INDI CE DELLA BIVISTA. DI GIORNALI ITALIANI ED E · TERI Rl VISTA . IIW!CA. Pflatar. - L nroseopia metodi.ca degli ammal:tt1i di bila.rzia· i ''d. - En o eopi. ·melOdJca ·d.eU iotostino negli a~mma.laU di bUhania i . ·M atout. ~· L' intrad.ermo-reaz.ione a. m.u:zo della tubercolina.
Blrtartn. - La dla:gno l deUa tuberco1o l
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mei:zo de.lla 1U: azione d l comp lemeoto
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RIVI TA 1>1. NEVROPATOLOGIA . BJanoo. • G•ado.m. - EDlc:aeia d·eUa cnolo~. ne11a. lotta contro la erim.tna lUa. Dufour. - mnlta.to della pontura lombare nel.1 tOS·olazione. Wah'l. - Le core moderne derll epilettici.. . Frond•. -
106 t.OI
ssoc.ia.zionl e o Utuzion1 morbose . RIVI A m CHIR RGr .o\ ;l GUERRA.
K,arur. - uL cambiamento delle no tre vedute e d , nostro compito in ·Chlrorgia da guerra Nofn. - ulla. dis nf .z:lona daiJn ente eon 1a tintura di iodio aJin. Grò~ ·ich nègU interventi , h'lru rgiei. RIVI TA m CHIR RGEA ENEftA LE. MetcaU . - La resu. citazione 'dopo la mo·rre r.elatlva. -- R'vi t.1. U-io1o"'ita e clinica, con relazione di quattro teotattv · f · orev. li Fusco. - l~ insegnamento e le prati , della eh irurg.illi. in. 4m .ri . • • • ltlll. - Un nuovo proee · o di re. ezl ne del gomit-o. CoJo.tr.ibut: - allo tnd.ìo delle aoehi· o i ee 'rauma tf h del o mito . RIVISTA DI TQ-1\INO .LARI G:OU.TIUA. Toubtrl e S•ttet - La pra ti ca de1 'ot,ologia ue Il t or-m in r:arnpa..-rna. CPiauvet .. - Reluioni patn rutlche tra le (o e na li il polmone: etretU deU ' o~truzione na sal e unUaterale Rtchte:r. - Contribut.o aJia: onosc:en:za deU'i.ndudmento n-on tubercolaJ'e del pohnone d e~
tro aa os:trnzlone na:. :'li ~·e cronfca.
RIVISTA DI IEOlCI A L~GALE • .:\r . omenu di p ·iehlntria m.iU.tare avoiU al Congre so de~l lieni ti rran si a Naates. t~ ago:Un . RPli TA D [G'iENE GRNERALK E. 8 ..\TTE.RlOLOGU.. Mllrtln ,e l .e Boeuf. ~ Di.::lgno. i mi ero r. enea dell tripaoosomi ra. umàn.a. - P. ragone def div r J proeedi.menti • C.nlnt - 1 piu re~nt.i istemi di di ~nreilone l t"gJi amh1 nti colla. forrnntdejde. KeltttUb e MIMJ', - Ritercbe sull'lp rsen -ibil'tà nei conva!e e n.ti di. 'ra.ìuo'lo • Zlnlll. -Un nuovo a.ps>areoehio per a.e rl erche ugl1 •n etti ematofaKi RIVI TA 8f8LIOGRlU~'IeA .• M•nse.. - Trattato· deUe .maJattie del paesi trop-eaU. CONGRESSI . ec·"md.u C:. ngres o deJ nevrologl ital.iani io Genova (otto.bre 1909 ', C NFBR!NZE SCIENTIFICH.K. DBGLI OSPIUJAU MlLLTARl. .
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Pub.blicazi·oni vendi bili presso IJAmmin,istraz. dal " Oiorn.ale di medicina militare n Agopomuria milatc~N. -
Risultati ottenuti dallo spoglio dei fOgli PDitari delle classi 18·5· 9-1869~ due volumi m. 4° con atlante Vol•. I (.D ati antropologici ed. etnologici) con Atlante d•Ua geQFàfta ·• · tropologica deU' Ite,Ua. - Roma 1896 . . . •. • . • • L. 18 - ol - n (Dati de:mografì.cà ·e biol.og.ioi) - R-oma, :l905 1 6 B.u o:rno e S.J'o&zA.. - ·Oompe,ndio di chirurgia di guerra compilato •w~a e tori• med.ico·chirurgioa de.l la ga.e rra dl seceasi.o ne d'America. - Boma, 1888 4: volumi,, prezzo ridotto . . . • • . . . . . . ~ • • . • .. • 6 50 :BaBNARD·O ·e Ba:szzt•. - Lo sgombero degli ammal~tl e feri.t i ·i u guerra.. M• moria pl'emiata. al coneoNo Ri'beri. Un volum.e di pag 276 c.o:o molte· Ogure e tavole gra&ehe. ......_ Boma, 1.905 . . . • . • • • . . . • S fiO
GIORNALE DI
MEDIOINA MILITA E Giorn~tle
Giornale di medici'na militare : 1851- :1884 r.neciJco del Regio Esercito e de' la 1Regi a M.arìilil .: 1885 1895 G io~r naht m.ec:t;lco del Regio E•e~~e .i to : 1896- 1907
:o L III- 1910
· 01f TlPOGR.AFIA ENRIOO VOGHER,A
1910
Biblioteca~ , nazwnale centrale . diRoma
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STUDI
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SCIENTIFICO-PRATJCO SUL
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Per il dott.. Gaetano Funaioli, capitano m·e dico., assistente onorario
D·eduzifmi n petto aUa crin~i'nalita a-ntecedente al servizio militare.
I ~nto so.g getti <iel q t inquennio 1896-1900 presentarono nella vita borghese, precedente alla ferma, una crimin.&lità diversa per natura e per intensità. Dal prospetto N. 1 ei d e.sume, che il reato di furto ha il predominio, figurandovi in proporzione del 41 % · lo seguono il reato per lesioni personali, in ra.gion.e del BS ~~ ; quello per oltraggio a guardie in ragione dellO ~~. e quello di ribellione ad agenti della pubblica forza in ragione. del6 <}~; in nlt1movi compaiono crimini per po;rto d'arma proibita (4 ° ), pe.r renitenllia alla leva (2 °0 ) , . per vag&bondaggio (l ~-:~. ), contro il buon costume (l ~~ ).
Rispetto, poi, a.ll; intensità di ot•imin,a.lita, deducesi che 71 dei nostri ind'vidui incors~ro per una sola volta in reato cioè: J. 26· commisero ìl furto, 2ç:} ~ lesioni personali, 5 :. oltraggio a guardie, S » ribellione ad agenti di forz.a pu.bblica., a ,. il reato di por:to d ar.m a proibita, il re&to di vagabon.daggio, 2 ,. renìtenza alla leva., l .. il reato contro il buon costume » il reato di om icidìo volontario.
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STO.DJO t:'OJENTilPlOO·PBATI O SUL CO~TEG.NO DE.L DE.l..lNQ . ENTE , E C
V e:ntìnove sono da collocar i tra i recidi vi in 1·eato, e di essi 25 furono recidi vi speciftc·i e 4 recidi vi generici ~ Frg, i re·c idivi specifict die.ci rinnovarono H furto,. otto le lesioni personali, :. cinque l'oltraggio a gua:vdie, »> • due la rìbellione acl agenti d'ordine. Fra i recidivi generici, il .12, condannato da pr.im.a per furto com• mise più tardi il rea.t o di porto d''a rma proibita;: il . 40,. condannato per furto, ebbe in seguito condanne per lesioni per onaTi ; il N. 91 fu punito per omicidio pr.e terintenzìonale e poi per fu·r to; il N .. 95 ebbe prima, una condann.a pèr :f urto e poi per lesioni per,s onali
Conforme ho fat·to per il quinquennio 1901-1 05 e per r&gioni di uniformita di metodo, eon.sidererò la mancan.ze disoiplinar1 del quinquennio 1896~1 O dal triplice. punto di vista. del numero, del g·enere, e della. .g ravità in re.lazione agli a.nn1 di ferm.a . Per ciò che riguarda il primo punto di vista ·s i desume, da,l prospetto N. 2A che le manoanze, complessìve furono, n.el primo anno dì ferma 174 °/o,, nel secondo anno 21 ,88 %, nel terzo anno 288.13 ~{, ~ quindi ·i è un,a progressì.uità nell'evoluzione delle infr.azio'izi .disc:iplinari dal 1° ai 3° .anno di se'·.,;izio, ta.lchè le :m ancanz·e deU'ultimo periodo della. vita. militare si sono accresciute qna:si del 60 ~ rispetto al periodo primo della vita ridetta . Qualora pot i dia un occhiata.. al prospetto stati tico della. reei~ di va specifica in mancanza, rtotasi u:n c;•e...eendo gra.d'U,ale .anche nelle reci.dive per ann · di p.ermanenza otto .le .arzni, dimodoohè· al l anno le recidive fnrono 16 ~' , nel 2 :~ 60 °/. , nel H anno 99 '7~. Adunque esi , e un parallelismo tra il numero totale delle infrazioni di ciplinari ~e· il n·u mero d·a lle reoidì ve
p·eoifìche in m.ancanza.
~. e le mancanze dis·c iplinari si vo
liono calcolare in base al criterio del coefficiente numerico medio i infr.azioni presentato per anni di ferma da. u.n insiem·e di uominì dì condotta mediocre, cri t·erio secondo cui questi fanno, nel o anno, da uno a due falli passibili di pricr:ione, si vedrà che i no tri in e am·e in·corsero, presso a poco., nelle proporzioni n·nm.eriche di infrazioni date da una ceuturia, di uomini dì condo ta. mediocre: ·nel 2:. periodo di ferma, tenendo pre.s ente il criterio che nn militare di condotta m·e diocre ·t.ende a fare o .ciliare, le mancanze tra le due. e, }e. tre, si ded urra che i cento in parola si eon ten ne.ro, in ·Complesso, com.e cento individui di .mediocre condotta, anehe nel
· TUDIO ,' OIE!\TIFICO·PRATICO
UL OONTEGNO DE L DELlNQlJ
N'l'E, ECC.
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s- anno di fer.m.a, seguendo il criterio, secondo cui una cen turi& di uomini di ~condotta m·edioere fa, in questo per1odo., in media tre mancanze, i no tri ce to presi complessivamente, s.ta.rebbero nei limiti dati da una centuria. di soggetti :a., condotta med.ioore.. Quindi il criterio d.e l calcolo compa.rativo di mancanze ·s.ul fondamento :del ~ooefficiente nu· m·erieo m·edio ·d ' infra.zion],, presentato da. un centinaio d'uom1nì di mediocre condotta per perio·do di ferma, ci prospetta la centuria in esame, nella sua totalità, più come una massa di sogge.t ti di condotta mediocre. che di c.a.t ti va condotta. ; il che non sta d accordo come si vedrà ooi risultati ottenuti col criterio d1 inda~ine su la gravità. dì mancanze per anni di ferma. E per.ò il criterio d'e lla valutazione comparati _a di ma.n canze sn l:a ba e del ooefficien te numerico medio di falli, presenta.tì per a.n ni di ferma da una centnria. di individui di <"Ontegno medio re, dà risultati poco attendibili per le ragioni in ahro luogo e pres e .· ed è miglior criteriot come già ho accennato altra volta, calcolare la p·rogressività. in mancanza in modo .assoluto, tenendo conto oontempora· ne:ament,e d.el gen'dre e della. gra.v i tà. delle .m ancanze stesse, onde poter °natament· appro6zzare le a.noma.He del ca.ratt.ere individuale . .Ed eccomi al 2 ~ punto di v1sta, relativo aUe infra.z ioni disciplinarit cioe alla loro indole. Secondo il prospetto N 2", esse si possono diffe,r enziare n se'l gru.ppi Il l o g,r nppo è cos.t ituito dagli autori di mancanze pe·r contegno scorr-etto in. ee.s·erm.a e fuori caserma e conta il 5-3 ·%, cioè 29 ladri genuini, 11 violenti, ·6 ri belli, 5 oltraggia:tori, 2 tipi mi ti; il che tradotto in cifre percentuali dà ladri 54,72 ~< j , violenti ·20, 75 ~~~ ribelli 11,33 ~~' oltraggiatori 9 48· o c,, tipi misti 3,37 ~~)·• Il 2• grnppo è formato dagli autori di manc.&.n ze per poca subor-dina.zione· militare ed h.a il concorso di 51 o,~ , cosi divisi · violenti ge nuini 46,10 o,u, oltr.aggiatori 21,57 ~·~ , ladri lB, 7B C};• • ribelli 9.,80 ~h 1, tipi mi ti 9,80 ~~· n s o grnppo ,è oceupa.to dagli autori di mancanze per atti di impulsività contro altri soldati ~ed è forte del 47 o/o ; di essi 82 erano stat,i violenti, 5 oltrag.g iatori, 5 ladri,. 2 ribelli, 3 tipi. misti· il che si tra .. duce in cìfre percentuali , violenti 7,88 ·~ 'o, altEaggiatori 10,.64~{, , ladri 10,64 %, ribelli 4,86 ~/, , tipi mis.t i - .48 %,. 114° gruppo è costituito dagli autori di m&ncanze per appropria.. tione indebita. in ragione del 25 ~~~ · di essi 20 erano s.tat:i ladri, 2 vio~ lenti e B tipi misti· quindi riportando a cento tali eifr·e,. si ott · ngono ladri 80 ~;,, vìolenti · 0fo, tipi misti 1'2 .o·
6
tl lllO 'ClleN"Fl .IOO•PBA.·T )O
· L CO:.TEGNO DE.L DELtNQUENTB, ~00.
Il 5° grnppo e rel.a .t ivo alle manea.nze per assenze. abusiv:e, d.a l quartiere., ·d i cui fnrono a tori i iolen~i in ragione di 45 °~ , ,g li ol trag.a.t orì in r:RgiODe di 20 % i n belli in ragione di 16· ~(, ,. i ladri in proporzione d,e llo ~{. , i tipi mist.i nel r&pporto del 5 Y o· 11 6~ gruppo ra.pp.r esenta gli aotori di manc&nze eontro fl:mzioni di servizio militare, ·c osi ripar~iti: violenti 62l>O ~lo, oltraggia.r ori 12,50 o,~, ladri 12,60 ~(,., tipi miat.i 12,50 ~~ . DaU'e.same dell·e eifre., si deduce rispetto ai ladri ed. a.i violenti: ) che ·zadri commettono, ~otto le armi, mancanze· prevalenti per a_ppropriazionì fn,clebita, per contegno .scorr.eUo , in ia secondaria, pe7 poca suboJ•.dinazione miU:tare, per impu;.lsivitlt contro compagni, per assen2e .abusi"De di qr,t a·r t,iere. B) cle i violenti mancano, a prefe'renza, per at.ti d'inlpu · i U ~ con· tTo i .compagm di arme, contro fu.n zioni di S6'rvizio militare,, co11·tro lG· sulxwdi"'U!Zione f'll<ilitare e per .a -. ·eme abl ·. _i e dal gua-rtiere e in linea ectmàa1.;a per contegno · corretto in caserma e frwrl c .e :ma e per ap~ p-ropriazicme i·ndebita. Rig·nardo agH oltraggiatori e ai ribelli alle autori t·',. desumesi: C) che glt olt:raggiator{ ·m.a11cano, es .enzialmente,, pe-r atti di poca ~nc~;burdinazione ver o· ufficiali e grad·uati di tru~ppa, pe1• assenze abmive: daUa caserma e in lìn·ea. subo:r dinata,. contro funzioni di servizio mi .. lit&re, per impulsività contro i .commilitoni, e per on tegno scorretto iìrn quartie:r e:
· ri'belli &i ccmtroài U-nguo;:w, p·alrtico.la:r·mentei p :r assenze abusi ·e dal quartie-re e per poca ~J;be»"d;nazione ver -o ulficiali e graduati tli t1"1/,ppa e, in. lin.ea. secondaria,. per contcg.oo scorretto in ·ca.ser'm a e per Impu1sivit·à. contro altri soldati. L'ultimo :p unto di vista, ineren.t e. alle mancanze di .e iplìnari, ti guardo la loro gra. ·ità. Dal pr09petto . 2' risulta. che le. mancanze gr.a.vi, nel 1 o anno di ser· vizio,. furono .8 8 .~· ; D·e l 2 anno 70 %,. cioè qn.&9i il doppio; nel a.o anno 87 °~, vale a dire piu dal doppio d spetto al numero di mancanze deU'anno inìziale,, e ch·e quelle e no gra.vi si con:tennero., il l o periodo d·ella. ferma n.e l rap·p orto del 62. Yo ; il '2° periodo nel rapporto del 30 %· .il 8° periodo della. ferma nel rapporto d·el 13 ~ 6. Si d,e.duce .qui1uli che le m,aManze ve .. ratnente gra ·, assunser.o, nel com_plesso dei 100 deUnqr~nti in e-ame, un caratte.re prog,•e tn: o per ant•i di se'l"vizio,. men.·t re le infra..zioni disci plin.a ri m.e uo gravi tend.ettero, propor.zion&lmente, a ridttrsi nel medesimo periodo di tempo. D) che
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&'lUDIO SOIENTIJ'ICO.. PRAT!OO UL CONTEGNO DEL DELl QU.ENTE1 ECO.
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Deduzìcmi relative alla natvra e alla f'Nquenz.a dei "eati commessi nel· l' esneito e aU' epaea tùUo ùwo m-amfestazione, -J•appm·to· al pet-'iodo d'; lertn•··
La centuria oriminale del quinquennio 1896·1 00 figura n.ella sta .. tistic-a crimin&le militare nella grossa proporzione d.e l 60 ° secondo ri .. sulta. dal prospetto n. S .4 e poi si analizza la varia natura dei reatt,. commessì nel periodo del servizio militare, deducesi dalla statist.i ca N. 3 B che il reato di furto tiene il primo ·posto,, oomp rendovi, nena p·r oporzione· elevata d·e l40 ~/. ' vengono in 2a. linea i reati schiettamente militari, primo dei q uaJi quello d'insubordinazione verso graduati di truppa od ufficiali, che vi si manifesta in ragione de~l 24 ~~' poì quello di diserzione s~mplice in ragione del 1.6 %, quello di rifiuto d'obbedienza nel rapporto del l ~~; il ~rzo posto è· ooonpato, . ella graduatoria eriminolo,g ica, dal reato di ferimento con.t ro 1 commilitoni, figurante nella. proporzione· del 12 ~1. , infine il qu&rto posto e coperto da altre dne spec,i e d , reati prettam·e nte mili· tari, (manomissioDe d1 effetti d'uso militare e abbandono di posto in ser· vizio di guardia alle carceri) reati, di cui ciascuno è ra.ppresentato nel ra.p pono esiguo di 2 %. R .i spetto all'intensità. di criminalità, commessa nell'ambiente~ militare, s.i. nota ch.e. gli .a utori ·di reati unici furono, tr.a. ì 50 dellinquen.ti nel-· l'e ~to, 46: di essi -9 · 'Q Orsero nel reato di furto sempl' ce ; 9 ,. JJo • in qneUo d'insubordinazione · 7 incorsero in qnello dì disersione,;. (), • ,. di rifi~to d'obbedienza,; .l ) • • di ferimento contro altri soldatt; 1 :. • di abbandono di ·posto. I recidivi generìci furono due: il N. 59 che commise il secondo anno il reato di insubordinazione verso graduati di truppa e fece, al3° anno, il crimine di manomis.ion.e di efFetti militari. ì1 N. 87t che consumò, il 2 : ~ anno, il reato di ferimento contro nn compagno d'arme e commìse il 8° anno nn' insubordin.a zione con vì di fatto verso i gxaduati di truppa. Un solo fu il ricidivo specifico, cioe il N. 69, il quale ripete, il go anno di ferma, il reato d'insubordinazione erso ufficiali,. cb e aveva commesso,, il ~ anno, verso graduati di truppa. 11
'TUDIO & IENTIF.ICO&PRATI
8 L CONT.E GNO DEL nELl' -QUENTE, EOO.
Uno solo pa.riment·e fu l'autore d1 reato combinato, vale a dire il . 12,, ìl quale, nel •· periodo di ferma,. in(}Or. e contemporan.eamente nei r ati di diserzione e furto di oggetti militari. Riguardo aU'e:poca d·eUe. manifestazìonì · riminose in 1·elazione agli an.n i di servizìo, rilevasi dallo .specchio N. 8 che l' 8 ~i d·ei nostri delin'1. uenti ·c onsumarono il r :a.to il l 0 anno di ferma. il '23 ~~ il 2o a.nno il 27 ~/, il 0° anno: pe1·riò vi è una progressivit.à graduale d·i -r.eati, concordant con la prog1·e ·mvità nel nun~ero e nella g'r avita di it~frazioni diciplinari per amni di pet·m nenza otto ,le a1·n:ti.
Deduzio!Jti ,._i petto al rapporto tira la criminali.tà .antecedente al m-vizio 1nUita·re e la cri1nin.alit ", militat·e. alla tahstica N. 4 riflettente le relazioni tra la criminalità preced nt·e il servizio :m ilitare e que.Ila militar , desum. si ·c he, tra i oent
d·e linq n n ti in esame. 50 si .r iconfermarono nel reato. I ·ent.· ladri nell'esercito proveni ·ano., per '/ ,., .da i-ndit~idw.i già p?·.ocli. ,'li al .furto nella ita borghese e pe1" 'l-''11 s;, da individu.i cotulannati printa fÙl.la le ·a per i.l reato di le ,'one persQflale. I diciQ.sse.tt.e ribelli .a.l pri-ncipio di autoritlt neU ese~·eito provenivatw,, in g.,·.anà·issi'llta maggio·rattza, da so,ggetti puniti per· 'reato di olt·raggio o di ribellione ad aut·orità o per reato di leaione p .ef':sonale o di porto d'arma, proibita ·e in minoranza, esigua. da individui macchiati si di reato .oon.t ro la proprietà., li otto di e~·tor"i appartenava1:w a u.omini condannat·i .es.clusi"Darnente .._ p.er il .c1-imine di lesiQne per.sonale o di 1·eniten.ea ,alla le ·a · uno di ·essi soltanto a,,v eva il precedente d·e l furto misto a q ne) lo dì lesione personale. I ooch.i rnilitari, che , o.mmisero il fe.r ìmento contro altri militari e~·ano, tu,:tti, · ta"tì con.dan.no.ti, prima .fkll'arruolamento, per reati di ,lesione per. ·o-nale.
Deduzioni ri rpetto alla cura del.l'a?•:redo, a.ll' istn.~;zione militare e all ·i t'r·uz.im•e lette1·a1·ia. al prosrJetto _ . , si desume· che nel l o, anno di servizio il 4 .~ ~ il ~2° anno il 2 ry , il soann.o il 77 % dei delinquenti in esame ebbero poca -cura d·el lo·ro arredo e che,, viceversa il ol % uel l o auno,. il .a '.. nel 2o anno, il 23 % n .. l 3° periodo di ferma .s piegarono s:ufficen e att-e·n zion·e a.lla ·t enuta dell'.a:rr do. Dal prospetto N .. 6 rilevasi e.he l'istruzione mìlita.re fu giudicata, insufficent·e nel 42 ~·~ dei. asi il 1'0 .a.nno ·,. nel 62 ~o il 2° e nel 77 ~o
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il 3° a.nn.o ~ m.e ntre. fu giudicata suffice 1te nel 53 <J~ dei oasì il l o anno; nel 38 °fo il 2<>.7 nel 23° il s o anno. Dal prospetto N. 7, si ritrae che l'istruzione letteraria, impartita in oasermat venne considerata insuffic.ente ne! 41 ·~{, dei ca!:~ i il l o anno, nel 46 ~~il 2 , nel 55 ·~~ il 3'0 annor chet in v ce, fu qualificata sufficente uel ·4 ~ ' il 1o anno, nel 54 ·,{, il 2°, n l 45 1 ' il 8 anno. ~· u c1nqu soggetti non fu dato alcun giudizio per il troppo br·e ve soggiorno nell'ambiente mil' tare. Dal sopraesposto .s i d -duce eh . i risuUati complessivi della .Ctt1·a del~ l al·redo, dell' ist·r uzione mi.lita1·e e letteraria ·rivelano una p1 ogressi·v a re{raUarietù nel totale .dei deli·fUJ.~tentif ad acconciarsi ai sttggerimenti 1nm ·a li del nuovo ambiente e collima1to,. in conseguenza, coll' a,ccre cimento graduale delle inf?·aziofl,i disciplina ·i e dei ·eati in 1·.apport·o ai periodi della .{e1 m.a del quinquennio in esa·nM. Deduzioni rispetto all 7 inteltige1zza, all'edttcabilita e aUa condotta. L intelligenza, secondo risulta dal prospetto N. 8, fu qualifìcP.ta. .m e· diocre nel 66 ~{, dei criminali in parola e buona nel ·29 ~% . L'educabilità, stando allo specchio N. 8, si rive].ò insuffi.c ente nel 7 · e sufficen te nel 25 ~~ . La condotta (v·e di prospetto ), fu catti a nel 63 ~~ , Jnediocr·e nel 7 ~-~ , buona nel 25 ~~ . Di cinque individui non si trova registrato sui fogH matricolari alcu.n giudizio p r .motivi di sollecita. riforma, o di diserzione o di espulsione dall' e.serci to. eduziot~i rispetto al.l'alcooUs~n~o, alla
imulazione di malattia, al entimento esagerato .della personalitèt, a pe:rco8se ad animali., e ·c.
Dal pr·o spetto N. 10 si deduce, che, · e nel 1° anno di s·e rvizio l' % dei criminali fu dedito ali' alcoolismo, nel 2° an n Q, poi, ìl 3 l}~ e nel s· a.nno il 8,.60 % ebbero disposizioni alcooliche .: quindi la tendenza al~ alcool rivelò, in questa ce-ntt~ria, un caratte1•e gradual.menle progres· ivo dall'inizio aUa fine della {et- ma. e poi si vuole indaga.re qual classe di delinque·n ti avesse, a. preferenz~a, t.a li abitudini viziose, si desume che i soggetti a temperamento squisit&mente impulsivo furono quelli, che spiccarono pe.r cotali tende.n ze riprovevoli; poichè,. dei ette alcoolisti della centuria, sei erano stati proclivi al reato di viol nza. .. La ctfra dèi simula.tori di malattia, secondo risulta dal prospetto sopra indiea.t'o, salì al 18 ~~ nel 1° anno di servizio, discese fino al-
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DIO CIENTIPI'CO·.PBATICO UL OONTE.ONO DEL DELINQ.U El TE, ECC.
l 11 o/o nel 2° nno, per risalire nell'ultima tappa della ferma al. coe,ffi. . cente del 23 %, sorpassando, oosi, alqn&nto· U quoziente numerico delle si:m.u lazioni del. periodo mizial.e.. Vole·D:do :poi oonsiderare le simula. . zioni rispetto ai .s ingoli gruppi di deliDq uenti, :s i osserva ohe i ladri prim:eggi&rOno sugli altn gm.p pi, nel 1° periodo, n ragione del 55 u· n .· I 2° periodo in ragìone del 60 ~io e nel 3° penodo in ragione del 0:0 e ch.e eui furo~ no seguìti a distanz.a. variabile, dai viole.n ti,. d -gli ol .. traggiatori e dai ribelli ad :a genti d'ordin.e. DaJ che si deduce·, cie U ladro una fìgu'1a· ~p. ·eema di simulattwe di ntalattia, .allo scopo, di sottrarsi agl' svariati e f&tioosi servizi richies.t i dalla. p:rofes· ione m ili~. Il .sentimen&o esa!?Sra;to della personalit \ si manifestò, t&ndo al prospet.t o N. l l, nel 6 ~l d.e1 easi il l o anno nel 3,30 ~:) il 2• an.n.o e De'l 2,40 /~ il 8° anno~ perc··ò il deCM' O d~ tjue· ta. tendenza p •i o~logica ebbe carattere regre si a dal1° al 3 pmodo .d i ferma~ Nell'esplicazione di essa prime.ggiarononell0 anno i violenti genuini 1n ragione del 50 <}~, e nel periodo intermedio del servizio gli oltraggia.tori in ragione del , 7 ~lo ; ma nel periodo terzo della f, rma, ì ladri gareggiarono·coi violenti nelle manifestazioni d'orgoglio del p~roprio « io :.. Rispe~ tto all'impulsività contro li animali, la centuria del qain .. quennio 1896.. 1900 ofFre. dne soli casi, l'nno nello ·e l'altro nel 2° anno, di tend nze impulsivat verifi.cates.i ìn soggetti spicc.a tamente vi('llentL Riassumendo.,. ora,. le diverse disposizìoni p .i cologiche surrifl · rite si dovra c.onelndere : :a ) che la tem:knz·a all1 alctJol ~, nella centurìa ·n que tione, in a:~·mtm,ia
col dec&r'BO generale. delle m.ancan·ze d "sciplinari, col deco-r·so dei reati ·6 ,rJei risu.Uaii della ura dell'arredo .e delle ari.e :is:truzioni d'i guar-t "ere; b) che la tende-nza aUa . imu,l,azione di rnalattia, .sebb ne pre · enti oscillazioni .regr:e,s sive ne,} tratto intermedio d.ella fenna, ha u earat:teré di progressività, qualora i tenga ccm·to del ·rapporto tra ,f ìndioe nu-1nerico di imulazioni del 3° anno e quelle del1° anno: per 'ò collinaa con la ,cu;r~a delle ·nfrazioni disciplin(IJri e delle a.z iooi crlmifW8e., commesse
nell'a.m biente militare; o) ehe,.infine, la tendenza p~icologica, sin.tetizzata nel .enti'm6nto e age-rtdo· dena perso~nalità, olfr:e un .decorso in an,titeM. coll1 andamerdo totale delle 1nancanze e àei 1·eati pe'r .P eriodi di~ rma.
eduzionì ~ispeUo ai soggetti riconosciuti ~nferm.i di malattie 'neroose-memali.
I soggetti,, riconosciuti infermi di malattie nervose..meutali, furono, nella. centuria in esame·, due nel 1o anno,. cioè i N. 60,. 1 ; il N~ 60 venne riform.a.to per epilessia· il N. 81 per istero-epilessia.
· '!UDlO 8CDINT1:JJ'Oo-PBATX~ SU~ OOOITEG·NO D&L DE.Lll~Q111NTE7 ECO.
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Net 2° . no due furon& gli eliminati d!lll'e ·e rcito per causa: ài m&.. l&tti _nervosa, cioè i N'. .sa, 90 ·: i l N. 88 fu. riforma.t o per istero .. epllessia, il N. 90 per ntmrasteni.a. aehe nel ,a o anso, dt18 imm~o i riformati,. l'uno il N. 48 pe~ frenosi se·nsoria. ,acuta,, J'a:ltro • 95 pe:r epilessi PARTE .s rEoiALE ..
G'J·ttppo dei non criminali nell' ese:rcito. D gruppo- dei non. ·c r.i min li neU'eeet"'cito e costitn,i to di ~mnquanta individui, quattro dei q u&li distin.·t i coi N . HO t 61, 81,, 91, m.e ritano spe-ciale menzione, a parte·,. per la, loro b:r·e viesima permanenza. sott~ le armi. Il N. 60, che prìm,a dell 'arruola.me·n to aveva ri p(':)fl't&to, a. 18 annif una ·oon..dann& a. 18 mesi di carcere per le:s ioni person.aH, erasi con.. fermato impulsiv·o contro i suoi compagni d''a.rme:; ap·pena. nel aomese dì ervizio fu. eolpìto da convulsioni e·p ilettiche e q-uindi riform.ato. Il N .. 61 che,. prima della leva,. era. st&to condannato, & 17 anni di carcere per omìoidio volontario, fu espulso dall'esercito per decreto ministe.r iale in seguito alla. a vu.·t a eond.an.na. Il N. 81, reo di lesioni personali a 19 anni, Incorse nei tre mesi di .servizio militare, sopra tutto in m,a n,can.z e per percosse a soldati e per poca :s nbordinazio·n e militare: sul principio del quarto mese, fu dim.·ess.o dall'eMreito· per riforma causa di epilessia. Il N~ 91, oolpevol!0 d.i omicidio e furto a 19 anni, fa dopo pochi gìorni es.p ulso d.all"am bien te ·m ihta.r e, per deere:to ministeriale, a ca. usa delle ·r iportate co11.d anoe. A parte i 4 ricorda.ti, gli altri 4 si posson.o disti ngue:re in .due .s otto-· gruppi, secon.do l'attitudine assunta da loro di fronte .aJle s:vari.abe esi:g·e nze, della disciplina militare. Un. primo sotto-gruppo di 25 individui, ,sebbene· criminali prima. d.ella,·f Mma, non riv·e larouo.squilibrio a contatto diretto deUa uuova vita. Essi avevano commesso nn ·u nico rea.t,o represso COlli pochi m·e si di carcere, es·elusione fatta del N. 52: il solo· colpevole di due delitti e vi ·e rano incorsi in una etA v.a ria'b ile d.ai 18 ai 20 anni, eccetto i N 15, 83, in·c riminati rispettivamaute in età di 16-14 anni. Di costoro, :sedici eran~o prooliri ai reati di impuls1vità, il più spesso so·t to form.a d.i l estone penouale·,. meno aoveate -otto forma di oltraggio verso a:nto.r iti.; nov·e avevano oonanmato il fu:rto ; per conseguen.Z& apparten·eva.no al gruppod.e,i delinquenti d'occasione. Ventu.n o di essi, poi, eromo d·e, ·i gnati per la ferma trienna e e quattro, a quella biennal .
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. TUDIO
lENTIF'I CO·PBATI O . L --o ~~TE:GN'O DEL DELINQUENTE, EOO.
D in.te1ligenza, riconosciuta svegliata in 18 soggetti e mediQcre in 7 ebbero, .alcu.ni nei primi mesi di se.r vìzio qualche punizione anche di pr1gione di rigore; ma, col tempo, omineiarouo a tr&ITe profi.t to delle nuo e istruzioni e d regole di pedagogia. milit&re; ta.lchè finirono per assoggettarsi al nuovo regime di convivenza social , ond non si vedono più figurare nel 2~ e n.e l3° an.n o di ferma, nel novero dei puniti e, al momento d·el congedo . sono lassifìoati tra gli individui a condotta buona. Quindi ssi, espo ti al crogiuolo d·e lla vita. militare, si pot· rono acconciare al nuo·vo tenore di vi re,. a.l nuovo sistema dt lavoro m.e todico e continuativo, ai ra.p porti di oon vi venza e di ~u bord.inazione e al concetto di responsabilità, imposta d.a ··e rti servizi speciali all' ambiente militare, come i molt p l ici servizi di sentinellt~, di guardia e·cc, Co· .~toro, adunque, formano un sotto-gruppo, discretam · nte numeroso, degli adattabili :&l nuovo aggregato coli t ti vo. Il 2·=- sotto-gruppo è formato da 21 indi vidf&i :, diciot.to erano autori di un reato unico; t te di furto (N l, 13, , 2 , 24, 66, 86) ; cinque di lesione personale (32,. 87, O, 7B, 84); ·t re di oltraggio (21, 35, 88) ;. due dì ribellione ad autorità (2, 17); uuo odi vagabondaggio (N. 84) Tre poi erano .r ecidivi specifici,. du in f'urto (N. 7,. 2· ·)e uno i:n le.s ione personale (N. 70 )~ Gli autori di reato unico -cominciarono le gesta. criminose in epoc& varia: tredici (l, 2 17, 20,. 21, 24, 84, 87, 50, -66, 73, 84:, 86) in ,e·t à va-riabile tra i 18-20 anni, cinque (18., 18, 3.2, 85, 88} in eta assai precoce da 11 a 17 anni; i tre recidivi speoi::fìci compirono il crimine a 17 .a nni, in età cìoè discret.a.m en .e precoc . Di essi, 18 erano vincolati alla ferma ·t riennale, due (26, 84) a quella biennale; il N. 88, lega.to alla ferma trienna.Ie, fn riformato per epi· lessìa nel 2 anno di s rvizio. e,, ora, si ~eguono a traverso l'a..m biente militare, si ,osser·va che ·es.s i commisero, di regola, da una a due infrazioni disciplinari l) el .1 ° anno di servizio; che ne fe.cero due in media, nel 2 · anno, e un numero variabile tra le dne e le tre infrazioni nel 3° anno. Vi sono però alcune eocezioni a tal r gola; così i N. 17, ·2 0 non ebbero punizioni n.e l primo periodo di ferma, me.n tre il N. 86 ne subì una grave per entità og.n i anno d.~ servizio. Adunque, in complesso,. si nota nei 21 individui in parola una. te.n denza, piuttosto tenue, alla progressività nelle mancanz disciplinari ìn re.pporto al periodi di permanenza sotto le. armi. R1guardo al1a recidiva specifica in mancanza, deducesi che, .n.e lla prima tappa, di _fer.tna., d.ue soli (N. 2, 88) vi r1eadJero per una sola. volta; eh , nella seconda t.a ppa, vi ric.adder~ otto (18, 2 , 24, ~H, 34,
lle
STUDIO SOI
TIF'IOO· RATl O .. UL, CONT GNO ·E L DELIXQUENTE, ECO.
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3o, 70, 88) per una· volta ed tino (.3'2) per due volte, che, nel s o anno, sedici di e:s si ripeterono una mancanza un.a volta a cinque (7, 18, 82, 35, ~70) la ripeterono d.ne volte: quindi anche la recìdiva specifica. in mancanza tendette aJl'a. umento per anno di .servizio.
Se, ore.,. si esaminano le infrazioni disciplinari dal punto di vista della. loro indole in relazione ai tipi di crimina.Htà.. pre-m.i litare, pr sentat& dal ,s"o ggetti del sotto-gruppo., si desumei che, tra i sette condannati per nn reato unico di furto, il N. 1 commise mancanze pr·e va·l enti per appropriazione di poche lire·e..in seconda linea mancò pè·r simuJe.zion:e di m.a lattia in circostanza di ma.rcie,. di servizi dì guard.i a ; che il N. 13 mancò frequentemente per a p·p:ropria:zione ind.ebi ta di pezznole da piedi o di denaro o di coltello e incorse pure in una mancanza per finzione di malattia in occasione di una marcia; che il N. 18 feoe i:r;tfrazioni prevalenti per appropriazione. di de .. naro e poche infrazioni per contegno sco.r retto in camerata;, che il N. 20 commise dne mancanze per appropriazione di pez . . zuole da piedi o di denaro., d ne m.a n anze pe·r contegno scorrè·t to in quartiere, nna. per simulazione di malattia ed una. per impulsività contro persOD·e borghesi ; · che il N. 24 ma.nco, quasi esclusivamente, per poca subordinazione militare e per .ass.enze abusive dal quartiere e, qualche· volta, per simulazione di mal&ttia in occasione di marcie ; c.h e il N. 66 incorsa in due ·m ancanze, per app·r opriazione di de· n:a.ro o di camicie di ·c ommilitoni, in una mancanza per contegno ,seor- . retto in qnartìere. ~ ed in nna mancanza per po . a sabordinazione vero caporali; · che H N_86 eommise tre mancanze, consistenti in appropriazione di denaro o di caniic1e o dt pezzuole da p·i edL Fra i ctnque, rei di lesione personale prim.a della. lev.a, il N. 82 man.cò prevalentement·e per poca snbordinazione v·er o graduati di trnppa. o verso ufficiali ··e·, qualche volta, per a·t tì di im.·~ plllsivit.à, contro altri soldati. ; · ii N. 37 fece freqnenti nìfraziorii per violenze contro i oommili .. toni e d.n!e' in.fmzioni per assenze abusiv·e· di uno o due g1orni dal quar~ .
tiere; il N. 50 incorse in predominantì manoa,nze per i m pulsi vi tà contro militari o borghesi. d N. 78 commis·e"'prevalen~i man·o anze. per a.t ti violenti contro eotnpagni,. per poca subordinazione militare e, per as.s enze· a.b11si ve di 24 ore ·daUa caserma, rivelò pare tendenze all'a.b uso di sostanze a.Iooolich~ ·
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. IEN _ U"lCO-PR TIOO S L OONT.HiGNO DEL DELINQUENTEt EOO.
il N. 84 mancò, a preferenza, per impul ività contro co:mpagnt d arme, ed une. volta per eontegno scorretto :a oa.nsa di & bnso di vino. Fra 1 rei di oltraggìo verso l'autorità il N~ 21 fece mancaJJJ;e frequen.ti per poe& su.bordi.B&zione militare e qualche mancanza per impulsività contro commilitoni, una volte. manoò }'U:re peT simulazione di malattia; il N. 35 i distinse. per infrazioni a. ba-se di poca subordinazione militare, e q ua.lche volta, per scorretto contegno in quartiere; il N .. 88 fece m.a ncanze qllasi esclusive per pooa s·u bordinazione e, ìn via secondaria,. per violenza contro militari. Fra 1 due rei di ri beH ione ad. autorità il N~ ·2 mancò molte volte ·ed esc.lusìva.mente per poca. subordina.zione verso graduati d· truppa ; il N. 17 fece mancanze prevalenti per atti d.i violenza cootro ì compagni d'arme alcune mancanze per poca ·subordin&zìone ed una. per assenza abusiva da.l quartiere; il . 4, reo di va.gabond.o prima. dell'arroola:mento, . ancò prev&lentemente contro la snbordina~io.ne, .milita.re et poi,. per atti di violenza oontro i compagni d',a rme; commise pure,. il 2° anno di ferm.a.t una infra.zion grav,e. per fatti ind.ecorosi contro il buon ooS"tume, per la quale infre.zione fu trasferito in. una compagnia di disciplina. Adunque i diciotto autori di reato unico prim;a della leva,. rioonfermarono, in. massima, sotto le armi le tendenze psicologiche, ~di eui av:e· va.no dato gìà prova. n.e lla vita pre-mili~; si nota peru, a tal riguardo, q ua.lcbe particolarità degna. di rilievo: n.ei soggetti 1, 13, 20, 24 (ladri) e, nel -. 21 (reo di oltraggio) J.'am.biente militare mise in evid·e nza la disposizione a simulare malattia;. nel . 20, poi, si constato anche la. tende.n za ·all' impulsività., mentre nel N. 24 sì const&tò pure la te~n denzs alla. ribellione. verso le autorità; nel N S,4 (vagabondo) Pambiente mdita.re fece rileva.r e t·end·e nze impu sive e tendenze contro il buon costum-e, cbe probabilmente dovettero concretarsi in manifestazioni di esibizioni m.o ; nei soggetti 73, 84, oondanaati per lesioni pel'Sonali, mi e in rilievo la inclinazione all'abuso di vino. Sul N. , Tibell ad autorità., l'ambiente milita.r e opero svela;n• done, al principio del 2° anno, l& natura epilettica. Riguardo ai tre, recidivi :specifi·e i in veato, del 2° sotto-grnppo in questione, si osserva, che il N. 7, ladro, ìncorse in mancanze qua·si esclusive per poca ubordinazione milit&re ed in poohe mancanze per contegn.o scorretto in amerata · che il N. 26, lad1·o, commise mancanz·e qna: i ~eclusive per apropria.zione di denaro ;
ST· DIO
OIE~. 'rlFIOO-PRAT. ·0 0 SUL ·OON EGNO DEL D.E lJ:N·Q;U . TE, EOO.
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ohe il N . 70, tipo violento, manco a prefere.nza per &tti violenti contro soldati ed anche contr-o gli animali e, in linea second&ria, ·-·t\DOÒ per fatti di pooa s:ubord:ina.zion.e militare., contrassegnati d& gesti d'' impazienza e da parol.e. di (]rgoglio, indirizzate a caporali, con. i qu,a li più specialmente veniva a qu-estione . .A.dunq'Ue,, due, sui tre recidivi in. re·&to rioonfermarono, nelle ma.nca.nze, le loro tend·e nze psicologiche. al furto e all'impulsività, palesa.te p·r ima. della leva. ; mentre il N. 7r ladro genuino prima dell'arruolamen:to,. assunse a oontatto immediato deg1i e·v enti militari la figura di Wl soggetto ribelle ad. autorità. Rispetto alla gratvità. delle mancanze, comm.esse d.a i ventuno del 2o sotto-gruppo·, desumesi che q uas1 la m~età di essi (l, 2;, 18, 207 21, 24 M 78, 86,. 88), fecero fino daJ pr1m0 anno di serviz,i o infrazioni di .. sciplina.ri., represse con prigiòne di ri,gore, e quìndì gravi e che undieì (7, 13, 17,. 24, '26·, 32, 34, 35., 37·~ 661, 70) fecero, ìl p~rimo .a.nno,, infrazioni disciplinari punite. eon prigione semplice e, nel 2o e 3° anno,, in· frazioni p uni te mm la prigion.e di rigore. .Per ciò .che concerne la cura dell'arr-edo, si dedn.ee che. dodto· del sotto--gruppo ebbero cura insuffic'ente pe~r il loro aiTed.o ;iu ogni peri.odo d1 ferma, mentre otto (17, 18,. 20, '26, 84r 70, &.l, 86) rivelarono cura sufficiente. il primo ,a nno e insufficie.n te il 2o e il go a.nno di :s er.. vizio; il N. 8·7, poi, .a ddimostrò cura s.uffioiente il l o e, i] 2::~ anuo, e insuffic\e. te. ii a~ anno. In rel&zion·e a.i ri;ultati dell'is-truzione militare, ai notacbe .l dodici individui, i quali nei tre anni di ervizio ebbe.r o eura insufficiente per l'arred~, furono anche n$gl.igen.ti nell''a.pp·renelere tale istruzione··e ohe gli ·ot'bo mdi.v iduì, che ebbero c.ur& suffioiente per l'arre.do il l o /a nno ·e insufficiente nel 2:o· ·e nel 3°,, si comportarono uguaJ.men.te rispetto all'istruzione militare~ ; il N .., S7, fti amanf,e 'dì tale istruzione il l 0 e il 2.0 anno di ferma, ma la trascurò, po1, .nell'ultimo anno, aJlo stesso modo che si e.r a eonte·nut.o di fronte alla cura per l'arredo. Rigu.rde .a ll ,.istruzione letteraria si n.o ta che u.n dici del sotto-gruppo spiegarono, in ogni periodo della ferm.a, dis&mQre per cotaJe istrU:zioue, sei (82., 34, 87 . 84:, 86, 70) ne approfittarono suffi.c ienteme.nte; quatt.ro, ~(20, 21, 24, 66) la. ouraJ."ono il p1imo anno, .m:a. la trascurarono il2° e il S?. Di questo sot·to-grnppo, d.ioiotto ave.v ano mediocre intelligeua e tre (26t S7,. 84:) buona. int&lli,geJ:tza.: per quel che si riferisce alla. con .. dotta, tutti iw.ono clauificati nel quadro dei soggett.i a condotta cattiva, ad ec_oezione. de1 N. 2, 7, 17, 70,, 84, 86, 8, insoritti nel quadro dei soggetti a oondotta m.ediocre.
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STUDIO SOIENTIFJCO•PRA.T ICO · UL CONTEG .O DE_L DELIKQUENTE; EOO~
In riassunto i ventuno individui, che non commisero reati, c1el 2° sotto~groppo, non recidivi n.è precocì in. vea.to a grande maggìor.anza prima della leva d'intelhgenza. riconosciut.a n1.edioc.r e. nei più, egnala. rono sotto l influenza d·e ll' a·m biente militare la loro personalità a.nomala, sia con la progressivita numerica, per quanto tenue delle man... canze di sci plina.ri, sia più s.p ecialmente con la progressività in gravita delle stesse ma.n.oanze secondo d corso d·e:Ua ferma, sia col gra.d uale au.. mento dell'incuria. del corredo sia oon la noncura:n za delle istruzionì di quartiere. Se poi si esamìnano le infrazioni disc i plìna.ri in rap~ porto al ·t ipo di criminalità ri velat& da cia,sou:no · di es i prima della · leva, si deduce. che i ladri man·carono preva.lent,e mente per appropria..zione. indebita di oggetti d i varia natura e che, tra. ·essi, il N. 20 si qualificò pure impulsivo contro altri soldati, m.e ntre i~ N . 7 si foggio a. ribelle .con~ tinuato verso graduat;idi tru.p pa sotto !"azione del nuo o ambiente; be ì violenti commisero prevalenti mancanze per atti di i.mpulsi vita oontro soldati, , pe·r poca subordinazione mihtare e per assenze, abusive dal quartiere ; che i ribelli al principio di autorità mancarono sopratutto per poca su bordin.a zione ad ufficiali o graduati d t truppa,. ad eccezione de.! . 17, il quale, sotto· le :a rmi, si a.tteggiò più a violento c,o ntro i compami che a ribelle contro i superiori. 'i deduce pure ehe in quattro soggetti, cioè tre ladri l, 13. 20), e nno reo dì oltraggio, (N. 21 , :s i det.erminò, a contatto degJi eventi della nuov.& professione, la ·t endenza a. simu.l are malattia p~ er sottrarsi ai ssrvìzi pii\ faticosi; che in due violentì, '78,. 84, si rivelò la. dis.posizione a.Ua.buso del vino · laddove nel . 70, ti po p·arimente violento si b be spiccata tendenza ali& impulsivita anche contro gli .animali, fino a fo.rli s rtr mazzare al suolo p·e:r i moti vi i più futili. · Da ·t u·bto iò si argomenta, .che i 21 individui formano nn ottogruppo speciale di fronte .a i venticinque :sopra,,...riferiti,, poiohè i 21,. a differe,n:za di ques.t i ultimi, non trovarono un posto conveniente. alloro temperamento psicologico nel ~t.t.nde a.g greg.ato militare, in cui furono più di disordine e di seand;alo, che di ~ffettiva utilità. pratica e qualificaronsi elementi perfettamente inadattabili . Fra questi inadattabili mi piace ricordare in modo speciale il N. 70 : que ti, alto di statura (M. 1.72), molto robusto, già recidivo nel rea.to di lesione personale prima della leva, commise nel primo ann.o di ferma trascorso in Itaha, ·v arie e gravi mancanze, in prima linea per impulsi-. ·vi t·_ ·contro· commìlitoni e &nche ·contro a.nimalì,, e poi per poca sllbordinazione militare: passato sul principio d,el 2 anno al battaglione di
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Africa accrebbe ancora, nei due. altri anni di ervizio fuori d' Ita1ia., le infrazioni disciplinari, caratterizzate da. due note alla, nota. di violenza contro eolda.t i per cau e le più ·n significanti a q nella l i poca sn.bor'dina.zione \"' rso caporali. In me.zzo a. sì rav1 e molt plici punizioni avute sopra tutto per a·z ioni di brutalità. ·ontro uomini e anche contro anim.ali, in mezzo a ta.nto dispregio e sche no per 1 gra"' d nati di truppa, in mezzo a tanta. anomalia d ~ condotta i distin e nell ultimo mese di aggiorno in frica per nn atto e.r oico di alto , ìgnifìca.to altruistico col a.lvataggio di un bambino di un ttuffieiale italiano p ricolan.t e in mare, per il quale atto si guadagn · la m da.glia argento a.l valore. ci vile.. Questa digarmonia di condo ta ri spond a. quella dissociazione di funzionalità psichioa di cui danno prova on i frequente,. i d linquenti; come giustamente mbroso e. Ottolenghi hanno, fra noi, per i primi con tatato : e percio in e si acc;a nt a manifestazioni della. brutalità a che più fosca, si hanno manifestazioni le pin simpatiche di coraggio di altruismo e di generosità., c01n i o serva anche nel caso pre ente'. Q RUPP
DEI ORI:\ L . ALI N ll::LL'E._' RCITO
Clas e d i ladri.
1l gruppo dei ladri è il più numeroso tra quelli che commisero reati anche n ll'esereito: eonsta di 20 autori :; poi ohè, però .a lcuni com il . 12, furono sotto le armi autori di reato oombinato e, poichè euumero que ti a parte1 rìsulta che i ladri genuini nell'a m bi ente militar·e furono diciannove .. E si figurano nella statistica criminale bor"hes.e, pr .cedeute alla leva,. nel modo s,e gnen.t e: N. 9 (8, 27, 5 , ·6·4:; 68, 74, 77, 92, ·6· con uma.r ono un reato unìeo di furto· oi que (8, 27, 4 68, 6) vi erano incorsi in età variabile ra i l -17 anni, e quattJ,"o (54, 74, 77 2, in età tra i l -20 anni; . 2 (30., 36) a.vevs.no commesso un unìco reato di l ione personale a. 18 anni; N 6 '(9t 56, 67, 8, 99, 100) erano recidivi specifici in furto e a.vevano iniziato la. carriera criminale in età. di 16-17 anni N. 2 (40-9 ) e.r ano recidivi gen.erici, avendo cominciato lacriminalità per furto s 16 anni ·e continuatala poi, a 18 a.n ni con il de.. litto per lesion.e per.sonaJ.e. Quindi, nella classe dei delinquenti per il reato contro la proprietà. nella milizia, cinque erano stati d -linq ueu ti precoci per identico cnmine, quattro avevano consumato identico cri• l - G;fOJ"fl.4l~ d' nNdic.ina trdltf4t•e ~ Fa c. 1- U.
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TUDI
.:OIENTIPICO•PRATI
''UL O NTE : ~O D·E:L DEL1NQ~ - EN'l'E, ECO.
mine ma non erano sta _i precoci nè re·c idi vi in r·e&to; d ne e.r .a.uo stati da borghe i delinquenti preeoci per il r·e ato d'altr& natura., cìoè di leione pe1-sona.le: ·s ei erano gi& sistematìzza.ti n ··U'arte di delinq nere per id·entico. , rimine ·· due a ve vano commesso indifferentemente reati contro la p·r oprietà. o ontro l 'int -grità personale, in età assai giovanile. Designati tutti alla ferma trienna.le, eccetto il N.. 3 vincolato a quella biennale, inoors· ro1 sotto le armi . in infrazioni diseiplin&ri gra.da.t a,m nte crescenti in :n umero ·e anche in gra. vi tà in r.a.gione degli anni di servizio: ì . ·, 27, 5 , ., , 7, 3 '9 ,, ,. lO fecero il l n anno mancanze passibili di prigione semplice, mentre il ·2:) e. il3o anno furono, .a preferenza, puniti colla prigione di rigore: glì altri no· e cri~ miuali, fino dal l o anno, mancarono, prev.a le.n temente, per infra:zioni di oi plin.a.ri gravi. Qualora, poi, ì con -idet·ino l ma n auze disciplinari rispetto· alla crimin.a.lità. precedente, al ervizio, . ì deduce che, tra i nove non reci dì vi in furto.. il N. 8 commis.e, soUio le. armi, frequenti m.a .ncanze per appropriazione indebita di ogg· tti dì selleria o dì oggetti di ve tiarìo ·e d alcune .m ancanze per contegno scorr tt ; il ~ - 2• mancò, sopratutto- per simnlazion di mala..ttia. e per contegno oorr tt.o in c&serma· il N. 5 - mancò a pre{i renza p r appropriazione ind·e bita di d · naro o di oggetti dì ve.s tiario e poi per sim.ula.zìone d1 malattia.· il N. 64 fe·ce di v :c mancanze per sìmu1aztone di mal a. tia e. qualche ma.n.ca.nza pe.r appropriazioni di oggetti di commilitoni· ìl N. fece ·v.a rie infrazioni per simulazione di mala.ttia. o per contegno scorretto ·e qnal-.be, infrazion·e per appropriazione di oggetti di oldati · il ·. 74 inoors freque.ntem nte in mancanze per &ppropria.. z.ione di den.aro e in mancanze contro funzioni di seirvizio milì tat··e ; il N. 77 · i distinse per mancanze freque.nti per :a ppropriazione dì oggetti di v~es·tia.rio e poi per mancanze per cont,egno scorretto in can1erata o p "r poca su bordina.zione ver o graduati di truppa •,. il ~ . 2 mancò; a preferenza, per on t gno scorretto a poi .Pe·r a P l ropriazione di oggetti di corredo· il N. 9 J fece m.anca.1 z frequenti per contegno scorretto ·e, quindi, ,P r .api ropriazione di c se di ve. tia.rio. Ir a i d11 , eh prima d lla l va ì e~r.ano maoch ·ati d l reato di l i n pera nale~ il . . O .i ri·m aroò per infraz i n i di . -iplinari a causa di a p pro p·r ia.z1on di cose di ve\ ·t iari , er ualche impul i vi t' contro i eom~ pagni d'a.rm e er poca ubordinazion rso caporali· l
STUDIO
CIENTIFI·CO .. PRATJCO SUL CONTEGNO DEL DBLINQ~UE~TEJ ECO.
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i] N 36 maneò pr·-valentemente per poco contegno in camerata e per atti d,impulsività. e, in via secondaria, per simulazione di ma.. lattiaFra i sei .r ecidivi specifici in furto, avanti lo arruolamento il N. mancò frequentemen.t e per incontegno fuori oas rma e per appropriazione di oggetti d i vestiario· il . 56· mancò prevaJentemen te per appropriazion.e indebita e,, poi per ·I ·c ontegno in. camerata. il N. 67 commise m"ncanze prevalenti per simn1a.zione di malattia e per a.pprop·r ia.z ione di cose di vestiario; il N. 83 mancò·, & prefe.r enza, per im ulazione di malattia e per po .a sn bordi nazione verso sergenti· il N. 9 ieee mancanze prevalenti per contegno scorre.t to e per simulazione di malattia; il N·. 100 mancò per appropriazione ìndebita. di da.u aro e per men~ :zogna. verso un sergente. el novero dei rei generici prima della leva il N. 40 fece m.a n.c anze frequenti per appropriazione. di denaro e per simulazione di malattia ; il N. 95, manco, a prevalenza, per poca subordinazione militare e per impulsività contro compagni d ·a rme. Ad nnque1 tra gli individui, c.he commìse~ro reati ~ di .f urto n.ell'esercito, provenienti a grande maggioranza dalla categoria dei ladri borghesi, dodici rinnovarono spesso, anche nelle infrazioni disciplin.a.ri,. la tendenza più saliente e meglio organizzata della loro personalità psi~ chi ca . la. tendenza cioè aHi a pp·r opriazione ind·e bita di oggetti v;a.r ii : in essi si manifestb pure,. ·c on una oerta frequenza, la disposizione a. fin ... gersi ammalati per risparmiarsi le fatiche più gravose del servizio: tl'e t2·7, 83, 99) incor.sero in. preva.lentì mancanze per simulazione di ma lattìa: dne (30-'36) . t qu.a.U erano stati pnma della leva figure genuine di iolentt e che furono poi ladri nell'ambiente militare, si contennero nelle m:a..ncanze, disciplinari in maniera promiscna ora proclivi all'appropriazione di cose altrui anche le phi insignificanti ed ora proclivi ;a ll'impulsività; due recidivi generici (40~95) rei di furto e, successivament,e di lesione personale prima della fe.r ma e colpevoli di furto .aell esercito, si omportarono in modo differente risp~etto .a lle.mancanze di .ciplinari · cioè il N. ·o addimostro tendenze, qtt.asi esclusive, per }''a ppropriazione. indebita, mentre d N. 95 si atteggìò .a pretto impulsivo. ·ediocri in intelligen.za, ad eccezione di tre {3 ·, 6 ·, '74 ) in onì l'intelligenza !n riconosci uta.. buona, dodici di q ue.s ti ladri furono in scritti nel quadro degli indìv·i dni a cura insufficiente di corredo in ogni pe4
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: ·T DIO . CIENTIFI 0-PR TIC 1
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rio cl o di erma :. e, t.e ìn vece (27 , t t. ~ 77 . · 100 v larono nel primo anno di f; rma, cura ba. taut del cort edo, e negli altri du·e, ann,i ebbero, p r l'arredo., oura car a. "'~nche rispet o al! istruzione m ili a.re ·e l et rari a dodici dei di-iannove., riportarono poco profitto in ogni tappa di er izio m ili are· m n tre i .e·t ·t e .opr.a-ricordati vi .attesero a su .1 cienz.a nel l o anno. ma la trascurarono n l 2 nel anno ; furono poi u ti S·egn.a i ea.tti i in con1otta e clas.·ifieati tra g1i aventi _ ar. ·a a ·. itudine e _ttca. i va. ·ispe .to all'epoca dei rea i si d - um - be, tr i di ianno-.,; e la lri . tre (56, , 6 } commi ero i); r a,t il 1o anno, t te (30, ., !)t)) nel 2:) anno, nove , 9 27 40, ,. 7 · In .ria. ' unto, q nesti sogge,t i pro enienti a grancle m.ago-ioranza tu •") da deliquenti precoci avanti rarruolam· nto ·e, a delìnq 1enti re ·i li vi i.n eato nel rapporto di Yt!l, apparten D·'i per •;, alla ola se dei la . r~ borghe· i e per '/ ai rei per le .ione per onal .addimo ·trarono, so le .a rmi, uno . quilibrio p iehico permanen , non "tanto colla pro()'r,e i\""i à in n.um ro e in gravità. di mancanz p r an.11i di ferma, m.a.n.canze in i.n ti _o n·e ·go psicologico col tipo di riminalità an eo-ed n te al r 1zi ), non. tanto colla pr gre:s · vità in reazione contro l norm peda.gogi mHitari quanto anche oon forma. concreta d1 criminalità verifi .a· ,, si di a sim&,. in s guito a una erie di infra.zion· discit Hnati e in ep "a di norma piutto to tardiva a· ·'er izio. I più importan.ti di que to .a rnppo di ladri duran e il servizio i~ li tare furono tre, cio· il N. 71 il N 8 il N. .. i ua.li gn.alo a p rt. Il N. 77, reo di furto a l · auni, medi cr·e meute intelligento hrizi ··. le ma.ncanze. disciplinari collappropriazione di un. ogg - o di e tiario di un suo compagno, ca.nceUa.ndo dall' ggetto il nome d -l propri tario ed appo11endovi il proprio,. e l alterno nel 1° anno, con · nfta.zioni - er contegno scorre·t to in caserma 1 bb , per', in ·q ue ·to periodo di erm.a .cura ba tante deU .a rredo dell i 't ruzion mìlìtare: anoh . nel 2° anno di ferma,, mancò qualche volt.a. per &ppropriazione di ogaettì vari, ttantì a raduati di ruppa e per con egno corret o in quarti re e fu -ri qu.a rtiere ed inoltre non pr t' att·enzion:e al uo arredo n·· a.Ue arie~ ì truzioni militari: ul principio del 3 · anno accentuò le tend nze p ìcologiche aH appro pr · zio ne· iUegi t t ima . 1no a ommettere un vero r a , o di furto a. danno dì compagni d arme : per de t t reato si guadagnò qn&ttro mesi di earcere · -indi feee pa -. a gio ad una. compagnia. di di.. s ·iplina nivi non rinuo ò 1~ ma.n.canze p r indebita appropriazìon · ma, sot o le tret oie della ompagnia. di diseiplina dìe· '.e uua. · 1 a e trin ·azione aH , tend nze anomali della. sua personali \ a.ttecroi n· (
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do· i a ·sogge.t to assai poco rispettoso ed obbediente agli ordini di graduati di trupp~, specie sergenti, coi quali ebbe molti conti d.a fare,. a ca u a sopra tutto della sua pigrizia nella. cura. del corredo. Il N. 83, reo precoce in furto ed anche recidivo in questo crimin·e, dopo quattro mesi di servizio durante i quali aveva. rip rtato u a sola. punizione per jmula.zione di ma.lattia.1n occa ione di una mar ia, com· mi .e un furto per cui passò a.l carcere per tre mesi a p i al1 a compagnia di disciplina: ìvì as uns spe.c ialmente la figura di un riottoso a.i .uggerimenti e agli ordini d.ei graduati di truppa sino al punto, che un giorno, in cui gli fu comandato da un serg nte di prendere parte s.ll istruzione. internat rispose alla prima intimazione: 4: .aspetto la carro.z za per farmi mett re in prigione :., ·e obbedì soltanto dopo nuov ed insi t.e nti ingiunzionL Il N. 95 e, fra i tre il più ingoiare .: colpevole, a. l anni, del reato di ra.pinB e, a 1 anni, reo di lesione personale; condannato per i detti rea. i a nn anno di .s orveglianza, si annunciò alfe to da «: mal cadnco • ali atto della visita presso il reggimento dì .cavalleria., cui era stato dal djs retto asse-gnato: mandato in o servazione presso l'ospedale ilitar di ilano non fn potuto constatare, n.e i quaranta. giorni di degenza, a.Icun .accesso motorio o psichieo, fu. però rilevata una sensibile asimm·e tria. cra.nio-faciale e qualche cicatrice di antica data al capo, e. dal punto di vis a. anamnestico-famigliare si as odò che la recluta. aveva a,l ma·nioomio il pad~e. , infermo per« franosi alcoolica » .• Quindi, al tar.. min dell'osservazion.e, fu inviato al reggimento coll'indicazione di sor· vegliarlo in m.odo speciale, potendo egli essere un « epilettico-latente:. .~ Nell ambiente della cas rma. si rivelò, nell0 anno, un impnl ivo contro i soldati alle cause minime e un soggetto pochissimo subordinato specie· verso i caporali, che apostrofava. con .a rroganza, quando essi gli davano orclini1 che a lui piaceva poco di eseguire : sul principio del 2 an .no di ferma incorse, nel reato di furto, a vendo ·e gli fraudoleuteme.n ·t e sottra.tto dal portamone·t e di un caporale dieci lire .: nella compagnia. di disc i plina, dove passò a pena. scontata, continuò le sue ge ·t a d 1impulsivo contro i condetenuti e di sogge:t to poco subordina,to anche verso uffi.eia.li. nell'ultimo anno di ferma. .r iconfermò l~ sue tendenze d'impulsività e di poca soggezione. Qualche mese prima òel termine del servizio fu inoolto senza c:a use apprezza bili da convulsioni di n a tura manife· (~~ ; .- ·· ..,, stamente epilettica e quindi, riformato. GRUPPO DEI DI •RTOBI NELL'E ERCITO
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Il gruppo dei di ertori · cos~ituito da otto individui: poiche, però, ·:·,:';·· ..y· il ·. 12, figura di ladro e. di disertore t.rova. un po to a parte, deriva che ·\1~ i disertori genuini sono sette.
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L O N'T'F.
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EL DE.I.. IN·Q UENTE ECO.
Essi figurano nella statistica crim i n&le, precedente al servizio mi· lita.r e 7 nel modo se.g uen·t e = N. quattro (10, 16, 19, 2) erano stati .a utori, per una volta di lesione per;sonale: in età tra. il 15 e. i 17 anni, ecce.t to il N. 82' che incorse nel rimi ne a 20 anni; N. ·d ue (4B 56) erano sta.ti .a utori di renitenza ÌDO'Ìustifica.t a alla leva & 20 annì · N. uno (94) era tato recidÌ.\'~'O in reato di le ione p rsonale, comme so la l a. volta a. 14 anni e la 2 voi ta a 18 anni. Quindi i dis·e rtori. del quinquennio l 96-1900,..appartene ano a. in· di vidui rei di violenza. e di renitenza a.lla leva, per lo più non .r ecidi vi in delitto (l su tte risulta recidivo),. • reeoci in maggioranza su la via criminale (qua·t.t.ro sn sett·e). Dal punto di vista delle infrazioni disciplinari notasi in relazione. al loro numero e ali& loro gravita. un andamento progressivo per .a nni di ferma, andamento che e st.ato m s o in ri]ievo an he a. proposito della classe anzidetta dei delinquenti neUJambiente m.ilitare: .r ispetto alla natura delle mancanze disciplinari si osserva. che il N. 10 incorse in mancanze e ·cl usi ve per i m pulsi vità. con ro i commilitoni; il N. 16 incorae, parimente, in manca.n ze esclusìve per ilnpulsi.. vit~ì. contro .s oldati; il N. 19 commise maneanze per evasioni abusive dal quartiere; il N.. 46 fece mancanze preva1enti per poca. subordina.zione milita.re, qua.lc.he mancanza per cattivo contegno in caserma e una man· eanza per appropriazione indebita; il N . .55 mancò prevalentemente per poea subo·r dinazione e per impulsi vita e, in seconda. linea, per eontegn.o scorretto in camerata· ìl N . 82 fece infrazioni pre _alen ti per i m pulsi vità .e, per poc& " U-· bordi nazione verso u.ffieiali · il N. 9-4 manco per assen:z.e abusive da.l quartiere e per tendenza.
aH' ubriachezza. Adunque i disertori nell,esercito 7 provenienti in grande ma.g 1 .. ra.nza da .s oggetti, impulsivi e precoci nella via criminale,. ma non con .. trassegnati da recidiva alrinfl.lori del N . 94, commisero, sotto Ie a.rmi,. p·r evalen ti mancanze disciplinari, per atti di violenza contro eomm i litoni .e di poe~ subordinazione mdita.re: uno ( . 46) rivelò anche la -na .e nza all'appropriazione indebita, e un altro ( . 4) manif s ò ·u re la. tendenza all'ubbriaehez.z a. Que.s ti riminah, sino dal 1° anno di set·vizio, furo:no t.r.a,scur.ati sia uella oura. delPttrredo sia in quella per l'istru.z ione militare eccetto il
STUDIO . IENTIFIC'O •PRATIOO SUL O'ONTEG.NO DEL DELINQUE~TE 1 ECC..
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N. 46, che, nel t• periodo di fer.ma., vi attese a stdli·cienz&; riguardo, poi, :alla. is,t mzione letteraria, 1 sette del gruppo se ne disinteressarono in. ogni periodo di servizio. D'"'nt.e lligenz.a mediocre, furono classificati tra i militari a condotta ea;ttiva e commisero il. reato di diserzione in e~poca diversa. rispe to al pe,r iodo della ferma. ll più precoce in. diserzione fu il N. 19,. il quale, già condannato per lesioni personali in età di 17 anni, evase dal regoimento dopo soli sei giorni di presenza, approfittando della .s ede re. gimen.ta.le 1··mitrofa ai ~ con.fi.ni, nè fu più. rintracciato. Vi sono poi altri q uatt.ro, che effettuarono la. i erzione .e ntro il };, anno di servizio,, cioè il N 16 disertò nel 2" mese, il N. 55 nel 5o mese, i N. 10, 2 alla :fine del l o anno. Uno, il N~ 94, inc:orse nel reato di di er.zione nel principio del 2 anno d.i ferma. infine il N. 46, colpevole di reni tenza. alla leva, co:mmise la diserzione, nel periodo tardivo dì servizio, dopo un& serie di infrazioni disciplinari, ca.r.a tterizzate da poca :snbordinazion~e militare. RU.PPO DEI RJB:ELLI Al, PBINCIPlO D:I AUTORITÀ NELL; l'\EROITO.
I rtbeUi al princì pio di autorità figurano in numero di diciassette, cinque conda.n n.ati per rifiuto d'obbedienza e dodici pe.r ·nsubordino.~ zione militare: pero,. tra questi ultimi, vi Hono tre~ cìoè, i N. 57, 59: 7, i quali trovano miglior posto nella categoria degli habituès dei reati · qnindì esclusi i tre, nominati,. i ribelli al principio di a1.1torità. nellesercito sono.J in complesso, quattordici. I cinque, rei di rifì nto d 'obbedienz&, compaiono nella statistica. c.rinunale pre-militare nel modo seguente: N. uno (78) commise una sola volta, a 17 anni, il orimine di ol· traggio a guardie; N. qu.a.ttro (6, 41, 62, 97) furono recidivi rispettivamente, nei reati di ribellione, di furto, di oltraggio in ·e tà variabile tr.a. ì 16, 17 anni, meno il N. 62 che incorse, nel l o reato,. aì 18, e nel 2" reato,. a 19 anni. Invece, i colpevoli d. ~i'Deu. bordtnazione, figurano nella ,sta.tis.t ica criminale borghese, precedente alla. leva, in ·t al modo: N. quattro (45, 79, 80, 89) oons.umarono,. per una volta, un reato rispetti va.:1oente di r1bellione, di lesione personale, di furto, in età va.ris. tra i 15, 17 anni, me.n o il N 4 , che fece, a 1'9' ann ·., il d eh tto di ribellione a guardie. N. cinque (11, :28t 48; 90, 98) reoidiv,&rono in reato, rispetti &mente, di oltraggio., di lesione personale ec.c. ed iniziarono la. carriera. criminale in età oscillante tra. i 17-19 anni.
Quindi quattro dei ribelli a.l principio di autorità fur-ono pre.cooi, ma non recidivi in reato· nov furono in v ce r· ci divi; uno solo (N. 45) n n fu precoc ne 1·ec1divo · e, rispetto alla criminalità. antecedente alla fer.m.a., i ribelli in parola. prov nivano da. oagetti, r ì di oltraggio e ribellion ad a.ge.ntì à o1·dine nella proporzione dì otto .u q na.ttordici (6, 11 5, 4' , 62~ 7 , 7, O), rei di lesione personale,, nel rapport · i quattro . n qnattor ici (2 , 7 , , · .a ) rei di ful~to nel rapporto di due su quattor io1 (41, 80 . De ignati p r l s. ferma triennal ~ ec ·e tua to il . 90,, vin olato alla biennale, commisero mancanz·e in ragione dir tta. degli anni di ·ervizi e aum n tanti di gra. vita~ gia eh quelle del .3° anno fnron , più frequentemente di quelle del primo d anche del secondo t·epr se colla prigione di ricrore. Riguardo all''t ndole delle infrazioni disciplinari risulta ohe, tra. i condannati per rifiuto d obbedienza, il . 6 incorse in pre al nti man.. canz.e per poca subo1·dina.z ìone e in qualche mancanza. per m.e nzogna a ufficiali pe·r ·imula.zio.ne di malattia, il -. 41 mancò,, a preferenza, p r approprìazione di ogge i vari di v .stia.rio e, in linea secondari , per poco su bordin.azione erso ca p orali per simulazione di malattia, il N. 2' commi manca.nz quasi sclusive ·p er poea subordinaz.ioue verso caporali ed alcune .m ancanze per assenze dal q ua,rtiere o per simulazione d.i m ala t ti a,. il N 78 fece pre.valen ti infrazioni per poca su bordinazione v·e rso g1·aduati di truppa e per impulsività contro soldati, il N . . ·7 manco sopratntto, per poca subordina.zione militare, e, in seconda linea, per impulsività contro commilitoni. Per ciò che concerne i condanna ti per insubordina.z ion.e militare o ·e rvasi che il . 11 commise prevalenti mancanze d1 poca s.ubordìna.zione er o graduati dì trup a e qualche mancanza per impulsività con ·o commilitoni, dovuta a ubriachezza, il . 2 · incorse in molte mancanze,, caratt.erizzate da. poca su bo.rdinazion.e ve.r so graduati di truppa. ·e nfficia.li e da impulsività con ro i solda·t i e, due volte, a.n he contro cavalli e fece. pure due, ma:n canz·e pe,r coute,gn.o scorretto in quartiere,. il N. 45 m.a ncò prevale·n temente per poca snbordin;az.ione mi· l ita.re, il .N. 4 . mancò, a preferenza, per poca su bordinazione v·e rso gradua i di truppa. e per menz.ogna v·e rso ufficiali e, poi, per incuria al eorredo
UD>IO SOIENTIFI Q .. PRATICO
UL OONTEG.NO DF.:L DKLINQUEX'l' E, ECO.
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il N 7·9 fece frequenti infra.zion1 pe.r atti impulsivi contro i commilitoni e persone borghesi e, poscia, alcune. mancanze per pooa su .. bordi nazione militare e per contegno scorretto in caserma . H . 80 manco parim·e n te, per violenze, contro o lda i e per . o e borgh·esll e per pooa subordin.a zione verso caporali, il N. 89 fece esclusive infl·a.zioni disciplinari per atti di minaccia e dì percor e con.t ro al~TÌ soldati e per po ·a subordinazio:ne erso caporali, il N. ·90 mancò, a preferenza, di poca u bordina. zion e militare, il N. 9S commise mancal· ze prevalenti per viole.n ze contro i com .. pagni d. arme. e per poca su bordi nazione verso capo1·ali;. fece pure una manca-nza per simulazione di malattia in circostanza. di un a marcia Quindi i ribelli al principio di autorità n 1l'e eroito, provenienti da individui,, col pe.v oli in maggioranza. di oltraugio e ribeHione a guardie e di le ion.e· personale, e in nunoranza ~ colpevoli di furto, in ma sim.a precoci e re.c idivi in reato, incorsero in m.a ucanze. prevalenti per atti di poca su.bordinazione militare e di impulsività contro altri m.ilita.r i o pe.r one borghesi od anche contro cavalli come il . 28 : rarissime furono le infrazioni disciplinari per simulazione di malattia,. oh i ri velavon.o .s olo nei . i 41, 6. , 98) o per appropriazione indebita, che si manifestò nel N. 41, soggetto ladro innanzi la leva: è notevole poì che n·el N. 11, l impulsivita si manifestò in seguito alPabu.so di vino. Rigua.r do alla tenuta dell'arredo e all'istruzione militare, i ribelli del grnppo ne ebbero poca oura: tra i cinque rei di rifiuto d.'obbedienza tutti .. e ne disinteressarono fino dal l o anno,. eccetto il N. 41, h·e,. nel 1 anno, vi pre tò sufficente. a.tt·e nzione: fra i condannati per in ubord1na.zione i N . .2 e 48 ad dimostrarono, fino dal 1o anno di ser~ vizio, disamore per l'arredo e per Pistruzione. mihta.re, men.t re i N. l l, 4.5, 7 , O, 89, 1l0, 93,. vi ft1rono abbastanz.a propensi il l anno, ma. tra curarono l'una e P.a ltro nel '2° e nel g,o anno di servizio~ apporto all istrllzione 1et.te.r aria, risulta che, nella. categoria dei rei ·p er rifiuto d'obbedienza, il solo N. 9'7 approfittò della detta istruzione., ment.r e gli afltri quattro ne ebbero poca cura e risulta anche che, ella categoria ei rei d'insubordinazione., i N. 80, O, 9H furono qualificati ~ amanti dell'istruzione, che i N. 28 45, 48, 7 , 8 , si disintere sarono dell'lstru:z ione in ogni periodo della ferma., e che il N. Il ·auro l is.t rnzione nel l e n.e l 2° anno, m.a la tra-.eu.rò nel go anno di 1
servizio. ediocri d~int·elligenza, eccetto il N. O, i-s:critto tra. i soggetti a. buono sviluppo intellettiv·o, si contennero in modo cattivo nell'am~ biente militare,. non soltanto cot compagni d'arme,, ma. anche nei rap-
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.T UDl
.~ OIENTIFICù-PR.\ TIC
SUL CONTE 'NO UEL DE:I.-I~Q~JENTiE, E~OO.
porti di snbordinazione. v·erso graduati di truppa anoora verso ufficìalL Adunque i ribelli .a l principio di .a utorità. nell'eser~cito, delinqu.e nti in m:a.ssima precoci .e recidivi in reato e provenienti, di regola,. d.a i r~i di oltraggio e di ribe1lione a.d a.gentid'' ordine, e d.a r·ei d_i lesione per.. sonale., si ca.ratterizza.rono, com il s.e condo sotto ~gruppo d·e i non criminali neU'ese,r cito e come il gruppo dei ladri e dei di ertori, per la progressi-vità in manca.nza., e per la fre.q uent·e gravità di e :sa~ . pecie nel periodo ·u ltimo della. ferma,. non.ohe per un;i.ndole tale di mancanze, che ha attinenza stretta, dal punto di vista psicologico col tipo di ori .. mtnalìtà precedente alr arruolamento e si contra segnarono, inoltre; per un.a grad u.ale refra.tt~;rietà ai suggerimenti morali d el n uovo ambiente collettivo: qua·t tro, cioè i . '6i 62, '9 , sog.g etti impul ivo~ri belli e il N. 41, ladro, furono simulatori di malattia; , 'l più il N. l rivelò anche tend.enze, all"appropriazione indebita· il N. l poi, manife·s tò dis.po izioni per l'.a buso degli alcolicL R.i spetto all'epoca del reato, comm·e·s so nell"am.biente militare si nota cb. , tra i cinque oo'lpevoli di rifiuto d obbedienza, due , H7) incorsero in re·&to nel 2;· a.n no: tre {41,. 62,. 78) vi incorsero nel 8° anno e cl te tra, i nov·e colpevoli d'insubordinazione, q na.ttro (2 , 4 , 90, ) c.a.dd.e ro in reato n.el 2; anno e cinque (11, · 5, 7 .,. 80, ·( ) vi caddero nel 8° &nno; per conseguen:za, in questa claRse di criminali, il :m assimo numero di reati si manifesto non nel periodo iniziale della ferma., come nei disertori, ma. ne] periodo tardivo, come nei ladri. ccennerò ora ai più. s.p iccati ri beUi i n milizia.~ Fra i con:d.a.nnati pe·r rifiuto d'obbedìeuza segnalerò ìl .r • 41: questi, gii provato al furto dalPe.t à di 17 anni non · m·ent.ì nell'ambiente mi· lita.r e le sue perver.se tend.enz·e psicologiche, poichè ebbe, a preferenz&, punizioni di prigione per appropriazione. di dena.ro di altri cam·e rati, ma., sotto l'influ.enz.a aeUa. nuova collettività. si atteggiò anche. secondo le circostanz,e, ora t m pulsi vo con.tro commilitoni,. ora. as unse figura di ogg·e tto poco subordinato verso graduati di truppa: anzi, per quanto le tenden.ze, da lui rivela.t e nell'ambiente bo1ghe. e, faee· sero presu.m ere che egli, reeid.ivo in furto, fosse piit dì · posto a reati contro la proprietà, .anzìehè ad altre forme di d·e htti,. inv·e ce nelle sva.riat·e v1~ cende del servizio milittare accentuò, il · - an.no di ferma,, le tendenze, ì mpul .i vo~ri belli gia s.v elate nel periodo primitivo del •· ervizio fino a. cadere nel reato di rifin·to d'obbe ie.nz& verso un oapora,le,,, reato contrassegnato da. re .i tenza, a ma:no armata di sciabola, a orza armata di 1.a.bola. Or.a neUa. na.tara dal delitto c: rifiuto dtobbedienza • e nell'atteggia.. mento dal sogge:.t to a sunto nell'esecuzione di es o c resi t·e nza .a, mano.
STUDIO SCIE •riF.ICD-·P RATIOO
UL CO TE·GNO .D EL DELINQUENTIE, E:CC.,
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armata di sciabola :. si sintetizza. Paccentn&zione delle due nuove tendenze, di violenza. e di poca soggezione, ma.nifestat·e, sollecitamente neU'&mbìente mìlitare: e per· cio fu il nuovo a.m biente,. eh.,e trasformò, a contatto dei quotidiani urti ai servizio, e d·ei molti attriti per que.. suont. di regionalità, di .spemalì antìpatie e dift'edenze, a conta.t.t o delle molteplici tensioni psiehiche, inerenti :a lle responsabilità. d~el servizio,. il provetto ladro nel novello insntbordinato e i m pnlsi vo, Altro delinquente da segnalare .è il N. 62: du~e volte. recidivo in oltraggio ad agenti d'ordine, egli si distinse sotto le armi, per infrazioni disoiplinari contrassegn:a te da atti di poca subord.inazione verso i caporali ed .a ccordantisi,. pe1ciò, col tipo di criminalità, da lni già rivelata. prima della leva : ed accompagnò de.t t·e 1nfraz1on.·~ con frasi esprimenti un esagerato sentimento di se stesso, come ]a, sego.e nte rivolta da lui a un caporale, che gli ingiung,e ya di fare. il governo a un cav.aUo con minore sv'Ogliatezz&: c non. è la prima volta ·ch.e faccio il governo, perchè lei me lo insegni,.. Al seguito di varie mancanze,, commesse nel 1'0 ·e n.e l 2o anno di servizio nelle :r·e·l azioni di .soggezione militare, incorse nel 3:> anno nel reato d.i rifiuto di obbedienza verso un graduatto ,d i truppa.. Scontata la peua di' ciuque mesi di carcere e ritornato al reggimento, persistè nelle mancanze di. poca subordinazione verso caporali, nè. si curò delle istruzioni date. dai superiori Quindi il N . ·62, & differenza. d.el. N. 41, manténue nell' a,m& bu~nte militare il oaratter~ e la fisonomia di soggetto poco subordinato e :d'insubordina;to, che aveva. disvelato prima della leva, oostcohè il reato e. le mancanze., fatt·e via via. nella nuova collettività, sarebbero st&te commesse ugualmente in qualunque altro ambien:t e ~egli si fosse trovato, purchè avesse· rinvenuto deter.minate .r esistenze ane. sue e· strins~ecazioni volitive. Tra i colpevolì d 'in.s nbordinazìone militare è d.a :r icordare il ~- . 11 ; già r·eo dt oltraggio alle autorità ed. a.nch.e recidivo in ques·t o crimine ~arasi già .s egnalato in due. anni di servizio per frequenti maucanze a causa di poca .subordin,a zione ve·rso graduati di truppa, per il che aveva visitato, varie volte,. la prigione reggimentale ; ol treacciò aveva rivel&to, nei primi m·esi del 3o anno di servizio e sotto l'influenza del vino, una abbastanza spiccata. tendenza impulsi va contro persone borghesi che erano eon luì in una osteria; e perciò avrebbe potuto rinS«Ure. pericolos:ot se un. brigadie.r e di finanza; coadiuvato da a.lc.uni bor· ghesi, non l'avesse reso innocuo e oonsegnato all'autorità m.i lita.re. Al segnito di quest-e m.a.nea.nz.e e di queste gesta commise n.e ll' aprile dell'ultimo anno di :s ervizio un reato d'insnbordinaz.ione verso un. s. e.r~ gente, onde ·e bbe q:na.t tro mesi di earoe.re. Adnn<Jtl·e qne.sto delinquente.
T DI
IENTI I<"'I OO.. PRATICO ,' L OONT GNO DEL DELINQUENTE, •OC.
condat nabo prtma. della leva. ·p er violazione nei rapporti di subo-rdinazione con E:h·vò il suo tipo clinioo-a.ntropolog1eo a. contatto diretto d Ile s.variate vicissitudini dell'.a mbient militare~ Singolare ancora è ii ... .. 2 ; condannato due olt·e per le i oni personalì prima dell'armo~ lament o, •· i fece rimarcare otto l armi 1 er mancanze ptevalenti a can a di impul i ità s.i a co 1tro commilitoni ia contro cavalli, verificate i senza m.o tivo o per i mo · i vi i p1ù insìgnifica.n i e, in 'Via se;. condaria, mancò per poca ubordinalzione ver o serg·e n.t i e ufficiali : alla fin·e del. secondo anno incorse nel reato di insubordinazione con minacce verso il forier della propri a. co·m pagnia in modo da riprod.uiTe con tin.ta di e..aoerazioue, in que to crimine, le endenze prin~ ci pali del carattere, già egna la· e nelle condizioni ordinarie di vita militaret cioè la tend ,u za alla impulsività e alla P' ca soggezion:e. icon ato il carc~n·e di un anno ·e riamme.sso nelPambient·e reagimental , d ·COn raddistin e parimente per i due tipi di m.a ncanze, disciplinari ; ora. di poea. subordinazione v rso gra.dluati d i truppa ed a:nche ufficiali ora di violenza. .contro oompa ~ni d arme: quindi egli , -venne m , no alle. due principali esig·e nze della collettività militare, che ''i mperniano sui rapp rti di su bord inazione di convivenza. Il N. 48, pr coce ,e recidivo in reato di oltmggio a guardie, erasi distii to, sotto le armi, per poea subordtnazione militare :: ne.} 2° anno commise il reato d' ìnsulordinazioue erso un graduato di truppa. 'contata la condanna di tre me ·i di carcere, dopo pochi giorni di oggiorno al reggimento, bbe sintomi di alienazione mentale al se guito di una lunga marcia e fu poi, ìformato per c frenosi allucina.. tori a actt a »-. Il N. · 9,, assai preeoce nel reato di porto d'arma. abu ivo (15 anni) era i. .s egnalato, nel 1° e nel 2° anno di servizio 7 per infra.z ioni caratterizzate da percosse e da minacce, alle cause minime, verso l. com~ pag'n i d''a rme e da. poca, subordina.zione . verso i caporali; nel 3° anno .s i maeohio del crimine d insubordinazione eon vie di fatto verso nn ·c aporale, per cui venne condannato a dodici mesi di carcere. nche que to sogge.t to, che molto precocemente aveva pres.o la via crimtnale, ricoufermò nello unico reato militare le sue disposizioni psieologtehe di impulsi ità e di poca soggezione · fu r·e fratt&rio agli stimoh educati i dello ambiente militare. ' LI A.UT'ORl D'I RBA'TO . PE IFIC -_l
TE MILIT RE .
el quinquennio 18. G 190 uno solo è l'autor.e dì rea.to specifim\• mente milita.r·e·, rapp1·e enta.t.o lal N. 9 . Oolpevole a 19 anni di Ie.s ione pel'sonale, mancò .nelPese.r cito ora
.. T- DIO 'SOJENTIFIOO·PB.ATICO SllL <CONTEG~O DEL DBLINQ:aE~TE, ECC..
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per m.e nzogna a graduati di truppa e ufficiali, ora per poca. subordi-· nazione, or.& per contegno soorretto : q uindt, sebbene fo · e entrato in milìzìa col ·m archio d l violento genuino, pure si diede. a co·no c·e re, sotto le armi, per rindole delle ma.ncan.ze come un individno deficiente n.ei r.a pporti di soggezione g·erar~hica: e tale si confermo nell'unico reato, commesso nel 2;) anno di serviz1o1 re.a to d i abbandono di po to, essendo sta.t o comandato di guardia aUe carc.eri. Del r sto,. .a.n che in altre manifestazioni d·eH.a vita militare, come .n ella cura dell'arredo e dell'i truzione militare, piegò in complesso un'evi .ente tra.scuranza . Fece solo ecee!z ione nel risultato dell'istruzione letteraria che fu. ri t.enu.to sufficiente. Però, esaminata. in toto, la di lui personalità fu giu . i~ ca ta. inad.a tta ai fini del servizio militare. l CRlltUNALI IMP'U
-IVI N' LL'E E RO T'O .
Essi figura.\no in nume1·o di sei, ma, poiche il · . 7 è da collocat· i tre. gli ha.bì tues dei rea.t·i,. sommano a cinque. Di questi, due ( H-71) sono precoci ma non recidivi in lesione peronaJe avendo ·commesso il reato in età tra i l .. 17 anni; due (69, 5) sono recidi vi nel crimine di lesion.e pers.o nale consumato dal N. 85 a 16 anni e. dal N. 69 a 18 annì per la prima volta.; uno (N .. 75) non fu precooe nè recidivo in reato di lesione per onale p.e rchè vi incorse a. venti anni. Vincolati alla fe,r ma triennale, eccetto il N. 69', de,signa:to a dne anni di se,r vizio, diede.r o prova di progre·s sivit:a i mancanze in relazione .a.t tempo di S·e.r vizio militare. Rispetto ali ,indole di esse, si deduce che il . 6S m.&ncb,, sopra.tutto, per impulsi vi tà contro comro.il ~t li e secondariamente., per poca subordina.z ione v rso graduati di truppa ed anche per ~simulazione ; il N. 69 mancò es:c lusivamente per atti di viol nza contro i com pagnì d'arme~ il .N~ 71 mancò, frequentemente., per impulsività contro altri so.Jdati, determinata una. volta da ubria.chezza e,. poscia, per poca subordinazione militare ; il N. 75 incorse in prevalenti mancanze per impulsività contro commilito,n i e, in linea secondaria,, per ass ·nze abusive dal quartiere e per po·e a suho·rdinazione verso graduati di truppa, il N~ 5 mancò quasi esclusivamente, per atti di violenza., una voi ta eausati dallo abuso di vino ed, una volta, mancò .a n.c he per poca .s ubordinaziona militare. Mediocri d''intellige~ n~a, eccetto i N. 69 e 7 · di intelligenza. buona., tr·e di essì (N. 60. 69, 75) n.o n ebbero,, fino dal primo anno di ervizio .
-0
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ONTm ~TNO D · L DELI . QUEN·T E 1 ECC.
ura dello arredo e dell'istruzione militare, mentre due (N. 71, 85) pre . ro abbastanza a cuore detta is.t ruzione e si int-e re.s sarono d.ell 'arredo nel l o anno di ferma· rispe to all'istruzione letteraria, due (N. 63-71) ne ritrass ro, ìn complessot poco profitto; due C9..·7 ) furono, al termine d Ha ferm.a, dichiaratì idonei alla quarta classe elem·entat·e; uuo (85) 11e ricavò mediocre profitto e tutti, poit tennero cattiva condotta. Riguardo all'e·p oca del reato1 desnmesì che tre (N. 6 ·, 'l, 71) ·com·mi ro il crimine dt. ferimento erso altri mihtari nel 2 anno di ser.. vizio; laddove due (N. 7 -· , ~) lo commisero nel 3c anno, servendosi .a bitualmente della sciabola.~ baionetta. Adunque i criminali impulsivi nell'esercito, pro ententi da sogg t i colpevoli tu t ti di atti di violenza. prima della leva ed a maggioranza vrecoci e recidivi in reato, inco1·sero., nell,ambiente militare, in una t rie di mancanze, aventi r .esso stretto col ·t ipo di criminalità pre .. gt ·e a e cot tradistinte da gravità e da num.ero progr ssi· o per anni di ferma e si qualificarono poi, per un. reato che rappres~enta, dal punto di vista psico-patologico, l' esaltazione delle loro .abituali tendenze anoma.l ,. impresa · nelle infrazioni disciplinari che a enne·, .i n tr·e, ca i su inque, nel periodo intermedio del servizio e, in due casi -u cinque, nel periodo ultimo. rrra. i cinque. criminali impulsi vi sotto le armi, il più importante è· il N. 5. Questi molto robusto, a,b bastanza intelligent entrò a far parte dell'esercito essendo gia abilitato aJ.I.a ·c arnera criminale, poichè da.l l . anno a. eva visitato il ca.r cer per un· reato di lesìon.e personale., e a l anni i era ritornato affine di scontarvi una condanna. per un reat ide.ntico. eU ambiente militat·e iacorse, 1 ·e1 primo anno, in mancanze o pe~r a ti dì violenza -on.t ro èom milito ni o per -contegno scorretto ìn ca erma ma in questo periodo ebbe c.ura, suffi·c ìente per l'istruzione militare e l er l arredo:. nel 2° anno, cominciò a trascurare arredo ed istruzione militare, ed acce1 tuò la gravità delle mancanze di sei plina.ri, contradd1~ _tinte mpre da. manifestazioni di reazione p ico-motoria viv.ace e su·.. bitanea. Una di es ,. anzi, merita speciale m nzione per il fatto che fu cau ata da a.bu o di vino, giaccbè una sera,.rientran o l individuo in parola alquanto avvinazzato nella ca ·erm.a, ed imbattutosi in un c:om·~ pagno col qu,a le av va .a vuto in prec denza dei litigi per cause· insi~ gnifìca.uti, sguainò d'i pro viso la sciabola, oH 'intenzione evidente di nuocergli ed. avrebbe attua.t o i] suo brutale proposito . senza. l'int rv n to solle 'lto di un gr ad.-lato di ervizio. N el 3., ·~nn o., dopo alt.re mancanze per violenz a ommiliton i, .a vvenute sempre p r i moti vi pi u fu ilit eommi e un vero reato di ferimento con ro .~ltro n1ilitare~ col q tal n n r~ ulta aveR rancori ·peciaH.
ST , DIO
Cl
. TIFICO·PRA~ICO SUL CO.J'T ·E GNO DE L DELJ'NQUENT , E C.
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Alla fine dei cinque mesi d i ca:rce.r e a. uti per il nominato crimine rientrò al proprio reggi:men to e persistè non solo neU''a tteggiamento di impulsivo contro altri soldati, ma assunse anche la figura di poco subordinato verso i caporali, sino a dire a. uno di essi, che un giorno gli a.v eva ordinato di tener ben pulito il proprio arredo c io non v·oglio padroni • :· parole queste., ·c he esprimono non ta.nto un sentìmento ·esa... gera:to dì .s ·. stesso, quanto ancora la negazione clel più elementare concetto di soggezione e di disciplina. Cosi questo .soggetto., segnalai· tosi già per violen.t o in.n anzi l'arruolamento mantenne· intatta.. la sua fisionomia d'impulsi o anche .&ttr&Yerso il lungo passaggio nella mtlizia, ·e vi si confe·r mo, quindi, ·come un anormale. :rRUPPO DBGLI .: HABIT · È
» DEI REATI 'N ELL
ERCITO .
un gruppo soa.,rso e si compone di tre sog.g·E tti, t•,a ppresentatì dai N.. 7,. 59, 87. Il N'. .57, robusto fi;Sicame·n te d' intellig:e nza, mediocre, precoce ìn oltraggio a. guardie, reato perpetrato a 16 anni e reoidivo in. ugual rea.t o alt · anni onde.g giò nel primo anno di servizio tra mancanze per poca snbor·dinazi.o e v·erso sergen tì .e mancauze per appropriazione indebita di oggetti di vestiario di commilitoni : nel secondo anno., però, accentuo le man.oanz·e per poca subordinazione erso caporali, alternandole qualche volta. con infrazioni per m1naccie ad altri militari a m.a.no a. rm.a ta dì coltello·: quindi sotto l'azione immediata della nuova. collettività mise in riiievo un.a. nuova t.e ndenza psìoologica, qu:eUa cioe all' .appro~ priazione indebita,, e ~ooll'inoltrars1 del ser izio diede maggìore risalto alle sue originarie tendenze, caratterizzate da vivaci t.a nelle reazioni psico-motrioi,. non. frenata da sufficente inibizione. ello agosto del 22~ anno commise il primo reato di insubordinazione verso graduati di ·t ruppa, reato -che entra nel ciclo delle anomalie del suo carattere ; riam ~ m·e..s.o aUa vita reggime:~ tale, a p pena. scontati i cinque mesi di pena, incorse in. seguito, in altre mancanze della stessa tinta. pst-cologica e, dopo qua.t tro mesi di dimissione dal ·ca.r eere- in nuovo reato, tn quello cioè di distruzione di effetti militari. Quindi il N. 67,. sia per la precocìtà e recidiva in reato inna.nz;i lar~ ruola.m ento, sia per le frequenti ma.nca.nze diseiplìna.:ri, quasi tutti di nn identico colorito, sia per la recidiva. nel reato nell'ambito militai~e ,, appare un soggetto profonda.men.t e .a nomalo e defice·.n te di senso .m orale. Il N. 59, robusto fisicamente e medtocre d'intelligenza,. precoce nel r.ea.to di ·percosse, da lui commesso in pregiudizio de.l proprio padre a .7 anni, si conservò, nelle infrazioni disciplinari ·d al primo anno di
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STUDIO ~ IENTIFIC ·PR TI - : -L
ONTEGNO DEL DEulXQ 'E. T ._.. . ECC.
ferma., nn tip violento e dedito a ribellione: difatti, se i ecc ttn _ una simulazione di malattia, incorse in que to periodo, ora ]n man .. canze p r poca nbordinazione ver o caporali or per tn.ancanze per a, i ìmmoti ati o poco motiva i d impul ivìt' , ontro c m.mil'toni· ino] re fino dal primo &.n no trascurò art~edo e i ·trnz ·o n i di quarti re .. 1 ·el marzo del 'econdo anno di f. rroo. commi e il r ato d insubordinazione er o i ca.porali: punito e ontata la. pena fec ritorno al uo reggi~ m , n to, dove p rseverò 1·ella ua attitudine di vi 1 -n za contro s l d ati e di poca soggezione verso · raduati di truppa: fu una volta. tmpulsivo, ment.r e era so to l,in:Hue nza del vin , ·o ntro un compagno; col quale non r · u] •a av.e e muti i speciali di r aneore o di an tipa ti a· contro I~e di po ioni a lui certo no e, del regolam n , o si pre eutava. direttam nt , un giorno, al u maggiore. di battaglione, per pre · n.tare un recl a m.o a carico di un oa poral , r -clam o c h -,a un' in c} i e a fu d imo trato infou lato · ve o il ~ erm.in·e, d l t -rzo anno di .servizio~ ·ncor e in nuovo rea o d ìn u.b or in:azion er o nn uffioiale, per ·c ui f u. condannato a un anno di ~oa.rc-ere~ In oonolu:s ione, anche il !. 5 · con erv', in ma ìma quel tipo clini o-antropologico, ià segnalato a anti l . rruolameu o, t]po cioè d,]m .. pul ivo, modifìcandolo alquanto in relaz,ion.e, alle eire tanze speciali dell'ambien e nuo o e sì confermò un deHnquente temibile non t anto per il numero dei reati quanto anche per la facili · e I inten ìtà d Ile r az.i oni p ico motorie di cui fanno f. d l di lui mancanze disciplinari e per alcune u ani :D tazion1 di so erchieria da lui t -ntate contro gradua. i di truppa. Il .7 · mol o r busto fis.i cam·e nte e mediocl'e per intelligenza reo pre·coce in le ione personale, comme a a l anni e recidivo in questo delitto a l · anni, mancò un!camente nel primo anno di ferma. p -r atti di impubivit; contro i compagni d'ar.m erifi·c tesi per le au e piu futili, nel seco.ndo anno cadde nel rea o :i ferimento con 10 un. commìlitone e, dopo q n.a ttro m·e si di carcere rìam me so alla :vita reggimental · ~ vi ·i distinse, di nuovo per ma .ca..nze dt. violenza cpntro aUri soldati Iterna.te con qoa.lche infrazione pe1· a enze abusive dal uartiere della durata an.che di due .giot"ni. 1 prin ipio del terzo anno di ferma incorse in un n 1ovo rea o :' jn ubordina.z ione con ie di fa. t -o erso nn ea.pora.l _1 e sc-o n ata la. p n a di un an no di carcere i fe e rimarcare al r · _ iment , do e era ato rimando. o, per l tre infrazioni di ci plin.ar:i contra. egnate, da a ubord.ina.zione ver o serg nti o d · cout gno con· tto in circo ta.nz di s rvizio. In o tanza, a.nch qu · to ogg tto continuo in m.ilizia l a teg· giam~ento leci o d i i m pul i v o, 1~i v, la· o -ii n Ua. v-ita borghese, prece•
ST DIO SClBNTlE'ICIO· PRATIOO S L OONTEG~O DEL DELINQUENT ·
O.
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dente alla leva, in modo da qnalifiea.rsi, anohe a parte i dna rea.t i di ferimento d 'insubord1naztone, per un inadattabile ess.e,n zialme.n te per difetto di sentimenti morali. In aggiunta ai tre sopra ricordati Iecidivi in reato, citerò ìl N~ 12: questi, colpevole, a. 16 anni, di furto, e a 20 anni di porto d;arma in~ sidiosa, si. dis:t inse ne11,a.mbiente. militare per due tipi di mancanze, l'uno di appropria..zione. indebit.a e l 'altro di impulsività: nel terzo anno del servizio commise un reato d1 furto e di dis.e.r zione insieme, p r cui eh be·, in contumacia, nn a condanna di otto anni di reclusione .. Questo soggetto., quindi, sintetizzò, nel delitto consumato t ;a rdi vamente socto le armi,. qneUe te.n denze di violenza e di furto, già s.egna.Iate prima della leva. e sanzionate nelle infrazioni disciplinari del primo e del secondo anno di ferma. CoNOLrT. 10~1.
I cento uomtnl del quinquennio 1896-1900 erano s~ati, prim.a. della leva, de1inq uenti per furto in ragione el 41 ~~. per lesione p . rsonale in ra;g ione d.el a %, per oltraggio a. guardie. in ragione· del 10 u ' per ribellione a.d a.utorìtà in ragione del 6 ~~ ; erano stati, poi, delinquenti per porto d'arma. proibita .nalJa proporzione del 4 ~·~ e per re·n itenza a.l1a. leva nella proporzion.e del 2 ~~. Ris.petto aH' in.t ensi ta di criminalità, ri.sul ta che 71 di essi, .a vatl ti l'a.rruola.mento, non entno sta ti recidivi i n r~ato, m eu tre 29 ave ano presentato recidive e, tra, questi ultimi, 25 erano stati recidivi speci .. fioi e 4 generici. Nell'ambiente militareJ i cento, considerati dapprima neiia loro complessivi tàf si contrassegnarono per una progre .si vi tà ·n el numero ed nella gra.vità delle m.a ncanze disciplinari dal primo al terzo anno di servizio: il numero totale di mancanze fu, nel l o anno, ·74 ~~ ' nel .;, ~ anno 219 ~~~, nel B:l anno, 283. / e le mancanze gravi,. cio · quelle ·e· presse con prigione di rigore, furono nel l o a.nno, 3 , ' , nel 2° anno, '70 ~.' e nel 8° anno, 87' 0 0 • Inoltt·e i cen,to si distinsero per un'indole d1 mancanze militari tale da avere, di regola, un nes ·o stretto colla. nat.ura di eriminaJità, antecedente alla ferma: difatti quei delinquenti, che pri a. della leva, erano stati ladri, figurano, in mìlizia, par icolarmente nella categoria delle infrazioni per a ppro priazioue i n debita, In ~agione. cioè di 80 ~~ i de linq uen ti che, prima dal l l · va rano s ,ati condannati per il reato di vìolenza,. figura.rono, invece, in modo specìa.le neUa .categoria.delle mancanze disciplìnari per i m pui si vi tà i n proporp zione cio e 68 ~~ ' i delinq u·e n ti 7 oh e pr1ma d Ua leva erano st.a ti o l tra.g ·3 -
Giorna.te ~U mscUdtHI mfUfare. - Fase. Ili.
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._ T DI
. ·IENTIF CO-P . ATI O SUL
TE6 O DEL DELINQUENTE, ECO.
giatori figurarono più spicca.ta.:men te. nella categoria. di infrazioni disciplinarl per poca subordina.zione, in ragione cioè d.e l 21,67 ~~ · infine i delinquenti,. che prima della leva erano stati ribelli, figurara.no .s otto le :a rmi, in modo più appa.r i .e ente sia n Ha categoria delle man.oauze per poea subot·din·a zione ( ·,.· O ~ · ) ia in quella per as ·enz abu i e dal q uar·t ie,r e (15 ~o • · accordo col graduale cres.cendo delle ma:nc.a.nze di ciplinari. vanno i i ultati della. cura dellarred.o, d.e ll' i trnzione militare e letteraria . nel r' :anno. il ~o deì elìnquenti in esam·e, tra:-curarono P arredo: nel 2-;) anno il 2 ~ ' nel 3::~ a.nno il 77 °~· in ltre nel prim.o anno, il 4Rl ~~ di e i n n ebbero cura. deu~ i truziona militare, n·e l 2::.~ anno ìl 62 ~ , nel 3 · anno il 77 · · e, da ultimo,. nel l o anno il 41 /~ si disinteres arona dell i- truzione lettera:r ia. nal 2"> anno il 4 .; ";). nel ..~ anno il 5 • ~f>. Riguar :o .al rapport , tra la criminalità pr·ece ente il servizio mi· li are e la. criminalita mHita.ra ri ul , a che i deliuquen.t i,. a..fferm.a · i i ladri n Il' -· ereito~ rano statit pri1na delrarruolamento per tre quarti r·ei di furti e p r un. narto rei d. i ]e ione personale;. che i delinquenti ail rma. isi ribelli al principio di autorità erano .s tati, . vani la leva, in crra.n di sima maggioranza colp voli per oltraggio e ribellione ad autorità. o per lesione personale e, in minoranz,a, colpeoli per furto; che i delinquenti afferma ti si di:sertori, erano .sta ti prima d· ll a.rruolameuto, •COnd&nna i pe.r lesione per. Ollale O pe.r renitenz.a .a lla leva· che i criminali impul i i appartenevano a rei di lesione peronale, avanti la leva militare . .Rispetto .alla natura., ali intensità ed a.H ,.epoca dei rea. t t ìn m Hi zia sì de uce., h e il re.a to di ftltto si v · rifi.·cb in rao-ione d· .l ·· ~ . ; il rea.to d in: ubordinazi ne in ragione del ~4 u ~ • il reato di di erzione emplice in ragione del 6 ,. ;. q 'lello dì rifiuto d'obbedienza. in ragione dal 10 ~ ~ ·1 rea: o dì ferimento contro altri oldati in proporzione d·el 12 ~~ : eguo o a di tanza altri r ati, come quello di manomis ione di effi tti militari e. 'Ì abbandono di po to in servizio di gn.a rdia. alle arceri, rappres· ntati dal rapporto d l 2.. ~ ·Circa lintensità. dei reati o1nmessi sotto le armi risulta che, tra. i cinquauta delinquent.i, che rinno· .a rono il reato ot ·o le armi, q uaran taseì non ree i dì varono in e o, mentre tr pre ntarono recidiva, due volta pecifica, una volta. g· nerica :; uno poi ( . ol; l ) fu autore di reato eo·mbin.ato. P r ciò che i riferisce. aH epoca d·eUe. manifes ta..z ion i ri rninose in milizia. si nota, h·e l ~ ~,~ de,i d li n q uen ti in e a m incor a nel r ato nel l 0 ann.o di f rma, il 2 . ~ nel .0 anno e il 27 ~~nel 3° anno I relaz~o i e aU alcooli n1o e alla. simnla.z ione di malattia neU ami nt,e milìtar i desuine d:i pochi ca 'Ì deUa centuria he, rapporto
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DIO SOlENTIFICO-PB TICO S L CONTEGNO DEL DELINQUENTE, EO •
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:all'alcoolis.mo,. l't ·~~c. dei criminali in questione nel primo anno e il 8 ~·~ e,J pe.riodo tardivo del s·e rvizio furono dediti all'abuso del vino; e p.arrebbe poi, c.be l& classe dei violenti avesse la palma, sulJe altre ..classi di delinquenti, nella t·e ndenza a queste abitudinì anomale, poichè dei sette alcoolisti nelPambiente militare, sei ·e,r ano statì impulsìvi .av.a.nti a.ll'a:rruolamento,, e sia p:rima ch·e dopo l 'a.rruola:meuto Pimpul ività · i determin.ò, il più spesso, all'infuori degli eccmssi alcoolici: uin.di pare che si debba ritenere che fosse. il preesistente stato impuli o, .c he menasse, almeno nei più dei casi in parola, all'abuso del vino. Rispetto alla. sin1ulazione di malattia,. si osser a. ch.e essa co·m.parve n.el 18 <}~ dei ca.s.i, nel periodo inizia.! e del servizio, e nel 23 1 · ~dei casi nel periodo tardivo di e~ sso, e si osse.rva. altre~n, che i ladri pri.. -m.e·cruiarono in. questa. tendenza, rispetto alle altre. classi di delinquenti, nelle proporzioni del 55 ·~~ il primo anno, de~l 60 l~ ~ il se.condo anno e 0 il erzo anno di ferma. P·e r quanto s.i riferisce ai risultati dell'intelligenza. e della condotta so o le armi risulta che !intelligenza fu qu.alifìcata mediocre nel · J ; , dei delinquenti e buona nel 29 ~{, : di cinque non fu dato al cnn .aiud:i zio . pe.rcl1è furono o disertori troppo precocì, o furono sollecita .. mente eliminati dallesercito per ra.gioue di malattia o d'altro; la .condotta. :a parte i cinque nominati, fn conside.r ata cattiva nel 63 _;0 , buo:na nel 25 . · , mediocre nel 7 ~ ~ . Rapporto alla riforme, fatte nell'·ese.r oito a. causa di malattie nerose~mentali, .s i desume che, nel 1° anno di servizio, due ( O, 81) ·v eun.e·r o eliminati per epilessia. e per istero· epilessia, che nel 2° anno due, 90) furono congeda ti rispettivamen.t e per e.piles.sia. a per neuras enia · che,. nel a.n.no, du (48, 95) vennero congedati rispettiva· m·e nte per frenosi allucina·t oria acuta ·e per epilessia.. 'e, ora, si procede all';a nalisì dei singoli delinquenti nell'ambien·t e m.ilitar.e emerge. che essi· si possono dìstinguere in due grandi gruppi, in un primo gruppo, costituito da quei che non commisero reati sotto le armi e in un ·s.a condo gruppo, costituito da. quelli, che sotto le armi -rinnova.ron.o il reato. Il primo gruppo, a parte i . 60, 61, 81, 91, che rimasero pochi :mesi sot.to le armi e di cui, perciò, non fu dato giudizio alcuno . è forte di cinquan.t a individui, e si può scindere in clue sotto•gruppi: il ·p rimo sotto-gruppo e, formato d.a gli adatta.b ili al .s ervizio militare,, il .secondo sotto-.g rn.p po · formato dagli inadatta bili al n uovo· ambiente .collettivo. Il sotto·gruppo· degli adattabili conta 25 in ividui: essi era.n .stati, avanti la leva.t delinquen.t i ·n on precoci, non avendo comme· ~so
so
lENTIFIC ·PRATIOO :" L C NTE
~ O DEL D;· LINQ
ENTE, ECV.
il reabo prima di 18 anni, ad eccezione a i N . 15, 33, autori di reato· rispettivamente. a lH, 1 4 anni ed erano ta.ti anche non recidivi.., e.soluso, il N. 52, autore di dn reati di lesione per. onale: l · di essi avevano ·r iportata condann~L per crimine di impulsività. 9 per fttrto ·. quindi appartenevano, in ma.s.sìma a.ì delinque n ti d occasione+ Sotto le armi, due terzi di es i rivelarono buon.a intelligenza, mentre nn terz.o rivelò intellig·e nza m ed i ocre : alcuni; poi, ebbero varie· punizioni,. anche. di priuione, sia per contegn.o scorretto,, sia pe:r poca. cura dell'.arredo, sia anche per qualche. simulazione di malattia, ma le pnnizìoni abb f() luogo so l ta.n to nei primi me ì di ·e rvizio e ou ol tre passarono,. ad. ogni m odo t il primo anno di ferma, e in pro re ·so. di tempo i ·enticinqne in qu~e tione figurarono nel novero degli indi· vidui a condotta buona., ciò che ·i niflca ch·e e si seppero valnta;re le norme di socievolezza, di ordine, d i preci ione, e d· disc· plina propri., dell'ambiente militare e, furono, in conseguenza, di utihtà effettiva a.i compiti ard.ui e com.plessi del servizio. Il s condo s,o tto·gruppo, costituito dagli inadattabili, consta di 21 individ.ui, dei quali tredici erano ta.ti, avanti la le a, delinque,n ti non preco ·ci in reato, avendolo comm so a
anni, o ·to erano · ati
invece, pre.coci in delitto, ess· ndovi incor.sì prima dei 18 anni: dei 21 po1t dicìotto non erano stati re idivi, mentre tre avevano pre entato, recidiva, due. (i '• 7, l ) in furto e, uno (N. 70) in lesione, pers:on.ale: undici poi avevano a nto condanna per reati dtimpuleivì··à o di rib -l· lion e die.c i per reati contro la proprietà. Sotto le armi, diciotto di e i rivelarono medioor.e. intelligenza tre intelligenza, svegliata: furono' si che si di · ti n ero per una .orraduale proQ."re ività. numerica in mancanze disoi plin.ari, 1 er u.n gra,duale a.ggra:vamento di es e rapporto all'a.v anza.r si ·el rvizio e permaniD tazioni progredien i di incuria. al corr o e aUe i truzioni di cas rma· furono e i che si mo trarono refrattarii in ogni mom.ento della f~rma, alle no:rm.·e pedagoQ"ico-militarì: e dal punto di vista deHe infrazioni di ciplìua.ri, co-toro eo:m mì ·e:r o, di regola, mancanz·e armonizzanti coU . natura ì criminalità., r·velata. avanti la l va. , i piu ìn. quattro di ·e.·- i {l, 1. , 20 autori di fur .· o e . 21 autore di oltraggio) si manifesto la tendenza a, imulare malattia in oeca<sione di marcie, ta ,tiehe cio~è di servizi grav : i~ in du , T , ) sì rtver lar ten 'enza a.ll abu. del vino, in nno (N. 7 ·} · verific' una picoa "a tan lenza .a h a.tter cavalli per cau e l più. futili, ino a farli stramaz·zare al nolo.. ·uin i qu . o ot o-gruppo, otto la pre ione dell amh "m e milit.ar , a un conterno dia.m etr;a,l w ent oppo;:,t o a uello del primo -to gru I o, 1 ·ostr.an , o collo tt" li br· o p er e ve ~an e di
TUDIO .. IE. TIBICO~PRA.TUJO 'U L
0~. -~rEGNO .DEL DEfJ·I NQUENTE, ECO.
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"COndotta, un'attitudine evìd.ente di incorreggibilita e un'indole. psi. ologica abnorme, che è il substrato psichico a eyentua.li operazioni ·crJmu1:ose. Il gruppo d1 delinquenti, che si distinse per a:vere compiuto il reat·o anche sotto le armi, è valido di cinquanta indi idui .. di essi diciannove furono· ladri ge.n uini, q uattordìci fn.rùn.o genuini ribelli al prin èipio di autorità.; sette ft1rono semplici disertori, cinque furono criminali impulsivi, uno fn au.tore di re.a to d~ abbandono di posto in ·servi.z.io aHe ca.rceri, tre furono recidi vi in reato, un.o commìse un .r·eato combinato. l ladri provenivano da. delinquenti precoci, av.a nti la leva, nel rap·porto di 13/,g. da .r ecidivi nel rap·p orto di 8 1 e appartenevano, per tre quarti, aJ la ulasse dei rei per furto,. per un quarto, a quella. dei rei per lesione petsonale: a contatto diretto d Il'ambiente militare,. sì dis .ìnsero p r intellige.n za .m ediocre ad eccezione dei N. 86, 68, 74, ìn ·cui l'intelligenza fu qualifiea,ta buona, e .s i .segnalarono, come il sotto.. _grtlppo degli inadattabili testè accennato, da.p prima. per un contìnuo .attrito colle nor.me di disciplina e di pedagogia militare, di ch.e fanno testimonianza le progressive e, gravi mancanze,. rìlErç.a te naì rispettìvi fogli ma;tricolari e. armonizzanti, spesso,. colla. nota fond.a mentale del :loro eara.·t te:r e: tra que.s te ma.ncan.ze. infatti ricorre frequente e per .alcuni (N 8,77) .a nzi, quasi unica., la tende.n za all'a.p propria.zione in.. debita.. dì denaro o dì oggetti di· vestiario e·cc.: con una sensibile fre· quenza (N. 86,. 40, 54, 64, 67, 6 , 99) sì nota pure la tendenza a simnlsre malatt1a in circostanza di servtzìo gravoso, mentre non vi .compare la. tendenza all'abuso del vino~ È degno, poi,. di nota anche il fa:tto, che due di questi ladri SO, 36), i quali all'opposto deglì a.l tri del gruppo, ·e rano stati, :avanti la leva, condannati per crimini di violenza, figuravano nella lista delle man.canze disciplinari in modo tra loro di:fferen.te; H N. SO ·mancò per tend.en.z e ora all'appropriazione indebita, ora al contegno, scorretto, ora all'impulsività ·: laddove il N. 86 si atteggio nelle, man .. canze, il più spesso a impulsivo e soltanto qualche volta a. sim.ula:tore di malattia. Tutti ·q uesti diciannove delinquenti poi, si eont.r addistinsero,, in milizia., pe.r una manifestazione conore.t a di criminalità,. avvenuta, di regola, in epoca ta:rdtva. d1 servizio~ I ribelli a.J principio di autorità nell'esercito era..no stati, prima ·della leva, d:e lìnquenti precoci nella proporzione di 4/ 14~ recidivi .nella proporzione di H/ 14; uno solo (N·. 4B) non fu precoce nè reoidiv.o: es sì .apparten.evano a in.d ividui .r ei per S/ 4 di crimini di ribellionit oltraggio o lesione personale e per l / 4 di furto. j
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B
TUDIO "CIENTIFIOO·PRATl O
L O:STEGNO DEL DEia Q
~T , ECC.
Sotto le armi si segna.Jarono ·p er i n telligenza. mediocre, eccettu.a.toP ìl N. 90, riconosoìnto d' intelligenza.. svegliata. e per progressività in · num·e ro e in gravità di. mancanze. che, contrariamente a quelle d·ellaJasse pre·c edente, furono a base di a.ttl di. poca ·ubordinazione e ane.be d' impulsività non ta:nto contro altri militari,, quanto anche contro anima H- ·c om·e ci dà esempio il . 2 . Si deve notar·e anche; eh , in questo~ gruppo di criminali, rarissime furono l mancanze p r simulazione dì ma.latt.ia che si rive1arono in qua.ttr ( , 41, 2, 63) e qua i eccezionali quella per ·ppropri&zione indebita, he si manifB tarono uni camente, n.e l N. 41, il quale peraltro, sebb ne insubordinato in mi h zia., era entrato nell esercito col marchio di ladro, ·ed , altre i, da. 11.otare che ·n l .N .. 11, deHnq uente per violenza avant.i r arruo'lam nto i ebbero nell'e roito, ma.nife ·tazioni alcooliche da. cui una volta. roa sevo oricr'in·e i uoi atti impul ivi conbo altri militari. I qn.attot·~· dici del ru ppo i contra gnarono, poi per un.a forn1a. concrE~ta li rea.to, avvenuto, almeno per più deUa. metà. di lo ro,. in , poea tardi ·a. di ferma~ disertori nel l es ere i to erano sta.t i d eli n quen ti precoci hn anzi la. l V'a, nel rapporto di. 4/7 ~ 'eliuquenti re.c ìdivl nel rapporto di 1 . 7 ecl -.rano tati : ntti, colpevoli di delit i dì violenza o di r _nitenza alla, leva, men.o nno (H N . 12), reo di furto con ~~"'ione per onale.. ott() l armi i di tin.s ro per mediocrìtà inteHettiva e per n1ancanze dioiplinat·i q;t.a.lifìcate da. atti impul ivi tà e di poca. ,1bordinazion 1nili tare; uno olta1 to (. . 4 ) svelò t endenze all appropr· azione inde · bi a ed un altro ( . 94) ebbe tendenze all ubriach zza. Ginq ne di e i di ert.a rono entro il primo a.nno di ervizio ·; uno (1 . 9!) al principi ~ c el secondo anno e due ( . 12 e ~ ) nel terzo anno di f. rma. I criminali impul i vi nel P e rcito erano st(j ti, avanti l'arruola., m.e·n o d li n qn enti pre oci n l ra por di 2 · d r n.qnen ti r cidivi. neJ rapporto i 2,. .... · un.o {N. 7"'") non ra st.ato precoce nè recidivo av,e vano tutti commes o reatì di le. ione per""onale. eU ambiente milib~re rivelarono m iocrità d intellia nza (··alvo due,, N. )D, 75 d int Bio-enza · nona) in ocie olez.z a a c.au a di frequen. i a i di violenza -·on compagni e r frat a.ri ta progr .· · alle norme .u ative della,. nuova coH tività, a causa decrli atti di po a subordinaz,ione e d U incuria dellarre lo e lJ a. ie i , ruzi ni mili ari .; in d ~ 1e (N.. 71. gli atti impul i vi contro i compagni d'arme furono una v·olta. d -terIninati da manife ta. ubbriach zza. I piu di qu to gru] ·po incors ro nel reato di ferim·e nto in el oca. in term ed i a à .~ ervizio. 'uuico colpe ole di a.b bandono di posto in erviz ·o. di guard.i~ alle carceri (N. 9 ), era. stato, precedentem.en:ta alla leva, un tipo .io
· TUDIO OIENTIPIOO•PRA.TICO S L CONTEG~O DEL DELIN·QUE1.. T , EC'C
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lento non precoce; sotto le armi rivelò m.e dioore intelligenza, e si de· lin. ò nelle, manoanz.e disoiplina.r i, come un soggetto deficìente ne.i rap· port,i di subordinszione gerarchica, e com·e tale, si eonfe.r mò ane.he nel reato militare. da. lui comme .so verso Ia meta d.e l secondo anno di servizio. 11 gruppo d.egli habittds dei reati è. rappresenta.t o da tre in. di viduì : dne di essi (N. 57, 87) erano stati,. prima dell ar1·uolame.nto precoci e, recidivi in r~eato, rispetti .a mente, di oltraggio a. gua.t~die e di lesion.e 5 ) era stato precoc ma no t r~ecipersonale contro privati, uno ( divo in reato di lesione personale, contro il proprio genitore. otto le ar.m.i, il . 57, riconosciuto forte fìsicam·e.n t ,. ma medioc.:r e nel poter·e· ìn tellettìvo,. lasciò im pres a, sia nelle mancanz·e a base di poca. snbordinazione, '~ la nel reato d'Insubordinazione verso graduati di truppa o nel suc·cessi v o reato pe1· distrll'zione. di e.:ffetti militari, un'orma di massima insofferenza al vincolo milita.re. Tenuto, quindi e:an"to della precooità e della recidiva nel 1·eato di oltraggio ad auto .. rità già. rivelate innan.zi la leva, e considerata anche la posizione di insubordinato, da. lui as unta nel corso del servizio a. piu ripr·es·e credo che (i;i possa. ri tene.r e con q u.alch fon clam.e ntot che le di lnì tend.en.ze psico-p.a tologiche riposa sero più su di un elemento psìeo-dege~ ne.r ativo, che su di una semplice insufficienza. di freni educativi. Il N . 59 riconosciuto fisicamente robusto mediocre. ne.IP intelli:. genza, H quale :a veva già dato precoci m.a:nifestazioni di per er it , di senso mo;r a]e col percuotere il padre, si segnalò,. n·ell e ere i to, per mancanze multiple, tra clli primeggiarono quelle per atti d' :impaisività. contro i compagni, una volta dete.rmin.a.ti, manife t,a lnente, dal ... l abuso di vino e sempre .a vvenuti senza motivi spec'aH; inoltre si segnalò a.nche per poca subordina.z ione pecie verso i c porali a. ca.. rico· di uno dei quali egli sporse un t•eclamo del tutto infondato senza passare pel tramite della via gerarchicat secondo le di · posizioni ta sa.t i a, a lui certo note, dei regolamentì mìlitari; corr.mis,e, di più,. due reati, l'uno d' insubordina.z ione ver o un caporale e P altro, pa.ri·m ente,, ·d ' insubordinazione ver.so un ufficiale. Qu·i ndi anche. questo socrge.t to, che gi.à .a veva, da·to pre,eoci manifestazioni di perversità di san o mora.l e e che .s i rioonfermò amorale in milizia, ba tutta la. fi onomia di un ìndividno degenera.to. Il • 87, ,g ià provetto nell'arte d.i delinquere av.anti il vente· imo anno a·· eta., dotato di mediocr·e intelligenz.a, robusto fi icame· te, non si lasciò. infiu.e.n zare per nu11a dai suggerimenti del nuovo amhiente, ·d ove. condusse una. vita, di disordine., e si q u.alificò, q uindì,. u.n am.o rale completo a.nche per i due reati .s uccessivi di ferimento e d~ lnsubor·dina:z ione con. di fatto. 1
•
vie
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STUDIO S I EN TJFICO•PBATIOO . UL CONTE
O DEL E ELINQUENTE, EC'O.
Rispetto al N. 12,. il quale, prìma. della. lev.a,. si era contrasse~gnato pe.r ladro .e po1 per impulsi v o, è. facile. Intuire, che anche egli no:n fece altro che trasportare nell'ambiente .m ilitare i uoi difetti originari i, oontaminandolo dapprima. colle sue mancanze disciplinari di appropriazione iudebi ta e dì violenz:a, più t.ardi col reato combinato di furto e di diserzione. COHP R ZIONE 'T R,A LB CONCL E LE CO
L
10 •.~1 D EL QOIN •Q UENNIO 1901-1 0
IONI , EL Q'U INQ ENNIO 18.J6 -1900.
1 e veduto rispet.t o al genere e alle proporzioni dei reati princir ali,. come. i cento uomini del quinquennio 1 01~905 erano stati, a vanti la leva,. d elin q u nti per furto in r.a.gione di 42 ~b ; per' lesione })ersonale in ragione del B2 ~·~ ; per oltraggio & guardie in ragione del 7 ~ ' ; per ribellione· ad autorità. in ragione del 10 ~b; e. .si è visto parimenti, com·e i cento uomìnì del quinquennio l 6-1 00 erano tati, avanti la leva, delinquenti per furto n·el rapporto del 41 <}~,. per lesione personale ne,l rapporto di 38 ,~ , per o Itraggio a guardie in ragione di lO ~ ~' pe.r ribellione ad atttont; ir ragione di .5 o~; da. que ta espo. izione di oifre emerg·e) che il rea.to di furto è in prevalenz.a., ìn ambedue i quinquenni con Ueve ac·centl:,aziane ne.l quin·qtu~nnr:o 1901-1905 ,· che i :r eati di J:esione. personale occupano il secondo posto nella graduatoria ori:minologioa. dei due quinquenni, con tinta, più accesa ne~ quin!luenti~io 1 6·1. 00; che i re.a.ti di oltra.ggìo com paiono in t·e rza linea, oon colo1·ito più nta1·cato nel quinquennio 1 . 01-1 05 · che,. infine, i reati di ribellione ad autorità fì.gur.a no in ua.r to posto rneglio pjro·nunciati nel qttin,quenn·io 19 1 1 . 05·, dal che risul a che la delinquenza pe1· 1'eati contro il p'rincijJio di au.tcnità e, anche, con.tro la prop·r letà si t-z:velò più ma.rcata negli indivi·dui d.e.l quinguennio 1.901~1905 ;· ?nent?·e la delinqtt.enza p·er ·reati di le .ione· p .erso 'Tta.le {tt pitì .accr>nttt-ato negli i'ndi id'l ti del quin~rennio 1 · .96 1 ~900~ i è veduto alt:res.ì, ri petto all'intensità di criminalità.. che ne.l perìodo l . 01-19f i recidivì crimin.a li, avanti larru.olamento, erano st.ati in t;o ·o, 46 ~o, e tra ·e·· i 2 erano rectdivi specifici, 11 gen.erici e l generico-spectfìci e che, nel perìodo l 96-1900, i recidivi avan·t i il servizio militare er&no st.a ti, in omples o, 29 ~.' e di ess.i 25 eranO· stati specifici e 4 generici : se si tiene conto del fatto, che la. recidiv.a. nei processati avanti la le:va o clllò negli anni dal 18 6 al 1905 tra i l B2,H il 46,07 ~ ~ ' si deduoe che la. recìdiva crimi -.a le p·.r e-militate n. l qui n q u.·ennio pi u recente r.ao-gi nn s, quasi il punto culminante dalle ultime stati ·t i che indicato, laddove la medesima re idi vità nel
:S TUDIO SClENTilUCO-PRATlCO 8 ·- L CONTEGNO DEL DELINQUENTE, ECO.
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-quinquennio meno reoente rimase alquanto al disotto del limite mi~ nimo, accennato dalle s.t atistiche. Da queste considera.z ioni comparative scaturisce il corollario, ch.e la crùninalitlt ~prec.edente ~a leva ·militare e .la Bl'a 'recid·ivit.a furono in cospicuo aumento nel qldnqzterzn.io 1' '0 1-1905 e ohe perciò gli indiv-idui clte servirono sotto lé ,aj•mi 11el quinqu.e1u.ai'o .accennato entrarono nell' eser Uo con più g1•ave p··r.edispo iziotJ:e psicologica ad aUi anU-dis(:iplina1i e: agli squilibrii d·i condotta, in p&ra.gone degli individui del quinquennio 1896 ..1900. ~Questo a.umen to di delinq uenz!l, che si ri ~elò nei chiamati alle armi per obbligo di leva del qu ·nqu·e nnio 1901-1905 non è un tr1st~e pr]vilegìo dell'Italia soltanto. Il dottor Diet:z, con.sigliere al tribtt.~ nale di guerra della .2 8 divisione dell'esercito germanico, in una beUa monografia comp.a rsa nel l 08 e intitolata. c Die Militarstrafreehtsp6ege im Lichte de.r Kriminals,tatistik fiir da.s Deutsc.he Heer und die, Ka.iserliche Marine J~o dimos·t ra con opportune ta,b elle, rìferentisi ad un comple.,so d'individui, che feeero servizio sotto le armi nel ses· sennio l 01-1906, il minaccioso accr~escimento di criminalità accen·tuatosi dt anno in anno anche in G·erma.nia negli is, ·ritti di leva a capito del con tingente d.egli idonei psicologicamente alle funzioni militari e n.P trae moti o per esortare le competenti autorità tede~che allo stndìo del gra.v e e difficile problema di tenere lonta.n i dal reggimenti, ne.Ua misura del possibile, gli individui disposti per costitu .. zione ;a,} delitto affine di mantenere a.U'es.e:r cito la forza morale e il pr·estigio oggi più che ma.i ne~ ces3a1·i .a l disbrigo dei suoi compiti gra·vo i, molteplici e, pieni di responsabilità~ Venendo, ora, all'osservazione. comparati va, ne1Pambiente milit:a.ret dei 200 uomini dei due quinque~ nnii, esamina·t i dapprima. ln toto, se~ ·c-ondo il metodo segnito a proposito di ciascun quinquennio, si rileva {c.a.r attere comune ai due quìnquenni) uno ··•qtLilibrio graduale di condoUa P'O.'I"al'telo agli a.nni di aer ·z~zio e contj·assegnato da ·tl.n att?·ito progressivo colle di rp·osiz.ioni regolan~enta1•i di ciplinari e colle nor-me peda .. !}fJgico·militati _ . dif'a,t ti, ripigliando le cifre rela.tive alle ma.nea.nze si nota. che, nell& centuria del qu1nquennio 1901-19 5 il nu.m.ero com.. plessi vo d t mancanze fu 272 ~~~ nel primo anno di ferma, 34.0 I~ nel seoondo anno e 406 ~'o nel t·e.r.z.o anno e che nella centuria del quin.. qnennio 1896- 1900 il numero complessivo di mancanze era stato 174 lri nel primo anno, 219 ·~~ nel secondo anno e 283 ~~· nel terzo anno d:1. ferma; da cio si deduca che nel qu~inquennio 1901~1J05 sl manife ·ta~ ,-ono, nel triennto di servizio, 339 'lnancanze in più,. 7•ispetto al qnin.quennio 1 9 ~6-1900 _ Si nota. altresì che le mancanze più gra.'Vi '(re· presge con prigi.(}ne di .rigore) furono nel quinquennio 1901 ..190'": , 1
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. TU 010 ~ OIE TIFICO· .R l Tl O
UL C NTEGNO 'DEL DELINQUiE:'+i"TEr ECC.
56 % nel primo an.n .o,, ·62 ·~~ nel secondo ;a nno., 1 . -ti nel terzo anno,. e che nel quinqnen.n ìo G- 900 furono 3 % nel primo anno 70 °0 nel second.o anno e ~ 7, ~o nel terzo anno; dal che si rileva. che 1l nume7·o complessivo delle manc.anze gr.avi .ft" più accentuato nella centu1'ia del qtlìinquennio 1901 .. 1905 e che, i.noltrtJ gli individlti di qu,esto q.uitJgue'l~nio ìncor ero n ·lle m.a ncanze g'ravi fino dal p1·into anno di e;•vùzia militar.e, a d ~fferenza degli individui del quinquennio l 896~1 O i quali vi incors ro dal econdo anno i ferma. in poi. Di piu, l' indol.e delle ~mancanze ili ciplina1· · n eU' esercito fu (c.a,·att..ere dei àu.e qu.inquennii) in relazion abb·astanza stretta col tipo di crl·m:inal~tl() a'ldecedente a.Ua leva·· talchè i delinq 1enti per . furto avanti P~u· . .. ruolamento, del quinquennio 1901-, e.m ,er ·ero sotto le armi,. nella ategor!.a di manca.n.z e per appro1ria.zione in d bita n.e l rapporto di 70 o~ ed i delinquenti per furto del quinquennio l ·. -l 00 em·ersero o to le ..armi .nella ste ·.· a categoria ùi mancanze con una proporzione di O .r~ • i delinque n ti per lesione. personale a anti l arruolamento de! quinquennio 1901-1 05 e.m ersero otto le armi nella categoria di mancanze per a. senz,e obusi ve· dal qnar i~ ·e nel rapporto di 45 ~-~ e peratti di impul i · ità nel rappor· o di 2· ~~ e gli ste i delinquenti del quinquennio l 6-1 00 emer ero inve(; otto le armi, nella categoria. di ma.n.oanze per impulsivi à n -l rapporto di 67 ~~· i delinquenti per oltraggio prim.a della leva del quinquenuio l. 01-190~, emer:;ero otto le armi nella categoria di mancanze contro funzioni di s rvizio militare n l rapporto di 17 ~~ , per atti d impul ività nel rapporto di 10 ~o e per atti di poca. Aubordinazione n l rapporto di : ·Iaddove i d.a linquenti per ol t r.:: g· io a v an ti la leva del quinquennio 18 6.. l'c , emersero, .s otto le armi nella categoria. di maucanze per poca ubordiuazione in ragionadi 2 ~/ · · delinquenti per ribellione avanti la, leva del quinquen.n io 19 · 90 figurar· no, otto le armi, p r man anze a eausa di contegno. scotTetto in ntpporto del l ::), a ea.:usa di poc.a subor inazione in re.-· gione di 6 ~~ e a cau a. d'Impulsi it.à in ragione· pure di 6 °' ~· men re gli stessi delinquenti del q uin l n ennio l '96-190 emersero in milizia. per mancanze causate da a.ssenz·e abus.· va dal quartiere in ragione di 5 ~ e da atti d i o · ubord inazion e in ra.a ione di lO ~~ . Dalle quali ci fr - ri ul ta, ehe i delinqu n ti, ladri a ·anti la leva . d i due qu.inl{ltennii,. .·ta7nJJa.rono an o nelle li te dellt3 i'n{-r~ioni di cipti nari OJ"'IltB ntoUo 11'1"of4· nde della loro p 'chicità difetto a; che i delinquent ~. ·ozenti a .,anti la leva de.l qt~;inqttenni:o 1901--1905, · e las.ciaronotna tr _ ~a abba tan.:;a .piccatct nelle ·mancanze P· r atti d' iémpu;l ivit'à,. 1
ne inl>pr.e · et•o u,n.a anche più ·· alda nelle infrazioni pm· assenze abusive
.a diffe'l·enza d yli hie..si delinquenti del q_u.inquennio 1 9 ~19· O, i quali~
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piccarono unicam,ente pe'r tendenze irnpulsive : che i deli?UJ-uenti contro il principio di a'lJJt{)rità avanti la leva del quinquennio 1901-1. 05 indirizzarono gli atti di indi eipUnatezza milita're non tanto ont·ro le perO'IIe della gera:rchia quanto (e anche più) eontt·o i se~·vizi inerenti alla. mil"zia ,. ment1·e i rn.edem:m i delinquent-i del quinquennio 1 96~1900 ·irn~ pre e1·o le orme piu p1·o(onde d.elle loro tendenze p icolog.ic<he o•rigina1·i nelle mancanze cont1·o le pm· one della ge?·archia rn,ilila'J·e. U.n carattere comune di progre-s iva r-efrattarietà i m.anife tò nei due quinquenni di fronte alle not·me pedagogico-milita'r i; n.e l quinquennio-
1 1~1905 la cura d·e ll'arredo fn trascurata il p·r imo anno di ervizio, ne,} 62 ~{, d.ei delinquenti· il secondo anno nel 72 °~ · il terzo anno in l c.' , e n.e l quinquennio 1896-19 O la cura dell'arredo ]asciò a desiderare., il pri o anno nel 44 °/o; il secondo anno n l 62 °·0 • il terzo anno nel 77 o~ : inoltre. la cura dell'i truzione militare,, nel quinquennio· 9 - 90 ... , fu deficiente il primo anno nel "" o ·)· il econdo anno nel · il terzo anno nel 70 ~6 ) e nel quinquennio l 96·1900 fu d fi.. ciente il primo ann.o nel 42 / ; il secondo anno nel 62 °0 ; il terzo a.nno e1 77 ~·~ ~ infine l amore per l'istruzione letteraria ne quinquennio 1 01 ..1 O las ìo a desiderare nel primo anno nel ' 6 ·~ il secondo anno nel 61 ~~ , il terzo anno nel 66 .' , e nel quinquennio 18 6~ 190 la c· ò a desiderare nel primo anno nel 41 ~b · il secondo anno nel ~{ ; il terzo anno nel 5 ~ri· Con egue da questa espo izion&nnmerica., che, sebbene gli nomini dei due quinque:n ni mostra 'ero una,. comune refratta.rietà agli insegnamenti dì pedagogia militare. pure i soggetti, appa.'r tenenti al quinquennio 1901 -1905, furono ino dal p1·i?no anno d ,i 8ervizio piu h·asandati nella tenuta dello arredo .e p{ù negli genti nell' app1'en.dere l' Ì• tru:zi'one, n..ecessa'l""ia a chi d ve. servi'l"e otto le armi e propria a ogni indi-v-idu;o int lligente e ci ·ile, in paragone degli a.p pa.rtenenti al quinquennio 189'6-1900. e a.lle considerazioni compa.ratìve, rispetto alla manìera di · on·tener i per parte dei due ·ento delinque ti di fronte alle re· ole disci plinari e a quelle d' istrnzion-e e di educazìo e ai fini militari i pa-s a alle considerazioni comparative, riflettenti il rapporto tra. crimiualità precedente ~ l servizio militare e crimìnalità militare nonchè la natura, l'intensità e l'epoca del reato sotto le armi nei due qninquennii, .s i ottengono i segue,n ti risulta. ti ; risulta io è che : i delinquenti, 1-ivelatisi ladri nell'e . e1·cito, figu,.,ano,. nei due quinquenniit come condannati prima della leva a g·ra.nde ma,ggio,r anza p e; reaw di furto emplice o con le ione personale e in ntinora11 . . a con· dannati per lesione perso11ale; i delinquenti, riv·elat:i. i ribelli al p1··in cipio di autorità nell,esercito (inslt-bordinazione, rifiuto d'obb di n._a et·.) ~
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' T DIO SCIENTIFICO· PR 'l'ICO · UL CONTE :X O DEL DELI QUENTE, E · C.
fi.gu,rarl.O nei .dtt·e qtJ.·inqu.en'J,ii, co;1ne co·ndan·nati p1·in'a dell'a.rruolarn.ento 1 ·in 'tno.do . peeiale pet•· reati d'impu ività ·in senso lato (oltr.aggio, lesiotu~ pe1·s~nale, ribeUzone, 'l"enitenz.a .aUa z-. ·a) e, in 111.inm·anza e.sigua, corldannati per fu,rto ; i delinqu.~r!ti pe1• di erzione n·ell' esercito figurano in '11wdo particolare nel quinquennio 1. 01·1905, .·ome colpe oli pritn,a della le.v a, di 1·eati d' ·:n tpul ·ivUa, sia. sotto forma di le.s ione· p r .anale, sia. sotto forma di oltraggio e ribellione ad autorità, sia sott:o forma. di reniten.za e in linea secondaria figurano anche come ladri; mentre i 'l)~ede . ùni delinqttenti n.el qr~inqt.tenrdo 1 ~ 9.6 ·1900 a .e?jatzo figurato, rirna dell',a r·
t·uola'1nento, soUan:to come '"ei d· l.e ione per ooale o di r.enitenza alla le.t~a, ;
~ cr:in~inaU i1npul ivi n.eU'e. ere:ito figu/rano nei due qu.inque1:n1iì, come ind 'm'dui condannati, p~·in.l.a di .cer. ire in ?niliz.ia, tt.,~icamente p eto le 'ioni pe·rsonali. Risulta. anche, rispe.t to alla natura d.ei crimini principa.li,. com.· m e~ ss.i ·otto le armi, che il reato di {u1·to compa·re in prima linea, nella scala c1~minologica ?nitita'l·e d Ua centuri.a .di a;nlbedu~e i quinquetu1ii cioè uel quinquen io l 01-1 ·n ragione del 67 ~o e nel quinquennio 18'96.. 1900 nel rapporto de·l 41 ~. .. Quest'.a.lta percentuale, mentre è in armonia coll'alta percentuale lei reati antro ]a. proprieta, riacon.trata nella statistica ·c riminale, bo·r gh se relati ·a alla. doppia centuria in p·a.rola.,. si .a.ccorcla. a.nche, press a poco, coll alta percentuale di furti p·erpetrati nell'esercito tede co nel essennio 1901-1 OH, furti di cui il Dietz fa pa.r ola nella mono· rafia già citata. e che chiama a p punto < Di e k1~minel JJiclttige rruppen • . i guardo ;a i reati d'indole militare, es.si figur.ano un poco di ve.r amen te nei due quinquenni, come. risulta dal segu.en te specchio : 6
Qu1w,p1e1wio l90ii -l 'OOS.
Qull ulllt'uul
Di er.zionì . 2· ~} Insubordinazioni. l ~ i fiuto a·obh .dienza •. 14 ,:J ' e at i speci fica.men te m iJitari . /0 0
l 00-1000.
Diserz,ioni ~ In ·ubordina.z ioni . 'iftu.to d' ob bedìenza ati specifiea.men te m l .. lit.a ri .
2 oo
Da questo specchio i ritrae, che nel uinquenn1o 1901-190 pre· "\"&l ""·ero, tra i reati mHitad., le .di .e-r iont: sulle ìnsubordinazioni; sui rifiuti d;obbedienza e sui r ati specificamente militari (rea.to in ser· . izio di sentineUa . di guu.rdia ecc.) e che nel quinquennio l 6·1 00 ~)reval ero le insub.m•.dinazi.m2i .sulle diserzioni, sui rifiuti d'obbedienza
ITUDIO SOJBNTIFIDO-P'RATICO UL· CONTEGNO 'DEL D ·LI ii ""Q . ENTE, EOO .
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e sni reati specifica.m ente militari; .s i deduce ancora., che gli uom.i nl del q-ui'llque-nnio 1901-1905, com.e si :s egnalarono nella categoria. delle· m.a ncauze dìscipiinari contro i servizi m ili ta.ri, rispetto agli uomini del1896·1900, così li eàono ora .distingtMre anche neZ ntttnero di reati .contro .fu'llZltont .c llieUamente milita'fi di fronte ai ·oggetti' del quinquennio . p·i ù atdico.
· ignard.o ai reati di ferimento, ·commessi otto le armi contro a1tri militari . risulta ehe essi si verificaror,o nel qzl-inqt:l!ennìo 190 l-1. 05, nella. proporzio·n e del 4 t:}~, tdl' oppo to de:l qtc~;inqtMnn·io 1 96-1900, zn cui a· ~
?J.e?lnero nel rapport.Qpi:i'c~; e.le · ato di 12 ~ ': · fatto ·c he eta in relazione colle più spiccate d.isposìzioni impulsive, annotate negli individui de·l q.uin·quennio 1 '96·1900, entra.ti a fare parte de,lPese.r eito in confronto degli individui dell'alt.ro qninquenn1o. In reh'tzione e.ll'tnteusità dei re.atì,. consumati nell'~ ambiente mìlita.re.,. si desume ·che. nel quinquennio 1901-19 5,. fra i ee~nto delinquenti in esa.m'e', 49 perpetr.arono, sotto le armi . un reato presentando nna. recidivadel5 ~·~. ; laddovenel quinquennio 1896-1900, fra i cento d.e lin.q uen·t i, 60 incor· e1r0 in reato, pte:s entando una. recidività d.el3 ·~ ~ . Se ne deduce .che l estrinsecazione del 1•eato in milizia pe1· parte dei deUnqtter~U fu in ambedu,e i quinquenni,. q:u,asi uguale; un po' 1liù 1Jiccata però nel qtl-in~ .quenn~o 18'96. . 1900 che nel quinqt,ennio 1~901-1905,. a differenza di quanto si e visto riguardo alP inadattabilità al servizio per · emplici rea.z ioni antidi cip1inari, la quale inada·t.t abilita si .m.anife tò as ·a i più evhlente nel quinquennio 1901·1 5 che nell'altro quin.qnenn.io. La spiegazione della lieve, differenza dei crimini militari nei due quinquenni io credo che stia prtnci pa.Imen te nel fa.t.to d.e lla più rapida. ed ocu]ata selezione de1 più temibili dehnqnenti, praticata subito fino dal primo anno di fe.r ma nel q uinqueunio prossimi ore H che dipende non ta.n to dali applicazione· dei nuovi. criteri piu liberali introdotti pochi anni fa dall'ispettorato dì sanità militare n.ell el ·neo d-ell infermità es.ime,n ti d.al servizio, quanto anche da una più estesa. cultura psichiatrica e p i·c ologico-criminale dei ·m edici militari,unita.m ente a. un senso di responA sabilità piu raffinato,. che H ìnduca a sorprendere la manifestazioni più iniziali d·ella. mentalità anomala delle reclute., onde sottoporle a soll cito e ·a me. e decidere nel mod.o più conforme ai dettami d·eUa scienza ed all'interesse. del servizio.. L'·e strins·ecazione .dei reati nelle proporzioni anzidette, che per parte de1 duecent.o delinqnen t1, si ,· a vu·t a n ~ l no tro· es·erc.ito, collima. ìn. massima., ·con c· òohe ha. o. "erva o il ietz n 1l'eseret·to ted.esco n~el sessennio 1901-1906 e che ha e po to nella 1no~ nografia più volte citata: ~e condo qu.e to l\lltor·e, di mille condanna i .a vanti l~arruolamento 7 ch.e. ent.r.s.rono, poi, a fare p·a.r te della milizia in
··.T .DI
• CIE
TIFICO~PRATlCO
L
:XT·EGSU DEL DELl QUENT E, ECO •
.c1uel periodo di tempo,. un numero variabile, tra 4 0- 20 ìncorse,. anche otto le armi, in r . a:to. ~ 'ì petto a.lla. recidivitàcriminale-mìlitare si constata che essa ftt più .accenttlata 11el qr,inquennio t 9 1·1905 che nel guinql6ennio 1 9fi-19DO, 1ìgurando nel l peri do 1n ragione dì - ~~· e nel 2° periodo di tempo in ragione. di 8 ~~ ;, in ambedue ì ca i, ·però, fn piuttos·to esigua.., se si ca.la cola., che la recndiv& per le condanne riportate dttrante il ser i zio militare va d.al . , O al l - ~~. .. Rapporto ali epoca. della mani fe ·fiazione c1·imìnosa in milìzia, si nota nei due quinquenni ìl fenomeno concord·e, ch. e w ·ilt,ppo dei reati'. ta in ragione di'retta. deU inolt?"a)· i della f erma. tal ehè mentre nel q uin ·quennio 1901,, i _bbero, Il prim.o anno, reati in. ragione d.el17" % dei d·e linquen.ti e nel , uin. quennio l 6-1900 ·e ne ebbero nelr8 ·· , il erzo ·a.nno di ervizio, poi, ì rea.t i si verificarono nel quinquennio l 01 ... 190"" in ragione di • o .\ e ·n ei quinquennio l 9 ·.tL O in ragione ii~ 27 ~ . Per quan o concerne Paleooli mo, non po"so trarre dati eonclu ionalì attendibili, e sen ,o troppo scarse e per di pìi1 troppo discordi,, nei due quinquenni, le oifre dei mtlitari alcoolizzati poichè lalcoolismo m.e ntre tenne un decoro regre ..ivo dal P' l aoanno nel quinquennio 901-1 05 ave a traecia·t o invece un cammino oppo _to nel quinquennio l -', H·l 00. In relazione· alla simula.z ion di malattia in milizia, emerge in a mb ed ne i q uinq nenni,. clte es a . i .a.e.(Jt•ebbe parallel.arnente· agli anni .di se1· izio ~ figurò el quinquen io l 1-190""', neHa proporzione dì l _. % il primo anno ed a -·ce ·e il terz anno alla quota di 27 °~ ; figui"'Ò poi ne.I quinquennio l' ~19 O in. ragione del l · o;) il primo anno e salì alla. cifra di 2· ~~ il terzo auno :· ed e m erg - ancora, che . tra le arie · la s.i di d eli n q ttenti, i .lad1·i p i ca.rono nella catego'I"ÙJ delle 'rnulnzioni .di malattia, da.pp ichè v· figurarono nel quinque nio 90 - so.·' 'n pro· porzione di 44 . il primo anno,. di ;... o/0 il ec.ondo anno, di 2 /o il terzo anno nel quinquennio! · f)6 .. l 00 vi a e ano figura· o in ragione di 5·~ ~~ il primo anno, di o- /~ il econdo e di '"'B ·Yo il t rzo anno di fe.r ma.. Credo che que _a spiccata tende,n za .a lla simulazione. per parte .del la ro sia non .olo in oon e. ione c ] temper.an1ento subdolo di questo tipo di del inq ne n te, m.a. ,s ia pllre i n d i pendenza dello stato abi· tuale di pi -r~ z. ia proprio di l ti. iguardo &i risultati dell in ellig -nza e della condotta,, avuti s.o to l a t mi, emerge che gli uontini d.el quinquennio 1901- t 05 ntanife ta-· · n , in toto, ·mino ·e caparUù intell ttiv e t .nne,.o p !J!Jiore cond tta ri:o~petto a.,gli uomin · deZ q tt inq_uetlni~ J _. 9tf~1900: difa.tti i con ide.r ati di llOl a ~n teUigenz . nel quinq uen.nio, rimo - :n ominato, furono , ecce -o 1,
- ODIO SOIBNTlli'ICO·P:R \TI .o ' . L CO TEG. O DEL DELINQUE~TE, EC •
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-einque non giudicati) 17 ~~., i considerati d't intelligenza mediocre furono '7 ~lo mentre i qualificati di buon.& in.t eUigen.z a n.e l quinquennio ul~ itno- n.o mina·to, era.no stati 29 % e i qualifìca~i d''intelliaenza .meiocre era.no stati 66 ~l (eccettuati anc.he qui einq ue Iascìati enza. giu-dizio): rispetto alla condott.a militare, gli individui conside.r ati di condotta buona od o·t tima furono, nel q uinque ·nio -1905, 17 ~~ ' i onsiderati dì condotta m.e diocre furono 1 ~b ed i ca .ti vi ìn condotta furono P/o ; laddove i calcolatì bnon.i od ottimi in condotta erano ,sta. i, nel quinquennio l '9 -1900, 2D ~,~, i caloolatl mediocri in condotta --rano .sta.t i 7 Yo · d i c.atti i in condotta omm.arono a · 3 o/c .• ·Que·s ti da·t i relativi alla condotta., addimostr.at-a nella lunga vita ott.o le a.rmì, dai nostri delin.q u · n ti e a mina ti ìn toto (condotta .Peg~ giore negli individtlÌ del qu.inque nio 1901-1 O , migliore in quelli del quin.quennio 1896-1900) armonizzano ooi risultati di indagine, onoern·e nti la. loro vita ri.s.p ettiva precedente alla le a, dalla quale indagine , ·aturi Jtaggravam·e nto della crÌlninaHtà nei precedenti borghesi. degli :uomini del quinquennio viciniore. Rtspet to alle riforme eseguite nei var1 periodi di ervizio militare i constata,. come già s." è accennato,. una più piccata. tendenza alla ·olleci.'ta eli1ninazione, dall' eserc.ito, degli affetti da malattie n 1" "ose~.,nen toli nel qu.inquennto 1901-1905,. an.zich' n ll'a.ltro quinquennio. eHa. -c .ntnria del quinquennio 1001·1906 1 congedati il primo anno :risul· tano quattro e nella centuria del quinqnennìo l g. · ·1900 risultano due, nella centuria del quinquennio 19011905 i congedati il secon o anno .ri ·nltano tre e· nelJa centuria del quinque.n nio 18961900 risultano due; nella. centuria del quinquennio 1901-19 6 i cong·e dati il ·te·rzo anno risultano due e nella centuria del quinquennio 18 6-1900 i congedati il terzo anno risultano ugualm.e nte due. :E. daiP same delle singole maJa ·tie, motiv.a uti la riforma,. risulta che l,epiles8Ìa. . prevalse in .a.m bedu i quinq·u enni tra le affezioni ueuropatiche e che la. fra nosi alluoina.·t oria aeu ta fecA ca polino nel quadro delle affe.z ioni psieopatiche soltanto n·el quinquennio 1896-19 O L:a tendenza. all'epuraw zioue sollecita dell esercito dagH elementi degeneri, inizia.t asi già da :a lcuni anni, si è andata. maggiormente acc~n tuando in questo ul tim0 te·m po ·e spìega la diminuzione dei reati,. osservata .n ella statistica crimin.ale·militare del nostro paese, diminuzione . alid.ame.nte messa in rihevo in un la·voro, pre ·e ntato7 nel 1906.,. al oongre ·.so internazionale dì antropologia criminale dal gener.aJ.a medico , errero di Cava.llerleone . e d.al te.n ente ·m edico Con.sigl io. Ed ora ·v errò all'osservazione pure .comparativa del contegno militare
delle singole indìvid.u alita delle. -due centurie, allo scopo di constatare
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STUDIO SCIE. TlFI
• RA TI ,
UL C NTE
O DEL DELlXQUE~TE, ECC.
quali dei delinquenti si acconciarono a.l regime dell'esercito e da quali categorie di delinqueuti borghe i provenivano, e, viceversa, quaH di es i non ri u ciro no ad acconciar v'i si e da qual i categorie di deli.nq uent · borghe i emanavano. n quinquennio 1901 ~ 19 5 d.iede 17 individui della centuria eomple-· tam.ent.e adattabili: l adattabilità n.lla vita militare è u a. funzione molto complesso ed è l indice sicuro di sufficiente equilibrio cerebrale, che,_ mentre permette agli individui di padroneggiare se stessi nei propri istinti egoìstici, nelle proprie impulsio i, nei vari s ati emotivi, a cui lorganismo può andare incontro, specie nella convivenz.a in milizia,~ agevola all inferiore la.. ottomis ione della proprta volontà a quella più evoluta deJ uperior l mentr·e gli r nde possibile di preud·e re, :a ll'atto pratico quelle iniziati ve, che :si confanno al . uo grado per i fini e1evati del servizio. -ercio l adattabilìtà alla vita militare richiede un cumulo di energia neuro-p ìchica neces aria ad accomodar i :a lle di~ parate condizioni di conviv~enza militare e alle molteplici e igenze di interessi m.1litari. Ora i dicias ette soggetti del quinquennio 1901-190- · ri alarono s tto le armi, le qualità eti.co·inteHettive adeguate agli s,copi di servizio : difatti essi ebbero intelligenza bastante per la ·c omprensione del mondo militare e dei do eri ad esso inerenti, poichè, tra.nue · alcune mancanze nel periodo il più iniziale della. fe,r ma non si discos._ arono poi da. quel tenore di condotta a cui uole informar i il buon m.tlitare.,. del quale e i riv larono anche l'amore alla divisa indossata e alle arie istruzioni poi ne con idera la proveni uza. 1·ispetto allo ambiente borghe e, si os er a che co toro erano stati, a. a.nti la leva, delinquenti non precoci n· recidivi ed avevano commes o un. re.a to il piu spe so d,impulsività, meno so ·e nte di furto, reato represso con qualche me. e di carcere. Pe,r ciò u i, i quali si erano segnala.t i come delinquenti occa ione avanti Pa.rruolamento,. erano incorsi. nel reatonon p r peciaJe viz· o ità di organìz.zazion·e· p ico*fi ica, ma per insufficienza di uei f·· nì educativi, che trovati da loro nell'esercito,. valsero a riab1litarli. l quinqltl!nni 1 9 ~~ 1900 diede venticinque ...oggetti della centu,.r i a adatt.abili alla 1nili~ia: anclze e·. si rano tati, avanti la le.va, del in~ qu nti non preco ·i ( ·al o due,, i N . 15, ··3) e non recidivi (ecoetto uno, il ~) abitualmente r rea. i d impulsività, iù dì t•ado per furto. e i riabìlitarono o t o r ·ìn pirazione ell'ambi n te mi li ··are. Quindi risulta ~a u t . o er azioni C· mparati 7 he la c nt't~tria. d l .qtti't~ quenn io 1 O1-19 ? c n t ne a .t n rninore ntu n ro di t~om.in i dotati .d~i 1Jlati."'·i a a co'modati 'a agli e ·enti li ser izio n nt·re la enturia del qu. in qu,ennio 1 9 -1900 'l.~elò t~na pin e ·iclenle attitudine di adattatnento .
TUDIO sCIENTIFIOO~PRATICO
UL CONTEGXO DEL DELINQCENTE,, E
•
4t. ,
rt.sp~etto
alle necessità della vita miUtare; risulta ancm·a, e/te la adattabilità alla milizia in rapporto abb.a tanza ·tretto eolla non pre·· cocit.à e colla non 1"ecidi ità criminale del periodo di vita. antecedente. .alla fe.r ma. Di front.e a cotale sensibile differenza nel numero degli a :.a.tta.bili,. at.a anch.e una non meno sensibile diffm·enza nel nttme1'0· degli i-11adltUabili al serf1izio sotto le armi nei dt'e q-uinquenni,, c-omprendendo nel ter'l11.Ùle di inad.a ttabilit ì, non olo qu.e.lla confermata da vere ~aioni c'1'.i1nino. B (inadatta.bilita per criminalità dichiara.t a) ma anco1·a (e forse più) qttella che è coe1.dra s.egnata da una serie di atti di semplice c9nt~ì"all'iO .colle no1.,ne p~ edagogico·tli .·. iplina~ i ·milita1~ e elle costitui ·ce tLtla c~iminalità rudime'nta.l'e
Il numero compJessivo di inadattabili del quinquennio 1901-1. ·f "' 1 fu 7 , cioe trenta inadat.tabiH per semplice reazion1. antìdi oip1in.ari Uarantanove inadattabili per rea.z ioni antidis i plinari aagr.a v te da manifestazioni criminali, al contrarìo il num.ero comple sivo di ìnadatta.bili nel quinquennio 1896-190 fu ;~ettantuno, cioè ventuno inada:t abili per sem plic.i reazioni an tidisci pl i:ua.ri, cinquanta inadattabili per rea.zioni antid.isoi plinari, acui te dal rea.to. Qu.indi il numero cornples ._ivo di inadattabili fu pUì accentuato .'t"'l el quinquennio 1901-1905, che nel qttinquenn.io 1 96-1900. Già si è visto che. le re·a.zioni antidisciplinari, sia nel gruppo dei de~ linqnenti che commisero sotto l armi i] reato ..,ia nel gruppo dei delin .. quenti (anzi più in que ti ultimi) che non commisero in milizia il rellt consistettero in. una progressività numerica e in un progressivo aggra~ amento, per anni di servizio, d.'infraz,i oni alla. disciplina e .a lle disposìzioni pedagogico-militari, carattere questo integrato da un'indole d i mancanze tali da avere un abbastanza tre .to ne ·.so colla. natnt·a di criminalìtà manifestata avanti la le-va, dimodochè 1 ancanze furono ·u n'emanazione e, un rifi -sso del temperamento psicologiooindtvid·uale; e si è visto altresì, ehe il numero e la gravita di mancanze disciplin.ari o pedagogico·milita.r:i furono as ai pit't aucentuati fino dal primo anno di ferma nel quin quennio 1.901~1 0 ... che nel quinquennio l . 6 -19 O, e ehe tra le dette mancan.z,e, ve e furono,, dive·r e, molto frequenti negH anomali {tendenza. ripetuta an abuso di vino, maltra. tame.n ti brutali a cavalli, imulaziono dt malattia, ecc.) più num·ero n·e lla cen.turia. d.el quinquennio 001-1905. si mise oltraccio in evi~ denza, che clue individuì dì tale centuria rivelarono .a . ti a t~oluta~ mente pazzeschi (tentativi di piromania) atti, che non Ri ri contrarono nei soggetti deUa. centuria del q'ltinquennio 18tH -~D 1
' - Gioma.le di mecUcina mlllC'cu·e. F·tsc. l· ll.
5 '
TUDIO SCIEN;TI~-.1CO~PR.ATIOO ·uL · O:->;TEO ~ · :D L · • LINQt ENTE 1 EOO.
onde pto- enivano n i dne quinquennii gli inadattabili all:!ler izio? A c ennerò d.a.pprima, per ragioni d ordine, alla catecroria di inada·tta.bili per semplici re~ azioni a.ntidisci plinarL Nel quinquennio 1901-1 05, di fronte a 3 1nada tabili, sta. il fatto che tutti rauo stati av.an.t i l'arruolamento pre~ coci b r eato e dicias .. e:tte, anche recidivi ; 27,. poi, erano stati d'int,e lligenza, .m ediocre ~e tre d'intelligenza . vegliat.a. el q11ìnqu.ennio 1 S.-19 O dirimpetto a 2 iua.d. ttabili della uddetta cat·eo-oria, otto erano stati,, a anti l arrn.o .. lamento, precoc.i in reato e tre anche recidi i· diciotto poi erano di int.ellig nza rn.edio re tre d'intelligenza buona. li ina :atta\ ili a1J7ambiente militare per mplici re.a zioni antìdisciplina ·i fi urano in milizìa conte dei candida i alla paz.z ia o al d litto per il loro e~rattere psicologico abnorme ri pecchiantesi nella loro cundot a trana, incons·e guent e contraddittoria ogli scopi del ,s.e rvizio: 1M C s. ita 1~ilevare con .. Ueci.tudin un :tale carat:te:re ,anmnalo pe1·' oUra:rre que ti .el '1nena ferment&'l ibili,. . e non alt'i·:J, ,aU'amblente reggi· nentale, dot"e pe·r u.na lung,a pe1·n~.ane·n ... a . eminano dls 1·dine a.nclì.e ?nagyio'i·e degli in dattabili della altra ·at,egl.n·ia e in{fttenzano sùu· t'rarm,erde l e rnentalita 11iù deb li. In lotta con i propri compagt i d arme per l cause più futili o anche nza causa, in attrito c Ile norme di ordine e di soggezion militare, ora . imula.-tori per sottrar i ai servizi più aravi, ora tendentì ali u.b riachezza ora impulsivi ,a nche contro le bestie tanto per sfogare il loro malumore, noncuranti dei buoni consiali, bugiardi,. orientati eoondo . J i tin·t i eaojs ici, e ··. i furono 1a per. onifieazìone della. ine,r zia, d Ila pr potenza,. d~ella caparbietà, della. riottosità è, del resto farà. meraviglia q ue to loro cont.eo-no, cono c n dosi i loro preeed n ti 'b orghe i di s· ri per lo più pr oocì ed anche recidivi nei d·e lit ' ·. è u canon~e di patologia, che un organo del nostro corpo.~ il quale h.a dato di · è sollecite ma.nife. ta.zioni morbo e è ·p iù facile ad a1nmalare di un altro,. che si è s -mpre ma.ntenu·fjo resi te n te alle stimol.azioni esterne la ste a re ero la varrà .a nche nella patologia del caratt·e.r e e d Ila oloutà. 7 in cui :si riassume la delinquenza : perciò ne .s uno .s i st rpira, che, chi i è affer.m.a to precocemente sulla via del delit·to., t.r ovi p i per' usare la dizi ne del nlffen, frequenti inciampi n.e l corso della vita, . peci e ..se ue ta. dovrà e ·ere. per ragion · di conviv·a uza e di finalità. militari uniformemente di ciplinata. ccenn r' ora all'altra categoria di d linquenti inada.tta.bili,. agli inada, tabili cio' per r ·azioni a · ti~discìplinari e rea o. m -tto di tene.re parola del num ~ero, d 1 genere e della gravìtà delle mancanze disciplinari, he di r ola ne precor ero il reato avendone l
._'l'UDIO SCIE~ 'TIFICO~PRATJCO
UL CONTE XO DEL· DELJNQ EXTE ECO.
ol
. ià detto a, sufficl·e nza poco sopr a. l proposito della categoria di inadat· "ta ·i li per se m pHci reaz,ioni antidisci plinari,. c.oi quali del res. o e si hanno la .m assima affi n i tà. el :!!Tuppo deì ladri (ladrigennini), compo o uel quinquennio l 01 ~ l O di 19 individui , la maggior parte di reati si d terminarono n l periodo Intermedio o in quello ultimo di s·e rvizio. Da quale categoria di cl linquenti borghesi essi provenivano? nel rapporto di B/ 4 prov ni ano d :& rei di fu1·to e per un quarto da rei di le ione personale e ! ìnoltr · ·r ano s atì avanti la lev.a precoci in reato nella proporzione di 1 , 19 e ree id i vi in ragione di 111 '19 : tu t ti i diciannove ma.nife tarono inteUi .. . ,enza, med.i oore. Nel gruppo dei l.adri del q ninquennio l ·l. 00 pure. oostituit li l individui, i più dei delitti ebbero luogo n l periodo tardi ·o del f' · rvrz1o. q naie categoria dei delinquenti borghe i spettavano? nel rapporto di 3/4 spettavano ai rei di furto e nel rapporto di 1/ 4 ;a i rei di lesione persona.I~e ed erano stati, avoan i la leva, precoci nella pro1 orzione di 13/ 19 e recidivi in. quella di _,' l ·:: sedici poi rivelarono inteJHgenza mediocre, tre in~elligen2.a buona Ne r · ulta clte i. lladri
g·,enu..ini d lla milizia {1t:ron.o 1lltme1*ica·mente 'Uguali 11ei rlue .qu,inquenrtt, . bbeJ•o i.dentica p1·o,venie lZa 1•i. petto alle cl a 8i di dell:n.gltenza borglte e et a tt:~Jagg.iora-nza, si rivelarono tali,. 1Mi due qui·nquennì, ù~ epoca qz~;asi ·uguale 'li . e1·vizio, con una Uet:e· p··recedenza .di 'JJ'l.anife t azione c1•imino 12el qu.·znqu.ennw 1 .901 ~ l.CJ05 e risulta di più elut. in ant.bedu.e i qu·inquenni e . i erano stati precoci più della lo?"' 1neta, oon tinta -en ·ib,Umente }Jilt a'ica nel qu·i1J>q_ttennio 1901-1fJ05 e che eran,o sta:ti recidi· i piu d ella n .eta in .qtliedo quinqu,ennio, poco m no dell'a ~meta nel quinqztennio 3
J.>)[Ui -1 !100.
·al .~uppo dei ribelli (ribelli genuini) a.I princ1p1o di autorita militare nel quinquennio 1901-1905, co.s·t ituìto da 12 indi idui, i più ei reati i determinarono el pe·riodo tardivo di servizio: e i emanav.a.n·O ne~l rapporto di 3/4 da. rei di oltraggio e di ribellione ad agenti d'ordine o d.a. rei di lesione personale o di re.nitenza ;a, leva e nelrappor~ di 1/4 dai rei di fo:rto ed erano st..a·t i avanti l'.a .rruolam·e nto precoci ìn ragione di 7112 e recidi vi pure nel rapporto di 7/ · ·2 ; a ve vano tu t i intelliaenza mediocre. Nel gruppo d~~i ribeUi al principio di autorità, milita .e nel quinquennio 1 . ·6·19 O,. cos·t ituito da quattordici indi .. . ·idu i la maggior parte d.ei reati si verifieò in epoca ·t ardiva di e·r vi· zio: costoro provenivano da borghesi d Jin.quenti per 3 ,4: .& c.ausa dt ol 1:aggio e di ribeUione ad autorità o per l·esione. personale e per 1;'4 delinq nen.t i a c.a.us.a di furto ed erano stati,. a vanti la leva, pre.co ci in ragione di 4 ll4 e recid1vi in ragione di 9/ 14.: tutti ave ~ ano a u o
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"'TUDIO ~CI E~"'TIFICO·PRATIOO UL C NT • G ~·o DEL DELINQ ENT'E , ECC.
intelligenza mediocre all'infuori di uno.. Dal che scatu1· ··ce, che, t n~ ambedttre i tJl.tingJtenni, i 1..ea.ti milit'o.ri cont1·o il principio di auto'l-ità cotnci e'·o nella l ro 'hUtnifestazione tardi·va ri petto aZZ' epoca di ser izio~ . che gl& atdori di reati ebbero nel.le ·entu,rìe dei dzte quinquenni, ·i dentica provenienza di fronte alle cla . ~i di delinqu.ent'i borg.he i .e che .essi e1·ano· stati assai più p1"·ecoci nei ·et·imini, can~1ne · si a-zanti l arrltola·m,ento, nel qui1UJ~tennio 1901-1905, ed e1·ano sta~ti, poi, recidivi in arnbedue le ·
centuri.e dei quinquenni, in proporzioni u,quali: 1·istel.ta ancll·e .c.lle il nu. . me1•o dei ribelli genuini, nel .q.uìnq.elennio t. ·o -190!5, .fu un poco pl;ù scarso in ,c onfronto del nu1nero dei rib lU genuini de~ quinqtt·ennio 1 . 6~ 1900,~ ma tt.na tale lieve ~car'"ità numerica e .e.ompetr ata dal nume.ro pro· porzional:mente maggiore di reati ·pecificam.e nte ·m ilitart nel .q uinqnennio 190 J .. J905 .ch,e n.el quinqt~ennio n~eno 1•ecente. Nel gruppo dei disertori militari del quinquennio 1901-1905 formato da 7 indi vidni i .r eatj accom pagn.ati cinque voi te u ette a furto di ouge.t tì mìlìtari, ebbero luogo in sei casi u -tte entro il primo an o· di servizio, e i loro protagoni ti appart.e nevauo a soggetti, rei, avanti la leva. o di lesione personale o di oltraggio, ri beli ione ad a ntorità o di re;nitenz.a. alla leva e in minoranz _ rei di furto, ed erano stati precoci· nel rapporto di 4/ 7 e recidi vi in rapporto di /7: avevano tutti me~ dioerità in te1let ti va, N el gruppo dei di .ertori militari d.e l q uinqnennio· 1 '9'6·1900, formato pure da otto individui, i reati, aecompagn.a ti una volta su otto a furto di cose mìli ta.n, si com piro no in einq ue casi su~ otto, ancora entro il primo anno di ser izio e i loro autori appartena.. vano in maggioranza a individui, 1·ei di violenza o di renitenza :a leva, ·e in esigua minoranza. rei di furto ma. non rei di oltraggio, ribellione· ad autorità, come nel quinqu nnio 1901~1 05erano · tat1 a:vanti l'anuolamen to delìnq uen ti precoci ìn ragione di 4/ e r·ecidi vi in ragrone di / : tutti avevano dìmo tra.to med· ocre intelligenz.a:. Da q testi dati di fatto erne·rge elle i ·reat.i di .d i ·erzz. ne i erifica/r.orzo 7n grande pravelenza nei dtte (lU·i12fJUertnii, S'litbito 'llell' ep Ca in-i ziale di uervi'zw . con tinte~! s·en .ibiln~ nt.e piu. acce a nella ·C entu/ria cl l qMinq?.tennìo·· 1. 01-·1. O·- 17 c·k e i lo·ro protagonisti ebbero,. nei due qtinquenni,. uguale provenienza ri. .petto alle olas i di delinq·1~~ent"i òorgheJ. i o per le; ione per.onale o per r ·nttenza .a l v o (1t1•to, ma che il quinquennio piu. ·re ent€ p·re· s.ento dez' .di< 'rto1-i provenz"enti da d, li:1~qu~enti borghesi cont~ro il prfncip~ di' at.ttoritt che la p1·ecoc.ità; m·-iminale-pt~entiUta1·e e ·pe i e la re -idi ·a fttt'l"ono più accentuate negli uo?nini del qatinguen.nio 1 !101-1 !1 5 che n i &oggetti d.eU'a.lt1"'0 qttinqt:te'Tln-io: co-n egue an • ra ~clte i di el·to1'Ì non ,.e.. .cidi ·; i del q~tinqu,ennio 1! O1-1.9 06 e1·an.o :tati ~t n poco n:terw rntrtM'J'O i ·!te n l qnirzqteennio 1 O .J.JO ; 1na c m~ egu.e p'u,1·e corne pi. ~t, ·otto .i
. TUD l
. OIENTIFICO~PRATICO UL OONTE.GNO DE.L DELIN·Q UENTE, ECC~
U
edra, che it quinquennio 1 ~90 1-190 6 ha mol:ti d'UJe1•:t ori nel grwppo d.e,gli llabitués dei reati in modo da 'l·ifarsi ad esu.be;•atQ·za della pe~J•dita appa-'J•ente. p·re~8'7data nel u~·uppo .dei diserto1·i no?~ 1'ecidìvi. Il fenomeno abbastanza imponente della sollecita e.v a·s ìone dalla caserma,, offerto da.Ua m.a ggioranza dei disertori nei due quin.q uenni, 11on è, oerto un fenom.e no casuale., e poichè ·es ·o esprime la massima ìntollen-..n za peTi legami della disciplina militar e, una tendenza d,ira.seibilità. e d'impulsivit.à spinte .a d un grado eleva·to,. questo fenomeno deve a.v e·I e uno speciale substrato organico individuale, che si potrà, almeno in parte, intuire da] genere, dal numero e d.a lla entità delle ma.nea.nze disciplinari dei v.a rii soggetti, nonohè dal num.a ro e dall'in·dole d·e lle mancanze da loro commesse avanti la ferm. a~ ra., giacchè le estrmse.c azioni psichiohe, impront,a.te nel loro ten.ore, di vita pre~ militare e militare, sono tali da. assumere tutte le parvenza sin tomatologiche di fenom.e ni automatici di rilievo, io inclino ad :a:mmet ter·e che ootali d:ise:r ztoni si collegarono con speciali condizioni di degenerazione psico-fisica di n.aturs. sopratutto epilettica.. 1 el . ruppo dei criminali impulsivi nell'e:sercito1 del quinquennio l 01-1905, costituito d.a. da.e individui, rei prima delia leva unicamente di lesion.e personale, i crim.i ni ebbero luogo nel periodo terzo di s.e rvìzio, e ì loro a.ntori erano stati precoci ·e d uno anch·e re.c idivo nel reato bor.. .ghese . nel gruppo dei criminali impulsivi nell'esercito d·e l quinquennio 1896--1900,. cos.t ituito invece da cinque ìndividui, rei tutti a.v·a nti la leva, di lesioni per.son.ali i delitti avvennero neU'epoca, inte.r media di servizio e i loro autori ·e rano sta.·t i per ·2;s precoci e r·e eidivi neì reati borghesi. erivtJ ,àa ciò, ch,e nel qu.:inquennio 1896-1900, d'.accordo col 1naggior 1U.:t'»M1":0· di dH.linquen.t i bo·rg·hesi pe1•· lesion,i pet· onaU pa1~teci~ panti in qu,el tempo al S·e·r'viZ'W militare, i .ebbe un nun'~>ero pù~; ele .ato di e-1 iminali irn..p'lÙSzvi anclte nelt' .ese1·cito .r:lsp.etto al fJ.·UÌ'lUJ.u,enn:io 190 1~ 1 05;, cl~e in ambedue i quinquenni i crintinali impulsivr. in milizia ~wano gli · tessi individu-i,. deUnquenti avanti la leva, per lesioni p.e1• o~ nali ,e c·he i 1·ea"ti si etfettt"'arouo in u.n: pe·'riodo piuttos:to tardivo del' 1.
eTViz.'io nei due quinquenni. Ne.! g'r uppo degli autori di reati specifi-camente militari, del quinquennio 1901~1'905t costituito da. tre individui, due dei quali eolpevoli p1ima. della venuta..sotto le .a rmi di insubordinazìone a gu.a.rdie,. il re~to in .m ili:zia ebbe, luogo nel periodo terzo di s·e rvizìo ;. ma. i suoi autori non erano s.t ati precoci nè recidivi nei delitti borghesi.: nell'unico .autore ·d i reato specificam·e nte militare del quinquennio l 6~1'900, reo non pr,ecooe nella vita pre·milìta.re di lesione personale, il re·a to speci.. ficamente militare avvenne nel tratto ultimo del secondo .a nno di ferma ..
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STUDIO ._. 'IENTlFICO·PR .T .f O
L GO~TEGNO DEL DEf,lNQ: E'S TE, EC ·•
Ne deriva che nel quinqìumnio 1. 01·1~905 i ebbe ·t~n ·m.aggiot·e lllllrne-ro di 1·eati -peoci{icamente m.ilitari, corri.pondeuti al pi'u ,alto nume·ro di deUn . . quenti bo?·ghesi ca1ltro il p~rz:ncìpio di atdo~·i~a,. ma elle contra·riament a ciò che i .è os e1·vato in qua ~i tutte .le cl • ·i dei delinqu.enti p .as. ·ati in ~a1ne non figu:J•ano affatto nei p·recedent.i borghe .i di .qu..e ta categoria d ·uo'l11.in.i dei due quinqu nni la precocit.a , nè la 'rec·i di ·ita criminale : deriva ez.tandio, che i ~··eati peczficamente rnilìtari coinci ') ro col tr.atto 1-·tUimo di servizio nei du,e qrein.quenn i. Accennerò. di fug ita alluni o colpevole di reato ses ,uale neU e. ercito spettan.t·e alla centu,ria. del uinquennio l 1·1 o- e , rovenie.nte d.a un delinquente borghe e, precoci. imo in fur ·o. · el grupp dir cidivi in re. to durante il er ·izio mi'Htat.e ficrur.ano,. n l ;uinqnennio 1 · l-1905, cinque soggetti: due rei di furto nell_ vita borghese (non precoci)., uno reo non precoce, di l sione per onal ·c on furto, due rei prec ci ed un i e . i an he r cidivo di oltraggio ad a.u.tori à. i , i con tra.ssegnarono n .n esercito ri ·l -t ti va mente,, per d~-· erzione con furto poi per insu bordinazion e di ··e rzione, per dì rzìoni s·e mpl· ci e poi per di erziot con furto p · tentativo di au omn· tilazione d 11 ita della mano de tra e quindi per gua::;to volontario di armi,. l1er in 1bordinaz" one e poi per di rzione. ·el aruppo 'ei recidivi del qui quennio 1- 6 lrOO figurano tre indi vidu1; uno, r o precoce e r cidi v o in ltra o-ìo a guardie e ·n pr coci {uno anche recidi o) in le ioni pers nal a.va1 ti farrtol ment ·. Oo toro i di tin ero, sotto la armi, ri .pettiva.mente· per in ubordinazione, 1 oi,. er dìs·truzione di eff, tti militari, p r in ubonliuazione r.eit rata per feriment· e uincli per ìnsuhol" inazione eon 'e di fa to. .i CledtFe da qttesti dati he,.per qttanto la p re o ità e la ;•e idirità crùn.inale p re .. ni· litare i fooc._·ero 1·h~ela.te abba tanza .e ·identi nel. pie olo gruppo dei 'recidi · del quinqttennio 1.901-lHOu la. te ·apre · citù e (recidi ·ita i e ·ano 1na.. nife. tat anch piu; evid.enti 11el g1·u.ppo ancM· più e. (gt~.to dei 'l"ecidid de qu;inquennio 1 !J'6~-1510 , contrariamen e a ci· h.e finora si è osser a nelle cla i piu num rose d gii altri de inquent.i, in cui gli uon1ini el ninqu uuio tJiù recent si videro contradcli tinti da una pi 't sensibile 1 r .ociti e recidi vi t: , nei reati borcrh.e ·i che gli uomini del quinquennio 19'~ - ~O . i cleduce pu..re, clw ad onta della div 1' Uà dei p1 eced'enti bm·,glzesi '7neno favo~·e ·oU aglì l;abit t • del .quinquenuià 1.-.!1 · ·-1 FJ 06 pure gU in dividni 'ecid · i del quù.~tquennio 19 O1 ~ 1 !105 si cornpo1•tarono neU an2biente '7nilita'1·e l~ n 1nodo analogo, anzi {or .e peggi-o1·e clegU indi ·~idu-i dell alt.l·o qttin · q-uennto ,~ · poi ] è q tutttro di costoro incor::)·ero,, en ro un triennio d· ervi:z io., in. d ne _nocessi vi reati pro-indi v id 110 e quindi sì. con e nn erO> come i tre recidivi del quinquennio 189 ·19 O, il uinbo .si di tinse invece c
sn'. DI
SOL. TIFlOO-PR TIOO SUL CONTEGNO DEL DELINQUENTE;. ECC.
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per aver commesso tln reato in ognuno dei tre periodi della. ferma., aggravando cosi anohe più. de.gli altri la propria posizione militare. E ' i notapu;re,, che tra i reati militari d~l gruppo· .d.egli lzabitzté del qu-in.quennio 1901-1 .9 05 pTe"ale la di erzi(m.e seg.ui.ta a b-revis i11Ui distanzn àall'insr.~Jbordi~ru:tzione; men·tt•e tra i 1•eat:i militari dei' 1•ecid:i .t del guinguennio 18fl6.. 1.900 preval .e linsubo~rdinazione. Ancora un'altra diffeA renza. · da rileva.r.si nel cont,e gno mì1 ìtare di alcuni habitu 's d..elle due centurie e cioè ·: t·r a i crimini conntlni, che corn.plica1~ono ·i l crùn:i ne 1nilita1·e in due dei cinque recidi ·i del pe1•iod.o J fJO 1-J no5, figut·ò :il fit~to, in al'mo·n ia coi loro· precedenti borglt.esi in cui faceva capolino a.ppnnto il reato ~contro la proprie.tà,, laddove in uno dei tt·e re· cìd~vi. del quinquennio 18. 6-·1 900 il 1•e.ato milUa'J•e, già p'ì·eced~tto di almt-t~i ·me i da~ reato comune di ferimento cont~·o alh i s·.oldati, fu, complicato cla w1inacc'ie e da ie di fatto, in armoni.a coi di lttJi p1·ecedenti bot·;ghesi, in cu:t l'.i tnpuZ ,i i'tlt era stata il trntto .fondarnentale· del .su;o temper,ame11to·. Esiste dunqu.e una certa disarmonia tra la vìta precedente al er· vizio militare ·e la vita mìlitare in aleun.i dei gruppo degli habi-· tnés del qninq uenn1o 1'9 ·1-l90o, cont.rariamente ai risultati delle os~ . ervazioni fatte in que.s to een:so sulle altr-e categorie deì delinquenti econ o i q n ali risnlta.t i la precoci tà e la r·ecid i vita criminale, precedenti a.ll'arruola.m.e nto, determinarono d.i regola il successivo atteggia:mento nell'ambient·e, per parte degli uomini obbliuat.ì al ervizio sotto le· armi· e d altronde questa ste~sa rela.zione, abbastanza stretta, e confermat.a anche dal gruppo dei reeidivi delltninquennio l8t 6-1900. n fenomeno d.i contrasto, pres·e ntato da, una parte del gruppo re .. cidivo dei deliquenti del quinquennio 190 - 905, si deva ìnterpretare co_m e nn fenomeno eccezionale· e d'altra. parte, poich'·, in opposizione ad e so si è edut.o, che nella centuria d·e1 q ninque io 1896-1900 vi erano stat1 du.e in.div1dui preeooi in re.a to ed un t.er.zo soggetto pre·coce e recidivo nel reato borghese, i qttali po1 sì adattarono perfet• tam.ente ali 'ambiente deUa mi li zia , si dovJ"à ammettere, che il cri te rio della precocità e della re,e idività criminale pre ..militare non può avere un va.Ior.e :a.ssol nto, m& prenderà significato clal rilie.v o di altre constata.zioni fnnzionali e di .al tr:i sin tomi di indole obiettivo-antropo1o gica, n.eeessarii a:, raccogliersi per la. formazion~ di un concetto oom pleto e chiaro delle a.tti tu.dini psicologiche individuali. i sul ta .a d ogni modo, d.alle, osservazioni comparati ve fa t te tra la. vita an te ce- · dente a.Ila leva e il contegno militare degli individui della, doppia, centuria, che la precocità e la recidiva in reato, prima deUa leva,, pre e in adegu.a.ta co~siderazione, possono fornire utili indieazìoni ulla con-. dotta fu to~a del deHnquen tè nell'e- ercito ..
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..TUDIO .:· IEXTIPIOO~PRATI O .~ L COXTEGNO DEL DELINQ ENTE, ECC.
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Rl ._ LTATI OTTEXUTI I
RAPPI3RTO AT~ B.E LUTAM.ENTO.
I risultati d lle os~erva.zioni oon i ·e razioni su la doppia. centuria esamina t a. portano ad affrontare la q uestìone grave del modo di Jecl utamen to.. Gia si · visto come · cento del quinquennio 1901·1• O entre.ssero nel l~ es.erci to con maggior pred ispos.i zione psicologi a a del in q nere dei C· nto del quinqu.enn ·o l 6-1 00, predisposizione. ·t endente aH a.cntua.zion secondo recenti constatazioni · ul decorso della deliuq uenza. P"iovanile: d'alronde il problema del reclutamento, per ciò che ha ratto alla del i q uenz& 7 i è fatto og idi pìù diffici la colla din1i n u.zion.e n 1 numero di enzioni dal servizio, portata da.lle ultime modifiche alla. l gg sul reclutamento e eol con egne.n te aumento del eontingente a.nn uo di leva. L i è vi-to aJ~re -1, eh d'accordo coi diversi precedenti borghe i egli uomini deUe. due c·e n urie :si ebbe una differente loro capacità di adat am·e n o al l a..m bien , e militare= in fa t i, tra gli individui del q uinquen.nio l H · l 00 di prec denti horghesì meno catbivi venticinque. ri ul taro no piena.m ente adattabili, mentre tra gli individui del q uin~ uennio 190l~lOO"": , di precedenti bor~he i mol ç peggiori, diciassette rL nltarono .ada ,, abili. i è pnre .:dl va.to, che gli adattabili nei due quìnquennii provenivano, di regola., da. deHnqnen ti non precoci, n· recidi vi, n è autori di rea ti gravi a vanti la coserizione e che, vio,e versa, gli inadat-tabili o gli · nsuffi ien tem n te adattabili prove n i vano da, delinquenti precoc1, ree t· 1v1 e au ·or\. di reati a : ai gravi avanti la leva. Que i coroUarii p1ù im.portanti. emergenti dalle considerazioni obbie ti ve delle d u.e centurie, ono bene i tru t ti vi dal punto di vi sta d lla questione ~rave del re·elut&mento. Però, prima di tra.r re l illazioni i m poste da questi da ti di fatto ,, dovera o tener conto deUe proposte fatt·e da ·coloro, che piu o meno indirettamente udiando la , _elìnquenza militare avvertìrono il bi ono di invocar · ri orme in que to cant po. l Pellegrini nel18 . 1 propo e che le reclute si dove ero presentare ai consig i di leva, munite i un doeu1uento bìogra:fico individuale o.n p le o e eh ogni con iglio di leva a ves e uno ·p ecialista in ma.t.e ria p i eh i atri o-oriminal . l r· g rio n l l -. 4, e primeva l opinìon - dì affidar·e alle autorità ot~unali l incarico di a umere ·e satte e complete notizie sui preceA e1 t.i famiO"liari e per nali individuali p·e r i fini d l reclutamento.
. TUDIO SOIENTmtOO.. PRAT·ICO
UL OO~'TEG ·o DEL DEl,~JNQUE~TE, ECC..
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Il Roncoroni sos.tenev.a giustamente d i alersi del metodo olinico.ant.ropo'logico per Io studio del d.elin.quente militare, onde rioono cerio -con. sollecitudine ed eliminarlo dall'esercito~ e propone.v.a peroiò di .a egn&re ad ogni reggimen.to un me·d ico militare spe.c ialista. Il dott. CbeUa.u de Bellaval, medioo~ca po dello ospedale m ili ta·r e. di Bo1deaux, ·e spresse. nel 1895 1l voto che fo ·se fa.t ta una scelta seria presso i consigli di revisione, affine di evitare l'invio nei reggim~enti ·di indivt!d ui ìnfer.mi, Ie cui e tr1nsecazioni nervose ,sono· di danno a} .. l esercito.. Il dott. Pnoei, u.ffieiale medico. n.el suo pregevole libro dal titolo Le neurosi nei mili.ta1 i, 189 , vorrebbe vedere diflus:a. nei medici dell: ,e"eJ:~cito la c.onoscenz:a. del substrato organico della criminalità nei suoi car.a.tte:r i atavici ed a.t.ipu~i, .allo scopo di escludere d.a l .s ervizio ìn.dividui psiehieamenta non. idonei, a tutela deil"organism9 mìlitare. Il Limoncelli voleva :fosse impartito ai medici mih tari un cotso rime·, rale di stud ìi .spec1.a li onde m t t erli in grado di sorprendere, .abinitio, i sintomi d.e i disordini mentali. Il prof. Agostini nel 1 9 non ol .anta rìev.o cava le. proposta PelIegrini-Frigerio a proposito dell'indagine re·tro-spe~ ttiva di ogni re ... cintando, ma :s uggeriva pu~e d.i ere-are specia.lì commissioni mediche ·CoUegiali~ eia· cuna con due specialisti, per il gnalamento della coituzione somatica-·psichiea. di ·es o, ·con ighando .an.che di 1nviare gli ~es lusi dal s.e rvizio nei manicomii o in. eas·e particolari di corre.. zione. Il colonneUo Cog.net.tt de· 1\{a.rtiis nel suo lavoro Il 'mari'naio epiJ. .u.,· o (189 ), allude .a aH a neces ita di tene.r calcolo, per Papurarzione dell'esercito, della costituzione. degenerati va, consigliava, pure· -di in ia:re ai reggimenti, accompagnati da propo e di igilanza, gli epilettici ·che inviati in osservazione presso gli ospedali militari non ~· ve sero date manifestazioni t.a.li da pot,e r essere rifòrma ti. Il prof. Ottolenghi. affermava che non solo occorrerebbe non ricevere nell esercito t.utti que]li che ebbero già epilessia ma. tut.ti queUi che hanno ca.r atter·e epilettoide, che danno la certezza scientifica di una natura epilettica Occorrer~e. bbe, continua, fare meglio ancora la leva militare : non dovrebbe farsi .solo la scelta dei migliori ii ic:a, ... mente orga.nizzati della Nazìone, ma oi si dovrebbe aggiungere un& vera le a morale, e non rioev·e.r e. nelle file individui che hanno già <lato prova di più o meno inna.t~ delinqne~ nza, salvo si voglia secondo il provvido- concetto d·e lla simbiosi svolto da Lombroso neUa. couclnsione d·e lla sua grand~ opera, fa.r ne un& ·c biera armata, speci:de da
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~ T DIO SOIE~TIFICO·PBATIOO
U.L C NTBGYO DEL DELrnQ ENTE. ECC.
utiHzzarsi in future guerre coloniali,, non certo dis emina.rsi n·elle file d. i quelli che si mantengono fino al tempo del servizio militare, on·e sti. I l dott. Scarano ea.pit.ano medico, il quale ha svolto, con grande ompet:e,n za, .l'argoinento delle neu.ropa'ti.e e della eH.nquenza nell e,.. sereito insi teva nel uo lavor e nettro i ·r i.speUo ,aU e._ercito. edito nel l . sul conce·t to d i tener ·on to, nella scelta del ol dato di tu i h elementi integrativi della ua pe,r sonalit,à, concernenti sia re;r.editarieta, sia la biologia, ia la hiogr.a a, sia le. note antropologiche~ u:alche anno di poi a ·fine di riconoscere ~li anomali nelle operazioni di 1eolutame , to, concretò le seau.e nti ropo ,t e che, tol o dal suo opuscolo La le ·a rr~ilitare d,a l pu.nto .di . ì ta 1no1·ale: ) designazione ulle liste di lev·a di que . li ìndividui, cb trovano in condizioni di non buoni prececle.n ti, mercè l'opera di una eommi sione che dia.. ogn1 garanzia. di : cru polos:a. esattezza. ·e che percio dovrebbe essere o ituita del indaco, dal me ':.ìc ,c ondotto c m t naie da.ll autorità dei car binieri tutti otto la pre ·idenza del pre,tore d~el :r i p et ti o ma.ndamen to~ b) r vi ione d·ei a: i di e· cl u.-ione da1 ervizio militare per in... de·(l!'nità, ·ompr·en.dendovi talnne condanne pet· t·eati di sangue con prem di azione e recidi _a specifica; c) vìgilo.nza e studio dei : tld.d·e ' t" in ivicl1i, ·a per parte dei con icrH di lev.a., ia dei reparti d'o rva.z ione, d gli o l dali militarit dei capitani medici del corpi e dei ~ou1an.dan i di compagnia , di quadr ne,, di batteria., per eeverare quelli che per con lot a ·e per no e oma, ich e psichiche non offrono sicura gar.a.nzia i pot l" pre tare u.tde rvizio dagli altri, che possono giovar i de.Ua influenza corret .. trio dell ambiente militare:. d ) i tituzione anch per il no · ro esercito, della categoria d·e li idonei .ai s·ervizi usiliari, p r assegnarvi quelli ~che non pos ·ede sero la intiera idoneità a. l ..ervizio a t , ivo colle armi e per · n a. li fo e prudent·e , ia di non forzare ]a re istenza oJtr,e la giU'-ta misu·r a s ·a. di metterli in condizioni di non pot. re nuocere. Il Ferri nel su.o cla·s .i o trat , ato di ociologia. criminale~ ·icono ce l· '· necessità di prevenire le con .e uenze fune~te deHa man1a. tra.nsitoria. o d.e lla manomania (da pa.zzia. ·er~editata o da epile sia.) r.a.pprese.ntata. dal misdeismo, c h e .i verifie.a in .coloro che una più p·a zien t·e e rigoro a '"'elta ,a lla l v.a. dovrebbe esclu -re dal ervizio milital~e. Il aporito n 1 suo libro dal ti olo D'eling_?tenza. pazzia nei mdlitari, ripiglia.ndo ampliando il concetto lor:rico an.ntul iato d.a carano ·ui criterii informativi d·e lla .s celta del soldato, indicò due rim.e dii atti a im
STUDIO SCIIEN'TIFICO.. PRATIOO SUL C N'TI$GNO DEL DELINQUE -TE, E O..
