, delle gronde di cartone o di filo di ferro deve mirare specialmente a mantenere inamovibili i frammenti gius tapposti, per 47 -
Ginr11alt di mrd ìci11a mi/ila ri• -
Fase. Vili.
7::!2 diritto e in pos1 z10110 di ripo,:01 cercando <'ioè di far agire nel minor modo possibile la forza 111uscohire sull!' leve osset' fratturate: se i frammenti sono acca· v11ilati . si ricorrer:\ alla trazion<' continua; se i capi sono scostati. si cercherà di avv icinarli per mezzo di cuscinetti di cotone, esercitando du e pressioni opposte. L "arto da fas<'iRre dovrà essere tenuto possibilmente sollevato per evitare stasi sanguigne nelle parti distali, cominci:mdo sempre i g iri da queste ultime. La r eg ione frntturata non dovrà mai essere troppo ricoperta di cotone. Per l'antibraccio e per la gamba sa rii Ot' ne contenere i framment,i con le stecche a forma dell'arto, con le fel'ule o semice.ne.li di zinco. Per l'omero e per il femore sarÌl. sempre n eces~aria la tr,i.z ione continua. Que~ti a pparecchi costruiti sempre con la pi·.;cauzione di avere ricollocati i framm enti nell11 giusta posizione . se non vi sono ragioni in cootrnrio (dolore, suppumziou 0 • ecc.), possono t ener~i in ~ito. a. seconda de ll'eti~ dei pazienti, dai 16 ai 25 giorni: quind i si l'innoveranno, prima per osservare l'andnmen to d,•lln frattura, e poi per cominciare il massa ggio P i vic~oli movimenti, ehe Affrettano in modo meraviglioso la gual'igione. Dopo t.ali ese rcizi s i rinnovora l'apparePc hio, nm più :::em plice e facil mente rim ovihile per l'esecuzione del massagg io e dei movimenti Con ques tn sur.c inta notR prntic11 l'A. non ha voluto dettnl'8 l ~ggi. ma ~oltautn riassumPre per sommi capi q1wi pr ecetti che gli risultavano migliori nella curn di unn frattura prr evit11re delle consE>g:uen7.G t11lvolta disastro~e.
c. E MAox1. -
La laparatomla eaploratlva è dover.:>s a lo ogni oaao di fe-
rita d& arma d& fuooo oon pareooht proiettili in regioni limitrofe alla oavltà addominale. - ( nlJllettitlo delle scienzr wedic!te, marzo 1914). L'A., pri111al'io nPli'ospedale di Fermo, prendendo occasione da un ca :::o comn· nicato dal prof. LPjRr$ alla Societi\ di m edir.inii di Parigi di ferita dell'ampollR rettale II dell'intesti no tenue d:11 un colpo di fucile da caccia, ammette che in tutt i i casi di lesioni con proiettili multipli 1,ella region e snrrale, n on si pos.~a stabi, lire con uua semplice e~p lorazione, se il peritoneo ;,ia leso o mf'no, per::h è il sangue. le scheggie ossei', le fi>c i, i corpi estranei trascinati dai proiettili imbrntt ano tal mente il campo da esaminare, che un'aperturn del peritoneo pas;:;ll inoss~n·11t,,. anche se di discreto calibro. al p iù accurato dPgli osservatori. Egli si dichiara favorevole in t:,li cas i allll laparatomill esplorativa, la quale. grn7.Ìe alla cor.oscenza dell'a.::eps i. non apporta ,fanno alcuno e permette di stnbilire con facilitÌl. e !:'icure1.7.11 se la ferita è penetrante in cavità e di riparare le eventL1Rli le'<ioni dei visceri. Riferisce in propo~ito la storia clinica di un c111·ahioiere. il quale, e.~sendo di pattugl i!\ alla ri<:erca di un lat ita11t1>1 r icevette per enore da un compagno una fucilata a mitraglia nelle regioni gluteEc', m«ntre stava chinato a. terra. per frugare una siepe. Ricoverato dopo 5 ore 11ll'ospedale di Fermo. si riscontrarono 10 ferite d11 arma da fuoco alle r l'gioni glutee. d i cui una, a destra, fuoriusciva n e lla regione inguinale dello stesso IRto. Dat a 111 depressione nervosa del pa1.iente. non fu possibile l'in te rvento immediato: dopo 7 ore, scomparso il t rauma nervoso. beoch è la temperatum fosse salita a l()<> C., l'A. praticò la la pamtomia m editrna e trovò la c1,vità ad dominale innonrlat R rii feci e di saugue : accertò quindi 2 ft'lrite d,,1 r etto, che vennero sutt1rate, ed altre 8 ne l colon ascendente, in vicinRnza ,lell'appcndice. che puro rhiuso con punti d i setn, e ri11venne un proiettile in Cli·
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RI\.JSTA DI Cl(JIWI-WIA GE ~ EllAl,~;
vità. Compiuta la toletta perìtonenle, l'A. applicò nel baciuo un grosso d rena ggio alla Mikulitz, che venne poi tolto in G• giornata. Il decorso post-operato rio fu dei migliori: la febbre scor1.oparve del tutto, il polso si fece meno frequente e in 10" giornata l'infermò defecò senza alcun disturbo. L'A. osserva che il ferito da lui curato presentava 5 ferite i ntesti nali e che per ciò 111 peritonite sarebbe stata certa e mortale, ma 110n v'ha dubbio che la s ua salvezz11, sia dipesa ancbe dall'aspcrtativa, per la quale scomparvero i fenomeni di collasso e si potè operare su di un orga nis mo che avev a riacqn istRto molto dellt' sue forze Egli conclude che come ne lle frrite delle pareti addominali bisogna accertare sem pre con atto operativo, se vi è penetrazione in c-avitil, cosi in quelle regioni limitrofe alla cavità addomi nale è necessaria una la paratomia esplo1·ativa per riconoscere se vi è perfora zione del peritoneo.
c.
C. ~!Anc110s1. - ll'uovo prooedlmento per la rloeroa d ella pan operoularl• del gyra• trontalla lnferlor oon apeolal e rlgaardo alla pratica ohlrurgloa. - (Gazzetta i 11fenwz ionale d i 1nedici11a, chiru rgia, iyi~ne, n . 17 ciel 1914). La P '11'S opc,·c,ilal"is del !f!JrLtfl fro11tali.~ inf,wior o lobulo cli Broca, o pied.; della III circonvoluz ione fron tale ha, <:om'è n oto, un'import,rnza fu11zionale massi ma, essen do il e-entro dt>l l inguaggio art icolato. La maggior parte degl i Autori r.he s i sono occupati di questn parte delln topoe;ra6n cranio-cerebrale si sono bmitJ1ti a segnare nell'area cerebrale un punto ,-o]o corrisponde11te al pit>cle di questa circonvoluzione e il chirurgo, quindi, per non cadere in errore, è stato costretto a praticare una breccia molto p iù am pia di quanto in r ealtà non fosse occorso. (Broca, D'Anton11., Clado, Mas pe, ecc.), Chi, poi, h u cercato di ovv iare a questo in conveniente ba scelto, come estrem i di linee fondamentali, punti del cranio tutt'a lt ro che fissi (F11lcone) e qualche vo:ta ancora po<'O riconoscibili. L' A. ba fatto uso di due punti fo11damentali, meno incerti, meno variabili e facilmen te reperibili: l',ipo6si orbita1·ia esterna ed il condotto uditivo est PI·uo Unisi:e il centro del meato udi tivo !'Sterno (A) coll'apofisi orbitaria e!<terua ( IJ) e. nel punto d i mezzo ( C) d i questa l inea A N, inna lza una perpendicolare (CE l fìno ,l'i arrivare alln suturn hiparietale, che cor risponde alla linea mediana della volta. Sul In perpendicolare ( CFJ) Sl'gna due punti: uno (D) che dista dalla linea (AR) un quRrto della distan za totale CE e ch e unisce con B e un altro (FJ, a cm. 2.50 dal punto D. dai quale fa pa rtire una lineR. parnllela alla DB. St1 di essa prende un punto G, a partire da F, cm. 1.50 in avanti. e lo un isce ad Jl sulla DB, il quale dista 2 cm. da D. Ottiene cosi l'nrea HDFG, sede del piede della III circonvolu zione frontali'. L e osservazioni compiute ROpra un numero cospicuo di c ad a veri avrPbbero d ato 1tll"A. sempre risultat i ~ufficienteme11tP esatt i per la pratica chirurgica. Nell'atto operativo bisog 11a r ispetture i rami dell'a. 111enin9en media. spe<'ialrnente l'anteriore, percbè una lesione d i quest'ultimo pro,luce un'emorrag ia di t"fìcil issin11, a frenarsi per le p <'culia r i condi;doni :matom ich e dPl vaso. AU'UXS().
RIVJ STA DI OOULTSri1 lOA Dott. Euoi,::s10 MA1uo H&sso. - Le oondislonl della vialone nell!ul•ometropla. - Roma, ti p. ed. Romana, 1913. Questa è la tesi di libera docenza brillantem'Emte svolta dal capitano med ico Besso nella c linica oculistica di Roma, diretta da. quell'insigne oftalmologo che è il prof. Cirincione, guida amorevole e sapiente di tutti quei giovani di buon volere, i quali - come il Be!!so - si cimentano con ardore alle gravi difficoltà della specialità. oftalmologica. L'argomento dell'anisometropia, che non fu t rattatQ finora da alcuno in modo Yeraroente completo, diede occasione nll'nutorò di raccogliere un buon numero di
osservazioni personali e di trarre da esse un ricco materiale di studio, che egli espone in questa s ua memoria con grande chiarezza e precisione, dilucidando aJ. cune questioni controverse, mettendone in rilievo altre ch'eran rimaste quasi nell'ombra, e dimostrando, in questo non facile lavoro, un ncume critico non comune e singolari attitudini a questo genere di ricerche. La monografia consta de lle seguenti parti : I. Sguardo storico Slllla letterat111·a dell'anisometropia. IL Generalità. III. S tudio analitico della visione deyli anisometl'opi (nel quale, a proposito dell'accomodazione, avrei desiderato vedere per lo meno accennato il nome del Reymond, che scrisse cose genialissime sull'accomodazione relativn).
IV. l,e ani.~ometropie con visione binoculare. V. Le anisometropie senza vi.~ione binocttlare. V I. Le anisometropie l"On astì.1/fnatismo. VII. f}afachia unilaterale. VIII. La correzione ottica dell'anisometropia (In quest'ultimo capit olo, particolarmente interessante nella pratica, l'A. viene a conclusioni piuttosto ottimistiche sulla correzione disuguale, nlle quali non potremmo sottoscrivere senza qualche riserva: ma su ciò aVTemo forse occasione di tornare prossimamente). I nsomma: il lavoro del Be~so, ben concepito, ben condotto ed esposto con una limpidezza di concetto e di forma, che ne accresce il pregio rendendone gradita la lettura, è verament,e degno della Clinica da cui è uscito. Ed è questo il miglior elogio che se ne possa fare.
E. T. Dott. SALVATORE L EONE. tore. Siracusa, 1014.
Il tracoma dtmlnuuoe tn lt&lia ? - Santoro, edi-
Non ci è possibile - e ce ne duole - dare un largo riassunto di quest' interessante monografia dell'esimio oculista di Siracusa dottor Salvatore Leone, giac· chè p1,r non guastare l'euritmia del lnvoro e per non menomarne l'importan za, bisognerebbe r iprodurre qui i numerosi diagrammi che ne formnno parte integrale: il che ci è vietato dalla tirannia dello spazio. Che il tracoma s ia in diminuzione in Itul in dal 1906 ad oggi, è u n fatto che non s i può mett,·re in dubbio essendo d imostrato fino all'evidenza dalle cifre sta·
RIVISTA DI OCUUSTICA
t istiche e dai dia.grammi coscienziosamente tracciati dall'A.: ma quali sono le benefiche cause di questa diminuzione? L a prima fra tutte è. secondo il Leone, l'emigrazione; nel senso che, siccome per legge è proibita in vari paesi (per esempio nell'America. del Nor d) l'immigrazione dei tracomatosi, così è naturale eh,, coloro i quo.li hanno necessità di emigrare si sottopongano rigorosamente e scrupolosamente alla cttra, e incitino gli altri, che poi emigreranuo, a seguire il loro esempio; facendo in tal modo, e s n v asta scala, un'attiva propnganda profila ttica in pressochè tutte le province del Regno con incalcolabile vnntaggio della salute publ,lica. Altre cause della diminuzione del tracoma l'A. addita nelle opere di r isanamento, che in questi ultimi a.un i contribuirono ad elevare il valore igien ico di una gran parte d el!' I talia (abitazioni moderne, migliorato approvvigioname nto idrico, fognature razionali, ecc.); nell'educazione moderna, meglio intesa nei riguardi della proprietà personale; nell'igiene del lavoro; nel miglioramento dei salari e, per conseguenza, della nutrizione; e infine, in ogni specie di previdenza opportuna.men te imposta dalle leggi sanitarie. Come tutti i precedenti lavori del Leone, anche qut>sto può essere giustamente definito una buona azione; poi eh è, mettendo in rilievo il bene che fu fatto negli anni scorsi e i buoni riSltltati ottenuti finora, l'A. stimola le autorità e il pubblico a contin11are nella via intrapresa, nella convinzione che essa ci condurrà alla tan to desiderata redenzione sanitaria della patria nostra. Al benemerito dottor Leone, i nostri più · vivi rallegra.menti per l'opera intelligente, indefessa e coraggiosa da lui prestata nella lotta contro il tracoma.
E. T.
RlVISTA DI MALATTIE VKNER~R E OHLA PHlK w. LANDAU. - Un nuovo metodo 41 41agnolli della •Ull14e. Beasione 4el deri llitllitlol ool reattive, iodato 41 W. Lanclau. - (1.a Presse Médieale, D. 1Sl>, 1914).
Non è più possibile, oggi, accettare la teoria fondamenta le degli antigeni e dei complementi per spiegare l a reazione di fissazione, dopo ch'è stato dimostrato che gli estratti alcoolici d'organi normali dell' uomo e di an ima li, le preparazioni a base di lecitina e di colesterina dànno reazioni positive. La r ea zione della fissazione deve essere considerata come una reazione fisicochimica, basata sulla precipitazionP colloidale dei sieri 'dei sifilitici con i lipoidi contenuti neg li estratti organ ici. Il Landau, per rendere v isibili le modificazioni fisico-chimiche dei sieri dei sifilitici con una reazione di tecnica meno delicata delh~ reazione del Wasser mann, ha ricercat o come 11i comportano tali sieri di fronte agli alogeni ed, in ispecie, all'iodio. Col metodo primitiva.mente usato dal L andau (reazione coll'ol io di vase lina iodato) su 90 sieri di sifilitici esaminati si ebbero positive , 9 R. W. e 65 reazioni d i Landau.
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RIV1 STA DI )IALATTIE VENERE~: E DELLA PELLI':
Col metodo stesso, modificato e reso più sensibile a ggiungendo, dopo la reazione, alcune gocce di soluzione a.niidata, il numero dei casi positivi colla R. L. sorpassa del 27 p. 100 quello dei casi positivi colla R. W. In tutti i casi di sifilide terziaria si ebbe reazione iodica positiva; ne i casi di ulcera, la percentuale de i casi positivi fu superiore colla reazione iodica che con quella d1il Wassermau11, R ecentemente il L1mdau ha perfezionato il suo metodo, semplificata la tecnica " diminuite le cause di errore. Il Landau adopera attualmente per sciogl iere l' iodio il meta.no tetrac lorato (C Cl 1 ) , che è un liqllido limpido, di composizione costante e che si trova facilmente in comm1>rcio. La tecnica è semplificata così: A O,:lO c. c. d i siero da esaminare si agg iunge 0,1 c. c. di reattivo. Ques to reattivo e costituito da una soluzione all'l p. 100 di iodio in metano tetra.clorato, cl,t: si prepa ra estemporaneamente, prima di ogni serie di esperienze. facendo sciogli ere !'iodio puro nel metano in un piccolo mortaio con un bas toncino di vet1·0. li siero da usare dev'essl're fresco, a ssolutamente limpido e non deve contenere emoglobina (siero non lipemico). Si m1·scola.no i l sit>ro ed il reat tivo in una provetta di lunghezza qualsiasi e 111.rgn cm 1,2; la provetta si lascia in po;;izione verticale per 4 ore alla tempe rntura ambiente, sen7.a agita re. Passt\to tale periodo di tempo, si leggono i r isu ltati: i sieri sifilitici hanno una tinta gitlllo-chiara trasparente, quelli normali, al contrnrio, sono di un bianco-opaco. AL.t'ONSO.
RIVIS'rA DC 'l'ERAPBU'l'ICA R J uJJ. - La oura delle uretriti aoute nell'uomo oon la aoluztone glloeroploro-olanurloa. - (l'a l'is medical, 16 maggio 1914) L'A. si serve da due anni nella cura delle uretriti acute nell'uomo di un metodo pratico che realizza una medicRzione durevole e una protezione efficace e possiede te notevoli virtù curative. Consiste nell'uso d'una specie di colluttorio R.Strin..,.en • b e c heratoplastico a base di glicerina ris pondente alla seguente formula: Sulttzione ,1: Glicerina. a 00" sterilizzata
.àcido picrico Alcool a 90° S0l11z ione b: Ossicia nuro di mercurio Acqua distillata.
g r. 600 > 2 >
t)
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0,80 10
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L'acido picrico s i scioglie prima nell'alcool, e questo poi nella glicerina a bagnomaria agitando continuamente per unn ventina di minuti Quando la soluzione (a) è raffredd1ita, vi s i aggiunge la soluzione (b). L' ini..zione nell'uretra si fa come por le altre soluzioni con una pera di g omma, tcnenc\o poi chiusn il meato urinario tra il pollice e l'indice per trenta secondi a
RJ,I,:,TA P! TERA l'EUTICA
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tre minuti, giusta la sensibilità i ndividuale, 11 tacendo 1·011temporaneamcnte il massaggio lungo l'uretr a dall'avanti all'inJietro per assicurare la propag11~ione" la ripar tizione del f.irma~o; il liquido si fa quindi uscire lentamente. La sensazione prodotta dal medicamento è un leggiero br uciorP.. Durante il periodo ncuto dell'uretrite è n ecessnrio fare quattro inil'zioni al giorno; e ùopo una ventina di giorni di tale pratica la secrezi,one è ordinaria· mente del tutto scompRrS<\ anche a l mattino: però ht scomparsa della suppuraz ione non è sinonimo di gu,wigione, " potrlt ancora constatars i un certo fastid io ni1lla minzioue, dolori in qualche punto del canale uretrnle con la palpazione o nello stiramento dell'as ta Quando questi fatti persistono, anche se la secrezione è scompHrsa, bisogna continuare le iniezioni pella proporzione di tre :ti giorno, fino alla scomparsa d'ogni sinto111a. S'impone pertanto anc he una accurnta sorveglianza da µa .. te del 1,1edico, il qual e solo potrà consigli,ne quando potrà ess,•re r ipresa la vi ta se,.:suale, e quando, si potrà fare 1·itorno alla di.eta ordinariR e a certi spec iali eserci1.i fh;ici come la equitazione, In bicicletta. ecc., ricorrlando che la guarigione dt>ll'uretrite gono, coccica non può essere dichin.rnta "he dopo piuecchi m.,si. L'A. ha curato col descritto metodo molti casi, e 25 di .-ssi, quasi tutti militari, sono stati diligeutemente se~uiti per ln11ghi period i di tempo; egli ne>n ha mai con st:ita.to a lcuna r ecidiva, and1e in casi di nn•trite po~teriore; inoltre le comuni complicanze ùn·.>110 assai meuo frequenti.
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RIVIS'rA DI MEDICINA LEGALE Con.a14erastonl prattohe •ulla patogene•l e •nlla progno•i delle nevroat traum&tiohe. - (Il Rn111azzini, fase. I , :in110 YllI, 1914).
A. C 1A)LP01,1:-.r. -
Preceduto da una splendiùa prefazione de l prof. Bcrri, questo studio catamnestico fatto d,,1.ll'A .. ispettore medico delle fe rrovie dello ~tn.to, si impone subito pe:· la gran copia di dati raccolti negli archivi degli utlici sanitari ferroviari, i qunli dispongono di un 1uateriale ricchissimo ed a<'curMamente disposto, colla pii1 grande varietà di traumi: dn quelli più iosignif:icauti, come il p iccolo incidente di u n vetro. rotto per una banalità qualunque, ma per il quale il viaggiatore può van tare un diritto al risarcimeuto di danni, al lieve urto io manovra od al brusco nrresto di un treno in marcia, arrivando, per grndo diverso di inteni:ità fisico-psichica, al grave si n istro ferrovial'io, con tutte le conseguenze più rilevanti. I cMi di nevrosi trau matica, d'ambiente ferroviario, raccolti dall ' A sono ~00, d i cui 82 appartengono a l la categoria dei commercianti e viaggiatori di commercio, 81 agli agenti postali viaggi:1ati, 24 ad ageuti fenoviari, 18 a professionisti (avvocati, medici, ingegneri), 16 a soldati (disastro di Bea no HIOS) e 41 a donne: Dall'esame di tutto il complesso clinico dei singoli .)llSi e dalla valutil7.ione delle circostanze, in cui q_uesti si sono svol~i, si rileva, p ressoc bè in tutti, una identità di modo d'insorgere e le stesse can,tteristiche di decorso: si ba infatti in primo tllmpo nella maggior parte assenza. o qna.Qi, di fenomeni obbiettivi, con note evidenti di simulazione o per lo meno d i esagerazione. ed è a.ppunto s u queste che s i fonda IR prima pretesa di indennizzo, sproporzio1wta i.ll'entità delle le -
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ntVISTA DI MEOI CIXA LEllALE
sioni riportate. Ini1.iatasi la vertenza giudiziaria, la sindrome trova nella lentezzR e n cll'o.n~ietà di essa nncor n1iglior terreno al suo svjluppo, e quando la sentenza definitiva à favorevole al leso s i l,11, s ubito dopo un miglioramento rapidissimo, sicchò di lGO casi di nevros i traumatica stmliati in ogni elemento di insorgere e di decorso. l'A. ha potuto constatarfl che, tranne quatt1·0, negli altri cessata ogni preoccup11ziou1> d'indole economirn. e col volger del tempo, la sindrome è andata a poco r, poco pe1·de11do il suo contenuto dioico fino ad esaurirsi, tanto che neurotraumati7.znti, ritenuti per sempre invalidi. poterono invece toruare al l nvoro cou pie no rendimen to fisico e ment ali- e taluno a.n<'he con un'attività s uperiore R quellR spiegata in precedenz:i.. E dolle poche mancate guarigioni la c11,u<aa deY~ piuttosto cercars i in condizioni iuerenti al mRlato e all'ambiente in cui si svol~C' la sinllrome c he nella sindrome stes;;a. Studiare il fatto morboso, quale appare attrn\·erso ad esperienze di gabinetto, non confortate d,ii risultnti dello. pratirn. è secondo l'A. un gra ve errore di me· todo, e non può qui11di indurre che a co11clusioni inesatte. Perciò nei singoli casi raccolti egli ba prescelto, quale prova di guarigione, il criterio del ripristino lavoro, che è quantità. assai meglio ponderabile di uno stato di emotività., di cui non s i può sempre s tabilire il grado cli persistenza. Quanti infa.tti, ad un esame minuto, rivelano uu11. sintomatologia che potl·ebbe dirsi neuropatica e che d'altra parte ad essi non impedisce la migliore estrinsecazioue di intelletto e di forza fisica. L' A. conclndc pertanto che la sinJrome che va oggi sotto il nome di " nevrosi da trauma• è di natura es.,enzialmente psicogena, e l'insorgere e il sistematizzarsi del s uo quadro clinico sono indipendenti dalla s ede, dall'entità e dalla qualità del trauma. La fenomenologia d i questo stato morboso è peculiarmente orientatn verso punti determinati di reazione ideat iva (indennizzo), e risente di parti· colal'ità individuali d'ambiente, di lavoro e di inte1·essi Esis tono per la « nevrosi dn trauma • condi:r.ioni predisponenti, indipendentemente da contingenze di lavoro e di mans ioni. Ce!'sate le cause di preoccupazione e composto ogni dissidio economico, tale sindrome nella totalità dei casi perde gradatamente del s uo contenuto clinico, fino alla completa restitutio ad i nf1>grtw1. C ..i.SAR l:'\J.
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BA'ITERIOLOGIA E. Moi-;o<>LFO. - Portatori orall clel b&olUl tHol. - ( Rivista critica di cli11i~1, medica, n. l!J, maggio 11J14). Che la saliva e il muco buccale dei convalescenti e dei guariti di tifo possano contenere bacilli di Ebertl1, venne già dimostrato da Gould e Qualsn in uno studio s ui portator i di bacilli e reeentemente Prurjesz e Per! banno potuto isolarP. il bacillo tifico dalle tonsi lle e dai denti cariati in cinque su dieci convalescenti. L'A., assistente alla cliuica medica di Pisa, ba intrapreso una serie di ricerche sopra convalescenti di tifo allo scopo di accertare: 1° quale sia la frequenza con la quale detti convalescenti ospita110 nella bocca i bacilli di Eberth; 2° quanto possa pl'otr.. rsi il periodo nel quale i reperti batteriologici delle secrezioni boccali riescono positivi; 3° quali rapporti esistano, soprntutto di frequenza, fra i porta tori di bacilli nell1l bocca e coloro che eliminano i germi tifogeni per altra via (feci ed urint>)
Ul\"I S'!'A D' I GIENE GEN !sRALI,: E BATT ERIOLOG IA
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Dalle esperienze fatte l'A. ha potuto riscontrare in 22 s opra 28 conYalescenti d i febbre tifoide la presen:r.a del bacillo di Eberth nelle secrezioni boccali, con u nu frequenza cioè del 78 1/ -2 p. 100: le s ue osservn~ioni dimos trano come il bacillo di Eberth possa pers istere n lungo uella cavità orale degli individui guari t i per un periodo di me,.;i ed anche di Anni, per cu i s i può parlare di veri e propri portatori cronici. Egli inoltre ha vol u to es egu ire compara t ivanw nte una serie di esami bntteriologici delle secrezioni bocca li d n un lato e del)<' foci ed urine dall'altro su 14 dei soggetti già s tudiat i, ricorrendo 11.l te1TP no di Chant1amesse (agar con aggiunta di lattosio, di tintura di tornRsole e di a cido fe11ico); per la identificazione del bacillo tifico, ha innestato le colonie sos pette ne i com uni terreni colt urnl i d ifferenziali (lat t e, a gar nl ro~so ne ut ro, agar alla Wurtz, ecc.), ed ha eseg uito la prova dell'agglutinazione mediante s iero di tifosi ad a lta dilu iz ione. Ora su 14 casi l'A. ba potuto riscontrare in 11 (78,5 p. 100) i bacilli t ifici ne lla bocca, in 3 n elle feci (21 ,4 p. 100•, in 2 nelle urine (14,2 p. 100): cosicchè la maggior parte dei pazienti, che furono oggetto di quesho s tudio, abbandonarono la clinica. eliminando ancora con le secrezioni boccali, non più con le feci e con le urine, i germi tifogeni. Pertanto, se ulteriori indagini rech tmmno alle ancora scarse osserYazioni ulteriori conferme, s i dovrà segnalare nna nuova schiera di portatori ben più numerosa e ben più temibile: quella dei portatori orRli Si tratta infatti di indiv id ui guariti dPll'infezione t ifica, i quali recano nelle loro cnse il pericolo del contagio, mediante gli inevitabili rRpporti boccali, l'uso delle stoviglie in comune, ecc., i pericoli si moltiplicano poi, di necess ità nelle cla~si meno colte, in cui poco è da confidare nei cons igli e nelle praticht> igieniche. L'A. afferma che questi portatori orali di bacilli t ifici non rapprese ntano un fenomeno raro, ma un fatto oltremodo frequente, non l'eccezione, ma piuttost o la regole, e ritiene perciò di aver segnalato un pericolo non lieve e non molto noto d i contagio e di diffusione dell'infezione tifica: agli igienisti s petta il còmpito di isti tuire all'uopo norme adeguate di profila~si. CMIARlSI.
RIVISTA DI ANATOMh\ E FISIOLOGIA NORMAL~: ~: PATOLOGICA SCH• •El'PL&n H&1t&u NN, -
Morte lmprovvla& 4a l perirotla del timo. - ( Crn·
lralbl. f. allf1e:,n. Path. u , pathol . .Anat., XXV Bd .. 1914, S. 289 111 2!:!o~.
Occupandomi in questo periodico (anno LVII, l909, pag. 3 a 2"3) delle morti improvvise senza causa anatomica nota nei militari fra le varie teorie esplicativ.. al riguardo accennavo anche a quella dell'ipertrofia del timo ed alla varia importanza ed alle diverse interp,·etazioni che le furono attribuite dagli autori. Ora il cnpit&no medico Schoeppler, insegnante di patologia e di anatomia potologica nell'accademia di medicina militare di Monaco di Baviera, pubblica al riguardo un'osservazione anatomicn assai is trutti va, che m;irita d'essere qui riferit,,, poichè l'ipertrofia timica fu indiziate. come causa di morte improvvisn non solo in bambini mn anche in adulti e in militari (Nordmann). Dopo una breve introduzione storica, l'A. osserva come ancor oggi, nellu ques tione dei rapporti fra ipertrofia. timica e morte impto\'vis a, due teorie si tre.-
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R1 VISTA DI
A~A'l'OMJA E Fl i,:IOLOOIA NORMALI, E
PATOLOG ICA
\·ino fra di loro in pos izione recisamente con trastante. Mentre l'unn acc(•tta la ipertrofia come causa della morte. l'altra la esclude in modo assoluto, chiamando in giudizio ogni altro p0$Sihile genere di infermità. Petò, coll'>ippoggio di esempi tratti d1dla letter11tura, può e~sere affermato come real men te il timo ipertrofico possa divenire cagione d'improvviso decesso. Dal n overo di siffatti esempi s'intendono. naturalmente, escluse quelle osserv11zioni in cui, n o nostante la presenza d'alterazioni anatomiche nella trachc,a, non e rn in akun modo accertRto che il tim o ipertrofico ,wes;:;e ,lrrecRto l'esito letale. In un bimbo di un anno e mezzo che venne repentinamente a morte fra le lJrnccia della madre, l'A pote, alla sezione anatomica, ,1 ppurare una totRle compressio ne della trn,chea per parte di una glandola timica iportrofioa, pesa nte 85 grammi e lunga cent imetri 12 e mezzo, la qua.le 11veva qu11si del tutto sch iacciato e compresso il canale tracheale. La diagnosi venn i' dunque cosi formulata: e Mort e pe r asfiss ia d a compressione d ella tr11cbea causata da ipertro6a del timo>. A1 micro!icopio si ebbe il già noto reperto. Con la misur azioni' di alcune linee prese sul petto e sul capo dt•ll'individuo e con l'applicazione delle leggi d ella lev11 . lo Schoeppler dimrn,tra., in via fi sico- matemat ica, co.ne effett ivamen te il timo possa da solo an..care la morti>. S i ammette gener,llmen te che un peso di 1000 grammi sia sufficiente a provocare un totale scbiaccinmento de lla tracheR: l'A. poti> però dimostrare, col calcolo. come, appli cando in punti rl ifferenti la fo rzaco mpressi,a, nel caso in questione si poteva giungere, in un punto. persino a 7785 grn 111mi e in u11 altro a li'>70 g rammi di peso. Cosicché s i possono. per caso, sempre valutare i pesi occorrenti per un t,otale scbir.eciamento della. tr11chea. Essi dimostrano che il timo ipert ro6co, da solo, può chiud,·re del tutto il lume del dotto tracheale e quindi, parimenti da solo, essere causa della morte.
RIVISTA BIBL[OGR,AFIOA WA1.1.1t~sT01n·E R u. SzAngwsi.;1. -
Banitatat&ktiaohea B&n4buoh. -
( Mili-
tiin;tlichP i'ublikalionen, n. 152, W ien).
J~ un piccolo manuale tascabile di rece nte pubblicazione i11 cui souo esposti in maniera p iana e co11cisa e spesso sotto forma di te.vole si11ottiche i piu importanti r ico1·di e dati logistici e tattit·i che possono servire al medico militare in cRmpagnn. Quf"Sto manualetto perciò è una guida preziosa per il m edico mil ita re che trovn iu esso un vero e proprio 1irontuario sulla composizione dei Ya ri corpi ed armi, sulle marcie e sui trasporti, e quel che p iù importa su tutti i dati relativi al servizio simit,wio presso i corpi di truppa. negl i ospedali, nei treni ospedali e nelle n11,vi ospedale, come pure sulle pratiche delle d isi nfezio n i in caso di epidemie o di m .. !att ie infettive in genere. (Juest11, p11bblicazione1 compilata naturalmente in base a lla normale costituzione dell'es11 rcito aus tro-ungarico, non può aver~ per i medici militari i n Italia 11n v11,lore assoluto, speciolmente nella p11,rte che concerne il mate r iale; ma c iò non toglie che esqa abbia anche per noi una not,evole importanza. Il m11nualetto i-ilcgato in tt:"la e edito da ,losef Safar in Vie nn11, è in vend ita a l prezzo di marchi 4,50. B.
CONCORS1 ll'otlfloazloll,9 41 oonoorao per la nomina 41 40 tenenti medloi della B . marina .
IL MI:-;:J::1TRO Vista la legge n. W7, in data 29 giugno 1913, relativa al riordinamenui dei corpi militari della R. marina: Vis to il R. dP.creto n. 915, in data :?7 luglio UHS, che Habil.isce i quadri organici degli ufficiali dei corpi militari della R. marina pel quio'1L1e11nio 1919-918; Ol!:C!!Wf.~ :
É aperto un concorso - trn i la1 1 ,·wti ilt medfou1a P ('h,r111·yia nelle B. unii-ersitit del lley110 - per la nomina di 40 te11e11ti medici 11ella R. mari1111. con l'annuo stipendio di lise 2400. oltre lire 200 d'indennità d'arma. Tale con corso procederà in base al le istruzioni ed ai programmi s tab iliti con decreto ministeriale in data 20 settembre ll:118. I relativi esami si terranno in Roma. incominciando il 5 ottobr,· ,·oaente anno. Per l'ammissione a l concorso, l'aspirante dovrà far pervenire al ) I iuistero della marina, non oltre il 1ti settembl'e p,·ossimo i:e11tiiro: a) domanda, su carta bollata da lire una. 1,ella quale dovni anche dichiarare se intenda espors i a prove facoltativi> (speciticnndo a quali di (•ss,,) e mettere sotto la firma l'indicazione del proprio domicilio; b) diploma originate di laurea in medicina e chirurgia; ,·) copia dell'atto di nascitn. (legalizzata <lai presidente del tribunale competente), da c ui r isulti che non abbia olt,repnssiito l'età di :30 anni alla data del presen te decreto; d; certificato di citt adinanza italiana legalizzato come sopra; e) certificato dell'esito di leva ( se non regnicolo e che a bbia ottenuta. h, cittadinanza, i l certificato dovrà com provare l'eseozione da ogni ohbligo di servizio militare nello Stato donde proviene); f ) cer tificato di stato l ibero, o, se ammogliato, copia dell'atto del matrimonio civile: g) certificato yenerale, negativo, rilasciato dall'ufficio del ca ~ellario giudiliario competente; h) certificato di buona condotta, rilasciato dall'autorità comuna le competente e vidimato dal pret'etto o sottoprefetto; i) i titoli inerenti a p rove facoltative (qualora i11/e11da 1JOltoporvisi ). I documenti indicati alle lettere ll), f), g), lt) dovranno éssere di data non anteriore al presente decreto. Gli asp iranti saranno a mmessi a.Ile prove dopo accertata la loro attitudine ti sica a l servizio militare marittimo: a tale scopo, uel giorno che si presenteranno, in seguito a lettera d'invito, la commissione esaminatrice li sottoporrà a visita medica.
CO!>CORSI
I primi 40 candidati riusciti agli esami saranno nominati tenenti medie.i nella R. marina, secondo l'ordine di merito risultante dall'esito del concorso. Gli altri idonei, c lassificati dopo i primi 40, non av ranno diritto a tale nomina. I tenenti medici d i nuova no mina do\•ranno seguire u n C<>TSO speciale di ap· 7Jlica?.ione nella R. s cuola di sani tit militare maritti ma, in base alle d isposir.ioni regolamentari della scuola stessa. Cia~cuno dPi vincitori del concorso, non res1dP.nti in Roma, a ssumendo ser· vizio ri ce,·eril: a) l'ammontare della spesa incontrata (biglietto di viaggic in 2• classe) per recMs i dal luogo d i re•idenza a Roma e viceversa ; ,b) la indennità. giornaliera di lire otto. lorde, per tutto il tempo della di lU: permanenza a Roma (al massimo, dal giorno dell'inizio degli esami a quello in cui sarà affissa, fuori la sala d elle sedute, la graduatori a dei riusciti idonei agli esami stessi); c) gli a ssegni d i viaggio a tariffa militare, per renders i dal luogo di resi· denza a q uello della destinazione di servizio a lui d:1ta. Questi ultimi (le ttera c) saranno corrisposti anche ai vincitori del concors-0 residenti in Roma. Coloro che saranno assunti in servizio, sono avvertiti fin da. ora che non po· tranno invocare le leggi vigi:nti sulle pensioni, ma soltanto le norme che rego· lere.nno la istituenda cassa di previdenza, la quale ha per fondamento i conti individual i. Copie del pre,;ent e decreto e delle succitate istruzioni coi programmi potraooo essero r ichie:<te alle direzioni degl i ospeda li principali mil itari mari t timi 1ilpezi1, Napoli, \"'enezia, Taranto e La Maddalena), ovvero e.li' is pettorato di sanità e.I Mi· nistero della ml\rina. Il presente decreto sarà registrato alla Corte dei conti. Ro1na, 6 lllr;lfo f !I J.J. M1L LO.
NOTIZIE Il olaqaantenarlo della Orooe roua. L a benemerita associazione della Croce rossa italiana festeggiò solennemenh negli s corsi mesi d'aprile e maggio il cinquantesimo an niversario della sua isti· tuzione, che risnle a.I 22 agosto 1864; benchè fin dal 1SG1 Ferdinando Palasciaoo avesse già proposto all'Accademia J>ontaniana. che fosse garantita. median te un patto internazionale, _l'inviolabilità dei medici, Jegl'infe·rmieri e dell~ ambula.nie in g uerra E le feste dellll Croce rossa cominci,1rouo appunto colla commemorazione del Palnsciano, fatta in Campidoglio d111l'on. Vecchini. i l qaale pronunziò uno splen· t\ido discorso alla presenza dei Sovrani, delle autorità. civili e mil itari e di un numerosissi mo s tuolo di ascoltatori e di ascoltatrici: co mmemorazione che riu;;cl veramente degna della. memoria d i quell'insigne chir urgo, i l cui busto in marmo venne, con gentile pensiero, donato dalla Croce ross a al Comune di Roma.
:SOTIZIE
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~folto interessante e molto frequentata fn l'E spo, izioJle. ..J1e l'Associazione
t.enne a perta, neg li u ltimi giorni d'aprile e nella prima qui11dici11 a. cli n,aggio, nella Villa Umberto I; dove il pubblico potè ammirare una sezione retros pettiv.t, un museo libico, due ospedali da guerra completamente attendati, due ambulanze someggiate col relativo accampamen to , speciali sezioni riguardanti la guerra italo-turca, quella balcanica, il terremoto calabro-siculo, la campagna antimalarica, ecc., ecc. Nella via Raim ondi, contigua alla Villa Umberto 1. fu pure espo»io un completo treno-ospedale di 14 veicoli, che, dopo la chiusurn dell'Esposizione, intra· prese un lungo viaggio di propag anda e d'istruzione attraverso l'Italia. A codesto viaggio prese parte il maggiore medico Un.berto R irn, quale rappresentan te del corpo sanitario militare.
Movimenti aYYenuti noi C-Or~o Sanitario e nel Personale farmaceutico (Dalla dispensa at• al t , 35• ,tel Bollelllno u{firiale delle no1111n,1.
Uf'ftol&ll In servl:r.l o permanente. R. decreto -1 gi1tguo 1914. Vittorio, ca pitano medico R. corpo truppe coloniali Eritren (a d isposizione M inistero colonie). - Cessa d i essere a d isposizione co11Je sopra e destinato ospedale Piacenza dall'8 g iugno 1914.
C ALÒ
R . decreto 2R giugno 1914. vOCATURO Geniale, capitano medico
infermeria presidiaria Castrovilla ri. - Collocato in aspettativa per intermità temporanee non p rovenienti da cause di servizio per un anno. Ruo,u11 !,urgi, id. 87 fanteria. - Id. id. id. id. provenienti da cause di servizio. R. decreto 2 aprile 1914.
Vincenzo, capitan o medico, in a spettativa per infermità iucontrata in servizio. - Collocato a riposo con decorrPnza dal 1° dicembre 1913 per infermità provenienti da cause di servizio e nominato cavaliere nell'Ordine della Corona d'Italia. R . decreto 2 luglio 1914.
RUFO
I sP.guenti ufficiali medici so110 promossi al grado su periore con anzinnità 30 giugno ll:114 e con decorrenza pei· gli assegni dal 1 ° lug lio 191-1 :
Maggior i medici promossi tenenti colonnelli medici: S alt•ator~, ospe<la.le Napoli. - Continun C'o me contro. 0 001.ANO cav. Gioi:anni, direzione sanita VII corpo armata. - Destinato ospedale A nc on a. TAVAZZA N J cav. Cesare, infermeria presidiaria Jnea.. - Con tinua come contro SA L rnARJ cfl.V .
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MOVB!E~TI A\"VE~l 'Tl NEI. CORl'O S AXIT. E )."EL PER::. FARMA C l':UTI('ù
CRpitani .nedici promossi maggiori medic i: ToK rETTI cav. Pietro, os peda le T,ivo rno - Continua come co ntr o (a scelta). , · ,moo 1.1vA Bmia111i110, id Caserta (comauJato ospedale Genova). Id. id. (comandato ospedale Genova) PANTANO A1·turo, os pedale Livorno. - Id. id. LANZA cav. T ommaso, id. 'ro rino. - · ld. jd. (a soeltaì. \ ARD.l!lU Rfisio, 23 fanteria - Id id. Nova rn.. T RO\'A;l;ELLl Lnigi, 16 artiglieria campng11a. - ld id. Brescia
I seguenti tenen ti medici sono pt·omossi capi tRni n;ie d ici con risen·R d'auzianità e con d ecorre nza per g li ass,,gni dal 1<> luglio lfl14: CATALA:,;o Fra11cP.sco, os pedale C;,tnnz:i.ro. - C'ontin ua come contro. TunILl,I Anto,lio, 6 artiglieria tortezzl\, - D estinato 58 fanteria. BRUNI cnv Nicola, os ped:t le Bologna. - Id. Nizza cavalleria. Fomr,;o Salt-atoJ·e, [d. Casert& - Continua come contro. C'URCIO 8a1·crio, l'cuola 11ppli cazione ~anità militare - Id. id. L1 VJRt,HI SalraJorP, ospedale P,tlermo - Destinn to 76 fanteria. L or ,11;1.1c, !tocco, id . .Roma. - Id. -17 id, )iAr, ARAllBA Piefro, id. Udine. - Continua come co ntro u'At.llOK(;: F1·<1 11t'f.~<'O, id ('a~e r tn . - Id. id .
R. d ecreto 5 lllylio 1914. Su r, LIOTTI ca\·. Efi~io, mnggiore nwd ico sct1ola di guerrn. - Collocato i11 posizivll < ausiliari .., pe r e tà, dal 5 luglio 19L-t G RAZIA:'.'10 Carmi1te, ten e nte med i,;o ospedale Caserta. Collocato in a spetcati,·a per infermità t e rnporan ee non dip1·nde oti da ca u tie di se rviz io pe r -1 me~i.
/1Pfe rmi11azio11e mini~teria le !J lvf1lfo 19H. cav. Giusepp e. maggi ore medi co o~pedale Ancona. - Tras ferito <lireziom, <;anità , 11 corpo arm a.ta. OoDERA cnv [,11i.9i, id. direzione !'anità l\" corpo armata. - 1d. ospedale Genova PELl,ERINO cav. Antlrea, . id. infer m e r ia pre~idiaria Novi LigurE'. - Id. d ireziona s anità I V corpo armata. C'Asn:r.i.on cav. T,odo1:ico, capit.ino m ed ico r,7 fante ria. - ld. 1Garti glier ia caw pa.gna. BR10110r.10 Santi, id. ospedal.i Messina. - Id hli id. SC'lllFANI <'llV. Vincenzo. tenente medico 76 fan teria. - Id. os pedale Mi lano. Ro ~rANO C!\V, N icola., id ospedale M il a no - Id id. Roma. CHIAUltER,I Gioryio, id . 50 fanteri !\. - Id. 6 art ig l ieria fortA·zza. Co1111;LJAKO };,irico, id . ospectnle Cat.anznro. - Jd 16 fanteria. D0r-;1N1
Gli uffi ciali m edici a -;sis t enti ono rari idle c linic he unive rs i ta r ie cont 11rnt· ranno n freq ue ntare le cliniche stesse 11nche n oi pe riodo delle vac an ze esc i,·~ fino all'apertnrn d ell'anno scol:ìstico 1914-9H,, rimane ndo nella po;;:izione :inu~lt.
ll. decreto 9 luglio 1914 Ato'A cav. Vitto1·io, tenente colonnello m e,lico dire tto r e ospedale Bresci11 • - l'o!· loca t.o in pos izione a usiliar ia, per etil, dal 1!3 luglio H/1-1. Rll'Ct Gaslo11e . teuente med ico ospe dnle l•'i r en1.e. Id. aspettati va per m,•at· spec:iali pe r u11 an no.
l,IOVBml\:TI A \"\"EXUTI Nl::L COHPO $..INIT. E XEL PER$. FARMAC'ECTTC'O
7Bo
B . decreto 1B luglio 1914. :MAGG~;·i"rA cav. Edmondo,
-
tenente cnlo nnello medico direttor.. ospedale Catanzaro. Collocato in posizione ausiliariA, pe1· ett\, dal 16 h1glio 1914
Decreto ministeriale H luylio 1914. Lo stipl'11dio a11nuo rlei maggiori mediei i11seritti nell'annuario milila,·e c,,n aoziiinit/t 30 giugno 1009, è portato a lire 5500 dal 1° luglio l:H4. L o stipendio annuo dei c11.pitani medici insrritti n ell'a111111a1·io militare con anzianità 26 giugno 19().J, e 30 giugno 1909, è poi-tnto ri~pettivnmente a lire -IBOO e 4-100 dal 1° luglio HJH.
Delermi11azione ministe,;ale I(l ltt[JhO 1914. Amelio, C!l.pitano medico 65 fanteria - Trasferito ospedale Torino. R. decreto 28 dicembre 1913, stt ri·opo.•ta del 1ni11istro delle colonie. C'A ., tETTI cav Silrio, colon1.1el lo medico direttore sanità militare J\' corpo armata - Nomin:1to uffiziale nell'Ordine della Corona d'Italia. GALLIA
il. decreto 2 aprile U!l{. ~ ,,c-i::r.1.1 cav. Gi11seppe, maggiore medico, i11 aspt·ttn.tivn per infermitil. - Collocato a ri po;:;o, a :;u11, doma n da, per infermi tà proveniente da causa di ser·~izio e per rRgione di età con dt>correnza dal 16 novembre UIW e nominato cavaliere nell'Ordine dei SS. Mirnrizio e Laz,:11ro.
R. decreto 1G luylio 1914 Ruggiero, tenente coloirnello medico direttore ospedale Messi nu. Collocnto in posizione ausiliaria, per etìi, dal 23 luglio 1914.
DF.L VEccr110 c,iv
-
Deter"iinazione miniNteriale 2B I 11.qlio UII4 ZIJ GCAIH Jlecl,ri,:o, capit1rno medico osped nle Casertl\. -Tra.,;ferito ospedale Milan,,.
Filodelf'o, id. id. 44 fanteria. - I d. 90 rnnteria. T',1 LU)!l!O Gi1tsep1,e, tntente medico 39 id. - lJ. :24 artiglie1·ia campagna..
Sl·'EJ!f!AZZO
Farmaol•ti mWtarl
R. dec,·efo 11 gi11f!no Hll·i. A11lo1l'io, farmacista di l" classe, in aspettativa per infermità comprovat11. - Ric hiamato in servizio n.ttivo, a s ua domanda, dal 16 giugno 1914 e d estinato ospedale militare di Cava dei 'l'irreni (Salerno).
AMA'l'UltO
Uftlol&ll ln poaizlone di aervblo au•lllarlo. Decreto mi11isferiale 30 giv.yno 1914. S CHJRRU cav. Guglielmo,
maggiore m edico, distretto CagEiari, in set·\·1,:10 ospedale Cagliari (decreto ministeriale 10 mar;-.o 1911). Ricolloca.to in con~edo dal 23 apt·i l& 1911.
Decreto millistedale G luglio WIJ. cav. R/isio, maggiore medico. distretto Torino. vizio temporaneo dal 6 luglio 1914 alla scuola d i guerra,
SuLJJOT'l'J
Chil\mato io , er-
73(-Ì
MOVIMEXTl A YVEl!il"TI XEJ, CORPù SAX IT , E )!EL PERS. FAR YA OE U'I'J CO
li• -
&. ,l
Uffloiall 41 rlllerv&. Decreto m.iilisteriall' 80 giugno 1914. Qu&nENG H I
:Milano. -
1''ra,1~esco, capitano med ico, distretto Mila no, in servizio ospt'd,,Je Ricollocato in congedo d al 1° l uglio 1914, R. dec 1·pfo 14 giuyno 1!)14.
FIORENTINO cav.
Luigi, tenente colonnello medico, dlistretto Catanzaro. - Rero• cata e considrrata come non avvenuta la sua dispensa da ogni eventualem· Yizio militare per età, di cui il R. decreto 16 aprile 1914.
R. decreto 5 luglio llH4. Gii::siXtJSA
Matteo, tenAnte medico. distretto Palermo. -
Promosso capitano medico.
Decreto ministeriale 2 luglio 1914. Mo1t1 Umberto, cALpitano medico, distretto Reggio Emilia, :n ser vizio 66 fanteria. Ricollocato in congedo ch,l 80 giugno 1914.
Il
~\l!;
.,
Decreto ministeriale 10 luglio 1914.
Etto1·e, capitano medico, distretto Castrovillari. - Chiamato in ser· vizio, con assegni, per tempo indeterminato, dal 15 luglio 1914, all'infermeria Ca.5trovillari.
GAG LIARD I
Defunti. FIORENTINI! cav.
L uigi, tenente colonnello medico rissrva, distrette, Catanzaro. Morto a Settingiano (Catanzaro), il 26 febbraio 1914.
RetWloastonl. Dispensa BO", pag. 806. - V 1001ANO .A lfredo. - È annullata In determinazion& mi nisterialt\ 25 giugno 1914 nella parte che lo riguarda.
,.
ll R edattOr<:, Eo~IO:SDO TROMBETTA, colonnello medico. (~fii_J_\-_- R_n_m_a_ , -H-11-,-_-T-,p-.-V..- Y-,1g_h_e-ra- .- -- --
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--
--L-o-, o-1_P_A_L• •EAI, g.-rt""'
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Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz, del " Giornale di medicina militare " Vu XX $BTTRII011B. PALAZZO OU ~hNl~T~RO D8LLA OUKRIIA
Ixsauoo PIETRO, tt>nente generale medico. - Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi eperimen,tali, con 15 tav. di fotografie e r adiografie riprodotte in fototipografia).-Roma, 1903. (Vendibile presso la Tip.Voghera) L. , lo. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile presso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . • 8 -A mropomdria miluare. - Risultati ottonut i dallo &poglio dei fogli sanitari delle cl111111i 1859-1863; due volumi in 4° con atlante: Voi. 1 (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante della geografia. an· tropologica dell'Italia. - Roma. 1896 • 18 • 6 Voi. Il (Dati demografici e biologici). - Roma, 1905 . • . Buomo e S70RZA. - Compendio di chirurgia di guerra compilato sulla storia 1oedico-chirurgica della. guerra. di seceeeione d'America. - Roma, 1888 4 volumi, preuo ridotto • • - . . . . . . . . . . . . . . . • 5 150 8,1:BNABDO e BREZZI. Lo sgombero degli amn.~lati e fe riti in guerra. Memoria preooiAta. al concorao Riberi. Un volume di pag. 2'16 con molte 6gure e te.vole grafiche. - Roma, 1905 . • 3 60 C.u.&JllNl. - La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel conoorso Riberi 1904-1905. Un volume di pa.g. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. . . 1 6 I D, I.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memorie premiata a.I concorso Riberi 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e statistiche.- Roma, 1908 o 8 CoU,lll"J. Esposizione sommaria dell'ordinamento e funzionamento del 11er· vizio eauitario in campagna presso l'aeercito italiano. - Rom11,. 1906 . > 1 50 Da CESARE. - Studio sulle mediasttiniti (roediaetiniti suppurative, 81108880 mediaatinico} - Roma, 1900. Un voi. di pa.g. 144 . • 2 HYBTL. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno lingua.gp:io anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PR!l:rn e C. S1'01u:1.. Roma, 1884. (Edizione rnra) 1 9 L• ferite cauaaU dalle armi da guerra. Sintesi della relazione sanitaria sugli -rciti tedeschi durante la guerTI\ franco-germa.u ica 1870-'11. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. • . • 2 lu1u Ylu. - Studii storico-critici sulla meningite cerobro-apinalo epidemioa in Italia e particolarmente nell'8118roito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. P rezzo ridotto . . . • • I 50 8u.IN.t.BL Le lesioni t1aumatiohe dei centri nervosi. Memoria onorata del premi.> Riberi. - Roma, 1900. Un volo.me di pag. 320. Prezzo ridotto. • 3 150 8woa:u e G10L1ABELLT. - La malaria in ltal.ia.. Opera. onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; prezzo ridotto . • 3 To1uu:.um:. - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate da.gli iruw.ritti. - Roma, 1875 , • 3 50 Cus.un. - Guida del medico militare per le esercitazioni praticl}e sul servizio sanitario in campagna . • 2 50 !I. Il. - Per t'acquisto delle opere 1opralndl«1ale Inviar e comml ..lont a vaglia all"Ammlnlstrutoae fil Giornata di medicina mllltare via XX Settembre Roma .
..4.Ut•e publ>Ucctz,oni 1ne<Uco-111ilitcirl:
'Fu.B.uu LBLLI FRA!fOEsoo, capitano medico. - Manual.e di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1906. Un voL in 16° di pag. 484. (Vendibile pr-o I' Antore in Firenze, scuola d'applicaz.ione di sanità militare). . • • . L. 5 A. S1<nrou, ca.p1tano medico. libero docente a i patologia speciale chirurgica nelìa R. Università di Pisa. ·- Contriibuto allo studio ciel rinofima e ricorche istologicho sui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chieppini. (Vendibile presso l'Autore, Ospedale Militare di Livorno). . . . . . . . . . . . . . . • 6 J&NDOJ.O CosT.,1.NTINO, colonnello medico. Oftalmoscopia ed ottica oculistica. Manuale teorico-prat ico. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 tavole. - Napoli, etapilimento tipografico Ferrante, 1905. (Vendibile preeeo l'Auto re, Roma, via Principe Amedeo 47) 8 -
GIORNALE DI
MEDICINA ~IILITARE Direzione e Ammlnlstraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CONDIZIONI DI ARRON.AMENTO. 1• Il Giornale di medicina militare !li pubblica l'ullimo giorno di ciascun mese in fascicoli d1 5 fogli di s tam pa. 2° L'abbonamento è annuo e decorre dal 1• i.:ennaio. 3° 11 prezzo dell'abbona men lo è: Per l'Italia e la Colonia Erilrea . . L. 1:.e, Per l'Estero . . . • . . . . . ,. 15,in ILalia . • 1 25 Un fa l:imcolo separalo cost!l , r. ' · . R 11 ~stero » I ,50 Il suppleme nto contenente l'Annuario ~ in Italia " 2,50 del corpo sanitario militare cos ta . 1 all'Estero. ,. 2,75 4° L'abbonamento non disdetto pr ima del l ' dicembre s'inlende rinnovato per l'a11no s uccessivo. 5° I signori abbonali militari in effettività di servizio. possono pagare l'im· porto dell'abbonamento per mezzo dei rispettivi comandanti di corpo (anche a rate mensili). fi0 Per i soli ufficiali medici (dell'Esercito e della Marina) è ammesso un abbonamento cnmulath·o al Giornale di medicina militare ed agli Annali di medicina naoale e coloniale al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tale abbo· namento gli abbonati del giornale di medicina militare devono far pervenire riirettamente L. 6. all'amministrazione degli Annali (presso il ministero della Marina). 7° Ai librai si fa lo sconto del 10 0 , ma soltanto per gli -abbonamenti delle pereone e degli enli non militari, che non possono fruire della facilitazione di cui al n. 5 e 6. 8° Le spese per gli estratti e quelle per le tavole litog rafiche, fotografi• che, ecc., che a ccompagnassero le memorie, sono a carico degli autori. 9<> Gli autori delle memorie potranno averne gli estratti facendone richiesta ttll'atto nell'invio delle bozze corrette. Gli estrali i sono di due tipi : T1Po ..t. - Con copertina in bianco, senza frontespizio, e colla impagina· tura e numerazione del fascicolo. Tiro B . - Con copertina stampata, frontespizio, impaginatura e numera· zione speciale. Il prezzo é r egolato dalla seguente tariffa:
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9-
10,lS,60
-·· ·----
'
1~200I
S,90 4.SO
Gli eslraLL1 minor i di un fof,!:liO s i contano come foglio intero per le ordì· nazioni di 100 eslralti o me110. . P er quelli che superano un foglio, le frazioni in più , che non supera_no 11 3?ezzo f?glio, ~i contano come meta, purchR pero l'ordinazione non sia inferiore a :10 copie. Potranno aversi estrelli in carta e formalo diversi, previi accordi personali tra gli Autori e la Tipogr·afia. 10• I manoscritti non S1 r estituiscono.
I
\
GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' Ispet torato di Sanità i~
Giornale di medicina milrtaro : 1851-1884
Giornale medico acJ Regio Esercito e d ella Regia Marina : Oiornale medico del Regio Eurc ,to : 18 96-1907
ANNO LXII - 1914
FASCICOLO IX
30 SETTEMBRE
SOMMARIO _1 1 ,;: 111oa1..: URIGlll",.1. 1 .
Od41 -
I, varicocele. (Con un:l tavol:i)
Par,. 737 RI VIST\ Sl~TETIC\.
::•11. - Le mosch" e le malattie . • . . . . . . . . . . · · , · · • • · • · ,a~qua. - Associazione ruso-spirillare 1n un caso di pseudo-elefa11Uasi dell'arto iole· ,,,,
nore sinistro in un arabo. (Con ! fijl'urei. . . . . . . . • . · , · · ·
755 704
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DIR EZION E ED AMMINISTRAZI ONE
ROMA. • Palau.o del lUnis&ero della Guerra, Via XX Seth1111bre • ROMA
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. I d1. pubblloltà rivolgersi direttamente all ' Ufficio delegato a tale serVizioPerRle lnserzion oma, Corso Umberto I, n. 117 - Telefono 1106.
CNDlCE DELLA RIVISTA DI GIORNALI lTALrANI ED ESTERI I .
RIVISTA DELLA STA:UPA ~WOICO-àfll.lTARE ESTERA
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Paq. 769
RIVISTA MEDICA. Lolaet - Mezzo rapido per facilitare l'asepsi delle Iniezioni ipodermiche
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RIVISTA DI 1'KVROPATOI.OGIA. Morselll. - La cito-architectonia lfell~ corteccia cerebrale nella evoluzione morfologiCll dell"uoruo
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RIVISTA OI CHIRURGIA GKNERAI.K. Laurent. - Gll nneurisml e le ferite dfll n•rvi in chirurgia d1 i:uerra Oullnu e Co1t1ntinl. - lnrtlcailoni rlell~ , esc1.lon,! lnt~slìnale nella cu ra ra<llcale ,1i alcune ernie RIVISTA DI blALA1TIE Vi<:i'iERl!:E E Ul!LLA PELLE. Sui casi di morte <lopo lnie1.1oni intravevo~~ <li Salvarsan e Neosalvarsan
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RIVISTA 01 TERAPEUTICA. Vlrghl. - L"f lettrlcila nella rura ahorLiva della IZ~norrea. Rlv1~1a sintetica <li ter;11,1a ,IIIVISTA Dl MEIJIClNA l,EGA I.E. Moraelll. - Le condir.ioni presenti delle tloltrine lombrosiane. Grat. - ldrOC('lo e lnfortnnio . RlVISH BIBLIOGRAFICA. De Vecchi . - r.ote ed o,ser\'azloni sulla chirurgia e sul chirurghi deiilr Stati linitl d'America Bajla. - I primi soccorsi.
COliFERENZE SCIENTIFICHE lJEGLJ osn:DALI MILITARI
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MOVIMENTI AVVEr.UTI i'iKl. Wlll'ù SANITARIO F. N~;t. Pt:o;RSONA l.E FAR»ACEUTICU
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Pubblicazioni vendibili presso l' Amministraz. del " Giornale di medicina militare 11 \.IA
XX $RrT811hRK. 1' ALAZlO DKL !.11Nl.<TKHO ll~LLA GUEIIIIA 0
PlETJ!.o, tenente genera.le medico. - Sull'azione degli attuali fucili da guerra e apecia.lmente del fucile italiano di piccolo ca.libro, in confronto con quello di medio ca.libro. /Studi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte io fototipografia.).-Roma, 1903. (Vendibile preaao la Tip. Voghera) L. , l o. ID. - Le operazioni più frequenti nella. chirurgia di guerra con 112 figure intorcalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile preeeo la Lìb. Bernardo Seeber Firenze) . • 8 Anll"opomdna mì/ùare. - Risulta.ti ottenuti dallo i<poglio dei fogli sanitari delle cl888i 1859- 1863; due volumi in 4° oon atlante: Voi. 1 (Dati antropologici ed etnologici) ~on Atlante della gelgrafia antropologica dell'Italia. Roma, 1896 • 18 Voi. Il (Dati demografici e biologici) - Roma, 1906 . . . • 6 . B1.aon10 e SroRu. - Compendio di chirurgia di guerra compilato aulla atoria rn<'d ico-chirurgica della guerra di seceaeione d'America. - Roma, 1888 4 volumi, prezzo ridotto . . . . • 6 60 R11:RNARDO e BREZZI. Lo sgombero degli amn.~lati e feriti ili guerra. Memoria premiata I\I concorso Riberi. On volume di pag. 276 con molte 6gure e tavole grafiche. - RornR, 1905 . . . . . . . • S 61· CASARINI. La fatica nella vita militare. Memoria premiata nel conoorao Ribori 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma. 1908 · . . 11 6 lD. - l.e mnlnttie e gli infortuni nella vita militare. Memorie premio.te. al ooncoreu Rib,•ri 1906- 1906. Un volume di pag. 402 con tavole grefiohe e etatistiohe. - Roma, t 908 . . . · · 8 h11BJ1.U.CO
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MEMORIE OR I G I N A L 1 1 , , : .
IL VARICOCELE
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Contributo clinico al suo trattamento operativo
Per il Prof. Dott. Oddi Oddone, capitano medico Libero docente in pntolo~lu s11rciale chirur~lc~ nella R. Un1,·ersitll d i Roma
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Della cura del varicocele molto si è parlato in questo ultimo pe· riodo di vita chirurgica e ciò ~ta certo a provare che l'entità morbosa. e la necessaria cura non souo argomenti di secondaria importanza sia per quanto si riflette l'infermo, il quale spesso materialmente e moralmente è afflitto dalla malat~ia., sia per quanto riguarda l'intervento che ben applicato con metodo logico e razionale, può dare risnltati ottimi e duraturi, mentre conseguenze dannose specie per la conservazione dell'organo, possono verificarsi a distanza qualora coll'intervento non siasi tenuto giusto conto di molti fattori proprii e neces· sari alla vita ed al normale funzionamento dell'organo testicolare. L'argomento è stato da parte mia oggetto di studio e di osservazioni per vari anni; ed è per questo che, a me, modesto cultore dell'arte chirurgica spero sia concesso di portare un contributo sotto il pnnto di vista in specie dell'intervento operativo. 'Non r itengo necessario di soffermarmi minutamente sulla patogenesi della infermità in parola, solo fugacemente accennerò alle alterazioni a natomo-patologiche che la caratterizzano e ciò allo scopo prer.ipuo cli poter facilmente sta bi lire q nali siano stati i concetti che guidarono i singoli autori nel proporre e sperimentare un atfrrn metodo curativo piuttost_o che un altro. Il varicocele come è ben noto è dato da una dilatazione e da un allungamento delle vene costituenti il cordone spermatico e per quanto riflette le a l terazioni anatomo-patologiche si può a ragione asserire che l'affezione è analoga a quella riscontrata nelle varici degli arti inferiori. L e vene del testicolo si dividono a somiglianza delle arterie in superficiali e profonde. Queste decorrono lungo i setti intertubulari poi conv ergono verso il corpo di Highmoro le superficiali decorrono in prossimità dell'albuginea e si riuniscono tutte all'ilo dell'organo in un gruppo di cinque o sei che portandosi verso l'alto giungono al cordone e prendono anastomosi con q nelle provenienti dalla testa del corpo e dalla coda dell'epididimo. 48 - Ginr11 ale di 111edici11a milila1·1· -
Fa~c. IX.
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(L ,ARICOCELF.
' "' Tutte' queste ,·ene cost.ituiscono un gruppo posteriore o deferenziale el.ie. ordinariamente mette capo alla vena epigastrica ed un grnppo anteriore o spermatico propriamente detto che percorre colla arteria spermatica interna la fossa iliaca interna do,e forma il plesso pampinifonne, poi la ,ena lombare ed in ultimo ridotto ad unico tronco sb0eca a destra nella caya inferiore quasi parallelamente alla direzione sAgnìta dal sangue che corre in questa ultima : la sinistra nella vena renale corrispondente con sbocco quasi perpendicolare. Da ciò un fatt.o n,natomico risulta, cioè che il decorso delle vene in parola è ase:enden1e, piuttosto lungo e più lungo quello del lato sinistre• che non quello del destro. Anatomicamente poi è utile ricorda.re che dette vene di calibro piccolo pur percorrelldo un lnngo tratto so1to qnasi $empre i::pecie le sinistre prive di vnl,ole. « Il mio assistente dottor Della Vedo,a, scri,·e il Durante nel su0 trattato, con ricerche fatte in centocinquanta necroscopie, ha dim0• strato che la ,ena spermatica interna sinistra è priva di val~ole aw1i più frequentem~nte della destra quella 20.GO: questa 0.77 p. 100, e quando esiste ,aricocele primitivo sinistro la vena spermatica corri spondente suole essere priva di ·rnlvole 10 volte su 11 casi» . Il prt•· fessore De1la Verlo,-a, sostiene quindi che importante momento eti0 logico del varicocele sia l'assenza di sufficienti vah,ole nellit \·e11:1 spermatica, ci0 avvalorato anche dal fatto eh~ alla minima percentuale di varicoceli destri corrisponde la presenza quasi costante d i val vole sumcienti nella vena spermatica interna dello stesso law (Brinton). Non donanno pertanto essere fra i momenti etio logici trascura t <' anche le cause meccaniche : L a compressione che le spermatiche fo · cil mente posso110 subire nello stato di posizi011e orizzontale· del soggetto allorquando lo scroto sia pendulo fra le coscie, l'alterato circoln ,e11oso generale, la pressione abnorme intraperitoneale, per neoplasmi. per tumori f pcali od altro; ostacolando il circolo refluo poi::sono agevolare lo sfiancamento delle pareti vasali le quali il più delle , olte s ubiscono modificazioni istologiche nelle loro t-uniche le quali spes-o si estrinsecano con inspessimeuto delle pareti specie dell'avventizia e r1ell'intima e uella ipertrofia della muscolare (Monod e Terrillon) ora invece in atrofia (Langhaus) con formazioni di congrezioni ('alcaree tanto che il rn,so alle volte alla sezione di taglio rimane beante ,-j. mnlando un'arteria. Alle alter11zio11i d elle pareti vasali è accl)mpagnato un allnng11mento di tutti gli el ementi del corrlone ed anche dello scroto dal lato affetto.
IL V A RICO('ELF:
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Il varicocele è con prevalenza unilaterale, e come gia dissi, pred ilige il Iato sinistro. Onrling su 1000 casi di varicocele ne ri scontrò 858 sinistri. Bennet di 100 osservati ne notò 80 si.nistri e mentre per dare nna logica spiegazione a questi dat,i d i fatto, alcuni a-ut.ori citano ragioni anatomiche che renderebbero difficile la circolazione ve.uosa del testicolo sinistro, altri, come ad esempio il Merchel, sostengono che 1a constatata ed indiscussa prevalenza del varicocele sinisr.ro !'1 ul deatro non ba trovato a tutt'oggi una esauriente spiegazione anatomica. Il testicolo sinistro affatica la circolazione rt>flua fin da u n temp0 antel"iore e per un tratto più lungo che a destra : le raccolte fecali nella S iliaca negli stittici possono determin are noternle aumento di pres:<ione sui vasi pure di sinistra ; la vena spermatica sbocc-ando nella renale sinistra a.cl angolo retto, offre una difficoltà di affinaso per i l faticoso 1rngol0 che il sangue deve seguire. Per il Guyot infine venendo nella maggior parte dei casi eseguiti tutti i lavori col lato destro; la emisezione sinistra del corpo rimarrebbe i11 uno stato di quasi costante contrattilità favorendo così li> fiebect,~si.e fl si n istra; p<irò è a not.m,i che Ja percentuale del ,,nicocele sinistro si mantiene inalternta anche nelle ossen-,1zioni fotte ìn mancini. Tralu:5cinndo di maggiormente soffermarmi !'IU questo dibnt· ti to scientifico, noterò a11cora come il , ilricocele sin nrnl.1ttia che si presenta prevalentemen te fr,1 i '}Uindici e i ,enLicinque noni. e come l a lung,, durata di esso poss,1 ge11eni re per J'nnmento del peso e lo sfì.incameuto delle vene una reclin;izione del didimo che si rende orizzontale mentre si inizi a e progredisce degenerazione degli epiteli delle vie seminali e consecutiva c1trofi n di queste pE'r il continuo ristagno del s.rngue venoso nei tubuli semina li e nel parenchima testicol!1re (J:3red,1). Alle volte può anche trattarsi nnzichè di vera e propria atrofia, d i un ostncofoto sviluppo come starebbero fl compro-varlo le ossern,zioni del Kocher, il qml le sostiene che con gnmde frequenza il testicolo ridotto di volume, ma non ancora atrofico, mgginnge ben presto dopo l'intervento opern tivo, i l volume dell'altro. Sintomatologia. L a sintomatologia del ,aricocele è ,aria, nO:, è proporzionata al volume del pacco venoso ectasico, a.Ila l unghez7.a dello scroto, ecc. Di solito i varicoceli ini,:iali, su: quali non s ia s tata richiamata l'attenzione· del paziente, non dànno sintomi apprezzabili, i grossi varicoceli voluminosi nei quali la borsa scrotale fattasi sot tile di colorito scuro e che può disccnJere tino a me tà della coscia (Petit) dànno molestia al soggetto, senso di peso, dolore nevralgico grav3tivo nella prolungata sta-:ioue eretta e uellc, m,1rrie faticose.
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IL VARICOCELE
E però cel'to che molte volte varicoceli voluminosissimi non provocano al paz iente sofferenze. fatta eccezione del senso di peso; mentre piccoli var icoceli quasi nppena apprezzabili dalla. esperta mano del chirurgo sono venuti sotto la sua osservazione condottivi da nevralgie gravi, intense, spasmodiche che lo obbligano ad intervenire per troncare all'infermo uno. vita di dolore e di sofferenze. Non è poi da trascurarsi l'effetto morale che l'infermità in parola. genera sovente sulla psiche di soggetti nevropatici. Il credersi impotenti, il soggiA.cere iHI uno stato di ipocondria, sono fenomeni che spesso riscontransi in chi è affetto da varicocele; nè sono rari i casi citati nella letteratura nei quali tali psicopatie solo con attento esame obiettivo del soggetto furono nscritte all'affezione genitale e guarite coll'intervento cruento ( Landouzy) Certo la vita speciale alla quale sono ch iamate alcune classi di persone predispone ed aggrava l'infermità di cui sopra e ciò spiega oome il chirurgo militare sia con frequenza richiesto dell'opera sua come stanno a provarlo le statistiche degli ospedali militari ove accorrono in r ileva.nte numero gli infermi per essere liberati ,la un disturbo che rende loro penoso il servizio ed in alcun i cnsi assolutamente impossibile il compierlo non ostante che l'infermità stessa per il volume e per la sna struttura anatomo-patologica non abbia raggiunto le c&rncteristiche tichie,te. d:i.11' e Elenco unico delle infe:rmitil esimenti dal ! ervizio militare » . Kè può credersi che il r ilevante numero di ricoverati cd operati negli ospedali militari sia allettato da una possibile licenza di convalescenza che in genere viene agli stessi accoTdata dopo l'operazione subita; giacchè per constatazione da me fotta fra i molti miei operati, rilev:d che la maggior parte Ha costituita da iuiiividui cbe a breve scadenza do\"evano essere congedati o che gin avevano tra· scorso buona p1Hte del servizio sotto le armi e che quindi in previsione del ritorno :,Ila vita fati,·osa dei campi o dei singoli mtistieri insistentemente chiedevano di essere curati dell'infermità di clii erano affetti; mentre altri, in ispeci~ carnbinieri, guardie di città, carcernrie, ecc., chiedevano un interve nto per poter continuare nel le loro funzioni per le quali è richiesta 111.- prolungata e giornaliera stazione eretta ed in genere trattenuti per qun.lçhe g i orno in più nel nosocomio rinunciavano spontaneamente alla licenzn. per riprendere quindi servi1.io 11.ttivo. Anatomia.
L'anatomia topografi,·a della regione inguiuo-scrotal e è notissima e richiama per quanto riguarda la cura radicale del varicocele, con alcuni processi, alle ste;:~e nozioni anatomiche che si riferiscouo nll'inten·ento dell'ernia inguinale trattati\ col metodo Bassinì. Ma nella ruaggioranzA. dei pro<'essi ed anche iu quello da me C'<;eguito, si cade al d isott,o dell'anello inguinale estel·no o questo viene a trovaré nella media.lit:\ ciel taglio: ed n.llora credo più opportuno dire brevi parole su dettll reg ione . .Ali>\ pelle ed allo strn.to sottocutaneo fa seguito il funicolo o co1·done s permatico. Risulta esso costituito da un involucro estemo o fascia cellulare di Coop,·r <'he dalla parete 1tddominale scende, avvolge il funicolo ed il te~ticolo, segut> 11uindi il cremastere o tu11ica el'itroide ed in ultimo trovasi la tunica fibrosa eh~ in >\lto continuo.si colla fascia tras versalis e che prende anche il nome di vaginale comune.
IL YARICOC'ELE
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Il testicolo è rivestito inoltre da una tunica propria, o vagina.le del testicolo, vera membrana tibrosa che a somiglia.nza della sierosa peritoneale e pleurnle è costituita di un foglietto viscerale e di uno parietale. 11 testicolo poi prende aderenza al fondo delln borsa scrotale per mezzo del legamento scrotale del testicolo il qua.le sta a ricordare l'originllle gube1·nactdum testis ed a. farne. io soggiungo, ancora le sue veci. In virtù di quale meccanismo si opera infatti la discesa del testicolo che fino al terzo e quarto mese di vita introuterina occupa la regione lombare e che solo a.l 7° mese penetra. nel canale inguinale ed occupa lo scroto in genere "erso l'ottavo cioè poco prima della nascita ? Oggi è convinzione generale che il meccanismo di discesa dell'organo testicolare sia da attribuirsi all'azione del !fUbernaculmn testis di Hunter. Questo organo è dato da un cordone di forma conica semplice in alto, diviso in basso in ·tre fasci. In alto si fissa a.ll'estremiti\ inferiore del testicolo, all'epidìdimo ed al canale d eferente; dei tr~ fasci inferiori, uno esterno si attncca all'arcata crurale, l'altro interno a lla spina del pube, il terzo o mlldio al fondo dello scroto. Il g1ibernaculum lestis è di natura muscolare, esso esercita s ull'organo una tra· zione dall'alto al basso e lo trnscina. verso lo scroto. Secondo il Curling ed il Godard a ciascun fascio è ass!'gn nto uno sp<'ciale c òmpito nella discesa ed al fascio medio quello di portare in basso sul fondo dello sc1·oto il testicolo, mentre il Rohin ascriverebbe la discesa. dell'organo, alla gravità, alla pressione dei visceri, alla contrazione delle pareti addominali e ritenendo il fascio medio ,lei 911bemac11{um di natura cellula.re anziché muscolare. anche alla retrazione del fascio s tesso. Per altri quale il Sappey la dis<'E>Sa del testicolo sarebbe da ascriversi nel un non uguale accrescimento del _9uber11acitln1n in rapporto alla porzione sotto ombellicille d ell'addomE\. Disceso il testicolo nello scroto il guber11aculmn presenta una direzione inversa alla primitiva, esso si trova rivolto <'Ome un di to di guanto e costituisce il crema.~ tere, tanto che questo mus colo neve a buon diritto essere cons iderato per u n mu~colo speciale (Tillaux) ed aderisce nelln parte inferiore sul fondo della borsa scrotale.
Chirurgia del ,·a rlcocele. La chirurgia del varicorele risale n Ccl~o ed a Paolo di Egina che indical":ouo la tlebotomia mentre la fiebectomia fu inspirata e sostenutn di\ Ercolano del secolo xiv. A tali processi fece seguito la resezione scrotale ed il proce.sso misto di resezione di vene e scroto inspira to da C'u,nasco di Trieste. Di leggeri oggi possono intravedersi quali e terribili debbono essere stati gli esiti ottenuti da chi si accingeva a.d intervenire s ulle vene in periodi preascttici. I risultati disRstrosi devono aver disarmato anche i p iu agguerriti chirurgi taoto che i vari processi genialmente proposti furono ben presto nhbnn1lonnti ricorre11do alle cure palliative e da alcuni elencandosi il varicocele fra le malattie incurabili (Boyer). Da lui la estirpazione delle vene varicose ern detta operazione di dilìicili;a:sima esecuzione e che spesso recidiva.va; unico mezzo per la guarigione ciel varicorele ritE'nen1 potesse essere la castrazione, operazione che solo con;a:igliava allorquando uno scirro od un cancro complichi l'affezione; mentre poi le cure una.uimamente adottate erano le pallia.tiYe e, certo non seu~a. meraviglia leg~iamo che il S1wart cit:\ più casi nei quali assicura di aver avuto completa guarigione coi soli mezzi locali: lozioni fredde, nstringenti al cloruro di ammonio, fom enti con a cqua vegeto-mine-
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H, V A RJCUCELE
raie. ecc. Trattavasi certo di casi leggeri, seuza gravi nevralgie; senza perturbameuti dello stato p~icltico e che sono anche oggi curati con buon successo, media ote il trn.ttameuto palliativo. Xou starò 11. t ra trn.re cht! di s1't1ggita di alcuni metodi antichi usati pe r la cura del \'aricocele. Key propo~l' un sospensorio costituito da un sacchetto di rete e di un autllo di gomma che derermi navn com pressione sulle vene; Breschet nel 1834 a ssicurn di aver avu to favorevoli esit i colla applicazione di Klemmer 5'lla piega scrot:ile e sul pacchetto venoso dopo allontanu to colle d ita i l deferente; i detti Ktemmtlr ven ivnuo grndn.tnm•·nt e e gior11n.ln1e 11te ,strdti e lns<.:iati in posto fino alla mortificazione doi t ess uti compressi. Pagano di Novara nel 1843 propone la leg;otur11 sottocntauea del fascio vascolare, Gai;naleo fa pass are un'ansa di tilo dietro il pacchetto venoso e qui ndi entrando per il foro di uscit a dell'ago passa di nan zi ai vasi ed uscen do coll'ago dal foro di entrata viene a strozzarti i vasi stessi. I l Keyes t f>nta per primo la legatura sottoc,ttanea col eatgut. Il Higa ud si propone di ot· t enere obliterazione delle vene ponendone un buon tratto allo scoperto e mantenenùole a coutatto dell'a ria attraver-,o un'arnµ ia incisione fatta s ullo scroto. ~eJaton con un suo :speciale appo.recchio dettrmiua cimsticazione chimica, mortificazione d,•llc p,trti molli scrotali ed obl iterazione consecutiva delle vene ectasicbe. Gonld mediante la e lettrolisi ottiene coagul a;r;io ne dd sangue configgendo l'ago portante il polo po3itivo n el lume vaso.le. Maisonnenve usò il percloruro di fe1·ro come iniezione coagulante, iniettaudone diaci goccie con una comune siringa di P ra\·az n el lume delle vene ectasiche m entre da un a s,sistente faceva 111antenere una compressione dal lato centrale per evitare la entrata in cir colo d.,J liqu ido e molti altri d"l te m po s tudiHl'Ono e sper imen t:irono alt 1·i metodi ed altre applicnzioui. A tutto questo periodo di attività chirurgica i11 merito alla cura del varicocde nou può ascri versi che una impo rtnrn,a storica; r itengo quindi s enza a ltro di p assa re a lla esposizioue d tii metodi moderni di cur11 che possono essere fa.cilm eute r iuni t i in quattro gruppi. La p r ima sa!'ie µorta la sua diretta 11zione sul plesso venoso fun ico1are unico e vero fattore dell'entità mo r bosa cercando di sopprimere le actas ie s ia mediante i11terruzioni del circolo cou l egature, sia con asport azioni più o meno vaste del plesso st1>sso, ecc. La sewnda serie, tenuto conto de.i notevoli 1uiglioramenti ottenuti specie sul senso di stiramento e sulle concomitanti n enalgie mediante la app licazione di sospensori che sollevino la borsa scrotale ; e che il volume del varicocele è variabile per nzioue de l dartos e per la posizion e che si dà a llo scroto, che i l ri lasciam en to del da n os favorisce il riH agno veno;io e l'aumento <li volume del varicocele, e princ ipalme11te o.;,,ern1.to ch e il sollevamento dello scroto facilitando il deflu,so del saugue dim iuu isce i l volume del le ec tasie venose funicolari; e ch e quusi costautemente a! vaticocele s i associa ieccessivo rilascio ed aumento d i v olume della bvr;;a scrotale; cercò di c reare al testicolo un sospensorio che dimi n u isca il su.i l i\·ello di ù i$cesa. Da ciò la r esezione dello scroto con tutte le sue varie modnlirn di esecuzione specie per quanto concerne l'emo,:,tnsi. A Ila terna seri e possono essere ascr itti tutti quei processi nei quali l'opernture v olle :il,l,ina re _i due precedenti interventi colla spenmza di un esito più certo e più si"uro. ~ ella qunrt,t infine quelli che hauno lo scopo di sollernre il testicolo eJ ne• corciare gl i elementi funicola ri l\llOl'LDalme nte s t i ra ti ed 1tllungati ; in altri ter-
IL VARIC•iCELE
74B
m ini che cercf,no di riportare e mantenere l'organo resti~olarc ed il i·elat.iYo funicolo nella positura fis iologica coll'intento di migliorore co:;i la cir colazione Yenos" della gl andola. -Vari furono i proce~si Sl'guiti ed ins pirn.ti dai chirurgi per agire direttamente 11elle vou" del plesso pampini forme. Il R ecl us fino dal 1888 dopo aver isolato, mediante incisione longitudinale e scopcrturn del cordone, il fas,iio delle vene, il dotto deferente e l'arteri>1 sperma tica. prat ica un a legatura delle vene in corrispondenza dei due e~·tremi doll11. fer it a l';enzu proceder e 11 recisione dei vnsi. P alruhan pni tica dopo aver allaccinto in alto ed in basso le vene ecta~iche, la asri.-sione d i esse. :\Ionod e Terrillon cir eondo.110 e stringono le vene cou un filo d i catgut int ro· dotto sulla guida d i un semplice ago; e,:~i dicono che l'nmmahto prov11 un vi\'\1 dolore : irradiantesi alla regi one lom bnre corrisponden te e della tlun1ta di circa sei ore e che poi e so,-tituito per alcuni giorn i da un senso d i tensione. Le vene sotto l'azione di questa unica legatura d i verrebbero dure cc,me cordoni; la guar ig ione a.vver,.elihe in ci rc11 due settimane. ll D11r1111te m ettt• a nudo tutto il pacch etto venoso, si as'5intra doi rapporti c he ba col deftreuto e coll'a rtcria s permatica, con un ago roto11do pas,m uu filo di ca t gut nume ro zero sotto una o p iù v euuzze de l plesso pampiuiforme e lo an· n oria, indi pa ssa e ripasse l'ago come si fa per J,. suture a sopraggitto sotto e rasente ;ille pareti di tuttt· le vene ectas itiche, p1·o<'ede ndo d:il basso :ill'alto e t ir1111do sul filo per raggri ozarle e :iggumitol:i rie. Giunto coll'ago iu coni,-po11dcnz11 dell'an!.'llo i11~:1inale esterno miuoda la s un an,-a con quel!;t del primo nodo; sicchè tutte le ven e varicose ed ectas iche veng oJ10 !'- trozzu te raccolte e so~pese. insieme ai t essuti del cord one ed ,ti tes t icol•J immediatamente sotto nll'anello iuguinnle. Du1·11nle t uttà questa manovra si de,·e 1t\·er cura di lasciare i11t:1tte le vene c he sono meuo a ltera.te per n on inter,·ett111·e ~ompletamente il circolo venoso del te~ti colo; il cLe procurer ehbe rammolliment o o atrofia dell'org,1110 (Durnnte). I>icobson pratica la incisione della pelle e degli involucri de l cordone, isola le v Pn c , le allaccia in alto ed in basso, r eseca h por;,:io11e i11Lerroeàia. di esse sutur,.ndo d i poi gli strati molli. Benuet fa seguire In lrgatura i11 alto pres,;o l'anello, ed iu basso presso il tes ticolo, delle vene in massa, ottenuto med i11nte il passaggio di un ago e filo di seta, In escissione del tratto intermed io senz<1 alcuna preoccupazion e della a rteria spermati<'a e quindi affronta il moncone s uperiore con quello inferiore stirando così in alto il testicolo. Il Rnhl er ha apportato a ques to processo una m odificaz ioni> r iflettente In. sutura della parete scrotale; ed allo scopo di ridnrre il suo diamet ro in lunghezza pratica anzichè la sutura longitudi11ale, una cl upl i<'e sutura dell'i11cisione verticale in s enso trns\'ersa.le. Il Na rath pur agendo sulle vene del fuuicolo segue col suo proces,;o un indirizzo dive r,;o circa il punto di elezione sul quale fa cadere la resezione ed egli proceòe n elln stes~a guisa che il Ba,:sini per l'operazione tipica dell'erni11, inguinale. Incisi i v11ri strati e.~terni ed aponeurotici, r11gg iunge il fun icello che isola e ;;cindc n ei suoi vnri elementi prcYin incisione del crema;;ter e. Disseccate le vene ectnsiche p i t'1 in nito possibile, pratica due legat ure iu 11lte e fra quest e recide: segue quindi In di rez ione delle vene leg11te verso il basso fillo a rn gg-iungcre l'nnello inguinale estern o e qui pr11ticab, una 1,uova doppi a leg:itt;ni r ecide d i 11uo,o, a<;port:1ndo
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cosi parecchi r.entimetri di veue dilatate, cerca se esiste ernia e nel caso a s portà il sacco. L'atto operuti,-o è chiuso collo stesso procedimento come se si fosse trattato di un'operazione per ernia inguinale. Per quanto i meto,li sopmcitati per: ln. elezione speciale di intervento sull'elemento proprio dell'affezione, parrebbe dovessero dare affidamento di assolut:. e certa riuscita sulla cura radicale dell'in fermità.: pure gli esiti non sono sempre conformi 1dlfl aspirazioni e le recidive piu fre•quenti di quan to a prima ,ista non stare bbe >\ credersi. Colla ns port:.1.ione che virne fatta di alcune vene ectasicbe, non può in alcu11 modo l'~sere impedita la neoalter,\zione d elle residuali ; ed il Reclus. tenuto conto che colla esci;:;sione di tratti venosi, non può impedirsi in modo certo la recidiva, !llentre se estesa " gran numero di Yene può ~ rare atrofia dell'organo, si dichiar" contrnrio nlla escissione del pacchetto venoso che non rimuove tutte le 11,ltre complesse causfl morbose originanti l'infermità s tessa. Anche p!'r i l processo Narath, in merito al quale lo Zironi fece una recente pul>blica;r.ione, per quanto o. suo pnrere offra garnnzia di riuscita, non va esente dnlla possibil ità di gravi e consecutive conseguemrn per'" glandola testicolare. Di quara11ta operati dei quali egli di, il r isultnto e che in massima può di rsi invero ottimo; nota tuttavia una i-ecidiva leggera; ed in rigunrdo alle condizioni della glandola testicolare st1i qunrnnta ca.c:i nei qua li hn avuto campo di raccogliere esiti lontnui, ne ha riscontrato sedici ne i qua li il volume del testicolò si e man tenuto normale, sedici con testkolo nu111entato, tre legg ermente diminuito, e c inque con testicolo a t rofico. È pur ve ro che l'autore fa prPSente che ,lei 5 soggetti, tre gu,1.rirono per seconda intensione e che quindi a questa può attribuirsi l'esito in atro6a: ma con pari lealti, egli conclude « nulla d i meno rimangono però sempre fra gli altri trentasette guariti per prima intens ione tre cnf'i in cui si ebbe una leggera niminuzio11e del volume del t.-sticolo e due iu cu i comparve Hddirittura atrofia dell'or· g ano ste,;so (Ziroui), accid,•nte, chi' da alcuni viene cons iderato dipendente da involontaria lesione della arteria spermatica e del dotto deferente che c erto per gli intimi rapporti contratt i colla rete V!'nosa non sempre riesce facil e di isolare•. Kelln storia del lii chirurgia viene riportato come Dt lpech sia stato assns!'i nato da un uomo nel qtll\le era acca,lut'l atrofia dei t t·st icoli dopo IPgatì i pacche t ti yenosi e le arterie spermatiche dei due lati (Breda ). Col processo D uran te :.pplic;1.to dalla di lui nH~no maestra o da chi a ,·en,lolo v t>dnto piu volte da lui :-tesso e,;eguil'e lo sapra porre in opera in giusta mi1-u ra, gli esiti souo induhbiame11te br illnnti come s t a nno a comprovarlo i l unghi nnni di e.<:perienzn clinicn; ma qualora l'operntore non si attenga ad una giust,1 t ra· zio1w ciel filo compressore d elle vene, fa cile snrà la recidiva se il filo stc·,so non sani. sta to sufficientemente stirato si da ostacolnre il l ibero circolo venoso. mentre ni,mmollimento o atrofia te,,ticolare, potr:urno an·enire qualora sin :-tata fatta forte trazione s ul filo o con que!':to aYvolto eccessivo nunwro di v ene si d a i11ter · celtare q1rnsi complr-tamente il circolo venoso del testicolo. Alla seconda sei:ie di operazioni, cioè alla resezione scrotale rioor sero molti altri chirurgi. Il Reclus ne fo strenuo so.~tf·nitore. I Yari metodi· di intervento sullo sc roto di fferem:iano in specie pe1· 11, diversa modali tà nell'ottenere la cmostasia, e nou è fuori luogo ricordare clw a t nle intento furono anche costruite speciali pinze come quella del Bn.zy, ,Jpl Boissof, ,lell'H enry, ecc. L'emo~tasi ino ltre fu o tt,' mttll con nllacciature preventi,·e mediante pu nti di ~etn ad "C applica t i lungo il ron-
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torno ove doveva cadere la resezione scrotale o mediante la emostasi diretta con pinzettamento e legatura cioè dei singoli vasi che vengono a cadere sotto il coltello chirurgico Il Reclus resecava lo scroto coll'aiuto di robusti klemmer curvi che, applicati sulla borsa s,,rotale stirata e distesa da un assistente che con un'altra mano sospingeva verso gli anelli inguinali i testicoli ed i loro annessi, a,·evano la concavità rivolta al pube. Col coltello chirurgico incideva tutta la borsa libera dalla stretta. passa va quindi sulla pinza una sutura a sopraggitto che stringeva solo dopo aver tolto lo strumento e proceduto ad una accurata emostasi Il De Falco coll'ausilio di apposite pinze reseca generosamente e bilateralmeute lo scroto ed in alcuni casi anche la vaginale secondo la direzione del rafe mediano e pratica quindi una emostasia diretta. La resezione scrotale può anche es~ere eseguita col processo Lejars senza ausilio di pinze; ed allora può pra.ticarsi sulla parete S•)rotale distesa da un assistente e liberata nella sua cavitÌl dell'organo testicolare una serie ùi punti ad U i quali stretti impediranno la possibile emorragia e limiteranno il campo di ,:ezione. Unn. incisione praticata poco a l disotto della linea di sutura a::porterà la porzione supertlua della borsa scrotale mentre, assicurata la emostasi, una suLura a punti staccati a:ffronteril. i margiui dei tessuti iucisi. Nimier fa una borsa di tabacco nascosta merliante punti sottocutanei e colla quale egli si ripromette riduzione dello scroto per retrazione della porzione esclusa consecutiva a rea7.ione inffarnmiitoria che si stal,ilirebbe in t orno ni punti. Championnier infine stirato lo scroto e liberatolo dal suo contenuto lo incide circolarmente sulla cute e sul dartos. Con un robusto laccio annoda fortem.-nte il cremastere e la vaginnle comune che al disotto e:-cide Chiude l'atto opnativo con una accurata sutura ùei margini cutanei. I motodi esposti non sono stati coronati da brillanti successi . Non sono difficili infatti le recidive che secondo il Murray raggiungerebbero una percentunle del SS p 100 e che probabilmente originano da llll lento e progressivo rilasciamento della tunica scrotale la quale no n viene alleggeritn della pressionll su di essa esercitnta dal testicolo e dal cordone uvvolti nel ple$!SO ectn~ico; senza po i tener conto che numerose n.ltre cause ostacolano una desiderata buona riuscita e fra queste non ultima certo la g1·nod1J difHcoltil di emostasi per la contrattilità della parete scrotale n el moment-0 dell'intervento che cela lo sbocco di piccoli Ynsi venosi ed artetiosi, che poi in secondo tempo rendonsi bennti e sanguinanti col consecutivo rilascio d elle par!'ti muscolari. I grnndi ematomi spesso obbligano pe1· il dolore tensivo e lo stiramento che esercitano sui tessuti nel un nuovo intervento. quando anche fra le probabili conseguenze. molto rare oggi, non d ebbasi enumerare anche l'infezione della raccolta ematica c,on le sue gravi conse~uenze. Il processo operativo inoltre per le suture che devono esrguirsi, per l'emostasi accurata, non ò certo rapido e richiede l'anestesia genemle. È stato per ovviare ,dle sopra. ritato osserrnzioni che alcuni chirurgi pensarono di abbinare il processo della resezione Yenosa alla n·sezione scrotale: 10a l'esito non credo sia stato migliore. Non mi soffermo sui singoli metodi proposti per questo terzo gruppo di operazioni. Pincemi solo citare gli autori che li sperimentarono e fra i più comuni è da anno...-e1·arsi il Le Dentu, che praticando suturn complementari profonde allo scopo di salvaguardarsi con maggiore probabilitit da possibili emorragie modifica
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il proce:;so di Horteloup che col klemmer afferra scroto e vene funicolari poste• riori, pas;:a una sunira in vros,;imità della pinza fissMrice e rnpidamente chiude. 11 Guyon che eseguo:i poco al di.,;otto del polo superiore del testicolo e nella parte esterna delle borse una incisione ellittica a grande diametro t rasverso, disseca. e toglie il lembo fino alla t unica fibrosa comune e pratica la legatura del ples~o venoso anteri_ore senza aprire la ,·aginale pas~ando duo:i fili montati in ago cur\"O alle due estremità della in ci~ione tra il pacco venoso ed il canale deforente apposi tn111Pll te allontannto. E così con lie\"i varianti procedono il Branlt, il Patruhan ed il Longuet il quale di1uost.rasi fauto,·e convinto d<!ll'abbina,nento d<!l metodo scrotale con quello rlelln resezione veuosa criticando il proces:so d ell' Horteloup che aggredisce le vene del gruppo posteriore come <1uelle che sarebbero per lui sede Jel varicocele mentre è notorio che il gruppo anteriore o gruppo spermatico propriamente detto e quello che più di so,·ente e colpito dalle ectasie: e c he si compone di cin'J_ue o sei gro:<si tronchi che circonda110 l'arteria spermatica e stanno in avauti del dotto deferente. Dat" 111. speciale di,:posizione del »isti:ma venoso de lll\ regione parroi s ia as:<urdo il JJPusnre di poter portare con favorevole e dura,ruro esito, la nostra azione chirurg ica su d i uno piuttosto che altro gruppo venoso. In cia$cuno dt-i due gruppi posteriore ed anteriore, i vnsi venosi sono disposti a plesso, le vene di ciascun gruppo ,;i A.nastomi)\z,1110 perciò fra di loro, inoltre si Rnastomizzano con quelle dell'altro gruppo, e perciò nd CR:so di varicocele i due gruppi so110 sempre colpiti mentre è a11 cora 0, notars i che le stesse vene si Rnastomizzl'Lno anche colle vene dt:I lato opposto, colle vene dello scroto e colle vene punendo ('l'estut). In considerazion e di ciò la chirurgia del varicocele in questi ultim i tempi ha volto a nuov i indirizzi e la urnggior pa1·te degli operatori e di coloro che ebliero campo quasi direi di specializzarsi in simile genere di operazioni, SOHO venuti ndla convinzione che una valida e giusta sospensione del testicolo e del co1"do111, siano SLtllici1:nti per combattere quasi in modo assoluto tutti i disturbi g enerati dal varicocele ed auzi Rlcllui sostengono che ad eliminare i d isturbi dell'alterata funzionalità di circolo basti IR sospensione stessa nè sia necessario aggredirE: l<' borse scrotali per r idllrle di volume o l'intercettare il circolo venoso e tanto meno l'escidere tratti del plesso ecta~ico. Da questo nuovo indiriz1.o d i vedute la rngiont' di nuovi processi operativi che crea110 un sospensorio naturnle al testicolo, usufruendo del la vaginale comun~· del testicolo e del funicolo che è inestensibile, e che per alcuni process i, come da quelle, da me seguito, saturata a punti anl\tomicamente fissi n on può c he dare a llidamento di rius1:ita certa. ( 'on i metodi in parola l'intervento su1 plesso venoso è si può dit-e dalla m aggior parte degli operntori 11.bban.lonatn o ri dotti\ a casi puramente eccezionali e sempre in morlo limit1tti;:~imo. D 1 1tltro c,,rnto molte voltP mi occorse di dovei· operare inferllli c he come g ià dissi non pre~entavin10 anormale struttura venosa ed an che dur:tnte l'atto opc1·1ttivo mi pei·suasi c he i disturbi allegati dovevano essere dovuti all'aument>Lto abbassamento del tes ticolo, con stiramento conseguente del fun irolo. È logico quindi r itenere, che migliori samnno quei metodi che salvaguarda ado,,i in morlo assoluto ,!alla comparsa di ematomi post-operativi permettano a voloutil d,,1 chi rurgo di atta('cnre o meno il plt·sso venoso che senzl\ alcun pericolo di lesioni, o compressioni consecutive ripo1·tiuo e ro11ntengano n ella posizione nortnl\le il te..;ticolo, fatto questo che è pure di grande importnn1.a sia estf·tica
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che suggestiv i\ per l'infermo mentre poi nwrita ponderazioue il fatto che l'escre• z ione spermatica e la circolazione n•Auente delle glandole testiroc:ili si compie specie nell'atto del coito mediante l'iiiut o dei crema~teri di cui le contrazioni sono regolate dai ritlessi cremasterici indice della potenza \'irilc. Essi qui ndi debbono essere rispettati in q ualsiasi atto operativo cercando coll'intervento d i ripar,ne alla deucieuza della natura, t·idando il tono 11l'cessario alla guaina costituita dallo strato. mu,:c.olo libro,;o formato dalle fibre muscolari del cremastere e della vaginale comune ( Oe F:ilco). La orcliidopessia può otreuersi o col sollevamento del testicolo in una col cordone spermatico per poi lissarlo nella n uova positura, ovvero accorciando la mercè una r e,;,,zione, le vari;,, tuniche che avvo lgono gli elementi del fo11icolo e del t Psticolo, ovvero come nel processo da me seguito, senza a lcuna resez ione degli involucl'i ste.:'si, co11 fissn1.ione di questi, dopo is pezionato gli eleme nti del fou icolo, a pu11ti an,,tomicnrnente fossi ed in modo d'a ottenere por <'onseguenza il ricercato e stabile raccorc iamento del sospensorio naturale. Fra le roodidità di tecnica sc~uite in qnesto 4° gruppo di operazioni per vari· cocele merita osservazione il fotto che pe r alcuni si determina l:i. di,-:.truzioue del legamento scroto testicolare; mentre per nitri non si tiene d,·llo stesso calcolo a lcuno. Il V ince rese di pubblica ragione i l suo metodo nel HIW; egli lo prnticò in 6 tempi. Incide la cute e ronsecutivamento la timica 1:ibrosa in un tl'H tt.o cbe da.ll'aoello inguinale si porta fino al polo :;uperiore del test icolo. i::;,,7.io11a longitudin a lmente il cremastero dopo averlo isolato dal cordone spermatico e lo resern per circa 6 centim,·rr i di lu ughezza. Sut ul'A. quindi i due monconi del crem,1s t ,•re r ese,~ato, i margin i della tunica librosfl. e della pt•lle dopo aver proceduto alh1 resez ione parziale di alcune vem, qualora trattisi di voluminosi vnricoceli. Il Bonomo esegue un processo che egli chiama di orchidopescia i11gui1111h,; m ediante nna incisione cbr1 da lla piega i11g~1i Jtale scend" fino al polo superiore del testicolo, interessa la cute, il dartos, la membrana di Cooper, il crema,;t ere e l>1. membrana fibrosa. In detta r egione libera gli elementi del funi colo dagli in. volucri muscolo fibrosi. senza lesione di vasi o della vaginale propria del testicolo. Applica quindi t re anse di fi lo di seta o di cntcut le quali ad u partendo dal mar g ine su periore della fer ita cremasterica e r ipetutamente infiggendos i nel c remastere stesso giu ngono nel punto inferiore, si infiggono in modo tras\'erso p er circa un centimetro nella vagin,1le de l testicolo per ris alire ve rso l'apice de lla ferita per il tramit e sempre del cremas tere. Collo s tirament o delle tro a nse la incision e crema~terica lougitudinale si trasforma in trasversale e nella stessa d irezion e sono ri un iti i ma rgini della inc ision e cutane11., cosi cbe gli apici della primitivrt feri ta chirurgica vengono n costituire la parte r.oediana della fer ita t rasversale. Collo stiramento delle an$e il te:;;ticolo sale e gl i elemen ti d el cordone verrebbero nd es,;ere riuniti nella parte superiore della borsa scrotale. Coi due processi sopra citati gli autori dimostra rono di aver tenuto gran conto del l'azione tonica e cont1·attile del c remastere della qua le risente benelico effetto la. funzionalità del circolo venoso, e mentre al Vince si può ancora obbiettare la probabile insufficienza del suo inter vento sul cre111as tere, il Bonorno sfugge a tale critica avendo por tata la sua azione non s ul solo cremns tere ma i!u tutte le gua ine i n volgenti gli element i del cordone spermati.co. Il Bar ile a rendere più attiva l'azione del cremastere, ~eparati i fasci inferiori del piccolo ol,liquo e del traswrso a. mo' di nm,e va ad inserirl i per la es tensione
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di un cen t imet ro s ulla parete anteriore e sui lat i della tunica vag inale comune in vicinanza del polo ~uperi ore del testicolo spinto in alto da un assisten t e; alt re anse le fissa successivamen te sempre più in al to sul funicello suturandole alla 't'agi nale comune oon punt i di cat gut. Anc he egli, qualora trattisi di varicoceli Yoluminosissimi, fa precedere lo speciale interv,rnto da una puziale r esezione d elle ven e. A pnrte la ossen•azione che anch e al Barile è stata fotta della limitata sua azione s u un solo degli e leme nti costituenti la porzione di avvolgimento funicolo t esticola re, sarebbe ancora da d iscuters i quale po.;:s a essere la Rorte dei lembi mu;;colari cos ì trattati. Dag li s tnòi rll'II Onpurro risu lterebbe che i piccoli lembi tendono alla tleg eueraz iooe e,1 a lla tra<;formaz ion e in tessuto connettivo e se ciò an che non avviene come dal Barile è sostenuto, res ta sempre a s tabilire se le lacinie muscolari cosi trasp or t ate e .<:uturai.e poss1mo esercitare un'azione di elevazione attiva del t esticolo e costrittiva d el funicolo, q mde s arebbe de$iderato dall'autore. Il Pai-ona col s uo m et odo d i orchidovag inopessia si può dire che abb ia iniziato la serie delle coslrur. ioni d i un sospen sorio natu ra le. Scoper to il tes ticolo ed incisi i suoi i11 volucri, r ovescia la vagi nale e ne fissa i m argin i dell'inc isione con vari p unti di sutura all'an ello inguinRle es terno in m odo ch e le vene ec t asiche del funicolo vengono conten u te nella cn.vità d11ll11 vagin ale cos i appos ta. Col processo in parola il t;(>sticolo vien e colla sua \' a gi na le nil essere com pletamen te r eso indi pendente dai t essu t i vic ini colla distru zione che si determ ina del ts!ssu to fibroso ch e fìs;:;a 111 glo.ndola alla porzione infer iore e posteriore d l'lls borsa scrotnk Il processo è s tato modi ficato dal Grimal11i, il qun.Je lussato il t esticolo dopo inci~a la cute d,dl'anello i11guina le nlla base dello scroto e la vag inali'!. rove~cis q uesta in alto i;ut urandola intorno alla ponione inferiore del funicolo al di sopra d 1•l t esticolo cosi c lie l'inYolucr o dato dalla vaginale stessa è tras format o in uo r obusto cor doni' ch P egli, la mercè due punti di sutura u nisce alla p orzione inforiore del p ila~t ro inter no de)l'rrnello ingu in ale. P er l'a u t ore il neo corrlooe è simile a l norma le poi· la su a disposir.ione anatom ica mentre il testi<'olo per quan t o n on po!:sa più in a lcu n m odo r icnd ..re nel fondo d ella hor;.11 scr otale consen·e1·~bhe nulla d i men o alq uan to d ella sua mo· bilit il Ai ~opra cit a t i d ue metodi varie obbiezion i vennero mo,s(• \l per qua n to il Pa· rona sin di opin ion e che l'av,·r privato il testicolo dl·lla vaginnle non po-i:11 n u· sci re dan n oso all'orga no, pure a lcuni studi E<perim eu tn li starebbero n comproYare ch e n lte rn7.iou i a <'ar ico del l'epitelio dl.!i canalicoli s i deter m ina.n o come s peri men· t a lmen te ba dimo,;trato l'Alessandr i per q uan to da. alc uni le nl ternzioni ste.;.;:e s iano riten ute d i n atura t r ansitori a. (\"iscontin i). Il Car t a in seguito nlln es perien za fatta su vari cn,ii operati col metodo Pe.r on n a"'<e risce ch e rar amente s i può fissar e il ma rgi ne della vagi nale ai pilnstri dell'11ucllo per In bre vi t1\ dt·l sacco steS$0. n meno che non s i voglia po rta r e il te;;ticolo tan to in alto da forza rlo con tr o la branca del p ube in posizione m olt>:-ta per il pazi<>ute e \"<ll"Rtn(ln te per icolosa per l'organo (Cart1> ). Il Ph1Jcas si propone d i elevare il t est icolo e d i fissarlo alla parte su per iore dello scr ot o in un p unto adatto dopo aver m e!:so in ev idenr.a m ediante In tra· r.ione del testi<'olo e del cordone il leg amen to scroto te,iticolare ed averl o ineiso frn due p imie emo~latich e. La p orzio ne scrotale che in p a rte rimane liber n ,·ien di\ lui diroinuitn meriillnte sutura a borsa di tabacco.
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Anche il Ru.ggi pratica una incisione c he in teressa tutto lo scroto dalla smt radice al fondo; isola il cordone spermatico dalla connessione col Dartos ed infisso un ago montato con catgut a.I pilas tro inferiore de1l'a.nello inguinale esterno, lo fa scorrere con ripetuti movimenti di entrata ed usc ita lungo la facc ia. interim del cordone isolato comprendendo col filo s tesso i l cremas tere e ltt. vaginale comune e giungendo ed interessando in bass o la vaginale propria del testicolo. Detto filo portato in alto viene annodato ~011 s tiramento al pilastro e determina un raggrinzamento del funicolo ed una in th,ssione ad ansa dello stesso. Per l'autore il processo non determinerebbe anormali stiramenti nil altre les ioni patologiche. Il Mori col suo metodo ritenne di s fugg ire alle osservazioni che più o meno sono state fat te ai processi tu t ti che al,binmo euumerato. Egli propone un metodo simile al process o Carta, che per ragioni di opportunità verrò in prosieguo citando; ma ne d ifferenzia in alcuni suoi atti. · Egli in primo tempo previa anes tes ia cocainica pratica uua incis ione lungo la d irezione del c11.nA.le inguinale di cinq ue centimetri c he scende fino in corris pon denza della radi ce dello s croto in modo che possa pe rme t ter!' d i porre bL'lle in eviden zn l'anello inguina le esterno. 2° tempo. Divar icat i i labbri del la ferita. isoi:i il cordone spermntico senza apri re I" sue tuniche involgen t i e lo estrae dalla ca .ità scrotal e fino a che il polo s u periore del testicolo non compaia ne l ca mpo della incisione mf'ntre un assis t•·nte prende e presenta all'operatore, dis teso il funicolo estratto. 3n tempo. Il chirurgo seziona circolarmente il cre nrn~tcre e la t u n ica ti brosa a c irco. la metà del tratto d el cordonP isolato tis pett(mdo gli elementi vascola ri ed il deferen te. F issa con una pea n i! moncone s uperiorP, rl is;;eca e rovescia in basso il moncone infer iore a mo' d i ma nichetto ponendo a llo scoper to i p!..ssi v,,. nosi praticando 111 leg11.turit sem plice, o la esciss:ione o la it1 filsetta solo quando il caso ne indichi l'interveuto. 4° tempo. Stira in bnsso il m oncone super iore della pagina di in volucro incis a e la va a s ut urare con fil i di catgut al cercine formato dal manicotto infrr iore rovesciato che rovesciato d i nuo\"O e r ipor ta to qu it1di nella suA. po!'iz ione normale viene stirato in a lto fino che il tPsticolo resti so~peso e a quell'al t1•zza che si riteuii;a opportuno, dete rminnndo così un invag inamcnto della. porzione s upe riore delle tuniche nella porzione inferiore. Con una s utu ra d i catgut circolare fissa il moncone inferiore nellll nuo\·a po~izioue. C h iude l'atto operati vo la s utura cutanea. Ja q uale, qunlora lo s vilu ppo de lla borsa scrotale sin eccessiva, vt•rrit medinn te prolu11gnmento de lla incisiouc trasformata in sutura tras versale a mo' del Kauler. del Long uet, ecc. Per quanto il Mori nou ci parli di ossei·vazioni de i s uoi operati n distan z,~ p u re è innegabile c he il suo metodo è s tudiato ed alquanto elego.n te; mn a me pare non possa s fuggire completamente a lla osservazione s ulla possibili t:\ di secondarie compress ioni vas ali per processi c icatri z iali in conis pondenza della dopp ia g uaina muscolo fibrosa che, pur essendo desiderabili, come il Mori st.esso dice, allo scopo di migliorare Ja. circolazione; non sono grad uabili e possono se ecces:;ivi essere causa. di strozzamenti. Egli inoltre non dis trugge il legamento scroto testic olare dando quindi agio alla s ussistenza (dello s tira men to del tes ticolo in basso; ed allorn se processo cicatriziale a carico del cordone non s i determinasse quale ide1.1.!01ente sarebbe da nttendersi in una l"estitutio ad i11teyru m , niuno può disconoscere la capacità dd
T,O cordone a uuon1mente allungarsi e della µ;unina crernnstero vaginale a ce,len, assottigliandosi dando origine nlln recidiva. La dopp ia sutura dl'i monconi cremaste1·0 vaginali poi rende l'atto operati,·o alquanto i11dngi11oso. 'ìeugo ora II trattart' de i due processi Car ta notificati dall'autore nel 1003 e n.il 1908. li Cai·ta coll'originale suo metodo nei vaÌ·icoceli non eccessivamente ,·olurninosi incide verticalmente lo scroto nel suo t erzo superiore ed al lato esterno prolunganrlo il taglio sulla regione inguimilc- 6uo a scoprire l'anello inguinale esterno ed inter essando IA. pelle, il connettivo ed il darros nouche l n fascia di C'ouper. Bst ra(• il testicolo d alla borsa ed isola quindi il funicolo fi n a ll'anello inguinale; praticH quindi un occhiello nella tunica fibroso cremnsterica, cl1e isolnta dngli elementi d el cordone, incide drcolarmen te. Reseca quei troachi v enosi che gi udichi nel momento eccessivamente ect11~i1·i e sospende il testicolo, rp;;ecnndo la porzione superflua della fascia cre mastero ,·igi nale. in modo che rimauendo libero nella borSA. scrotale, sia ad u n'altezza un poco minore di quella de ll'altro lato e quindi fissn i margini del la tunica ai pi· lns tri dell'anello inguinale mediante. tre punti 11d i, npp licnti all'estrem o, nll'int emo. ed :1ll":1ngolo con iln·nginnmento degli elementi funicol11ri nell'imbuto cr emasrerico. C'biude l'atto operntivo la sut ura degli integumenti a due p iani. allo scopo di numentare le aderenze in sospensione ed a ciò è di somma ausilio ].., a \·er sLnrcato dal foudo scrotale completamente la vaginale comune del testi,·olo IA. qunle dur:1nte il pe,-iodo di cicatrizzazione contrae :tderenze nuove nella nevelia posizione di essa. l'ìei rnricocel i l'olurninosi imece, il t aglio dell:t cute ch e viene dall'A. eseguito ove il coltello chirurgico incide per l'opernzione radicale denl'ernia alla B assini fa seguire la incisione dell'nponenJ"Osi d el grn nde obliquo e q u!ndi lo s t esso trattamento sopra e~posto n corico dt' lh, vaginnle comunP, la quale e in questo ca i:o so;a;pesa al triplica strato dopo avei· invaginato nl di sotto di esso le parte del funicolo ed il pacchett o vPnoso esuberan te ed nvcr gettato uu punto fra il tripfae strato er\ il legrm1ento di Poupart. L e statistirhe riportate dal Carta n<•lla sua memoria del dicemb1e 1903 e luglio l!>OS sono r icche di dati e stanno chiaramente a dtmo~trare ]11. bontà del metodo; per la faciliti! di es e1·uzione. per la assoluta mancanza di pericoli iu rapporto olll\ fuozionalitit dl\ll'orgnno i cui rapporti anatomici sono m antenuti n ello stnto n l'J nnalP.
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Convinto ohe n giorno dei risu ltati ottenuti coi vari metodi, Sl èl d<t darsi in modo n-.:soluto la preferen za a quelli che banno per obbietti,o la sospensione <lell"orga no testicolare; ~ che a nche quando dai mag~iori ch irurg i (Durante, Ruggi, ecc.) non si sia ricorso a ll.1 costruzione d i un naturale sospensorio, pure con altri espedienti si cercò Ji ottenere lo scopo sopra citato ; mi parve che il metc,do proposto d,il Cart:1 e ohe io di persona ebbi cnmpo di osserrnre di, Jni stes;;o apµli cato. rnrchi ude,:se tutti i requisiti per una buon11 e durevole riu;;ci tn e ,:ew:'al tro nel H)05 lo ,1 pplicni !'.U larga scah1 senzn esitare
IL VARICOCC:Lf::
a sottoporre ad in terven to opeJ:"nfr,;·o ,1nch~ coloro c:he in apparenza non presentnv;1no i carntteri di u n yc,Juminoso varicoc..:elP.; m a che èl llegavano disturbi e dolori tensi,-i e grnrnti,i ; ec1 i risulb,ti immed iA-ti e per moltissimi c<1;,i è1llClie tardi,i furono l usinghieri n on tenendo alcun c,1 Icolo di un lie,e stato di turgore degli elementi fu11icolari localizzato in corrispondenza de!Lmello inguin,1 le esterno e che spontaneamente scomp,,re nel bre,e periodo post'openitivo cli tr.;rnta o quaranta giorni . Quanto mi diede motivo di os;;er,azione fu in,·ec..:e la cornp.1rsn i n alcuni dei miei oper .iti di nn id rocele cistico della , aginu le dt> l testicolo con q uantità di li11 uido vario. Attribuii tale inco1weniente 11Jla compnrsn di n11 transudato per ostacolato circolo m a doYntv n on sempre, io credo, a costrizione del plesso venoso nel limitato imbuto v,1gin11le ; gi.1cch;. mi fu <lato osserw1rlo anche post-i ntenen to in ,aricoceli con limitato s,iluppo , eno:-11. P eusni ullora di inten-en ire senza L, recisione circol:cre della , ·ii· ginale comune modifica ndo i l m etodo Car ta del quale ri pE>to i , ari tempi e ne differisco per la regione sulla 11 u:de rade l'inc:isione cutan ea, per il modo col q uale si ottiene il raccorciamento dello strato muscolo fibroso e p en· hè senza apportare la hen eh è minima distru zione della t u n ica vaginale comu ne r:1gginuge lo scopo JJrefìsso; remle l o intervento più rapido, e come dai r i5nlt.ati cl iuici fino nd ~ggi ortenuti e, itn, la compnrsa di idn,cele cistico bmentato dnllo stesso Carca allorquando n el U)()8 uotific,l\·,1 la modifìcnzione da lui fatta al primo metodo per l' intervento in v::nicocel i eccessinimente ,olumiuosi. D a sei anni uso i due processi <l;i me mod ifica ti e d:1l l"e:a:11 m e dei ,.;oggetti operati ch e i u bnon11. parte ri,idi dopo qualche tempo e per alc un i anche dopo trascorso qual che anno, mi rouviusi che n es,-n11 iltCù uven iente ebbe a verificarsi d:il la morl ificazione fat,ta riscontrando sempr e che il testicolo si ma utiene di consi:;tenza e di , ol nme normale, mobile en t ro la cavità scrotale, lasciando rlopo il pri mo periodo post-operatorio di trenta o qnnranta giorni esteticamente be11 foggiato lo scroto senza comparsa di uuo,i disturbi nen.1lgici e senza che nei miei 02 (\perati sia,;i pi ù do~nto iut-er, e11ire per la comJMrsn di id r ocele ci,;tico. Dal 1906 ad oggi 02 sono st.1ti gli i nter,enti da me esegm t1 per ,aricocele; dei q uali 74 col pr imo metodo e 18 col secondo. 15 in guard ie, :W in carl!,biniori, 51 i n soldati e 6 in persone 11011 facenti par te dell'esercito. Tenuto conto che ht durata d ell'oper:t7.ione per chi ne ba presa la necessaria. pr,1tica è breYe (lì"Ì n"._20 m in ut i primi J al m ass imo non usai ma.i per tale inten ·ento la anestesia cloroformic,, o
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IL V ARICOCE LE
spinale; m,1 mi .wvalsi della semplice anestesia. generale cloroeti· I ica con 10 centimetri cubi di anestetico, e colla quale sempre mi fu possibile port;ue a termine l'operazione senza inconveniente alcuno e senza destare la bencbè minima sofferenza. nel paziente. Il procedimento da me seguito per i varicoceli poco voluminosi é il seguente: 1° tempo. Ottenuta la anestesia genernle cloroetilica eseguo una incisione nella d:rezione del canale inguinale della l u nghezza. di circa 6 centimetri e che dall'a lto si porta verso lo scroto terminando nel punto di inizio della borsa scrO· tale e mettendo cosi allo scoperto l'anello inguinale esterno ed i relativi pilastri. 2° tempo. L'assistente preso colla mano destro. il testicolo, lo porta i n corrispondenza della incisione fatta, mercè nna. modica pressione s ulla borsa scrotale, e Ye lo mantiene. 30 tPmpo. Il c hiru rgo afferrato il tf'st,icolo colla mano sinistra, pratica con essa uni, legger:i. trazione, e mantenendo integra la vaginale comune, asporta dal fondo scrotale l'organo glandoln.t·e, distruggendo mediante rapida lacerazione, fatta per via ottusa colle dita della mano destra, il legamen to scroto testicolare, isolao,lo quindi il cordone fluo in corrispondenza dell'anello inguinal,e esterno (fig. I-A 1• •1u tempo. Facendo dall'assistente afferrare con due pinze in prossimiti\ dell 'anello e nella su>< faccia anteriore 111 fascia vagino.le comune del funicolo pratico una incisione lineare di essa che viene isolata da gli elementi del cordone cornpl<'· t amen te rispettati (fig. I-A). 5° tempo. Esaminati gli elementi e solo in via puramen te eccez ionale resecate vene eccessivamente ectasiche : applico tre punti nd u due laterali ed uno mediano; in modo che i due lo.tera li infissi prima al lato esterno ed interno dd 1':wello inguinale s ulla guida del polpR~t rello del dito indice clella mano s iuistrR introdot.to nell'anello stesso; dopo a ver oltrepnssato lo. pagin11 d ella vagi nale comune r itornano ai pilas tri in prossimità d el filo lli origine; mentre il punto me· diano, dall'angolo dell'anello si porta all'angolo inferiore della incisione crPmn· stero vaginale per poi ritornnr E' all'angolo dell'anello stE>sso. Gli attacchi sulla crcmastero vaginale dovranno essere applicati a d un'altezz;i tale da determinare col loro av vici namento a ll'anello, quella riduzione di hmghezza llella tunica stessa che è desiderata. mentre l'invaginamento degli ele· men ti fu nicolari si effettua comodamente n ella porzione infero posteriore de lla tunica stessa (fig. I e lT-A). -l0 tempo. Ripor to il testicolo uella sua ca,,,.ità naturale ed as,;icura tomi della completa emostasi, la quale di solito si raggiu nge con grande facilitil, tenuto conto che l'intervento operati ,,,.o in bL1011a p:ute è eseguito per via ott.usa ; pratico la sutura della picc:ola incisione cut,rnea, mediante punti metalliici (Grnef) avendo cura nella fasciatura della p,1rte di sostenere la borsa scrota le mediante un c·u· s cinetto di cotone che mantenga s pinto in nito l'organo testicolare. Qualora poi trattisi di va r icocel i voluminosi allora dopo aver praticato l a in· cis ione propria d el metodo Carta; tld isolato il testicolo ed il funicolo getto allo s tesso modo; ma ad altezza diversa, i tre punti ad u sulla tun ica vaginale come n el 1° mio metodo ( 6g. I - 8 ) poneuclo gli elementi d el funicolo sotto il triplice s t rato a cui fisso i tre punti in parola come nel 1• metodo li fissavo all'anello ester110; d opo aver get tato un punto fra il legamento di Poupart ed il triplice s trato stesso (fig. Il-/J).
lL V.H~JCOCF.Lls
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I risult ati ottennti mi dànno a~io di dichiararmi soddisfatto del metodo col qnale raggiunsi gli scopi prefissomi, convalidati anche da osservazioni a distanza fatte in soggetti ,incolati al servizio milit,are per vari anni (fig. I -C, dopo -± ann i) R endere il processo operati,o più rapido possibile semplificandolo; ottenere la distnrnione del legamento ~eroto testicolare, al quale dò somma importanza, e nello stesso tempo determinare l'accorciamento ,oluto del naturale sospensorio rispettando in modo perfetto la continuità della tunica mu;:;colo-fibrosa d ella vaginale comune; portare l'incision e cu tanea in regione non rilasciata e non sog~etta ad a ccorto1.:ciamento e quindi di più facile sutura e di più certa re,;titntio ad iutegrnm; evitare la comparsa di idrocele cistico post-operativo, sono dati per i quali ho versistito nell' in ter vento con questo metodo pur non disconoscendo i pregi del processo Cart,\ tanto logicamente iuspirato da chi mi fu maestro nei primi anni della mia vita chirurg ica ell a l quale mi unisco ancora per confer mare che in rappor to alla n ecessità del]R. resezione venosa, sono convi nto al pari di l ui per la esperien za fatta nei miei operati; nei quali solo eccezionalmente ricorsi alla resezione di qualche vena, che allor ,1uando coll 'iutervento ~i costruis,;e un razionale sollevamento del t esticolo ed un persisteut,e e duraturo sospensorio naturale; sia o,vio a nzi direi dannoso procedere a distruzione d i vene che sotto l'azione dell'intervento e per la nuova costituzione anatomica della parte si arrestano nella loro dilat::1.zione e lentamente riducendosi di volume, dànno al plesso pampiniforme nn aspetto subiettivo ed obiettivo simiJe a quello normale. HIBLIOGRAFJA. Su/l'ablazione della vagitial c del testicolo ed abol~ione del wvo. Policlinico, 1897. (2) B.i.fUL.E. - U n nuovo processo per la cura radicale del ml"icocele. - Ls (')inica chirurg ica, 1906. (3) Io. - L ettera al Direttore del "Policlit1ico ». - Policlinico, sezione pratica, 1907. ( 4) BEN S ET On v ar icocele. - The Lancet, marzo 1891. (5 1 B OYER. - Trattato d elle malattie chir urgiche. - Voi. V, p. 90. (6) B R A U'LT. - Note sur le traitem,ent cl,irnrgical d ri varicocè/e, - Lyon m éd., 1~95. ( 7 1 CA PORRO, Sul i-alore della plaatirn a tessuto muscolare striato. - l\forgagni, 1901. (8) I o. - Sttlla circola~ione sanguiuna nor male e di compenso nel te11ticolo. - Ana t. a us: , voi XX, 1902. (!)) Ci:u.., 1PI ONNIER. - - · Citato dnl Duma nel lavoro: T raitement du t·aricocèle la r éseclian àu scrotum - Thè,;e. Paris, 1800. (10) C ARTA . - Nuovo ,netodo di sospension e del t esticolo nella cura radicale del varicocel11. - G iornale medico R. esercito, 1903. p. 903. { I) At.ESSANDRJ, -
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~~ LE ~OSCHE E LE :\[AJ.A'rTfE, per il dott. prol'. 1:ranct·!ilco T e!-!ti , colonnello medico. Dopo che l'attenzione dei patologi e degli igienisti venne portata ai dauni molteplici che g li insetti in genPre, ma le mosche in particolar modo, pro,·oca110 all:i salute pubblica colla propagazione di molte malnttie infett ive, fu un crescen do continuo di osserw1zioni e di stud i s ull'argomento, osservazioni e stud i ch e in tcr ~<;sa rono anche i poteri sanitari: prova ne s ia il succedei si di relazioni pr esentate ai vari uffici sanitari specialmente in Jog h ilterra, negli Stati Uniti ed in Francia, e tino a ,l un cer to punto an<*ie in Italia. qua11do nel l()L2, regnando allora il colern, in occasione del congres~o- intcÌ·n!l"7.ionale di medicina t enutos i a R oma, una speciale ord inanza resa immcdint .. mèote esecutiva prescrisse delle n orme di pr otezio ne, dal contatto delle mosche, d el vane e d,·i prodotti alimeutai·i affini. )fa non è c he ultimamente, e propria m,·n te, nei due ultimi an11i, che le ricerch e scient ifh- he furnno intens i6cat(> e i11d iri1.zate con criteri verri.men te prat ici a costituirP un nuovo capitolo di profilassi a ntinfettiva non scompnguati da un'att iva propaga nda inte•a a for si che ogni clns,e di rittai in i venga e<lottn sul pericolo che rlP.riva dalle mosche come veic0lo <li molti germi infettivi, e sulle misor(' da prendersi contro le Ibede;;i1ue. Dn parecch i mesi, confìuato per rngioni di servizio iu un paese che gode fama, e ln. fama pur troppo il ben merit a ta davvero. di essere una delle cu!IP più favorite di questi malelici insetti, di contim10 assillato dal dubbio, il pit'i delle volte be11 giustifica t o, che molte delle malat.tie infettive che colpis,·ono la collettività militare nbbiano la loro or igine dalle m iriadi di mosche r h e qui albergano, ben note come una ,lelle diHgrnzie maggiori di queste reg ioni ancl,e n quell'illustre viaggiatore che fn il Della Cella, ho pensato essere non privo d'interesse il ria;:sumere in u11a rivista tutto ciò che in questi ultimi anni si è andato conoscendo s ul propos ito, e tutte le d iver~e misnrP con;:igliate ed adottate per assicurare il maggior valore poss ihi le ad un capitolo, se non nuovo. certamente rinoovo.to di profilassi contro le malattie infettive. Il periodo veramente scientifico di studio sull'azione delle mosche quali propagatrici di malattie coincide precisamente colle ultime ricerche batteriologiche, e con quel risveglio delle ricerche cli zoologia medica consecutivo alle scoperte sulla malaria, sulla tripanosomiasi, snllt, diverse infezioni del sangue da protozoi. Accennerò soltanto di volo agli studi del Celli, del Michaelis, del FWgge, del Weder. del Santori, del Raimbert e Davaiue, d el Yersin, d ell'Alessi, dell'Hoffmann, dello Spillmann ed H anskalter, del Di Vestea, del Macrae, del Lord, dell'André, d el Madc!ou, del Tizzoni e Cattani, del Iacolyn, dell'Hamiltou, dell'Austen, dell'Aldrige, del Ficker e v. Holub, e di tanti altri, e ven~o ai più recenti dPI C'ao. dl'l Nntzall, del Valeri, del G>llli- Valerio, non esclusi alcuni miei lavori sulla diffo. sione de l b. piocianeo per mez7.o degl'inset ti, sull'importanza degli artropodi e delle mos che in particolare come veicolo di malatti~ parassito.rie ed infetti ve, sulla liat·
Rn"ISTA Sl~'IETICA
teriologia dell' in testino degli insetti. Mi fermo poi in modo to<pe<'inle sull'ottimo lavoro riassuntivo .lei Galli-\' alerio compnrso noi 1910 nel Centralblatt ffrr Jlai.'/t>. riolo,9ie sullo st11to attua.le delle nostre conoscenze sull'importanza delle mosche nella disseminazione delle malattie pnras~itaril' e s ui mezzi di lot,ta. da impiegarsi, e cito i n umerosi hwori speriml•ntali ed i rapporti diversi del Kuttnll, del Copemnn. del Monchton e dei loro collabon,tori pre:-entati al Locai yonr11e111e11f Hoard in numero di quasi una trentina nl'gli anni 1!110, l!Jll, Ull2 e l!lVl Cito iniìne il bellissimo libro dell'Ho"'ard sull11 mosca. domestica pubblicato a New York. il rapporto presentato dnl Vni!lard :1cl IU13 al Consiglio di igiene pubblica e di ~a. Ju brita del dipartimento !lel!a Senna sulle misure da prenòer~i contro le mo~che. l'articolo del uwdesimo autore pubblicato nel numero di aprile 191 0 sul giomnle "L'Hygiènr ,., la nota di Bretone 1:!ruyant. presentata dal prof. Cnlmette nel H)Jfl al Comitf\to dell'uflìcio internazionale d'igiene pubblico, sulle mo.,che non pun, genti e sulle malattit- trn~me:,;se dalle medl'si me. Da questi ultimi lavor i specialmente e dal!~ memorie diverse pre~eJJtnte nl Local .IJOt'enie111e11t lioard, cer ch er ò di spigolarf> quene più importanti notizie che si riferisco110 n co;:i importante· argomento.
Nella grnnde famiglia delle mo~che, ve ne sono lllrunc che puugono, altri> cl,t sono sprovvist<-J di apparecchio pungente. li tipo di UJosca pu11gtnte più atJì11e alla comune mosca o ,\h1.~ca do1,w.<lica di Linneo è la Stomoxys calcitra11s, abl,a. :,tnnza comune nei nostri climi e sul finir doll'c:,tate, nelle stalle, attorno Ri ,li-posi ti di letame, mn che qualche volta entrn 1wlle abitazioni; altre mosche puo· genti nppnrtengono alle famiglie delle glos,siue, delle ippobosche, dl'i tnbanidi ed hanno a cquistl1to oggigiorno molta importa11za nella trasmissione di malattie da protozoi nell'uomo e negli animali. Il meccanismo d'azione di que:;t e mosche pun, genti è duplice; in alcune c-ioè la troml,a n on rappresenta che uu mezzo meccanico di inoculazi,)lle ùi germi o di protozoi semplicemente <lepositati sul)a mede,,imR. in alt re l'inoculazione vion pre,·edu•.a do uno stadio evolutivo dei protozoi nel tu Lo digesti\'O d1:ll'insetto. Tl gruppo delle mosche non pungenti ha come t ipo la 1noscR comune o comprende molli al tri generi e molle speci1:, f'rn le quali lo più note sono la grossa mosca turchina, la mosca carnaria con addome ornato a scacchi, le lar,e delle quali, voracissime, si nutrono della rnrne e dei cadaveri e 111. mosca dorata <'hte depone le sue uo,·a sulla carne in decom posizione e sugli escrementi. L asciando da parte le rno~che, le qunli sono dannose soltanto in quanto pungono pel fatto specifico di rappresentare l'ospite detioitivo di particolari protozoi, ci ferm eremo a considernre soltanto quelle, e sono del resto la maggior purte, chP o colla. trom ba pungente come mezzo purnmente m eccsrnico ed accidentale o più spe<'ialmentP colla tromba molle, colle zampe, colle ali, colle divC'r se nitre parti del loro corpo. od anche colle feci, trasponauo all'uomo germi e protozoi cnpaci di malattia, sia .!ireLtamente sulla superficie della cute e delle rnuco,..o d...Jl'uomo, sia indiretta· mente inquin1t11do oggetti di,·crsi. ~o;:tanze nlimeurnri, acq ua. Le mosche appartengono alla classe ,lei ditteri bra<"hiceri, insetti a due ali e a metamorfosi completn, caratterizzati da antenne corte a tre articoli, di cui J'ul· timo è più o meno rigonfio e provveduto ordinariamente di una sottile appe 11dicc liliforrne semplice o articolata, nuda o v ellutata, da un corpo corto e grosso. dn ali piuttosto lnrghe; questi caratteri generali li diff,•renziano dni nemoceri, ai quali appstrtellgono le zamaue, I tegumenti d1>lle mo~che sono frequentemente ri<'Operil di peli più o meno fitti e più o meno lunghi. E importf\nte, per l'argomento che
RIVI$1'A 8I~TETICA
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ci occupa, il sapere che all'estremitll dei tarsi esistono con grande freq uenza delle appendici, pulvilli od ambulacri, formanti delle ventose microscopiche, le quali permettono un'aderenza più o meno sensibile 1d substrato. La tromba molle della mosca domestica e delle si;ecie affioi è retrattile e di una struttura assai complessa; la 1>ua porzione distale termina in due lobi, i quali costituiscono nell'insieme una superficie ovaia re, piatta e munita di sporgenze chitinoso parallele, le quali sembrano destinate a permettere la presa di particelle alimentari solide. Questa tromba agisce semplicemente come un apparecchio di succhinmento e di aspirazione, al cui funzionamento contribuisce ancl1e In secrezione di una certa quantità di saliva. la quale aiuta il rammollimento delle sostanze alimentari se..:che (zucchero, sputi disseccati, ecc.). Non è il CASO di fermarci sulla morfologia interna della. mosca. Soltanto è da notarsi che nel prnventricolo sbocca il canale di una tasca di riserva, nella quale si raccolgono dapprima gli alimenti per essere poi dopo qmtlche t1>mpo (anche dopo quattro giorni) riversnti m'l proventricolo, il quale, fungendo da pompa aspirante e premente, li caccia poi nello stomaco propriamente d ~tto. Questa permanenza delle sostanze ingerite nella tasca di riserva è un fatto importante sotto il punto di vista di una moltiplicazione possibile di batteri n\' I tubo digesti1'o della mosci!., Abbiamo detto che la mosca è un insetto nd evoluzione completa. passando, prima di essere insetto completo, per gli stadii di uovo, larva e ninfa. Le uova sono generalmente allungate, fusiformi e leggi>rmente ricurvate e vengono emesse, come nella mosca domesticn, in numero di 100 a 120, in alcune specie in numero anche maggiore; esse vengono depositate di preferecza sulla carne, sulle carogne, ~ulle immondizie, sulle deiezioni degli animali superiori. È risultato dalle osservazioni di parecchi autori che le diverse specie di mosche prediligono certi determinati escremeuti per deporvi le uova; così la mosca domestica pr11ferisce lo sterco equino, mentre una specie affine la Curioneora stab1tlans preferisce il letame bovino. In mancanza di meglio può però la mosca domestica, come ba osservato Galli-Valerio, deporre le uova anche nella. polvere delle case e perfino nello spazio compreso fra le pareti delle finestre doppie. Le larve si schiudo110 generalmente con molta rapidi ti\, la quale varia da otto ore a tre o quattro giorni secondo l'epoca dell'anno, la temperatura dell'ambiente ed anche secondo le specie. La Sa1·copha,qa carnaria, l'unica specie che emette direttamente lar ve viventi, bn una fecondità prodigioso, calcolandosi che nel suo ovario non si trodno meno di 20 000 larve a tutti i gradi di sviluppo. Le larve sono vermiformi, annuiate, più sottili in avanti più spesse posteriormente, acefale, apode: respirano per 1aezzo di stigmati trncheali; crescono rapidamente in pochi giorni passando per div1m:;e mute; sono attivissime e voracissime. AHivate nl termine del loro sdluppo, si trasformano in ninfe (pupe) l e quali banno generalmente una forma di barilotto: anche lo stato ninfale può durare da qu:tttro a sette g iorni. Dalla pupa esce l'insetto perfetto pel distacco di un piccolo ope rcolo che tron1si aò una estremità. L'alleva.mento artificiale delle mosc he ha. permesso di fare delle ricerche interessanti di biologia e di fis iologia generale Così alcu11i autori hanno cercato di ottenere lo sviluppo di alcune mosche in mer.zo steri le non compromettente la vitalità e la fecondità loro, pe1· s tudiare in condizioni sempre perfettamt1nte iden• tiche la nutrizioue delle larve e la riproduzione degli insetti adulti che ne derivano; fncenrlole poi nutrire con determinate sostanze, p. e. con fermenti uccisi ad esclus ione di ogni specie microbica, e studiando poi l'azione concomitante dei mi·
RJVI,-TA :-l~TETlCA
crorgani~rn i, i1.lcuni autori l11urno fornito in teressanti rist1ltati sulle que,;tioni primordiali dell' er edit:\ e delle variazioni di una determinata specie. L'assieme dello sviluppo dellR mosca comune si compie in otto o di eci giorni al minimo, ma può ri c hiedere Rnd1 e tre o quattrn settimane a secon da delle condizioni esterne. Appcn::t uscit a dallo StRto ninfal e, la mosca va alla ricerca del nutrimento a iutatn da un odorato particolarmen te SYiluppato e che sembra abbia lii sua sede nelle antenne. La sua maturità sessuale si compie in una decina di giorni e for~e anche piò pre~to. Io o.~ ni modo, ammettendo per lo sviluppo dell'in~etto pe r fetto a pa1·tire dall'ovo una òurnta media di quindic i giorni, s i ,·pde che, nello spazio <li se i mesi durnntc la bella stagione, si possono avere almeno ~ettc genernzioni, e ,~n !colando che da ognuna di esse ve ngono emesse circa 1:lll uov11 e che aù og11i g<.:nerazione vi s ia un numero eguale di maschi e femmine. si arrivn a delle cifre impres,ionanti; secondo Howl\rd un amma.s~o d i 1:20 uoYa emE's~e nl liJ a prile ctarebbe un totale di 25,920,000 mosche al 10 giugno e di o,5!Jt3,7:20,000,(JU() al lO Sl'ttembre: cifra veramente en o rme se n on agi-ssero ad ogni momen to cause d i èist1·u7,ione naturale. L e mosche, n d iffere 11z>1 de i d itteri nPmoceri, sono ins~t t i preferibilmente diurni: 11ma110 la luce n on disdegnau,lo però l'om bra nelle ore più calde d el gio rno, ed amn110 anche di po,arl"i preferibilmente sui colori chiari e he sugli scuri; frn q ue~ti nltimi so no specialmente evitati i colori a. tonal ità bleu Queste ultime o,ssen-a?.ioni furono però di recen te contesta.te dall'Hiadle, secondo il gunle non ,·i ,11r,•bbe una prefc-rcnzu. nlcuna per det<·rmi11nti colori. Due punti n~sai importanti per la biologia delle mosche sono quelli che si rÌ · feriscono alla loro Jongevi ta e, subordinatnmente, alla quest ione dell'ibe rnaz ione e alla est en~ione del ragg io di volo. La durata di vita della n1osca è diHicile a ,-tahilirsi; sembra tuttavi.a ch e in estRte sia molto 'breve, non più di tr,• a cim1ue giorni, mentre n ell'in,crno po~sono durare in vita da tre a undici settimane e forse anrh e più quando esse n bbiano In possibilità di ricoverarsi in ambienti caldi; panobhe l\nzi prnb::ibi le che, do po la scomparsa di un grnn numero d'insetti adu lti 11.i primi freddi. ne p ers is ta. d urante l'inverno un 11urnero di individui .,:uf, ficiente per 11.«sicurare al princ ipio d ella buona stagione la conservazione dt'lla specie Tn ve rità, !e esperienze ultime del Copem~o dimostrerebbero che se ciò è wro per molte ~pecie di mosche, è me no vero per la lnosca domestica. Esse però furono fotte in regioni re laiiv11.n1t'nte fred de: mi sembra fuori di dubbio che nelle r egioui cald e, come n ella nostrn Libia, lo svernamento della mosca comune è uu fotto di O!'SP.rvazione corn:0ntC'. La questione del raggio di volo delle mosche è stata di re· cente m es$a in luce da numerose espt>rien7,e fatte a Cambridge da Hindle e )Jer· ri ma n con un metodo grafico molto semplice e pratico. Le con clusioni di qutlste in,portant i ricerche sono le seguenti: In mosca domestica ha te ndenza a ,·olare contro il Yento. o a t tra Yer8o il ,·ento, forse in causa. del trnsrorto di odori <'ht: la attirano; le pri1icipal i co11diiioni che sembrano favorire la di~persione dellt: 100 · ;wb e sono il bel tempo e uua temperatura elevata, ma vi contribuisce anche la configurazione dei luoghi, essendo not o che esse non fanno in città voli cosi estc-.,,i come in campagna ras a; nelle condizioni di esperimento usate dagli autori, l'al tez1.a nlla quale furono las·~ia te in libertà le mosche e il momento della giornnta iui!uirono sulla d i~per sione loro, essendo essa maggiore al m11ttino che dopo met · zogiorno; l'estensione massima de l volo compiuto in zone mol to abitate può essere fissata a 1 1 di mi g l io: in un caso una mosca percorse 700 metri. Voli maggiori come quello di 1408 111Ptri o-;~en·ato cla Copeman, Howlett e Merriman, sono eccezionali.
lll\' l~TA
'r:-.1'F.TIC'A
7ò9
La classiticnzioue déi ditteri brachiceri è molto co1uplessn, compreude11do essi più di m ille specie nelle no;;tre r egioui. Gn\o parte di esse :,(';DO tiitot'oghe e non c i ioteressnuo. J..ltre comprtrndono delle specie pungenti, che solo per eccezion1:1 sono capaci di trasmettere germi pi,togeni; altn, intine sono prive d i tromba od interessano soltnuto sotto il punto di ,·ista delle mii,,;i che possono determinare. Lasceremo da parte qu este famiglie ed accenneremo .,;oltanLo a quel le dei Sirtidi, dei R itidi e dei Poridi. cbe hanno qualche rappresent>mte capace di entrare nellt? abitnzioui (;i fermereruo alla famiglia del le 1lfoscidrie, la più illlportaote, comp ri,ntlendo quasi tutte le specie che entrnno nelle abital!'ioni e che sono capaci di tras missione di molti germi infettivi. Lu famiglia delle ,lfuscicicte compr en,le dei tipi a trotulon pungente e dei tipi a tromba molle. i'ìi divide, un po' artiticialu1e11te, in due tribù: calipleri ed acalip teri, i primi p1·ovvocluti di due appemlici memurauosc iuserit.e sul me.,;otorace e che nascondono i bilaucieri o \'estigia del secondo pftto di ali, i secondi spro\·vi,;ti de lle 111eJesirne J.'ra questi ultimi ci interessa soltnnlo la sottofamiglia. delle Scalo/ayine e specialmente la Scatopha:1a s/1Jrcoraril,, gros~a 111osc1~ che vive sugli e.~crementi equini. Alla famiglia dei Cal1pteri o mo,che propriamente elette, nppnrtengono le specie più note e più importanti per la qnestio1w che ci interessa. Le principali sono: Jlusca domestica L .; Cw·tonerra slabulan.~ Mac,1unrt, molto spesso confu~a con la mosca domestica; Polle11ia nidis Rob. lJ,.,w , un po' pj1'1 µ; ran de, con addome scuro; J/01,iatomyirL canit·11l<11·i.~ L , e Il Scalari:; Fah., più picco)., della mosca domestica, tna 11.,olto somigl ianti, assai ahbondanti n elle abitaz1011i; A11thomia inds11rala e A. pl1u:ialis, assai affini alle prec'!dcnti, le cui larve vivono ne.Ile immondizie; llhyclrothea meteorica e H. de11tipes le cui larve vivono uelle sostanze vegetali in putrefazione; Calli71/wra 1:01niloria L., la grossa mosca bleu della earue, e la s pecie ::i.ffine C. e,·ylroc&phal«; /:iarcophaga carnal'ia L .. la grossfl mosca con addome ornat-0 a scacchi; Lucilia caesa,· L., o mosca dorata; Stomo..i.:ys calcilrans L., atl:iae alla. m1>sca dome.s tica ma che se ne distingue per av"'rc la tromba r i gida pungente, le ali alquant,o scostnte fra loro, e per prendere allo s t ato di ri. poso una posizione inver sa n quella che p rende la mosca comune, ossifl colla testa in alto; Cpno,nya ni,01·tHonHn. cbe depone le uova sui cadaveri e sulle c:n-ogne; LJ1·osop hila /"tuicbris Fab, e Dr. 111elano1;asti-a, mosche di piccola taglia <'he si nutrono d i frt1tta, e per questo fatto entrano spesso nelle al,itazioni: l'hif';,hila casei L., la mosca del formaggio che non discleg11a però :;ltre so,;tanze alimentari: Tei cho11,yza {use,;,. Macq uart, la mosca degli urinatori e delle latrine, r.he depo11e le uova nell'urina putrefatta. L e forme soprn citate so110 le più comuni e le piLt facili a trovarsi nelle nostre r t>gioni. L'euumerazione sarebbe assni piu lunga se si volesse1·0 ricordare tutte, le specie che prediligono le sostnnze put1·efa.tte e che sono capaci di inquinare le sostanze aliment1tri nello cucine o negli nppartiunenti : Howard, basando;:;i sulle osservazioni fatte agli Stati Uniti, n e cita non meno di 77 specie. Si com· p1·ende quindi l'impo rtanza di questi d itteri, che inn1douo idle volte in gran nu . mero le abitnzioni umane trasportandovi i più svariati ger mi infettivi . 1
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Le malattie infettive che po.,;·ono e;;:sere trnsmr;:se rer mez7.0 delle mosche ;;:on o molte. Per alcu11e di esse l'osservazione e l'esperinH'nto hanno dimostr:uo
760 chiaramente il meccanismo d'azione ; pc-r a ltri>, maucnno ancora fo.tti concreti, ma t utto fa. r itenere che, se non sempre, per lo me110 in molti casi, la loro importam:a eziologica s in. delle più manifes t e. Per il colera e1<istono fatt i clinici rari, m n vnnmente probativi. Le rict>rche s perimPntali cli Tizzoni e Cnuani, :--awt rlwnko, Simmond, Tzuzuki, liffelmann, ìlfacrae e Buchanan, Chan t emesse e Borrel, Gn.uon hanno confermato questi fatti dimn~tl'ando l'nzione infettante att iva che le mosche esercitano nel colera, e permettonc, 11llc \"Olte di s piegan• 1,, marc in erraticn del!' infezione in una medes ima Jocali t fl. 11eno numero~e sono le prove cliniche sulla diffusione della febbre tifoide, ma p iù concluden t i. Osservazioni pratiche furono fatte durante la guerra is panonmericana, ne i campi cubaui e nella guerra del Transvaal. Più di rece n te, il R obe rt ha dimostrato in India che la febbre tifoide rr,s ta confinatn nei focolai d'infezione se le precauzioni d'igiene riflettenti la disint'1.,ziono d l>lla biancheria e delle feci sono realizzate miuuziosamente, ma che bisogna ,1pplicarle con m~ggiore dilige nza se la stagione è calda e le mosche sono 11bbondanti. Suggesfr,a è pure uu'o<servazione fatta dal Klei11 durante un'epidemia militare. Prove s per imen t ali vennero fatte da Celli, Firth ed Horrocks, Bertarelli, Hamil ton, Fick"r. Le precedenti osservazioni hanno attirato l'atten..:ione degli igie nis ti anche sul modo di propngazione di alcune epidemie estive, che scoppiano quando la te mperaturn è cahla e le mosche pullulano; tali sono la diarrea e.5tiva sia d egli adulti, sia specialmente dei bambini, la dissenteria. le diverse fo1·me di en t e riti. Nella diarrea infantile semura, secondo le ricerche di Metchnikof e di Va illard che abbia sp;,ciale importauza come agente infettivo il b. 71roteus, asrni comune in estate n e l le feci dPg li animali e specialmente del cavnllo. Spil!n1ann e Hausl,alter huuuo da tempo dimostrato che le mosche, che si pos ano sugli espe ttornti dei tisici, possono servire a lla diffusione del bac illo tuuercolare, pote ndo esso attrave rsare senza alterarsi l' intestiuo dell'insetto e tro,,arsi nelle fec i. Sembra dim os t rnto che in molti paesi, come nel nord dell'Africa, la congiuntivit e granulosa ed altre form e congiuntivali (la congiuntivite acuta da b11cillo di Koch-\Vechs come ho po tuto io s tesso accertare in Libia) siPno tras m esse dalle mosche. le qua li numerose si radunane, agli angoli palpebrali dei bambiui ammalati, succhiano il secreto congiunti vale e poi si posano su bambini sani; spettacolo tris te e ripugnante ! Anche la lebbra può essere trasmessa dalle mosche. Le recenti oss er,az ioni di Leboeuf hnnno ùimostrn.to che le mosche, posandosi sulle ulceri lebbro,;e, assorbono gran qnantit,\ di bacilli, i quali, eme>ssi poi colle deiezioni, v a nno a con· taminare qualche soluz:c.nl" di continuo della pelle o delle mucose. R ecentemente Flexner e ClRrk hanno dimostntto che alcune mo~che albergano il v irus della poliomic-lite, e Rosenau fece cono~cere al Congres~o d' i g ie ue di \Vas hing ton n el 1912 d i aver pot uto trn,;mettere la poliomiel ite dalla sci1u mia am mala t a alla son:t facendola pung ere da Ila S/0 1110.,·y:; caltitrans; s em b ra che anche la mosca domestica sia capace di questa trasmiss ione. Ricor diam o a11r h e che tutte le scttice>mie !:lta61ococciche, s treptococciche, for,-e anc he le in ù,zioni da pioci.a neo, come sarebbe dimos truto dai mi"i stud1. da te· tragen o ecc. possouo e~se re pro,·ocate t:into da. punture d' insc-tti come dal sem· plica deposi to di materiale i nfetto su q ua lche lPsioHe delln cute e delle m ucose per o per a delle mosche.
RIVJ,;TA SI :,,TETIGA
7lil
Aggiungasi infine che la difterite può essere propagata per mezzo delle mosche, come avrebbe osservato abbastanza d i recente il Dickinson; che il Yersin trovò il bacillo pestoso nelle mosche del suo laboratorio e chl' Nuttall dimostrò che il detto bacillo uccide le Stoinoxys e la mosca domestirn entn, 8 giorni ad una temperatu ra di J4 gradi centigradi, periodo ùi tcrupo durante il qmde questi in· setti sono infettirnti; che il Cadet fece osservazioni analoghe a proposito della framboesia tropica.le; che Terni e Veninger riprodussn·o il Yniolo soff'regnndo le mucose con materiale risultante dalla triturazione di mosd1e raccolte nella stnnza di un vaiuoloso e che dimostrarono anche i corpu<icoli del G-uarnicri n<•ll' intestino loro; che osservazioni e ricerche analoghe furono fatte da Kattan-Lanier sullii spirillosi della febbre ricorrente. Se a tntto questo si aggiunga chn le mosche posgono trasportare nova e lar\"e di vermi parassiti (uova di ossiuridi, di tricocefalo, di tenia !)Chinococco di tenia n ana, larve di anchilostomi) e che, secondo le e~perienze di CaLamlruccio, Nicol!, Hart, le larve delle mosche posso1Jo trasmettere tali uova anche all'insetto arlnlto, si comprenderà. facilmente quanti danni, quanti pericoli per la salute <iell'uomo derivino da questo ospite in,;omo,lo, che ha il triste privilegio di chiamarsi dom estico (parlo dalla mosca comune).
Dal momento in cui le osservazioni e le ricerche di l11horatorio dirno,;trarono 1a grande importanza che hanno le mosche nella diffusione di molte malnttie
infettive, si cercò anche di trovare i mezzi piu acconc i per la loro distrnzione, o per lo meno per renderle innocue. Passeremo in rivista i principali di loro, non senza fermnrt:i prima nllo studio dei loro nemici naturali, potendo essere di uti lit,\ per l'argomento che c i interessa. Fra i nemici naturali delle mosche ve ne sono che appartengono tanto al 1·egno animale quanto a qnello vegetale Fra i parassiti vegetali, il più noto è un fungo microscopico, l 'Rm1,11sa 1n11scae. Questo parassita è causa di una grande moria di mosche ver;;o In fine della stagione calda, ed è costituito da un micelio che invade e distende l'addome fuoriuscendo dai tegumenti e spori6cando tutto all'intorno in forma di una polvere bianca. che circonda il cadavere del!' insetto. Si è cercato in base I\ queste osservailioni di reali;,;zare l'infezione artificiale de lle mosche, ma tutte le ricerche, anche le recenti di Gussow, hanno pre;:;entato tali difficolti\ tecniche circa la coltura del fongo, che sembra ancora lontnna la sper anza di poter ricorrere a que;:;t.o me7.zo. Fra i parnssiti anima.li sono di\ citarsi I' Herpeto1no1ias mu.scae clomesticae e la Cl'ithidia muscae, alcuni piccoli acari come certe larve esapodi di trombididi, certe piccole specie di p;:;eudoscorpionidi, alcuni coleotter i eri. imenotteri, gli ucce:Ji in;;ettivori. Tutti questi nemici naturali del le mosche hanno certamente una grande im· portanza nel limititre In grande diffusione loro, ma non bastano. È perciò che da tempo si sono s t udiat i mezzi artifici:tli atti a distrnggerle in qualunque momento del loro sviluppo e a proteggere l'uomo e le abita7.ioni dalla loro azione nociva. Distingueremo i mezzi di lotta contro le mosche, ed in genere contro i ditteri brachiceri, in: misure di protezione d estinate a nifendere le abitazioni e gli illimenti dalla penetrazione e dal contatto delle mosche ; misure atte a di , struggere le lar\·e e gli insetti adulti; misure di carattere più gene rico che hanno per i<1copo di e\·itare, per quanto è possibile. l'inquinamento per sostanze settiche deJle mo~che che è impossibile distruggere.
Rl\'l:ST.\
Sl:-1'F.TICA
Pt-r impeJi re l'acce~so delle mosche nelle abitazioni sembrn c he soltnnto i mt'zzi meccanici abbian o dato risul tati di qualche valore Appnrtengouo a questi mezzi le retic~lle alle tinestre, le reti cel le con doppia intelaiatura alle porte : l!Ue'-'te reti celle possono essere anch e a maglia abbastanza larga. n on potendo mai es,;ere atrrn,·i.rsate anche qua11do l:i. mnglia ba dimensioni più che su.fficit'nti al loro pnssa~gio. E ,pnienze ~on cludenti hn,nuo d i mo,:tr&to però c he ciò s i I.\YYera sr.lo q uan do J'inrerno dei locnli è 111odernrnmente illumiouto e non esiste npertnr a che dia pRs;,aggio alh luce n ella parte cli contro. Le stesse misure ù i p ro· tez ioni> si a pp!iCS1110 alle sostanze al imentari, ch iudendole e ponendole in gabbie 11. rete e clebbouo us:nsi , oltre che nelle a bitnzioni private, a più forte ragione nei !<en·izi pubbli,'i d'ogni .specie dove si t engono e si s pacciano materie a.limeutnri ( macellerie. dt·og h er ie, negozi di frult11, latteri e, spacci di dolci u mi ec c). A questi 1,rocedimeoti d'ord ine meccan ico van no aggiunti poi altri d'ord ine igienico generale. Frn que!<t i sono da ci tar~i tutte le mis ure d i pulizia dei locali publ,lici e privn t i , l'allontanameuto delle materie fecali, s pecie d i qm,lle equi ne, e d i ogni r esiduo organico di qualunque speciP, l' igiene del le scuderiE'. d elle lat rin e, le quali dovranno es,:ere ermeticamente chiu~e con vah·ole o munite di sifone con cad uta d'acqua . In assenza del tout à l'~yout, i pozzi neri sanrnno inRti:iati due volte all'a11110 co n sos t nm:~ incu pa<'i d i trA.sform:orsi sotto r i11Hueuza del le materie organiche e dotate d i a zion e e11ergica contro le mosche e le larve: il miscuglio di t'eua to di soda e c loru ro di zi n co nella proporzione di o ch ilogrammi di c1a,scu11a so..;rn11za po•r metro cubo di rnn.t,iria sembra dover esser e particolarmente raccoman,la to. Per la distruzion e delle mosche allo s~nto L, rvale e allo stato adulto so no stata sperilllent ate mol te sost:cnza, che hl\uno certame11te un'11.zione t ossicH su loro; co,-ì d ica~i dell'acido arseni oso, delle preparazioni a lrn."e di ~nti1uonio, d ella 4 uassia, ciel piretro, del t'orn,olo, de l cresi IP tilto stato di vapoi·e. Alcune di queste :;o,-tanze se rvor,o per la preparazione di ca r te moschicide, ma nou sono esenti da pericolo per la loro to~sicità. La polvere di piretro può usarsi sia proiettata con apposito soJlietto sia facendola l,rnciare lentamente, ma 1rnche qui, come per nitre sostuuze nioschicide, avvieue che la mosca non è propriamente uccisa ma soltanto addor· menrata e si richiede poi un'ncconcia s pazzatura e raccolta per brucia1·le, e eh.:. pur morendo, essa non rimane sul posto ma va a morire più lontano con peri, colo di contaminare qualch., sostanza a limentare. \;n buon mezzo è q uello proposto eia Trillat e Legend re cousi:;tenl!e nel prep1u·are s u p iat t i a base larga un miscuglio d1 lo p. l l!O cli formolo del commercio, 25 p. 100 di latte e 65 p. 100 di a cqua. ag· giungendo anche un po' d i ;rncchero. l i Pott evin raccomanda. di inaftiure con !atto! o siero di laLte al formolo il suolo delle scuderie, delle latterie, de lle fabbriche d i formagg io Altro mezzo cli r ecent e precon izzato è l'impiego di vapori di ere· solo scaldnto. Il cresclo viene riscaldato allo stato puro su di una. l aw pada s,t alcool, alla dose di o grammi per ogni metro cubo di capac ita. I vapori sono senza dan no per l'liomo e possono e~~ere r e.~pir.i ti i mpu n emente, e sono auchll senza danno per gli oggetti e per le pi t ture degli appartamenti ; la sola precauzione da aversi è quell a di evitare la combu~tion e dei v a pori empireumatiei chs si sviluppano sulla superficie dl•I l iqui,lo, la qual cosa si può e v itare usnudo pn l 'oporazioue r ecipienti a grandi e al te pareti. Fr11. i m e zzi meccnnfoi propo::,ti per la dii-truzione d!!l le mosche a dul t e, citeremo poi tutti qu egli a pparecchi che ser· vono a catturnr" le mosrhe. e le carte ed i nastri imbevuti di s ost:o.nze appiccicant i. La di,truzione delle lnrve si fa con sostanze ch imich e diverse da applicarsi spt-·
RIVLSTA ~l'.\"TETH'A
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cialmente sullo sterco equioo,cbc si s,t essere l'albcri:;oprefcrito del le mude~ime. Attualmente il mezzo più impiegato è l'olio \·erde d i seh isto (ciue liti-i diluiti Rlla metà con acqua in rngioue di ogni metro quadrato di matenR). Altri si contentano di una soluzione al 5 p , 100; nitri infine n~a.no il saprolo nl 10 p. 100. ?-:on s i dimentichino però ancora il comune latte di calce, che può r.-ndcre buou i SE<rvizi anche come antibatterico, il clorur,> di calce, il solfato di t'erro e<l un 111i~c11glio recentemen te preconizzato d:tll'Howard di borace e di ar,;eninto di soda. Alla terza categoriti di m isu re atte ad impedire die lo mosche si iuqninino e trasportino i germi di malattie infetti ve e cl i affezioni ,.;etti che appartengono tutti qnelli tendenti ad impedire che le rno,;cho si infottino a contatto di materie contenenti i genni in parvl11, e particola.rmente tutte le n, isure d'igiene sr.nit:iria atte a limitare la ditfnsione epidemica llellt' 111:~latlie infrttive. Si proteggeranno quinrli le sale degl i amrnnln.ti con reti celle alle tine;;tre e si app\icheranuo dei veli ai letti, si o.llontnoeranno e si disttuggeranno le escrezioni divP1·8e e si porranno nelle sputacchiere e nei vasi da. notte sn,;in.uze auti-ettirhe. Annl0ghe misure d'igient si prendernnno contro le piaghe suppun,llli, le ulcerazioni e le oftalmie.
••• Dallo sguardo sintetico sulla importanzo che hanno le mo~cl,P,, ed i n gt>uere i ,!itteri br11chiceri, nella diffusione delle mnlettit, infettive. ri~ultfl. ,·l,i,, ,-oclie la lotta contro le medesime deve essPre ntti,n, e1wrgi,·a. pronta. ~on dapp~rtutto ~i prenae in dovuta considerazione lit necPssitil. di que:-ta lotta. [l pne-,,• che più si è me-so sulla via dell'azione è la confer\erazion\' d,•glì Stati Unit; d'A merirn, la qu11le sta facendo con ogni mezzo nna delle piLì attini, campagnP. (,iu,dche rosa, con,e abbiamo veduto nl principio ,li questa ri vista, si è fatto in Italia; quaJ,.henl trn co~a si è fA.tta in Francia. nel Belgio, in Inghilterra, ma m olto r esta ancora dn. fare. Occorre p erciò che la questione sia an cora studiMa, che le couoscenze relati,·e sieno ampliate, che s i faccia una propaganda Rttiva con ogni mezzo ,llliuchè tutti siano ben compresi del pericolo che minacciA e del modo onde e,·itRrlo. KP- meglio potrei por termine a qn<~~tA. rivista che riassumendo quanto molto giu~tnrnente il general e medico Vaillnrd, presidente del comitato di "anità militare frirncese e i dottori Breton e Bruyant dell'istituto Pasteur di Lilln dicono a modo di conclusion e nei loro interessanti lavori gill. citati : « Occorre cbe in ogni paese, in o~ni regione, In s tamp,1 si faccia eco della questione in parola; che l' insegmtmeu to delle scuole, gli istituti di perfezionament", le conferenze pubbliche facciano a poco a poco penetrare nella popolazione le più importanti n ozioni sull'argomento con disegni, co11 riproduz ioni cinematografiche. La buona volontit non manca C]UaTldo si trnlta di 01,ere sociali, di idee da seminare; un vasto campo d'azione si Apre nllR i11iziativa prin1ta a ,·ondizione che i poteri pubblici no11 si disinteres,-ino della cosa e portiuo il loro nµ· poggio morale e materiale agli sforzi dPgli igienis ti ~. Non potrebbe intanto l'eserc ito farsi campione di q nesti ,forzi? Il corpo sanitario nostro, ta11to benemerito nella lott:l coutro le malattie infetti,·e, non potrebbe aggiungere qualche foglia di più allo. corona di lauro cbe lo adorna iniziando un co1·so di co11ferenze sull'argomento a complemento di quelle giit con tnnto s uccesso svoltesi in seguito a disposizioni dell' ispPttornto di sanità m ilitnrc? S:uebbe certo un'op era. buona, come buone sono tutte le opi>1·e che hanno per iscopo il miglioramento igienico e sanit>irio della popolazione. Io che nssisto ogni giorno in queste
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IllVJSTA :,.[N'iETICA
colonie ai misfatti del le mosche e degli insetti in genere, io che ne posso valutare i pericoli perchè di cout inuo vedo e studio quanta parte del problema igienico generale e locale deve attribuirsi allll mosca, la quale pel suo enorme sviluppo rappresentii un vero flagello, nou posso esimermi dal patrocinare con tutte le mie forze una crociata. delle più attive contro questo insetto temuto fin dalla più remota anticbitt\ e che rappresentò perfino una delle piaghe, d'Egitto come è scritto nel testo biblico quauùo, per mezzo di hloaè, Dio disse a Faraone: « Se tu non lasci nud&re il mio popolo. io invierò le mosche Yeleuose contro di te, contro i tuoi servitori, contro il tuo popolo e le tue case; le case degli Egiziani saranno piene di mosche e il suolo ne s aril coperto ». BengMi, 12 lui;:lio 19 14.
ASSOClAZIONB FUSO- SPIRILLARE IN UN CASO DI PSEUDO-ELEFANTIASI DELL'~ R'l'O INFERIORE SINISTRO IN UN ARABO, per il capitano medico A. He , ·ac<1ua, libero docente nell'Università di Napoli. - (Dall'ambulatorio G. Baccelli in Tripoliì, • Di molto int(•rp;se mi sembra l'osservazione che vado a riferire, ~pecie dal punto di vista etiologico, e per 111 forma anatomo-patologica, c he ne costituiscono una vera rarità. Ho avuto agio di osserva.re questo caso nel febbraio del 1912 a Tripoli, nell'ambulatorio Guido H11ccelli, di cui dirigevo la sezione c h irurgica. in un arabo a nome Mohamed Saeed (fìg. l "). La storia clinica è monca, per la difficoltà di poterla ri t rarre dal paziente che è tripolino, di anni 42 di età. con moglie e due figli, tutti io buona saluti:!, Ha avuto fratelli e sorelle, morti per malattie che non sa precisare. Mi r11cconta,,a di non essere stato mai affetto dn altra malattia prima dell'attuale, che si iniziò circa venti anni prima di quell'epoca, alle dita del piede sinistro in seguito ad una pestatura riportata da un soldato tureo, dopo il quale il piede si tu· mefece e vide fuoriuscire del liquido giallo dalle dit11 del piede medesimo, che da allora non è piil guarito. Riferi\·a inoltre che due anni e mezzo prima, per un dispi11cere avuto, si maltrattò fortemente la gamba. che divenne enormemente gonfia, e nel gennaio, due mesi prima che si presentasse 11lla mia osservazione, si ulcerò in ,ari j:ninti da cui vide fuoriuscire del liquido sanioso. Per Je gra,i sofferenze che ne segnirooo, si decise a presentarsi all'ambulatorio, per esserne liberato. Fi,: l ". Il Saeed si mostra di costituzione scheletrica normale, misLuando un'altezza di circa m. 1,70, con nutrizione scaduta, colorito della pelle bruno, tendente al nero, e delle mncose visibili molto pR.llido.
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È sofferentissimo per il dolore cl1e avverte fl.ll'arto, spe<'ie nellfl. deambulazione che è claudicante. All'esame dell'arto colpisce il gonfiore della gamba e del piede, eh~ han no per ciò un aspetto 11lefantiastico ; la pelle c he li ricopre ha un colorito più scuro del resto della superficie cutanea, ed è coperta da sottili squame, come nell' ittios i. La cute della gamba è cospar,;a di piccoli . noduli miliari e presenta inoltre delle perdite di sostanza, ricoperte di bott,oni carnos i a C\tl di pollo, da cu i fuoriesce del liquido puriforme fetid issimo. Sondando tali aperture si nota un vasto scollamento dei comuni tegumenti
dalla sottostante aponevrosi; la cute è forte mente ispessitn per un edema du r o; i sani fistolosi non hanDo rapporti nè coi muscoli sottostanti, nè con le ossn. ., Il piede è deformato, molto gonfio ( nella. regione tarsoa e nel collo, re· tratto in corrispondenza del1' 11rç9 pianta.re, colle dita tumefatte e cosparse, sul dorso, di noduletti rng\} gruppa.ti in modo da assume re un a,;pe tto caratteristico 1t cavolfiori! o moriform-, (fig. 2", fotografia ). Alla. deformità de l · piede contribuisce aucora la posizione a martello del dito medio. La. pressione è dolorosa, specie sulle dita, mf'no in corrispondenza della gamba. Per drenare il vasto scollamento sottoc utaneo di questa e svuotare la matòrif\ saniosa contenutavi, eseguo due lunghe incisioni interessanti i comuni teguuH'nti, una laterale esterna, ed una posteriore al disotto della prima, che metto in comun icazione t ra loro. Con queste due lar~he brecce, e divaricandone i margini, mi posso dar conto delle condizioni de i tessuti sottostanti alla pelle. Fig. j•. Il tessuto sottocutaneo è rappresentato d a una poltiglia molle, lardacea, cedevole, fetidiss ima attraverso cui il dito, senza alcuna resistenze, scorre sopra la aponevrosi per quasi tutta l'estensione della gamba. Le gla.ndole linfatiche deEla regione inguinale corrispondente non presentano alcun risentimento, cosi quelle superficiali del resto del corpo. l vari organi ed apparecchi sono sani. L'infermo fu sottoposto a lavaggi di soluzione allungata di Lugol ed a medicatura asettica dell'arto, ed a cura rico, stitaente generale arsenico-ferruginosa.
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Esame batte1'iologico. Furono presi in primo tempo dei pezzetti di tessuto dai bottoni carnosi delle aperture cutanee, e dal sottocutaneo, sia per eseguire degli strisci sia delle inclusioni.
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Un primo esame fatto dal capitano medico Gallia, dagli strisci, fece notar~ molt.is,imi stafilocorchi banali, e cocchi, alcuni dei quali, molto grossi, avevano forma non bene defluita, da prestarsi a diverse interpretazioni. Dopo qualche giorno, p rc•lern i con tutu, le regole a::;ettiche. del materiale dai noduli supel"fkinli delle dita e della gamba, preYia incisione profond,1 dei medesimi, con cu i furono fatti degli strisci su nu me1·osi vetrini. Cosi parimenti dei preparati per strisciamento furono eseguiti dai bottoui carnosi e dal pus che veniva fuori dai reni fistolosi della gamba .Furouo inoltre escissi dl'i pt>7.Zetti di cute contenenti i noduli i:ia d alle dita che dalle gambe. e fi<~ati ni'IIR. solu7,ione id roalcoolica acetica di sublimato. Dopo i con~neti pas~aggi venn,·ro i11clusi io paraflina. All'esa1ue bntterioscopico degli strisci si rivt>la una r icca flora bntter ira, costituita dn varie forn1e di 11,icrorgani~m i, fra cui si uotaoo delle formti coccace~, accoppiate a due, ed un bnrillo corto leggnmente r icu n·o, che si colora uniformemente con i colori di nnilina. }' rn i dctt i batte,·i si notano iuoltre numerose altre formi' di bacilli lunghi, i.~olar.i od nn r he r•croppiati, leggermeute ricurvi ,;ul proprio asse, con estremi np]'t1nt1ti a forn1n ri i fo,o, uc>n r e!-li~tP11ti A1 Gnun, e colornnti1,i deho lmente con i colori di anilina. NC'll' interno di detti bacilli, specialmente n e i prepara ti col Piemsa, si rinnmgono pnrecchi granuli molto p iit intensamente colorati in violette>. ']'ali batteri per i caratleri morfologici e di colorabilitii, possono t·Ssere ritenuti rome appartenenti rtl gruppo dei bacilli fosifonni già descritti da 11ai·errhi o~SC'rvator i, e principalmente da i;'iuc,' nt, in ispecie nelle stomacaci e nelle les ioni d.clla c11vit11 ornl1,. lnol trt1 è importante il fatto che tletti baci lli, n el caso i11 e,;ame, come giil si è rinvenuto nelle lesioni della bocca, specie cancreo ose e delle tonsille, tro,·a!'li framm isto a numerosi esemplari di spirilli a due o tre curvature, con po.ssi di !Spirnlti regolari', e con e,trPmi fortemente a:<sot.tiglinti, rame .l'ordinario si os«erva nell!\ ~pirochete perfringens ed in altri spirilli r in,enuti nelì:i cavità boccn le dell'uomo. Un altro esnme esPguito dopo un me~e dai nocl ul i ,;uper6ciali delln gnmba, ditde il m1>de~i1110 reperto hatterioscopico. Ln ri cerca del hucillo d,-lla lepra e della tu hercolol'i, eseguita l argamente sili i:ugli strisci che sulle sezioni dei noduli, fu sempre n egativa . F,sanie ;,~lolo!tico.
Oltre n delle nltera?.ioni di poco rilie,·o degli stntti epidermici, su. cui n on crcno il caso intrntrenermi, le lesioni cutnnee più import a nti appartengono :il dermn ed al connettivo sottocutanM, A si possono così b revemente riassumere : fo r te infiltramento nucleare rlegli strati sotto epidermici, specie delle papille. iu cui si os~ervnno numerose cellule giganti con i n uclei di~posti quasi sempre a corona d i rosario, circondate d11 numerosi elementi epite lio idi e da uno strato parvicellulare, conH' si osserva nei comuni granulomi. I n tutte le sezioni ottl'nute ,lai vari nod11li, non ho mai rinven uto alcuna chia1.za necrotica o di caseiaca:done; quasi sempre il granu lo ma si osserva reperto dall'epidermide, rarame11Le io qualche punto queste. manca. Non si ossnvnno sez ioni di ghiandole seb:'lcPe. solo frammenti di ghiandole sudoripare alterate, non costnntmneute. Dal reperto istologico e batteriologico su riferito. e dalla storie. clinica Joll'arumalato r isulta coma io questA. forma pseudoelefantiastica d ell'arto, si tratta di una infezione in cui quasi certamente In 1'imbiosi fuso- spiri llare ne è il momento
707 etiologico, dando luogo alle formazioni granulomatose che abbiamo ri scontrato n e l la c ute, e a cui s i è aggiunta una infezione seconJari.t ùel cellulare sottocutanPo della gnmha, in secondo t empo. ll b11cil10 fusiforme a ~soc ia to ad una forni i\ ;:;pir-i llare, è stato risco11trato io is var iat i processi patologici. Il Vincent (1) nel 18% 96, studiando dal loto batteriolo1;ico in Algeri nell'ospe· rlale di D ey, le ulceri che gli ambi pre,entaYnno alle ga mbe ed a i p iedi, ri scon t r ò nell'essuda t o che copriva tnli ulceri, a~"ai s imi li II qtwl lo della can crena nosocomiale. un bacillo fu;;iforme in associazione ad u no spirillo finissimo, difficilmente ~olorahile. n on resi!'tente al Grnm e non coltivabile, in qualche caso pi.:1 oumero~o del bacillo. nssieme ad nitri germi hanAli, e ~o.,tenue che la cancrena n o~oc·omiale è ciov nta a t rtl e s imliios i fuso-spirillare. Lo !':tP.i;so autore (2) in <0e1;11ito ri ~<'ontr ò la mede::ima a~so<·inzione in nl cunf' forme di aoginR, tm cui distin;:;e la formn difteroide, pi ù rara, do,·e il bncillo f u sifo rm e el'iste s0lo, e la ulcero-membrano;:;a, in cui tale bacillo è ac:sociato nd u n fìne spirillo. \\'eJlman (3) o<servò il hnrillo f'miiformfl ns;;oc·into a di,·er;:;e forme di ,-pirochete. tra cui J,.. rP fri11ge11 ~ nelle le~ioni ulcerntive delln frnm boesin. mentre nelle pnpul,, intatte della ."te;:;sn lia r isC'ontntto u11n "pirochete identica morf'ologic-nmentr nlln perf.em,i:< di Castellnni. [noltre l 'associazione di que;:;ti ,lue mir.ror~1u1i:;mi s i è riscontr:i.ta nei pror.e;:;si <auppDrn t ivi e cancrenosi delln bocr.n. soli o con nl tri g e rm i (relmnnn) /4). nella !';Uppu ra zioni d1>llc ,uticolazioni, del polmone (Silher.• chmidt) (5) e deg li altri 01· g A 11 i interni (Co;:;ta ) (11). Secon do Felma11n l'infezione rimane d'o rdinario localizzntn, r:Hn meu te in,ade il sangue, qua lche volta può dare metnstnsi. Si potrebbe spil'ga r e !A. frequenza d i tale as;:;ocin zione microbica. ammettendo con Tunuicli ff e Rut h (•) l'identità de i due pa ra::;:;iti, ginc-clie, ::econòo questi au· t o l'i. lo spirillo rapp1·eseuta uno s tadio di ;:;,iluppo del barillo fusi form e. Infatti
(1 ) VINCENT. Sur l'étiologie et 81tr lea Usions c1twlomo-vathologiq11es de la 7JC"lr· riture d'h 6 pital. (Annales de l'Institut Pasteur, tome X. 18!16, pag. 488 1. ( 2 I V1N01tNT. - Semaine Médicale, 1901, pag. 100. ( :l) \VELLl'>fAN, - On the morphDlogy of the spfrocha etae fo,md in yau·s papulea. (Ark. f . Soh. u. 'Trop. Bd. XI, eept. 1907. pairg, 545, 547). (4) F1u,,\IAYN', Beitrage z,i den ,turcli Bacill11a iusi/ormis t mi S'f)'irill1m~ dentium hervorgerufe~•en. lnfektionen mit brsondrrer Beriicksicbti(Jllng der Eiterungen. (Wiener Klin . Wochenschr. ). (5) 8TLB:S:B8Clllf1DT. UP,ber den B ef1md von spiess/òrmingen Barillen (Boe. fusiforme V incent) und w,n Spirill<n i,l eine111 Oberschenkel al,suss beim Jl,fe, -..,çch cn. (Cen· tralblatt fUr Be.kt., etc. XXX. Band n. 2, 1901). (6) COSTA, Le bacille fusiforme et le spirille de Vincent en associ ation avec d'aufrcs germes, dan11 u n cas de nforopiohémie. (R 13union biolog. Marseille in C. R. Soc. biolog, t. 67, 1 909). (L ' A. osservò nel pus ricavato dall'autopsia. d i un individuo morto per infezioni>. con diarrea fetide., stato tifoso, e con ascessi multipli degli organi interni, il bacillo fusif o r t:ne e lo spirillo assieme a cocchi). (7) TUNNIOLil'F, Ru:ra. The identity of /ttsiform bacilli a11d apirilla. (The journal of iofectio ns di~eases. Voi. III. Chicago, 1906. n. ]. pag. 14ft).
RIVJ-.TA SIN1'ETICA
nelle <'Ulture pure di b. fu,;iforme, gli stes~i autori hanno trovato for me di spirochc.:te annloghe a quelle provenienti dal materiale (dopo 28 ore, fino 11. o giorni). Da quest i brevi cenni risnlterebhe come l'associazione foso-spirillare si tro,a principnlmente n oi pror.essi cancrenosi e suppurntivi ( 1). ~el nostro caso lo, osserviamo in un granuloma cutaneo, il quale dal punto di vist.t strutturnle è pre~so a poco simile a quello della tubercolosi, sililide, leprn., ecc., da ('UÌ differisce solo pHr il decorso lunghissimo (20 anni), senza 11.ver dato luogo a distruzione rl i tessuto, ad· ulcernzioni, nè a c11seificazione, come d'ordinario a,·. viene in que4i ulti!lli proce,si morbosi. Corto per potere condudere con gnrnde sicurezz11 cbe la spirochete ed il bacillo fusiforme rla noi riscontrati sono gli agenti del granuloma cutaneo osservaro. a\Temmo dovuto a Yere In provn. culturale P la riproduz ione della lesione negli nn.imali ùa e,;perimento. Or11., presci ndendo dal fatto che le condizioni speciali in c ui mi trovavo e la scarsezza di mezzi adeguati m i impedirono di fare òei ten.tativi culturali e delle inocula11i<'n i, la grandissinrn diflicolti\ di coltivare lo spirillo mi av1·ebbe mes~o nella identica impossibiliti\ ad otl,inere lo scopo. E cosi per la con comitanza di molti altri germi banali, la inoculazione dei tlt· bcrcoli emulsionati in animali da esperimento, avrebbe dato, con ogni probabilità, esito nep;a.t i \'O. Però l'aver riscontrnto costantemente qm·sti due germi in tutti gli strisci ot · tenu ti dni vnrì noduli cutanei; I' as,;enz:1. costante del bacillo d ella !Ppra. della tubercolosi e dell11. spirochete pallida, la lun!;hezza enorme del decorso, la. ma.n canza <li chiazze necrotiche e di processi distruttivi cosi frequenti nei comuni gm.nulomi che datino da un certo periodo di tempo, mi possono far concluder!' che il g ranuloma ossena-to e dovuto all'a~sociazione fusospirillare. È quC'sto il fatto veramente importante del caso in esame, che credo non os· '<ervato da altri, almeno a giudicare dalle ricerche bibliografiche fatte, che non pretet:rìo essere complete. In q unnto al proces,;o necrotico-suppurativo del connettivo sottocutaneo della gnmba, che ha dato luogo alla forma pseudo t.lefa11tiastica della ml•<les ima. ritengo trattarsi dì una infezione secondaria dovuta agli stessi germi. Me ne fauno coo\·incei·e: la natura dell'essudato invadente il sottocutnneo, ,issai simile all'es· sudato che si osserva nei proce,si sostenuti dnll'assocjationA fusosµirilhre (caucrenn nosocomiale ) ecc., ed il r eperto batterioscopico positivo circa la. pres,,nzn del bacillo fusiforme e dt>llo s pirillo nel pus e n ell'essudato del sottocutaneo della gamba. Axrei voluto sottoporre il paziente alle iniezioni dì Salvarsan, cosi utili in certe forme p11.i·nssitaric, specie spirillari , come il Pian, per cui lo consigl iai in· sistc·ntemeute ad entrare nell'ospedale civile, anche per aver agio di potedo meglio studiarP e seguire, ma l'infermo dopo un mese di cura infruttuosa, non si fece pii1 vedere. (I ) P1001~~,m in due casi di flemmone ligneo del collo riscontrò il bacillo fusiforme. senza Cl1!sociazione spirillnre. /Contributo all'etiologia del flemmone ligneo del w//4, Il Policlinico, sezione chirurgica, png, .1:l3. Anno 191 J ).
RIVISTA DI GIOR~ALI lTALIAN I ED ESTERI
1\1 VIST,\ UHLLA STA~l rA ~JEDICO-~JILIT AI\~ ESTEI\ A Per il dott. Edmo11do Trombetta, colonnello medico
AUSTRIA-UNGHERIA. DER MILITARA.RZT. ~- lZ (11 Juli l!.114). DAS liEER 1:-t ALLGF.11El:-tE:S H'ìGlF~NISCIIF:R
R,D!PF~; GEGF.N DIE TUBF.RKU I,OSF:
EHRICll'J'U!S'O
·wAXDElntt:SEEN ~·;JR EIXZF'.LXE Kom•s (L' ese rcito nella lotta gene-
1·ale contro la t11beri:olosi. Ist1f.1<zion1• di m ·u.~ei igienici ainbnla11ti 11ei singoli cor11i di tru7,pa). \"ou Dr. KARL FRANZ, Oherstabsnrzt. - La proposta dd Franz, per f\Uanto stmbd a primo aspetto alquanto st rnu11, merita. tuttavia cli richiamare l'attenzione de\]t, autoritli sani t arie e non s ani tarie per i notevoli henefÌ7;i che ne pos;;ooo derivure alla p1otilnssi generale della tubercolosi . Poichtà, dice l'A., la tubercolo;;i miete più vittime cbe non ne mietano le guerre piu sangui nose e Je epidemie più micidiali; e poichè gli a t tuali metodi di propa· ganda igienica fra le cll\ssi meno rolte non bfl.nno dato fi11ora che scarsi risultati, perchè non fare dell'esercito il fulcro di qut·sta propagam1a; dell'esercito che accoglie ogni anno migliaia e migliaia di giovani, i quali, r esi edotti dei pericoli rlella diffusione <lei morbo e cieli.. s ue terribili consei;uenze, sarebbero poi in grado d i spargere, dopo il loro servizio sotto le arrni, nella popolazione civi le, le cognizio n i acquistate al rigu1ndo nelle caserme? :'.\la, e. ragg iungere t11,le scopo, non bastano, secondo l 'A.. nè gli scritti nti le con ferenze: bi:aogna che la miuaccia del!' i11fezione e la 11ecessità della lotta contro ài e ssa sia.no rap presentate al soldato in modo tale, che s'imprimano fortemente e stabilmente n ella ,;ua memoria; il ehe si potr,l ottenere soltanto per mezzo dei musei ambulanti, i quali fornn110 donrnque una profoncln e durevole impressione. Codesti mu~ei si possono me1ter su abbastanza facilmente, uon ric hiedono grandi ,pese e gli oggetti, che li compongooo, s aranno facilmente racchiusi e trasportati i11 due cessette. Sarebbe desidetabile che ogni corpo d'armat:L fosse provvisto di uno di tal i musei, che verrebbe trn.sportato dn un reparto di truppa ad un altro, nei vari stabilimenti e scuole militari, finchò tutte le truppe delle guarnigioni ùi p endenti l'avessero visitato: poi s i potrebbe n llogare in un ospedale mi litare situato nel territòrio del corpo d'armata stesso, dove, in giorni prestabiliti, sar ebbe visibile non soltanto alla truppa, ma ben anche ai borghesi. Il museo, che l'A. ha istituito nel distretto militare <li Praga, consta di dieci preparati anatomici di diversi organi con lesion i tubercolari, conservati n ella sol uzioue di Kayserli ng, in cui il ~olore naturnle rimane inalterato; di culture e di tavole r a ffiguranti i bacilli della tubercolosi· di disegni colorati rappresentanti va.rie forme di tubercolosi, di radiografie dei ~olmoui. Vi sono inoltre dei quadri, che dimostr ano la diffusione del 1uorbo per mezzo della tosse, dell'espettorato, Jella polvere, dei bicchie ri, ec<".; dei grafici, che ra.ppresent11no la morbidità e la 50 -
Gior11<1le ài me tic,11a m1lilao. -
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RIVISTA DE LLA STA)ll'A MF. DI C0·MJLI1'AR8
r.'-'TERA
mortalità per tubercolosi in Austria, in Boem ia, n elle citlit principal i dell'I mpero e degli :1-ltri Stati, in alcuni territori del distretto di Praga, nell'ese rc ito. ecc; fìua lmonte delle tabelle specinli l'ipro,l.t1co110 in modo biziano, ma facilment e comprensiuile, le 1·e:1.zioni colln tu bercolina, la g 1111ribilità del la tu hercolosi e i vari mezzi di cu ra. R ipetiamo : l' idea del dotto r Frauz merita di l's., ere presa in con~ider azione per In SU(I pratic itlt e por i;l'innegr,bili v,u,tl\g~i do' suoi risultat i .
G ERMANIA. DE"C'rSCHE ~nLITA IL\RZ'l'LI<' lfE 1/.EITSCHRIFT. K. 13-U (5 un ò 20 Jul, Wl-1). Ern'A lll!UNGF.li Ml'I' AH"l'llll,ON llE I G0:-01cno1»t'lll•::- 1'0)! 1'1.I KA1'10:-E:s (F.';perii-11 z•
coll'arli!J011 nelle co1117,licazioni ym101·roich~). \"on Stab,-arzt Dr. .llu 1.z1m. - l ' red iamo sian 11ole :ii lettori le inte1·pi;;,an ti r icPrc he riel Crnvcilher sni ,·irus -va~ci r11 sensioilizz1,ti di Besre,lk:i ne lla cura. d,-ll a bl~uon-ngia nella clonna: orn è ln volta delle es pe rienze fntt,e da nll'i autori co n l'nnigon, r hP ò un va.0 riuo antigonococcico pol ivalente ottenuto pt>r m ezzo dcll'emulsionamento di 1;on ococchi uccist. Q11e., to vacci110 si pre,ent11, sotto l'aspetto d' ,111 liqnido c hiaro come l'nl'q ua., rontiene il O 4 p. 100 d i tricresolo qu ale m ez,.o di conservazione e si ·n,;:i. in iniez ioni intramusc0l11ri e endovenose a i;;copo dingnosti co e curativo. L'A. o.;he sper imn1 tò <·on huon ~sito l 'n1·tigon nel rep11 rto J.elle mala ttie n,neree e della pelle dell'ospedale mili t a re (T empclhof) di Berl ino. viene alle segtH' Uti conclusion i : 1• Nella r.urn delle romplicazioui dPlln hlenorrai;ia, in special modo dell'..pi d idi mi te e delle f:log-o,;i articolari, le iniezioni di nrtigon d/1D110 risult:Hi veramen te ercellenli: la scomparsa c\ei s intomi vien molto affrettata e il CÌ<'COrso del!(\ malattia abb revia to; cosicchè i pt1zienti son me~~i in grndo di auendere a lle k•rn occupazioni àSsRi prima che con gli altri mezzi di cura. '2° L e iniezioni intrnmu ~colari si µosso110 fare senin. terna di pel"Ìco\o in ogni 0spedale, purch i! ne si1111 Psclusi i pazif' nti coo fenomeni da. parte del cnore. Per ora è prud!'nte r iservare le in iezioni endo,·enose a~li specialisti, a m oti ,·o ddl:1 forte r eazio11e a cui dlrn uo luo~o. 3° Non è <ll\. asp1·ttar.~i co n sic urezza u n' inthwnza sul r epe rto in gonocorrh1 nella s ecrezione uretralP. 4° Kellll pratica ambulatoria son dn nwcomnn lnrsi p iccole d o;;i di circ,1 0.3 - O.I': - O.\'J c. c.
Dm BEIIA:Slll.U);G Dli:S T1t11'1'F:llS MITTli:J.i, 1:,;Truvr:;:,;uSER A1tTlrtG 0 1'-IKJF;KTll1:-.1:i(T,a cu ra clPlla blenorra,qia cun le ini··z io11i e11Clove11o~e d i arlif10n). \"on OberMZL Dr. R1 r::n&. - Anclie que,;t'au tore. fondandosi sull'esperienza fornit:igli da 27 ea5i da lu i c urati coll'nrtigoo, s i d icl1iara convinto che questo vaccino rnppresenta u 11 etti.cacissimo 111ezzo t erape>utico delle complicazioni cosi spesso ostin a.te della ble· norra gia, in s peciRI rnodo dell'epidid imite e dell'artrite gono rroica. Ma, fa notare prudentemente il Ricbe, bisogtrn ben g uardnrs i did credere che l'a.rtigon sia valevole in tutti i casi, e!'<sendo hen dimostrnto dall'esperienzn, quantunque hrc ,·e. c he v i son delle for me in cui questo mezzo di cura non da alcun r isulte. to.
RIY1$TA DELLA S'.rA MPA M ~:DICO·MTLITARE F.i-T E RA
771
L'A. esperimentò unicamente le iniezion i endovenose. s egue11do la tecnica con~igliata dal Bruck e impiegando 0.1 c. c. di artigon in 0.6 c. c. di soluzione fisiologici\ sterilizzata; però aggiunge ch e, a vendo adoperato dosi ancb t- maggiori noµ diluite (soprR A. 0.5 c. c.), 11011 o~servò r.lcuna differ enza ri i azione. Hul finire clella reRzione, vale a dire dopo :2--l. giorni, egli fece una seconda in iezione la cui dose oscillò Ja 0.1 c. c. a LO c. c. E, a proposito di qu('sta reazione e dei fenomeifrsecondari dovuti a ll'artigon, l'A. scri,e che i primi l'i ntorni r eattivi si manifestano ~o\·ente dA. 10 a 30 minuti dopo l'ini,, zione, e consi~tono in un b r ivido piuttosto forte segui to !'Ubito da elevazione term ica, che può rn ggiungere i 4° C. Ma nono~tante questa vivace r e11zion e, l'A. non osservò m a.i sintomi minacciosi, per la qual cosa egli si dichiari\ convi nto ch e tali iniezioni sono del t utto esenti da pericolo. Per quanto r iguarcla In r eazione locale, (vnle a dire n el punto de lrinie7.'one), il Ri ebe dice <li non nv(' rne mai osser vata a lcun:i.: fra i fenomeni secondari, :iccenna soltanto alla cefalea della durnta di cir ca due orP. e, fra i sintomi concomitanti, non parla che del vomito, osservato due voltr· dopo dosi d i O7 - 0.8 c. c. Io quPsti ul t imi tem pi l'A .. contrariamente all'avvi,o del Hruck, s i è per suaso d1e le iniezioni sono controindicate qu:i ndo v'ha fobhr r· oltre i :3U0 , '1V('1tdo o~s!'r· ,·ato i11 u n suo pa7.iente affetto da epididimite, che già a,•pva an1to un 'Plevnzione ter m ica di cirrr\ ,iQ·•, l'in«org(•nza dr•l delirio febbri le dopo l'iniezione: deli 1·io, chP r!urò alcune ore. In tutti i t 11Si, rhe l'A. ebbe in cu rn, l'iniezione del va c<' ino se1·\'i esclusivamen t e allo sropo t erapeutico e n on diagno,tico, gincchò il reperto batteriologiro era eviden t emente pos itivo, n i· orcorrernno altri m ezzi per o.:omprovnrlo .
....
Dn: J{1u:sKE:STRJ.:SS1'01('0!1TTEJ. BF,I D!i:R GRir.:t'IIISC'lfE:S A1rnEE I.Il BAI.KA:-; 1912-13. ({ mezzi di l>'(ISJIOrto per mala/i clefl'esP1·ci to g1·P~? nella ,q,,e1'l'a l>al.:anica d Pl f!/12-13). Von Dr. Tonsn:N R1ETZ, - Art i<'olo con edato di 10 illu~trazioni, di cui il tf>~to ò fet!ele commento. 1,;RIEGE
••• E1:;i;: S .1.:-.1TkrSTASCHE t'C'R SANITATS<ll'F'IZtEHE Zt;)1 G•;BRAt:<:H rn MA:,;~,n,rn i;;,;o 1,1 FE1. or.:. ( Una tasca di sa11ità p er 11/ficiali medici <la W<(lrsi w ,(le 111a1101"re e in campa!f,w) . Vou Assistenznrzt Dr. 1r 1;:us<.;11~~1t. - P erch è una tasca di si mil ge-
nere sii\ pratira ed utile, dove possedere - oltre alla mod icitù. del preno - i ~"guenti requisiti: 1° Avere la forma di uno degli ogget ti di equipaggiamP;11to p ortati dagli uffic iali. ( L'A. preferisce la forn;a della tnscn che serve a conteuer e le cn rte). 2° Deve riuscire il n,Pno che sia possi bile in comoda al cantliere e nl cavallo. 3° L a forma e il volume degli strumenti e delle bocccttP, che essa contiene. devono essere egullli a quelli d i questi stessi oggetti contenuti nelle borse di sanità. della t r uppa, perchè se se ne smarr isse qual cuno, potrebbe essere subito ;;ostituito. 4° Non dev'essere nè troppo pesante, nè troppo voluminosa. o0 De v'essere protetta dnll'inte mper ie e dall1i poh·ere ed essere forte a bl>as ta nza da difendere il suo contenut o dall'azione degli ae;en t i esterni. 6° Deve potersi chiudere a chiave ed essere e legan te e, n ello stesso tempo, maueggevole.
77:!,
RIV ISTA DELLA. STA~PA MEDICO·~IILlTARI;; ESTERA
Tutti i sud dett i requisit i l'A. ha cercato di riunire nella tasca da lui ideata. la q uale ha. l 'a s petto di un11 comune tasca pe r le c11rte, e non supera il prezzo di 8 marchi . Le quattro fi gure, che accomp11g nano l'articolo, rnppreseotano la t11sca nella sua pa rte esterna ed inte rna e ili\nno un'idna molto esatta dell'insieme e dei particolari.
.•
~
Z E NTRALBLA'rT FUR CHIRURGI.E;. N. 30 (26 Juli 191J). DI!;:: Dr-;s1~ t' l~K1'I0"1 OER HA UT l\111' ST&HO LIN BZW. Jon-STEHOLIN. ( la <li.~i11fe , zione della peUe con la sterolina e con iodo e sierolina). Von Regimeu ta.rzt Dr R 1· ù l:IAHO F1tMIK, La nuova formula della s te rolina consigl iata dall'A.. - alquan lo diversa da quella. s u cui ebbe a r iferire tempo addietro - /:: la seguenti,:
Balsamo pcn1Yiano Olio d i ricino ~ o.na Tre mentina di Venez ia (comune ) GliC'erina . Alcool concen t r:ito
grammi
4
,.
2
,. ..,
1 100
F. s. a. s terolinn. Con questa miscela g iallo-bruna, che s i può preparare facilmente iu ogn i farornria secondo la ri cettfl suespos ta, si fanno frizi oni sul campo operator io per mo>zzo di tamponi stt>ri li, e per uno o due m inuti, su bito dopo a ver ras o i peli. poi s i a s pet ta che la soluz ione s i sia seccata. s ulla pelle; del quale inte rvallo di te mpo l'operatore a pprofitter/1 per praticare anilloghe fri zioni sulle s ue man i e s ui s uoi anti brncci. P oi si torna a passare s ul campo operatorio un tampone in· zuppa to nella s terolina., e poichè, nel frat tempo, le mani dell'opera.to1·e s i saranno asciugate. s i procederà ad una nuova frizione su di esse cou un al t ro ta mpone. pure imbevuto della s tessa misce la. Non appcnn s i sarà evaporata ques ta seconda invernicia.t ura e che l a pelle sa rà ascju t tn, si potrà incominciare l'operaz ione. L'A. operò, con questo metodo di dis infer. ione della pelle, oltre 2 70 ca<:i, e,i ebbe in tutti guarigione p er pl'i1nam, ad ecce?:ione di 5 cas i in cui l'an ormale decorso della ferita opera t oria non parve esser dipeso dal metodo s tesso. L a s terol ina non produce nè colorazione della pelle, ne eczemi, n è d esqua mmaz ione l:i mellare, nè tendenza alla foruncolosi nei dintorni d eJla ferita, comta vviene cos i sovente con la ti n tura di iodio. Inolt re ha. il vantaggio d i n on ess ere visc hiosa e d i non irritare le man i. neppu re se la s i us a parecc hie volte il giorno; che an;,.i, la pelle r im1me mor bida e cedevo le. Von Oettingen, coll'i ntrodu zione de l mast isolo era partito da l concetto d '1m 1t1obili;,.zare i batteri in un n mass a vischiosa s olle superficie d e lla pol le, con cettCl a cui son pure informa t i i metodi del Zabludowsky e di Hoffruann-Konig: colla <lisinfezioue per mezzo della sterolina, in vece, si ottiene per cos i d ire una de p u · razione tis,a, nel senso che i germi della s uperfic ie. della. pelle, avvolti n e i componenti della m iscPla, vengono as portat i con le frizio&i, e le colonie, eh ~ gia cei-mo pili profondamente, son fissate s ul posto dagli strati deila miscela medes ima as<"iui:;a tasi sulla pelle : il che, con buona pace dell'A., c i convi nce ben poco. MA. sem bra che n eppu re il F rank foSSEI ben per~uaso dell'assolu ta bontà d el metodo sud descritto, giacche l'ha. recentemente modificato nel seguente modo. Fin ita Ja
RIVISTA DELLA STAMPA MF.DICO-MILI'fA RE ESTERA
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disinfezione del campo operatorio, egli introduce i seguenti tempi nella preparazione dell'operazione: 1° Pennellatura del campo operatorio con tintura di iodo (6.G p. 100). 2<> Durante l'evaporazione dell'alcool, friz ioni delle m11.ni coi tamponi imbevuti di sterolina, come si è descritto più sopra. S- Apposizione della maschera sul volto. ,1° Frizione e rimozione dello i'trato di iotlo dal campo operatorio per mezzo di altri tampon i imbevuti di sterolina. Ed è sorprende nte - dice l'A. - la facilita con cui la colorazione iotlica-bt·uua viene i nteramente a~portat i. da Ila s teroli no., lasciando la pelle di colorito 11orm1ile: e pare che questo decolora mento rap· presenti l'indice dell'azione disinfottante.
STATI UNITI. TBE MILITARY SURG1WN. N. 1 (July J~U). ToF.N1'1f'ICATtoN OF TWO UNKJSOWN DEAD SO LDLEH>; RY PJ:-.(;t;:l{ l'Rl liT.
(lde11!ifi-
cazion" di due soldati morti sconoschLti 11er mezzo dl!ll'impronta diyifo/,,). By AL· 1.1E W. W1LLJA~1s, major medicai corps. Il primo caso si riferisce a un :;ohlato sconosciuto, il cui cadavere fu trovato nel campo della Sf'Conda divisiom· uel Texas e portato al S0 ospedale da campo per la SL1a identificazione, che non diede alcun risultato, non ost1rnte un esame scrupolosissimo del corpo e degl' indumenti, sui quali non v'ern traccia nlcuna cho potesse far riconosce re l'individuo . si sapeva soltant o che egli era un mi litare di truppa e che la cnusa della sua morte era da attribuirsi a s uicidio per acido fonico. Il 21Tgennaio 1914 fu presa l'impronta digitale e s p edita all'ufficio _dell'aiutante generale allo scopo di stabilire per mezzo di essa l'identità del morto. Il 27 g ennaio, una lettera del detto ulfìcio faceva conoscere che l'impronti\ digitale apparteneva indubbiamente a u n certo I. ~. della com p agnia E del 18° reggimento di fanteria, il quale si era da molto t empo assentato dal corpo senza permesso. Il secondo caso, relativo a un soldato, pure sconosci Lito, tro,ato morto in un bosco preo;so Ritchcock (Texa~), è anche i,iù interessante pnchè, a motivo dell'avanzata decomposizione del cadavere, non si poteva neppur lontanamente p ensare a ottenere l'impronta digitale coi proced imenti ordinari. Tn !'leguito a suggerimento di nn medico dentista, )'A. si sc>rv, di un s ottile strato di guttapercha, simile in tut,to a quelli di cui i deutisti si servono per prenrlere le impl'onte boccali e, scaldatolo ad una lampada a spirito, lo calcò sull'estremità del dito del cadavere, in modo che la sostanza venisse strettnmente in contatto colle depressioni prodotte dal raggrinzamento della pelle Per mezzo di una lente d'ingl'andimento si potè constatare che sullo strato di guttaperclJa era rimasta ben chia.ra l'impronta di quelle linee, che parevano - ed e rano infatti - p arzialmente oblitel'ate. Codesto model lo di guttapercha fu spedito, con una lettera in data lS febbraio 1914, all'aiutante genernle dell'esercito, e questi rispondeva. il 17 dello stesso mese che, mediante l'impronta spedita. si era potuto accertare che, il soldato morto era un certo H. M. della 1" compag1,ia del 27° reggimento di fanteria, iJ quale aveva disertato il 16 dicembre 191S. Questo metodo d'identificazione coll'impronta digitale, che è utilissimo nell'esercito americano per giungere alla scoperta dei disertori che chiedono un nuovo arruolamento, potrebbe essere esteso con grande vantaggio al riconoscimento dei morti sul campo di battaglia, sopratutto quando manchi ogni altro mezzo di ne-
77!
i
I
r: I'
cenamento. L'A. c i informa, prima di chiudere la sua interessantissima n ot>1, che il sisten,a di classificazione de lle impronte d ig itali adottato nell'ufficio dell'aiutante generale è identico a quello che è descritto nel libro di E. R. H e nry pubblica~o a Londra, dal titolo ('lassiftcalion a11d Uses of l!'ingt•· Prints (Ch,ssilicazione ed usi delle impronte digitali).
••• S T A'l'ISTIC.1.1, REPVll'l' O~' YE:<ERl>AI, PROPH l'LAXIS,
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J,'RVJ,!
DECE)1llEH LS'I'
1~13,
UJ14. A'I' FVll'I' \VAS1Jl1'0'1'UK, Jlfo., t'OR 1'U& P U111'0Slil u~· S wnnxG JTS En· rc AC Y , Rapporto statistico circa la profilassi drite malattie ~·enerec d al 1° dice111b1·e 19/3 al 80 <iprile 1:Jf4 net f01·te di Washinylon, redatto allo ~copo di dimost,·a,·e l'f//ìcada delle nurme prescl'itte). B1· M.u1r,os AS1IFORD, capiL:du medicai corps - L'ordine t'nrnnato dal dipartimento della guerra circ a questa profilassi fu cGncepito nei termini segueuti: " Gli ufficiali, che hanno comaodu di truppe, esigc·mn.no ch CI i mi litari, i quali si son o esposti al pericolo di contl':ure mala ttie veneree, si presentino all'ospedale o al dispt·nsario, dopo che han fatto ritorno al campo o alla guarnigione, perché s i sottopongano alle norme di pro · filass i pre, cr itte d,d g euera le medico. Ogni soldato, il quale tras11:redirà qu.,st'ordi ne, sani. giudictLto d,d la corte m"rziale per trascuranza dei pro pri d ovf'ri ... Quando si pensi, poi, che tra la città di Was hington e il forte erano scagl io11ati dei soldati di sanità incaricati di procedere a tuie profilassi e che i tu betti con· tenen t i la sost,.nza antisettica ,;i distribuivano nei posti di guardia, si sarà fa· cilmcnte pe rsuasi che le cifre s tatistiche riportate dall'A. depongono molto :·,wo · revolmente per le prescrizioni in vigore nell'esercito degli ~tati Uniti. 'l'(J
•r.
JUV!t'TA DE [,l, A STA MPA )!EDICO·)ll!, ITARE E ST/;;RA
APRII, 30 TU,
•••
'1' 11~; SA XITAUY <>n•1c E1t 1N THR PJELD (L'u/fi.cia' )medicò in campay11a di 9uerra).
BY J:'1rnu~;n1c;K SCHA\·urn, major med icai corps . - L'A. espone le princ ipali n orme pratiche, a cui l'uffic iale medico de ve informare la sua condottn in tempo di guerra: norme ch e d e1·in\uo tutte dai seguenti d ue principì essenziali: 1° Il manteniineuto d ella salute, e perciò dell'efficienza , delle truppe iu ma r cia e al campo. 2• L'11S· sistcnza dei malati e dei feriti e il loro trnsporto a quelle uniti,, s ani t arie, do\·e potrnnno ricevei·e le cure p1·ofessionali necessarie e metterli in grado di ritoro are nelle fil e il più presto possibile. Dal punt o di vistn militare, il primo principio è a ssai p iu importante del secoudo, il quale, invece, è d'un interesse di prim 'ordine dal punto di vis ta umanitario: l'ufficiale medico dovrà pe rtanto considerarsi in pl'imo luogo come uffi ciale, e in secondo luogo come medi co; ma ci conceda l'A. di fargl i os.s ervnl'e che, per n oi, queste due qualit,\ devono essere compe11etr,.te l'una ne ll'alt rll e non giil scindersi in una primaria. e in un'altra seconda ria. poiché h11 nuo entnunbe ugual valore.
FBAKOIA. ARCHI\" ES DB Mi:OECINE ET DE PHARMACIE mLITAIRES. X. 7. ~J uillet, 1914 ). Non;: SUI< LES DYSES1'J;Jl)I,:$ Oll~ EHV~:~:s DANS LA Rk:GION DE FEZ. Per le m .;. dccin-m;,jor de 2e classe P . Honxus. --Ripol'tiamo qu i le conclusioni dell'A ., cbc ci sembrano d i g ran,lo interesse specialmente per i n ostri colleghi che prestano servizio n e lla uuova colonia: 1° Vi son o n ella regione di Fez d ue s pecie di dissen teria: amebica. e bacilla r e. L a prima, m olto p iù freqm·ute, è an che più tenace, pi ù grave e di più difficile gua-
JU\"l:,,TA
DEI. LA i'-T.:D JPA ~IE D1 C0·)1J LJT ,111E ESTERA
77ò
r1g1one L,1 secouda, nd ecl·ezione di complic11zioni eccezionnli, decorre come una afhizione essenzialmente be nign:i. 2 " Il decorso di queste due urnlnttie dipende in gr:i.u piu:t e dalla rap idità e da 1la preci,ionc della di:,gnosi, la quale, con una su tticiente pratica, può esser fa t ta, n e lln maggior parte dei casi, col so lo es11me 11111croscopico delle fec i, e con un:,. e satt'lzza tille, dn permettere d i stabilire la cura appropriata. (:'\ella forma bacillare, essenzialme nte costip:i.ute. le ;;:c:~rse materie fecali son rnppreseutate qtrnsi sempre da scil,ale dure oviformi, veramente r:,rntteri:-ti<'lrn. Le scariche non contengo11v che delle mucosit:', di color ro~,;o vivo striatt1 di bianco e sosp('SC in un liquido citrino molto simile all'orina. Quauùo questo liquido manca, le muco sità. formano una massa compatta che cade in blocro nel fondo del vaso. L 'odore dalle scarich e nella forma lmci llar<' è generalmente poco pronunziato e più o meno s periuatico. La scaricit amebica, invere, è caratterizzata da odore fetidissimo, ed è la vera dianea li<Juida abbondante, fortemente colorata i11 nt>rù o in verdiccio, che diviene g ialla sotto l'ioHuenza del regime latteo In questo l iquido a ppaiono dPlle rn uco~iti\ torbide e brnnnstrtl) ,J,, La cnra vari11. secondo la. forma . ~r,lla bacill.,re, i migliori risultati si ottennero col s iero nntidissenfrrico d<>I Dopter. L'uso dei purganti (solfato di sodio, olio di ric ino) pern1ett e pnre di ottenere la guarigione completa. ma in un pe· riodo di tempo più lungo, talvolta doppio o triplo. La dissentei·i;. amehfr", sop rl\tutto se è combattuta fìu dal suo insorger<>, migl iora rapiditmeo te cou due rimed i di elPzione: l'ipPcacuau;, sotto fornrn. d i mncerazio11e d,•lle radici fresche a ti.osi decrescenti, e il cloridrato ri i emetina in iniE'zioui ipodermiche. Quest' ultimo, assai più maneggevole . s oprattutto in campag1111, e più a ccetto nl mal11.to, dn vre bbe sempre u t iliz7.arsi in prirno tem po e continuato 6no alla scomparsa delle mucosità e alla comparsa di foci formate; il qual fenom ello ;.;i produce in m edia da l quarto all'ottavo giorno. L'emet:na s i può usare ndle dissentt>r ie amebiche semplici o complicate, e non v'h,i dubbio ..:he, me<lia ute il suo i mpiego, le man if est,,.,.ioni epatiche (co11gestio11i o asressi) cosi frequenti, decorrono in as~ai migliori condizioni Tale cura può pi·eveuire la forma7.i ooe degli a,;cessi del fegato, ma quando questi si sono formati, non bisogna esit111·e a ricon ere alla puntur" e sop rattt1tto all'incisione, cbe favoriscono grandemente la g11arigione.
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OBS EHVATION DE DYSEN'J'1':RIE ,UIIHIENXE DATAXT D~~ :3 A:-IS, oui=:itn: E:-1 2 JOURS PAR LE Cf!LORYO!UTE o'fDtÉ'rl:-IE. Par hl. JAUBER'r, médeciu-major d o t r~ classe. - Anche in questo caso inve ternto e ribelle a tu tti i rim1c:di com preso il Kosam (1), la guarigiontl si ottenne in due giorni con quattro iniezioni di 0,03 eme. di cloridrato di ematina. L e amebe, molto numerose e vintc i, scomparvero dalle feci dopo due sole iniezioni. Quest'osservazione cont'erma dunque pienamente il fatto che la dis!>eoteri>t grave, finora incurabil~ e ce.usa di t,mti disa,-tri nelle colonie, è divenutaora la malattia di più facile guarigione e iu un t empo brevissimo.
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U:-. CAS n,: OES1':QUILIBRE )lEXTAL CIIF.½ U:-1 JEL,;NE $01.DAT Par M. VIDAI,, mé decin-miijor de lre classe. - È una mi nuzio~a e diligente perizia medico-legale, ( 1 ) Sotto questo nome, vanno in commercio dei tabloidi conten•mt,i un preparato ch e si ricava dai semi dPlla Brucea Sw11atrana, i l cui glucoside l>, la Kosamina.
1Nota di E. T ),
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RIVISTA DELLA i:!T.U1PA. MEDIOO-~!ILITARE ESTERA
1·el><ti11a a uno di quegl i squilibrati semplici, c he s'incontrimo nbbastanza s pes~o n elle caserme e che occorre assolutamente di scoprire tra le file, giacchè essi , ono indisciplinati e disubbidienti, o pigri e apatici, incapaci di adatta rsi, non , oltanto all'ambiente militare, ma n quals ins i altro centro di v it11 collet ti,a. La ,·onclusione di questa perizia è per In riforma del soggetto.
••• PEH~'OJlA·flON D U E'OIE PAR UOUP DE S ABRE. -
l'a r
.
LAPARATOl!LE. -
GU!i: R !SOX .
.\L G1u:-10.,1A1R, tnt·deci n-major de 2 · c lasse .
..•
LA LIAISO N DU SERl'I CE DF. S,\NTÌ; F.X CA)ll'ACòXE DAN:; LA FORMATION DE L'AYAXT.
P ar M. A1.uo:szE, m édecin-m,,jor de ircclasse. - E cco uno di quegli articoli h e sa rebbe des iderabile si pubblicassero con frequenza sul nostro giornale, a cu i , i deve conserva1·e il carattere tecuico mili tare, iJ1sieme con quello purame n te s~ienti6co, Re si vuole cbo esso sia veramente il periodico d ei medici milit ar i, o,sia un period ico che s i occupi veramen te della specialità nostra. dalla q ua le ,·sso può trarre ormai tanto material e, da vivere di vita propria e rigogliosa, L'A. commen t,i largamente l'art. 4-1 del nuovo r egolamento francese di servizio ,n campag na. i l quale dice : « L a regolariti, del funzionamento del servizio san it n l'io dell'avanti esige l'azione concorde de ' s uoi diversi organi: s ervizio reggimentario, a mbulanze, gruppi di port a-feriti, sezioni di os pedalizza ziono,. ; part Pndo dal principio che quest'armonia dei servizi delle zone antnza.te, tenden te a ll'or;;a.nizza zione rapid a d ei soccors i ai feriti, dipende dal legame delle formazioni sanita ri e fra loro, avendo, come regolatore, il medico di divisione .
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Pilo.JET D 1 ARRJMAGR DE LA CA'1TINE N. 1. Par :\I. Fos ·rEUR , m f decin-m ajor lo :)e c la sse. - Articolo d'interesse loca le, in cui l'A, propone al cune modi6ca1.ioni alla dist1·ibuzione dr gli oggetti nella casset ta N. 1, che fa parte della. vettu rn m edica reggimen t ale.
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D1 Al,DIBNT ATIO!\
l, li:S PROOEDÉS CHl~UQUE S . Par L'A. riferisce le su e esperienze s u lla depurazione delle acque col procedimento permanganato-iodico e con quello penunngnnato-clorico. ÉPURATT0 '1
DES
B A UX
PAR
lf. H1ssF:R1E, pharmacien-major de 1,e classe. -
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Ll~ CADUCÉE. N. 18 (4 Juillet 1914). liÉMOSTASE PNEUMATIQUE. P><r M. le Dr. PECII, mt)decin -major de l re classe . L'ingeg noso appa recchio ideato dall' A. non è nitro cbe una palla di gomma d el ,·olume d' un arancio, la quale permette di provocare l'emostasia ass oluta nell'arto , u cui è necessariol'intervento,~ di pot.. re a volontàinterrompereo ristabilire la c ir •·olazione con facilità non minore di quella della chiusura e apertura d ' un rub i, etto. Ques t'apparecchio è semplicissimo; non richiede alcunn con oscenza anatom ica speciale da parte di chi lo adopera; non è doloroso; non produce edem a; può esser lasc iato in posto quanto si vuole senza tema d'inconvenienti ; a g i~e <'O ll1C' uun com pressione di g itnle regolare, dolce e continua. L'articolo è co n ed l\to ,ii quind ici figure, le quali dimostrano il modo d'applicazione dell'appnre cch io p:1lla di g om ma, s tecca. fascin di tela) in dive1·se pRrti de l corpo.
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RIVISTA MEDICA !llez.zo rapido per faoilitare l'asepsi delle lnlezlonl Ipodermiche. (llevue d'h11giène et de inéclecine tropit'ale.,. n 1, HHJ).
L u 1sET. -
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L'A. basan Josi sulla proprieb\ del c loroformio ,li essere av idissimo d'acqua e p er cons eguenza di uccidere i mi,:robi rap idamente por disiJrntazione, ha ideato un mezzo semplice per fA cititare l'flsepsi delle inie,:i-0ui ipodermiche, S(·nza eh,· sia necessaria la l>ollitura degli strnmenti. Prima di as-pirare colla s iri nga la sol mi ione da inie t t a re, egli propo11e d i aspirare S-4 volte del cloroformio da anestesia e di praticRre la steri lizzazione della c ute versando su questa una goccia di tintura d i iod io; l' inie,:ione deve essere fatta immediatamente in modo che l'ago as piri ::indie uu po' deliri. ,;oluzionc iodi<'a. Terminata l'operazione, fo, un nuovo lav11ggio rlell'ago II del la s iringa ('O! clorofor mio e p e r evitare la ru g g ine conserva perma ncnterne nt e gl i aghi io olio fenicato al 5 p. 100. Raccom1rnda. infine di rinnovare il cloroformio d opo un certo numero di iniezioni, venendo t>SSO 11d ns.:;orJ.ire col t empo dell'olio. Con I\Uesto metodo molto semplice l'A. ha prnticnto mol t e migliaia .li i11iezioni ipodermicl1e, sen;r,a verifkare il ben cbè miuimo inN,n,Pnieute.
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R1VIS11 A DI NEVROPAf"f ()LOGIA E. l\.t onsELLr. - La olto-arohlteotonla della corteco la oerebra.le nella evoluzlone morfolog loa dell'uomo. - (Quaderni 1l i psichiatria , gingnq l!l l 1). <.<
Il rapporto fra. il cervello e l'i ntellige,~zii., c he pareva iuafferrnl>ile, comin-
c ia a d e linearsi sulht t ela dei dati ana tomici~ (Lugnro e Ta11zi) Le indagini isto• logiche del Betz, Clarka, Ham,1111.rberg, Nissl e soprntutto, con metodi più perf e tti. del Ramon y CHjal , 11.ppr ofondendo le prime os.~ ervazioui mac r oscopiche delle strie di V icq d ' A7.yr, Baillarge r e Gennari. aprirono la,rga e feconda via 1wlla CO · nosc enza di una di fferenza. struttnrnle topografica delle varie r11gion i dell a corteccia, co si come il Flecbsig le d imostrav11 mielogeneticamente divers e Oggi sinmo ag11 sple n didi lavori decennali del Brodmann, ed agli altri di Vogt e i\larincs,·o. dimos trnnti nettamente l'esis tenza di singoli tipi di cito-mieloterto,1ica corlicoce1·eb1·ale (1). Cosi. il Brodmann ha potuto costruire una yeoym.fi,;r. del cervPllo, d istinguPndo n el mantello 11 regioni con 52 cn.mpi, n. diver:=<o tipo t.ictonico cellulare. mentre i c oniugi Vogt hanno fatto una geografia corti<:ale sul tipo tectonico tielle
fibre mieliniche. T ali s tupen:ie indagini, pur con le iucertelze e le differenze dovu te spedalmente a i metodi svariati di colorazioni i,-tologicbe, :,:tabilis,::ono il fatto fondamen t Rle del d i,f ferenziamento geografico stru tturale d el mantello degli emisferi, ( 1) 11 termine tecnonioa ha in gl!Ologia un senso preciso, cioè sen ·e a significare la disposizione e le mutue relazioni degli f<trat i del suolo doYe sono a,·venut-i degli spostamenti.
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01 ;,;i;;vROl'ATOOGIA
cioè del paliw1i del p,·osencefalo, tanto n ella seri C' dei n11t1nmiferi che nell'uo,uo couclus ione cli suprema importanza ta nto nellK biologie. genere.le - per l1t doltrina delln. evoluz;one aut,·opologica - che per la (isiologin dei centri 11<,rvosi suptlriori e per ln psicologia compara ta. In tutta la serie dei mammiferi la struttura della corteccia e basata sulla esis tenza di 6 strali cellulari principali sovrapposti: lanti'lle zo11ale, !tranula1·e esterna, pfrainidale, gra111i{are i11tel'lla, ganglionare e poli1norfa, con ti pi speciali di cel1ule. Di essi, il 1° e il 6° sono i pil'i costanti n~ lla serie di mammiferi e iu tutte le l'Ogioni corticali, pur con Jiffe1·enze numr-riche delle cellule costituth·e . le differenzn si ripetono uti) feto t: nell'embrione umano Inoltre sono da di,tiu· gune il stra ti principali di 6bre a mieline: lamina tange,,ziale, <lisfi/J1·osa, soprast1·iata, di Baillarge,· eslenia, infersi riata, e sotiosll'iata. ~ella evoluzione tlell>< corteccia lungo ln serie mammnlogica si può distinguere uua parte originaria. primiti,·tt - archipalli11m o pala.eo-corlen - ed una parte di acquisto più recente e sempre più differenz i11ta ed aumentata nella serie - HP.opal/iu,n o 11,0- corten. - Così pure nello sviluppo emb1·iouale umano: p oU:n· dosi se~ui\'e le aggiunte e lo sviluppo e la specificazione da campo a campo della c orteccia, si giunge a st~bili1·e la posizionP genealogica. probabile di una clo..sse di mammalia dall'esame cortico-strulturale l Ed è sorprendente vedere al microscopio come bruscumente e ne tta.mente si passi da un campo; all'altr o,.co11 ce,·
sazione o scomparsa , cou sdopµiamento o fusione, co n assottigl iamento o is pessimento improvviso dell'uno o dell'altn:, strato, e con mutamento subitaneo n el r1spettl\'O numero degli e lementi. L'm·chipalliutn comprende le aree di proiezione motoria o sensoria; il 11eopal!i11m le " zono associative di Flechsig ", e le p.,ico-sensoriali, cioè le (j( aree di evoluzione • del Bianchi. Le recenti ricerche con ferm a no Splendidament e il con· cetto di suprema acquisizione psichica del lobo prefrontale, che occupa il 30 p. 1110 di tutta le superficie cerebrale, mentre b del 17 p 100 appena nella s cimmia piu elevata. lo s cimpauzè, del 7 p. 100 nel cane, ecc Con hi 1·ocent e geogrl\6& cerebl'ale perdon o grau p1<rte del loro valore le ,·ec· chie divisioni morfologiche desunte dalle scimmie e dai solchi, onde bisogna par· lare soltanto d i regioni A campi e tipi cito-tectonici, non più di lobi e circon\'O· luzioni, nelle quali pos,ono trovarsi ca.mpi citologicameute assai divers i. Tipo di a1·chipalliwn è il rimcnceflllo o zona olfattoria, che, sebbene asse.i ridotta nel• l't1omo, ma.ntiene pe rò la medesima morfologia c itote,·tonica o rig inale degli animali inferiori; mentre in nessun altro mammifero si trova unn zona corticale cosi particolal'e con1e ti In rei;ione di Broca. 3• - frontale sinistra. (~neste indagini con· fermano anche i concetti del Bianchi d i una funzione psichica umana della re· gione ptefront,,le, e d~lla. formazioue di o.ere di funzioni specìficA.te -
are.e di eYO·
luzione - ,,gli orli o m,ngini delle zone indifferenziate primitive. Infine son con· fermate le odierne teorie genealogiche evoluzionistiche d ell'uomo, c he uon condo• cono direttamen te ad esso da un palalemurideo. perchè gli acquisti lungo la serie dei tempi sono rappresentati dai caratteri differemiali del tipo lemu r ideo, pirecoideo ed antropoideo; il cervello umano non e soltanto un grande cen•ello scim· miesco, nè quest'ultimo è un grande cervello leruurideo, perchè, st1lendo nella serie, certe regioni del cervello si RODO sviluppate ph\ di altre, arricchendosi nello stes, o t,·mpo di un n umero maggiore di campi secondn.rii specializzati: 1/01110 però è sempre uu re.mo, difl'erenzie.to bensì, ma no11 differente per natura dal rP• to dell'albero immenso dei viYeuti P. Co1<SI0L10.
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.1UVI8TA Dl CHIRURGIA GENERALE O. Lw11EN'l'. -
011 anenrl1ml e le ferite 4el nervi In ohirurg'la di guerra.
(Hevue de chini,·gie. auuo XXXIV, n. o).
Gli aneurismi, rari ntolle guerre di altri tempi, lo sono n ncora ade~so. ben eh è I 'emor, rugia esterna si,l diminuita di frequenza, sia p,· r la viccolezza dd calibro che per la piccolezza delle ferite: le p11llottole di shrapnel producono raramente aneurismi. L'A., giovandos i anche dell'esperienw p('rsonale a<'qui.~tata nelle ultime guerre balcanicht•, cita un ce rto numero di casi importanti capitati sotto la sua osservnzione, espone e discute il meccanismo di formazione dei \'t:11·i tipi d'a11euri,:mi e, infine, discute pure dell'opportunità o mtno dell'inte1·ve uto i111111~d1nto o tardivo, della sutura delle iirterio, de ll"opt•razione d el \Vieting. Conclude che l'aneutis rua arterioso è r Plativnmente frequeute e quasi sempre dovuto a proi<'ttile di fucile, rnrissim0,wente 0, shrapnel: che l'opPrazione, ]0, quale non è sempre scevra di pericoli, può essere preceduta da un trattamento che favorisca )0, circolazione collaterale, e che In sutura cl<,lle artel'ie è quas i inapplicnbile. La legatura deve praticarsi su lle primt: for111a7 ioui bene ol'gt1.oizz11te, a meno che non s i tratti di un aneurisma del collo o delle iliache, per i quali si user/I tuttavia le. massim0, prudenza. Il paziente, che ba una g rossa arteria ft'rit1t, non può essPre trasportnt,o a graucle distanza senza la leg aturn pre\·eut,\·a pe r quauto b kgnrurn possa favorire la caucren.a o !'in t'Pzione. ui le'falttra d'urgenza è piullosfo indicata n e!Ca1u1o·i.,·11ta di/TH80. La sezione dei nervi è molto più frequ ente degli aneurismi: la sezione completa è quasi sempr e l'eri'etto di una frattura comminuta n:ia può essere dirPtta.mente prodotta dal proiettile, come ha osse1·\·ato l'A. La paralisi tal,olta è dovuta soltant o a semplice compressione da cnllo vizioso. L'A. ha osservato la lesione di moltissimi nervi pel'iferici e di q uasi tutti i nervi cranici. Di tutti i nervi, il 1·adiale, sopratutto il sinisrro, è ferito più frequentemente e in due terzi dei casi la fe1·ita è dovuta a proiettile. La sutura primitiva, essendo quasi sempre impossibile, bisognerà praticare l'operazione quando saranno scorn pars i i fenomeni iid:ìammatorii. La suturn primitiva cii un nervo, secondo l' A., non deve prnticar si se non <1 uando capit1t di dovere suturar e primitivameute un'arteria. La guarigione sponta11ea del nervo ferito da proiettile è affatto eccezionale. ALPONSO.
lndtoaztont della rHezlone mteatlnale nella oura radloale 41 &loune erme. - (R,,n1e de chirm·vie, a nno XXXIV, n. 4).
E. Qt:ÉNU E H. Cos·uNTJNI. -
Gli AA. non si occupa.no della enterectomia che si pratica durante una ch elotoruia d'urgenza, quando s i t1·ova un'ansa intestinale la cui vitalità è fortemente compromessa. In pratica, le indicazioni dell'e nterectomia durante l'operazioue radicale dell'ernia sono eccezionali e, a causa della loro rnrita, gli AA. hanno voluto discuterle e presentarne uno studio completo.
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R I VI STA or CBl!lli RGI A GE:SER..11..E
A questo scopo e, si stud iano le ,·es, zioni int estin,lli cl1e seno s t ate prnt ica t e pec a) Ernie n contenuto neoplastico ; b) F: rnie a contenuto tu bercolnr e : c 1 Ernie Rderenti : d) Ernie cbP ba nno pe rduto i.l diritto di domicilio. A questi quattro g ruppi d' ind icazion i, se ne pot , ebbe aggiunge re un q uinto. com prende n te i casi in cui I' iutest iuoern iato presenta un rest ringi mento che non è neopl:tstico nè tube rcolnr~ e che att esta ~olament~ l'esiste nza di uno s trozzamen to anteriore rid otto s po ntaneamenw o ho. G l i AA., dopo nver e es post o cd es:,minato minurn.mente i ca s i conosciuti di ellterectomia r he si ri fe ris~ono ai gru ppi sopra in,l icati, dopo avers d iscusso ptr a k uni d i essi l'oppor t un it à o meno dell'iut erveoto e n otato g l i accidenti a cui si può ao,lMl' in c.>nt ro, ve ngono nlle scguPn ti conclusioni. Intlipeuden temen te da lle compl ienzioni erniarie (s t rozzamento, rancr eua del)' inte~tino. ecc ) l'ente rectomia pu ò e, ~e re in dicata: 1° In alcun i casi ,li erniR a coutenuto neoplastico ; 2° Tn a lcuni casi di e rn ia a con tenu to tu ber fo la r~ se la lirn itazione e la for m,i delln lesion e s i presta no; B0 In a lcu ne er nie ade1·enti: a ) ,se l'intestino si é ln rg nmente lacern to, duran te le manovre fa tte per l iberarlo da lle ader enze : ùl qu a ndo, ,rnche se n on lacer ato. è la r g ame nte spoglio del suo r ivestimento s ieroso: e) q u,rndo, distaccato dalle aderenze, s i p resenta coper to di q uel t es,uto fihr oso c icatrizi,de, che lo univa s a lda ment e al s acco; d) q uando. s en za aderi,·e al sacco o con a derenze lim it ate, la m as,a imes tinale è t almPnte ugi;l u t inat a che m nl si presta per una buona libera:,:ion e: 4° f'e r le ernie che han perduto il d ir itto d i domicilio. gli AA . fan n o delle ris~rve e non for mulano a lcuna concl usione (e~sen do scarso il num e r o d e i casi co· nosciu t i). A 1s u i,;so.
RIVISTA DI MHATTrn
n~rnrn Ennu r11u
Sul caal dl morte dopo inlezlonl lntravenoae cU Balvaraan e lieoaalvanan. II prof. E. •.romascze wski, medico-ca po del R. Pol icl inico per malattie ,·eneree e della pel le, di,·etto dal consiglier e intimo prof. L esser, a ll n Cba rité in B erl ino, do\'e io fu i a ccolto con molLn cor t esia e che. trovandom i in Ge,·ma nia pe r perìe• zionnmento n ella lingua t edesca . giorna lmente frequento, ba pubblicato recentemente sulla Dermatolo.<1i.sche Z eil.<chrift (a prile-magg io) u n s uo la voro in cui r11ccoglie e commenta' alcuni esiti in fau~ti d i iniezioni di Salvarsan e Neosalvnrsan. Sono 42 cnsi pubblica t i dR rn1· i au tori, n e i q uali si ebber o g ra vi a ccidenti, o. più spas~o, morte d ell' ind ivid uo. Dall'esame delle va r ie s to r ie c l inich e, r isult a che , dopo uno stad io di in cuba· zione, il quale .-nriò dopo p iù g iorn i n p oche ore, soprav.-enne profondo coma, e a
RIVISTA DI ~IALA'fTJE \'E:,;J::REF: E DELLA PELl,E
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queeto stadio si arrivò t\d u11 periodo di cefolen intensa, inquietudine , s intomi gastro-intestinali. e levn.mento termico . Generalmente al coma si accompagnavano contrazioni muscolari tonico-clonicbe. Nei casi favorevoli, questi s intomi si dilegunrono più o m eno lentamente e i pazienti poterono ju seguito ricevere, sen za inconvenienti, altre iniezioni. Nei casi letali si osservò talora migliorie o totali> scompars a dei sintomi, con successivo peggioramento Altra volta si e hbe albumin uria, ematuria e cilindruria, esantemi, moùificazioni nel liquido r erebro-spimi.le (aument'> di pressione e del contenuto in nlbumina), leucoci tosi. • AU'esarue necroscopico si t rovò molto spe,;so necrosi delle cellu le dei canalicoli contorti e dei glomc l'uli; in alcuni casi, diffusa nefrite pnrencbimatosa acuta . Talora solamente emorragie capillari nella. dura madre, altra volta leptomeuingite c ronica. In qualche caso l'esame d el sistema nen·oso centrale fu negati vo; p er lo pit1 eranvi segni di encefalite acuta emorrngica, Coll'indag ine: microscopie" i;i riscontrò forte riempimento dei vasi capillari, con infiltrnzione e111orn1gica nelle pareti de~li spazi linfatici circostan ti e nella so,tanza cerehrale. Tranne in un caso. pubblicato dal De Fa vento (~a poli), in genern.le ness una o assai leggere alterazioni preesi~tenti è d a nttrihuir~i a s ifjlide In grno parte si tratt,l\'a di individui con ma11ifestnzioni seco11J11rie r~ceuti; in 6 cn,;i :;i avevn stato di gravidanz.a. Stando nlle comuni nonne in uso, non si può incolpare nè la dose .. te,·a ta nè il numero delle iniezioni n è J'inten·,1.llo di t empo nè lo, combinazione colle iniezioni di mercur io, n ~ enorì di t ecnica, trnttandosi di operatori provetti. Tra i casi riferiti. 7 ebbero esito favorevole. Di l!:3, che furono trattati e~clusivamente col Salvarsan, morirono 12. Dei rimanenti, la maggior parte 1wev:1 ,1a poco incon1in ciata unn cura combinata di me rcurio e Salvarsan. Pare cl,c so!o 5 sieno stnti tratta.ti col Neosal vnrsan, 1 col Novarsan Ducatte ll\rse11obenzol), 1 con Rl'Senobenzol Hillon. fndag ando le cause, ,veicbseìmann crede non invero,-im ile la r itenzione u e lla sostanzn. cerebrale di Sal,arsan, il quale determinerebbe m icrosco piche a lte razioni neurotiche e attribuisce il formarsi di una specie di poltiglia d elle particelle di Salvars,rn stesso, 6namente divise al fa.tto che la soluzione e ra troppo ncida o troppo alcalina o non i~otoni<"R, Pinkus affernrn. che i casi di encefalite rea t tiva n on rappresentano, fatti di avvelenamento da ~alvar,:n.n o di disfacimento ( Abhau) di esso, ma l'incipiente alternzione delle fibre nervose e cellule gnngliouari (r·eazione di Jarsc h-lierscbeimer). Questa reazione si m,rnir'esta in generale ,lopo 6 -12 ore dalla prima inieid ooe di mercurio e sparisce dopo 24-3G ore; col Salva1·sao si ha più viva e più fort~, fld è manifestazione visibile di infezione sifilitica. Stiibmer a peusn.to n. possibili manifestazioni anafilattiche. Il prof. Tomasczewski discu te tutte queste ipotesi e rile~·a a.ccuratamcnte le loro d e ficienze per spiegare tutti i fatti osservati; r itil'ne sia p iuttosto da pensare ad azione secondaria direttn o indiretta. del S>tlvarsan o Neosalvarsan. In generale, si sarà inclinati ad ammette re come dov ute ad una ipersensibilità verso combinar.ioni organir.be quelle manifestazioni che compaiono ·subito o poco dopo; invece come azioni seconda.rie dell'arsenico quelle più tardi\>e. Per la speciale patogenesi delle manifestazioni cerebrali, pensa poi l'A. (riferendosi specialmente alle osservazioni fa t t e sui r asi a decorso favorevole) che sieno dovute più probabilmente ad alterazioni transitorie (iperemia e.! edema;.
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RlVl~'l',1 DI MA L ,ITTJF: \ "è::SEllEE E OE LL,1 P ELLE
Circa a l tl'llttame11to delle mHnife•tazioni do<"uto a edema (!1 -:erebrale (Hirn schwellung.,erscheinun gen man ifestazi oni di gonfiore del cer vello', v iene raccomandato dallo s tesso P. Ehrlich i l salasso cor successive infusion i di soluzione fisiologica come pure la puntura lombare. Specie la prima misura u on dPYC es•.-re t r11scurata in simili ca si e la si deve npplicn r e ai primi sintomi. Per quanto riguarda i fatti r rat t ivi, che sembrano dovuti ad idiosincrasia, vi e la speranza ch e si facciano più rndi se la dose s ari, più piccola e p iù larghi gli intervalli fra le iniezioni. Don110 incin te è bene s ieno escluse dalle inie zioni in tl'/lvenose di Sal vnrsan. Più di 0.8 O. l per vòlta non s i òovrebbero iniettare, e probabilmente questa dose è an che un po' troppo rilta; ha poi i111pc,1·tanza anche tm'abbondnntr d iluizione (almeno 0,10: éO) È as~olutamen to r.ece~~•~io unn str umPn ta rio perfettamente sterile. ncqua ,listil lat.a, tì!Lratii e steril izznla di fresco, liscivia di i<odn s!'nza fiocchi s osp esi, 11011 .s olu1.ione di 1'n1'·nr .- an nffntto chinra e s ufficien tementf' diluita Come gli es pHi menti d i Ritte,· dimostrnno, s i modifica col !-al vars1tn anche la c11 r v" delle '"nr;e S<'r r,·zioni dell'organismo (.-\iis, cheidiingfkurve) . se le iniezioni venp;ono r ip et ute a cori.i intetTnlli Sembm q1iindi rous igliabil e di farle solamente ogn i JO-U g iorn i cd anche più di rade,,. Così di m in uir'1nuo :i.Imeno tutte quelle nzioui s,•condar i,· che sono leJ!ate nri unn 11zione cumulativa materi11le o funzionale. Le altera zioni deg li or[{ani, i quali presiedono RIIO varie secrezioni (Aiissch,·idUng~org,llle) (r eni, intestino, fegato), an che, trin ime, dPYon o essere in ogni ca~c, c,, ntrollute prima di procedere ad nnn nuo,·a iniezione. Che uua ,.zione combinata ùel mercurio rol 8alvarnn sia in general e com· pletn, è da alfer111nrsi senza esitnzion e doJJo tutte le esperienze fatte fino ad oggi. Donebhero però con qu~~la terapin e-ser più fac ilmente iDcli nnte a peggiornre le alte1·azioni d,•gli o rgan i adibiti rille varie funzioni di el iminazioni!, ,;oprntutto se i l trnttamento viene protrntto. Ma anche se non sono dimostrnbili ne ppure piccole :1.lten,zioui di t al i organi. ,. certo che il trattamento combinnt.o del mercurio col San·nrsan richiede speciale prnclenzR. A questo propos ito ritie ne l"A. molto importante Ji fare pe r lo m e no un a pausa di 2 giorni fr~ la iniezione di snli mer curiali for temente a t tivi (es. calomelano P. snlicilato di Hg.) e l'iniezione di Salvnrsa n . Queste nssennate conclusioni mi sembrano molt o ll tili a segnalare pn la pra· ti ca , tenendo conto de i possibili di$gr·uzi:tti accidenti: nel n ostro e~er cizio prcfessionnle poi particolarmrnte p en<si (• dolorosi.
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1:
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Berlino, giugno 1013
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R1V1Srl'A DI TERAPJ~UTlCA L 'elettrioltà nella oura abortiva della gonorrea. - ·· (MPdical /lP cord, 27 giugno H1t,i).
V1H1;r11. -
L'A.. hf\ fatto un pa.~so n,·auti ne ll'imµie11:o rlell'e lettricit/1 come cnra 111.Jorti,,1. dPl!a gonorrea 11cut11. Egli prima di descrivere i l metodo dis<'ute le i11dil'11zio11 i delln cura ahJ rti,·a. I casi di gonorrea Rcuta sono dit dividere in rhw clnssi : quelli che rappresentano una rein fezioae dit un focolaio profonrlo, e,1 essi non sono passibili tli una cura 11hortiv11 in qu11nto ch e il focolaio profondo non può essere raggiunto e pnò r e infE:tcarP costantemente la mucosa ant,, riorP, e quelli c he rRJJpre~entnno un,i infez ione primiti va oppure una infezione seco11dar ia in inrlidduo guarito 1wrò r·ompl~tamente dalla primll i11ft!zi,,ne, e qnesti casi :::ono perfettamente pa:::~ibili oli cura ahortiva. Il tempo util t> per siffatta cura va dai primi tre ai primi sette giorni. pe riodo di tempo in c,ui il g onococco dimora alla s uperficie delh-1. mucos:i. dopo il quale invade i tc.~~uti più profondi. L'A. crede tuttavir.. rhe il 1wriodo utilo sia anch,· piit lun~o <li quP.,to. n\"en•lo egli ottenuto ottimi risultali anche all'und icei::imo g iomo dall'inizio dr·llo scolo. La cura, secondo \"irghi, si divid,, in dlii! t em pi. Kel primo, o ;;tndio rh·tlrO· l itico, dopo che l'infermo hit urinnto . ;;i lava l'nrPtra ante1·io1·e con acqua stPrile ripetuta.mente e delicatamente a. nw7.zo d'una siri ng M. Quindi s i iniettano 5 <'. r. di u n a soluzione di cor11inR al 2 p. 100, e vi si tl"nttiene ocrlutlendo il mC'nto, pt'r tre o qnRttro minuti, st irando all'innanzi il penf• per fat· s i che il liq uido ven~n n con tatto con l'intet·a supedìcie: ,lopo di che si fa nuovame nte sortire il liquido, ., !"i fa seguire unn inie;done di prot11rgolo al 5 l'· 100 che rì eve es:::,.re trattenuta nell'uretra anteriore fino a.I termine de lla medicnzionr. Si colloca il polo positivo i n un punto qualsiasi della. coscia ;;inistrn . e l'elettroòe negativo, composto ù i un metallo flessibile con superficie isolatn e munito di una oliva delle rlimen, ioni HJ-14 Charrière, a.ttl\ccata alla su11. estremità, vif•ne introdotto nell'uretra a,·endo <'Urll cbe non fuoriesca il protargolo. Un assiRtente è incaricato di regolare l'intensità della corrente sorvegliando il millinmperometro Intanto l'operatore muovcò e lirata1,1ente e adagio avanti e irnlietro l'e lettro,le nE'g11.tivo procurnnrlo di tO<'· l't1.t·e successivn.1110nte tutta ln p:i.re~e dell'uretra fino nl bulbo. Allor'lun11do J'in · r"ermo comincia R provare un:i. SPn~nzione urP.ttte e punge nte in corrisponrlenza dell'P-1Pttrode positivo, deve essere ridotta l'inte n$it1\ della corrente seuza trala«~iare i l movimento dell'oli,a; le manovre tl rll'operatore n on debbono provocare alcuna sen!.'aziooe dolorosa nell'interno dell'urrtra: la seduta eletLi·olitica. 11011 de\"e dut·a1·e più d i tre o quattro minuti: e dopo 2-1 ore va ripetuto il trattamento integralmente. La terza medica,;ione sarà subordinata al risultato dell'esame micro scopico della secrezione. Il reperto del 1?:0nococco costituisce una indicazione po«itiva per essa. purch è però In reazione uretr11le e la s1>nsihilità del pn1.ientf• lo consentano ; in caso contrario si rimetterà lR m edicatura al giorno segu ente. Il secondo starlio della cura consiste nel lavaggio giornali e ro de ll'uretra anteriore con una soluzione borica o con a.equa sterile seguito ogni dt1e o tre giorni df\ mu,ssaggio. In ng;iunta s i possono far!' applicazioni endoscopiche di protargolo o di nitrato d'argento al 4 p. 100 nella fossetta navicol ani. Se i gonoc J~chi r icompaiono si procede ad un'idtra serie di due elettrolisi.
RlVI::.TA l>I T E RAPEUTICA
Co11 questo metodo l' A. ,wrebbe ottenuto il 100 per cento d i g uar1g1oni; e la durnta della cura è subordinata al momento in cui viene iniziata, più o meno lontano cioi, ùal contagio, L'A. asserisce che il metodo abortivo elettroli tico è il solo c he possa ga ra n · ti re in modo assoluto risultati sicuri e permanenti, purchè naturalmente l'operatore ~ia il solo arbitro della cura e il paziente sia· disposto ad obbedire.
D. BALltS'rRA. Abbia1,10 ricevuto auche quest'anno la Rfrista Sintetica di Terapia che la Ditta dott. L. Zambeletti pubblica annualmente ed offre in omaggio al c orpo me,lico italiano. È una pul,blicazione veramente pregevole per la varietà ed abbondanza del ~uo contenuto desunto da t utta la s tampa professionale italiana ed estera del1':rnno precedente: è une. pubblicazione assai utile e comoda, dpecie pel medico pratico il qmde trova in esJa Rivista (com'è detto ne lla prefo,<ione) ~ il compendio di tutte le novità di gran,le o, almeno, di <1ualc he in~eresse cbe l'arte medica ba sanzionate, du rante l'an nata precedente, come veramente utili nel ramo diagnos tico e i o quello terapeutico "· Beu merita lode la Ditta Zambeletti - e s pecinlmente l'illustre Capo di essa per s iffatte pubblicazioni che concorrono notevolmente all' increme n to dell'arte %nitnria. LI\ Hemplir.e lettura del Sommario - c he qu i riportiamo - nttest n già la importanza del vol urne: « I. Malattie infettive - I I. :llalaUie dell'apparato respiratorio III. Malattie cardio- vns.:ol" l"i - IV. )lalnttie del tubo gastro-enterico e delle glaudule annesse - \", Discrasie e malattie del ricnmbio materinle - VI. Tubercolosi: ti) medica, b) chirurgica - \"II. Peùia tria - VIII. Neuropatologia - IX. Chiru rgia generale - X. Osteti·icia e Ginecologia - XI. Cancro - XII. Malattie c utanee, venerPe e sifilitiche - XIf1. S ieroternpia, Endocrinologia ed Opoterapia - XI\'. Igiene - X V. Varia - XVI. Farmacologia. - I ndice degli Autori lori ice 1-'.. rmacologico - Indice terapeutico per categorie"·
L. R.
RIVI811 A DI MEDICINA LEGALE E. )fonsE1.L1. - Le oondtziont presenti delle dottrine lombroaiane. - (Ge110Yn, 1914. Introduzione al Volume del dottor M. U. MAS1N I: Epilessia e (h.
titto). Dopo un periodo di cr isi dell'antropologiu criminale per le critiche non sempre buone o spassionate o scientifiche, la bruma che cominciava a r icoprire le teorie del Lombroso si dirada, e noi torn iamo a lui, ed alla sua affermazione dell'origine e pilcttogena del delitto, col metodo pos itivo di serena revisione critica. Del r,•sto, se la crisi potev" t ro varsi nelln affermazione scientifica dei concetti fondamentali, essi "si infiltravano per contro nella cultura gene ra le. e ingeueravnno u n vosto movimento ùi riforma nelle idee giuridico-sociali relative al delitto ed alle sue sunzioni penali >.
RIVISTA DI MEDICINA LEGAL~
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L'opera del Lombroso è s tata verameute g1·andiosa; e le dott rine della degenerazione, della natura mol"ho.,a del genio, dei rapporti fra pazzia epilessia e criminalità, della. natura maidici. della pellagra, possono ben dir s i sue, sebbene necenni e idee precorritrici fossero giù. nella storia della scienza, cbè egl i le sviluppò, le sistemò, le rin vigori, le a nimò s traordinarinmente, e le volgarizzò, s i da dar loro una impronta genialmente personale. Il pubblico, degli indotti e dei dotti, rimase im pr1>ssionato da i suoi primi con cetti, sopratutto del delinquente-nato. quale tipo an tropologico, e l'eco di essi rimase duratura come in quelle fnc;i iniziali, mentre il pensiero del Lombroso si è ~empre sviluppato, perfeziol:lato, completato n ella. p lurigenes i del delitto - che è assai superiore nd una recente protesa monogenesi psicologica di esso (Patri:'.i)ed in cui hn preso grande 11redom inio il fattore pci 'oloflico della criminalith, poi anche il fattore sociologico (delinque11te O<'C11.sionale, criminaloide), per cui a l delinquente epilet tico, al deli11quente 1111to o a l J)IIY-7.0 mora!~ si so110 aggiunti n umerosi altri tipi di 1lelinq11enti (abituali, pa!-Siouali, sessuali, settario, ecc.), con l'intervento fecondo dell'opr->ra di E. Ferri. Ed 11,llora l.,isogna davvero ammirare profond amente il costante rinnovn. rsi, perf,,zionars i ed integrarsi delle sue idee scientifiche, sino a l giorno stesso della morte I Il substrato epilettoide che egli trovavo in tutte quasi le varietii. eccezionali della personalità um11na, dn.l genio al passionale al santo, ecc., torna. ora, rinverd ito e r evision11to, in gnmde onore (per es., si parla. ora di una forma di epile;;,ia da mutamenti emotivi intensi dell'unimo di certi in,li\·idui particolarme11tc predisposti, e re,,a manifesta con violenti accessi di puro carat tere affotti\'O - Bralz e Bo11hiiffer; lo stesso, ora, per i cosidetti episodì violenti o impulsivi dei degenernti ). Insomma, le più recenti con qu iste della psichiatria e neu ropatologia hanno dato la più grande conferma a lla dottrina lombrosiana !<nl vincolo tra la malntti11. cerebrale e la antisocialità dell' individuo, e nulla hanno mutato n e l suo binomio: epilessia. + atavismo = cr iminalità. da causa morbosa cere brale, ereditaria od acquisita . Questa ca11sa mol'bosa s pesso è l'erede-alcoolismo, più spe!;So an cora l'e1·i•do sifilide, come ora ba dimostrato uell~ clinica. di Kraepelin il Plaut, dE5cri\·en,lo negli eredoluetici i caratter i somatici funzionali e p~irbici del delinquente nato, nelle sue var ietà. d i om icida, !11dro, vagabondo, suicida, ecc., sopratutto mettendone in luce la degeneraziono morale, la mitomanl11 1 la crudeltà, e la impulsività fredda e cosci en te. giungendo poi alla conclusione- di enor me importanza psicbintricoforen:se - della irrespo111sa1Jilità totale o pnriialc rii questi soggetti qunndo $ii. posi ti \'a la W nssermann ! Analoga m onte, molta luce cominciano a gettare le recenti ri cerche, sulla guida dell'A bderhalden, s ui fermeJ1 ti ,lifensivi org11nici, antieso ed a.ntiendotossici, che sem brano p ossano es,ere cerebrolitici : cosi l'epilessia potrebbe e.a;ser e l'effetto di una anafi lassi parziale inter mittente, specie l'epilessia criminnle o c rimina lità a tipo epilettoide. Anche la immorali tà del.le famiglie che tras('nrano l'educazione dell11. prole di pende dall'e.ffetto frequenti ssimo di fattori patogeni va1:ii; ma molte volte la immorali tà c ostituzio:rnle si trnva in qualche membt·o di fam iglie ngiato sane ed l'qui!ibrate, e ciò sopratutto se si pensi al g r an nu mero di del inquenti che sfuggono alle sanzioni penali, ed alle forme numerose di antisocialitll che si manifestano con la caparb ietò.;"T'egoismo, le perversioui d i carnttel'6 e di istinto, la nneffottivita, i l libertinaggio, la prodigalit;\ pazzC'scn, il g iuoco sfrenato, ecc. 51 -
<ilorMle di medicma 111 IW11 r e -
Fa;~. I X.
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RIVISTA DI YEDICIN A LEGALE
e Le verità. contenute nell11. dottrina del Lombroso non se.ranno tante, quante egli convintamente crede·m nella sua potenza geniale di assimilatore e nella sua missione d'apostolo. Tuttavia, sfrondate le esagerazioni del primo periodo, corrette le in, ufficienze di metodo, riempite IA lacune che esso mostmva, ma specialmente seguito nella sua intrinseci\ evoluzione e rimesso in correlazione coi progressi della ·medicina e della sociologia, il lombrosismo rimane vitale in un tale numero dei suoi principi direttivi e delle sue applicazioni sociali e giuridiche, da costituire un titolo non perituro di gloria per iJ positivismo italiano•·
P. 0oNSI0LIO. Dott. GRAF. -
Jdrooele e lDtortuoto. - (Deutsche militllrtlrztliche Zeitschrift~
La frequenza dell'idrocele nell'es~rcito è circa 0,3 p. 1000 della forza. Alcuni rapporti esatti permettono all'A. di stabilire che, negli ultimi dieci anni, cnsi d'idrocele furono 100, fra i qu,.Ji figurano: Idrocele clel testicolo 790 volte 76,6 p. 100: e cioè: 768 volte unila terale e 32 volte bilaterale. Idrocele del funicolo spermatico, sempre unilaterale, 231 volte= 23,1 p l(JO. Idrocelo del testicolo e del funicolo spermatico - nella maggior parte dei cnsi sotto forma di idrocele comunicante del testicolo - 18 volte 1 ,8 p. 100. Per quanto si rifei isce alla sede, si ebbero i seguenti dati : idrocele destro 641 volte= 62 p. 100; sinistro 361 volte= 84,9 p. 100; bilaterale 82 volte= 3,l p. 100. La prevalenza enorme della sede a destra è vernmente singolare e non s'accorda colle altre stnti~tiche, che danno cifre quosi eguali per entrambe le parti. L'A. ag· giunge che cercò invano la causa di tale differenza. L'idrocele si può dividere etiologic1unente in traumatico e non tratl'Jtatico. Nei casi venuti a conoscenza dell'A. la causa traumnticafu Rccertata 564 volte= 64,6 p. 100, ma eliminando un certo numero di casi dubbi, si può affermare con relativa approssimazione che quelli di origine propriamente traumatica. furono soltanto 4fl7 = 42,2 p. 100. Di questi erano: a destra 271 (62,1 p. 100) a sinistra 166 (87,7 p. 100) bilaterali 1 (0,2 p. 100) e quindi un rapporto percentuale simile a quello già riferito per le cifre com· plessi ve. Un aggravnmento traumatico d'idrocele già esistente si notò 64 volte. Il trauma fu diretto o indiretto. Nella categoria dei traumi diretti 6gurano: lo schiacciamento del testicolo, del· l'e pididimo e dei loro involucri, contro la sella o la sbarrn; e l'urto, il colpo, la caduta. Queste cause traumatiche dirette si verificarono 236 volte (= 68,8 p . 100). I traumi indi1-etli consistettero in un ù11provviso aumento della pressione endoaddominnle o in uno sforzo eccessivo della pressione stessa, in special modo nel sollevar gravi pes i, nel salto in lunghezza e in profondità, nel sonar la tromba, ecc. ; e si verificarono in 20'2 casi (~ 46,2 p. 100). I casi non traumatici furono 472 = 46,6 p. 100. Eran pregresse la blenorragia e la sifilide, considerate come cause, 49 volte (41 In blenorragia e 8 la sifilide) = 4,7 p. 100: mentre non si riusci ad accertare
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nl,·unn. causa app rezzabile in 423 casi -= 40,8 p. 100 La r;iritll dell'iclrocele gonorrnico in confronto colla r,·lnliv:1 freque111.a del mcdr" imo di!llostrata da altre statistiche, dipende dal fotto che, nPll'c,;e rcito, non si dàoao ca>'i d i blcno r rng i11. protratta a lungo, percbè ogni "f!'e7.iOnl! 111orbo..;11 vien curata. negli ospeda 1i fino a gua r igioue completa. L'idrocel e fu compli,·ato da erni a i o 22 ca,;i; da fimosi in 14 casi, e da var icocele soltanto in -1 casi ; il cbe è degao di notR. po iché prova (come ln prev~lenza d e lla sede a destr;o) ch e i fatti congcstivi non co111hwono all'idrocele. L'A. rinnil;ce tutti i risultati n elle se,s;ut' nti proposizioni : 1° L'i,lrocele che s'MserYn nelle truppr - v:\le a d ire, idl'Mù dull ':nrnolnm cnto - è di origiue traumatica in uu gr~n numero di casi (-12,2 p . llll)). La sua frequenza s i spie~a colle modalitil de l ser \' izio 111ilitare che offre molteplic i occasiuni di lesioni vi o knte. Qu(',;te so no ne;ua l me ntc fre<]ucnti in tntto le arm i (f:1nte1·ia, cavalleria, e,·c.); cosicchè non ,:i p nò dire cho il servizio nr, lle armi A. c11vallo presenti u110 ~peciale pel'icolo. pe r rlu1111to rigu1Hd>1 l'insor~en7.a dell'idro cele. in confronto col serviz io dello ,1rmi a piedi, nl'l qua le, dur11ntc la ginnastica,. lo schiacciament o dei tPslicoli i; un'inci dente comLme ; 2° Corrispondentem,.nte alla pn1 vale11z.11. d ella sf;'de a d estra di tutti gl'idr oceli, s i o:;:,:e r v11 pu re u na ma::;giore frequenza d'idnwele trnumati,:o des t ro : G:!,l p. 100 a dPst1·a, 37,7 p 100 n smistr ,1; 3° Il t rauma colpisce non di r :ido ,J ~.,) p Il~) un id rocele gi:\ e~iste nte, che pe r il suo piccolo volume non era stat) avvertito dal paziente, o, almeno, non a v eva pro1lotto alcun disturbo E probabi le che in un:r serit>, for~e m0lto estesa, d i id roceli traumatici , que~ti 11ree si 4te:;sero in grado legg i•·l'O all inr'l)rtun io, il 11u,de, dnn q uc, non avr chhe fatto a ltro c h e :ie;gravarla; 1° Tn circa la metil dei casi (f.:l.8 p. 100), il trn11m>1 fu dia·etto, e specialmente uno schiacci:im..n to ,lei te~ticolo, dell't.>pididimo, o dtii lorn involucr i : e nell'altra m e tù ( Vi,2 p lOU), si trn:tò d'un trnnma imlire tlo, e cioù d'un' l!rccs,.:i ,·a pressione e nd oachlominale, spccialn,cnle ucl solhJv:a r grnvi p esi ; 5° Tn gcnernle, il t nlllurn non il co,-i grnve da dctcnninnre l'i111111rcli:1t,1 ce,,. sazione clr,J ,se rv izio e la denunzia di malattia QuPst\dti111n avv ieuc quasi ,;empre dopo alcuni gio rni ed ò provocnt11 cbi cli,;turbi dati dall'idrocele. ~ei ra,;i ripor t;iti d all'A. la dennm:ia fu fnttn. fr~ il tc>r7.0 e il dc<"imo ~ io rno nel 61J.2 p 100; rlopo il dflc i1110 giol'llo 11el '.H,6 p 100 Ad ag~r:ware uu itlrocclu gi:'l e<;i"1t e11te b a sta un tr11u1na insignificante; G0 D opo un gr11ve s<"liiarciameuto dei te;;tic,il i curato subito seronalo le regole <lPll'a1·te, si verilica ben ,li ratio lo sviluppo d'un idrocele;. · In 6i ca~i di grn"l'e Sl' h i ac,·iamcnto dei t:esLicoli o dell'epid id i111 0 o:.,et·vati uci reggiment i di cavallt,ria, s i nn·i licò tre sole volte) : 7v N,•gl'idroceli trnu11rntici rec enti. non vennero qu,i:.i lltl\Ì co11,tai nte c~t cr ri.-1. rae11te 11m11ifes te cou-;<•g uen zP d,·lln Je;;ione; e, nelle OJll'razioni l'RLle in questo stad i o, si os!'en·a rono soltanto rarauwule rì.:,l\o alter111.io11i rho st1•,;.::ero a dimo• st1·nre il t rauma pr~e;ro•so (t'ocol,a i di c0ntu,ion1.1, liquido ;;anguig no). Anche nell'idrocele recen te, pro,lotto da un Lra1111u1 indi retto ,;i cbhe qnasi i-ie111 prt! il deflus ,o d\m liqui !o chi:11·0, non sa ngui nolento; 8° Di regola, dqio il t r11um><tismo a,·,·iene rapitlanwnfe lo sviluppo dell'id rcc.;l e : I ,, si pote di mo~t m 1·c fino all'0 Lt1wo giorno uel 71> p 100 de i ra,,i; U0 La cnusa traumatica è dn aiuml'llersi, se è possibile provare ln. pr1>grcssa S i• -
Gwriwle di 11,e<iicwa m,11111,·.: -
r:,,r. I X.
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RIVISTA DI MIWIOINA LEGALE
a zione d'un trauma. diretto o indiretto; se il paziente si lagna subito d'un dolore più o meno forte nel punto della. lesione; e se l'idrocele viene, entro uu breve periodo - a.I p it\ tardi, circa tre settima.ne dopo l'infot·tunio - con statato da un medico. Se son dimostrabili i segni della lesione violenta, questi saranno altrettante prove della origine trauma.tic,,; ma la loro assenza non depone C.)Dtr o un trauma pregresso. L'origine t1·aumntica è tanto più probabile quanto meno prossimo alla. lesione è lo sviluppo dell'idrocele; 10° L'idrocele bilaterale e quello associato ad ernia, a varicocele (rarissimo) e a fimosi non è quusi mai d'origine traumatica acuta. L'A. tt>rmina In sua interessante comunir.azione con alcune considerazioni circo la. cura. L 'operazione radicale fu pr,ttica ta in 416 casi (40,2 p 100) e, fra questi, 21.2 volte secondo il metodo del Bergmanu. Si ebbe per risaltato: 410 idonei al servi1.io e 6 inabili, fra cui 3 per recidiva. La durata media del!,~ cura fu di giorni 20,4. La pimtu1·a - con o senza iniezione consecutiva di tintura di jodo, di solu zione Lugol, dj acido fenico, ecc. - fu praticata in 177 casi; e si ebbero in com· · plesso 116 idonei e 34 inabili: 28 si sottoposero ulteriormente all'operazione radicale. Senza operazione, ritornarono ai corpi, idonei al servizio 202; in abili 267. In totale: di 103-i individui con idrocele, 727 conservarono l'idoneità al servizio e 307 divennero inabili E. T.
RIVISTA BIBLIOGRAFICA Ilote ed OHervazlonl aulla obirurgia e aul ohi· rurgbl degli Btatl Unltl d'Amerloa. - Firenze, tipografia Barbera, 191,l
Dot t.. PAOLO Dlil Vecc111. -
Queste pagine, scritte da un valente collega, il quale ba segui to de visu con grande attenzione i brillanti progressi fatti dagli Stati Uniti d'America n el campo della chirur gia, si leggono d'un finto con diletto, con profitto e con quella curios itll tuttn speciale, con cui noi siamo soliti a leggere quei libri che s i occupano di quel paese cosi mirabile per vigore di razza, per attività incessante e per '"o· lontll feri-ea e t onaca. L'A, dopo averci fatto passare dinanzi agli occhi gli srien· ziati e i professionisti più noti nel cn.mpo della chi rurgia amer icana, qual i, ad esempio, Ilnrvey Cushing, William Hals ted , J obn M. T. Finney, Joseph C. Bloodgood, Hugh H. Young, Howard A. K elly, R ichnrd H. Folli~, Willinm Baer. George \Vashington Cri le, George David Stewart, ecc. ecc., riassumendo ili ciascuno la carriera e le opere; e dopo avere sciolto un inno n.llo spirito di riforma e di p rogresso che d omina gi/\. dn parecchi anni in tutte le scuole chirurgiche americane. , i sofferma con puticolare e giustificata compiacenza sulla clin ica c hirurgica di Rochester nel Minnesota, dove i due fratelli l\fayo, i re detla chirv.r9ia. come son chiamati. compiono miracoli di tecnica operatoria, favoriti in ciò dn un'orgnnizznzio ne dei s ervizi ospitai ieri veramente straordinaria. Per darne un'idea al lettore, t rascl'iviamo qui il brano d'una pubblicazione del dottor Angelo Majocchi (La c/iiruryia dell'apparato digerentt all'estero), che è riportato nell'opuscolo del De
RIVISTA BIBLIOGRAFIOA
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Vecchi, e che descrive appunto uno degli episodi più caratteristici di queUa clinica chirurgica. « Uno di tali casi, interess'ante sotto ogni punto di vista, cadde sotto la mia osservazione. Si trattava d'un ~astropatico di 60 anni circa: nell'nnamnesi remota esisteva qualche dato che poteva far pensare a un'ulcera pregressa; nell'anamnesi recente e nello stato presente, qualche cosa che richiamava il carcinoma pilorico. Tutt'insieme, nulla di definitivo, nulla di certo, tranne una stenosi pilorica con ~vidente insafficienza motoria Si passò, nat uralmente, alla abdominal exploratio11, ed ecco comparire il piloro un poco ispessito, duro, con aderen·,e periferiche e qualche ghillndola ingrossata; t1lci1s ipertroficmn o cm·cinomat Epperò gastroenterostomia o resezione gastrica? « Il dottor Villy Mayo tolse una ghiandola, guardò la nurse (assistente-infermiera), e questa premette col piede un bottone. Lo squillo del campanello metteva in moto tre persone nel Yicino gabinetto d'istologia, cioè, il prof. Wilson, direttore del gabinetto, il suo assistente dott. Mac Corty e l'inserviente d'istologia: il primo sedeva al microscopio, il terzo al microtomo congelatore, il secondo ac· correva nella. sala operatoria a raccogliere il pezzo La ghiandola giunge rapidamente in gabinetto, viene sezionata rapidamente, e dopo 56 secondi (contati sul mio orologio1 , il prof. Wilson ha il preparato sotto le lenti: qualche istante dopo, il responso era pronto. Si trattava d'un carcinom!l; epperò venne praticnta la resezione piloro-gastrica col metodo del Billroth seconda maniera: vennero levate le ghiandole, tolto un pezzo di panrrel\S che pareva sospetto; il paziente resi.'lteva benissimo all'intervento, e alla mia partenza da Rocbester entrava già nella prima convalescenza ~. E questi miracoli - aggiunge il Majocchi - che si ottengono nell'ospedale di S. Maria di Rochester, son dovuti alla divisione del lavoro e alla disciplina. L'opuscolo del De Vecchi, che c'insegna più cose nelle sue settantatre pngine chiare, limpide, concise, che la lettura di qualche ponderos o volume, si chiude con un affettuoso accenno a t,n chirurgo di origine italiana, il dottor \Villiam Verdi, aggiunto alla facoltà di Yale, il quale, giunto giovanissimo alla celebrità, onora il nome d'Italia in quel graude paese, aperto a tutte le iniziative, a tutte le intelligenze e a tutti i veri lavoratori.
Dott. ENRI CO BAJC.A. - I primi aooooral Mnmiale pratico di soccorsi d'urgenza, con 149 illus trazioni. - Milano, tipo-litogrnlia editrice U. Marucelli, HH4.
Pareva., che dopo il manuale ormai classico del dottor Ci.lliano e Soccorsi d'urgenza» edito dalla cnsa Hoepli, non fosse più possibile scrivere un altro libro che avesse lo stesso indirizzo, lo stesso scopo e quasi lo stesso titolo. Eppnrtl il dottor Bajla ha dimostrf<to luminosamente il contrnrio colla pubblic11zione del presente manuale pratico, che noi raccomandiamo vivamente a tutte le scuole di pronto soccorso, non escluse quelle militari, tanto ci è semb rato utile, chiaro e perfetta.mente adatto alle intelligeuze che non sono passate per la trafila degli stadi medici . L'A. scrive nella prefnzione che« il s uo libretto non vuole es~ere una succinta ed arida esposizione di· norme da. seguirsi quando si debba prt'stare un soccorso, ma bensl una spiegazione, per quanto è possibile chiara e particolareggiata, delle ragioni per cui, di fronte a una determinata le~ione, s i deve
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JlJVISTA BIBLIOGltAl,'I CA
prestnre un determinato soccorso:.. E noi dicinmo subi to che l'A. è riuscito egre• giamente n el suo intento nella trnttazione dei singoli capitoli, fra i quali ci piace acccn111ue - per la no vità degli argomenti (,sposti e per la precisione delle norme tecniche - quello s ull'elettrizzazione, la quale costituisce a11co1n un vero pl'OLlema ùi difficile soluzione, allorcliò i profuni -- e talvolta anche i non profo ui - si trovano a dover prestare un soccorso d'u1·geuza i n un tal genere d'infortun io. U ua viva parola di lode merita pure la t ipo-litografia Marnrelli per la severo eleganza dell'edizione e per I.i nitidissime riproduzioni de lle numerose figure. E. T.