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pedire l'entra.t a nel11ese.r cito a.rrli individui affetti da v~zi morali e inteHett.n alì : in.dagine . retrospettiva, li\ quale s'impone dal lato dell'ereditarietà per il valore, ch·e. tutti ricono eono a questo fattore nella pazzia e nella delinquenza, dal lato della biologia e della morbilìtà. per a.ssicnra.re su ba-se più solide Pidoneità fisica,. da.l lato d·e lla biografia, giacchè per i degenerfLti ogni nuova fa a della vita non è che una riproduzione od una specificazione d·e lle fasi precedenti: Indagi·ne obiettiva, rivol a. alla. eon tat.azione. dei cara.t eri antro; ologi.ci, fisiologici e ps.wolo ìei. E, p.e r mettere ·in pratica le sue proposte, egli rievoco il suggeri .. ·m ento P ·e llegrinì-F'r igerio di aceompagnar·e cio· le re.c lut'e ai consi· . 1i di le . a oou do·c umenti, che ne ris··hiarino gli antecedenti (crimi· nalità, pazzia, neuropatie ecc.) dt ogni g nere: ·t ale delicata man ione si pot.r ebbe afildare agli ufficiali sa.nitarii coli assistenza deUe .a utorità. sa itar·e provinciali o dei medici militari scelti, ra i piu provettì negli studi speciali E, rispetto alla indagine obie.t tiva, tenuto conto che in molti ca ·i ·1 ~indizio non potrebbe as olversi nei termini di una fr.ettolosa viita al con iglio di .lev:a., consiglia un periodo ja pnr br·eve, di o . ~ e.r vazionet il quale non sare h be rivolto a·l a t tendere. le m ani fe ta.zi n i concrete dei difetti psichìoi, per cui ogni las ·o di tempo potrebbe tornare insuffi ·iente.. ma basterebbe p r racconliere quei dati, che debbon servire per da.re la pre u.nzione della. pazzia o della. deli11quenza.~ la certezza dell'inadatta. bili tà.. Il prof Trombetta, maggiore medico; in un sn.o s.t udio: « No e critich.e a propo ito deUa anzid tt.a. pubblicazione del .Saporito » ( 1 O' ) accolse con plauso le. proposte del diret~ore d.el Manicomio dì A versa trovandole sotto ogni riguardo eccellenti, e se.ndo convinto che la loro .a ttuazione porterebbe a. lP e ercit.o bene:fizii incalcolabili. Il dot •. Ascanio .Me,Ie, capitano m·e dico, autore di un buon la oro intito]ato: Una erie di o ervazioni psicltiat1 icluJ :i n ·oggetti 1nilitari~ Roma l ' · 4, ritiene c>he il mezzo più efficace per la .n ecessaria selezione degli individui pe,r turbatori dall'e eH'ito sia Ja pr va di fa.ttodell'inadat·t ibilità. all'ambiente militare.. enonchè ·t ale prova, egli .continua non d.eve sorpre-ndere collo scoppio improvviso di una ragedia di caserma e neanche coHa. grave mancanza disciplinare, ma deve es ·ere costi~ tuits da quella serie pesso non interrotta,. di m.o lto più o meno lievi in· fra.zionì, di tante Nsisten.ze opposte ai comuni regolamenti,. che sogliono precedere il reato militare. ·e che all'occhio e~ spe. rto e vi ile dei superiori riv·e lano 11 tipo ina.dat.t abile. Il quale ìn q u&lch~e. caso pot.r ebbe ·esserepreve·n ti vamente segnalato alla loro attenzio.n ·e i a d · Ila fedina ·c ri mi ·
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SCIENT'I Fir
·PRATICO
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ON'T EGN · DEL
ELINQUENTE, ECO.
nale, sia dai dati ant.r opologici, che do'\ rebbero ess·ere espras amente ind.ieati all atto dell'arruolamento. Così l'ufficiale medico del corpo, :messo ull'avviso e .applic&ndo con la.r ghezza. di vedute le disposizioni regol a.mentari vigenti troverebbe sempre ìl modo di mette.r e in opera .q o ella oculata selezione, che sarebbe la vera le a morale e che percib sa.r ebbe fatta in secondo tempo, dopo raocolti gli eleme:nti sui qua.li e ve avere il .s:uo logico fondamento. Il prof.. Ernesto Schultze, autore di due .mono,grafie .: Ueber Psgcll.o. ·en b~i ~tilitlirgefa/n· ge·nen neb t Reform-vo·rschliigen ( 904) e Weitere _p gchiab·ische Beobach:tu.ngen an lilitiM·gefangenen, (19 ·7) studiando il la.rgo materiale di osservazione deì militari detenuti nelle carceri di Colonia e di And·erna · h, avanzava al ' ini tero della CYUerra p:russiano le segue,n ti propo te, intese alla con tataziono delle condizioni ment a.li abnormi degli inscritti di leva e anche deì militari e tttìlizzabili in una nuo a re isione delle disposizioni regolamentati sul reclutamento,. reclama,t a dall'indirizzo mo _erno della p ichiatria ·e della psicologi a crimin.a le : a) la commis ion·e di leva dovra ·essere edott.a del profitto e del cont ~gno :in isouola delle singole redute, pecie di uelle che, per il loro tato di e ·o luzione psicbica rìta:rdat~., fossero state accolte. nelle scuole su sidiarie di Prussia ; b) la .s tessa commission·e dovrà e -er,e '_ olle.o itame.n te e sempre inform;a ta. deU'.e ventuale soggiorno dei reclutandi in un manicomio op·p nre in una.. casa di correzione e dovrà essere informata altresì delle condanne (nume·r o ·e genere} commesse avanti l epoca della la·v a mtlitare. Lo chultz.e propone poi di tenere il ma simo con.to della de.menza precox di KriLpelin,. assai diffn .· a e d& lui spes· o osservata nelle carceri militari di Colonia., specialmente, nella forma paranoidle · sug .gerisce di dare al personale sani tario-mili taro una col tura più estesa nelle di: eipline p ichia.triche e antropologicbe, le quali tro ano quotiiana applicazione uelPambito delP ~eser€~ito e di istruire con opport une confe,r enz·e an ·he gli altri ufficiali, almeno : ull epilessia., sull ,i mbecillità e su la demenza precoce. Aacenn& anche .a l grande di battito fatto in G·erma.nia. nel 1906, .d a ìHu.stri :sociologi ·e medici, relativamente alla questione < se il del ìn.que.nte a.b bìa o non abbia il dovere di servì re la patria colle armi •,. dìbalitito che ebbe il suo pilogo n ella. conclusione che il delinquente, allorohè abbia a.degu.ata. intelligenza., ha il rlo ere di servire le. patria .un che per no.n pregiudicare alti int,e ressi m ili t:a.r i, ma dovra a ve.r e un 1 osto a parte nell ese.r cito.r affine di sottrarlo alla. compagnia dei buoni
TUDlO SCIENTIFIOO~PRA ·IO? UL CONT'EG~O
EL DELINQUENTE; ECO..
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·e degli on.estì, di cui una p·a rte resterebbe .certo corrotta, con gravadanno d ·e11a moralit.à dei singoli, del prestigio dell esercì to ed anche con'. responsabilità per parte del gove.rno. An.·c he il generale medico Ferrero di Ca vallerleon.e,. e ìl tenente medi!c o Consiglio reelama.n o per i pregiudicati coscritti ristituzione dr spec ~ali reparti di truppa~ onde evitarne la, promiscuita cogli onesti e d-arP loro un trattamento pii.t consono alle loro eondizion1 me.ntali. i risulta poi~ che il generale medioo F ·e rrero d~ Cavallerleone, negl1 anni in cuì fu direttore. dì sanità del I corpo d'armata,. traendo norma dalla tr.a,gedia verificata i il maggio 1906 nena. c,a serma Arimondi di Torino, ·n ella q u.a le tragedia un soldato si rivelò ad nn tratto delinquente terribile, uccidendo in un accesso impulsivo e.p Uettico nn suo supe.r iore, a.v eva proposto al comando di corpo d 7armata, che le r·e ... olnt.e a fedin.a. pen.ale ·c orrotta venissero,, in modo speciale, segnalate oltrecchè ai comandanti delle singole compagnie o delle singole batte-·· rie reggimentali, an .he .a gli uffi·cia.li ·m edici, ai .quali doveva essere riferita ogni .a.n omalia di contegno, di condotta deUe medesime. E mi risulta. al tresl, che egli invitò gli ufficiali medici dipend·e nti ad esa.. minar·e in modo speciale ·t utte le reclute ;s uddette, nonchè i soldati che· commettessero molte m.a noanze e avessero subito diverse punizioni, iugiungendo loro di tenerne .a pposito registro, e che diede fino d'allora norme tassa:t ive circa. i critetii d1 valutazìone psicologico-scientifica deUe infra.z ioni disciplinari in relazione ai precedenti di vita borghese · dei militari stessi, affine di poter conoscere sollecita·m ente dei solda.t1 di equivoca condotta il tipo psico-antropologico per gli opportuni provvedimenti medico-legali, inte.s i a prevenire analoghi avvenim·e nti t~agici..
Il dottor Gra.nJ;n:x: suggerisce di esigere d.ai volontari ordìnari, eh~ sono spesso degli anormali, un certificato medico, che pr-ovi co e essi non siano a.ffetti da malattìe nervose ·e vuole sottopo ti ad esame medico i .sol.dati che lasciando a de.s iderare in condotta sono designati per le compagnie di discipli.n a. Il dottor Giani, maggiore medico, in un suo studio La rimu.lazione d'ellt.epilessia .e suo r.apporto colla degene;·aziotze e d.elintJuenza, Giornale di medicina n~ilit.a1·e, 1908 .m entr·e si augura. che. si accresca il numero ·d ei medici milìtari,. specialisti neUe discipline psicologico~psic'hiatriehe, si lamenta che nei nostri ospe.dali militari d1fettino :reparbi speciali de~· ·d ica ti ad accogliere i malati di mente. Il d.ott. Dietz, ·c onsigliere al tribun.ale di guerra presso la 2 di· visione dell'esercito germanico,. nella sua, dotta. monografia Die '1nil'itar. tT·afrech:tsp·flegeim Licltte det• Kriminal statis:tik fitr das det~tsche Hem·
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lENTI ICO~PRATIC
S ~.L CO TEGN · DEL D~:LINQU • TE ECC .•
piu volte -citata, dopo aver fatto cenno della diminuzione lieve dei reati pre·sent.ate. in q nesti ultimi a.-nni dalla statistica criminale del} .e, e~ rcito tedesco., 1 :a ugura, che ~siano pre to introdotte nella pres.c.ri.. zioni regolam ut.a ri sul relutamento deHe modificazioni, che permet tano una più aecen tu.ata riduzione de Ila criminali ta, m ili t are · consiglia poi di incorporare in sezioni pe.ciali di trnppa. ali inscritti di le.v a, puniti già in precedenza molte volte e: in 1nodo grave, poiehè i pregiudi ati non soltanto pos ono per' er'tn·e i camerati .di fedina penale. Ìn· corrotta non · olt.a nto si att ~ ggiano a vitti·m·e in ogni q ue tione, specie q ·a.ndo .s i accor.(J'ono ehe gli onesti li fuggo:n.o ì.st1ntivamente, ma mettono a neo a troppo d ur.a p:rov·a la l unga.nimi tà. dei su perio.r i ;. i quali, on conosce11do l'animo loro appieno e tra·t tandoli in forma. e con modi mtlitart. po ono a.nch.e r·e ndarsi responsabili d1 a:tti, eve.n tualmel te p:as ibili di pena. L avv · ~ Lanza,. che nel l 7 aveva. so tenuto la. n.ecessita della sel·ezione non al tanto fisica m.a anche morale. degli in eri ti di leva, come coi·oUario d Ue sue osserva.z ioni fatte sui militari detenutì nel r lu .orio di Peschiera, nel carcere. militare di V~enezia ecc.; pro o a poi nel 190 la adozione di uua ·c artella biografica per 1 c.o critti pre.giudicati ana.loga.mente a quanto Ottolenghi ha suggerito ed attuato I e·r i servtzii di pubblica. sicurezza~ Il prof. Regis (L · 0/fic.ier ilan llltgien.e ·ment le du soldat, 190 ) dimo tra ]a necessità per gli uffi.c.iali tutti di occupar i della mentalità .d· i reclntandì,. variabìle seoondo gli .a mbienti e secondo le epooh·e stoiche· e conclude che il compito d Ir nfficiale ne lP igiene me tale del oldato · capitale ·e di triplice ordine poichè comprende: a) 1 e a.me psicologico di eia cuuo degli uom1ni posti sot. o la ii ua di pendenza (psico~:fi iologia ), b} disti nzio ·e .ra zio al e dei s.a;ni e dei · on sani (ps.ico-pa.. . tologia ·. c) eliminazione r.a.pida d.ei pi · degeneri tr.a questi ultimi e cor· rezion · degli altri (psico~ter.a pia.). Il prof. Fre,ì herrn n l suo studio: ie Et• cltei1~ung -(or·m en d , · lr .e·r&reclM'n in~ Lich.:te de1· moderne·n: h~af-recllt schule, (Lei pzig 1909) · insiste nel eone tto he c rti fenom·e ì psìcologici e certe circostanze di fatto, di cui si e pettatori negli ambienti oll ttìvi (esercito,. colle. iì, scuole·. ·een ri oper.ai,. ·eoc.. , i devono considerare com·e e pre .. ione di .co,..tituzione individu.a..l e anti ociale, cioè come i:n dice di deJin .· aenza: donde . egue la n.ec s ità assoluta. d.i e pellerne· sollecitamente gli indi vidu.i forniti di tali tendenz.e criminali, erieolose o da.n.no e alla · oH et i ità, peci e m ili ta,~e. 1
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'TUDIO sOlBNTIFICO·PR.ATlCO SUL OO.NTE :S
D EL DELINQ E. ·rE, ECO.
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Il dott. Simonin ~(An.na.le d'Hygi~ne publiqu.e, Ja.nvier P 09. -Le:~ dégéné'l· • dan l' Ar1née) accenna al grande numero di degenerati nel17 e.·erc.ito f'ra.neese, p:roven tenti specie dai volo n tarii ordinarii, che si ·reolu &ano dalla borghesia bassa delle grandi citta e dai circoli dei lavoratori; questi d·e generi,. sotto le arm1., popolano gli ospedali e le prigioni o ;gf da.n no al s.uicidìo e sarebbero per lo più epHettioi o isterici o alc.oo]i zzati. Rec]ama nn& eliminazione sollecit,a di e i dali file dell'e:sercitot prev·a osservazione diligente fatta da medici e erti di -cosE' p ichiatr1che. D dott. Jude, in un lavoro, pubbhcato nel giornale, Le Cadueée, {Janvier, 1909) ed avente per titolo ~Ienta l'ité JJer ·onnelle et 1nentalz.t · .acqtt ~ e d es sol'dats dtt B·ataillon d, Afrìque~ mette dapprima in e i lenza le qualità psichiche dei s.o ldati incorporati nel battaglion·e d Africa,,, rapptesenta.te da deficent·e. con.c at.e nazione di idee, da assenza o da diminuzione di senso morale, da impulsività, da alterigia, da apa:tia. o da in t-abilità dì umore,. da tendenze vizios:e, da poaa capaeita di comprendere la vi t a sociale e poi ne rileva la m·entali tà acq uis1 ta, sin te· tizza:ta nell'attitlldine mas ima ad as O·OÌarsi con sogget ·i di identiche tendenze .& fine di male., e quindi conclude: a) dì evitare il reclutamento di individui già segnalatisi1 :in preced·e.nza., per azioni crimino e specie se recidi vi · da. ciò Pesame psic.hico accurato di tutt1 i soldati po sibilmen"te. prima del loro arrivo al reggimento·, utilizzando le informazioni atti loro .a nte eclenti borghesi e rivolgendo cura spe iale ai volont a,rii ordinarii che sono spe:sso a.n omali; b) d1 diffondere n.e l pubblico l'idea, che il servizio militare, se puo migliorare oe.r te forme di neura.steni& a form.a lieve, non un m.e z.zo d.i cura per i soggetti, affe-tti da anomalie psichiche ; ~c} cbe si deve lottare,. anche nell"esercito cont.r o due specie di into Licazioni, l'alcooHoa e la. sifi.litiea., che han:n o la prevalente in~ fi uen.za, stl le coudizioni di mentalit·' . Il dott. Mo~ nkem.oller ha pubblicato uel giornale l ierteValu· ch1·.i (t · filr ge·1•ichtliche jfedi.zi.n und IJ!fentliche'. S.anitt.'ttswesen, ~(Berlino, L n gr o 1909) nn lavoro dal titolo Zu,- Ka.suistik dm• for·ensisclt.en P. ychiatrie in dét At·mee.· in esso riporta v.a rie stort·e cliniche, dì soldati condanna 'i dal tribunale milita.re per reati diversi, mettendo in rilievo il fatto che le radici deUa malattia, o d·el difetto etico, indu~cente al reato sotto le armi, risalivano ftno al tempo della loro adolescenza o della loro prima giovinezza ed insistendo pure .s ul fatto, che il loro periodo di vita militare, contrassegnato da. frequenti e sempre più gravi m.an .. eanze di sci plin:ari, depone per ttn.a loro costituzione pazzesca, ·e. sand o
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STUDI
:S 'I BNTlFICO-PRA'fiCO ~UL CON'T EG. O DEL DELINQur;;~TJ-., EC' ·~
in evidente contrasto con ·1 co n tegno della. massa. degli altri militari,. dìmodochè questi condannati figurarono nelPambien.t e militare comec corpi estranei, che rovinano la isciplina, corrompono i Joro camec ra ti, e mettono a dura pro a la. pazienza dei su peri ori. » D< a ciò·e gli trae m.oti v o di raccomandare una cernita più a.ecura a. del p· rsonale reclutando, S·e nza alcuna preoccupazione di riduzione d1 con.. tìngen te e di sorprendere e di vagliare, nel loro valore p ì ·o logico, le manifestazioni iniziali delle infra.z ìonì dis.c iplinari per le decisioni medico lega.li., Da ques·t s su.cc1nta esposizìone risulta. con quanta oun.L stud.to i di ogni azione, a. cni del re . t o si possono addizionare altri iUu tri (Lombroso Mor elli 1 Tamburini, Zerboglio., ecc) si s.ono occupa i e preoc .. eupa;i dell'argomento di prec.Iudere agi· a.noma.li Pentrrata neH;esarcito. Non voglio qui di · eutere le proposte. avanzate da.i singoli autori 1n rapporto alla pos 1bili·t à della loro attuazione pratica di fronte elle situazioni del ervizio sanitario militare, poiche un tale eompito m· . condurrebbe fuori dei limiti impo ti al presente lavoro e perchè del resto il t·e ma è stato, da. questo punto di vista., già .v olto egregia.m ent, dal capitano medico carano. Nè intendo altre ì tra·c ciare uno schema. a:m pio di .reclutamento, per tl qual fine oc-correrebbe altro e più esteso materuLl di os ·e rvazione: il mio s opo è pin mod·e to, intendendo dare nn contributo di criteri i pratici, desunti dal com p lesso d elle osservazioni e delle eon. ìderazioni delle due. centurie prese in esame, ai fìnL non tanto di efrettuare un reclutamento meno difettoso, quanto anchedi eseguire una più rapida selezione degli anormali, almeno dall'am biente r ggimentale .. i è rilevato,. anz.itutto, dalla comparazione delle due centurie· prese in e.·aro e, come tl quinquennio l 6-1900 forni e venticinq neindividui · quali? per quanto delinquenti av nti la, l va., pure. snbi .. rono l,infiu.e nza correttri-ce dell ambiente militare e come essi fosserostati delin _uenti non preeocì (s,alvo du ) ne l'ecidivi (eccetto uno), autori di reati repres i con qualche mese con pochi giorni di carcere e ave ero avuto intelligenza abbastanza ivace: si è, alt resi,_ rilevato che il quinquennio 1901-1'90 · fornì 17 individui perfettamente ada. tabilì all ambiente milit,a re, ~ ·ebbene es i pure delinquenti a va. n i la co crizionet e che tutti a p arte.ueva.no alla cat goria. dei non pre.coci e dei non re ·idi i ed erano ati autori di r-eati dt gravità lieve (f rite, ribellione, furti semplici, ce.) ed ave ano avuto intelligenza in ma ima v glia ta. Alloppo to i e ·constatato che la massa degli ina attabili o degli i ::;ufficientemente adattab"li,. n.ei due quinquenni diversa, (71 nel quin
, TUniO ·CIEN'T IFJCo-PR TICO SUL CO~TE:GNO DE.L DELI ~Q
NTE, ECO.
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quenuio 1896~1900 e 7 nel quinquennio 1 901~1905) pr<>venis e , di re .. uola. da co -critti, delinqu·entì preooci, o recidi i O}Jpur precoci, recidivi di va.ri gr.ado, autori di reati abba -tanza gru. vi (furti q l"fice.tl, tenta ti omicidìi, truffe falso,. ·eco.) e mediocrem·e nte. o meno ohe m diocremen e intelbgenti. Dioo, di regola., poich - tra i riu citi ina~ da. tabili all'ambiente milita,r e vi furono alcuni c me il N. , della c·en uria del quinquennio 1901-1905) che, sebbene, e.m er i avanti l ar~ uolam - n to come del in q uen·t i non precoci n~ recidi vi ·e autori di rea.to di gra.vi'ta legger& (furti ca.mpe· tri puniti con un me i .carce ·e) si a teggiarono,, sotto le armi a delinquenti rei erati. · Pert.a nto, se il criterio deHa preaooità e dell reci 'iv.a del crimine, rific.a tosi &vanti la. leva milita.r,e d &ccord con q n.a llo d eli ,e vohlzione p icbioa individuale e dall'entità del reat , può s ere elevat~e a indice (non assoluto 'inten e) di nn de.termi11ato ip · i delinquenza come annhe il Ferri .ostiene, e se la delinquenza occasiona.le1 che ha per caratteri la non precocità e la non recidi · ità. permette un aclat· tlt.mento completo al servizio nell'esercito (eome i '2'- indìvidui del qninqu nn io 18~6~1900 e il 17 del quinqu nnio l 01~1 o- ce ne dànno una pro a i trotti-va) io pe so di potere valer i praticamente e in linea p·r ovvi oria di un cotale crit rio per un.a s.elezione imme.diata. dei varii tipi di delinquenti coscrit,t i, da farsi fino dalle prime visite sanitarie di re-clutamento; penso c.1oè che i d·e linqu,e nti coscritti, i quali da una, indagine anamnestica, diHgen,t e e, sicuramente eritie·r a sono segna.. la ,i ~ on precoci n è re.c idivi e. quìndi dan -,o la presunzione di appar· nere al gruppo dei delinquenti oceasìonal i od .a q nello degli anormali temporanei (Class:ifica Ottolenghi sui delinquenti. Societa Med,ie. Legale, Roma., 1908) po ono es.s·e.r ,e, :s enz' a. l tro incorporati, nelle file reg' ·ime n tali ~e ritengo equa la loro assegnazione ai regcrimenti, poiche non olo ,possono affidttre per la piena adattabilità ai servizio,. ma :a nch·e perehè con minor proba.b i lità. s.i t.r.a form:ano in perturbato:r i o in gravi danneg.g ìatori della collettivi ta m ili t are,. Penso inveee di sceverare subito, da qne t1 tutti i delinquenti coscritti, precooi, recidivi ,e rei di crimini ~ravi, 'Segnalati tali ai consigli di leva ed ai d1stretti militari d.a. opportuni e serii rilievi di indagine. retrospettiva e, di fronte ad essi, penso di potermi condurre in due, modi : i delinquenti più preeoci, i p i u re etdi vi, tu t t1 quelli che hanno date segnalazioni pii1 evidenti di sè ·n el corso deUa viha preoed,e nt·e I'arrno1am·e.nto, specie poi quando lasoiano scorger· , anche a nna. visita superficiale, accen tua te anomalie som:a tiche o funzionali., rite go di dovera inviare, sem.pre ÌJ:. os . erv~zione a.U o pedale, po·· ·t endo .essi ~entrar·e :n el gruppo più temi bil·e dei delinquenti, nei det.
5-
,Gio:rnate· tU mtd ic{na 't1lilUan -
Fase. l~U.
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STUDIO SO ·ENTIPlCO· R.ATIOO · UL CONTE TNO DEL DELINQ E~ TE, F.CO.
Iinqueuti cioè pe·r atti t udine congenita, che sono i più cinici,, i p1u astuti ed istigatori al mal fare., e po ·~endo d'altronde la loro diagnosi farsi abbastanza facilmente. auche in un la.s:so di te.m po no·n lungo. I meno recidivi inquadrerei in reparti speciali dì tru.p pa,. so·t to un regtme militare meno ri id o e congruo., .a contatto del q ua.le si potre.b bero ;s aggiarne le tendenze, valnta.rne gli umori, spiarn e la condotta e si potrebbe così conseguire la pro a o getti a delle loro disposizioni. psicologtche. rispe.t to alle e ·igenze dì servizio., rimandando ad un. tempo posteriore, ros ·ervazio:n.e o pidaliera, quando e ne rivelasse il bl... sogno.. In tal modo non .affollerei troppo i re·pa.rti di os ·e rvazione d.e~ gli ospedali ~militari, a. cui oggi compete un la . oro multiplo e gr.avìdo di responsabilità, e non incorrerei nell errore d ìnviare,. innanzi tempo, in. o er azìon.e jndi idui, appartenenti per lo piu alla categoria dei delinq1unti per· attitudi1~te acqui .ita, i quali . n.on avendo notevolì a.bnor-· mità n.ella. co tituzio:ne _omatica. .ne' nelle r·e aztoni se.n itivo~motorie ne' nel loro meccanismo psichi co, non pre · en tano elementi esaurienti pe·r un immediata riforma.; ma dovranno cimentar i ulteriorment·e &lla vita militare per attendere da. un più a m pio ol gimen to delle attitudini p:sicologiche la prov.a palpabile della loro a soluta in~dattabilità. a.l se.r vizio in qualsiasi eo·rpo d'e ere to ·int·e nde però t ehe, poieh' · il criterio della precocità., _della. recidivita e d·s l grado di gravità del reato pe.r petrato avanti la leva, è. un criterio provvisorio per l'orientamento imm,e diato sui tip1 varii dei de1inq ueuti co c1·itti, ess.o dovrà ·es · ere· integrato, da a,.}tre misure: cio:, l) sorveglianza n·e lle ·file re.gg1m,enta.H de.i pochi delinquenti che vi capitano e che ,possono vigila.rsi appieno, per prendere in secondo tempo e su la base di un'' e ·entua.I.e indole p io ologica abnorme,. .su cui mi ono, a. bella pos·t a., intrattenu·to n l cor o di qu to la oro,. quei provv dimentì che apparir po.s ono pìù opportuni (.segregazione nei rer arti .pe iali di tru pa o riforma senz'.altro) 2o riammi sion.e .a l reg·imento degli a]tri militari, che per e re stati delinquenti precoci o r c:idivi avanti la coscrizione furono ìnquadrati, in primo tempo n gli tabilimenti intermedii, ma cl e; dopo un periodo sufficie.n e .. mente pro r.a t·to di e perimento, avessero dato saggio di corret ,e,z za di condo ta e affida ~o, altre i,. per una abba anza regolare costituz.tone a.ntropolo 1ca ·e per il loro uffioiente viluppo p ico-etico. L inoorporazion d i delin . LI· n ti p.iù t mi bili in s zioni peciali i trnppa reclama a co.m e i vis o da di tinti tudio i.; Ot.t olenghi, ' err ro, ·chultze, Di ·_ z Con iglio L nza etc, dovrà e sere regolata al ori t rio fondatne 1tale di u na ollecita ·e lezion antropoloo-ica dei varii tipi di delinquenti in modo da evitat·e la promi ctutà dei delin=
TUDIO SGIE.NTJFIOO-PRA.TIOO SUL OONTEG ·o DEL DELIN•Q U NTE, ECC.
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q uen·t i per disposizloni endog·e ne coi delinquenti pe·r attitudine acq nìaita~ ciò che interessa non solo per schiv.a re disordini ma anche per tm·
pedire il pervertimento ma.g giore dei delinquenti ultimi nominati, d& parte d·e i delinqne.n ti più. scaltri, pio dominatori più ah bruti ti, quali ,sono in essenza i delinquenti endogeni. Ora l'attuazione di una tale condizione non è possibile ,s enza. l 'istitu.z ione di an numero ade gnato di sta.bilìmanti militari in term·edii, .sotto la diretta sorveglianza di medici, versati nelle disci pii ne psìchiatrico - criminologiebe, i quali ne ·oura.ss:e ro non. solo l'igiene :fisica., ma Pistruzione, Peducazione, ne studia-ssero gli atteggiamenti psicologici di fronte ai rea. t tivi dell 7ttmbiente e ne promovessero l'eliminazione graduale; ogn1 volta che se ne imponga la n,r!Jce.s sità, anche allo scopo di m.a ntenere in. questi re· parti intermedii di truppa l'ordine e l'equilibrio. L'i~stituzione dei repartì speciali di truppa, forneudo nn grande materiale di oss:ervazione, pub dare anche il modo di prep&~rare ulteriore e più com.p leti dati di fatto per uno schema ·d i fu turo ree l utamento, più consono alle e:s ige.n ze dei tempi e al progresso deU·e disci~ pHne psichiatrico-criminali. In tal modo io penso ~che, dopo a.vèr,e fatto alcuni ritocchi ai vi~ gen·ti criterii di esclusione dal serviz;io mibtare per t:ndegnita. nel senso di eliminare :s enz altro a!cuni coscritti colpevoli di reati recidivi di trufFa o d1 sangue, si de,b ba permettere fino dalle prime visite sa:nitarie di reclutamento,. l entrata nei reggimenti olo ai delin.q uenti eo;Scritti non precoci nè recidivi ed autori d~ reati non gravi {delinquenti pre.. -·nlllihilmente normali) ma si dovrà vietare, fino da principio, Pin... gresso reggìmental.e ai coscritti, delinquenti precoci, recidivi ' autori di reati gravi! rispetto ad ·e ssi riserberei Pimmedia a osservazione ospedaliera, a quelli che i rilievi delPtndagine ret.r ospettiva e la constatazione di spicc.a t,e note somatioh.e anche .alla. visita nei consigli di leva e ai distt'etti militari ind1cano tra i più tarati, e i piu temibili, e s segnerei -li :a ltri, che per annotazioni anamnet;otiche ·e per note somatiche appaiono meno degene.r i ai reparti speciali di troppa, frazion.andoli de· bitamen te, sotto p on endoli a un con.v enien te r·e gime disciplinare. Cosi cr·e do che ls ra,gioni della. scienz.a si potrebbero conciliare, a uffic nza cogli in ter si m ili t.ari.. Rimangono, però,. alcuni dubbi, che !avvenire in qualche modo dis .. ,fliperà, e sono i s:eguen ti: in quali condizioni precise di vita e di regime militare i -elinqneuti coscritti meno tar,a ti e iDcorporati negli stabilime.n ti interm.edii di t .ruppa, potranno educarsi e rendere servizio ai fini m.iM litari? -
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L COltTEG O DEL DELINQ ENTE, ECC.
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l delì"q~'enli n-ell'ésercieo sl1.tdiaU in 265 proce· i criminali.. (Archivio di P6ic" i:atria,. 1897). 2 • Io. ro. - Pra~taro pratico à: P~tl:Chiatria for ·:n.ae (in collaborazione ·col professore De Sanctis. 1908). 21,. In. 10. ~ La clcusifo:;az'ion dei del"n quenti (.Atti c.lella 'ocietà di M cUcina legal e BomA, 190· ) 22 . S NO, capitano medico ~ L n 1.z.rosi riBp tto alta gius.tizia rnilitare. ~ Napoli, Detken 18.99). 23 ID ID. - n med·ic:o m il it'ar per r . truz ~one e per l' dtttazit»le d . l oldcuo. (Gior1.9. ID. ID, -
nale: 'Medico d l R .. Es rcito,. 1904). La l e ·a m.ilt'tare dal punto di .vi ta morale. (Bi ista m 'l"éare 'talia.na - 1905)~ 2a. FBJUU prof. E EU o. ~ ocioiogia crittiùlale. - To·r ino, 1900, 26. ·A.PORlTO prof. FrttPP • - D el inqu ·n~a e pa-zia d i rn. "litari. o. poli. · ta.b:Ui~ men.to Pesole· 1903 . ..1. Tno tn.E t'TA prot En NDO, ma ioro medico. - Delinqu nza 7Jaz:z 'a à ·i m~li· tar·. (Giornale Medico del R. E rcito, 190:3). ~ .. lo 1D. La. lt"mu.lazion con8 i~erata qua,le fen m no ociolog "oo c biologico. (Giorncd Medico del B. E rr;ito. 1905 pog. 127)·. 29. In.. m. - ''rdla sogU.a della pazzia. ·( Giom.ale Jll cUco del R'.. EBercito, 1905 pag. 233. 30. lfr.u: ___ s to. capitano medico. na s rie di oss·er •az ·o,~ · p•-ichial.rù;h .-u •ogfl tti militari. (Gto,m ale Medico ·del R .esercito. 1904,. pag 22). S:f, A-'~OIOLELLA. - Cr.'m :t1alità e psicori nei militari. ·( cuola positi a~ 1904). 32. MlNGAZZINl prof. G o .NNI. - Contributo allo stud 'o d u~imbecillità 11UJ1'<lle. (Giornat Mtdico-L gale,. II pag. 5, 1895).
24. ID. ID. -
32. FERllE,RO DI CAVAL'L BitLEO ~E, generale medico,. e CnN IOLiiO~ tenente medico. Easa · dc Orù1'1inoiogie fn'i li.taire.. (VI Can,gr-esso internazionale d .i antropologia, Torino~ 19 6 ).. 34. LTVI Rtnors o ten. oolo·nnello medic.o. - Ant.ropom tria militare. (aiorntJle M«<ico del' R. E8·ercito. Roma 189 ··1005). 3-.. CONSIGLIO~ u:ftìcia.le medico. -Alcune note d · psicologi~ cri1nù14L. (Atti del V Congresso in.ternazionale di P .si ologia:, Roma. 1905). 3 · Io. ID,. - St.al:istica delle ni!(Jtcmi nervose e mental ~ nel'l · c.rc "to. (Ri m" ta. d· FrenùUria,. aprile 1909 . e Giornale d' Meididna .._THilttar.e, marzo 1909). 37. I · ID. - Peicw' ne uoo. i ne: miliea.ri. (Ri i tn, di Freniatria, aprile 1909,. e Gi rnale d. _ · .M ed,icu1G !fìl."tare d tto). 3' · T - NZ • - M'alrm ·a 1nen.tal'i. ocietà Editri.oo Libraria t lilano· 1905. 39·. ToMA 'INl. - Le 'P·8·icos ~ n elf e8 rcito e l' istitta1:on ·d i man "com t d 1 crunqJo. Nocera Inferiore~ 19069 ' ·. CA Alt 1, ca.pitano medi . o. ~ M daui it~fortun · neU v "ta militare. Roma. ~ 1908. 1·-\Nr maggiore medico . - Lrl irn. z~lm:ione d U' epilett ia. suo· "a Pl'orto colla de~ !J -n azion delinquHu 1. ·( riorn.ale medi o dd R'.. EBm·oito, l 42. L - -z · a.vv.. AR.LO. - La delù qu n:a militar. - Roma 1907 . 4:3. In. ID. ~ P r pr ,.. n :r la d · rinqu ~nza, :mi "tar . - Bom~. P O<.• 44-. P LID.OB.I dott. C. - La (!_lczi ~~ p t·itenzi:aria: d · crimtrvtli. (.-.h t · dt'lla oci ·ta d~ M ,_,!licina Legal 'n Roma., anno II, fascicolo I, 19 9) .. 45· Tao~ BETT. prof. EuMo• .o o, maggiore medico. ~ Manu.al , d· \I •di irw L gale Mil·"ta:r • - Hoepli, 1\fjla.no, l9U pag 232.
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Ma'ad · , m n .tal'
A l"El' .. L s n 1 i ·n. , · d (~:n· Po.r is 1906. 5l. Dott. W I n ER. - L condition.8 p ychiq t. ' d _ ctr rw! . . a.ris l!l07. 52. D tt.. l · ECH . - D o{ft ier dan l hyg~n e m ntal e àu oldat. ~ Pa.rhil. 19il 58. Do·tt. d. aJl. rmrtu a '.x ba rullon . d~A,fr/.q '' . )90. 19 9 - Il! ntnlit · p r. rm.ndle ee a quJ " l solclats du. bata 'Uon, d' friq ue • D ott. . IMO IN . - Annal.e fl'.Byg i~n pu.bliq?+ - .Janvi r l! n ~ L dég'nér ' da,.~ l'Arm e.
50. D
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Dott. 'l'l'H R. Ub .r V nthiit ung tnd B ehcm l ut:a.g n Gr.· t -.·.Krankh .it r~ .i n der Arm . 19 7. 57. In. m . - Faluwnflu,c ht und u:nu.rlaubt :JS. D tt .. Bn-E I. Jl:R. - Di • imu la:tion von. y'•i t · torung und Epilep8.i • - Hnlle 19 '· 59·. Prof. dott. ULTZE U ber P:ychofi tl b · ~lilitara . irmg n 111 n.ebll~ R formvor h lagen. - Bonn, 1904. 60 . l 1 ·. m. - W ,iter p ychiarri!'fr;h , Beobac htung .t~ an Milù'li rJr•far;,y ·n. - Bonn1 19 7 61. D ott. DmTz HE N!U 'BL Kri e '.i·geri.eht.s at- .Di M .'litàrstraf.'l"i ·!itspfl (J im LicMe der Kr i m inr:zl. tatistik fur d.a Deu.tsch 8. ... r. - \ erla.g voo. tal :ing Leip~~· 19 V rbr ·hen ulrl '" Ì1l B kan pfung. - Zweite verb2. Ptof A ç FiFE B R.G. - D be utlag , eide.Jberg,. 19 6. 63. Prof. Fn~JHREnnN - D~ Er · het/mtngs-fm·rn n d~, Ver,ìr -eh n~ in L3: llt:e der mod.er~ nPn • 'trafrecht. schiU . - Leipzig 1909. P ycM:a trie· ·,,. "·Dott. li l ( '9). 65. 6 . rof. S. · . E~[ERT.lNG, ~ is·'"" ltrankh it und Vrrbr di n. B rlin, 19 9. 1: Pf'lof. Ho HE.. Handb u:h rkr gerichtl · ht' , . ~cl 'all'i . Zweite :1\.ufla.ge a
Be,r lin, l J09. T tm .. ~ JO'ni k L e 'dl.'la u1 d Klernp r r. \ · 1. II pa _. 13 7 1908. 69. Dot . ~ Tnm.. - Erb~·ru, '"9 1ul•l B d r1 twng l f'. l' L i ~ hà '~ ~u.,keit. (f..T · 1roloqu h .r Z n tralbiuU, 1909).
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CASUISTICA CLINICA DI U .. OA. O D OSTEO A TE DINEO DEL QUADRICIPITE FEMO~ R LE.- Con · id·e razioni cliniche p · l dott. Eu .e olo D arto capitano medi: o neU·o.spedale, mil'ta.re I ri.ncipaJ di Rav nna. L'osteogenesi mu colare non era ignota ai tempi antichi. nei quo..li i. trovano citate o ifinazionj del cuore (1), del diafra.mma(J) e perfino quelle p.a :rziali dell'utero (3}~ Al Bilh-otb i d e il merito di a vere per il primo nel 1855 rt.c hhun ato l'a t· nzione dei c]inic· ute os i6.eazioni dei muscoli perife,ri·ci e dei ten ini, l·iportando ]a de-crizione di un caso di o · ~ Hì azioue del ten.d ine del grande a.d lutto re, t i ontrat& neU'autop. ia di un vecchio u - ~ ciale di cavalleria. A tale le ione: egl ' de il nome d:i Reite1-Kno ·'Mu, cioè osso d •i eavalie ·i. In seguito· tale argomen.to è ..to.to illu. tra.to da molti altri autori (4)., per cui i ca i di p1·o -uz1oni o ee de· Wll c.oli ·e de.i tendini, ad renti. a.llo · chele, ro ovvero libere, ono a.nda.ti :a umentando di numero . 'T uttavia. e se I'appresenta.n.o pur sempre un'affezione ·non 1 "olto fr ,quente ed offrono tuttora delle que tioni non a cora ben c.ì iarite intorno alle lo.ro patogene i; eppel'ò riten.go cbe non sia privo d'intere. e illu trare oa ni n uova prodt ziono o -,ea. dei mu· eol( O· dei tendini, ehe capiti a.lPosservazione..
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Il presente ca o clin.ie,o rigual'da H solda:to Grimaldo Domeoico d l 6 °' Reg~ime.n to fanteria della. eia. e l E·gli è contadin.o e non ba. precedenti morbo i eredital'ii d gni di no·t a. All'età di otto anni ebbe, una. pie trite e sudati va, di cui guarì com pleta.men t , d in . e gtlito fu colpito· da febbr·i ma.laricbe. Oll si e. ontag.· ato di malattie venere Dè s' fì: i "che ~ La. preSénte a.fl'e zione rimonta o.l 17 novembre 1908 . nel qual giorno ve1·so 1e ore edici, mentre es;e gniva e ercizi ·d i volteggio alla trave, urtò col ginocchio si-· nistro eon·t:ro di e a, avv rtendo un vivo dolor • Tut·ta.via. fu in. grado di a:ttrave,rsa.re. d.a è SIOlo il cortBe della caserma e . a.lir la scala rarTgiungendo cosi la. pr1lpria. camerata. ::Mes ·osi a letto, rimase sorpre o nel con ta:tare che il ginocchio era. divenuto in breve tempo assai onfi·o. L ind.o mani ìsitato dal medico ·d el di~ taccamento di Lugo, dove egli trova.vasi coUa propri.a. co ·pagnia, ve.n n.e lfLsc"a.to per tr~ g~orni a riposo e poi ricoverato· nell'lnf · rmeria, dove fu curato con appliea.zione locale di eo.m pre se imbe'"ute, d acqua vegeto-m.inera.le e con penneUazion· di.tintura di iodio. Dopo otto gior.n i fu tra .ferì to in n eU ospedale militare di R .a. venna Qui vi 1 riscon·t rò un; ~ospicno versamento neU a.r ticolazion.e d.el gmoc hio s.ini tro , pe,r cui venne app·l icato un a.ppare,c ehio immo·bilizzante tolto il quale furon. fatte, (l) Colombo Bonnet, Bo rhavet ~(orga, ni ec . 2) L.ieut.aud. (3) F . Lee. (4 Joaephsohn, ircb.ow; Wagn r, Aste lano, Cahier. Bud.in. Calamid.a~ Herbert' Vaeeari, S.chmit.. , c. 1
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OA.SUI&TIOA CLIN'IOA
cure di massaggio e iodiehe,, c.be ri:uscironO· di giova.:me·nto all'infe.rrno. Que ti, non presentando più che lievi postumi caratterizzati da modico ingrossamento d.ell'artioo.Iazione e leggiera lim.itazio . e del movimento 8:e ssorio della gamba sulla. coscia., veniva dimesso dopo 41 iO·Jtni ed inviato in licenza di c-onvale cenza. d.e lla durata..di tre mesi, dopo i. q ua.li sarebbe stato· propo .to pe.r la oura ba.lneo-ter.m ale. Al termine della Hcenza, e p1·oprlamente il 20 aprile u. s., n Grimaldo fu ·d i n.uovo rioovera.to n.e l detto ospedale., dove !"esame iìsico e fuu.ziona.le de.l ginooohio che, fu. sede del trauma:tismo,. feee constatare quanto segue : La regione, anteriore del ginocchjo sinistro s.i mostt·o. ingrossata e ma.nifes.tamente deforme: i rilevano su di essa due prominenz ben. dist~n.te e di. ise da rm avvallamento tra ver · al~ che i 1·ende moUo più m.arcato a.llorcbè si fa. con~ trarre all'infermo il quadri,cipite e ten ore. Col palpam nto· si C·onsta.ta. che la turue'fazione inferi·or{l è· co tituita da.lla rotula,, la quale pre enta la sua forma norma e·· . a però è alquanto po tata. in ba ol è legge.rtuente· ingro . ata. ·n tutt" i .suo·i diametri ri. petto .a quella omologa e lascia os ervare nella n .età mèdiale d.eUa. . ua base ma leggiera. conca. vita; che manca. in quella del lato sano ed ba. carattet"i di una limita. a perdita di sostanza. E sa inoltre è mobile allorebè il quadri~ cipide è rHo ciato7 men.tr·e d,iviene. 6.. sa n,e Ua contrazione dl detto musco.Jo. La seconda tumefazione corrisponde al fondo cieco uperio1·e della sinovia e pr-o·pria.mente ba ede nella. spessezza del tend.i ne del quadricipite; essa è a.p· piattita. a mb di placca, ba )a consist"E~nza dura propria dell'o o, presenta. H d ia· metro longitudinale di 86 millimetri e quello trasversale di 61 millimetr· circa. h.a superficie fseia. ed è sposta.bile o fissa, secondo eh il qua.dricipite ·è rilasciato ovve.r o contra.tto. Il margine inferiore della tumefazione non è r·ettilineo, m,a. alquanto conc.avo, in. modo che essa nel suo insieme ba. la. forma s , nf.iluna1~ • Esiste Ieggiera ipotrofìa. delle ma se m:usc.Ola,ri di tutto l'arto inferiore siuitro; infatti con appropriate misure, p re, ·e a varia a~tezza, si c<:mstata che la. co .. scia e la ga.m ba prese.n tano ri.s.pe.tti.v.a m.e.nte un perime.t ro eircola.re, di 15 e, di 10· mHHmetri in. meno rispetto a.H'altro lato, differenza non cospicua se s[ Ueu c,o nt·o che trattasi dell'arto sinistro. La tooicità mu colare è noro;~J.ù!e. n movimento attivo e passivo di este n ·ione della ga.m.ba sulla coscia. è com· pleto; quello attivo di .flessione e limi.tato in modo da. r.aggiunget~e quasi l'an.golo r tto, ·oltre il ·qua~e. fle.t tendo passivamente la gamba, si suscita dolore. La dea:mbula.zione si compie abbo. ta.nza. bene. L'·e -a:me radìogra.fioo. praticato .n ella po u. la;terale del ginoechio· alq ua.nto Be so, come fa rilevare il rontgengramma che. riproduciamo (ved .. fig.) riconfer.ma quanto venne rilevato con esame obbi.ettivo: esso i.n fa tti dimos ra, normali la fo1·ma e a grandezza de. la rotula, la q ua.le appare .olo alquanto spo ta a in basso. La. produzione os ea. del tendine si delinea- nettamente e lascia ·o s rvare in modo cbi~Lro la sua forma emiluna.re, sebbene· la concavità dell emilma appaia a ai ris rett.a e sendo l'imm.ag~ne presa di _bieco ~ sa inoltre sulla. lastra rad·ografica. mo tra una tinta leggermente più chiara. ri petto .aH immagine rotulea; però tale ultimo· particolare non risul·a evidente nella no t1·a figu1·a.
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n Jn·imo fatto, che .ren.d.e assa.i 1nter · sa.n.te' que to caso c1inico eon i te nel bru co cambiamen.to della sindrome f .nom·e nica alla di .tanza di · oli tre mesi. Chi vi . ita ora l'infermot ignora:nd.one tutta la storia clinica, ric.el'e, dopo un e .ame ommario, l'impre, ione di una frattura ottocutanea ta·o.c versa le della rotu1a,,
CASUIS,TIOA O.LI · IOA
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non di · gnostieata. in. primo tempo. È noto· infatti. cometa eau.sa del conside.r evole emartro ·ch.e suol s:egc.ire la detta lesione, il di varicamen to dei f1-ammen ti, .s peeie se di poca entità, paò essere del tutto mascherato ·B· per conseguenza la fra;ttura. può p · sare inosservata,. se non è me a. in evidenza dai raggi .Rontgen . E·d io,. che osservai Itinfermo, allorehè entrò neU o pedale lt~o pri1na volta ricordo benissimo l'esistenza di un vistoso versamento· end.oarticolare d.o vuto evidente,mente ad emartro, pel' cui avevo decis'o di praticare lar rotomia, quando fui co.s tretto im.R p·r ovvisa.mente a lasciare il reparto ehirnrgi·co per ·cau e di :ervizio .
.alta di tr.a ordina.r .io quindi che da princi pio fo se sfuggita la frattura; sa,. rebbe invece assai trano che. u.n'obbi ttività. co i . piccata, come, quella ·che presenta oggi l''intermo· e che i vede perfino a di tanza, fos e pa sata .ino, servata a.nche in secondo tem.po., cioè quando egli veniva d" es o d.allospedal e pe.r conseguenza :H ve,rsa.mento endoa.rti.cola.r e doveva. e, ere per lo neno assai .r idotto. Ad ogni modo, ammessa pure pe1 ·tn mom·e nto la fr·u.t.tura della rotula è po si bile con·c iHare tale lesione. colla io d rome fenom.e nica pre entata. dal nostro infermo?
74 I nuo.nzi tutto fa.ceiam.o o er are che· p r la ede ci troveremmo in.nanzi ad un ea o D·on freq u ntet giac.chb,. co·m.'è noto- I - fratture d lla metà uperiore della. ro·t llla sono molto più rare di quelle della. ·m età inferiore:· in gene.r ale la linea.di fra t tura divide )a rotuJa in due fra.m.m·e nti qua i uguali, ovve1:-o, decorre un po' a] di otto, ella Hnea trasver "a 1 d.' ana ( Reich l). (1) Itto]tr·e appia..m o be:n e come i:n s guito ad una. fra.ttut·a tr.a versa.Ie completa · ella. rotula,. per c.a.usa diretta o ~n. diretta, si ha di. oli o l''a oluta incapa·eità. ·li estendere a.ttiva.m nte la ga.m ba, essend.o ioteiTotta. la. ·conti. uuit.~\ del quadricipi.te eol l fl:llment ro. uJ o~: per coneguenza la m· ea;o ·· .a d Ba deambulazione è eriament com] rome · a. e l ;infermo, ubito dopo il tra., ma,. non pu' alz. rsi e tanto meno camminare. È v ·r o però ehe in ea o i {1•aU11.1'a • ottoapo1u- ·oU ·a o di limitata lAcerazione d lla. ca. p ula articolare, e d ll1 apparato e~ eD. or di riserva deUn. gamba H pn.ziente può e.'sere in grado· di camminar perfino· di :nlire J ·e r le scale. Ma in qu dti a i H ·cammino deve eH~ breve, per. h ' qu~dunql e fm·zo, un po esag rato e protratto p1·odurr bbe fatalmente, la. lacerazione del] n.p1 arato apone~roti o r siduo e quindi v uebbe ad abolire. il .m ovillleo.to at ivo di esten ione. ·,e,l no ero · nfenno., il q u·. le, lasciato oltanto a ri p o ·o per ben tt·e. giorni, dovè F ovvedere da. è ai propt·i bi. ogni, la f' mzionalit 'ldel quadri ipite femorale non fu ma.i c·o mpro·m . ~ in mod·o a-· oluto nè, malgrado i movin enti , cul l'infermo· t~ . O· ·ott.o poneva per nec·e si il p·r oprio a.r o, -opra.ggiun e alcun e.pi odio di improvvi o dolore, qual ien p rodo to da una 1 n : ·c a. l" cero.zione dell a.ppa.r.a to e e o · ore resjduo d.·e l gino chio. Il. nitario del di. ta·c a.m·t mto g iu dicò trattar i di una emplic-e eontu.don ·, H h ricou et·ma P.s .. · n.za completa. di grnvi iutomi fu.nzion.a.li che senza. dubbio alcuno, ~ ar bbero .appar i, e i fo._... r alm .Jt.e trat ato di una eta .· ica frattura. tra. ver le completa. di rotula. Inoltr eontro tale diagno i ta pure la forma della rot da . t ··a ch·e riprodu ee perf ttan en ··e qu Ba d l ~ato ano --alvo quel piccolo ch.e(J'gia.mento che esi te ulla metà m dia le d· Ha ba ·e. uesta., per eonsernen'z:n., si pre enta irregolare, in Jnodo la non eorri:"pondere all uniforme eoneavità 1 margine int'eriot d Ua 1 roduzione o . a i .tante n 1 t nd.iine. In.6ne a tu to cio i &:gcriunga pure, ·c he l immagine r; 'i grafica, com fu :, tto a sno tempo .. fa rilev.a re, nella L-otul.a una tinta l ggerm nt più o:·c tra che nella pro d.u zione o sea jtuata. più. i alto~ la qual vid otemente è costituita. da un. te· " uto gi.o vane he, i In· eia at raver are 1 iù faciimenl dai ra O'~'~' Ì X. P·e r tutte, qu te con ider.Rzioni adunque uon pare ammi. i.bile eh n l nostro caso si ·a. tra,ttato di una. com une fra ttura tra ~y• •t· ~ a.h'3 d i rotu l . Ma allora. q ua~e· fu la 1 sion a,n.a:totnO-Jla.tologi a pro lo t dal trauma in. primo tempo . d1e eosa ·r appre nta ora qu Ha produr.ione ·O · ea ·Che i palpa .nel tendine d l quadricipite fe.mor 1 ? 'd an me . o om ~ 1-dto . uppon:et che , t trat i di un. ostt>om.a qual è nel ca. ·o pr ente. la ua pa.to·g en ·si ?
.': not.o ome il te~ uto o~ eo abbi:\ la pruti olarit.à. di reagir . p a.Ue s i· m olazioni tr.a.umati r he oo pro ti fe raz ìooi superfi ia.li circo eri te, che ti tu i. cono co.·i l ette ~m;to~i iufìant/rnaforiP rJ p t i, \mente fl 'flUTna iclu• (Lex:. r ) (b). ome
,.n..
s-, •. Bm·x .·, .J. :.\I11a· 1.1 z . - T'rr~JhL( tJ rl ' r:ltir ur~.J ·'J pmt' ·c.Jt l·. (2) En.t c tr L :, · t-~ R. Tr lffrJ d/ dd trgù.t fJ ~~ ·r,, [.,· \' t II. paa;. 330, (l) E. v. l r. R
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O.A UISTICA OLI lCA
ba fatto rilevare l' Honsell (l), in seguito ad un traumatismo o ad un processo flogistico, :H periosti.o può reagire in modo da formare dell proliferazio., i ossee che div·e ngono ra.pidame.n te voluminose e possono Invadere i t ndi'ni ed i usmoli. - i b.ann·o quindi delle esostosi a.Ue, inserzioni tendinee e mlls:colari, in uorrispondenza d.i un callo di frattura (callus lu:wrians), .i n. un punto circo critto d.el pe~ riosUo in seguito· a s.ti.mo1azloni continue,. Inoltre; :i ndipendentemeu·t e da. q ua.lsivoglia rapporto collo scheletro, si po sono avere delle o si6caz.io:n i c~rcoscritte dei tendini e dei m.usaoli. E se vann.o· comunemente sotto il nome di osteo·m i tendin i e m'U8colari, sebbene tale denominazione, come. giu.stam.e nte fa.n no os ·erva.re Duplay e Reclus (2) andre.b'be riservata. ai soli tum.o·t·i o- ei indipe.nd nUda q-ualsiasi pro-c sso inftam.mat-Of"W·. Tali produdont son·o in generale la ·c onseguenza di .ti moli di natura traumatica~ cos:t~t.uiti <' da traumi lievi ma contin.ni, ovvero d.a un sol trauma assai. grave. n processo si svolge di solito in. un periodo ·d i parecchi mesi, ma a.. volte anche con sorprendente rapidità.: in uno dei ea.si iUustra:ti dalrAstegiano (S), un'esostosi. d.el 1° adduttore si sarebbe manif ta.ta in pochi giorni. coloro che prestan·o serv'z·o nelle a.r· i. a ea.v·aUo,. ·c apita di o.sserva.re delle oss"ficazioni circoscritte nei mu coli della. coscia (adduttori, rPtto interno . petUneo, vasto esterno), che vann.o sotto il uorne di o.tJso od osteoma dei cavali ri ( [?avie,r ) (4). Ino·ltre anche nei no -tri soldati di fanteria.~. in s <".ruito alla. pre ione prod.otta. · u] deltoi.d. dal fucile tenuto in i palla,. come pur per l, urto del fucile ste ·-o sul bicipite brachiale e sul gr.a n pettorale durante· le e ercitazi.oni di ·t~ro i poQ ono a. ver-e dei :tocola · ossei circoscritti.,. che costitui oono il co id d et o osso da es ·reizi (.E:J: 'I"·Cier-.KMehen). Le lesioni anatomo~pa.tolo·giche si svolgerebb ro n l s oou nte modo·: in. primo tempo,. in seguito ad accumolo di lencociti nel peri mis ~o ed a neoforma.zione d.eUe cellule d l sarcolem.m.a, si ba la produzione dd un tessuto mbrionale, eh diviene man mano fibroso e. mentre distn1gge per de(Tenerazioue o per atrofia i fascicoli mo,soolari,, ten;de a tra formarsi in te suto carti agineo, ed osseo (Durante) (5) La lesione s'' inizierebbe nel connettivo intra e peri-muscola ·e, stendendo i a.Ue apo .. nevro i ed o.l perìwnonio. Secondo· il Wolter (6) siri coD'tra.no delle cisti linfaticll nel connettivo che circonda le lamine osse. neoforma te. Di sohto gE o teomi raggiungono la grandezza di 10 uovo di piccione e si pnt~ enta.no come ìnduramen.t i la.pidei cUi ulrici, a nodi o ero a placche, la cui ultima forma, ·com.e osservano Dupla.y e Redu · (7),. è pi.u ttosto rara. La patogenesi di ·q u,e ste ossifìcaz.ioni muscolari e t.endinee è abba tanza o eura. condo :a lcuni,. si tratterebbe, d. u.n.a predì po izio.n e congenita. del eonn.e ttivo m.useolare e tendin·eo, le cui pro,prietà anormali si renderebbero evidenti secondo certe influenze esterne ; lo Ste·mpel (8) amm·e tte un' 1nsufficie.n te difi'er·enziazio.ne1 del mesen.ehima, per cui anche il connettivo m ~u .scolare as ume ~ bbe delle pro (l) HoN . BLL. - Citato dal Le~ r. (2)' .D uPLAY e REOLU . - Trattat:o di chirurgit:~t vot I pag·. 417. {3) G AsTEGIANO.•. - · Oontribmo aUo studio delle malatt,· :tn !dico del B. !Dsereito e deUa R Marina. ;. l 6,. pag. l 03 ).
professional". (Glornal
(4) ~:ttato da. Duplay· e· Reclu:s . DUB.A.NTE. T .rattato d'i Pcuo.l ogia e T 'crapia .c hirurgica g n rale e pecial : ol n . pag. 181. (6) Citato da. Lexer. ('7) Loc. cit. (8) Citato da Lexer. (5) F
76:
OA OISTI'CA. C'LI I A
prletà o sifioonti. Secondo il Virchow (l) esisterebbe una. vera ·d iatesi o89ifl'cante . Il Mays e l 1Hayem (2) giudicano trattarsi di disturbi d'origine trofica. Altri ( .chulz e RothBchUd) (S), invocando q naie momento pa.togenetico n noto potere ·OSteogeno de.l perios tio, Titengon.o che H focola..io OS e.o SÌ origine,r ebbe do. pezzetti di pe.rlostio o ·di osso stacca isì duran te il trauma ed e'm · gra.ti nel mu colo eor .. rl pond·e nte. Altri an.cora a.mme:ttono che degli o teobla ti d.a un ·p unto leso del per··ostio penetri11o uel muscolo cona. cot·~en.te an.guigna.. Esi te inolt re la. teoria ntiogena, colla quale si. ammet.te ·elle, in eguito a i piccoli e ripetuti traum a;ti wi, si stabilisca una. flogo i muscolare cron.iea. eh meoe·r ebbe in ultimo· a.I1 os. itìcaz.ion,e · il Durante ( , ritiene appunto che la mi.osite os ificante sia un e it~ della mio i'te pal'&nchirnato a cronica.. ln 6ue il THim.:anns (5), seguendo le or inloni di P" tha.,. Vo[k ann -..an a ·c k Dilm e Ram1n t ·d (A)~ asseg :a. nella formazione. degU os eomi muscolari e tendinei, una grande impo·rtanza. a.gli ema ·t on i i quali det rmin·e reb bero una p1··oli.fe.ra.zione di cong . iunU ·o e p erfino d.i car~, tilagitti di os o. Anzi ecoudo, ,harvot {7) g·l i o teomì non are,b bero ,-eT~e ossincazi.on~ ·m a m.atomi 'ln~~.scolari irulttrfU o anch - calcificati.
R ~tornando· dunqu.e a] n.ostro 1nfermo, sorge. spontan ea l, idea eh.e si tratti di un o t~oma volto .i nena spessezza de] tendine d.el qua.dricipìte. e tensore.. La. temia p rios.togena trovo. nel p·r esente cas:o una valida riconferma, giaccbè la detta. pro· dut..ion.e, ossea con tu tta veroso·m igHn.oza si sarebbe· volta nel egu.ente m·od·o·: la p· ccola. p.e rdita di sostanza esi. teu.t e uUa. l arte media.le d·e lla ba e deUa rotula. la quale, come fu d.e t·t o a suo ·t empo,. ·p resenta una manUe· ta. concavità che non si l'Ì contra. da.1 lato sano* .t a.rebbe ad attes.ta.re che, in segu1to all'urto contro la. trave, avv·e nn.e una parziale lacerazione del te.n diue del quadricipite associata a dista.cco di una piccola porzione o teo-periostea della rotu.la. De:tta. lesion.e · spie~ gberebbe iJ comnderevole e~ martro svoJtosi neU' infermo ttbi to dopo P.a.ooidente nonché, Pa· en:za. d·ei sint omi proprii di una frattura trasversale ·c·om ple't& di rot ula . · o:.n esstmdo che parzialmente ed in rnoc:lo limitato interrotta. la continuità d eli apparato o teo-tendin·eo e ten~ore ella gamba, è fa.aile com prendere· pereht\ 'infermo abbia. potuto ~ in da principio· eammiu.a re e non ;a,bbia presenta.t o mai ._in t o . l i alla.rm.a nti, ootne at' e ta la diagnosi d ~ emplice contusio·n .e fa.tta. dal sa.. n1ta rio d el di tacco.me.nto·. Intanto il p·ccolo franuu oto o teo-perio, teo, · tirato in .a lto da. Ile corri ponden.ti nbre ten.dinee è, t to ·udubbiamente la S·e de di un Pl'OCe so di periostit-e os i.ficante ehe h.a dato lLtogo ad u.na. proUfera.zione iperpla.stica. di. te. uto o.s eo La. uddetta. produzione quindi avrebbe un'o,.ìgine .osteo-p~' 1l'iostea. Il Heve spofl.tamento del '.a rotu la. in bas o d".pende, ·con tutta, proba bilità, d.aUa. di t n ion.e della parte re tdua del tendine del quad:ricipite ~n seguito al vis toso v·er .a mento endo.t u ,· ico are.
itat· da. D pla ~ Reclu . 'itnto .Ja D upl y e R ·clus. {:l) . '. . '.\tiNi. - Le rnata.tt.l e gl" infm·trtni n lla •ùL. m iUtrlre: • 326. (~ ) Loc. · . (~) HErnu ; ~ TI LL~\I, ·~x "... Tr U (dO d " Pa~o Q i fl n ral . e 11pr ial cl~ :rur·g .& ca: vol . I .• pqz. 4 . 3. (O' ite.ti la C :rmi ·e d Tillma.nn . l)
(~
(1)· i e.to· da Dup[ny
.R " clus.
'A-SUI TlCA CLINICA.
77
•*• Il ca. o pr sente adunque ha. un rt.o ~~t re e irumnzi tutt o pe1· l diHi oltà. pt·esentate, in primo tempo per la. facilità con cui lo ra o at:. ua] "' d lla. lesione potr bbe fa .·e in OITei· in m a dia · .l o:· erron a,. q n,le ~' rebb indtlLbiamente. qu Ua di un frattura tras ·er ·a.le ·ompl a di rotula. pa. ·sa' t , 'no • rvata. Inoltre la. lacerazione d l ten rne del q mdricipite f ' OOOI'a] a . ociata o uo a. distacco di lembi per io ·tei o dì pezza t ti o.· i della. t·otda ' piutto to I'~ ' r :accade:n.do più di i1·equente la rottura del legamellto ro. ulo- tibia.le {Rei h I) (1). Infi , e l'inter·eS e maggiore d· l caso lini o ta 11: •Ila - -~ pida formu.zione di m. ro ~ o osteoma t:endineo, avente la t'orma o.ULtuo-ata di una. p .lac a, il che uon e frequente, com.e fu detto a suo tempo. Nella - l ·a ev l .zioue ha a. uto pt·obabilmente una. pa)·te importante a.n he il vi. to o emn.rtto·, che compii ò sin. da ]_.n·incipio la. le ione e che avr bbe, econd il TWma:nng (2) ed altri, una grand.e importa.n.za nella formazion d.i sim]Ji produzioni o . e. Tale ultima con iderazion ba. una. .a rand i Hl porta.nza. ~Il ' e dal punto d· vi "'to. p:r atico, cioè in rapporto aUa. cura d ·o· H ·emntom i.n gener.al e d i oneu ::t,rtt.i in particolare. lnfa.tti lo svuota.ment-Q del ·ang te ra col t-o are'bLe econdo. la d·e tta teoria 1 un.ico mezzo per evitare }JO. s.i bili sorpre ·e future. E ' noto ·c ome l immobilizzazione as · cia.ta alla ompt·e ·ion eeondo la tecnica. ·c la- ica. del Delor :te, abbia ra.1 pre" nta.to p r uu certo t wpo Panico metodo e•· guito q nasi uni ve1·~ almeu te n lla. cura dei gone1 lt.rtr i. e non che con tale proce · o latrofia. del qu.ad.r icipite era. l 'e ito qua i abitu.a le della uddetta le. ione. Epperò; in seguito ai progr ssi d l met~odo a ettico, i ·hirurghi, dh n 1 i più 11 • diti tentarono la pu.nh.tra. vacuat1·ic: ~ e addirit ura Pa~rtl·otmnia a .-:;ocia, a alla. co pr ione d aHa. mobiHzzazione preeoc . Tale l r~· cesso segu.ito da molti ha ·d ato e dà t :tttora ottimi 1i. ulta.tL -on utan.cano pe1'Ò anche oggi i fa.u.tori del .m etod·o incruento ~ H Thoori (3), maggiore medico delP sercito france e.i. facendo rilevare cl e i metodi g·e neralmente usati nella cura dei ver ame.n tì traumatici d ll'artic.olazio110 d l gino ·chio ricl1iedon,o un lungo te.m po e alcuni di ess.i, con e l'immobilizz,a zione a so ~ ìa.ta alla. ~compre sio.ne, producono fatalmente l'atrofia muscolare, p·r econizza un nuovo. Jnetodo, C'a i egH dà il nome di tratta1nento 1cin •t-i co~ E · .o con. i te nel provocare in dal primo giorno la contrazione' del qua.dricipite f·e morale,,. costringendo "l paziente a sollevare a.t tivame,n te l arto inferiore han 8t o, in modo da. fol·mtue col ba ino un angolo retto, e poi a riabbassl'ado lent&mente e . enza. sco se sul piano del letto. Tale manovra. andre'bbe ripe·t uta d ·verse volte per un periodo compie.· ivo non super·.ore ai. 4-5 min.u t i primi per ogni seduta. Con tale trattamento, es . _ uito due volt"9 al giorno ed assor.iato ad impacchi d'acqua v·e g to-:m ineral , i. avre.bbe il riassorbimento comp·l eto d.·e l liquido strava ato in nn periodo di tempo .m olto mioor·e rispetto .a gli altri m·e todi curativi. Questi risultati ·ono rioonf\ rm.a.ti dal· diagno.~tiche
(l) Loe. cit. ( 2) Loc. ci.t . ( 8) A. Taoom ·. Du traitem.ent .k inétique dea 1Jcuwhements trau'lno.t iqu.. - du. Yr ''lcYm. Le Oaduc'e , n° 22 21 no 19 8; n o 3, 7 jsnvier 19 9,·. n° 71 .3 Qvril 1909 n° ~ 24 vril 19 9.
78 PAndr. ( U ~ H quale, pure hrno·r ando il trattamen.·t o kine ico de,} Tboolis, e·bbe anc.he lui l ~idea. di prat· carlo, constatand.o .l i :'; te si benefici·.
'l1ale met-odo, eh.e è · ta.t con ·vantaggio sperimentato anche da tu e su due infe,rm.i,. ha iod.ubbia.mente una grande importan.z#\,, specie n.ei piccoli ver. amenti traumatici del ginocchio, be ono pure. co i frequenti n.ei. no tri giova:n i soldati. E . o ridu.oondo il periodo d.i cura. a pochi gior·n ·~ ·o ltanto, potrebbe realmente rip parmia.re n loro ric,o vero negli o pedali mili ·ari ·8 render po' ·bile la ura. pre so le i . ferm.e rie reggimentali. Ma, enza ne a.re la grand·e hnportanza. d· l me·tod.o uddetto n~ei piccoH ver amenti. endoa.rti olari. del gin.o cchio., .r itengo ohe negli emartri co picui sia. iust:iti.cata I.a cura cruenta. Que ta. a parer mio 7 dovrà es.e r eo -tituita. no·n già dalla. emplioe puntura. eva.cuatrice m.a. addirittura dalla artrotom'a, la quale, mentTe non può spaventare p·iù alcun ('.hirur.1o, è la sola che permetta la. comple· a. fuoruscita ·dei coaguH. noto infatti, dalla. clinioa. ·e dalle ricerch sperimentar. ~·ome non sempre H sangue r o.to nell'articolazione ri ... ma.nga. fluido per nn t mpo più o meno lungo, che può giung re fin oltr le tre ·e ttimane; ma, sp ie q uan.do tratta i di gra. vi trauma ti m·, la eon.gu.la·z ione precoce (Reichel} (•) e per con e '1Jenza la puntura -e vacuatr'c ìn tal caso sa,rebbe, d i ne un an"tagg ·o. n metodo cruento inoltre è .n ece: ario pu ·e qu,ndo le con· di:zioni O"enerali deU'inf .·mo· fanno prevedere cl e, ·1 potef\e a sorbente della siero.sa. a rticolare . i a. poco, . ffica.c,e in tale stato ogni. indugio non fare be che produrre la. di ten ione d.e i li amenti ed affrettare l'atrofia mu · ola.re ( orgue e Beclus) fS). ~-nnne H grande vantag gio della. cura <rrllenta nei visto i gou martri è la pos~i~ birtà di far·e una diagno i e a.t ta, perchè~ dato e· ito aU'abbonda: te ver amento idro -ematico t articolazione pu.ò ·e agevolmente esplorata.
•
**
L''a ports.zione deg·Ji o teomi r.a ppr - en ta. runica Cl~ra radir.a l • E - a .n el ca o interes.·ante anche per )e ri ere h e Ì to1o icb.e d Ha. ptodu .. zione o ea· e non cbe linfe · •·O, co·n tu.tando un · u -.. i · nte ri·p ri in.o fun.z·onale dell'artic·olazion.e trau ·atizzata. non volle a. olutamente ottopor i ad. alcun atto ope~a t ·v·o·. Egli qu indi. :in . e nit alle vi ite medicb pre. ,c ritte venne propo. to p rH pa, ftggw nel Corpo dei Y erarni .. 'DO .t ro Sarebbe l'tU ·CÌta
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Il . • juin 1909.
h inrgt:Ca; ·ol I, p g. 7 O.
79
R.IVIS TE GENERALI
RIVISTA SINT.E TIGA S I l RECE TI
::-oG- E
I DELL
OTORI OLARIN-
GOLOG IA ( W07 ·00·00 , per il ·p·rof. G Ostino maggiore medi ·oj docente d i
otorinolarjngologia.. I •. -
etoctl cllni.ol ·d e ame.
l • Esa m • del sangu . - L• e ame del angne, pu · portare. u.n valido aiuto a.lh~< diagno · d Ue tsoppura~ion · ex.tra . d endocraniche di orlg.in.e a"ttricolu~e a) per la anormale f"ormola. leuoooitarJa; b) per }a presenza. di leucociti suda.no·filì ·. c) per il ·suo· conten.uto batterico. .a) fonna leucoeitaria. ~ Le prim·e ricerche spettano a. \Vic;a rt (l )J· seco do il quale la. sola esistenza di un o·tì.te media . UJ. put·ativa. ba ta per da.re un leggie.ro aumento di leueociti da 6000 a 10000 col 72 p . 100 di polinucleati: nella ma toi dite la leucoeito. l sale a 10-1200 col 72 p. 100 di polinucleati., nella trombofL bìte a '20-25000 col 2·95 p. 100 di po1inucleati, n.ella meningite c.it~o ·cr~tta. a 20 oOOO co] 94 p. 100 di poli .nucleal'.Ì~ mentre nella menlngite g·e neralizza.ta i globuli salgono a 35.S{)(J(X)- con 92-96 p. 100 di pollnucle.a ti. Negli a ces- i cerebrali . il pus essendo· inei tidato, lo forn.1ola leu.c ocitaria. non è quella. deUe infezioni inte e,, rag·g iungendosi appena. 90000 leuoo iti co'll . ~90 p. 100 d.i poHnucleati. :M·o ure (2) e Del a.ux (3) danno m.o lto· p·e. o all' e ame emao·logico nel sen o d.i Wicart. .Delsaux: dice: u.n a leucocito.si di IO·l .. Oll dimostra l'estension·e d.e Utotite alla mastoide, da 15000 a 20000 è i:nd.iee di u.n a -ce. so tra.dura.l ~ o cerebl'8Jel 20-25000 fanno pensare alla probabilità. di una m·e nengite.. Questi criteri però non sono asso·l uti e. vanno a. ociati eJPesame del liquido c falorac hìdeo ·ed a.j in.tomi eli nici. per accet·tare, la diagnosi . . Lerm.o yez. (4) fa risaltare P j m·po·r ta:nza. den sa.me dei poUn·1clea:t i per la diagno i ·dift'ere.o ziale tra meningiti amicrobiche .o. liquido poriforme {de. critte da "\V idal e Lemie·.r re·) e menin.g[ ti purulente microbiche. In queUe i polinu.cleati ha:nno eonservato ì1 loro aspetto normal , m·e ntre, in que ·te ·e si a. su ono le forme degene.rative o.b e cara·t erizzano i globuH di pus.. ue te meningitiì amicrobiche a polinueleari in tatti sono molto benigne corta durata e gua.r · · con.o spontan!e amente e quindi controindi-cano ogni intervento Anal oghi ai ris.ultati di. \Vica.rt e Moure ~ono ·q ueUi Ira. S Wile (6 . Nella ma stoidite il numero dei p·o lin.ucleati n u tr·ofili può ·r aggiungere il 78 e fino il 98 p. 100 e la. pet"'eentuale è tanto magg·ore quanto maggior'e' è la distil.~zione dell'o so: se la propor2ione ·è al di · otto del 7·7 p. 100 è imp·roba.bile nna ·c omplicazione plloha.bile se supera 1'86 p.. 100: una. di.tnin.uzione de.l Loro numero indi· a un miglioramento. Se per eontt·o diminuisce la. leucocitosi totale ·.enza con tezDpora.nea. diminuzione dei polinuclea.ri neutro fili ciò è . egno I ·ecia.lmen.te nel bambin.i, di una minorata forza. di resistenza nell organi ·mo. quindi bi ogna inter enh~ .. Fa.llas t6) nota che nella m.astoi.di, e . nelfa. ·e o estro.dural·e, ne lP a e o cere .. b.t.a l e ee,rebeUa:t~e, )a leucocitosi è au.men.tata a11· i.ncirca neUe ste se propol~doni
se
complicazione endocra.n i c = 4o l . ~ame de angue non
o
nz o. e. i tono in tu tti i ca. i in eu i i l : no ' t·ror_ uffi ~iente da ol }l r . tabili · lo. nntut·a , el a le-
tudiò pur l alter zioni del liquido c falorachideo. ondo l' l n. ·enza di el m n ti 6.gur:1.ti i ' d tto liquido non ha. al 1 n R.lore semiologieo; e •o liquido è alt rato nel 18 p. l d i ca i di ma toidit emplice·t nel40 p. l nei ca i di ma oidite con compHca.zion endocr.anjca, nelr o p . 100 dei ca j di n'ngite o di a c ·S. o c rebrale. La. diagnos' e ]a progno. i . i d.ovranno ba. are lUe. l e,razio-ni d i volinucleal'i •8 ul Dlllll·8 1") elev.a to degH elem·e nti figura. i. Gibe1·t · t1) conf rma i ri ultati di \:Vica.rt, Moure Falla. c . b) p1· .,_. nza di leu oeiti ·~u lar fili . . . . . Il m· to -o di .e. aris De mel ( 12} rH co· !:orazione dei l _ucociti col uda.n III fa rilevare n ll'even tuaHtà di focolai uppura.t·vi n l o·r a.ni mo . una cara.'tteri tica dcgon razione ed infiltrn.zion.e gra a de· leucociti che co l Su an III i color.a n o in l'l() o (l Ltcoc1ti udanofili. 01·a le ricerche di Bt:uzzone e Qu reUi (lS) nel campo dett'otoi.atria hanno portato alle e01nclu ·oui .s guenti. ~ci ca i in cni l e ame, del. angue metteva ~.n evid·enza. l.a. pr .za di co.1:pt1 coli ptu-nl n i o una gr nde quantità di e] ment.~ sudanofi~ • u-· periori al 46· p. 100. L'oprazione ci d imo. t ·ò sempi r i t nza. di una raccolta pu ·ulenta e m.en ·re n· i ca, i di ofito media. u1 pura ,a. acuta a.pet·tn. non si trovano nel sangue circolante cot·pL·e coH ptH'ulenti e I elle f rme cronici e con rip tut.i am1 ·e ne può trovar.e qualcuno, qu~ sta particolarita emat.o logica è, semp·r e stata. ·p o itiva nei ca i n i quali comparv·e la ma.. toidite. In an. c.a. o in ui vi era L
•
l\H'l TB OEN ~RA LI
'l
l'SO p. 100 di anda.nofi.li con numerr-os1 leu.coeiti quasi co:m pletamente dege, ntl'~ ti (cor·pusco.fi purulenti) a.ll'opemzione i rinvenn.e un gros ·O asce so e: trad.u rale con inizio di. meniogite. In quattro casi di meningi te si trovarono el menti puru lenti e 70 p. 100 di sudanotìU. In conclus·ane , b. qua.nti'tà di sudano.6Jj è del .W • l O circa nelle mastoiditi sem.p liei, del 65 all' O p. 100 ne· li a.s:c essi del collo ed estradurali, nelle meningitL l corpu coli pu:ruleuti son rari neHe ma.stoiditi emplic.i. più numerosi nelle altre compHcazioni . L& ricerca. dei leu.c ooitì s:udanofilì sarebbe nn ottimo criterio pe;r la diagno i differenziale tra .m eningit purulenta e ma.ningite t l hercola.re :· se·c~o do Mic·.heH (14) nella menjngite· tube,rcolare, i leucociti che si colorano col ud.a.n III sarebbero scarsi (10·15 p . 1001 me,n tr·e :nelle. meningite purluenta. il loro num ero sareb•·e sem.p re cospiOllO, salendo a 60-80 p. 1006 c) same batte·riologico .de.t .s angu '• - Libmann e CeUer (15) tudiarono metodicame.n te il sangue dal pun.to di V'i · ta. batteriologico n .e ne complieazioni. otitich,e de.lrend.oera.nio. Pr .·er.o da untt.. delle vene del b·racci.o 20~2'i.) eme di sangue e lo se.m1na.rouo in. agar, agar-gluco,sio, agar·siero agar-~ iero·J'lucosic, brodo a gluco io· c·o n o senza siero. E si tt"'v&ro·no batterii olo ueHe otiH medie complicate. da m.eninrrite o da tro.mbo.s i del eno trwnrerso, del bulbo deUa giugu ]ar.e . :N eU - :meniog.iti rinvennero il pneumocoeco e lo s·t.r,eptococco muooso· ;. nelle trombo i dei eui si trovò l1 volte lo .t reptocoeco, 2 volte lo s.ta61ocooeo, 1 volta U proteo, mai il pneumoeocco. E si in istono sul fatto· che nelle menlngiti e nen trombosi dei eni faceo.do· ripetuti -sami coi metodi suin.dica. t ~, si ha. b~tteriemi a. qu --i nel 100 p. 100 dei ca i. Dal lato pratico gli AA. co:n cludo,n o: l 0 uDa eul·tura positiva di. sangue ha v.a lore quando, dopo fat.t.a. la. mastoidotomia, .si dn· bita. d. !l'esistenza di una ·t rombosi del seno· tra.sverso · ""o in cer i c.a.si, dopo e. plorato il · eno ·e do.p o esortato il trombo,. s v'è anco1-a batteriemia., la. l egat\ua deHa giugulare fa ~compa.rir'e, gli streptococchi d.a.l sangue· 3° una. cultura n gati v può se·r vire pe.r la. diagno ·i d.iffe ·enzio.le tra p"em ·a reut atis.mi in otitici. Duel e Whright (lJ) riporta.no· un.a serie dì 16 casi di ba.tteriemia su S7 e a· minati. ( uattro pazienti pre ent:a.vano i segni ela,·sici ùena trombosi del seno tr.asverso fu ,e eguita l' ap rtura ·d l seno con legatura. deUa giugulare; uno av·e va piolabit·intite. aeuta. leptom ningite diffusa, due siousi'ti frontali tta cui uno con m"'bsngit : ~ nmanenti. ·Ca. i rano· mastoiditi S-'nza .c omplicazioni. La streptococ ·e emia era presente in tutti ca · i di trombosi ·del s no ed in una. l ptom ningi t mo. si e'b be pure m 9 otitici enza. sinto:m i allarmanti di alt.r · complicazioni (sette v·olt~ lo streptoooceo, ·e due volte il pn umococco) : per cui pa-rre·b be che la batte~ riemia cl1 compal'le nf!:ll cor o d 1un'otite media purulenta a ·.uta no.n p IÒ da sola fa· diagnosticare. una trom.bo i del s no trasverso quando mancano a~tri sintomi clin.iei JJ6ntert (17) onsiglia ·d.i e ·aminare il sangue d l seno ra. ver o prima di ag~ re.di ·lo e c.iò a sc·o:p o di.aguo.s tieo poichè 7 =·e.c ondo L ... 1° la. pr enza. di pare ·cl .i .s treptococcbi nel . angue del seno ssi~cura la diagnosi di tt·om.bosi anche .· la temperatura non sOI'pas a i 89° C, quando non ooe i sto. a ltra malattia. d eco ·rent·e ad alta febbt· · ; 2o la pr ponderanzo. num rica considerevol del contenuto s tto ptoc,occi ·o nel. sangue del seno in. oonfron.to con qtt ~uo, d~el sangue deU · v .ne bra.chiali è ecisiva. per b. ·t rombo i qua.udo sì è in dubbio l'alta febbre~ dovuta. aUa ma.lattìa auricolare o ad altra. ma.la:ttia,. go se il num.e ro .degli . tr •pto o chi nel san.g ue del seno non e co.n sider vole e se ess1 .·1 trov.a n·o anche nel a.ngue delle v ne periteriche e . i può es ludere alt ·a. m&J.a·t tia febbrile, que. to repe t·to avvalora la. d.Iagno i di trombosi; 4o· H repe1 to neg~ 't ~ . o nel san 0 ue del seno ed 6 -
Giorq(de di medicina mmture. ~ Fase. I.~ U.
R.IVl ·T'E GENERALI
in fl ueHo delle Yene periferiche non. e. clu.d .e la. t1·om bosi.. poich.è vi potr· h be e·S er un,a tromb i. i ·olata del bulbo della giu{Jialare. L'·e sam. ' del angue può ancora essere utili.·simo nell& peciaUtà per la diag:no i so pettl, di sifilide. La prova del ~a ermann coli aue modifica.zion· fu lungamente sfrutt:~ta. Weinstein (18) la ritiene spe ialmeo.te util to nell'uloera p·ri .itiva. delle. amigdale eh può facihnente confond r.s:· con tumo1~i malign.i e n Ila qual,e la. si.et.,or azione è ·p o itiva nel · -· p. 100 de.i cas· (L. d rm.ann) • 2° nelPan.gi~-a di Vincen e-be può fa.cilm nte se-a:mb[ar i colla sifilide.. So bernh.eim (1 ) in b~ s . a.l W.a · ermann ne,g ativ·o po è in un caso dia.o-nost.i·c are u·n 'angi.n a di Vin.e"'nt al eonta·ario .Muck ebbe Wasserma.n n positivo iu un caso d'angina fuso pip rillare, 3' per la. diagn.os1 differ.enzm.le tra. lupu t sifilid·e, carcinoma del naso rino cleJ·omn.. ald ra ('.W ! in ba e a. l ca i afferma eh la pt·ova. l i 'V'as. ern nnn o• ·re nel ampo otor"no]a.ringoia:trico un.a icure.z za diagno ~ti c a. J.perior ai me.zzi ·f inora. cono ciuti e nei casi duhhii in c 'JÌ · i do·vrehb d.ecid -re ex j uvantibu ra.ppre· ·enta un me·_·odo :r api.do d.i diagno j perch& 6 sa. non ric.hiede.,. quand.'o i tenga. p ronto l a.ntigene e. la:mbocet :ot· ·c he aJeune ore. a. prova. di \Ya 'ermann ha pure Per vi t·o per r .io rehe e iologiche u forme
m rbo~ e o eur·e. B n ck Blm 1enthu.l ed Hoff:.rtann (21) hanno trovata la. prova po: itlva ~ .s u ·2 a i di ordità net·vo a nel 52 p .. 100, su 17 casi di anchilo i d Ila staffa ·n e.l .:... ,. 6 l · l O. __ elPozena, ebbero \Va rmann .n egativo xander in 26 casi (22), • i "nl br in 16 ca i (23). go TunER CULrNO -RBAZtmu. - Anche l'orecchi·o il naso la bocca f lron·o bei·sagli aUe rice. rcl e d.ei clini i per la tuber.co1o-diagJ ost to RlOUl. •REA.ZIONJC. - Tede chi. (24) preferisce la iniezione intra.d erm.iea della porzione orizz:ontal della docciatura d~eU eHce~ .Scioali.e in 10 ·Cm~ di acqua di• tillata. nn mu1gr. d.i tubercoliDa ecca: una goecia dj qu sta ..oluzione contiene circa .... miliouesimi di grammo di reatti.v o. .e con. que .ta -_ ol uzio·n e non s·i ottie , e 1·eo.zione, dopo un periodo di a]u eno otto u io·rni si ripete l'iniezione ·c on una so]uzione d.i concentraz:io·n e doppia. · Oooor ndo una ter.za. prova, dopo lO giorni. .s i usa. una. . ·o luz,ione cr g •. O00 ... :li tube.r.c oHna io lO cnr di a~cqua di tillata.. on una volta, dichiara il Ted · ehi, que ta prova è fa. -lita n i casi di ubet·colosi clinicam nte rico·nosciu.ta e senz.a grave acbes ia. 2°· Rinol' azi.onP. - La:fì -Dupont e. Molinìe1· (25 ) studiarono l reazìo.n e d Ila muco a na.saJe aHa. tu.bereolina. AppU a.ndo .~uUa. mucosa. nasale, un piccol~ tam~ pone, bag·no..to in una soh.1z~. ooe acquosa 1 p. 100 dì tubetcolina delllstìtuto P s teur, s· nota doJlO lO minuti un e udato che. ·ess·c a e forma una crosta gial· lastra che spie ·a uUa. a~iacen·te mucosa arro sata ed è cveziata di punti ro ·si· ·q u.e ta 1·ea.zio,n e fu co "tante n i malati. afE tti. da tubercolosi polmo·n are ed io S ·u 11 pl uri ti. Il uuto di pi·edilaz,ioue. per l applicazione della tu'be1~colin.a è
n :etto. La rinorea.ziong è innoct e i p~uò praticare a.U insaputA del malato Tilli (2 ) ·c on f, rmR. · v anta. .,. O" i della rino.rea.zione sulla oftalm.oreazio.ne e cut irea:z.ion : su 4 ca i ebb - e. "to po itivo in S. in accordo colPe. ame, batteriologico d Ho 1 u to.. e suno. do.i uoi in f rmi ebbe moles i d · ·o ·ta, riti ne però che la. prova va e O"Ll~ta .olo .u mucosa. na ale integ·r a ed evitan o la. t gione deU'epista. iF l aui-Volarelli (27) bbe colla.. rinoreazione e ito po itivo nei cas.i d·{ tuber· ~colo i in ipiente s·e nza e·v identi seg:D.i ·o bbiettivi n·el 70 p. 100 nel a tuberco·losi. 1
• R[VJ TE
ENERALI
e,ao-iera con sinto1 i obbietti ·i. nel 7 p. lO , mancanza di reazione o reazione fugace ne·i easi grav.i...Praticando l"esaJ e del sangue di individui sottopo·s ti alla rinoreazione ebbe poli n 1cleosi transitoria se esisteva tuber.colosi. nelle ricerche ...citologiche dell'e~· ud,a to della mucos·a D- ·aie dopo· la rino·.r eazione osservo abbon ilant fibrina, cellole epitelia.U, pulinucleo:si neutrofila, as· en.za di eo ino:fili e di
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, basofili • .o Buc·c oreazione. Pollaci (2-fl), trovando la. t·ìnoreazione pooo sensibile, applicò la tu1 ereolina sulla mucosa orale .. In. 10 tubereolotìcì trovò «forte ipel"emia. edema deUa tnueosa, piccole ulcerazio.o i ea.tarr.ali con e'"' u.da o abbondante mucopurulento che per lo più si raccoglie neUe fo ~ e·tte del frenulo»; in altri casi 1·eazioni legg ·r issime con Heve congestione ·carsissimo es. udato fìbrino.so attaccato ten.a cemen te alia mucosa in forma ai piccoli puntici.ni » In venti soggetti sani. o a.ffett;i d.a malattie difFet·enti la muco a orale è rimasta intatta aUa. prova della ..t·ube1 eolina. La tuberculinoreazione fu pure sfruttata per la dia nosi ditl'ere ziale tra. otit
media purul.enta. cronica comune ed otite media purulenta tubercolare. SchlHer (2 ) su 60 c.a i sospetti di tubercolosi a.uri.eolari trovò la reazione. di Pirquet , eutit•ea.zione~) positiva. in 11, propo:fzione che corri ponde a.ll'in.circa. a. quella riseo1 ,trata micl"t) oopicamente da. H·emri · n Ile mastoid ' ti in fan tm. SehiHer so tiene eh e nella d·agnosi di tub rco~osi a:urieola1•e la reazio.ne di Ptrque·t ha ma:ggior valore che .non gli alt:ri riteri clinici. Se E._A~tE 1 UNZIONALE AClJSTIOO. - La. monografia di Grad·e nigo· (SO) sulla acu~ metria tiene n po~ to d'onore in questo CO.llpO. E seodo impossibile riassu.m rla in bl·e,·e SpR.ZlOf B·C C8llll61'Ò lll&U manO quanto pao più interessare H med.ico pratico. a) esa'lnt> d(l;llaparola .. Graden·go, dopo estesissime e minuti. sime esperienze propone ]a :s eguente scala ototipica che è quello di Nieddu,. sal Yo che son rettlfi.eate le dista,n ze delle varie categorie di parole, eliminando le parole eost1tu1te da. due parti di ·d ifferente portata, e1 soo aggiunte speeia:Jmente. per il gruppo in· f:ariore e superio:r e altre. parole per rend.e m più vada:ta la scelta da p·a rte dell'e.s aminatore. La voce, afona adottata è quella. di media in.tensi.ta. Toni bas i (d.a 4 a ] O w.} · muro 4t uno 5, unto ·S, uovo 6, omo 6 moro B ovo 9.• fumo 9, novo 11, ruga 11, ottanta 12 metri. Toni. medH {2·0 a 82 m}; toP'o 20 cuoco 28, poco SO, t ·"fo 24. fuochi ...8, fì hi 8.2 can'O :.. Lr giostre 2B, la.m pada 21, tutti 34: ·m etri. Tani aeuti (38~44 m.•): .rr ·s s.o 46, a · o 46, tella 40,. fio es tra 42 gh estu. .5 mine tra 35, e. c SS. sessan.ta. 37, mess.a 85, osso 32. ~na .scala ototipica fatta di parole.~cifre era già stata propo.s.ta ·d a Gradenigo (Sl). la distanza uditiva normale è ]a. eguente: sei 48 m. dieci 44, sette S9,. tre S l; otto 26, nove ...O, due 17, uno 4 112 m. Questa scala h.a. il grandi. shno vantagaio di e igere. il minimo .s forzo intellettuale d.a. parte del soggetto in esa·me, di contenere tutti i più impo'r t:a.nti fonem.i, di e ·sere tenuta facilmente a memoria daU. e· samina.tot· . T·o nietti (32),. per eliminare P indovina.mento psiehico, ha ideato tma aia ototipi a fatta di parole, italiane di facile pr·onuncia. ma dì significato non comun.e. La di tanza uditiva ·p er le pa·role di que ta. scala é appena 2t3 deHa. distanza uditi .a. per le 11arole delle altre scale e va d.a i S ai 15 m. ro., ulva, bruma1 bmTo, 't. opo, falbo,. upupa, tarma afro,. ludo. Iufio quota,. rutta., furca ta ccola., a o, pelta, el a.. roUa, c-<Orba, faro, magona., natta, oft'a; pacca.. teppa, bega acca.. Jabe r 'i a, vergello·, za:ffero·, stelo stiva, biffe, distici, se.ocia, saia,. se sola, p issi de~ s:t.a ia p' s i, scis i, usi
RIVI T .E GENERALI
cala Toniett~ serve ben1ssuuo nei casi eli dissimulazione. 'b) Esam.e coi dìapa on - Gra.d·e nigo (SO) pro·p one per l'esame uditivo mediante il diapason impiego d ' metodo a pesi. PI·e i tr ·dia.pa ·on, no bas o (Do v. d.) uno medio (d·o' · 512 v. d. ed uno acuto (do' · ...,048 v d. · p1·ocede al loro campì·o nà· mento, appendendo ad una deU brancb.e del diapason tent to orizzontalmente un'ansa. . d i nlo por·t ante un.peso di 20. 100, 640 gr., bruciando H filo· e notan·d.o sul sano d ore6ehl la -dur.a.ta ·d i vibrazione d.i ciascun dut.pason pdr c.ìa."cun.o d. t~gli impulsi a.vu _i da Ha ·cadut;a. d.ei tre pesi. Il ca.1 1pian amento si fa una volta per sempre1. P r determinare il potere ~- di ' ivo de] malato in r:l.pporto al normalet i ·eccita. il dia.pa. ·o n col ·p eso ma imo u a.to per il campionamento· e si d.e te.r mina in eeondi la durata di pere zione dell or,ecehio· malato. Coli .a iuto d" una tabeHa riportata nella monografia si può ·d eterminare H po· tere uditivo di quel dato orecchio. Q~i · (33) propone. per l,a pratica .i diapason do d·o~: fa.4 • .E delm.a n. B ) una serie · di diapason liberi dtarmoniei quan, unque non ,c arlca.ti di pesi ed una. serie continua di toni fatta da risonator• (35). Si sa che la determinazione del limite s.operio·r& d ll'ud. "to coi diapason, ·co:i cilindri, cogli apparecchi di .Melde· col fi e.hietto di G.alton è difficile ed inesa:tt· Lo Sch ulze '36) pro1 ose il su.o monocor le j J quale co·n sta di un.a eo1·da metallica d'argento fissa ta da due kl·e mm·e r· un terzo klemn1er co·rr su una slitta modifican.do a volonta ]a. lunghezza deUa corda sonaote. in pe:z.z,o di. ·w,ffa. spolvera ,a odi colofo·nia scorre longitu.dinalmente sulla corda provocando vibrazioni lon. gitu~ dinaH. Con. una form da. algebrica compl~e ta. si determina il tono eon-i pondent a. ·q uel1a data lunghezza di eor·d a. Il n 1meJ o delle vibrazioni è, compi ta:mente in-dipendente da.Ua tension e ·d alla temperatura. Ba1·a:ny , .S7) propone di sostituire. la seguente alla prova di Rinne. - n u n soggetto normale, se i appoggia un diapason vibrant:e qualu· ~ que suUa . metà 1nferiore della ma:8toide il ··.uono sarà. entit-o· meno forte ·c he appHcan.d o il pi de del diapason sulla uper6eie po terio ,del pa.tliglione~ l'·e sito di que ta pro·v a dicesi positivo. S.e mentre il diapa on s.ta. opr:1 il pa·d iglion·e· i apre e chiude il ·c ondotto alternativamente il suono è rinforzato .a d ·o gni ·c hiu ura. del .condott~ ma. l' ·esit~ è .sempr·e positivo.• In nn malato dell'orecchio medio J',e ito della pro v è n egativo, ci.oè il su·o no . e ent ~to ph · forte coli 'appl ica.z.ione anche legge:r a de~ dia.p a on ulla. ma toide l e non con una forte p ·ess~one stt' padiglione. eHe form·- ]eggier d:i otite media l'esito· può e sere ancora po -itivo con ,d iapa on acuti e medH ma è' as-olutameute · negativo con diapa on l'avi , Do - 64 v. ·d.). Se si cb'ude il ·c ondotto, l ,e sito d.e Ua ·p·r o·v a è positiva. per t tt:tl i toni nfi ca i leggieri, ne - atìvo ad orecchi a.pertj e · po itivo a.d orecchi ebiu i nei casi di med.ia. gravi .à, negativo ad orecchi ape.r ti e chiusi nei ca i ,:t'l'a vjs imi di ostacolo a.Ua. trasmi ·one. La s~gt ent prova di Barany corrisponderebbe a. queUa di 8 hwaba -h cioè determin.e re.bbe la. durata d ella. tl·a mi · ione o ' ea. oUegati i due ·o recchi d I le a.minand·o e 6ll e aminatore col tu~o stetoscopico si appoggia. u qualun.q ue punto d.ella. ma toid · de 11 tesamina.ndo H uiaiJason ibrante : l'e aminando normale ente il diapa on per la te~ a d\.lra.ta d. ll .aminatm·e, qual·c he olta .a nche. di 'Più. Nelle malattie dell or,e cchio m dio Barany :rovò div r i comportam·e nti · in m gran n t m ero eli c i di malattia pura dell 'o r c h io medio P e &minato sent1 va. co,m ·e l'e amina.to1~e o più a lliu.ngo: in altri eu. i in cui lo Schw.aba,ch era. prolungato col nuo ~o m. todo d't:~< 'a.m:e la. percezione o teotimpanica ·e ra accorciata. Ba-
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RIVl. 'rE GENERALI T&'D ·,.nel mome:n.to in cui il p,a z·en·t e non ode p· ù il " Uono; toglie dal di lui oree·Chio il tubo stetoseopi!co; se il t-ono è aneora udito alcu.n i secondi e n.o n è ph\ 'reDti·to quando l'esaminatore riapplichi all'orecchio Poliva del tubo, si ·t ra·t ta di maJattia pul·a. deU'orecchio interno. Se pet contro dopo la nuova applicazione del inbo, il to.no è ane.Jr.a c.hiara.men.te sentito dal medico i de.ve s1curram ~nte .dia· gnostiea:re una complicante lesione deH'orecehio int.et·no anche quando v era coi -vecchi metodi uno Schwabacb prolung.e.to. · elle malattie non omplieate d ll'orer.chio interno,. col dis positivo di cui opra il p.azien~ ode tl tono molto p1ù breveme.n te che l' saminatore. - e1le sordità u:nUa.te.rale questo meto·do non serve perchè non. si pu.ò es·c luder l orecchio sano. Il tubo ,·t.e toscopico di Earany è foggiato a T· le due branche orizzontali ·vanno agli ·orecchi rlspettivam·e nte dell esaminando e deu-·e.- a.m1natore e son lunghe la. p:r hna 22 cm e la seconda 66 cm ·: la branca ve1 ti cale 1unga BB cm se ·ve per a.ecerta.rsl mediante suooh.iamento fatto dell'e am·nator~ e le olive del tubo <'hiu·dono ermeticamente i condotti dell esa.min.an.d.o e delPesamina.tore. Il ·d iap·a on -~onsigliato è quello di Politzer che. sta tt~a H re ed IDI. c) E ami cogU acu.met?'i. - La.eker (BS) propone un nuovo acumetro iman-[n.a to dn Zoth basato sulla caluta d.i piccol pa.Hot~ole. ~d acelaio su un tronco d'acciaio Gradenigo (SO) ci p.re~enta ìl pìù perfetto ecl e atto de;g li a.cumetri 1 q0t1ello di tefaninì che perm tte di misurare l u·d.i to aJ · iH simo d) Simt~:lad&ne di so1·dit?l. ~ lnteres ano· il me:dico militare le esperienze di. "Tonietti (8'9) s.uUa prova della spazz.ola, la prova di Ostino (40) e quella dfMar; (4 ). La. prova déUa. pazzola. ideatadaGowseef eons:i ste in questo:· s.e i .ta.. dietro un individuo con udito· no.r male e. i passa .s ui suoi abiti alternativamente u.n a spazzola e la mano, egh può benissimo diffe.renziar·e h'll due sensazioni. Quando si .passa. colla mano destra sul dorso .del soggetto e con. la spazzola tenuta dalla mano sinistra ul proprio. a.bito o vicever a, il no.r .m ale d''udi.to non saprà. dis in.. guere, . e il mov imento. relativo· sia stato eseguito sopt·a di lui colla mano o con la pa.zzoJa. ~['entre un somo ·Cui mancano le impressioni ac:ust.iche può sen:z a ecC;f!zione dare deUe gius.te risposte in base alla sempUce perc~zio·ne ta:ttile,. Hechinger ed Hartmann dtengo·no ebe ogni ·q ua.lvolta un fndividu·o supposto sordo d.a ambo i la.ti o che ba chi.uso l'orecchio sano afJ rma di udire l& spa:r.zola, ment.·re~ si ·pa a ul uo abito cona. mano, è certame te un simulatore .. TI Tonìett• lo ritiene ·un :m.e todo e.c ceUente ma vuoi si usino almeno tre pazzole lo sfregamen.to d'una d~elle quali non deve essere percepita. ad orecchi chh1si, che ·e sse. siano campionate tanto riguardo alloro .intrinseco valore aeumetri.co qu.a.n titativo e qualita.tivo•. ·quanto aU'ambiente nel qua.l·e si adopra.no·· in queste oon.d ìzioni si potrà stabilire .a nche la quan.tità. d:ell'udi to resid uale' d.eU'esageratore. L'acumetro-sp.azzole è per eepito d1sc:retame~nte nelle nullattie dell'orecchio medio,. meno nelle otosclerosi e nelle otiti interne pr·ofess.i·onali,cessa. di e e11e pe;r.cepito nelle forme gravi delle ·sudd.e.t .t e m:alattie. l
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Ostino t i"a portò neU'otologi.a il metodo usato da \oVych neJl'ocuHstica.,, il cal· ·colo d.e Ua proba.bthtà.. S.i ·d ispone il preteso ordo come per un comune e a.me~ funzionale acustico e lo i .a vverte -·he ogni. qualvolta l'assistente lo toccherà sulla spa.Ua egH dovra ripetere·,. _a,-,corclte· non senta una di due parole ad es.. uno e sette. 11 vero sordo ·che non sente da.ri; se ondo il calcolo delle probalnli.tà., il 50 p. 100 di ri poste ,gi.. 1 _te i1 simulato re non ne imbe·r uerà una. Con questo metodo si possono esa
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RiVI TE GENERALI
minare -eparatameute 1 due orecchi e si. può de.te1 minare .ancl1e il gx~ado teal d Ile sovdi t!. a.rx per la . coperta. d.ella simu lszione d Ha ordi tà. unilaterale, applica alrorecchio a.no n -Jarma} ·pà.t•at. ·d i Bar D un. 11Pl areechio che eol s.uo fl"a ttlOID.O elimina l udito ·d i quel lato) e à.om nda al pazient ~e ode. Bi ogna naturnhne·n te _vita.r che il paziente. legga uUe labbra. Esam d •lla fun.~ion(J t.·e tibv.l'a1·r dt ll'or cehiO ........ I prindpali tudii 1lPargm entofuron.o già da. m·e t'la. unti in que. to giornale ~2) Chi vole e add ntrar i mag gio.r .ment-e potr.à con ultare lo chmiegelow <lB olmgren 44), Leidlet (!o Mak n r. i · (45 ,. Beck 47 • - I'B·Y h.ùt 48 , -.ie t et 9. iproff 50 , Bo.y~ 51), ·e nebert (52 , Wojatscbeh 6. , Moure ~4. 1
J
1
- iutomi .s pr ial.i d ll
malaUit~
d o-1· •celLio. -
Hella.t
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cr.i ve un n uo~ o
intomo per a i eu ra..• i d 1 pu uell a pofi i m n. toid.e .: es a. con i te. nella ·d.i rnin.u~iou d Ha ' rA m l • lODt; o ca a Uv Ho d· l ~oc lnio puruJento. Il diapason iro .. pi ~· _to do·~ Lo. ~pi gazione del fa·t to, in ontradittorio C·oUe .eggi di fisica i Hq lidi traRme tot o ii uono n1eglio d i ga. .tarehb in ciò che l'o ~o rim .. 1 iazzato la iquid.o fot·n.irehLe una. diminuzion. della. c pa ·ità. di tra. mis :one· , be. compen."er b'be o sopra.compen r·e bbe la. dimiuuzio e di tra m~ ione pro,v·oeata daUa , osti md n del liquido alParia. E "at ( 6 da 'l nome dj sintomo d l trago ad un fenomeno co·n i tente in ciò eh& in. latl. ·oP'g· t i com·p rim. n.do l "_- rmente, il tt·ago . i de ern1ina. una . . n a.:; ione punt:ura. e di oUetieo 'a.lla golA eg ~ita. da una to e im iJe a quella. dell i per~ to . Ora quando manchi \ma le.. ione locale d 1 co.n dotto o que. to· non ia. .. tato brntalmen"e irritr to, que to fenom no sar bbe le:-;pres ione d U'.irritaz.io.ne d·e l tronco d.el .. p.aio o dei. uoi rami. ensitivi. L'A. PavreLbe o set·vato n.elle compre ioni del pueumo p in. le. O'ià rh·· late da.Ue ·r drome di ve] H e laUa. tachi~ ardia, nei. ogg ttì olpìti da. neur:1te ramu c·o h r ·po t . rippale l X paio, nei con.vale ~centi d .~ p l utite, in 2 ca i di iperto.! se· men.tre uon. ravrebbe r:ì cn·n ·t rato neUe co.mpreSJ ion i olata d l ricorrente. , o a.1.· bbe perciò un ecce] l n te i ntomo di l'ere:nzia.le tra. l e m ip .•egia. larin.geo. r[cor _ nzial·e propria.m ._.n te detta. e: l em·raro pledn. l ~u·i ug a p r le:ione de] pneumogr:a tr·co. ~reri 57 e pon·_ un crit rio di àiagn i diff'·!t· nz" 1 ·t r 'ertrgine otog na. ·e r 1P ·1lare: in que di. colla , ompre ione del vago a d·e ~ t1·a. H polso diventa m ntr lo t . o fatto non si v ri 6 a n.ella v r i(;!;iue ot na. F1·o chel o · d ~L come i. n tom d · U'oto~ l · ro i i abolbdone d lla en ~t..azione d .i oll tico che i provoca nei oggetti t.1ormaH eol itillamen iO d •lla pelle de condotto l itiv·o . '\i cn St in .5'9 :in un ca. o d t a ii' zf on1e nou ~ ppu m ti v n. d·el t bi.riuto a \"r·e bb ·t rovn.to un . intomo molto raro nell maln.tti d ll'ore·ecMo Pac Ieramento d· l r piro. A .. '. t 1 irazio1 i n l minuto ·] g iorno d lP l' ·r.a:done~~ p. . ò dopo 10 gio·J·ni a -!l re· pirazioni a il 1.... 0 giorno,. o. 12· il r o, a 2UO dopo un m . ... La tem pe:ratu:ro. ed il po1 .o r 11no normali q ue ·to fenom.euo d in i co troven~b >e tma. corri po·n .. denza s e:rim nt l·e n· lle p ri nr. di Fan·o , di lfa:-;il'i. lla. . te . . A malata i v ·t•'fi, .ava un fa. ri ·to~· l amma.l ata, ·p ur avendo gH occl1i immob1HJ v de a . po tar ì gli , g etti tla in i tra a e tra comw .a..r endo da que to la'to· e ricomparendo a in i ·tra.. .,econdo Ja. rapidità del mol;imento, c·o mp ri .a :no ·v ertiginit nau. ee e lo sfol'Z·O ptu volta rsi verso d.e ·tra. Que i in tomi comparvero dopo la di truzwne del lab 'rinto~ ln un al ro malato lo te. o feuom no ·i • r ifl ava v r ..o ini tra colla com
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BIVIS.TE GENERA L I
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p r·es ione d·el canale semieircolare esterno sinistro. L A conchh1de che questi. si tomi son dovut1 all'irita.zione de,J canale semicircola:re e. terno e peT distinguere questa nuo:va funzi.o.ne la chiama labirintn ottiCO· o luminoso 'Liehtlabyrintll). Secondo v. Stein Il labirmto avrebbe pure una funzio·n e vasorego1atrice pe~ riferioa: nei soggett1 con rumori suggettivi si verifich.ere.bbe, spe· so del ·del·mo· grafismo (60). 4° ESA:\U~ O.BBtm·rTIV . - A) Badiog1·a.fia . .La radiogno tiea, oltre che per i corpi strani.e·ri metallici fu adoperata. aneh per le alterazioni anatomiche deiPapofi i masto.idea e dei seni d.ella faccia. f Secondo lgla.uer· (61), l radiogramm.i più netti dell'apofi. i mastoid si p:reudono di profU.o dir "gendo i raggi appena. al di sotto della bozza pa.rieta1e di un. la.t o v rso l'o. so tempot·a.le del lato opposto ; s.i po sono di.a gnost·ica.re prima. _d lPor•e~ r.a z ione l'osteoolerosi second.a.ria a. uppurazione e la carie del t mpora1e. La schia.f!'Tft.fìa. potrebbe· pu·re servire a dal'ei la spiegazione dei casi o·pera.·t i ma non guariti. Fi nor a colla :radiOP'l'&.fia non si. può ·dia.rrno ti.c:are la ma. toidite· acu.ta.. Maggiore importanza ba assun to la radiografia per la. diagnosi delle malattie dei seni della faooia. Al l 0 congresso rino·l ogico in tern:a.zionale B.Hrger f e.ee rile .. vare i grandi ervi~· che ]a. r a.d.iog·rafia può pre .ta.re non. solo in. patologia dei seni, ma anche nell'.a n atomia (v. Eiek n di:most1·ò in schiag rammi lo sviluppo d i ·eni daU'.e ta di l a 19 arnni ·, nella. fì iol·ogia. (Retbi ad. es. di ostrò eh ' ella de ~ glatizton la laring nou ~ eleva ma. per mezzo delle base àeH , ling ua. è ~ ·pinta V8l'SO l'adìtu.s ~ nell'insegna:m.ento per ]a di.m ostrazion·e agH s.tudenti di deviaz,i ooi del setto, i.pertro.fle dei turbì.nati,. o.zena. GoLmann e Killian (S2), Albrecht, (63) \Vas eriUa.nn, 64) Ber.h, ( 5) Lan ""· worthy (66) hann~o o·t tenuto· ·degU schiugra·m1 i dei seni, in cui sono riprodott0 non. solo le forme anatomi.eb.e ma anche le al te razioni pa:tologì.c he, presen ·and·o.;;;i le parti malate come ricoperte da un velo ed o cut·ate nei casi gravi e di lunga. durata. Goldma.nn e Killian si servirono di tubi molli O· semimolli con e posiz ione di 11!2 - 2' 7 Al brecht d1 t u bi emi molli e duri di forti correnti con un es po. •z1one di g, 1{2 ~ S'. Met-odo d''applica:zione i.d ntico: la ·tr.a con.tro la fronte ed il na o 1 t uba nUa protuberan·za. occipitate ·e: te:rna. l su cltat' autori devono tutt11.via. dichia.ra.re .che se il valore dia gnosti o d ella radioljoopi a ij, su periore a que lo della d.i afa.n oscopia, tuttavia es o non è as oluto. K illian. avvert.e ch.e nella. po a sagittale, è n ces rio saper ri.conosc re t re. ombr norm.a li he provengo·n o odalla piramid·e del 'tem porale, dalla ba ·e ·c\el cranio dalla eolo·nna. ert brale. Queste o.m bre si pot1~ebbe ro elim.i.nar.e dirigendo il tubo ver o l'alto e' con una iHu.minazion.e più. obHqua 1 a. con questa dispo izione 19 cavib'l 1
na ··ali si vedrebbero di s.bieco. Venendo ai singoli en·, per H l birinto etm·o idal e peci a]men,te pe.r le c lhde anteriori, la radiografia ar ebbe di un valore ws olu.to: si 1 otrebbe circ:o · r'· vere il focola.io m.a lato alle eeUu~e superiori, med~e d inferiori. ment r-e, nea.ncha colla presa in ·d ìrezioue laterale, non sono limib.bili le cellule posteriori. P. r f eno fr,o n·t ale, lo schiagramma non riprod.uce l'i ncipiente inu ite, il catarro ·C Oll me.d .loere tu.mefazione, infiltrazione· deUa. muoos ed iniziale. ect·ez~one, purulenta, ma. ci serve per la diagnosi differen ziale tra sin .s ite frontale ed etmodite.. P.er n seno masceUa.te'., la radJografia ha. poeo valore ta.nto più che noi possediamo neUa puntura esplorativa un sicuro mezzo diagnost~c::>; può e.r v ire in caso di tum01:i d.e U'a.ntro per stabilire lal~oro esten.sione S hreier G7) riferis~e che due· voi te ·olia. 1
RIVI 'TE
T
E ERA LI
radiografia fece diagno . i di sinusite masceUare ment~e si tratta.v in un caso di periostite al · eol dentaria ed in un altro di citi dentaria. Nes un valore ha H m· todo diagnostico .i n parola. nelle malattie ~àel seno sfe.. noi dale.. B) Diafa'tWSC·O'ftÌa .. ~ V'o h en (GSt 6 ) insist s l valore ·d ella diafano oopia nella diagnosi delle sinusi.te front.ale pre entando un nuovo modena di fotoforo: una lampada ·n OJ rnio eh n.on i ri calda. ed n cui manico porta. un reosta.to col u le i pub O'raduar:e la luce. Si eomincia. eolla minore inteusità, si aumenta g·r adata.me.n te. Una seduta dura almen·o 5 minutì. D'AJutolo (70) raccomanda la diafanoscopia dell'antro ·d 'lgmoro invertita~ c i~ tutto Pint rmo· in un ambìente perf ttamente o cur-o fatta.gH aprire larO'amente la bo~cca, in. prec denza liberata da. ogni eventuale apparecchio di prote 1 dentaria., · applica la la,m padina. di Vohs n. d i on t1·o a.l ma.rgi.ne ~or bi tario inferiore e la. i accend e i . peg :.e alternathramente più volte d i ·e g·u ìto coUe norme comuni m ntre l'o ~e'l·vatore attentam nte tra.gmu·da dalla paT'te ella ho·c·ca. Tel far que o pe1·ò l'os erva.to1·e può es e~e d.i turbato da. que] po' di chiarore che la lampadina irraggio. dal uo contoi·no sulla guancia ~ m.a. gli. vi rimedia .a gevolmente facen·· o =-i sche·r mo coll'altra mano, appr candone ma.l'gine cubitale contro il labbro SU} ·e riore dell esamìnando. 'Ajutolo a.tt ·ibui ce al su.o metodo i ·eguenti vantl:a.,g gi: non paven.ta ! ma· lati non richi·ede stl'ttmenti speciali non fa correre il più lontano pe.ricolo d'in~ fezL.one, non richied.e un. ambiente perfettamente o cu.ro può essere ttdo,p erato. quando· la diafano copia eia. ica. o non può sser·e seguita o non è pmdente u ada. ) Bron ·oscapia. - La bronco copia., com.e mezr.o di ·e strazione dei oorpi rani ri dalJa tra,ehe . e dai bron:ch:\ vanta oggi·dì i uoi trionfi . .Killìan (71, 72) nel 1'907 a ve' a. t·i u... ito lt34 c:a i ma d.' a loi'& sono molto aum 1tati e ba ti eita.re. le con1nnicaz"oni di Kahler 7S, 74) , Wi bart ('4'5), Kelly (76), Hai. ted (77}, Jngals 78), Gu.i ·e z (79, BO), unch (81) Johnston (82). ui 164 casi rac-colti da. Killi n., si c'o no eeva l'esito di 1&9 · morti 21, cioè H l• · p. 100. di cui 2 per avvelenamento di ·cocaina, 16 per complicazioni pohnonari. 2 per teno i. davanti al corpo trani.ero che ne impedi l'·e straz·on , Si ebbero 5 e •ti felici colla broncosc·o pia uperioret ooll inferior-e ifra que t'ultima cbe dovrà certo s emar in avvenire eoll-u .o ed e r·cizio m.agg·ore di que tesf\me enoscopi o. Il K'Jlian su 1 malati propr~ h.a avuto u sol caso di morte per com~ pHc zione p lm.onare a lunga cadenza.; 19 volte r icOI' e alla. bronco ..:copi.a supedor~e ·e . olo . volte n. r inferior·e. Ma la Dl'onaoscoJ.ÌA. alla K~lli n ha put·e ervì·t o a. rendere, possibile, <~erte aspor· tazioni di tumori. Van de n ildenber·g ( ) a.sp01·tò pa pUlomi deUa laringe· di bambini al di otto dì 2 anni e mezz·o : ·casi analoghi cita auzard. Jak on (84 on que to Jnezzo f ce diagnosi di compresione della trachea .da ipertrofia. del t imo • asportò il ti m o ed H malato gua ti. D) lpofaringosc·opia. ie. ·ro i trio·n fi della. bronco oop[a e d' U'·e .o fa.crocopi.a. on venuti nuo i metodi e m :r.zl di e ame: o lio parlare della ip ·f arinao.~ copia di v. Eicken, faringol. "'ringo copia d.i Gerber ( 5), d~ells farin.go copia d.i H rry (8G, 7) Coi tubi eU F illian si r ie e a vedere .ell e ofago e nei bronchi,. ma. lo. · pofae riug.e , fugge allrt. vi ta ; d al ra. parte l' .introduzione dei tu.bì esofagoscopici per e aminare In, fa.rinQ'e. la.rino•ea è pericolosa come lo dimo t1·ano i casi di Gottstei~
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IUVISTE GRN ' • RALl
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in cni i tubi panetra:rono nel tessuto periesofaueo e perifarin.geo la spato.la tu ... bu.la.re di KHHan co,rre pericolo di. ledere la parte ·& d offre nn limitato campo -<Po ervazione. Von Eicken eoca.inlz.z a prima. la faringe poi introduce. una. sond.a. robusta pìe· .gata ad ango,lo l'etto colla quale, facendo ~eva. sui moln.1·i .superiori ,c ome fulero, rie~c · ad allontanare Ia. faringe dalla laringe· allora applicando uno specchio laringoscilpico com·e per la Jaringoscopiat ma più indietr:o e meno ineliua,t o, arriva a veder~ Pentrat&. dell'esofago, e talora. attraverso la. mu.co a H ca toue della crt · .:.aide. La posizione, migliore da darsi al p.h.zien te e ·quella col capo inelina.to in a\•anti per evitare la tensione muscolare. Con qae. to m todo, dice v. Eick~en, si possono diagnosticare esattamente i tu.m·o ri dell'' ipofaring , e~ ventnalmente con esci ione di un pezzo a scopo d.·i agnostieo, i diverticoli e · ofagei, ricon.o c · re ed ,e t·rart~e co'tpi stranie,r i. praticare opera.zion·, a.d esempio aprire asces i pedcon. ~ driLli della. cricoid.·e, asportare tumori impiantati nella parte posteriot·e d i q ues·t a. Gerber si .serve invece dì una spatula. Jir,.gu.ale modificata. Es a consta di tre pa:rtì: il ma:nico piegato ad a ngolo,, lungo C· ut;imetri 7~6; un. pezzo mediano lungo 1:0 C·e ntìm.etrì. che sta sul d.·o rso deUa. Jinn-ua ed un terzo· pezzo piegato ad angolo ,o ttu ·O lungo 10 oe:nti.m e·t ri e mezzo, e che deve portarsi tra la. parete po· St4lrim;-e ·c1 11a laringe la. faringe. Dopo generosa. coeainizzazione della parete poteriore della la.r:inge dei ·.eni piriforu i e d Be parti ici ne~ si fa la. laringo.s.copia n~l modo usuale., e sotto la guida ,d ello specehio s'introduce tra laringe e faringe a spatula, schrolando sulla parete faringea. Allora , i tira lentamente ma eonti· nua.mente sul .m anico• la dilatazione che si può o tenere no è molta · si c.on~ gue maggio1• spazio se si riesce a far esegui·re al paziente t1n atto di. degJntizione . . Il fa :d ngoscopio d.i a s è co tituito da. due as·t uua orizzontale ed una. ver· tJcale, qu,e sta si di _ta.cea dalla pri'ma al .·uo terzo poateriore e, ad angolo r,e tto. La POl"zion·e inter.n a del p zz.o r.izzonta1e è un tubo ei.rcolare con alla sua. e tre~ì ~à un porta.lampa.d . Nel tul o centrale è inserito U tele copio, fatto sul prin'(JP10 ' d l c 'stoseopio di Otis. All'oculare è attaccata una p"ecola sEera eli metallo eb.e indica la. po~izione della lente. Il pezzo o ·izzon tale ehe includ·e il telescopio ·è lo?go 8 pollici & la. porzi.one più la.I·ga. è meno di tj/ di pollice. Il farin oscoplo ~l'Vir bbe per l'esame dena. faring nasa) ; si po·t rebbe con esso esaminare la Jann~ enza fa.r s,p o,r gere la. lingua e senza tener aperta la. bocca: si vedrebbero bene i P da tt·i posterior1, la base della lingn.a. t la tonsilla. Iinguale e repiglot id e • ... Frid nberg (88) fa. .r Hevare i vantaggi d t o stru ento· di Ha.ys, che pennette dl 'e: a.tninare per ·plu·eechi minn i (da 6 a 20' la farin.g e nasale .anche nei suoi mov~menti fisiologici e p · tologici (tos e '• ' .a. ·el (89) ritiene H faringoscopio di Hay totne lo strumento più perfezionato che f:inur.a sia stato inventato per l'esame d:Ha farino-e nasale e della la:ringe. Esso d dà una vista d insieme d~el nasofa· r~nge~ elevando un po'' ii manico d.ello st'n men·to si ·vede 1l d·orso del velo pala · tmo, l'ugola, la volta faringea, di lato le emin&nze tubarie e gli ori6.c i d Ile trombe ~ al aent1•o il setto, le coa..n e ed i turbinati. Si posso:no, così con.ft·ontare le due ~~~è, ei . i rende e.ont.o dell'importanza delle vegetazioni adenoidi e si riconosce 0 1 ~ gtne precisa. di certe secrezioni na.sa.U. L''o tologo potrà segoir,e l intro.du.zion.e ·de~ èe..teteri e delle ca.ndelette n Ua tt~omba, potrà orienta1·e l'ansa pe ~ l' trazione ·d~~0~liP.i ~eUe .coane, talora ~vibili c~lla ri~o..copia ant. dore,; si p~eci ·erò. ~e· _g - l o.raglDe d.l certe emo,r ragu::! nasa h n.. or1gme' posteriore. La. lar1nge è YIRta otto duneusion·i p~">oporzi.onalm. ente più ristrette ma si scorge molto facilmente
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RlVI TE GE~EU: .U.. l
la comm.·es ura. anteriore delle eord·e•. Conclude· "l Garel clte il faringo copio di: sY apre un el·a nuova nelle pecialità. ·e più nella. medi. ·na gen·e rale,. perme,t · tendo a.l pl'im·o venuto di famigli.arizza.r .i ~.n pochi m·nuti. co·· metodi d'esam e della. lari ge del ca·v o na ·ofaringeo.
II. ~ TeraJ~.[a •l Il · tualattfe d.ell'ore.cclllo, tlel n a
e della g c)la.
nzitutto quAttro met di di ·c ura che . i a}Jplica.no a malattie dei , re · gmentt del1a peciaHt : PI , r mia alla Bier, la 1't ·di e radiumtera,Pia., la terapia l'acci~ nica.., la. :ura eoHa pioc:huta i~· to Jpe·r mia alla Bi "1:1 ot.orinolartngologia. ~"el 1' 04 Bler e Kepple·r .·uo a si. tente, col CO·ncot· o d.i E chweHe1·r iniziarouo P.applicazione deHa. fasc:i a da t& i anch ai alati d''o recchio ·e .K ppJ "r (• O pu.bLl1cava. tosto il · 110 rapi> rto. u 12· ca i d.i otiti acute, tutt ·CO ' _p]icnt.e a ma to idite gua.rit·e colla. fa eia applicata al collo: si tra -tava in quc:sr i ,·as· d: rn · la.f "ndirizzati a11a din ·ca per una tiapan.azion.e g:indicata indi p nsab·le. Meno favur voH risultati t , nne l'A. in 11 casi di o it media. uppur .t i·v a croni· a .. eguirono le pt; .bhlicazioni di H ·e in _91 Stenger . ~), .a slaner (9Z ), ut·nberg (9!), pira · :') . Halasz }, I em r 1 7)., von terson )t Muck {l0)1 B·o ula (100· audie.r ( 01 'timmel (l· 2), re brascheu 'ki: (103), Mi..iller(10J), :\ab ed rn (105), Rei an. 10 , Grabo er . 107),, Kt·ep 10. l
rt (109)
lendo riassu1 e1•e in poche pa.rol ". diro h·e la Ìp "· · 1 1ia alla Bier pe:r l m~.ec·; otti _.n a) colla ìa eia . b) co~ la pha.zione. i u"·a. per lo· più nna fas ia di cotone elastico larga. 3 cm. per gli. adulti e 2 cm. p r i hatnbini. ufficieoten ente lunga p r ,c irconda..re il collo, tet·m. ~unnt ad un ·remo con un gan io ed alhio
l'al ro c n un.a. rie di magliette .i n modo da. poter .tring -1 e· r·fa Iare a ·o lontà. Bier e K pp] l'banno tra. ·ciato le r gole da ._· g tir nell'applicazione della. fascia.: 1:0 l'.applieaz:i.one adt fatta a.l di otto della laringe.· 2° . e ]a. pelle e ·d licata., indurirla prima coU a leo l· 3° tringere la fn ia. finchè H viso pl'enda. un a 1 etto pati"ll t .e d un .co]o.r e t n rchino :t•o "tt. ro; · .o la t si d - ' Ve d ura.r in me d i 18-22' ore al giorno, di me,n o e l 'e dema è troppo ma.r · ato, e vi .o no le ioni eut11. .. nee _ il ma.la.to la. IB pportn. p co bene e si è vi inì alla guarigrone; 6° la ta. i n.on d ve e sere doloro~. n· · ·J p·rin1a. d~ a]>pli arta, aprh ogni raccolta purulenta. (1 a·r acentes ' d Htt membrana. apertura di a ce.· i ottope ·i.o tei); 7° riposo a letto. ontroi nd icano que o ru~todo l'a.1· rio clero · i e la esi tenza. ·di. v get.a.zwoni ·adenoidi. I .ri u.ltati ott nu _i lagli Autor· su ~itat· ono in pare bi p· 1nti ntl·a.dd.itorii. e o ti ti a c t te non O·m plic. ,t p.a.re ieno guarite q na i tu t te, ma. i può doman lare e non ar bb ro u.arit eg :~almente ·enza l inutile, compHcazi·o n - d ··Ha. m dica tura. lla faLeia. - eUe otiti aeu·L , o n pHcate. d3 ma · toidite i o~ rve · "bb . .cnnparsa completa d·ei f en m Di dolot·o~i dopo poche ore d.i tas1 en· .·al · p I" par echi settimane : rm.a q ue to .a.pparea te mlgl ioramento Dasconde··ehbe talora deUe di,·truz.ioni cari e d ll'os~o tempot·ale che qu:aJ · h v 1·a cond . ad· iu le ali ·Loew ?' chw "il.el' . a. s c' i colla fa eia è ta.ta. perci.ò qua.:·d tmiv =r a.lm n abbaa donata. Gl' n. ppar bi. a a.. pi ~a~t.iOT ~ l·e vento e, in CUi Ì f~ iJ VUOtO Bl gapparat n} agi~co o localizza n o l' j per 1 u' aUa l'· . ion malata - fa vorend·o il d , fins o l pu . Nelle titi uppurate, gli a.pp ,ree hi aspira.t·o ri no di due sp de, gli uni ri.coprono non solo l'oreoobw ed ·1 tJad i: lione ma an he le, parti vje:me e pill P· 'ahu.e nt ]a l' gi ue, 1~ tl'oa uricolol'e (apparecchio di Sondermann . gH alt·r i chiu·.. dono rm ticam·e nt il co · dotto ldit[Y.O· e~terno ap1 aree -bio di Leln-t r). L' _, pi
RIVJS.l 'E GENERA L.l
m.zi:·o ne .s i fa per mezzo d'una comune pera di Politz r provvista ~di va.lvo.la.. I risultati ottenuti e·oH'asp;.razione furo:n o :molto ph~ brillanti. che C.cQUa fascia ed in qu · to concordano on.dermann, Muck, Leuwer, Ga.udier, immel Albert; l asp·i · l'8.zi.one avrebbe in qualche. CH:SO a.zi.one O.BaJgesica,. per }o phì n.bbr· VÌerebbe il d •· oor o deU'otite acuta: qualche ·c aso di. gua.rigion di otorrea. eroniea è registrata d.a. ondermann, da. :Mu·c k, SHmmei ·e da. qualche altro. Walb ·e d Horn sfruttarono· l'aspirazione' a . CO)Jo diagnostico ·e curativo d 11& sin. 1.siti della facda. II lo o ppa.f1ecchio d 'a p h-azione onst.a d i un manometro cb e poggia u un piedestallo· e che comunica.. con un tubo a ~, il eu i est.r e. mo 01 iz,:zo·D"ta.le inistro i co·ngiun.to per·· mezzo di un t •bo di gomma ad una bottiglia. che ·porta. latera l~ mente l oliva nasale e re ·tremo orizzontale de ·tt·o ·è un ·' to con tubo di aomm.a ad u.na . iringa. ·Que ta è prefe1·ibile alla pera di Leuw r e di Poiitzer pe:rch.è può -produrre una. pressione nega;tiva di GO ctu. di m.e rcurio, m.en t'e le pe't'e non vanno al di là di lO cm· inoltre si raggi.unge molto più p re to ]'effetto s. pirato:r ~o. La pres ·[one neoe ·sa.ria varia. in ogni sin.go]o ea:o, tl ve, e re minore nelle sim :s"ti at~ ute. maggiore nelle croniche, no.n doveud.o ·orpa · tue i 10 cm. n Jle prim·e, i 17 ~m. nelle· ··eco:ode per non provocare emol'ra !e.· .e conclusioni d H Aut .. circa. 11 suo valo1 diagnostico e eu rativo sono. 1° e · a;ppare,cc-hlo p rmette d i po at·e la. d~a.guo: i d.i sinusìte molto più e ·attamen , quantunque non · i d bba rinun• ziare agli all'l metodi; 2° è no ottim.o mezz·o· uro.tivo neU.e ~inusit~ acutP; nelle cro·n iche allevia i disturb· e gmu·· c . qu elle id ·vu. s·olo· ad altet·a.zionw dì s c · ezione· a·c celera la gua.ri.O'ione d eli inu.•iti operate sp dal mente le ·e moiditi ope-
rate alla ._illian. Boula nelle amigdaliti a so.c·a. l'applicazione della fascia al c Uo H a~ pha.· zione. Dopo l'n.pp1icazìone della. fa eia. alla ier ]n. di fagie.. diminuì c tan o .h·e dopQ un'ora il paziente può prend -r eibo. L'n. pirazione s i fa. per m.e zzo di tubi d i vetro terminanti a ventose di forme differenti in rn do d.n. potersi a ppli a1~e alle~ divar e parti della ftn·inge· raspìrazi.oue ha luogo per m zzo di pere di gomma si fa. tre vo·l te al giorno·, dnque m ·nu · p · volt ; n gr ·ntervalli · i fa la. fa ciatnr.a. al collo. otto questa. cur:a ces a H dolore, diminuisce a voi u ne delle ami-· gda.le infian ma te .· n flemm.one p •riton il l are d ere . ( - enza. che vi ·i a biso,g no d ·ncisio:oe, le cro.ste della rinofarin.ge, taJ.orR. così ade:r ent \ cadono da · è.. audier in 6 ea i di amigdalite. criptica. ed in ·C~ i dì a ·ce so della , oggia. amigdalea poster1ore, non ha potuto applìmue la. vento. n. per le diffi·c.ol tà, d'applicazione e per il di ·t urbo che d.ava. a.l pa.ziente: la. ostrizion.e al collo . bbe invece, es.ito favore~ vole sul loro d.ecorso . .Fla.tnu (ll O) app1iea nel ce. i di aogina fl.ernmono a.. l'aspiraz ton e do n e tet·no per mezzo di una coppa di ve1' ro che eopre lo pazìo dall'inserzione dttl pad:iglion fino al!,inserz·one in ba. o ed in avanti dello ste .·no •leido . .Lta.ppare.ccbi·O· è tenutoapplicato per un 'ora due ·O tre vo.lte al giorno.. n 4 ca i otte.nne ]a. gna rigione ·nza. bisogno d'in.e isione.
Boulay, Gaudie·r si trovaro·n o bene culi ·.a ppli az·one della fa ia n·e lla ub('r o. lo i larin~a in 8 ca-si di Gaudi·e r la disfagia scomparve qua i totalmente l ~ dema mostrò· tendenza a d.imin.uire. ~ le secrezioni della. laringe . i f. c ro meno abbo·u danti. Secondo Boulay Pallevi.am nto del dolore alla deglu·t.Ldon·e sare: be ol<> momentaneo .
2° .Radio e raàiumterapia ~ Quest'al go m "nto· è stato oggetto di una. r elazione· del prof., Graclen.igo (111) al 1o Co·n ,resso . rinolaringo logi·co internazionale e di
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lt.I'V' ISTE G ENICRALI
rooltepHci pubblicazioni, "fra. cu.i p· ace:m i i tare quelle ·d i Nicolai (1 1.2) H 'Io t e Pa ..·envHle·(113) Ruedig.e r.Rydi gier 11-t 1 Dominicì(116), Guisez (116), Bl.egvad (117);. Durante (118). rade·n igo riferi . ce che nei cancl'oi.di. del naso e. terno e delle labbra la rad.iote~ ·apia dà i r.i. 'Ultati più. favorevoli : uell'ulcu 1·oden:s de.I naso e d·eUa. gu.a.nel& si ha guarigione solo· p·arzia.le con co tante te,n denza alla recidiva. oltre cbè I'ap·plieazione dei ra;g gi pu.ò di per se:st-e sa dar luogo a.d uleerazioni torpide·, talora. doloro issime cb.e n.o n mo· trauo al una te,ndenza ttUa rìpara.z ione · n.e l lupus vulga.ris e nel lupus eri.thematoso la ra.diotera pia. è in.du.bbiamente superiore ana fototer pia. alla F'i nsen. u.o ni risu.ltati i banno pu ·e nella uberc,Qlosi d:e l na··o· ·e st rno. ·.n c rt fo·rme di eczemi cro.nici de:U'adito .delle narici. nell'tJc~em. a. cr·o nico, neHa. ·cosi del1ahbro superiore, nei cbeloidi. Nell'.interno del na •O; oltre allupus ed a.lla tubercolosi è as ai fa or·e volment, influenzato il ri'no eleroma. i n·eUa bocca la. leTI.copln.chi.a e i piecoU papillomi che a que ·.ta pesso on egu.ono specialmente. · e . ocalizzati sulla muco o. delle guanc.ie del palato1 i Hnfo · rcomi o .H nfomì ma.r gni deHe ton iUe Il Grade·n igo ritiene che i l'aggi Bo ntgen po sied·o no U .IÙ1~ zione tera.peutica. speci6ca .·opra.tutto nei neopla mi maligni e nelle tubercolosi, ma che i mezzi tecni i di eu i dispon ~amo a.ttualmen'te non ci.consen tono di farli nrriv~ne ·colla. nece sa'l·!a inte ità. n~Ua profondità d.ei te su i e neU'inte1·uo d prime vie aeree ~ è da. ritenersi c'be quando ta.U ddiieo·l tà tecniche fo. sero supera ., la. radioter.a pia ~ner _ ·c on id et· voli trionfi. Come pe·r i raggi X . la. magg:iot effica·c ia della ra:di umtet'R.pia. i os e~rva sui pie coli ca.ncroidi d "lhj, ·p elle .e suH'tdcus roden che pa ano p r la maggior part.e a guarigion s nza dar luogo a cicatrici deturpan·ti~ ..on f1 equen ti però le recidive. An.cbe 1 icooli focolai Ji lnpus vuJgari ed eri n1a'to-so sul dorso e sulle ali de,} naso, picco li angiomi e v rruche dure, ne. i de la faccia. si co. i del labbro pas ano ver lo piu a. guarigione o.tto 1 inB.uenza del radium~ enO fav-orevoli SO·n O Ì ris.ultati nel lupus e neUa tub rcolosi neU'in.terno del na,so 11, della muco a della bocca~ Il rin;l· .cle1:om.a, l;o.zena. migliorano coll'uso del radio, Botey h.a o, tenuto una. eomJleta. .guarigione neHa p oriasi. ·de] la lingua.. Nella tube.r colo i deUa larin .,e pùchi autori ot-tennero un certo grado· di miglioramento; Ferrar' avrebbe ottenuto col .. l u o d l radio 1a sparizion·e di p.ic.coli fibromi e noduli delle cord. · vo ali. P·e r la applicazione del radio aUa laringe la. cap :rtHna. di vetro ·e d alluminio ·c ontenente H p e·p·a rato vi ne per lo più fissata. aU'est.r emità di una onda metallica. drif;, a od oppot·tunamente ineurvata. La. cap ula è portata verso l'aditR deUa laringe ulla. D'uida dello · pecc.h ietto Iaring·eo e ma n tenuta in posto da.Ho spe·r imentatore per alcuni minut· secon.do la. toUera:n.za del p·az[ent ~ ic.olai riporta i risulta. i ottenu·t i o 1 . rad ~o e r.a diumterapia. Colla. Rontgent era.pia. tre, ~a i di ca.r inom.a. ed uno di arcoma inopera.bili ~ubiroD.o modi cazioni ..parziali nel volu.m e e divennero qua i indolenti; un m. o di tubercolosi laringea a piccoli n.odi peciaJm ute i} oglott..ici guarì. cornpletamente .s alvo· nn picc,o lo nodo cl1e fu. poi e.. i o ·~ un ca. o di lebbra nasale, e fa.ring·e a migl: iorato. ~ un caso di carci.nom.a. del )ladigli ·n.e d. U'o·re chio migliorato,. due casi di lupus eritemato o · uariti d~ cinque ca 1 di :rino ·elet-oma tre guariti uno migliorato ed uno ancora n eura. olla. radhnnterap·a. ..., ea.~ i d.i lupUB guariti enza. recidi a da. 2 '.a nni, l caso· ·di t no i :ipoglottica s · 011dal'ia. a tub reo lo si guarito · H radio venne intr·odo·t to .hl )aringe a tra v rso la · erita tracbeotomica). Blegva.d. u ò le emanazioni di radium nella tubercolosi laringea. Si sa , be le
ne
RlV.lSTE G·ENEBALl
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sostanze radio-attive em.e ttono tre specie di raggi et, ~· e r 1 i due primi sono materiali, i te.r zi ono eterei. I raggi. a: posson.o pe.r mezzo delPe,mana.tore· di Prytz emettere una nuova sostanza aeriform.e, l'emanazione, che e po -si bile sciogHerenelPaoqua. Dai. rec'.pienti contenenti l' manaz.ione p.ar-tono dei t bi di vet1·o che vanno al vestibolo della laringe : a.ttrave.rso questi tubi pas a Paria carica di ema.~ nazionL I n ogni seduta s imp1egarano 200000 unità d'em,anaz.ione e le sedute fu- rono fatte ogni giorno od. ogni due, giorni. In una ragazza con infiltrazione abba~ stanza volu:miuoaa d.e na regione interar".tnoidea la guarigione avven.n e in tre settima.n.e ; non era però certa la diagnosi di tubercolosi laring·e a. In due altd ca i. con tu.bercolo81. molto estesa delJa la.l'inge la cura ha. provoca:to un sollievo consi.dere·v ole, essendo scompa~s.i i dolori e la disfagia; in un terz;o le infiltJ:·az:ion." di~ · minuirono, in un quarto caso di tllbereolos.i incipiente Pinfìlt1·azione tube:r·cola.re è quasi. completamente scomparsa. Qu.a nto all'azione. dei raggi X n.e i tumo·r i maligni delle l'eglon.i che ei oeeupa.no, . M'a.der (119) present&va il 25 novembre.1908 alla società medica di Monaco un malato di ea.rein.o ma dell'orofa.ringe, gua.r ito coi. raggi X . Gli si pra.Hca.rono otto serie di. sedute di 60,801 eia. c:un.a, una o due volte al giorno con piccole pause di 19-ol . Gli intera valli tra le serie di sedute erano di 16 giorni. ·alternava il grado d.i durezza dei tubi ora molli (lunghezza di scintilla 9·· 7 cm.) ora. pi. 't duri (lunghezza. di scintUia. 14-10 em.). Egli si è S·ervito di un tubo (tubo far;ngola.rmgeo Mader-Rosentha.l) colla firma Polyphos, col q ua.le · i hanno i seguenti vantaggi : 1° la sorgente delle radiazioni si tl'IOV& in faringe·; 2° q,uesta. ,.sorgente pUÒ emettere dei raggi intensi, efficaci. Il Mader conclude col dire' che un piccolissimo numero di casi i lascia. fa.vorevol· mente infloenzaro d.ai raggi X e ehe q uindì la radiotera.pia non fa concorr·enza. ma complet& e surroga. l'ìnte.r vento chirurgico ed è indicata quand.o n malatcO lo ri-- · rifiuta. o a priori l'operazione sembra non dover rìuscire, di più nei casi di recl· dlva, operatoria. La bariére (190) vide scomparire e cicatrizzare eompletamen te in sei ~edute nn epitelioma della regione m.astoi.d~ea sinistra che misarava un. centimetro e me.zz<> d. altezza ed un centimetro di lnnghezza; ,:-,' lot e Payenville videro r i.dursi di molto un epitelioma inopera.bHe dell'epiglottide che si- fece più m.obile e meno vegetante. Dura.Dte ritiene che,, s:bollito·il fanatismo, l'Indicazione della.mtra. fi ioo. si limiter:à ai t-umori maligni ehe non oltre.p assano i Iimi.t.i della peUe e delle mucose visibili.. Anche per n ra.d lo il successo avrebbe per alcuni superata l'aspettativa. per altri sarebbe, m.o lto hmita.to e malsicuro. Abbe segnala un caso di guarigione di ·c ancro dell'o·recehio. J ustus a vl·ebbe a.vu to sei gna.r.i gioni su 12 epiteliomi d,e l naso. Dominici nei cancri della bocca. distingue. « I caneri ·deUa. booca, salv·o q,ueUi deUa. zona labia.le, no.n son.o migliorati o guariti che 1n. modo· eceezi.on&le· colle apphcazi.onì di radio i.n superficie~ « Quan,do il tumot~e, è !imitato alla muco a. d.e lla lingua, della gota del velO' del palato, e dei pilastri, la radiazione à capace di porovocarne la regresaione. Eccellenti rlsulta.t i s.o n forniti sotto qu.esti. punti di vista. dall'uso di tele radi"fere dì 2-4 em.q. ehe sopportano ciascuna l eg1·. di ale di radio puro e s,ov:rappo .te a 2'·!3. L'appa.reoch1.o cosi compos.t o contiene 2-B egr. di ra:d io puro; la. radiazione ù J tl'a:ta attra.ve.rso 2 mm .. di piombo e si applica. sulla zona neoplasica 2 ore al giorno per 7 giorni. Si riprendon.o· le applicazioni ogni 3 settimane o tutti i mesi. Quando · il neoplasma cominciftlo a inflltrare. i muscoli, l'intervento radrumterapico e inet'ficace. ».
Rl\J TE
E~f8n . 'LI
Gui ez ebbe a curare col radi 1m di·eci ca i qi epitelio·ma dell'esofago ·t utti olto vanz.a t,i. In tre, ca i d.i. cancro del ardi a il r i.s ulta.to è stato negativo.,. n·e gli altri fu evidente. n fa·t to co tante fu una pecie di a.rr -to nel deoorso dell"e,p i ... t ·Homa. In una. prima. seduta il ma.Iato esp tto.1·a u.n a ,g·m nde quantità. H St"llliva., muco,. materie a colot·azi.one ro._. a tra, , n ui nol :n te., d'odore fe idi .· - ~mo poi la. •r.r .zione si fa più chinr.a e scom1 are la fedi ti tA.. A u.menta. ~a permeabiUtà, dell'e:ofago, i1 tu mor granuleggia meno.; si •.ppiatti ce,, non sanguina più., ei diturbi di fa.gici i ha dapprima un migliorn.me.n to, poi un p •ggioramento. Guisez j rvi d ha 1·adiazione. ult'rape et ·ant di Uom ~ ici, il rad.i.o era porta.t o ul po. to ·u. una onda i forma oHvar . edute o 11 2~ ·- iorni della durata di .6-6 O·l~e. S0 T, rapi t va •eùti. ~a 1t lle Sltppu~·adoni. uovi orizzon.ti ì aprono alla r npia. colle ricerch m icro-chimi o-b·ologiche . ull ·op o..niu , o tanze de tinate a 11r pnra1;e i batterii per nd rli atti oJln fagocitosi. el campo d "lla. pe ialiti, a m. il ton. (l2l) in 22 ca i di oti ti me li e in cui era tato i olato H ba Hlo p. ·eudo-d.if e·rico. det-erminò l'indice op onico e po c.ia ini.ettob cultu1·e del bacillo co. i ott nne l'aumento deHe 01 onine.. In un co. o d i ·O tite media c.{L pneumococco ... fa .. grud r e \\'ebb (1 ... ~), determin.a o l indice op-onico col metodo di Whrigb.t, in.iet.-ta.rono 12 milioni di pneumoc cl1:i ;· lo .•colo d i minui e i fece. n n coso, d.opo una Reeouda "nie?.ione· di aHri ~ oiHoni a.vvenue la cOm)1let.a gu.arigione. E ck (lQ3) trattò ol m todo· O}lsonico 11 n. ·i io·' 2 sin.u "i i unilaterali er.o niche da .st filococco 1 poli inu ·te d rl brlcillo p. eudo Hfterjco, l infez;ione, ~cronica dell'antro d Igmo.ro da t filoc eco 2 ·iuu i ti uba.cute da . a.fi ococco p·ogeo a· reo, w o•t i i 1 1edi purulente ·cron~che bilatera\.~ da in{! ·zio.n 'mb~o tica. tafUococ.c o1 neumoc·occica, 1 otite media purul nta. cronìca d a. l aci.llo di FriedHi nd·e r , 1 o.tite v uro1enta. cronica. d.a. ìnfezi ne difterica.. Tut-ti que ti ca~ i re ft·attarii alle comuni 1 n re, ~ono migli ora H e' parecchi guariti. es -un d i turbo grav·e egu - a ~ 'in i zio·n che · i fa per lo più nel bra.oc·o. Le in.ie.z ioni · i p rea ·icaron ogni O giorni N H'ozena., Mo h.e r e K rr r124) provai·ono le in i ezio i d u vol t e la setti n tana di u vacc"no misto di tafHococchi albo aureo e ci t'reo, do e iniz~a.le 400000 d ma ima. 1100000. u l a i c: u:at· per 11 me i ne . uno gua.rl ma i sintomi p iù sgra.devoU . come l'odore le roste, la cefalea, banno .migliorato. ooda1e (12p) dopo p ulito il n.a. o· d. Ue ~·o te 1 olv nr.izzÒ· con uo atom.i zzatore ull~\ mucos.a ua n.le i baci.Hi d U'acido )attico per 4 me_i di. egui.to • in ei ca i b be qua.lcl1e min-lioramento, in ~ · ·c asi nes.·uno. urti (1'2 ) è invece en.t usia ta. <l 11 St 'O m et do d t ·C U.ra b e UOn S:olo b a zione sul bacillo pa.togeno d.e ll"oz n a ma ancb.e ul i .t ma Y~' omotore. La. eu ltura di bacil h d lPacido la·t tioo . a rebbe p-tue un Jled.i amento t opico eceeHente n elle ;""Uppura.zioni delle cellule 1n oidar nelle, oti i medie p trul n t , eoll avrebbe d imo tJ·ato Curti - in aUro la.~ VOl'O (127).
Con,,ro il riuo~ l rom.a Gun zer (L, ') u a 1 au tova i no· preparato dali cultur di brtcillo di ~ risch ere ··iuto in tubi d i az r r·a 0 a.r per.... or , diluite con oluzion.e n~iolo. çr[ca e calcolate a. 2 O milioni p r eme. - ·e culture rano uccise co1P'espo i' i i n. giungeva iL per l di H .olo per la co·n r~ Vttzio ~n p azi n.t di roma in ui i. agl'1'i 1 nou. veya.no portato al ~ cun miglioramento migliorò 1 ol· i s.imo an 4t iniezioni (le prime di ...60 .m ilioni, l· ulth di l biliar lo) in , m i circa· .i n un · con c .-o dl rinofo.rin~o l roma. 1 cura. va ·cinica .b he J _ ·no effetto, ma pare imp :j e l'ultetio1· . vilup·po
RlVIS'l'E G~XERALI
•i 0 IA piooiaruui in ot"Orirlol-aring.o lorfia . - La Ilio iann.-·i è un ·enzima batteri o • forma ·dAlle eultuT~e di. pioeinneo e che ha azione battericida e batteriolitica. Ha una d·e cisa azion eontr.o j l ba.cillo dif'ter·ieo ed anche r.·o n tro gli trepto e tafUococehi · di più l enzima prote litico d Ua ·oluzione d· piocianasi avt•ebb un'azione sim.ile .o.lla tri p .ina, cioo-Htn~ebbe ~. ·mem brane. E eh 1 is · h e lehl·e (129 1iopo un olo pruzz.o in n t so·f ariu ge d· in d ·:viclui che avevano. .avvici nati ma.la i di m ·ninaite cerebro. pinale, vid ero scomparire i m • nin~oeoecl i ·ed i micrococchi ca<C ·W
tarrali di - feifrer. _ eU orecchio Letn , r 1. O) l'u. ò per instiUazio·n n ll otiti medie .a.~cute. u ca i ebbe ]a ,g uarì ,.ione in 2 in due i dovette trapanat~<• · la du1·ata m dia. -d Ua~. otite fu. di 8 giorni mentl'e in S casi non curati colla piociana i ]a durata. media f u ·d i gwor.n i 12,7 1 c n t di ·O tite m e ~ in. da . tafiloco·cco· guariro·n o in m& ila. i . g i·o rni 3 ·•f:, quelJi d,a . s;t ptococco in 12 1 :~· C Ua.piocia.nu. i dimintli ce r api. a m n te il nuinel'o dei ba.tterii salvo nene suppurazio·n i da ba.ci Ilo dHfer[co. - nico m onve,n iente un. po' di eczema d.e l ·Condo~ - to: due .volte ·dO·l ort Tra.utmann (HH) ebbe i seguenti risultati eolla l)Ìociana. i neUe malatU, dell orecchio, del .n a o e della g·o·l&: l o 2 if'teri ti pure d.ell · too iU distac o delle }l~eu domembrane in 2-S giorn ~ ; ::..o quindici an ~in e delle quali 7 em.p lici, 3 foll icolari 2' stafiloeoceich , l d.i Vincen.t .: dopo lo spra ·c . a1·ono o· dhnii .uir n.o i diturb' di d -glutizioue l ssudat.o :;;i ro;mmolH la gt ari~iou avvenne in 2 l . ~· rnii -5° tma laringite acuta guar1gione in gi.or:n. ~; · o B inu. i i ma.seollari a.-mlt , gua·· rig'one rispe tivamente in 8~10-14 g:iorni. coUa. la atura dal m _t o inferiore· 5° mi.. glìon n e,n to in llarìogite c:n·oni ·a., l rinite et'loni·ca, 2 ozene· sito negativo nelle si.nnsiti croniche della. t'aect ì\ e neHe otiti medie purulente cto.n i.c he. Sa.at' (132) e Simon (lSB s.o·no molto ·c ontenti della. pi.ocianasi in polveri.zzazioni Jl tonsille nelle ang ine Rtrept coccieh , nelle a.m·gdaliti ec ·. e n. Ile angin d! Yioeent. L po~verlzzaz.ioni Vl\'D fatte ;.. -3 volte ::ari g ~orno e premen.d.o la pera. una -v :utiua di volte ogni s duta . Muh -am (184), .Scblippe (135 Gro z ·e Btin ( 186), Kozlo,w ski (187) :f. nno :ril va.re li.mpOl'tanza deH associazione. d -lla cura della piociana i colla si.eroterapia. nella cura dellA difte;r ite. .Mubsa , SchUppe. Kozlow ki si co·n.tenta no di polveriz· ze.re in faringe tre volte al gi01·n.o con piocla.nasi. scaldata a 40° (eh-ca ·2 cm.. per ogni polveriz:zazione), Gr6sz Brtn se ne ervirouo per inalazioni a·d operando un appar ocb.io riCUrvO. U bambino è t-enu.t o· nella. po Ì.ZÌO·n e co.me per l'intubazione: &p ·rta la bocca ·ed. oncinatn. l'epiglottide sì a. p} ·lica l'a.pp.a..r e.echio e s.', insufila. {)..6 volte· nei casi leggieri ~ .a. ,s edute al gio1·no,, n ~ gravi .&-G. DaUa piociana. i i otte·.n gono I segu n ·t i isul tati: l 0 rapido di -.tacco delle pseudome.mbraue più l'api da -eh ·. ·c olla sola sieroterapia; 2° rapido -febbramento, 8° seompatsa del foeto·I e.. ot· . 4° P.apida. espettorazione delle ps .udomem.hrane ~ o0 sin tomi gr.a i scompai·o,n o ··enza bisogno d intubazione, e quando v 'è bi ogno di ricorrervi si può estu bnr dopo 4 ·Ore e tutt'.a l più. dopo 21-S giorni. .r ùsz e .B an oonchiudo.n o di « non aver m ai osservato c·osi. r .a pi,do e felice decorso d i tante g1·avì difteriti come ·d opo che a .o ciano Ia. piociana.si alla sieroterapia.. Ed. ora vengo aUe nuove m.edica~r.ioni nel1e sin gole malattie. Ore chio.- Olit 'l.rtedia acuta.-Ob&r milller (13 p·r e· .c rive, eome cura. abortiva deU'otite media acuta, l'instìllazione Jl ll'oreccbio di alcune goc.cie. ogni ol'a. d l h~ ' egllente soluzione : estratto d 'oppio parti una, glicerina anidra. d.ella fa rmaco·pea brìttan ica parti dieci. L 'a.zi.o ne calmante di quel';t.a. miscela si piega · ol fa.Uo ehe la glicerina. :a.elln farmacopea hri tannie& ha. il peso spec.jfi,co di 1~2 = 3113 \
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qutndi per fenome,n o d'o mosi essendo la glicer·ua a maggior p SO· pecifi.c.o del liqu"do contenuto· neUa cassa particelle di que to attraver an.o la membrana perg'ungere al liquido più denso e particelle di licerina. con oppio giungono nella cassa_ Otiti m •di' cata.·r·1 ali roniche. - 1° Tio.sinam. ina fibroll$ina. Dopo le pubblicazioni ·di Urb~ntschit cb (189,. 14.0), affermanti le migliorie acustiche dopo inìezionl ottoou tanee di :fibro.Jisin.a.,. comparve una. serie di monografia ora di conferma ora. dj mentita. ai risultati di Urbant chitsch . Tra questi ultimi vanno annoverati Pa.p ia ( l41)., De1sa'll~ " (t 2), Maupetit e Cola t (143). Lermoyez e Mahu (144 , dopo avet· tentato invano le iniez10ni ipodermiehe, in SO malati afi.etti da otite ade· siva. nelle sue tre. fo1~m. e. ,con ipoa usia. e rumori, otte.nn.ero un mi~;çHorameuto ariabile ooll'istillazion.e per tubam di tio i amina seguita da masaac:rgio della membran.a. La formola usata da Lermoyez e aha è. la. seguente: tiosinamina gr. 15 a:nti.piri n a. gr. 7,5, acqua di ·tiHata gr. l ' . Alle ins.tiBa.z· oni pe1· tuba m si possono associara, le in tillazioni nel condotto uditi o d·e lla ste a soluzione. La dnrata. della cura va da 3 a 6 settimane, a.lvo a riprender]a più tar li. Si ottengono t migliori risultati nei sordastr.i con Rinne nega.t·vo 8chwabach non 11ccorciato e ,.ellé positivo. Confermarono i buoni e iti di Lermo e1. e Mahu Botey (145), e. Stella. (1461, Mart" e P·on d .B oter (l 7) B lla ( ), - u chkow bi l149)..GaUardo (160) ebb ri uhati quasi nulli in 96 malati affetti da otite con Ctttiva a oto a lpiogite; 2· malati con e i·t i di :s uppurazioni 4 migliorarono notevoh 1 nte. Tutti concordano col dire che i migliori ri ultati . i banno nelle otiti. m·e diecica.trizia.li. 20 Tiodina. - Koenigc inv oe della tio inamina. e della .f ìbrolisina, usò la tio dina ·he è omposta.. dì tio ~ ina.mina e ioduro di etile: si pre enta. in r.i ta.lli eh · foudono a. 6 o C, con.tiene il , a o di iodio or.,..,.anico è olubile nell'acqua i .. qual. iasi pt•oporzione, poco solubile nell'alcool. 3° Dionina. - Raudall (151) prefer.i ce a.Ua tio inam.ina la. dionin.a. per iniezion1 endotim paniche: a fare l be più r pid.a ment,. acs orbire gli es ud.a ti pla t ici. o Acqua ossig nata. Cozzoliuo (15'~) ha. a uto giovamento daJl'jn tillazion l)
per tu ba m di H-;~ O')!. 5° Aria •alda.. - Ferran (153) vanta l'aria. cal a pinta. per tuham con una. p ra di P.olitzet che i prolun con un manico d. alluminio il quale. contieneuna re i.."teuza el ttrica. Bou~ q e (154 · i setve dells.. va.porizzaz.ione dtaequa solforo a sotto pre aione, che agirebb pure favot~evohnente sull riniti c1·oniche iper· trofich netvo ·e, ah·ofi he: identica azione d.ovrebberoavere p:ttre.~ seoondoGraz,zi 15,...} le qt~ olforose della. Puzzola (Pon. tta). ° Cura dt,llr, alt,•razioni delle laringe.. 11asale. - I medici americani danno mol a i m porta.nz~ , neUn cura. deJle o i i m die ia ca t rra.li he purul n te, llo. stato d Ila. ~os. ~ tta di o. e miill r e pecial n te all'eventuale pre ·e nza di t e uto tld.enoid • di cot·de o di cicatrici o i - i bili alla rinoscopia posteriore ma. diagnosticabi i coll'~ plorazion di O"ita1e. mer on 15,6) -·bbe, o:t tlmi risultati pe· ciahnent . nei ca. i di ~ - l azioni abnormi. di rumor · og .,.,ettivi ed anche per riguardo H'udi o, d. lFe po · nzio· ·e di te uto a.d noide dalle fo ette di osenn iiller. J ervey 157 , i ·t accando col dito indi"' d ,:tro otto an stesia eoca.inic.a leaderenz nelle fo ette di Rosenmiiller, ebbe brillanti e p rmanenti guarigioni dei più vari ti di turbi; rumori ogget i i sen .o di pienezza o ten ione n.e ll orecchioirrad:ian i v rso. il Bo l artic !azione t mpor oma c llai"e. catarro na al re~ trofaring o, f:requ n i sbadigli o tarm.ui. Leland (l ) nota. eh dopo l'operazione-
Rl Vl TE • Ef. •EJl ,\J•I
d eH e vegetazioni a.den.o idi bisogne orveglia.r e le fos::~e ·te di Rosenm ·· Uer e pe1~ impedire la riproduzione del te s. uto ad noi de o ]a formazi:on~e di ~ca rici, appHc:.a re ulle ferite per p tu etti.man:e degli a tringen.ti. L'A.. ri, iene che ·«. è molto pnì. ra· zio.n ale ristabilìr·e i movimenti deUa. tromba. ~con movimenti di d glutizione e di re piraz"one (20·80 al mhntto) ~che non colla doccia di Politz e col cateteri 111.0 e cita, parecchi ca i di p·a zienti tratta. t'i inutilmente co~i comuni me,t o l i ·e ·. h a.vvan taggiaron·o di molto neHa. funzi.one aeu- ti ca. eolla. deg1uti 1-ione e respirl'lzione a.eeel r.a ta. Alla tessa. causa. d~evono riferirsi secondo Leland . i rllmo·r i sof" o~etti vi e le verti D'Ìn:i neU'otos.clerosi .. Che il romore di tonalità. g1-:a e . peeialmente ptl la.n.t e, ·ia. spe so dovuto ali 'iperemia del uto linfutieo d - ne f'o sette di. Rosenmiiller· è prov,a.to dalla ua. ce. azion~e dopo che e~, e sono .tate vuota~ tra, ~ ta:te eon. astrio~ gentL Cosi pure i scbli, speeialmen·t e della. pri Ula. e,tà, e d eU · ·t\. media, sono spe .. o diminuiti o soppre si cona. riduzione della circolazione a.,t torno· lateralmen.te alla. bocca ~della tuba ·e u tachia.na. Sim.i lmente ragion& Packa.rd 159}. 7° Foto :rapia. - Ma.n.eioli (160 bbe ottim ·~ ri ulta.tj nelle, ait razioni 1Hi d t'or cellio, negli esiti ~di ot ~ te media. pur~denta nell'otosclerosi d.' orìgine uJ·ica, nell"ot i te med.i a i.perpla.stica con paracu i e vertigini; poco buoni. n eB''o ti t~ me d la ca.barr.a..le acuta e subaeuta. nell''oto. cl · ro·s i di orig~oe lue·t ica . Diutenfa.s s (161) con l'introduzio·n e n.e l condotto di speciali. lampadine elettriche, bianch·e o C·o lora te gu~rl parecchi ·c asi di rumori insi ·tent· in. o .osclerotici e catarrali cron.iei, or.a du;o revolm nte ·Ora sole) tempor&nea.m u ·t e. Cura eletl1~iea. - Zi.towìtsch (162) partendo dal concetto che i rum.o ri "' O<"t· gettivi e la. diminuzione d'udito sono in parte con .e u nzo. del difetto d.i funzione dei mn coli endotim.paniei, applica la eorre~nte faradica tre volte la s ttimana., per A~edute di B·o': un elettrode contro )a p.a rete sup·el·iore d n orincio flu ingeo cl~ella. tromba, l'altro nell'angolo tra. il masceUa.re inf ri·o re e l .a poti i ma. t i le·a. Ltinten ità. della corrente dev'essere la p"ù forte soppor tata da.l pazient . 'ot o q ne. ta. Ottra. i rumori soggettivi Cè sano o dimill u ·scon.o cii molto } udito migHor.• per l'aume,n.t o d·el potere a.coomod.a ·t ivo. Contro i. rumo·r i soggettivl .s econdo ~· acher (16S), avrebb fa to buona pro~ a. a ·ubl ~mato cor.r nsivo per tiso interno (sublima.to corro 'ivo gr. ,05 e. tratto di gen.ziana q. b. per n . 50 pillole~ 2 pHlole al giorno dopo n p·ro.nzo). In 41 ca i SLl O c',o · :nel 51 25 °/0. i ebbe diminuzione o omparsa dei rum~ori n· l 2 ,., ., me-
diocre miglioramento, ne 9ttn risultato negli altri. _ erz r (l 4) in un pttzi nte aff, tto da ne~1ri'te alcoolica, l Uacu tico ·Con. . indrome ~d.i Méni~re:, nel ~q t1a.le et~a. tata in.tttile la eura col ·hininot u ò 11 ma. · g~ gio vrbratorio d.eUa m.ucoso. na.sa.le, associato a. m.a s aggio vibr.aeor· o e pneu1no~ mw aggio s cond.·o Zabl 11.dow ki delle parti del eapo ·viein.e alP or cc'h io e terno. Do:po 6 edute eomparve1:10 gli aooe i di vertigine ed i rumori · oo-g ti vi. Con~ tinuò la. cura per 2 m~esi , 3 vo1te e poi 2la. settimana. Quindici mesi dopo ri ·m parvel'IO, ma solo per 8 giorni, le verti()' ~ n1. Herzer spiega, la gno.ri .ione colli p remia attlva del ca..po e, for.s e anche coll e,c,cita.zione delle fib re .n ervo· e trofid e. Otite 'ln -dia ptltrtlle.nta. cronica. a.rtmann (165) h& a v rto oorande g iovamento da.U•in uffi ~zione di perbora.to di soda, polvere bi&nea ehe rium. ce le qualità d l ~ l'acqua. ossigena.t a e del borato di · od.a . Il Tbe.imer (166) elogia il borod.a t (m.e taborato di sodto con 10 ° o di acqua o:-ige · ata attiva) eb.e avrebbe, il van.ta.ggio di esset·e, un p1·epa ·a _o p tu t bile di non. provoca·r e cros:te od eczemi.. II Tbeimer l'\1 ò in oltr·e. 100 casi di otite m di a '1 -
Giornate d:f m di.dna mlWare. -
f"a c. E- 11 .
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RlV.I' -TE GENERALI
pu.rulenta. acuta e cronica, in.s utllando una volta a.l glor.no· previo p.r oseiugamen.t o c·o n ova:tta. 1 aso. C(Yt"lzza. acuta. - I rimedH contro la eorizza. acuta ,s i moltiplica.n.o a:nuo per o.nno: citerò solo: 1° la rinitina, a ba e di. estratto di cap.s ule eoprare-nali, per poherizzazioni in soluzione aequo a 10% 2,~ la corifì a, a,c ido metil· glicoUco del m ntolo, vant .ta da. lfert (167) e R. Me. er (l ). Seco· do qae· t"ul· t .i mo A. la. cori 6.na. Bayer è di gran lungo .uperiore agli altri mezzi percbè m.e t.. tend·o 1entamentè in libe.r tà il men.tolo h a azion·e più dnra.tura .10 ore) : nella faringite acuta si pr ccrivo.no i bombo.ni di corinna.· nelle laringiti dei cantanti, pro. fessori, ufticiali ba ta. una penn llatura di corifina. per far rito·.r nare la. voce• ,so Co-rizol che contiene in forma di emul ione,, forma l' na d oUo di eucalipto: i ado· pera itnpregnando un faz.z oletto con 1.6-... 'Occie di corizol e re pira,n done' d.a.l nas:o i vapori; 4° l'acorizina del prof itelli in polvere d.a auuasa.I·e· 5° I•adrenalin inha.lat d.i Parke, e Da vi cb e oon · ta ~di. una. pa.rt~ di cloruro di adrenalina .s u l parti di 1Ln olio neutro aromatico e · 0 / 0 d i cloret.one, e cb.e j usa in. pennella tu re 2·8 volte al gi·o·m o. 'pil'a (169 tra una penuella·t u·r a e l;altra di adren.a Hn.a inhal&t p nn Ila e~n corinna. Lowy (170) porta. un tampone ben imbibito di soluzione .a equo a. 10 °/0 di pt'tltargolo ulla parte anteriore del turbinato m.edio in modo da. bsguare la fessura ol attiva,, .Il meato .m.edio ed il ·urbinato in eriore e ve lo la ci:a per pochi minuti. el casi recenti ha ottenuto ri ulta ·i brillanti, meno fa or oli nelle corizze ·e h e durano da. qualche giorno di nuovo· lusingh.ieri n.ei casi che. i trascinano ·p er setti mane ~e che s:i accompagnano .ad .a bbondante secrezione. onte:mporaneamente, fa. inalare su un tubo fatto scaldare aUa lampada dei vapori di mentolo e can.·· fora mentolo 4, canfora. 2,, poche goc ·ie in un. ubo p·ieno d'.a,cqua). :Sti.rnhna.n.n (171) u a d H oformio, di ~cui ver: a. 5·4 n-ocde ne~. c o della mano · tr.o fina e.d an.nu a. ubito ·compn1·e un · eu ~o di bruciore al Da o, una secrezione abbondante seguita da m.igHoramento. Trumpp (12 pre ouizza 1.1 bo·lu· alba, H quale agisce per az.ione meccanica, la tl'.& ordinar[a piccolezza. d.ene partìeelle di. cui e compo ta prosciughe,r ebbe n na o, t:~oglien· o· .a i batterii il terreno .a datto per svilupparsi. La. polvere è ìnt1·o~ dotta, c-on un lanci polvere 3-4 volte in un qttam:to d ora, poi in un 1'o ra. L' ini·z io della mtra h luogo il 20· gi,o rno di malattia.. Mueh (17B) pe·r decon.g stiona.re la muco. a na ate pecialmente neUe l;initi ·Croni h· cong , izìe fa ca·dere ul a n.uca un .rr ~t.to d'a.c ·a. fredda. Egli verificb que · to fen · xneno ~ n un · w ·o di a. ma ri e. o ed in uno. di ·c oriza va.somotoria. Ooua~so ddle ali d l ruzso. - P ·e r impedire, il suechia.me.n to· delle alì del n o dura.n e l'in pirazionE:l 1, che · v rUica in .a lcunj ·oggetti, ermann (17 ) .intro ·d u e una piUola d ov,a tta. impregnata di vw ellina neJ]a ta ca interna della punta. del na o. u o metodo avt· bbe . u quello di hm" d ui en (ovale di omma. dur ) e di F ldbau. eh ( p culum in filo d'arg nto o d oro c.h e allarga le nari,ci) i eg 1enti a.ntaggi: l a ·n on è vi -i bile·· 2° non. irrita il ve ti bolo· So la poma·t abori·c a ' iene umida la ·n1uco a.· 4° il prezzo in.fimo la sua preparazione e . temporan ~ · a.. 'in v siti acut . ~ elle inu i ti ~ e e . t..b . cute I wanow introduc~e neUa ·Ca vi t del · uo col ca. t te re od anche nella. te sa c vità n a. a le t ·acido carbonico n Ha pre ~ i . one di /"·2 atmo ·fere . Ore co in 11 ca i d., empi.ema. d.el seno mascellar avrebbe ott uuto la gua.ri(Tione colla lavatura d l no s gu:ita da insuf'fJlazio.n.e d."· o ··.igeno otto p·re. · · ione~. ba tet·ebbet·o da 5 a U. edu te ( :75 . l
RIVI TE GENERALI
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Oz na. - Zickgraf (17,6) trova nella sa.ponina (estratto daUa eortec .ia di quillaja.) al 2'% per inalazioni un mezzo superiore a tu;tti gli altri per e~omba.ttere il tetot~e e modificare la. mueosa; Dioni· io (177) riferisce sulle guarigioni ottenute ooJ1a, fototerapia; Stief (178) va ta.la dionina. o, in polvere mista n.d ahr polve·r i mdUferenti (acido bori!co, eurofene. aristoO o per pen:uellature in soluz·one 510 p. 100; Decrequy (1'79) ebbe un mi.glioramento colla co~ rr·en.te a·d alta. frequenza; Menier (180) usa U santyl KroU (e·t ere salicilico· d:.el santaJ) ~che sp,alma. sulla mucosa nasale dopo .l avatura, eSS:O farebbe scomparire subito il fe,tor·e. Eo·t ey; facendo bi!an.oio della cura dell'ozena colle iniezioni di paraffina a.rf rma. che esso è, anr.ora H :miglior metod.o di cura, che dà il 50 p .. 100 di gua.rigioni1 35 p. 100 di grand·e migliors.me~n ·o) 15 p. 100 di leg:g lerl migUora.menti.. Lo cacco deUa cura si ba quando l• atrofia è, molto accentuata. L,iniezio.ne pre enti a d'acqua sotto la. mnco:s a facilita l'introduz"one della parsffi.oa. .Angin"e cata'T"''ali. - Berlin (181) partendo dal ·Concertto che J,e. ,a ngine son quas~ sempre d:o vnte .a fiog~osi del paso. con igUa l'introduzione dal naso della seguente pom.a.ta= prot-ar:g olo gr. 1 .5 , scio:gH in acqua fredda '2t5, aggiungi lanolina gt·. G, mentolo, gr·. 0,10; saccarina gr.. OS, va.selHna gr. 15 .. Con questa c:ura l'angina. ca· t&rrale e ~a parenchìmatosa ·decon~erebbero più rapidamente. Blume:nthal usa nelle a.ngine il f:orma.mint. preparato di formaldeid·e. con zueehero, gomma .a rabica, a.cid.o citr,:co· ~che do~ vendo essere masticato,, mette in libertà la formaldeide poco per volta. Un impiego identico avrebbe il Kaubal am Sahir ebe,, mas·f catot mette~ rebbe i.n .libertà dei fe.noH ed altri antisettici. Hahn (182) trattò felic·e mente 23 ~casi dì tonsillite acu.'ta col seguente metodo: lavatura della eripte con una miscela. tie!p ida di so~lu.zione borica 3 p .. 100 e di H"~ 0 9 a. 12 volumi, che ·p er mezzo di cannule ad.a tte vi.en.e iniettata. :c on cura jn_ ogni 1 cuna e ,s pecialm·e nte nel recesso pa1atino ·e nella plica di Hisa. Do·po questa lavatura p·~eparatoria s,'istiJ]a. allo t ·s so modo ed a pa.r·e cchie riprese neHe oripte delle ton,siHe. una soluzione 2· 6 p. 100 di n·o~ yocaina con soluzione d:i a.drenalina 1 p. 1000 e si finisce oon. un'o.cura.ta insuf-· ftazione .d'anestesjna o ortofOI·mio su tutta la superfleie deU'a,m igdala. Si ha quasi immediatamente detumefazi,one dell'organo che impallidisce .n ot ·v olmente, scomparsa o diminuzi<me del dolore, guar1gione compJ,t~>ta in 24.~SG ore. Laringe. - Il capitolo d.elle inalazioni fu largamente trattato nel periodo che to esaminando, B. Fra.enkel (183) raccomanda. un inala.t ore di fabbrica Windler, di. poco co to molto semplice e ehe mantien.e aH'acq ua per moUe ore la temperatn.ra di r60-70o 0 .. A. Hartmann impiega una maschere a fini maglie metalliche, epperciò - terilizza.bHe che ~copre la boc·c a ed n naso ed è .fissat·a con n.astl'o o:U'oe· cipi te :' Borini (184) propone un. nuovo inalatore d·etto rìnofìl ~che, :s ta appeso· al otto etto nasale. senza produrre fenomeni in·it.ativi. ~e la persona che lo porta potendo a·tte.n.dere aUe sue occupazioni. cbtitze (185) eonsigli.al'.i nalazione,ase"utta secondo il sistema Klirti.n~. Peri (186) h.a. rip tuto le esperienze di SehiU.ze a Sestri Poneute coi seguenti r~.sul tati : ·24 for:me catarrali rin·o faringee aeu~ o ria·cutizza.te, guarite completamente, in poohe, sedute,:; lS forme crnnu~he rinofaringee tutte migliorate.• 6 gual'lte; 6 forme, acute. subacute e eronieb.e della la.r in.g e tutte ,g ua.ri.te', le ipertro:6e to:n si1lari diminuisoooo e migliorano sensibi1men.t e. Lari~e tubercolare. - Wolters (187). Grtinbe ~g (188-189) dimostra.t>ono ebe vi sono processi tubercolari d'e lla ]a:t:·inge che po sono migliorare ed an.c.he guru·ire eolla cura. JOdico-mereuria1e, mentre Wils<m. (190) non n''è rimasto· s:oddi fa.tto in uD caso di tuber~colosì tonsill&re,.
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RIVI ··TE GE~ERALI
Largo uso ha avuto l'eliote,ra.pia. Krau 191) d ttagli le modalità d1'a pplicazione. l paziente ta sedut,o col dor o ver: o il sole= avanti di lui sta uno specchio che l'iftette la luce del ole contro uno specchietto laringeo tenuto dal paziente contro l'ugola. Il grande pecch"o . ta. u di un piedi ta.llo ed è mobile ìn n10 o da ada t t rsi a tu tte1le incidenza di luce. L:e sed.ute sono giornaliere e d tra no da. 10 a 20'. d.olfo .o ch (192 ottenne in 6· guarigioni ompl te'. in 4 migl'ora 01 n i : crede ia adatta per i ca i di tumefazioni ilogi tiohe a.s::;oc.iate a foc.oJai tuberc~lari, p r infiltrazioni superficiali, p r tumori e ulcerazioni superfioin1i! due applicazioni al giorno di mezz'o.r a eia cuna nell' tate 2·3 applicazioni di 10': durata della cura d.a. 3 ore in 4 iorni .a 6 ore in 76 giorni. Buoni r1sultati o~ tteunero pur,e Hernan t1H3), Ti11mann (l 4, Kramer ( 1~ ... • ohbaum. 196). epv·eu (197) ai raggi solari adina.mizza i ha. so ituito la lampada ad arco la. più ricca. in ra gi chimici. gH ooncent.r a i raggi luminosi con una le n te, a larga. a.p ertura e li ra.ffr·edda. c-on circolazione d•.acq u.at dj più. fa. u. o d i p9cchi lari n go . copici peci aH in q ua.rzo che h o la proprietà di riflettere i raggi chimici ; la. lente e la doppia parete dell'appa.re·cchio in cui circola l'acqua on pure in. quarzo. Una. polv rizza.zion·e di cocaina e adrenRlina. decongestiona. i te uti, rendendo l'azione .a ctinica. più inten a. W eil (lS J dice che il i.ero a.rmorek po i le un azione specifica · ·ulle l , ioni ree n.ti e poco este e della laringe ·= u l001 malati, 7 ottÌl:nJ: 1·i u1tati, 4 migliora-· menti, 1 in u ce. so. Jere ·la. w fl 9) sa;rebb stato m no fortunato: . u lS casi 2 guarigioni 8 e" enziali miglio·r a.men ti, leggeri ndgliora.men i. Le il ,iezioni si fee ro ogni due giotni ed. ogni di .ci ini zioni pau e di 2 ·S ettimane. Ogni iniezione ra d· m'. Senator 200) attribui ce i ri ultati ottenuti da Jere la\V non al ie o antituberco1are di Marmorek, ma agli altri ]ll'e idii tera.pe ti ·i ed igienici u ati
n · anatori.i.
BlBL OG
FIA.
(l) TI ~s d • Pari , lU06. oLbel t • Ohrr ~b ilkunde, v. , n. 1). - (H) nu·d. J our-r1.<1 l. f bbraio l o b l•ra. di otorino l. (l n. l:...,, - ( 12) Ac<.·rui u .ia m di t'l\ di Torino. 7, n. 6 Ar ·h i · i11t rnationttle d . l lr!J (J. L~ • p. :..;,. di T r:r'1o. n a. ..,i l 07. - (F) Am .r"an J u r al' of the mf·d 'ra.l ( H' ) z York m d. J fJu,Nv.d, 3 ott. l . - ( 17) M 'h ..h ~wr m d. n. 4 -. - ( l ) uta. 'm·' d. 1V l. l 09. n. 39. - (19 r Ili f. Lar.!Jn'}. ( :..1 ) Ar ·h. i tal. d'otol ., 190!:). f. 5. - ( 2 I B rl. owlotf· )l. eh t/1' l me.:gg-"o 19 tJ, (" ~ Z r>t. llri fi ji(r Laryt g.,, v. ) 0 ~ t o. - (23) z ,.i l h. f. Ohrenh., v. 57 r. 4-.. (24} La P diatr.ia, 11 )· 1 n. lt. (- o ) nrnl d s 1n.ala l' · dtlJ l'or ilL~ 1909t n ..>. ~ (:. ))' Ortoua a ~f(~r l! 9. - (:. 7) P olic ù 'ro z. pra i.c , um " ' D. 41. - 2 ) R ( . nn-q mN/' a, 1! 1 • 1 • 3:.. - ('> . ) Z t•it. hr "f f. Ohrcnh(:lk11 ~>tlr· . \'. - , L 1-2. - {30) ,_',Jll anun trin. , 'i t a t,jp., • rn~mlino, l O l • - (31) OioN~. ddft1 R . cr.ad. 11t.d. eli T or ino . 15 m l'tz. ] ! 07 . pJ:.) Ar h' 'o ilol. d i otologlu . l O p, l. - (!i3)' Z 't ~. /. Ohr . 1 lt~ ilku n.d•' v .1 f. 2 · 3. - ( 3 ·~) lb .. v. . . . 3 - . - pl.-) lb . v. r-:1. p. 34 . . - (::Hi} lb., v . .- ), L:.. (:') ~ n i t ù oto l i·o. ~ .) ?•~nn. ~~ 10 \". Z 1:t.clz. f. Ohr 1th. , ., , 5
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ENERALI
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p . · .51 W:i -r kli·t11.'1J·rhe Woch tl-llr:hr,i ft. 1'9 9. n. 4l. - (" ) Z c:its hrijt fiir Ohr 1t.h il hunde, v .. .5 ' r. 1-2. (39) .Ar hi 'o ,:tal. d/'oto.l., 1909, f. 2-3. (4·J) 12·j ' .-ongr. otor:i not ita.t - (41) Ze~·t chr .. f, Ohr nh .• v. 59. f. 4. - (42) Giorn. il-l m d. 'l:nilitar . 19U (43) Congr. da.neso di otoFin.,. Hl ·, v. O nt11alMau. f. Ohr n .• v. 7 .. f 5. - (-!4) Ib. - (45) Z its. / . Ohr nh., v. -o f . • - (46) Arcl~1· • f. ,. Ohr nh. v . 77, f. l·2 e v. 7 ., f. ~~. -J.• - (<.17') PtuJ ow s B i'r:iiqe,. • 2°J p . 19 ·• (48) Monatachrift f. Olwnh .• 1.909 f. ! " . - (49) Arch ··es iut Nl. d laryng, 1'9 09 , n. 6. (.:'0) Pa· ~ ow 8 B .1:trèig , · tt. 1908 Jf." n. klin.. n.•och .• 1'9~ 8,. n. S7 - (51.} Pr ss otorhinol. b lg • 19 ·9, n. a.. - (.52) Ar· eh ·l. intern. de laryng. 19 9 n. 4. - C3) Ar h:~ . f. Ohr nh. v. 76. - {54) Re u · 14 .lJdom.. ad~ de laryng, 190 . (50) Arclt ~.ves int·e rnat. d lar-yny., 1909. n . 4. - (: ') 'oogrt·s o b lg a di o orinol.. 1909.. - ("'"7) Ate· d l la cl' "nica otorin .. .di Romrl Hl07. (<> · ~ O·· . au t.riaca di tol., l dic. 1909. - (59} Arddves "nternat. de laryng·. H . n. ;l_ - · (60) l Cong.r. ru o di ·o otorino .- dic. 1'9 8. - ·(61) J ou:rnal of t/1 am r1'c. med. A oc. 25 sett. H)09 . - (f2) B 1.'~rug zl r kN?l,. Ohir.zu·gi ~ v 54. f. l. - (63) Arch 'v j. Lar~g .• \.. 2 .,, f. 2. - ·(U4} 1° C n r. rinol. int rn., 194 . - ·( fa) The La:t yngos op • l 07, n. 11. - ·(66) lb._. 1'907. n. l . - ~(6·7)· 1° Congr. rinoJ, intern.,. ! 90 • - (6 ) .Arc/, 't ·8 in-.t rnot. de la~yng .. 11 07. v. 2( - (GO) M dizinÙJ.·he Kl"nik. 1'1 01 n. 23 . ~ (7 ' Bollettino del arazzi 1907. n. . - (7 1.) Z 'e, ·i-a hrift f. Ollrenh.• v. :;t. - (7:.) lb, v. 5·- . f. 4. - (73) 1\llonate hdjt f. Ohr t1h •• 1'909 p .. '07. ~ ~(74) W' n r mecl. W:och. l( O • n~. 42 a. 52.- (7o) Oanada Lancet. .f l b .. l t · D.- (7 6) Jo trnal oj z·a ryng .• 19· 9. n. . - (7 '7) Laryng·oscope, Hum n. 7. - (7 ) lb.:, 19 n n. 7. - (79) lb., 19 IJ. n. 7. - ( .(1) Arch ·ves i11ternat. d lar]plg •. 19 ~•. n. 2. ~ ( .1) Rew lteb(J; .. de laryng. , 1909 n.. 37. - ( 2) Revue ludJd, de laryng.~ 19 , , 33. - (S:H Pres e Qtorli- :,wl·CJJ'Yn.g. b lge~ 1907, 1. • - (84) Joum.. of ~he am r. med Aasoc. 2a .ma gio 19 7. - ~( 5) Ar hiv f. LcH·!J'~~!IOl. v t9~. pp. 21~ e 336. ( 1) n Yo1·k med. J .o um., 21 ag. I9ml. - (87) Lary )l{/Qscope, l 09, n . 7 ~ (8 j Ib. ib. - (SU' m'l-al deB 11.JaZ. de l'or. 1000 n. Il. - p l)· Z "tsch f. Ol r :nlì •• v. 5H p. 223 •. - (91}- B ,,rl. klin.. JJ'och. 19 5 , n . 2 • (92) Deutsch~ med., WociJ .• 1006. n. 6. - · 3} MiitwA. tne·d. U~oc~h., 19 O n. 34 . (ff4 D u~. m.cd. WocJ, ·~ 1901 n .. :U . - (05) w~: n . nt. :~.. Pre se. 1907, n. l ·. - ( 6) Monat eh. f. o~-'ren-h ..~ 19 7 n. n . ~ ( 7) A.rch:iv. /. Ohrenlt .; v. 75. t 1-2. - (9 ) Dù ~ rtat"on , -yden, 1907 ~· (90) Miinch. ·m .d. Woch . 1007, .n. e· Z eieecli . f. Ohr. nh. , .. JO. (100) Pr se m éd. 24 apr. 19 ·7.- (101) Pre8ae otorhin.. belge , 1908~ n. 5. (l):;,) iJfii7u;h . meà . Woo.h .. 190 • u. 31. (103} Oe~t.tralbl. l- Ohrenh., v . 6, f'. l. ~ 1(l •-' iesch. f. Òlrr nli . ,,.. 5h,. f. . - (Hl ~ } Ib., . 57, t l. - (106) A1j.nal ' de·s tr:ta,l . d l'or .• 1909. n. L - (10 7) Berl. laryng. Gesellechaft~ 25 satt. 190 . - (108 1° Congr. ru -o di otorfn. dic. 1908 . .-- O '9) P1~oé e de Pari,s 4 no r. 1908 ed. Annal 8 de mal. à 1 or i ll.. dic. HUJD. - (11 s1• riunione dci m\hU'alisti deschi. set.t. Ht09. 0 I 1) Arei~ . ita-l. d ' otol. 1908. t 3. - (112) lb .• n. 4. ~ (113) Ar hiv :s internae~ .d,e laryng. 1908. n. 4-, - ( 114) Be.rl .. k.l ·n. JVocl , , HJ01t,. .n. 4. - ( Ufi) Ar -.1,iv s gén 'ralu d ~~éd. luglio 9f9. p. 461. - (116) J.b., p . .5 9 .. - '(117) oc. danes di otorinot 17 (ebb~aio 1909. - (118 ) Policli;,..i co. e.z. cl in:rrgi a 1909- n . 12 .. - ( 119) Archivr int ·rnat'. de laryng. umo. n. l. - (120)· lb .• 190 . n .. 4 - (121) Journal of i1l/ ctwns d· ea~J 8 . •. 15 iugno 1007 - (122) Laryngoacope . 19· 7, n. 11. - ( l23) Ib. l90 t n . "', _ (l2J) B011ton med. and lfflrg. JoumtJl ·2 0 m a.ggio 1909. - ( 1 25)~ Ib·.• 15 lu~Jìo 1909. _ p:.. 1,) ~ ck s Arch ·v, enn. 19 9. - (12 7) Medical Record,. 11 lu lio 19 • ( 12 . ) Laryngo eope lfU).) n. 6. - ( !29) Wien . klin. Woch. l 7,. n .• l . - (1.30) Deute. ·m ed. Wo h .• Hl 8 n. 40. - (l31) M'inch. me.d. Woo-1'., .1909, n. ll. - (132) Deut.s. m ed . W och., 1908 n. an. ~ ·(133) ArcMv s ~ntenl de: làryng.. 19 · 9.. n. 5. - (134 Deu~e. m .uz. 1Vo h.. 1908. n 6 . - (13~) lb .. n. l4. - (136) llfiincl . m d. lltoch .• 1909. n. 6.
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RIVI TE GENEBALl
(137) . di torin l. di Pi t.r nburgo,. ? n o • 19 . ~ ( 138) J!iinch. med. Woch., • n. 24. - (139) .J!ona cl-. f. Ohrenlt., Hl07, n. 2. - (140) ".i n .. klin. tli .rap. Wo h. 190'1. n . 6. (141) R t:i ta ibero am eri ·ana. 19 ·7. - ( .1 42) Con ::. b J a di ·o oorin .. 1908. !(143) R . tu: h bd. ~ laryng .• 190fl. n. 8. (144) nnal du tncd. ck l'.or.t 1907 n . 12. - (145) Arcll.iuos cù rinologia . 1908. - (14(S} Congr. bel o. di. otorlnoL, 190 ·· (147) Be· . 1Jarc loneaa de r~;fer-medad-es d l'o ~do g nnaio 19 9. - (14 ) Aroh. "t ·l. t'otol., 190. - (l .,) G."orn. . m ens. ru o di otor·i n .. mo i l ~ . - (in ) .Boletin d lariny. 'lfiugn 1909. (I - 1) ·r chi.tts of. otology., f bbrai aprila 9 7. - '(16::.) P 'ra:twa otor ·"'-a.l .. apr.. 19 7. - ( 153 ngr .. Iran . di otorin Lt 1908. - ( 1.54) Ib. ib.~ ~· (H)5) BoU teùto àel Graz.zi 19· ·7t n. 6 . - i(I56) Bot~ton 'l d. a. u.rg. .J ourn ..,. 2".J, aprile l9fl.. ·.. (151') • O n-tràlbl. f. Ollr nlt. v. 7° p . l · 3. (l rS)· Laryrt.go cope. H) 9 7 n.. l . - (I -9) Ib. 1.9( n . . - (l 'O) B U. d .l Graz,i, 19 7 n . 6 .. - (161). < • oto1. au tri&ca, 22 f bh. l 90D. - ·(Hi ... ) MonatscJir. f. hr l1t. 190 n . Il. - o(l03) ' oc. otorino J. i P"etrobu'L"go. l marzo. 1'9 · . ~ l 4) M iinch. med. Woch . 90·9. n 20. - {].65) Dm.1.ts. med. Woch •• 1907t n.. 3 .. - (166} Mcmau. f. Oh~· nl., l 09 n. 6. (1'1'7 D •u . tnetl. Woch. 19 7 n. 20. - (16 ) lb . l9t 9~. n. 41. - (16.J) Archiv f. Ohr nL ... '17, p . l . - 07 ) Mitn "•· tn'f.'d, lf'oc!J., 1908. n. 29. (171)~ lb .• jb., n ..-:2 .. 4172} lb. 19 9 n . 4':. - (1 73) Ib .. lb ... n. :.. 9. - (17·l) Z ,f l h. f. Ohrenll . . v. o-6, p. 16r. - p 7.l) An.nale:s dea mala'iies à .l o.r ill • 1. 7, n. IL (170) Mii.nch.. ned.. JYocJ~... 101 n. 9. (177) aa~z. m ed. :tal. 1907, p. '71 . ( 17 ) T h-erap. M onal h /L 1907 n. I 2. - ( l71J) Revue IL bd. d . laryng. H>U8; n. l. (180) B e.l'l., kli''· JVoch. 19 7 n. 46. - (l l ) Munch. ·m e-d. Wo h., HIOS, n. 13. (l :2 - m r. ital. di orin .• 190 . - {l 3) D ftlll. m ed. W.o 11.. 190 • n. ' 9. - (l -) A,·c},. ita~ . d'otol .• l O n .. 3. - '(l ~) M .dizinisehe Kl .nik. l'D n. ro. - (186) Arch. ital. d'otal. 1909 n. 4. ~- O 7) D, r1natol. Z ei/.Qohr .• 1901. n.· { . - (l ) M .i1·'i>ch. nled. Wor.h. -
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1'9 n. 3'i . - (l ' ) Z it Il. f. r hrP.nh. - (19l) .Mu-neh. tned. W och. l )9 n .. 13. 19 ) Med .. Corri p. Blatt .. d 8 Wurt m.h., d :ie. 190R. - (193)· 1'ew Or.leat -e·d. a . su.rg. Journ. - nn. I ·~ . ·- p . - ~) Ar h. in.r m. ck· l.aryng. 19 9 n. ·4·. - (I D;J) t .rel!i · f. Laryng .• v .. 21, f. 3. - (l9.U) Inaug. Leip7.Ìf.!, 19 . - (19'1) B u!l. de t'A cad .. :d m éd de Paria. 190 n. 33.. ~ (198) So . o · t di Pari i. n . l907.- (199)- Dru.ts. tn1! d . ..-. eh .• 1900 . n .. 1-.- (20) lb .• ib.
IL TR , OMA DAL PO TO DI I~TA EPIDE.M IOL · ICO . .E.D EZIOL10GIGO - Per il prof~ Fran • s o 'l' ti, tenente colonnello m.edico. ·En.GE T E. ~
ota su.lla . toria, d?trant · un anno, del tracot11.a in 'U?ta agglo~ merazion .alg rina. A:nnal l I nstit tt Po.steur. T. XXIII. 1909·, n, .S. -
Bu ·u·wAf.- • -
lA diffiu;i.o n ll"l f.rn.
ma ndla provincia di .Fo n. Klin.. Ja.hrb.
\ · ol. 21. l. . fa c. S. - Gs E ·; F ·• o s OPJ io dPl tracmna ml ·dis,tretto di A:'1·ns'J· 1"!J. Hn. Jnhrh. ol 21. 1~0.. fu. . •• - GR El''f'. - La tr.as·m is.s ibilità d .l tra oma . .Klin. Jahrb. Vol. 21. 190 . . fa- ·• B. - LEBI~R e - A.RT.M.AN • -~ , i~ e rcll s uU I!.ZiO/.()gia d ,l ~ .ra om.a. KI in. J ahtb. V.ol. 21. l ( 09. t'a c. S. - A LBEl TA DT ER. V. - RO\ ~ AZEK . u.lla rzwlogia del traco·rna . .B rl. klin. O• cb ~ n chr., l uOO n .;.4. TANe LEANO e R DU. <mtributo all'eziologia del lracouta. ompt . .l'e·nd. · oc. 1 iot T. HH. 190<· n. 21.- GuTFn u D.- Dei CO'rp?lscoli ddtracoma. \Vienerklin.\Vochen hr.1909. n. 2"'. - REI. - I così d tU c~O>r pu.s •oli del tra·coma dal punto di viBta ddl, ricercfl • fatt e fino1·a a·uUa ~~i.ologia
RIVISTE GENERALI
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del tracmna, Wiener klin. Wochensobr. 1909. n .. 25. ScuMIDT-RlMPLRR. ......... È 8COpe1'toiJagente eziologico del ~raeon1-a! .M unch . med .. Woebensehr. 1909. pag. 1080. - GRil'TER. - RiceTehe sui em"}JUSColi trovati dal Protoazc1L> nel tTac.om.a e sul loro valore diagnostico. Miineh. med .. Woch nschr. 1909. pag. 19b0. ~ HEYw MANN. Sui « ·CO·r puscoli del tracoma -. Deut. med. Wochenschr. 1909. pag. AnDARlO. - • .L'elémento patog >netico d l traccnna. Arch. f. Augenheil-· kunde Vol. 64. 1009 p.a g. 26&. EOCHETTU. ·Sulla eonose nza dei eo·rpu,. scoli del :tracmna. Centra.lb1. f. Ea.ktor. Parte 18 Orig. Vol. 51, 1909, fase. o.
1692. -
- PusEY".. - Oor-JYUOtjColi del trac01na . .Journ. of. the. Amerie. med. A s. Vol. 11 1909. n. l. - Dt SANTO. - Ric rche sui ·Cosi d tU cm·pw;coli del tracoma. Klìn. Jahrb.. Vot 2:1. 1909.. fase . .3 ·• Mi. si permett-a di invadere un poco il c:a mpo degli oculi ·tit trattando in r.i vista intetica un agomento di somma attualità e di grande hn portan.za quale è quello che i riferis.ce al traeoma.. Mi varrà,, a. -eu a di que- ta. invasione. i1 fatto che la rivi ta in parola è limitata al ca.mpo dell' pidenniolog·a e a quello de Pezwlogia.,. e più pecialmente ana que tione ·d ell'a .e nte eziologico di questa grave affezione oculare, la. qua.le dopo le ricer6he del v. Prowazek ba. tanto ~t.imolato gli se1 .nziati a nuovi e più esaurienti studi. Il compito poi mi riesoo relativamente fftJcUe in ·qaa.nto., ·come è uso lodevolissimo di quello splendid.o psr"odìco che è il Cf•ntralblatt fu·r BaR.terio·wgi.e Pa1•asit nkunde und lnfi ktiunskra·n lt. heiten, in uno degli altimi numeri dei R eferata deHa. parte prima. ono raccolti i più recenti Jav·o ri . ul· l'.argomento dei quali sopra è riportata. la lista.. costituendo cosi un qua,d ro. com~ pleto della situa.zione scientifica a.ttuale neì rappo1•ti dell''a rgomento di cu.i tra.tta.si. Una. parte d.e.i la. voti sopra aooenna.ti trattano della epidemiologia del traeo1na.; e specia.lm·e nte d Ua.. d. ifft~sione e d.eUa contagi·osità sua. I lavori del Set·gent, d el Buebwa.ld d·el Greeff su alcune epidemie com·p arse i n Alge:r i 1 e nelle provincie d.i Post~n e Arnsberg i :n Germania., oi dimo t1·a.no che la d:iffusio.u e epid.emiologica. del tra·c oma segue aleune vie determinate ed. è emin.entem.ente a.ttacca.ta ad alcune intluenze, di razza, di profe.ss.ione, di con.dizion ~ sociali olt.re a.d. alcuni mo.me:nti di dispos izione speciali. Cosi il Buchw.a ld ·c· fa ved.ere che l epidemia di P·os n ha presentato un cammino invadente da Est ad Ovest, che )a popolazione la va di Posen è stata la più. disposta ad a.mma.lare 1 che la ra.zza polacca deve questa dispos izione a.l suo abito ane ico, il quale è m·o lto fav·o revole sUo svHuppo del tracoma. che quali momen·t i speciali i quali favoriscono· la comparsa e la. diffusione d.e l tra· coma, sono da meozionars.i l'LJ.midità del dima, la ·poca elevatezza deUa contrada sol livello del mare e r .alta. temper.a tura; ·ed il G.re.eif, constatando an eh·egli b. spe .. ciale disposizion.e d'e.i polaec.hi al tracoma,, dimostra che ]a m.a.lattia ·è più. propria delle famiglie ch.e delle, scuole; e. eh e nella diffus ione sua presso i lavoratori d.elle mini·e re hanno grande importanz.a . le catinelle e gli asciugamani ehe servo.n o·alla. loro puUzia terminato il lavoro. Il ergen.t , poi :n el suo stndio sulla epidemia. d'Alg.er.i. conclude. dimostrand.o che il contagio d.e l tra.eoma. si fa neUe famiglie nei p:rimi anni di età, mentre man mano col Paumentare degli aDDi esso ho. poco valore. n Gree:W, in un altro suo lavoro .discute g.e nericamente, sulla trasm.issibilitil del trawma tmt-tando prima.sulle inoculazion1 sperimen.t aH di mat-eriale tra.como.toso neHe conghmtive di conigli, d.i eavie, di cani, di seìmmie, le quali invero poco d.i· mostrano giace ha i primi a.nimali n.o.n prese.nta.:n.o che lievi e passeggie,r i fenomeni d'irritazione 1~...-.a.H, e 1e eimmie pur presenta.nd·o qua.lch·e cosa. di più, dimo ·t1:an.o per lo m ·e no una piceoHsaima recettività. L.".infettivi.tà del ·t racoma è però. dimo-
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RIVl TE GENERAI~l
tl'U ta enza. du blJio c Ila tl'a. mi ione speri m n tal , da uomo a uomo·, e qui 1'A. e i ta i ca_1 po· i ti vi i tra mi. ·.ione artifici a le ott.e nu ti aa. SatUet e da Adda t~ io, ed a.gcriu.nge una. e peri enza. pe.r sonaie, colla. quale . usando· abbonda n te materiale di inoculazione (ri·cco· d i eorpuscoH tracoma.to.· · , ottenn un tracoma tipico oan. tutti i uo·i ·c aratt r~ . L" A . a..mme t e anche che occorrano cause pre.di pon n ti do ute ta.nto a fatto ri g uet•ici di carattere sociale (me tiere7 a.b itazione, igiene, cata.tteri di lazz~ quan t"O a fattori in i v id ual i come l ,infiammazione gonorroica, la scrofolo i. In. .q uanto alla spiegaz · O·n e del oome in alcune comunità-t come nelle fam \glioe n um ro e nei con gi ecc.- ac auto· a t1·a.comato . i vi ia.no iu:dividui i quali n.on pre~ entano· .a lcuna. tra~ccia di malattia, egli ritie1 e, che ~n que ti casi non si tratti i immunità. nattn:ale ma d i onH:doni ·p • iali fortunate per le quali il vhus non rie ·i. fr ·- co -' non dii ui to~ a penetrare nella congitmtiva · tanto è vero che v i sono ca · non dubbi n. i quali un o'o occhio è pre O· dalla malattia. La pa.rte Pziolog' ~ a i t·iftn~i. ce e nzialnHmt-e a.Jla. que. tione dei famo i eorpu. coli de, t·it i da Ra.lbe1·sdi.dter e v. Prowa.zek e tudi.ati da G1·eeff, Frosch e au.·e;n• d è bene dire i nanzi tutto che i pr-imi a:utori. ritornando sull'a.rgomeu o p1 n tauo nel loro la vor·o delle 6gure di pr para ti che o t · n nero. n·el l~ 06 a G ia. a. facendo e peri nz di inoculazione. :sull'Ora.ng· Uta.ng, e· che di. m o · rano nelle eellule d ll'e,pitelio corneal du sorta di cot·pu coli, quelli che, ra.ppre enta.oo con . ogni probabilit.à l'a.O' nte eziologi o d l traooma, ed altri corpuscoV che sono da e.o n .~derar i come prodotti re 1ttiv.i . Il Leber e l'Ha.rt:m auu, usa.n do come matedale ·d i studio 5 bambini e 6 adulti raco·mato. i in tutti. gl' · ta.di della malattia,. e sottoponendo a o · e.r vazione microscopica il seereto congiuntivale, dimostrano la pres-e nza de,i p·a rassiti de ·erittì dai precedenti autori e .p e so, ma nou sempre. i prod.otti ·d i reazio·n e. econdo questi n.utori. i detti para ._·iti -i presentano- come granuli picco1i, a. bordi netti sempre cil·condati da un. alone chiaro; la. loro grandezza è variabile. Oltr alle forme d i granuli doppì o. gui a di doppi cocchi, osseJ·vate da alcuni, gli .• o servarono anche due gra.n ul: uniti con un lungo filamento a guisa. di altere:· secondo essi è ce1·ta la natura. protozoica. d.i queste forme; ancb.e in piccoli fiage:Uati si sono os ..
ervate forme analoghe. Que. ti corpi furono visti nel 90 p. 100 irea dei ea. i. A n che StancuJ ano e adù riiter, Ceoohetto, Pu -e San.to hanno rìscon trato i detti corpi tanto nei. prep·a .rati a fresco che in qu·eJli colorati ricavati da. tracoma to. i a. diverso tadio deUa. malattia. e . peeia.lm·e nte nei casi non sottoposti a d al un tra.ttamento. L'l l imo deg.i osserv.atori anzi, il quale ha l!!.vorato ne.llabo· I'atodo di G reeff, i fe:rma. p·ù. a lungo a. ·r.onsidera.re questi corpuscoli ·de-scrivendoli minutamente in r apporto alla loro forma., alla. loro grandezza, aHa lo11o situaz ione nell interno deUe cellule epit eliali corne li e n egli tra.ti piu profondi de l }Ji ero, oo-me anch nel te suto delle sezion· di congiuntiva, dove pos ono a • mnere l'asp tto di taHJococchi o S· r ptccocchi, difl"e1·enziandosene perb p r la piccolez:r.a e per la., non i tenza. al G.ram e dimostra che le ric rche di controllo nei ni n ei apUlomi congiuntivar, D.e1 ~.a a.n i pl"ima.verili, nell'infiammazion·e gOOOrt'ùiC~- . 0·00 empre nerra, .j · • Di front a qua ti o er vatori. i qual" vedono o ·i ·cor'pu c li di v. Prowa.zek gH flO'enti p cifì.c i del tra,c oma, vi ono· altri, i quali o oUevano dei dubbi ul loro ignltica.to o n.egnno del tut to la. -pecificità.; e co i il Gutfteund,. il quale· del r . . sto on tatò ·a p1· enza c st.:: nte d i corpuscoli. .n el l'a-co , a, ette in dubbio se iauo para i ti o rappre entin.o piutto·~ to d· genera~don i oellular.i pecifiche don. l'iE~H.uenza di JUUa. ·s(ti ancora ·cono ciutit il R i ichiara non ancora co·
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RIVI ...TE .E .. ERA.LI
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DD · ci uta l teziologia del tra.eoma,. l ,He.ymann nega asso-l u tam. •n te, eh j corpu coli di v .• Prowa.zek s~eno specifici dei ·t ia.coma,; e PAddar1o e p1·im il mede imo pa· rere. aao>.UJJgendo dopo· aver Iicot·dn:to a cune rice·r cbe rife·rentisi a bla tomiceti eh ,. gli s _udi ulla eziologia d l tracoma debbono seguire m nuo ro indirizzo. Infine,. e tengo per ultimo questo .g iudizio, data l a.lta p-ersonalità scientifica cb crh'e, lo Schmidt-Rimp er, pur· accordand·o al Gr·eeff la ,p rio:r ità della scoperta su queUa. d't Ha.lberstitdter e di v. Prowazek,. dando ad a.. un c'e rto v.a.lore; non i riti ue autorizzato ad acc·etta:re ·come definita la -questione f z iolt>gica del ·t racoma fino a che· non si otterrà un mat riale puro col ·qua1• mediante. le ino·eu1 zi.oni1 si pos a ra metter·e u_n vero tracoma. In appendice a q uan.oo ho espo ··to . credo OPI ortuno ricordare che nel citfl..to periodico, sono riportati lavori di. tec.nic.SI mierobiologico. reJativa al modo di diagno· sti are j corpu ·COU di v. l 1~owaz·ek (o di Greeftl gìacchè · e esistono d uhbi. sulla natura e ulla importanza. e.z iologica dei m.ed imlt non e men vero ebe i p·e rfeziona-· menti d.e lla tecnica. e la loro i.utroduzione oe11a pratica. corrente dei ~ aboratori pot n no portare . e'm pre maggior luce neUa risoluzion. deU'ard.u o p1·oblema eziolog:ioo.. lcuni d·e i : pra.cJtati autori (Di Santo·, Heymann, Griiter, Stanculeano Radll : i limita o a eon ·igli re com.e mezzo rH colorazione dei preparati n liquido d1 Gi m a. Leber ed Hartm;&ll n più minu amente descrivo-no u n lo·r o processo consi~ ttn te n.el fissar.e il pr-eparato ancora. umido· con. alcool al sublimat..o oppure col Hq nido di H ermo. nn (clot·uro di platino, acido osmico acido acetico) e nel colorar . oon emato _ ilina di ·eid.enh in. A.It.r.i trattano in modo pe iale dei m todi d." alle~ timento dei p·r epat·atl e ·o1 •0 i eQ'uenti ; Goldberg. Diag~w.;i d-P-i co-t•]ntscoll di PToffJaz •k . Pt·aO'el med.. Wod1en ·ch.r. l " n. 213). Clausen. Cm1 'l' sm o diagrws·,t ica 1,i{:i: i ONt detti COI1J'US·O li d!•l :traco1na 1 Klio. lahr . Vol. 91 19 9, fa. . S '· Herzog. (PJ·rparazione d i corpuscoli del tracoma n l'le Sl~zioni .. De.u t med. 'o chen eh.r. 19 9, ptv>". 1425). Non. mi dilungo ·d i più nella espo izioue dell argomento, · ·e mbrandomi ·Che qu.a nto bo ria ·sunto ia s.ufficlente a dimostrare .Io · tato attuale dell no .re conos·c enze in pr·opo:ii to. È da augurar.·i che gli studi pro ·ed.a no alacremente e che presto venga. fat.t a luc compi· t:a sopra una questione di mt>pital·e importanza non . oltanto nei rapporti ezìolo ici, ma. anche in quelli cul'ativi ·e pronla.ttici.