CONFERENlE SCIENTlflCBE DEGLI OSPEDALI MILITARI S0l1Akl0 DBGIJ ARGOMENTI TRAffiTI 1
~U.\I l'HUCESSI VERBALI PEll\' ENU1'J ALL IS1'ET1'0llAT0 D I SAN ITÀ MH,ITAltE DAI,
1° Al, 30 SETTEMBRE 191-i).
CAVA DEI TIRRENI. - Tenente colonnello medico ANTONIO PEnASS!. Kspone il resoconto ;,tatistico concernen te le numerose vis itf' medico- collegiali fatte ad ufficiali i n congedo, residenti nella circoscrizione d.illa d ivisiona n1ilitare Ji Salerno, dal qunlo ris ultn che furono sottopos ti a visitnS2 utliciali in congedo, e.Ilo scopo di accertare In loro idoneità o meno al ser vizio, in caso di mol,ilitazione. Di questi -!2 app,.rtonevaoo a ll'arma di fanteria, 7 a quella di artiglierin, 26 al corpo sanitario, 3 ai farmacisti. 1 ai veterionri, 8 nl personale d'a.mmi, strazione: 47 furono giudicati i<.lonei, 18 ina bili temporaneamente e 17 perma· nen tcmonte n on idonei. L'O. accenna q uindi ad alcune proposte di modificazioni dn sot toporsi all'esame delle au torità superiori. Ritiene che g li ufficiali in congedo delle Armi combattenti, che al,biano la qualità di mo.gistrati, di merlici o di farmacisti, diano un m,iggiore rnndi me nto in caso di mobilitazione, qualora fossero adibiti ai serviz i di guerra secondo le loro speciali attitudini tecniche. Snrebbe inoltre opportuno c be i difetti fisici consistenti nella ma.lformozione acquisita dei piedi e nello stl\to di notevole corpulenza , non tnnto infrequenti ad o~~ervnrsi anche in uomini vigorosi, fossero vagliati con g li s testii criteri medico,legali previsti dulie ordinarie disposizioni regolamentari npplicate I\IIR truppn da mobilitarsi e che la presentazione degli ufficinli in con gedo all'ospe· dn.le per visita medico-collegiale avesse luogo di massima con la presc rizione di indos~ù.re l'uniforme militare. Farmflcistn. capo G1noL~llO NoNis. Dà letturn di una succin ta r elazione rigua rd,mte l' i mpianto di nu ouo,·o laboratorio chimico nell'os pedale mi lirnre di Cava, impianto sug;.;erito da im pellenti esigenze del ser vizio tecnico-farmaceutico.
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Movimenti avvenuti nel Cor~o ~anitario e nel Pc1tsonafo Farnrncculico (0 olla cli; r,1•11sa .36' ali , 40• J r·! notit'l/1110 ,1,'firialP ,t.-tte nm11i111•)
Uffiol&ll In aervhlo permanente. Jl. decreto :?3 luglio 191,1,.
I seguenti t enenti colonnelli med ici sono n ·>min nti direttori de ll'ospeclnll' a ciascuno con troindicato: \lTTALd NJ cav. Cam.illo, informor ia presi,l i11ria Puvia. - Ospedale Mc~qi 1111 . CA 1.F.O;\R1 cav. Gio. J/a tti11tn, ospedale Milano. - 1d Brescia. J\,lAG c:1-;:;1 c1w To11011a110, id . Genova. - Id. C,ltnnzn.ro.
Determinazione mini.,-tel'iale 30 lu!Jlio l !Jl-1. ,JACt> :,.:o Frrmcesco, cnpit:,no medico o.a poda le C.tva de i •rirreu i 18,tkrn o) , (.-o mand nto
d e p of<ito co1H·alesce11za Mns,ml u bronse) - 'l'rnsfer ito ,-.,~~i1t11·nto 1·av11 lleggl'ri Urnberto I c·cssan<lo di e,;:.ere comnndato come sopra. R. tlec·1·eto 13 lu,ql i o l!JU
GtLA JU-:>os, Rn1'ico, capit ano med ico in aspett .. tiva per inf'Prm ità t empornn N' non provo nienti da cause di servizio, p er un anno. ( R d ecreto :3ò ;;ett c mlire l!J I H). L 'aspHtatiYa di c ui s opra è prorogatn di otto 111esi 1 da l 18 g i11g 110 l !JI t H.. decreto 29 l uylio Hl!-!. B A HON 10
Dario, tf' nen te m ed ico in aspetti~tiva per infermit:\ tc·mporr111ca n on proveniP. n to da cause di servizio, per sci mesi. (R. tle,·1·e to :?r) g (· noaio L:Jl ·I). - T ra-;fe r ito in as petin.ti va per r iduzione di r1ua d ri dal 1° l11gl io IDI L B ,\lt<•NIO Dario, id id. in a ~pe t.t ativa per ridu t ione di quadri a Genova . Ri c hiama to i n se rvizio effettivo dal 1• lug lio 1:Jl4 e d o,;tinnto 44 fante ria.
R . d ecreto 2 agosto l\J14.
BF:·r-r1 //i>tlino, tenente medico os pedale Ravcnn11.. - Di.,pensato d al srrv1z10 per • rnanent", a s ua domanda; i11,;critto col suo grnclo e con la s ua a mdnoitit n ei r u o1i dt-gli ulliciali medici d i cnmplcmento ed aSS<'gnaLo distretto H ov i~o, a da. ti'\ r e <lai 16 a gosto l!JH . .R. ,lPcrrto 19 (l.prile 191-1.
cn.piLirn o 11"101lko in 11,;pet ta t:ivn pe r i nferrnitlt - Uol , Joc ato a 1·iposo per infor1nit:\ Jll'OvPnie o t. i d11 cnu~e di Herv iz io co n de,·or1·en 7,a da..l lo m a gg io Hll-t; imicri t Lo n..!la riserva e nom i1rnto ca\'aliore nell'O rdin e dell.a. Cor ona d'Italia.
A1.1-:s l> .,NORE1, 1.o (No,.anni,
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792
MOVIM!s:NTl AVVENUTl NEL OORPO SANI'l', E NEL PERS. l!'ABMAOEUTIOÒ
R. decreto 6 agosto 1914.
MAZZETTI Carlo, tenente medico in ASpettativa per moti vi speciali, per 4 mesi a Firenze (R decreto 2 aprile 1914) - Trnsf'"rito in aspettativa per riduzione di quadri dal 2 agosto 19H. MAZZETTI Cari.o, id. id. in aspettativa per riduzione d i quadri n Firenze - Ri· chiamato in servizio effet tivo dal 2 agosto 1014 e des t,inato 2 l\rtiglierifl fortezza (costa) con decorrenza per gli assegni dal 16 agosto 1914.
R. deC'reto 9 agoslo UJ14.
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CARTA MANTlGI,IA cav. Filip-po, tenente colonnello medico, direttore ospeda le Savigliano. - Collocato in posiziono nusiliaria, per etll, de I 1-1 agosto 1914. Determinazione ministeriale 13 agosto 1914.
PASCIIR'l'TO cav. F erdinando, maggiore medico ospedale Novara fermeria presidiaria Novi Ligure.
Tra~ferito in-
R . decreto 18 agosto lll14. .R10111 Alberto, capitano medico, lancieri di Mantova. -
Collocato in aspettativa per intermità temporanee non provenienti di• cause di servizio, per sei mesi.
R. decreto 1G agosto 1914. SANTORO cav. Giu.~eppe, teuente colonnello medico, ospedale Brescia . direttore 08pedale militare Savigliano.
Nominato
I s11guenti ufficiali medici sono promossi al grado superiore con anzianità tG agosto Hll4, e con decor renza per gli assegni dal 1° settembre Hll 4. Maggiori medici promossi tenenti colonnelli medici : Scmzz1 ca.v. Pietro, ospedale Verona. - Destinato ospedale Alessandria.. TREV ISAN ca.v Eugenio, id. Padova. Continua. come contro. DE RoSA cav. Jlichele, id Caserta. - Id. id. DARRA cav. Vittorio, id. Verona. - Id. id. Capitani medici promossi maggiori medici:
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81,JBASTJ,'.NELI,r Giangiuseppe, cavalleggeri di Foggia. - Destinato osped1Lle Udine (a scelta) CASTEl,1,ANO Fedele, ospedale Bari. - Id. direzione sanità Bari. STEFANO Umbe•rto, id. Bologna. - I d. ospedale Udine. Cos·rA Em.ilio, 20 art:glieria campagna. - Id. id. Padova (a scelta). BONO Gioi·anni, ospedale Savigliano. - Contin ua come contro. Tenenti medici promossi capitani medici, con riserva di anzianità, e con d._.. correnza per gli assegni dal 1° settembre 1914 ; LOFf'REDO Alfredo, l artiglieria fortezza (costa). - Destinato 44 fanteria. MmoxE Giuseppe, 6 genio. - Id. 23 id. S1NOLn1co Gittseppe, ospedale Pndovn. - Id. 5G id. P&zz.1L1 Roberto, id. Torino. - Id. 24 id. SAU1ll Alessa11dro, id. Verona. Id. 80 id. Roirnv cav. Paolo, scuola applicazione sanita militare. - r,0ntinua come contro.
MOVIMENTI A V VENUTI NEL COBPO SANlT, E NEL PER$ . FA RMAOIWTlCO
7U/3
L eterini11azione ministeriale 20 ayosto 1914. Mono cav. Tito, mnggiore medi co, infermeria pres idii\rin Casl\le - Trasferito infermeria presidiaria Pa. via. ZoRZOLJ cav. Giovanni, id. id , ospedale Alessandr ia. - Id. id. Casale.
5ot1tloazlone.
I seguenti c Rpilani med ici sono stati dichiaraLi idonei all'avanz.amento a s celta in seguito al ris ultato favorevole riporta to negli es perimenti sost enuti in conformi t à del disposto dell'art. 9 della leg ge 8 giugno 1913, n. GO!: CAsTAf'OllA cav. Nicola, ospedale Catanza ro - ~1 E)Dt0 cav. Giot'anni, is petto rato sanità milit~re - PROCACCI Arturo, 83 fanteria - MASSAllOTTJ Giust!ppe,, le· gione carabinieri Milano - ANNINO Beniamino, ospedale Padova - RuTA Seba~tiano, 8 ber;3aglieri - CASTELLANI cav. Romeo, ospedale Alessandria
Determinazione -ministeriale 27 agosto 1914, I seguenti capitani medici sono ammess i al oorso preparatorio agli esnmi d'avanzamento ad anzianità. clai, come da circolare 362, avrà lnogo presso la scuola d' applicazione di sanità militare alla quale si presenteranno nelle ore antimeridiane del giorno 1° settembre p v .: BERNUCCt Rodolfo, R. corpo truppe coloniali Somalia (a disposizic,n e Ministero colonie) - JACONO Francesco, cavalleggeri Umberto I - Gn1xo N1 Giovanni, scuola applicazione sanit i\ milit.are - MAGLIOLI Antonio, os pedale Milano MIRAOLIA cav E·ustacc71io, 19 fanteria ANNATlATo:s;r.: cav. Carlo, collegio Roma - MARIOTTt-BtANCHr cav. Gio. Jlattista, o~pedale Roma - FRANCHI Lmgi, 2 artiglieria fortezza (costa) - RIVALTA Uoff<1ele. 11 fanteria - CA· STOLDl Ettore, 1 g enio - 0LtVAR1 cav. P.iet1·0, cavallegge ri di Vicenza - AJ, ROLD1 Luigi, 8 fanteria. - Di;: STEPHANIS cav. Giuseppe, i:a valleggeri di Tre viso - MARCONE Stefarw, 7 fante ria.
Farmaolstt milltul.
R. decrelo 9 luglio 1914. I seguenti farmacisti militari di comple mento di s• classe s ono nominati farmacisti militari effettivi di 2" clas~e con decorremm dal 1° luglio 1914 e con la des tinazione per ciascuno indicata: Roc<.: HlETTA Vittorio, direzione sanità mi l itare I corpo d'arma t a . - Q;;pt!dale militare Messina. Fo1.co dott. Libera, id id. id. I id. id. - Id. id. Milano (comauditto infermeri,\ presidiarin B erga mo).
fJeterminazione minisleriale 6 agost.> 1914. PAGNIELJ.O dott. Alfredo, farmaci s ta di 1" c lasse, farmacia central e militare. 'l'rasferito ospedale militare Napoli.
79J
MOV IMl,:NTI AVVENUTI NEL COHPO SA~IT. E NEL PER!,. l'ARMACIWTICO
R . decreto 11 giugno 1914. l'ietro, farmacista capo di 1 " classe, ospedale Caserta. - Collocato •~ riposo, per rngione d i età, con decorrenz>1. dal 19 gi ugno 1914 e nominato cnva liere nell'Ordine dei SS. Maurizio e L az1.aro.
M .\RJNI cav.
Decreto ministei·iale 4 ago.sto 1914. l'io, fa rmacista ca po il i 2• classe. - Promosso farmacista capo di L• classe, dal 1• luglio 1914. Fonn; :..ATO L eonai·do, farmacist a di 2• classe )[1c11&1.1 Teoclotico, id. 2·' id.RousA Claudio, id. 2" id. - I d. alla 1• classe dal 1• m aggio 1914. 8111. ARO Alessandro, id . 2• id. Id. a lla 1• id. dal 1° luglio 1914. C:Asl'A Ili
Uffiolali ln po1lzlone dl 1ervlzlo au1lltarlo. Il. dec ,·eto 2 aprile 1914 . Tuns 1s1 cM·. Gioi·anni Francesco , ten ente colonne llo medico, distretto Roma CottHADI ca·, . Angelo, maggior e id., id. Spoleto. - Collocati >1. riposo per nn· zianità di servizio con deco nen7.a d al 1° maggio 1914; inscritt i nella r isen·a e nominati cavA.lieri n ell'Ordine dei SS. Maurizio e L nzzRro.
Ufficiali dl rl1erva. neterininazione m_i1_iisteriale 30 luglio 1914. J seguenti utliciali medici, in ség~·;"to n cambio d i residenza, sono tntRferiti al di str etto per ognun.) indicat o : :\I ll"J11i,:1.1 cav. L 11iyi. colonuello me<tico, çlj~tretto Bologna - Distretto Sar,ile. TAttocc111 cav. Adolfo, tenente colonpell9.,medico, id. Pcl"llgia, - Id. Romn. 1'1)':ZtLLO Yicol/'J, capitano llledico. id. Bologna. - I d Roma Gm:RAH OJ Giuseppe, id. id., id. \'icenza. - I d. Bolognn. R o~st Giuseppe, id . iù., id. Roma. - Id. Spoleto.
Decreto ministeriale 2G l uglio 1914. LEù St l ,eo11c, capitano uwdico, distretto )[ilano, :n servizio osped,de Milnuo. Ricollocato in congedo dal 28 luglio U/14.
R. d,c1·eto 25 ge,maio 191 l, :;u p1·oposta ctel ministro dell'i11Lenw. Rc111Al'O:'iJ .lfal"iu, tenPnte modico, d istretto Roma. di ne della Coronn d'ltalia.
;'i;oniiuat o cavaliere nell'Clr·
U. decreto 18 tuylio 191-1.
Safrato,-~, tenente colonnello m edico, distr,·tto Modena. - Dispensato da ogni eventuRle servi zio mil itar e. per età, conservando il gmJo co11 la re!Rtiva uniforme.
1-'1m11A 1n;~1 cn.v.
llOVJMENTl AVVENUTI NEL CORPO S ANlT. E NF.L PERS. FARMACEUTICO
795
Decreto ministeriale 18 agosto 1914. Cu suANO eav, Giacomo, capitano medico, distretto P alermo. -
Chiamato in servizio
con assegni, all'ospedale Palermo, dal 12 agosto 1914.
Defunti. GIAR!>JNO Luigi,
ca pitano medico risel'Va, distretto Campagna Morto a Na pol'i, il 1° giugno 1914. RENZI Alfredo, id. id. id. Roma. Id. a Roma, il 17 luglio 1914. D' AMORE Frane-esco, tenente medico S artiglieria fortezza (costa e fortezzn( - Id. a Messina, il 28 dicembre 1908. CAVALLKRE Luigi, capitano medico riserva, distretto Saler no. - Id. a Napoli, il 12 novembre 1913. BLAS1 Giulio, id. id. id. Ancona. - Id. ad Ancona, il 6 agosto 1014.
=l1 R edatto r e EDMONDO TROMBETTA, colon.n ello medico
13i63) - Roma, 1914 -
Tip. E. Voghera.
LUIGI PALIIBRI, gerttlle
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CVa.un. - Espoauione somme.ria dell'ordinamento e funzionamento del eervizio sanitario in campagna presso l'aeercito italiano. - Roma. 1906 . L. D1 Clu.BB. - Studio sulle mediaetiniti (mediutiniti suppurative, uceuo medi.Mtinico). - Roma, 1900. Un voi. di pag. l« . • BrsTL. - Onoruatologia anatomica. Storia e oritioa del moderno linguagirio anatomico. Traduzione libera it aliana dei dottori C. Pllll/l"l'J e C. Srollu. Roma, 1884. (Edizione rara) • Le ferite cauaaù dalle armi da guerra. Sintesi della relazione sanitaria sugli eeerciti tedeeohi durante la guerra fra11CO-germanica 1870-7 1. - Roma, 1889. On volume di pag. 3j8, prezzo ridotto. • M.•.1u.rn.1.. -- Studii etorico-oritici sulla meningite cerebro-spinali, epidemica in halia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volu'm e di pag. 262 ooo 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto • 8u.IN.uu. - Le lesioni t1n11matiche dei centri nervoei. Memoria onorata del premiJ Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • Sroau e G10LU.RELLT. - La malaria in Italia. Opera onorata del l O premio al concorso Riberi. On volume con 7 grandi tavole oromolitogra8che. Roma, 1886; prezzo ridotto . • TOMKLLINI. Delle malattie •più frequentemente simulate o provocate dagli in~rritti. - Roma, 1875 . • Cus.i.m. - Guida del medico militare per le esercitazioni pratiche sul servizio ae.nitario· in campagna •
1 50 2 9 -
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JW. a - Per l'açqullto dalle opera 1opralndlcate ln,iua comml11lonl e vagli• all'Ammlnlslra:rlolt dii Glomale di medicina mllltare via XX Settembre Roma .
..J..ltt·e pHbl>licttzimii, me<Uco-,nili.tat•I.:
P'irRRARl LEtu FRA!'IOESCO, capitano medico. - Manuale di bromatologia pei medici militari. - Firenze, 1900. Un voi. in 16° di pag. 484. (Vendibile preeso l'Autore in Firenze, scuola d'applicazione di sanità militare) . . L. A. Si!:nTOLI, capitano medico libero doceme a, patologia speciaie chirurgica neiìa R. Univeraitll di Pisa. ·- Contributo allo studio dol rinofima e ricerche istologiche sui t-rapianti di cute secondo W nlfe (cotl 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile presso l' Autore, Ospedale Militare cli Livorno) . . . . . . . . . . . , , · · · · · · · · · · · • .l.ANI>oto COSTANTINO, colonnello medico. - Oftalmoecopia ed ottica oculistica. Manuale teorico-pratico. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 ta\?ole. - Napoli, stabilimento tipografico F ..rrante, 1905. (Vendibile preeeo l'Autore. Roma, via Principe Amedeo 47) . . . . . . . . . . . . . . . . ,, MANGIANTI Ezio, colonnello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella val.le del Po (1889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustrazioni, premiati con diploma d'onore ali' Esposizione inte rnazionale di :!\filano 1906. (Vendibile presso l'Autore, direzione sanità militare) . . . . . . • lD. m. - Esercito e tubercolosi. (Notizie. - Profilaaei attuale. Età della chiam11.ta. - Fe rma biennale. Abbaaaamento della statura). Relazione al congresso nazionc,.le d'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) . . . • El 4 t.IN .i.tu SALVATORE, m ..ggiore medico. ·- L'anatomia e la chirurgia operatoria della. man1ibola e delle parti molli che la rivestono. - Napoli. 1906. Un ~ol. •n ij• di pa!(. 130, con 58 figure inte rcalate nel testo. (Vendibile preaao lt> 1 Anto~e, Cors? Vit_torio Em_anu?l_o ~86. Nap_o li) . . . . . . • · dm. - 1:a chtrurg1a delle v10 b1har 1. l\Iomor1a onorata d1 un attestato d1 lode ella Società medico-chirurgica di Bolorua. - Bolog na, 1903. Un voi. in 16° di 8 pag. 198, (Vendibilé preSBo l' Autoré, Corso Vittorio Emanuélé 386, Napoli). 1 -'N1:t7cm STEFANO, maggiore medico, libero docente di oftalmologia e di olim~a. oculistica nella Regia Università di Torino. Studio scientifico pratico eui traumatillmi oculari. Voi. di 241! pagine con 16 tavole contenenti 63 mi~ofotogra.6.e e con prefazione del professor C. REYMOND, direttore della Regia clinica oculistica di T orino. - Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendibile presRo lf\ tipografì a E nr1co · V og h era, v ·ia P o 3 , Rorna . . . . . . . • R. R n 1iru:i:A, c~p!tano modico. - Malattie professionali od infort uni del lavoro p e a vita c 1 v1le e nella vita militari'. Rocca 8. C e.sciano 1908. (Vendibile o48~ 1 l'autore. 11 ° reggi mento fanwria, F orll). . . . . . . . . . • n:TRo, tenente m odico. - La chirurgia coneervatrice nei euoi rapporti. 0 1 traum9:tologia e la legge concernente gli infortuni sul lavoro. Tra~ '.egisl 1 . e11&goe, _clinica in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale e alla (Ve :~~?ne eoc1ale italiana. - Roma. 1901. Società editrice Dante Alighieri. n 1 ile presso l'autore, via XX Settembre 89 p . 1°, Roma) . • . . •
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G I ORNALE DI
MEDI CI NA Nl lL I TAR E Oir-ezlone e Ammlnlstraz: Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
CONDIZIONI DI ABBONAMENTO. 1• Il Giornale di medicina milirare !li pubblica J'ullimo giorno di ciascun mese in fascicoli di & fogli di stampa. 2• .L'abbonamento è annuo e decorre dal 1° p;eanaio. 3° 11 prezzo dell'abbonamento è: Per I' )lalia e la C, ,lo111a Eritrea . • L. 1 2, Per l'Estero . . . . . . » l fi, . . » t 25 Un fal:<c1colo ,separ1.1to costa i· in •llalia E ' a 11 stero > I ,50 . ·--;:;., .. li supplemt'nto contenente l'Annuario l in llalia > 2,:.0 del cor,,o sanitario militare costa . ? all'Estero. :. 2,"':'>
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./<,;~:/>, r ~i/t;'k~11ameolo non disdetto prima del l' dicembre s'inLen<le rrnnovato ' e~"l'at'r~; i ~cess1vo.
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M .abbonali militari m effettività di ~er vizio pos~ono pa~are l'ime,J!'ìi ·6,:l~nt<, per mezzo dei 1·1spetlivi co mandanti di cor po (anche
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·.. ~d~lt.fflçia ll medici (dell'E~c rc1to e della Marina) è ammesso un. ·• · • bbo1Ìal)~it0','1011~tho al Giornale di medicina mrlilare ed agli A nnaU di ·:, ;;. ·,me<.lici'rl/; nai;a/A '!J .~o1oniale al pl'ezzo ,ti L. 18 annue. Per ottener e tale abbo. , namentò gli t1bbònat.l. del giornale di mPdicina militare devono far per venire <. dii'éttamellte· L•. if ltll'amministraziooe de g-li Armali (pre,.so il ministero della Marilie) . · . ~· . ' . · :-;,i ·AA llbr ai'·si:·fa lo sconto del 10 •,0 , ma soltanto per gli Hbbonamenti delle peri;,one~-e 9eg1i.- en1i non militari, che oon po$sono fruire della facilitazione di cui al n. & o' 6. 8° Le spese per g-li estratti e quelle per le tavole litografic he, fotografiche, ecc., che accompagnass ero le memorie, sono a carico degli autori. go Gli autori delle memorie potranno averne gli estraiti facendone r ichie~ta 1dl'atto tlell'invio de lle bozze corrette. Gli e strali i t'ono di due 1ipi : T rPo À.. - Co11 copertina in bianco, senza frontespizio, e colla impagina, tura e numerazione del fascicolo. TJPO B. - Con cope~tina stampata, frontespizio, impag-inatura e numerazione speciale Il prezzo é re~olalo dalle "eg-uente tariffa :
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GIORNALE l)[
MEDI.C INA MJLI11 AR,E Pubblicato dall ' Ispettorato di Sanità militare Giornale di medicina milltaro , 1861-1884 Glornal• m~lco del Regio Eaerolto • d ella Re1ia Marina : Glornal• medico dal Reaio Esarcllo: 1806·1G07
ANNO LXIl - 1914
FASCICOLO
X
31 ÙTTOB R &
SOMMARIO H •:KO R I •: OR I G I !W A I, I ,
funaioli. -
1! criminaloide nell'esercito . . . .
Pag.
197
RICERCHE CU NICHE E DI LABORATORIO. Zanuttlnl. -
llre,·ì note e ricerche riguardanti il segno dì Babinskì e quello di OppPohe1m
8!1
RIVI STA Slt,TETICA.
Spadaro. - Le moderne conoscenze sui leucociti a contenuto grassoso considerati come elementi sernloloS(ìCI. . • . • . . . . . . . . . . . . . .
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alYIIIITA DI C,;IOR~Al,I IT ,U,l..\~I Elt E8TERI .
( \I. l' hld fce nell ' i11/et·uo della cnperli11a)
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DTR EZTONE E O AMMINISTRAZIONE
ltOMA • Palaao del Ministero della Guerra. Via XX Settembre• ROMA
Ylzl0 Per le Inserzioni di pubblicità rivolgersi direttamente ali' Ufficio delegato a tale ..,.. - Roma, Corso Umberto I, n. 117 - Telefono 1106.
INDICE DELLA RI VJS'l'A DI GI0RNALI l'l'ALJANI ED ESTERI
1l1 V1STA DELLA STAMPA MEOICO-Mll,ITA RE f:STEBA
l'ao ~10
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RIVISTA MEDICA. Mofllt. - La ruazione della milza con particolare riguarrlo all'emolisi ed all'anewia emolitir" Hawes. -
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Studio su alcun i rumori estrnpulmona r1 che 1,os:-:ono S1'11erare errore oell:1 cha-
µ no:-1 eh tubercolosi ,,olmonare Elnhorn. - La d 1a.jl:no..;ì e la cura dell'uker:1 gaslrlc:'l dt11Jrlcn:ile
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RIV ISTA DI NEVROl'Al'OI.OGIA. Vidonl e Tanfanl. -
Ricerche e1113to/o~lche 11cll't>pìl":,;sia •
8S.1
1111' 15T.I DI ClllRCHGI A Ili GUEnRA.
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Volkmann . - Kr1egschirurJ!!ische Er fa.lirungen utwr Pfei ltt nls. Wurrgescliosse Verner. - Gunm,~chwamml-.omrrt!:i:-ionen ge:,:en Scliu s~blotun ~e11. Craser e Klrach1er.. - Eioige \\lchllRe Gr 11n ri:i.:1 Lzti 1.ur B,·trnodl nng Srhusswuoden Sch;.inwertcl1•wuodverl1:1ncl b"'I St•11uss- Fraklurcu Kr eeke. - Die erst.en krie~SHtrletzungco im re..;en •el:11.a retl n in Mun~twn .
Putzu. -
IUVISTA DI CHIRUnGI.\ (;i,:1-1rn.\l.l':. La torsione 1lrl tordo.1e spPrmalico
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IIIVISTA DI MALATTIE VEl'iER~E E IJR LLA PELLE.
La reaz!one cli Aht.1er haldt10n nPl1r mal:.llio mt" nlali ,:. nen os~. RIVISTA 01 TERAPIWTICA. Falli e ragionamenti m terapia • fantapplè. - Sul vnlor~ tel'ap,mlico flell'io1lio allo tropico Verney. -
HlV(STA OinLlot;RHI CA. L!pliawsky o Lungwltz. - Il ra~lo e le sue ap111,eazioni terapeu;iche Sutherland. - Tratt:ito rio <lietellc• S111t1 i di medicina trop1calf'
1166 867 S6ll
VAl11E1'A. Mon umc--n to grero-roornno dedicato nd Esculapro e~ii tf'nte nel museo di Homs (TripoHLn11inJ
Consiglio. - Me1l1ci11a 111ilil.lre etl eduraziono tl;ica .
S69 e;o
1,0 .\fE11 Ei'>ZI': SCIENTIFICHls IJEGLI OSPEDA l.1 ~!ILITAHI
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MOVIMENTI A\'\'t:NUTI NEL CORPO SANITAHIU F. NEI. PIWSONAI.E F.rnM ~CP.UTI CU
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Pubblicazioni' vendibili presso I' Amministraz. del 11 Giornale di medicina militare 11 Sull'azione degli attuali fucili da guerra e speciiùmente dol fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 15 tav. di fotogr..fte e radiogra.fie riprodotte in fototipogrofia ).-Roms, 1903. {Vendibile pr-o la Tip. Voghera) L. , Io. ID, - Le oporszio ni più frequenti nella chirurgi!> di guerra con 112 6gure intercolste noi testo. - Firenze 1898. (Vendibile p resso la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . • 8 Amropomùrla militar.. - Risultat-i ottenuti dallo e,poglio dei fogli eanit&ri delle ol"""i 1869-1863; due volumi in 4° con atl1Lnte: Voi. 1 (Doti antropologici ed etnologici) con Atlante della googra6a &D · tropologica dell'Italia. - Roma, 1806 • 18 Voi. Il (Dati demografici e biologici). - '.Roma, 1905 . , . • 6 BA.norno e S1tonz,., - Compendio di chirurgia di guerra compilato eulla storia 1oedioo-chirurgic" dello guerra di secessione d'America. Roma, 1888 • volumi, pr<nzo ridotto 5 60
h<BRIAOO PIETRO, t enen te generale modico. -
MEMORIE ORIGINALI GA13llSET'l'O DI MEDICINA LEGALE DELLA R. CJmYERSITA DI Ro~IA Dm1::rro DAL l'ROP, s. OTTOL'EXCHI
IL CRIMINALOIDE Ulteriore contributo alle osservazioni sui caratteri antropo-psicologici dei militari delinquenti Autoriassunto del Dott. G. Funaioli, capitano medico
~el lavoro intitola lo : « Contributo alle osservazioni dei carat teri antropo-psicologici dei militari elelinquenti con speciale riguarùo nl reo occasionnle » (lavoro comparso nel Gi01·nale di medicina ntilitare 1911-1912), pubblicai le indagini da me fatte e i risultati ottenu ti circa i carntteri morfologici e funzionali di 18 militari delinquenti d'occasione, dei quali segnali in modo speciale la biologia, contrapponendo loro, a scopo di maggior rilievo, quella di tre delinqnenti da causa endogena. Nel presente lavoro, che q ui riassumo u n po' estesament~, mi propongo la trattazione più ampia della morfologia e della funzionalità dei delinquenti endogeni, basandola sul complesso dei dati raccolti su nov~ individui di cattivtL condotta, meridionali di nascita, detenuti iu un luogo militare di pena, individui che esaminai nel 1910 cogli stessi metodi d'indagine morfologica, antropometrica, funzionale e psichica, cui a,evo sottoposto gli occasionali e che sono da vario tempo eliminati dal servizio. I soggetti sono classificati coi numeri 22 fino a 30 incluso, p erchò . continuano la serie dei 21 militari già in precedenza studiati\ .:,l lavoro sopraci tato. Sulla base dei da.ti obiettivi e ana.mnestici delle singole e dettagliate storie individuali, rilevasi che si è d1 frnnte a soggetti aventi fisonomia clinica c0mune : in essi la frequenza notevole di eredità si riallaccia a spiccate note di abnormità morfologica e di anomala fun zionalità psichica, che culmina nei reati borghesi precoci e recidi,i e manifesiatisi sollecitamente anche durante la vita militare, sia nelle (1) D1:l lavoro è stata fatto comunicazione allo Società d i i\Ieè.icina legale d i R oma il 14 luglio 1014,
a~ - Giornale di medi;i11a millta,·e -
Fase. X.
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IL C RBII XA LO W E .'\E l,L'ESl!RC ITO
numerose m a ncanze disciplinari commesse nel reggimento, sia nel reati militari e nei loro futili motivi, sia in ulteriori squilibri di condotta. verific1t.tisi anche nel luogo militare di pena, squilibri che misero sempre meglio in evidenza il carattere morboso dei rei: quindi, diii punto di vista dell'identificazione specifica., il loro posto è certo nel gruppo dei delinquenti da causa endogenn, e precisamen te nella calegoria dei criminaloidi. O ssK B V AZIONI. Rispetto ai dati concernenti le osservazioni morfologiuhe, risulta che il 65.5 p. 100 dei rei posseggono tipo cranicofaoia.le abw,r me (11 piil spesso misto, cioè a ntieuritmico-inferiore), e che trl\ i caratteri murfologiui abnormi primeggiano i caratteri di eccessiva dimeusioue, di spropurztone, di asimmetria, mentre compaiono in minori proporzioni i ca.rnLteri ui forma. deviata: in alta proporzione (55.4 p. 100) manifest11si nei t1ogget,t1 il ta,tnaggio, sovente osceno e multiplo. In relazioue a1 priu<0ipali dati antropometrici, emerge che l'indice cefalico-medio e 79.61, uhe l'indice della grande a pertura delle braccia è 101.58, ,·be l'i11d1Ce antibrachiale è 76.00 che l'indice tì bio-femorale è 83.13. R iguardo ai caratteri funzional i, è presente l'ambidest rismo iu 22.2 p. 100 e il rua11cm1smo motorio manuale in 11.1 p. 100; la sensib1litit c u1 a ue11. è 1<ss11i attutita. in G5.5 p. 100, ed è attenuata in 44.4 p. lt JO, l'a.,·uità visiva centrale è ridotta in 33.3 p. 100, i rifles; i sono mol10 vivHci in 11.1 p. 100. P er ciò cbe riguarda i loro caratteri psicologici all'infuori dei reati, desumesi : a ) le varie attitudini della sfera intellettiva sono normali, se si eccettua il sub paranot lismo evidente in 33.1 p. 1()0 e l'eccessivo umo· riamo apprezzabile 10 22.2 p. 100 ; b) nel campo d'11zione la vobntà è difettosa in 77.7 p. 100; e ) nel caru po sentimentale il sentimento dellla propria persona· liti\. è esagerato iu 30.:::! p.100, l'eccitabilità è ben manifesta in 44.4 p. 100, l'affetti vitÌI per i comp11gui d'arme è scarsa. n el 60.5 p. 100, mentre l'affetti vità per i parenti appare discretomente conservata; il sentimento sessuale si e ri velato iutenso in <ì6.6 p. 1001 il sentimento m orale (desunto sia dalla condotta, sill dalle rispostte ai testi morali) è stato sempre nei rei assai difettoso. E rig uardo ai reati commessi nella vita militare e ai loro connotati 1isicologioi risulta: a ) i reati furono d'indole unicamente militare, rivolti in un terzo clei casi contro ufficiali;
1L ORIM1NAL0lDE NELL' ESF.R01TO
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b) la. causa dei reati è costit,uita (in 44.4 p. 100) dal fatt o di non essere stati riconosciuti ammalati, in 33 p. 100 dei casi da libazioni non eccessivamente copiose, in 11.1 p. 100 da eccitamento passionale; e) i reati si accompagnarono a grave e ben constatata sovreccitazione psichica. e furono sèguìti da. uno stato di apatia per la riportata condanna. : si verifìca,rono in 44.4 p. 100 dei soggetti nel 1° anno di servizio e in 65.5 p. 100 nel 2° anno: ebbero luogo poi in 22.2 p. 100 in ~ennaio-febbraio e in 33.3 p. 100 in luglio-agosto. In rapporto ai dati anamnestici, risult;a che l'eredità epilettica compare in 33.2 p. 100 mentre l'eredità alcoolica. compare in 22.1 p. 100. Circa l'anamnesi persona.le remota, si deve rilevare la frequente scorrettezza nel contegno famigliare, il disamore spiccato al lavoro, la precocita di pubertà, il frequente soggiorno in case di correzione: inoltre i soggetti prima. della leva erano incorsi in reati fatti uel 77 7 p. 100 prima del 18° anno e di cui si segnalò la recidiva in pro• porzione di 88.8 p. 100; l'alcool figura, quale ca.usa di delitto, in proporzione di 30.1 p. 100. Circa l'anamnesi personale prossima (costituita dalle notizie rnerent i alla vita militare) emerge: a ) le mancanze disciplinari, fatte al reggimento e represse con pri!,!ioni, consisterono prevalentemente in poca subordinazione, in ritardo al ritorno in quartiere, in litigi, o percosse a commilitoni, meno sovente in deterioramento di oggetti militari, in incuria. di corredo; le mancanze fnrono più numerose nelle stagioni estreme, meno numemse in queJle intermedie e si verificarono il primo anno in 77.8 p.100, il st'conrio anno di servizio in 44.8 p. 100: i recidivi in mancanze furono 88. 7 p. 100; b) i reati di gran lunga più frequenti sono stati quelli di rifiuto d'obbedienza con inl'ubordinazioni, meno frequenti quelli d'insubordinazioni semplici o di semplice diserzione; e) le mancanze disciplinari continuarono pure nel luogo militare di pena., presentandosi con frequenza maggiore le mancanze per per cosse a. condetenuti, per contegno scorretto ver s~ graduati di truppa, pn disamore al lavoro ed es!lendo meno frequenti le mancanze per schiamazzi eccessivi nei dormitorii : in 12 p. 100 dei ca.si si rinnovò anche il reato, mentre la condotta. fu qualificata cattiva in 66.6 p. 100 e mediocre in 33.3 p. 100.
CossID1tBAZt0N1. - Le osservazioni innanzi fatte sui militari delinquenti sono feconde di interessanti considerazioni per l'antropologia criminale, poichè contribuiscono a rischiarare sotto vari aspetti il pro-
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IL CRIMINALOIDE NELL'ESERCITO
blema della. criminalità in genere: comincerò ]e mie riflessioni dall'esame dei rapporti fra. ereclillì e delinquenza crilllinaloide. Virgilio, che aveva. constatato la grn.nde frequenza delle malattie meut111i e fisiche nei delinquenti, sostcnuo fino dal 1874 la. natura. morbosa del delitto; i suoi studi, orient.ati a. un fine di alto interesse biologico, proseguirono anche per opera. di molti altri autori, sicch~ si venne a mettere in evidenza e a. confermare l'importanza dell'elemento eredita.rio-morboso nelle genesi della criminalità. Lom broso, il quale già sino dal 1872 aveva intuito i rapport.i fra aberrazione pazzesca e crimi nale da lui espressi nella formula e essere !"nomo delinquente più patologico dell'alienato:. non solo accolse le osserv11zioni etiologiche di Virgilio, ma le estese e le confortò con osservazioni proprie, fatte ulteriormente fra i carcerati, osservazioni di cui si valse per st.1bilire, insit'lme ad altri cnratteri, l'affinità della delinquenza congenita coll'epilessia. Per nitro, se l 'infl uenza del fattore ereditario è da tutti gli autori ammessa perchè suffragata d a copiosi dati statistici nonchè da fatti di esperienza giornaliern, sono assai sensibili le differenze nella va· lutazioue statistica dell'ereditarietà, quale coefficiente di renti; si ripete cioè a proposito della delinquenza, quanto si verifica per la valutazione statistica delle psicopatie, che è differeute da alienista. ad alienist,1, sebbene ogQ;i. specie per opera di Morselli, di Tauzi, di De- Sanctis, si tenda a circoscriverne il valore in confini meno ampi. Rispetto all'influenza dell'ereditarieta sulla delinquenzR si hanno, fra gli altr i, i dati interessanti di }\[arro, che trovò ereditn. in 32.1 p. 100 dei criminali in genere, e solo in 16.1 p. 100 dei normali. OtLolenghi, per venire a un autore recente, afferma di avere riu.-e· nuto eredità nei due terzi circa dei delinquenti, studiati nel periodo di 25 anni Le mie indagini persona.li, che h,rnno valore per essere le notizie sull'ereditarietà state attinte a fonte ufficia.le. tendono a dare importnnza apprezzabile al coefficiente ereditario, che emerge nelle proporzio11i com plessi ve di 56.3 p. 100 vale a dire in una quota che si av,iciua. a quella di Ottolenghi; questa alta quot11. di ereditarietà, che fa contrasto con quella esigua (11.l p. 100) da me rinvenuta. nei rei occasionali, può mettere sulla via per il giusto gindizio circa l'indole della delinquenza.. Se, rilevata l'influenza ereditnria complessiva nella spinta del crimine, si passa a considerare le forme di ererlitÌl, risulta ehe nell11 mia statistica non figura l'ereditò. similare; figura. invece (ciò che suole avvenire più di consueto) la. dissimilare nelle due varietà di eredità
1
IL CR l~tl1"'t.. T.01Dll: XEl,L 1!':SETWIT0
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epi.lettic.i e di eredità alcoolica, co mparendo la prima in p roporzione di 33.2 p . 100 e la seconda in pr<.>porzione cli 22. l p. lUO. In altre statistiche (ad esempio in una del P enta) predomina il coefficiente alcoolico 27 p.1001 su quel io nenro-psicopat.ico ~:22.7 p.100). Virg ilio ave,a t rornto l'ere<li1à a lcooli<'a in ragione di 2!.7 p. 100, la qual c ifra si avvicina a quella fissata nella mia. star,i,,tica. La presenza dfll fattore epilettico ed alcoolic·o nell'ana iu 1wsi deTÌ\·a.ti,a. dei crim inali in istudio è di alto significato biologico: è noto che L ombroso ha sostenuto con calore la genesi epilettica del delitto in qnanto l'epi lessia è causa mor bosa particolarrut'llte adatta a ledere la t essitura e la funzion e dei centri nervosi più evoluti; è ahresi 11oto come l'alcooliHmo dei genitori sia causa nou meno po~e11te della opilessia per indurre nella d iscendenza fenomeni di p ert urbazione nei rapporti dei centri associatiYi cerebrali, da cui dipendonn l'iutellettualità. e la morali tà.; quindi l'elei:ata percentuale cli ereclitiì e la naturci qualitatiui di essa /'orni.~cono gli elenH•nti pr,r presitmere nelltt di.,i:endenza condizioni di i11ferioritìt 01·r;anica. V1c ~::rni,; BIOGRAFICHE PR1'CEDlrnTI l.A COSCl!IZIOSE E DF:LIXQUE;,;z.-1. C IU-
Il campo anamnestico, che comprende il periodo della infauzia e della f'anc1ullezza colla prima. g io\·inezza, offre a studiare mol t i dati che prospettano la personalit~~ indi,iduale : è nella famigli a , nella scuola, nell'ambiente sociale che questi dati emergono, essendo tali orga.nizza?.ioni collettive buone palestre pAr fare esternare in una direzione anzichè in un'altra l'elemento psichico. La vita in famiglia è un complesso di suggestioni, che, fondendosi con le condizioni organiche dei figli, ne determinano i l carattere morale, dal che si possono trarre indizi circa il l oro comportamento sociale avvenire. Nella. scuola si rileva (oltrechè la potenzialità intellettiva) anche la capacità di esternare in maggior copia sentimenti di simpatia da parte <lei suoi frequentatori, capaci tà che megli o si delinea e si conferma in un ambiente più g rande di quello scolastico, nell'ambiente cioè socia le. In ciascuno, dunque, di questi speciali aggregati umani, sono stimoli atti ad influenzare l'una piuttosto che l'altra faccia del poliedrism o della psiche e e.li obi ettivarne le estrinsecazioni funzionali. Se dal complesso delle indicazioni biografi che, attinte alle tre anzidette fonti di sperimentalismo del temperamento e <ld carattere individuale, noi ci lasciamo guidare, si rileveran no fenomeni i mportanti nell' anamnesi dei criminali e tali da servire d i addentellaLo per 1,L coro p r t1nsione delle l oro ulter ior i fasi di vita. :UD,'AL OlDE, -
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IL CRIMINALOIDE ::-IELL ESERCITO
Qoal'è stato il contegno in famiglia dei nostri soggetti? TI contegno risulta in massi ma scorretto; è presente poi grande inquietudine, facile irascibilità verso fratelli e sorelle, capricciosità, frequente abbandono della casa : tali sono i contrassegni particolari della. vita domestica dei più dei soggetti in istudio. Quale fu poi la condotta loro in iscuola e nell'ambiente sociale? Non difettò, in complesso l'intelligenza, '.ma essa fu deviata, donde le frequenti evasioni di scuola, donde la scarsa ei ostinata voglia di n on attendere agli studi e il nessun rispetto verso i maestri , ciò che contribui a far collocare qualche individuo in casa di correzione: tale deviazione psichica sì manifestò anche nella. condotta sociale, contrassl'gnata non solo da atti di scorrette7,za (quali p08SOno i u terpretarsi gli eccessi nel vino, nei piaceri venerei e nel fumo) ma da atti più gravi di continuata avversione al lavoro regolare, anzi di oziosità. costituenti il substrato d i manifesta.zioni criminose. Quali sono state poi le maoifostazioni criminose? I reati d'impulsivitiì. prevalser<1 di gran lunga su quelli contro la proprietà. È acquisito all'antropologia criminale, che i reati tipici dei mino· renni delinquenti sono il furto. il vagabondaggio, ta mendicità; però gli studi di Albane!, di Garnier. ece. hanno pur rilevato che non sono rari uei minorenni anche i deli tti di violenza, sovente occasionati da eccitamento alcoolico: il predominio 11ei risultati delle mie o,servazioni dei rei d' imp3to dà ragione ai reperti degli autori citati, ciò c]1e dipende, oltrechò dal fattore alcoolico presente in 30.l p. 100 anche dal tempera.mento etnico degli individui, nativi (come ho detto) dell' Italia meridionale. I reati sono dunque prevalentemente contro lo autorità e contro le persone, che (a giudicare almeno dal breve periodo di pena, nonche dal racconto individuale), sembra non rivesta.no speciale gravità: quindi essi sono tal i da non poter autorizzare da soli una d iaguosi dal punto d i vista antropo-psicologico. Accanto ai reati d'impelo si notano, in proporzioni assai minori, quelli contro la proprietà, rappresentati dall'appropriazione iudeùi ta e dal furto qualificato : l'appropriazione indebita non ha in sè grande valore psicologico, potendo essa essere commessa per vero bisogno e potendo, in determinate circostam:e trovare la spiegazione: invece il furto qualificato ba significato hiologico ben differente, poich~ rivelR nel suo autore doti cli calcolo, d i avvedutezza, di rapidità. esecnti,a. che attestano attitudini special i già plasmate nell'organismo. Si trova pure i n esigue vroporzioni qualche reato di falsità. consislente nell'alterazione, per altrui suggestione. delle giornate di la-
0
Il, CHJMJNAI.OlDE ~ELL E .;EHCITO
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voro a scopo di lucro. I reati di falso rivelano scarso sentimento di moralità, ma possono esser comm essi ,la rei d i varia specie ; quindi il reato di falso, consideralo in sè. uon dit elPmenti esaurienti per il giudizio di natura delinquenzial e, S i riscontra infine, anche il reat,, d'incendio ; nel caso specifico, ò un incendio <li ma,:seri%ie della casa com nnale. commesso in occasion e di sciopero ecl isp irato 1a quanto risulta) da suggestione altrui. Il reato d'incend io è f'er Lo un reato grave. potendo e5sere uno dei rea t i anarchici o uno dei reati pazzeschi; è sempre un reato a base di apprezzaùi le d isord ine etico 1 ma puù es,;ere pure perpetrato dA. un reo a caratteri n on gravi . Dati ulteriori sulla capacità. a deliuquere llei sog0;e.Ui, dati che offrono sempre pi1'i la presunzione sulla natura delle tendenze crimiuose. s i riferiscono alla precocità e alla reciù i,a criminale : uel 77.7 p. 100 dei casi , il rento Yenne comme;;so prima del 18'' anno e in 22.2 p. HJO fra. il l R, e il :20~ anno. t1neste l'ifre, d'accordo con l'alta. per centuale di recidiva totale (~8.S p . 100) d im ostrano una saldezza. di tendenze organiche ab1wrmi; e percic\ sebbene i reat i non sieno i11 comple,;so salienti per la. natnra, pure il loro precoce 111anifestarsi e la reci diva fann o presumere di es:-:ere cli fronte a rei di pericolosità. molto probabile. In 1·ia.ç111mto, i cm·alferi psirologici dei so1JUetfi in ('.~r,me, eme1·ge11fi dagli alti di lo,· rilH, indipendenti d11i l'eali, cli111ostn1110 in e.~si frritaòil itù di temp<>1·11111e11to e d i.~one.,/ù rli r·arnttere ; tale di.~onest,ì, erl i,- · rita bilitù a.,.~11 mono maggior<' ·"ì(J11 i(irnl1J a co11tatto cl<'i w r ofle1·i cfr,i loM 1·eci ti b01·9lrnsi, 1·ia(/'e1·mm1ti oscillozio11i del .lii-elln senti11ie11tale. atte-
nuamento del M'nfil,iento etico, labilitì, del pnler,, ero/11tiro : p er il che, i r er1ti, rari, J}<'I' i11rfole, precoci 1, 1·Pàcliri in ,,,assima. appnio110 gli egpo-
nenti natw·ali di una costituzione lll'{Janiai modificata. }r[onroLom.c1. r,; DEr,JNQn:xzA CR D!l:S-AJ.OIDE. - De G iovanni afferma che nella. '>peciale morfologia degli organism i ris iede la ragione della loro speciale morbosità; ne segno la necessità delle i ndagini somatiche per sor prendere le e,entuali forme anomale, che l'osservrt zione clinica ha riconosciuto essere in rapporto con determinati stati p sicopatologici. In Italia, lo studio morfologico, applicato a. r icerche di psicologia criminale, fu iniziato da L ombroso e scuola. Ottolenghi ha il merito di aYer precisatCl il metodo clescri tfrrn , che B e rtillou aveva applicato a. funzioni di puro segnalamento. e di a,·erlo esteso allo studio del reo ed anc:l1e dell'nomo normale; tale
804
IL Cl1Dl1NAL0IDE NEI,T.'ESEl1CITO
metodo, di <mi egli ha sintetizzato le norme nella recenti~sima sezione ~ccouda (i criminali1 del trat,tato di psichiatria forenfie, è partico larmente anat,to a scoprire j caratteri abnormi del processo formativo organico, caratteri che sono un'eccez ione alle leggi, esprimenti la media rlei fatti d i ordine anatomico. Il processo fonnittivo soggiace, come è noto, all' impero di determinate leggi, regolanti lo sv iluppo ontogenetico, in modo da fare dell'organismo un tutto arn1onico1 coordinato a determinate fun zioni; se il proces,o format ivo subisce deviazioni, si otterranno forme indi,i tlnali atipiche, ,arie per g rado, per frequen za, per natura (Moraelli): da semplici atipie o ,ariazioni (come lo stesso A. si esprime), si proc11de al le emiterie e poi alle mostruosità, che rappresentano vizi complessi cl i organizzazione. Le emiterie lta1100 importanza 5peciale dal punto di vista criminologico, comprendendo caratteri abnormi di dimensione, d i forma. rli simmetria, di direzione, di proporzione, eco., di cui si in tesse, in varie proporzioni, lo scheletro del reo. A. seconda della prev11,lenza. di alcuni caratteri sn altri , riscontrali nella t esta dei delinquenti, Ottolenghi ba, qualche anno fa, distimo alcune varietà di tipi antropologici, di cui ricorderò i più importanti dal m io punto di vista: a ) il ti po oranico-faoiale comune, oa.ratterizzato da.Ila. manca.uza di caratteri spiccati anomali; b) il tipo regressivo inferiore, in cui predominano forme a significato atavistico (poliedrismo cranioo-faoiale, submiorocefalia. frontalf:I, prognatismo, er.c.); e) il tipo asimmetrico, rappresentato da asimmetria generali e parziali; cl ) il tipo antieuritmico, il cui carattere prevalente 0onsiste nella sproporzione delle diverse parti della testa o del corpo e nella presenza di dimensioni estreme per eccesso o per difetto; e) il tipo negroide, di cui sono espressione sintomatica. il prognatismo, il g1"0srn spessore d ello 111.bbra, il naso a radice sch iacciata., ecc.: il tipo misto, qualificato dalla presenza di vari caratteri riferentisi a diversi tipi. In questi ed altri tipi ant.ropologici, dall' Ottolenghi descritti. si condensano i caratteri anomali cranico-faciali più emerge nti dei rei. talohè l'antropologo vi riscontr a la loro fìsonomia morfologica.: perciò vari studiosi se ne souo servit.i per i rilievi somatici. Ascarelli, volendo stud iare da questo punto di vista g li omicidi, si servi de l metodo Ottolenghi. ed ebbe, quale risultato deg li ;;tadi. la
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lL C'H IMIX .\LOlU I-: XELL.ESER CITO
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prevalenza nei rei omicidi dei caratLeri del tipo cranico-faciale antienritmico e asimmetrico. Io, che nel 1~10 m i valsi, oltrechè del metoùo anzidetto, anche d i quel lo S erg i per lo studio dei carat tcri di trenta craui: dell a ".:iiorgne » di R oma . rilevai che in que.sti crani, spettaut.i a suicidi o a deli11quenti, predominaYano <:onnotati del titJO ·antieuriimico, dell'a,-imet rico. del!' inferiore. · .A.nselmi, nelle indagini morfolùgiche. compiute col metodo Ottolenghi sopra L)O al u1rni delle scuole elemen tari d i lloma, trnvò un'alta percentua,le dei 0aratteri ciel tipo antienritruieo negli inJisciplinati . .l!~merge, d unque, da queste indagini sistematiche il valore de lle anomalie soma! id.1e nei rei in g enere. Al risnlLato dell e ricerche, fatLe dai precedenti autori, posso aggim1gere il risul tato d i quelle dfL me compiute sui criminaloidi : i;i constata sempre più il valore dei caratteri abnormi, perche in 5u.o p. l (JO dei rei figura il tipo cranico- fac iale molto abnorme, nippresentalo, il più sovente. da connotati del t i po m isto e ddJ"an tieuritmico. Se poi il tipo antropologico mett esi in relazione con l' eredi tà ind ividuale, il fatto culmi nante e caratteri zzato dalla presenza del tipo misto (inferiore-antieuritmico) nel soggetto cl a me s1>gnato col n . 22 (che è gra\·ato da eredità epilettica). dalla presenza del tipo misto nel n. 24 con eredità alcoolica paterna. la p resenza del t i po antieuritmico nei sogg etti 23 -2!) con ered ità istero-epilettica : perciò, in un determinato numero dei casi. il fattore ereditario si palesa con la reali zzazione nella discendenza di una deviazione dei processi morfologici. da cui sorgono atipie di -ario grado e significa to. In sintesi n'/,e,;asi, con l' i1ulayi11e moi'(ologica metodica, ima p ercen · tuale piuttosto elewta di tipi CMnio-(aciali anomali nei rei endogeni con caratteri del tipo misto e tlell' antieiirifmico puro, caratteri che costituiscono uno degli argomen ti per l'interpretazione del significato biologico della delinquenza (Carrara). Gli antropologi non hanno t rascurate di portare l'ossenazione anche sni rapporti tli sviluppo dei vari segmenti del corpo dei rei in confronto dei rapporti antropo metrici ritenut i normali. Dall'esame delle misure prese sui rei si hanno i segnenti risultati, ut.ilizz a ndo misure ed indici di maggi.or v alore. L' indi0e della grande apertura delle bracci.a dà qualche risul tato posi tivo, misurando esso 101.58 rispetto ,~ statura uguale a 100.00. Nei r e i o ccasionali da m e st udiati, si e vedu to che l'indice della. gnmde ANTROPOMETHTA i,: DF.LIXQUENZA Cfl !MlKALOJDE. -
li, CIU .ltl):AI,OIDE 1'1::t, I}r::Sl!:IICJTO
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apertura delle braccia era in complesso 100.6: raragonando le due misure, risulta che i r ei occasionali presentano minore sproporzione rispeUo ai rei endogeni. Lacassagne ha avuto il merito di dare import.anza all'indice della grande apertura, ran1isa ndovi una struttura pitecoide, e i suoi studi sono stati confer mati specie ,la j\farro, Ribaudo, Rossi; anche le mie osservazioni port.ano un ulteriore contribu to di conferma, nel senso che a maggiore degenerazione org,inir a corrispondo una maggiore sproporzione fra le mag~iori misure personali. Nell'ind ice cefalico trovasi a ltro elemento abnorme, essendo l' indice in d isarmonia con ri.uelli etnici : è noto, infatti, come nella Canipanù,, nella Sicilia e in Sardegna, a!Je qua.li regioni. spettano i rei. preclomini l:L rlolico-cefolia; invece l'ind ice cefalico complessivo dri rei è proprio del grujipO mesaticefolo (7!1.lil) con tendenza s piccata fil brachicefalo ; s'innrte cioè rispetto al!' in rlice cefalico-rpgionale: e souu sopra a tntto due soggetti (nn. 2~·2±), gravai i l'nno di eredità a lcoolica, l' iil tro di erecli~à epi le1 tica. che presenta.no i udici di maggiore d e vi~zione. Ind ici d i uu cer to va l" re gernrchico sono q uel li a ut ibrnc hial11 e tibio-femornlc. per cui si riconosce lo sviluppo proporzio1rnle fra le o::sa l unghe degli arti. •ro pinard dà. c0me normale, l'indice anti brachiale di 73.7[,; se si paragona. con esso l' indic·e complessivo dei nost ri rei (76.00), not.a:1i in costoro un·eccedeuza, per c:ui l'a,ambi-accio assume, ri ;,pett.o al braccio. uua. conformazione allungata, qua.le si lto. in razze inferiori (negri, negriti. ecc.): accettt,ndo poi, quale i ndice tibio-femorale normi.le, quello di 811 (Pizwli), r isulta che l'indice totale dei nostri rei (8:3.1) sorpassa. sensibilmente la norma. riproducendo una costituzione d'inferiorità. i n con!'/11.,iu11e, unclte L'rintrop o111elria 1·ivela nei rei 111106 ele111e11/1 ab11on,1i 1·,1[1!11'<'-'t''llfuti da -~11ro1w 1·ziom• tl<1lla grande ape1·fm ·a delle lirarcia. da i11ve1·/i111e11/o dell' i111/i,·e ce(nlico, da indice 8J}l'O[I01'Zirmoio r111/il,r11· d,iale e tiliio-(e111flr11/e : '1 :1indi a nclie l'a.ntropomet ria può essere bnon mezzo sui'~idiario per scoprire l'anomalo. TAn·Af;GIO ;,;1,; 1 CR1)11:-:A 1.otnr. Jl tatttaggio, studiato cou c ura Ja La,·as~agne, ria J,ombro,-o, ecc. , è, un ;.intorno u tilmente a pprezzabile uell:i diagm,si crimiuologica (Carrar,1), poichè esso è ri velatore di una speciale condi7.i1>ne funzionale; ~ebbene non sia proprio del delin· qn('utc (tronm<losi anche iu persone normali), pure nel delinquente manifestasi con carattPri pa rticolari, rli cui nno dei pitt impor lnnti è h, freq nPuza.
TL CRBIIN"A l.0ID& N1,Ll.'F:SERC11'0
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Ribaudo riscont.rò il tt1tuaggio in Gl p. 100 dei soldati insubordinati, in 14 p. 100 dei soldati disertori, in 11.4 p. 100 dei ladri: si può dire in generale che le cifre di frequenza del tatuaggio dei rei oscillano da un minimo di 4.12 p. l()O fino a 30 p. 100; nei miei soggetti lo si trova in 55.-:1: p . 100. Altro carattere del tatuaggio del delinquente è la precocità di comparsa. Lacassagne osser,ò ohe su 156 rei, ventiquattro l'avevano praticato fra i 5-11 anni ; Ottolongbi, in uno studio fatto nel 1S!J7-98 sui minorenni <'Orrigendi, rinveune tn1. essi il tatuaggio in ragione di 13.4 p. 100, mentre Battistelli rilevò il tatuaggio fra i minorenni napoletani nella proporzione di 30 p. 100. Nei mie i deliuqnenti la comparsa del tatua~gio varia fra i 13-17 anni. Carattere importante del tatuaggio è ·il nnmero; è n oto come Lacassagne su 378 tatuati trovasse 3:) che avevano l'intero <:orpo coperto. Ottolenghi in 41.5 p. 100 dei minorenni rile,·ò 1-2 t.\tuuggi: in 29.7 p. 100 3-5 tatuaggi; in lG.3 p. 100 (5-10 tatuaggi; in lù., p. 100, 11-2·1 tatuaggi; tre minorenni poi pre.se11tavauo rispeUivamente 26·43 tatuaggi. Io trovo iu 4,k4 p. 100 dPi mjei rei 2, ed in 11.1 p 100 3 tatuaggi. Rispetto alla sede, è notorio che ogni parte corporea, anche la piì1 sensibile può essere tatuata; è risaputo come su 1300 tatuaggi di criminali, Lacassagne ne rinvenisse 11 sul pene : le parti del corpo, ove bo osservato il tatuaggio, sono: l':wambraccio sinistro, l'avambraccio destro, il braccio destro, la regione toracica anteriore desfra . Circa la forma, emergono nei tatuaggi dei miei rei figure di donne, di fiori, di soldati, nonchè qualche scritto allusi vo al luogo militare di pena; il disegno dei tatuag-gi è il più spesso primitivo. L'esame del contenut,o del tatuaggio ha granJe importanza cri minologica, essendo vaHdo aiuto ali' interpretazione della psiche : è perciò che L ombroso disse avere il tatuaggio più ca.ratLere psicologico che anatomico. Il tatuaggio delle persone normali ha contenut0 in<lifferente, l.'1. dove quello del delinquente, specie grave, offre s ignificato osceno e criminoso, poi quel lo affettivo, ornamentale, r ei igioso; nei miei r ei ricorre il più spesso tatuaggio ·osceno. In riassunto, il tatuaggio si estrinseca con caratteri tipici 11ei rei 10 i studio, caratteri uhe contribuisL:ono alla diagnosi criminologica. Fu:NZIONALITÀ NERVO~.\ SEXSO)JOTORI ,\ :-SEI CRDIIX.\LOIDL La constatazion e dello stato della sensibilità cutanea e delle sensibilità specifiche doveva interessare il criminologo, clacchè la sensibilità costituisce ]a grande fonte del lavorio psichico: e come le modificazioni
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IL Cf{[MIXAl.OTDE NELL'Es~:RCJTO
della sensibilità nei pazzi sono il punto <li partenza dei più gra,,i e svariati disturbi cerebrali (Agostioi), così le alterazioni sensitive o sensoriali nei delinquenti si riallacciano sovente a disordini della sfera morale : perciò le ricerche sulle condizioni della sensibilità sono stai e e sono anche oggi oggetto di esame partic-olare, tanto più che la frequenza notevole dei tatuaggi ne lasciava presupporre logicamente l'at.tenuazioue rispetto al grado di sviluppo fì~iologico. Lombroso afferma di aver trovato la sensi bili tà generale ottusa in 43 o. 100 dei rei . •À..gostini ha trovato ottL1sità dolorifica in 68 p. 100 dei rei nati, io 6 p. 100 nei rei occnsionali e èlnalgesia complet,a in 12 p. 100 dei r c-i nati. Dalle mie ricerche risultn che la sensibilita generale e quella dolori fica sono assai ottuse in 55.5 p. 100 dei rei. Anche le indagini sulle sensibilitù, specifiche hanno dato agli autori risult,tti positivi: sono noti gli studi di OttolengLi sulla acuità visiva centrale, riscontrata di regoli\. ottima nei rei, oonchè gli studi dello stesso nutore, di Parisotti. di De Sanctis sul comportamento nel campo visivo, che è risultato in generale ristretto, incostante e circoscritto da linea limite irregolare: sono pure molto conosc-inti gli studi di Gradenigo relativi alla acuità uditiva, che è nei rei inferiore a lla media in proporzione assai maggiore che tra i nor mali: anche i l gusto e l'olfatto sono stati dall'Ottolengbi trovati ottusi. Anche la motilita e l'attività riflessa sono state fotte segno a ricerche particolari, costituendo la mot,ilità e i l fenomeno riflesso una manifestazione nervosa collegata e subordinata al modo generale di fnnzionalità del sistema nervoso. Nei miei rei bo osservato in 11.1 p. 100 ir mancinismo motorio manuale e l'iimbidestrismo in 22.2 p. 100; questi fenomeni interessano sotto il rispetto funzionale, significando o esiti di disordini evoluti vi o ritorno di fnnzioni a st.ad~ primitivi. 1 riflessi sono stati da Lombroso studiati in 284 rei: egli li trovò deboli in 2:3 p. 100 ed esagerati in 16 p. 100. Agostini riscontrò i riflessi plantare, cremasterico addomina le ottusi in 73.8 p. 100 dei criminali nati ed in 60 p. 100 dei rei occasionali. Ottolenghi affermn che i riflessi, specie i tendinei, sono il più sovente esagerati nei rei. Dnlle mie indagini risnltn. che i rifle,ssi sono vivacissimi in 11,l p. 1(10 dei casi. L1d1111,z11e le attit"'ità nervo.\'e più basse della sensibilità, della. motilità e dei 1·i/fe.ç.~i 111etto110 ÙI evidenza ulterioi·i sintomi di abnon11ità, for11e11do rosì nuovi dati p ei· la spiegazione delle reazioni psicologic//e indh:iduali e per la clilucidazione della nalni·a della delinquenza.
IL CRIMINALOIDE Nè:Ll/ESERCITO
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PsIOHTSMO E DEL]XQO RXZA. CTnMINALOIDEA - È utile C(msiderare le attitudini psicologiche dei rei, quali risult ano dall',111alisi delle loro mancanze disciplin ari e dall'esnme psichico, sotto il triplice aspetto intellettivo, senlimentnle e voliLirn, allo scopo di m1·ttere in e>'idenza le lacune esistenti nella funzione sintetica delle personalità e per meglio compr endere l'indole delle renzioni criminose, fatte sotto l'influenza degli stimoli dcll'nmbiente militare. L'attenzione, ohe è In prima delle facoltà mentali, dipendendo eh essa tutto il laYorio psichico, è normale nei rei: essi infatti si sono prestati a tutti gli esami ritenuti necessari, rispondendo a tono alle varie domande rivolte per chiarire la loro individualità; e qualcuno (ad esempio il n. 24) si è anche sottoposto a sAggi, oltrechè clinici, sperimentali del potere nttentivo, da cui ne è rimasta confermata l'integrità. L a memoria pure è risultata intatta, sia nella sua capacità di recezio11e, sia in quel la di rievocazione, vuoi sotto la forma di memoria mediata, vuoi sotto quella di memoria im mediata : non è comparsa quell'amnesia parziale non infrequente ad apparire in individui d 'indole abnorme come i presenti, dediti costituzionalmente ad inganni di vario genere. Anche l'immaginazione si è ri velata normale: solo qualcuno (ad esempio il n. 24) nel racconto di contingenze d el reato di diserzione, è ricorso a qualche invenzione, che poi ha corretto, essendo statorichiamato all'esattezza dei fatti sulla gnida del foglio matricolare : l'attività onirica è st1:1ta di regola scarsa. :i\.fo la laeuna più gnive della sfera intell eLtiYa sta nell'ideazione, la quale si presenta auzitutt,o perLurb.1ta per nn processo di apprezzamento falso della realtà direttiva, il che conduce ad un snbpara.noidismo : tale fenomeno è evidente specie nei soggetti di numero 22, 2o, 27, i quali pur uou e~sendo molestati, ma ben trattati al pa.ri degli altri militari, cominciarono ben presto a cretlere di essere presi di mira dai superiori, a vedere in ogni ordine un mezzo di sot'erchieria., anzicbè uno strumento di disci plina e di svolgim<.:nto ord inato di lavoro. Perciò la frase « io n on posso vcd1·r g raduati » come fSprimcvAsi il 22, e le altre frasi « i graduati m i stuzzicano s<·nza. che io facci a. male> come sono corse più volte :mlle hbbra dei nun:cri 25 e 27, rappresentano una modalità di pPnsiC"ro abnorme, favorito dall'esagerato ::;<'ntimeato di prrs011alita inrlividualc e conducente a frequ enti attriti intcrpPrsouuli, uoochè a manifestazioni indislliplinari. Altro sintomo di perturbazion e ideativa è la leggerezza o l'imprevidenza, di cui fa t estimonianza la condotta militare dei rei. A
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Il, CRJMI~ALù IOE NELL'ESERCITO
parte i r eati (di cui si dirà in seguito) si trova impronta di leggerezza a.ncbe nel contegno disciplinare ; il che è indicato non solo di.Il,• cause futili delle mancanze, ma anche dalla facilità. di recidiva, sia presso il reggimento, sia. ne l luogo militare di pena.: impressiona.no i recidivi in infrazioni disciplinari al reggimento, recidivi che salgono alla cifra di 77.1 p. 100; impressiona la loro condotta. cattiva. nel reclusorio in ragione di G6.6 p. 100. Questa tendenza a ricadere in atti antisociali e dan nosi a.gli stessi interessi individuali, non si può spiegare senza ammettere nei rei (oltre a. deficit sentimen t ale), anche un'incapacità ment ale a valutare appieno la natura e la. conseguenza. delle loro azioni nei rapporti coll'aggregato speciale. Un'altra particolarità. della sfera intellettiva è l'umorismo, c1oe l'eccessiva tendeuza all'arguzia, il che è evidente specie nel n. 26; egli infatti si è rivelato assai faceto nel. conversare, addebitando a fatalità una buona parte dei suoi atti contro la disciplina. Merit a poi rilievo lo stato della capacità di astrazione, facoltà che è in rapporto con la potenziali tà psichica; essa risulta. discreta nei rei, i q uali infatti hanno dimostrato di possedere nozione sufficiente di cose 0 di oggetti uscenti dal concreto: così il n. 22, interrogato ;ml signific.:ato di bugia e veri tà, risponde e essere la bugia. un difetto per cui non si dice il vero, mentre la verità è dire le cose come sono >; così il n. 30, richiesto sulla differenza tra. virtù e menzogna., replica « virtù è rigare diritti, meut.re hi menzogna è il vizio di dire il falso>; da. queste frasi balza. fnori il concetto astratto di due stati psic hici opposti, su cui l'attenzione erasi richiamata, e, se l' espressione verba le è iu forma primitiva. per cultura imperfetta., la rappre· sentuzione ne è molto chiara alla codcenza individuale. Un' importanza maggiore delle attitudini intellettive hanno, come è n oto, quelle riferentisi alla vita. sentimentale, tanto da essere st.1.t.e scelte a base di classilica.zioue dei deli nquenti da. Severi e P atrizi. Come si rivela nei soggetti in ist ndio l'umore, che è il tono psicoaffettivo fondamen ta le ? In generale esso risulta varia.bilissimo e molto ecci t.i,bile per una i parestesia. psichica cronica, la quale è, iusiomo ali' imprevidenza, la causa principa le delle numerose mimcimze diEcÌ· plmari commess1:> n el reggimento e nel luogo di pena.. J<.: venendo ai singoli sentimenti dei rei, noi troviamo esagerato il senso di personalità, il che costituisce il substrato di atti vanitosi ; cosi il n . 24 decanta. la propria forza e gloriasi di avel'e cou sè la rivoltella, che u nit a.mente alla forza fisica gli serve per le sue gesta ; così il n. 26 esulta i propri reati di furto e il coraggio per com· metterli .
IL CR!MIN AL01DE NELL' .ll:SERCITO
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Il sentimento affettivo verso i genitori, specie per la madre, per cui tutti i rei banno avuto espressioni di simpatia e di amore, appare conservato, ma risulta all'opposto difettoso quello per i commilitoni, ciò che del resto è anche attestato dai litigi frequenti, dagli attriti pBr le minime cause, dagli atti di reazione antipersonale, che sono specialmente evidenti in alcuni soggetti : 23, 26, 27, 28: tale contegno è certo effetto, oltrechè d' impulsività, anche di grave turbamento dell'istinto di socievolezza e di affettività; quindi il senso affettivo per i compagni di arme fu nei rei in contrasto con quello dei parenti, e si lasciò soverchiare da stimoli egoistici. Anche il sentimento sessuale si rivelò nei rei abnorme; vi è frequente infatti l'erotomania, che risulta pure dai loro discorsi : i soggetti 24-26 e r ichiesti se hanno passione per la donna?> rispondono rispettivamente in a ria di giubilo e la donna mi va tanto! È una delle passioni. principali di mia vita!>: tale intensità. sessuale contribuisce a quella forma oscena di tatuaggio, frequente a rinvenirsi .nei del inquenti g ravi. L'esame del sentimento religioso dà altri connotati particolari ; di fronte alla. poca religiosità di alcuni (22, 26), d i froute alla rehg1os1tà. primitiva. di altri (29), rilevansi la religiosità di altri aucora che tengon a dichiarare nella conversazione la gi usteiza delle prnt1cne deJ culto professato dai loro genitori e da essi. stesso segu1to; perciò anche il sentimento religioso offre variazione nei r ei, porta spe,;.so l'impronta di superficialità e in buon numero di essi è legato all'ego1smo individua.le. Lo studio delle manifestazioni del sentimento morale ha. vitlore massimo, da.ppoichè la criminalità (all'opposto della pazzili) si concreta., come è noto, nella lesione primitiva. ài que:sto semimento, ultimo acquisto nello sviluppo ontogenetico individuale e base di quelle tendenze di simpatia su cui s'incardina il consorzio um11110. Del seuso morale si rinvengono impronte evidenti sia nei ri.sult11ti dell'esame psichico, sia. nelle modalità di condotta militare, anche all'infuori dei reati. La. poca ossequienza, a.vut.a dai rei verso il principio autoritario: è una delle più impressionanti manifestazioni auumale di moralità; prevalsero al reggimento in alta pèrcentuale le mancanze per poca subordinazione verso ufficiali o graduati di truppa; si verificarono a l reggimento in alta proporzio110 le mancanze per ritardo a l ritorno in caserma ; qualcuno, come il n. 24:, accentua marcatamente in qualche contingenza il suo contegno a11timiJi tare con frasi come que:ite, rivolte a un caporale che lo richiama.va all'esattezza degli esercizi
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IL CRIMIX ,11.0l!JE .~ELL' P:S lmCITO
« Caporale, hai fatto m ale a mettere la firma»; a tuttociò si aggiunga. qnalcbo mancanza per finzione d i malattia allo scopo d i sottrarsi al servizio g iornaliero, specie se fa ticoso: e di tale abnormità etica si ebbe conferma a1wl1e nelle infrazioni disi:iplinari presso il luogo rli pena, infrazioni caratteriaate in pre,·alenza da scorrettezza verso graduati d i truppa, d a ritardo a ll'obbedienza, o da simu la zione rii m alattia . .-\_[trn man ifestazione aberrante di senso etico osservasi n ell'attitnrline al la,oro; ri sulta da notizie del comando del reggimento e del Juogo di pena, come in qu11si tutti i rei, specie nel 22, uel 25 e 11el 20, l'operosità sin, stata lungn, preferendo essi vivere oziosi e condurre Yitn, parassitaria . Il co11ce1,to. che costoro si sono form1tti della necessn,~ m orale del liworo, risnll11. anche da alcune espressioni otte· nnte durante l'esame psichico : richiesto il n. 25 !Jerchè lavorn,se miih·olentieri e se non si Yergog1rn.,,e del disamorE' verso le occupazion i. rispose a faccia franca « tanto sotto le armi mangi<1 lo ~tesso nè ho vergogna alcuna di stare in ozio :.: domandato al n . 20 percbè cangias~e spesso mestiere, re plir·ò « ogni lavoro l ungo o corto mi annoia e sto meglio in cella che occupato:. : queste e~pr essioni an1te dai rei sono t i piche, rivelando graYo disordine morale collegato a fort.e i pobnlia. L o studio del!P attit udini intellctti,·e e sent i mentali si integra con qnello del potere volit.i,, o, le cni deviazi on i si possono ugualmente apprezzare anche ucll e nrnncan;:e clisciplini.ri : il car attere morboso, che emerge a carico lll'lla volontà, si appale,;a loltrechè n Plb segnal.1ta i1wostanza al lavoro) nella snggestionabilita che si rinvi ene in alcuni come nel sog!!:etto n . 1.10, di cui l"accnrato foglio m atricolar<' rilt>,a h inclinazione a ~ubire trof'pO l'influenza. Jcll'ambienle, e spi:-cialmen te poi in quegli alti di re11,zione psicomot oria impetnosa, qualificat,i rl11, p0rcosse cli commilitoni : colali atti di i mpul,ivirà sono efì'Ptto di inibizi one inadegn1tli\ che. d'accordo co n l'iperestesia psich ira cronica, rer.de i rei malcontenti di tntto e di tnti..i, clil<pO· newloli ,t rN1zion i illogiche ; e <'l i questa impulsi vità si lrn11no ~piegazioni in alcuni tratt,i clell'e~11.me psichico dei rei : cosi il n . 2:!. interrogato perch,, anrlasse poco d'11.c·cordo coi comp1tgn i d'arme, rl ico « io yado in q uestioue per nulla e col mio cat attere fnrioso è di!Hcile 11.,ere ri~peuo » , così il n. 2~, richiesto perchè dopo tant,e punizioni 1tvnto per litigi con i comm ili to 11i, non si emendasse, risponde e io vario subito in collera e subito minaccio:.. Sintetizzando ora i connotati psico!ogici risul tanti dall"esame psi · chico e <lall"analisi delle mancanze disciplinari dei rei, si rile-ç-ano
IL CRDIIX ALO ID E NELL'ESERCITO
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speciali siutomi di almormità, cioè nella sfera intellettiva si constatano : subpa1·anoidis1110, legge1·eue, imprerùlenza, u11101·1·smo; nella sfera sentimentale, mnore l'ccitahile, sentimento esagerato della 1Jersonalità, supe1·(ìcialità del sen.~o affettivo, precocitù I' vivacità dl'l sentimento sessuale, s1tperficialit<Ì del senti mento 1·eli,r;ioso, .sca1·sitù spiccata del sentimento,. 11101·ale; nella Rfera wlitirn, impul.r.:ività e sur;r;estionabilittì; si rilevano quimdi i connotati psicologici proprì delle forme gravi di delinquenza. REATI E DELI1'QU l~XZA CHD!INALOIDEA. Nei reati commessi durante la -vita. militare si trovano ulteriori documenti e conferme di st1uili-brio psichico. Qual'è stata la causa dei reati militari? Negli individui segnati di n. 22, 28, 20, il crimine fu concausato dall'alcool. Risulta che il n . 22 aveva bevuto la sera precedente al reato del luglio 1907 mezzo litro di vino, che ne accentuò l' irritabilità abituale etl aT"eva anche prodotto qualche disturbo gastrico: in questo stato di irasci bìl i tà apprezzabile, l'ordì ne datogli dall 'uiliciale di far pulizia in quartiere (servizio che gli spettava per turno), ingenerò una intensa reazione psico -motoria accompagnata a gravi manifestazioni , erbali di ini verenza, e diede q nindi luogo al reato d'insubordinazione e di disobbed ienza, motivauto quattro anni di reclusione. Il soggetto di n. 28, dopo avere ingerito, i n una osteria di Spezia, un ter;::o di litro cli vi uo, stava questionando molto concitatamente con gli altri commilitoni; intervemlto un sottocapo nocchiere per quietarlo, egli rispose minacciando il superiore e clanùogli 1rncbe uno schiaffo i per il che in corse nel reato d' i nsubordinazione e ripor tò <:undanna a tre anni di pena . Anche il n. 29 commise rifiuto d'obbedienz11, con insubordiuazione Yer,;o graduati di truppa, in un momento di sovreccitazione alcoolica : ritornando una sern di agosto 1~08 in ca:;erma avvinazzato, per avere lJevuto due bicchieri d i Yiuo rosso, si era dato a fa re eccessivo schiamazzo in c11,merata, e all'ordine di un caporale e di un sott'ufficiale d i star calmo, reagi vivacement.e, prendendo un fucile e minacciando anche di sparare. In quesl.i t re casi l'alcool non può essere ritenuto qunle causa e:-isr•nziale e d efiicien te di reato, essendone la dose 11011 eccessiva; ma es.so. influenzando un substrato psicologico già debole ecl instabile, accrebbe a. dismisura lo stato organico cli eccitabilità ; talchè i comandi piu ordinari ed eseguiti di r egola con la massima prontezza. ... determinarono un effetto spr oporzionato sul contegno e sulla condotta... individuale.
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Gionia!e d, medicina milila,·e - fase. x.
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Il, CRIM!:SALOJDE NEr,t.'ESERCl'rO
Anche negli individui di n. 23, 25, 27, 30 la causA. dei crimil)i
fu minima. Il 23, non riconosciuto malato dal medico un giorno rn cui stava alla prigione reggimentale, ed avendo perciò continuato a dormire
sul tavolaccio e a fare altri se.orifizi personali, si scagliò vivace mente contro il medico stesso, cedendo ad un moto subitaneo di malumore e di vendetta: ora, il mancato riconoscimento di malattia è causa che abitualmente non determina effetti così spiccati di irritabilità e di disordine di contegno qua.li furono quelli rivelati dal soggetto verso un uffiuiale, che di solito è ben visto e rispettato anche quando egli usa ciel rigore ,erso militari . • I dentiche considerazioni si possono fare a prnposito del moveme degli altri soggetti; il 25, all'ordine di prendere le armi per istruzione, a llega malattia ed è visitato dal medico, ma non essen<lo riconosciuto malato, insiste nel chiedere visita ; al ~econdo or dine impartito rifiuta di armarsi, dando del pazzo al graduato. Il 27, per quanto visitato dal medico, eri ancora egli non riconosciuto infermo, si ostina a domandar e visita e a stare in letto, e al sergente, che g li ordinava di alzar5i, rifiuta ostinatamente l'obbedienza e ùi più risponde con fare urrogante « L ei guardi a ~è,. , Il GO era comnndato da. un sott'uffìciale al fien·izio di pulizia di una camerata del deposi to di con · va.lescenza di S. Paolo : adducendo o,gli di esser malato e visitato, non g li fu riconosciuto alcun disturbo serio; intimatogli di nuovo dal g raduuto di far pulizia, si rifiuta: in t utti questi cas i gli ordini furono dati in modo da uon dovere destare risentiment.o di sorta. Gli individui di n. 2J:-2G furono rei d i diserzione. LR. ù iserzione del 24 fLt oe:casiona ta da un eccitamento passionale: amoreggiava egli da tempo con una g iornne <lei luogo do, e era di guarnigùme, e un giorno si decise a sfnggire a l peso della v ita mili· t are, cosi, per capriccin, ~d i nsieme all'amica, d imen t i cando cosi i suoi dovei; .. La passional ità è certo causa capace cl' indurre a r eati ; ma nel caso specifit'o, trattandosi di un soggetto crimina loide, è d11 rite nere che 1a diserzione, sebbene occasionata da eccitazione pas~ion ale, sia. in sostanza stata favorita dal profondo difet.to d i moralit.ii. c he è caratteristico di cotali degenerati. Anche i l reato di diserzione ùel ~(i è ess'3nzialmente p r o,oc1uo <lai fondo amorale: già lad ro a vanti la coscrizi one, già. noto per atti d i indiscipli na familiare e sociale, egli volge a suo pr ofi tto personale il denaro da.togli dal comando del distretto militare per recarsi a l reggimento, ed inoltre non curasi di presentarsi al luogo militare a ssegnatogli, ma va girovagando per suo conto per l'Italia, p ur es-
IL CRIMJN ALO I D E !1:ELL'ESF.RCITO
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sendo consapevole di mancare ai suoi doveri : il di lui reato non ha un movente spiegabile, ma è la manifestazione indotta. da soverchi stimoli egoistici. Oltre a questi cara t I.eri i mport.an ti, relati vi all'entità delle cause dei reati, se ne devono ri levare altri di uguale interes;:e. I reati si esplicarono con fe nomeni di ;;ovreccitazione psico-mo toria. e fnrono accompagnati da assenza d·i rimorso o di commozione. Altro carattere dei reati è la reciùiva: il u, 22 incorse, anche nel reclusorio mili tare, in un reato cont-rasst>gn::i..t o da fu ti! i là di ruoti vi (condotto g iustamen te in prigio11e da un caporale, lo minacciava e p;li dava uno schiaffo) uoncb è da agitazione motoria: perciò tale r eato fo, dal punto di vi sta. psicologico, la fo tografia esatta del reato d'ins n bordinazione da lui perpetrato al r aggim e nto otto mesi innanzi . Ulteriore cont-ra;;segno dei r e,it i di q u esti ddin(Jue11t i è cost.ituito dalla precocità cli mauifPstazione; nel l " a1rno cl i sen ii.io il JJ.4 p. 100 dei i;;ogQ,elli era.osi già segnalati per crimini. Una l'1le propensione alle azioni <lelittuo;-;e si spiegr,. facilmente pt>r il h·mperamentn irrue nto e per la nisonf'sLà 'indi \'id11ale. f'd è un carattPn' di squilibrio, 1.:he rn.vvic•ina i rei ai predi;:;po,.:ti alla pazzia. i q1rnli danno taJtto più presto ai ntom i di abC'tTazione uicnt,a l(·, qu:mlo p iù sonù tarati. A.l tro contrassegno dei reati è la progre:-siviti~ dal 1° al 2° anno <li sorvizio: dalla cifrd. ùi J.J:.4 p. 100 si ,·a infatti n<'I ~ , anno a quella di G:Y.5 p. 100; ciò cli e confer ma sempre maggiormente l 'instabiliti riel tempsrnmento, il forn1o egoistico dei r ei e la nessuna ef-lìca,c ia dei mezz i pedagogic i, usat i a l0ro riguardo nella vita militare. t an c he istrutlivo conoscere l 'andamento d,•i reali rispetto ai mP;:;i : ris ulta che le ,:;tagioni estrome influiscono sulla. loro e~trin;:;ecaziono: difatti i crimini, mentre in gennaio -febbraio si ebbero in 22 2 p. 100, i o 1ugl io-agosto si ebbP.ro in proporzione tli 33.3 p. I 00. QuPsta modal i tà di manifestazione criminosa si può spiegare per il fatto della irritazione soverchia indotta clalltì vicende meteorid1e estreme sul sistema nPrvoso già. tA,nto sensibile di que:;ti d egenerati. In riepilogo: i reati di que,,ti delinquenti f'1mmo contrassey11ati o dol/a presenz a in 3.!J/J p. 100 dei casi del (11ttore alcoolico che ha agito quale elementn con cauMtle, opptire si i·eri(ica1·or10 in .~1•r;nito a ordini co11mni a darsi in ca.<1el'lna ecl impartiti in ton? ordùiario di voce, ovve1·0 bi mani(e.~larono senza alwn 1110/ivo esterno; inoltre i 1·eati .~i e.~plicm·ono co1i .'Jintomi di son-eccitazione psichica e nwscolai·e e senza note di rimo1·so ed espfosm·o sollecitamente nell'amùiente militare e per lo più nelle xta gioni estreme, a pre(ei·enza nei mesi di niah-~imo 1·alo1·e: si notò reciclfra anche nel liwgo militare di pena.
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IL CRWl:S-ALO!DF. NELL1 ESERCITI.>
TE~Df.:S-ZE ALOOOLICHE .'.\EI CRI!,!JNALO!DI. La passione per gli alcoolici è frequen te e spiccata nei criminali e sorge dal bisogno di soddisfazione immediata di istinti organici prepotenti . È noto, poi, come anche dosi non smodate di alcool influenzino sinistramente i centri psichici più elevati; è noto quale contributo criminogeno per indebolimento delle funzioni psico-morali dia l'abuso di alcool. Già ho rilevato che nell'etiologi1.11 dei delitti militari l'a lcoo1 ha agito, quale concausa, nella proporzion e d i 33,3 p. 100; fa d 'uopo a.ggiungere ancora che lo stesso fattore è stato causa bene accertata di semplici atti a ntidisciplinari in eguale percentuale, o che anzi nelle mancanze contro la disciplina del soggetto di n. 22 ha f1.gito due volte. Quindi questo tossico fu in complesso elemento di offese alla disciplina militare in 66.6 p. 100 dei rei, cifra questa che è assai elevata e che misura. il doppio della. quot,t dei crilliini borghesi di origine alcoolica, quota che si è visto essere uguale a 33.3 p. 100. La maggiore proporzion e :lelle aberrazioni alcooliche della condotta militare può essere in parte effetto di imitazion e, ma in gran parte è frutto di quel tem peramento morboso dei r ei i n forza del quale essi sono fatalmen te tratti ad eccessi d i ogni genere ed alle.. deg radazione de lla personalità, degradazione che s'inizia con la perdi ta degli acquisti più nobili dell'evoluzione, il senso cioè della misura e della conven:en za; ed è pur troppo vero che su essi le norme pedagogiche e disciplinari non hanno presa, alcuna,· anzi agi~cono quali r Pattivi specifici d i segnalazione della loro diffe re::!za psicologica dal n·sto dell'aggregato sociale.
Srnur,AZ!OXR E OELl:-.QUENZA CRBUXALOIOE. La simulazione è, un·arma di Jot.ta per la vita e fiorisce in modo rigoglioso sul fondo di "'gocen t rismo: P'lS~, nw ntrc entra in piccolo coefficiente anche n el c11rattcre ,J"ll'uo mo normale ([ngegnieros), è appannaggio frequen tissimo deg li individui anoma}j, appigliandosi costoro a un tale espP· clie nte per ml·ttersi 11elle mig liori condizio11i di gara per i l vantaggio ed il comodo personale. Anche i rei in esame ricorsero ad a tti d i simulazione di malattie, i qu ali misero a dura prova la pazienza dol medico e si estrinsecarono in ntg ione di 22.2 p. 100 dei rei. L e circostanze di servizio, ove si manifestò l'in~anno, furono quelle in cui lo sforzo ahtuale per il d i~imp<!gno delle occupazioni d o,e va essere iot.ensihcato e occorreva qui11 li cl1U'd pro, e non ord i11ar ie di spirito d i a bnegazi,mc : difaU.i, la simulazione com parve nelle condiziooi di comando a sr rvizi di guardia, oppure i n circostanze di tra-
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IL CRIMINALOIOF. NELL ESEROITO
sporto di barili d'acqua dal piano inferiore al superiore dello stabilimento militare. Le forme morbose simulate sono qui rappresentate unicamente dal reumatismo mU$CQlare e dalla nevralgia sciatica, cioè da forme morbose ordinarie, non da forme di dominio psichiatrico, facili n verificarsi fra i degenerati, talchè fra. malattia simulata e lo scopo della simulazione appare, nei casi specifici, una certa proporzionalità. Si è detto più sopra, come il 11umero dei simulatori ascese al 22.1 p. 100, cifra c:he, se è sempre appn·zzabile, non ha però quell'impon e nza, presc11tata dall.1 quota degli alcoolisti: la quota relativameJ1to esigua dei simulatori si accorda del resto col caratten· individuale, essenzialmoote violent o, carattPre che rispecchiasi in tutti gli atti della loro vita. E questo c1ato assume valore biologico speciale, quando lo si raffronti con ftl tri dati, tratti dall 'osscrvazio11e di reazioni psicologic h B di altri delinquP11ti, studiati in mie precedenti pubblicazi011i . N e l lavoro sul contegno del delinquente borgh~sc nell'e&ercito, fotto sulla gni1la dei fogli matricolari, t·bbì agio <li me ttrre in evidenza che i ladri primPggiitrono di gran lunga fra Jr vari e classi <li criP.1inali neJl'arte di fiugl're, laddo, P gli impulsivi si distinsero per a;;sai minori Httitudini nell'arte della simulazione: questi ris ul tati relativi acl alcnue ma-nifostazionj biologiche di dPterminaLi gruppi di rei in confrun to di a ltri gruppi, non possono esserl.J casuali, ma sono piuttosto l'effetto di_ Ulla data costituzione organica . che tt-nde ad ~·.strin!:!ecarsi in una direzione· nni.forrr:o per l'omog,'1u·ità del carattere (li qu<>lla spcr-inle catc·go1·ia di rlr•Jinqnenti. P<·reiò HOll farà mc ra•,iglia st· il numero delle· ~imulazioni si;\ nei rei iu istudio n on eccessi,o malgrado la pressione o g li. stimoli molteplici dell'ambiente e se oltre a ciò le torme morbose simulate sicno piuttosto t enui e non gnivi, c·ome sovente ne offrono esempio i criminali di natura fraudolenta . 1
IL RJ,:0 COMUXE CHE DELINQUE NELL',urnrnNTE Jl!ILlTARE. - Si è g1a segnala to e dimostrato come gli individui in esame abbiirno una co· stituzione organico-psi chica tale da essere particolarmente i•lclinati alle azioni criminose. Si d anzitutto messo in rilievo che essi, avanti la coscrizione, avevano perpetrato, sia esclusivamente, sia in prevalenza, reati d'impulsività, erano recidivi generici in ragione di 77.7 p. 100, recidivi specifici in proporzione di 11 p . 100 e non recidivi in proporzione di 11 p. 100 ed inoltre si erano distinti per precocità in reato, avendo visitato il carcere a.vanti l'epoca dell'arruolamento. Il n. 29 è reo non recidivo prima della leva: egli però ora stato assai volubile nel
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IL OIHMINALOIDE l/ELL'a,;s1m0IT0
mestiere, a.vendo fatto il fa.legna.me, poi il meccanico, il calzolaio, il guantaio senza. trovare il modo di fìss&rFi io alcuna professione. Ora, tali estrinsecazioni di un temperamento volubile costituiscono l'esponente psicologico di una comlizione eccentrica di disposizioni a facili e::cessi di condott.a, specie se queste estrinsecazioni si mettono io rapporto con il reato borghese di ribellione; perciò anche il o. 29, per quanto non recidivo in reato, ri velasi un individuo assai temibile per il suo temperamento stravagante, irruento e volubile , della. quale volubilità si ba. del r esto conferma anche nella. sua volontaria e precl)ce venuta al reggimeut.o. Se si raffronta ora la condotta che i rei banno tenuto sotto le arm : con quella precedente la coscrizione, risulta che u ci crimini d 'indole militare, i qnali ne segnalano i tratti lJÌÙ salient i della. per~onalità, si r i prod ucono esatt.amente i caratteri d i t ende nze es tremamentf' violento, già stampati nei re11ti borghesi : 'e se il sogge tto di n. 2G commise al reggimento diserzione e l'a ppropria.ziont1 indebita dei d,mari dello Stato, si de,e riflettere ohe egli aveva , g ià iunauti il 18' anno, dato saggi di reati d'impeto primct e poi di furto; per la q ual cosa il rìelitto commesso dopo l'arruola.mento è la r i produzione integrale delle di lui attitudini psicologiche abnorwi. Si aggiunga poi che a tale correlazione tra l'indole dei rea.ti torghesi e quella dei reati militari ris_pondono (come si e visto) altri caratteri cli rilievo segnati dnlla precocità criminosa sotto le armi e dalla mancanza. o dalla sproporzione di cause determinanti il re1tto. Co tali re· perti criminologici armonizzano con quelli delle mancanze disciplinari individuali; le mancanze infatti sono di regola cout.rassegnate da atti di sovra.eccitazione psic hica, ma non presenta.no note di appropria:ilione indebita. Tale fissità dei caratteri psichici, che tende a predom:i nare, è tale da. essere presa in St)ria considerazione, perchè rivela nei rei attitudini. psicologiche assai r11.dicate, in modo da spiegare come le fasi ulteriori di vita del delinquente costituzionale sieno la fotografia delle fasi d i vita anteriore, nella stessa maniera. che le varie manifestazioni di accessi epilettici si sistematizzano e si ricopiano per l'uniform ità del temperamento epilettico. S'intende, q uindi, con facilità come il reo comune, per l' intima costituzione patologica, trovi frequ enti inciampi sul sentiero mili tare. irto_ di scogli per l'imperante disciplina, sdrucciolevole, specie a chi non sa piegarsi a.d adattamenti, che implicano spirito di sa crificio e richieggono largo impiego di doti morali, che il reo non possiede o possiedo in assai esigue proporzioni; s'intende come per l'omogeneità del
IL ORHIINALOIDE Ni,LL'ESE!iOITO
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temperamento i delinquenti costituzionu.li sieno tratti, pure attr averso i molteplici stimoli dell'ambiente militare, a reagire in uu dato senso e a mantenere inalterata o quasi la loro fisonomia psicologica : di q u esta particolarità si dovrà tener conto non til.nto in teoria quanto A.oche in pratica, poichè l'occhio vigile troverà in queste singolari reazioni biologiche dei rei, elementi per intuirne il significato morboso, ciò che vAle, sia per la diaguosi sollecita, sia a scopo profilattico-sociale. NATURA DET,LA oi,:LINQOF:l'\'ZA. - · I <lati obietti vi morfo logici e psicologici, d' accordo con quelli. anamnestici, sono elementi preziosi anche per gettare luce sulla naturn, ùella delinquenza. Si è già rilevato a proposito della morfologia d10 il tipo cranicofaciale individuale è spiccatamente abnorm<.: in 5u.5 p. JOO e che i caratteri anomali prnvnlcnti sono quelli di ecL"essive dimensioni, di sproporzione. e di asimmetria con significato atavistiC1>-patolo~ico. Si è anche messo in e videnza quanto frequente sia n ei n"i il t atuaggio, caTatti!re di -çalorn atavistico ; inolf.n, si è rilevala la fr('q uenz.a dell'ipoalgesia, nota di significat.o m orboso atavistico, noncLè Ja frequenza della modificl'h ziono nei rifl(·ssi ciò clw è sintomo patologico : e a proposito àolle ma,nifestazioni psiuhiche. si è co11statato la. presenza notevole del paranoidismo, caraltrre morbo"o, la presc•nza iropressionanto dell'irascibilità, dC'l la S<',trsitii di SPntimento affl•ttivor di ipomoralità nonchè la sproporzione c,wsale dPi reati, noto quc>sto di significato morboso; si è anche segnalata la frequenza ,lell 'impulsività., del parassitismo, contras!<egni psicologici di naturn atavisticomorbosa. D a questa anali,-i degli elcrncuti obiettivi anatomo-funzionali balza fu ori il concetto sintetico della natura d,,Jla delinquenza. la quale si rivel a come una manifestazione di origine atavi<:R e morbosa, come u n 'estrinsecazione biologica anomala . dipendente essenzia Imente da anticuritmia di sviluppo organico, su c ui s'innestano r.1ratteri psirhi<'i di deficienza o di ec<.:essi v.1 esuberanza. Oloe se i risultati doll'an.ilisi morfulogic·a e funzion.de si integranocon quelli anamnestici, risult,i ancor meglio l'origine del fenomeno d e linquenziale: difatti l'anamnesi familiare fu positiva nei soggetti in 55.5 p. 100, cioè per epil essia in 33.3 p . 100, e per alcoolismo degli asc endenti in 22.2 p. 100; tali elementi d'indagine ;tnnrun<;>stica rischiarano assai il concetto di origin e del fenomeno pr la presenz,t di due potenti cause morbos,31 l'epilettica e l'alcoolicrt. Non vi ha quindi dubbio, che la patologi.i e l'atavismo si intrecciano ed in vario
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IL ORDUNALOIOE NELL'ESERCITO
modo ~i fondono per la determinazione di atti abnormi di natura -criminosa,, e probabilmente è sul substrato morboso che fiorisce l'anomalia atavica (Miugazzini) : perciò la delinquenza è un fenomeno biologico molto affine coi fe nomeni pazzeschi, coi quali ha, del resto, ,comuno il fondo org11nico dege ncrntivo o molte modalità di manifestazione clinica,
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RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO
BREV I NOTE E RICERCHE RIGUARDA~TI ! L SEGNO DI BABfNSKI E QUELLO DI OPPE~HEDI, per il dott. Primo 7.anuttinl, capit ano medico. Il segno di Babin:::ki è <,rmai acquisito nlll\ scienza come espressione di un fatto pato logico, quindi io non pretenolerò certo di portar lumi o sollevare dii:;cuss i oni in proposito. Tuttavia, siccome molto si è scritto sullP div<Jrse condizioni morbose nelle quali si può ossPrvare e siccome sono state fntte indagini al,bnstn.nza estese per s tnl>ilire la sua es istPn>::t o me no in individui normali e in det e rminate circostanzi', con ri~ultati un po' contrndditor i, cosi mi è sembrato n on d e l tu t to inutile continuare alcuni' mie ricerchò in proposito, g ià iniziate vari a nni addietro, allo scopo di port:.n• un n,ockstissimo contl'Ìbuto nlla ques tione, la q unle del r esto si poteva a priori, qua~i con c,,rtezza, dire risolta nel senso che il f <>nomeno di l:labinski e un fatto patologico. Ho poi appr ofittato del nuiterinle stesso di studio per osservare ,1nche l'rsistenza o meno del segno di Oppenheim; sera,.a.tamente ei:;porrò qui da ultin,o i ris ultati delle mie ricerche e alcune breviss ime considcrnzioni a rigunrd o. Scnzn. dilungarmi troppo :i. ripetere cose già note, credo tutta vin nou inopport uno r ic hinmnre allfl memorifl cosa si intenùn. pC'r f'e oomeno di Bahinski e il l'Oncetto che di esso hanno i più. Descritto sciC'ntificamenle dal Bal.,inski n el 1897, definendo mPglio e completamlo ossen ' nzioni f'a.tte giù, rla Tlemak nel ll:i!J2 e da Geigc l nel 1803, esso consiste nella estcnsiono ( fless ione dorsale) d,·ll'alluce, :n seguito allo stimolo della pianta del piede, nei cas i di lesione o di verturbamento funzionale dellr vie pir:rn1idali del midollo s pi1w li!. L u al tre dita o rimangono immobili o si Hettono dal lato planta re o si distnccnno l'una dall'nltrn, a riui~a di vPntagliò. Kormalmente poi, secondo il Geigc l, il Bal>ins ki ed altri, si ha Hessi,)ne plantare di tutte le dita ove si porti uno stimolo sul la piant a del piede, cos ir.chè il fenomeno di Babinski rappreso>nt e rebbe una modificazione di un riflesso cutaneo comune nella grnude maggior aoza degli individ u i. Altri l'iflcssi, come quello del fascialata, segu:i.lnto da Brissa ud nel 1897, cioè una conttazione d!' l · fnscialata, provoca ta da una i rritazione un po' più forte della pianta del piede stes!<o, oppnre In contr:\7.ione de l Sar torio e degli addutt ori, retto anteriore della coscia, estensore Jel le dita e dell'al luce. con flessione della coscia sul bacino e della gamba sulla coscia, n\pp r esenterebber o gradazion i della reazione normale di dife~a ad uno stimolo più o meno forte. Considerando la. suaccennata deviazione p atologica descr itta da l Eabin ski, essa fu riscontrata anzitutto in quei casi in cui vi era l esione delle vie piramidali (es.: cerebr opatie spastiche infantili, p a r al isi progressiv a con les i o n e p r ofonda dei cordoni laterali, emiplegie con lesioni a focolaio delle vie pi · r a midali endocran iche, parapa resi e paraplegte spastir.he cli origine m idolla re), p e r ò lo si riscont rò al tresl in casi dove vi era solam en te alterazione funzionale t r ansi toria, come, ad esem pio, nell'accesso epile ttico, nelle paresi spastiche tossiche d a. l esioni delle vie pirnmidali, co me nella pellagra.
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RICEROHE CLI~ICA E E DI LABORATORIO
Fu notato pure talora nell'isterismo, sebbene raramente (tantochè da taluni si volle ritenerlo come un siotoma. differenziale fra accesso isterico ed epilettjco), in certi ca.si di maJattio infettive acute (specialmente scarlattina, difterite), i n psicosi a cute autotossich c. Si attribui poi tale perturbamento od a ca use i n t.ime, non ben note, ma apparentemen t e non organiche, delle predette malattie o all'azione delle tossine circolanti nel snngue I piu ritengono che il segno di B nbinski siA. un riflesso s pinale provocnto dir ettamente per le. stimolazione del neurone periferico, mediante ecc ito.mento della piantn del piede, quando siano 11.lterate o interrotte le vie di conduzione attraverso i fasci piramidali i altri a mmettono che sie. un riflesso preforma to, il q uale s i manifesta solo in d et erminate condizioni patologiche (>\Iterazioni delle v ie piramidali) oppure nella narcosi o 11el sonno, o ùurante l'applica z ione di stimoli molto intensi. Il Be.binski stesso poi è dPll'opioionc che il fenomeno 11011 sia autonomo, ma una forma anormale del comune r ifl.e,so plantare. Circo. l\lla SI.li\ sede poi, dal111. maggior parte d11gli osservatori viene posto nella corteccia cere brale, da altri però nei gangli della base. Il fenomeno è poi comune nei bambini di et/i. inferiore ad 1-2 od anche 3 non.i; man mano va poi stabilendosi il riflesso plantare normale, ma la persistenza del segno di Babinski dopo il 2°-3• anno di vita è, in generale, indizio di non regohne s vi!L1ppo. La sua preseoz,. uei primi tempi della vita viene da molti interpretate. come conseguenza della tardiva mieliuizzazioue dei fasci piramidali in confronto degli altri fasci nervosi. Per ottenere il fenomeno di Babinski propriamente detto, sono da osser varsi parecchie norme, allo scopo di non confonderlo colli\ comuno r eazione d i difesa e bisogna quindi esercit a.re uno stimolo molto lieve, striscian<lo dolcemente con uno spillo o con una peoni\ sulla pianta .d el piede od anche snl margine e sterno od interno del piede stesso. È opporturio altresì tenere distrat ta l'attenzione del paziente. Alle volte si ha est ensione parziale di alcune d ita ( falso fenomeno del Babinski), talora si riscontra invece leggere. divaricazione di esse (fenomeno del ventaglioì , ed a lcuni ammetterebbero che questo sia un 3° tempo del segno ru Babinski, altri s arebbero di opinione che esso si compin in più tempi s uccessivi, e ne enumererebbero fino ad otto. Secondo Noika e Sakelaru, l'eccitazione della pianta de l piede può provocare tre 1·iflessi, plantare es terno e plantare inte rno, che sono normali, e un ri flesso patologico che costitui rebbe il fenomeno dell'alluce (segno di l:le.binski). Alcunj avrebbero osser vato invece che esso è indipendente de.I riflesso plantare, perchè si produrrebbe anche cou une. eccitazione porta t:1 fuori dalla pianta d el piede. Cosi il Frommer esercitnndo una pressi one s ulle. volta plan· tare, Schiilfer stringendo il tend ine di Achille, Oppeoheim scorr endo lungo il margine interno ùella g amba, Gordon colla compressione del polpaccio (riflc•sso paradossale), Redlich sofl'i·eganòo la fac.c ia posteriore della gamba, Beotlej Frochmortou colla per cussione d el tendine del luogo esten sore de ll'alluce. T11luni però dei riflessi cosi a ll!'rnati, n quanto risulta. d a molte a ltre pubblicazioni in parte anche prima ricordate, vengono invece descritti e considerati come sintomi a sè (es. Sch iiffe,·, Gordon. Oppenheim ), onde parmi n on s ia completo l'accordo sulla interpretazione dei m~desimi. Due medici bras iliani l'Austregesilo e l'Espose!, i quali appunto i n une. loro r ecente pubblicazione sembra.no inclinare all'idea sopra accennata, riferendo come manifestazione del segno d i Ba binski anche que lle ottenute colla manovra di Srl1iilfer, Op-
RTClt:HClH: CL!SlCHI! E DI J.Ail0 RAT0 RI0
pencheim, ecc. (1) flVrebbero per lo ro co nt.o ottenuto, in tra casi di morl,o di Pot~ con lesione spinale, una evidente e caratteris rica esten;;ion1' dell'alluce con dive rse modificazioni di tecnica, una d elle qual i consiste nello stimolare trasversalmente h faccia plantare del piede da un lato ull'altro. oppure coll11 pressione delle masso muscolari della faccia interna, an rero, este rna e pos teriore della coscia, colla pressione dello sciatico e colln 1:ccitaziono u11 po' for te dclh1 pelle fotta per me~zo d i una matita. Essi riferiscono anche d"aver osserrnto effettuarsi l'esjensione del 2° e 3° dito ,!elle mnni colla pn•ssione dei musroli dell R parte e;;ternn delle brnccia e al lresi, per eccitazione <ll'lla coscia destra e per diffusione dc ll'l•ccitazione, vide1·0 riprodursi il fenomeno nelle rlita della mano s i nistra . Questi fatti, che sranuo a provare l'inten.~o grado di irritalibità delle vie ner,oso in certi casi patologici, pnrmi pos~ano anche spiep;11re qualche varietà nel modo di prodursi di un medesimo siutoma rispetto alla ,lilferenzn dello stimolo, e c iò senza pregiurlizio dtl fenom<!n o più comune e più costante. D'.. Jtro lato, po· trelibero forse l'endere mrno strnn::i. l'ossen·azione di qnalche caso, posit ivo por il segno <l i Ba.bin;;ki, in iuclividui s ani, specie s e affatica t i, c ioò in un momento m eno normale da l lato fisiologico. Comunque, attenendosi a l suo \'alore p1·atico, se qu;ileuno lo negò o lo 11ose i n dubbio, se altri ne limitarono l'im portanza, è oggi però positivo che esso, nella grande maggioranza dei ca.si, ha indul,l,io significato di lesione a11atom:ca o perturbamento funzionale delle Yie piramidali Se però si è moltiplicato, specialmente nel campo delle alterazioni funzionali, il numero delle o~ser vnzioni positivo in mal a ttie molto di verse, non mnncr1rout> coloro, come sopra acc{lnnai, i qu:tl i con, testarono il valore del sinton111, ioquantoe hè sarebbe s t nto osservato anche in ind ivi<Jui normali, (S p 100) seco1,do Schiiler, (7 p. l Où) secondo ~funch-Petersen, (20 p 100) secondo l'ohu ( ·osi pure l'.,'l.udenino. esaminando un nu mero abbastanza rilevante di bersaglieri dopo una fatica, avrebbe trovato in una percentuale abbastanza forte (13-20 p. 100) segno di Bat>inski positivo; però tut.te queste conclusioni sono state molto combattute o dichiarate prive di valore per probabile n1anca.nza di osservazione accurata. o confusione del fenomeno di Habinski vero con f'orme ad esso somiglianti. Io ho voluto riprende re in parte qneste ricerche ed ho e«a.minat i mi lle individui (sold nti), d'età d unque presso a poco uguale l 'uno all'altro, sani oppure affecti dR. inform ità che nulla a\"8\'ll.llO a che fo.re con que lle cu , s i accompagna. d i
solito il fenome no di Babius ki. Ho pure ri\,olt? la mia a,t;tenzione al modo di ffe. reo te di comportarsi del rifiesso normale della pianta cie l piede dei vari individui e in un 1/J... di essi circa ricercai il fenomeno di B::i.binski dopo una fatica. (marcin. prolungata ). Infi ne, sn oltre 700 deg l i esamina.ti ho fatto pure qualche os~erva - · zione sul riflesso d i Oppcnheim. Questo, secondo lo descrive il suo stesso scopritore, si produce nel modo segm:nto : scorrendo con forza lungo il bordo interno d e lla gnmb:-i dall'alto in br,sso col manico del martelletto di percussione o col polpastrello del poJJice, si p roduce normalmente una tlei,sion e plantare delle dita ( raramente del piede) o mnncn ogni mo\'Ìmento riHesso. In circostanze patologiche e c1oe negli stati spastici e lesioni ad essi corris ponden ti, si produce invece per lo più una He~sione dor;;R.le ( estensione) del piede e delle ditn, nel men tre entrR.no
( 1) L'Èncephale, n. 5, 1912.
824
ll!CERORE OLINIOHE E DI LABOHATORIO
in gioco talvolta. SC'lo il muscolo tibia.le anteriore e l'estensore lungo dall'alluce, talvolta tutti gli estensori. Si ottiene poi talora. lo stesso affetto pizzicando leggermente la pelle a! lato interno della gamba. Il segno di Oppenheim ha. molta analogia con quello d i Babinski e a.l pari di esso ha importanza n ella diagnosi delle pMalisi ospn.sticbe. - Si trova, secondo C11ssirer, nel 4G p. 100 dei tabetici. Espongo negli s pecchi seguenti il risultato delle mie indagini:
nloorca del segno di Uablnsl<l do1,o nna fa tica.
Individui esaminati N. ~50
VAllJETÀ !(El, ~!ODO Ili OEAGIRE Al.I.O ST1ll0 l.0
I
Numero
1) Flessione delle dlta piil o meno marcata (reazione normalo allo stimolo della pianta del piede
158
2) lnsonsibilìtà allo stimolo
65
3) Estensione doll'alluoe e flessione di quattro dita (di•sociazione del riflesso normale)
2
4) Liove nstensione poi flessione delle ultimo quat~ro dito. . . . 5) Flessione de ll'alluce, ostensione delle altre dita (dissociazione del riflesso n ormale) . 6) Flossinne dello . ultime duo dita o tremoro Soldati dai 20 ai 22 anni, san.i, dopo uoe. fatica 1 7) Divaricazione delle dita (ventaglio) piil o meno intensa \ e prolungato 8) Flessione dolio ultime quattro di ta 9) Estensione o Oessione da un lato, insensibiiità dall'altro .
4
li
7
10) E st<msione di quattro dita e tremore 11) Flessione.
12) Estensione dello dita da un lato flessione dall'altro . . . . • . . 13ì Flessione del ginocchio
3
U) Estensione dall'alluce (segno di Babin•ki 250
825
:RlCEf!CBE CLl~ICRE E DI LABORATOR IO
JUeerea dol segno di Bablnskl e di fJnello di 01)penhelm. Individui esaminnti N. 'i:>O. (Soldati dai 20 a.i 22 anni, sani o malati s enza sospetto di lesione, neppur funzional e, del sistema. nervoso).
SEGKO DI OPPENHEIM
SEONO DI IIAIIINSKI
VnrletA nel modo dl renglre allo stilllolo
I! I
..4.nnatazione
3
4
5
6
7
Insensibilit à da u n lato, flessione o estonsione delle dita clall"a.ltro . Estt>ns ione di tutto il piede, poi lieve flessione delle dita
stensione d elle clita d all'altro.
9
dn un lato, es tensione da ll'altro.
7
2
6 T remito di tutto il
più
piedo
1
accenno ad est ensione dell'al luce.
10
7 Lievo
8 Lieve estensione d i tutto il piede sinistro e dell'c,lluoe .
Lieve estensione del-
11 Sogno d i Bab:nski .
E?{'\t','f;;r
5 F less ione' d olio d ita
Estl'ns io no dita..
Sensazione di solloti co con reazion e disordinata .
,J
8
sione di tutto le dita.
l
1'alluce
10
,) ..
4 Incertezze. poi fles-
3
poi fle!leione rnpida di tutto le dita
rrw
94
dita.
ricaziono delle dita ( vont11glio) 9
..4. mwtazioni
~
z
3 Insensibilità da un lato, flessione o o ,
Incertezza poi Oosa i ono od estousione
81Ince r tcz~a poi di va -
~
2 Flessione di tutte le
90
Estensione delle dita de. un lato, flessione dall'a ltro.
di
I
Insensibilita allo stimolo 625
1 Insensibilità allo stimolo 625 2 Flessiono di tutte le dita
Yarlot.\ nel modo di reoglre allo stimolo
9 Lieve estens ione di
tutto le dita 2
IO Fles~io ne delle dita esten ~ione doll'nll uce
le nta
secondo lo. deecri,.ionodel fc. nomcno d ntn 1/ dnl\'Qppcnhelm l risultati di cui ni nn. 7, 8, O,
I O, cootltulrebvorlct:\ pifl 7\ obcro meno mnnl·
I I I
9
2 In entramhi ()Ue· sii lndl,·hlul il 750
{e no meno $I Ot· t~1111e solo indC· t erminati mo JllC'uti;
In SLIC·
ccsslvl CS<lml :tppari,·n alt.e· raro oer;1scom-
J'MSo. - Uuo era eo~ll•Uo <I I tcmpcrornco lo nervoso cU ec-
cl tnbile.
750
fe~to dl esso.
.
8 2(\
R!CERCHF: CLI:S!CfiE E Dl LABORATORIO
Dall'esame dei risnltnti suesposti, senza pretendere d i trarne delle conclusioni assolute, mi parl'ebbe di poter dedurre: 10 Che il seguo di Babioski si riscontra in rariss imi Cl\$i negli i ndividui normali (2 su 750), contrnriamente alle conclusioni di taluni che lo avrebbero r iscontrato in proporzioni di gran lunga maggiori. 2° Che in taluni soggetti, specie nervosi, può osservarsi tl'ansitol'iamente e che è più frequente negli individui sottoposti a fatic:t prolungata (4 s u 260)'. forse (e qui emetto una semplice e modestissima ipotesi), perchÀ i veleni proùotti dall'eccesso di lavoro muscolare potrebbero agire nella stessa guisa in cui, secondo alcuni, agi~cono le tossine circolanti nel sangue in quei casi di malattie infettive (tifo, difterite, scnrlnttinn, ecc.) nei quali si o,;;;ervò il seguo di Babinski, pe rturb>ìndo c ioè il siste ma piramida\P,. 3° Che, negli individui s ani, gli stimoli dirPtti a provocare il teuomeno di Babinski, sen,a poterlo ottenere, determi nano una reazione di grado e forma molto di vers i. -1° Che, riguardo nl segno di Oppenheim, s i può pur<· concluder() c he, nei sani, è rara uni, forma di reazione allo s timolo nvvicinnntesi a quella indicata
d nll'Oppenheim s t~sso come patologica, ma che però ~ meno rara del segno di Babi nski (l9 s u 7W); che inoltrP, come per q uest'ultimo, anche lo stimolo diretto a provocr,re il spgno di O ppenh,·im dete rm ina reazioni svariate.
R!BLIOG RAF[A. Rivi, ta • perimentale di /reniatria e medicina legale delle aùera:ioni 111tt1trùi, l !lOl. pag. 260. Annali di nevrnlgin, anni 1906, 908. Annali di frcniatria. 1907. R i vista pella[Jrolo_qica, 1904. ZA:<Ol<. -
Tesi di lauren.
Rfrista di patologia nuvosa e mentale, anni 1002-1011. Rei•ue de Payehiatrie, anni 1904-1011. 1lrchives de Nwrologie. anni 1904-1912. Rewe N eurologiq«e, anni 1904-191 1 Archivio di P,ichiatria., anni 1~04-1908. Cenlralblatt / iir N ervenhtilkunde, anni 190-l-005-9\l0-91 ~ 0 PPENHEl>I. T.elirbuch du Nervenkrankhciten, L'Encephale, 1912. n. 5.
827
RIVISTA S I NTETICA LE MODERNE CONOi;CENZE SUI LEUCOCI'l'I A CO.N'l'ENDTO GRASSOSO CONSIDERATI C01IE ELEAf l·'. NTl SEM LOLOGICf, per il dott. G . Spad aro, capitano medico. I kucoc iti n granu lazioni g rasse non rappresentano un reperto recente : ne fa fede il Biz:wzzero (l ), il qua le, n el 1888, d escrive nel protopl:\s ma de i leucociti, arcanto ai granul i a \buminoidei, al t ri g ran u li • a con torni molto marca t i e a ceutro brillante ». s ulla cu i natu ra g rn.•so,.:a Hon l11scia alcuu dubbio e a proposito dei qu ali ag g iun ge : « s i dirnno dei leucoc iti in cu i sono numeros i, e s tanno generahnente accumula ti in uu lato Jclla celluln.: ques ti leucoci t i. anche esaminati a fresco. hanno un colori to un po' p iù oscuro d ~gli altri ,. (pag. 47, op. cit.). }~ primn. del B izzozz,•ro si era però no abusato n e lla t en<ll'nza a identificare le g ranulnzio::.i gmst>e de i leucociti, al punto eh,, lo s t el'so au tore è indotto fl rile vn re come le grnn ula zioni basofile .;d eosinofiJc.. c he s o1,o in coufron to a llt1 nltre « più grosse e ~plen den t i, pel p11 ssato furouo spesso Cl'edu t e gocciol ine a.<li pose ;, ( iuid. ). Cesaris -De me l, in uufl. se rie s is t ematic,~ di r icllr cbe, A.vval end osi a pre feren za del metodo d i colorazione n. fresco de l sang ue ( !1rilta111-1,rr•syl-l.>{(ln associato 11.l Sudan Il!), coordi nò lo st ud io d,, J gras,;o lc ucocitico al lo st ud io delle a ltc rn-.i oni mor fologiche e cromatich e de i leucociLi ste;:si, ed l<bbe sopratu tto il m eri to d'ave r prima. di ogni altro rich in matn l 'ntt.-nziooe sull'importauzn che i reperti d,·l genere p otevflno pre., e n ta re in rapporto a lla dia g no:::i di un focolai o infiam mator io con esito in suppuraz ione. ln varie comunica zioni preventive (2. 1l, 4) eg li s 'intrattenne s u .alcun e a lter :ozioni degeu ernt.iv•· c he avt• \'f\ riscon t rato n ei leucociti im piegan do il dette •net odo di color a~ion1! l'ilafr. F er111 a n clo in particolar moJo la sua attenzi one s ui g ran uli protopb<,ma t ici de i lt·ucocit i, eg li desC'r isse le seguenti nl ten tz ioni ùegene m tiv<' : 1° fusione dei g rnnuli in ma!-se via via più grosse ; 2° m e tncromas ia dei granuli p r o,.:si mi a fond,•r si e delle mass,• del'i,auti da lla loro fusione d i fro11to ni granuli non ancora al t era t i : fio scoloramento di va ri o grado con rig-onfiflmento d i a lcuni o di t u tt i i gr:o nuli. Olt re a ciò eg li r iscontrò in n lcuni leucociti delle granulazio ni tingi liili col ~udnn llf, « s udauo fil e », che in v irtù delle preredenti conoscenze intorno nlle reazioni c roma ticl1e d 1•lle sostanze g r,1 s sose, forn it o p r inc ipalmente d nl Dnddi , iden t i ficò n pp unto con granu lazioni d i grnsso e ali.i qun,li aicde g ià fin d a all orn un s ig n ificato a l,'basta11 ,.n largo consi(l ) B1zzoz;rnao. -
Manuale d i m icroscopia clinico, 3" ediz., Milano, V11llnrdi, 1888. S ulle alteraz foni dei lcuc11Citi del sangue, studi ate col m etodo della ,colorazione a fresco. (Giomale della R. Accademia m edica di Torino, vol. X II, fase. 6 , 7, 1906). (3) CESAIUS-DEME L. Di 1m reperto ematologico apcci/ico deUe infiammazioni purulente. (lbià.• 1906). (4 , CF.SAnts-D EMEL. - Sulle modificaz io,~i cromatiche e mor/ologiclte e sul siani/ìcato dei leucociti in attività /agoaitica nel sangue circolante. (lbid., \'Ol. XIII, fase. 3.4, 1907). (2) C!!SARIS -DEi>lE L. -
828
IHVISTA SINTETICA
derandole quali esponenti in parte di un p rocesso degenerativo in parte di un processo fagogitar io. Intanto da queste sue prime osser vazioni Cesaris-Demel t rae due leggi fondamentali: 1 ° quando le alterazioni degenerative dimostrabili nel sangue circolante sono di scarsa entità e diffuse a molti leucociti, e sono indice di una intossicazione agente per via ematogena ed avente un'azione specifico o per lo meno prepondera.nte sul sangue >; 2° qui,ndo invece esse sono ristrette a poch i leucociti, ma. sono più intense, tr11ttandosi di una degenerazione grassa che in vade l a. massa protoplasmatica, ta.lora i n forma di g rosse gocciole che possono completamente sostituire tutte le comuni granulazioni e masch erare il nucleo, gii\ poco colorabile per se stesso, sono indice di un processo infiammatorio locale dell'organismo, di natura purulenta, e i leucociti cosi modificati nell'aspetto stanno a rappresentare veri corpuscoli di pus penetrati in circolo dal focolaio in fiammatorio stesso, del quale sono spie, a tte a rivelarne l'esistenza, laddove per la mancanza di altri segni esso potrebbe passare inosserve to. Era naturale che questi risultati, i quali al loro apparire veune1·0 accolti come nna lieta. promessa per la clinica, avessero destata una notevole attività di ricerchts sull'&rgomento. li '.rorri (I) ebbe cura di riordinarle, fino & tutto il 1907, in una rivist& sintetica, che può essere utilmente consultata, per qunn lo non sempre sin eguale n sò stessa per puntualità di cronac11 e squisitezzn di giudizii (Z). ( 1) Tol!Rt. - Sulle alterazioni morfologiche o cromatiche det lew:ocit• e 8Ul Bignifi,, eato dei leucociti a co11tent1to adiposo nel sang,ie circolante. (Il Potici , l\I., fase. I , 1908, png. 36). (2) I l Torri considera le suddetto alterazioni degenerative dei leucociti come • ,·ere e proprie degenerazioni albuminoidi • dipendenti da • cause tossicho ,. e • assolut.amonte simili a. quelle che noi vediamo 1nanifestarsi per le stesse cause negli elementi o~llulari degli altri tessuti • divorai dal sangue, e aggiunge oho esse e rano • fino od ora. quasi ('Ompleta.m ente sfuggite o. chi in questo ricerche Bi valeva dei comuni me· todi di fissazione o cli colorazione del sangue •· Supponendo cho por ·• comuni me· todi » egli conaideri, con scnao oltremodo r:omprensivo, tutti i 1netodi che non bB.n.oo nulla da dividere con quello della colornzione vitale impiegnto da Cesaris-Demel, e che dicendo • fino ad ora • voglia semplicemente riferirsi fino nl giugno del 1006, ossia fino all'epoca in cui Ces•ris-Demel comunicò là sua nota preventiva alla R . Ac· cademiu medica di Torino, non credo superfluo ricordare che. nel luglio dello stes.so a.nno, e cioil un mese dopo, il Tommasi (nn. 23-24) recava una mia pubblieaziooe concornent.e a ppunto vere e proprio degenerazioni l\lbuminoidi dei globuli bianchi indotte da causa tossica (nucleoistono splenico). In tale pubblicazione rilevavo come la sensi· bilità dei globuli bianchi verso la causa tossico. era. squisitissimi\, p iù squisita almeno di qnclll\ che vi offrivano i comuni tessuti; descrivevo con molto dettaglio le altera· z.ioni degenerative doi polinucleuri, mooooucleari o linfociti, illust,rnudole con riprodu· zioni di 4 fotoziuc otipio; e a proposito della. granulazione protoplasmatica dei poli· nucleari contrassegnavo ins ist-entemonto tanto la metacromasia dei comuni granuli quanlo la me/acromasia e il meccanimw di produzione di granuli n1101-i, più grossi dei primi. il c11i intert·ento coincideva con le fasi rcgrcsaivt più avanzate dei polinucloori, efftt· euandosi i,l elc1nettli necrobioaci. e detiatura:i. Non credo superfluo, ripeto, ricordare questi mioi risultati accanto a quelli su riferiti di Ccsnria-Demel. Son sicuro ,che essi non avranno ohe ad acquistar crodit.o dalla loro perfetta consonanza con quelli dell'illustre anetomo-patologo. E non sorà
!UVI!',TA SJ X'l'J,:'fICA
P e r la par te coucernente il Cesaris-Dem e l, aggiungerò che l'A, ha ulteriorm e nte continuate e svilnppnte le sue 11icerche, conedaudolc <ii nuove osse1·vazioni clinicbt• e sperimeutali : i risultati, sai vo qualche h'ggera modiucazione. si accordnno con quelli p1·Pceden temente ottenuti, e sono stati comunicati per esteso nei T"ircho1v's A ,·cltiv (1) e nella l 'atholoyica {:?1 d el 1909 di ostac:olo la. circostanza. che essi abbiano veduta la. luce un mese dopo. A chiunque ha esperienza di tipografia, ò noto che i manoscritti, giunti alla. redazion e di un giornal e, sogliono, almeno in It11lin., alberg11re 11!1'osn1ro per un poriodo di alcuni mesi, prima ùi essere affidati alla mano bonefico. del proto: e neanche a questo punto tutto è finito. Ora sta il fo.tto che il manoscritto del mio lavoro era stato consegnato alla. redazione del T ommasi fin dnl dicembre 1!)05. Ciò dimostra, - e questo a. mo basta ohe !e mio ricerche si svolsero indipondentemente da quelle di Cesoris-Demol per in.odo cho i miei risultuti non perdono nulla. del loro carattere personale. Mi si CO!l<'Oda a ncora qual che rilievo a proposito delle granulo.,:ioni grasso. Il Torri, dopo aver asserito che esse non poterono mai essere osservate coi precedenti metodi dii fis.qazionu al colore, all'o.lcool, alcool od e t•re, ecc. eco. (è chiaro intanto che con questa. asserzione ,:,gli mostro poca. famigliarità col manuale d i microscopio. clinica del Bizzozzero: v. o.vunti .nel testo), aggiunge: • ò giustizia ricordare ohe precedentemente a Cesnris- D emel il Guyot, osservando gli elomonti corpuscolari sanguigni sopra preparati di sangue semplicemente striscinto e disseccato sul vetrino, in determinate coodizio ni patologiche (mai noi sanguo di individui n ormali) osservò che alcuni globuli bianchi, e previllcotemente i polinucfoati, offrono un aspetto bollicinoso, dete.r minato dalla presonza di corpi refra.ogrnti. Il Guyot concluse che i corpi refrangenti r apprese ntnvano vacuoli protoplasmatici. Invece, secondo il Torri. essi rappres,•ntavano goC'.:iole di grasso. $i domtmdn: in base a quali criteri il Torri mette io vista questa. sua opinione? $tondo a quanto egli dico, in baso a nessuno. Per sostonore una. simile opinione, l'A. si oppone apertame nte nlla. interpretoziooe che il Guyot si ri tenne autorizzato o dare ni suoi corpi r efrangonti, e por. fare, si clirobbe, un regalo d i prioritù. a chi non lo aveva. neppuro domonclnto, ò indotto ad intaccare • l'imperfet to metodo » e r.,ntità. dei ris,,ltati stessi del Guyot in virtù dei qunli i C'Orpi re· frangenti in discorso no n n\·ovano nulla di comune non solo con le grunulazioni fncsin o file, siderofile, ioclofile, amilacee, ecc., mo. neppure con lo gocciole di grasso. E tutto questo perchè ? Forse che il Torri trova. in,,erosimile che noi globul i bianchi possano manifestarsi, quali espros;;ione di processi in•·olutivi, doi vacuoli protoplasmatici? Kel m io citato hn·oro è dimostrato quali este.se proporzioni possa assumere In vacuolizzazione protoplasmatica anzi addirittura cellulare nei globuli binnchi sotto l' i nOuenza di unci, causa tossiea. E, a proposito delle gran\1lazioni g rosse, dirò al Torri, prima di rhiudero questa nota, che, dopo il tratto di singolare cortesia dn lui usato ul Guyot, mi sarai aspettato almeno, e per debito di cronaca, di veder da lui citato il mio la voro, nd quale rilev,wo come i gross i g ranuli che ho sopra monzionoti • presentano una particolare attitudine a [issare i vapnri osmici » i qnali co11fcrisco110 ad
essi una tinta osr.urct o • decisamente ,aera, il clte lascia apprc::arc 1ma naturale t,·nd en::a a dege11erare in gra$BO » in conto dei medesimi. ( 1) CES.ARIS·DE) !EL. - Ueber die m()rphologiBche Strulctur 1md die morphologisc/",. und c hroma11·schen Vercinderungen dcr Lrukozyttn (Virch. .Arch, Bd. I !l5, l !lO!J). (2) Ci::S.AlllS·DEll r.L. - Sulla struttura morfologica e sulle altcra:io,ii morfologiche e cromatiche dei leucociti studiati col metodo dtlla colorazione a fresco del san:;ue. (Pathologica, onno I, n. 12, 190!l). ;,t _
(,itir,i,ile di mcJ1ci>ia milila,·l' -
Fjsc. X.
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RIVJ·;TA SJXTJ;:T iCA
Intorno e.i leucociti a granulazioni i;rasse (cho no i, in omagg io n. un !Rrmine già in uso. chiameremo per ora « sudanofili • ), e.ppeua intravedute. la loro eventuale importanza, si iniziò una ~uccessione attivis~ime. di ricerche e si costitnl 11 breve tempo una ricca letteratura. Il Torri (1), fondandosi su 70 osservazioni, venne alla conclusione c he in tutte le malattie infettive è costante nel sanguo, la presenza di leucociti sudanofìli e che il reperto i, cospicuo sia nelle suppurazioui gravi come n e lla p olmo nite e broncopolmonite; inoltre. a con forma della partH esse11ziale delle comunicazioni di Cesaris,Demel, trovò che in tutte le suppurazioni passano nel s angue veri e propri corpuscoli di p us, numeros i o scarsi secondo l'entità del processo (eccezion i, che egli giudica apparenti, eùbe solo in !l cas,, 11ei quali il rep.,rto d ei detti corpuscoli fu negativo e i quali egli spiega invocHndo il libero deflusso del pus al· l'esterno p er i primi due e un ispessimento fibroso della pleu rn, tale da ,imp<'dire la penetrazione in circolo dei leucociti puru1ent1, per il te rzo, riguardante u n caso di pleurite probabilmente speci tica). Quare lii e Bu~tino (2·3) ottennero anch'essi, in tu, ti i c•si d i s u ppura;done. il reper to ematologico di sudanotili che ri tennero identificabHi con corpuscoli (li pus; 11 tal o reperto non attribui~couo per ò u11 v,du1·0 ns,oluto per Il\ diagnosi, :i.ven• dolo pure ottenuto in processi inf<:ttivi 110n a rcompagnaci d & suppur azione. Gli autori ritengono doversi ancora utilizzare a scopo di•guost,co la percentual,· complessiva Jei sudan ofili , la quale puo raggiungere il !JO p. 100 nelle suppurnzioni molto grad , mentre si limita al rJ0.(35 p 100 uelle form" pneumonich e e bronco· pneumonich e e al 15-20 p. 100 in iufezioui vari e di lunga durati, (tifo, tubercc• losi, reumatismo articolare, ecc.), Rilevano come le so~ianze grasso vengano fa. cilmente a ss unte dai le ucociti per fagocitosi, 6 110 al pun1;0 che, se s'iniettano nel sottocutnneo a soggetti normali 20-l:JO centimetri cu bi di olio d i olive sterilizzato, già dopo poche ore si risconto ano n el sangue tiuo al 70 p. l t>O di leucoc iti a piccole e medie granul11zio~i tingi bili dal :':u-iau I II ; ll111met ton o in fino che tra sudanoali semplicemente alttrati e sudanotil i identificnbili cuu corpuscoli di pus esistano numerose forme di pasgaggio. Cinotti (4), e dopo lui Schifone M e G . (5) e Pozr.illi (6), distinguono i leuco· citi s udanolìli i n d ue varietà: sndanofili a. pir.cole e medie granulazioni, con nucleo integro, e sudanofili a grauulazioni grosse. c·on alteruztone d el nucleo e d i tutto l'elemento in g enere. Questi ultimi ,arebbtiro appunto dei corpuscol i puru(1 ) ToRRr. - Sul valore del reperto ematologico specifico delle i nfia,,miazic,,i purt<· k11te proposto da Oeaaris-Demel. (Clin. tned , anno X li, 1906) (2) QUARELLI o BuTTINO. - Sulla prescma e sul aigni(u;ato dei I eucociti a granulazioni sudano/ile n el aangue. (Giorn. della R. Accademia tntdu:a di T orino, voi. XIII, fase, 1-2, 1907). (~) Qu.utELLI e BUTTINO. S1ùla presenra e atei lligni/icat, dc. leucociti a,uJano{Ui ml sangue. (Riv, cr,t di clin med., anno VIII, nn 21-2t, 1907). (4) CrnO'rrr. - Sul reperto emato/oyico di CeBaris Demel. (Nuovo E rcolani, nnn o XII. n. 10 o seg.). (!;) SCIJIFONE 1\1. e C . - Sul valore clinico e sull'origi11e delle granulazioni grMst nei leucocit i. (Incurabili, anno XXII, Caso. G, 1907). (6) Pozzu.LI, - I leucociti a granulazioni sudano(<le ,ielle malattie dell'appar=l•fo ,espiratorio, con specia'e riguardo alla polmonite crupalc. (Policl,, M, anno XV, fosci• co'o 8, IDOS).
RIVISTA S11'TET1CA
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lenti. Ciuotti li giudica di alto valore semiologico, per il fatto r:he, come a lui risulta da ricerche sper imentali s ugli auimali, essi debbono costant em ente ritrovarsi ne l sangue in coso di processi suppurativi, a meno che non si traLti di focolai aperti all'esterno o iucistidati da una densa c,~ps ul a di connettivo sclero• tico, nel qual caso mancano le condizioni adatte all'assorbimento deg li e leme uti in discorso. M. e <J. Scb1fon1:1 riscontrarono anch'essi, in tub t i gli esami d i sangue e sempre che si trovarono in presenza di un processo suppurativo, i sudanofil i della. seconda varrntà, e notaronv uno stretto rappoi·to tra il 101·0 numero e l'e· stensione della s uppurazioue : li r,scontrarouo pure in assenza di quest'ultima, p ~rò a t itolo d'eccezione "' m una percentuale bassissim,l (1·3 p. 100), molto inferiore a q ,tella cb1:1 essi sogl1ouo ri.ggiungere nelle infezion i p urulent e, la quale è sempre al ta e spe,;so s uv1:riore a l :31.1 p. lUO. P ozzilli, ave11do rivolta la sua at• tenzione alle m a lattie 1..cll'uvpareccl110 re., piratorio e specialmente alla pol monite .f:ibnnosa, di c ui tl,,amiuò :$U casi, tibbti a couclndere cbo per questa malattia, 111e• glio c ho per gli altri processi iutittwmarort dtl11 ' .. pparecchio resp iratorio, « si 1,uò giustamente r itenere co111e ><pec11ico il reptlrto ematologico d i Cesaris-Dem(>I », ptlr il fatto che i suctanvlili rng~iuugouo il ~U-oU p. 100 all'inizio della 111::dattia e il 90 p. 100 verso t'a;;we (µ er voi d.nninuir., e ta lora scom parire· del t utto d ura ute il p e r io:!o di nsoluzione) e ..,er it Iatw aucorn c he i sudauofili della seconda va• rietà - a. grosse g r«uu laziom , meutre iottlrveun ero con molta freq nenza 11ella malattia m discor:,o (,dl' i111½Ìo e ali 11cmti), forono s eruprc a,:sen ti, ~e s i eccettua l'empiema, n elle alt re fvrwe cl1u1uhe dtlll"apparccchio respiratorio di~ l ui e,ami11a te ( tubercolosi vol1uouare I 5 c,.s1, cou reptirtr, di s udauo!i li della p rima varietil - a piccole e medie grauu la1.1o u1 - o a1>stmte o non s uper iore al 20 p. LIJU; b ronchi te e iot!u,rnza " torurn l>rouchial., :20 casi cornplt:ssiv runent,:,, coo lo stesso r e p erto a.~:;ai raru e inft:nure 1d tf> V· l Ull; p lou r iti s ierolibr inose 7 casi, cvu lo stesso reperto iucon,;ta.uLtl e uvu suponOrtl a l lU p. 100). Come:isattt (1) aveva :iegualaLO un~h ., lui, gia prima del Pou;illi, una forte p,·r· centu~d e di suuauotili nc da pulJ1tuun1:1, e, u vn m e uo che iu qull:;tn iufeziouc, uelb broncopol,nonitti, Ot::ll'o~Le-,1u1e11tti ..cuta e Dtllla meningi te ccreuro·S(.IÌUale epidemica ; ai r eperti conct::1· ....,0~1 y_ue:;t'ulLiwa eg11 aveva accordato un valore diaguos tico di fferenziale d1 trolltt> alt,, weuing tttl tubercolare. La con temporant:a pro· senza. n e l saugue Ji 4' cuq,u,culi purnle uu », frnque11te n ella polmonite e n ..lla bronc ovolmomte. sartiblJe st,,ta coa1ta11Le utill'osttiomielite acu ta e n ella meuingite cer1:1bro-spmalti e µiuen,i -,a . l'iu gt:nerntme ute il Comessatti ritienti che i « corpw,colt puru lent i » si truvinv 11nuurnca.bi lmeuLe lll'l sangue nei casi di sup· pura z1one, s alvo tivenrnali et:ctiz10ni rtl!.. t1v1:1 a pro.:essi cronici e a focolai incap:su · lati. .M.olt!L parti:! Clel n ,p1:1·tu e watolvgicu d1 Ce:;aris-Deme l l'auto re attribu isce -i.ila. fa.goci t o,;i. Ona. cons id.,rnzione anche wttgg1ore iucontni. quest'ultima presso il De 111:wc his (2) , il qualt::, du(.IO 1,,ise,si ass1uurato che in tutte le suppurazioni chiuse, ,i 1neno che non s iano di u11u1w11, llut n à, cOwll il furuncolo e l'orzaiuolo, esistono nel sangue leucoc iti citrichi di goccioliue adivose grandi e d i m edia grandez;rn,
( 1 ) Co;uESSA'l'TI. - Sulle alterazioni degenerative dei lr ucociti ,.el eangue studiate col metodo d• colorazione a fresco. (Riv. crit. d, clin, mecl., anno Vili, n. 2 1, l 9Ui). ( 2 ) D E M ARCIUS. - S ul va ore del r, perto ematoloiico indicato da Cesaris-Demel come specifico delle in{U1 mmcu:ion·i •purulente, (Clin. m ed ., auno .Xl ii, fase. 11, 1907 )
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ritiene che tali l eucociti, nnzi cl,e vel'i o proprii co1·puscoli purulenti, stiano a rappresrnt:ue con maggiore probabilità dei fagociti, che si caricano di goccioline adipose a l ivello del focolaio suppurativo e dn q1iesto rientrano direttamente o indirettamente (poi tramite dei liufatici) nel circolo sanguigno. Il De l\larchis rileva poi come il reperto si abbia soltanto allorche la fusione purulenta si è iniziata e manchi, invece. fin tanto che l'infiammazione e nel periodo d'infiltramento. Avendo estese ancora le sue ricercla, a 12 cnsi di polmonite fibrinosu, nei quali vennero condotte sistematicamente durante tutto il decorso della malattia e in un cnso a vnrtire fin dalla prima giornata., potè convincersi che durante l'epatizza?.ione rossa e g rig in, e cioè fino a ~he non comincia la fluidificazione doll'Pssudnto endon.l,eolare, il reperto è negativo, mentre diviene vistosamente pos itivo appena s'inizia ln risoluzione,. continuandosi fino a che durn il riassorbimento dell'essudato (3·'~ giorni dopo la r risi). Romanelli (l), avendo trovato ch e i leucociti sudanofili non accompagnano né sempre n è spesso i processi suppurati vi e che. a prescindere da questi, la loro comp>trsa nel sa11gue, e nell'uomo e negli 11oim11li, in sv11riate cond izioni di ma· l!Lttin, è piuttosto ram, negò l'importanza accordata ai medesimi dai precedenti osservatori. Miche li (2) si occupa del valore tliagnostico differenziale che, in conformità dei citati risultati del (;omes,atti. assmnouo i leucociti s udanofili p er la distinzione tra m eningite tube1·colaro e meningite purulenta : in quest'ultima, a differenza che nella prima, la percentuale, è alta (60-80 p. 100) e costantemente coadill\·ata dall'intervento t.li « corpuscoli purulenti~Dalle ricerche cli Biondi e Galassi tS) risulta che sul11t compar s a delle granu· l:11.ioni tingibili col Sudan IJI nei leucociti circolanti influisce spiccatnmente, e nell'uomo e negli an imali (cavie, c·onigli), l'intossiçazionc con antimonio: import ,inza minore av1·ebue I' intoS$icazione con fosforo e nrsenir.o. Tommasi-Cru<leli (4) pose, anche lui in eviden,o il contegno dei leucociti suda· no fìli di fronte al fo,foro, esaminando il snugue dei lavor1ttori cli fosforo noochè di animali, in cui n.vev,~ prodotto un' intos;icazione di\ fosforo croni~a e acuta: io tali r.ondizioni, egli riscontrò nel circolo nun,erosi sudanofì li, nei quali il grasso spe~so nssume,·a proporzioni tali che gli elenH,uti prese11tnYn1.10 l'as petto di cor· puscoli purulenti. Analogo reperto egli ebbe, al pari d!'gli altri autori, nei proce,si pneumonici o spcci,dmc>nte n el pe riodo di r isoluzione. I n base a queste os~ervazioni e nd n.lt1·e, secondo lo quali. in alcuni cn.si di mastite purulenta, non apparvero io circolo leucociti sivlonofili, <'gli si riLiene antorizznto a n egar e qn:dsiasi in1porta117.a diagnostica al 1<: pt•rto di Cesaris-Demel.
(I) HOllA:SELLI. S,cl/a prr.,c,;m e /rcqucma clr i leucociti clcuencrati nel san:7'" cir!'ola11te . (Ga:..:. d,•g/i osp,!l. e dc'lr. c/i11., n. 60. HJ07 ). ( 2) )ftCHEI.1. La wloritzi,mc a fr esco d,I ,ang11e col S11cla11 III per la dòa(lno.,i fra meningite p1<rulen1a e me,;i,ogitc tubcrco/ar,. ((/.iom. delfo R. 11cc. "''d. di To· rino. anno LXX, fa.se. 3-4). (3 B10:snr e GAL.,ssr. - S ai/a vrcaen:a nel sa11!l11• di leucociti sudano/ili, n , 7!i nreclcname11ti p,r antimonio, /oe/oro e n,r,<1cn.fco. (Con1unira1.. alla Soc. dt:-l C'11ltori dcJI,, scienze mcd. e nntur. in Cuglinri, 22 ~iuJ:(nO I 007). (·I ) T o>1>rASt-Cnoo1-:LI. - Sul ,iy,ii(,oato di alcnuc altcrazio11i elci lwcociti, ecc. (Corriere sanitario, 190S, cit. da C'cs!Lris-Domcl).
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Dallo ricerche di Benini (1) e di Facch ini<! Mi laui (2 ) ris ulta che i leucociti fibrinosi e .fìb1·ino-pu rulenti con valori non meno forti chi· per gli essudati sch iettamente purulenti, poLendo r aggiungere il 50 p. 100 nelle angine difteriche gravi (Benini) e il !J~ p. 100, con un 11iinimum del 30 p. 100, n ei proces><i settico-piemici con essudazione fi brinosa e fi. brino-p urulenta ( Fa.echini e Milani). Le ricerche in discorso noIJ depongono pt1r la specificiti1 dei" corpuscoli pu rulenti » uel senso _voluto da Oesaris-Demel. Cadetti (3), n el sangue dei ti,..ici, trovò quasi sempre i leucociti sudano(ili; ma in numero assai limitato e solo eccezionalmcnt,, (in 2 r.asi giunti a l pe1·iodo ter, minale con febbre continua e noh,voli a ~socia.zioni m itrobichc) accompagm,ti dit • corpuscol i purulenti». Ceruezzi (4), in 46 casi di suppuraz ion i di varia cstN1sione e scùe, notò sempre nel sangue, In presenza di </. corpuscoli purulenti » : essi scomparivano n on appena una raccolta purulenta veniva vuotata o r icompar ivano col formarsi di nuovi focolai. L'A. ebbe talora a r iscontrare, nel t,·mpo stesso, leucociti suda nolìli egranulazioni finissime. Jousset e 1'roisier (ii) trovarono nel sang ue· uormale dal 10 a l 50 p. 100 di leucociti sudanofili (proporzione poco modifica bilo, secondo loro, dal digiuno protratto e dall' ingestione di molta quantità d i burro. Dalle osservazioni del gene re e da qualche altra, traggono la conclusiolle che il repe rto 1<111atolog ico di « corpuscoli purulenti i non è n è costante nè specifico delle inJiammazioni purulente locali. u iacomelli (G) studia. le ,ilterazioni dt·i leucociti n ella clorosi. Egli trova che in tale discrasia si possono costantemen te dimostrare in circolo, quantunque scarsi di numero, leucociti alterati che 110n cont,·ngono rrmi grasso, ma sono solamente affetti da lesioni morfologich e e cromatiche, le quali starebbero in r apporto con uno s tato tossiemico èa insu 8icienza ovarica (questa insuOicienza, secon do l'A ., è costante nella clorosi). A.rata (7), col metodo della coloraidoue vitale, r ile va UJm deg8ncrnzione nllmruinosa e grassa nei leucoci t i, la quale si manifesta al te rm in o dell11 gravidau za e si continua, per un certo tempo, nel puerpesio: 4uesta degenerazione mette in rapporto con uno ~tato t ossiem1co facile a ma11ifest.ar si n ella. donna e in detto e•iodo. 11 oontenuto grassoso accompagnano gli essudati
(I) BENINI. - Sulla presenza di leucociti sudano/ili nella inftzione difterica. (Riv. di clin. pedia.tr., voi. V, fase. 8, Hlù7). (2J F;1.cCHINI e MILAN!. Sulle modi/icazio1~i morfologiche e cromatiche dei leucociti del Bangue circolante. rilevabili con la colorazio,ie a fresco, ecc. (Cesnris-Demel, Ace. med. di Bologna, 1907). (3 ) CARLETTr. Dei lei,cociti suda110(ili 11et sang11e degli ammalati di tubercolosi polmanare. (Atti del XV11 Con.gr. di mcd. int. , Palermo, J 907 ). (4) CERNEZZI. - Sopra tm nuov? reperto ematologico, ecc Soc. milan. ùi med. e bioJ., luglio 1907 (cit. da Cesaris-D omel). (5) Jo crSSET et Tao1snm. - L ei' gr<1111dutio,~ graisseuse.s dea /euc~cytes cli. sang nor· mal. Soc da biol., 13 luglio 1907. (6) Gu.COMELLI, -Sulla formula leucocitaria e sutle altera,:icmi dL>i leucociti nelle clorosi. Tesi di Pisa, 1908. ( 7) ARATA. - Stt/le modi(ica:iot1i del sangue fo gravidanza, ccc. Tesi di Pis11, 19ll8.
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RI VISTA S I NT E TICA
Cal iri (li, che n or malmente rinvenne i s udunofili fino al li p . 100, mettendost clal punto d i vista ostetrico e g inecologico, trovò che la per cen t u aie dei medesimi ora suscettibile di salire fino al 40 p. 100 nei p1·ocessi su ppura tivi acuti. T ale per centuale d iminuiva alquanto n elle forme subacute e si a bbassava di molto nelle cron iche fino a toccare il limite norma le. L' A , inoltre, ebbe a r egistrar e in cifre assai marcate di sudano61i - fino a l 80 p- 100 - in 7 casi di gravidanza extrau• t erina su 12 esaminati. li reperto, d'altra p11rte, fu negativo in alcu n i oasi di cisti ovnricll suppurata. L'A. invocò per il grasòo leucocitico, l'o rigine fagoc itica. Bucalossi (2) c1'1lle s ue ricerche fu indotto a con fermare l'intervento nel sangue di < corpuscoli purulenti» in presenza di tatti broncopneumonici e di ascessi. l:lernardi, Francini e Razzabo11i studiarono i leucociti a contenuto grassoso in rapporto 11,lle fratture. Bern11,rdi (3), nel sangue dei frntturnti , accertò oel protoplasma dei leucociti la presenza del grasso accanto a speciali modifica zioni degenerative del p1·otoplasma e del nucleo. Frnncini (·!), che tlal grasso leucocitico, da lui ammesso come un fatt o n ormale, fe,~e r icerche sistematiche e u oll'u()mo e negli animali fratturati, lo trovò, specialmente nelle fratture diafisar ie di individui adulti, in costante aumento in tutte le varietit. di leucociti, sopratutto uei pol inuclear i e negli eosinoli li, il cui proto· plasma può contenere una quantita rilevante e perfino, per i secondi, ri!evaotissima, di goccioline adipose, L'A. crede« ovvio l'ammettere per Psso (il grasso ]Pucocitico) l'origine fagocitar ia, ritenendo ch e i l fenomen o avvengA. a live llo delln frattura e che sia parte del q uadro sintomatico così noto della li pemia che ~appiamo costant e nei fratturati» (pag. lol ). Razze.boni (01 esaminò il sangll§ cli anime.li (conigli e ce.vie) ai quali aveva praticato l ussazioni articolari (accompaguate a pest11,mento della sieros a a r ticolare mediante il soffregamento energico delle superfici ossee) io parte al ri p aro dei germi e in pa r te opera ndo in articolazioni gi!. infettate cou in iezioni d i brodoculture di stafilococco aut·eo. Risulta a lui che< indipenden temente da un processo suppurativo, può per un trauma, come quello di una l ussazione, ave rsi nel san gu~ circolante la comparse. d i leucociti a. contenuto altamente sudan ofìlo,. Con questo o on crede doversi togliere ogDi valor e al reperto di Cesads-Deruel : pu r conferendo ad esso u n significato piuttosto largo, si a llontana dal Bolognesi e Zan cani (/;) e da alcuni dei citati aut ori, i quali giungono a considerue il detto reperto come nor male; ritiene invece trattarsi di u n reper to patologico sul qua l.,, t ra le cause m olto dive1·se, iuilui~cono probabilmente io primo luogo le s uppumzioni : e infatti, ( I ) C ALmt. - Si.Ila pre,ema del. sanguo circolatorio di /.,u,ociti a 9ranuli adipo,i e ,ul loro valore diagnostico in ostetricia e ginecologia. Soc. rn ila n. di med. e b iol. l ò giugno 1008. ( V, Olin. e/tir., n. 8, 1903, pog, 1357). (2 ) BuoALOSSI. - Il sangue nelt' infezione tifosa, ecc. (Policl .. M , foac, 6, 1008) (3) BERNAllD.t. Di alcwie modi/iea,ioni citol. nel ,angue cui fratturati. Pisa, od, Mar iotti, 1907. ( 4 ) ,1,'nA.:<OL>rr. Sullo modi{lcazio»i morfo!. del. sangue circolante ifl seguito a soluzioni di co11tinuo delle ossa. (Clin. chir, n. I, 1908, pag. 117), (5) RA~7.ABONr, - Contributo sperimentale allo st1<dio cullo alterazùmi. leucocilark dt· scritte eia Cesari8-Dcmel. (Policl. C.. 1909). (6) Bor,00N"ESt e ZANCA.'<I. Stll 1Jalore diag»ostico delle altera:ioni lwcocitarù tkocritte da Ocsaris-Demel. (CU11. cllir., JUOS ), t
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nei suoi es perimenti, il reperto, pu1· mos trandosi qualitati,·amento lo stesso, differiva q11la11titativamente, per essere piit abbondante. s,•mpre che le articolazioni erano stah• in p.receden;:a infettate do.Ilo stafilococco aureo. Quare lli e Buzzone (ll fecero delle indagini n el campo otoiat l'ico e trovarono che il reperto di ., corpuscoli purulenti » n elle m alattie auricolari a ccompagnate ila supp urazione era positivo. Salvoli11i (2) rile,·ò l'importa nr.n. del rl'per to presso la Società med.-cbfr a 11coni t.nna in una com un icaziono n vvalorata da d imostrazione di alcun i prèpn.r,lti n.11,-.stiti ,,o] noto metodo d ella, colo rar.ione vitale. D'Amore (~{) ri,:ercò le g ra nulazioni gra,;se dti leucociti im piegando u n suo « metoclo osmico » (lissazione con sol. 1 p. 100 d i ac.osmirn seguita da colorazione col b r uno di B ismark) e mettendolo in confronto col me todo di Ccsar1s.'Demel L e sue r icer che si estendouo, olt re che a JG casi di stato tis iolcgico, Il 12 di m alattie non su p purnlive e a 8 di malattie s uppurnt ive. Tal i 1·icP1·c11e inducono l'A. :i.Ila. c o nclu.:;iono « che i voh1ti corpuscoli•purulenti circolnnti n el s an gue siano solo dei g lobuli b ianchi degenerati, s imili n quel li clic si nsco11trano in altri stati patol o gic i, i quali n ei proc,·ss i st1pp11 r:1.tivi a u ments 110 di numero e presentano gran uli di grasso piit abl,ond,rnti e più gro.~si, forse per un'azione più diretta e ,:pecifira ddl e tossine versatt· iu circolo d,dla i nfezione purulenta, :::enza escludere che al tre ma.la ttie possauo indurre l e mede>i me alterazioni e dare lo stes~o r eperto» ( pag. SD-l). Crespellani (•i ), avendo ricerca to i leucocit i a g ranulazioni grasse col noto metod0 della colorazione vita le, in svariate malatlio suppurat ive e non s u ppurat-ive, potù con vincersi c he, « la presenza di leucociti a veuti il nucleo scolorato e il protoplasma carico di goccioline colorabili col Sudan IlI, n ou costituisce un reperto specifico costante dol!e infiammazioni purulcnt<' ». Non può parla rs i, secondo l'A ., d i speci6cità,' per cl1è lo stesso reperto pu b avers i, come r appresen tant<• di un grado e str emo di ;llteraidone l eucociticn, senzn che uu focolaio suppurati vo esistn nel1 ' organis mo (fo positi vo in 3 casi d 'iofiamma ziou e settica sGnzn formazion e di pus); n on può parlarsi di costanza de l reperto, perch è q\lesto mancò in W ca si d t suppurazio11 e, 7 dei quali s i mostr11rono add iritturn es1,nti da leucociti s udunofil i in c ircolo. 11 Cres pellani r itiene che « uello studio del satJgue a scopo di,,gnostico non dobbiamo occuparci di ricercnro soltanto le u coc iti circolanti aventi i caratteri di purnlenti , 1u,t piuttosto della pre;,enzn. di sudunolilin o dell'intensità di ques ta sia in rapporto ad o~ a i leucocito colpito, sia in rap porto alla massa totale d e i l eucociti in special m odo suscett ibili di t a li altern.zion i (polinucleati neutro6.l i ) e tener conto di questo i-eper lo in relazione ai sintowi clinici presen t ati dal malato». Bobuio (5) compi d,,J lc osserl'azioni in 138 ammalati di affezioni c hirurg iche, ( I) QOAREL.LI e lluozzoNE. -· Sur le valeur de., recherches hématologiquea par la m étode d e Oesarù1-Demel en otoiatrie, (Arch, ifltem. de laryng, 1907). (2) SALl'ù LINI. - ::ioc . m,•d.-cbir. a neon., 6'' adun. l!l07. (V Policl., S.-P,. n 34, 1907). ( 3 ) D ' AMORE. - Sulle granulazioni graeee dei le11cociti circola11ti. (Tommaai, n . 17, 1907, pag. 389). ( 4) Cn1::srET,LANr. - S11l « reperto ematologico specifico • cli Cesaris-Demel e sua im• portanza diagnostica. (Policl., S.-P., fnac. 4Z, l!l0S, pag 1317) (5 ) Bonnto. - Sulla presema e wl signifìc<1to dei ic11codti s•«la,wfìli nel sangue nelk a{jezioni chirurgiche. (R·i /. m eil., n. 45, 1903, p ng 123\l).
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ripetendo per nlcuni l'esame dPI sangne in vari stadi della malattia, e dai s uoi risultati si ritie ne uutorizzato n. distinguere ùa una parte leiicociti a piccole gocce !ldipose non invadenti il nucleo, i quRli sarebbero elementi in degenerazione grassi\ più o meno diffusa e interverrebbero in tutti 1 processi" flogistici nel pe· rioio della semplice ino!trnzione, e dall'altra l eucoci ti a grosse gocce ndipose invaden t i taJ,,rn anche il nucleo, i quali starebbero a significare veri corpuscoli purulenti e cos tituirebbero per !"appunto il reperto s pecifico delle infiammazioni purulente. L'A., conformemente a quanto erA. stato da altri, e ùa Ces aris-Demel per il primo, constatnto, si stcc01·se che i l reperto Jloteva mancare in presenza di raccolte purulente chiuse da pareti mo lto spesse e antic he. Egli affe rma che i granuli sudanofili sinno contenuti quasi esclusi va me nte dni polinucleari, ma poi aggiunge·: ~ d'altra parte bisogna convenire che in certi preparati questa distinzione ries ce piuttosto difficile per non dire impossibile~ (pag. 1240). Ammette che i « corpuscoli purulenti ,. provengano direttamente dal focolaio suppurati,,o, e che nella produzione degli s tessi entrino io causa contemporaneame nte o successivamente la degene1·azio11e grassa e il fagocitis mo. Pavesi (1) es amiuò, servendos i della colornzione vitale - semplicemente col Sudan III o doppia per associa1.ione del l3rillant·kresylblau - 12! ammalat i, d i cui fl2 affetti da forme purulente e 02. presi come termine di confronto, affetti eia forme non purulente; esaminò inoltre 10 individui in condizioni ottime di salute. In armonia con alcuni dei cit. AA., il l'avesi è indotto anzitutto ad ammettere due varietà di leucociti sudanofìli: gli uni identici ai globuli di pus, con nucleo ipocromatico e spesso invisibile, con grosse gocciole rossastre il-regolar· mente disposte dentro il globulo le quali sostituiscono i comuni granuli d.,l protoplstsma, scomparsi qunsi i11 toto; gli altri, più piccoli dei precedenti, ca.ratterizr.ati dalla presenza di finissime granulazioni rossast re. I primi, poco numerosi e diflicilmente reperibili dopo lo s vuotamento della. raccolta purulenta, a'<°rebbero il signific:ito di fagociti provenienti dalle vicinanze della raccolta stessa; i s econdi, molto più numerosi, visibili specialmente n~i forti r ialzi termici, starebbero 11 rappresentare non altt·o che dei leucociti in degeuernzione grassa. Quanto poi all'importanza semiotici\ del reperto di Cesaris-Demel, il Paves i viene A.llst con· elusione che esso « non h,a un valore assoluto per l'esistenza o meno di un foco· !aio s uppurativo, poichè la presenza. di leucociti a,·enti il nucleo scolorstto e il protoplasma con gocciole colorabili col Sudan 1II può egsere indice di alte ra,:ione leucocitarÌli anche senzn un focolaio di snppur>1zione nell'organismo » (pag . 42·1). Vannocci (2) es aminò sistematicamente il sangue rli individui - uomo e ani· mali - chr erano venuti a morte per caus,, dive1·se, ripetendo l'esame a. d istanze variabili dal momento del decesso Dalle sue osservazioni, basate sul me todo della colorazione a fresco. pote dedurre che nelle prime 24 ore, dopo la morte il reperto ematologico ~ identico ,, que llo che si ha in l'Ìtam, e che pertanto quest'ul· timo pnò essere, per questa via, integl'llto Io un periodo più inoltrstto com· paiono nei leucocit i gocciole di grasso s empre più num~rose, quali c~ponenti di una me tn mort'osi regressh,a cadave rica dell'albuminn, secondo il concetto di Virchow, e infine·, a distanza ancor maggiore diti momento del decesso, linisoono (l ) PAVESI. - S ulle pretc,e alterntioni specifiche dei leucociti del ~cmgue in caai di infiammazioni purulente. ,P olicl .• S·,P., fase. 14, 1909, peg. 421). (2 ) V ANSOCCI. - La coloraiione a fresco nello studio del sangue dei cadot•eri. (Test di Pisa. 1908)
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col subentrare nei leucociti alterazioni morfologiche e cromatiche tali da rendere
il reperto privo di q ualsiasi importanza diagnostica (ma ancora utilizzabihi dal lato medico-legale!).
* •• Dopo tanta attività di ricerche, lo studio dei leucociti a contenuto grassoso, quasi per una reazione in senso contrario, venne bruscamente abbandonato. In questi ultimi anni, se si esclude un lavoro di Zanel.t (1) e qualche a ltro che del resto non ebbero di mira il reperto dei « corpuscoli purulenti>, si può dire che l'argomento dei leltcociti a. contenuto grassoso non ri,ccolse alcun altro contributo degno di rilievo. Gli autori tedeschi, dalla loro parte, non solo continuarono a tenersene estranei come ricercatori. ma dimenticarono - e questo è peggio, perchè non dà ragione al l oro temperamento di bibliofili - l'estesa e impor(·ante serie tli osservazioni arrecate all'argomento dalla scuola [italiana. Anche il Ferrata (2), nel suo prezioso trattato di ematologia, dopo aver rilevato come la« ricerca d1,i granuli sudano fili nei leucociti ba una notevole importanza». esclama : « non si comprende come i trattati tedeschi anche recen t i non ne facciano alcun cenno • (pag. 176). D'altra parte, quel che ba perduto lo studio tlel grasso leucocitico ba guadagnato lo studio del grasso ematico in senso largo e in particolar o.1odo dei lipoidi del siero (Lattes {3), Garin (-~), Decio (6), Alessandrini (6), L atus (7), Port (8), Mobr (9), Iscovesco (10), ecc.). I risultati ottenuti per questa via tendono a delucidare sempre meglio il contegno e l'ufficio delle sostanze adipose nfil s,ngue normale e patologico e saranno indubbiamente' di vantaggio allo studio dei leucocit i a conten uto grassoso sempre che, com'è da augurars i, venga r ipreso con indirizzo meglio deter minato e meglio conforme agli ~copi della clinica. • •* Intanto, ricorda.ti sommariamente i contributi di cui nel giro di pochi anni si è arricchito lo studio dei leucociti a contenuto grassoso, è il caso di domandarsi: ( l) ZA.,'ELA. -
Oo/orazio11e vitale dei leucociti nelle autointossicazioni gravidiche.
(Ann. di ostetr. e gitiec., n. 2, H> ll). (2) F ER.RATA, - Morfologia del aangue normale e patologico, Soc. ed. libr,, Mila no, 19 12. (3) LA.TTf;S. - V. Gazz. degli 08p., n 100, 1910, pag. 1062; l bid., n. 3, 1912, pag. 32. ( 4) G,mtN - Sopra un metodo pratico per la determitwzione dei graesi e dei lipoidi ckl sangtte dell'uomo. (Gazz. degli <Jsp., n. 120, 1911, pag. 1365). ID. - Sul contenuJ, in grasso del sangue e s ul potere lipolitico del siero di sangue nella polmonite /ibrin~. (Sperim.. fuse. l, 1912, pag. 84), (5) DECIO. Sttl contenuto in grasso ed i n colesterina del eang11e delle gravide e delle puerpere in co,idizioni normali e patologiche. Soc it. di ost. e gin., XVIT congr.,
nov. 1912. (6) ALE8SANDRlNT. - Contributo allo studio dei rapporti tra il contenuto in lipoidi del siero e reazione di Wasserma11n. (Policl., S-M, f ase. 2, 1911, pag. 49). (7) LATUS. - V. Arch. f. exper. P athol. n Pharmak., Bd. 66, fase. I e 2, 1912, pag. 132. (8) PonT. - V . Ri/. m., n. 24, 1912, png. 065. (9) MoHR. - lbid. ( l OJ IscovEsco. - Soc. de biol. , 8 giugno 1912.
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RIVI STA S INTETICA
è stato ra~giunto lo scopo additato da Cesaris-Demel per il primo e che è quello d i diagnosticare con s icurezza. la presenza di un focolaio pul'ulento nell'organismo per mezzo del reperto ematologico d ei de tti leucociti? Ili tengo che una ris pesta affer mat iva, a.Imeno per ora, non è affatto possibile, per rngioni molteplici, trn le quali mi limiterò a rilevarP q uelle c he seguono: 1• .Mancò w• adatto metcdo che mfrasse non p1l7'e alla ricerca ,na ad m1
esa,ne accurato dei leucociti a contem,tc grassoso (1); 2° Non tutti i ricercatori ebbero <li mira il reperto di C'esa,·is-Demcl (c he é quanto dire dei presunti « corpuscoli purulenti,., leucociti con nucleo altera to e con prntoplasma r im pinzsito di grosse gocciole di grasso che ne sostituiscon o a volte del tutto, le comuni granulazioni): ora è appunto tale reperto c he, esse ndo s tato designato dnl proprio autore come specifico delle raccolte purulente, do<"el"a essere piu che tutt o vagliato da coloro ch o s'interes-;nno dell'argomen to; 3" Gli AA. ehe, seguendo fedel mente la v ia tl'acciata da Cesaris-D emel. eh· bero di mira il det t o repel'to, tPnnero po~hissimo conto o no1t ne tenn ero alcw10 <lella varietà dei leococili a s pese dei <1 uali esso era sostenuto, per modo c he sotto la q ualifica di .: corpuscoli purulenti,. noi vediamo, per es, prumiscu:un ente e lencati i polinucleari pro priamente detti o g li eosinofili. Or&, poicbè la maggior parte degli AA. Rttribuiscono il grasso le ucocitico, parzial mente r,lcuni e alt.ri •otaL mente, alla fagocitosi, non mi pare giustificabile la n on curatn o ins uffic ie nte distinzione da parte loro tra polinuclcari ed eosino61i. dal momento che, come dagli Rtudii di 11:etschnikoff e della sua s cuola, la fagocitosi varia d'intensita a norma
degli elementi cellulari ed è per i polinucleari di g ran lunga maggiore che per gli eos inofili. Una distinzione in proposito SRrebbe stat a. a nostro avviso, di capitale i nteresse per l'utilizzazione diagnostica dei leucociti a contenuto grnssoso; 4.0 Mancanza di un cri1e1·io scientifico circa la 1:alutazio11e quantitativa • qualitativa del grasso leucocil.ico figurato. I sudnncfili con gra nulazioni e gocciole abbondanti furono contrapposti ai sudanofili con granulazioni e gocciole scarse; ma nessuno pensò di additare un indice numerico a norma del q uale potesse essere più o meno pr ecisato un concetto· quantitativo che, per essere di per s~ troppo indeterminato, varia capricciosamente non pure da osservatore a osservatore ma per uno stesso osservatore secondo il momento in c ui formula il s uo g iuclizio. Dal lato qualitativo, poi, .~i pa rlò indifferentemente di granul azioni e di gocciole a ll ipose, s.,nza che alcuno si domandasse se tra le une e le al tre non intercedesse per caso una differenza di significato e tanto meno si mostrasse a conoscenza di nlcune ossorvnzioni le quali inducano a distin~uere nettamente una g occiola da. una granulazione grassosa Cito q ui lo Zaccarini 2), che constatò come le gocciole adipose, anche a llorchè s i rendono molto numerose nell'elemento cell ulare che le conti.,ne, non cessano di conservare la loro individualità morfo· logica di gocciole in contrapposto a lle grnnulazioni adipose che possono contemporaneamente t rovarsi nello st esso elemento cellulare ; 6° I,e opinioni nutrite dai diversi A, I. su/ significato del grasso leucocitice
e dei feucoriti ste.~si elle te contengono non sempre derivano da tm'adeguata p re· paraz ione dimostrativa e qualche volta ebbero caratten Jntramente iutuitfro. :Mi limito qui a rilevare, che non è facile spiegarsi come si fossero potuti ident i 6( 1) V. SPAOARO. Di «n • metodo di elezione• per la ricerca e l'uat>M' dei lcu· oociti a contenuto qra,,ao,o. (Giom. di mcd , mii , giugno iul!liO 101:l]. (2) 7.ACCARIN!. V. Arch. p er lo Se. m,d., voi XXXIV. fosc. 4. pog. 20$
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care leucociti sudanofili con corpuscoli di pus , da AA. che tali leucocit i non esaminarono che a fresco col Sudan III (fosse pure associati> al brillaut-cresylblau) rinunciando !~ riuals ias i controllo per via di preparati a secco r egolarmente fissa ti e colorat i secondo le nonne del la moderna ematologia Inoltre, q unii rice r che comparative furono eseguite t m i pretesi « corpuscoli purulenti» del sangue e i cor puscoli purulenti veri e propri i del focolaio di origine? s i t entò e s i potò sorprendere i pretesi <,I corpuscoli p u rule n t i » nttra vorso le pareti del focolaio di Or!· gine n d l'at to di immig rare verso la corrente sanguigna ? 6° Poichè, a nche da coloro che avva lorano coi loro risultati il reperto di Cesaris-D(:lmel, vengono talora segnalati dei casi nei quali il r epP.rto fu negativo o scarsamente positivo o in una maniera qualsiasi inferiore Il sè sLesso 'Iuanto a valore semiologico, ern. da do111andare e d!l indagnre, so almPno in tali ca si, esso non fo,çse stato ere11 flwtme11le in flnen;;a/o dalla natura e ?"inllenza dei ge'l'lni dfl fucul<iio pun,Lento e ciò con più ragione sempre che le det te modalità del reperto non p otevano met tersi in rappor to con nn'1dtm r1 uals iasi giusLificazione (es. esperimento connetti vale sclerotico delle pnreti del foco litio purul ento). Ont, per qua nto a me 1·isulta, quest11. parte cosi importnote dell'argomen to venne sorvobta : se qualc uno fece appf)llo a lla bRtteriologia. v i fu indot to più che alLro dal deside i-io di produrre infezioni purulco t-e neg li an imal i e di r endere il suo lavoro, com,· suol dirsi sperimentRle, quasi fosse magg i.or pregio studiare sull'animale un fe . nomeo o che può essere studiato - con più r igore - sull'uomo, Ili cui util(', d•)J!O tutto, è dir~tt o lo studio del fonomcuo s tesso.
RlVlSTA DI GIORNALI ITALIANl ED ESTERI
IUVJSTA UEIJLA STAnlf A 111rn1co-mLI'l'Al\E ESTEllA. Per il dott. Edmondo Trombetta, colo1.nello medico
BELGIO. ARCHlVB~ MÉDICALE S BELGBS. Oryane du co,.ps sanitaire de l'a1·mée. Juillet, 191J. DE$ 'l 'l!OU ULES At' t'ECl'U'S PROl'ltE.lll<NT DITS E'r DES Cf:NESTOPATHlES. Par M. )lAitY, m ;,decin de régiment de premiè re classe. -La sindrome cenestopatica, be n nota agli alienisti che l'osservano giornalmente e la considerano come uno degli olementi più frequenti delle psicosi, non ha ancora trovato un posto ben d eterminato in nosologia: per J,. qual cosa 11 Dupré propone di non usare i termmi « cenes tesia ,. e • cenestopatia » se non per distinguere i disturbi degli elementi sensi ti vi comuni o specitici, d'ordine obbiettivo, dai disturbi affettivi, che sono d'ordine emotivo. ln altre parole: i disturbi cenestopatici risu lterebbero da. perturbazioni d ella sensibilità centra.le degli organi che sembra interessino ce rti ter• ritori cerebrali, e non costituirebbero una malattia dell'affettività, vale a dire un dis turbo dell'attività. istin tiva, emotiva o mor1tle. La sindrome cenestopatica, i nsomma, ris ulte1·ebbe da un disturbo della sensibilità. fisica d i certi territori orga· u ici. l<'ra gli llllri caratteri delle cenestesie, l 'A annovera ancora la. loro indipend enza da ogni les ione locale patogenll apprezznbil~, insistendo sul fatto che esse ~ono orgauic he e autonome, e nou souo accompaguate, nei casi tipici, da o.lcunfl reaziono ps icopatica. Porme cli1t1che. ::;;,itomi. - l pazienti si lagnano di provare, in diverse parti d e l corpo, delle sensazioni anormali n Cdrattere piuttosto penoso, d i natura inso· li ta e persis tenti: essi de.scrivono le loro sensaziom con un gran numero di spie· g a zioni, e, co ll'aiuto della in,runginazione, tali descrizioni saranno in rapporto collo ~t at.o d 'ist ruzione ~ dì educazione dell'individuo, benché non sia raro il sen· t ir~i Jire ùai soggetti che essi sono incaplìci dì espr imere con venientemente le a uomalie delle loro sensazioni. Questo stato d'animo sì spiega perfettamen.~, quando s i pensi che, per il disturbo dell'attività. psichica dei cenestopa.tici, per la na tura delle sensazioni s tesse, per il modo d'~voluzione dei fenomeni, questi malati non n o vano, infat ti, 11lcu n mezzo d'espress.i one adeguato pe r t1adurre lo auomalie de i loro sen timenti. Da ques to s tato risulta l'espressione ora concentra.la ora au:;ios n del \'Olto, come pure tutti gli atteggiamenti e tutti i disturbi d i liuguaggio che presentano gl'rndividui affetti da questa sindrome. Serle. lleyione. - •rutte lo pMti del corpo pç>Ssou essere sede 'di questo fono· rnc 110; e in o rdi ue rli frequenza: la testa, l'addome, il torace e gli arti. Le sens a1.ioni son va.rie: trazioni, formico lii, fenomeni di tensione, di rigontinmento, d i s trappo, di s poslamento, d'attanagliamento, che, il malato attribuisce alla presenza d i Rnimali, di gus, di corpi estranei, di liquidi, ecc.; in u na parola: ad ogni
RfVIST:A DELLA STAM P A )IF.nICO ·MI I.ITATIE E:'.'rf.;RA
su
specie d i cl\use, descritte con un complf'sso d'argomenti difficile a precisare. Un caratte re molto importante delle ceuestesie è la 101·0 persistenza e la loro fissità: il quale fatto, però, n on esclude nè l'intermittem:it, mi la mobilita, vale a di re non esclude le modifir.azioni n cll:i sade e n t>ll'intensilà del fenomeno. S i noti che il cenestopatico conserva li\ su:, attivith affettiv,1 e socia le: e le sue preoccup.,zioni n on sono c he secondar ie e proporzionate all'intensità ed a lla tenacia del s uo malessere. D iagnosi. - Le cenestopalie potrebbero venir confuse coll'ipocondria, colle a lgie, coll'isterismo e colla. nevrastenia a forma psichica ; ma i disturbi della sensibilità. generale che a ccompagn,mo queste forme, si differenziano perfettamen te dalla sindrome in parola. P.ro,11nosi - Non è favor evole ; giacche questi fenomeni sfuggono all'a.r.ione t erapeutica di retta e persistono nonostante le cure su g gE'stive e In fisioternpia, con alternative di remissioni e d'e,;acerùazioni, come un'anomalia p ersistente d ella sensibili tà organica. La cura non consiste in altro eh<' 11ell'igiene. L 'isolamento è piuttosto sfavor evole, l'intervento chirurgico, in utile, e H t rattamento locale non modifica per nulla il disturbo sensitivo cbe, essendo d'origine centrale e dipendeute da un di squilibrio permanente <lei sistema nervoso, interessa direttn,111ente Jn, psichint.ria .
••• Lr~ S Y)ll',ITIQUF. OCULAIRE El' i.r,:s S\'NDHO)!E,i OCULO·SY.l[PATIQUF,S. Par ì\I. Tousmédecin adjoint. - È un'ottima rivista sintetica, in cui, sulla bnse dei più recenti lavori anatomici, si dà ragione di ogni sindrome oculo simpaticn,.
$A I NT,
GERM ANI A.
ARCHIV FÙil. SCHIFFS-UND TROPE~-HYGIE'KE. N. H (Juli 1VH1. N. 16 (Au gust, 191-!). UEBER DIE VEHIIREITL::-.o Tl6JR •r u 1m1m11 I.OS!i! I N Di,;UT.SCl1·0ST,\Jo'RIKA (Sulla di(-
f'usione di!lla tubercolosi nell'Africa oi-ier,lale tedesca). \ "on Dr
OTTO PE1l'F.It,
S tabsa.r zt. - J:~cco le conclusioni di quest' importante lav.:>ro; 1. I propagatori della tubercolosi n ell'Africa orientale tedesca, sono, olu-e gl i ,Arabi, i Somali, ecc., soprnttutto g\'fndiani. 2. 'rutto le rn isure igieniche da p,\l'te dello Stato per arginarll il Hagcllo debbono preferibil mente es;ere rivol te verso l'immigrazione indin.na e la popola zione indian11. nell'Africa orientale tedesca. Queste mii:;ur<' sono : a) P romulgazione d'antL legge edilizia, che regoli la costruzion e delle case indiane. b) Distruzione di tutti i quartieri Indiani in ogni d istretto. e) Obbligo aa parte degli indinoi di (tbitare in edifizi :i.perti: proibiziou,1 d i an dar e ad abitare n ei quartieri indiani chi usi . 3. I tuber colosi, che non a bbiano diritto di cittadinanza nell'Africa orien t ale teùesca, debbono essere rimandati in I ndia. -1-. D a parte dello Stato, è da rnccomand:1r.si l'istitu.r.ione di stabilimenti d: ri covero, dove sia fatto obbligo a tutti i tubercolosi - Indiani e g li altri individui di colore - di e!';Sere ricoverati. E c red iamo non s i possa e.;sere più ri go rosi : ma salus suprema le,l:. est.
RIVISTA DELLA STAMPA m::OICO- ~[LLlTARE ESTERA
•** UzA1tA ui::r A~10BE){DYSENTEn1E (L'vzara nella dissenteria ainebica). Von Dr. Wici-. - L'uzara ò un nuovo rimedio tratto dalle radici d'una pianta. di q uesto nome. la quale cr esce nelle zone marine dell'Africa. L'A. dice d'ignorar e se unn tale pianta sia già botanicamente ben definita; ma, se non andiamo errati, ci sembra clrn c iò sia stato fatto in questi ultimi teUlpi col classificarla fr& le asclepiadee. Ln droga consta probabilmente d'un g lucoside e d'una sostanza a marn, mn non d'un alcaloide nè di tannino. I casi, che formano oggetto di quest'articolo sonv due sol i, ma i risultati ottenuti confermano pienamente l'opinione espresstt dal UrUber fin dal 1911: « L'uznra. è un nuovo medica.mento di quali tà ,·osi singolari e di azione cosi mol teplice, che gli si può presagire, senza esagei·nzione, un avvenire fecondo di benefizi:.. L'uzara può somministrarsi sotto forma liquida (il cosi detto liquido uza.ra) l\lln dose di 30 gocc,·, tre-sei volte il giorno, oppure iu tavolette, come fu somm inistrnta dall'A. nlln dose di mm tavoletta ogni due ore, r.onteu endo c iascuna g r. O, 15 di sostan1.R attiva. Dm AETll> l..< >G JE nr;:n D\'SEX'l'ERIE I N :'ì()DKA)l l:lllUN (L'~ziologia della dissenteria nel J{am ertm del s11d). Von Dr HALl,EllBERGER. - Riportiamo le conclus ioni di questo i nteressn ntissimo articolo: I. Sulle coste del Kamerun meridionale e nel territorio d fc\lle foreste vergini, I a ,I issen tcrin ameuica e quell,i bacillare sono endemiche. 2 . La percentuale nella dissenteria amebica ò molto inferiore o. quella. della l,acillarc ( l:H). 8. Qu,lle agente provocatore delln. dissenteria amebica, fo accertata l'ameba tetragenn. 4. Quali agenti provoca tori della dissenteria bacillare, furono ris~ontra.ti i hacilli cli Shiga-Kruse e del F]Pxner. (,, .Entrambi questi tipi di bacilli possono produrre una vera e propria dis, sentori a .
SPAGNA.
Rl~\-lSTA DE SAN!DAU ;mLITAR. N. 15 y 16 (1 y 15 de agosto). Ei.A:<IS)IO (Xnni.•111 0). Por el Dr. FELIX ESTRADA CATOYRA, subinspector m edico de s~gunda. - Dinanzi alla commissione di reclutamento della provincia. di Lugo di c ui fnceva parte l'A., si presentò, portato in braccio ùa suo padre, un iscritto di leva, che pareva proveniente da Lilliput, quel paese immaginario che lo Swip desc~iss,• ne' famosi Viaggi di G11Uivert : vale a dire un tipo di nano veramen te strA.onl i nario. Codesto gionine uacque il 6 dicembre 1893 nel villaggio di Ferradal (iOO m nri s ul live llo del mare), eia genitori snoi e beo costituiti, i quali hanno sei figli, di cui l' iscl'itto in pnrola è il primo, tutti sani, robusti e senz'alcuna. imperfezione do,gon di notn. Jl padre rit'e ri che, alla sua. nascita, lo sviluppo dc-1 primoge nito e ra. normale, o che. soltanto dopo parecchi mesi, la famigli:i. si accorse che nou cresceva. Al momento della visita, l'A. accertò che questo singolare iscritto aveça m. 0,1:liJ di stntum ; m . 0,63 di perimetro toracico, kil. l!l di peso: il s u o capo eri\ relativn.menLe gro~so, quasi r otondo. con un diametro longitudinale di 120 mm. e trnsve,.sale ùi 116: tornce ben conformato, alquanto schiacciato in alto; ad· dome voluminoso; nrti superiori e infrriori proporzionati ; organi sessuali corri-
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spondenti a quelli di un bambino ùi 10-12 anni. L e funzioni d ella vita vegetat iva non presentavano alteraz ioni; il suo volto es primeva l' indiffe renza; il suo sgnardo era tris to; sorrideva di rado e parlava con qualch e imperfezione ; di carattere mans ueto, giocava coi bambini della sua statur~ con tutti i segui de l vero infantilismo. Per classificare il t ipo di nanismo descritto, l'A.. si attenne agli s tudi del Me ige e del Baue r, i qua.l i considerano due s p ecie di 11ani: quelli ch o s ono un;, rid uz ione dell' uomo di media s tatura, be n proporzionn ti nella loro piccolc:zza ed esenti da imperfezioni, e quelli clJo p re.;en t:rno proporzioni insolite e vario deformità di maggiore o m inor g rado. Quosto secondo g ruppo, m eglio stud iato per e;;sere più numerosi), com pr end e t re ord ini: i n a ni r achitici a· gam be torte, arcuRte o equine, col ven t re esagerato, col cran io prominente, magr i e malaticc i : i n ani ~nixedema losi (con le \"ariet /i. i dioli, cretin i e _qozzuli) si mi li a bam bini invecch iati o a vecchi ri mbambi ti, eùenrntosi, da lla faccia lnr gn, dagli a ttributi sessuali im per l'ctti, che sogliono mod ificarsi coll'età e coll'opoternpia tiroidea ; e i n1111 i a co11droplastici. i cni ca rn tteri morfolog ici sono m o lto accent ul\ti, con gu m be corte, mani quad rat(', organ j sessua li per fc.tti e validi. Quest i t r e t ipi d i n an ismo s i possono classi6cMe a prima vista; :mt a v viene tah·olta ch e lo sti m mn te caratteris t iche si combinino iovecc, in nn solo soggett o, da ndo l uogo ni cosi dt:tt i n "ni l'om ,,le.s~i. Ora, il n ano de ~•·ritto d all'A. Rpparterrebbe al secondo gruppo dei 1>1i.eed c11ta/u.~i 1T eli11 i. c11r1Lttcri zzat i da lla loro pi n gued ine 1> il c ui corpo sembra ri gon fio o edematoso; da lla fac,·ia d i luna piena , dagli attr ibu t i sessuRl i imper fe t t i, d' intt-lligeoza ot t usa, lenti nei ges t.i ,. nei moYimcn t i e ccn s vi lup po me n ta le ruùimen ta r io. A quest'articolo, m olto c<)lnplet o nu che dal la to s tor i<'<', facc ia mo il solo appun to di a vere trascur l\t o la. bi bl iogra6:L itrd iana e in special m odo il p re~e vole la vor o d e l capi tano medico Ciau ri « Il ;;cni lisrno e i d ismorfi,- mi sess ua li • (1 ) ricco di o5servazioni e di ved ute or igi n a li. OuS ERVAC1u :-i;:s CI.INl<'AS 'l'll'O P 1.A l:T-V1:-c.::--r. Por el D r. R ,, ~111t1•:z SA:-TA L<>. Buona l"ivista s in tl·tica (coll'a ggiu nta d i osservazion i perso na li mo lt o inter essan t i ) ù i tu t t e le attuali conoscenze circa l e lesio ni profotte da l ha cillo fusiforme. L'art icolo continue rlt n el prossimo n ume ro.
FRANCI&. LE CADUCÉE. N. 15 (lor Aoùt 101,~J. LTi: NOUV E AU MATl~R,!i: l., uu S F.HVIC F: DE SA:STI:: )111.l"l'A IHE. })a r M. M. F1-:rrn1 :e O. Tumv. - Di quest'art icolo, che ù di a ttu a lità e che r imnno forzat,unente interrotto a motivo della g uerra (2), daremo un la rgo r iass un to. A)IBU I.A :SZA.
l 'er sonale : 2 mcuici in seni zio atti,o; 4 m edici aus iliari : 1 faro:rnci~ta a id,•-major ; ( l) Dott. R. CIAURI. - ll senilism,o e i dismorfism i sess uali. Roma, L ' Universe/le, imprimerie polyglotte , 1912. - Di qncsto import.ante lavoro, fece una recensione il capitqno medico Balestra, nel fnscic·olo VIII- IX, 1913, di questo giornale. , 2 ) Gli ultimi periodici modico -militor1 giuntici dalla Francia portano la ù ata del 1° ogoeto (N. d. R.).
8±4
RIVISTA
DELI.A STAM PA M'. ED!CO·MII. ITARE ESTER A
2 u fHc iali d'amministrazione (1 di gestione e 1 d'approvvigionnmento); :32 infermieri (piu 2 sergenti e 4 caporali) ; 8 conduttori d el treno (1 maresciallo d'alloggio, l brignd iere e S ordinanze). ,\la te:riale : J furgoni del servizio di sanità, di cui due cou tonde Tortoise; 1 furgone per vi veri ; 1 vettura trnsporto per il personale e contenente : 4 ceste n. a (medicature piccole), H:, ceste u. :2! (medicature medie), 8 panie.-i n. 6 (medicature g,·andiJ ; più un armamentario chirurgico, medidnali, materiale tecnico e arumittistrath·o, in ceste o in bai le. l n totale : 6 veicoli, invece dei 23 dell'ambulanza del lb':!2. J ,e ceste dello medicature coutcngooo 200 merlicature individuali, .J()() piccole, l :2BO med ie. :2tlS grandi; totale 21.JS. Nola. Ricordarsi che i locali devono essere scelti o adattati, se sarà possibile. per di,;tribuire in sa le separate i servizi seguen ti : 1" cerni ta, esame e mt>dic"ture semplici; 2° applicazione di medicature e di npparecchi complicati; 8° operazioni ; 4° servizi accessori (uffici, d ispenen, cucina, farmacia, ecc.) ; 5° locale un po' appartato per feriti l<'gg<·ri che possono camminare, che fan rumore e disturbano. Gni.;r1•0 DI l'OiffAFElllTI DEI COltl'I.
Orgnno di corpo d"nrmnta, marcia col treno di combaLtimento del corpo: i) sotto l'autoriti, d iret ta del direttore di san ità di corpo d'armata, che ne di~pone secondo i bisogni d el s ervizio. È divisibile in due sezioni. 1'ti·sonale : l medico-mnggiore di l ' cln~se ( montato) ; 1 medico- lllaggiore di 2·' classe (montato), batteriologo; medico aide-uwjor (moutato); (j
m~dici ausiliari ;
1 veteri11ario (mon talo); 2 ufrici:ili de l treno ( molllnti); 9 ufficiuli d'amminislrazio11e (montati);
4 nunistri dei culti (2 cattolici, 1 prol~staute. 1 isrnolita); 2:H portaferiti (di cui 10 soLLufliciali, 20 caporali); 18(> infermieri, di cui ~4 11ddetti alla dis infezione, e 1 ciclista); 83 conduttori~del treno (di cui 5 sottufficiali mont.·ni, 7 brigaclieri e '1 soldatii ,
Jfatrtiu.l~: ~ vetture pc,· feriti, a un cavallo: ti vetture pvr feriti, n due cav,dli; l vettu m - trasporto per il persouale; H furf;OHi Ui ~c rvizio di sa.11itil; 2 ful'goni per viveri ; tl carr~Ltc da parco (15 carriole porta-b:ncllo pur cin~cunn);
1 cuciua ruo1,ilc; l furgone fucina;
lHVIS'l'A DELT.A STA~ll'A MEDICO·ì\lTl,lTAR~: ESTF.RA
845
.! v ett ure m.ediche ; 9G cava lli e muli;
Capadtà di trasporto: a) l" combinazione: So coricati +
= 125; n• combinazione : 61 coricl\ti + 100 seduti = 161; ..!O seduti
b) 2" combinllzione : 73 coricati+ 70 seduti CJ
= 14;:S;
SEZIONE DI l'R0k'ILAS$1 E D'JGIF.NE.
Fa parte della 1• sezione del gruppo dei portaferiti tlel corpo e comprende: Personale: 1 medico-maggior e di 2• classe, montato (batteriologo); 24 militari di truppa addotti l\lla disinfezione (di cui 1 sottufficiale e 2 caporali). llfatei-iale:
1 polverizzatore da disinfezione; 2 evaporatori da formolo; 1 cassa di sostanze disinfettanti; 1 p acco di giubbe per i disinfettatori; 1 laboratodo portati le di bn tteriologia ; 1 cassetta per analisi dell'aoqua. :;::..-ola. Nel giorno d'una ~battaglia., la seziono speciale d'igiene contribuisce. c<>me le altre sezioni, a.I soccorso e al trasporto dei feriti.
Gnurro DJVI S IOXARIIJ D1 PORT,H'EIUT1. T'e ,.sonale :
1 1 4 2
medico-mai:?;giore, montato; medico aide-m.ajor, mon ta to; medici ausiliari; ufficiali d'amministrazione, montati; 1 3S portaferiti (di cui G sottufficiali e 12 caporali) ; 1 ufficiale del trono, montato; 62 conduttori del treno (di cui ,.t sottufficiali e 4 brigadieri).
~,rate?'ialr :
2 v e tture uwùiche di battnglioue a 1 cavallo (38G medicazioni ciascuna); G piccolo vetture 11 2 ruote e a 2 cavalli, per feriti ; 5 g randi vetture a 4 ruote e a 2 cavalli, per fer:ti;
1,
2 furgoni del servi1.io di sanità (materiale) 2 cavalli; 1 cucina tra~portabile, 11 2 cavalli; 2 carrette da parco (•15 carriole port1tbarelle ciascun1t) a 3 cavalli; 1 furgone-fucina, a 4 cnvarn; 1G rnu li da basto per cacol~ts e 1 senza. c,1rico ; -;,7 cavrdli. Peso d ella carretta coutenentt· i cu.rrell i porta- ba:·elle : Hl.30 k g.; a vnoto, UGO kg. Ciascun carrello porta -barelle Jl05a kg. 48.5. La capadlà. di trasporlo <li questo gruppo è il seguente: 1" com !1i nazione : G2 coricati e 32 se<lu ti ; totale: V! feriti ; ~" combinn.zione: 30 coricat.i e 10! seduti; totale : 131 f,,riti; 3 ·• combinazione : 42 coricati e 62 seduti; totale : 1::? i feriti. 5 :; -
Gio rnale di m•1:ci11.a militare -
Fase. X.
84.G
RlVJ STA DELLA ST,11!1'A MlmJCO ·MII.TTARE l':~T!':RA
Que~to r endimen to è sup<'riore a quello dell'antica nml>ulanza di,·isionaria, che non poteva traspor tare, al ma~,;imo, che 11(; feriti (30 corica ti e sr. seLluti). Nota. Il gruppo, dal punto di vista del comnndoe dell'an1mioistrazione, è considerato come un:i. formazione sanitaria: pur tuttavia non vi si compi!' ln. liquidazi one delle suc~e~sioni: gli oggetti pArs onali, lti carte. i valo1·i dei mor ti o dei feriti gmvi sono consegna.ti al la formazione .~ anitl\riR che li rireve. Questo gruppo mette, durante le marcie, a disposizione dei reggimenti. una grande \'Cltura pfr il trasporto dei loro malnti e spedati fino all'itccnntonan1ento della giorniua. 1
'· ,~z, o:-.F. D 0Sl'JDALLZZAZl0XF..
PPrso,1nle : 4 infermieri (<li cui 1 caporale); J unmini del treno (di cui 1 hriga.diere). 1\fo/1•riatP : t1 furgoni del !'<Prvizio di sauità a 2 cavalli, col segurnte contenuto :
1 cu~~a d'app:necr.hi per fratture: l pHcchotto di docctl; ge~•o pe r gli apparecch i: 6 <':t""e d'utian,ili, di provvigioni e og-getti del scr\"11,10 gcner:tlP: lì c.t-;;tc di medirntnre (,16(; medic1t:r.ioni completi\); 1 ri><l'l"V>L di l.rnlle di ca1nicie, grombinli. cappe, toYng lioli; 1 complt•mcnto di sacconi, coperte, eC'c. permettente di po1·tare a J OO (,•lfi il mntPri,de "l 'Pos,t,o doll'nmhulanzR immol.riliz,,atn. ~Yuta A I ..gni ambula nza, che s'immobilizza, vien :muilo adibita una sezione d'ospedaliz;rnzioue, la quale passa i::otto gli ordini del nwdico capo dell':unbulauzR ed è pr,•sa i u •·Hrico d11! suo ufiìcin.lc d'ammi11istrazione. Jn via ecceziouall', due o tn, ,wzwni d'ospedalizzazione pos,0110 t>,~!'re ndd!."tte n lln ste~;:;a ambulnm~n. Un gruppo ri i ,.,ez,one d'ospE1drilizztlziona cho marcia in line:, di combattimento o 11el gruppo dei parchi r.on una o più amlrnhin:r.c, è ;;otto l'autori t a del medi<'o capo d'arnl,ulnnza piL1 anziano nel grado più elenlto: cd è il mediro capo dd gruppo. Il gruppo d,,tle Sf',doni d'ospednlizza:r.ione del corpo <l':umatR, 11011 an<'orn adJ <.!lto a:Je 111111,ulanz,,, é sotto l'au torità del dir<'ttore del ser"'i 7.io di sanità di corpo d'nr· mata, l\d ha , fru gli uOiciali, un ufficiale d'amministra,dont· per la gestione. il quale pre11dt1 in n1ri,·o il materiale ed i! coa.diuvato da :3 sottufficiali. Il corpo d'arrnata. è dotato i11 aran/.i di G sezioni d'ospednl izz11:r.ioni 3 per ogm divi,iooe) ,., in diPti-o, di 6 altre Sé'zioni pei corpi d'armata dipendenti dal l'ar· mata. \'nlo n dire, u11 totale di 12, con lG ambulanze.
STATI UNi"I'I D 'AMERICA.
'.l'Rr:: MILlTARY SU llGb:ON. N 2 (A.ngust, rnH 1. 'l'ui- SANITAltY s~;ltVIUE OF ~IANJ::l.il'F.R ('.\Ml'S (ll sen:izio .• anitario Ili campi rii rnanovm). By J. li. }'uno, Ma.ior meò iC'tll co1·p<:. - Nell'esernito dPgli Stati l'niti. 11 serviz io sanital"io ,nililare 111 c ampo e alle nmuovre è discipli11Rto da un gran numero di d1spo.~izioni regolamentari, le quali sono riunite in un te~to dal titolo: ,, ~l1Lnual for ~!aneuvers » veramente completo e minuzioso in o•~oi ;;ua J>attu. Ma gli ufliciali weoiici _: fa notare l'A. - oltre che da que!;to 1;anunll', so110 guidati, nel disimpegno delle loro importanti fnnz ioni, a11che dalle istruzioni i111panite dal gn1ernle med ico e dogli ordini del loro comandante diretto, con ~utto che si lasci molta latitudine all'esplicaziooe della loro inizintirn personale.
RIVISTA DELLA STA )IPA MEDICO·)IILITAIU., ESTERA
Le istru zioni e i quesiti posti dall'ufficio J el g enerale medico rivestono per lo più la forma ti'una lettera concepita nel seguente modo: <e Il g enerale medico m'incarica di uotifìcarle che egli desidera ~ia tratto il massimo profitto dalla con centrazione delle t r uppo nei c11mpi cli manona p, r dare istruzioni prntiche agl i ufficiali e ai m ilitar i di truppa del corpo sanitario milita.re circa i servizi che debbono prestare in tale ciréostanzn. Lo schema d i tali istruzioni è lasciato all'iniziativa d('l medico capo d'ogni campo di mano,:ra: è tuttavia desiùembile che, in ogni servizio, si segua un procedimento s istem"tico, che doHa ris ultare dalle singole ri lnzioni d egli utnciali m e,Jici: re lazioni che servirnnno di guida e di norma per l'avvenire. Finit o il campo sarà compilato un rapporto conce rnente il serv izio snnitario, co n esaurienti ris poste a i R•·guen ti quesiti :
a ) Fu dilige11te1m nte ispezionata <lall'ufticia le medico Il ciò preposto lll loc a liti~ ch,stinat11. a ll'acca111pllm,·1lto prima ch e le truppe vi ,H·e~:sC'ro prr,;;o s ta11za ·? Se ciò fu fatto, quali in.convenien t i risultarono dal rapporto uell'uf1icial e medico inc ari cato e quali prov\·edimen t i vennero pr!·si per eliminarli'! l.,) Qual metodo fu seguito por dare tutte lo d isposizioni rclntin• all'igie ne> d e l campo'? 1. Fn d elegato un Ìl> pe ttore :sanitario al campo? 2. ~e vi t'u d olf-g a t o, si faccia conoscere i l i::uo 11orne ,. le istruzioni da tegli. 3. Quale fu l'estensione de lle d isposizioni date. in matc•ria san itaria. dal medico i,..pet tore e dal modico capo? ·Ì. L 'ispettore snnitario fu au t orizz11to dal Coma ndo g cner:d c a impa rtir-o istruz i oni tendenti a correggere gl'inconvenie11ti minori ,·e r ifìcati,si in qualche: par te dal ser\' izio sanitar io? e ) Provvii::ta a·acqu:i' pe1· il cnmpo. 1. Provenienza. 2. Pu sterilizzata? Con qual mezzo? 3 . Come fu provvista e distribuitn.? 4 . F urono us ati carri per a cq ua? 5. Quali furono gli ordini rnlativi a ll'acqua pot:,hile e fi no a qua l pumo essi furono os,se rvati? 6 . Si riferisca minutamente sui metodi d'epurnzione d ell'acqua si:i a lrar. c ampa m ento, s ia in m a rci:i.. specialme nte pe:r quel che r iguarda il tìltro Dar na)I. 7. L e truppe furono protPtte contro .la. febbr e t ifoidea mediante il trattamento p1·ofila t tico ? d) Quale s istema fu adottato per riguardo ai ri6uti ? 1. Incon venienti notati. 2. Qual'ò i l sis tem,~ preferihi le? 3. <..,lual'è la specie dr•lle latrine? 4. Quale li~ loro d istanzn dalle tP11de? 5. L e latrine per la truppa furono impiantate a l lnto opposto delle te ndecucina d i compAgnia? G. Furono u,ate n cll'a.c<-nm pamento le tinozze per le orine? 7 . Quali disposizioni furono dRte per i ri fiuti delle cucine ? 8. Qua.le metodo fu r itenuto soddisfacente ? 9. I rifiuti furono trasportati da. operai assolda ti o dalla t rnppa? 0
848
RJVlti'f,\ I)l,;l,LA $TAM!'.~ ~rnorco-:m LITARE ESTF.HA
e) L e t ende p er le cucio" e per la dispensa furono ben protette? 1. 1 viveri furono difesi dal le mo~che? 2. Furono usate le reticell,.. contro le zanzarC' ? 3. ~i è <lato l'ordine ai soldati rii lavarsi le mani prima dei pasti? 4. Si riferisca circn. i bagni, i hvntoi, il bucato. 5. Furono impiegato le squadre di sanità? Quali proposte forouo fatte a questo r iguardo, come r isultato delle o,-s~rvnzioni compiute dura11te il campo? » E lo schema continna ancora per parecchie pngine, accennando a. vari quesiti circa. l'organizzazione medica., i primi soccorsi e il trasporto ùei feriti, il mat<'· r iale sani tario, il vettovagliamento, ecc ; ma crediamo che basti la parte che ai,. biamo riprodotta per dimos trare quanta Jmportanza si dia. alle questioui sanitarie - anche a quelle piu m inuti' - nell'esercito degli Stali Uniti.
PROI'<JSEO )IE'l'HOIJS O~' PITl'IIIXG AND STIUK I XO PYRAMn>AL 1 SMALL
P'l:RAlll O.U
per montare e smontare la te,ida piramidale, la pif'1·ola tenda piramidale e la tenda rico.-ero). By WtLLI A~t "\V . Ri;:t,;o, ?ifojor medicai corps. Al':D WAllD TJ,;X'l'S (.1/etodi p1·oposii
*** l l>YESTI G.\'rt,)S llh:l,ATJ\'E TO TtJfo:
T,IFE CYC l,ti:, 11111,;i,;01sG, AND
S0)1li: )'ltATICAL
\lia:ANS OF REOUQJ:-IG 1'11E MULTll'LlCA'J'ION OF FLIF:S IX CAMl', ( llice/'('he relaiil:~ al
dr·lo di rita e alla 1·iprl/clu::ione d elle mosche. e m ezzi pratici per ridnr11e la 1,rop agazione n egli a,·cam11ame11li). By li C. M1c n 1E, first lientenant medicai corps. Le ricerche numerosissime e molto inte res;1rnti d ell'A. si rivolsero nll ~ IAnre d: mosca e alla loro n·sistenza nl caldo e al disseccamento n11.turale, ,ille ninfe, ali' i11flu,.,nza delle formiche sulle mosche, ecc. Rig t1ardo a ques t 'ultim a , ~ r isult;it.,, ùagli espe rim enti dell'A. che le formiche distrug~ono le mosche in ogni s t.,dio del loro sviluppo, ma. spPciRlmeote nel primo. ]•.'sperimento n . U7. '.f.igliati tre pezzi di carne, uno di questi fo immediatamente pos to in u11 recipie nte, coperto con garza e isolato nell'acqua, come controllo. Gli a ltri due pezzi furono esposti ver mezz'orn alle mosche in un appos;to con)(E'guo-trappola; poi l'uno, sospeso con una funi cella n el suo recipiente, isolato nell'acqua e coperto con garza: l'altro, pure me-;so in un rocipionte ed esposto alle formiche In capo a m.izz'ora. quest'ultimo pezw r·ra coperto d i formiche. li mattino SPguente, l'A. constatò: nel pez;,;o di contro llo: nc.,s11n cambiamento. nel pezzo i,olato : numero;;e larve. uel pezzo espost.0 : nunwro,e formiche e n e,;,;una larva. Il quale risultato era una prova che le formiche a,·evl\nodivornto le u o nl di mo~ca. Le proposte dell'A.. si poi;,ouo essAnzialmentc• ridurre r,lle seguf'nti : 1 . Che ogni comanrlo di compagnia sirt provvi.,to di cong,·~ni-~rnppole per mosche, da ag giungersi agli altri oggetti d'eq11 ipag-g-inmcnto. ( \'e n e sono 11101tissimi e di Vl\ri modelli: il maggiore medico A. \\". W,Jliam,; m , h a propo, ro uno p ieglie ,,0\1>. di facile trasporto). 2 . Che agli ufficiali e a gl i uomini cli truppa siano impartito special i i:a t ru· zioni sulle fas i essenziali del cir.lo lli ,•itn delle mo~che e sui pe ricoli eh., dl'rivano da queste ul~imc. $ . Che i riHuti dello cucine siano bruciati. e gl'inci nera tori puliti ogni mn tt iua.
RIVISTA DELLA S'I'A~l PA ,\11;:0JCO·l\lILl'l'AHE ESTER, \
4. Che si ponga la. massima attenzione alla buona manutenzione dei picchetti da tenda, prevenendo in essi la formazione di fori in cu i può penet.rare del letame umido, clie favorisce grandemente la moltiplicazione delle mosche.
••• MEDICAL RECORD. N. S (August, 2'2). ìVAR A:S-0 'l'llll: PROGRESS u ~· MEDICA I, SC!E:S(;E (La {Jtlel"l"(t e i ,,rvgressi delle scienze mediche). - Riproducendo quasi per intero quest'articolo editoriale dd1' importante pedodico di New York, intendiamo iniziare una 1·ivista speciale relativa ai servizi si,nitari durnnte le presenti guerre europee; rivista, che avrà. sempre maggiore estensione nei numeri successivi e che riuscirà. di grande interesse pei nostri lettori. Diciamo di passata che la temporanea so;,pcnsione di parecchi giornali me'iico-militari in qu;llche Stato belligerante è compensata dalla non interrotta pubblicazione degli altri giornali medici, i quali s i ocr upnno diffusamente di que~tioni ri gunrdanti tutti i rami del servizio sanitar io in guerra. Ecco ora l'articolo <lei ,l!edical record. In questo momento sarebbe prematuro il fare profezie c irca gli effetti definitivi del l'immane guerrn europea r iguardo ai progre5si della scienza medica; ma è foor di dubbio che, in Eu r opa, l,i fiaccola della cultura scientifica che brillò sempre di luce vivissima, verril oflu~cata, per chi sa quanti anni, dalle pcr<lite economich e risultanti da un lungo periodo di guerra. E invero le couq uiste uel campo della scienza e delle arti li berali so11 favorite dall'ag iatezza senza restrizioni e <lall'ema11cipazione dai li-garni e dàllc cure della vita giornalicr.1.; mentre la <lissipazionc 1.lt1lle risorse d'un paesP non può uo n eser citare una funesta. iutluenza sul cammino asr·ensio1rnlc della scienza. ì\fa oltre ali:!, diminuzione dei fondi concessi per le r icerche ;;cientifiche, che si verif:ichcrit. mol to probnb!lmcnte dopo la guerrn, c'è ancora un altro elem,•nto importante che ostacoleril le iudagini mediclte: la mobilitazione d'un11. gra partu degli eserciti eu ro1w i h1\ di certo vuotato le cli niche dei loro giovani e brillant i lavoratori, i quali, o come ri:-;ervisti, o come volontari. o cowo appartenenti alla Uroce Rossa, ,;ono s ta.t i adc.!ettl ai corpi san itari elci rispetti vi c,erciti. D'alt1·a parte, però. questi lavoratori o, pe r mègl io dire, i su1,erstiti frn quc:::ti lavorato1·i, fr,1·anno ritorno con una tale e:-;pericnzn, da compcns:ire forse l' interruzione delle loro ricerche ordinarie ; s i può dire. a11zi, ché que.;te ricerche 11011 ri mana11uo d el tutto paraliz:<aoo drtlla guerra; giacchè. in sussidio ai medici militari, addetti ag li e~erc iti com battenti, ve ne sono altri ai quart ieri generali e agli os pedali di ri,.;crva. i quali vi com piono lavori 110n meno im portanti di que lli a cui attendevano nel t crupo di pace. Durante la guerra rus::;o-gittpponese, mentre l'esercito ern impegnato in Manchouria, si eseguirollo, presso il rtuartier g enarale dell'esercito in Mosca, importantissime ri cerche batteriologiche sull:, natnrn del co:-;i detto « tifo man chou,. riauo » ; e nou occorre d i certo ricordare <1ui l'opera rueravi~liosa compiuta da i Giappoae,,i nel campo dell'igiene. Del resto, anch e sul campo di battaglia, la chirurgia può fare notevoli progressi; basterà ci tare ciò che la t:·adizione c' insegna di Ambrogio Par eo, il quale mise da parte il cauterio per <liniostrare la superiorit:'l. dell'allaccia.tu ra nella cura delle forite delle arterie.
•
85()
RIV1STA MEDIC A H. ('. :McwF1T. - La f u.nzlone della milza molisi e:l all'ane mia e molitica.
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partloola.re rlgna.rdo all'e-
L"autorfl rileva ch e, da 11uand o fu r icon vsciuLo che soltanto gli ru, imali a ;;:ongue r OS$O h auno Jn mil?.a, ha 11aturalme 11te ll.<'quistato g ra nde intere;;oe l o ;;tmlio <11\l rappo rt o di quesL'orga110 con la foi·rnazionc del sangue. Non v' ha dubbio che nell'embrione uma no vi produzione d i eritrociti nclia milza: ma non vi è dubbio nl!rcs ì c lic tn.le prodtrnion e cessa. ><l la n1uscitn e che nella \"ita ulteriore· la milz,~ 0011 Ila parte nella ri gene1azione dei <·oq,nscoli ro,si. , i è ragion,· di ' c redere t11tt1\,·ia che anche n or11111h,1ente 1:\ mi lza e ,-e1·dh\ un certo !!rado di inibizione !'Ul mi dollo delle o.~sl\ inf.lu1:11zuud0 In forrun:t.iono e l ',nunenlo delle cellule bia nche e ro,;se nel midollo; tn.lo inibi:r.ione può ,livcnire m orbosa al punto da portare alJ',.11emia e alla leucopen ia. Sembr a pmlml,ile che la nii l:rn. rappr esenti ull deposito d i ferro deriva n te dalla distruzione d.,J .<;angnee déll e cellule dei tes._uti, e che il fegato immagnzzini il ferro C"he è portato all'or· g:rni.<;mo con ~li alimenti. lJopo Ja,.,plenectomia notasi uu n mar cata r idu1.ioue di e r itrocit i e di l'moglobin,l se g d an imali ri c·e ,·ouo poco fono con :rii a limenti : ma !'i ha un rapi do migliora mento se vitno llgg iuuto del fono. L a m ilza, pe r i l suo potere contrnttile dovuto alla p resen:r.a di 6b1·e muscolar i lisce e di fibr e elastic he, può aumen t are o diminuire il s uo co u t ,m uto di sangnc Pd influenzare anche in qualche modo l' iperemia gastrica od e patica. Dopo la sple1,ectomi:1. s i può avere un ing rossam ento de l limo, che fo 1·s e può compensare la perdita dell a produ1.ione d i linfociti n ella milza; ò stato anche o~servato un i ngroc;<:amento dell" tiroide. L e g lnudole l infatiche ed emolinfatirhe sono !Spesso intcres,mte nelle infezioni e n elle malattie g,• neral i come la linfogl'l111 ulomarosi, l'anemi" p erni ciosa, la leucemia, le quali interessano ugualmente A11<· be la milza. E poich,, qu esta s i ing rossa e ::si ipC'rt'mizz:, in molte mal!ittie infotti,·<', si è ere· <luLo i.nche !"he p,;c;a ahhin un'az ion,• fnvorevole nella loUa con t ,·o l' iut'l•zione, T11t t,1Y ia uo n è dimo~trato che ne,lla milza si form iuo sost.nnze imu1tmiz:r.nnti piil ohe in altri o rgn.ni. ll i\fnrphy ha me;:;so in rilievo il meccanisu10 ùi dift1,a della m ilza n ei polli in c;ic;o di tr!l.pianto di tessuti eteroplasti d . Il s nrcollta del ratto pnò c rescere li heranwnte nell'cmb1·ione <lt~I pollo fino a che l a m ib;a non ,·omincia a sdluppars i. ,'<e \lii pez:r.o di mil:r.a cli a.-Jnlto vie11e trapiantato 11ell'embrionc $i determ ina parim enti 1111a re,;is Leni a ali' in,·a,ione del te~~uto estraneo. Noi malm ente vi è un not~vole e'luil ib rio tra elllolisi ed e111 atopoiesi. li m idollo o•~ro rea~isct• delicatamen te nll'aumenLatn. tens ione del biossido d i carboni o del i<RD!!'ile. ai prodotti di tlic;integrazionc d>'~li e ritroci ti, ,•d a mo lt i age1lti chimici ed in~Ì~t· tivi, cd e t .. nuto a freno forse ,la una influon1.a ini bitoria dt>llll milzn, l:, qnale p nò imped,re l' ing..es~o 11ell11 correute sauguigua di forme immalnre o di 1111 e,•. cec:si,o numero di 1•ritroriLi. L'ittero cronico fami liare (ittero congeuito emolitico) può esse re <'onsid ... rato co1111! uu tipo Li i sple11ornegalia emolitka. La nrnlatLin è a 1:<~ui spes~o eredirnr,n o fo,rnil iare; uu~ vi sono anche fom1e :\C'quisile. L'ittero che caratte r izza l' ittero
e
HIVIS'rA )!!::DI CA
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e1uolitico congenito, è lieve, e può e~,;er presente fino da lla n.iscita; ma può anche appann, al HJ0 o 1:,0 ,umo di vita ed andie più tardi. \"i sono casi anche m cui può esseni asseutt:1 eu in c.,;:;i la rui1za è iugro::.sat11, i corpuscoli sauguìgni !ittnno uua maggtort1 fragiliti1, e tali 1:11ratteri :;ouv fau1il10.ri. Le forLUe ncquisne sono genernluiornte p 1(1 gr11d di qw,lle cougelllte; l'11ne111ia è spe.,so ussai più marcata e predornarn sull'ittero. .Epp111ger l,a dimostra.o la sou11gli nuzn di alu:1·azion1 pa· tolug1d1u uoll11 rndz,L e 111 nlu1 o r gHui u;,ll' n t e ro ;,n,olitico e nel l'anemi,i. pt:rui010~,L, e<.t l,11 rncsso 1u rilie\'o la 1dem11a di 111olti sintoLDi clinici. Circa il tuorbo ai .UH,H Ll ò uu. 11otaro eh,., la tul/o;rcolo:;i t1 la ,;iul tdt1 della wil:m possono durare pt:r :iuui u dar luogo a :;µlt:uowtgalia, 11nc111ia ecl emorragia. l ea::1i d1 sµlenome· ga1m <.v u e1110rn,g1c daE" stomn<:o deubvuu ~e111prc far pcn~1ll't1 u irornbos1 delle V<:llt:: S(Jltluiclac . .Epp1uger lm r it'e rito un 11urnt1ro Ji ca~i di ::.pl•· oo111cgalia con Pl'Culiari sintomi cli u1 c.:1 t::Ll ba propo.,io di cunitterizzarli col nouw u un cornJHOWctteute Ji cirrosi Wl·g,dospleuicbc. La C llTVSl di llanvt o stata ulu11mmcnte 1tggiu11c,~ 111 gnljipo ùi,lle :,µlenou:eg,d10 cwol1t1che Epµinger c rode: cl1e li, alternzwni eµat1che souo ctv\'ltlo ali:~ t101.11bosi " alla rottura di capil lari bil iari chtl seguouo l\lla 1pe n:rno• Ji,,1 ., ulla eccessiva fornHìziouo di ude; ch1m:u1ne1ne si ha un insieme eh iue1·0 emvlitico o di ell'l'o~i oputica. La patvgeucsi <.tcll'eu,oc.:rom,,to:,i i: a11co1 n sono discussione. li re.:eu le lavoro d1 Spn1ut la ,·coe1t1 la µoss1biliui. d1 uua oi-igiue loc.:a lt1 <ld pigmento auravt,r,;o 1utcnLz1v1J1 auwlili,.;J1t1 ddlu ccllulu cpat1ehc tl J1 ultd orguui, uvt111do,,i prima \lugcucraz1vut: ctillular,;., poi u1::po:;1tu ù1 p1gm1e11to e c.1rros1. i\ul!a ,;pleuou,t::gulia w1eloicte 1deuct1un:u ult11uameute dt:scntta da liirschfoltl. ì1 LllWOI (.; ,splenico CO! VUl'l ti pi di lllltlllill.l. puo }JOl'ture a eolllUSlOlle col tllOl'UO di lfoutt e.la uua pal'le e colJ'aue111m p«ruic10s1L dall 'ultra. La ùiuguos1 111 aleum ca:;i 1>uo t.S::.er pussil.iile isvltu u to col l't1!Jtl"lO <li llittaplusrn rn1t:lu1ùe 111 :,eguito a puntura sJ,leuicu. A r1guarJo delle siilcuumega1ie eostueu" é111ol1t1ehe è eviJo:nte che esse non sono HU,.;vru. ueu carat1t,r1z/.n,t., ne cli111caweute ne sperimeu tal1ueute. \"i sono ancora molti tano1·i 1ucoga1 t 1 nt:ll't·U1olis1, I'> ::;eol,i;uu ::;1 s1u couvmti cue la uulza. ha iu c10 uua ruuziou., 1111ponaute, non ::.I sa p 1:rò aucora Ut:Ut! cowt1 tis::.a agisca. 1 rapp\.lni wutu1 tnt wli,11 1 wiJol)u, itgato, giauJulc li11r'ut1clrn souo nuco,·u Ì lll· penettallit:uttJ co11osc1ut1. L '1ve1sp1euiswv puu 1;::,,;,::1· parugo11atu al 1'ivcn 1ru1ct1s1110, e 1.1ell,; 1_u alatt1., :,plt:111cl1e cuUlll w 4 udlc t1ro1lil't::, 1 tn ..11li uellu_ c111 r urg1u sono da cvu:,1ueru1·e lJlU m ruppvno Hg11 dleLlÌ eia, allo; cuu:,t::,
.F. H . HAwEs. -
Studio su alcuni rumo1'1 es11·a.p ulmonal'i ohe '(IOssono geneni.re errore ,.elJ.a. a1ai;n0s1 d1 tu oeroolos1 pvl1&<on.n·e. - (liui;lon mcute. u.uu, sw·. ,/,,ur1tu.l, lo g1ug110 t:114).
1 ru1uor1 elio µ111 1l't1Jlleulew1mttJ }JO:,souo guucn,rc coufo:;1oue nella diagnosi
tlt u1llcrculos1 SOU<,: ru111ur1 tuU:,cornn; 1u1uo11 i,n1cvbui; ruwuri t,;uù1nc1 o t1eJ1e Lorsc; rauLu li at1,J1· t L11s1c1 couu:,e1ut1 ulll'lWt>lltl cowt1 nnuun warg1uu11. l rumori wu:,<:vJu.n vu~,;ouo l'n,uucrt:1 la 101 u11, di suo111 soro 1, l.ias~i e evuLi11uut1,·1 t;;.uto aa wascberarc 1 1·u11101 1 lt">jJ ll'atun1, OIJ('Ul't, auclrn t~St po~~uno t:S· '>lll'u perc.,p1t1 so1ta11to idla uu., u1 UJHL tU:,(Jl1'bZIOUC p101outlu. '1'al1·01ta ,:,,::;1 l'a:,~0111 1~J1auo u:,:Slli a
~cr1cc1J10l11 ~~c~ll1 ru.\ Vlctuu.Lt.
RIVJS'l'..\ MEDICA
I rumori articolari secondo l'A. sono più i mportanti degli altri. Questi rumori, che si producono nell'art:colll.zione della s palla e i n qtrnl la. sterna.le, somigliano molto ai rantoli; e s i producono special mento in quelli cl,e, respirnndo, sollev:rno o nl1ba!';saoo le SJJalle. I rumori tendinei e quelli dello borse sembra, secondo \'A., che non possnno tlar luogo a confusio11e; analogamPnte i rantoli a telettasici che sono assai comun i, e sono dovuti a<l atelettasia lìsiologica. L'A. in seguito ad un esame nccurnto d i 2:.iO i11di v idui ha r iscoorrnto cl,e i rumori muscola r i erano causa di errore nella propor zione di D,2 p . 100: tali r um ori si nornoo p1·evalentemente in individui muscolosi d i temperarueuto u ervol<o. T ali 1·umo1·i si po;,sono fa r ce~sare calmando l'infermo ed e~a minandolo in una stanza bene 1·iscaldata. Per non c::idere iu errore il n1edico deve ft1.re molla atten zione e riconcentrarsi com pll'tamente. I ru1ror i articolari, simili a rantoli, s i mani festarono ne l 22 p. 100 dei casi: si p,,ò evitare l'errore di diagnosi con un semplice 11ccorgimento, focendo cioè chindt>re 1111' infe rmo il naso e In bocca e i11vit11ndolo n oi contempo a far e gli stes:--i movim C'nti come per rospirn.re; ciò naturalmen te vi\ fotto nei casi dubbi i. BAI.P.'<'T'l!A .
:\I. E1:-.110R:-.. -La. diagnosi e la. cura dell'ulcera. gastrloa duodenale. - ( J /, clir;al R ecord, 18 luglio HJl ·I). A parte i sinto mi clnssici che s ' impongono per la di.ng11osi di ulcern pept1cn. cioè l'ematt<mc~i e il meleua, posso110 aversi nlc eri latenti in cui la pres•·nza di sanguo uel coutenuto ga!<tri co o n elle feci non é svclahile n cpp\1re con òel icR.ti mc>zzi chimici. In tn.l i ra~i la prova i1el lilo pui> r end er e u ti li servi gi. U11 tìlo s uffi cieutc111e11te lungo che porta loµ;llto un cc>stellioo si introduce n el tu l,o dii!,'· n•ute in modo c he i.;iunga fi110 al duo<lc>no : l'introduzione i::i fo. alla i::e r11 e,,; l a . scia in pesto tu tta la nottt>. Il di segttt•ntt•, ri t i rnmlo il filo, s i coo ,,Lata se in 11tmlcho punto esso è ruaccl1 iato i 11 bruno per e~s,•rt· \'<'nuto a r.outatte> con la superfi cie ulcPrnta; r1 ul\n Lo più tale punto è ben rnnrcato tanto magg ior vnlor() hn; inoltre dalla ,;un di,tnnza dall'estrcmitil dt>! file si pui> ù e,lurre an che In ;;e,le de ll'ulee rn. Circa fa diagnosi difforenzialo fra u kerii ga~tricf1 e duo.Jen:1.le l', \. 11011 di\ che scar;;;a importa nza Rlla s ind r ome c be !';Ccondo il hl oynil1a11 sarebbr patog11omo11icn: dolore cioè due o tre ore dopo i pi,;;t,i e, più ta1·di, s<'nso doloroso di fame ,·he si milìga. con l'ingestionc> del cibo. Secondo l'A. tnle sinflrome si pnò ri sco11trart" anche nell'ulcera gastrica, ed egli In con~iJer a c,m10 u1: fatto leg.. to nlla ipùrcJ,,. r id ri n, distur bo funziornil e che n lun~o an dare può cnus1.re un1\ ulcr1·:izionP: r quamlo l'ulcem e;;i~te in allo il doler(' può in,-orgero r, n cbc subito dnpo il pasto. dovuto e;:senzi Rlmcnte a lla iperse~rezione. Anche il crite rio doll'enrnlt> m c·~1 e del melena. non e 11uivoco per la diagnosi d ifferenziale fra u lcera g11s trica e dtrndenale La prova del filo può in mo!Li casi serv ire pl'r l'i t abilire co n es,1ttt>zz11 ln sed,i dell'ulcera; p e1· avere 111. sin1rl'zzn. che il cestellino è g iunto nel duod eno i: n,ircssario che t'Sso sin. ti n to dnlla bile, cioù veriurasi n ove \·ol te su die('i , e n o n ,i è s pRs mo del p iloro : i n '1ucsto caso è nccc::s:irio sommioistrnre dell'atropiul\. Ln. d ingnosi di ukern e di sede dell'ulcera può spes~o farsi be ne a 111ezio dei ral-'c;i X. Ci rrn. la cnrn 1\cll'11lci!ra vepLicn bi~ogn n ten er conto dellR gra\·i tà Jei si11lomi. ~ elle forme lievi, che pos,inmo chiamare ambul:itorie, giovane lA. d1e1n ,latte.
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RI-Vl~l'A M1':DJCA
uov11. cereali, burro; poca carne, non insalate, non droghe nè acqua. ghiacciata) - il bismuto in larghe ,Josi, d opo la somministrazione <lei quale l'infermo deve 1·imaner e a riposo almeno mezz'ora; se il d olore d ovuto allo spasmo n on si at, tenu:1 s i può somm inistrare ntropina, con moderazione però e non per lungo tempo. Kelle fo rme gravi con emorrRgie abbondanti occorre riposo nssoluto ed emost11.tici (adrenalina, gelatina, emetina), piccoli clisteri con acqua snlata o zuccherata, clisteri nut ritivi. Ma ben presto bisogna ri cominciare l 'alimentazione p<• r bocca per nou a ndare incontro a!l' ioaniiiono; e al principio si somminisfra latte a llungato con decotto di orzo, poi uova crude e latte; nllorquando si comincia la alimenta ·liooe ora le s i comioci11, anc he la somministrazione di bismuto. Non r a ramente In diarrea è compl icanza grnve che rende impossibile l'al imen tazion e r ettale. In ta li casi con viene r icorre re all'aliment11zione duodenale a mezzo della sonda; tnle mezzo è controindicato in ca so di emorragia, ma si p uò ten tare a nche un paio di giorni dopo cl1e è cessata. Nei ca,:i ùi \ilcera peptica di media graviti\ ha In massima impor ta nza la curn del riposo del LeuLe; compre~se cnlde l'-ulln regione gastrica durante il g iorno, impacchi alla Priessnitz nella notte; alimentazione orale graduali'.' con latte, m iele, uoça c r ude, farina, uova cotte, ecc. Oltre le prescrizioni d ,·lla cura medica, cc<·o. secondo l'A, le indicniioni per In cura chirnrg iça : 1° La perfoni zione r ichiede l'operazione immediata; 2° Le ernouagie profuse c he mettono in per icolo la vita r ichiedono un inter• vento opernt i vo profì lattico; 3° L e piccole emorrag ie ripeti.te ch e n on f'Cdono all'ordinnrio t rattamen t o
richiedono l'opern:dom· se causa di anemia grave ; ,1° I cnsi con iper~ecrezio:ne co~tante po~l'-ono e$!'-er e operati; 5° I dolori g r avi incurabil i costituiscono una forte indicazione per l'op('razion c; 6° Lo spasmo pilorico si Ùeneficia g rand ernente dell'intervc:nto operatorio ; 7° L'ulcera accompngnutn dn n eoplasia deve e~ser c operata. BA l,li:S'rRA.
RIVISTA. DI NEVROPATOLOGTA G. \' 10,,;-;1 e G. TA;-;~·... :--1 del'lli di psichiatria n
Rlo e rcho e mato l o giche n e ll'epilessi a . -
(Qua-
u, HIH'.
Data la ;?r:tndc importanza che hn in patologia lo speciale modo di c,~mport an;i del san;;ue, gli AA in una nota preventiva cornunicnno le indagiui fatte nel nrnnicomio d i Genova su epilettic i studiando la viscosità, la coagulabilità, l'alcalin it i, la quantita <ii emoglobina, i l nu mero de i globuli r ossi, la loro esistenza, il valore gloLuliu-e, il numero dei globuli bianc.:hi, In formula leucocita ria e por tando co11tempornnea1uent<! l'attenzione s u la pressione arter iosa, il polso e la respirnzioue. J.e ricerc he sono state specialmenh' dirette ad un confronto fra g li a mmala t i affetti da epilessia dovuta a l esioni cerehropatichc e quelli rolpiti da epilessie. idiopatica, e,;cludendc, og11i causa. che potci;se, al tli fuori dell'epil~s~ia stei;sa, es sere imputatn n elle e,·entnal i modificazio ni sanguign e .
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RIVISTA DI Nl::VROPATOLOGIA
Gli AA. hanno anzitutto constatato in prossimità dell'accesso coon1ls ivo un abbass amento ,lella pressione arterio.<a, associato a<l una diminuzione del potertl coagulauto de l san,:;1w e òi111inuz ione dei globuli bianch i. Questi primi r isult11ti sono in rn pporto co n al cuni fotti me,s i in r ilievo iu una s erie di receuti;,si roe ricerc he del dott. Cn 11eo, i 1 qua le a n ebbe osservato ch e nell'immi nenz11 del l'actesso si veri1ica n on solo rit• •nzioue di azoto, ma nuche un aumento n o tevolissimo di aznto n elle feci, come pure um1. forte ammon iuria, che non è don1ta ad m1'alt,·i·a;,;iont1 dcli,, fu11ziou e uropoi eti ca , ma a d un'a,no,·ma le produzione di acidi orgn.nici. P ensando che tali alternzioni del ri cnmbio, incli cnt.e da questi primi r iisultati an n.lr tici, potessero essei·e la c:,u,m di un'albumosoemia, il Cuo co ha, cer c11to non solo le n.lbumin e del san f!:uO c.stra.tto s11b ito dopo l'11cce., so, mn h:i fotto n.ltre,si un ;!.. n, frouto fr:i i l m odo di mun ife,;tar ..;i dell'acces::10 epilettico fl i t en('lmoui t ossici che vari nuto r i, o speci:il mente Alhertoni, han110 ottennio ini ett1111do le ;ilb11111 in c 11d vasi, rile vn11doue un,~ grande ras,omiglianzn. E poichè le os"erv;izio11i d i Alhertoni dim<•:Slrnuo che l'al bumoso-peptone i'n .H · t:ito n fli v:i..;i rende il sangue incongulu hile, n bb:o~sa In pressione sanguigu :i , al t'lra 1n. funzio11nlità d el s ist,, nrn ncn·oso e dPtPrmi11n una g raudc diminuzione di leucociti, tale albumosoemia ,-perimentale verrehlie preci:<;iLUente a cor ri,pon,lcre a r1uello che g li AA. h.111110 ottenuto in q ualch e ca~o studiamlo il s,111gne ,!egli epilettici in proi-simit i, de ll':icce~so. Tale corri:-pondeurn n,::su1ne un Y,tlore speciale, e per <p1es to g li A A. ,;i propongm10 di com pletar e lo ricerd,e, e ~e11 za a,·er c la p1'ete.;a che i d uti dell'emat ologia possa no ris(J lvere il problema eziologico e patoge11e t ico de ll'epilessia, riten· gon o rntta ,·ia ch e l'SSÌ po5Snn o r cn <lt: re più chiaro il <ttrndro <lella co mple,,_,,.a si n ton:rntologia o dell a sua origi11e, che probabilmente va rice rcata in ,:nuse p lurime e non d i vr>rse per l'uno e pl'r l'altro case. C ASARI!'.!.
RIVISTA DI CHCRURGIA DI GU~RRA V01,i,: ,11AN!'. fo11A:-:-1w;
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.Kriegsch\rurglsche E rfa.hrungen iiber Pfelle ali.
Wurfges chos11e. -
(F eldùrztliche J;d/ayP, u. 6. J\fii11chene,· M P<lfrini:; chP rroclt1111schrif'l, n . 1j7, 16 sep ternbe r lUH).
Ke ll'ntua le guerra è r i..,;ono l'impi ego di una Yecchia nrma dn guerra, la frecci:i, In. quale viene ln11cial>1 dal l e a ereonaYi. Nella presente comunicazione l 'A r iferis,·e app unto su li'l casi d i si mili fori te, che credo oppo r tuno descr iYere. r i po1·ta n do 1a· tegralmeuto la narrazione tl eì feri ti stessi. Il nostro rrg~imento . . . .. ( n . . . .) s i t rovavn il 1° ~l'ttombre a.lll' 5 p omeri· dinne in vici ua ozn di L., in r iposo. i battr,glio ui in linea. di colonne di compagnia con cir ca otto pas,;i d'interv11.llo frn ogni compagnia; il pri mo battnglione in m ezzo, il scco11do a s inistra. ed il L11rzo a r1.,~trn, men tre due nreu plani voltegg1a'l'a110 ,;opra di noi ad altezza <l i 1200 a 15CO met r i. I mprovvi!'amontu io seutii un dolori' improvviso al piede destro, immediata· mente al disopm rlel calcagn o. Al pri1110 mom,,nto crPdctti d'ei;:;~ rc st;\\,o urtnto pi>r inay,;,,rtet,za. d u un \'Ìcino ; 111 ~ subito com111·,,,_, c he non e1·a co,i, pPrcl,è intorno a rn e anche a lcuni
Hl\'Ji'TA UI <"lllflL'RGlA DI GU IWIIA
altri, quasi con ttom poraueainente, si misero n gridaru ed a rw he cavalli di un corro bagaglio apparvero spavPntati. Considerai a llorA. il mio piede e vidi che v i era peuetrntn. per circa 1 cen t i · metro e 1/!. u11a frecc ia di ferro clre io subi to estrassi: circa altri 15 c-a mernti, che si t rovavano iutorno a me, erano pure stat i colpiti da identico proiet tile, uno attraverso ad am\io i polpacci, uu a ltro inchiodato col piede al suolo, ed in un al t ro la freccia avev:t col pito la guancia e J,. boe<:a, e pertìuo 1111 c1tvallo ern colpito i111mcdi:uame11te sop ra all'occhio. Dopo che la nostra meravigl ia fu u o po' dimi11uita, potemmo chiede rci da dove potevano essen.:i s tati l>cagli11Li que i proietti li, o co n cludemmo che n on po tevamo e;~ere stati bersaglia ti in t~I modo, c lre dagli areophtni. L u no~tre ferite n on era110 grn\"Ì e noi potemmo es,;er e medicati subito. Allora ciascu no si rn ggomitolò so tto i cani per proteggersi . Da altri si può a.L1 clrn apprendere che cadde.re c irca olJ di questi proiettili, i quali ~i u nscro specialmente sul 8° bll ttaglione rhe si trova\·a a. ùesLra, ment re nel 1° battaglione non fu colpito ch e un solo uomo. Se e esatto clrn si1u10 s tati colpiti 15 uomi11i. si avrebbe urm propo rzione del fltl p. 11111 di proi,·tLili utili, propo rz ione soddi,;facentissima. Non si può quinùi n egare che q uesti proiettili. s,, c:,do110 s u d i u na 1m1ssa d'uomini. come ad l'sem pio su di un repu.rto 111 l•rdiue chiuso, abbian0 una certa elrir.-11cia. che per lo meno, data la n ovit:'i del proiettile. s i deve mnnìt'cstare collo scompiglio. indipeudentementc anche ila! fo tto che si sono avute an che delle fNite mortal i.
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L 'ar ma è forni tu di unn. pnma d'acciaio co mpre,so, luog:a J f) centimetri è dello f<pcsson· di 8 millimetri, il cui t ,·r:r,o i11fc1·iore è mas~iccio ,. termi11a in u11a estremità a ssottigliata quasi a puntll d'ago, m entre i due terzi superiori uon p resentano c h e una os,,Hnra co.,tiLUita ,la qua.ttro sottili asiicciuole, cosicchè, facendo la. sezione, ue risu lta uu a tigura stellata. Per questa di minuzione dPl la 17\assa m et111lica rnl una estremiti1, le freccie tendono a cadere colla p1111lf1 n,nrrti, e grnzie alla v elocità delh areo11nve vengono a ricoprire colla loro caduta uno spa:r,io d i varia gr a11do;zz:1. che in un ,·a~o il stato q uello di schieramento di quattro compag nie. E-;se hn,,no un peso di JU grammi e posso1to essere trn~portate in grandi quantità, in-;ieme agli nitri oggetti n ecess11ri, a b01·do delle nn:onavi, per es,;ere .lasciate cader ~ appena s i pr'lse uti u n 'occa.-;ione favorevo le. Oltro a questa freccin, l'A. ne Yide uu a mag~iore, lunga 5 cenl 11ne:ri .li più, ma cbe aYeva lr· stesse propor7.io11i. Non si può precisare, se quP,ti proietti li vengono ,·er,;ati fuori ùa 1111a specie di turca sso, oppure se so110 gettati a mazzi. \'enuero col piti in tal mau 'ern an che gli uomin i d i una batteria c he s i trovavn n. ùist,rnza iu<lietro della linea di co m bat timento <li un 11.ltro r eg~inwnto. L e ferite avvenute n ei <lue r eggi111euti di fouteria furono: I. - I. G., l' compagnia (os pedale II di riserva in Stuttgarl). La freccia. a ttraver:<ò il polpaccio e do,ette l's~ere estrattn me1! iante un'incisio ne. La ferita secerr, e an corn un po' rli pu~; inLia111111nzio11e, m<'<l icazion,· s,·ccn. J f. - X. K ., 10" corupagnia ( Il Ol'pedale di ri -e rvn). Colpo di punta. al piede dc,-Lro i111med1n.tnmento al di,-oprn de l calr-!lguo, profonda circa. un centimetro e m Pzzo. Jl paziente e~trn~se il proiettile tb sò LR fer ita ~i ri copri preo;to di c rosta. HI. - F. I.. 10' conr pi.g1, ia. (ospeJale L odo·,ico).
JllVl:-TA DI CJlHl"l.:RGIA DI GUE IH{A
Entrata della frecci:t nel piede s inistro all'esterno, al disotto del malleolo. .Pl'rforazione delle parti molli sotto il tendine d'Achi lle o foro di uscita ùal J.,to interno un po' più i11 a lto del foro di entrata. Ematoma al foro di entrata, go nfiore moùernto; aventlo il proietto attraversato completam ente il piede, l'avpuntato d i sanità me,licò sollanto l e piaghe. l V. - L. H., l'.?" compagn ia (ospeda le L odovico). Foro di eutrnta id piP.de sinistro v icino al malleolo. Gonfiore, infiammazione di 1dcu 11e giunture del t ,1 rso : pen1wllature con tintura. <li iodio. V. - 1 uomo, 11" compagnia. freccia nella nuca. VJ. - l uo mo, 12·• compagn ia, freccia ltel biaccio. Y[L - 1 uomo,.. I:?• compagnia. F reccia attraverso le gambe ( polpacci). Vll I. - 1 uomo. Freccia a ttraverso la cute del capo senza h ,dere le ossa. IX. - Freccia nel cran io ,1.lla tempia sinistra: foro di uscita :ilh, sutura. coronarii, ; mo r te immediata. X. - .Freccia uella bocca attraverso la guancia. Xl. - F r a l'ind ice e l' anulare. XII. - F reccia a t traverso ad uo di to solo. Xll.L - Frecc ia nltr;1vcrso al calcagno. Quest'uomo venne dalla freccia inchiodat-0 al s uolo, ma estras,-e subito la. frecci,t spor ca di tèrra attraver:<o alla feritn; n ei pri mi quattro gio rn i si ò trovato bene; intorno al suo s tato ulteriore non ,;i !'I\ n ulla. Oltre i.L ciò u n C'a,·allo tu colpit.,1 al di soprn d i uu occhio ed un alt ro al corpu. Ancurn una parola Hulle detLe t'ei·ito : nelle qw,ttro clHl l'nntore v1 <le persoual rn 1:11u1 cinque giorni dopo, si traLtavn. di s,·m plici lesion i delle p:Lrti molli conbuvna formuzio11e di ,·roste, o soltanto ~i notava nell'immediata vicinanza dtille labura ùclia fotit1l un li1uiLato arros;.a meuto e gonliore, che poLenrno far pensare ad una forte initazione, s imili presso a poco a quella che in prin cipio si imma, ginnvu. avvtuis~e col proietto francese di f'>1.nteriu, i n ,;eguito aù avve lcn1uncnto ~h e s i cro,leva pot,·,se av,,r luogo per l'ane l lo di lacca . Har:imentl' pai·e ,.,iano stati lC'si grossi va.si e me no ancora le ossa ; soltanto 11elle ferite alla testa inter1·cm1e subito la morte. l'u'al~ra \'Olta si formò al fo ro di eutrn.t:\ un ematoma, mentre in u n altro caso am:urn clibe a proùursi l'i11thmm nzioue di alcuno nrtic0lazioni de l t1u!'o. Che ..;peei1,l1r1en te l'estre111 i t,1 infer iori siano col pi te più i<pesso de Ile 1.t Lre p:trt i del corpo (U v olto sn l:! forit1:), s i può spiegaro for ,;e col fatto che b. truppa si t.ro,·ava iu una posi:don(< ,li mezza gia.:itura col cor po piutto,,to eietto. Ln. cura è la }Jiù semplice che si può immaginare : una medicazione 11::,et1icn; solo una foritl\ ,·enne pcuuellatn con t intura di iodio. L'A . teutn d i stabilire confronti fra le 111ctlic:ozio11i purnmente secche e quelle trnttate con tintura di iodic-, e couclude dicendo che per q11a1, to le due e~periem:e siano ancora as,oai limit,ne, pur e cr~•le ùi poter ritenere che forite pen nellnte con ti11tura. di iodio guariscono pit't rapid,11111: n l<:. Tm1,:1, u. \' 1-:11:--1:H. - Ounmlschwammkompresslonen geg·e n Schussblu tu ngeo. - (P~ldiir:./li,·h,. /leilaue z11 r .l[iiwl1enrr me,liziHi8cliP. lYochenscrift, n. 31\ 8 sept.. p. }U::!5, H. WH). 1 proic•ttili n. puntn, francese e tedesco, producono il più d i s pesso, p icc,,li fori d'in::.r,:;;;so e <li u,;citn cutanei, e s trrtti tragitti che facilmente s i occludou,,, e per<'iò m·lle nltunli guenr sono più frt>que11 ti le emo nllg ie iuter:,tizio.l i (ematomiJ
RIVISTA DI CHIRt,RGIA DI GUERRA
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che quelle esterne. ConìJo di esse il vVeroer rn ccomaoda l'uso della spugna di gomma che à un materiale facile a r equis ire, sterilizzabile colla obollizione, che s i asc iug a colla compressione, e che non per de della sua elasticità, inumidendosi a contatto coi l iquidi della feri ta e perc iò, a differenza di quanto avviene colle comuni medicatu re asciu tte, continua a m antenere una compress ione uniforme e durevole sui v,1si, im pedendo il ritorno della e111orrngia, s enza ostacolare i l circolo colla tera le. Se ad una ferita vasale recente si applica. previa compressione digitale a distanza rlel vaso le~o, una o più spugne di gornma rnvvolte in una garza e tenute ferme da una fasc iatura leggerml•nte compressivR, secondo l"A . s i eviterebbe la compars a doll'ematomR intersti ziale, e questo r isultato si ra g giungerebbe anche applicando la compressione sulle d istorsioni articolari, rendendosi anche più faci le la cura cooS('cutiva. Se l'ematoiua esiste ed è 1·eccn te, s i ottiene con faci lità il riassorbi mento del sangue stnwasato, il che si manifesta col rapido scomparire del gonfiore e del ln colorazione ecchimotica della cute, e spes~o dopo 24 ore s i può ritenere avvenuta la trombosi de i vnsi lacerati. Di q uesto me todo il W erner ed i l Goldammer sono tanto soddisfatti, da ritenere n!'cessario il forni1·e le tasche di sauità dei portaferit i di pacchetti di spugne d i gomma s terilizzata e compresse per poLerle applicare s.iuz'altro sul campo di battaglia. ERNST GRA8rm e
Kmscui,;E11 -
lcang 8ohusswunden. 1914, p. 1923).
Einlge wlohtige Orund1atze zur Beh·and(M iinchen cr llf edizinische Jrocheuscrift n. 36, S sept
È interessante ri portare le proscrizioni che all'inizio della guerrn il generale medico Soenni ng diede ni medici dPll'S0 corpo d'armata bavan·se. circa la curn delle ferite d'arma da fuoco. 1° Tralascinre la lavaturn delle pf,r t i circostanti nllo apt·1·tu re dello feri te; quind i ni c,nte acqua, nie nte sapone e non tog\ic,re mai il sangue coagulatosi. 2° Imponendosi io casi e oce;don ali e c ioè di note vole ins ud iciameoi o, la pulit u ra, q ucst!l. s i Meg uirà con benzina ed a lcool proteggen do la frrita con 11n' applicazioni' su perficiale d i cotone senza t occare le croste ch e occludono le ferite. 3 ° Non toccare mai la feri ta colle dita, e se, in ~-ia eccezionale, s'im pooo la rimozione d i coaguli dnlla piag a o n t>lla immediuta vicinaozn d i es,~. si toglier n.nno con strnmeoti steriliz7.a,ti colla cottura al fuoco, mai con soluzioni n n t is 1.:ttiche. 4° Proibito a:<solutamente il sondaggio delle ferite. 5 ° P ossono es,ere tampo nate soltan to le feri le largamente Rpcrte t·on et'fl u s.so Jibero, 6° Con aperture di 011trntn e di uscita piccolo, ò a .,sol utame11 /e <la p1·osui1.·e rsi i l tampouamento, favoTeodo e~so le infe1.ioni, s ia per l'c vcntunle introduzio n e di mate,·iale infr·Lto, sin por 1,, cessazione del deOusso dei secreti della ferita. È im proprio il tnmpona men lo anr he a scopo e mos tatico. 7° La migliore prot e;r.ionp della forita è mia mcdiraturn. nsl'ltica asciuua, quale quella data dal pacchc t,to di medicnziooe. Non sembra necessaria una precedent(· d is infezione della regione con ti ..1tu ra di iodio: se n on si pr esen tano s intomi di complicazioni s i rinoover ii la medica tura dopo 8-10 giorni.
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IU\'! ~T.\ DI CJUHl.;J<G f A DI GOEHJU
8° Ad evitare che In medicatura si scomponga uel t rasporto, è opportuno fìssarln. 11.lln. <' ute eircostante alla fer ita e per una grande estensione con Mastix· lusung o ::l[nstisol. !l0 Le croste del sangue r.ssiccnto occludenti le fer ite r appresentano la protezione più sicura, e qui11d i non deblJono e,;c:ere ri mosse, a nch e se in es.:;e siano compresi p1•z::rl.ti di abili o parli di u.11a fasciatura prot:i;isoria, che dovranno e"sere tnglinti in m0do ,ln lasciare i l solo p,,zzetto, attaccato a.I corpo. l(JO B da abbandonal'e affatto ln medic11tur a umida, ma ssime nelle prime med icnzioni, perchè essa favorisce lo sviluppo dei batter i. 11° È oppor~uno non r icoprire con s pessi strati <l i ovatta le ferite sangu inanti, pel'c hè s i formerehhe un gro,so grumo di sangue che r imane umido, ed è più consigliabile lasciar trnpelare il sangue nt Lraverso a poche compresse percl,è s i dissecca prontamente. 1~0 T proie1.1ili o le schcg'gie o~!>•'e libere c he r imangono all'intRrno del corpo. 11el più dei casi. u on sono ili ostacolo al la guarigione e pe1·dò si d E-bhono ~consi~linre i tentativi di t•,trnzion<'. . 13° J,,, ferite frattu 1·e, p1·imn del trasporto debbono esser e largament,, protette· co~ appropriati a ppar eMhi, improvvisal,ili, in cnso di nece!':sità. coo fa;;1ell i di paglia, chosi possono prepnrnre in g1·sndc abLonclanza nei giorni d i c11.lma. J,1° Se il feri t o ,·iene ri l'overato in un luogo stabile di cura, le steccature c:a, mnno po~sibilmente soslitnit,· con apparecchi ad ~stc11sio11e cr>l 111astisol e co11 olri di 'fricot. ln° :'fon ;;i ril',·e ì'al'd eco1,omh di mor fìnll mas~ime nel trasporto lH" I feriti a l cranio e al ventre, nou debbono nei primi g iorn i t·sserc tra sportati, ma è consigliabile di Jasd arli pos~ibilmc nte sul post.o, <.'rigeudo ;;11 di e,-,i uw1. tonda. 17° Le ferite t,rng-enziali del cranio ri chiedono l'inten·,·nto opernti,·o irnme · diato, faccurlo una incisione riunenLe il foro di c ntrntn e di uscita ed estraendo le sd1rggie e p,'r ulti,uo tamponaudo leggermente. 18° Non a~po,·tarc le raccolte emat iehe endotoraciche. l!J" ~ullc ferik clcll'addomo e indicat,t In più ri~orosa curn. immohi li7.zante. :!0° )frlle operazioni si raccomanda l'uso dc-i guanti di gommn. sterili:v:ati colla ,·bollizione.
Sohoawertch-wund v erb a nd be l Schuss - Fra.kturen. 11is1·hf' IV ochf' nstln-i(t n, 81, 25 agosto l!Jl I. p . 18Cl).
( l\[iim·hen el' Jf edizi-
Si deve co~tantcmente avt'l' c,11·:1 di non Loccare le ferite colle d i ta, evit are i sond"g~i e le lavature L e ferite ::.emplici delle parti moll i sono i n general e ca.rntteri;omte dii pir:colis,imi for i di ent mtl\ e di uscitn, t anto coi prniettili a punta. clie colle p:dlot te degli sbrapnel l. Sulle loro dimensioni in[l u iscouo la natura dei tessuti sortocntane;, il n,odo di incidt-111.a dPi proiettili e le eventuali loro rlet'orma?.iooi. Gli attual i proiettili n. punta focilment,~ si rovesciano n ella trnietto· ria dentro i t essuti, e perciò s pesso colriscono h1teralmente eù noche colla b ..se. protluceudo ferite ampie ed irregolari. P or quc;:;to rappre~entano un rrgresso di fron t e ai p roiettili cilindro ogiv1lli nllun~ati, ed un ritorno a quelli di piombo nudo, coll'aggrav ante ch1' essendo dotati di mn~i;iore vel o~.i tò. e forza viva, le lo ro proprietà an t i n mnnitnrie si rendono 111:rnifeste a maggio re di:;tanzn.
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Rl\"ISTA D I CHIRGRGJA
or GUERRA
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L,, m edicazion e delle ferite consiste n ell'applico?.ione di una semp l ice medicatura. protettrice di gar za ed ovatta (pacchetto di medicaz one) fi»sata a mezzo di una. striscia di cerotto. Von OettingPn raccoma.ncla la medicazione mastisol, che va eseguita nel seguente modo : Senza tenei· conto dello insudic1nme nto del In regione circostante alla ferita, tutta. la r eg ione stessa deve e~se1·e trnttata fino all'orlo dttllo. ferita con un bnttuffolino di ovatta imbevuto di mastisol e dopo 1/2 o 1 minuto si prende un cuscinetto di garza e lo si colloca sopra l'apcrtu,a della ferita dalla parte opposta a q ttella toccllto. colle ditll. In caso di lieve emorragia è necessaria la com pressione. Sopra il piccolo c u~cin~tto s i mettù possibilmente un sottile strato di ovatta o di garza e quindi s i fascia. Nel togliere la medicazione, s i deve p ro,~edere ron p1·udenza, procumndo c he quelle pe rti de lle nrnd icRzioui .:he si trovano i1nmediata111enne n l d i sopra del le ferite, siuuo rimossA p er lo u ltime. I residu i del nmsc isol dis~cccato ri111nsto sulla c ute, s i r imuovono con lnYnture di b.-nzina, etere, ecc. od auche con olio d'oliva Jmportantissi,un. e l'immobilizzazione d elle fratture da arma da fuoco, eque· sto s istema de ve~i possibihutinte estenùt>re anche nlle ferite dt' lle s(\le parti molli se rno lto estei-;e e s puri1dmente alla t est!l eJ. a l C!Jllo, rinforzau ùo gl i appar ecchi con stri.~ce di cuoio. Nellt> lc~ioni d ella colonna vertebrale e della pelvi, sarà la po,-izione del corpo que l la. che ,-;uggerir:\ il modo di applicare l'appRreccl,io d'imrnobilizznzione. Baccomn11da l'emostus ia colla beurla di Esm11 1·ch, nolle grnvi emorragie delle estremità. rico rdnmlo di n on ricoprirla col ve.- tinrio, percnè potrebbe perdersi e p P.rc he non deve essere mantenuta per lliù di due 01·0 ><enza pe r icolo di g,rn g r enn. D le e rsten k riegsvel"let znn 1, eo lm reser, e lazarett B. In Miinohea. - (F'elclii,.zllicltr 1/Pi{age, n. G; Miin,·!te11e,· ~lf,-,/izi11isclu: 'Wocltenscri(t, n . 37, l ::i septcmher Ull4). Rife r i-;co sui cas i ll\'Uti in cura nel lazznrctto di riserv11. B in ~lonnco, capace d i 1100 l etti, installato n e i local i della scuola d 1 !!llerrn, de .l'Accademia di glw rra e del la scuola di Campo di .hlarte. I primi feriti arrivarono n ella n otte del 20 e 21 ngo, to; un secondo trn>"po rto s i effettuò la mattina del 23 ed un terzo il 25 I pl"Ìmi proveniva no dullo scontro di l\liilliausen e L nga,·dc, ecl erano in huon11 ,·on,1izi,,ni. pe, cliè a,•evitno potuto ricoanere sed1._1ti; gli altri dalla ha ttngl ill d ei V usp;i cl..-1 20 agosto e presentavano in g cluerale ferite gravissi me, n~sociate a conù,zio11i genera li ass ai òepresse, per,;b è i l l o ro trasporto richiese anche più di BO ore 'futte le ferite rmno state conveniente1nente occluse col pncrhr•tto di medic azion", a.ppllcnto, ud ,a grandr, generalità dei casi, ùai compagni dei feri ti stessi e no11 µi ~, toc:cnti, a mEmo che non s i fosse ripresentata u111t forte e roorragil\. Nessuna del li, terite co.,ì trattate pr!'sentavn forte reazione in6amm11 to1·ia, eccettuati i casi di ~quarc ia111enti d~ll'apparato d igerente e d urinario, Cos ì p ure i fratturnti arrivavano tutti m ottime condizioni, mcrcò l'immobilizzazione delle pa rti lese. Confer ma la benignitiL dello lesioui d.ille ))f\l"ti molli d,1 proiettili d i fo.nteriR, can, t::eriz;r,ate d11, fori d'in g re;;:so p iccolissimi e foro di u,citR un vo' più mani festo : solo i n poc hi casi que,;to apparve fortemente squarciato, for~e pel ribaltars i, del proiettile a punta. E:10,:CKE.
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IU \"J:iTA 0 1 CHIRURGIA Dt GUEHRA
Le f erit e da schog gie d i g r a nata. alle parti mol l i ernno e norm i e assai squarciate, irregolar i e con este,a dilRcera:>.ion e e necrosi d ei musco li, a pon eurosi, ecc., t anto più se con tcm vora neament e fu ro no colp ite le o;;s:i.. I n due casi n ot ò uu ft fo rte distr u:d one delle parti m oll i delle coscil•, dovuta nl fatto cl1e il p roiettile aveva co lpito le giber n e rip i('ne d i cartuccie. prod t1('CJ1 · do1,e l'C'splosion r . Impor ta n t i d ue lesion i del capo. In un·caso si trattav a d i un colpo t.in genzinle con foro d'in gresso poco al disop ra della protubera nza occipi tale e s terna e forn ,!i uscit-a a 1() cen timetri di d istn nza. este rnamen te e v e rso il da v an t i. Il primo 1--ra g ros~o qu:into u n fagiuolo, sc,n zn alcuna rea zione in6ammatoriu e ri coper to da \ lii& p iccol a crost 11. secca ; il secon do aYeva le dim en s ion i di un mar c o ed e ra. riem, pito d(l, particelle di sostanzn cer ebrale e fra mmenti ossei . N essun fenomeno c lin ico speciale. :.\[essa a llo scoper to la fer ita, si osservò un tragi tto cr a nico lungo cir ca S centi met ri e lar go 1 centime tro. Nessun feno men o dioico s pecia le , t ranne febbre piuttosto t:levata . N el secondo caso esisteva un canal e superfìcinle lungo o centi meti-i in c orrispondenza del parietale sinistro. F e no men i d i commozione cerebrnle. L'es a m e d1:lla fer ita r ivelò la frat t ura del la !ta lc?a con perio~tio inta tto e quin d i non s i intervenne. Le v arie fer ite de lle os~a della faccia, com preso il mascellnr e super iore, n on pr esen taro no r cazion notevoli ed ebbero un anda men to benigno, c omt· pure in gene ra le quPll c> penetra nti n el!a cnvit i1 t or acica ed ndclnminale. traltnte coll'nSt <'nsion e. Le Je~ioni d,•i n ervi p iò fre<Jnenti erano quelle de l radia le, nc,soci a tt- a frntwra d elle ossa del bro ccio e dell'avam braccio. \.ide tutte le lesion i possibil i, d alle Sl'm plici con t usioni alla sezione 1·ompleta, P. r it ie11e elio in q ue~ t i casi l'atto 01)erativo rlelilia e.<:scr e prot.ra t.to li i quakhe settimana. Le l esio n i pi ù numer ose furono quelle delle estrem itit, e freq ue n t i s i p r e:sentn Ynno lo foritt- a i polpncci, le qual i sono spe~so ncco mpa~nate d a forti dolori, per le concomitan li diffuse lace r azioui m usco lari. Le ferit e ossee f;Ollo s va r iat issime : <l1dln sem plice perforazione (nelle cµiù,-i ,, a l la rottura obliqlia (frequen ti s pecinlmente n ei metaca rpi e 1netatarsi) P.Ò al.e frnll11 re le p iù comm inu t e, n,a~,;ime n elle di a fisi dello os~a lu ughe e n elle fal:rn;i. E ra sorprendl'nte, come in quel'ti c:isi l a snldez:m d1•l d ito fosso n o r male; e ciò ,i i>pit:ga .:ol fotto c he il pe r iostio a \·6va con ~ervaro l a sua resisten za uor male. Ottimi risu ltat i diede ln cura e<t ensivo. coll'olr<' di Tricot ('.rrikotschln11ch ) spnlnutto lii ~ra~ti,:ol, come si pr;itirn nellii clini!'a di L ipsia, eh~ raccomanda iu modo spec:ale 11ella <' h intrgia di gaetra, ess!'t:<lo di gra11 lunga p ref,, r ibìle ag:ì a pparecchi amida t i e ge$Snti. perc· hè per metti• u n hnon controllo de lle fc1·ite ,..éuzn nece:::-;it,\ di una apc1·tura. Delle fer ite articola r i, le più nu merose riguanluuo l'art icolazione del giuo,·chio con e senza lesiono OSSl'n, eh,• non r irhiesero mni a lcu n interven t o chirurgico. <·~~eu<irn,i SPmp rc dimostrata suflicieutA l'immohil izza:1.io11e. Qn(',;ti d:,ti. certo asf;u i incompleti. ci c01Jfen nano quanto giù l 'espcriL·uz:i dvll.:: ultime guerre ci aveva inse,,gnato .
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R1VI8TA nr CHIRURGIA GENERALE FnA};<.:Esco PuTZu. -
La torsione del cordone spermatico. -
{J,a <:linica
chi 1"U l"fJÌW). L ' A., dopo av<'r fatto ri levnre come lii torsione del cordone sia artilicialmente provocatri. d a i Vl'terinari qunle metodo di castl'azione, n ota come in patologia umana l'accidentale produziono di talo entità morbosa abbia richiamato l'attenziono d t,i chiruq?i solo dopo il 1810, allorquando Delasiauve n e illustrò un caso. Do po un'accurata e cronologica enumerazione di tutti gli autori che ebbero in seguito a trattare l'argomento in parola, rileva oOmP 1tlln nuU1erosa letteratura cli11ica faccia contrRsto lo sca1·so studio sp,,rimentale. L'.à. riporh\ i metodi seguiti e gli e;;iti delle ricercll\' t'atLe specialml"nte dal Chau n .Jaw, dal Mitlc,t e dal l' Enderlen ecc., foceudo notare che le esperienze stesse sono insu/Hcienti a dimostrnre i limiti <li vitalit:\ e <li mortificazione della ~l:i.nùola testLcolare dopo lit avver.utn tor~iouo del cordone ed ancor meno dal lato pt·atico e,,;se ci guidano in riguardo nl trntt!\mento da seguire nella torsione rlel funicolo stesso. Le e,:porieoze fo.tte. a dire dell'A ., hnnno nvuto uno sco po puramente sperin,ent,tle diretto ad e,m111in11re la .sorte del testicolo in tali accidenti. L 'A. invece ha instituito esperienze nventi lo scopo cli veder c> se e uno a quali limiti si 1>uò riinediareallc> lesioni determinato dalla tor,;iouo con mm curn cruenta, ma consorvati va, o cioè colla d1·torsicme. Tenuto conto che l'accidente clinico uon è frequente e p,·r altre ronsiderazioni ili r icerca, l'A. ha ritenuto oppo1·tu no sperimentare sugli animali; institneudo due serio di C',p,·rieu,.e. L i, prima uella qual'" pratica b torsione uuiot1. o doppi;t e poi nbiiandona la g landoln n sù stesl'a per vedere l'esito r emoto, In seconda nella qunl<' alla t orsione pure nd intervalli cli t empo vnrio segue ora la detorsione, om ln orchiectomia per poi <'sarninnre le div,:>r se fasi delle lesioni auatomiche. D opo aver esposto dettagliat.amente gli esperimenti fatti, l'A. conclude che la tor;;;ione doppia del cordone Spl'rmatico sopp1·ime completanwnte la circolaziono del testicolo. che quasi s<'mpre v1.1. iucontro nd un processo di cancrem~ settica, più raramen te cade in atrofia semplice. Che la torsione uni ca del cordone spermatico pre·senta diverse conscguenz<: a secondo dell'a,npiezza della spirnle di torsione. Se è breve il circolo dellu glandol:::i. è soppresso totalmente, l;O la spirale ò ampia rarissimamente il cirrolo ~com plctamente sospeso, più spesso lo è pnrzinlmente ed allora si ha a llo volt,~ atrcfìa, il più di frequente n•integrazione anatomica o fuo;lionnlo dell'organo. InoHr,o l'A. hn potuto dcclurrc dagli es pcdmeuti fatti che nella torsione doppin. de l cordone spermatico qu:llltlo l'intervento operativo avvenga entro 30 ore dnll 'a vve nuta torsione, la cura deve essere conscrvntivn a v endos i la certezza del I~ r einte g r azione funzionale ed anatomica dell'organo, mentre dc,('si senz'altro proceder e a!Ja orchiectomia trascorso detto t ermine ad e,•itare 1 •·1:coli o per lo meno, gravi compl icazioni locali o geuernli. !l6 -
Gi onwlc di medici11a mi/ila1:e -
Fase. X.
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Jll\'J ~TA
r,r ('l!!J:r1:r. J,\ (;J•:Sl':JULE
Nella t orsione semplice invece l'au tore ha potu to nota1·e la reintegrazione ùell'orgu10 sempre che la detor;aione si:1si pffet tuatn n on dopo le 70 o 72 ore e di tali risultati di es pe ri enza trae conclus ioni per la ct.ndotta chirurgica da seguire per la. conser-var:ione dell'organo prima che sia trascorso detto periodo di tempo o ~r la -escissione della glandola dopo tale termine. L'A.. i noltre s i intrattien e sulla patogene"i dc,lla enti tà morbosa discussa; dop o aver illustrato la distinzione fatta dal Schil(.> au in v olvolo ed iD bistourn &gc ; nota come una delle più frequenti man ifestazioni della torsione del funicolo si riscontri 11cl periodo di dis,·esa del test icolo, tanto nella vita fetale come dopo la nascita. allorquand o per insul1icienza dei mezzi di contenzione (guLe:rnaculum tectis, rncsorc bio ccc.) n on s i l imiti giustamente la leggera rotazione che Sllbisce il test icolo du r ante la sua ù iscesa ~pec ie du ran te i l suo passaggio attra'"crso l'anello inguinale esterno. L'A. nota inoltre (e c iò deve essere tenuto 11cllR g iusta considcrnzioae d iagnost.ic._1. uni medico m ilitare) ca, i di torsione osservati da l Bordt lla, dal Dujou e Gheg ut per t rauma diretto della SPlla contro lo scroto nell'atto di ca.valrare. EJ infins, f rn i monwnti etiologici dnl ln inform ità l'A. anno\"era l'a u u1ento della pres, sione atldomiuale. la predi~posizione a cqu isi ta ia seguito ad opera1,ioui cruente pra.iicate sul t esticolo e s ul cordone. In mancnuzn o la dcticieuz1, clei mezzi d1 tisSAzjou e dPl t l'sticolo allo scroto, la lungliez"a eccessi\·a del m esor cliio, la a11orma.lc io>',·rt.ione dei ,·asi, ecc. Per i sintomi clinici, l'A. dopo averl i descritti .letrnglinta•nente ed aver fauv prese nte che cs,i hanno grnrnle aliinitll. colla ,,:ind romo morbo;:n propria del l'ernia m;rozzata, r ilenl co111e esi.,t.:>no tuttnvia alcuni segui° differen7.iali r he possono tornarn d i grnnde aiutc a priori iu t'avoro piit di uu'alfozione eh.e dell'alira. L'inizio i nfa tti, l'gli dice, in entr1uu\J1 è brusco e nccompaganto da dolori: ma il dolose e più intenso n..Jla to1·sioae me ntre i ,·om iti souo meno frequenti e m:i,i fecaloidi, 1,iù ra ra è la cosL1pazioue c I il mPLeori:;mo ~d l'CCezionali l'nr· rt>st.o ,li gas po r il rrltto. Nota la ùillìcoltà di ding;nosi allon1uando 1n t orsione e accompagnata ,la erni:< (OITreduz;7.i e Legueui; meno dill-icile t'gli dir.o la d ill"e rcnziazi" ne ft-11. to r,.ione ll orcl1ioepi(!idirnite tra11111ntic1< o v1111erea, s pecie per la posizione do] f.estirolo, alto e fissato nel primo cnso, Las~o più dell'omonimo nelln srco11d11 cventunlit:'t. L'A.. uopo aver esposto iu dettap;lio, rorn,· dl!,·c~i ro111portare il chirnrgo in presenza d i un n. t orsione a.,1 i'uoicolo ,-pcr,nati<'o, co11cludc : ln tesi gen,·rale n oi praLichpri,n10 Jr, dPter,ion<Hj .rantlo iuten·err e mo Pllt ro un termine di llO ore ndl11. t0rsior1e doppi:,. e di 72 or<· n ella tor~ione un ica, 11rnlÌ• chc1,•1110 l'oichiectomin quando iotcn ·orremo io un tempo ol trepas"an te que. ri termini . In ogoi cnso dovrc1110 t L·ner calcolo dc·i caratteri macroscopici l'l1c l're senu-nì. la glaodola 1,ll'a~to opcrnt1,·o, i quali ci scrv1rnano di gu ida n~I la cou,loua da. segni t·e.