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RlVlSTA Ul GIOR ALJ lTALIA l ED ES'fERI
RIV S1,A MEDICA E . P n TER. (Archiv. fii:r
L uro.oopla
atodloa 4ei'U amm~atatl 41 bUarztul
chiffi -unà Tropen-Hygie-ne vol.
3 n.0·• 19, 1909 .
I mezzi di ricerca. deJla modern~a urologia arriecb.~tisi coJl n o dell'endoscopio e del ci ·t..osco:p ·o, hanno portato molta lnce nello stt dio di queHe malattie r.he colpi cono in gran parte l'appar·a to urina.rio, come questtt che ei occupa; nulla. però ·è più indi pen abile elPesa.tto metodi u o d'e aJ E:', 11 quale può fare anche a meno dei me-zzj o p icati e p rmettere al pra.tic~ al m.e dico del1e colonie al no speeia 'i ta, di r der i esatto onto dello stato dell'ammalato. Co i avviene per qtlesta malattia. che riteniamo non manch.i nel quadro no -ogra6.co (ancor in verità tanto po o onoscìuto) del la. patologia delle no tre colonie. L' sa me d ll a·m malato richiede da. pprima una succint a ana.m·n ·e si sul pr1ocipio sulla durata, sul decor o ecc. della. malattia. -ulle reg·oni abita te da.l pazi.e nte, sui primi sintomi del male, ui disturb· peciali dell funzioni urina.rie (dolori e difficoltà. nella minzion , cambiamento nell'aspetto d JPurina, nella "Ua frequenza nelle eventuali influenze del giorno e della notte ulla rapidita dell'urinazione, sulla forma, s-u l volume, ulla direz.·one del g tto urinatio. Occorre inoltr dare uno gn.a rdo allo stato generale . • iccome il f n-ato la mHza, l" intestino la · ingua amma.Iano di freq Llent , c.osi occorre e a.mina.re q ueat1 organi, insieme anche aH'esame del cuore,· ri·esce invece molte volte inutile l'e ame d el sangue. per i scarsi e di· ver. i r isultati che oifre. arà bene non dimenticare la divi -.ione clinica della ma· !atti& in t~re ta.di O periodi (S . condo ohama d ~h ker) e ·C ÌOè : 1° periodo della durata m dia. di ... -6 anni con :r ela·t ivo bene se ·e, on rem1 s1oni e non rare guarigioni pontanee· i hann.o ematurie terminali, la. reazione dell'urina è generai. . men e acida; 2' p . riodo in cui l urina è e p re tutta sanguigna. ed ha reazione neut a.. o alcalina odor e ammoniaca] , si banno dolori, tenes o sin tomi vesoicali;· 3° p riodo consi ten.te in febbre dimn.grame~nt-:o, fo·rte. albuminuria, in altre parole, si forma la ca·ch ia u:r· o a h.e coll"uremia e la sepsi conduce a morte. E ame dettagliato dell apparato uro.-genitale ., L-pezione .: delP.addome.dei fìs.nc i, dell' ipogastrio de] pene, dello scroto. del perin o. 1m portante la situazionet la onformazione del pen , la teno i. o 1'obliterazio e dell'o·r i6cio uretrale, la pre· enza di scolo i ile al hl not·roico. Palpazione: si rifln·isc alle se regioni .: con i tenza. ten ione o mollezza delJa ve cica· e i. tenza di ispessimenti. e di in· fil trazioni ne· corpi ca verno ·i non di rad di Ol"Chite, epididimite, idrocele,; e l .· .tenza di · p imento di tutto U condotto ur traJe. Il ecreto ur trale si esamina al m · ero copio con preparatj al b1 ~tl d i m tilene. Al perin o · cerr.-ano :i punti d·o l nti alla pre sion i fanno a nche ricerche di punti dole i lungo il d or o degli ureted secondo le linee di -_all', o ia n. l punto m dio di ue lin e deU qua i una uni ce le due sp· e iliache ante I"ÌOri ~ uperiori, mentre Pa.ltra :a] p rpendi olarment dal tuberaolo del pube·: se
RIVIST·A. MEDICA
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l'uretere riesce palpabn~ •. vuoi dire ehe è, ammalato Alla. palpazione appartiene, ancbe l'esa.me rettale. - Pe,reussione: oon e _sa. non si hanno risultati di 'o rta
Uro ct>pia propriammte detta: A. ~ MaCTo~u/rOscopia. -
Si fa uri:ma.re l'ammalato in due o tre bieehieri e si esa.minan.o le alterazioni del getto; il· volume,. la,. proiezione; i oss.e rva. se· alla. .&ne della minzione vi ~~ uscita di fi.occh'i muco-so.nguigni, se vi è, r'ema.turia terminale, se vi . ·ono· f rammiste boUe d'.a.ria, (pneumaturia.. Ricerca deUta]bumina e deHo zucchero. Esame della oonsi. t nza,. d eU .odore,. della tl·asparenza, del C·o lore, ricerca. del peso speci.nco. Importanti anche ltL de rminazione d·e lta quan.tìtà. totale d.e lle nr.:in.e emesse nelle 24 o.r e e l'e ame d.e.lla. reazione la quale può varia.re assai spesso· pe'r molte oauae sia alimentari, sia. terapeu.tiche. L'urina ~da bHharzia, conti n com;e pr~odotti patologici facUmente riconoscibili, n sangue e il pus. Le prove d.e l pus secondo· i metodi di Don.né (soda caustica.~ e di Vitali (tintura di resina. di gu.aiaco) :s~ono snffieient;i allo scopo come sono su.ffìcie.nti i metodi. di Teiehmann o di Heller o Pe~sam collo spettroscopio per la. d·e terminazione del sangue. Sarebbe assai erroneo, p r quanto m.o lte volte sia sufficiente, e a.minare il se· dimento d.·ell'urina. sottoposta senztaltro· a.Ua centrìfuga.z ione, giacehè lascian,dolo. sedimentare a sè in. bicchiere a ea.lice i ottengono dei da. ti a _sa~ ntfH. In un caso si ha una rapida chiarHlcazione a una pronta sedimentazione · in a.lli tri sl ha soltan.t o un sedimento a. più strati; .i n altri ancora ·n on si ha nè ri c.h iaramento nè sedim.en.t azione, e n.o n è, ·difficile r1escire eoll &Sercizi·o ao trarre conclusioni dalla quantità, d.a l eoLore d,a ll'a;spetto del sediment-o. Io.fa·t ti non è indifterente s il pazien.te emette un sedimento scarso o abbondant-e t raspat·enta o spes o, ·di colore' grigiastro, ve:rdMJ'tro o rosso, omogeneo o diver.s amente colorato, a con istenza d " fiocchi., d.i polve·r e, di filam·e .t~ di muco ecc. La cen.trift1ga. è olto utile nei casi ove il .s edimento è poco o nullo specialmentie· quando si trova.n.·o l uova dftl pa,.. rassita in u_na. urina completamente ehiara, e ono a.llo.ra. raccomandabili i tubi ·di precisione di Hoffmann .. In tubo d'assaggio si possono .a. luce. ba:ttente su di uno sche,1·mo nero isolare i fnamenti le granulazioni. i coaguli e rieonoscerli per l'e.sam.e. C.irca al pus la sua molta. quantità è di grande importanza sebbene i sieno osserv :\te fo.r me gravissim.e sen.z a pus~ Lasciando .sedimentare il puE:~ .n el bicchiere a calice s.i formano di regola due st:ra.t i: l o uno strato profondo di oolor bianco o bia.n co·grigiastro, U q ale contiene i corpu_s:eoli bianchi~ 9o uno s.tt·ato super6.eiale Hqnido,. ver·dastro, senza cellule, il sl~ero del pus, il quale co.n tiene due caratterist.iei corpi or• ga.nici., la sierina. e la piina. Il colo:r e del sedimento·, il grado di t.r aspare··n za, la, sua altezza, fanno detsrminare la quantità di pns. Di grande im.portanza. in ogni piuria è, il sape,r e la. provenienza d.e'l pus, in quaJ mo:mento della minz.1one .a vviene, i su.o~i Ta.ppo·r ti qua.nti"tati.vi coU'urina, le ·v ariazion.i quantita.tive del pns ·e irca al conten.uto d·~albumina. La prova dei tre bi!c cbieri, la dive~rsa. reazione d·e ll'urina il diverso, gr.a do· di scomposizione ammo· niacale, la più o meno pronta sedimentazione d·el pu servono a portar luce in aleu.n.e ·d i tali questi·o ni. In quanto a.l contenuto d'albumina, il metodo di Hottin.ger e Goldberg è il più :raccomanda.bile allo· copo di dHfereuziare una forma ·d i albuminuria da. pinria (forma m.ecca.nica di albuminuria di ·G u on) da una v·e ra albuminuria renale. Il saD,gne nell'urina. ha semps:·e un significato patolon-ico. A seconda della· quantità l'urina pnò p~~eudere dive:rsi toni di colore ·d al rosso pallidi simo, a.l
RIVI TA
.E DI A
ro .o intenso, nei quale tra.ttas.i ~di sangue puro. Nei bi.echi.e ri a calice i po ·o no d·. dnguere due tipi di urina:· una ·rosso-chia·ra, :n on tra. ·p arente, che co·l riposo la~cia. un sed·mento rosso s uro e sopra. ono stra.·t o chiaro,, ed un'altra. di color bruno~- curo ehe col rjpo o si deposita inootn.pletamen.te. Un _ sanO'ue fresco da una colorazione rosso~ch.iara dellurina dà invece un ·Colore ro o brano dopo lun o cola.re del sangue in urine ristagnanti. Importante è. la que tione . e H angue sia presente. durante tutta ]a ·d uratA della minz'one oppure soltanto al uo principio o alla na fine . Negli a·m malati di BHharzia . i s m bra e ·s re dovunque freque,nt.e l' ma.turia terminale : le ultime go ·i po ono e-ssere d·· sano:ue puro. L1ematuria in.izia)e parla pe,r una lesione dell uretra.• tro·v asi però anche ì:n lcune lesioni p:ro ta:tiche quando colle prime porzioni ·d i urina H sangue ra.eco· to nell'uretra. po te:riore è spinto avanti. Spesso o ·serva i an.ch.e in princi pi.o a,ngoe,, poi urin.e chiare e nelle ultime gocei.e di nuovo sangue. Quando l urina totalmente sa:ngll.i gna e ver ·o h ii'ne della minzion acqui ta. una eolorazion·e anche p· ù scu·r a, a.Hora. i ba con molta verosimi~ glianza una maJattia della vescica. In gener.a.le però vi ·ono sexn·p re difficoltà nel pronuneiar·e i giudizi, e la diagn:ost defìn:.ti'va è empre riserva.;ta al cistoscopia e al ·c ateteri rno degli uret :ri. B)•. Mic,~o-uroscopia.
sa. consiste neUa dhuostra z~ one micro .copìca d. Ile uova d'i Sc.Tdsw omtnn ht.u·matolJium . de'i cor:purcoli rossi e Manchi del sangue. Qui non è in.d ifferente v.aler.;.i d.ella. . edimen.t azlone o della. centrifugazione gia:cchè sono prim.a di tutto· ·da. t1~ovarsi le uova,. il se .n o eetto della malattia. Per la diagnosi di Bilharziosi non sempre però vi si può ricorrete giacch' .no·to .da ]ungo tempo che· deflni& ·t ivam.ente o temporaneamente.() po ono le uova ma ncare. Il numero ·d.eUe uova non ·è sempre in rl\ipporto coUa. quantità di norpusc.oU bianchi e, ros i ; esse sono ora più ·ora men.o, indipe,nd.eil'ti d.alla. quanti t& di pu.s o di angu·e : cosi posson·o· a ,che trovat"Si poche uova in urine perfettamen.t e normali. Sarebbe e·rt·on.·eo però concluder da.Us dim ~ nuzione o seompa1·sa. dell·e uova. alla morte de· vermi e aHa ce . azione de:Ua malattia. S le uova porta:no· "l loro nucleo di lato o ai poli, è eompl t.a.mente indifFet·ente. e le uovo. sieno morte, o a:nco1·a viventi lo i rico ... no ce m.e tten.do sotto il coprioggetti qualche gooeia d.i a.equa calda .. nel qual caso e le uova. sono vive t i ed.o no gli embrioni a muove i; il riscaldamento però non dev· e. ere eeces iv,o. ln. quanto ai metod~ per · 'ar buoni preparati stabili delle uova di B1lharzia. a.bl iamo· n m.e to o di Via.lleton (6 -azione in .a cido osmico l p . 100 t rasporto in uno strato d.i albumina., e iccamento, pa ··· aggio in alcool a 90 p. lOO, ·c olorazione e bal a.m!o), il metodo di a.zzei (Riforma medica,, ann.o 21 u. 24) col quale usasi co·m.e mezzo colorante il bleu di m.etilen - boracioo H metodo· semplice e ·p edito d.el Kratz chmer. nanto ai corpuscoli di pu e agli eri.trociti è d.a ricorda · be nell'uri:n a aeida e i oonservansi bene per 4-6 giorni mentre in quella alcaUna o pe,gglo ammoniacale, rapida.men.te' si d istrugg·o· no~ ltre poartkeUe morfO.logich:e, eome cilindri, epiteli, spermatozoi ·ecc. po ono pu.r e acquistare im portanza. ll'C9. alla presenza di cristall" d.a ra·m m.e ntarsi di non confondere aie ne forme di cri talli di acid.o· urico colle uova del pa:rassita. L autore termina. col in icat·e PuJ·oRcopia stru1nentale, la. quale, consiste nel cate·tet·i mo eo.mune , Jlell" impiego dell'e ploratore a bolla oli va.re di Guyon. e dell ·plor tora m tn.llico pure di Gu o n, per l'e ame deH u.retra;: infine in alcuni
e
e
lO
RIVISTA MEDICA
CASi n ei toscopio e l'endoscopio. I primi trumen ti U_ ati colle ·d ovute rego1e ·8 colle più minute cure dta ep i possono dare utili indicazioni diagnostiche; gli altri apparecchi più. co·m plicati debbono rise.rva.r. ì per chi ha già una fond.a.ta prat.i ca
nel loro maneggio. Riassum·e ndo,. lo schema. do. seguirsl per· l'·e·s ame degli ammalati di biiharzia. i
sa.rebbe n S8gll8nte;
l. Anamneci; 2. Esame dello stato gen.erale {eirocolazi-one respirazione ecc.)· B. , spezione dell'addome, ·d ei lombi,. deUa regione ipogastrica, d.e l pene d.e llo .seroto, del perineo ; 4. Palpazione cti queste l"egi.o·n.i. Ottenend.o del secreto dalluretra., ricerca del pus ·ed e.v en.t ualment.e a.ei gonoooech.i; 5. P 'a lpazione combinata (rettale ed estex·na). Palpazione iella pro ta.t ,, ·deUe glandole semiDaU e degli ureteri ; 6.. P 'e rcussione d.eH 'a.dd.ome specialmente (lella regione ipogastrica · 7. d:acro-uroseo:p ia: a) Isp . zione deUa. minzio·n.e; b) Ri.ee:roo dell'albumina e dello zucehel'o; e) Reazione·;· d) Consistenza, odore, trasparenza, c·olore1• pe. o .spe ifico;
.e) Quan.t ità totale nelle 24 ore ; f} Sed.imentazione in bicchieri a ea.Hce g1•adu a.t i.
B. ~kli.cro-uroscopia: a) Uova; b) Leu.coc.itì ed eritrociti ·) Parti morfologiche {cilindri epiteli peTma.tozoi, ecc.)· d) Cristalli.·• e) Colorazione con bleu di nt.e tilene ·p el contenuto generieo in batt ri. 9. Uroscopia stru.me.ntale: a) Esploratore a bolla oli·va.·re di Gu on • . b) Esplo:rato~re m tallico di Guyon. TE ~r1.
P LSTER.- BaiNOopl~o meto41oa 4.;11 IDte•ti.Do aegU. &ttunllatl 41 'b llhar-
·s lul .. ·- (A re hiv· fuJ• Schi.f fs-unà Tropen-Hygiene
ol. 18, n. 24, 1909).
Riteniamo utile riassu.mere 9.nch6 questo lavoro d.e l PB.ste:.-, il quale in certo ·modo fa seguit.o al pt·e.cedente studio sulla endo ~cop1a urogen.ita1e ne'Ila bilharZla.si, tenendo ·calcolo speciale del fatto che· le lesi·o ni del tratto intestinale s.e guono ln sooonda linea quelle dell'apparecchio u:rogenits.le. Le parti più vuln.era.b ili dell'intestino· in ·q uesta malattia sono: colon discendente, la eu:rva sigmoid.e a, il .re·t to. non per ta.n to alcune lesioni fu.r ono o. erva.te a·neh·e in altre p~arti, sebbene a ai di. rad.o.. Le alterazioni consistono iu formazion.e di tumori ottomueosi, poliposi, ul,cerativi. n. principio i ha atano del retto con secrezione grigias.tra.,. gelatinosa da. una mucosa rossastra.- faeilm n t sanguinante 1 in secondo lu.ogo .s ì ha un. ispessime:nto della eurva si. -moi lea. della. parte più inferior·e del colon discende·nte. Nei ca.s.i leggieri si ha una ttnn ~ fazio·ne moderata, mobHe. ma dolente deiPintestin.o · nei grav· i ha un. dHI' .~o i. n~ durimen.to-. un'infiltrazione del mesenterio fino aUe sue origini. Le descrizioni clel Looss (Mense, Tropenlcranltheile.n, \ol. 1) e dello cheul Die KTankheiten ·d er wa.'Nnen Llinde,·n 1008, da.n.n o· una h"ara idea d Il gravi
n
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IVlSTA. HEDIOA
I~es i oni del retto e deUa formazion.e di tum.o ri polipoidi ulcel'ati che in certi ea 1 acqu ·stano l"appa.r enza del carcinoma. Delle ~diverse. forme di. lesioni dell' ultimo tratto intestinale osse·r vate dai detti autori. e ·d a altri,, come dalle beUe illustrazioni ·d·e l libro di. Madden, La bilharziasi, (1907) si ·p ossono 5tabilire· i seguenti tip:ì ·es.r.a tteristici. : l. ProetUis biUtal·z.ica simpl·ex,. Gobel. 2. Polvpo.s is billwrzi'ca, Madd, n. a. Ulcera. bilha.rzica dysenteriea; Madden. 4 Careino1na b ~.lharzi.cum 1·ecU. L 'esame speciale delPinte tino d~eve essere p~ reeeduto da un ra.p.ido esame dello stato lg en.e rale, .d egli o rgani re· pira.t ori e· circola,tori, dell'appa,ra:to urlnario. L'is.pezione ·d·& ll'addome - pecie negli individui dimagrit.·iJ può ri.esci.r-e sufficiente .o. far edere il colon dilatato e indurito e a far rieo.n.osc&re la presenza di tum.o ri. "lfeglio però vi i arriva. c<>lla. pa.lpazione, pe,r la. quale è importante la giusta po~ s~zio · e del malato e colla quale . i. avverton.o le infiltrazioni e:elerotieb.e diffuse delle pare,t i intestinali., le infiltrazioni del meaenterìo~' i tumo.d delle glandule m.esente.riche. La. percussione può e sere di valido .sus idio. Le feci debbono e · aminarsi po sibilmente appena eme. se. Se ne deve tudiare la. quantità, il numero delle e~mi. sion·i la consi ten.za la forma. la. coerenza, il colore r.odore, l'esistenza. di pu ; di muco,. di sangue.. ueh.e qui, come~ per l'uroscopia1 ha importa·n za la se·d imentazione. in un vaso a calice aggiungendo come deod.orante ]a soluzione di formalina e a:ncb.e. qui si può con utilità ricorrere a.Ua centri.fu,gazioo.e ; il sedim~ento., oltr·e alle vade ricerche mi.ero ·oopiche, può serv.ire anche per alcuni .a ltri e ami d' io teres ~ e escln iva.men. r~e scientifico, come per la ricerca del peso speei fico, dell 7Astr.a tto s eco d·ella. proteina,. della m ucina, del grasso, degli irira.ti di. ·C arbonio d.ei ga _, d.e gli. en.z hni, ecc. proposito della ricerca d~eUe nova, non è ·d a dimenticarsi ·c he la fauna pa..· ra sitaria deU'inte· tino degli indigen· è a ai..svaria.ta ed abbond.a nte. P~er lt_ìso.. la.men·to· delle, uo·v a si può 1·i.correre .a l metodo· di 'Tel, ma.on t Si prendono da cinlq el pun.t i diversi d'elle fec.i d p.ai·ticellel gro s'e come Ull piseUo e si m ettono in una provet a la quale si riempie, e.on una mis:c ela. a p:a.rti eguali di e~tere ed acido cloridico puro~ si filtra; . i centrifuga. il filtrato per a.leuni minuti~ I eorpu ·coli di pus ed i leucoclti hanno un 'importanza mediocre; acca-nto agli e:dtroeiti possono anche troval·si, secondo rarmentazione dei pa.zie.n ti, residui più o m · o abbon anti d.i carne., fibre elastiche, t·e· i ui cl'albumin a, gr.a nuli di g .r asso di aci lo; inoltre cri t-an · e pE'cialmente quelli di Oh.areot-Le, d en, epiteli agh.i di ac·di gra si., ematoidi:n a, leuci a- tiro ina, batteri. T·u ti questi e ami debbono es. er·e fatti con. me -odo .a fon d o~ g iaecl1è da e si ~' i pend·e l,.ndirizzo curativo, o e~mplicemente n1edicam ntoso, oppure chirurgico. Im portante è pur l'I pezione d H'ultimo tratto del retto e delle .r egi.o ni circos t a ~ ti potenclosi os e.rvar 6 tol~, infiltrazioni, .a.s,ce _i, emorroidi.· tipici. a.nzi sono i tumo.ri di granulazi,on~ . i p.a pUlomi a .g uisa di condilomi i quali pos ouo prende1·e gra ndi dimensio.ni. La palpazione d. l retto combi n.a ta coU e plora.zione digitale è pure neees aria per poter rico1 os· er .le infHtra,zion[ peri e pa.r aret ali; a que ta. V;a unita l'ispezione ~collo pecu IJ.m ani per quanto non em pre util . L'u o deUe scm e a bottone .di Sti Hing pet· l e ame d _Ua- curva · igmoidea. non ha dato quei r·i ultat i ehe si rip·rom. t t va. Il vero m todo pratico . facile, a. Ha mnno li tut i è la p1·o·etoscopia. la quale si e· egue fncil.men te eg uen.io le indicazioni de Ho Strau e ·.rca al molo di introdu.· c
ne
JllVISTA ~U::DIOA
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:e.Jone - ·n t e l' m t,ro d u.z,I:one · d e·11o , ·truu1ento - · . _-dello · _ ·st, mmen·t o. Du _ ra. s1· perc.o rre d a p· pnma l~ via at.traveJ'SO· il cana.l~e, ano-a.mpollare,•. poi l'a.mpoHa, poi l"en, rata della. curva Slgmoidea, poi la eu.rva, ed e facile notare la colorazione deUa mucosa,. gli rr-os:-menti circoscritti le ulcerazioni,. le p·romin.enz:e. i polipi, gli &d.e,n omi, le ectasle venose, gli. angzomi, le steno i, i carei nomi allo .·tadio iniziale, e solta.n to con ?uesto· m,etodo è possibile riconoscere i ~quattro tipi fondamentali l ell~ lesioni da.Bdhar:zia e p-rovvedere ter.a peutic:amente. _Ane~e per l'esame dell'inte tino· affetto da bill arziasi i può, OGDle per J,e Ie. ioni uroge.nttali, pr-oporre uno schema. ed. eccolo· __ l Anamnesi e stato gener.a le (organi daHa respirazione e clella, circolazione a.pparato urinario); 2. Ispe.z1one, pa.lpazione. e pereu s·one, dell'addome; B. E ame delle fe·c i il ph\ possibilmente, fresche in rapporto al mucof .a i pus e al sangue.: 1
4. Esame microscopico. Isolamento, delle uova col metodo· di Telemann i 6. Procto copia;· a ) ispe1zione e palpazione deUe re~ ~ioni anaJe e perineale • b ) ~es.plorazione digitaJe del re:t to • c) proctoscopia prop.r iamente etta; e~) sia attra. erso canale ano-ampolla.re; e) ,s ia a:t traverso ljampolla;
n
"f) ricerca delPentr-ata alla curva sigmoidea. ·
o) Sia attraverso la curva~
TESTI.
Cu. MANTovx. - L latra4enao-J"eazl.o ne • mesz.o 4eUa. tuherooll••· -
(La
Pr-e s Méd.iea.le, 6 gennaio 191 ).. ~ u.n.a ~geniale modifì,c azione del1a. cutireazione (Pirque,t depon.e la tos Ina. tubercolare sulla. cute scarificata) e deUa Uelt-reaction (Escherlch ed Hambuger portano ~oon una iniezione la detta sostanza. nel te ~ uto sottocutaneo e ~consi te Dell'iniettare la tossins nello .p essore d l derma . Occorre una i.ringa di Pra va.z da. l cm:c., a perfetta tenuta,, s terili.:z;za bile div·i a in 20 ,s uddi vi ioni, munita di un. ~cursore a tipo comune e ·di un ago d i acciaio, o meglio di platino irìdaw, oor,to,, fino, del tipo di quelli che servono per le· iniezioni intr.a.v··e no ·e. Si mietta neJ.lo spessore ~del derma. 1/'!.o di eme. e cioè una goccia di soln.zion all' 1/ aooo di tu.bercolina. (corrispondente a.d un centesimo dì. milligrammo di tuber· colina), ottenuta diluendo un volume~ d Ila soluzione mad.r e a.H tf~ooo fornita. d.all'lsti.tuto Pasteu1· di Parigi in 49 volumi d.i acqua fisiologica (acqua di tiUata. g. 1000, clo,m~o di odi·o gr. 7). Per evita,re il lieve dolore. ri ulta:nte: dallo. inie. z~ one dermica., si può ag·.g ·un.gere al siero, J.;~uo (circa 0,25 per 5 mc.) di stovaina,. oppure usare u.n po' di cloruro· d'etile ~ ·ulla pelle d· lla regione pr·e scelta (sono da preferire. la fae.c ia anteriore della. coscia o, la. regione d~eltoidea). Quando la reaz1one è positiva, si manife ta. dopo qua.lehe ora. una. ~nfil, r-a.zion di colore bian.co, o J:~oseo, che cres,ce assai. nelle prime 24 ore e che ra . giun ·e il suo acme dopo due gio·r ni. As. ume allor.a le dimensioni di una moneta da 20 een · te imi O· ~da 2 lire, è bi.ane , edema.to ·a. ha una. su.perfide lievem~e:nte gra.:nu:lo a.; ed eccezionalmente s·i o. serva. al centro quaJehe punto ;· paonazzo La pelle è e&lda. ed un po' sensibile all.a pressi·o ne ed attorno alla. reg'one infHtrata si v'i lnppa. un alone ro eo di eritema· a volte una. zona in.~erm edia.da separa H nodul:o
112 centra1e d.all'alon.e periterico e l ele,m ento sembra. una. occa:r da l·e lle più caratter• ti.ehe La. r ·a zione ·comincia. a regredire al 2° od :a l s~i giorno ~ pel prim.o com:p arè Pa.lone periferico; poi il nod.o centrale pl·e;n de un colorito violaceo, in.d.i ,g rigi tro ., si riasso:r be a poco a poco : non è raro p ~ò trovame tracc.ie anche dopo a]cune .·ettimane, In certi ca i si ha t n a 1·.e v·e de · quamazi.one. In alcuni malati la re zione ~~ meno a-ccentuata e forma so]tanto una paptt1a. r · ea. gro sa qu:a.nto nn p·is,eUo: il tatto a.Uora me, io della vista; per.tu tt di limitare l'infìltr.a.zione ·d ermtca In altri individui si ha ·u na · emplice, placca erite ma·t o •a. s nza. infiltrazione. Queste I'eazion.i. f'ru . te parò a: ai ra·re, ·'Ì os ·m·va.no pecialmente nei carchettjci · ono tardive e pos ono .a pparire al Wl od anche al go gio·r no. È nèee o. r io non ~confonder] colle p udoreazioni ca.u -ate dd legg ro traumatismo della. iniezJone. te · to volte provoca, n j eas·· negativi, una ·v a ,od. ila. ta;o~ione 1imitnta ad. un. picc.olo punto. di indurì ento a.Huugato ·co~me il tra· gitto, ·d·e ll'ago. ~[a de ti fenomeni sono pic.colis 'mi. e compaiono complet:am~ente ~dopo 2 giorni, mentre ,è, appunto do,po que to periodo che .appaiono le rea.z1oni fru. te. Cosi .se nel primo giorno non i. è con fiatata una. reazione franca si ri 'e rva il ·d iagnostico all'indoma ni :. s do1 o 48 ore la reazione è :·compa rsa,. ·o ·è, as .ai di mi'nuita si tratterà. di una pseudoreaz.ion.e tra.uma.tu:m: e per conttario accre _ ~e i os. ervi al 5 1 giorno, e se persiste, i concluderà per un.a. ver,a in.tradernl'O~ reazione .. Le numero e esperienze d~eU'Auto11e (ma""') u individui indenni od a.fi'et i da tu· be:rcolosi, concordano tutte c.o i dati s.u e '" posti, e ci permettono qu.i ndi gin tamen.te di poter attribuire alPintll·adernl:ot•e.a zione un valot·e grandi· simo peeia.Jmente quando e . a rim&o ueg.a ti va poten d~osi a.Hora con si ur zza esclud re la ·t u bet·eolosi. Inoltre, per la ua. innocuità e facilità d tappl [caz ~ one, ·è presumi bile· po a ·e er vantaggio n. n ente· usata. nella. pratica medica. e nel s ervizio, 11 iH tare ·n 1. peei~e. TJRELLI. 5
Br-..ao·EnoN. -
L& diagnosi. della 'tu.b ar•utlo•l a messo della 818&sloD.e l lei oomplemento. ~ (La. Press~e .M édieat ·, 1° gennaio~ 191 ).
È, ba.sa.ta ul fenomeuo d i Bor~det e G ngou e ulle o servn,z ipui del Marmo eck,, che a l'ebbe ri contrato nei tubercolosi la to · ina. tube ·co(al-e in circolo ·di ·Conguenz~a n.e l si ~ero e nelle urin . Se i mette a oon.t a.tto 1d Ue urine di 1n tu ber ol oso, con tenenti to ~n a u n i ro a:ntitubet·c,o lare (eh deva 6. sare il uo a n ti ,'Or po ). ta. to ina e Pan·tito~. ina si fì · ano l' u.n a all'altra, e i aggiun e il c,o mplemento (rapi rese taro dal . ·~ ro Ire co di cavia): ma . e le urine non p ·ovengono da. un tubercolo o (non contenen ,o es e to sina) l' antito~ ina e.d il comp1emeuto reste1·an:no all'a tto, in lipen•len.t i. Pe :a1 et·e se questa -azione avviene ~o 110 si ri orre ad un indice colol'an.t . rappr· . en to.to da m si tema em ol"tico, co Ctuito da, nua. diluz,ion di emazie di monto e da i r~~ di con.iglio emolitico pe1~ q ue to . angue. · e nelle uri 'e vi è la to_·.:ina non .-: avra la d i . oh zio n de Le ~em azie • il Hqui do re 'terà torbido ed opaco e pi] tardi quando tutti i globttU j a.ranno depo "tn,ti al fondo ripr n iel'ii. il ~col ori to giallo pallido p1·i mi 1vo. e pel contrario le urine non con en~ono la. to::ina, il con pleme to libel·o i fi.. rà n·el econdo _-mpo ~ena. l'eazjon . ulJ'a sieme emazio- i •t·o ~. . moli ·eu e quindi i avr' la iliiòl1
RIVISTA Dl
EVROPATOL GIA
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oluzione dei globuli rossi ed il liquido d venterl limpido ·e colo·l' di vino d.i :Bor.. deaux. v·e cehio. ooorrono urine fre obe e filtrate su carta d.a fì~tro n co ple:m ento è forni to da siero di cavia raccolto poehe o.r e prima dell'esperimento. Come .a nticorpo· PA. usa il siero anti'tuberoo.lare emplice di Marmo~eek (detto .se.m plice, perehè provi n.& da ·ea.vaJli. immunizzati eon bacilli tubereo'Ja.ri). L·1ndice di ·colot·aztone è dato. da una soluzione al decimO· ·d i emazie di mon·t one. L'emolisi.na è co tituita. da .iero di coni. Ho trattato r ipe·tu:.t ameote coa emazie di mo:n tone, e sealdo.to a fit;o~
Co:aviene prima d . ogni esperie·n za sa.g giare il t•tolo di questo eie·r o. i deve ttsare· un volume su.:ffieiente per sciogliat<e in presenza di una goc·c ia di complemento, la quantità normale di emazie dopo 46 minuti di soggiorno a.Ua. stufa a 67o. Il d·· positivo ·deUa e p rienza f\, ìl seguente In un piccolo tubo· di vetro t& rllizza.to i fa una miscela di 0 .2 cm. (4 gooce deUe normali pipett-e rad ua te) d'urine fresche. filtrate, più. 0,9 eme. (6 gocce) di si.ero antlito bercola.r e· sem.pl ic.e , p:iù o.ors eme. (0,1 goccia) di siero fresco di cavia. SI. lascia il tutto per un''orA neUa tufa .a . 97°, indi si a .g iungono '.l' .B eme. •S goocie di dnu.z.i one al decimo di emazie di montone,. ·c1oè la quantità di sie.ro emolitico che i è mo trato Sllffi.·Ci·rmte a distroggere in 45 minuti questi t em.e. Dopo un'' altra ora di soggiorno n·eUa stufa ei esamina. lo stato d.ella re.a zi·cm -. Ii resulta.to d:"U'e perienza. non co.n i te .s olo ia una. em·oH i completa o nella ll:SS8Dza. totale deUa. medesima, ma an -be nelle, gradazionì intermed.ie. È megl io però' in pra.ti.ca. a ttenersi ai due e t·r emi. Il ri ultato delle nu·m erose esperienze (su lSS tubercolosi l'.A. ebbe l l ri uJ .. ta.ti po·s itlvi e oiol\ 1,00 p. 100 di oasi in di accordo; e su 80 nou t:nbercolo.s i in 7 casi falli la prova) e1 -fa ritene.r·e ·c he il mezzo dia,g nostico p·r oposto dal "Ber· geron. ha ind.ubbìam.e ote un .a lto valore pratico. Tnu:u.J.I.
Dott . .BIANCO e GA.NDO.L.ilfL Eftl.o aoia aeua, •oa.ola ella lotta ooutra La ortmta·a lltà. - ~It Manicom.io, n. l ·2, 1909). In qu.e sto· interessante lavoro i dnP A. i propongono l'importantissimo pro~ blema se' la difFusione della ·c ultura. oon eguen.za, e fattore, di p:rogre _o· e civiltà, abbia efficacia moraUzzatrice, od alme.n o. se l,. bbia avuta fi.nora • .È s·t ata lunga t ·cliseussione,. tra i filosofi e gh id.e~Usti da una. parte, e·e cond·o i quali essa ha tale eflìeacia. perohè aiu·t a la. fo·r·mazione del carattere nelle · ue tratitìeazio.n i p·i ù recen ·, e. daU'altr:~ i positivi ti.. pe~r i quali !''i struzione, nonostante i "uoi vantag.g i, ha dato nuove a:nni al deUtto (Ferri), se an.c he non la. si d.Hbba e·On iderar-e inutile e del tutto in.effìca.ce. a tale copo, e i nega. U libero arbitrio e i ammetta la sola legge di causaUbà (S.pe:n eer., Schiaeohita.no). Le tatistiebe della delinquenza intanto, dimostrano ehe essa,. pre. so tutte le nazioni, aumenta. di con·t.1nu·o ogni an.n o nel tot.ale, come aumenta H numero dei reati rimas.t i impuniti da 9000 a. 90000 in Francia, 1.89,5-05) pu.r attenuando -i la orimiaaHtà d.i vio·l enza . per la evoluzione d t · sa verso le forme di a, tm~ia ·e dì frode~ Per l'Italia l'aumento progres .i.v o dei min.o re,nni oond ·auati sale da SOUB 8 - GiOfflO,i• dt ·m~ edieìna mitUare - Pa· ·c. l-Il
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RIVISTA DI
EVR:OI.A.TOLOGIA
(n.el 1.890) 67J944 (ne11905); quello dei reati denunciati da 128,9 ·o gni 100 mUa abitanti (1889) a 1678 (1'904). ContemporaDeam n te i è avu.t o· uno syiluppo a&cen.. sio·n ale nel num. ro delle scuole, dalle eJemen~ri aHe medie, e degU .alUevi (d.a 81 .m ila pet· il com.ples o delle, scno.le medie ·n el 1881, a 119 mila nel 188-1). Dnn... que è ·nesatta la. fr · e del Guizot che pet· ogni f:lcuol.a. eh si apre vi è un carcere ~che, si chiude. Le s.tatistiche co i dimo trano: ehe ln. civiltà. è la mag.gior ·coJtura. banno avuto soltanto re:H.'etto di diminuirei l 1in tensi tà e la violenza criminale o.ce.reseen~ done molto di piu l'esteo.sione e la frequenza., avendo e!'lea.to nuovi bisogni ~e n.uovi stimoli quindi nuove cau. .e. di reati ·e nuovi mez.z i per compierli e per sfuggire alla. pen&; - hanno portato anche nella deliquenza la spe,c ializzazione· - l'hanno aumentata molto di plìl neUe classi e.olt.e e benestanti, mentre d.a l 10 al 15 o[0 è scemata. tra le c) assi meno abbienti per il più ele:~a.to hveHo economico sociale.· - hanno moltiplicato gH equivalenti o sostitutivi crìmino i pre o hl prime cla .si, da.Ue orgie es u.ali .a / gi uocbi d• az,zord.o · - fa.n.n o e~e cere di mo'lto i recidi vi q ua.s.i tutti per reati di .frode, come pure la pro ti tuzione ·e tutto iò special mente :nelle grandi città, po.ro.Helamente ai due grandi fat.ti caratteristici dena civiltà presen.te·: l'urba.n:ism·o e la industrializzazione, cos.1 cnme e:reseono di oJto e pecialm n te· nelle cla. .i al.te, i pazzi, i nevroticì 1 i suicidi gli aleooliz'Z&ti. vaLe. a dire tutta la categoria dei inti. Ma. se l a.m oralità ogg~ appare molto piil este a, e dilagante empre più, a miw s.u ra che .·i allarga il c.a mpo· delle. atti vitA. umane e d·e lle relazioni sociali, non ne e cau _a dir.etta. la cultura e quindi è falso d.i re che · s~a abbia nociuto. Fra ì due fenomeni vi e coincid.enza. di variazioni c--oncomi tan.t i,. non nesso d.i causalità, che invec per ambedue è posta neHa. ste sa ragione del progredire, in qua.n to il più per :fez1onato , apere non ha inHue~nza sulle anomalie del entiment-o, dal qua:le provengono i motivi di .condotta; e se meglio pos ono· m.a nìfe tarai. - in veste che il apere rende più morbida e civile - ·CO i. molt.epHoi fattori nuovi di vita. sociale e di d.et rminismo econo.m ioo che provengono dall'urbanismo e dl&.lla indu tria.lrzza:zi.one. La. cultura affina la. mente, dischiude ad e a. nuovi orizzonti,~ il fo-n da.mento della prev.i de·nza. e :re·o de l'uomo· più co ciente; ma es a sembra. abbia fallit-o inora nei suoi effetti moraHzzatori perchè ci siamo dimenticati della formolo. « istruire il popolo quanto ba . ta, edu.carlo pi-Q ehe si può.)., e dei rapporti intlmì ch-e legano la scuola .a lla .società, in quanto essa è, .solo una ceUu.la deU'organismo s:o cial , e gli alHevi immancabilmente ,s ubiscono, e~ di mo1t-o, le influenze del~ ram bien te·, familiare e sociale nel qua.le nascono,. crescono e sono edu·cati, :n egli e e:mpi e ne.i bi ogni ·p iù organici e quindi più fattivi. osi come e'.s ·a é c·o stituita deve fallire a questo .. copo,. e non può accrescere affatto il valore morale delPindividuot pecialmente, e limitata pet· il popolo aUe conoscenze slem·e ntari; ma ce:r tamente fJ sa,. di per sè stessa, non è ttD. movente~ criminoso. Qui·n·di il problema. ·esse,n ziale per ì'odierna oe.ietà. è la .scuola moralmente educativa che doè colti vi H sentim.ent.o onde poter stimola.r e e temp·rar'8 la volontà, di cui è ancella l'in elligenza. , penee.r): d. è il valore orale che fo. la torz.a di nn u.omo e di ttna nazione. La vita pratica. fo,rma. il carattere dell"uomo fa.ne ·uuo che fuori d.e lla cuola pa . a la grau pa.rte del uo tempo, e, dallo. vita .esteriore trae lo. mo.ggiore efficacia d gli sti.moH ed uca.tivi .. Molto più che Pistrn zione della mente, la Scuola .Moderna dev·e :r isvegliare nel fanciullo il fr.e mito d Ua. dìgnitiL umana la potenza emozionale del pentimento, delle boone azi.o·n i e
lUVlSTA D.l NEVB.OPATOLOG l.A
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deUa sineeri.t a e dargli la nozion~e, dei rapportt e dei dove.r i oeiali,. e ],a. cono .. sceoza ·d lle sue qualità negati.v e, col danno enor:me, de,I male e. del falso; e ciò spe· cialmente per virtù dell'esempio·, e eon l'is.tituzione .a usiliaria dei ricreatori, dei dopo.. scuola. deHe le~ioni serali e di arte e mestieri ecc. a. principalmento· tutto eiò si deve integrare con un,a migliore o~rgan.izzazione della famiglia e della. società combattendo· le milJe cause di esaurimento, di degenerazion.e, di vi:zi·o ità; pr·o hl ~ma immensamente oo:m ple so,. che poi. si. riassume·. da. una pa:r·te, nena. lotta con tro l'anomalo, dall'altra in una sana e fe.conda. Igiene· o Medicina sociale, almeno per eUmina11e la gran foUa. d.e i d.e liquent1 pa.s ionali d'occasione e di abitudine, men:tre, nn.a. Clinica crimioale pro·v veda ra.diealmente alla. ·p reserva.z.ion.e della soc.ietà d~ai criminali n.a ti e. pazzi, in·cor:reggibilì per struttura organica. CONIGLIO.
Do·t t. Duroun. - Bl•altato &ella pa.atara lombare ne·l l'ln•olazlone. ~ Revue neu.rologique, n. 71 1909). Vi è B.DCOra molta incertezza in.torn·o alla natura dell'insola:z ione e Ciel ·c olpo ,di calore, eb.e molt1 c.onfond.ono, ritenendoli in ugual modo etie,t to dell'alta tem•· peratura sull'o.r ganism·o. Tuttavia è bene distinguet~ runa (azione diretta. del sol.e mi centri nervosi) daU'altro (effetto· di ipertermia generale dell'orga.nismo da.te·m peratura .a.m.bi.enta.Je ec·c essiva) onde n .e . sono distin.t·! i quadri clinici: nella prima i sintomi soDo da riferire ad alterazi:o·n e del nev:rasse, nell'altro. predominano i sintomi d.f profonde lesioni de,gU. organi respiratorio e circo·latorio,. insieme a.d ipertermia rapida (sino a 46o). Molteplici teorie pa;toge.ne:ticbe sono .state avanza.t-e, e il loro numero d.à 1·~ gione della. attuale inee·r tezza causale; per lo. oomp]essità. dei fenom.e ni che s.p esso si .a ggiung:o no alle sindromi pure,..specie negli eaperime:nti S\1 di animali. La. puntura lombare può o.ft'rire utilissimi insegnam.e nti1. e darci in. molti casi una esatta 'in.t erpre.t azione patogenetica., in ispecie dell'inso1azio.n e· e sa è stata u ata soltanto ·d al dott. Dopt~r nel 1900; su. di soldati oo1piti da tale malo~e, ma. detto studio è rimasto senza. eeo, mentre sarebbe tanto u tìl che i medici militari s. ne interessa· sero, aveado spesso· occasione. di eurare tali ammalati. L ,' A .. ha studiato un caso di insolazione genuino dal p·u nto di vista della. puntura lombare: gio·v ane dì 26 anni, in preced.e nza sano di ·c arattet•e ne.r vo o, fatto· rino postal e 1 esponendosj in. giornata calda, ·e per lungo tempo, ai raggi s·olari, ha d'improvviso una. vertigine, e eade incosciente., non coma·to, o: all'e ame obiet. fvo presenta.·va soltanto i poalge ia, lieve. rigidità. della nuca .. segno di .Ker.n ig, tria meningitica d·el T'1•ousseau temp. rettale 681; all'in·domani. agitato, perde le urine, ha "om.i to bilioso; 'd.o po 4 giorni persi te oltanto un.o .stato di oo.n fusione men.tale, e le note meningitiebe : si pra.tie.a la 111 pnntura lombare, d·opo di ehe s.i. mostra meglio e ph.l sollevato;· pa.piUe, un po' edematose, ·v ene dUatate; - prosegue il miglioramento, ma S giorni dopo si ha agitazione, paioomotrice, durata un giomo. permane g·r ave ·c efalea più marea.ta la co·n fusione. Dopo nna 2 3 pu.n 'ura. i h.a migliora.mento progressiv·o; 'l gi.orn.i dopo soltanto lieve confusione, non più segni men.h:agitiei, solo esa.gerazì.o ne dei riflessi pa.tella.ri, persiste gra·ve. ce.f alea; una s• puntura migHor.a. molto questo male; l;nfermo esce dopo un.a settimana. gua.ri to, solo per.m anendogli debolezza generale e pesantez'Za al capo. PapUle di già normali. Un me·s e dopo si pra.ttc-a. l'ultima puntura~ l a puntura (6°· giorno) ~ ìl liqu.i do cefalo ..racbidiano esce con vlole.nza. a getto· ·Continuo,. di tinta sanguigua che persiste uniforme in 4 tubi non coagula.; con
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BIVr ·T
DI NEVROPATOLOGIA
la. eentrifugazio·n e -i ba n.n gro o coarrulo ; a lP esame citologico si trova notevole
po.li-nucleosi. molte ·e mazie nurmali ne~ tUl li nfocito 2 11 puntura (11° giorno): il liquido esce .a getto continuo, m.a ha tinta. d'am.br.a ; ·con la ·c entrifugazione ne su n coa{!U)o; negativa la. r·e azione dell'emoglobina:t .a ll'esame oitolo.g·i co non em.o.zie moderata limt'ocit,o i,. rar1ssìmi polinueleati~ ga puntura, (19° giorno): per iste l'l p·el·tfm ione, ma il liquido è chhuis imo e limpid.o . si ha soltanto limfo.c.ito-i 1 a.noora ben manifesta.. .t• pantura (:..Ho giorno). idem l)il (al 64° g.orno): lieve Hmfo·cito i (da 2 a 4 elem nti per eiasc:uo. cam.p o microscopico). Da que to ea o intere sante rimangono ben delucidati d ne punti: l'uno patogeni.oo. l'alt. o curativo. I ri ultati de':la puntura lombare dimo tra.no· esatto il eoncetto· che il Dopter enu ..· ci.a ·.a. daH'esa.me. di 9 soldati ·c olpiti d.a insolazione· ·. i ha, cioè,. «una reazione meoin"'EU\ beo. manifesta, e t.aJvolta. anche una vera m·e ·.. ningite (a· ·ettica.. però) dovuta forse. alra.zione fiogogen.a di velen:i aoonmulati n.e lrorganismo per effetto del ol po d . calore »- L, a. pet molte ragioni es.clude cb e il colo•,i to a.normaJe del Hquido po a dipendere, nel suo· caso d.a emoraggia. ·d ei centri nervo i ·o deUe meningi e lo mett in ra pporto ad importanti modifica.z.ion:i. opra.vvenute ne11a vascolarizz.a zione dei centri nerv~os.i sotto l'azione ·dirll!tta. del sole,. ed indiretta del calore e te·r no, quali sono· state riscontra.t e aU"autopLi.a di molti ·n olati d'o·nde la possi bm it.à di Iie·v'i infiltrazioni sanguigne negli spazi so·t toaracnoidei, per diapede. i ·O da. piccole euffu ioni meningee.. L'aspetto e;mor~g gico del li q. cef. rachidiano . e la ua ipert n ione. l'edema papillare, di ost1·ano la. forte C(Jongestioue•, tran itoria d·e i centri· la polinueleosi, intensa e pa.s eggiera, depone· per l'irritazione meninooea lieve benigna. (me-ni,n gismo) ; la Unfocitosi ·è il c.Ia ico reperto che eO'ue,, e denota. il corso verso la. guarigione'. La. pa:rtecìpazione deUa. corteccia. cerebrale ai f~euomeni ·Oonge. tt v.i spiega la confusio.n e men tale,. e le ·psioo.si che talora seguono al colpo· d i so:te. lnJìne è as ai intere sante rilevare la ma.ni~e ·ta ben.efica azion ·che ]a puntura. lombare..ba e tncita,to, ed alla ·q uale è da attribuire il rapido e deciso migHoramen. ,o dello stato m.e ntale e della gra e c·efalea. P. CoN IGLIO.
Dott w · ur...- Le oure .mo,derne 4 .l'Il epUeWol. n. l~- 1909').
(.An1~ales •ut .à.i co-psy h:ol.,
Dopo a.v ere eliminato dal quadro d.elle vere epilessie H deUtto, l'orgasm.o v~e~ :uerAo, i t ies ecc.., occorre - prima di tutto - S·Ceverare la pnr.a n.evrosi comiziale (G r.a et) t od epae sia essenziale, d.a. l cri i. epiletti~ormi bravai. -ja.eksonìane~ e le, altre epile, i e 'int-omatiche, dovu· e al P u re·m.ia. al d ia.ba.te; cd o.ltt·e di erasie ad f·l mintia it alla ifilide o a tumori cerebrali lla. para.lisi p·rogr ·= iva eco. Enorme è· il numero dei rimedi preconizza i . .·egno d.ella scar · a efficacia vera. p ·.e nsando ad una. iperaciditA del san.gue, '\an H ·elmon.t propose il regime alea.lin,o, teo·ria. 'tUnorale alla qua :e. · i può contrapporre la olidi: fa e.be rimonterebbe alla. epoca preistorica, sendosi trovati cranii con .i mpronte di tra.pa.na.zione chirilrg·ca, ,.;e,mpr·e su crani a~ 'mme·t rici (V. la Ipote i d.el La . 'gue sulla a imetrio cr . .. nica n gli epilettici ).- Voi in ed altiri introdu s·e ro n bromo, l uoi.co· ehe. davveto giova. almeno p·- l' a·radare gli RCC i, quando i dia a do i giornaUere di 4-6 gra.mmit per anni, in ìeme. a.. di · ta latteo-mi a d aJca.lini, ma che però talvolta dà bromi m.o ·e opo te.m po può dat ,· indebolimento. me11taJe:, in i specie nelle forme
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R[VISTA.. DI .N E ROPATOLOGUA
eli petit mal.. l bromo poi fallisce sp,esso negh epilettici perieul,osi che si ~, GO• stretti .ad internare. va.rii sali, di sodio, ammonio,. stronzio, litlo, zinco, calcio, di canfora ecc. non an.JlO dbnentica.t•e qneHo di potasslo, il quale ha il vantaggio di costM meno, ciò cbe è di qualche, impo·r tan.zaJ quanao si tratta. di con -umatne dei chilogrammi. ~'i posson.c impiegare i. polibru.muri magari unendo·l i con cloralio e· tintura di eppio Flecbsfg H fa precedere per 6 se.t timane, dall''uso di estra·t to d~oppio, da gr. lo a 25 e più al giorno; metodo talvolta pericoloso, spes o inefficace. Von ;e chterew li unisce .nUa digitale o alPa.donis ver.naHs ·c on buoni risult&tì. Tou... Jou e e Rìchet hanno propo·s to di sostituire il bromo a.l ·cloro.; metteiJdo negli alhnenti l'un sale invece deU.' altro, otten~endo però -i ultati discreti, ma poco pra-· tici. Banno fa:llito dle,l tutto: l"elettricità, l'antipirina-la fena.c etina, il eloralosio, la. trinitrina, il bleu di metHene ecc. È bene a~coppiare al bromo la. cura arsenicoferruginosa ed i disinfettanti i ntestinali. UtHe la doccia a getto· lungo la .colonua, D).ai snila testa; buono n bagno tiepido prolungato ne disturbi psiehici post-accessionali. Fallita. del tutto la tl"apanazione cranica :ne.Ue forme e senz."ali, come pure .)a legatura deHe carotidi '( _ amilton), la e tirpazione o aez•one del ;s:m-· patieo cervieale e dei suoi ga.ngH~ per combattere l'anemia bulbooerebrale (Alender). Mentre non h.a giovato l'opoter.a pia testicolare, qualche succe so t;i sa-.. rebbe a.vato con la ova.r iea, pit\ con la tboìdir.at m.e glio ancora (Babés) con le inie~ zi~oni di emulsione di sostanza nervosa sia per gli aecessi che per lo stato men~ tale. RJcordando l'afo·risma di Ippoerate, 'che feb'l'i8 .accend .n.s spasmos solvit, si sono usate iniezioni di ge,r mi patogeni (P. Marie), streptoeocchi,, v.accinazioue a.nti~ rabiea eec.) senza :r isultati. D Ceni ' pecia.lme.n te, da molti armi,. lavora sulle ematotossine negli epilet·t .ici, dimostrando l'importanza dei sieri ipe1·to-siei ed ipotossici, d.e gli antisieri, l'azione loro sugli .s tessi ammalati dai quali si preleva o su. di altri. ~ei periodi di tr~g.pa od ìn quelli preacces.sionali-. la l·o ro specHie-ità per P uomo, la presenza. ·di una sosta.nz,a term.ola.bile e di una termostabile, di una tossina e di una stimoUna, ece. Anche, il De Bucb (1907) pratica. la sierotera.pia epilettica, ritenendo che la eau a. della nevrosi. sla una :neuroautoeitotosain~ forma.t a ·d"a una al "s .ina ·t ermo· labile e da una sensibUizzatrice specifioa• la erisi sal'ebbe dovuta a. disassim.ilazione aou.ta d.eUe, eellule corticali. attaccate dai fe.r me:.nti. neurolitici. Per ora i ri-ultati ono soltanto esperimentali; è du.bbio· po.s sano riu c.ire allo scopo ,( anche perebè è pdl logico· amm.e ttere che il fatto tossico· sia soltanto una oonca.u-a 7 ed un. epifeno~ meno). Contro )a crisi iBOno state tentate ~ la pres i·o.ne energica su1la loe-alità sede dell'aura (G.a leno e 'Marie), il .decubito late.r .a le sinis.tro., le inalazioni di ossigeno,
H sala
O· (Houzel; 1906) ece.
P. CoN IGLIO.
Dott. ·FnoN.DA ...... A••oolasloale •ostlta·alo:a l morbo••·-- tll Manico:m,io, n.l~2 del 1909).
L' Hnebard in Francia e l'.A.. in Italia, nel 189~6 furono· i pdmi ad illustrare, eon casi oliniei, PlmpoPtanza. teorica. e pr.ati.ca deU'ass~ ·azione delle malattie di euore oon le nevrosi; l' .a rgomento è stato di poi stu.d iato in mod,o completo da:.l D'Abondo nel HAJ.7, con l'illustrazione di HJ easi (sosìittuuonf, trasforrru.zzitm.i ·e d a~aocitusioni morbos.e nelle nevropa.tu~ l. · TaJune volte, cioè, si a. soeia ad un vizio· cardiaco, l'isterismo o l'ister-o-nevrastenia, che in certi mo:rn·e nti d;Bnno un. quadro
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BlVlSTA DI ClliB.URGI
DI GUBUR
f'enomenico pa.v nto o, di progno i a.ppaorent m nte gravi. ima, mentre. trattasi di di tnrbi nevrotici, dai quali la ·c ardiopat·a. non è compl'lo.mes :a. Talvolta, anzi, pos ono e ercitare u di e. a. una btmefìca infim:mza, ciò eh il D'Abundo spiegava. con ipotesi chimi -he,. dina miche e eircolo.torie, e l'A. m·e rcè l'azio·n to'nieizLa.nte de.l .im.pa. ico une ·6. b~e - ardiacl~ '• el ca o ora illu. trato i tra·tta:va. di un. uomo di GR anni, che· aveva oond.o tto una. vita. a· ai r golata, - m.mala.to· di e.rterio derosi, in uffi.cienza. mitrali ed asma, ·e ogg tto; n gli ultimi tempi, ad accessi steno·e ardici gravi.. n a sera.l,.A, ·dOv· ·te accon·ere pr o Pammalato per hè qt~ce to 81'& ea.duto in collas o; la-ma.t tina. dopo, invece lo tro ò in preda a. note o~ eccitamento piscon rv o o, con agitazi.one .mo~oria. , con delirio acuto di persecuzione ·ed er ti n:. o se u.d . Qu·este , al ternative, spìccate ed a a i ne.·te d i di turbi mentali acnti con. gU accessi te~ nocu~dici, d ura.rono 5 gior.n :, dopo d. e· q uaH. i ·e bbe l a mort6 pet· eona.s o~ Tra.t.tasi ·d ice: rA. ·d i una era e pro.pria as ociazion.e di. malattia. oo.n la f.or.m a di alterna ostituzwne, mentt·e si · arebbe, dovuto a pettare I in. orgenza, di dis.or· di ni ln(mtali q uando il circolo er , as. ·aì comprome." o per l'a·cc ...so steno.c ardico. L'' A . invoca la ori.a. m cca.nica., per cui, mentre, per la. ì chemia. ce_rebrale do ~ vuta aU ac.ce o, si o. .rc:~, bbe tenia. ne1·vo a ed a:mba ·eia, I'i.perem.ia. 1•e:pentina co.n seouti.va da1o.ebbe una. reazione più inten a, n l sistema ne.r·vo .o con delh;io ed gi· ·eyne.r t ui ta.zione. Co i torner-ebbe in oDore l' an ti a teoria mecca.n ica del rapporti d !. cir~olo cerebrale con gli tati mentali d.·epre i vi o d ~ ec·altame.n to 1
P. Co
RIV IS'TA.
IGLIO.
l CHIRURG'A DI GUERRA
P rof.. K YSER,. oberstabrarzt. - Sal oamblaaeato .f lelle .a o•tre ve4uta • 4el ao•:tro oom.p lto ·l a oldrurgl& 4a I'D.err& {D e·utselte medie. Wocltensclìift, nu m·ero 24 17 giugno 190 ~C~ttelusioni. -Il trattam.en.to d.elle ferite d''a.rma da fuoco n lle guerre mode.r ne è semp1·e }liù in. or.mato ad una cura aspettante·. Que ·t.a d.e.ve e s'e re seguita rigoro a.men.t e in quelle delle. e tremità e d·e i polmom,. del cuore e del cavo addominale. L inter-vento attivo :p er principio, neUe, )e, ioni tangenziali del cranio ·e dei asi è quindi pratica .ente indi.c ato p. c.i.sa.men eome H ritat·do in qu.e lle del •c.a vo addominale. Le pre tazioni mediche n ·ILa. prima linea (legatura dei vas1, sommi istrazione dì anal:e .tì·ci, amputazione primaria, botto· nie~·a tru.cb.eotomia) son·o di l. m p r a.n za snbordinata; soJo Pappliea.zione di bendaggi g s. a ' i ha mantenu.to ii suo di.dtto ·d i
cittadinanza. ]l p ··mo occor o l truppa se lo fa da se s es~ ·~da cio 1·i ulta l'alta i mp rtanza. d l paccb . to :la m. d icazione. per tanto tempo mes Q ln ridicolo. cui. va~ ]ore pratico· è orma-i fuori dubbio. I no t ri progre. -i prati i chirurgid -ono· u eLi dall'empir" mo I OODC tti odie··ni dell a.zion .. d i pro i t i con id.e ra:t a dal la.to id.r odinamico e la c o ·c nz.a eh le, ferit d'ar1na. da ono in pro.ticA. da. cousiderar i co.m non inf: tte, d· nno all ·v edute mod·erne il l ro fon -.: da-m nto te r.ico.
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RIVI TA DI CHIRURGI
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DI GUERRA
Soltanto suUa ba. e di queste sa.tte conoscenze poterono essel'e universalmente yicon os iute le categoriche sigenze di. una unica.. fa ciatura di 1n t.ratta,mento n · n individ ualizzato né :ma.cehinale,. 'L e qtlestioni ancora ·pendenti ".ignard.a.no la. orga.nizzazion eone t-nono lo - ornbero d il trasporto d~i feriti. La lo ·o pratic.a, soluzion è il primo compito del lavoro da far: i in una. futura campagna. P . HrA •
U. NoFER: . - .sana dlal1lfe.ztcme della cute ooa la tllltara dt tod:lo alla Griuloh aogll lat·a,·r vend olltrargtol.. - (Gazzetta ìntm"nazionale di me:~ d ieina, chirurgia,, igiene n. 45, 1909). L'A. riferisce· gli ottimi ri ulta:ti otte~nuti nella. c lini cl\ cbiruro-~ca dr 'iena col nlletodo di Gros ich per la disinfezione deJla cute ne.gli operandi. In caso di ope· :r azioui a. ettiche e' non di urgenza., il giorno p·r ima si p·ra.tica la tricotomiat seguita da. un bagn.o di pulizia; senza. disinfez;oni p:r elimin.a ri e se.nza. a.pplicazione, di impacchi sterili alla regione operatoria. Dieci minuti prima.. ·delP ope.r azione l'a .·istante con. un 'batuffolo di gar.z a ase:ttiea.; montata su una. pinz.a. pa.s a. pe~r due volte la.. tintura .s ul campo o·pe:re.torio, iocomìnciand.o d.a.l pn:nto su eui deve cadere il ta.glio ·ed estendendo·si a.ttorD.o per una .z ona abbas tanza. ampio; quindi isola~ al solito, la .regi-one operatoria con tele ste1-ilizzate all'autoclave. Terminata l'operazione si. passa di nuovo la. tintura. di iodio soltanto suUa linea di , .utura .e i a.pplica la medieatura a. cintta. Una terza. pennella tura ulla ferita ·operatoria. vtene prati·cato. in ottava, non.a giomata1 appe:n a rimossi i punti. - elle opera zio·ni settiche •e. in quelle d.' ul'genza la tintura. di iod.io viene applicata diretta· mente senza alcuna prep-ara.z ione. La disinfezione, della cute alla Gros ich si raccomanda specialmente per la grand·e economia di tempo e di personale·, n.o n rich.ied.e nd·o prepa.r azioni preliminari, e pn.ò tornare di g.1~ande vantaggio· neUa chirurgia militare in eampagma.. 01 tre a. ciò, con questo metodo si ev.ita all infermo il . raffred.d.a mento causato dal prolungato lavaggio eo·n acqua e sapone e la molestia. del aoffregamento ooUa spaz·zola, non sem·p re opportuno e talora pericoloso. Per la rap~idità. con. eui si e.:ffettua. tale disinfezione, il me"t<ldo Grtissieh riese& di .s omm.a utilità nella chirurgia d'urgenza, o q ua.ndo, in eventuali errori diagnoe stici, dopo fatto il taglio operativo, è necessario inte,r ve.Dire in alt1·e regioni. L'A ba. potuto eonvinee·r si, dopo uua lunga esperienza di oltre 1800 interventi cbil"Urgicì eseguiti in. un anno neUa eliniea. di. Siena. . della sicurez.z a di steriliti; della. cu.te,. la quale non si accompagnB~ ad aleun dis·t urbo generale t nè loeale, se si eccettua. )a. desquamazione. deU'ep.ider·mide, del tutto trascurabile CA.s ·.RtNr•.
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C RLiilTON B. ME'l'C LP. - La re•a•olt.astoae, ·4 opo !a morte rel.atlva - Blvkt& fldolo·.g lea e o laloa, OOil relasloae 41 ·( lUattro tent&dvl •f• _orevoU.. -
( The Bostotl medi al and surg. jo u nal, 1-09, l 0 luglio, pag. 9-15),.
P :eme o che è i trn·t tivo p·ulJLHca re n.on lo i ca .i con. ·e sito for· unato, ma a.nche quelli favor voli,. ~A. . ne rit ri ce q,ua.ttro de' · noi, tr·e ehirt1rgici ed. uno medico·, ne' quaH si ebbe mm·te, rela.ti. a impro viso, e- in cui v nne tentata la re,s u c ·u zio·n e·, ma en~a poter r-a· r - i unger-e lo scopo. 'e il ritorno a Ha. vita è f . ori d -l . ot re d Ha sc1enza nei ca ·i di. m ol'te rep · ntina pe·r l · ioni organiche, è, in.v ce attuabil , otto favore·\1 li cond.zzioni, in ca i di .m.orte :re- -ntina, per elo1 ofoJ·mio. etere·, a 1 sia, anue amento ed el tttocuzione. L 1 • di tingue con l alluin tre· gruppi di g n re di morte: l''apparntt in isteJ za. de' batti i cardinei la ita può e ·s-e-·· rip!l· . tiDa.ta eon 'l a l irazi n!e art.HiciuJe; la relativa, nella qnal·e invece havvi ar.r to del cuore e l'aB ol u:t a
I va:r1 o1·ga.ni e , suti del corpo, (}Om!e ·è no·to 1 con.tinuano a. vivere pel" un tempo m lto· va.d .a.bile dopo lar re to della circo.Jazione, ln ntre i centri nervo i sono a , ai p·re to c-omprome · da. un 'a.ne ·ia totale. Pe1· iò il probl m a della r -·u citazi.on d Ua. morte, t·elath · ment n·ello. po· i.bilità.. di riatt.iv.a ~·e la, circo.Jnzioue c.et·ebrale bulbo, 11 , benin te o, nel p ·.Ù l.n·ev t.e m pO J o i bi l·e, p l· ima cb il ist ma. DerV O· ahhta .s o r.a iaciuto a.i ·dn.nn.i hrep.a.r abiU di un tr ppo lungo &l.resto d el eh-colo. nali i. m, zzi per ri pri tina.-r i hu.t·, i i ardiaei e on e·. . i, la cir -olazio·n-e,? ' 'A. ricorda gli . p riu P.< nti di ma ·a o-~ rio· 1ll cuore iJla.U~"'u. rati dallo Sch ifi' (1874),. che ·iu n e .a ri ;ta ilire i battiti d l ·C \10l'e undici minuti mezz·o dopo eh ' o era divenuto flac··ido.• .A qu· to propo~ ito ric-orda. i lavori del Pru· t del ateHi, <l l Bourc.art, di K mp e G.at·du r· e d.~ll' alluin. Ria -um quind i i utatiYi di. perfu ione peri entale d:e lle or nn.I·iet intrtH\rtet·iosa e in raveno ·a pin endo H Hq "do~ a.tt:ra.v· r o le ooronarie, a eont · t-to del mioca.1·dlo, quelli di l'e, u itazion~e d 1Pintel'lo .an_imale m . ·i i• atto recentemente d.a l r ii ~ daUo te rart. Qt ai _to applicazion:i clini h ; dopo· il Ni lu u Il eh pel 'Pl'l ·o, nellOOO . prnti.cò in un malato il a . nrJ'gio ' l r•uore,. i r gi ·tr.a.t·ono 59 al td ca i e, con i quattro delP . in tutto 44. L morte relat·vaj, in 33 di qu :-;ti ca i era do·v uta a. .incop opravvenuta du ran te aue-t&. ia g ne1·ale, ottenu ol cloi·o~ '(r·mio (24 volte) ooH'etere (t;) cou una me olanza. 'i qu ·'ti due H ) 'o on .s.ostanzs. no .pe ifìca a. t2). Nei ri aenti 11 ammalati in. uì fu prati ato il ma.. a.(:r.rrio del cuore., la m orte rela -iva. era opravvenuta. l volta per _mboHa. pohuonare, l l eri pìceagioue a . copo sui~ cida., l r ind ione di un asc o I o. t-farino- o, l nel cor o d'una difterite,. l per dila.t" zioue a -uta del u re, 9 p er a fi .·i tra chea le, 2 per l sioni trauma.tiche del
an
'RIVISTA. DI OHIRURGIA &ENRRALE
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cervello e 2' per shock elettrico. Di ques.ti 44 casi di m.o rt - l'e,I ativa, nove conseguirono uo ri . tabilimento totale e permanent , otto un su·oc o parziale e tempo-· raneo·· i 27 rimanenti esito :s fortun&to. Nei 9 co.si del pl .n'JcO gruppo,. quelli cioè con esito feHee, la morte relativa quattro volte era d·o·v uta ad eteret t.re a do~ roformio, due, ad anesteti.c.i non specificati: nel secondo gruppo· cinque v o~ te ·r,a:L .s gu.i.ta. a.l cloroformio., l a.U'as.fì s~a tracb:ea.Ie e '2 a le ioni del ce1·V·eHo. È a.~sai istruttivo il riferire soJn marìamente i quattro ca i. personaH dell'A., che , già dicemmo, non ebbero esito felie.e . In un uomo di 50 anni, che si stava. operando per canoro linguale,. otto a na.roosi eon etere, eh.e si anda.va sommini-tran.d o a mezzo di tubi na ali,. in t ·o·· dotti fino al t"aringa,. forse per inghiottimento dli.retto del narcotico i ebbe imme~ diata ee. azione del r·e spiro Riu clti inu.t ili i eomnn.i. socco:r i, venn aperto H torace oo.n. un'incision al lato iui:·tro d·e llo s.terno e con recis.ion.e della. 4• e 61 cartilagine ~costal e. S.i. giun ·e ·O O:Sl a palpare il cuore a.ttraver o il pericardio: e ,o era immobile; s.[ OOIIl!Pres -e allora ritmìeam.ente n cuore attraver o il pericardio tra H pollice e le altre dita, in ragion. d.i 50 pressioni per minu.t o primo. Dopo un minuto U cuo·r e riprese~ i suoi battiti con sistoU ·deboli , e eo·n fl·equEmz.a irregolare dì 50 per minuto. Ma, fo:rtuna.ta.mente, questa ripresa dell'attività ca,rdiaea. non durò più cr uno o due minuti, n.è più si riattivb nonostante, che il mas a.g. io si eontìnuasse p·e r 20 minuti~ L'.a.utopsìa. m o 'trò una sclero .i dell'aorta e d.e lle coronarie. Nel secondo caso, in lUi uomo di 48 a.nni che veniva operato d· vene va ieo.se sotto l'etere, la respirazione. ces ò bruscamente. Dopo i · oliti tentativi si apre H torace e s.i pratica. per 22' il massaggio· cardinf'.o, ma inutilmente~. I:n un altro paziente, p·resentatosi già in gravi co·n dizio.n i, con dispnea e eia~ no i,. in ·c ui la re. pi:razione si era arrestata. in.vece del torace PA. aprì Paddome oo·n un'in.e ision - m d1a.na di IO centimetri; .a pa:r·t ire dalPa.pQfì_si ensiforme, in trodu. e. la. mano dest!-a inn.a nz,i e sopra il lobo sinis. tl~o del f gato e , .s empre eon.. tinuando la. resplrazi!o ne artinciale·, attraverso il diaframma, cbe era ·te. O; duro e rìaido., praticò ri:tmlche, pNssioni .s ul cuore dal ba o in alto e doll indietro all'inn nzi.,. pt•emendolo contro la parete. toraciea. - a non si ebbe alcun risultato e l'autopsia ne dimostrò la cagi.on.e in parecchie les.i oni organiche. el l'ultimo caso, un uomo di 26 a:un1, l'ar!"e 'to respiratorio ebbesi dopo -due minuti di anestesia. eterea, pe ~ ineisi.o·n e di un ascesso peritons.illa.re. A·n che qui ]'A. ginnse al cuo·r e attraverso un 'io.clsi.o ne add.omìnale1 mediana. e ne~ praticò in.d&rno il massaggio per 10 miuoti e.ttra.yerso il dia.fr.a .m ma. Incise allora. an.c he q,uest.' ultim·o e, attraverso l'ape1rtura continuò1 per ·v ia transdiaframma·t ica adunque, il massaggio ·d iretto· ·de.l viscere. Ma inutilmente. All'autopsia edema pohnona1· • PASSERA.
P. Fusoo- - L 'la•ecaaaeato ·• 1& pr&Uea 4ella oldrargla la .&med.o a.(Giornale internazionale delle scienze me·diche, anno X.X XII).
L'A., premesse· alcube couid.erazioni sulla cbirurgia a.d.d:omina.le e sulla pratica dell"anes:t esia, -la. qu.ale viene applicata sa lll.rga scala, anche p·e r operazioni di seconda·r ia importanza,, rifer'isce ehe i -ebirnrgbi ame.r ieani ono p· ù facilmente disposti; tanto nelle Iestoni violente eh·e neUe a.tìèzioni patologiche, .a praticare, amputasionj, anzichè diaal'tioolaz.ioni o re ez,i oni, mentre nella cut~a. d.eHe fratture si dimostrano pi.ù cauti, a.pplicando in seoondo tempo gli apparecchi e,olidinea.uti · i,
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BIVISTA DI OHIRUB·GlA GE~ .E RALE 1
qoa.ndo· cioè, 1 inflammazione tr-a.uma.tica è completam·e nte, o quas1 seompa:rsa,, e ·CO·n e sa è c·e sato anche H g·on:6.o r·e della pat·t ~ .Acc.enna come nel trattamento delle, frattu:t~e d.e gli a.rt.i inferiori il ·c birurg·o si occupa sopra tu ,to ·d i p·reven:ire raceorciam·e,n to deU'.a rto, mentl"e ·n elle .f r.&ttu.re deg:U arti superiori la eur.a fb, ri~ voi ta .p ecia.lmente ad e:vita.re, la. d.e formità,, l'a:n ehilosi .e la) rigidità .artic-olare. A que to pr0opos:ito l' . d.es rive. un nuovo appareechio per misarare esattam:e nte Pas.imme,tria. conge·nita od acqui ita degH arti 1nferiori e l 1accoroiam.e uto reale od apparente d..i e :s.i. Questo i trumento ideato dal Morton ·d irettore del P istituto ortopedico di t iladielfìa., costituito d.a. un. rett.a:ngolo d'acciaio, .-u ·c ui scorrono tre trav·e r e fìs a.bHi a vite, e d.a u.n''a ta meta.lJi.ea arti·oolata. sul lato ·corto, ebe mediante du piceole. br.ancl e t.r nsversal ~ ., pure co:rrevoli,. può mettersi a contatto dei malleoli int-erni dell' individuo :in ·e ame.. La. misura ·.i prati·c a nel eguente modo : coiloeato l'indi vi d u•o in po izi.on.e supìn,a, vi i adagia sopra I' appa.t~eechio, in m.od·o ch.e la tra versa .- uperiore sia. fì.s a..ta al di sotto deU e aseeUe, la media al dì opra dei gran trocanteri, l' inferiore a. l di ·opra. dei ginocchi; adat· tando -&llora le pieoole. branche trn:versali dell"&J ta mediana a contatto ·d ei mal~ leoH,. si. potrà accertare a.e questi si trovano alla. m d.esi·ma al, · zza od a vario livello. Il Morton ha i.dea.to ancora. un altro me,t odo· per coloro che possono esse·r-e esa.m.ina:ti in posizione eretta. E fo.ndat-o ulla o· servazione di qu~t _ro linee· ans o.. miche, e cioè la normale linea. verticale d·eUo. colonna verte.b rale risultante d.a.Ua~ leggi·e ra proiezione delle apo6 i spinose· lo. linea. v·e rtlcale tra le due na·t ic e o solco d.elle, natiche; la pieg dl Ue natiche e quella poplitea. Se esiste a.si.m.metria ne H .a rti, i a.vrà pure. simm.etria in que te linee anatomichet co:n inclina:zion·e ve~ o il lato asi.mmetri.co .. Ora, e, sotto al piede dell'arto più. corto si con.oca.no· uno. o più. tavole·t te ·di le ·-no di n:oto pe. sore fin·o a rendere vertica1e, la lin·e a deUa. colonna verte.brale e il . oloo d eU e natiche si potrà. misurare e -a.t tamente' l'asimmetria deg· i arti. Invece' di ·u are le tavolette di l·e gno per e)e.vare~ la pianta d.ei pi.ede dal suolo,. il Morto·n ha :fatto cos·t ruir·e una ca etta quadran.g ·ola.re m unita dì due. parall lepipedi .c'ba in condizioni norm,a.H formano un sol piano ·c olla npe:rficfe, .s uperior·e della cas etta, mR che pos ono, mediante. viti d'~ingra.naggio, in ·c omuni·c azione con d lle rrum.ub ·, essere sollevate a varia altezza.. CoUoeato l' ind "viduo sulla c.as.s etta e coi piedi sui due paraUelepipedi, si osserva. se le Hne.e anatomiche sopra descritte sono norma:l i= nel ca · o contrario· si .a ira H ma.nubrio da ·q nel lato o·ve, esist.e .a im.·m etria ·e d. il gr.ad.o d'elevamento d.e l paraUelepi pedo eorr.isponde,r à al· l'accorci a.m.en t o d eU ,arto. Qaest'a;pp· are~cchio, .largamen;t:e u ..ato iu P.ens '.lva.nia presso i tri.bunali nelle perizie medi<lo-legaU, può avere aHr l una pra tiça applicazione ·n ella. m.e dicina. legale militare, sia ai consigli di le a . sia negH -o peda.U, e·s sendo arie· le ·dtffi·· ·c oltà che si oppongono· per lo più nella. deter1ninazion.e del grado d'acco~ciam.ento ·d' u.n arto che ehe dip ndono in gr n parte o da naturali cause anatomi.c he o da simulazio·n e de.IP amin.o.ndo. · C.A:S ARtNI . 1
A. l
I A . - Uu uovo prooe••o 41 re•eaue 4 l gomito. ·Ccmtrtbato allo .1.tatll.o delle aaoblloal o••ee traa.m:atlo·h8· 4e!l aomtto. - {Annali' ·del B. Istituto di cl'inica chi-ru'tgi a tli Bmna, vol. 2~> p. 141 a. l909).
Sulla regione po. tedore dell'a· o.mbra(~cio l A. fa una inciBÌ•cme, che partendo dal l ·eJJicon.dHo- sce de io bas o lungo il margine ·e tem-o dell'arto per circ-a 4 ceut. indi .n e attraversa la fac cia po teriore descrivendo n·n a curva a ·co·n v·e ssità in bll8So'
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RIVISTA DI CHIRUR.G IA GENERAL'R
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per rag.g iungere il laro ·Cu.b itale e ·r isalire in alto ftno all' epitroelea. In questo modo descriv·e un lembo cutaneo a U colla .base in alto; che disseca. compl·e tame.n te:. SuU' apone,u rosi sottostante, lungo l'incisione cutanea descrive llll Je,m bo analogo per forma ed. e.stensi.one a quello cutaneo; di.sseea. detto lembo aponeurotico,.cui lascia aderente qualche fibra :muscolare, .fino alla base dell'apofisi ole~ oraoi.c a che non. lsola aft'atto dall'aponeurosi Collo s·c alpello stacca d·e t·t a. a.p ofisi al1a su.a bRse, mediante un taglio obliquo· dal basso in alto e dall'avanti .a.ll' in~ metl'o, e solleva. il lembo a..poneurotico compren.d·e nte Polocrano re ecato alla sua b · e, dopo a.v er staccate le aderenze ossee esistenti fra la. faccia anteriore di esso e q o Ila posterio·re dell'omero •. Aperta in. quB.·to modo la. cavità articolare, scopre dietro l'epitrodea il ner-vo cubitale, cbe prepara oon diligenza. per no· eon.t underlo ·o ferirlo; dista.c ca dallo epicondilo e d.ell' epitroclea. le inserzioni dei l e,g amen ti laterali, e con un. ·m.o· ·imento ·di 8e sione forzata d.ell' avambracci.o, completa. lu. J~Ottura dell'anchilosi, me·t tendo· cosi allo scoperto le due, estremità; cb.e divicle c.on una s:e ga in s;e nso trasve:r.s ale per circa 2·3 cent. · Estroflette quindi l' ol:eerano medht·n ·t e, un.' inei ione curvilinea d~elPaponeurosi OODtornan.te Ja SU& pe.r iferia inferiore, ed abba.. Sa iJ lembo a.poneurotico ebre in .. terpone fra le estremità articolari gia resecate e lo fissa. con cinque punti di sutura di catgut ana. capsula. anteriore ·ed ai le~ gamen.ti laterali; indi distacca il peM riostio dalla faccia do:r ·al·e del cubito per circa. 3 oen.t., forma. collo scalpello una. lie,v e depressione~ . .in m.odo ebe possa accogli.e re qt1ella parte di olecr.a ·oo rimQ;S t& aderente al Je,m.bo aponeuroticor e ve la fì sa c n. un chiodo, la. e:ui testa fa u eire attra.ver11o la cute. Per ultimo cuce i legamen.t i later.a li alt' estremo inferiore dell' omero . ed. in basso rispettivamente coll' ulna. e eol ra i·o, e chiude la ferita. sntnrando la cute con seta. Fissa. l'arto m.ante·n end.o· l'avambraccio in lie·ve fl.essio:oe sul braccio eon un bend.a ggio amid.ato e con una. ferula. arti.cole.ta. Nei primi otto giorni dopo l'atto operati vo, porta l'a vambracciot· senza toccare il bend.a.gg:io,. .alte~ma.tivamente ogni 2:4 ore nella posizione fl·e ssa e nelJa estesa; aU'·o ttavo giorn.o toglie i panti di se,t a,. fissa di nuovo l'arto ad una :ferula .arti~ cola·t a con un leggiero bendaggio amidatot e comin cia ad imp1·imere a1Partico1a.· zione dei movimenti passivi di ·fie&. ione: al 25° giorno si toglie H be.n dagaio ed Il chiodo, essendo in detto periodo già be·n fis ata l'apofisi olecra:nica.,, e con.t inaa. col massaggio. Questo m.e todo c.be ha. dato all' • ·o ttimi risultati, soddisfo. alle du.·e condi ... zion1. indispensabili per ottenere la mobilità articolare ·colla. conservazione dei moviment.i attivi sia perc.be i m pedi.sce la. recidiva deUa anchilosi, .mercè I' interposi.zione' del J.em.b o .a poneurotico t•afforzato· da fibre muscolari reseca.te, e s.ia per· ehè lasc.ia. integro l'at.t~tceo del tricip·i te sull'avambraeei.o, conservandone quin.d i la sna. :fn.nzio·ne,. e ciò mercè la resezione dell'a:po:fisi oleeranica. alla sua base ed al ~uo impianto sul cubito. Finalmente l'in.eisio·n e, adottata, oltre ad aprire un.a larga breccia per la 1\esezione dei capi articolari, offre il vantaggio· d.i pùtere prelevare il lembo da immettere tra le saperfici ossee. reseoate. TIRE LLI.
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lliVJS'TA. D. OTO·ÌlJN:O·LAlll GOI.ATlllA TouBER:T et SAL~rET. -
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La pr&ttoa le:n·otolocta Dei'U &ATO·ltl ln ·o ampagaa .
(.Arcltives i.tternation.ales de laryng:olog1e. etc., T. XX II,. :n. S 1909, p. 729·).
,li AA., i à .m dici ·ca.p· d gU o pedali da campo D. l e n . ·g del ·c orpo fra n cese, di pedizioue di Ca a.blan·c a (Marocco) - corpo, la. cui .for-z a ·m edia t'·a~ in 14: mesi. di 303 ') uomini - brevemEm"te rife,ri oono· le torie cliniche ·d i 109 otopatici, ala loro· ·c urati . agg'ungend.o· ·peciali cou- ide~·.azioni. La orJginalita del lavoro sta jn, ciò ch·e ·r.on tutta probabilità, ·q uella fu )a prima campagna, in cui i med",ci m.iHtal'i · i iano occupati deliberatamente dell'·otoin.tria:. Le recenti guerre fan.no ritenere che nelle future · i avranno ~unghi periodi di sosta deHe truppe, ·.cchè si. potranno 'sti.tuire tormazioni a:nitarie ab· ba tanza. s abili in confronto a queHe del tempo d i pa~e. Di pi.ù neHe .spedizioni coloni.a.U intervengono nuove ooudizioni: la rarità e la lentezza ·d·eUe' ev.a.cuazioni, e quindi del rimpatrial ento d gli ammalati;: la d "fficoltà d.e l c·o mpletAro gli efM :flet.tivi coll 'i nvio in tempo utile di uom·ni v.a hdi. L a regola a olu.ta dev·e quindi essere di rimpatriare definitivamente gli incurabili e di. con ervare sul sito gli ammalati curabili e quanf mantengono o simulano un'affezione. Quest'6, novelle eond.izLoni si a ppUcano quindi a.ncbe a.gH ·otopa.tici., per i quali son.o necessari gli esami otologic.i ripetuti e cura otoiatri a .a ppropriata. Gli AA. hanno distinti i 10. casi studia·t i 1n 4: gruppi naturali.. I . M ·1.ATTIE DELL' UEC 'HIO E TERNO: 12 tamponi di cerume, 6 otiti esterne diffuse, circoscritte, 1 ca o di. prob bile frattura de~ tl'atto o eo· del c. u. e t a di co·r pi trani eri,. ·2 di lesioni rau maticbe,. pr·ovooate, d·eHa. membrana tim.paniea. ;·
II. MALATTIE AC' TE DE: ~ ' ,ORE CHIO )JFlDIO~ a) Otiti tnedi-e catarrali: 10 casi il maggior numero de·i quali successjvo ad 11na. affezione della fari nge, mentre alcuni erano dipendenti d.a. m.a.latti.a infettiva (d.i fte,r i te ifiHde) ed altri infine non 1·icon.o cevano eziologia app rez.z abile; b) O~iti 11:tedie pttrttlente acute: 17 easi di cui 2 in pazienti convalescenti di tifo. 1 in am.m alato di pa.ratìfoide ed 1,, in eu i la suppur.azione,. bilater .te, probabilm·en t fu provocata.;
ili. MAL TT ,I E Cl
.NT 'llE D EL.I}OitEC lliO MEDIO
a) oua 8 .cche adesive: 9 ca i, in 7 d.ei quali l e port.azione d.ene, vegetazioni ade.n oid.i migliorò molto l'udito· b) Otiti e che eical-, iziaU: 7 casi, ·c) Otiti 1 edie crcndc.he pu1•ulenie: 35 cas1, In 4: d i quali fu fatta. l'operazione t•a.dicale. con esito· di guat.·igione in 8, mentre il quarto era ancora in via di cura. qui notano gli AA. eh e, un p.aziente .n-ià « ·ottopo~to a.d. operazion.e m· di·cale, ad ep·idermLzzazione compl ta.. è atto totalmente a eon.t inuare il suo servi~ zio m.iHtare,, anch ~ in campagne., e ehe il uo udito d.a.l lato operato non è tato diminuito dal fatto dell intervento, come si arebbe di posto a cl'ed!e re • ;: IV. OTtT.[ O~IPLI ·rE: 1 ca o dì masto~di te acuta, ad inizio anteriore al ricov·ero nel luogo di ·Cura, caso, in cui per sopraggiunta t:ebbre tifoide e .m enin:g ite i ·e bbe ~a m.orte nooo, tan uua. doppia operazione cra.n i.ca. La. pra. i ca deH otoiatria fu dapprima fatta nell'oa.pedale n. l; list Il aziona fo sul prin~c ~ pio primiti a. La iBumina.zioue ne.ce sari.a. era d.ata. dal « ole d t'riea •,
Rl'V.ISTA. D-I OTO.RINO·LABlNGOlATRI
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prezio ·a sorgente di lttce per la sua grande inteosità. e per il vantaggio di man~ tenere alJe parti ·esamioat~ H loro ·colo·r e naturale. Ua.pprhna la edicazione fu antisettica. (acqua ossigenata, glicerina. fenica, alcool borico); per sterilizzare n ma.teliale di medi.ca.tu:ra. .ervivano una piccola lampada ad alco·o l; ed. una ca eruola dì ferro. Oolrinvio di un a.:utoclave, si preparò la. mediea.zi.one asettica Per le opera·~ zioai d entità. (trapan.azione' edl operazio·n e rad·lcale), pi!l'ehe l"osped.ale n.. 2 ccmte· aeva gran numero di .s uppuranti (ulceri, adeniti, ecc.)., l'ospedale n. 1 prestò u.na sala operato 'ia. Fu inoltre istituito un ambulato·r iot per la. popolazione civile e militare. Tale. assistenza otoiatriea. _i è fatta. maggiormente, appre!Zzare, per la facilità aUe in.fiammazio.n i d.e lle pri.m e vie respiratorie. e deU'o:recchio, e ane recidi ve ·d i ·o:tite media purulenta, in nn clima si incostante., come ·quella deUa costa oectdentale del Marocco, là dove, specia.lmeute nella st.a.gi.on.e invernale,. la tempera~ tura è variabilissima, con .sbalzi quotidiani di 10-12 gradi tra. il m:i nimum della mattina P.d H maximum de'l me.zzogio.r no· condizioni climatiche tanto pid nocive, perebè accompagnate per il soldato d.a vita strapazzosa,. quale quella di una cam pagoa di guerra. Oome in pa.r te fu già accennato, i ri ultati fnrono favorevoli in ·q uasi tutti i casi curati: 80 ospitalizza.ti, 29 visitati ·n eU'ambula.to:rio. Dei pdmi. solo 6 .furon.o eva .. nua;ti st1U'Algeria, ·Cosi il 7,5 p. 100. Inol re ft1 agevole svel.a re al<ntni ca i di imulaz:io·n e ed esagera.z io·n e, casi che iu a:ppres ·o piu uon si. ripeterono, quando fn noto a tutti ch.e, si proeedeva ad un esame otologieo accurato; ciò che fa dire agli auto·r i, circa. la simulazione. od e:r a.gerazione di otopati.e : « S·e si pone mente all'importan·z a che potrebbero a snmere fatti di simile natura in un e er·c ito nu·· mer..oso·,. nel cui servizio avanzato difet.t as."'e.ro i. mezzi ·di diagnosi sem plice, si è au.tor.i zzati a. riteneire Ja necess~tà. in avvenire della pratica otologic.a in eampagn.a ». Il riparto otoiatrico dovrebbe, preferibilme:mte, ess:ere istituito; cogli a.l tri re-. parti spetiialis~i·&i in apposito o pedale d.a ca.mpo·, faeen.te parte dm centri ospita.lieri (« eentres hospita.liers -,) della zoua d.elle tap·p e. Concbuaìoni. - I. Vantaggio del ram:m alatot p·e r l"ottnuta guarigione o mi.glio ram.ent~).
I l antaggi:·O dell'eser~ito a cui si restituiscono e·lem·eoti validi per le opera.., zioni di guerra, ed a oui si. so·ttraggono, fino da. prineipio,, pazienti ineurabm i quali :i ngros ano solame te, i.n apparenza il contingente. TII Vantaggio della naz1one ·r.ivHe; a.Ua quale . i restituiscono perso:n .a guarite,. le quali con tutta. probabilità sa.reb·ber~ rimaste per l'appresso esposte a ripetute ricadu.t e·. BALLA.
Kel&doat patogelllohe tr& le fo•" n•••ll •4 U polm:oa.• ·: efr.td 4ell'o•tf'Uiea• :a.a•ale ualla.teral.e . - (Ret-o.ue hebdomad•. de lai·yn.gologiat 1909). BIC.EIT~ta. _.... Ooaedbato alla eo•o•o•·as& 4ell'la·4 arlmeato DOD ta·b eroolan 4•1 pobaone de•uo 4& o•tralo.De Dalal.e ·oro.a lea . - ( D.e ~>tscl. vlediz. WocAenschr~, 1908, n. 18). CBA UVET. -
Quasi oon.temporanea.men.t e sono comparse queste. due im.p ortan t· monogra6.e eb:e desc.ri'VIO·no come conseguenza dell'ostruzione nasale una ]e ion.e deg i apici che può sea.mbiarsi. facilmente per un focolaio tubercolat·e.
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RIVI TA DI OTO-B.INO•LABL GOIATRlA
n Rìcbter afFerma eh·e ·questa sindrome e stata prima descritta da Kronig e pol da .B ltim.el. n Krtinig racconta come u medico g1i m.a ndò suo figlio come sospe·t to d.i tu bereo·losi dell'apice palmon&h3· destro .. egli trovò in ques.t o pun.tò una maJ:t'ata ottusità e contempo·ra:oea. lpoaensia destl'8L: l'op@irò di vegeta.zioni ;a de· n.ohH del rin.ofaringe ed H p.azi -n - guad co·m pleta·m ente dell'ipoacusia e, deil. fatti polmo·n ari. Secondo K nig e BlU mel, si ·, ratta per lo più d·- U'apic destro e di sogpt.ti giov.a ni od .ad.lllt• da lunao tempo cost1·etti alla respi:razio·n e boccale p r o tacoli nel -n bo na ofa.ringeo: obl ietti v·a mente si riscontra re pirazione d ficiente poi m.o nare dal lato den·o truzione· alla percu , ione una magglor.e o minore' limitazione deH'area. sonora d eli apice· aH 1a.soolta.z ione il re ·p iro è inalter.a to o ·v i si possono pGreepim tutte le m·odificaz.ionl del mu.r mul'e· r-esp·ir.a torio fino ai rumori ca·ta:rrali. e v è. secr&zione, ciò che Elum l risuontrò in. l/8 dei casi. non vi. so·n o bacilli, ma co ch.i ed epite1ii dalAe vie aere superiori. Man:c ano gli altri .s intomi ·t ub rcolari: f bbre, diminuzi.on e del pe o del corpo., inappetenza,. acceleramento d l polso ·( trUm.peB), ma vi possono esist"ere stanchezza, to ·e, emottis.i speeial... mente ma t tu t in a, cardi-opalmo, di.,pnea. negH forzi, dolori al. p tto, sonno inquieto, sudori notturni. ha.n.v et a.fferma. cb que· to indu.rimeuto .a picale è . pecialmente a.v vertibile in ad.dieti'O in u.na I"'e gìone ottostante all'angolo up rointerno della sca.p ola: epperciò la chio.,m.a sindrome dell'.a ngolo.. Circa la. pato. en i i ·t ede ·c hi consJd.e:J:ano qu st'indurim nto eome con egoen.ze delle inalazioni di poi eri; che non so.n più trattenute dal filtro na,eale. Il Chauve·t invoca un altt·o fnttor.e. «Una secrezione morbosa proven]. nte. dalle vie aree sup l'iori può, •. ~ e è abbondante, di r.endet~e ne.l cr·o cevia fà.ringeo., traver: a:re Pori'6:z·o · uperfore della lario~e (grazie alla ri oluzione museola.re e nervosa che accompagna. il sonno) poi, econdo il de ubioo de,l oggbtto· seguire le paret.i laA tèrali o po teriore d Ba traeh·ea e versat· i. nei bron ·h:i apieo-lar.i del Jato dal quale dorm.e il m.alato· il territorio polmonare che ·C orrisponde a questo bronco a.pieolare è, cosi inva o per semina.gioue d.iretta :. Il Chauvet porta. i:n appoggio alla ua t ol'ia. le prove sperimentali.. A . e.~ conigli dell'e·t à di 4 8 mesi ba tappato con o·v ntt a. tre. la nari:c d . t ·r a a tre la sinistra: gU animali furono ;sacrifiea;ti S-4-5 ttimane clopo. Tr· fatti ricbiama·ono l'a.ttenz.ione deU A.: . o dietro 11 tappo· la mucosa e~ra d.e ge.n era.td. e r· .operta da una secrezione· ucopurulenta: 2.() il polmone era enfìema.to· o ana upertìc1 ·e cong . iona.to a.l centro,, senza. preponderanza per l uno o per l' ltro la.to·· S0 dal lato d lla. ra.cb ide v'era. sco1iosi dorsal·e, a. en.o· a:p rto. da.llato detf'.obliterazione nn a:l : u B toraci una curvatura. cifosica. d.o rsale e sa un quarto una eu rva. tura lordo i ca.. L emi torace del lato ohli tera to ·è più pieooLo, le co te ono .abbas ate e por ·ate, indentro,, i loro an oli so·no meno .spo:r g ·n ti, gli pazi interco a.H ridotti .a l minim.t~. m lo sterno è deviato verso il lato sano.• L'ostru~i one n -aJe d tra produce effetti più accentuati ·Che la inistr . Vi sarebbe. dgnqu.e una c·er·t-a. ipend. nza funz.iona e tra. ciascuna. arice l'emi.t orace ~corr.i spond nte, non perehè e ·:i ··t a una doppia. co·rrente, a.el"'ea ma per~che l'oblite·r azione na a le un'laterale }JrO :u.ne per rifl.e ·o un alterazione del gioco muscolare i:nspira.t odo deUo . te o lato. 0 TINO.
RIVIS'fA DI MEDICINA LEGALE Al'J'omeat.t 41. pdohlatrla ·m Ultare svolti al OODir•••o degli aUealnt. ~~"·•·• oul a Ra11te•~ 2 ·~ 8 aso•to. - {Da.l Cadu ·ée, ago to 190<·). Questo Congre so ha costitu·to, per noi medici mTta.ri; un avv·e nbnen to digraDdi ima importanza, in quanto eh.e, per la pri.ma. volta, in un Congr sso scie·n tdìeoJ si son.o avu.ti dei temi per t-ela.:zd·oni .o-·e nerali riguardanti l.a med.icina miUtare. Tro tem i era.no all'oJ~dine. de.I gior no : le fug.lre . le coree cror1iche, l'ali 'naziD"ne m nulle ii.ell'u.e.r·cito; quest'ultimo,. seoondo il pre idente.• p:rof. allo.n ha. co ·ti.tu[to l& .q uistio.o e capitale del Congresso.
I. D.al punto di vieta.. de'i risultati pratici, basta pen a.re a ll'importanza. che n Con. ressa ha voluto accordare alla edicina militare,, r~empi·endo di essa. quas· tutt.a le sedute adottando tutti i desiderii for:m ulati dai medici .m ilitari in forma. di voti da prese.n.tare al potere ·le,g islativo, e faeeudo sue le rivendieazioni sostenute da.i nostri ·c olleghi; e questo nel tempo in cui, p r Pa,g itazione d Ua. co• sc.ienza pubblica, la. Camera d.e i deputa:ti ~diseutend·o la legge sui Consigli di guerra, ha mostrato p·reoceupa.rsi moltissimo della ricerca delle re· ponsabjlità dinanzi a.i tribunah militari, richiedendo una, buona :argan1zzazion.e - in ~essi - delle pel'izie p· iehiatriehe, per ]e, qu.all il Congresso affermava. la eomp tenza d gli ufficiali medi~ci. E m.entt·e il v·anou rivolgendosi a qu.e ti ultimi, po·t eva dire con ragion.e < voi siete, dopo gh alienisti, i medici che di p·i ù .son.o att accati, e. quanto iogi.u· stamente! :., il prof. Régis affermav.a che ormai la psiehia.tr.[ a militare e~ ra. fo· da.ta su. ·d i nna base, solida,. oostituita. da.U'onione dei m.e dici militari e dagH psichiatri.
n dottor Simonin, d.ele . o.to dlet Ministero, elnque:ntemente ·espose le (.~O·Ddi zio·Di s peciali di attività prufe sionale, e cieutiGca che, ouo fatte a.i med.iei militari, da. un certo pUl\o di. vi.sta vaga.bo:ndi del la profes 'Ì:one,, medi·c a fuggitivi. perioa·i:ci ,, più volte sbaUotta.tì da u na. parte .a ll'altr.a del paese, e rara.me,n te, oon la. fortuna di giungere ad aneora.~ i in un porto, o p.itaJe,r « Si doman.d a troppo ai. medici militari: la mol teplicità dei loro obbUgl l,, pn;re com.e la loro· va.rie.t à,, si accresc-e d i giomo in giomo,, ·enza, che il loro o.r ganico riceva una. esten · ione, parallela. Ig,i eni -ti, batteriologi, sto·ma.tologi. psiehio;tri, chirur i, ocul.is:ti. otoia.tri ammlnistr.a.tori e medici comuni ... sarà facUe misu rarne le difficoltà. ma.s ime a chi a.bbia .la. v.1a fatta di lavo~ro e di sforzi immutabilmente dire t ti vet·9o uno· oopo. in generale unioo,. liberamente calto e nettamente pecìa.lizzato. E, ·poiehè l n os.tre risorse numeriche in personale sono as ~ a.i limitate, noi, a.Ua stretta dei conti, sia.m.o ridotti - per poter esp~ tare con eo cienza. H no tro comp~. to - .a. far~ come~ i rari e fedeli serv1tori. di queUe case daHe plendid . fa~eiate, ma d al~ l!.i ntern.o miser.o, cambiare cioè più v~lte~ di costum.e nel cor o della. nostra. car• iera.. Quss.t a versatilità a.pparentet sia. es. a su.bita ·O· libemmeute .a ccettata,.non può· fare a . meno di me,r avigliare, o provoca talvolta H sorriso· ma e "- a non appar irli. seJl.Z& gra.odezza, se s.ì pensi a tutto ciò ehe essa comporta dì sogni vi tt, di pe·
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UIVISTA. DI MED<lOL
LEG·.ALE
rauz· ruina..te di sforzi sterili, di rinunzie verso ·è stessi, di ve.m abneg.a zione· ed OCCOl'r& tutta la forza dell'idea superiore del do·v e.re verSO il paese 6 della. nobi! a d Ila nost ·o. mi. · ·ione per a,c cettare una situazione· talvolta. eosi doloro l.
II. Relatori del tem.a « Lahenazione menta.l · nel~'ese.rd.to- ~dal punto di vista eli nico e medico-l .a ale eo.no stati Granjux e Raynea.u. D Gr:anjux, ex uffieiale medico~ reda.ttore capo ·d el Cadu.eée; d.opo aver ricordato che in dal 1895~ al Congres o di .E ord·e a.u , varii alienisti ed uiÌìriali medici si e~rano occupat· d·e H'argomento (e p eialmente il Rei. e Régi 1, calcola l r1forme .avv~nute nel l O dall'e -rcito, e cioè· G paralitici generali, 175 aUe.n ati, 171 idiot1 o im ' e.cilli, 210 · wriei, 41 : epilett. ~ i, 6 nevra , nici~ odan.do co l la migliore ri Bpo t& a quel deputato, il quale aveva. a erito alla Camera che se vi fo pazzi e i non areb bero soldati [ Dalla.. tati tica. ri ulta che ogni anno auD:len.t a la. propol~ZÌ•ODe a.e gh aH.e,n ati, che lnagg[ore. fra 1e truppe, dtAfrica 1 che è più. CO·n.siderevole negli stabilimenti penitenziari e n lla len·ione st1·ani,e ·a. d Algeri.· qu.e ti ri .ultati generali sono eonferm.a ti da.lle statistiche, degli altri e.·eroi ti Inoltre, negli eseroiti nhe o.n hanno erv i.zio mHitare obbligatorio~ e .-a è' ph\ frequente, perchè sono· numerose le, tare. mentali nei vol·o ntari. · ~ gli i domanda: perchè v:i sono aliena i neH'e ·ercito? indubbiamente perch.è~ non furono respinti q uaodo vi entrarono. p el' la. qua." i .i mpoa ibilità di ·ce,v erarli a.i Con. igli di leva., perché non. ·i dà. alcu n. avviso di quelli precede.-ntemente ricoverati negli a ìH, p rehà auto:rit.ò. e famiglie sono più contenti di bamzz&rsi d.e ,H quilibrati macrari neUa speran.za che i co·r reg a.no Peggio per gli a.rruola.ti volontariamente . co· i numerosi nell , erci·t o fra.nces,e· di e si, nel 20 anno di sel'l-vi:zio~ la me.tà. circa ouo di i a fuo·r i del Peser-cito, e , ioè· H 36 p. lO - per rifom1a,. il 14 p. 100 per morte,. i114 p.lHO per condannO;, n ·7 p.lOO per diserzione. Cos \ seoond·o i ~calcoli d .i J ourdin tr i oldati sl h.a:o.n o dal 4, aU'll p. i OOU di di. ertori, nelle v .. rie armi,. me.ntre le quote · a.Igono da.ll'S l al B1),6 p 1000 tra i ·v olnn tari ·. odi invia·t i alle ou1paguJe di DiscipHoa ce ne sono dall'8 al12 p mille tl'&. i oldati, da.l18 .a l 4S tr·a i volontari~ u. I(J-4!: coudannati Ré is ne trovò 100 volonta·1i, ·m entre Uzac trova. . a. piu delJa. metà dei ·disciplinari appartenere a.d. e - i . Le ·c ifre tot&H aumentano specta.Imente per la. diagno_i megUo fatto., e p·ù pl~ecoce·i la. f1-eq uenza. piu marcata ne.He truppe coloniali si ha. a cau a del clima, d.e lle fati che maggiori, d Ue, malattie e otieh·e del predominarv1 i voJont.a:.ri, e q u te cause agiscono mK ~ ima mente ne Ua le.g ion.e straniera.,, ove sono assai nume.. ro i i degenerati. gli quilibrati. i co dannati.. È imponente nelle oompag:nie dì di. ci ... plina n~egli stabilimfmti di pena percbè m.olti commettono atti. morbo· i '(fug:he, e eandescenze ecc.) ·c he sono c,onsiderati del"tti, mancando un e ame p ichiatrico dei oggetti prìma del g · udizìo. e' num rosi vi SO·DO i volontari quilib.rati, ina. dat"tabili. D'altroOnd -,n li ultimi o.nni, In. profilassi più severa ha fatto _ c~mare gli aHenati fra. i condannatL La ~otllassi delta p zzia n lll',esercUo eompvende S mezzi: ) ch.iudeme la porta gli aJ iena ti, mer>Cè una o. ·curata vi · ita. a·. eo .· cri t t.':, con l'obbligo ai prefetti di .additare ~i on i li dì leva quelli iO. ricoverati in :a.siH, &d ai sindaci e geo• darmi di far co·n o c re uelli noti in pa·e e· com rtuilibra.·t .i ed altresi .r ich.i edendo ad ·o gni volan t do unm di chìarazion·e del m ico di famiglia che ne constati la r cedente· inte(l'rità mentale, come i fa nel .Belgi.o :· B) ·eHmina:r , appena è pos
ero
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' 'lVISTA DI
EDI , lNA LEGALE
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.s ibH , quelli di già eDtrati; tentando di scoprirli nella visita d.' incorporazwne col portare l'at.t enzione sui tatuati, c-ondannati:, co.n stig:mfl.:te d·e gene,r atl ve, eoo.•; avvistarli durante il servizio, com.pito difficilissimo, ehe richied.e gran.de attività e co .. uosc.enze speciali nei medici t ·q ua'lc.he oogn.i:z ione' in proposito a. tutti g'li uffich.li d~ei corpi, perchè, ~ assai ·d i .agevol·e. di scoprtre i primi siutoml di u rS\, fot•ma mentale, ·ed a.pprezza:re bene. gli. att1 dei d&generah, men·t re vi è, lna grande precoci ti neUe reazioni psicopatiche neU' amb~.ente militare; - }',e a.me menta.l di tutti 1 pr~ve,nuti da.i Consigli di di; cJplina. o di guerra (tribunali militari}, o ehe c:tascuno~ almeno, s:i a provvisto di un accurato eertifi·ca.to del medi.co del corpo, in. base .al qual·e sia da vedere e occorra una perizia p ichlatr'Ì,c a· - impedire il :re,c lutamento· d.e i degenerat1 psicb.ici. mercè. un''a ccura.ta selezione scolastica, peA ·e ialm·e nt nelle. scuole degli arretrati,, integrata d& una bene adatta d.1eazio.ne d·e gli emend.mbili.. La pazda delle :t ruppe in campagna è a sai più frequente ebe in pa, e,; enorme ne è stato il contingente ne:Ua guerra russo-giapponeset ed i Ru si ne ·dovettero eliminare ben i1 '2 p. 1000 del loro eft"e·t ti vo,. oltr·e a quelli disertati.. Le ca.use, -pecia.Ii sono:. il g:ran numero di riservi ti, i ·qua.U hanno abhandona.to la. .famigHa e ne rd~ehbono ·e ssere molto inqul~e i.; e le condizioni tesse d0Ua. gu.·e rra moderna, ~che ~ai somiglia a quei gmndi ca.tac.Hsmi ·f isici che co ·i fort ·mente· turbano la men~ ta.Htà. Si .s on.o· constatate specialm.e nte le. forme d'alcooUsmo n.ella. retroguar·d.ia: eccezionalmente le psic.osi d.a. fatica manifestanti ·i con l'a.utomati ·mo, che spi:ega come 1 possano far prigio·n ieri, da. pochi csvaHori, ma se d'uomini senza ~c omba.t ... tere. D'ond.e il dovere di appre · tare l'.a si.s.ten:ta psichiatrica pe1· le truppe in ea.m.. pagna quale d.o vettero improvvisare i Bussi. Essi a tal uopo stabilirono · sul fronte ·ospeda.U da cam.po psiebìatr.ici; nelle .z one di tappa un o pedale di. gombero, e1 ai la.td,, un asilo per i non trasporta bili; sulle' Hnee di tappa, ~ospedali ausllia:rii per accogliervi tempor,a neamente :g li aH na.tl che non po·t evano continna:re il viaggio. Ciò richiede,: la e~llaborazi.on.·e degli alienisti, e ·c onoscenz·e p iehia:t riehe suffici.e.nti nei medic.i mHita.ri. Tale necessità comincia .a.d e . ere riconosciuta; in Francia. intanto, a Li·one ed a Bordeaux , molti. alliev· frequentano .Je, cliniche di. Pie.r ret e di Rég.i ·, e fanno un'a. si·te·n za d'obbligo· nei manicomi.• alla s,c nola dli ·va.l-de-Gric.e dlt1e professori :m ilita.n danno· Pinse:g nameoto psichiatri·cO· ecc.. T'a li provvedimenti ·ono de t·i nati ad assicurare le pe,r izie psi~chia:triche in ogni corpo d'armata,. e l'usistenza .a ·d,a tt.a agli alienati militari e perd:6 bisogna fa~ilitarne la ·v ia a ~uanti vogliano dedi·ctuvi.si •. comb:a ttendo nna scarsità ohe tanto contra.. ta. e.oo.la pl toro. di batteriologi,. i. q~.G .ali ono m.e no utlli neH'esercito.
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D eorrelatore,, p·r of. Raynea.n,. po.rlò dapprima. delle cause della pazzia neil,e~ sereito, dando la priuci.p·a.le impo·r tanz.a alla. reazion:e psi.e ologica ehe il nuovo adat• tamen.to provoca su m.o lti soggetti che ne sono incapa.ei, pe.r chè tarat1 :o ·l loro sistema nervoso: .s ono appunto i1Uldattabi1i perchè lo sforz,o d''a.eeomodazione orpassa la loro eapacitA potenziale . Vengono di po.i le fatiche, H ca.lpo d'i calore, la s"ifilide, ]e ·m alattie infettive, e le esoUche, i ·d i8'turbf dì nutrizione, le autoin.. lossica:doni, i traumatfsmi, ma sempre· sul fondo d.i una predì ·p o i.z· oue neuro .. psieosica. Dal punto d1 v1sta crinnn.ale, molti ·d elitti anche ·del dritto comune, sono ·d o .. vo.ti a manifestazio·n i ·morbose,, o ad a.t·t i di squilibrati, d.i -deboli, di nevrog - Gwn~ale di medieina mé,l~l,are- Ftue. 1-U.
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RIVI .TA Dl MEDICI , A LEGA.LE
tici e,ec., specialmente Je, .fughe d i diserto?-i, l' in-subor·àinadone ·e la. pusi'ma c.ort·dotia abitu,ale ~ non è quindi sull'a.Uo che si aeve giudicare, m.a sulla petsonalHà. p ìchi.ca. dell'agente. La forma. mentale che, predomina nei oldati è la. d ·:generazio-ne, con o enza. d. lirio, e la demenza precoce, con o - nza degenerazione anteriore; negli uffi.eia.li e' sottuffi·cis.H, di. gran. lunga.. la. paralisi gen ·.ale. La diagno ,i all'Inizio è difficile e. molto delit!ata, o.n de molti atti, in. apparenza poco sociali e strav ganti. od a..:n:tMisciplinari, po. ·ono anche essere d1. già morbosi. Viene poi l'alcooli.s'liW, Ac uto· o ·onico, e le fmme traumatiche. per lo p~ iù fun zionali n .e ntre è qu ' i compa.rsa lo nost,algia · più rare le forme da insolazions o da paludismo.• Le J)sieosi .d a e..vatu·,mento ono fa.ci l i ad o~ serva.rsi. n.e lla guerra e ·em bra.no do' u te, ad au toi to i azio-ni ed ai di versi fattori di de bilitamento, poca. importanza della nota eredJ .· aria. Per i. ?Mm·asttn-·ici accid·e ntaU giova pe o la Yita. o.ttivaJ metodica, c-o:n sforzi muscola.r i rego1axi, del ervizio militare, es _endon pet lo più la causa d'indole mornJe, o pe1· f'aticl e in.teil ttuaJi· è dannosa i vece per la. nevrastenia. d.e i deg nerati ·e t·edital'i, eh p . so una vera p·s ìcosi. Rite.n uta. prim.a. molto frequente, è or.a cou' .idera.ta. eccezionale la. simulazione d· Ua pazzia; trattasi per lo p-i ù di sopra imulczjone, cio di deg nera ti che ac . ntuano le l·o:ro note anormali. Altr-e vo te i ra. ta. di Us imulato1-l, aUo co·po di sfuagire a·d un.a riforma o di . e~re· arruolati. L' auto-u · .~il-azion·e. u con ,g uenza di uno tato p icopa.tico. Per quanto riguard.a. la profila~ i mora] proventi ·a., il Rei. è d accordo ool ranjux u Ha d iffi o l tà. di pra •i carla ai con Igli di lova, e li va rH mezzi da u l \.1'6 prima ed an be duran · il ·e r _izio militare, come anche ulla. ne e ità di una e t a cultur. p. icbin ri a, e di nna educazione in questo enso, elementare, per U• ti gH uffi ci~tJi e. ot '1lfficin.li e ull o·1·au e conv ni nza di pel· i~(ar i prev·enuti dei con· igH di di:cip]i n~ e di gnernt· ma ha in i tito s· pratlltto ulrasso[uta :nece sita he vi sia alm no, un ufficiale nudico alìen.ista per ciascun corpo co
.a·. arm.a bi • Dopo, lo :n ll a m bient
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RIVISTA DI IIEDlCJNA L·EG·A LE
~n~ranlaco~depressiva e neUa demenz-a e.befTeniea, che; per lo· più nell'ambiente eivile si r · ,-relano in st&dii ulteriori, men.tre neU'eseroito preoocemente ·d ànno luogo - spesso - a reati disciplinari. Nello ste.s.so senso agiscono gli stati oo.s ti.tuzionati ,degene:ra·ti1..-i (ossessioni, ~mpulsioni, fobie), la psicasten.i a; ed anche i ·tic.s; ,e.. ciò sen.za par-lal'\e d.elle. importantissime. mal.a;ttie latenti, tra. le quali ono tipiche la nevrosi epi:. z-uica e l isterica. Altra re~lazione molto interessant fu queUa. del Boigey,. pur gli uffi.c ia]e, me· d.ico· suo-H anteeetùnti' dei detenuti del Reclu orio militau di Bugia.. Esaminando gli. incarti di .S anni, riguardanti 692 detenuti (1900 ...1007) ha trovato~ a) 260 figli illegittimi, nessuna ·c onoscenza. per 92: b) 111 dai 20 ai 26 .a nni, 17 d.w 25 a1 80, 150 d i 80 ai So, 14 al ·d i h\; c) 207 prove.n iv.a no dai battagUoni. d.'.A frica, 91 d.a lle Compagnie di disciplina, 152 dall'esercito di Francia,. 88 ·d alla flotta, 146 dalle t .r uppe coloniali; d) ben 13 erano Ja:urea.t i o Hc nz~ati i'n diritto, l ttere o .scienze, e di. essi 3 professori., be,n 327 senz,a :m estiere fisso, 155 giornalieri., e 29 mereiai ambulanti, mentre sono scat•si i rappresenta.n ti d.eHe varie categorie di professioni· e) o 9 erano cittadini e olo 1.03 deJla campagna; f) mentre solo 129 non avevano pre~ ceder,;~. ti crìminaH O· correzionali, si contavano 6 conda·n nati per delitti, 61 per attentati al pudore ed ai costumi (28 recidivi), 131 perehè souteneurs (94 r·ec"divi) e 371 per furti ed. aJ tri e:rimini; g) fra. di essi i e~rano avvera ti 8 ca i di pazzia, 28 di tu... beroolosi polmonare, molti di t~pile sia e nume.r osissime manifestazi!o ni isteriche oltre alle molte malatti.e provocate e sii• ulate. La mo.gg~or par't.e di essi non co~ nobbero mai la vita. di famiglia, furono abbandonati a lo.r o · te · i nell'infanzia, o vvero il vizio nel focolare ~domestico, o rima ro senza nullo. avere imparato di util per la vita e quindi crebbero nella miseria. ero·n iea, :g nitl'ice di taDti mali social·. L'alta proporzione. di recidivi, ·p iù de'I 75 p. 100, mentre dimostra I'inutiHtà deUa doeimasia penale. addita che è .app;unto in questo ~rup· po di detenuti miIita:ri .c he bisog·o a cercare i malati ed i futuri aJ~enat·. Il ,ougresso di cusse a l ungo queste relazioni, e molti oratori espr-essero il pt'op.r·o pa..rere, as ociand.o si ai voti per la maggiore estensione di u.n.a. buona cultura p . ichia.t rica. negli uffic.iaH medici,. pere h è si 1m partissero d·e lle cognizio:o.i elemen.. tari .a i psicopa tologia. miUtare agli utlì.e iali e sottufficial i,, ·p er la n.e.cessUtà di una. pecia.le incbies m. ntale sui volontari, e €lata l' norme frequenza dei psicopatici e dei degenerati neUe ompagnie' di disciplina e .n egli tabilimenti penali,, d Ue perizie psichiatriche per ciascun pl'evenuw; oonvenn ro che mo1 te diserzioni era:no segni di disturbi m nta.Ii, che ·Occorre sin dal tempo d i pa.c _ procedere ad una. uona ·O rganizzazione psichia.t rica militare, per non trovarsi pre i alla · provvi ta. come i Ru . .·i e che bisogna combattere la sifilide e ralcooli mo, che non o·n o fra le ultime eause d · disturbi mentali in militari .anziani (ufficiali ecc6). Tutte queste eonclu ioni dell''eleva.ta. dis,cussi:one furono consacrate in .a] . rettanti voti, a.-ppro ati per a.eelam.azione .in uno peciale ordine d l giorno che an\ eerta.ment.e tenuto i.n. grand:e eonsiderazion·e (·d in p·l \rte di aià attuato) in una nazione ove, ·come. in Fra.ne·a, tanto conta. l'opinione pubblic . specia.Im nte e ·pressa d.a un ·on e ·so ·eientiftoo·: auguriamoci cbe altrettanto avven O'a. anche da noi, ove, in. ve·rit.à., d.a q ualehe anno si ha un salutare risveglio.
CON
GLI •
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RIVISTA D' 16JENE GK ,R~LE EBATT[RIQLijGil G. .M RTIN E Ls BoEUF. - .D tagao.ld ml.oro1ooploa dalla trl·p an.o aoml:ld:a. umana ~ Paragoa• 4el tU·v:erd prooe,cllm.e~a.tl. (.d.n nales de l'in Utut Pa· ·tettr 25 giugno n 6·; pag. 61 ). Praticamente la dia.Qi"no~ i mlc.-ro copica. della. tripa.n o omia. i uma·n a i o tien.e ·an gue periferico, la li~ fa dei gangli . uperfi.cia.H ed il llq ·•id o ce-
·6 &minando il falo·.~aehidico.
l ER · . DEL TRU AN MAl GA BlEN. E ~ · EL ~ UE PERU'ERICO. ~ i po~ ' ono seguhe due m todi~ o l'e..~ame' diretto de.l saugue, oppure centrifugandolo, dopo a vedo e, tra to da una vena. della pi - a del g01 1L ) Esarne diretto del IJart!}'U •. ~ on 11n ago rilizzato alla fiamma. i punge H polp treno d.i un dito ri .~)ro a m. nt _di ·inf . tato con al oo·l, e l go· ia di .·.a.ngne he 1 e esce iene m·es a tra. d\. e vetrini { opl' iogget 1 por ·a ~o·~ getti) ben puliti.. Si o• erva. con bbiettivo n. 1 a. . ec o ed ocu are OJ~ pe. nsatore~ n. 4 di tj a i n (ingra.odh ento 7 dia m •tri l· È in d L peu. ab ·le ervn -i di t na. piastra. mobile gr.adua.ta., pe:r passare m·e todicamen:te ·e icuramente ìn rivis ta. il ma gior· n 1mero di. campi, · enza correre H ris bio d.i l'iV·ed. 1 e q ue1H ì à veduti. Gli autor· rac ornandano inoltre i ~ar prep~ua.ti ·t ogli·e ndo H ang e da t n d."to di ambo 1e mani di eia cnn am ìnan·do, a:veodo pe . o rilevato c'be m . - ~ ntre per es in ·q nello tolto da.U'ind.i e d· tro non e i t VRno tri.1anosm ·i, ne vid.e ro nwlt.·s~ simi nel ··a.ngue ·d ell'ind i.c"e ini tro. Forde,. Duttor ·., Todd, an ·on, Brod o Brump Ba.k r e la. commi ~ ioue in- le. e al 'ongo., colle. ame diretto del ougn tolto da un oldato bb vo H 13.,6 p.. l d i casi. poi ti vi gl" auto ~l,. colla lo·ro modificazione. u. 217 individui, trovarono in 1 H tripano OJ a ga1 .bioo e (37,7 p. 100). ivide.ndo gli e amina.ti in ; casi clinici (di di.agno i ~clini camente indubbi.a ), .i · o p tti (s nza evidenti sintoini , ca- i ·r buono ta..to r eoza al, un intoma , vi ero i. para ·· i ti nel 3 -,36 p.. l 00 dei e a i della prima categoria, nel SO 13 p. 10 in q ueUi della: · ·eeon.da. . e nel ·4 p l O i quelli della ·t erza· 'l cl e fa ritenere· che i ian.·o più tacilì a 6oprir i, colPe a.tne dire to del . angue, n.ei sogget U ìn con "izioo ~ di apparente buona. al 1te B O nt·tifu!laziocne del · angtte. ·- Al Cougo, no1 avendo da'to 'b 1ona pro·va, il prooedim nto di Bruce e ~abano (10 c. a· RDigue tolto da na ena. deUa. piega del o mito, i n1e co.la.no con. un 1 o' di c.itl"ato d.i .oda s.i ottopo·Dg()no a quattro ucoe · ÌV6 C•e ntrifugazÌOU.i 6 quindi Ì 6SIUUÌU8 al micr·o .copio il .-adimento) adotta.r ono il eg lente lo·r o metodo.. Provocano un.a. tasi veno a ·.n m .avambrac-cio, appHeando· sul terzo in~ riore: el brae,cio corri pondente un.a.. benda di cotone; di infet·t ano acc uratamente e.o n alcool la. c1..te, e· ·q uindi in.6ggono n Ua v na più · aliente un ago di platino irida o lung() .5· nt·m tri e di d.iamett·o interno ~di 0 ,65, di 1nBlimetro, Raccolaouo il angue eh.e e. ce dalla ·c snalatura delM l ago in un u bo a. di me n tazione con t ne n'te l cc. di S~ol uz~one al .~ p. 100 in. acqua. di tniata d.i citratn so ico e prelevano· 10 cc. di an('J'ue clae O·t topongono
RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA.
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a tre sucoessive cen.trifugazioni colla velocità di 1500 giri al minuto Ognnna d.i queste ba speciali ed importan·t i caratteri eh.e la di ·tinguono e cioè: 1• centrifugazione. ....... Co tituisce H mom.e nto più. delicato dell'operazione ed ha. per iscopo di e·ta.bUire la. se,pa.razioue, tra. la mas ima parte dei glo·b ul i ro i col plas.ma racchiudente i g~obuli bianchi · ema:ooblasti, tripano on1i e filarie (fr-e .. que.n.t i a .r iscontrarsi). Ha. la durata da 8 a. 12 minuti: però,, a parti~e dal settimo ·m inuto al massim·o, è nece ario ogni HO eeoDdi ver'fi.care lo tato del t :t.bot per arrestare la cen.t rifugazione, ap·p ena è. avv~enuta. la. separazione in d.ue . trati. 2• centrifugaziot&e. i decanta. .l a parte superiore, si rae·c.og'lie in un secondo tubo a. sedimentazione ,e si centrifuga per dieci minuti. - _el sed.im.e nto si trovano in maggioranza globuli bia.nehi emazie·, quasi tutte le filarie esistent~ ,. ematoblasti ·8 .a volte rari tt·i pa·noso·mj. a• cent ·ifug.azione. - Si de·canta. la parte. sttperiore:1, s1 raccoglie in un .a ltro· tubo a ed.imentazione. e si centrifuga per 20 minuti: lo scarso ed.i in nto è composto da qualcl e ·r aro le tcocito, emazie ed emato·b lasti, e d.a. t u tti i tr'pano:s omi rima ti, che .si os ervano facilmen te in. un prepa.r.a.to a. fre Co· eli que to se.dimen.to. Dutton e Todd, col primo, metodo, ebbe:r o i 47 p .• 100 d.i casi po itivi, e gli au.tod con quest'ultimo il 92 p. 100. Nelle diverse epoc.h e della malattia. il reperto fu positivo nel lO p 100 dei ca. i in buono stato nel 92 p. 100 nei cas1 c Unici e ne~ 90. p.. 100 nei casi sospett L Inolt.t·e si ba il vantaggio di. .isolare. a p:a;rte, nel secondo · edi ~ ento· le. .6larie e. detto reperto, mentre co1Pe -a.me diretto del sangue fn po itivo nel 47,97 p. 100 dei e;a i, si e:bbe nelP86~66 p. l O con quest'ul.. ·ti:m.o me;todo. 1
RICERCA DEL TRIPANO . OMA GAMBIEN B NELLA LINF'A ES'FRA.T'l'A DAI G. NGLI • U-
Colla tecnica già espo ta d1 Dutton e Todd; su 216 malati si ebbero 197 :(91,20 p 100) CB!O:i po itivi e ~cioè 78,97 p. 100 nei ga.ngU cervicali, 4S;65 p. 100 negli ascellari, 50 p. 100 negli epitroeJeari e 67,80 p. 100 negl' ingui.oali, Sembra. quìndi che, i parassiti siano più facili a riscontrarsi. nei. gangli cervicalit però d.a l punto di vista tecnico non è a dimenticarat che quelli e:p ltrocleari sono i più facili a pu.Dgere. In tesi generale,, i parassiti sono pi111ttosto rari nella h11fa dei gangli sup rficiali· l'età de'l morbo non indui ~ce sulla loro presenza.; ra:ri ·si me. furono le filarie. RICERCA DEL T 'RIPA..NO OMA. OA:MB.IB.N m NEI~ LIQUIDO CE:FALO RACB I DJCO. -Gli AA. seguh·ono il metodo comune t~nuto negli o pedali e nei htborato:ri per la pr&. ·a d·el liquid.o cefalo· ra.cbidico e, per la. forma·z ione del edim nto da esami· nars:i (cen trifLtgarono in ogni caso 10 cc. di liqnido per· un quarto d'ora.). Su 106 pun.tu.re lombari, ebhero 79 (76 2 p. 100) risultati positivi, e cioè SBJs.q. p. 100 nei c.a i elinioi 62,12 p. 100 nei ca· i s;o spetti e 28.61 p. l:OO nei casi i.n buono stato. Tenuto calcolo dei riatdtati .su esposti. ·e· dei var1tag·g1 ed inconven1enti, che, i dlve~ i metodi presentano, gli autori oonsi.glian.o il seguente ·p r-ocedimento: l 0 esame si tematioo (lO minutì) di un preparato dì sangue tolto dal polpastrello di due dita,. una. della. m.a.no deoStra e una della ainist.ra :j 2° se il primo esame fu negativo· e se il ·o:g getto hm gruppi gangliari pun~ turahìli, si pnnga·n o di pr..eferenza. i ga.n gli ·c ervieali se non si può, i sottoma,.. scellarl, o gl' inguinali ;· B• se non si trovarono i parassiti .s i ricorra a.Ua. centrifug.a.zion.e del sangue e -amina.ndo terzo sedlme,n to; 4'0 se anche con questo esame non si rinvennero i t;ri.panosomi, si raccolgano colla puntura lombare 10 ce. di h quid.o eefalo·- raehidico, si e.e ntrifugbi per 16 ·minut.i e. si esamini n sedimento. TIRELLI.. PBRI-'1C1ALI. -
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RIV1 TA D,IGIENE GENERAL'E E BATTERIOLOGIA
A Co:ns.JN.I. ~ l plù noeatl dltallll 41 dtalDteztoae 4esll. ambleDtl. ·oolla tormalllel4e. - A tU della . oeie·tà toscana d'igiene 1908 . Firenze, 1009'.
:P er un vasto stndi:o,. che ha avuto o·cea.sione di fare · u i disinf: ttant.f ga sosì, l'A . si è trovato nel ca. o d i sperimentare, fra l'altro. i più r ecenti metodi di disinfezione degli ambienti colla for.m ald.eìde. Fra i prepar.a.ti presi ·i n esame l'A. enumera p-rlne'ipa.lmente l'A tdan, n:na ·p olvere seeea,. gi.a.Ua.stra ehe risulta da. una mi cela di 29 parti di paraformio· ·8· 7.1 di peross.ido di 'ba1·io•. Per ot"ten.ere lo .s vilu.ppo· ·deHa formaldeide q·u . ta. polvere, viene· m.e ssa in un recipiente., nel qu.a le si. versa successivamente una dete.r minata quantità d'acqua, corrispondente, ai1'80 p. 100 del peso· dell'.tbdan.. Dopo un br-eve mestamento con. un bastone, s.i eleva un'alta. colonna. di va.pol'i. d'acqua. e d'to.Idei.de formica, che,. come una.. 6.tta nube, scende poi di nuovo .a riemph'e tutta. la stanza. Il processo si compie in uno o due minuti. L'..4:u.tan viene rne o in eomm·e:t·eio unitament.e ad altro pacchetto ·c onten.e nte una mi oola di cloruro d'ammoni.o e calce, eau tica • es a serve, previa ago-ìunta d'' acqua a. sviluppare, t•am.moni.a a, che ha pro·p rie ·.a d· to·gliere, a. di· infezione compiuta, l'odore. della. formaldeide: gaah · ente semplice, ma. pià fa.c ilmente ad.otta.bile, é il metodo di Ewan· Bus el, modificato da. Doerr e .Ra.u tbitscbekt pel quale. si. ha sviluppo di a1d id e, formica. e vapor acqu o, a mezzo· del permanganato ·p otassico e d Ua ~ormalina. . L''o perazione è a.s~ai semplice~. in un recipiente .·i pongono per ·o gni 100 I ~etri eu.bi d.a d.is.infe.tta.re 2 chilogrammi di. pennanga.n.ato1, poi a .momento ·Op ortuno, si versauo due litri di formalina, allungata. con dtle litri d acqua: la 1~eazione i ·compie spon.t an.e a:mente dopo alcuni -condi. Lo sviluppo della for.m.ald· ide ga. .. sosa. si ottiene più perfettam. nte adoperando diversi recipienti e suddividendo in qne ·t.i in ·e gual pi·opo·rzione. la dose totale: detti recipienti d·e vono .av,ere 1na. certa .a ltezza, perchè, d -termina.ndosì una notevole · :ffi t··v eseenza, la m.i ·cela non debba cad re. sul pav·.mento .. Il Co· ini rac.comanda specialmente que t'ulthno 1netodo in tutti i casi in cui si ·c rede conv nient di rìco.r rere alla disinfezion colPaJ.de'de formicat qua:ndo cioè, p r non danneggiare p~reti) mobili, suppeUettiH, ta.pp zzerie, .n on è oon igliab"le ado·pln·are metodi più energici, come il calo:r e ec o, il vo.po1·e fluent· d i di ~ tnfe ta • i liquid.i . C ,·A · INI. G. KEI ELJTZ e·M. AREY. Bloarohe au.U'lper..ulbiU.ti. nl aoavale•oe:D:tl 41 vala.ele. - ·(A rcldv fiir· "lliffs· und Tropen - Hygiene, vol 1'2, n . 24}.
Recentemente v. Piquet ho. fissato· l'attenzione, degli oss l'Vatori ulla. cosi detta ipersensibìlità negli. individui v.a ednati ul fa·t to eioe che un ind"vidu.o raggjun.ge in g-enerale eoll'iuocula7.ione praticata una volta. l'immunità. e che ad una. seconda. inoculazione ri ponde eo u.na reazione precoce. Partendo da questa o :serva.zìoue, gli AA. hanno voluto. fa.re ricerch·e sul proposito in or.ea ione di una piccola pi d·emia. di vaiuolo manife ta.tasi nell'Afric a orientale tede ca pres o g U indigeni, e ve.d ere fino a qual pun o un vai.u olo pa , ato lasci l'i per eu ibilita verso l'.inocu.la.~ zione v·a ccintca e se l'ipersensibili à si manifesta anch·e di fro nte al virus vaiolo o. Le. prove d'inoct lazionefuro ..o e· eguite mediante ·c a ·ifìea.zioni r,on linfa vaecinica pr~tua ~on roll ta.in rapporto alla. sua a.ttività e col contenut~ chiaro, non dUuitodeUe I u tole d.i uo va·· oloso a ai gl's. ve che ebbe esito. letale e che alla. -· ezione presentò • coUe ·r icerche nueroscopiche, focola1 d.i ct•rpi di Guarni.e,l i ·n el fegato.,, nei polmoni
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RIVISTA D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA
nei seni. Il virus vaeeinico ,e q :~ello va.io1oso furo,n o inoculati nel braccio; lontano, dalle ci.eatriei vaioli che. Infine "i provò anche l' .i persensibiUtà verso virus vai·oloso i:n una vi.tella. in·O eolata precedeutem te a s.copo vacc"nifero. I risultati. di ques.t~. esperienze, furono i s eguenti: ella viteUa vae·cinifera.~ dopo 24 ore ~dalla inoeulazione del viru vaiolo o·l i formò n.·eUe inei ioni; lungo tutta la: loro estensione, una .s tretta crosta, bruna, non. dissimile da quelle, che o servaron i neUe inoculazio·n i di controllo; nessuna reazione au•·nto ·no ·n è dopo 24 nè dopo 4B o~re. La reazione fa. dunque completa . ·ente negativa. In quanto. agli indigeni. ottopo ti a.H'espe:rimento, in 5, in cui le pustole erano già eompar ~e da tre settimane, la reaz.· one fu negativa in 8 casi, 1n un. ca o fu quasi negativa in un·o po i ti va; in. una ragazza gravemente inferma. fu nega, i va· in 6 con.v-ale. ce,n i si ebbe in un ca o rea·z ione negativa. in 5 po-·jtiva con diver e gradazioni d'in.ten ~ tà; in 2 .1 ndigeni che avevano avuto il vaiuolo da tempo indet rminato, la. r-eazione in positiva.. L.a prova col ·v irus vaiolo. o nei 6 convalescenti fu anche n.e -· gati.vo.. Gli A.A. non az.zarda.no t,r arre conclusioni d.a. uesti e parimenti. L esito nega.Hvo della reazione precoc~ dopo le inoclllazioni di vacciuo o di virus vaioloso v·e rificatosi in una serie di ca i .1 dev·e for e ad una. specie di iDsenslbiiità o • ervata. da v. Pirq_ueb nei primi m· ~r dopo la. prim:Q. vacdna.zione·. Una i'persensibilità ver o "l v .· rlls vaioloso sarebbe .,tata dtmo. trata. dalle ric rehe di ,J ohn Mud-Q'e . Cit<tlte da v. Pirquet. t da. rico·rda.~ i nn lavoro di W. Knopfelmachoo: nel qual si rileva per me2zo di inocula.zi·o ni ottocutanee di virus va10loso, una. i persensibil i a nei vaio]o i non. vaccinati· tutti gli 8 am.m alati presenta:rono dopo 24 ore un infiltrazio·n e locale, oblunga. della lunghezza. ·d i 2 'l~ - 3 centim. la quale. fu a sorbita i.n 14 g"orni circa.. In .~imil modo però reagirono an.c h·e· ammalati di varicella. e un. ammalato di pol~ monite non vaccinati. Kn6pfelmac'her crede che ciò debba attribuirsi pt·oba.bil~ m.e nte alla concen razion·e d Ua. linfa. TE Tt.
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ZntoLu.. -Un a11evo appueeOhle per le rleerohe •uglt ln•ettl: ematofa.gl. ~ (Centralbl. (Ur Bakter. Parte I oril7. vol. XLVIII, t~08, fase. 2) L'apparecchio ideat-o d.a ll A. ba il va:n taggio di servire per le ri.c er.c he st: diversi ic .e tti:, e toma molto a proposito particolarm.·ente nell'agev·o lare la tecnic.n. cbe si riferisce a queHe rioovcb.e, speciali 6be i.n questi ultim.L a ni hanno portato tanta luce ella qu stion.e deBa. tra miss1bilità di germi spec·~fl. ci per parte di peculiari speeie d'inse.t ti. Esso consta. .: i 0 di un piccolo ·t n.bo di vetro rincbi uso in. un 'atmatura d i nickel, la. ·q uale porta un so.ttUe diaframma. dello tesso m·e tallot che re·n de pos i bUe la chi usnra e l'apertura del tubo; 2° di un ·c ongegno parimente metalHco e adattabile all'at·· ma·t nra p ·r ecedente, formato eome il diaframma ad ir.ide dei mi roscopi. L'&ppar~ecchio funziona nel m.o do ·eauente,: AHorquain do, cattu.ra.to nn in tto, si vuole che esso punga o succhi H ··a.ngue di un animale o den'uomo, i in.n sta. al tubo il congegno a diafrMmma e .. i applica il tubo lascia.nd.o aperti il diaframma di chiusura e quello ad. i.ride. l momen.to apportano i ·ch.iude, delicatamen·t e U diaframma .a d iride, si ea.p ovolge il tubo per co tringere l'insetto ad acndo.re al fondo de,J t .bo tesso e si chiude il se con io diaframma. L appareechio è ingegnoso ed è da racco·m anda.r 1 a coloro che si occupano di tu di epidemiologici. TE. Tt.
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ltiVISTA BIBLIOGRAFICA. MEN E . -
.imo..
Trattato Ielle Jaa1at.t te 4 ·t pae•l. troploall. - Vol. quarto ed ul
6
nìone tipo ·. edit. torinese l9U9.
ue t,ultimo voltme completa. la belli ima.opera. diretta dal ' ense. deUa. quale demm.o già uotizie altra volta Gio·va. qui far notare eh nel volume iD parola accanto alle dotte mon.ografie dello Ziemann sulla febbre emoglob.·n.uriea, del Leishman .ul Kala ~ azar, del :Men e ulla. .Malattia del sonno, ·d ello 8ehilling sulla Febb1-e riCO'I"1"'ente, del ander .ed Hennig uUe tn.a.lattie tropic·a li e subtropieaU del bestiame, capitolo int r ssantLsimo p:nr lo studio d.e lle analogi·e fra le malattie ·tesse ed.a.l~ cune malattie d.eU'ucrmo~ del SamboD ulla classificazione deglt. emoprotozoi, e del ' ·en e u altre enUt.à mm·bose poco nole; abb:ia.mo· degli intere a.nti capitoli in aggiunta c.ompilat· dal co1onneUo medi o d.e lla .R. marina. prof. Rho sulla psiUa~ cos · suU'ittero 'n(ettit·o a ricaduta febb,•ile, ~ullo iC·o rbtdo, sulla. peU.ag1·a, sulla bv.bt! brasiliana e $Ulla framboet~ia trQpicale, sulla. (u1 icolite en.dem.ica, su di un nuovo 1netor.W· di cw·.a dell'elefantiasi, .sulla ptenonwgalia infantile con reperto dì L ishman. On capitolo po· veramen completo e di grande utHitA è quello dello stes o prof.. R . o relativo .a.U'igie1 e e all'ac.cli'matazion.e:nei pa,esi caldi il quale tratta esau rientemente tu ,ti i problemi 6siologici che rignardano la permanenza. dell'uomo bianco n.ei climi tropicali,. ed ha il merito notP- ole, di to.g Here tutti quei pl·egiu·d izi che i hann.o aneora da .a lcunj circa alla d.a:n.nosa infiuenz,a,. del ·o lìma ·t ro·p i·c-a.le; c.iò a beneficio dell oper.a. eolonizza.tr.ice che tante braccia riehied·e anche fra noi. Un. altro pregio di questo capi'tolo consi te nello· tudJo cb.a vien fatto del la crma.tologia. e delia patologia delle' no tre colorJie, al quale fa e uito una. inte.. rea. an. te raeeolta. di da ti m~tereologiei della Colonia Eri t1·e.a e delle region.i finitime . Non ci resta quindi che r··p etere queUo che dicemmo altra volta. snBa imp·OT· anza e st·I valore di que to tratt.a.to. Tm- TJ .
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CONGRESS Seoondo oongr·e.1 10 lei aevrologtlt&Uanlln Gen.o va. (otto'br·e 110·8 ) soconto sommario del m.a ggio1·e medico dott. ANDREA. CIA _ero.
Re,..
Il 21 ·o ttobre u . s., nell'aula. d.e l consigho provinciale di ·G eno·va. del palazzo pinola, si tenn il 2° oongres o dei nevrologi italiani, al quale pre ero :p arte ·n umero ·i aul tori deUa oevrologia1 ed i più illustri rapprentan t i della !ìlcu.ola i:talia.na, Bianch·,, Mor elli Tamburini, T'.a nzi, Mingazzini, D Abund·o, De Sant.is, SeppUli ·ecc. A .r appresentare B cm·po . anitario miHtare fL1rono ineari.ca.ti ·d al mini tero della guerra, il colonnello Dott. Crema di.retbore di anità. di Genova, ed il ·m ag .. giore· d.ott. Ciacei.o d.·e ll 'o. p d.a le d i Roma.. La. seduta antimeridia na d l 21 fu con aerata aUa commemorazione di Cesare Lombroso~ s~c.omparso improvvisamente dalla s.ce.na. del mond·o il 19 ottobre. Pronunzia.ro.no di cor i eommem.o rativi il prof. M.o r elli, "l prof~ Tamburini ed il mag-
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OONGRESS.I
giore .m edico ·d ott. Ciacci-o, oo·me rappre entante, del .e,orpo· Sanitario militare. (l) La, ednta fu quindi sospesa in segno di. lutto . .(I) Ecco l:e paro:le pronunziate dal Magg. Ciac ìo: Come il fulmine .H,ibbatrte r .a .Uissima quel"oia,. le. morte ha iwprovvi mente colpit-o l 1011 .o di..genio,. che. per olt.r e 40 snni ha. con inua.to la tradizione aristocratica del pensiero latino e. tanta l. l · ~a armonica d inteU t o· ha pr di gato .a.W 1mana co:nosc enz,a Anche ]''esercito, e pi.ù specialmente i suoi medid, e,onD rim.a ti attoniti e. commo si a tanto annunzi : e · si non olo hanno ramme.nto;bo l uomo sin ·ero come ingen.uo fanciullo.• il maestro ge·n iale e profo,ndo, 'l ·c reatore, si può dJre di una scienza. nuova; m .o ho.nno ram1neo:ta;to altresi che quel g1·ande appartenne.. n -lla. SUA gio,..~in zze., e.IP~ s -,r cito e militò fra le. troro.be di guerra. nella campagna dal l 59. comba.tt ndo medico e oldato·. pe.r la. indipendeooza. della pa..t ria. J: 'on io ·c ertamente, dopo l' uomo in igna eh , ba parlato d1 lui,. enumerandone le b nemel'enze nel campa deUa pura n ·u:rologia,. ardirei discorr-ere di proposito. dell'-opera scientifica di C are L.o mbr·oso. Ao ennerò eolo, a. compime·n to di qu l che ors ai (l detto ch'egli -. applicando· il metodo critico e razionale·, frutto del. procedimento sper.i me·n ta1e a:u. · idia..t o daWindagin·e e da.( eontrollo clio~.e ·o·,. ho mf' o i germi, che ,r.-rto.m n te· non faUiranno~ della. trasformazione d.ella giustizia. del difit.t o penale. E• riconosciuto che l attività creativa. neUa scienza, a differenza deU'op :ra. d'art , è di ordinario rist.r t.t.a.; e ·be .a oehe DdJl'opera cient.i6ca. più el~vata lo. nuova creazlobe a rispetto al già aequi ito a traverso 1 .secoli. quasi 9 l'l' pre ,a;rsa. e Hm.ita.tn., pei'Io ch·o fosso ia~ion•i: scien~ tifì,ca risulta. soltanto di ·e~ementi razi nali, ben n1ti ·e deter minati. gli. è perciò che ere ce a. dist~1.isura. la gloria di • sare Lombro o ; anzi. si può dire ere .·tato· egli uno dei pochi fortunati rea.,t.ori deUa: :Bei nzat di una :s cienza poi della. qua!le egli è stato il profeta e l'apostolo, .il pen otore d H. filosofo. Pigierus ta. ed il roo· dico. il poeta. e· lo storico.. Può sembrare po a. c . a aUe m nti ozio e ma doU'antica CO·DC!e:;zi.o ne ·t omis ice. into·r no la tripliLe di. tinzio~ e della colpa ,cioè del d titto « e i .ooran.tia,. e~ pa. ione ~ax •nalitia »,, d~rivsta già in parte. da Aristotile . ed a.lla quale i è pare attenuto ii sommo· antore della re:t.t'tudìne nello· te.bili11e )e bui del suo s~ tema., punH;ivo•. a Ce are Be· a.ris, soHta.rio ed astratto pensat,or·e. ino alla, co·n e· z1o.n.t!' lon1brosia.na cor.r ono r abisso dei soooli e· tu.tte le· profondità. del ptntsiero umano È loria. dei Lombroso di ave.r e anti . ipa.to ripotesi e p·oi, accumu Att\ un' immensa mole di 08-'i;ervazi·oni, avervi portato u. il geni della poderosa su analis i, giungendo a trerverso· immensi volu:mi, a.Ua. ·o-t.r tzione deE suo· pen i ro scientifì o, ·be la colpa ed il reato ;s ono una. nec.essità. na.t nrale e socioJc. che a.Ua clas ico. eut~ta. a tratta. del delitto è da sostU;;tJ.:ir,e H delinquente, oggetto di linica inda. ine esponente di un complesso di fattori. atavici, .o rgani·c.i ed an hientoU; donde la logica cons guenza che il diritto di punire· i deve, mutare nel diritto di. dijfe a. sociale,. e -be ontro il dalitto; om · avv·e rso l.e infezioni e Je malattie, H migliore siett~ma. dì dif a è ·os tituito dalla profi iBSSi ;SO ia.le. Egli è st&to· indubbiamente il più fortunato de'i r 1.aestri in quo.nto che non. m.ai ma tro· ha tratto· die·t ro a sè un così gran numero di d' eepoli e di p.ro ecu:tori,. e cosi illustri.; ma certo l'applicazione pratica. legislativa d l p -nsie·ro ]ambrosiano non si può dire ancora nemmeno iniziata. La qual o u., ,a in gran pnrte dip nde., come 0886rva Peni dal fatto che ogni ·p rogrea o avvenuto è un o ta o·lo o.i progressi futurit dipende pur dal fatto che una norma legislativa allora di ordinario si. appli a., quando n con· tenuto· seientifìco· ·he la informa da d.ot.trina di po hi gruppi d tindividui fa.cilm~nte .n um.erabUif. aristocrati ·a e disdegnosa di contatti volgari non sia diven.u ta qu.asi popolar~·· Ora, non è f\gevole dice. Goethet che la. re.· ione divenga popolare ·t pa.s"'ìioni e sentimenti divengono popolari; ma la r~ione 1:u1r& sempre privilegio di pochi. ·C ome avviene a tutti gli uomioi dì genio,. , e· le nuo'" e· -ottrine di Cesare L ·n br·oso tr ii'O a lui una schiera .:innl!lmerevole· di di epo~i., l gn.t:i al maestro da: indomito af~ f - tto- non pochi sono sto.t:i i s u.oi avve,r sarii. E gJi si EH~hi rarono contro prinoipa.hnentA~ i .:n:~.etafisici incorreggibili, i sentimentali, i te o ogi ed i loro seguaci. Ma a lui. ·c h,p sef"nde· :neUa notte del mistero cinto da tanto devota ammirazione. qu.a.nt.a mai non ne ebbero vs·t i. ed apostoli po88iamo rivolgere' le parol.e , che Giorgjo Byron indirizzava. a Prilmet.eo • u n tuo· nobile ftne .f u di diminuire· con i tuoi pre etti somma d He umane miserie· e d inM.gnare aU'uom.o di ricav·a re la . ua. fof"z& da.Ua propria: anima. La tua pa~
•a.
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CONGRES I
L ,a seduta pomeddia'na.- dello stesso giorno 21 fu occupat..'\ in. gran parte da uno plendido discorso inagurale del prof. Morselli intom.o ai p.robLemi odierni d .IJo. neuropa tologia.. Dopo di che il prof. ·' .or. ' 11 ~, confermato per acclamazio.n .e pres.idente del con gresso, eonced ]a parola al prof Ottorino Rossi, pe.r riferire. intorno al prim.o tema. generale: La derodiagrwsi nelle malattie nertlose e mentali. - ·: e conclusi emi d1 questo importante t:.udio, pos ono e :e re enunciate cosi : Ilri ultato po itiv·o d.e lla az·one ·d i \Va sermann. e· ponente sicuro nel s~ero di sangue di pregressa ·nf :don:e luetica è anche segno· quasi certo dell'e isten.za. di n.na. forma met&sHìlitica dell'a.s e cere.bro-spoina.le a, ehe quando gli altri sinto·m i ·d el male sieno i:n·c erti, ebb ne non si .·ia. ancora in grado· di tabilire e l' inten ità della re·a zion cgua i pen·iodi di remi · ione e di esacerbazione del processo meta ·olitico; risultato che rie ce pure positivo nella sifilide e1·editarja, donde illu111e che n.e viene,alla e · iolog.i a d ~ alcune form m.o rbose . (idrocefalo, idiozia, epilessia). AUa di eu . ione ·c he, ne ·e gue prend.o no parte di ver · i ora.tort., in. modo cb P1n... teressa.nte argomento vien~e ad essere trattato n.ella m.a niera più esat rien.te. Dopo le ""O·m uni·cazioni del dott. Bonfigli. sulla 8pecificità clin.ic.a .d Ua p·s icoreaeione di Much-Holzmann. del d.o t . Magnini tntlla semiologia delle lesioni d ll!Xl 0 d l Xll0 ' paio d,ei n~rt•t ct•ani.ci . e del d.ott. Tamb1rini sulla. s tt3ibilità. eleUT,ca. s gu uno studio critico d·el pro f. Luga.ro sut cosl detti stati n:tisti n ,ll psko.s i .a~ tti . e. Egli · diffond·e a disco·rre e delia. mania fori·os.a della mali coni.a agitata, che non son.o mal fo·r me di transizion , della mani.a. improdut iva, deU'arre to maniaco dello stupore mawacot le qua.li ultime forme sono di ordinario stabili, ed alla cui produzio'n eon·c orrono ol t1·e, la lenta in . uenza di azioni. tos i che. persi tenti e la progressi va ·d eca·d·e nza anatomica degli ·e len enti nervosi •. l'op l'a d,inflnenze p · i.co c~ene, prima fra tutte, queUa. sinistra dello ambiente manicomia.le. Alla discus ion oltre. il pro:f Minga.zzini,, interviene il prof. To.nzi, il quale~ s· scaglia contro la cuoia. di Kra p~elio e contro tutti quei p iebia.tri, a qualun.q ue scuola. appartenga.n·o, i quali t tdia.no le malat 'e m nta.H dal olo punto di vi ta zi nz.a la. tta. fernn~zzo la. resi tenzo. del tno s pirito invu]nerabiile ci hanno rwome'" o una. grande lezione : tu .~ i per -Ii uomini il s tmbolo de~ •a, lor· forza e del ~oro fato. il se 100 he la loro con v uie.n za .i ntima. e profondao trionf rà. ·e on.ve.rtirà la. morte in 'lltna. vittoria.. v. T'e ologi e metafisi.ci riapriranno f n · l loro polemich mentre la salma del m &eStro è comp · t a nella bar.a,, adorna dene ulthn t ro e · deUa. tate. ma egli, prof ta ed apostolo deUa. nuo·v a dottrina. in orgerà, mercè l'opera indi truttibUe dei. -suoi rus epoli, italiani a strameri p r es lamare. ve·r o q elli~ ·on il grande po . ta. francese: (t J'attache.r ai la loirf'! à t ut ce ·q t"·o n insutte, Je ,j tterai l'~opprobr · à tout ce' qu"o.n bénit. u VlC'I'OJt. i · UGo,. ChtiMments V II .• 1n quanto a noi ·h abbiamo· avuto la nt 1ra di ser~ ontemporanei della su glori.a.. nd.endone pc o lo. parola rra.nte pA:r ognl ramo d. -Ua c ·n osceoza uma.Da e ne abbiamo letto ·1 pens· ro ne:.ii oi Jibri immortali, d . ntiv.a.mo innanzi o.lla maest
d Uoo sua. grand zza cosi piccoU, cho non 0: o.vamo di o tnrci a lui 9 timidi e v~ergo gno i di n.o i st .i r..~la il candore della ua a nh U)o e le. bontà d l suo· ·uar · erano •pr ' · oon to.le incerità infantile di parola e· on tale semplicità di ·eSto·, he ci sentivamo a lui attratti mer.e.vi - tia:ndloci poi d •l .e oso di vergogna prima. ·p rovato, come 6. .tiuoli che,. trattenuti dal s ntim.· nto del ri petto·, non a.bbiano prontamente ubbidito all'im ... pu.[so di correre tra le brac "Ì& op de d l padre ; ed or;a. eh o an be· egli ~ morto hi~ niamo m sta.lnt.m·t e i~ ·apo, escla..mondo an ·ora u.na. vo!t.a. con S·chiU r: « A ucl• .f:las clil.ine muss sterben 11.
OONGRE
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psicologie.o, indicando un indirizzo più completo, il quale non si basi soltanto suUa sintomatologia, ma alt:resi suUa. e.tiologia. e ull,a;na.tomia. patolog1ca.. Le conclusio.n i di uno studio· del prof. . Ceni uU'inftuenza de.! cerv llo sulla f1JMÌO'IM dei testicoli si possono riassumere· cosi: non v1 è ne sun rapporto co,s tante tra la sede delle lesio i cerebrali e le, alterazioni te tioolari, consìstent~ nella. necrobios i dlegli sperma,ti.di e degli spermaeiti · ~p rocesso di atrofia. secondaria aUa ca,ch:essia. pro. ·r essiva, ·Ch~ se ue alle lesion.i cerebrali, e transitorio, tosto che rimangono intatte le cellule spermatogene, le quali rappre entano .g li elemen.ti sta.bili. d.e i canali seminiferi. Molte ed importanti ·Comunicazioni furono ·~ po~ te ·n.ella. 2• seduta int:orno al md:odo di eol.crrazicme: del reticolo endoc llulare · intorno a.t reticolo pe1•i{l rico d .lla c tlula n.c."'l'"VOBa in condizioni fllYF"'nali e pa.tol'ogi he (d.o tt. C. Besta) ; in-tonw ai fatti rigenerativi del siste1na ne1·voso o ntrale, dott. G. Sala)• intorno ai fenonl6ni àege:n ·rati·v i e rigen ·rativi, che· s·i s •olgono nel 'lnidoUo spi1wle in seguito allo st:rappJJ del l'adici·, (dottori G . Sala e G. Co1·te e • into?"nQ al qt:tesito., s~ vi -r~iano plmnnoc ·Uule nel sangue ci'rcolante,. (dott~ C. Pappaolia.t con dimostrazione di pre.. parati); intorno ad ~ma. seri~ di fissanti d lsist 1na ne •t oso, (d.ott. Do·n aggio), ecc. ma m~ritevole di es ~ ere in pa·r · icolar modo 1·ico.rd.ata. è la. comunicazione del dot· to·r e An alone, iuto·n&o aà 'Un caso di denu~'l'liZa ,az oolica, in cui all'autopsia. si o. serv·Ò neH'e~ mìsfe1·o di .si.n i ·tra una pseudo-m.embra.na da pr re a ·e·worr.agia. ottodurale, e n.e ll'emi fero di d stra u.na emorragia., del pa.ri ottoclurale., piutto o recent : mentre l',e am,e i tologi.co con H m.e todo di Weigert riv lò iperplo.sia della nevrogra, che in:vad.e.va. ancl e la so ta•za bianca, ov' um.o pure n.ot v0H accu~oli di corpi amiloidi, alterazioni a;rterio- clerotiche d.e i vasi infUtrati da c 1Jnle plasmatiche, molte d.e lle quali in degenerazione ia.liua ·· un .r e·p e,r oo quindi, esponente di glio i. perivasa.l ; donde la deduzione, cbe la nevroglia es rciti una funzione di difesa. orooanica e che gli timol~ t.o sici iano atti a d t, rminam~e la proliferazione. Il dott. Da. Fano os erva che~ l'in fil trazione pla mocell dare p . rme~ tte di dubitare >della e attezza. d.eUa. diagnos.i. send.o s ·a. pi ti propria d lla. parati 'i pTogre i va; al eh H ott. Ansa]on·e· risponde che il pa.zi.e·n te non JWS· enta va. s.intomi el [n ici di · ·o rta. d l t@rribile :m al ore. Fu pure molto in:tez·essaute, per la d';· cu ione eh ne, . egue la com.unicazio:ne del prof. edea i.'nt&rno alfa ,c·l rosi lat ·,·al an iotJ ofica. L'O .. p·r esenta un.a serie di preparati1, atti a dimo trare I e ì ·t e za di alterazioni di prima formazione jn midolli,, pr i da s·c lerosi laterale, l~e quali co tituiscono UDa congenita predis.posiz1one morbosa., e~ d in special modo lo sdoppiame,n to del mi.dollo nella. porzione lombare e del canale centrale con un ac:·cen.n o di du·e corna anteriori. qu.a si fuse fra loro, e con forma.z.ioni gUari origina tesi dal canale centrate mede- imo; a1terazioni. ehe da Va:n. Gieson furono a ttribuit a oaus:e art.i... nei ali, ma , che, inveoe, secondo· l'autore, rappre nta.noJ il sostrato anatomico della diastematomielia, già. dimos,t:ra.ta, fin da.l l . 9 ' da un medico gia;pponese,. n d.ottore Miura. Il prof. _ inga.zzini ram.m.enta le sue osservazioni di reviviscenze, fi.logen~che, ritrovate da lui nei reperti di .m olti sogg tti infermi di ·t abe e clerosi late.ral amiott~ofica,. eome a dire Pesi tenza di un doppio o di un. triplice cruu~ole eentr le, del n.uoleo .a ccessorio dell'a:bdncente,. del fa d.eolo di Pioh ;. alterazioni cong nj te, indice del turbamento an. to·g:ene~ tico dt-tl sistema nervoso centrale d i ogg tti. in particolal' modo predisposti poi a subire la sini tra in:fluenza deHe so tanz·e tossiche e deHe infezioni. Ed il prof. Morse l H,. Del c·o nferma.x qu · sti fatti, die~e
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CONGRESSI
che è, in questo senso ehe i ·de.b ba .intendere la pred ·sposlzione organ.i.ca del .si~ ste.m.a nervoso ad alcuD.e malattie, upponendo eioè l'esistenza. di ,.alterazioni morfologiche o chimie.he che ordinariantente l' in.d aglne clini a non può rilevare. I l prof.. Bianchi esprime l'opinione che ·t ra la elero~:~i laterale a:m:i otrofica e l,atro6a musoo.Jare progres" i va, tipo Aran-Duehenne, non è altra d· :fferenza se non di. grado, e che, in questa ultima a.ffe.zione; oltre le eoroa anteriori,. -ono pure pr . e spe so le vie piramidali, la. qual cosa egli ha veduta manifesta .i n alcuni casi clinici di atrofia. mu. colare Aran-Duc.henne, in cui egli r·velò l'accentrazione del riflesso rotuleo, ed alrau topsia la degenerazione noa a.v a.nzata d.el fascio piramidale incrociato. A n elle· le .a ffezioni sir.ingo:mieUcbe, non po ono es. ere spesso clinicamente dia..gno ti ca. bili,. .ee n·o.n istono notevoli disturbi. a carico della sensibilità~ egu·on.o ai tre o ' erva.zion i dei profes .ori Ta.m burini, S.cin.t.i e Ca.tolo, il quale eonferm.a eh.e la pr·ed."spos.izione organica. delle malattie· nervose h:a .n·eces aria· me·n te uno .tra.to anatomo-pa.to]ogic~ in parti.eohni al terazionit degenerazioni, ·d ev·azio·n i d l proces o d:i mielinizz.azione, arre ti di s.viluppo, oom.e egli ba os~ erva.to. studi.a.ndo il si ma nervoso centrale di sogge, ti, na..t i da genltori infermi di. malattie ·dell'asse cerebro- pinale. Un'altra import«nte' co.municaz.iooe e ·q uella del prof. Mondino ì.nt01-no l'etio· logia della pellag'ra. L'O. espone H caso clinico di un. ogg~tto da lui visitato, il quale presentò tutti i. · egni earatte1·istici dei varii periodi d·e lla m·alatt~a senza. ch.e si potesse so pettare l'avvelenamento da mais gua to1 ·t anto più ·c he. della. numerosa. famh glia, ·c he i cibava dì otti:mo· p.a ne bianco, di. miue tre, legumi; carne, latte, uova ecc.; .olo ·d.u e fra telh erano inf rmi di pellagra, lad.d ove' tu t ti gli altri era.n.o in. perfetta sanità. La ·comun ~ eazione diviene interessante. per l'J:nt~rvento dei profes ~o·ri T.ambu:r.ini, Morse Ili,. SeppiUi Minga.zzini, SegaJe, Lugaro·, Bet·ta, Cerù, e del dott. Bonfìgli. n Tamburini esp.r ìme H dubbio· cb.e in somigHantì ca i si posa. essere tntti' in errore d.iagn:o stieo. tosto ch.e le· a.lterazioni gastriche, cutanee e psichiche degli alcoolisti costi ·Ut cono talora una sindrome m.orbosa, che molto · i avvicina a . qu Ila dei pella rosi, d i prof. .M·o rs·e lli e Seppilli di. ·c orrono della. possibile esi· stenz· di .f enomeni p eudo~peHagro i in soggetti a lcoolisti.. Il Lugaro di·ce che il phì ·d ene volte difetta nei medici. un criterio obbiettivo ed univoco, ch·e guidi a.lla diagno i d'intos icaz~o.De maidica, perché oolo:ro, che ·CI·edono soltanto a questa~. danno il .no.me di p eudo·-p llagr.a ogni qualvolta i pos a escludez-e l'avvelenamento da ma·s gua.·to, laddove altri parlano senz'a1tro di p~ellagra. sempre che ravvisano la indrome delle a.lt raz"oni i.ntce tina i e cutanee proprie, dell'affezio.n e, senza curarsi dei. dati etiologici, criterio che per ora dovrebbe essere riposto neU& ma.ggiove importanza da attr1bnire a di .turbi n ervo i, ·& prineipa..lmen·t e aUa ìn.~bom e spinale. pasmod i ca,. fl p·rof. Mingazzini ri voca gli studii d.el _ ·pr~f. Boa figli, che fin da circa ao anni or sono ostenn.e pote.r e Ja sca.rsa alimentazione rappre~ ~ entare e, sa. sola. una. delle· non infrequenti cau e della pellagra· ed il prof.. Ceni esprime il giudizi.o che il mais deve es ere .c onsiderato come un fa.ttor- co .dario n.ella.. patog ne ~ i di que.s ta afl' zione, ope:rando e. o soltanto come v i colo de.i para si ti di e · a.. In6o - il dott. Bonfìgli, ehe ammette la esistenza di forme pellagro e e p eudo-pellag·rose, rileva che la siero-d.'iagnos.i potrebbe utl'.r ir.e gli ·e.Ie en. i di giud ·zio d.iagno:stico difFerenziale fra. esse l e rammenta la 1 a.zion - precipitante, » del G·osio: ~da lui provata esatta .s u. tre peHa.grosi. del manicomio di Roma.
CONO RE
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La a:~ seduta pomeridiana del 2-2 ottobre si ap·r e con una co ferenza del prof. C. Negro intorno l'aziom .esercitata s-ui nervi motori cleUa rana da seari ke ttr-iche ài piccolo po.tenziale, ottennte da un polo unico di coppie vo'l taiehe, con la. relativa dimostra.zione sperimentale. n'a.ltra importan.te co·m unfcazione dello stesso ·p l'of. C. -egro r1gnarda alcune sue ri.cer~he sperimentali suUa .eccitabiliUJ .ele.U;•i a comparata di div ·rsi flratti' del ne;-vo ischiatico della -rana, per le quali egli viene a eonclude,r.e eb.e i tratti più perifeJdci. di un ne.rv·o mo·t ore son.o piu eccitabili di ·q uelli in prossimità ~del· l'origine spinale del nervo sciati co; risultati d·egn.ì di rilievo1• t.o·s to che in firmano il valor·e della legge di PB.iiger in un.o d i suoi dati piu. e senziali,. secondo cui le correnti ascende.n ti cont"nue. deboli, eserciterebbero un''azio·.n.e piO. eccitante sopra il nervo, deUe oorrentt discendenti ·di uguale, in teo.s:ità, a.Ua chiusura d.e l polo negativo. E i ·p as . a alla svol.gimento del 2° tema. d'indole generale i ntorno aU mieliti acute dal lato cUnico e sperimentale. n PTOf. Giunio Catola. ba trattato l'impor· tante argomento con una dottl'ina e con procedimenti ·d 'ind.a gine· v·e ramente .a.mmi.revolit e le sue conclusioni sono·: l 0 che le eause della mielite acuta risledo.no nelle tos~infezioni, e la sua manife tazione eonsiste nella. deg·e ne,r azione. acuta e nella flogosi, le qnali po so·n o oomb'narsi variamente fra loro mentre, dall'altra parte, non è possibi]e, allo stato attu.ale, dare una .definizione, anatomica della mielite acuta, ehe sia in armonia eon. la de·f inizìon.e c.linica; 20 che la mi.elite acuta rappresenta~ non già una a.fiè.z ione primaria, ma si hen.e la. localizzazione spin.a.le di una. malattia. infettiva in ·COr o, ed à d·o vuta.• più che all'.a zione diretta dei batteri,. all azione delle tos ine batteriche,; s• obe la porta di entrata d.·ei g·erml. infe· tivi è quella delle varie infezioni,. e la via per giungere al midollo è· la via em.a togena t 40 ohe a.n·che la poliomielite ante.r io·r e acuta., an:zichè una en.tità morbosa a sè, costituisce non altro ebe uua delle loeaUzzazi·o ni di un processo toe;sinfetti VO· gen rale, probabilmente autonom·o, benchè no.n n.e ia an.cora. identificato il germe pa.togeno .s pecifico ; 5o cbe le alterazioni anatomiche di essa con.si tono ess,enz.iaJ.mente in un pr·oe~so di flogosi tipico, con infiltrazioni vasali e perivasali, capace di diffonder i a tu'tto il sistema vasale dell'organo,. decorrendo fra lo.ro in maniera parallela le alte~razioni parencbimotose e le, vascolari ;. SO che la paraH. i spinale acuta. d.e gli adulti coincide con la.. paralisi spinale, acl!lta infantile,~ sia dal pu.nto di vista. ana·tomieo·pa.tologico, che da qa.e l lo clinico ed e;t iologiro ; 7'0 ch.e la pa.r alisi di Land.r y1. a.nzichè una entità patologica a sè, rappre e·n ta una sindrome dipe·n dente o da on.a mielite,. o da una polinevrite o d.a. una lesion.e spinale ·p erife.r ica · 8° che la. mi.elite disseminata acuta. è sempre associata ad. alterazioni eneefaliche. e però· esso. è più ordinariamente un'affezione ee:rebro-spinal@,. e forse anebe rappresenta talora il periodo terminante di u.na sclerosi a ptaec.b e ; 9° ·ch.e il tessuto mid.oHare è· pooo· p·ropizio allo sviluppo ed. alla. ·c onser·vazione dei ger.m i patogeni. Segue un'a.nima.t a e d.o tta disenss.ione 1. troppo lunga per essere eonven~ente me. te riassunta, eul pre.n .d ono parte i prof ColeUa, D'Abun.do, Righetti Medea, Mo·r selli e Sciuti.
naz10nrue ! '
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n prof~ a.negrossi riferisce intorno ad un suo stud·io afUJ.Wmo·patologico della scle?·o i laterale tt'lniotrofica,. con~hiudendo che la si tematizzazione di molte affezioni .p inali è ancora l ungi daH'esse·r· bene sta.bUita, e che la sclerosi laterale amiotrofica rappresenta. una sindrome a.n cora lneerta. La duta s.i cbinde. con la co·m :unicazione de,l prof. Roasenda, sopr-a un caso d" .o.Aeo-artrop.atie tabetiehe, · eon la comunieazi.one del d·o tt. Pa.ndolfi · tùla degfmerazìon printaria fa cieolar · del 1nidollo spina.lf'. La 4a · eduta antimeridiana del 29 ottobre riesce oltremodo importante per lo volgimento del 8° tema generale circa la fisio Rpatologia del talamo oUico, affidato all ~llustre pro f. _'Abundo, le cui r~ cerche peri mentali suP"li animali adulti, con dotte co.n grande r igore scientifico, me.n ano alle egu.e nti conclusion i ~ 1° il talamo ottico si de.v e ritenere come un centro· interm.edio di associazione· 2° la distruzione unilaterale, pooo este a.,. del ·t alamo ottico cagiona. u.e i cani adulti una deficienza visiva i crooia.ta. di breve durata, t.anto più breve se. :ei.a le a ol tanto l a part p i e terna · più duratura e p~ù grave, se ia di trutta la parte posteriore del talamo; s·i) la distruz.i one molto te a di un ta]a.mo ottico determina. in. primo te.m po ceciti\ incrociata, la quale in seguito si r~nde più lieve · 4. 0 le 1-sioni della periferia postero·e terna del talamo ottico producono· una lieve e fugace deficienza. della sensibilita generale, d.eficienza ·che è ma gio:re OVfi· sia inte:res .a.ta. la capsula interna: in quest-o caso si ravvisano nell'ani male d i turbi de Ha motili t· ed un'' 'andatura qu:a si a tas. ica. · 5° le le ioni di. un o lo tal amo molto e tese producono modifìcazioni m~ .. miche, che col tempo cema.no e i dHegu& o, entre le ~distruzioni di ambo i ta.lami producono alterazioni imi be permanenti ed un vero stato demenziale, con istent nel ca.n gia.mento di carattere dell'animale, accompagnato da deficienza JnteHe tuale, la. q u-.l egu più ordinaxia.m·ente aUe gravi dist ·uzioni. delle regioni an tero-int rne d'ambo i t&lami, senza che mai i producano disturbi co:rei.formi, che ono d.a. attribuire a le ioni peduncolari · 6° nei gat i11t, opera i br v tempo dopo la na cita le le ioni. parz.iaH tala .. m· be non determi· ano sintomi ril vanti he rimangon.o quando l animale è divenuto adulto- ma ._i bene ipotrofia dell emi. t'ero , rebrale ·corri pond nte ed ip.e~ trofìa del nucleo caudato il qu le pa.r·e a ia funziou di supple.nza. anche' topograficA.mente ; ip r rofia del n leo caudato ebe i produce. pure, in~ iem con l'~ tro·fì umila terale del trigono e d. eI corno di mmone·,. ·q nando i oper' l ablazione d·e l polo occipitale dello te o lato ; laddove la distruzio l quasi totale di un talamo ea.giona. ceci À. incrocia a., att:ofìf'l della papiUa. d ~ mpiccolim nto del bulbo oculare: 7° le d.i ruzioni bital •mich nei piccoli .attini producono deficienza vi i va. p l' a nte, in bolim nto d H'olfatto· ed u o ·t11 o de enziale, enza alterazioue ella en ibilità e d Ila · o ilità
o,
CONG.R ESSI
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Splendide, poi sono la conferenza. del :prof~ -inga.z.z ini sull afasia da lesione de.Zl'iR8ula, e quella del prof. Bi.anchi sulla sindrome parietale .7 la prtma, oon dimostrazioni, la seconda. con proiezioni. L' Hlu. t1·e u.europatologo romano spone: uu caso, in cui si rilevarono, in un ·oggetto mancino , parafasie, afasia acustica .P arziale e cecità verbale, m.e ntre il reperto necroseopico dimo:::~trò l'e -· istenza d.i lilll: ra,m.mollimento ins:ula.r-.e .a destra., oo·nff!n·mato dall'o servazione microscopica; rammollimento., che intere sava tutta r insula, ad ec.cezio·n.e d.ei giri ante·r ior.o, te.mporale, transverso-an terio·r e e temporo-parieta.le: ca o clìuico, atto a confer~ ma.r e la dottrina secondo la quale ie imma-gini ·v erbali,. motorie ed aeusticbe, h.anno -•ede nell'emi· fero erebrale destro, e che. le vie :di ·CO·.n duzione, delle imagioi mnemoniche della favella ai centri bulhari onu mpre preform&te, a de tra. e , a .s i.nistra. fin dalla nascita. L'illustre psichia·t r.a d.e lla, scuola :n apoletana. illustra poi la indrome parietale, rappresentata da afa ia. a.mnestie.a, da difficol'tà. rapp · . entati vo.., ·la a le ìat da ·e mi:a .nopsi• e disgrafia, con due ·c asi clinici di lesioni limitate al solo 1obulo parieta.le; loc.alizzazion.e cosi. limitata. a dii. i rara, n.ei quali sono in costanti e fugaci i en.ome i di emiplegia, di emiane te ia e di ord.ità. v·e rbale. Tella. S:e du.ta pomeridiana de.t:lo ste so gior.n o n dott . Morsellj p.r esenta un aro· malato in cui si rileva. una. tipica aster• ogno i ed u_n it-am.ente al dott. a.ra,g liano pr nta un altro i.nfermo., operato due anni innanzi di e!nucleazi·o e di un tumo1'6cerebr:alt!, loea.lizza.to nella zona. roland.Ica sini .t.r a in. corri pond,enza della. parietale · cend.e n e, e ch.e all'esam·e miero· c·opico ri nltò e ere u.n fibroma.. L'infermo, prima dell'atto operativo, anda.v a soggetto a. d attacchi di epile sia Jak oniana. . dopo di es o è. colto anco.ra. da. e·o ntrazio:n i tonieo·-elonicb.e di alcuni muscoli :B s~ sori del capo, di .s inistra mentre la .spalla. corri pondente -·i abbas a. ed il sog .. g t o è spinto verso qu sto la.to; cn u importante. econdo il prof. Mingazzini, perchè n.o n i rileva. astereog.nosia, 1 gata ordinariamente a le ioni della parieta1 uperiore. Il dott.. G. Calligaris riferisce. un.a sua, os ervazione 1nercè la quale so ti ne che n:e lle affezioni eere.b rali posso·n o· interv nire disturbi deUa. sensibilità .a. Ipo· l'adli.cola.M. Il :do·t t.. :G.• :Bertoldi e· pone alcune. sue nce1•ch con lo stenom tro di JoiJ·e, m ere--è le qu.a li ·v uoi dimostrare che l i trumento non rivela la. p re.:' en za. nel l, umano orga.nis.mo di ra.cl.iazloni bioneuriche, ma. re&.z iooi p culiad, non ti pic'he pe·r c.ia cuna forma morbo a t dovute alla. q ua.ntità. di calorico animale individuale. In ter i ne nella discussione U prof. Mor. alli, il qual brilla n te ente afferma. che, e fin qui non è riuscito pos .[bile dimostrar on certezza le :i. tenza nel ~corpo uma.no di em. na·z ionì radioattive, l' ipote i non è as u ·da ; e.d il pr·o f. e~~de ag, giunge non es ere alcun du.bbio intm·no la. esi tenza di radiazioni n "l l v do chimico..,cerehraJe ; ed il dott. Bertoldi, nel ri ,p ond re ai due preo1 inanti., con~ chiude ·c he· anche egli ri.t lene probabile l'es' tenza di radia.zion· del corpo umano, e ebe lo sten.o.m ro d.i Joire altro non è, s non u.n t rmo copio. l prof. Medtla illustr.a n caso, da hti o Sel'Vato nelhL clinica d" nevropatologi di Berlino, di una do.nna. sospetta. i6Htie·t· ed affe ta da poliomielite an t r iore c.roni·ea. nella quale,. oltre ì fenon1eni morbo i propri. di que ·ta 1uala ttia, si rile va.rono ·due fenomeni clinici. lm.portanti, di turbi so g ttivi d Da , n.'tbilità. e :ri-orNnza alteru.ata, de· fen.omeni par-eti ci; mentre. al l, , a e m iero ·copieo ì accer· tarono alterazioni regre sive d.elle eeUul:e tlelle corna anteriod e no tevole d .i : tru~ z ione della r te d.i e· e· fatto che, ·eco o l ;.autol'e è da. a tti·ibuire al ma n a,to
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OON RE." I
stimolo· delle co·rna anteriori medesime, in seguito alla ·d egenerazione delle, radici po. teriori. Il ma crgio·r e m dico Ci.a ccio· riferisce intomo ad uno studi·o statistico del capitano m·e dico dott. Placi.do Con igUo, che non. ba potuto inte.r venire .a l cQngresso, sull'epilessia in.. Italia e ulla dist·riòuzione regionale di essa. e· ne. ill ustl"a le cause. con particolare. riguardo alla sinllde, aU'alcoolismo, preva.l enti nelr.a l'ta. Italia, agli o.bu i se sua li t al clima., e c. Il' p1·of Morselli è. lieto clte I"autore, s i.a. v ·outo aHe ste-sse conclusioni,. c:ui
perveD_n l'O le ue ri erehe di molti anni or sono: v.i sono regioni che ben potrebbero dirsi epilettogene, ]a Liguria la Calabria. e la Sicilia. Egli pe·rò ne ·r itrs.sse aUoTa l' impre ·ione che un gran numero di so.gge.tti di qt1elle regioni.,, riconoeciu ti come epil ttici nelle ta.t istiehe militari, cui egli pure attinse buona parte dei suoi. da.ti. fo sero simulati e ne chiede sehjarimenti al re]atore~ Il maggiore medico Ciacci·o r".conosce le diffi·c oltà di poter compilare un'esatta stati ·t ica· ma ar bbe il caso di c:hi dere a.nz ' tutto a.ll'Hlust11e pr·of. Mor.selli e è ·egli solo potrebbe darne adeguata ri po ta, per quali ragioni etniche, stori.c he, so~ Clali ed a.m.b1en.tali la , imulazione e ri ponde set~o al vero le i ' pre sioni di lui, dov·e . e e s·e re un. privilegio dei popoH di queBe re.gi·oni. Egr non può e eludere che nei tempi · corsi non. abbiano po uto s ervi dei - imuJatori rico·n .o sciuti eome· epil ttici, ma la ~cirra. ·d i e. ·· è cer+-o r1dotta .a l pre..ente. e p·ure esi - te, ad una quantità trascurabile, pe,r chè nello studio delle forme epiletti he negJi ospedali militari si procede ormai. riaoro a.mente, con i criteri uggeriti dal1a. scien.z&. Il simulatore ·non si preo -upa di ordinario eh d.i rappresentare più o meno im· perfettament , il quadro scenico d Ila for a acce. · ionaJ.e, laddove i presunti ·e p·ilettici son.o tu dia ti dal lato· an.am·n e tico·, fa m Hi ar·e e personale,. raccogliendo info.r mazio·n i dai sindaci, dalle direzioni degli ospedali e dai manicomi-. da1l'a.rma. dei reali carabinieri de} luogo cui il militare ap·parti De • dal lato soma.tie'O; p11>· c,ed.endo a minuti esa1 i antropolog[ i. e fi~ioloa'ici del ogge to; dal lato ~del contegno di que,s t,o, lungo· la protratta sua di1nora alJ",ospeda.le, col rHevare se mai egli nei suoi l'apporti ambientali, ri.veH quelle q ua.litar che sono più proprie del· l'epilettico, pecialm.en,te l'[ ·pulsi vi tà e l'a.naffl t ti vitA· dal lato della. forma episod.~ea me:t tendo fra loro in rapporto gli elementi ed i giu·d izi degli ufficiali medici che ba.uuo a.~ istito ai vari acce- 1 dal soggetto prese.n tati; ed. infine se o.e comp]e.t a lo tudio 1 c-o.n e~ a.mi. semiologi.ci po. t -acces. ion.a li, r1cerca. d·ell'albumina. nell urine, inversione o·eBa. formula dei fo .. fati, cc. Mercè ·q ue to studio compi so del soggetto, ·è diffi.cile ·ch.e si cada. nell errore di rioono ere per epilett'"ci i. pochi . hnulatori cl .e ancora possono op:ravvivere. Seguono altre comunicazioni del ·p rof. Sciuti : intor1·.to· ad al une alterast-i.o ni
nert_:.oose in seguito ,a tra'lttni elettrici· ·del prof. Badano : intor-no ttas'lrUl n.ell4 epilessia :~ e del prof. BarJ.occo: circa alc~tne s11..e riceJ•clze chimico-fì.dche ml liquido cefalo ·1·achidian{1, ?Wrmalé e patologico. Il ·p ro f. M or eU i eb.i.ude il c-On ::rre· · o con un breve., ma splendido· discorso , salutando e ·r ingraziando i congr sisti di cui elogia l'assiduità1 la dottrina. e l 1 inteUlgenza rivelata nei ]av·oti. compiuti, ed augt ra.nd·o 1. che l'Italia. eonservi anche nelle do·t trine nevro logich il po to lu "inghiero 1 che m ere è il genio dei m:a estri e. de,i cll1to.r i d~ es e't h aputo conquistare. -
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n.GLI O PED _LI llLITARI
CON~,ERENZE SCIE TI~JCHE
SOWBIO DI6LI IRQO:IEMI TUTriTI (D.u
PROCES I VERBALI PERVE.NUTI .!.LL 1 PETT Ri\1:10 DI D, L
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Gli: , N · 10
L
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IAltZO l
ANIT.\ MI T.I'l' RE
lO).
ALE "S NDRI · (febbraio). - Sotto tenente medico CiAiu:.o 8 .ILVlO: Ulcera p ·forante del pie,de e suo. tratt.amento, ehi.rurgicoA Premesso alcuni cenni sull eti o~ logia e sintomatolog. ~a dell'u1cera perforante l'O descrive le le i o.ni anatomo .. patologiche ehe essa determina, ed in particolar nl:Odo la. nevrite inter tiziale eireoscritta: si oc~upa. infine ,d ell intervento ehi1 ugi,co, ,c]le compre,Iide d ne man.ua.lità.: isola:m ento ·e sth·a.mento de] nervo e trattamento d.e lPulcera con t·o.seblamen to d,ef fon.do e' .r egolarizzazione dei bol'd i. A :reo A (febbra ·o). - Tenente ·m edico B u 'CIA ·rE A.LFn o : .~ ulla. sierodia no i della sifilide. L'O. prima. di ·e porre la t cni a, della. iero-reazione del \V ~ aer.m;a.nn chiarisee il significato dell'a.ntigene degli anticorpi e deua l o1·o pecifica co:r rispondenzs. e d Ila proprietà d1e, questi. ultimi hanno di fi tu , il complemento. Descrive minutamente il metodo deUa . i vodiagno · · mostl·a.udo in do e' tu. bi d.a saggio il ris l t a to po. :i ti v o avuto da un. i ero, si fili ti co e q u Ilo negativo per l'impiego del .iero d.i un. indiv~du.o sano. Enumera. i prin iJ ali vautaggi ·c he la prova del Wa ermann p ~.ò r,eca.re peci.almente al chhurfl"·o a. H ocuHsta, al neuro-patologo e c~onc.lnde afferman o ehe e a, mplifica·t a ,e l erfezw.n ata, ,o ltre' ad ìllum·n.a r Jcune gravi. que tion1 medicowle ali . pro,. m.e tte ·nn.a .r igogliosa. mes ,e di risultati e di .a pplicazioni. nel campo deU'igiene ociale. E RI (dic,em.b r ). - g,Jttotenente, medico TAVARILr.. I Grv. BPPI~: ebbre i 1Ht ·ca nel periodo terziario. Rifet·isee tre ca i di febbre, s~fHitica: dn a fcn:ma intermittentA! ,e d terzo a forma. , ifoide. .Rileva come il deco o febbriJe intermitten è f1·eque11te nei casi d.i febbr i sifiliti.che,: econd.o ,a lcun' dipende la lesioni epati.che, s~coodo altri dalla sifHid in sè in rapporto con la m.aggio ·e · suscettibilità. individuale ,o con l'a sorbhuento ,di .matel"iali di disfacimento delle go,m me ,s ifilitiche. Parla. dell'aumento di. volume, del ~eaato ri cont rato in tutti e tre i casi, ed è propen"' o a.d ammettere com prin.cipali i fenom n i ·e patici per una possil ile interpretazione della febbre. L'O. ·Conclude che nei ca i dubbi di individui con te~ mper. t u·a f. ·bbrile sia prudente, noo ·tras~ourat'e l'indagine per quanto con,cet>ne la ifHide. te n n.do conto peeia.huente dell ai razioni epatiche. ID. (febbraio). - 8otto·t enente medico di compl mento LA PRE. Fn NCE:~,oo: Ricerche tarma.cologicb.e suil ,a spirina.. Pl'leme e a lcune gtmetal i t .t u i cara tteri farm colo ici dell'aspirina., ,q uale · o t •tuto d l a.li 'lato di odio , .. ttl metodo per la ricerca dell'acido saHeiHco nei liquidi org.anici 1·i ri ·ce m1a numero.sa se-rie di ,e p~erienze fatte Stl cani e conigli. >da.U quali è I'~ ultato e.he nel succo gastrico i-n vltro aUa. t. mperatura. d i 3 o la .r ·ea.zione de l acido ·~O ~ tiiornal:e àl medicina nu'lUar. -
F.
. 1-U.
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OONF .EBE.NZE "'CIENTIFI · RE. DEGLI OSP'E.DALI MILtT.A Rl
, alicilioo c.omp.a.re dopo· .SO minut.i e che la d.o se massima to lerata ·d allo s·to.n a.c.o del cane è di g r. 0;16 per kg. d i peso ·d 1.anima.le. qua.ntibà molto sn·pet;iOl;e alle· .do.s i pitì alte usate in te.rapia. L 'tO. ha. inoltre constatato che l'orina. presenta. semp1·e modìfi·c a:z iooi chimiche, ed elem.e nti i _tologici anormali e ebe la dos.e tossi·c a pei. ·ca.:ni è di g:r. 0,20 per kg. ·e pet· i ·c onigli d~. gr. 0,,70 per kg. di peso d'ani.male: paragonando tali 1·i ulta:ti a queHi otflenuti dal Vinci col salicilato sodico si d - · duce che l'.a pi.rina.. è più del doppio tossica. ·d.e l sa.lieilato sodico, il che dtpende d.a.Ua presenza. d·e l gru.p po acetilico nella co titu zi!o n·e molecolare d~lPasphina. C SERTA (dieem.br·e). - Maggiore· medico P&R s t ANTONIO: L'O. pr.esenta due quadri st-a.·t i tì.c i degli invi ti i.n ·o sservazion·e all'osp·edsle milita-re, accennando· sin.teticamente .a lle cause principali che. ne. hanno m.o tivato l'invi·o e ricorda. a.l·c uni ca i di m.a.lat.t ie procurate e imulate. Ritiene eh.e il progredi.e nte aumento nel numero dei ricoverati. .in oss·e rvazione·, pur tenendo calcolo del maggior contingente di lev.a1 sia indice o d·e lle aumentate difficoltà pei periti a' consigli di leva. e ai c.orp·i, oppur · deUa sov rch ia tendenza a delegare i giudizi medico-lecralì alle dlrezìoni d'·osp ·dale. olia nuova. formazio:n e di collegi m edici da ass· gnarsi a1 consigli di l~:;:.va an:unet si poss.a no eliminare molti -de.i presunti inabili che ora ingombra:no gli ospedali militari. Conclude affermando cl1e il completamento dell"·o pera potrà es ere realiz~ 'Za.to co·W ins gna.mento della medicina. rniHta.re diretto e. rende.re. ancora più perfezionato l'addestramento dei periti sanitarit :mediante . ·e setQita.zioni di clinica ge.n era)e dimostrativa e pra:tica. ·: metodo già. preoonizza.to dal Riberi col comm·e nto clinico deU'.e lenco delle. infermità ai giovani m~ediei del ricostituito es·e rcito nazionale. ~D. febbraio). lagg'or medi·c PERASSI G. :N'rO ro ~ P rende occasione dalla sottoscrizione, iniziatasi fra. i medici militari per l 'et~ezi·one di un m.o n umento ad AJe .sandro Riberi in , troppo per ricord.a.re le alte benemerenz:e del fondato ·e d~ q U·e .to giornale di medicina n ili ta·r e e. p~er a,cce nare ad alcuni epi sodi deUa. ua vita che servono vie.ppi l a lnmeggiar la tigur.a dell'iUu.s tre capo di sanità. militare . .c lE TI (gennaio). - Maggiore m.e dic·O D;E'fTORRE ALFREDO. una mio pia. L'O. espone le varie teorie sull'etiologia della m ~ o:Pia, nessuna dene.quali può spie~ gare tutti i ca i e ri·t iene si debba ammettere una. disposizione· delle membrane oculari a ·ced re aHa p·res .ione rle.i muscoli e trin eci e del c.iHo.re, p:er modo che nelle sfavore.voli condizioni della visione di ogge·t ti minuti e andrebbe.ro soggette a flogosi .. Passa in rassegna.. 1 varie forme di miopia ed ae.c enna alle più" fi·e.qu·e nti le. ioni. del fondo· oeulare, facendo rilevare che lo .tafilom.a po tico n.on ·è sempre io rappor to eol grado di m:iopia potendo esso ma,n care .a nche in forme a·v anzate. In:fine enumera e. discute i varì metodi di determinRz.fon-e della miopia, "ntratten·e ndoSÌ - pecialmente uUa,. d.i agn.osi ·Obbietttva. e U} V&lore dell'ano-io copia retini•ca. ·e della. s.e hia.scopia n.eHa m dicina. 1egale militare·. ID. (febbraio . ·o totenen.t e medico· AZZ c •o.: E CAlnLLo : n caso di aeine-si a. l gera. L'O. ·e ·pone la torio. ei in.ica di un. individuo~ che pre · e.n tava. inea..p ac · tà di reg er i in piedi e di. camminare e, dolori a.i ginocchi, ai lombi ed alla nuca d ura.nte i movim.eu.t i •. Ricorda. cl e questa nevro i fu per la prima volta studia·t.a dal Mobiu e, con em.po1a.neament,e dal · ingazzini; colpi ce l'individuo dai ...O ai 30 anni ed è c etermin.ata specialmen te da.1l esagerato lacvoro
·C ùSFEREXZE - UIENTIFICHE DEGLI O PED.A'L I :UlLITABI
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i ntellettuale~ d.a inten e emo~ioni, da abusi ·e ·su.ali, ecc. L;O. enume·ra. le varie teorie avanzate uUa natura. della malattia. e, ba.gando i speciaLmente. ul fatto. che Puniea cu.ra che dia affidament-o in questa. nevrosi è la. .sugge·~ stione, lento. e continuata, ·c onclude am.m ettendo ehe Pipotesi più. probabile .RÌ& quena di una. p. icosi ister·.ca e preeisa:me,nte un'allucinazione, del d.o lore ·posta su fond·o isterico·. CAVA DEl TIRRENI (O'ennaio).. - Sottoten~nte medico di complemento BAN -,. ·, Ar E8S. NDBO : S:ul servizio sanitario .milita!le nei rapporti ·c olla Scuola s.a ler· nitans.. L,O. espo·n e in rapida inte i le più remote cognizioni. e pratiche ehirQ.rgicne,. rifacendo i ai tempi preistorici, poi a quelli omerici e poste·riot·i p·er venne quindi &l Greci ed ai Latini, fino al per· odo poste.riore alla.. caduta del!Plmpero roma.no d. Occidente. Con molt~ partic·olar.i di t~t·.ia daUa. medicina ricavati da docu.me.n ti del R,. Archivia d~ Nn.poli, fa rHevare com.e nel M dio 'vo dalla. Scuola ·a lerni tana usciron.o chmru.rghi. m.Uitari valorosissimi , e rW.ve,ndica. a,d uno di ·q uesti la gl.orja. di a v·e r preceduto tre .se.cor prima A. brogio Paréo nella leg.a.tnra delle arterie. Dopo aver l ume,g gia to que oo periodo co.s i poco noto nei r j gllaU'di della ·toria. d.el servizio sanitario m.ilitare e deUa. chirurgia generale passa ad a.cc·enn.are ai gra,d nale p:rogr·es.s:o del servizio sanitario in campagna, m ttendo i n ev1~ d.enza. i no evoli ·simi miglioramenti raggiunti nelle ultime guer:re. ~E OVA (dicembre). - Sotto' nente medico dt ·c omplemento So ~ _RI OE AltE: SuU'isterismo. L'O, dopo a.vet esaminato le varie opinio.n i espres, ·e dagli autori circa., Peti.ologla deUa. nevrosi, si oft"erm.a in part,icolare su quelle recentissime del Freud. ·e del Bab1nskL Mentre il primo aceen.t ra og:oi cau a.Ie di taia nevrosi n.eU'emoz.ione sessu.ale, il secondo nega il fattore e.m oti vo ed afferma. che vari accid~nH isterici no·n sono che effetti di sugge tione e di simulazione. 'T ntt·o eiò ·n on basta. ecoudo lO a s.piega.re l'etiolo ta. ·d ell'isterismo· giaechè né l e~moz.i·one sessuale, nè la. suggestione. possono in. ogni caso esse~re gli unicl fattori della c,om·p leta s ind.r ome isterica.. uggesti.one ed emozion.e sono fattori che si completano senza. eseluder: i, quando· ag.i _cono su individui a fondo ·CO tituzionale iste,r ioo. _ D (g D.naio). ottotene1n te medi.c-o di complem.e nto P ETRII.Ll G. Luun: Un ·C S.SO· di :febbre ·d t Malta. L~'O., prendendo oocasu>ne d.a. un. ·c aso avuto 111: cura. ne,} r ;par·t o ufficiali, tra.tteg.gi& l'etiologia., la intom.atolog:ia e ]a d.ia.gno .i della febbr di MaHa, specialmente in rapporto a.Ue, febbri intettlve·, facendo :r i.· alta.1:e eome :nel gruppo di queste. la « ·m altese * sia quella che ·p iù perfet~ tamen~ r:appresenta.la. ett.icoemia vera ·e propria. RiJeva. la straordinaria vi·· rulenza che essa può asslllDere, senz-a peraltro oftr.ire nessun in tomo, in m.·o do a soluto, patognomonico a.ll'infuo·t·i dell'emoeoltura deUa. sie.r o-dla.gnosi. Venendo poi. al e&so pa.r ticolare, che illustra, l'O. mette in evidenza 1 :~. gravità. da esso assunta e la sintomatologia riflettente in modo trpico il qua· ro della. tossiecoemia. D .. (febbraio).- Sotto·t enente' medico di complemento PETRILLI G. L IGI: Faw c ndo s eguito alla ·p recedente co·o fer·e nza lO. tr.a.tta della terapia deJle feb bri infettive in gene1·e e della alte· e in ispe·cie,,. Fa no·ta.re ·c ome H trattamento debba e ssere ben dive:r·o per le singole entità.mo.rbose' ma.s ~me sotto H :Pl. 'nto d i vista dietetico; ed accenna alle singo,l e indicaz.ioni dei vari pr~e .idi terapeutici. RH'eris e infine sul trattamento p.ratica.to nel aso a t tuLl n. mez.z .del'le iniezioni iotra,mu.soola.ri di argento eoUoidaJe, che avrebbe dato 1:isu tati.