Ooot Onoo:-r..
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RIVISTA 01 MALATTIE HNERER E OELU PHU "La reaziono cU Abderhalden nelle malattie mentali e n ervoae. - (Da u na ri v is ta genera le del dott. A . L1tR1 ripr odotta n ei Quaderni di psichiatria di retti da E. Morselli - lugl io IVI 1). ·
La r eazione siero-biologica descriLta d a. A bdinhalden uel 1Dl2 è d i un a grande impor tanza in patologi11 1 t nnto tlal lato scientifico che p ratico; e pr obauilmen te ancor d i pi ù ne a v rà q u;tndo i l metodo possa esser reso più facile e meno sogg-etto ad errori. Il princ ipio sul quale essa riposa ò il seguente : u n org11110 ~a uo \'ersa nel ;:ang:uv dti prodotti direttamente assirniln.bili, derivati da u n a dccomposi1.io11e ,·0 111pleta dei grassi. cei c11rbo1drati e ,!elle proteine i inveee un organo mal1,to ne ,·ersa d i incomp!Pta11w nte elnborati. che perciò 11gi;;cono da corpi stranier i, i quali debhollo e,-sere elimrnnti, per lo più ÙPcomposLi, i11 particelle a.,silllilnbili, per opera di f,,rment1 . quindi, 11ella lesione cli u 11 organo si trnverauno nel .o.an~11,· òoi p r odotti di decompo,iz1011e i_11co111pletamente elaborati e dei f1:rmè11ti eh,· ,0110 d~,.,tionti ii quello ~et po. H1es•·P po;::,ibiln t'nr la rice rca nel saugue dei fo:rment,i pro· teoli tici, la cui 1, 1·c;:p11za porciv d .. uoteril la lt•sione dell'o1:g11no re lutivo : ri,• .o.i ottiene o con la dialisi delh• s()sLauz!1 peptoniche o co n In polco·i;;zozio11P \de,· iazio n c p ::>farimctrica tldlo soluzioni albumi n ic he o p,·pticheì. J.,a reaz ione. dapprima u~>1la, con ott imo r isultato, per la diagnosi della r.:ra· vidau:z;a, è stata poi provnta in molteplici forme morbose; vo]f'udo ncc,·mi:HI! 1,reverot•11te quanto si è trovato IJl:•lle mal11t1ie ner vose e mc,utali , basLi accennare _ per farne int1•n,lere il suo ndorc - che: rn·lla denwnza Jll"Pcoee s i t rova qunsi ,;einpre un form,-nto anti,·orv;, llo e u110 antigeuitale, ,qwssoanche uno antitiroi,J,. (tu rbe endocri "e ?) ; 11cll1t pn rnlisi progre$Si va lesioni q nasi sempre del ccn·,·llo. di rano d e lle gl:<11dole RP•Suali, quasi S!'lllJ>l"C degli altri orgaui: ne lle for me gra\"i di <'pile,.:.si:t, come pure in 11\olLi ~11~i di epde!<sia larvata, dello Jesioui del ce1·~·,•1!0; ivssea?.a. invece d1 lesio n i cnebrnli nella freno,.;i 111aniaco-deprc;asiva e nelll~ C'O:-idette psicosi fu11zionali; nell>l emorragia cerohrnlo un fermen to anti fibri11n nl contrar io di quel ch11 non s1 tro\'a, nel rnmmollirnuuto encefal ico i 11el Basedow i·enzione antigou,o. spesso aud1u noti-uterino od anti-o,·aio; nella spasmo filia, 1·on• zioue an ti , parati roide, e cosi via. Ka.tu r alrncnte e~sa non ba sterà per darci una diagnosi; ma contr ibuir:, o po tra co u lribuire molto a darc.-la. 11111. sopratutto c i dan\ molti lum i per le c-on o.;cen z e patog<'nctiche e molto ci g ioverà nel11t prog no«i e n ell'erHcacia c u rati,·,1, s p <'cie p e 1: la razionale opoterapia, com'anc he - for.;e - per l a diagnosi rei rospetti va., p er esempio per le a n t iche macch ie d i snugue. P . Co:;sJG 1.10.
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RIVISTA DI TERAPEUTICA L. V,m~EY. -
F attl e raglonamentl i a terapia. -
(Supplemento P oliclinico,
5 luglio). I fatti co,;tituiscono la snlJ11. base delle nostre conoscenze: raccoglierli con e,attezza scrupolosa (e con purn ol,hietlività) è la principale caratteristica dfl metodo scien tifico (positivo). Essi hiwno un valore fondi\mentale indipendentcment~ dalle nostre Fpiegnzion i; pl' l'Ò il rn gioname nto che li sintetizza , e qniodi li a,viva., è necessario alla vita della scienza, che progredis::e verso hi f ormulazione d i leggi natura.li sempre p ib vaste, derivate dal metodo induLtivo di B acon e e Galìleo. Ess, ha sempre valore anche se parti to da. fal,,i presupposti (ad es. la pmtica li.~l~riana, IR cura. col fo~foro, cou l'acido picrico, col clonilio ecc.). Ma le teorie ind uttive souo spesso costrette a rout;ire, a completarRi, a. rinnovarsi q uaodo nuovi fatti non possono piu 1·ie ntrare in esse; inoltre io esse s i m escola sempre la deduzione od a111·iori.rn10, le cui concczio11 i sono assai p iù instabili e meno«icuramente prngressive. L'incostanzR, l'incoerernrn, la precnrietii delle concnioni cRrntter i zza appunto l a. medicina ('.ontemporanea. J100 111eno d i quel In antica.: tutti i grnudi lo d~plor /\no, per qm1nto a:nclte il rinnovar.~i siguifìcn \-ivere (l\luni). Prcdoll)ina. il razio,wti.<u10, c he è bou pericoloso soprntutto i n t i, rnpin. r·hE' n e ò stata sempr1• schia.va : da e'ls:o deriva110 gli s/iJ11olisli, i sn{idisti, gli 1mw1·ù,li. gli iatrofì.<ici e iat1·Qr·/li11iici dei tempi addietro, come i medici ch e curllno od hirnno cu ra to i polmonitici liwandoli co11 siero clor urato, gli arte riosc ler otici con siero alcalino, gli uricemici con g li an tiu rici, gli autoi u tossicati con sa.loto e naftolo. l e ferito con antiseltil'i liquidi o ga~sosi, i tifosi con la m iscela io,loformica di B oucbnr<l, i tubercolosi col creosoto ecc. Cosi, per, reazione, si è vc·n uti a ìln. esagerazione opposta. dell o s cetticismo. e non poch i m edici oggidì cr.idono nulla far e agli infermi, mentre B ehring procl,m111.t·a essere per sempre impossibile 111 disinfezione n ell'organi><mo vivente. }fa p0c.o dopo Ehrlich scopri -yn. ln chemolerapia. della sifilide, R ogers della dis«ent,eria, si dimostrnva la propriet à antisettic!I. dell'ul'Otripina. in ,:iro, ecc. Del re:;to, que.;tc oscil la7.ioni di credenza e <!i vedute s i ripetono d i continuo n(,lla t erapia : « i medici Ri nlle1rnno ai c:unbi,tmrnti » : pe r es., n ella tubercolosi, più volte ;:i i; 11.vvicen<lflt:1 1 pcr oppoi<ti cri teri razionalisti, la curn del r ipr >'o con quel la del la.\'oro, della ipcrnlimenta.zion e con quella della dieta ecc. Co;,,ì per i ,m/a.,si (Silvio 11.vrel,hc fatto più vitt.i1110 che non la guerra de i 30 anni!), e per i p1o·r1anti (u11 pericolo sociale l secondo Berlureaux) ; cosi per la. nitrogliceriua agl i ipertesi, per J,, diet!l. carnea ai òinbctici, per la. son da gastrica ai pazienti di stomaco, p<.: r J'a.r»enolie11zolo n ella lue, ecc. Oggidì si dicl' nh bi n.110 fo.tt<, ban carntta le famose c ure generai izzate a Lase iotlicn, fosfatirn ed a n tiul'icn, del calomelnn o uoo più colagogo, del creo;:oto non più antituliercolare, di,lla valeriana non più a11tinenotico ecc.; sopratutto pt>r l'i odur o di pota:<sio che è stri.lo la grr111de pn.nacea. universale ( « tutte I~ volte ch<' non s i sa n è come n è dove n è quando, si d:\uuo g li iod uri ,.), come per la gene rnzione precedente era stata la salsr,pariglia . Insomma , la materia m edica è di-
RIVISTA DI TER APEUTICA
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venuta un cimitero tutto sparso di cadaveri I Lo stesso per la chirurgia: al Ju. r ore operatorio di alcuni anni fa è subentrato l'astensioue (ma ora. t orna dall'America la moda di operar sempr e, senza bisogno spesso di far la. diagnosi preventiva!): il furore era prima sug li organi pelvici femminili, poi sugli organi addom iuali, poi p er i tumori e per l'appendice (estirpazione preventiva a tutte le reclute d'ogni anno !), JOi per le ossa o per le tonsille, ecc; ora Rèclus proclama che bisogna rigirare 7 volte il bisturi nella mano prima d'affondnl'lo n elle carni del prossimo, ·e Bier e chiamato un amicbiru rgol S u ccessi improvv is i, ma efrimeri, hauno ottenuto come ricostituenti: il liquido di Brvwn-Séquard, i formiati e il siero marino di Quinton; la zomo e sieroterapia., la rimine1·alizza7.ione e l'etolo nella tubercolosi; la distensione dei nen·i nel la tabe ; la. cauterizzazio11e dei turbinati ; la paraffina quale protetico; l"orchiectomia o l'operazione di Bottini nell'ipertrolìa protastica: cosi succederà for;:e p e r i bacilli lattici nelle gastropatie, per i metalli colloidali nelle infezioni, pPr i lassa· tivi meccanici n ella stipsi abituale, per l:t vaccinoterapia l'opoterapia e la chemoterapia generalizzate, ecc. Ciò dipende spesso dalle conclusioni affrettnte, dalle gene1'8,lizzazioni illegittime, dalle ricerche preventive, da ragioni commerciali: cosi per la lecitina, la cefalina, pe1' il vaccino an titubercolare Frieclmaun ecc. Il r azionalismo facilmente s'impone, il medico agevolmente si persuade, le réctames e le attestazioni di celebrità. sanitarie stiggestionano, molti medici amano essere all'avanguardia, donde l'ata;s,;ia t erapeutica rr.zionnlista (Huch11rd) : ma, d'altronde, lo scetticismo e l'inerzia. di a ltri medici, che a volte si rinnovano, son o dannose, perchè si det·e credere alla propria arto, e s i den.J far cred~r1; g li inferllli ch e vogliono aver fede per avere p iù speranze. Quindi, n on bisogna riporre nua fiducia n ei nostri ragion:u,ienti; bisogn a osservar ben e al lume della ragione (01etodo emp:dco-razionale del Murri), for~e meglio è attenersi al pragmatismo anglo-sassone(« sulla guida dei risultati·, qt1alunq ue s ia la strada c he ci ba condotti ad ess.. ,,, ), accettando le appl icazioni pratiche da. ovunque vengano, s ia dalla t radizion e, sia dalle nuove ricerch e scientifiche. La storia della meJicina è u ua grnn ginnastica mentale assai vantaggio~a per lo spi rito, e d i grande v11lore educativo! P . Co~SJGLIO.
D ott. E . FA:-TA1'1'1B. - Sul valore terapeutico dell'jodlo allotropico (Levjod). - Firenze, Stab. tipografico Ald in i.
L ' A. a ccenna nella introduzione al lungo uso g i i~ fotto i11 medicina e chirurgia dell'jodio, e con un elenco delle malattie uelle quali è stato somminis trato e degli autori c he l'hanno consigliato, dimostra come po,isa dirsi usato in quasi tu tte le malatt ie, e come non s iano giustiticate cer i.e controindicazioni ammesse da qualche auto re e n!:gate invece da altri. P assa poi a fare la storia. d11ll'jodio allotropico, espon~nclo il concetto teorico della guarigione in genere delle malattie che ba isvirato l'inve11tore il prof. Le,,i, a intuire prima e scoprire poi questo nuovo preparato di jodio. Ed a p roposito di q uesta teoria. riporta. le esperienze sugli animnli e s u ll'uomo che la confermano evidentemente. Esposti i caratteri fisici di questo joclo che hanno indotto l'inventore a. chiamarl o allo tropico, l'A. dice che a lla parola a llotropico non dà grande importanza, giaccbè questa non riguarda la sua applicazione alla c li n ica, ma invece ne attl'Ì-
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RJ \' JSTA DI 'l'EHA P lèU1' 1CA
buisce moltiss ima alle m erav igliose vi rt L1 tern.peutiche che rcsultano dalla casistica, che è l'ar gomen to fontamentale di questR. puhblica:done, e che è stata raccolta dall'A. alle consultazioni gratui te della Guardi,1. Medica di Firen7.e (p;nzza Davau1.ati). ~ono G52 a mmalati cli anemia e r.loronnemia, ntleniti anc he suppurat<', bronchiti, tubercolosi polmonare, 11.~mn. bronchiale, enfisema polmonarP, tuhercolsoi lo, calizzata in vari organi e tf'SSuti, reu matis mo articolar e e mu, colnre acu t o e r.rvnico, di1\bete ru ell ito, e re~ipela, gozzo e:<oftalmico, ve m e pseudo angina pe<'tort,. pueumonitc> fìbrinosn, 1,?prn P voric malat tie. fra le qun.li pertosse, fobb1·i 11Jaltes:. a.rtorio sclerosi, epilessia, isteri~mo. e cc. i>cc. Io ciascnn g ru ppo di malntlie c ita alcun i <'.a.~i, che dopo a,er r esi.;;tito alle più svariate e razio11al i cure. h an no ceduto all'jodio al lotropico. E n el cnpit olo più intereR~ante, dell n tubercolosi polmon1H·e. ci ta ca si di ,·i:ra e propria g u:uigione, sia di form(• in<'ipienti come d i forme avanzate. Il !J1.voro coudotto col mas;:imo r igor e scientifi<'o, pe r quanto pos:=:a fa1·si in un amhnlatorio, fa seriitmente pensare a lla n uoYa i corin s nlla guar igione delle ma· latt i e, ch e sconvolger ebbe raàiralmen te i concetti fi no ad ora 11.ùot tati n elle ri"t>rch•· di nuovi mezzi d i cura per lo s ingole affezioni mor bose.
RIVISTA BIBLIOGRAFICA S. G. J,1P1,1AwsKY e liA:-.s LuxGWJTZ. - Il radio e le sue applloazlonl terapeutiche. - (Unione tipografico-edi t rice torinese, Ull4). Il libr o che ,·ede ora In ln<"e in t talb per i tipi della Unione edi t ri ce torintse ò una traduzione de!la seronda edizione tedesca fatta dalla dott.• A ngiola Borrino e r iveduta dal prof. Luig i F en io. Tale importante pnbblicaziooe viene assai op· portuna1nente n colmare un vuoto e a p ro vvedere ad una n ecessit:\ imper iosa della c ultu ra medica i tn li,rnn, offrendo un mezw facile per acqui<;ttUe quelle pra· tiche C\ogn izioni s u l radio e sulle altl·e S".lstnnze 1·adioattivc che. allo slnto attuale della scienza medica in genere e della tcrnpin in ispecie, debbono 1·it e n ersi a~".,. lutnmente inùispemmbili al medico eserc:eJ1te. Le primissime scoperte sul iodio~ sulle sue singolari p ropl'ii'ta aven.no crcnto nella fantasia del pubblico medico e u on m edico la illu;io11e d\rn potere t orapentico sconfinMo e quasi miracoh, 0 ,,. Tale i llusio11e però è andata in srguito grndatamente d iminuendo al p unto clw in taluni è subentrato ad essa un v er o e pro pl'io scetticis1110. f::eno11chè le r icer,,h~ pazie nti nel ca mpo della biologi:. e <klla medicinn, lo studio a cc:nrato de lle k!.':, iisico chimiche che re golano l'atti\·itit propria del r adio o dt•lle altre soswnze r&· d ioilttive, le provP sr,erimentali, il perfezionamento di'lln tecnica e il do~arn,•1110 esatto, come pure lii scelt a del caso clinico in c111 special mente si l'inssnme la in· dicazione curativa, hrrnno in rcalt:'t m esso iu chi,11·0 rhe g li elemen ti rndioamn r apprc~entano nel campo della 111edic i11a interna, ,l.,lla chirnrg ia, d1:ll11 gin,•c<Jogia e 1folla dl'rmatologia un'importnnte COll']Uisln del la terapia. Il lihro del Liplin.w.~k.v e Hans L u ugwit1. si propon e appunto di offrirf :il l~rLore quello cognizioni leoriro-pr:itiche Rtll radio e sulle sostanze r:uliontti l'C cl,~ sono \·,·rameute 1wq11i~il•' t1lln scieo:m ed nlla scienza medie~ in particolnr<', ,,rron-
RIVISTA
BJOf, IOG!IAFICA
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dando t utto ciò chP è an cc,ra DE,l cn.mpo dèll:i purn ipotesi o delle rice rd1e sper i meut:di. Il libro ò fatto p,·rci'1 cou intentl i11Hmto emineaternc1Jte prat ico; ed ha un 1·e ale vafore in qunnto che offre al medico u n iasieme organico d i coguizioni clie !:<i potrel)bero trova re soltnuto in maniorn frnmtne1Jtnria e disconti n ua in riviste SVllrinte e numoro,c italiano e strnni~re. L a trntt:lzione dell'argomento li ,livistt in due parti. i\ell11. pa1·te prima sono svolto tutte le cognizioni di chimica e di Lisiea dclii· sostanz<' radi oattive con una. esposi1.ioue mi onta dc•lll\ t ,i,·nica dc:111· misure; e,i iaoltre sono in essa esposti i risultati del!'azio11e biologica dell!l. radioattiviti,, c100 l'azione sui fermenti, sui batte ri. e sul!fl ccllulfl a uimule. 1'..!h 2• parte, rig uardante più direttnment,· il medico, vieno trattato in dett nglio l\iso terape utico delle sost:0111.e rncl10.1.ttive nelle varie malnttie medicl,e e chirurgiche, con indicn7.ion i pr<'cise circa le dosi e l(· applicazioni, 1 si~temi di 1nisu ra, lo modali tà della cura con i vari prep«rati I n complesso il libro ciel Lipliawsky o Hans Lungwi tz è a~sai interes,ante e, dati gli intendimenti etninentemente p ratici ai qu a li si informn, 11011 solt,rnto può ri uscire assai utile nl nwdi co eser cente, ma possiamo 1111che agg iungere ne cessario, non potendo oggidì ne% un m edico disconoscere i priocipii d~lla rndi~ te r np ia per p oterli applicare alloccorrenza ai suoi malat i. BALESTR.~.
G . A . SuT 11EllLA:>1U. mse, 191-1)
Trattato di diete tica. -
(Union e tipogrnfico-editrice tori-
Il t rattato d i dietetic1t ciel Sutherlaml, clie l'Unione tipogrnlìco-editrice torin ese c i prese n t a orn nella J)rima traduzione italiana fatta per c nn, del prof. F er r io, è u n l i hro dC'sti oato certamente ad avere la più ùeuevo la ,. fa,·orevolo accoglien~ d a parte dei medici, poichè esso risponde ad un bisog no re,1le n,,lla p rntica med ica , ed n tale bisog110 soddisfa in modo completo . L a cl ieteticn, che e p:irte co:-i importante della t erapia. i11 qunsi tutte le malatt ie e cl1e in molte di esse rappresen ti\ pe r: co;,.i dire il fu lcro del la cura, 11a s u bito in qu est i ul t imi anni. p:irnllelamente a i notevoli p rogressi compimi i n ogoi campo dP.llo scibile me,lico, modificazioui o perfo7.iouarneuti r ima rche...-ol i, adnt tando~i voi la a volta anche alle teorie uom ina n t.i io pato login. E il libro del Su therland ci pre;;enta appunto u11a esposizione si~tt-matic:i e complet.i di rprn n to c oncerne la di etetica delle "" ri e formo morbo.su secomlo le p iù rect:nti Vl'O ule, sfr ondando i vari argomen ti di tutto ciò c he ò purnmente dot t1i11ario e cosLi t uisce erudizione ingombrnnte e ri cercata. P er ciò :incho l'op,•ra ha un va lore emincut<>mente pratico ; e se qualche d iscussione teo rica i: re~a di tanto in tanto n ecessa ria, CSS!l. è tral·teggiatn. e l umeggiata con tnle sobr ietà cbe non pN·ta uccu1nento alcuno all'iudirizzo ess.,nzialmente pratico del libro, che C<'Slituisc·o l'obbietti vo costante clell'autore. TuUa l'opera si compo11e di sedici fascicoli,'iognuno dei qu,tli coust!l. di più capitoli; e co:nprende complessivame11te c irca GoO pag ine. I vari capitoli sono t1·a ttati d;, rollaboratori dh·ers i forni ti c ia~cuno di ,-;peoiale competenza rer un dato argomento; con ciò v ie ne, è vero. a mancn re ne l 1,hro una corta coesione o , n1eglio, u na cetta unità d'indirizzo. ma in compenso ,·iene renlizl.ato il n otevole e iodiscutibile , antaggio ch e in ogni ar1'omeuln t1·oviamo riun iti i r is ult a ti di un>L luuga es perieu;:a personale . ..IS'ei r rimi novo capitoli sono trnttati argomenti ol'iuduh•ge1wr:1le. qu~li quelli
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RIVISTA DIDLIOGR.H'lCA
concernenti la evoluzione della dieta nell'uomo, i rist1ltati del le ricercl1e speri mentali sulla dieta, le cure dietetiche e le d ietC' ,;peciali, i metodi di a.limen tn.:.done artificiale, ecc. Nei capitoli seguenti è invece trnttata la dieta nelle singole malattie. Da ultimo poi speciali capitoli sono de,licati allo studio d.,JJ,. dieta nella vecchiaia, alla alimentar.ione dei bambini nello stato normale, all" dieta nelle malattie dei bambini e alla dieta nelle malattie d_ei paesi caldi. Ogni capi tolo è opportunamente corredato. ogni qualvolta i l bisogno lo richiede, di brevi ricordi di patolo 6 in e di fisiologia allo scopo di rendere più chiara e compreosibi l<' lA. r:igione di certe determinate prescrizioni dietetiche. In complesso l'open1 del Sutberlaud ria~sumeudo, i risultati della lunga espt· 1:ienza personale di distinti collaboratori, è un libro nel quale il medico prati co può attingere c.:>n :,icurezza. cognizioni utili e spesso indispensabili nell'esercizio della professione, e che a l letto do) malato lo aiuta offìcacemente a risolvere il ,delicato e spesso difficile problema dell'alimcuta.zion'l. BAl ,b:STRA,
Studi dl medlolna troptoale. - ( Istituto italiano d'arti grafiche di Bngaruo. HllJ, pag. 230. L. 8). Pubbl icato per cum del Goi·erno àtlll'Eritrea, è questo il primo volume di studi, compiuti da ufficial i medil!i e VE'terinari ùel R. corpo di truppe <'Oloniali. \" 1 hanno collab6rato: I3evi lacq ua. rlott. Amleto, Bini dott. Guido, Carpa o o dott. ;\latteo, FiC'rTo dott. )Iic:hele, ~farrottu dott. Gaetano, Migoacca dott. Pietro, Piant<'lii dott. Gius,;ppe; ognuno di e,si prendendo a tratt:u-e argomenti che particol s.nnenLa gli ernno familiari. Gli autori. la cui volenterosa col laborazione merita la massimn lode, a v e ro dire, lrnnno fatto opera, chf', oltre 11.d e;sera utile Ili colleghi destinati in Eritrea, può riuscire d'incitamento Rgli a.Itri nel continunre ta l genere di studi. Ll materia del volume è tan ta da non pott-rsi r ias,;umere per una r f'censi one. Bnsti accennare soltanto che gli AA. molto opportunamente hanno avuto di mira di esporre le loro personali osservazioni, lasci:mùo da. parte le questioni ptn·amente dottrinarie. La. distrilmzione dei vari capitoli si segue così: Noie cliniche s11lla malaria in J:Jl'il rea - P. li 1GNACCA, - llreri note sulla patolo,11ia di .lssab - G. PJAN'flsLLt. - Tripanosoma tipo 'l'heileri nei bovini della colonia h'rìtl'ea - ì\:f. CAHI'ANO. Note .mila patologia delle regioni del Jtarra e df'l (:a.~c Setit - \". DE 11Anzo . -Parassiti mafal'ici che piì't /'l'eq11entc1nente si riscontrano nella oolonia t-:,·itrea M. CARPAXO. - ::ierpP,1fi velenosi e loro di/j'a:;io11e in J•,'rìti'ea - P MtONACCA. - Sul ciclo ei·olutivo de,t' /[aemop1·ole11s Dcmile1rskyi hl. CA IU'ANO. - 1"ita1·ia di J\fedi11a - P. Al !ON ACCA, - Di alc1111e p,·aticlie e crede11ze inerenti alla medicina tra gli indige,1i iu J,Jrit,,ea - G. ìl!A 1to·1"rA. - Osservazioni S1tll'apparafo dentario deyli indi yen.i del.la colonia 1,·ritre,;i, - M. F1E1t110. - L1 lesioni dolente curate al 1'eparto indi1;eni 11elt'ospedaf,, di Asmal'a - G. B1:-.1. - l\falatlie cw·ale ney/i ospedali e infe1'1ne1'iedrll'F:ritrea - ÀL lt11m110, G. B1xc, A BF~V!LACQUA. -J,."ole:mtvaiuoloinEri.trea - M. :F'11,:1rno. - Xo ·e di cli111atolo,:;ia medica dell'af/,ipiano erit1·eo - G. B1N1. Il li bro, ricco di belle figure (76 illustrazioni, 1 car ta e 2 ta,•ole colornte) e di note bibliografiche, s i presenta assai bene, in una veste tipografica. nitida, accurata., elegante. Coloro, i quali s'1nt,•re~,ano di patologia esotica, trover1<nno in esso un ~steso e prezioso contributo J>Cr la con0Bccn1.a delle malattie della nostra colonia .
.A. A LTOOF:I.LT.
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VARIETÀ Jllonamento greco-romano dedloato ad Eaoula.plo esistente nel moseo dl Boms (Trlpolltanla.).
In una mia recente visita ad Homs, nel piccolo museo di quella graziosa cittadina, completamente formato di antichi tà scoperte fra le colossali rovine della vicina patria di Settimio Severo (Leptis Magna) ebbi la gradita sorpresa di ri· levare la presenza di un piccolo marmoreo monumento dedicàto ad Esculapio. Scoperto nel maggio dello scorso anno, immurato in una casa nraba del vicillo
Sahel (oasi costiera), scolpito s u di una lastra di marmo p111·io, nlta 64 centimetri, larg:l 43, nel complesso presentasi abbastanza. bene conservato. Come scorgesi nell'unito. riproduzione fotografica, porta nel triangolo della testata la bonaria figura del Dio della medicina. Di rozza fattura, nelle figure di Esculapio e negli emblemi del serpente ere-
8 7() stato e della pigna su di un pieJestnllo, le irreg0lari iscnz1oni dedicatorie sono compo~te di ima caratter istica mescola1u:n di greco e di lntino, che i competenti ca-ratt<'rizzano propria. della prima f> ra delle c:olouie. Cosi nei due lati superiori <lei triangolo della testata chiaramente leggesi \l'.11-JII TV\11 (i·:zr,f, -:-,1.·r1) buona /'orlwia, mentre il \lt}\ superstite dell'altro lato. fa supporre, data l'intonazione dell'intera opera, fos<;e preceà uto dn. un 11011: (111\\E\lt!\), di guerra, (buona /'ortttnt, di .<JUerra o di cumboltimenli). Nell'arrhiLrnve d,,J tr iaugolo ~piccauo uottnmente le parole : .\CCI, \11111.\.,:ill C Hl:i2 1CCI, \ll111i2 I.V\ ll'ICEl'III\ (l,;1_i·r,7:!l~Y.~
f1g1:i :Z;1,i ·1p,:, f·,z:Z 71C7:r,:r,·,)
che tnvlucesi :
Al Dio J~sr-ulopio ai disce11d1•nti <li Esc11lapi(l 11101111111e11fo di g,·ali/t1di1ie.
);elle dne colonne l:,tcridi, leggendo da un:t colon na all'altrn. seguendo,lin.:e ori7.zont:tli, spiccano scolpite in l:,tino le parole :
PRO TO DO NO NO
ne llIA l\11
n.mr :-;THO
Rmr. Per la vit/tJria dei nostri parfro11i (domi natori. signori).
Parimenti nel ba<;:ornen to le~e;esi in· latino: Ari es causa Dio Bsc.i1lnpio Ascle-
piatle:; Asci . . . . ( Al Dio 1~-~culapio monumento di !fl'a/if udine), ripetendo cos1 il concetto es presso prima in greco. Un'ultima riga, scritta parimenti in g reco, doveva correre sotto l'iscrizione in p:uoln, ri ga in parte mancante per gn:isto del monume11to ed in parte r e,;a illrggibile .. Kel comple,;so chiaramen te risulta trattarsi di un e.,· i ·ofo dedicato da dipen denti (servi o libl'rti) al Dio della medi cin,i in seguo di gratitadine per lii buoni\. riu~citn delle guerre intrn.pre~e <lai loro signori. !Icntre sono numerosi gli ex-voto d'ogni genere dedicnti ad E~culapio, lasciatici dal mondo gn·co-romm10, espression e costanlc clella umana ricerca del piu p1·e,.io;;o dei beni : fo :;a/tdP, il carattere spiccatamente medico-militar<' del piccolo monumento m'invogliò ud illustrarlo etl a fo r lo r.onosc·cre ai colleghi.. Tripoli, ottobre 1!11-1. h"ncwfC' cotonneUo m"dico .
I'. Coxs11;1,10. - Medicina. milltaro ed eiluoa.zion e fidot.. tf,.(f'edwaziu11P, /isi1·11, n. 2 - •i del rnH)
(la Riscos.~a
Le statisticlw sa.nitarie mili tari e 1lelle leve contribuiscono forteme11te alla cooosccnrn di molti problemi clemogrnfici. La maggior pnrLe degli scarti, da un punto di vista biologico gc1wrale, sono di piccolo valore, od anch11 negativo, per una più compiuta etlicienza e per i più elevati de8tini si essi della specie: l'essere ben sviluppn.to e,l armon ico, ÙBn atto al servizio militnre, rappresenta un vnlore nella produttivit:'t di ln\'oro come nncho nel t'nt!o più importnute della discendéuzn organicn, p•·r<:I,,· pi1'1 l·le \':tto et!. iute!!;rato il potenzinle encrgeLico che>
871 può e~-<ere socialmente va.lorizzat-0, e più ri cco il patrimonio biologico che può essere trnsmcsso alla prolt'. NPgli anni 18::i6-1Sn le chicssi di leva hanno riformato ùn. llG a 122 mila circa, e rimandato da 118 a 131 mila i;;critti; ri<;pettivamente, dal :H al 31 p. 100 dei visitali, e dnl 2S al :31 p. 100: perdite totali dal 52 al Go p. 100, mentre la Francia. oscilla fra il 2-t e i1 26 p. 100. La cifra più altR è qut>lla per l'nrt. 1 dell'ell'nco, di~ 21 a 25 mila ri formati, cui segue quella per l'art. 2, da 16 a 18 mila, mentre 111 riJ'onne pPr statuni bass:i. vanno da Hl a. :ll mila. Le riforme per mise, iu or"anica (,ll'ticoli 1, 2, -1) in dette classi di leva si elevano a 3S i12 mila, mentre tutto l'iu ~ieme dr-Ile infermitil e difetti organi«'i gravi va dalle 50 alle GO milii, cioè un po' più che altret• tanto. J.a ido11i:ità relritii:a, tog liendo al modico militarn la. preoccupazione giusta di un pericolo per In uniformit,\ di foti,·he fi~iche a tutti gli idonei, permettt•rebhe arrolare per i servizi ausiliarii una buonn metà almeno della l" classe di scarti, che si avrnntnggel'elibero della vita militare, mentre gli alt1·i, incondizionatamente iùonei. sarebl.J,·ro L,sciati in modo csclusirn per 1st prcpnrnzione alla. guerra. '':oi ahbistmo l'if're hassn nell,1 mol'hilitil. e n elln mortnlith ~<'nPrnlP, e nf,\ln. tube rcolosi, in virtù di una selezione fisica 1·igorosa, ma pel'din.mo t roppa parto del contingentt>, e l'occasione di educare moralmente, e fisicamente sopratutto, tanta part11 di g ioventù: negli ulti111i 15 nnni, n ono,tante le modificazioni dell'art. 2 dell'elenco, allnto ad una più elevata statu ra merJia (Livi). ~i ha un progressirn aumento di scal'ti per deficienze toraciche, da l 3 .% al ,l.55 p. 100 de i ,· isitati ! Ciò indica scarsa altivitii fisica dei giovani, cd esprime il fenomeno dell'i11urbane1-imo: del resto moltt>plici cause 111ante11gouo pu rtroppo di, noi s tat i di relativ,~ de6 cie11za nel pntrimo1,io biologico, e di re lativa pl'i11titivitll di vita sociale. L'Italia è nazione po,·en1, e il nostro tn~so di mortalità dt:1 lU.2 s n 1000 aLita.nti è beo più elevato del 11 che ba. l'Inghi lterra, rappres,·ntnnte, rispetto al nostro, un risparmio annuo di 170 mi la vite urnant>, e di altrettanto capitale socializzabile La nostra gente si esercit,~ poco fi~it:11.meute, g li sports ~ono quasi dileggiati, donde uu deca dimen to fisico, ed una corrispondente scat·sa energia morale l' volitiva, che è caratteristica dei popoli meridionali, che diurno perciò in certi momenti le convulsioni sociali incomposte ed i1rn.deguale, simili ai convellimenti neuro rnu,;colari dti deboli emotivi. E ciò in tutte le cl1.1S:<Ì socia li, e specialmente nelle regioni del sud, meuo civili e più fanrn.siose: meutre è ch iaro il va ntaggio che dimostrano i giovani arrolati alla fine del loro servi zio, che li ha resi più fort.i, pi(, agili, meglio temprati Cosiccb è, in fouùo. la ,;elezione rigorosa non fa che più largamente ùis,·elare le manchevolezze organiche della nostra popolazione, cbe noi in buona parte dob· biamo n.ddel.Jitare all:t lotta secolare de l cristianesimo coutro il c u lto pagano della bellezza fisica, della euritmia {'Orporea mercé l'attivtti, mu,;,·olare multi forme e la educazione di un sup,·riorti reale ~enso estetico ; l'educazione fisica è fonte di robustezza organic.a, di a rmoni co svi lu ppo lìsico-ps ichieC1, e cl i \'irilitil di carattere, in qunnto «il cresciuto senso di iunervaziono muscolare au menla il potenziale psichico e dà alla pcrsonnlità un più nlw tono energetico e compiuteua di vita ». L'e,;ercito può molto in tuie campo; la vita militorepuòbenelev11re il potenziale orga11ico o nervm,o, quando la fatica sin proporz:ooata nl l'indice di robustona iodi,·iduale, e qu imli rontrilu ire mollissimo nl mip;lioram,·nto biolo-
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VARIETA
gico della specie come alla profilassi familiare e collettiva di molte malattie: cosi l'esercito potrà compiere bene una feconùa funzione sociale. i\fa lo s tud io delle dette statistiche ci insfgna ben a ltro aoco ra: vi è uo aumanto fttorme, progressin11ncnte costante, delle riforme per le anomalie varie della personalità neuropsichiC'a, sia nella forma preventiva di profilassi morale che 11cll11 eliminatoria di selezion{l successiva. In 18 classi di leva le riforme degli iscritti sono salite da 620 i.. H 37; in 30 anni, duran te ii servizio, le eli minazioni sono aumentate d3. 10/l a 679: t&le aumento enorme è effetto di una più lata· val\ltazione di dette anomal ie, di i.ina più nmpia concez:ione dei v1dori sodali, e di una pi;\ acuita sensiuilità collettiva ver, o le forme anormali di attività indi,iduali nei rappo-ti con l'i.mbiente; ma in parte è anche reale, per un vero accrescersi di tali forme morbose nella vita sociale. Lo dimostra: l'aumento impre~sio11:111te dei pa?.zi manièomiali, e il crescere costante delle psicosi alcooliche; l 'aumeoto delle riforme per psicosi sin dni Consigli di leva, e sopratutto dell' idiotismo encefalopatico (ù a 20~ a 318), costante e proporzionato nelle varie regioni d'It,1lia, cosi C'ome si mantiene costante nell'aumento proporzionale il tasso regionale di riforme per epil<'ss:a. Lo dimost ra pure il crescere forte della delin• quenza minorile (30 mila condannati nel 1880, beu 'io,500 nel 1908), e, per contraccolpo, l'aumento continuo dei recidivi m ilitari io co11;;eguenza di condanne borghesi, contrastante con il forte decrescere dei condannati totali dell'esercito, quale effetto della larga opera di profilassi mot·ale esercitata dai medici e male aiutata dalle leggi . Il calrolo dimostra essere io Italia circa 520 anomali di media e forte gravi tà di cu i lòO m ila epilettici! procreando e riproducelldosi largamente e senza freno legale, fonormalitll si pern)etua e si aggrnvu, si ba una vera selezione regressiva delln razza, la stir pe ne, rimane sempre più gravemente inquinata! Questo grave proulema. di Eugenica va trattato di proposito: intanto può ben affermars i clic, <la una parte, la !'tirpe trarrà grnnde v,10taggio nel suo patrimonio biologico da una rn1. io11a le intesa educazioue fìsic11. d,e llu. gioventù, sin dalla scuola, e vantaggio organico come psichico e morale: dall'altro coll'el iminare dalla r iproduzione libera i gravi enormali si rigenererà. fortemente la razza, oggidì tnnto mioacciata di inquinamen ti dalla funesta collaborazione riproduttiva. di tnnti scAni biologici. At;TORIASSU:-ITO
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61RNABPO e
B:aEZZI. - Lo sgombero degli amo,3lati e feriti in guerra. Memoria promiata al concorso Riberi. Un ·volume di pag. 276 con molte figure o tavolo grafiche. - Roma, 1905 . L. C.1.ua1111. - La fatica neUa vita militare. Memoria premiata nel concorso Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. • ID. - I.e malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso Ribori 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e etat:eticho. - Roma, 1908 , " Cu84NI. - Eepoeizione sommaria dell'orò'.namento e funzionamento del eervwo B&nitario in campagna presso l'aaercito italiano. - Romll. 1906 . Da Cit8ABE. - Studio Bulle mediastiniti (mediastiniti suppurative, 813C61180 me·. di11Btinico~ - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . • Rn.TI. - Onoruatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguagitio anatomico. Traduzione libera italiana dei dottori C. PRPJTTI e C. Sroau. -'Roma, 1884. (Edizione rnra) . ,. . • L• fm~ cawale dalle armi da guerra. Sintes i della relazione sanitaria sugli oaerciti tedeschi durante la guerra franco-germanica 1870-71. - Re' aa, 1889. Un volume di pag. 348. prezzo ridotto. • M.AllAYnA. Studii storico-critici sulla meningite oorobro-epin..;J epidemioa in Italia e particolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto • 8.i.LINAru. Le lesioni t1 <\uma.tiohe de i centri norvoei. Memoria onorata del premi.> Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. • Srosu e GmUARELLT. - La malaria. in Italia. Opera onorata del 1° premio al concorso Riberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; prezzo ridotto. • Tor.utLI.JNl. - Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli ÌD8<1ritti. - H-0ma, 1875 . • CusA.NI. - Guida d e l medico militare per le esercitazioni p ratiche sul servizio sanitario in campag na · il. B . -
3 60
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I 53 3 60 ~
3-
3 60 2 50
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dEI Glornale di medicina mllllar e via XX Settembre Roma.
A.ttn, publ>lu:nz,o7ii meàico- ,nilitai•l: FllJU.Bt LELLI F.lli~OBsco, capita.no
medico. - Manuale di bromatologia poi medici militari. - Firenze, 1906. Un voi. in 16° di pag. 484. (Vendibile prtlllllo l'Autore in Firenze, aouola d'applicazione di sanità militare). . L. A. 811:RTOLl, capitano medico. libero docente a, patologia epeciaie cÌlirurgica n eiìa R. Univemità di Pisa. ·- Contributo allo studio del r inofima e rice~che istologicho sui trapianti di cute secondo Wolfe (con 18 tavole) - Livorno 1911, Officine grafiche Chiappini. (Vendibile preeeo l'Autore, Ospedale Militare di Livorno) . . . , , , . • l .1.Nnox.o CoSTANTINO, colonnello medico. - Oftalmoeoopia ed ottica oculistica. Manuale teor ico-pratico. Un voi. in 8° con 82 figure e 12 tavole. .:.... Napoli, otabilimeuto tipografico Ferra~te. 1905. (Vendibile preuo l'Autore, Roma, via Principe Amedeo 47) . . . . . . . . . . . n 111.t.NGIANTI Ezio, colonnello medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po ( 1889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustrazioni, premiati con diploma d'onore ali' Esposizione internazionale di Milano 1906. (Vendibile preeao l'Autore, dirozione sanità militare) . . . . 1 ID. ID. Esercito e tubercolosi. (Notizie. Profilasei attuale. - Età della chiamata. - Ferma biennale. Abbassamento della statura). Rela'l:ione al congreaeo nazione.le d'igiene 1906 Milano. (Id . id . id.) . . . . . . 1 B.t.LlNABI SALVATORE, m ..ggiore medico. - L'anatomia e la chirurgia operatoria della maniibola e delle parti molli ohe la rivestono. - Napoli, 1906. Un voi. in 8' di pag. 130, con 58 figure intercalate nel testo. (Vendibile presso l'Antoce, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli} . • ID, m. - La chirurgia delle vio biliari. Memoria onorata di un attes!ato di lode della Società medico-chirurgica di Bolot'lla. - Bologna, 1903. Un voi. in 16° di pag. 198, (Vendibile preBSo l'Autore, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli). • 8 4NTUCOJ STEll'ANO, maggiore medico, libero docente d i oftalmologia e di clinica oculistica nella Regia Univ'3rsità di T orino. Studio scientifico pratico IJUÌ traumatismi oculari. Voi. d i 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 mi· crofotografie e con prefazione del profeesor C. REYMOND, direttore della Regia clinica oculistica di Torino. Roma, Enrico Voghera 1906. (Vendil,ile pr-o la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Rorna) . . •
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GIOR~YALE DI
l\llEDICIN A
NIIL I T ARE
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CONIHZIONI DI ABDONAMEN'FO. 1° Il Uiurnale di medicina militare !li pubblica l'ultimo giorno Ji ciascun mese in ral'ici,·oli di 5 fogli di stampa . 2° L'anbona menlo e en11uo e decorre dal 1° gennaio. 3- Il prezzo dell'abbonamento è: P er l' Italia e le Colonia Eritrea . . L. t .2,Per l'Es ter o . . • . . . • • . .,, 15,~ . }. in Italia • > t ,25 1 un ,a!:!c1co o s eparato costa a Il' E!.sero 1 > t,a'iO li s upplemento contenente l'Annuario ~ in Ilalia . ~ 2,50 del corpo sanitari-O militare costa • l all'Este ro. > .2,75 4° L'abbonameotio non disdetto prima del 1' dicembre s'intende rinnovato per l'anno s uccessivo. 5° I signori abbo nati militari in effettività di servizio possono pai:rere l'importo dell'abbonamento per mezzo dei !'ispettivi comandanti di corpo (anche a rate mens ili). 6° P er i soli ufficia li medici (dell' Eser cito e della Marina) è ammesso un abbonamento cnmulatho al Giornale di medicina militare ed agli Annali di m edicina naoale e cotoniate al prezzo di L. 18 annue. Per ottenere tele abbo· namenlo gli abbonati del giornale di medicina militare devono far pervenire direttamente L. 6. al l'amministrazione degli Annali (presso il ministero della Marina) .
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GlORNAJ_AE DI
MEDICINA Ml LIT ARE Pubblicato dall ' Is petto rat o di Sanità militare Giornate di medicina mili tar e: 1851-1884
Giornale medico dol Regìo Eeercito • dc li• Raala Marina: Giornale rnedico del Regio E&erolfo: 18Q6.t007
ANNO LXII - 1914
FASCICOLO
XI
30 N OVEMBRE
SOMMARIO .H I •: .H O BI E
OBI G I i' W" I , I.
Terr1 Abraml. - Sulle indicazioni dell'h,tervento e sul trattamento primitivo dei traumi cranio-encefalici . . . . . . . • , • . • . . . . . . . • . . .
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Pag
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RICERCHE CLI NICHE E DI LAOORATOl\10,
•arengo. - I.a sierodiagnosi cleilu silllìdc sl'COndo il metodo di von Ouogero .
919
IGIENE E PATOLOGIA COI.ONIALE. Balllano. - Uo ascaro affetto da lebbra all'ospedale militare territoriale di Tn110li •
93(\
RIYl!ll'l'A Hl GIOBIWAl,I IT-'l,1 ,U U
EU F.8Tl<:RI.
( V. l'Indice ndl'i11te1·110 della cope,·tlna)
;'• i'' DIHEZJONE EO AM:MlNISTHAZIO NE ROMA , Palazzo dr.I i\lloistero deUa Guerra. Via XX Seruimbre - ROMA
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INDICE DELLà ltIVJSTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA DELLA STAMPA MlWICO-MILITARE ESTERA
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RIVISTA DI OCULISTICA. Passera. - Frequenza e natura delle malaltie ortalmiche in Tripoll e nella Tripolitania, con particolare riguardo al tracoma Gaucher. -
RIVISTA DI AN.H OmA E FISIOLOGIA NOR~ALE E PATOLOGICA. La c11gerlbilita del latte
Pag. 933
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RIVISTA DI MALATTIE VE!'iERl<:E E DELLA PELLE.
7 casì di lesioni cerebrali in seguilo a lrallamento con 5ah·arsan o Neosaharsan
9l 7
RIVISTA DI TERAPEUTICA. Courlney. - I.a cura della lebbra con Iniezioni endovenose c1i Iodoformio
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lllVISTA 01 MElllCl:'IA LEGALE. Wetzel. - Il fal!o delilluoso q••alo cri lcn o rii responsa hillta .
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l'-Ol"IZIE. La li hera riocPnza ,tel caritano medico P'ordinaodo Oe Napoli.
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CO:\FERENZE SCIEì'HIFICHE: llEGLI OSPEO.~LI MILITARI
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MOVIMENTI AVVEN UTI :-;Ec. CORPO SANITAH IO " NEL PERSONALE F.\IUHCI.WTICO
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Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz. del II Giornaledi medicinamilitare "
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VIA XX SK"ITBMl\118, PALAiiO DIL lllNl~TRRO OKLLA GU&IUIA
.) hlBBlAOO PntTBo, tenente generale modico. -
Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specialmente del fucile italiano di piccolo calibro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 15 tav. di fotografie e radiografie riprodotte in fototipogmfia).-Roma, 1903. (Vendibile preeeo la Tip.Voghera) L. , lo. m. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di gueno con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile pre6So la Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . . . . • 8 Antropomdria mi/ilari. - Risultati ottenuti dallo &poglio dei fogli eanitari delle o1888i 1859- 1863; due volumi in 4° con atlante: Voi. 1 (Dati o.ntropologici ed etnologici) <'on Atlante deUa geografia &Dtropologica dell'Italia. - Roma, 1896 18 Voi. II (Dati demografici e biolugioi) - Roma, 1905 • • . • 8 B.&.Borno e Sronu.. - Compendio di chirurgia di guerra compilato aulla storia rnedico•ohirurgica della guerra di secessione c:l'America. - Roma, 18811 4 volumi, prezzo ridotto , 5 150 8 1nuu1100 e BREZZI. - Lo sgombero degli amn.!llati e fe riti in guerra. Memoria premiata al concorso RiberL Un volume di pag. 2'76 con molte llgure e tavolo grafiche. - Rom11, 1905 . . . . • • S 60 0.A.e.A.RINI. La fatica n.ella vita militare. Memoria premiata nel concono Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma. 1908. . • "I 6 In. l.e malattie e gli infortuni nelle vita militare. Memoria premiata a l concorso Ribori 1905· 19UO. Un volume di pag. 402 con tavolé grafiche e atailstich.,. - Roma, 1908 , • 8 Cue..,NI. - Esposizione sommaria dell'ord:oamento e funztonamentò del servizio se.nitorio in campagna presso l'aseroito italiano. - Roma. 1906 . • 50 DE t'Es.&.nE. Studio ,uJlo n,ediastiniti (mediaetiniti suppurative, aace!IIIO mediastinico) - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . • • , • 2 RvRTl.Onomlltologil\ anatomico. Storia e critici\ del moderno lioguagp:io anatomico. Traduzione libera ital;ana dei dottori C. Pasrr1 e C. Sro1n:4- Roma, l884. (b":dizione roro) . . . . . . . . • 9 -
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Sulle indicazioni dell'intervento e sul trattamento primitivo dei traumi cranio-encefalici Per il Dott. Giuseppe Terra Abraml, capita.no medico Olà a.latente aua Clinica chirurgica di Pisa, diretta dal prof. ANTONIO CEOI
Dando uno sguardo sintetico allo stato attua.le della chirurgia cranica. nel trattamento primitivo dei tranmi cranio-encefalici si rileva. che i resultati sempre migliori dell'operazione hanno conquistato in senso genera.le all'intervento anche i chirurgi prima a.stensionist1. Ma se sotto i presidi dell'asepsi e della mig liorata. tecnica si spiega la. tendenza ad allargare le indicazioni dell' intervento primitivo non è detto che si debba aprire il era.aio sempre, senza. una diagnosi il più possibile esatta e, sopratutto, senza. una indicazione e una finalità netta. I e precisa; e peccano forse di semplicismo quei chirurghi che come il Ma.e Cosh (1) sostengono la. necessità della esplorazione operatoria sistematica della volta. cranica. colpita da un traumci, per poco che vi sia. uno o più segni fisici come un ematoma, e quegli altri che aprono il cranio quasi sistematica.mente a.nche dove le lesioni uniche presenti, quelle a. carico dell'encefalo dovute alla. coutusione diffusa. o circoscritta., non si giovano o non possanq giovarsi di un intervento , qualunque esso sta. Nel cranio ancor più che nell'addome è da una diagnosi clinica. accurata, da una. severa disamina_ dell'utilità o necessità della. operazione che deve sca.turire la visione chiara e precisa delle indicazioni dell'intervento, delle sue modalità., della sua estensione, e sopratutto del fine ohe esso si pr opone. A te.li criteri eminentemente eclettici si è ispir ato il trattamento chirurgico dei traumi cranici encefalici avuti in osservazione nella clinica chirurgica di Pisa nel biennio 191213, e te.li ca.si son meritevoli di essere presentati e illustrati sia. per la importanza dell'osservazion,e clinica. o a.ne.tomo-patologica, sia per i criteri ohe hanno ispirato il trattamento, sia infine per il risultato '
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(1) M.i.o CosH, - TramactiOflll o/ the New-York Sur{Jical Sooiety, 1908. o/ Surgery, 1908. • S7 -
Giornale <li m~<lldna militar• -
Fase. Xl ,
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SOLLE INDICAZIONI DELL' INTERVENTO, E CC.
che è veramente confortevole. Dei casi la. massima. parte è dovuta. a. tra.um i da cause comuni, 3 a colpi di arma da fuoco. L'ultimo infine riguarda non un caso di traumatologia cranica, ma viene incluso nella presente serie perchè per quanto in esso non si sia avuto che un t rauma chirurgico gravissimo, non esito ad affermare che il piccolo i nfer mo ha dovuto la sua vit,a e l'operatore l'esito felice della operazione praticata alla cura post-operativa che con la derivazi one del liquido C. R. si è Ìllspirata ai medesimi concetti che regolano il trattamento dei gravi traumi cranio-encefalici con sin tomi diffusi. CASUIS'l'ICA CLINICA. I. \ 'i.NTUm S ANTE:, c1u·abiniere. Caduta da cavallo. R icevuto in clin ica il 6-11-12 dopo circa 4 ore. Perdita assoluta della coscienza, completo rila sciamento muscolare, respiro stertoroso, polso a lq uanto teso 56, pupille miotiche 1.1guali, paralisi vescicale. Ferita contusa nella reg. f. par. destra, s intomi di frattura della base crnnic.a consistente in otorragia a s in. profusa e duratura. Con tusione renale. P untura lombare cc. 26 liq. C. R . fortemente ematico con aumento di tensione, esso esce a getto d apprima e poi a gocce. Dopo mezz'ora c irca. l'infermo è calmo comincia a r ispoudere s Ile domande, esegue piccoli movimenti, polso 72. Al mattino successivo contrnzioui tonico-cloniche specialmente agli arti inf., coscienza. miglioratR, non esistono fatti di paresi. Esplorazione operativa della volta cranica nella reg. tern. sin. con sbrigliamento della parete lacero-contus a, la volta appare integrR; sutura. Puntura lo111bnre 2o cc. ancora fortemen te emntico con scarsa pressione, polso frequente da 00 a 104, respiro 24 a i10, temp. nfebbrile, coscienza buona. Il giorno 9 essendovi alcu ni decimi di temp. viene medicato, essendo la ferita. già s uturata non Rs~ttica s i disfa la sutura completAmente. Nella notte agi taz ione, del irio e contra.doni generalizzate tonico-cloniche. Il g iorno 10 ecchimosi mustoidea a sin.: nei giorni s uccessivi persiste la temp. fino a 38.o, modica cefalen, coscienza buona, pupille normali, polsi do. 76 a. 84', r espiri SO; le successive punture lombRri dànno tensione appena aumentata, color azione ematica sempre più attenuantesi, aspetto limpido, la centrifugazione non fa rilevare che delle emn:r.ie di quantità. più o meno rilevanti. Giorno 16 temp. alte 39.4, pols i 96, respiri 20, dis ugllaglianza pupillare, coscie nza torpida, fatti di irritazione corticale con spasmo bilaterale del faccii"lle. Contrattura arto inf. sin. volendo vincerla se ne provoca il clono, la puntura lombare dà pressione scarsa SO cc. Aspetto limpido, colorito leggerissimamente ematico, centrifugato scarse emagie. Giorno 17 perdita di urine, coscienza abolita, polso piccolo, respiro evanescente, tcmp. fino a 41, pe rd ita di urine, morte ore 23. A1ttopsia. - Contusione cerebrale emorragica d i 2° g rado nella fossa temporopa rie t ale D. focolaio di cont usione a lla punta e faccia esterna del lobo temp. s in. iperemia. meningea e corticale rilevante, edema cerebra le, ed anemia della. sostan za bianca, aumento del liquido ventricolare. Non esiste traccia di meningo-encefalite nè a lla volta nè alla ba-se. Dura meninge della base dappertutto integra., scol-
SULLE INDICAZIONI DELL'INTERVENTO, EGO.
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landola, si no~ una rima di frattura che scendendo nella fossa cranicn media segue la linea della piramide (fr. parallela della pir.) fino al for. lacero anteriore , di qui piega in avanti fino f . ovale ove si arres ta. In corrispondenza della base della piramide ne parte una rima. la. quale attra.versa perpendicolarmente la rocca. a livello delle cavità dell'orecchio des tro (frattura. perpendicolare della piramide). Non esiste traccia di processo infettivo, nè al disotto della dura, nè in corrispondenza della rima di frattura. Rottura del rene destro, fegato grosso. U . SBRANA ITALO, entra il 22-2-12, caduta dall'altezza di circa. S m., perdita. di coscienza protratta per 4 ore: al momento dell'esame coscienza. fort emente ottusa.; esegue piccoli movimenti, comandati, polso 50 non teso, respiro :.uperficiale, deviazione della rima facciale a D., otorragia abbondante a. sinistra durata circa 48 ore. Contusione della. reg. tem. sin. Eccetto una. temp. di 37.9 al primo giorno, del resto sempre apirettico. Puntura lombare liquido modica mente emorragico, con non forte tensione. Miglioramento progressivo, si son praticate 5 p. lombari giornalmente, al 4° giorno coscienza integra. L'infermo è dimesso il 14-8-12 con paralisi del facci ale sin. totale e completa, rumori endotici a carattere di macina di mulino, sordità a ssoluta. a sin. Dall'esame funziona.le praticato dall'otologo prof. Grassi, si deduce una lesione dell'orecchio interno sinistro. L'infermo ha praticato in seguito in clinica cure elettriche di correnti galvaniche e faradiche, circa 50 npplicazioni, ma la. paralisi del facciale è rimasta. immutata. Ha rifiutato ogni intervento.
IIl. SALETTI PIETRO, minatore, a lcoolista, entra il 18-3-121 caduta da, un treno in corsa. Perdita di cQscienza. protratta per molte ore. Trasportato in clinica 20 ore dopo l 'accidente. Coscienza fortemente ottenebrata, polso 56 alquanto teso, pupille torpide disuguali, più ampia quelli. di sin. mentre la destra. è miotica. Paralisi del facciale a sin. otor rag ia abbondante pure a sin. di sangue slavato che non tende a coagulare. F erita contusa sulla reg. occipitale, profonda •fino all'osso in cui a mpliata la ferita si scorge una rima di frattura. che si dirige allargandosi verso la fossa. cranica post. di sin., dalla rima di frattura ge me sangue, non urinazione spontanea. Puntura lombare cc. 40, liquido C. R. fortemente ematico fuoriesce con pressione. 14-3-12 trapanazione (corona cent. 3) a sinistra della rima di frattura, dura. tesa e s enza puli!azioni bluastra, sporgente dall'orifizio osseo, incisione della dura; non si riscontra alcuna raccolta, ma si ha ernia del cervello che si spa ppola. Si ribatte il lembo di tessuti molli suturandoli parzialmente. Nel primo giorno dopo l'intervento il polso è salito a 120, temp. a 38.9, respiro 24, fofermo delir ante furiosa.mente, nei giorni successivi progressivo e continuo miglioramento, eccetto il . delirio che si è protratto a lungo. Infermo dimesso guarito, salvo una paralisi del facciale sin. IV. GALLETTI FERDINANDO, anni 19, entra il 10-4-12. Caduta di bicicletta. Perdita assoluta di coscienza che non ba pili riacquistata, vomito, assenza di u rinazione spontanea onde deve essere siringato. Trasportato in clinica dopo circa 24 ore, incosciente, agitazione rilevante, esagerazione dei r iflessi. Il traumatizzato ba. quella posizione di emprostotono che il Da.ncrede ritiene caratteristica per le emorragie sottodurali estese a. tutto il mantello cerebrale, polso 50, non eccessivamente teso, nemmeno fatti di paresi o paralisi a. carico deJla base, pupille irre-
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SOLLE lNDIOAZIO)II DELL'J!ìTERVENTO, EOC.
g ola.i, quella di sin. è più ristretta, temp. normale. Ecchimosi nella regione temp. d. non si è potuto praticare la puntura lombare stante la irrequietezza dell'infermo. Trapanazione bilatera.le nelle due regioni temporali. A D. l'ima. di fratture. prqlungantesi verso la base, corona di trapano di 8 cent., n on esiste ematoma e pidurale, pareti craniche sottili appena 2 mm., dura meninge tesa senza. pulsazioni. punt. fuoriesce liq. C. R. a forte zampillo, incisione della dura, non esiste ·ematoma sotto durale : circonvoluzioni non appiatti te non anemiche, congestione interna dei vasi della pia: erniu del cervello: si avvicinano i margini del la incisione meningea con 3 punti in seta sottile. A S. corona di trapano 3 cent., ass~nza ematoma epidurale, non vi ha 1e$ione della dura, persistenze. delle puls11zioni per quanto attenuate, non vi ha ernia cerebrala. Sutura del periostio e delle parti molli. Decorso post.-op. - 16 ore dopo l'inter vento. temp. 39.9, da questo momento si è sempre mantenuta elevata. oscillando fra 38.6 e 39.6, polso 96-100 mantenente3i ritmico e pieno, respi ro superficiale 40. In 24• ora puntura lombare 25 cc. di liq, C. R. fortemente ematico, con pressione normale. Agitazione, delirio, temp. 40.6 polso piccolo e frequente 112-140. Respiro 60. Morte in 4• giornata il 14-4-12. Nessuna infezione delle ferite. Autopsia. - La rima di frattur e. non raggiunge la base, fortissime. iperemia dei v asi piali con rotture ed emorragie lungo i solchi e le scissure specialmente sulla volta, e1ema cerebrale grave ed anemia della sostanza bianca. Nessun focolaio di contusione circoscritta. V. MARINl GIUSEPPE, or tolano, di anni 49 Ent1·ato il 10 4-12. Cnduta di biciclette.: u rta al suolo con la regione temp. parietale sin. Perdita di coscienza che non b a più riacquistato, vomito ripetuto, spasmo dei muscoli inner vati dal facciale a D. Durante la notte, vomito ripetuto, spasmo dei muscoli innervati del faccie.le. Entra in clinica dopo circa 20 ore, stato di profondo sopore, non esistono sintomi di fratture. nè delle. volta cranica nè della base. Pupille miotiche, re11,zione lumin osa pigra, respiro profondo, me. non stertoroso, polso alquanto teso. ma non ~o. Puls. 62, assenza di urinazione spontanea, ~finteri continenti. Dato lo stato di incoscienza del traumatizzato non si apprezza.no esattamente sintomi di difetto e. carico della motilità; solo pare esista un certo grado di pinesi degli a.rti di destre.. Riflessi esagerati a. sin. Puntura lombare 20 oc. di liquido C. R. molto emorragico, ma proveniente senza pressione forte. Apirettico: polso variabile da 70 a. 80. Respiro 18-20. Miglioramento p r ogressivo dells coscienza. Il giorno sur.cessivo si apprezza pare.lisi degli arti e del faGciale completa. e totale a D. Per ragioni extra-chirurgiche, pur esseudosi fatta diagnosi di emorragia endocranica circoscritta al punto della lesione e non ostante la famiglia fosse avvertita. delle. necessità dell'intervento, questo non si potè praticiire immediatamente. Si utilizzarono allora solo le punture lombari ripetute estraendo a volta a volta. da 26 a 30 cc. di liquido sempre meno eruorrflgico e sempre con tensione non molto alta, In coscienza si è ripristinata per quanto n on completamente limpida, scomparsa dopo circa 10 giorni la paralisi del faccia.le, immutata le. paresi degli arti, con tendenza, anzi, 11.d accentuarsi. Circl\ 38 giorni dopo il trauma, vomito, agitazione, temp. 87.8, polso 120. In tali condizioni la fa.miglia. si lasci& convincere.
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SULLE INDIOAZlONI OELL'I.lìTKRVE:'\TO, ECC.
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Op. il 17,5-12. Cra.niectomia. ampia a livtillo della zona rolandica. sinistra con lo strumentario del Doyen e la sega del Gigli. Quando si è introdotto il filo-sega. per tagliare il ponte. frn i due fori i::uperiori si è avuto un fiotto abbondante e fortissimo di liquido sieroso trasparente. Sollevato il lembo osteoplastico, si nota la dura flaccida. e avvallata, viene incisa a. croce opucamento della pia e aracnoide. Il cervello puh,a, ma le circonvoluzioni della regione depresse sono 11.ppiattite, sutura. della dura, drenaggi di garza agli es tremi inferiori. Eviden~mente la. compressione era data. da una raccolta di aspetto sieroso epidurale, esito di antico ematoma epidurale. Detta raccolta era.si vuotata iurante la. delimitazione del lembo. Decorso post·operatorio normale, se si toglie una necrosi periferica del lembo osseo che ha richiesto a parecchie riprese estrazione di piccole scheggia. L'infermo lascia la clinica dopo circa un mese. Andatura paretico-spastica. Affidato a un nevrologo, rivisto dopo un anno si son migliorate le condizioni dell'arto superiore, immutate quelle dell'arto inferiore D. Intelligenza lucida. E' da nota.re nel caso presente: 1° l'effetto qu11si immediato della puntura lombare, che permettendo il ritorno della coscienza. e la scomparsa. della completa risoluzione muscolare, ha dato u.ezzo di porre una. diagnosi esatta. della lesione; 2° la rottura di piccoli rami della meningea senza scontinuità della. base ossea; le lesioni persistenti a carico delle z0na sensitivo-motrice per una compressione di !unge durata., lesioni che si sarebbero evitate se fosse stato l'intervento immediato. VL P1&1UJJ1 ULISSE, anni 31, muratore. Investito il 9-6-12 da una frana, è colpito I.I ca.po da una grossa pietra. Perdita di coscienza. Entra. il 9-f\-12, dopo circa 12 ore da.I trauma. Coscienza torpida, nessuna alterazione del polso o respiro, pupille integre, integra la motilità, scolo di sangue dal na.,;o, frattura. estesa comminuta, avvallata della. volta cranica con ferita. contusa. estesa dei tegumenti e fuoriuscita di sostanza cerebrale. Intervento il 10 6-13. Emostasi con laccio circolare. Anestesia eoCl\inica. Amplia.mento della ferita con formazione di un lenibo triangolare che viene sollevato. Volta fratturata in molteplici frammenti (le linee di frattura -principali si dirigono una anteriormente e in basso verso la base, l'altra. posteriormente a sinistra. incrocia.udo la linen mediana', alcuni dei quali affondati, si asportano i più piccoli, si sollevano i più grandi, residua una perdita di sostanza dell'ampiezza di uno scudo. Lacerazione della dura per parte di uno dei frammenti e dell'ampiezza di 1 cent. nttraverso cui esce una sostanza cerebrale spappolata.. In corrispondenza dell'angolo post. della perdita di sostanza., esiste una lacerazione del seno longitudinale sup. dalla quale esce abbondante sangue. Zaffo di gana, si avvicinano i lembi cutanei senza suturarli. Decorso normale nei primi 7 giorni, temp. massima. 37.6. Nel rimuovere lo zaffo si ripete sempre la emorragia da.I seno In 711 giorna.ta. questa si è improvvisamente arrestata, il giorno successivo brivido, tem.p. a 89, si riscontra la formazione di un'ernia. cerebrale che raggiunge be o presto le dimensioni di un uovo, temp 87.6·40, vomito, pa pilla di sta.si. Sei giorni dopo, venne aperto un ascesso cerebrale posto a.Ila prof. di circa 4 cent. Drenaggio con tubo di gomma molle. Sebbene l'ernia cerebrale resti qua.si stazionaria, si sor10 aperti altri 2 ascessi nei giorni successivi. Dopo 16 giorni. paresi del faccia.le e degli arii di sinistra, si reseca l'ernia cerebrnle che non ha tendenza a eliminarsi da sé a! fine di assicurare più largamente il drenaggio. I fatti persistono immutati. L' inferruo è portato via dai parenti, facendogli percorrere un tragitto di parecchie vie in barroccio. Notizie recenti in• formano che l' infermo, abbandona.to a sè, è morto 8 giorni dopo.
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SULLE INDICAZIONI DELL INTERVENT0 1 BCO.
VII. S1v1ERO Lmo,, ingegnere. Entra. il 25-6-12. Padre morto di para.lisi progressiva. Nella. mattina del 25 è investito da. un treno e gettato violentemente sulh. banchina. Perdita !\Ssoluta delln coscienza., permanente anche due ore dopo il trauma all'atto del suo ingresso in clinica. Completa risoluzion,e muscolare, pupille fortemente miotiche torpide, respiro superficiale e lento, polso alquanto r11.ro; teso con intermittenze, ferite contuse fnt1::res<;a.nti i soli tessuti molli della regione temporo,occipitale D., ematoma sottoperiostco della regione temporo-parietale sin. Emorragia abbondante dal naso e dall'orecchio sin., nessun sintomo a carico del faccia.le e dei nervi della base. Il traumatizzato appare in gravissime condizioni. Puntura lombare cc. S5 di liquido C. R. emorragico e fuoriuscente con pressione non molto aumentata. Poco dopo, circa 80 minuti dalla puntura lombare, l'infermo riacquista la. coscienza. e può dare le sue generalità. Decorso successivo normale. Punture lombari giornalmente ripetute li. L'emorragia dall'orecchio si è arrestata. in Sa ~iorna.ta., co, scienza ancora ottusa, cefalea nei primi giorni moderantesi dopo o g ni puntura lom bnre, vertigine anche in posizione coricata, stordimento, ronzii, n ausee. Il 28-6 si p rat ica un esame otoscopico, col quale si rileva in corrisponden za della parete postero-sup. del condotto uditivo osseo una lacerazione coperta di una crosticina ematica. Ripetuto il 7-5-12, si riscontra retrazione della membrana. del timpano e sul quad. post. sup. di essa una cicatrice. L'esame funzionale ha dimostrato una forte diminuzione de ll'udito a D., un orologio percepito normalmeute a un metro è percepito a D. a 25 cent. a S. a 40 (l'infermo riferisce che a !:inistra il suo udito è stato sempre più deficiente). Dal comples,o dell'esame funzionale si deduce una. lesione dell'orecchio interno e della cass a a D. Dimesso guarito i l 22-6-12. VIII. LENA SANDRO, a nni 6, bimbo robusto e sano. Il giorno S-4-lR vien colpito al capo da un pesantissimo c11ncel lo di ferro, il quale gli s i rovescia addosso. Esa· m inato dopo B ore. Coscienza abolita, com pleto rilasciamento muscolare, rilevante emato1)1a. al pericranio specialmente in corrispondenza. delle regioni frontali e temporo-parietale destra. Ematoma. palpebrale. Emorragia dal naso e dalla bocca. forte dilatiizione pupillare, polso, piccolo evanescente; non si pratica, date le condizioni preagoniche, alcuna puntura lombare, iniezioni eccitanti, ossigeno. Morto dopo 1 ora e mezza. Autopsia. - Rilevant e ematoma sottoaponevrotico della metà destra del cranio. Sulla volta, rima di frattura largamente b4:!llnte che attravers a da D. a sin i pa· rietali. A D. esistono diverse grosse scheggia, in corrispondenza. del frontale e parietak la frattura si prolunga sulla base da sin. a destra. Incomincia sul fron• ta.,e, interessa l'angolo 11ntero-sup. del parietale corre lungo il solco dell'art. me• ninge11 media. per circa 1 cent. e si biforca in due rami, il pos t. si rivolge ve~o la. fossa cranici, media e giunge fino al forame ovale, l'ant. corre lungo la sutura sfeno-fronto-etmoidale, attraverso la linea mediana, continua sull'altro lato con decorso esattamente s imm~trico, ,·aggiunge a livello dell'angolo inferiore del parietnle, il ~oleo dell'art. M. med ia e continua sul parietale, ove si esaurisce in corris pondenza della zona fr11tturata della volta, dal solco dell'art. M. media si parte una seconda rima di frattura che interessa la g. ala dello sfenoide di D. fino al foro g. rotondo. La dura meninge della base, nonostante la grave frattura, è i ntegra..
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SULLE INDICAZIONI DELL INTERVEN'l'01 ECC.
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Piccolo ematomi\ epidurale a destra, iperemia venosa rilevante della pia, anemia ed edema cerebrale. Integri i ventricoli e la sostanza bianca. Nota. - Il trauma ba prodotto in questo caso un vero distncco di tutto il segmento anteriore del cranio e la lesione è un bellissimo esempio di qut>lle fratture del cranio cbie.mllte a cerniera. È notevolissimo il fatto che, nonostante la gravissima lesione, la dura meninge della base non è stat,i lacerata. IX. G 10RG! LUISA, anni 62. li giorno· 7 maggio 1913 urtata da una bicicletta cade percuotendo violentemente sul suolo con la regione temporo-parietale destra. Perdita di coscienza durata 2 ore, vomito. Esaminata dopo 4 ore : coscienza obnubilata, polso 56, scolo di sangue rosso diluito dall'orecchio destro, paralisi del facciale sinistro tota.le e completa. Nessun disturbo di moto degli arti. Ematoma della regione temporo-occipitale destra e ferita contusa dei te,i:umenti. Puntura lombare: 25 cc. liquido C. R., e morragia con non forte tensione, cefalea, polso 68, apirettica. 2a puntura lombare: 25 cc , tensione aumentata, rachicentesi r.ipe tute giornalmente fino al 16 maggio 1913, progressivo miglioramento, scomparsa della cefalea., coscienza integra. cessazione dell'otonagia al 4° gioroo, scomparsa della paralisi del facciale in 10' giornata. Vi!'n dimessa il 28 maggio 1913 con nesi"un altro disturbo che le le!"ioni dell'orecchio de,-tro rilevate da1l'otologo prof. ì\Jaltese. Condotto uditivo destro leggermente stenotico e occupato dR secrezione siero-sanguinolenta, membrana timpanica fortemente iperemica e arrossata con punti emorragici. Non si riA•ce a rilevare il punto in cui è avvenuta la soluzione di continuo cbe, probnbilmente, è nella porzione Rnteriore. Funzione uditiva abolita a destra tanto per la voce afona cba per l'orologio, aia per via ossea che per via aerea e anche per diapason di media tonalità. X. FERRJNI TERFJSA, anni 74. Entrata il 28 settembre 1912 investita d a una carrozza della. tramvia e lanciata. violentemente a terra percuotendo con la regione occipitale sul bordo del marciapiede. Perdita della coscienza s<:omparsa dopo circa mezz'ora . Esaminata dopo due ore: obnubilazione d11lla. coi::cienza. Forte emorragia dell'orecchio destro. Integra la motilità degli a.rti. Deviazione della linea boccale a sinistra. Pupille miotiche, quella. di destra più della sin istra, reagiscono pigramente, hippus. Ferita. contusa dei tegumenti a 4 tlita sopra la bozza occipital e e 2 a sinistra. della linea mediana, profonda al periostio. Respiro 20, polso 7fl pieno ritmico, vomito ripetuto, temperatura normale. Non si pratica, vista l'assenza di aumentata. tensione endocranica, alcuna puntura lombare. Nella notte le condizioni l'Ì sono andate aggravando e al mattino successivo l'infermR non ba co~cien,m. Papille midriatiche, risoluzione muscolare, perdita di feci, movimenti coreici e carpologia, polso impercettibile, respiro sup. e impercettibile. Puntura lombare il 27: 2i) cc. di liquido C. R. fortemt>nte emorragico. Durante il giorno temperatura a 39 4, assenza di urinazione spontanea. Giorno SO, 2• puntura lombare: 25 cc. di liquido C. R. fortemente emorragico con forte tensione, respiro superficiale, polso frequente e piccolo. Morte il 1° oti;obre 1912. Autopsia. - Frattura delle squame dell'occipite.le destro prolungante~i fino alla piramide, la quale a ppare fratturA.ta comminutamente.
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SULLE INDICAZIONI Dll:LL TNTERVF:NT01 KOO.
Dura della base integre.. Non esiste emorragia intracranice. circoscritta Fortissima iperemia delle. pia, edema dell'encefalo rilevante all'apice dei lobi frontali, focolai di contusione emorragica.. Nel caso p resente la morte fu causata dalle gravi lesioni encefaliche, espressione di contusione diffusa di cui i focolai circoscritti all'apice dei lobi sono un semplice episodio. È notevole il fatto che l'aumento di tensione è stato nettamente secondario e.i disturbi circolatori dell'encefalo. XI. P1ERIN1 TERESA, anni 61. Il giorno 28 agosto 1912 e colpita ali.a. regione frontale da un tronco )Pgaoso lanciato in alto da una esplosione di mina. Perdita di coscienza, vomito. Trasportata in clinica, dopo due ore si riscontra ferita lacero-contusa estesa dei tegumenti, frattura multipla dell'osso frontale a destra con introflessione dei frammenti ossei. Una scheggia della grossezza approssimativa di una monete. dn 10 centesimi formata dalla frontale, dalla volta orbitaria e dalla ap. Orista Galli v iene ei,tratte. essendo libera; ma quando si cerca di sollevare le altre aderenti per metterle allo stesso livello, fuoriesce, da una lacerazione della dura, della sostanza cerebrn.le, perciò si desiste d o. ogni tentativo. Scrupolosa asepsi necessarie. con tintura di iodio dei tessuti molli lasciando aperto l'angolo superiore e leggermente zaffato, Decorso regolare senza alcun fenomeno meningeo o cerebrale, guarigione per 2• della. ferita dei tessuti molli. Esce di clinica. dopo 8 mesi e mezzo drca perfettamente guuita. È notevole in questo ca.so il fatto di a ver ridotto al minimo la demolizione della teca ossea nonostante le scheggie molteplici. Non ne fu estratta che una sola, la quale era affonda ta in piena. sostanze. cerebrale e libera. Tutte le altre, a.ncbe piccole ma ancora. aderenti al periostio, furono ris parmiate. Il decorso s uccessivo ha dimostrato quanto sia opportuno non praticare <lemolizioni estese cercando di salvare tuttociò che è possibile dell'involucro osseo, le scheggif', anche piccole. purchè aderenti al periostio e alla dura meninge, resta.no vitali e contribuiscono validamente a lla guarigione. XII. PuccmELLJ Giu1.ro, mesi 10. Entra. il 19 maggio 1913. Anamnesi negativa, genitori sani. Dieci giorni sono, mentre era in piena sa.Iute cadde dal letto alto circa metri 1.80, percuotendo al suolo con la regione temporo-parietale sinistra. Perdi ta. di coscienza transitoria. Dopo alcune ore si riscontri. ematoma circoscritto del cuoio capelluto n elle. r egione del trauma. Agitazione, nei primi 6 giorni nessun s intomo; il piccolo gode ancora ottima salute. Al 6° giorno, nelle ore serot in e, elevazione termica a. 37°.6 che andò aumentando nella notte, conteruporaneRmente 4CJo.6 rimasta da allora stazionaria. con lievi oscillazioni. E saminato 10 giorni dopo il trauma, sonnolenza profonda., torpore. Carpologia. e movimenti coreici. Pupille miotiche con anisocoria, riflessi torpidi, sensibilità e motilità integre, a ssenza di Babinsky e di K ornig, non rigidita nucale. Nessun sintomo a fo. colnio. In coniiipondenza della. regione lesa i;i percepisce alla pulsazione uu leg• gero sfreg11mento osseo. Polso mo, r espiro s uperficie.le e frequente, alvo aperto, urinazione norma.le. PunturR lombare: 20 cc. di liquido C. R. con forte pressione senza traccie.di sangue, alquanto torb ido, centrifugato, nel sedimento si riscontrano a preferenza.
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g lobuli bianchi mononucleati. Assenza di elementi batterici, le culture praticate sono sterili. Diagrwsi. - Meningo-encefalite reattiva. Dopo la puntura lombare si à avuto un miglioll'8mento sensibilissimo e pronto tanto da poter sperare ohe le succe.ssive avrebbero ottenuto ottimo risultato. Nonostante le più vive insistenze il piccolo è portato via dai parenti che lo banno sottratto cosi alle cure. E!Jito sconosciuto. XIII. PAPI ORESTE , anni 37. Entra in clinica l'll agosto 1913. Durante dei tu· multi viene colpito alla regione fronto·parietale destra con un grosso bastone. Perdita di coscienza. Emorragie. nasale, vomito ripetuto. Esaminato dopo circa 2 ore Coscienn. torpida, nessun siJJ.tomo di difetto o irritazione cortic11le, respiro 34, polso ritmico 64. Miosi pupillare, chemosi congiuntive.le a destra ove esiste hippus pupillare. Ematoma sottoperio:1teo in corrispondenza della regione fron to- parietale destra allungato d'alto in basso verso l'estremo esterno dell'arco sopracciliare senza raggiungerlo, la pal pazione à sopratutto doloro;.a non nell'ambito di questa tumefazione ma lungo una linea cbe dal polo inferiore di essa vada. verso la ap. orbitaria esterna. Rad. negativa. 1• puntura lombare: 26 cc. liquido C. R.., pressione alqoanto aumentata, Ji. q_uido leggermente emorragico. Cefalea. 2• puntura lombare il giorno 12 agosto: 16 cc. di liquido C. R., discreta pressione, liquido O. R. leggermente emorragico, forte cefalea specialmente a sinistra, polso 6':, respiro 20. s• puntura, lombare alle ore 18 del l2 a.gosto 1912: 25 cc. liquido C. R, pres• siope aumentata, liquido ancora leggermente emorragico. Le condizioni migliorano, la cefalea diminuisce. Il giorno 18, 4• puntura lombare: liquido leggermente emorragico 80 cc., ten• sione mod ice.. Il giorno 14, o• puntura. lombare: 16 cc. di liquido solo lievemente emorragico, condizioni generali buone, cefalea scomparsa. La temperatura solo nei primi giorni ha subito lievi oscillazioni di pochi decimi. Viene dimesso il l:I agosto 1918 con ancora lievi ronzii agli orecchi e leggera cefalea. XIV. SUNARDI G 10VANNJ, anni 60, oper~io. Trasportato in clinica. alle ore 17 del giorno 11 agosto 1913 in stato di ubbriache:z;za. Caduto di bicicletta, travolto sotto un barroccino e colpito da un calcio del cavallo alla regione temporo-parietale sinistra. Esaminato dopo circa 6 ore. Incoscienza, vomito ripetuto, polso regolare ritmico freq. 72, pupille miotiche e tarde. Ferita contusa nella regione tem-poroparietale sinistra. Puntura lombare 25 cc. di liquido C. R. leggermente emorre.• gico con pressione discreta ma non esagerata. La radiografia non mostra fratture. della volta. 12 agosto 1913, coscien:z;a ristabilita, polso 68. 2• puntura lombare 16 cc. di liquido C. R, leggermente ematico, alle ore 18 dello stesso giorno 3• puntura lombari;, 20 cc. di liquido C. R. sempre emorragico con pressione alquanto superiore a quella del mattino. li polso diminuisce di frequenza progressivamente, al mattino del L:l agosto 1918 l'infermo è soporoso, polso 44·46. 4° puntura lombare 25 cc. di liquido C. R. lievemen te ematico, tensione non alta. 14 agosto si accentua lo stato di sopore, polso 44, dimi nuzione sensibile della forza muscolare a D (l'infermo non à mancino). 5• puntura lomba re 80 cc. di ]i.
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quido C. R. lievemente emorragico, scarsa tensione, alle ore 10 del giorno 14' agosto 1918 intervento, larga craniectomia. sulla zona sensitivo-motrice evitando n eJl'incisioue la ferita esistente la quale viene toccata con tintura. di iodo ed esclusa dal campo operativo, delimitazione del lembo osteopla.stico con l'armamAntario di Doyen e la sega Gigli. Sollevato il lembo osseo vien fuori una grande quantità di sangue venoso, non esiste però in questo punto ematoma epidurale. Dura meninge tesa e senza pulsazioni, incisa vien fuori un vero fiotto abbondante di liquido C. R. ad alta tensione, dopo l'incisione della. dura. ricompare la pulsazione cerebrale. Sutura della meILinge, zaffo endocranico di garza. Decorso normale salvo una leggera temperatura con massima di 38.9 il giorno 15. Allora vien rimosso il zaffo, vien fuori grauae quantità di sangue, se nesostituisce uno più piccolo che vien tolto definitivamente dopo 8 giorni, scomparso il sopore la cefalea. L'infermo è dimesso dopo circa 40 giorni perfettamente guarito. Il caso è interessante perchè i fatti di r.ompressione localizzata per quanto tenui, ma non perciò meno evidenti, emno provocati non dll un focolaio emorragico come s i era so~pettato. ma da una raccolta sierosa sottodurale. La sintomatologia clinica, il fatto dell!\ mancanza di corrispondenza fra la tensione del liquido C. R. alla puntura lombare e quello a cui era sottoposta la raccolta, devono far ritenere che questa, seppure già non lo era completamente al momento dell'oper11zione tendeva a circoscriversi. Posf:iamo dunque de6nire la lesione come una leptomeningite sierosa circoscritta della corteccia cerebrale, secondo la denominazione di Claud e Raymond. La utilità dell'intervento precoce è fuori discussione in questo caso, si può ritenere infatti che molto verosimilmente si sarebbe prodotta qui una di quelle formazioni che son conosciute col nome di cisti sierose della corteccia e gli esiti del trauma non sarebbero certo stati cosi semplici. XV. X. Y., alcoolista. Colpo di pugno in rissa in corrispondenza della regione frontale. Cade indietro percuotendo con la regione parieto-occipita.le destra violentemente al suolo. Esaminato dopo 2 ore. Carus profondo, non fu praticata nessuna puntura lombare. Morto dopo 3 ore. Autopsia. Calotta cranica oltremodo sottile, diploe quasi assente. Ematoma estradurale in corrispondenzrt del re.mo posteriore dell'art. M. M. di destra. Ematoma sottodurale in corrispondenza del lobo frontale sinistro e della fossa cranica media sinistra, fortissima iperemia dei vasi pio.li, edema cerebrale, focolaio di contusione distruttiva dal lato df'I trauma sopratutto a carico del!a so~tanza bianca profondo fino a interessare i nuclei della base che neUa loro metà posteriore sono spappolati, piccoli focolai emorragici nel par. del 4° ventricolo. Dura meninge dappertutto integra. Scollandola. si vede: 1° che il parietale è distaccato dalla porzione squamosa del temporale; 20 esiste una. linea di frattura che incominciando circa 4 centimetri a destra della. prot. occipitale esterna si dirige direttamente in basso e in e.vanti verso la doccia del seno laterale, r1tggiuoge la bMe della piramide che è fratturata obliqu1tmente sino all'apice (frattura obliqua della piramide). L111 cavità dell'orecchio per trasparenza appaiono bluastre, piene di sangue. Ateromasia dei vasi cerebrali. XVI. ClAMPI ANGELICA, anni 8. Cade il giorno 1 novembre 1918 dall'altesza di due metri percuotendo con la regione frooto-parietale sul suolo coperto di rami,
SULLE rNDICAZIONI DELL'INTERVENTO, li:00.
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perdita di coscienza. Nelle. notte dopo, circa. 12 ore, comparsa di ecchimosi sottocongiuntiva.le e palpebrale. Esaminata circa 24 ore dopo. Condizioni generali buone, nessun sintomo encefalico. Ematoma profondo in tutta la regione frontoparietale D. Non si apprezza se esiste depressione ossea, puntura lombare liquido C. R. leggermente emorragico cc. 20, tensione normale Rad. in senso laterale. Nella regione suddetta una frattura a stampo per l'estensione di poco meno che nn soldo, il frammento appare diviso in due parti, una grande superiore e una. piccola inferiore della forma e grandezza di acino di orzo. Quest'ombra è assai più piccola. dello spazio da es@a occ-upato in modo da essere evidente che la scheggia. si presenta di profilo come se avesse girato sul suo asse abbandonandosi c on uno dei margini; op. 6 novembre HJ12. Essendo scomparso l'ematoma si constata. dall'esterno la. zona di deprtissione la quale si trova fra la regione frontale, temporale, e sopracciliare. Sutura emostatica in seta; 'li disegna un lemho a base sup. cutaneo muscolo-periosteo che viene scollato del diametro di circa 3 centimetri e mezzo. Si trova che la fossa di depressione è fattn. da tre rime di frattura, una verso il bordo soprncciliare, l'altra verso il frontale e la terza verso il fronte temporale. Unti, scheggia libera aderente a lle parti molli viene allontanata. Si esegue con pinza ossivora una resezione di qualche millimetro della rimn di frattura fronto-sopracciliare che nppare infossata in modo da poter introdurre al disotto una spatola e sollevare il frammento depreqso, s utura del lembo senza drenaggio. Decorso normale, guarigione per prima . XVII. ELETTRA Go1u, anni 67. Entra il 22 novembre 1913. Urtata da bicicletta cade urtando con la regione temporo-parietale D., perdita transitoria. di coscienza, vomito ripetuto. Esaminata dopo circa 3 ore, la coscienza già ripristinatasi, tende ad obnubilarsi e subentrare uno stato di sopore. Si è verificato un acceS'-O convulsivo al lato sinistro del corpo, a cui subentra contrattura e paresi del faccia.le a sinistra. Polso ritmico, frequenza 70-80. Puntura lombare liquido C. li,. 25 cc. emor ragico, scarsa pressione. Radiografia negativa pe1· una eventuale frattura. cranica. Successivamente il liquido C. R. si è mantenuto emorragico ma con scarsa pressione fino alla 5a puntura lombare. Cefalea occipitale forte nei primi giorni, progressivamente attenuatasi. L'inferma è dimessa guarita. XVIII. 6 febbraio 1913. Colpo di arma da fuoco a scopo suicida con rivoltella t ipo Velodrag, proiettile incamiciato mm. 6, carica polveri nitrocomposte. Foro di entrata piccolo a stampo nella regione temporo-parietale D. Il proiettile nella regione opposta, sottocutaneo, è stato estratto mercè una piccola incisione. Al momento dell'osservazione coscienza torpida., agitazione, delirio, alternato a sonnolenza e torpore, polso 44-60, forte ecchimosi palpebrale che impedisce l'esame del bulbo oculare. Liquido C. R. intensament-e emorragico con tensione &\Amentata cc. 30, nel decorso successivo la coscienza. rimasta. quasi abolita nei primi due giorni nei quali si son notate contrazioni del facciale a D. si è ripristinata. al terzo giorno, le punture lombari si son continuate estrae11do giornalmente da SO a 40 cc di liquido C. R. sempre meno emorragico. Il polso è andato progressivamente migliorando, la temperatura salita & 37.9 nei primi giorni si è progressivamente abbassata, ha per.qistito però a lungo l'irrequietezza e l'insonnia
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sostenuta specialmente dalla cefalea e da. parestesie specialmente al collo e nel dominio dei nervi occipitali, fenomeni che son presenti ancora al 14' giorno e che trovano un gran sollievo in modo da permettere il riposo nella evacuazione a.bba.stanza abbondante fino a 35 cc. di liquido C. R. Ferite cicatrizzate in 14" giornata. Un esame completo praticato in 15° giornata non rivela a carico della sensibilità e motilità che iperestesia tattile e dolorifica sul dominio del N. G occipitale e disturbi dei muscoli mastica.tori, specialmente pterigoidei (a movimenti di lateralità deJla mandibola.). Esistono invece gravi lesioni a carico della vista rilevR.te da u.n oculista, e cioè a. destra : lesione parziale dell'oculo-motore comune III; » • dell'abducente. A. sinis tra: lesione dell'oculo motore comune III quasi completa; • • > esterno quasi completa; > » patetico IV; -.. del nervo ottico. Mentre infatLi dall'occhio destro la. visione è quasi normale, a sinistra distingue appena la luce dalle tenebre mettendo la sorgente luminosa al lato esterno e assai vicina Ancora a l momento dell'esame esisteva ecchimosi palpebrale e congiuntiva.le rilevante Rpecie a D. Il giorno 14 marzo 19l3 mentre l'esame ofmlmoscopico ripetuto nulla. fa rileva.re a D., a sinistra. invece rivela intorbida.mento uniforme dei mezzi refrangen ti ebe impediscono di far l'esame del fondo. I movimenti palpebrali e bulbari hanno però notevolmente migliorato. La cefale!i e le parestesie sono scomparse: unico ~ito del trauma la abolizione dell'occhio sinistro. XIX. BUFFA GrnsEPrBI, matescia.llo 14 cavalleria Alessandria, anni 80. Entrato
1'11 giugno 1913. Un anno fa. contrasse la. sifilide che pare abbia curata dili. gentemente. Nella notte del 10 all'l 1 si ferì a. scopo di suicidio con un colpo di rivoltella (tipo Raby Browning calibro 6 mm. proie•tile blindato, carica. polveri nitrocomposte) esploso a bruciapelo nella regione parotidea al disotto del lobul o dell'orecchio destro con d irezione in alto. "Esaminato circa 9 ore dopo, forarne di ingresso nella re~ione descritta, a margini lacerati e contusi, alquanto eversi. assai più ampio del calibro d el pro. iettile, manca il foro di uscita, coscienza obnubilai.a, sopore, polso 56, pupille miotiche e rigide, hippus, accesso di clono all'arto inferiore sinistro, nessuna a.1tera.zion~ dei riflessi, nè altri disturbi di moto. Puntu,·I\ lombare liq. C. R. 00 oo., aumento leggero di tensione, fortemente emorragico. Le due radiografie ortogonali mostrano il proiettile nell!i massa cerebrale a circa 4 cent. dalla superficie nel cranio in vicinanza della linea mediana a livello di un piano passante a circa un dito tra3verso al davanti del piano biauricolare. Lo stato soporoso e la cefalea banno ceduto definitivamente in s• giornata dopo aver praticato 6 punture lom• bnri e una iniezione di calomelano. La ferita è stata sempre asettica. Vien dimesso guarito il giorno:11 luglio 191S; notizie ricevute dopo 2 mesi lo affermo.no in buone condizioni di sa.lutei .senza alcllll disturbo per il proiettile che const,rvu. nel cervello.
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SULLE lNDIOAZIONI DELL rNTERVENT0 1 ECC.
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XX. BATINI CLEMENTE, anni 67. Entn1. il 16 ottobre 1918; si ferisce e. scopo suicida con un colpo di ril•oltella (rivoltella comune a tamburo, proiettile di piombo molle, calibro 9 mm. carica polvere nera) all'orecchio destro. Esaminato nella camera di deposito dell'ospedale circa 2 ore dopo il trauma si riscontrano i segni di un colpo d'arma. da fuoco esploso a. bruciapelo in corrispondenza del padiglione dell'orecchio destro. Il proiettile è penetrato nel condotto uditivo da cui fuorie;;ce abbondante sangue. Si riscontra un ematoma profondo in corrispondenza della regione ca1·otidea alta. Polso. frequente, 100, ma ritmico, tensione bassa, respiro normale. Insistendo nelle domande, l'infermo dà le sue generalità. Accolto in clinica dopo circa due ore l'infermo divieoe com.pletamente incosciente, polso piccolo-stertore accentuato, morte rapida dopo circa 6 ore del trRuma. Au.topsia. - Contusione distruttiva. di alto grado del lobo sfenoidale destro con apertura nel ventricolo liuerale di piccolo volume, ematoma intradura.le nella fossa cranica posto al lato destro del bulbo, liquido emorragico nei veotricoli, fortissima congestione dei vasi della pia. La meninge della base è assolutamente integra, però attraverso di essa e in corrispondenza della cavità nell'orecchio si ba un colorito bluastro. Rimossa. la dura si risr.ontra in questo punto un piccoloversamento emorragico e frattura della piramide. Il proiettile è sta.to l"Ìtrovato nello spazio maxillo faringeo, deformato, accollato ai grossi vasi del collo, i quali però erano integri essendo l'emorragia fuoriuscita da una piccola arteria.
XXI. A.r.FREDO SANTI, mesi ,1. Entra il 29 settembre 19l3, per essere operato di meningo-encefalocele occipitale voluminoso come la testa. del bambino: operato il SO settembre 1913, prof. Ceci. Costrizione elastica del peduncolo delimitazione di un colletto di cute che vien scollato dagli involucri meningei che son qui raddoppiati da un sottile strato fibroso. Il peduncolo isolato viene afferrato con una lunghetta e reciso perifericamente, sutura con catgut sutura della cute in seta. Il piccolo opera.to fin dal secondo giorno dell'intervento ha. presentato febbre oscillante fraS8.6 e 40 con fatti di eccitazione corticale aumento di tensione endocranica, sopore profondo, vomito, rifiuto dell'alimento. Ad ovviare questi fenomeni, nonostante che il piccolo sembri perduto si praticano fin dal terzo giorno numerose punture lombari proseguite fino al giorno 9 ottobre 1913, e poichè nonostante queste e anche subito dopo le fontanelle aperte rimanevano fortemente estuberllnti, anche delle punture direttamente negli spazi aracnoidi encefalici e nei ventricoli. Il liquido fortemente emorragico nei primi giorni è andato progressivamente perdendo il contenuto ematico ma si è presentato sempre alquanto corpnscolato e con xantocromia. Dato l'aumento di tensione si estraeva in media cc. 10 di liquido C. R. con ogni puntura. Rimossi i punti all'ottavo giorno la ferita appare completamente cicatrizzata. Le condizioni del piccolo sono già molto soddisfacenti quando la madre vuol portarlo via, nonostante le più vive insistenze per proseguire il trattamento. Notizie ricevute 1 mese dopo direttamente dalla madre assicurano che il piccolo è perfettameute guarito.
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SULLE INDIOAZIONI DELL INTll:RVENTO, ECO,
Dal punto di vista del trattamento possiamo dividere i traumi cranio-encefalici in due grandi gruppi: 1°. Traumi in cui un intervento è nettamente indicato; 2°. Traumi in cui non esiste una netta indicazione. L 'Hartwell (1) a questi due gruppi ne aggiunge altri 2 e cioè: · 1°. Casi leggeri in cui la guarigione spontanea è sicura; 2°. Casi gravi in cui la morte è inevitabile a breve scadenza, Queste due distinzioni non hanno ragione di essere. La letteratura è piena. di osservazioni di traumi in apparenza leggeri la cui beni• guità fu smentita dal decorso ulteriore e da successioni morbose soprav,enute talora assai tardivamente. Per contro traumi gravissimi hanno avuto un decorso inaspettatamente favorevole. Una prognosi vera ed ~satta di un trauma cranio-encefalico non è possibile generalmente tarla che a posteriori dal decorso successivo della lesione e ognuno vede come sarebbe poco logico subordinare il concetto dell'indicazione ad un concetto prognostico così poco sicuro. I criteri che in spirano il trattamento operativo dei traumi C. En sono imperniati su due concetti: l Il trattamento può e deve esserEI curativo nei casi di spandimenti specialmente emorragici enciocranici; 2°. Deve essere profilattico sia in riguardo alle successioni prossime d13lla lesione, meningite, ascesso cerebrale, sia riguardo agli esiti lontani : epilessia, psicosi traumatiche e disturbi mentali assai più frequenti di quanto non si creda.. Daner Harrison (21 in 12 anni ne osservò 77 ca.si, di cui solo 7 operati all'atto del trauma. Delorrne (3) rammenta. che i resoconti della guerra. di America hanno stabilito che quasi la totalità dei feriti a.l capo per armi da fuoco da guerra hanno soccombuto !!,d accidenti gravi, para.lisi gene· rale, demenza, ecc. e Lucas Cha.mpionnière (4) nota che non si potrebbe contestare il fatto che nei traumatizzati del cranio i disturbi nervosi sono infini te.mente più frequenti. Egli ha. trovato nel corso delle trapanazioni in soggetti che avevano snbìto un trauma, delle lesioni come quelle della paralisi generale. 0
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}ulll (1) HARTWELL. - New-York Surgical-Society, lQOS. Annala of Surgery, 1908, (2) The 11u,rg1cal trealment of imanity. Liverpool. Med. Olin. J&Un14l, 1898, pag. 24.2, (3) DELOR~nt. - Soc. de Cbir., 1909. Rip. in Revue de 0/iir., 1909, T I , pag. 229. 4 1 LtrCAS C1u.Mr10NNIÈRE. - Soc. de Cbir. de Paria. Rip. in R evue de Ohir. 1909
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SULLE INDICAZIONI DELL'INTERVENTO, ECC,
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In base a questi concetti, rientrano nel primo gruppo, in cui non vi può essere esitazione da parte del chirurgo, tutti quei casi in cui primo: sia chiaro il quadro di una emorri.gia circoscritta endocranica, prototipo, il quadro della lesione dell'Art. meningea media; secondo: esistono lesioni più o meno gravi aperte o fratture multiple della volta anche senza scontinnità dei tegul!!enti, o una frat.tura cranica depressa anche senza nessun sintomo encefalico. Quando si consideri :infatti: primo che le lesioni della lamina vitrea hanno generalmente una estensione maggiore che quella del tavolato esterno e la possibile ':infezione del focolaio da una ferita dei tegumenti; secondo che l'assenza di sintomi immediati cerebrali in un trauma che abbia scon• tinuata la volta non garantisce che il traumatizzato non sia in pro· sieguo soggetto ad accessi di epilessia Giax.oniana, terzo il fatto messo bene in luce dal Rocher e dalla sua scuola che essa subentra ass1:1.i più facilmente a traumi leggeri che a traumi gravi, fatto paradossale ma che trova la sua spiegazione in ciò che i p rimi non sono gene· ralmente og~etto di un trattamento chirurgico attivo; quarto l'esito manchevole o precario degli interventi eseguiti tardivamente per psicosi o epilessia traumatica (su 47 casi presi in esame il Ronca.li (1) solo in 4 trovò guarigione controllata. dopo 6 anni e un solo miglioramento) non si può non accettare senza restrizioni, la conclusione del Ronca.li di procedere senz'altro all'apertura del cranio tutte le volte che un trauma ha determinato un infossamento della volta con o senza ferita, e tutte le volte che ha determinato una frattura grave con soluzione di continuità delle parti molli, anche quando sul traumatizzato manchino i sintomi di localizzazione, perchè, non intervenendo immediatamente, nel primo caso si lasciano i foriti esposti a.i disordini sensitivo.motori dell'epilessia post-traumatica. e nel secondo esposti alla meningite e all'ascesso cerebrale. Per i traumi che colpiscono la volta le indicazioni dell'int1:,rvento t!Ono dunque date sopratutto in un ca.so dalle lesioni dei tessuti della. teca ossea, nell'altro dai sintomi di una compres.:1ione localizzata.. N ell'a.pprezzamento e nella valutazione della lesione esiste però una grande differenza fra l'una e l'altra serie di casi. Mentre in quello è la lesione ossea di per sè che costituisce la indicazione all'intervento e troviamo in questo il più valido aiuto nella radiografia. che ci dà. i più minuti dettagli nella forma, estensione e direzione dell'intervento in modo che esso può essere predisposto già prima di scoprire il tavolato esterno del cranio (V. caso XVI). Nel secondo l'indicazione ( 1) RoNCALI in Chipaull, I-III, p. 143.
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SULLE INDICAZIONI D1!:LL INTERVENTO, ECO.
all' inte-rvento risulta dalle considerazioni di una serie di modificazioni nella funzione cerebrale molte volte di difficile apprezzamento. I vantaggi della dottrina delle localizzazioni cerebrali nei traumi cranio-encefalici sono assai minori che quelli apportati nella diagnosi di lesioni più circoscritte e limita.te. In un trauma subentra.no delle condizioni che mancano, per esempio, nei tumori e anche negli ascessi endocranici e son dovute sia alla commozione cerebrale, sia alle lesioni multiple, o diffuse dell'encefalo in dipendenza diretta o immep.iata del trauma. Epperò se nella classica emorragia della meningea media il quadro clinico ben definit,o del trauma, seguito da un periodo più o meno lungo di commozione, intervallo libero e successiva.mente: fatti di compressione, paresi al lato opposto e contrat ture, impone a un tempo la dia.gnosi e l'intervento, nou è men vera che la evidenza del q ua.dro molte volte manca, e l'associarsi di altre lesioni cerebrali, lo stato sopratutto di profonda incoscienza e di rilasciamento del traumatizzato che si protrae a lungo, la esagerazione dei riflessi nelle parti paralizzate, come nel caso di Hartwell (1 ), che possono dar luogo e. un errore di osservazione turbano la nettezza del q ua.dro e molte volte rendono difficile o impossibile la dia.gnosi esatta della lesione. Rocher al riguardo insiste sull'assenza talora complet11. dei sintomi ritenuti cardinali. Il rallentamento del polso è talora. così passeggero che il chirurgo non può più constatarlo, può anche mancare e il traumatizzato passare immediat amente alla fose di accelerazione. In altri casi il polso non pre,,;enta. alcuna anomalia. fino a.Il' inizio della. paralisi del vago. Abbiamo di ciò un bellissi mo esempio nel caso XX in cui la. paralisi :lE".} va.go si ebbe in mo<lo repenti110 portando il traumatizzat o a morte in brevissimo tempo. A Ilo stesso modo la stasi e le a.lterazjoui papillari se rappresentano un buon segno anche per la localizzazione della lesione nei tumori e negli ascessi cerebrali non ba.uno altrettanto valore nei casi di trauma, nè maggiore considerazione meritano le alterazioni funzionali dei muscoli respiratori opposti al lato della lesione (sintomo di Ortner). La. diagnosi di emorragia endocranica in seguito a. trauma. è solo in base al decorso della lesion~ che è possibile farla, e a giusta ragione si insiste sulla. importanza capitale dell'intervallo lucido e d ella. comparsa. dei µrimi sintomi di compressione dopo che il traumat izzato è uscito dalla fase di commozione (Chiene) : ma quando l'inter(1) HARTWELL. -
Loco cit.
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vallo lucido è coperto e nascosto dai sintomi dovuti non solo alla commozione ma, alle lesioni diffuse del cervello le qna.li dànno luogo a una sintomatologia. non transitoria come la. commozione cerebrale (Bergmann) ma a fenomeni più persistenti; un ematoma. intracranico può prodursi ed aumenta.re senza che sia possibile sceverare quanto della sintomatologia sia dovuto ad esso Pi quanto alle concomitanti lesioni encefaliche. Sono appunto i casi in cm pre,1 algono le note di unn. lesione dif. fusa dell'encefalo, quelli che appartengono al secondo gruppo. In essi manca una. sintomatologia che dia una indicazione esatta per l'intervento in essi, quindi il chirurgo esita a,l aprire il cranio, non tanto per la responsa.bilità immediata all'operazione e del ;iuo successo, quanto per la perplessità dell'indirizzo riguardo alla sede e al genere ed estensione del l' intervento. Vi è in questi casi nel la storia u n trauma che ba agito generalmente in modo diffuso sul capo, seguito da perdita di coscienza, vi è stato vomito e noi abbiamo davanti un traumatizzato in completa i n coscienza, senza ferite dei tessuti molli, senza apparente lesione ossea o con sintomi di una frattura della base con tutti i segni di una grave lesione encefali0a, talora con polso più raro e teso, talora invece senza una modi6ca.zione accentuata di esso o ton polso fre. q uente e piccolo, mentre la pressione arteriosa. aumentata in alcuni casi e in altri normale o inferiore al normale, e la tensione del li quido C. R. alla puntura lombare non sempre si dimostra aumentata, qualche volta con fenomeni di acceutuata eccitabilità della corteccia diffusa o limitata ad una. zona, con aumento dei riflessi, per cui il traumatizzato reagisce ad ogui tentativo di esame (V. caso IV). Nell'.rntopsia in questi casi non t roviamo che una iperemia più o meno intensa delle meningi, con ~tra,vnsi corticaJi o sotto ]Jiali diffusi, con , minuti trombi sparsi sulla superficie cerebrale talora in modo gene· r ale, talora in gran pa,rt,e confinati a una o più aree cerebrali; q nesti trombi sono caratterizzati secondo Phelps (1 ) daUa iperemia, cerebrale forma tra.uro atica. lfa oltre a questo è sopratutto l'edema. cerebrale q nello che colpisce talora sca,rso, talorn abbondante, che può essere limitato alla superficie cerebrale o distendere i ventricoli e ch e è sempre accompagnato a un grado più o meno alto di anemia cere· brale, in contrasto con la iperemia intensa veuosa dei vnsi meningei (caso IV). li risultato dell'intervento in questi casi non può essere oh e aleatorio, quand0 si co11-,ir1ni cbe ne,;sun mezzo abbiamo per cn(1 ) Pm~LPS. -
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A,mala o/ Surgery, l!)()O.
Giornale di medicina niilila1·e -
Fase. Xl.
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rare direttamente queste lesioni dell'encefalo. E non si può certo accettare la tesi degli intervenzionisti sempre e in ogni caso che se l'intervento non riesce a curare la lesione ritrovata esso è innocuo, si pensi solo al prolasso cerebrale primitivo Hirnausfluss di Kronlein (casi III e IV) dovuto alla congestione e all'edema cerebrale, come fu anche sperimentalmente dimost,rato da Ito della 0linica del Rocher (1 ), per convenire che in tali casi l'apertura del cranio è più di danno che di vantaggio. Questo quadro clinico e anatomo-patologico può essere accompagnato da quello derivante da una frattura della base cranica; ma non per questo si modifica e acquista importanza differente dal punto di vista della indicazio'ne terapeutica. È qui sopratutto che bisogna distinguere quello che spetta alla lesione ossea da quello che è lesione del contenuto cranico, la questione non ha un semplice valore teoretico e dottrinale ma una importanza pratica essenziale e vi insisto alquar:t.o, poichè per troppo tempo si è conferito alla lesione della teca cranica. una importanza che non ba nel decorso prossimo e !onta.no della lesione e, specialmente negli ultimi tempi, si son formulate delle indicazioni operatorie e si sono escogitati dei metodi e praticati degli interventi fondati solo sul concett.0 di rimuovere i pericoli ad essa. inerenti. Se nei traumi che colpisconò la. volta, bisogn,1 prendere in seria considerazione la lesione ossea per le conseguenze a cui può dar luogo direttamente nelle fratture della base, solo le lesioni dei nervi sono in diretta dipendenza di essa per quanto anche esse siano, contro la comune credenza, relativamente rare; Phel ps (2 ) su 570 fratture della base le ha osservato solo 2 volte per il facciale e 6 per il nervo ottico. Nelle fratture basilari non si os!lervàno spostamenti dei frammenti, le rime di frattura sono assai sottili e guariscono rapidamente, più rapida.mente ancora che le fratture della volta (D'Antona}, forse per il differente sviluppo e ossificazione della base, e d'altra parte anche nelle fratture più gravi della base, quelle estese ai diversi piani non si hanno mai scheggia piccole e numerose e a ogni modo queste restano sempre in sito non si osserva un dislocamento o affonda.mento di esse. Il fatto che conferiva. un significato oscuro alle lesioni della base era fondato sul pericolo dell'infezione il che consigliò interventi come quelli di Pilcher, Walker, Collins, Rnttin, Neumann assolutamente sproporzionati per la loro gravità ai pericoli che ln lesione per sè stessa fa correre al traumatizzato o l'intervento assai (I) Cit, in CFU1>AULT -
(2) PHELPB, Loo. cit.
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meno grave tecnicamente ma non meno inutile e pericoloso preconiz· zato dal Vinoent, del ò:renaggio profilattico prolungato della cavità aracnoidea.. Questi interventi trovarono la loro ragione in un concetto pregiudiziale sulla. cui inesattezza bisogna insistere. In primo luogo, bisogna riconoscere che la gravità delle fratture della base prima ritenute fatali è assai minore di quanto comunemente si crede; dalla statistica di Phelps di 670 fratture della base risulta. che 259 guarirono, quindi quasi la metà In secondo luogo a 11ohe se il focolaio di frattura. comunica con la cavità della faccia, il che è tutt'altro che costante e deve quindi a rigore in tal caso considerarsi come una frattura aperta, non si può da questo inferire che la infezione delle meningi e del contenuto cranico 11ia fatale, tutt'altro. Si. è detto eri· petuto che date le intime connessioni della dura meninge alla base cranica, una lesione di questa produce di per sè la rottura della dura e quindi l'apertura dello spazio aracnoideo. Nulla. di più esagerato; nella. già menzionata statistica, Phelps solo 14 volte osservò sicuramente fuoriuscita di liquido C. R., per mio conto in 4 autopsie di fratture della base, la. frattura, sempre molto grave, estendentesi a diversi piani, l'ho ritrovata, ma dopo scollamento della. dura; la quale era sempre assolutamente intatta (v, casi I, VIII, X, X V). In tutti e 4 questi casi la morte avvenne sempre per gravi lesioni concomitanti encefaliche in tre dopo alcune ore del trauma, in uno dopo 17 giorni (caso I ) per iperemia ed edema grave del cervello di origine irritativa partente da.I focolaio di contusione, senza alcuna traccia di infezione, nè dell11, meningi, nè dello spazio sottodurale, nè della rima di frattura.. La r esistenza. della. dnra meninge della base è grandissima ed è dovuta alla sua elasticità. È notevole a questo riguardo il caso XX in cui il proiettile ha fratturato comminutivamente la. rocca. ha. prodotto una contusione distruttiva grave del lobo sfenoidale con apertura del ventricolo laterale (veri fenomeni di scoppio) mentre la. dura meninge è rimasta. perfetta.mente integra. Il proiettile fu ritrovato al lato esterno del fascio nen·eo vascolare del collo nella parte profonda della. regione parotidea leggermente deformato. Del resto nessun ragionamento può avere la forza. di convinzione dei fatti. Se per lo Sehloffer nelle fratture della base del cranio, specialmente quelle del piano medio con apertura del seno-sfenoidale la infezione delle meningi si osserva nel 16 p. 100 dei casi, nella statistica. di Phelps riguardante un numero considerevole di osservazioni e che ha tanto maggior valore in quanto riflet.te l'esercizio di un solo chirurgo, quindi unicità di criteri di osservazione e di trattamento, la morte
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SULLE IX'DICAZlONI ORLL'TNTERVRNT01 ECC .
si ebbe 14 volte per meningite purulenta, 3 volt.e per ascesso cerebrale il che dà una percentuale di morte per processi infettivi del 3.4 p. 100 solamente. Se mettiamo a riscontro queste cifre con la integrità della dura meninge assai più frequente di quel che non si creda, come ho potuto constatare, se non altro dobb1amo concludere cbe il timore delle infezioni delle meningi è per lo meno esagerato, e col Koenig Albert, Llobet dobbiamo ritenere che tali traumi traggano tutto il loro care.ttere di gravit;à non già dalla les1one ossea, non dalla natura aperta. della frattura ma dalle concomitanti lesioni encefaliche in dipendenza della intensità. e del modo di esplicarsi della violenza e che se I' infermo non muore per queste, anche il pericolo di una meningite purulenta sia piuttosto lieve. A ogni modo su questo concetto bisogna ancora insistere, le lesioni del contenuto cranico si producono contemporaneamente ma non dipendentemente dalla lesione ossea, esse possono essere solo effetto simultaneo deJla stessa causa. La gravità. di un trauma cranio-encefalico non è quindi iu dipendenza di una e,entuale frattura della base ma delle alterazioni del conteanto cranico le quali possono stare da sè indipendentemente ,:lalle lesioni della teca ossea e a.nche senza di queste. La frattura della base data la grande resistenza di questa è importante in quanto è l'esponente di una violenza grave per l'intensità. e il modo di agire che si è esercitata nello stesso tempo s ul contenuto cranico ma per sè non ha che una importanza relativa e non può esser considerata come indicazione di un intervento locale il quale non solo non è giustificato dalla patologia d ella lesione non solo è sproporzionato per la sua gravità al pericolo che la tensione stessa fa correre al traumatizzato (Marion), ma non risponde allo scopo per cui vieue eseguito. Se i sintomi della lesione ossea della base cranica non costituiscono una indicazione per l'intervento e le lesioui ~ncefaliche diffuse neppure, non per questo resta lRgittima l'esitazione del chirurgo in traumi di tal genere, per il timore di uua emorragia. endocranica la quale ha valore nel silenzio dei sintonii dato lo stato di completa incoscienza. e di assoluto rilasciamento del soggetto. È appunto questo il nodo della questione, sapere cioè se esiste oltre alla contusione diffusa del cervello un'altra lesione la quale sia direttamente cnrabile e per la quale un intervento diretto è non solo tassativamente richiesto ma è richiesto senza indugio. Il ritfìnlo nel rimuovere una causa. di oompressione circoscritta della corleccia cerebrale, non solo può compromettere e rapidamente la vita del traumatizzato dato il carattere progressivo della emorragia; ma. anche quando questa sia compatibile
SULLE INDl0AZ10Nl DELL'INTERVENTO, EOC.
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<:on la vita, il rervello non tollera. a. lungo una compressione e si producono già dopo porhe ore delle alterazioni anatomiche della corteccia <:he divengono permanenti (caso V). È da. ritenere con ciò che il chirurgo sia assolutamente disarmato davanti a tali traumi e che debba adattarsi all'aspettativa passiva a quell'aspettativa che è null'altro che una confessione della propria impotenza? No. È appunto in questi traumi cranio.encefalici in cui prevalgono le note di una lesione diffusa del contenuto cranico che acquistano tutto il loro valore da una parte la trapanazione sottotemporale decompressi va di Cushing, dall'altro la puntura lombare. La questione delle punturf;l lombari ripetute nei traumi cranio-encefalici ha una data recente. Per la prima volta nel 1901 Tuffier e Milian la utilizzarono nella diagnosi e prognosi dei traumi e giudicarono « qu' il n'est peut-etre témérairA d e pensar que ces ponctions pourront acquérir une valeur terapeutique •; questo valore fu dimostrato da Quenu e Muret che nel 1905 portarono alla Soc. de Chir. 7 osservazioni di traumi cranioencefalici con frattura della base trattati sistematicamente e tutti guariti. Da quel tempo il valore diagnostico della puntura lombare nei traumi cranio-encefalici è andato progressivamente alternandosi -e io per m io conto per quanto risulta dalle mie osservazioni personali non posso che accettare nella loro integrità alcune delle conclusioni del Dialti (1) e cioè: 1° la colorazione emorragica. del liquido C. R. non indica. altro che un versamento sanguigno negli spazi aracnoidali; 2° ogni tranma. cranico encefalico accompagnato o no da frattura. -0.el cnmio può dare con la puntura lombare un liquido emorragico ; 3'' la puntura lombare è insufficiente per permettere di formu lare eia !:loia una diagnosi differenziale per contusione e frattura.; 4° se è positiva non può fornire alcuna. indicazione sulle cause .dell'emorragia e tanto meno sulJa localizzazione e natura. della lesione; 5° se è JJega.t,i va non ha valore per stabilire l'assenza di emorragia estradurale. Ma se, così inteso, il valore dia.gnostico della p. l. è molto relativo e limitato ad alcuni casi come quelli citati dal Chia.rugi t2), in <:ui esso è stato l'unico mezzo che abbia. permesso la diagnosi differenziale fra avvelena.mento etilico e contusione encefalica, è come I I ) DIALT1. - La Clinica chir1Lrgica, V. I, 1909. {2) Cnt&RUOI. - La clinica chirur gica, 1912.
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SULLE I NDIOAZIONI DELL INTERVENT01 ECO.
mezzo terapeutico ohe alla rachicentesi nei traumi cranici bisogna · conferire tutto il valore reale ohe ha. I risultati che essa ha. dato sono ormai abbastanza apprezzabili e numerosi per erigerla. a. metodo. E!!sa agisce in un modo efficace e costa.nt e dopo evacua zione d!i una. certa quantità di liquido, il traumatizzato in piena risoluzione muscolare, completamente incosciente, esce da.I coma, parla, riconosce, si muove, e se qualche ora più tardi i fatti si ripresentano, una nuova puntura lombare agisce come la prima e cosi di seguito fino alla. guarigione. Quanto tutto questo sia importante non è chi non veda e se a nche tutta l'efficacia della puntura lombare ,;i esaurisce nella scomparsa. o attenuazione transitoria del coma e delPincoscienza, basta considerare quanto queste condizioni moltiplichino le difficolta di una diagnosi esatta e nascondano il quadro clinico vero della com pressione cerebrale per conferire alla. puntura lombare un indiscutibile valore cbe non è semplicemente quell<> di un mezzo sintomatico. Si ripete generalmente e fu esposto fin dal 1905 da Quenu e Muret (1), che la. puntura lombare agisce in doppio senso, sia come decompressiva sia. come un mezzo per liberare il cervello di prodotti tossici origina.ti dal trauma, sia infine, come fa notare il Chiarugi, per reintegr are la costituzioue normale del liquido C. R . e quindi le sue proprietà. battericide. Se noi consideriamo l'intima patologia di questa forma di trauma. intracranico vedremo che in questi oasi la evacuazione di una certa quantità. di liquidi C. R. non agisce semplicemente per via meccanica. decompressi va. Il fatto apprezzabile clinicamente che non esiste molte volte un aumento primitivo della tensione del liquido C. R. con fermato dalla ricerca necroscopica in cui non troviamo che fatti di alterazione circolatoria sen:r.a l'intervento dell'emorragia, dimostra che i fenomeni non sono sempre secondari ad un aumento di pressione. È noto d'altra parte come l'encefalo sia compressibile (esperienze di Roncali (2J,o., servazioni di Neumayer, Adamkiewicz, Durante), e come secondo Pagenstecher, data una capacità. media di 1300 a 1400 cc., una. diminuzione della capacità cranica di circa 60 cc. produce sonnolenza. di 70 sopore, da 100 a 120 coma e morte in qualche ora. Ora, quando noi osservi11.mo l'attenuazione o la scomparsa più o (1) QoENU. - Bull. de la Soc. de chir., 31 ootobre 1905. (2) RoNOALJ. - SuUa compressione sperimentale del ceroello. IX Congr. ital. di chir., 1807,
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SULLE INDICAZIONI DELL'INTERVENTO, ECO.
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meno rapida di ogni fenomeno in seguito anche ad una sottrazione di soli 30, 35 cc. non possiamo ammettere che lo scarso sangue stra• vasato agisca soltanto in via meccanica per compressione. Spiego il mio concetto : Un trauma cranio-encefalico agisce a un tempo e sugli elementi nervosi e sulle fibre simpatiche dei vasi. La scoperta di Obersteiner che trovò forniti di fi bre muscolari i vasi intracerebrali fino alle loro più piccole divisioni, spiega come essi sieno suscettibili di contrarsi e dilatarsi e come essi possano diventare paretici. Ciò conferma. l'effetto che una violenza esterna può produrre sul si· stema simpatico cerebrale con una depressione cerebrale vasomotrice simile a quella. che è stata notata per la circolazione generale attra· verso i centri ganglionali spinali. In tal modo si spiegano i risult.:iti degli esperimenti di R onca.li (1) e Greggio sulla compressione cerebrale sperimen tale, in cui trovarono iperemia e non anemia come ri teneva Bergmann e gli esperimenti di Bonomo. Egli traumatizzando un cane ed osservando le modificazioni della circolazione cerebrale attraverso una finestra craniotomica vide che cou piccoli colpi ripetuti si aveva anemia cerebrale, ma se il trauma era più violento e d uraturo segui va dilatazione dei vasi d ella pia che diventava permanente mentre a poco per volta s 1 avevano r otture superficiali con stravasi puntiformi. E però perfettamente ci associamo alle affermazioni di Phelps che « in un trauma cranio-encefalico la condizione normale della circolazione può essere ripristin ata senza a pprezzabile difetto e il traumat izzato può riprendersi soltanto con sintomi transitcri, ma se la. violenza è maggiore, l'anemia È seguita da iperemia neur?para.li ti ca >. Il C'-ervello è in stato asfittico che viene agg ravato e reso perrnan ente dai prodotti del metabolismo a lterato e de lla disintegrazione cellulare; questi rappresentano un cumulo di sostanze tossiche che, difficilmente eliminate a causa del difficolLato circolo di ritorno, re· steranno là ad agire come causa morbosa sia sugli elementi cellulari della corteccia sia sulle fibre simpatiche di innervazione vascolare. Queste lesioni cellulari, siano esse primitive o secondarie ai disturbi circolatori del cervello, rappresentano dei focolai grossolani o micro· scopici di irritazione con tutti i fatti inerenti ad essi (v. Teoria di D ' Antona dell'inf.) per cui da una parte rt-sta.ndo come centri di infiammazione asettica abbiamo i rammollimenti progressivi in corris pondenza di focolai circoscritti di contusione, dall'altra i fatti d i { l ) RoNCALI. -
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$01, l.E lNDIC.AZlùNI DRLL'JNTET<V~~NT01 RCC.
irritazione meningea che si traducono con un aumento progressivo di liquido C. R. come è dimostrato dai casi di a.racnite o leptomeningi te traumatica circoscritta di cui noi abbiamo un caso tipico nel caso XIV e che non troverebbero sufficiente spiegazione quando si ammettesse l'unica origine secretiva del liquido C. R. da parte dei plessi e tele coroidee. Altra conseguenza di queste alterazioni è l'edema cerebrale il quale secondo il Cannon (1) non si ha per transudazione, ma per le. nutrizione alterata del cervello in seguito all'ostacolo circolatorio caratterizzata da processi chimici attivi i quali dànno per risultato un aumento della pressione osmotica e il passaggio di acque. nei tessuti. Si produce così quell'aumento secondario della pressione endocranica dovuta, secondo le vedute del Kocher a una tensione che si manifesta nella ;;:ostanza nervosa da una parte e nel liquido C. R . dall'altra.. L'aument o del la tensione intrarteriale che come dimostrò Cushing (2) è in funzione dell'aumento di pressio1:e endocranica ed è destinata ad assicurare l'irrorazione dei centri nervosi in cui si è generato un tal disquilibrio circolator io non raggiunge lo scopo se non si modifi ca lo stato del circolo di ritorno, se i vasi non riacquistano il loro normale potere di contrattilità. Da q neste considerazioni di fisiopatologia dell'encefalo traumatizzato l'lasce la. spiegazione dei risultati ottenuti dalla puntura lombare. Sappiamo infatti: 1° che i centri nervosi perdono la loro eccitabilità quanto più ricco è il sangue di anidride carbonica e più povero di ossigeno, e noi vediamo questo fenomeno tipicamente nel ritmo respiratorio d i Cheyne-Stokes dove essendo depressa la eccitabilità dei centri respiratori si rir.hiede una quantità maggiore di acido carbonico per stimolarli; 2° che lo stato di dilatazione vasale neuro-paralitica di per sè transitoria, viene resa permanente dall'azione tossica dei prodotti di disintegrazione e di regressione degli elementi traumatizzati in secondo tempo, in primo tempo dal sangue versato anche in piccola quantità. Abbiamo al riguardo le osservazioni e gli esperimenti veramente suggestivi del Casati i q nali di mostrano che esso non agisce immediata men te già per il suo volume, ma all'atto del suo riassorbimento, provocando per i fenomeni chimici e biologici che l'accompagnano (1) Ci•. in PHELrs, (2) CusmNo. - Amutle o/ Stm:,ery, 1908.
SULLF: INDrDAZIONI DELl)INTERVENTO, ECC.
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una. vera intossicazione dei centri (Casati) (1) e poi irritazione meningea e infiammazione delle meningi che si traducono per una ipersecrezione del liquido C R. (Vincent); 3° che il riassorbimento del liquido C R non av,iene per mezzo della circ<'1azione 1infati~a ma direttamente per il sistema vascolare sanguigno come ri-,ulta dalle esperienze di Ziegler e Franck \2 ). È facile quindi intendere come la puntura lombare non agisce per via decompressi va. Ma, eliminando immediatamente una quantità, di sostanze tossiche, giunge a ristabilire le normali con lizioni d i circolazione endocranica rimuove la sta>!i venosa: allontana lo stato asfi~tico e determina ed esercita una vera azione profilattica contro quella depressione dei centri bulbari e specialmente respiratori che rappresentano non solo uno dei fatti ptù temibili in un trauma cranico, ma rappresentano la causa immediata della. morte. La puntura lombare è dunque un ottimo mezzo terapeutico che il chirurgo ha a sua di;:posizione per tutti · qnei traumi cranici con sintomatologia diffusa senza alcuna indicazione che tracci la via per nn intervento efficace, ma anche in presenza di sintomi di compressione localizzata se esegt1ita subito dopo il trii.urna come primo atto di terapia. non le si può negare un grande valore. Da una parte l'effetto che essa ha sulla scomparsa o attenuazione dei sintomi più grtwi dovuti all'azic,ne diretta riel trauma le conferiscono il merito tutt'altro che lieve di mettere in evidenza i sintomi che legittimano o impongono no'intervento efficace. Dall'iJ.ltra, data la azirme sull'edema cerebrale, sia esso dovuto al disquilibrio circolat0rio dell'encefalo o all'azione tossica dei prodotti dell'emolisi o dei prodotti catabolici degli elementi nervosi traumatizzati la sottrazione di parecchi cc. di liquido C. R. può mppresentare, come a buon cl iri tto affermò il Chiarugi, una vera preparazione all'apertura della cavità cranica e in certo modo il trattamento profilattico dell'ernia cerebra.le che si verifica per il solo fatto del cervello rongesto ed edematoso. La sua azione però non si spinge oltre ed è illogico chiedere alla puntura lombare più di quello che essa può dare. Se quindi in un t.raumatizzato a l cranio i fatti non ostante le punture lombari ripet uLe hanno un decorso progressivo con fatti evidenti di aumentata tensione endocranica1 e più ancora se essa col li(1) CASATI. -
Clinica chir., sett. 1912.
(2) Z IEOLEB e F.RANCK. -
25° Congresso della $oc. tedesca di chirurgia, 1896.
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SULLE INDICAZIONI DELL INTERVENT01 ECO.
bara.re il traumatizzato dallo stato di coma mette in evidenza. sintomi a. focolaio (di difetto principalmente) che prima non era stato possibile rileva.re è inutile insistere in un trattamento che non trova. più la sua indicazione naturale. Questa condizione si verifica non soltanto quando si tratta. di emorragia endocranica, ma anche nei casi di r accolte sierose circoscritte, di cui il caso X IV è un esempio molto interessante, non solo per la. poca frequenza. delle osservazioni segna.la.te. Ho trovato nella letteraturo. descritti un caso di "\Visikler e Gohl (1), un caso di Apostolides Simon (2), un caso di Codevilla (3), due casi di Phelps, un caso di Ascha.usen (4 ), due casi di Raymond e Ola.ude (5). Nel nostro caso in cui l'intervento fu giusta.mente precoce, alla. apertura. del cranio si trovò una dura meninge tesa senza pulsazioni, che incisa dette esito a. un vero fiotto di liquido C. R. limpido, evacuato il quale, ricomparve la superficie cerebrale normalmente pulsante. Il decorso fu semplicissimo e l'infermo lasciò la clinica al 45<> giorno perfettamente guarito. In questo caso la tensione del liquido C. R. alla puntura lombare non era. aumentata. Per queste raccolte valgono gli stessi criteri che per gli eme.tomi intracra.nici tanto più che non abbiamo alcun mezzo per distinguere se la compressione localizzata sia. dovuta ad una raccolta sierosa circoscritta o a una. emorragia estra.d urale. La. sintomatologie. di q neste raccolte sierose circoscritte (pachimeningite sierosa o meglio a.ra.chinite leptomeningite sierosa circoscritta o incistata) non ha nulla di patognomonico e non è possibile di fissarne i criteri diagnostici. Il fatto stesso del lento e tardivo presentarsi dei sintomi d i compressione non costituisce un criterio diagnostico quando si pensi che anche negh ematomi .estradurali il periodo di iuterva.llo lucido li bero può essere protratto fino a: 10 giorni Heiberg (6), 11 giorni Alexandrov (7 ), 15 giorni Raum (8), 21 giorni Kiliani (9), 60 giorni Ceci (10). A prescindere da tutto ciò l'effetto di queste raccolte sulla corteccia. cerebrale non è differente da quello esercitato da una emorragia. (1) C it. in CHCP., t.
I.
(2) Cit. in CR-u>., t. Il.
(3) Cit. in CmP., t. III. (4) Cit. in L'LAllO E. - Paria M édi<;al, 1911. (5 ) lvi.
(6, 7, 8) Cit. in CHLPA ULT. (9) N e w-Yo rk Surgicol Societ,y , 1908. ( 10) Cit. in CFIIPAULT.
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anzi tanto più considerevole nei suoi effetti in quanto dato ìl lento accrescersi del volume della raccolta per più lungo tempo il cervello, può subire, ma non senza danno, la sua presenza.. Sia qua.I si voglia il valor'3 da attribuire alle spiegazioni del Sanarelli e del Ronca.li sulla genesi dei disturbi gravi e permanenti nelle funzioni motrici e sensitive del cerv·ello, imperniate sulla diversa disposizione e orientazione degli elementi nervosi rigenerati (teoria di R. y Cajal e V. Gehuchten) sta il fatto che la compressione non è a lungo impunemente tollerata dall'encefalo se non a spese di lesioni anatomiche non più riparabili (esperienze di Dean). Al caso 14 fa riscontro il caso 5 operato dopo 38 giorni circa dal trauma, nel primo guarigione completa, nel :;econdo resid.uarono disturbi permanenti paretici e spastici a carico d egli arti lesi e disturbi della parola. In questo caso si trattava. di emorragia estradnrale. Nel caso di Winkler operato 9 giorni dopo il tra.urna (arachinite sierosa. circoscritta) l'infermo guarì ma restò dem~nte. Queste raccolte vanno curate con l'apertura del cranio, le punture lombari non h!l.nuo e non possono avere !i.lcun valore, esse sono infatti incistate (Claude) (1) e rappresentano delle vere cisti sierose tramezzate dai sepimenti delle due pagine dell'aracnoide (Apostolides) il liquido in esse racchiuso è sequestrato dalla grande cavità cranica. Se il caso del Gbelfì (2) che depone parimenti per una rilevaute raccolta. di liquido C. R. nella cavità aracnoidea si giovò di punture lombari ripetute fino n. 66 cc. ciò vuol dire che la raccolta non era incistata. In tali casi di compressione localizzata non è nella trapanazione decompressiva, essendo tracciata la via e il fine dell'intervento in una larga cra.niectomia, che il chirurgo troverà il mezzo di riconoscere e curare efficacemente la lesione. La trapanazione, sottotemporale di Cushing se da una parte non agisce più efficacemente della puntura. lombare dall'altra. non può neppure lontanamente essere paragonata, sia per la cc.mpletezza della esplorazione che per la integrità successi va della teca ossea, alla. cra.niectomia sia. pure ampia quanto si vuole. Un caso di Codevilla fra i tanti sta a dimostrare l' utilità delle larghe aperture. Uomo 35 anni, frattura della. regione temporale destra e della. base, trapanazione immediata indietro della ap. mastoide, ablazione di un ematoma sottodurale, tamp., morte. All'autopsia: un vasto ematoma epidurale nella regione del ramo anteriore della arteria M. media. (I) Cl.AUDE -
(2) Gm:tn. -
Loo. cit. Policlinicc, 1909, voL XVI, fa.se. 61.