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CNFERE ZE . CIENTIFICHE DEGLI O PEDALI MILITARI
incora.t.l"gianti e tali d far spera.re di avere trovato in. ·q uesto farmaco un rim dio potenH ·imo m.o lto più che sintomatico., contro le inf;ezioni ematogen .L IVOR O (ge.n naio apitano medico ' lt'PIEll GAE'r NO: ulla papHla da. sta i Lt . esa:mi'na anzi'tutto le varie teorie che si sono e ·eo·g i.tate pat pie~ g·a re la genesi della. p.l \pilla da ta i, intrattenendosi peeialmen.t e uUe 1'6 teorie tuttora. domin.a nti e ciob quelle d-eHo eb1nidt., ·del:- P .a .rinaud del Leber Le prln1e due, ba a. te suUo st . o principio ·d ll' idrope delle guaine ottiche sono dan'O. d'm·o .strate sen.z.a. .fondamento con una ser·e di dati clini 1, ana.. tomici e perìtnentali. La. t O·ria infiammatoria de~ Leber è quella che meglio , i pre ta a . piegare i vari fenomeni, second·o il quale ve1~rebbe data la ma • ima. importanza all'azione tos ica. esercitat& ·d al liquido cerebro- pinate, iu~ [tl."uato da.i prodotti di degen razione di dati p1:1oe:e i morbosi e penetratofino alle guaine ottiche. L'O . .ritiene ~n·ve e pitl. probabile che la "trasmi ione avven.g.a a.t tra er O· l et vie sauguigne. per m .zzo d Ile qual i le · o ta.nze flogogAn.e arri · erebbero a.Ua pap'Ua. ed alla ·r etina che. re·a girebbero p rciò in modo violente(), e conclude ritenendo eh la papiUa da ta i è l''e, .p re ione di un.a intensa infi mma.zio·n e deUestremità oculare del. nervo ottico e Pedema e la ta:si co · comi~ tante non ono che e ondar1 . .ME l' (dicembre). - Ten nte eo·ntab:i le VENTI n ,.LJ:\ C;r: ru.o: Il vettovagliam ·e nto deUe truppe in ampaO'na.. Accennato all'importanza. dei servizi n· tendenza. ·n guerra ro. iene. a. in.tl·attener i u quello di 'V·e ttova. Hamen. o ed .i llustra. ir_; i tema d Ilo. g "tione diretta che si p· _ò attu.a re con ri or ~ lo· cali, col rlfornim~nto di a:fflnenza co] rifor·n imento m: ·to. T ratta infine el vettova.glia.men·t o durante il penodo di mobilitazione e di quello durante le op·e raz· oni di gnerra. ID. ( · Emnaio • - Farma·ci ta. ·di l " cl a e OJ N ru~T.I Ol: ~1!.1.10 : Conserv.azio:ne deUe os.tanza alimentari per quanto 1·igua.rda l alimentaz"one d l ol ato in tempo di uerra. I/· . mette in ·e videnza H ara.' p.robl ma delPaUm.e n.tazione· degli e ercit.i in campagna la n ce ·ità d.i con ervrua gli alimenti, pre. rva doli da queUe. multi ormi decompo izi·on.i che ven ·ono de. ignate cotto H nom·e d.i f, rmentazione. E p ·ner i vari metod.i n ati ricorren.d o all'elil1in.a.zione dell a.cq ua o d 1Pa.1·ia oppure a.Ila cong iazio.n e ·od an e alte tem peratLtr conehui ndo che uo.n. è con igtiahile l u o di o tanze a.nti attiche . ... A . LI (gennaio).- T·~nente .medico BEVA w Ar. . Fu .r o; Pe·rit ioma multi lo d ne o a con Hnfo-. arcoma.to i d lle ghiAI dol rn ·:a.ti be. Rìfe·r l ce sopra 'ln .i nf' rmo ri• overato au·o .peda[e on dolori vi. 1· ntì al torace, .a.ni ocoria., ane·m i ·e grande cadimen.·t o nutritivo~ dopo qualche ettima.na oomparve·r o d i tumori p - · i sull C·O te a. ui femori. lla.utop. ia i con ta· ò che, i tumori. ri· iedeYan · ·u. qu a. i tutte l co o le ~ ui corpi vertebrali ·e che le hiandol int rbronc) ia.li rnno tumefa. te. L · ame i tologico d imo tl'Ò un peri elioma. tipico n i tumori o ei m n re n lle gh ~an.dole i ac· r · u a J · on im ile al lin fo a rcoma.. LO. d cute la rande affinità di que. ti due proc si neopln. ·Mci in a.pp • reuza diversi ed inol r. fa notare la gL·ande somigli.a.nza elle e i··t fra H a ·O d . cri t o e la malat in. di r n.hler, da e ·i iffe1~i ce olo per la ·pre enz.a in q n a , l corpo d i - n e-.Jone nelle n rio e per la n.a.tura i to}oO"iea del t umor ... I. . feb raio). a) itan.o n e · ico Vor~PEJ M zzun ~ - o ·o meto o di ·cur ch.ir
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(JONFERINZit SO.l RNTIFlCHE DEGLI O ,P EDALI MILITARI
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rargiea. del va.r icoeele • .Ae~ cennato ai numerosi processi ideatl .p·e r la cw·a del va.ri,cocele. l'O. ·d eserlv·e minutamente un suo nuovo metodo ·c ooaistente nel.1' isolament~ del plesso venoso spermatico anteriore e, sutura d l connettivo pedvasa.le della metà della circo·nfere.nza. dell'estremo pro ·intaJe con quello cb.e t•·ovasi .ad. nn . ~{. centimetri di dis.t .&nz.a. ·d al te ·ticolo, fi a.n.do uno dei capi di. seta. in vicinanza. dell'anello inguin:ale e tern.o. La Slltura,, della vagina-le oomune e po.scia in senso trasversale del cremastere. e· lla cute completa ratto· operativo. Con ·q uesto metod.o l'O. si è proposto di ~elevare il testicolo .sie nza tuo~ tarlo, d.i ridurre l'altezza e la di zion verticale della coJo:n.na.. s.angu· gna della mag.g io·r p.a.rte delle ve.n e d.e l ples o· pampinifor.me, lasciando perciò tt tto il circolo .reflu.o dal testicolo, di In. aia.r e in sito pochi ·s imo mat~eriale di sutura. ·e di aecoroiare lo se roto medi.a nte sutura. tra · ve~ ·. a le d gli strati profondi d.eUa. eu~, 1ncisi vertica.lm.e nte. - ~o,. A . A (genna.i.o). ~ Maggiore. medico Gn. T1.' I CARLO: L'O., pt;emes e alcune generalità nelLe operazioni di mobilitazione, vi.e ne. a. parlare d.e i p1·ogetti di mobilitaz.Lone e speeialme·n te di qu·elli che interessano l'ospedale, locale. Dopo avere spi:e g.a to le attribuzioni de'i sin.g oli uffici dipendenti dalla Direzione.t dà lettura di -aleune d.isposizion.i inereDti ai progetti tessi. P LER.MO (novembre). ~ Oapitano me.d ico LroNTI n OL. l!lt:O : Presenta. un ca -.o di frattura indiret-ta de:lla rotula. sinis.t r.a co:nsolida:ta c<>n callo fibroso . .Prem,es "'o alcuni cenni anatomici e fisiologici ed uno studio da. lui e eguito con una. S·e rie di radiografie nei. rapporti d·e lla rotula ·c olla puleggia femorale nei dive1 i atteggiamenti del g[nocch~o, 1,0 .. espon.e le cause predisponenti e de terminan.t i dirette e indirette. Pas a quindi allanatomia. patologica dell'aH~ Eione à.eserive·n do le lesioni della rotula e delle p.a.rti molli peripa.:tellari ed il mecca.ni mo di eonsoli.dazione d.elle fratture, facendo. 1ilevare ehe nella. maggior parte dei casi, quando non si interviene chirurg1ea:mente. la consolidazione avviene pe,r ·callo fibros·o. Des.c ritte Je, eomplfcanze deUa frattura ro.tulea e· le alterazioni consecutive ad essa, illustra la diagnosi e le p~o -·ibili cause di errore e tratta infine della cura, facendo rile,va;re gli obbiettivi che ·que ta. deve proporsi e Je, m·odalità. ope.ratorle ~co.n eu i a ·q ue ti obb ·etti vi si puo provvedere. ID. (d i·e embre). - Tenente medico di ·c omple.m ento 9TAZZONE G1u tJPPE: Presenta. un earablnàe:re affetto da epato· m~ga.Ha - Esposta l.a diagnosi e l'esame o'h-· bietti vo, 6ormula la. diagnosi proceden·do per esclusione Adduce le ragioni perchè non si debba pensare a. congestione attiva o pa siva, a. sifilide epatica, a n.eoplasie, ma piuttosto ad un,a. cis"t· da eehlnoeocco, e conclude affermando la. necessiti di intervenire con un.a la.p ara.tomia curativa. ed esplorat·va nello t sso tempo.• ID. (gennaio). - · Tenente medico ScoTo Fu~IPPO: Present.a. un inscritto di le,v a marittima. Ì ll ·o sservazione per isterismo traum.a tieo in. seguito al terre~ mo·t o di Messina. La dia.gnosi ·è stata fondata sul momento etiologico gra.v , rapp·resen:tato dal grave trauma.tismo psichico,. sull' insorgenz,a ra:p ida dei fa ' ti patolo·g ici, su.U'aumeuto dei ri6essi tendinei; in contrasto eon la. diminuz"one dei eutanei, euUe .c ontrazioni irregolari della mano sinis.t ra e .s·o pratutto sul· l'anestesia. e notevole diminuzione .d el c:a mpo vi ·ivo. Cir·c a il pare:re medieo··lega.le l'O. è, di parere. che l•in.dividtto p1e ·e nti una i.na.bihtà relativa a la..voro proficuo. a se.nso delle vig·enti. disposizionì di legge.
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No-TIZIE
PARM (gennaio) .. - Maggiore. medico GU.Nl PIETRO: Presenta un. caso di s·fi.lide maligna. Traccia;l' a la storia pa.rtic:o lareggiata deUa malattia e le su& va·r ie fasi, l'O. si sofferma.. a co.nsideral"e i sintomi presentati, quali l' .insorger·e di rnpioid.i a ~carattere distruttivo, specie .deUe piane .n a ali e d.el setto,. la ma.nea.nza di manifestazione delle muco _e e ·d i i.n go,r ghi glandolari, la eom· parsa ·di febbre a tipo continuo·remittente, e sopratu·t to la rapid.a eaeh ssia e la gr.a ve anemia, tale da far supporre una probabile degenerazione amiloiderdei vi . ceri. urono tentate con poco stteces.,.o le cure dell''atoxH e dell'arse... ~cetina per cui f'll fatta prognosi infau ta.
SOTTOSCRIZI o '.E
ER UN
O UMENTO AD ALE
ANDRO RIBERI
(TBazo ELEN o).
omme p·t:wvettute all''A:m1ni1tistrazione del Gim"Tial·e a ~utto il i 2 marzo· 1910 Som/tna preced'ent , (1) L 703Abba.monti cav. Lu1gi, colonnello medico (R. marina . A.imone dott. Modesto, tenente m.edic-o • . . Airoldi dott. Luigi capitano medi~co. A lfonzo dot, . Luigi ten:e n·t e medlco. Ame-nta dott. Antonmo, capitano medico. Ang Ioni dott. Gio" anni, capitano m.edico (R. Ma ·ina) Annino dott. B nìamino, eapitano medico Audi i.o dott. Pietro·. capitano medi.eo . AusieHo cav. Pnsquale, m.a.gg·ore m d.i.co . Balestra. dott. DuHio, tenente medico . Ba] la d.o tt. Al h erto, tenen.te medico . Barbatelli ·c a,v. f tt t·e, tenente colonneHo med1co. B·~or]e.tta ca;v. Sah.a tor·e, magg'ore medico Ba:ile dott. Sa vedo, tenente m ed i co (R. :Jll.Ari.na) . Bayon doU. Edmonclo, ca pi ta.no medico . Bei one dott . .Mario, sotto -oen'te medico . Belle ti. ca.v. Ettore, maggiore m di~o , R. :m arina) . Bellia cav. Em 'Hot n aO'gi.ore medico . 13enati dott.. Alfon. O; capitano medico . E ei·na.rdQ ea.v. Luigii. colonnello medico Bertelli dott. nrioo, tenente med.ico E.im . cav. Maurizio, eolonneUo medie-o . Bobbio ea:v. Eugenio· colo.nnello medico Eog()'io-Lera dot; • Gabrie e; ca.pitan.o di o. Eoltieri dott. Rober o. capitano me~i~o '· Bonavoglia cav.. Luigi tenente colonneUo· medico .
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NOTIZIE
Bonifacio dott.
Giuse~ppe~ sottotenente .medico.
Bonomo cav. Lot•enzo, tenente' colonnelLo medi ·o·. Borruso dott. Pietro, capitano :r;nedico . • Buda dott•. 'F rance _oo capitano med.ic·o . Buonanni cav. Saverio maggiot·e medico (B. m.a rina) . Buscaglino dott.. Augu to, tenente medico . . .. • . Bussone-Chiattone ee.v. G. Antouio, colonn·ello medico . Brignon.e do·t t. Ferdinando,, capitano medico. BrQllello dott. A ugurt"O· capitano medico . B:r uni dott. Nicola, bJnent.e medico . Bruno dott. Pietro, sottotenente medie.o . Cadeddu ·d ott. Alberto-; cap1 tano medico· . Caffi .r elli dott. Benedetto. sottotene.nte ·m edico . Ca.ffa.ratti do·t t. Mario, sottoteuente medico . Calde.r ini cav. Ferdinando, colonnello medico . Ca,legari eav. G. Battista maggiore, medico . . Calore, cav. Giovanni maggiore m·edico . ~ . €l1merano d.ott. Ales . and~'Ot tenente m~ed.ieo. Camet.ti cav. Silvio, ten.e nte colonnello medico. . CanegaUo dott. Lo·r enzo, capitano medico. . . Capelletto eav. Alessandro, tenente ·Colonnello medico (R. marina) Carbone ·M V runo, tenente colon:nello medico . Oa.rpinted dott. .A les . and.ro capitano medico • Carra.tù oav. .Celest.i no, tenen.t e colo.nn.ello medi ·o Carta.... Mantiglia. ·Cav. Filippo, maggiore medico . Casa,gr.a ndi dott. Glau o, capitano medico. :Casasco dott. Egidio tenente medic-o . . . Castellani dott.. Romeo, capitano medico . Castelli dott. A.gostino, sotto·t enen te medico .. Ca.steluuo i dott. Lod.ovico, te.nent medico . C'a tiglio)a, do·tt. Orlando, capitano medico Casto Idi dott. Ettore) capitano med ~co. . Catini dott . .AJplnolo oapita.no med'co Oa·t tani dott. CaTlo·, capitano medico erafog li. dott. Tu Ilio, tenente medico . Cervigni ea.v. Giovanni, tenente colonnello xnedieo Cherubini cav. Orlando, maggiore medico Chir·o ni dot.t . Pietro, tenen·t e m edico. . . Oiaccio cav. Andrea, ma,ggiore medie,o . Cimino d.o tt. Francesco, capitano ,medico . Cipria o cav. Luigi, magrri.or~ medico. . Cocola cav. Vhu)ain.zo, maggiore me~Hco . Coda. dott. Carlo, cspit,a,n:o med1co . Colajanni dott. Federico ten.en.te medico . ConsigUo. doiit. Placido, ·C~pitano m·edico . . ~'orradi dott. N urna, tenente medico. • . Cotugno d~ott. Pietro, · tene.n te medi.co . • Cre cimone dott. Bosa,ri.o1 tenente medioo rescioue d.o't t.. ·G aetano, t.e nente. medico •
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NOTIZIE
C1·i po· dott. balàlo. capita,n o m dico . u.rti Peta..rd.RI ca.V'. Njcoln, magg1ore m ·cl' ·O ·u ant cav. Martino, ma.ggiore m·e dioo. D' Acca.rdo Dott. al vator · o t tut · uente m · d~ co D'And1·ea ott. [a,rio sottoteneute medi · D'&nna do t. ht .e ppe, ·te' ente 1 , edico . ·1 ·e omeni o dott. Francesco, ottote,nenu~ me 1ico . e Giorg~ dott. Benia.m~no , ca pHano med.ieo negli be.r tì c.a v. ennaro, tene~ n te colonneUo medico . .De~ la·c hà. d.ott. G i 1 'e l p·e tenen.te medico ~ Della ~ eg:~•a cav. Luigi,. ma.gu·iore m ed ·.co . elog:u eav. H. etano, maggiore m· di o.. ·e Medio ott. Arturo, .o ttotenent m·edico De VigH i i ca v- R affa le-. ma g ior me l i co • Doti dott. Ro~ario. capitano med' o . · ~ va. n gel i ti dot . Filippo, ter et te med. ~oo al o n i e v. avinot tenente olo nello medl.i o ara.ll i ca v. e le · tino maggioil·e medico . 'a rina ca.v. , iu epp , maggio1·e medico Fattori cav. G[·o vanni nuq.~o-iore m·e ii co F 'edei·ic[ dott. Pietro . capitn.no medico. Ferrari-LelH ciott. France co, capitano m dico . ! rrar' dott. Pie·t t"'o, capita.no n dico . F rr t·o ~o t. ui [, tenen m riico . • 'e t'l'O d ott. Fi Hppo ottotenen · medi · o • Fiorenz-a dott. Itrnnzio, te n n te m.edi o. F'or~ni: Fiorenzo. capitano medi·o F oJ·e ti dott. A.lberto c pito.no n1 dico. . Fra1 co dott. \ ineeuzo, ottot.enent medi o . F1·au d.ott. Gill ppe. tenente m 'ico Fri ~i ·ri d·oU. io a·n ni, tenent medico . Fd oni dott. Pao·lo, tenente 1nedico .. Fun ,l'oU ·d ott Gaetan.o, capi·t ano m dico . F u ruò cav.. I·\~omo .m a.n-giore medico n ggi.a dott. ario, capitauo medico • aiot ·irto dott. Carlo, t · nen. m ed· c Otllia dott. · m ]io tenente medico. ambino cav. a·e tano tenente colot no· ]o m d 'co --r andolti .a.v. · ja omo maggiore m.edico . an ·i do·t·t .• 'a lvato:re, tenente medico . ·C anna dott. Xkolò, ca.pita,no m·e dico . • a.r n ri do ·t. Ba rtolon e o, apitano m·ed ~co ·G· melli cav. ' ' Lue . telJente colon n Bo m·edico .. ·e·r ulli dot . Audr a capitano medico • . rw do c. v. 'iuH~ no tenente colonn lo me,dl.eo ·ia:nazza. dott. _ hl p)l'e'7 c· pit D:O l•.nedico - ia1:d i do t . H n li l o, . ottoten · n te m·odi o. :riarru so dott. O u do, ten n t m ed i o . iordnno d.ott. Gius·e ppe ten.e n·t e m~ed ico· .
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NOTJZliii
Giu.lia.ni cav. _ rance. co. ·t onante colon.n.ello medico. . ~a. ·.o le ~cav. lta.lo, m.a ggiore ·medico . ·~ao dott. Paolo, capitano medìco . Grillo dott~ Ettore, c~pitauo· me-iieo . Grixoni dott. Giovanni, ca.pi·t ano medico " . Gri tina do.t t. Castren.ze ·a.pitano medico Gurgo ·c av. A·ch.iU -, maggio ·e medico . uzzardi do·t t. Luigi,, ca. p·i tano medico . . Impet·iah dott Giulio, espi tano medico· • . &n.a izzo·t to do.t t. arm lo tenent·e medico . La Ca:v a dott. Jg·Daz.io, eapitano medico • Lanza do·t t. Tommaso, capitano m·e dico . La To·r re Giuseppe 1 capitano m dico (Regia ma.rioa Laurfcella dott. Placi.do, sottoten.ente medieo· . Leffi. dot.t. AnO'e,lo, s·o ttotenente medico'. Lenzi dott. Armandlo 1 ·t enente medico . l.i!Ul riano Cav . .Fiorenzo Ales and.ro (R . .Mar·n · • Lieast.1~o dott. iu ·eppet ca.p itano m -'dico. Li Vir·gb:I ·d ott. alvn t ore, tenen.te me i co· Lo Eia~~co dott. Luigi cap i tamo medico . Loli'recli ·d ott. ·oz·t.una.to, s.o ttotenent.e ·med.ico . Los ·hi cav. Pi.e tro., rnaggiot·e medico· Magn ~ni dott. Geremi , t n· n te medico . Mng:ni ca v. Antonio, teoen te eolonneilo· med ieo .Malabarba dott. Pietr , sottotenent~ medico .M ncinelli dott. Annibale, t "Dente me·d ico . Mnn(nDi dott. AngeJantonio,, capitano medi·co M.anmtso do<tt. Roberto·, te.n ente med.ico . angi.anti cav.. Ezio, eolonn·eUo medico .• . ar ngo do·t t. Lor·enz· , cnpitfloU· m ico. Ma.rgn:ra dott. Cesare, ·apitano m. dico Margotta dott. Cesare. capitano medico rini cav.. Ern·esto, maggiore m.edico. Mario·t ti Bianchi dott. H. Ba ista. . capitano medioo. . . !arra. ·c av. afia, le, maggiore medico . Ma:r:d dott. E.zio, capitano medico . .. ra.rrocoo ·C&. v~ Achille lnaggiore medico Martorano d·o tt. .Lu.igi, tenente medico ( B.egi.a marina '· Ma.r zocchi cav. Fabio, mag giore medico .. a dott. Goffre.d , ten.en.te med~eo . • • • . atera dott. F:rancesco; cn,pitano m· di -o Regia. m:arina) . Matucci ·lÌott.. Giuse.p pe, tenente m.e dieo Ma.y.zaglia. ·d·o tt. Giovanni capitano m dico . azzetti dott. Carlo, sottot.e,n ente. medi·co. .Me.mmo dott. Giovanni, capitano m~edieo. _Mennella ·Cav. At·can.g lo·, maggi.ore m·edico· . 1\f"·e reu dott•. Rosolino,. sottotenente medico . ..! _sserotti-Ben.v enuti dot't. Giu e·p·pe,. capitano m dico . . e sine.o dott. Giuseppe, capitano med}co.
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NOTIZIE
:Mieela d.o tt. S.a.lvatore,. capitano medico Minutillo eav. Sergio, maggiore medico (Regia marina) . Miranda cav. Hennaro, maggiore medico Regia. marina); Mirone dott. Giuseppet sottot-enente. medico . Molina:ri dott. ~ a.rio. ea.p ita.n·o medico . • . Mombello ·c av. Ernesto, maggio·r e medi·co. ·o naco dott. .Artu·ro ten.ente medico . • Monaco ·d ott. Co antioo, tenente medico. . Monelli ca". E1·.ne . to,. maggiore m.edieo· Montano cav. ntonio~ colonnello m·edico (Reg;a marina). Mo·n tefo·r te dott. Enri.co . tenente .m·edico . M~orin·o ea . Domenico, colon ~ ello medico. Morino ea.v. F.ran · esco; maggiore medico . . . ·o schini ca v. Enrico, ma o-. iore medic·o a.rdini dott. Giulio. capitano medico . Nicotra dott. Antonino,. tenente .medico Regia marina) . Nied.du cav.. Antonino·, maggiot·e medico . Nodari ea.v. ietro, nut.ggiore medico . Nota dott. Celio, eapita.nu medico ar ·, sottotenente medico . Oggero dott. OHvari dott. P~e.tro, capitano medico . Or~echia dott. Giu · eppe sottotenente medi 'O Orland.i dott. Cesare, tenente medico . Ostino cav. Gìo:v aoni, m.agg~o1·e, medico . P'aol~n i dott. doU~o, apita:no n edico . P .a risi ~cav. Felice, colo·n neUo medico . P .assa..m onti dott. Gaetano., ten. e~nte medico . . Pascbet.t o dott. Ferdinando, capita.n~o medico Pass4na dott. Ercole·, capUa.no medico . Patt.ega dott. Antonio, capitano med ico (Regia marina) . Pa toreUo dott. Li borio,. eap· ta.no medico· - a·zzi dott.. rmanodo; tenente medico . Per go ca.Y Vittorio, ma.rr iore medico. Perna dott . Amedeo, tenente m ed· co Perder do·tt. . 'tefo.no, sottot n.e .te rll.edico Ferroni dott. iovann:i, cap.itano med!ic.o • et.tina.ri cav. Adriano, mn.ggio1·e medico. Pett;nelli dott. Filome·no, capitano medico P zz.ali dott. Rober, ·O·, sotto tenente medico . . Piazza dott . Benia-mino, tenente medico . Pin·to.cuda dott. l V'A.to·re, ·ottotenen te m·ed i co . Pizzoea. ,·o d.o·tt. Ie,m ent , capitano m ' i· o . Pomponi do·tt .. 4 nrico, ca.p itano medi o . ontecorvo dott. Cado, ca.pitano m·edico (B.egi.a macina) . Porru d·o tt. P i t= ro~ tenente, medi co .. . . Profeta dott .. L't orio, sottotenente m·edico . Properzi d.ott. Frane~ ·. o, ottotenente m.ecHco . Ragnini ca.v. omolo·, magQ'iore medico . Ra.ttazz.l dott. ul io,, so·t totene.o.te medie
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Besegotti dott. Enrico, tenente medi:co
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Re·s tìvo P. dott. Giusepp·e, c.a pltano medìco .
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dott. Se:rafino, capitano medico . . R · icato dott. Emanuele , tenente medico . Riva. dott.. mberto, capitano medico ~
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Rizza. dott. Gilll eppe tenente medico , Rizzo cav. Michelangelo, ten.en:te colonnello medico. Ro by dott. Paolot sottotenente medico • . o s1 dott. Ga.e tano,, ca.pitan.o medico . Rossimi cav. Tommaso, maggiol'e' medieo . Rugg. ri. dott. Giovann:i,. sottote·n.e·n te. ~ edico . Rugo dott. Luìgì, sottotenente medico. :B . ggini dott. Evarìsto, capitano medieo . Sa.ndretti cav. l• nrioo, maggiore medico nguìneti cav. Carlo; maggiore medico . San t<)·r o cav. Giuseppe, maggio1·e m·edico . antucm ea.v. tefano, maggiore. medico 'arto dott. V.ittorio, capitano med1co . Savi dott. Guido, sottotenente. medico. Saija. dott. P.ao]o .• te::nent.e medico . . SearzeUa dott. Mi·chele,. tenente m·e d ~.co Scibetta dott. G-aetano, tenente medico Scoto dott. i1ip·po1 tenente medico . . 'Seut r i dott. Antonio, sottot.en.e nte m d ico . Secchi dott. Franceseo, te.o ente m·edico. Sei "corni cav. arlo colonnello med.ioo. Senni-Buratti dott. U go, capi tano med i.co . Bestini odott Leone capitano m·ed.ico. (Regia marin.a) Se.s to D''A ntonio .s otto.tenente me.d.ico Severl dlo·t t. Luigi.. tene,n te me1dlico . . Sej.a d.o tt .. Giaco·m o, tenente medf.co . Silll ula dott. Ubaldo, tenente medico • .S i ree i d.o·t t. Giusepp , capitano medico . Pagua. do·t t Alfredo tenente medic·o . top . ani .dott. Gior.g io. capitano medico (Regia marin;a ) . . ,. ulUotti ·c av. Efis m. ma.ggior·e medìeo. ~ usca. ca.v. ito, colonnello med:.ieo . . Te,t ra Abrami dott. Giuseppe, t~enente medico . Testi cav. .Frances o, tenente' colooneUo medico ìrelli dott. Elio·, capitano medico . .T ommasina ·cav. Mario, maggi.o re m.e dico. Torchio dott. Emea·to, capitano medico Tosi dott. Biceardo, tenente medico. . . Torta. dott. Carlo, sotto·t enente medico . Tr·e vi an cav. Euge,-nio,. maggio1·e ·medico Tr·o iDbetta cav. Edmondo, maggiore medico . T:r ov.a nelli dott. Lui.g i, capitan·o medico . . Truifì dott. E.t tore1 capitano medico. Turilli dott. Antonio, tenente medic-o .
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Tu r. ini ·cav. Gio : F·.rance ·co m ggicn·e, me<Uco . -accaro dot.t . Tat.ale, · ottot.enente medico . '\"alerio dott. Giuse.p pe, cap"tano me.dico . ~ ' *.a Bieò ca.v . Giu · epp , magcrio·r · medie o \ rdura dott. Luigi, capitano medico . • . Vide ca .. Angelo, maggiore ·m,ed.i.c o. . • Vin-liani do· t. Federi o, sottot n.e nte. medico. \iglia.r d· ca. 1. Luigi, maggiore m~edi~o . . Y j lla anta dott. Hiuseppe, tenente m·e di·c o inci do, t.. A n gelo, capitano medico V io l~ a lo t t. P i t1· ca pita.n.o medi o . . . Yirdia a.v. T·omm.a o mag(!"iore medico . . Virga.Ilita. ·cav. 'Ma1·io, maggiore medico Yi alli dott. - c\olo·., eap".ta.no m.e· i.eo. . . Zep·poni do -t. i apoleone oUotene.n t - m d i co Z ibe,ttit CO. li". Giuseppe, m.a ggiore medioo • .
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M SCELLANEA ILa mortali.U generale in, Russia. - Gi us a il r l porto sulla ità 1 u bbl' a nel.. Pi.mpero· ru. o or ora pubblicato I.ann·o 1907 nel qu.a le · i ·ebbe la. c.ompal' a d ella. r c ·nte epiJ.emia. colerica . è tato nel suo eotpple .o· il pila favot·e.vole u~g.i ·tr:at fin ora nella sto1·ia. :anitaria ru ~ a. La mor aHtà. genel'ale è d.ls:ceaa al 27.8 per 1000, ed è tata. la lliù h a fin O·ra. regis. r ta. H totale dei ca i di eol ra registrati fu di 12.7l6·,. con 6!21 morti. Invece le morti per s·ca.rlattina. furono 93.41:8, quelle. pe~t morbiUo 'l .lGl p r f, bbt·e tifoid· a 1!40-!, per to·"so co 1vulsiva, 4 .75 :1 per diftedte Ml.9 2, p ·r ·v a.i uolo So.BS . onre. i vede, non sono pi.ù i tempi in eui le in va ioni del ' col r~ gettava:n o lo s~ave.nto sopra intere nazioni i
Sta.tistica ·deUia pr,ofeselone medica in Germania.. - eoond.o una. tati tiea studiata dal D:t'. Pr~nzing o.e Ua Deu~ffCh.e m~·dizinische Woclum.sch ·i.ft vi sono attua.lm ute ( t• m ·n G··rman.·a Sl. ·~ 6 me l i·cì. La popola.z ion. ·e s end·o di 63. 6.000~ si hanno ,fl., O 111edid p-lr l O bitanti. ~ uesta proporz ione è tata. n o-li anni dal1901 o.ll9 di .92, 15.01, 5.06~ IJ.06. o. S ....06, 5.' 6. 5.mt Sicehè la d.iminuzion - com.i nciata dal :w ·.o :in poi a.c eenna fortu natament.e a continuare. È · tere~ tl-nte · ~ c·o·n fro·n to con altri. Stati. In In.g h Hte.r ra t l a pet• 10. lO ab\ . ·n i un nu mero medi.o· di medici di 7.1 in Svezia 7.9, in Irlanda. 6,.0, in ~ ra.nc.ia 4.9, in ·tali& 6.3, in u tria 4.1, in Danim.a rca 6.2j in or· ~e i a. .5, in 'v·ezi.a 2'.4, in R u ~ i l . Proba.bilm·e n te la forte pro}Jol·zione cb e pres n ·a l' Inghil tel".r a è lo uta n. H e er colà p i u numerosa. la p.o·polazione urbana InfR.tti anche in Germania le ·Città hanno naturalm nte la più forte. proporzione di m di i: B rlino 12.4 p r 10.000, Mon.aoo Ht ...·• tr.asburgo 14.·6, Francoforte 12.3, " ·,e ·baden · 2.9. Que t ul, ima itta h Il la cifru. ma ima. essendo uno d i più .fre" q u.er tati lno,;;:hi d i c tr.a c limati .a t rmale.
~IISOELLANEA
lò1
La. sta:tistica ha. tenuto· eon tf> anche degli peeial i ti. elle 39 città p·\l p opow losa i n.v vano, uel lt_J06_ 4004 :pecialis.ti e nel 1 90~, 4Ult eioe nel1906 83.6 su .100 medici i genere) e nel 1909 ~ ! .3 o.'o ' La città. che ba più. 1 e ·an -.ti è Fra.n · oofor .f l , con il 2.6 per 100 sul t tale d.e.g li eser ·enti. La massima parte degli pedaH · ti ( 7 11) si dedica alla ginecologia, 4.92 al r.ocuH ti ca., 465 .a.U otorioolarinrrclo ria..
l medlcl1mUitarl In lea• ne1 secolo X.VI•. ~ Il fascicolo d.i g·e nna.io d 1 Journal of~he RoyoJ .A..r my M eàical Corp.s, contiene uno . tudio del maggiore·H .A.L. H ow·ell sul1a. toria. d.ei m:e diei militari d n. t l 60 al l . La forza toh.1 dell' erci . o · t a.n ~ zio.le 1nglese era in quell'epoca. dì 600 · soldati ch.e erano direttam·e nte pag.a.ti dalla. ·O o.r ona. In un reggim·e nto di fanteria il m dico x·iceveva una paga. compie .s'va - er se e per il suo ;a,i.utantt-·, di 6 ·cellini l :2 al giorno. el l SGt · i t r.ova. in una lista delle paghe d.el reggim nto delle guardi a cavallo (HM• e G~tartls) a.l chi rgo 4 seeU.; p r un cav"allo ·per porta r·e ~e u . c st -.. s · l ,. Tota e 6 sce]l. pet· d.ient ..
Licenze apeolall per a.tud~i o al medici m:Uita.r l l' ,glesl. cominciar d. I 7 ,gen· nai.o u n nuovo r e ola.mento ha. s tabilito per gli uffic' aH med ici add ti alle truppe indiane la. con.c essione di l i enz speciali per rsgi.oni di ttldio allo copo d i perme,t tere. a.gli u.ffi.ciali medici r esid uti in di taceam·e nti troppo lontani dai ce·n tri. ·cien·t Hici di rim.e tt r: i per qualche tempo· n ·Ha. vita. cien tifica. La durata di que t a. licenza è, ca] cola ta. in ragion eli u.D 111 se di licenza. per OO' D.i anno di servizio utile per la pensi.one, fino .ad un ma s .imo di 12 me i di Hcenza.. La durata. assima -e d. d. ~te m.e t Le. lic·e nze p~er tudi po·~sono esse·· ·e, conces in ogni tem po, su. propo ta de·l d h t t ore g ·e nera.le d eH'Ind·,~an medi ·al . e-rvic ~. urante t u tto il suo - ervizio· un ufficiale m ed· co n.o n può fruire ,e non due volte di tali licenze spe iali a. me no che non converta in licen za. SI e ia.le d.i studio 7 ] ~, lic·e nza ordi.na.r ia e straordinaria a cui abbia di.rit to p r altri titoli. No·n a.bbuun..o b i ogno di oo·m enti per far notare ai .n ostr lettor i la saO'gez,z a e. la op· portu.nit~ di t.a.U d!spo izioni.
Orchestra di m.edlcl. -A Pa.r i gi si ·è ·co titnita una società orch. ·tra.le, ompo ta di 70 ·U onatori, tutt i dottori in. medicina. compresi i Sltonatori di timp , n i e di gr.a.n cassa. La . .ua p rima. pro d u.zion.e in pubblico i. ano un zia pro ima . .on u. po sibila di tt·ovai·e un di'rettore d.i orch . t1·a medico. Però, pet· u ·c ir ti 1 leno pos~ibHe dall'a. bi ente m ed i co, fu nomina· o dire ttore i l m.' e. tro Bus.s er d·e ll'Operat il quale è imparentato coi do tto:ri S.i.c hel e .D emon. e.d lia un fi zlio studente in. medicina. l'abuso dena slg1retta ne·lil·'esercito tn lese. ·- · L 'abu o del talH eco comin ia a preo.ccu pare ]e autorità. militari in.glesi. Il re luta.men.to volontari·o di q u ll'e tue i .ofa 1• che una. g.r andi sima parte è c tituita · ~a. giovani .a.l di o to di vent· ann L _re. appunto in. qu·esti più fa.cH il tra.pa are dal empHre u o al'abt o irra. .. gtonev··o l come ptue m:olto più facili a vet·~òcar i ono o-li effetti. to ici acuti G cto.nici, del ni.coti m·o.. l tenent"lf!: generale ir L. J. OHph.a.nt. eom.andan · Ja eirco- crizione o d ha rece~ternen te diramata. uua ir olare dhetta ad in frenare que o abu o. ln tahm i reggimenti è stn.:to o·rdina.to che non. si po a. fumar non olo sotto i ·r nghi co e b · · sì comprende, ma neanche in ·qual ia:. i altro senrhd .
"158.
Movimenti amnuti oel ,Corpo ~anitano elllll Personale Farmaceutico (Di pens n.• '8 a 5~ rtel DoUethno ulficiale dt lle t.lomine).
Uffl olall la. •ervlslo ai il v o perDlaae .n te . R. dec1·eto 17 ottobr-e 1909. E REZZ .I ca·v . Gzuseppe· tenent-e colonnello me ieo comand.·o ·c orpo t a.to· maggiofle.allocato' in. po izione ausiHo.ria, a,. sua. d·o manda, da.l to novembr
1909.
R. decreto 7 no e'1n.br·e: 1909 Prs. . N · Giiuep1 e~ sotto te nente m dico G arti.g lieria campagna.. - CoHoca.to in aspat ati a per moti i di f a.m.igHa per la durata d.i un. anno dal 16 n~ v embre 1'90~t B·. dec·reto 11 no '671tbre 1909.
Eu.geuio tenent·e colonnello m dico dire' tore o pe:d.ale lfessina.. - ~so-nerato dalla carica o:praindica a. e n.om.i na o dir ttorp o pedale Cata·n za.ro•. G1 M ~, cav. Fra.1 cesco. id. id. id Sa.viP"liano·. - · Id. id id . id. Caglia:ri.. TALLA 1 m o e • Bon·i faeio, id. id .. id.. a. · i ad. Id. id. id.. id. Livorno. CAYIC 'UIA cav. Frane co·. id. id. · d. Catanzaro. - Id. 'd. id . id.. Caserta. Izzo eav. Miche·langelo. id o. pe lale Me ina.. - Nor11iuato direttore osp dale Me in.a . VIvA LD cav. Carlot id.. id. Torino. - Id. id. id. Savigliano. B . decreto l novembre 1'90 FnA · ALiil incenso. sotto tenente medico in aspetta.t iva per motivi ·di fa.:m ig]ia per la du ra. a. di nove tue~i {Rea-i decreti 14 f ebbraio e 11 a,gosto 1909). mmesso., a datare dal l( novembre 1909, a concorr~re pe.r occupare ì due terzi degH impieghi -he i faccian o vacanti nei quadri del · uo grado ·e oorpo, ·come gli :ufficiaH contemplati dall'arti.colo 11 della legge ....6 ma Q'gio 1· 5:,.. F l .AG .o\LE Vincenzo, id i n aspt'ttativa. a. Roma - B"chi.amo.to iu ervizio da.l 14 novembre l con decorrenza per gli a. egni dal 16 no: embre 1009 e d. stin to 20 artiglieria camp·a g n.a. . Determinazione ministeriale 2 ·dicem,òre 1909. tu cav. Adeodato magg~ore, me iioo o ped.a.le. Bologna. Tra feri to eo-~mdo corpo stn.to maggiore. BR o Giacomo, tenenle m dico· ospedale Ravenna - Id · 25 fan.teria.• R . decre·lo 17 oUob·re 1909.. 2ANXlKl cav. Al(o·n. o·, capitano me .ieo 2 .a rti lieria fo.rtezza - Collocato i n posizion-e au ilia1 ìa,, .a sua domanda, dal 0 novembre 1909. R. de reto 26 ottobr 190 . 13o. o Pietro, capitano medico in a 'pettati v.a per mo·t ivi eU famiglia per la du-· ·a ta dì un anno alerno.. ( R . d.e re t o 1- aprile l ). - Ammesso, a dat nr d.a l I o n.ov mbre 19 ~a concor1·are per ·oc upare i 'ue, terzi degli 1m pieghi ·che i tacci11n.o "d:LCanti n e· qua ri de uo gra. o e ·COl'POt come gli u fficiali on "mplati d.Jl'arti.· o]o .11 della J. gge 25 rua o-io l 5..~. o r..o P i •i'ro, ·d. in a petta.ti va a al rno. ··iehiama to in ervizio a. . ua. do manda, dal 1° novembr - 1. e d.e tiu a o ·. fan . eri a. MtNIC[ cav.
1
~WVIlt.ENTJ AVVENUTI NEL OO.RPO SANIT. E .N E.L PEBS. FA.R:U:AOEUTIOO
15;9
R. decreto l novembr·e 1909. Sottotenenti medici pro·mossi ten·e nti :m edici con decorrenza per gli assegni dal 1o dicembre 1909,. con le anzi.a .nità sottoindica.te, oontin ta.ndo' nella lo.ro destin.a zione.
-1'fos1 Rkcardo·, 6· alpin.i. oCA.NDmo.ru Er;;rl.co, 2 artiglieria. eampagna. .BoTTAlU Carlo , R. eorpo di truppe. coloniali della Somalia "taliana (a. disposizione Ministero a.f fari esterj) BIPA.NI Ilario, cavalleggeri Umberto I . PAOLE·T TI Ve?·eeondo,. R. corpo di tru.:p pe coloniali del1a. Somali:a. ita.lian (a. d.i spo .izio·n e :Minister{) affari esteri). G .RANA TA. Save,·w, 7 alpini. Lov.&GLIO Rocco., 6 id. Anzianitct SO 1tot•e•m bre 1909. <CA TAL . ~o F-rancesco,, ospedale Catanzaro. 'TURIJ~LI Antonio, 1° artiglieria fortez,za.
ll. dee1eto 21 nove·mb1·e 1909. .ALES
NDllELW· Giovanni,. ten.e nte medico in aspettat~va per infermitc\, per la du~
rP..ta di dieiottomes1. (Regi decreti 8 novemhM· 1907 e ·G nov·e mbre 1908). L'aspettativa di cui op·r a è pror·oga.ta di un altro anno. Determinadone ministeriale 9 dicembre 1909. DoNATI Giuseppe, t~nent~ medie"() ·osped.a le .P,e.r ugia. -Trasferito 9 bersaglieri. POlUNI Guido~ id. 8 art.igli.eria campagna.- Id. reggimento cava.llegge~·i d.· Padova.
B. dec-reto 2S n<me?nbre 1909. Giorgio,. capitano· m ·e dico R . corpo d.i truppe c~loniali della So-malia ita Ha.na (a d:isposizione Ministero affari ·e teri).- GeSRa di essere a dispo izione Minist~ro · aft'ari esteri a datare p:er gli as ·egni da~ 6· dicembre. 1909 e tra· sfe:ri to legione carabinieri Napoli. B.. d~·Creto 2 dic ·m.bre 1909·. LA GROTTERIA Pasquale, eapitano m.e drco· 9 ber aglie·r i. - Collocato in a petta ~ ti va per motivi di famiglia per la durat:a. di quattro mesi a datare d.a l 16 dicembre 1909 J., Fo r"i:ncenzo, tenente medico in aspe.tt&tiva per infermità ~mporarie proveaieu.ti da. ca.use di servizio per 1a durata di un. ann.o . (B. decreto 5 novembre~ 1908). mmesso. a data ·e dal 5 n.ovembre 1.909, a co·n oorrere per occupare i due terz~ degli impieghi. c.he si facci.a no· vacanti nei quadri del suo grado e em·po, come gli :ufficiali eontempla.tì d.a.Htarticolo 11 della. legge 25 maggio 1852. ltuFo Vince?tZo, id. in as:p ett&tiva a 'N apoli.. - Richiamato in serviz.io dai 5 no·· vembre 1909 eon. d·e correnz:a per gli assegni dal 16 nov·em.bre 1909 e ·destinato ospedale ovar.a. Detennin.azione minu ter·iale 16 1tove·mln·e 1909. .&Iom ~tl"afino~ capita·n o medieo 52 fante ·ia (comarnda.t o ospedale adova).- Destina-to quale assi tante onorario .a lla cl:inica cbirur·g ica dell' univer ità di o.nzichè alla clinica chìm.rgir,a dell"unì·v ersi.tà di Padova e ooma.ndato ·ospe~ àJ~ole Roma. CALE. B
.16 ' MOV.I llEI.! TI AVVENUTI
EL
OR O SAN T .. E N'EL PERS. F 'A RMAO:E UTIOO
11IFA.lu Mario, tenente medico reggimento ca.valleggel'i Umber·t o I .. infermeria pre idiada Terni. R4 dee eto 9 dicembre 1909.
Tt·asf'e.rito-
Miellele ottote:n ente medico 16 artiglieria c-ampagna. ~· Dispensato, per ~na. d.omanda., dal ser izio permanente ·d al lS d icembt~e 1909 · i:n~eritto ·col suo gr.a.d o e con anzianità 21 :g iugno 1908 nel ruol·o degli. uffitiali medici di compl mento ed a egna.to distretto Taranto. B. tùcreto 16 dice1nbre l 09. Sottoten nti medici pr-omo i te-nenti medici, con le anzianità sottoimdi·c a.te . con -decorrenza per gli assegni dal 1° gennaio 1910; continuando nelP'attu.a:le Io:ro destinazione: ..4.n zianità. lO di rnòn 190~ . FrAGAI.E Vine m:o ~O artiglieria ean pagno.. _ nu . 1 i:Ccola, 1 id. id. .Anzianità 22 dicemb1·e l ;· 09 , HIFON
F 'ORI .o
Salvatore o.spedale aserta.. Determinazion,e mlnisteriale 8· dicembre 1009.
FINTA Gio ·anni,, capitano :medico ber a,glieri. - Trasferito legione ·c&ra· bi.n.ieri Pale·rm.o·.• ARRuso G·e sualdo, tenente medico 5 dp~ni. - Id .. ·o pedale Milano. DE SnwNE Giu.seppe, so· totenen te med.i.co 'l id. - Id. 8 al p·in·.
CA
o:RO~ BIFIOERZE . c~on~oesse neUa ricorr.en~ za della le1ta di napo. d'.ann~o f 9 t
o.
Or4lae della Corona d'ltall.a. R. ·dec1· io 2fl d.tcentf.n·e 1909. 1n consl'derazio·n·e di lungh"' ·B bu·o~nl servizi, at:·a lie-re. P LU3:1BO Giuseppe, capitan:o medico ospeda,le militare Chieti. Piz.z oo no Clemente - id... 9 ìd. fanteria .. 1 EUNI Fior nzo, i l id. ospedale militare Brescia.. In considerazi.o:ne di epeclall benemer.enz·e.
a ·ati ·re. cla 'e, o~c;pedale miHta:r e Firenze. Defa.Dtl. SA\ · c~n. Iwffaele nen e olonn llo medjco in a pet·t a.tiva })er inferroitll.Iorto n. ·a erta l ett mbr 11 , 9. MAsETTJ Pio capitano medico di ri ··er ., li tretto Rou1a. ~. Morto a R·ollla 1'8 di~ ce m bre · '.J. - - - .=.....=.....=. _ _ =----=---=---=- ~--=-----
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, C.UA:ann. ~ La fatica ·n ella Vita militare. Memoria premia.~a ne·l eon.e orso Ri.b eri 1904--1905.~ On volume di pag. 3·30 oon 65 figure ........ Roma, 1908. . • ~ ID.. ~ Le malattie e gli ìnfo:ttwù · nella vita miUtare. emoria p.r emi•ta al concorso Biberi 1905-1906. Un volume di pag. 402 coo tavole grafiche o stat1-
6 -
.s tiche.- Boma. 1908 . f· • • • • • • • • • • • •. • • • • 8 ·C Uun - Esposizione sommaria deU'ordinamento e .f unzionamento del eer+ vizio sanitano in campagna p·resso l'esercito italiano. - Boma. 1906 • • l .-. DII CBfU..B& - Studio aulle mediastiniti (mediaatmit.i au,ppurati.ve\ll 8806180· m,e.. dias.tinico). - Boma., 1.900~ Un vol. di pag. 144 Hn:rr... - Onomatologia anatomica. Storia e ·or.itica del. moderno lin_guaggjo aoatomico. 'T raduzione libera italiana dei d.o·t tori C. Plt.E'Pl"l e C. 81'0au. Roma,. 1884:. (Edizione rnr.a ) • • • • • • • • • • • • • .• • • • Le Jtri't . '041!-'Gte dalle armi da. guerr~ Sintesi della relazione eanitaria sugli eserciti tedeschi durante. la guerra. franco-g&rmaniea 1870·71.- Roma, 1889'~ Un volume di pag. 348, pr.ezzo ridotto. • • ~ • • .• •. • • . .. • •· MA.NAYJU. Studii Btorie~N~ritiei sulla meningite eerobro·spinale ep'de mica lD Italia e particoi&I'Dlente 'Dellt·esercito. -Roma, 1883. Un .volome -di pag; 282 con 2 tavole gra:ftaho. PreZ'ZO· ridotto .. . • ~ . • . . . . · ~ • 1 6'-lJHAlU. Le ·JesioBi trau~tiche dei cent.r i n.o rvoai. Memoria .ono:ra.t a del premio Riberi. - Roma, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto ... • 8WOB·ZA e GlOLIAB:m:..LT. La malaria in Italia. Opera. ono.r ata deJ 1° premio l
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al co·noorso Riberi. Un volume ~n 7 grandi tavole cromoli.tograflobe. ·Roma, 1885; p.r ezzo ridotto .. .. . . • • •. • . .. • • • • • • • 1 3 TOMBLLilU•. DeUe malattie ·p iò lteq.uentement;e simuJate. o provocate dagli ina~ttit.ti. Roma,. 1815 .. • .. • . • • • • . • • . • • • • • • 3 .&O • - . - Per :11cqui:lto dtUI operi lopra.lndtcat·e lnv•a.n commt1s1onl e v.a )ia .aii"AmminlsfraziOIII• li liaml'le dii. IMidLCII,na mUltare via X.X Settembre Ro,ma.
d. ltJ·•e pttbbUca,ztoni tnedlco-milttaJ•/..: C.uALt P'D~1l"IIO, ttmcnte medioo.- La chirurgia conàervatrioe nei anoi rapporti con la ttawnatologia e la legge' concernente gli -intoduni sul lavoro. Tr.at;.. tato di •geei clinica. in rapporto aDa Propedeu.tica chirurgica ,generale e alla. legistavione sociale· italiana.- Rom~ 1901. SocitJtà edit-rice Dante AJighier~o (Vandiblle presso l"utore •. V'ia XX Settembre 89 p. 1°, Roma) . . • • L. 8 lv . .ID. - V "poteei dell'evoluzione. Stodi e ricerche. - Milano, . Associazione
tip. pri.". 2•· ediz., 1900.• (Vendibile presso l''Autìore,, via XX settembre,. 89 p .• 10) • DB FALCO AtmazAt ~nante colonnello medico. - Patogenesi unica deUe malattie vaaeolsri, eeoretive e nodulari degli occhi e degli organi vielni. Un voL in 8° . di pag. 240 con. 8 tav-ole f'u ori testo. - N apolì~ Società. commer-
ciale libraria, 1905 . • ..
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Seeber· Firenze)' • . . ..
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MILITARE Direzione ·8 .Am l•lstr.u .: Via Venti Settembl"le (Paloz.o d:el Ministero d'ella guerra) ~ONDIZIONI
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t o Il Gto,.nale di medicina m 'Uta r-e si pubblica l'tdt.imo giorno di clascurt mese in fasci:eoli di 5 fo -u di stampa~ 2° L 'abbonamentQ é sempre annuo e · corr dal t• enoaio. ~ Il prezzo deU'e.bbonam·e nto é:
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G ORNA E MEDICINA M LITA E Gi ornale d i •modlcina mUUare : 1851- 1884 Glgrnale medico d Regio EseroUo e dell a Regta Marln Glornele medico del Regio Eurcfto · 1896-1907
1885 !95
AN O LVIII- 1910
FA CICOLO III
31
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. RtVI TE GE EHALI. ·cBUccltYite. - hea.zio.ne del Was~ermann. - uo alore teorko 11rati ' . o llgllo. - Bre-v.l .note. di p ·teol '.a mor · o a mHHare • . • • • . . • .IYI T
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IU VI T.A. I>S MEnJCINA t.EGA l.E. · j de l ID 1 t c m rn t U nell' .' rel to t.ede -co. Pari.J"t. - Le, fu ·he • • • . BIIO:• r - l tatun i. toro p:i ologi •
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PubblicaziOni vendibiU presso, l' Ammin:istraz. del ' Giornale di .mediiCi;RI militare n \'1
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' . r ·J . J IUE., ~ 1 JU. %7. 11 II KI. ~[ 1 ' L Tlt:U n P IC [,I,
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Anlropomdri.a miUtare isuUat.i ot uti dallo spoglio dei fogli eani.ta:ri delle classi 1859-1863; due olumi iu , o' c·o n a Jante Vol. I (D i an.tropologici ed etn logici)' con Atlante della geografia .a n'tropolo i~a. eieJ.l• Italia. - Rome.. 1896. . L. 18 Vol. Il (Dat.i demogra.fioi e hiologici) - Romo., 1'905 ;• • 6 8 0' SJ'OBZ ompendio di CW'r urgia. di guert.. co pilato auna storia medi o-,c hirurgica. della gueuo. eU ssiooe d~_ merioa. - Roma,. 1888 4 · olumj, prezzo ridott a· i &O .B Bu.EzZL - L agombnro d gJi arnroalat.i feriti. in gue a .. Memoria pt mia - .l concors.o Riberi. Un vo.ume di p g. 276 con mol.t e 6gore· t avole grafi,~ ho. - Roma. l 5 . . . . . . . .. . . . • . • • 3· 60 CA · A.RI I. - :La. i .ti~a nelle. vita militare'. I Iemoria. p.:emta:ta. nel conco ·· o' Riberi 19' 4 19 5. n volume di pag. 330 ·on ii figure. - RomB, UJ08. » 6 ID. -- Le· m l ifJ j:!;li infortuni nellfl vir J iJitare. emoria premiata ,a l concorso "'iL ri. l , o:- -1906. n"" olumo di pt& • 40.2 oon. tavole .g ra·d cbe o stati~ sti:che.- -'om l l • , , Cus 1. - ]~apo ' zion sorn a.r deW·o r- In11m0n o o fwuionamento del ser :i~o s n'tn.d o in mpn g p - s~o t• sercit• "t.a.Uano. - Ro~ma.. · 1906 • D. ·ESA.BE.. uilio suiJe ~ediastio.iti (mediastiniti suppl.u-ath'e~ aeooeeo medi· - stioico ). m t 1900. n vol. di. p11g. l • 2 YRTL. Onomaoolugi anatomica. Sto:ri e ·c.ritic- del moderno linguaggio ,o.na.tomico. Traduzione libar italiana, dei dottori c. PR&T'J!t e C'. s- ORZA. Itom · 18' ·4. (E,di~ion rara} ~ 6 -Le ferite cauaa;te dalle arm~ da guerr:a. intesi deUa relazione anitaria sugli · rciti de chi dumnte h" guerr-a franco-germanica. 1870-71. - Roma,. 1889. u volume di p~tg. 348. pr' z~o ridotto. • 2 · AYnA. , t.udii ato~tico-critici su:Ua m ningit.e , -robro pinaJe epide·IIlÌca in Itolio. e articola:rme.nte neU'.I;)S reito. Ro·tu - , 18 3. Un volume di pag. !62 on 2 t ·voJe. grafiche. Prezzo· ridotto 1 l 58· ·c
1
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MEMORIE
PERI ELIOMA
'0 RIG
NALI
--LTIPLO. D LLE O :\ CON
LINFO
&COMATOSI DE,LLE GLAN (J\1:0RBO DII KA .LE
LE LI FATICHE
p. r· il dntt. Alfredo, IBev.acq, a, t . n nto medico
L'osse·r vazione seguente ha molti punti di identita colla .co. ì de , o· ma1attia di ahler sia nel quadro clinieo, siS~ nel decorso e nell·epel·to anatomico; se ne, discosta nn po nel t·eperto ì . t ologico e specialmente in quello urologico. t >, on venu·to nel proposito di f~ rn o g ·to di pubblicazion·e ia. ~me eon tributo allo studio d i un:a malattia non comune t cb e da pochi i ' .s tata elevata. :ad entità morbo a. :& se, e ·n cui rimane tut o1·a -olto di incerto, sia perchè, se il perit·e lioma deHe. ossa è una fo ma -- naop]a .tica abbastanza rara, q nando si presenta, isolatamente., è rarissimo quando si presenta diffuso alla maggior parte delle os a,. e di-· - vanta. a dirìt·t ura eoce.z ionale quandot com.e ne1 ··a n nostro, alla di:ffu.. sione del peri telioma in molte os .a, in. modo direi qua i sistematico, i unisce la linfosarcomato 1 delle .a ìa.ndole linfa iche. Dallo studio accurato del compianto prof. D,Urso (l) risulta come tra, le 22 os ervazion.t di endotelioma dell'osso, da lui ra colte fino al 19 , alcune delle quali,, per i caratteri istologioi, sono chìaramente, dei periteliomi (caso d i J affé (2), Kolaczek (8),7 . ilde brand (4 ),, on ig (5 ., Ponce~ t (6), ( l) n~·, n,s • - L operazion,· cot:t.a .rt'at 7vc n i n ,opla· m:i margt i d ll ().flea oll contrib1'to P rsot.~~al~ ed uno· st tlro sull' twotelioma d ll08 o.- (Il Pol ;-lin "co, ~-.· z .. Oh 'r .., 1900~ .
(2) ,JA1r:P:fi.:.- Z ttr Kenntni8.s der g 'fcusr -ich n.
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Bd. l1't , . 91)'. (3) KoLAcz K.
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Aehe nmte Plllle von Angio- arl.orr,a. -
Bdl. 13, S. I}.
(Deu& . .Z eit. f. Ch ir ..•
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U br das ltib .tUir, · Angio a,rh>m od r E'n dotk lionz, d s Kn·O(Dettt. Z eit. f. Ohir.t ~ d.. 31, ·S. 262. l 90). (5) Ko ·IGJ. U ber n uU "pie 1· fll~oaarlt YJtne . Eùt Bcitraa ~w·· G sc}w .ul· tlelrre. {Ar.ch, f, Id ·n.• Oltir. Bd. 59. 1809 .. 600). ( l ox E-T. - Vedi ·~ Tft:èlf de Lym1. par E. Gaymard. - D l'E11doth ~liom d 'l Os·Anévr.:, en~ 8, A ngiOsaJ'icotnea, Hémarmn a, et.c. d u p· '(. QIJ eaux l 9 . (4) BlLDEBRAN'D'. -
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Giornok di m.edte,f na. ·militare ·- F:l: • U1
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PERITE LIOMA. MULTIP'LO
ELLE OSSA, ECC.
Bi t~er (l h, erger {2), tumorì la m.a ggior parte pnlsa.nti) non vi è alcun caso che abbia. rassomtglia,nza col nostro, sia per la diffusione si tem.a tioa in molte o ·. a, sia per l'invasione neo plastica delle ghia,ndole linfatiche; giacchè nel ca&o di Ponce,t si tratta. di un noduio a.lr osso frontale, se con-· dario a tumore del femore, il quale, andò .sogge,t to & fr.a:t.t ura spontanea; in quello di Be.rger i tumori pnh::a nti della regione sopt·acilia:r e e del fe· more, ed i . intomi di localizzazioni multiple,, embra.no con eoutivi aJ1' mputazione del br.aocio sinistro, il cui omero era sede primaria del tu1nore · in quello di onig si tm·t ta di neopl sie mu1 iple looalizz.a.te nelle. o a d.i un piede soltanto e nel g.a trocnemio, delle quali l arom · la o guan con un a to opera.,t ìvo; e nel ca o di udhof (B) che, I:>er
la localizzazione dei tumori alle vertebre con invasionì di molteplìci ossa, somighereb·h e al .a o nostro,. p.a1·e tt·a t tar i p i u t osto di e1 dote· Homi anzichè, di periteliomi, ed inoltre gli altri noduli neopla tioi sono secondari ·. i tumori deUe ertebre7 mentre ma;nca l' invasione da part~e d n linfog]an lole. Il Bignami (4) nel l 9 ripo.r ta un'osservazione simile ;a lla nostra. per il reperto i ologico d~elle neoplasie o· see, che erano d.i seminate nella midolla della magO'ior parte delle ossa,. di dim n.z ioni piccole, quanto una len·te ;. neoplasia che egli ca.ra.t~erizza come « a.ngio-sarco.ma perìteliale i . tematlco del midollo osseo ,. , volendo indicare coH' aggetti o sistema.tieo c la diffusione, a tutte le parti di un sistem.& an tomico a fi,.io logico ;e. e lo elassifica fra le sarcomato i sistematiche del midollo o seo. Mentre di tutte le, altre neopla·s ie si · ·te.m atiche aelle o s;a, che olas ifiea tra l~ lin foma.tosi, ne fa tre varie~ tà (5) .: a) casi di linfomato i sistematica midollare1 o con sede pre alen . . temente midollare (il cui d-ecorso clinico e queHo dì una anemia pro· gres-i va a decorso rapido); b) ·Ca i di linfon1atosi . is ematica delle os a e za lesione precoce, gtave e diffus.a, del midollo matoblastico (apparte.n gono a questa categoria i mielom1 multipli che siri contra.no nella malattia di .K ahler); c) ca i di linfoma.tosi sistem.a.tìcl\ con sede prevalentem n te pe rio tale ( ui appart n.gono quei casi in ~cui la linfom.a tosi ,s i sviluppa r F •Uqeha lt in d n IiJndoth Uom n (P ritheliomen) d Knochcm. (D nt. j. .,M,.., Ed. 5 • . 34 . ). 2) B~>~J J:,;R • r l ~nd fh lic:nn s deB o . (Rrl ~ d . c.hirrtrgi , n. l t 1900) .. (3 } DH , - . Erhmg r D· rtat.ion (l 7. ). {-il Br · . ·A:\H. ~ • 'uUa sa1·oomato i e sp ,cialm nl -opra un a o d any 'o arcoma ai~ st lWifico, d,•l nirlollo ddl o t:a. (.4nn,ali d~ il i d ic i·r~u ava! .. p. 121 J 189 ). (:) I o. - ')' t!la l ilfn tt.!lJt · i BiHllm~a!ica n~idoUare d ostcop. rioatale. ( Am1al' di ~
M dicina
1
a ·al
PEBITELIOMA
ULT.IPLO DEL·LE
163
in modo diffuso, specialm·e nte nel periostio, det-erminando alterazioni -di forma dello scheletro., come nella malattia di Paget,. ne:IPacrome· galia, ecc.). llolto probabilmente anche. nel ·caso di '· arckwald (1),. che sì avvi,cina a quello del Bigo.ami, si tratta di peritelioma multiplo delle ossa, "quantunqu:e l, A. lo classifichi tra gli ·e ndoteliomi endovascolari, nella. qna.le categori.a fa rientrare il ca.so di Kahler e gli altri a questo simili. Non ·c redo qui utile occuparmi del perit;elioma. in genere, del uo ·signific.a,to, delle sue sottospecie e. delle varie quistioni che intorno a -questo gru.ppo oncologico si sono agitate, perchè si trovano esposte in modo magistrale nei lavori di Hìldebrand (::!), Palt.auf (B), a]d.ayer ( ), olaezek C), irch-Hirschfeld (6), ' orrmann Ci),. von - ippel ·( ), Bar~h (H) ece., e nel trattato dei tumori di Bor t 10). In Italia non mancano la.v ori intorno a q ne ·o a.r gomento : ricorderò -quelli di Fru.giuele ·11) Pian. se (12) 7 Bindi (13)., Tarsia. ( 14) Palazzo (lo) ~ e.oc. Io stesso nel 1907 ho riferito un caso col nom di emo-linfo.. peritelioma. so t tocutaneo retro·au ricolare (16). Rigua.r do .ari caratteri <t nera.li sia anatomici ·c he clinici del periteHoma delle o sa, es i sono perfettamente iden ici a quelli dell endote.. li oma.- s~e si eccet tua la m.a ggiore va colarizzazione del primo, per cui, 1
~ntravas u.l.aren Eti.d,ot},eliom. in den k-elets (M'y el'om, A ·n gioBarkom ). - (Vircl~ou:'s Arch.. t Bd. 141). (:.) HILD BR D. .Loco citato. (:l) PA.LT UF. - U ber OeBehwi.Ust.e d r Olandula earotic<2. - (Zi gler's B eitrage., -t. ~ I p. 260 l 92). (4)- \VALDEYER. Virch(}w B Arch., 55 Bd. (5 K LA. ·zEK. - Loco citato. ( _.) BtaC'H· BlRS KFELD. Are. Oihndro,-,ux,. - E·ncitlopec.lid di- Eu.lemburg, ed. i ('1) BoRR:'lU...~ ~ . - Vircl,ow a Arcli., Bd . 157 .. 1899. ( ) v IPI'EL. Beitrag :z"l.lT 0a8'~4:i:~tik d r A.n.giosar ome. - (Zù·1 l'e r · Beitrtioe , Bd. l4•t 896). (9)' BARTB. - Eir-, Fall oon. Lymplw,noiosarko.m des .M ttndbod :u _c.? d B -m ~·1.-ungt!t,J~ Uber ili sugennafl.t ~1 Endotllelge.sclu ·ti.late. - (Zi gler' B B it.rdge,, Bi. 19.. I ) Bott T. - Die L hre voJ:J .dfm O : ~chwulst n. (W: .. 7:;ad 1:'- Bcrgmat~n. 190:..). ( 11 ) F:aUGIU'E'L E . - A t"gio ..arcorna. p.l ss "l nne ci ti o dr•lla ~ a .l'p bra. - (f, ion&-:rl deU '(' o ùuùnM~ dei M d ·ci e atw•t:di tt. fli 1l. apoU. P un t.. 4. l 99) . D ........ 8tttl' nclotel."oma 'Pal1jebrale.. (Il TomnwB~~, n. 5 6 . HIOO.) . ( 12') P!ANESE. - Perit lion:~a, du.rae O r bri. -- ( .azzetV't ltftt' rn~ ... l nflle d'i M di ·cina. 19()3). (13) BlNoi.- Pl'it -lioma d lla. co eia. (~i{on1u~ llf di .a, Hl 4). (14) T~ws.u.. - Di ut1.·raro ca o di p rit lioma della gamba. - Riforma U ~i (( 190f ).• t • (l ") L..\Z·ZO. - Cott~ribu.to .a 7la cm"' :8 en:a d el 7)•r ril li-fJrna. - (L .. al . HC(' O!urur .. giea, 1900).
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a·orn!!le M dico del R. E crcito, HJ ii.
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PERJTELIOMA MULTIPLO . ELLE OS, A,, ECC.
questi tumori spesso sono pul .a.nti, da esser c.onftlBÌ cogli aneurismi deUe osa. Del re to tali caratteri sono e posti s:ia nella tesi del Ga. m;Btrd, ~ia. n.e l lavoro del D U rso 1.nnanzi citati, per cui farò a meno di ripeterli qui. Ricord rò olta.n·to, a proposito del p,e rit,e lioma multiplo deUe, ossa., che esso ha identico col peritelioma solitario, sia il reperto istologico s'la la loc,a Hzzazione or1ginaria, la quale ordinariamente,, come del resto negli endoteliomi multipli e , olitari delle o. a~ .a viene n.el midollo d·e lla ossa lunghe e di quelle spongiose, quantunque non poss.a esci uder i l origine periostale specie in quest' ultime.
d ora veniamo alla nostra osservazione. Purtroppo l autopsia e1 per conseguenza le r1cerche i ;tologiche, st son dovute limitare, date le, condizioni sociali del dafanto, al torace coi re lati vi organi ;s olamente: non per que "',to,. .a w io modo di vedere, P osservazione, se perde d'importanza., e a dirittura superflua. TO.RIA. CLINICA.- A B. ufficiale dell'esercito in posizione au&iliaria, di anni 54, entra in questo ospedale il 1 .. settembre l 07.t ed. è ricoverato nel reparto ufllciali - stanza n. 8 - allora dire ta dal tenente medico Tacce, ed in seguito dal capitano d.ott. Madia Il B i lamenta di dolori violenti .alle spalle ed al torace, che si irradiano fino aHa regione lombo-sacrale. Tali dolori hanno carattere lancìna.nte e folgorante, e sono co ì int nsi, e h~ non permettono all inferm il minimo riposo: perciò que.-ti si contor,ce, emettendo gri .a ,e muggiti· da dare una scena veram ute compassionevole. Di v.e rsi giorni prim:a. era. sta.t o da me, perchè gli prese.!'i ve -si qualohe u - zìone calm:a nte pe,r « una nevralgia ìntergos:t ale • di cu1 ,s offri a.,. come gli era stato de't to dal suo medico che lo curava da ciroa. tre. mesi .. c u a i noi tre forti dolori alla. metà destra della fa·ccia. Dal lato ·ereditai~io e famialiare nulla di importante; circa Pana:mne,s i remota risulta ·elle ha. sofferto di gotta. e di coliche nefritiche,. ed ha, ·e me . o anche dei calcoli urinarì. Modico bevitore e fumatore, ha abusato della. V enere, e .s ì è, esposto, come militare, alle cause reumaizzanti.
TATO TT ALE. Co ti tnz · on.e s heletrica. ottima, n ntrizione sca... duta, :m asse musc,o lari flaccide, colorito d-ella cute pa.llido, tendente al paglierino.
P 'E R.I'T ELIOHA M' LTIPLO DE.LLE. O 7
A, .E CO.
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La guancia destra, in corrispondenza della. branca montante del maacellar·e inferiore,. è tumefatta. ed ·e dem.a tosa; tale tumefazione ha., consistenza duro-·ela.stica, è dolente, non ben-e .deliminabile, invade un po' la regione parotidea, qu.a.,n tuuque non a.bbi.a rapporti oolla glttndola.
·che di eontiguità, appa-rtenendo evidentem nte all'osso. on può divaricare i mascellari che incomplatamente, perchè avverte ·dolore· nel~ l 1articolazione temporo-mascellare. Co.n. molti sforzi, ed abbassando la lingua, si ries.c e .a vedere l ugola. .arro · ata ed edema.IJosa, ed il pilastro p st.erio1·e i e tro rle) ··arìnge un po: gonfio. I gangli sopracla.v icolari di destra sono liev·e mente tume· fatti; solt:a nto uno raggiunge il volume. di una m.andorla. .m entre gli .a ltri sono più. piccoli, du:rì,. sposto. bili, indolenti. on s.i .n ot.a.no gangi· -epitrocle.a.ri, la.tero-ee·rvioa.li nè ingninali. L'esame del torace, ch.e nei primi giorni non è possibile dati i dolori irresistibili, .ehe non permetton.o al p.a ziente il più piccolo movi. . mento, in seguito non f~ notare sintomi ben determinabili, giacchè i fodi dolori prima., e la grande prostrazione in ;segnito, impediscono un ~same es.a tt o ed ac.oura.to. Il eu ore esa.no. Da part·e del aiste.m.a nervoso: n.o.Ua di .a.n ormale a .carico della motilità e delle var1e sens.ibili:tà, se si eccettui la sindro:m e dolorifiea al tor&ee. Riflessi rotule1 ·e .a ddominali indeboliti. Vi è anisocoria (la pupilla sinistra è. un po'' più dila·t ata) e torpido i l riflesso pu· pilla.re .a lla luce (ArgyH-Robertson). L' infe.r mo non ha mai a:vuho dolori lancinanti agli arti i ferior:i, n.è crisi gastriche, diplopia, scotomi, disturbi isivi. I/ esa.m.e delle urine, ripetuta.men te eseguito durant·e la sua. degenza. -alrospedale, ha d.a to sempre il medesimo risult.a to, c~oè .: colorito II
ogel - ·p eso specifico 1020.-1022 .. reazion.e a.cid.a. -
pr·esenzo. costante di scarsa quantità di albumina (grammi 0.20-0.25 p. 1 O - ure.a 16 p. 1000 .. :indleano abbondante .. fos.f ati a:um~entati del triplo .. - .A l microscopio: pareeehi cilindri prevalentemente ialini .. pochi granulosi ed epiteliali ... ra.r ·e emasie~ Ricercato neg] i ultimi giorni il pe.pt.one ed il corpo d1 Benoe-Iones, si .s ono trova.t i cos·ta.nt,e mente assenti. DE,COR o. - Nei giorni successi vi 1 i dolori si andarono a.t ten uando, in. seguito a d.eHe inie.z ioni di santonina, ma. lo stato generale si a.g.... Q'Tavò, la na~rizion. e diven·ta.va sempre più. seaduta 7 il colorito piu pal· lido, la tumefazione al masceHare aumentato (si e fatta. una puntura. esplorativa con esito negativo) mentre il dolore diminuiva, e· co-l pure la. tumefazione del pilastro posteriore des.tro delle fauci si .an.d · · e ... .stendendo.
l 6
PER.ITELlO · A MULTIPLO .D ELLE O. A, ECC.
Anche iJ sensorio si attutiva sempre più,. tanto che n eH' ul ti m.o periodo l'infermo appena riconost3eva. le persone, aveva ro·cohio apatico s uardo vuoto e fisso ed, interrogato, rispO'ndeva. a monosillabi. ed a.. malapena. 1115· ottobre apparvero dei tumori su quasi tutte le costole di entrambi i la.tì, di con i ~enz, a d.apprim.a. dura e poi elastica, che andarono poi aumentando di volume·, fino a. reo-giungere la grandez:z a di un ma.nd.a rino.. Tali tumori furono riscontra ti anche s.u lla d iafì si di tutti e due i femori. do e face"\>ran.o corpo colle o a u cui erano impianta i, da. n do l'impressione come se il fem.o re si fo e uniformemeu te in ~ros~ sa to su quel tratto. ei primi giorni della loro com par a ·e rano dolenti ; ma in gu.ito· ìl dolore andò diminuendo,, for e per la perdita. del , · n~orìo che. i manit stò verdo l'ultimo periodo. L'esame del sangue, e eo-:uito dopo la comparsa dei tumori fece notar·e: corpuseoli ro i 3,5-0,000 per mm. cubico- corpuscoli bianch · l , 00 per m~ m. cubico. E.moglobina aH emometro del Flei eh 40 p . .1 O.. Non si nota poichilocito i nè e~1na. oblasti on i s no alterazioni a:ppr -zzabili n.ella formola l ucocitaria. Aumentati i leucociti a uran.ulazioni neu.trofile. Da allora. in poi la cachessia crebbe; si aggiunse d.ispnea, pro ·trazione e trema. di forze, da ìmpedire. a.l paziente il pi ~t piccolo movimet to ed il 21 dello ste o me,se a.Ue ore : , 6 ·Ce ò di vivere. DIAGNO 1. Mentire nelPingresso dell 1inferroo all ospedale i dolori folgoranti a in, ura., con i disturbt oculari (ani oeoria, torpore de.~ rifle so alla luc·e) e l ind· bolimento del rifle o patella.re, avevano fatto pen. are a.d un proce so tahetico, di cui il gonfiore col dolore alla faccia poteva co tituire un e1 i fenomeno; nei · iorni su cee siv1 1 rio er~ v anelo con più atten.z ione l'ammalato, dovetti . arfiare compie ,a·m -nte· qu Ila, .s uppo izione, me o : ulla. ia dalla pr e 1za de.JPade opatia. sot· t c l~vie late estra ( intoma dì Troi ier) patog.nomonica dei neopla m.· d ·. gl i or ani eu loto·r acici e todiaframma· icì (feuato stomaco). E o to d, un altro ca o o ervato n Il., 2 in quest·ospedale ed in· seguito d me pubblicato , l}, il qttale ammalato pre~entava gli te, i dolori al torac ,. le ghiandol sot o-clavico]ari dure, indolenti, 1l quale caso i rano fa ·~te le piit -varia e diagno i m.en re alia. ~azione i trovò ca.reinon1a d 1 pulmone, non i o.i a dia nosticare nel nos·tr(). at. uale ammalato un n pla ma. end . tora.cico.• (l) BE\7.\
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P'ERIT LIOliA .!._ ULTIPLO DET~LE OS A, ECC.
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Con tale diagnosi era. possibile spiegare tutti ì sintomi che l'ìnfer mo presentava : le glandole sotto-eia vico lari ipertrofìche ed il tumore della mandibola, che rappresentavano metastasi del tumore i dolori folgoranti a,cintura sarebbe,ro probabilmente, dovuti a compressione delle radici dei nervi inte,r costali, e co,sì Panisocoria a compressione del simpatico cervicale o della sua anastomosi col 2) nervo interoo t le, e poi la cachessia, il colorito profondamente anemico, lo cadim·e nto delle forze, tutto era in armonia con un tumore .a triste indole. L'assolut.a impossibilità di un esame fisieo ri~oroso del toraee, per Patrooe dolore che tormentava il paziente al minimo movimento e n l re·s pirare un po' più forte, non mi mise in grado di pot.e rne discutere la. sede. e nonch , Pa.pparire dei tumori sulle costole e suUe diafi i dei femori, nell'ultima fa e deUa malattia., fu la dimostrazione piu evidente dell'indole neopla.stica del proce so morboso. Tale localizzazione dei tumori multipli mi fecero nascere il sospetto .che qui ,s i trattasse della così detta malattia di Kahler., la cui sintomatolog·i a. rispondeva pe:r fe·t tamente al ca o no t.ro.. Per averne la conferma ricercai nelle urine più volte il corpo di Bence-Jones, che è il sintoma. pa.tognomonico di quella forma morbo a. La ricerca e sta,t :a. eseguita costantemente, e. con tu _to rigore, ma non ho potuto mai rinvenire tale so tanza, anch dietro precipitazione e filtrazìone a caldo della scar a albumina ehe le urine contenevano. L'assenza dell'albumosuria mise in quarantena la diagnosi dt mala.t~ia. di Kahler, e a pettammo che dalle inda{J'ini anatomiche e micro:s copìche venisse la. vera luce sulla natura. della forma, morbo a del nostro caso, che d.a lle ricerche cliniche fin qui eseguite, -veniva conside .. rata. come una forma di « sarcoroatosi delle os a •. *
*
REPERTO .A NATOluco .. Torace. i apre soltanto la. cavità toracica. per le ragioni innanzi esposte, la eia do il piastrone sterno.. costale t\(lerente ai tessuti molli nella. estremità inferiore 7 e lns andolo sulla pa.re,t e anteriore dell'addome. La maggior parte delle costole, si presentano cosparse di tumori, disposti quasi in. modo simmetrico a,, destra ed a sinistra7 che variano di grandezza da una noce ad una mela.. Nel punto dove ogni tumore i impianta., sostitui ce completamente il tessuto osseo, gil).cchè al taglio non s'incontra. resistenza alcuna. La snpe.rficie esterna dei tumori aderisce allo strato muscolare o vtene immediatamente al disotto del a cute, .a seconda la regione to~
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PERITELIOMA MUL'riPLO DELLE OS A, 1m0..
rneica pnt o meno provvista di masse mus.c olarì, su eui la neoform&·· zio ne i m pianta ~ me n tre l:a su pe.rficie intern.a aderisce lassamen te alla. superficie esterna della pleura costale, che iéne spinta contro il pul.. mone, infossandolo. La superficie di s zio ne di ogni tumore ha colorito quasi uniformemente, grigiastro, eon una. striatura irregolare, più appariscente alla periferia da dargli un a petto ft'bro o. La consistenza è rnolle, nel cen· tro facilm· nte 1appolabil , men.tre alla periferia assum·e maggior·e, ~ ·· sìs enza al taglio. 1 el re. .to le. co tole hann forma, aspetto e consistenza normale . •. ulla u perficie p o ter·iore dello sterno, i n corri .p ond nza del pnnto d impianto della 4 · cartilagine costale, si nota un nodulo, della grandezza di una mandorla che aderi oe. all'o o mercè un lasso te,;suto connetti vale,. ond·e ne · facilmente di taccabìle.. Al taglio si prese:n·ta. anch'esso di colorito grigiastro uniformemente e d1 consistenz,a duroelastica. li orga.ni del m·e ias· ino conservano normali i loro rapporti topo gra.ficL La pleura parietale aderi ce al foglietto vism~ral·e· in q n.a si tu ·t a la sua uperficie, ~:;ia a destra che a sinì tra, quantunque tali aae .. renz·e siano molto la e., tanto che il ulmone se ne può liberare fa. ilm nte. Pericardio normale con liqu1do scarso nella, s.u a cavità. Cuore aumentato d i voi ume, con leggera. ipertrofia conc·e n trioa d·el ventricolo sini tro., m ntre il de.s tro si mostra alqu.a.nto dilatato. Endocardio e v.a. Lv o le cuspidali enza alterazioni: le ca vi tà. entricolai·i contengono grossi coaguli fìbrinosi. orta, arteria pul monare con va.l vole semilunari sane. olmoni.- Notansi al taglio dei noduli di varia grandezza., da un aeino di mig1io ad un p i 'ello, p i u tto .t o scarsi, di colorito scuro i più piccoli,. grigia tro i piu gro si. Pochi ii s i ed i piu grossi, sono im .. mer i nel pa.r enchima pulmonare., che. si pre enta. infiltrato nei punti dove tali noduli si riscontrano, atelettas'oo nelle zone dove i tumori CO· stali si approfondano, ·enfisem.a.toso n ·- li a p~ i e nei margini anteriori, con ipos asi alle basi. I più piccoli noduli si mostrano al di sotto d.ell,a, pleu.r.a visc rale. Le ghian ~ ole m dia ~iniche ed int rbronehiali sono ingrossate, va.. riaud o d1 grandez.za, ;a, un p i eH o .ad un a grossa noce, specie .a sinis·t ra.. 'anno consi enza durO·· lastic.a, f ·r ma allungata o rotondeggiante, . e. ·· o amigdaH forme ...Al tao-lio i pr~san.t no di colorito grigiastro ·Con -tru tura, uniform.e. olonna v,erte.b rala.. - La maggior pa,r te de corpi erteb1·ali della
PERITELIOUA :MULTIPLO DELLE O A, EOO.
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- ~olonna. dorsale (2, 4,. ~, 6, 7·,. · ) sono sformati, e sostituiti in pat·te
da an tessuto avente tutti i caratterl dei tumori costali, mentre il t·essuto oss.eo,. che lo circonda, si presenta rarefatto con i egni dell'os.t eoporost.
In alcuni punti (4 ~:~. e 5n ertebra) ale tessuto neoplastico coinvolge oltre al corpo vertebrale 7 anche H capo della. costola corrispett.i va., imbrigliando le radici dei nervi spinalì, che fuories.cono dalle rachide in quei. punti, come ri ulta da una paziente di sezione.
**• E. A E 1. roworao (l). ·- Per ta.le scopo •· ono sta.t i presi dei pezzet i : dai ari tumori costali e dal te. suto neopla ti co d·elle ve.r tebre; dd nodulo retrosternale, da varie glandole interbronchiali e sottoclavi. . eolari così pure qualche nodulo del polmone, e fissati in modo vario: alcuni in :s oluzione idro.. alcoolica. acetica di su bli mato .; altri pezze t ti piùgro ~ .i in Muller, ed altri piu sottili in alcool .a csoluto, per la ricerca del glicogeno e dei. microrganism1 ohe eventualmente si fossero potuti rhn ·e nire. Le sezioni sono state vari amante colorate : e:ol Pemail nme ·e d ora.nge od eosina.; litio·carminio ed indaco; van Gieson, per le alterazioni dello s TOma e per la degenerazione ialina di esso ;. colla muoi-ematei n a di Mayer per la possibile.degenerazione.mucosa ·: col Weig·e rt per la ri cerca. delle fib1·e elastiche,. co11o Z·i el diluito a caldo, coll Erlioh, colWeigert per la colorazione. di possi bi H microrga.n i smi. De1 t.a gli di pezzettì fi sati in alcool as ol uto fatti a mano, furono trattati col metodo di Bra.ult (gomma ioda:ta) pe;r la ricerca del glicogeno . L.e ricerche microscopiche sono stat·e dirette essenzialmente per · ta.-
bilire: l La natura dei tumori delle costole e delle vertebre; 2° S.e l'ingrossamento dalle ghiandole linfatiche ìnte.r bronchiali, ottoelavicola.r i ed il nodu.lo retrost.e.r nale ra.p presentassero delle vere . metastasi,. o fossero dovute· a qual oh e altro processo; · • o Se. i nodoli pulmonad a.vess·ero la stessa struttura dei tum.orì ossei · 4°' La ;successione morbosa in q nesti varii tu.m ori , 5 La possìbilità di riscontrare qualche para:::;;sita, cuì attribui re t'·etiologia del processo morboso
mia
(l) I preparati .istologic:ii so.no stati minutam nte controlla i n Il ' ituto diAna o.atologiea dai mi i Maestri O.'. '· chron e· . iane .e. he Jimrra.z:Ji sen .. itn:mm te.
17
ERITELIOMA
ULTIPLO DELLE O..
, E:CO •
.EOPLA ~~~ D1E:L LE CO ·T· ~ t.E E DELLE BRTEBRE. Ess~endo perfettam nte identica la struttura d.ei tumori ~costali e v~ertebrali, ne faccio un'unica descrizione, per bre~ vità. Si può dire che tali D eoplasie risul tan.o formate,. per la. massima.. p :a rte, da. vasì più o m~eno dilatati,, taglia ti ora in senso trasv~e~r,sale, ora, Jongit:udinale od obliquo., ·e da amma si oellula.ri più o meno abbondanti, che si dispongono intorno ,ad essi a guisa di manicotto, da.nd!oun aspetto speciale, alla sezione, la qu.ale risulta ~costituita da un gr,a n numero di produ.z,ioni cellulari, aventi ciascuna un. vaso uel mezzo ed un mant.e llo-cell ulare intorno. La maggior parte di tali produzioni embrano di.vise tra loro da. un :a lone, incoloro, il obe dipende dalla natura, della neopla.sia.., che si sgre·tola facilmente, e dalle m.a.nipolazioni dei pezzi P ·e r cui ·t ale divisione è del tutto a.r tificiale. Le alt e produzion· eellulari, in mì or numero s:ono unite fra loro sel za fa l" notare a.lcnn. limite in eia cuna E .. :e a :s umono forma roton· deggian t, , allunaata o ' o oidale, a seconda che il aso, che sta nel m zzo, ·c apita al a.o-Iio in senso tra versal o Iongitudinale. o dì :sbieeo a hec~co di clarino, per cui gli elementi cellulari vi si dispongono in :modo da dar·e ali , produz·i oni le div~er e forme citate. Inoltre riscontriamo neJle sezioni .: uno stroma conne tiva.Je una oa.psula ·e degli altri ~E-'lem.enti cellulari,, che non l1anno disposizioue p riva. a.le netta ma i presentano amma ati disordinatamente. De criver mo quindi a parte, lo stroma, i v,a si .s anguigni ed i diersi cnmub. cellulari. t·1·oma. - Lo S'h·om& è molto scar o nelle p.a rti centraH del n.eop.. asma~ e so, a, debole ing ·andimento,. .si o erva. solo allst parte periferica.t ·dove si radden . a, .~ rmando una cap .ula ìntorno al tumore, m~entre non si vede el .r esto del preparato, pacie in eorr ·· p nd enza. de He produzioni cellulari,. che, a. for j. _: imo ingrandimen _o, ed è. molto d~elieato. I q ue e e· so è ra p p re, ·e nta to d a.Uo strato con netti al e che attornia i asi, do e a uma lln a petto omog~eneo, e si colora bene coll'eosìn.e.· mentre tra gli el nfl.·e nti c~eUulari, ·c he formano il m,a nteUo periva.sale, lo stroma ·~ r.appr entato da. fibrilla o , ilis im~e, ca.r e dispo _te tra un elemento e Paltro .. T.ali fibrille che i dipartrono dal ·c onnetti o periva.sale, sono ben visibiF oH imm r ione omogenea. i può afi'errnare che una. vera trama connettivale esiste al di fuori delle cit.a.te pro , tzioni; ed in punti rari do e o gli elem.e nti ueoplas·t ici non hanno d i s r o i zione peri va al e alcuna . oppure d.ove tali ,eJem~en ti . ono scarsi, m nt.re i si ri eont1a:oo de li pazii ohia.ri, fa.tti da vasi dila.ta:ti o da ca 1ta contenenti delle cellule gigan · i {mielo.. plaoche) dispo· 1
PER ·TELJO A
.ULTIPL
DELLE O.
, EO •
171
-ste. tra le· fibre connettivali .. :T ale tessuto connettivo che for.m a la trama, ass.u me in generale P.aspAtto d·e l connettivo fibrillare comune, ·c on nume· rose fibre munite di nuclei allungati analoghe ai fibroblasti N eHa. pa.r te periferica delle ·e zioni, esso form.a. delle scar .e gittate che. si dipar·t ono da.Ila capsula, la qu:ale, a.b bastanza spessa, è cos.ti.tuit& da dne· .s trati· uno esterno fat'to da connettivo la.mellare molto tenue~ in cui si notano molti. spazi chiari {spazi linfatìci), va.selli:ni di nuova. formazione, e numero j nuclei:; l'altro interno, composto di fasci fibrosi molto radclensa·t i, .s pessi che, per la colorazione. intensa. coll'eosina e l'aspetto omogeneo, sembrano aver subita. la degenerazione ia..lina. Parimenti que to strato con.tien numero i sp.azii ehiari, alluncrati (lacune linfatieh·e) ed e rìeco di nuclei, i quali qui, per lo più, sono a.l· lungati~ bastoncinìformi eom·e nei fibrobla tL i notano pure d.ei a. i abbastanza gro si, ripien1 di sangue e delle s zioni di nervi di gro_so
calibro. Vasi~ - I vasi, che costituiscono il cen·t ro d ' Be speciali produzionif -ono rappresentati da capillari pitt o meno dilatati e. cla v n , in minor numerot a11ch'e se dilatate,. alcun volte in modo ·e norme:; anzi avvie.ne di o 'ervare in vece loro, dei veri laghi sanauicrni, le cui pareti ono ra.pp:r nta.te qualche volta da elementi ndoteliali,. dì. posti in un olo ordin·e . più spesso da elementi neopla tic i che li orrcondano come ne.I Je produ:zioni, se.bbe.ne più disordi:natam.ente, serbando però gli ste " ~i C!ara.t teri degli elementi oell ulari dì queste.. Il lnme dei vasi si m o ra ora. compi ·t a.mente ·v uoto, ora riempito di. c0rpuscoli ro si normali ora dì corpuscoli rossi molto pallidi, ridotti al semplice stroma (ombre dei tedeschi),. con scarsa fibrina fibrillare o granu.lare e on qualche le~I.co
cito L'Intima, appare normale; in nes _un punto l an :.o telio aocenna a cariocinesi o a fragmenta.rsi· il resto della parete vasa.le per lo più e i pe:ssita.: ircondata da connettivo più o me.n o .a bbondante, che incomincia ad. assumere,. ·c-om·e a,bbia.:mo detto, un aspetto omogeneo, a v- iand i alla, d .e gen razione, ialina la quale non aiTiva. m.a i a ta l punto da forma.r eattorno a.l va'So un vero anello ialino. nè mas e ialine in a.lou.e punto. - ·p e .o però la pare e vasa.le è. ìn ~apporto cogli elementì proprii del
tumore.
Amma si celll41lari~- Il carattere più importante degli elem·e nti c l· lulari del neopla ma è la. polimorfia di essi, qu.a ntu.nqne la loro diver a fonn.a dipe.n da probabilmente dal modo con cu1 capitano alla ezione, e con cui sono ;stìp.a.ti e compressi tra di loro. In quelli che hanno disposizione perivasale net.ta, tale polimoriia è meno accentuata; gli elementi sono rappresentati da. oell1le ap iatti , er
17.2
PERITELIOM
MULTIPLO D 14 LLE OS. A ECC.
ro ·ondeggianti, a. eontorno protopla ma ti co deciso, ora. angolare, or& .aJlun ate, con. protoplasma abbondante ora. parso di numerosi granuh incolori, ora piuttosto o.mogeueo,. e con nucleo molto grosso. forte:mente olorabìle, a. reticolo ·c romatico id ente, o n due o tre romo . omi cen trali ed altri eriferici, rinniti da sottili .imi filamenti,. con scarso .suo. ·o nucleare e membrana nucleare ben visibile. l t ·e a tali lem n ti, ehe o.:titui cono lt.t maggior parte delle produ.. . zioni SI oiali de critte, vi si ri aontrano, .sebben~ in minor nu:m ero: .a ) ·C llule mononud ate più piccole <!On nucleo h n colorabile e ·c on pro-· topla rna scar o· b) cellule polinucl ate molto gro e; c) cellule di media grau le.z za perfettament·e col rabili coi colori acidi, e con nucleo a scarso re~icolo cromatico; d) cellule molto grar -di in ui nucleo e· protoplasma hauno di po iz,i one analoga ai megacar~ociti. l di fuori delle produzioni, gli elementi neop1a tici conservano, ~ome, abbiamo detto, qua i la. forma identica che in quelle· p ro vi S;t trovano più abbondanti le cellule polinucleate, ed alcuni elemel ti gigante chi a p i u nt1clei, che diffici lm·e nte si pos:sono identifìe,a re c.on esa.tte.z za :m..a. che con mol .a ·p t obabili tà ono di provenienza midollare. n han no per' nulla da · d ere oon le vere cellule gigan t:i, ch~e si trovano n Ile o. sa o nei neopla m.i a mieloplassi,. quantunque nelle stesse sezioni capiti vedere, come si · innan.z i detto, delle vere cellule ,giganti che giacciono in alcune ·avi à, in mezzo alle fì h re dello stt~om a. (lae·u ne di Hov .s bi J. ,ome pure, al di fuori dell produzioni, dove le cellule neoplastiche si presentano a.mmas ·ate e .s nza alcuna disposizione., ab_b ondano degli elen1 n ti a.lhn gati; come e fo sero muniti di due prolungamenti ai dtte poli, e che, a. orte ingrandìme.n to si confondono colle :fi.hrille dello stro ma, il quale, in ques·t i pun·t i, è piu evidente: qui il tumore a ·sume l ·aspetto ar·ooma o. o. Co ·ì cher a propo ito degli elemen i neopla tici,. po-remmo riassume·re eh , in. en r Je, bi ogna distinguere quelli che si di onO'ono attorno ai va.s:i,, tormando le peciali produzioni des ritt · da quelli cl .e .s i rov·a no ammas ati al dì fuori di e ~e, non presentando alcun va o nel mezzo; che i rimi sono di tri bui ti con una ce1ta regolari & .a su m n do di po . izione r·e, o he ra g · ata o parallela tra loro, a ec nda he la. produzione capi a in ezoioue tra· ver.sale o Jon itudinale; c
che ha no m no spiccata l'apparenza polimorfa, ed il reticolo fibrillare in , :r 1 men ar ottilis~imo appena dimo r.a bile; e cons.e rvano, non :solo n aa di positur ma anche ne.Ua forma qualche cosa. che depone per la lor ngtne peri a.ale: m ntr. gli altri clementi .s ono pa.r si senza lcu.:n ordine mi ura, banno pie a i·a appar nza. polimorfa.; In molti pun i fanno no are un. r, ti colo conuet i vale chi . ,ro . com.e nei sarcomi,, m. ntre.
PERITELIOlr A MULTIPLO DELLE OSS l 1 ECC.
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ì altri punti sembrano is.o lati uno daJl'ai tro,. senza poterv1 o ser are alcuna sosta.n z.s incercellulare anche coi piu forti ingrandimenti,, e la ]oro origine perivascolare non ,è chiara, od almeno molto dubbia. Nelle varie sezioni, osserv.a te m.inntam·e nte, non. mi è, mai capitato .di notare residui di sostanza ossea.,, trann.e. le. eell n le a mieloplo.cche, che, a p&rer mio.,. per il loro aspetto e per la loro dis.p osizione ìn cavita,. rap .. pres.a nt:a no i soli r.e~sidui dell'osso supers·t iti al proce:sso di invasion·(l. del neoplasma . Debbo aggiungere ìnoltre che, molto probabiJmente, lo stratoest·e rno della c.apsul& rappresenta il residuo del periostio, q uan tunq ue non vi si rinvengano gli elementi specìfi·c i di questo tesst1 o..
*•• Dopo tale d·e scrizione non è Il caso di spende.r e molte parole pe.r di ... mostrare la, ·n atura dei tumori ossei. entra l'aspetto nettamente endotelioide degli elementi ohe ·c ostituiscono il neoplas:ma,. sia per i cara.tt.e ri morfologici, sia per la s.c arsezza del re.t icolo inte,r elementa1·e, sia per Paspetto d'insieme, fa. elassifi.c are il tnmor·e' nel gruppo degli endoteliomi; la disposizione poi degli e}e . . menti stessi pre.v alentemente attorno ai vasi, intorno a cui si stratifì .. cano a. guisa di mantelli ·c ellulari, lo fa rientrare in quelltaltro gruppomolto affine,. cioè nei pe.r iteliomi, denominazione colla quale Hildebrand e. Paltauf sostituirono quella di ang·io sarooma plessiform·e, con cui prima il Wald yer designava qnest:a spe-cie di neoplasie. Riguardo a11a. genesi d.e i tumori nel nostro caso, es i avrebbero origine .dal centro delle ossa.,. giacchè essi .stessi si resero pale.s i allo esterno dopo mo].to tem.p o dacchè erano incominciati i dolori os:sei~ e precisamente avr.ebbero origine dai vasi del mìdollo, gli a anzi del q ua.J.e .sono rappre,s entati dai megacariooiti, e da quelle varietà cell alari che abbia~ mo rinven.ute, tra gli elementi ueoplastici. Ma da. quali elementi peri~ va.sali i tumori provengano, se dai eritelii nel senso di Eberth, d.a lle cellule avventizia.Ii e dagli endoteli degli pa.z ii Iinfa.tioi perivascolari, n.on è facile decidere. Se· sì riflette che periteli ti piei sono sta ti soltan.to de seri t.t i nei v.asi: delle glandole salivari, del testicolo, delle capsule surrenali, della mamm.ella., della glandola. coccigea~ della glandola pineale; e ohe gli elementi del nostro tumore non. banno forma netta. e precisa., ma. varia, ora rotondeggia.nte ora .a.Uu.ng.a ta ecc.t caratt.e ri ·e he, essendo legati alla dispo izione· peri vasale, sono piu proprii delle ceH ule connettive peri va,scolari, anziehe di quelle e.ndotelia.li degli spe.z ii linfatici, si potrebbe propen·d .e re, per la.. loro ongine dalle cellule a.vventiziali o periva::scolsrL
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PElUTELIOUA MULTIP.LO D LL
O · A, E C.
Ma in tutto que.s to non vi è. nulla dr a soluto,. gì&o.cbè criteri decisivi .differenziali tra ques.t i diver i ·e lementi cellulari non esistono. Quello che ·s oltan·to s1 può affermare con sicurezza, è che, la n·eoplasia si origin.a da una deUe v.&riet.à dei corpuscoli fissi del connettivo che cireo:n a. i asi della midolla. o ea.. d ogni modo, non perchè non sia diino trabile la: v-era origine nel nostro ne.o p'l asma d.a i peritelii nel san o di Eberth, bi ogna eonolud re non tratta1·sì di un peritelioma. iacoh · tale denominazione per ade o viene usata. per tutti ·ru·ei tumori che, orgono intorno ai vasi e vi dispon,O'ono gliele~ me n ti a gu i -a di mantello, si e. ·Che q ue ti abbiano origine dai veri peritelii, sia. laHe c·ellule a:v ventiziaH o dagli -ndo 'elii degli spazii linfatioì p · riva olari. Inoltre in qualche pun.to il n·eoplasu1a incomincia a ubire la tr.a .. formazione sarcomato a., come abbiamo accenn.a~o inn.a.:nzj, il eh non è infrequente in que to g n re di tumori, .spie .a.ndo così, come nel no tro c:a:so, la ratJidit · con cui .p - o si viluppa.no. Ho r ion·e di riten. re infine ·he i tumori o ei descritti siano primll rii n. Il o a, qua.n unque l'autop ia non ia s a~ a comple a . Ciò i de uc.e e. dalla tori a clinica della n1a.la tia, e dalla com par a contemporanea e si: .tematic · di i nelle "Varie o sa,,, e dalla m.ancanz& di sintomi da parte di aJt ri organi. . Pa.rimen i bisogna. con ·e nire che identica ai tumori delle ostole .e delle verte re sia la strutt ua i quelli d Ile altre ossa non e amìnatì n' l tavolo anatomico. n· , al micro copio. Che co a rimane dell1osso da. cui il tnmor~ ba avn o origin.er NuUa, o qtt.ll i nulla. ia.cc.bè tranne quei pochi elementì .s imili ai m.ega.cariooiti e. qualche cellula pia mo.tica del mi.doHo, non vi si 1·i coutrano altri elemen i · e l midollo o (·e ritrobla ti mie.lobla ti, m duHo-c llule ecc.) . n' d ll'o o (corpu coli o sei, canali di Hav·ers, l(l m. Ue .). Un ult1ma co a da notare nei tumori da noi descritti è la ma.nan.za. di r ma se ialine, la qu.aJe o tan za u.na. delle caratteri tiche a l n ri l i 1 , rne ell' _neto liom.a in genere; mentre nel caso n.o. ro la. ialina si ~ ri c n trata olta.n to ed in tenue quanti · ,
·i [ n r·e alla ra1 ·i a e ; r ve evoluzione dei neo· a · .i d g n ra iJ i i non hanno avuto il tempo di tal\ v ,. la ala, quan , un q ue n n . i a a o'lu amen te abilito o 'tanz ialina d bba ri con t lU'"'i in gni neo plasma di imi!
PERITELIOMA M L1'IPLO DELLE OS 'A: EC'O ..
l'lo
• ** La truttura. micro.s oopica · identica. in tutte Je glandole linfatiche di que:cJti due gruppi ;. in esse non e più possibile rioonoseervi la str uttura della linfb-glandola normale, vale a dir . la distinzione in ;s ostanza col't.i cale e midollare, in seni, cordoni linfatici ecc. Giace h è l'aspetto in generale è uniforme in tutti i punti, quantunque dall'insieme sia facile, identificare P organo, s·ede del processo morboso. Per non es ere troppo lunghi così possiamo riassum.e rne la descrizione : Il reticolo connettiv.ale, in generale ben. visibile, è ispessito,, tanto .che ìn certi punti as~ume Paspetto del t ssuto fìbro-adenoide che si riscontra. n. lla milza,. nel m.o rbo di Ba.nti, e forma deHe maglie molto · rett·e. In questo reticolo adenoid o sono s.p arsi due ordìni di elementi ceUularì: ,gli uni rotondi, con protoplasma. soarsis~imo, con nucleo .gro so, fortemen't·e colorato,. che comprende la. maggior parte dell'eleme.nt o, di cui si ricono ce· fa.c ilmente la natura linfoide elementi che stanno racchìusi n.·e1le maglia del reticolo; gli altri invece fusati, con nucleo allungato, disposti t n fasc1, ricordando gli elementl del sarcoma fascicolato, e che sem.b rano a ve,r e origine da He trav.ate d·el lo stroma stesso del tumore, di .cui seguono il decorso~ i si riscontra anche qualche elemento polinueleare gigantesco. I vasi sa.nguigni, di cui abbondano le sezioni delle ghiandole, sono numerosi, molto dilatati e pieni di corpusc,oli rossi di sangue. D.a questa. breve descrizione, risulta che la s: ruttura della neoplasia glandolare. e ben differente da quella del neoplasma. osseo, a· vendo la prima tntti i caratteri del linfosarco.m a. Debbo però aggiungere che tale appellativo è preso, nel ·n ostro caso, in s.e nso gen-erico, giac hè s.a ppiamo quanto sia difficile, o secondo alcuni impossibi.]e,, ·p oter distinguere illinfosa.rcoma di irchov.r dal lìnfom.a maligno nel sellBo di Billroth., distinzione che per altro non è da tuttì ammessa. N ouuLo RETROSTERN LE •. - L'aspetto microscopico di questo nodnlo è completamente. differente da quello che presentano le ghiandole neopla.stiche testè desc.r itte,. ed i tumori ossei. · In uno stroma fibrillare, in alcun1 punti molto delicato in .a ltri pnnt1 peaso ·e ricco di fibroblasti stroma che pesso a sum.e t rma .al eolare, sono racchiusi ele.m enti cellulari molto grossi, a p.t·o&opla.sma molto a.bhondante e granuloso, .a nucleo grosso, vescico]ar , con GHIANDOLE LINF ATIOHE lNTERBRONCHIALI E
OTTO CLAVICOLA -1. -
17 ~
PERIT~LIOUA
L·Til~LO
DE.LL:E O. SA, ECC.
chiaro reticolo cromatico, e con fiaure cariocinetiche atipiche, fra i quali elementi non i lascia scorgere alcuna sostanza intermedia. Sa.rebbe molto difficile de~ finir~e la natura dì questi lamenti, se ~ piteliale od endot liale, . e non sves imo come guida. la. neopla.sia prima- ·a. d Ue ssa., la cui na ura. endoteliale non è da porsi in d t1bbio · e il nodn1o, del quale ci occupiamo, no·n può es Elre che un proce so me astati o. ello interno vi si os. ervano numerosissimi spazii rotondi, completamente incolori, i uali altro non sono che. delle zolle di gras o, il che è 1i·ù. facilmen·te ricono cibile a.lla periferia, d.e l uodnlo ste~ sso,. che. non · a c p ula mentre li elementi neo pia -tici di e so Infiltrano enz;.a a.le \ll l1Rtite il connnttivo ceHulo-a ·j po. o circuma.mbi~eute, la~ cune vesoicole del quale rimangono ttozzate tra le o· Uule del nodul(} m.e esimo. i può concludere che tal oclulo 11 n è eh una~ lll.e ·.astasi dei tumori o i.. avvenuta nel connettivo rettosternale lungo le vie. linfa· 1
1
tiohe o sangui ·ne. _ on monta che, nel riprodursi il tumore non abbia con erva. ·&la. ua form a. primi t i va n ·ttamer te periva, al , m.- ntre gli elementi h lo com ponn-ono i n efft ti se non hanno la. mede i ma d i-posi tura, banno i mede imi caratt ri :morfologici. d1 quelli d Ile neoplas ·e ossee,, qnan ... tunque un po~ più ran':l.i. O LI DEI , )QLMO~I. . ·ono Ostituiti,. in :m a .ima parte, da al reOJi infa.rciti di globuli ro i di angue laucoeiti, di cellule alveolari de. quamate di ·e lementi an. Joghi 11 così dette cellule cardiache dei viz.·i mi ralici. Però, nella part·e centrale del nodulo si os e~rva un amma o di l m·enH diversi a quelli t è accennati, s1a per .a petto, sia per di~
, po izion Co ì. mentre gli
lementi contenuti negli alveoli, che oiroon :ano parsi nella sezione dell'alveolo e divi i uno dall a ·ro enza che alcuna. o . anza cementante ne riempisse gli inter ' izii ed h:anno protoplasma chiaro, molto .a.b bondante, ~con nu_l o a 1 eviden .e reti olo cromatico ed a forma. div ,.r a., a secon a d Ua cie llular cui a p: art iene~ gh lem.enti pot ehe formano la piccola 1na ·a u -l tta,. · i p re ·n tano più o meno s. i va. ti fra ]oro, in qualche punto con un :a c nno di sostanza ìnt rcellulare fibrillar·e fort,e men e colora L on rotopla ma pìù ~carso e ·c on uueleo ·C h& r la forte colorazione. as unta, non I a ciBI ben d.isttnguere la n~
-re amma o appariscono 1
1
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struttura..
PBRIT.B LIOHA .dULTIPLO .D ELLE. O
A,. ECO.
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An·ohe per queste pioeole masse ·e eUulari che si trovano nello n1 .. :terno degli alveoli bisogna ·Con.v enire per la natura neoplast.iea. E AMB BATTERIOLOGICO. - Ogni ric rea batt riologica., eseguita. . ui tagli dei a.rii t11mori delle ossa, delle ghiandole 1infatiche1 del pulmone, ·c on i pìù svariati m·etocli,. è riuscita. completam·e·n te, negativa..
*** co·N IDERAZIONI. Dalle rìeerche mìcro.scopiohe fatte, possiamo ven1t~ :a lle seguenti conci usioni : ·r · · 1) che i tu mori delle verte br·e e delle costole~ so~ o dei perite~ liomi, molto probabilmente primsrii, che si ori~inano dal mid no osseo;: 2) che il nodnlo retro.sternale e queHi pulmona.ri sono delle m:etas:, asi dei tumori ossei· non astante gli ·e lementi che li compon.gono n.on a.v.es.s ero disposizione perivasale · 3) che l" ingrossamento delle ghiandole linfatiche interbronchìa.Ii sotto-olavicolari è do uto a linfosarcomatosi di esse: processo dal punto di vista strutturale ·c ompletam.e nte dive.r so da.i neoplasmi delle ossa. e dai nodn1i retrosternali ·e pulmonari; 4) che uon si è potuto dimostrare la presenza. di alcun parassita. Resta. ora. da assodare quali rapporti abbt.ano tra loro i neoplas1ni delle ossa ·e delle ghia.ndole~ , dal pu.nto di vista etiologico, patogenetico e~ cronologico. In altri termini, rappresentano queste· due forme neoplastiche due proc~ssi completamente differenti, sorti uno i ndipendent·e men te dal .. l'altro in org.a ni div·e rsi e per eatu; div·e rse, o sono gli esponenti dì nn unico processo :morboso, dovuto ad un identico fattor ~etiologico, che. i appalesano sotto forma in appa1·enza differente·? ono qneste due, :form:e neopl.astiche sorta contemporane.ament.e?' Le conoscenze molto scarse ehe, abbiamo suUa e.tiologia. dei tumori non ci permettono d i dare una risposta. categorica a.l primo q n esito, e percio non si possono fa,r e che delle ipotesi. Si potrebbe oonsidera.re che, nel. caso nostro, si t.r atta di due forme neoplast.iche che Invadono due sistemi d i t·e ssuti a ve n ti attributi pressooh·è com nni : midollo· delle ossa e glandolo hnfatiche ;. H i ue form neoplasticbe, ;a pp&rtenenti ad uno st·esso gruppo oncologico: i connettivomi ; di due. speote· di tumori e n. tram bi di indole maligna,. per tra.rne l ! - Gio-rnal~ di medldna mUfla.,•e.. - Flì c.
m.
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PEBITELIOMA MULTIPLO DELLE O"' · A, E C.
la con:·eguenza che molto probabilmente una dovrebbe esserne la. causa. sia etiologica che patogenetìca.. Che importa se. nelle g.h iandole linfa.. tiche l"elem nto attaccato i prìmo tempo sia il linfocita., mentre neUe os• a la ceHula pe:r ivasoola.re dei vasi del mìdollo, se entrambì questi elementi hanno tanta. affinità. fra. loro istogenetica e. funzionale? Al 2 que ito se prime ad es re in a. e dal proee. ,_o neoform.e.nte. fttrono le glandole linfatiche o le· o sa, non · facile potere. risponderoe n.za es1 taz.ìone. Quali dati abbiamo per pote.rlo dedurre? vevo intrapreso, per risolvere t :ale problema.; delle ricerche circa la presenza. del gli ogeno nelle d ne pecie di tum.o rì, eos1 come avevo fatto in q nel ca o i c arei -om.a. del pulmone inna.nz1 cita.to. a qui n.on son potuto venir.e ;a conclusioni preeise, uarrtunque in entrambì ab bi a rinvenuto aie ost.a.nza.. i pu oltanto argomentare, da.t& la br -ità della durata. della malattia ·e lo SYiluppo a.bb& tan.za. avanza.t o nei due neoplaemi, che essi .en Sl&llO iniziati quasi contemporanea·m ent 1
* *. ,d infin.e vìene l'ultimo quesito d& ri ol ere. vale a dire e il no& stro c.a. o rientra in quella forma morbosa, eu· il o.z zolo di ed e il nome di malattia, di Kahler, in onore d.e l medieo tedes o che primo la descrisse. Non cr-edo superfluo in.ta.nto di dare qui qualche notizia su questa form:a nosografìca. Kahler (l) o ervo in un medi co dei tumori ossei, acoom pagnati a frat·t ure di costole,, dolori ed album.osuria co tante. Il repe.r to urologieo enne tuniato da uppert. La. malattia durò otto anni ·e d ebbe esito letale,. mentre i sintomi su accennati in vrta. and.a~ono sogge·t ti a r,emissioni ed eeacerba.menti. Il au top i a, che si potè fare parzialmente, fu ri c·o ntrato: tumori della se .•pola abbastanz,a. gro. si, delle ghia.:ndole 1nguina.li ,e l ioni della colon.na vertebrale e delle co. tole imulanti, queste .:tltime, l o, teomala·cia. d& cui differivano giacchè, oltre I,osteoporo 1, si ri · o n· r<' n o~ ,r·m azione rotondo-celi ula re. Questo caso fu .mbbliea o dalP....., come _ontribu. o aUa.. intoma.tologia. dei mielomi multipli.
Il ·oz.z lo (2) n l l '·. 3 o ervò un ca o:, il l in Italia,. identico a luello serit da Kahler.. ·uesto ammalato mori dopo quattro anni, l) K HL •~ . -
Prao r nt ·d. lVocl .• t.S· .
f:. ) · oz.z r..o. - La Clim,ca _;u eli ·a I tal ianat l• ·'
n. :.
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PERITELIOMA ~IULTIP.LO D:ELLE O:S . ·A EOC.
e.n za che ne fosse consentita l'autopsia ; e nel189·7 fu argomento di una. comunics..zione al Oongresso di Medicina Interna dt 'N apoli. i ·ratta di un individuo cui e.r a stata fatta diagnosi di nefrite,, il quale presentava dolenzia s.Ha pre.s sione deUa colonna vertebra.Ie, porzione inferiore, lordosi re.cen te, dolori nelle ossa.1 1m ponente. albumosuriat senza album1nuria., che comparve tardi ed in ·piccole proporzìoni. Si acceutuarono in. seguito, dopo bre:\ e sosta, le lesioni ossee del bacino .e delia colonna. vertebra.le·, con effetti di compressione .s pinale ; più tardi Sl ma-nifestarono dei tumoretti dolenti spon tane.a mente. e specie, ~colla. pressione, alle spa1le, alle braccia ed alle ·costole ; fratture di q u~e te,, ed apparve una localizzazione nella colonna cervicale, che poi andò regredendo. Infine compa.rv~ tumefazione del veutre, con innalzam·e nto d·e l <li afr.amma, e· morte con. fenomeni di as:tìssia Casi simili,. precedenti alla com unica.z ione del Bozzolo, sono dovuti a St..-o kvis, Ribbing e Zehnisen (1891) a, Seegelkeu e Matthes nella olinica di Stin.t .z ing in Iena, a,d Ewald, in quella di Albert a 'V ienna, (l H7) in base ai quali, il clinico di Torino ·r itenne -ehe la sindrome ,morbosa 1n pa.rola dovesse costitnire una. malattia a :se, per cui propone, il nome di c Malattia di Ka.hler ;,. , In qn·ello stesso congr~esso Marchiafava citava du·e casi, capì tat ~ sotto la sua osse.r vazione,. i quali avevano presentato in vita: dolori negli arti ·e n.el tronco, tumo:r i duri alla super:fieie oss a, dei quali alcuni diminuì vano od anche .s comparivano,. per poi aumentare di nuovo ,o comparire sopra nn altro osso; anemia p:rogressiva., e ritenne di poterli class1fi·care tra i ca i di ahler-Boz.zolo. Non fa cenno alcuno circa la. presenza. o non di :a lbuminosi neUe urine. Altri easi tipi.ci sono stati sucoessiva.m ent·e pubblicati da S"i smann (l) Rosin e .Senator (2), Brandsaw ·(3), Ellinger (4), D ..Allocco (~)., Caporali (6). Nel 1901 il 'F ior.& (7) fa uno studio a:c cnrato di tntte le pubblicazioni precedenti su questa. malattia., e fa una classifica proprìa
di e~ ss:a... ·( l) SiiS.SMANN. - Ub r r'n rn. " eue.n .F all von mu 1.t ipl r My lombildu1~!b mù hoclJgradig. r AZbummmrie. Diesertation, Leipzig, l 97. (2) Rosm· E SENAT<>R. - S mm·ne Médicalr: ,. l 9'7, p. 420 e l '09., p. 53. (3), BBA.DSA:W. - Reale Soeietà dì Londra~ l 99· (4) ELLlNGEB... -D ttt'. Arch. f . kUn. M . cl., LXI t 3!1, 1899.
rbm~dr n
(5·) D' At.:wc :o. -
Arch. .It:al. di' Med 7ci·na Interna,. 1000. Giornale d, ll' A880C. N .a pol t..ana dci M dic·i e N af uraJ ist i Ri ist.a •Cri~:i'ea a~ cU·n ica medica, n . 46 e 47.
(6) CAFOBAU:. -
o\ 7) FLon · . -
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or. •
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PERITELIOMA •iULTIPLO DELLE O ._A, ECO.
Altri casi appartengono a Kal"scher (1), a Jochmann. nnd Sohumm. (2}., a Bonardi ( ) (due casi);. a Meltzer (4), a. Cathc&rt Brnce (ò), a. ohe l un d Herzh·e imer '6) a De Renzi (7) eco.
Ritornando al nostro ca o, mentre a prim.a vista l'as.senza. del corpo di Bence...Jones nelle urine farebbe mettere fuori discussione tale fç>rma morbosa, un& disa.m ina più rigorosa dei fa.t ti, osservati sia in ita., si&. ul ta.volo .a natomico che al microscopio., dimostrano la gra.n de affinita nel qua.d1o clinico ed in oomple so, el :reperto ana.tomo~pa,tologìco tra questo caso e l& malattia di ,· ahler., D·i fatti, incomin iand.o da]P.e tiologia, non troviamo che ompleta oscurit:à. nel nostro caso come nella. maggior parte dei oasi di mor-bo di Kahler pubblicati fino adesso, tranne in quelli di Ewald e di d'Al.. lacco nei quali la mt.lattia comparve dopo un traum.a .. Circa il sesso, se si eccettua. il caso di Caporali, che riguarda una. donna, tutti gli altri appartengono a.l sesso ma.scolino. La. malattia in parola s.' ìnizia con fortìssim.i dolori, stra,zia.nti, specie al tora.oe,. dolori che da soli, per diver o tempo, dominano la s.oeu.a mor-· bosa, e nel nostro infermo ]a voluta. nevralgia intercostale fu l& prima acomp.arire, e rimase per molto tempo arbitra della scena; nella malatti& di Kahlerìal dolore sogliono succedere i tumori ossei, cos.i eome· nel nostro ·ca.so. ' In tutti questi ammalati si riscontra anem1a intensa, con ipoglohulia ed oligocromoemia all"esame ematologico, senz altra n.o ta, da pa·r te della formo la. leucoci taria.,. tranne che u.n aumento non oo.nsiderevole d·e i globuli bianc.hì (caso di Caporali, D'Allocco, eeo, .. ) ; scadimento nutritivo ·e cache.ssia;. fatti che si sono ris.cont:rati nel nostro infermo. Il deeorso di questa forma morbosa in generale è abbastanz.a. lento, . potend·o av·ere :fi.no .ad otto hanni di durata (caso di Kahler} mentre (l) r . LISCH:ER.- E in Fàll . on Att 8 .h. .ùlwng d~ B ttce~.Jotl , . eh n E"ttuH korp .rs lurch den Urin (A Un mo l.lrie ) b i R ·ipp 'tl.m.y lom n. (D. ~d. Wo h. § 54. 1901). (2) J HMANN UN'D Ht:rMll. Zm· K nntni d s Mye1oms und der 80gt.nnant n. Kahl r'.scJte Krankh ìt t (Z ·l8 j. "klin. M. d ..; (3) BoN A1tDI. - Oo·n.trib nto cl"n ·co al/{J cono c Ma d Ua malattia di Kaht r. R n .. di onti d l R .I stituto Lomba.rd di Scienze e t , 199>3. 1(4) 1\lELTZER. - M td1è.ca,.l R coro. 1U04. (5) C THC RT BR U E. - Lan et, 100! n. 4 7. (6)1 S uE.EL UND H ERZHEI ER.. Uber 'n n b merléenawert n .F all ··on trHltipl •n :Jfy ·lo·m (sog· nnant Kahl r 8Cher Krank.hei n). (Ze · .. f. krn. lkf d .. LIV, I 2~ l ,, )·(7) DE RE. z . - L zion CUn-ica; 19 5.
PFRITELIOK A ltlULTU LO DELLE O ~A, EOO.
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nel nostro infermo, considerandolo da.ll epoca ìn ~cui compa;r've il dolore, · s.t ato di circa quattro ·mesi ,e .mezzo Però vi sono dei ·Casi in <mi la durata è stata abbastanza breve (caso dt Seegeken. lO mesi}, e quello di Caporali, che e uno dei ca i più cla sici di mor·bo di Kahler,. .è molto simile al nost1·o non solo per la breve durata (sei mesi), ma anche per la rapidissima. diffusione a tutte le costole, avvenuta in modo ·marc.a to e simmetrico, spiegandosi ost i dolori strazianti che tormentano 1 infermo e la gra.v·e dispne,a,. per r immo bilit.à della, cassa. tora ci -a; come è. av·v enuto nel nostro caso. Be nel nostro ammalato mancano le fr.a tture spo1ttane·e come suole spes o ;a vvenire nella malattia di Kahler, bisogna pensare come es o, molto te.m po prima che comparissero i tumori, s1 confinò nelle.t to per i forti dolori, che lo condannarono ad uua assoluta. immobilità; oltre poi all -osteoporosi che mancò nelle costole, dove le fratture per lo più sogliono a.v venira . Non possiamo qui con eertezza confermare la mancanza d·el d:i mi.. nuire o scomparire a cui i tumori vanno soggetti in simili casi, pet ricomparire in altri punti, giacche la nostra att·en.z ione su questa possibile forma morbosa non. fu portata che nell'ultimo periodo d~ella malattia,~
Il repe to anatomico nel nostro caso,. quantunque non fos e stato completo, risponde in complesso a quello della ·m alattia di Kahler: difatti in essa Ja sed·e prediletta dei neoplasmi e la colonn.a. erte·· brale,, le costole, le ossa del tronco insomma, nelle quaH ossa accanto -alla neoformazione, si trova spesso osteo porosi,. così come noì abbiamo potuto riscontrare (osteoporosi solo nelle vertebre) e,i casi tipici dì malattia di Ka.hler, per q u.a nto po sono esistsre degli ingrossamenti o v·eri tumori ghla.ndolari, come nel ·caso stesso di Kahler, farebbero difetto le· m·e tastasi ~ ed istologi -am.e n .e la neoplasia o ea è c rat~erizzata da. neformazione rotondo-c.e llnlare, simile al s.ar~ coma, cui si è dato il nome di mieloma. I l no tro caso .differisce, riguardo al reperto a.natomo-patologioo, per q ualohe a,cc·enno di m·etastasi nel connettivo r·e:t roste.rna.le, e n.el pulmone, ed inoltre per il fat·to ch.e. le neoplasie oss,ee non haD.no i ~caratteri del mielom& ma sono dei pe.r iteliomi tipici. Sono queste diiferen.ze. dei cara.t teri decisivi, per poter concludere per dn:e processi morbosi completamente di v·ersi, circa, il nostro ·Caso e gli altri? Non credo che si possa reoisamente a.fferma.r lo. Prima di tntto perehè non. tutti i casi descrit.t i come morbo di Kahler sono stati seguiti da autopsìa.e da ricerche istologiche, per p·o-
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PERlTELIOll ' MUL·TII>L:O DELLE OSSA, E C.
tere stabilire con precisione sia l'assenza completa di m·e tastasì, sia la. vera forma delle neoplasie ossee, che tuttavia sono s.t.ate finora diversamente ìden ti fica te : come sarcomi da alcuni,. come m.ielomì da altri e fina.n co come endoteliomi da. altri~ In secondo luogo, per quanto · inkler (l) desse. dei caratte.r i diff~r· _n.z iali precisi dal punto di vista clinico ed anatomico tra. mielom& e tumori .simih (linfo arooma, Hnfoma. mielogeno, ecc.), per cui neanche il caso di K.a hler rien·t rerebbe fra. i v ri mielomi; Rustizky (2) avesse dimostrato dei tumori o· s.e i costìtuiti da due speeie di cellnl& rotonde diverse per gt·andezza, ma simili alle cellule del midollo os· eo, per cui considera. questi tumori, che per il primo chiamò mie~ 1om i, come una, ipertroft delle ceHule rotonde del m idollo; ·e rigt (8). in un ca . o di mielom.a. multi p lo a ~ se potuto spe.c ificare, Porigine di q ue o dalle celi ula pla. matiche del midollo rosso delle ossa, pur·e. o n ·, po ibile sta bi lire, da te le conoscenze a.·t tuali, la vera istogenesi delleneoplasie che sì riscontrano nelle forma motbosa in parola· t.a.n o più che gli elementi che li com pongono, :spesso rassomigliano m.ol to .& quella varietà di corpu.seoli fissi del connettivo,. chiamate. c·e llule avven.. tiz.ali o perivascolari pe1· eui molti di que ti tumori si originereb b ro dagli elementi eellulari perivasali del midollo Del re to la distinz1one di queste cellule da altre s.im1li ·è difii.ci]i ima. e non impossibile, ed è per questo ch.e il termine di mieloma,, H qual~e rigorosamente dov1·ebbe Rignificare una neoplasia. di struttura, simile al midollo o:s . eo, termin.e adottato dopo Ru ·tizk , d.a Zahn (4), Kabler e dalla maggior parte degli altri autori per i tumori multipli d Ile ossa in q uella malattia, ra.ppr senta, come afferma. il Caporali, un nome g~en·erico che non compromette. nè il ignificato, nè. Porig1ne. Cosicohè in sostanza, il reperto i tologico del nostro neoplasma.. ifferisce. forse più per la forma che assumono gli ·elemenf ceUnla.rit disponendosi athorno ai vasi, anzichè per la. sostanza; gia·cchè si tratta. di elementi connettivali che probabìlrnente hanno la medesima originee funzione di quegli elementi d~ei cos1 detti mielomi nel senso di Zahn e di Kahler. Una diffi r·e nza per' reale esi te nel repe~ rto urologico ìa,cchè come si è det~o in an ecedenz,a, il corpo di ence-Jone , i·
( ) WINKLER. Dc~s My lom in aooton~iscl..r zm.à kliu.l eh .r B d 'nmg. ( Vi.rd~o w"• rl l., Bd. 161. p. 252, 1900) .. (2) R STJ:Z.KY. - ltfult "pl'e t· My lom. D ut'. Z il. f. Oh ir. , Bd. 3, S. 162}.. {3) 'l\'•.RI, T. - J ow"?ut ol th ~ Bo t 11&. 'o ù·ty j M di·al . ci -n e B, n. , april !. 00(1) ZAm . - D eu t.. Zdt. f . 'hir. XXII,
PERITELIO (A :MULTIPLO DELLE OS · A,
C '.
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che, è il s· n tomo cardi aie deUa. sindrome descritta da, 13ozzolot m anca
nel :nos:t ro ammalato Però, nella letteratura, esistono non pochi casi i quali, non solo elinic.a mente, ma. anche istologicamente, rispondono con esattezza alla malattia, di Kahler, se.nza, che nelle urìne si sia risoont,r ato il propep ... tone- ma. solo albumina in qualche caso. Così in quelli di Buch (1), Grawitz (2}, Litten (8), Waldstein (4).t Rnstizky (5), Marokwald (6), ammer (7), Sa.ltykow ( ), nei due ca i di archiafava inn.anzi citati, l'albuminosi o non è stata rin enu ta nelle urìne, o non se ne fa cenno. Fede (9), in un caso di anemia perniciosa, riscontrò all'autopsia, eseguìta dall' Armanni, 9 tumori della colonna vertebrale da ciascun lato, che microscopicament erano dei mielomi, senza che l'esame, delle urine facesse riscontrare nulla di an ormai . Venturi (lO)., in un oaso di mielomi mul tì p li con com pres· sion.e e rammollimento del midollo spinale, paraplegia , invasjone del pnlmone ecc ... non potette rinvenire il corpo di .B ence.-Jones ne He uri:ne, in. cui si ,c onstatò albumina. JeHinek (11), in un .altro ca o di mie.. loma. delle o. sa con reperto istologico, trovò mancante Palbu.m osi nelle urine .. Coli in (12 in un a.ltro ca.so pure di mielomi multipli,, in c.u i alla, sezione trovo ost,e ite rarefaciente e n.e op.lasie sostituenti la. .s osta n z.a os.sea, afferma di non aver mai riscontrato il corpo di Bence.-Jones nelle u.r ine rìpetutamente esamina.te. E dall'altra parte, se si consider:a. che questa. sostanza. d è riscontrata in altre ma.la:ttie,, comp'l e,t ame.n te diverse dal morbo di ....a,h ler, (l) :Bo·CH. - Ein Fal~ von m ·l 4ll'ipl . primàr r ' arc011uJlose des Knoehenm""rk11 und eiae eigenthtihnliche AUektion dea 4 gross n Gelenlt •• Inaug. Diss. Hall , l -7 3. (2) GBAwl'l'.Z. 1Valigne ost o·tn'!rli.tis tuul ar-cQtnatos .Er'kra:n 1mng n d Kno.ohenayatems ala B fu,nde bei F allen 'v.ot~ 7Jetn·iciosér .Andm.i '. (V ·r how' .4.rchùJ Bd. ""6). (3') LrrrEN. - Berline~ klin. Wochen, 187'1. (4) WALDSTEX:N •. - Virch. Arch., Bd. 95,; (5) RUSTIZKY - Loco c.itato. (6) M.lltox.wALD .• Loc.o citato. (7) HAMMBR. ~ Primd re Sa.rconwtose OBteiJ1"'.s m i t chro-ni.scli n RiJ~ kfallefl b r. (V irchr;,w'a .Arch. 1894). (8) S LTIKOW. - Beitrag zwt· K nntn.i8 des Myeloma, Band 173·, 19 B. (9) FEDE. - D' 1tn. ca11o di anemia perniciosa progressitoa .oon sp c1~ale anz·i n, ~ova patogenen. Movi:n:tento Medico Of~< ·r-urgico, 1. 17~ 18~ l 75.. (10) VENTURI.- Di un. caso di mielomi ,m ultipli. Morbo, di KaM.-,. 'l (Riformrt .~.lle~
dica, 1901).. (li) J~. - Zur Tcz.iniBche·n DiagnfJ8e und pathotogi8ch n Anatom ù~ d ~· mul· liplen .Mye.loms. (Virchow,s Archiv. ft patl~ Anat., Band 177, 1904). (12) CoLLINe. - Multiple myelotJla (Kahler;s d1$ ase)' a ~etmtrilnd ion to i t .y.m.ptomatology arad d8 morbid ttnatomy. (Medica.& R ecord, n. 1799, 190,5).
PElUTELIOHA MULTIPL
Dl':l.LE O ~A, l• .Q.
o ~'" ia nello teomal ·eia ( a..c ynte.r enoe-Ione· Virchow), nell'o te.opo r i (Bence-,Jone _ea.Je (l) neHa leucemia linfatica {Arkan.a.zy) nella, uberoolosi polmonare ( ·i monelli) ed in altre affezioni dello scheletro, bi ogna convenire che tale re.p erto urologico non possa co tituire il s'utoma capitale rivela ore d l morbo di Kabler, quando l albumo uri.a. non · sint ma pro ·rio,. e elusivo di ale malattia. d è per ciò che ìn q ne. t.i ltimì tempi molti che si ~ono occupati dell'arg 1 ·e nto. vorreb ro togliere OO'ni importanza allalbum uri come « ondi i in qua non • dì que a mala.t ia .; anz' orreb.. ~- r a qu to termin o tituir quello di indron1e di Kahler, o ·me~ lio uando l a.b umo uria n.on m.an a di. .e·I c &J n s _ enberg}. E così tra gti al ri il Flora riti ene be la mancanz. del orpo di ence··.J one nel1e urine, nelle condizionì att ~ uLlì non po . .a co tituire una. differenza sostanziale fra sa.reomator. i diffu a delle o .a e morb di Kahler · onti ~ l condo il quale non m bra giu todi dover i t·.a vvi ·are Ha. com binaz ·~ one dell album o uri a con le affi zioni si · tenla i h delle o a un pro o .m orbo o unico, sempre eguale a ·e o co 1 conclude. abbiamo ri mieloni ìiffu i enz alburno urta, non solo n i tu.m ori mie.lomat.osi deUe o a., ma an che in al tre v.a rieta di neopla. ... mi o , i,. ed albumo uria. in altre malattie ehe non hanno rapport"· diretti con le aiJ zio n i o . ee~ s la qua n ità di aJbumosi non ha. r .p-. porto d i proporzì n con la ..t a neo la i a linfomato a che co a re~ · ta della mahl.t,ia di Kahl r? La nefti e che n l no tro ca o abbiamo tro a.to nel reperto uro l ,gico, uor • un fa o n·Iovo in queste form·e morbo e, giacchè in m l ti ca ~ i "'Ì e r·· contratat e. i ~.~ uò spiegare sia p r l' ìrritazìone· r· .. n l per il I a . ·aggio del corpo di ence-Jone , quando si st. , sia p r fazione to ica p ial che i ha in queste forme ne pia tiche (JaR
l
)
(B).
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** Da ques · on.i erazioni pot m1no ·icavarne la conclusione. eh ,. ,- ra il ca da noi illustrato, e la os1 de ta malattia di Ka.hl r, non '"'i n d Il 1ffer nze ostanz ·ali ia. elini amen e che anatomicam·e nte; (l , R LE. himica li m·ca, 3~' Hz. p. oO i11 cui sono "itnt.i :rli .a utori n no iuati.. (2) C ~~TI. rllb umosurùr n · plcuie sist ~r~>aluh d •fi e o sa.. (La linica M dica. l
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ItaH na, n . 37, }Q ... ) •. ( 3) J.\ · ' r n. -
L çons d
lin iq t . M édiral
4· ~1 27 11 l ç n.
PERITELIQIIA MULTIPLO DELLE O, A, ECO.
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giacchè dal punto di vista clinico, 1a mancanza di un solo sintomo, ralbnmosu.rìa, mentre tutto il resto collima in modo quasi perfetto, non dovrebbe costituire, dopo quel che si .è detto innanzi, un criterio differenziale decisivo. Mentre, dal punto di vista anatomo patolo&ico, se nel nostro c.aso si tra.t ta di peritelioma. del midollo os eo con sarcomatosi delle glandole linfatiehe . e nei casi di ma.IA.·L·~ia di Kahler si tr:atta di. n·e oplasie simili alla .sarcomatosi od alla linfoma.t osi diffusa. degli stes i organi, come possiamo trovarvi une: differ·e nza deci-iva. se nnll noi cono ciamo sull etiologia e sulla patogenesi di queste varie forme neoplastiche, mentre poi, d:altro canto, 1denttca. ne e la localizzazione e la diffusione quasi si.·tem.a tica dei tumori, identici sono gli organi inva.si:: midolla delle ossa e glando~e lìnfatiche, pe:r cui il Kahler non esitava a raggruppare il suo caso e quelli ad esso sim.ili fra. la pseudoleucemie? _'olo l'indagine etiologica e la. soluzione del problema, pa·t ogenetico potranno ìllumin.a roi sni rapporti patologici ver' di queste affezioni, a manifestazioni anatomiche e cliniche· id·e.nt" che. ed a fondamento i tologico in apparenza diverso. Ad ogni modo, se anche in ultima ipotesi, non olendo i tener ~onto delle. nostre cons idero.zioni, dichiarandole se m plieemente accademiche, i vol·esse concludere che, da te le conoscenze a t.t uali, il nostro caso non sì po sa far rientrare tra:. quelli ·c he riproducono la :sindrome di Kahier,. siB~ perchè in esso manca l''a lbumosuria, sia. pe ·chè le neo· plasie ossee· non sono dei eri mielomi, non mi sembra aver fatto eos.a. de] tutto inutile nel riportarlo q n i. Giace h è rimarrebbe em pre un ca o interessante come rarità di reperto istolo ico, mentre. clinicament , riproduce in complesso una sindrome ben definitiv.a ·· per cui in. un'epoca, come l'aittuale, nella quale regna la mania di moltiplicare le. fovme morbose, battezzandole sotto nomi nuovi, non sarebbe del tutto illogico dare al nostro caso ed a queHi ad esso sim.ili in Clll manca H corpo di Bence-Jones nelle urine,, lap·p ella·t ivo di pseudo morbo di Kahle,r,. m·e ntre d.al pnnto di vista anatomo patologico, il nostro ca.so potrebbe essere classificato fra. le sarcomatosi sistematiche delle ossa e delle ahi.andole linfatiche nel .s·enso di Bignami.
•*• Al sig. colounello Baldanza esprimo i e~ensi della .m ia profonda gratitudine per i m.e zzi di cui mì è stato largo, non che per i ·c onsigli prodigatìmi in questo mio modesto lavoro. NapoH 1° giugno 1909 ~
DELLA NECESSITÀ DI INCHIESTE ANAM EST'ICHE NELLA.
R -FILAS l DELLE EPIDEMIE (1) Per il prof.. d!o tt. Francesco Testi, tenente coJonneUo m dico vice-direttore deUa scuola d'aP:plico,zione di sani.t à militare in Fir-enz
E certamente noto ad ogni medico ·m ilitare che si occupi di questioni epidemiologiche quanto difficile sia il più delle volte lo scuo.. prir·e il modo d insorgere de· primi casì d:t una epiil,e.m ia qual~ia.si, e io tanto n eli' occasione di uno studìo generieo che far si voglia sulla. eziologia., sulle cause occa.sio ali e predisponenti di una data malattia. diffusi bile, quanto n eU 'intendimento pra io o di i m pedìrne fin dall'inizio la sua tendenza alla diffusione. Le conosa.en.z e attuali . uglì a.a enH eziologici delle malattie infettive e su tu.tte le molteplici r.a gioni epidemiologiche che ne provocano la diffusione sono molto progredite, ma non per tutte è d tt& rnltima parol~ . e e esis·tono laeune ed incertezze sulla natura di· alenn.i agenti infettivi come ad es. per le malattie esantematiche, & dei dubbi e deUe controversie sulla biologia. di quelli già n.o ti sul loro modo di lim.inazione dagli oro-allìsmi i; fe .ti~ llÌ veicoli a· dif. fusione, sulle ie d 'intraduzione negli organismi .~ sulle diverse reazion · di difesa che oppongono gh organism·i stes .i, molte lacune ed in.cert.e zze ancor& esistono sulle molteplici cause pr~disponenti esogen.e ed endocrene che ne aiutano lo sviluppo e la propagazìone le quali neHe c llettività. in genere, e in quella militare in ispecie, hanno ·t anta importanza. on e qtu n caso di citare ì più autorevoli n.omi di quei medicì militari di ogni nazione che si distiin· ero negli studi epidemiologici; . o lo no·t erò che. tutti costantemente ed indefe.s samente si preoccupa.~ ron.o deli age n te eziologico nello stretto e.nso della parola. non solo t ma. studiarono con particola.r c11ra l 'ambiente militare, ambiente particolare per ceUenza, che ha un carattere tutto :a sè, ,che presenta. un cumulo di fattori :predi I n nti alle malattie, a quelle infet(l ) omun.i · 'lion l , ta. alla ~ ~ ~ e,z.ione del ngrea tonutosi a. Buda.p s:t d al 29 ago al 4 s tte 1:1bre 1 '909~
internazionale, di me licina
DELLA NECE'"' IT À DI IN BIE TE .ANAMNE TI CHE, ECC.
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tive in ispecie, dei quali non si conoscono gli eguali in altre collet· tivita. Studiare un'epid.e mia non vuoi dire soltanto studiare d.a llato clinico, tera penti co, profilattico qnella, data malattia .che le ha da.to origìn.e,. .m a vuol dire inda.ga,r e l'origine del primo caso, ~eguire caso per -c:a so la suocessione storica degli individui oolpiti, e aminare i veicoli, i m .o di di diffusione del germe infettivo, le vie diverse che esso ha preso per colpire i s:ngoli individui , eguire. insomma tutto il procedimento dì tnvas:tone morbosa collettiva dalla. prima all'ultima delle sue vittìme. La que .tione, delia p~ropagazione d·elle malattie epidemiche ha poi, in questi ultimi tempi, aumentato d interesse S·cientifico e pratico s.pecialmente in quantochè si è sempre più andata diffondendo la.'"nozione dei cosi detti portatori ed eliminatori cronic1 di bacilli, nozione che per merito specialmente della scuola tedesca con a capo i l Koch, e per mezzo dei ta.uti la ori di Drigalskì e Conradi, del Kutscher, del irchner,. dello P.feiffe,r, del Gaffky, del Loffler del v. Linaelsheim, del Traut.m ann, del Kruse, del Fro~ch dell'Hetsch, del Ka - ser deHo chneider, del Forster, del Lentz ·e di tanti altri, ha seonfìn&to dai l'imiti dell'infezione tifoid.e per a pplic.a.rsi ad altre malattie contagios:e quali essenzialmente la rlift,e rite,, la meningite cerebro·spinale epidemica,. la dissenteria bacillare, il col 'ra, la peste. E ehe que~ sta no.z ione abbia trovato la conferma degli epid~emiologisti lo .s i rileva dalle nu~ merose discussioni che su que to argom.ento vengono fatte nei diversi eserciti e speciaJmente in quello italia,n o e in quello francese purroppo ancora crudelmente. colpiti da.Ua più gra,v e di queste ~epidemief perchè a caratte,r e, ~essenzialmente endemico, voglio dire la febbre tifoide. Ricordo a questo proposito la. be1Ia, ampia, intere sa.n te di .. usioue che di recente venne fatta sulla eziologia, del tifo alla so~ietà medico . . militare francese, ~e la circolare relativa alla febbre t:i.foide be il Mtnìst·ero della guer a. francese rivo l ·e alle. autorità militari dipendenti, nella quale sono ben delineati., i più moderni concetti eziologici a beneficio di una pronta ed efficaee profilassi. ,a come premunirsi in tempo d.a. queste malattie? Da quali fonti possono trarsi le più. esa:urien.ti notizie sulla evoluzìone epidemiolo· gica. delle, medesime? ome, seguire passo p~a."· o lo svolgersi di una mala:tti& contagiosa a comi notare dal suo inizio ? Come svelare q nelle sorgentì d'infezione che colle nuove eo·nos.c enze sui portatori. di bacilli hanno tant.a importanza., ma pnr troppo sfuggono il più. delle volte, ai più accura,t i m~ezzi d'indagini 'P E po si bHe ad ogni caso sos,p etto, si può dire ad ogni r11omen·to., sottoporre all'e ame batt riolo-
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D~LLA NEOE
ITA DI INOHIESTI!: ANlJdNE TICHB, ECO.
gico quegli individui che più facilmente possono essere gli eH.m in.a tori di germi? Come circoscrivere queste. ricerche nel oam p o della pratica e del puro bisogn.o ? Tutti qu.e~sti dubbi ehe si a:ffaceiano alla mente possono, a. mio parere, e set·e di molto semplì:ficatì qualora _'Ì pratichi per t.e·m.po, ed in 1nodo veram nte· esauriente e cìe.ntifico, queUa che io chiamo lanau~nesi epi'den'iiologic , e cioè un'inchie t ricrorosa su tutti i momenti che precedettero lo svolge.r i di una epidemia, non nel ,suo compie so, che que to ri ul erà poi dalP ame dei singoli ca i, ma individuo i er individuo, ca o per ca o, allo scopo di tabilire poi in. base a cons at.azioni precise,. tutto il quadro epidemiologico nel suo as&ie:m e. È per la maneanza di que _ti dati prelimina,ri c.h e spes o un'·e pi.. d mia si diffonde, si allarga nei uoi confini senza che si riesca a. soffhoarla al no inizio. per que ta. deficienza. che lo tudio di una epidemia militare, il qual dovrebbe fornire tanta m se di utili co~ gnizioni pra i che, .p es .o trovasi arr·e sta to nel suo inizio. È per ques·t e ragioni for e che l'illustrazione degli av nimenti epid.emiologioi, ì q nali pur troppo sono a.lr ordine del ai orno nelPam bient.- militare, non pre enta. sempr pei medi ·i militari q uelltn.teres e ·c he dovrebbe aver · prov ne ia che, s i maggiori e più noti perio.dici di medietna militar·e dì tu· te le nazioni hanno do izia di la ori scientifici,, sia chìrur. ici che di servizio sanìtario n1ìli tare, sono ìn proporzion ·d eficienti n i la ori di epidemiolocria militar . 1 a eome istituire ta.H Inchieste? A. quali fonti ri olgersi per ott nere dei dati v r.a..m ent attendibili?· Quali sono i punti prin.c ipali , ke cì interessa di b ne. stabilire perchè l, inchiesta riese _ veramente utile? Qui non credo dilnn · armi troppo perch e orbiterei dalPimp gn.o che mi sono as unto, di esporre, p i Ìl che un piano completo di idee un'id a sola comprensiva la. quale poi potrà succ·e.s sivamente es e ·e di eu a e m ·r it·e ra di es ere presa in ·considerazion·e . D'altra., arte i punti principali dai quali risultere'b be Pinohiai'Sta do,~rebbero p r nece · ità variare,, S· · non in gran pa.r te alme~ no per una certa parte, a eeond.a. della nlalatt.i a o del gruppo di malattie infettive di cui sarà q. 1e :ione.. Qu Ilo eh mi pr me qui far notare è eh n lla compilazion d ll . i nchìesta , p id miologic& è n ec , ario : l eh l autorità mihtari si mettano in r lazione, a secon:d& dei ··a i, coli au orifià civili locali o con q u ~ ll del di fuori; 2° eh Pana.m n·e -i penetri pr fonda.m nte in tutto l'ambito. zio. . l ogtco della mahtittt.a, ia. in rapporto ai fattori p:re nti, sia in. rapporto ai remoti;
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lTl. DI INOHIE TE AN AMNESTIORE, ~CO.
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a~ che segua passo passo la successione. storica di tutti 1 fatto ·i
anche appa.rentem·e nte i meno importanti; 4c che esamini specialmente l'ambiente militar in tut.t e l su manifestazioni più intime e p i u specifiche. Io cr do fermamente ·Che ìl mezzo miglio1~~. per utilizzare i div·e rsi dati sia quello di riunirh :in uno schema qual'è quello .a dottato dal prof. Oelli nelle. sue lezioni d'e.p ide.m iolo:O'ia. e che io s guo con profitto n.e lle mie le.z ioni alla. Scuola d.i sanità mìlitare di Firenze, solo n1odifica.ndo o fac ndo q n alche a.,g gi nn ta a quelle partt eh e rifl t ono gli &mbientì collettivi per adattarle oo ì al nostro ambiente militare. ll Calli scomponendo il fenomeno pid miolo.o-ico neisnoidiver.si fat orit onde poterli partitamente studiare ed analiz,za.;re, ha reso certamente nn alto servì zio allo studio deUe malattìe ~e. pidemiche; d è con tale metodo analitico che io penso couveniente studiare. nn morbo contagioso per poterna rieavare ì migliori dati circa l'eziologia e la profilassi. Io divido quindi H fenomeno eziologico n~ei d·i ersi fattori; agente morboso; sorgent.e d Il' infezione; veicolo dell' ìnfezione; vie d'in.O"resso d n agente tnfettivo nell'organismo . caus·e predisponenti od imm unizz.anti orga.n tche o individuali, locali o fisiche, sociali ossia inerenti alla vtta del soldato ; e con ques.t o schema ho la convinzione eh e si vengano a studiare con molto migliore profitto le ma.lattìe contagiose tagliando corto alle confusioni ch·e spesso vennero fa.t te e tutt.o ra s.i :fanno nella ~eziologia delle malattie ìnfettìve,. fra la sorgente d·e lla ·m alattia. ·e H ·v eicolo, fra la ca.:usa vera e quella predisponente, fra l caus·e esogen.e e quelle endogene od autoctone. L' inchiesta epidemiologica pe.r.c.h è abbia un valore reale dovrà essere, come gia dissi, rigorosa ed ·e·s auriente., nessuno degli eleme-nti di giudizio deve essere. trascurato giacche anche d più. ago, o a.pparen.~ temente di nessun conto,. può in d~et~erminati casi giovare di molto· nello studio ulteriore di una epidemia. Valga ad esempio un' incbie~ sta su di un caso dì tifo. Noi sappi:amo quali e qua.n ti sieno i quesiti eh e su quest& infezione possp.n o venir fatti. Prim.a di ·t utto il caso ehe ci si presen·ta. b& le appar nze di essere dì origine esogena: od endogena,. in altri termini !"agente infettivo è v·e nuto dal di fuori o ·c onservav.a si l:a.tente nell'individuo? In quest'ultimo ca,so dovrà trattarsi di un miorobi:smo laten.t e l& cui or1gine non può esser·e svelata. che da una a-ccurata :a namnesi nosologica proseima o re,mota. . Nell'altro caso quali samnno state le sorg·e nti, qltali i veicoli d'' infezione.? Si tratterà di infe.zione. idrica immediata o diretta, o d' infeztone idrioa m·e dia ta ?' ·i tratterà d'infezione tellurica ossia per polveri,. anche qu sta diretta indiretta? :Si tratte;r à di oon.t agio mediato o indiretto (vest·i, bia.n cheria
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lTA DI INOHIE
E ANAl'fNE TIOnE, E O.
oggett.i,. alimenti, portatori di bacilli), oppure di contagio d1retto come qualche caso di eontagio ospedaliero lo avrebbe dimostr.a to '? Esistono relazìonì con e. pìzoozh~ ? Quali cau.se seeonda:rie hanno agito n.e l caso speciale (alimentazione, condizioni d ambiean te,. influenze meteoriche. fatiche ·ecc.).. adesi con eiò quanto sia complesso H problema, eziolo gioo., problema che d.e.v e es ·ere ben studiato per ogni malattia con.t agio a, sia pa:rt.e ndo da q nelle noz.ioni generali già .a cq nisite. dalla. scienza e ·c he servono a fi sa.re i punti più salienti delP inehìes.t a,. eia. allargando P inchie.s ta a fat.t orì più. generali nel dubbio che alcuno di e si, tnt· tora ignoto, abbia la. ~ua importanza .anche nelle sin.gole forme morbos.e . Con talì criteri, e con queHe più amp1e, e dettagliate. norme, che la scienza, l ''e perienza e la praticità richiedonot si terranno pronti, tanto nei oorpi e nei dist.a ccamenti di truppe,. quanto in ogni singolo luogo di cura, degli appo~ìtì registri per le malattie ìnfettive i quali,. oltre a. provve e1·e nel momento ad una. più accur.ata. profilassi, potranno all' uopo es ere con. ult.a ti e formeranno un materiale di s·t udio della più alta importanza. e malattie. le quali richiederanno tale .m isura saranno tut ,·e quelle infettive, ·m a. piu specialme.n te quelle di natura notori~ mente contagiosa e diffnsibìl€' e ~cioè: le malattie esantem:a tiche {v:a.iuol , m.o rbillo,. scarlattina, tifo esant·e mati co, ed in questa eategori& anche la parotite ·e pidemica)· il tifo addominale e le malattie affini · l& febbre di Malta; la. dissenteria.; la meningite· oerebro-spinale epidemica; la dift rite; la tubercolosi; la malaria, l'erisipela., il tr.a coma; eventualmente le malattie esotiche (oolera., peste, febbre giaUa}; in a.lcu·n i casi H ~car-· bon·chio,. la morva, l' influenza, l& polmonite.,. il tet.a.n o e tutte q nelle altre forme morboa:e capaci di diffusione. E vorrei c.he tali registri non soltauto fissa .sero ali elementi di .studio sulle malattie infettive dìffnsibili gìà dichia.r .a te, ma s·e rvissero anche per tutti quei casi sos.p etti nei quali l' inchie.s ta potrà m·e ttere una. via p r nn a. ulteriore é piu. a p profondi t a. oss rva.zione, val .a no ad esempio le tubercolosi latentì e i sospet·t i portatori di bacilli tifìci. Nell'un caso e neU'altro l'anamnesi accurata gioverà molto a stabilire le n cessità di aeeurati esamì clinici e batterio1o ~cL el proporre l'adozione di tali regist.r i delle ma.la.t·~ie infettive diffusibili non :m i na-condo le relative lifficol tà ed anche il sopraca.rico di la oro pel medico milìta.r ·e già abbas.tanza gravato daUe molteplìci e ·c ontinue man ioni del servizio; mi · embra perb che valga l& pena di sobbarcarsi al nuovo compito, per ua · o che, fissando maggiormente l'.att nzione sulla genesi dalle malattie conta. ·io e, se n·e attenuerann& gli eff ·tti i con, rìbuirà anche al progr·e so degli studi epidemiologici i :uali uell ambiente militare costit.ui cono -uno dei cardi:nì fonda.m ·e n 9
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tab su cui è fondata la sa,ldezza fisica d·e l soldato In ogni contingenza. di pace .e. di guerra. In base ,a quant.o sopra ho dimo.s trato ere d. o quindi di eoncl ud.er·e in questo modo:· l 0 .È desidera bile che presso i corpi di truppe e presso i luoghi di aura militari si tengano al corrente appositi r·e gistri nei quali vengano esaurientemente notati i rìsultati d eli' anamnesi epidemiologica.. per ogni singolo caso dichiarato e per ogni caso ;s ospetto d1 malattia infettiva diffusibile ; 2~ L'istitu.zioue di tali registrì s~gnere.bbe, a mìo parere, un pro .. .gres .o per la. epidemiologia. militare . dal lato pratico, fornendo piu .esatti dati sul .modo di eseguire la profilas:s i , d&l Ia·t o scientifico, pre· parando un ri!cco materiale d'esame per lo studio d..eUe d.e tte mala.ttìe .. Firenze 28 luglio 1909.
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CASUIS.TICA CLINICA RAR C ·O DI PARZI LE LA.CER .ZIOXE, l ELLA TRACHEA,. AVVE~UTA SUONA.NDO UN IST'R U E . TO A FIATO, pel maggiot·e med.ico Giovano · Bernu "Cl. La sera de.I 1'0 maggio u. . ·e ntrava. nel repatto chirui·gico di questo· Ospedale mi· litare·, il soldato del l()l· ggim nto b ·l' agi ~eri, p . d rotti Armando, del di retto militare d1. hieti, della cla · e l . 7 con diagno i di e.nfi ·e ma del collo, opmvv nuto . li. improvvisamente,. su.ona.ndo la tromba.. Egli pt"'esenta. .i 1ndividuo dotato di ortginaria robusta ·CO tit.nzio·n e fisi.eo. ()l~ tanto· alquanto oli goemico e, con lievi m.ieropoliade,n iti al e·ollo neUe fo: se sopra..davea.ri ed .n. li ~nguini. ·a to da genitori sani. tuttor.a. viv·e nti, minatore d..i prot'es ione. prima. el ~uo arrivo sotto le ;armi! lavorò a l ungo nei baeini earbonifer1 deHa uhr in \\e tfaUa e' di Pittsbu g in Pens·lvania, g·odendo sempre bu.o n.a salute, non andand.o soggetto che ai comuni santemi lelP infa.n zia ed a rare febbri reumatiche p·r ive d' importanz.a. L' i.n fermo narrava che, du!e 01~ prima., suonando il ba o con la. fanfara del proprio r ggin1 n·to, avvertiva improvv'sa.m ente un int nso dolore punto:r io iu cor~ r.ispondenz.a d Ila. f srs a sopracl ·veare di destra, dolore· che raveva co tretto Ilmettere immedi.atam·e nte dal suonare, seguito da tosse in istente, accompagna.to da em.ission1 d·1. spu i . anguinolenti e dal progres ivo ri,gon.fia.rs1. d.eUa metà. d.estra.. del. collo. Parlavn. con v·oce· piuttosto bassa, costretto tratto tratto a:d. interrompersi causa. i ripetuti ·colpi di tos e, tenendo il capo istintiv,a.mente ìncHnato a destra e r ggend·olo colla. mano omon ·ma. All'esam fis~co av·v ertivasi notevol gr&d.odi go·n.fio1.e d·elle r gio:n i. mediana e la:te.rale de tra n el collo. La · ·em.piice palp..\ zione riusciva doloro iss.ima, rileva.ndosi con la stes 11 un lontano senso di crepitio, mentrè c~on la percu sione notavas.i suono tim·pani.co. so··pra.tutt;o in. eorrispo·nde,nza. del tria.ngolo sopraelav.ea.r e di destl'a.. Date. le eo·n dìzioni dell'infermo., non fu possibile· praticare q nella s·era l'esame Jaringoscopico. La temperatura. mantenu ta.si fi.no .a llora .a f bbrile .sa.Uva verso le ore 2 a. 3911 .2 e durant la notte c·o ntinua.v .a l'emis~ione di copio • es.pettora.ti. catarrali; commisti .a d .a bbondante angue. Venn& p·r escritta l'applicazion ~ di ecia. e borsa di ghiaccio al coUo ·e gh · ae~c~o per bocca. ei o-.i orni ucces. ivi la febbre i mantenne fra un minimum: di. 88° al mattino e :un nwxin um d.ì 39°.3 alla sera~ mentre !'·e spettorazione si. mantenne sempre abbondante , costituita da. escr ati pre entanti i soliti caratteri. 8o·lta.nto in qtlinta O"i.ot·nata. qu&. ti as:sunsero a petto ·ed odore gangrenos:o, resi mani~ sti, ancf •.e a distanza., dall'alito t tido d.e ll' i nfermo ~• contemporaneament l 1enftsema e te.n.d.e vasi alla re,gione del giugolo. Con 1 rip tuti esami laringosco~· pi.ci, pur riu. c ndo a scorgere la. trachea. fino al terzo anello, non ebbes1 a rilevau"~e, neUe parti e:plorat , lesione di sorta. In decima giot·nata . e s.endosi manifestata lieve prominenza in eorrispo,n denza del margine auterior·e dello· stenJo~cleido~masto · deo di d.e· tra circa ·6 eenti.me· ri sopra l'in ..e·zione del capo s. ernale., pratica vasi suBa ste a. una. puntura. ·es.pl·o·
OA UISTIC · CL.I!Ill A
rativa, che rivelava la presenza di. sottost&n e l"accolta. putttlenta. .Procedev·a i to to allo svt'llotamento, mediante incisione, d.e Ua lun.gbezza. di cil'lca 1 ' centimetri, lungo il margine anteriore deUo stemo-eleido-ma. toide.o di des·t ra . rappre entllnte per direzione, un prollilngamento in basso d·elli\ ~classica pe~r .l a ricerca d.e lla c rotide pri· miti va.. Incidendo a. strati la eute, H connettivo sottocutaneo, e le fa cie del ono n· perficiale e media giunti nella loggia cervicale prnf. nda si ebbe· pr ima. · it~ di abbondan.te copia di pust e, con la. s:ncce · 1va. ln.va,ura del ca.vo a ce .·uale, la f oriuseita di un vero blocco a·. te u·to gang:renato, ·certamente do·v uto alla mortifi cazione di parte d'i quel }t a tmo fer:a ceUulare lassa, eh avvolge in detta regione di taluna. delle nnmeros· ghiando1e Ii ]a trachea ed n fascio nerv o-va · colare, fatiche· che col la o ceU 1lare nd·de cri.tto riempiono n-li spazi la.. ·ati Uber" da org.a.ni · vasi. Esplorando la cavità ol dito~ i percepiv.a no nel :fondo il l attito della carotide ·e ]atel'almente gli a.n:elli del tubo tracheale. Con uno speemo i ricei·cò inutilm n te il punto eroso della tra·chea, ·e ntra il tu bo trachea le pre enta va i nel tratto esplora.to, leg:g·e rment ·~ Jna un ifo~:·me.men:te a.rr·o . ato , ·c onge. to. La va to. d isintettato· e .zaffato accut·a:t a.mente il1·· siduo· avo a ce s , al e. lo t, . o giot·no .comparve la febbre. e diminuì n tevolmente l'odore gangreno o ·e dopo du giorni cessò q UL i del tutto l'espettorazione caratteristica. L'enti -em.a d l ono ndò man mano d.hninu ·udo, ·fino a comparire d·e l tutto in vente imi\ i ·rD· t:a. Ri~ tardò invece di molto la c· ca. l'iz.zazione del cavo ascessuale he per lun ~"~'o t mpo died.e abbondante ecrezion purulenta~ s . . n:;r;.a dubbio d vuta a]]a fu . .ione di numero e gh1a:ndole linfatiche d Ha r·egione. Certamente o l· auto l O}lportun o svnota,m ent.o della raccolta e le. q 1 idiane dii" gent · n edicazioni sconail:nar .no il gra '~e p ricolo delJ''e steud.e rsi del proce. o al tessuto connettiv·o dei media t~o o an et iot··e. n gior~o 22 di giugno, vaJ.e a dire, dopo 2 giorru di deg·enz.a, il PedrotU la eiava .!!ll.arìto que t'Ospedale reca.ndosi in licenza di convale e·nza. di . O giorni. con la indicazione, di buon grado accolta, di no suonar pit\ i rumen i a. fiato. La sto·r ia cHnica cla m desorit'ta., ohi.ara,mente dimo tra com'ebbe, a volflr'er 1 il pr.o ces o n orboso, oggetto del pres,e nte tudio. E' noto· ·come, la trachea. in tuttn. la. ua. lunghezza ··ia. a. v olta. d,a un te su oe llulare la. s 11 eh e ne fa. vori e · m o· \1'imeot.i e ~che fino ad un certo puoto .f unge da membrana. siero.. a d. è parjme.nti noto co e; data una tt·etta ferita della trach a, formin. i. in. tale tesst to le 1·a.o· ol t gasoze costituenti l'·e nfisema sottoeutaneo, .·accolte. che, estendend·o· i pro12:r . ~ · .i vamente 1 spe o riese·o no ad invad.e re H te· suto connettivo del m dia tino ed il conne<tt•vo sottocutaneo del torace, della faocia e degli arti. In tale tessuto, in e~ guito, a l!e ioni della. traehea.~ stabilito· i l'entlse1 , a , nulla. di p h\ facile abbia n i a ve.r ifìea:re; in. seguito all'invasione con l'aria. di s ariati crermi patogeni e aprofì l, deHe raccolte purl.1lente· Cosi fu nel ~caso nostro,, dove! data ]a sede della raccolta puruJ.e nta·gan.g:l'enosa,, ed i risultati della. laringos opi a.. p·uosai foudatamen te de· n.. ere, che l'a·v venuta lacerazione, certamen.te e fortunatamente piccola, sia · i verificata in corrisponden~a. del 7° od 8° anello ·~raoheale, fra la, seconda e terza vertebra dorsale. Una sintomato·logia ben dHl'e1·ente si sarebbe osserva.<ta. se la lesio·ne si f o:~ e verificata più in ba.sso in corrispondenza. di un bronco; in tal caso non a ·ebl tato po.s .ibile evitare l'invasione larga. e bilaterale del mediast·no, anteriore! ed il uc·cess.ivo processo supput·ati.vo-gangren.oso non i sarebbe certa.men e limitato .a qnel ristretto foco.] aio ebe venne. aperto· e dr·enato. Difficile invece riesce a. ta.4.3 -
G' ontate di med.jei11a mtlffa.?' . - F. se. m.
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OA UISTIOA OLI l A
b"lire come ebbe a prodn.r si la. lacerazio·n e del tubo tracheaJe, sot.t o lo sforzo, certamente uon. grave,, del suonare un. istrumento di bassa. tonalità. in una ma.rcù\ di ritmo notevohnent-e· cad.e nzato (la a• dei ber aglie:ri). Anatomia. e fisiologiat reci·a.me.n ·t e si. oppongono. aUa. concezione d.i una. la~erazione di. trachea sana pe~ r qualsia _i sforzo respiratorio.• :M entre nella, laringi!! non sono infreque·n ti le lesionì d.eii m.ua:eoli ti:ro-.a ritnoidei (corde voeali vere) in ;s eguito a sforzi i'n taln.n e m.oda.lità dì ean·t o•. -ono inv·ece rarissime le le ioni traehea.li, a:n c'h e nei so:ffiatori di etr<O che com'è noto eser· eitan.o uWintiero albero respiratorio il mas imo degh sforzi.. Il tubo tra.cbeale prese.n tasi ben ·p1ù rigido e resi tente deUa laringe, (L.noiani Fisiologia)' ~ di ca· libi'IO quasi uniforme, in tut.t a la _ua lunghezza, anzi alquanto più lar~o in. eor~ rispo:o.denza della sua biforcazione, n:na gu.a ina elastica esterna contiene gli anelli d1 C..'\rtHagine ialina. interrotti posteri·o rm·e nte e. completati da. fasci di tìbrooe.)~ lule muscolari, tese tra:"Ver.s alme.Dte fra }.e, estremità deU eartUagini,. costituendo con alt.ri fa . .ci ·Com·p lementari, alres tem.o dei primi ed av nti direzi.on.e longitu. dinale, quello che alcuni anatomici (Testutt A.nat01nia descrittiva) chiamano mu· co]o traebea]e mu colo éh.e datta la SUO. toDieità, riduee gr.a.nd.e.m e,n.t e il calibro della . r.a ehea ponend'o qua · a o n ta·t to fra. di loro Je estr.,.,mità dei. cerchi ~car ti1a ·n i. l.n pari tempo,. lo tra.to elw tico pil.Ì p o adat·ta. la mu osa, r"cchis.sima di ghiaodol 1 uc.i p.a r , alle vo.riazio·.o i d.i lungbe.zza. del tubo m.a nte·:n endola empre di t :a e piana,. Data simile d.ispo izione anatomica ben com.p r nd.e i l'impo -si· bilità di una lace:r azione d Ua.. trà bea ot to l'a.z ion.e d.i sfm.·zi re pirator~, se qu ta p·re ed. nt·em,e nte' non pr ~ onta qualcl1e alte.r az ione ehe tabiH ca ulla stes .a un locus 'lllino1is r : siste11tia • u to luogo d i menomato. r e i .t enzat neH'albero bronchiale può s et•e d·e ·ter~ min.ato da p euHari alterazion.i di organi a4 es o pr~ im iori o daU'·e ven.tualitA di una p.r. t1sL t •n te fi tola ongenita. inoom·p l·e ta d.eUa. raehea. Esam.ioiamo l varie ipo·· ~ i. Le peculiari .al te razioni diaozi accennat·e po . on.o esser date, d.a l fatto., .a.nato· micamente ben noto . eh trachea e gro i bronchi sono ,a ccom.pa.gna.ti in. tutto loro p ·r corso da un amma. so di :ga.ngH l infa;tjci,. la ·Ui ed·e,. il m.od.o ·d i aggrup· pamento ·ed i rapporti. con. gH organi cireo tanti furono· o,g ge·t to d1 t·u di aocura,t i . pe i;;~.lm nte da parte dì ou uenbeim e di Siman. Tali gangli (in comunica.· zi·o coi va 1 Hnfatici dena. muco a trae h. a le, ch.e num·e rosissimi la perforano). vanno ciJm ·.n te oggetti aU' i:nfHtrazion tuberco'lar·e coHe wns .g uenti fas:i de· affatt-o ra·r o che taH •e n ra.th e di rammollimento e fu ione ca o a, e n.on ma e c: ·eificate e uppur.a n.t i produc.a n·o anche necro ~ i della par-ete· trac'beale o hroncb i a le,. con perforazione e pene trazione da Ha o tanz,a cas osa nel lume d·eU vie, aer e Anzi talvoHa, sp cialmente in bambini, · bbero ad e.ftèttuars.i casi di p ttorazione in 'blocco p r l vie natura-li ·O per l'artificiale d.e termìna.ta dalla tr r.h otomia . d.i intiere ghian.d·o le ca. ~eHicate. Nella le t teratura m.edieo-chirurica ·i an ·i ca i i m i i riAia.ti va en e num ro ~ ed istru t tive sotto questo punto di vi. ta, :ano l o r zioni di - ob, De·m l Peter en, FrUh·waJd e Pal"ke. ~el n tro aso,, pur data la pree, i t nza dì mi ropolin.deniti. al ·CoUo ed aUe re{J'i.o ni · oprsdavea.r· , l ipote· i di una. le _ion tubercolare appare in eviden.t e oontrasto co:n Jretà. con i t a. p to ben i. .a.Iq uanto oliogoemic . m n ano e robusto del n·o stro infermo. :t>· rb in .m olti ca i i linfoa. n L i. a.ll in.fuori di unA. 1 iolle · peoih.c a ·t ub reo~
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CASUI TlCA OLINICA
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lare~ si riscontrano altre forme d.i a,denopati:e, semplici reliquati di sv.a ri.ate afF~ zioni infetti·v ·e generali o infiammatorie delle vìe respiratorie.. .sofferte speci&J.. mente nell'età. infa.n.tile che 1imanend{) per anni ed anni affatto laienta, po.s sono col tempo causare delle gravi oomplica:z'ioni., quali le periadeniti ed i cosi~d·e:tti diver.tic.o li da ~razione. Que·s ti nltimi (che fttrono oggetto di studio .s opratutto ·da parte d.e l Wiedemann e. d.eHo Zenker) sono c-ostituiti da piccole dep-ressioni a forma d'imbuto,, il cui punto di pa·r tenza. 4 dato dalla for:ma.z ione di aderenze fra l masse gangUonari. e gli ·o rga.ni. vicini (trache·a, bronchi, esofago). Tali aderenze, raggrinzandosi e retraendosi,. seeo attirando la. parte degenerata delPo.rg:ano ·COl quale banno pt·esa aderenza, poss.o·n o provocare l'assottigliamento de· 0 ste-sso, ed a lungo an·d are la sua ulcera:zione. Aneh·e tale ··uppo·s lzione, non regge nel nostro caso alla critica pia s:operfidale quando .s i consideri, com.e il soggetto da noi preso in esam.e a.b hia sempre g·o duto di o·t tima .a lute, non avendo sopratutto· mai sofferto di a.ft'ez"io·n i delle vie respi .. ra.torìe. Escluse le: du·e P'r ecedenti .i potesl1 è giooofo1·za pe,n sare all'eventualità di una preesistente fistola congenita incompleta d.ella. t1·achea. ~ el clo.ssl<'..o vecchio trattato di anatomia. topografica del TiHaux, trovasi un Mc nno u!Pargomento, ehe rivela. Pacuto sp,i rito· d,osservazione dell'autore; men.tre in pa recchi rec.en.ti t:r.a ttati di ch.irurgia special,e, parlasi di. piccole rotture d.ella. trA.chea.,. per gri.·d a intense e contiDuate. ad esempio nel parto·7 in seguito a toiSSe od a bronchiti~ 1esioni queste dovu.t e ad un ecces ~ o di pressione respiratoria. Da ultimo in un.a compoleta ma.g istr.a le' monogtafia :ulle rotture· d.e lla laring·e· e della trachea, l Hoffm.a:nn receuteme.n te raccolse ben 144 os ·e rvazioni .sull''argomento e· d ~ queste,, due causate. d.a sforzi nel suonare la tromba., ver16ca:t isi c.ome nel ea o no t~o in oldati dell'esercito germa.nic.o. Nei due ca i in parola, dopo aver narrato del m:omen·t o ·c ausale della rottura deUa trach·ea, pur egli espone l'ipotesi di una possibile eziologia remota, 'd ovuta a p1~eesistente fistola bronchi ale .incompleta+ Se.mbrami ehe i molti p·u nti di con~ ta.tt..o del nostro con i due citati dall'autore, as o eia ti. alla robtt tezza. d.eJ nost.r o Infermo e alla mancanza di qua.lsias' precedente malattia predi ponente l.argam. n.t e suff'r.a ghino l'ipotesi di una prees.i.s tente fistola. congenita, incompleta della trachea. Ed ovvia riesce in tal caso la comprensione del modo nel quale ebbe a prodursi la lesione d.a. noi studiata:· data la pe·rsl8tem:a di' condotti .epite.l'iali tn rap'fJ(»'to co·n lo sviluppo e'lnlwiologico dèl .C<Jllo, inattivi .Pet"' un lungo periodo della vita, questi p )r lO stesso ~meccanismo pel quale apronsi talvolta all'esterno, vale a 1
dirf! p er l'au?nen.to in essi. dei prodotti di c·ellul epitel·i ali,. in seguito· ad un eccesso di pres'Jione f'espirotoria possono rmnpeTBi .all''interno aprendosi in quell'atmosfe?a di tessuto cell·ulare c·he eirconda la t1-aclìea . Tale~ l ipotesi. che sem.brami più attendibile nel nostro· caso, e che può renderei ra ~ione delPar_.culente singolarissimo toccato al no. tro paziente. Vero,n a, settembre 1909.
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1 Il . di anni ':...:..' (lU re o-i mento a.1 ti . porta: o d. ur enza in bRt·ella a-H' o. ped Je m ·1-ita.t nut:Jgio l pe1· ontu. ion alP"pocouh'~o de tro con f nome1 · di g:ra · -·commozione nd lol .· li· n al e. Pr n ta va po o piccolo, q la ì fi Jifot·me, f1 eq u n t -e d' t r. t o i11 tra t o aritm~eo re ·.pirazione U}ltlrficiu.le e irre~go]n.r-e volto '.niettatot con l•t bra ianoti l e, -~ ·tremità fredde~ co:"ei nzn. ·obn.t: bil•lta.... ìa.vuto i al _u .anto dopo avergli pr ticato arie ini ezioni jpod rmiche, i . o1u .r.ion~ c itn.nti narrù eh -•, m n tre nel ~ortile de la ca: erma, cl1e · zav a rincorr :. 1·::~i con alcr- ni uoi compa('71 i. andò a. battere ca u:almente ·•on l'emito1·ace de tro contro un alb uro e~ che 01 o la eo- a offer a t fatti a p pena po 11 i n.] r i p a "i:, a vverf en o di pe· o .a lla. te t'l ed bbe vo·m ito li co i a O" t. ' l za liqui dl di colori t ve r lo·- o lo e sa po r p.e rd uta. la c c ienza., c d ie al uolo. AlPe. _me obiettivo, e. eg1.1'to appena ft p . iH l, s· notò un aum·e nto d.eU' in. d.i ottu i à. epatica che, normale nel li m i te inferior m o tra va i el v·a ta oltre n margine s uperiore della. quar a co t di d tra. a. li vello de.Ua. linea emiclo.vicolare .con contorno ra ata.mente al ba santesi , a mot di cupo]a lungo le ·c onti ne line tcQpograflch·e e] torace . Si ril vò inoltre uu ~ onevam nto della parl·t mitora.c· a d .;~ tra, in corri 'pond eJ ~ za della reglone ottoa cella re,. & fot~m.a emi ferica, col m.a .im.o punto di .~ porgeu 1; a a qu, ttto dit .. tra v r:->e aJ d.· o}t·a della-reo co. ~"lle e prec: a.m n all a-ltezz: del ·etti o pazio i r o tale,. dov · avvertiva un en o ind ci o H 1: u tunzion - profoula. In qtte t ambito P"li .· pazi in te ·co .tali . i P·l' uta vano molto divar ·~cn.t ' , oon o..r .meutata ten ion - aUa palpazione e limitA.ta mobilità resp~ratoria. · ·enza. & - . Juta. del ricercato _remito idatide·o ; normali ' li a.Hd
oro-ani ed app. nL i .
L'infermo , i tra t i u tra to,. ac -u n. va. vi vi lo]ori al l i po -01 d rio dS~' tro o \ fEn·euze eh , a no dire lo torm enta va:no pur in pa ~ at.o, ma co o m i n ore viol· nza. In.fa i, mentre Pn.uamn . i s u i precedenti g ntiiizi ri :tlta . \;tUta, n . r.i ferivn -c he fin dall'in 'nuzia r.ioè -d Uot tavo an uo di eta n.vverti ·.a acl in ermi t nz.e va.· l
CA' Ul TIO.A Ol.. INI'CA
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ria.bili, risentimenti doloi·osi a.ll'ipoeondrio destro e che a. quindici anni gli accessi di epe.talgia. s:i fecero p'i'ù. i·n tensi, tanto da costringerlo a tenere il letto a permanenza, durante: circa. tre mesi. Da informazioni avute dal sanitario· che allora lo ebbe in ·c ura, si eppe ~ch. e gli furono· praticate, a.Ua regione epatica,, due pun· ture esplor.a tive, con ~cui si. e trass'e un liquido limpido, incolore, tra. paren.t e eo,m e acqua di roccia. Dcp.o tali ·puntu~:~e. sr. sarebbe, manifestato un migliorame,n :t o du~ r'tlvole elle sofferenze d.ell':in.fe,rmo, obe ve.n.u.to c-ona sua classe di leva sotto le armi, prestò, al vo· una bre.ve interruzione, regolare servizio per· oltre, un anno e me.zzo.- c.ioè fì.no al giorno d.e l suo urgen.tissim.o ricove~ro all'ospedale:. Prima ancora di raceogliere i com.m.emoi·ati.vi anamnestid, col semplice. esame ,a im e de tactu, si fece la di.agoo :i intuH;iva di cisti da echinococco· del fegato, tanto voluminosa da. r~endere pro·minen'te la s,ezion.e ante:ro·- infer'o.r e dell'emitorace ,a tro. Dileguati ì, d.o.p o pochi ,g iorni,. i fenom·e ni di eom·m ozione addominal~e,. il 18 ui.ugno 1'908,, previa elo:r o-narcosi, opetal. rinfe rmo con un.'incisione, lunga der dici centimetri, pt•ati.ca.ta sul margine sup·erio.re deU'ottava costa, t:r.a Je due li:ne.e ascellari e corrispondente al punto, do e maggiore appariv.a l'intume.:Sce.nza.. Misi osl allo scoperto la parete della. ci t1,. già ~ p01·gente .a th·a.ve:rso allo spazio intero tale soprastan te, ed esegu·.ta una puntura 'e splorativa con l'aspirato:r e ·d el Potai n, es'tt·assi ('.irea S&O e. c. di liquido caratteristico di cisti d,a . ec.binonocceO~. quindi procedetti al.la r sezione sottoperio tea dl.i un ttatto della settima. co. ta. e · uturai la. p·a.re·t e avventizia d ·Ila. cis.t i o.i margini della brecmia oper.ato.ria ·COn va1ii punti taecati,. coll'obiettivo di ottener~e la. marsupializzazione dell' sacca ~cistica, de'l res.t o già ade.s a alla parete, toraciea., Cinque gio rn1 dopor pratìca.i un 'ampia. i ne· .s ·,one della me,mbrana ci ..tica .s coperta, usando :il coltello del termoea.u·t:erio .di Paqt~elin e dalla capsula connettivale ap rta e· trassi la. vescica, costit1Llente la. cisti p·ropria germin.a tiva. Il decorso postoperativ~o, nel pdmo pe,riodo, fu a.febbrile e ben presto ..sl m,a ni· fe · tò uno stato confortevole di benessere generale. NeUe p~rime m.·e dieaz.ioui q uotid~.ane si rilevò abbondante, secvezione ·di liqn.k lo giallo, inodoro, assai fluido.. La copio a perdita di secreto 'biliare, a poc~o a oco ·d iminul,. in rapporto al progressivo miglioramento.. T.rasco·r si du.e mesi dalrintervento ehirur·gico, insors·e febbr·e serotina a ·t ipo intermittente e preceduta da brivido e .s i n·o tò che dalla breccia operatoria, t.utta cieat.rizz.ata. meno cbe pe:r un breve t1~o.tto alla pa:rte mediana; fuo .. riusciva abbondante seerezioue mueo-purulenta, fe tida., unitamente a eisti d.i volume, va·rio,. da. quello ùi. una grossa noce avellana a quello .di un pisello, di cui alcune a parete ottìlissima,. tesa, ·t rasparente, .a eon tenuto limpido, incolore ed altre a pa.Tete spessa raggrinzita ed a ·contenut:o torbito ·e giallastro. Avvenuta. una e:missione d.i cisti, da cinque a dì·ec.i per ·vo~lta., l'elevazione termi.ca. scompariva pe:r .r icompadre dopo qualche giorno e ·Ce are novellamente, coll'esp:ulsione d.i altri para.s.iti, come se questi si d.i sgregassero da nidi. policistfci, situati nel. pa.. renehim.a. polmonaTe·.. Comparvero, dopo le prim.e eliminazioni.,. segni manifesti di fì tola bron.chiaJe,, ~caratterizzati da fnoriuseita di aria dalla fe.d ta, toracica, con emissione di seereto· purnlen*'..o molto spumeggiante, ru.toore d1 estesa ed alta r·e · spita.zione cavemo ·a nella. cavità ascess oide, div·enu.ta ipersensibile, provocandosi facilmente accessi di tosse intensa,~ìnacciante so.ft"ocazione e persin.o tati di Hpo .. timia, tanto che si dovette andare molto cauti nelle, irrigazio:n i di liquidi detersivt Dal diario eUnico ·r isulta.. pare ehe agli accessi di tosse, se~guirono, darante due medicazioni,, vomiohe. copiose, e c.he n.ella raccolta. mtlCO purtdenta, senza strte anguigne, espet.to·r&ta si no~tò lR presenza di. picc.ole cisti idatide
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CASUJSTIOA GLI~l A
Dopo un pe iodo di eire& due, 1 ~ esi, in cui furono spt1lse oltre a duecento cisti. figlie, si chiuse ogni oom.unicazione con l'albe,r o broon.c hla.le e ritornò u.na ituazio·n e a vv'iata a lento ma. prog.r essiv·o miglioramento. eU'ul imo bim.est:r. dd dd· ge:n za dell'infermo nell'ospedale si videro rifiorire Je, sue con,dizio.n i nu·t ri·ti.v·e, la.. secrezion.e divenne scarsissima e nettamente sierosa ~e verso ~a metà della cicatrice, formatasi nel eampo operatorio,, non rimase ehe uaa. soluzione di continuo del d.J ametro· di appena tre millhneGri, a.ttra verso la quale i penetra.va con lo· peeillo da. fuori in dentro e dall'alto in basso in una ea.vità, a pareti non b ne li m·tabili. L'infermo non aveva più alcuno. softèt~enza ed, a sua r ·chie ·ta insisten venne dimesso il 2B dicembrtJ 908, ed in.viato in famiglia rifot·ma.to. L 1'o pera.to, eb.e risie'd'e in tinn. circondario di Sora), seoo·ndo notizi da lai comunicate, nel mese di .m aggio a.nno deeo1·so, con,serva. uno . tato di florida salute e g ià .a.ttend a. lavori manuali. Si pre ·ume quindi che la e·o orme ca:v ità la:sc.i.a ta d.a ll'emissione della. voluminosa ei -ti epatica. e d Ua num·ero.sissima. colon.ia. di ci ti figlie polmonari; sia i grada.ta:mente e .deti.nitivamen.te del tutto co~mata ; poichè, er.a.. rr· e~ rito., che da U.D t.r a.mite fi.stolo: O ,a ppena Vi ibilet gemeva.ì R. hmghi in rvall" di tempo, qualche goccia d i s~ ero..
~Que to, ca o di
echinococco., locaHzzato in due 'ris·c i posti in
avità dive.r e,
è da rite.n ersi rari · simo .n egli ann.a li ella chirurgia militare. E -o conterma l o·pi·· nione espre. sa d.a. Madelung eeondo Ia. q'l.uJo.le per lo più negli echinoc·o cehi cb .s i .m anifestano n gli adulti, l'infezione av iene nella prima. infanzia talvolta a. distanza. di oltre tl.'len.t'a.nni. Liinfermo in a.me avver·t ì i primi di turbi, qua.n·d·O all'età. di otto anni. fr-eq uen.ta va. le scuole elementari e decorse-ro .s e· te a.n:ni pri ma ebe ·e,gli fosse. obb iga.to a rie-o:r rere al consiglio di una persona. deU'arte. :n qu·e l tempo il divieto delle pU.DttlT& esplorative nene eist• da echÌ.DOCOCCO non era ancora universalmente aecolto·. e vennero ·p raticate, nells. regione epatica. due asp·ira.zioni con la ordinaria iringa di Pravaz .. Dopo che fu superata una fase morbo a uon. bene rammenta·t a ìl sanitario ritenne di o.v·e re d.ebell&to il n.e mieo e questo convincimento fu con.di vi dal malato. L'appa.ren te e,ffim.e ro bene&zio ha dovuto .e ssere onnes o colla diminuita. pressione, del liquido cistico, cbe, attraver o alle, due perforaz.ioni, ·pe.r quanto capiUa.ri, ha potu.to effondersi in discreta quanti.t à inv.a dendo· l'organo polm-on.a re contiguo e determinando quivi, per l'avvenllto tra: por o del se-minium 1norbi, una prollifera.zion.e policistic.a esogena ad attività progr~ed. ie, nte . .Ho detto esogena. enza ri erve, pe.r che nessuna propaggine d. ·ua. membra·na. pt·opria 1, .apparte.nentie aUa. cisti madr · 1 ven.n e eliminata dal vi cere. pol· monare. è i pt .ò pensa.re che la. di seminazione ia. oon eguita. ad. una :rottura spontanea d.ella. cisti, e-scludendo l'R.namn i q ne to room n tu ca.usale, che non avrebbe mancato di r:i e1arsi con sin.t omi rea:ttivi looaU ·e generali. Supposta una im·p rovvi a fuodu .cita di liquido attraver o una smagliat :tr.a, preparata da. ·distensione e s:6.bra.n1ento della parete d tiea,. la to iciU. di es o avrebbe ·p rodotto fenome:n i di av·ve~enamento e contemporan a. eruzi·on di o·rticaria, oltt•e a .intomi di flogosi acuta. nelle i ro e ed or n.i contaminati. .Ciò n.on si è mai constatato~ nep·p ure n'eU a. fa -e del m01•bo., in cui l'infermo. a. cagione del tt·auma sofferto, fn ·t rasportato in condizioni pericolanti alPospedale. Del :rosto, g"A i profe· sor' - urAnte e Nova.ro ed altri Ì'n Italia da. oltre un de ~enu io, banno segnalato i pericoli della puntura. capi ~Jare esplora ti a. nelle ~ ti idn.t ~dee del fegato, .a .ppunto peE la po sibilità, cb qua.nd.o le med.e in-.e, ono col icit'ere ..la parete ci. tiea po' sa sma-
OASlJJS'l"'OA. OLINIOA
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gUarsi e dar luogo alla disseminazio:n.e dell'echinoeocco c-On frequenza .m.aggio·r e, nel1a. eavità pe:r itoneale. Un altro arg·o mento va dis.c us o, quello :r ela.t ivo all'a.ssenza asso,l uta di q ua.lsiasi HÌDtomo patognomo·oìeo del foe~J.aio policisti.CO po]monare. c- a Se·m e,i otiea fì ica e fun2donale D·O n possiede fino·r a .m ezzi .s empre si.curi pe,r scopri.re le dislocazioni &CODd&rie, echin.oooccich:e;, ben.c bè RÌ. COD.OSCa c.h e H paras ita, ba. tendenza a. mo• bilizzarsi e divenire ospite di tutti gli O·tga.ni e tes . uti. Nel caso in. esame se col quadro radio eopioo fossa stato possibile ·d·elim.itare i •confini deUa. ci ti epatica, proliferante nel polm·o ne destro, verosimilmente .n essun ·r isultato vantaggioso· are.b besi ot.t ennto, a:nzi. poteva scaturire la conseguenza. dannosa. deU'inazione al' pe _tante, ovvero essere lumeggiat.a un''i ndicazi.o·ne vitale per 1n in.te·rv·e nto .c hirurgico più. aggressivo e· pericolo- o di ·q uello attuato. Richiamo poi l'attenzion.e sul fatto che, ]a fi ·to~a. bl·'(}n.ch.iale si. verificò, in modo spontaneo, du.e mesi dopo la praticata. toraeotomia. ìnte.r pleuro-frenica e· eo:n man:ifestazi.o ne di g1·avi fen.om.eni sup·pura.tivi6 Il d.ec·o·rso postoper:a.t orio avrebbe percio olfnicamente dwmostra:to che il focolaio policistico polmonare non s.i debba oon·· tem.pora.neamente aprire e .mettere in co·m unica.z ione immediata co quello epatico. Par che, ne,Jla fase cnra.t'iva. nee·es iti t'ipe.t ere le due tappe impiegate dal m:o rbo nel ditlhnder.s i in v"seeri, .a p,p artenenti a du.e div··e r ·e cavità organiche. N·e deriva pme il coF>ollario ehe per ognl caso c.l inico .co:m ples. o b ~· .o gna e·s eogitare proc~ i operat1vi atipici., poggiati sallo· stn·dio .i ndividua.lizzato d·e ll'anatomio. ·c linica. In conclusione, data .l a diagn·osi di ci ti volum.ino a del fe ato, e tern.a ta i su Ha. parete. toracica). si agi ob'bli:gatoriam.e nte in loeo· nPcessitaUs sapendo i cbe H de cor o segu.ito dalle' produzioni patolog iche.. nel loro .viluppo,. trae·cia al chirurgo Ja via piu diret,ta, e meno lesiv.a. per andare loro ·ncontro. Dì mano, in mano poi ebe i poteri ·r ein.t e:grativi spiegarono i loro benefici efte~ tti, si preparò la dei .cenza dei nidl cistici. polmonari. ehe attraverso alla. cloaca la ciata dalla cisti madre; tro~· va.rono una facile via per ]a loro liminazio:n.e. Mi parve pevciò applicabile il titolo di epatostomia .. egtd'ta eta fisto.l a fyroneldale .a l decorso cl inieo comple.to ·c he comprend.e la fase dell'intervento a mano armata. e q,ue]la successiva della. di g1~ .. gazione ed emissione dei raggrnppa.men.ti ci tiei polmonari•. Fol'Set in eguale miuta,. gli anzide.t ti presidi curativi utilmente concorsero a de.t enni.n are il pro pero
9u.cce· so osservato. Se non erro, l''e: posto mod.e sto ·ontribu·t o casuistico ,gi.à. .r ias untìvamente oomuoicato al X.V I Congresso internazionale di medimna in. Budapest, erve a confermue, anche una volta,, con dati di fa·t to· posi ti vi, che la. cnm rad.ie&le del1u. studiata grave afFezione ~epato-polmonare, non trascende la potenzia.lità ·d elle ri, orse chirur iche, attivate e co.m misllrate in rapporto alle ·e si.aenze, deU · sing·o l varietà cliniche.
To1•ino 7 g(lnnaio 1910.
RIVISTE ·GENERALI
REaZIO -E DEL '\A 'ERMA " - SUO . ALORE TE BI O E PR TICO - Rivi ta sintetica. d.el do tt. Alfrc:!do Bu i ate,. tenente medico. Attot·no a.l[a iero-diagno . i d.ella. ~ inlid e è g r11inata una ricca. lettera.t ura che si a cm·e ce ogni gi.or:no della prmluzione incessante da parte pec1a.lmen.te d.e i ba.t · t riologi,. sifilografì e neu ropatologi. Alcuni au tori ne d~. minuisoono il valore,; di ·con.o .c ndo al W a seJ·m&nn, che p1·imo la id ò in ieme a. :ei t· e1Bruck (l), ogn.i virtù di concezione· altri ne e -a l tauo l impor ~ anzn. teo:rie-.,'1, e corrono· giA rapidi .a d &l'd.i te illazioni pra·t ich.a, rite· nendo .c he la -iero-dia ~no ··i si pre t.i al o·n trollo de·lla cura. antUuatica perfino t."tbilh riteri d igiene . ociale,. cosi per es. da proporre di BIJbordànare allu. p· ~ova d· \\ as ermann lo. conce sione del p ermes o di mn.trimonio ad. individui con regr,es n ifi l id • La gmnde mag""io·r a.nza. dei compet n-ti r·d.uc gl'in.conveni nti ·d ella · ie·r o-reaZIOne dell R. ifilide a quello eo·m une1 a ·t ut e le r-eazioni biologiche già cono ciute, di non avere ci·oè che un valo1: e rel tivo,. nel senso di fornir e indica.zioni pl ·Bct ~ oLo quando dà risultati nettamen te po. itìvi, mentre ci lascia nel dubb io ogni volta , be es i sono negativi. aIa. gran. copia di pubbli · azioni po iamo t1:ar1 ·1 icuro convincimen·t o cb l.a. pl'lova d l \Va ·e rmann. sen.za esagerarne la portata e consid.era.rla come un criterio infallibile; po · a rendere al clinico :r eali ervigi.- ili m inandogli a volte angoli rima ·ti ne la penombra del dubbio o anche nello nurità. dell'iguoto. t'ed.remo. q ua,nti e quali reali vantaggi po a. dare e come p 11ciò debba ·e .sere ·CO t. ntem n.te im.pi . ga.ta. L a. na te cnicnt per quanto in apparenza più compie a. che effettivamente n on iat è acce . l bile a tutti- facile ad · •guirsi a nebe ne] p h\ modesto laboratorio ma. a. a i delicata. ed è nece arlo }lerciò c·o nosce.r la nei ·u.o · mini n i particolari.
*** È ormai di comune cono. cenzn q uanto : .i è ta.b.i li o dopo l memol:abi li scov·e rte ~di.
P a teur: l che coltui•e m ic1:obicb.e iu culate ad anh a li en ibili, confel:iseo·no loro una immuni tà p· ù. o meno a ol uta · - ) che l'immunità può anche ottener ·i iniettando i prodotti de H se a m bi n : tlitivi dei ba.tt ·ri (to ~ il e e d i principii tratti dei. e tpi microbici (endoto ine) · u ce ivam n te .B.elfa.nti, Carbone,. Bordet E,rhlich e e.): · ) che l"iniezi ne ia di ceUu .e anims.li di altra, J ecie (em ~·z · e leucoeiti. eec.) ia. di alht min·e 1 e i· eh ptovo a la gene i d i r·e az:oni del i.ero .&na.lo.g he .a. queHe cb i o "erva.no ne eor o d J l im1 uni~zaz[one a.nt.imie robiea. l
RIVI' TE GENERALI
2 l
Con term~ne generico tutte queste so · a·n ze b.atter~, tossine, an. tito~ ·si e emaz1e albumJne ecc.. ecc.),. sono eluamat anUg~ni Deut ch·. Per effet.to dell'a. tigene inìettato (pe.r v.ia sottocutaoea . perit.oneale, endovenosa), si pt~oducono· .nel sie,ro d·ell"a.n imale, dopo un. certo tempo osta.nze speciali chiam.a te antieMpi. GU a.n tieorpi ha.nn.o la prop·r ied. li es ere trettament .·peeifi.ci,. così gli anticot.pi ottenuti iniettando ad un a.nim.ale p. es. badili di ifo, non e reitano azione batteriolitica ohe s.u questi bacilli solamen.t e e gli anticorpi cbe i originano iniet·t ando ad. un animale della. specie A le e~mazie di un ani male. della .s pecie B non. d ~ o1vano iD vi'tro ·Obe solamente quAs.ta. categoria d.i emazie (Belfanti e arbone). La rigorosa s.pecifi.c ità de,g li anticorp,i conduc-e a.H'importante .c orollario prati ·o chE', potremo a.ecertar·e la natura di u:o.a data. infezio·n.e, se nel slero dell'individuo, ebe .n.e è, a.tl'etto riu~ciamo a metter-e' in · ride:nza gli an t·i eo·rpì., i ·q u li diranno l anti •rene ad essi n.ecessa.ria.mente corrispondenti. . si , davanti un ammalato con proeesso f bbrile e1inicame:noo simile, al tifo addominale, potTemo accertare e l'infezion.e sia dovuta. al bacillo di Ebm·th, al p ra:t ifieo A,. al paratifìco B, al bacillo di Gartn,e r o a.l microe"coeco meHtense, se nel siero de] etto individuo metterem.o in evide.nza. anticarvi eonispo·n d·e nti aJPanti.. !Z'ene tifico, para.t iSco A o B . g~irtneriano . bruceano •. Indi vidaalizzato dunque l'anticorpo, noi. sappiamo·, per peci fiea. corri pondenza, la ltigeue, ci:oè la causa morbigena. ·Com si può mettere in ·e videnza lantico·r po in. un dato · iel'o? Con v·iene ricordare ·c he l'anticot·po n eli 'uni·r si .a l prop·rio antigene:. a . or be, fi.."t~ a un.a. ,sostanza. che,, in maggiore o mino·re quantità si trov.a in tutti i s.ieri ·non è perei.ò e~ Iemen to specifico com l'anticorpo, ma, po·ssiaroo dire, indifferente. È anche poco resistente, al calore (termola.bHe) poichè vani. ce a 5,'3·0 e si. attenua rapidamente c·o l tem:po. Questa ostanza si chiama C·ttlrtpl,e mettfo. Il metod.O id.eat.o da .BO·r det 8 Q.engou. della. K 0 88zione del COmplemento~· i ba· a appunto snlla pt·oprictà che ba Pauticorpo di 6ssa1~ ·1 ·c omplemAnto, nel~ Pu:n irsi • l proprio antigene e sull'impiego dell'en olisi ·che con.·v ien.e e ·am·na.l'ie h breve ma partitamen.t e. r.a ppresentan.do e., sa l'in Uce della prova del Wasserman.n. Emolis:a: se ìn. un tubo da saggio si versan.o alcuni c. c. di siero p. es. di eon.lglio, e poch.e gocce di corpuscoli ros- i di ·m ontone, dopo una mezz'ora, la. maggior parte dei glo,buli rossi i ra-cooglie ne,J fo.nd.o del tubo. Iniettando al CQnigHo a varie ripre e~ p.e r .2'-3 Yolte. d Ile emazie d.i montone, e l'ip tendo dopo, la prova deH'emoli J, i os erva che le ·emazie non i depositano più ., ma s· d.issolvon.o colorando il siero più o meno in l'O ~o e con maggiore o mi:n ore rapidità secondo il grado del pDierP emolitico (vi baemolitica) acqui ·tato, condo, ·cioè la quantità d ne.sostanze e~ molitiche specifiche ( moli iue) elaborate n ·.l siero di ·conigli- in eguito all inl-eziont deUe emazie di m.o n.t one. ella composiz.i one del iero emoUtiico specifico rientran.o (Bordet, Ehrlich Morge·n rothJ due sostanze as ai nettamente, deti.n ite : ·c omplemen.t o e ambocettore. Del complement-o abbiamo già deUo i caratteri principali. L nmboee ttore no·n è altro che una ·v a.riet.à. d gli an.tic-orpi dì ui ha tut. t• i caratteri d .tti a pr-o·p osito di essi: è ·p ere.i-ò rtgorosamente peci.:fioo, a.gendo ol ulla varietà di ema.z le ·c he è se:rvita. alla sua. preparazione. A diffe:r.e nz.a d.el com-
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niVI TE HI!:NBRALI
plemen.to che sì tr va in tutti i sieri, s· foyma Del corso dell'.inunu:oizzaz:ione e resi te a .5·6° (ter·m.o stabile). :S e q ue ti due prinei pi co- tito enti i sied emolizza:nti,. non ·o n·o con.te:m.p oraneament p:r esenti, n.o n si produc - emolisi. Sia.. p r es. un iero emolitico l rov ni·en· d.a. un eon.igH.o trattato con. inie~ioni rip tute d.i sangu _ di montone. Riscaldiamo questo iero a. 56° pet· distrng,ger-ne il compl·e mento e lo mettiamo a contatto con un.a data qu ntità di emazie di montone,: non. avverrà alcuna em.oUsi pur co.nte.nendo il i·ero ambo.o ttori emoliti i. Si agghutg UDa tra:ccia i. s.i ero fre CO d i ca VUL (compJemen.to • i provocherà la di ·o luzione più o metlo totale dEv.-li eritrociti 1° ompl·t.mento E:mazi di montone Pr . eipitazione ; 20 Am.bocettore E~ m a.zi·e di mon t t .e = Precipitazione · !3° ompletn o.to Amboeettore, Emazie di monton mol",si. tre elem·enti. e seu.:r.ia.r dell'emoH i.- .tf·l otn li Tossi, a1nboc -uori, CO"mplem nto· co tit.uiscono il sutema 11toli.ti "O . Se dn. un si temn. molitico noi dis.traiamo i1 compi -mento e c}liaro .· be veendo a mancare uno dei tr· fa tori e senzialì del i_ tema non a.vviene più emoli i . ma precipitazione dei corptl _ oli 1:0 •t. Bo1·det e engou hanno· appunto id ato· di fi. are H complemento di tn . · tema emolitico pon ndovi insieme (nello te o tubo di pr~ova.) :no antioorpo col proprio antigen i ·q uali c me abl iamo· vi to uell unir. i fra loro. a ~orbono H co pl • mento c n. cui si ·tl··ovan~o a conta.tto .. Co ' be met'tend.o in un tubo da ag,.io . Ant.i gene Anticorpo Sistema mo.J. ~Eritrociti + ompL Ambocettore), e l"anticO!'IJO è iu pre· enza. del pr·o prio anti ;en. , neU o i ad e o, .a orbe' il ·CO·m ple ento· del i. t-emu. emolitico H qual ridotto di. un elemento enzinle e indi ·pen bile no dà' 1 ·iù molisi e i glob 1h ro ·.i prcc·pitano al fo d ·o d Ila provettn.. i.a uu si.ero a.nticoltn·ico pt·ove.n iente d un. co··n1glio che h .r icev ,1to per in i e~ zione, a più ripr . e-. c~olture di vibdoni di p·o ch. i ri cR.ldn per un qua:rt.o d ora. a 6Go per li truggere il p1oprio compJeme:nto e sì mette in vi' ro con una certa o e· di mulsione dì vib.rioni ·co1erigeni. ggiungendovi il omplem·e nto {_ iero fr co di cavi. } t n ambocettore emoHti· o ( i· ro d.i onigHo trattato con emazie di m•o nton ·) globuli ro. i con·ispond· -nti a que to ambocettore ( lobuli di m. ntou , avremo p·t·ecipi tazton 1° i ero an ti . o l. + u.l io·D · i" \~ ibrion · coler. -i ero di cavia
+ + +
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=
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+
+
+
(.Anticorpo')
(.th l(qeru)
+ . i ero di co.n igl io (tratta t.o ·con J.m .•d.i montone) + ·.
+
(Compl m.ento) 'lo b. di mon.tone Preei pi taziooe
==
Ambo" •Uore Emolitico)
11 eomplemento , stato a. orbito, fi "'. ato dall antic rpo che i riuni ce a] pr·o rio ·• iato tornato d .l i tem.a et_ oH: ic ·· 2° iero an ti o l. E m u]Ri n.e di bacilli di El berth omplemento Àmoocetto·r · Emol it. E.rn az.io = , moli L Ed. è cbio.I·o~ non unend~o i j',a nt.ico ·po all'an·t igeue, per b.è non gli corri ·ponde il ·omplemento non vi ne fì:.· ato ma. r ta Hbero· e completa. cosi. il istema emolitioo•. l a man.ca.nz di emoli i,, dunqu·e indka. l 6· a zione del comple,m ento da parte. d 11 unione d i un an ti corpo non l an ti gene ehe . peci fica m n t U ~eorris·ponde. l i tema moiiti co. in a l ri termini fn. da in.d icatore: dice s effet'tivam·e nte l a.·n ti orpo · è unito all nntigi ne e .e :rpm· - iò s i corrispondano. a.ntig ne , perciò· è " t~ t
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BIVI TE G ENBB.A LI
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Eccoc·i alla prova ~del Wasserma.nn che è informata a.l princip.io deUa 6 ·. azione d:e,l eomp)e,mento e si riduce all'applicazione d.el procedimento di Bordet e Gengou a.U'esame del siero d·ei eifilitiei. ~Qaale, ant.i gene asserm.a nn si è servito a-e l fegato di bambini er~do-sifilitici nel quale è contenuta una quantità. consid.e.r evole di spirocheti, non e sendo stato Jino:ra possibUe coltivare in vit1-o il t.reponema pallidum. Antigene + Si.e1ro in esame Complemento Sistema E. (fegato sifilitico).. Emolisì: siero· in esam.e non . i&Htioo. on emolisi: si-er.o in esame, i 6litico~ Se duu·q ae l'emolisi è nuUa. nel tttbo contene,n te antigene e iero, si conside:ra la rea~ione positiva e Sl può a.ff'erma.re che il. siero cont1en.e antieo:r pi stfi1itici e che pe~rciÒ proviene da UD individao che ha •O ba avutO la ine .z ione .sifìlitiea. Suecessivamant-e .i è visto (Levadit.l e Marieì (l) che l'es,t ratto di fegato t;;ifi· litico può essere sostituito se,n za c.he perciò secondo alcuni si eam.b ino .i. ri ultat··, con estr.a tti alcoolici di certi o1·gani normali (es. cuore di cavia) o anche dalla leClti:oa, da.l glicolato di aodio, daila. ~colestea.rina ecc. QU:esta oonstatazione, wn.t rollata e riconosc.~uta in ma sima. vera, d tutt~ gli s Mvatori (2)1, ha sconvolto i princi pii teorici .ui quali è fondata la reazione .ae-cendendo critiche e .m olte dispute e rìeaecia.nd ci nella ma.ggio:r e o curità cirea, l'essenza del fenomeno·. I più ammett.on.o che i tratterebbe n.on .d.i u.n azione spe• cm.ea per l'ag·e te patogeno d.ella. sHir d.e (Bruck), ma olo· per le modìfìr zioni da esso pro·v oeate nell'organismo. Noi,. atte·ndend.o ehe i ricercatori in:divid.u alizzino la tanza essenziale ehe. co-n corre con l'anticorpo specifi,.co· aUa. fi azi.o.n e d l complemento, possiamo fin d''ora affermare; 1° Che la. reazion di Was erme.n.n fors:e non è una. vera reazi ne tra antigeni an.t.icorpi e perciò non_ avrebbe n ula a cl e fare con q ueUa di B rd t e Gen,gou,. alla q uaJe som.iglia. solo per la t-ecnica generale ; so Questa eonsta.t azione non iofirmereibbe in alcun modo n valore pratico della reazione,. giacchè, quale che, ia las stanza adope:r ata c me a.:nti,gene, non si · :m ai avuta una ·r eazione· positiva se non coi sieri. sUìlitici. eun.i hanno voluto negare .la specHìci·t à d -na prova del Wa s rmaun ·.i.t ando casi di reazione positiva. in oggetti. non. sifìlitici specialmente, a,ffi tti da 'lltalattia del aonno,. fr:atnboerda ~ropicale, lebb·ra sca·rlattina. Per quest'u)tima molti rice.r eator.i C chleisner, Mi.iUer; Haber taedte-r, Jochman.n e Topfer,. Boa.s ed H .a.nge , Hoc,h oe' e~oc.) hanno .c atego.r icame.n te mentito i ri ultati •nnunciati. da Mu.ch Eicbelberg. Circa p01. le altre affezioni, le eccezio-n i mo.s ,;, se p u vere., non tolgono al pro~ cedimento il suo v·o lore pratico d.a l punto di vl ta diagnostico d·ell'infezion.e si-fi.. litica. Nè- l.a l·ebbra. .n è la tripano ~ o:miasi 1·a.re per altro pre so di. n i. po~ ono e ·ere clin ·ca.mente ·c onfuse con la ifìlide.
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r·,- t Pa~Ct. Uf', )gt}7. vol. 21.
Wi 1 ,. Hln. Worl. 19fli. PmwE. , +- ll IMt. ~ B rli'n kltB. Woch. De~.:~ 1907. LEV DtTl [A t ~ l ' Hl C. R. tl IO 'o • Biolog • .Hm7 .. vol. li:t oTGEL -
RIVI .T
G
ERA 'L I
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•• TEe N A DELLA , lERo-DIAGNO 1. (l ) ~ P r iatituire la. reazione del Wasserman.n bisogoa avere pt'onti i componenti di. un sistema emolitico, A J1 boe Uar . ·~ Per ottener]o si procede co l: in u.ma bot'tigliet.ta. cont-enen p. Uin d' v ro, i raccogre ·d l s.angu d.i: montone dana en.a giugulare con un a.ooo di iringa.• i agita. out;nua.mente la. bottiglietta mentr H sa.n.g11e vi gocciola in modo eh )a fibrina venga trattenuta dalle palline di vetro·. , j a. va j l ·an ·u defìbrinato.1 per più. volte con . oluzmne fi.siologj ca, cen·t rifugau do v·ol t- a per volta i t· i pm·ta il olume a q ueUo inizia.]e ptne con so] uzione
ti ·:io logica. i ini ttano ad un coniglio 3- c.c. l i que ta o pen Ione di globuli di monton per he o quattro voH con l'intervaUo di 4 rriorni. <lpo tre Jniezioni i p1·ov s il iero ha aqui tata la facoltà. emolltica. ·. in ·CB. o negati o j p·r ticano alti iniezioni. d .i globuli l'O it provando volta per volta. fi:no a ri:stlta.to posi.ti o. ln tal ca. :o .·i sa las a l animale. i l eia. pat·a..r e, dal ang e ra colto et i.camente, il si t'O e si in.a tiva a o ·.o p r 1'/_ ora . i on er·va. in pro ret e t rili . chiu e alla ampad.n in ghia.cc~aia~ Cmnpl. nunto. i hnp·ega eone c mplem·e nto ~~ siero di cavia prelevando H ·ann-ue e e.pat'an l on.e n i ero con la te· n i ca ·a omune .. m.o ~ i di m.ontone. - Si ospendono ma..zie ·1i montone~ raccolte come per ]a fJr paraz.·o.!l dell amboeet.tore, in ·oluzion 6 . iologica~ al 5 ° 0. Avu i i tre elementi del st tema , moUtieo, è nec ssario titolarlo cioè do a.re. la fo.z·za e r w li ti a dell a. m · o ettore. A tal Ho·e "' Ì d iJu' ce, l"nmb cettore in soluz'one fisiologica. 1: 10 ; e da qu st d iluzi n ; i. d cav·J~Ttno )e altre: l : l ; 1: 600· 1: 70 ; l: 00· 1: 1000· l~ 2000 eec . . i pr di pone una serie di provette e in o nuna di. e . e si mette ~ l c.c. di n mhocettore in diluizione cresc nte. 1 ·.c. d i oluzione l: 1 di ieto di c via. (eomple.ment.o , olma n fisioloai fino H vo~um· di 4 . • l c.c. di gl bul i ro· ..,i di mooton.e al 5·: ' tutta l .·e1ie d ll.e pl'ovett • nel ermo. tato d ·po d i averi ·· a.git ,,te a
ma t·aoc tti la izi nata d ·l
Rl.VI TE
ENE:RALI
2fJ-
81 agita il matraèei·o du.ran.t 24 ore neU'a.gitntore sl c·e.ntrifuga il liquido, e n raccoglie la parte cbiara che si con erva in ghiacciaia. Per e~vitare le altera· zi o i che possono prodursi, si sono pl1ep~ rati anche ·e tratti al ;ooli i. ome più. sopra. si è detto, sì. atlopera larga·m ente,, quale antigene,, invece dell ·e tr.a·t to di feg.a to sifilitioo, l'·e stratto alcoolico di et ore ·d i cavia. Seeond.o alcuni per'Ò i ri ultati positivi sarebbe~ro mo·l t minori (50 °/ B uSglio riS})e.tt a quelli -ttenuti c~on feg~~o. to .s ifìlitico. Siero da e8a1ninare. - n sangue è P'r e50 preferibilmente pEH" pm tur.a. in rav~enosa con siringa.. da l e.c.; ì raccoglie il sier n più chiaro po· ibUe e Lo ~ i p·r iva. di eomplem.e n to 1·iscandnnd.olo a 56°. Qui cad.e ace nei elitninare un po si Lile ·e lement di ~on u ·ione.. .. prima vista può sem'b ra.r e un ~circolo vjzi.oso queUo di sottrarre il co· pie. en ·i ca.l·-and ·i l siero da esaminare, p~er poi tornare ad aggiungervi qu·eHo c nten.uto nei ie1•o di ea. ia.. Il siet·o di .s angue di tu t ti gli ind.ivid.u.i - abbio:mo già detto eontie·n ,e complemento ma varia m o ~ t" ·i 1 1 ·d all uno all al ,r , mentre q uell ca.v·ia co rtui ce 1n tip. di compi· ment JH"C.L ~oche co tante e l' . !_)·erienza ba di· m · tra.'to che è il .m igliore quale complemen.t deH'amb re t r i con · glio. Inoltre abbiatno già visto che, il complemento è nn ~elem.ent fragile, labi]e, di rapida azione e, oon e è ·fa·c · '·e comp1·ondere, è m -1to a gev l ottener io ft e. ·eh isimo da un r.n.imale come la cavia. Liquido Ct'reòt·o-spinale. p eia] mente per le a:ffeziou · n rvo. J•a.ra ifi li·tiehe . i ist.ituis· e. la prova . l liquido cefalo·- ra bi iano in luogo del iero di sangue. i ot·t ien con la puntura alla Quincke c ntrifuga., ·i inattiva co1 do la. te~cn.ica ·iA indicata sul si ro di sa.ngu e 1 eli ste. e po ·por~ioui vi . i aggi 1ng a.c ido fenieo. Il complemento del liquido c·efalo-ra~chidìano è .(L vaditi) molto lab il e e in breve .svanisce. da -è,. tuttavia. si procede a.Ua no. in a ttivazion (p r l /2 ora.. a 6ti' ) p r un ·.rormi tà. di w ·e todo maggio1· i~cu rezza. rcva sie"''O·diaguostica. - n una pro v tta . i pone= l
~tratto
( 1:· 16)
liqu.i.do da e amina .·e ' . c. 012 oh1zione :fisiologica c. ·. O, complemento (l : 15) . c. l. i 1~ eia 11ell& tufa a 37° per un m·a. i uni.scono: globuH ro i al 5 o 0 e amhocettol'e o·n :o la s oluz'on · i. udi . a:ta. d.aUa. prova di ti.tola.zioDe . Dopo l · .;..; c. c. di q ue ta mi. c Ia i a.g ghmgou.o n lle prove te . i ripongono neUa tufu., a. S7° per una m . zz'o·r a. Si osse< r va . e~ è avv·e nuta o no PemoHsi. Ess.e ndo la teenic& descritta d,e licata e compie -, a., i ·, cercat.o di so t•t dr a que ta r·eazion.e a.Ura pH't sempli e.· sono ta.t-e o · de cri t te le ".iero·T u:don i eH Fornet e Seh.eresc.h ensky, di Klaa- mer ò.i Schiirmann Ma. con e se i diversi rieerea·t ori ha.nno ott nuto ri ultati c.ontraditton, n pu.re lontu.nam·e nte confrontabili cou q 1eUi del '\Va sermanu e eli .n.lcun valore '- -·a tno~ · tico· (Braun tein). ~ oguch i ha. sempHfi.cat-o il metodo· ado·p·erand.o : am'bocettore emoli ti ·O 81 i l mano (preparato con o-6 iniezioni sul coni. lio di dosi ere cen:ti d· mn.:zie urnan ): complem.e nto (siero· fre eo di ·avia.)• antin-ene (teg.a to o rene' o ) ~citina)~ un mi. ·c ug io di una goccia ·d l sangue umano· on e. c. 4 di siero H. io1ogi ·o· circa lO gocc·, d.i . angue da sper1mental'e e del quale si utìlizzn i] siero a1la do ~ e i un a o più O'o -· e.
20"
RIVI TB GE'NBRALJ
P r le .ricerch.e eUniche Nogucbi 'ba semplificato an.e ora di più il metodo usand.o d.e i reatt1.vi. disseccati su. (!.a r·ta. d& filtro ehe ·c onservano per luogo tempo
tutte le loro proprleta. Pare che vi sia perfetta ·conco·rdanza di risultati ool metodo di Wassermann., ma non siamo ancora. autorizzati a nessuna ,a ffermazione d·&finitiva.
*•• Sa.rebbe fuor di. proposi.to rit·e dre tutti i r.i sultati della prova di W'assermanu o·t t nuti da tanti :ricercatori nella inunmere produ:z.i·one' quotidiana. Dall'esame ·d ei la ori sta·. i · tiei di maggior importanz:a. possiamo riten.ere che la reazion.e \ . as,-. s:e rmann è ·qua. i sem·p re n:e gativa nelle prime settimane d·e lPinfezìone. Oo·m iocia ubito dupo a ·d iventare po itiva, mo trando una. inten.s 1tà reattiva _empre mag-· gio· 11ei giorni uecessi vi,. quando ·p erò non. fu iniziata la cura. el periodo se~ OO · ~dario ]a reazi.o ne e qu · ~i empre positivo. (100% J3,e rnin:g ); an.e he quando eccezionalmente r ·e oo ne~ativa, in ulteriori tentativi diventa positiva. La peroontuaJe i riabba -sa molti simo D l perio lo tardi vo-1a·t ente. ulla re zio:n~ e ha una gi'R de influenza la cura: una rea.done posi.tiva. può diven re negativa In eguito alla cura. mereuriaJe, .ma spesso, anche in seguito. ad energi·c& cu1·a mercnriale non :s i riesce nem.meno a rendere la reazione completamente negativa P ·e r t , affe~io·ni nervo e para i.filitiehe (p arali i progre siva. e abe) i diversi os" etva.tor.i hanno ottenuto colliqui·do cefalo-t·achidiano· risultati positivi che oscillano dall'SO aJ , % (Vt as rmann e Plaut Levaditi)•. )[a ·v i è tuttora di ergenza. clli. op:ini·on.i se sieno più frequenti ri nl.tati ·positi i ool i ro di sangue o col liq lÌ· o cefa]o... racb.idiano. Per Made, 'L evaditi e a.manonchi la reazlo·ne è quasi. ·CO tantemen.te positiva fatta c·o l Hq uido falo~raehidiano t·eJativament molto meno e col s·ero d.egli amma a, . i (59 %). Plaut trova il ·iaro più di freq,u 1 te' at ivo del liquido ee.r -bro- - pi:n ale. Il Hquid.o d·e.i tab tlei -i comporta. pres o a poco come quello degli affetti da pa·r aH i g ne.rale~ e oDdo· alcun1 (Levaditi e Marie·, S.chfitze, Morgenroth e Ster·t zt. Rossi., ecc.), meot.r e,. pel' Nonne, la per.cen.tuale è molto più bas :a.• R.i.c onosciuta l'importanza scie,ntìflca. e teo.dca. d· Be prova del ~'.assermann vediamo r.a.pid.amente fino· ·c he· Hmiti e con quali benefici si estenda. ilsno valo·r e pratico. Olt.re chfi' p e~ c i di sitìHde acr.om pagoata da ma ifesta.zioni cutanee o muco gli utiH rfett1 della prov·a. . i d i mostrano per le les:i oni da loealizzazi·O·D del virus peci l ·CO nei v~ cer·, o.r ga.ni di sen n e s .ishema nervoso~ 1° P .e rmette d.i afferma.J:e l'e .i ten~a. della HUide .in casi ebe,,,.s enza tale mezzo di ·i ~l>gtlo i,. re tez· b · ero dubbi (es. lt= io n· s·p cHi che degli organ1 Jntemì) e di ee.verarlR. fra o1cune forme non chiare: la t:ub reolo i, n reumati mo eronico : L!'ti.· cola.r e la ona.:r · rite po:s sono assume un · nda.m·e nto d.a imula:re un affezione ~ fili tica Baet.zner); 2° Utili ima i ·d imo tra nella diagnosi diffe·r .enzia.le fra le ioni sitìlit~ebe e neopla tiche, evitand·O· ·t alo a gr.a vi ·o p razicmi · 8° Permett:e di. 1·if d ·e alla.. inf . zioue luetica Jesio·n'i ocula1·i che oWra.no ·d ifti· eoltà. di dia.gno · i. Ricordo Le o e.rvazioni d l Le ber di ottalmoplegia interna per gomm.a del nervo· ·ottico, ·ecc. n sse, in evidenza d.a l Wassermann posi ·vo. 1
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RIVI ·T E G ENE'R ALI
4° Ognuno· pub apprezzar·e },importanza di .a.v·e re a dls.po izione un tale sus idio ·d iagnostieo· p9r i casi dubbi dt malattie nervo e che non sono rali e no sono defìraibili con i me:z zi finora a disposizion.e. Le re·l azioni intime es:iatenti fra la par&lisi genera.l·e, la tabe,. e la sifilide,. stabilite dalle cla sinbe ricer.cbe di Fournier, hanno trovato n Ila. reazione di Wa · ermann,, applicata nel s.iero del liquido c faJ,o~rachidiano, una gr.a.nde con:fe.r J a.. 5° Si è potuto dimo.s trare che molti casi di affezioni v;a sco]ari., in particolare l .a:m·tUe eron;ica di. Helk·1·, sono dontti alla localizzazio·n e del triponen1a pallid.um fra le ·Cttni.e he arteriose, ,· ac ertare eo.:d l'origine vera. di .aff'ezio:n i art riose in individui ne'i cui antecenti non si tro.va.no indi~i di S}Je.c.ificità~ ,so Fomtsc preziose, ·ndxca.zionl. p r la. soluz1o·n e di moltep•iei problemi rela· tivi aHa sifilide e~ reditaria: i neona·t i con. Wassermann. positi vo d·e bbo o e ere .s ubito ottopo.sti al tra.tt - mento specifico· qua.nd.o· la r· azi.one e ·p osit,iva. neUa mad.r e e nel bambino può es ~ere eoncesso l'allo.tta.mento materno a differenza d.i quanda posit:iva nelln madre e negativa nel bambino; le madr.i dei bambini manilesta• 1uente er do-sHìliUc1 ono di regola ifìlitiche (rea.z. W. posit.) per ·q uanto la. sifilide pos . a r tar a lungo la tent.e. Ess·e po . son.o q uin.di al1attal'e· H bambino sifHitico ('\", . eh •lmaun). 7··o Il 1 todo può dare indicazioni utili aUo1·ehè si t1·atti della celta di nnfl. · utri · sana. o quando i debba pres rvsre. la nu, rice d. una infezio:n e p·oss.ibile, :~ parte, di un ne,o nato ·ospetto·. .o P ·e rmett di dimostrare ehe la causa eH certi a boria è un -i 1f zione si.fìlitica p ..:so· del tutto iugno:r ata da. entran bi i coniugi. Concludendo pos i mo dire che la. roo:zion d l Wo. erman.n ha un'importanza pratica b:a.ordinarla e riesce di pt· zio o u ·. idio diag.n ostieo specialmente n l difì'eJ~enziare aifezion1 chirur - icbe, oculari, ostetriche, nervo e ·e sempU6cata s per .. fez.ion.ata, olt. ad illuminare alcune gravi questioni. m·edico-lega.li, pt·omette una riuogHosa m~e di ri ult ti. e di a·p plie. zioui nel campo dell'igiene, so · ia.le'.
H RE VI NOTE, DI PSICOLDGIA M OB..BO~ t A MIL·IT.A. RE, pe.I d.o tt. !iilgllo ca pita,no medico.
lat~Ido
oa•
li . tudii recenti di psicologia militar·e normale e mot·bosa., fra. le altre co o~ eu·z, haun l umeggiato singolanll.eote Pesistenza, e la :g rand importanza, di tu · t.'\ un. se,r ie d·1 anomalie del ca.ratter·e, di fo:r m,e anormali della. pm:sonalità bioooioJ , eh azionano va.rii mo·di ed aspetti d · condotta d·el militare, e che perciò in eres~ano 1nolto· i rappo·r ti discipHnat~ì, .a nche al 1·ignardo di violazioni punite dal ·COdice penale (1·:eati discipli-nari). Tratta i appunto di inoomplet~zze, ·d i forme ne rotlche la.t nti, di d.ismorfie, di. 1n tabiHtà, d·· stad ~i prinli.tìvi del carattere '0 ~d.ella. mentalità associate spe o a d. efìci~mte' o vìzi·o sa educazione familiare . soei.ale (tendenze al vagabond;a.ggio,. all'ozio, all'alcoo], egli ace ssi venerei, al fav·o leggiare men.z ognero o mi.to-mania del .Dupr' ecc.). Parecchie di ta.li forme anomali - eo·n s.e gu nz,a ·d i un difetto ·e voluti o ·o rgani o-.p sichico - riposano su. di un s.ubstra.to .comune, che ha. pe'r cal'a.ttere tipico l'indolenza. e la. fì&.eehezza .neU' eseguire un comando. la. di ubbidienza la notevole tendenza al ,dubbio,. d.onde la timidltà, l'lndeeisione. n tardo ese,,g uire, talvolta anche -- io ered.o ~ l'iusubo·r dinazione quale eifetto reattivo . da parte
H:lVl TE
ENER L .l
]el i tema. di forze p icone1·v e a. ca.r. o po·tenzia1e, ~ a.d equilihi instabile. 'i f•·ont.e a.. timoli cl e troppo lo tt .· bano percbà il s;i tema è poco malleabile· ed adattabile, p et· defi.c i nza. di e.nerO'e , i ca ( car e i iee - forze, fiacca ·n t1men ta.Hta • In 1n magi tra] e suo la vo1·o il olt ie·I in e n a (l) e'h e il (l1ibbìo, OJ posizion poi o cilazi.one tra. va.rii fenomenì p ·i.c ~ ogici. del ued im.o tipo o i tipi differenti n n un fenomeno d'ordine intPllettuale e Pint.eHio·enza non fa. che gin tifi.cat·lo, ri otverlo od anche ampliarlo; nou d'ordine volonta1·io. po.'chè e. o ,a,nzic:hè con fon ler. i on la deli.b raz..ione la. ondiztona e, d al u~onde, esorbita la..i uadri del] a lontà per riv r~ ar i . ulle ten<l nz·e ttlle . ensa.zioni, ·ui enthneu i, . ull" e1n o ~ z ~ oui intine u i moU i rl J la. condotta. '\1al=\ ~ ' dir i l d tbbio è essemdaJ me:nt·e a ·M t'ettivot emozionale. e qu[.n di e . enziaJmente personal ed intet·e · a tutta quanti\ In p~er . onalità. D11> una. part dunque, · ha., unn . ta.t etnoti.vo, congenito o .a .cqui· ito, permanente o tran: itorio: dali al ra una. .' eci le debolezza eli resi tenza. c l' brale. Le forme di e so va.rif..:no mo,to i no a qu U " n ·t ta m n.te mo1·bo. e • . ino alla grR ve p ica te n i a, .c on e:· io e., ang ci a ecc., s } e. : o eguacoli ·di nevro i isteri:,l n.. nn ni.a). ent11e qn te, ul.·t ime fO.rm ·e hanno p r noi im p rta.n.z a, ri pet;to nJJa id nei A al . ·e rvizio mHital' , · peci.e. per· gH uffi inH, ma ·imam ente pet· i po · ibiH qu ~i ti me ico-leP"ali (forn e po ·t·traumaticl1e pu t· in i. ra.r eoc.). le orme cm uni, ~~ot :o ~a p tt di. i ne mp'l etezz,e di 11rimi i vità bio·Jl. ichi he, imp ltano nei oldati. p r l'idonei à (ina a tabilità a lla vi a 1iE IU' ),. e p -·r i rappOI·ti ii. c'plimu·i d ~~' h per po ibi [t rea i · . ·enzìnlm· n te m ili a ·i.. A.pr unto, in l'appor o a.11e ..-n. l · zioni th eu·· m lte mau anze ono pa ~ i bi l i vi ' la pen. tu·e - tl &l l to ·illl'i· ieo - che r ltu e to aff -tth..o~ emoztonaJ, , non è punihile· anche con le ·t one eh . . i he e del lib ro arbitrio, e utt a l piu }UÒ e .·ervi que. Hone· di una ' n.~ian: . oeiale (dàuno di dpli n.are cattivo e empio ~~li altri . . 1 ogni nl:otlo. p~er uno. raz onuJ profilassi mm·al , imp rta cono: c re ·ami n an li be.n et tutti q u i .~og e d h e per la tranezza, e n.'tri ..it·\ p rv i ·acin. d i · ondotta, p o; : ano fa.rm .·o pettm· nnn forma p ~i ~asteui ·a, in g n r ~E noi tu t ti r.i or•leremo tal n i che non S· 1 l· et·o vi n cere la pa u ra~ del ca ,..n, )o la irnpr·e ·.ione L J rho ·n t e li una. a, .:L·tez za a malati cc·. • t ue e l• t'ot·me piu , vid n ·i ma a.ltre ne gj;·. u p r le (]URli nou fficj nt il 1·igor , il 'b uon , . m p i , la di m -·trazione ragiona tn.. n.. g. larch (2 • riporta,, a. que to pro o i n ·aso di un !:40ld !\.to che i l:ìfìutn. "ft tina t.am :ote di hng11arsi .a.tl'u·mand avere orr01·e d 'n a-cqua· ta]e fob"a, che pro~' • va. La ll 'e ·à eli :R. n m, ra .. gu i t da a. n g-o. "i ' da t r mm·e gen r de. e ·an e dimo ··trava e. sere g i 1 n debole, n e.0 ni dege1 Ia. · vi somato· Ils.chioi. 7. da. l'jcor hu e vure e h d n e.nl.i 1n·ecoci · la c . i d ffet o di n.egati~.·ism o terizzn. la nH· n t-a i t · 1 1 olti d i tar ogg t i vanno Li poi incont1~ - se condannar a.Ua. prioj ne, a r clusori alle c m pagnie l.i d .i ipl iua ~ a. ~. n forme p:-:.::ic "' ~. he. acu.t.e o uha ·u }Jer l piu. a tipo ,., ·si v o (,! nfu ·ionn.le (d ,·lin"o Ul? c(•,·al·.iol. Ql1Pll' l
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1. di P· J~ 7, 19m .. .t , r ·ice mifU nire (. 11 . Z i tsch r. t P y hiat.
dou ·• Pari.., •. l n.n.
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)l) , ~·i p ,rtut.o rlo.H'Eneè ph l.• fell r. 1: l f.
lUVI 'T B GENER \LI
sione mentale, acuta. O· subacu.t a è la t·o rm;a., ua i muatt ri· tka. militare, p·er l·opiù in rapporto con man.ca.nze dismplina.ri pnnite o pun· biH e che hA tutt l'J1.petto .s intoma.Meo eli lUla, intossica..z ione (autointossicazione cito:ner'Vosa. ?). In ·t ali o ·D'etti, com.e pr·e so tutti i de ~ene a. i vi ·è· tev le ·t en c en.za.. al dei ~ rio e l alle aUucinaz,ioni, per lo più sott{) Fazio.n H nn to ·ico o ,~ i 1na. .i nfezion.e,. i quali allora di . velano chiaramente Je, attitudini neuro-ps~c-osiche, della per onalità. u .L 'alc ol ·e le febbre co. tituis,c no la pietra. di parag ne delle re 'stenze menali ,., ·cri ve il Ferrer (l), parlando di un solda.t il quale.;, in. e~uito ad uno to ga tro-ìntes inale grave~ pre entò anch per un certo. tem.p o d po Pinf t': Ìone, d liri iperm.a:niae.o, con anu,a inazi.one e . i .iofobi a.. Tali ca ·i no piuttosto f1· · qoente1 ente o ervati da noi, com.e io .s tesso ho o:vuto la opportunità di V·e le~ re neU o .p edale 11 Hlta:re di Roma, e s.pecialment.e, ltte a.Ue forme, ga. tr ~ e n ter ' che , n Ue in-
fluenza;) ". Ben .n. ragione, quindi, n Soll~ r, parla. n ·~l o let,d i stati di lv.obìo,. conci u leva. che i è,, in. tale argomento qu,a :nto bn.sta per rfcb.i.a:mltre viva. l'attEm zi·o ne d l pedag:ogo·, ~el :medico e del sociologo~
tl ) F . J . F .E RlttH .. ~ ~ "eh •
o;me "l c·.er · llo d i d gen. ·1-aii r u · c i.v is ta f'r enopati('a ~spa~"",, la, 19 9) .
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loro u[j r n : /Ì-·
RIVISTA DI GIOR~ ALI IT.ALIA -_~ E.D ES~fERI
R VIS.T A MEDICA. Dott P. .\K~rox e J. ADA'" l p ·e la e delle tD.f'estoDI. afftal. T.
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Bloel'ohe •ull"ezlolop& d.e U"erl•l.....
(The La.n td, ·
ttobt.e 190 ).
Qu . · te ric •rch ~fu rono int1·ap•·e, e da.gli a u.tod con lo copo di l: ial"ire alcuni pun i ontrover i dd l' ~i l gia ùen·. ri. ipela e di altre l ioni in·Ga.mma'torie &.ffi.ni o ·ft.emmon e la. linfa~ioi . E noto eh la eri ipe1a. ·~ g · D"l·a.]met e d finita una nm1atti:.a peeifica e co·nto.aio a .dov tta all"azione d Uo rcptoco · o d •l. .F !hlei u nei pi~coU lin atici della eute li>, d è n oto alt1·e i cb "' i i eu , .·· .a Lu n -·e qu " to· streptoc eco· d.o·v s r~ · n r i com un ag nt·e specjfico o non piutt.o to ·om . id ntico a.Ho .. treptoeocco piogeno ;. n quale ultimo cr o es · o o.rebbe p r lo m no· d·o tat d una vi.ru l nza speciale. Inoltre in al.cuni tipi più e t i a.c .' i dl'infì.a mazione l erficirL leJ cb va.nno so o il n·ome d .i et i i11ela Bemn ono , ·. o di ri i p la. c Bulo-euta.n n.t ·C rt fonne clini~ch.e · ouo d.e.ri ·te in :ntodo tale da fa.de q m i ritenel' come n a nif'e tazioni {i.~ una malattia.. dhrersa d U'eri il e] propriamente det.ta., n.e mi in dubbio la contag·•osi.tà· i pen ò ·c he. fo se ·o ~1 ris 1'tl! ·to d.' un infe,zion trepto occica mista, si a,a giunse .d, ~, qualCh auto· ~ ·eh ne e B urghard) ·e h il migrorg ani m o deU'eri i pela si sviltppa nella p l 1. mertre lo '. treptoco •co· pèogeno· i sviluppa nei te .uti più prof n io. E a.n t·n: due altt·e infi _nuna.zioni e·o n t-end. nz.a o. propn.glu·si in su.p erfieie - la celluli la. Hnfa.n :rioite aet:. ta. in pet·"odo a 10'anza.to ~ po · ono venir e.onfuse coll'eri. i pela, e, n ntre ]a nstu.r a peci fica. di ·q n t·t ultima. è riconosciuta da tutti i pone in dubb'o la p·e i·o.c ità d U du prime form.- t ' tao.to ·cbe e se ·n on sono ne1 pure. ogg· ti i denunz·a. N Ilo tu· i te Pez·ologia d Il d ipe.la, è n ce. :u·io det rminare innanzi tutto h . na.tur:.l. d·el mi rorga.ni n o sp cifìc ~e i suoi rapporti --- e pure esiston·o n quei mi rorgn.ni mi che s· trovano n lle mla.ttle. a.tlini; la cellulite e. la Hn f an.gioi . ta.,. in qu sf ulti·w i anni, S·Ono com, a.r i pa:recc i lavori rela.tivi ali d ifl'eren?. cara. t t r· ·tj b degh s.treptococehi alla )or·o cla. sifiaazion.e fra. cui {} ueUo dell .A.nd r·e"'''e e d l 'Hm·d.e r ( 7,/p L ane .t, 15 ett mbre 190 ), nel qual si d cri ve l i olam.en o d'un gran numero di sti·eptococchi da varii fooola·i ·e la loro c la ·. U1 cazioue in t e gruppi ben d nif, le cui differenze oonsi tono· soprattu .to nel modo di comporta ·;"' i aU e r· az~on.i del. Gordon (m zzi i·dro-car bonati) • gruppi rn1 p ·e enta.t· da. tr va1·ie à costanti; eh. · ono: lo str· ptoco co piogeno, lo str pt cocco fecale lo . r ptoc:o·cco aH vare.,. a ·c ui aggiunge la varietà trettam.ente affi n d ello tt·eptoco oo nn gino . o. In. t rtte code ~te ricerche, i tentò d 'i olare l'ageo t pe ·i.fioo, da vari' ca: i dì d ·ii la e d iu:fia. 11·m azione a uto della pene e uto o1_ tocu n.~ o' , , o·t topon nd·olo ad ogni prova. cultuJ~aLe, compresa quella d l d l Go· don,. allo ' co.po di determina ·es il m1 crorg:ani mo dell risipela - ia un.i!co~ .- co , n te e p re u i qualche ea · tte.r·e modo og i o pe.r il q,uale ia po .i bile di f oguerlo dl\.llo .tre} to: occo pi.ogeno. 1
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RIVIST.A. MEDICA
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Tali qu·estioni, che il Panton e l'.Adams si p·ropo ero di chiarire, se non. di ri~ olvere sono praticamente importanti giac<'-hè i varll metodi curativi adottati neH'erisipe~a sembra. non è e1~eìtino una sensibile influenza sul decorso dena ma~ la.ttia: e, in specie per quanto riguarda la siei·ote.rapia., import& moltis imo stabilire se tuti:t i i casi d;erisipela siano dovuti. allo stesso mierorganismo, prima d;ar.. r1sehia1'1 i a giudicare del valore curativo del siero (poli va ente o no) nelle vat·ie serie di easx di quest'infezione. I risultati deHo loro lo.n ghe e diligenti ricerche ch.e ragioni di s:pazio n.o n ·Ci pe,r mettooo di deserivere, s.i po ono riassumere nel seguente modo: 1° Inuanzi tutto dal lato clinico, i deve ritenere che il fenomeno più eo .. stante e sii.cu.ro· su ·cn.i si possa .fondare la diagnost dl erisipela è l _propagaz.ione dell' ritema da un focolaio loealet propagazione earatter~zzata da una. vera e. pro· pri_ infiammazione· .d ell'epidérmi.de con essudazione dlleuooeit.i, e non oonsi ·tenta soltanto in un eritema transitor.1o dovuto a dilatazione va _ale, ·come. avviene ne'Ila ceU uli te e nella linfagioite 20 L"erisipela può essere prodotta. da varii microrganismi appartenenti ai diver· _i gruppi dello streptoeocc:o; con maggior frequenza d:ello stre.ptococco pi.o geno. SP I mi.crorga.nismi isolati dai casi ·di cellulite sono quelli stes-i dell'erisipela e ...... ·considet".a ti come elementi causali ..._ presentano le :s te,sse variazioni di classe streptoe-occiea., nè hanno proprietà. eulturali particolari. In un caso, tanto Il foco la.io pu.r ulento locale quanto !"erisipela tipica furou prodo·t ti, nello s.tesso ·p azie·n te, dà.l m.ede9imo trepoocoeco.; la qual cosa s.·.a .c corda coi risu lta.ti ottenuti in al,cuni casi daU'inoculazione degli animali. 4o La ditferenz.a principale fra. l''er~sipela. e la cellulite: non pare di pende:fe dalla varia VÌl'Ulenza dell''agen.te in·fe.t .t ivo,. bensl dalla SUR> locarzzazion.e, che e superficiale nell'erisi.p ela,. più profonda nel flemmone., Quando il processo morboso· eo.m prende l'epidermide. e n te s·u to cellnl.a.re sottocutaneo, si ha l'insorgenza dei .. l'·eri.sipela ceUulo-cutanea. 5~ La linfangioite, ac:nta pare sia untinfezione, meno virulenta, dovuta. an -oh'essa ai xni,crorganismi .a ppartenenti ai gruppi dello treptococeo; con gran ten· ·de:n za a. diffondersi - eome lo indica. il D:om.e - attraverso il sistema. linfa.tic·O. 60 L~erisipela non è, a. stret·to rig;or di termine; una. mala;ttia. speei6.ca, pote·n ·d o esser prodo.tta. da. parecchie varietà di microrgu.ni.smi, i qnali,. dal co.n.·to l·oro., son ca:p aei di dar luogo ad altre affezioni in .a ltre parti del corpo. 7° Il ·decO·l"SO d·e ll'erisipela acuta sembra non essere ìnfluenzato cne. leggermen-te dalla. sierotera.pia~ E possibile,. però, che si giunga ad otte.n e.r e esiti migUori ·on sie·r i appropriati ad ogni infe:zione. e pure un tal mezzo· sarà. ·e ffettuabil . so Per la. brevità d.e l periodo d'incuba.z·ione, per la violenza dell'invasione - accompagnata sovente da gravi. disturbi generali - per il decorso, :p er la t.en .. ~denza a una gaarigione .s pontanea e abbastanza rapida, e per la. na.t ur& d.e ll'.im .... munità da essa conferita (di bre.vi.ssima. durato.), l"erlsipela. preHenta. molti. punti cdi contatto C.OQ la cellulite .a euta Senz,a St1ppurrazione locale e C'OU la. pneumonite lobare. ' una di stranot dunque,, che tali affezio·n i sian prodotte ·da microrganismi apparteneoti .a. una. stessa. classe o a classi m.olto affini, qaan.do .s i eo·n sid.e ri che le differenze ·d 'e,i fe,t to osse:t•vato in ·ciascuna forma. morbosa. possono dipendere daUa -diversa locali ti&. cb è sede della lesione· Da g·1•a.n tempot infatti, s.i è riconosciuto che la pneumonite, lobare acuta può e ser prodotta. non soltanto dallo pne·~o~.mo.-eocco~ ma anche dla altl'i mig·ro·r~anismi .s imili, pe.r esempio, daUo streptococco pio ..
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RfVI TA MEDIO.A
geno; ·e che, d a ltra. parte, lo· pneu moeoeoo è capace, di penetrare,. oltre·c hè .nel polmon·e, an he in altl"e regioni d l corpo e di produrvi affezioni m orbose di v.ari natur:a. Per tali ragiont, gli autot-i (•no indotti a rit~nera che, es tend,e ndo codeste con ·, iderazi.oni a l ri i pela e alla forme atfin .L~ ei si avvieinet·à di molo alla. ve1·a eziologia di ·q ue . t'inf zion-e. T n.
BuUa febbre tlfottea e nUa. meDIBgUe ·oere.b ro-aplaale. -
(Dalla l·ivi ta.
annttale del Th • La1 eet, n. de ~ '25 dicembre 1909). A) .Pebfn·. tìfotdea. - Il tenente. eolonn~eHo med.i·co empie e il ·c api·t an o m·edic~ a.tson ese.guircmo una s rie dì ric,e rehe aUo c.opo d acoe:rta1·e gli , :iietti del ealove e degli agentl cb ~mi .! sui ·v·acci.ni antitifici. Ecco in riassunto i risultati otten· ~ti : 1° L ste· ·:Hzza:zione· del vaccino anti.tifico può dhs· e' cac:ement.e compiu.t con P'.a.gginnta del t5 °/0 . di fenolo. 2o R ic·o rr ndo al ·c alore, com.e mezzo di ste1·.iliz. zazio.ue, s introduce n el vacein·o· un 9leme to non soltanto inutile, ma da.nn,o.so·, H qnaJ agisce in due modi: a diminuendo le ue proprie t ·•, •mm unizzanti ;. b). accorcian:lo la du·r ata della. ua conerva.zione. e.gr esperimenti deO'li autori q ue t·. e:lfe.tti favor,e voli furono accer,tati in modo non dubbio. So,Il vaccino antiti co, s erilizzato colPaggiunta del 0,5 Q/o di enolo, mantiene invar iat~ le u.e p:roprieti1. hnmunizzan ti .almeno per due anni. II che fu provato . a) dal fa.tto ehe gli uomini e gli animali in·oculati con tale vaccino, preparato ~du .a nni avanti, presentarono le medesime alt razioni sangui.gne eli quelli. inoeu]a.ti con un vaccia.·o fresco., sterilizzato nello ste ·so modo: b) dal fatto che, Ji a.nhna.li inoet lati con un vaccino i due arnm, prepara.t.o nel modo ora detto, l'le i· tetterG alla. ste· . a quantit.à d i ·c ultur.a. viru]ent& di biti ' c-o iniettata. nel pe.rit~neo,. pre .ci a·m ente .c ome· quel H ino ulati o.o.n vaccino f1·esc.o. 0 G-li animali inoculat.i col va.ceino antit~. fico . terHizzato ool 0,5 '0 '/o di fenolo· n.cquistai·on.o un piu alto grado d'i mmon.ità (provato daHe alter z".oni sa.n.g uign.e e ~dalla t'e' istenzo. alle dosi letali d'una cultura viralen ta. di b. t i fico) che non gli animali inoculati con un v·accino . teriHzzato col ·C lore (60° . . pe · 20 ntinuti . 0,6So C. per un'ora) e col agg.i ant.a .uece s·vn. d'un an·t isettieo (fenolo ,5 ·0 f 0 o lisolo '25 °/0 ). 5° U:n acc. ~ ·no anti'tific,o sterili~za. to ·c ol calore per -. .mi.n uti alla tempera. tura di 6(}° C. coUa su cces iva aggi unta. del ' ,'D 0 / 0 di fenolo è· molto deteriorato d~J.po due anni di con ervazione, com è d.imo. trato dane a.ltera.zio·n i ·a.nguigne e dagli effl tti delle dosi letali di ·c ultura tifiea. 'rirulenta n egH ;a nimali inoculati con ques o va.cc.Jno. 6° Il fenol:o puris imo in s o uzion · del ,,5 °/0 off're il m.i glior mezzo di s.te.. rH· zzazio·u e ·dei vaccin i batterici • e gli a .tori e primono· la p~era.nz a; che la ua. a ozion.e general·e e clnda d fin.itiv.a mente U meto o di sterilizzazione ·c ol calore B). M eningUe oe~·e.b1·o -spinale. - Il dott. Down fe ·e ·a. cune, .in. t ·~res · a.nti ri r che su 11 len-::oci to i della 1neningite c rebro- p· a le, e t rovò eh ~ nelle t orme ebiettamente ep idemiche, i easi son ·o sempre accompagnati daHa l'r& detta. ,a.ffe~ zion·e del . an ue in ogr i specie d 'a ttacco (acuto, abortivo 1• mite, cronico). I l ca.ratt ·e di ques a l ueocito. i è invariabile io tutt~ i ca. i, si.a. negli o.du ti sia. :n ei bambini, e cou · i · te. .secondo l'autor , in un aumen o dci cori .t . coli polinu.clea.ti; quan· : tmque · i po sa. os er a.1·e tal o1 a 7 ma 1uolto d.i ra.do,, una. linfoci tos· nei bambini. 1
B
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I TA . · EDI A
"ha inoltre una relativa diminuzione dei g.ros i e:l ementi. monon u~leati tanto nei i gr: vi quanto in quelli benigni. meno marcata. p·erò nelle for.m e croniche. Nei easi acuti gravissimi con. p·t·evedibile esito letale·, le cellule eosino.fì.le sono sempre a s 11ti m.e n.t re _'osservano ~n quan·t ità variabHe in. tutte la a.Hre1 forme. Le pia· strine furo.n o s·e mpr·e trovate nel angn e in tutt'i i casi esam.ina.t1 e tal v·olta. in gran numero. L A. diCe eh Ja l llCOeito·Si è importante dal solo punto di vista. diagnosti o inquantochè la~ ua. pl"·e senza permetterebbe di e eludere la febbre Ufo·idea; ma i sia concesso d osservare ebe la diagnosi batteriologica ci offre, in p·r atica; un mezzo moJ to più comodo e, sicuro pe.r distingLte.r e· l un.a dali 'altra q ue te due forme morbo, TB.
·La 4lagao.11 pnooc 4elm.orbWo. - ( Munchn. m ed. ·w oclìerlreh'l·., ott. l O B nch è n morbillo ia considerato dal popolo come una malattia. d•importanza po . . o magg;j,ore· di un ·comune r.a ffreddore, che ognuno ·O più p:re to o u tat·di de~ ve avere e pel q:n ale anche l , donnkciuole hanno autorità a riguardo del trat· ta1n1 n o curativo, tuttavia per i m edici addetti ad ospedali di bambin." ad i tituti e a. ·c ollettività in gen re la pos ib ·n tà. di unA epidemia di m orbillo ·e cau a di allarme non lieye. E'' per ciò che qualunque mezzo atto a diagnosticare la .m a· lattia.. pr.im.a ch'es. a abbia raggiunto lo stadio conta,gioso de, e con. id l'arsi ·d.i un valo~ inesttmabHe. La scop rta fatta da. Ko·plik deUe macchie n lla. .m ucosa buecal ~· uno, due e, qual.. -eh·e volt , anche tre. giorni prima.. della. ·c omparsa dell'' eruzione, f 1 accolta. gius:tu.· m·ent.e ·con entusiasmo· ed in ·parecchi casi fu pos i bile, con ·q u sto Inezzo di s • ~ gr gare il malato molt.e ore ed anche qualche giorno prima che la. diagtlo i fosse a ltrimenti acce.rtata. Questo fe nomeno è tuttavia. d.i un valore .m olo 11eiatiV10 giac§ ehè., pure .a mmettendo che le, macchie :possano e s·e r v .aute J ·oche ore d.o·po. la l:or·o . compa ··a . H paziente ha già. a vu bo probabilm.e.n t ~ , abba a.nz.a. tempo per atta.cctue l'infezione· ai vieini. Di. fronte alla.. grande cou tagio i tà della malattia. non s1 pu·Ò ritenere come corr~~l'pon. dente allo scopo d''mpedir ]a. trasmissione dell.a. m alattia ehe un s gno, il quale a.ppari ca. molto p·recoce.mente, e cioè quando a,n eora. d malato non ,è, di·v enuto pericolo ·o pei uoi compagni. Il dott. H cker ha. studi.a to le alterazion.i che presenta. il sangue nei primis~ simi s tadii della mala.ttia e che egli crede pos· ano servire di guida. sicura. per ·diagnosticar Pavvicina.r si dell'eruzìone. E,g li ha trovato che qualche g ior ·o prima deUa. eom.p arsa delle macchie di K·o·p lik il angue com.i ncia a mostra re u.na en.. sibHe~ riduzion.e nel numero totale dei leucocLi., una assoluta leucopenia. alt.e rnata, q ualeh.e· volta,. con una. pa eggera leucoei to i, ; rapidi e no·tevoJ :· c;a mbiamenti cb-e avvengono di. gio.r no in giorno nel numero dei le.uco·ci ti. Sa.rebbe speci.almen.te costante la riduzione' dei linfociti da. tr a cinque giorn.i prima che si m.o strino l maoohi.e. di Koplik. E tale Unfope,:n ia sarebbe assoluta es .end.o ·dipendente darid .uzion. effettiva dei linfot.tci e non da leucocitosi. ·Qu sta leueopenia e lineopei.a. p·r -emonitrici potrebbero essere un f~tto a.s· ai im'Portantet se no·n sicuro, per diagnosticare l'avvie1narsi del morbillo e per provveder·e soUecito i :olam.e.n t o -degli :mfermi•.
pì
al
O. F.
La ·pro·Bl&••l 4eUe malattl.·emea tall aeU ·e leroito t 48100. - (Oaducé~ l ugl ~ o 19 ·9 ).
HAURY, maggiore. medico d ll esei cito· frauee. e·. -
n Germ:ani.a fu po to 1 r la. p1·~ma volta dal Ko ter, nel l 71 il problema. della profila si 1noTale n U e ercito,. per gli in. ·ritti di leva e p r i già arrotati;. da. aHora v onero n.umerosi ]avot·i, t1a i quo.H alcuni d Ho ti r, di grande ·.n tere e. P ·oco tempo addietro il d·O·t ·• tricker, ·d elle Gnardie d l Corpo·. in ·i me al pro~ fes or Zie.hen, direttore deas elin.i·c a ps~.ehiatricn pubblicavano - per in.c arico d.ell' Accademia Imp ra:tore ugHelmo, -un not· V· l tudio ulla con tatazion& degli s.ta.ti anormali di mente nei ·oldati. . Tale t udi·o 'fu pl"ovo ·ato dal M.énis ' r·o·
il uale1 preoccupato dell,aumento on.tinuo delle r ifo1·me per dì turbi. mc:mtaH,. po e H pl·oble a ana de 'ta C·ca.d mia, perché su crgeri e ' peeia1mente H da iat•e p· r una profilassi più amp·i a nei co cri t :1. lnvero n.ei ·p er' od.i quinquennali dal l R · , al 1902 i rano a •uti, di rifor-mati r o·.g ui lO O di fo1·za, O 58, 0,5 .• O l6t 0,92 · e preci am n = a) io critti riform.a ti O, ·B, O44 ,57, O 71· b) militari i cui d'stud~i mentali .. rano ant dori ma .n on ap·pal"iscenti O 12, 0,11 0,1 · ,14; ~) impazzi t ~ o agbravati i durante H se1-v~zio O 3,....
o o 5, 007.
I due A .. n l loro . tudi.o 1·i
alla po izia i nomi d i critti n .!i re, i tri di l va;
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RlV l 'TA. D-I MEDICI A LEGALE
una minima infermità, e .s ui quali J:òotranno anche d.n.re schiar.iw l H le Autoritu. de1 Comune. Ma in compl.e soj p·e r molte raaioni e~ id -nti, H Con 'gl·o d' Le ·a non può pro~ nunziar81 che ,soltanto sui casi chiari: e ma.niftM·t i. 2° ConstatazioniJ dei disturbi mentali' '.nelle 1-eelu~ - .l t può fare ìl m d.l co di reggimento,. ehe perb abbia una cultura adatta· l · ·l me iì.si o e Pnccurata. indagine mentale lo condurranno a chiedere la .··follna d gJi individu~ ·.he abbi~mo appena. a.lcuni s ani, soU nto,. di d ?' n razio e o di nnormalità; o di d boh;llzza. m.ent le·t aint.·\.t.o anche dalle .informazioni for ni t dai ]Ul.r n ti dai m .tri, d ~ ·· compagni, dai po.dt 0DÌ pre. u i quali la.., rm·a.vano ecc. pr ndendo, . o1watutto m e· ame q1wlH gi.à condannati. Nei ea i dubbi si d.o vrebbe ricorr ·1·n all'aiu o di uno p . ciali -ta milita-ve (da. noi fa.tto obbligo d.e.U'invio in os ·t·vaz[on in un. o pedal militare, . so Ricooosc~e gli am1.n .alati' o i deb.oli di spitito dtwante ìl se1 ·Ezio·. - R e. t · ~ ranno sempre molti debolì, ereditari i, d _g ·nentti, ncvrotici, o già c ndannati ecc. rnfficiale medico· li sorv··e gHera · 1i far~\ vigilare ·d ag-i u:ffìcJali e graduati d.i r pa.rto ai quali avrà. ·pi gato il va.lo ·e psi.colo "'ico ch.e hanno al une m anif •stazioni'" m.utam nto di nmor o di. ca.ratter t incapacità n ic di egtlir - Pi truzione in un giovane d'.ap·parenza. robusta, mancnnza di compt· ·n. ion ", facil eecita.bll itò grnnde sen Ibilità t stard.a g gine ostinata, a ·c ssi d'ira senza moti \ro, R]Jaf:; grande nel s rvizio, tendenza .-Ila taci urni tà ed alla o]itndine.~ e.• ·g •rata nostalgia,. d.a r. ·i emp·r e ammalat-O· ec , he ono pe so intom.i iniziali di un futuro di Ol"{Hn m n tal . Es. i debbono, sopt'·l.tutto,. 'nd ._,.are le e n.dizioni subbieUive di 1lt abb:i.a. comme a una. m.a:ncanza, men ~tr il medico d·eve studhtre eia ·C UH solda o cl e . ·' a in,r.i ato in prigione o alle compagnie di di cil'lina,. e mandal'e aH o ped. le i so.,l etti .di imtùa.zione e chi abbia. tentato di suieid~ rsi. nche in questa Relazion-e riman.e, chiaramente dimo tra.to cl1e nou ·• possono arre~ tare n l Consiglio di levll<, tu t · gli amm.ala ti e g1 i a:nonuali di ment , e -b la. i ita d'arrolatnento è uuo stt1c --jo a:ss.ai ìmpet·fetto p· r · 1ì0n va.lo1·iJ .mentre n·el .r egi'!"imento può. dev·e fa· i a sai meglìo e la1·gamente 'l rì anr m nto morale. dell coJlettivitA. Donde la n.eces ità. delle couosc ·nze~ p ichiat:l'iche per t"ltti gli. uifi. j a.li m dici, e~ ·d i .m an.d arne un 1 uon num·e ro a p rf !Zion.a r i pre o le Cliniche e ·7 Ii A:·ili,. m.e ntre è a _ai \ltile l a .. egn.azione a.Ue carceri reclusori e compa - uie di di",ciplina.. di un ufficiale m d.ico p ciali ta (giust"fica.ta anche dal gran 1 umero .d i ri · rme per dishU'bi u enta.li 'ro. i condannati militr~rri: 16 4: p. 100 n 1901~~., di front a 07.61 p. 10 O nella fanteria). P. C·· N. IGLIO. 1
l
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a.e fughe. - ( Relazione al XI antes, ago-s to 1009)
Dott. PARANT. -
fra.neesi.,
Congre o dei m·e Hcì alieni ti
.ltesto d.el1e· fughe è, un argom nto di grand· intere e medico-legale e p i ehiatrlco ìn genere, ma m olto im.portante anche per la medicina legale m.iHtare com.e fece rilevare in. q nel Con ()'re SG il dott. Haury ;· negli annali d i tribun li militari capita n o.n di rado· qualcuno di ta.li;·c asi e specialmente e ne~ ·O et·val o ne~gli ospedali militari. Il Para.nt separa le fughe che hanno ca1·attere particolat·et qua ·i peciiico d.e lle fughe ba.n ah. Distingue diverse varietà nelle· (ttgh · peciftehe : a la f'uua melauco.lica . ehe è: eJfetto di un raptust cioè un.a reazion·e d'aDgoscia. b) la futfa oniri·ca., d.e lirante con. allucinazioni., ansia e r.a.ptu. panof bici t~p~ca quena el~ l'alcoolista, fuga da te.r rore ang-o·seiocso' che si tr ' ra ne1le ·var.ie mto icazion..·
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RIVI ìT.A. DI MEDIOIN A. LEGALE
finisee anche col n1c1 io (tifo, polmonite ecc.); e) fuga epilettica ·c he si pub ·m.a n i fe ta1·e : o come c1•i8i p1 oc.u?·siva., o nello ta.to di. eccitamento maniaco,, ·o dllr.ante la. vertiginet o·d anche ·come vagabondaggio ·irnpttlsivo (Pitres), subcoscien·t e ·e pvolungato, che p rb è meglio rH rh·e aU' .isterismo; d ) fitga della àe1nenza .P'I·e coce~ impul iva e senza ~apporto adeguato alle ·c ause invocate dai soggetti {diffiHi a dìagnò,_ti care bene nei soldati, se non sì riesce a far la diagnosi della. <l. p1•a.ecox); e) fttga dtom:.on ania ·a, da impulsioue psicomatrioe.t cosciente· ma al d· fuori d 1Ia volo:o.tà eh non vi sa agire; talvolta da. osse sionet c.o n a.n.go scia; fuga degli s.tati' secm di di natura specialmente isterica, con sdoppiam·e nto d Ila per ·o nali tà (fuga degli istet,o-traumatici, de.g li st&ti secondi alc~ooUci ·che SOD O il prodotto di un.a a-asocu:~.zione L terotossica) ;: g) fuga ragion'!J.ta e suterna~ t:izz,ata,. ·n ei deliranti perseguitati p r lo più come a to di difesa,. e come conseguenza di allucinazioni a u tich di vario contenuto, talvolta co preparazione lunga e .]ogica durature, in relazione al d lirio. Nelle fuglte banali ~ a) della pa· .,.allsi generale erotiche, deFra.nti o an tomn.tiche); b) nella deme.rtza senile (deli:ranti automat~che, a m ne ·eh c.)· c) nell eceita~n~ ento ·m ania.co talora d'' origine eroti.ca) •: d) neU' im.òecil'lit'll. Innn.e .·ono ancl1e da oonside.r are: 1.0 le fughe a d'ue, l tt•a,sioni co·l kUive, le fu.qhe clei fancitdli ~ .-..6 le fughe impulsive d i d[>am,ò-ulato?i di itres, degli btt bili ipoeon<lriaci o p·si a. tenici d i miton anierranti de:i ·agabondi fantast,ci,, d -i pa•tanoici (J7fÙJ'U,lantij. ed infine dei deboli (fu n·he per ca.priecio,. per a, tra .i. e, 1 r irri:fles ione pe1· 1u .inghe, pe1· i •tinto s suale, od auche p r semplic·e bi. ugno di camminare· 3° le asse1-zioni d· gli imputati sjmula, ori. P'.. Co l :rLIO.
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Do~t . M. BoiG-E-Y'
maggiore m ico. - l t&tu.atl. Loro pdoologla. - · (Nouvelle Ic·orw!J'ra1Jhie de la alpf:trièl~e, gennalo 191 )..
l dott Boige~v ha stuiiato molti casi di atua.gg·o., specialmente f'ra i ricoverati neUe eom1 a.gnie di di"ciplina. ·O con lam.la.ti. aHe ca.tceri militari. Oltre eh · dal punto ·di vi~ta generale d l la. pictografia., le . ue o serv.a zioni son.O·.preziosisa sime per la me Hcina. l "gale Jnilitare e· l ossono ser virci. per a.pprezza.re H valore psicolo ico d ~ tatuaggio in .·appo · to alla p 1•ojilassi morale delle e.rcito. I:o quanto io·~, n lla. nostra civiU.a e.:. o .r a}Jpresenta riflette" qua i ,s mpre u.na. disposizioue d'animo o una tend·e nza )>articolare, e denota in ogni c.a.so uno stato mento.l · 1 eciale. Ed i · ataati 1 ono ottome i. a tal prova pe·r e primere le loro· idee d.om,ina1di~ e spe· so anche l _ idee fìss cb.e li tt·nvagliano.• Esaminando le figut"'e d i 27 ca.si osservati ·e letrgendo l • spie"'azioni. cb i ~ ogg tti d v no 1 1Je numero e impres ioni di egnati sulle vada p.a rti del corpo,. po iamo s _Ie.z. ~onare alcuni gru p~ Ji d.i tatuaggi secondo il loro ''~'&lore psicologico. M'o lti p·o rtano sul dorso figur· varie 'i donne, m diversi att ggiam.enti, spes o a.ccom pngnatJ da di egni osceni: i. sono dei ped t a ti pa. -• i.vl : pe·r lo più occd~ sionali . - e non veri omos ~sua li, - ·q uaU si tl'ova.no in ogni. stretto aggregato di persone flrÌ~:( on i, collegi cc.)~ i di &gi11i .servono ;f t, meglio eccitare l'aUioo, e v .riano n -Ha. fiuit zza, n Ha. omamenta.zione, a .seoonda d.eUa condizione so.. eia I- di q te~ ti attivi eu i i1 ·p ederasta ce.deva. pr.ima. dì essere oondanna.t o. ell ca.rceti eom.e n He ·compan-nie di di ciplina, q·1esti amori preternaturali rapp.· . . enta.no sp · o l'occupazione, e quindi l id.ea. ·d ominante, dond:e, il bisogno di esternarla nel d . seg.no ·t a.t uato 1 come mostra e come l·icordo.
RIVIST ,. DI STA.TISTICA ?iULlTARE
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E eosl eh i ma.rìn:ai. si fanno di O"nare n·U t:tum:enti del mes.tiete; i pdgio· ~ n ieri le ca tEme del rorza. to, i militar i sciabol· f'ucili, ecc. P u gnali, c-oltelli,. uccisioni, gocce di sangue,. parole d'odio o di vendetta sono ili:segnati ul petto e sugli ar·ti. di militari condannati p -r reati d.i violenz:a otto le armi 1 per insubordinazioni, o gio. recidiv' della v"ta borghese. In du.e di erto·r i -è· di egn.a to un. battello che spiega le vele. M 1 i altri po ·'ta.n d. i ·d isegni in appa~ re·n za senza. signi6eato, ma che d bbono es e.r cons.id.e rati imboli di ri.conosaimento:, eom.e per i camorrist.i di. N a poli ; tali segni .debbono metterc.i in uU ovvi o per app·r ezzare eon.v nientemente ]a. person.a lita psiehica deUa. recluta ·e le s. te tendenze ed ab.itudin1 dì vita. a :·n genere,. aUato ai segni sp ci.a.H per ciascun o.Q'g tto riv lanti c[ò elle 01·.ien ta fondam}e n.talmente l'.a tti vità. p. i chi ·a di es o. domin.a no le 6 ut·e femminili. i di egni erotici. e le parule o cene o minacciose. Per cui è da. pen are che. n l pt e-s·e nté stato di civ'ltà, la pt·atica d l tatuo.g. ,.io a:pparti ne agH spir#i deboli (agli atUJ'BUtli), ·quale fenom, no di. a tavism·o p ·.chi co come segno di co.s.t. e di corporazi-one, come segno di pas ·a.porto p1··e o amici o socii. o quale o.tte tato shn.bolico di qualche vo·to d.i col]era. d'amore o di vendetta: in ciò ta H suo igni.fìca to psicologico e, H suo v.a.lore medicole· a..le. .. deUo stesso maggiore BoigeL : Mentalitée~ tatOUD.f.Jt!S che-- les discipUnaires, in a due ·e febbraio 1907, e Les tatouages eltez les d.iscipli·n ab e , in Vulgar-bation i nt '/lque. giugno 1907). P Co · 1 uo.
RIVISTA DI STATISTI ~CA ~tEDICA. P ·. Co x lGLro,. capi ta.no medico~ ( Rivist.a cl' l tali a, sett. l lJ'09 •
t&tlltlo& e gees.rala :m.e dlo:a leU"I.t alla. -
Le nostre statistiche, sanitarie e della leva,
ono indubbiamente una ricca.
n i ·iera. di dati; in.tere~san. tis. i m· non solo per- q utnt-o I'iguard.a. molt.epUei problemi militari, d'indole varia, m - anche per la vita ociale a,. per la. demo~
grafia ·come per l'antropo· ociologia. Ed occorre bbe che noi a.v e simo maggi}o re dimes.t icbezza eo:n tali statistiche, ·e che cìascuno di no.i,. nella propria. .. pec'alitrt di stndi ofl'ris e· ai. ·COlleghi - di tratti d.a. altre occupazioni - la Ìlltesi tati~ ~tica di qualche problema che rigu.a.rdi la igi·eue o la p ichia.t ·ia. militare; la m.e· dicina .legale o ltepide,m iologia,. e~c. l pochi sa-ggi di geo·g rn6a medica che noi abbiamo r.h n.onta.no ai la.v ori del ;Sormani e del MorseUi (1881) e d(:!l Raseri (1002}., fatt~ tutti ~ t re sulle no tre sta.ti tiohe~ Io ho voluto riprendere lo .t udio con le cifre recentit completandolo da .a ltri punti di vista: le con.fe.r .m e ehe i. m:iei r~.sultati danno a. qualle .anti. he dei d.ue primi autori dimost.r ano .a ppnn.t o che non. si tratta ·d i fenome,ni con·t in· ~en ti, ma permanenti e quindi prodotti da ca.n e stabili ed. i·mm.a nen ti, per ·q nanto -co·· pl.esse: ciò in t · res ·a. specialm.e nte per .a dditare i rimedi più. optlortuni che ·a lg:ano a sradicare il male dalle sue sca.t urigini. A parte ltb diflerenz·e che esistono nelle varie rerrion.i d' ItaUa per le u .a lattie ]:n ~etti ve, imporba di più stu.dia11e la distinzio.n e 11egio·n ale de] . e. riform per ta.. J.une infermità. Dopo avere aceenuato a.lle· ifre totali ·di riforme e d vedihilità.
~us
.R IVrT.A DI · TATISTI A MBDIOA.
p r le varie classi di l va, r.ic ralld·on·e 1 cau ·e CO·mple e, po te in ra:ft'rontool p1· te o .n ostro e ce ·sìvo r~go ·i tuo, e .r icordate le distinzioni regionali di l'iforma. per la. sta.tura,, sulle -quali basta 1·ainme·.n tare i. lav·ori del no .tro Livi,. hocalcolato una prima s riazion . regionale per il eomp1·esso dei I·itormati, dei r.ivedibih, d.egli idonei,. dei 1·enitent': le riforme per alattie va no da un mas .. imo d,e l 28.5 p. 1 in lombar-dia a.d un. minimo del14.7 p. 100 n I Lazio, avendocifre bas e quasi. tutta la ba ·s.a. Italia ; p r il complesso ·d eì provve.d im.enti medico·~ 1-·gali, si va. dal massimo· ·d -I 73 p. ·00 in Sardegua. al minimo del -12 p. 100 nel eneto; per la reni tenza. tanno aBa testa Basilicata e Calabria col 18·19· ·p. 100= in t-a.l ·odo m~ntt·e in me.d ia si ha il 3 p. 100 iscritti sulle H t~ di es.trazione di a;rruolati in lD e sa categoria,. il L a,ziot l~Emilia edlll Ven to n·e dàn!D.O dal 46 al -7 p . 100, Le Pug1ie ne d~ nno i1 24 e ]a Sardegna il 20 p. 1001 Per la debolez.za. di co;~tib~zùm.e su di un totale medio d1 ..,3,000 riform.a.ti,. chca mentre per 'l r gn.o i l .a il o.7:J p. l , ta .a l primo po to la Lombardia col 7. 5, all'ultimo il Lazio col 4 3 ; l altr re ioni si uccedono promi cuamente. M.ol tepUci ono le cau ·e di que t.e ·lifferen.ze, ma ·p rincipaJmente esse si hanno per a p1· doro ·nio della maia.:r ·a, deJla. s.c rofola; della. peHagra, d Ila popolazione a.griola. mal nutrita., ecc.. Tra le citt~\ prim g iano Milano.. apoli e enova;; la pt·ima. ·C On 1'8. ·' d.i riforma i . P r la. deficie1zza tm•a ·i -a. u di n u totale medio di 17.9 O .rifo·r ma.ti ·c he a, si va da] . a To cana con il 6.•1 al Veneto con il 2.9· p. 100; anche qui ""Ì po sono rnvocare c.a.u e moloopli i e stu l1are le i· lu n.:ze d H gr.a n i città ulla r gione eome p r Torino ·e a poli h·e 'h anno l 8. 7 p. 10 , ( ffe;t ti d eU \ubani mo e d · Ua. indu trializzazione ·p rogre i va). Con viene ·di pitl: ·c a l. ola.re q ue te du categ rie di rifo1·me nel loro insieme p r ave1·e una. eriazione. più e atta li sca · i fi. ici~ così si scend - ·d ana. Ca.labri ·. e Sardeg.o a. con l ~11.. p. l O n l l Emilia e Lazio cou circa.. I .5; }ler le città si a da poli e Genova. col l .2 c~rca, & Bologna col 7.8 . Per la scrofol',a prim :l[)"gia. la. ampa.nia ·ol . ot ta in bn. o l'1Umbria col O. p. 100 ;: ft·a le citt• atania sta. al rimo po t ·Col 0,.1)9t in basso Roma ol 0.07 p. l o. nvece p·e r l'oUyo 1nia, u di un tota.le m dio di il·ca. 75 riformati., s :i va daUa. Ba, iHca.b . col 4 9 al Piemon ·e col 0.9; fra l citta • i va di nuov·o da Catania col . ad A 1c na ·ol O nch qui l cau · :-.ono n pie.: · ma. J'ilevan.t . il fatto eh per qu _. e categorie di 1·ifo·r m il Lazio mantie1.·e cifre minime, data la ua poJ olazio1)0 robu ta e sele.z i nata. dalla. , tahu~ia e la. locdit c1 i ma:tica. d H 'Urb. . Per le varid n d i un o tale m·e dio di ~ · 70 riformati. sta oJla. t~ ta. i 1 nord d. Itn.Ua , sr ecie H Veneto la Lon bardia coll' 1.2& p. lO circa· in ba so il :;-ud col minimo in · il i a - 0.0 . - Vi infl.uh' la ,- ta ura. per U maggior tragj tto da la. p rifer ia al uor~ il lavoro neUe ri .ai , l abito linfa. tico, qua che l meo.toetuico m.embra n ciu te e muscolo e a. cute bruna n.elle i ol·e). o l pure ne l ·a,·ico le, su di uu totale m.ed.io di 2·0.2:0 riformati -. primeggia. ~'Alta ItaUa con l'l p. 10 cir~a, .~ tau lo invece il ud in bas o col 0.12- ·~20 cbca.. nche qui ·d ebh no e istere le can.:e ot•rrani· he.,. genera li,. d.' tali costa:n ti difJ ~ reuze r eO"iOD ll U. ·-ice:v r ·a. p ' l' le · ongiu.nti ·:ii :i cro'niclle, u di un totale medio di circa 4.7(l()< rifonnati q~la .i tutto H ud ha cifre el vate, o~ ma.s i no in ~ardegna . del 6$ p. 1 . pecio.Jmente ad Jgle ia (circa. 11 115 p. 10 !), n n r ha quote minim l
lUVIST A DI ,S TATIS'T:!CA MEDICA
l'Alta. Italia, e, la Media ;: - proble · 'a essenzi.aJmen.te d igiene, dì pulhda, di ·edu~ cazìou.e del popolo, oltr·e all'azione del ·c lima.• Per le varie fo.r me di go.zzit su di un totale .m edio .1i circa 5170 riforma i, come si a,. specialm.e nte la Lombardia ha l quote, elevate - 5.7 p. 100 - seglllita dal Piemo·n te, Liguriat Veneto col ....8 in media.- mentre as olutamente trascurabilì sono le quote· della bassa Italia. In alcuni circondarì il gozzo. è un. vero flagello di Dio, com pet un.eo,. Mondovi ·ed o~ ta ( 7 · 7} p. 100) Chiavari col 10~4 e Clusone col 16.5 p. 100, ·c · oè l 6 iscritti [ en 125 alPanno n d&. Milano t An.ch.e qui compi e le cau e: tiroidismo, acqua, vita n Ue valli umide e poco sol·e<l"giate, con.d ·zinn.i ociali ecc. Le riforme per gravi defoNnità del torace e della colonna ve·rtebrale, che da.n no in m dia 5650 scarti all'anno, seguono in g •nere, nella distdbuzione regional la statura avendo ·q uote alte al no·r d, 1-ecie, ne.l V n to coll'l. p. 100, h~~s. e al sud. ool minim·o in ar ego.a. - O.B3 p. 100 - (o' ·fi.c azioue pte ooo esag ro.ta ? r-a ·hit' l ?) :· ciò vale ancb.e a dimo trare che -1 esso la. ba a tn.tura ha valore etni co e magari di sviluppo \: n pò 1·i ta..r dato ma non si o· ruiica to morboso. Anche per le ·ernie, su di un totr le m·e dio di 6850 1·iform:o.ti, è il no·rd eh h.a· le quote più al te~ col ma imo in Piemonte e Lomba.rdi.a (~.1 p. 100), il minimo neUe P ·u glie e Sardegna - 0.8 p. 10 - • ·c i . arà anche :relazione con la statura? O· il lavoro è p·ù faticoso qua nto è phì .l unga. la. leva o ea da. far agire? Pe1· gli idroceli essenziali u di un totale m dio di 16 riformati,. ane1le l'Alta l alia ha le quote ma :ime ( Ven.e to 0.6 p. 10 , Lombardia O.ò) mentre l ìsole e a. Ba- ilicata hanno i e q wte 1n ìnime o l 0.2:7 p. l O. uest i due u.ltim i djfe,tti, strettamen coU g.a ti fl'a. loro., potranno aver relaz io·. 'e con. la. tntura (lt·nghezza maggiore del cana.te vaginO·J edtoneale). La. cecità è pii! frequente neUe reo-ioni i, -, cui ab' ondauo i riformati 1 r ongiuntiviti croniche, com.e la ·· icUia, ove è a nche più ftequente la ifilide· la nio pia. è meno rar-a al. s1ul, nei pae · litoran. · (d.oHoocefaha., lun in·o ità. maggiore). Per ~.e psicosi Jl primo po t-o é, della Ligu1: ·:a.; v· uendo dopo il Lazio; mentt~e banno quote mi.nim·e il ud d'Italia e le is·ole • invece per le '1ì.et:1·osi pt·imet"J'(ri, I .o CaJab1·ia ·e Sieilia, cui . ·egue dapprima la L iguria e p i il azi,o ; fra. le ci t iL ono prime Messina e Palermo . cui segue enova.~ ra le prov"ne·e Me ·ina. gO"io alo.bria. Cau e di ·que:·te diffet·e:nze po :o no esse.re.: ljalcooli:-:.m o 1 la. ifì H ,. il eli ma, i matrimoni preco . i, ' te.mento etnico, la. crtminali à ecc. Da t:e ner conto., per la predommanza delia. nev1·oai al ud. d l t mpera.mento ·p .. iale. del popolomeridionale, l·e cui not di earattere sarebbero accentua· e ed .a bnor·m emen.te defo·r mate nel n.evrotico.. c. La. d.e formazione del sentimento, la. ua. primitività reattiva, ·Co ·titui ce il onda..mento d.e na forma imp 11s.i ·a, pa · sional , v iol uta del'la c rimi, .ali tà, incro>tats. da una rie di a.ltre uperfetazioni cau aH proveni·e nti da condizioi par~ ticolari della società; - la deformazio·n e psi·ch" ca, il ea1colo, la furberia p cuIatrice co··tituisce la ba -e dei rea ti di frode, deHa c1·iminali tà eivUe evo lv n do.·· in fo~, e sempre phì omples· e e raffinate neBe citta n gr trati sociali p1ù levati maD mano ehe il calcolo frod.ato·r e im pera le maniftF·t azioni a.nti t i he del criminale, ·cop~ rendo e soffocando e impul ioni. faeilì, SJ ontanee de la sentimentalità a forma primitiva, n.o n dirozzata,, spr"z,z ante negli scatt.i antiumnni l delitto ·O nei lampi fosforescenti della genialità dj un uomo o d .i un popolo -
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RIVISTA D'IGIENE GR ERALE E BATTERIOLOG11. • it" ALL.A..N· ERRY. _l. U1'8 pr818 per COmbattere l& • .alarla a 08J'l&D durante, raaao 1808 . - ( ~rl'te J ou:rnal of b"Opical medi ·in e an d 1Jygiene, ·vol. XII, n. S, L 09).
int 1 ~ ante P' l' lo t 1 io d Ila lotta an, irnalarica. v de:re qu.eUo ehe~ i fa na(7li altri pae i ch.e g dono il tri - t pri v Hegio delh malaria e . guirne i risultat ·. È perciò- che rjl s . umiamo ·n. qu ] che egue le mi ure, pre e a Ceylan durante l ~mno 19 . La pro l~ssi antimalar·ca si d t cazi ne del pubbHe irca. n.IJ .alla. prevenzione de:Ua malal'i : 2° i pt"'Vw diment.· sanita.ri p c.ia.H nell ci ,tà. e n i viì]aggi · S•la di tribuzion.e m tod"ca el h· ,~ino ontin 1ata a .sco p pTofila·t tico per utto l an! o. l I:s.tt•u.zione tlel pubblico. i nner fr q:jjumtl c.onferenze popolari .i n o ~ni pa1·t ~ d 11 i ola p r par e de.i medici p·rovin.cia.li de". m edici i p t ri degli ufficiali medie· dei t'arma ·i ti. Migliaia di libl~et i suHa eal ,. ·e ~a pl'evenzione della mala.1··a. venr "tO Ustribui~ i in ' iDgua. ~ngl ed indigena .• i tennero oorsi ~.peiaJ i di lettura n.l Medìcal college di eylan a.i mae - tri delle cuole i eH 'eDe sulla ,cau a ~ u Ua llrofila~_ si d~e Ha malaria ull ~ sa delle za ,zare. 2 Opere di risanau1-ento~ ltr-e a di.\ · e opere. di risanamento generai (pa~ v·. menta.zion~ d.eH città e villa git opere di d··ena.ggio, di canalizzazione delle acque h: ride ec~.) . E. il Oovernatore dell'i oht d. ._t:ribuì a tutti i fu.nzionari diI nden ·i a ld tti al l ig .~ene. itt•tdina una is 1·uzio.n e ul mod di dis ,; ru ge~. re i f~oolai zanza.rigeni. La dettt i ruzion si ba a. a ul a fo.rm.a z··one di brigate, eompo i un per. onale scelto e ben pagato adibito Rllo scopo· esel1x ivo d. dis rng· g r le zanzare; quest..e b1·igate dove·v.ano p rco1·rere i] paese, esam..i n le ca e, i di n tm n i de H .a bi ta.z~oni, im p dire che i la ··da s ri tagnare acqua ::c. recipienti, ·;n va l i1 set·l at i d'ogni · pecie, vuotare tutte e piccole c·o llezioni d'acqua e 1·iempide di ter ·a, proteoog ·e · p zzi cope~ rti con reticell metall"che li.berar gli orli dei cor:ì d acqua e d ILe ci rn dai giuncb1 .da1le erbe e da tntta quella. v :O'etazion a ' ondant eh erve di rifugio alle zaoz,a.r , a.sport.a r con carri i ateriali di rifiu o d'og i. or·ta. N n t.utH i di tretti rispo ero pra icament a qu.n.nto eonsi lia.va il Governa.·· to·I·e d H'i ol ~ ~ ·: anzi · oltanto i di tr tti di. Colombv; Galle, e egombo promi ero di oecuptu· i s riament d~eUa. d · truzio.n e d •le zanzar o tituendo l rela.tiv~e !Jrig te. e d i:fficol tà oppo e dagli attri di t retti p r la costituzion.e di questo corpo speciale furono p rò sup mte u.sando per i ~ avori più grossolani e di fa,tica i prigi niert • 0 Profilassi col chi?ti'll.O. Farmaci ti, eoma.ndan i ed .a ltr'e pe·r sone distr:ibni· ro.no g ratui't.'l. ne.n.te il hio.ino in tu t e le parti d~eU'i ola. ed.abbondantemente. on i hbero relazi ni d.i d ann~ o di ìnci lenti qna.lsia. i prodotti dal chinino il quale 1
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ebbe ancora larga applieaz.ione. in tutte le cuole dei dis retti ma.ladci, e nell& p.r igioni. La dJstribuzion.e del chinino delle cuole· fu pta.t*c.ata tenen.·do eal·co]o del c nimento dei ba mbini malariei in ba .e a11 ingt;a.ndimen to della. milza e se, o.ndo le indicazioni da·t e d.a Ronald Ro. s a p1·opo ito d .Ha p1· 61ass· a.ntim.aJa1·icn.. el~ l'i o1e .Maurizio~ La quantità totale di bambini al di otto d.i 15 .anni fu calcoln.ta nell'i ·ola.. e alla :fine d·e l 1908 . ad 1,6~ 766 · di que._ti ne ft.nono amina.ti 2,2· ri contrando ene 81421 (os ia H &t05 °/ ) affetti da. ttlmot·e splenico. T'E Tr.
JA. KoWLEFF, ZABOLOTNY, ZL TOGOROF ·, e UL A. Bloerohe • aU' at tual e •D·I 4emla ·41 ·Oolera a •tetreburl'•· ~ (Cen ralbl. f. Bakter.. Parte . Re·T
ferate,
c
ol. 4: 1 n. 1-'2). 1
L'inte.re se che attualmente pr ·enta. il colera t>e·l la ua comparsa pidemica. in Ru.s sia e pel pericolo che minaccja ·t utta l'Europa c· induce a. ria. snmere questa importante comunicazione pre~ ntata alle sedute del o e. 18 marzo, ·d ell'anno c·o r· rente alla L'loeie.t à di Microbiologia di Piei.rob'ltrgo. Generalità e àati stalistici.. - Il colera nelle sue dlverse invasioni 1•aggiun. e P'ietroburgo, ad ccezlone della.nno 1890, sempt·e ne] s ·condo a:n·no d·e Ha sua. com~ parsa in Ru ia; t na Yolta però introdotto vi si ma.tl• enne per parecchio tempo, com.e avvenne per Pep·i demia. del 18.52: che dul"ò 9 an.ni inti.e ri. ue te ep·dernie, le <J. uali. d·ebbo·no, fors - la loro l un a. durata a spe io.li. con.dizioni lo·c ali, pre en~ tarono però- deg1~ intervalli di completa a. se.nza della m.a.lattia.,, intervaHi più o meno lunghi perfino della durata. di 8 n1esi e a.nch.e il un anno, come fu os ·er· va.to neU'epid·emia. suaccenn.a.ta. ua que tion·e a s.ai importante è quena. che i riferi. ce al mezzo in et i -i conserva il vi.brione del colera d nante. i l1n bi intervalli di calma ·ep.fde.m icA. V'osservazione fatta ·duran H colera. d 1 Am burgo di q mlcbe caso isolato ,d Un. malattia fra le due epidemie ·d el 1892 e del 1893, la quale mostrò h.e' i germ.i int'etti.v i non erano del t 'ltto s.compat:si dal territorio, non potrebbe appHcarsi a. Pie~ trohurgo, dove duraute gli intervalli di sosta d.eH'ep ~de.mia no n i dimostro alcun caso di colera. Bi ogna. quindi ritenere c.h.e, a .P ietroburgo i singoli casi ài malattia non sie.no stati ri<~oono duti per tali o perch · ebbero un decorso a sai 1eggiero o perché si aceompa.g n.arono ad altr'e malat·tie. acute o croniche. La. po .ibilitti di quest'ultima. eve·n ienza i può ammettere, rifen~ndosi alle osservazioni d.i I wanowsky, il quale duran.t e ·1 ,colera d l lSd tln mez·zo me~ e a due mesi prima del riconoscimento u.:ffici.a]e dell'e.p idemia a Pietroburgo S·e zionò eadav.e ri di pazienti con diagno i di tifo a.d dominale., di tubercolosi.J di ifilid·e o d · malattie car liaeh& nei. quali ·t rovo un acuto catarro "nt stina.Ie, ritenuto c'ome una com.pHcazione di quelle malattie, e la. ste sa osservazione. fece lnngo tempo dopo ·c he l"epidemia.. era. . tnta ufficìalme.:n te dichiarata penta. Questi fatti dimo:strerebùero che nei p riodi d.i calma, fra le grandi esplosioni opidemicbe vi sono casi leggeri d Ha. nmlattia 1 quali non v ·ngono ricono c.iuti. Queste co iderazioni hanno O'rand.e' iutere ·e an he pe:r: la que tione delPin"zio d.ena epidemia, e n. tale riguardo sembra. o.cee1.·tato che, per quanto ia i annun.ciata.. ufficialmente l'epidemia a.tt'Lmle i· 25 ago to, ftuono però o e rvati cl e i cn.. i il 19 e n 22 ago to; ·n ei quali ]a riceron ba.tte:rio]ogica, ad escltl ione d lla. prova. ierodiagnos·f ca ehe non · l potè fare, fu po i·t i ·a.. ue te o servazioni e qnalche"
RIVISTA D'IGIE E GENERALE E BA TT'E RIOLOG lA
a.l t1·a precedent, fanno· supporre che il ~colera a..ttuale non ·a. in dipendEmza collo scoppio· epid·emico del 1'00 nel Vol~a, il qual.e nel 7 ed 8 lugho comparve con .. tempoTaneam .·nte in due punti d·e l eirco·n.d.a rio di Ssaratow, ma. che abbia rapporti a sai anteriori eon queHe forme morbo e che in plccol numero venn.e ro osservati g ià n.' H' autun·n o del 1907, in una delle qua H fu esattamente dimostrato il vibrione d·el colera.. ertamente in eonsidera.zioue dell' im.po · i.bihtà. di potere in questi casi, ad ·eccezione di quello citato fare una. diagnosi ·esatta.,. questa idea non l.a che un valo-·e app1·os ·ima:tivo· e a però non -embr.a, inverosimile. econdo i dati. ta.ti ici, ammalarono d" colera in Pietroburgo dal 25 agosto· 1908 al 1• mat·zo l O in tu· to 10122 individui de:i q 1ali 6256 uomini~ 386:G· donne e ne morirono in tutto 216, dei quali 2637 uomini e 1579 donne. La più alta cifra di morbosità fu osservata n .e l seheml ·r·e f6799' os ia il67 p 100 del numero tota.le)A Il gio.rno pit\ colpito fil il ettem :r e (444 ca i). L'' andameuto della curva epid.em i ca è ·molto· affine· a quello ·d ell'epidemia d' Amburg·o del l\.892. L ·a dis·t ribuz.lone dei ca. i n. seconda delle diver e pa.rt.i deUa eitU. fu m,olto irregolare. Riguardo aUe profe . ioni le phi colpite furono le , guenti: fra gli uomini i ·osi det i lat.YJratori ne-~·i con 1948 ca i, i 'iventì a · p·e dei loro pr-o simi con 556 ca i, i ,coceh ~ ~er · con 3· ""' ea i, i negoz· a.nti con 3 9 ca ·, i pi.ttori, · mura tori, i conciate.t ti con 260, i serv·tori i portie.ri con 181, i. ~ca.Izola: coD 163, i falegtl:ami con 121, i costr~lltto·ri d:i nsvi con 90, gU ope,r.a i delle fabbr.iche·..,con. lUi ; ra le donue. le el··,,e con 7 · ca. i le ma aie con 6j5, le viv·e nti a speS~e dei loro· pro · imi con 673, le così d tte la ,ora t'l lei ne1·e con. 432 le operaie delle fabbriche, cou 154. D l ba so person.ale o pedalieflo ammalarono 20 uom~ni e 6..3 donne. Dei soldati n· ammalarono soltanto 24. Dalle S6S o.bita·z 'oni nelle qua.H o s·e rv.a.t·on i ammalati dl rante i m·esi ·d i. dic mb~ genno.io e f:ebbraio 1'87 p •. 100 furono rico osciut i.n c:attìve condizi:oni igieniche per il sov·e rchio agglom.era. e:nto degli inquilini e· per la poca pulizia. u 300 persone ammalate 'i in questi mesi, si ricon.o hbe il 65· p. 100 di alcooli ti· inoltre d.i queste te se perso.n.e il 4,5 p. 100 soffrivano· dli maJa.ttie croniche (tubercolosi, e:I'D.ia, a.fi'ezio:ni ·ntestma.li), oppure a·v e.v auo sofferto d& poco di un.a malattia. .a cuta (tifo addominale,. fe,b bri intermittenti eoo.), oppure si trattava di d.o nne 11egli. ultimi m .i d.i ravidanza. Biologia co'lnpa;;o.a ta e àiagno ·i del i'fwi(}ne del colera. - Per la. diagn.o l dei vibrioni del ·colera furono impiegate le colture iniziati in acqua peptonizzata aU' l p. 0 /o e le semine in piaRtre su agar per la determina.zi.o ne deUe, singole colonie .. Furono ritenuti vibrfoni speeitie1 ·q uelli che presenta.v ano il caratteristico svilu·ppo in gelatina. che po sedevano 1 ciglio, che erano agglatina.t i da un siero agglutinante in una dUuizione .n on inferi·ore all'l: 1000 e. che da.v ano la deviazione del com.p lemento col siero anticolerico. A la capacità. di :fluidificare la gelatina. nelle colture per infu ione fu p,er alcuni vibrioni assai debole; furono :a nébe. riscontrati vibrioni, tanto isolati da.U uomo qu.a nto dagli an.im.a li, che non fluidi~ fi.cavano la gelatina. B . La prova deH'agglu, inazione diede per a.lmlni vibrion.i risultaf positivi sol a.nto do] o ·ipetuti trasporti sui substrati artificiali, oppure do·po pas a"'oj at~ ra Yet·so ·1 corp·o de C'l'li anima]·. Alcuni vibrion · che in principio· on ven ·~vano agglutinati,, vennero poi agglutinati in segu1 to. C. i brioni ,d ebolmente ag,g lutinabil' fttrono is·o lati tanto da.gli .a m ~ alati ·e dai portatori di haeilli quanto dall'acqua. D. A scopo di e·ontroUo fu provata. l'a.gg1uti:ma.zione co:a siel't) di conigli immunizzati. E. L pro .a deU'emoli i fu eseguita tanto nelle pia.stM -di a.gar al angue quanto nelle prov tte con emul ione d1 eritrociti 1
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Ge1n:e,r almente emoUzzaron.o i vibrioni di fre eo i olat-i ;· quelli pe · lungo tempo eoltiv·a ti in laboratorio SO,PI'a, substrati artificiali em.olizzarono de, bolm~m·te. Il rl!'rado d eU 'emolisi è influenzato daUa. quantità. di sangue steso suli'agar il cui siero pos· siede già propriett'L a.ntiemolìtid1e L'emolis.i con ~eritroeiti lavati avviene più ra·p idamente, F. Il fenomen.o di Pfei:ffe.r nelle colt.ure con vibrioni poco virulenti non da sempre risultati. u. tili~zabili per la ·d iagnosi. P ei ceppi poco virulenti. è nece sario preparare un siero· sp~ecifico per questi e poi e. eguire la. prova di PEeiffer usando colture nettamente virulente. G. La 11eazione della deviazione del com-· p1emento fu fatta su 5(, ceppi d1 vibrionì ~dei qmLH diedero un com.p leto impedi ~ ~ mento deH emoHsi : 10 reppi agglutinabili isolati dall'a.aq ua,. S isolati d.o. ammalati 8 da portatori di bacilli. Su 29 ceppi isolati daU'aequa i q uar non s.i la.sciaw van·o agglutinar . 8 olte, completament·e e l volta incom1leta.ment mancò l 'emoU i · gU a.l tri 20 però diedero una. eompl ta emolisi. p,n•f.atott•i di bacilli ed esplosioni isolate .d i colera. - .A llo scopo dì stabilire se. la diffu' ione del cole~ra,. oltre che per l'acqua., i faccia anche direttamente o in· d.ire tnmente per mezzo d.e ll"uomo si e a.mina.ron.o per ~o spazio di te.m po di tre 'e i 2l40 indi . i.dui i qttali ~era..no stat.i i olati d.a ll immediato contatto di 660 ammab L In 195 de.g li esaminati furono· dimos.tra.ti i vibrioni del colera, il 6 P'· 1·0 cio,è , e circa H 2: p, l in rapporto ai corrLpondenti ammalati. In ta.l m.odo è ~da a.mmette,r si che ogni 100 pet•sone che ammalano di eoler.a, e eh ~c{)l tra porto nei lazza.retti sono 1:esi innocui uel senso della diifu ione della malattia, t ha.n no 20 porta.t-or· di badlli i quali gen·e ralmonte non vengono riconoscìuti ~o·me tali erimangono pprciò Hberi e perkolosL La distribuzione dei portatori di bacilli secondo il se so e l'età non mo tt·ò nulla. di caratteristico'. Ma.ggiore inte·· "' e lla. la divi i one, in ,grup~ pi a second.a d.el carat. ere, deUe feci e econdo le oonseguen~e' che deriva.n o dalla prtisemza de,i vìhrion.i nel loro ot·ga.:n ~ mo. Si pos~ sono a. tal proposito fare S gruppi: 1o Portatori di ba·ciU ~ ·n el Io stadio d.i ineuba.~ .zion · di questi ne furono trovati 26, tu.·t ti av·e vano feci liquide,• 2° m.llla.ttie leg:g iere os: erva.te, in 40 persone con feci estremamente Hquide senza sintomi mor~ bosi spe.o ifiei; 8° veri portatori ~di. ha.eilli osse1·vatì in 60 individui, con feci solide, formate. Nei due ultimi g1·uppi il periodo di dimo trahilità. dei vibrioni non "u però i lO giorni. In quanto ai guariti dal cole·r a fu dim.o strato che anche qua.n.do le feci rit~r-· n.a no nor:m.aH possono rinveni.rs.i i. vibdoni. Nel · 6 p . 100 dei guariti i vibrioni furono os e~rvati da 2 a 17 giorni dopo la gllarigione ne1le feci forma·te. La piu lung,a durata fu di 57 giorni e si ·o sservò in un ca o di colera leggiero acoompagn,a to da. ittero. Furono a.nclhe fatte oss·e rvazion.i sulla :fisonom·i a .s peciale delle diverse esplosioni epid,e miche a .seeon~d ;a. delle, ·d iverse collettività c·ol pite~ . E cosi si. osservò ia :tf!e" di tali esplosioni, uno. completa confusione diagnost·ca con ahre malattie (nefrite~ er~l)'ea . gastr~te ero.nica. e~oo.), in alt1:i casi, oo·m e. nell'.e. pi~emia casaHn.goa. delle .D 1aconesse d1 S. 01o:rg10, l'aspetto clrniCo della ep1demla st presentò com se una. q u.a ntità di persone, fosse stata neHo stesso tempo soggetta ad una. intos· sicazione da sostanze aUmentari. Esame dell'acqua, e sua irnportanza epidemllJlogica. - Pietrobu:rgo è ali enta·t a in .a cqua potabile dall'acqua. della Newa per mezzo di tre stazioni d.' di tribuzione di cui due non hanno a.lcun mezzo di depura.z'onet mentf'e uua. (stazione di molny) possied.e. un. filtro a sabbia,. Numerose o erva.zioni dimo trarono eh.e, i punti dell _ - ewa. da cui le dette stazioni p~endono l'acqua so.n o fortemente in-
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quinati ·v enendo in essi cari~cate tntte le acque ~di rifiuto d.ella. citta (giorna.lm.e nte da ! ,a :t :milioni di litr") · inoltre la. filtr zione in causa della [n tdfieient superficie del ltro agisc :m.olt.o imper ·ettamen.w. Dal principio dell epidemia. fino, al uovem re i vibrioni ~del colera furono più vol · ~dimo t:ra'ti nelle, acque della -e,wa., e gli ami dei ·camnpioni d'acqua pres· dalle condutture in di versis imi. punti deHa cf tà. (i n tu to 1740 ca..mpioni) li dimo tratono 258 voi te Aecanto ai vibrioni ti}>ici ftnono· i. ola.ti 42'5· volte dei eoiera.simiiL e in. alcuni casi~ _pecie in p -~ ncipio,. i dim.o tr.' un. certo rapporto fr.a l'u o dell 1aoqua. pota.bile ,e lo viluppo del coleta, dal ·2 · no·v embr,e· in poi si dimostrò uon. essel'vi un omp]eto par.a.U H mo t.ra il 11um ro dei reperti positi i di. v.ibrioni neH'ac~rtna potabile e il numero degli ammalati nella città, e, si dovette :senza. ~dubbi~o a.m:m ett re che una parte degli a.mmala, i i era ~nfettata pe.r· e.a nta,O'io. lo 't.al modo venne dimo trato· cl e · ell"epidemi colerica di Pìe,trohurgo de,} 1908~1009' da una. part ebLe alta importanza la d ifl'u:iou per m zzo dell'acqua. }lOt&bile dall'alba. e1Jbero an·che 1 l.oro importanza. altr~e vie di diffu ion·e. TE.'T I .
:L& ·· alarla :n elle IC~lm:ml·e . I/(• fi ••t ate, vol. XLIII, n. -12.
BERTARELLI. -
(' entralbl. f. Bakter., l • part
,l i tudi ugii emopara i ti dell ci mmie -ono an ora, in ul pl"i.n l p.1o. La. q u tione p rò .a lla 1 alaria .n elle, s immi.e ha una grande hnportanz8, non . olo per l'ana.tom i a patologica, m. a a.n·c he, per la. bio1og.ia ge:n ral ~ slamo infatti an~ cora incerti ·n on olo . ·e le · immie pre~ e n tin~o form di infezioni emosporid.iche . mnig,lianti aJle .n ~ostr , ma aJl h e. le affinità. .strutt 1rali e le .o.m iglianze chi. :m iche fra i te suti e gli organi dell uomo e dell s ·mmie abb~a. no la. po ibili di. dar luogo a.d omo ogh inf:ezioni m 1\laricl ,e. A ta~e, scopo h :a.nno ara:nd e inte1·e· · ~e le r icerehe ui para . i ti malar·.cì Il scimmi~e come ne avr~el bero L. e perien.z e di ino~culazion d gli ·e mo ·po:t.,idi ~delP ttomo -uHe diverse pecie di s~cimmie e vi .. ce et a. Le prime ricerche, ui paras .i ti .e l augu.e delle ··cimmie, ·fu.t'Ono ~queH del K~os: ( ,c ompiute ne] l .._ ·U c,on materiale po1· ato dal Koch daH' Africa orientaJe. Le eimmie infe.t te appartenevano a ' . enere Cercopithecll. • Il pa:r.a ·ita (Plasnto dituTt Ko lli che il J o . el de ri e bene, I r quan.to in modo un po' fram nta-io omigHav . ai para ~ti della t-arzana d ll'uomo. Tali para i ti pr-esenta ano 1 intere · ante pro1 riedl. 'i mo. trare nei prepara i co]orati on bJ,e a boraci o o ol R.omanmv k1,. accanto a d ll fot·me, che si coloravano debolmente con toni erda tl'i :e n altre cha prend.e vano in.teu .o.men te il colore; ·e rano inoltre di. forma variabH , alcun.i entro, a1 ri fuori d l co:r puscolo ro·,· ~o,. ed il pigmento e1·a fin nm·a l'O. Il r O • \ DO'U potè d rivere il ei ·]o ·COmp~eto del p.a rn.s.Sita ~e nep - re lo t~ ·o schizogoni:co; ammi e pel"Ò , h alcuni tlei corpi o: ~e:rvati oorri ponde ero aHe · orme g,amt~, tìche dei par.a. si ti della malaria umana mentre, le forme gio . nn i a, r hhero rap,p re enta.to gH sc'hizon.ti ~· a.m mise inoltre senza d~ · otrarlo perb, che un animale uc hia.tore fo. ·e l'o pite int rm, dio di H para - h i. l 1~~ O i ~ebbero uL riori ma brevi notizie li para s'ti malariei deUe "cim· mie p r pat·t d.ello Ziema.nn,, il qua.l - rovò forma anu.ulari nei lobnli ro si d· l m.a,caco (btzuts ynomolgu. ) · imili forme furon.o anche os rvate da altri a '· to·li ( n l ton , Todd.,, Tobey). na cono. c nza ~e a .ta. del ciclo di alcune' forme di para.., .i ti ma~ari·ci n. ll immi i dc re alle l'i e.rche d i Hall rsti" It er le Pt•o,w.az ck e IJiù e attaml n t a.
BlVlSTA D'JGIENE ,.ENER.A.LE E BAT-TERIOLOGIA
quelle di. Mayer · quest'ultimo sindlò il parassita deH' Inuus cy.R 01nolgm ad Amburgo ne O· enrò la. fase di sviluppo schizogoniea con~ formazione di 8-IS me· rozoiti e la formazi.o ne ·di gameti1 e riten:ne che la fo,n na. da. lu1 osse~rva:ta. do· ve.SSie· differ-enziarsi da quella os erva.ta dai pt•ecedenti A.utori. Halberstadter e Prowazeck osservu.rono en1o poridi. non solta.nto sul macaco m.& anche nell'oran.g-ntan (Pythec'WJ satyrus) .. Il pa:rassita. di quest' ultitno (Plasmodi'u tn pitheci) assomiglia. a quello· deUa estivo-autunnale delPuomo ·n elle sne forme ad anello, a ·q u.ello ·d·e lla terza.na.,. nena .s ua fa e scb.izogoniea.. L'or.a ng nou sembra offrir-e pet· que~t.a infezione. È uscettibile alle inoeula.zion.i con san.g ue infe, to· ~ nel qual caso il pe,r iod.o d.' incubazione va. da 4 a 1~ gi:orni. Il gibbone Hylobate8) e le .altre, eimmie catarrine sono invece r·e frattarie' all'iniezione. GU stes. i autori banno descritto neln1aea.co (lnuus cyn.omO.l!JUS e ntJrn.est1-imt ttn. pa.rassi ta simile a quello di ]t(ayer e ehe' han110 chlamato Plasm.odittm ì1nli ,. ne,g li eritrociti inf'et'ti non trovarono però g1·anulazioni di SC:hìiffner. Con questo pa·a ita tentar-ono inocnlazioni sulPora:n:g, m a senz.a successo. -el 1909 U Maye ha studiato in qua·ctro· macacbi d.e lla specie precedente, IJrove:n.ieuti dJJ.. Gia.v a, un parassita che, chiamo Pla~rnodiwm. eynomolgi. Le forme iovani som.i glia.v ano agli an.elli dello. tropica, le, adulte alle formesyiluppate della ter zana. d.e ll'uomo. La fase cbiz.o go.n ica ricorda in parte quella ~della 'te.r za.na 1. in pa.r te quella d.e na ~quarta.na. Furon·o inoltre, os ervaw n·el angue periferico· le fo'l·me s u.ali e spec~al meote i ma,c rognmeti che dis t inse da quelli del Pla.mtO'· dium Ko hi pe1· l'a pe~tto de'l nucleo e specialmente pel fatto eh·e colla. colora~done eol Oiemsa manca nel P . ·e:ynomolgt 1 ldi.ffereLzjamento del eariosoma il n qna]e nel Pw Kochi apparisce ~di color Iosso scut·o e. eontornato da una zona. ~cbi.a.ra,.
In un ultimo la.voro pe1·ò il Mayer ha. dato minore iu1portanz.a a que ta di-· ti zione. In parecchi esperimenti di t1·.asmissione d'' questo para- ita nelrlnuu.r cynomolg-us, ne1 rhesus e, nel :g enere cerco1Jilhec'lll1 ebbe sempre risultati po i iv1;: l 'i ncubazione ftl da 9 a. 11 gi.()rni. _olto intere a.n.ti sono le rie~rehe del Mayer, sop1•a l'agente trasmettito,·r e d.~ella malattia · egli escluse cioè la p.arteci'pazion.e della Stego;nya calopm e Q.el e-ulex pipien."s e iucziminò invece l'a?Wpheles mac~tlipennis nel quale in h·e ca i oB· ·e rvò nna ev"dente formaziono di cisti. Le oss,e rvazion · del M~ ye·r furon.o confennate dal Flu. -icha:rdGoudereH. vonBerenberg-Gosslercon fermarono le o .setvazio·n i lelKo el sul Plasmodiu.1n Kochi in cercopitechi di rec·e nte arrivati al giardino .zoolo~ gieo di .Amhur~o e risc.ontro.:rono 1o.a. gran(Ie n.bl on.d.· nza di pa.ra i i D l a.ngue •.i r olante, una fac]e, trasmi · ibilità.. loro con inoculazioni. d.i O 5 l eme. di: angu • u:na. son.igHanza ·d ~ei p: ras iti d.ella. terzi na de'lPnomo, la facile e i t~nza dell g:~·anu1azioni di Se.hiHfner nei ·Corpu coli para itati, la pos ibHita d.i differenzia nto d.elle forme giovani sch.izogoniche in forum maschili, femmin.~ i e indiffe· 1• n i· gU te~ ssi auto d "'coprirono un nuovo paras ·t a n el sangue di un.a. sch.nmh\ am I'lcana tBracllirus eatores) il quale ;a ssomiglia molto a. quello della qunrtana pecialrnente per l'app.artmza. di for1• ·e .a, gui a di nastri; que to paras ita ~enne chia 1a·t o P:lasiltodiurn, braHiliallt"ll~. condudendc, nelle diverse pecie di seimmi.e si o servano infezioni da mopo1:·idi d&. . ificabili appro hna.ti' a.mente1 i..moQtrata. è P e i tem~a del Plasmo · ,d iu.'In .Kocl1i, de\ Plasm,oàium. pithecì e del .Plainno.di tm br.a."lilianu u.· d l bbio a · qu Un del Plasn?,odiu1.n cynomolgi a del .P la 1nodi·u •1 l inui. Di q u ste forme non ~~ -
(i,i or na'e dj ntt ài<:illa ·miWare. -
f'as • rH.
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lUVI TA D'' IGIE · E G E · ERALE. E BA T'"rERIOLO I ·
si cono ·~ ancora. l'inte:t·o c.iclo di sviluppo; i c.onos·c-e. hen.e cioè, la fa e chiz-o~onica. del eido e ~e for e di gan ti nei mamru.iferi, ma. è .no.n , onosduta la fase di ~ ilup,po neU'ospite in. r.medio. olta.nto per un ·p arasdta. i pu.ò, so·t"to qu to punto di vita.,. c~n ·n olta. pr,)·b _bil['tà. pensare all'A.nopheles '1naculipen·n is . Dal punto d1 vista sperimenta.l·e 1:-ima.nf.Tono iu ,o lute alcune q,ue .tioni. Dal punto di i ta. bio· logico è molto interessante stabilire e le sc·rnmie antrO}JOmorfe offrano di infezione m.alariea. identica. a u.ella d.e ll uomo e e queste. cimmie siano en i bili alle forme peci iche d.eHa malaria. u.mana.. TE TI.
ntx e LoTTI.- .&.louae ooa•ltlerazt.o nllalla pa.tre~fastoae lntestlaa:te . L'azione aa..t lputrt4a del Glo4tla . - (lliforma medica, ann.o XXIV,. n. 37) L 1'TI. - Qaa.li::he ooa•lderazloae •alla flora lnte·• Uaale. Ba.ttEl utlU e batte,r l noolvl.. - (Ri ista c?•itica di elb i a ~n dica, anno IX, n. 40 e. 41). LOT'f'I. Coatrlbut,o ,aJJa. ooa.o •oeaza d.:e l ger.m l anaerobi nelll.n tutlao ID oondlslo.:a.i patolo:g lobe. - (Anttali d igiene spe:l"i-m.entale, l 0~) . Lr~TTl .......... Bull'llllportaaz& ·4 esU aaae·r obl lo patolopa. - (l:livi$ta ·critic·a F1"t N
dì clinica 11 edica, anuo .X,. n..
).
In que t& eri·e d.i lav·o ri ·Ch H d.ot . L tti (n.el prilnO m ·Collabo·u .zione· C·Ol d·o tt. F1·an hini) ha e eguito .eH i ·' ituto d.i cUnica ned'ca gene1·ale del R. istituto di studi. superiori in Fir nze, -ono affrontate liv·e r e que tioni del più nlto intere: e ienti6co prat'co e. fo·r n.i eono· un esem p ~o b n chi.aro· c'iella i.mvortan:za. degli t 1 di bat.teriologici qua.udo dai -onfi.ai 1 iù ri tretti de1le .ricer he pur~unen.te peculative i. e n.do:no nel a npo pratico d· i fenOJl •eni b·iologici e delle. o erva·
RIVI 'L'A D IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGl t\
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-che ]ega specie ba·t teriehe non in.d oh ooene, q u.antita comples i va dei cr.ermi .e p:ro ..
essi putrefatti vi intestinaU :; di stabilh"6 a e quale fiducia i debba accordare ai moderni tentativi ·d i eomba.t.t ere i pt•oejes.s i putrefattivi intestinali mediante l"'im· pierro di colture capa.ci di ferm.e ntat·e attivamente gli idra.ti di carbonio e di ·ostac.ohu·e in. tal modo, per l'acidità p1·odoUa, lo sviluppo e l'azione delle . pecie
proteoli tiehe~ . Gli A~ ·d escrivono la teeni·ea. usata nelle loro esperienze . che furono e e, ui.te su. tre casi di disturbi cronic' int.e. tinaH,~ il pro·c edimento per la. <determinazione quantita·t iva. d.ei g·e rmi delle feci (metodo di tl'a.ssburger), i di vet· i J:neto 1.i chi·mi.ei usati per il do-saggio· de li eteri ·olfm·iei, dell"induea.not dello - ca.tolo del fenolo neUe ut·ine, del fenolo e del triptotane ne.lle feci. Dopo· ·e a.urien.ti di eu ~ sioni sai r~perti avuti nei tre casi cl~ni-ci da, loro o se~ rvati concludono col dimostrare che la q uan.tità. dei germi em·essa ·Colle feci ·è aumentata nei ca i in cui esistono fermentaz·.oni in·t estina.U abnormi oon pe.r istal i e ageratai ·e d è diminuita n.·e lla stiti.cllezza; ch.e· p·e r quanto in g·ener.ale l'aumento· del q uan·t itati.vo batterico fecale ra·p presenti nn indi~e di nna. maggiore· int"Bnsità d.i proce· si putrefattivi intestina.H, no~n esiste pe1·ò nn ropporto necessa,ri.amente costante f~a questi due termini ; ehe n·ella. valutazione delle pu trefazioni in test inali ·Colle ricerche cb i miche bi gna, rivolgersi non soltanto all'urina ma, an·c he alle fe,c i; cJ:e l' indacan.ln:io. è. soprat.utto di oriP"ine batter.· ca. ·esi te:nd.o, fino a un. eerto punto, un. rapporto ·d.i·re:tto fl'a la presenza nell'intestino, di . pecie indoligeue e la quant•tà dell'indacano em o dalle u.rfne; che fra i germi anaerobi, il bacterium pe1tring ns di V ~Uon è ca.paee. di dat·e indolo , che il Gio d.u (pee'aJe fe~ rm nto :usato dtti pastori di al~ cune regioni montuose delia ardegna; studiato in modo parti·colare dal Grixo·ni) ha note·vole, azione an ti putrida come i d imo · tra d.a lla di.minuzio·ne del numero dei gern1i eme i col1e feci, dalla.. rlduz~one deUa quantitl-. di feno!o eme .so per via .r ettale1 dall"ab'bassam·en.to notevole d· ~le, cifre e; primeD."ti gli et.eri solforici Pindacano, lo .ca tolo, il fenolo elimina-ti colle urine; che, l 'uso di un tal·e fer · en.t o ~di fe~ rmenti analoahi è ~onsigliahile nelle malattie int ina.li. 2. Gli studi &a.r riferiti mossero il otti a 1:ias ume·r e in un uceoso ed tntere · sa·n te articolo q ueUe nozion.i che a.ttualmen te~ si. hanno s t l !a. ·~ ora inte ·.ti.1 a le e u i batteri utili e noci t Passa ti in ri v L t a. i principali di ttll'bi funzionali non solo del 'tubo dig·eren.te e d~egli organi ad e. o con.ne. i,ma anche dei piu diversi ap· parati e dell economia enerale (di pe.p sie intestinali ~eno · eni Hogi t~ci ge ~ ~ era.U ·o ·c hco critti come nell .a pp·e ndl·c ite flogo. i ·c atarrali d Ile ult~me vie bilia ·i, alte· 1·azioni pati.cbe.• asma dispeptico, p eudoangina. di p·etto di origine digestiva, art.erio~clero ·.i anemia malattie cutanee . ecc )~ e aminati i t·a,p pm:ti ·Le e i tono fra la quantità e la qaaUta, dei batteri es.i ·tenti nen intestino e r intensità. d. i proc i pu. refa.ttiv ~ ell.e in e .·o ha ·· o luorro l A. vìene an . ho a ~r·e ·con idera.zioni d lP azione utile eser itata da.ì ge ;mi intestina . i .tudiati .:pecialmente 11 i latta n i ·e d imo trante cl e. e.s.i te un an t ago n· o l n ne to ft·a. lo vii uppo e la p:r e ~ a1enza. , eHe e ie batteriche co titt1enti ]a Hora fis a o f n h m.entaJe e q,u Ua th1ttua. nte o so' racrgiunta, la. pr.ima. essendo omposta di peci · battE:n·iclle a tti.ve' ~ ui (!Ta. ·si., sui peptonl e pecialm·e nt.e t\JH idrati di arbonio, la econda spc :alm nte costi tuita. da peeie proteoli'ticbe ~ ·col]o st. ·to di p ·eva1en.za. della prima o d Ila ·econùa. coi.ncide n.el lattante lo s.ta.to ai salute. o no dell 'organi mo. In :li e l' . p s a in rivista i principali lavo·r i fra i quali q11.teHo d-eUo ·c hotteli 1 • t u·d.ent~ a risolvere la controversa que tione· ri!rua.rda.nte la parte che petta ai ni ,- r J·n·ani mi nella ·elaborazione delle sostanze aHment a.l'Ì. ~ a t~, le debite cri iche
ed eccezioni, sembra in com·ple o ebe .a lle spe·cie batteriche· co tituenti la Hor.a fì a. dell in te tino si debban.o influenze u ' ili moltepHci ulle funzioni dig ti ve e dell economia- le quali possono cosi ria-s. umerhi: 1° pa1·itecipazione di.rett-a alla elaborazione de - H alimenti (idrati di carbonio . g·1as. i, · ostanze. albumtnoidi) • 2oinfl u nza ~ecci tat.rice e m.odera·t rice della peri sta l i; 8° a.zio·ne ostacolante de.i p·roce~ · i ·p utrefa.ttivi La cono· cen:za di tali influenze ho. già. portato a ri ultati utili nella. pr:atica.,, come l'in pie o in terapia di .col tu.re d.i bacH l i la.t i i di bacillo 'Li fido·. S. Nella terzfl. com unicazìone più sopra s gnata. il Lotti riferendo ·. i agli .tu li fatti a ieme .a l Franchini sulla putrefazione inte t naie, ricorda oome nei pro~ ce.. i putrefatti i d 11' inte tino non. sempre esista uun. relazione necei " a.r:ia. fra la. intensità di e ·. i ·e la quantità. dei ger.mi contenuti n Ue feci e· ne r.ic:a va la con·· seguenza che neUa. pa to n i d.i tali proc· s. i. occorr· in modo speciale tener ca!.. colo a:nche deUe varie spe ie batt riche dominanti nei singoH casi, , ·pecialmente ·:n rapporto ai germi anaerobi ancora co 'Ji. poco tudiatL Il lavoro :t. urato e minuzioso.. Preme a la tecnica. segnita l er l iso]amento degli anaerobi p 1· la prepa.razìone dei ter1·eni n.utrivi, l'A. e . pone il r.i ulta.to d· ·1 e ri·c erche e ·egui su du.e ca i di enterite c·ro·n iea . con pre aJen.za di ti p i nell'uno, di dian·en. n ·e ll'altro,. ·& , u due ca: i di appendicite (con.t enuto batterico prelevato a] tavolo chirurgico), e descrive i di ver ·i germi i o.ta,· i, alcuni de· q uah non trovano :r i co,ntro in altre pecie descri te. da precedenti autori. Le pecie note ono:· bacillo dal jle1n11 one ga so o· di 4 r·,nkel, (bacillus perj)•ingens· di Veillon e Zu.ber), il BacUlus •a,mo· ·us d. v illon e Zo.ber.t il Bar.iUus bifidus C01mnunis di Tissier, n IJaeillns anaerobiu3 minut'us di Tissier, il Ba illus· f"rayilis di eillon e Zuber t le spe ie n.on de cri t te aa altri a u t1J.ri sono ·em pli emen.t con ra egna te ·coHe l t· er ~ .. ·~
,., 0·.•
• uJ ignHìcato· patologico da .a ccordar a ia una delle ·ingole peeie l' . nonpu.ò al pre onte decidere; ritiene p rò che i po a intanto con luder·e eh.e in tutti i ea i stu iati e ·i t •va una. rilevanti im.a ·c arsezza e talora. l ·a enza dei ge ~n1i anaerobi che co titu.i. cono la :flora fi"· a cl 11' inte tino, che ta! antagoni m o tta flora fi ~sa B.ora. fluttuante i o.. ·ervr"'; oltre eh n Ile aff: zioni in t ·tinali dHfu~ . , n ll'appen Hcite, eh dove sono a,umentnt( i proc i putrefatti vi pur non a vendo ·i aumento·, ma anzi di mi n tzion · della quantità dei batteri ~n t ~ ·t,ina.H, la qualità. loro è capace, i n. i .me colla di:minuiLa. pe.:r:·istalsJ, i i fo.rnire' la n~gione· dei di . turbi locn1 · e gen ra.H 1e si o·. et vano• .4. Le ricer .l gli anaerobi d· c 1i abbiamo dato· u cenno · mmario d _t rmh arono poi il Lot i a 1·ia um T'e in una :rivi ta in tetica. i fntti. più importanti relatli.vi agh an.a.erobi. in patologia partendo do. qu ste due nozioni fond - ~ rn ntnli ~ 1° "h gli ana tob" est- · ·itano un'attività prepond ranto d s andale n "i p i t varia i I roce. i fat·1nen a.tivi , d i in grati vi· .,.o cl e fj l ono d i .ffu i ·imi in na tura. igua.rdo al primo fa .t o da ricorda · i l1 o. i bacilli de l gruppobutirrico (v1uie.tà mobile ed ·.mmobil ) è. legat 1 fe1·n _ n' azion butirri a, che o.I1a pu refnzion spontanea d lla. carne è d putnto ·1 BaciUv.s pv.trificv." · oli ·d i Ir n tock ~ p"u importante ancora è 1 oi la fun.zione ch·gli anaerobi tn alcun· t nomeni agri · oli~ rappres 11.tando e.·· · un mezzo di ri np r·o d . Il 'azoto, pecia.lmente di q u 1lo· atn: o. rico eh ti:-;, ato n l terr no ·o (la n·ermi li ber i nel u.o lo come i . lo ·tl·idio but'r.. ico i Pa ·teur. o dn qu lli -ontenuti oi uberc~li radicali d n l eg lmino. e, qt ali i baciHi I e I di ' t d lla "'tà. de critti anche dallo tes o A_. n ·U intest' uo nonnnle del lat.tan e. •ir.cn. a.lla iffu. i n degli ana·e·robi in natu ·a ono da ricordarsi gli tudi di iueent e, GuiH _ma ·l ul co,n tenuto aua ro~
RIVISTA D)l J.E,NE GEN.E RALE E BATT.E RIOLUGIA bic~ delle, acque,. .sulla. presen:kla di ana·e robi, in condizioni fisiologiche,
ne.Ue cavitA naturali dell'uomo in dir-etta comunicazione. coll'esterno od anche in corrlspon,d enza a.ene ascelle ·6· degli ; pazi interdigitali. dei piedi, .inoltre nell'apparato djooerente, nella parotide,, el fegato, nel pancreas1 nelPuretra, nella. vagina.. In quan·t o alle al te.r azioni morbose determin.ate d.a.. anaet·obi è ·d.a o ·servarsi che se la maggior part-e deUe malattie prodotte questi germi so.n o di. f:lpetta.nza. chirurgica, n.o n è men ve,r o ·c he a.n ehe molte forme morbo e, di pura pe ·tine,n za m.edica. d~ebbono agli anaero.bi la loro orioine. osi sono da ricordarsi: la ·Cade. dentaria e fors'an.che J.e stomatiti uh}ero eJ l'aDgina. di Ludwig, il noma, gli ascessi putridi retrofaringe,i ; a lcune forme di difttn-ite d.ov·e' la. simbios· del ba.cìllo ·d i Loftier con. un ger1 . o anaerobico può avere una. gran. parte· la prodnz~one d.i acido .lattico che si. os erv.a. nel carcinoma gast:r·· eo bacillo di Opplere Boa·),. la ga tl'ite acuta ~enfi ·ema'to;.a (bacUlo gassoge,n o di .F riinkel) e fo1·s;a.nch& le, gastriti eronicbe; alcuni casi di appendicite (ricerche, di Veillon e Zu.ber e dell'A.)· fenomeni to·ssici come n botuHsmo; infezio i inte tinaH diff'use; infezioni Ileri .. toneali, infezioni delle v.ie biliari e suppurazioni epa.tiche; probabilmente alcune le ioni dell'apparato l'espiratorio oome l'oz.e na. ,. le bronchiti fetLd·e e certamente la. ;g angrena polmonare e le pleuriti pu·tr1de; atiez,i onì deU'a:ppara.to g·e nito ur.l nado. quali le prosta.tì.ti, l·e supptlraz.io.n i fetide delle salping.i, delP'ovaia,. d·el pa· ram·e trio, le infezioni perinea.li,. le cistiti; l'nfezioni otit:. ' ehe sp·e o segu.it·e da ascesso uretrale, meningiti supporative,. osteomieHte acuta.; infine infezioni .g e.nera.H settieemiche (da. bacillo gas ·ogeno di Frankelj, ed il reumati mo articolare .ucuto (almeno secondo Achalme). I germi a:na.e,r o·bi h~ann.o adu:nq ue molta im1Jortanza nella. pa toloo-ia. • e come ne]] e. infe·zioni. da germi. aero·b i riconosciamo un tip·o to . sic~" ·e.d. uno sett.icoemico (ri pettivam.·ente difterite e carboncbio) con nu.m el'osi. sime forme di tran izione,, CO 'Ì nelle infezioni 'auaei'Obicbe abbiamo che il bac'llo del tetano determina la. forma. più ·n.e t.ta. di tossi:emia, il bacillo gassoge:oo di Frankel d1 se.ttieemio.. Se. a questi dati d.i fatto si ag.g iuoge che in n umerosi ime f':orm.e· m.o·r bose si ha la pr ~senza di una fiora. a:naerob1ca avaria.t a, nei quali casl non è s mpre pos i bile tabilire~ quale sia. l'a:ge.nte eziologico della. rnalat ia, ~e se s i considera. anzi che pe·. o la. riproduzione della malattia in ia. sperhnentale no-n è possibile che a.s.. sociando· qualità div r e dì germi, più evi.d ente ri ult.a quan.·t o sla neees ario lo tudio ulteriore degli anaerobi,. sia S·o li, sia in a s9oei.azione aero~ bì·ca. TESTI.
da
Bapporto 1uUe, 41•o·a sale:a l teaute aella lezione 41 medl!o taa a&· vale e troploate al XVI Coagre...o lllteraazl.o nale ·41. m.e4lol:oa In Ba.dap st. -~ (.Archiv Schilfs·"U'I'I.d T-ropen.-Hugiene, vol. XIII,. fase.. 18.. 19091.
·OL,PP'. -
L' ssidua presenza alle discuss·oni t·e nute nella Sezione di medieina milit.are -del Co.:n gress.o medico eU Budapest; al quale ebbi l'onore di. e s:e re. designato co·m e delegato del nostro Ministero d.ella guerra., mi re eFO 1mpo si bUe assi tere ad al·cuna alm.e no di. quelle discussioni tanto impo1·ta.n.ti che furo·n tenute n Ila S.ezion.e di medicina. navale e coloniale. come sa.r ebbe stato .m io des~derio . È c,o n. gran pia..cere qu ·~ndì che trovo in. un. numero deU'.A:rchiv f·llr SchiffB-und Tropen-llygienet un breve ma succoso ed rmportante rla.ssu.n to del laVOl'O tenuto alla ezione . ndde ta, ria· · unto che credo -opportuno pre enta.re ai lettori di queSto g iornale din quaU molti cert&mente, se non tutf, si interes 3>nO della patologia otica e di quella. navale che,. si può· dire, le è, in gran parte almeno, sorellm.
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RIVI TA U 1' IGIENE GEN'ERALE l!! DATT'ERIOLO - IA
Qu 'a nli.a e po i.zione non è propria-m nt.a una. traduzione, ma ne.ppur-e si sco, ta molto, data la ua br vità, dalle linee gene~aH del rapportO· del do·t t. Olpp.. Le. ·edute di medicina na."vale e ·c oloniale ebbero principio il 29 ago to 190 alle 9· d l mattino, otto la presidenza del dott. Chyzer. Ad es · e presero parte 70 membri cìrca. Pre~ ntaron comu.nicazio·n i A gr~ moo.t · A coli, Baecelli, Ber~ tholon. Dupuy e ·v .i llej· an, Fo a &l'o, Ga i, alli·Va -rio, ·Gons"no, KaHer Kitasn.t , Eobler l opke, Laveran Markel, Olpp,, -ou a Tauff, ·r Tha.J er. Il primo giorno di riunion.e fn de tinato a.ll qu.e -tiom d Ba f 'b br gialla ·d e Ha d is e n ria del bu.bbot , c~ i m _:tico. Tripano. omia - i,. Kala-Azn.r e beriberi fo·r.m arono il tema princip l le d lle se -ute de.l ma.rtedL I giorni segu ·n. 1. t·,u·on o· completamente a , orbiti do.He di ·eu ·ioni ulla. malaria e suBa pest·e. In ra IlO ·to alla profìl~ i an·t imalal'ica il campo fu divi O· cir·ca. al metodo ·d i sou mini t rnzion 'e di dor- a n t , del binino. :Nl·entre gli italiani (Gabbi) d.u r n te la t agion malaric,a del mezzo.o-iorno i g iovano di d / giorna.Her·e di 4 cen Jgra.m mi, i fra e. i rit 1 D'Ono que te do -i come troppo alte e danno do i di 26 ce.nM tigrammi (La.vernn Bertrand), 111 u re la magg io ·1arte d gli os ervatori t-ed .- chi d.opo un inte ·va.Uo pri\o•o di chinino, nei du gio,·ni con cuUvi a rrlvan·o, a d fTa.zionn.· e fh o a l grammo al giorno. B a,cc, Uì int rvenne nergicament·e n. lla. d~ eu ione allo CO])O di ren.der ·c auti nella. ·. ropp.a fiducia. sulla d ·ag.no· i m.im•o · cop~ a· ci ,· ò d i a i dj re ·nicio a. mala.rica nei qual· Po e~rvazione micl·o·:copica pra.t'eata ad ogni ·Ora non dimo trò la pre enza di aleun pro ozoo. Il B ccelli ·e pr· . ,e an.ch H p n._ie ·o he l'anofele .nou. ia. lun~ca vin. di tra lUi ·ion.e deHa. malaria. in tl'mt s · ~uta. g~enerale delle , ezioni ·p i in. i tett ul valore delle inie~don.i endoveno e di chinino da ]ai pteconizzat.e nella. c· ra d i. ca i gra i e citb dei. ca i di gu r·gione v ra.l · nte. impre ionanti,. come qt~eHo che fu os erva.to a.nch d.al Ko h..n ne aJe d~ S. p" rito,, quau o l'illu. tre battel'iol go trovavasi a. Roma per f,o studio· d. Ila ma l.a ·h • (L :' . non cr de farne oggetto di citazione :m a io n , o H d v t· di fa t· m. nzione p rche o e.. e:r tato. pat·tico armente iute re . an te d.i tl D.a. l' lazi·o ne del pl·of. Go . io ui ri td a. i d Ila J.l'Ofì]a i antjma arica n ne a.mpagnij go'\1'6l'D&· ti·ve d.a. lui dir tte ).. n rita a o f e. t nn. intere sant comuni·cazi.on. sulla pe·-te n l Giappone d'alla. qua l ri ultò cl.e an he. gli v ide delle epidemie e quali non }Jotevan i metterein nq po:rto co.Ua p -te d . i ratti p. e . in d te1·minate epi·d mie dell ta.t - o in ep id n ..i di p te pohnonare,. me.ntre è no o c be nelle In d i e le c 1rve della }}e t d· i r.atti e d n'uomo d corro·no mpre parall le. La proporzione d.ella diffu-ione d Ha p te dei ra ,ti a . econda d Ue .sp ci e M. r .a ttu , M. ·d . un1anus M. ale::cand>·it. us·, sta come l : B : 7. aH e ·pu.lci d. ·i ratti ,f t pa: i di tra~m ttere la. pe·. te n.e stabil1 6 pecie e· a.bih n.nch·e come· mez~o di d "ti.usione. il p . ir·ritans. ·eoondo i p1·ecetti d.i l{o . h . fra le mi ure pro.tì]att:.i .be, contro 8o- p ~ te .i n ·G i ppone ha gr.a.n valore il na tu r·a l nemico d l opo, il gatto, ed ura si u ano c.o n oora.n succes ·o. · p eci aH ti p i di ga.t i che so no fo-rti stermi natori di t opi Però non i usa. ancora nel aggior numero l elle· ci tb\ la. ci fra di gatti ~ta.bi Ht a. dal Euch.anan per l . ln lie, p r un.,, . icura. dii' ' A c ntro la lJe te. · i ... ' cioè u 10 a e. La erau in un u , a. I lenar:ia. d eH ez.ioni tenne. una co..nfet·enza uUa. p .tologia ropi nl , fa .ndo pri ma una breve. ·r ivi t& · orica. su Ja eonq:u ista di que ti ul :imi 30 anni e termanrlo. i in n odo ·peci le a.U.1.. malattia. del oo.no e ai corp i di L i:hm a. nn~D no-van . 1
1
RIVIST'A BIDLIOGR FICA.
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L'ultimo g1omo fu de·s tinato a. risolvere alcune ques ioni dalle quali du.e de bbo·no esser·6· particolarmente menziona. te. La Sezione. per la patologia tropicale, rivol e ci·oè l"a.ttenzion.e sui pericoli di diffu ione della. peste e ·d ~. colera le qua.li ma.lattie eoll'a.pe.r tura della. linea ferroviaria dell'HedJa·z tro·vano con.d izioni favol·evo1 i di r.apidia. e facile diffusione e cercò di dare le misure p t ù n.e cessarie di difeaa eoU'inteozione. poi d. affidare le medesime ad un corpo sanitario ·c ompetente Ino.Jtre· per meglio difender·e i paesi europei d.allo scoppio dì ma la ti.e infettiv , s.pecialme·n te, provenienti dall'America, la ezion.e tes a raccomando caldament:e al Congresso di p:r end·e re Piniziativa ·di utt.~ i ·c ontrolli anitari generar. TE TJ.
RIVISi,A BIB.LIOGRAF CA · Prof. S. O·rroJ.ENGm.- 'T rattato 41 poUzl& aol·eDtUI.oa. Primo volume.- Società Editrice libraria, Milano! 1910. l trattato ha pe·-r oggetto di far conosc·ere, con criterii. rigorosamente scientifici, la personalità umana anomala ed. anche normale. Il prim.o volume del trat·ta.to si occup.a dell identifica.zione fì ica ~ ed ìllustra una. parte dei quad.ri .s inot ici dall' .A. pubbHc.a.ti nella. sua o.p era «Polizia s.c ien' ifì·ca » deU'ann·o 1907, facendo l'A. un1ampia espo ìzione e de crizione de.Ue varie forme di segnala.mento da. qu.ello· descdttiv··o anato:mieo, al descrittivo funz.i onale, al da . tilo ·copico, al fotog~afi.co, aH'antropometl'ico A parte n SeQ'na.lamen.to antt~opometr. ico, fotografi.oo, da.ttilosc.opioo, ;lU'g·omenti, ·e.he,. sebbene ieno di grande interesse seientifi·c o~pra.t.ieo, hanno m·i nor·e valore dal pn.ntr> di vista p-sichia.trico-mili'tat:e, mi pia.ce di mettere in rilie o due elementi fondamentali a propos·to del selin,alemento d.e e·rittiv.o~ a.natomieo: a) l'A. ha seguito un metodo d In vestiga.z io.n e d·el tutto n.uovo perc.b è .s i basa sulla ricerca. dei connotati d·e lla configurazione ·e ter.na de.l corpo conforme ai det. tami dell'anatomia desct·ittlva e su Ha loro classi fìcazìone secondo le norme dell'ana tomia to·p ografica e secondo l·e norme di BertiHon, integrate da un ind.i rizz:o filosoiì·co .seientificof b) l'A., proce;dendo nelle sue ricerche con :finissiiuo dì cernimento e c:on :rigo~sa me,t odologia, ~ l'ISalito a.Uu. diagnosi del tipo a n ttopologico individuale, ~a. cui n .o zi.one ha un ~ gr:a ude valore. per la succ.ess~va identifica7.lone psichi.ca. Coslt a mo' di esempio, :nell'esa:me deU&. testat che è, poi il compit·o principa.l d'ogni indagine antropologica, l'A. nota. da.pprima il volume in sè e ri petto alla s:tatura ·: quindi prende in con iderazione il rappo to di gros ezza. tra la. s zion~ era iea e la. fa:ccia..le, per passare, poi, all'analisi d·ei connotati d.ell'una dell altra. sezioneLI' esame della. sezio·n e cra:nicn è fatto neUa sua to·t alità , cioè dal punto di vista delle dimensioni, dell'asse, della forma.. e.. succes ~i va mente, dal punto di vi ·ta d i sing'()li segmenti, frontale, pa.rietale,. occipitale, valutati peeialmen te . econd.o i loro rapporti di volume. L'esame della sezione facciale è· c-ondotto secondo gli stessi cdterH · do·, dapprima, la. se~ione è analizzata nella sua. totaHtà, .e pot, n i · uoi segmenti, fronta ,.
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l I T.A BIB'L I
BAFIOA
interm dio, ma. c Uare, considerati ·-. e.coudo i ca.rat't.eri di forma, di dimensione, di simmetria, di posizione d· dir zione,. di pr.opo1·zione, ea1·a.ttere qu·e st'ultim.o, sulla ui importanza. l'A. insiste in modo particolare sulla gu.1da d·eHe molteplici osservazioni ch'egli ha avuto .a gio di far·e peci.e neHa ·c uola di polizia scie:nti:fiea del ea·r cere di Regina ·Coeli,. opra. un preziosi imo materiale scientifico vivente, di cui poch.i i mi posso·n o disporre. Dall -anali i minuta d" tutti i connotati cra.·n io-facciah:. ommati oo·n quelli d.e . unti dal tronco e dagh a.rtj balz.a fuori n tipo somat.ico individuale, di tinto in tj po ·c omune, rozzo, fino inferiore, imm trico, anti·euri t mi co, invertito, e ·un.le etc. elsegnala.mento ds""crittivo funzionale m rita di es. re più sp.e cialme·n'te rile,. vato ~1 capitolo della mimica, di cui l'A. de criv·e dettagliamente il m tod.o di ~tud io i caratter~ le applicazioni per Pinterpretazione del pen i er-o negli lnter~·oga.torii e nei e1·vizii di polizia.. Il rilievo dei m.oltepHci caratteri a.ntr-opolo.giei la loro ~coordinaz~. one, la loro cla s·a.caz.ione per la cos ituzio.n e dei tipi soma.tici, il m·odo di svoln-imento dei v ri api·toH r,elati i ·a.Ue funzioni della motilita, d Ila. se1nsibilità d·ei rifl·e i, e sopratntoo il ·Capitolo della. mimka, danno a) trattato un 1 impronta di origìna.Htà lo r·e ndono di. ~ronde inter, . e sia d.a.l punto di -- j ta giud~ziario che medico, an:c he perehè un indirizzo di semiotiea antropologicat cosi si ·t ematlCo, cosi razionale e pl'R. ico, tendente a m·e ttere in g~u to rilie·vo l'impor·t anza del fattore antropologico trova. e te a applie.a zione non olo nel campo della scuola. ed h.a }Joi una attuazion tutta particolare nel campo me.clieo-mHitare, specie nelle operazioni di rec1utam nto. 'F UNA'IOLI. 5
Do·t t. Pro.f. F.. TE 1'J,, t _o. colon nel o medico nella. cuola d'applicazione di sanità milita1-e in Fireuze. - Le g ru 41 epl4emle e1oilo,h e . Col era, pe• te elf•bbre .g ialla. - _lric'O HoepH, Mllano,, 1909, pag. 205. Lire 2. uale sia. stato lo copo deU' . nel compilare il volumetto, che viene, a.d ari'ÌC· chire l'elelg ante ed utile collezione dei manuali H ·oepl[, è detto nella prefazion : « Rias umere, SL que te epidemie (colera, peste e febbre g1alla) tutto ciò che di. più concreto di piu pratico i conos·ce, pre: e.ntare un quadro piu completo ·c he po:.~si bil , d Uo st-at-o attuale delle no· tre cognizioni a loro riguardo >). L'A.,, data la sua. competenza è riuseito perfettamente n.elltintento, el sulle tre .,Jattie ha. seri tto al trattante esaurie.n tì monografie, cb e potrehbero benissimo tro .. vare posto in u.n ste o e cla sico trattato di patologia esotica.. I vari capitoli sooo voi ti con cb.iarezza. ed ordine .a.·m mirabìli,. e con fo·rma. spigU a· o., .si la 1·enderne piacevole la lettura. L A.. nella. di. po izione di e._ si, con giu to criterio, ha dato magglor svilap·po all 'etiolon-ia., aB' i.d emiologia. e alla proli la i d.'o·gn i ing~ola ma1attia, ma più specialmente alla d.iagno. i ba. tteriologka del colera e della. peste, non. omettendo per altro di trattnt·e, n i imiti consentitigli, d·eB'ana.to:ro.i a patologica . della sintomatol gia · della c · ra. Il yolum·e tto ha una fi_i.o.n omia propria che non può .sfuggh:e a ~ch.i lo eo·n sulta; e noi gli facciamo il m eritat · au rudo d e sia bene accolto ·da1 colleghi., ai qua.li . tan· O• utiJmente d tinato. A ALTOBELLI.
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A proposito dell"artieolo Sulla profilassi tl Ue ma.laUie venm·Be d·el capitano me.. dico G.ilax:<loni inserito nel fascicolo x. XI delPa.nnata. precedente (pag. 8)1, fedeli al precetto: unieuiqu s-uum, d·o bhiamo d1.c.h iarare ,cb e in una conferenza. tenu·t a dal capitano medì~o dott. Angela.nto·nio Mancini agli ufficiali medici ·d.el pvesidio di Roma nel dicembre 1907, intitolata: La si/Uide nell .ese1·cito.. ua cttt•a ·razionale ~ profilassi t"n rapporto alla soeietb. ( confere·n:ze che fu regolar·.m ente tras essa all'ispeUorato di sa.nità.} so.no conte,n :ute parecchie pro·poste cirea la profilassi delle malattie veneree che collimano con q ueHe espoAte dal eoHega Gila.l'ltlot:u. La memoria del capitano Mancini non pot' esser pubbhcata per ragioni ìndipaudenti dal sno merito intrin eco. Ripo,r tiamo per so·mmi cap1 le propos:t e pronlattie'b.e che in essa erano ampiamente svolte : ,a) misure profilattiche indirette: ~ 1° ·CO·n fe.r enz·e di educazione igienica. fatte d.a gli ufficiali 1ne,d"ci, tanto· alla. truppa ·come agli ufficiali del I'eggimento·; 2' visita sanitaria setti anale·, da pratiearsi indrvidualmente e confid, nzia.lm.ente~ nei loea.H deWi'nfe:r.m erla) allo scopo di ottenere che i soldatj ru~orrano ·c on piena fiducia. al medico. b) mi ure profilattiche dirette: l•' lavanda. ge,nerosa. delle parti genitali con soluz.i.one, di subHmato corro~ sivo ad l p~ 1000 subito do-po il coito; oppure : 2G applie~:~.z.ion:e sull'l\Sta di pom.a ta ,a l calo.mela.no e lanolina (SO 0 /o) o di unguento mered'riale, da distribuirsi ai soldati in tu betti tascabili; So :ini·ez:'lone preventiva di atox . l (0,20, O~SO, 0 . 50 per ìni·ezione). 1
LA REDAZIONE.
MISCELLANEA La com issi•me parlamentare di'inchiesta. per 1,eserclto ha. presenta.ta la sua rela.zio.ne concernente n servizio sanitario. La OO·m missione ha ·p otuto constatare che in tutto il territorio dello Stato·, mel"cè le premurce delle va.rie autorità militari pe1· la salute d.e l soldato e le ·e ure, del nostro corpo sa.nitarlo militare (11 quale sopperi ,c on esemplare sentimento di .a bnegazione) s.i .sono· ottenu.ti risultati soddisfacenti: talchè nel trentennio 1876-1905 la. mortalità dei militari sotto, le armi è discesa dallo 50 ° ·oo al4 70! cioè proponio~ .n almen·t e più di quella della popolazione civile, che, discese da.l 30,80 al 21 .9 0 p.• mille. · Indi la relazione si occupa. d.e l ser·vi.zlo sanitario di guerr.a, notando che:; mentre in quasi tutte le guerre ·d i altri tempi. si era:no deplorati 4 o 5 morti per malattia. di fL-o te ad. ogni morto per faritet nel1870 la proporzione dei morti per malatti·e, rispetto al morto per ferite fu di 0~6, 1 nell'esercito teàesco; e di O 37 nell'ese,r eìto .giapponese nelP'oltima. guerra.
NOTIZIE
a ciò si dimostra la, uece i t~, a.· adottare nel nostro esercito i perfeziona.menti pr ticati ai rviz.i anitarH 'i uerr.a da que le potenze; il che è importante non olo dal pun.to di vi ta uma.nita.rio,, ma a,nch e da. qn.ello militare. Perciò 1 commi ione propone aumento di ufti'CiaH medici e d:o tazioni. larghedi. v·e tture ed a.ltro materia.Je moderno per la cura de,· feriti ·e per i provvedimenti: igienici .a. benefizio della truppa. a.ssando· poi ad occuparsi d.e l ervizio ani tario in p·ac , la commisslone pro· pone .a umenti di per onale sanitar io ai stabilimenti di cura e d.i materiale. La rei ziorl i chiude on nn particol.a reO'g iato e preci ,o pia.n,o· di. riforme e di migliorament~ .nel errizio batter'olo.O'ieo e bromatol·o gico. (Dalla. lUvista d/i,q ' ne arlith pubblica n . S 16 a. prHe 1910).
libere ~docenze.. - Siamo li· ti dli annunziare la avvenuta nomina a libero do· cente per ti toH d.el maggiore 1 ed ic-o Sal va tore al i nari e del ·c apitano medic·o F' li ppo aceia, il p·r imo in clinico. chirurgica. neU' ·n i versità. di Pa.1·ma., U secondo in. ·aumatologia nella. Univ rsità di Roma.. Vadano aU uno e all'altro i nos r· rall .gr a e.n ti.
IOTIZIE OTTOSCR ' ZIO E PER i
·,o· . fE TO D ALES .ANDRO RIBERI Qu AR·ro Eut::N· o)•. iwna.le .a f:l.ttto il 5 !"'aggio 19.10.
A belli cav. t t torio, ma ggiore medic·c .• Alba o· d.ott. Luio·i tenent m d·co. .. Anzà dott . . alvatore~ ~cap1tano medico. Arpa ea.v. i t torio, magn:iore medico . Ba.ldanza cav.. A nd.1·ea. colon n llo m dico Barile dott. Fel i tenente m dico . Ba~ i dot • Gi s ppe • ottot ··nente medico B:1 tia.neHi dott. l: m. berto <:.a.pi tano n di O· Bev.acq ua dott. .Alfredo,. ten nte med.ico . Bi fan. i d·o tt. lf orio· t ne n t· d ·c
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Cerza d.o tt. Francesco, capi ano m·e ico . Cia·ccio dott. Vito, sottotenente medie . . Ciau:r i dott. Rosolino, capitan.o medico . . Coeozz:a, cav .. Ernesto, ca.pitano d'artiglieria . Costantini do t. Giuseppe, tenente medico. . Cotronei dott. Tommaso, tenente medico Cugi cav. Li urgo,. maggiore m dico Cutrì cav. Ferdinando maggiore ·m edico . Dabben•e dott. ilippo capitano medie D' lbore F .r ancescot sottoten.ente medico D'' ·n·na. .A ugusto, te:n ente m edico. De Bern.ardini d.ott. irgin io. sottotenente m dico . De Cesare. ca.v Eduardo, .maggiore. medico .. D'Ettorre cav. Alfredo, maggiore med'co . De Furia cav. Ettore, colonne lo medico . . Della. \i alle cav. rancesco maO'giore n1edico . Del inio cav .. Orazio, m.a ggior·e medico . De Luca. cav. Costanzo, maggiot·e m d i co Del Vecchio cav·. RugO'et'o, mag~j 01·e m di ·o De Pri co dott. Luigi capita.n medi -o e Sarlo dott. Euo:enio ca.p itan tn.edic D tin cav. ~alvatore, ten nt colonneJlo m dico Fa.bri cav. Domenico, tenente colonnello medico. Fabriz i d ott. Nicola, t-enen e m ed i·co. . antoli dott. iu}j , capitano m ed i co . • . Forino do·tt. Salvatore, tenente tl ed ico. Fune d.o tt. Rodolfo .. sottotenent medico . Fusco dott. Domenico, sottotenen te medico Fusco cav. Emilio, capita.:n o - edico . Gal ri dott. G iu eppe, capitano m ~edico . Ga.lvagno cav. T eonesto maggiore. medico . GaHotti dott. Giovanni, sottoten.en te medic·o. Ga ·parini dott. Igino, tenente medico . Ga.s.p,a r.re dott. Baft'a ele,, .ottotenen te m .di co Gia bi dott. Luigi , .sottotenente medico . Giancola dott. Giusepp~, capitano veterinario . Giuffredi rav. Alfredo, ten nte oionneU merli o. Gras i dott. Giuseppe, ten.e nte medico . Gualdi dott. Carlo, capitano medico Jacono dott. Pietro sott,()t nente medico. . Iapoce doU. A.n toniot sottotenente medico
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Imbri.aeo eomm. p·r·of. Pietro, tenente genera.le medico. lnfa.nte dott. Ca,r lo, capitano m di~o. Lagravinese . dott. icola. sottotenente medico. La u.nna dott. Salvatore, sotto enent~ medie Lazzari dott. Angelo, tenente medico Liberati dott. Luca, tenente medico. Los alzo cav. Vito, maggiore medico ~\tdil. Qluseppe, cap'tano medico.
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NOTI.ZIB
Maisto cav. Pasquale, capitan.o medico L. :MaJ bi cav. avet·io maggiore artigli :ria. . ... Maneiani dott. Luigi, sott tenente m dico . Marga.1·ia. cav. Giovanni maggiore medico . . Ma ttia d.o tt. lficbele. capita.no medico . . . . . . Maugeri ea v. Francesc.oJ tenente olonnello 1nedif}o . Mazz tti dott. Loreto t ene,n te me·dico . . • . . » :Mignemi dott . France e,o, sottotenente medico • . • • • . . » ...... Mi liot·a·t i do . Mario,. , ott.ote.nente n1edico ~Hitello· dott. E n i l i or capitano medico ode. tini d.o tt. Paolo. tenente· tnedico . • ., • . . N a oli ca . Francesco, tenente eolonnello medico. N rilli dot't. Luigi, sottotenen te medic,o • • Par dott. Luiai, apitano m·e dieo. . . . Palumbo· ~cav. Ghtseppe capitano medico. Palumbo dott. Luigi, tenente medico . . . » Pantano ~dott ... rturo. capitano medico. . Papale d.o tt. Raniero~ tenente med.i co . . . . • • • Pera. si c,a.v. Gio. Antonio, magfJ'tol'a medico. . . . • ::. Pera si ca.v Tomma · o di . anni . 5, r l ìrurgo pt~imario onorario delPo. peda le mag~ior~ di 8. G ·ovaDn · di Torino, che nelle guerre del 18o9 e' 18 · pre tò e1·viz.io nell 'o-1 ·e d al e milit.a·r e di Todno come. capo- ez.ione di ehirtngia. e d.e1la. sezione uflici.a.li . . " eteUa. cnv. iovanni. ·c olonneHo medico (regia. marina) . . . ::. P i ono ·d ott. B.a.rtolom.eo, tenente n ed i co • . . . » Piero-ia.nni cav. ~ ·ncen.zo, maggiore medico . .., Pierucci dott. Goff't·edo, capitano m·e dieo • . ,., Pr ano comm. .io.vannì,. colonnello medico • » Richer·: cav. ar1o. maggiore medico • . . • . . » ~inaldi ·c av·. S<cipione,. ma:grrio·I'e medico .., Rizi dott. Luigit capi tan m ·edi·co+ . • . • i.zznti dott. ·u. eppe,. capitano m. dico ~ mano ·d tt. Enrico. capitano .medico . • :. Romano cav. Franee co . maggim·e me·dic·O • . » Romeo eav. - r·anee C01 ma,ggiore medico • R i. ca·v. Alfredo, ma.g giore medico • . » Rugani dott. Luigi. cap itano med.tco. . • •. Ruta dott. ~ ebast[a.no, capitano medico • • Sabato Luigi apit,ano d 'a.rt igherio. • . • alinat·i dott.. ,alvatore, ma giore medico. ~ anta .arifl- dott. Alberto. tene.n te medico • • » Santomauro dott. Ru agero,, tenente medico . . » calia dott. Ro ado·, tenente medico. clavo cav. Luigi, maggiore m di o » Sertoli dott. l fonso, capitano m dir.:o . ·~- m~ci dott. ·nvi o. sottoten~nte medieo . . •. •. • . .. Ta.Uarieo cav Bonifacio t enente colonnello medico . Tecc do·t t. Pa qua.le, capitano medi.:.o . Tenaglia dott. Dom·e nico o tot nen te :m edico •. Tonietti dot . . P "etro, capitano medico. .. . . Te ·ti d ott. Domenico. caphano m dico. . . ._ V rdoliva dctt. Beniamino . .c pita.n o medico \ iUari Enrico, capitano dtartiglieria. . . » V:itullo cav. Giu eppe maggiore medico . . . iva.lda cav. arlo, 'te,n.ent·e , olonnello medico. . Yo!pe dott. Mazzini, apitauo medico .
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Morimenti avyennti nel Corpo ~anitario e nel Personale Farmaeoutieo (Di pense n. t a. U deE BoUeUino u.(liciale dtlù no'm.ane).
Ufflolall la ••rvls;lo attivo perma.aente .
B. dee:reto 11 nooembre 1909. Car·.lo:l. sottoten.ent"8, m.edì·co ospedale Chieti.. - Collonato a dispo izione del Ministero de,g li affari esteri dal quale p~ereepirà gli assegni e le indennità spe:ttantigli dal 27 _ettemb1·e 1909. Ha preso imbarco a NapoH per la Somara italiana il 2;7 settemb1-e 1909 De:te1mi11azione ministeriale 6 gennalo 1910. P.u.z~A Beniamino, tenen.te medico o ·p,a dal e Palermo.- T.ra.-sferìto 8 bersaglieri.
BoT'l'ARI
Determinadone ministerlale 18 gennaio 1910. ABELLI Vittorio, magg1ore medico ospedale Ale<Ssandria.- T rasferito ospeda.Je, Sa.1
Yigli a.·n o.
R. decreto 2· gen11.aio 1910. I s·e guenti ufficiali medici sono p·r omo si ai grado· superiore ,con anzianità :81 dic,e.m bre 1909, con decorren.za. per gli assegn.i da.l l 0 gennaio 1910 e, con la destinazione per cia.seuno indicata: M.aggio1·i medici promossi tenenti colonnelli medici: MAUGEIU ea'V. Francesco, ~ospedale Livorno·. - · Continua come contro. FABIU cav. Domenico; infermeria pre~sidiaria Tt·eviso. - Destinato o padaJe u -·C UI a.le Mantova Capitano medico promosso m:aggio·r e medico : M.uuu.s cav. Baffaele. osped.a le Torino. - . Continua come con.tro. Tenenti medici promoss:i capitani. med.ici; C.&SAGR DI Glauco., 76 fanteria.. - Conti.nua oome contro. FlmRARI Pietro, reggimeuto Genova. cave.lleria. - Id. id. (a. scelta). llARGAttA. Cesare, 2 artiglieria forteiZza.- Id id. (dichiarato pr·o movibile a sc·elto.). Dete1--minazione ministerlale 20 gennaio 19'10. CASA oo .Egidio,. tenente me,dico 1° genio. Trasferito ospeda],e Alessan.dria. B . decreto 28 no e?nbre 1309'. CASELLA D·ante, tene.n te m.edìeo o-spedale .succu.rsale Parma..- Collocato a. di posizione Ministero esteri dal qna.le percepirà gli assegni e le indennità s.p et· tantigli dal 19 novembre 1909. a pres.o imba.r eo a. Napoli pe'r la. Somalia.. italiana il 19 novembre 1909. R . deC'I·eto 13 ge'fnlaio 1910. · ottotene,n ti medici promossi tenenti medici con l'anzianità. a fianco di. eia• cuno indicata e c-on decorrenza. per gli assegni dal 1° febbraio 191 0~ eontinuan.do neU'·a.ttuale loro destinazione: Cunei _ 'aveTio, l 0 n.1•tiglieria fortezza.. Anzianità 5 gennai,o UUO. LI Vnr.Gtn alvatm·e, ospedale Mes ina. - Id .. 90 1d.
B. dec-reto 23. dice1.nm•e 1909. hm,IUA:OO cav.. Pietro,
-
tenente ge·n e.r.a.te medico ispettore capo di sanità. militare. Collocato in posizione ausiliaria., per ragione di età, la.l 1- gennaio 1910.
238
MOVIMENTI
.VVE DTl NEL , 'ORPO SA .~IT.•
L PER .• P'ARMACEUTI<JO
n. decteto 3 febbra,io uno. cav. Luigi, maggio.r e generale medico ispettore dJ. sa.ni tà. lDili taré. - Prom.o sso te:nente gen.er.a.le medico e nominato ispettore capo di sanità militare. .GozzANo cav.• .lrrane 'HCo, co1onneUo medi:co direttore a.nità militare I eorpo d'ar· mata. - d. maggiore genet·a.le med.ico e nominato ispetto·r e di sanità mirtare~ .B. de.ereto 16 d :r emòre 1909. BR.A.C Eduardo, t~nente edi o R. corpo di ·t ruppe coloniali d Ila Som.a lia ita· Hai a. (a. di os.i zion ilinlst ro a.tfa.ri esteri).-· Cessa d ~ essere a ,d ~spo izione d.el controindicato Miui tero e trasferito reg imento cavaHe.g ge.r i roberto I da'. 16 seU mbre l{ o.. R. d c1• -to l gennaio 19 , su proposta del minis,tro degli affari · .teri. Dr LALLO Carn ine tenen.te m dico r· ggimento lancieri di llantova. ominato ca va.lim·.e nell'Ordine della Corona. d:11 td ·a. ll .. d ?' •to 1 rpmnaio 1~10, . u proposta del m,inf tro degli affari esteri. ScALE .E. Giorgio, capi ano medico le~; ione arabinien Napoli omina.to ca,va,;. Jiere neH'Ot•dine della Corona. d'Italia. ll. dec·reto 21 otloln·e 1~ H. ·G r QI.:INT al a cwe , capitano me,d ico in a . pettativa.. per infermità dipendenti ·da] . endzio per la. durata di u.n ann.o, a Montero · ,o Almo ( ir,a cu a}. (B. decreto 29 ago to 190 ). - Collocato .a ripo o per infermità di penaenti dal .s ervizio,, ·c on decorrenza . agosto 19 9. D lernt.i.nazion m,inisteriale 17 febbraio 1910.. DABHE!'iE Filippo,. cap.itan.o medico O·_ peda[e avi · lia.no.- Trasferito bersagHerL CA 'TA NONE Pi tro~ id.. 69 fanteria. - Id. o pedale 8avìgHa.no. SoP ANO Jildtta,•,do·, id. 2 id.. - Id. H9 fanteria. FEDERICI Pietro id. 9 artiglieria da. campagna. -Id. osp·eda1e Al~e a.ndri.a e co• ma.nda·t o jnfe.t·meria. pr idiaria ~ a via. 'R rzz OTl Gituepp· 'd. 5 ber agJi.er' (com.andato ospedale Na·poli).. - Id. id. Ancona, con tinua.ndo comandato come sopra. PoMP Nt En,·ivo, capitano medico 5 fanteria (comandato ospedale Rom,a). - Id. id. Piacenza, id. id. B 1LL1ANO Enea Artwro 1 id. Bl id. (id. id •. Ge:novn. . - Id. id. Savigliano, id. id. A E.·'l' cav. ntonino id. 8· id. (id. id. Palermo). - Id. id. Pa.lerm·o. R1 'CI J erafino, id. 6~ id. (id. id. Roma). ~ Id. id. ovara,, continuando coman· ,lato co pra. h:ttor·B, id. r ggimento cavali n-geri di P .adove. (i·d. 22 fanteria). - Id. rona, id. id. !ROLI cav. A1.n de-O id. ·d. id. di din (id. o pe a.le Firenze).- Id. id. Ba:ri, id. id. o ·tantino, tenente medico ~ alpi n i id. o-i pedale Torln.o). - Id. id . .Ales~ andr'a, id.. id •. R. de -.,. •to dice'lnb·l'e 1. 9. FERRERO DI CAVALLERLEONE
P · T'l'Hl · r r.. r 1~ i.lon noJ capitano m
i.nfermi.tà. tamporari'e pro ··el ien i dn cau e d.i rvizio p r la d r. t·a. di un ann·o, a ·T orino. (R. de~ creto 1..., nove n r l. O ). m m o . a da. are d li 12 novembre 1909, a con· orrer per occtlp. re i due terz· degli impiegh i. che i facciano vacanti nei qnadd d l lO g ·ado e corpo, come gli uiii ia. i contemplati dall'articolo ll deUa l g ge g'5 m aggio l .J':....
MOVIMEN·T I AVVENUTI .N EL OORPO SANIT. E
L PER • FARMAOEUTICO
239
p , TTI "'ELLI Filomeno, capitan.o me ico in asj ettativa a Torino.- R1chiamato in serv.~zio dal 12 novembre 1909, co;l:lL decorrenza. per gli a · e:gni ·d al 1G n.ovemb~e 1909 e destin.ato ospedale Torino.
B. decreto 18 febbraio 1910. PE,T TINELLI FUmneno, capitano medico os·pe aie, Torino ......... Il sao richiamo in servizio dovrà d.ecorrere, invece che dal12 novembre 19091 dal lll gennaio 1910.
Delerm ·nazimu~ 'lninisteriale S 'Irta ~·zo 1910.• cav. Pietro, capitano medico 65· fanteria.. - T'r asferito infermeria. presidia.ria Treviso· CA. TF~LLA. ~~ Romeo id. 11 articrlieria. ·c ampagna. - Id.• o pedale Ale sandtia. DELI. OlOPPA .Angelo, tenente medico 12 id . id. - Id. "d. Caserta. FALDELLA
R • .d.ec11 eto 20 febbraio lfJ ·0. A 11tede0 colonnello ·m edico dire tore ·anitA. IX corpo· armata.. - E onerat.,o dalla con trointlicata carica e nominato direttore. sa.nità mHi ta.re I corpo arm.a.ta. MANmANTI cav .. Ezio·, il. direttore ospedal ilano . - Id. id. i.d. Ì(L IX "d. V~Rfl:f cav. Luigi, tene~nte. colonnello medico id .. id. 'ovat·a. Promos :> colon~ neUo medico e nominato. dire,ttol"e ospedale Alessandria. C.L\:.\1ETTr cav. ilvio, .i d. id. id. le san.dria.- Esonerato d.a Ha. contro·ndtca.ta. ca· rica e no·m ~nato dire·t tore ospedale :M~ ilano. C~lDROLA cav. Giuseppet id, ospedale Napoli .. - Nominato d~rettot·eospeaa.Ie Novara.
-GRl!GG I MoNTù cav.
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B. decreto 27 gent~aio 19 O. ONfU.RO cav.. a•useppe,
capitan.o medico 18 .a .rtig . ieria. ca·m pagna. posizione ausiliaria con d.e corvenza. d.a l BO gennaio 1910.
Collocato in
B. de:c.T.eto 13 r :bbraio 19 O. GARN ERI Bartolomeo, capitano med.ico in a.spe,t ta.tiva per i-nfermità. temporari.e non
pt•ovenie,n ti dal servizio pe·r la durata . di d.ic•otto me i, a astigliole, di Saluzzo. (Recti decreti a agosto e 26 novembre 1908 e 11 a _,osto 1'909')· mmesso· a datare dal 9 gennaio .9toJ a concor~ere per ·O ccupare i d,ue terzi degli imp1egh1 che si facciano vacant1 nei qu.ad1·i clel .s uo g rado e cor.po, come gli ufficiali contemplati daU;articolo 11 d·e lla legge 25 ma:[)l'glo 52. G.u ~R:I Bartolomeo, id. :i n aspettati-va a Casti~Uole d" . .r1.luzzo. - Richia.ma:to· ·n servizi·o dal 30 gennaio 1910, e destinato ospedal·e mlli.t are Torino.
R. decreto 6 marzo l 10. alvatore, sottotenente m.edico in aspettat"v:a par mo.ti.vi di famiglia pel ]a. ~ huata di un anno, a Siracusa. (R. d·e ereto 11 marzo 1909).. - Ammesso, a datare da.Ul l marzo ltn , a CODCOl'reJ•e per occupare l due terzi degli im:'""' pieghi c be si facciano vacanti. nei qundt·i d·el ·uo n·ra.do e corpo, co e gli uffi.ciali contemplati d.alra.rtioolo 11 della 1 e 25 ma~~ Iu l ' 52. ADORNO alva.tore id. in .aspe ta iva a s··racusa.. - Richiama.to in servizio d ll'li ma·rzo l 09, con decorrenza per gr as · 9"111 la :]o s e. o giorn.o e i.e. t iADO.RN:O
nato I7 artiglier:ia. campa ~:r.na. Determinazio ~te ministeri-al~ 24 marzo l 10.
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Paolo, capitano medico ll fa teria.. -
Trasferito· osped.ale. Palermo.
24
:MOVU!ENTI AVVEN1JTI NEL C RP
SA . lT. E NEL PERS. FARMACBO'TICO
UFFICIALI 111 OOKGBDO. Uftlo·l all Jn po1tzlone 41 • ervlzlo •udllarto R. dem·e~o ...8 nov~mb,·~ 1.909. DELI.E PIANE cav. Luigi maggiore medi·co dì .tratto Savona. - LucctoT.A cav. Gio G·i,aeomo,, id. id.. Ean. ~ Oolloc.a.-ti a riposo per anzianità di servizio eon de · co·r renza 16 dicembre, inscritti nella ri. erva col grado attuale e~ nomin.a ti cavalieri nell'Ordine dei . s. Maurizio e Lazzaro. 1JIII.o t .aU 4 1 rliierva. B . dec1· to 31 àict:mbTe 1910. Maggiore medico promosso tenente eolonne:Uo medico : -o, N · NO Daride, di tr·e tto Roma.. R. decTeto 27 ,genna.i·o 1910. CACCE E Do1nenico, tenente m·edico ·di tretto Avellino . - Ae"ettata la ·d imi ionedal grado.
Defuatl. Mdi•Uo, maggio·r e medi o infermeria pres.idia.ria Foggia.- Morto a Bol~qona , il 21 gennaio 1910. BATTAG1.1A Sal'· atore· capltan.o medico riserva, d.i. .tretto ola. ~ Id. a. Poggiomarino (Nola; il O id. AI,JJ()A.T-TI B
Fal'IDaolatl m.IU.tar l. Dr~t·nn inazion , minis.terial . 18 ge-nnaia 1910.
M zzANA dott. CL7"lo, farmaci ta di 2 8 classe osp dale mìhtare, Roma. ~ T:r:asfe rito fa..r macia. cen Tale m.ili.ta.re.
8At. VA TOlti do t. Gius p p ., id. ·2" id.,, id Ravenna. - Id. ospedale militare Boma..
OliOBIPICERZI: eii'Or·dine del Ss. Mauri:zlo e l~zzaro concesse per la ricorrenza. d:eua fesra di S. Maurizio ;1910 (1 6 gennaio). R. tken·to 18 g 'tt:naio 19 t O. 1
CON JD -IUZIO E DI L
"0Hl B BUON.l S'IRVIZI.
Utfìzial. 'M oR NO Domenìco c·olonneUo m·edico diretto1·e scuola applicazione sanità militare.
'Delaatl. te fano, capi ta.no m. dieo di ri erva., distretto Sa..v ona. - .Mort<) a Va.l]oria Mad tima (Porto M urizìo), H ' O maggio 1 O • C ~· T· Frane o tenent medico di ri erva, listretto L.ocli. ·- Id. a Casa.Imsioceo· (Lo<H), H 1'91 . LE TRA
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C m m. Cr_A DIO
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, Jna..c:r. i or genera.l medico.
I l R -da
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Rroot..P O Lrvr tenente colonnallo medico. (9H ìU - nom , ~9tO ~ Tìp . E.
o,..l•era. .
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lt:r e 1Ju,bbUcazloni rnedko .... rn.ilit.<t~~··i: La ohlrurgia consarva.~riee nei suoi rapporti .con. la tra:umatologìa e la legge ·c oncernente gU io.:fortuni sul .Iavor~. Trat-tato di esegesi cli.nioa in rapporto o.Ua. Propedeutica chi.rurgica g·e nerale· e a:Us :l egiahwione. socia.Je italiana. - RotV-8\r 190 l~ Società eai.trice Dante Alighi·e-li (VEmdibile presso l'utore. v'io. XX Settembre 89 'P· 1°, Roma) . L. .3. In m. - L'ipotesi de:U•ev·o luzione. Studi e~ ricerche. - Mila:no, .A ssociazione tip. pri..... 211 ediz., 1900. (Vendibila presso Jt ..lutore, via XX.settembre., 89 p .• l~j » 2 DE FALCO AliDRBA:~ tenente· colonnello medico. - Pa.togenesi nnica delle m~ la.ttie vascola.ri, ·s ecretive e nodula-ri degli occhi e degli organi vicini. Un vol. in so di pa,g. 24'0 con 8 tavole fuori testo. - No.poU. Società commereiah~ libraria. 1906· . • » 8 Po'RARI LELLI FRA::-fc:&SOo ten.e nte .med[co. - 'Manua.Ie di bromatologia pei ma dici. milit.art - Firenze, 19D-6. Un. vot in 1'6° di pa:g. 484. (Ven.d ibile presso l'Autore in Firenze. acuola. d'appUcazione d i s.a.niti\. militare). ~ i hrBJUA.OO PIETRO,. genérah.=.· medico. - suu•azi.o ne degli o.ttua.li fucin da gue·r r.a. QuALI PIETRO, tenente medico. -
e specialmente del luoile italiano di piccolo ce.Ubro, in .c onfronto ·c on qoeUo d.i medio calibro. IStu.di aperim.enta.li; con 15 t,av-. di fo·t ografte e radi.o grafie rip.ro ~ dot.te m foto~ipogr-a.&a).- Romo.~ 1903. (Vendibile presso l.a Tip Vogbe·ra.). 11 ID. m. - Le operazioni più frequenti nell8. cbirur.. i a. di guerr.e. OO·:tl'il. 112 6gure in·t e.r calate nel testo. - FirebZe· 1898. (VendibUe presso la Lib. Berna.rdro Seeber Fir·enz.e) • :~~ J.LND<OL'O CosTANTINO, colonneUo medico. O:ftalmoscopia ed. ottica ocutistica. Manuale teo·ri.co~pratìco .. Un vol. in. 8° con 82 figure e l2 tavole.- Napoli. stabilimento tipografico F4;rrante, 1905. (Vendibile presso l'Autore,. ltorna, vta Prin·c ipe medeo ·4.7 ) » llA.NGLlNTI Ezto,. t _n ento colonnello medico Lo sgc·m bero a-cqueo dei feriti .nella vaUe de:l Po ( 1889,, 1898 1.905). Testo e proget~·to con .iUustrarloni., pre.m iati eon dipl.oma. d'onore aU'Es:posizi.one inte.r nazionalè· di Milano 1906. . ' (Vendib:Ue p:r·e:sao l'Autore, piazza Sant'Ambrogio, Milano) ID. to. - Esercito o ·t ube·r colosi (Notizie. - Profila:ssi ttuale. - Età deUa cblamata.. - Fe·rma. biennale. - Abbassamento della statura). .Rela·d one a~ congresso nazionale· d•igiene 1906 MUan.·o. (Id. id. id.) . P SABBLuco UBBA:liO,,. tenent-e medie{)·, - Fasciature ed a.ppat~ecchi. fratture ., Iusaazi.o ni. - Fironze tip. Ba.rbèra.. . . » BALIN ARI SA.LVA!PORE~ cspi'ta.no medico. ~ - Vana.~omia. e · la chirur · ia operatoria. deUa man'iibola. •e delle parti molli che lo riv·est.on.o. ~ · apoli, 1906. Un vol. in .s• di pag. 130, con 58 figure intercalate nel testo. (Vendibile prosao rAuto a. Corso Vittorio Emanuele 386·. NapoSi) » J.D. m .• - La: chirurgia deUe rio b'Uiari O·mo~ia onorata di un a t s.t ato di lode 0 della ;S ocietà. mecU.co chirurgica. di BolotrQB.- Bologna 1903. Un vol. in 16' di pa. . 19'8, ·( Vendibile pre880 J'Autoret --orso Vit.torio Emanuele :3 86. apoU).. • SANTUCCI STEF No,, capitano medico libero d·o.c ente di oftaJ:rno·lo ia e d' eli· uica oculisti·ca. nella Regia Università. di Torino. u<Ho scientifico p:mtìco sui traumatismi oculari. Vol. di .2 42 p.o.:gin con 16 to.,role con:te.ne:nti. 63 mi~ crofotog;r.a.tie e, co prefazio.no del professor C. R:s ~ OND. direttore· della Re gis. clinica oculistica di Torino. ~ Roma. Enrico Voghera. 1'906. (VendibUe press-o Ja ·tipogra.fl.a Enrico Voghera, via. Po· 3, oma J . Tssn. FRA-NOESco.t maggiore medico. -Ricordi di mierobiologia. pur·.o. ed n.ppJi cata.. - Un. vol . .in 1~0 di pag. 408 . Firenze, l906. (Vendibile p·resso PAuto:re. scuola d"applicazione di sanità militare. Firenze) . '~> ID. ID~ - J..,e malattie infe·t tive diftllS:ibili più frequenti nel soldato ita.Uano. ozioni di epiderm.ologia militare. Un v·oJ. in 8° grand.e di pag. 29,8. - Fir rl:ze . t W'J. (Ve~ndibile presso JtAutor;e. scuola d'applicazione di .s anità militar·e , Fir~m71a). » Vr:antA. ~'OMMA89, caçita.no .m edico. - n •C onsulon.te Sanitario,, Guid pr .tic per con.o scere e wrare le maJat·ti.e in .a ssenza del medico . •III • i:z;ione. Un voL di pag. 410; el·e gantom·e nte r:ilegato in tela. R<J'cca San. asci no • .L. CQ..p pelli 1899. (V.endibile presso rA·u tore, via· Napol·e one Ili n. 70, Hom ).. »
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·G IORNALE DI
MEDICINA MILI ARE D.lre·zle.ne e Ammlnistru. • y,ja VenH: Settem·bre (P.al az:zo del. Ml'nlstero della g erra) 1
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f~ONDIZIONI DI ABBON.AMENTO.
to l[ Giornale di .mecUcina mUltare· si pubblica run~mo giorno di ~eia. CllR. mese in .fa eicoli d.i 5 fogli di stam.pa.
2° L'.a bbonament.o é _empre annuo ~ H prez.zo deUabbonoment è:
d corre dal t"' genn io.
'Per l' HaHa e la C 1-ni Eritr a. . Per l E 'tero. . . . . . . . . U fl . _ _ . . _ _ _· ; jn Italia . _n . 8:Se1eo1o s ~ pa.r·ato costa t alfe Lero
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4" L 'abbon.am·en to non disdet. o prima. de.l t o dicembre 'in ~end e rinnovato. per l'anno suece sivo. So· l ignori abbona ti militari in effetti viU. di :S~·erviz. io po sono pa gare l'im· porto d eH a bbonamento per mezz.o d·ei r l petti vi c.oman an ti di co·r :po (a oche a ralce mensili) . Go Ai. librai S I fa lo . c..onto del i 0/ 0.. ma. sollanto per gli. abbonamenti delle. pere-on ebe non po~ ono fruire deHa tacmtazione di eui al n. 5. ,... Le pe e per gli e tl'atti e quelle per le tavol~e H.tograflebe folograCebe, ece. cbe ac ompa"na ero f ~ m mo.ri,e , sono a carico de Ii .a ulori. So· Gli autori elle m:e morie p tra.nno a v rne . H e tra Ui .face.nJone r ichie ala an•au.o d ~:!'invio deU bo.zze con·ette. GJj estratti " ono di du tipi.: TI;Po .d. -
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C•steUanl - Pramlloe .a tr·OI ical . . . . . . . . • Qr.- vagna. Rl r h ~ perjmtJol. ·li soUa trasmi ~ ione d Ua HUide agU a:nlmaH
RlVI · TA Dl MR'DìCt -A LEGALE. La. stt'rilizzazione d i deJinqu nti e dei deg n · ra:ti RIVt 'T . OJ TEC ICA E SE8 Vt7. l0 MEO!CO . lUTARE. follenf.ant. - t.udii ul ser·1thiio anUiiri ìo ampagna •
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PetU ~ L.a proma. i deUa rnenfngité, ce·r bro· p'oale 01 Larra 'l Cere·zo - Ln easa del soJ,·IMo • • • • • • • • _. • .• Btnn·ette. - Nu o pro.e sso p r •O t ~ er · l'aer azio e nouuma neJ dormitori delle:' ca.serme RlVISl'A D' IGIE B GE ER.-\LE 8 BATTE·RIOL:OGIA Werner. - M.i. ure oon.tro la dUJu i-one d·,· l[a. peste p-er rnezzo deUe .vie ma:riUime
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MEl\t:tORIE
O ·RIGINALI
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SULL·A CURA 8,\LNEARE DI . AL .OMAGGIORE~ Osservaz.ioni d.e l dott .. Plètre B·ilni, ma io.
medie
Le avve.r tenze per l'assegnazione degh u:fficia.li ·e nomin di trnppa ai vari stabilimenti balneari militari stabì1iscono che i medici proponenti debbono attenersi a norme speciali, e per :Salsom.aggiore indica.no che la cura consiste in bagni di a.cque saline bromo-iodnrate. < ~ssa è giove.vole. in tutte, le mala·t tie a fondo sorofoloso, nella iperplasia dei gangli hnf'atici, neì senì aperti e piaghe suppurate m.a.ntenute d.a carie e, neorosi, nella .·i fi.l ide cronica, nelle neu.r algie. e renmata.Jgie :eo .,_ In base a ta.li ind1cazioni. allo stabilimento di Salsomaggiore sono in~ ·v iatt solo nominì di trn.p pa del R. esereito e d.el1a R. marina a,ffetti daUe. male.ttie sopra indicate, noneb:è quelli apparte.n enti a i corpi ar-mati non di pendenti dal R. esercito ed impiegati di amminìstrazioni civili, ·che, per la loro posizione sono da. paragonarsi ai ~ottuffic1ali ,_ pe.r chè in Salsomag"iore non v ha stabilimento per ufficiali od im pie· gati civili equiparati di rango. L·e singole ehia.mate si a.vvicend.ano in sette mute, che si i n.izia.no· al 1.~ giugno., della durata dì quindici giorni ciascuna e con un ma xim um di B ammessi pe.r ogni chiamata.. Lo stabilime.nto provvede a.P vitto ed .a lloggio, e la e ur& è pratic.at& fuori, presso nn o d·e gli stab1 .. limenti civili, col quale l'amministrazione mJilitare ha stipulata con.. ve:nziop.e speciale .. La cura consiste in. bagni ed inalazioni.. I bagni sono ad immersione completa della persoua in vasche volta per volta disinfettate e che contengono l'acqua salso bromo~iodica 1 provenient e dai pozzi artesiani, commista ad acqua calda a te,m.peratura va:riabile da i 35° ai 88' in proporzione di densità differente e progre.ssi.va dai 6o ai 14°, a ,s econda d.eBa speciale indicazione. curativa. I bagni hanno in genere una d nrata che oscilla dai 20 ai 4 ,· minuti. Le. i nala.z ioni si fanno a mezzo dell'ordinario idroconio del Siegle, con impianto particolare;. in cui il1iq uido da inalare e co tìtuito dalracqua. madretG -
G'ornal~ di medtrina mm:tGrt. -
Fase. IY-V.
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:::tULLA CURA BALNEARE DI
l.SOM.A.Gfl IOR E
a titolo diverso di soluz,Ione, comunemente da1 s ~ ai 6"); acqua ma.·dre. che residua d.a ll e ,aporazione di q nella e · tra t t a. dai pozz · pri vat& coUa bollitura del cloruro di sodio e diluita con acqua sterilizzata.. in mi· sura differente. La eompo.s izione delle aeque di alsom.aggiore, seco11do le ttltime analisi chimiche, risulta dalle seguenti ifre. In un litro d'acqua da l ... ')' a. 1U0 eaumè ed alla temp.. di 14c cen t igxadi si trova:·
odico ., grammi l' 1,1500 litico am,m on1co. ealcico ,. magne ico • alluminieo >> di ferro Ioduro dì 111 ·guesio » romuro di magn.e i . "' ' ateria bi uminosa . » 'T otale gr. 154}4604 Clorur :.
Riguardo alla analisi d.elle ost.a nze disciolte nell'acqua in .ali e -quella dei gas sciolti n. elle acque ed a. l tre pa:rtioolarita si rimanda alla Guida dita d:a.lla .:-;ocietà Reale delle saline e dei bagni. L ·ufficiale m'ed ieo direttore ha piu s peeialmente 1 inc.arioo della sor~ e.alianz.a amministrativa d.ello stabilimento, parche per ciò che ri· gu.a rcla. la ua azion · tecnico~. ·anì ·aria si limita a provvedere aglì ac· cidenti d 'u.rn enza, non a vendo gli a. sua. dispo ·izion · alcn.n mezzo di indagine scientifica, pe:r stu i flull'andamento ed efficacia d.e lla aLtra, n' p tendo tentarne od a ~ociarne altre c.he cr·e des e indicate., _p erchè si oppone Ja convenzione stipula a. Ool are però gli tabilimenti civili larga e cortese ospitalità n.ei l.or l a bora ·ori i può trovar modo di studiare e seguire G. uei ca i che in r - -ano e i d urne pratici ammae tram enti,. orientandosi alle igenz · elle mo erne inve ti o-~ zioni. Alla direzione. anitaria del anatorium di alsomaggiore ;a l dot.. tore Loti in p rti alare adano 1 erciò i miei più s·e ntitl ringrazia~ m n i, per av rm i la P' i 1n da o m,ezzo, ed H eoondo p re ta.ta l ua. iutelli rr nte e vah a. cooperazion p r le rio rche sull i ro dia;crno i. · v l allo r cch ·.o qni unito la ifilide _n -Ila che p r il 't"l un ero i tanzi a Lli r · n l n1ga. t n te le al tre. affezioni; vengono · oi u . ll lo v n e a ctofola e I I ' ultimo rari ca i di di erse al re malattie. 1
ULL
Ot R A .B.ALN · ARE DI
243
L 'OliAGGlOBE
t~adro nume1·i,co d'elle· ·malattie curat,e nello St·abili·men:to ~n~ilita1•e di Sa h. omaggim·e. UA.LA TTIE
'N UME HO
l ifHide (v&ri tadi) . 1. 2. 'crofola e linfoadeniti . 22 3. Adeniti ulcera..t e e seni fistolosi l 4. .Malattie della pelle 11 5. Reumatismo articolare e mu colare 13 l3. Gonartriti e periosti ti 7. Neuralgie e forme n.e rvose varie . 15 8. Laring1tì,. hronchit~ e reliq nati d.i pleurite 9. Anemia ·e deperimento organico da eause varie) •. 10. Artritism.o . 2 Totale ~;o 7 La sifilide vi è rappresentata nei suoi diversi stadi e nelle sue 1nolteplioi. manife tazioni, dalle recenti alle tardi ·e e da for:me pa.rasifì.l i. tiche, con .s intomatologia talora oscura, incerta, derivante in patte da anamne:s ì .n on ben sicura., da cure incomplete, dall'esser taciuta ad arte e s.pesso ignorata. Tutte 'luest,a condizìoni congiunte ad uno sta.t o di fobia che si inn.e sta in m.ol tì, inducono :n eU ammalato una forma di neurastenia, che ne fa perplessi nel giudìzio diagnostico., . pecie quando la malattia non venne oss.e rvata. e cur.a.ta in ospedali,. oosicchè bisogn& attenersi ane, asserzioni della persona che puo inga.n narsi e trarr, n1 in~ ganno per più ·r agioni. Torna pur,e ov ia. Ia ragione per cui la. sifilide abbia triste primato, specialmente nei sottuffioiali e carabinieri, se, si pon m m te an·età,, alle ferme più. lunghe., alle facili occastoni di contagio, alla. po sibilità di tener celati i primi sintomi, ohe nei so] dati esploderanno i.n congedo, alla. noncuranza per i lìe.v i disliurbi dati dalle manife tazioni che sono perciò taciute od ignorate; mentre all'oppo to la selezio:ne rio-oro a nel r·e cluta.m ento., rende a sai più. difficile .1, insorgenza di malattie di .. ·p endenti d.a, so.rofola o da alt1·e for:m e morbose dia.t esiche. , ella incertezza percio di una esa·t ta diao-nosi deHa sifilide, e~'"' n~
· d.o i trovato nella. sieroreazione di Was·"'ermann, un. mezzo e non. infallibile almeno il migliore p -r orientar i, si è pen ato eli u ufir uirue pe·r i ricoverati ·nello stabilimento militare,, non solo & scopo d· a,gnostico, m,a. anche pe.r vedere q naie a.z ione spieghino le .a·cq ue ·uJ pro~esso della, mala,ttia, i ti tu endo la prova prìma. e subito dopo la cura:
244
SULLA CmtA BALNEARE DI SJ.LSO!iAGGIOR
Questo ult1mo tentativo però, per ragioni indipendenti d.al n·o.s tro buo _ volere, non. pote esser fatto che in misura molto limitata.; merita, perciòdi esser pros.e guito su personale molto pìù nu.me.roeo e, diro eost, p1ù. volenteroso. Nella. ·s ierodiagnosi si è ·presoelto 1l metodo originario e cla:ssico· idea.t o dal W assermann., per.Chè quelli ulteriormente modifieatì da Por·ges-Meier, Klausner, Fornet, Scheresc.hewsky, Eisenzimmer, osen·feld,. Levaditi, Schìirmann,. Noguchi, Tehernogubow, Bauer e finalmente da Brieger e Renz e da w .e chselmann, danno risultati spesso contradditori, sono basati su principi assai discutibili, reagiscono in modo positivo su individui sani e, particola.rmente quelli con re·azionedi precipitazione, sono privi di un pr.atioo valore diagnostico . Il m. e~ todo di Nogt1ohi e attualmente nno tra. i prescelti ed è impiegato per confermare i ris.n ltati pos1tivi di aUri ; è .a d un tempo semplicissimo e più sicuro ed è reso ancora estremamente pratic-o con l'impiego di .carte ìmpregn.a te della. sen.sibilizzatrice emolitica e di antigene. (l ) Wasserm.aun nella sua in.d.a gìne non. h.a fatto che applicare, al diagnostico d.ella. sifilide.,, i ra pport1 che esistono fr.a alexln ~a., sensi hiliz. ~ za triee ed antigene In questa. infe.zi.oue il s.iero deve conte·n ere una_ sensibilizzatrice che l'antig·e ne. (treponema) fis.eerà ; l'addizione dell'alexina in piccola qnantita ·e di emazie B·e nsibilizza,te,. daranno luogo· alla ·emoaisi se l'alexina non e fissata; vale a, dire se il siero non è sifilitico (Reazione ~ ). Non avrà luogo emolisi, se il siero· conterrà la se.nsibilìzzatric-e specifica ·p er il treponema, parche in questo caso l'alexina sarà fissata (Reazion.e Se tut·t i però sono d'accordo sulla importanza del valor·e·diagnostico. della ,s leroreazione, la interpretazione dal lato biologico è beu !ungi dall'esser dimo t.rata, ed è assai discussa. È digià con.o sciuto che il potere di un organo ad a..g ire come an.t igenenon dipendt1 dalla presenza dello ~spirocheta pallida, perche una. taleproprieta la posseggono, in grado assai minore, gli estra·t.ti di altri organi. Per taJ. ragione W 'eil e Braun hanno impugnata la vabdità della. reazion.e; ma Wasserm.a nn provo che la potenza dei tessnti norma. i è in q ualohe oas.o assai minore di quella. dei tes.su.t i infet.t i e, queUo cheè più importa:nte,. i sieri non sifìlitiei non d.a nno a:ft·atto la rea.zion.e con q ualunq ua. estr.a tto. T m i eneri non sifilitic1 sono ·com.p resi q U·e lli dì car cinomatosi, tubercolotici e di 1ndi iduJ. con sarcomì.
+).
(l) HEOH'l' propou unB modHicazwn aJia. siero-reazione di W., la quale o ltr0· , r .facile e eempJi e b1a d& -•o e ·a li risulta U. (Deu.tache m edfz . ·w och. Marzo 19·10).
SULLA CUBA BALNEUE Dl
AL 01\lAGGIOBE
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Quale e la natura della sostanza colla quale vien.designato l'antigene? Po:rges e M:eier h.a.nno provat.o che è. solubile 1n alcool e ebe pe.rcìò e·
p.a.rente delle lecitine ; esso difatti puo esser ascritto al gruppo dei li· poidi La sostituzione della le·o itin.a ·è po.ssibile coll'estratto di fegato, ma i risultati non furono conferma:t i d& <ri autori, speoìalmente dal Wa.ssermann. Rispetto all'anttcorpo, il fatto che spesso sì trova nelle scimmie normali,. (tipo inferiore) e può esse.r inoculato colla s1fìlide, ·dim.o stra che non de.ve. esercitare un'azione direttamente immun1zzante. __ on ha., pare., un'azione· antibacterioa, cosi meno grava è l'infe.zione meno an tioorpo è presente, men.t re in. seguito a pre.gresso trattame.n to ! anticorpo sco m pare dal sangue. Es:se.ndo lo spìrocheta. pallida un. protozoo,. Wasse:r mann orede che in ogni ·c a.so d'infezione. protozoica vi sia un.a eccessiva produzione simìlare di hpoidi nell'organismo. Se è così e se una analoga reazione può essere dimostrata in malattie di tal ge·nere, questo me.todo puo tor.. nare di giovamento nei casi di tripanosomiasi, spirillari ecc.,. e così Lan.d.s:t einer ha fatto studi in proposito sulla duri.na, malattia propria degli animali. Come corollario di rice.rohe di re.oen te istituite,. si ritiene che U fenomeno della, deviazione del complemento nella sifilide. sia una rea,z ìone. colloidale fra. certi lipoidi e.d. alcuni colloidi del siero del sa.:ngue.
Ma. aUora come agirebbero gli estratti di cuore di o.avi& ·e dì c·o rnea d.i <coniglio con cheratite pa:renohimatosa sperim.e nta.le' Come si potre.b be in questi casi invocare Pazione di sali biliari e deì lipoidi? È m.eglio con.chiude.r e che allo stato attuale delle nostre cognizioni,
non è possibile darne. una esatta spiegazione, tantochè Ciuffo ha di re· ·cente concluso ch·e nell& reazione di w· n.on si deve parlare di deviazione -d.1 complemento come è intesa nel fenomeno di Bordet e, ·G engou. I rimproveri che furono mo si al metodo di W . sono i seguenti: 1° È ;a ssai comphca·t o7 perc.hè si rendo:n o necessari molti controlli. ·2:. Ab.. bi ogna dì molto materiale. so I risultati n.on sono sicuri. Se si può ·esser d'a.eoord.o circa. alla complican.za della reazione e per il numero dei controlli, non si può accetta.r e la terza. abbiezione e muovergli ap.. punto come fecero Ba.ln.e r e De Cast.e llo, i quali sostennero ehe nell6 p.lOO ·dei casi da loro ricercatit avt·ebbero ottenut~a. reazione positiva in a.m .. malati non sifilitìci. Essi perb incorse.ro in errore,. avendo ritenuti oome positìvi sieri che .a rrestavano l'emolisi, sanza aggiunta di estratto (sieri an totropi) ed tali ricerche ha suffioienteme.nt·e ris.posto il Bruck. In· teressava di provare se fra sieri reagenti in modo pos1t1vo, secondo asserma.nn, m.e diante ìm.piego di sangue di bue, si trovano, come as:serisoono Baln·e r e D·e-.C.e.stello, speciali classi per sieri autotropL Ciò in massima è co:n tradetto da numerose esperienze. In generale quello
a
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l.i"l~LA
URA BAL~EARE DI SAL' O~IAGGIORE
che si può rimproverare alla reazione di \V. è che si serve piuttosto-di poco che di molto materiale. clinico, e che. per conseguenza ne derivano falsi ri.sulta·t i. È riconosciuto che in molti casi dì sifilide d1 data ·a.ntiea ed an.che recente non si lasciauo ptù s.o oprtre anticorpi, cosiochè ·n on se ne trovano e. si sottraggono a.l sistemar in uso; s:a rebbe quindi desiderabile un metodo di ricerca pin delicato e fino. Ad ogni mod:O-· una tal reazìone è s.pe·cifica pe.r la. sifilide ., pe.r altro anche nella. le h brat in qualche caso di framboesìa, di malatt1a del sonno, nella vacc.i nazione, in gra·va diabete, nella, scarlattina, ed ultimam.e nte nella pellagr,a., secondo Bass, si sarebbero avuti risult:a ti positivi Sem.b rerehbe peraltro~ che si tratti di una reazione non compie·ta.mente identica a. quella per la sifilide .. La s.i ero-diagnosi d·e lla lue cogli estratti alcoolici ha dato 88 p. l O di risultati positivi nella sifilide florida; e più precisamente 88.3 p~ 100 nella. sifilide primaria, 96· p. 100 n.e lla secondaria.,. 77 p.. 100 nella terziaria, 7D p. 100 nella. tahe e paralisi progressiva (form·e p:arasifilitiche) . Per le nostre ricerehe ci siamo serviti d eU 'anti gene di cuore di ca.via p·r oveniente dall'istituto sìeroterapico di M:ilano e di ambo-cettore preparato nella clinica medie& di Firenze. I controlli vennero istituiti per&:aggiare: 1 a La q uantita neces arH\ di an tige.n e per ogn1 prova.; '2° L'ottenuta in atti vi tà dei sreri dei m.a.lati da esaminar~e do p o il riscaldamento a 56° per un'ora; ao La potenzialìtà e'molitica del siero ~(ambocettore) in unione col c·om plemento; 4° La inattività dello stes o sen7.a complem~ento; oPLa in.attivita del complemento solo t o La in.a.tti vità deU'antigene solo i 7° La integrità deUa, e.m ulsione dei globuli ìn soluzione fisiologica on si è dato valore a quelle prove, nelle q ua,li la distinzlone fra ,siero da saggiare e controlli san1 non era ve n uta netta.. Alcuni ammalati, certamente non sifi.litic1, hanno servito a d6;rci sieri di controllo ·, e questo per la conferma. d.ella specificità o m.en.o del metodo. I ris.ultati ott,e nuti sono d1mostra:t i nelle pagine .s eguenti, do: ea. ciascun. caso va com pagno un breve sun·to di storia della malattia, in cui sono specificat,e la d.a.ta, i sintomi pr.e sentati, le cure. fatte e s.e, da molto era. ce ·a to ogni specifico tn~ttan1ento. In alcuni l'affezione è recente, in altri antica, in molti è dubbio .o; parecchl han~o presentate forme parasifilitiche,. In pochi .a.mmala.ti soltanto si è ripetuta. la reazione dopo i. quindici giorni di muta. presc.r itti, per constatare ·q ual mutamento a veva indotto la cura.
'ULLA CURA D.A. LN~ARE DI
AL OMAGGIORE
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TabeUa d.e gll nomini tU tr ppa sotropGsU alla r eazlon.e,
41 Wassen•aun e giorno In eul. fn pratica.t a. RICERCHE DEI.. 3 AGOS'T O 1909.
N. l - B. G., brigadiere reali ·ea.r~-~.bìnieri ·d i an;Di 32~ - La f'o;r ma i'niziale risale al 1900 e fn seguita da. roseola. Venne ripetuta;mente eu.ra.to con. iniezion. ~ di subJù:nato. e ealomelano e con la sommin.istra.zione in.t ema di Io duro di K. Ha. sofferto nel settembre dello scor-so anno di paresi a gli arti i.ni&rlo·rJ della. quale o:ra non risente· ehe senso d.i debolezza. Mancanze di fenomeni obbi·e ttivi ad eccezione di poliade nopati.e. Fece lo sco·r so anno la cura di Sal omaggiore. Da oltr·e sei. mesi ha. aessato ogni. cura. - Risultato della. sierodiagnosi: R . ' ' . ,. 2. - N. F., sottobrign.die,re guardie fi.n an.za. di anni 54. - L'atre.zione d.ata ·dal l 06. Ebbe d.ue volte la roseola, senza manifestazioni alle mucose. Fu curato· sa.ltuar.iament-e con iniezioni di preparati mercurìali. Si lagna. al presente di dolori reumato1di. Si notano adenopatie multiple. D.a molto tempo non. fa cura specifica.- Id.. R. 'V+· N. 9. - M. ·G·;· c-arabiniere reale di anni 21. - La. forma iniziale. rimonta al no~ vembre lfi07 . Non ebbe .a lcuna man.ifestaz.ione secondaria. Fu curato ·c on inie~ zioni mercu:riali e con ioduro di K 'P resenta adenop:a tie m.ultiple. Da o1tt~e, quattl'o mesi non fa cura specifica•. - Id. R. 'V~....__ ......... M. D.,. vicebriga.diere reali carabimeri d1 anni BO..- Non ticorda. di aver avut.o le ione iniziale nè manifestazi·oni aUa pelle ed alle mucose. La. m.ala.tt.ia la fa risalire' al 1900 Si sarebbero manifestati dol·o ri osteocopi assai intensi. Presenta adenopatie multiple: si ]agna di vert.igini e di astenia. È anemico. :'i ha clono del piede. I rifles i r·otule1 sono es.a ge,r ati.~ la reazione pupUlare è· torpida. Fn trattato con iniezioni mercuri.ali e i od uro di K. Da sei me· i non fa cura. -Id. R. W.+· N. 5. - C~ P., soldato S&o fanteri.a di anni. 23. - Ebbe sifiloma caratte.r is.Uco .a l solco balano-p·r epuzia.le nell'ottobre 1907. Non ne seguirono .m an.ifesta.zioni cutan:ee e mucose, m.a. solamente irite biJatera1e, della ·q uale è ora guarito completamente. F'n tratta.t o con tniezioni idra.rgirl·Cbe ed 1ntername·n te con ioduri.. .. on presenta ehe leggiere adenope.tie e ei lagna di dolori muscola·r i ed articolari serotini. e· che sono ribeHi a.d ogni cura.. Da quattro mesi .n on fa etna -Id. R. ''· -. N · tl - · C.. F., furiere artiglieria di anni 2-6. - Il sifiloma iniziale rimo·nterebb al 1906. Ebbe manifestazioni secondarie Fu curato ·con iniezio·Di d1 calomelano ·ed inte.rn.~mente, con io duri. Ha pleìa.di gangliari m.ul tiple. Si lagna di doloti osteocopi. Da oltre s.e i mesi non pratica cura alcuna. Fece lo scot·. . o anno la eura. di Salsomaggiore. - · Id. R. '\V'. . 7. - C. V.,, m,a resciallo d.' a.r tiglieria di anni 45. - Ebbe la manifestazione ini .. zia]e nel 188H, senza esse·re -s eguita d.a efHor·esceDze, alle mucose ed aUa pelle. Non. feDe mai ìn.iezioui mercnriaH ma. s.olo· cura interna con iol.ti dosi d.i io• d tro.• Contrasse matrim.o n.:io· nel 1.898,, e la mogr.e procreò flg1i .sani e tobusti senza a.vere avtlto m.a i abor·t i. Intrapre·n de la. cura ·p er neuralgia brachiale sinistl'a che sarebbe comparsa due anni or sono.- Id. R. V\.~ • . 8.~ - G. A. furiere fanteria di anni 29. - L.a infezione· l'imon.t.o. a119()6 e la lesione iniziale ~aratterist'ica. fu segui.t a neno stesso anno d~ roseo]a. Si svi-
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SULLA. CURA BALNEARE DI SALSOMAGGIORE
luppò iD seguito irit& speci:iì.oa a.U'O. D. e d.isturbi cerebrali eonsiste:n ti in vertigini cefalee. Al presente n·On. si osserva che ade:nopatia inguinale e leggier ,g rado di ane.mia. Fece cura. con iniezi.oni mereuriali e lo scorso· aJlllo queUa di Salsomaggiore. Da molto tempo non fa cure specifiche. - Id. R. ~ • ~. N. 9. - 'G. T., vieebriga.diere re·a li earabinier.i. di a:nni 21:1. - L'uleer.a. earatter. ~tiea la. eontra se· nel febbraio de.l 1908. egul roseola, pa.resi face1ale e eefalalgia intensa. Tali sintomi seompa.rvero con cura energica di. :iniezioni. di pNpara.ti mercuriali e somministrazione .interna di ioduri. Si la,g na di dolori osteoeopi. D,a. se1 mesi non. fa cura. speeifi.c a.- Id. R. W .. -. N . .10. - F .. L . ,. carabiniere r~ale di anni 25. - Il sifiloma al prepuz:io da.t a dal l O . Non ehbe m.a nifestazioni secondarie. Nell'anno suooessivo ,s i sviluppò· teno~sinovite al di.to m.edìo della mano sin.istra. Presenta 1n.g orghi ghiando .. lari multipli. Da q ua.t tro mesi n.o n fa eu.r e specifiche che' intraprese. però ene·~ gìch:e al principio della malattia.. ·- Id . .R. W.-. N 11. - B. F'. maresciallo fa.:nteria. di anni SO. - L,'a.ft'ezio·n e risale al1906. o.n ebbe m.a nifestazioni second.a rie. Fe·ce cure energich.e a.ntisi6.litiehe• .Accusa e& :falalgia. e dolori oateooopi. Fece lo .s corso anno la our.a di S:alsomaggiore·. Da tre mesi. non fa cure speeifi·che•. - Id. R . W. -. N . 12. - P. C., eapor.a l m,a gg.·ore, artigHeria di anni 21. ·- Ebbe la 18 ·m anifesta·· zion.e nel gennaio scorso cu1 seguirono· man.1 festazioni secondarie. Intraprese cure energiche specifiche. Presenta oltre poliadeniti caduta dei capelli ed. ae eWJa ·d olori reumatoidi. Da tempo n.o n fa enra antisHìlitica. -Id. B. W .. 13. - A. A., serge.n te maggiore ca.valleria, di anni 25. - lgn·o ra la data del contagio ehe venno so. petta.to per adenopatie multiple, dolori artieolari per cui fu sottoposto a. eure speci6.che. Fece l& cura di Salsomaggiore.. - Id.