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Nel ca.so 4 ove fu pratìcata a scopo decom pressivo, non potendosi attuare le punture lombari ripetute data la agitazione dell'infermo, la trapanazione non rinscì a scongiurare la morte. Certo nei casi di grave contnHione diffusa dell'encefalo, nè la tra· pa.nazione sottotemporale di Cushing, nè le più larghe craniectomie, nè le punture lombari ripetute possono rappresente.re un successo perchè nessuno di questi mezzi dà modo di riparare alle gravi modificazioni già avvenute in tutta la tessitura anatomica del sistema nervoso centrale nè ai disturbi funzionali che da essi dipendono e da esse in seguito deriveranno. Ma dove è possibile una reintegrazione della funzione alterata. dal trauma e della nutrizione degli elementi cellulari, dove un largo intervento è formalmente controiodiuato, l'azione delle punture ripf,tute e della trapannzione sottotemporale di Cnsbing si equivalgono e i risul tati non sono molto dissimili. Cushing su 15 casi ebbe 13 guarigioni, morta.lit.a 13.3 p. 100; . Chiarugi su 32 casi di lesioni cranio-encefaliche ebbe 28 guarigioni, mortalità 12.5 p. 100. Queste ultime statistiche sono ancora troppo scarse per poter rappresentare dei documenti di grande ,alore, a ogni modo per quello che valgono si possono da esse dedurre queste conseguenze : 1° l'attitudine esclusivamente passiva del chirurgo davanti a un trauma cranio-encefalico a sintomatologia. diffusa non è logica; 2° tali traumi si giovano della semplice derivazione all'esterno del liquido C. R. che, per le sue alterate qualità fisico-chimiche e fì. siologicbe: agisce dannosamente sul ristabilirsi dell'equilibrio circola· torio e quindi della nutrizione e funzione dell'encefalo traumatizzato; o0 a paragone della trapanazione soUotemporale del Cusbing è preferibile il m~todo delle punture lombari ripetute, le quali hanno il vantaggio di costituire un picr.olo intervento innocuo, spedito che può esser praticato in qualunque ambiente e da chiunque; non rap· presentano una operazione e sopratutto non compromettono un successivo intervento che al caso non potrà essere rappresentato che da una cr<1.niectomia perchè non solo questa. consente di mettere allo scoperto tutta la zona traumatizzata., ma per la necessaria ricostitu· zione della teca ossea deve in tali casi prendere assolutamente il posto delle anguste brecce pratica te dal trapano. Intervento quindi nelle scontinuità ossee della. volta, intervento quando vi son sintomi gravi di una effusione sia sanguigna che sie· rosa endocranica; nei casi in cui predominano le lesioni encefaliche diffuse si11.no esse accompagnate o no a sintomi di una. frattura. della
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base, le punture lombari ripetute rappresentano in molti casi un metodo curativo efficacissimo preferibile alla tl'apanazione sottotemporale del Cushiog, sempre in ogni caso costituiscono un mezzo di prP.para.zione alla successi va eventuale apertura larga del cranio.
*** Un'altra categoria di traumi cranio-encefalici è quella costituita. dalle lesioni per arma da fuoco. Pur considerando qui solo le lesioni che si osservano nella pratica civile, farò qualche accenno ad alcune lesioni speciali prodotte, in date condizioni, dai proiettili dei moderni fucili da guerra, le quali presentano una identità indiscutibile con le lesioni che nella pratica civile sono prodotte dalle armi da fuoco moderne, e ciò non tanto per richiamare l'attenzione sulla somiglianza fra le une e le altre, quanto per portare nella questione tuttora dibattuta dell'intervento primitivo o dell'astensione dei criteri basati sopratutto sull'anatomia patologica e sul decorso clinico di lesioni essenzialmente differenti a seconda. delle diverse qualità. delle armi vulneranti, come dal Billet è stato fatto ntilla brillante e documentata relazione al Congresso francese di chirurgia del 1913, per qua.nt<> riguarda la pratica di guerra. L a questione del trattamento primitivo delle ferite per arma da fuoco al cranio deve prendere in considerazione: l° la necessità di un trattamento ]oc.ile diretto ad as11icurare la evoluzione asettica della lesione; 2° la neces.:1ità o meno della estrazione primi ti va o almeno precoce del proiettile nel caso della sua permanenza nella cavità cranica, Considerando che i caratteri di tali traumi dipendono sopratutto dalle qualità balistiche dell'arma (velocità iniziale, forza viva, forza di penetrazione, azione laterale del proietti le, ecc.) possiar,10 dividere le armi generalmentti usate in due gruppi. L'uno è rappresentato da armi moderne del tipo Velodog o Browning a canna rigata, con carica di polveri nitrocompost.e, proiettile incamiciato, cil indro conico, generalmente piccolC\, dotato di velocità iniziale relati va.mente alta e di movimenti rotatori, con gran potere di penetrazione, ma con forza viva r elativamente scarsa, poichè la velocità iniziale non è sufficientemente com pensata dalla esiguità della massa; l'altro è fatto da armi, generalmente di basso prezzo, con proiettile di piombo senza incamiciat ura, quindi facilmente deformabile, calibro r elativamente grande, carico a polvere nera, velocità iniziale scarsa compensata dalla massa maggiore, il che ne mantiene ancora. abbastanza alta la forza vivar deficiente potere di penetrazione.
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SULLE INDICAZIONI DELL INTERVENT01 ECO.
A questi due gruppi di armi assai differenti per qualità balistiche, rispondono due categorie di lesioui cranio-encefaliche, le quali non possono essere accumunate per quanto riguarda. il tratta.mento primitivo, come non possono essere sovrapposte per quanto si riferisce e.i loro caratteri anatomo-pl'.l.tologici e al decorso clinico. Alle armi del primo tipo, come risulta dagli esperimenti del Demoulin (1), corrispondono piccoli fori di entrata a stampo, generalmente senza schegge grosse o piccole spinte nella massa cerebrale, ma solo una fine polvere ossea che viene proiettata nel tramite tracciato dal proiettile, mentre questo o resta nella massa. cerebrale più o meno profonda.menta situato, ma generalmente sempre lontano dal suo punto di entrata, ..::ome nel nostro caso XIX, o si arresta sotto i tegumenti del lato opposto (caso XVIII) fuoriuscendo dal cranio; a ogni modo non esiste deformazione nè frammentazione del proiettile, mentre data la sua velocità inizia.le e sopra.tutto la sua forza di penetrazione e la sua indeformabilità il rimbalzo di esso nella. massa encefalica si può considerare come eccezionale. A qualitÀ. balistiche dunque ridotte, ma identiche in sostanza. a quelle del fucile moderno da guerra corrispondono lesioni anatomiche che questi producono solo a grandi distanze, e infat.ti se il proiettile di piccolo calibro da guerra dà luogo, a brevi distanze, a gravi disastri ossei, scheggiature multiple, distruzioni estese di tessuti molli (lesioni incompatibili con la vita) non è meno vero che a distanze maggiori le lesioni s0110 assai più semplici, mancano i fenomeni di scoppio e le fissurazioni estese della teca cranica, ma si hanno fora.mi di entrata piccoli a stampo senza schegge introflesse, senza distruzione della sostanza cerebrale o dei tessuti molli estra.cranici, con fuoriuscita del proiettile o permanenza. di esso nelle cavità. Il fatto non è più dubbio oggigiorno e tutti i chirurghi che hanno assistito alle ultime guerre sono unanimi a questo riguardo. Montprofit, Loetsch, Clairmon, Cousergue, Lafort, Monsha.m, Coenen (2), riporta.no tutti dei fatti nelle loro relazioni sulla guerra dei Balcani, di ferite al ca.po guarite senza intervento e Fra.enkel (3) giunge a proclamare l'astensione sistematica. Sono quest,e quelle lesioni che Holbeck (4) designò col nome di diamefralschisse. Su 840 ferite al cranio, ne osservò 24, di queste 14 non operate e 10 operate primi26° Congrés frança.ie de Chir., fl-11 oct. )913. 26° Congrèe fraoçaie cle Chir., 1913. (3) FBAENK_EL. - Wiener Klin Woc/1., 1913, o. 6. (4) HOLB!!:CK. Borlin 1912 e Saint Petersb., Med. Woch., 1911, 2" eem., S. 469. (1) DKMOULIN. -
(2) Cita.ti in B1tLET. -
SULLE INDIO.AZIONI DELL'INTERVENTO, ECO,
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tiva.mente : dei 10 operati 10 guariti, dei 14 non operati 12 guariti; i due morti peraltro erano sta.ti condotti in condizioni preagoniche. Secondo l'Holbeck che pure è partigiano de!Pinter.vento, il decorso fu identico. Tutti i feriti non operati guarirono al 15° giorno. Come infatti fa. nota.re il Billet, l'evoluzione dì queste ferite non è fatalmente settica. Se si vedono alcune di queste lesioni com plica.rsi con meningite diffusa o ascesso cerebrale, se ne vedono altresì di quelle che guariscono senza traccie di complicanze e Denk nota che su 8 casi simili osserva.ti a Sofia 6 ebbero evoluzione asettica, 2 solo furono infettati. Ora se ciò avviene su soldati in guerra ove la eventualità di infezioni delle ferite, per tante ragioni su cui è inutile dilungarsi, sono tanto maggiori che nelle condizioui norma.li di vita, non si può non concludere che a maggior ragione nelle lesioni assolutamente identiche che si osservano nella pratica civile per le armi moderne, sa il ferito non soccombe per le gravi lesioni encefaliche provocate dal passaggio del proiettile attraverso centri vitali (lesioni non direttamente curabili), la probabilità della infezione primitiva sia relativamente piccola. Non è già in questi casi che trova. il suo posto la trapanazione preventiva. sostenuta dal Demoulin sulla opinione dei chirurghi francesi dal 1894 in poi la quale avrebbe per scopo « après desinfection de la piace de la debrider et de suivre pas à pas dans la profondeur les lesiona produites par le projéctile >. Queste lesioni, come abbiam visto e come risulta dalle osservazioni dello stesso autore, sono minime, piccoli fori a stampo senza grandi scheggiature, senza distruzione della sostanza cerebrale, mentre la polvere ossea, i detriti organici dei tegumenti o delle vesti sono proiettate nel tramite cerebrale (Koege v. Manteuffel (1), nei soldati russi trovò peli dei co-pricapo di Astrakan profondamente spinti nel cervello). Sicchè possiamo a queste lesioni estendere le conclusioni del Billet che cioè uu intervento che debba limitarsi al foro di entrata non è sufficiente perchè non è tanto la regione degli orifì.zii quanto il tra.mite intracerebrale che è pericoloso « Zone formellement interdite•. Il decorso del tutto ideale avuto senza intervento nei nostri due casi di tentativo di suicidio, praticato con armi moderne di piccolo calibro, ci dimostra. come sia stato esatto il criterio che nel trattamento di queste lesioni si è inspirato a quelle stesse considerazioni che, nelle (1) KogoE V. M.&.NTEUB'HL. -
Verhand. der deut. Gtat~h. fr. Ohir., 1906.
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SULLE 1:-.DlCAZIONl 01':LL'lN'rERVENTO, ECC.
ferite del tutto identiche per caratteri unatomiei os:;ervate nella pratica di guerra, consigliavano l'astensione, e facevano ritenere a.l Fraeokel che la sorte ult.ima dei feriti nel senso della evoluzione settica o asettica della lesione è già d@cisa q uaudo vengono in trattamento al chirurgo, e al Billet cLe l'inteneuto non utile nei casi non infetti primitivamente1 uon lo è parimenti in quelli ch EI lo saranno. Esclusa in tali lesioni la necessità delhi t n1paua~ione a scopo preventivo o di disinfe:,;ion e, il che può essere un desiderio ma non più di questo, la questione ùel trattamento primitivo deve es~ere imperniata sulla convenienza o meno della estrazione immediata o precoce del proie1,tile. Vi ritorneremo più tardi. Alle armi da fuoco costituenti il 2° gruppo corr ispondono lesioni del tutto differenti da quelle dianzi descritte. Quello che è anzitutto importante a considerare è che non sempre vi ba perforazione del cranio, e ciò vale tanto per quei casi in cu i l'orifizio di entrata si trova uella regione temporale al disopra dello arco zigomatico, come per q negli altri in cui il foro di eu tral,a è nella. zona auricolare. Nel primo caso i proiettili attraversano una regione, regione neutra come la 0h iamò Mau<;laire, a livello della quale si dirigono sia verso la cavità cranica, sia nella caviià orbitaria seguendo un decorso elicoida.Je fino a.I forarne uttieo, come d11nostrò Padula ( 1) e confermarono 'rusini (l J e De Francesco tl), sia infine verso la base; nel secondo il proietti le, non dotato di rilevante forza di penetrazione si trova arrestato nella sua progressione dalla resistenza. incontrat11 sia nella ma:st,oide e sia nel tessuto com patto della. zona.. Un esempio assai convinceute è il ca:;o XX in cui il proiettile peneuato nella cassa ne ha fratturata la volta senza interrompere la continuità nella dura meninge, ma, rimbalzaD.Jo è veuuto a fermarsi al lato della faringe all'interno dei grossi vasi nella regione parotidea. Riguardo alb frequenza relativa della penetrazione, riporto qui due sLatistiche dal L éjars1 l'una del Zillmanns l'altra del Kromer, nel servi;:;io di Ki.irte. Nella prima su 197 feriti per rivoltella comune 72 erlino non penetranti, 125 penetranti, nella. seconda su 55 feriti d'arma da fooco osservati all'cspedaJe Urbau di Berlino1 27 non erano peoetrnnti, 28 penetranti. In parentesi que,;to carattere va tenuto in grande considerazione quando si voglia stabilire la letalità delle ferite d'arma da fuoco al (l) l'ADOLA. -
Alll d,.l X.'i.ll Congresso deUa Soc. lt. di Ohir., 31 ottobre 1909.
SULLE INDIOAZJONI DELL'T~TERVENTO, ECC.
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cranio. Se infatti in una. statistica del Maydl di 32 casi la. morte si ebbe 6 volte per lesioni encefaliche dirette, 4 volte secondariamente per sepsi, quindi una mortalità del 28.13 p. 100, se consideriamo solo i. casi di penetrazione endocranica la letalità si eleva considerevolmente. N el le statistiche già ci tate di Zillmanns e Kromer, abbiamo nella prima. su 125 casi 82 morti 66.6 p. 100, nella seconda su 28 casi 1 7 morti 60. 7 p. 100. Come si vede è una percentuale molto elevata tale da sfatare la. voluta relativa benignità delle ferite al cranio per armi da fuoco comuni. Le indicazioni operatorie immed iate in questa seconda. categoria. di lesioni sono assai più nette e categoriche che per quelle dianzi accennate. In primo luogo, nei casi di ferite penetranti, la facile deformabilità d'31 proiettile, il suo calibro, il suo modo di azione, le brecce più ampie, la presenza costante di scheggia, più o meno grandi, infossate nella cavità cranica, come risultò dagli esperimenti di Delorme (1 ) la contusione della sostanza cerebrale, la proiezione di parti molli ed epidermiche, son tutti fatti che rappresentano le condizioni più favorevoli per una evoluzione settica della lesione e rendono in questo genere di traumi n ecessaria la. trapanazione che qui trova veramente il s uo posto come trapanazione preventiva.. Essa infatti si propone : 1° di asportare le schegge e di estrarre talora il proiettile od i suoi frammenti; 2, di faoilitare l'evacuazione, la disinfezione e il drenaggio del focolaio cerebrale, mettere più sicuramente che non l'attesa al riparo dagli accidenti immediati o dalle complicanze ulteriori (GerardMarchand). Ma oltre la necessità. di assicurare l'asepsi del focolaio, un'altra indicazione per l'intervento è quella data da.Ile considerazioni riguardanti la estrazione primitiva o almeno precoce dei proiettili. Questi possono trovarsi o nelle ossa della faccia, o nei tessuti molli pericranicì, o anche incastonati nelle ossa facendo più o meno sporgenza nella cavità. meningea, o sono intracranici. In questo ca.so, o si trovano fra l'encefalo e la. dura: o fra la dura e l'osso, o sono infine intracerebrali. Sebbene i proiettili delle armi da fnoco non possano rite·nersi sterili, è cert,o che clini can ,e11 te la tolleranza dR. parte dei tessuti è un
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( 1 ) DELORME. -
Soc. de Chir. 1894,
59 - Ginrnale di medicina mili/are -
Fase. Xl.
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SULLE INDICAZIONI DE-LL INTERVENT01 ECC.
fatto bene accertato. Tuttavia, per quanto riguarda. i proiettili estl'11cranici, non si può ritenere indifferente la loro presenza nelle cavità dell'orecchio, caso di Maydl, (1) o nell'orbita, casi di Padula (2), o nelle regioni prossime della base del cranio, come nel nostro caso. Nel primo caso, la presenza. di un corpo estraneo in una cavità settica, nel secondo i disturbi funzionali del bulbo oculare e dell'ottico, quando esso non sia stato al momento del tra.urua. irreparabilmente leso, nel terzo la. presenza. di grossi vasi arteriosi, la cui ulcerazione da decubito per la presenza del proiettile bene spesso deformato a spigoli taglienti costituisce un pericolo sempre immedia.to, non pos· sono non imporre la necessità della estrazione immediata o almeno precoce. Se il proiettile si trova inca.stonato più o meno nell'osso a. sporgere sulle meuiugi, la irritazione che provoca cou le cefalee fot· tissime, le vertigini e talora. vere crisi nervose costituiscono dal canto loro una indicazione per l'intervento. Fra i tanti casi sparsi nella. lettera.tura sono veramente istruttivi al riguardo i due riportati da Loison: il caso di Mignon, comunicato alla soc. di chir. di Parigi nel gennaio.1901, il 0aso di Gillain e Honzel (Revue de Chir. 1909), operato da Hoquem, in cui il proiettile perforando la. dura della base sporgeva, con la punta, nella cavità aracnoidea e dava luogo a. gravi fatti di irritazione meningea, traducentesi con forte aumento del liquido C. R. e afll.osciamento del lobo parietale. In tali casi, il proiettile, anche se esso sia fortemente incastonato, deve essere estratto, l'attendere e contentarsi di medicare la ferita in attesa che il proiettile si mobilizzi spontaneamente come alcuni consigliano (Lejars, Chfrurgie d'urgence), non è la condotta più prudente (Demou· lin,'pag. 468). Anche se il proiettile sia situato in prossimità. della base, il chirurgo, in questi casi appunto, trova il più valido aiuto per la orientazione e la determinazione della situazione del proiettile nella radiografia. Il trovarsi esso in prossimità;di punti ossei controllabili e ricercabili d urante l'operazione consente di andare alla ricerca di esso. Esempio il caso di Willy Mayer (3 ), in cui il proiettile risiedeva sulla grande ala dello sfenoide. La radiografia lo mostrava. nel suo punto giusto dietro l'orbita nella fossa cranica media. Ricerca. eil estrazione facile. P er i proiettili intracerebrali, le condizioni sono molto differenti, a seconda che si tratti di un proiettile profondamente annidato nel· (I) MAYDL. - Cit. in CatRPOLT, (2) PAOULA. - Loo. cit.
(3) WtLLY MAYEII. -
N ew-Jork Sury. À8B. in Annal8 o/ Surgery, 1908.
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SULLl!: INDICAZIONI DELL INTERVKNT01 EOO.
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l'encefalo o di proiettili che la rudiografìa dimostri vicini a.Ila cort.eccia cerebrale sia. in prossimità. del punto d'ingresso che al punto diametralmente opposto. N,e l primo caso, la questione è imperniata sulla possibilità. di localizzare e raggiungere il proiettile. Se la. ricerca è stata talora coronata da. successo - Pea.n (proiettile dalla sella turcica), Poirier (dal ventricolo laterale) Barker eChipault (dal corpo calloso)-non è men vero che que-
sti interventi debbano rimanere come una grande eccezione e che non si debba esporre un traumatizzato a interventi che presentano insieme gravi pericoli e scarsa probabilità di successo. I dati forniti dalla radiografia sono insufficienti. Esistono, secondo Galés (1), più di 80 metodi per la. determinazione dei proiettili permanenti nell'encefalo, ciò che prova. l'aleatorietà dei loro resultati, ma anche quando, coi metodi più sicuri (del Puntografo di Angerer-Rosenthal, il metodo di Stra.uro, quello Contremoulin, di cui Zuffier faceva i più grandi elogi) è possibile teoricamente determinare il punto matematico occupato dal proiettile nel volume dello sferoide rappresentato dalla cavità cranica anche quando con la teleradiografia (Demoulin) sia possibile eliminare tutti gli errori di localizzazione dovuti alla obliqua incidenza dei raggi nelle radiografie fatte in vicinanza, resterà sempre il postu• lato di determinare durante l'operazione non solo la distanza, ma sopratutto la direzione, in cui a partire da un punto fisso di ritrovo, a.ffondare l'istrumento destinato alla ricerca del proiettile. L'apparecchio del Tuffier, costruito a!talE-scopo e descritto nella tesi di Poirier di Clesson non ha risolto la questione. A dare un'idea della. difficoltà della ricerca dei proiettili profondamente situati valga fra i tanti il caso del Snitzler (2) in cui, dopo una prima. ricerca infruttuosa, nonostante la localizzazione radiografica, si passò un filo di argento in piena sostanza cerebrale come punto di ritrovo; 2• radiografia, 2° intervento, il proiettile non fu trovato, si passò nuovamente un filo di argento in forma di arco in piena sostanza. cerebrale; una terza radiografia di.mostrò il proiettile nella concavità. dell'arco; 3° intervento, il prniettile fu estratto dopo lunghe e indaginose ricerche. , Se a tutto questo si R.ggiunge 11 pericolo di una emorragia dei eeni (caso di Remy cit. in N imier) e peggio ancora. di una caduta del proiettile nei ventricoli (caso di Meynier cit. in Chipault), non si.può ( l) TMee de Paria, HH O. (2) SNITZLllB.. - Soo. impr. reale di med. di Vienna, 1908. Pref. in C. R. du Wienre .Merl. Woch., 1908.
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non accogliere la conclusione di Snitzler appoggiata da V. Eiselsberg cl~ e divisa da Koege v . Manteuffel che cioè non bisogna. decidersi a.J operare che quando i sintomi gravi, generalmente sintomi diffusi, cefalee intense, sintomo di compressione, ecc. forzano la ma.no del chirurgo. Ancor oggi vale per questi ca.lii quello che Roger diceva fin dal 1894 che cioè la ricerca. di un proiettile è più dannosa che utile. Ma se il proiettile è a breve distanza dalla corteccia. due sono le pos8ibilità: o il proieUile si trova in vicinanza del foro di ingresso (eventualità che si ha specialmente nei colpi di arma da fuoco di scarsa potenza balistica) o trovasi all'estremo opposto, come più fa. cilmente osservasi nel proiettile delle armi moderne. Se il proiettile è in vicinanza del foro di entrata, la ricerca ed estrazione di esso è solo un momento dell'intervento; se nel ca.so di una trapanazione si trova in mezzo a un focolaio di disorganizzazione cerebrale e di coaguli, !lulla di più semplice che asportarlo nelle manovre stesse di toilette del focolaio traumatico, ma se deterso il fo. cola.io il proiettile non si vede, è prudente, pur sapendolo nelle vicinanze della corteccia, abbandonarlo al suo destino? Il Demoulin, che pure è partigiano convinto della trapanazione preventiva sistematicll., afferma che anche scorgendo il foro di ingresso, iL· t ramite cerebrale non lo cateterizzerebbe partendo dal concetto che il focolaio cerebrale è un focolaio settico e che in tal ca.so una. ricerca. non dà JuQgo che a tentativi ripetuti, esplorazioni in tutti i sensi fatti a caso, numerose false vie aperte, le quali moltiplicano i danni fatti dal passaggio del proiettile e non fanno che approfondire e spingere profondamente i piccoli corpi estranei lasciati dal passaggiodel proiettile sulle pareti del suo tramite e specialmente in . prossimità dell'orifizio di entrata. Ora a me pare cl1e è appunto da.I concetto della setticità del focolaio traumatico che deriva una indicazione categorica per la ricerca ed estrazione del proiettile quando questo sia a po<;a distanza. Anche a voler ammettere il concetto della asetticità abituale del proiettile (il che è tutt'altro che dimostrato), fino a quando conserverà essa. questa sua. qualità vicino come è a. un focolaio inquinato? D'altra parte, q aando si conosce, come ne fanno fede le osservazioni sparse nella letteratura, che genera.I mente la ricerca ed estrazione di un proiettile vicino alla superficie cerebrale (cosa anche sem( 1) V. E1TeLn11:no. - Soc. impr. reale di med. di Vienn1•, 1908. Pref. in C. R. df!.11" WO<lh., 1908.
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plicemente dal punto di vista teorico agevole a comprendersi) dà ri:rnltato positivo; se veramente si vuole dare alla trapanazione primitiva. in tali casi il significato di trapanazione preventiva. o profilattica -contro un decorso settico, il proiettile deve essere estratto a condizione di bandire assolutamente per il sondaggio le sonde molli (sonde di caoutchouk, sonde di FuJwer). Prima di tutto dato il rammollimento della sostanza cerebrale che -s1 ha intorno al tramite del proiettile queste non garantiscono dal p ericolo di fa.Isa strade (la resistenza offerta da un tessuto cerebrale contuso e rammollito non è apprezzabile). S.,condo dato il necessario maggior calibro il pericolo di disseminazione profondà è assai più rilevante di quello presentato da un sottile a.go metallico. Perciò col Delorme (1) riterremo che una prudente esplorazione -del focolaio sempre quando gli esami radiografici abbiano dimostrato la grande vicinanza del proiettile al foro di entrata praticata con sottili strumenti metallici e non approfondando le ricerche oltre i limiti della zona contusa non potrà essere di nocumento all'infermo nel caso che il proiethle non si trovi : rappresenterà un'inestimabile -çantaggio se esso potrà essere estratto. È certo che il proiettile non è tutto e che sovente i suoi frammenti e le schegge ossee si sottraggono per buona parte all'indagine, ma non mi sembra che ciò costituisca un argomento m contrario. A prescindere dal fatto che non mi par logico rmunz1are a un risultato parziale quando si possa. raggiungerlo con poco sacrificio e nessun pericolo solo perchè non si può ottenerlo completo, alla. pre-senza di un corpo pesante sulla massa encefalica sono inerenti pericoli su cui ritorneremo di qui a poco. In un ultimo ordine di casi il proiettile è vicino alle pareti craniche ma all'estremo opposto del suo foro di entrata. Anche qui la. -estrazione primitiva o almeno precoce è una. buona operazione a condizione di raggiungere il proiettile per la via più breve trapanando in corrispondenza della. sede rivelata dalla radiografia. Ritter (2) ritornando ultimamente sulla questione dell'intervento precoce per la -estrazione dei proiettili intracranici fa notare come sia pericoloso fa.re a. fidanza sulla pretesa benignità di cui fan prova questi proiettili e perduti > e comunica tre casi di questo genere, somma.mente (l ) D&LORME. (!?) RtTrER, -
Boe. de Chir., 1900 novembre. Zeit. Z. Klin. Ohir. 1914, Bd. LXXXVIII, ID. 3.
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SULLE INDICAZIONI DELL INTERVENT01 ECC,
istruttivi, in uno dei quali si ebbe la morte per emorragia intorno al proiettile nel lobo frontale del lato opposto, negli altri due in simili condizioni la morte fu scongiurata da.11' intervento. Ma anche quando tutto passi nel silenzio dei sintomi, quando & possibile con un intervento che non rappresenta di per sè un pericolo. per il traumatizzato e dà garanzie di successo estrarre un proiettile perchè abbandonarlo? La permanenza. dei proiettili nell'encefalo non è indifferente. Galès insiste sugli accidenti tardivi spesso morta.li rappresentati : 1° da.Ile complicanze di un ascesso i11Sorto sia in apparenza.. spontaneamente sia nel decorso di una malattia infettiva talora dopo lungo intervallo (per esempio un caso di Slaimer) (1): incista.mento del proiettile, ascesso della corteccia trapanazione, proiettile superficial~, lungo i va.si della pia gettate di pus, morte; 2~ dalla migrazione del proiet.tile. Sotto l' influenza sia della gravità che delle pulsazioni cerebrali esso si scava. un cammino attraverso la molle sostanza cerebrale e non si arresta se non quando ha trovato un piano resistente base o tentorio. Flourens citato nelle tesi del Lafoy ponendo dei frammenti di piombo nel cervello di cani trapanati li ritrovava dopo un certotempo imlla base e in alcuni il proiettile determinò la morte durante la sua discesa ledendo il cervelletto o comprimendo il bulbo. Mauclaire ha potuto con radiografie successiYe seguire in un caso la successiva migrazione di un proiettile, e Ja clinica appoggia i dati ricavati dall'esperimento e dalla osservazione radiografica. In un caso cl-i Grasset (2) l'emiparesi si manifestò 3 mesi dopo l'accidente, in un caso di Eisenlohr (cit. in Guilla.in et Hontzel) (3), si ebbe morte improvvisa 4 mesi dopo; il proiettile fu trovato nel corpo q uadrigemello anteriore. Io un caso di Eiselberg 15 anni dopo un tentativo di suicidio si ebbe atrofia del nervo ottico e cefa.let, estremamente violente; questi segni e l'esame radiografico permisero di localizza.re a livello del chiasma dei nervi ottici il proiettile che fu estratto per via anteriore dopo aver sollevato il naso. Checchè ne sia se un proiettile può per un certo tempo esser tollerato nel cervello specialmente nell& zone indifferenti, bisogna sempre aspettarsi negli anni o mesi cheseguono l'accidente <lei sintomi cerebrali più o meno gravi. (1) Sw.1m;a. -
Wiener M ed. W och., 1896, n. 26.
(I) 0RASSF,T cit. in Nrn!ER,
(2) Ou1u,A1N et HourzEI,. -
R. de Ohir., 1909, pag. 55.
SULLE I~DICAZIONI DELL'INTERVENTO, ECO,
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Bra.dford e Smith (1) insistono sulla. frequenza. degli accidenti consecutivi a. proiettili perma.nen ti nell'encefalo. Su 34 casi in apparenza guariti si sono avuti accidenti 16 volte e 9 volte seguiti da morte e Monod (2) riassumendo le statistiche di Warthou, Andreros e di Brandford e Smith conclude che nei casi di permanenza del proiettile nell'encefalo, gli accidenti consecut ivi sopravvengono in più che la. m~tà dei casi e circa. una. volta su due son seguiti da morte. Questi sintomi cerebrali sono di ordine irritativo, i sintomi di difetto naturalmente non hanno valore come indicazione per l'intervento se non quando sia.no sopraggiunti tardivamente. Quelli verificatisi all'epoca del trauma, e che del resto sono talora transitori, non ci dimostrano altra cosa che la distruzione dei centri e delle vie nervose provocata dal passaggio del proiettile. Come si vede dunque facendo eccezione delle necessità dirette alle asepsi del focolaio, tanto più da prendere in considerazione, quanto meno l',uma feritrice è dotata di alte qualità balist,iche, il che deve costituire una delle prime indagini da praticare, il problema della indicazione dell' intervento in riguardo alla primitiva estra.zion~ del proiettile permanente nei tessuti, il che costituisce un fatto abituale, è tutt'altro che semplice e non può esser tutto contenuto in una formula. unica. Se i proiettili pericranici possono essere abbandonati nei tessuti, quando la loro presenza in organi delicati, organo dell'udito, cavita orbitaria o in regioni ricche di grossi vasi non può essere indifferente, quelli incastonati nelle ossa craniche più o meno sporgenti nella cavità. troveranno la loro indicazione sopratutto nei fatti di irritazione me,ningea da essi provocata. Per i proiettili intracerebrali tenendo presente i pflricoli vicini e lontani che essi possono rappresentare la decisione dell' intervento precoce o dell'attesa dovrà essere subordinata alla possibilità e alla facilità della loro rimozione, mentre è logico l'intervento nei casi di proiettili superficiali vicini alla superficie della volta del crauio, perchè l' :intervento è ~emplice, sprovvisto per sè di pericolo e la ricerca. è agevole e quasi sicura a condizione di raggiungere il corpo estraneo per la. via più breve (Ritter). Nei proiettili profondamente situati pur considerando le possibili eventualità future, l'intervento è più di danno che di vantaggio, e. come la pratica ha dimostrato il fine al quale dovrebbe ispirarsi non viene nella grandissima maggioranza dei casi raggiunto. (l ) BRADl'ORD et SMt'l'R. -
Boston, Jl!eà. Journ., 15 oct., 1891.
(2) MoNOD cit, in DEMOULIN.
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A-ipettativa. dungue in tali condizioni, ma attesa non puramente passiva, le punture lombari ripetute con la. loro indiscutibile benefica. azione se non altro puramente sintomatica., trovano anche qui il loro posto naturale e non si può non prendere in considerazione il decorso favorevole del caso XVIII e più ancora del caso X IX in cui, sono convinto, l'assenza di grandissima parte dei sintomi di irritazione meniugea legati indissolubilmeute a. ogni trauma cranio-encefalico spe· cialweute qua.udo esso sia. stato prodotto da un'arma di rilevant e potenza balistica si deve esclusivamente mettere all'attivo della terapia. adottata, Conclusioni. - Da questo studio clinico e dalle osservazioni dei casi avuti in trattamento risulta che se l'indica:zione dell'intervento primario non può più discutersi nelle fratture della volta, multiple o infossate, sottocutanee o aperte, dovute a traumi comuni o ad armi da fuoco nella compressione da emorragie endocraniche o àa raccolte sierose circoscritte, se esso è tassati va.men te r ichiesto per la estrazione di nn proiettile intracranico che dia fatti gravi di irritazione meningea o corticale ed è raccomandabile tutte le volte che la situazione del proiettile consente la sua. estrazione con un intervento semplice e non pericoloso, in tutti gli altri casi la cura operativa sarà vantaggiosamente sostituita dalla rachicentesi la quale ben lungi dal rappresentare una panacea universa le, trova le sue in dicazioni convenientemente stabilite. E ssa cura bensì dei sintomi, ma dei sintomi di tal gravità e direttamente minaccianti la vita che assnrge all'importanza in tali coudizioni di una vera terapia causale. BIBLIOGRAFIA . l. MALATESTA. - La puntura lombare nei tramnatismi cranio-eme/alici. (Policlinico, voi. XVI, fase. 6, 1909). 2. DIALTI. - La prmtura lombare nei traumatismi cranio-erice7a.lici. (La Clinica Chirurgica, voi. I , 1909). 3. VJNCENT. - Du traitemem ratic.nnel dea fract11rea de la base du crarno. (Revue ck Chirurgie, 1909). 4. SAVY PAU L. La puntura lombare nei lratmiati.smi cranici. (Lyon Chirurgical, o. 7, 1909), 5. GJI.ELl"I . - Due casi di trauma cerebrale curati con la puntura lombare, (Policlinico, Sezione pratica , fas e. 51, I !)0 9). 6. APOSTOLIDES. - 'l'raitemcnt dea /racture11 de la bcMe du crdne par lea ponctiom /ombaires repetées . ( Presse M édical, n. 04, t910). 7. ZILL& cit. in CIIIARUGI. - La puntura lombare nelle fratture del cranio dei bambini. (R ivMt.i Veneta di Scienze mediche, fase. VII, 1910). 8. Pn,u 1rouN1 cit. in Ce:IARUGI. - Oontributo alla terapia dei traumi crat1io-encefali,;i per m ezzo della puntu ra lombare. (Accademia di Scienze Mediche d i Ferrara, 1911 ).
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SULLE INDICAZIONI DELL Dl'TERVENTv1 ECC.
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S ULLE INDlOAZIONI DELL 1NTER~E NT0 1 ECO.
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RIOERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO LA SIERODIAGNOSI DELLA SIFILIDE SECONDO IL METODO VON DUNGERN per il dott Lorenzo Marengo, capitano medico. Quanto più accuratamente si va studiando l'importanza. eziologica della sifilide, tanto più netta si fa. nei medici la convinzione che sono molto più frequenti che non si credesse uu tempo i casi in cui l'infezione sifilitica si svolge senza lasciare tracce evidenti e senza venire segnalata o tenuta nella memoria del malato stesso. Tale infezione domina. talmente su tutto il campo della patologia che non puòmai essere dimenticata. di fronte a qualunque forma morbosa, di fronte a qualunque ammalato. E l'enorme frequenza con cui la reazione del Wassermann viene ris::ontrata positiva nelle malattie, i cui legami colla sifilide sembrava.no fino a poco tempo fa. nè diretti nè necessari, non può che confermare i medici modem i in questa impressione. Tanto nel campo della patoloj?ia del sistema nervoso, come in quella del cuore e dei vas i (Bozzolo) e persino nel cancro della lingua (Ryel, Lancet, 5 aprile 1918) l'importanza della lue come momento eziologico fu posta. in piena luce da. queste indagini sierologiche. II decorso di molte malattie fu rischia.rato da una rea.zione di Wa.ssermann che rese possibile una. cura alla qua.le forse non si sarebbe ricorso. Nelle cliniche e nei la.bora.tori hA. preso uno sviluppo ed una importanza t.ale che da taluni direttori è fatta sistema.ticam ente ad ogni nuovo ammalato. E questo diffondersi ne ba. confermato sempre più il suo valore, dei attua.lmente nessuno più ne mettein dubbio l'importanza. Ma la difficolta e la complica.tezza. del metodo furono e sono tuttora un ostacolo al suo propagarsi fuori delle cliniche e dei grandi ospedali. Sorsero numerose modificazioni allo scopo di semplificare la tecnica e di ren• dere acce,:sibile a.I medico pratico questo importante mezzo diagnostico, ma con ciò, mentre si è popolarizzato l'uso della reazione del Wassermann, si è per contro· diminuita la veramente stra.ordinaria specificita della reazior.e stessa. (Citron). I metodi di Porges.Meier e di Bauer Lata.pie hanno una sensibilita meno de lla meta della Wnssermann originale (Canton et Combe, .Semaine métiicale 23 V-1910; Garin et Laurent, Presse médicale, 11, VI-1910); gravi inconvenienti h!l dimostrata la. reazione di Swrn (Hayn et Schmidt, Semaine médicale 1912; Dalla. Favara, Comunicazione alla società medico-chirurgica di Pnrma, 2·XII-1910). Più f&vorevoli furono i giudizi per le varinnti di Héeht (Demanehe et Ménard, Semaine mér.licale, 4-V-19t0), ma le conclueiooi furono che il metodo originale di Wassermann non poteva. essere sostituito da. alcuna delle proposte varianti. Per la reazione originale si richiede: 1° Anticorpo • siero dell'a.mma.lato; 2" Antigene - estratto organico di feto sifilitico; 3° Complemento • siero di cavia;
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RICERCHE CLINICHE E DI LABORATORIO
4° Non sistema emolitico • consistente in globuli rossi di qualunque specie e di un corpo emolitico per questi globuli - ambocettore; 6° Siero fisiologico. L'inronveniente mnggiore per l'applicazione pratica e corrente della reazione consiste nella. necessità di avere del complemento o siero di cnvia fresco, e dei globuli rossi, l1wati mediante soluzioue fisiologica e centrifugazione, dell'animale che ha servito a preparnre 11 siero emolitico o ambocettore. Von Dun~ern {M finchener med. Wochen, n. 10, 1910) ovvia a queste necessità, non i<empre facili a tradursi in atto, sostituendo a tutto il sistema emolitico di \Vassermann uno s iero emolitico pel sangue umano, in modo che possano servire per l'emolisi i globuli rossi dell'infermo stesso, e dando i reagenti già titolati e pronti all'uso. Il diagnol'ltico della sifilide secondo von Dungern, messo in commercio dalla casn Merck, contiene i se1nwnt i ingredienti: 1° 'favolette di cloruro di sodio per preparare i l siP.ro fisiologico; 2° Carta al complemento, cioè siero di cavia essiccato su carta da. filtro: 8° E-<trntto organico in l'Oluzione alcoolica; 4° Ambocettore in soluzione · siero di capra emolitico pel snngue umano; 5• Una pipetta graduata e due provette. TECKIUA. DEI.I,~ REAZJO:-;E.
Si prepara il siero fisiologico mettendo la tavoletta di cloruro di° sodio in 100 cc. di Rcqua distillRta, e se ne versano 2 cc. in ognuna delle due provette; colla pipetta graduata si porta in una provetta cc. 0.10 di estratto organico; in entrambe si mettono due listerelle di carta al complemento. La provetta nellR q'uale non si è messo l't,stratto organico serve per controllo, Provette e pipettn devono essere accuratam11nte lavate con soluzione fisiologica e alcool, escludendo qualsiasi disinfet.tante. il quale deve pure essere escluso nel pulire la parte da pungere. Si estraggono dal polpastrello del dito, o dalla vena, poche gocce di s angue cl,e si ra<'colgono in un vetrino da orologio e si defibrinano rimestando con una. be.cc.hettina. Di questo sangue se ne aggiunge nelle due provette cc. O. 10. Si 11\sciano le due provette alla temperatura ordinaria per un'ora, agitandole di 10 in 10 minuti. Trascorso tal termine, ~i introduce in ognuna di e!:'se l'ambocettore nella quantità ind icatR s ull'etichetta della boccetta e si ag ita subito, rie.~itando poi ogni 10 minuti per 1rn'orn circ11. Si lasciano infine ripose.re i due tubetti da. saggio in attesn Ji verificare il 1·isultato, che generalment~ si be. in 1/2-3/4 d'ora.. II liquido nel tubo di controllo (non addizionato di estratto organico) deve essere limpido, di. colore rosso tra.sparente come di lacca. Nell'altro tubo si possono ~vere tre risultati: 1° Il li']uido è simile a quello di controllo, la reazione è negatìva. La combinazione di siero ed estratto organico non ha fissato il complemento, il quale coll'ambocettore potè dare l'emolisi; 2" Le emazie si sono depositnte sul fondo del tubo senza disciogliersi ed il liquido sovras tante è incolore e limpido, - reazione positi?:a, - è avvenute. la fissazione del comple mento; !3° Il liquido è colorito in rosa piti o meno intensamente e sul fondo esic,te un s edimento di globuli rossi, reazione dubbia o leg germente positiva a seconda d el1'1lltez7.a del sedimento e de ll'intensità della colorazione del liquido.
RICRRCHI!: CLINICHE E DI LADORATORIO
021
Per avere risultati precisi, occorrono alcune avvertenze e prima di tutto che i reagenti siano preparati di fresco. La casa Merck invia direttamente ai medici che lo richiedono il diagnostico preparato nella settimana, ed è questo il metodo migliore per garentirsi della bontà del diagnostico stesso. · Devono poi essere conservati colle cautele volute, cioè la boccetta dell'estratto orge.nico sempre chiusa, perchè coll'evaporazione dell'alcool non si alteri la con• centrazioue, l'ambocettore al freddo ; con tali precauzioni questi reageT?ti si conservano più mesi. La carta al complemento è il reagente che più facilmente si altera; conservata lontana dall'umido, resiste circa un mese, però non resiste affatto nei paesi caldi. In questo caso, con tutta facilità. il medico può prepararsi il ..:omplemento Ad una. cavia di 250 grammi circa Hi rade il collo, si lava la parte con soluzione fisiologica (non con ncqua); si tagliano poi le carotidi facendo colare il sangue in un bicchiere. Se si ha a disposizione una centrifuga, si defibrina il sangue sbattenrlolo per circa 10 minuti e poi, per mezzo della centrifuga si toglie il siero. Se non si dispone della centrifuga, si lascia a sè il bicchiere per 6 8 ore, alla temperatura ordinaria, e così si potrà avere qualche cc. di siero. Il siero fresco non è sempre egualmente attivo, e prima. di procedere allo esame del sangue dell'ammalato, s i deve contl'ollare il poteree ,molitico nel tubo di controllo. Si porterà. da pprima cc. O.Oo di complemento, quantità che genenlmente è sufficiente per produrre l'emolisi; se questa non si produce, se ne adopera cc. 0.076 e si va fino a. cc. 0.10. Se quest'ultima quantità è ancora i nattiva, il siero va dis truttofperchè troppo debole. Per l'esame del sangue dell'ammalato si userà una q uautità. di complemento uguale a quella. che ha prodottt\ l'emolisi.
*?* La semplicità della tecnica e la posibilità di avere i reagenti già pronti all'uso, rendono la reazione del Dungern praticabi le da qualsiasi medico in qual· sia.si circostanza. Ma i risultati sono realmente attendibili e tali da consigliarne la ditfusione? Qua.le è il suo valore in confronto di quella originale del Wassermann e può ad essa sosti tui l'Si ? Solo l'esame di un gr11,_ncle numero di casi può dare a. queste domande una risposta definitiva. Partendo da questo concetto, credo non inuti le riferire i risultati da 1ne ottenuti, i quali potranno anch'essi concorrere ad aumentare il numero delle osservazioni. Attenendomi scrupolosamente alla tecnica descritta, adoperando i reagenti preparati di fresco e provenienti direttamente dalla casa Merck, ho esperimentata la reazione in molti amm1~lati aff~tti da sifilide i n vari stadi, con manifestazioni in atto • senza manifestazioni, ed in persone ne lle quali era esclusa in modo certo l'infezione; in tutti , s i può dire, fu controllata colla \Vasserma.nn originale. Il sangue veniva est ratto al mattino da uua. vena del braccio, e su di esso es efluivo contemporaneameute le due reazioni.
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NO.llE ED ETA
DATA
dell'loleslone
CURBI FATTE
MANIFBSTAZIO.Nl
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DATA
In atto
reazione
Sifiloma al solco balano prepuziale
24. 3.14
Wneaarmann
Dungern
Oum,azw,d
-
Positiva
20 giorni dopo U 116loma, ricerca aplrochete - poalt.lva luet!Da Noguchl - poaiuva.
Ili 1 V. S., 20 anni soldato
-
1914 (marzo)
2 H. G., 22
•
1913 (dicembre)
-
3 B. C., 23
•
1914 (febbre.io)
Hg Cl gr. 0.20
4 Z. E., 20
»
6 G. A., 25 6 S. C., 28
Sifiloderma papuloso - placche alla gola- uloorialfrenulo
7. 1.14
Sifiloma al solco aifiloderma lichenoide
17. 3.14
1913 (settembre)
Hg Cl 2 gr. 0.25 Panadenopatia « 606 » gr. 0.30 Placche in gola Otite ainistra
•
1910
•
1913
7 L. M., 26 operaia
•
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8 F. R., 29
•
1911
9 B. T., 28
•
1913
IO L. T.. 26 operaia.
•
1911 (?)
11 L. A., 24
•
1011
Poeitiva
Positiva
24. 3.14
-
Positiva
Scarse cure mercu- Placche mucose in riali bocca
29. 3.14
Positiva
Positiva
Poche iniezioni di Placche mucose in bijoduro Hg gola
18. 1.14
Positiva
Poeitiva
-
lii
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lii
In cu.ra .
~ :e
o Positiva
Scarse cure mercu · Irite riali e iodiche
26.10.13
Poeitiva
Poeitiva
Hg. · T,, gr. O.IO, Irite
30. 12.13
Poeitiva
Po11itiva
Scarsa cura rnercu- Anemia e caoho88ia rialo
26.10.13
Positiva
Poeitiva
Tn11uffloientl morouria.ll
2. 4,,1'
Positivo.
Po11itiva
606 2 iniezioni
(1/11>,n _
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Positiva
eu r o Anemia epecl6oa io-
eoz
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29. 2.14
Placchemncosealla gola e genitali
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Positiva
Positiva
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llalattta 1gnornta•
ACQul1lta da nllatta111e11to.
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13 I B. G., 22
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""1"'"""~"'"'""'"1"' '" "
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1911
Insufficienti e u re Ane111io. specifico. m ercuriali e iodiche
14 I E. F., 26 I guardia città
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G'urn mercuriale e I Nefrite
16 I G. V., 84 anni
I
17 I M. R., 30 guardia città
•
Positiva
I
Positiva
1909
Scarse cure merou- Leucocheratosi boe· I 5. 11.13 I rinli e iodiche cale
Positiva
I
Positiva
1909
Cur,e mercuriali 8 Lencocheratosi boe- 21. 1.14 iodiche scarse e cale irregolari dal 1011 al 1912, 2 iniezioni « 606 • nel 1913
Positiva
Scarse cure mercu- Leucoplaaia boccale rie.li
Positiva
1903
Cura mercuriale e Sifiloder ma pap ulo iodica nel 1909-10
20 I M. L., 65 cMalinga
»
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Positiva
Positiva
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Legg. positiva In cura.
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18 1 P. A., 33 anni
10 1 L. M., 62
26.10.13
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I 14. 1.U I
1910
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rhmllato voaluvo.
Positiva
iodica nel 1911-12
•
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14. 1.14
soldato
16 1 F. O., 28
-
I
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I
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5. 2.14
Positiva
Positiva
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tuberoso avambraccio sinistro
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I Sifiloderma tubero - 12. 1.14
-
. IGomma ulcerata 13. 1.14 alla fronte e alla
serpiginoso gambe
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Positiva
Positiva
Luetloa NoguchJ positlva dopo 20 11lorul. Malattia Ignorata.
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Positiva
Positiva
Ignorata.
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spalla
21 I L. B., 70 casalinga
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22 1 G. C., 31
•
1.9 09
Scarse cure mercu- P eriostite allo ster- I 20.10. 13 I rie.li e iodiche no
Positive.
I
Positive.
23 1G. N., 29
»
1908
Merouriali e iodiche E ctima regolari
I 5.11.13 I
Positive.
I
Positiva
24 1 G. C., 26
•
1911
Hg scarsa
I Onissi
I 20.10.13 I
Posit.iva
I
Positiva
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Sifiloderma terziario papulo-tuberoso
11. 2.14
P ositiva
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Iqnorat n.
Positiva
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DATA
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Legg. positiva
011trt1anom
i 26 V. S., 42 anni
1900
H g ( 1901- 1902) Hg KI (1912)
-
16. 1.14
26 F . B., 29 guardia città
•
1902
H g - KI scarse
-
14. 1.14 Legg. positiva Legg. positiva
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27 G. F . R., 33 anni
1904
Hg- Kl(l906-19061907)
-
5. 2.14
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o. R., 23
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P ositiva
Positiva
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1911
Hg ( 1913)
-
20. 3.14
29 F. R., 28 gu1ndia città
•
1908
Scarse cure mercuriali e iodiche
-
20 10.13 Legg. positiva Legg. positiva. In cura.
30 G. G., 28 anni
1911
Hg - KI regolari (1911-1912-1913)
-
29.12.13
3 1 C. B., 36
»
1904
Hg - KI regolari
32 B. D., 30
•
1909
H g • KI regolari
c. s., 36 •
1907
Hg - KI regolari
-
34 M. M., 24
•
1910
Hg - KI regolari
-
7.11.13 Legg. positiva Legg. positive.
36 V. S, 34
•
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Hg - KI regolari dal 1912
-
29. 9.13
-
Positiva
36 V. S., 24
»
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Hg - KI regolari dal 1912
-
4.10.13
Positive.
Positiva
s. c., 32 •
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H g noi 1913
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11. 2. 14
Positiva
Positiva
11. 1 .14
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Dubbia
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(1911-1912- 1913)
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P ositiva
P ositiva
1904
Hg - KI regolari
7.ll.1 3
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1903
Hg • KI regolari
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Negativa
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1894
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14. 2.14
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1884
H g . - KI regolAri n e i primi tre anni
20. 3 14
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Negativa
J., 40
190 7
H g - IO rEgolAri
10. 2.14
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1907
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27.12.13
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1907
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72 B. G., 54 Nega laaiBlide
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MALATTH - CASI CERTA.MENTE NON SIFILITICI
reazione
z 73 8. A., 23 anni Ulceri veneree al frenulo - Adenite inguinale - Neesuna traccia di lesione specifica 74
s. A, 23 •
DATA
31.12.13
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Poeitiva
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Dungern
Sospetta
Sospetta
Ulceri veneree si frent,tlo - Adenite inguinale - Nessuna traccia di lesione specifica
16. 1.14
Sospe,tta
Sospetta
20. 3.14
Negativa
Negativa
•
Reumatismo cronico .
76 L. B., 34
»
Reumatismo articolare
29. 3.14
Negativa
Negativa
77 V. L ., 24
• •
Blenorragia e ulceri veneree
31. 1.14
Negativa
Negativa
Cheratite parenchimatos a - Adenopatia - Eczema seborroico
31. 1. 14
Negativa
Negativa
19
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79 R . A., 19 80 R. 8., 81
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Borofuloderma al collo - Adenopatia
11. 1.14
Negativa
Negativa
Scrofuloderma
12 ·2. 14
Negativa
Negativa
Luesfobia .
1912
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16. 2.14
Negativa
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Negativa
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Parotite.
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Parotite
10. 2.14
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Parotite.
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Negativa
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83 B. O., 21
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10.214
Negativa
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RIClmOBE CLI:SICHE E D I LABORATORIO
Dall'esame di questi cas i si possono trarre alcune conclusioni pratich e, che concordano completamente con quelle già es poste dal do tt. Mala n alla R. Accademia di Torino.
Nflle for me sifilitiche C-On manifestazioni in alto (n al 2.J.) fu senipre pos itiva) concordando in tutti colla. \Vassermi.un. L a Wasserru ann originale n on fu eseguita p er i n. 1 e 4, ma in essi esis t e vano dat i clinici assolut1tmen te certi. P el n . 1 fo anche dimostrata. l'esistenza del trepone ma ; ht r elazione fu posit iva prima d elhi comparsa della r oseola che si m a nifestò poch i g iorni dopo. Fu pure pos itiv a 111 reazione colln luetina Noguchi, eseguita. a.liii d istanza di un m ese dalla Dunger n e a cura m er cu·ria le iniziat11. N elle forrne di si/Vide accertata senza manifestazioni i dati avutisi colla Du11:1ern concordarono a,icll'e.~.vi coi risitltati della Wasserma,m . Si osset·v11 però qualch e leggern differenza di intensità neg li ammala t i in cura, nei quali 111. Dung ern sebbene sempre nettamente pos iti va è un poco meno intensa de lla Wassermann_ In due casi le reazioni non concorda rono, n 30 e 68, in entra mbi la s ifi lide è accertata. e fu regolrHmente curatn per oltre tre an ni; la Wassermann è negativa, la Dunge rn sospetta . Più in teressanti sono i nn 08, 5-!, 55 r iferentisi e.Ila stessa. person a., le t r·e reazioni DungP.rn s i m a nti--nnero sempre pos it ive, delle tre Wa.s.sermann l a l3 e le. 3• furono negative, le. 2• pos it iva , fra. la 1" e la 2• s i erano fatte iniezioui di H g S2 per chè per i dat i clinici era n ecessario rip rendere la curi\. Tn questi tre casi, 30, 68, o3, la prova è II fa vore della D ungern percbè l' iJlfezione è accerta ta . Probabi lmente q uesta appa rente sen sibilità della r e1tzione Dnugern m aggiore della r enion e \VA.Ssermann è da riportarsi nl fatto che ne lla. "\'l11sse1:mann il sist e ru n. emolit ico viene usato i n d ose a lmeno tripla della min ima solvente, mentr e nella. Dungern il s is tema emolitico è ui<ato alla do~e solven te. sem plice o d i poco supe rior e . Nella si fili de ered itaria 169, 70) e in m alattie di 01·i 1ine 11i fìlil ica (71, 72) si ebbero coi due metodi r isultati p osiliui. N elle forme ,ion sifititiclle (73, 86) ~i ebbe semp1·e risultato nettamente nega-
tivo co,u:orda,ulo colla Wa.~.çP.nnann. In una sol1t person a (74-74) s i ebbero risult.ati sos petti coi doe m et od i sen z a ch e fi no 1td ora s i s io. ma niiestata nlcuna lesione ~peci fica . La t1 iagnosi clinica e ra. di u lcer a v enerea, ed il fatto d i risult1tti posit ivi iu queste condizioni fu g ià r iferito da p•u ecchie par ti eia qu1indo la sierod iagnosi della lue venne pnticata. s ist emnticameute. Concl ude ndo, d alla r eazione del Dung em ho 1-<em pre ottenu to r is ul tati 11ttendibili, con fermati da i da ti clin ici, e dalla Wasser mann originale, coi quali sem pre coucord1trono. Credo ch e con tut t a fiducia, a sco po d i d iaguo~i di una infozi one luetica , s i debba sempre adope rare in ,;ost ituzioue del la '\V1Ls ;crn1ann origi nale. la dove non s ia poss ibile ricorrere a questa. I vau t1tggi che s i possono a vere dalla re1tz ione d i Wassermann orig ina le, sa.r ebhero per g ran pr1 rte d i n oi med ic i milit11.r i. lim itati a l cam po t eo ri co, trovandoci in prat ica n e lla impossibi lità di esegui r la perché in pre;,idi p riv i di un grande o~poda.le e d i a.datti laboratori. Colla moù ifica?.ion e del Dungern si è re~o praticamente po~sibile in o~ni locali t à ed 1mch e nelle colon ie(colla prepa razion e estem por anea dd lo si1wo\ l'accer tame nto dell a lue, nei vn r i s t1tdi, per m ezzo della sier odiagnosi, cou r isultati sempre ntteuii ibrli, i I c he a pa re r mio non è di poca importa n z a _
IIIC ERCHII: Cl, INICHE F. DI LABORATORIO
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IGIENE E PATOLOGIA COLONIALE UN ARCARO AFFETTO Da. LEBBRA ALL'OSP EDAL E MILITA.RE TERRITORI ALE DI T R I POLI (con una tavola). - Studio clinico per il capitano medico A r turo B a llla no. Ho iiudicato non inutile e11porre in brevissime parole l' importante storia di un ascaro eritreo affetto da Lebbra, onde richi amare ancora l'attenzione degli egregi colleghi, sopra. tale terribile malattia, che è da ritenersi più frequente di quanto comunemente non si creda , e perché i l fatto di passare essa assai di SO· vento misconosciuta la rende ancora più temibile, por le conscguonzc cho può
avere la. mancata a.pplicazione di adeguate misure protilattiche. Questo piccolo lavoro è da considerarsi come appendice ali' altro mio lavoro sulla Lebbra comparso nel Giornale di illediciria militare del maggio u. s.: Un caso di Lebbra all'Ospedale M ilitare Principale· cli Savi:1liano, nel quale il lettore potrà trovare una più ampia tr11.ttazione dell'argomento. L'ascaro eritreo Tesfa. Mariam, del 2" battaglione eritreo, 1• compagnia, nativo di un villaggio nelle vicinanze di Keren, dell'età di 30 anni, da circa 12 anni presta servizio lodevolmente, e si trova in L ibia da molti mesi. Racconta che da circa due anni cominciò a soffrire un grave malessere generale accompagnato da leggero movimento febbrile, cefalea e stanchezza esagernta, ed affatto insolita ed impress ionante, spi,cialmente in contrasto con la indomita energia fisic,i degli anni passa.ti: soffre pure di insonnia, inappetenza, alterazione di sensibilità. alle mani e ai piedi, e di un pnr~icolare formicolìo con grave ipe · restesia, cosicchè Jurante il cammino gli riuscivano molesti anche i piccoli urti e l e ineguagli,mze del terreno, i sassi, gli steli rigidi delle erbe secche, con violenti dolori gravativi agli arti. Tali soffe1·enze, a suo dire, non son" state cos tanti; ma dopo aver durato due o tre settimane, andav11.no spontaneamente declinando o scomparivano, lascian· dogli due o tre mesi di relativo benessere, per ricominciare nuovamente dn capo. Non scomparvero però mai la stancheirn,, ed il senso di peso delle membra. Attenuandosi gradatamente i dolori sopra detti, l'iperestesia lasciò presto il posto ad una diminuzione di sensibilità che perdura. tuttora. Continuò tuttavia a prestar servizio per ele7ato sentimento del dovere, quantunque con molta fatica; ma finalmente fu costretto a consultarsi con un sani· tario, che l'inviò per la prima volta. ali' ospedale militare di Tripoli, ove rimase circa un mese. praticando con q ualche beneficio diverse cure, fra cui un'energica cura mercuriale. Uscito dall'ospedale, r11ggiunse il battaglione e riprese servizio, ma il 16 gennaio u. s. trovandos i di passaggio a-d. Azizia, fu visitato e nuovamente inviato all'ospedale di Tripo li. Ivi ebbi la fortunata occasione di osservarlo e di studiarlo per benevola concessione d el s ig. tenente colonnello medico dott. Bernucci cav. Giovanni, direttore dell'ospedale e de l capitano medico sig. dott. Tesio cav. Giuseppe, capo reparto, ai quali es primo vivi ringraziamenti. Il Tesfa Mariam è di sana e robusta costituzione fisica originaria; gentilizio immune, anamnesi person11.le remotA. alquanto incerta, che tutt,a via sembra negativa: nega di aver q,vuto infezione sifilitica.
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Si ·pre~enta psichicamente depresso, molto preoccupato della malattia di cui sospetta la gravità: asserisce infatti egli stesso che nei suoi paesi ha visto diverse persone ammalarsi di una malattia simile, chialI'ata dagli indigeni Emamabib, e andare sempre peggiorando per anni ed anni, fì110 alla f'orma.zione di orribili ed es tese ulcerazioni del v iso, delle mani, e dei piedi, sicchè, come egli si esprime « tutti i giorni porder pezzi di carne». Nel territorio di Ghinda asserisce che esisti, una chiesa in una località. chiamata Mainoi, con una fonte termale di effetto portentoso contro tale malattia, dove accorrono a fare i ba.gni gli infermi, oltre che dai paesi circostanti, fino anche dallo Scioa e dall' Harrar. Nelle vicin nn ze di Adua, a cir<:a 10 ore di cavallo, ésistè una località dove vengono con~ finati tali ammalati per ordine dd Governo Etiopico, sicchè ivi è sorto un villaggio formato esclus ivamente di tali infelici in ogni stadio delle. loro malattia; villaggio sfuggito accuratamente dagli indigeni sani, r.he diffidlmente s i inducono acl accompagnarvi i forestieri europei, per la grande paura. della malattia, Egli però conserva una ferma speranza, ed esprime fiducia nella sapienza del m edico italiano, che egli è cert o lo gua1·irà ( Accusa insonnia causata da dolori persistenti e sordi, quantunqUt, non ecce~sivamente intensi. Ebbe lievi elevazioni t ermiche a 37.5 e SB per pochi giorni. Present a numerosi tubercoli s pecialmente alla faccia e alle ma ni (vedi fìg. 1° da una bellissima. fotografia dovuta alla cortesia del capitano T esio dott. Giuseppe), a lle gambe, alle braccia, dove son più grosse ; ve ne sono anche in grandissimo numero sparse sulla pelle di tutto il corpo. E sse sono di varia grandezza ; il più grosso, che si nota sull'arco zigom n,tico sinistro, prese nta. un diamtJtro di circa un centimetro: se ne osservano numeros issimi e piccolissimi, come ca.pacchie di s pillo, sul dorso. s ul tronco, s ull'addome e sugli a rti, dall'aspe tto di sudamina. Tutti banno colore biancastro, che spicca sulla p elle scura d el soggetto; i più g randi sono di a~petto gelatinoso, di cons istenzn carnosa elastica , de l t utto indolenti. Ess i intert'Ssano esclus ivamente la pelle, con cui fanno corpo, solleva ndosi s ulla medesima d i qualche millimetro. A.Ila gam ba destra si n ota un tumoretto grande come un nocciolo di ciliegia , situa to sotto la cute della r egione esterna, indipendente dalla cute ste s~a: esso viene requisito per esami batteriologici e istologici: mediante una incis ione longitudinale della pelle si scopre il tu moretto e lo si isola in via ottusa e si ssporta, e si chiude la ferita con un punto. Al gomito si osserva un forte inspessimento della peJJe che ricopre la facci!\ posteriore della articolazion e, in forma di piastrone spesso, cons isLente ed iudolente Presenta m arg ini sinuosi e rilevati ed è ri coperto di squsmett e epidermiche abbondanti, che le impa rtiscono una ruvidezza e secchezza sp~r.iale, e colorito biancastro. li nervo cubitale di amho i lati si presenta notflvolrneute ingrossato al disopra della piega del gomito, con form a cilindrica regolare, senza nessuna nodosi tà. Le congiunti ve bulbari, la lingua, la mucosa della bocca e del naso sono r egoiari. I testicoli non pres entano nessuna !\Iterazione. Non si rileva nessuna mac• chia eritematosa o acromica in nessuna parte dt.tl corpo, sslvo che nei punti occupati dai tubercoli. L'individuo ha conservata la sensibilità. tattile e dolorifics, ma ha m olt o diminuita la. termica in ambedue gli arti inferiori, presenta. cioè dissociazione simmetrica della sens ibilità: a n che alle braccia e al tronco si notano zone di anestesia. per il caldo ed il freddo. Alle mani s i osserva ipotrofia dei muscoli interrossei specialmente del primo
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IGIENE E PATOLOr.IA COLONIALJ,;
spazio, e anche dell'emin,enza tena1·e; il che secondo alcuni autori, è sintomo importantissimo per la diagnosi della lebbra (sintomo di Hansen). Probahilmeute si tratta di u:.ia lesione degenerativa della fibra muscolare secondaria ai processi che interessano i tronchi nervosi e forse anche già. precocemente le corna grigie anteriori d el midollo spinale. È notevole nel nostro caso anche la mancanza della tumefazione del lobulo dell'orecchio, tanto caratteristica: manca pure la caduta della sopracciglia. È ben vero che essendo molto recente l'affezione, potrebbero benissimo tali fahi comparire tra g ualc he mese o qualche anno. È ben nota la lentezza con cui si svolge il ciclo clinico della lebbra che in qualche caso pare abbia superato i éO aooJ. Si pratica un taglio nel tumoretto asportato alla gamba: questo si presenta. come tessuto giov1rne, fibroso, tenero e biancastro, mediocremente succoso: rascbiato con il bisturi, dà. scarso d etrito : con questo si fanno alcuni strisci sul porta-oggetti e, seccati a ll'aria, si fissano alla fiamma o con alcool, si colorano per 20 minuti a freddo con fucsina di Zechl, poi si trattano brevemente von alcool a 70° e acido cloridico 1 %, e d opo breve lavaggio in acqua, si colorano pt!r 3-4" con bleu di metilene diluito: asciugamento all'aria. od alla stufa a 37°: X ilolo: Balsamo . I bacili di Hansen si riscontrano in quauiità colossali, isolati, o a. mucchi. formanti le caratteristiche sfere. Il tu moretto sottoposto ad opportuno tratta.mento, viene sezionato e colornto, e dimostra una formazione connettivale infiamwatori>1. r ecente disseminata d i nnmeros iss imi bacilli della lebbra. L'individuo, sottoposto a riforma, e inviato in congedo. Zunra, settembre. l!:114. BTBLIOGRAFIA. l. BAJ.LIANO A. u Giornale
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RTVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA IIELl,A STA ~1PA l1EDICO-l11LITAI\E ESTEI\~ Per il dott Edmondo Trombetta, rnloi.nello medico
STATI UNITI D"ABI.ERlCA. MEDlCAL RECORD. ~. 11 (September, 1914). ANTITYPHOID VACCINATION IN THJi: BHITISII Airnv ( Vaccinazione antitifica nel• l'esercito inglese). - Il Ministero della guerra ing-lese, in una circolare relativa alla vaccinazione antiti6ca, richiama l'itttenzione sul fatto che questa inoculazione e nell'e~ercito inglese unicamente volontaria, e che i benefici: della sua proprotezione sono esclusivamente affidati alla persuasione che gli ufficiali devouo infondere nella truppa circa la real tà. <lei pericolo della febbre tifoidea e circa il valore protettivo del vaccino. Vengono opportunamente messi in rilievo i seguenti fatti, che sono '"era.mente del più grande intere., se. Nessun esercito è sfuggito nelle recenti guerre alla febbre tifoidea, che, in -pRrecchie campagne ha ucciso più uomini che il piomho nemico. Jlìella. guerra. dell'AmeriCR del sud, per esempio, si ebbero 67,68-1 casi di febbre tifoidea, di cui 19.454 ebbero per risultato l'inabilità al servizio (33 p. 100) e 8,0'2'2 un esito letale (13,9 p. 1(\0). Il 93 p. 100 circa della guarnigione inglese dell'Iadia fu sottoposta a lla vaccinazione, e la febbre tifoidea, che uccideva annualmente io quelle truppe dai 300 ai 600 uomini, non produsse l o scorso anno che 20 morti. Nell'esercito americano la n1ccinazione fu resa obbligatoria nel 1911, e si può dire che dopo di allora il morbo è stnto spento; infatti nel 1913 vi furono soltanto tre casi e nessun morto io tutto l'P.sercito di oltre 90,000 uomini Già da alcuni anni si son date speciali disposizioni al Real Collegio medico• J!lilitare di preparare e mantenere una larga riserva di vaccino antiti6co; e da questa riserva sono uscitA. dal primo giorno della mobilitazione a tutt'oggi oltre 170,000 dosi per uso delle- truppe.
THE BOSTON MEDICAL AND SURGICAL JOURNAL. N. 10 (September, UJ14). EFFECT OF Tflli: WAR OX ME DJCAl. JOURNAT.JS)f ANO ON TRJi: l'ROFESSION ABROAD
(lnff,ttenza della guerra sul giornalismo medico e sulla medicina alL'ester.,\. - La continuazione di una grande guerra non implica soltanto la distruzione della vita della salute, della proprietà e lo sperpero d'ogni risparmio, ma paralizza anche molte se non tutte le feconde attività della pACe. E questo è già luminosamente dimostrato doil presente conflitto in Europa. Per esempio, fin dall'aprirsi delle os tilità., non s'è piu ricevuto alcun periodico dalla Francia, diii la Germ1mia, dalla Russia e dall'Austria; il quale fatto pare si sia anche esteso a.gli Stnti non belli• geranti come l'Italia. Dall'Inghilterra, invece, i giornali medici continuano ad ar•
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RJVISTA DELLA STAMPA M EDICO·IIIJLI TARE ESTERA
ri vare, ma in formato molto ridotto, a cagione della penuria e dell'alto p rezzo di costo della. ca l'ta.. Naturalmente la. guerre. esercita pure un'influnnza sulle condizioni della vita e della pratica professionale. In lnghilterra., u n gran numero di medici idonei al servizio militare sono addetti alle truppe e agl i ospedali, e l'Associazione medica. inglese ha già fatto le pratiche opportune per assicurarsi dei sostituti nei varii posti la,;ciati vacn.nti. L'elenco dei medici addetti all'assicurazione nazionale sarà. notevolmente accresciuto, e si è già. disposto che sian prestate cure gri<tuite alle famiglie dei soldatì A questo breve articolo del period ico americano, obbietteremo soltanto che in Italia uon ò i-tata sospesa la pubblicazione di alcun giornale medico, e che dal.à.us tria è continuato a pervenirci con s ufficiente puntualità la Wiener medizinische Wochen;;cfirift colla r elativa appendice D ei· Milittirti1·~t, che è il periodico medico-militare dell'Impero a ust ro-ungarico.
THE MILITARY SORGEON. N 8 (September, 1914). SOME PROIH,E~[i; lN TUR: DE'fAI L OF ROUTINE SANITARY SERVICE (Àlcv.ni
r elativi a particola1·i cli pratica nel ser1'izio snnitario). By
p1·oblem.i
W A1'ER.&IANN1 capt1\Ìll medicai corps. - In sostanza l'A. vuole che siano hen de6oiti i limiti delle attribuzioni e della conseguente r esponAAbilit/\ dell'ufficiale medico, il quale dirige il servizio sanitario al campo: quando si sia ottenuto un accordo su c iò frR. il comandante ed il medico, l'A. ritiene opportuno ch e quest'ul timo faccia u n rapporto prelimin~rn al coman dante !'tesso, in cui siano prospettate tutte le q uequestioni r elative al servizio sanitario, s ulle quali il comando dovrà poi rfohiamare l'attenzione dei suoi dipendenti negli ordini del giorno. Ecco lo schema di un tale rapporto secondo le vedute dell'autore: Oggetto. Uaccomandazioni circa il sen·izio sanitario al campo. 1. In risposta alle istruzioni veruali del comando, si espongono le segnenti con~iderazioni concernenti il servizio sanitario al campo. 2. Il manuale per il dipartimento sanit,irio - 19ll - prescrive che il medico deve nssicurarsi ch e ogni ufficiale ed ogni militare di truppa sia provvisto del pacchetto di medicazione e c he il medesimo s i trovi in buono stato di conservazione. Le principRli nttribuzioni cibi distaccamento sanitario sono: La sorveglia.11,.a l"ulla. provvista dell'acqua e sulla sua depurazione cogli adatti mezzi ; La ~orvegli,rnza igienica sullo cucine e sulla preparazione degli alimenti; La sorvegliauza sulla costruzione e mnnutenzioue delle latrine e degli orinatoi; La sorveglinnzll sull'ammucchiamento e sulln rimozione dei rifiuti; La soneglianza sui luog11i dove si lavano le stoviglie e s ul modo di smaltire l 'acqua di rifiu to. 8. Per quanto r iguarda l'autorità degli nf6cinli medici, questi si ri feriscono ni pamc;rafi 2&8 e 21!2 dal Reg-olnn1ento di ser vizio al campo. 4. Raccomnndnzioni speci,di per l'ufficia le comandante: a ) L'uffic iale comaudnnte si ncce rterà, prima della mobilitazione, se qualche addetto nl coiunndo è catluto ammnlato nei ane mesi pn,cedenti, e, in caso affermativo, se si trattò Ji malattia infetti rn. o contagiosn, indag,rndo altresl se ammalò PAUJ,
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d ella stessa forma morbosa q11alcbe membro della famiglia; e informandone poscia. l'ufficiale medico per le conseguenti disposizioni profila ttiche; b) Il quartiermastro dovrà provvedere, se è possibile, il cloruro di calce in un recipiente chiui,o, una cazz11ola (per compagnia) e della carta per uso perso. nale intimo (an pacchetto il giorno per compagnia). 6. Raccomandazioni da servire al comando per dare le conseguenti disposi• zioni d'ordine sanitario: a) Igiene personale (toeletta, capelli, barba, lav11tura delle mani, cambio d.,lla. biancheria, bucato, cura dei piedi e delle calzature, vescicazioni, piccole ferite, ecc.); b) Servizio al campo e nelle marcie (tende aperte il mattino, letti disfatti e aeree.ti, riempiture delle borracce, ore di riposo, sveglia, ecc.); e) Distaccamento sanitario (autorità degli ufficiali medici, servi,:i del distaccamento, latrine e orinatoi notturni, pulizia generale del campo, distruzione dei rifiuti) : d) Acqua (non si consuma altra acqua fuorcbè quella approvata dagli ufficiali - ordinariamente quella che si usa. nelle cucine. - Ad evitare inconvenienti, sarà. opportuno comandare ana guardia al luogo stabilito per lti provviste d'acqua; porre speciali indicazioni delle riserve d'acqua lungo la marcia e presso il campo; »orveglianza sull'abuso delle bevande e sulle acque di rifiuto); e) Alimenti (non saranno consuma.ti altri cibi fuorcbè quelli approva ti da.gli ufficiali; proibire la compera di vivande dai venditori ambulanti, e la consumazione del rancio sotto le tende .
Il!iOBILTEBBA. JOURNAL OF THE ROYAL ARMY CORPS N. 2 (August, 1914). TBE EPIDE)IJOLOOY OF RHEUl\lATIC FEVER (L'epidemiolo9ia della febbre
reumatica). By Lieutenant Colont:l W. S. HA1m1SON. - Le conclusioni d elle ricerche dell'A. sono le seguenti : 1. La febbre reumatica. è una malattLa che domina prevalentemente nelle città.; meno in quelle di primaria importanza e meno anrnra nei distretti rurali. (Ciò è evidentemente legato collo sviluppo maggiore o minore delle industrie locali) ; 2. La sua distribuzione in certi paesi dimostra l'esistenza di alcune zone di endemia, in cui ulteriori indagini daranno forse importanti risul tati: 3. È evidente che la febbre 1·eumatica tende a diff'onder1;i in forma : epidemica, favorita dalla siccità e dalle alte temperature. (La qual cosa, aggiungiamo noi, è sempre stata pochissimo evidente fino ad ora: d ir emo, anzi, che pareva evide nte il contrario); 4. L'A. dichiR:ra di non ave r mai potuto acce:-tare che il freddo e l'umidità siano importanti fattori della sua insorgenzfl, benchè essi forse contribuiscano a p rodurre le rica.dnte ; 6. L'A. non ha constatato che la distribuzione endemica. della febbre reumatica sia aument1\ta dalla miseria e dall'affollamento; 6. La prognosi delle lesioni valvolari contratte in gioventù pare sia assai p:ù favorevole di quanto comunemente si crede; 7. V'è un gran numero di lesioni valvolari latenti, che si rendono manifeste soltanto in seguito a fatiche eccezionJtli, come s arebbero quelle della guerra.
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Crediamo superfluo richiamare l'n.ttenzione dei lettori su queste conclusioni, akuue delle quali contrn.ddicono a quanto si era 11.bimati n, considerare finora comtl provato relativamente alla febbre reumaticn.
***
CAMJ>AIGN. (Considernzioni sul servizio sanito1·io milita1·e in compa,qna). By captain C. R. SYI.VESTER BRADLRY - Quest'articolo, l:ICritto poco prima della guerra attuale, ha ora un isapore di attualità che forse non era preveduto d1\ll'A., il quale si domanda in principio: e La. nostra presente organizzazione sanitaria militare è tale da soddisfare a tutte le es igenze d'una ~uerra moderna? • Dnlla. lettura di queste pagine, si sarebbe veramente indotti a rispondere negati va mente, giacchè la minuta critica dell'A mette in rilievo molte deficienze e lac une le quali porl;ano a concludere: 1. Che la guerra moderna richiede ulteriori e più diligenti studi circa la pres tazione de i primi soccorsi sul cnmpo e circa una più rapide. evacuazione dei malat;i e dei feriti ; 2. Che il materiale di medicazione per i primi soccorsi è inadeguato allo scopo. 3. Che è desiderabile una più pronta cooperazione delle ambulanze da campo e dei posti di medicazione reggimentali; 4. Che i portaferiti devono es~er provvi:iti di barelle divisibili; 5. Che la dota1.ioue medica e chirurgica dell'ambulanza da campo è più che sufficiente allo scopo : 6 Che si ritiPne necessaria un'itmministrazione di brigata per le ambulanze da campo addette alle brigate; 7. Che è indis peusabile il t r ns i:,orto meccanico dei malati fra le ambulanze da campo e gli ospedal i. REFLKCTfO:-IS
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MRDlCAl, Sf:RVICR IN
'l'HE LA NCET. PARIS !:SI A STATE OF WAR. (Parigi fa staio di r;uerra).
- Nella manCAnza di giornali francesi, ricaviam o le notizie di Parigi dai giornali di Londr a, in ispecial modo d1tl The Lancet, i l cui corrispondente parigino, prima di par ti re per il campo, ha mandato uua interessantissima lettera, della quale diamo qui un riassunto. Parig i è interamente tra~formata. La isoppressione degli omnibus, la grande riduzione nel numero dei tramways e dei veicoli t1·ainati da cavalli e la chiusura di quasi tutti i n egozi, i cui proprietari e impiegati sono sot;to le anni, hanno dato a questa c ittà, ordinariamente cosi esubera nte di vita e di rumore, un aspetto insolito. L e antomobili, che si vedono in g iro, portano la bandiera della Croce Rossa per indicare che esse sono all'esclusiva dipendenza. dei servizi sanitari. Un gran numero di medici, anche d'età matura, banno già preso posto nel corpo sanitario militare: ragione per cni, allo scopo di soddi,ifnre alle esigenze delle. popolazione. si son compilati degli e lenchi contenenti i nomi dei medici rimas ti in Par igi, coi loro rispettivi recapiti; elenchi che furono affissi nelle mairies di ogni quartiere. Il servizio medico notturno è stato notevolmente rinforwto: i medici addetti ai reparti degli osped,di s ono rimasti quasi tutti al loro posto, ma i nclos,m110 l'uniforme militare. P1trecc hi ospedali furono sgombr ati, e gl'iof ,;rmi tras porta.ti in altri s tabilimenti sanitari meno ampi, ma sufficienti nel periodo a ttuale , in cui la popolazioue è ridotta della metà. Queste disposizioni non
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vogliono già indicare che si abbia l'intenzione di trasportare tutti i malati e i feriti a Parigi. Tutt'altro: si ò cercato e si cerca, anzi, di sgombrarli nelle città più lontane de.i luoghi dell'azione e perciò non molestate da.I nemico, come Lione, Nantes, Rennes, Caen, B ordeaux, ecc. L e generose offerte dei proprietari di palazzi e di gra ndi negozi per la trasformazione di questi editizi in ospedali sono talmente numerose, che il governo ha dovuto rifiutarne una gran par te. Le vaste a ule e gli edifizi scienti lici della Facoltà di medicina, come pure i licei e le scuole pubbliche e private, sono stati trasformati in stnzioni d' nmbu lan.za . L11 m oglie del ministro della guerra ha istituito, median te un a sottoscrizione pubblica, una grande ambulanza n ei locali della Scuola politecnica, sotto la direzione del professor Chantemesse, soprattutto in vista del probabile pericolo d'iosorgenzi< e di diffusione delle malattie epidemico- contagiose per il movimento dellll popolazione e delle truppe, come avviene in tutte le grandi guerre. In previsione di un'epidemia. di vaiuolo, la Prefettura di polizia. ha ordinato una rivaccinazione gener1tle della popoh1,zione di Parigi. Si !ìOt!O preparo.te enonni qnant1t,\ di siero ant1tifico e l'Istit uto Pasteur, mil itarizzato, lavora notte e giorno per il Ministero della. g uerra. Uu ordine di polizia richiama l'attenzione sulla necessità di far bollire il latte d urante il periodo dei grandi calori per prevenire lo sviluppo delle gastro- enteriti. In quanto all'acqua potabile, la quantità. sembra. più che sufficiente; ma si è or· dinata un'attiva vigilanze. delle sorgenti onde evitare il pericolo che vengano inquina te o avvelenate dll spie tedesche (1). Per ora è impossibile fare os~tirvaz ioni sui casi intereS!<anti dal punto di vista della chir urgia militare, giacchè il G o verno non lascia pubblicare a lt re informazioni che le proprie, ed esercito. una rigorosa censura su tutte le pubblicazioni. Con tutto ciò, Parigi 8embra una c ittà. in festa colla esposizione di bandiere Dflzionali, in glesi, belghe e rnsse.
*** TUE FRP.NCH l'RUVlS[ON FOH SICK ANO WOUNDED. (1 provt·edimenti francesi pe1· i malati e i feriti/. - A pprendiamo da quest'articolo che la Croce Rossa in Francia consta di tre associazioni, di cui la pitì antica - la Société française de sécours awr bles•és m ilitaires - ho. celebrato quest'anno il suo cinqnantusimo anoiver· sa.rio. Questa società possiede attual mente 376 oapedali t en-itori1di, 78 infermeri& d i tappa, 110 posti di m edicazione di frontiera., 70 ,;cuole-dispensari, 10,000 infermiere e 3300 portaferiti. La listA. di sottoscrizioni aperta da questa stessa ~ocietà i l 10 agosto ultimo scorso ha già dato 187,000 franchi. Parecchie squadre ò'iufermiere pratiche del servizio furono mandate Il Rhoims, Valeucieunes, Amiens, Montd idier, Neufchutel-sur-Aisne, Chlì.lona, Helfort, Pont-a-Mousson, Fresnes-surOrne, Sigmy l'Abbaye, ecc ; ed una i:quadra di dieci infermiere fu spedita il 9 sett embre nel Be lgio, in seguito a richiesta. della contessa De Merode, presidentessll d ella Croce Rossa belga. E come se ciò non bastasse, la relazione, testè compilata d all'Unione delle donne di Francia informa che i suoi 204, ospedali ausi linri sono
(1) L'autore dell'artico lo aggiungo ohe, in altri momenti, tale per icolo avrebbe del romantico; ma noi ci permettiamo d i a~giungere che ci sembra romanzesco a nche o re.. L e guorre, ~omo le epidemie, esaltano lo fantasia popolare ; e se, durante la peste o il colera, ai temono anche oggi gli untori, non e' è da meravigliorai so, nei periodi goerreschi, si ammette le. possibilità dogli avvelena.tori dell'a cqua..
(N. d. R.).
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in completo assetto per accogliere oltre a 13,000 militari malati e feriti; e l'Associazione delle Dame francesi comunica. che ha in pronto. fin dai primi giorni di agosto, 106 ospedali ausiliari, ciascuno dei quali può contenere fino a 800 letti. Le oB.erte private di soccorso sono numerosissime. Fra g li edifizi mesi,i a disposizione della Croce Rossa. vi sono: il Casino di Enghien, l'ospedale del dott. Enrico -de Rothschild, il palazzo d ella. Comédie Français e que llo del principe Borghese, che contiene 300 letti, tre sale operatorie, un impianto radiografico, con una. squadra di 60 infermie1·e sotto la direzione della signora Gaston Thomas: il chirurgo ca.po .è il dott. Jean Louis Faure.
***
CASUALTIES T O OFFICERS OF 'IHE ROYAL ARMy )!EOI CAL CORPI!. ( Ufficiali m edici
morti. f eriti e <[;spersi) - Dagli e!tmchi pnbblicati dal War Office (Ministero della guerra), ris ulta. che dal principio della guerrn fino ad oggi il corpo sanitario militare inglese ha. avuto le segue11ti perdite: Ufficiali medici morti 8Ul campo: n . 4 (3 capitani e 1 tenente). Ufficiali m edici feriti: n . 7 (1 tenente colonnello, 5 capitani, 1 tenente). Ufficiali medici dispersi: n. 25 (1 colonnello, 2 maggiori, 16 capitani, 7 t.enent i). Si deve purtroppo ritenere che una gran parte di questi ufficiali sian caduti sul campo, senza che sia. s tnto possibile procedere a lla loro identifica.zione. Ufficiali me<lici prigionieri. di fpterra: n. 16 (S m nggiori, 9 capitani, 4. tenenti).
AUBTRIA.- U50HEBIA DER MIL1TARARZT. Ausgegebeu mit N. 33 der \Viener Medizinischen Wocheiischrift (16 August, 1914). lo questo numero, la redazione della H'ie11e1· M edizinischen \\"ochenschrifl fa la seguente promessa, che finora è stata mantenuta con lodevolP puntualità: " A i nostri lettori ed amici ! «Glia vvenimenti guerreschi hanno fatto si che no buon numero dei nostri collaboratort medici e tecnici è presentemente sotto le armi, e ci obbligano perciò a ridurre - speriamo per breve tempo - la mole del nostro giornale. « Mercè lo spirito d'abnegazion e clPll'editore, l'11ppendice D&i· ,ViliUìrti?'zt, malgrado le d ifficoltà tecniche e di redRzione, continuerà a pubblicarsi ogni settimana, e anche più sovente se sarà il caso, durante la guerra >.
"'** DER KR1EG MLT RusS1..AND. DAs R USS1SCJJE Frn.DSANLT1TWESElN -
(!A g11erra
-contro la Russia Le condizioni del servizio sanitario n,sso in cam;;agna). -
Se
tutto ciò che viene affermato in quest'articolo è perfettamente conforme a v erità - e noi non abbiamo r11gione a lcuna per dubitarne - è indiscutibile che il servizio snnita rio mil ito.re russo prese11tn tali anormalità e tali lacune, da far t emere a ~sai circa i s uoi risultati in p ro dei feriti e dei malati durante la presente guerra: tuttavia sarà. lJcne attender e la fine della colossale campagna per pronunciare al ri guardo uu git!dizio definitivo. L'inconveniente più grave segnalato dall'a1·ticolista snreb!Je non più soltanto il dualismo fra. intendenza milita.re e corpo sanitario (dualismo che riusci fatale in tutte le precedenti campagne di ,guerra), ma a.d,lirittura fra due alli unici sanitari, e cioè : la direzione superiore
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san itaria militare e il comit.ato superiore di sanità. u1i litare, spettando al primo di questi uffici la trattazione di tutte le questioni di tecnica medico-militare, e al secondo, oltre all'alta direzione degli o,;pedl\li, le studio dei servizi di mobilitazione, di tappa, di trasporto, di sgombero, ecc. Ora, poichè anche le questioni, la cui soluzione spetta a questo secondo ufficio, non sono meno tecniche di quelle che spettano al primo, ne deriva un immancal,ile conflitto di attribuzioni, che deve risolversi, in pratica, in una grande confusione ùi ogni ramo del servizio sanitario: e l'autore dell'articolo aggiunge <'he ciò avvenne precisamente tanto nella guerra orientale del 1877-78 quanto in quella col Giappone; giacché, nonostante i progetti di miglioramento escogitati fra il 1887 e il 1890, non si è giunti finora ad alcun ris ultato positivo. Finalmente, come terzo elemento di conflitto, entra in campo anche l'associazione della Croce Rossa, la quil\e, tr11. richieste e disposizioni contraddittorie d'ogni genere da parte dei due utHci suddetti, giunge a non sa.per più qua.le sia la linea. dit·ettiva da. seguirsi, e finisce per fare da sè e regolarsi secondo le circostanze. E questa specie d'indipendenza, non voluta ma imposta, d1:lla Croce Ros~a è più un be11e che un mah,. aggiunge l'articolista, per.;hè, per quanto sia doloroso il dirlo, e purtroppo evidente che, senza l'opera di questa Associazione, le condizioni sanitarie dell'esercito russo nella presente campagna sarebbero be11 più gravi di quel che non siano state finora. l>opo la lettura di ques to interes~aute articolo, noi non abbiamo da far altro che seguire l'esempio di Alessandro il Grande, il quale si dice tenesse sempre chiuso un orecchio nell'ascoltare le querimonie o le accuse d'un contendente; e a · chi glie ne chiedeva la ragione, soleva rispondere che si 1·iservava di aprire quest'orecchio qnando avesse dovuto udire In discolpa del1'1wvorsario. Aspettiamo, dunque la voce contraria; chè, aspettando non pe1·deremo davvero il no~tro tempo, ma molto, invece, avremo da imparare sia dalle critiche, sia dalle difese, riman dando poi la conclu,ione a tempi migliori.
FRANCIA. R EVUE SCIENTIFIQUE. -
N. 6, 2° semes tre (8 ao(H- 14 no"embre). 0
CANSI DÉRA'r l ONS OÈ.'IÉlHAl,ES SUR 1,J;J TRAl 'l'i':Ml:JN'I'
DBS
Dt.liSSURRS
DE OUEltnlil.
Par Eoit0ND DElLOUllE, médecin-inspecteur général de l'Armée. - Diamo un largo sunto di questn. memoria, letta dall'illustre chirurgo nella seduta del 2tl riicemhre u. s. all' Accaderora delle scienze in Parigi, essendo ricca di quegl' insegnameuti pratici, di cui, proprio in questi momenti, si fa sentire l'impellente necessità. nel servizio tianitario di tutti gli eserciti. · La clemenza persistente della temperatura - dice l'O. - dall'inizio di ques ta guerra, la grande sollecitudine del Governo, la previdenza dei comaodauti, l'organizzazione e il funzionamento regolare, metoùico, attivo del servizio s anitario militare, la g1·ande cura con cui si e provveduto all'alimentazione delle truppe, e, infine, gli spostamenti di queste u ltime, hanno avuto fin qui il risultato di mantenere uno stato sanitario pe rfe tto. Il soldato francese ferito è un uomo sano. Le malattie sono in numero infimo. La guerra del HJ14 non ha finora conosciute le epidemie così letali cbe segnarono di tanti lutti la storia delle ultime campagne. La dissenteria e la febbre tifoidea son rare, taotochè il numero dei colpiti pare persino inferiore a quello del tempo di pace.
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La ta t tica attuale, che fissa sul campo di battnglia i combattenti per più giorni consecutivi sotto una grandinatll di proiettili, il fluttuare delle lotte e il soggiorno forzato dei feriti nel luogo stesso dove furono colpiti, rendono troppo spesso molto difficili, e talora impossibili, i soccorsi di prima linea. Ne risu lta che molti di code!>ti feriti giungono indietro tardivamente medicati e non di raào suppuranti. Questo fatto impone al servi?:io sanitario di modificare la. sua tRttica: esso non deve più conta.re sopra un'as,~psi che, nelle sue previsioni, lo autorizzava a sgombrarn lontano i f eriti. L'asep.çi 110n ha alcuna p1·esa su ferite infette. La stessa antisepsi non dà, in tali cas i, sufficienti garanzie, se non nel caso ch'e~sa sia rinnovata rapidamente e spesso; il che non può avvenire nel corso di tra!>porti prolungati: e poi l'antisepsi della ferita non è tutto: vi sono altre indicazioni da soddi-;for~. Colla su11pnrazione, la nostra terapeutica chiritr!Jica deve mutare d'a.~petlo, di n1ezzi e di azfo11e. Per conseguenza, più imperiosamente che mai, si dividono le due grandi CA• tegor ie di feriti: 1° quelli colpiti da pallollole di fucile di piena yiftata; 2° quelli colpiti da proiettili <l'artiglieria o da. pallottole di ft,c ile d ei;iatP. Se per i feriti dll pallottole di fucile di piena gittata, in cui per solito non vi è infezione, si può pensare ai trnsporti a distanza, pur teneudo ronto di (luelli evidentemente intra.sportabiti (ferite del cra11io e òell'encefolo, del torace, del lo addome, frntture gravi, ferì te e contusioni :i,rteriose, ecc.), non è cosi per quelli colpiti da proiettili d'artigl ieria, giacché la situazione è ben diversa. Ora, il nuniero di questi ultimi è considerevole, e non è più rappresentato, come tempo addietro, da. una proporzione del 6 p. 100: vi sono adesso dei combattimenti quasi esclusivamente d'artiglieria. Le pallottole degli ,shrapnells e l e schegge delle granate, trasportano quasi sempre d ~lla terra e, trnsciun.no nelle ferite, in cui essi sovente gi trattengono, dei brandelli di abiti, infettanti al mn~simo gl·Rdo. Le infezioni più gravi, il flemmone diffuso, la gangrena gassosa. il tetano, sono pieni di minacce per la f,•rita: minacce che non possono dileguarsi se non quando lll ferita st"SSll veuga lil)e· rata da ogni inquinamt>uto e dai corpi estrAnei e sia stata. sterilizzata coi topici più nocivi per gli An::terohi. Per es~ere efficace, la difesa det·'es;ere assicurata rapillis11ima1nente.. Es~n, 110n pi,ò effeltua1·si .m feriti trasportati lontano. Da ciò consegue che la chirurgia della prima linea non dove più contentarsi di quegli atti preparntori che e,--,.;a eseguiva un tempo, aspetta.udo a vederli completati a disbinza; ma deve fare e~SA. stessa tutto il necessario, per quanto glie lo pt>rmetteranno le circostanze, e concentrare intensivamente i suoi socr.orsi su questa cate11:oria di feriti già infdti o che lo siuan oo a breve sc1tdem1a. La regola dell'nsteosione sistematica dalla. ricerca e dall'estrazione dei proiettili, eccellente quando si tratti di pallottole di fucile, non potrehbo applicarsi alle pallottole degli shrapnells e ai framme nti di granata: è la. r egola opposta che bisogna seguire, e la disiufe~ione della ferita prec~de e termina li, loro estrazione. Si m·ei;ano finora, fl,,l{e 1·ayioni p ei· po·r lare all'indietro la chirurf;ia atti1,a: le
cfrcoslanze obbligano ora a concentrarla in parie e risol1,tamente in avanti. A situazioni nuove, di,;posizioni nuove: il meccanì~mo non dev'essere ri gido, ma pie{:!:Rr,,;i alle cit'coi.tRnze. L'O. insi,::te dunf! ue sulla <lisintezione molto sollecita delle ferite prodotte dai proicllili d'artiglieri.a e sull'estn1;,;ione dPi co1·pi estrnuei che essi lasciano nelle
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ferite, costituendo ciò una necessità. impel'iosn; ed aggiunge che la radiografla estenderà e sposterà in parte i suoi fini e le sue risorse per venire in aiuto al chirurgo. La chirurgia conservatrice, nei nostri traumatismi più gravi e nelle fratture più complicate degli arti, è divenuta una regola la quale si mantenne quasi senza eccezione, anche nei trauma.ti;;mi complicati talvoltl\ da imponPnti suppurazioni: e se i risultati che si ottengono iu questi ultimi casi sono un maggior tit olo d'onore per i chirurghi, le diflicolta del loro còmpito aumentano nel trattamento delle fratture; ond'è ohe per semplificare tale còmpito è necessario che e,si conoscano bene le loro migliori risorse. Fra gli apparecchi di contenzione che essi possipdono e che sono preferiti n ella pratica giornaliera, molti son poco raccomandabili in chirurgia di guerra e debbono perciò es,er messi da parte, reagendo cont-ro idee precoucette con ferme7,za e coraggio. Gli apparecchi utilizzabili nel trattamento delle fratture da arma dn fuoco, soprattutto in periodo di suppurazione, debbono e~sere impermeabili, amovoi namovibili, permettere l'ripplicazionP. rapida e facilt> delle medi cat11.re, la son:eglianza dell'arto per a.1sicura·re la coatlazione costante e regolare dei fra1n11,enti laterali, la loro propulsione contro i frammenti superiore e inferiore, e facilitare gl'inten;enti chfrur11ici (incisione delle raccolte purulente, ablazione delle schegge libere e dei corpi estrnnei, ecc.) assic1wa11do, nello stesso tempo, una co11/ P11zione perfetta. Nè le docce di 61 di ferro del Mnyor, d'uso corrente, nè gli apparecchi ges sati, troppo diffusi, nè gli apparecchi di canna d'India, cosi ingegDosi ma molto co;;tosi del de Moij, ne g li apparecchi di tela. metallica del Sari-azin, nè gli apparecchi a s tecche, nè quelli a estensione continua, realizzano le sudi.lette condiz ioni. Le sole docce di zi,ico a vali-e raggiungono tale scopo, ed è precisainente ad esse che il Delorme s i è fermato. A questo punto l'O. procede, coll'aiuto del medico-maggiore lfortz, nll'Rpplicazione di codesti apparecchi durante l,i seduta per dimostrare de 1:i,s1L la r11.pidità di applicazione; e poscia Hggi1111ge che, in una formazi one sa11itaria poté applicare recentemente una quarantinR di tnli docce in un giorno, in ca;,i di gravi fratture della. coscia, della grunba e del braccio: il che non em di certo possibile fare impiegando nitri apparecchi: ora. la rapidita d'applicazione d'un apparecchio è una cosa preziosis~imn nei grandi assembramenti òi feriti . Lo stesso modello, fatto di zinco laminato N. 12, può servire a contPnere tutte \e fratture dei diversi segmenti e delle diverse articolazioui dell'nrto iuteriore: ' per l'arto supAriore può bastare tt!I solo apparecchio. In questa guerra si presentano, con relativa frequenza e con grnvitit sorprendente, due complicazioni delle ferite, e cioe; 1° la !/angrena _qasso.•a; 20 il !etano. Provocate e mantenute da microbi anaerobi, esse sembrano, a primo a.spetto, l'obbrobrio della n ostra ch irurgia antisettica ed asettica, giacc~è s'infiltrano in ogni reparto di fedti, ' anche io quelli diretti da chiwrg hi di gra11de valore. 1°. Contro la !/angrena ya.çsosa, i chirurghi s'arrestano troppo ~cvent e ai due metodi di cura sc~uenti : le lm;qhe incisioni e le a711putazioni. Ora, per quanto non vi sia dubbio che tali metodi s iano ut ih e talvolta efficaci, è bene sapere che quest'efficacia si può ottenere più semplicemente con altri mezzi troppo poco usati e che, in casi estremi, rendono possibili delle amputazioni le quali, senza di essi, non avrebbero alcuna probabilità dl successo Umi più lunga esperienza permetterà. di perfezionarne l'impiego. 61 -
Gior-11ale di medi;mu nulllare -
Fa$r.. Xl.
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Codesto ril'orse son <lttte dalle iniezioni di acqita ossigenata. L'esperienza h 11. dimostrato che nessu n alt,ro medi,·am!'nto locale è tanto t ossico quanto questo per il L,aci llo nnae1·oliico della gangrena gnsl"osa. !!:eco come si p rocede : Al d i,-;opra delle parti ipertese. bronzee, e nfiseruato."e, e 111 d i;;opra delle regioni sospet~e, si stabili'ice una barr iera circola re 11.ll'invnsione microbica. Con una. siringa del P ravaz, che si trova dovunque, caricn d'acqua ossigenata pura, cbe pure si trova dappertutto, ~'inieuR circola r mente, in coronll, nel tessu to cellulare sottocu taneo, tutto o nwzzo il liquido co11tenuto, facendo le punture Il. 1 cm., 1,5 cm., l'una dall'altra. Qtl:rndo si è p raticata la prima serie d'in iezion i circolar i, se ne fa una sC'conda q,m lr·he centimetro più in alto, e portando l 'ago a livello deg l'intervalli della pri ma coronn. 111 un a coscia, per el'e111pio, s i possono far e 30. 401 f\O punture. Iu cnso di n ece,sita, codeste iniezioni si ri n novano il ,loman i. o anchP il g iorno stesso, al disopra e al J i-;otto rlelle prime corone, cercando di guadagn a r e il terremo che lasc ia liuero la gnngrenl'l gas~osa nel retrocedere. 'l'ali i11ieziori i sono i nu ocue, hanno il grande vantnggio di esi=:ere 11lla p ortata di tutti nelle formazioui sauit11ri1• e di poter veu ire eseguite con una tecnica. al trettanto se111plice quanto qnr-lla de lle punture d; rn odìrm : il r.he è importan t e, p oirhò la grongreua J)rocecle r apidame11te e n on a.~petta davvero il t'l1irnrgo. ,K.,gl i o.,pP.dali ~i potrebbero so-;tituire lr inie1.ion i con le istillnzio11i rii o~sigeno. che s'iwn1tlla iu t e nsione nel te~suto cellulare. p ro,·ocando cosi un enlìsf.'11111 nsettico in luogo di llll enfìsc,ma seLtico. 1fa il ch irurgo non dovrà contE>ntarsi d i queste in iezioni o insuftlar.ioni quando la tensione dPII'nr to è eccessivn. giacche questn tensione, esercitata dai gns della gnngrenR 1?;assoi::11. e dalla s uffu;:ione abhondru1te di liquidi di cui e~sa ha provocato l'nr.rumulo nell'arto affetto, l,R pe r conseg1111nza ta pi.I 11 la <'01T1 pl'l'Ssione <lei vasi dell'arto ~tesso; e a Il ora. all n ~ a ngre na ."cui,·n, ,-i Rssocia la gangrPna per <'om p1·e;,sione. Pn evit.nre quest'ultima. hiS0)'.{11n sbrigliare lnrg-amente le aponeurosi d'iovi luppo di ciascuna loggia. );.,J!a gnmba, ;,i sezionPr:t cst1·samente (10 cm. e più) ]'apo11em·osi d'involucro della loggia anter iore; indietro. si ,;e~ionrn\ per un ugu,i l tratto l'aponeu ro,;i t ihiale posteriore e si SC'pnreranno i muscoli !'lupedìcia li d:\ quelli profondi Li. grn vita ch·l ln sitm1zione rich iede ciodest i sncrilì)<i; e hisogna farli colla più g ran i::ollecitudine, perchò i guAsti si prodnrono bc•ne spe,;so in modo f11/111i11n11te. Si utilizzPrA.n no le ampie brerr.e pratirnte nelle l,•fq~e nrnsrolan quali punti di pt>netrnzio11e di lRrghe irriga1.io11i di nc,1ua ossigenarn, e non ;:i dimenticherà . rii far e ~horcnr e uua di cod!',-te brecce sul decor so doi g ro~si vasi, quRsi a i limiti d a!lR gnngn•na, per tagliare la strnda alle infìltra1.ioni sC'ttiche, le quali segt1ir ehbno il t c;;!<uto cellulare e i linfatici rhe le :ittorui ano. ]] tr:usporto 1aollecito dei feriti dal campo di batt aglia a, cent r i molto vicini d"ospedal izznzion e· a fun ziooarnento intensivo, la ricer ca e l 'estrazione rapida delle pallottole di s h rapnells e di fr:immeuti di granata, l a disinfe7,ione gener osa dd le ferite prodotte ria que!<ti strumenti e, .sC1pratt11tto, qnelln delle feri te a cul di sacco, pn mezzo tlC'll' acqm, os~igennta - 'il r imedio locale preservatore per eccellen1.a del la gangrPnn -· co~titni;:cono dei me1.zi prolìlattici e tera pentici, la cui n e<:essità s'impone e sui qun lì si può fare a.ssegnameoto. 2• Il trtano deve, in quest.i momenti e ins ieme colla gangren a gassosa, r ichiamare tult.a l'nttenr.ione dri chirurghi. I 11 tlllte le for mazioni sm1i tarie, l'O. n f' n otò la sua frequou:m cl"cessiva; frequen)<a cbe sembra anch'essa in contrndd i-
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zione con q uanto si deve attendere dalle pratiche antisettiche e asettiche attualmente generalizzate e che l'hanno fatto sparire dalla chirurgia giornaliera. I chirurghi - giova il dirlo chiaro e forte - non sono punto responsabili dj questo stato di cose. I combattimenti d'artiglieria hanno preso uno sviluppo e una durata insolita nella guerra attuale, e si sa purtroppo che, contrariamente a.Ile pa llottole d i fucile, le pallottole di sbrapnells e i frammenti dei proiettili cavi sono spesso veicoli di terra; senza dire, poi, ch e i brandelli di abito attraversati cedono loro delle lamelle sovrapposte, insudiciate, infettanti, che essi proiettano nel canale delle ferite e ohe vi mantengono imprigionati. Le condizioni delle lotte a ttuali e il soggiorn o forzato dei feriti sul campo di battaglia per p!trecchi giorni, impediscono ben sovente al chirurgo d i n:edicare subito Je le,;ioni e di p raticare l'estrazione dei corpi · estranei: son q nest e le rag ioni della frequ ente insorge nza di quec1l'infezion e, che si cercn in tutti i m odi
di R.ttenuare. L e s tesse misure profilattiche già indicate a proposito della girngrena g assosa valgono anche per il tetano; si dovrà dunque provveder e al trasporto rapido dei feriti dal campo di battaglia ai centri d'ospedalizzazione più vicini, ùove i proiettili d'artiglieria saranno sollecitamente estratti e le ferite disinfettate non m eno r a p idamente, non dimenticnndo che l'acqua ossi9enata deve, come rimedio locale, essere preferita dai ch1ru,rghi, giacchè - come per la gangrena gassosa - essa è l'agente tossico d el bacillo del tetano e ne previene il contagio. Nelle formazioni pros~ime alla l inea di battaglia si faranno, per quanto è possibile, delle iniezioni preventh'e di siero antitetanico. Quando il tetano si è manifestato, sembra ai più senza rimedio nelle (01-me actite e sttbac11te : ma l'O. insiste nel dire ohe ba. raccomandato dovunq ue di non wsperare e di nsa re con costanza e con ferma convinzione di buon esito il b1·0muro di potassio e i l cloralio ad alte do~i, quest'ultimo, SA occorre, anche in iuiezi1:ni endovenose, e di riconere alle iniezioni di siero anliteta,iico net canale rachidiano e a q11elle di solfalo di may11esia. Questo sale, proposto dal chirurgo a mericano B laye, ha il vantaggio, quantunque 1Jon eserciti un'azione curativa di diminu ire i do lori e la frequenza delle contratture, .ii assicurare la quiete e di permettere l'alirneniazione. L'O. ag giunge di aver fatto inie~tare nel canale r,u,hidi,rno rl'11n ferito (ospedale di sgom bel'O di ln visy), affetto dn. tetnno sub. ac uto, quattro siringhe di Pravaz, os;;ia 4 rentiruetl'i cubi, d'una soluz.ione al 25 p. 100 d i solfato d i magnesio, e di essere rimasto sorpreso della calma r a pidament e ottenuta. Del resto, ,gli cooclude, il capitolo della cura del tetano dichiarato e acuto rimane tuttora aperto, e chi lo chiuderà. avrà benemeritalo del paese.
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RIV1S'f A DI OCULISTICA capitano medico. - Frequenza e natura delle malattie oftalmlohe in Tripoli e nella Trlpolitanta, oon partloolare riguardo al traooma.. - (Actes du X II Con.1.Jl'ès illternat. d'oplllabn., Saint Pétersboi,rg, 10 15 aoilt 191.J, tome I, pp. 1 20-122).
ERCOL I!) P.i.ssERA,
Sulla patologia ocula re della 'Fripol itania, che da pc.co, per opera dell'Italia, va aprendosi alle correnti <lolla civilizzazione europea, non esistono fin•ora studi nè dati statistici pre~isi. Le cifre degli ambulato ri non ba stano, da sole, in una r egione ove, per incur ia ed i ndiffe renza, una parte soltnnto degli ofta lmic i ricorre all'opera dei medici. D'altronde, offrono garanzia d'esattezza solamente le statii!tiche raccolte da oftal mologici, anzichè da medici gene rici.
L'argomento ha gran de irnportanrn. i n strettR relazione con l'opel'a di civiJiz. zazione e con la profilassi locale e internaziontde delle oftal mie infetti ve e contagiose. P er oltre u n a nn o bo perciò raccolto sistemRticamente e con un piano prestabilito ne' suoi detta g li, dati ed osservazi oni s ulla frequenza e natura. delle malattie oftaln1iche, con particolare riguardo a l tracom a , che mi sem bra. utile comunicare fi:-: d'ora al Congresso, r isar bandomi d i pubblicare in seguito più ampì dettagli e ulteriori osservazioni. Gli abitanti delk Tripolitani11 possono distinguers i in tre grandi ctttegorie ! mu-~stilma1ii (ttrahi, berberi, bed ui n i e n egr i); israeliti, da molte generazioni. nella. gra nde maggioranza, immig rati nella regione; e appartenenti ad al/re na::ionalità (fra cui primeggia l'italiana), r1ilir;ioni e razze, europee, africane ed asiatiche, quali g li spagnuoli, i mal tesi, i gr eci, i turchi, i candiotti, i tuoisioi, i s i r iani, ecc I miei dati statistici sono tratt i <la due or dini di ri cPr che ch e si completano a vicenda : ua UOR vasto inchiesta oftalmologic11 nella popola :do1111 e da.Ile osserva zioni cliniche prati,•.ate in un ambulatorio (i n tut to, fiu'ora , 12.3G9 osseTvazioni). Con l'JNCHIESTA O~"l'ALMOLOGrCA mi sono occu pato di s tabilire 111 percentuale d ei malati d'occhi e, specialmente, dei tracomatosi, presso gli abitanti in genere (fin'ora 10.000 osoervazioni), prC',so dati gruppi o conviven1.e so<'iali, come scuole (s.!0 esaminati), educato.ii (l :W osservazioni) e rc p,irt i di truppe indige ne (700 per • sone), recandom i io 8te-,so 11. ispeziun11.re oftalmolog icamente le persone, non richiedenti l'opera dell'oculistR, nel le loro abi t azioni o condizioni abituali d'am bien te eJ i vita. Dei 10.000 abitrinti, 7:160 erano mussulm ttni. 2180 israeliti e 460 d'altre razze e r eligioni. Il 35,2() p. 100 risultò nmmalato d'occhi ed il 64,SO p. 100 oftalmolo gicnm ente snn o. L e pe rcen t uali degli oftalmici e dei sani pres~o gl'islarn itic i fu. rono r ispettivttmen te: 37,78 e G2.:?:.l; presso gl i israeliti 27,5S e 72.47 e presso le al t re r eligioni e razze 30,4-t e 6~,56. P oicbè una stessa ptwsona fu sovente trovata p or tatrice di due o piu infermità o difetti oculari, In somma dei cnsi di malattia r isultn, spP;oso s uperior e a l totale degli oftalmici. Il tracoma figu ra nella. prop orzione globale del 23 p. 100 e cioè del 25,27 fra gl'islmnitici; del 17.,43 p. 100
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fra. gli ebrei e del 13,04 p. 100 fra quelli d'altre religioni e razze. Il 60,4! p. 100 dei casi appartenevano alle fc.rme in;ziali, SeH1plici e il 49,66 p. 100 agli stadi avanzati, cicatriziali o complicn,ti. Le rimanenti infermità e dif,,tti oculari sommarono al 15 p. 100 e cioè al 16,03 per i maomettani, all'll per gl'israeliti ed al 17,fl!J per quelli d 'altre re ligioni e razze. Quest'ultimi, ndunque, nella morbidità oftalmica generale, occupano il secondo posto (30,44 p. 100) non tanto per il tracomR, quanto per altre infermità. oculari e, specialmente, come vedremo, pei catarri congiuutivali. Le affezioni dell'app,irato lagrimale si presentano con la frequenza. del 0,20 p llJO: il pteri.'!ion dell'l,40 p. 100. Fr11. 129 giovanetti mu~><ulman i d'un educatorio maschile, compresi fra i 6 ed i 16 anni di etil, la morbidità oculare salì invece al 48.84 p. 100 ed il tracoma al al 40,31. Il 156,71; p. 100 dei casi di quest'affezione apparteneva a lle forme sem· plici ed il 44,2J a quelle nvan1.ate o complicate. Le altre affezioni e difetti oftalmic i toc<.:arono il 13, l 7 p. 100. Sono pure interessanti le cifre riguardanti 34.0 al unni -li una scuola elem,l'1itare mal!chile, fra i 6 e i 19 anni. Di essi 51 erano islamiti ci, Hl ebrei e I 98 d'a ltra religioni e ra;,;;,;e. Gli oftalmici in genere erano nella proporzione del Hl,41 p. 100 e precisamente do! 37,25 p. 100 fra i maomettani, ,lei 17,68 p 100 fra gl'israe!Jti e del 16,n6 fra gli altri. La percentuale del tracoma fu del 15,68 p. 11,0, con una prop<mdone del 75,47 p. 100 dei casi di forme ~emplici e èel 24,53 di quelle avan;,;ate. A q lleSta grave oftalmi,i gli scolari mu~sulmani contribuirono col 35,09 p. 100, gli ebrei col 15, 38 e g li altri col 10,10. Le nitre infermitll oculRri toccarono il 4,41 p. 100. Fra 700 militari musso Imani delle tru1ipe indigene, in gran pMte fra i 16 ed i 25 a.uni, tr,,vai il 27,86 p. 100 di oftalmici, il 18,28 rli tracom11tosi 161,56 p. 100 forme semplici e ?l8,44 ~tadì avanzati) e 1'11,27' di casi di altre malattie. L e oss~;RVAZIC!'!I CLINI CHli:, praticate in un ambulatorio aperto ad ogni classa sociale, riguardano fin'ora 1200 persone, di cui tHl m ussulmani. 203 ebrei e 166 d'altre religioni e raz;,;e. Il tracoma dà. una cifra media del 63,6S p. 100 fra tutti i malati, considerati glohalmente, ma sale al 68,86 presso i mussulmani ed al 68,12 presso gl'israeliti, per discendere al 19,23 fra le persone d'altra religioni e razze. Le forme semplici rappres11ntano il 28,9J p. 100 di tutti i ca~i di tracoma e quelle avanz,lte o complicate il 71,07 p. 100. Fra i !'uddetti 1200 malati ho rin• vennto 72fl casi, ossia il G0,60 p. 1011, di altre infermità e difdti dell'orga"'o della vista. Alcune di esse meritnno un cenno speciale. Cosi le malattie dell'apparato layrimale hanno appena In. frequenza. dell'J,66 p 100 e il eala,;ion quello del 0,26 p. 100. I catarri congiuntiuali, prevalentemente I\Cuti, richiedono una particolare attenzione. Es~i dettero la media. generale del 24,25 p. 1001 ma, inversamente al tracoma, ~ono I\Ssni più frequenti presso gli abitnnti d' l\ltre religion: e razze (07,65), che negli ehrei (25,12) e, anche mag~iormente, ne' mussulmani (17,83). La. percentuale delle co11,1;hmtiviti, cheratiti e chemto-congiuntii:iti linfatiche è del 2,75, ma è assai maggiore presso quelli di altre religioni e razze (6,41), che ne' mussulmani (2,2o) eil israeliti (l,l:17). Il pteri.11ion vero, mono e bilnterale, tocca il 2,91 p. 100; la cntaratta senile l'J,33, os~ia 1'1,42 ne' mussulmani, 1'1,47 negli ebrei ed il 0,64 negli altri. I vizi di 1·efrazionP. i:;ommano 111 3,68 p. 100 ed i traumatismi r,centi all'l p. 100. Frequenti poi i casi di cecità e di gravi ambliopie, i postumi di lesioni vaiolose e lo strabismo concomitante. A OTORJASSUNTO.
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RIVISTA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA NORMALE E PATOLOGICA L . GA UCHER. -
La dlgerlbllttà del la.tte. -
Revue Scientifiq«e, 16 maggio 1914).
Non tutti possono bea t ol lerare e digerire il latte, onde oggi si tende, dai m&dici generici, come dai pediatri, ad essere meno dogmR.ticam en te generalizzatori nelJ'uso di esso. Ormai è ben dimostrato che la colpa del fatto è da. attribuire a lla ca~eina; occorre, quindi, dare in propos ito uno sguardo sint etico a.lle piu recenti osservazioni di chimir.a fisiologica, per poter ovviare - possibHmente ad un inconveniente che spesso rappresenta un serio problema di terapeutica, nell'alimentazione dei bambini. Da tempo immemorabile, si conosce la proprietn coagulatrice della presttra o presauie, ottenuta macerando la mucosa gastrica de.i vitelli: su di ess a è fon· data l'industria dei formaggi . Or bene, sino a pochi a nni f'a, si è creduto ciò doversi all'r.cido c loridico o la ttico dello stomaco, mentre ora si conosce che è da attribuire a d un fer mento s peciale, o lab-chilno.sina o pexina. U n acido produce subito la coagulll7;ione del latte; il precipitat o è in fiocchi, facilmente si ridiscioglie nelle soluzioni al.caline o acide diluite, e non racchiude sali minerali; invee~, col /ab la coagulazione si fa lentamente e, dopo un certo tempo, il coagulo è massivo e si contrae a poco a poco sino a di veni re compatto, è poco solubile, contiene sompre sali minerali e un tasso pressochè costante di calce ed i acido fosforico, la coagulazione n on s i a.vve ra più col succo gastrico bollito: essa, cioè, è del tutto analoga a quella de l sangue che si avvera per nziooe della plas111,asi. Una mucosa di stomaco d i vitello, dal peso di 30 gr., può coagu• lare in 46', a 37°, da 6 a 10 mila litri d i latte, cioè 200,000 v olte il proprio peso! È dimostrato, inoltre, che nello s tom nco non e,;iste il lab, come tnle, ma il prolab, ca pace di d:1,r luoi;o alla nascita del {ab sotto l'influenza d i acidi, sopra• tutto dell' HG! del succo gastrico. Tale fermen to è esteso in natura, anche in varie piante, ed in molti ba.cterii; esso agisce specialmente in presenza del succo ga· strico normalmente acido meglio assai sul la.tte crudo che sul bollito, assai me• glio sul latte di donna o di asina che di vncca o di capra, che danno un più abbondante coa~ u lo as~i,i denso e mass ivo. Conduca la sua a1.ione ad un vero sdoppiamento della molecola di cas eina, o ad una rottura d el l' eq uilibrio molecolare del lat Le, il problema fondam entale è questo : la coagulazione del latte ha uno scopo, una utilità fisiologica 1 S ino a. poco t em po fa, s i è ritenuta necessaria la coagulazione del latte, pe rché la p epsina pote8se m egl io d igerire la caseinn, mentre lo stoma co s i liher e rebbe dal latto-siero, in parte assorbendolo, in gran parte versand olo n e! duodeno. L'au tore, con preci.,e esperi enze di 6,tolR d uod1male permanente nei cani, e in un fanciul!o, ha potu to dimo~trare: che du rnnte i l primo quarto d'ora i l hitte Psce dallo stoma..:o allo ;itato uaturale, poi, man mano agisce il laò, quello di· v iene sempre più lattosiero, con co11guli g rossi di caseina ad intervalli, durante un'ora e lllezz,~ per un quarto di litro di latte; dal ~O al 06 p. 100 di cascina a.s• sorhit,i pn,;;;n. nel!' in test i no imrnoditicatn, e la ste:::sa proporzione di burro, cioè lo s toma,o non digerisce quasi affatto il latte; i! lntte di donna o di asina tra•
RIVISTA DI ANATOMIA E FISIOLOGIA NOR)IALE E PATOLOGICA
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versa lo stomaco con velocità doppia ed i conguli di caseina che passano nel duodeno sono piccoli e facilmente suddivisi. Dunqu11, la coagulazione non è nece1<saria, nè utile e non ba a lcuna finalità fisiologica; essa è un fatto accidenthle, per reazione fortu ita, vicendevole dei colloidi del latte e del succo gastrico, ma e anche dannosa quando lo stomaco non può suddividere in piccoli frnmmenti il gr osso coagulo, onde questo agisr.e come t-lemenio facile a fermen tare. ad imputridire, ad irritare lo stomaco e l 'intestino, forzandone le peristalsi espulsive (qup;;ta indi~eribilità. irritativa è diversa della a11afìla.-~i la ttica con intossicazionP generale). È buonissimo il metodo de lla sommi11istr.1zione del citrato 11odico, ma esso n on agisce sul latte, si bone sullo stomaco, eccitandone la mot,icità, diminuendone la irritabilità con forte azione sed11 tiva. Migliore assai è la proposta dell'A. di ado perare l'anlifab, estratt o dal siero siinguigno di molti onimali, meglio ancora. se preventivamente si prepara l'unimnle ron iniezioni di lab: co"i, con pochi centigr. di sostanta, s i impedisce o si ritarda notevolmente la coagulalli.one del latte, il coagulo è fioccoso e ben suddiviso ed emulsionato, e la d igestione di esso :;i fa ottima Cosi può ben genernli7.zar:;ene l'n,;o, associando all'antilab il citrnto so.:Jico, quando c'è irrit,Lbilità g,istrica, o lo tinture amare quando c'è ipomotilità. CvKSIOLJO.
RIVl~TA DI MAtATTlE HNERrn E DRLU rl11LR 7 · casl dl l esloDl oerebrall in seguito a trattamento co:i Salvarsan o Neosalvarsa.i, Il D. V. Caesar di Dres(la pubhlicn nel numero d i luglio dPlla Dennnfofngi:;che Z eit:schrift 7 cn,si! in cui si ebbero, dopo un periodo da l a 9 giorni, gravi sintomi cerebrali in individui trattati con salvarsan (6) e neosal,ar;;an (:l). IJi questi pazienti, 3 morirono. Dall'es,~me clinico, dai reperti n ecroscopici e cl,.!!' indagine microscopic11, risulra, secondo l'à., IJUanto segue: 1. il salvarsnn esercita u11a a7. ione vcle11osa sui capi Ilari del cervello, 111 quale consiste nella p>Lndisi dei loro elementi contra ttili; 2. per lo stabilirsi deli'encefalite devono, in generale, in seguito ull'a7.ione vele no;,a del !'alvarsao sui capillari, sopravve11ire Il.oche altre alterazioni de i <'apillnri &tessi; 3° per conse~uenza, prima di ogui npplica1;ione di f:alv,nsan, è da stu· diarsi acc11rnt111nente I anamnesi circa all'azione precedente di tutti i veleni a uoi noti che hanno azione sui c11,pillari e sui vasi in genere, come pure df'v()n;ai osservare le stigmate corrispondenti. Tutti quegli ammalati, n ei quali si può Rnche solo so;;pettare una rnsi!ltenza nei capillari cerebrali, d\lvono es~ere esclu'ii di\! trattamento col salvarsan; .J,o per produrre le nlterazioui ,]ei capillnri, ha111M speciale importanza (escluse l e malattie proprie di e;;si, come l'arteriosclerosi) tutti gli avvelenarnPnti cronici; più di tutti l'nkoolismo, poi le preesistenti malattie del sistema net·voso centrale, le. presenza di germi d'infezione o di tossine da putrefazione nel corpo all'epoca dell'infezione o poco prima . ZAlWT'l'l1"J.
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RlVISrrA DI rrERAPEUTICA B. J. CouRT:>EY - La c ura. d Pl la lebbra con lnte ztonl endovenoie 41 i.o · doformto. - (Tlte L a ncel, 27 giugno H/14). L'A rileva che recent emente W. M Crofton rif~ri sul suo metodo di cura della tubercolosi polmonare a mez1.o di in iezioni endovenose di tubercolina e iodoformio, il quale metodo nvreb be rlato n el le sue mani notevoli risu ltati; ed egli ha pensato che ta le metodo cu rati vo, con qualche moiificaz1ooe1 potesse e;;sere ap· plica to vantaggiosamente anche nella lebbra, malattin che per molti riguardi, sia clinici ch e patologici, somiglia assai alla tubercolosi. Furono co~i sottoposti a cura
12 infermi per un periodo di tempo di più di tre 10esi; qu ..ttro di essi erano del tipo pur111nente nodulare, cinque del tipo a11estesico, tre del tipo misto. Di essi 111 forma più recente datava da due anni, e la più antica da diciasc;ett... I l iodoformio fu som111inistrato nella proporzione d i 3 centigrammi d,1e volte alla settir,iana.; tale dos e f1.1 gradualmente aument1.1to fino a 6 centigrammi cinque volte la settimana. Olt re le iniezioni eudoveno!'<e in quattro casi fu fatta. anche una cura lo· ca.le iniett11ndo la soluzione di iodoformio n e lla sostanza s¼ssa d ei noduli, nella. proporzione di 10 a SO gocce a. ~ecooda della grandezza dt-i noduli stessi. Quattro o cinque noduli furono trntta.ti n ello 8tesso tempo a questo modo, e qurondo le ulcerazioni risultanti erano cice.tri1.zate se ne trattavano identicamente a lt ri quA.ttro o cinque, e ,·o~ì via. I r is ultati favorevoli ottenuti furono ~odòisfacenti sia nelle forme no<lulari che in qu elle anestesiche. Circa. gli effetti sui sintomi s pec iali e sullo s t a to gen-irnle di ~al ute è stato rilevato che tutti gli infermi cosi t rattati a sseriv11no di sentir,:i m eglio e più forti ; il loro appetito migliorava e si sentiv11no più idonei a l la"oro. BALEST RA
RIV1S'l1A UI MEDlClNA LEGA LE Dott WETzEr,. - Il fat to delittuoso quale orlterlo di responsabilità. ( M:011.'LlScrift fiir l(,-i,ni11al p.~ichologie, marzo 1914 (a proposito di giudizi medico-legRli civili e mili t a ri). L'A.., in uni\ conferPnzn tenuta all'Unione medico-psicologica di H eidelberg del ma~g io 1913, si intrattiene sul valore ch e s i può asseg nare a l fatto nella vs· lut az ioue della r esponsa bilità e sui metodi, di cui In scienza s i vale i~ questo 6ne. Es pone, 11n zitutto, le differenze t ra la con cezione del giurista e quella del m edico n ella de tP rm inazione d' imput11hilità: il g iu r ista pensa di poter concludere, ri· spetto nll n rt-spons11bilitil, .su la bRse di certe modalità nel comp imento dei renti (dalle qunli traspaia una apparente per!<picacia di mente); il medico in vece pen~a che. nnchti quand o il fatto contenga elementi, inducenti lld ammettere lucidità di me nte, n on si pos~a Stmz'alt ro deporre, in b11se a tale repe1-to, per il giudizio di responsabi lità.
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L'attuale indirizzo psichiatrico-forense è qu~llo di non dovere concludere su la guida del fatto per la normalità o l'anormalità del di lui autore, ma occor re constatare In possibilità o meno di un reperto patologico nella personalità individuale e rilevare fino a. che puuto l'elemento morboso ha influito sulla esecuz:ione del fatto stesso. A tale ;:copo, serve il metoJo biologico-ps icologico, che dà il massimo contributo anche nei giudizi di responsnbiliti~: pe1· mPglio precisare il valore degli elementi d iagnostici, con corren,ti a de linea re le condizioni vere di imputabilità, si dovrà porre mente alle due cntegorie di anomali, che vengono in ques tione, cioè a quelli affetti da processi ps:copatologici e agli anomali a base degenerntivn; i primi sono individui, il cui morbo nulla h a che farn coll'o1·igi L1aria personnlità; i seconrli, invece, ;:oDo tnli per intima co.:;tituzione organica e si possono distinguere in vari11 categorie, secondochò il difetto risiede precipuitmente nella sfera sentimentale od in quella volitiva. Per gli anomali p11zzi è il m.-todo biologico quello che serve essenzinlmente per le decisioni gi udi2.inrie-forensi, assai meno il fatto; iii pensi, ad esempio, al caso di un paralitico progressivo, r eo di avei e appiccato fuoco ad una ca:<a; egli motiva il reato co!J'affermazione di essere il panronf'I del pnese e di volere erigere, nel posto del!' incend inta ca sa un castello meravigl ioso; d'alttonc!e egli intende indennizzare la vitti ma con arcimilion i di marchi. Qui è evidente il pazzesco nei moventi del fatto, ma il fatto dovrà essere illu!<trato nella sua genesi e natura d a i risultati del metodo biologico, Anche ai fini della esatta r esponsabilità; e.1lorcbè il delitto coincide coll'inizio dell'affezione psic.opatica, allora il fntto può (non de ve) illuminare il perito nelle sue decisioni mt•dico-lee:ali. N egli anomali non pazzi, il fatto del ittuoso concorre a dare elementi preziosi per il criterio di respons11.bi li tà ; però i I fatto dovrà essere ulte riormente chiarito sempre in ~a.se ai dati dPll'e~a.me biologico e dell'esame ps iologico, intesi a rilevare la costituzione morfologica e la psicologin individuale, dai cui elementi il fatto ha le scaturigini. Si pen~i, ad e~empio, nl reato di appropriazione indebita di un soprabito, reato cammesso da un individuo con tendenze parnnoidi, il quale, sorpreso nell'atto del furto, non sa dare altra spiegnzione che questa: « Egli voleva in tutti i mori i possedere il miglior pastrano "· Il fatto esce certo dall'ordì- · na rio; occorre quindi constatwre per quale anomalia psicolog ica i m otivi normali n on h an no presa sul soggetto; occorre cioè per la decisione di respon,nbilità, tener conto non tanto del fatto (;;uoi m oventi e sue moda litt'l), quanto nuche (e più) della costituzione psico degenerativa rivela.te. dal metodo psico-biologico; si pensi a i casi non rari di biunhinRii. /appartenenti a buone famiglie) che in u n dato momento uccidono i l bambino attidato alle loro:cure; ebbene, anche in questi casi, il fatto isolato del delitto potrà es~ere invocato a dare elementi, colle sue motivazioni e colle sue circostanze, sul giudizio di responsa bilità, m11 abbisogna di essere appieno di lucidnto al lu111 ~ dei r esul tati dei~metodi d' indn.gine clinica In conclusione, il fatto, in cn!;i di processi f psicopatici concl!\mati, ha \'alore n ullo o quasi nel!a valutnzione della r .. ~ponsabilità; ma può avervi influenza al· l'in izio delle psicopatie; mentro iu amb,,du~ i casi ha il massimo valore il metodo biologico; il fatto ha asSRÌ grande importanza nell'app-rezzamento dell&. re· e ponsabilità. i n caso di reati di personalità Rnomale, sempre però subordin Rtamente a.i resultati del metodo biologico "' psico logico. FUNAIOLI.
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NOTIZIE A nnunzie.mo con vivo compincimento che il capitano medico F erdinando De Napoli, nostro npprezzato collaborntore, ba conseguito brillantemente la. libera docenza in clinica dermosifilopatica presso l' Università di Bologna, svolgendo con plauso la tesi seguente: « Il treponl!'lna paUidmn nella sifilide congenita ed il valore contro questn del dioss.idiainidobenzolo ,,, · Al valente collega, che be. dimostrato di aver trntto cosi grande profitto de.Il' insegnamònto di quel l'impa reggiabile maestro che è il prof Domenico Majocchi. vadano le nostre !<incera congratulazioni.
CONFERENZE SCIENTlflCHE DEGLI O~PEDALI MILITARI SOIIARlO DEGLI ARGOMENTI TRAmTJ (DA I l'l!OCESS l VH:RllAl.1 PH:Rl'El\U1'1 Al.J.'1.'H'RTTORA1'0 (DAL
NOVARA (novembre). -
Dl SANl'l'À MIJ.ITARE
1° Al, 30 1'()\'E)IIIIIE 1914),
Capitano m1Jdico EH COLli: PASSERA. Presenta. il padre di un inscritto della cla,se 1895, inviato in o ,serv,1zione per giudicare circa la SUR inrtbilit/i. R lavoro proficuo. e eon;,eguente riconoscimento di non esistenza. legale in famiglia. Il rfrorrente, in etr• d i 08 anni, senza occupazion e stabi le. am malò in età relativamente non vecchie., di cataratta, che iutere~sò prima l'occhio destr o, poi anche i l sinii,tro. Della CRtarRtt11 destra giunta, a maturità, ven ne operato nell'ospedale ot'ts.l ruico di Torino: per que lla si uistra nou volle mai sottoporsi ad intervento chirurgico, ed !\ttualmeute, da questo I Rto è infatti presente cataratta ipermatura, mentrn l'ii·ide si mostra alquanto scolorita., e l'occhio conser va Rppena la perct>zione di luce, non già la proiezione esatta d i essa. A dt>Stra, invece, qnnle t>sito cli estrazion e di catar atta con il taglio corneale s i ossorvnno attualmente cicatrice lineare, traver sa le, un po' irregolare ed ectasicu, lunga 12 mi ll imetri, nel 1/o superiore delln cornea, iridodouesi, nonchè coloboma iritieo superiore, uu po' ecceut rico con impegni di cornetti ed apachia. Si ba astigmatismo irregolare accentuato e nel fondo, che si riesce ad illuminare abbastanza bene, nulla si rit'S<.'e a scorgere di anormale. L'acuità visiva da questo la to è ri dott,\ di 3 p. 100. Negativi gli esami delle urine. :çel caso in questione, mentre devesi perciò ev identemente concludere per inabil ità a lavoro profi cuo, è degno d i qual che a ttenzione il fatto che l'operazione d'e~t razione della catarntrn, a de~tra, non ha permesso il ristabilimento ti i un ' acutezza visi va profe~.,j ona le sutlicien te.
CONFERENZE SCIENTIFIORE DEGLI OSPEDALI \llLlTARI
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A parte la questione, che anche in matede. di inabilità a lavoro proficuo, non devesi tener conto dell'operabilità di una data malattia o imperfezione, è questa, se pur fosse necessaria, una contro prova di quanto veune dallo stesso O. accennato nella conferenza del mese di ottobre u . s , anche se affidata ad abilissimi chirurghi e pur eseguita in un primo tempo con l'iridectomia e in un secondo con il taglio normale, n on dà affidamento in ogui caso, a nche all'infuor i di complicanze non prevedibili, della restituzione dell'organoad un utile potere visivo professionale.