+·.
R,.
NB. A questi si debbono a,ggiungere altri qua..t tro casi di sieroreazion.e prati~ .ca.ota. in persone del Sanatori'am. In. du.e sl manifes.tò po itiva. I sintomi della infezione eran.o incerti ed era ignora·ta. la data del contagio·.. Negli altri ~due fu negativ.a · n.eU'uno la s1filide era sospetta.· nell'altro invece fu isti·t uita COJne eontrollo · trattand.osi di un .a mmalato di lupus et·itemato-d.e s alla faccia. RICERCHE DEL 18 AGOSTO 1909.
- • l . - R.. S., maresciallo fa,uteria.,, ann.i 85. - La malattia. risalirebbe al 1900. Ebbe manifestazioni secon.darie ed a.v.rebbe intrapreso ripetute cure di inìe .z lonì e friz.io·ni .m.e reuriali co·n cura eonte~mporanea di ioduri. Va soggetto a oefalalgie e dolori reuma.toidi. Da molto tempo non è so·t toposto a trattam~ento specifico Fece la cura di Salsomaggiore. - Risultato della sìerodia.gno,s i : R. 'N N. 16. ·- C. A., marescia.Uo cavalleria di o.nui 29· - Ne·l gìugBo del 1906 ~eon• tra se la iu.fezion.e, che fu seguita da fenomeni secondari Si è curato con iniezioni di calom.e lano e ublimato e coo. prep·&l'a:ti iodieL . Attual.me,n te ha perlostite al manubrio dello ste.m o · accusa. dolo.r i osteocopi. E' denutrito ed anemico. Da oltre otto mesi non fa. cure inercuda.li. - Id R. 'V N. 16.- M. G., brigadiere reaH cara.bin.i eri, ann.i 27. - Contrasse· il si6:.loma. nel 19 2 in Africa. e fu. in se.guito .sottopo to e. eure energiche. Attualmente so.ffre1 di dolor.i osteocopi. Fu gia per du.e volte alta. cura di Salsomaggi.ore~ - Id•. R. " ' La. seconda rea.zione fu praticata d.opo· la eura~
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ALSO~JA.GGIOBE
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.. 17. - P. V., maresciallo fa.ntMia, anni 2S. i contagiò. nel 1907 ed ebbe in seguito ·roseola. ed alt1·e· ma.nifestaztoni. Iniziò ubito e seguitò una cu.ra in.. ten.sa i.d'r.a rgirica, coadiuvandola con prep.ua.ti iodici. Lo scorso anno fu in qu.e sto tabilil:nento. Aoou·sa. d.o lori reumatoidi, cefala.lgie e pre enta ad.enopatie multiple. Da. pochi me.:d ha.. ce:;.s ato la cura specHìca. ·e~ q1.1ella di .ioduro. ~Id. B. W-. N. 18. - Gh. .~ ., mares.ciallo artiglieria, anni 87. - No.n sa precisare l'iaizio deU& malattia • però dura. da molti. anni. Nell'a.prile d' qu~t'anno d'im.provviso è colpito da con~stione cerebrale, affanno di respiro, vomito con perdita incompleta della. coscienza.. Inizia .s ubito una energica cura antisifili.ti.ea. e di iodu.r o. I sintomi si dileguano ed ora accusa solo dolori articolari ed ossei notturni. H .a. pleiadì gangliari. Da due' mesi ha cessato le inie~ioni mereu .. ria.H. - Id. R. \\ - - . La. seconda prova venne fatta. dopo la m.u ta. . 19. ~ I. P ., soldato fe.uteria., anni 23. - Si contagiò n.e l 1909 di si6.loma cui segairon.o manife3tazioni secondarie. Fece cura energica anti ifilitiea che cessò da. quattro mesi. Ha iperplasia gla.ndola.re. A~eusa dolori reuma.toidi.-
Id. R. W-. N. 20. - M M., oldato fanteria, di anni 2:1. - La n1alattia data. dal 1901l Ebbe subito dopo ma.nifestazion.1 seco.n darìe e fece ripetute cure a·n tisifilitiche. Da quattro mes.i non pratica .a.lcu:na. cura. Presenta. ingorghi gh.iandola.ri muUipli ed orehite de 'tra specifica. -Id. R. W- Fu sogggetto ad una seeonda sierodiagno.s i subito d.opo la .m uta. RIOERCHE DEL 27 .S ETTEMBRB;
. 91. - P R., ma:re3c1aUo fanteria, di anni 30. - Si oonta.g iò nell'ottobre d·el 190-i. Fu sottoposto a cure ripetute an.tHueMche e frequentò anche lo stabilimento di Salsomaggior.e. D.a. cinque mesi non fa cura alcuna. P re·. euta anisocoria.. Una sierodia..g nosi fatta alcuni mesi ono, sa.r ehbe ri usc · ta neg·a.ti va. - Id ~ R. w-. . 22. -M~ G., brigadiere reali carabinieri,.•di anni S9. - E' mandato alla enra per reliqua.ti di osteo-pe1·i.ostite alle o3s& na.sali elle si sospettò di natura sped~ fica. _ on fece mai cure antiloetiehe. - R. W - . • 23....... Z. A., brigadie1·e reali carabinieri,. di anni Si. - :L ,infezione risale al 190-2. Non. ebbe m.a.ì manifestazioni seeo·n d.a.rie e ciò lo attribuìsee a cure energiche, su.bi.to intraprese. Da un. anno non fa che la cu.ra di ioduro. Si lagna di dolori articolari. F 'e,ce la oura di S.a.lsomaggiore.. - ld. R. W-. N. 2!. - F. F., maresciallo fanteria., di anni S • -Si sarebbe contagiato nel1905 e fu .s ottoposto ad iniezioni e frizioni ripetute di prepa:r.a.ti idra.rgirici ed. a cura interna con ioduro. Da sette mesi non fa che la cura con preparati io· dici. i lagna di dolori reumatohli. Fu g.i à altra volta. alla cura. di Salsomag~ giore. - Id. R,. W - · · N• .25. B. F., maresciallo reali carabinieri . di anni 39. - Fa risalire l'afiezione al 1898· e fu .s ot·t oposto a ·C Ul'e .s altuade specitì.c he e frequentò anche anni o.r sono, questo s.t abilimento. Da molto non fa eure merouriali, m.a solo di iodu.ro di K. Si lagna. di cefala.Jgi.e ~e. dolori osteocopi alle ti bi e. -:- Id~
W-. _. 25~ - B. F., capo infermtere R. marina, anni 45. - Contrasse un si61oma al solco ba.lauo-prepuziale, .n el 1839 per cui intraprese cur,e regolari di me.r ea..
.
LLA C _R.&. B LNEARB DI
ALSOll.lGGJ ORE
riali ~coad1. uvate da quella interna con. preparati i.odici. Fu o.n.che alla cura eU aL on1aggiore. Da einq ue mesi non fa ctua specifica. :Si la.gna ài artro:m ialgìe..
-Id. R . lV.Ai sopradescri-tti si c1~ede opportuno aggiungeN altri due ~casi iDteressa·n tr per la loro sinto·m at logia ed ·n cui fu. ospettata Ja, natura sifiHt1ca deUa malattia ; m a la ierod..iagno i prima praticata avrebbe dato re·a zione negativa. N. 27. - G. A., mare dallo fantet·.ia, di anni 47. - Si sarebbe, contagiato di uleeri nel 1901 e perciò fu .a s ggettato ad energiche eure anti ifìlitiehe. Ha a petto vecchieg.gia.nte. Andatura atasso-s.pa tioo. Riflesso rotuleo abolito a d~stra, esa era.to a inist1·a ~ m.i osi: fenomeno di R mberg. - Id. R. V.. N. 2B. - C., L' ufticia]e di scrittura, di .a nni 35. - Nega di aver m.a i avuto .m alattie ve.n eree. NnHo. :n el gentilizio. Or on t~re anni contras e matrimonio da ,e tli ne venne un figHo che m.o ri poco do.po la nasoita, senzaehè si riscontra sero. m nifestazioni Ju.e tiche. Dopo alcuni .m esi n.otò UDa impotenza eo:eundi, ~che· si an.clò accentuando e ·che persi te tuttora ; perciò s:i. f ce ìl·i te,_ h·ascibile. · ul principio d H inverno ·co~ o :i a vvìd che lo. sua. vistcft andava gr.a do gr.a do in,d·ebolendo i sino a non più di . tinguere. la luce dalle tenebre. Consultò pee:ia.Ii ti, che. sospettando una eventuale ~abe od una t1um.ingite spi1·oclu!.t ie·a,. con ·.g liarono .iniezioni di ealomelano che .n on .s ortiron.o ad effetto benefico: ]a - ierodiagnosi 1·iuscì negu.tiva. L' . · ame del fondo dell7ocebio ha m·o strato. tr ttar i d" neurite retrobulbare . non albuminu1ica nè diabetica essendo stato n gativo il r·e perto de le urine pe·r T'albume e lo zucche.ro .• In egnito a curo. stricnica e di prepa,rati marziali, acquistò nella vista tanto da diriger i da. solo; ma dopo alcuni. giorn ·, le cose tornarono al primi ivo stato.. In,viato alla cura di Salsomaggiore.•, aire ·ame si trova: 81ato di nutrizio.n e ottimo, dato da uno stato 'di adi p o ità, che offre l'appar, nza del m i xedema.toso. A mauro" i completa. dla aver bisogno d Ua. m glie per g ~ idarlo • bulbi ·Ocul.a.r i alquant p·rotrudenti pupille leggerm n.t· dBatat.e• .Fondo o·c u]are con pa.pilln. bi.a ncastra e vasi piccoli. L~ggie.r grad.o di ta.c hi.cardìa. Ne · u.na, ipertrofia. d Ila, tiroide. Con l'esame della sen ibHHà cutanea i nota .ip 1·estesia. accentua.t a . esagera:f.i i rifL ssl rotulei.,, c1·ema terici ed addominali. ~ una. 2ona i .t- ro~ gena. -.-es un. benesser·e ba, rjsentito dalla c·ura di Sal omaggiore e d.ei bagni elettrici. Oo igli.a.ta un.a cura.. c,olla tiroìdina. si ebbe e ito in perato con miglioramento, notevole della v~ ta. - Id. R.
Dalle risultanze della sie1-o-dia.gnosi del W. praticata.,. i pl1Ò ventre· aUe seguenti conclusionì: Che · i ' a.v uta reaz,ione po iti·v a in al uni ammalatì,. nei quali l'affi .. zione da ~ a. a da tempo rei tiva.mente re ente ed e1·a appat~sa .con m.an ·f:estazioni caratteri · ich · ~ Jn questi la eura mercuriale non fu protratta a lungo, e fu pereio insufficiente. In q neì eas1. in ec·e, in cui la malattia data.· a da. tempo e fu. 1·i.. petutamente curata,. il reagire po itivamente sar·e bbe- indizio ·c he il germe on e·r a pur.anco compa,rso d.all"organi~mo, e ebe quindi Ja cu.r:a. de _ e er rip tuta fi:nchè le re.a.zioni siau i mostrate negative. Ne.Ua. serie . che è la piu num-erosa, in. cui la reazione fu n·eg.a tiva -
LLA
URA. BALNEARE DI
A LSOMAGGI RE
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si potrebbe ammettere ·c on probabilità ~che, per quelli in cui la I· filide rimonta a. molto tempo addietro e fu con in istenza trattata, si abbia. la guarigione; all'opposto in altri, In cui è di data r -lattva.. mente, recente, si dovrebbe rimaner·e, sospesi n.ella p-r ognosi e sarehbene·c essano inst-ituire ad intervalli altre prov-e di siero-reazione per un giudizio definiti vo. Ane.h e nei casi dubbi che dtedero reazione negativa sare.bbe dove· roso rìpeter·e le esperienz.e p·er alcuni anni affine di mettersi al sìcuro· da ogni sorpresa. Per quei pochi ricove1·ati nei quali si è praticata. la siero·re.a zione prim.a e dopo la. muta, e che no.n m.ostr.a.rono div.a.rio alcuno, non si può-· ancora parlare della ne una efficacia della. cura st s. ·a, parche molte circostanze vi po .ono avere contribuito; quali ad e· . il tempo troppo· breve, il periodo di v rso d eU .a. ma.lat.tia., .la. differente suscettibilità in· dividuale ecc. Ogni giudizio quindi sarebbe prematuro; ma se, ci· nonostantA, si volesse avanz,a re un'ipotesi, sarebbe quella. che 1a. cura di Salsomaggiore potrebbe ·e quiparar.si a quella coU·atoxil, cogli ìoduri~ coll a.rsacetina (quest-'ultima fatta in un ammalato di sifilide grave ricoverato nèll'ospedale succur.s ale di Parma), le qn,a li non. eserciterebbero· che scarsa o nes ·u na influe·n za ,s ull'agente patog·eno, m:a bensì nei snoi prodot.t i; di qui il mantenersi della reazione po itiva. - L~ a. n·e.. ces ità di esiJerienze più nnme,rose, che valg.ano a t.o gliere ognì dubbio, è anche se tita. per di ostrare altresì se qu.esta cura complementare· possa facilìtare il modo di rendere più accessibile· ad altri m·e zzi cura.-· tivi di colpire il micro~organismo specifico. CoDtro il significa.t o terapeutic-.o della reazione del W., vennero ele ate .diverse. obiezioni, :alle. quali non si è potuto risponde-re categon-e amente. Finora. non ci è dato d1 conoscere qual l€'ga.me esi t a ~ r.a rea.. zione e· processo morboso, o se vi abbiano influenza diver i momen.t i di vìta dello spirochete pallido, o se le tos in-e da esso egr·eg.ate, se il prodotto di alt.erazione dì tessuti uma.:ni siano quelli che legano il complemento. Per giun.g ere a giudizi decisivi passeranno ancora molt:i anni, .finchè a.lme:n.o non siasi chiarita ]a biologi.& dell'agente specifico..D'a una :p arte Oitron, Lesser,. e recentemente anche laschko, attribuiscono a tale rea.z ione una notevole importanza, Aostenendo ~che si debba continuare l a cura ·f inchè non sco·m pa.j a la reazione posi ti va :a d. essa preesistente, e. che si debba ìniziam·e una nuova se ri-compari -e ;an-cora la. reazione di \V'. D'altra pa.r te Much, Bruhns: ed Halberst.aed· t:er sostengono che la siet·o·diagnosi non pu.o servir di guida neUa te-.r apia e che del resto un.a re.a.zione pos,i tiva dopo una buona cura èpriva di importanz.a. Dalle ricer·c he di H. Boas appare ohe la reazione.
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8 LL
CUBA BA.LNEARE DI AL OMAQOIORE
di. W. ,positiva. dopo una cura per .a ltro ben condotta, significa una pronta recidiva. Nei pnmi anni dopo l' infe:z ione si pnò in molti casi c.oUa :sierodiagnosi mensile e subito dopo la oons.t atazione di un esito positivo., & mezzo dì una. cura, ad essa collegata, impedire l& ricaduta. L& re,a zio·n e positiva dinota l .a .ttività dello spirochete, mentre quella n.ega.tiva. nello ·stadio primitivo della .sifilide., non dà. motivo a conclusione &lenna. NeUo stadio to.rdivo si può affermare con una certa quale appros.sima~zione che la re.a zione negativa. procede di pari passo collo .s tadio della sifilide; in special modo quando essa si è avverata. più volte; tanto più si trova reazione negativa. quanto più fn prtmitivamente tra.ttat& con meréuriali.- .A lcuni avr.ebbero t,r ovato che in quattro c.ure si sarebbe ragg~unto il punto .m assimo di guarigione. Pe.r la durata della cura non può fornir misura la q uan.tità di mer·Cttrio, ma. la mira di ogni trattamento deve consìstare nel raggiu.n,ger·e una durevole reaz,i one neg&ti a. opo la sifilide,. l& malattia ohe occorre p~ iù fr.e quente di osservare tra gli inviati allo ,s tablimento mtlitare di 8a.lsom.a,ggiore., è la acrofola, sotto le. sue varie manife.s tazioni;. in parfaoolar modo di a:de~n1ti ·chiuse ed a:perte,, con piaghe e seni fistolosi. Mediante la cura coi bagni ·e le inalazioni., venne not&ta ttna rapida fusione della,ghiandola, specie. ne1 casi di scrofola cosidetta eretistica oou ghiandole assai i pertrofiche e dolenti, mentre ueUa. forma. torpida,, dove -esse s1 presentavano dure, s·clerosate,. si ebbe ttn lento regredire e la soom· parsa in. un lasso di tempo più o me.no lung(). Per le piaghe ed i seni :B.s tolosi rapida. ·c ieatrizz,a zione e chiusura, ch·e,1 se è le-cito così esprimersi, ha quasi del sorprendente. Nei limitati casi di intervento, reso neeessa~:io dalla fluttuazione,, alP ape:rtura. non uscì pu:s denso o oom .. misto a detri tus ca.seoso; m& bensì. un liq nido legg·e.r men.t e ,giallo .. gnolo, tenue, filante e poco corpuscolato, che cessava di fluire dopo poche medicazioni, con esito di chiusura, completa della. ferita. i ·è voluto indagare il processo istologico col quale le gra.nulazioni si potessero oo:s1 rapida.m ente modificare; epperciò, dopo avem.e asportate, fissate e colorate prima della cura.,. e.d altre durante la riparazione,. cioè mentre la piaga od il seno stavano per chiudersi, si ·è trovato,, prima eellule epitelioidi con nucleo gr.a nde, chiaro, citoplasm.a. :faoìlmente gr.anuloso, numerosi leucocit1 ·con nucleo poeo o.pp.ariscente~ e do· ta:to d1 scarsa attivita, vasi assai dìlata.ti. In ;s eguito alla ~m1ra, scomparsa di leueociti e riduzione del numero e dell'ampiezza v·a sale e ·neUe eellule. epitelioidi una. trasformazione attiva del oitoph&.sma. ~conincorpo razìone dì granulazioni amorfe.. Dì qui la scomparSa d·eU essudazione
SUL'LA CURA BAL"SEARE DI
ALSO:MAGGIORF:
253:
·e 1a form.a.zion·e, di tessuto connet.t ivo, che ed occludeva H dotto eriparava la soluzione di continuo. Le dermatosi al co·ntra:rio, che tra i ricoverati si .sono limìtate. a po.. chi casi di eezemat di liche:n, di psoriasi, non sortirono colla cnr& ad
alcun benefico e.f fetto; anzi per alcune si ebbe piuttosto un p~ eggiora men.to. Nelle forme. cosiddette re·umat·iche, veramente poco numerose, ;si sarebbero ottenuti risultati vari, il che dovrebbe ascriver-si. alla natura della. a.ffe,zione, .al periodo di evoluzione, al temperamento ed all ,.età. dell'individuo, al P az1on.e speciale dei componenti della acque,. che agi:sc.ono di ersam·e.n te nei singoli casi, percha è d& por me:ntec.h e non vi ha un artritismo, ma bensì. degli artritici. - Cosi sarà sempre nec~essario d1stinguare se nel caso speciale si tratti di reumatismo cronico deformante, o da infezione, o dis,crasico o to.ssico; perchè ciascuna. di que·ste forme troverà indjcazione curativa. differente., non :solo a seconda dei vari agenti che l avranno p:r odotta o la. mant.engono, ma. a.Dche a seconda dello stadio dell'affezione stessa. È così ch'e si sp1ega che :m olti artritici risentono van.taggi notevoli dalle fang&tnre di Acqui e di Abano,. mentre peggiorarono co1 bagni d i Salsomaggiore e -viceversa ; come pure che taluni condan.nino quel luogo di cura che Panno p~m .a, avevano tanto deca.ntato~ È e-vide:n te q nind i .l a necessità di tener presente per ogni ~easo le varie contingen.ze che vaJgono ad indicare o modificare il metodo curativo, ìl quale deve sempre aver per base le nozioni pa.t ogenetiche e regolarsi suHa natura stessa come sulla evoluzìone de.Ue diverse. modalità. ·cliniche. La s~cel t& pertanto di un luogo di cura deve ess:e r fatta con molto criterio; ma riesce assai di:ffi,cile dare deUe norme. assolute, parche ben po~co, per non. dir nulla, si conosce del mod9 di agire d eli e acque stesse. =·e possiamo pen.sare, sino ad una data misura, oh e il fattore più inJ portante per alcune sia la loro elevata termalità, tantochè il Lasègue, consigliando i bagni s:e mplici a 40°-45°, soggiungeva: c senza discutere il valore d.ei bagni composti, io mi c,r ,edo autorizzato· & dichiarare che nessnn.a, medicazione baln.ea.re metodica può esser istituita contro il re.umatismo nodoso, ;ee non agisce~ com.e primo fa.t tore la temperatura » .· non possiamo escludere che .a ltri ~ele·menti vi contribuiscono; cioè la. loro ~composizione chimica, il modo ancor oscuro di combinarsi con i liquidi dei tessuti,. la reazione di questi e da ultimo l& radio-attivìtà. . Quale di queste azioni abbia il predominio nei singoli casi, se un.a sia coadiuvante d·e ll'altra, fi.no.r.a non ei è dato sapere,. ma.lgrado i nu· merosi e continui studi che si fanno in proposìto.
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~. -LLA
OURA BALNEA'BE DI SALSOHAG610JlE
e Paz1one però, come vogliono alcuni, foss·e do·v ut.a. alla temp·era. tura elevata, la. quttle drminuirebbe la. esa.gera:ta. irritabilità. e s.e nsibilità della parte amm.alata. e provocherebbe, una i pere mia che determina l'assorbimento dei prodotti es:sndatìvi, si trov.e re.b be nei comuni ba ni caldi e nel metodo alla Bier, .come nella proporzione. di :sali e ·e di i odo artificialmente oom bi na.t i, un .mezzo comodo, facile ed e.oonomico per sopperire a.Ua cnr.& negli stabilimenti termali, dove a.ceorrono a.mmalat.i che ne traggono va.ntaggi ·e videnti ed indiscussi. Bisognerebbe ammettere od nn fattro ug _esttvo, il che, contra.sta con gli effe.t ti su lesioni anatomiche constatate.,. od un.a proprietà. delle acque, speciale, che oggidì si tende a s.piegare con l'azione .radio·a.ttiva. ~ ·Q uesta teoria va. acquil'J.tando sempre più credito, ed assai numero. i sono gli studi e lavori compar"i nella lettera.tara medicar. owenthal riferi ·ce che, i raggi ema-nati dal radio si. dividono in oc~ 1 - r I primi, ohe sono da.ti dai ioni posi ti vi, non posseggono che una car~a ca paci tà di peuetrazione,. mentre i eco n di, che pro·v engouo da elettro.n i negati vi, ol tr.e a produrre fosfora eenza, risoaldano assa,i fortement·e, determinando un movimento d.e ì corpi ehe incontrano sul loro cammino. I raggi r sembrano dì natura identic.a, a quelli R"',nt,gen e precisamente generati da.i raggi '~t nello ,st~esso modo in cui i raggi X so.n o generati dai :ra()'gi ·Catodici.. - Ls. radiazione., cbe emana, in maggior o minor grado d a certi minerali in soluzione nelle acqne, consta essenziaJmen te di particelle negati ve o positive proiettate in m~ niera, esplosi a. Da 'ali prodo·t ti di .disfa·c imento .s i a.gglomera.:no insieme nuovi corpi, tra ì ·q uali prima. l'e-naanazione uesta è stata. dimostrata da El ter e <feitel nell atmosfera; e l'aria dell alta montagna. ne -a.rebbe as ai ricoa; con·fiiene dapprincipio sol t .n.to raggi :x . ma i scompone nell'or&anismo dando ori~ine ai ragO'i @ e y. ,i eracle appun.to dì ave.r trovato nella emanazione, lo spirito delle acq u sorgenti, q uet po~ere ~cioe oh·e si fa seu tire in particolare nel I uogo te o deUa org·ente,. e . endo l' em.a nazione del radio e&rattenz ~za:t a. da una scotnpat..-.a progre. :siva,. dimodochè ogni quattro giorni es a dimi .. nuirebbe della metà. La magqior }H.rte d·errli inve: tigatori che trovarono neUe a·c que gas e olidi ra 'io·attivi, sp cificano i corpi da loro scoperti; sia per la legge d Ua. disatti azi e della emanazione, ia per la. l gc;e della disat ivaziot e de!Patt' i à in otta,. co. 1 chiama a pere h~ i 1 rodotti rad· o-at· ti v l i dei o i tano nei corpi soli i comuni an do loro una.. radio-atti i t' ~ m por 'n a L ne:, i n - otto qu. l form il ra io .si la. ci incorporare n ell organi mo, n on · ancora, ben d m a· eon vero imiglianza si .up· i one cb e la e1na u . zione g' un;::la n · l corp con la ii al azione+ tccom 6
:-sULLA C RA BA.L XEAB E DI SAL OMAGGIORE
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la radio -atth~ità d:imostra la trasformazione di spe(~.Ìe a.t omiche in a.Itre differenti, il che dà una nuova conferma alla teoria elettrica. della ma.te.ria, così e supponibile ch.e le correnti elet.t riche. modi6chtno d.i. tal modo l& superficie mucosa o cuta.nea da permettere. H p.a.ssaggio di sostanze r.adio·attive ohe influiscono favorevolmente. stdl'9rganismo ·e questa. azion·e sarà tanto più energica. e·d attìv.a quanto più. sarà svi· luppa.ta in · sìto. Una. azione d1retta. delle acque per le emanaz.ioni dipenderà molto dai tessuti, cioè dalla. qualita loro e dalle co dizioni spe-clali n1 cui si trov.a.n o .· cosi si è no·t a·t o che il punto di attacco sarebbe~ in prim.a linea la sost.anza.. cromatica del nucleo c-ellulare dur nte i · ari s adi della cariocinesi,~ donde lo. ulnerabilità delle nellule, .specialmente nello sta.t o di germe,. ed altresì di tutti qt1elli organi ·che, ooma le ghian-dole, sono contraddistinti da viva produzione cellulare. In genere ne risentiranno perciò- tutti i tessuti :a·mmala.ti in cui si ha grande rigoglio di ricche,z za cellulare, quindi ad. accrescimento t'apiào, come appunto quelli di granulazione. Il beneficio non ha luogo per qu·ella. a.z ione ba.cteri~cida es arei tata ·dai raggi, che è stata. messa in evidenza da. osservatori di versi, n è per az1one sui globuli ro si o ugli immuncorpi, ma .sola.m ente per un'a· zione sui fermenti.. Luwentha.l riporta tale effetto fa·v ore.v ole alle ema· nazioni, e lo avrebbe. 1nes o in evicle -, za in v.it1·o sul fermento autolitico. gli fu condotto a tali ricerche dalla osservazione che in malattie curate alle fonti minerali si tratta. per 1o piil di assorbimenti accelerati di residui infiam matorL Anche il ferm·e n to d i a tasico di v·e ntere.b be assai p i u at.ti o dopo un breve periodo di inibizione. In. relazione. a questi fatti starebbero anche i :risnltr..ti delle espe~ rienze,, di prossima, pubblicazion .. istituite dal pro f. Gardenghi 1. uffi· eiale sanitario di Salsomaggiore, neHe quali sarebbe venuto alle se.. ,u enti conclusion1 :· lo L acqua s lso·iodica, appe.n a attinta, pre enta ìn grado evi.. dentissimo le reazioni proprie d.·e lle ossidasi; 2~ QuP-t.st·e reazioni vanno grad nalmente dim in.nendo di i n tensità fin.o a sco m parir.e, i un tempo varia bile (pare a secon-da del la te m pera. tura) da poche ore ad un giorno; . r J embra esistere un parallelismo tra ]a diminuzione deUe reazioni .a.ccenda.t e, la diminuzione del contenuto i gas nelle acque e la formazione d ~i no·t i precì pitati ferrosi · 4c Si è autorizza:t i a ritenere che le reazioni in parola i ·no non gia -dovute alle ossidas1, nuL alla. presenza di metalli allo , t< to colloidale. ~ In base appunto a ric.e rche di datn. a ai re ente, si iena ad am& me _tere che i meta.Ui coHoida.li pro ouano n H organi ,mo cl ei veri fe.-
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ULLA CUR
BALN ARE DI SALSO}fAG TIOBE
nomeni d1 difesat e che le loro proprie,t à fisi~co-·c .himiche li a.vvic na:uo a sostanze che costituiscono i dìversi tessuti uma·ni .. !\.lato della. loro proprietà battericida, rie;sce legittim.o il pensare. che i jnètalli colloidali cl'eino nel nostro corpo modiftcazioni dello stesso ordine dei sieri ter~peutioi. Cosi i cambiamenti nelle fo.rm.u le .s anguigne e cito).ogiohe in favore de]~& polinucleosi, l aumento del pot·e·r e opsonico dei s.t eri di fronte ad nn. gran numero di microbi, st&nn·o a parlare in favore dal loro ufficio dir·e tto sui ·processi dì fagocitosi.. Agevolando la. diminuzione delle urine., ess1 possono spiegare un .a z.Ione importante nel decorso delle setticemie e tOissie.:mie L' organismo assimila &ssai meglio le sostan.ze che più si avvicinano alla costituz·i one :fìsico~cl imica de'.suoi elem.e nti. Basta pensar~ che esso è pr1ma di tutto composto di sostaDze allo stato colloida1e e si difende contro le. infezioni e le in.tossicazioni per mezzo di fenomenì chimico-fìsi·ci, che so.rebber · in re pporto ~con le acque minerali,. coi gas sciolti n eH·acqna e perciò. fors·e·,. eone emanazioni. -on si può quindi escludere che un tal!e meccanismo favoriso.a leazioni del rica·m bio nella. cura delle acque termali; il che sarebbe anche. s.u ffraga·t o dal fatto ehe nelle cure, balnea.r1 con acque esport.a .t , queste, pur conservando i loro componenti, perderebbero le eman.a.zionJ .. Di qui la mancanza di quegli effettì benafi.c i che da la cura nelle Io .. calità dove son situate le sorgenti. In questi ultimi tempi vennero :a.ttri bui te alle ·e manazioni del ra.d io altre d ne proprietà as· ai i m portanti; l'influenza <Sulla solubili t . degli nr.ati {Gndze.n t e l'innalzamento d.el quoziente respiratorio. Nella maggìor parte delle fonti cllrative sono state dimostrate ema.n azioni; perb non. v·e nne dim.os.tra.to :a ncora il rapporto tra. contenuto in radioed azion·e terapeutica.. La ra.d io-attività nelle acque di Salsomaggiore fu osservata dal do t t Boselli,, e oonfei-mata poi con più a m pie rìcerche dal Ba:ttellì. Da. queste risulterebbe che in dette acque si riscontrano i prodotti gas·o ì delle so tanze radio-.a ttive., m.a non le ·osta:nze. primarie so h e. La radio·attività ha carattere transitorio ed è dovuta in ma sima alle em.anazioni dell'attinio .. L.' atmo f, ~ ra di a.lsomaggiore possiede in alto grado radio-attività. Tutto porterebbe a pensar·e ehe l'a·t tività. inerente alle a.eque. sia. dovuta ad un prodO'tto dì disin.t egrazion.e. di una sost;a.nza. radto·&ttiva che a~ccompagna i gas; q ne to spiegherebbe la. grande proprietà radio-attiva de.ll atmo ·fer.a-; un'altra prova delle emanazioni dei gas in alsom.a,ggior-e si a re bbe nel deposito di radio-attività indotta, che è sempre risult.a.to di tra formazione di una emanazione 1-&dio-a.ttiva.
:"" LLA c- RA B ,
. B RE Dl
AL. ( ~tA GI RE
:Me:ntre si attende che studi ulteriori contribuiscano :a lla soluzione dell'intrica.to problema. dell'azion.e delle ac·q ne. termali, .n on essendo il loro potere radioattivo an.cora suffioien.te. a spiega.rla, siamo indotti a pensare., nello s.t ato attuale ·d ella question(i, che dalle ricerche del le orine rispetto alla loro conoen.t razione prima e dopo il bagno,~ dalla condocibilità ele·ttt-ica, dalle· prove col viscosimetro nella q uantita ma -giore di sostanza coHoi de dopo il bagno, d.aUa te:n.sione ,s uperficiale· risulta cbe -che il m·eccanis.mo che s1 e.splicB! neì bagni termo-minera.li,. e dovuto a fatti di na:t ura fisico .. chimica, sotto l' influenza di correnti eiettriohe dovute a ionizzazt.one·•. i attiverebbe in tal gnisa. il rica.m bio cellnl.are in.i bito dalla produzione esagerata di so.staDze nocive che si :a~ccumulano 11ell'orga.ni n1o e che non possono v·e nir eliminate per gli emuntori n.&tuta.H o trasformati, per incapa.c ità ed insufficie.·n za della. eellu.la stes:sa, la. quale, per eredità ·O· per speciali veleni,. ha perdu·t o il suo pot re di attìvità. Converrà quindi studiare aso per ·Caso, perchè il benefico :lnflu., ·o:s i farà. sentire piu o meno a econda del tempe;r amento· deH;età. d.e1la persona, della natura,. del grad.o, del tempo della Jesione,. del potet· . radioattivo deUe acque tenendo pre.sente c'h e la. cura se ·v tlolsì ·effi cace, ~dev·e farsi sul luogo d.elle sor&enti, perchè,.come 1 s i è accennato, esse perono se trasportate , deHa loro piu grande proprietà. -oi sappiamo che alcune di esse ride .t ano in grado maggiore m i n ore i processi assopi tt. Bisognerà percio regola.r si in ·modo ·c he P i nsorger s·a moderato, non tumultuario d.a n.o n rie ,c ir dannoso. Co.ì iu oerti ammalati possono provocare· nn ·e retismo cardio..:vaseola:r-e, che pe,r si t·e· parecchie settimane d.opo la cura., ed. avven.gono accessi conge-stizi attorno a1 corpi fibrosi residui che ne accelerano lo .viluppo. La 'r·e azione è varia: Je pe.t-one linfatiche risentono in generale molto. vantaggio dall'uso di acque s.aline, s.p ecie da quelle di a.Isomaggiore ;: m n.tre le neuro-artrìti he son più ;So.,~g· tte .a congestioni e devono· perciò essere trattate oon molta circo~pezione. I fenomeni acuti cos i-· tnis ono in genere -una formale controindicazion-e .. Dove però le. acqne di alsom.a ggiore mostrauo 'la ·fficacja loro · nelle malattie determina,t e da sostanze to .i ch·e, sia di provenienza e"o.. gena che endogena, come nella. sifilide e nella scrofola, il ·che, sembra .a ndar d.i pari passo ·coi risultati meravigliosi v·e rament·e, otten·ut.i neU a .f feziont dell'llt,ero ·e d.e gli an ne si, che trovan in un suh" trato infettiv la. loro ezìologta, nonch · in ceit·e anemie deJla pubertà.. determinate,pur e se da anomalie dì :s e erezione. delle ova1 . Certe al teraztoni d el rìcam bio tvo vano pu.r qui la loro speciale indicazione, q uaudo sono di natura tossico· infettiva o dipendono da dis-crasie .. E perciò ·Che nello - .abiHmento fi -
GioNtate di ·meJki~a ·mfWat·e.- Fr,sc. 1\ -V.
~ULLA
CUllA BALNE RE DI SAJ... O.IIAUGIORE
militare di Balsom.a ggiore d.o vreb bero a vere ammala. ti di tal genere n n. più largo posto. La. cura. però dovrebbe andar compagna a.d un regime dietetico con indirizzo medico opportuno e variato a. s.e conda dei casi, e questo, pur troppo, bisogna riconoscer lo, manca in _alsomaggiore., eccezion fat & per le persone accolte nei anator1. Tale appunto è da mnover,s i a quasi tutte le nostre s.t azioni balneari,. do e,, a differenza di quanto si pra.tic& altrove., e sp cie in Germania., le norme igienico-dietetic.h·e sono subordinate al capriccio di ciascuno. Questo certo non vale a rilevarne. il r ito, mentre per la ·efficacia e bontà delle a.cque e per condizioni di lima nu1la abbiamo a,d lnvidiar·e ad altre nazioni. Come ~coronario delle sopraespo ·t e considerazioni in riguardo , - ecialmente. al per · on;a le militare, credo opportuno di a anzare le eguenti proposte : o Che lo tabìlimento militare di als:omaggiore· possa acco .. gliere anche gli ufficiali dell'esercito e dell armata, che ora sono obhl.igati a.d intraprendere la cura ìn stabili1neuti ci iH, con grave ,sacrificio pecuniario.. i rende nec s aria perciò la. co . ruzione od .a dat-· a1ne:nto di un padiglione. speciale., il quale dovrebbe a. vere per.son.ale medi\,;o ed e:s. er dotato di materiale per le indagini scientific1le per lo studio e p r le c 1re n eessarie. 2" ,.arebbe conveniente per maggiori studi e per usufrnìre di altre cure, che l a.c ue minerali en.1ss·ero a sunte d ll' Amministr.a.. zi ne militare ~. ~ Che le mnte fossero protratt aH& d urat:a. di 20 giorni rtte· n.endo ~i in ufficienti per una eura. eftieaoe i 15 at·t uali. Questo in ba e ad esperienze e f: tti desunti da prati he o ervazioni. ° Che per la. cura delle derm.a tosi oomuni, essendo più indicate )e acq ue sulfur·ee della vicina Tabi&no, fosse a dìsposiz,ione ogni m· t· tino per i bi~ognevolì di tali cure, un carro di ambulanza il quale a bagno ultimato,. li ri onducesse allo tabilimento di al . omaggiora, e . endo la di ta11za di km .. circa. (1). · ., "be agli tabilimenti balneari militari - come si è proposto g ià a 'tra voHa_, fo.s ro ;a nn . i i depositi di conval soenza dove i ric o · rati che ono per l più di rnalat ie chirurcri he trov rebbero una efficace cura compl ementare. Qn . t;a i potrebbe. ottener , dotandoli di .a ppar ccl~ i ·in .. i t rapun d el t triei emplici ora. in di tribuzione. .a li . p eda l i m ili ari. De ti . ab: li menti con p· rsonal - e ma t riale (l ) n l\{ i n i' l d ·U • d rt ~l o. i ~ l• ei li o i.
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l]tQ la prnp ta d ·. U eu ut ggiot'e dell fan -. · tu re in
l ' LLA CURA BA.LN EARE DI
'259
ALSOMA.GG lORE
.-con ve.n ienti, potrebbero stare aperti tutto 1·anno, sostit·n endo i depositi -di convalescenza; il che, oltre. di tornare di ve.ro ed utile gìovamento. per gli a.m m.a lati che possono ìnizia.r e cure termali e cinesite~ rapicbe. ,, .:Servirebbe di no·t evole. soarico agli ospedali militari.
BI.BLIOGR FIA. · ER N .. NE -· . ER ,; · R ·~. Ei11e serod1''arrn.. B akt. b i , yph (Deul Il e m cliz .. Woch. l 06) . Fon..·eT l HE ~ 'KY Er F. ~zrn .t.Ert . Ro . FELD. - Spe-· i(ut~fu~ - ied rschlau bei Ltu~. (D atsehe me(liz. Wo h .• 1907). PoR ·E • - Metltode der Berodiag . dr ypll. (W i .1" ~· klin. W od •• l 9os '· Pon E und 1\'IF.tEn.:. eber die R·oUe d :r I~ipoide b i der lV. Syphili r ak:lion. (B' -,·rn . . A:l ·n. Woclt., 19Q. ). No cui. - .Ei u flir die Prax r geeign. leicht au ftihr bare M thode der rurmliaqn . b i , 'ypl. (Miind . mediz .. Woeh., 1909), LEv n TI ·e t JAMA o CHI ·~ R ec:/1 rclt. tutr l' ·ncub. dane la yp/1. (C. R.. oci té d.e Biologie. 190 ). 1\II HEI.[ e B ORELLI. - Os.s rvazioni c,l 'nich lt.dla Si rodiarmoai ,d •Ila ifilirJe. (R ~v. Clin.. n. 19-20 l 09,. HALDl~- DAvr . The · erum D .i agn. of · ·yph.. (Th B~nt. ,J ollrnal of D ttrmaL; 19()9)
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ll'V r8i mt!todi
1' rod1~agr1. per la
':{lZ:de
con-
1
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260
t ER LA C R B .\ LX· ARE Dt .ALS ;:\11\, •lORE
V. GA UTIDER. - Le cognizioni altual· tllla biologsa . U:ra:pia. d lle acqu . " in-era ii.•. '( Morgagn ·, Parte li 190 ').. Liiw:&NTRAL Ve: ~ 'n filr inn. M d1':c. und Kitul, in Ber.lin~ 1909. B 1 rno ·. - Re.lazion aul anatoriam d.' a-laomagywre~ 1904. BATTELLI.. R lozione al M unici p ~o d· • al~ma.ggiore sulla TadioattitJilà d ll •· a.cq tl eli Salaomaggìore. BERGELL und BIEK • Exper-i~t.n nt. Ut~ft'rsuch. iib r die :p hy iol. B' d . tt. dr Radioakt. de-r M :mralwà, s r·. (' Mù"t? h med. Wocll.. 1906). BDLLJNG.• Bei.trag zur Emana-t. (Ber.Un .• klin. Woc.h., 19· 9). LorwEN7HAL. U ber di-e ltl irk . d"e·r Rad ma.n . auf d: n nsdien. (B rlit1.. kl"n W or h .• 1900.- 1 l7) . N GEL 'lt rnr. - D ·e th rap. V rl ·end. der Rad• .E m. (B rl. klin.. Woch.,. 1908). Go·B.NER .(Bla.ae i·t z). B .hand. rh utn. Krankl. m. ~t r.adioak~. ub t. - Versamml d frei n Vere·in f\i_l' inn. Med.iz. in Ko·ni e.ich achsen - Bautz. n m&g io l 19. U. PRATI. ùllo rCJdioattiviià di jQn.te Br-occa. 1909. Vm.u., TEI. • lER e RoQ- E. - R umatismi. uovo Trattato di Medi . e Tera-pia. Brouardel e Gilber't,. G. G.\.RDEN m. - Oomunica.z :on · 'VI'rbali. Geno.o.io 1911). M. E . J ~TR ~ • - PhérapeUtique C:fJlloida le n ; yphi.l. t ~n· D ·rnwol .. {. nool. a • .Afalad. nn.. 1910. &
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LA PRATICA OTORINOLARINGOLOGICA NEL
IP'1RTO C.HIRURGICO DE'LL-OSPEOA.LE lliLITARE Dl LirOHNO SE,T fEMBRE 1908 -DICE ' BRE 1909 (J) Per il. d.ot.t. Pietro To Jetti; capitano medioo
Il m.e ra viglioso sv:luppo determinatosi nella me,t à d.el secolo scorso -e, accentuatosi in ·q uesti ultimi dieci anni per lo studio delle malattie deJ naso, della gola e delle orecchie non ha trovato indifferente un valoroso manipolo di medici militari, che con i loro la,v ori originali ·e con se·v erità dt studi eoncor.lero ,a ll'incremento di esso, specialmente nel ramo clinico e m.edico·legale. Allo scopo di dìmostrare l' i m porta.nza. che le discipline otorinolaringologiche posson.o avere negli ospedali militari ho creduto oppor· tuno riferire su di alcuni casi c1iuioi e medico-le~gali degni di nota, da me osservati nel periodo di tempo sopraindieato nel riparto chirurgico delJ'ospeda]e, militare di Livorno. I riparti chirurgici sono quelli che riuniscono il maggior numero ·di ammalati della nostra specialità. Durante il periodo di tempo di ·circa sedici mesi, ehe intercorrono dal settembre 1908 al dicembre 1909 inolu ivo ebbi l'incarico per ùn periodo oom plessi vo dì dodici mes1 d1 · ·dirigere questo riparto, il cui mov ·,mento in ammalati risulta dalle, cifr,e ~che seguono:. Dalle rice~rche fatte è risultato che sopra 1088, ammal&tì di affe,. . --zioni chirurgiche generali, di occhi e di malattie della pelle 91 erano .amma1ati d'orecchi e 88 portanti .affe.z ioni del naso ~e della gol&. Come pure sopra 260 operazioni fatte BlU vari organi e .s istemi organici ,9 6 furono di s.pettanza. della specialità; con rapporto cioè di 12150 p ·% ·con le altre malatt~:e e di ~circa 14 p. ~6 con le operazioni pratic,a te .. I numeri che indicano gli ammalati della specialit8. sono ben lungi ·da,l ra.pprese11tare l'esatto competo dì quelli che rea]m.e nte sono, queste -cifr~e non hanno che un valore puramente relativo. l\{olti ,a ffetti da malattie del naso e della gola ven.g ono ammessi ei reparti di medicina. e dei ven·e rei; COSÌ la. forma di coriz.za. acuta, 1
(l) omunica.zione fa,t.t a al XIII congresso di otorinolaringoiatria. tenuto in Roma .n ll aprile 191 o. 1
'262
LA PRATI C
OT'ORINOL _RIN OLOGIC
:s'EL RIPART
CIH UliRG l '
, ECC.
di coriz.z a da fieno, corizza, cronica. semplice, molte form~e di etmoi diti e sinusi.ti con modica sec.rezione ; le angine cata.rrab., ve·s oicolari follicolari e dif'tertche; le. forme d'adenoidi te acute.., }e, la.ringiM. catar· raH acute e~ croniche; le forme consecutiv a malattie infettiv·e e tntt J.e affezioni n euro muscolari del velo pendolo., della laringe, e in.fine,· la pa.ra.lisi del facciale e l affezioni sifilit.iche d1 que.s ti organi Altri poi ve1.gono inviati in o.s ervazione, e quindi nel r:is,p etti vo · riparto, dai con igli di leva.., dai distret~ t1 e dai corpi, rapprese,n.t ando· nn num.e ro di casi abbas,t anza con iderevole. Per Panno 190 essi fu rono in namero di 79 per le ma..la.ttie organiche e fu · zionar d·e ll orecchio ; di cui furon riformati 1 , diehiaratì rivedi bili 4.5, dichiara ti idonei 11 e inv1ati in licenza di convalescenza 4; mentre poi fnr·o no in numero di 14 per malattie del naso, della gola, e della larin.ge., compre a. Ja mutolezza e la balbuzie. i questi ultìmi furono riforma.t ì , rivedi· bili 2, di ·hiarati .idon i 2 e inviati in lìce,n za di · Convalesc~en. za 2. La. sproporzione fr'a ]e· due ,s tati tiche delle malattie d'orecchi e queHe del na o e della gola, in parte è determin:a.ta :a nche da.Ilo spirit delle disposizioni regolamentari, che per il m.a ggiore numero d·e lle malattie d Il orecchio stabdiscono tas. ativamente l'osservazione n.e ll o pe~ d:a.le militare e la rìvedibilità. e d un q ne al nume~ro opraindicato degli ammala ti della speeiali à .s i aggi ung s··ero anche quelli d eli os ervazione e quelli ~che entrano nel · reparto medicina sia per malattia del. na· o e della gola, sia per altre malattie con complicanza di a·ffezione· di detti org.ani, noi verremmo a · abilire u.n a percentuale di ammalati abbastanza rilevant·e e un mate·r iale di studio di gra.ndt simo ìnteres e. A giustificazione~ del m10 asserilo rei t1vo al nu·ro.ero non indifferente di .a ffezioni rinolaringologiche, che pa.s ano per altri reparti ~e sfuggono quindi a.ll'osserva.z ione e allo studio più. specialmente di quello,. che e· fos ·ero riuniti in un unico reparto, dirò, che nei primì del corr·e nte . anno (l lO) ebbi occasione dì p re tar s rvìzio i n un reparto di medicina. per circa. otto giorni, e~ oltrechè curare un num.e ro :r ìle ante. di .a.ffe,z ioni della laringe della bocca e delle tonsille, do ei praticare t.r e interventi operativi, cioè un ,a,.p pertura di :flemmon·e, peritvnsilla· e sìnistro in ammalato di catarro bronchiale, e due estirpazioni bilaterali dì tonsille mediante spezzettam nto.t ·e ciò in breve periodo di tempo e durante un servizio puramente· i ne~ dentale. Altro contingente, che ;s fugge alle am~e dello specialista come a.Ua statistica. è dato da. coloro i q u.a li ono por a:tori di r liq nati,, che pa. • sauo inosservat1, quando abbiano determinato un certo grado di depe r1mento organico o di oligo·e mia o di cardiopalmo .. In. que tt casi non s· -
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PRATICA OTOBINOLARINGOLO ICA N . L BIPAB.T
CRlRURGtco, ECO.
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va ad indagare se la malattia in atto dipenda. o me:no da. cause, che sfug.gon.o ad un esame superficiale e sono ignorate sovente dallo ste,sso individuo, e se interventi, che potrebbero esse.r e bene accolti, potessero modificare in un tempo più o meno lungo le. ~condizioni dell'infermo, più che non faccia un periodo di tempo passato ~n licenza, o il ricorrere a provvedimenti medico ·legali transitori, nella fondata ipote,s i di una favorevole trasformazione dell'organismo, ancora sufficìentement ben conformato e valido.• Tutti questi elementi in genere sfuggono a.IP occhio del medico gen.erico e. quindi l'epifenomeno della malattia assurge a en.tità morbosa. per la rivedi bilità,, o per la riform;a.; offrendo risnl ta.ti statistici in.e atti. Questo è quello, ch·e generalmente si rific~ e che non può ·essere differentemente; poichè noi stessi, che con que~ ste discipline abbiamo giornaliera. dome tichezza, sa. ppìa.mo quanto facilm·en te certe particolarità possono sfuggire e la difficoltà nella quale. si debbono trovare coloro ohe non abbiano delle nostre discipline una co·m pleta conoscenza N o n pertanto esistono anche casi s pori\dici in cui l oculata osser.v.azione ha precocemente :r ilevati i sintomi di una malattia e provveduto per gl'incombenti medico-legali. Così il decorso anno ebbi occasione di osservare un caso di affezione della laringe in un soldato del 17° reggimento fanteria, affezione che era. passata. inosservata, ai vari sanitari ehe l'a veva.n o visitato, nonehè a.llo stes.so ammalato, che ne ignora.v.a completa.m ente l'esistenza;. m.a in seguito ai disturbi respira·t ori1 eh insorgevano specie nell'uso dello zaino, nella corsa ecc., fu :ticonosciuta. già dal medìco del corpo e minutamente descritta la ve.r a causa dei suoi disturbi in un'affezione lo· ea.lizzata alla laringe, ohe ne occludeva pur parziaJmente l apertura. respiratoria (1).
* ••• Dall same dei dooumenti statistici emerge 1l fatto, che il numero più considere~ vole di ammalati dtorecohiò :si ebbe nei mesi d· dicembre, ma.rzo e maggio, mentre il minimo cadde appunto, nei mesi di agosto, settembre, ottobre. Il luglio pure si mantenne al disotto deHe cifre dei tre mesi invernali e primaverili suddetti,. sebb ne in periodo di forza massima . e à uran te le mute h al n eari marine, di cui q ue·. ta ·Città è sed·e· per il corpo d'armata. È generalmente ritenuto che i bagni di mare favoriscano lo s ilnppo di malattie d'orecchio e specialmente la riacutizzazione di malattie pregresse (Tr··Jtsch (2, Luoae (3), Schwartze (4.,, exton {o)·,, Mar· tini (6), Cozzolìno (7),. Gra.zzi ( ), Villares-Ostmaun ed altri)
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LA PRA'T I A OTORINOLARINGOLOG JCA NEL RIPARTO
JllR1IR·G IC01 ECO.
n ~altra part,e una. se:r ie non meno autorevole d'autori (Griiher ( )., Magnus (10), Castex (11 ), Bobone (12}, Balla. (18)) pro}'endono per la. fa· vor vole infiue· za, del clima m.arino sugb otopazien.t i. In generale, nell'esercito, come asserisce Mancioli (14), ·dt:fficilment.e possia.mo osse:rva.re tutte le svariate, forme morbose,, che. si osservano nella ita ·civile in cui ·el mentì dì differe.:nte sesso ed età e di svariate costitn:zioni or-ga ieh.e ·c adouo sotto l'o servszione del medico. ·Q uindi i risultati statistici, eh ~i risultano sono re]a.tivi a e~le menti gto ani, sani e robus.t i, che possono a·v ere a uto precedente· me n te gra·v i forme. croniche aurieola.ri,. di cui l'ulteriore maraviglioso vilu I ·po organico da lungo tempo h.a fa,t to giustizia. Tuttavia essi ci dioo.no,. che per Livorno abbiamo nn massimo di morbosità nella primave.r a e nelPinverno, un minimo n ll'estate e nelr autunno sebb ne ~Sia stazione balneare. per i soggetti hnfatie1 e con preeeden ti sorofolosi di qnasi tutti i solda·t i de ll'Vlli corpo d'armata, e cioè VI affiuiscono ele·m enti disposti a con trarre forme morbose .auri col an,. o ad a ere delle riacutizzazioni d1 .quelle, c.he in u.n ,ce.r to nn~ mero di essi ;s i riscon tra.rono fin dall" infanzia.. Questo starebbe q n.indi a con va.lidare l 'as·s erto di coloro, che~ com.e il obone (15) e il Balla (16), sost.engono l'uUlità dei ba.gni di m.a r·e e. l'opportunità di ·Oonsigliarli con limitate precauzioni, a:ncbe· in. individui a precedenti otopatici La statistica insegna. che gra.n numero di individui souo portatori d'affezioni d,or·ecchio. Tr·· ~tseh dà una media di un terzo dell'intera popolazione, e Ba.rt.h (17) ritiene che .f ra l e reclute si a.bbia il 7.2 p. 100 di ammalati d'orecchio; da.l movimento d l repa..r to risulterebbe uns cifra. a,lquanto più ele,v.a ta (8.7 p .. 100) fra ammalati. d'ot"eochi e quelli entrati in cura per :altre malattie . ln ogni ·m.odo i giovani dànno sempre il massimo cont ingente,. &.'D· che perohè gli otopazienti socc.on1bono in giov.ane età alle complicanze determ.i nate da q uest a.ffezionL Lucae (l ·) afFerma., che appunto il -4 p. -. OC· degli otopaz1enti stanno fra i 21 ·e i 50 an.ni di e à. Le princi p.ali forme morbose osservate ne l reparto furono : Malattie d eli 'or-ecch.io: N. 2 Tamponi di cerume . ,.. 6 urun.colo ì dell'orecchio . Eczema d. l padiglione e del condotto . .. »· s :. l Asce si del lobulo . Erpe d l padiglione (intercorsa in un caso di otitc ,., l a.cu a.) Ci · ti ler.moide deH angolo inferiore del padiglione. » l
LA. PR.ATJOA OTOlUNOLARINGOL GICA NEL Rll::. · :RTO CHIR RGICO, ECO.
2 O
N. '2 Otite media ·c atarrale acuta. . . Jlo ,. ... cronica. • l Nevra]gia dell,acu:stico e del fac.ciale ~ l ... l Laberintit.e sifili ti ca. l Labe:r intite traum.a tica. :. 36 Otiti medie, purulente. croniche ria,c utizz.a.te . D ti ti medie purulente acute unilaterale e bilatera.li »- 22 Otiti medie pnrulente croniche con polipi. • 4 Obiti medie purulente croniche co.n mastoiditi ., • 2 »5 Otiti medie purulente at~ute con mastoidite, . Esiti della tra panazione della ma.stoìde . 2 • Malattie del naso: Epistassi. N 2 Furnneol0:si delle narici .. *' 2 :. 2. Deviazioni del s.etto. » 1 Ulcu.s septi. Sin.nsite masoellare .. l :io· Polipi na.·s ali . 3 Jlo 7 Riniti ipertrofiche . Riniti atrofiche . l Jl. Lupus delle pinne nasali l Ferit.e la.cero-contu,se 2 Fratture delle ossa nasali . • L Malattie de'Ila faringe della lingua. e della laringe : Ulcerazion.e del pala:t o molle (non sifilitiea.) .. N. l Tonailli ti flemm·o nose . • 4 Jlo Peritonsilliti fle,m m.ono.se • 9 ,.. Tonsilliti i pertrotìche. . 5 .• •· Vegetazioni adenoidi ~ • l ,.. l Ascessi della lingua. Carcinoma della base della lingua. •,. l Polipi laring·ei. .. ~ . l Fra. il numero dei c:asi segnati in ques·to elenco e le cifre sopra... indicate si oseerv.a una differenza di otto c-asi in più nel primo e ciò non rappresenta, che nn errore appa.re~ nte, dipendente dal fatto, ehe alcuni ~casi a.ffini alla specialità furono nella statis.t ioa ufficiale regi · strati sotto albra rubrica, come per es~ mal&ttie della bocca e. dei denti, ascessi, fle.m moni, tumori ecc~ Altri dasi poi :s i determinarono in indi vidni entrati in cura per altre malattie,. per cui nell elenco generale furono cons.idera.t:i in. base all'affe,2ion.e p:r lmitiva, con la quale eran.o sta.t i accolti e dimessi dall'ospedale. )lo
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LA PRA:TIC
OTORI !OLA.RING.OLOGIOA _E!!L RIPARTO CHIRUR ICO, EOU.,
Le operazioni pra.t icate per ~SJ.la t.t ie del n a o della gola, e delle orecchie furono 3· , così sud.divis~e. Operazioni sulP a-p ofisi .m astoìde con trapanazione, e apertura. di as e si . Opera.zioni aul padig1ione e condotto ll.ditivo esterno • »- 2 Parace.11te.s1. timpanicl1e . » 3 E· trazioni di polipi del condotto . ,. l perazioni dì a.ìnusi e m&scellar·e . 1 urbinotomie . 5 Re.s eztone sottomuccosa del ~etto n'asa..le.. » l Idem de,l la spin.a del setto. .. . l Polipi nasali ~ » ~ sportazioue della ton~illa faringea. • »- l To11sillotomia bilaterale • » 1 Ide-m u nila.terale. • 3 ~pezzettam en t o delle tonsille • Aper·t ura d1 ascess1 pentonsillarì :. A.p ertura. di asce si deUa. Iino-na. • l A: portazioDe d· polipi laringei » 1 on si ebbero .a deplorare d e~ce.ssi per malattie della spe·c iali ,à_ Per i soli oto-pa.z ienti le recenti statis iche· dànno cifre variabili f~ . 1.2 e 1.5 p .l ·O secondo uppert {19), mentre Burkner ed o:ffnorde~(20) le fanno a .. eend re .al 7 p .. 1 00~ Dalle re1azion i .s an i ar-ie compi late dall'isp t tora o di sanità m.ili tare risulter-ebbero -c ifre o cillanti fra 112 e il · p.100 (. pina (2l,Nieddu ( - }·) D·e l re to sopra 1 lQ-:- ·a ammalati non si ebbero che due oli decessi, ve1ificatisi il ·p rimo nel ma.r iriaio R. . proveniente dal reparto di med ·cina. con fenomeni di occlusione. int stina1e, che al tavolo opera· torio ri ultò dovuta a peritonite pn:r ulenta in attot estesa e diffu .a· il secondo pure in un marinajo, . C., ·ent~ato per flemmone settico d-e lla. regione sopra.ioidea d.a. periostite alveolo.dentaria.,, di cui fu immediatam.· n. ~ e operato dando ·e·:sito a di creta quantità di pus. on potei eguire H decorso della. ma.la,ttia, pe.r cb · amma1ai, ma dal regi tro nosologico resulta ·C ,e, il flemmone ,s ~ estese ne ce itando altri interv n i· chirurgici. Nonpertanto, es endosi s iluppata un meningite, .s i V·e rifìc il dece·sso in s-e sta giorn.a. .a, di degen.zn. all ~ospedale. D confronto fra malattie a~orecchio e queHe di ·n aso e gola sta come ~O a O, m.enfr Ca1ami da. 2-) dà il 43 p. 100 cire.a. di malattie di na obocca e gola e O tino 24) cir· a il 52 p. 100, ·ciò in probabile dìpe-n~ d en z& d.e lle os er azioni precedentemente fatte, e, cio e che gra.n pa,rte dei a i leggeri,. e , p -cialmente d. eli e malattie, del naso e della. g-o1a,.
LA PRATICA. OTORINOLARI.NGOLOuiCA ~EL RIPARTO
lliRURGI o, E :c.
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sono spa-rpagliati in altri repart.ì .. Il numero delle compliean.ze ma.stoidee risulta circa de.J 7.7 p. 100, cioè maggiore di q nello dato da. Rnppert (25}, che lo riscont.rò nella proporzione del B.4 p. 100 ne·l le malattie d'orecchio. Ciò può dipendere dal fatto, che nel nostro caso. non sì tratta di servizio a:m bulatorio, maos pi tali ero ove giungono 1 casi più. gravi. L .e. otiti medie pnrulente cronìche. primitive, ria·c utizza.te dette1·o il magcrior conti_ngente delle affe,z iont dell'orecchio poi ;fHICOes. .i vamen te le otiti medie purnlen te aoute primarie o secondarie a. malattie geuera1i o ad affe,z ioni delle p.rime vie aeree. N el dee or di queste forme· morbose si ~bbero complicanze di varia natura, per lA'quali alcuni ca:si m.e ritano di es e.r e dettagliatamen·t e illu trati. MALATTIE .DEL.L''oR.EOOIUO ~JB: DI •
n pdmo ca o di ma toidit.e, omplicante la otite media purule ta . i. verifi (). nella. persona del soldato òel 7° .a rtigHeria L. I. della eia se t :88fl.•. Entrò il 60 dicembre., dopo essere stat~ circa 20 giorni in cura. a.U'in fet·mel'ia. del corpo. Presentava i segni più evid.e nti della. ma.stoldhe in atto., febbre con tum.e ·a., zione e s.uffu.sione ven osa deUa peUe, che ricuopre lo. n1astoide , c.h e era do len t e alla prP.ssione e alla pe.r cussione. Dal condotto udi t 1v o ristrett<> fuoru ci va abbondante pus ; l'ud '.to abolito per v.ia aerea • il W laterS:Jiz:z:ato a destra il R' écla:tant, nistagmo notevole nelle posi.. zioni estreme dello sguardo, più accentuato se dire.t to verso sinistra. L'esame della. 1:[ T.. dimostrava una p rforazione, del quadrante a.nterio·r e inferior e, non fnc ·lmente visibile per la sten-osi del condotto. A.tto operati o. In morficloronarcosi sì procede alPop ·razione oon1e nelPanti.,ec~ tomi a alla ScLwa.rtze, si riscontra una. masto.ide tipo pn.e umatico, in.yasa nella quLd sua. totalità do. granulazioni.. '"i abbatte quind.i tutta la co·.r ticaJe e si aprono le 11ule, ma toidee su vasta uperfìcie si asport.a parzialmente la punta e si. mette .a llo scoper·to l'adito, Nella. ~"\l'te superiore deU antro e posteri.o rmente con eu c -hiaio tagH n te si e portano· masse di granulazioni., ebe invadevano gruppi di cellule mastoi ee ci:rco tanti al1'antro e al .s en.o ; zaffamento e medicatura asettic ·. L'andamen.to· della guarigione fu. regolare. L'ammalato uscì H ~ marzo· l O completamente guarito, ·c on licenza di convo.leS~cenza d.i gio·rni novanta. Altro caso di m.a stoidit,e si ~ebbe nel oldato R. A. della elass:e dell8S8 del go reggimento fanteria. Indi·viduo ~d i medioc.r e co tituzione i. dimostra. oligoemico, de~ peri t<> .• Dall'età di 15 ann1 va soggetto a febbri malarich.e e in questo perwdo di temposoffrì pure di p·D eumonite crupa.le. Entrò nell'o,s pedale il 19 maggio u. s. per otite media. purulenta acuta destra.. co:n mastoidite.• La malattia si era iniziata ai primi di detto mese.,. mentre trova· vasi. in distaceamen t'O a Po·rtofer:raio con :febbre e dolori all'orecchio destr·o. eppoi dopo q ua.lche glomo co·n s,e cr.ezione d iser·e tam:e nte abbondante.
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LA PRATICA OTORISOLA.RIN·GO.L!06l.O,\ NEi; RIPARTO OHIRU.RGI o,. EOC.
Fu ricover.a.to aU'ospedaJ.e. ci vile d.i quella città, dal quale,. al comparire d·e i ·feuomeni ma.stoiditici in .i eme ad. ~umento· deUo scolo· purulento, fu inviato alno .. · Stro DOSOCOl ÌO.
Al suo i.ng.res. o ·e gli lamentava senso di p so dal lato destro del capo li-· mito.to dolore, alla pa.lpazione e percussione. deUa m.asto1de,, ricoperta ·d a peUe di ·eolorit{)· normale, lievemen.t e inti.Urata. Il condotto uditivo· appariv.a d.iscretamen.·t e amp·Ì.o, ma nella. &,Q,a. parte term.i nale, timpanica ristretto I!&US& dell'ab~&SS&• .mento della parete su p ..d ore e po teriore (sintoma del Duplay). La M. T. presentava. una p rfor.a.z.ion.e discretamente ampia nel quadrante an-· tei·i.or.e e inferiore.. Però l'a.mmala~ aveva aspetto sofferente, ·e ra visibilmente preoccupato diel suo ta6o,. anc'he perche non · empre alla; notte. poteva riposare tranquillam.·e nte pe.r un enso di dolore grava.t ivo localizzato alla :regiou.e a.mm&· lata, cbe lo m!o1esta.va. La temperatura o eilla.va fra i 87° 2 e i 37° S. A eva tumore s·p lenico . Le, funzio·n i organiche e·r ano regolari, se si eocettu& discreto· gra·do di ·d i appetenza, e tipsi. Dopo 'q ua]ehe giorno di ·Osservazione si propone rope;r&zi.on.e, cbe viene ace.ttata. Atto OJ era.tiv·o~ In mor.ficloronarcosi,. s.tabiliti i punti ·di repere, si ineid.o no le ,parti moUì e. si procede all'antreetomia aUa Sch. artze. L e~lluJe, mastoidee sono in totalità in.vase da. pus e si riscontrano granulazioni este ·e a tutta ]a. mas·toide. :Sulla. guida del protettore di Stac -e, · i. demoliscono tutte l parti di ossa earlate, si mette aUo coperto il ·e:no tra.sverso, ]e cui paret~ apparilìU:lono di colorito ro so l'inoso e cif;con.da:te da granulazioni .. Si apre. H seno per costatarne la pervietà., indi si tampona co.n. garza. iodoformica e, comple,te.ta. la toilette della. mastoide, allargata convenientemente, l'apertura del-· l a.ditu , i fa un& ·m edicatura antisettfca. Non si ebbet~o a. deplorare a.c cidenti con ecu.tivi. L ammalato uscì eompleta.me.n te guarito· del1a. ·v asta breccia ma.stoidea. prati· cata il set settem.b re pa.rte.ndo in lunga licenza. di co·o valescenza.. Alla sua e.n trata aU'o pedale la. funzione uditiva era ridotta a O per l'·o rologio e pe:r la vooe afona· ne usciva ln.v e,ce con 1/2 -2 metri di. v·o ce afona per la :s cala. numedca Graden.igo:,. percezione dell'orologio a m.e tri. 0,10; condizioni qu.e te non definitive ma suscettibili di ultedori favorevoli modlib:azioni.
a
PtoEMlA OTITICA. - V. C., deUa classe d l 18 . 6 del 7° r~ggimento artiglier.i a · o.t ·ò neU 'ospedale 1'8 aprile del ·d e·cor o a.n n.o. Sogg·ett.o ooo pl'lecede:n·t i malariei· tumore di milz& in .atto~ Non aveva mai offerto ·d i ·m alatt.ie d'or~cchi~o.. Affermava. di. essere ·d a due gio,r.n i febbricitante con H·· ve ol or di gola. .F in dal :giorno p.r ace · en·t e i erano manifestati dolori trafittori all'orecchio, ae~com.pagna:ti da rumori a bassa t~nalità. Le co·n dizioni (lr'ene1·ali l'ano bu·ane,, I.a temp ro.tura mattìnale 87°. 5, sali a. a:Ua sera a 590. L 'esame dell"oreccbio d.im.o · trava la M. 'T·. destra a:r rossata. sporgente v·e rso l'e terno· a superficie irl'!egolare, cope.rta. da. qualche squama epidermica: el qoadl'&ute pc... · t ro·- a.nteriore, si nota va una piccola bolla a s:e crezione siero-sanguigna. Scom • par. a. di ogni altra p·t uti·c otarità anatomica. ·C aratteristica d.eBa M. T., Fin aHinizi.o l'ammalato accusò dolo·r i alla. ma· toide, peeialm.ente alla pN si·on .sullo. pareti! e terna. corri ·po:n~ente all,.a ntro ed alla punta., Presentava. pure pi Cl\'to ni .tagmo e fenome.ni d.i tl'a.b aUamento nena pos'izioD:el ·e retta a.d oecbi
LA PBA~.riCA OT,()lUNOLARlN . LOGIC
N '[,
1
!PARTO CHIBU.BGI· O. ECC
2b~
chinsi· ]'udi.to era. ridotto a O per Poro:l ogio e per la. voce afona aneh9· forte. Fu praticata nella. quin;t.a .g iornata una miringo·t om.1a. in corrispon.denza della. parte p:i'i1 spo·r ,g ent:e de,] timpano, dando esito a pus 88Jlgt1Ìnolento e fu applicato un impa.eeo antisetti.co·. Al mattino d1poi l'amma.)ato era notevolmente migliorato; tuttavia persistevano dole·r i alla pressione della ma ·toide e infiltra mento dei tessuti mollj; che la rieuopro·n o. Il giorno seguente 1o sco1o puruleDto persi teva in modjca quantltà ma con· esso anche i d·olori della masto[de il rossore , l'edema della pelle, la tempe·ratU"ra serotina dli S9° 5 • .sint.omi che non Ja~HJi.avano dubb1o uUa compHcan.t e, mastoi ht Sebbene si fosse al principio della malat.tla e .s empre nel primo ettenn.riot es endo .i o e mi. piace fin d'ora. ·a onfe·r marlo, OD seguace C.O·nvinto d -1 pronto iDterv·e nto nop mancai di far presente a11a .D ir·ezion·e, dell ospedal l'opportunità di un'opera.z ione. i mesi precedenti a evamo, avuti vari ·casi. di ·o tite con e·v ide,n ti fenomeni m:astoidei, che. si erano risoluti ·con cur~· locali op,p ortune, pereiò fu ·COn. sip;Hato· di seguire pel mo:mento un id.e ntico sistema di cura con irrigazi.oni ·m edicamento e dren~ggio capillare e impacchi an tisettiei. Due gio:r ni dopo le ·condizion.i ]ocali ap·p.a :rivano mo1to favorevolmente modifìea.t e, cessato il doler~ .o.lJ',orec.cb;o, la ·ee;ez.i one· scarsa, la dolorabilita e 1a tumefa.:d.o ne dell'apo6.s i qua i scompar .a. L'esame della M. T .. dimostra..v a u.na perfo:r azio.ne suf6.e iente i.n corrispondenza dell'incisione e1 a·t trave·rso a questa. i liquidi di lavaggio facilmente penetravano nella cavità nasale corri pond·e.nte. Alla sera del sesto giorn.o con modico bri · id·o si ebbe temperatura a 40o·.5 pro~ strazioDe di. forze, eefa]ea,, pu)Sa7.iOni 120. re pirazioni an. Il mattino succe si·v.o remis~ione ~ebbrile con .s udori profusi temper.a tura 88°.7, che alla era. ali nuovamente a 4<)0.7. Es endovi stati precedenti malariei furono pTa.tieate injezioni ii bicloridrato di ehinino con ·res.u ltato negativo. Intanto· 1e oon.d izioni Joca.li comincia:ron.o a modificarsi sensib1lmente l'a.mma.Jato n.o·n accusò piu dolori an _ma toide ·e la eeerezio.ne purulenta. d.eU'orecehio si ridusse molto, fi.no & seomp,a rire d o·po cin.qne· o sei giot··n i dall'inizio dell'infezione generale· i soRpettò sub·i to l'lnsorgenza di una fe,'b bre pi·oemiea per trom bo i de! s· no o del goUo della giugulare, diagnosi ehe fu confermata dall'.es ersi mn.nife tati q oasi contemporaneame·n te dolori, arrossamento, tumefazione e pi.u tal·di sen o d i fluttuazione in vari. punti. del eo.r po, e specialmente Delle region.i ove etano tat praticate inie~ion.i ipodermiche (na..tiche, cosci e,. muscoH pettorali), non.chè spon taneamente asceRsi al Jato interno della. c'Oseia. de· tra, e a.Ua gamba e~ al calcagno deUo stesso lato, tum.efazi.o ne dell'a.rticolazi.one della spana e del g·omito· destri. Le eondjzioni g.Pnerali si aggravarono notevolmente : Hn.g · a impaniata a.rida, m ·o di.co gr.ad·C' di cefalea, .stato sub-comato· o·, te,m pera:tura ehe i elevava alla .· ·era con . brivido. Non si riscontrò paralisi dei ne1vi cranici, l'abdueen.t e s.i dim·o sbò illeso. L'esame ehim.ico e miero copico· d.-Be orine negativo, negativ·o pure l'c an e del sa gue. Non furono praticat-e iniezioni in animali da espe·rimento. Gli asees i multipli furono a.perti successivamente ed ampiamente n i v~ni puntj ove si manifestò la fluttuazione. L'esam,e del pus rivelò la. p enza di abbondanti oolon1e ·d i stafiloeoeoo piogeno ·8· fu perc.iò subito intrapr ·a. un attiva cu.ra. · iero~ra.pica antist·r eptoco.ccicn. &m. siero ·d·e gli istituti Hderoterapici d i Mi· lano e d.i Sieua. Gli effetti di que ta curo. furono notevoli. nel enso, ehe s a fe~ c ·e abortire 11 decorso asc ndentale dell'affezion·e e· degli a e si in forma .zione (Ars1an (2 ·) ). Sebbene dall'esame del pus e dal genere (li bacilli non si po sa
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LA ·-n TICA OTOBl);'OT·ARl YGOLOGIOA NEL RIPARTO OHIRURGIOO,..ECO'.
·dedu rre il grado di gravità d.e l processo (Mack (27} ), tuttavia nel caso. nostro esso ci d ~r· sse nella ealts. della cura. F~ra:tta.n to i manifestava una parali i dei .n n. radìale e ·c ubitale destri, che .-cons cutivamen.te produ discreto grado di atrofia. muscolare e cleformaz,i one ad .a rtiglio de] _a m,a no de, tra. Fu ·ouo pr&tico..ti inte1·vent· multipli. per .quasi tutto il de,oorso deUa m.a lattia. ia per aprire i vari foco1ai purulenti form.a:tis i,, ia per da:re· es ·to a nl·coolte che andavano di flondendo·s i attraverso al c~nnetti'vo sottocuta.neo e raccogliendosi nei p 1 f più declivi. Nei pri:mi ~emp·~ Porgani m o non p re~p· arato all'in.fezion.e offriva facile p re · & .a.ncl1e a. pochi getmi,. ehe per via linfsti.ea o anguigua,, o fler inevita.bile rl t gno g ~unae" ano nei te·s soti- e qu ti reagiv.a.no per c-onto loro de.bo1m.e;nte opponen.d o un argine in ufficiente, al .dilagare del pus , e s olo più tardi; quando il potere O·P onico dei liquidi organici. au me.n tò e per la n:a.tu.ra.l.e r azione ai focolai d'in fezione e all ar tificiale infiue,n ·za. dei sieri , si no·t ò un pt·incipio di. riparazione più ~~ nero:ica. ecl attiva dei tessuti amma.Jati. La s uppura.zione i localizzò sopra.t utto ·a gli arti inferiori,. e si doveron o pra·t icare ~unp i e indsioni ad ambedue le naticb·e, al lat o esterno di amb dne le cos.cie, e a de. tra in corr~ pon denza. ·d el triangolo di cru·pa,. n el terz·o .uperiore e medio del Iato postero-esterno deUa. coscia, a.l di.sopra del ginocchio, sulla reg ion e, curale destra., a.l ca.lea.gno e alla regione petto~ ro· mammaria. d stra. Erano rivoli di pus ch.e, ad ogni medica.tnra gorg.a vauo dalle molteplici ferita che mettevano capo ad ampi~ cavità. a scessu.a.lì, percorse a JlUl e.r osi drenaggi tu bulari. L'ammalato giaceva immobile, solo l'arto· superiore si.o.istro poteva usare·· del resto pa.:ra.lisi qua- i completa. dell'ar't o .s uperiore de t.ro,, .c he era do ato di ·p arziali mov·.m.enti di fles ~ one deUe dita. Ambedue gli arti i.nf ·iori edematosi, ma.ggio·r · mente il des.tro a paralitici per com·p r,esslon.e, sui net·vi prin:cipa.li dell arto e in6J. -trazione siero a. deUe principali m.ass:e mu · colari Fu neces a1·:o ricorrere alluso d.i un letto meccanico istema Belloni e ad una medicazione gi·o rnaJ i.e ra, ehe non dura.va. m.eno d~ un ora.. La tem pero.tura su bi V& note,v oli o cilla.zioni in rap·po:rto eon. ra.ndamento delle feri t-e e· l insot·gen:t;a di .n uovi focolai ·purulenti. L'.a)vo aveva. tendenza aUn. diarrea che, l frena:v·a con gH oppia.e et Le iniezion· di iero mo'(Hfìcava..no fa.v·O ievulmente. la. ecre.zione deUe ferite R]Hlrte, utta.via il gu.n numero di es e influiva sinistram.ente s ulle condizioni o·eneral ~ de l'ammalato. In seguito alle ince a ti cure loc. H e g nera H, dietetiche,. medicamentose, ed elettriche che . i p1·olirassero fino al ei · ettembre ulti mo co:rso la.mmalato pot··· e ere dimes. o ompleta.men te guarito e in ooud1zfoni rr·e nera.li ottime· cientr~z.za.t tutte le ferite chirurgiche prnticate s comparsi tutti i f:enomeoi. di n evrite, ripri.s ina to il fu n r.ionam n t o deU e articola.z ioni, libera. la deambulazione, le funzioni organiche ritornat · normalij ]a. sanguifi.cazione perfetta. Pej ]a.vm·i di Zaufa l Horstoy, ' ane ecc.; ono note. le alter.a zion i dei ani cere br li di origine o i ica. . e ono generalm nte ritenute, come più frequ ·e nti, che non . ia la tl~omlo i primitiva d·el olfo de1la giuna l la.re in rapporto di uno a otto, Luca - . ro manu (... 8 però er de, he q ue, t ul i ma i a ben più ft·eq ueute; perché il pro .. ·o· inf tfv·o vi i p tw estendere per yia di retta. per contatto :; cioè p r dHfu io11 lungo ] numero A veo.e che t·iuni. cono il t tto deUa fo · a giuaulare ~alh~ trr't~\ 'm panica. nonchè pei canali O""ei del t'alnO· aur icolare del vago, del n.
LA .PRATICA
TORINOLABlNGOL:OGI ~ · NEL RlP · · RTO ·· IRUBGICo;EcO.
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-impanico. e attraverso a soluzioni di continn.o a.norm.aU o pa.t ologi be d·el pa.v.im :e nto, e pei va. i linfat"ci deUa. cavità timpaniea (Gro ·mann Stra.z za (29) ). Il modo ·c ome si svolge la corren.te san.gui.g na nella. ,g iugulare facilita poi. la formazio.n e del trombo parietale e sua consecutiva dUfnsiQne i.n. alto, verso il seno, e io basso ,rerso la giugulare. Il caso C. è un c~so molto s.imile a quello riferita dal Poli (SO) ·e all'altro. del KornerJ .a.m bedue ritenuti eome conse·cutiv.i ad una osteo:Oebite, del'temporaJe,o ad una trombo i primitiva del seno· o del go.Ifo d.ella. giugulare. Non si credè opportuno ·p rocedere aU allacciatura deHa gi.ugular.e preconiz· 2o.ta. da Zaufal (31), perebè m·e ntre tratto.ndosi di. soggetto ma.la:ri.co si sta·v a sta.-· bilendo H genere d.e lla infezione, .1. verificarono . tbito ascessi multipli in vade · parti del corpo. Ritengo,. ·Ch.e r .t ntervento precoce sulla ma..t oide. sa.rebbe stato opportuno,, me:n~ tre in secondo tempo si sa:rebbe a..nehe potuto aggredire la giugulare col metod.o -dì V. oss f821 o di Robin.e au (33) e se ·d·el c.-so, praticata l'a).lacciatura., risalire verso il seno t.ra verso. C.iò però non era nel nostro· caso a oluta:mente. necessa.rio1, oiehè non conoscevamo ·q uale fo ·se l 'operazione da praticare, di. cui solo si comprendeva la complicante. gra·vitit.. Orm.ai era scomparso ·o gni eg:no che ·p ote - a servirei ·di guida. Dovevamo a.p rlre rantro, il eno, allaccial·e la giugulare·.? Lue e Ca te • . (S4) o tengono., che le pioe· mi e settl.ooemie otit.che ·pos::son.o manìfe~ tar i senza notevoli alberazio.o ì dei vas.i1 -o per· lo· no senza. che queste riescano evidenti. Intanto· Brieger e Chevsl (35) ono favor.evoH ad u.na cu1•a relativamente ·c on .. erva.Uva nelle trombo·fiebitì del .s eno )a·t erale. Eppoi una. pioemia é fo1•se in dipendenza unicamente di un.a trombosi totale dei vas.i? Si p nò trattare di una trombosi par.··e tale. In al caso si opera; si a.r·r iva sul vaso, Io si lega. in basso e non sJimpedìsce, eh·e H angne per v· e. eolla.teraH po1·ti in circolo tossioe o g·e rmi per la. ·conente r·eflu:a. Del resto anche la scuola di Roma non è, molto· entusiasta. deUa legatura della triugulare (De Oarli) {36}; B.o tey (87) la crede inut.ile ·e Moure (SS), pur .sostenen·dola, sta.bilisc·e che P in rven to· debba e ser·e razionale in m.odo d.a laseia.rci gui-dare nell'aggredire la gi ungulare dalle le. ioni esistenti, che oond.urranno al certo sul segmento ammalato del va o. Contrariamente, al caso citato dal Marri (89} non si ·e bbero tardivame.nte segni dell'e ten ione del proce "O alla regione temporale· per d!ifftl' ione di es~ o .ai gruppi Uulari p riontrali, ma i. in tomi otitici specialmente ma.etoiditici si dìleguat·ono eon mpot·aneamente a.U'in.sorgenze. d.·eUa pioemia. e con l.a ,s ua guarigione la fa,coità n.dit: va si. rtpri tinò comple·ta.men te.
Dal confronto dei tre ca i di ma toidHe sopra ri.corda,ti em rge a. rima vista la. differen ~za di resultato ottenut.o dall'inter ento pr coce e dalla. •Cura aspettante e dilatoria. Nel primo ca.so si ebbero due guari·gioni in bre· e tempo, nel S·econdo una lunga degenza nell'ospedale che per poco non fu seguita da ·esito infau to. Per le pa.rtìcolarità dell'in-· tervento certamente è opportuno che e so sia praticato da p r. n 1, che. _ne conoscono le finezze della tecnica e della cura cousecu i va; m un& volta assicurate queste. condizioni è superfluo insis· ere uHa nece sità 1
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LA PRATI A OTOIU.. OL. RINOOLOGI A NEL BIPA.R'FO CHIRURGICO,..E:C •
d'intervenire s:em.pre· anche nei oasi d.ubbi. L'antrectomia per mastoi-d.iti congestizie e pe.r mastalgie iste:r iche produssero quasi sempre la guarigione di queste affezioni,, in cui il reperto .ana.tomo-patologico negativo o quasi n.ega.tivo, mentre nei casi di vera e propri& mastoidite un. ritardato intervento può dete:r mìnare. le conse.g uenze pin O'ravi. Ora è una pioemìa che insorge, ora. un ascesso sottodurale, che va. svi luppa.ndosi subdnlamente, ora un'otorrea. cronica, che rende, o impossibile o a lunghissima. scadenza la guarigione. Ta.h gli esiti di nna cura. aspet·t ante. Pe.r il medico militare· in ispece la questione si riduce ad un dilemma. m ·e dico-legale: o c.o nservare opera.Ddo u.n soldato al paese, o eliminaredall'esercito, oprassedendo all'intervento chirurgico, un qualsiasi ottimo elem·e nto. Un otorrea :acuta che perdura olt.r e i tre·nta giorni richiede la t.r a anazione della. mastoide, e tantopiù. ,essa R'impone quando non sianomancati durante il deeorso della malattia fe.n omeni mastoiditici in. omaggio a.ll'aforisma cubi pus ìbi evacua,. Di questo stesso parere & pure, il Gradenigo (40). Delle for.m.e croniche non intendo par1a.re, poichè generalmente queste sono contem.plate dall' elen·co delle infermìtà; mi limito a dire delleforme acute,. le qnah sta nell'opera dello ,s pecialista impedire che rientrino in questa catego·ria.. E d'altra parte tenendo pre ente i dati anatomici e topogra:fici deUa. regione in base agli stud.i dì Politzer e, B;r iihl 41 },. e.zold, nonchè di · Bonomo · ·2), OiteUi (42 bi) e ult:imament·e di Held sulla. topografi.a . dei
seni e anomahe po sibili, un'.a ntrectomia non offre m.a ggiori diffi.coltà di: un''.a.pertura di un. altro qualsiasi ascesso mentr,e puo talora, ,come dice il Cozzolino (43),. n.o n ra.ppresentare,. che H primo tem.po di u.na trapana .. z1one del ·c r.a.nio per svnotamento dì as.cessi sottodurali dt!lla fos:s a era.~ nica .m edia e posteriore. ALATTIE DELL'ORECCHIO INTERNO.
D·eg.ni di nota. sono i segue n ti ca i : Laberintite sHìHtica semplice, e ·Complicata da. pa.rali i del VII pa.io. Un. caso inter ssante d.i la.berintit fu qneUo pre· entato dal brigadiere d·e · earabinieri V l.
.R.
nd1viduo d. i buona cosUtuzi.on , in istato di nutrizione . oddh~facente. Ha. p'f'e ·e ed.e·n , i sifiHU. i con poliad.enopati . Afferma, che per ùue settim.a ue a van.ti n uo ingre so all'o, ·pedale ·ebbe ad a v-
v rtire c falea locaHzzata soprattutto alta. regien!e occipitale ronzio d.tor·eech i giramenti di testa e d·opo qua1che ""Ìorno deviazio-ne de-l'angolo dena bocca, lagottalmo- e.pif'ot·n, bocca arida, e' a]] . aane funzionale diminu~io·ne di ud1to·.•
LA PRATICA OTORI OLARINGOLOGIOA NE:L RIP' RTO O.B:TBURGIOO, E.OC.
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Risulta infatti: W a sinistra; .B Sw accorciato~ l'orologi.o per via aerea a 15 eentimetri dal padiglione e pe.rcepito an~che ,guH'apofi.si m,asto~de e sulla. tempi&; dlm.inuita. percezione d·eUa serie dei diapfUJO·D .s pecialmente pei toni acutt La voce afona rLd·o tta pe·r la e1fra uno a, nn ·m etro e per gli altri fonemi. della scala num.erica. fra i .5 e i 7 metri. Si nota.v ano la.eUi ,s ostituzioni di pa.·r,Qle, il numero a era. rieonos:cinto soltanto a cent1metri 50 e, percepito come il numero 2 entro una zona. di errore di metr.i tre, oltre la quale non e1•a avve,r tito. Pre:11entava. anche Romberg laberintico, deambulazione stenta.t a e vacillante, nistagmo preva· lente con lo .s guardo ·r ivolto verso sinistra. L'ammalato g'lt&rl con cin.q uanta giorni di cura•. Si ritenne che ra.ffezioae sifilitica avesse disposto ad un affezione r·eumatica o tossica. cosi il VII come l'VIII pa.io, e perciò unita:mente all'appHea.zioni locali s•iniziò· subito una cura antisifilitiea e specialmente iodica eon buon r·esalta:to. Nel nostro caso la guarigione fu abbastan.za. pronta. e completa, fenomeno eh& n.o n si riscontra sempre nelle lesioni sifi1itiche d.e ll'o·r ecchio interno. Nei due casi ·r ·feriti d.a. Sotis (44) e. da Rosati (45) la guarig ~ one fu tarda e· incompleta: me,n tre in queHi riporta,t i da Rugani (46) Ostino· e Santamaria. (47) la rest-itutio ad integrum fu perfetta. Se, rimane' diffieile es.p rimere giudizio elrca la localiz.z azione della lesione .nelle.afFezioni ifìlit.ieh.e, alt-retta.n to· è, difficile: lo stabilire una pro·g nosi corrisponaente alla varietà. delle lesioni d.a esse, determinat-e; poiehè ora si.amo di fr·o nte a veri ·e propri focolai gommosi neU'orecchlo in.terno, o sul deco~so ·del nervo e suoi rami,. ora si hanno fenomeni eli continuità, cosieehè dalle semplici iperemle· dellaberinto. d.i grado in grado si pnb arrivare alle 1abe,·n ntiti s.ìe~'>o e, puruJe.nte, neop1asUche., necrotiehe, e a sooond.a della. gravità.. e d.e llo stadio delle le .ioni .Ja -restitutio adintegrum è più o men.o perfe,tta.. Altro caso di. la.bet·intite ebbi ad osservarlo nel fur•ere. delrSSo fan.t eria G. A. inviatomi da. un colleg.a pe,r un giud1zi.o sui disturbi d''udUo aUega.ti dal paziente. AfFermava di essersi con:tagiato di sifilid·e· circa, due .an_ni innanzi. Al presentli) aeeus:a va sordità a sinis.t ra e rumori a media ed al ta tonalità .. All'e ·ame otoscopico niente di notev,ole 'trann·e lieve grado di retra.zìone tim~ paniea. 11 W la.teralizzato a. destTa (la,to sano)., accorciata la percezione osteot:i m~ panica, ~a prova di R. posit1va l orolog1o n·o n percepito, la voc·e afona forte udita-. entro i 15 ceatimetri per le parole me.glio pe,r ce.p ite (quattro, nove):t no.n ·p eree.... piva. H . i il cinque e l" uno altro che in viein.a n.za del padigli.o·ne. Ru.mori! d·· spazzola, percepito a metri 1..20. In ogni modo la perce.zio·n e era. sempve ir:.certa, con facile. esauribilit·à acustica e sostituzione eli p~arole. Ni:stagmo rota.torio cou 19 sguardo l"ivolto a. s~nistra. in basso ed in alto,.·O o.il· Jat:o rio a grandi oscillazioni. con. lo sgua:rdo rivo.Jto & destra. L'·eqnilibrio statico e ·d inamico assai eompr·omessi. Esist-eva Rom.b erg la.berintico, in!c erta ed o· cilla.nte la deambulazione. Negativo l'esame del rln.ofa:ringe.• Feci diagnosi di labe:rintite sHilitica sinistra. e pt'bposì la cura. speeilìe.a.. Non
pO'tè essere· aceetta.ta subito; ftl invece iniziata. un mes:e dopo. Al suo ingresso all'ospedale pei·siste.v ano le, condìzio:n i com.e, .s opra ; d.opo u:g
.m ese di eura si ebbe· qu.esto risultato dali e ame funzionale· ebe riassumo, cioè : l va.r:i diap.a.son ·dal do 128 v d al do, 2018 percep·iti per 3/4 .aena loro durata dopo l'eeeitaza:o·ne con un peso· di chilo.gr.ammi uno; percepito l'oro ogio in vi.ei · 18 -
Giornalt di mtdicina militat·t. - Fa .c. IV·V.
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LA PRATfOA OTORINOL..\IU!\GOLOGIC.A
EL RIPARTO .Hill. ·a I CO, ECC.
nan.za .d.e l padiglione· •· per la voce afona la parola UtW a metri. 4, e le pa.r ole quaUro ·e 7W1' · a metri 8; la parola se-i fra. i 7 e gli 8 m.·e td. All'a.cumetro Stef&nini pel vibr.a tom n . l, 15 sph~e~. con soglia. no·r .m ale a 8. ·p el vibratore n 2, 10 spire, soglia. no.rma.le .a 2 spire6 Qui -i trattava. di. un caso di. labe1rintite del secondo tipo dAseritto da Gradenigo (48), caso abbastanza comune e in cui i reliquati del s.i:6.l oma primitivo~ la poHade,nia. dei gangli Hnlatie1 e i benefici ·e' pronti ·e·f fetti d.e lla cura mi diapen-sarono da. ind&;gini-batteriologiche pe:r la .r icerea. del trepon·ema di Sehaudinn··HC1f... m,a nn (49) e da. un te.n tativ·o di siero dia.~nosi c~n la prova di'\ .a ssermann (50). Le laberintiti po.s sono determinarsi nctl corso di varie malattie infettive ~quali la co.dattiu.a il mo:rbiUo, l'influenza, la. meningite cerebro-spinale· epidemtca, la infezione difterica. pneum·o niea, .nella. ·p erto,sse, rosolia, peste, bubboniea, vaiu:olo, va.t'ioeUa~ malari e tubercolosi. Ultimamente s.i è parlato, di. una lflberintite blenorragica, che, conoscendo la proprietà ·d.i questo germe di localizzars.i neUe siero et non puo destar meraviglia ( - ebert (61) ). Pi~ f.requ.enti esse si verificano· .nelle men:ingiti nella parotite e nelJa sifilide. L muu 'TITE TRAUMATICA. - Un caso di notevolP impo·r tanza. è <;;ueno cbe riferlsco osse·r vato in una. guardia di. città, per :H quale dovei emettere parere me.· d~.co-legale.
L. L. in·div.iduo dell'età. ·d i anni 81 di buona. eostitu.zi.on.e organi.ca, non ba tave individuali o ereditarie d' im·p ortam:a..~ sei mes· avanti il trauma. aveva. avuto ad.enite :inguinale venerea;. guarita pe.rfettam.e.n te. È mod~co· bevitore e fumatore·. Narra che il '24 maggio 190 nel procedere a.llfattesto di un ma.~fa..ttore quest.i si era riùeUato e spa.Ueggiato da altri borghesi,. gli ave ·a in.ferto, r ~ petuti colpi al capo B· specialmente nella regione temporo~parietale sin:lSt:ra pr~dueendoglllo .. eaJmen.t e e in altre parti d.e l capo oon.t usloni edl. es·c oria·zioni multiple giudicate guaribili in dieci giorni. Dopo ·d ue giorni c"rea aveva comin·ci&to ad avvertire dolo:re abbasta:ua forte .alrorecchio sinistro con sorditA e rumori,. che a.nda.va.:no gr&d.a.tameo.t e aumentando. Dopo set.te od otto giorni aveva cominciato a.d avvertire giramenti di testa., ehe, a capo a 16 giorni .si. erano acc,e ntuati al punto da. determinarlo a riehieder-e il p:a rere di un me<Uco. Per con . iglio avutone a.veva applicato una. pasta va cicatoria. snll'apofi i matoidea del lato ·con poco risultato terapeutieo. I dolor.i entro i primi quindici gio·m i si e:rano a.Rda.ti man-o a m,&n.o dUegu.and.o,·, però persi tend·o sorditll., rumori e verti.gin.i ri·cove.rò ali '·o pedale militare.. Al suo ingresso si notava. qua.n .t o sppres o.
Padigl".one normale i pelLe della r·e gione :retro ~aurioola re 1peremlea. per la. re~ ente appUca:zione di vescicato·ri, con.d otto uditivo est amo Jie·v·e mente arrossato DeBa. sua parte te.rm~n.ale timpa.nica. La membrana tim.panico. sinistra p·r esenta.v a un triangolo lumino o puntiforme e lieve grado di arxo sa:melrto più e·v.id n.te sulla penti flaccida e lungo il ma.nieo d~el xne.rt~llo ~· cons:e rv va però una mol ilità perfetta. L'e ama ·d·e l na-so e del iaring·e fa.c va. riscontrar·e, un. Iie e ~r.ado dt faringite 'è.ronica, propria. d·e i fmnatori . rini te. ip rt.ro6ca. bila. terale di modico grado. Le ca vità. na. a.H, ini tra e d.e. t ra; erano alquanto ri !l'ette, sia per la ipertr-o:6a d i tarbinat · inferiori come pe.r la d·ev i.azione sigmoide, dol setto: perb la fun-
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LA PB.A.TIOA OTORINOLARINGOLOGIOA NEL BIPART{) CHIRURGICO, EOO.
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·zi,one nasale respiratoria era sufficlente,. tantochè l'ammalato respirava abitua 1nente a bocca chiusa. Dentatura sana. e mueeosa orale normale. L'esame d eli& funzione uditi va fatta tenendolo ad occhi bendati da va i se. guenti risultati Diapason vert1ce ') at,e.r aHzzato a destra, proova di Binne negati va. a sinistra, prova ·d i Schwabach acooreiata. La prova con i vari aeu:m etri dimostrava, che l'orologio non era ·p ercepito per via aerea molto debolmente per via ossea, tanto . al ~davanti del tra,g·o, che sulrapofisi mastoide. La voce afona non era percepita, m& soltanto lo era la voce di comando, fra. i 30 ed i 50 centimetri di distanza dal padiglione: però non se,mpre 1 fonemi · e~rano regolarmente perc-epiti., ma si aveva facile, sostituzione di lettere specialmente deUa. s con la f. I diapason do 128 v.d; do 25S v.d.; do 1094 'V. d. e do 2048 v.à. e.r ano tutti ugual· ·man·t e poco percepiti,. appena dagli 8' ai 10'' dopo che erano stati eccitati con un peso di chilogrammi 2; lo che tava ad indicare in base alla retta. logaritmìca p1·ecedentemente stabilita col metod.o Gra.denigo-Stefanini, che per vari diapason la facoltà uditiva. rispetto a quegli ste si .aeumetri era ridotta, fra 0.0010 e 0.()()02 del normale. La p~ova del rumore di spazzola dimostrava la percezione di e sa f1 a i metri O 20 a O~BO di distanza dal padi.gUone e cioè eirea 1;800 del normale. Il limite superiore era. intorno alle 1&000 vibrazioni. Durante gli esperimenti i nota va lieve grado di esaur.ibiliU. deH'a.eustieo, spe··ci.almente per toni più. alti della serie di quelli usati. Era pure notevole il fatto che i diapa on ào 128 v. d. e lÙJ 250 ·v. à. non erano percepiti specie per via. os ea come un tono di bassa. tonalità.; ma sì l'un.o che o altro come toni di tonalità molto più elevata. e cioè, due ottave sopra al tono fon-damentale; \)Oichè l'interessato afferma va di pe·r cepire H prima come un sibilo di _-zanzara. ed il aeeondo alquanto più acuto. In genere questa. diplacusia si osservav.a, ma in minor grado, anche per gli al.. -tri d:i apason usati. L'esame elettrieo dimostrava un.a. iperse:nsibilità gen. e~ r≤ ma già col passaggio di una oorTente di 4~5 millampère,. mentre i reofori poggia ano sulle apo si stoidee, avvertiva l'insorgere di un. rumore a. bassa tonalità nell'orecchio sinistro; col passaggio di correnti più forti non s.i modifica. va il suono a sinistra, n è inorgeva. a. de ·tra, ma si aveva yertigìne volta· ea eon tendenza. a cadere verso il polo posithro; tnentre l amma.lato impalli.diva., si ricuoprivo. di sudore e aJ·ebbe · caduto,. se non fosse stato SO·r retto. Portando la nostra attenzione sall' appa.reoehi.o vestibolare si nota,v ano i seguenti fenomeni .. nistagmo rotatorio da ambo i lati, ma prevalente nella. posizione dello sguardo rivolto a destra; con cinque giri di ro·tazione del corpo verso destra e verso sinistra., s-'accentuava H nistagmo per durata e velocità di movimento eon lo sguardo rivolto in . enso opposto, più specialmente, però quando sso si portava. nella direzion.e sopraindicata,, divenendo anch.e più piecatamente orizzontale. Wi1 on (6~) sOcstiene,, ch.e il nistagmo provocato con la rotazion.e deve riten.e rsi. normale se persiste fra i 15 e· l5 secondi, patologico f1·a i lo'' e i 60''; e che si.a assente nei casi in cui i canali semicireolo.ri sono ripieni di pus Si notava pure, ·n istagmo in altre posizioni dello sguardo (in alto) •. Manteneva. difficilmente la p<>Sizione di equilibrio v·e rticale; nel salto a.d occhi · cbiusi cadeva; la. pos1zione su di un sol piede a destro. e o. sinistra era resa di ncile però stava più facimente in equilibdo sul piede sinistro. Marciando ad occhi -hiu i deviava costantemente dallo. linea re t.'l., po·rtandosi un po' verso sinistr~..
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LA P ATJC
OTORINOLAIUXGOLOGICA NEL BIP RTO OHIRURGIOO, .ECC.
Manca va qualsiasi reazio.n e oculare co:n la doccia calda nell' ·Orecchio (Barany). , Sifta.tti fenomeni, più accentuati appena !'.infermo fu ricoverato nell ospedale, . si mitigarono dopo· qualche tempo rend,endo i stazionari; essi però non . i modi~ iìca.r ono mai col P ·o litzer. Il fondo d.eH'occhio fu riscontrato normale; il visus =:· l· il campo vi ivo ·e, . il campo di sguardo non alterati. .E si tevano disturbi di orientazione apparent-emente li vi perchè compensati dagli a.ltri organi di senso. Le pupille furono· sempre trovate eguali fra loro e pronte alla reazione, ia. eon la luce,. che con l'accomodazione. Non. furono con tatate diffe,r eqze nella mpera.tnra del corpo, nè ne1 battiti d.e l polso. La. forza mu eo:] are non appariva no•. te o) mente diminuita misurando al dinamometro 95 a sinistra e 110 a. destra... Tutt·e ]e sensì.b ilità norma1i· i rifiess.i a.l·q uanto accentuati speej,e il faringeo, il patella.re ed il cremasterico; ·o ltanto ebbe, ad aecu are un lieve grado d'ipogeusi a sini1:1tra. nel terzo anlieriore della lingua in probabile relazione col trauma of· fe:rto. In n un'altra branca. dei nervi cranici furono verificati alterazioni, se s· ·e ccettua nei primi giorni la dolora.bilità nell'orecchio sinjstro e re,g'ioni limitrofe Pre entava tremolio fibrillare dei muscoli d Ila lingua. 11 fenomeno più molesto di cui ebb a dolersi, oltreehè alla sordìta ed a.i ru m.or.i a ba sa e media tonalità pere piti si fu appunto q'l1eUo deUe ver igini, causa. delle quali ebbe phi volte & cadere.. Questo fe.n omeno robbliga va. a tratt nersi molto a letto tanto più che non ape a avventurarsi ad attrav·e rsare lestanz e i cortili delrospeda.le enza appoggiar i a. qualcuno, o senza aver prima la ~ icurezza di poterlo fu.re. Per i. terono a lungo un sen. o di vuoto e di confu ione c rebrale, e rumori ubiettivi d'orecchio ch.e non si modificavano con la co1 pres ione sull'a.rter·a ca.rotid corrispondente ; dia ur i degli orga. i digerenti (d isa.ppetenza,. stipsi), che n -cessitar.ono durante la ua permanenza. all'o pedal una vitta,zione sp ciale. L esame delle. ur~ne fece rHe.v ar·e abbondanza di fo fati e di cloruri, ma n. ~ .s enza di el~menti anormali e patologici (zucchero, albumina) • .Dal comp]e o delle ricerche praticate risulta eh gr unici fenom.e,n i ch.e res reb bero di dHfir.ile. interpretazi ne sarebbero tre. e cioè~ la. percezion.e. dell'H per vi osteotimpa.nica, la vertigine· volta"ca nel anso a.mmes o come. i1siologico la prova · Rinne negativa. n primo fenomeno potrebb essere logtcamente spiegato col fatto,. che tra.t t n dosi di lesione traumat-ica, rimane difficile ta.bihre n danno l'ealmentel de,t er.m i· nato sull'organo di Corti pe · le varie inHuenze del tra:um& e cioè, quaut.a po a av,e re. influito a produrre le ue alterazioni la. ,c ommozione d tenninata dal eolpo la compre sione de.t"Elrm.inata dall'emorragia, la dì t.rnzione determ.i nata dall'un e. dall'altro coefficien:t e. Perciò ogni lesion,e di questa natura ha. indubitatam nt.e un a petto sui gener· non altrimenti di quanto a.cca.d. in altre parti del corpo per effetto dei traun1i. E quindi p o ibBe, che nel ·c a o peciale in cui e:r a rimasta. un.' incompleta. funzione .s,ensoria ~e de ll'or.g ano leso que ta perm·e.t te · e la percezione deU •H p r via osteotimpanica, mentre l emorragia e bli essud.a ti flogi. ici ne impedivano la per· cezione per via. aerea. L'esame funzionale, avrebbe dimostrato ohe le varie parti ,d ell'organo di Co.r ti. rispon.d evano egualmente è vero agli stimoli sonor1 per via a.e.rea, e dimo tra va pure la conduzione osteotimpanica per suoni a b ~ a tonalità (prova di Rinne molto accorciata)· ma. anche la pereezione aerea da questo lato, . abbiamo consta,tato, che persi teva per pochi secondi.
LA. PRATICA. OTORINO.LARlNGOLOGIOA NEL RIPARTO CHIRUDGICO, ECO.
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Qumdi avevamo percezione aerea. per es. co·m e 10'' e percez,ion.e' osteotimp~anioa o<tome 12'; tanto da potede c-onsiderare, eome equivalenti. Ora da queste condizioni ·di f.atto risulta dunque,, cb.e la ·percezione era ancora possibile per via osteotimpan.ica, ancbe per diapason a bassa tonalità a.ve·n ti nn.a maggiore lunghezza di onda di .q ne·Ue del suono prodo·t to· dal tic tac ·d ell'orol:ogi·ot e qu1ndi non è illogico· am mettere la pe1reezion.e anche, di qu·es:t o suono per la relativa in·t egrità della sezione ·1H me.m brana. basilare preposta alla sua percezione. Cosi avevam.o un perfetto paraUelism·o · per via aerea toni bassi ed acu ti egua.lmJe nte mal peroepiti, e per -un 1pe1·iodo di tempo press' a. poco ·egua1e1 e quindi con un lfeve ·v antaggio a favore ·de.i toni. acuti; pe;r via osteotimpani.ca eguale pa.ra.llelis.mo di p~ercezione dei toni gravi ·ed. acuti. Ne sì. notavano d ifferenze fra l'applicazione aen•orologi.o all'apofisi mastoid.e ·e alla tempia,, ,come sembrerebbe si fosse dovuto a vere per e,s sere. la lesion.e di Datura la.berintica (L.nza.ti (68) )~ e questo dato pure sta a. dimostrare·, come' il trauma avesse stabilite eondìzioDi anatomiche e localìzza.zioni., ehe permettevano, non solo la percezion·e d.e ll'H per via oss&a, ma la rendeva possibile in e~gual mi .sura sull' .apofisi. masto·i de e alla. temp·i a,. come si riscontra in oreech.io· normale,. In altri ter.m ini n tra.u ma aveva agito determinando· alterazioni da. poter;si ·C OD· ep ·re neUo stesso modo, come se· idealmente noi ci ra.p:pr~senta simo un telo so.. ·r ap·p osto ad un qu.a dro, del quale, es. o lascia-sse vedere tutte le varie, partico1a· rità ma d1 esse soltanto una. p.i ceolissima pa..r te· cloè aveva. con una linea. n.e tta . )~ ezz.ato il d.iaframmma. delle immagini se.nsoriali uditive• .Se noi immagin.iamo un ·t racciato normale, di un campo uditivo per i v.a ri ·d iapason noi vediamo ri·su.l· tare una lin·e a. spezzata più o m. eno irregolare dipendente dalla. varia dur.a ta d.i percezione de1 diapason usati, che, nel nostro caso essendo i do = 128 do• 266 -do! := 612, do·3 :...= 10"24; do, :::: 2048 la. linea in parola er.a ~costituita dalla riunione, degli apier delle rette logaritmiche iscritte in u.Do stesso foglio di earta. milltme.. 'tra.ta, e' con. i loro estremi inferiori riporta.ti a.Uo O d.e l punto d'incontro dell'ascia a ·d.ei tem·p i con l'ordin,ata. dei pesi. (Tomma.si (54). ) Ora immaginan.d o tirata a pochi miUim.e tri al dìsott<> della precedente un'altra. .- spezzata a segm.e n.t i paralleli a.Ha. prima, c-on lieve decrescenza. verso i toni .a cuti; si avrebbe al disopra di essa. fra le due linee~ uno spazio :r appresentante schema~ -ticamente la facoltà uditiva residuale nel caso da noi esaminato. Cirea poi al resultato ntJ~ga.ti.vo d.ella vertigine volt.aica, che B~ :renner,. Hitzig, Babin.s ki a;vevano c·o nstata:to d·e terminarsi nel senso del polo positivo, a. condizioni normali ~ ritengo si possano dar& due differenti spiegazioni. · La prim.a.,. ch.e ci si possa trovare davan.ti ad. uno ·dii quei casi già osservati !an·e he da Croos, (65) ·e altri (66) in cui senza causa apprezzabile non si verifica la vertigine patologica. Oppure che i. gra.v i fen.omeuit che ìnsorgeva·n o anche con l·o uso di correnti d.i piccola tntensità avesse·ro impedito lo svolgersi regola:r e del'espel"imento fino alla sua ultima manifes,taz:.ione In quest-o esperimento in · omma. _ i avevano due serie di. cause· d'errore: )a prim.a. d·e terminata dalla necessità. di dovere aee·e tto.re per v·eritie.re le afFermazioni dell'in.t eressato ; la seconda. ·p oi dalla . difficoltà. deUa prova per eu i non si potev.a. .inte:nsifìcare la. corrente gradualm ·e nte fino ad ot,t en.e rsi. la caduta; o almeno i prim.i e;ff'etti dell'insorgente verti~-gine. Inoltre è noto come la vertigine v··oltaica si sposti assai fa.e ilm.e nte, e eome certi sta t.i CODg·estizi dell' oreceb10 interno modificbi.no notevolmente la conduc.i biJità deUa corrente. In base a ques:t e considerazioni non fu assegoato a1 feno-.1D·e no tutto il valore, ch.e· esso poteva .a vere e di cui :s i suol~e tenere un gran conto magli esam.i funzionali ' a. scopo medico-legale. Ed ora eccomi all,ultimo appuoto.; ·cioè della prova di Rinne ·n egativa.
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L.A. PRATICA. OTORINOL~\RIXGOLOGIC:A :NEL .JHP .·. iRTO CIIIRCR lCO, BCC
Si. ritiene ·da.i più. su] l ;aut.ori tà d.i Lueae (57), cb.e D.ell'a:tfezionì laberin tiehe la . p·r ova di. Rinne .aia. positiiva. Finora, e nel mio ea.so ho segu.i.ta la stessa. tecnica.. la prova. di .Rinne si eseguiva. a preferenza col® 128 ·v. d. ammesso an.ch.e dallL eommission.e nomioa.ta dal Congresso internazionale di H~l'rdeaux: (Delseaux:, r-adenigo e Polit.zet• 1904), mentre oggi e ·s a è stata modificata. nel senso di fare u .o del diapason la 485 tJ. d. per molteplici cousideraz.·oni,. di cui no·n è il ea.so· di far parola . Contraria.m ente alle affermazioni di Lu.cae altri autori hanno· infirmato il valo.r e della prova di Rinne e speeia.lmente, .s ostenuto; che contro leggi formulate da Lucae. stesso sta un'alta. pere n.t .a.le di ca i, n·ei quali l'aoeettazion.e assol uta di esse avrebbe portato a fa ' e inttrpetro.zioni. (Schwaback.,. E.itelberg. Ban, Jankau, E9eat). Dunq ne' potevamo riten.e.r e ne.l caso nostro eh e si fosse nella p r·c entuale d·elle · eecezioni. sollevate dagli oppo.s itori di Lucae. A qu!e sta diffet'eD.za. di resultato, al fatto riscontrato del Rione ·p ositivo lo però·no.n po so dare },interpretazione, che il Lerm·o er ed Hautant (5 ) vorrebbero dare, in casi con 1m.ili. seguendo l'idea del Bezold. (59) sopra l'aad.izione aerea p~a.rados sa1e de'i laberintitici. t-testi auto·ri. in un loro recente .s.tudio sosten.gono, eh.e H R.in·n e .n egativo nei ea i d i laberin titi unilaterali e. costantemente negativo; e send.o ciò dovuto od un fal o .R inne, ne·ga.tivo, e cioè .c he il suono del diapason sia percep '.to dal P orecchio sano. Il lavo·r o degli egregi A.A... è esauriente p·e r la dimostrazione del loro a erto, ma non si attaglia. al caso nostro. In questo infatti si osserva la. diff renza ù~o.. l,a, prova di Schwabe.cb e quena di Rinne, che se fo·s sero dipese ambedue da.Ua percezione deH' orecchio sano avrebbero dovuto a vere app.r ossim.a ti.vament.e uo a eguale durata; mentre la percezione nella prov.a di Rinne era molt.o più brev· .. Inoltre il L......... eon l' orec,ebio sinistro percepiva t diapason ba. sì l .w e 25 > come d1a.pson a enti una tonaJità due a tre volte p·ll alta, e ciò per via Berea più p,er via o sea, pe.roez.i:on.e, che .n on corrispondeva o. quella ·che, provava con l'orec{:hi.o sano. È noto chr il tono di diapa on percepiti, per via ossea ba un'altezza. tona.Ie di un'ottava supe.riore (Graden.igo· (GO)), ma nel caso nostro la paracu ia era.
tanto· per via u. rea che per via ossea. P·e rcib a:nche ne la pn,.va di Rinne negativa, per breve aumento della per e zione o teotimpanica, i devono inv·ocare le medeaime considerazioni della perce z,ion.e dell orologio per via o sea,. e cioè che le modificazioni a.natomo· ~paoo· logic · e create dal trauma, po ano avere determinR.to con.d.izioni funz.io.n&.li tah da d.a.re · un quas.i perfetto p~a.raUeli mo pe:r la. conduzione os et\ e per quella ostoot.impanica..• ~el caso av~ebbe i potuto neutralizzare la funzione, d lP orecch~o sano,, o faeend.ovi pervenire rumori a." sordanti determina ti ·d a ma.rteUetti e le·.:. triei vibr ,n tt sn cas ette me.talHehe., o su appos·te m mbrane tese (Jo:shii Baro.ny). o facendo·eader-e, un getto d'acqua di un irrig·a tore po to atralt.P.zza di un metro di cont1·o, aUa conca e aU'aper·tura. d ·l condotto udi, ivo in. modo d.a. p·rodUI'I'e dei rumori nel~ l'orecchio sano· (Ha.n tan (58)), Re avessi ritenuto ch.e. !orecchio ano ave~SS por-tato una deei. . iva iutiuenza sul d termin.a rsi di quest· fen.o·me·ni acustici parado ~ li. Il compl sso d Ue altre ricer~h.e, la persistenza di que ti re ultati empre id ntiei mi persun. ero della bu·ona. fede dell'inter·e · ato e non. pen ai a s tabHire,. p ralìzza.ndolo, se. e ·ome l'orecchio ano pote e nel ca-so nostro avare influito· u1 pereezione dell'o.rec hio affetto da. sordità la.berinti,c a. . Fu. clu a poi la simulazione in base a.i s guenti crUerl:
LA PRATICA OTORJNO LARINGOLOGI A NEL IU
RTO OHIB. RGICO, ECC~
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Che in sueeessi.v i interrogatori egli a eva sem pr~ .a:ffermat.i uli stessi. distu.rbi1 ·e be l'ammalato aveva specificato chiaramente fenomeni di diplaeusis armonìca. (Gradenigo (61)); eh.e all'esam.e coi va.r.: acumetTi aveva dato sempre .re:sultati eguali e parago:nabili esattamente fra loro, sia llS&ndo. diapason for·niti. del metodo ottico Gradenigo· (62), sia con diapason eccitati con peso- di noto valore, sia co·n lo. nso della voce e di. altri acume,t ri; che gli esperimenti furono fatti mauten.e nàol'infenno ad occhi bendati ; eb.e fnr·o no usati i mezzl di sorpresa eonsistein ti nei tubi biau.rìcolari di. Gellè· (68), nell'applicazione deJ. metodo di Ostino (64) sul c.al~ eolo delle probabilità ;· neUa prova della. spazzola (65); nella con.t empol'anea pronunzi a di fonemi di d.Hferente natura ·n ei due or·e chi ( iceforo (66)}. Desti. criteri venivau.o pt1re' oonvaHda,ti ·d alPesatta deserizione fatta d.a ll 'am. m.ala.to dei disturbi c.ons,e·c utivi al trauma, del modo con cui e,ra.m~. i manife tati & in seguito aggravati, dalla ·p resen.za delle vertigin1. più accentuate in certi mom.e nti. della giornata. ed in varie circo tanze occasionali e d'esperìme.n to, come in alcuni m·o vim.enti del corpo, neUa. posizione fl ssa di esso du.r.a nte l''atto della detecazio·ne e pel pas ·aggio ·di corren i di de,bol·e inten .ità., FW"on.·o pra.t icate vane cure, locali e generali,. iodi.c he·,, strien1niehe, arsenicali, elettriche con nessun evidente res.ulta.to. Dal eomples o degli e ami pra.t icati fu fo:r mu1a.t o il .seguente, giudizio medico~ legal ·, H quale. se pu.r n.o n lascia ·d i a.v&t"e qualche punto controverso, questo n 'O·D mi sembra d.i tale v.a lore da modl 'ea1·e eomocchesia. la diagnosi formulata. Fo. ritenuto perciò ' ehe. n L ... ,. fas.~e .a ffetto d.a SO·rdìtà aH'OI" cchio· sini.stro· r.onseeutiva ad emorra ia laberin·t ica,. lesione .a ccompagnata d& rumori. d oreec:h io, pa.ra.c us·a e d.a feno~ m ·eni di vertigin·e a t .ipo rotat.orio eapaei dì determinare ta1ora. la. eadu.·t a al SllOl·o :; che detta lesione speeialm.e nte a causa delle vert.i gini, che l accompagnavano rendeva. l'interes a.to inabile al servizio del c:orpo al quale ap~ part.e neva • che infin·e dato il genere della lesione e' le piccole modUlcazio·n i riw sContra te ·COl tempo ed. opportune eur nei fenOmeni pre en t.a· Ì non era pos. ibil . stahiliri' l'epoca nella qnal·e queste ultime av·ess ro potuto modificarsi o cessare; rendend·olo cosi per un tempo non esattamente precisabile inabile al libe:ro di• im.pegno deUe su.e attribuzioni. Fn. perta.n:to amme·sso, ehe i. feuom.e ni vertiginosi potessero col tempo modificarsi,. miti ·,a ndo i .fio.o aUe. loro· completa compar.s a; .n on ·co. l della. .s ordi.t , che dopo un periodo di oss~ervazion. e e d.i cura di. o! tre due mesi fu ritenu·t a p . rma. ~ nente. Circa. alla responsabilità civile fu rite·n u to, che essa venisse aggmva.ta. uella consìd razione ebe la .s ordità del 'L .•.• sebbene .n on fosse completa, p rmettendo .la. perce·zi.òn.e a poca d:· tan.za della voce alta d.i comando·, tuttavia per la .e aratte.r istic;a di ·e s ere accompagnata da diplacuUs eta da riten·ersi più grave di queHo, che se fo. se stata. per queW orecchio total~ • potendo la. falsata p l' ez ione di suo.n i e rum·o ri noncbè d.i .f onemi con l'oreechio sinistro, eonfond.·e re la. funzion.e dello:r·e ccbio sano· e diminuire indirettament.e il grado d''a.c uità uditiva e la facoltà analitica per i su·o ni e quella di. orientamento. Nel caso in parola fu. ammessa lemor.rìlgia laber.intica. in eonsiderazio·.ne, che i sintomi, erano andati aggravandosi a poco a poco entro un certo periodo dJ. tempo, che si ·e ran.o manifestati fenomeni 1~eattivi in secondo te.mpo e perehè pur non avendosi lacune tonali (Gradenigo· (67)) ben circoscritte, tu.t tavia la. unifol:mità. della limitazione d'udito in eg~al mi ura per tu·t ti i suoni della &cala. tonale lasciava. pe.nsa.re,. che~ qualche cosa di materiale ~i anteponesse al libero fun.z io· namento d.eU' organ-o periferico sensoriale, dell'VIII paio; infine' per l' .ipe·r·emia.
~·· 0
LA FBATIC.A OTORI.NOLARINGOLOGICA NBL RIPA.RTO CIURURGICn, -00 ..
d Ua M. T. e delP estremità inter.n a del conaot·t o (Miiller (88)1 e per .l a mancata eo·m parteeipazi.o ne dell'altro orecehio. Ebbi ~occasi.on.e di rivedere 11 L ..... sei mesl dopo l'accaduto e di a·v e:r ·e la con·· fe.rmar del giudizio espresso s.u na sua sordità, poich.è all'e am.e funzionale ebbi i
eguenti risultati:
.AD
lf
22''
s {2'2) -4: do .M (22 12 11
.AS
normal.e
v
0,30- ,5
·+38
.2 ào A (62
39 11 d' ..A. (SS)
B(SS)
lO'
811
-2
1,&0
H (150)
o
40,0
normale
Do.,
v
LI
L8
do
150
o
(l)
1
Inoltre ane, prove con l a.cum·e tro Stefanini .dimos.trava di perci.p tr·e solo a. 500 tjpire indistin.t ame,n te pel vibratore, N. l (sol. 96 v. d.) e N. 2 (d.a 512 v. d. ) mentre p l normale si aveva la soglia del prlm.o a una spira e del econ.do a. tri! spire con io.t en ità. di corren.tie massim.a. Come si ved.e la fac-oltà uditiva e .r a. di poco aumentata da qu..ella. r1 eontrabl nell'e~ same praticato a1 mo·m ento della riportata lesione, mentre poi per iseevano le ve.r tigini, eh·e dete.r minarono alcune eadute anehe durante la.sua permanen·z a all'ospedale •. MALATTIE DELLA. LINGUA E DELLA FARINGE.
N ·l decorso delle. otìt1 medie pnrnlente· a.cut·e ebbi a notar con una certa frequ·enz& un sintoma cara;t.t eristico consistente neUa modificazione d,a.spetto :ftsioo del lato della lingn.a corriepondent·e al lato malato. Essa infatti a.pparis.ce da questo lato ri~copert;a da una pat1ua. bia.neastra più marcata e più spes.s a che non d.a ll'altro lato., p&tina che v.a diminuendo dì spessore .s fumandosi nel ,passaggio all'altra. m.·e~ tà dell'organo. Se, nei primi giorni dell'insorgenza d.e ll'otite si esamina la lingua e sa, ge;nera1mente ed in totaHtà, è .ricoperta da patina biancogiallastra .come, in tutte le forme febbrHi, perb-in tal uni casi d&l lato ammalato que· t.a patina. app.a.risoe eVtd.ente~men.te, più spessa., più ·t ,e nace e con un limi te d i d~em. a.rcazione .a bbastan.z a esatto dalla rima-· nente porzione linguale. Flli richiamato a q u.esta os;se~rvazìon·e da nn caso ancora piu caratt~eristico manifesta tosi in u:n individuo affetto da ot1te media purnlen.ta, acnta. Il soldato A. A. entrò nell'ospe·dale ooa ein·t om.i evidenti dell'affezione pu:mlenta dell"orecchio medio destro. Persisteva. an.co~a. il dolor·e in. modico grado e la. ecrez.ione discretamente abbond.a nte. ( I l , rmula .a cumetric.a internar.ionale approvato. daU•VIII Congresso .lotemazio:na.le di otolo, la io udapest 1909.
LA .P RATICA OTORINOLABINGOLOGICA NE.L RIPA.R 'ro OHIR RGICO, EOO. 1
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· All'esame della Ungoa e precisamente sul margine d.e stro di essa si notavano più verso ] a. ba.se due piceoU ce·r ohi concentrici, av,Emti n maggiore un cen.·t imetro <l.i diam,e tro e :il mìaore 5o 6. millime,t ri, formati da una ,s erie di p.a.pule,t te bian· -castra, d.e Hmitanti una porzioue di lingua alqu ~nto pid ro ea delle parti circostanti Al da.van.t i di ques·t a un. unico cerchio simHe per ,g randezza al centrale della figu·r a. N. l e, ph.l in avanti .a.noora. verso l'apìce d:eUa lingua una papuletta grossa press'a. poco come un chie,co di miglio. Il consecutivo· an.d amento della malattia si fu appo.nto,. c'b e. mentre neUe due pnme loealizza.zìoni .1. cen·t ri dimos.t ravano tendenza ad estende~si lenta:m ente e ad aUargarsi sfuman·dosi nei. lo·ro contorni, la papula d.eHa loeaUzz_a.zione più aate .. riore diede pure ori:g ine ad un piccolo cimolo, che and.ò mano ma.no aUar·g andosi presentando nell'aodame,n ·to e nella forma n modo Iii sviluppa-rsi ed estendersi della psoriaBiB .an.nularis.
Fig . l.
In questo periodo t'u. presa la. fotografia deUa figura N. l in ·c ui s:i osserva. ap· punto a de tra l'alte,razione caratteri tlca della lingua. ·Gh.e a sinistra a.p parisee
·normal·e. L'esa.me ·d el gusto dal lato della lingua,. ove si notavano i descritti. ·c erobi 'biancastri dimostro una ·eom.pleta ageusia per i vari sapori (zucchero, sale, ehi~ nino, aceto) La. mala.t tia proeed4\, molto lentamente nel suo sviluppo e un m.ese dopo l'in .. gresso dell'ammalato nell'ospedale si notav.a no ancora. evid.e nti i ·Cerchi ·Ùl. questa forma di psoriasi lìn,guale, ·che cedè aU'a·pplicazioni locali d.i tintura d'iodio. Metten.do in. Nla.zion.e la otite in. atto con ques·t a e eon le al.t re' alterazioni d.e lla li:ngua siamo portati a formulare due ipotesi, o che l'alterazioae nervosa
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LA PRATU'A OTORINOLARIXGOLOGIOA NBL, RIP RTO CfURUll ICO, :E C.
(eho:rda tympani) è capace di determin;a re. fenomeni d.i eheratizza.zione, dell'epiteliol.iog1Jlale1 sia nnieormemen;te. su. tutta la uperficie1 sia prendendo id~entiehe disposizìoni delle forme, cuta.n.e del tipo psoriasi; o che essa modificando lo ,s tato anato mieo dell'epitcelio Jo pred.i s,p onga _d ·e _ e~ re più facilm.e nte in.v.a.so, da. forme pa-~
rassitarie, e specialmente ifomieeti,ch.e, le quali s'i dispongono, a .sec·ond.a della spec.ie o del ·t erreno di cultura, nelle forme sopl'a indicate. N el caso speciale non ho fatto· un ,e .ame bacterio) gi~co pe~r stabilire la natura.~ dei germi esi tenti sulla Hngua d.i un lato· eon queUi esist-enti. dall'altro la.to, nè~ rieerche, emlle alte.r azioni .a natomiche d~ell'epitelio . ricerche, che io riteogo oppor·· tune per la soluzione del quesito, che finora pongo e pen.s:e rei di ri olvere eon una serie di studi spe·rimentali al riguard<?.
E poichè s1amo a parlar~e. delle alterazioni dellalingu.a. dirò di alcuni casi di lesioni d1 q·ne.s to organo, che offrirono pure un oer~o intere se Il prim·o è quello ,d i un .soldato d~ella. con pagnbt di. sanità B. H. della ·c lasse l Ha s~offerto ripe tu tameote di ton HHt.e e oltanto da 20 gior.ni ha. dolore, alla, base della Hngua, vero l'a.p ice ~del V Unguale. L'organo è andato gradatame:n t an. .. mentando, di ·vo~lume, i suoi mo·v imenti si son resi sempr più diffieili e, dolorosi, la parola stentata la ma.sticazione e deglutizione o ta· olati. H cefal a. e .aument,o erotino di tempe·ratu~a. L e am.e laringose·op"co las:cia scorgere la ba ..e d.eUa 1in gua. te · a 1 ro~ a., liscia· doloro e le trazioni e la compre -·~ sione sull'organo : la paJpa:zion.e lascja, rieon~o.:- .cere un .:. n o di flnttazion · profonda~ Con un.a ·. h·ino:a sa. gia.-tumor·i i e tra - q ualehe cent ·.metro ·c ubo di pus. Seduta. stant - fu pra.tica.t a i' anastesia con ~due iniezioni di cocaina fatte nel solco Ungu.o gengivale vidno aH" ultimo molare inferiore d.i un oon.t imetro cubicoper lato. Si ebbe di.scre,ta, anastesia in tutto l'orga.n o perchè la so tanza anastatica sì diffonde n.e l d.ecor. o del.•n. HnguaJe, (Cre~v·er ( 9).) Non ho esp rienza. personale se lo ste _ o resultato · i possa'"' ottenere con l' alipina. (70). Con tm'ìnci ione' me,d.iana dellA. lingua si apri ampiamente il ~calVO a c uaJe, da.ndo e ito, ad uoa dllsereta quantità. di pus. L'andamento della malattia ~era stato pi.utto to lento·, l'a.. seesso es ndo i. sviluppato in capo a. -10 ;g iorni. Oli a cessi deUa Hng Ul non sono frequenti; pos ono essere dete,rminati. da varie cause e riu ·eire anche mortali (De v (70).) L'e,t io]ogia degli a c-e i pt•ofondi deUa lingua è, molteplice; gen.e ralm n te e i d~erivano da, una peri.a.migdalì te linguale,, spe so da piccole, cause tt·aumatiche a cui va ìneontro con fadlità la lingua. Down.ie (71) ne, riporta. u.n ca o, che era. ta:to d.e termin.o.to da un semplice abras·ioDe, prodotta da una ero t& di pane. el no .tro caso molto probab·Jme,n te l'asceSso e·r,a · eeo·n dario ad una inftamma.zio·n.e, deU .a gmidala Hn gua le e si. era fatto tra da. n Ilo pes. ore d·ei mu coli della Hngua .. Il bi touri dové p netrare .a. eirea. un oontimetl 0 a~ disotto d.ella. su·perfì -·ie rn uale per a.rrìvare alta cavità a ee :uale .cbe fa convenientemente r:acbiata e zaifata ~con garza iod.o.C: rmi ca.. Ltand.a mento 00 :ns cuti'v[) fu dei p i t\ fa V'Ol'levoli : r ammalato usci guarito dopo" otto giorni da.ll'intel'vento operativo Altro ca o che rimane ·COme termine di pas Rggio fra. le le ioni della. Hngua. e della la.r.i nge fu quello pr-esentato dall'agente areerario D. M. E.gU è i.ndividn di costituzio,n e nerale mediocre, in istato d.i ~deperim. e~nto g nerale, notevole: disc:r eto be·vito:re e fumatore .. Na.nu.v:a, che da un. anno So·ffriv·a di mal di go1a a C\l. nan a ve va da.t a troppo importanza. 1
n
LA PRATIOA. OTORINOLARlNGOLOGICA NEL BIPARTO CHlRURGIC01 ECC.
2 ·S:
Dopo ·q ualche mese si m.anif:estò una tumefazione che era andata sempre crescendo fino· a raggiungere il volume di un uovo di pollo. Al suo ingresso all'o speda.Je si D.o ta va : Alito fetid.o1, faringe. an·ossa.ta. con ven.e eetasiehe· e ca.tarro abbondante. - ll'e~· same laringoseopieo ei nota.va alla base della lingua u·n 'ulcerazione· che oceupa.va. quasi. la metà del .Jato dest.r o dell'organo e si. estendeva sulla plica glossoep.i -· glottica, uleerazione a margine irregolari e alql!lanto iperplastici ricoperta da tes-· suti nec:rotici d\ eo·l or1to giallastro. L''e p·iglottide era infiltrata ed ed.ema.tosa- le corde vocali. non pr-e sentava.non.essuna altera.zi:one, cosicchè' la fon.az10ae non ·era compromessa, ma. la deglutizione notevolmente ostaeolata. NeUa. region.e l.atero·aervica.le destra si. notava. una tttmeiaz,i one. .ghiandola.1~e rotondeggiante. della grossezza di un mandatino, a uperficie irre.g olara·, bernoccoluta~ a g·r ossi acim, poco mobile, poco dole.nte. alla. pressione,. ricoperta. di pelle sana e .d i cons.i tenza legnosa. Non si n.ota.vano sintomi di oompr·essione, n.è met.a.sta.<~i evidenti in a.Itri organi. Fu fatta dìa.gnosi di carcinoma della bas·e ·deUa lingua con meta.st&si ai gangli linfatio:i cervieaH. Tuttavia per convalidare la dia.gnos:i fu inizi.ata nn.a. curi\ an ~ tisifilitica energtca, che a capo ad un mese non. aveva a:pportato nessun favorevoJe resultato. Usm dall'ospedale pe.r suo· desiderio e p.e r potere espletare eure r.ad.io.tera.plcl e·,. mancando ques.to nosocomio di strumenti adatti p•e r l'applicazione di raggi X ritenuti da molto autori. talora efficaci contro questa. a:lfezione.Ostin.o (72), Niedd.a (78) Vallobra (7 4).
Mad.e r (75) ultimamente ebbe un caso di eat-eiuoma faringeo guarito con qllesto mezzo. Lanrens (76) riporta d.ue casi. ·d i ea.rcino.m a.laringeo ,g uariti con la fo.lgo·r azion previa laringostomia. . In simili malattie c\: noto che anche in seguito a cure· speciali 1 ca,si più favorevoli non hann.o da.to un numero maggior·e d.el lO al lo p. 100 di guarigione(Koch, Czerni, .D llllinger, Eis~elsberg,. Ehorlich. (77). ma noi eravamo d f fronte ad un caso già avanza:to, in cui nè il coltello, nè .altri interventi potevano riten-ersi di q·u alche utilità. In cel'te forme .n on troppo gravi di epitelioma della. lingua la cura Ram·· poldi (78) con a.pplieazio·n i e iniezioni dell estra.t to Iequerity (abrus precato.r ius} sembra .a ver dato buon.i resultati. Co.s i pur·e· anche la folgorazione avrebbe potut(). ·esser..e tent.ata. avendo 1.n. lesioni cons1mih dato buoni resultati. nelle mani di a.leun.i autori.
MA LA.TTIE DBLLA LARISGE. Ho voluto segnala,r:e un caso di carcinoma d.e lla lingua e della fa.rm:g e.. percb piuttosto r.a ramente si. presentan9 alla nostra ·o sservazione· esse:nd.o ìl gran conp tingente dei nostri .a mmalati dato da elementi giovani. P ·e r la stessa ragione' e per la selezione, che si. e:ffettua nelle visite d'arruolamento, anebe i tumori laringei SODO· rari. Di tali cadd.e .s otto la mia os ·e r·v azione un caso· di polipo laringeo, che riferi co.. M. A. soldato della classe 1887 entrò nel 1·eparto con dia.g.nosi ·d i si.eosi pa:rassit&na d.e l mento; p re entav·a infatt1 qua.lc.he nodulo ·d'infiltraztone erpetica.
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LA. PBATICA OTORINOLARJNGOLOGICA NBL RIPARTO OBIRURG!Oo, ECO.
che, facilmente, cedè aU'a.pplicazione di tintura d;iodio e, di ba.lsam.o pernano.. Ilammalato pe·r ò si presentava oligoemieo e sop,r attllfi"to d.isfo·nioo.
Narmva1• che da un anno in. seguito a tonsillite avev& notato abbassa.mentodi voce, che, era rimasto quasi costante e ·c he in seguito· a .s forzi corporei di una certa ,gravità e nella. corsa si :manifestava. ddlicoltà di respiro e disp·nea.
Fig•. 2.
All'esame deUa laringe si notava.: nìe:nte nel rilcesso faringeo·; epiglottide 'Pali ida, eorde vocali normali per colorito e mobilità ; tumoretto del volume ~di un ~iccolo cece impiantato suUa. ia-ecia ipogl.o·tti~.a della. eorda vocale s.inist~a e molto vicin.o alla ·comm·e ssura an. terio~re; tumoretto, ehe negli sforzi di fonazio.ne' s'.i nfram.me:tte.va. fra le corde vocali Umìtaudon.e il ra.vvicrnamento. Fu. praticata l'·e stir1J'azione del tumore previa profonda anestia cooainic:a con la. pinz•· a. eueebiaie d.i Frlinkel·• sì ebbe d.isoreta. emorragia e seduta st;an.t e, una. ·notevole mod.Uìcazione -deUu. voce~ ; obe pur mantenendosi velata aveva un timbro alquanto p1ù alto Fu dimesso· do,po qua1.o be giorno ed invia·t o in lunga Hcenza di convalescenza. In omaggio alle giuste considerazioni del Gradenlgo (79) non EZÌ m.a neò di sot;. -toporre H neoplas.ma. all'esa.m e ìstologico. Il tumoretto estirpato fu fissato in alcool e quindi incluso iu pa:ra.fiina. Le -·ezi,oni furono· colo.r ate con ema.t ossilina Hansen ed eosina e parte eon VOB Gieson..,,
LA PB.A.TIO.A OTORl:SOLABINGOLOGICA XEL RIPART{) CHIR - RCHCO, .ECC.
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alcune furo,n o tratta.t e· col liquido di Pappenheim (verde metile e pironina) per la.. doe~ rca delle plasmazeUen. La figura N. l rappre,s euta un disegno in toto de.J tumore, mentre la figura N. iii ne rappresen.t& nn dettagho, specialmente pe'r la dimostrazione di eellnle ipecro· m.oeitoplasmatieb.e,, che, discreta quantità s:· vt'd.o no in. essa rapprese,n tate. Si ritenne più utile l'uso di questo ·metodo di riprodu:zione, non avendosi snfficientepratica di microfo,tog:rafìe in lastre ortooromatieh.e (Federlci (tiO).) Come .s i vede nella figura N~ l il tumore appariva circondato da tutte le~parti da un. e·p itelio polistratìea.to molto simile' a ,q ueJlo normale. che si riscontra sulle corde vocali;. i.n alcuni punti corn.eifì·c ato per metaplasia. deU epitelio primitivo. La presenza d·ell'epitelio, in ogni par·te della sezione, tranne che in un piccolis:sim.o spazio. corrispondente all'attacc-o del ·t umore, d1mostra come' esso sia stato.· estirpato nella quasi sna. totalità.
in
Fig. 9
L'·epiteUo è .s uperficiale e non si addentra quasi mai a forma di zaffo· nello strom.a. del tumot~e,, tutta.via. in certi punti si os3ervano delle gettate epiteliali abbastanza evidenti e, tali da laseìalie in. du.bbio eirca. l'evoluzione de'l tumore in un periodo più avanzato; fenomeno· che di.m ostra come anch.e dei. tumori be,n igni ida da temere in un. ulte1riore sviluppo.
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L
PRATICA OTO I~OLAIUNOOLOGIOA .N EL RlPA.BTO OBlRURGlCO, EOO.
La posizione in cu.i i era svii up·pa.to, gli , po . ta.m enti cba la sua parte Hb&ra subiva, l1 immissione, fregamento e C·o mpre sion~ fra le corde voeali sp1ega questo
· peciale atteggiamento dell'eP'itelio. Il tessuto fondamen·t ale è eosti.tui.to per la ma sima parte da trava.tut·e connstt.ivali più o meno stipate, in alcuni pnnti. è vidente un ·vero e p·l'O·prio tes ·uto mixomato' O· las o a, cellule st;ella.te, a lnngh.ì filame:D'ti, mentre altrove si notano abbondanti cellule fusiformi e :s tellate. ota ·con nucleo fusiforme e a bastoncino, ·t alora a:~rotondato· ed ovoidale. ln molti punti ·pu::e leucocitì p.iù o meno· abbondanti. 'T u.t to il tu:mo.x·~ è intram·ez.zato da va .i sanguigni. che più ·qua. phi là si allarg:ano in vere e proprie· lacun·e emorragiche, dimoclochè la prevalenza del tes~ su.to oo·n nettivo suUo sviluppo va colar..e e poco sensibile. Nel corpo del tumore i notan·o pure cavità abbastanza .a mpie alcune delle quali possoDo esprimere un fu ion.e. di. più laeun . emorra.giehe sprovviste di sangue; o più facilmente, la.c er... z·cni d.e l las o t.a'SSuto mix.omatoso componente il tumore. A forte ingrandimento (vedi :6.gur·a . 2) io icinanza. dei vasi e n.el tessuto ottoepiteliale furono .r iscontra·t e aneh~ v.a.rie ·cellule iperoromocitoplas.ma.tiehe, o ·cellule cia.n·ofil.e (Ra.m on y CayaJ). Pe.r la ricel'C3 delle medesime l ammo n metodo indica·t~ dal Greggi·o (81), c.iob .Le sezioni fur.ono colorate libere la maggior pa.r te alcune anc·h e atta.cca.te al vetrino coproggetti tenute per 10r a:na tufa. a. 50o in eap ula coo.te:nente. la so-luzio-ne del Pa.ppe·n beitn,. indi passa·t e in ghiaccio per raffredda.rle immediatamente, poi lavat.e in .a cqua; differenziate in. alcool e ce~e~:mente pas·s ate in xiLolo e ehiuse i n balsamo. Da.i pi·ù recenti. lavori dì Domin.ici (82), Bosellini (83).; Foà (84.), Levad.iti (85), Patella (SGJ, anzetti e Parodi (87)•, Savagnone (88) ed altri I'esu.lta come le ·e el· lule ipercromooitopla.smaticbe si ricono ~ ano per i se.g uenti caratteri : e.J ementi -celi u1ari a :for'ma. ova.lare, sp~?os . o poligonali talor,a fusa ti con nucleo ro·to~tdo,, vesei·c oloso, fortemente colora. bile . con cinque fin.o ad otto corpi eroma·t.ici disposti alla periferia (nuc1·eo a ruot a di carro;. Il nucleo talora. è ·ecc.en.t rlco e se la pla.sm - zelle è d.i forna ovaJa.r e ·e s o è ravvicinato al polo più stretto. ~elle .fo.rme avanzate in età fra il nucleo e il protopla.sma. esiste u::o a.lon·e chiaro~ il protoplasm;a è O"J'IOSS·ola.nameute gra.nu~oso, si tinge intensamente eon oe,r ti ·colori basici, peeialmente la pironina e acqui ta una ·c olorazione specifica roS$0 melagrano briUa,nte • .Esse per .a lcuni ono d'origine· fibropla. tica dalle cenut.e fi e del ·c onnettivo. p r altri ·d'origin.e ematoblastica d.a. H:nfociti, che in certi tessuti patologici i rio .. n iscono in ammass1 ·c he possono con.sid.e.rar.si. oome veri e propri centri linfoi· del tessuto connett · vo analoghi a quelli d l follicolo l infatico· (Ribbert, .F oà). La loro pre enza è esclusiva d.ei tes uti pa:tolog.ici.. Genera.lm·e nte i ritiene, eli es e derivano dalle cellule avven.t iziali (adve.nti~ zia!zellen del Marchand) ( reratti, Amato (88) Ja . agnone (~9) .) o da. altri elementi di eguale .a ·pe.Uo distribuiti nel te uto la.m.e Hare conn.e ttiv.a.le e nel connettivo ottoepìteliale per succe sive tra formazioni . Le plasmazt;llen si ri.pt·odueono anche da nJtr , pla!ima·zelhm per carioci o i e per divis ione .d iretta. Il lo·ro valore funzionale sare be quello di d ife ~· eh e e·r c.i.t erebbero nei tes:u ti in cui i svillppa.no con l'as 1mila.z.ione e di truzione di prodott i nocivi agli l menti d ~i t e suti , con la. crez:ioue di una o a nr.a a tta a. n.e utraUz.za.rli. Dal 1·e: L~ la.t _ i ·to ogico de.\ tu mor e si formulò La. diagnosi di angi o~fibro-mi· x oma · ,e]J orda voca.l [ni t i;a..
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LA PBA.·!'ICA OTORINOLARINGOLOGIOA NEL BIPARTO CHIRUR6I00 2. ECC.
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I tumori mixom.atosi sono abba-stanza fr,equenti in questa, regi·one e .form.a no gran percentuale dei polipì la.ringei (B.r in.d el (90)) : più freq uen.teme.n te però essi. sono tumori misti, nei quali sono state· auch.e riscontrate zone oeotra.Ii di. na·tura tnbereola.r e (Clerc (91)) · Si. ebbero pure, uno nel principio, raltro aUa. fim;' del periodo ,di tempo contem.plato dalla. sta:t istiea, due ca'Si di angina di Ludwi.a con. esito in. guar.igione, Il primo nel sol·d ato C. A. della c1asse l887 del 7• reggimento arti.glieria.. Ammalò con angina. fo1licolare e subito· ·dopo di otalg-ia destra con. lieve diminuzione ·d'ud.ito per i toni bassi. Di ta.H disturbi fn ou.r.à to all'inferm·eria. del eorpo. Intanto ·c ominciò a verificar ·i tumefazione ·d.·el p.a. vimento della boooa speeialm.·e nte a destra., difficoltà di parla.re e· di deglu·t ire. L'a tum.e fszione si es.t ese ce~ erme:n ·t e al coUo, .a lla. regione. sopraioidea di destra con infiltr-amenta della maggior pa.rt,a dei tessut1 v·1cini. La pelle era no.r male; la pressione d.olor·osa; n·o n vi ·e-ra flu.ttazione, anzi r·e si ·1;ten.za. alla palpazione; temperatu.r a..89°.8. Si praticò l'a:nastesia eocainiea con. inie-zioni sottocutan.ee ,e, orali lungo· la branca -della. man·dibola indl si proced.è all'intervento chirurgico aggred·endo la tu·mefa.· zione dall'esterno nel punto più sporg6nte,. pin. dlolo·roso con inmsione se:m ilunare come neu·rulaceiatura dell'a:rfieria lingua]e destra . .P.roceden.do a. strati si penet!'Ò nella loggia della. gbiand. ola sottomascellat~e; indi po!tandoci dietro di essa f'tt possibile dare esito a qualche centimetro cu.bieo -di pus denso ·e a qua.lehe straccio neerotico non a.ppe·n a oltrepassate le fibre del m. mJloiofdeo; dal lato bocc.a le si per·cep'iv.a la pun·t a del dito sotto la muccosa : la oa.vi.tà. ascessuale fu a.llarga.ta per via ottusa., (}Ome si usa negli ascessi peritonsillari. F'u applicato un dren.a ggio r.apiUare e medicatura aset.tica.. Due giomi dopo l'operazlone scomparve la. febbre e dopo qualche· gtorno .Ja feri.ta e il eavo -a eessuale essendosi riempiti di granulazioni di buona. natura. si ria:vvi.cina::rono i argini della ferita con pl:rnti ·d i sutura, e'h e· aderiro.no eomple·t amente. "\ID&
Altro caso di an,gin,a de,I Ludwig nel soldato C. :M. della elasse 1888 de11'8&-:reggim.e n.t o fanteria. Individuo· di buon.a c.o·- tituzione· organica se.n za preeedenti eredo~pa:tologici -degni di nota. Recentemente ha s·o·ft:etto di tlemmo,n e alla gamba sinistra. È a·ffetto da carie ·dentaria multi.p la e sei o s:e tte ,g iorni indietro .a mmalò di periostite· alveolo denA -taria del seeond:o bieu · p i te inferiore ·d i destra, che tu estratto.. Il dolore e il gon-fiore non diminuirono ·: neHo stesso tempo sube,n tro febbre alta lnizia:tasi con. bri~ vido intenso. La tumefazione si e tese a tutto 1l pavimento d.e lla bocca e al callo.. ·.s; manifestò conte· mporanea;m.en"t~e di fagia e forte tensione. d.elle parti edematose. All'esame obiettivo : Ca.viU. orale tumida pavimento della. bocca ollevato, gengiva del dente estratto arrossato e sporgente. In corrispond.e nza della. re·.g ione dD· jn•aioi.dea mediana, e laterale destra si notava una sporgenza a guisa di emisfero., a confini. poco netti con le parti ·c ircostanti, coperta; da. perle d'a.spe:tto normale poco spostabile. La pa.lpazione pr'Ovo,co.\ra. vivi dolori e fuceva pe;rdpii~e una. no ... tevole oon istanza. quasi lignea In corrispondenza. della faccia noo i rHeV'ava che un modico arros men'to.. Non. si notavano disturbi d·el respiro, D·è deH;e,.
m.a tosi. L'intervento oper:atorio consistè nell'apertura ·del flemmon-e pro eden o a strati ttr&.verso al rafe mediano d.ella. rea ione .sopr:a.ioidea, fino a. raggiungere la sotto.m uccosa d.el pavi'men·to orale; appHeazio·n e di un drenaggio tubulare.
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LA. PRATICA OTORINOf ARIS
LOGIC.A N ·L RIP.l.RTO CHIRUB·GICO,, ECO.
La fe.r ita ebbe decorso favor,evole;. si eliminarono in abbondan·z a pus .s anguign.o e cenci necrotici e si ebbe, regre sione dei fatti iniiamn:tatori, della febbre· e degl" altri in t-omi a.Uarma:n.t i. L'amm.ala.to ·u sci do.p o q uiodici gi·o rni completa:me.ntep~~ . Qne ta malattia sebben.e mag· tralmente descritta. da Ludwig e da a.ltr:i autor1 illustrata non cessa di essere ogg; · tt~ di con rOV'ersia, s[a. per la sua. etiologia,. c.ome per il suo decorso clìni·co. Kon:i g la ritiene in dipenà.e nza di una forma ~n fluenza.le epid·e mica· Fis· ier un prooe so a ai simile ad un ascesso sottom.a sc llare con tendenza alla necrosi; ahri. la ritengono in. dip·e ndenza dì una carie dentaria,. prestandosi le forme di quarto, grado d.i ssa. mirabilm·e nte all invasione ·d ·· germi di varia n.atura.. In ogni m·odo varie specie di ger:mi po. ono de:t erm·n.a rla eo:n più frequenz.aL gli stre.p tococehi e diplococchi. ( aHn.a ri (92)) e i b. coli Fi sier (44). ~ehlei .inger ( S) ultima.men·t e studiò dodici casi d.i a:n gino. e l"itenn , eh·e dr· , alla sede il Bemmone d.oves e talo~ ra. e forse primitivamente, localizzarsi neHa re:g ion ottomas.c ella ·e e· so'ttoHnguale, eom.e r1.tiene Lud wig; ma che anche C·o me dice Koni · potes ·e estenders·i alte ghiandole. mascella.r.i, paroHdee etc. nfa.tti dei. dodici casi da lui. o erva.ti quattro i sa1~bbero viluppati a cari odella ghiandola ma.scellare. In base a que ti criteri n ·o i .a.vremm.o ·d ovuto· regjstrare altri ca' i eU angi·n a di Ludwig, che definimmo sempl,icem nte come flemmon1 sopra.io·ideit inqu.an.t oehè in essi no·n furono risC~ontra.ti tutt:· i caratteri chnici di ·que.stra.tfe,z ione che l ·c ompendiano : un fondo etti co; tum ·fazione de.l pavìmento orale, facile ·edem.a. glottideo gangrena d·el pavimento d Ha. ooca. Si ebbero iu.vece ascessi di origina a.migdaHena, che Sl localizzarono nella. loggi& prestiloidea e cb.e. determinarono intervento chirurgico attraver o alle fi br· d.e l ID. sterno le"dom.astoideo fino a raggiungere la eav.ttA asce ua.le profonda. o·m profilatt ·co sia contro le infe,zioni acutet ma ·opratutte ·c ronic.be d eH e ton. Hie c ·D tendenza a riac ~.tiz:?.a.rsi, e tndirettamente d:e lle pericolose. for·me B.emmono e, che ne p·rovengono; amll&.ni e Formi.ggini (94) ~con igliano le abituali de ter ioni meccaniche dell'oro··farin.ge, con acqua semplice e con soluzione dt bica,r -. bona.t o di sod.io. {ALATTIE DEL NA O •. Fer~ta d'arma da. fuoco· con fntttura commi.n utiva ·d el ma
ce]lare inferiore delle· nasali e del m ascellare -up riot·e. Il caporale C. G .. deU 0 reggimento f · n ooria il giorno l ottobre 1909 tro·v andosi con la ua compagnia a Portoferraio . jn un moment.o di .s conforto si sparò un colpo di m:o!i;clle, to sotto il mento 1). l tw ingt·e~ SO· all'o pedale p·resentava ~ F etita.. lac,e ro contu a alla. regione · sopraioidea. (foro .dj ntrata) e al pavim·e nto della boc·ca paccamento della gllan Ia sini tra in. corr.L pond.enza deU .angolo· lalJiale ; fra tura comminuta d.e lla metà si n ·· tra deUa mand ibola, della qua.le era asporh .to in totalità., un .:rro o :f l'ammento r .ettn.ngola.re portante i l canino inferiore' del lato e i due premolarL a. intera., man, ibola riman.el a co i divi a in d.ue parti.; eia un lato (d tro) branca montante, co1·po e infì i men.touiera uniti, e· dall'altro ( ini tro parte. del
·O sa
(l) l f .rito fu ·urato in primo ·t mpo dal ma. · iore medi o GnJJi cav. Oian _ om.e ~ nic , Uora apor'pnrto., eh g ntil l nt n1i p rmi la pub tica.zione· d l CQI . e foto ~'rafie furot.~o e a uite d l ten.e nt _ rn dico mp hmi.
LA PRATICA OTORlNOLARJHGOLOGICA NEL RIPARTO CHIRURG I CO., ECC.
corpo· e la branca. m·o nta.nte. Per azione deUe forz.·e mu cola.ri "l .r ammento li detra era portat,o ver o hli tra. ·m. pt~I·igoidei e milo.ioideo), me·n tre Il f1·am.men.to sinistro era portato in dentro e in alto (pterigoid~i, roassetere, crotafì te}. Am.bedn.e .i masc.eUa.ri superio ·i era.n.o fratturati. !'>ott.a. la branca monta.nt , a.sporta.ti i denti ineì ivi lperiori, n palato dtuo in gran ·p arte dl tl-utto ]a,. seiav.a eomun5ca.re la, cavità d.e lla boe:ea. con. le cavità.. na ali peei.almente a sini~ stra; L'osso zi o-o.ma.tico in i tro era. scoperto e spezzato,. l o a n a ·aH ratturate ·e parzialmente a portate co i pu1·fd due ttll'bina.ti i.nferiori del lato parzialmente espor ·ati. Le parti m oHi deHa guancia. sini tra erano interrotte in corri.-pondenza ·d ella pinna n.a a.le,, per cni l'ala. lei naso d.a questo lato era qua i neUa totali t& distaeca:ta. dalla guancia. e rove ciata. verso l'alt~ra e· attraver. o alla brecci.a re~ sulta.nte si scorO'evano ampiamente a.p erte le ·c avità n.a ali.~· ell'angolo na o.orllitale · i notav.a il fo1~o d'n "'cita del proiet-tile·. La lingua era in g:t·.a n p~ rte lacerata, di v'i sa i.n tre egmenti; distac a.ta in parte dalle sue. i.nserzi.o.n i a.n ter i ori a.veva tendenza a. cadet•e indi t:ro. Il ferito fu trasportato p t• n at· il il giorno dopo il fatto . .Al uo ingre .so all'o .p edale non pre~ resentava e.m ortagia,. non poteva r* ]are, nè d glu.tire, nè re pirare Hb _,ramente a. eau a dell le~. j oni e deUa osizione retrogra.d.a della lin.gua. Fu proceduto immediatamente .ad una tUsìnfezion . metodica, m. ccanica cbimica d.e lla ferita, aUa gi us a ppo·· 1z1o·o delle schegge e framm nti a..ncora ade·rentl., a lla riunion di egmenti della lingua 1 am. nto di es· a. a.i t·e -. uti i· terul della reg·ion m ·en.tonie1·a. e alla. sutuN\ deUe par.i m o11 i, che rimaueva.n o ancora intatte. Si ottenne co. i il r su Hato che i o rva. n.ella figura N. o. L' alimentaziune fu po. ibil solo per per mezzo ·d.e lla sond.a e. ofagea,. che Fi. 4 . fi.n da P'r.ineipio potè e ·set·e ab a ta.nza facilmente a·p plica·ta. e tollerata. Alla. ra la temp·e ratura e1·a a, . 0 .5. Nei giorni st.cce iv i t notòt eh.e i punti ulln. lingua avevano duto ;· da.Il'ape1r· tura de1 pavi1nento deUa boeca. coht.vn. abbondante pus den o e fetido; ha. u n-a. d·e U'angolo inistro della bocca fu. dovu.t a più volte t·jnnuovar - in secondo tempo con recen; ·azione dei margini. Fra gli otto e i dieci giorni ·~i determinò un notevole miglioramento, la. febbt•e comparve le ··embianz est rn del vol o si I'ipri t:i narooo pa.rzial mente; dal -'oro d -u -ci a e da Ila. bocca f'u or 1sciva. pus in .a bbondanza. ed gual m n t dal na. o daUe du.6 breceie ·l l palato duro, una. posteriore: e· veli O· .i l mezzo l'altra in avanti., ove. era sta..t o a- po·r ta.t o un g ro so frammen.to del ma ceHar up·e riorie unita· mente a.i quattro denti ìnci ·.vi: :m . drenaggio in rodotto al H otto· d l a.rgin . or·bitale .int~nno . .ini.stro pen trava nel ·e no ma· cella.l·e. e due c~ avità na ali co c
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LA PRATICA OTOBINOLARINGOLOOICJA NEL RIPARTO OH.m
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m.unicavano ampiamente fr.a loro .a causa della parziale d. is~ruzioae del setto e in avanti e .i ndietro per il pala.to duro ·eon la cavità. orale.. Le1 condizioni aenera.Ji in breve rlfiorirono, l'appetito migliorò le fnnzio~i or· ga.niche si regolarizzarono. Giorn.alm.e:n"te ven.i vano pratica:te i.rriga.z.ioni a.u.t.isett1~ -c.h e di soluzioni di llsoformio, completand.o si la toUette con asp·o rtazione n1.e ecanica di tessu·t i nee1~oti·ci. Si costatò e'be il pu.s che si formava nell'a.n.t ro usciva dalla fenditura anteriore: del maseellare, determinata dall'eliminazlone. del grosso framm.e nto d l ma.soolla.re superiore, portante i d n ti incì i'vi,. e ehe la specillazion.e fatt.a. dal lato deUa boeca ei port,ava nelr antro al ·o rame d'us·~ita del pro.iettlle~ Intanto nel decorso della guarigione, i i notò, che n f:orame. d'uscita, n quale aveva. moltA tendenza a chiudersi -d'improvviso arrossava con reazi,o ne dei tes· .s uti periferi.ei e tornava ad ap,r irsi dand.o luogo aUa fuoruscita di abbondante pus. Per .i pedire questi fatti di ristagno che H pu si facesse strada dit~e t.a· m·ente. da.ll antro della cavità. ·o rale occorreva dare. al defli.usso del pus, che. vi si formava, una via più facile e n.aturale Pensam.mo perciò dì perforare la parete nasale del se.n o maseella.r·e io. un punto. più declive e più po.s terlore che sboooas e n eUa. cav "tà nasale · tessa. Mediante· il perforatore Gavello (95) pen.e trai nella ca. viti\ dell'a.ntro con u.n.a oerto. ·d ifficoltà nè eon questa.opera.zione prelimin.a re pot~i o'ttenere Pinten.to di m tere in comttn.icaFig. ). z·ione direttamente l 'aper·tura. sottorbitale de l'antro con. la nuova da me pr ticata. n el na o·. stento potei zaffare il seno ma. r.eUare a:ttraverso la br ccia. fatta. n·ellll.. .•oa J a.rete nasale. vendo ricor o •CO l ta.rdiV"am ut aH Ò·p erazione .s uH'antro per facilitare lo s. vuo~ a..men.to dell' mpi m,a nel naso, anzichè, nella boç.ca, si era da to t mp a. cb e s.i de t rm ·.na.ssero condizioni a.notom.o- patalo iche, che a v vano alterati i rapport · la forma, e la cons~stenza dell parti. La. n.a riee :s inistra em sp ·s. ata. verso d·e stra. e· per meta chiu a d.a una forte briglia cicatriziale,. il ca:Uo d·eHa. branca montante del masceUar e l.a. l'iunione d~ei fra .. ~ menti os ·ei e delle pa..r ti molli della.. parete e ter.na della ca.v it1 nasale -inis:tr:a. ne a evan.o i pessito le pa..r e i aUer ti i m pporti ·o:n globa ti i.n te uto d. c"ieatt·ice denso· e sistente i vari elementi, che la. co~ l tuisc.on·o. La. cieatt-izza.z· one si era tanto pii\ facUmente potut.a ·d et rm ~ re, inquanto la corr·e nte del pus poteva liberamente deB.u"re verso la. boe~&. Intanto bi o nava 1mpiament apri la parete nasal·e deH'ant~o per pot re da qu to lato te t a.1• la. cura d Ila inusite. ma· c na!'1e, non p rm.e ttendo l c.ondiz"o·n.i d'ambiente di :riCOI'l' re a.U operazion~e radicale di aldwel~Luc, nè di a.pri.re altre vie alle f:neili fi1•o n. q n·el momen evita. te, infezioni Il ca o rese po· . i ile l'in t'vento att.raver O· al naso poiché avendo i ft"mom ni di : oppio ratt~ra to il etto e "a sportato alcuni fr. m.men:t.i si Jlotceva dalla narice
LA PRA'riCA OTORI OLARINGOLOG.IOA NEL RlPABTO OHIRUR,(UOO, ECC.
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-.destra domin.are facilm·e nte la parete. na ale d.e ll antro inis·t ro. Previa anastasia and.reoolo-ooca.inica con una piccola sgorbia foggiata a baìone<tta aUarga.i la. bree·cia. già fatta col perforato1·e Gavel1o (95), feci altare a livello de;l p·.a.vimento ·d elle -eavità. .n a ali lo calino ·osseo che divid}e va questo dall'antro·, formando un unico pi,ano ·c he permetteva di p~a sare. senza intoppi dal pavimento neUa eavità del seno, asportai med.i ante i concotomi di Grilnw:a ld e que!Jo di. Har·t mann vari t'ram· me.nti di osso e di t · uto ciea:triziale aprendo co.si una bt-eceia a.Lbastanza ampia,, -he pEn·mi e faeile il pa sao·qoio prima. di Ull tubo a drenaggio e .do·po due giorni di un drenaggio ca:p illare, che d.a1la cavità. nasale~ fuoriusciva al111"8.rg"ne ot·bitaie verso l ,angolo in terno d~ell'occhio s· nis.tro. Que ta 011erazioDe• prelimina;re aHa quale a d.istanza d.i tempo quando non SÌ fo. e ottenu·t a la guarigione, a.v· &bb · potuto far seguito un ulterior-e intervento -radicale, permise di Ntggiun.gere Pintento, che ci erav.amo pre.fìssi, cioè di. svu~otar·e , l'empien1a de Il antro nel n.as-o·, di far cicatriz·za.r e l'apertura anteriore d l palato duro e qu•ndi di far cl iud·e re la comunieaz:ione d!!l naso con la bocca, e impedir i fenomeni di ristagno. 11 decorso ulter·o1·e deUa fe.r ita fu tale che a capo circa. a quattro m . i si ebbe "la cicatrizzazione de·l fo.r ame d'e rata,. e quella del forarne d'u ·ita; e d lla pe:r dita ·<H so tanza. anteriore. e per ultimo d.i q ueUa p o teriore d·el palato dor·o. P'e r la. s ~tessa r .a gi·one. che ·n on s·i era ritenuto opportuno· di prati.eare 'un in. terve~ nto radi.caJe, .nell sinusi te ma cella>re in atto, co .i neppure si redé op·portuno procedere· ad una sutu.ra. metallica. d~ei monconi del masce1la1·e inferiore. S'in1mobil~zzò con un a:pestro, che por a·va. il moncone. de tro a li ve] lo del monco.n e sinistro·, ottenen·do:!l:ene una riuniune abbastanza. valida. e la sufficiente. m.obiUtà del ma.s,o ellare. Per l'app.Jicazion.e ·d i un mezzo· di protesi dentaria., ch.e fu convenientemente adattato,, furono tolti alcuni den.tì molari dal frammento de tro deUa mandibola, .-operazione, che an.m·e ntò lo spazio interman.dibolare e la facilit:à di maatieare.. Per il tempo che, si trattenue nell'ospedale fu alimentato per circa un mese e m .ezzo mediante la sonda1 poi la. ma.s.t ica.zione si r-aRe possibile per alìm·e nti semi·.-solidi. Dopo ci :rea 5 mesi ·d i cura. l'amma ato fu dim.e so d.e ll'o. peda].e in segtlit,o a riforma m ntre trovavasi In queste condizioui: F·e rita esterna completame,n te, rimargin.o..t a, possibilità di padat·e in m.odo faei).mente intelligibile, possi.biUtà. di alimentarsi anche ·C On sostanz soHde (pane, i:arne) a preferenza s -mi olid·e e Hquid,e, con rigurgito di queste ultime dall'angolo in.ist.ro della b cca,, per e ere ques o cicatriziale e alquanto ade.r ente, e ta~ lo.r a ·con qualche c·olpo· di tosse dovu t·o .aUtincompleta retl·attilità d. Ila Hn gua. ; fu·oriu cit~ di lie quantità di muceo-pus dal nasrot che egli ave,va. ìmp.a rato n. Ja:vars.i con ap:pos.ita. can.nula. tipo Hartmann; applica.zion·e .di un,a. dentiera. pe.r grineisivi anteriori, superiori e piccoli molarL Una nascente lanugine ineorniciava ii v·o l t~ ·e t~opriva in gran parte la d.eformitA. Durante il · . empo d.e lla sua permanenza in ospedale egli · i mo::~trb mpre :re~ mi si o a tutte le eur.e,. affettuoso·,. ri. pettoso, rìeonosciente .alle nost1·e a.ttenz'oni; p rò dopo rientrato neU'orbita della. vità civHe, :neHtambiente, dal quale ro uscito -un giorno p ~eDO· di g:iovan1le baldanza. e .di una ee1·ta venu tà., enza a.ifo· ti pro:fon di, p . rehè premor·tigl:i i geni tori, sopraffatto ·d allo o·n forto in. un ·econdo ten~ ta.ti o eH suic'dio si tol:se, la ita. circa d.ue mesi dopo ]a sua cita da]Po ·p dale Que to caso d.à. Iu.ogo a ·q ualche o servazione; cil'ca il più o meno p·t~eco ce in--te·r vento nelle· le i.o ni traumatiche d.e l seno mascellare~ In gen rale nelle ferit del naso i lembi ·e le schegg1e hnnno O'l:a:nd.is .ima. acilità alla guarigione,. condizione che ci richiama ali~ p-iu scxupolo.sa cura. COA
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~ r,·ath·a dopo una gin tap) o.. , izi,o ne d Il parti. P~ erò q uaud in un ·c a· o cmue .·. ' no tro la gnl.vità d. Ile le i.o ni la eia p1· - vedet~e l'iD org nza di. uua nu ... ite u.Ha. cui cura tardi v i d.ovess t'O ·O pporre le ·d eformi t't d~el callo e delle ci a r· ci "on ~ eeutiv alla l ion - na ce ·:1 dubbio ·e non sia da riten.er i oppol·tuno a p _to fi tare di qual he eh.eggia dello. parte infe.rio1·e della parete na . .n]e del . no p r · a. pottarla, e m ttere' · n da pl'incipio· alla luce del iorn.o 111. c&.Ylf d.eL'an _ro er ogni ev ni.enz.a ii _uppttrazioni ·O ·d i ventuale in.t rv nto con."ee'lt'l'Vo.
ti 1 terne Il form~· e e terne di otite, di carattere diffuso eczeroato: o i usarono le solite pomate di o sido di zinco, di cui si .an~ me.n tò la percentuale fino al 2- e O p. 100 , Le ·e r ( 6) ): se furun olo. c i uso talora la glicerin.a neutra feniaa.ta al . . p. 100 e aleuna. v lt& la gli·c ri a. all ittio!o da 2~ a 50 p.. 100 i[ •· ruch · 97 ·J. O ti ti i e - Non · , proprio d ei no tri ambienti i. taurare n u.o i metodi di cura nè fare foggio d'ap hcazione di m.edi amenti, be n on si ri contrano uella no , ra. :f~u·macopea.
Il met do di cura da noi u .ato fu duplice o.ra i p1·a icarono la a _t ome u a ezold e la. . ua cuoia con olnzi ni. antisettiche tiepide ini. &tate a modica pre io n , · ora is ,illazioni di acqua o si,genata precedut& da detersione me canjc.a,. drenaggio capillare, occlu ione con coton idrofilo a. e tieo o fasciatura ooclusiva · eon lo i asi..... ltre volte ul con igHo i ermo rez (9 ) i t·icor. alle m.edicA.tur asciutte. ledi .. ·a ur - r-are . in rappor o a.U'abbondanza, a .e lla s erezione, drenaggio, p i c ·lu ione Nel trat am·e nto deUe otorree n n ci ia.ruo rvi i d ' Ila cura. di 1e1· e non indiretta.men e, s a e i p cri coli eh ffl ' anche in e.lem l giovani, la a:si cerebrale . e cioè nel p rtar on m. d arata pre ,ion ·q ualche o·ir di fascia ireolare al collo n H guire il capestro. to genere d i cur.a, i a con la co m pr . ion· el a~ i ca del collo,. sia. e n l aspirazion dal condotto hbene abbia, ancora d i caldi fau tol·i pir (99) h non e m'b ra .a.v -r , incontra..to l'approvazione deUa maggioranza. Nei casi d i carie elle o. ici n a e in pre n.za di gra.nulazi n1 ~ a, l oon.dotto ·e d U ca a ricorremmo volentieri al l'u ·o d·e l p erma n an a . porta·ssico alll p. 100 ·· del Palco l borico a a ura.z ion ; al perclorur di ferro liquido· .aUe olnzioni di bleu di lU·e tilene a.lll e ~ p. 1· ). Il bleu d.i m tìlene ai': u _ato 1 _Ile, affezioni 1u ì h d·ella bocoa da Brocq e Arua.l (lO ha dato , alora buon' re _ul ati. Sin, ervenne sol ·c hi:rnrgicam·e nte, nei ca·.i d. i veri e pro1 r · polipi . o di l.e ioni lo. cui gn· rigione dove : eri ne:r. i · icura a bre·v·e cad nza. e ciò I er una mia parti olare p rsua ione , he, tranne ca i ecce.z ionali negli ospedali mi li~ l
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LA. PRATIC - OTOBINQL.ARINOOLOGlOA ~~EL RIPARTO
HIRUBGI o,, EOO.
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ta:ri debb:ansi curare prevalentemer1te coloro, che possono essere res.t l-· tuiti .a ll'es·e rcito in ista.to di va1idità, parssando per tutti gli altri con provvida sollecitudine agl'incombenti medico-leg.a.IL Le forme croniche, ribelli a cura medìeamentosa o ad interventi per la,·via del condotto venivano generalment.e eliminate; non possìamo q u ìndì portare un contributo statistico nella discussa q ue.s tione fra. i partigiani dell'intervento radicale e quel! i che intendono ricorrervì solo dopo vari t.e nt.a t.ivi di cnre pe1 le vie naturali. In opposizione all'idea di Korner in propositoil Kerr Lovve (101) parhLndo del tr.a ttamento dell'otlti medie suppurative sosteneva, che · es~ e non po sono guarire, ;s e non con un intervento radicale; e che gl'in.. . ter enti pe1• le vie naturali riescono lunghi (Dench 8-lu me i) e di difficile resultato: il qu.ale è positìvo solo quando i casi presi in eura sarebbero egualn1ente guariti, anche senza. intervento. o n int.endo associarmi completamente a.lle idee e ·presse dal Lo ve, ma e indubitato, che nelle forme croniche, la cura radicale sia da. ri . . tenersi Ja più onveniente. Gl'interventi per le, vie naturali non sono nè più facili,. nè meno p ricolosi, sia a. condizioni anatomich·e o m li, ·c he in casi di anomalie di posizione· o di form.a, dei delicati orga.n i, che circondano a. maggiore o minore distanza la cassa. del timpano, e uon sempre· raggiungono i focolai di carie o di suppnrszione esistenti. L operazione radicale e decisiva; mette alla. lnoe del giorno i focolai purnlenti e porta a resultati s.e non funzionalmente, .a.l certo complett ·e , .s oddisfa·c enti dal lato anatomopatologico Couclndenao neHe otiti secretive 1n gene.r e, ma in ispecie nelle. forme ·roniche i migliori risultati si ottennero più che· dall'uso di speciali s.osta.nze antise·t tiche e medicameut.ose da un''a sepsi il più possibile. ·scrupoio~sa, rimuovendo col porta.tamponi armato t.u·t ti i residui di !!i!qoa.me,. croste e detriti~ che possono esse.r e addensati ne1 n1ean:d ri del condotto, della 1\I. 'T'. deforma..t a ed eve.ntualmente della c.assa stes.sa. Con questo sistema- di una cura paziente ed assidu,a.. si ebbero talora t'esultati insperati. Cur·e praticate. in alcune affezioni del naso e d.e lla gola. Oltre. :a quelle descrit te nei casi clinici riportati, ricorderò un caso ·d i epistas. i arteriosa. infrenabile, in cui l'applicazione i nn botto e .d i fuoc.o col termo cauteurio del Paquelin nel locus Vax.~at "'ll bbe buon resultato. Usai pure. il termocauterio per la di. ·tr:uzione di no· duli lnposi comparsi sul labbro superiore e sui ma.roini ·d U pinne nasali, otteuendone la guarigione persistente.~ come ebbi a c ns t.at.o.r.e, . cir a dieci m.esi d po nella per ona del R. carabiniere C. ., ri n tra. o .aJPospE?dale per altra malattia.
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LA P'RATI ~ A OTOlllNOLAIUN JOLOOIC
NEL RJPA.l<TO CHJRURG-100; ECC.
In un caso di resezione ot'tomuco:sa. del setto pr&tica.i 1l taglio arcuato a concavità posteriore [Halle (102)], non facendo però la sutura pttre, ottenendone un esito soddisfacen.te. elle :f orme di oz.e na veniva pra.t ieata una breve cura per s·t abilirese le ·condizioni locali raggiungevano gli estremi per la riforma. Si usarono lavaggì tepidi boro-sodici al S p. 100 ·e applicazioni to .. pich.e di eoluzio.n i iodate (liquido del Lugol) o di nitrato d'.a rgento a.l 8 o al 6 p. 100. eneral.mente gli ammal.att dì oze.na. vengono elimì-na.t i in brev·e tempo dalles·ercito pe·r disposizioni r golamentan, non è quindi il ca o di. pa.rlare di .m etodi speciali di ricerche cliniche e · be.ctereologiche deHa ricca. fiora,. che suole riscon trarsi in siffatta. ma.-· la.ttia., alla qu,ale rec.e ntemente furono aggiunte particolari forme. bacterioh.e lSforza .e, Ri.zzuti '(103)] nell'intento di dirigere le cure in un senso piuttosto che in un altro. Cosi pnre. per la .s t.e ssa ragion.e .ogliono esse~ re bandite le lunghe e di ·pet diose. cure, quaU le iniezioni sottomncose di paraffina, preconizzate da. Gersony e Maho (1 4) I cure genera..!i a base di preparati iodici e a a.r-senica li l'u odella. foto e . ra.diotera.p ia (Dionisio) Papplicazìon del siero antidifterico, che in mano di Della · · edova, Compaired . Arslan ·0 'llltimemente di Izem· ky(10-) s.e mbra a er dato ha.oni result.a ti.
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Concludendo non eredo infruttuoso Pa,vere sintetizzato in queste po che pagine il lavoro eseguito per le affezioni della speoia.lità otorinol.a.~ ringolngica nel reparto chirurgico di quest'ospedale per i pratici &r'm maeatramenti, che ne deri vano, che me.r itano speciale considerazion . Dal nume.r o degli am·m alati della. epecialita e.ntra:ti nel reparto. d& queHi, che vennero s.pa.rpagliati ne,g li altri è evidente come si abbia. an note ole contingente di ssi, che a..bbisogna di essere curato con m.e.z zi e con. conoscenze ; ·p eciali. Qu.a udo gli uni e le altre manmt.no si determina una fa,c ile eliminazione d1 elementi ancor validi, e ta,lora.. può. anche su~ccedere,. che inopportuni o man.o ati in.t erven ti danneggino. . l'ammalato. Si noti ·c.he oltre ;aJ contingen·t rile ante di infermi della pe·c ia·· lità stà. il fatto, che essi richi·edono s.i a per gli esami funzionali,. ia per la. cura, anche dei ca i più semplici, un dispendio di tem.p o con . . fudere· ole e che q,u indi l 'o pera dello specialista., perche sia.. profien· ~ t de.v''essere libera u ll'u o del tempo e dei mezzi. -on i pub quìndi valutar·e il lavoro in ba.s·e al numero degli am.malatì, m.a dal tempo c'he ciascuno di e'3si richiede per la. diagnosi e.· cura delle loro mal a ·ti .
.LA PRATIC.A. O''OORINOLAltiNGOLOGIOA NEL RIPA.R·ro CHIRURCIOO, ECC.
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Basta a ve.r e una s·u perficia.le conoscenza di un e a.me funzionale di un otopazie.nte, esame che si estende anche alle affezion1 degli or· ga.n i e, regioni lim.itrofe,. b~ta rìcordare la gravità dell~illterventi ope~ ratìvi sull'apofisi m.astoide 7 nell'orecchio interno, sul tronco dell'acu... stico, s·u l ce,r vello e cerveUetto, sul naso.; sui seni frontali e mascellari, sulla. lingua,. sulla laringe pe:r Je vie naturalì e dall'esterno; intuba.zion.i, tra~ch.eotomie, faringotom.ie., laringoflssure, l&ringotomie, la.ringostomie etc. per giudicare di tutta l'importanza dalla specia.lìtà, la. quale s'av antaggia di tufjti i sussidi della. dia.gnos.tica. ,c linica, bacterlologica,. radiologica. ed istologica e che anche per que,s to ·n on può es.. sere più trascurata, abbandonando glì otopazienti e forme affini alla cura di profani e di medici generici. Le .st1lrie cliniche git\ sopra r1corda.te. cou ali d ano q u,e sto mio asserto,. rappresentan.dosi in esse i casi più. gravi ·Osservati e curati nel reparto ehirnrgico dì questo ospedale.. Dopo ciò è giusto che ai comuni classici r~pa.rti di medicina chìrurgia e ven.erei siano aggiunti anche altri rep.a.r ti, e qnello della. nostra specialità. soprattutto, in. quegli ospedali, che abbiano un movi.. me,n to di ammalati superiore ad una .certa cifra, e che io rìtengo debba. andare intorno ai tremila. in un a,nno. 'P er questo salutare risveglio seguendo il progre so dei tempi, .au mentando, nella stessa maniera che i eivìct ospedaH, il numero dei r,eparti,. concedendo a,d essi un persouale tecnico e di servizio sufficient& ·e materiale aH''n opo necessario., .r itengo che si farebbe cosa. di somma u.t ilità a.ll'n.m anita, al paese e anche un poco &l corpo sanitario e sil'e er~cito. Livorno 2 aprile 1910.
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Die chroni8ch · progr · 'clw, rhòrigA:cit,· il r Erl ~ nnlt-.f .s zutd Be prin er edit. Berli.no ( 19· i) 1w.ndlung. ( 19') RUPI'ERT. - Z its 1~. fi'r Ollr t~lt · U. Bd. LIV. (20) Brt KSER un l H li'FENOBD.K . - ArcJz "t•. fii,. Oft,. nhe."l. Bd LX.·1. ( 2.1) PIN. • ........ z'o.r nal ~~ dic.o del R g ~Q E rci~o (l 003). 22) Xn~ ono. - Giornal m d "co· del R . g ·o E er ie · (m .') ). (23) ! L.AMID • L DflperlaZ Mag(tior i M '.'lano 9 9). (24) o~ Tl!'fO. ' iornal m dico del R g.' o E rcito ·(t ~ ). '(J) RUPPELT. 'U iin.chn. m d. W eh rtS· h. (19· ). (.2 6 ARSL "". - }Julletti1i'"O dd Grau.i (l' 0) . (27) 1\b.CH. - Z l't.s li r ·/l' Jilr Ohr·e nh. ( 190 ·).. '(2 ) Gnos ~ [ " N. - Arch. filr J:·rn. Oh ·r. Bd LXXX. V H. l. (29} PTR.\Z.z .• :rch. l'tal. d Otol.. te. (19 'l). (3 ) ou. - BoU Hin,Q d l Graz.•i -(190 ). (31) z, trFAL. P rag r medie. Wo·ç henschrift O 0). (32 W .,. - Z' •t.s lu·.~ift /ù"r Ohren h: ilk. Bd XLVIII-XLL"' . (33)' R, 1BI2ro.'fE.: u . - Trait m :nt' .eh "ru.rgùuJl cls phl 'bit.e • T'Il." a d Par i (l 9 ). (3-t.) Lu·c -.4.9TE ~ - ~ ..... V. Re.f . in B.oll. d .l e tnalatti , ckll or c.e/l."o -r~aso· . · qola (1 '9 09). (35 H~:vAL . Br, ,ll 'tin de. la o i 't dea 11 ùmcea méd. t nat: de B.ruxell' (1908) ( 36) DE ~ ll:Ll. ·~ Alli d Ua linica otorincltJringoiatr.' a d~lla R egia Un · · r it:à d · Roma (lO J ). 37} B 'T . Y. - R o ~onto d lla .. ·e.n on olormolar 'ngoiatr · a cl l X V l eongr JJ o int rhal ·onal di m dicina. ~ Budape t ( 1'900). (3 )' l ?nE. ~ R oc01"'to deUa . zione di otorin. lar.i·n goiatria d 1 • V l ·O'n{lr 11 o in· tema~ ·o,·m l d · medi .'na. Buda p&at ( 190 • (.3 ) lf.-\BIU . -- C'l'n i a mod rna (190.3)·. ( O) 'RADl~ Y GO. t · della Re;(a Accad mia à~: m di i-1r..cl di Torino ( l909). (41) B HL PouTzEn. - Gru,ndr~~tB nd . ..4..tla.s à Ollr nheilk·u nd ~ - Niiin.chen (l ) L.UC'~\E, -
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'KADENmo. -
Atti del
FE D EBl 1. -
'lni-8tes·. -
· Il
Ly~on.
Delle co'8U:idett' plcumwzellen 1a; i granulomi ' ctaanei'. Plasmaztll .n «l apparato linfopo·ietico. - Giornale italiano d Ue tlta • tatti . vmeree della pBUe. o ·. - Sulla produzione c l tlar n eU'in{za:rrunaz:wne, etc. Atti d U.a. R gia Acca~
3), B SE:tiLINI. -
Io. m. 1 (
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dem ·a delle s ?;en .. e àl Tormo. (S-) L ~V ADITI. - M 08t:r. ll n et M~cutzellen~ le.ucocy.tole Thè11 cù Part's. ( -6) P 'l'ELLA I le ucoc ~_,i non granulon de-l t~~oe. ta.us n, edit. T riaot I 906. ( 7) A. -zETl't o P ARODl. - Enoefalit · perimenlali ~n rapptlrlo, etc. G'iomale ckUn R gia Accademia di medic.i,:ta eU Torino .· Arc.hif!•t.:.O per le B ien~e; mediche '(190:)). A - · TO·. - Contrib uto' allo •tudio àell platnnaz. Uen p rimentali ( 190 ). · ·ufl.e or~gini d "lle •p lasm:a z ll n. Pa:tbologictJ (l 009) BR.INDEL. Bullet .. et AUm. d Ua Soc ietà fro.:nce.te cl'otol. e d' l(tr. (l '18) CLER: .• Pratica otorirwlariny logica ( l• 08). ALIN ARI. Gio,r na le. m dico del R •gio Esercito ( 19 , ). (~3) ,ErLEl ING Ea. Bert~n. klin. W ocl, 1. ~ 49 (1903 ). ( 9 ~) C fPA.NI e Fo1Uf1GOlNl. azzetta d gl' o peda-li e· a -Ue cl'n,i~l"e ( 190U). &
2 8
LA
RATIOA OTORlNOL RIN · OLO IO
EL lHP ·· RTO OHIR ORGIC , EOC~
(95) GAVELLO. - Oomprndio di pat l.o(}ia e te;r apia ,d n•or coJ~,io. 'Torino (1906) ..
"nione tjp. ed.,...
Manuale di rnalattie Ct,lal:t. e. ·~ v .aUardi editore; Milano. ema·ne ·rnfdical~ Hl 9, pag . 607. (98) L:UXOYEZ. - Annale$ du matadies ·d t ore· le ek, ( 190 ) (9'9) SPmA. - Ar h.lv. filr Ohruùì. Bd .. L .. ~Il e Atti d -L • VI cm"&.gr o imemazio-nal (};i m .edici1•a· i n Budape · t (19· ·9). (100) B o Q e AltNAL. 'emaine méd. (19U4). ( l) KE1m. l.OWE'. lascow med. JO"urtwl (1907). '(.IQ2) ILu.r.E. Z eitschrif•. filr L.aryng. etc. (1009). (U6·} LESSEtt. -
(97) Bn
H. -
(103} .S roxu e RizzuTr '<l.r'IWlt medeo .del Regio EB· rcito (19 O). (104) MA HU. An.n al a des ma{adi .. de l'or.e'U et , 09 U).. ·(105) SIZ.E'MSXY~ -
M 'dee. a · nf'/iqu o(l905)
29' .
lsti u.lo di Aoaoom·a .Patolo111iea della, R. [nil:trsila di Caaliari - Pr<~ r. ·G. T.aMui
SUL CONTENUTO BACTERICO DEL CATGUT GREZZO E SULLA SUA STERILIZZAZIO . E COL, METODO DI CLAU.D IU
Per il dott. Al1berto Coasu, capitano medico. aiuto onorario
Dopo quanto si .è già scritto in quest'ultimo decennio sulla steriliz za.zione del catgu t ·e su.i v.a.ri metodì proposti a tale scopo, queste m ier poche ricerche potrebb ro anche sembr&re. superflue. Ma. la que tione risolta ormai in senso favorevole aJla completa.. sterilizza.bilità di questa sostan.za col mezzo di molti dei .m etodi più gen.e ralment usati .a. questo scopo anche dalle recenti ed e~a.auri nti ricerche del prof. Bertarelli e dott .. Bocchia (1), ripr·esa in esa.m da. me, m:i pareva potesse lasciare ancora .a dito a. qualche dubbio, per qua.nto lontano, potendosi pensare, come qualche A. ila anche ulti-mament,e sost unto., che qualche spora, profondamente situata e coin· volta nella tessitura del filo, potesse sfuggire all'azione dell'agente· ~disinfettante, e,. conservando ancora delle sue facoltà, vegeta.tive, po-· tesse poi svilupparsi, una. volta ch·e, disgregatosi il filo del catgut,. es.sa venisse a trovarsi cosi. lìbera in mezzo ai t ssu.ti. E l'Hoffman (2) proponeva nltimame,n te come me.zzo di ricerca per .acce:r tarsi d·ella. assoluta st rilit.à del catgut, che questo, prima di ess.e,reportato nei m·e zzi culturali,. venisse immerso ìn una soluzione di soda all' lt2 ~lo e qui vi lasciato per 24 or,e a 55°. n tal modo il catgut rigonfiandosi fino quasi a .sciogliersi, potrebbero le spore ancora. in esso· e,v ent.u almente contenute, liberarsi e co.sì vegetare nelle culture. La. questione era, com.e sì vede di alta ìmportauza pratica, e gin· stamente ha con così vivo interesso richtam.ata l'att.enzione dei chirnrghi, i q ua.li ìnten~ificarono in nesto .senso le lor{) ricerche. E la.. (l) E. BER'l'ARELLt o . ' HI · • 'X YI 1909. · ez, eh. fosc. 30).
(:.) ,V.
, ·u..l.la .t~.terilizzaai<me del
H-oF~ANN.- ~-ebe.r ein neue,s
j. Bakw. eoo. R fer:
, Bd....."'LIII., n
catgut.. (IZ Potic.li.tlico
Priljungsverfahren tvm Sterilkatgrd (Centralb,, . l .,.
I:L COXTEN'UTO a · OTEBT •
D '· l CATGUT
REZZ,O EOC.
preoccupazione doveva essere tanto più grande in q uan toche, come è noto, ripetuta:m nte in uest.i. ultimi .a nni, si è, avuto. t n.d.en.zs. ad incriminare ìl catgu.t ome il por~atore ·p ossibile dì germi di gra VÌ i D ·~ zioni postoperatorie, e sopra.t utto del germe. di infe.zion.e, in oJcuni casi d1 tetauo postoperatorio ripe,t utisi spe so n Ilo ste so turno chirurgico ed in ospedali di versi. Uno di que:s ti casi si è pnre verificato in qu s·t os'p edale ci vile, di Oagha.ri, e fu pubblica.t o dal dott. De~M.a, ... g1 tris due anni sono (1).. Che s.pore di germi saprofi ti possano trovarsi ne] atgnt grezz.o nonos·t ante i tra.t tameuti preventivi a ni sottoposto, non è diffi-'c ile potersì spiegare; senouchè questa possibilità fu sempre phì sospetta.t ,& che dimostrata. Detti germi infatti potre~ bbero trovarsi nel ·C&tgut essend.o vi giunti per due vie~· cioè, o caduti i dopo l'estrazione dall'animale dei visee·ri, da cui il ca.tgut si prepara e dt.tra.nte i primi maneggi, a visceri ancora free·c hi ed in m .zzo a ques i, potrebbero esseri poi sviluppati. co1ne saprofi.t i ed. av·e.r vi sporificato; oppure potev:a no già esser~e pre... s· nt.i nell'intestino :a .nteceden ment·e ·c ome facenti parte della fio~& abìtuale in t ·stina.le; e~ qualche spor& sfuggita., o :3opra issuta ai primi rat.t amenti, avrebbe pot.nto continuare a mantenersi vitale, naseosta e protetta neU interno del filo. E neH un ca>so e nell,altro potev.& tra queste pore trova.tsi ·e ventualmente ancbe quella. del b. del tetano, il naie., come è noto · diffh is imo nel mondo sa profi ta,. do v~e fa parte della. comune fiora della putref~a.zione.. · Gli autori ehe precedentem.e nte si occuparono della sterilizza.z ione del catgut sono in g·e nerale partiti, come ho già detto, daUa supposizione che nel catgut ar z.zo pot ssero trovar .i di tali spore resistenti e. nel provare i metodi proposti p r la sterilizzazione, es t per lo più. :B• sono appunto valsi di spore resisten.ti ( etano, arbonchio) eh sotopon vano direttament alla prova dell"azìone dell agente disinfettante~ oppure facevano prima con tali spore impregnare il c.a,·t gut, tenendolo per un certo tempo immerso in una ·c ultura sporifìcata od in una o. pension di ·de te s ore o poi lo sott,openevano a.Il'a.zio.ne d l disinfettante. In q ue ·te .condizioni era evidente che i pote a es ere. certi dE'll effieacia de] .m·e .· o o di teriliz.za.zione uUe spore o sui ge·r mi che i fos ero trovati alla u perficie dal ca.tgu t o nei uoi tr,ati più sterni e superficiali· nut non i pot·e va a,ver u uale oe,r t zza, he l s .z ione distruttiva. d l nl' z·zo li infettan e i fo ·se, efficacement·e eseroitat& 1
(l)
.
i culto.r · dell
E
!\[ -. ~ TRr • . "ota orJra m~ a o di tetano chirurgico. (Boll . .della ·t". m d. ,e na umtl'. ·a~l. i ri. 19 7 n . .f).
oc.ft"(l;
~l:L C NTEX'f -,
U CTERICO
.El~ CAT l. r · ·REZZ0 1, E
•
P'Ol
anche su quei ermt o quell spore che e11tualmeute 1 trova ero profonda.m nt situate nell;interno del filo. a ci· il du h bio pe,r i"tente ulla efficacia c.ompleta incondizionata del metodo di sterilizzazi ne U!i:la.to· dubbio a dii·imere il qual l'Hoffmann propon v l ar ifizio di ric rea che sopra b.o rìcorda1o. Sopra que ta question, appunto d eHa. eventuale pr nza di g t•mi, specialmente nn aerobi .a ui il e ano a ppartie 1e, nel catgut ,r ezzo anche delle ruicrliori ea indu tria.h, e più aecura am.ente pt·epara ot a noi interessava . opra.tut.t o p ssedere dei dati po iti i, poich olo con questo ·m ezzo poteva. n n olo a v re più effi. acia l av ertimento, ma e so avrebbe dovuto .e.r vire a ribadir,e nella ·c oscienza del chirurgo la. piena giusb·fi.c azion di u na r&gionevole pre,o ccupazione p r il p ri~ colo di infezioni mediante Pu o d l cataut, e la. n -ce sità. quìndi di non enire a n es nna tra n azi ne, d i cui, o il mom n to per il chirurgo l'opportuuHà commerciale p l fornitore, volendo nuocere il meno p ·.. si bile &Ile proprietà fisich - d l catgut av·e sero ·p otu o e sere catt.ivi oousiglien. Ed un ri _biamo a que norm tanto pìù m1 pare' a do e., e ·er& opportuno nella chirurgia. militare per le speciali con t in ae.nze che po sono sorprendere il chirurgo, come facilmente può •o m prendersi. Il fine dì queste mie ·r ìcerch ftt quindi p .r ora. so]am nte il dimostra.r e se e ·on quale frequenz.a n.e l catgut _rezzo dì di vers p1·o· venienze1 si trovassero crermi . peoi Intente an.afiirobi · e p i di pro are la efficacia di un metodo dì sterilizzazione e·m plice e ln lto ada ' appunto, secondo anche il mio debole parere, per il no in1 I i . -o ne Ha chirurgi~ militare, e eh io u _o da non piu breve tempo nella :rnia pra-· ti ca o -pì tali era con risultati fìno· ad ora sod disfa.cen ti,. e · i ' il m di Claud.i us. La maucan.za del t mpo neeessario per atten er come for ··e rebbe · tato opportun pe~ renderie ptù complete a ques e ricerche, non mi rese possibile spingermi nell'isola.m.ento e nella differ nziazione d i aermi che ri ulta.van.o dalle culture; compito, come è noto, pes:so n n facile, e ehe richiede un tempo non limitato, ome quello di cu1 io potevo disporre. Ho dovuto invece ~ rma.rm1 aUa semplice, con tatazi n ~ gene.r ica della. presenza o mancanza di det;ti germi nel ca'tqut e ami~ nato, ed i isultati ottenuti mi sembrarono già tali, per il mplice, intento proposto mi da poter es r riferiti in q u·e sta breve nota.. Una delle difficoltà che si pres,en ta.no quando ci si a.cci nga alla rioeroa. d·e i g·e rmi anaero bii, pecialmen t - nelle con d i zio n i in cni e. si pos _ono trovarsi a.ppttnto nel catgut,. sta. sopra tutto nel fatto cbe la poca vi tali tà delle spore ·O d et germi eh si cerca no, fa. sì che non
«
02
L CONTENUTO BAOTERICO DEL ·CATG T
ciB.E zzo, EDC.
empre ·essi si svi1uppino nei comuni me.z zi nutritivi, anche quando i si metta nelle condizioni d Ila più stre,t ta. an aero biosi. Io mi sono valso per queste ricerche del metodo .m olto semplice, che. -consist·e nel portare il materiale in cui si sosp tta. la presenza d.e i germi ana.e.r-obh, in tubi di coltura a contatto con tes.suti morti, sberili e ·fr -schi od almeno che non siano ,s tati già molto lnnga.me.n te aB 'a.· zione dell'o igeno atmosferico (l }· e come questo metodo &.i presenti ancora s mpre il più opportuno per questo 'Scopo, ne fa:nno nuov.a, fede .-anche i risultati di q u ··s te mie ricerche In tubi di brodo comune aggiungevo d·e i pezz tti di fegato di co niglio,. prelevati in modo as t tic o· dopo una permanenza in stufa, per ·24 o 4 ore che ci atte, tasse che nel ·t.ubo di oltura non esistevano altri germi, ciò che è facili simo del resto ottenere., vi si porta va, pure a e ticamente, il ma t.· ria.le nel q ua.l si vole.v a svelare l a. presenza d·e gli ana robi. Il ca.tgut che si sottopose ad esa.m.e, prov niva da. tre fonti div r ·e,. e (:.io~ dalla casa iesne1· di Berlino, dalla casa. Rognone di Torin ·e dalla Farma,c ia centrale militare. Quello proveniente dalla fa.rmac ·a militar era. in mataasine libere, e che quindi potev.a.no ·essere sta.t .sogg tte. ad inquinamènti varii per manipolazioni dopo la su& pr paTazione. Quello invece, della. ca;sa Wiesner e di Rognone. er:a 1n matassme,. chiu e ciascuna. in busta .separa t&· e quindi i. ris:ult.a ti avuti c n ·q ne t n1timo avevano per noi maggiore interesse, perche i germi che e entualmente si fossero trovati dovevano t~itenersi preesistenti nel cat,gut a.Ha BlU\ prin1.a te:r ilizzazione. Ogni bu ta contenente una mata in:a di ca.tgut di un determinato numero, veniva .ape~rta al mome.nto de.Ua semina. La ma·t assina, di-vi a. con l cautele della· epsi in due parti veniva per metà introe dottf\ in un tubo dì brodo-colttlr& per gli ana.erobii, sll -stito ·com.e sopra si è detto, e l'altra. metà veniva rinchius.a. nella busta e serbata o p r eventuali opportune o .sarva.zioni di oontrollo, od in ogni ca .o poi eminata. in tubi di brodo semplice pe·r constatarne il contenuto 'n 'b at eri aerobi. a.rebbe tato for. e anche del ca o fare coltu1~ a.naerobich,e nel 'brodo .em l i ·e per opportuni ra.ffron ti sulla sensibilità d.·i metodi · ·m a ho anche dovuto ome, e e qu ta ricer a. per semplifica.zione di · ecnica. M
(l J ' ' . aozz. oe ~·mi
/
-
ana rob·i r i. Atti
'ulla po8 ibil'UI d " oUhar fw·if1nnUe al''ar 'a i·n co,l tura ptl.ra i
-c. lei Fi iocritici. ~ ien , l f, 05.