Morimenti avvenuti nel lAlr~o Sanitario e nel Personale Farmaceutico (Dalla dispensa N. 451 alla 49• d el B~llettino ufficìale del/! no111i11e).
Uftloiali 111 servizio permanente. R. decreto 17 settembre 1914. CAllORIANO Pietro, tenente medico R. corpo truppe coloniali della Somalia (a di· sposizione Ministero colonie. - Cessa di essere a disposi:r.ione del Ministero delle colonie dal 21 settembre 1914 e destinato 2 artiglieria fortezza (costa)
R . decreto 24 setlenibre 1914. CARA ·cav. Fra,ic•sco. maggiore medico ospedale succursale Parma. - Collocato in a·spett&tiva per infermità temporirnee non prov1;111ienti da cause di servi;,:io per la. durata di sei mesi. R. decreto 27 settembre 1914. GELME't'Tr cav. Arturo, tenente colonnello medico direttore ospedale Venezia. Collocato in posizione ausiliaria, por ragiorte di eti,.. dal 4 ottobre H:114. MATRONOLA Girolamo, tenente medico 2 alpini . - Dispensato dal servizio perman~nte, a sua domanda; in-;critto col suo grado e con la s ua an1,iani ta nei ruoli degli ufficiali medici di complemento ed. assegnato distretto R oma dal 1° ottobre 19l4. B. decr eto 27 settembre 1914. F usco cav. E1nilio, maggiore medico ospedale Caserta. - Collocato in aspettativa. per infermità temporanee non provenienti da cau!<e di servizio per 4 mesi. S1Mos1 cav. Giuseppe, id. id. id. :Ancona. - Id. id id. id. per un anno. Ii. decreto 4 ottobre 1914.
I seguenti ufficiali medici sono promossi al grado superiore con an zianità SO settembre 1914, con decorrenza per g li assegni dal 1° ottobre 1914 e con la dts tinazione per ciascuno controindicata: Capitani promossi maggiori: B RUNELLO Augu~to, os pedale Alessandria. - Continua come contro. CANTAF'ORA cav N irola, id. Catanzaro. - Id. id. (a scelta). CIMINO F1·ancescanlonio, id. Genova. - Id. id. GRILLO F:ttore, cavalleggeri di Sa.l uzr.o. - Destinato ospedale Mi lano . M E.UMO cav. Giova11ni, ispettorato di sanità mi litare. - Continua com"' contro (a scel ta).
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MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SA).lT. E N"L P ERS. l'ARMACIW'J'JCO
I seguenti ufficiali medici sono promossi a l grado superiore con riserva di anzianità con decorrenza per gli assegni dal 1° ottobre H/14 e con la destinazione per ciascuno controindicata: Tenenti promossi ca pi tani : BRUNO Francesco, 93 fan teria.. - Ccntinua. come contro. SASSOLI' cav. E ,·ne.,to, ospedale Cava. Tirreni (Salerno. Destinato 6-! fanteria. BATTISTJNI Cmnillo, 2 gra.natiP.ri - Id. 87 id PERIUER Stefano, o~pedale Toriuo. - Id. M id. DE B~;ui-Auo1:,;rs Vi1y1i11io, id. Livorno. - Id. 25 id. -ORESPELLANI Carlo, ospedale Firenze. - I d. cavalleggeri di à.lessandrii\. CrAcc10· Vito, inferlllet;il\ présidiaria Tt·apani - Id. id di Foggia. SC!ll!ò:1"1'A Gaetano, 22 artiglier.111. campagna. - Id. 8 ber~Rglier i CJTlìlLLl .alessanclro, 4 id. id. - Id. GZ fanteria. Fon1•1 Igino, 6 genio - Jd. cav:1.llcggeri di Caserta. DE S1~t0NE Giu., epp~. cavalleggeri di Vicenza. - I d. id. di Roma. MAZZE'l'T[ Carlo, 2 artiglieria fortezza (cos~a). - I d. 78 fanteria. Cuci:-10TTA .alfredo, ospedale Torino - Td. 30 artiglierii\ campagna. GrAGNONI Pietro, 19 artiglieria campagna. - Id. 65 fauteria.. MANGANARO Carmelo, R. corpo truppe coloniali Eritrea. - Id. 67 id. dnl 20 noveruhre 19l4. AzZARO Giuseppe, B alpini - Id. 1 id. VISCONTI Giuseppe, ospedal& succursale Parma - Id. 66 id. I seguenti tenenti medici sono dispensati dal servizio attivo permanente, a loro domanda, ed inscritti con il loro grado e la loro anzianità nel ruolo d egli ufficiali medici di complemento ed assegnati' al distretto per ciascuno controindicato, dal 16 ottobre 1914: 8A)IBATARO Giwseppe, 62 fanteria. - Distretto Parma. D1 GIULIO Cesa1·e, ospedale Ancona. - Id . Roma. NATALI Augusto, 7 alpini. - Id. Roma.
Determinazione ministeriale 8 ottoln·e 1914. LA CAVA cav. Tv11azio, maggiore medico, iufermeria presidiaria Capua -
Tra.sferito ospedale Genova. SrnRASTIAENLI,! Gianyiuseppe, id. id., ospedale Udine. - Id. id. Case1ta. SAl,VATOllE cav. Dmnenico, capitano id., id. Caserta (comandato ospedal e Roma ) - Id legione carahinieri Roma, cessando di essere com11.ndato come contro. BALLIAl\O Enea, id id., id. Suvigli11Do. -- ld. ospedale Udine ·GIGLIO Ro ·co, t eueote id. 86 fanteria. - Id iuferm,·ria presidia.ria Trapani. B1N1 cA.v. Guido, capitano id, 69 fanteria - VAr,ES'l'E Gioacchino, tenente id., 3 alpiui - C111AOREllA Gio1·r1io, id. id., 6 artiglieria. fortezza - ANGELINJ Anton io, id. id., 87 fanteria. - Corna11dnti scuola appl,cazione sanità mili tase '¾uali assistenti straordinari Si r,reseoteraouo ulla scuola il 13 otto tre 1914.
R. decreto 4 ottobre 1914. MURATORI Ca.rio Felice, t enente medico R. corpo truppe coloniali dellh Somali a (tt dis posizione Minis tero colonie). - Cessa di essere a dis posizione Ministero colo uie all'll otLobl'e l:Jl l e destinuto os peda le militare Torino.
J,{QVIVENTI AVYENUTI NEL CORPO SA NIT, E NEL PERS. ll'A RMAOIWTIOO ~51}
R. decreto 8 ottobre 1914. P11:1·n0SELL1 Filippo, tenente medico cavalleggeri di Monferrato. - Dispensatodal servizio permanente, a sua domanda; inscritto col suo grado e con la sua anzianità nei ruoli degli ufficiali medici di complemento ed assegnato distrettoOrvieto dal 16 ottobre 1914.
R. decreto 11 ottobre 1914. PlilRILU Giovanui, tenente medico in aspettativa per motivi speciali per mesi sei (R. decreto 6 aprile 1914). - Trasferito in aspettativa per riduzione di quadri dal 6 ottobre 19l4. PERILLI Giovanni, id. in a!>pettativa per riduzione di quadri a Campobasso. Richiamato in servizio effettivo dal 6 ottobre 1914, con decorrenza per gli assegni dal 16 id e destinato 2 g ranatieri.
R. decrt!to 15 ottob1·e 1914. ARIOLA Luca, tenente medico in sspettativa per motivi speciali per un anno. (R. decreto 12 ottobre 1!)13). - Trasferito in aspettativa, per riduzione di quadri, dal 12 ottobre 191 L - J.lUOLA Luca, id. in aspettativa, per riduzione di quadri a Nola. - Richiami.to in servizio effettivo dal 12 ottobre 19H, con decoHenza per gli as~egni dal 16 id. 11 destinato 2 bersaglieri.
Decreto ministeriale 6 settembre 1914. Lo stipendio annuo del maggiore medico VAs1ucò cav. Gittseppe, inscritto nell'ann-uario militare, con anzianità. 30 settembre .1009, e portato a L ire 5600 dal 1° ottobre H/14. Lo stipendio annuo dei capitani medici inscritti nell'anmwrio militare con le anzianità 29 settembre 1904 e 30 settembre 1909, e portato rispettivamente a Lire 4800 e a Lire +!00 dal LO ottobre 19 14.
R. decrelo BO agosto 1014. VANNFJLL1 Enrico, tenente medico ospedale Genova - FIORENZA Fernando, id. 26 fanteria. - - Collocati a disposizione Ministe ro colonie e destinati, d'autorità, nel R. corpo truppe colonial i della Somalia italiana dal 17 luglio 1914 nel quale g iorno hanno preso imbarco a ~a.poli.
R. decref.o 8 ottobre 1914. MON!i:LL! cav. Eme.~to, tenente colonnello medico ospeda le Bologna. in posizione ausiliaria, per ragione di età, dal 21 ottobre 1914.
Collocato
R. decreto 16 ottobre 191.i. I seguenti tenenti medici 1:,ono dispensati dal servizio att ivo permanente, a loro domanda, inscritti col loro· grado cd anzianità nel l'Uolo degli uffic iali me-
dici di complement.o ed assegnati a l distretto per ognuno controindicato dal 16 ottobre 1914: Arturo, infermflria presidiaria. Foggia. - Distretto Romn.. Gio1wr Gaetano, ospedale Chieti. - Id. l3ologna . M A;,;NA
R . decreto 18 ottob,·e 1914. MAHCBESE cav. Gio. Ballista, tenen te colonnello medico ospedale succursale Mantova. - .Nominato direttore ospedale militare principale Venezia.
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,l l\JVB!l<:NT I AVVENUTI NE:L CORPO SA:-:IT. E NEL PEilS. F AR~fACEUTl CO
SCQT'l'f 01 Ucc ro J)omenico, tenen te medico in aspettati v11. per sospension e dal· l'impiego. (R. decr eto 14 g iugno 1914). - R ichiamato in servizio 75 fanteria dal 1-l ottohre l !H -1, con anzi:inità 1° a gosto 1912 ~ con decorrenza per g li assegni diù 16 otto lire 19 l4. :::leguinì. nel ruolo il tenen te me<lico BAG ARùTTt Gi useppe. R . d ecr,,to 22 ottobre
rn14.
M Ezz &·1•·r1 G 11ido, tenente m t'dico os pe<lnle Perugia . -Dispensato da l servizio permanente, per sua doma11da. inscr itto col suo g rado e con la s ua. anziflnitil nel r uolo degli ufliciali medici di complemen to ed asseg nato distretto R oma. a da• tare dal 1° novembre llJl-1. CM' ~'ABAT1'1 J{ario, irl. a ccad e.mia mi li tar e. - r\ ccettnta. la volon t aria r i11 unzin a l grado I Jele,·minazionP. m ini.~teria le 2'2 ottobre 191,i. J seg uen t i capit11ni medici sono chiamati a gli esami d i a vanzamento ad 11nzia nitit ed a s celta. Ri prese11t eranno all'isp ettorato di san:tà mili tare a lle ore 9 del 1° novem· bre p. ve11 tu ro : DAnH1'N E J!'ilippo, os pedale Torino B1m:s.i;cc1 R odolf o, R. rorpo trupp e colo· n iali d,·lla Somalin (a dis posi7.ione M inistero colonie)- RUOANC L 11ir;i, a '<pd · tativa per i11f,, r m ità - lfour1 &n1 Roberto. id. id . - JACONO Francesr.o, ca.val· legger i Umberto I - T11 0 1,1N1 ['ielro, O'ipeLale Ancona - GR1XON1 Giora m 1i, scuola applicnzione sanità m ilitare ·- VALRm o Gi11seppe, id. id. - MAGLIOLI ,I ntoniu, usµeùa le Mihrno :Mm,11;1,1A cav E11s lacchio, 19 fnuler ill - AN:-.A• ll,•, ru:,;r:: cav. Ca,.fo, collPl{io R oma - i\f m,s,mOTTI BENYENUTI ca.v. Gi11sepp e, scuola appl icazione ·sanitil milit• r e - FRANCHI Luigi, 2 A.r tiglieria for t ezza (rostn) - RJ\',1LTA l l<t//'a<'lP, 11 fanti>r ia - CAs·ror,01 El/ore, 1 gen io - 01.1\'A l tl cav. Pi,•f ro. cavaltPggeri dr Vicrnza A.rno 1.01 Luigi, 8 fanter ia - D E !=\.\ 111.0 r·av. J,;11!/1•11.io, os ped r,hi Firenze - Dii: )[,1111~ Sfrat a, lanc ieri di Firen ze - P,1 r.~11F.1ll .Ra ffi.iele , os;pedale Paler mo (comanda to ospedale Napoli - D i. S·ri;;. 1%H1tS c(t v Gi1iseppe, cavnlleggc ri d i T rtJ \' Ìso - MA11co:s.n: S tefano, 7 fant er ia :M ,11110'1"1'1 BIANl'III cav. Gio. 1-lal/ i sla, ospednle Roma. G1,:1.0 11~11N1 /,11igi, t ,me nte med ico 1 a rt iglieria m on t agna. - Trasferi t o a ccade mia m i lit a re. DPtermiuazione mint~leriale 29 ottobre U/14
I capit nni 1nflrl ii;i 1 co nfer mati riunii a ~sistenti onorari a lle cl in iche uoi ver• ,;ìtarie pe r l'an no s colas ti co 19LS,rnl4, cessane, d i freq uentare le clinich e stesse, r ieotmndo a i corpi cu i sono effe t.tivi. Sii:S'l'O A11toni110, tenen t e medico R. cor po tr uppe coloniali dell'Erit r ea , a d i!'-posi• zio11e .Minis tero colonie. - Cc,sa di essere a d i::<posiz ion e M inistero co lonie dal 2 novembr e 19 U e desti nato 22 art iglieria campa g na. !PPOL l'l'J A m a /do. id. id. id., id. id . id. Id. id. id. dal 9 id. e destinato 6 genio (battagl ione Ho111a).
Farmac isti mllttarl. R. decreto 10 sPlteinbre 1914.
R nuF.11'1'1 Gim,Pppe, far macista capo di 2• cla!<se, in aspett ativa. per infermità. com• prova ta. - Ri chiamato i n servizio attivo dal 16 settem bre 19 14 e d es t in a to fa rmacia crn Lrale militnre.
MOVIMENTI AVVEX UTI XEL CO RPO SAXJT. E N l'L PER$. FARMAOl!:UTI CO
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Decreto m'i1ii.,,teriale 20 settembre 1914. Vitwrio, farmacista d i 2• classe. - Collocato fuori del r ispettivo ruolo organ ico dal 1° luglio 19 14, p er chè comanJato in L ibia.
Rc,ccH1ETTA
R. decreto 23 liiylio HH4. POLO Lo1·enzo, farmacista 1• c lasse, in aspet tRtiviJ. per infermità. -
Collocato a riposo pe r infermi ti\ non provenicuti da cause di servizio, con d ecorrenza dal 16 agosto 1914 e nominato cavaliere nell'Otdine della Corona d'J talia .
Detel'ininozionP. mi11isleria!e 22 ottobre Wl4. PAGNIELLO dott. Al/"l'eclo, farmacista di
1• cla,:se. farnmcia centrale militare. -
Trasferito ospedale militare Napoli. R. decreto 20 settnnòre 1914. I seguen t i farmacisti militari di complemento cli 3" classe, sono nominati farmacisti effettivi di ~· cli1;;,;e con la destinazione a fia11co di c iascun o indicata: V .1SAN1 ~!fichel angelo, farmacista d i comp]('m ento direzione !"anità militare VIII corpo al'mnta. - Destinato ospeùale militare L ivorno. VAI.ENTI Antonio, id. id. id. Xl! id . id. Id. id. id. Nov11ra. ALv101xr Giorgio, id id. iù. lI id. id. - Id. irl . id. Ales:;am.lria.
Uffio lali ln posi zione dl s ervh.lo auaillarlo. R. drc1·Plo 2 lt'ftlio 1914.
I sottonota ti ufficiali sono collocati a riposo per anzianità di serv1z10 con decorreuza dal lu luglio 1914, inscri tti nella riserva ed insigniti de\111 onorificenza pe r c iascun o indicat" : SCH I RRU m v, Guylie/1110, uwg-giore medico, distretto Cagliari . C1tvaliere nell'Ordine dei SS. Mnurizio e Lazz11ro. PASINO Eligio, capitano icl. id. Casale. Cavaliere nell'Ordine del la Corona d 'Italia. Dec reto mfofateriafo 9 ~ellembre Hl14. cav. Filippo, tenente colonocllo medico, distretto Torino. Chiamato in servizio te111pornneo did U agosto al 3 sett emb re i914 all'ospe· dale Savigliano.
CARTA M ANTIG LIA
B. decl'eto 11 ottobre HH I. Colonnello medico promosso maggiore generale medico: :MA SSA cav.
Giusep1,e, distretto Roma.
R. dec reto 15 ottobre Hll L MAOG .E 'l'TA cav.
Edmondo, tenente colon ue llo medico, distretto R o ma. -
R e t ti fi-
cato il cognome come !1ppresso : MA GETTA cav. Edmondo.
M ARGOTTA ca v.
Decreto ministeriale lo ottobre 191-1. '-' Cesare, capitano medico, distrntto Sacile, stato chiamato:> in ser-
vizio effet tivo con decreto mini~teriale 1<i ma rzo 1914, all'ospedale Udine. Dovrà considerarsi ri collocato in congedo, del 2 ago,;;to 1914.
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ll. decreto 1° ottobre 1914. lAROSSJ Gennaro, capitano medico, distretto B enevento. - Accettnta l a volontaria. rinunzia al gmdo.
Decreto ministe1·iale 26 settembre 1914. B UCCINO cav. Tobia, maggiore medico, distretto Fog~ia. - Chiama to in serv1Z10, con assegni, per t empo indeterminato, del 6 sett.embre 1914, al distretto Chieti. A NGELETTr Annibale, capitano id., id. Messina. Id. id., con assegni, id. id., dal 2 id., a ll'ospedale Firenze. R. decl'eto 11 ottobre 1914. Colonnello medico promosso maggiore geoe1·ale medico; 0ARAD0N:-!A ca"I"'. Antonino. distretto Padova BuONOMO Adalberto, capitano medico, distretto Napoli - MARTIRE Antonio, id., id. l!,rosinone. - Dispensati da. ogni eventuale serv i?;io milita.re, per età, con, servando il graclo con la relativa uniforme. DE SETA Demetrio, t enente medico, id. Cosenza. - Accettata la volontaria ri, nun zia al grado. I seguen t i ufficiali medici son o dispen.sati da ogni eventuale servizio mili· tare per intermità non d ipendenti da cause di !lervizio. RAVÀ cav. Ernesto, colonnello medico. distretto R oma - 0TERI c11.v. Edoardo. tenen te colounello medico, id Salerno - MAZZOCAT ÀtLf!USlo, id., id. Pe>'llro - GBET'rl I,uigi, maggiore medico, id. Ravenna - 01 MARTINO ca v . .Angelo, id., id. Napoli. - MERLO Luciano, capitano medico. id. T reviso - CoLAMUSS1> Flaviano, id, id. Nola - T&STA cav, Angelo, id., jd. "Kol~ - De LUCA Ciriaco, id , id. Avellino.
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Et.ETTO .Alfonso. far macista m ilitare di 1° clas$e ospedale s uccursr,le Udine (fuori ruolo perché comandato in Lihia) - Morto a Bengasi (Cirenaica), l'll sett embre 1914. AIROLDI cav Pro11pe1YJ, capitano medico riserva, distretto Milano. - Id. a Milano, il 16 gennaio 10l4. GIULIANI Michele, sottotenente med ico riserva, id. Padova. - I d. a Venezi n, il 25 1<ettembre 1914 Id. a Reg· VITA cav. Getano, colonnello medico riserva, id. Reggio Calabria. gio Calabria, i l 10 ottobre 1914
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EDMONDO TROMBETTA, colonn~llo medico 13931) -
Romn, 19 11 -
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LUIGI PALMIERI, Qf'T'f!t\ ll'.
Le ftri~ cauaate dalle armi da guerra. Sintesi della relazione 1111nitaria sugli eserciti tedeschi duran te la spierra franoo-gennanioa 1870-'l l. - Roma, 1889. Un volume di pag. 34'8, prezzo ridotto. . L. 2 M.1.RAYBA. Studii .torico-critici sulla meningite cerebro-spinale epidemica i o Italia e par t icolarmente nell'esercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 • 6() ooo 2 tavole graflobe. Prezzo ridotto d l LINAIU. Le lesioni t 1<\umat iohe de i centri nervosi. !'.l emoria onorata del premi , &iberi. - Roma, 1900. U n volwue d i pag. 320. P rezzo ridot to • , 3 150 aroau e G10t.u.1ui:u.r. - La malaria in Italia. Opera onorata d el 1° p remio al concorso Ribori. Un volume con 'I grandi tavole oromolitograflohe. Rnma, 1885; prezzo ridotto . • 3 TOMB:LLINI. Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli iD811ritt i. - Roma, 18'15 . 3 00 CosANI. - Guid a del medico militare per le esercitazioni pratiche eul eervi:do sanitario in campagna , 2 50 ~ - U . - Per l' acquisto delle opere sopr aindicate Inviare comml11lon1 e vnglla a ll'Ammlnlstraz 1ont dtl Giornale di medicina militare via XX Settembre Roma.
EIALIN.1.nx SALVATORE, mliggiore medico. -
L'anatomia e la chirurgia operatoria della man:libola e delle parti molli che le. rivestono. - Napoli, 1906. Un voi. in 8' di pe.g. 130, oon 58 fig ure intercalate nel testo. (Vendibile pre&110 l'Autote, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli) . . . . L. 3 lo. ID. - La chirurgia dello vie biliari. Memoria onorata di un attestato di lode delle. Sociétà medico-chirurgica di Bolopna. - Bologna, 1903. Un voi. in 16• di pag. 198, (Vendibile p resso l'Autore, Corso Vittorio Ema nuele 386, Napoli). l ~I.NTUcOI STEFANO, mnggiore medico, libero docente di oftalmologia e di olinica oculistica nella Regia Unive rsità. di Torino. Studio scientifico pratico sui traumatismi oculari. Voi. d i 242 pagine con 16 tavole contenenti 63 microfotografie e con prefazione del professor C. RBYMOm>, direttore della Regia clinica oculis tica di T orino. Roma, Enrico Voghera 1906. (Veod ilJile • 4 presso la tipografia Enrico Voghera, via Po 3, Roma1 . . . . R. R1v.u.TA., capitano medico. - Malattie professionali ed infortuni del lavoro nella vite. c ivile e nella vita militare. Rocca S. Casciano 1908. (Vendibile presso l' autore, 11 ° reggimento fanteria, ForU). . , b C .,1.s.i.L1 PIETRO, tenente medico. La chirurgia conservatrice nei suoi rapporti con la traumatologia e la legge concernento gli infortuni sul lavoro. T rattato di eeegcsi clinica in rappor to alla Propedeutica chirurgica generale e e.Ua :egiela?ione sociale italiana. - Roma, 1901, Società editrice Dante Alighieri. • 3 (Vendibile presso l'autore, via XX Settembre 89 p. 1°, Roma) . In. m. - L'ipotesi dell'evoluzione. Studi e ricerche. - Milano, Associazione t ip. pri, . 2• ed.iz., 1900. (Vendibile p resso l'Autore, via XX settembre, 89 p. 1°) • 2 D1t FALOo A1tDB&A, tenente colonnello medico. Patogenesi unica delle malattie vascola ri, BGCretive e nodulari degli occhi e degli organi vicini. Un voi. in 8° di pag. 240 con 8 tavole fuori testo. - Napoli, Società com merciale libraria., I 005 . • 8 S.,1.eELUCO URBANO, capitano medico. - Faeciature ed apparecchi, frattu re a ln1111f\zioni. - Fironze, tip. B a rbèra. . . . . . . . . . . . . . • l'll:STJ FRANCESCO, tenente colonnello medico. Ricordi di microbiologia pura ed a pplicata. - u n voi. in 16° di pag. 4,08. Firenze, 1906. (Vendibile preBSO l'Autore, ecuola d'applicazione di sanità. militare, Firenze). . , . • . • 6 In. I D. - Le malattie infettive diffusibili più frequenti oel soldato italiano. Nozioni di epidemiologia militare. Un voi. in 8° grande di pag. 298. - Firenze, 1907. (Vendibile presso l'Autore, scuola d'applicazione di sanità militare, Firenze), • 7 In. tn. - Le g.r and i epidt!rnie esotiche. Colera, peste e febbre gialla, - Amano, U lrico R oepli editore, (Manuali Hoepli) . . . . . . . . . . . . • 2 VrantA ToM:MAso, maggiore medico. - Il consulente Sanitar io, Guida pratica per c onoscere e curare lo malattie in assenza del medico. ID Eclizione. Un voi. di pag. 410; elegantemente rilegato in tela. Rocca San Clillciano. L. D Cappe lli 18 99. (Ve ndil.,ile pres.~o l'Autore, via N apoleone Jl l o. 70.Roma). • 3 R S.anw E ur.ENIO, capitano medico. Lo ferite prodotto dalle modornc armi da fuoco da guerra , oscluse le artig lie rie. - Ilaveuna, 1911, T ip. Rnvegnann. (Vendibile preaeo l 'Auto r e, o spedale milito.re di L i vorno , 10 -
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GIORNALE DI
MEDICINA 1'11LITARE Direzione e Ammlnlstraz : Via Venti Settembre (Palazzo del Ministero della guerra)
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Per l' Italia e la Colonia Eritrea . • Per l'Estero •
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GIORNALE DI
MEDICINA MILITARE Pubblicato dall ' I s pe t tor a to di Sanità mili t a r e Gio r nale di medicina milJta.r e: 1861- 1884
Qlomal•
medico de l Regio Eoe rcilo • della Real• l\llarlna : 18811-189 ~ Giorru1I• medic o del Rea io Eee rc lto : 18Q6 -1QO?
ANNO LXll - 1914
'FASCICOLO
X II
31 D ICEMBRE
SOMMARIO •EIIO&I F. U&IGl l'W _.LI,
Rendiconto statistico delle operazioni chirurgiche ese1mi1e ne/,!h s tabilimenti sanitari . . . . . . . . . . . • . . . • • • . . Pag. 957 militari nell'anno t9t3 . &l't'IIIT_.
aa G IO&èW .. LI IT_.1, 1.. lH
ED a,~9TERI.
( Y. l' Indi ce 11ell'inlcrno clella C(•ptr/f11a)
OIR EZI-ONE E D AMMINIS TRAZIONE
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' .J • 1
-
INDICE DELLA. R1 V1ST.à DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI RJ VISTA DELLA STAMPA Mlm!CO-Mll, ITAR t~ ESTl::RA . RI VISTA ; IEOICA. Campani. - l'n nuovo seg no rrog11vslico nella tu bercolosi polmona re. La reatlone all'olio d1 crot ..n
1001
RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA. Petrazzani o Saocozzl. - Sullo stato di rnentP del solda to Augusto ~laselll
4005
lll VJ STA DI CHll\t:RG!A UI GUisllRA. Walter. - fJas Fran1.iisìsche lof:interleg,m:hoss Lange. - Die orthop.. dae 1m ~ric~e Rochard. - S'esl-on servi de ba1le., dum-dn n, Falk. - Zur hehandlung des l etanus mit suhk ulaueum magnesi um injekUonen . Touberl. - I colpi oa rnoco rl~ll"apoflsl m11:ito1ct11 per armi ria !{nerr:i • O"Hallu!n. - La diagnosi ,mm~,li~ la de lla mortr III temro 111 guerra" Schn•e. - Oic hacllijObrucl1sc h•11 ,li<lra~tio11s-~ Jamincrn zur behaodlung von knochen· vurlotzuogen i,u feldc RIVIST.~ Ili CHIRUHGIA GKNKRALK. Valllant. - t;o ., ;.:raude s implillcation 11.10s I ·,,1;tr11lio11 ,Ics rad iographies Tarduccl. amhliop,e Galeottl. -
1007 1001 101l
IOlt 10l1 1013
1011
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!015
RIVISTA UI OCULISTICA. i'i oovo dlploscopw r er In rletermina1.ione del Vl, us nella simulru:loue ilelle IOIS
III VIS J'A DI ANA'rOMI A E Fl$1ULOGIA NOll)IALE E PATOLOGICA. Gli cffoLl i dell'aleool 11Plla la tica In moutagn;i.
IIIVIS'l'A Ol MALATTIE VENERIIE E Dll:LLA PELLE. Oe Napoli. - Il Treponema pallidnm 11.illa sillll,1e cc,n,:cniL1 rd Il \'alore contro 11uesta riel Oiossldiam,do-arsfnobeozolo . Risicato. - Una nuo,•a forma di •lermatosi os,er•a ta in l.ìbia De Napoli. - Sopra uo caso di dermato111~·asi~ m"scnsa •la sarcophaga bec~eri osservato a Tripoli niVISTA Ul .\llsl)ICl;>ìA 1.KGALE. Papantl•Ptlletler. - 0 ,111~ co~, d~lt.1 maschera u1·cl11mo1lca clolla Cnccla consecutiva a traumi Lura.co•acirli •u1 1na. I1 Papantl·Pelletter. - L'odellla auto•con t ush o rlrJ.th opero, as,lcurali .'iECROLOGIO. Per il onente merlic•, Alfonso Priori An~clo Celli fi iuseppe Farina
·co:w1mKNZE SCIEN l'IFI CHE IIE(;f.l OSl'EOAl,I ~Ul,ll'ABI MOV l~l!':iWJ AVV l!:Nlll'I :>KL t:ORPO S.H\ITAHIO E ;\ ~;L PEHS0:'<Al,K FAR.MACKUTJ<.:O
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Pubblicazioni vendibili presso I' Amministraz. del 11 Glomale di medicina mllltare 11 l ' IA XX $8T1'R~ IU\M, i' A L A7.7.ù OKI, Mll'll.<TKHI) O>:UA UUSHltA
l11e11.u.oo P1tr110, tenente genere.le medico. - Sull'azione degli attuali fucili da guerra e specie.I mente del fucile italiano di piccolo ce.libro, in confronto con quello di medio calibro. /Studi sperimentali, con 16 tav. di fotografie e radiografie riprodott.e in fototipografie.). - Roma, 1903. (Vendibile preeso la Tip.Voghera) L. , li>. ID. - Le operazioni più frequenti nelle. chirurgia di guerra con 112 figure intercalate nel testo. - Firenze 1898. (Vendibile pre880 le. Lib. Bernardo Seeber Firenze) . . . . . . , 8 Anlropomdna mililaTe. - Risultati ottenuti d&llo llpOglio dei fogli sanitari delle ol&lllli 1859- 1863; due volumi in 4° con atlante: Voi. I (De.ti antropologici ed etnologici) con Atlante della geografia an· tropologica dell'Italia. - Roma, 1896 . . . . . . . • . . • 18 , 8 ·Voi. II (Dati demografic i e biolog ici). - Roma, 1906 • • • • .
MEMOR I E
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ORIGINALI
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RENDICONTO STATISTICO DELLE OPERAZIONI CHIRURGICHE
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E SEGUITE NEGLI STABILIMENTI SANITARI MILITARI NELL'ANNO 1913
Le operazioni chirurgiche che furono praticate negli stabilimenti sanitari militari durante l'anno 1913 sommano a 2335, cifra, che pur non comprendendo gli atti operatori eseguiti nelle nostre colonie (663 in Tripolitania, 302 in Cirenaica, 57 in Eritrea), i quali formeranno oggetto d'una. relazione a. parte, rappresenta sempre un aumento in confronto del numero delle operazioni fatte negli anni precedenti, con una. differ enza in pi.ù di 43 inter venti rispetto al 1912. I morti furono 30, il che corrisponde alla proporzione dell' 1.28 p. 100. Come si è fatto per gli ultimi rendiconti, si sono raccolti nello specchio À. i dati statistici delle operazioni classificate in gruppi , coll'indicazione del nome dell'operatore e dell'esito degli atti opera· t ivi, e nel successivo specchio B i suddetti gruppi di operazioni sono ripartiti fra gli stabilimenti sanitari. I 2335 interventi, che comprendono pure 69 riduzioni incruente di fratture, e 39 riduzioni incruente di lussazioni, sono stati classificati in 16 gruppi, comprendendo nei primi 7 le operazioni sulle varie regioni, negli altri 5 successivi quelle sui vari sistemi e tessuti e nei rimanenti le asportazioni di tumori, le estrazioni di corpi estrl\nei, e le operazioni per flemmoni, ascessi e p aterecci, che si è ritenuto opportuno riunire in gruppi a parte, anzichè distribuirle per regioni. Nell'ultimo gruppo infine sono riportati gli atti operatori di minore importanza (asportazioni di unghie incarnate, spaccature di ematomi, di seni fistolosi, ecc.). Ai suddetti specchi statistici faremo precedere, come al solito, una. breve relazione sui casi più importanti, nèi limiti consentiti dalle succinte annotazioni, segnate nelle tabelle nominative, mod. 8, dei singoli operati. !. - OPERAZIONI SUL CRANIO. Ricorderemo anzitutto una craniotomia, eseguita dal maggior medico Pettinelli su un carabiniere per ferita d'arma da fuoco, con frattura. della volta cr anica, affondamento dei frammenti e fatti di com• 611 -
Giornale di w edicina mi/ilare -
Fase. Xli.
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U58
RE:SDICONTO STATISTICO
pressione cerebrale; l'operatore praticò col trapano di Doyen sulla zona colpita un'apertura, attraverso alla quale riuscì a sollevare i frammenti infossati e ad asportarli con una pinze., con esito di guarigione. Sono quindi riportate 5 craniectomie: une. praticate. dal tenente colonnello medico Salinari in un caso di ferita d'arma da fuoco alla testa1 con asportazione di parecchie scheggia ossee e risultato di guarigione per seconda.; due dal capita.no medico Lionti, rispettivamente in casi di lesione d'arma da fnoco aìla. regione parietal~ destra con frattura del cranio, fuoruscita di sostanza cerebrale e paralisi degli art i superiore ed inferiore di sinistra (morto due mesi dopo l'intervento per encefalite) e di ferita d'arma da fuoco alla stesse. regione con ascesso extradurale, con risultato favorevole; le altre due, dai capitani medici Lanze. e Frau in casi di frattura esposte. del fronte.le, con asportazione di numerosi frammenti ed esito di guarigione. Sono quindi riportate 33 trapanazioni dell'apofisi mastoide per mastoiditi determinate da diffusione del processo suppurativo dell'orecchio medio, con 30 esiti di guarigione, 2 non specificati ed 1 morto. In 9 casi l'intervento chirurgico si limitò al semplice taglio alla Wilde, in 12 a.Itri la mastoidotomia fu seguita. dal\'a.ntrotomia, e nei rimanenti fu praticata l' attico-antrotomia. L'esito letale si verificò in un caso di otite media sinistra con sintomi di compressione cerebrale : si fece la trapanazione dell'apofisi mastoide e della fossa temporale senza riscontrare alcuna raccolta purulenta, ed all'autopsia si constatò un piccolo ascesso in vicinanza del ponte e della ipofisi.
!I. -
0PERAZ10NI SULLA FACCIA.
a)" Ope1·azioni sugli occhi. Dei molteplici atti operatori praticati sull'apparecchio visivo faremo cenno anzitutto di 2 enucleazioni del globo oculare: l'una eseguita dal maggi.ore medico Vasilicò col processo del Bonnet in un caso di nevralgie cicatriziali del globo oculare sinistro; l'a ltra dal capitano medico Marri in un caso di ferita da scop pio di fucile all'occhio destro, in corrispondenza della. zona ciliare (lato interno), con ernia dell'uvea : entrambe con risultato favorevole. · Seguono 4 asportazio11i di pterigio, con esito di guarigione; 13 est irpazioni di ca.lazio, di cui 7 escise dal lato esterno e 6 dal lato congiunti va.le, e con risult'l.to per tuti:& di guarigione per p1ima1n. Souo inoltre segnate 3 iridectomie con esito di guarigione: 2 praLicat e dal tenente colonnello medico Sant,oro in casi di lesioni penetranti
DEf..LE OPERAZI01'"1 CHIBGRGIOHE, ECO.
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del bulbo oculare, con svuotamento parziale dell'occhio ed emia. dell'iride; 1 dal capita.no medico Marri in soggetto presentante glaucoma suhacuto, precedentemente operato di sclerotomia, ed 1 estirpazione completa del sacco lacrimale per dacriocistite, con risultato favorevole. b) Ope1·azi·oni sul naso e orecchi. Fra. gli interventi sul naso sono registrate 9 asportazioni d!i polipi nasali; 8 resezioni dei turbinati inferiori ed 1 del medio; 5 asportazioni della mucosa in casi di rinite ipertrofica; 2 resezioni della. cartilagine in casi di spina. e devia.zio~e del setto; ed 1 estrazione del segmento inferiore dell'osso ne.sa.le sinistro cariato in individuo affetto da. ascesso al solco naso-facciale di sinistre. e ce.rie dell'osso nasale corrispondente, con esito di guarigione per tutti gli operati. Fra. le operazioni sull'orecchio ricorderemo 2 asportazioni. di polipi auricolari con l'ansa a freddo e 4 paracentesi della. membrana. timpanica nel q ue.drante post-e ro-inferiore in casi di otiti medie acute, con risultato di guarigione. c) Operazioni sulla ret?-obocca. Numerosissime furono nfll 1913 le ablazioni di tonsille ipertrofi.che: sopra 63 asportazioni, 33 furono praticate col concotomo dell'Hartmann, 22 col tousillotomo di Fahnestok, 2 con quello di Mathieu, 2 colla pinza. a morcellement di Boulet, 2 col metodo di (Jelso, 1 colla pinza dell' Arslan ed 1 con quella.. del Roualt; per tutte, meno un esito non indicato, è segnato ri~ultato di guarigione. È registrata ancora l'asportazione di un polipo peduncolato dell'ugola, con guao.gione per prirnam. In fondo a.I II gruppo sono riportate 15 operazioni sulle ossa àella faccia, di cui 7 per frattura. della. mandibola. In un caso di frattura. del mento da colpo di moschetto, con frantumazione di tutto il corpo della mandibola. e vasta. lacerazione del labbro inferiore e del pavimento bocca.le, il tenente colonnello medico Calegari fece l'estrazione di scheggia ossee libere e la plastica del pavimento boccale e del mento, ottenendo guarigione della. ferita operatoria ed esito di retrazione del mento, con perdita di qua.si tutto il corpo della mandibola. In un altro caso di ferita d'arma da fuoco alla regione del mascellare inferiore, con frattura. comminutiva delle branche orizzontali della mandibola, flemmone settico e distruzione delle parti molli, il dott. Pizz; uto, odontoiatra, rimosse in primo tempo tutte le :,cheggie ossee e :fece le cure necessarie per debellare il processo settico, che aveva invaso tutta la regione mandibolare fino alla sopra.ioidea; in secondo tempo applicò un apparecchio di protesi per supplire alla mancanza. d elle branche orizzontali, ed esegui, con risultato favorevole, una plastica. per scivolamento di un vasto lembo cutaneo, sollevato dal collo,
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BE:-IDICONTO STATISTICO
allo scopo di ricoprire l'apparecchio di protei:ii applicato. In 2 altri casi di frattura si fece l'estrazione di sche~gie ossee necrotiche ; in altri 2 casi si praticò l' osteosintesi metallica., previa. riduzione dei monconi, e finalmente in 2 si applicò semplicemente un apparecchio di sostegno e di contenzione dei frammenti ossei. Sono inoltre segnati 2 casi di frattura del mascella.re superiore destro con ferite profonde delle parti molli, in cui fu fatta. l' asportazione di scheggia ossee; 2 ca.si di necrosi estesa della. mandibola, con ablazione di tutto il tratto osseo necrosa.to ; 1 caso di osteoperiostite dello zigomo e dell'arcata zigomatica sinistra, con svuotamento della raccolta pnrulenta e raschiamento dell'osso; un caso di sinusite suppurata del mascellare sinistro e flemmone settico alla faccia da carie del 2° molare, con apertura del seno attraverso l'alveolo di detto molare, e finalmente un caso di lussazione temporo·mandibolare ridotta col metodo ordinario: per tatti, meno per uno non spe• cifìcato, è indicato l'esito di guarigione.
III. -
OPERAZIONI SU L COLLO.
Fra le openv:ioni sul collo sono registrati 2 interventi per angina del Lud wig, con risultato di guarigione, ed una tracheotomia. d' urgenza praticata su una guardia carceraria in un caso d1 flemmone settico del collo con edema acuto della glottide ed asfissia immin ente, con esito letale; all'autopsia si riscontrò il pericardio ispessito, ed aderente alla parete toracica, cuore flaccido colla mitrale rigida, stenotica, insufficiente.
TV. -
0PERAZI0~1 SUL TORACE.
Sono comprese in questo gruppo 13 toracentesi praticate quasi tutte coll'aspiratore del Pota.in in 12 casi di pleurite essudativa ed in 1 caso di feri ta d'arma da fuoco al torace destro con emotorace. Sono segnate 11 guarigioni, 1 esito non indicato ed 1 letale al 5° giorno dall'intervento, ma la tabella relativa non porta altre indicazioni. Seguono 3 toracotomia intercostali: 2 nel 7° ed 1 nell' 8° spazio in casi di empiema metapneumonico, con 2 guarigioni ed 1 decesso in soggetto tubercoloso, in cui, date le gravi condizioni, non fu possibile la rese;:;ione costale. Sono quindi registrate 28 toracotomia retrocostali con 26 guariti e 2 morti, l'uno al secondo mese dall'intervento per t11bercolosi miliare acuta, l'altro al 12° giorno per peritonite da per forazione del diaframma in seguito a pleurite diaframmatica
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•
DELLE OPERAZIONI CHIRURGICHE, ECC.
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saccata. Dei 28 interventi, 25 furono praticati per empiema pleurico, 2 per emo-pio-torace da ferite d'arma da fuoco ed 1 per carie costale; in 1 caso fu resecata la 5\ 6\ 7\ sa e !)a costa, in 1 la 6\ in 2 la 7n, rn 18 1'8\ in 3 1'811 e la 9°, in 1 la 9&, in 2 1•sa., 9a. e 10a. Fra le operazioni sul torace noteremo infine 1 resezione della 4a costa nel suo capo articolare con lo sterno in soggetto tubercoloso; 1 raschiamento della 9a costa con asportazione di scheggie mobili in un caso di ferita d'arma da fuoco al costato destro, con perforazione dell~ suddetta costa, ed 1 raschiam.ento dello sterno per carie tubercolare: esito di guarigione.
V. -
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ÙPE RAZIONI SULL AODO~IE E BACINO.
aì Lapa.rotornie. Ne sono segnate 19, con 16 guarigioni e 3 morti, Furono praticate 4 laparotomie per lesioni traumatiche: la prima dal tenente colonnello medico Santoro nell'ospedale civile di Breno in un caso di ferita da pnnta al ventre penetrante in ca.vi tà i all'apertura dell'addome non si rinvennero perforazioni intestinali o dello omento, e fatta la toilette del cavo peritoneale, si richiuse la ferita a str11.ti1 lasciando un piccolo stuello nell'angolo inferiore: il decorso fu favorevolissimo ed il ferito lasciò l'ospedale al 20° giorno dall'intervento. La seconda laparotomia fu eseguita dal tenente colonnello medico Salinari su un caporale del 29° cavalleggeri, il qua.le in seguito a calcio di cavallo aveva. riportato una contusione grave all'addome: fatta la laparotomia con t aglio sottombellicale, ed un'accurata !l.spor• tazione del contenuto intestinale versato nel peritoneo, l'operatore, dopo una metodica esplorazione delle anse, rinvenne lungo il tenue una soluzione di continuo della forma e della grandezza di una moneta da 2 centesimi, ed eseguì la recentazione dei bordi di questa e sutura. alla Lem.bert, quindi sutura a. strati delle pareti con drenaggio alla Mikuliz: la morte seguì il giorno dopo l'operazione. La terza laparotomia. fu praticata dal maggiore medico Pettinelli su un soldato del 6° genio, che in seguito a caduta da una. scala aveva riportato una grave contusione addominale: eseguito il taglio sopraombellicale, si riscontrò il peritoneo congesto, con abbondante raccolta sierosa, giallo-citrina, e Pintestino con molteplici lesioni, che furono suturate: esito infausto per peritonite. La quarta laparotomia. fu praticata dal maggiore medico Di Giacomo su un marinaio ferito all'addome in rissa da arma da punta e taglio: fatto lo sbrigliamento della f e rita, situata nella fossa iliaca destra, si rinvenne nella cavità addominale liquido purulento e presenza di materie fecali. L 'intestino
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RENDICONTO STATISTICO
era stato leso in sei punti : fatte le suture, la. cavità addominale fu accurata.mente detersa e fognata e la. guarigione avvenne senza alcun inconveniente. Altre 9 laparotomie furono esegui te per appendicite, con altretta.ute guarigioni per prima intenzione: in 8 casi l'intervento fo richiesto da appendiciti acute. Altre 5 furono praticate per peritonite tubercolare, con 3 esiti favorevoli e 2 letali: in uno di questi si riscontrò all'autopsia tubercolosi diffusa di tutti i visceri addomi_nali, pleurite adesiva a sinistra. con focolai multipli, specie nel lobo inferiore del polmone corrispondente : nell'altro si constatò t ubercolosi miliare acuta. Infine è segnata una. laparotomia per peritonite purulenta, generalizzata da appendicite perforata, con risultato di guarigione. b) ()per azioni 1·aclicali di ernie viscerali. Gli interventi per la cura radicale delle ernie viscerali nel 1913 furono 423, di cui 400 per t1rnie inguinali unilaterali, 7 per ernie inguinali bilaterali, 11 per ernie crurali, 3 p1:,r ernie della linea alba e 2 per ernie ventr ali : meno per 2, in cui non è indicato, è segnato per tutti esito di guarigione, e per la quasi totalità per prima intenzione. Delle JOO erniA inguinali unilaterali, 214 avevano sede a destra e 186 a sinistra: il metodo generalmente adottato fu quello classico del Bassi ni applicato in 396 casi, in 2 fu adottato il processo Mugnai, in 1 quello del 'l'ricomi e in 1 q uello del Ferrari. Sono segnati 5 interventi per ernie strozzate: in un caso operato dal maggiore medi co P ettinelli all'apertura del sacco si notò un'ansa intestinale fortemente cianotica, uniformemente ricoperta da sierosa liscia e lucente, la quale venne ridotta previa fissazione col catgut; si fece quindi l'escisione del sacco, la sutura del dotto vagino- peritoneale e la riduzione d e l testicolo: in secondo tempo si praticò la cura radicale col metodo Ba.ssiui. I casi di ernia recidiva furono 7 e l'oper.azione ebbe esito per pi·imam; quelli di ernia inguinale congenita 14 ; inoltre 9 volte l'ernia fo associata a varicocele, 5 ad idrocele comunicante e 2 ad idror·ele cistico della, vaginale e contemporaneamente alla cura radi cale dell'ernia fu fatta la resezione delle vene ecta.siche e l'asport azione dell'idrocele. Nei 7 operati per ernie inguinali bilaterali fu per tutti adottato il proces,,o Bassini, con altrettanti esiti di guarigione per prima intenzione; negli 11 opertLti cli eruie crurali , 4 v ~lte fu seguito il processo Bassini, 4 il metodo inguinale del .Ruggi, 1 il processo Tricomi, 1 qnello Ceni ed 1 quello del Berger, con guarig ione per prima1,1 in tutti i casi. Fi11almente uei 3 operati di ernia della linea alba fu
DF.LLE OPE&AZIONJ OHlRURGICR81 ECO.
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prescelto il processo Bassini, e dei 2 operati di ernia. ventrale, in un caso (operatore maggiore medico Di Giacomo) trattavasi di ernia an• tica, consecutiva a ferita d'arma da fuoco, situata nella regione mesogastrica laterale destra : escisa mediante un taglio ovala.re l'estesa cicatrice, ed aperta la cavità addominale, si fece l'asportazione di briglie epiploiche e quindi Ja sutura a 4 :1trati della parete a,ddominale. Anohe in questi casi si ottenne la guarigione per p1·irnam. c) Operazioni di fistole anali, emorroidi e ragadi anali. Sono da prima segnate in questo gruppo 66 operazioni di fistola anale. di cui 42 eseguite col proc~sso ordinario dell'incisione col bistori e 20 colla. spaccatura a mezzo del termocauterio, eon esito di guarigione per tutte. Dei 42 operati coll'incisione del bistori, 26 guarirono prima d el 20° gi~rno, 9 fra il 20° e 11 30°, e 7 fra il 30° e il 45'; dei 23 trattati col termocauterio, 7 guarirono entro 20 giorni, 5 fra 20 e 30, 4 fra 30 e 45 e 7 dopo il 45° giorno. !':ìeguouo 81 interventi per emorroidi, ùi cui 16 praticati col metodo della legatura e 65 col termocauterio, con altrettanti risultati di guarigione. Dei 16 operati colla legatura, per 9 la durata della cura pc.,st-operutoria fu inferiore ai 20 giorni, per 6 variò dai 20 ai 30 e per 1 fra i 30 e i 45; dei 65 trattati col termocauterio, iu 43 la guarigione avvenna prima del 20° giorno, in 17 fra il 20" e il 30'\ in 1 fra il 30? e il 45° e in 4 dopo il 45' giorno. Sono d a ultimo registrate 7 operazioni per ragadi anali, con esito di guarigione; la divulsione degli sfìateri fu seguita nella maggior parte dei cMi dalla cauterizzazione col termocauterio, e dei 7 operati, 6 guarirono entro il 20° e 1 entro il 25° giorno. Nei 4 interventi per prolasso del retto, in 3 casi fu seguito il processo del "\Vithead ed in 1 quello del 'l'hiersch. cl) Operazioni sull'appamto 1,ro-genitale. Fra le operazioni sullo apparato uro-genitale ricorderemo anzitutto una cistotom ia soprapubica eseguita dal teneute colonnello medico Giani in un caso di restringimento uretrale: si ebbe esito letale un mese dopo l'intervento. Sono quindi segnate 6 uretrotomie interne, con 5 guarig ioni ed 1 esito non indicato, in casi di restringimenti da uret,riti blenorragiche di antica data: le operazioni. fnrono praticate coll'nretrotomo del Maissonneuve. Seguono 2 uret,rotomie esterne : l'una eseguita. senza conduttore da l capitano medico Sertoli in un caso di re,.;tringimento uretrale organico della porzione perineo-bulbare con infiltramento urinoso del pene, dello scroto, della regione ipogastrica e perineale, con esito favorevole; l'altra dal capitano medico Verando in un caso di rottura dell'uretra con infiltrazione urinosa dello scroto
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RF:NDICONTO STATISTICO
e del pene, in soggetto ricoverato per ileotifo: la morte seguì al 6° giorno dall'intervento per detta infezione. Sono ancora riportate 16 dilatazioni graduali dell'uretra., con 14 risultati di guarigione e 2 non specifica.ti, delle quali 7 graduali praticate colle sonde del Beniquè, 6 eseguite col divulsore del Voilemier e 2 con lo strumento rli Holt; 7 orchiectomie, di cui 6 per tuberC'O· losi dell'epididimo e del testicolo e 1 per sarcoma, e 3 orchiopessie per ectopia del testicolo, con esito per tutte di guarigione. Gli interventi per la cura radicale del varicocele furono 297, con 2\J6 risultati di guarigiQlle ed 1 non indicato. Nel maggior numero dei casi (132) fu eseguita la. resezione fra due-legature delle vene varicose e la sospensione del testicolo all'anello inguinale, o mediante l'affrontamento dei due monconi; in 53 fu applicato il metodo del . Carta, in 32 quello del Durante, in 20 quello del Kocher, in 20 fu praticata la. scrotectomia alla Delbet; in 19 fu prescelto il processo del Naratb, in 11 quello Tansioi-Bonnette, in 8 quello del Kahler, in 1 quello Bonomo, in 1 q uello Parhtvecchio. Dei 296 esiti di guarigione, qnesta avvenne prima del 20° giorno in 172 casi, fra il 20° e il 45° in 118, e i.n 6 dopo 45 giorni. Sono successiv1101ente registrate 29 operazioni per idrocele, di cui 23 per idrocele cistico della vaginale, 2 per idrocele cistico del funicolo spermatico e 4 per idrocele comunicante: con 28 esiti di guarigione ed 1 non indicato. Nei 23 operati per idrocele cistico della vaginale, in 8 fu applicato il metodo del Bergmann, in 6 quello del Wolkm,mn, in 4 fu eseguita l'eversione vaginale alla Iabulay-Vautron, in 2 fu adottato il processo del Kahler, in 2 quello Durante e in 1 quello Parona; nei 2 operati di idrocele cistico del funicolo fu prescelto il metodo Bassini e nei 4 operati di idrocele comunicante, 3 volte si ricorse al processo B assini t:-d 1 volta a q nello del ·wolkmann. La dnrata della cura post-operatoria per 23 fu inferiore ai 20 giorni e per gli altri 5 oscillò fra i 20 e i 30. Fra le operazioni sull'apparato uro-poietico sono infine segna ti 94 interventi per fimosi, con altrettanti esiti favoreli, meno per 2, in cui non è indicat.o: in G4 casi fu praticat,a la circoncisione, in 33 si fece il taglio dorsale del prepuzio ed in 7 si ad ottò il processo Campana. VI. - 0PERAZI0~I SULL1 ARTO SUPERIORE. Fra gli atti operativi eseguiti sull'arto superiore ricorderemo in primo luogo 2 amputazioni, con esito favorevole : l'una del dito medio sinistro in caso di frattura comminutiva esposta, l'altra della falan.
DELLE OPEUAZ[ONI OHIRURGIOHl!:1 ECO.
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getta dell'indice sinistro, in caso di ferita lacero-contusa. Seguono 18 disarticolazioni: due dell'anulare sinistro in casi di asportazione delle due ultime falangi da ferita d'arma da. fuoco ; 1 del medio destro io caso di ferita lacero-contusa con flemmone settico; 1 dell'anulare destro in ca.so di frattura da ferita d'arma da. fuoco; 9 della. 2' falange (4 per ferite lacero-contuse; 2 per fratture comminute, 2 per necrosi, 1 per neuroma. d'amputazione) ; 5 della 3• falange (4 per fer ite lacerocontuse, 1 per necrosi ). Meno per uno, non indicato, è segnaio per tutte esito di guarigione. Sono inoltre segnate 5 resezioni, di cui 1 atipica della spall"' sinistra. eseguite dDl tenente cc,lonnello medico Carta-Mantiglia in un caso di frattura. con lussazione della test.a dell'omet'o sottocoracoidea, riportata. in seguito a caduta da cavallo; 1 resezione di esostosi dell'omero e del radio destro fatta dal capitano medico R icci; 1 resezione del gomito sinistro alla Durante, praticata dal tenente medico Puglisi-Allegra in un caso di anchilosi post-traumatica; 1 parziale dell'estremo superiore del cubito destro per osteite tubercolare fatta dal maggiore medico Angelini-Paroli, ed 1 della 2~ falange del medio sinistro per cancrena secca eseguita dal maggiore Pettinelli. Per tutte è indicato esito di guarigione. In un caso di pseudartrosi dell'omero destro consecutiva a. ferita d'arma da fuoco il capitano medico Ricci fece la recentazione dei monconi e la sutura metallica, ma senza alcun risultato. Sono ancora segnate 6 sequestrotomia (1 dell'omero, 1 del cubito, 1 del radio, 3 di meta.carpi), di cui 4 per frattura. comminuta da fe. rita d'arma da fuoco e 2 per ca.rie, con esito di guarigione; 2 estrazioni di scheggia ossee in casi di frattura del radio da ferita d'arma da fuoco ed 1 estrazione di emartro dall'articolazione omero-cubitale
destra, con risultato di guarigione per primam. Le riduzioni di fratture dell'arto superiore furono 62, di cui 5 cruente e 57 incruente, con altrettanti esiti di guar igione, meno per 1 non indicato : delle prime, 2 furono praticate per frattura della clavicola, 1 per frattura del l'omero, .1 del cubito e 1 della 2' falange del medio; delle 57 incruente, 6 furono eseguite per frattura della clavicola, 23 per frattura dell'omero, 4 del radio e cubito, 14 del radio, 9 del cubito, ed 1 del metacarpo. Sono da ultimo segnate 34 riduzioni incruente di lussazioni, di cni 18 della spalla (13 sottocoracoidee e 5 intracoracoidee), 13 del gomito, 1 dorsale del carpo, 1 metacarpo-falangea ed 1 falango-faJangea. P er t utte, tranne per 1 rimasto in cura al 31. dicembre 1913, è segnato esito di guarizione.
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R ENDI CONTO STAT ISTICO
VII. -
1
OPERAZIONI SULL ARTO INFERIORE.
Fra le operazioni prat icat e sull'ar to inferiore sono anzitutto registrate 7 amputazioni, di cui 1 della coscia eseguita. dal tenente colonnello m ed ico Salinari al terzo superiore con metodo di necessità a racchetta, modificato, in un caso di osteomielite inferiord del femore consecutiva a ferita d'arma da. fuoco della coscia sinistra, con t rattamen to per 2' i ntenzione ; 3 della gamba, l 'una delle quali fatta dal magg iore medico P ettinelli, a due lembi, al terzo medio in ca.so di asportazione del p iede per t rau ma, l'altra dal capi tan o medi co Deiana al ter zo superiore, cop_ metodo circolare, in individuo affetto da a rtrosinovi te t ubercolare tibio-astragalica e tarsea del piede dest ro, e la terza dal capit ano med ico Pomponi, col metodo circola.re, al 3° m edio in caso di osteo,condro sai·coma del p erone, con esi to di g uarigion e per zn·i mam ; 1 am putazione del 2° metatarso prn.ticata dal tenente colonn ello mediuo Salin ari in caso d i ferita d'arma fuoco a l piede destro e 2 11mputazioni cli di ta a martello esegui le dal m aggiore medioo A ngel iniParoli, con esi to f tworevole. Seguono 5 disarticolazioni, di cui 1 del 1° metatarso p er carie tubercolare, 1 dell'alluce per spina v en tosa, 1 del 2° dito per dito pendulo, 1 del 5•> per dito a martello, ed 1 della 1• falan ge del 3° di to per frnt · tura comrninut i va da l esione d'arma da fuoco. Meno per 1, rimasto in cura al 31 dicembre 1!)14, è segnato per t utte ris ultato di g uari gio11e. Sono inoltre segnat.e 5 art.rotomie : 3 per gonartrite p1.1ru lenta1 1 per gonidrnr to t raumatico ed 1 per gonem ar tro, con 4 esi ti d i gua rigione e 1 decesso, avvenut o 45 gior ni dopo l'in terven to in caso d i ferit a d'arma da fooco all'art icolazione dal ginocchio sini stro con frat tura rlella rotula e gonosiuovite purul enta; 28 paracentesi ar ticolari al gi nocchio, cou 2u risultati di guarigion e e 2 t ut tora in cura al 31 d icembre 1913, di cui 18 per gonemar tro t ra umatico, 4 per g onidrarto traumatico, 4 per gonart.rit e reumatica e 2 per a rtrosinovi. te t nbncol are ; 4 esrÈrpaziooi d i borse sierose prerot.u lee con 3 esit i cli g uar igirrne ed 1 non s peci fi cato. Son o ancora regis trate 6 resezioni, di cui : 1 dell'osso iliaco i u u n caso di ferita d'arm a d a fuoco gluteo-addomin11.le, con frattura com m i nutiva di detto osso, eseguita dal ca.pi tano med ico L ionti, il qua le fece anche l'estraz ione di g rosse scheggia ossee residu11.t e d a llo sc hegg iamento della cre,;ta iliaca e di un grosso frammento m eta llico; 1 r esezione del g inocchi o col metodo D nrante praticata d al tenente m e-
DELLE OPEIUZlONl OIURUlWI OHE, ECC.
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dico Paglisi-Allegra in caso di gonartrite tubercolare, con estesa osteite subcondilica e focolai multipli epifìsari; 2 resezioni del perone eseguite rispettivamente dal maggiore medico Perego e dal capitano me· dico Lionti in casi di osteomielite e di carie tubercolare ; e 2 resezioni parziali e regolarizzazioni fatte dal tenente colonnello medico Salinari per calli ipertrofici, deformi, a superficie aspra, minanti i tessuti molli soprastanti: per tutte, meno per 1, è segnato esito di guarigione. Se· guono 3 sequestrotomie (2 della tibia, 1 del peroue) per lesioni d'arma da fuoco e per osteomielite ; 7 raschiamenti (2 del femore, 1 della rotula, 3 della tibia ed 1 del perone) in casi di periostite (5). di postumi di ferita d'arma da fuoco (1), e di con tusione (1) : 12 estrazioni
di scheggie ossee (3 dall'osso iliaco, 3 dal femore, 1 dalla rotula, 4 dalla tibia e 1 dal calcagno) : 1 asportazione di esostosi dalla 2• falange dell'alluce ed 1 innesto osseo in caso di frattura della tibia con perdita di sostan za per ferita d'arma da fuoco: per tutti, meno 1, tuttora in cura a l 31 dicembre 1913, è segnato esito di g uarigione. Le riduzioni di fratture furono 53, di cui 12 cruente e 41 incruente, con altrettanti esiti di guarigione, meno per 2, rimasti in cura al 31 dicembre 1913. Delle 12 cruente, 5 furono praticate in seguito a frattura del femore conseguen te a ferita d'11.rma da fuoco, 6 per frattura trasversale della rotula ed 1 del 3° metatarso; delle 41 incruente, 15 forono eseguite per frattura d el femore, 11 per frattura. delle ossa dAlla gamba, 1 della rotula, 8 della tibia, 6 del perone. Infine ,;ono segnate 2 riduzioni incruente di lussazioni posteriori, l'una del ginocchio, l 'altra del piede, con risultati di guang1one e perfetta funzionalità per entrambe.
VIII. -
0PERAZ10N l Sl.:I VASI.
Furono praticate 12 allaceiature di vasi; 1 dell'arteria temporale per a.neurisma fa lso traumatico, 1 legatura della vena basilica per lesione da taglio, 1 Jell'arteria omerale al 3' superiore per ferita da arma da tuoco al braccio sinistro, con fenomeni di scoppio delle parti molli e dell'omero e con esito letale il giorno dopo l'intervento per shoch. Seguono 5 allacciature dell'arteria femora le: in un caso di ferita da scoppio di granata al ginocchio destro con suppurazione ed emorragia secondaria dell'arteria femoral e all'uscita del canale di Hunter, il capita.no medico Lionti praticò la legatura. del vaso a.I sito dì Haller. Dopo 10 giorni ricomparve l'emorragia nel sito della lesi one, e si intervenne immediatamente, legando in sito l'arteril\ lesa
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RENDICONTO STATISTICO
direttamente dal processo suppurativo e colla legatura dell'arteria poplitea; ma, nonostante si fosse praticata una fleboclisi di mille grammi di soluzione fisiologica e l'autotra.sfu sione, il ferito morì dopo 4 ore dall'intervento per anemia acuta. In altri 2 casi l'allacciatura della femorale fu eseguita per falso aneurisma traumatico artero-venoso, conseguente a lesione da arma da fuoco, e negli ultimi 2 per aneurisma spontaneo della poplitea. Sono infine segnate 3 allacciature dell'arteria poplitea per aneurisma spurio artero-venoso da ferita da arma da fuoco (in 1 caso fo legata ar1che la vena omonima) ed 1 a.Jlacciatura della collaterale àorsale dell'alluce in caso di ferita da taglio alla regione metatarso-falangea. Esito di . guarigione per prima, meno 1 caso rimasto in cura al 3Ì dicembre 1913. Sono inoltre comprese in questo gruppo 7 operazioni per varici all'arto inferiore (3 a destra, 3 a sinistra, 1 bilaterale): la vena interessata fu quasi sempre la safena in terna e la flebectomia fu praticata col metodo del Trendelemburg. E sito di guarigione in tutti i casi.
IX. -
OPERAZIONI SUL SISTEMA GLANDOLARE LINFATICO.
Le operazioni sul 1:1istema gla.ndolare linfatico sommano a 216, con 205 risultati d i guarigione, 10 non specificate ed 1 rimasto in cura al 31 dicembre 1913. Sono registrate 7 asportazioni di glandole ingorgate nella regione sottomascellare, di cui 6 ebbero una durata post-operatoria inferiore ai 20 giorni ed 1 superiore; 15 enucleazioni di adeniti alla regicne cervicale con 9 guariti entro un mese e 6 oltre questo limite; 21 asportazioni di adeniti ascellari, di cui 13 guarirono prima del 30 giorno o 8 dopo. Sono infine riportate 173 operazioni di adeniti alla regione inguino-crurale, di cui 74 di natura idiopatica e 99 di origine venerea. Delle prime, 7 erano bilaterali, 38 avevano sede a sinistra e 29 a destra: 7 1~denopatie interessavano soltanto le regione crurale; degli altri 99 interventi, 8 furono bilaterali, 39 furono praticati a sinistra e 52 a destra. Per quelli la durata della cura i:,ost-operatoria fu inferiore ad un mese in 32 e;asi, e per questi soltanto in 34. X. -
0 PERAZIONJ SUI 'l'ENDI~l E SUl MUSCOLI.
Sono r<.' gist,rate in questo gruppo 8 teno1Tafie, di cui 7 per ferita. da arma da taglio ed 1 da arma da fuoco e così distril:iuite: 1 dell'estensore del pollice, 1 dell'estensor~ dell'indice, 1 del medio, 2 degli
DELLE OPERAZIONI CHIRURGICHE, ECO.
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estensori del, medio e dell'indice, 1 degli estensori delle 4 ultime <lita., 1 dell'estensore del mignolo ed 1 dei flessori dell'anulare e del mignolo. Per tutte è segna to esito di guarigione per pi·imam, con ripristino della normale funzionalità. Sono inoltre comprese 9 estirpazioni di cisti sinovia.li (gangli), con altrettante guarigioni, meno 1 esito non indicato: circa. la sede, erano situate 4 al dorso della mano, 1 alla regione del polso e 4 al dor~o del piede. Da ultimo sono segnate 4 asportazioni di ernie muscolari, con esito di guarigione per p1·imam (1 della coscia, 3 della gamba) ; 2 suture muscolari e 1 riduzione forzata di una retrazione muscolare, con risultato favorevole. XI. -
OPERAZIONI SUI NERVI.
Sono riportate 4 neurorrafia : 1 del radiale, praticata. dal capitano med ico Caccia in un caso di ferita d'arma da punta e da taglio al 3·0 infer iore del braccio c0n paralisi del radiale completa di moto e parziale di senso; 1 del mediano, e,;eguit a dal capitano medico Dej ana. in caso di lesione da taglio alla. regione anteriore del polso; 1 del radiale ed 1 di rami del plesso brachiale fatte dal tenente medico Puglisi-Alle~ra. per ferite da arma da fuoco: per tutte è segnato esito di guarigione per primani, con ripristino normale delle funzioni. XII. -
OPERAZIONI DI PLASTICA.
Sono comprese in questo gruppo 8 operazioni di plastica.: in un caso di vasta perdita di sostanza della guancia sinistra il tenente medico Ciulla. praticò una plast ica deHa faccia mediante lembo cutaneo sollevato per f'trisciamento dalla regione laterale omonima del collo : altre 3 plastiche per scorrimen to eseguì il tenente medico Mazzone in casi rispettivamente di ferita la.cero-contusa. suppurata alla region e zigomatica con perdita di cute e di cellula.re sottocutaneo, di ferita d'arma da fuoco dei te,;suti molli della. r egione auricolo-mastoidea e .:li lesione da arma da fuoco al 3° superiore deHa regione esterna. del braccio destro. Il capitano medico Saggini Jece una. plastica per lembi a scorrimento i11 soggetto presentante antica cicatrice da scottatura alla mano destr a con sindactilia [del 3°, 4° e 5° dito; altra. plastica eseguì il tenente colonnello medico Calega.ri in caso di sindactilia totale congenita del medio ed anulare sinistro. Finalmente 2 innesti cutanei alla Thiersch furono rispettivamente pratica.ti da.I capitano medico Lionti e dal tenente colonnello medico Salinari in casi
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RENDICONTO STATlSTlCO
di vasta perdita di 1:1ostanza dei tegumenti della faccia esterna e posteriore della radice della coscia sinistra e di estesa piaga al dorso del piede destro consecutiva a pesta.mento. Si ebbe risultato di guarigione per tutti i casi.
XIII. -
A.sPORTAZIONI DI TUMORI.
Le asportazioni di tumori furono 111, con altrettanti esiti di guarigioni, meno per 1 non indicato: le loro varietà sono riportate nello specchio A per ordine alfabetico. Accenneremo anzitutto a 7 asportazioni di angiomi, di cui 2 alla fronte, 2 al cuoio capelluto, 1 alla regione sopra.clavicola.re, 1 al quadrante inferiore sinistro dell'addome ed 1 alla regione inguinale; 1 di ateroma al padiglione dell'orecchio; 80 estirpazioni, di cisti, di cui 8 al cuoio capelluto, 2 alla fronte, 2 alla radice del naso, 8 alla guancia, 8 al padiglione dell'orecchio, 4 alla regione parotidea, 18 alla. regione sopra.ciliare, 11 a.Ila. regione cervicale, 1 al quadrante inferiore dell'addome, 1 alla spalla, 1 all'epitroclea, 2 all'anulare, 1 al mignolo, 2 al prepuzio, 3 all'epididimo, 1 all'inguine, 1 alla coscia, 3 al ginocchio e 3 alla gamba. Seguono : 1 asportazione di encondroma al padiglione dell'orecchio; 5 di fibromi (1 alla nuca, 1 alla regione la.tero-cervicale, 2 al braccio ed 1 al dorso della mano); 5 enucleazioni di igromi, di cui 3 prerotulei, 1 al gomito ed 1 al dorso del piede; 8 estirpazioni di lipomi (1 alla nuca, 1 alla guancia, 1 all'addome, 2 all'avambraccio, 2 al dorso della mano ed 1. alla. coscia); 3 asportazioni di papillomi, di cui 1 al <.:uoio capelluto, 1 alla regione cervicale ed 1 al dorso del piede, e finalmente 1 estirpazione di sarcoma al femore.
XIV. -· E STRAZIONI DI CORPI ESTRANEI. Anche nel 1913 furono numerosissime le estrazioni di proiettili interi e di fra mmenti di essi, eseguite per la maggior parte so feriti reduci dalla Libia: si estrassero infatti 59 proiettili interi e 18 fra.mmenti, con 71 esiti di guarigione, 1 non indicato e 5 morti, dei quali 3 verificatisi rispettiva.mente al 3°, al 4° ed al 7"' mese dall'inter vento per ascesso retrocolico, per nefrit e e per ileotifo ; il 4° in un caso di ferita d'arma da. fuoco attraversante il bacino, complicato da ferita del retto, frattura comminutiva dell'ischio destro ed a.rresto del proiettile r,,l disotto del piccolo trocantere, e l'ultimo in un caso di ferita d'ar ma da fuoco penetrante all'addome con permanenza del proiettile, frattura dell'ileo sinistra e lesione dell'S iliaca.
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DELLE OEERAZIONI CHIRUROICHI!, ECC.
971
Circa la sede, 2 proiettili furono estratti dalla nuca, 1 dalla regione mandibola.re, 1 dall'orecchio, l da.lla regione carotidea, 2 dall'ascellare, 2 dalla scapolare, 2 dal braccio, 2 dal gomito, 2 da.Il'avambracoio, 2 dal palmo della mano, 4 dall'emitorace destro, 2 dalla. regione dorsale, 1 dal pene, 2 dal cavo ischio-rettale, 1 dalla regione glutea, 15 dalla coscia, 4 dal ginocchio, 10 dalla. gamba e 3 dalla regione dorsale del piede. Dei 18 frammenti di proiettili, 1 fu estratto dalla regione frontale, 1 dalla mastoidea, 1 dalla deltoidea, 3 dal braccio, 1 dall'avambraccio, 9 da.1 palmo della mano, 1 dalla coscia ed 1 dalla gamba. Sono da ultimo registra.te 11 estrazioni di corpi estranei, con 10 risultati di guarigione ed 1 letale in un caso di ferita da scoppio di granata alla. regione glutea destra, con permanenza di una scheggia metallica: la morte avvenne al 21° giorno dall'intervento per emorragia secondaria sopravvenuta. nel sito di un'altra lesione riportata. in corrispondenza. del 3° inferiore della. coscia omonima. Noteremo: 1 estrazione di corpo estraneo dalla cornea, 2 dal braccio (ago o scheggia d'acciaio), 3 dalla mano (frammenti d'ago), 4 dalla regione glutea (pezzi di !ltoffa, di vetro, frammento d'ago) ed 1 dalla gamba (scheggia metallica). XV. -
ÙPERAZIONI PER FLEMMONI, ASCESSI E PATERECCI.
Le operazioni per flemmoni furono 60, con altrettanti esiti di guarigione: 19 di essi avevano sede alla regione cervicale, 1 all'ascella, 1 al braccio, 1 all'olecrano, 8 all'a.vambra.ccio, 16 alla mano, 1 all'emitorace destro, 1 alla regione ipogastrica sinistra, 1 alla glutea, 3 alla coscia, 1 alla regione poplitea, 2 alla gamba e 5 al piede. Gli interventi per ascessi sommano a 130, con 119 risultati di guarigione, 3 rimasti in cura al 31 dicembre 1913, 1 non indicato e 7 morti. Gli esiti letali si verificarono: in 3 c1.1,si per ascesso epatico da dissenteria, operati per la via trauspleuro-diaframmatica, rispettivamente all'll 12' e 16° giorno dall'intervento; nel 4° per ascesso appendicolare dopo 7 me~i dall'atto opera.tivo; nel 5° per ascesso alla :regione ilio-trocanterica sinistra, avvenuto un mese·dopo l'intervento; nel 6° per ascesso tubercolare alla fossa iliaca destra (dopo 8 mesi dall'operazione) e finalmente nel 7° per ascesso flemmonoso alla regione ilio-trocanterica di sinistra. dopo 30 giorni dall'intervento.. Dei 130 ascessi, 4 avevano sede alla nuca, 3 al mento, 5 alla guancia., 3 perialveolari, 4 alla regione tempora.le, 7 alle tonsille, 21 alla regione cervicale, 2 alla scapolare, 4 all'ascellare, 2 al braccio, 1 all'avam0
,
972
RENDICO~TO STATISTICO
braccio, 1 alla regione costo-vertebra.le, 2 al torace con ca.rie costale, 5 al fegato, 2 para.renali, Il alla fossa. iliaca, 6 ischio-rettali, 16 perianali, 2 peri uretra.li, 2 alla prostata, 8 alla regione glutea, 8 alla coscia destra, 3 a lla regione poplitea, 5 alla gamba e 3 al piede. Sono infine segnate 17 operazioni per paterecci, con altrettanti esiti di guarigione: 11 interessanti il pollice e 6 l'indice.
XVI. -
0PERAZI0XI
v ABIE.
Nell'ultimo gruppo sono registrate: 78 asportazioni di unghia in carnate, praticate quasi t utte coli 'incisione mediana, con 76 risultati di guarigione, 1 non indicato ed 1 tut,tora in cura al 31 dicembre 1913; 9 aperture di ematomi, con 6 guariti, 2 rimasti in cura ed 1 mort,o un mese dopo l'intervento in un caso di vasto ematoma periarticolare della spalla sinistra. conseguente a ferita d'arma da fuoco, con flemmone settico diffuso a tutto l'arto corrispondente: 1 degli ematomi aveva sede al padiglione dell'orecchio, 1 al setto nasale, 1 al sopracciglio, 1 alla spalla, 1 iLl gomito, 2 alla regione glutea e 2 alla,· coscia; 23 spaccature di ·seni :fistolosi con 22 guarigioni ed 1 tuttora in cura al 31 dicembre Hl13: di q uesti, 1 sottomentoniero, 1 dentario, 4 sopraioidei, 1 alla regione dorsale, 2 allo scroto, 3 all'uretra, 2 al perineo, 1 a.lla r egi'o ne glutea, 4 all'inguine, 2 alla coscia e 2 alla gamba; 3 escisi.oni di cicittrici con altrettant,i esiti di guarigione, di cui 1 a l collo e 2 retrattili al pollice ed al mignolo; e finalmente 8 suture di ferite (1 alla palpebra, 2 al padiglione dell'orecchio, 1 a.Ila
lingua, 1 al perineo, 2 al pollice ed 1 all'indice), con risultato per tutte di guarigione.
973
DELLE OPERAZIONI Cl i IRURGICBE1 ECC.
SP.&CC RIO
A. -
Quadro statistico delle operazioni.
OPERAZIO:>il KII OPER.!TORI
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0Pl!R,UIOINI SUL CRANIO.
a) craniotomie .
1
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Maggiore medico: Pettinelli l. b) cranlectomie .
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Tenente colonnello medico: Salinaril. Capitani medici: .F rau 1, Lanza 1, Lionti 1.
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e) t rapanazioni dell'apofisi mastoidea
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2
1
2
2
Tenenti colonnelli medici: Carta Mantiglia 1, Calegari 4, Riualdi 2. Maggiori medici: Pettinelll 5, Perego 1, Tomba l, Di Giacomo 1, De Rosa I, Sotis I , Delo.o;u 1. Capitani medici: Lanza 1, Sa~gini l. Cimino 1, De Sarlo 2, Pomponi 2, Volpe I, Ricci I, Caccia 2. Tenenti medici: Schiavoni 2, Pepe 1, Puglisi l.
I
2
ÙPBRAZIONJ SULLA. FACCIA.
a) operazionl sugli occhi: 1) enucleazioni del g lobo oculare Maggio re medico: Vasllicò I. Capitano medico: Marri 1.
2
2) aeJJOrtazioni di pter igio
4
4
18
18
58
54 -
-
Capitani medici: Santamaria I, Mazzaglla L Tenenti medici: Pugliei,Allegra 1, Lucangeli I. 8) asportazioni di calazio Tenenti colonnelli medici:Calegarf 1,Santoro l. Maggior i medici: Morino 2, Vasilicò 1, Di Giacomo 1. Capitani medici: Monaco C. 1, Santamaria 1, Caliendo 2. Tenenti medici: Piott.i 1, Ciulla 1, Puglisi-Al· !e gra l.
Da riportarsi 63 -
Glo,-nal ~ di medid11a militat·e - Fase. Xli.
974
Rll:NUICONTO STATISTICO
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Tenente colonnello medico: San toro 2. Capitano medico: Marrl l. 5) operazioni per dacr iocistite
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Tenente medico: Puglia i-Allegra l.
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I
b) operazioni eul naso: 1) asportazioni di polipi nasali
Tenente colonnello medico: Citannn 1. Maggiore medico: Pettinelli 3. Tenenti medici, Puglisi-Allegra 4, Plotti l. 2) turbinotomle .
- -
Maggiori medici: Pettinelli l, Pierg-ianni 2. Tenente medico : Pfotti l. 3) resezioni della mucosa ipertrofica
Maggiore medico: Piergianni I. Tenenti medici : Plotti 3, • Pinarol I l. 4) operazioni sul setto
- -
Maggiore medico : Pettinelli J. Tenente medico : Piotti l. 5) altre operazioni sul naso
Tenente medico: Ciulla.
I
e) o perazioni sull'orecchio; l) asportazioni di polipi auricolari .
2
2
-
-
-
4
4
-
-
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11
Maggiore medico: Plerglanni 1. Tenente medico : Piotti l. I
2) Paracentesi della membrana timpanica Cnpitanl medici: Sertoll l, Caccia l. Teuente medico: P1otti l. Sottotenente medico: Molero-Lott J. Da t"Ì])Of'(tJf'SJ
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d) operazioni sulla bocca e retrobocca:
1) asportazioni di tonsille Tenenti colonnelli medici : Calegari 1, Ber· nucci 2, Santoro 1. Maggiori medici: Pettinelli 12, Piergianni 1, Delogu 1 Capitanì medici: Monaco C. 2, Cimino 2, Saggini 1, De Harlo 2, Tonietti 3, Sertoli 8, Verando 1. Deiana 1, Volpe 1, Zuccari 1, Caliendo 2, Caccia 14, Snntomauro 1, Tirelli I. Tenenti medici: Plnaroli 3, Piotti 2, Pertini 1, Mazzone 8.
68
62 -
1-
1-
2) altre operazioni . Capitano medico : Caccia l. e) operazioni 11uJle 011ea della faccia
15
14 -
Tenenti colonnelli medici : San toro 2, Calegari 1. Maggiori medici: Pettinelli 1, Perego l,Cbini 1. Capitani medici: Cimino 1, Lionti 1. Tenenti medici: Mazzone 2, Ciulla 8, PuglisiAllegra 1, Pizzulo 1.
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2
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18
11
8 ' OPERAZIONI SUL COI.LO.
1) operazioni per angina del Ludwig Maggiore medico : Pierg!anni 1. Capihno medico : Tonietti 1.
1-
2) tracheotomie . • Tenente colonnello medico: Calegarl 1. 4
0PBRAZION1 S UL TORACK.
o) toracentesi Maggiore medico: Sotis 1 . Capitani medici : Pierucci 1, Ricci 1. Amenta 1, Santomauro 1, Spediacci I, Caccia 8, Tlrelli l . Tenente medico: Properzl 1. Sottotenente medico; Ruggiero 2, Da r iportar,;
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976
RENDIOO~TO STATISTICO
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Tenente colonnel\o medico: Carta Mantiglia 1. Capitano medico: Truffi 1. Tenente medico : Me.none 1. e) toracotomle retrocostall Tenenti colonnelll medioi : Calegarl 4, Salinar: 4 . Maggiori medici: Pettinelli 4, Vasilicò l,Sotis l. Capitani me dici: 1,faij9arotti 1, Llontl 2, Cimino•, P omponi 3, Ricci S, Tirelll l. Tenente medico : Adamo l. d) operazioni varie . . Mairgiore medico; Angelinl·Paroli l. Capitano m edlco: Lionti l. Tenente medico: Schiavoni l. 5
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OPERAZIONI S ULt.'A DDOME E S UL BACINO.
• ) laparotomie
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1) per traumi Tenenti col onnelli medici : Santoro 1, Salin&ri 1. Magg iori medici: Pettinelll I , Di Giacomo 1.
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2
-
-
2) per append ioite .
9
9
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5
3
-
-
21
Tenente col onnello medico: Calegari 1. Capitani medici: Vale rio 1, Caccia l. Tenente medico : Puglisi-Allegra 6. 3) per peritoo ite tubercolare Tenente col onnello medico : Caleg ari I. Mag-giore m edico: Di Giacomo 1. Capitano m edi co : Ricci 2. Tenente medico : Sing litico l.
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4) per prriton ite purulen ta.
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T enente medico: Pug lisi-Alleg ra 1. Da r iportarli
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b) operazioni radicali di ernie viacerali 1) ernie inguinali unilaterali
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Colonnello medico: Bonomo S. Tenenti colonnelli medici: Salinari 31, Tom . masina 6, Carta Mantiglia 6, Cal egari 14, Saotoro 6, Bellia l, Bernuccl I, Cltaona 3, Santoro 1. l\lagii;iorl medici: Pettinelli 9, A belli 4, Perego 7, T revisan I, Vasllicò 6, Chini 4, Plergianoi 2, Riva U. 18, Angeli ni-Paroll 5, Marini 8, Di Giacomo IS, Delogu S. Capitani medici: Lanza 9, Virgill I , Vardeu l, Monaco C. I, Castagnooe 2, Balliano '1, Mass;irotti 4, Cimi no &, Coda I. Saggiai 4, Molisani 6, Troiani I, De Sarlo 6, Valerio 2, Veranda 1, Sertoli 2, Ricci 29. P omponi 9, Deiana 10. Volpe 8, Zar.cari 18. Liontl 25, Mazzaglia 4, Tirelli I, Car,cia 9, R isicato 1. Tenenti medici: Singlitico 5, Mazzone 9, Maetrodni I, fcbiavoni 5, Pepe 8, Ciulla 251 Stazzona I , Catrarelll 3, Puglisi,Allegra 81. Sottotenenti medici: Testorl 2, D'Avack 1. 2) ernie inguinali bilaterali. Tenente colonnello medico: Calegari 1. Magp-iori medici: A belli 1, Riva U. 1, Di Giacomo I. Capitani medici: Pomponi I, D-:imur tas l. Tenente medico: Mazzone 1.
8) ernie crurali . Tenente colonnello medico: Calegar-1 2. Ma!?glori medici: Riva U. I, Angelinl-Paroll 1, Di Giacomo~!. Capitani medici: Cimino 1, Saggiai 1, DeSarlo 1, Lionti 2, Caccia 1. 4) ernie della linea alba.
Tenente colonnello medico: Carta Mantiglia 1. Capitani medici: De Sarlo 1, Lionti l. Da ,.ipo,.,a,.s1
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1) fistole anali : incisione col bisturi
Tenenti colonnelli medie!: Salinar i '7, Bdlia I, Citanna I. Mai:rgiori medici: Pettinelli 3. A belli I, Tomba 1, Pizzocaro I, Riva U. 1, Piergian ni I, Delogu 2, Aogelini-Paroli I. Capitani medici: Lanza I, Cast~none 1, Clmino 2, Truffi 4, Troiani 2, Ricci I, Volpe I , Mazzaglia 1. Tenenti medici: Mazzone 4, Ciulla 4, Bordone 1. 2) fistole aDalì: incisione col termocauterio.
Riporto 5) ernie ventrali.
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Maggiore medico: Di Giacomo I . Sottotenente medico: Lagravinese 1.
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I
e) operazioni di fistole anali. emorroidi e ragadi anali
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Tenente colonnello medi co : Calegsrf 8. Magiriòri medici: Pettinelli 3, Marini 2 . Capitani med ici: Frau 2, PompoDi 2, Deiana 1, Ricci I, Pepe 2, Zuccari 1 , Caccia 1. Polidoro I. Tenente medico: Puglisi-Allegra 4. 8) emo rroidi: asportazione colla legatura.
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Tenente colonnello medic o : Calcgari 3. Cllpita11i w 0;:clici: Ballianu l, C imiuu 2. Verando 2, Sertoli 1, Zucc!lri }. 'fonenti medici: Singlitico 1, Mazzone 5 4) emorroidi: asportazione col termocauter io •
T enenti colon nelli medici: Car ta ~lantig lia 2., Calep-11 ri 3. Mal!'iriori medici: Pettinelli i , Chini 1, Tomba 1, v~silicò 2, Pingianni 1, Riva U. 6, Ange1ioi-Pa rol1 2. Sotis l. Capitani medici: Lanza l, Molisani 2, De Sarlo 2, Ser toli 2. l'omponi 6. Ri cci 5 . Volpe 1, Zuccari 2, Mor,aco C. 1, Lionti 4, Caccia 8. TenPnti med ici : Bruno 1, Giulia 4, Pu g lieiAlle:;rra. 6. Da r1j101"1arsi
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Maggiori medici: Pierg lann i 1, Sotis 2. Capitani medici : Lionti I, Caccia 1. Tenenti medici: Ciulla I, Pug lfs i-Allegra I. 6) operazioni per prolasso rettale Tenente colonnello medico: Del Vecchio I. Maggiore m11dico: Riva U. l. Capitano medico: Lanza l. Tenente medico: Pug l isi-Allegra 1. 6
0PBRAZ!ON! S ULL'AP PARATO U RO - G E:,,!TALE.
1
• ) cistotomie eoprapubiche. Tenente colonnello medico: Giani l.
I
11
b) uretrotomi e interne Tenente colonnello medico: Citanua s. Capitano medi co : Molisani I. Tenente medico: M anrrioi 2.
6
e) uretrotomie esterne
2
5
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1
-
1
Capitani medici: Varando l, Sertoli 1. d) dilatazioni graduali dell'uretra
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14
-
7
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-
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-
2
Tenente colonnello medico: Calegari 3. Ma12"~iore medioo : Riva U. 1. Capitani mecl ici: Virii;ili 1, Cimino l , Truffi l , Pomponi :l, Ricci 2, Zuccari l, Caccia 2 . Te nenti med ici: l\lazzone l , Pug-lisi-Allegra 1. e) or chiect omie •
Tenente colonnello medico: Calega ri a. Mag-giore meri ico: Pizzocaro l. Ca pitani medici: Ri cci 1, Lionti ~. f) orcbiopessie
Colonnello medico: Bonomo 1. Ten,mte medico: Cinlla 2.
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g) operazioni per varicocele
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Colonnello medico: Bonomo S. Tenenti colon nelli medici: !:'alinari 21, Ca rta-
.
Mantiglia 4, Calegari 20, Santoro 3, &Jlia 1, Bernucci li, Citanna 1. Magg iori medici: Pettinelli 11, Federici 10, Abelli 6, Pere1to 2, Vasil icò 19. Chini 12, Tomba 1, Pierg ianui 1, Riva U. 1, Augeli n i.l'n~ol: 1, :lia,, riì S, Di Giacomo 11, Sotie 4, Rosai 1, Ta.vazzani 2. Capitani medici: L1111za5, MonacoC, l , Balliano2, Caatairu oue 2. Maasarotti 1, Tro vanelli 1, Gimino 6, Sap;g ini 1. Molisan i 3, De Sarlo 1 , Yeran do 4. Sertoli 6, Pompon! 2, Ricci 14, Modestinl 3, DE>murta!! l. Vol pe 7, Zuccari ='>, Cotugoo 1, Caccia '7, Tirelli 1, L ionti 3, Mazzaglia 3. Tenenti medici: Bruno 1. Solar i, De Albentls 2 , Lucangeli 2, Mazzone 20, Schiavon i 5, Pepe 4 , Risicato J, Properzi 1, Ciulla 6, Staglione 1, Puglisi·Allegra 23. ::;ot t<>tenente medico: Scotti I. h) o·p~razioni
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per idrocele :
1) idrocele cistico della vaginale .
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Colonne llo medico: Bonomo 1. Tenenti colonnelli medici: Calegarl 1, San toro l, Salinari 1, Citanna 8.
Mi;~giori medici: Pettinelli l, Di Giacomo 2 , Sotis 2. Capitani medici: Cimino 2, Pompon l 1, Llonti 2, ~ ~a l Tenen t i medici: Ciulla 4, Pug lisi-Allegra 1. 2) idrocele cistico del funicolo. Ma~giore meclico : Vasllicò I. Capita no medico: Cimino l. 3) idrocele comunicante .
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Capitano med ico : P om pon i 1. Tenente med ico: P ugl isi-Allegra 3.
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Tenenti colonnelli medici: Salinari 'I, Santoro 1, Bellia 1. Citanna. l. Maggiori medi11I: Pettinelll 4, Federici 2, Vaalllcò J, Chini 1, Tomba 2, Pizzocaro 6, Angelini-Peroli 2, Di Giacomo 1, Delogu 2, Tavazzani 2. Capitani medici: Lanza s, Virglli ~. Balliano 1, Cimino '7, Frau 1, Saggini 6, De Sarlo 2, Valerio 1, Bertoli 8, Pomponi 2, Deiana 1, Spedaccl 1. Caccia 2. Santomauro 1, Carj.'lnterl 1, Tirelli 2, De Angeli• I. Tenenti medici: Bruno 2, Pertini 1, Salem 1, Lucangeli 2, Mazzone 5, Romeo 1, Schiavoni 1, Pepe 1, Ciulla e Aiello 1, Ciulla 1, Pisanò 1, Lucci 2. Sottotenenti medici: Nat ali 2, D' Avack 1, Vogl!a 2. 7
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O PERAZIONI SULL' ARTO S UPERIORE,
4) amputazioni .
. . . . . . Maggiore medico : Pettinelli 1. Tenente medico ; Puglisl- Allegra 1.
b) disart icolazion i . . .
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1 -
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Tenente colonnello medico: Calegari 1. Maggiori medici : Pettinelli S, Viale 1, Marzocohl 1. Capitani medici: Lanza 1, Cimino 4, Truffi 1, Ricci 1, Caccia 2. Tenenti medici: Mazzone 1, Clulla 2. e) resezioni eequestrotomie, asportazion i di frammenti, ecc. . Tene nte colonnello medico: Salinari 1, CartaMantiglia 1. Maggiori medici: P ettìnelli S, Angelini-Paroll 1, Delogu l. Capitani medici: Cimino 4, Ricci 2, Liontil. Tenente medico: Pug lisi. Allegra 1.
Da riportarsi
180'1 12'78 -
16
13
982
RENDICONTO STATISTICO
OPERAZ IONI Kll OPERATORI
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Riporto
16
180'11278 -
18
tl) r iduzioni di fratture 1) ornente .
5
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:Maggiore medico: Pettinelli 2. Capitani medici: Saggiai 1, Pomponi 2. I
2) incruente Te!!eOti colonnelli medici: Santoro 4, Sali· nari l , Rinaldi 2. Maggior i medici: Pettinelli 7, Marinil, Rossi l. Capitani med ici: Cimino 5, Frau 1. Pierucci 1, Vol pe .1, Zuocari I, Ricci 21, Lionti 2, Santomauro 1, Spedacci 1. Tenenti medici: Mazzone 4, Ciulla 2.
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57
56
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e) riduzioni di lussazioni
1) cruente.
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Tenenti cofonnelli medici: Carta- Mantiglia 1, Rina.Idi 1, Perassi l, Citanna J. Mai.i;tiorf medici: P ettinelli 5, Federici 1, chini 1. Capitani medici : Lanza 2, Sanna 1, Cimino 8, Marµ-ot ta 1, Ssg~ini 1, Sertoli 1, Vera ndo 1, Mazza.glia 1, Caccia l. Tenenti medici: Catraratti 1, Cern tti 1, Valdarneri 1, l\Jazzone 5, Ciulla 2, Lucci 1.
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Q i>ER.AZI0:-.1 SULL'ARTO l!WERIORE.
a} amputazioni
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h} disarticolazioni .
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Tenente colonnello medico; Salinar i 2. Magg iori medici: Pettindli 1, Angelini-Paroli 2. Capitani medici : Deiana I, Pornponi l. 'Tenente colonnello medico: Calegari 1. Mag-giori medici: Pettio elli 1, Bernucci 1, \'a~ilicù l Capitano merlico : (;accia 1.
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983
DELLE OPERAZIONI CHIRUR(H OHE 1 ECO.
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OPEliAZlONI Bo OPEll.-\TOlil
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1415 1883
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e) artrotomie, pa!'llcentesi articolari, estirpazioni di borse mucose. 1) artrotomie .
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Capitani medici: De Sarto l, Volpe 1, Lionti 2, Tenente medico : Ciulla 1. 2) paracentesi articolari
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2
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Tenenti colonnelli medici: Calegarl 12, Citanna 3. Maggiori medici: Pettinelli 3, Vasilicò l. Capitani medici: Sagg ini 1, Cimino 6, Caccia 1. Tenent i medici: Mazzone 1, Ciu lla 1. 3) estirpav.ioni di borse mucose
l -
-
Maggiore medico: Pettinei li 1. Capitani med ici: Cimino 1, Deiana 1. Tenente medico: Properzi l. d) resezioni, sequeatrotomie, raschiamenti, ecc.
l
-
Tenente colonnello medico: Salinari 4. Mngiriori medici: Pettinelli 1, P ere!to 1, Angelini-P arolì 1. Capitani med ici: Lanza l, Cimino 1. Molissni 2, Pierucci l, Sertoli l, Pom poni l, Ricci 2, L i011ti 5. Tenenti medici: Riello 1, Puglisi-Allegra l, Bordone 1, Ciulla 6. e) riduzioni di fratture
1) c ruente.
j
Tenenti colonnelli medici: Pera.sai l, Santoro l. Capitani medici: Cimino 2, Pompon i 1, Liou ti, 3, Ameuta 1. Tenente medico: Mazzoue 3. 2) incruente
I
Tenenti colonnelli medici: Rina ldi 1, Citanna 1, Santoro 2. Da riportarli
1535 1495
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19 14
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REKDICO:-.TO STATISTICO
UPERAZIO,'. I ED OPEIIATURI
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Riporto
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1535 1495
19 14
I
Maggiori medici: Pettinelli 1, Federici 1. Capitani medici: Lanza 2, Cimino 1, Saggini 1, Valerio 1, Sertoli 1, Ricci 14, Amenta 1, Lionti 6. Tenenti medici: Mazzone 1, Pepe 1, Ci una S.
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/ ) riduzioni di lussazioni
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2
1) incruente .
2
Teuente medico : :Mazione 2. 9
12
a) allacciature di arterie e veno.
Tenenti colonnelli medici: Calea-ari l , Sallnui ~
• Tenenti colonnelli medici: Carta-M1rnti glia l, Santoro 1. Maggiori medici: Di Giacomo 1. Capitani medici : Sertoli 11 Veranda 1, Lionti 1. Tenente medico : Mazzone l.
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ò) operazioni per varici.
0PERAZ.IONI SUI.
a) asportazioni
mascellare
SISTR>!A
0LANU0!.ARE
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Capitani medici: Frau l , Ricci 5, Zuccn.rl l , Volpe 1, L ionti 1.
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ÙPBRAZIONJ SUI VASI
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di ~landole nella regione sotto•
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Tenente colonnt11lo medico: San toro 1. Ma:<giore medico: Tomba l. Capitani medici: Cimino l , Volpe 1. Tenenti me<lici: Singlitico l, Lucci I , Letizia l. h) nella reS{ione cervicale
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15
Te11ente colonnello medico: Santoro 2. Mag-giori medici: Vasilicò l, Fanchiotti 1. Capitani med ici: Cimino 2, 'l'rufH 1, Verando 1, Sertoli 1, llicci l, Giulia l. Tenenti Oll'dici: Lncangoll 1, De Carla l, I Puglisi-Alleg r,, 1, Ricci 1.
Da riportarsi
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OPERAZIO~I ED OPl!:RATUIH
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e) nella regione ascellare Tenenti eolonnell! medici: Bellia 1, Santoro 1. Maggiori medici: Pettinelli 1, Vasilicò 1. Capitani medici: Lan:r.a 1, Cimino 5, Ricci 1, Caliendo l, Lionti 1. Tenenti medici: Ciulla 4, Bruno 1, Mai.zone l, Puglis i-Allegra l. Sottotenente medico : D'A vaok l
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21
Il) nella regione inguino-crurale (idiopatiche)
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Tenenti colonnelli medici: Calegarl 4, San toro l, Citanna 2. Magg iori medici: Pi1zocaro l , Riva U. 2. Pettinelli 2, Federici 1, Vasilicò 6, Pastorello 2, Angelinl-Paroli 4. Capitani medici: Lanza l, Truf:li li, Sagginl 1, Margotta 3, De Sarlo 2, Ver&.ndo 1, Pollidori 1, Ziccardi 1. Zuocari 2, Ricci 4, Lionti I, Amenta 1, Caccia 2. Tenenti medici: Bruno 2, Mazzone 8, Romeo I , Pepe 5, Forino 2, Ciulla 2, Puglisi-Allegra l, Properzi I . I Sottotenente medico: Testari I.
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1) n ella reg ion& ing uino cru rale (veneree). Tenenti colonnelli medici : Calegari 2, San-· ' toro 1, Perego 1. I Mo.J!'giorl medici: Pettinellì 6, Vo.silicò 13, Chini 2, Tomba 2, Riva U. 1, De Rosa 10. Capitani medici: De Sarlo 10, Valerio l, Maglioli 1. Cimino 3, Truffi 5, Soflirini 5, De Co.ria 2. Ricci 1, Lazzari l, Lionti I, Caccia 4, Tirelll 6. Tenenti medici: Camere.no 12, Mazzone 6, Letizia 2, Ris icato 1.
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99
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0PE11.AZI0Nl S UI T ENDINI E MUSCOtI
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' o) tenorrafia . I Tenente colonnello medico: Calegari 1. Maggiori medici : Pettinelli 1, Abelll 1. Capitani medici: Balliano I, Truffi I, De Sarlo l, Pompon! l, Lionti 1.
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8
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Tenen tt• colonnello medico: Calegari 1. Maggiore medico: Pettlnelll 1. Capitr1ni medici Cimino 2, Yerando J. Tenenti medici: Mauone 1. Scbia,·onl l. Sottotenente medico: D"Avack 2 e) estirpazioni di ernie muRcolarl
-
Tenentll colonnello medico: Caleµ-ari 1. Capitano medico: C,,ccia 1 Tenenti' medico: ruirltsi-Allegra 1. Sot1o1e11cute medico: Amici l. d) altre opei-.izioni
Mairgiore med ico: Pettinelli 3
12
ÙPBRAZJOr,,J l'lUI NBR\'I .
Capitani medici : Deìana l, Cacci.i 1. Teueote medico: Pugliei-AllelZ'ra 2
13
ÙJ>RRAZIO!O DI PI.ASTICA
Tenenti colonnelli medici: CalelZ'arl l, Salinari 1. Capitani medici: Sairginl 1, Liontl 1, Ciulla 1. Tenente medico: Mnzzone 3. A81·0RTAZIO:SI 1>1 TU)IORI,
11) angiomi. Tenente colonnello medico: Calell'ari 1 1 Maggiore medico: Tomba I. Capitano medico Cimino J. Tenenti medici : Salem 1, Lo Yeglio l ,Poglial-Allegn 1, Ciulla l.
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b) ateromi . . . . . . . . . Capit:ino medico: Cimino 1.
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1816 1'761
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DEL.LE OPERAZIONI OlIIRUPGIOHE1 E CO. o
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OPERAZIONI 1m OPERATORI
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e) cisti.
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1816 1'761 79
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1
Tenenti colonnelli medici: Calegari S, Sellia 1, S1mtoro 6, Salinari I. Maggiori medici: PeLtinelli '7, Federici 1, Perego l, Bernucci 1, Chini 2, Vasilicò l, Angelini-Paroli 1, De Rosa 2, Tavazzani 2, Sotis I, Delogu 3. Capitani medici: Lanza 2, Maglioli 1, Cimino 4., Truffi ll, Sag~mi 1. hlar~otta l, Sertoli 2. Ricci 2, De Murtae 1, Sautamarla 1, Zuccari 4, Caliendo 2, Liontt 2, Caccia 3, Tlrelli l. Tenenti medici: Ciulla :i, Bruno I. Bruno e Caf· raratti 1, Croce l, Salem 1, Mazzone 2, Forino 1, Pugliei-Allegra 1. Properzt I, Lucang• li J. Sottotenenti medici: D' Avack l, Natali I.
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d) encondroml . Maggiore medico : 'favazzanl l.
1
e) fibromi .
• Maggiori medici: Federici 1, Angelioi-Paroli l. Tenenti medici: Piccoli 1, Salem 1, PuglisiAllegra 1.
5
-
f) igromi. Maggiore medico: P ettinelll l. Capitani medici: Lanza 1, Ricci l, Lionti 1, Ruta l.
5
-
8
8
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3
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g) lipomi .
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- 1
TenenLi colonnelli medici: Citanna 1, Salinari 1. Maggiori medici: Pettinelli I, Riva U. I· Capitani medici: Truffi 1, Saggio! 2. Tenente medico: Schiavoni 1. h) papillomi .
Tenente colonnello medico : Calegarl l. Maggiore medico: Chini I . Capitano medico: Saggini 1.
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60 -
Tenente medico: Pngl!si-Allegra 1 .
15
ESTRAZIONI DI CORPI ESTRANEI.
a) proiettili e frammenti
1
Tenenti colonnelli medici: Salinar[ 9, Calegarl 5, Bellia 2, Rinaldi. Maggiori medici: P ettinelll 3, Feder icl 1, Pereiro I, Chini I , Angelini-Paroli 1, Di Giacomo J, Galvaguo l. Capitani medici: Lanza l, Cimino 2, Sagginl 2, De Sarlo 1, Varando 1, Pomponi I, Ricci 30, Zuccari 1, Monaco C. 1. Cotugno R, Liontl 1, Ameota 2, Vardeu 1, Caccia 1. Tenenti medici : Ciulla 2, Mazzone 1, Monica l, Pug liei-Allegra 1. b) altri oorpi estranei Tenente colonnello medico : Sani.oro 2 hla1?giori medie! : Pettinelli 1, Pereg o 1, Marzocchi 1, Dl Gia~omo 1. Capitani medici: Lanza 1, Cimino 1, De Sarlo 1, \"alerio 1. Tenente med ico: Ciulla 1. 16
ÙPBRAZIO:<I PRR l'LEMldONl 1 ASCESSI E PATERECCI,
a) flemmoni
Tenenti colonnelli medici : Rinaldi 5, San toro 4, Citanna 1. Ma:i:~iori medici: Pettinelti 12, F ederlci 1, Chini l, Vasillcò 10, Delminio l, Rossi 1, Delogn 1 Capitani medici : Cimino 2, De Sarlo 2, Veranùo 5, Seri.oli 2, Zuccari 2, Caliendo 1,
Lionti l . Tenenti medici : Bruno 1, CaJf~ratii 1, Mazzone 3, Stazzona 1, Ciulla 1. Sottotenente medico: Gasperini l.
Da riportar.si
2067 2004
16
9
989
DELLE OPEUAZIO:-:I CHIRUROJOm:, ECC.
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2067 2004
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180
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17 -
78
76
1 -
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Tenenti colon ne lli medici: Tommasina 2, Carta-Mantig lia 2, Calegari 3, Santoro 1, Citanna 2, Salinari 1. Maggiori medici: Pettinelli 7, Delminio 1, Angelinl-Paroli I, Marini 2, Di Giacomo 2, Rossi 3, Sotls l, Delogu 2. Capitani medici: Verdeu 1, Trovanelll l , Clmino 11, Truffi l, De Sarlo 6, Margotta 1, Ver ando 7. Sertoli 6, Pompon! S, P ierucci 1, Ricci 4, Zurcari 4, Ruta 1, Caliendo I, Amenta I. L10nti 4, Spedacci 6. Tenenti medici: Ciulla 16. Camerano 1, Pinaroli 2, :.tanfrini l, Mazzone 5, De Carie 3, Scb iavoni l, Letizia 2, Forino 2, Monica I, Stazzone I, Pu p;lisi I. Sottotenenti medici : Cerutti, Nat ali 1. e) paterecci Tenenti colo11nelli medici: Bellia I , Santoro 4. Maggior e medico: \"asilicò 2. Capit.ini medici: Zuccarl I, Demurtae I , Delana I, Sertoli I, Margotta 1, Ricci l. Tenente medico: ;',fazzone 4.
117
0PRRAZIO!'.I VAIIIE :
a) asportazioni di un!!hie incarnate Tenenti colonnell i medici : San toro 1, Calegari 2, Bernucci 1. l\Ia~12:iori medici : Abelli 1, Fanchiotti 1,Ceino2, De Prisco 1. Capitani medici: Lanza 2. Cimino 7, Frau 4, Saggiai 7, Mar~otta 4, De Bario 10, De Caris 1, Verando 2, Ricci 2, Caliendo 8 , Ciulla4, Spedacci l, Santomauro 1, Tirellì 2, Ruta l. Tenenti medici : Bruno 3, Salem 6, Scolari 1, G ranata I, Monica 1, Siaapi 1, Lucci 1, Forino 1, Letizi,i 1 Sottotenente medico: Cerutti 2.
Da riportarsi 64 -
Gionrnle di 111e.lici11a 111i/il(ln -
Fase. Xli.
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2292 2216
13
34
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RENDICONTO STATI STICO
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29
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1
d) eecislon i di cicatrici Tflnente colonnello medico: Santoro I. Maggiore medico : Peltinelli 1. Ca pitano medico : Gatti 1.
3
3
e) suture di ferite.
8
8
b) a perture di
eruatomi.
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3
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1
Tenenti colonnelli medici : Rina ldi 1, Calegari 2.
Maggiore medico: Perego 1. Capitani medici: Cimino 8, Ricci l , Caccia 1. e) spaccature di seni fistolosi .
-
-
-
-
-
-
-
-
T enenti colonnelli medi ci: Santoro 4. Maggiori medic i: Pettinelli 5, Ch ini 1, Delogu 1. Capitani medi ci: Lanza I, Cimino 1, Truffi 1, Pom poni 1, Ricci 2, Ruta 1. Tenent i medici : Lucangeli 1, Mazzoni 1, Puglia i-Allegri l , Ciulla 1. Sottotenente medico : D' Avach 1.
Tenente colonnello medico: Rinaldi 2. Maggiori medici: Pet tinelli 1, F anchiotti 1. Capitan i medici : Serto li 1, Spedacci 2. Tenente medico : Mazzone 1.
-- - - - - -- TOTALI:: GENERALE
2395 2255
16 I
80
84
SPECCHIO B .
0Pt::HAZIO~I RI1-'Al1'1'1TF. Pl;:R S'l'.~BILI!\lf::~TI SANITARI
992
RENDICONTO STATISTI CO
Operazioni riparti te
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211 3
Id
sull'arto infe riore
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1'-
14
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Id.
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Id.
sul ai1tema g-landolare linCatlco
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1-
Id.
eui muscoli e tendini .
5-
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Id.
aui nervi .
Id.
di plastica .
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6 5 9 62
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.··d-•-... 21-s-
1-- -
----- - - 1 1 -- - - ; 2- 9 7 6- -
I
6
~atr.u:ionl di .lOrpl estranei •
, .
3- - ·- ,,," _ •
... . - - - -
A1portazlonl di tumori
•JJ,ilrt<1'lu111 •arie
6
1 - -- -
I
()p.. ruioni per ftemmonl, uceaei e
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paterecci.
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11 2
1 1
I
7
1 2
s 1113 9-
s s 1- - - 1
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2-
3
- 14
993
DELLE OPl!:RAZIOSI OCIIRORG10HE1 E OO.
per stabilimenti sanitari.
===-=-=--=-=--=-=-=-========== ============ - ==:,, INFERMERIE 01 PllESIOIO ~: SPECIALI
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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTERI ftlV ISTA- DELLA S'l'A~IPA llEDICO-MILITAllE ESTERA Per il dott. Edmondo Trombetta, colonnello medico
lliOBILTEBBA. TRE LAKCET. N. XV, XVI, XVII, XVIII. (October 191-!). •ruE CARE OF 'l'HE WOONOEO IN PAIU S. ( La Cttra dei feriti in IJarigi). - Scrive il corrispoudente che la distribuzione dei feriti nei vari ospedali è interamente nelle mnni delle autorità militari. Queste, preoccupate della eventuale insorgenza di epidemie in Parigi coll'affollamen to ni>gli ospedali provinciali, si affrettarono a sgomberare i malati e i feriti sui loro paesi nativi per aver l iberi molti letti nel caso che i combattimenti si fossero spinti fino alle porte della capitale. Ciò, in teoria, era cosa ottima; ma in pratica si verificarono gravi inconvenienti, dovuti in massima pa rte alla difficoltà e alla lentezza dei trnsporti, essendo il servizio ferroviario impiegato esclusivamente a trasportare truppe e vettovaglie, Non pochi feriti impiegarono tre o quattro giorni nel viaggio senza cure sufficienti, mentre in Parigi molti ospedali ernno addi ritturo. vuoti. Il Governo emauò aJJora una nota ufficiale ùa Bordeaux, colla quale dichiarava che il precipitoso sgombero dei feriti, compiuto in condizioni tnlvolta veramente disastrose in vagoni prim:l adihiti al trasporto dei cavalli, era l'inevitabile conseguenza dell'abitudine dei 'redeschi di non tenei· conto della Convenzione di Ginevra e di bombardare g li ospedali e le ambulan;,;e, La nota concludeva col far notare che se tali trasporti affrettati diedero, in a lcuni casi, dei risu ltati dolorosi e deplorevoli, ebbero però il merito d'aver salvato la. vita alla gran maggioranza dei feriti.
A IJ'elenco delle perdite di ufficiali medici durante la presente guerra, il numero XV do! 7'he L ancet aggiunge quello dei tenenti medici WilJiam Ormsby Wyn<lham Rall e ,John Crocket, morti sul campo in seguito a ferite. Onore ai Yalorosi ! GERMANY IN w ,1R -r1.11&. (T..a Germania in tempo di guerra ) - Un medico inglese, corrispondente in Svizzorn, il quale ha freq uenLi e liberi scambi di periodici colla Genuanin., scrive che in tutto l'impero furono fatte le più severe raccoma.nd11;,;ioni, si« ai più agiati come ai meno abbienti, circn. la necessità di non eccedere in alcun modo nell"alimentazione, riduceudola, per cosi dire, alla razione tisiologica. Una ~ola porzione di carne iJ giorno è più che sufficiente; mentre il cacio do,rii. costitnire un elemento essenziale del regime di'!!tetico, rappresentando esso, col pnne di crusca, col latte e colle pn.tate, nn alimento eccellente e completo. La produzione llella birra dovrà essere limitata per guanto è possibile, e imi,ari no
R1V1ST.-\ DF.:LLA STAMPA )IF.DICO•:MILITARE ESTERA
tutti a spegnere la sete coll'acqua: sacrificio, questo, ben leggiero se si pensa a quelli gravissimi che fanno i soldati sul fronte. L a farina d'orzo cosi risparmiata potrà essere aggiunta, nella proporzione del 10 p. 100 al pane di segala con una piccola quantità di farina di fa.ve, per evitarne la secchezza. Le patate non dovranno servire per pasto negli animali nè per la fabbricazione di bevande alcooliche, ma essere utilizzate nella fabbricazione del pane; in tal modo, il 20 p. 100 della segala utilizzabile può essere censervato in vista d'un eventuale cattivo raccolto n el 1915.
COOPER.-\'l'ION BETW!sEN TIIE CIVIL ANO :UIL!1'ARY SA.NITAltY
razione dei. servizi sanitn·r i civili e di quelli ~anita,·i militari), -
SERVl(;t,;S, (Coope•
In quest'articolo editoriale, si mettono in r ilievo tutte le misure pte.~e dal Governo per nssicurare il benessere dei ragguardevoli contingenti di truppa ohe l'Inghilterra ha ch iamato alle armi; e per<'iò: accurata scelta dei locali adibiti atl uso di caserme, acquisto o preparnzione cl'indument i e di coperte (cd a ciò la nnmificenza privata. hn portato nn notevole contributo), adozione di tutte le misure più rigorose per impedire l'inso1·ge11za e la diffusiono delle malattie infettive. A raggiungere specialmente lJ uest'ultimo scopo, era necessaria una continu·a e regolare intesa fra il corpo snn itario m ilitare e quello civi le; e questa si è ottenuta io questi giorni m ediame nna serie di dis posizioni, le quali dimostrano quanto il Governo, conscio dei suoi doveri, si JJreoccupi di questo importantissimo problema.. L'autorit1\ civile, presi gli opportuni a<'cord.i col Minis tero della gnerra, lm invitalo i medici civili che ris iedouo iu quelle zone, dove con og11i prol,abilitll. verranno ,\cquartierate delle truppe, a mettersi in com 11nicazione colle autorità sanitario militari loca.li ed offrire ad e~se i loro servizi : servizi importanti, che consistono e;ssenzialmente nel d,n-e opportuui con;sigli circa la. provvista e il consumo dell'acqua, n el provvedere alla rimozione dei r itiuti, nel controllare i cnsi di malattie infettive, nel curn1·e il trasporto dei malati agli ospedali speciali e n el sorvegliare le disinfezio11i. È da sperarsi - scrive a questo punto l'autore dell'articolo - che i medici civili e quelli m ilitari sian cosi convinti dell'importanza dei loro incarichi rispettivi. da d cwe opcras m,11t11a.~ n ell'interesse comune dell'esercito e dell:i. popolazione cidle; e di questa p1·oficua coopernzione son garanzi,\ i rapporti cordiali che son sempre esistiti fra queste due classi di sanitiui. La febbre tlfoirìea e il vaiuolo son le ùue malattie che 1·ichiedono jn questi momenti la maggiore a.tten:doue. Il vaiuolo fu per mol to tempo quas i del tutto trascurabile, e s i può dire addirìttur" che. per quanto concerne le trappe, fosse scomparso; ma pui·troppo la d eplorevole trasc ura.mm nel RE>gno Unito (,;on parole uell'artirolista) circa la vacciuazione - trascurauza che data da alcuni anni ha f,otto si che ora abbiamo uua considerevole mas3a tli giovani non protetti contro l'infezione, e Buche h, reclute non siano state voccinate con ogni cura, rimani, sempre im111a11e11te la m inaccia d'un'epidemia di vaiuolo. Il pericolo cli insorgcm:a della fel>bre tifoidea non ris iede tanto nelle poco soddisfacenti condizioni sanitarie genernli, quanto nella eventualità di rasi imp?1·tati; e il Minil-tero della gucr1·a ha perc iò giustamente orr!inato cl10 i medici civili vengano sollecitamente informati qt1a ndo un soldato convalescente di questR malattia fa pa':lsaggio nella zona affidata alle loro cure e sotto la loro giurisdizione. Oltre a queste cause di possiuile diffusione del worbo, non bisog na dimenticare di tener prc~ente anche il latte e i ca<;i di t ifo non di1-1gnosticati in tempo.
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TnFl 'l'R!!lATM BNT OF 'l'ETANUS . (La cura del
tetano). - È questo il titolo di una lettera aperta diretta dal dottorn Andrew Balfonr all'editore del The Laucet per richiamare l'attenzione delle autol'Ìtò. sanitarie sul tetano, di cui sono affet ti in gran numero i feriti che provengono dal fronte. Al quale proposito il Balfour ricorda e raccomanda un metodo di cura, del quale fli servi il dottor Oliver Atkey in un caso gravissimo occol'so in Rartum e che venne già riferito nello stesso The Lancet (18 settembre 1913). Questo metodo consiste nel produrre anestesia generale per mezzo d'un'iniezione endovenosa d'una miscela d'etere e di paraldeide in soluzione salina fis iologica. Nel caso dcll'Atkey la diagnosi non era dubbia, giacchè vi fu la conferma batter iologica e, d'altra parte, i sint-0mi clinici erano veramente caratteristici. L11, dose iniziale fu di 5 e.e. di ciascuna delle suddette sostanze in 150 e.e. di soluzione fisiologica; ma più tardi fu portata fino a 15 e.e. d'etere e di paraldeide rispettivamente e ripetuta di tempo in tempo; e l'Atkey soggiungeva che se avesse dovuto curare un altro caso con questo metodo, non a vrebbe esitato a usAre dosi anche maggiori. Il metodo dell'A.tkey avrebbe i st,guenti v11,ntaggi: 1. R a pidis,,ìma :i.t,~stesia. 2. Produ11ione tanto d'ipnosi quanto d'anestesia In consegmmui. di ciò, le reazioni e le sofferenze del paziente sono molto ùiminuite e si ha modo di poterlo alimentare, ncnche di sommiuistrargli quei r im(•dì, che parran no più indicati, fra i qua li, assai efficace l'cdonal.
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''' * Con dispaccio in data 8 ottobre ultimo scorso, il maresciallo Ji campo sir Jobn French, comandante il corpo di spedizione inglese in Francia, ba segnalato i nomi di quegli ufficiali medici che meritarono speciale menzione per il servizio di\ essi prestato sul fronte dal principio della guerra. Nella gloriosa lista figurano: 1 generale medico; 2 tenenti colonnelli; 12 maggiori; 1S capitani; 10 tenenti.
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AN U l'lCANNY EFFEC'r OF Sl:lh:LI., AR'J'ILr,ElRY.
(Un effetto :;conosciuto dei proiet-
tili cavi cl'artit1lieria). - Nelle numerose relazioni circa i fatti d'armi di questa guerra, è occorso più d'una volta di leggere che gl' indi vidui colpiti dall'esplo-
s ione d'un pr0iettile cavo d'artiglieria rimangono, dopo la morte, nell'ult imo loro attegg iamento e con tutte le apparenze della vita: alcuni col fucile spianato nell'a t to di sparare; altri dettando una lettera; altri accendendo la sigaretta, ecc. ecc. Ora, a parte l'Rssurdo c he i cadaveri di codesti militari s i tenessero in pif>di - come affermò qualcuno - senz'appoggio di sorta, e a parte le esagera zioni, comuni in tutte le g uerre e, nell'attuale, comunissime, non si può negare che n el fatto ci sii~ qualcos a di vero, essendo stato osservato da un gran numero di pe rsone. Quale ne è la spiegazione? La più probabile sembra che sia la. seguente: l'esplosivo moderno preferito è 11 tri-nitro-toluol, ·il quale mette in libertà, nello scoppio, un ragguardevole volume di monossido di carbonio, che, inspirato da.i colpiti, produnclJbe sullll pelle un colorito simile a quello delle persone vive : infatti il monossido di carbonio in contatto coll'e moglobina, forma rapidamente un composto - la carbossiemoglobina - che dà Rl sangue un colore roseo e, per conseguenza, ai cadaveri , l'apparenza della vita. Se non è vera, è ben tro,ata 1
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AUBTRIA-USGHEBIA. DER MILITA.RARZ'.r. (Oktober und November 1914). Dalle liste ufficia li pubblicate in vari numeri di questo giornale, risulta che le perdite del coq)o sanitario milit are tedesco nella. presente guerra furono finora di 74 ufficiali medici uccisi s1:1l campo, 37 feriti, 13 dispersi, 3 prigionieri di guerra, 8 morti per malattia. ( È opportuno ricordare n questo proposito, che, n ella guerra del 1870, le perdite di ufficiali m edici tedeschi furono 66 in tutto, ,li cui 9 uccisi sul campo, 2 morti in seguito alle ferite riportate e 66 morti per malattia\. Il corpo sanitario militare austro-ungarico ha avuto finora: 8 ufficiali medici uccisi s ul campo, 25 feriti, 1 disperso e 2'2 ammalati. Risnlta poi, che 118 u fficia li medici tedeschi furono decorati della Croce di Ferro.
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FEL!)BRl!i:FE VON « N!CIIT(.;0)!HA'r1'ANTE:- » (Lettera dal campo dei <t non combnttenti »). - É q uesta una lettera interessantissima e spiritos issim11, in c ui son descritte coi p iù vivaci colori le peripezie d'un medico nell'attuale campagna austro-russa ; peripezie le q uali dimostrano ancora una volta, se pure ve ne fosse bisogno, quanto sia inopportun.a e illogica, sul cnmpo di battaglia, la distinzione di «combattenti» e « non comliatteuti ». Ci limiteremo a r iferire i d ue seguenti gustosissimi episodi, dolenti che la tirannia dello spazio ci vieti di fare un largo ri assunto di tutta la. let tera. « Una sera - scrive dunque l'A. - ci trovavamo in una valle incassate. fra le colline, occupati e. medicar feriti e caricare sui carri alcuni dissenterici, quan do giunge l'avviso che dietro ad un poggio sono in vista due sotnie di Cosacchi con alcuni pezzi d'art iglieria. Noi eravamo soli e a parecchi chilometri di distanza dalle nos t re truppe. ~on è facile il dire che cose. ci passò allora per il capo; ma non eran pensieri allegri di certo. Che i Co~acchi s ia no una vem orda brig,lntesca sfrenata (eiae 1·echt ziigellose R tùtberbande) non v'ha dubbio, ma non si è mai visto che essi abbiano uccic;o dei medi ci. E ravamo molto preoccupati dei n ostri ammalati e feriti, contro cui s i snrebbero slanciate senza p ietil. le tlnbe dei cavalieri, del nostro prezioso materiale sanitari o e dei cavalli. A che cosa ci sarebbero servite le no;,tre rivoltelle e le nostre sciabole iu tal caso? Allor n il nostro ufficiale medico comandante prese con sè due soldati del treno armati delle lo ro carabine e, alla testa del minuscolo drappello, s i avviò verso la sommità del colle. Giunto colà, egli mandò in esplorazione i suoi due dipendenti, e riuscì, con alcuni colpi a salve, di mettere in fuga il nemico. In tal modo quel b ravo ufficiale, non soltimto ci liberò da un pericolo, ma risparmiò a l nostro corpo di truppa la perdita d'un materiale costoso e non faci lm ent e sostituibile. Se noi fossimo stati assaliti, derubati e fatti prigionieri, a quest'ora. la nostra divisione sarebbe priva de i più importi.nti mezzi di soccorso e di cura dei feriti e degli ammala.ti. e Un'altra. volta avevnmo r icevuto l'ordine d'impiantare un posto di medicazione in un'elegante casa signorile. Vi andammo d i sera, e il padrone di casa e sua mogl ie - un'elegante signora vestita del solito costume da infermiera - ci fecero, volenti o nolenti, un'accoglienza cordiale. I n una sala immensa, il cui unico mobile era un pinnoforte a coda, impiantammo i l nostro tavolo operatorio, stendemmo tutto il nos,t ro materiale sul pavimento di legno (poichè anche in paese
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nemico ci sforzavamo di comportarci cou ogni riguardo, evitando ogui guasto nor. n ecessario) e cominciammo il nos tro lavoro. « Eravamo ali' opera da un'ora appena, quando giunse l'annunzio che in un fitto bosco attiguo al parco della casa er nn n uscosti a lcuni reparti di truppe russe, e che perciò noi potevamo essere da un momento all'altro circondati e fatti prigionieri. Breve cons iglio, rap ida decisione. I feriti vennero affidati alle cure della padrona d i casa, la quale coraggiosamente accettò l'incarico, anche colla speranza d'aver faiuto di qualche ufficiale med ico russo; e noi « non combattenti,. disponemmo in ordine la nostra lunga colonna,.impugnammo le nostre ri vol telle, e vi,i uella uotte b,1ia, silenziosi per quanto era po::;sibile, datQ il gran numero di sol dati e cli cavalli, incontro a ll' ignoto. Quelle sei ore di marcia notturna. su strade sconosciu t e e col pe nsiero assillaute di venir circondati dal nemico senza speranza d'essere ri lasciati, furono una ben dura prova per i nostri nervi. « E quusti due P.ptsodi - con clude l'A. - son sufiì.cienti a dimostrare su che rnzza di «sicurezza» possano fare assegn11mento i cosi detti "Don combattenti " ·
FRANCIA. BULLETrn' DE L'ACA..DE:\IIE DI•: ~t EDl~UIXE. K. SO et 31. (Octobre 1914). (~.lHsLQUES UllS~~R\'AT IUX:S SUJt LES 1'1..\ JRS UU 'l'IIORAX l'AR BAL,l, R~ DE 1-'L':SIL
È noto che le ferite del torace prod!otte ò1tlle pallottole dei fucili moderni son poco gnwi, se il proiett ile attraversa il tora"e senza ledere nè il cuore nè il mediastino. Ora,, le os~ervazioni che l'O. sottopone all'Aécademia e i sette soldati attualmente gulii'iti, che egli pi-esènta, conformano l'esattezza di quPst'a.ffermazione, però colla seguente aggiunta : "'purch è i l colpo si1i tirato molto da vicino, ben perpendicolarmente a l la super ficie dPl torace e che il proiettile non rimanga in uno dei tragitti». Du cinque settimane nddet.to a lle ambulanze del Ministero delle finan ze e del Palais-lloyal, che egli diri ge coll'aiuto di due colleghi, l'O. ha. potuto studiare dieci casi d i ferite del tor>tce da proiettili di fucile tedl'Sco; casi che si posso110 cln~sifìcare nel mvdo seguente: a) In un pri1110 grnppo (Osser nizio1li I e lJJ, la pallottoli~ fece il giro del torace dal In parte est ernn. Pochi sintomi: gnarigione r apida. ò) Tn un i<econdo gruppo, la pallottola attraversò il torace e ne usci ,<unz'altra lesione della parete, che i due fori cl'entrnta e di nscita: guarigione senza suppu rn;,.io1w. Ora. in questi ca;;i, o il proiettile ha segu:to In faccia iotrrna del le co;;tol<', o piuttosto h1L 11ttr11vors>tto una piccola µorzione del tessuto polmonare snperticiale producendovi ::;oltanto mm. specie di ferita a setono (Ossernt1,ioni III, I\', \"), o ppur1·. il polmone è stato attraversato dn parte a pnrt(•. dnlla faccio. posteriore a quella anteriore d1•l torace (Osservazion i \"I, \"II e VIII ). e) ]u un terzo gruppo, la pallottola penetrò rn.il polmonP frA tturando u na o pili co;;tole dal l'alto iu ba«so, e veune a !issarsi r.ontro l a colonna vcrt,ebralc (Clsserva1,io11i lX e XJ. La sintomatologia di questi d iversi casi fu uni,·oca per ci:lscnn gTuppo ., si pre<;entò quasi ~Pl\t pr,• nel modo seguente : Al momento d clliL fcrit11 : sensazione di puDtura, tah·olta semplicemente di urto: talvolta, sen~azione immediata di ~otfocamento: t,daltra. la stes,;a sen,-aALl.~;~u:rn. l'ar M. Capitnn. -
R IVI STA DELLA STA)IPA )! EDICO·)IILIT ARE IJ:ST E RA
zione dopo un certo t empo ; n on di 1·ado lipoti m ia. Fuori uscita di s an gue da lla ferit a in corrispondenza degli atti respira.tori; in un caso, m iscela d'aria e di sangue con pr oduzione di gorgog lio. Talora leg ger a em ot tisi, o meglio, s put i emot toici; sovente, assenza d i tale s intomo. Q uesta sindrome s'at tenuò in poch iss imi giorni e scomparve colla cicat r i zzazion e, che fu rapid issima e senz' alcuna complicazione. Tutti i cas i, insomma, d imost rnno la. grande benignità delle fer i te att raver· santi il t or rtce pe t· pa llottole d i fu cile tedesco animate da una cons iderevole velocità iniziale : va le a dir e, ti ra.te molto da vicino e colpe nt i in pien o t orace. Infa t ti, tre dei teri t i curati dall' O. erano stati colpit i dalh• distanza d i 200-JOO metri. La cosa è ben diversa quando si t r atta di feri te dt<l t orace prodotte da pallottole, che colpiscono obliqu amen te il tora ce s t esso. e sop rattutto q uaud 'esse sono a nimate da scarsa velocita inizia.le, o quando sono state arrestat e n el t raversare altri t es~uti, per esempio quelli del braccio. Allora le lesioni so110 p iù estese e più g ravi: la pallottola t ro.scina con s è de i brnn delli d i abi.ti,e n e risult:1 no ferite che s uppurano e hi cui gua rigione è lunghissi ma. I n conclusione : quando u na pallot tola di fucile tedesca, lll quale, come è noto, è molto ag uzza, colpisce pnpendicolarmente il t or a ce, lo nt t raver~a rapidamente e ne esce senza ledere alcun viscere o vaso importan t e, la fer ita presen ta poch issima grnv it:\ e guarisce molto p l'eSto. Nella d iscn~sioue, che segui alla comunicazio ue de l dot t. Capitan, pr ese la p11rola P nul R eyni1;1 r, i l quale, coufer m:indo in massima le os~ervazioni e le conc lus ioni del Cn pitan, insis te t t e s ulla impor tante indica7.i one di evita re a q11es!i ( 1,riti O!Jni raffrecldam ento. giac,~h è il polmone t raumatizza to va soggetto fa cilmente, a livello del tra g itto d el proiet t ile, a focolai d i polmoni te tra urua t ica, che r C'ndono l:t p rog nos i a ssai r iserva ta. L'O. cou;;igl ia d i ravvolgere tali feriti n ell'ovat ta e di somruinistrare loro preven t ivame nte il sol fa to di chinino, avendo cons tatat o che q ut.>sta cura esercita una br,nefico. inH uenza s ul decorso dcile lesioni .
, COYl'ltll:IUTJON ;\ L'1::·n ; o E DR l..~ CH I RUIIOU,: DE Ol'E l tHE. Par ::\f. TU~"l-'11,';H. L'O., che fn mandato in m issione dal Ministero de llo. guerra n elle ,·arie forma · zioui sanitarie dell'e,;er eilo, da lle li nee d i fuoco dei Yosgi fino a gl i a g~ru ppamen t i osp edalier i dl'lla riserva nella Xli r ei;ioue, passando p,' r gli ospedal i rii sgombero, le sta zio ni regolatric i e i servi1.i d i seconda linea, r iferisce a ll'.\.ccadem ia i prin cipali fatti dei 'luali fu t estimonio. A lcun e conclusiou i ,qe11erali - d ice 1'0 . - s i po~sono trarre fi n d'ora , pt> r c,;empio, quella r e latil'a alla superior ità del l'a11f i s~psi sull'as,·p~i, che è i11contestnbile. Il dre,W!J!JÌO J t:!le fer ite infet te, ~ecou do 11 processo del Cha s~nig nac rima11e u11 mtit odo capitale, ch e nessun altro può ug ungliare. La conserrazio11e pri milii·a deg l i art i, sosten u ta dalla scuola fra n cese contro l'ampu tazione preconiz zata dai r.h irurg bi tedeschi, è adottata in t u t t e le unità sa n itar ie ; coll'a,•verteo?.a, però, d i non nu da.re tropp'olt re per q uest a via, ricordando ch e le opin ioni d evono ceclne il ca mpo a l critt r io clinico, il quale prec iseL·i,, in og ni s ing olo c,1so, le indicn,zion i operatorie; g iacchè il conservar e a tutti i cos ti vuol dire anda re incont ro all11 g a 11grena ga~so~a e alle sc>ttic:e,nie a cute m in accia nti sempre i feriti. Infi ne, la nou r iun ione delle fer ite è un dogma a s;;oluto.