SUL CO l!'TENUTO BAO'l'lt.RICO DEL CATGUT OBEZZO ECO.
308
Riporto qu1 brevemente i risult&tì dei s~ggi fatti : l° Catgut ,gr,ezzo della fabbrica iesner di Berlino. Il giorno 4 luglio 1909' si trasporta n l modo predetto in tubi pro-vati sterili di brodo con feg.o;to eli coniglio rispettivamente una metà -di una matassina dì cat.gut del n. o, l, 2,. a, 6; tutti i tubi così .s emìnati sono posti 1n termostato a 37°. L'altra metà., viene dopo qualche giorno seminata in tubi di brodo semplice. Oss:e rv·a te le colture due giorni dopo la semina, si constata. ehe nel tubo col n • .S del catgu t non si è pr·e sentato alcun intorbidamento del liquido di pltnra7 nè sviluppo di gas. L'esame in goccia pendente e pure negativo. [ tubì :s eminati coi nume·r i , l, 2, si sono invece intorbidati for·temen t eou abbondante sviluppo di gas. el tubo seminato col catgut n. 2 si vedono nella continuità. dei seg.menti d l filo numerosi piccoli rigonfìa.:meuti gros.si come teste di spillo, disco ti, ora più ora m.eno l,un.o da.H altro ·e spesso situati nel pun.to .ove il filo era .s tato reoi o. L '' impre sione che si ottiene osservando questi piccoli rigonfiamenti, · · che essi siano dovuti a sviluppo di qualche pora o germe dentro allo spessore del filo, in seguito al quale, il gas prodottosi nell' interno abbia determinato tale rigonfiamento. All''e same in goccia pende,n te si ved.ono numerosi bacilli, molto sottili, ba tonciniformi, di varia lunghezza, alcuni dot&ti di scarsi movi· m ·e nti, a.ltri immobili, e non sporifioatL L& oul tura emana nn leggero odore acre, di put.r efazìone. Anch dopo diversi giorni di incubazione, non si osservano nella ·cultura forme chiaramente sporìficate; i bastoncini ·d ìventa.no invece facilmente ritorti e granulosi per fatti degeneratìvi. I trapianti di ques.t e culture, anche dopo molti giorni, in altri tubi ·di brodo con fegato, danno luogo a sviluppo degli stessi germi. Le cultur.e fatte in brodo semplice rimas·ero tutte indì.s tinta.mente :sterili ; e. sterili pure rimasero i tra pian ti ìn brodo semplice fattì dalle culture riuscite positive nei tubi con fegato di conìglio. Cerchiamo, prim.a.. di passare a.al'e ame degli altri cami:Jioni di diversa proveni nz ', di renderei conto d l valore, che i possa dare a,, -que. .ti ri. ultati. Risul t -rebbe da q ue ti esami eh 4 dei ·r i n q u c.am p ioni esamìna.t l ·conten vano germi d.ella famiglia, degli ana·e robii, e che tali ge,r mi vi si dovevano trovare anche in numero abba ·tanza considerevole, se lo dobbiamo d -sumere dalla int.e nsit ·. dello sviluppo v·e rìficatosi fin dttll 0 .e 2~ giorno di incubazione. es .uno invece dei campioni esaminati -diede sviluppo a ge.r mi aero bìi.
3 4
. UL C'O. TE~ OTO .B ACTERI ,Q DEL
A!rG t· T GREZZO ·~
•
- u s a con .t atazione ha già un eignifica.to n.on tra~· urabil poi, h · negli inquinamenti banali d vu· i alle manipolazioni e c., è un. fatto e c zionaJe che manchino nelle coltur anche i comuni . .ermì aero'bii ·, e ci permette d i credere che :i tratta.tnen ti preventivi di sterilizz.a,zione a c- i era stato ot po to il at.gnt gr zzo chin o nelle ri--pettiv buste, a.· ano distrutto solo la maggior parte. d. i germi in s o cont nuti e h piu comunemente si svelano n Ile ol u re. E ..a poi ci ~i ce eh non · stan te tali tratta.men t1, eran rimasti nel con te ·to d, i fil i esclu -i mente ge~rmi della. famiglia, d gli anaerobi i, i quali p re umi bil me n e i ·i dove a.uo rov·a re nella ]oro forma r -si tente di spora. Interes ante poi an ora e il rilevare la o ta.nza qua.· i : enza et:'c zion con ui la pr sen.z a di tali ge.r m.i nel catgnt ~ezzo si ,·. _tuta.
c nstatare .. Non :re cl o s.i a, nemmeno il .ca o di ve1 . t ilare pos ibilità di Inquina.m·e n. i co nda-rii nel pro ·e o di t.e cnica per alle t ire l - c l tu re come pur non redo i po .a iueriminare il te snto. aggiunto. Anzitutt com e 1 ·e vis o,. la t ri li tà dei tubi di coltura era prima pro _ata t nen oli in t rmo tato un tempo .s ufficien e pere h· vi si _viluppa sero · ·rr rmi ·Che ventualmente vi si pote ro , ro are.; ed inoltre tut i i tubi, spe o anche numero ì, che erano ta.tl preparati e che :non . enivauo utilizza i ha rimanevano p rfettamente sterili - erano una riprova co , ~· ti ua. h e i ermi iluppatisi uelle col tu re dov·e vano e'"~ rvi s ati )n. trodo ti p.er mezzo del cataut. Colle c lture dei numeri , l, 2, i .in o _·ula.no rispetti\ amen· , ut~. 3 a. vie con ire a c . 2 d i l i q uido per eia c un a. a avia ino ula a colla oltura. d l catgut n. 2 muore al iorno dopo la inocula-zione, · nza pre - -nfiar intomi -pe 'iali. li organi in terni ·i tro a no n eli au p i t rt mente torbidi I er fat i d gen ra iv· am1 i parenchimali. I_Je altre due danno segno di qualche mal s re 1 ei prin1i gio.r ni poi i ri tabili e n compi tam nte enza pr ent.a re nemmeno segni n t voli di I azione locale. ogn n . i fanno eul tur nel mod per i ani-
utr faziou tutt f. m ·"'U
S . L CONTE.N : TO lJAOTERlCO DEL OATGUT
R E ZZO, EC •
3 O
Con l 'esame in goccia. pend·e nte, si constata nel li 1uido di cultura la presenz:a di numerosi bacilli, pe.r lo più ·c orti e tozzi,. altri alquanto più sottili e dotati di leggieri movimenti. N elle culture in brodo semplice le forme. baci Ilari sono molto m.e no numerose. Non si manifesta, a.n che dopo di versi giorni di in eu baz ione in termostato, formazione evidente di spore.• NeUe culture dei numeri 3 ·e 5 si vedono solo le predette form.e bacillari, in quelle del numero '2 si vedono anoehe forme co ·c iche .. Siccome in questo ca.so Pin·t orbidamento delliquìdo ·e lo svilupp<> delle forme bacillari i e·r ano avuti anche n·e lle culture a.tt in brodo· : e·m plice,, i sono fatte da q ue.ste ultime dei trapianti in agar inclinato.. Queis ti trapianti fatti dalle culture dei numeri 3 e .5 rimas,e ro negativi; quelli fatti dalle oulture, del n . 2 svilupp.e.rono sulla superficie dell'agar piccole colonie grigiastre,, trasparenti,. ~che,. esaminate al mìc.r oscopio, si dimostrarono formate. da. piccoli cocchi. Le iniezioni nelle cavie. rimas·ero negative. Anche d.aHe cnltur fatte col catgn t grezzo di questa prova risulto la presenz.a costant.e in es.s a di bacilli della. famiglia dei gel"mÌ della putrefazìone. In q u.esti campioni. però si t.r o o in. un caso, oltre ai germi prede.t ti della pntrefazione, anche dei coo.e hi banali. Si può inoltre n.otare che in questo caso i. bacUli deHa putrefazione esi. tenti nel ca.t gut, od almeno alcune specie. di essi, erano .s uscettibili di svil n ppare, ol trechè nelle cultur·e speciali fa t te con te.s suti animali m·orti e fresohi, anche n.el brodo semplice. Questo fa..t to non. -ci può:s tu pìre, perchè sappiamo che diver i germi d'i q ue·.sta. :famiglia possono avere un certo s:vHuppo anche in tale mezzo dì .c ultura,. specialmente in determ.'ina.t.e condizioni di freschezza, e lel modo di prepar.a.zion& del brodo stesso~ Ha in·v,ece per noi m~ggior v.alore ll fatto che in tutti questi cam· pioni, se.nza eccezione, si è r:i velata l& presenz:a di baci l h della fa .. migli& dei germi putridi. g.o C.a.~gut grezzo della Farmacia. c·e ntrale militare. Di questo catgut, eh , com·e si è già notato, ci veune .s pedito in matassin.e soiol te, e soggette a mal te cause di inquina.men·t i secondari, si .s ono fatte. 11 giorno ao giugno 1909', -culture coi num·eri 1, 4, 6~ 7, , nel modo osato per le precedenti serie. In tutti i tnbi, dopo d.ne giorni di incubazione, si ebbe forte intor~ . bidamento d.e l me.zzo di cultura, con inten.:ao -:viluppo dì gas. Era pure· molto sensibile l'odore di pu t.refazione. Delle ,e ultnre aerobiche fatte ìn brodo semplice,. rimasero negative IO- Gaom.ale di: meditin.a miiUare. -Fase. IV·~ v~
SUL OONTE~ TO BA TI!.R I O DEL C.A T-GUT GREZZO, ECO.
olo quelle del n. 7 . Quelle fatte coi numeri l, 4, 6.,, 8 si intorbìda.rono e diedero s iluppo pure a forme bacillari e a numerose forme eoooiche con produzione di qualche. bolla di gas e leggero odore di putrefazione~ L esame in goccia pendente dimostrò i.n. tut.te le culture la pre senza di numerose fàrm·e bacilla.rl per lo più ,a, bastoncino,, di v.a.ri& ]nnghezza, o immobili o dotate di leo-ger1 movimentì, con caratt ri est eriori comuni ai germi della putrefazione. ·e lle culture del n. 7 non si trovarono che di queste forme· in r1uelle dei .nnmen l,, 4, H,. · s1 vedevano anche numerosi cocehi. Nei trapiantì per stris·cio su. agar ìnclinato .s i ebbe sviluppo sull , superficie del su bstrato di piccole colon te di vario carattere, alcun bianche porceUa..naceet altre grigiastre . esili e trasparenti . L'esame mi~ oroscopi co di q ue te colonie le dimostrò· formate per lo più. da cocchi· q nalche colonia. in alcun l tubi era data d a corte form·e bacillari. el liquido di condensazione dell'agar,. oltre alle forme oocciche e bacìllari sì erano pure ri prPdotte forme a. basto nei no, e si e.r ano formate b 1licine dt gas. Anche ·neQ"li esami fatti su questo catgut fn quindi costa.ntce la p re~ s nza di germi del gruppo di quellì della putrefazione. Ques.t i risultati pe.rò, come ho già notato, hanno per noi assai minor valor di . u l lì delle prove delle precedent.i serie, poichè non possiamo qui avere la sicurezza. che i detti germi fos ero pree.s istenti nel catgut. grezzo, e non ·c aduti vi o portati i s cond!ariamente, per le condizioni .in ·c ui ci ·e ra per enuto, senza sufficien·t e riparo dagli in.quin.amenti. a 1 risul t:a ti delle due prime prov.e, fatte sn.l catgnt gre.zzo della. casa 'Vie .ner e della. casa ognone, sono in ece, .a questo riguardo molto significative, in quanto e i non s.olo confermano la supposizione che nel oon.testo dì tale catgu t si possano trova..r e dei germi . e pecialmente crermi della famiglia dei cosidetti anaerob"i della putrefazione., i quali resistono a.i primi trattamenti di dtsinfezione che i fa su bi re al catgut grezzo prima di essere allestito definitivamente per l u o chirurgico; ma. Cl dimostrano in modo palese ch e di ta.li rmi ne r imanO'ouo nel catgut grezzo in gran. numero, ·e be vì si trovano in modo che i può dire costante, al meno a deslnnerlo dalle pro v·: che noì a bbia.mo fatto. Ed è ancora notevole ehe dette forme re.s isten t i di germi della putrefaztone si t1·ovino tan.to nel ca.tgut più sottile h do .rebbe. e et e più a ce ibile ai mezzi di disiufezìon.e,. oome ìn quello dei numeri più ele ati ciò eh p11re può avere il suo significato. · a uralmente io non posso, con q ue .te e:m plici rioerch , ·c he, per uanto gi ~ abbastanza, 1 nìficati e neì loro risultati, banno an ora caratt _re di ricerche, prelimtnari ri ond .re al que.s ito se i germi &•
S L 00 _'rE
TO BACTERI O DEI. . CA.TG OT OR l'i:ZZ0.7 F.CC..
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tprofiti che si tr,o varono nel catgut gre,z zo vi fo .sero cont·ennti fin d.a.l mom nto in cui l'intestino, da. ~cui il eatgut, si prepara., fu estrat o -dall'animale; o se appa,r tene ero invece a ·aprofiti ca ·_utivi in seguito, -e che hanno avuto il t -mpo di sviluppar · ~- e di compene,trare il tes uto Iasoiandovi poi d·elle, forme resistenti ~sporigei e. E co·m e ho già detto, -an questo dubbio, dato il semplice ,scopo di }'Lleste poche ricerche non è .a noi ehe piu interessi decid re, mentre c'importa per ora. di p i u la eonstataz1one fa t t& della pre ·enza costai ,te nel c.a tgu t da noi sa. minato di germi d. ella. fa:tnigl ia dei pu trefacìenti,. ed il a pere che fr,a. i sa.profiti della putrefazione, o nell'Un modo o nell'altro a.r rivino &d inquinar.e ed a pe~ rsistere poi nel oatgut gr zzo, pos ·ono in iem.e ali~ forme piì1 comuni ed innocue, trovar i an he form te:r ribilmen, e patogen e e m icidia.H ·com.e q nelle del tetano. E qn ste consta · azioni si devono imporr a.J ,ohirurgo per lB nece ·· sità della. più scrupolosa as icurazion che il catgut 1 prima di e . e·r adoperato per l uso ~chirurgico, sia stato ·ottoposto a trat·t am .nti di ste~ riliz.z azione definitiva assolntamente ·effi.caci. E questa assicurazione i può. aver~e con metodi di ersi, com fLI anche dimostrato recentemente nelle ricerche gia ricordate del Ber· ta.r elli e del Bocchia.
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o ho ottopo to, in base ai criteri che pO'teva.no essere suggeriti -dalle prece-denti oss,ervazioni, a q nalche prova il m·e todo di .sterilizza·zione di ,laudiu (l), non già. per portare con que· t~e ~ie ricerche vasi a . amo, ma pereh è .m i pa;reva, uUa base d i un.a personale es perienza non piu tanto bre e. fatta in reparti ehirurO'ici di o pedali militari e civili,. di poter raccomandare come s1 ~ ecialm n te opportuno per la chirurgia militare, qne to me.toclo, molto semplice., m.o lto pratico, poco costo o, ch·e, propo ·to da. l suo A. nel 1 2, non mi pare a.bbu\ an.cor.a quella. d. i vulgazione che de vo ricono cere i meritere be, per tanti vantaggi che P're. n a sopra altri pure piu. i n uso. Il metodo è semplicissimo: ·esso .consiste, ome è noto, n Ila imm~e:rsion per 8 gtorni del cat,gut grezzo prima di es ere adoper&to per :uso chirurgi o,. in una soluzione ioclo..iodurata in acqua distilla a o .st·e rilizzata nelle s~eguenti proporzioni .: iod tnetallico l, iodu·r po:ta.i~eo 1, acqu.a l O. Daccbè questo metod.o fu propo o, è ato sottoposto a ri.petute ,prov·e, sia all estero come da noi, tanto neJle operazioni ohìrurgiche (l) L UDI s.- E~i.ne M tllode zur terilisirung •on Kat(lll,l. (Deul he Z it hr. j'. Ohir. Bd. LXIV. 1902, N. ,.>).
UL CONTEN TO BAc·rEBICO DEL CATGUT GREZZO, E. C.
nell'u mo com in queHe sperimentali, e da. tu~te fu riconosciuta L reale sua utilità e praticità. Ricordando solo le numeros·e o -servazioni e pro e in Italia, troviamo q u·elle di Martina (1), Della osa. (2 ., Ce rnezzi ( )., Giannetta io ), . a.r iani (5}, Menoni ( ), quelle gia. ricor-
date di Bertar Ili e Bocchia.t d·el Fabris (7), ecc. sempre con risulta ·_ fa or·e volì. Io eguo nella mia pratica il procedimento semplice come fn indi ·c a to dal! o stesso :a u tora.
Il catgut. non vieue precedentem·e nte sgra.ssato come usa invece il Gernezzi ;. i fili,. lunghi in genere circa due metri, vengono avvolt i las amen·t e attorno a speciali rocchetti di vetro a telaio rettangola.r in modo che la.. imbibizione po· sa effettuarsi attr.av· r.so & tutta la sn-perficie del filo. Credo poi che questo avvertimento debba esse.r e se,g uit o.· per tut.ti i proc dimenti di sterilizzazione, poioh · neU bobine pie:n e . ;senza fori,. e trettamente avvolte, è facile che lo strato di eatgut p iù profondo possa non su bi re in. modo icuramente effi.c ace l azione d . liq uid.o d.isinf'·tta.:nte. I rocchet i così a.Ile tìti si collocano, separati pe.r numero, n ·e 11 soluzione 1odica. in ada ti recipienti di vetro, e vi si las·o iano pPrgi orni. Dopo q ue· t o tempo il materiale è pront o e lo si può a.d ope.r are ogliendolo dal liquido steriHzzatore al mom.·e nto dell operazione, mediante una lunga. pinza st rile od altro mezzo adatto. Il ca.t.gu t in q ues t condizioni pub e sere adoperato dirottamente· avendolo semplicement·e prima liberato dal l iquido di oui è inzuppa ·oasei.uga.ndolo in garza asettica o lavandolo prima rapida.ment con una soluzione .ae uo .a o a.leoolioa fen ica al 3 ~,& . A noi inte.r es ava. ancora verificare se ìl ca.tgnt sottoposto a q ue to-
trattamento ·Contene·sse ancora, d·ei germi suscettibili di sviluppo di rivelarsi coi metodi di cultura sopra. usati p r il ca.tgu·t ,grez.zo A questo scopo, dopo otto giornì eli permanenza nella soluzione· iodo-iodurata, il catgllt f n. e ratto con le solit cautele dell asepsi dal (l) li RTlN A. - D'e Kat r~nt t ,.• nacl' · laudiu8 (D td Z i l. j. Oh. B . LX X, l ·( 3. (2) D ELLA R os . - Del rafyul 8ir' rili--. olla olt :·io:n iodO- ·odu rata. (Ga.:z. d oli o. pr:-
dali d li litr..,. 19 3). (:l ·R l . zu. t~r i l h~. d ·l ~fl.tgu t co l metoda Olr:Jud _'u-~. • (R4 or. m ed ~ca. 19 ·4}. (4 ) 1 N.NET 1 '. L.'f. r i .l i:z. dl'l cat~u col m eeodo Ola ud ius. (0:Cu .... d gl " ottptda~ • e delL Ci i,~ .• 19 · 4). (5) Rl ~~ . - ·ofa cl n.irn opra. !'uso (li un ntqn,t pr parato ecc. (Po liclin.i· o, · _ m i..+ l ~)11 3 )
( )) l\IE.N· ·1. (7 ) F .\BR lS. -
atyu ' a/l "od/o in eli "mrgia . { -, z:z. d. 0 p . . d. oz ·: ~•. l
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latt rJ. i 1 • (Oa.u . ,d. O p• . d.
UtL., 1004).
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L CO~TENU~
BAOTERIC
DEL OAT ~ .'f GREZZO E CO.
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liquido disinfettante, .s ciacqua·,o in. a,cqua. sterile e porta·to in tubi di brodo con fegato di conigli o. Tutte le cui t ure rimasero ste~rili. L esito di queste culture, par.a go ato con l'·e i~ o costantemente in vec~e positivo di quelle fatte col eat ut grezzo, erano un altra riprova -che i gernti svHuppati i in ue t·e ultime pro enivano da fonne re itenti che ;SÌ troYa v.a no nel l in terno dei fili del ca tgu t,, e ~ci erano pure una riprova della .e fficacia del metodo di sterilìzzazione. Tnttavia.l neHa supposizione che qual h pora po,t esse essere rima ta :profondamente sHuat.a uel catgut, ,e, eo ì .sfuO"gita all'azione dell}iodo , .e eh poì non potesse svii u p parsi, perchè incarcerata e chi usa nei punti più ntrali del c.a tgut te so pos ìbilità, del re to, che poteva ,gia, .s ere esclusa daU esito delle prime· ~e peri nz , ottopo i aléuni fili p~ e-r ia.scun num.e ro del catgnt sterilìzza.t o, aJl'azion·e. di una soluzion·e <li soda. al O, ~~' alla t m pera tura di circa 0°, per tr·e. giorni on .ecu ti vi, a un dipresso come faceva l' offmaun il quale in vece li teneva nella s e sa soluziontj per 2 ore a. 55\ In tal ro.odo il ca tgu t : i ranlmolliva e 1 rjgonfiava in n1odo da do er i .s upporre che facilme~ nte le .spore~ in es ,o eventnalmente ancora pr·e senti, i sarebbero trovate nelle .condizioni di potersi viluppare, u na volt.a che fossero portate nel mezzo nutritivo adatto Ma anche, queste culture rimas~ero comp1eta. .. mente te.r ilL In un ·al _ra prova mi proposi di constatare dopo q uan o tempo di ermanenza. al cont.a tto della solu.zione iodo-iodurata, cl Ue pore r·e· i .. . tenti non sarebbero p i i.t sta te in grado di svilupparsi. A questo scopo introdu si in uno tubo di saggio da 4 a 5 cc. della Qluzione iodica, e nello stes o tubo trasportai in s guito un certa quantità. di spore di tetano, prend.e ndo con l'ansa. di platino del materi.al -dal fondo poltigH.oso di una cultura. fatta in agar con fegato, e ·ene rificata Da. que.sta o pensione di spore nella soluzion iodica p rele avo -poi -ogni 'l ore del materiale coli an a di platino ·e lo rasportavo in tubi di brodo con fegato~ e culture fa.tte con spo:re prese. dopo 24 ore di cont,atto colla olozione iodicat diedero ancora :s iluppo ad un di erebo numero di · acilli,, i quali però presentarono ben pre _to · ratteri d · enerati i e che non sporiftca.r ono più. Le eu l ture fa t t con s pore due. giorni d · l cont ,a.tto del liquido disifet.taut , r:im.:a ero st,e rili. Il ri ultato ·di questa semplice prov.a ci era però nuovo avver, Ì· m_.,nto che non si può tra.nsig·e~ re sopra. Ja permanenza del cat.g ut al .contatto della solu.zione. iodo~iodurata alm no per diver i giorni, e, per
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UL CONTE
' TO
AOTERlCO DJ• L CATGÌJT GREZZO, EC •
una norma si può accettare un minimo dt otto giorni, eome avevat proposto· il Claudius.. N elle condizioni di questa pro'\ ,a infatti, il contatto delle poreol liquido disinfetta.n te era i m m liato ; eppure dopo 24 ore alclllD.& erano ancora. vita.biH. a e su ppo ~ ·bile che, per le ~pore profouda.mente· si tua te nel l interno d,ei fili, tal e eon tatto venga a :s tabilirsi con q ualch ritardo e che quindi possano durarvi lungamen·t e vitabili Potrebbe anco:ra .s embrare ad alcuni un inconveniente di questoInetodo di sterilizzazione il fatto che, molt.o iodio rimane ad impre~ gnare ancora ìl catgut quando quest,o viene adoperato. Io non ho ·ootu.t o dalla mia, esperienz.a, verificare fin ora 1nconve nien ti di sorta. per questa a · serzione che da. ;a leunì è. stata v eu tilata.. Però n.on dovrebbe riuscire diffieile asportar·e, int,e ramente l'iodio con mez.z i a.deguati a render~ così anche al catO"ut il suo color·e primi ti va_n ciò mi propongo di fare qualeh·e tentativo in seguito. u detto alttest che la lunua perma.nen·za del cat,gut nella soln· zion · iodio.a. potesse nuocere alla consistenza. ed alla resis.teuza della. sua :fibra. Ma questo inconveniente :fn poi dimostr.a to insussi:stent,e. ella. mia pratica ospitaliera, per sottra.r re il catgut alPazione cont.inuata dell iodio, :m i ero per lungo tempo attenuto a.Ua pratica di tra· ·portare i rocche,t ti dopo P ottavo gior ·o, dalla oluzione iodica. in una.. mi cela d.i alcool a ·oluto ed essenza di cr,eosoto nelle proporzioni di 5: 1, st·e rihzzata in autoclave a 110° per 1/ 2 ora. o dovuto però in . e nito venire nella convit:~zione che tale procedim.e nto riesc.e una com· pli ·a:n.z a quasi inutile, e che i può quindi trascurare. se11z:a inconvenienti,. :s pecialmente nella chirurgia. i campagna, potendo il ,c atgut oon· rvare le sue q nati tà, n·e lla soluzione iodìca lu.ngam:e n te, anche, per pa·- · reccbi me i secondo la mia. e· perieuza Più empli.ce in ogni caso sarebbe, il suggerimento ~di ·alkind, ohn (1),. il uale as ri .. ce di pot r fa~re conservare a.l catgut. tutte le su& r prietà ggiun.aendo alla soluzione iodica dell'alcool etilìco neUa pro[ orzione di l a 15. Per cui,. ria sumen lo, mi embra che da quanto sopra fu espo to. i po sa e u1nere che, recialm n te e lo consideriamo dal puuto di vista peoialle delle esig,enze deUe contingenze della chirurgia. milit&.re, il o,a tgut st rilizzato col metodo Claudiu , oltre, a pre· entare il gr&nde vantaggio di poter es er,e prepara o in grande quantità con una spesa min · ma offra ottim, O'aranzie di a. " ici '", pur c nservan.do l . 1 miaHor• (l) R if · d
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UL CO.NT •NU'DJ BA TERI O DEL OATGUT GREZZO,
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qualità per :flessibilita, resistenza, assorhibilità ece. in modo non infe·· riore .al oatgnt preparato con altri metodi {1). Tuttavia bisogna riconoscere che, a distanza già di otto anni da ch·e fu :p ropo to, non si è diffuso,. nè è apprezz,a to, q ua.nto forse, secondo ì1 mio d.ebole parere, si meriterebbe per i vantaggi reali che può presentare, ;s pecialmente nelPesercìto; e per questo non ho cr·e dato inutile l'·e udere noto anche questi pochi frutti delle mie ricerche che portai con vantaggio nella pratica professionale. E da queste poche, e per tanti riguardi ancora incomplete osse~r . . vaz.ioni, mi sembra si possa oonclud·ere che : Nel catgu·t grezzo,, anche delle fabbriche più accr·edi tat~e, si trovano co tante~men te forme resistenti di ba:a illi deU& famiglia dei bacteri della putrefazione, fra i q ua.li è q n indi presumi bile possa trovarsi .&nche il b. del tetanot e la presenza dei quali e facilmente rilevabile usando ì .m ezzi culturali pìù ada.ttì per lo svii uppo dì germi ana.. ero bi. Si dev~e ritenere che detti germi, i quali si trovano annidati dentro i fili ·d.e l oatgut, siano preesistenti, ed abbiano re;s istito ai me.z.zi di ste· rilizzazione preventiva. a cui si sottopone il ca.tgut grezzo prima di es sere messo in commercio. Da questa constatazione di fatto ne. deriva l'obbligo per ogni chirurgo della.. preoccupazione di una possibile infez.i one da anaerobi della pu trefazione, e quindi anche da. tetano, pe.r mezzo del catgut. Fra i metod ì ;sicuri di oni si può disporre per una ~completa. st.e .. rHizzazione del catgut, quello di Claudius. offre tutte le gata z1e, ·e d e per molti lati specialmente raccoma.ndabile nella chirurgia mil1tare. Cagliari, agosto 1909. (l} Claud.ius ha modifi ato or non è molto il su.o m todo di st~rm~zt\zion d 1 . ·atgut gre.zz~ (Hopilalst·i d nde, p 154 · Z ntralblat~ fUr Oh ~•J n. 23 190 ). EgU •ollt)iglia l immend.o:n , dei rocchet ti p r 2-3 , .-t.ima.n nella. wluzion s guente: iodo f7! al .lico? iod•,:ro potasair;o. b-icromato po.ta:ssico ona. gr· I acqtuJ d'iBbillata r. 100, indi ba. o per 2-3 giorni n.eUa. -oluzione iodìea primitiva.; ne·la q~u.lo; dopo tata r:i.Imovata,. po111 o la _ iar:si ind fi.nit.am nte. Per r B-zio~e de,l bi romato il atgut acqui .tB mB ·. rio'r re::-i t ru: pur onsen·nndo la sua flesg.i biUtà. Non ho -peri nza ~son.aJe d.i t m.odilicazion he ho p rò vist adottare di r c nte n U'os dal . Dati in r mona con buonissimo risulto:t .
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OR
LOGl.A DEI LIPOIDI
Il concetto d.a. lungo tempo dominante nella fisiologia., che le ostanze albuminoidi co titui cano ìl .m ateriale dì og·n ì processo vitale, viene oggi ad sere alqu.a.nto cos o dalle recenti osservazioni sui lipoidi c lhtlari per la neces.~ aria loro azione nello s olgere il dinam i m o fartnacologico d 1 ert·e . os~anze, il ··om portam·e nto come eli a,n tigeni nel campo d Ile immunità, ed ancora. er quanto riguaz ·a ìl meccanismo ~con cui si produce l emoli i in molti proce.s i morbosi. Di piu, il reperto d·eHa degenerazione gra.s a, che accompagna ogni infe.z ione a decorso tos ico,. e che ancora . interpreta da molti oom · un'inver ione d i proteidi in composti della s.e rie alifa.t ica viene oggi ad essere più h tegramente piegato com una. reazion protettiva dei paren himi che ricorrono ai gra si ed ai lipoidi mobilizzati nel circol o e nei liquidi iu~et~ tizia.) i per legare il veleno s ·esso. Questa dottriu fanno veder·e che la cellula. adiposa, edt in generale i derivati da.i gra i ·n on ·ono el ·m enti in rti mq, come ogni elemen .o morfologico, ·ono sorrge ti ad un met:aboli !!lO con intesi risultante di altri comtJO ti lJer comportam. nto chimico ifferenti. I derivati d·el graso no diffusi in ogni par nchim.a e vengono chia~
mati Up.o idi. Alcuni meto li di olorazione introdotti ultimament nello studio dell'i · to-chimica pa ologica hanno potuto din10~ t rare che esiste una. gra,n de variP à di .o.stanze lipoì.dì e di pigm nti derivati dai gra i nelle condizioni più variat d i roe i pa.toloCTici, che la cellula adipo. a sog t a nel mi o a uu metabolìrnno, eh dai oompo i saturi eli acid ol tco la tra forma. nei gliceridi, nelle erie dei gra. i sa.t uri e ne H trutture d Ile leni ti ne. In ba a 1ne ti fat i ho cercato di tu iare i proce, si di reazione h a.l uni gra ~ i in i et a , i n i par · n.chimi u bi · ono p r i con ta.tti ee~llulati e p r i Ii ·ti j n i uali ngono luti. Alcuni olii o · enu i col me· odo di '\Vind.a:u . dai deposi i celloloacliposit erilizzati d ini t a . i u : l ire lo :anauigno dei con.igli,, for p · r la 1 r enza. i m t] t· n a in i i ammidi ri ultanti, si comportano com· o anze di qui· ·i a azion to ·ca: negli animali si ottiene
... DL LA. lf.ORFOL, 1!A DEI LIPOIDI
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una, perdita dt peso ed un marasma. rapidissimo, emolisi e basofilia,. e n·e.i polmoni emorragie multi pie, confluenti, con distacco deglì epitelii alveolari. Oon la colora.z ione ital del sangue, a soctando il sudan III allo .azzurro· di ~cresi le,. 6i rilevano degli ammassi di cristalli .a ghiformi, rifran.g enti,. a di posizione raggiata~ che si colora.n o in ro o brillante. Gli stessi cr:i t aHi si trovano pure nei polmoni d i questi animai i anche con gli ordinari processi della tecnica. microscopica, a reazione acidofila per l'eo ina, e metacromatica azurrin pet la porpora d.a pigmenti. ' on. · possibile, se non per analogia, definire la natura chimica d t ·que te formazioni nel sa.n gne e nei polmoni: es e pre entano lo st - o ·comportam.e nto e la st·es a struttura dei cristalli precipitati d.a.ll'e·t er ·della tristear:ina deUa. triolei.na (elaidina) i ri con·Lrano pure com.e. amma.s i cristalloidi .n egli idroleuciti dei semi oleo i.. 1\II.eno tosaici per gli animali da esperimento .sono gli oli i ve<Yetali 1 come qn.eUi di olivo, di ma.ndorle dolci, e l'olet~nl oleinicurn di Me-r k. ·Queste sostanze contengono in prevalenza l 'acido ol i co. Gon inie.z ioni c:riornaliere., epicra.tiche, ne.l circolo v no o dei co-nigli, si possono otten :re embolie multipl , ripetute, nei polmoni, la dtffusione di gras .o in ogni organo e, dopo un lnes·e circa, un pa:ren·chima. polmonare grigio., compatto, poco pe1·meabile all'aria. N el sangue di qu. esti ani mali così o perati ho se.m pre trovato un a intensa basofilia,. cbe progrediva in rapporto alla -omma delle inie·zioni ed un 'emoli i :fi.no ai gradi estremi deU'a:uem.ia. Co tante la for~ m:a.zìone :n el siero di precitati cristalloidi, a diversa. struttura come ·di pris.m it di .s quame, di lunghi aghi,, o di forme raggruppate a mi~ celio con punti terminali come d. i .spore. Ho s·t udisto istologica.mente i vi .ceri .s ia neJle sezioni al congelatore che nei vari fissa ti vi cleUa tecni a e nella. eromiz,z~zione di Ciaccio. ì :a ttengo per ora ai reperti del cuore del rene, e del polmon&, ·come qllelli ~che possono offrire ottìmi ·e em.pl.ari di confronto sull'inver... iona lipoid.ea. dei gra i. In sezioni di cuore fi -sato nei liquidi osmici, oltre. ad. un ·em.bolia. ·diffaaa di gocciole aJlanga e occludente i vasi e molti spazì ìnterfìbrillari, vi è di no't.e ole una fine, teatosi,, che ~nfiltra. og ì eO'ment,o di -arcoplasma, che si adde.n sa piu fittamente attorno ai nuclei,. ma -sempre con disposizione lineare e parallela sulle strutture int gram·e nte conservate degli e1ementi m tl eolari. i pub dunque ottenere nel .c uore per emboha gras a sperimentai ,, il q 'ladro t,ipico di un.a st a tosi diffusa, quale· -i ri contra in molte
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U.LL
MOR' OLOGIA DB,[ LIPOlDI
forme di infezioni e di iutossica.zioni acute,. come, nella pneumonitee nella :B hbre. tìfoid~e. ,, negli a v v lena.m enti da. fosforo, d.a, clorofor.mioe da o sido di carbonio. :a stessa. embolia si ottiene nei reni, nei vasi e ne~i glomeruli del M.alpighi. Caratteri -:tica. di questa ]esione sulle sezioni fì.s sate n.e,J li.... quido di Marchi è la fine punteggiatura bruna degli epitelh che sta.nnOo in vicinanza. dell'embolo, onde vi potrebbe pensare che }a. cellula reua.le abbia a t · ratto da q uelio una piccolissima p&rte di grasso :fina·me te divi o. el canalicolo eon torto a p paiono poc.h i e pit·e lli conservati & punti brnni n.e l protoplasma · tu.·t to il tratto è unifor~emente costituito da. un detrito granuloso, colorato in giallo ocra. dal liquido di Marchi ed in rosso pallido d.a l Sudan III. Sulle se.z ioni al congelatore nel ca;n&li~colo · ste so la m til·p-fenilendiamina dà una punteggiatura a.zznrra eon alternate d·e lle :m acchie gialle, rotondeggia.uti, come grumi di emoglob1.na.. di eiolta Tutto il q n adro è di. una degen razione, la q naJe non è ,p ossibile con ~oertezza sta bìlire in di pendenza dell"elimin.azione del grasso dal glomerulo al tratto iutereala.:re piuttosto che al grave s,t ato di an.e.m ia indotto nell anim.ale. Trattasi certamente di un miscuglio di lipoidi con la coles.t ea.rina .come lo d imo tra. la reazione con la porpora da pigmen tì. d og i modo noi vedia.m o che n·e l rene, acoan to ad un ·e pitelio permea.bile a.l grasso, può sussistere uno stato di dege.n razione non torbida, non rassa, parahè n.on riducente l acido osmico, con tutti i cara;t teri della. . reazione per le o ida i e le proprietà di alcuni lipoid1 e, d~1 pigmenti lipocromieL Dirò ora brevemente quanto mì fn dato rilevare dall'·e same dei polmoni. Quivi l'embolia ·~ assomiglia in tutte le ue modalibà a. quell~condaria a fratture o per g1avi contusioui de1Ie parti molli. Di fatti sa a. uni t a a m ol ti ,grossi n uolei di megac,a riocitì diafa.t ti e nei va 'l :a.d un. d.~etrito finamen te granuloso d eri ante da distruzione di globuli rossi. L.' embolia a goccie di grasso od a. lunghi accumuli si ra:c eoghedapprima a torno a.D'li alveolì, dove per la dispnea,, ingeue~ ra:ta negli anim~Ji, ucce .e il di 'tacco degli ep · t.eliì~ Sulle sez.ionì :fissa.:t e n l li .. quido di Fl mming, oltre all embolismo opra.notato., ·c he ha. ridottol acid oLmi o, i di tingue nei nu.cle,i degli epiteli1 nna.. fine punggia.ta. bruna, la q uale alla p e ri~ ria di e si i di .p one a trat i h .. n ·ari, d iscon t· n ui,. ne H in terno com nodi · ~ i un fine re~ tioolo, men r il r t pl ma che H a.vv lg. J mantien·e invariato nella ua. ap-
SOLL.A 'MOR.l!'OLOOIA. DEI LJPOIDI
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Non è possibile una. spieg.a ziona del fatto se non per ipotesi: è lo sta.to iniziale dì una uecrobiosi? o un ·a.t razione elettiva. d l nucleoper il grasso del san(YU·e· lipemico? o un inver.sion.e dell,azione fermen.tativa della lipolisi cellulare per un eccesso di li poi di n.el circolo con risaltato di una liposintesi? Nelle lunghe opravvivenze degli animali gli emboli si raccolgono· a grumt nel parenehim.a polmonare. Con le ordinarie. eoloraz,i onì i· mett.e in evidenza un'intensa eosinofilia, e la. formazione d1 un sineiziodì epìtelii, oho si ai~spongono attorno al grumo di grasso come un.a . cellula. gigante. Non è com.pito di questa. breve nota la de crizione. dettagliata di que~ · e. formazio:n1: dirò tuttavia che le m.o da.lità dello ,s a.bilirs.i e del loro· evolversi rispon.d ono al diverso stimolo i.mmesso uei tessuti. Quesho .è pure causa di un'end.oa.r terite produttiva. In alcuni sineizii Pe.p itelio. a v volg n te cade presto in necrobio.si, e ne 1·isul t a un anello non d iffe-renzia.to di protoplasma con pochi granuli sparsi nella eariolisi; in a.Itri, ogni cellula., pur mantenendosi disfnta,. ha assunto nel suo protoplas.m;a. ll:n certo n u.m ero di fra m menti di so tanza pigmentata. de~ri vante. da.lla. sostanza ch·e il sinoizio racchiude,, onde si ha Pappar·e nza di un anello grigiastro; in alt.r i ancora i manifesta un .atti\i·o movime.n to· di cariocinesi. Quest'ultima modalità Jibo ott nuta variando l esperim~ento, iniet tando nel cireo]o del ros.so searlatto emulsionato nell'acido oleieo. i ·e bbe cosl nell'epitelio polmonare un movim·e nto d1 neoforroazione· a getti rami fica ti ·ed a masse rotondeggian ti li bere, ed ìn alcuni campi anche dei veri plasmoni Il fatto è ìmportante pe:r le concezioni :a ncora dottrinali sulPe.zio·· logia e sulla ·p atogenesi dei tumori, e dì·m ostra che si possono avere· perimentalmen.·t e delle modificaz]oni ben definite nella struttura. e· nell a disposizione degli epitelii, o variando Ja loro nutrizione, o permezzi chìmim d'irritazione diretta . Nei polmoni riesee piu facile lo studio del n1e abolismo de.l grasso· che non in qualunque altro orcrano per le raccolte abhastan.za grandi che· si formano nelle maglie del parenchima Qui i i risultati che si possono ottenere sono quasi schematici. D.apprincip:io l'embolo recente si comporta. con i :reagenti come il QT&sso comun.e d.e i depositi ceUulo.. adiposi · la .a occia d olio riduee l acido osmicO · sulle sezioni in formalina si colora. inte.n sa.mente con. 1l Sudan III; :a rrossa diffu ·a mente la metil·p-fenilendia.mina ed il nilbl.ausulp·hat; non dà, reaz1one meta,c romatica con la porpora da. pigmenti .
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Al LLA MORFOL, GtA DEI LlPOI I
Chimicam~ente l'embolo è ancora un ole;a to acido della glice.r ina, e -come tale · solubil ' nell'alcool e nelPet.e re e non dà una flssazion tabile con i sali di cromo .. In pro.o-re so di t l3m po si scìudono da es o, p·e r ossi d azione, di ver sostanze. una.. cristalloide,. gia sopra a .e,s:eritta,1 che si diffonde all' in· torno nei te . uti ~. un pigmento gia.llo·bruno a cumuli stratifìcati insolubili nell'alcool e nell etere con poche ;affinità per le so tan:z e. colo ranti, ed un fo fo -lipoide la lecitina. . Il pigmento,. trat ato on acido olforico dilui o e su.ecessiva.men·t ,e con il cloruro d i calcio, dà una reazione verde·· azzurra c~on ili i qui do ,dì Lugol e si colora in ro o brilla.n te con l orcein& acida. Tra.t tasi di un composto isom ro d·eBa. coleste:a rina e, probabllm nte,. di un oolestene. perchè riducibile dal .c loruro di calcio.. Nelle fts azioni prolungate nel liquido Miiller ed in quelle al ero~ ma to neutro di pota a, i pnò a.ncora mettere in evidenza; nell interno del sincizio 1111 altra sostanza uniforme·m ·e.n te gialla, poco dif~ ferenziata nelle ordinarie colorazioni ed appena :rosea nell'eosina come· un protopla ma di · iLo ìn continuazione di qu·ello degli epìtelii sinoiziali che la raJCchiudo.no. n pa sa gi ucce i vi nel li q 1ido di Marchi, questa so~ta.n .za. resta uniform·e n te punteggiata in nero. U n·a tale proprietà e possed.nta appunto da alcuni Hpoidì ceiiula:ri! ch·e contengono un:& molecola dell a iclo fo fo-glieeri o co·m e i pigmenfìi d lle c~ellul·e ortico surrenali . ·d elle. inters·t iziali d l esticolo e delPo aia n i periodi della loro ma ~ sima atti vita e so:n.o detti omposti lecitinici o protaqoni con il car.a tere comune. di es ·e re iusolu ilì do o il trai tamento con sali di cromo~ i può cosi biolocrica.mente ott nere la sintesi di u.n .gli erid satura -do un. acido ra ·so veg tale imme so nei tes.s uti con :a lcune ba .i delle ammine diffh e nei pa.r n rh] mi e nei ·liquidi insterstizìali di ri" ambio. N elle l un ()'],e sopravvi veuze de erli animali i ineizi ra.c chiud · n i le ma ~ e li poidi vanno getti ad una più. intima fu: ione del proo pla ma dei singoli epitelii: la ostanza pigme.ntata. si frammen ' a in piccole parti, e la croma.ffin l ci inica viene percor,s a e divi a d fila m n ti ili imi colorati in roseo dalleosina, che s~em brano continuar i con il pro opla ma. deg i e1 itelii a:'\ volgenti. Con l em o ilin fe rica que ti filamenti prendono una colora2ione azzurrognola~ be di eg ,a nettam n te ]a form.a zion·e di un intreccio di fibrìUe ome un ·e. uto ner o . . o tra~ tato co~ n di di '\· eigert-Pal ei gei t- a~s.ale le sezioni l un aa1n n :fi a te nel li nido di ~Iii 1ler: in tutte~ loca.tizza.ta nei fi1
' LL t:\ 'MORFOLOGlA. UEI LIPOlDI
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lam·e:n ti sopra descritti, bo avu~o costantemente la reazione della mielina . :E, prematura ogni .decluzione a qnes to riguardo ~ chimica.men te èpossibile la formaz.ion.e dì basi dal1e amm.i n·e d·egli ac1di grassi, eo.m e la. colina, la neurina e molti isomen della m.iehna sfinO'o-mìelina, cerebrina); per cui le reaz.i oni eolor&nti fin qui eguite verrebbero convalidate da. reazioni chimiche ben d.afìnite. Questi fatti ha.nno un ·v alore non solamente dottrinaJe ma ancora. nno d'ordine pratico . nella paralìsi progresi ·a e nella tabe d..o rsale· avviene nn'·e liminazione di lìpoidi e di lecitine dall'orga.nìs1no, on~de la. riduzione grande del sistema. nervoso centrale. . Una s peranz& d1 terapia per tali malattie enne a p punto ultima.. mente preoonizzata 11el trattamento di un. alimentazione grassa e ne Ile· iniezioni dì le.c itina sioc.om.e sostanze atte a reintegrare Il sist ma.. nervoso centr.ale e .a, fi sa.r e il veleno della s:1filide in un toxo ..lipoide ..
I r1 ultati dedotti d& qn.este e.s perienze potrebbero dare, uva più intima interpretazione della degenerazìone gr.a.s a., intesa fino ad OO'gi come un'inversione de,i proteìdi nel oompo ti della serie gras.sa.. Nell'embolia grass.a. sperimentale si ha una. diffusione di grasso va~ riament.e distribuito negli organi dove è soggetto ad n.n diverso meta bo· limo Nel cuore avviene, un'infiltrazione. che lHt. tut~i ì .caratteri di una de .. generazione grassa delle fibre, _ el canalicolo contorto del rene sì ha una degenerazione risultante· di nna com:b inazione di lipoidi,. di eteri della coles·teriua. e di lipocr n1i .. ei ·p olmoni l '·e:mboli a gr.assa induce de11 formazioni -inciziali, ch·e ìn certe condizioni possono a.s.sume~ re !'.a spetto dì neoformaziont. L.'olea&o della, glicerina., c.he dapprim.a costituisce l'embolo, va soggetto ad un me.t abolismo complesso, obe nel te m p o pnò as umere l as.petto ed il comportamento chimico deHa. mielina.
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STERILIZZAZIO E PREOPERATORIA DELLA CUTE
co r il
LA. TI TUR
I IODIO (METOD _ GRO SIC
t.t. Gio,va·nni Bernucci , m ggiore medico nddo ·to aJI'o -! da], militare di
ron,
L impi .a dell tintura di. ioclio _uale disinfettante d Ud -c ut non : i veste erta,m ente arattere di no ità~ Comu 1emente usata,, dopo lav:a~ .t ura della cut , 0 1 to forma di tiu ura diluita. nell alcool, e pura per di. infettare la p Ue nel contorno di talu·n e piagh e ferit , ]o cbanz di Dre da n I r eo i zza va l uso p nnellando l li n e di sutura. dal 3° al 6° giorno dall ;nterv-e nto chirurgi ·o prima di togHere i punti, ond ott-ene-re d lle cicatrici li n ari (1); altri l aàope.t·ano me t dicament r1+ aprendone le lin e di riuuione dopo le ,s uture ~e dopo tolti i fili. De e i al "r 's ich, chirLirrro primario d Il' o pedale di Finn1e n·gheria),. l u o deHa tinttna. di iodio quale mezzo e"clu -ivo di sterilizzazi n reo p rt! torio deHa. cute. Fu n.e ll ottobre l 08 eh gli re e di pubblica r.ao-ione il metodo ,e h da parecchio , e1npo adoperava con brillanti .r isulta i nelJa. , ua pratica. -o pitalient (2). Qu.eU'a.rticolo, pochi giorni dopo, ehbe l onore di un favorevole r ce n io n e deli' i Hu r~e L j ai ·,. com parsa nel1 a Sen~aine M ·.di,eal (·) La novi à d~el m to 'o come dice lo _te·· aut re, conki te neH',e sclu .siva appli azio.n e della tintur di iodio nella oppre ione, di qua.l"' .aia i lavao-gio pre enti o~ ...arra d r iunto m.an mano a :s imìi se'm plificazione a vendo o . ·erva o com - n H asepsi di tal une re (ascella,. : ero o, d ',ta.,, crauìo ecc.)~ nelle ·uali la cute ambient,e · o lordata da un vero e proprio ~n iciume prof, e ion.ale, che non c a spazzo! a ure a ona tu re, la · a gi an ti t tic i radendo a. seoco i p li ba.onando , o n. ti n ura di iodio si o t ·,~e n ero costantemente delle gua.l"lgloni JP?ò pri1na.n~ enza t.rac~ " ia alcuna di proce o infiammatorio. Da.ll piccole pe.razioni proprie d lla chirurgia. d'ambulatorio, tese, il - P'cr n .l l1: ·o~ i con. tit1. ura d· iod.io ,di f · riL ,o ralor . icatric·i lin ari. - ( a.lh mau-1 1\.1 :clicale, n. 33, pa 3 <l.
i L jarH con ·lud ,.-
TERIL.I ZZ.A ZI NE PRJt.OPERATORIA DELLA CUTE, 1<-:ec.
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~uo
metodo. alle grandi, rilevando il fat.to paradossale che le prim·e intenzioni erano meno fre.q ueuti quando la. cute era stata pre:venti a-
mente. lavata. con acqua. sapona.,t a e con solu.z ioni anti ettich·e in confronto dei casi nei quali non adoperava nessun lava.cro,. aocontent n<lost di radere i peli a saeco, pennellando q u indì la. cute.
Egli spiega l apparente controsenso col fatto che P iodio In soln.. :zione alcoolica, possiede un p.o tere d1 penetTazione con ide.re ole, scioM gliendo i grassi, riempiendo tutti gli spazi inter,c eUularit tnt·te le fe ~ ttre li n fatiche della pelle, me n tre, la van do la cute ,co.n acqua saponata rigonfi.a nsi le cellule epidermichet fessure e pazi riempionst di liqutdo di particelle mioroscopiche di sa pone, impedendo così la eom pleta enetrazione, d eli' iodìo. I n tal modo i ge.r mi sterili verrebbero a fissarsi nel punto dove trovansi, mentre, con i molteplici lavacri, rammollendo la cute, ed asportandone. gli stratì superficiali,. si porterebbe all'esterno la. fiora. bacteri ca, profonda.. Cos.ì il metodo in. parola rappresenterebbe in parte un'applicazione chirurgica del v,e cchio adagio: Queta non -movere (l). P ·e rtanto esso si può oggidì comprendere. in poche parole ·: Tt•ùxJtornia .a ·ecco della r·egione dove ,a ·rà lu,ogo l inte1·vento,
eguita da abbondante penneUazione di tintura dl iodio; dopo dieci minuti, all'inizio dell'atto .()peratoriO, seconda pBnnelZazione,· terza penneUttzione st~Ua Cl,cittt-ra dopo ltltimata l''ope:~•a,zione .1 ei oasi ordinari l 'operando ien la va t o la vigilia col mebodo cor.. rente, ma. prima delr operazione, soppre~so q na.lsiasi 1avaagio, si pennella largamente il ,c ampo operatorio., ricoprendolo quindt con la solita grande •t ela ,sterile fenestrata, :fi.s sandone con p i c ole pinze i margini alla eu t 110tto · tante.
_·ei casi d' urgenza,il 'G rossich, previa tricotomia a secco, pennella senz'.altro abbondantemente la cute,. per Quanto coperta dì sndieium·. 1, .ed opera.
imHe metodo, pel fatto ste so della sua straordinaria semplicità trovò dapprima. s.c ettici parecchi chirurghi; ma ogni dubbio scompa.r v -dopo che, l'espe,r ienza di oltre nn anno ebbe, a. confermare Je osser . a.zioni dell'autore, e dopo che numerose prove di gabinetto ebbero am. pia,m ente a dimostrare come il metodo si basi sopra dati verament 'BCÌentifici. DifS,t,t i il 'Valte.r ed il Touraine (2), median t·e col tu re fa t te ( 1) , artondo da. simile con tt ,, il Bur~ bh ad u ar l1al ·o ·~ a O •u o. {t rand l tro:fina:mento d ll _ mani dell opera..n do d l · m p . operatorio. p1 il r~clln er 11 edL. W'ochens.r;.hrift~ n. 20. 190 ). ( 2) Vf.u::n:& e ·.' otm lNE. Bu.ll ti n et mémoires d · la ,}oci ' t · d cl irurg ù~ d l'a.ris, n,. 12. 3' · mAggio 19, 9. r
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T • lLIZZAZIO E PREOPE.RATORIA DELLA CUTE, EOC.
nel loro la.bora.torio, d imo tra.rono ch·e la tintura. di iodio, a pplic.ata a.. ecco,. distrugge i batterii della pelle. in modo assolutamente completoin nn periodo di "tempo che va da. 5 a l O minuti· inve.c dei pezzetti di cute trattati con acq tla e sa pone e poi con. ter·e, alcool ed infine iodio~ se.m ina.ti ugualmente nei m.e zzi di coltura, diedero costantementecolonie piu o meno num.erose, fra cui talana anche di sta.:fìloeocohi. An c e più prec ·si fnro"no i risultati forniti daU 'esa.m e comparati odi pezzetti di oute tolti da.l dor .o dì una ca.via. precedentemente tra.t .. tati nelle due mani re. I pezzettini dì ente t~attati classicamente dìede.ro fino a 27 colonie contro una ùla. spun.t.at:a dai pezzettini tolti d alla. parte n.o n lavata ed im pre nata di iodio. Pa.r1men ti, tol t.i i fili di sutura. e col ivati, most?·aron· i perfetta-mente - terili. Oggi .sono num.erosi simi i chirurghi che per la. sterilizzazj one preparator ia deHa. cute adoperano le emplici pennella.ture di tintura di iodio, ciò che rappresenta la miglior prova della bontà del me·todo. Il rt) si cb, in un maaistrale articolo sull'argomento testè compa~ - osul PoU.cl ·nico (l ), cita fra gli .a ltri, Porter, l{·· nig·, W alter, ontier, Roehard, Ga ser, Estor 7 Ro1ando, Grekow, Fourmestra.ux, Dormiot Tnffier, Bernarclini, ohe col suo metod.o ·e seguirono ormai parecchie. centinaia di operazioni con. ottimo risultato. Per mio conto sfo liando la. letteratura chirurgia& .italiana dellocorso anno e di q tlello in "'orso., trovo da aggiungere alla serie degli autori succitatì. al.tri nomi di yalent.i operatori italiani e stranieri. Ta.li sono fra. gli italiani l Ange'I otti (2) che riferisca di 130 .a·t ti operativi (fra cui tre n ·a laparatomie) pratica:t i usando la tintura di 1odi eon ottimi risultati, ìl Tornatola-Fulci ( ), il Lojaeono (4),, l'Ortali (""} lo tlchiassi (6) che genialment·e ebbe. ad usarlo fin dal 1908 In sva· riati importa.nti a.tti operativi, quali: isterectomie gastro..digiu.n osto.m i·e entero..ana tomosi, ed in operazioni mìnorì,. se m pr·e con . esito pe,r fetto 1 l . l'n 1ur r , ml'lodo di rU i nf z ·o-r. d l campo op raJ.ioo , {l l t''Z.l •ne pt·aM • fo..~ i.c uk IO, l H }. (:.) A~ OF.LO'l"Tt. u la ,f riliz ta.zio:t~ - .r;h,.:,.u,.r y i r a rl lla 'P l c011- la tintura d · iodio. - (R ?tdù;. ~· o i tà ~V .d. Chir trg~: a dì ologn.a. 2 mag i 19 9). (3} 'To t);: .-\ T OL -F Lt:l . L o iod-t"o in Oh.irurgia. ( az:z Ua ~.- ic ~liana d · Medic i,UJ e h ·r, rqia, n. 4 -. 1, UO) . (4) LoJ A ·oNo - R ic rch batt. riologich u..ll'app lwabil.ifr dell'Cl t.inJW'a d . "od1:o 'l' le di 1;11{e lm~t d lfa, cui . - (Ln l'in colo gia 31od'ema fase. 93 1909). C l . 0RT~\LI. - l l ni "torio d.el G.r6 . i l n lla t ril"zz,azio:r~e della cut.e ~r g l.i .""~ t •rv n,ti.' chiru.roie i. - ( Ga-:;etta d gli o~ p dali e. d lle , liniche, n . ll9 1909),.. (G ) ut. ssr. - Il ~odi l~ ato . ronllo "l metodo Grò 8ich quale steriliuanl' la cu.te. t , !Jli. i nte r · nH ch iru r g 'ci. ( R " t~ dicotuo oci Ut. ..:l l dico- Ck~rurgica d: Bologrw ma~;rio IO II fJ) ,
( l ) :\..
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~ 'TfERILIZZAZI
!\E PREOPEn 'T ORlA I ELLA. C .TE I:'
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à ichiarandos1 fautore del metodo, pecialmen e nel la ·c hirurgia d u r . . genza, sovratutto allorquando siano controindicate le lunghe, manipolazioni della la v.a.tura, quali er .ie trozzate, amorragi endoperitonealì, peritoniti da perforazione, fe.r i te. penetranti in ca vit' , e . Da. ultimo il epace '(l) parimenti in uno degli ultimi numeri del Pol'iéliniCo dell"anno corren~e, narra di una l _parotomult p r fent a d arma a fuoco da lui eseguita d' urg·e nza ed in condizioni disgr.aziat ·s ime (avv··cina.nt isi di molto a quanto si potrebbe verificare sul ampo di . attaglia.). terilizzando previamente il campo opera orio soltanto con tintura d.ì iodio. In tal caso le an e intestinalì vennero ripetutamente a conta.t to con la cute cosparsa di tintura. di iodio .s enza Iisentirn.a danno d1 ~orta, men re l oper.&tore. pot · impunemente trascurar tal uni partioo1 :ri di correttezza tecnica, pas an.dot ad esempio, per far pii1 prestot 1
il filo ·d ella ·_utura continua dalla pelle al connetti_ o, _enza che a ves a verificarsi il benehè, minimo inconveniente. samina.ndo la ]e.t te.r atura raniera, oltre ai citati dal r.O.s ·icb , rovo Cuibè, (~), _ icomedes Ante]o ( )., - ounreuJ.her (4) Girard ( ), che tutti si mostrano eu tu ia. ti del metodo. el reparto chirurgico dell7o. ,. edale civile, di \ erona,, diretto dal prof. - pangaro, ìl metodo Gr:· sich., da. circa ei m.e. i, è il olo a.do-
per.a to in tutti i casi di pratica ordinaria e di urgenza con splendidi ri ulta.ti. ~ - ono ormai parecchie centinaia di operazioni d-alta. chir urgia, n lle quali m.ai ebbe .a. "Verificarsi il menomo inoon.venieute, e che forniranno ben p re to argomen o di parti e lare· dettagliata memoria. vendo largamente eonsta.ta,t a de i . u l'in n gabile bontà del me.todo, caddero ·t utte le prevenzioni ehe· esso poteva fat orgere nell'animo mio, e da circa 4 mesi l applico e elusivamente n·el reparto ·chirurrico di questo p dale. N'e lla mia modesta pratica conto ormai tr·entott.o interventi cbirurgici, neì quali praticai la terilizzazione della o:nte col me·todo G··r ich. Tra.tt:a. i di cure radicali d e·r nie di varico-· celi _di idroceli, di -d·emoUzioni di dita, d e porta.z ioni di ci ..ti = oc., tutte 1
:E. L tparatomia per l ,ri u: d'ru·ma da fuoc • (IZ Poli.clin.i -o s pratica fa " ·icolo .t, HHh). (2) Qcrs't. - L m:a.tis .p· i d ll-a oute con la ti"' turr1 eli ·odio. - (La Pres e ~. { ~d it:al ·,
( 1 F RE.P
zion
n.. 4 ... 19·09). -
3) ICOMEo~ . • .TELO Anll3 p . · dd csmp op ra.lorw co1t ln tinta,r·a d· · riio. (Bol t ·n d~;: anid.a d Aril.ita,r, n .. 4 lt.l O (e' t dr lln li~~ i a '"'hir1.t1"!T ica, n . 7 .. n nq • ( •.1 D .:"RENTHER. - L'a steriliz.zaticm e dcl h1 cute e n la '"nt 'ra rli iodw. Jf,..
d 'cal Record. n 24, 19 ·. ). ( ~) Qm.'-RD. , w·e pr op ratorie ~'-li ongr . s o dell A n. IO. 1909·).
po..~oper·ator 'e 'n cMruryùr. ad.don t"J·.w le. di ehjr r ria ( itn d-o.. Ha lini a 'l•t"n lrfi.Ì
· 2.;.~
· TE l"' U~lZZ ' ZIO E PREOP. l _T BI
OEJ..,LA
, -T .E , EC'C.
rin ei e splendidam -n -e, ottenendo semJ.: re il coalito primario senza il benchè menomo a.r r · --am·ento dei margini e S·e nza che ma1 un ol punto a ves e a p r entare lo. benche minim.a, traocia. di suppurazir n.e. L ·c ica.trici re idue :urono sempre lineari, e togliendo i pun. 1 di sutura ebbi co · · an temente a verificare come qn - i si presenta.s ero per· ~ t ·Lamente a iutti enza. alcuna traccia di imbìbizione. ln ta.luni casi, le abbondanti pennellazioni con tìntnra di iodio pra,.. t.ieate u parti pro·~·vi e :Ì cut;e molto delicata,. ebbero a provocare. e~ .s eicazione, ma vuota a e tolta la oU verifì o· si ben to _to una com· pleta robusta cicatrizzazione della sottostante ferita operatoria.. o l ·m bra mi poter q n i ri p~ te re l' atferm.a zione del Gr .. .si oh cont -nuta n lla, uaccennata memoria « non enza una grande ,e, giu t ifi ·Cata soddi· fa,zione po. so a.n1 unciare che dalle esperienze mie p rsonali (oltre 700 opera,z.i ni) e da quelle dei colleghi ·Ch adoperarono ìi mio 7 metodo, sembra ace rtato che an .h:e la sterilizza. ·io-'lte della cuJ può o,ggi fi-nalm ~ n te effettuare con non minot·e . ~. u.1·ezza di quella -he og1nt:no di noi raggiunge pe1• gli sb·~tnlenti fa,"' eia tu-re. gar e ec . :.. (l). Cowe gnuno n ede, trattasi di un ·m todo che merita. d'e ~er lar .amente cono Jiuto e me . o in pratica, basato ·u di una larga e Je· ri.enza eli ni ca e di laboratorio, che s, gna un grande progr~esso ed nn a im.m en a ·e mplificazioue sui ·v ari metodi di di in.fe:zione. ·e sterilizzazione deHa cut fino ad ora in u co, mentre p r la chirttrgia d nrgeuza. e per qu Ila. di guerra, he. en confondon i &-:; i me·, pres nta una delle più fa "li, prati cl e e pr .zto .e rt .o r e.
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ULLA PROFILA ., I DELLE
MALATTIE VENEREE E DELLA SlFJLIDE NEI !LlTARI Per il p~of. Francese:o Testi,
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Il capitano medico dott. Gilardon1, nella ua memorìa insertta :nel fascicolo doppio X-XI, 81 ottobre e 81 novembre 19 9 di questo Gìor-· uale, si occupa di una questione igie,n ico·morale moUo importa.nt.e e isogna reudergli lode per averla. affrontata con cot·aggio e con fede, come egli ste so si esprime.. Se io mi permetto quindi di dire alcune parole su quanto il Gilardoni con tanta vi vaeità. di con vinzion espone, n.on è certo per .a ggiungere argomenti a quelli di ·cussi, ma per corroborare, per quello che .so e· pos.so, coll'appoggio di recenti scrittori di medicina. militare, qt1elle proposte, le quali,. in. qualu.nqne modo vengano accet·t ate, -certamente hanno per lo m e no il merito di suscitare una discussione .sopra. uno dei problemi più importanti che si riferiscono a.ll'.ig1ene del .soldato. Credo dunque utHe insistere sul fatto che in que ti ultimi anni una nuova corrente, d'idee. si è elevata. al disopra di ·queBe .che, incluse nel overo delle cos1 det·t e convenienze sociali, fecero per un tempo pin m ;a le ch e bene, poiehè oooul taro no al gran pubblico alcuni interessanti problemi sociali, tra i quali quello s.e ssuale, i quali bisogna. a arditamente affrontare, allo copo d'impedire il dilagare di malattie mìnacctanti l'esistenza dell'indiviclno !:Ungolo non solo, ma altresì della specie. tale corrente che rende arditi i sociologi e, gli igienisti a proclamat·e senza re.t icenze ·e senza veli pietosi certe verita che avrebbero fatto arrossire un tempo anche, il più. spregindìcato dei moral is't l. Già in un. lavoro che inserii nel numero 1° del giornale La propaganda sanitaria (magg'lo l 07), portante il titolo: L .ese1·cito n.f)Ua lotta co"ntro le malattie popolari, accennai .a l nuovo orjen.t amento ool quale le malattie veneree in genere si impongono allo studio dei medici e dei sociologi, assumendo ess.e la natura di ma a.t tie popolari di grande peric.olo alla società, per cui si rende necessario un nuovo indir] zzo pro.. filattico più largo e più conforme alle idee odierne. Le oper·e del Com- roeng·e,. del Mignet, del Rénon, del Oollin, son tutt;e rivolt·e allo s·copo
'OLLA. l RO.FIL •. ' I
ELLE ~IALATTIE VBNERlln~, ECC'.
di considerare ·o t o un a petto piu vasto e piu pratico la profilasci versQ:to le mala tie veneree e con e - - vengono chiam.a."te a raccolta tutte le colJet -i i tà fra le quah quella. m ili ta.r-e· per cooperare .a lla diffu ion.e di u lle içlee e di qneHe n rm.e che solo pos ono portare veri e. ben·~fiei: ftu t ti. n movim.en to di riforma nei criteri educati vi si sta. oro, com pieudo· le ma!attie v·e er·e sono, come tutte le altre ma.la.·t tie infettive t 1diat d , saminate senz;a scrupolo nella. loro -essenza individuale e . ociale e il criterio edu·c ativo te so eguendo le orme di quanto ;a.Jcuneocie~ tà irnport.at ti i itui esi per la pro:fiJas i di queste malatt.i e quali a.d es. la ' :iet france. e di profila. i anitaria e n oralJ,, fondatasi in r.ancia per opera del · ournier, hanno .s tabilito, cerca di togliere inutili danno i pregiudizi, e i procla..m are alla luce del ole qu-elle verità che·· • d..a augurarsi Fo - ano altamente contribuire alla risolu.zione pratica. del problema ·e ual . a quan ~ o precede ne viene. di conseguenz.a che ce . -a ti gli cru polì troppo es ·D"erati di un t·e mpo e- oonsid·e rate le ,m alattie en.e ree nei la loro vera e . nza e negli ìm portanti rap,p orti colla . . ocietà, non solo la malattie t s e vengono meglio enrate ma. meglio si studiano e n1ecrlio si aPI licano quei metodi profilat.t ici,. cbe .si risol ono· ~in d finiti a uel di truga re ab in.i.tio il virns ìnfettìvo onde impedire i l dilagar .i di mal _ t tie eh e ono una vergogna ed un anno p r la , ocie à.
Anche 11 l 1nio ~Ia m al~ .~uUe rnalatUe infettive diQ'rtSibili più f1'e· qu.enti nel B-oldato italiano, ho tocca,to q U·e.sto importante. argomento . esponendo la più recenti mi ure pro:61attiche che si usano a tualmente le mi ure di propaganda raccomaudate dal compianto colonn-ello medico Fa vre, il qua[ e re n ce :an a, seconda ·nferenza inte·rnazionale per la p ·r ·flla.'i· ·i delle nalattie ·en tee, tenuta i a ruxeHes, e convin o dell buone rç gioni i pirata ai alti entimenti sociali so enute dai congr - .. i i, pr pugn ·· l'i m I ortal za della propaga.nda. sociale anche per mezzo dell ambien milìtar , de tò pellibret o individuale del soldato poe.b ma ueco parole .ui danni che arrecano le. m.alattie ven·eree e - ~ dia loro pr ·fila i, e ci t ai gli arti ··oli i n t ere - an . ì del ranj ux e d i .a ltri. Tratta·; ir oltre Ila t u enza odierna d ll'iO'ien.ista ~(e per con ·e gnen.za. anch-e dell ie5eni ta milit.~: t· ) a manif tare paJe eme.n te u. i me odi pre ·auzion H at i ad il11 .ire le inf. zioni cel ~ ichet indicando 1 mezzi p:ra ici da im.} iecrar i · r la prevenziou delle infezioni te e prim.a a d p · il c ito so e . o (l an le con sublimato iniezioni ur.e tr ,h, pom a a di et~ ·hrìkow., ecc.), citai il ~fanu. ale deU ig.iene del oldato d l - r lly, in cui e pliuitai n te i dice ch·e è b ene rendere popolari q ne - i :n1 zz.i p ·ecat zio n ali i -ai an ·ora , in i ta clelia que t·one mora] uu po azzarda a, 1 buona p rola del afeuiH il quale n · li amme~ter
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ALATTIE - E
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ntilibi. di que ti consigli pratici, accenna anche,. come idea mod·e.r atrice, -alla nece.s sita di avvertire con temporaneamente le colletti vi tà ohe « i mi · 1ìori dei p~ocedime. nti r.a ccomandati non ciànno però in alcun oa.so una garanzia asso l uta., e che il più sicuro di tutti :arà _e m I re l astinenza. ». Ma, il tempo ha fa.t to gi u .tizia anche di q ues. e reticenze,. le quali ;avevano certamente il nobile scopo di a.lva uardare .a d un tempo la morale e la s.a lute · e se i l :iiardoni ha cr d u o ed ha fa t , o bene d i mo trare ancora. .n on dico una certa parples. ità ma una conveniente misura nel tra tta::re di nn arcrom·en t o così i m porta n e ma co 1 scabro "' O ..altri autori hanno lascia t o ogni scrupolo e si o n o m · i ardi tan1en te nella, uno a ia, seguiti anche daH attuazione· di _i posizioni regolamentari ad ltoc. E perciò che mi piace brevemente rias umere in quel ·che. segue. due lavori sull'ar .o mento, ta.n. o più. impor:· anti Ìll quanto appar~engono a. medici militari t uno a m ri ·ano . di un pae e cio· in cui l'esercito è a.s. ai provato com.e dimo _. rano l st~ ti tiche, dalle m& .. lattie veneree, l'altro tede co,. di un pa.e"e ioè in ct1i H medico militare affronta e sa. affront-are a.rdita.mente i pi:'1 in re, ·n i pro hl mi .d'igiG.n a individuale e colletti e. Nel giornale The Milita-ry u1·geon, l' OH a pactina 170, Hdott. Eykin ·e ·medico milita.re nella marina americana, e pone il piano di difesa oontr le ma.la ttie v·enere~ e, colle segu n.ti norme : l 0 • c:rui ammalato reduce da una. licenza, de~ recarsi subito alla infermeria ; 2° e dimostra e s re ,ta.to esposto a in~ ,z ione venerea cl e e subito e . r ottopo. to a tra,t ·. a ·mento profilattico · nel caso che erli p a dimo trare cl ·e non ne ·~ il easo, ~a.rà. :s ufficiente a.nnotBrlo in un apposito r c:fi tro. Am1nalandosi egli pi.ù tardi di affezione v·e nerea, dovra es ere punito per aver tra Q"'redito ad un ordine (queUo cioè di aver manca o a le ~ 1unziare il coito so ·~ spetto) ~- al L infermeria è a · 'ispo izione di tali h dividui dalle 7 ali ·9 1(2 del mattino· se. qualcuno ·r itorna dalla li enza in. altre ore . o ra. gion.i dì servizio gli hanno i m p dito d i pre enta.r i all ora pr·e. ri ta~ i des.biuerà. qnalche :altra. ora per la vi ita . .AH' inferm · ria aranno osservate. e eguenti pre orizioni: 1° Prìma. di arri are all iuferu~eria gli in· ividui si la-veranno .a cr;uratamente i genititli ed urin.eranno· 2';) Ail.' infermeria. de e tenersi pronta una va . . a con soluzion·e di sn h ma,,o .al 0.5 p. 1000; - ·o L'ur·e tra, nel caso di coito . o e o, sarà in i t a a con mezza siringa. di protargolo 8 p. 100 in glicerina 1- p .. l ·, ma.n _en ndo la .soluzione nell'uretra per tre minuti circa· 4 Il pen sarà un o con poma a -di calomelano al 30 ~lo che si la.scìerà :·n po bo per due ore circa. ue. te isnre, dice l'A., ebbero per conseguenza c ne non ve n ne p i it all'o· .. ·e rvazione alcun ca. o di malattia. venerea ae.uta.. Come vedesi, il lato pratico della profila -~ i an ìvener a è suffioien-
temente raggiunto.. n pun.to originale di questa istruzione è la puni · zione inflitta a coloro che na, condono di aver avuto ra:ppor i ses uar ospetti · quan ·a differenza p - rò fra la. ragione igienica dì questa. pu~ l izione e P ntioo re. im punitivo pel fatto soltan ,o dell'essersi con~ tagiati di malattia ven rea . Ma pìù espii ito an ra. · il Ru , medico di re .~ gimento o. Vi nn il qual in una comunicazione, l tta aU'ultimo ongres o medìco in.t ernazionale tenn o. ì a udape t, nella • zion medico-militare (v. il n. 23, ; dicembr 19 ., , d 1 ·i rna.le e1· .filiU.'J'"arzt), e amina.la quest.ione d ·}· lato profilatti o nei noi r.tJ PI orti coH'igiene ociale, e dopo aver dimo~ trato come non .ia po si bi l - o per .lo .meno sia molto difficile ott -nere lai olda. i l a tin nza con1e lì a,pparecchi pro e· tivi meccanici (oon~ do~ w ecc.), ìeno inappliea · iH nei m desimi, dichiara. che i due mezzi v ramen e efficaci n lla lo ta. contro qu te malattie sono: Pimpi go razionale dell 1ni ure profi1a.t tiche po tin(eth· ·e e la i trazione sui· m od i,, :sulle vie d 1nf _zio ne e sui pericoli del le ma.Iattie s.es.s uali. Le mi _ure be l A. ra com.a nda e che ritiene fficaci tanto p -r la. int zione gonorroica, che per quell lue iche, si basano .s un··.applica.· zio I ·e d i pochi e emI bei m z.z i che si p o ·ono a vere seim pre alla ma..no7 e sopra u i t.r uzione peciale d.a. imp ·r tirsi par icol:arJnen.te alle gio vani reclute e che si ria snme in pochì e facili provvedimenti,. a. v~ ver endo circa :a q ne t r.ltimo puu o, che più pre · to i si ri on:e e più . i banno probabili t· ~ i impedile P infez.i one. L'i _truzione il n1ateriale occorrente furono stabiliti nel l 07 da . nn d·e cr .t o mini terial . ro~u nga.r i o. Il materiale occorrente pn · ri o hiuder:si in un appo ita ca etta1 e c0ntìene ì seguen·t1 ogge ti: a) Una bottiglia di ve ro di color bruno con tappo di vetro s.me .. rigl iato, oontren ·. n te 1- cm.c di una soluzione di albargina al . p. l O·, b) ; n recipi n cilindr ~co di vetro deUa. capacità di 5 ce.n tim.e· IÌ eu i,. cont n nte 20 c n ime ri cubi di una soluzione di subh~ ma 0 .al rzo p r mill n l quale sono conte ~ uti tre o quattro conta, ~ oc -i ; , ) du ,:azze d· p r Il ns. d l diametro di circa centim ~trJ ubi; l una con co per hio di ~ gno o di artone contiene un ta.mpone,. d ovat a i m be u o ·cor . h: zio ne i ublimato alll p. 100 , l'.a ltra aperta. , rve a , ont n re il co ton ià U R O. p . t t•oUu m,. ono presori tt·e, le e cruen j · er impedire un. 111 norm : lo •p :i coi o· geoìtaH con acqua 1 il coi · o ~avar. i 2:1 sapon ·
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opo l entrata in cas· rma.,. l _ quale non dev·e es ere protratta .a.l di là di tr.e ore al massimo dopo il coito: si debbono tra.t ta.r e 'Ì ge·nitali nel segue n te modo : L'ìndi viduo leva un con tagoccie dalla soluzione d i su h limato; aspira qualche goccia ("· o B) di a.lbargìna ; senza p·r e.m ere su I cappelletto d i gomm.&; introduce tJ·e.m ità dello st.rumento nel mea. o urina.rio· strin· gend.o qnest''nltimo lateralme.n.te con le dit.a. della mano . ìnistra~ preme ·c on quelle della destra sul ca.ppelletto di gomma e fa entrare le goccia di albargina fino .a lla fiJ."' a navi olare.,, tenendo eom.presso il ca p p lletto e stretto ìl meato urin.a tio per un tempo che l'individuo può failment.e calcolare, con.tando fino a. SO. In eguìto -i pon il conta.. ·croccie di nuovo nel snbljma.to, si prende il tampone di cotone a.l sublimato, si a cittga il me.a.to urina.r io ·e si disinfetta, fre~ando le.gg rmen·t e il glande, la. parte interna ed. ·es -erua del prepuzio, l asta. Il am pone usato si pone .n ella taz.z a a pe.r ta.. Questa profilas i postinfettiva. semb ·a aver dato buoni risultati, giacch', com.e din1ostra il ·u. ., Ie· statis.tieh·e, dopo l'impiego della. Jnede.sima., pres,e.n tano un miglioramento abba tanza sensibile. i si obbietter.à che qu ste misure. pro:fìlattiche non corrispondono veramente al concetto, .che in par~e è, contenuto neUe proposte d.e l ~ll ardon1,, di attuare cioè prima del coito la. profila i preventiva; ma qui non è question·e del prima o d.el dopo; è questione del principio, di usare cio ,, eom eapo aldo della lot.t a .contro le ma la t i e. da contagio sessu.ale, la di infezìone la più rap1da po sibila delle arti sottopo.s te .a.ll' infezione; ed. e q ue to eh.e ho voi uto mettere in ril ie.vo .ag giungendo alle ragi oni sottopo te a. dis.cu sione dal collega altri dati altri e empi 1 quali potranno confu are o corroborare le proposte· me se 1n na.nzi. La. d iscu sione in parola: potrà essere pì ù o meno fa.~ vore.v ole .a ll'idea di un ioJer ento profilattico, nel :s·e n o 1ato espres. o dall'Autore, :si potranno più o me.no accettare le illazioni e. le. con~ .e lusioni che emanano d.a.llo stn:dio in parola., si po . rà discut·e re · uUa reale utilita della pomat:a di [etschnikow, si po r' dì. cut· re an ora _ulla opportunt.tà o meno di queUa pecie dt d'.ecaloao, che chiud la comunicazione del · ilardoni, ma non sarà. mai inutile,, a mio pa.r er , il pr·e sen tare nu.ove ricerche, nuove o.s ervazion it nuovi contributi ìn genere all" same · i coloro che hanno a cuore uno dei probl mi ociali ·c he ma.gaiormente s,impongono allo studio dei medici e a ~i filantropi ":)
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CASUISTICA CLIN CA UN
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n . oldato FaY. d lla cla e 1 . è tato inviato in o erva:zione dal oman o del reggimen.to er bal uzie gra. e.. lnvero i ri contra in lui una I·o rma notevole, di di. ordine della. lollU la, ìn forma ata ·ca e peeiahnente spasmodica., e tale che - spe ialmente _llando gH si Ul.oziona. -non p rn (.tte al ' inf rmo di .a rti col n ppure un mono illaLo, se non dopo lunghi forz' e contor ioni pa tich.e .i tu'tto l apparato labio- lo o-1a.ringeo, e dopo un uccede.r. i di mia(TolH e borbottii con.fu i ome nella mutol zza completa. M.a,. quel eh è più notevole, prima dì pot r pronunziar. il mono illabo la paro1a od anche una frase (a econda della inten· Là emozionai cl e p rturba ed inibi e la. fonazione), il av. pr en.t a una. strana. agitazione motrice, co t nt , Iipetuta ad ogni nuova emissione verbale· es a coni. te in. uno ca.rto d. l corpo e specialmente dell'arto inferiore sini tro, v rso qu to lato d un po; indietro q Ul i ·come nelUniozio del hallo· detto bo · ton), su ·eguito da uno cnrto Ìll n o ·o pposto, po· da u.n d.ondoHo rapido ed e teso di tutto il corpo a vicenda nel en o la.tera.le ed a.ntero -po , rio1· con ballo tolare del brae cio pr o talvolta. a tremi i ·ore1formi ! e ciò t&nto p"ù r., pidamen e con ondulazi.o ni b1·evi, uanto più i avvicina alla emi ione verb le che vien fuori quaJ 1
co e una impuJ. ·one · rbomotrice, in forma. e plo i va. il ogg tto è emozionato queste à'iscine ie (;o•reifornl · ono più i te se più ra.1 ide, con irradiazioni a tti i mu col i del corpo e pecialm n te al braccio de tro. aUa faccia e all' appara,to glo, so-l bia]e (la li gua viene ptotr . a e ritirata rapidamente, rote~ a-ta nella bocca le guancie si o n tor ono in i m orfie inten. ·e e pa tìcbe la boccn. si spa.lanca e i - orna in ghigni iive1 i i m scol· facciali t ·emano, il '\i o tutto si .f convulso . finchò con. la carica verbale la ten iou ra.pidamen e cede, pe poi rla .cender i ad una. nuova. int rro - ~ zione od a un nuovo tenta.ti o pontaneo di pal"lare. tesso e "l og tto è sed to· i movimenti ono estesi n el dondolare rittnico del tronco· e elena t ~· ta, con continui tentat"vi di alz rsi dalla dia: anche e si i fanno più in t· n ·i d.m·ano di più e il sog g· tto è emo·z iona( ,, atJz,i, t lora.t e H non può par .nre - non alza ndo i perchè, con g1i .a1 ' pii ca:r·ti Jaten.li (pa -, i di danz.a ) en maggiore agevolezza a. pronunzia re le. pa·r ole. e dopo averlo interrogato mentre -i inizia la ontor ioue d l co po od il pa. ·o di danza ]o i trattiene, a. forza. ( di forza. occorre impi -:une non poca) il so g tto non arri a a. p~ronunziar pa· rola, lo r a "'mo fTU turo l biale i fa più inten. o, otevoli le cloni e, della f c i a e della Hn gua li i ~ieu o n e. to , pre ~o a 1che a tremo1·e del l mascella, tra· bm':za gli o cl1i, ~: f concitato. m ntre con ener ia cerea ompiere qual uno di qu i movh leD f h e a.ge ohno la. d ~tent p~ i con rvo a ;. in tdtimo o tac riacqu t < do Ì e O ri d 1 O bi.:ogi a. ] 8 Ì t lo li ei'O per il pen O R D 0 di ambascia eh eo-li pre en a, d 3llora. dopo qual he }la o dt d _nza pro unzin la parola rihie ta. 1
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r incariro -' ttto sci ntific h m nsili
iret re~ . per 1 è lo iUu~ d ,[ 2'3 aprile 100 ).
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l Tl A CLI~IOA
31).9
Dopo tanti sforzi viene a raccontat·e: che da tale malattiR, egli è affetto dal: ·età ·di 8 a.n ni, dopo un a caduta dall'a.l tezz:a di un 2° piano; che, .r in. e:n\llto dalla -<soromozione., p1•e entb snbito uno spasmo gutturale con sen o di strozz.a mento, per lt:~n~cere il qu.a le egH dovev.a. sforzarsi non poeo; che lo sforzo. rabbioso er"H ma.·n ifestava a letto, a.gitan.dosì e contor endo· ~, men.tr dopo 1 alzato i detti movi:men ti sono rima ti eoncomitan ti. .a llo sforzo d· parla:r e; eh ver o i 14 anni ebbe ·u na lunga tregua, mentre se ne contagiava la. soreHa la. q· u1Je guarì do.po che a •Un. anno, curata. con una buona do.. di schiaffi dalla. m:a dre. ·· che egli ri pre la ma.la:ttia beft gg1a.ndo· la .sorella., rifacendone .le boccacce e parodiando L''a gi azione ·sa.ltatoria n è da allora. se ne e potuto li bera1·e ; che q aest}ul timo .fatto è in lui .prod.o tto d.a. una qu.a.l·c he lesione interna. re. id.n.atagli d.alla grave caduta mentre dìverse .e rano le condizioni deHa sor Ila·· ch.e qua·n d·o lo s~ trattiene' avverte. un . ra.n m.ale allo stomaco, un'ambas·nia o.l cuore e come se una mano di ferro lo stra.n.:g ola se sin·o ad av·er poi tremori i:rregola.ri a.l braccio de tro; che per lui i] don .d,.olarsi. e a.ltella.re è, cosi. necessario per parlare cbe talvolta,. di e tate, qu ndo· ta ·diverso tempo senza.. ballare, n,o n può più p.a rlare o sol·o con enorme tento e. se., con. la volontà . riesce a sta.rfermo·:nel corpo . n.on può parlare aflatto· che lo stes ·o :gli a:ccad.e leggendo, men.t ,r e pt1ò cantar~e coma i normali· che la soldato ha. fatto tutte, le is.t ruzioni e bene, standosene taci·t urno. e solo qua.nd·o fu co..tratto a parlare., dalle in.t errogazio·n i dei sqper".o ri, q ue. ti ultimi i sono accor·tì della ua gr.a v· •m alattia., che egli chiama. una. sua. gra. e entura d.a lla quale purtro·pp·o non gua .ri rà. Organi. della. vita veg·e ia.tiva sani ; normale l'appar&to della loquela · movimen i lent· d.e lle labbra , Uugua1 ladnge,. ecc, no ·mali" non stigmat,e. ·c utan.ee d.ell'iste~ r1 ro·o, nè d.e ne funzioni s·e n oria.li; ingegno· vivace, eara.t·t ere tranquillo t m p -ramento emotivo. As enza di fobie, e di altr impul ioni e forme o iv·e; non .aUuein.azion~ od. Ulusioni; psiobieità normale nei noi aspetti formali· assenza di ~ecolalia ecopralia., e.c omatismo. ecc. on s·t.a.t i depres ivi del eutimen.to _·e.l caso in e -ame vi sono ·da d'stin.guere due fenom n.i . o meglio due grup-pi di sintomi : il di. turbo della loquela. e J,e co se mu· ,c olari. Il disturbo della loqu.e la del Fav. non. sta neUa emis ione dei fonemi (dis•:alie, balbuzie veTa), ma neU'articolA.zion.e della, p·a r·ola. (disartrie): i tratta eio·è di una forma atassica del Ungna.ggio, di un vizio d.i coord~nazìone, n Jla fo::ma. ~omunem.ente detta di ·ta.rta.glia.me to, e che H Kusmn.ul chiamò log.onevro.d .s patiea . ln questo caso abbiamo riunit,e le varietà d.i qn·esta. ne.v•·osi e c.ioè il ta?·iagliam nto, o incoordin.azione pa.smodi,c a ·n Ila co:n.giunzione di u na c·onsonante con la voeale successi va (form.a l.a.bi·o-coreica del Colomba t) • l'i:ncheccamento o dif.tìcoltà di voealiz,za.re le sillabe in cui entrano consonanti gutturali (forma. gutturot tanica) e 1'intopJ1amento in isJ>edal modo, cioe la intereisi·o.n e delJ siUabe con anse, respiratorie (fot~a pneumo- pasUca) (M o·~ eli i). (1) . Que te f orme si d istin:guono dalla. balbuzie vera. per le turbe re piratorie m i si ac.Ssocian.o, per la ma.n ea.n za di le ioni nell'appara.t o deUa.l ·q aela, dimostrata dal fatto che il malato può -cantar bene, senza. alcun di turbo fonic·o ; carattristìeo, poi, è lo stato· p ·~chico di inquietudine; .a nsiosa ed angosdante che ·i produce nel soggetto, e ,·h·e riv la l'in. ~ dol·e emotiva del disturbo sintomatico di. uno. vera form.a p ·ica tenica (ueoro;.i <l'angoacf.a ), onde incespicamento p ichi.co da perturb&ta. inibizione· fa [ ca che pre· ce~~ l'incesp1camento deUa parola. C'è poi ae ~·nnata.l'aftongia .1. cioe la con rattura liBlZla.1 tonico. dell'appa.ra..t .o mu ·colare fonico, analoga alla mal a t ti a di Thom en. per cui cio·è il soggetto, sn.p erato l' inceppo g·r a ve pronunzia bene alcune p·a rola (l l ·S emeiotica deUe Malo.tti.e
e~ rvo e o ~[ento.H
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AS l TICA CL'INIOA
Le· sco,s museo] ari aece iona.Ji hanno apparenza. coreica ; sono delle ~perei .. ne ie~ o,. meg·l io,, d eU e .dia.cinesi.e cou e agerazione de,I potere .mo·t orio ; es e hanno~ que _e note caro. teristich : la ritmicità~ la ripetizione uguale e costante, la a.p· parente ·coordinazione la. istema~done nel rapprese:n.tate eerti atti logici .in. mod e aget to ·e senza finali t• alcuna. A q cale form.a . morbosa appartengono ·e s e? mettiamo da. pa.r , del gruppo d·eUe discinesi ip .rcinetiehe ~e mioc:lonie, il p.aran~iolcmo delll;ri ~dr('.ieh; Ja cor 'a l U1~ica del Dubin.i la ·C orea-cronico-progressiva d.eaU ad uUi d·e ll'Hu.n tiogton la oorea grand del ydenham ed. anch.e, il tic di . ala.a.m.: senza bisogno di spendere parol·e per la. diagnosi di:tf. ronziale basta riflet.t ere alle caratteristiche in toma t1ch.e del ca: o, che h·o acceona:t o di sopra, per trovare le te ehe ·di tinguono queUe altre forme .morbo e, in ·c ui si hanno mo'\"imenti r pidi di o·rd:nati o non i temati ··sta.ntanei ed arit:mici, a. cosse per lo più poco· inten e, di pochi uscol~ ,p iu o m·.:mo· arre ta.t i dalla v·olontà. o da:U'~ecuz ·i ne di un. atto intenzion.aJ e. ecc. A nel e i t ics coordinati d.el La.tuUe sono· da. es.clude1·e pe.J•· l'a .senza d.e Ua nota. ango cio·sa. che vi è in s. i quando 1a volo·:ntà :ospende il movimento, che .si ripete per viz.io abitudinario. Va]e a dire cl ·e in que ·to ca o due forme.sono in giuoco~ la. corea ?'itmi a, iste1•ù:a e la. malattia dei Ucs c.o ntntlsivi. e leggiamo quanto hanno cri t o gli antorl p·i ù r centi , ed. i ma.nu.a li di n·e uro· I atologia., troviamo, per la pr·ma forma la caratteri tica deg·l i ace. i d.i movim nt1 ·c onvulsifonn i simili n. i var· a·c es ·j rela.t ivamen ' coordinati involontari, i. termit.tenti e titmici, di varia eh .ra:ta, non a. . cosse m:a. quali movimen ,i : i t -m tiei cl1e et brano riprodurre. degli • ti logici ed in.t euzionali (c(n ea '7tatatorla rnat.l' at~oria. salt.atoria come. a.r el be nel no · tro ·caso) .. Ed in vero· nel pazi·e nte ·e si tono que te ~caratteri tiche, e vi esi te. l'elemento emo·z ionale etiologico come anche la. provocazion del disordine m.e rcè. uno ti molo es.terno· (intert·ogare il soggett-o). a. a.ncl e q t e . t· n.o·t e sintomatiche i trovano nella. 1nalatUa d 1 ti s, d. lla form.a che." affetta gli a\rti inf'erio·r ì · .a nche qui. vi no l caratterist che della ripetizione, . i·temattzza.:don_e, della .a pparente logicità. degli atti ecc.; e spedalmente vl e -i te lo ta o ango. do o quando la volonta li frena. Anz,i H modo di iniziarsi il ripro~· dursi pe.r imitazione la ·CO ci·enza dell atto m.o rbo.so de1la sua prepotenza, e d~en i.mpo.t nza psichica. sono più per i tias be per In. corea rit?niea isterica. In tale · d u. bio due aiu i potremo ricerca.r·e : l o l e ~stenz,a o non di stigma-te isteriche nel ogg·e tto; ma ·e.· e mancano, fi icamente, mentl"8 dal Jato psiehico l'individuo no pare' un i t rico vero, nè ha sofl"erto n ai di convulsioni o di sonnambuli m.o o di forme di equi valenza isterica. - 2 lo ta to mentale che, ap·punto, nell una fol'ma. p·r en t-a le .caratteristiche i teriche, delle quali qui olttLnto potrebbe e ser m ·e a in campo una certa u· g ti n.abilità una gran.d emotiv~tà eIa ~condizi.o·ne an io O· angosciante, ·c on tono dep1:-es. iv : es ·e però no:n. ono esclusive dell'i terism.o, ma tann.o anche per le forme psieastenic:b ·1 specie p ·r quelle con ,e cu ti ve ad in8uenz,e, mora li (ne ro i d,ango eia n.eh.Je pa.ra.uoio rudime.ntarie d.en At·ndt o pa.ra.l ulie coatt· os e i v· del Mor. ·elH.. aH q nali i a vv.i ina pe:r altra parte il :s:ogg tto.• 'e lla fo ·ma, l n~ e ce, dei ti· per lo più si trovano le sindromi episodiche p ic-opaticbe dei d~generati. e tutto un p rturbamento della mentalità,. eoD le no't e' .·pedali che 'ille de ]a Tour r tte e 'ha.teot lu eggiai'ODO~ cioè della oi Ha, coprol Ua , comati""mo follie fobi che od o e... ive ecc. ~el paziente questi fatti ma. ca o d l utto~ e pedalm eote le f ot·l'ue fobfcbe e coatte mentt·e vi è picca.to -com d ~ \0 ~ il ·en "·O· ango.·ch nte nel voJ.er trattener~ ratto Uccoso.. E.d Cc> ome t. ],ora. in p _·a.tica, l a Clinica. m.en i ca l ·éli: tinzioni nette de1 pntologi, troppo1
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OA UI -T ICA OLlNlOA
schem;a tìcbe .a volte, ·o nde, dalla. ottile a:naUsi i torna dipoi alla intesi nosogr.afi·c a, per cui .a n·c be, qui sembrano avessero l'a.gion.e, ·q uelli che accomunavano led.u e forme, facendo. cioè rientt·lue i tìcs nella famiglia. della. istero.epiless·a.. 'altronde però il fatto che Pinfermo ebbe una lun a tregua, che con. ~a. d~sartria. comindò ambedue le volte- all'inizio ed ana r1ca.duta. ~ la ma]att·a, e la. manea.nza. delle note degenerati ve del carattere e ·d ella per~ono.l i tà p ichica, mentre Èt pos i.bHe Ja. esecuzione di aleun ~ atti co·m ples i s.en za la dis~cine ia. (canto), fa phi logie.a m·e nte pensa·r e alla corea ritmi ·a isteriea. Tanto ·p iù poi che, per meglio. com.prendere alcuni fatti poco chiari del quadro ·..intoma.tico i · ono· tabiHt1 tra J'nna e l'altra forma. i ti·C3 istert'ci, manif ta.z10ni. cioè di isteria che mentiscono i veri tics: a.n.ch:e essi consi tono ·n movimenti ra.pidì, si, t~matici, eoo1·d.inati, che hanno un senso ed. esprimono q ua:lche eo:Sa, ·e che1 opratu t·to non banno u.n ritmo r· gola.re, ma. .· i ripetono ad intervalli ir·regola.ri in d~pendenza di un.a.. idea. fi.s s.a. come rigine o di un sogno .suboo.sei.e nte (. peeie di allucinazione, ipnagogica) o per imitazione di un movimen.to veduto in. altri. ui iamo pro·p rio nel nostro ca o, poicht, r~ nfermo no:n ha il d:isordin.e motorio. ritmic<l n'è .a ccessionale, ma soltanto quando pada o legge; contagia la sorella, se ne. guarisce e poi ricade volendo beffeggiare la gern a.na, vale a ·dire ripete s"ste~ matica.mente quanto vol,o ntariamente si provò a uue per is herz·o· si produce, il u.o di:;ttubo. qua.nd.o lo i in.t erroga od egU pa:r la spon.taneamen.te, eioè eon lo· stimolo verbale; infin.e. &. so ha. òrigine in uno stato mentale em.o tivo. La sua. pa.to~ genesi. è beni ·sl'mo spiegata dalle ipotesi del Sollier, per il quale, cio· i d",s tnrhi somat"ei pr~dotti dall'·emozion:e ve11gono di oeiat" e fi ·ati dalla peciale emoti ~ità di alcuni soggetti, n.e i quali è grande la ·tendenza. aBa inibizione (in questo .cn. o caduta, choc em.oziona.le. sen ·o di · trozzamen· o· .a Ua. gola. con lmped.imen.to alla parola); le crisi poi n.on s.o no che delle reazioni ·e ager.a te dell'o,.r gan ì m.o J1er ricupe·r are le fun.z1oni, motrici en itive, inibite, e tali t·eaz:ioni -'pe o i fi. ano e j ripe,tono n.elle associazioni, mediate o dirette' (in questo caso sforzi ed agitazioni emotive degli arti, poi mo.vh .,.ent.i a ociati com.ple · ·i, poi diseine ìa ticco,s a ritm ica associata allo spa.sm.o della loque1a ed al relativo invete.r.a.to, ma ep·isodico stato angosciante della psiehe.) La. differenza non è soltanto ne.Ua patogene i; ma. in. e. te sia .l a qui tione. medico~legale in quanto l'isterico pu.ò etì ere rimandato ad altra. leva non invece il tieooso~ sia. essentialm·e nte la. progno ' l perchè la cote·a isterica è guaribile an.che da un moment~ all'altro, eome pure la balbuzie con. un periodo di <:.ur.o. ottofoniea.,. mentre n ticcoso non guarisce per l.a in·completezza. primitiva della sua pers:ona1itò. Ed aUora ripl'len.d iamo ad. a.ece:nna.re alla sua disartria per indagar·e i rapporti che essa ha avuto· ed ba con .l a discinesia: in eguito allo pavento il paziente p11ese·n Ò· una. graye forma di logonet.J·rosi spasUea d/ incooTdinazione • tale di ·turbo grave produs e in. lui una notevole impressione . a.gev lata qu ta dallo stato· ·pe-re.m o ivo prodotto dallo hok. psich.ico del grave t.r atuna,· la paura.- ancora. persi~ tente - di ·u na se.r ia lesione cerebrale~ di cui vedevo. il se.g no ev.i.d en neUa ~ d.i eoltà di esprimersi. e la i potenza. dello forzo p.e r· parlar bene, genet·arnno uno stato augos · iante, an.s.ioso, che rapidam,en·t e raggi ungeva H .suo acme al Pinizi.o icbic~, e~levand , dt".mprov.. 'ello ·pasmo fonieo; questa. sorta di in.c espicamento v·i so la tensione <lel ~st6ma av va bisogno ·d i scaricarsi aUa pe.r iferìa in tutte le forme estern.e di espl'essio.ni fisiologi<!he de.gli tati ·e mot ·vi . naturalmente es.a g .ra.t&allo estremo: donde, il . in,g hiozzo, il mord·e rsi le mani lo graffiar i l'agitazione:
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medi,co P .. Con J,g llo. Sono tati d escritti molti asi di diplopia ed anc.: e di poliopia ., ono •tLlar·e, per lo più. in seguito agravi pe,r turbamenti dell a,ccomod a.zione,, o da .a ·omalie notevoli. dì r frazione: in.vero una in,e satta accomoda.:.done d U'o -ch'o ver :o, iJ punto 6 satot o la esistenza. di uregola.·r ità nella stru tura dei m.t:zzi rifr·au rrenf (gradi notevoli di a. ·t.i gma.t'smo, miopico od iperm,e tropico, cau and·o pr-oce :lSÌ di dift'u iooe d i r.a g gi luminosi, produ ono la mo]ti plica.zione. deO'li o,u getti fi . ati. Cbarcot. fL en .. done· cenno n.e lle ue Léc:ons du Mcardi~ I·a t ril uiva. a ·p.a. 1no od a, pn.ra.lisi del muscolo ciliare, associato ad i.negola.rità. dcel pot t•e rifrangente d.el cristallino; qoe. t'ultima anomalia d.o.rebbe luogo ad imagini se,co.n darie, che aUo stato nor ~naie possono enir neutr.aHzzate da] potere di .a ccomodazione, mentre com paiono quando il mus,colo cHiar·e n.on è più. otto eont to llo t lond l u ocia.zioue freq.tl n te ~di micro o macropsia) U fenomeno i pno avere anche ne H formazion·e di. f, n di ture h·idee o di alterazioni del cri taJHno cc. benchè ,iano poco freq u ·u i i casi, e spesso, ROilO tante tali alteta.zion:i., e ,COil va~ _i eolobom i 'rid.ei O con dopp •o . orome pupilla.re,, l a visione rin1ane unica,. per quanto p ~ù o men.o notevolmente dis urba.ta.. E ben.e però s ,e·r e molto gunrclin rh i nello , udio di tali ca i pec"almente qua. do H ,d ifetto, in ieme - o non - ad al _re le io i oculari od organiche in ge:ner~, .. ia i pt·odo·t to dopo un tra m ta· dal p uu to d~ v· ta seientifi.co .i corre, il ri chi,o di and.ar dietro a delle teori , ori inali ma enate facili a for1 u · i quando . il aso· clinLco offra delle sp cialità. in ,tore~ an. i· dal punto di vista. pratico medicolegale, si può es ere coudot·lii P. g iudiz.i, i favore d un. si:ni.st1·ato,, c.he han neo tutta la ingiustiz.ia della i:ne ·attezza. Del re to è -onosciuto come non ·di rad o ·1 fen.omeno po ,a a.v ersi n gli isterici e.d ,a nche in nlcun.e ve -A.nie (melancolin · ed il fatto· li ico ha il suo riscontro nella unilateralità d H allu.ci azioni i ive o nel loro do ·pia.me'n to, q ua.H taivol ta .i r i con tr lno nei mela oohci ua.lcl1e autore parla perfino d.i diplopia monocula1•e bicol'ore, ev1dentem·e n t d'origine, p i eh ica pUiatica secondo Babinsk.it cioè ·p · r au o ~o d et I:o·sugge- ··ione p itt o m n o ubcon 'Cio. l) Parin.alld cb.e ~~embra. sia s t-ato il primo ad O.". ervare la d:ip·lopis, monocu.Jare · neg:J; isterici e che per [o m ·eno fu iJ pt·imo a. dar11e una s pi anzio,ne in .egna in qu.Al moclo si scopre il fe.n·omeno in parola: s · colloca, cio,e, 1 re ·o l'occb ·o d l ggectto una matit.a, ad e. . e poi la ·i a. Jlon.tana a poco a poco la vi ione deiPogg tto, dapprima semplice, aHa di tan.za d.a 10-1 centim,e tri appare doppin 1 e la seconda immagine di olito i forma v t o il lato tem·pot·ale; le due immagini i sco ta no s~ropre p·i ù tra di loro mal! m amo h e l 'ogO"ett·o ci allon tan. , e non d i rado ne app.a., ,e and1e una ter.z a dal l to opo to. a~··naud spi ga il fe o,meno 1, • i nterp·retaZÌO·De assai difficile - 'com'e eg~ . dichilU'D. - ammettendo uno pa · mo irregolar a. si m trico, d lPa-ccomodn.zion·e · eoria q Uft t·a. originale,, ed accet ata in gener--e dagli o.:utori; co· i il Silva la. fa su osservando il fenomeno in l~ na inferma di. tata nia• il Déjérine vi i as ocia, in mancanza d altre. ritenendolo liln ~ egno a sa.i imparta.nte per l'i teri cmo, quando coincide COD l inte riti\ dei mezzi d ]p ~ eh.io ; co i pure, MorselH Oppenl1eim. cc., E lo acce t a a. n eh H an d q ua1e . ogno ~ ndubbio in alcuni easi di nevro i trau.m.t"ca . e le i ~ h i atazioni del ,oggl?·t.to (l) Lo studio di ·q n s'to a o mi · sta o affid .Lo do :gnor Dh· .. ttore p r bè n .f.a~ i og,g etto di una. br ve n f 'l nza mu l'ati vo. n li n n i 1:1i , ·i n ifi l m n (è tato p resentato n lla to·rnRt-a d 1 23 àpril l 1 }.
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no ear.atte.ri i t .e ed ·e · tono a l ti· i egn.i della. ne,J'ros.i. ,. ~ in. que· t.a per lo piu arebbe a -oc.ia.to· con midria i e la. crimn,zioner che ~e as ··enti po ono .e ere sub it·o provocati proiettando per qualche m i'nuto una vi va luce ll'occ.hio te o.. ( l j (a per· gli is e:iei n·on po ia.nlo troYa.re un'altra. s.p.iegazione ·che, e· s ndo più ra..z ionale perebè in arm.o nia. con qu ·uo che è la co!'\ti·t uz ione p iehica. degli in· fermi. po a d'a ltro. pa rt.e e ere controllata~ direi pe i mentalrnente dall'o · ervato·re, sicebè si abbiano in ~a · u ti i requi .iti vo ln ti dal me t · dismo po .i tivo per· elev.a re una ipote i 11 'importu.n.za. e alla o.ldezz.n. d.-i una teo·ria? Il ca o J>r - eu t e ci ammae ra.. i a d l punto di v L ta teor:· co, i a da qu Ilo pratCco, med. i.co ~leg le d·e l metod d e è ·m e tieri mett r in op.era neUa os ervazione ei fen·Omeni obbiet ivi. Tra.ttusi di un soldato a quale ·cadendo n lD marzo da. ea.va.llo, ba.tt fortemen. e la te tan riportando contu ioni vad qualche. ferita. di poco c·o·n to. e ommo·zion rebra.l e di 2° {')'rado: tra po·.r ta.to dopo qualche ora. in ·que to o pe ale, vi. ·e ntrò di già co cien.te, ma ancora. intontito ed alquanto diso ~ rien t.ato, eon facili à aJ · ~omi to pol o an·eora. iperteso e un po' bradica.r dico: a • ·eu ava v d rei doppio, fat to p·egabHi · tmo per una e idente ]larali i ·d el retto interno di de tra, donde lo tra.bismo div rge te ati o, b e naturalmente si ag gravava in. via.. dlnamiea. a a.Uora il ·ogcr , to an migliorando n i fatt1 generali e locali gradatamente mentr non . i J•iieva.vano altri egni di. h~· ione. nsrvosa· accu ava an he notevole ambliopia èaU ed io· le o. che l''esa.me oftuJm o copico gi u tifica.va. dimo .. t r.a ndo l'e i.3tenza d.i. fine emot·ragia pt n tiforme all"imbocco dei va i nella papilla ottica.: pr babHm nte si a.rà avut una f rattura basilare, p·res. o l. fo a er · bra .e an teri re·1 in. di r.ezion-e d.el forarne ottico e della ci .. ura · :fe. no~d. ale con le -ione ]imitata ad alcuni d.e i tronchi n.e rv i d.ell' cclti·o (ramo infer im·e d.·eH culo~mo tore m.une che sta adeso a.l contorno del fot·o ottico), )esione no.n. grave come dimostrava H migHorameu t o funzi onale notevol . Dopo una. ventina di gi rni n ogget'to!. che m. . tra va i mol o preoccupato d lla ua diplo·pi.a e della diminuita. vi ione daU occhio de;:,.tl' , pr ba.b ilmente provan do~ i a constatar~ s·e detta vi i n.e mi gli r M· ·e o·p pur no, ì a cm•se cl e ci vedeva doppio anche con J oc,cb io .dest:ro· oltanto. D.a a ll ra ch'unque l'abbia o ervat.o, avrà potuto rUevar-e come, chiudendogli 1 occhio an.o, l'infe.r m d:t \lla di. ta.nza di circa 15 ceo.tlmetri in su afferma·va vedere ue· gatti q uan.do., n Ila. 'i razi ne O·t t . nale all'occhio, gl.i. s n·e m o trava uno ; la e non da. ombra.. app na. un po' phì b · di a ma d Ha t a. rnndezza d. H'altra1 ppari.v a dal lato temporale. ue ta dipJ pia. monocu:la.r e e1·a da . pi garsi con l'i pote. i del Parina.ud? era da. accetar i l'ipote i veramente ori· ginale, d aeu ta del no tro antucci eh e cio e le le i n i papi llat·i, per cui l , papilla ~te a vedev~ i qt1ft i di.v1sa ~n lue metà. apparent mente l'una un po' più riie~ vata. clell'al tra.. p te · er-o in ta1 m.odo produrre due h1 m gini. distinte delPoggetto? Io D·o·n di . ·t1 to que. te i'p t·e i perch~ la d.i. eu _i ne è zio~a ove. non po · a pra.t .ic.a rs i l o sperimentAH m bbi·e ttivo· ma e· atta.m en te pensò H n tro d ·i rettore, c.h e vale:v a bene di eutere e, riflettere , m.a elle primo. d i tutto bìs gnavR co nstatare e il ia.Uo f e re., l·e oppu-r n , p r no·n ripe.t · re la. ·C lebre di p uta filosofica. su i denti della ca. valla dc lla duch~~s . ~, di Berr., , che an , a. me .appar~ r o non ·e ssere n è d 'oro nè d'.a rgento, ma c m queUi di u ·te le ca. alle d mondo. Or dun 1e' i è peu a : c · n ~ ta. iam se ]a dipl pia m n culare, esi ·t a: se l'in · f rmo con J 'o,c cbio d· t ro ve ev·a du matit in\~e e di una 11 quando gU si ·m ostrae mo t ·.a.udo g: li~me tre ne , .. deva ei (I) -
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·mula=loni negl.· :nfortut.&i · ul lat·oro.
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Ba tavo. qu.e to fatto poco naturale a far dubitare as ai doUa. realtà del fatto,, C·O. l .come l' a me eou m .e zzi. di sorpresa d i mostra va. il vi . u ma oogio·r e in eff t ti di uel che non a.pparisse eon metodo vi iom brico ubbi tivo: intanto ogg tto ri uttava lievemente iperme·t ropico, e poicbè con la lente di l diottria rni Ho·r ava al ua.n to a. destra e ed eva. bene a si:n i .tra la ri Q'& p i pi oola. del .D Wecker e Ma elon gli si applicò un paio di. ~occhiali che porta ero a destra una l ote negnfva di otto diottrie e.d a sinistra una po itiva di 1/ 1: diottria: or bene il sog· .getto che .e videntemente aveva esdus.o daHa visione l occhio d. stro ~ H malato - · enza ch.e lo sapesse continuava, a vedere, doppio il filo di so pen ion.e di una lampadina: elettrica· ed invece ba tava. una lente negativa di 4 dio tri , nppli ata aU uno o all'altro occhio, per non fargli veder nulla. (S:''intende ebe J t~ vi ·ione m·a ·O·rtogonale, mancando in tale, posizwne la, diplopia binoculare). D'unq te il oggetto vedeva doppio con l'occhio · ano. ciò che ba. tava a. prov.a:re la. fa.l ità del feno· m.e no+ Questo perciò non esi teva., come, for e non arà esist~ to in parecchi d.e i ~1.si pu bblieati; ma allora pere h è H soggetto· lo accusa va? qui non pot va servi .q· ,·stio n'e che di una si.mula.zion · , salvo· a vedere e fos o artifi.ci ~uL, volontaria o i natura isterica. Che fo se volontaria, per 'Ìmulazione co ciente. ed artifido· a in parte potev.a. farlo escludere il ea.ra.ttere deU'infermo, gLova.ne buono docile ed .one to quanto altro mai, il qualé s:n zi non desiderava e non che d'essere, con~ into che no·n aveva n difetto in pn.rola. Cbe fosse i terica, ed. ave se percib il significato di una. tigma:t e della nevro i,. è poco probabile p r la. ma. n anza di m icro ·O macropsia che accompa.gna il detto t'enomeuo n~H'i ·e rico di an1bliopia. isterica o di a.ttri segni ti [ci, fun.z ionali o psicbici della ne, ro i per co e l same obhi t-
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ti o ha dim~o strato; D''aJtra. parte nou è a dimenticare cl e ei troviamo in pl'le euz;a. di un sinistrato, il qua]e ha riportato l ioni anatomiche varie e ce·r ta.mente ha tu.tte le pre,occupazi·oni e' le tendenze de} res i ve ed lpereste iche dei tra t1 matizzati. · vale a dire ·egli presenta quella ·C ondizione p· ic.o-emot.i a propria delle n.evro i da. tr.a uma ilhe' pecialmente produce facile sugge ~ tionabiiità e proclivit! grande ad esa.g.erare,. imulare inc.o cientemente, a proiettare alla periferia certi stati d'animo· o certe rapp:re entazion.i corticali o ad avvertire ringrand.ite od anche deformate le modi· ficaz.ion.i d~ena eene~ stesL Mi pare che qui 'l a .spiegazione del fenomeno sia cbi.ara ~ Um.pida: si t.ratta di uno stato d 'a 1 tosugge . tio~ne per as ociazione mediata, per cui ci.oè l infer111o. a.·v vezz·o a veder doppio con ambo gU occhi, e a pendo h e. cio de'r iva d.a lla ma1aUi.a. del destro, attribui ce, a que ·to soltan.to la cau a. del di turbo, -e quindi - razio·n almente dal suo pt! .nto di vita - sì forma tu.tto u:n p1·oce o ociat,i'v·o nella sua subeoacie:nza 7 ·o rigina.t 1al1e percezi ni inco ,cien .i che dal ~· .ttoe:eh ·o leso giungon.o ai C·e ntri. re.Iati vi.; p roe s o che lo porta a credere eb.e anche con u·n oeebio· olo,. il de tro, debba veder doppio e che p rciò lo conduce a v der realmen'te dop·p io p·e r l1na vera forma di. allucinazione mon la teral·e. Ae n.d e ìoè -qui come pel" le accennate allucinazioni doppie d i ve anic" spiegate da al r.uni per u o sdopp.iamento funzionale del eet·v. ello,, non pen ando cho i fatt' di co. de nza. no.o sono mai simultanei e che, p r quanto rapida ,, ia la loro· ucce· ~ io:na, ·q ui · ba : ,o.Itan·t o un esempio delle tant·e as ociazioni. di contra to co i frequenti ne11a ico-patologia mentale {Morselli) ;· anche per que ti fenomeni il Pieracdni ri rda ·q uan't.o bi ogna. tener conto d.ei. fen om ni d.'auto uggestione eh la può. pi g re anche, n fa.tto di alcuni allucinati visivi i q ua.li fanno comparire le lor vi - j o i -col chiudere un solo oecbio; E che que ta. , stra . piegaz"one ia. e. a ta 1 con.· ì~erma. ao.c be la controprova clini ca .. preseo.te.men te il ·po.z. tanto m i g io.~·a t cl
0.\. .. m."'TI A CL l NIOA
o l ) n eli e remo della. vi · io.o interna del l, chio e tr vede .a ncora d.· ppio1 mentre in tutto il r·e to de,) ca.xnpo di guo..r do la i. ione bin culare, è t01·nata. normale ; r b ne, m ·i gliorat g·r and ·m n t d Ba p ru . e ·,mi liorato nella vi ione (V. O. U == ~ :s , egli da aio.r ni non ha più. la d"pl ·p.ia monoculare,. CEV a.ta. perch s· no ve.nu.te ~ anca.re J , impre· siooi p re ttive. in·c on cie che aHme· tava· .o lo st to aut·o-uO" . o-e tivo. Ed ·è ~che que ta un.a. riprova d Ha. giu: tezza. di v dute del B~i~.bin ki u l valore della. sugge ione .n · co i d ,t t · aceident~ i ·t erici, p·e r lui in gran p·.a.rt ppunto, fenom·e ni pitiatici · nel paziente · e non · fo ·e d~ ·velata lartifì·cio ità. ubcon - c.·~ d l dis urbo oeu .are que to a c it nte pi.tiatico si sarebbe fi a.to, e pro~ ba.b.~Jmente a s. ociato con a tri di tr rbi di n a llr& ugge· ti va traenti alimento da la di po izi·o ne di cc7· dulilt de,[ o.,.n- tto,. p r quello peciale proce so ·d i ru11 inaz:ion, <> m, itaz.io 1. p . f •.h l Clt. ' Cbar. t) che ·d i e i ,f~ c~ua tteri ·tico, .an be al d i fuori d Ua. imulazion~e vol n·t ari : co i i o1·man. . pe o, con l ai·uto d·e l med.Ico le tipich& iatrrie traum.aUch t Da ciò si vede quanto,. ia ·diffi il la cienza; ma più ljffi ile, anc ra la1·t medi a.'
l.JN CA O DI ERNIA I ~ G·UI -IYTER TlZIALE .~- TROZZA'r:IA,, pel tenen .emed i~o a"to'DiDo Zaffiro dell'o pedale militare di V · u zia. Dopo i cl a ·ici tu:d.i d I ] 1···nlein, d·el T. Ila ux e più 1 c· n teme te del Berge e del. Ku .t er. noi con•> iamo tre otto pec.ie di ernie inguina.li che si allot1.t an ~ono. dalle o1·dinarie tanto per il repert anatomo-patologico quant,o pe:r la loro evo-· luzio·n e e "ntoma]ogill dinica •· in endo rife·r Ìl mi alle er:n.ie ~nguino-prope1·it01 ali'" Ile U yltirw-i.n,t •r .tiziali aU itt!JUÙW· ·uperfici zU ·O soUoeutan oe. Ne.lla quasi totalità di que te f nne p· ci li ·i tratta di rnie co·n geuìte, sp.e ocon riten:d ·one del te ticolo nel trt CY[ t;,o · gdnale omo]ateral , alla qu.a) · ultima e entua.lita, più che fortuita. coneo.mitanza o corre dar H ~.alore ·d i ca tsa de ern ·nante, ca p ce1 d ù1fluii'e ulla. g·e n i. uon solo ma. uUn particolare ucce · ion delle alterazio·n i. morbose e dei con. gt n .i in.tomi cli ni i. -eua .s o.tto_pecie i er:oi.a inn-uiuo-properiton a!e i ttatta. di rnie· congenite, con · acco bilobato com-· po to ci.oé di du ta. che. di cui una uperfi iaLe .c1l occupa il ti"agi to ingu.ino.] l~altr& ,o toperitoue·a Je eomuoican i t.ta loro per un orHì io int..,rme<lio e apr n· e. i con un o·r ifido uni.co nella. c ·vf ,_ a addominn.1e. ulla geo.e. i di que, to a o" p Oiler'toneal ~ mentre a.lcu.ni s ·~uono unt . teoria ba a :a opra. ac identali repe·ti a atomo- a ologici d l ]1 ldtan ki ~. d Ila pre.e:-i tenza ioè di d ive ticoli in pro iJ ità d Ha po0rta. ·· rniaria,. al , .r i ,erruendo ii _u.Juon ·de,. inclinano ad { mett re la p1·ee i tenza ' una dilatazione l primo , ratto o ve ·ti bolo del canale va. ~i o~ I eri tonflal . L'ern;n inguino·int r .tiziale· o in t rpa rietal meglio conos iu a e, più att: ~ mente. defill~'tn. . condo il 'ril1au ~ ~ e "to · .~ ciò on unanime con e.n ti.m. nto d · patologi frau e i ,' l ata a du fa ttori f ondamentali. Ua riten zion.e, intra-in " u.in.: le del . ~ i c ·lo, o, in mancanza di que.·ta., alla · ml>·e rmeabilitit del con .o ·to agi no· p rito ne., ~e a livello d 11 anello del grand·& ob1i quo~ il qu.a.le, o non c o è est'ren am 1 te i."ftrefto. Ques t'ultima. parti.colarità auatoni cn. ~ per il Till ux .a, oluta.tne.n te 1ndispen· ab1l per Ia pro uzione deB enlia in guiuo~ int r iziale e il grande hirnrgo·, ~ -
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CAS ISTIOA CLINICA
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ritiene legata all'incompleta discesa d·e l testicolo r~masto entro ]a cavità addo· m.ina1e o nel tragitto. L'ernia inguino-superfieiale o sottocutane.a. infin.e minutamente descritta dal Kii:st.er è anch•essa un'em.ia inguinale congenita,, a ociato. a ritenzione nel tragitto ingumale del te.s ticolo per lo p·i ù fortemente atro6.co. Il sacco si allarga fuori dei muscoli addom~nali, al d'sotto della pelle dell'addome; l'orifi.zio erniario ·è trsordinariamente ampio; l'aneHo inguina.le interno ed e te rno hanno perduto la loro nom1ale obliqu ·tà e stanno l'uno dietro all'altro.
esti somma.ri ricordi di patologia. c'h i.rurgiea ho ered 1to indispensabile I i·c hiamare prima di sporre un caso oecorsom1 di ernia. inguiuo-interstizia.le strozzata che criehie e l'intervento chirurgico radicale, e che per alcune particolarità ana· tomo·· patologicbe permette di -p·orta.re u:n mod to contributo alla. patogene i di qualeuna di queste forme d'ernia., per quanto rare, semp1·e, po. sibili nella pratica ordinaria., e di aggiungere q ua.lcbe notizia n l meccan.is .o dell even uale strozza.. mento, che dal punto di vi ta chirurgico ha, per non dite l'esclu iva, la ma ima importanza..
B. C. di anni 20, soldato di profe ·sione gondolier nell 0 r'6gvimento artiglieria da ·costa, r·coverava d'urgenza il 15 marzo u. s. pre so qu.e t o, pedale eon dingno. i i ernia ingninale strozzata. D'originaria costituzione organica robusta, senza precedent i morbosi ereditari degni di n.o ta, non ba.. sofi'erto di malattie d'importanza.; è modico fu ma.tore, ·fo.r te mangiatoro. Nato .a termine, fu notato dai familiari. e con ·ecutiva.m n t . n.o tò egli stes o, che nel saooo scrotale e isteva un solo testicolo o.U.a. quale ectopia non diede mai importanza; non. derivan.d one alc:un disturbo fun.z ionale. Circa due anni fa., poco dopo un pa. t.o più copio o dell'ordinario, fu colto da vivi dolori al quadn1.nte infero-laterale ini tro d 11 ad ome d.oJ:ori che scomparvero me l'applicazione di fomenta calde, col 1·ipo o e colla som . inistra.zione ucc iva di un purgante oleoso. Un secondo attacco d intensità. uguale a queUo d.e · seri t to, l'infermo racconta d'a.v er sofJe,r to circa · m·esi 01 ·ono, d il · gua. tosi anche q·u.e - ta volta ·coUe· ordinarie cure mediche. L :' i n fermo asseri ce però che durante Pacuzie del dolore esisteva. in corrì.s pond·enz.a della regione delr inguine sini tro una. tume azione che comp·.ar'\>~e il giorno succe · ivo, lascìando però sul posto una vaga dol nzia, di cui i risentiva dopo lavori atico i e anche dopo se.m plice stazione eretta prolunO'ata. Il presente attacco s'inizio nn'ora dopo un pasto abbondante 1 accompagnato a. copiose libazioni, ·con dolo·r..e· violentissimo alla. regione inguino-addominale, in i. ha la. cui i.ntensi.tà accessionale si accresceva d.i momento in momento. Seguirono vomiti alimentari . abbattimenti, sudori freddi, ragione· pereu.i, intervent.1to il me-· d.i co del ·corpo, e riscontrata una tumefazione irriducibile alla. regione dell' inguin di pose per n ricovero all'ospedale. Qui giunto mentre l ]nferm.o in preda sempre a dolori addominali diffusi mannev i in atteggiamento an~ioso, si potè con maggior calma esnm.inare la tumefazione che, della grossezza dì una. gro sa arancia, occupava la pa.rt media della. ii.
Gio·rttare di mtdjdna militate. ~ Fas . IV- v.
338
OASUlSTICA CLINrCA.
pi ga dell' inguine, o'bliq uamen. te diretta a forma di eUis _i ve.rso la spia:a iliaca anteriore superiore. Poco al disopra della sud,de critta tumefazione e eome sepa..ra.te. dalla. precedente da un ,solco pa:r.a llelo, sl notava uoa seconda tumefazio.n e a limiti indistin.t i che nella contn.ttura dei muscoli della. parete, embrava approfondarsi, mentre, diveniva più appariscente la., tumefazione - ottostante e il solco divi .orio. La ·p alpazion.e della. tumefazione provo~a" a una spiccata difesa mu colare,; la e plor.a.zione della. regione d.e ll'anello ingui:o.ale estsrno permetteva r impegno di un tr.a tto dell'indice tra i pilas.tri twrrnalmente di ar:icati, aJ di la dei quali il dito e plora:tore llU'tav.a cont.ro Uil corpo sferolda~e resisten.te tutte le volte che il paziente contraeva. i muscoli della pa.~:~etu. L :a percussione sopra ntra.rnbe le tumefa,zioni dava uu suo.n o timpanico Sl orzato. _ia -· umendo·, ·d a v t n ti a feno e . 1ndubbi di o cci us.ione acuta la presenza di que ta tumefazione a bisaccia e tendentesi da. un la.t o verso 1e pareti itiaehe e -dall'altra. a.J la. r gione inguinale- le contrazioni acce ~sion.o.li e dolo1·o e dei mu· . ~oH larghi, l a. e.n za d.el te. ticolo al di tto dell'anello liel gra:n.d.e obliquo, l comparsa i tantanea dei ·into·mi g nerali, i dati ve1·o ìmili e concordi delPanamnesi, mentre escludevano ogni po sibile diaga.o i di raccolta infiammatoria endo-a. ddo~ mino.l" , d' invaginazioue ·e di tumore. portavano ad ammettere la, presenza. di u a ~rn ia inguiuo-interstizia.le. · roz.z.a ta. Dopo un ·v auo tentativo di t1:t.xì • praticato ·o tto la. completa ri ~ oluzio· ne m.u.~ coJare de Ha narcosi .. cloroformica, venne de.ci o l'in t rven to, rad ·cale, imm •dia.to, previo tt~.a.ttamento della cute d~ella regione operatoria e di quelle adiacenti col met-od.o del Gros ieh. Incisione cutanea obliqua. sopra inguina.le sec·ondo il grande as. e della tume·• fazione inferiore. In cL i i comuni tegumenti e in un piano anteriore ali 'ap·o nevrosi del grande -obliquo. si riscontra u.n sacco esilis imo che vi·e u.e .a perto per una este,n sione uguale -a quella delle inci ioni precedenti. ppa.re sul campo op·e ra·t ivo· un.'.a n a inte tina.le alquanto congesta e, un tratto di epiplon lungo circa renta. centimetri, il tutto fuoruscente da una. smagliatura d ll'aponevrosi del grand.e, obliquo, notevollnente ridotta di p ore e in q ualch.·e punto sfì.bra.ta.. R!e spinti al ~di otto di una CQmp·r:es a. sterile i visceri suBa gaid.a. ·d i una sondo. smo: a.; viene incisa Paponev.ro i suddetta dalla sma,g :liatura. obUq u.a m.e;n te in alto verso !"esterno fa.tto· che d te.r minò la fuo·r u cita di altre an e· inte ·tina.li ohe ·ta. vano im bt·igliate tra i due ·p ia.n i aponevrotici. Previo. legatura a catena e rec~sione dell'epiploon, che apJ ariva, il ·p i u maltrattato, le an e in.testina.U disim.p egnate v,e ngono rieondotte al di otto dei m.uscoH piccolo obli·q w e trasverso e facilmente -r·dotte nella cavità ad. do ~::1.in ale attra.v·e rso l'orificio inte,r no del canale i nguinale empre all·e t&r.no d i vasi ·e piga ·triei. Sutura. a :filzetta d.ella. porzione iruziale del acco a.ffondameo.to del moncone. ,i·m an va sul campo ope.r ativo il testieolo aderente a.i tessuti sotto.stanti del vol me di u.na gros .a avellana, cbe i .r itenne opportuno asportare previa le~ ga tul' multiple eoropren.d · n ti gH eJemen.t i del funicolo·. ~ Ila. rico titl:·z1on·e dei piani, data la .s ottigliezza deU'aponevros' del gran.de ·obliq uo fu nece a.r io modificare la t cnica dei Bassiui, su.turando in pr.imo tempo il o ide to triplice trato al mv.rgine p·o teriore del 1 gam nt inguioale e · ntu· 1ando in. un sol piano 1 pon ·vro i del grande, obliquo eon uu.o t.t·ato del ot,. t o ut.aneo . 1
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ASUISTJOA OLUaCA
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n decorso operatodo fu nor ale· ·n ottava giornata. vennero rimoss1 l punt· utaDe·i., e l'infermo dimesso guarito dop·o una degenza comple siva. di giorni ·'VenUdue. Volendo pert,a.nto riassu.m.ere i fa:tti omer,g en· i dar a tori.a clinica pos· ia.mo dire ohe nel easo. in parola si è trattato di unternia. inguino-inte.r sti.zla.Le . trozzat& jn un sogg·e tw originariamente sano e robusto con ectopia ÌDguinale a ·n·~stra, i. cu.i disturbi funz~o:oali, iniziatisi eirca. due anni or sono, si aggravar-ono retmn·t iname.nte dopo una. causa banal·e in modo da richied·e re un. intervento chirurgico
n.za. Una prbn.a cons.i derazione c.he occorre fare in conseguenza dalla biopsia operatoria, è questa: esistono ca. i in <nd la. deviazio.ne dalla n.or.m ale evolu.z ione di un 'ernia obliqua e t.e rna è rappresenta.t a, non già da.Ua a,ssenza o ·d alla estrema st t.tezza. delltaneUo del grande obliquo., ma. e~clusivamente dall'ectopia. inguinale -del tes ticolo, il che val q ua.nto dire, eh , almen.o in c·erti. ea.si.la partioobre inerzioue pubica. dell'aponevrosi del grande obliquo d.a cu1 dipende la maggiore o miuol'\e ampiezza dell'anello è ind:ipen.dente dall in,c ompleta migrazione de,l testi-colo, contrariamente a quanto ·ostiene il TiUa.u , per il quale i •lu :fenomeni morbosi sono costantemente correla:tivi. Nel ca o esaminato p·e rtanto i visceri, trattenuti va. · ida.mente dal t-esticolo ctopico e imbriglia·t i da.lPapone,v rosi del grande obliquo . sotto l'indaenza dei diuturni ument • d.ella pres ione en:do-addominale, hanno vinto· a poc·o a poco· la res~ · ten.za della parete, assotti.g lia:ndone le fibre e apr·e nJ.ovi uno. brec·cia. attra erso· c'l i . 'è prodotto lo stro~Zzame.nto. ·qo~ t'ultimo, in ·q uesto caso, si può ben dare: P.a ppeUativo di la Uco, nel , en o attribuitogli. dal Richter e d'ipend,e nt9 da.l ritorno su seste. so del eon omo· de ·ta p·o rta erniar.i a sfor-zato per azione d.i un aumen·t o dena. pressione addomi.n ale ; in contrasto a q uan.to ost~en:e il Tillaux.,. il quale ritiene· che n eli t ernia. inguioo.. interstizia.le lo strozza.mento è co ta.n temente dovuto allo schiacci amento dell'an a ·t ra due }Jiani resi tenti e cont.r attili forma·t i da una. par~e dall'.a po.n.e .. vro i tesa del grande obUquo e il plccol·o ohliq' w e trasverso· dall'altra.. ib premes o, e la presenza del testicolo ectopie·o nel ·c anale .inguina.le e la., ancata. resi ctenzo. deU'aponevrosi del grande obliquo sono state ·Condizioni D~· · ~e ·arie e sufficienti a determinare la particolare ·e voluzione d.i quest'ernia. e del con eguente tro;t;.zam.en.to,. nulla. si oppone ad ammettere he~ in circo tn.nze omodina.miche, in coincidenza di un p1·eesi tente diverticolo pe1itone·a le Ìll pt"~os imità deUa. porta. emia:ria. com·e sost.iene 11 Kronlein o per la semplice distenione del ves,t ·.bolo del canaJe vagino·peritonea.Ie, c·ome vuole n Ramonède, nou venga a c·o stitu.irsi un sacco properitoneale stdla cui pa.too:ene i i patologi ·no.n flll"on m.a i concordi. E finalmente, colla. p·r esenza. di un ectopia inguinale, con una ·v ali d. a resi teuza. d ell o.ponevrosi del grande obliquo all'infuori di qual ia.si divertioolo peritoneale in pro · ìmità delia porta ernia.rla, noi }Jossia.mo spiega.rci in ma.ni·era. . ·od-el i · fa· cente, n U'e,v entltale stabilirsi di un 1·e rnia 'l meccanismo eul quale ht. . tessa. può .g iUllgere 6.n o alla forma ingu. ino~st perficiale d·el KlLte··: sotto i continui aume:nti della pre ione endo·add omina.le infatti, i visceri tratt :uuti d l testicolo 6a.ucano. · il t1'8.gi.tto, diminuendone l tobliq u · tà in modo che un bel .momenh ad. ori6. ~i c 11 d.~ur01
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ASUJSTlOA CLINI CA
trappo ·ti e dila.ta.ti, il contenuto dell'ernia, superato l'ultimo ostacolo·, viene farsi strada sotto i comuni. te.g umenti. In conclusione, colla pr ·e nza del te ticolo r.i tenuto nel t·r agitto inguinale·· accompagnata o no dalla strettezza o a senza dell'anello del grande obliquo. nell even.t nale stabilirsi di un 'e rnia, la .te sa può a:ssu.:me1·e. la. formo. inguino· properitoneale, ìnguin.o -inte tlziale, o inguino-.·uper.6ciale, n ehe se da un lato . non deve farei esclod.e re l estatenza di momenti patogeniei diversi, ci tor.n a utile p · r spì·e gare quanto coneordem·e nte han o os e:rvato i pa.to]o. - i da un colo a questa parte,. la frequente coes[ t nza cioè,. d Ile ern'e uddette colla lite zio ·e · testi colare. Il criptorchi mo per è non co.qtituisce titolo di esenzione al er izio .mìlitare· ciò non pertanto gl individui che ne sono affetti debbon em pre dchia.mare tutta :'attenzione de perito anH>ario che oltre. a.lla cliligeote e plorazion·e della reg~or .PJ . darà la dovuta. importanza a.i d.ati rac.c lt1 con l'a.n amne i. e a..i disturbi funzionali allega. H dal soggetto e non e1npre di facile in erpretaz.ìone. È bene cle il med·co militare tenga. empre, preseJLte c e l'incompleta migradone. del te ticQlo soventi è accompa.gna.ta da ernie a umenti il pit.\. deUe voi e aspetto pa.r t ·c lare; che tra. tutte le varietà d 'e.ctopia ne una produce e1·nie d ernie più complesse, quanto 'ectopia in uinale . e che infine l'ap·p · rire e.i in tomi mina·ccio J dello strozz u ento il più delle, volte è rapido, .q ua i fulmineo, ri bie· dente un in tenrento· che e al giorn.o d oggi non et im pEm~ieri. e com a.i mpi del N 'laton e del elpeau, non ees a di e ere pi ·~ d.e licat e compi - o che nej ca i ordinari.
LA CHI N.E TESlA NELLA R. CLlNICA HIRURGIC E NEGLI O PE D.ALI IVIL E MILITARI DI R MA, ·p.e r i dott. F . neeiat e .A Penni. i. Le d.i u sion · svolte i negli n l timi con r s i di chirurgia non tanno c :rta· mente n d imo · tt·are oh e concorde è l 'opinione dei c'hirurooi ulla bontà d lla ra· cb.ia.neste ia. Così nel eon.gres o della oci ta italiana. di ebirurght dell'anno de or o · (19 ) e. in l ueUo de a. soci t a ·n temaz · ona] di chirurgia .a Bruxelles .e ttem bre 190 ) non ;pira.rono aure del tutto favorevoli. P ·e r tali ragioni noi, otrv·llti p r la no tra p1·o.tica person.a'l e della. bo·n tà del metodo abbiano creduto oppottun '.i rend.er noto il risultato dei numero ·i ca i di rachiane te ia. esegu"ti nella.. regia clinica chtrurgicu. e negli o pedali civili e mìlitare di R~ma. e ra,ch.iane tesie raccolte inc011inciano dal 1 O e i pro guono fino al luglio · del 1909. e si distribuì cono n l modo h e . egue ·: Reg ~ a
eli n La chirurgica (prof. Dur&nte) . . N. 772 adio-l ione, Policlinico (pro f. Be ti anelli) l 7S :. (prof. F rretti) . so » » (prof. Ale andri) . 8 l :Ospedale Con olazione (prof. Margan1 ci) . Ospedale militare (maagiore medi o :r l' ndo capitani Rh a ,e 2 1 Ca eia). . . . . .
lo 2G
Total
. ·125
841
CA UISTICA. CLINICA
l casi della statistica. p·e rsonale . o.n o compresi nei repa:rti sovr.a citati. Di queste raehian.e stesie 2795 furono praticate su uomini e 1403 su. donne .. Le re.ehianestesie son.o state esegaite per le segu.e nti operazioni ·divi e pe.r ~ -gioni ed organi :
15-J;
Emìe, inguinali ·e· crurali Arti inferiori . . .. . . Organi gen.ito~urinari maschili . :. :. :. femminili. Parete addo.minale e baeino .. . . Cavità addominal (per"toneo, sto:ma o, intestino) F·ega.to e. milza . .. . . . Reni ed ureter.i • Ret.t.o ·ed ano . . . .. . To.rac.e (opera.zio.n i ul gran pettora.le e ma.m.m elle)
68 628 4d0
106 866 31 447 8 Totale,
25 -,
Enumeriamo ora. le ingole sostanze adoperate. Sebbene la. rachi·c.ocainizza .. 2ione sia ornuu lascia:t a in disparte, ·c onsid.e rati gl'inconvenienti. cui dava l uogo1 - ore a..b b·amo voluto riunhe i ca i d.ei singoli rep·arti~ anche a. scopo comparativo.
Cocaina (l p. l 00) • . . . . . • . . . .. . • . . . Tropacocaina (S 4 p. 100) • . . . • . . . . . . 44:1 tovaina (in H"l' O o 1n. soluzione fisiologica R89., ac"difieata 269fSJ (5-10 p. 10) • • . . . . . ;. . . • .. . ~ . . . . .SSB7 ovoca.ina (o-10 p. 100) • . . . . . . • . . .. . • . .. . .. 281 tovaina e :n o·voca.ina (stova.in& acidificata ·4 p. 100.0.04 0.01 di no oc.aina. l p. 100) . • . . . • . . . • .. . • . . • . • 119
+
D·o·p o esposte le· tabeUe anabticbe statJ.stieb.e di ogni singola so.stan.za, pubblicate dettagliatamente negli atti della Società italiana di eh.i rnrgia (noyembt·e:1909) ne - · s u·m iamo i seguent.1 dati s.in tetici :
.R'i sultati positivi • Cocaina . . 76,2 p. 100 Tro.pacocaina. . • . 77,8 ~· tovaina pura 87,5 :. Stovaina acidificata. 91,8 ,., ov·ocaina. • • ·91 »o· Stovocaina.·novoca.ìna. 81,6
totale stova.ma 90,9 p. 100
olo nel 2 p. 100 circa dei casi positivi si è dovuto ricorrere alla .narcosi ge'D.erale o per breve d.u rata della raehia.nestes[a O· per lunga durata dell'opera.z'on:e.
E ito -negativo : ·{;ocaina. . . . . .• . 16 p. 100 "'T.ro·paco aiQa.. • • • • 20 Stovaina puu1 . . . . 11 g1obale 6. 9 p.lOO 'to..-aina acidificata, . • 4,5 ~ovocai.na.. • . . . . 5 ·6
..
,
•..
·S·to\'"ocaina-No\'ocainn . 18,4
..
l
Etri'to i.nsuflìcieme (in·COlnpleta.) : 7 6 p. 100 ... 9;2 1,4: , globale s,:t p .100 B,& IJO 9 5
.. .. :.
842
CAS "ISTICA CLIN.ICA
Durata dell'an~.tesia•. - La media è stata di 1 ora. 1 1,'.1.•. In parecchi casi 2 oree 2 '/ 2• In un caso con 4 centig. di stovain.a acidificata l'anestesia, .e ste a. nn op·T l'ombelico du.rò 12 ore cir·ca.. La comparsa d.en~anesteda i ha in roeid'ia dopo 5'-10';, in qua1che caso dopo· 20' ed anche dopo mezz'ora. In genere non si è notata sen "bUe differenza ·tra. le. varie sosta.nzR, se . i eccet·· tua la. miscela no·vòcainica.-stovainioa) per la qu.ale"la durata ci è sembrata min.o r ·'~ Nessun ' àudurbo. - Coca.in.a 15 p. 100 - Tropa.~òcaìnà 40t3 p . 100- Stovaioa pura 49,8 p.. 100 - Stovaina acidHìca ta 88.,.6 p. 100 globale stovaina 85)5 p. l , O Novocaina 48,7 p. 100 - Stovaina-Novocaina.. s.s p. 100. Questa pereentu.ale pero v.a ancora elevata, s'e aggiungiamo t 1tti qu.ei casi; 11ei quali si e avuto .s oltanto come disturbo una. lieve elevazione di te.mp·era.t ur.a (fino ~ a S7o·,G) della durata ·di qualche gio1·no, poichè tal fatto. non si può evidenteme·n te semp·r e at.tribu"re n.ll azione dell'anestetico,. ma spesso al t·r aun .a. opera:tct•io, come notoriamente si osserv·a anche nena narcosi generale. Del 1~esto n disturbo è c·osi lieve e trausitorio che non merita. la pe:r1a. di tenerne conto. In tal .modo la. percentuale delle rachian.e stesìe s'e nza al,c un disturbo si 1e<v a per la stovaina pura al 56,9 p. 100, stovaina a.c ida 4S,6 ·p. 100 e per la globale 47-.6 p. 100 • per la. mi cela. stovaiiu~o~novocaina. o p. 100. I disturbi n.o i li dividiam.o in immediati, eons~·cutivi e tar4ivi. ~ nomeni i'm mediati. (Ambascì.a., vomito, p.a llore, polso pieeolot udore · freddo ecc.). ocaina 21 p. 100 tropacocaina. o,.:t p 10() stova.ina. pu·J•a.. f5 p. 100, _ sto~vaina acida 1,4 p. 100, globale stova.ina 1,2 ·p. 100, novoea~na 2, p. 100 stovaina.-·novocaioa. 0,8 p.. 100. Colla stovaina acida si è verificata u:n a volta l'e · pir&~ .zio·n e di Cheyne-Stoke, ,. una volta cianosi e mo·m.e utanec arres to della l'e pirazione Con. tia.m~o a:nche un caso di morte che abbiamo riferito particolarmente nelro~ servaz/ on.e relat1va. Dalla ·d escrizione,di e so e:m .rge quale era lo stat.a d.eU '.i nfermo·. La morte ;è a.vv·e nuta dopo l'iniezione endo·rachidea. stovainf.ca , ma si può fa i l~ mente immaginare eh.e l' eBito non poteva ~esse1·e, d'verso e i fo sero sati ()'h an.e st tici generali In ogni modo è que to· H . olo caso· dl morte u 2lX:J tacbianestitizza.ti. Fenom.eni c·o-ru;ecutivi.• - Uno ·dei più importanti è la C:EF · LEA. che davi,d iamo in transitoria. e di lunga durata (3-12 giorni)., lieve e forte :• colla cocaina i è avt to il S8t6' p. 100,, colla tropa.coea.ina 32 p. l O, stovai.na. pura 19, p. •00, .tovain.a aci· difì.ca.t.a. 2',3 p. 100,. tovaina globale 13 6 p. l CM), novoeain.a 1 ,S p. 100, stovainn· ·novocsina. s,:a P'· 100. . R.igua.1 do aH a. cefalea teniatuo a constatare c'be coi progressi ·d ella t·ecniea. facendo fuo.r ius·cil'1e un.a quantità. di liquido c· falo~rachidiaDQ eguale o meglio maggio1·e de1lo. quantità di soluz.ione ane tetica. i.n ietta.ta que to disturbo è ensibBmen.te diminuito. Con questa considerazione appunto pos iamo spi gare la maggiore per... centuale d.ella. tropacoca.ina e della stovai.na. emplice, .c he, furono pre isam.e nte le.· -prime so·l uzioni adoperate, Per la cocaina poi interv en ono a.ltr(!! con iderazio·n i. (.azione maggiormente· to sica). Co . i per la. miscela stovainiea.-novocs.inica. la ba a. percentuale riteniamo si debba oltre alla. progredita tecnica., alla lieve quant"Ht iniettata ed al titolo dleHo. solu~d.o.ne. Vo·m.ito. - Cocaina. 20 p. 00 trop·aOO·caina. 8,8 p. l stovain.a. 4,3 p. 100, no· voca.hJ:a 9 p. 100 tovain•n.ovoeaiDa p. 'Q(l N ot.iamo chet tra questi casi, 1nol ti , sono operati addominali Rachialgia che noi distingu1amo in lieve o forte transitoria. e ·di lunga durata~ Coll.a cocaina. 10,1 p. 100 tropacocaina 7 8 p. 100, stova.in.a ptua 6,2 p .. 100., sto
CA - . 'J TI A CLINICA
3 3
'Vaina adda 2,2 p. 100, stovaina globale 2,9 p. l 00, n.ovoeain.a lt2 p•. 100; novocama-
storvaina. 1,6 p. 100. Per H vomito -e la .r achialgi.a valgono a.nch.e le medesime -con id-e razioni faUe a. :proposito d.ella ce _alea.t riten.e n.dos.i ess1 ]a maggior par·t e delle volte disturbi da -com. pressione. Questi ult.ìm1 disturbi, spec-i almente la cefa.l ea e la rachlalgia, q.ualch& ~olta banno as _un.t o· il -q uadro del meningi mo. In tali ca i si è p·rat~cata la pun~ tu m .lombare eva.cn.a ti va ed i -d i turbi so-n o ce sa.ti o per lo meno si sono n iMImente attenuati. Il liquido -e efalo-.rachidian·o e tratto, il più delle volte, . i mo-· stra va torbido, spec:ial:m.·e n.t e allorchè l'evacuazione si pra tic.a va poche ore- do)JO la :rachianestesia (in un caso l ' ore dopo). In geuere però, nei casi e-oinu.ni di cefalea e rachia.lgia. si -è 1·icorso alla e,sci a d' ghiac.eio sul capo; alle inie,zioni di mox·:fìna. o aUa sommini t:razi-on-e di .ane1ge.·ici,.
oon buon risultato., Ili'teltzio-ne d'orina ehe dividiamo in tr.a n Ho·ria (24 ore) e ·p · r più giorni (~a. 2 giorni·l mese). Colla -c ocaina '7',5 p. 100. t.ropococaina 9·.8 p. 100,. m•aina pu1~a 11 p. 100, · tovaina acida. 17 'l p. 100, stovaina. glob.a le l ·,4 p. 100 ; novocaina 24,6 p. 100 stova.ioa~nov-ocaina. 18,4 p .• 100.
P r la ritenzio.n e d 01in~ dobb.iamo fa.re ptu·eccbie con iderazion.i; l 0 Il aggior numero dei casi d.i ritenzione s.i e v·erifi. ato in operati d.egli or~ gani genito-urinar ·, retto ed ano o per ernie. Ora è noto.ri-o che, anche colla nar · os·· generale in questi -o perati si ha. abba tanza. fre-q nentemen e l'itenzfone. InfatV pre-ndendo pe.r es. la stati tice. globale della tovaina, noi troviamo eh su 657 ca i di ritenzione •16,4 p. 100), abbiamo 449 di tal· op rat1, co~.icchè le ritenzioni p - ~·le qua1i i può escludere ogoi in:flu.en.z a dell'atto operato.r io, ~i riducono a solo 108, pari a 8,2 p. 101'. 2"~· È da considerare, in. mo-l ti malati, r im.possib.lità di poter ur·nare nel de u bi to d.orsal.e . se È abitudine o per lo meno è stata, di siringaJ."è i malati precocemente dop() 6 ore) o allorehè l'ammalato a:vv-ertiva lo stimolo ad orinare. Ma da eh , sttbent.r ata invec l'abitudine di indu. _[are a siri.ngare i malati. dopo un periodo p-i ù pro;o. lunan..to, H numero delle minzioni spontane:e è certamente aumen.ta to. Infatti molti maJaH banno u1•ìnat-o sponta:n eamenté dopo 12 fino a ·20 ore, e· be,ne .a lle vo-l te risenti ._ero lo ·:_ timolo anco-r prima.. Quin.di se ne deduce da questo fatto che tale disturbo è meno frequente e' di minore entità di quello -che a prima vista pos a. se·mbrare. V n'al tr.a -consid.e razione, a. ta.le rigu.ardo, possia.m o fare,,ehe ci:oè abbiamopotuto eonstatu-e, dalle nostre ricerche, che ta,nto maggiore è la. dose inietta.ta e la ·e oncen.t.r azione della soluzione ad-o perata t tanto p i u sl ver.· lc.a la rit nz.ione Come tale noi con ideria.m·o la soluzione al 10 p·. 100 e la quantità di 10 centcrr~ di stov·aina. ertam.e nte ·p erò., b bene rarj, si sono· vet•ifìcati alcuni casi che banno a.sstul to gravità per l.a longa. durata C no a 22 giorni) e per i disturbi di -cistit-e, con ecnti '&. Terremo considerazione' a parte di alcuni •c asi di lesio.n · del cono midollare, in c·ui si ··on.o verificati anch-e disturbi ve.&cieaH più o· .meno gra . · -~ e dur.a turi. ln. qualehe caso si ·è erificato anche incontinenza d orina. Allorebè la rit.enzion i è pro:t.ratta., sono tati adoperati vari rimedi ·t:on va;n .... taggio degH infermi. ura locale -c on iniezioni di SO cm 3 d i glicerina. borica in veseic , passaggio deUe B·e niquetneU'uomo,e divuJsio·:ne del collo vesdealen 1la do.n na (Perez), appHcazioni elettrichejeura gene-ral-e oo:n iniezìo·ni ipodenniche ·di stricnina, ·doeee· fredde bagni ecc.
C.\S --ISTICA CLl~Iù.A
·upsi e m -teoris1no. - Come ahhiamo ·v isto nelle precedenti tabelle e relative o. ex·vazioni, .in. pareeehi ca i si è avutQ tipsi e meteori mo.. Ora in ques i ·c asi,
e
la. p.arte dovuta. all'anestetico diffi.c ile considerarla per J'agioni ovvie in un operato. · erò nei casi riferiti di meteorismo ,g rave l'azion~e delPanestetico ·Ci pare no·n possa mettersi in dubbio. Riguardo aUa sti.psi ostinata e persistente ne parleremo :nelle lesioni del ·collo .midoUa.re., con le quali si collega. Feblwe. ~ A parte le lievi iperterme transi.torie s .nz'altri dis:tu·rbi,. gi~ a.ecen~ nate, abbiamo ipertermia modica (37,7...SS,.5) eonl& tl~opacocaiaa s,·2 p. 100, con lo. stovaina. pura 7 '2 P• 100, stovaina aci.da. 8,8 p. 100, globale· 7.9 p. 100, novocaina 6t4 p. 1001 stovaina.novoea.ina. 10 B p. 100. Ipertermia forte (3 ,6 1n su): Cocaina 20 p. 100, tropo cocaina 0,6· p. 100, .s tovaina pura. t2 p. l , to-v aina acida.1,4: p. 100, globale 1,4 p. 100, novocaina B p.• lOO, toYaina.·novocaina 3,8 p.lOO. ln geoe.r e l'iperte,.r.mia è, transitoria d.ura 24-t 48 ore; ·n. qualcbe caso l è plio· tratto. fino a 6·6 giorni. - ella -c ompilazi·o ne. di questi dati stati tici abbiamo cercato di. non. tener eonto di quei casi nei quali. la. febbre fosse dovuta a proces i ilogistici.. In ogni modo an· .che nei casi coosiderati1. è di.fticile disti n "'Uere la parte ·d·o vuta all'anes tetico e' quell& dovuta all'atto operativo.• Difatti è noto che l'elevazione di 'temperatura, D.e gh o·perat:i, si veri6.e a anche con la narcosi ge.nera.le. In ogni modo r .ipertertuìa, nella racb.ianestesia, esiste ma. è un disturbo che porta poo~o fa tidio .a lP infertno e q n indi .non influi ce, .una. bontà '<lei m,etodo Nei rari casi di forte. ipetermia ·i può ricorrere' anta.ggio amen.te alla .sommini..,tr-az[o.ne di ant.iterm ~ci. EnwrTagie.. -- Nei casi da noi raccolti n.on. e ne contano ch·e ~in operati ·con la stova.ina.. Effettivamente l'eve.nie.nza di emo·-ra,g ie in seguito a ra.c bianeste .ia è, un fatto ccezio.n ale. No.i non neghiamo cbe la stov:aina possa avere un'az"one va:sodilatatrtoe, poic'hè di ciò .n e abbiamo anche la prova. neUa. fa.c.ile· tendenza a sa..n guinare deUe ferite, durante P' atto operatorio i' ma diciamo ·c he il mettere tale, evenienza fra i perìcoH di rachlsto.va.inizione è un'esage:razi:on~e cbe rl -ulta. iofonda.ta. dalla.. nostra stati. t ica. In 'q ua:nto all'azione su ~ reni delle ·v arie o tanzet adoperate' per la rachia.u.e~ stesia ne pad·e re·DiO a proposito delle controindicazioni. Riguardo aU7azione sul cu.o1~, p·o ssiam·o affermare che non si on.o rise<mt rati disturbi eclataJ ti Solo abbiamo notato qualche, caso di. tachieardia e di a.ritonia, le quali si sonori olute senza lasciar eonsegLtenze negl' inferm L Fenomeni ta-a·d4vi. - .F ra e i a lcuni (cefa.lea, rt~o<chialgia, vomito·, dtenz.1one di orina, ece.) no·n m.eri.ta.no che ·ce ne occupiamo ancora, essendo cosi d.i. poca fre· quemza ed entità.. In. quanto aU'·i nco:ntinenza, abba taaza rara,. essa. è in gen.e.r e un:& ccnseg'{Hm:z~ della ritenzion.e d'o-r ina. In vece meritano speciale con id·eraY. · one i fenorneui nervosi. Senza ritornare une singole osse·r vazi·o ni che particola.re,g giatamente abbiamo espo te nelle tabeUe ed os ervazioni relative, diremo ~che es-i sono ra ppresenta.ti da pare i e paralisi, le q uaU possono esser dovute o a.U'azi.o·n e tossica della osta.n.z a iniettata sugli elementi nenrosi o alla le-ione ~ditetta traumatica di qu sti. Infatti, allovcb.è i pratica la puntura negli spazi più alti, come sarebbe il 2° lombare, ov·vero molto lateralmente, n gH altr" spazi i-nferiori, l'~evenienza di ledere gli elementi net·v,osi ·è' naturalmente p ~ ù facile. Riteniamo appunto pl•odot·t i da tali inc~onve.nienti di tecnica la maggi.o r
OA
lSTIOA
LINICA
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parte delle paresi e paralisit d.o vute a lesioni del .cono .m id.olla.re e della cauda. ·equina ch.e si verificano subito dopo la puntura, an.che · e spesso non. sono rilevate che tard.iva.men.te,, Ora ta.l inconvenie·n te non. dovrebbe n·c cadere con una tooni·e& ri.goroso.,, quale noi indic.beremo appresso. Restano in ogni modo .alcune J,esioni, J,e quali non. pos ono .s piegarsi altrimenti ·che per Pa~ione tos iea.. Tali riteniamo siano le pa.resi o paralisi. d.ei D:e rvi ~oculari~ Non entriamo· n.e lla discussione s:o lle lesi·on.a tossic.h e degli ete,m enti nervosi, pe.rehè: e~ed.ia.mo non: entri nel compito del nostro lavoro clinieo-statist:ico che ci siamo p·r opo to-. Ar,g:omento del resto che è stato svolto da diversi. ricercatori, come abbiamo .accenna·t o 1 con )a conclusione che tali l ioni son.o trausito·r ie e di lieve -entità.. Di ,ciò ne è la "onferma clinica la gua.rio-ione della maggior parte ·del notri. cui. P·el'IÒ riteniam.o dov.eroso rilevare ehe esiste qualche. ca.so dis.grazia.to di persi... tenza ostinata d.i stips.i e di anestesia a. sella. Da tutto qn;anto, abbiamo- osservato, n.o i ci facciamo il convin.e imento ·c he questi. incon.v·e nienti disgr.a ziati si po sono, evitare con una tecnica accu~ata. e con. ciò int-endiamot ci pi.ace ripeterlo, non solo lo spaz.io della puntura, ma. ane.h e la d.o.se ,e la concentrazione della solu.zion·e. Infine tra. i disturbi ta:rd.iv.i, me.n zìoniamo il decubito sacral , che è, stato ·osser~ vato 4 volte in operati con stovain& a.c ida e, che guarirono t ·1 tti 1n breve tempo. E o si è uo1 to se.m pre io. iem·e ad alr.ri disttH'bi: rite.n:zione, ioeontineni'ia. d'urlna, stip i ane tesia e analge3ia a seUa neUa J.'legi:one ano·.. coooigea. Ora se per questo ultimo caso é· razionale 1nvocare il fattore nervoso per la spiegazione del decu bit<> . altrettanto uon si può affermare per gli altri e per la. poca frequenza di tah' d·i stu·rbo, e per l'impo ibilitlL d.i esclude.re, altr.i fattori, quali la. poca r·e sistenza or· ganiea indivi,dua.let il decubito prolunga.to ~ D ·p:> izi-one supina. l"irritaziooe mec .. <(!&niea per· la disinfezione della reo-ione, l azione noeiv·a dell'urina in infermi. con in :o ntinenza, ecc. Oo.,nplicazioni mrwbos.e. - La. più im.p ortan·t e avuta è stata. una. pielo~nefrite asce.n.d~ente in seglll't o a cistite tfa ca.t eterismo per lunga rit.enzione, ebe portò a morte l infermo. Questo è, un.o dei due casi di morte che .noi eon·t iamo, o·r a a vo-lere, es ere giusti, q·oesto ea.so non può ascriversi all'azione dir·e tta dell a.neste-si• lombare. Inoltire tale ·c omplicazione morbosa. può e-SSere e i tabile. Un'altra osservazione da fare riguar·da le oompHcazioni bro·nco~polmonari. Queste non sono tan.to rare quanto a p·r ima vista si potrebbe credere .dato· il genere d.e lla anestesia.. Noi, nel calcolo, abbiamo escluso l.e rachianestesie .a lle quali si è ag · gillDto la narcosi. generaLe. Tah co·m plicazioni eome ben .i comp·r ende, sono d·~ vute a cause indipendenti dali 'ane,s tet.ieo ed invece a cau reumati-che, .special~ mente a raffreddamenti post...operatori, uscen.d.o d.a ll'ambiente caldo della sala di -operaz,ione, ed in.o ltre, anche al d.e eubito supino prolungato. Infatti queste com· plloazioni .si verificano più specialmente. nei vecc.hi. In ogni modo la loro fre· .quenza no& è quella che s1 ha nella naroosi gen.e rale .
••• DaJ complesso ·d.e i da.tl. statistici ~aceolti e deUe ingole os ervazioni rif. rate veniamo alla segu~enti conclusioni le ~quali r.a ppr·e entano anch. i'l risultato .deUa nostra esper.ieaza personaLe.
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CA UI.STICA CLINIOA
Sostanza da pre;(erif',e·. ~ la ,co,caina, d 'acco,r do eon. la genet·aHtà ·d el ehirurg·, è da. rigetta rsl,, perchè .i h anno altre s o. .ta.nze m.en.o tossiche a dis.posizione~. LL l!ropacocaina inveee seguita. ancora. ad essere prefe.rita da molti in Italia, (Cttrle. Bas.sini ec .) ed all'estero (Kader ecc.) . Anche la novocaina. conta pareec.b1 auto:revoli sostenitori. Noi, pur eo:nven.e,ud.o cbe que ti du.e pr,e parati DOD s.i discostino nei risnl.. tati dalla s.tova.ina, e-ome infa.tti si pub rilevare dalle tabelle, diamo però J& prefer,e nza a qu.est'ult1ma p r la. sua a.zion più costante. Dapprima fu adoperata. . la. soluzione, di tova.· na i. H od in soluzio:n e fisiologic a. In egni to . dopo )ericerche, fatte· principalmente nel no tro istituto di patologia sulla. pi·ecipitazion&,d i tali soluzioni. in contatto con n Ii q 1ido ·cefalo-racb idian.o.~ fu suggerita. la nota.. formula della soluzione· ·tovn..inica. &eidifieata. .con aeid·o lattico. Inve-ro ·n el peri.odo ehe prec dette l'ado' tamento deHa oluzione aeìda, gli esiti n.e 7 ati vi non. fur-onopochi e la nuova. fo·r m.ula rialzò la percentuale dei et~.si positivi. Sorge pe,rò pon~ tan.eo il quesito se i migliori r:i ulta.ti si.a.no da attrib\1 irsi sol,o alla nuova S·O·l uzio·ne ovvero alla. migliorata. teenica. erto che una buona p.a.rte va attribuita alla t-ecn.ica. pit\ perfe,ziona.ta a.·t tualmente che non fos e quando :"incominciarono-ad usare solo le soluzlo·ni stov,a.iniche semplici. A eonfe·r ma di. d ò si h.a l osser~ vazione fatta. in alcuni reparti ,c hirurgici, dove attna.lmen te si adopera ]a. solu zione stova.iniea semplice al. 4 o 5 p. 1007 con risultati veramente ecceHeuti. Questa. c.onsiderazi.o n.e a.d unq u po·tr-ebbe spie are la. percentuale alqua.nto in.feriore ( 7,.5 p.. 100 d·e lla oluzi.ona ~tova.ìnica semj>Hce in confr~nto della solu· · zione acidificata 91~ p. 1 ). Sebbene, non tenenè.o calcolo dei raehi tovainizzati:. ebe precedatteii'·O r u o d Ua formula acida. prirni cronologicam·e nte nell" imp'.e go deJle, soluzioni s ' ovainiche, e rifacendo oos' la percentua.Ie dei casi, nei quali furono adoperate le due solt1zio·n l dopo l'ad"·t tamento dell'acidifìca.zi.o r · ~con . tatiamo.. ebe non esiste più a.leun.a. differenza :n ei ri ultati po ·"itivL Inoltre a va,n taggio -.ella stovaina, semplice, si ha la minore, percentuale ùei d.isturbi. e la m.a ncanza. di fenom.eni gravi. persi tenti~ Es a. poi rappresenta certamente una soluz.i,o ne men,o- · l.e sivo. degli elen1enti nervosi. che non debba essere qualla contenente un acido . Noi ci siamo anche ·potuti. convincere deUa.. minore quantità di disturbi ve1 ifi,c atisi,, adope ando le soluzioni .m eno oonce:nt1~ate di tovaina acida. I migliori ri~· sultati ed i minoi"i disturbi H a'b hia.mo notati con le soluzioni al 4-5 p .. 100. Ora., iocotne ·è ques,t o appuuto il t1tolo della oluzione stov.a inien semprce, ch,è tata.. u ata e d e si usa attualmente -os i potrebbe pensare ·c he la bontà. di e~ a. fosse' dovuta. oltre obe all'essei'& in soluzi·o ne .s emplice anche al titolo d.eUa me-
desima. Coneludiendo preferia.mo le solnzion~ .a.l 4-5 p. 100 o.neh.e quando si v,o glia, pro .. .s·eguìre ad u are. la formula acidificata. Dose.. - Dai 4 agli ce.n igram.mi a seconda. dell,età, d Ua regione da, operare-· e della durata di an.alge .ia. che i vuole ottenere . Cos1 per gli arti inferfori. il· re:t to, e l ano sono u eienti O, 4 0,06; pe · gli or ani genitali maschili e g-enitali e9te•·ni femmi nili 0,:015· 0)06· per l liegioni ingui.na.li Oj06- 07 • per l'addome O, 8_ Una do e mag:g iore di 0,08 può. ofli·ire un' ane -tesia più duratura ~ed .a maggior · a ltezza, ma non p·ù int n a. iò abbiamo potnto constatare ·n umerose volt-e n.e l confronto d.e'i divel.' i r·epart.i cbh·urgi,ci. llfì8cela st()V.ainica · nov~>cainica, adoperarta. a Roma d.a l prof.. A.lessa.ndri. E dà minori. inconvenìenti,. ma è .a nehe di azione meno sicura. e meno duratura. n minor numero d,ei di turbi ci sembra che i debba mettere in. rapporto c..on l
CA.
1: 'I .1' A CLINICA
tènne dose di anestetico. Come pure tale, motivo crediamo si debba invocare perla bre,v·e durata. e la im.p erfetta anestesia. Tecnica.- Tranne nei eas.i d'urgenza, nei quali può esse,r e suffidente il semplice lavaggio con alcool se.m plice o unito a. varie, ostanze , aP'one, ioclio o. 1, ete·r·e, appheazione di t1ntura. di iod.io, nei casi ab i uali la di. ·n t zio .e ·d·ella re .. gione sacro-lombare vi.e n praticaba eome per il campo operatorio e cioè con .a cqua . sa.pon.a ta ealda per o·lO minuti; e po eia con l·e so. to.nze sop.ra.in·dicate•. La .SlOluzione che· si adopera. è già .stetllizza.ta. in fialette da \Ul centim tro cubico o · ouna, così in genere,. preferen.d·o la soh1z1one al 6 p. 100. occo·r rono duefialette per ogni raeh~.~anesti! ia. In ei.rea 130 ea.· i sono tati usati tabloi.di di novo~aina (Luciu e Br.· iining,·, i quali vengon sci,o lti,. nel momento d n uso, in acqua dlst"Hata che viene' boUita in u.n a eapsnla. 11 prof. BastianeU i che l ha usati, vanta buoni ri ·ul tati. 01 preferiamo· la oluzione in fialeUe, prepara.tn. ne.l laboratori d ,1i osp.e~ dAli. Alcune volte perb hann·o con · tatato ·c he un'intera pedizione di fialette da risultati nega·ti'-ç .i. Infatti i casi negativi molto spes O· si. s guon.o a perio r. Ciò-' non ·è dovuto certamente &Ue fia.lettf'., perehè ripetutamente abbiamo o ·ervato ehe esse po so·n o con ervar i efficaci an.cbe per lun.go periodo di tempo (fino a u , anno). Invece l' ìn.effica.·c ia si deve a ribuire o o. qualche error·e di tecni.ca nella prepara.zioue o alla sostanza, sia. per la. s.ua qualità~ ia. per il modo come viene-cons . rva ta. È, buona p·r .a ticl\ di ten.&r·e l , ·fiale.t te ·1n ce~rto tem p.J· prima dell'atto operati o immerse in 1.na soluzione di acido fenfco al o p. 100 O· nell'aloool a.l Sllhlimato•. Oo·SÌ neU'aspirazione de,} liquido è e.liminata. l.a 10.. i bHità di ·toccare ·oon: l'ago una superfi.c ie non sterile . .La siringa. comunemente adoperata, è ·di vetiro 1 tipo Luer· gli ag·h i prefet'ibih sono quelli di. platino, ma sono ancbe ottimi quelli di acciaio nichelati in n._,o n.ei D astri o · pedali non m.o lto sottili (circa l l decimtn. di diametro esterno ·e de imm. di diametro interno) e con e tr.e mità ta.gHa ta a. becco, n.bbasta·n za corto per impedire ehe porzion del liquido da. ini·e·t tat· .i possa alle, voi te non p une ·rare ne·t sa o sotto~ara.cnoideo. ~1 1)
Gli aghi. vengono st.erilizzati .ab~tuaJmente' in soluzione di carbonato di odioal 2 p 100 ovvero· m.egUo in soltlZi·one. fisiologica o acqua distillata · ome si t':a per la siringa, per evitare la pre.cipita.zion·e deJla tovaina. In ogni modo,. dopo. l'ebollizione eon carbonato, è, nece sario di ·p ulir b ne ago e, siringa. co'11 o.oqua distillata. sterile per ovviare aU'in·c on.v e.nien te, ricordato. È pratica. comune in alcuni repa:t·ti di in i ttare aH''o perando.; mezz 'ora. prima dell'in.t erven.to, 1~2 ceutigrammi di morfiDa; p1· f. AJe . andl'i inietta. una oiuzione di scopola.m ina e morfina. ( ~ / 3 di milligr. di •opolamina e l ce:ntigr. d· m or~ fina). Gli. A. A. si son. po.tu.ti convinee.r e· ebe. le rachian tesie previa iniezione i scopola:m.ina nulla. presentano di divet· o da. quelle nelle ·q aali e ne è fatto a. meno. P ·e r ·t al motiv·o :n on hanno ere:duto utile· il considerarle a parte ne.Ila tatistica. É o.ti1e . in.vece,. l'azion·e della morfina e ·e ne ·dovrebbe sempre prati ar l'iDi zione , negli iufermi m~ol to sensibili e ·negH ·Operan di ali addome. È poi buona
n
(l) Vi n·o· ag:hi cc muni entro· i quali ai introd.uce un semplic tiletto e ,.,e n . no t'on maod:r:itno com tottili treq,uarti. L• ess nziale è che siano sufficientemente· lun bi. Gli aghi di Quinck corriepond.ono bene· allo Ac·opo, av,ffndo il mandrino tagliato. ·m punta . gbembo perfettamen.t e CQme l'ago stesso.
O.lSUISTICA
LlNICA.
pratica. di morSnizzare almeno una. volta (0.01) ,gH operati nelle ore che seguono l'operazione . allorehè c~san.do l azione dell'astanetico soffrono dolore. La :posizione che in genere si preferisce è quella. s·e duta sul tavolo operatorio con le g.a.mbe p. nzoloni,. testa. poggiata. sul petto di. un inferrnìere dorso ftes o in avanti in. modo da 1:1end.e re il più cb.e è po sibd·e conves· a. posteriormente la. por· z~one' lom.bare della colonna vertebrale, ·o tte.ne,n do oo 1 l'allargam.e nto a venta:glio dei processi spmosi. È anche buona, e spesso adoperata, la posizione .a decubito laterale a. tronco fie so in avanti ad a.·r .co e ·e osc.ie flesse' sul bacino·,, la quale' riesce pecialmente utile nei casi, ne· quaU può ess,e re, no·c iva all'operando la posizlon.e a
dflr>e.
n'infermiere fissa coll'indice le ereste iliaehe, ·e s eudo risa.p·u to che. la linea ·ehe uni ce le due f'reste. pa a, per Io più, a livello dell'apotigi spinosa <tella quarta. vertebra. lo·mbare. Lo spazio preferito è, il 4°; poi il S·o~ o·lo, i'n casi eccezionali . dovt~ebbe essere consentito di :farla. nel 2°, ma con mol'ta preeanz1onet introducendo l 1a"·O i1 m.e no possibile ·e arre!'l:tandolo, qu,n.lora l inferm·O accusasse dolore,. propagantesi negli. arti inferiori. L'introdu.z ione doH'ago vi·e ne pr.atica:ta n·e l modo ssgue·n te: coll'in.dì.ee. s·:oistro si fissa l·o spazio voluto perfettam.e n.t e, n:eHa linea mediana delle apo·fìs1 spinose•. cou la. de tra s'im:p ugna. Pago .a 4 -5 centimetri dalla punta e lo si dirige per~ pendieola1·me~nte o vero a.nc'h e leggermente. dire~tto dal bas:so .a ll'alto e dall'esterno all'interno, nella linea mediana ovvero la.t~:ralmente .a l margine· del dito. NeU'attraversare il legamento giallo. i prova u.na certa resistenza e poseia si avverte bene ·Iii essere, pe etrati n.el canale rachi~diano, p·e'r ò per la s icurezza, bis:og.na sempre aspettare la fuoriuscita del liquido. Alle volte n liquido non esce~ 1° pe·r falsa. strada;: 2o perchè non i è giunti nel acco; 3° pe:r otturamento deWa.g.o. A questo u.lti:mo inconve•niente si rjmedia. 1n genere facilm.e nte o facendo to,ssi:r e l'infermo ovvero .a spiran.d o n liqui.do colla siringa; se cib non riesce, si cerca di. disostrui.r e l'a o con uno sti.letto.. Qualche volta si vede. fu.o riu eire, sangue, venoso, perch.è 1 ago è penet1·a.t o nel pless·o venos·o anteriore.. In ta..l caso basta ritira·r lo alqnanto perchè si vegga enir fu.o ri il liquido eefalo~raeh.idia.no. buona regola aspettare che: liquido t'uories:ca. perfettame·n te limpido prima. di i.ni.e·tta.re la. solu.z ione anestetica. È ben,e fare evacuare una ·q u.antita di liquido eefalo·rachidiano eguale o .a nche m:a vgiore alla qua.n i.U. della. olu.zi.One da iniettare'·; aUo S:COpO ·d i evitare Ì. feDO·· meni d i compressi.one. 'Molti usano diluire . nella. siringa, la oluzion:e a,.nes.teliic.a. con altrettanto liquido cefalo-rachidi.ano. Noi riteniamo tale de.tta.glio ·di tecnica -consigliabile, quindi bisogna aisporre di una .s iringa d.i calibro Sltffi.cien.te· (4*6 centimet.r i cubici). Il Uqui:d.o va iniettato lentamente· .neUo· spazio m·t rara.cbideo. ualcuno prefe,r isce a.spir.a re e reinietta~e varie volte.. Lo Schiassi nella. riu·· nione d·ell1an·no decorso della Societ _ ìtalian.a di chirurgia, comunicò ebe ano scopo di. ra.ggiu.n.get•e il de!:iìderato dì Kel11n (provoca.r e l'anestesia mìdollare, facendo sttue, a contatto n m..e dicamento col ·m.idollo il meoo possibi.le), egU ini·e tta la so-luzione a:ne tetica (.Novoeain.a) e. dopo B-4 minuti, lasciato in. posto l'ago, pe!'-' mette H refiusso del liquido raohi.d.·eO· eh·e trascina. eoo gro.n parte del fa.rm.aco in· trodotto. .Non abbiamo pratica sufficiente .su questo ·m etod·o per poterei proll!UD-dat·e·. Terminata. l'iniezione, ed estratto l'ago si oeclod·e il forellin·o deUa medesi :ma ·cou gar.za sterHe fì ata, e i crede con due striscie d.i cerotto. Subi.t o dopo· ai fa JJOrve l'operando in pJsizione orizzont.Rle supina. .c olla te. ta s.o Uevata su.] .c uschto..
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C'A SOl TICA
LL'IIiiC A
È &'"-~"enuta qualche rara. volta la -rottura .dell'ago dura.nte la puntura per un movimento intempestivo dell'inferm·o. Per cercare di ovviare a que to jneon veniente consigliamo di fare immobilizzare. bene l' opera:ndo daH infe.rm.ier·e che' lo sorregge e di non. en·t rare di un colpo profondamente t~on l'ag·o., ma di penet~re primiemmente nel sottocu taneo e procede1·e. oltre, allorchè l'infermo si è rimesso d.a.lla sensazione brusca ·d:o lor·o sa deUa puntura d.e lla cute. In .ogni mod.o .se' avviene, ques:t o incidente, se ne può fare l'es:trazione. Del re~ sto, ammenoehè. l'ago non si rompa nello spazio lnte:rve:rtebral~, lo si può a.bban· donare sen.z a pericolo fra i muscoli o nel sotto cutaneo, ovvero estrar lo in se·con do~ tempo. Nel cas·o ehe l'ago si sia rotto prima dell'im.e zione del Uquido., si pub empre1 se i vuoJe,. eseguire la. punt.ura in nn altro spazio e coll'ane t~ ia. da e a. prodotta procedere ad un tempo all'operazione ed .a lr·e strazione dell'ago. Appena ·e seguita l'iniezione intrarac.hide.a. gl'int~ermi in.comlneiano ad avvertire,, in genere un senso di formieoJilo agli arti inferiori ·e dopo qnalebe. minuto hanno la. stnsazio.n e come .s e H avessero perduti.. L'analgesia. comparisce· phì o meno pre· sto secondo gl'individui e secon.do le .r egioni. Cosi ad es., nella regione anale nel le g1uté,e e nelle posteriori delle coscie si produce· più. rapidamente e più co tantemen·te1 rimanen·do alle volte Bmita ta solo .a. que. ·te, re.gion.i. ·elle regioni inguinali e nell'addome comparisce pitì tardi, in media dopo 5-10 minuti, solo ecce~Io· Dalmente dopo 20 minuti ed anche più. AHorchè ess3 è pos.itiva, l'anest~sia tattile non sempre i produce. In"atti molti inferm.ì aifermano di sentii"si a.noo·r a toecare, .m.e ntre 1a sens'biliti dolorifi.ca e ter~ miea è eomple,t omente abolita. L'ana1gesia. è la prima a ·c omparire e, la più co ... stante. -.llorcbè ]a puntura lombare si pratica nel decubito laterale s:pe o i fo ·mieolio e 1a .s uccessiva aneste ia. compari cono dapprim.a. nel la..to de] decubito. Se occorre la. posizione di Trendelembuty è bene. di aspe'ttare che i sia o ten:u.ta !',a nestesia prima di inclinare il letto. Con tale norma precauzionale non abbiamo riscontrato .a,Jcnn fatto ·c he· cout ·oindicbi taJe posizione. on ab bia:mo notato ch·e ci sia. una corrispondenza. tra Ja forz.a di .Pressione d.tJl liquido cefalo._racllidiano e l'Intensità dell'anest.esia. La medesima con ide1·azione pos iamo fa.r·e r · gua.r do all'intorbida?nent4l d l liquido.. Colla. soluzione sto.yainica. ~empHce ciò si verifica. il maggior numero di volte. eppure l an stesia si pl·oduee·.. Con la oluzìone acidificata ·q ualche volta. avvie:n e in.torbidame·nt-o senza. che per·que to pos• a dirsi che l'azione Sl m.odifìchL . on abbiamo notato in q u.a n.t o alJ'ev.enien.z a dei V&.l'Ì di turbi, difft renze a.1 pr· z~ zabili fra i ca i, nei quali l'an.·e stesia è tata. po itiva, negativa o in ufficiente. L'essere negativa l'anestesia non toglie che i possano verificare di turbi. Rachia1testesle ripetute. - La puntu ·a lombare si può ripetere imp nement nel mede · i.mo individuo a di tanza di quale h giorn.o. In questi casi non v è alcona regola. sultrazio:n e e tli d· sturbi. In.fatti la puntura ripetuta può produrre disturbi che no:n ba provocato la prima volta e vicever a· può e ere posit"va, mentre la prima volta era. stata nega.t.iva c,ome può verificarsi n ca o inverso. Noi crediamo ch.e l'an.e, tesia lombare· .n on i d bba ripetere se non dopo cb.e sono completamente cessa.H i distu.rbi della precedente,. se ve .ne. furono . In tal modo, senza provocare. con eguenz.e,. la rachiane .tesia si 6 po.t uta ripetere una terza. ed anche llna. quarta volta. Talvolta essendo ma-n cata o per lo· meno avendo 1·itadato Pazio·n e aue teti'ca si è ripetuta la. puntut·at seduta stante, dopo IO-H)· minuti con. completo t ccesso
OASUISTICA OLl'lCA
O'n a.bbiamo esperienza sufficiente per p~ ronuncio.rci su tde dettagito di tecnica, a, per le ragioni esposte, relativamente alle dos i, riteniamo che tale :p:r.a:tica do .. --vrebbe es ..et·e ece·ez~onale Cont·r oindicazioni. - Noi 1 i teniamo ch.e. aU' infllori dell'e·t à troppo giovane, -dell accentuata iper·estesia. indi vid.uale e dell''in.fezioni generali se.ttico·•pf,e,'m iche n.o n erediatno che ve, ne iano a] re. Negli individui im. p. ressi~ona.biH, iperestea'ici -cb dicbi.&rsDo gi.à prima di farsi operare di voler e sere na.reotizzati, è in:u'tile tentare la. ra cbia·nestes~a. In qttalcuno di questi riesce efficae.e la sugge _·tione e la. e~os1 detta masclutra mm·o.le, im bevuta dì qua]ehe goc·c ìa di etere O· di clorofo·r mio. ·Con tali m~ezzi abbiamo vi -.to qualcuno addirittura addormentarsi e ruRsare per tu ta l'operazione. È preferibile anche la narcosi generale allo1:chè si Vll:.o le ottenere la. co.mple,ta rilasciatezza ·d ell'addome in infer.m i co.n pareti addominali molto ipere· .st.e siche. La. ra hia.ne te ia. però non deve es ete praticata. se l'operando vi si ·o p· -pon . iò p·e rò è un caso rar·o poicltè e a. ha. acqui tato la fidu.c ia degli. infermi fle o , i è eri 6cato invece eh e qualche lnferm.o n.e l q ua.le essa. è riuscita. nega~ .t h-a. si è, I·ifluta.t.o a.U,opera.zione·, non vol·e udo sottoporsi alla. narco. i <T·enera.le.. In quanto all età , noi,. n~eUa. sta. t i ica, abbiamo, ra~col tQ, a. parte la. raehlane· -ste'.-ia. ueì fanchdlì ·e. n.e i ·vecchi. Questi raggiungon.o il n.ume.ro d.i l..;S, quattro ·hanno ubito la. ripetiz.iom1 d Ua puntura lombare, eppure nulla abbiamo a notar·& d·. div·er. ~o· dalla .stati~ t ica · eoerale e po ta.. nz,i dobbiamo far rilevare che la ·p er· ·oentuale dei positivi nei ·v ecchi rag·O'iun.ge il tl3 p. l e quella dei casi di ne · ~ un di tu.l·bo 61 p 100. d è da notare ' che in molti. si trattava di. ernie stro.z~ ~at " d i pro·ce · i chirurgici, Catl ati d.a. arteriosde,1·osi con. gr.a.ve stato ge.n ~er.ale. Per q u.es e r · gioni riteniamo elle la rachia,ueste i a debba. empre p teferirBi .n ei t
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v.e cchi.
!..e 1•achianestesie ?'lei fanciulli ammontan·o a 105t dall'eta di a 16 .a nni. Nepput~e per questi po · .iamo notare, differenze. rHevàn.ti. Lll perce,ntuale, dei po-· itivi in quesf (88.8 p 10 'J è alqua.n, o inferiore a. q·uella. geues.·aleJ na.t uralmente per l'irr • qu~ ~ete,zz.a. d.ei bambin' . La pereentu.a.}e, dei. ca ·i senz:a disturbo è d~el 65 . 100. olo in un c.a o si ono verificati fenomeni immed ·a. ti di bre.ve dut•ata., ;s eben.e la do .e· in .a leuui è stata. certamente ~elevata. io paragone dell 'e tà (ad es. 13 a:nni 0 .10 di stovnlna acida). Però noi ·dest.dtniamo ·es er p~ru enti più che la. ta.tistiea non ei obblighi e crediamo controindicata la racb.ianestesia. al di sotto --dei 10-1 ..., anni . tinchè almeno. un numer~ maggiore di casi (al di sotto dei 12 an.ni v·e n sono olo .:..G) non venga. a dimost.ra.tne l innocui tà. In. qu.anto alla. dose riteniamo ch.e q u~e ta debba es ere di 0.4- .05. Gaudier l h . usata in 2-' operati dagli 8 ai 13 anni senza notevoli in. conven~enti, con O.OL dli to"i a.ina, la qual do. abbiamo visto però in ufficinte. Rac1lia1WS:tesia n gli a1•teriosclerotici. - I casi dl aneste. ia lomba.r:e ne.i vecchi ono l:..ti . e qu.a .i tutti i.n Jn ·nore, o maggior grado., coa arterioscler-osi. Quindici -di es i sono stati operati. per· malat.tie dete.rmina.te dal pro es ·o artedosclel'lotico .in e ste . ·o (gangr·e ne senlH del piede, della. gamba). ra. questi ca i H abbia.m.o vi ·ti ~comp~ o~tar·i eome la. media generale e ~quindi iamo .autorizzati a ~concludere eontraria.meu·t e a quanto pensano Re,h n e Borabaum, che la r aehi.a.ne te i a non è eon t:ro ·.ndicata. Aggi ungia.mo che molti dei no ·tr.i casi rebb r·o po ut~ operal'e con narco· i ,g·enera.le enza pericolo, pill ehe prodi v derli morire ~~~;,otto la. na.rcosi p~oco dopo per le gr.a.vi alterazio.n{ -c. u ~ io~ a co lari ·e degU organi in~er.ni in genere·. Pachi'anest ' "i a 1:1 j diabetici. - - ,o·i ne ·con ti amo, 19' ca iJ dei qua. li parecchi pe·r
CAsOISTICA OLINI A
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.:gaagren&. diabetica e anehe per questi po siam·o ripetere quanto· abbi.a m.o detto opra. Non eonsiderlam:o quindi tale diate:si, qna:l·e un.a e-o.ntroin.die.~zione alla ra.·c.h:janestesia: p · rò l'o:perazi.one,. per pratica orm.a i di tut,i, non si e ·egue nei diabetici che in casi indìs.pensab.ili. Bac.l lianestesia nelle flogosi •. - Fra i casi rac-colti ve ne. sono 234 opera.t i per pr·ocessi tuberco]ari ·e. 94 l per processi flogis,tiei acuti (flemmoni, ga.ngren.e, osteo·mi:eliti, peritonib, ecc.)~ In n essun caso· si è dovuta constatare a.leuna com.plica..,ione meningea O· d.i a1tt'a natura. Ciò autorizza a. concludere che tali ai'ezioni .n.oD. costituiscono nna. controind.i eazion·e, eccetto in ·q uei c&.si, nei quali vi è già..
.in att-o una bat·t erio-pioemia. Nulla ab·bi:amo potuto constatare neanche nei sifilit.iel: che controindichi l'anestesia lo,m bare. B'aclt ia n tesi a teUe affi zioni re<raali t suppurat e conseguenza di essa sul rén,e~ - Fra. :i ca 1 riferiti vi sono 51 operati per .afFezio·n i r&na.li (pielo-nefr.i te. pion.e fr·osi ca.lcol~sa., tuberc.olo~si renale, anurie nefritic'he; ecc ).. (J no di questi é stato raehistovainizzato due volte e un altro B volte,, per pio·n efrosi: questo aveva albu~ mina nelle urine aia antel"iormente alla ptima operazione e· dopo il terzo inter"Ve:o to non presentava che traccia d'aJbu.mina. ' ol t1., in ol tre sono i casi, ne.i quali gl''i nfermi, per .a:ffe,z ioni tubercolari o suppurati ve, avevano degeneia.zione amiloide dei re,nL La.. rachianestesia. in tutti ·que i interventi e nei precedenti si è eompm:tata com.e nella media degli altri easi a. carioo dei reni o ·d el rene rimasto; non è stato notato alcun peggior.a m.e nto. Ora ciò ci a.u.to,rizza .a n.c ora una volta a ·c oncludere che e sa non è con.... roi.ndicata, nelle lesion.i de l r·ene e ta to ph\ lo po siamo, inq uanto o·· abbiflmo potuto che· raramente consta tare altera.z ioni reno.H,. dovute all'anestetico, rn opera:ti co:o. re·n ·1nte,g ri prima dell'operazione. i sono certamente casi di ·e~mat uia, d. nefr.ite morragica e d.i albuminuria, come cdnseguenza deB'an. lombare,. ma e·s e ·hann·o avuto lieve importanza e decorso· transitorio, o sono venute a. O'Uarigione. dopo un te.m po n~lativo. Ciò che · i può dhe a tal p_ro.po'll.ito è che, in seguito a -{lnesto genere di anes.tesia, si possono produrre de.Ue albuminurie eilindrurie che .p erò sono transitorie ·e· di nessuna impo·rtanza. Del r·e to a dimostrare oome sia, .n~gli. o . pedali d.i Roma, ritenu.t a inn.oeu.a. verso i reni la rachiane tesia,. sta la ·prat ica. da qualcuno adoperata di eseguire sotto l'azione di s. a la ci tos opia ed il cateterismo degli ureteri in infermi in.s:o:ffere·n ti. Ci · embra infine, che non ·o ccorra fa r rUe·vat·e,, poiché in dò la maggioranza ·-dei chirurgi e d accord.o·, come sia cont1·oind.icata. la nareo i c:l·o roformica negli :int:ermi con r-e.ni non integri~ sia pe.r proee i che si svolgono in e· si mede-simi, sia per degenerazioni e flogosi determinate da. ·p roce · si morbosi i:o altri punti del~ l•orga.u.i mo. .Ed. è appunto in que ti casi ch.e Pa.nestesi.a lombare ·t rae d'impaccio· ~ropera. t o re. Quind.i,. conclu~dendo, Cl'•Sdiamo ·c he la r-acb.ian - te ia, oouq 1. ta brillante ·d ella m·ode:r:na chirurgia, me.r iti di essere accolta. da tutti i c.h ir H"gi s enza alcuna diffidenz-a e enza ingiust.ifie.a.t i timori. a.turalme,n te c,o nservando le giuste indi·caz.ioni ed usando una tecnica s crupolosa.. M·e rcè e sa, . i. po sono p1·aticare a lcnoe ()peraz"oni Au in.fermi1. le c·o ndizioni grav'.i dei qua.l i non permetterebbero uo.a ua.r~ -<:o i. generale. È certo confortevole rBevare,, co.m e nessun aggravamento porti questo genere d'anestesia in ope:rati all'a.ddo1ne per gravi aJfezioni del perito o degli organi .a · d·ominali.. ice-ome l a.ne t·e sia lomba1·e .non sempre dà, risulta ti po .itivi, negli in-
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CA QOI TlCA OLINICA
tenenti alU deWad.dom.e per cui sl d.eve~ , di oece ità .spes o ricorr-ere alla. Da.r~ c,o 1 il confronto,, ·t ra i due sistemi, è, di os erva.z ione giorn.a.Hera e permetto una con tata~ione palpabiJe del va.ntaggio non.lie e deHa ra.c bianestesia. NeUa. stati ti ca, è _ero, figarano due ca. i di morte, o per meglio dire uno solo petchè in uno, come i è rilevato l'esito letale ·o·p ravve·n ne per Ja complicazione· .m orbo a indiretta. ~Quin.di i ha un u.nico ca o (stll quale del resto ci sar · bbe molto da dire su 422 rachistov.a inizza ti, proporzione' eertam. ent~ .n on superi·m·e· a. q:u.elln.. ~de11a eloronarco. i. Infatti dalle. cifre riportate da -· eube.r (Kiel)t re'la.tore neU'ul~ timo congresso della. : oei.e tà tede ca di chirurgia (aprite le ·9') u un-incbie t·a fatta snll'an.estt: ja g·e nerale i apprende che attualmente. ]a 'lnorta,UtcL 1 r l'aJLst-s·i a . gen rale si d ve calcolare nel modo, seguente: ·COSi gen.e rale
l
Clorofo.rmlO. . . . un ·decesso eu 2.0 O narco i (l) » 5.930 ~) Etere . B.41 Mi ela d.i cloroformio ed e>tere. opola1 ina. . » ·"' 4.76.-. g:.
Queste cif I'&l pre entano poi la mortalità immediato.. ·e v1 1 aggiung-ono lemorti per le complicazioni po tume da narcosi enerale, o dovute al peggiora:m ento dello· stato generAla in ·O t·ati, già gra i per le loro condizioni. morbo ·e, la pf't'• centunle deg· i. s.iti i:nfau ti ar·ebbe ancor.a superiore.. Bi o.g na inoltre con id.erare che la. detta .Percentuali è valutata., in rapporto al n tn ·ero tota.l delle rach ~an.e· stes.ie rac ·olte, ma crediamo dovero o dichiarare eh p r· quanto no' appiamo, non si sono· verifieo.ti altr '. ca . i. dì mo1·te negli ~osp ·laJ· d.i :Ro·m.a . ebben e ], raebia.ne .te~ie praticate, compr · e le riferite . .ammontino a circa · i mila,. Dopo qua,n to abbiamo· detto n Ue con jde1 azioni a p1·opo _ito dei ca i di strp~ i per i te n te e d! i an te ia. a sella, ci sembra superfluo ;a.ncm a aggiunge1·e~ al ro. o lo . vogliamo fa.r nota·:, che questi ca i, -be co titu'.sco·n o la tara. o ~cura d n rachtaoe te ia, r.appr.e entsno una. pel'centua.le ba i ima ri petto al n ·nnero dei casi cb·e pre e,nti.amo. E." i d l re ·to i po ono evita.re.i. e .qu.and anche ·mpr qual.c uno e ne po ~ a p·r od urr , ·d iciamo he 1, per lo meno e o v.a le il ·c ongenere, s bl e.n e d i altra n a u r.a ·e h i pu ve·r ificare con la narco i enera]e: compUea.z ioni Jlolmonari con l'et 1· , lten1zio.ni di origine to ica de.. li orga·n i interni col clo:r1ofo1·mio·, talvolta a•~gra .. vam· ·nto dello shor•k operatorio e dello stato gen.erale. In qua.nto a.gh n.Jtri di tur i più frequ I ti nella ·r acbiune.;,te ia ~ ir ertermia. ce§ fa]ea,, rachiaJ , ia volnito, r·t J z ,·on. e~ d'm·in.a , uffermia.m·o l neUa neraHtà. d i casi non ·ono ·d a p·rend·et·,'" i in seda con ide,r azion e ono per la loro e1 dtà iu· feriori ai di turbi lasciati daJla ·na.t·co i cloroformi a. l
(l) Attualmente si sts prova.ndo nella. R. limca "hirurg i a., ·e noi p1· p on "amo di sparimentnrlo fra brov ·~ il nuovo metodo di urkhurd d i nurco i clor f01:mi ·a. .-e ~ nen~le p I' '\•ifl ·e ndoveno a, - n olndoo fìsi logica ea:tura. dj cloroform io. ~ n orB n· n pos iamo afler na.r nulla su qu .sto metodo che por di buon.e I ra:nze e che sP ns UD _ !tra. ta.p·p a. nel pr so d Il nestesia.
CA.S UISTICA OLINICA
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Infine ou. <l'a con iderazionet a vanta.ggio d.ella. ra.uhia.neste i a è co.s tl tui.ta. dalla .s emplicità d,e lla teeuiea della puntura lombare,. a porta.t a di mano di chiu·o.·que sappia operar·e. Poiebè non. è suppon1bHe che ehi lii<Ì accinge a.d u.n atto opemtivo non a.bb1a l'attitudine necessaria a saper fare un puntu1·a lombue. D'altro canto, invece è ben difficile che sempre .s i disponga di un buon narco·· tizzatore. Tale, dUiicoltà. assume, specialmente importanza nei casi di chirurgia. d'arge,n za in ca.m pa.g na, .s pecialmente neUe form.az:iioni sanitarie di guerra, dove il personale è, per giunta., sempre' defiei·e nte rispetto ai bisogni. Uno di noi (C'accia , in una precjed.ente pub ' lieazi.one, ha già fatto· rilevare i vantaggi d.ella. rachiane tesia. rispetto alla narco ·i gene.r ale, e nnUa cred.e di dov·e r modifìc~re ur.a..,. dopo u:ua pratic:a pià lunga. e molto più es·tesa, a quanto prima. aveva. concluso.. Invero la praticità e semplicità del metodo ra.ppr·e ·e n.t a un. grande e. reale vantaggio tJulla nare.osi general·e, poiché fra i pericoli i:otr.inseci a. questa. per· ]a. sua. azione deleteria n.e gli organi,. specia1ment , fegato e reni, va. d.a.:to n suo giu ~ to peso al perico:lo di essere spesso a::ffi.d ata alle mani di un.o non suffi.cientemente· esperto. O·n ciò D:o n vogliamo dire~ eh.e· Ia ra.ch.I.anestesia .sia. una pratica di nessuna. entità, m.a ehe, in c.~nfronto agli altri mez~i di anestesia oggi in uso, si dev..e pre-w ferire ogni. qual vo.l ta la. si può usare~, .seguendo le Dorme, tecniche indteate •
..3 ~ Gio~~t:l.a.le d' mcdidn.a militare. -
Fase. JV~V.
RIVISTA DJ GIORN.ALI ITALJANI ED ESTE.RI
RIVIS'fA MEDICA lrol4e • t.uberoolo•l. D trattam.eato tlrol4e·o nella tubercolosi e p•ea4otabe:roololl leprtlll.e niale. (Es.tratto dalla. BiocTt.i.mica. e .Te?"a.P·i a sp·et• 'mentale anno I, fase. , 1909)..
Fauoo ·.1. e GRIXONI.-
P1·evia una. ucco. a rivista degli studi fatti in proposito i ·q uali cJ fanno ve-
det·e tu tt.o '1n com ple o ~d.i indagini .s.perim.en.ta.li e d i o serv.a zioni, ·d imostl·a,n ti P ·istenza di alcun i :r. pporti fr.a. tboide e.d. in.fezion·e tubercolare ·e tendenti in lnòdo. speciale a r1cono cere nella tiroìd.e uno a.lm. .lJo degli elementi che possono deter· minare il m.odo di evolve.r ·e di un processo tubercolare·· gli .AA . ve.n go.n o ad esporre le idee personali ehe li guidarono· in que te DUO· ·e .ricerche periment&li, le quali fu.rono· basa.t pecialmente, sul .s guante concetto .: eludere, a pt·iori .. saggi su animali tiroidoectomizzati, i quali po ono pte tarsia g'r avi cau e d'errore'· eselu~ d·e re l impiego d.l e:tratti Uroide:· d.i diftl ile preparazione e so·mministra.zione · ,eselu~ der·e la ea,,..ia com·e .a nimale soverch.ìamente recettivo; co.o.durre invece l'esperiro,ento infettand.o colla stesoa .coltura. (tubereo]are-pseudotubercola.re), nella te~ sa.
iJo e, per la. medesima via e con ide~ntiche modaHtà di tecnica, serie numerose di conigli da dividersi poi, per o.go1 gruppo di l'icer·c he, in due J:ott:.i gua.li, uno di controHo ed uno di animali sottoposf a trattam.·e nto eon principii tìroidei ttavolette di. tiroidina. .Burroughs WeH). L 1&'"et-e allargato le ric·e rche anche aU' infezione pseudo ,ubet·eolare è giu ti. 6.~ c.ato dagr AA. dalla co· n. s~de.raz'ione che•., pure npposta una az,i one pe.ci.al dei p·t·in{:ipii tiroidei sul proce o tube,r colare comune, non è da. trwmurarsi, anche co.m e semplice crite1·io ap.norist1.c0.. di pt·e,ndel~e ·n da. considerazione la sem pii ce azione generica dell esaltato rl a. n bio. Per la tu h· rcolo~ i fu1·o o t1 ati tre ceppi per la p.s eudotu bercolo i fu.ro·n o usa ti H p ud·o tu herco1a.re, di Pfeiffer ed il bacH lo opa]e agliaceo Ò·e l Yincenzi In , eguito a,d una numero a serie di e perimenti ,p er mezzo di infezioni tuber~ ola.ri e p eudotobercolari nei conigli glLAA. vennero ad alcune imP'ortanti còn~ clu Ì·o nit deHe quali da1·emo un breve ria.. unto: 1. N ella consi dera.zione c be le localizz:a.zioni tubercola.ri a · ede ti·roidea. son:o strema.m n te rare he neU' "nfez.ione tubercolare si hanno a.ltet-azioni istologiehe e d t nat ua chimica. nella tiroide, ch·e la tiroide, h t\ un valore biologico •Corne orga.n o an tito sioo ,e ravvivatore d.el ricambio orga.ni·cot in eons.idera~wne aucbe dell ar.g o.. me.nte.zioni e delle rioetcbe stati. ti 1 e di molti. auto:ri, è l·o gico ammettere che fr& tiroid " tubercolo i VÌ SOl O l' pporti e f .l'Se u.tili r~· aZÌO· ll.Ì atte aUa difesa defi1or gau·:-:·m o ·c ontro l inf':ezi.one specifica.. . Inf ttando con bacilli tubereola.t i e· p · eudo,t ubereolari. 1.1umeros !'· rie d i conigli t os .erv d ·e l' infez:ione der.o1·re meno grave n. gli anima H ch·e dal gi·orno de l inf ·~ion 1 o da, poc·o· te 1 o prim furono sottop·o ti al tratt me;nto th·o·deo·-
RIVISTA
EDIC!.