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RIVISTA DEL,LA STAMPA MEDICO·MILITARE ESTERA
La gradtà delle ferite segue, in· generale, una progressione crescente secondo la loro origine: pallottole di fucile, di shrapnell, schegge di granata. Ciò che !'O. ba veduto circa la gravità di queste ultime e dell'influenza che esercitano sullo sviluppo delle setticemie gangrenose e del tetano, lo ha indotto a ritenere la loro ablazione immediata come una necessitil in tutti i casi in cui la loro estrazione è facile. Le fratture conip licale clegli arti sono ordinariamente tanto più gravi quanto pii1 son vicine alla radice dei medesimi, soprattutto per quel che riguarda le regioni superiori del f'eroore: il che, d'altronde, è conforine alle nozioni già acquisite in proposito. Le ferite del torace prodotte da proiettili, e che ve11gono in cura negli ospedali, sono generalmente ,l'una benignità straordinaria: gli emotoraci richiedenti un intervento si possono considerare come eccezionali. Finalmente, in vari stabilimenti, furono moi-trate all'O. delle la1~1hissime ferite di t1Scita di proiettili come prova dell'esistenza di pallottole e.,plosive. In tutti i casi si trattava dello scoppio dell'involucro duro d'un proiettile normale sopra un osso, o della. proiezione d'un frammento osseo al difuori, e l'O. 11e osservò gli effetti terribili nei feriti tedeschi. Per affermare l'esistenz;a d'uno di codesti proiettili vietati, bisognn trovarlo nolla cartuccera o nel fucile stesso d'un combattente. Lasciando da pi,rte le osservazioni generali, l'O. segue la. lunga via dolorosa, che percorrono i feriti. Già fin dal 2,1. a l 29 agosto, egli aveva potuto vedere nella stazione di Achères lìOOO feriti provenienti dai combattim('nti di Cba.rleroi, di Namur, di Catelet e di Mons (i cui due terzi appartenevano alla categoria dei feriti seduti, poco gravemente colpiti), e aveva notato la perfezione delle loro medicature e dei loro apparecchi di fra ttura. improvvisati in prima linea. Nonostante tre giorni di viaggio, la proporzione degli apparecchi che richiedevano d'essere consolidati o rinnovati non r:1ggiu11geva l'l p. 100. Il 1° settembre, nei Vosgi, l'O. si potè rendere ragione delle condizioni in cui tali medicazioni erano fatte: i feriti venivano ammucchiati, di giorno, a qualche centinaio di metri dalla linea di fuoco e, approfittando spesso del tetto sfondato d'un granaio o d'una capanna, gli ufficiali ruedici li medicavano e applicavauo loro gli apparecchi opportuni con un'abilità, una calma e un coraggio superiori ad ogni elogio. La tintui-a di jodio, ar.oporata con parsimonia, una compressa a Rettica, un po' di cotone e una fascia, bastano sovente nd assic.urare, nelle ferite semplici, la guarigione quasi sempre con una sola medicatm·a. Gli apparecchi per frattura applicati immediatamente meriterebbero una di&cussione. L'O. potè fare uno studio comparativo fra le docce in filo di ferro, gli apparecchi d i zinco ritagliato e le stecche di legno ricoperte dai classici cuscini. L'esercito tedesco e quello inglese impiegano soprattutto quest'ultimo apparecchio, e l'O. viùe r.he realmente esso immobi lizza perfettamente la g1m1ba o il braccio molto meglio che le docce; ond'è che egli si è convinto che, in certi casi, esso costituisce l'apparecchio di elezione tl). Slllla linea di fuoco, interventi limitati, una semplice estrazione di frammento di granata. sup<'rfioiale e la pulizia della ferita, fatta n el modo piu completo che sarà possibile. Cosi medicati, i feriti sono trasportati all'ospedale o alla stazione di sgombero. Tra gli eserciti de ll'Est, mirnbilmente provvisti, questo tragitto si (1) Il lettore ricorderà ohe il Delorme manifestò un'opinione diversa, consigliando le docce di zinco a valve.. (V. Rivista della sta,wpa meàicc-tnilieare 68tera del numero scorso). - N. d . E. T.
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compiva sovente in automobile, oltre i 30-40 cl1ilomett"i, fino alla stazion e più vicina e t alora fino a Épinal. L 'ospedale d'evaciiazio1ie costituisce un primo vaglio che_trattiene tutti i non frasportabili : ferite dell'addome e del torace, fratture del terzo superiore del fe· more e tu tte le emorragie; vale a dire, tutti i casi gravi. Quivi l'O. si tràttenne piu a lungo, nella s peranza di trovare la soluzione del problema relativo alla cura delle ferite dell'addome, che è tra i più importanti nell'ora attuale; ma egli confessa la sua completa disillus ione. Una laparatomia con sutura dell'intestino, seguita da buon esito, gli Slltnbra inealizza.bile in quell'ambiente ove affluiscono i cas i settici operabili e dove il tempo manca. Tutto al più, se la percussione facesse rilevare un notevole stravaso intra-addominale (fatto frequente), si potrebbe fare, sotto l'anestesia loca le, un'incisione sopra-pubica con drenaggio per evacuarla (hlurphy) Insomma, la. cura delle ferite dell'addome consisteva unicamente nel mettere il t'erito in posizione seduta, ad astenersi dalla somministn1Zione d'ogni alimento e a mantenerlo cosi ono al s uo arrivo in un ospedale provvisto d'un materiale completo. Dalle stazioni o dagli ospedali cl'eracuazione, i feriti, tlivisi in sed'!lti e coricati, sono sgomberati per mezzo dei treni det ti 11anitari, d i cui v1 so110 tre categorie : 1° treni de,;tinati esclusivamente ai feriti, con sale di medicatura e lung hi vagoni a corridoio com un icante col!a farmacia e colle cucine; e di questi treni, cosi ammirati nelle esposizioni universali o igieniche. è ben raro che se ne veda. più d'uno in guerra; 2° treni ordinari di viaggiatori colle loro terze classi, poco impiegnt.i ; 8° treni-merci, ossill t relll d i rifornimtmto d i viveri, di munizioni, di cavalli e di uomini; e, in realtà, sono questi i treni che fanno anche il servizio dei fe riti : essi portano niat-eriale e sgombrano i trasportabili, con o senza medico. L'O. visitò quasi tutti i vagoni di venticinquè treni di quest'ul tima cntcgoria. nella stazione di Acbères e quL"lli che passavano la sera nella stazioue ài Épiual, dal 25 agosto al 2 settembre, e rimase dolorosamen te impres~ionato dalla deplorevole condizione di quei disgraziati che v'erano rinchiu!'i, sfiniti dalla fatica e dalle sofferenze, "1;tesi sopra una b1Lrella, o più sovente sulla pag.lia; e ciò per un viaggio disastroso della durata di due, tre e anche quattro giorni. Che cosa non si è detto, e con ragione, sull'organizzazione e sulla lentezza di questi treni t Questa questione riconduce 1'0. nel campo puramente chirur9ico, giacchè i vagoni, in cui sono stati dei cavalli, fu rono incolpati come fattori patogenici del teta110, che è la più grave complicazione otttuale d.-.Jle ferite di guerra. L'O. d ice d i averne vis ti finora più di oO casi in tutte le unità sanitarie : negli ospedali d'evacuazione dell'Est, a l quarto o quinto giorno dalla ferita; nei treni di ~gom• bero a · Achères e ad Angoulème, provenienti d irettamente dal front,e; nei servizi di seconda linea, e cioè negli ospeda li della XII re~ione (Limoges, Angoulème, Tulle, Périgueux); e in6ue nel suo reparto all'ospedale a usiliario N. 20 a ~aintGer main. L'insorgenza di quest'infezione è dunque immediata oppure secondaria o ta1·dit·a; o, per meglio dire, nella grande maggioranza dei casi, l'inoculazione a vvieoe sul campo di battaglia, e l' insorgewea è più o meno tardiv11.. È tutt'nffatto eccezionale l'avvenuta inocuh,zione in una sala d'ospedale; e, a questo pro· posito, l'O. ricorda che in una, sala d'ospedale, dove si era r ico~erato un tetanico, la malatti,, si sviluppò in un amp11taio da tre settima ne e mcdiMto ogni g iorno. Quantunque il contrarre il morbo nei vagoni, in cui sono stati dei cavnlli. sia teoricamente ammissibile e anche possibile trattandosi di ferito scope1·te, le cause
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lll VISTA UE:LT,A STA M PA M EOJC'O·Mll,ITA RE: EST~;RA
d'inoculazione più frequenti sono però le ferite da schegge di granata, le ferit'l insudicinte di terra e quelle delle ~stremità. Ln cura preventiva del teta.uo è quella di tutte le infezioni chirurgiche: neutralizzare o assorbi1·e i germi delle ferite fin dalla prima medicazione è l'idea direttiva d i tutta la chirurgia moderna; ma disgraziatamente, presso la linea di fuoco, ciò non è effettuabile. Le ferite aiilfrattuose irregola ri e contenenti dei corpi estranei nasconderanno sempre qualche germe e potranno permettere, a una data ulteriore, lo sviluppo del!' infezio:ne. L'uso del siero antitetanico s'impone dunque quanto più presto è possibile, g iacchè si è potuto constatare che i casi cou esito funesto furon ùovuti alla s i eroterapia tardiva. Il tetano nasce sul campo d i battliglia; ed è là che bisogna aggredirlo, è là che il siero antitetanico deve spiegare tutta la sua efficacia: donde la. necessiti,, secondo l 'O., di in iettnre s istematicamente il siero prima della· medica:r.ioue iniziale. Le complicitzioni più gravi e più frequenti notate dall'O. nelle vari11 formazioni sn.nitarie sono le in{P-zioni dei focolai delle (rattiLre e delle ( e't ile adicola.d; e. ptr questo riguardo, le tratture del t&rzo s1iperi01·e clel femore debbono r icb ia mare I:. più grande attenzione; in tali casi è indicato il drenaggio con estrazione del proiettile e delle parti del vtstito che ha trascinate cou sè, e poi delle schegge. Tra queste infezioni, gravissima è la gan!Jrena qassosa, che è d i una lrequenza veramente inattesa e qtrn.Si esclusiva a queste ferite di guerra : di solito, la causa principale è una schei.;gia di g ranat,t, c he porta nel fvndo della ferita un bt·audello di vesti to sudicio e contenente il vibrione ~ettico, il quale vien cosi posto a contatto delle pani molli e senza possibilità di d renaggio. È nel suo inizio - ;:;forwn.ttamento subdolo - che bisogua svelare quest'infezioue : i larghi sbrigliamenti al ferro rosso e le iniezioni sottocutanee e profonde d'acqua ossigennta. sono sovente iusufficit1nti. Nei c iu,1ue c:isi osservati dall'O. non bastò neppure l'Rmpurnzioue. I miglioTi risultati si dovranno unicamente attendere dal t rntt 11mento µ reventivo. vale a dire dall'estrazione dei corpi estranei che renderà p iù ram questa temibile C()mplicazio11c. Finn lioen te, come complicazioni tnrd i ve, l'O. osservò cinque casi di emorra9ia SPCondaria cousecutiva a frattura della clM·icola, dell'omero, del femore e della ti bia, in cui una sola volta potè aJla,.ciare l'ar teria (la succlavia) nella ferita, forse Mettica: negl i altri quattro casi di frattura cornplicatn e infetta (tibia 2, femore 2), fece !"allacciatura immediatamente al disopra del focolaio dell·emor· ragia, in un punto l'ano. Gli opernti guarirono tutti.
GERMAIHA. DEUTSCHE 1111LLTAR~iUZTLICJIE ZEtTSUURlFT. Novembre llJH. lo questo fascicolo, che pure s i è pul.lblicato in pieno pel"iodo di guerra, n on abbiamo trovato alcuna notizia nè alcun,l osservazione di chirurgia militare. E ciò, del resto, è perfottninente spiegabile, quando si pensi che tutti gli ufficiali meclici de ll'esercito te,le~r.o si t rov:mo sul teatro dell'a;,;ioue nei due scacchieri: e che l'opera, che ora stanno compiendo ,con abnegazione e con coraggio, non liis,·ia loro il t.clllpo di ~crivore. Dopo il p~riodo di azione, verrà quello dello studio o doll'esame critico dei risultat,i, e allora non faranno difetto gli 11.rtie:oli illustrativi, che noi non mn.uchen·mo di riassumere e di segnalare ai nostri lettori. Ecl 01·a ecco un breve cenno dei la\· ori pubblicati in questo numero.
RIVISTA DELLA Sl'A ~IPA Ml,:UIC'O-MlLlTARE ESTERA
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••• BEITHAO zuu ZAUNBEUANOLUNG DER MANNSCEIAt'TEN. ( Contributo alla citra dei
denti nella truppa). -
Von D.r KRAUSE, Stabsarzt. Dopo avere esposto con molta chiarezza e precisione i principi fondamentali di patologia e di terapia dentaria, che debbono essere a conoscenza di quegli ufficiali medici, i quali prestano servizio presso le truppe, l' A. descrive ed illustra con un'incisione il modello d'una busta, che contiene tutti gli. strumenti e tutti i medicinali necessari per l'es trazioue dei denti e per :Ja curn coll'arsenico.
Dm t'RANZOSISCUE KRIEGSSANlTATSAUSRUS'fUNO. (Equi11agyia111,cnw delle (or11wzioni sanitarie di g1ierra francesi). - Von STAllSAPO'fHEKEU BIIF.SGEN. E' un largo riassunto del nuovo ordinamento del s·ervizio sanitario francese, di. cui noi pure ci occu 1mmmo in una. delle nostre riviste precedenti. :1:*:;: ARllEJ'!'EN AUS DEM JAllHE 191a UBER ER:KIIANK(lNGli:N DER KRElSLAUE'SOR0,\NE, (Lavol'i sulle malattie dell'a1,paralo circolatorio dal I9 L:J ad O!J!J'Ì- - Von D.r Wm1's, Marine Oberstabsarzt. E' un rapporto - r.ome d1chiarn l'A. stesso - necessariamente incompleto, stante il grirndissimo numero di pubblicazioni sull'argomento, di cui agli cita soltanto le più importanti, e quasi tutte tedesche Di particolnre inter~s~e è il capitolo del rapporto relativo idi' arte-riosclero$i e le allre malaUie dei vasi. Vi troviamo innanzi tutto citato un lavoro di C. Hirscb, in cui è riassunta tutta la patogenesi dell'arteriosclorosi. In sostanza., raffezioue in parola non sarebhe la conseguenza esclus iva n è delle iniluenze meccaniche d'una progressiva e d u1·1,vole perdita di elt1sticiLà dei vns1, nè d'un'azione chimico-batterica, ma risnJ. te rebbe piuttosto dall'associaziouc di en trambe queste i nf:lucnzc. Seguono poi le citazioni dei la,ori di: O. FoEB::lTRH, sulla neurite arterioscle'l'Otica, caratterizzata priucipalmenle. olt reché di,l suo decorso spi ccatamente cronico, da lla mancanza totale o parzinle di dolori e ùi sensil,ilità barica. C. E.i,:tt'l'ZKLL, sopra una 1·eazione da sfasi nelL 1arterioscle1·osi. Se in un soggetto in riposo s'interrompe la circolazione del san gue in am bedue le gambe e in un braccio pPr n1czzo delh, compressione, iusorge nell'arto rimasto libero un auwvnto di pressione sauguigua che. in ua app111·ecchio c ircolatorio n<>rmaltè raggiunge ci,·ca o millimetri, mentre nell'arteriosclerosi arriva a un livello di gran lunga superiore (fino a 60 milli111etri). La cagione risederebbe nel fatto che il sistema circolatorio sclerotico ha perduto la proprietà di dilntarsi in sen so compensativo. A. FRANKEL e M. H0NlliS, sullo stato attuale della cura clell'arterioscle,·o.,i. Secondo A. Hoffmann. il medicamento più ra ccomandabile sarebbe la ferro· saiodina. Oa1mNoum·En e DENt,;1m, circa le affezioni sifilitiche dei vasi, in special modo d(:ll'aorta. Questi autori descrivono l'anatomia patologica e la ,;Jinica dell'aortite o della sclerosi aortica; ed è interessante il mettere in r ilievo che, contro la tenclemia di r,ttribui re all'alcool - accanto alla sifilide nna. grande importanza eziologica, il Deneke, dalle numeroso sue osservnzioni sul materiale clinico of. ferto dall'ospedale di S. Giorgio io Amburgo, coudude che « l'alcoolismo non
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RlVISTA DELLA ~TA~PA ~IE{)JCO·llH,ITARI'.: ESTER.A
produce punto una speciale e spiccata condizione favorevole all'attecbimento del virus s ifi lit ico nelle pareti dell'aorta». F . E1SLER e S. KaEUZf'UCHS, su a lcuni sintomi cardiaci non ben .;hiari in individui d ai 40 a.i 50 anni, nei quali gli auoori procedettero a.ila radiog rafia del cuore e dei grossi vasi. Secondo essi, si dovrà. far d iagnosi di nevrosi cardiaca soltanto quando manc,rno sintomi di arteriosclerosi e qua11do s i possa escludere la s if:ilide colle prove pili accurat e. F. ENGEL, sulle alterazioni delle rnlvole aortiche nella sifilide di questa arteria. LANGBEJN, sopra un caso di aneurisma perforato delle arterie cerebrali in seg uito a. sifilide. FAVHE, sulla claiidicaz ione interiniÙente negli arte1·iosclerotici, da lui cons tatata 8 volte s u 800 pazienti· M ELCEiton, FuùHWAL D e altri, sull'aumentato pericolo delle emorragie operatire nell'abnorme restringimento del sist~nia aortico. In uno d~i casi ripor tati, la morte sopravvenne un'ora dopo l'opernzione d ' un angiofibroma della cavità nasofaringen, con emorragia relativnmente scarsa. L'autopsia fece rileva.re un'ipoplasia d el sistema aortico con permaner.za di perviet:\ del forarne ovale, mentre l'esa me clinico no11 aveva dato al tro risultato che una nevrosi cardiaca.
RIVISTA MEDICA C,utl'A:-.r. - Un nuovo segno prognostico nella tuberooloal polmonare. La reazione affollo 4l oroton. - (Rivista cdtica di clinica ?lledica,
P rof. à
14 novembre 1914).
L'A. in seguito ai r isultati fortuiti ottenuti in un giovane tubercoloso con applicn.zioni di olio rli Cl'oton io nn 61lZAm R iliffu~o, ll.pplir.ò il nwt oclo s n larga scn.b per la cura della tuber colosi polmonare in analogi>l del metodo Ji Fouchier, il qu,dc pro<lucova degli ascess i di 6.!'sazione nelle infezioni puerperali con olio essenziale di t rementina. J r isuHati ten,peutici di tale mek do furono nulli; però da tali applicazioni l'A. av rebbe dedotto importanti critorii prognostici. In individui sn11i frizionando la pelle del braccio con olio di croton in VllSollina al 10 % s i ha una aubondante renzione co11 r ossore, poi eritema, indi formazione di papule e pus tole più o meno g rosse. Es;;e, guarite, lasciano una macchia scura, quasi rameica, che perdura anche dopo molti mesi. Alla applicazione si ba bruciore e qualche volta dolore. Nei tuhercolosi s i av rebbero invece le seguenti reazioni: 1° R eazione 11PrJatit-a. Le applicazioni ed anche le frizioni provocano solo un rossore momentaneo e un po' di prurito; 2° R eazione l egJe1·mente 110,;itit"a. L \ •titema e vivnce e si ottiene ln produzioue cii qualche pustoletta sparsa. Le applicazioni successive restano per lo più seuzn. r isultn.to;
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RJVIST \ )I EDIC'à
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S0 Reazione posilim Si ha il quadro completo con numerosa ed abbondante pustolazione che si rinnova. ad ogni ulteriore applicazione; ,!0 R eazionP altamente p osi/fra. + Oltre alle pustole vi è gonfiezza. dell'arto e dolore notevole. Però il fenomeno non ha gravità e durn al più un giorno. SP.coudo 1' A., q uando la reazione all'olio di croton è vivace e diifu:::a, la malat.tiA. te11de ad una evoluzione pir, favorevole, e si può sperare bea e tla una buona e razionale cura; quando invece è negativa, vi ò da temere molto in nna marcia n.pidamente fatale. Più ditlìcile è pronunziarsi nei casi di reazione mediocre; secon<lo l'A., essa è più di significato ,;attivo che buono. Circa l'interpretazione del f enomeno, ;;econdo l'A., la reazione cutanea dell'initiizione chimica sarebbe l'indice generico delle condizioni della dife;;a nut.urale dell'organismo contro glielemeni;i nocivi. BA L 1':S1'1lA.
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RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA P . PETRAZZA:SJ cd A. SAcco zz1. - Be llo •tato di mente del soldato Augusto Masettl. - (Ridsla speril,wntale di freniatria, voi. XI, 19H). Incaricati dall'ufficiale istruttore presso il tribunale militare di 'i·enezia. di procedere a perizia sullo stato di mente del soldnto A. Mnsetti rlc•l 35° reggimento fan ter ia, imputato d'i11subordinazione con vie cli fatto verso un superiore ufficiale, gli A.A., in base agli atti processuali ed all'osservazione diretta. del giudicabile, banno compilato una esauriente relazionP, nulla tTascurando nell'abbond:mte documrntazione delle frasi, delle parole e dr Ile impressioni, di quanto potesse contribuire a formare nel loro insieme il quadro complessivo, in cui si è mosso ed ba. operato la 6gura dell'accusato. Dopo una. minuziosa eRposizione del fatto e tlei dati anamnestici g e.ntilizi e pt' rsonali dell'imputato e sul suo contegno ,lo po il reato, gli A.A. riferis('ono o.;ulle anomalie di conforma.1.ione e sviluppo in lui riscontrate nll'esame an tropologico, nonr.hil Rulle 11\boriose indngini fatte sulle funzioni di relnzione e su quelle p<;icoscnsorie, p.~icomotorie, intellettive. affettive e volitive, rilevando che per quei-te hanno tenu to conto soltanto dei dati positivi, i ,;oli che in una dis1mima di tal genere meritaRsno di essere messi in valutazione. Dopo di aver illustrato le varie considerazioni, per le C[ uali è da escludere nel fatto criminoso compiuto dal Masetti il sospetto tli un fenomeno di natura. epilettica. cui si snrebbe indotti n pensare ùa!J'ncce<;sua.lità. ùel re:i.to e dalla concomitante e con~ecutiva amne~i(l., g li A.A. elimin:i.no succes<;i,ameute la genesi to,sico-alcoolica e qul'lla isterica dell'atto delittuoso, come pnre escludono possa. trattarsi di demcuza precoce e di franosi manin.f!O-depressiva. Il .~.fa!wtti non è un aliennto nel senso comune dC'lla parola, ma vi è in<lubbia mente nella. s ua per,;oualità qualche cosa che è fuori d <'lle legg i della v ita p~ichica normale. P nr esse ndo sempre stato u n figlio amorevole e laborioso, e un ,;5 -
(;ion,11/f •li .,,,•,licina mi/ilart - Fase. Xli.
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RIVISTA DI NKVROPATOLOGJA
buon soldato, fu pure fin da fanciullo facile a repentini e in con::,ulti scatti d'irc ed in seguito pr-,potente e bisbetico, avendovi a ciò contr ibuito anche l'abuso d el vino. D'altra parte, men t l'e l'analisi delle sue attività psichiche h a fatto r iconoscere non bene normali l e funzioni fondam entali int ellettive (fobie), affettive (e motività) e volitive (impulsività.). squ ilibrate e squil ibra.bili per incomplPto svil uppo dei centri inibitori. l'esame d ella sua costituzione corporea ba rivelato in lui una somma tale di gravi stimate degenerative da. farlo apparire sen2.'altro come un vero e p roprio degenerato superiore, chd ba le fonti delle sue originarie m:rncbev0Je,1ze in una inten!'<a labe d'eredità. Questa era l a condizione neuropsichica costituzionale del Masetti, quando incom inciò a p rendere con lui contatto una ser ie di avvenimenti esterni, che, sem plici e quasi normali per gli uomini r egola nnentc equilibrati, si ripercossero n el suo spirito io tal modo da provocarvi dellEl risoni,.nze e delle rt:'nzioni inattese. I periti p<'rciò hanno conclu~o che il Masett i nel momento in cui commi ~e i l fattp im putat ogli t rovnvasi io istato d i morboso furore, t, di tal g rado d a farl o r itener e irresponsabile de i fatti criminosi ch e egli ha commesso e che gli son o imputnti. Tale stato t-bbe la sua ul t ima determinante in un acuto stimolo passionale, cioè l'imminente e indcprecabile partenza per la guerra, tr ovatosi Rd or•·· rare su un fondo d i grave degenerazione, aggravato da una legge1a intossicazione cronica alcoolica. P er la sopravvenienza dello stimolo suddetto l'anormale emotività dell'imputa t o. già da t!>mpo iperattiva, ehbe un improvviso aumenlo di tensione, on ùe fu vin ta l'originn,rin la bilità dei centri regolatori: e l'idea osse!:'siva, non nuova in lui rli d.over morire. riaffacc iatasi soUo una variante di occaf-ione, di dover morire in Africa, soldato, irruppe all'esterno t rasformata in atto ùnpulSi\'o pe r sottrarsi a qualunque costo a ll:i partenza Tale serie frnomenica èria;:sum ihile tutta 11ella formula clinica comprensiva « impulsione omicidR in soi;getto degenerato >. LR grn.vp co11dizione dC'gene rR.tiva. ha nel (l)asf:!tti uùicc in\emoti fatt i di dis.::olvimento dell'credith. biologica, discesi a lui per la linea materna dn Rimeno tre ordini ,li ge11ernzio11i. ed a questa doves i sostanzialnwnte riferire l'in tero meccanismo psirolo~ico del l'atto im pulsivo. in quanto la causa ullimf\ determinante di L'S~o (il momento de lla partenza) non avrebbe m"i p otuto operare con l'l·flÌl:acia dinamica spiegata, se non avesse tron\to pronto a d una anormale r eazione un fonrlo ori ginariamente inidoneo per facilità alle idoe fisso, per ercc<;Si\·a emotivitil e prr Jabilitil dei poteri nl'rvosi r egolRtori. E poichi: p<'r trovarsi la grave condizione d egcnerativu n. fnr parti' della personalit,i hiologic1~ c,riginnria del soggetto, non soltnnto essa no11 potr:i. mai in Jni scompnrire e n eppur,, note \·olme11te nttenuar~i. ma 11.nzi lo terr,\ sempre in uno stato di anorm,de sensihilità alli- azioni squilibrntrici, gl i A.A. h a nno purt> conclu!<o che il :\1n~Ptti i:,ia per rim11.nere irririucibilmente inndatto alla r egolare (·onviveozn sociale, ritenen dolo permanente-mente poriroloso a sè etl agli Rltr i. 0
CASARi;<;l.
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RIVISTA DI CHIRURGIA DI GUERRA
\VAL'1'En. -
Daa E'ranziiatsche Inf&nterlegeaohoaa. -
( Jllìi nchener M edizi-
nische wochensclwift, n 34, 1914).
TI presente studio fu originato dal la credenza diffusnsi n ell'esercito tcdPsco, che il proiettile francese produces!;O u11 avvelenamento dovuto ad un ane llo di l acca. sito nel punto in cui la palla entra nell'incollatur!1. della cartuccia. a llo scopn di meglio fissarlo. La lacc:1 è straordinariamente adert>u te, tanto che l'A. la trovò in grnu parte couservatu i n paliottole estratte da fe1·ite. Il proiett ile è massiccio e ricoperto con uu11. incamiciatura di rame straonlinnriamente sottile e prohabilmente applicata galvan icamente; l'incamiciatura ;. co5i sottile, che non potrebbe produrre alcun dauno, se do,·,·~~e scheggia1·,:i, L'analis i chimica 1e~egu ita dal D. L. Her111anns) rivelò la presenza di ramt>, zinco e nikel e precisamente nella proporzioue di ci rca l.10 p. 100 di rame, fl p. 100 di zinco e 4 p. 100 tli nikel. ì\Inncnno assolntameute: arsenio, fo-;l'oro, antimonio. I l proiettile è qnindi massiccio e fabbricato con ottimo materiale, r e11dendosi co,;i a~sai difficile la deformazione e la frammentazione. L'iwvelenamento acuto dei metnlli cl1e lo costituiscono è da escludrrsi as~olutamentr. !Son si può invece r isolvere subito la questione della pos,:ibilitil di un avveleuamcnto cronico coi proiettili rimasti nella ferita . A questo proposito sono in corso esperimenti sugli animali, chP n tutt'oggi, però, apparvero negath·i, il che concorda colle osservazioni dei medici sul decorso de lle ferite. Non esiste qui11rli tossicologicamente ne,;suna ragione per unn più pronta estrazione della palla dal corpo del ferito. TI proiettile francese di fonteri,\ de \·e co11sid<'rarsi da questo lato come wiwnitario. TtRl~Ll,l.
LAKL: b: FtuTz. -
Dle orthopa dl e im krleg e. - (Pe/d:irztlfrhe /Jeilaye zw· ,1 fiinch
n,ed. Woche11iichrift, n. 41, 42, 43, a. 1914}
Nell'attuale g uerra, i Tedeschi immobilizzano le ferite.fratture ed anche le estese lesioni delle sole p<trti molli, coll'ofl'e di Tricol, spalmato o no di mastisol, il quale avreb be, sugli appareccbi gessati ed amidati, anche il vantaggio di non richicdet:e, io c11..~o di bisog no, tmfl finestratura, o coll'apparecchio del La1,ge. Consta di una striscia d i ferro (d1t st1t11ghe di birocci) larga 36 mm, spessa 2 mm. e lunga come tutto un arto, fortemente battuta col martello per renderla sutlicicntemente rigida, e perchè assumn. u1ta forma leggermente incurvata, secondo l'arto n el quale <leve esst>re npplic:ita. A questn lung11. stecca longitudina le, sono unite t rasversidmeote altre tre o quattro striscie di fer ro da st:111ga più sot, tili e flessibili, in modo eia poterle rou faciliti\ adat t are alla forma dell'arto. Come
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nrvx:;TA o r CH IRCRGIA OI GUE RRA
imbottitura a ,lopera, per economia di mater in.Je di medicatura, i feltri da sella, (che possono anche venire sterilizzati). ed il tutto è t enuto applicato con cinghie, (delle ciutuccierc ecc ) provviste di fibbie. Il Lange e molti nitri chirurghi t edeschi sono an che entusinsti degli apparecchi gessati che usano su larga scala, rivendicando ad essi quel primato che avevano perduto in seguito alla cat tiva prova fatta nella seconda guerra balcanica. Le i11gessa/1(1"e preparate di Albert (fabbricate da Chosale di Diisseldorf), sono veramente straordinarie e qut>sti apparecch i si hanno già pronti pei diversi tipi di fratture e si possono applicare cosi come sono, previa immers ione per 4 minuti nell"acqna tiepida. A parte questo sistema che è di una. semplicità e praticità veramente idea.le, lo ingessature si possono prcparnre li per li con buon gesso alabastrino, bende robusto ed ><equa. calda. con 11.gg iunzione di gr. J 2.60 d i allume per litro d'acqua regolandoci oalle varie regioni colle norme, che verrò esponendo. P er le fratture delle ossa dell'a1;amb1·accio, fatta la riduzione, s i ravvolge tutto l'arto con m edicatura sterilizzat11. t enuta in sito da alcuni giri di fascia e disposto l'avambraccio ad angolo retto sul braccio e la mano in supinazione, o in mezza supinazione, s i colloc11. una s tecca. di cartone, se le ferite lo perme ttono, lungo tutta la faccia esten soria dell'arto super iore, e inca.so contrario s u quella flt,ssoria, oppure sulla est erna od interna, quindi s i ri copre con uno spesso cuscino di ovatta Ja.rgo 15 cm. ed uu it!tro cuscino di ovatta. s i mot te alla faccia pos t eriore del gomito Gs;;andolo con alcuni giri cli fascia. Si applica poi un decuplo strato di bende e g l·sso, larg he da 10 a 16 cm., al d i sopra del rivestimento rii ovatta, che si estende dal la spinn della scapola fino a Ile falangi del metacarpo e con un secondo avvolgimento di bPnda tli mussola si a ssicur11 l'ingessatura al braccio, che dopo 6 minuti sarà già intlurita. Per lo fra tlnrP. dell'om,,ro, massime se vicine all'articolazione della spal la, o se la in ter,.ssauo, qut",t" ingessatura non ba;;tn. Messo il paziente seduto, con braccio a piombo, avambraccio ad angolo retto, o leggennente ottuso, se ]'altra posiz ione suscita dolore, e mano tra Ja prona1.ione e la supinazione, si fa sos tenere d11. un nssi,teute l'arto s uperiore in corrispond enza d!'lla mano e del gomi t o in modo che al punto di fra ttura nou si pro,·ochino deviazioni a ngolari e che pel proprio peso il braccio possa, eser citare una leggera tr:17.,ione s u l punto di rottura. 8' im bottisce per bene con o rntta tutto l'arto !Superiore ed i l tornce dall'ascella fino al margine infe r iore, delle co,;:tole ed anche alle spalle nei loro due t erzi interni, avendo riguardo di mettere mia imbottitura tripla o quadrupla in corri s pondenza rlella regioud sopraspinosa ed i11fraspinosa, perch è i l pnziente non sia incoinod11to nella stazion e oriz1.ontale dalla pressioni.! della ingessntura sulla spin11. della scapola . Il tutto s i !issa con giri d i fa;;cia di mussola e su questa colle bende gessiue, r icorda udo di segnare !Sull'apparecchio con inchiostro o lapis bleu il punto cor ri!")'Dnùente al!l1 forita per regolarci se oc.rorre,se una finest.ratura. _V-elle fmllure ll!Jli a rti inf~riori dal [tinocchio in yi-h, la t ecnica è abbastan za foci le. Messo il ferito sul tavolo, sdraiato in morlo che d11 esso sporgnno gli 11.rti i11feriori, rial la mcL\ tlclla co,;cia in poi, si fa sostenere convenien temente da un a~s i-stente l'ai·to rotto, ment re si esPrcita sul piede uu11. modica tra1.ione e si applica il ~olito npparecchio ges~ato, che dalla punta dei piedi va fino a met,°1 coscia., la~ci.111,lo lilwro il tnlloue, onde evitarne il decubito.
RIVI$TA DI CHIRURGIA DI Ot:ERHA
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L'ingessa.tura, est:lguita collo solite nozioni e sotto la estensione continua, dovt"i ricoprire tutto l'arto inferiore, circondare il bacino e l'addome, imbottendo in modo speciale quelle parti nelle quali sono più facil i i decubiti. Nell't:lsercito tedesco. per la difficoltà d i procurarsi i materia li necessari, hanno deciso di ritornare all'uso delle striscia di feltro, già raccomaudate ctall'Hesuer. Le f1·alture del f emore rappresentano in guerra la vera crua: medicormn, per la difficoltà della loro contenzione. A facilitare la esecuzione delle manovre n ecessarie per l'applicazione dell'apparecchio, il Lauge ha fatto cos trurre un castello con tubi di ferro, lungo 110 cm., largo G8 cm. ed alto 2-4, cm., che si pone su di un comune tiwolo di legno, della lunghezza di c irca 250 cm. '.l're robuste cinghie di materassi provviste di fibbie vengono tese dal l' uno all'altro d ei due tubi lunghi, e su di esse giace 111. parte inferiore del ferito, in modo che mentre la parte superiore (busto e testa ) r iposa s u d i un materasso dello spessore di 20 cm., le tre cinghie vengono in corrispondenza tra il t rocantere e la spina iliaca, al disotto del punto di frattul'a del femore ed al polpaccio. Questa posizione è comoda pc! paziente e pel medico. L'apparecchio va eseguito colle seguenti norme: I n primo luogo, si spalma tutto l'arto, dalla punta delle dit f~ a metà coscia, colla miscela di Fink (trementina g r. 60, mastice gr 48, colofonin. gr 100, 1·0sinn. gr. 32, a lcool ,i 90 p. 100 g r. 720), oppure con mnstisol, o con un suo de riv,ito, od anche colla miscela del!' H eusner (trementina veneziana gr. 50, alcool gr. 100), quindi si applicano sulla faccia esterna ed interna dell'arto due striscie di feltro bianco, lunghe 50 cm., larghe 8 cm. e spesse cm. 05, i cui orli s iano stati sgambati col coltello, e s ul cui mezzo sia cucita, i n tutta la lunghezza, una fascia di lino la rga 2 cm., e si assicurn.no, mentre si esercita una trazione piuttosto for te e regolare, con gi ri di fascia di fel tro larga 7 cm. Le estremità iuferiori della fascia di lino, della lunghezza di 60 cm., si anuodano assieme e si fanno passare sul tubo trasversale della intelaiat ura ed al noclo si a ppende, per la trazione, un secchie llo con acqua, od uno stivalone con sassi del peso d i kg. 10 o 15, mentre la con tro-estensione è esercitata da un,i striscia di feltro imbottita, che passa sopra la tuberosità ischiatica. del lato ferito e che viene fissa ta alla testa del tavolo. Lievi accavallamenti s i riducono in questo modo senza nA.rcosi, la quale è invece indica ta, se sono forti ed associati a dolore in tenso. R a ggiunta la giustapposizione dei frammtmti, mentre perdura la trazione, si avviluppa t utto l'arto e l'addome fino all'ombelico, con uno strato di ovatta. pit\ s pesso al ginocchio, gran trocantere, malleolo, eminenze pettinee e osso sacro, e si fissa. solidamente con bende di mussola, avendo l 'avvertenza di interporre sul ventre, tra la pelle e l'imbottitura, un cuscino di ovatta lungo cm. 32, largo 20 e spesso 10, che poi s i toglie a ingessatura finita. Finalmente s i applica la ingessatura in modo uniforme per mantenere limitato il peso della medicatura, il che s i otterrà coll'uso di b11nde gessate. Dovendosi fare delle finestrature, i ponti verranno rinforzati con striscia gessate o di ferro da stanghe. Quando l'ingessatura è sufficientemente consolidata, si toglie la controtra:i;ione alla tuberosità ischiatica e si volta il paziente in modo che egli venga a giacere col ventre sulle cinghie, mentre si mantiene la trazione al secchiello. Qui comincia la parte più difficile e più importante, d ovendosi prnvvedere a fare una specie di ciambella att01·1w alle natiche.
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Rl\'lSTA DI CHIRURGIA DI GUERRA
Dallo strato di gesso si taglia via quel tanto che basti per lasciare scoperta una superficie larga 7 od 8 cm. sotto la tuberosità dell'i.schio, e vi si applicano due strati di •feltro da sellai che verranno compressi contro la tuberosi ti; del)' ischio da una fas,:ia di lino imbottita di feltro, tenuta da un assistente in modo che a.I disotto della fascia di l ino il feltro ·si pieghi ad angolo retto, quindi si passa un certo numero di giri di benda gessata sui due strati di feltro, i quali verranno cosi compressi contro la faccia interna della coscia, quindi le parti delle due pezze di feltro, che risultano spostate in alto perpendicolarmente, si roYesciano in modo da venire a giaèere s ullo strato di benda. gessato, contro il quale si fissano con altri giri di fascia gessata. In tal modo si ottiene un sistema di gro.•sezzn superiore a q uella di un pollice, la cui pressione è sopportata facilmente dalla tuberos ità. de ll'ischio. Si ricordi che l'orlo della fasciatura di g esso deve distanziare di 3 o 4 cm. dall'ischio e dal pube, pe1·chè questi non debbano sopportare pressi on i. (innndo il tutto è beo indurito, si deve curare che la estensione duri colla sola fasciatu ra gessata, anc he dopo tolto il secchiello, ed a questo scopo il medico afferra la estremità. dei lini attaccati alle striscia di feltro e su d i esso esercita una forte trnzione in direzione del pii,de; l'assistente recide i nodi delle estremità e toglie il secchiello e si completa la inges;;atura assicurando ad ess a le s triscio in trazione Si deve ingessare auche il piede dopo averlo abbonclaut<:J1nente imbottito ~ul dorso e sulle giunture e messo sotto la pianta uno strato di b c m , rinforzando la suola con una s taffa. di acciaio di 0,5 cm. di larghezza. S i provi quindi la bontà de ll'apparecchio, facendo alzare il paziente, il quale dovrà appoggia rsi prima a ll'ttrto sano, poi su ambedue e quindi soltanto s u quello gessato: se c iò non susciterà, dolore vuol dire che l'apparecchio va bene In letto si mettcri~ un cuscino di pula di riso sotto al sac ro e dopo 2 giorni s i provve derà al ra.fforzamento dell'apparecchio, ricoprendolo con diversi strati di benda di mussola. im bevute di acqua gessate. Dopo 24 ore il ferito potrà camminare solo colle g ruccia o col bastone, meglio se sotto al piede sano ~i pone una in1botti t.l.tra di feltro che lo rialzi di 5 cm. mettendolo al livello dell'altro piede. Reso cosi trasportabile il fratturato, viene inviato ra.pidamente in appos iti isti tuti ortopedici. 11 Lauge è ent,us iasta di questo metoJo, che darebbe dei risul tati ottimi, e tra i t11.11ti d a lui citat i ricordo un caso che è veramente meraviglioso per la rapi dità del successo. S i t ratta d i un soldRto raccolto t1·e giorni dopo dal trauma in istato di grave d,•pressioue generale, <·on febbre a 39.3 e ferita f rattura alla coscia destra, dalla quale gemeva un es,;uda.t:> icoroso, fetentissimo. Praticò la controapertura n e l la parte pos teriore della coscia, introdusse un pulitore di gomma, svuotò l'Pssuclnto ed applicò l'ingessatura. Ci nque ore più tardi il paziente non acc usava più dolore ed era tanto sollevato che s i mise a fumare una s ig aretta ed a leggere il g iorn ale, e l a ferita dopo pochi giorni procede va gin uormalmente. Il t rattamento curativo delle ferite fratture usato dai Tedeschi sa,rebbe quindi il seguente. :--e la secrezione della feri ta 11 011 è puzzolenta, toccare il focolaio traumatico con tintura di iodio, balsamo del Perù (Lange), ed immobilizzare; in caso c on trnrio, e se c'è fehbre, si deve fare una controapertura, introdurre un pulitore di gomma, trattai·e la fe rita con ncqua ossigenata per lavaggi o per iniezioui tagliare i J)C?.7.ett i ossei liberi e qui n,li immobilizzare. TIRELLJ.
Rl\"ISTA DI CHIRURGIA DI Gt:ERRA Roc11ARD. -
S 'eat-on •ervl de balle• clum-dum. -
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(La Presse Médicate, mer-
credi 23 septembre 1914). Da qualche tempo i giornali non fanno che parlare delle palle dum-dmn e le nazioni belligeranti si accusano vicen devolmente di servirsi di questi proiettili, che, per la gravità delle ferite da loro prodotte, dovrebbero considerarsi al di fuori dei diritti di guerra. Poco fa i giornali annunziarono pure che, dopo i rapporti medici e la constatazione di piaghe terribilmente gravi, si poteva assicurare, che i Tedeschi si erano serviti di palle esplosive. Questa ultima accusa ris ulti\ subito infondata, perché basta pensare a l piccolo calibro di uu fucil e moderno da guerra ed alla dimensione e volume di una palla cilind ro-conica esplosiva, per concludere che è impo~sibilc in tlll sì piccolo spazio fa,·e entrare il sistema rlelicato che de,,e deter,ninare l'esplosione, urtando contro il corpo umano. Le pnlle dwn-dmn al co11trario sono facili a prodursi e consistono in ç.iò, che invece di essere regolnri, e terminate dn una punta sottile, portano a Ila loro estremità delle scalfitture e delle irregolarità, che ilanno origine a pioghe molto gravi per esteusione e frastagliamento; è la pall11 masticata de i nostri antichi, i quali, con un colpo di dente, da rotonda che ern, la reudevano irregolare. j.; po~sibiìe, dopo l'esame delle ferite, dire se esse sieno state prodotte da un proiettile di questa natura t L'autore risponde formalmente: no. Le piaghe tli proiettile ordinario, eh(' colpisca il corpo umano. sono differenti di ,,spetto, secondo che le si esamini all'entrata, o :dia uscita del proiettile stesso. La piaga d'entrnta è sempre pic:cola, rPp;olarc, mentre qneLla di uscita è più estesa ed irregolare, se nel suo passaggio attraverso il corpo, il proiettile ha in-:ontratto un osso. La piaga di entrata della palla dum-dunt è invece subito irregolare, perché la. sua estremità e frastngliata, e perchè, dato il suo cambiamento di forma, può non colpire collR. punta. Il foro d i uscita è molto imJ)ortante, poichè n ell'interno d1c1l corpo umano esso forma nn cono di ferita, che si allarga ver~o 111. base. deformandosi la palla n el rompere tutti i tessuti che incontra e nello spingerli davanti a sè. producendo <:osi un vero i::coppio della pelle. Se non si conoscessero questi dati, si potn,bbe concludere che, allorquando si incontrano piaghe di questa. n11.tura, esse sono dovute ad unR. pal la dmn-dmn, poichè c'è un al tro fattore al quale non si pensa. affatto, ma che è capitale ed è il rimbafro. :\folti proietti li non ur.tan o il soldato che dopo nver r imbalzato sul fuci le, s ulla sua sciabola, su i ;:;os;;i de l terreno, sui proiettili stessi mentre, come n ella guerra attuale, attraversano l'aria in numero stermiuato, incontrando un bottone della giubba, un oggetto duro qualunque contenuto n elle tasche, ec<". Questo proiettile, avendo urtato in p iena forza contro uu corpo duro, si deforma e diviene per qt1esto stesso fatto un proiettile dwn-dmn. È facile immaginR.rSÌ tutte le trasformazioni che può subire un proiettile, secondo la forza d' incidenza, con la qua.le urta un os tacolo, e secondo la n atura di questo ostacolo. Es;:;o diviene irregolare, presenta delle incisioni più o meno profon de, e poiché e com1•osto di una camici,, di mailleehort ripiena di piombo, questa si allontana dalla massa centrale, formando una specie di corona, a punta ac:- uta cho diventa assai mortale.
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RlVI;:~·A DI GlUBt:IWU. DI GLlERRA
L e piaghe prodotte da questi proiettili sono irregolari ed estese all'entrata, pià irregola1·i ed estes.e a ll'uscita tanto che, se superficialmente considerate, si potrebbero attribuire alle palle dum-dum, il che però si deve scientificamente escludere. L'autore riporta la Sl'.'gueuto osse1Taziooe personale su di un ferito. La piaga di entrata era grande e faceva pensa re a una ferita prodotta da uDo scoppio di UD obice. La rndio:;rafia mostrò il profilo d i una pallit situata al disopra dell'osso il iaco, che era assolutamente intatto. L'estrazione del proiettile mostrò che era >\ circa un centimetro di profondità, avendo appena intaccato la parete addominale, ed esaminandolo si potè rilevare che la punta era scomparsa e che al suo posto esiste.a una supC'rficie irregolare foggiata a zeppa coi bordi frastagfo, t i. Quc!'t o proiettile non era arrivato in pieno bersaglio. poicbe era p.-net.rato poco profondamente, e d'altrnnùe, non avendo toC"cato l'osso iliaco, sarebl,e rimasto int:itto; quindi non ha potuto e~sere deform1\to che n causa <li un rimbalzo e s i è trasformato in un proiettile dum -duiu, poichè aveva incontrato un ostiicolo. La con clu~ione facile a dedursi e, che~ impo8sibile a,ffermare scientificamente la presenza di nn proiettile dum -dum con una sem plice constatazione ,!ella natura delle ferite, e che, per provare che si usano delle pnlle dum-dum, è nece~ sario coustatarc la pre,:enza di proiettili di questa foggia non ancora ,;par-iti .
Zur behandlung des tetanus mlt subkutaneum magneslum-llljekttonen. - (De11tsche medizinische Wocherischrif't, n. 36, a. 1914),
FA 1,K, -
In due Cal'i gravi ed in uno leggero di tetano dei neonati, l'A, riferisce di an· r ottenuti dei buoni risultati colle iniL'zioni (sottocutanee) del Melzer, già U Sa te vnntaggiosamente per via lombare dallo StaLller durnnte la guerra balcanica e che si ripromette di usa r e in questa guerra. Come dose giornaliera pos~ono b,ista.re da 8 a 20 gr. di solfato di magnesia ; sono opportune le soluzioni dal 10 al 25 p . 100; sono initanti al 30 e 40 p.100. Il dolore v iene e vita to con somministrazione prec·edenti di cloralio, pantapon, oppure morfina. E.,sen do possibile ch e, dopo le iniezioni, inten·engano disturbi della r espimzioue, si deve t e ner pronto, per usarlo in iniezioni intramuscolari al 6 p 100, del Cbloralzium (C,~ Cl,), il quale ha una az ione assai pronta. 11 solfato di magnesia. cl'is ta llizzato _puris~imo e il clorato d i c11lce cristallizzato purissimo possono essere focihn1:<nte in campagna trasportati e le soluzioni possono focilment.e essere filtrate e sterilizzate. TiRELLt.
J Toua1m·r. -
I oolvl da tuooo dell'avo8al mastoide ver armi da guerra.
(Archives intemationales de lary11gologie, etc., T. X XXVII, p. 711, 1914).
Se le ferite della r egione a u r icolare per a rmi da fuo<·o del commercio sono f,equenti per ten tativi di sui<-iùi, non a l trettanto può d irsi delle ferite da arm i da fuoco da guerra, perchè queste u ltime ferite si complicitno di solito con lesioni cosi grM·i da aversi la morte i mmediata o quasi. Nella campagna Jel Marocco (19 10) l'A. Jia osser v ato un caso di ferita dell'apo. fisi mastoidea per pallottola ,li grosso calibro, in un fuciliere senegalese: l'ori-
RIVISTA DI CffIRt:KGIA DI t:U ERHA
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fizio d'entrata era nella cornea, non vi era forame d'uscita; la radiografilt dimostrò essere il proiettile situato alllt nuca, presso la protuberanza occipitale esterna. Alla opernzione (mastoidotomia) la metà inferiore dell'apofisi mastoide fu trovata frammentata, con cO!\guli suppuranti; il proiettile fu rinvenuto nel sito testè indicato e quindi est .atto; da ultimo fu fatta. alla nuca un11. contronpertura. Guarigione in 3-1 giorni. Il paziente non presentò mai rcllzioui degli apparati coclen,re e vertibolare e del facciale. Questr, osservazione è importante per la localizzazione dei guasti ,ilJ'apofisi mastoide, ciò che coutrHsta colla legge di L e Mée (tesi di Parigi 1910) il qu;1\e vuole che la frattura di questa tuherosità sia a ccomp>1gnata d,i una « propagazione quasi costante ve rso le cavità labirintiche». Cosi pure parve strana l'integrità de l fa<·ciale e dP.Jla giuguhre, apparente n.nomalia che l'A. spiega colla struttura pneumatica dell'apofisi.Fn cui nou si sono avuti fenomeni di scoppio e quindi linee di irrad iazione di frattura e proiezioni di sc heggio. Altri casi benigni di feri te dell'apofisi mastoide, dovute a proietti li di grosso calibro rinvenuti nella letteratura dall'A. sono q ue!li di De Rossi, Dupuyt ren, Scrive, Makins. P 1uagonando l'apofisi mastoide colh, sua corticale estema, col suo t essuto spugnoso, col s uo tessuto pne umatico ad un't,pifisi di osso lungo, e colla suri. c01·ticale interna, col blocco <lei facciale ad un.i dinf:i,-;i, l'A. esclusivamente considerando i colpi di fuoco a u tero-posteriore, come quelli più com J)atibili col sopravivere de l paziente, conclude: 1. L e fratture dP.l!'apofisi mastoide, con punti di partenza dal condotto osseo attraver;;ano il tessuto compatto dell'apofisi e quasi fatalme nte determinano irradiazioni verso il labirinto ed il nervo facciale. 2. Le fratt ure che colpiscono direttamente l'apofisi, cioè penetrando sia per la conca del padiglione, sia per la s uperficie esterna dell'npofisi stessa, sono limitate al tessuto spugnoso, ed anche quando determinano perdite estese di sostanza, non provocano fessure attraverso il tessuto osseo compatto che attornia il facciale ed il labirinto. Quanto più l'apofisi si approssima al tipo detto scler osato, tanto maggiori sono i rischi; quanto più è spugnosa o diploicn e a fortiori pneumn,tica, tanto minori sono i rischi di formazione di fes sure. BALLA •
.M D'HALLu1i,;. - La dlagno• l Immediata della morte ln t empo di guerra. - (Presse M édicale, n . 67). L'A. riassume le conclusioni delle ricerche, ch'egli ha fatto da parecchi anni snl valore dei differ enti metodi di diagnosi immediata della morte. Sarebbe da rigettare il metodo delln flittena esp\odibile: raccomanda invece i seguenti : 1. Istillazione di etere in un occhio: l'arrossamento cosi provocato indici\ persistenza della circolazione sanguigna e quindi è segno certo di vitA. L'A , a l quale si ·deve tale metodo, raccomunda. sopratutto, di mettere il paziente in decubito orizzontale, per favorire il circolo del capo. 2. Cardiopuntura - prova facilmente eseguibil.e e sicura nei suoi 1·isultati - perchè l'ago affondato nella regione del miocardio, se, pur avendo raggiunto il muscolo cardiaco, rimane immobile, indica certamente l'arresto del ,more. Con questo metodo, secondo l'A., si può anche esplorare l'eccitabilità cardiaca
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RJVI:O:TA DI CHIIHiRGU. 0 1 GUEflRA
nel seguente modo : dopo avere incisa brevemeHte la pelle, si affonda una sonda s<·:malata o uno stiletto smusso a ttriwerso uno spazio intercostale sino nl cuore. Unu lesione vasale o un'eventua le puntura del p unto di Kronocker sono escl use. Se la sonda r esta im mobile, il cuore è arrestato, ma si p uò, impr imendo 11,d essa del le piccole s~osae. eccitare meccanicamente il m iocardio, che ris ponde con 'contrazioni n ettamente percettibi li, quand o è a ncora eccitabi le. Con l'eccitazione del cuore, coro binata colla respi r11zione artificiale, l'A. ha fatto rivivere degli an imali, il cui cuore si era arrestato. 3. Iniezione intravenosA. di fluorescina. L 'iniezione sottocutanea di 8 -10 cc. di una ~oluziou e di T•luorescina . gr. 20 Carbor:ato d i soda » 30 Acqua distillata q. b. p. » 100 determ ina, se l'indivi duo non è mor to, u n a colorazione giallastra del la pelle e delle mucose (s pecie le congi untive e la mncosa boccale, sotto il frenulo linguale). una colol'l\zione verdastra dei me?.7.i oculari e dell'urina. A. t,,le metodo, proconiz7.ato. dal!' I card di l\fa rsiglia, e che può r iuscire nc-gntivo. quando la circolazione è molto l'allentata, l' A. consig lia di preferire l' iniezioue iutrnvenosa, pmticata in una 'l'"eno. dell'arto inferiore, per evitare che il semplice movime11 t o del le orecch iette (ul/immn moriens), possa. provocar e p,·r r iflns~o venoso una colorr~zion e dclii, r egione cefal ica, sopratutto, se l'inci!:'ione è fattA. io un :i rto superiore. Quei::to metodo dà un>L certezza scienti fica; bisogna però usa.re fluoresci111\ di buona qualità, per essere siruri dc lii\ reazione e per evitare la produzione di e;;ca.r e. Arso:,;so.
Dle hallbenbruchschen dlatr&ktlons -klammern t.ur beb&ndluog von knochenverletzungen im felde. - (Feldiìrzfliche l1eil<1.fle zar Miinrh 111ell. TViJcheuschrifl, n. -l6, 191-!).
Scmrnb~. -
Nell'esercito tedesco !li usano con molto vantaggio gli arpesi a distrazione delJ'Hacke nbrucb, che ve11gono fissati per le loro est r erni t à alle fasciàt ure gessate. Avrebbero il vantaggio di pcr mettcrn fai::ilmente la precisa giustapposizione dei frammenti ossei sotto il contemporaneo controllo della rontgengra6a e di mantP,nerli a posto fino al loro completo consolidamento ; di rendere p iù facile li\ cura delle ferite fr11tture sup puranti coll'uso di u11a iuges,-1itura fi nestrata; di permebt er e la d eambulazione colle gruccia, oppu re non un bastone, e quind i di r endere pit\ ;·icuro il trasporto a distanza di simili amma la t i e di r ea.lizzare la possibilità dei movimenti nelle articolazioni viciniori a.I focolaio d i fra.ttura. Pe1· l'arto supe1·iore e per la colonna vertebrale, san\ hene aggiunger e uu corsetto gessato. Per ultimo, fu rono usati con ~c1cresso nella mobilii:zazione delle articolazioni anchilosate. 'l'IRELJ, I ,
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RIVISTA DT CHIRURGIA GENERALE V AILLANT. - Une grande slmpllfloatlon dans l'obtentton dea radlographles -(Communication p,·ésentée par M. Carpentier, à l'Académio des Sciences, le 1'1 sept~mbre 1914). Questa comunicazione ba per scopo di richiamare l'attenzione di tutti i radiogndì s ulla. grande economi,i e sui vantaggi, che si possono trarre da questo nuovo processo mpidissimo col la carta « gelatino bromuro» che pesa 30 volte meno circa delle lastre fotogra6r:be, costa 3 volte meno e non è fragile. Ogni vol ta che in un esame non c'è bisogno di un tiraggio positivo, impossi· bile a ottenere per contatto, cnusa l'opncità del cartone supporto, si avr/, grnnde interesse ad eseguire di rettamente la radiografia s u carta al bromuro I tempi di posa souo meno rapidi che con le lastre fotografiche; è dunque necess1trio él'impiegare uno schenno rin forzatore; lo prove presentate sono state ottenute nei seguenti tempi : · mnno e piede 4 secondi 6 » polso gomito e cuviglia . 8 » gamb,l 10 "1> spalla e ginocchio. 15 r.oscia 25 > tornce e bacino . 30 " Con una bobina di 26 cm. di scintilla ed un interruttore a turbina di Ducretet, In bohina funziona del H!97 all'ospedale ,Lariboisi&re, passano 12 ampères nl pri· mario. La finezza delle prove dipenderà. sopratutto dallo schermo riuforzatore impiegato. Il bag110 di sviluppo, che ha dato i migliori l'isul~ati é i l segueute: acqua gr. 1000 soltìto di soda cristallizzato » 60 carhonato di potassa. 60 idrochinone . ~ 16 bromuro di potassa . » l
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TlREJ.Ll.
RIV1SrrA DI OCULISTICA Dott. A. TAnoucc,. - l'luovo dtplosooplo per la determinazione del Visus nella •lmulazlone delle amblople. L'A., dopo una breve rassegna critica sui principali apparecchi comunemente in uso per scoprire la simulazione, passa all11. descrizione dettagliata del suo nuovo diploscopio.
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RIVISTA DI OCUJ,.ISTICA
Questo strumento (6.g. 1), al pari di quello del Remy e del Bourdeaux, è costituito da un'asta metallica orizzontale m n, poggiata ed articolata sopra un sopporto verticale z c. Ad una estrcruita ùi quest'asta si trova un porta. lenti a, verso la parte media, ed all'altra estreruita vi sono due schermi fenestrati in modo che, per mezzo d i un movimento a cremagliera v, s i hanno 4 d: fferenti varietà di aper ture. L'individuo, . collocato davanti al porta-lenti, è messo iu condizione di vedere attraverso alle aperture dei due schermi una fila di 4 lettere di una determinata grandezza, di~po,;te sopra una linea orizzontale situata alla distanza di o m. Vengcno presentate all'esaminando fìlP di lettere aventi grandezze varie secondo i criterii d elle comuni tavole ottomet ric he decimali. Queste lettere sono avvolte attorno ad un poliedt·o g irevole (fìg. 2), simile a yuello del diploscopio del Hemy, ed allora l'asta metallica orizzontale resta fissa 11ella sua posizione; oppure sono montate sopra una , t,wola formnnte un u nico piano, ed in questo caso una vite a cremagliera c (iig. 1) permette all'asta un movimeuto di inclina.zione variabile a. piacere in modo da poter percorrere collo sguardo la tavola stessa dn cima a fou<lo. Le aperture dei d ue schermi sono disposte in modo da permettere il libero pas~aggio d i detenninnte linee vicine, cosicchti ciascun occhio è costretto a. ve,lere soltanto qucll,\ o que lle date lettere che l'esamiu,itore vuole. Inoltro qualsiasi spostamento laterale de l capo, e quiudi degli occhi, da parte del simulatore pllr r endersi conto del funzionamento dell'apparecchio resta frustrato, percht'! con quello spariscono t utte e quattro le lettere. Si possouo avere 15 differenti combinn.zioni. Basta dare uno sguardo alla fig. 3 , che indica la disposizione delle apertu re dei due schermi nella l3 combinazione. per compnmdere chiarnrnente come sia regolato il passaggio ùelle linee vicine, e quello che accade spostando Jateralmeute g li occhi. L'apparecchio, tut to ;;monta.bile, è contenuto in una cassett.'l di legno e p uò quindi essere trnsportato con facilità. Il diploscopio del dott. Tarducci presenta i seguenti vantaggi : 1° La molteplicità delle combinazioni impedisce a l simulatore di orientarsi anche se, durante qualche prova, chiudendo un occ hio, riesce a comprendere il funzionamento dello strumenw: anche un medico che ne conosca la intima strut_ tura è nella impossibilità di simulare; 2° Qualsiasi incl ini~zione del capo riesce inutile al simulatorn; H0 La distanza di G m. dell'esamina.ndo dalle tavole ottometriche permette di determinare il visus nelle stesse condizioni nelle quo.li comunemente si suol determina re; 1' Per la mancanza di prismi le immagini retiniche sono centrali o quasi centrali e quindi nette; 6° Facilita cli manovra, tanto che può essere adoperato con successo anche da chi non abbia profonda conoscenza di ottometria.
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RIVISTA Dl A~ATU.\IIA E FISIOLOGIA. NORMALE E PATOLOGICA
G . GALEOT TI. -
Gli effetti dell'alcool nella fattoa In montag na. -
(Atli
della U. Acca1le111ia dei Lincei, marzo 191J).
L o studio dell'infiucnza dell'alcool sull'organismo umano, sebbene sia stato argomento di numerosissimi lavori sperimentali, è a ncora ben lon tano da ogni ddiuitiva conclusione. L'A. si è proposto d i vedere quali rnodi ficazioni produce l'alcool nella fatica delle ascensioni alpine, ed ha intrapreso una serie di ricerche all'Is tituto Angelo ~osso sul Monte Rosa su sè stesso e s u alcuni allievi. In queste indagini vennero considerati g l i eventuali cambiamenti di varie manifestazioni fisiolog iche, ed in particolar modo quelli del peso, della temperatura, di alcuni fatti circolatori, di vari dati riguardanti la meccan ica e il ri cambio r espiratorio, del r icambio dell'acqua, del lavoro muscolare e finalmente di alcune condizioui sul,biettive. Per ciascun esperimento , ennero fatte due escursioni, l'una pt'rÒ ingerendo alcool da 28 a 56 grammi circa, l'altra astenendosi dal ro11desimo: l'alcool fu somministrato in for ma di cognac piuttosto forte (56 p. 100). I risu ltati ottonnti sono nmnerosi ed importanti, e portano un notevole cont ributo alla conoscenza delle condizio_ni fisiologicho d ell'uomo in alta montag na. Furono d eterminate anzitu tto le variazioni del peso del corpo dopo le diverse escursioni, tenendo conto dei cil1i e delle bevande ingerite e d ell'or ina e delle feci emesse. Tali variazioni os&ill.ìuo tra un minimo di grnmmi 1000 e un mas simo d i grammi 5600, e sono divérse . a seconda delle condizioni meter eologiche della giornata; ma non vi è alcuna regolarità ch e permetta di concludere per un11. iuBuenza dell'alcool s ul consumo dell'organismo e sullo. el iminazione del• l'acqua. La temperatura del corpo aumenta costantemente dopo una faticosa escursione, e sembra che l'uso del l'alcool accresca ancora l'aumento della. temperatura provocato dalla fatica. Cosi si è sempre osservato un a umento della fre(1uenza del polso da 3 a :3S pulsazioni a l minuto, nu mento che è stato auzi più sensibi le dopo l'cscursioue con alcool : durante il riposo della notte invec.e il polso tor na,a alla norma e mai superava le cifre medie comuni. La. pressione del sangue h11, presentato in genere un abbassamento por cm:!tto della fatica; l'alcool in tre soggetti d'esperimento ha. agito in senso contrario. cioè tendendo a ri portare in al to la pressione abba.~sata. Soltanto n ell'A. si è avuto un'nlteriore diminuzione della prcs!'ione sanguigua. La for ma del polso si è ri\·elata. alqnanto diversa dai tipi norma.li; dopo lunghe escurs ioni, non ostante il riposo della notte, si sono riscontrate certe auomalie, irregolarità d i ritmo ed un marcato dicrotismo, tanto che l'onda dicrota superava talvolta la eleva,,ione primaria. Subito dopo le escursioni senza alcool, il polso. oltre che più frequente, diventava quasi sempre più celere, alcuna volta p iù forte e pieno, altra volta più debole e più piccolo e con 1'0111ln dicrota situata in ba-;so. Per inA11enu1. dell'alcool i camtteri clel polso sono dopo la fatica qua.IL-ha volta pil'i vicini al tipo normale; altre volte iu\·ece gli sfigmogrammi indicano una
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RIVISTA D I A:-..ATOMTA ls ~'ISIOLOGIA XORMAI.E E PATOLOGICA
diminuzione dell'onda sfigmicii, una cert:i irregolarità. e il ritorno di un dicrotismo marcn.to. In complesso le condizion i del cuore P. dei vasi in m ontagna sono pi ù instabili che non in pianura, e concorrono a modificare la forma del polso molteplici influenze, le qunl i dilfic ilmente si possono apprezzare nella loro complessità. Tl ritmo respiratorio è in genere affrettato dopo ogni escurs ione, sebbene l'individuo in esperimento si sia trovato in riposo durante le determinaz ioni; l'aumento è in genere maggiore quando nP.lrcsctll'sione si fece uso dell'alcool. Dopo La fatica non si hanno n otevoli modificazioni n ella forma del r espiro: talvolta pPrò il tipo del r espiro teude a dive11tare t,o rncico e la dispn ee. compensatoria è più acceutu:-.t1t. Dopo In fatica con uso di alcool vi !>ono talvolta irregolariH del ritmo, ineguaglianze nelle a ltezze dei s ingoli atti respiratorii, accenni n ritmo a lterno o pei·iodico. Risulta adun11ue che .l'eccitnhilità dC' l centro respiratorio aumenta dopo la fnticii e auinn,nta aul'ora per azion e dell'alcool. I n n\J)J)O rto al ricambio respiratorio si è constatato c he il quoziente rE:;;pirntorio si aiJbnssò in tutti dopo la fatica senza alcool, mentre l'abbassamento fu minore od anchi;, sorp>1ssò i l villore medio tll'l ripo.~o, quando durante la fatica fu b1·vuto nlcool : ciò si spi•·gn facilmcnto pensando che durnote la fatica si con.~umano molte r iservc> di idrati di carbonio e che l'ralcool p1'obabilmente ba un'azione di risparmio di front<' n qu rsto cou•mmo. La perspirazione insrmsibile dnlla cute aumenta dopo la faticA, e aumenta n11cora dopo la fatica con uso di alcool : queste vnriazioni dip,mdo110 verosimilmente dalle dive,·se condizioni circolatorie della pelle. I'er riguardo alla funzione muscolare si è osservato che dopo la fatica gli er~ogrammi sono qualche volta più grnndi. sono co:;t ituiti cioè da u n maggior 11umero di contrazioni e da contrazioni più alle : altre volte sono più piccoli: lo ,,tesso accade s0 dunrnte la !'al if'a ;,i fece uso dell'alcool, nel qual caso, però, l'ergogrnmma tah·olta assu111c quell'nspetto irregolare clu· ~econdo ?llosso inùicn una modilicazione dell'eccitahilit.,\ n1Jur omu:::colnre. Circa infine l' i11tluenza dell'alcool 1-,ulle cnndi7.ioni !.uhbiettive, l'A . conclude ch!J la ingL·stione da l~-25 centimetri cubi d'nlcool durnnte In marcia 11roduce generalmcntf' un a fnse d i l'ccil!lzione pa:aseggern ed u n senso di eufo1;a: qneslo sni.to dura 20 30 miuu t i, e poi subentra uua fa~e d111n·c,ssiva con !>tanchezza, 1,on uolenza, ~etc i11l<'t1Sa e talvolta cefalea, chr, dut·a 2 o B ore rd improvvisanwnte scomparl', Le condizioni geuernli, com:ider:,te nel loro insic>me, furono m igliori uel le escur>-ioui senza alcool che non in quelle con a lcool: e qui ud i è da ritener:=:i che nt·lla fatica. in mo11tagnn, l'u.'<o dell'alcool ( in do~i alquanto forti ) è piuttosto sfa vore\'ole che fa vo rPvole. Non si può però escludere cho in determinati m omenti di uu la1·oro fntico-. 0 piccoli· dosi di 11kool n on 11us,ano esei·citarc una b1mclica i11tluenza sulle condi zioui cl..! cuore e della f'or:r.a muscolare : queste dosi no11 drbliono mai sorp11ssare un rerto limite, nè de!Jhuno e~sere ripetute, poichò uu>t seconda doc;e d i alcool p rodttL'l' in genere un effotto negativo. L'A., non 11veudo rsegu ito esperimenti cli confronto in pianura, non può r.oncludne sicurnmente so l'n:r.ioue dell'nlcool sin pi1'1 rapidamente transitoria in 1110Dt:ti!t1a: tuttavia varie ossorv1lzioui fatte nell' improYviso scompArir e dei fe 11 omeni deprcssi\'i dipend,·nti dall'nlcool, offrono n.rgome11to in favore d1·ll'opiuione di ~\o,Ho e Galeotti: che ciuù l'alcool in montagna vrngn più rapidamente ossi1lato. " ywrciò ,:compaia più presto d:d sangue. CASAHl:SJ.
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RIVISTA DI MALATTIE HNERER E DRLLA rELLE Dott. F i,;1w 1xAxoo Dm NAror.1. capitano medico - D Tre\)one ma pallldum nella
sifilide congenita ed 11 valore contro questa del Diossldlamldo-arsenobenzolo. - Bologna., T ipografia Succ. A Gu.ragnau i. Questa è la te;;i di l ibe ra doce1,za presentntn e svolta dal collega Dl' Nnpoli, nella q un le egli tratta con grande ernd izione e peri:>:ia d i tutto ciò che si è scr itto e dòtto della sifilide o:lreditaria, dopo la scoper t.a della spirocheta pa ll iL1n e d i tutto ciò che s i è detto del gran rimPdio dell'l( br lick , riguardo al suo va lore <'Ontro 111. s ifi lide congenita. l i 1.. vor o, rPalmente e;;auriente, è scritto con par ola far.ile, con perfetto ordine; ben d istribuito nei diver si ca pitoli, dei quali, se alcuno appare alquanto lungo, è per \11. vi,stità de l terna <li cui t ratta, ma per qua1,to lungo, tanto esso come tutti gli alt r i si leggo110 con piacere , per il desiderio che si ha, rileggeuùo anche cos"l giil lette ri guardo alla sifilide congenita, d i SRpere qual i noviLii apportò ne ll'inter pretazio11e dei di,·crsi argom~nti e quesiti a d esso r if'ereuti:si, la :;copert a del 'rrepooema. 1o credo che il collega De Napoli sia riu~cito perfettamente ucllo scopo prelissosi ed egli h a realmente appon11to un 11\rgo contr ibuto nl gran probl1>ma, tanto impor tante dr·ll:t sifilide congenita, sia so tto il punto di vista scientifico che sociale. Uu lavoro con,;imile e appar,:;o sotto il titolo div,w,;o, sempre dello stesso ,tutore : « La s ifilido ereditaria ed i moderni m ezzi d'iuclngine e di curn (ric\'l'ca della spirochct.1, s1eroreazione del \Vasser maun e ternpi:1 salvarsanica dell'Bhrlickl ». Editore Edelson, Na poli . Il lavoro è diviso in due parti: la parte prima si compo11e d i S capitoli : la parte seconda di 2. ~e! primo capitolo del11t parte prima: « {;t,ncetLi e cenni stor ici e microbiologici sulla sifilide ereditaria o con~cnita,. e~li f,, brevi acceuui sull'eredità e sulle sue 1,·ggi genernli, stabilendo il doppio modo òi ereditarsi della sifilide come infezione e come intossi,,11zionc, facendo unl,l, rapid11. rassegua delle ricerche 11nteriori alla scopt•rta della s piroch eta e delle opinioni domin1inti circa la trasmissione de lll\ silil1de in natura ,,Ila prole. J\;el secondo capitolo : « ~ifilide e1·editflrÌI\ tli origine ruaun·na e pa r tecip"zione della spirocheta n el li\ sua trasmis1;ione al pro<lotto del concepimento» l'autore fa una netta d i,..tin.1,ioue della sifilide di origine materna, ic rapporto ai vn r i periodi ddla gravidanza ed i vari i periodi Jella sifilide st,e"sa, nonchè an'epoca i n cui questa è ~tnta acquisita, se prima del concepimento o durante questo, o dopo. In conseguem:a, parla dei pericoli maggio ri o minori per il feto, o per l't>robrione. o per l'ovo, a seconda che la sifilide ereditaria materna sia anticonce;,.ion:i.le, sin, concezionale, o postconcezionale, facendo cenno della iut'ezione, durante il passaggio del f'eto, da alcuni consi,lerata erroneameute corueuna t'ormadisitilidecongenita. Inoltre tratta della contagiosi ti\ del saug11e materno, della trasmissio11e delln sililille per mezio suo Jalla madre al foto e ùt:ii rapporti tra spirocheta ed ovo e dei referti in tal senso positivi
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RTV!i;T A DT ~1.-\LATTm \·E:,;"EREE E DELLA PELLlt
~el terzo capitolo: ~ Esh;te la possibilità ,lella trasmissione ereditaria della sifilide dA parte del solo p11clre? Quale contributo dà ad essa la spirocheta.?» discute la '}Uestione cosi dibattuta anche prima della scoperta della spirocheta, ossia la possibilità della trasmissione ereditaria della sifilide d a parte del padre per mezzo dello S}'ùrnm, concludendo col dire che in base ai risultati c linici eà ai rapporti co11 altre infezioni ed intossicazioni bisogna ammettere che il padre possa trasmettere da solo senza l'intermedio della madre la sifilide ni propri figli: siccome il referto delh1. spirochP.ta nello s permatozoo manca, l'autore pensa che si tratti non del microorganismo perfetto, m11 ili forme involutive e sporulari, o gmnulari (,li cui oggi si parla con insistenza a proposito delle involuzioni biologi che della spirocheta), che noi non riusciamo o. svelare coi comuni mezzi di indagi ne. Perciò il non aver trovato la spirocheta nello spermi~ non può far nega r che lo sperma possa esser veicolo della sifilide dal padre ai figli di rettamente. Nel quarto capitolo: « La s pirochem pallida in rapporto con le leggi del Col!es e del Prot'eta ed il co11trollo di q11este mediante la \Vassermaon" l'autore afferma che la \,Vassermann non ha di::;trutto, come alcuni vorrebbero, le due l eggi quella del Colles e quella del Profeta. E sostiene ciò in base alle risultanze d ella Was sermann stessa, che non ci potri, dire con sicurezza se una donna che abbia sgravato un sifì litico, sia stata da questo immunizzatn. oppure infettata e d'altra parte la sieroreazione .'l cosi contraddittoria nei n eonati, che possono darla positiva nei primi giorni di vita anche se ~ono sani, che iu essa n on ci s i può fondare per distruggere In. legge Jel Profeta. Nel quiuto capitolo: « Lll. spirocheta e le sue forme in rapporto alla fecondità, alle 1rnomalie di d ecorso del la gravidanza (aborti, pHrti prematuri, mace razione), alle grnvidanze composte, alli, t eratogenesi (stimllln.te distr ofiche e mostruosità) ed alla polimortalità. infantile nelle fo.miglie sililitiche ~ egli dimostra tutti questi fotti iH hasc 11i reperti della spirocl1etn. ed al lR sua influenza teratogenetica, abor· tiva, f1·ticid 11. ed infanticida. 1\el c;,pitolo sesto: « La pre~enza e la distribu7.ione d~l!a spir ochetit prtllida nei vnri organi e t,·ssuti degli ern,losifìlitici durante la vita endout('rina e della s itilide ereditaria prt>coce)-. egli raccoglie tutto ciò che e stato pubblicato in propo~ito dal 1905 in poi (epoca delln scoperta della spirocheta) fino ad oggi circa la presenza del parassita ne i va1·i organi ed appart"cchi, di cui si occupa s ingolarnwnte, rinssumcudo infine l'azione elettiva della spirocheta stessa nei vasi e le alte1·,1zioni anatomo - patologiche, da essa pl'odottc in ispe<'ie coi sintomi c linici della eredosifilide fetale ed infantile. Nel capitolo settimo: " La s pirocheta palli,lA. della sifilide ereditnria tardiv1i. La silìlide binari 11. del Tarnowsky e le rein fezioni u•igli eredosifiJitici. :--ulla v irulenza dell'e1·edosifìl ide d i seconda gerwn:izione » dice che la spirorheta esplica una a7,io11e piutto~to tos,;i,·a cho microbica nelle forme tardive e n elle manifestazioni d,,lla seconda genernzione. Discute e combattP il concetto della s ifilide bioari11. del T arnow,;ky. XPl capitolo ottavo: « Ereditarietà microbica della sitìlide s perime11t.ale. O,;s,•r,azioni stille ereditarietà ùelln. sifilide sugli ani1nali più comunemente usati nella sifilide spl'rime11t11.le (scimmie, co11igli) » sostiene la difficoltil di provare sperimentalmente le leggi della ere,litar iet,\ Jella sil:ilide, perchtl negli ani1n11li da esperime11to la Ines non si gr.ncr:tliz1.n e perciò, r estando localizzn.ta m·l focol11.io di innesto o nelle rep:ioni prossimiori, non è tra-,missibile nlln. prole. Le scimmie antropoidi ri<;powle1·ehbero; mn si riprotlucono difficilmente in prigionia e dl\nno vnni
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prodotti. Ripete gli esperimenti fatti nei conigli di altri, raffrontando i risultati forniti da conigli sani con quelli dati da conigli sifilizza.ti. Ha sperimentato inoltre ~u cagne otteneudo risultati che, se confermati, sono importanti. La parte seconda si compone di 2 capitoli : Il primo capitolo : « Il 608 nella profilassi della sifilide ereditaria (sifilide e matrimonio nella g ravidanza-e ne lla cura degli eredos ifilitici "· Il secondo capitolo : « Il 606 nella sifilide ereditaria precoce e nella sifilide e reditaria tard iva - insuccessi - recidive - dosi)». Riassumendo questi due capitoli l'autore dice che il 606 ba contro l'eredolue un'azione indiretta se usata a scopo profilattico e diretta se usato nelle donne gravide o nella vita extra.uterina., d andolo alla nutrice o al feto sifilitico. Il G06 e un ottimo mezzo profilattico contro la s ifilide ereditaria, quando si fa. uso per i sifilitir.i che devono spos are o nei sifilitici già sposati prima d'ogni gravidau~a. E tenendo conto degli effetti antilue tici del 606, specie se a.ssociato al mercurio, è presumibile che sono s ufficienti due anni di cura dopo l'infezione sifilitica per au· torizzare il matl'imonio ai s ifilitici. Il G06 deve essere adoperato dalle donne gravide con mol ta prudenza ed in do>'i non elevate e sorvegliando l'azione abortigena della lue stessa. Eguale prudeuza deve aversi nell' uso del 60G nella sifilide ereditaria precoce mentre es~o 11,ssociato al mercurio dà ottimi r isultati nella eredosifilide tardiva come quelli dati nella sifilide ered itaria congenita. A. MA~CI NL
E. R 1s,cNro, c:i.pitano medico. - Una nuov& forma di derm&toal oaaervat& tn Libia. - (A1'Chirio italiano di ololo!fia. ecc. vol. XXV, fase. VI, pag. 486, 1914).
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L'A., il quale fn direttore de l servizio sani tario dei pres idii d i Tobruck e di .u()roa, nei primordii della loro occupazione per parte delle nostre truppe, ha 11,vuto occnsione di osservare coh\ uua speciale dermato,.i in 63 militari di truppa. Questa speciale affozione egli non ha mai notato negli indigeni (nomini, donne), per quanto molti egli ne abbia curati per altre malattie, il che gli fa formulare l'ipo· tesi che essi ne siano immnni o per lo meno che essi le oppongano una mflggioro r esisten zr,. Trattavasi di eruzione papulo- ves"icolare con predominio delle vescicole e serie sul padiglione auricola re e regioni prossimiori, sulla regione 1:11astoidea e guancia, talvoltn. sulle palpebre e s ul C!\po. La papule avevano colori to rosso-puro e forros conica; le vescicole, di solito arrotondate, talvol ta ombelicate, contenevano quasi sempre del liquido s ie ro-purulento, e variavano dn lla grande7,zn. di um~ capocchia di spillo a quella di un centesimo, costituendo delle vere bolle, flaccide, perche incompktamente riempite d i liq uido s ieroso. Vescicole e bolle, s uperficiali, si rompevano in parte dopo 3-4 giorni, i..11 parte si dissecc:ivano dopo 1·2 s ettim1,ne per assorbimento del liquido; in qrnl.!c he punto re:;iduav,mo croste giallastre, cadute le quali, era visibile una nuova epidermide. L'affezione aveva tendenza a g uarire «lltl parte centrale della cute affetta e ad estendersi alla periferia; l'eruzione si arrestava prima del quarto giorno; compiva di regola il s uo ciclo in poche ore. I.a 1lurn tn d ella m11.lattia variò ser,oudo i casi da uu paio di settimane a due mesi, as,mroendo in questo secondo caso l'aspetto di eczema cronico, forse favorito nel la sua prodnzione dn ll'aziooe irritante della polvere e dell:i. sabbia calda sollovate dal vento impc>tuoso di Tobruck e di Derna. C6 -
1;io m~le d, melitina milita,·e. - Fa~c. Xli.
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RIVISTA Df<:1,1.1': MAT,ATTIE VENEREE E DELLA P1'LLE
Gli ammalati si lamenta.vano di senso di calore e di bruciore locale, ma.i di febbre o disturbi gene1·a.li; in pochi, nevropatiei, era eccitazione nervosa. mar· cata, in molti insonnia. La cura fu diretta alla protezione della parte colpita, ad una opportuna dieta . nonché nl la regolarizzazione delle funz ioni intestinali. Circa l'eziologia di tale dermatosi, poichè non fu possibile per le speciali condizioni di ambiente fa.re gli esami m icroscopico e batteriologico, l'A , pur ritenendo trattarsi cli malattia inoculabile, allude a possibili cause fisiche (vento, freddo, cnldo, sabbia), chimiche, ed anche nd eventuali parassiti animali e vegetali. Le pulci, i pidocchi ed a.lit-i insetti avranno potuto essere i latori del parass ita speciale. Circa l 'azione d i provocazione delle malattie per strofinamento della pelle con alcuue erbe, l'A. ri ferisce un caso tipico, l'unico provocato a rtificiosamente. Chiude l' interessante lavoro l'esposizioue della dmgnosi differ enziale tra ta le d er1nlltosi e a ltre affezioni della cute: idroa vncciniforme, dermatiti da cause ali mentari, ort icaria. eczema, disidrosi, prurigo semplice (lichene semplice acuto di \ Tidal), dermatite Jlolifor ma dolorosa acuta, zoster, impetigine contagiosa. Tre figure illustrano la pregevole memoria. BM,LA.
Sopra un oa• o 4 1 derm atom yasls muscosa da saroophaga beokeri osservato a Tripoli.
Dott. F1·:no1:s-..1.;.;1>0 DE NAro1..1, capitano nwdico. -
L'A. illustra u n caso di do.'rmntomiasi muscosa riscon t rato a T ripoli, malattia tanto rara nei paesi civili e nell'ltn.lia che solo 12 casi furono r iuniti in un quadro statistico dnl prof. Maiocchi avutisi in più di un !,ecolo. Egli riporta tale qua,l ro statistico, r iferisce il raso da lui Vt!,tO in uun piccola bambina beduina, ri fi\ !:i. morfologia del p11rnssita 1 le con;.ider11ziou: diagnostiche, cli niche e biologiche, di~o della coltnrn. delle larve, de lla profilassi e de!lA. cura. Il caso è realmente interessante sotto il puuto d i vista medico-sociale e colon iale pel fatto che mentre nell'Italia è tanto riua la der nrntomiasi, in Libia do,·e il sudiciume e In miseria so110 co111uneroe11te a~sociatr tra le popoln.zioni, ~ molto frequente e quindi di qui il do vere da parte dei sa nitari, di conoscere tnle affez ionP, di sc o,·arla là dove s'i11 contr>1, e portare i propri soccorsi pro61attici e C l\• r :1ti\"i dire t t i al ri;;;Hnan1e11to delle popolazioni edell'a1nbiento sociale in cui que~te v ivo110. A. ~,\"'(.'!:SI .
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RIVISrrA DI MEDICINA LEGALE Della coai detta muoher& eochlmotlo& della facola oonseoutlva a traumi toraoo·addomlnall. - (Rai,,azzini,
Dott. P!lèTRO PAl'ANTt·PE u ,ETtElt. anno 8°, fasci colo 7).
L'A., fatte precedere alcune noti7.ie storiche e siutomatologiche sul t ema, si occupa in modo dettaglia.to del meccanismo cl i patogenesi della maschera ecchimotica. facciale, sulla quale forma morboi<a i medici legali france,;r hanno avu t o il merito di attirate per j primi l'att<'nzione e di dimostrarne l'importanza .~ia in medicina !<>gaie, sia in oculis tica, sia in otolo~ia. , Due teorie priocipa.li si contn1dono oggi il campo per h, spiegazione del fe . nomeuo, cioé quelln. di '1:al'dieu e quella di Le Dentu. T11rdieu ammise che al momento del trauma il sinistrato facesse (per istinto <li d ifesr.) uno sforzo iniziantesi con profonda ispirazione e succc•ssiva chiusura glottidea: ne d er i~·a che l'aria, tronrndosi imprigionr\ta sotto tensione ue l polmone, ,,j.,ue a fornire un punto di appoggio all'u1·to traumatico, caugiando la cousistenza. <lei polmo11e disteso: dondl' aumeuto di pressione en Jo-torncica ed endo-a ddomi nale e produzione di ondata refl ua di sangue venoso v12rso le giugulari beanti per insufficienza valvolare, ipe rteos ioue vasale e formazione di tiuta violncea faciale con stravas i, estesi sovente a lle congiuntive, alla mucosa nasale, alla mucosa orale, a l faringe e al laringe, 111la membrana timpanica, nl collo. La Leoria di Tardieu, sostenuta specialmente da Milner, da. Le.iars e da qu11.si tutti gli autori, non fu accettata da Lo Dent.u, il quale in una :.dunanzll in seno alln socieh\ chirurgica di Parigi del 7 ,_uarzo 19UG, discutendosi ddla patogenesi della maschera ecchimctica faciale per traumi toraco-11.d domiual i, sosteune che, senza negare l'influenza dello sforzo in un certo numero d i casi, ba,;tava una compressione violentii traumatica sull'addome per s piegare ,-uffic:iente,uente il fe110meno, all'infuori del concorso dell'azione dello sforzo: però, malgrado l'autoritii di Le Dentu, la teoria 'l'ardieu preval~e ed lm continuato a prevalere. Alla t eori11 Tardiou dà nno oggi un colpo forte gli esperimenti recenti (li P ie• ra ccini sul mecc1toismo dello sforzo fisico vnlontario dell'uomo uei r iguardi colle oscillazioni di pressione emlo-torn.cica e addominale. Gli esperimenti dimostrano che, durante l'ntto dello sforzo volontario, c resce bensì la pressione e11<10-addominale, mfl. non subisce aum,·nto a lcuno In pressione endo-toracica; quindi alla teoria dello sforzo viene 1\ mancare una delle basi principali per In. spiegn.zione del fenomeno morboso iu parola. l'.: pertanto preferibile la teoria Le Dentu, in appoggio alb quale l'A. cita anche due cas i clinici di ma$chera facciale da lui osservati, di cui l'uno r elativo a un ('pernio dello stabi limento Al t i F orni di Piombino, cl,e si preS<'ot:wa con spiccate ecd1i mosi palpebrnli e cougiuntivali sinistre in rapporto ad tm intenso trauma t oracico avvenuto nel luogo d'imbocco del tronco bracbio-cefalico s inistro, e l'altro rela ti vo ad un ragazzo di di,·ci anni di Cagliari, che, per compre!'SiOIJ<' nccidenta.le assai forte sulla prt rte destra del torace, ebbe tumefoziolle e tinta ~pie -
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RIVI:,.TA DI MEDICI:'IA LEGALE
ca.ta violacea nella faccia con prevalente tumefazione ecchimotica n destra : 111. compressione violenta, determinata dal t rauma nella regione dei grossi tronchi venosi ( 17ene cave, tronchi brnchio- cefalici), e del cuore destro, valse a produrre nelle vene giugulari mnl provviste di valvole un'oudata di sangue refluo, cui segui d ilatazione e lacerazione de i capillari venos i delln faccia , e quindi la maschera facciale. ' L·A. ritiene che la teoria Le Dentu possa anche invocarsi per spiegare le emo rragie sottocongiun tivnli e cu tanee, che si rinveng ono nei cadaveri degli strangolati e degli strozzati. F t:NAIOLI.
Dott. P1ETRO PAPA~T1-PE1.LET1En. - L'edema auto-oontu•lvo degli operai asetouratl. - St R.bilimento Lucchetti, C,ugoli, 1914.
L'A., riassunto il meccanismo di produzione dell'edema auto-contusivo, ne met te in ril ievo s peciale il decorso clinico, prendendo a base l'edema della mano, d i cui Bernacchi d isti nse i tre ben noti stadi i, cioè il 1°, in cui osservasi tumefazione molle, diifosR e dolorosa al dorso della m1tno e alla radice delle dita, il 2°, in cui la tumefazione detta li mitasi a l dorso di uno o più metacarpi, mn si unisce a indurimento prog ressivo dell!l gonfiezza edema.tosa, i l S0 , nel qua.le a.Ila. base di un metacarpo si rileva una nodos ità fibroso- ossea, Tale divisione di decorso clinico ha il merito di essere semplice e rappresenta in una broYo s intes i le note più salienti dell'edema da a uto-lesione; è però difettosa, a pa rer dell' A., riguardo all'interpretazione anatomo•pntologica della nodosità del ter zo stadio, che secondo Beruacchi è costi tuita. da tessuto fibroso r isultante da trasformazione del connettivo determinata da flogosi dell'edema, mentre la nodosità, secondo l'A., è prodotta da trnii periostite cronica ossificante circoscritta, Convinto pertR.nto dall'importa.ozi\ del periost io nel processo flogistico dell'edeum, l'A. propone IP. seguen te divisione basat11, sia sui cnratteri clinici, sia. su quelli anl\tomo patologici: 1° stadio, come nella divis ione Bernacchi; 2° stadio, caratterizzato da limitazione della tlogosi al tessuto cutaneo e al cellulare sottocutaneo; 3" stadio, iu cui l'edema ha acquistato notevole grado di durezza, si è sempre più circoscritto e s i ò esteso al periostio; 1° stadio, in cui la flogosi del le parti molli s i è r isolta e decorre da solo il nodulo di periostite circo~cri tta. cronica. In appof!'gio di cotale decorso cl inico cita venti casi osservati con cura. Fa cenno poi degli elementi di,ignost ici del l'ode ma auto-contusivo. r ile,ando l'impo.rtanw, del troncamento di peli, della l ucentezza e del colore violaceo de lb pelle, dei piccoli str11.v;.si Sl\ngu igni sottocpidermici, delle vescicole epidermiche e quelln, doi così detli fattori estrinseci alln lesione chir urgica (sesso, età, pRese di provenicnzn, circostanze in cui l'edema si presenta, moralità individ uale, ecc, ): il r ilievo esatto dei connotati clinic i e dei fattori estrinseci è la migliore garanzia contro In sinn1ln.ziono di questa formi\ morbosa, sulla quale è bene mettere in ~·1ardia anchr> i me,lici militari. FUNAIOLI.
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NECROLOGIO
Per il tenente medico Alfonso Priori Il 20 settembre u. è stato inaugurato nella nativa Torino del Sangro un busto alla memoria del teue11te medicc Alfonso Priori, caduto eroicamente a Lebda, il 12 giugno 1912 La cerimonia è riuscita oltre modo solenne e commovente per largo concorso di popolo e per la presenza delle più alte autorità militari e civili della provincia. Fra i molti e ispirati discorsi è notevole quello dell'illustre cl inico dell'ateneo napoletano JJrof. Caporali, uno dei figli più eletti della tel"l'a abruzzese, che nel parlamento e nella cattedra altamente rappresenta ed onora. All'illustre clinico giunga anche la nostra parola di rillg1·aziamento per quanto di nobile e di bello ba rivolto alla memoria dell'eroe, che ha scritto una delle più gloriose pagine nel tn'lrtirologio della famiglia. sanitaria m ilitare. Ne riassumiamo senz'altro il discorso: L'O., dopo di avere accennato all'invito del sindaco, in grazia dei due tenaci vincoli, l'amicizia e la colleganza, che lo legavano al Priori, ed all'invito del presidente della Società operaia, che volle egli dicesse la sua parola di pietà e di amore per lo scomparso amico, in \1Da solennità richiesta dal popolo, narra la breve esistenza del Priori, che si compendiò in una vita di ln.voro e ili studio, fin che fu chiamato, nel dicembre U/11 in Africa. « Iu tnle circostanza, lo rividi a Napoli» - esclama l'O. - « e lo am mirai nella sua fede e nel suo entusiasmo I Al momen to del distacco mi abbracciò con queste parole: « vado contento in Libia, dove mi procurerò un bPllo A.vvenire o una morte gloriosa.» - E fu profeta - « Con la morte di Alfonso Priori » - continua l'O. - « una giovane e balda esistenzn si è spen ta I La sua. vita si è nllontanata da noi nella primavera dell'età, nel fì.ore degli anni, nel profumo della bontà, iu una notte afoea di estate fiammeggia nte, il 12 giugno, in un anno di vittoria e di g lorii\ Jler l'I talia, il 1912; in terra lontana, ma non più straniera, ma soggiogata due volte da due civiltà ital iche». Accenna al dolore inconsolabile dei genitori, privati del loro migliore figliuolo, e della terra, che lo vide nascere, la qua.le non ha potuto dargli l'ultimo nsilo, nella solitudine e nella pace destinata ai morti. « Consideratelo questo dramma urna.noi» - Egli continua - "Una giovane vita radiosaspezzi.ta; una famiglia desolata.; tutto un popolo che piange la dipartita del figlio buono, e perciò tanto caro I Consideratelo, e ditemi quale scena più drammaticamente grandiosa e commovente ? » - E cosi, rievocando con cnlda parola le tenebre di una notte dell'estate a fricana, in cui più di 600 arabi armati si avanzarono ferocemente, fra urla selvagge, contro soli 50 italia.ni, dà rilievo alla figura del P riori, c!he appresta affettuose cure ai feriti, disprezzando la propria vita; e, quando l'opera. del medico diviene inutile, prende il fuci le e corre in mezzo al piccolo manipolo di combattenti italia ni.
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NECROLOGIO
:\fa ecco. ln t itanicn lotta ba la sua fi ne trngica ! Un arabo, piu di t utti feroce, dii. fuoco alla baracca di legno, le fucilato d ivengono r a re da. prima, cessano poi... , l'incendio ha compiuto la sua opera deleteria rendendo cenere la ridotta, che fu tomba. nl corpo di Alfonso Priori, bruciato dalle fiamme. Quindi, dopo una invocazione al prode amico scomparso, chiede per chi sieuo state le anelanti ansie de llo spirito di lui, tra le fiamme, che ne bruciarono il giovane corpo, quali gli ultimi pensieri, quali, innanzi alla triste visione della morte vicina, e per chi, gli ultimi palpiti di quel cuore di sovrana bontà e di sovrano coraggio. « P er i tuoi cari, p <'r il tLio paese nr,tivo, per l'[ta!ia ; » - esclf,ma l'O. - < per l'Italia cui d esti il tuo sangue, dovettero essere g li u ltimi aneli ti, gli ultimi tuoi pensieri. Questi tuoi pensieri noi oggi raccogliamo, il tuo spirito noi oggi sentiamo aleggiare qui attorno, il tuo valore noi oggi ammiriamo ed esaltiamo, e i tuoi vensieri, il tuo spirito, il tuo eroismo consacriamo in questo bronzo, monumento perenn11, atlìdato :tlla gelosa custodia <lei tuoi concittadini. Il monumento dica all'Abbrnzzo la fo1·te figura di nostra ge nte, dica all'Italia nna nobile fìgure. della storia recente. Alfon<;o Priori, m:ortirizznto piu di :\fa.rio Bianco, nhro eroe di nostra stirpi' non è stato immortalato didla poesia divina del più grande abruzzese, ma è eter-• nato in que5to bronzo, erettogli dai suoi concittadini, che col loro affetto daranno calore a l freddo metallo. Però un monumento più i mportante viene nl Priori clal llianto dei genitori i11consolabili, dal co11senso unanime d i un popolo addolorato per la sna scomparsa, da questo popolo che ne ricorda la bontà, e si scopre rrverente dinanzi alla bella figura di lui , di cittadino, di medico, di uffiziale; viene da. questi\ solenne manifest11.zion11, presieduta Jal generale Angelotti, da uffizinli dell'c,er cito, da autorità della prefettura, della provincia e del comune : viene dalla parola di colui, che è l'orgoglio della c linicr1 italiana, dal Maest ro, d r1 Augu~to hluni, il q1rnle dice che non sa consolarsi e si l'ente piccino dinanzi al gigante delle virtù, nelle eminenti qualità di medico bravo e di uffiziale valoroso ~. E, dopo di aver ricordato il martirio del De Murtas, suo amato discepolo, che segnò un'altra gloriosa pagina nella storia della sanità militare, l'O. dic:e che il Priori « seppe mori re, ,1 imostrando ancora una volta, come nelle battaglie i giovnni sono quelli, che più facilmente soccombono al martirio ed alla morte, nell11 giovioez7.1, che li fa forti ed eroi, come Luigi L a.vista, come i g iovani cnduti n Curtatona; seppe combattere e morire da ant ico romano, nella terra conquistata dalla grand..1.1,a di Ro ma, nella tnrailei re potenti, che s'inginocch iarono dinnm:i al cospetto <ii Homa -.. In fine l'O., dopo avere incitato l'anima popolare a. ricordare lo. giovineu.a, già sorridente ed ora. troncata llel Priori, l'ineffabile bontà che fu la forza migliore, la forza nuaggiore di lui, la virtù r ivelrttasi in un'ora tragica, ed affermatasi sublime nell'e roica morte, che ne è stata la gloria, chiude il suo dire con unR. felice peron1zione inneggiante alla pntria e alla grandena dell'Italia. A. B. A Brescia, poi, il 20 novembre u., un'altra cerimoni11. si svolse nel cortile della. caserma di S. Martino, presso il 77° reggimento fanteria, per lo scoprin1eoto di 1wa lapitlo dedicata alla memor i,\ dello ste~so tenente medico P riori e del soldato Fanciulli, caduto anchr questi nella guerra in Libia. Al cospetto delle autorità, degl'invitati, di numerosi uffizinli e della. truppa schierata, il colonn ello cav. Ducci salutò con nobili parole gl'intt,rvenuti, e quindi
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avvenne lo scopri mento della lapide ,,l suono dell'inn o reale, mentr e la terza compag nia del reggimen to, ch e prestava ser vizio di onore, presenta va le ar mi. Ecco l'epigrafe : l:S J,JBJA C0MBATT l•:ND0 p~;R LA G RANDEZZA n '1T ALCA
CADOBR<.) D A PRODI TENENTI:: )!EJ)JCO PRIORI DOTT, ALFONSO DECORATO DELLA MED. D 1AR0. AL VALOR ll!L. ) 10:-IT!CELL! Dl , LEBD A
12 G IUGNO 1912
SO l,DA'l'O ~'ANO!ULl,1 ~·1UNCESCO 1
DE<:OIU'l'O DJo:l, LA mllO. D ARG. AL VAI.OR Mli. KE~' I A
:l8 NOVElJHHE 1911
SIA NO !}OPERE :,;Qs'l'IU~
P:\Rl AL SUl'EHIJO ESl•)Ml' IO
Oratore uHiziale delln commovente cerimonia fu il capitano cav. Timossi, il quale pronunziò uno splendido discorso, illustrando i fatti d'armi del 12 giugno 1912, at monticelli di L ebcla, e d,•I 28 novembre 1911, a Ke6a, in cui gloriosamente caJdero il t enente medico Priori e il ;,olclato Fanciulli. Segui il capitnno medico dott. Foresti; indi il colonndlo del genio cr~v. Ricca r ecò il saluto del g enerale Rofl:i, comandant<.• la division<', e infine il con.11111,\ante del reggimento lesse un dispaccio di ade,-ione del sindaco di 'l'orino cli :-:,mgro, patria del Priori, e nn telegrnmma del generale' De Albertis, in cui qnesti ricordnva di aver reso omaggio, egli stesso per il primo, a lla salma gloriosa del t enente medico Priori, lll' lla tragica sera del 12 giugno 1!;12 Ecco il brl've e nobile discorso del capit ano medico dott. Forl'Sti, che fu coperto da gli applausi degl'interveuuti : « Sicu ro iuterprete del corpo sanitario milita.re, che in Alfonso Priori VPde glorificato uno de' suoi figli più eletti, ringrazio il comando e gli ufficiali t u tti del 77° reggimento fanteria per il p<'nsier o squisitamente gentile e pct· quest'ora di intense emozioni, di sano e puro patriottismo. Evocare cbi per la P a tria è caduto è sciogliere un inno, è cantare i fasti di questa nostra famiglia militare, che sui cn.mpi di battaglia e nelle pubbliche calamita seppe coprirs i di gloria tanto r:uaggiore. quanto maggiori erano l'incalzare del per icolo, il valore dell'av,·ersnrio, il sublime disin teresse. « Onorare chi, come Alfonso Priori, tutto b1\ dato a lla Patria, la sua gioviuezzn, e le tiorenti energie, la sua scienza ed il suo cuore, in mezzo alle fiamme purificatrici, col nome d'Ita lia sul labbro, eroicnmente, come Carlo Zima no4r o, è conferrn:, re d inanii al mondo ch e l'ltalin a nessuna è seconda nel campo del mar tirologio patrio, è fare a ppello ai più S!tcr i sentimenti dell'anima italica, è confidare e bene sperare negli a lti destini di nostra stirpe. « Io, che ad Alfonso Prior i fui u u ito d a vi ncoli di affettuoso cameratismo e d i grand e stima, uon potevo du bitare che nella p iccola modesta perso1ta palpitasse u n'an ima gr,mde, e la stretta d i mano con cbe mi lasciò, salpando t ra i primi per la li bica terra , par vemi, più che \tu fra terno salut o, un pres,,gio, un impegno, una promc!>sa solenne. E la p rome;-.sa egli seppP mantenere.
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se è giusto e doveroso che la natia Torino di Sangro, mo.dre orgoglioso., ne eterni nel marmo il valore impe rterrito e l'infinita pietà verso i suoi compagni di rogo, non è men bello ed educativo che il ricordo di lui traspiri da. quel marmo, e riviva tra. queste pareti, che ne seppero la modestia del carattere, l' a.ffabiJit;"L del tratto, la. soda coltura della. mente, la generosità. dell'1rnimo. E mi piace che al nome suo vada congiunto quello d'un modesto altrettanto eroico soldato, del soldato Fanciulli; simbolo di quella comunione ideale che affratella ufficiali e soldi1.ti. illustri ed oscuri, condottieri e gregari nel pericolo e nC'l sacrificio, nel!' affetto e nella devozione a.Ila terra natia, nell'ora dei supremi cimenti, nel nome sirnto della Patria. Un esercito che !"appia ispirarsi a. tali esem pi, che dal s uo passato glorioso sappia trarre gli auspicii e l'incitamento, quell' eserci to patrii. .esser vinto, ma non s pezzato, potrà essere disgregato nella sua compagine organica., non battuto nella sua forza mora.le; potrà errare ra.mi11go in terra straniera, ma avrà con sè la grande anima nazionale; quell' esercito potrà cou tranquilla coscienza e con fede incon:ussa guardare in faccia all'avvenire. « Ed allorn, quauJo sarà l'ora della. storia e tutti i caduti rivivranno nel trionfo dell'epopr>&, rivivrete voi pure, Alfonso Priori e Francesco Fanciulli, ed avranno per voi fiori ed inni i figh d'Italia,._ <e E,
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Il 2 novembre 1914 in Mon;m si è spenta, n ell'ancor giovane etiL di 67 anni, la nobile esistenza. di ANGELO CELLI, professore di igiene nella. R. Università di Roma: e la perdi ta dell'illustre Maestro è lutto anche per il corpo sanitario mi• li tare, che conta t ra. le sue file parecchi suoi allievi. e che in Lui 'ebbe sempre e in ogui circostanza. un vero e s incero amico. L'opera di Angelo Celli non si è limitata alla SC\1ola e al laboratorio. ma è stata opera continua e attiva nel campo pratico dell'igiene sociale, è stata opera di snnto apostolo per la redenzione della nostra Italia dal triste flngello della. malaria . Ma non l'opera. sun e la sua. attività scientifica, ben nota. ai medici militari, no i vorremo ripetere: ma con animo riconoscente e con vero conforto nell'ora presente noi vogliamo qui ricord a.re ai colleghi in quale stima egli avesse il corpo sanitario militare. Nel 1903, con vinto che l'avvenire economico e civile di una. coloni& dipende dalla sua organizzazione sanitaria e dallo studio della patologia umana e ,eterinaria, Angelo Celli indusse il governatore dell'Eritrea, Fe rdinando Martini, ad inviare nella nostra colonia una missione scientifica per lo studio delle malattie diffusi ve, e volle che tale missione fosse affidata a ufficiali medici e veterinari i del regio esercito: e l'Istituto siero-vaccinogeno di Asmara prosegue og~i l'opera sua utile e benefica. Il nome di Angelo Celli è legato soprattutto alla legislazione sanitaria sulla malaria, che tante altre nazioni hanno adottato ; e anche qui egli volle che la preparazione del chinino di Stato fosse affidata esclusivamente alla farmacia centrale milita.re. È quindi con animo mesto e riconoscente che noi ci inchiniamo innanzi alla tomba di Angelo Celi i: e la desolatn vedova, con fine e delicato sentimento, ha voluto che l a tomba di lui guardasse l'Agro Romano, a memoria dell'affetto e delle cure del caro estinto per i poveri conti1dini, ivi abbandonati, a tutela. quasi, perchè dopo la morte, l'opera s ua d i. redenzione non sia. interrotta. G. MEl!MO.
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Il 12 novembre u. mori all'ospedale mauriziano di Torino il.tenente colon· nello medico dot t. GIUSEPPE FARINA. Nato nel 1859 a Monterosso Calabro, egli, orfano del padre, fu educato dallo zio ma.terno, il prof. Morano, valente oculista e libero docente di ottalmoia.tria presso la regia. univers ita di Nap:>li, e primeggiò sempre nelle scuole, dimostrando !in da giovinetto, am~re ag li studi, viva, intelligenza, rapida percezione. Ll'lureatosi nel 11:Sl:S-! alla regia u niversità. di Napoli con splendida votazione, fu allievo della scuola di applic1izione di sanita militare nel 1885, e nel novembre di quell'anno superò gli esami fì11ali, riuscendo il quinto su ceutotrenta allievi. Prese parte alla campagna d'Africa del 1888, e, rimpatriato nel maggio, fu assegnato all'ospedale militare di Napoli, come aiutante maggiore in 2°, e nel dicembre d el 1890 fu trasferito, come segreta1·io, alla Direzione di sanita del X corpo d'armata. Promosso a scel ta capitano nel l S!J:3, disimpegnò prima il servizio presso il reggimento cavalleggeri Guide, quindi presso il 57° reggimimto fanteria, e poscia come direttore della infermeria presidia.ria di Bergamo. Nell'ottobre del 1902 fu trasferito alla scuola. di applicazione di artiglieria e genio, dove rimase per ben undici anni, ottenendo in tal periodo di tempo la promozione a. maggiore, a scelta, nel U/07, e la promozione a tenen te colonnello nel l!JW; e, quando nel dicembre di quest'ultimo anno lasciò quell'istituto, per passa.re all'ospedale militare di 'l'orino, unanime fu il rimpianto di tutti gli ufficiali della scuola, che perdevano nel Farina un cosi valoroso medico ed un amico caro e fidato. Dopo pochi g iorni di servizio all'ospedale di Torino, ammalò di una grave affezione intestinale, i cui lontani segni si erano manifestati duraute il disastro calabro-siculo del 1908, ov'era accorso tra i primi, segnalandosi nell'opera di soccorso ai feriti, cosi che gli fu concessa la medaglia di argento per i benemeriti di quella ricordevol e cabmità. Oltre di questa e della medaglia commemorativa per lo; campagne d'Africa, il l•'arina era de(·orato di due med11glie a l valore civile e della medaglio.:di bronzo per i benemeriti della salute pubblica, durante la campagna colerica dol 1887. D'ingegno pronto e versat ile, fornito di ottimi studi e di larga coltura. medica, egli si era ·in particolar modo dedicato a lla pratica. oculistica; di temperamento vivo.ce, di carattere affabile, egli fu l'alllico tene1·0 ed affettuoso dei suoi ammala.ti, cui prestò, sempre volenteroso, l'intelligen te ed efficace opera sua, onde il suo nome nella memoria di un gran numero di ufficiali e di soldati, e nel corpo sanita rio militare, sara per lungo tempo con rimpianto ricordato.
LA REDAZlOJSE.
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CONfERENlK SCIENTIFICHE DEGLI O~PEDALI MILITARI SOll!RIO DEGLI ARGOMENTI TRATTATI ( nAI PROC~;s:,;1 VEl<BALI PERV~:NUTJ ALT.'ISPETTORATO DC SA:-IITÀ MILITARE DAL 1o ,\ L 31 DICEMBRE l!)H).
NO, ARA (dicembre). - Capitano medico ERCOLE PAS:31<:RA. - Presento. un giovane di 18 anni, fratello d'inscritto di leva, che per infermità oculare venne inviato in ossc>rvn.z ione dal Cons iglio di leva di Vercelli per stabil ire il grado della sua facoltà. visi va in rapporto alla sun. idoneità o meno a liworo proficuo. Essendo stato dichiarato idoneo, si è proceduto a visita collegiale g euerale di appC!llo, e dalla medesima sono risultati fatti cliuici degni di speciale meuzione. L'esame oftalmoscopico ha d1mostrnw nel detto fratello d'inscritto un'affp. ?.ione as~ai rnra. Soprn. un tipico fondo d'occhio tigrato, spiccano nelln. retina innumerevoli c!1i:u:zette tonde .od ovaln.ri, a margini 11bbastan7.a precisi. larghe circa l/10 di diamPtro papillare, di colore g iallognolo c hiuro, a ssai confluenti e sparse su tutto l':unl>ito del le retine. dalla perifrria fino al r.Pntro. Xe restano cosi immuni le zone m,1culal"i, nelle '}uali la retina, peraltro. assume un co lorito grigiu;:tro, intercal1tto di minutissime punteggiature chiare. simile all'aspetto qualificato dai Fran~Psi per fondo d'occh io « a pepe e sale~L e suddette chiazze in molti luoghi si raggruppano a. finnco dei vasi e si dispongono a foggia di acini d'uva attorno al gra;:po. Dischi ottici notevolmente pallidi e di a.spetto cen~o. Nessun!\ traccia di pigmento. R efrazione emmetropie,,. L'acuitil "visiva a luce normale, è ridotta a 1/10 de vVecker (nuche con mezzi di sorpres:i.) in ciascun lato, ma si abbnssll sproporzionatnmente a 4/100 a destrn e a 6/LOO a sinistra, scemando di poco la illuminazione ,lell'ambicnt.e, il che dimostra la grave diminuzione del seuso luminoso del paziente. Questi d'altronde accusa da t ernpo emeralopiu, e si muove a tastoni in luoghi sc,~rsamente illuminnti. Il campo vis ivo è tuttavia discrE>tamente esteso, e pel bianco roostrn.si ridot to intorno ai 50°, pel rosso ai SQ•-35°; il verde poi non è perr,•pito all'atto come tale. Il ricorrente è p<'rsona di regolare sviluppo scheletrico, con tinta spiccatamente oligoernicn.. con p>Lnnicolo ,1diposo sottocutaneo :~~sai sca.rso e masse mu• scolari mediocremente sviluppate. Presenta qualche ganglio l infatico duro, piccolo, s postahile alle reg ioni lati>ro-cervicali ed epitrocleari, qualche traccia di r11.chitismo; ma nessun segno attendibile di hm ereditaria. Nelle urine qualche aumento dei fosfati . Tr:1tta5i di quella forma cl,e fu detta retinitis p1inclata alòesrens, sulla conoscenza della quale esistono tutt'ora parrccbie la.cune e discussioni. Dal punto di vista med ico-legnle, in questo ca so non vi può essere, secondo l' A., esitanz11. A. riconoscere l' incnpacitll ad attendere in mo(lo co!'ltante n proficua occupazionr nel senso voluto dal § 390 del regolamento sul reclutamento, tr:u-
CONFERENZK SCIENTIFICHE DEGLI OSPEDALI lllLITARI
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tandosi di forma. che data dal\' infanzia, è permanente, insanabile, ed è c i,usa di notevole riduzione dell'acuità visiva e di grave emeralopia. Ma ben maggiore è l'interesse di quest'osservazione nel campo etiologico e clinico. In pa r ecchi dei casi fin'ol'I\ pubhlict d fu m essa in evidenza la consanguineità fra i genitori, come per la retinite plgmentosa, n onché il fatto che l'affezione ha spesso un carattere famigliare, affliggendo membri di una stessa stirpe. Nulla di tutto questo nel ca!'IO in esame: il padre suo in eti\ di 58 anni, anch'egli presente all'Ospedale, per visita di inabilità a lavoro proficuo, è bensl affetto da nefrite interstiziale, ma è immune da traccie di sifilide e di malattie ocular i, come lo sarebbero pure un fratello ed una sorella del paziente. Nessun aborto nella madre, d'altronde sana e viv,:,nte . Il conferenziere fa quindi una rapida e~posizione delle r icerche e delle t eorie emesse per s pieg are questa singolar e e rara affezione, in cui molti vogliono vedere grande analogia con la r etinite p igmentosa, e ricorda i poch i casi fino ad or,i pubblicati dal Gayet ( 1883), H. Dor (1883), Nettleschip (1887-1888), O. Bull (1895), Fuchs, Krines ( l b96J, Griffitb, Swan7.y1 T. Collins (18U7), Gordon, Byers (1900), Wues\~feld, Spengler. ( L90L), Lasarew (1903), Qurin, Galezow,;ki (1904), To.kayasu (lllOG). Van Duyse (1907), Nettleship (1908), Oeller (1908-l!HO), Laubcr (1910) e lfartha Oiem (19 14).
Movimenti avvenuti nel CoqJO ~anita1io e nel Personale Farnrnceuti~o 1
(IJalla 11t,i,eu.sa :o• alla 51' ,1<,1 IJol/1/fmu o,ffi,.io le d elle 11ooni11eJ.
Uffiol< ln aervt:do permanente. ll. decret o 1° novembre 191,1,.
GOZZANO cav. Fmncesco. maggiore genernle, ispet tore d i sanità mili t a re. - Collocato in posizione ausiliaria, per età, dal 7 novembre e nominato grand' utfizial e nell'Ordine della Corona d'Italia in considerallione di spe;io.li benemer enze. B.. decreto 8 novembre 1914. PARJSr cav.
F elice, colonnello medico, segretario ispettorato ;:aniteà mil itare. P1·omosso maggiore gen erale medico e uomiuato ispettore di sanità milita re. R. decreto 1° nove111b1·e 1Dl4.
De:~1Eoro Art1i1·0, tenente medico in aspettativa pel· motivi specinli per un anno. (R. decreti 30 ottobre l!l13 e 19 aprile 1914). - T1·asferito in aspettativa per riduzione di quadri d rti 30 ottobre 1914. DE)IEDIO Arturo, id. id. per riduzione di quadri a Messina. - Richi,~mato in servizio effettivo dal 30 ottobre 191'1 e destinato 8G artiglieria campagna, con decorrenza per gli assegni dal 1° nove01bre 1914. Delermi1iazione ministeriale 5 nove1nbre 1914. CnESClllONE Rosario, capitano m edico ospeda le Bari. -
Trasferito ospedale Mes-
si na. C HIHONI Pietro, id.
id. Brescia. - Id. id. Caserta. id. Roma (comandato ;icuola ma gistrale militare di scherma e cl.i educazione fisica). - Cessa di essere comandato come sopra.
PAOLINI Aclolfo, id.
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MOVUU :NTI A VVENUTI NEL CORPO SA.NIT. E NEL l'ERS. FARMAOEUTlOO
R. Deeret-0 8 novem,bre l!H4.
cav, 1'.'d111ondo, colonnello medico, direttore ospedale militare Alessnndria. - Esonerato dalla carica sopra indicata e nominato ~egretario ispettorato sauità militare LANZA cav. Emmamiello, tenente colonnello medico, direttore id. id. Chieti. Promo~so colonnello medico e nominato direttore ospedale militare Alessand1·ia. FARl:-.A cav. Giuseppe, id. ospedale Todno. Nominato direttore ospedale militare Chieti. GuzzARD1 Luigi, capitano medico, 6 fanter ia. - Collocato in aspettativa per in• fermità temporanee non provenient i da cause di servizio per mesi sei. TROMBETTA
Deter·m ina2ione ministeriale 12 no,·emb?·e 1914.
P1co:sE Bal'tolmneo, capitano medico, 5 be rsagl ieri. - Trasferito 1 bersaglieri. Cesare, tenente med ico, battaglione aviatori. - Comandato scuola applicazione sanità milit11.re.
CASKl'TA
R. dec1·eto 30 ayosto 11!14. M ichele. teueute medico, in as pettativa pe r inferm ità provenienti dal servizio· - Collocato a riposo per infermitii. provenienti da cause di servizio, con deconenza da l 1° aprile 1914.
PETRA<.:CONE
R. decreto 1D novembi·• 1914.
I seguenti ufficiali medici del R. corpo di truppe coloniali de lla Somalia cessa110 di essere a disposi;-,ione del Ministero delle colonie e sono destinati ai corpi dalle date a fianco di ciascuno indicati: BEnNucc1 Rodolfo, capitano medico· Ospedale Padova dal 26 novembre 1914. Con<,'IONI Corradi110, tenente id. Id Caserta dal 26 id. RAMPI Pietro, id. id. - L ancieri di Novara dal 21 id. CALDAltOLA Francesco, id. id. - Ospedale Roma dal 29 id. GHAZIANO Carmine, tenente medico, in aspettativa per infermità temporanee non dipendenti da ca.use di servizio, per 4 mesi {R. decre to 5 luglio 1914) - Trasferito in as pettativa per riduzione di quadri dal f> novembre 1914. GRAZLA°!'<O Ca,•mine, id. ·id., id. per riduzione di quadri a Casa.marina (Nola). Richiamato in servizio effettivo dal f> novembre 1914 e destinato all'ospedale di Cava dtli Tirreni (Salerno), con decorrenza pe1· gli assegni dal 16 novembre 1914. Decreto ministeriale 12 novembre 1914. Lo stipendio annuo normal1, del maggiore medico Mono ca.v. Tito, inscritto nell' Annuario miNtare con anzianità 18 ottobre 1909, è portato a L. 5600 dal 1° novero bre 1914. Determinazione ministeriale 19 1w1.:emf>re 1914. Sc wzzt cav. Pietro, t enente colonnello medico.
ospedale Alessandria. r ito ospedale succursale Mantova. NOTA cav. Celio, magg iore id., id. Alessandl'ìa.. - Id. id. Torino. SEVERI Luigi, capitano id., id. Ravenna, Id. lancieri di Mantova. GAFÀ Matteo, tenente id., 68 fanteria. ld. ospedale Genova.
Tr,,sfe-
MOVDIF::-.Tt AVliENUTI NEL CORPO SA)IIT. E NEL PE:RS. FARMACEUTICO
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R. decreto !!2 norembre 19H. CASTAG:,!ERI Giorgio, tenente medico 7-l fanteria. - Dispensato dal servizio permanente, per sua domanda; inscritto col suo gr<ido e con la sua anzianità nei ruoli degli ufficiali medici ili "om plemen to ed assegnato d istretto Cuneo dal 16 dicembre 1914. S1NAPI Vincenzo, tenente medico in aspettativa per motivi speciali pElr la durata di 11 mesi (R. decreti 9.8 dicelllbre 1913 e 21 giugno 191-1). - Trasferito i n aspettativa per riduzione di quadri dal 28 novembre 1914. S1NAPI Vincenzo, id. id. per riduzione di quadri a Gaeta. - Richiamato in servizio effettivo <lo.I 28 novembre 1914 con decorrenzii per gli assegni dal 1° di· cembre 1914 e destinato all'infermeria. presidiaria Civita.vecchia..
Determinazione ininfaterìale 26 novembre 1914. STEt'ANO cav. Umberto, maggiore medico os pedale Udine. - Tras ferito ospedale Bologna. BAUDIZZONli: Giovanni, capi tano id. 1 alpini. - Id. id, Saviglia.no. ZUMPETTA Giuseppe, id. 16 fanteria. - I d. id. Caserta. SA'l"rA Pur.&·no Sab·atore, id. 17 id. - Id. cavalleggeri di Salnzzo. QUAGLIO Celio, id. 7 alpini. - Id. 20 artiglieri!\ campagna.. lIALANGA Donalo, id. ospedale Genova (comandato ispet torato s anità militare). Id. ospedale Roma. DF. BER:-.ARD1N1S Lu igi, id. id id. (id. id.) - Id. id. Napoli (comandato corpo invalidi veterani). BuoNo Demetrio, tenente medico Genova cavalleria. - Id. infermeria pres idiaria. Castrovillari.
Farmaclatl mWtart R. decreto 13 settembre 191,.t AMATUHO Antonio, tarmacista di 1" classe,, os pedale Ca.va dei Tirreni (Salerno). Collocato a riposo, per ragione di età dal 18 settembre 1914 e nominato cavaliere d ell'Ordine della Corona. d'Italia..
Determinazione minister iale 26 1wvembre 1914. SOLARO Alessandro, farmac ista. di l ' classe, o~pedale Torino - MELLO dottor Corrado, id. d i 2• id., id. Sa vigliano - P ,1n1u dottor Yaltcr, id. di 2" id., id. Genova. - 1'rasferiti farmacia centrale militare.
Uftlolali ln posit.tone dl aervtzto ausiliario. Decreto ministeriale 15 ottobre 191-1. )[oscniNt cav. E nrico, tenente colonnello medico, distretto l!'irenze, in servizio ospe-
da le Niipoli. -
Ricollocato in congedo dal 27 settembre rnu.
R. dee1·eto 13 agosto 1~14. I sottonota t i uffi ciali sono collocati a. riposo, per anzi1rnità d i servizio, con decorrenza da.11° set tembre 19H ; inscritt i nella riserva ed in"igniti dell:, onorificenza per ciaSCllDO indica ta : GAMRINO cn.v. Gaetano, colonnello modico, distretto Roma. - Uffizia le n ell'Ordine della Corona d 'Italia.
103•±
MOVIMEX'J'l A VVEXUTI ~P.I, CORP O SA1'1T. E NEL PER~. FARMACEUTICO
DEL BELLO ca v. Antonio, maggiore medico distretto Roma. [dine dei SS. Maurizio e Lazzaro.
Cavaliere nell'or-
R. decreto S settem.bre 1914.
Hos-rAGNO cav. Giuseppe, maggiore medico, distretto Torino - FA'l"rom cav. Giovanni, id. id., id. Modena. - Ca valieri nell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro. l)ecreto -ministeriale 16 noi·e,nb,·e 1914. MONJtLLI cav. Ernesto, tenente colonnello medico, distre tto B ologna. - Chiamato in servizio temporaneo dal 21 ottobre 1914 a lla direzione sanità. di Bologna.
Decreto mi11isl.eriale 23 no1:embre 1914. Gi-1.~rn1'·r1 cav. Arturo, t enente colonnello medico, dis tretto Venezia. -
Chiamato in serviz io temporaneo dal 14 novembre l:'11-1, all'ospedale Venezia. MA1tCU'l"l'A cav. Cesare, capitano id., id Sacile. Id. id. dal 7 id , id. Odine.
Determinazione mini:;tei·iale 26 novembre 1914. C1P1UANò cav. Luigi, t enente colonnel lo medico, distretto Palermo. d i:sti·etto Livorno per crtmbio di residenza.
Tr11sferi to
Ufflolall dl rlaerva. R.. decreto 3 settembre 19/.J.
I seguenti maggioci medici sono promossi al grado di tenen ti colonnelli medici: MoscATI c11.v. Tolfwta.so, di,,trotto Xapoli - R UGGFJRI cav. Giw,ep1,e, id. Torino AJ> TWS!O CllV. llrlberto, id. Torino S:i!IGNA:-iO cav. Felice, Id. Nola - Soamnu cav. Ouylirl,n:1, iù. Cagliari - s~~ve101,;o cav. Giuseppe, id. Cremona - MAR· G ARIA ca v. Giora1111i , id. \'icenza. Il. decreto 11 otlabre 1Dl 4.
t seguenti uflic iali medici sono dispen~:ati da ogni eventuale servizio milita re, per eta. con,;ervando il grado con In relativa uniforme: c:w. Riccard-0. colonnello medico. dii;;tretto Venezia - SCD!Em cav. Eras11io, capitano uwt! ico, id. Prder,uo Co-rn~11c11Jò Ales,;io. id. id.. Pinernlo G1..\NN 1 France.1co, tenente medico, id Cel"aliì.
UASALINI
H. <lecrrto 8 novemb ,·e 1914. Salratore, colonnello m edico, distretto Casert.a - MARINELLl }.[i. ch<'le Art·m,gelo, ca pitano m edico, id. Campobasso. - Dispensati da ogni eventuale servizio militare per infermitll nou dipendenti da c11use di servizio. G1;; 1.~11-,:1 Pie/I-o. capitano medico, distretao Lodi AnEN~ Vincenzo, tenente medico. id. Caltanissetta - Cnmw T ebaldo. sottotenente m ed ico. id. Palermo. Acccttat[t la ~olon tarì:o rinunzia al grado.
D~:S1'1:-.o ca v.
Decreto mini.~leriale 31 ottobre 1914. Bu<·crno cav. 'J'ol>ia, maggio re medico, distretto Foggia, in ser vizio distretto Chieti - Ricollocato in congedo da l 16 S('ttembre 191-1. LKt'lrn.:t c1w. l!'ranr·Psco, id., id. Bologna, id. ospeòale Bologna - Id. id. d al 10 ottobrn rnu. A~u~:1.r,;1"rJ ,l1miùalP, capitano medico, id. '.\Jassa, id. id. Firenze. - I d. id. dal 15 id.
:.tOVI MENTI A VVE:,l'UTI NEL CORPO SA:-IT . l': NEL PEllS . FARMACEUTICO 1035
DcterminaziQ'!te minisleriale. 12 novcnibi·e 1914. Giuseppe, capitano medico, dist retto MoU?.a. ind ispon ibili del sopranotato distretto.
Inscritto frit gli uffliciali
ZA::s:llA
l, ecnto ,,ni,nisteriale 12 no1:embre 19H. PASCALE cav. Alberto, maggiore medico, distretto Nnpoli. -
Chiamato in serv izio con assegni, per tempo indeterminato dall'll ottobre 191-!, all'ospedale Napoli.
Decreto ministei·iale 17 nornmbre l!H4. OR1,.umo Se,·astimw. sottotenente medico, distretto Firenze - Ohiamato in servizio, con assegni, por lo giorni, dal 1° novembre 1914, all'os pedale Firenze.
B . deci·eto 1° 1101:embre 1Dl4. ~h: LP. Giovanni,
teno.>nte medico, dis tretto Foggia. - S i consideri come non avnmu ta la sua cessazione dal ruolo degli ufficiali medici cli r ise rva, pn età di cui al R. decreto 27 apri lo 1911.
Decreto ministeriale 23 novemb1·e Wl4.
I segue11ti ufliciali medici souo chiamati in servizio con assegn i, pel pe riodo di tempo e con la destinazione a fiauco d'ognuno indicati: CouGNET cnv. Pllip110, tent>nt,, colo11nello medico, disti-etto Torino, Dal no· vembro lVU n,J 7 fehbraio 1915 - ospedale Torino APtto:; 10 cav. R obm·to, id. id. Torino. D,tl 7 id. al 7 id . ...:.. id. •rorino. B i.;cc1:--o cav. 'l'obia, maggiore medico, id. Foggia - Per tempo indeterminato dal\'8 novembre 19U ·- distretto Foggia. CEct: 11 EJTTAN1 cav. Do1nP11ico, id., id. Aquila. I tl. dall'8 id . - id. Aquila 1: or.111,aA Leone. id., id. Venezia. - Id. dal 6 id. - ospedale U,line. Wvh~llEXGIJI Fl'al/cesco, capitr.oo medico, id. ;\[i lano. - Id. dal 20 id. - id. Milano. GA L ASSO Costanlino, id., id. Lecce. Dal 7 novembre 19U al 3 febbraio 1915. id . .Bar i. DPler111i11a,done mini.~terialP 2U novembre 19H. G1 u1,1,u:r 11av. J.'ranceRco, colonn('llo medico, distretto Aquila. stretto Homn, pE>r cambio di residPnza. Z ,Utl'&TTI Alfonso. capitano medico, id. B ergamo. s ponibili d.,l proprio d i,trp( to.
TrnsfPrito di-
I nscritto fra gli uffici,di indi-
ONORIFICENZE
Concesse nella ricorrenza del genetliaco di S. M. il Re. Ordine d e lla Co1·ona d 'll n lià.
R. decreto 8 novembl'e 191J. In considerazione di lunghi e buonijservizi. G 1·a11cl'11fliziale. Scrn~IBA'l'A oav. Giuseppe, maggiore generale medico i,;pettorato sanitit militare.
T.:fllziale. B,\HBATELU ciiv. J,;ftore, colonnello mediro di rettore san iti V corpo armntn.
] 036
l!O \. IM E:-ITI AVVE:-ìUTl ~EL CORPO SA~IT. E NEL P ERS. FARMACEUTICO
Ca1:alie1·1J. Vi:.:RoouvA Beniamino , maggiore medico ospedale m ilita.re Caserta. PANTANO Art1tro, id. id. L ivorno. - VARDEU E fisio, id. id. Nov ara. - TROVANEL Ll Luigi, id. id. B rescia . - SEBASTIANELL! Giangiuseppe, id . id. U dine. - CASTELLA~O Fedele, id. d irezione sanità XI corpo ar mata. - STEl'ANO Umberto, id. os pedale militare Udin e. - COSTA Emilio. id. id. Padova . - BONO Giovanni, id. id. Savigl iano.
lUCOlllPEllfBE
eupplett•e al v&lor mllltare per l a oampagna 41 guerra ln Llbla R . decreto 8 novembre 1914. MEDAGL;A D1ARGE:-ITO.
lit commutazione della medaglia di bronzo già conferita. ]l[,,:1tEU Rosolino, t enente medico f>2 reggimen to fanteria - M A~'FEO Luigi, id. id. 40 r eggimento fanteria. MEDAGLIA Dl BRONZ().
In commutazione dell'encomio solenne già conferito. GUALDI c1tv. Carlo, maggiore medico. - ~f ARENGO Lorenzo, capitano medico, S r eggimen t o a lpini. - RO)J80LÀ ..dnto11io, tenente medico 60 reggimento fan teria,
In considerazione di speciali benemerenze acquistate sul teatro della guerra In Libia. R. dec1·eto 19 not·en1.bre 1914, di moto proprio di S. .llf. il Re. Ordine della Corona d ' U.alia.
Cavaliere. G rARRl.:SSO Ges'!taldo, capita110 medico 10 artiglieria fortezza (assedio).
Defunti. 0FFREDJ cav. Pietro, tenente colonnello medico rise rva, distretto Venezia.. a BllSsano (Vicenza), il 4 novembre HlH.
Morto
TI H vd Rt. t ort~ ANDREA CrACClO,
-
- ---- - - - ----
(4019) -
n ,,nia , rn11 -
Tip. E. Yu~hcra.
tenente colonnello modico Lo1c1 PALM11rn 1, (lermte.
BABOl'l'lO e Sl'OBZA.. -
Compendio di chirurgia di guerra compilato aulla atoria medico-chirurgica della gttBtl'a di aeC888iona d'America. - Roma, 1888 4 volumi, prezw ridotto . L. BBBNA_RDO e Ba1:1zz1. Lo sgombero degli amn..'\lati e feriti in guerra. M&moria premi11.ta al coocorao Riberi. Un volume di pag. 276 con molte 6guN e tavolo grafiche. - RomR, 1905 • C .t. 8.t.RTYJ. La.fatica nella vita militare. Memoria premiata nel concorso Riberi 1904-1905. Un volume di pag. 330 con 65 figure. - Roma, 1908. 1 ID. - I.e malattie e gli infort111ni nella vita militare. Memoria premiata al conconio Ribori 1905-1906. Un volume di pag. 402 con tavole grafiche e etat!etiohe. - Roma, 1908 , Coeun. - Esposizione sommaria dell'orò:namento e funzionamento del aervizio e&nitario in campagna pnia,;io l'asercito italiano. - Roma. 1906 . 1 DB C.e:sAAE. - Studio sulle n,ediaetiniti (mediaatiniti suppurative, aaceeao mediutinico) - Roma, 1900. Un voi. di pag. 144 . · • HYBTL. - Onomatologia anatomica. Storia e critica del moderno linguauio anatomico. Traduzione libe.r a :ita!;ana dei dottori C. P1ucTTI e C. Sroau.. Roma, 1884. (Edizione rnra) 1 Le /eri.te cauaate àa/le armi àa guerra. Sintesi della relazione eanitaria sugli eserciti tedeschi dumnte la guerra franco·germanioa 1870-7 1. - Roma, 1889. Un volume di pag. 348, prezzo ridotto. " M .t.NAYUA. - Studii storico-critici sulla meningite oerebro-epinale epidemica in Italia e particolarmente noll'eeercito. - Roma, 1883. Un volume di pag. 262 con 2 tavole grafiche. Prezzo ridotto I Su.mARL - LA lesioni t,"umaticbe dei centri nervoai. Memoria. oo orata del premiJ Riberi. - Rome.. 1900. Un volwu<1 di pag. 320. Prezzo ridotto. • S•oxu. e GtOLIA8ELLT. - La me.le.ria, io Italia. Opera onorata del l O premio e.I concorso Riberi. Un volume oon 7 grandi tavole cromolitografiche. Roma, 1885; prezzo ridotto. • ToKSLI,INI. Delle malattie più frequentemente simulate o provocate dagli inac,ritti. - Roma, 1875 . ~SANI. Guida del medico militare per le eser citazioni pratiche sul servizio sanitario in ce.rnpsgna •
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