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S. ·eue inf&zioni a ~decorso acuto o suhaeuto gli. animali d i con·t rollo mo·ri~ rono ·n un period.o di tem.po generalmente minore degli animali trattati cou ti.-· roi.dina. 4. ella tubercolosi e nella pseudotnbe1·colosi a lento deeo:rso, Je, dì.fferenze so·no anehe più. ·p alesi. In qualche caso (eccezionale nella. tubercolosi,rneno ra1•onella pseudotuberoolosi), .s i è avuta anche la SQpravvivenza(de.f initiva. all'infezione degli animali. trattati. 5. È dimostrato quindi ehe un trattam:e nto tiroid.e o ;appt"'opdato è ai per sè ·capace di e ereitare un'utile azione modi6.c.atrice une infezioni ·t ube.r colari e p eudotubercolari sperimrentali. T~ . TI. -vou. SEEBERT. bre 1909,.•
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La oaufora nella polmoalt:e. -
(Medieal Recordt otto-
CJ1e Ja. polmon'te. nella qua:i geoeralità dei casi, vada a. guarigiOne spon.ta~ nea.men.te e c.h e perciò essa non sia suscett~bile di peeia.Ii trattamenti curativi 6 un'idea. così t·adicata anche nella cla:;se m::adica che veog·o no sempre accolti con grande scet icismo i rimedi vantati eom;e atti a troncare la malattia o a farla. abortire. Il più recente. con.tribut'O alla lista di que ti medlcam·e nti è portato dal dott. Se"bel't con un suo lavo1:o so:p ra la canfora da lui espel'imentata pe,r via. ipodermica ·n al.e uni casi di polmonite. Egli .c rede ehe la canfora. agi ~ ca in. dn.e modij come .stimolante e come battericida. Fino a due ann.i fa egli l'aveva. sempre u a t a soltan tç> come s ~tim~olante, ma, a vendo os erva,to come i easi nei quali era. tata. piu largamente impiegata. la canfo1·a., aveva,no un a-ndam nto più regolar-e e piu benigno, cominciò ad u aria regolarmente in tutti i ca. i· non. solo nelle polmoniti fra . nchef ·enza complicazioni,. m.a anche in que1le complicate d.a. enti ema. o da.. peric.ardite. \·enti.du.e polmoniti cosi trattate finhono tutte colla gu:ar ·gione. Dopo una dilige.n te disamina d.ei casi sottopo ti al tratta.m·e nto con canfora rA. richiama 1 atten.zione .sui seguenti fatti: che in nessuno di essi ebbesi vera e propria cd i· che un leggero migHorame~n~o s· notò fin dalla prima. iniezione· e si .nccentuò poi colle in·iezioni uccessive; che in tutti fu a.bbl'-evi.ata la durata d U& malattia. La canfo.ra veniva. somministrata sotto fo·rma di olio canforato aJ 2 °/0. e in. do d.i 12 c, c. per volta. Le iniez ·oni erano ripetute ogni 12 ore. Tali dosi, egli die , p·o . ono sel_Db1·are un po, troppo forti; mtt non i ebbero m.ai a lamental'e inconvenienti e tutti gli ammalati gu.a rirono. E inn gab:Je che non si possono d.omanda1·a miglio1·i resultati del l O per 100; bi. ogna. però tener con.to che il numero dei casi é molto limitato e ch.e le e perie:nze furono fatte durante, la stagione estiva.. arebbe quindi prema uro dat·e un giudizio u na , fficacia deUa. canfora. ·come specifl. co nella polmonite. Facciamo voti che u}te .. riori e perienzet atte in tutte le stagioni.; confe~mino le spera.nze concepite dal a.o tt. Seibet·t . F l .U.LI.
'V. Cor.Elf .N· -La 4le·ta. aell& febbre ttfol4ea.. -
(Jo'lFttt.al of the Arn 1·ican.
Medi al .AssociatEon, 9 ottobre 1909. L .. crede la soluzlon deU im.po:rtn.nte qu:e tione si trovi n elle ri ··po te a queste due do:ma.nde: 1 Si deve dare al paziente il c~ ho· nece ario per controbilancia re perdite ella sua enet·gia ? - 2 Quale è la q un.nti , à necesiada a que~to "' COl o?
RIVISTA :MEDICA
La. die·ta affamante, nna volta adottata per tuUe le febbri, c.on:tinua l er :1 ~
tifo, ma la pratica ha gradatamente avanzato; e daUe 300 calorie so-mminis'tra.tein 24 ore d,a. Grave e T.r ou s a.u si è passati alla di et& lattea.. dì FHnt, ehe produce· 1 .00 cal·o rie a quella di Bushuyev ehe ne produce 2.000.. Ci sono osse.r vazioni elin·i ehe e · perimen.tali ·c he parlano in favore d·el conce· d ere a.l pazien.t e la qua.ntitià. di alimento nec sat·ia. per mantenere la. sua energia.. senza dtng:li un cibo ecce.s ivo o inadatto. - Lo 'sfinimento ·p.arzia.ltt abbas .a i poteri di resist nza~ L'ernaoiazion·e eosì ca.ra,t t ristica prodotta. ·daUa. malattia. è, secon·do l'A-; dovuta. speda.hnente. a.lla pire ia ed a.Ue, tossine, quantunque non· si appia ancora precisamente oome queste ultime, agisca.no. ....... U n.o. dieta earbo· idrata, altam. ent calorifica,. impedisce le perdite dovute a ques.t e cause. e combatteil più pot :nte fattor·e d.elPemftlciazione' che è la mancanza di n.utrizi.o ne. Un uomo .normale. in r1po o ordinario· rich ·~ede ch'aa 39 calorh~ per ogni ebfl di peso del corpo e per giorn.o. Se, aggiungiamo a qn.e ste il 25 p. 100 che s~econdo · Krehl1 rappresenta. la pe1·dita dovuta a.l proce so febbrile tific{) abbiamo che uu paz.i ente t"I.c hiede 41 calorie, per ogni chilo di. p so del suo· corpo. La die*'A di Coleman consi . te in latte ere., .mtzucchero di latte uova più una. pi!ccola qnantita di panelsecco o·a.bbruRtoHto,, con. burro a volontà. L q . a.ntita n-ior· na.liere sono; circa 1 H ro e mezzo di latt · da mezzo· a l un litro cr c:rema· da :S a 4 e, togrammi di zucchero di la·t te, e da B a. 6 uova .. Lo zuochero di ]&tt e ]a, crema po ono essere .so·m.ministra:ti, almeno in parte, sotto la forma d' gelato. di ·c rema, o c~ n l·e uova so·t to forma di flan. Per ciò eh ·· rigua·r da J•orari.o si avrà cura di lasciare un in.tervaUo di due ore frs una. sommini· trazione e l altra ma il paziente no·n deve e ·s ere svegliato per nutrirlo·, specialm.en.te durante la. notte ... La. nlB g·i or vari.etA e la. bontà ·deUe p·repara.zioni rend.ono più con ento il pa~iente. La cat·ne e i sughi di co.m. ·de.bbono es er banditi dalla di.eta. nella maJ.at ia e limitati d u·ante la convalese·en:za. La quan' ità del cibo var1a naturalm·ente a. seconda dei pa.zi nti ma può esser calco1.ata. in base a 40 cal~orie per ogni ~chilo d.l. peso del ·orpo· al giorno. FAnALL.·r.
N. Co~sou. -
l.oerohe •al ohlm.IIDIO ga•tdoo nella nberoololl pobaoaare. ~ (. azzetta inte1-nazionale di 1nedicin.a, n. 9, 1910). .
eU' Istituto d.i patologia medica dimostrativa del prof. Senise P.A. ha c·ompìutoeo·n i più moderni e p·r atici mezzi. di chimica elinica uuo stud"o in.tere ante ul chimismo gastrico nei tu.bercoloti i, e per le m·o lteplici cautele da usare n eU' tra-zi.o·n e d.e i pas:ti. di prova ba limitato le ricerche ad 8 infermìt di cui 5 con forma . iniziale e S con notevoli escavazioni cavern·ose e ·d enutriz.i·one g nerale. A tali infermi veniva sommin.i strato il pasto di prova di Ewald (50 grammi d.i pan~e e :SO() grammi di acqua leggerment tie:p ìda)·: dopo un'o ·a i pratieava.l'&strazione·· e· si determ.inav.a. la. quantità di acid.o dori ideo hbero e di acido ·c loridrico com b·inato nonehè la p· p .ina. Dalle osservazioni fatte è risultato anzi tutto una notevole di inuzione· d.e l po-· ter motorio d.·ello stomaco, non soltanto nei casi di tube,r colosi ava:nzata, n1.o. anche: 1n infermi oon lesioni iniziali. Quauto al chimismo ga.strieo l'A . ha constatato cb l'acido clori-drico libero, con.tt·a:r iam·e nte alle o rvazioni ·del Du Pas.q uier, è, qu.a ~ sempre inferiore alla. normale, e tale climinuzio·n e si fa più accentuata con [aggr varsi e l'esteuler i delle le ·i ni ttbet·c-olari: d'altra pa.rt.e non s.i. è mai riscon trata iperclorid ·ia, nemmeno nel pe:rio· io inizitile de:Ua. t uberc-olosi.
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Rn'I&TA Dl NEVROP.ATOLOGIJi
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'La ecr~zione, pe~ptiea, paralle.Iamente aUa secrezione cloridrica, è pure dioli·nuitaJ dimodochè s'è mantenuto eos.tante il rapporto tra pe;p sina ed H Cl. Si è inoltre constatato una lieve produzione di acido lattico, tanto più evidente quanto più. esiste un maggiore t•istagno di contenuto ga brico ed una. più marcata dimi· nuzio·ne. di HOl. •A. conclu e ebe nella tube,r eolosi polmonare esiste una notevole. alterazione ·del chimismo gastrico, e. tale fatto deve e ·sere tenut"O presente nell'e&a.me di tali infermi e nei criteri dietetici, in modo d.a evitare il ovraccat·ico di cibo nello stoma.eo in un sol pasto. CA ARlNI.
RIV STA DI NEVROPA·TOLOGIA J.Oott. A. SA um. ·r. - Bulla nevrastellla pro4romloa della demenza preooo,e . - (Il Manicomio, n. l, 1909 .
L'A. studia questo a.r gomento inte:r essantissimo 1 non olo dal punto d.i vista · Slcopatologico,. ma an.e he, medicolega.Ie. a scarsa conoscenza che, in genere banno i medici generici di questa forma morbosa. dalla quale sono affetti eirca. 1/ 4 dei ricoverati nei Manicomi e la non rara evenienza di trovarn:e fra i .s oldati e spe· ·cialmente fra. i ~ilitari condannati nei Reclusori od assegnati alle Compagnie di Di ciplina,, rende ut1le ria .s umere brevemente i segni principali di difle ·enziazione ·tra la ne-vrastenia vera, specie la forma originaria (per lo più psicaste-n.i a) e l'in"zio di m.o lti casi di demenza precoce del KrdpeUn. Questa, come è noto, è caratterizzata da sintomi ass.a.i s.pecia.li neUo stadi,o, conclamato : mutacismo, manierismo, ana:ft"ettivltà, inaecessibilita, int"OpJ)O psichieo, disi.nteres a ento dell'.a.mbiente, memoria conservata, contrasto netto tra il tono · mozìona.le e le :m anifestazioni psico-mimiche e verbali, tendenze catatoniche, de· lirii paranoidi ecc. Ma negli stati netrrasteniformi ch.e spesso la iniziano per un tem.p o ph\ o men.o lungo tali si tomi pe:r gran. parte mance-no, donde la difficoltÀ dia~no tica, ed il falso concetto che· tali nevraste.nici veri possa.n.o finire in demenza. È, troppo infido valersi della. mancanza dell'elemento -m:.orale in tali s.tati nerasteniformi, o di cause apprez.zabiH di essi1 in quanto con ciò no.n si difterenzia. la. nevras·t en ia originaria; l'anamnesi accurata. pua dare buoni in egna.menti. S e so si ba. la precedenza di turbe 6 i che, e cioè profonda per ·nrbazione deUo tato nutritivo ·con a tenia neuro-mu colare, crisi di inerzia, e cefalea. occipitale ·(qualche ea.so delle antiche nostalgie.~). Inoltre il pseudo-nevrastenico non ba un ·contegno conforme allo stato dta.nimo del nev1·as.tenico vero, mostrandosi volubile, indifferente ilare, petul ante, e, nel raccontare, disordina:to, ampolloso, incerto, pe · o contraddicendosi, non sineero, a d.iffere.n za d.el tono depressivo e d~lla. pre. i io.n e del nevrastenico ve.r o : tu.t tavia negli stati iniziali que te differenze sono -appena delle sfumature incerte, così come per la debolezza di attenzion.e e di me .... moria che, sono apparenti nel falso (dovute .a l negativismo e al manierismo reali . nel Yero per l i pobulia e l'astenia. ello stesso modo per l'illanguidir i degli affetti e per la varjabilità del tono sentimentale, più apparenti che real" nel ve1·o ,·ra t~n·co. mentre quelle turba affettive sono precoci nel d.emente.
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RIVISTA DI ~ EV.ROPd.'T OLO ,.I.-l
L'ipobulia del pse:udo-nevr.a.stenic.o deriva da. pigriz,i a, da disinter~ssa1nento! ein gen.ere non si rifle.tte. sol tono distimico, ment-re H vero sa e si addolora dì DODl poter vo le.re, ba e6d ucia in sè, si. esauri ee presto 1 egli inoltre ha ·c osceuza del suo V·e·ro stato n o·rboso lo ehe ·m,a nca in molti dementi inizialit precocemente, in.d.Ui'er·e nti ed i.poaft'e ti vi Oos1 nel pseudo si hanno spes .o idee ipoaondriaehe, però ricche, esagerate od. anche insensate, variabili, m.a g.a ri ost.en.t ate o simulate (molti .simulato1~ sono dementi precoci iniziali) ·: nel vero vi. è P ossessione angosciosa, e relativa. po:v ertà delle idee uddette,. che hanno più aspetto nosofobieo. Ol'IÌ que ti vari i intomi, anche pre i insie·me, spesso non .sono su:ffi.c ien·t i a ar" ~discernere le d.u e. forme morbose tanto più che, esi··tono sta. ti intermedi o nevra .. .stenici degenerativi, o· stati inlziah di demenz.& che rim.ett.ono per lungo tem1 o, ·O forme ne\".ras.tenic.o ·i pocondriache o iste,r ioo-nevra:steniche che po·· ono menti re r ·.a ppa.r enza demenz]ale in molte, esp·r essionì intomat.iche. L'A~ qu1ndi propone di stud.1a.re lo stato ài dubbio, be il CappeUe.tti ba. dimo trato e ..ere la ovrana. .s tigmate psichìca del nevra te.nico vero. origi.n ario od acquisi o; le id fiss ne so·n o una forma.. ipertrofica · esso presuppone un potere di critica, di rafi'ronto, di dìs·c rim inazion.e ehe, il dement in.iziale non po._si de, od incerto e fi.acco·. Or bene, l'esa.m.e psicologico-clinico dimostra. cbe lo stato· di du.bbio non · ,.iste nelie sindro 1i di nevrastenia. sequisita p:rodromiche deHa dem.e.nza precoce, in eui i ha leggerezza nel consid·e rare e criticare le cos:e, o pas-ività che no:n va al dì là di una. semplice prooceupazioue ~ nella n cvt·a tenia. origin.a.ria tale stig.mata. ps1chica i ha sotto forma di vera foll ~a d l dtdibio ed il piu spes o di id e fisse impulsive· qt e te possono presentarsi nel futuro dementet ma. egli ha scarsa ~co cie·n za deH a sur,dità ·e del ridicolo dell' idea. n a, 1otta de'b olmente e possiede scar. a re.a.z10ne emotiva contro di es a dond.e il rapido g· gan· ·t egginre di essa e la sua impulsione. P Co~. IG I.I . Dott. PEnu .1 "I•. - L"a:aatoml• p·a tologloa ID. palohlatrla.- (Rit. F'renaatna., dìc. 1909)..
perim. di
Si è discus·go a luogo·, ed aspramente, "'n. Germa.n ia fra !'inclh·i.zzo an.a,t omico . del Monak·O\v e, queUo p.RÌ·c ologico d.1 Blet1le1r e Junoo., per il quale ]t O0 '0 dei manioo.m iali. sono dementi. preooci, nei quali nulJa. rivela Pesa.m i tologioo. Lo s.tudioa.natomopatologieo è, parte interes a..u te della p . .icl1ia.tr·a (meno deHe esagerazioni attuali di alcun cuole italiane) ibenehè .s iano molto p:hi comples e, che nel resto della. m·ed.ic.ina, i rapport1 tral·e alterazioni organiche e le ma.nifestazioni abnormi in. vita. Qua i s mpre il microscopio ·è indispensabHe a.d ·onta. d.el e idee di Rei~ chard ; s··uza di so n ppure i può pi t'l pon·e la diagno i a.natomi,c a abu a.ta di men.mgo-enc faHte cronica, cosi eom.e oon esso lo Schro·ed.er ba d imo tra.to che la. cla.s ica poUo neefalit·e emo1-ragica del \Vernlcke non è un ·proe,es o ·encefalitico .. La istologia. odierna i basa sul co'n cetto d.i im1nagiM equi ·alente·,. cioè d· Ua. determjnata imagtne micros.c opica costante che, un da.t,o te suto no·rmaJe offre in d.e termi.nate condizioni d.i fi sazione e di. col,orazione, e pre sione qtlindi di un co~ n~ ootto morfologico e microchìm.ico in ie.m e. Fra detta imagine e funzfon·e ·v i è naturabn·en.t e. co'l':rel azione e quindi vi ·è la legge di casualità nei rapporti fra le ris:pettive alte1az.ioni, cioè un determinismo meccanico: ciò per il pato1ogo in genere,. co.mpr s.o il neurologo. Ma. in Psichiatria, oltre a q ue ·tj rapporti per i. co.- · muni. p1-ocessi mentali semplieì, vi sono· i .fenomeni di coscienza, dane pe1·cez.ion1· aUe a sociazio,n i ·ed al sen o delr lo, di una t ·d i peran.t emente. inestrica.bHe com-
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RIVI TA DI NEVROPATOLOGIA
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}llessi.tà »> (Kraepelin),, donde la attuale impossibilità di lo.aalizzare i processi psicbici. È.illusoria quindi, per ora, ogni classificazione istopa.tologica, d·e lle psieosi,. essendosi ancora appe,n a all'inizio dell'intento che }a scuola di Kraepelin assegna all'anatomia. patologica : rice·r care' reperti caratteristici -in tntto il nevrassepeil' o,g ni malattia mentale. Ltesame si ·deve estendere a tutto il corpo, non Hm1•· tarlo aUa oorteoeia. ee,r ebrale, ed ai v.a rii periodi del decorso della malattia. Oggi dì n.o i pos iamo distinguere tre gruppi di reperti anatomo -patologici : a) coruuni alle più v.a rie malattie; b) oomuni ad una serie limitata. di malattie; c) eara.t· teristici di una data malattia. In questo gruppo trov·amo: la paralisi progressi:v amolte forme di sifilide cerebral , aleuoe poohe di epilessia, l'idiozia amauroti~a la rabbia, alcune t·r ipanosmniasi. Nel 2o gruppo la den~enza enile con la pr~bio frenia d·e l We·r nic,k e e la. demenza arte?.,OS·Clerotica (se è possibile distingu.e re bene l'art~noscl.erosi cer brale dai pr·oce si di senilità nervosa, non possiamo pero dir ,. eol solo reperto, se l'arteri.osclerotìeo era. anehe un demente, nà sceverare le lesioni del demente senile da quelle del senile semplice, che presenta pure le de. rosi miliari del Fi cher, i go ~toli di neu·rofibrille, · grovigli vasa.li,. ·et}C.,) N.el 1• gruppo· dei reperti non caratteristici abbiamo la demenza precoce m.o lte psicosi infettive e tossiche, la maggior parte delle meningUi ed enc faliti idiozitiche, le deviazioni di sviluppo cerebrale, ecc: (la sclero i tuberosa, la po1· ncefaUa: la. mì· crogiria in quali rapporti certi e· di qual grado stanno con. lo stato m.e ntale in vita?) Ma le lesioni grossolane del cerveUo 'hanno pooo interesse per la P ·ic)aia.tria clinica; inoltre quasi ogni carv~llo di adulto presenta q ualch.e alterazione m:acro o microscopica; ammalato di altri organi o sano: quale differenza con le lesi n i d gli alienati? in essi quale e quanta parte di cervello è le a? e qual"' ne e H gen.ere? _ ella. stessa paralisi progres i va, con tipo di lesio e uniforme, varii onoii qua.dri cUniei, e no·i non ne conosciamo b. causa, mentre i di turbi che deriv no da lesioni di zo.n e motrici o sensoriali son.o s~ emplici concomita.nz ed epifenom n i:si tratta di. grado o di sede divers-a di lesion.e nella ·c orticalità? «Ho~ ignora.mtlS,. ed boe ignorabimos? ... E certo che il vole·r i es primere molto anatom.ican ente,. l'accumulare ipotesi psicologico-anatomiche (lesione elettiva e siste·matiea. delle cel~ lule corticali polimorfe nella demenza precoce, p r Tanzi; degenera.zion.e primaria. degli elementi corticali nelle pseudoa.llucinazioni, per Lugaro, ece.) ha contribuito a. screditare l'i.s tologia nervosa e la istologia nelle malattie mentali. Ma., d'altra. p,a rte, è assurdo voler aost•tuire del tutto l'anali ·j p icofisica. o la psicopatologica. alla rioo:rea dei reperti anatomici morbosi (Iung 1 Heiehardt); può e~sel udersi, a. priori , la possibilità di ·t rovare, per molte malattie mentali reperti .ana.toruo~patologlci caratteris.t im. La ricerca deve essere este-sa a tutti gli organ.i : sappiamo la grande com.ple:sità e arietà di le ioni, in tutti i sistemi, eon _ee.n tive a lesioni delle ghiandole a eerezioni interne e la importanza delle lesioni nervosi molteplici in molte into icazioni ed infezioni, (diabete,. cancro, tubercolosi, ecc.), e in tante malatti or~ gan.iebe; mentre in molte, psieosi si trovano spesso lesioni varie di diversi si 'temi, (de·m .e:n:za paralitica precoce, eoo.) In qnesti studii siamo a ncora all' inizio~ e· nella. fase an&litica, an·che per la. aoverohia .s pecializzazione di essi; ma ciò non implica discredito nella possibilità della futura sinte·s i; già i da.ti raceolti. sono nu merosi specialmente nell'epUessia, demenza preco·ce, ecc., (lesioni cerebro-cerebellari eU'epiles.sia, neU'&lcooHsmo, fasei va.sali e.no·r .m i nelle perniciose, nodi e gro· vigl' vasali nei. senili, cellule a bastonceUo, ecc., oltre i comuni repe·r ti _i cito e eariolis.i e, simili).
RIVJ.STA
I "'EVn,o
TOL Gl
Q ues.ti stadi re centi sono stati fond.a.ti e diffu 1 dal _"I ssi. dall'A.lzheimer, e dal ' '\ 'eio-.e rt ; al primo metodo del Ni sl di 6.ssazl·ODe in alcool (rieerea. ·della cro.m atìna o ost. tigroid -, ecc.), s:i è, aggiunto dall'Alzheimer la. fis -azione in. formolo· per lo tudio della mielina, pigm nti,. ece., in ess.o insolubili oom·e ,ostanze grasse; ()ggl i. gia dopo pochi u .ni, _ono numero i i metodi di fi. ·azione, s:t e1·minati i m.odi ·d i colorazione, dei q u.a.H pareccb i verame'n te .Bpeci.fici (come' quelLo di G·o lgi per l d ndriti e le neurofibrllle quaUo del Don.a gio per il reticolo peri ed end.oeeHularet del \Veigert per H eonnettiv·o e' la n.evroglia., eec.). Essi sono neee ari p r lo s·t u.dio dei molteplici elementi,, di ver i per origine e s:ig:n ifìcato·., che costitu i con!o un. tes. uto od nn organo, ·e·dei loro prodotti o mutamenti. morbosi.; onde i va.rii m z·z· tecnici dl·ebbono venh:e. informati ai problemi i tologiei che vi i ·p ropongono e pe:r eia cuno del quali è pi.ù appropriato un ·d ato metodo. Tanto più che i pone come a. ioma eh.e non vi son.o mai alterazioni patologiche cou t&tabili deUe celhde nervose senza alterazioni della nevroglia e dei vasi. I problemi che interessano· la Psichiatria ono infiniti ed inftn.iti sono i mezzi di indagine neces. ari per· la · oluzione· di ogni singolo problem.a;: d,a.l complesso dei ri ultati nasce, l.a s.inte i· la is topatologia. non è che una. parte delle discipline integ ·ant1 la psichi.a tria. P. CoN 1 LIO.
Dott. S. RuTA.. ·e apit,a.no medico. - Sal valore 4el 4er.moar&8.11DO eome ••p·O· :a:eate, 41 ••tomtoaloadoa.• :a:el lea-eaer.a d. - Caserta 1909.
L A. ba studiat-o un caso di note.vole dermografì- mo (grand-e stat() dermogJ•afico) in un gi}ova:oe ·c ontadino, che aveva. forte tara. e·r editaria, neuro· e p·sicopaotica, r.on diat~sl a:rtritica. gentilizia.; specialmente sul petto e sul dorso qualsiasi stimolo cutaneo· produceva. dapprima un' im·p ronta. pallida, subito segui.ta. dalla pelle .d!oca, me.n·t re P impronta diveniva. t·o ea e. poi rossa limitata da stris.ce bianche, all'esterno delle quali un eritema alquau·t o e te o· infine' si forma.va un rìUevo teso, d aspetto di poreella.na, con ipertermia locale, per i tenti pe·r parecchi minuti. Il d·em.ografì. m·o è stato o serva.to in m.olt-e.p licl forme morbo~se, neurotìche od orooaniehe, del cerveno e del mielasse · in teo.u.e grado si riscontra. quasi en~p ·re nei sau.i ; ma si è trova.to an c be in gr.a.do notevole in molte ·m alattie del ricambio, n l aozzo, in infezioni vtnie, in malattie d,e lla peUe. on iste iu una nevrosi dei capillari; per cui aUo st1molo segue dapp·rimo. lo :p asmo vasale e l'e:rezione pilifera, e poscia )a. va~oparesi, ino all"essu·d azione s ia· ro!ò:a,. come n.e i pomfì. La. sua gran.d ·e analogia con Pu:rtica.ria- che è una reazione to iea, -la sua pr senza in. tante ma.l atti.e n'e lle quali certamente esistono int.o ieazioni,. et,er·o od autog;ene, l.a sua. ·p roduzione sperimentale in animali. in seguito a som.ministrazio·n e, per via. gastrica o0 sottoeuta.nea, di to si.ne batterich-e, di alcaloidi varil o ·d elle to sialbumine che si. sono estratte dal contenuto gastrico di dispeptici, ·d i artritci, o di. elmintiac:i, ec<'.• : tutto ciò, ·. eco:o.do· l'..A.. fa s arta. re l'esc'l u.si'vità della dottrina trotonenrotica., a carico del si tema n•euro-muscol&re cuba.n.eo- come. per l~urti ca·r ia. - lnvero a Philippson di Pale;r mo.l spiega que ta.. CO·lla. teOl;ia. dslla eerezione di linfa da alterazione dell'endoteHo vasale, second·o Heidenbain ; altri a,m .. mettono la. emplic·e tras11dazione ·meeea:ni·e a; cosi per il dermografismo. L'.A . crede appunto che .nef v·e ro dermografìsn10 accentuato., all'iperemia neuroparali'tica · i a • soeia 'la. trasudazio·n e pomfoide per l'az~one di to si~e od au.t ot.ossine · t~le teoria. 1 i ~ t a spi·e gherebbe lutti i vari cas i e le fo·r me diverse che so può assumere, ino
RIVI . TA Dl CHIB[.;ROIA GE:NE ALE
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& dennog1-a(isnrw melanod·erm.ico del Majocehi, e' probabilmen.t ·e io. J.·apporto oon lesioni del simpa:tioo. Comunque, .se esso è segna,colo di una .a bnorme' eccitabilità del sistema. vasomo:tore,. non h.a.. v.a lore assoluto pm·la diagnosi di nevrosi, m~ per una condizione to·s i~nev.rotiea.. P. CoNsrG.t iO.
.O. MoDENA.- ·• •lo od maulaoo-4epr••lva e 4emea& pnoooe. - (.J.tti della · cietà medieo-ehlru"''gica ili Aneona fase. 8°, luglio 1909). L'A. ri.a.ssum.e i caratteri essenziali delle due forme morbose quaH furono ae. scritti dal Kraepelia e ne precisa i Hmiti rispett"vi. Accenna aUe !'lecenti ricerche degli A.A .. tedes:;:chi, che tendo:no a restrin.get•e il campo della ;de,menz.a precoee, per .nlarga~e qnello cleUa psieo ì :maniaco-depressiva . dimostrando com.e a:o.che n.e lla psicosi maniaco-dep1·es. i va si possano avere manifestazioni catatoniche che simuliuo n qtladro della demen.za pre.coce. D altra parte è n.o to ·c he· si possono avere forme di demen.za precoce ad andamento periodico· intermittente. In tali. condizioni di cose·, non è perciò facile una -dia.~nosi diffe,r en.z iale, la quale,. pur non potendo modificare la curat che, per entrambe le· form.e morbose.. è, pe.r ora , esclusivamente sintomatica, riesce utile per J.a prognosi: ed é per lo tneno una esa·t ta prognosi ch.e fa.m igUa e società chiedono l medico alienista. Nella demen~a plleeoce la prognosi è a.s tu più grave· in genere cbe per· la psieosi mania.co depressiva, nella quale, durante j periodi intervalla:ri., il malato può asumere un contegno no.rma.le e sociabìle. Sarebbe molto utile poter •;ver sintomi difFerenziali pe:r una diagn.o si preeoee ·e
sicura. Il d.o tt. Modena indica i seguenti caratteri in aiato d.e lla diagnosi~ a) L'età. della insorgenza del pr.i m,o accesso, che nel1a demenza precoce ·è sempre più. giovanile; b) La unifo·r mità degli .a}c.c essi: nella demenza pr·eeo·ce, i diversi accessi sono g·o oeralmente quasi stereotipati; c) La ·p resenza di ma.niedsm'i, ste1eotipie, affettazioni, nega:tivismo, che sono completi e costanti n·ella. demeDza p1·ecoce, .e la loro pe·r sistenza più o meno mar.. ca.ta, ma per .Io pn\ rilevabile· aneh.e nei periodi intervallari fra un accesso e l'altro nella demenza precoce; d ) La man.c anza de:U'arre to p · ichico nella demenza precoce, io cui si hanno iuveoe manifestazioni d'intoppo, ) La. atonia affettiva più. o men.o marcata della d.em.enza precoce. Questi caratteri non sono sempre rilevabili e la diagnos.i differenziale, è talora dHncil"· sima. L'A. atl'erma in:fìn.e come s · debba dare un grande valore ai dati anam· uestie.i: una buona anamnesi è la base d.i un.a bl'ton.a diagnosi. A. Bu CIANTE.
RIVISTA DI CHIRURGIA GENERALE RoTz.- Id tr&plaatl. tobre 1909).
(Correspondenz Blatt filr Schu:eizer Arzte, n.19, 1° ot·
L'A. espone in. modo esauriente la dottrina sui trapianti dividendola in da·e sugli scop-i,. i vantaggi, le modalità di essi e sulle leggi m.e ravigliose di biologia. che li governano; la se· ~Ji&rti: una genemle l altra speciale.. La prima verte
BlVISTA DI CHlRU.RG!A
ENER L·E
conda sulle diverse Spe{~ie di teS::;Uti •e orga.ni cbe Ì possano trapiantare~o - .on fa. quasi d'uopo ricordare i vantaggi immeusi ehe i trapianti possono dare si& percorreggere defor.m ità na:turali o su.s s guenti edl atti o·p erativi, sia per abbrevi.a:re processi lunghi e d.ifficili di ci·catrizz~zi·one ·d i ferite o nlc.e~azioni. Col trapia.n.to. noi ci proponiamo· di trasportare' snl pos.to di un difetto del materiale vivente e adattarlo alle funzioni dell'orga.n jsmo in modo che con. esso· stabilmente viva. .L e · condizioni sotto le qu.a li questo materiale,. p·uo co:ntr.a rre un durevole a:') etto di ·o rganizzazione, differiscono per ogni genere di animali e pecie di tes uti entrotretti oonfìni e dipendon.o dalla capa~eità vitale de1 compie i cellulari . tacca.ti e dalla rapi.d ità e dal grado con cui. si può comple.ta.re. la loro nutrizione
Biguat-do al modo di eseguire 1 trapianti si di. ~tingtte la plastica a lembi,, se que ti sono tolt.i neUe vicinanze del punto d.a. ricoprire e su d.:l e o ritorti · la franca auto·P'lastiea se. essi son toltt nel1o stesso indi'vlduo ma da parti lontane; l'eterop·la.stìca, in fine. se l'innesto sl e eguisc& con. ·p art.i prese da un altro in.di-vidno. Quanto alle leggi b.iologic.he che presi dono ai t.ra.p ianti si può dire che, \!IS e stanno i.n istretto rapporto collo sviluppo fìlo·g enetico deUe peeie animali; o ia si può stabilire eh e: 1° Quanto più si e~eva. il grado di .o rganizzazione. tanto· minore di enta il ·p otere di. t·ige'n orazione.•. È no·to; infatti; che negli a·n· .hi e negli artropodi ,p os"'ono. riCirescere le estrem.i tà tagliate. Orampton ottenne nelle ni.n fe delle farfalle la, congiunzione di pezzi di in.d ividtlo con un. altro e vide, com piersi la metamorfo i" e uscire delle fal'l·aue,. cbe serba·v ano distin.t a.m ente i carat.ted dei due animali. Bizzarre !:orme viventi ottenn.ero Joe te K rs.ch.elt :n ei lombr1ci colPunil· - due ·o p.ià indi.vid ui in dire.zione laterale O· .a .iale. Così furono trapiantate gambe ·d e1n brion·e· di pollo su ere ta di gallo., che è.· ri.ccb ~ ssima d.i vasi. Siffatt:i trapianti ·n oa sono pos i bili. negli animali uperi·o ri .. gli ultin11 progressi della. chirurgia però colla plasticR. d.e i va i. la cierebbero in tra veder~ la. ·p ossibilità di trapiantare con successo organi interi. AUa l·egge' su espo tane cor· risponde un'altra. va1evole anche per la terapia. nell''u omo, e che spiega come tanto più facilme,n te :riesce ad atte,c chire U tra.pian'to quanto più l 'indi vi duo è gi vane .ed. è IH: seguente-. 20 Oellul embrionali, che abbiano dietro di se ancora ungi ''ane : viluppo :s i dimostrano iu .a lto grd..do più capn.ci di. CO·n trarre stabile uni-one fra lol'O e .c on 41\llelle d.' sltra. discendenza. Braus e Spemann innesta ono .n elle larve di rana e stremità in embrione d'individui d'lln:a. specie su quelli d.i un'altra e le vid.ero. svi1up1 a.r i e compie·r e ]a metamorfos.i con tutte le earatte1·istiehe a loro i.nel'entL Nei mammiferi la pos ibHità di trapianto di interi organi è molto limita·t a e il p·r ogresso di cicatr"zzazi ne assai co·mplicato. Bert e Salt kow tra p ·antarono nel ratti. con · u·ocesso le punte deUe c.ode s,ottoIa pelle del dorso- ma. occorse per l'attecchimento una ben i · ·t en i va trasfo.rm.a· zion.e. Ossa, ea.r·tila.gini, mu coli tessuto congiun.tivo . vasi furon.o in pa.rte distrutti ·c adendo in necrosi, entre le neoformazioni dell'e.p itelio del perlo. .tio, d.e l peri· condrio diedero la. nece ·sar· a. vitalità. e con es a. la pos ~ i bili tà ·d i proliferazione di de·te.rmina.ti gruppi d.i cellule. Cio dimostra che le, singole specie di cellule e pre~ isamente quelle a caratte.r i meno dHFe·N mziati; come le peri.ostee· e le epiteliaH pos . i do.no llna p·· ù vi,g orosa fol'za. di espan _ione, cìoè una. maggiore ea:pacità ·d i nnesto, mentre~ a.ltm quali le nervo e, e mu .colati una volta isolate~ i per il loro. 1
RIVI' ·TA DI CHI'RUU:GIA GENERAL
v1luppo di d.lfferenziaz·i.oue, son·o me:no susccetti'bHi di rigenera.zio.n.e son.o cioèr ·poe.o atte al trapianto. A eiò si deve aggiungere l;altro fatto delle intime. pro· pri tà ,del protoplasma e~Uular-e colle quali si sp.ieg.a.. il gran.de influsso che puoa·v er sul trapianto la affi:oità. del ,s angue ,e la razza .. Ben• si presta ai trapianti la cute, in toto, o meglio .s otto forma. di piccoh lembi epid6rl'IÙci alla Reverdin o a.Ua · ·hierseh. Il tessuto, reso cosi p.i · ~ sempli"e, trova più favor.evole le oond.izioni per l'atteoehimento, tanto ,ch.e .si potero,no con ~ uec.e o far per.s ino trapianti . u iodivid ti di razza diversa ,con epidermide, c;oèdi neri su 'bian-chi 'el v·i.eeversa. Col tempo, però circa dieci set:ti.mane i Le.mbi per·d ett6ro il pri>p,r io na~ turale colore per assumere quello dell'ospiw, la eu.i azione nel tra.p (anto risp tt& a quello d.el lembo è empre preponderante. Negli innesti cutanei si po SOD:O c'e• , .g uire dei tipici processi. regress·ivi. e eli riparazione. Una parte, d.e i vasi sa.ngnign~ si altera. not.e,v olmente ;. i nucJe,i degU endote1i si raggrinzano,. H tessuto eounetn,e tti vo circostante eade in sfacelo:; nuclei cellule e fibre elas,tich.e ono destinati a ne ro, tizza~s.i gli strati supe,rficiaH d~eU' epidermide mo trano.t ,s.in dai primi giorni~ dei solleva.menti, deUe tras.f orma·z ioni vescic,o lose delle cellule c.be po -. ono e~- ser trasportate via in toto. Allato, però a. questi pt•o,ce:ssi regres ivi, dovu.t i a deficiente aftlusso di saogue, se ne osservano altri d:i riparazione. Dal fondo or• gon:o proliferazioni di va.s,i che attraverso lo strato di contatto si .mettono in comuni.cazion,e coi lumi aperti di quelli d.e l lembo. Si può dimostrare la loro pres nza già d.a.] 3° g.i orno in po·i m·e diante iniezio·n i.
di osta·n.ze eoloran ti. :Sulla punta delle, papiHe e n•,g li .a vvallamenti ad esse interposti si forma.n.O· zafti epitelia:H proliferant-i ehe spingono le le~o cellule pa-rallelamente .a lla u.... perficie. Da1 rima.s ugH delle ghiandole del sudore e sebacee gli epiteli piatti proliferanonei dintor:ni. otasi. i.n. fine·., immigTazion.e d.i trie . di connettivo e di leucociti olo .m.o lto, più t'8rdi si rigenerano le :fibre nervo e dal mar.g ine del punto ri,e operto. Il tessuto osseo a.n c,b e se trapia.n tato col suo periostio1. muore, non c'osi però il• peri o tio, il ,q uale provvede alla sua rigenerazione, che avviene p.er assorbim.e nto la· cunare e, apposizione. I mu· coli e i tendini non sono adatti ai trapianti, lo. loro o tanza. cade~ i·n de· gene.razio,n e.. -ei nervi gli elementi del tessuto nuovo provengono, econd.o l'e stabiU.te leggi deUa ri.ge.nera.zione., dall'estremità del monoon.e centrale. Anche organi ghlandolari, eome la. ·tiroide, furono trapiantati L ovaia attecchi N~ì se viene trap:i anta:t a insi.e me con un lembo d.i peritoneo. In que ·ti ca i i ri· sulta.ti ·Che s.i. ottengono sono in ·p rinclp1o splend.idi. ma poi la parte centrale va. in degen.e razi()ne e, !"~organo cade in a.t.rofia. e vien.e rias orbito. GU olliimi ardimenti della ehh·urgia, con nuovi metodi di tee.n iea. la. utut•a dei vasi. ha:nno ottenuto in qnesto campo dei trapianti. de!i. risultati m·e·rav'igHo i. Tale t.,en ica è dovuta a 'Carret. 11 ro·t ondo .l ume delle, imboccature di. entrambi i vasi che sì devon.o congiungere potendo espandersi eo~ tre briglie in forma di triangolo, si rle.see con una .fio.is mu•• .utu.r.fll continua a unire perfettamen.te t:ra. loro le superficie laterali dei monconi vasali, ottene,u d,o ne tl'no solida. chiusura. A mantenend,o pervio il lume per
la corrente sanguigna Oa,r rel r.iUROi.a trapiantare, così ·pezzi di arte:rie e a congiung,e re 'Vene c.o o :a rterie. Similì. tentati vi furon.o esegoiti , u. larga scala col concors.o de] PA ~
RIVISTA Dl OHIRIIJRGlA G' NERALE.
nella. eliniea ehitur:g iea del Prof. Enderlen. Un cane, eui fu es:tirpa:to il rene sinistro -e t-ra p ia.nta.t o sui. vasi della milza s. o·p~a vvisse benissimo e. poichè in una seconda ·operazione, gli. fu asportato anohe il dest.ro, restò dimGSt:r ato· chiaramente che un organ.o può essere completamente tolt·o ·d al suo natural~e mezzo di nutrizione troncando tutte le eongiunzioni col sistema nerv·oso centrale senza. che perciò la :s ua funzi·one· sia notevolmente danne:ggia.ta.. Pur t ·roppo n·oa sono aneor 1·iuseiti a trapianti di organi interi, come reni; da ua individuo a.d un altro.. n cane~ eui fu i nnestato un rene d.' un altro sopravvisse qua.ttro gio.r-ni e l'organo seg·r egò orina già. alla fine dell'operazione e n.e i giorni s~eguenti. Carrel rlferi sui risultati dì simili Oplra.z.ioni ottenuti nei gatti, e'b-e sopra.vv1sser-o sia SS giorni•. Essi si r.i ebbero dapprima completame.o te; emisero urin.a in ·q uanti.ta o.bboo.d ante ·e di. composizione normale ma nessu.no d·ei pre.z iosi aaima.H po;t è essere conservato in vit.a. • .E pt·ematuro emetter g ittd.izi su que~ta nu.ovissi.ma e splendida fase della chisurgia !n materia di trapianti. Si può osservare ·però, che col metodo di Carrel anche l autoplststica, di organi di stru.ttu·r a complica.ta., perfetta.m.e nte :riuscita; non eosi l'ete· ·ropla.~tiea. e. H motivo .s ta forse ..o.elPintl.me dHJ'.erenze ciel plasma dei tessuti dei. du.e or g·an.i smi. E. eo TA.. ~ ILLU 1 ~ UN·G:u. -
L'A·trop:ID& 001118· em:o•t:atloo. ·- (Med:ical Record. ew York, novembre 1909.
Pa.1•ecehi anni fa l'A.. fu colpito d.a.l Yedere .a ttribuita. all'Atropina. u.n'a.zione -em.osta.tiea.. E sendo tale opinione in aperto oontras:to· con queUa de1 fa.rmaeologi p ià. reputati,. .gU sembrò ehe l'.aecettare la nuova teor.ia dovesse costituire un vero proprio attentato alla vit~~o de.i pazienti. E,. noto infatti ch.e, secondo le migliori aUtOrità, ratroptna au.m;e nta [a te n ione 'V&S•COiare,, dilata il calibro delle. &rterìe e dei ·c apillari e rende più energiche le contrazioni ea.rdia.che. Luchsi.nger trovò che. es- :R. provoca un notevole rialzamento ~del polso., ciò ehe gli attl"ibut a paralisi del vago, quantun,qu.e. ri.c on.o :cessa che era. eontraria..alla pa.t·a.lisi eau9&ta da. cloroformio,. apomortina., rame, zinco, ecc. Keller osse~vò ehe una soluzione di solfato di a:tropina in acqua ~a'!ata. dila"t&va. le arterie,. accelerando la circolazio·n e nelle v·e ue e nei ·ca.p ~Uari eb.e non erano dilatati. Bommini tran.d·o ai cani grandi dosi di atropina Albe:r tini ·Co·n sta.tò ebe si rialzava la tension.e vaseo· lare, ciò che ogU attribu1 a,d eccitazione del ce,n tro· vasomoto.re .. l vasi cu.t anei venivano dilatati mentre i vasi oerebraH eraao contratti e la. tens.ione arteriosa ve .. niv.a. rialz.a .t a,. Tatto eiò doveva naturalmente i.n durre a rite.n ere !'.a tropina ~come ,adatta a. 'favorire le emorragie .a nzichè a frenarle. Ma come smentire d'altra par·t e le e perienze cliniche di medi.c:\i pratici, in eon· -tradizione, ·c on l.e osse,r vazioni di laboratorio, tan.·oo p1ù che .l e noti-zie sull'efficacia -deU'atropin,a,. com.e, emo tatic.o gli venivano da una .s orgente troppo rispettabile ;per· poter a.mmettere un e'r rore ? - D'al tra parte però un easo .ingolo ed an~che una er1e di ·casi possono co tituU'e un'eooe·~ione e qu.indì una testimoni -_e _ indivi~ -duale no.n gli embra.va concludente in modo indiscutìbile. E' perciò che PA.. mise un avviso in un giornale medico molto diffuso per do·mand.a re. l'opiniou.e· d.e i oolJeghi su. questa. importante q ue tione. Ricev·è. molte risposte. Secondo a ~euni no11 er.a. affatto il caso di tentare l'espe.. -rimen to pere h le eogniz~i.oni s.aienti6.ebe al riguardo· vi si oppon.evn.no. Ma. tutti i rapporti dil casi in. cui l'~tttropina era stata sperimentata.. testimoniavano la. ,p'l"'nta ed. efficace influenza d.eU'.a},c aloide, nel frenare ·q ualunque forma di. emorragia.
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RIVISTA DI CHIRURGIA GBNEBAL~.
ad ·eccezione di quelle derivan.ti daU'apertura di lUla gros a arteria. In parec lli easi do nti ad aleerazio·n e intestinale. tit:oidea o ad el·osione polmonara da uber• colosi a.euta. l" atropina. non ma trò .a lcuna efficacia; m.a. neUe emorragie arte·ri ~ e capillari1 traumatiche ed emofiliche l'azi·on·e fu pronta e oom plet.a. Essendo av enuto negli uffici dei giornale uno smarrimento di queste risposte l'A. Ui;&Dd:ò una c.Jrco.Jare a. tutti i gi,o rn.a li medici che si pubblicano in America ponendo la s.t .e ssa questione,, con ~peciale raccomandazione per i casi negativi, co·n o eend.o per pl'O·v a. eome vi s,i a generalmente la t.an·d·enza a riportare solamente i successi. L:e n.uove risposte. non furono ditle.t·enti dalle prime, confermando in modo ~esplici. to e ìndiscut1 bile l t azione emo.s tatiea deH"atropiD.a.. No.i ci trov'iamo q ttin.di di fronte a una di q ueHe appa.tf!inti contradìzioni in eu i la unanime pratica clinica p11e ,e ota resultati c.omple.tam.ente oppostì e queUi dedotti dalla osser·vazione sperimentale. Ma. le ·o sservazioni intelligett .i .6nisc0110 eoll ae<"ordarsi e .pinte fino al punt:o in eu i le linee che sembrano sul primo diver enti si ria.v vidn.a no· ;: e l'A .. crede ehe n e&so dell'atropina sia un esempio di q·o esta. vedUt Non si può sempre affermare che una determina.t os'tanza. agi -ca. in una maniera determinata, perohè bisogna distingue·r e fhL e:ffet:ti primi ti vi e secomctari, fra queUi consecutivi a grandi e a.. pieeole dosi, senza tener conto delle modificaz.ioni dovute a speciali condizioni ,e CJ.rcostanze. Tlttti .s i accordano nel di re che l''a tropi na manifesta suo pot-ere emostatico soltant.o ad alte dosì, r1ua.ndo c:.ioè compaiono sintomi toss'.ci ~come boeca. asciutta; viso acceso, pup.Jlle dilatate il ebe fa ritenere la sua azione piuttost~o stim,o1ante che p.a ralizzante. Acc~t.tando la teoi"ia d.ualista a. riguardo de'i. nervi ebe. governano i vas1 a.nguignl, possiamo aum·e ntarne il caHbro tanto paralizzan.do i vasomotori che ecci-· tando i va.sodilatator·. e l'atropina pr·oduc.e~se n pr.i mo effetto noi a:vre.mmo tln notevole aumento nell'emorragia dai ca pHlari rHasciati e fl.osci; al con tra rio .e agisse com.e, eccitante dei vasodilatatori il s a.ngue si trove:r ebbe oece s~u·iamente spinto nei capiBari, co_i avendo questi una capac.· tà 700 volte quella delle ~·r te·rie si. produrrebbe una tale scarsità di sangue nel sistema arte1•io o d.a. v·e dere arrestata qualsiasi emorragia. - ei capillari. poi l'azione vasod.Hatatrice porterebbe un.a. t":orzata. dUa.tazione delle loro pare i per modo ebe non solo il sangue vi rimarl1ebbe, dentro anche se tagliati, ma per ino l'aria potrébbe essere aspirata. dalle loro boccucce be·a nti •. Fra. i numero i rappor i che ricevè, egU ricorda in modo spedale alcn:ni a i dli placenta p1·aevi.a, nei q n ali l'atropina fu somministrata per v la ipodermica fino a che no·n co.m pa.r ve see·chezza della bocca e delle fauci; in tu t ti l'emorragia ce ò comp1eta · ente. Fu.rono pure segnala.t i esiti favorevoli in ca. i di m.etrorragi.e epistassi., emottisi, emofilia, emorragie in testinnh, ematemesi e in 26 casi di ema~ turi a malari·ca. · C FAn , LI.
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8AUERBR. U 'fl~ -
llsp,e.r lmeatl •alrauemla artlflolale DIJle, OJer&SloDI 4.e l craato, - (Zentr:alblatt lii.r Ch.iTurgie, n. 47, 1909).
L'A. ispirandosi ai tentativi di opprjmer~e l'emoraggia nelle operazioni ul cranio comuni ·a ti tre anni. fa in un volume, pubblicato in memoria ~di Gi·o vanni ik.u liez, potè dimost1·a.re che· eoll'.aiut.o della eampana pneumatica mediante l'azione locale d'una suffi clente soprapressione sul cranio aperto si riesce a ·opprimere' complet.a.mente l' ·emorragia dei capillari e delle ve·n e delle ossa e del cervello e' a rid.u re e.ssenzialm.e nte quella delle arterie. La. courpressione de· ·c \-
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R l VI .T A DI CHlU RGI.l G.E NER LE
pillari e delle vene. avviene ad una pressione d.a.i 20 ai 90 millimetri Hg.·· q ueUa at;terie aumentand·o la sino almeno a 70 m.illimetri. Oontempor.a neame,n te, anche cervello resta più o meno fortem.e nte compresso, eppe·r~iò rimpioeioHsce. Que to metod.o c·os~ acconcio per frena.r l'emorragia no·n si m.o strò però datto Jler es ere impiegato nell'uom.o.. L'e:mbolia gas osa, c.be si verifica pe o negli .a nimali da esperimento, pres.e ota un pericolo· troppo ser·io nè furon.o sufficienti le ri ·Or."e escogitate dall 1A p·e.r evit.a.rlo nell'uomo; anche la tecnica. ne è troppo co.m pl ca.t a.; o·nd.' è che l A., partendo· di\ un concetto affinet pensò dì usare .a llo· sco1 o ~a diminuzione della pressione; auziche la oprapres ione, ed esperimentò nel modo eguente:. L an i male veniva. adagiato nella campana pnetnnatiea in modo eh e H eapo ne porge e. mentre il pe.t to, il vent:re e l'estn~mi tt\ sta v:ano all'in temo. Al ·c oUo fa applicata, una .c hiusura ermetica, quindi si proe·e dette all'a:p er·tura del cranio. Appeua che nell ·interno della campR.na. si. effettuava. una ·d iminuzione di p re -· s\one, 15· milli metri. Hg, in me.dia,. J•em~orragia. ve,nosa. diminuiva a.Il''istante in modo e'ridente. A 2{) millim tri ces ~o completamente. La superficie. superiore del cervello conteDendo questo meno angu~e,. i abbas . ò d1 circa. un ·c entimetro. In ·q ue to .t.adio poterono . es er aperti anche i .eni magg1ori senza alcu-na. p eJ·dita ·d i angue L'emorragia. art r1osa non. si ridu ·se, o a ...sa.i di poc,o o. tale diminuzione di pre tone ·m a spiogendo la .rarefa.zione. dell aria sino a c it·ca 4 millimetri s'i a.ttenu.ò anch e. a. oi ces are deHa dimìnuz ione della. pressi ne il eerveUo ripre e la primiti:va ·tta. po izione e rem.o rragia ricowp.a.r'\"e •. Mediante e atte ri .. eerohe fi iologic'he condotte in ieme col prof. Luhmann e c,o U'aiuto del prof. Sebenk, l'A. &5 odò: L Che la diminnzione di. pre ione ul torace induce u.na. maggiore dilata.... zione dello stes ·o e per onsegu.enza. una più forte a · pirazione del sangue venoso uel cuore destro. La. re· pirazi ne i mod"6ca e sendo la espirazione r ·sa. più. diffi il co del r·e to come l'azione del euore es a. resta d1 turbata.· be p~ e r la rarefa.zione ·deH aria ucoode l1na notevole dilatazione deUe vene e dei capillari nelle parti del corpo d e si ·t rovano entro la campana, -peci alme. te all'ad·dome.. I va i d·Ja.tati accolgono in sè una gran parte d.·e l ··.a ngue circ:o]nnte; 3. Cbe la pt·e ·one del · augue nella csrot·de e a. femorale rimane invariata; _. Cl e la press~one nella vena giugulare si abba · a durante la .diminuzione di. pt"'e ·~ione nella. camera pneumn.tica • 5·. h e d ~ rante Pa.n.emìa eno:=~a. d·e l cro..n io ba .ta. una emp1ioe pres .1on . ul ventre 1 ea· libera · da.ll' ingorgo i vasi e ristabilire il normale riempimento di angne del cerv.e n ; 6 . Che dopo l'allaeci.atura b Ur..tera.le delJa . eua. gi ngulare terna. non è pìù. po ibBe· di ot euere, o· as a· diffi Hm.e·n te, olla diminuzi·on~ d.i pressio.n e ·ul ·t ronco una an· mia. ve no a. del cranio·; '2. ·he non aoi ce [a diminu~io:oe d.i p1•e ione sul conteuu o sangu'gno del cranio· se nella cavita. o.d ominale, havvi grande ten.s ione ve dca enorm·e m·e nte di ·te a. ute1·o gravido}· . Che n n a · ~ i mal morto i va. i veno.·.i . i vuotano di angue già con una. r re ione d i i mi.lHmetri g. a pre . ione ul v ntre li riem.pie tosto di nuovo.• ll in . iffa ti e p rimen. . non i verifica Pem,boHa ga a p,e r l impiec "oli m nto d.e l lum d lle vene. al ~ una a,zione danno a p rod.ot t:1 daUa dim.iouz.i one di • · ~ione sul ·cerYeBo. de.~le
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RIVlSTA DI CHIRURGIA. GE~ERALE
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L anemia del cranio dipende, principaJm,e nte dn.Ua. pl tora toraci ca e addomi-naie e questi e perimenti sta.n.no in relazione eon quelli di Dawbarn in.te i a ·diminuire l'emorragia op r:a.tiva colla sta ·i venosa nelle estremità. Il procedimento su esposto è facile. e es _o pos a troyare pratica applic-azione, io chirurgia è ancora prematuro a dirsi. In genere basta una diminuzion. di :pressione per ottenere Pa.nemia Vflnosa del cranio del 20 o.i. 80 mHlimete Hg. In un ca o di estirpazione d.i. un. carcinoma ot.b itale il prof. F .riedl.rich la trovò ·sufficiente dai 16 ai 18 mm. Durante l'anemia. veno a la. eircolazione nel crani.o ·è mantenut:a. 'in mL ura sufficiente. Certo il cer\ ello u mano può non mo trarsi del tutto ind.ifferente a questì ca1nbiamenti d i circolazione. Perciò PA. ad onta dei numero ~ i fa.vo·revoli risulta,ti ottenuti u .,.H animali consiglia di a.nda.r molto ·ca u.ti e a. i nou usa1· ta te metodo jn :Ln lìvidui h e si .m ostrino o.ffetti da. m.a lattie di cuore o d ei va-~. E. T· • NSCHil·rz. -811 tentatlvt per 4Jmlnulre (Zentralbla~~ ("ii1•
re Orracla 41lr&a·t ele operaziODl
Chiru · gie, n. 52 95 dicembre l' O .
1·i nto ·ome Sauerbruch, la un lavoro di Dawbarn da. lungo tempo in titui l'A. degli e parimenti iute i Q ottenere una diminuzi, ne del}'e.m orragia dLtrante !'.a tto operat.ivo e già ne riferl ne] 1 - f 8 in un'aduna.n.za. di naturali t: a Cologna. Il suo m t ·do è di· r o da quello di Dawbarn, poichè non :si limita. alle ole i può tend re ez ian -io· a quelle sul collo sul p tto e .tl dor o. Dift'eri c·e poi euz[ ltn nte d.a quellQ dt auerbruck in qnanto che qu~ ti ricorre .alla an emia veno• a locale, p r effetto della dim.inuzione deUa. pra ~ione utmo feri c·a.. L'A . mlra. a ottene•·e l'aUon.tang,mento del angue dal campo OJ era.ti'fo mecHante. la. t&'Si venosa nelle estremità e le sue os ervazioni si stene ·dono ormai a più di 100 casi .. Già H uo a i t n. e d·o tt. Zoeppritz col pleti rnogra.fo potè con tatare c .e per effetto della. sta.sl sanguigna, in entramb le estremità infe,r iori di un uomo i possono a.mmas are circa da.e chilogrammi di. liquid.o. Il punto migliore del1a. stasi sì. ottiene doJ o cir a un'ora. L' . procede perciò nel modo egu nte: Un or& prima deU 1opeu.zio-n e applica ai P .tremità inferiori oppure a.nehe .& tutte e quattro -dei lacci di gommo.. Il poh;o deH arterie deve rima.oet· empre apprezzabile. Contro il senso di di turbo A i dolori consigEa le omministrazion.i i s opolam.i na e. morfina. Il tagho del la cute san · ·u.i:oa come di. on uetot ma n ,Q'li trat.i profondi e i è raggiunta, una buon.a stasi l'emo:rrn.gia veno a e captlJare e in modo assai evidente a .tenuata. Praticata l a.lla.ceiatnra. dei va i nguinanti, si chiude la ferita. ed. .allora ·i sciolgono i la ci, prima. agli arti superiori, e't d,opo circa 20-30 minuti,. agH inferiori. on c'è più d.a tem "re il pe~ ricolo d ll'eutorr&_O"ia eoonda.rio.. Di turbi per l applicazione -d ei lacci i nora non n , ono sorti. B i ogna però n.on e ag -rare la .·ta. i per l'anemia cerebr.aJ · che può in orget·e pecinlm n ·, nel va <~hì., che ·i può,. el l" . to, vincer to to e fa. "lmeute. Tolti i lacd, a op·eraz.ione fini a ~ n.el cn..mpo· della f ri a, anc ra ap rta, non .a .pparve a. i un aumen o doll emorrag·a. iò non deve attribuit·si a circo tanT-a fortuito. ma dimo tt~a t:.b · l'arre~to d l sangue veno o uel1a diminuzione d U' m.o rragia gioca una gran part.e. Il m-e todo d· Sa.uerbruclt è p i !l ·eflica e, troppo forse e1r certi ca i· queno dellA. ha il pregio di . er più. fa Ue e ma.n eg~e vol • l ~ ncce;.;. i migliori si ottengono nei sog etti mngri. E. c .TA.,
SG
Rl VI "'1'
EnFt. -
Dl CHIR . R
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G !NERA. E
l."alooel aoetoae eoae dUIDfettute 4el oam.po oper&tiYo. -
(Z e1!tral lìlaU filr Chirurgie,. D. 52', 25 dicembre 1909)~
, enz/aloool n·e suna efficace, dismfezione~ si afferm.a ·u tutta. la linea. ma. in~ tauto )a moggio:r pa.r te de gli o perato.r.i soglio o :far seguire a.ll'alcoollava nd. con acqua. e s.oluzi.o ui di ·nretta.nti, come e tali mezzi n.ei pochi .i stanti che ono a disposizione. prima. dell'opetazione,, fo· ero· ca a,ci di svii uppa.re una. con i·d erevol forza germi.c ida. E ~ i non s'accorg·ono invece ch.e cosi vanno a. iudeboliire o a.ddi.ri ttu ra ann.i t·n· tare l'azione e enziale dell'alc.ool, che , oltre ·d i e ser durevolmente 1 ierobicida coU'indurimento, raggrinzame.Jrto coa.rtamento della pelle .g aranti ce tu 1 eccn.ni o im:prigionamento d.ei gerrn..i p rofondi. AhUeld. u a. acqua, apo·De; alcool,. ma il uo m.etod.o r "ch iede ·t roppo t e.mpo e una doppia manuaUtà, svantaggi che, bisogna eY i~ ta:r.e.. Per avviarvi al sapone s~ può . o tititui'r un'altra so tanza. avviarvi cl ne riunisca i pregi e ne escluda i difetti e questo è ]'acetone·, il quale può e . et·e meseo·1a.to coU'.a.loo·ol. L'aloool-acetone puhs.ce pert~e-tto.ment la. superficie cutanea, co·l le .s ue pro·p ri· ·t à cariol it~che a.llonta.na le qu o.me epiteliali ; penetra. nei pori B . Ue i.nfossa.ture, nei dot.ti ghiandolar.i, O'· a ottima.m ente, e ripulisce inanco le più r iposte mcchie ·della. pelle. L''aceton , al contrario del sapone, indurisce e·e orruga la eu e la pro ciug.a , co . l alcool penetra non. diluito nena protond i t n. e COD erva. du.t•évolm.ent suo pote,r·e battericida~ L 1 acetone non oontra ta l'azione dell'alcool. ma n. coadiuva. e aumenta gH effe tlt. Lo. miscela a1eoo1- acetone. in som.ma rappre ·enta per l'A. n miglior ~di ~ nfetta.nte deH pene epperciò del campo op . rati . o che oggi i conosca. Bi,g uardo po" ~ gH ottimi ri ulta.ti delle iod.a gini ba t~ te~iologieb.e si po ono consultare i lavo·r.i di eri ed H ·eck ~quest'ultimo del Pi.·t.i·· tutQ p r ]e malattie i.ufet ti ve di BernR il quale asseri ce che un metodo H quale resl ta. a u.n esam·e c'o i rigoroso come queHo che fu pra t icato n l menztonato· i tituto può ben sod.di far·e a qualunq ue e, igenza. In mod.o peeiale si pre ta pure l'alcool aoe ton·e a.lla. dis infezione di regioni provvi te di p li. ln taU ca i.. però l, A , per maggiore ieurezza. consiglia. di ad·O·pera.re an.ehe u na oluzioue resino -a alcotlUca. o eterea colla quale i pori delia peUe verrebbero a. e · sere o·tturA ti e i germi non po·t rebbero più u eire dagli strat" profondi ·q uando per un prol un ato a.t to oper.a tivo l'a~z io.ne cor.rug.a:nte, dell'alcool-acetone a:ve · e a. diminuire. P reiò ]'A. adopera )a soluzione seguente: Ben.zoè, res·na. Da.m ar ana gr. 10 ·et re ga•. 1' · · eui aggiunge, in p ,o porzione del 20 p. 100 una sohiZion.e ioclo-iodurata compo_ta: iodo 7, i:od.uro di potassio 6, alcool 100. Da ll'ottobre l · 7. q u.a lunque s:ia. iJ ca· po d'operazione egli procede nel modo . ·e guente: Ne u.na preve1ntiva speciale prepa.mzi.one. Non fom enti al u bUm ato che di turbano e n·o·n. giovano Dou lava.ndecon acqua e sapone. La pelle .a ciutta vi ne rofinata per cinque btloni mi.nuti con pezze di flan Ila imbevuta iu alcool e acetone a. ·p ar i egualL i a cin"'.f\ il liquido che sopravvan.za · p~en nella s op1·a. la ohtzione, protettiva; Finita. lopel'a... zione si asciugano le ec.re.z ioni della :ferita si peDnella ulla · utura la: t :: u. ·cr lozione resinosa e · fa c'a. In più di :.. casi di ·o perazioni ul ventre~ che costitui cono, si può dir , co ~ e la pie ra di paragone della bontà d'u n metodo a e · tico, 1• A. non ebbe, aJeuna grave, in f. zi.oue,. per cui, anc he per [o. fa cHiti~ d ··~ ~ uoimpieg·o, raccomanda. il suo pro ce ~so caldi imRmente. E. . TA.
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RIVISTA DI IOTO·RlNOw-LARINGOIAITRIA G. O TINo . ·~ .au aloaDI feaomenl. ooùarl, IDor& aoa 4uorlttl, nelle lablrlatltl. ~ '.•-.h·ch. Iral. di ot., rin. e lari1~g ,
o l. XX, f - ·e. S e ·1).
L''A. con ·t ale m mori.a ' eomJ l·e ta
iassum.e du· sue pt·ec :.denti omunicazi-oni f, no··meno ·Ocu)are: ristringime•nto del can po visivo ed inv rsione dei colori, osservato jn un certo· nu1n ero di otorroici, i.n labirintici ed in quasi tutti i tra.umizza.ti d -l capo. L'.A. aggiunge ora altre ricerche eul ·campo dj sguardo dei labirin·t ici, fat te in eoUaborazi.on. d l tenente med ieo Sa;n.ta..ma:r·ia. Da.Ue 14 torie clini.che riportate risulta.: l eh il res:t ringimento d l campo di sguardo, il r trin aimento· d ~l cam po visivo e r in v rsione dei colo1·i si os 'r vano nelle sup}1t1.ra.zi.on1 aeute e cronichedell'oreeehio medio con risentimento da part d H'orecch"o intel"no, neUe [ahi. rintiti d.a qualunque eausa, nella ifi.lide aurmola.re nella sordità da detoraazione, nelle eomn1ozioni e le ·ioni traumatiche d el labirinto · 2. p~r la peculiarità del materiale clinicot D•O n fu possibile eauire H com~ portam.e.nto di que ta t riade fe:nomen,o log ica. per lungo t mpo, p rò daUo st1.1diodi alcnn1 ·e t i si. può inferire che e si perdurano pe:· lungo· temp·o ·• 8.. tali sin~om1 ·o:no in dipen lenza delr h ti tazionc deHe terminazioni ner-vo e dell'acu tico; 4. si può :a vere mancanza di parallelismo tra cam]'O di 5;.trnardo e campo vi -ivo •. 5 .. la triade s· ris ontra quasi ·e mpre, in nuio:ne .al n : ta.gmo, ma può e'"'i· ·te·re qua.nd.o quest u.l timo no è dimostrabile a.nehe n Ila 6"tt·ema dhezion.e d Uo
fatte ln colla borazione co·l suo assi tent · dott. Mod stinJ. circa il dup1 i c
s:guard·o. Sulla in·t erpreta.zione di ta.F fatti I A.• dice cb.e H r ,stringim nto d· l campo · di · guardo è· un sintomo irritativo d. l nervo· v.estibolare m -ntre il r _t ringim nto d I · a.mpo visivo Pinve~ ìon dei -olori sono i.ntomi i~ritativi del ner o ·c o~ cloore. Circa. p rò la genesi di que. t i due ultimi sintomi neUa irrita.z ione labi.. nn ica aggiunge ·Che per il res t.r ingim·ento· concentri -O O regolare del cam po vi i.vo n lls. la.birintite si ha. che l'eccitazione anorma]e d.el nervo " cleare, pe·r m .. zzo delle :fibre che' dal fa scio acustico centra.l ~ rie r·ono n.ei tubercoH quad rigem -Bi an te riori, si propaga ali fìb1' o tt~ehe che emanano da. que ti per re.. car ·i l centro ·Cortica.l visivo, pt"~ovoca.ndo u.n.'anom.a la interpl'etazion del :g rado di eceitazion·e d:ella. retina.. L'in.ve.t.·sionoe dei colori..infine che i I'Ìscon tra n·e ll'i· -teri. m.o ancora,. i :spiega ammettendo un.a m inore eccìta.biliU. ·d i certe· cellule corticali v isi ve de t inate ali' in terpretazione deUe reazio·n ì degH 1 ment.i ·termi-
nali de la. retina alle varie l.unghE~zze d'onda d eU 'etere. luminoso. A~ B.-\Lt. ·· . -
R GASI.
La uoaJa&miDa nella oura 4eUe malattie deU~oreoelll.o.
.A ·eh. /tal. di ot. t•in. e liuing ., Vol. XX, fa ·c. 4).
L A. dopo avere pa. sate in r assegna le varie forme m.o rbose nell quali dapprima la .~ osina.m ~n.a. (allistd ro.a.rbam icle) venne u a, ,, a. (rammollin ·ento d.i ci ca~ tri i lupose rinoscleroma, chelo1de, carcinoma, opa ita d. Ha corne·a, cicatrici · i~ u - Giornale ai medit:inG milUars- Fa~ c. IV.:V.
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RIVI TA DI OO'llL:ISTlOA
fìl iti h e te·r ziarie, tuberco·losi laring·ea e polmonare; ate11o · ì deU a laringe, del l. e sofa:go; d·el pitoro.,, ristringimento uret.r ale, va:rie alattie auricolari ecc.), accenno. alle ontroindicadoni di s-a che a.vven .ono per le sue pro·prietà. ~dissolv~enti
...:
e cioè: l. negli antichi operati, con cicatrici eutanee e profonde,, he potrebbero riaprirsi (laparomi:z zati); 2. ne'i. ·t ubet'colotici })er evita:re la. riacutizzazì.one dl vecchie carie ed n rinnovarsi di temperature febbrili in. individui apiretici.; :S. nel caso di supposti twnori nu1.Ugnì, ~cbè l'a.pertura. d·elle vie. linfatie'he: .espon.e alla metastasi. L'A. do·p o essersi esteso suU'u.so della. tlasinamina nella terapia otoJa.tric.a~ ri porta il contributo per o.n ale n.eUa cura di alcun.e otopa;tie colla tiosìnamina ebe us:Ò . o]treehè per via i podermica. ed intra.mu colare, in · oluzione alcoolica. al 15 P·· lOh (pel'altro as a.i ·dolor.osa}, per via ·o ral·e pure io soluzior e, alcoolica, per il ~ondo·tto udì.' .ivo estet·oo, sotto fo.r ma di bagni di orecchio e,. pe1· tub.a m; in instHlaziont nella. ca.ssa timp.a nl.·Ca. Le ini zion.i per tubam sono inutili se· la membrana. è perforata od aecoUa.ta .a l promontorio, CO·Sicchè n011 :rimanga. alcuno spazio f1·a l'una e Paltra. L,'A. & riguardo .di ta.e cura preconizzata da L·e rmoyer e abu e· da lui provata in otto , asi ha. o teuo.ti risultati qu · i negativi per i rarnori subbie·t tivi, ma ri ulta.tt buoni .i n cinque ea i di otite m·ed~.a c~tarrale cronica ed in. uno lti e i ti di o ti te media. purulenta, con piccola pe.rfor-azion'e ; ri.s u' ta·t i .apJ ena medtocri in un caso di otite me.d ia catarrale ronica in soggetto si6Htico ed .i n un caso di sordità da ·e tonazione (in eu i, com - di solito, vi era pure l'et razione timpa.nko.). L'A. nota. che nel ·c aso di es··t i di o ite medla. purnlenta, il mial.iora.mento i è mantenuto· nonostante un'intermitt.ente, recidiva della suppurazione au:rieolare. RUGAN'I •.
G. AIIPERr . capitano medico.- DeUe .t Jfuloal ooulart ID ra,pporto a.lle vie UDfatloll. ed aUa o•tl:tulo.na l'·• aerale. - Parte prima · Palpebre, CongfuuUva, CQ-mea.- (Archiv.io d'Ottal·m.o.logia, anno.. xvr,. n. 6 e seguenti). L''A . premette, alcune consid.erazioni sullo. stato lin.fatie.o, e. 'd ice cbe, sehben.e il concetto deUa. costiruzwne abbia. perdtlto molto del s:uo p·r imìtivo valore, pure è innega.bHe che e a rappresenta empre l'espr~s ion!e d.i una. forza . che,. attraverso 'tutti. i ssgn.i. della vita., manifes a la. sua impronta ·c aratteristic.a • nota. poi che, malgrado l'assenza dati anatomo-pa.tologici, pure rosservazione giornalie,r .a im .. pedi ce ai eHnic.i di abolire una te·r minologi.a., sia pure troppo v.a ga ed inde:ter· Juin.ata. qu.a.l'è queUa della costituzione lin{:aUca, ma che. racchiude, nel su.o in· si eme un comples · o di fenomeni, che diffi.cilmen.te riuscire·mm.o a. compendi.a11e con altre p.ar.ole. O serva p&l'Ò che il eon. ~tto d.e li an.tichì autori, che, nsar.o no l'espres ione di ~o tituz·ione Unf"atica, per indicare un maggio'r svii uppo del · tema. Hnfa ioo a capito d gli altri, deve oggi. modi.6 carsi nel enso eb.e qu st a.ppa.:~· ente sviluppo maggiore non è la cau··a. sibbene l'effetto della cars,a. re i tenza
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RIVISTA DI OCULISTlOA
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ei co~muui te·g umenti verso ,g li age.nti morbosa, e, gl'ing·o rg:h i gla.nduta.ri multipli debbono di conseguenza rl.g uardarsi come l'espressione della resistenza che· l'or_.ganismo op·p oo.e all'invasione dei. germi. Lo stato ll:nfatlco perciò n.o n sarebbe, eeondo lui, da ~conf,ondersi ·n è con. l'anemia, nè con la tube>rcolosi, nè eo~.n la bin·lide ·e reditaria pur eonvenendo che esso è un terreno· adatto a tutte le infe.z'ioni ed alla tubercolosi in :speci-e,. Ciò prem.esso, d!opo aver a·e eennato· aU''importanza. dello s:tudio dal sistema linfati.co, ed alla difficoltà d'iniettarlo7 l'A. passa a trattare ·dei lin.fati'ei delle palpebre .e delle loro vie di defl'UBJW. Accenna anzitutto ai la·v ori più importanti eseguiti sulra.r gomento e nferis,ce ·p oi il risultato· delle sue es,p erienz,e personali, eseguite sui feti dai. 6 ai 9 mesi, in base a.He quali concbiu.d e ehe esistono nelle palpebre 2 reti linfatiche · una. superficiale ed una profonda•. :L a supe,r nciale ha due corr·e nti principali di deflusso, dì cui una dir·e tta in fuol'i alle glandole prtmuricolari e, pa,r otidee· e l'altra in basso alle glandole sottomascellari. A.Ue, prim convergono i linfatici sup rfieiali di quasi tutta la palpebra superi.or·e e, quelli de.( terzo esterno· deUa. palpebra inferiore, mentre alle s ·conde sono diretti quelli dell'angolo intern·o .dell'occhio e dei due terzi interni deUa palpebra inferiore. Per i linfa.tici profondi poi. mentre il Grune1·t ed il Most stab1liseono un gruppo laterale dir,e tto alle. gla:n,d ole parotidee ed uno mediano dir-etto .alle .sottomas~oollari, non esiste secondo l' che una ao~rrente prinmpale di defiu so dh~etta. &l ganglio preauri·c olare, pure ammettendo l'esistenza di qualche altra via seconda:r ia diretta agli a.l1,J:i. :g.a ngli.
Alla part anatomiea ·tengono dietro a.loune cousid·eraz.t.o ni suUa ble(a1·ite e·t· lia1·e. L'A. pas"'a p1:ima in ri v:is·ta. i n1omenti etiologiei più im})Orta.n.ti ; e senza negare 11 g-iusto valore a .molte delle cause determinanti, attribuisce })Ol'Ò la lll&{l• gio~ re importanza al fattore costituzionalu, po·ichè,. secondo· lui, tanto le cause oc~ casionali che la. rioobe.zz·a. v.a scolare della. p.arte, qusn.t o l'alterazione delle glandole e follicoli piliferi,, ebe la invasione dei g·,ermi,. formau.o gli anelli tutti di una catena c.he si connettono .a llo stato costituzionale d.e l soggetto. Le. eause irritanti ·e '"r.a umatizzan.ti agiscono difatti ne~gH individui predtsposti, determinando da.pp.ri:ma la. ~congestione de'l margine palpebra.le; a.ll~eritema che ne consegue, data Ja, persi tenza della cau9a, ti·e n dietro r.inna.mma.zlone delle glan.d.ole d.e l Meib·o mio e ralteraz.ione delle lo~ro secre.z ioni · i m.ierorganismi intanto ehe si aanìdano alla. ba , delle ~igHa, trovano nell'indebolita resiste·n za del tessuto una condizione favorevole alla loro moltiplieazion e pe.n etra.zione, e perve·· gon~o cosi nelle radici delle ciglia e nei. bulbi piliferi. Ne d~erivano ~da. cio, seeo~n.do l'A.., tutte~ Je, varietà ·d i blefariti, daUa semplice alla sqt a.mosa., alla pustolosa e.d nlcerosa. con d·ecorso e ziatmente cronico: la formo. squamosa. e erosto a sarebbe la CO'nseguenza d·el .. !"abbondante ~ed alterata. secrezione delle glan dol del Meibo.m io. mentre la. pustolosa sarebbe ~dovuta alla penetra.zione dei germi nei bulbi piliferi ed alla oonse..guen·t e foUicolite suppura.t iv.a, da essi provocata. Segue U ~capitolo sulla Congiuntiva. .L '1A.. studi& qui i. linfa.tici di questa mu .. ·OO'Sa e eonchiude coll'ammettere,, al pari. degli altri, du.e, reticoli ~di ~cui. uno i:n "'ç"icinan~a. del Um/Jus ed. u·n o nella conghmhlva bulbare a pochi millimetri dal ·p,riJno, deeorren.tl entrambi dr·coltumente,. paralleli tra loro, ed al m.a .rgine co:1·.. neale. Egli però no.n ammette il vaso limi te descritto d.a.l Teichmann, e ritiene ch.e il ·e,i rcolo linfa.ti!e~ pericor.ne·a le ,p.a ssa seo.za 1im.ite de,fìnito n.e l circolo della congiunti va bulbare per avere entrambi 1I loro def!u!3 )o erso gli angoli inter.n.o ed tem·o deU occhio.
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RIVl TA DI OC LI TlCA
Viene quindi a. trattare della Congiuniiuite fiiittenutare o linfalt"ca oceupan.do_ll .i:n special modo d·ell'anatom~a patologica e d.e B'etiologia di questa. foma. morbo. aRiguardo all'anatomia patologica; dopo avere a..c cennati i vari reperti sull':argo· m ·e nto, descrive n risu.lta.to delle sue· ricerche .istologiehe. eseguit-e su 7 casi presi ad esaroinaret in base alle q uaH l"Onchiud.e, tCbe· Paft"ezione flìttenulare della. congiuntiva è costi4-uita d.a un.' inte.n sa infiltrazi·o.n e parvicellula1·e di un punto cir· coscritto della mucosa ·COn.g iun.tìvale di. gui a che Pe ame istologico non pttb fornire alcun& .s pie,g azione circa la natura d 11 affezione, facendo so]o. constatare B reperto di un'in.t ensa infiammazion·e del tutto imile ,a,. quella che p·e r qual :iasi stimolo, si produce nella congiuntiva come in. ogni altra mucosa. Qual'è dunque il m.omento etiologi.c o che agisce da. s.t hnolo e provoca. uD.a tale · infiammazione? L'A. fa. al riguardo uo minuto e ame delle varie opinioni .sul· l.'a·r gomento. e d.opo una serie d'osservazioni e consi,derazioni, conch.iude col ritenere· la flittena ~congiuntivale di origine ·ect.ogena o quale il ptodotto di un'' infezione batterico. con ecutiva .ad un'alterazione circoscritta delPepitelio congiuntivale. S ·· condo hd, non. esis·te un g rme specHieo, potendo I affezion.e essere determin.at.a.. dai più sv.a riati m.ierorgani_,mi (miorococobi di Gifford Buchardtt GaUenga,. di· plo bacH] o d· Morax·Axenfeld,. pneumoba.cillo, sarcina lutea., ec.~.), la causa. più fre(ruente d·e e però attribuirsi agli sta·fHoeocchi che furono più comun.e mente ri con· trati ·~ ma l'azione di codesti germi, che si rinvengono normalmente sul1a con ai un.· tiva,. si esplica solo· aHorchè esistono stati dis.c rasicì predisponenti.. Nel c.a .pitolo della Cornea, l'A.., come. negli altri capitoli, parla pri.m.a dei Hnfatiei corneali, e. dopo avere piu specialmente riferite, le oppo te vedute di. Reck~ lingba.usen e Lebe,r, con chiude che, allo sta.·t o a.t tua.]e delle nostre conoscenze non è possibile ammettere nella. cornea. un si tem;a di cana.U -nel senso vol1to dal Re· cklin,g ha,usen, nè una libera. cir·colazion.e lin.fa.tica, c:he non .a vllehbe scopo, avve· ra·n do i gli cambi nutrit1vi d.i e sa pe•· difrusione ed osmosi; n.on. esiste so - tanza cementante tra oorpu~c,oli corneali ·e te suto fond.amenta.l·e, il che sp·i ega la.. facile penetrazione ·de~ liquidi d'iniezione negPinte1·stizii cellulari· non è improbabile in·fine. che la rela.tiv indipendenza di quest~ ·e lementi sia. in ·relazione con m a . certa libertà d.· mo·v imenti, che valga. meglio .a regoìo.re r .a ttrazione dei Uq uidi ed i eonse _,uenti scambi nutritivi. Chiude ·q uesta prima parte del lavoro un.o stud.io completo· nei rig-tardi etio ~ logici, suUa. ch.eraUte pa1·encld1nat.osa. L'A. dopo ave.re esaminate, t -ttte le idee · state espre.,se sull'argome:nto., In. ba.se a.d una serie di dati clinici e sperimentali. eonchiude che la chera.tite parenchimato a. l'icono c·e un'etiologia. varia· che la. sifilide è enza. dubbio H momento eU.ologico più i Ilortan e, mentre la tubercoios i oocupa il secondo posto; che è ìnd tbitato ·c he una. serie di · tati d" -c:r a ici (scro·fola artriti mo, linfa.t.ism.'o ecc. t po .sono anch.e determinarla•: qnahmque' sia. però il momento etiologico, essa è: d'oJ·dinal'io conne .sa. a I~e- .ioni del tratto uve.ale, come si ritiene dalla magglo.r.n.nza degli .a ltori.. A questa prima parte del lavor·o, che occupa. t)) pan-i ne di sta.m.pa. ·e· che con tiene pure una ricca 'b ibliografì·ca, so o anne-· ti e t,nvole. La part:e s con.da è in cor o di pu bblica;r.ione. R. L.._
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RIVISTA DI MALATliE VE! ~REE E DELLA PELLE .E. GRUET ed E. .BRElSSOT. - 'rrattaaeato ••qu.o olel ~»••:b•·lll v•·• •nL (Journal de méàeci11e d .de chlrurgie p·r.aUques, 10 gennaio 1910). Sono n.o ti .g li sforzi dei chirurgi rivolti a.Ua. ricerca di un processo che gua· fsc-a. i bubboni .enerei senza la eiare1cicatrici deformi e visibili. S.pecialmente le ioie~imu l'iempitive di ·v aselina lod.o formica liquefatta col calore banno avuto .Ci tltori, ma. numerosi Insuccessi sono l'egist·r ati, sen.z a contare gli accidenti di intossicazione iodoform1ca.. D'alt:r onde ques.two metodo è di teen ina delicata : se' il pus n·on è completamente ev.a euato prima deltt iniezione del liquido modifì.ca·t or·ei. il suceesso manca. Cosiechè non si. è ·diffuso· nella pratica. cosi. come altl"i pl'oeessi a:n loghi. GH A~ A. v.a ntano in.vece un tratta.m ento semplice e e.h e da più anni dà loro ottimi risultati, cioè guarigione in 10-20 giorni senza. cicatrice apparente: con.. ·· te nel combinare la stasi venosa a delle ini.e.zio·n i intraglandolari d.'aleool .a soluto e· ad a.pplieaz,ion.i cald.e . Esso vale non solo pet• le, adeniti venet•ee, ma..anehe per quelle da altre cause infettive, oomuai e specinche (sifilide·tubercolosl). Ecco c.o me si pratica: .s i ~copre la regione iu:6.1trata,, tum'ida e doleD:te oon ven tose che si lacSeiano in posto per 5 minuti. e che, a 5 minuti di intervallo, si rin .. no-.•ano· per altre due volte su.c cessive eolla stessa dura:ta. d'applicazione. In totale la :manovra dura 1/ t ora, e. .si ripete colle identiche modalità n.e l corso della m.edesima giorna.t a : nell'lntervallo si applicano, per una. o due, ore, deUe compresse imbevute ·d 'acqua calda fino a tollera.n za d:el malato. Si vede aUora. risolvere la · eriadenite e delimitarsi. i gangli infetti, nel cen.t ro d.ei. quali .s i avverte un pie~ colo focolaio suppurativo, eos.ioohè con una .siringa. d.i Prava.z od. un piccolo tre~ ·m i si può aspirarne U pus ed iniettare nell'interno del cavo ascdSSual·e· ·d ue O· tre gocce di alcool assoluto, copren.do po·i la puutu·r a c~n. collodion. e una medi... tum asci u·t ta •. Dopo due gior:ni sl ripete la se;rie ·d i applicazioni delle ven.tose; e i. vede dopo qua1ebe g.iomo il ga.n.g lio ridurs.i a. volume normale e scler·o sarsi. Se il pus, dopo la. prima aspirazione, si riforma,. è neee sa.r io un.a seconda evaeu&zion.e ed iniezione la guarigione per questo fatto no·n è che, di poco ritardata., ma i ottiene egualmente bene; senza cicatrice. I mìgliori risultati si banno· quando n trattamento è messo in opera fin. dal· 1'inizio dell'adenite. Contemporaneamen.t e va curata, s'inte·nd~e, l'ulcera e gli A. A. raooomanda.n o tale scopo le polverizzazio·ni di cloruro d'etile seguite d,a appUcazioni di .ealo.ble~an.o. U. RrvA. A T&LLANI .A.
- Pr&mboeala. treploale....... Sesto .c ongres o de,rmatologico di York, 1907. - (Otpeia.e Transact, 1908, voL II, p. til.6. Centralbl. fiir Bal·ter I parte, Referate, B ·dicem b1•e 1909).
~uova.
Per mezzo di n.uo,v i esperimenti
uUe scimmie (ma.c ach.i e se.m nop.iteci) l''A.
-ot ·enue ri ultati evìde nti di trasmis io.u e (14 casi po iti vi su 19 in.ocula.zioni).
ln S animali pot:è o serv.a re i feno meni second.a ri. L'in.oculaz.ion.e fu. positiva ·col
RIVISTA DI ME.DIGINA LEGALE
sangu·e e ·col succo spl!enico, negativo eol h q uido cerebrospinale. Le inocula.z ioni con materiale :ti]tra.td alla candela Be·r kefeld (12 a) .o n. ebbero successo. L'infe- zione è di natura generalizzata giacch.è le splroch te poterono dim.o.s trarsi neUa. . milza e nelle gland.·o1e linfatiche. Le scimmie iDoculate:eoUa. framboesia non sono im.m uni ver.so la sifilide. Colla. rea.z ione Bord.·e t-Gengon dimos rarono ant.igtm.i e anticorpi div·ersi da ·q uelli sifi'liticL ciò dimostra che, Ja iramboesia e la sifilide so·n o due malattie distinte. Dal .Ja:to ·epidem.:io'Iogico l' . di.m ostra che la frambòesia è trasmissibHe per · oo.n.tatt-o da persona a. persona ; non .s i pn.ò però es.clude·r e la possib.Uità. ·d i un.a. tra-smhlsione per parte delle mosche e di altri insetti. C'o me è no·to .• la framboe ia, comune e diffusa n.e.Jle, regioni ·c alde nelle quali .. prende; a .seconda. dei lu.ogbi, i nomi an.c he di Yaws, Pia:o,. Bouba (quest'ultima.. studiata.. .speeialm:en'te dal Br~da) è prod·ott& da un protozoo specifi.co scoperto dal Castellani, la Bpiroehae.t epertenuis }a.qua·le trovasi costantemente .n ei prodotti mo·r · . 'T ESTI. bosi ·deU'uomo e nelle infezioni sperimentali.
si
GBAV.AGNA. -
'B iaeroll.8· •perla.u tall •alla tl'&I·D l. . .loae 4ell& 118114• acll .
&DJaaU. ~ (·Gazzetta internazionale di ?nelUeina, 1909 . n. o 27-Sl).
L'A.., dopo· aver fatto brevemente la. storia. ·d i questa. questione, riferisce il ri·,sulta.to delle espe·r ien.z e su parecchi animali, (cou.iglì cani, ga:t.ti, mo·n toni), prat;ieand.o .in essi sca.rificazioni corneali e. iniezi.on:i nella. ·c amera antarioxe con ma·-· teritùe preso da .si6Jo.m i iniziali tritura.ti ·ed emulslon.a ti. Le searificazioni cor.n.eali, sebhen·e fatt·e con prodotti virulenti imi., ·d iederorisultati negativi. i'n 70 eoni.gH~ 2~ cani l gatto . Invece l'inoculazione, neHa camer.a,. anteriore diede quasi empre risultati positivi. Mentre alcuni autori ammettono cbe la. Hìlide embri limitarsi alle lesioni corneali, senz'altre loca.litzazioni ulteriori, il Gra.v.agna erede. inv·ec-e possibile la. dift'ttsione dell'infezione. al a: là ·d.el punto d'inocttlaz.ione. i) che tenderebbero a ·d im.o strare alcuni risultati ·dei .suoi ·e sperime,n ti (:infezione d·e ll'ocehio non inocu~ lato in. 2 oasi, aborto do·p o inoculazione' in coniglie grav·idet dimagrimento e morte-. :p er marasma). S.. RoTA..
RlV STA DI MED·IC NA LEGALE l.a •t•:r Wuaslone 4fl.l 4eJI:Dqaeatl • 4el 4egeaer.a tl. - (The Bo ·folt medicat. a.n·d
tJ,rgical Jou:rn~al, settembre. 1909 •.
Al ·c ongt-esso co.rce,ra.rio ten.utosi a. Sea.ttl~e ( tati Uniti) nello sco~"'o ago to ha. avuto luogo una di cu9Sl·o ne, ·he dà prov.a d.eUo straordinario spirito di praticità.. degH ameri.c a.l li. La selezione se suale artincia.le ·esce cosi dai depositi d'.a llevamento d&Ue va.eche,r ie e d.ai porcili mo·deUo, e . i avviar a grandi passi verso H gen Te ~
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lUVISTA DI ME.DICIN.A LEGALE
umano! Se il siste,m a adotta. to neli'Indian.a, nella. Califo1nia, nel Connecticut, i propagherà a.nc.he tr.a. noi, quale· semplificazione d1 tanti a:n goseiosi p·roblemi! L& ·eareeri sa..r anno, in una gene,razione ed a.nehe meno, spopolate·· i tribunali s'l biu· deranno·, o si oc.c uperanno soltauto di. htigi civili; i earab1.nieri non avranno altra.
funzione ·c he quena di scorta d'ono.re ai prefettì in giro... La epurazione deHa. .soci.e tà sarà eomp·l eta. Poi si intraved.e che non tarderà. a. venire anche la rig·enerazione .fisica. Non solo tu·t ti i tubercolosi, i. sifHitici, gli epiletti·c i ece, ece. sara.nn() chirurgicamente impediti di aver de.g li ered.i, ma si provvederà, mette~ndo in pra~· tiea una proposta già fatta (tra. altri dal De Lapouge) e che ha già un ·nuvolo di sostenitori., a selezionare sempre di più la .speeie umana 1 accordando Il dir.i.tto di m·o ltiplicar.s i soltanto agli uomini perfetti fisicamente e moralmentet ai cosiddetti a: eugeniei ~, ed istituendo appositi stabilimenti, dove la metà più bella d.e1 genere umano andrà. religiosamente .a. farsi somminlstraro il materiale necessario per potere,. dopo nove mes1 regalare altri pioooU ~ euge.nici » alla società. A pettand:Otutte queste bene.~cose, diamo lntanto n resoconto della discussion.e }JrQ-o mossa a Seattle sQ.lla sterilizzazione de,i d Hnquenti dal dott .. H. C. Sharp, g·.t add.e tto ad un riformatorio dello stato di. Indiana, U quale pre entò un.a dotta. rela· zione sopra. d.i un metodo g:ià. spe1 im.enta.to in. parecchie eentinaìa dì ·ca i. Biferi eioè su 421 opera.z ioni s·t erilizzan.t i, compitzte tutte con esito favorevol aggin.n gendo che il provvedimento non è più oramai .a llo stadio .s perimentale ma. già sanzionato da.Ua. legge. Egli no.n descdve la tec:nìca di questa operazione stert~ lizzanté, che consiste n·e H'aboHzion.e· della. funzione· riproduttiva, bastandog:H di affermare n principio. V·e nuti alla discussione v1 furono talnni che non solo protestarono contro H pubblico di.ba:ttito di un siptile argomento,, m& si schierarono violentem.,nte ·contt· questo metodo proposto pe.r risolvere un pro~blema tanto importante e, ci fu per6no chi disse d.i eonsìde~rarlo come· un oltraggio all'umanità ·~ ma gli spiriti p1ù equili~ bra ti dell'assemblea aft'ron.tarono serenam.e nte lo. di eu. sion.·e e, primo fra tu t ti, il presidente' Gilmour, rispo:n.dendo a coloro che volevano sotfocarla, ost5:ervò c'b e circa. l su 19-2 persone vivon.o presentemente. ·n Inghilterra a carico dello stato, e eh e:ra. perciò nee,essa;rio m.e ttersi. a.Ila riee·r eà dei mezzi più ad.a tti per prevenir·e questa pubblica calamità. E po.ic.b è twmi:n i e donne debbono essere ugualmente inte1·essa.ti alla question dt ottenere una t•a:zza. il più possibile pura e poicbè uomini ·e d.onn·e fìgurav.a no o.g ualm.e nte n.ena. statistica degli individui sottoposti al trattamento sterilizzant~e ann un.ciato, daHo Sha.:r:p, così vi. faro no anche alcune donne ch.e p.arla.rono· caldamente in. fa:vore dell'« .i dea Indiana,, e n:ello stesso .senso pa1d ò H signo~r Longfì , t, d Ila .Pensilvania. il quale; per dimostrare le disastrose eon.se-guenze d.elle. libera proereazioD.e di questi infelici, asseri che vi era. in quel momento a carico d·el suo stato un gru.ppo d.i 160 malati d.i mente tutti q(U&nti in relazio~ne di parentela frR. loro La signorina Krueger, della Società uma.nitaria. di Scattle portò il contribu.t o di fatti impre<sionanti, che dìmostr.a vano la necessità. di impedi.r e la procreazion·e ad uom·"ni e donne scesi al più ba. o gra·do di d· pravazloDe. E finalme.n te dopo una discussione vivacissima da parte degli oppositori, i· lelegati deUa. California e d.e l Co·n necticut dichiararono che i. rispettivi sta ti avevan.G già adot.t ato il pro·vved.imento· in disco:rso; e la grande maggioranza delle opinioni si dim~ostrò favorevole alla dott.r ina e aUa pratica del dott. S.barp. Come appendiGe a questo in.teressante resoconto, diamo ancora. un rias unto di Wl articolo del dott. . Ewiug Mears, di Flladelfìa, pubblicato o.nch e so nel Bostmt .
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RIVI T ' Dl
E I IN
LEG LE
m •dical J,ow"Ml. Il dott. E.w ing Mears circa ven i. anni or sono, ~quando veoi a. di cusso ìl tra:ttam·e nto, curativo deUa ipertrofia della. prostata. per mezzo della. ca. ·trazione,. A. propose già di so tituirvi la. le,g a ura dei co:rdonz spermatici, colla ·q uale si poteva p~ro:vocare P atrofia testieo~lare e si potevano perciò otte·n ere g1i . ··te si effet.t i suUa gla.n dula pro tatica. senza. produrre d'altra parte tutti gli qui· Hb:ri p iebici,. a. cui le oast1•azioni davano f1·eq uentemente ·OCcasione. In . eguitot po:n.e ndo me.n te alla. importanza cui assurgevano le, questioni che ì riferiscono· alla pubblica salute ed. al mezzi più adatti per impedire l'in.q uinamen to soc ·a.le da parte degli elementi noci vi, eiJ'li fu. tratto .a. studiare l'applicazione d~ que ta oparazione abbastanza emplic--e, come misura prevent1i·va. oontro il d.a nno ~che può e· ere arrecato d.a. e~1·t classi di individui che sono a carico, della sodetà in cui vivono, e che oo tituiscono una ·p ermanent-; e pericolosa. minaecia per }.a,, 1·a~z a. umana .. Tali s~a.rebbero i pervertiti, gli idioti, ,g li epilettici, i pazzi m.o rali e :i. criminali dli un certo tipo che sono :g eneralmente soggetti a pe,r v·e rtimenti se ·suali erad i.ndulg·e nze anormali. S e i è permesso~ egH dice, di difenderci contro le insidie dei :n emici,. ~e si cerca. di evitare i disastri ~della guerra, Jlt'rcbè D OD. si dovrebbe ~com batte,r e qu.e sto flagello, dte è for: e peggiore di tu t ti? G uariscon·o le ferite d.e lle armi; le nazioni si inga.·.. gliardlisoono, dopo il battesimo del fuoco, ma H circolo delle degen.e razioni si allarga. sempre più; i vizii innati. si intensificano ed ogni generazione div~enta più degenerata .d i ,queUa che l'ha preceduta; sparisce il senso, morale; aumenta H n a mero degli idioti,, d·e:i pazzi d.·ei delinqu.e nti e qu.e sta massa di e .seti nocivi, olt1· ad -e s re un grave carico per lo stato, è una. c-ontinua min_o.ecia perr la società. Quale n rimedio?· Deve lo stato in:tervenire? È n.e cessarm ·Ch',e sso si p·r ocu:ri l .a utor.i zzazione dei genitor1 dei parenti o dei c u.s todi di questi iri~esponsabilì prima di procede.re a.d un trattamento chet pur non o:ft"endeudo il loro diritto alresistenza tend ad a.rr·e stare la riproduzione e mina la loro vita.Htà m.e ntale e morale? E s m.an.ca. n consen,so, ha lo stato il diritto di pro<'edere nell'intere se del pubblico bene? O pid che un diritto non è t•orse u·n d.o vere per lo stato di provv·ede1~e, a.Ua aluter dei cittadini? Fortunatamente da qua.lcb·e anno a. q u.est& p.a.rte l'opinione pu bhlica ha. molto progredi·t o i.n questo senso e le misure phì restrittive d. lla libertà individuale V·e ngono impo te od accettate nuanimamente in casi di epidemie; le norme di pro~ ·f ilas . i vanno sempre più: ac,q ui ta.n.do iìdu.cia; pere h è non dovrà ugualmente farsi strada il eone tto di questa mi u ra ehe a primo aspetto può for. ·e ecei.t are qualche
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diffid!e nza?
L'A. aveva già d.a q u.a lebe anno cercato di s.t tirare l'attenzione pubblica. ,s u ques,&o argomento.,. ma senza possedere rapporti di resultati pra.tici in qualche paese.
Egli si è perciò mantenuto costantemente .in reJ'azione ·Con m.edici · d impiegati a,ddetti a s.t abilint·e nti di pena. ed h.a potuto così. sent.ire varie opin.i oni. Alc:un.e sono deei&1.mente fav.orevoH a que t.o trattamento che l'luscìrebbe spesso gio"r"evo'l e allo tes o individuo sem.p re alPumanità; altre so·n ,o completame: · te, avv~ers.e peroh·è ispìra.te ad una sentimentalità. malintesa che è .spesso d. inciampo, al vero pro gresso. Becente.mente e~ gli ha app~re o ebe U dott. \Nilliam Belfield 'd.i Chica.go, inspia randosi. se.mpre aUo . te o concetto di profUas i ~oc ·aler ba raccomandato la vasectomia per con .gui.r e l.a · terHizzazio·ne dei criminali d.egli idioti e d.ei. pazzi. e ch.e in seguito a ua. proposta esiste g.ià. nello stato« India:oa »- un bill au.toriz.z ante '<J ue · to tratta1uento nelle istituzioni ca.roer~rie .. Nelle _ole p~rigioni d i Jetrerso:n ville
RlVl TA DI TECNICA E
ERVIZIO MEDICO MILITAR
più di SOO in·d i.v id.u i al disot.to di 40 ann:i sarebber·o stati ste.r.ilizga.ti con questo metodo; alcuni d'autor.ita la maggior parte a loro richiesta. Nel febbraio 1909 n.ello stato di Ortlgon fu. a·p;p rovato H bill stesso di Indiano. con l'aggiunta di una clausola la quale· stabilisce che gl'indivìdu' da sottopo.r si al descritto trattamento debbano esse'r e c crimin~U eo·n fermat1 ~. Ltoperazio·ne del dott. Belfield non è quella stessa delPA.. ma a lui que.·to non preme,; gli basta che trionfi l'id.ea, della quale riv·e ndica la prioritr"' e termina. a.ugurandosì che tutte le menti aperte alle quali non fa velo· una morbo a sentimentalità si u.ni cano a lui nel promuove;r e lo sviluppo di que to principio &l.ta.-. 111ente umanitario. C.
RIVISTA DI T.ECNICA E SERVIliO MEDICO MILITARE 8i a4Jl • al •ervlsl.o •aaltarlo ID oampq aa. sciences militairu, 1909).
FoLL.ENFANT. -
(Journ.. des
Follenfant m.edico militare ft·anc.e .e attaché ali esere:ito russo di Manciuria, pro petta in questo rim,a.rchevol s·c ritto i principali problemi del .S:e rvizio sani ta:rio d.i 1• linea quali risultarono ai suoi occbi da quanto ha visto durante la guerra. l · 04·05. . 1 e darò un ampio riassunto.
La battaglia. di Mukde,n è considerata dai tattici come, il prototipo delle battaglie ·Che in avvenire si com ba · terann.o in. Europa.. Quella avrebbe con queste i guenti punti di contatto· le,n tezza .r elativ.a. delle operazioni, impiego delle ferro~ie presso i. combattenti l'en.ergia deii'off'ensiva e della difensiva, l'uso gen6l'ale de.Ue trincee, la resistenza quasi i.n·v in!c ibile delle fronti, l'indietreggiare ed avan~ zare metodico d~a, i combattenti su uno spazio di profondità limitata, la ripresa. dei eombattimen.t i .s u posizioni successive, }a. necessità d.e l m.o vimento strate,gi.cG solo capace di pro·voctue una decision.e Le differenze della batta,g lia di Mukdea dalle, battaglie, d Europa .c onsisterebbero nell'esistenza. di una sola linea ferrovial'ia. 11:ell assenza di un campo· trincerato sufficient.eroente fornito per forma..r e uo. punto d'appoggio e sostener.e un assedio, la man.canza di spirito oft'ensivo nel~ l esercito russo·: ' lJi queste caratteristic.he della battaglia ~dell'avvenire, sarann.o favorevoli .a l servizio sanitario; l'utilizzazione d.e lle ferrovie sul campo di battaglia, la rarità de.i corpo a eorpo,, la siearezza. temporanea proveniente d.a ciò. che il generaJ,o Kessler chiama l''i nvio1abilità delle fro.n ti la le:a tezza d.eUe ope:r azioni. la. quale. farà si che le per·d ite siano d.ist·r ibuibe su numero. i giorni e c~rpi tra loro lontanL La ba.ttaglia di llukde.n d.urò 14 giorni, oomi'nciò da 159 km.• di fronte e fini eon 80 km- l feriti sommarono a llO,()(X). ma se. si studia la ripartizione, di ques.t i feriti nel tempo e, nello spazio si scorge come .in nessun lu.ogo e giorno il lavoro fa intenso quanto .a Grave.l otte .e èdan. D'altra parte H prolungarsi delle battaglie, la sua e· tensione in larghezza e rofondità e pi.ù la r~s.istenza. ed offensiva di posizione in po izione han. re· a im ..
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'RIVlSTA DI TEO.: SlCA. E SERVIZIO MBDI O :UILITA:R E
possibile Pospedalizzaz.ion.e dei feriti gla.vi in vicinanza d,el omb.a ttimen·to, causa . il m.o vimento co.nti.l)uo delle m.asse operanti che si su·ec,edono ·ed il pericolo di . es ervi coinvolti. L'ospeda.lizzazion.e si .fece ma al di là dei 40 km. dalla zona disputata. Sgombe ·o de-i feriti dal ca1npo di òatta,g lia.. Gli pecia.li ti in organiz.z azione · an1taria. avevano cal o1ato che il 15-25 ~~. d6i fe1 i ti potevano recarsi a piedi dalla lin.e a. del fuoco alla sezione di sani tà od all'ospedale da ca.m.po. È un errore._ Scrive' il F.o ue.n fant. c n g.m .o·r no· ,d ella battaglia almeno o. % po . SO•DO eoi loro.. proprii mezzi la.schue il eampo di ba.t taglia. e portarsi da è, molto lungl; per i1 '2 6% lo scarico dello za.ino od il so tegno p·e r mezzo di un portaferiti o di an . bastone sono loro suffi·c ienti per fare un pe,r corso di q1.la.leh · chilometro Venti. . qua.t tr'ore dopo b. battaglia solo il .60 .'o può a·ncor& ma.rciare1 gli altri o ~~ .
·dovo·no esse,re rn.-sporta.ti. Questi calcoli, del re· to .i dentic • a quelli di Schaefer., add·e tto tedesco allo stesso.· esercito russo, ono stati de, unti dl.allo ·tudio deU.a. natura d·e lle ferite riportate & da inchieste fatte da.lPau to1 e e da Sebaefer ·Q uesti difatti t su 705 feriti gra vi, tu tti con. fratture o lesioni viscerali o a:rt ~ colad o do·i vasi e nervi, trovò cbe 999 a:v va.mo po' u.to compiere .a 1·iedi, tut-t od. in part~e, la strada he U separava d.a l p·un.to di ospeda1izz;a zione o dalla fl8rrovia. Que ti feriti marcianti a poiedi de ide:rosi. di ra.ggiunger.e llD luogo sicuro ev-itavano a. beHa pos·t a i po.s ti d.i medica..l.i ione e· le ezioni di sanità p~ e.r recarsi .a .li osped.aH di tappa od a.1 ·t reni d ~ sgombero. Durante t l.·tta. lA. gue.r ra ]e sezioni di sanità delle 1~~. S•; s•, 9' divisioni siberiane registrarono S856 feriti, mentre i corpi a.n notarono 29.9·78 feriti ·: a:ppeDa. un terzo pa so per le se.zi.oni. COn ques.t o esodo dsi feriti l·e gaieri restò di :m olto aUeviato H e.ompito: 1° dei portaferiti che -bbero a trasporta1•ne in minor numero · 2° dei pos.ti di medie zione ·e deUe se.zioni di. sanità. che pote,rono dedicare la lo,r o mue ai feriti più gr. "' i .. I ta.tticl sa.nito.rii avevano affermato-, che du·r ante la battaglia. t•a impos ìbile raccogliere i feriti . .Sch.aefer co i de crive il lavoro dei por tafer.it1 .russi durante la ba:t;taglia. di Mukden. « ' opo che t1na trappa .aveva. l""'sci. to i sl oi rip.a ri per ingag,g iarsl nel piano, alcuni uomin.i cadevttno: immediat~meote eeheggìava. n. grido « na · silka (barella) :. e senza I iflettere a lungo, i portiaferiti coi qua. H ero-venuto, corre·v a.no per rac "Ogliere i feriti. Altri port.aferit.i ci rag gìunse.r o · e·g ueodotru.ppe fr~sehe, la bar.ella ape.r ta, es i .a vanza v·a no corr·endo e n a. condendo ·. i con gli altr! soldati :; . Qui o serva H Fallenfan.t che lo Sehaefer descrive un epi~odio di un .& ttacco·su. t.e rreno· piano ed egual · ma nu.mel'osi t'atti i.eUe ba.:·tagUe d.i Sandepu e ukden provano che· in terre.n.O· va.riato la raccolta dei feriti ha potuto· operal$i in modo continuo e~ rapido. appro·fì tta ndo dei ripa1·i e d·e lle ·copertur del s.uoJo. Parecchi medici russi ritengono in.u.tile l'implanto ·del posto di. medieaziou reggimenta.le. o·no i feriti cb e .s tabili cono il loro ·punt-o di riunione ~• l istinto obe è quello· di fuggire la linea del fuoeo,. li p o ·terA verso le strade i. valloni, i boseh i,. le oostruzioni, ru:I timo accantonamento. H med.i eo ehe t.a bilisse in pre oedenza il suo po. to di. medicazione, I·isch.iet"ebbe di r·e -ttue un r 'enza rea.m e. l m.e diei ro i verso la fine. della campagna i t ennero suUe trade colle ve·ttu.r e. reggimentali. e· cosi potero·n o e ere utUi per il trasporto piu che pe.r· il oecorso chirurgico. È un.' iUusione che si possano rac..coo-U.ere i f. riti d.u rante la notte. Anche eol cielo stellato della. Manciuria la ma.rei.a. dei portaferiti era co ì rallentata dall'o1
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379' seu.rità. ebe, il r,e ndimento era quasi. nullo: il lavoro· e.ra diffi oltat o daU'andiriTie.ni di soldati addetti al servizio· viveri, munizioni, dall'arrivo di truppe di ·ostegno, dal lavoro di trincee ecc. n FoUenfant insiste RUHa necessità. di. lnag.giOM· indipendenza del medico re -gimentale nella. direzio-ne del suo ervizio di fronte al noem·c·o. In p·r inci pio dt.Ua campagna. i medici russi, .a ttenendosi alle d1 ·posizioni rego1am·e n tari, attende.v an.o gli ·o rdini del comandante di ecarpo per le di- _po Jzioni del servizio ed intan.t o i medici della ro·ce ~os a. non obbligati a questa subordinazione passavano avanti e si portavano ove i bi ogni erano phi urgen.t L Così avvenn.e al Jalu ed a Datehicbao, ma dJi, Lia.oiang in poi riniziativa dei med.iei. russi si liberò d.& que ·r timori esagerati ed il eoma.n do stesso comp·re~e meglio l:a necessità di questa ini 2.i a.t iva.
Il servizio san1tario di prlm.a linea si svolge quasi esclusivamente dietro le il med.ico di reggim.ento si re tringe a. discipHnat· · il trasporto.. Talora il luogo. di riuni.oce dei carri fu .i n.v aso dai fer~.ti Jeggieri chevolevan.o usu.lruire. dei. mezzi di trasporto. I medici russi rieorse~o all'espedient·e· di far partire sui carri i feri·t i gravi, pt·ocra. tinando la. pa.r~enza dei leg,g:e.r i · ,qu.esti. in buon numero si dichiara.ro:n o b n tosto pronti a marciare a p·i edi•. Il FoHenfant si dilunga ancora su alcune· ques.tìoni d'ordin·e secondario p ·1· 110 . ·e discute sull'opportunità. di alcune modificazioni n.l regolamento· francese . com.p .a gnie ed. i bat.t aglion.i
OST· ~o .
Rrv· STA D~'IGIENE MILITARE Dott. G. l?ETIT.- La pre81utllella mealagtte oerebro-•ptaale. Lo studio· accurato delle caus • ·e d.e l modo di propagarsi della infezio·ne d1 meningite eerebro~spinale ha suggerito nuovi e migliori - "stemi profilattici. Col· l a:o.tica. teoria del diffondersi dei ge·r mi p·e r mezzo degli abiti de1le person.e , eh a is~vano gli ammalati e dei mobili ed ute.n sili deUa eame.ra del paziente 1a prevenzione si faceva consistere nella ·d isinfezione d.eHa camera, del leUo ·e degli iudumen.ti •.Ma . H stud.i recenti sulle eanse' ·d i tale: m,a lattia contagiosa ha·n no po1·· ta;to la riv·o luzione .su ques ti sistemi di profib.s i. Si riti.ene adesso cbe il veic-olo d i germi sia rappresentato dalle secrezioni. naso· faringee del paziente e delle pe1· -o:n e che lo circonda.n.o. Aecad.e pe.r la meningite •Ce·r ebro·spinal·e che, a so·miglia:nza d.i quanto etvviene per a) re i:nfez.io:ni, soggetti perfettamente sani portano .seeo i germi della m.a lat.t ia ed hanno quindi Ja possibilità di trasmetterla.. L'A. ritiene che il catarro naso-faringeo sia l'aft"ezìone primitiva e la meningite ma. manife~ stazione·sec.o n.d aria. In eonsegttenz:a s'impone l'isolamen.to· d·ei. pazient ·, ma. s· impone del pari la. distrnzion·e immediata dei materiali che sono sta i insudic ~ ati ·coUeostanze mueo.. pnrulente em.e sse dal n.a.s.o e· dalla bocca. L A,_ de crive un'epidemia di meningite eere.bro"!Spinale verìfìcatas1 nel diparlimen.t o del Pas de Cala.ìs comprendente 2'6 caL, e spiega. l'inizio della malattia ammettem::do ehe i ge,r mi siano stati trasportati da perso,n e sane le quali avevano.
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lUVlSTA D'lG.I
B ..I]ULIT RE
avuto· contatto con per one ammalate di. altri pa.ee.i lontani. n gove1:no mise· a di ... .spo izione· il sie.r o an.timeningococeico , che, fu usato in 21 casi nei quali la per·centuale di mortalit~ fo inferiore a qu.e lla degli altri ia ·c ui il siero non era stato so;m ministrato.• Nella maggio·r anza d·ei easi si ebbero esiti favore.v oli) dlue sole inie.:zioni di siero fu~ono s.u.flid·e nti t ma fu notato ·e ssere ·della. massima importanza ch.e il s.i ero fosse iniettato prestissimo;. n.on. appen.a cioe la puntura l.om.ba.re aveva dimostrato l'intorbidamento del liquido cerebro~spin.ale, senza a pettare P accertamento della dia,gnosi ·c olla prova batteriologica.• ·s ando n siero nei casi s.p oradiei si e.v ite.r à che la ·m alattìa. raggiung lo stadio· epidemico. Og.o i person ebe sia. stata. in eontatto eo·n meni.ng1ti.·ci e che s:i ritenga quindi :u cettibìle· di tras.portare dei ge,r.m'i,. deve essere t~n.uta in osservaziOD·e per tr·e settimane e le sue secrezioni devono ess re esamin.a te giornalment.e. Colo.r o che assistono gli &111.malati. debbono freq uen.te1nen te disinfettarsi il naso,. la bocca. e la gola ed evitare tutt.i. ·q uei contatti e'he possono facilmente porta. re l'infe:z ione. Tali misure rigorosamente o.s servate hanno già prodot.t o l'effetto di limitare ]'inf zione nell'esercito fr.a .n.c.ese. C F.
nr.. A.: GEL D'E LAR A Y C.EREZO.. alloggiawum.ti militari. -
L& oa•a ·4 elaol4&to. Studio igieftieo sugli
6-uadalaj.a~:a. .lmprEm.ta. del Colegio de Huérfanos de
la. Guerra. 1909.
n dottor Larra y Cerezo esimio cultore deUe discipline, igie.n iehe in Spagna. e già p.r ofessore a.U' aceadem.ia. med.i co-militare di Madrid ha fatto un eccellente la.\~oro sugli alloggiamenti m1Utarit lavoro ehe fa pa.rte. di alcune lettuN d'lgi6'1re militare p r gli ufficiali dell'es ·ei~o 1·edda:tte' d.a un. gruppo df medici militari e che venne la.rga.m.ente di tr.•buito dall'autore s~. so delegato dal ministero deUa guerra spagnolo. al cou.gresso in ·emazionale medico di Budape . t ai colleghi medici milita.r i pl'lesenti al congresso. Il libro del Larra y Cer·ezo riassum·e in modo chia11ot conciso ma e.CJ&uriente le. q u.e tioni le più importa·n ti che, si rifenscono a queU' arduo problen~a. empl'e palpitante· di a.ttuDJità e purtrop·p o non aneora ·d appe,r tutto risoluto che è la. casa del soldato. Dopo· alcune ·eonsi.dera.ziooi d'ind.o le generale, d:opo uno sguardo sto· rieo sui. progre si fatti m . questo ramo d'igiene collettiva., ed. u.n esame dei ·dive·r si tipi di caserma ad:ottat-e d.alle diverse nazioni (pe.:r l'Italia. è fatto cenno d.eUa. ca· serma di. Castro Pretori·o a 'R oma) e delle principali ca · e:r me spagnole (notevoli queUe di Pamplo.n a e d.i Burgos), l'A. traccia. un quadro delle eond.iz:ion.i generali igieniche· che si riehiedo:no per la. eostru·zio·ne delle ·c aserme (po ~zione della ca~ set·ma, orientam·e nto,. terre.no· u cui e fabbricata) e di ·q uelle più. speciali ebe ri.gua.rd.ano la ·c apacità cubica, la ventUazione deHe: camerate, l'approvvigionamento d'acqua. risca.ldamen.to~ l'illuminazione. la. re.m ozione d.e i materiali di rifìll'to e dei Hquidi cloacali (eon speciale riguard.·o ai metodi di depurazione biologica)6 n capUolo speci~tle è riservato alla tr.a ~tazione delle norme i.gienlcb.e relative ad alcllni edi6.e i militari speciali come. le cuole ed i collegi mili'tar:i, gU edlfici per le industrie. m ili tarì , gli edifizi disciplinari. Seguoo.o alcuni capito.Ji nei quali vengo·n o prese ·p iù dettagliatamente in oon· side.r azione tutte le D.orme igieni.ehe relative: alPi.ntern.o delle ea erme; divisione: <lei locali, loro coud.izioni ri.spetto ai pavimenti, alle· pareti, al soffi.t to; i.g ien.e dei
n
RIVI ST
D'IGIENE MIL, JTA.l~,E
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d·onnito1·i, dei loeali che hanno rapp01·ti eoU'alimentazione dei soldati; aUestime.n to · delle, latrine,. dei bagni, dei Java.toi~ d.eUe lavanderie, delle infermerie reggimentali, d.e i •OOrpi di gu.ardia.. Speciali. capitoli trattano poi dei servizi complementari riferentis.i alla vi.t a de,l soldato in caserma. Da ultimo veng·ono passati in rivista gU alloggiamenti temporanei (tende, campi, barac<:he, p·iazze forti) . Il 1ib:ro de·l lana y Ce1~ezo si legge con vero in.teresse· ·e c.on frutto. La materia vi è ben disposta.; gli argomenti. so:n trattati ·Con molta chjarezza e n. 11~> st~sso tempo con sobrietà; i co·n fronti fra le condiz.ioni delle caserme spaenole e quelle d.e Be altre nazio:n i u..prono la via llld. utiU considerazioni. Molt.e figure, nel~a ma.ggio·r parte sch matiehe, JD.a cbia,;re e precise, ag·g iungono valore al libro n ·q uale· troverà e·e rtamente ·u n posto d.e gno ·d ella sua importanza. nella .s peeiale bibHoteca. pratica del medico militare~
Ts TI.
uovo prooeao J·• otte••~• l ,aereazlone aottura a :nel ctormltorl 4elle ou:e rae -(Estratto· da.Ua B·evue d'hygiéne e.f de polie·e sanita,~re~ F . XXXI . n. 12. Dicembre 1909;.
BONNETTB. -
L.'A. cb:e dirige il servizio sanitario al S9° reg·g imento d'artiglieria france· s.et~ espone in questa sua. mem.o ria u.n nuovo processo sempHce ·e pratico per otte.n .e re l& ventilazione n.ottuma deUe camerate nelle case.rme, procesFio cbe, egli i lusin:ga po sa. trova:~e buon impiego in iem.e, a quello· fornito dai vetri Castajng che è regolamentare nell'es,e rcito frances·e, ma che p·r esenta qualc1li·e incon.ve,n iente., la difficile remo·z ione cioè deUa polvere nell'ìn.t srstizio fra i due vetri,. e l' ecces iv a e molesta ventilazione qualora si a.d·o tti la misun\ .r aecoroandata dal genio miU~ tare di dimin.u ire di due ·t erzi raltezza del vetro interno. Il ·d ispositivo propo to c.o nsjste nel praticare agli angoli uperio:ri delrintela.ia:tuJ·a più elevata deUa finestra delle aperture a semiluna di G cen.timetri di raggio. coperte da placche metalliche della stes~sa forma, SO·rpassail'ti però di due. ceu t;_ metri l'orlo ·d ell 'a.p ertura e fo·n na:nti una. specie di manica. d'aria. a gui a di queHe ehe, -ono nelle navi. Queste aperture s.on.o da. farsi. nell Impos te per ottenere o~ i una ventilazio.n e non. eccessha ma costante dei dormitori. Og.ni imposta. deve e . · ere munita. di quattrQ di queste aperture, due a.l eentt·o e due agli an.goli supe~ riori i piu esterni. In tal modo da ciascun Jato de) dormitorio quattro o cinque aperture versano una consid~erevo]e quantità d'a.r ia. pura. ]a quale arriva nelle migliori condizioni per mescolar.s i ·eolP aria viziata. del locale; inoltre tali aperture coi lo·r o cappu:·cei .m ·e tallici non guastano P·este.t ica,. non appesantiscono· le impo te e non. nu.ociono all'Blumina.,.z ione del locale. Per controllare il valore pratioo di questo apparecchiot l'A. ha. eseguito le pro\"e del Ca traing con istenti nell'applicare u.n velo di ta.ffetà leggero davanti aH ·ori ~ fido interno ·delle aperture e neU'esperlmento d·e lla cande,Ja. Con tali m·ezzi si a sicurò· che J'a,r ia penetra dal di fuori al di dentro, che qu·e sta pen.etrazìone è ta.nto più attiva quanto più ttaria della camera. è ca.ld.a e queUa este.rna. fredda, fatto importa.n te pe1 benefici che se ne o·t tengono specialmente nella stagione fredda che.anche coi. venti ì piu violen.t i la loro azione m·o lesta a ] di la di metri 1 ~2 è nulla. L A. dA. delle pratiche, norme per cnaegna.re come si possano praticare le aper· 'blre nei vetri liberi e in quelli già messi a posto, e come. si poss.a no ottenere gH ilpe.re~li metallici.. Questi ultimi si fanno di ferro bia.nco galvanizzato, appiatten· Q:one, i ·d ue la'ti ret~ cbe vengono fissati .a ll'intelaiatura e modeHando n rima.--
RI.VI T.A D' IGIES'E GENERALE E BATTERIOLOGIA
-nente opra una fonua d.i legn.o oon che si ottiene che l' ope.r eolo rimanga scotat-o dall'apertu1·a. del \"etro pel necessario passaggio deU'''a..r ia. Il prezzo di questi ..opercoli è abbastanza moderato giac·e hà ·o gnuno di essi non vieoe a. costare. più di 5 cen.t esimi. TESTI.
RIVISTA D'IGIENE GKNER~LK E BATTERIOL~GI! ·H.\\ suxEo.. - •taa.re eoatro la 4ttraaloae aella peste per •••• 4elt. vie marittime - (.Ar·cl&iv f"ir Schiffs ttnd Tl·open-Elygiene, numeri 20 e 21, ·ol. UJ. e l4 1 9). Fino dal ·&dio Ev·O ·er a ·Conosciuto n pericolo deUo scoppio della peste per dif· fusione eolle vie marittime. Furono infatti si Mmaticamente aiottate energiche mism'e contro le navi so. pette, a V·e nezia nell'anno 1S8o per mezzo deUe eosì -d tte quarantene, le quali farono adottate poi a.n.ch ~e a Ma~"'ig ia, e. i distin. ero in q·u aranten . trette e quarantene d'osservazione, a. seconda ch·e nelle navi vi ··erauot ·O noDt dei ·c asi di peste. Le qua,r antene .furono usate per molto tem.po, e solo di recente si comindò a comp·r endere che mentre da :un lato ·c ostituivano mi ure non sempre sufficieuti, almeno, co ·i come era.no fatte, dall'altro rappresen· t&. ano tn1sure spe . o ve a.torie e ·che d.m negg;ava.no a -sai i commerci e le ·CO ... -municazioni inter.nazioo.ali. Si cominciò a.llo1•a a pensare, di reg·o lamentare, per mezzo· di eo·n ferenz, internazionali. le misure di difesa. comuni, ten·endo calcolo· del progredire d·ella. scienza e d.ei più rece.n ti bisogni de,JPu.rna.nità. Dopoché a Dre da nel 1899 fu tenu.t& uno. conferenza. interna.zio·n ale per la difesa contro il colera, se ne tenn.e una second.a. a Venezia nel 1897 rivolta alla difesa. contro. la pe te e se ne, tenne una terza. a Parigi n.e l1903. Di grazia.t.amente non tu.t ti gli Stati, 6 fra. quest1 la Turchia, presero p.a rt alle confer·e n:ze e eosl dicasi d1 molti St.ati. transoceanici. Prima dì venire alla. ques ione della. difesa deUa peste, è bene vedere quale sia il meccanismo per· .c ui lo scoppio d.eUa. pe te può dipendere dalle comunìca:zioni ma ·ittime, e pr·eci amen te parlare dei veicoli d'infez[one i qu.a.li ono l'uomo~ i ratti, a.1cu.n i in··etti pungenti fra .i quali peeialmente le pulci, e fìnalmente aleuni oggetti inanimati. In quanto all'uo·mo le rece;n ti osservazioni dimostrano ·c he il perico]o, non ta. nell uomo· ammalato in S:e ste so, ma nelle sue ·e erezioni le, quali contengono bailli, e precisam·e nte negli sput", nelle feci, nell'urina, .nel pus dei bubboni•. G.t•ande importanza pratica ba però soltanto la. dUfasione. dei germi nei casi dì polmonite pestosa e, d.i edema pohnonare· in questi casi,, ooti t1n m.e ccanismo stud.iato spe ... ·cialmente dal Fliigge, si pos ono a:vere circo ;e ritte ua g ra.vi ep ·~ demie. Di grande int-ere se poi è il saper e, come di mo tJ·a H Gottschlieh, che anche 70 giorni d:opo la cessazione deHa febbre pos ono i germi rimaner~e nel secreto bron.c hiale vivi e virule .t ·. Nell'urine poi e .neUe feci p o o:no a.n eora t:rovarsi i bacillit sebbene, come ha dimostrato hJ,. Commis ione inglese per lo .studio della pe te; per tali vie il contagio non sia molto ter :bile. In ·com.ple o il pericolo di trasmissione per n1e.zzo deH u.on o non è forte, e nane na i un bu()n isolamento e le buone ~disinfe .z io.ni sono pe o uffieient1 a circo. crhTere il mo1·bo.
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RIVkTA. D'IGIENE "ENERAL
E BATTERIOLU JA
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A ai più. grave è il pericolo che vien.e dalle navi per mezzo dei ratti, nozione :già aequi ita da parecchio tempo e che negli ul imi anni ha. avuto !appoggio della rigorosa. os ervazione scientifica. ella maggior parte p·erò degli .s coppi epidemici per via d.i mare per m.e zzo dei ratti, l'invasio:n e non. avvenn.e per infezione diretta da ratto a. uomo~ ma si produsse pel fatto che ratti a·m malati di peste lasciarono la nave, infettarono· nel paese i ratti locali dai quali poi fu porta.ta. l'infezione .i n modo caratteri t.ioo ai ]avoratori del porto e gli abitanti intorno al porto. E non solo sono pericolosi i ratti viventi, ma. anche i ratti morti, per il fa.tt.o che i ratti mangiano spesso i aLda.veri d i compagni e per l'o se rvaz~one che il germe pesto o .r imane a lungo -vivo e vird.e nto n.e'l cada.vere, qua·n to più alta. ·è la temperatura è piu avanzata. ]a. putrefazione. I ·r atti più. pericolosi per la diffusio·n e delta peste sono in primo luogo il mus raUus.in secondo lu.ogo. H mus decumanu.s. È interessante. ancora nota,re che non è infrequente nei ratti uno. forma di peste cronica. Altre due no zioni importanti sono le seguenti: il sapere. c"oè che i ratti possono~ facilmente andare e venire fra. la nave e la. tArra in mille modi, non esduso per mezzo delle mercanzie e col nuoto, che nelle na.\i i ra.t ti possono vivere o nei locali pel carico o ne.i m.a gazzlni e nelle st-anze dei ma.rinari creando un d.iver o pericolo a -seconda ehe vivono nell'una o nell'altra sede·. La tra.::,mts ione deUa pe t da ratto a ra· to, · em.bra dipen.d. re da p,a .recchie: ca n e o d.a.l. fatto cl e i ratti ~ i cibano .pe o di cadaveri d..i a.l ri ratti morti di pe te il qual modo di trasmissione però non fu trovato molto 6om.un d.a.lla Co • mi - io e inglese per lo . tudio delle pe te) o pe · contatto d"retto, o per· mezzo delle pulci. Sono note a qu to propo ito le diserepan:t di pareri, discrepanze però -ch·e sembrano dover cedet·e di front alle o ervazioni della Commis~ ione ioglese pecialmente .alle e perienz.e del Liston. Fra. le !'tpe.cie di pulci più pericolos.e per la trasmis"Ìone, della p te ono .da. citfu·s· in prima .l inea 11 Pul c cheopis Rotschild neUe Indie, in Europa. il Cerato} lt,Uus (asc iatu e poi il Pulem ir1·itans, il P. serTatù! ps·, la ltenf>psylla ·m mcuti. F·nalme.nte engono in qu stione per la tl·asmi ·ione della pe e diver i oggetti, come le mercanzie, le biancheri per ona.li e da. letto., gli abiti dei pestosi. gli alimenti l'acqua e i materiali di rifiuto d'ogni .·pecie inquinati da m.a teriale .Pe toso.. Di questi ogget ·i sono ··pecialmente pericolo. e a le 1ne mercanzie, le quali an.zi i vollero ca.us.a. dello seoppio di alcune epidemie, come quella. del Sud-China nel 1899 e queUa di Tokio nel 1903. In qu.e.sti cas.i è a.mmi sfbile un.a speciale resi tenza. del germe p stoso incluso nelle mercanzie (tes uU , cotone, ecc.) rimasto vivo e virulento per condizioni favorevoli d.''a mbumte, ma non i può nega.r·e anche la possibilità della tra missione per mezzo di pulci e di ratti trasportati co.Ue mer· ·canzie stesse. Inoltre ono da. eitarsì alcuni casi o servati dal Furtb nei quali sembra. ·che 1a tra.smis ione d l germe iasi operata per mezzo di pe ci nel cui ·t ratto intestinale furo·n d1mo trati vivi e virulenti i germi pa tosi per la durata di cinque giorni. Ven udo ~ora alla pt•otilas i si ricordi ancora ehe J:a. convenzione di Parigi non fu accettata da tutti gli Stati, ma si ricordi anche, ad onor del vero che gli Stati aventi molto commercio ma,rittimo, spe ialmente l'Inghilterra., ]a Germania, e gli tati niti del Nord-America, l'acce ·tarono invec di buon grado. La. convenzione di Parigi dà infa.tti agli tati che v i aderirono il 1odo d.i otto porre ogni n a ve -el e arr>va alla visita med ·ca, mentre una qu.a ra.ntena è facilmente evitata in ri:gunrdo alPorlcrìne d lla nave. L'e"ame medico determina se la nave debba rite-
nersi : a:na, sos1 eUaJ, o infetta; e come in:fe.tta. ritie.n si quella nave la. quale, ha ca~i d!. peste· o di eole·r a a bordo e che· ne ha avuti dura:n te .g li ulti.mi se te giot·ni! quest;ultima di po. izione def'iv·a d.a l fa·t to che n periodo m.a.' imo di incubazione della peste e di se te' iorni.. Le navi. infe te delJbono, d}opo H loro arrivo. e e1·e ami nate dal lato sani ta:rio. li amm.ala.ti sono tolti. d.a lla. nave ed i ola.ti in padiglioni spe·c~ali. L.e a.ltr p r~ ,s one deUa n a. ve dopo il giudizio d·e l med.ico·, ono . em.p licemen te sottopo .te ad osservazione o ad. una sorveglianza m.e dica di ·c inque g'orni int nd.endo ·c ome serva.zio.n e una spe·cie di isolamento o a bordo della nav·e o in un loeaJe, del ln.zzare.-tto, e come sorv glianza n e~mp.Uce con trono m dic·o quoti di ano pure god.en.do d . · orv glia.to della ma ima. libertà . compresa. quella di recar · i in altri luo·g hi 'intend.e pero . empre, sot o controllo medico. Dopo i cinque - iomt m gtti -o a pa.re:r medico,. si pu prol.mga.re n periodo di o~serva·zione e di sorveglianza. ad altri einque giorni.. Naturalmente insieme a. queste mi . ur·e ve.r o le per. one non. si 'tra curano Je di. infezioni od· gli effe,tti e d·el1 nave ·e la cac.ci.a. ai ratti. S:i dic sospetta una na v quando subito do:p o la partenza o durante il viaggio si ehbero c.a. i di pe~ste o di co~er:a. a bordo ma non i ebbe .aJcun nuovo ca o dopo· i ette ultimi gion1i~ L·e misure iudica te da.Ua. ·onven.zi.one, di arigt sono le s . ,guent ~: vt "ta, a.n.i taria della nav·e, disinfe,z ionit mci i·o ne de.i ratti, sor eglia.nza ·degH uomini della u.ave per almeno cin.q ue giorni.. Dicesi sana la nave la qu·J.le pur provene,ndo da porti in.f:et i, nè alla par tenza, nè durante il via io.,. nè an 'a l'rivo ebb alcun "aso di ma]attia. o di :m ort . Senza pregiudizio della d 't rminazione che una.. nave sana ·a. la.sc·a.ta ubi o dopo il suo arrivo· in libera. pratica pos ono, nel ee.. o cl1e la nave p·r ovenga da porti infe. tJ. p1· nd.e r i le, · egueDt.i mi ure= di infezione d -Ue bian · berie u . a t e ·d ei capi d.i ve tia.do di uso giorn.a.r.e·r o dei marinai e dei pa gg· ri d.i truzione de·i 1~.ntti e orv·e glianz.a dei pas egg "ri e dell'eqt1ipaggio per cinque giorni. p·eeia.li di po izioni pre ,e )a , onvenzion d.i Pa.rigi pei ca t. n.on rari e altamp·n te importanti n i quali in una na.v e dicl iarata sana i trovano, ratti ricon·osciuti pe. tosi colle ricerche batteriolo,g iche o:ppure si , :n1an1fe tata. una grande, mortalità. d.ei topi. In qu sti ca. i occorre pr ndere tutte ]e di po.slzioni per la. distruzione de i topi e ottopor.re. a. o·r vegli.anza di cinque o ·ei giorni i ·v iag,g iatori e l 'eq ui)Ja.ggio. Para. >"Quando con queste di "posizioni fondamentali d·e lla convenzione di P .al'i - i ]e norme sullo. vigilanza. san taxia d Ile navi nei port.i crermanici d· l 29' ago· ·oo l 1 i nota una seri·e d:i n.uov·e prescrizioni le quali da un lato rigua.rd a.no pecial pe Hica.no le prece.den.ti In p·:rimo m·e.n te i porti locali; dall altro ·c ompletano luo, o, è .meglio pr isato qnar sia no le na. vi d.a o topor.si alla. vi ita n1 d:i a o e e e . i po ano r·eon.o .cer·e· ci' dovuto alle _peciali d" po .izioni pr e a p·ropodto d·e i piloti i quali mes i i in. rapporto coi n.pitani dell e navi rivolgono loro cl lle d·o mand.e. de t"nate ap·punto a facilitare l'op ra dei sanitari. .tabilitosi, p r op ra d. l pi.lota., che la nave deve e ere sottopo ta. a 'ri ita, es a. vien ancora.ta in lno.go ada't;to non lontano dal 1azzar tto munito di tutto ciò che occone p r le li infezioni, per l o~ ·e rvazioni, per P i olamento de&U a.mmalaU e dei so petti· an m·ata la. nave ven on fatti gli opportun· e ami;. d in eguito .a.· n1e· imi che e~ ~ a 1 ue ·d ichiarata. infe. tat so petta. o sana· e è in.f tta ne dà subito avvi.so tel gran o :a .U'autorità anjtarin centraJ,e. na t.ra - p ~cia.le dev'e e: ~ el'e rivolta all'impian o de,i tazza ·etti i quali ervon:o a u·n ciuplice s. opo: da, un lato a. pratica.re le nec s ari dL inf zioni, dall al·ro- a
RIVISTA .D~lGIENE GENERALE, E BATTERlOLO l
Ticoverare ammalati e .s ani i quali in seguito alla.,visita medica debba.usi tene.r e iD osserva.z ione od essere isola.ti. Servono a dò tre speoie di padiglion1,. per amm.alati., cioè, per ospetti di mala'*ia. e per sospetti di esst~r contagiosi, inoltre, un locale per disinfezio·n .e degli abiti,. delle biancherie, degli effetti diver . i, costruito ·Con tutte le re·g ole moderne e provveduto di tutto l'occorrente. no de,i:. ·c ardini ph't :importan.ti su eui riposa la d .ifes.a. dei porti contvo la pe: ·te è la caccia ai ratti.. Da l ungo t· mpo furono· impiegati a. ordo· cleUe navi dei suffu.migi i quali servivano alla di~truzioni dei ratti e dei loro parassiti i trattava i eioe o di far bruciare dello zolfo pe·r ottenere dell'aeid·o so' foroso~ oppure di far bruciare contempora.neo.mente zolfo· e carbone. per ottenere contem poraneamente anidride solfo·r o a. e an.idride carbonica. Oggigio1 no .· ono in commercio 7 col n.o me di ,pictolina delle bombe contenenti un,a mtl:Soolanza di acido solforoso e carbo·.n ·co compresso; inoltre trova.ns i apparecchi oompHcati che e traggono pt·ima Paria. e la. ostituiseono con acido :s olforoso come l apparecchio Clayton il quale è molto u aro e erve assai bene (pur presenta·n ·do qualche in.conven.ie.n te, come il guasto· di al· cune mercanzie) distruggendo non solo i ra.t.t i ma anche gli in· etti ed i batteri._ ·e l''a pparecchio Ma.t·ota che ~. 'b asato sullo stesso principio dell'apparecchio prece~ d.~nte colla difilerenza però che la mescolanza gaso a co·n tl'ene .a nidride olfor.o a . con forte contenuto di anidride solforica, e cb.e. può p·rodur:re, più. gr:andi quautitR. di gas. Indifferenti verso le mercan.z ie sono soltanto l'acido carbonico s udiato pe,. cialmen.te dal -oeht ad. .A mburgo e l'ossido d: carbonio m.esso· in. pratica,. pure ad Amburgo~ da. Nocbt e Giemsa. Circa alla distruzione deì ratti ono da ricordarsi l diver"e ,s pecie di trnppole u ate per ·Ca.tturarli i ve leni a base di fosforo, di arsenico, di stricnina, i bocconi confezionati con 'b ulbi di. scilla, l'uso d.i anim.a li carnivori (cani gatti, ma:n go te). La d.ife a. contro la. peste neUe navi non deve oltanto limitarsi ai ratti ma anche alle pulci ed ai bacilli pastosi. n quanto aUe pulc~ s. ~ già. detto ehe lo acido solforoso sufficientemente concentrato è u·n buon mezzo per uccider le. unn to a.i batte.ri, ottime in.d icazioni sono da.te dalla istruzione pe1; la disinfezioni d le na.v i :n ei porti tedeschi del 90 agosto· 1'907 nell'occasione eli qual·c he ea.so di p te a bo·r do. In e sa si parla. dell'isolamento dei malati,. del trattan ento delle biancherie da giorno e da letto co·n ere olo e. con soluzion.e carbolica diluita, del] a, di~ inf"ezione degH abiti mercè gli appancchi di ste·d Jizzazione a v.a pore e coUa for· maldeide, della disinfezione con latte ·di calce e clorul'IO di calce dei recipienti pet · mangiare e per bere·, degli uten.s ili d'uso. dell' &equa deUe lava;ture e dei bagni;. d Ua disinfez.ione con soluz~ one di creso~o, di acido fenico o li sublimato delle bo.g.nal"Ole, delle sputacehiere, dei vasi da notte, d lle tinozze, dopo averne disiof. ttato ìl r.on.tenuto. T'r attan.dosi di rattì ort1, si opera nel segueote .modo: i med.esim ·si afferrano. eon pmze di ferro lunghe 2~· centimetri e si imm.e rgono in soluzione di lisolo, JlOi i mettono in una cassa a,pposita. e si spediscono ad un laboratorio per l' esame batterioJo.g i.eo. Circa alle p1nze è da xicorda.rsi che la loro luughezza sia. 'ta]e da .impedire ehe le pulci ·d ei ratti possano an.da:re sulle mani deH operato.re. Le ·C &S· -e·t te sono di lami·e ra senza fori e po · ono contenere a lungo liquidi disinfettan.t". Importante è il trattamento delle merci, 1l quale è moJto v.a rio a · econda ·d·eUa loro peoie e dipende, in ma 'sima parte dalla p-res.e nza di sostanze in parte· mangiate da.i ra.ttì deUe loro feci o dai loro cada.ve.r i, ·O d.a lla presenza di pulci. In~ tìne è ancbe da rieordars · la disinfezione delle. p.a zzature la quale. "Ì fa mescolandole oon latte di calce e bruciandole.
e
!5- Giornale di medi.ci?UI mUUaf'e. ~· Fase. IV·V.
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VARI.ETÀ
Da tutto ei:Ò ·he precede risulta che, il pericolo ma.ggiore. in r.a .pporto .a llo sc.o·p pio della. peste per m·e zzo delle :na.v i è dovuto alla. p:reoeuza. dei ratti i quali pr·o·p agano la. mala.t ti.a nel porto ·e di qul la. diffondono atto·r n.o. e risu lta che ·la caccia ai ratt• deve farsi n.o.n solo nelle navi ma. a.n:cbe n.e i porti. e neUe località vicine, con tntiti i mezz.i, n.o·n ese:luso il tra-ttamento col ba.d.Uo di Danysz che ora vani commer·cio a. Kopenha.gen col nome di Ratin.. A ques o propo. ito da sapersi.che i.n .A mburgo .s i re ero con questo. me.zzo liberi da topi un compi sso di 179 fabbricati. E l' tcordi' i ancot•a. che & ~ok io con ene1·giehe misure che costarono · per 4, anni (1 OB·lUO ·) 60 ,000 marchi~ ma pecialmente colP uso di veleni (arsenico) s· uccisero G milio:ni di rat·t i. Un punto importante ul quale si fondano. le mi ure da pre:n dersi è quello che t riferi ce alla diagnosi della. peste nell'uomo e nei ratti. pastosi, basata. special·
mente ulle ricerche batteriologiche per le quali l'istruz;ione tedes:ca. dfolSlugUo 1902 d 1. le più minute indica.zion.i., Che poi anche, l' 1 nmu nizzazio·n e attiva· abbia importanza nella. profilassi, i
può arguire dai risultati o tenuti. ultimamente in India. col .metodo di Haffldne. con quello di Yersin e fors'anche c.o·n quel Lo di troog. Da. ultimo è da notan,i che i rapporti iutemaz·onaH sono oggigiorno tali da. render costantemente e per tempo rec:iproca.m,e nte noti i ca i di peste che d i qua e ]à i viluppano, il che è di gt·an giovamento pecialmente per quelle nazioni be h a,no o g.ra.ndi scambi. marittim L Occorre però che g li Stati i ·q ua.li hanno H tri te pi'ivilegio ùi a. vere focolai ·e ndemici di pe te sì. mettano att.i va mente all'opera. pel' circoscriver i · empre più e . o:ffocarh al più pre _to. TE TJ•
..
VARIETA t ,lentl:zlo •wtarlo mUltare e la •oa.o la lal·eraUa;a&. (E tratto da una .c onf renza fatta all'ospedale militare di ava. d.e i Tirreni d.a.l ottotooeute, medico di ·complementK> dott. Al E
.Nono BANNù)..
D urante il fiorire della scuola. m edie& s alernitana, eserei.zio pu bbUco · ·e ll& chirurgia, era. molto proficuo ed on.orevole6 .~ nume1·o dei med.ici e dei chirurgi regi era notevoli . .imo e molti di. e i se .. gu·.-.:ono le arm.a t . Non è· t•aro leggere diplomi di. que' tempi, pe.r venut i fin o a noi e custoditi p1·es n temente ~ eH'a.rchìvio regio di NapoH, in ·c ui si pa ·la di o· , ina di medici r gi da servire pe.r le o.rma.te. A questi sanitari! indi ·tintament.e veniva ns ·e gna to un cavallo co a veram;ente. ehe suona mol ta ironia e non ra.mpognat quando i pen i ·c he ai. giorni nostri si per:s· te a. negare a buona parte. dei medici militari l'a "se:gno del cavallo. Tali medici, che eguivano le armate, per la maggior parte erano apJ·ellati _ ilites o nobiles ed otten·e vano feudi in r.i.c·o.mpensa.. Co~i Giovanni di CnsamiccioJa,. il medi o preferito di Ca1·lo I nella con.d a metà del . eco lo rn, a ur~ .e a , ala fama. 7 i11 come cH.nico ca ·c ome .e r•t.tore del 11l· t'la 2 nt. P·ra·C.tica , da t n r il 1 rimo posto :-:;opra. tutti i me Hci napoletani prov nienti daUa sct .ola. ·~':t lerno.
VARIETÀ.
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Egli oome· m.e dìco d:e l sovn.no lo aecompagn.a va nelle spedizio·n.i guerresche e, ne fu perciò nominato milite, ed ebbe ill t· i compensa il feudo di Frignano pres o .Aversa, come risulta da un d.oqumento esktente nell'a.rehi.v io re,g!o di apoli. er mostrare come questo medico, chiamiamolo· p n .e mi itare1. accoppiasse alla sua - cienza buona dose di bonomia ricordo fugacemente ch·e D.el cennato Brev,ia"l'tnn. Pt·actieae egli fa delle o servazioni, degne dl curiosità cosi per esempio 6 veramente originale l anaJ,ogia ·c he egli trova fra. le donne, e gli animali v·elenosi, onde nel proemio a l terz-o libro, quando dice di tr.at.ta1·e delle malattie, deHe donne, soggi unge: «' t quia mu.lie.r ut plurimum S'U1l~ ani1.nalia. ven. nosa, de VtoTSU -animalitnn · n 1WB01'1lm cons •qu -nter tractabo ». In altro eapi.tolo a pr.oposlt.o d.ella. leta.r()'ia, racconta che un soldato napole·tano era oppresso dal letargo, ed egli,. per manteuerlo desto., fece lega:r e un maiale p·er i piedi, lo fece so pe.n.dere al Ietto deU'infermo·, on.de con i gn1gn:i ti continui ed acuti. gli impedis •e il sonno. .. d un altro soldato fece l'adere la testa ·ed u:r ger1a di miele, affinché vi tle·corr ssero le mosche, e l'infermo· occupato a scacciarle, sd a. vincere la. molestia,. foss·e cosi distolto dal .onno. .E· poi, pa sando ad un argomento· eri·o, di cui egli parla n·ello te so libl'o, dove alterna a.l serio il faceto, egli intrattenendosi sulla legatura dei vasi di.c e: c~nn acu fi•rr a a·rgent a, vela n a sttbtlli. capias t' :n am et sub a dilig nt 1' ducam. arum eu m: filo serico, q·UIJd filum ab a.U.a part t• uae t·, ahatu:r; ita quJJd substan,tia ·um . t• •na rnm: tanr.;atur ab alit[UO . t vena lig.e.t ur cun:t duobua nodis; ne sangui8
_possi exind x '1• • (Altro che Ambrogio Pareo q ntle auto1·e della legatura d.e lle arterie! .:). I medici ed 1 cb "rurg[ seguendo spesso il movimento delle a.rmatet· ne rieeveva;no .s e.m pre larghi compen.s ì: cosi per e empio nel 1272, Carlo I, girando va.r le .part' del regno col suo esercito, fa pagar·e venti -once di oro,. equiYalenti a. duecento· uo·v anta. ducati, a. Giovanni di Casamicciola ed once dodici eguali a cen• tosettantaqua.ttro ducati a. Sim·one Archiodo, ·e· ciò per le sole spese fatte, durante il vJaggio nel me e di.gennaio,. mese in eui lo seguirono in Puglia· OJ"tiin.ando ·Ob.e uo:uale somma. s.i fo.s se pagata ne.i mesi segu.e nti, n el caso ch.e esse continuw. ' l'O a. r imanere in quella regione. (Documento esistente. nel regio archivio di .apoli). D gno di menzione't sia. pe·r ehè raggiunse molto .:J'iova,ne .In. riJ omanza, sia. anche per la u preCI'evoH opere.; è aestro .M auro· medico aulico e m >li tare ri-c&rcato dai ricchi, che sul :f inire del secolo H; disim·p egnò :H serviz·o sanitario pre ~ so H re Ladisla.o, segoe.ndolo n.e lla. maggior part·e delle imprese guet·resche. Di lui ci. rimangono· tuttavia m~olte opere tra le quali un ·m ano. cri ·to che si conerva nella biblioteca di Parigi, col titoLo « Lib. r phlebotomorun~, s c·tm.d,ztm ~{agi Irti n .J-/au1·tt.1n • studio di pratica. chirurgica molto importante p r quei tempi, e r ·pu ata ·come fonte di gra.n valore per i medici della scuola salern.i tana. E nella i no p. i alern i tana., contenuta n.el codice di BresJa via, le ge i una bella. leziQne -an.a.tom ic.a.,. molto pitL com p l eta, più dotta ed anche più esatta dell'Anatomia por ·i di ofone, dove de . cri ve la strut·t ura .a.natomica. del porco . sec·o ndo l, uso d. Un. s uola ·.alernitana· ed è molto interes.-a.nte la descrizione, d.el o stomaco degli in.te tini . delle vene mesera'che, lattee, della vena porta, d lla cava e d.· a1tri pare ticolari anat-omici sulla. struttura deU animale· e tanto e~ ru.diti ed inte,r essant· che Ealdio d L Corbeil lo riguarda. eome u.no dei piò. eccelsi ing · gni deUa cuoia a.Lernitann ed il più profondo e versatile . pil"ito tra tu ··ti gli crittori medici, di oco ·po te:1~iori alla metà del x:u secolo.
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VARIETÀ
ua. i contemporan-eo al pt·p ede:nte e medico di GugHeilmo n e SllO .a iuto edegh uom.ìn· lei segu~to. d.ura.nte le guerre, fu Giovanni Castalis, ~nte o ancbe Mae tro Ferra:rio, il qua]e la ciò una bella farn.a .di è quale cbiru1·go mihtare. Ai tempi delle crociat , le· le~ioni, le 1nala.ttie,, e·ffe.tto d Ue guerre, dei viaggi e di ogni sorta. di avventut·e, a. cui i cavalieri .andavano· i.ocon:t1-:o richie ev.a oo neee sa.riam.en te l'opera d i .m edici e più ancora d.e i ·chirurg.i, i quali m o· tr.aron. i tanto più degni dell'opera loro, quan o pì 't sapienti ed audaci: provveduti di unguenti spe o raccolti nelle officine di Damasco e di altre città deU A.sia Minore., ~on buo.na nu~ss·e di ferri ustori e di coltelli, dìmo .tra.v ano la. loro opero i tà a.ga e e la loro gta.nde in"trapre.ndenzs., guendo per la. pr-1\tica mofto -davvicino·· gl'insegnamenti d·ei chirurgì arabi e sal rnitani. ·Cosi la chirurgia dei m.ed.ici ·m ilita.ri :psci ti dalla scuola eU alerno,, eguh,.a. in buona parte i p:r e,c etti. e le d.o t• trine prop1·:ie d i q U·e sta scuola. E si può di're, che il p·ro.g tes o de Ha chirurgia ge · neraJe, n el 9tlo eammin.o a cendente va. di. pari p·a · o con quello deUa. eh iruraia d.ena. scao]a. alernitana, di eu t i chiru.rgi m i Htari.,. eh e. pe.. o erano anche me d. i 3 . .aullei, t·a.p-pre entavano i. migror.i. ca npio.ni. Il ce ebr scriUor· di quei tempi, 'nido Chauliac, con la semplicità e fra.nchezz dei Stloi tempi de,·t e·r mina aleuni pnnti torici, riguardanti quell'epoca tanto pooco. s;t udiata e cosi mal cono ciuta. EgH infatti, dopo aver brevemente ricordati · greci e gli a.ra.bi, pas a di alto alla chirurgia d.e i temp.~ suoi, ed in ciò egli fran-c·e . e· D.o n. a indicare altri cl1_e gli ita.rani, e pon i.n nanzi t:n tto Ruggero, Rola.ndo ed i quattro mae trr, « qui Ubrm1 sp c.i a l de chiru1•gia dider·u nt et ?nulta l>m.pi,~i ~a ~iS mi .ctter'unt * i poi c'h ~ R uggiero eon icur~zza fu allievo d.e lla euolo. alet·ui.Rola.ndo. & i ·q uattro maestri non t cero he s. guire le oper~ di Ru gero, tana., per tali rag·oni i primord ìi ·deJla chirurgia vennero dA. Salerno. A lui egui Bruno di Langob Jcco, H qmlie . ·.atis di-screte dieta Galen·i tt .A ice1 nae t OJltWationem Albuea i bt umm4tn r ,d :gi t »" e co i pe1· opera. di que t e> ultimo sci nziato, a·nch-e lui eom.e il precedente, mil ·_· atque rn.edieu. anlic ts la chirurgia. modellata dai ::;alernJta.ni ulle o:p ere d.ei ba . i tempi greco·lat"nè cominciò ad arricchir . i di molt{3· co e galeniche ed arabe. gui a costoro Guglie.l mo da Sa.,liceto; il qu.a.lei, hasa.ndosi. principa.lmen te ·u l suo crite1 io= for:mò nn pro'P'rio sistez a di. chirurgia, eseg umd·o , ui campi di batta~ glia. finA.nco qualche. operazione ard.'ta pet• quei -tempi tanto che lo baulia·e ne fa. le più grandi. lodi.. Sono· dunque tr tapp del progre o della chirurgia d.i quel p riodo. Blu ,1·ato abbastanza. chiaramente nel 1S6U da. Guido Chauliac. E a fil prima lati1. a,, qu indi ara.bo.greca e po eia eclettica d "t .liana.. Guido inoltre parla di scuole chtrm·• giche, esistenti a i uoi tempi, deHe quo.H, tre scieutifico p1·a.tiche s:ono l'e principali; mentre le alti·e due non me1··ta.no con ider.azione, p~erchè una riguarda. i militi tede chi, che usavan.o n-li congiuri ed .a ltre pratiche gro solam~,. ·e 1 al ·ra riguarda e · pedi.e nti empirici da donuiccìol . A-l'opposto le aHre tre, degne ·d i nota., erano dirette, la prima da Ruggero e Ro]an.d o ed l qua.Ma·o ma.e tri., i quali eu~a.vano le ferite, e gli a. ce~ i con gli emolHenti; la se·c onda. da :Bruno e T odo:rico· che li curavano con i di.s ·ecca.nti e col vino; la terza da · ~glielmo aliceto n quale,. volendo teDere una via di mezzo u a va. dolci u n.g uenti e ìmpi tri.. Si può dire che Rnggituo e 1a sua scuola. rapp·re enta.no la chir·u1· - ia indigena.t Bru.no d i suoi seguac.i la chir urgia greco-a.raba e., ·1glielmo ali ceto e Lanfranco ~ primi pa · i deHa hirargia italiana . eclettica, •he progred ndo n.el xiv~ xv ~ ecolo,'l: .g i se n l x'\I•.I a qu · Ba. m ima perf ·zi.one, che potevano pern ett·ere i tempi ·i'allora
V.ARIET
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La scuola di Salerno ev· identemente~ no·D. fece altro che ridur.r e a forma scritta la chirurgia praticat ·e ercitata per tradizione; va.te a dire ridusse l'empiri.s.mo a. 'Ptieeetti scientifici. l maestTi d1 questa .s cuola, nello Spccim,en s.a nitatf, dànno· i precetti d.e lla -ehirurgia eon molta dottrina. Ruggie110 fu pratico valoro o in chirnrg'a p·r atico però non per empirismo ma. per ave1;-e seguito davvicin·O i migliori ma.e·s td nell'esercizio dell'arte m:e dica, tanto ·che· egli stesso dioe nel primo· libro della su.a opera. « Socior?..t11t rw.s trm·um et illusfriuul. vìr01~tn1r ut ope,.·a m, consu vim:us in 8Crìpti-s 1·edige1-e d liberata t•atione td curam quam a nobis 1•ecip ,. nt 1'· thu1-e valeant ·:.. t degna di ·rìc'Ordo -la eura chirurgi·c a che Ruggero faceva del broneo~ele, cura ·ardi t-a ma. ragionevol·e, che qualche chirurgo moderno· ha pt•oeurato d.i chiamare1 in vigore : Con isteva que ta nel trave·r .sa.ll.'e n bronoocele C·o n dn setoni pas ati ·C .11mimtLB,
· con ferro caldo., uno pe.r lu.n go ·e'd un a.Itto· per traverso;· ogni giot:no mattina e. era Si tirava il setone per mantenere }a s.upp trazione, dalla ·q uale il V·Olume del tumm:e rimanev.a. consumato. Da dò si rileva con quan·t a },e ggerezza i. cr.itìci .s ian·o incorsi ad ·i nesatte i:a"·est'igazioui aft~etmando che 11 ·atone, fosse l'importato di una chirurgia relativa~ mente mod.·e rna,, m.e n.tre il suo u.so in div·e rsi casi trovasi p·rima. in Ruggero e. poscia in Rola.ndo, che, da costui lo appre e. Inoltre il metodo di curar.e H gozzo eon la spugoa è interamente . uol ed e .stato ado·p erato an·cbe dai moderni, l quali ora. sanno che l'azione d i e ·sa è dovuta all'iodio, natu1·a.lmente ·conte·n uto nella ~.pugn, a .. Ne. certo l'ardita operazione di pa. -are nel gozzo tln d.oppio setone, tr-ovasì de· eritta prima di lu.i. (per ·q uan.to si sappia.) ed è· inte.r am·e nte divel$a dai te.n tativi operatori d·e ser•tto da Albucasi (vedi Hbro II cap. 42)~- il quale· mostra di avere ~na.. nozione m·o lto confusa ·del broncocele, e n· l caso d.i « ht11wri di gola e 7Wdi )l) -come ·e gli li chiam,a ., ne ·c onsiglia l" estirpazion.e con un metodo rozzo ed a.u.d.a ce. Per le, tonsille .s uppurate, lbu·easi 1 .a.va. pt~enderle con un uoeino·~ tirarle in fuori e, perfotarle od incide:rle; m. enti~e Rugge~ ro procurava rom.p ere l'ascesso sia. -col dito, sia pungendolo· e sia .con. un metodo·, tuttavia adoperato dal nostro popolo,. se.bbene un. po' diversamente, queUo, .cioè, di prendeire un pezzo di carne bo,·ina. emicott.o, di 1ega.rlo. fortem·e nte con u:o alo·,. di. obbligare. l''i nfermo ad in-glwttirlo·, ed appena. o1trepassav.a l ist1 10 delle fa-uci, ritirarlo con. forza · l'ascesso· in. tal modo v·e niva rotto dal dentro all'infuori. ll'ugge~o voleva che si tenessero aperte le ferite pe:net:ra.nt.i nel tora·ce per imA pedi.re la rac·col'ta llel sangue .e. pus; e nelle f~rite addominali, .s e erano l!e si. gli inte ~ tini e I~o stomaco; euciva la feri·t a di questi v·scet~i, e per eu todire la parte ~udta. degli , ìntestln1 .d al ·contenuto di e si metteva nell'interno delle an e in testin.ali ed in corrispondenza d.ella. s.utura un ~.anneBo di ·ambuc.o. Curando dei tumori maligni endocranici dopo aver arditamente a .p ortato la porzione n.e~ssaril\- di ·diploe., estirpava fino al suo impianto il tumore; il che, notLi avveniva aUa distanz,a di sette secoli da noi,. ch.e. siam.o ancora abituati a -eo.fl id.erare una simile operazi.on.e, come un'audacia. della chh·urgia mod.e r.o a. Buggero, il quale compendia le più progredite conoscenze e pra.tiche della chirurgia dei suoi tempi, parlando delle lesioni e fra.ttu.r e dei cranio, viene a. fiue rieer,ehe minnziose e nuove, e pretende financo ·d ì av·e r determinato i sintomi cer'ti -dell Ies.ioni delle varie choon volnzioni. Nel ritirare le freccie d.a lle fs.rite con i glia di a.s icurar i innanzi tutto e ess·e iano bat~ba.te ed. in tal easo co·n igHa un metodo di estmzio·n e co l ingegnoso.
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OCNFERENZE
CH!.:NTlFICHB DE LI O ~l,EDALI ltHLITARI
·c he giusta.ment~ in tempi a noi assal più vicini il Ma.rche.tti n.e ha fatto un'uti ·~ appJjcazione per i casi dt. analoga nature.. Di fr<mte ad un'ernia del polmone egli,. ad evitar di ferir quest'organo con. la .. dilatazione della ferita, consiglia. di fare rimaneir e in piedi il soggetto. a,tferra:r& la pelle superiore. ed IDferio.re flella ferita ed addo.s sarla ·ulla parte fu·oruscita.. del polmone, e ment.r e si tiene eos1 compressa, obbligare il ferito a edersi bruscamente e eo·n. un certo im peto, pretendendo che un al movim.e nto faeda subito rientrare ii :polmone. RuggeirO sembra e sere .s tato ancora n1o.l to destro nell'operazione dl Htotomia. . ·f d il me.todo di lui era u.na m o Hficazione di quello descritto da e~ so : s' introducevano n.no o due dita nell'.a n o e. si. spingeva la pie:t ra verso H collo della. ve-.scica.; e mentr-e un as ìstente, sollevato lo soroto, p.r:emeva. sull'lpoga.strio con l .scopo d..i fissare la. pietra, l'opera,tore praticava un~ineisione tr& lo scroto e lanov profondam.e nte, fino a scopl'ire le pietra,.i.a. qu&le veniva ·e strat·ta. co.n un cucchiaia-od un uncino,. Nel secolo decimo terzo· Giovanni Do. Procida, n cui nome ei è s.t ato tmman· · dato d.a lla ri.voluzio·n e del Vespro cl1e fece dir · a Dante: c .Se mala ignoria che· sem.p re accora i popoli soggetti, n.o n avesse Mo · so Palermo a. gridar c Mora, Mo.r a ecc.e lse quale medico e chirurgo delllmper.atore F~d rico II di Svevia, e lo ,g ul: empre con alt.r i medici militari nell Italia uperiore durante circa due lustri di fiera guerra. com ba tut.a coD·t ro il pap.a to d Innocenz.o IV, prestan·do insieme con altri eom·pa.gni l'opera sua intelligente e p·r onta sia .a.U imperator,e ed ai suo,i cor~ tigiani sia ai soldati deU'esexcito·: ta.nt.o che in seguito il valoro o e colto med ico salet·n •ta:no ricevette in c.ompenso alcuni. feudi presso Salerno e Caiano.
CONF.ERENlE ~GIE . TJFICIIE HEGLI OPED li ~HLJTARI IODliUO D.IGIJ ARGO
-1 TU'rrATl
(DAI PBOCESSE VERBA'L l PERVENUTI ALL JsrET'fOB.A.T O DI SANIT.À MIUTARJ!: DAL
:B·A RI (gennaio). -
l 0 APIULE
L
31 )IAOGIO 1910).
ottoten·e nte m.e dico SA'L Ell :ALEs. ·,ANDRO : Le fibre elastiche-nei ·t es utì di cicatrice .in rapporto al differente materiale d.i sutura us·at.o. L pre.m so che, un suto. di cieatr"ce in via di formazione si sviluppa tanto più . abbonda.n~mell.te, quanto ma. giori sono oH s.t imoH m ocan.i.oi. (presenza. d ifHi. di s.u tura) a provocare la neoformazione di. fibre elastiche e d.i fibre conn. ttivali . e' c'h e una c'c.a.t.riee .sarA tanto piò resist,ente qllanto più pr·eva1.· ranno lefibre ·e lastiche sulle ·conn.ettivaU, vien.e a ·p assare in 1·assegna i princii aU la--
OO~FERENZE SCJE,NTlFICHE DEG·LI OSP:E DALI
ILITARI
SUl
vori fa:tti. su. tale a.rgo·m ento dal Taddei, dal D'Ur o, .dal Brndi e 8antu.c ci di cui espone g:U lnte.r es anti risultati.• Riferisce q n indi sugB esperimenti personalmente eseguiti ulla cute e sul tessuto muscolare dei C.O'.n igli in ra·p porto ai vari materiali di su.t ura (seta , catgut erlni di. Firen.ze fili metallici); dalle quaH ricere'h e è indotto .a rlte.ner~ che le fibre' elastiche eomincian.o a comparire nel tessuto cicatriziale all0° gio:rno· dalla utura. e che sono ph1 nu.merose n Ue cicatJ:ici cutanee che nelle muscolari e p.iù neUe zone' superficiali che nelle· profonde. Le cicatrici ph,. re istenf ono queUe. ottenute da sutura con crini di Firenze con catgut, determìnanclo que.sto mate;ria.le un.a più a.b bondante ne.oforma.zion.e. di fibre elasti· he.
C.ASERT A (marzo). - Relazione e di. eussione di due importanti. autopsie ~e ~eguite nel mese: la prima riguardante un caso caratteristico di. arterio~scl e·rosi dHfu . .a, la seconda un caso di mastoidi t<e suppurativa de tra. 1
Io. (a:prHe~. - Dimostmziont; sul risultato di un'autop ia. in un aso d.i tuberco~ lo i re:n ale, con este~a.. d.i:ffusio.n e del processo morboso a tutto lappa.rer.chio ge .. .nito-urinario, con presentazione di preparati istologici illustrativi. Capitano medico CA.NN'.A S· ICOLA~ n caso di n·e ut·coretinite unilaterale. L'O, espo te l·e ·c ause da tu i gli oftalmo-logi riconosciute quali de· terminanti le .a lterazioni unilater.a li del ne.rvo ottico (affezio-ni d. ll'orbita~ tumol'i viluppati nel nervo stesso), - amiD.a. le le ioni delle cavità acces orie all'orbita che p r rap,p orti alla tomici po.ssono· direttamente o indirettamente lede1;e l organo- della vista nena sua funzione. Descriv minn.t amente H rapporto e istentti fra il canale ottico a il se.n o d Ilo. fen.oidet. citando le o.s servazioni al riguardo dell Harche~ De Lape:rsonne . Zukerkan·dl ed altri, e dimostr.a. come un'aftèzione. dl questo sen.o propagata ~ dal naso in 'eguito a.d una. m.a lattia .i nfettiva. generale, prima fra queste l'i.nflt e.n.z.a , P' a. determinare una pol inevrite d·e ll'ottico e con ecutìvsme.n te una. pa piUo~ retinite,. c.b e però d.i rado· determina una cecità permanente, . diagnostica.ta a. tempo ed o·p portnnamente curata
GENOV'A (marzo) •. -
(febbraio). - · Farmacista di 2:• cla.sse Ac ·ossATO ERMENEGILDo; L i .. po-iermot rapia. L'O. parla dell'aceura tazza che richiede la p:repa.razione d i medi.e inali ad e sa destinati ·e, deU'a-sepsi che deve esserne lo. condizione prima,. ·i ndi pensabile. Espon.e i metod.i di sterilizzazione attualmente in u o e descrive gH appara:cebi relativi · tratta deHa Tyndalizzaz"one o riscaldamento fra~ zion.a.:t o usato pe:r quelle .s ostanze che non tollerano· senza lecomposizione In. tempe.r a.tura. deU'autocJav·e o qoe,Jla. d.el "Vapor acqueo e·d t'Spone le :ragioni per ui i d ve preferire a questo m·e todo quei lo della filtrazione ·c olla ca.n d la Cbam
ME
berland.
Si trattiene~ quindi nella scelta dei vetri eh e d bbono con·t enere i liqu' di da sceglier ·l qua1e veicolo del med"cam·e nto ed inSne vi.ene a. pas are in. rapida rasse,g na i prepara;ti c'be servono per le iniezioni endovenose e per 11ipodermoclisi. in~ettare e d.el liquido da
NAPOLI (m.arzo). - Capitano m edico TEc 'E PA 'Q ALli:.: Un ca o dì paralisi ti.po Brown..Séqu·a.rd. L'O. :riferisce la storia clinica di un in ·critto di leva I tandato in. osservazio.ne per disturbi nervosi degli arti inferiori,. con cutivi a traumati mo del midoUo sp·inale, prodouo da colpo di coltello infertogli verso le ul· ·t ime verte.bt·e dorsali.
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RE~ZE
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' imo. tr a te le alterazioni obl ieUiv·e, che ·con 1stono principalmente in una par i mo·t oria neH'ar·to de· tro· e dis turbi deUa sensibilità nel sinistro, che hanno· co:nd·o·t to alla diagnosi dì « pa.t~aHsi ti.po Brown-8 ·q u.ard. :.; l' · . rico·rda. eolPaiato di figure, ·e preparati micro opici lt\ truttu.ra ana.t om ica del mid·o llo sp·inale, la fu nzio lì · iologica della sostanza g:rlgia. e dei fa. . ci. istem·a tizza.ti n.e i cordoni, il decor o di detti fasci dal midollo ai centri eo·t·ticali e u b · ortieali, allo scopo di dimo -h·are la. localizza,zione speciale cb.e de,y e, aver 'a le· ione m idoUa.~e per pot r prod urre la. sind r ome in parola.
lo. (aprii . apitano rned.ico I NFANTE C.uu.o: Nu.o vo metodo di cura m dian.te la folO'orazio·n e con le eintjlle d.ell alta freque:o.za. L tO., dimostrato fn cb cosa con i . ton.o le · m·r enti deU'a.l ta. freq uenz.a. .s coperte da Te la ed a..na.lizza.t o H di· sp itì vo d a.Uo ste o id.ea.to e poi modificato dal D A.r onval, illustr.a. c,o n di~ gn.i e pii ati vi co1n e si pro 'ucano le. scariche osciHa:nti dali · scaTLche. dei con· d n atori. . u di un circuito nel quale è inserita una s lf-induzione. Accenna. al mo o come. q ues te correnti cosl prodotte sono • ·PI lic&te alla me• dici n a · d .a gl· effetti affatto innocui che tali correnti hanno n ·eH''o rgaui mo . pa. ·a quindi a. parla.re d·ell'aJJplicazio.ne come fo igor.a.:zione., descrivendone il metodo e 1 le··t trodo peci a le in u . o p r tale .n. pplicaz ione ed infin·e cita i casi ri }Jo rtati dai di,.·ersi autori e ·de crive gli effe tti che si .so.n o avuti da taLe uuov·o mezzo di terapia. fi ica. ccennato alle lunghe di eu s ioni dei fan.tor.i. d.el me· to lo e d.e ali · cettici,. termina. con le parole de,J De Reading-Hard, H quale· prime il d.e iderio che tale m todo venga largam.ent·e sp rim n.tato pr'm.a di dire '·u ltima pa ·ola . .NOYARA (marzo). ·- T n.e nte medico :BRtGUGLIO N1'E ·: n ca o di ulcera fag·e · deniea guarito eon. l'azione irr.adi.a nte del · rm.o~cauterio. L'O. rit'eri ce ~.a s.to~ ria cUni·c a d.i un oJd.a.to, del distretto d i Vercelli, affetto. da. ulcera. fa.gedenica. con di truzione d·el fr nulo e ·con pr:epuz:·o parafimotico e m oHo e e~matoso tale da co · ti·tu~. re u.n cin a olo tro.z zante. Dopo cure infrn.ttno e con ioduro di pota io per via int r na. e looahne,nte con a cq ua o · i enata, irrig:a.zioni con perman.gana to· tie.pido e iodoformi.o i 1 ìcorse. al termocautedo ac, o tato vicini simo all'ulcera pe·t un ·q uart o d ora, interrompendo a. tratti quando l'Infermo non poteva p.iu r·e iste,r e all'alt.is ima tempel'atu ra e t·l uc e sivo tra.tta.men to con etere e garza iodoformi.ca. In quarta gior· nata rtdcera aveva. p·er.Juto il ca.rattel."e di ·truttrvo, e più tardi co.mparvero i p·rimi botwni carnosi in corri pondenzo. d i puoti più minacci. ti. PALE.R MO (a:p1•ile.). - Colonnello medico BEllNARD cav. L :t :IGJ: Pre entaz~oue ·d i un frateUo di iusc.d tto di l va -o to1 o. to a vi ita collegial in grado di. appello e che o:ffr " tutte Ie, note · uno picca.to gra·do di ra.chi tismo con arrestodì viluppo so·m ato-p ichico. Le co toie si impianta.no co.n dei rilievi a rosario in. corri.. pondenza dei punt· di attacco condro co. ta.l·e ~ le prime cinque co tole a1 paiono dep.rer·se in modo· che i riscontra un plano a.· hnmetrico più nella metà de. tr e'h e nella. sini . tra, e rultima costola si istanzio. di poehi mHlim.e tri dalla _pina iliaca po .te.r iore supe:riore. L addome ·è n·o·t evolm.eute· sfi.a:nea.to e rilasciato anche a nteriormente. Le er~ te,bl'O tora.dch. de CI· i v ono UllR urva a ·c oncavità destra. l'hnpi.a u to· d eU e sca.pole è molto alato ed i femori o.no arcuati io modo da. circo crive~e un larg·o ·pazio. Infine l'i ndh iduo p .ichi amen te. lim:O-s.tra. grave deficienza intellettoal ·e mnem n1ca.
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N TJZI .[ ;
'VERO A {aprile • - Maggiore m.edieo B.ElRNUCCf G IO VA'N~ 1 :· · ter:Uizzazione della. cu.t(l mediante. tintura di. iod1o (metodo Gr<>ssi.eh). L O., basand.o .i s:u una ricea
bibliografia ita.Uana. e straniera fa rileval'e come nel breve volgere ·di poco più di un anno tal ·m etodo abbia. avuto una larghiss.i ma ·d iiFusione ·e c.o me i risultati clinici s.i ano sempre stati ·d ei pin .s oddi facenti, mentre seri·e ripetute in<l•gini sperim.e n tali e dì laboratorio· dimostrano il fondame.n to strettamente·sclentiJieo di d·e tto metodo. Ri.p orta un con tributo personale di easui . tiea opera.to:r ia con :38 interventi chirurgici pratic.a ti n·e ll'ultimo trimestre nell'ospedale militare di Veroua., preia. steriliz.z azione d.e lla. cute ·coD. tin.tum ·d i iodio, fa·c·endone rile a.r· gli splen~ d.idi risultati. Conclude ri.tenend·o che tale. metodo, semplice,, pratico alla portata di tut:ti, basato so. di una lunga esperienza clinica e di laboratorio, rappreenti una deUe più grandi risorse della chirurgia in genere, e in i~pe.cie di quella .d1'urgenza e di gner:ra.
CONCORSO AL PR.E MI
RIBERI..
Per il concorso al premio Riberi1 indetto eon circolare n. gg del Giornale m:l.. lita:r.e 11.f!iciale ~ 01, parte 2'\ e scadu.to il · maggio 1<10, è pervenuta a.WI pettorato di sanità. militar.-e uua sola memoria c'On la .s eguente epigrafe ·: 4 En thérapeutique cbirurgicale le point intéressa.nt n'est pas Popér.a .tion elle m·me, mais bien la d 'cision de l'opé.r a.tion «E. &cba.rd •· 'iun.t a il SO maggio 1910 .
SOTTOSC.RIZlONE PER . N MONUMENTO AD ALESS.ANDRO RIBERI. (QuiN'ro ELeNco).
-' ~ornme perve-nute all Àmm:ini$t·razio.ne del Giornale a tutt() il 12 gittgn.o 1910. 1
Somma precedente ( ·edi Fase. l li pag 286) L. 1'1 ·8 . 00 Abbamondi dott. Gh.~.Uo, capitano medico (regia ·m arina) . Accorinti dott . Francesco, tenente medico • • .. Alneri dott. Luigi~ ·t enente med.ico (1·egia marina.). . • • An.druzzi dott.. Alcibiade, tenente medlco (regia. .ma.r ina) Barzotti ·d ott. Vincenzo, capitan.o medico. . . . . .. . Balliano ·dott. Lrturo, capitano, medico • . • . • • Ba.t taglia cav. .Mario, eapi.ta.no· medico (regia .m arina) Calò dott. Vittorio teoente m.e di·co· .. . • . • . . . Ca.rbone- cav. Leon,ardto, capitan-o medico (regia m.a rina). CardHto dott. A_ngelo·, tenente medico (regia marin.a) . . ~traca:ne dott. Is:tnaele, tenente medic.o (regia. marina). Coote cav. Giuse·ppe,,. capitano medico (regia marina) . Costa d.o tt. Emilio, capitano medico . . •. •
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L. 5.•De Marzo dott. ""in cenzo., tene·nt-e medico. . f> ~ Fi&rro ·d ott. Michele:~ tene:n te medico . . 2, Fra:n.cbi dott. Luigi, eapi'tano medico • . • » 2FnUoni •Ca v·. Adeodato, maggiore' :m edi o . ~ 1,.Guerra. cav.. Pierang·elo, ma:g giore m dico (regia marina). • Longo ·dott. Miche·le, tenente medico. . • . Marotta dott. Gaetano tenente· me i ·o. · ., . . . . . • • • » .6, Martoglio cav. Ferdinando,. ·Ca.p itano m.edico » v,2,~ :Massa.~i cav. Raim.ondo, t n·e nte ·colo:n nello med.ioo (regia marina}. » Mazzocr.one dott. amillo tenente med.ico . . . • • . . . » 1,Migliore dott.. icola, capitan-o medico (regia. marina) . • . » 1,1 .Mola dott. Giova.nnil ca·pi.tano medico regia marina.) ~ Mo.n&co ca.v. edet·ico, maggi.ot·e, medico (r egi.a marina) • 1,1,Narciso dott. incenzo,. tenente me iico (regia. marina). . . Orlandi dott. Vincenzo. sottotenen.·t e IUedico. . . . :& 2P ·e rgola. dott.. Ciro~ tene·n te ·medico r gia mar~na) . 1 ·6,Pian te] li do·tt. Giuseppe, tenente medico . • . • . . • ~ 1 -Pirozzi cav. Giu eppe.,. capitan·O m~d i.co (regia marina 10,Pi.zzocolo ca.v. Ognibene, capitano edico . . • . Puoti dott. Giovanni, te.n.e n te medi<C~o (.regi o. ma.rin.a ) . . » l Rainaldi dott. Paolo· ten.e nte medieo (regia marina} . 1,Ra.n a dot . ioola, capitan-o medico (regi a ma 'na) • . . » 1,Rho cav. Filippo.. colonnello· nedico (regia mar1n.a) . . . • . » 5,Rivalta dQtt. Raffaele ca:pitano me·dico . .. 3Rostagno do•tt. Gh1 e.p pe ca.pi tano medico . . • . • )) ,Salomone cav. Giuse1 pe, maggiore m ·e dico regia. mar.inu.) • . » 1,Salutari dott. Baffa.ele, tenent-e medico (re.gia. ma:rina) . • ·-. l2,.~ Simoni dott. iu eppe capj tano rned.i·c o . . . » Stella Dot.t . Vin.cenz.o t nen ·e medico. . . . • . • 5 .Taecbetti co.'. Gaetano tenente colonneUo m.e dico (reg~ a madna.) » 2,TaUe. io dott .. Giacomo, te.nente medico 1·egia marina} »l;-
.
Totale
L. l8SS, _
Si pregano vivamente quei sign·o ri Colleghi, ch.e, avendo gh\ ver ata la lo~ quota. D·O il raves-ero veduta pub Ucata, a vol rne in· orma.re l' Ammin i· tr.azion& de'l glornale per le. opportune. ricerche.
MISCEL.L .A NEA Società ita.Uaaa. di lari g,ologi.a. otologila e: rinolo 1la. - .Regolamento p,,. un co:nco:rs.oa pr ·mio istituito datla Cassa di Risparm.io di Milano ~1·l incoraggia'IIUnto agli 6i'Udi sull'igi ne e p'rojilassi clelk prìm,e ·ie d l respiro e tlegli or·ecehi. A.rt 1. - È bandito un concorso con premlo di .L . l O per un lavol"o o·r igina.lesull'igiene. e pro·i lass.i dc.Ue ,p rim.e' v~e del .r e piro ·e deg,li ·o recchi.
Art. 2. - P ·o·s sono concorrervi tutti i me.d ieì-chirurg·h i regnicoli che non abbiano oltr passato il 85° an:no ·dì età.
liOVIIIE!\TI AVVE,NUTl NEL CORPO SANIT. E NEL PEL S. I''ABMACEO'r.ICO
39 ,
Art.. S. Il tema stabilito daUa Commissione è il seguente : ·« Le suppurazionr di orecchio nell'infanzia :e. 11 tema dovrà e,ssere svolto dal lato etiologico,, anato· mopatologi.co, smtomato·logic.o· e terapentico. Art. 4. - Il concorso scade il 81 dict~mbre 1910 alla ore 24. Il lavoro ·dev'essere ·d attilografato e consegnato per tale epoca al Presidente delJa. Socie:tè. italiana. di le.rmgologia etologia e rinologiat p·ro·.f~ G. Poli; via Roma; n. 11. Genova. Art •. 5. - L,autore d.ovz:à. segnare il su·o lavoro con un mo.tto ehe sa:r à .r ipetutoin busta chiusa unita:m.·e nte aJ suo nome, oo·,g nome, e indirizzo. A.r t. 6. - I lavori saranno· esaminati da. una Commissione costituita da. tre membri nominati dalla .Presidenza deUa Società. Di tale esam.e sarb. fatta, una re lazione ehe sarà :r esa di pubblica ragione . Art. 7. - La memoria premiata :resterà di p.r oprie't à della So,c··età che ne potrà. curare la tampa., r .i serv.a ndo in. tal caso all'au·toJ!'Ie n •. 60 cop1e. A.rt. 8. - L'auto·r e premiato, dovrà!, prima di conseguire, la somma, formular& in 11n. riassunto il risultato deUe:,o sserv.a zioni; es po·n endole in forma piana e ae~ cessibile anche .a persone profane all'arte medica. 'T ale rias unto, approvato dalla.. CommissioDe,. dovrà avere, lo scopo di ditfond.e.r e fra. le classi operaie, col eonc.orsG ~di qualche Opera Pia, eogni.z.ioni igìen.iche atte a. c,ombattere in.vete.r ati pregiudizi e a prevenire una delle principali cause di sordità. Per ulteriol''l .i udicazioni sul mod.o con cui lo s.tudio e n ri.assunto debba esser& svolto, secondo il eoncetto della Oomm.issione che propose il tema e delPOpera. Pi.a ehe rese possibile U co·n.cor.so, potrà il ,c oncorrente utilmente eonsultare la. memoria del p·r of. Nicolai ·c hiedendone co·p ia .a lltau.tore. (Corso an. Celso num.l Milano).
Movimenti avvenuti nel Corpo Sanitario onel Personale Farmaceutico Uffl olall la ••rvl :s lo
attlv ~o·
permaliell te ..
R. decreto· 27' feblYraio 1910.
DE FALCO cav. An.drea. tenente colonnello med1,c o d.irettore ospedale militAr&Baven.n a. - Collocato iD aspe·t tativa. per ~nfermità non dipendenti ·d a cause· di servizio, per la durata di u. anno·. d.a.l lS ma.rzo 1910.
B. decreto 24 (ibb1·aio 1910. cav. Gaetano, tenente colonnello, medico ospedale Palermo·.. ol~ locato in posizione ausiliaria, a sua dom,anda., con decorren.z a per gli assegni d.al 1° febbraio uno. B. decreto· 27 febbraio 1909..
lfARTIBLLO
ANGnozzt Luigi, tenente in aspettativa per .i nfermità .n on provenienti dal ser... vizio per la durata di tre anni, a. Boma. (B.e gi decreti 28 sett~mbre 1906 28 settembre 1907 e lo ottobre l\.08).- Collocato in ruo·r.ma. con decor.renza. 1° ottobr·e 1909.
~96
MOVUIE.. rTI AVV ~UTI N E:L OORPO
ANIT. E NE~ PEB . BARMACEUTIO
Il. d-e,e rdo 8 marzo 1910.
·Tun INI ca.v. Giovanni Frattce ·co, tna.P'~iore medico in.fermeria presidi.a.ria. Aquila. - Collocato :i n posizione ausiliaria per ragione di età con decorrenza. pel' gli assegni d.a l 17 marzo 19'10. B. tkc·relo 13 1narzo 1909 . .CORllA.Dl cav .• .Angelo, mag. iore medico osp,adale Ales andria. - Collocato in posizione ausiliaria ,a sua do:manda.,, con decorrenza per gli assegni dal 16 ma.rzo 1910. R . dec1·eto 27 ·ma1;zo 1910. LtoTTA Giuseppe. tenente medico in aspettativa. per motivi di famiglia per la durata ai due, anni. {Regi decreti 29' marzo 1908 ·e 4 aprile· 1909). - Dìspe:n sato per sua domanda, dal servizio pe,r.n la!lente ; lnscritto, con anzi.a.nità. l 0 s~at tembre 1008 nel ruolo degli u.f liciali medici di complemen.to ed a.ssegnatu di
stretto Messina. Determinaz1mte mini8ierial~ 14 aprile 1910. ·C'Acm 'Filippo, capitano medico ospedale Roma. Trasferito infermeria. presiBaria Aquila.. :ScARZELL
Guide.
Afickele, tenente medico id. Cagliari.. R~
. d reggimento cavalleggeri
di!cr-eto Sl marzo 1910.
I s~gu.enti uffi.r.i.a.li. med.iei
ono promossi al grado superlore con destinazione per ciaseun·o indicata ': Mag:gio1:.i medici pr-o·mo.s i tenenti colonnelli med.tci: GANDOLFI cav. Gia ·omo, ospedale Roma.. De Hnato ospedale neona. ~.c·HElRUBINI GIAMMARONr, ca •. Orlando - id. Roma.. Id. id. Bologna. T .R:F.F ENONI' cav. Ettore; id. Novara.. ontinu.a ·c ome contro. Capitani medi.ci promossi ma,g giorl medici : FANCHWTTt ca.v . Eugenio, 6~ fanteria. Destina..to ospedale Padova. PACE cav. .Luigi, ll be.rsagHer.i. - Id . ·.d.• l[essina (a scelta.). -GALA . o eav~ Ant-onio, reggim.e nto ca.valleggerl di. Alessandria.. Id . inFermeria F ogrr.i.a Ro. 1 cav·.. Gaetano id. id. ~di V.icenza . ........ Id. ospedale succursale Udine. PtzzocA&o ea.v. OlenMnte, 4.9 fanteria . - Id. ospedale Ravenna~ DE PRl · o cav. L·u.igi, 24 a.rtigHerla ca:mpagna. - Id. id. Padov.a (a scelta) .. FIORI I ca v Fio ·enzo, ospedale Bresc1.a . - Continua eome contro. Tenenti medici promossi eapi't~a.ni medici: {lBL ·u~ERA. Don,ato,,. 3 artiglieria costa. - Destinato, lO fante~ ria. PA AMONTI G,aetano, ospedale Milano - Id.. 73 id. (diehia.ra:to p:romovibile, a scelta.). A Goff-redo, id. Roma. Id. 31 id. (a. scelto.). Vincenzo, id. :N ovara. ~ Id. ospedale Pad.o va. MoLI. ·r Alfredo, ... 3 fanteria.. - Continua come eon.t ro. , NTA MARIA Alberto~ o pedale Na.poli .. Id. id (dic'hiar.a to promovibile' a. scelta) .. :SEDEI Ma.11:1"i~io 57 fan.teri.a.. - Id. i.d. (a. scelta) R. decreto B· aprile 1910. ADCRNO Salvatore,, sottotenente medico 11' artiglieri& campagna. - Promosso, 'teneDte, medico co~ n an.z ianità.. Il ma:rz.-o 1910, e con. deeorre.uza per gli assegni dal 1° aprile, 1910, eontinuando eome, contro. 1
MOVI E...'ftl AVVENUTI SBL CO'RPO
~ IT. E NEL PERS. ll"ARMACBOTIOO
S· 7.
B. dec1·eto 7 aprile 1910. BUON<O:tuo cav. Lorenzo, tenent e eoJ,o nneno medico o peda]e Firenze. -
Nominato
direttore' osped.ale militare Ravenna. Jl . .decreto 10 apYil · l{)l • BA - o .Ermenegildo, tenente medico o pedaJe, mHHa.1·e Ales andria.. - Collocalo in · aspettativa per mo:t ivi di famiglia per la dt1rata di un anno dall·G aprile 1910.
Detenn,cinazione mhtiste, iale 21 april . 1910. PtnPJNBL.I 1 oa v. Pi tro 7
maggiore' medico osp·eda.le C.a Ya dei Tirreni (Salerno . Tr.a aferito ospedale Firenze. ANNA ~ttiz;·o, capitano medico regg"mento ca:valleg•'~"eri di Monferrato~ - Id.• ' fanteria. · A5T 1 F. derico,. id. 48 fanteria . I i. 85 id. O.t.IVARI Pi tro, id. ospeda.Je Brescia.- Id. re·g imento cn,, o.Ueggeri di Monfert·a.to. ZICOARDI Giweppe, id, 61 fanteria .. Id. o pedale Cagliari.. FoRE Tl .AlbeTto, id. 7 ber · aglieri. ~ .d. id. Bre c· a. AMDRBtNI .Al{Tedo; id. .lO fanteria... - Id. 22 fanter~a. REe BI _. E cav. Ettore,, ià. ospedale ABcona. - Id. 6 be1·saglieri.
R . decreto 17 11Ult'ZO nno. A • ERANO Giulio
tenente medico reggimento cavaHeg·g eri di Roma. - Colloca·t o a disposizione del MinJ tero degli a:Jfo.ri esteri dal q-tlale percepirà gli a se n i e Ie indennità spetta.ntigli dal 19 febl>l'aio 1910.
B . decreto 14 ap ·il 1910.
LA ·Gn:o:T T ERlA Pasg·u.ale,. ca.pitano medi.co in aspettativa per motivi. d.i fam in-Ha per ]a durata di quattro mesi , a a poli. ( . decreto 2 di cf m bre l ·J9). - Ammesso, a d,a tar·e dallG aprile 110! a eonco·r rer,e per o·ccul)are i due t t·zi degli impie,g hi che s~ facc·iano vaca·n ·t i nei quudri d l sno grado e corpo, ·come g .i uffidnli contemplati dall'articolo l l d.e lla legge 25 maggio 18~2. I ~ . -enti sottotenenti m.edici sono. promos. i ten.e:n ti. me d ici con le anzia.n i tà sotto indicate' e ecn de eone n za per gli ·a. segni dal 1° maggio 191, collt · ~ nu.ando nelltattuale loro d.e ti-nazione: .Anzianità 8 aprik
1~ 10.
MALABARBA P.idro, ospedale sue
ursale Udine. P'ETRA co m Michele, 21 artiglieria eam.p agna. 'D,A:.mn F,.ancesco, o· pedale Caserta.. Lm··.L Do .Alfredo, 1° artigHeria oo.sta. il nzianità 7 apdle 191 . liJRO:h"E
Giuseppe, 4 alpini Anzia,nità 15 aprile. 191 .
UlGLJ.THjO Giu-seppe,
ospe la]e Pado a.
D t ·nninazioth3 minist 1ial · 28 ap7•ile 110. TEMPESTA Costanzo, capitano· medj ·CO· o pedale
sferito 24 artiglieria eampagn.a. CAL'E.Do Errico,. id. 16 fan.t eria. -
ava dei Tirreni (Sa ·e rno). -
Id. ospedale Caoça dei Threni ( ,aJerno).
Tra--
-l39'
VlME:STl AVVES:GTI NEL C RPO
EL PRRS. F .AR.M.AOBUTICO
A. .. IT 'E
ttJTJ,O.I .&LI Ili 00 GEDO. Ut8:o lall ID po•t.stoae ,41 • rvlzto audllado. R. dec7•do ... 7 febbraio 1910. medico distre.tto Roma. - CoUoeato a ripo o,. per anzianità, di servizio, con decorrenza. 1° aprile 1'910 ed inscri.tto nella. ri en·a. Ufl.ola.U d:l rJie,r va.
1 VARO ca.' . Giuseppe, colonnello
B. dec1; to 81 !Inarzo 1910.
}\Jla.orgiore g enerale medico promo o tenente generale medico: LANDOLFI cav. F. eterico, distretto Palermo. Determ,:inazione mini,ste-~·iale 5 maggi~ 191 . D.EL
• .E CH 10 ca v·. Rll[Jgie-ro,
mnggi.o1·e medico o. ped.ale · .a poh. - Traslerito ospe·
daJe Pa.)e,rmo. RE~ JEGOTTI Enrico
tene,u te medico osp dale Milano.- Id. R. corpo di trllp,pe c~·
lon.iaH d ll'Eritreat a su do'm .anda. P.r nderà imbarco a Napoli il 13 maggio 191 ~ . R. decteto 24 marzo uno. DmnA Ro ·ar.io . ~capitano med.ic.o 85 fanteria. - Oollocnto in po izione ausiliaria, a sua domanda, dal l a.p~t'i le. l 10. B. decreto · ~!i: aprile uno.
I
egt'l· nti sottoten.e nti medici d.i complemento sono no·m ina.ti sottotenenti
medi.eì in ervizi,o, perma.nente, eou Panzian.ita. e ~c on la. destinazione sottoin· dica..te . An~ianità
11 luglio l · 07 .
J?E.z z Lr Roberto, distretto Belluno; direzio..ne sanità Verona, in s.e rvlzio tem po:m· neo o;;ped.ale ~Torino. - Destinato ospedale Piacenza..
Anzia1 ità 16 ago.d o 1908. DE DouF~ Kmo Pranc,esco~ distret:to Me s~na , in servizio temporaneo o ped.a le :Mes.'tn.a. - Destin.ato osped.a.le Mes ina. Anzianitl't 3 g nnaio l
o . I btnoeenzo,, distretto Savona, }'ò alpini. -
9.
.Destinat<> 2 .a .rtigUeria fortezza.
..4uzianltà lR n a1·zo 1909. liAFFr ~Gittseppe, di. tt·etto Roma ·n servizio temporaneo ospedale Roma. - D tinato infel'meria pr sidiaria ivit.av·ec·c.' .ia. A Jmianità 25 ntarzo :t90 '. I ATTI Vùt enza . di tretto L e co, ir zione sanità Firenz-e. - nestin:ato lo g nio. 4' •.ruoVITJ: ~~ icola~ id. B.ari id. id.. M Hnno. ·- Id. ospeda.le .B ari. n... ianità ma'rzo l 9. . . . d.. t ... s·lena, u1rez10ne sau1"t.t<1. ' · eno~va. . Des t"1na•..... t:"O fantedl .Qc ·am. ~, · 1 _re .;.O LIV' •;:a · · Anz.i anit;, 2 ap1•ile 1H09. . .., ' -J d'l . tr to L UCCR d epo ·ltO . fant8l"l.8. .. . p·l tOl& . _.... D . ""·"'"' 16 ai·t:l-· .1.. 'NINI . C0tc.t4;0, · - es.t•ll'I""\IY aH ri o. campa.(li"na. _l ·•
•
-
.
MO'Vl E~"'TI AV'V • N TI TEL CORPO SA~~IT. E NEL PER •
1
.\'R.HACEUT'I CO
399
.Atz:zianfti:t 10 giugn,o 1909. "'l''RrLLt · icool'a., distretto Boma, in el-~lizio temporaneo o pedale Rom.a . - Desti.ne.to~ ospe(lale Perugia. Anzianità l O ago.sto· 1909.
OuLOTTI ~Giooa.t. n.i, distretto Pote11za, in ·er·viz:io temporaneo 19 fanteria. Destinato 4 genio. • A'VIN( ualtzero·. id. Massa., id. 42 id. ~ Id. 1° art"gHeria costia. C.&rr RATTl Mario, id. Torino; id. 91 id. - Id. alpinì. COSTA Fausto id. Sassari, id 46 .id.. - Id. reggimento laneieri di ' · erceUi. Bsv.rLACQCA Amlétol id.. Eene·v e< n.to, id. ....O id.. - Id. reggimento cavallegg·e·r i ·d i AquiJa. MOUNO Carlo, id . Cun.eo id. a::..· ld. ~Id . '2 alpini. l:lOLARI Cesa1•e, id. Genova, id. 89 id. - ld. o pedale Al -san.dri&. BA •r Giuseppe id •. Ar,ezzo, id.. 87 id. - Id.. 17 artigli ria campag·na. 0GG ERO Cesa'te , id .. Casale id . 49 id . Id. 49 fanteria. Snu 1 Gztido . i.d Barletta. id.. 27 id. - Id. s. genio l
61 H.o Galileo, id. Siena. id.. 2 id. - Id .. ospedale Catanzar·o. Mod.e na id. 36 id - Id. 4 alpini. TE~·a ÙA Giuseppe, id .. Chieti, id.. 4 id. ~ Id. 5 id. I.tPO B ..4.n.tOJ:lio, id. Campobas ~o Id. 11 bersaglieri. - Id. 11 ber agli.eri. DE ALBEBTI Guido• id. Teramo, id, 16 fanter.ia -· .Id~ 16 f:a nteria. Pu~·rACUD.A 1 altJatQre, id.• Palertno, id. 34 id.~ d.. infermer·a pre .idiaria. ;S iracusa. DELLEPIA 'E Adolfo, "d. Geno·va id.. id. - Id. artiglieria montagna. l'AHLio~·s !Vitt4nio, ld. Co.se·nza., id. 57 id . - Id. 11 id. ca.mpa.gna .
·GIAMBI Luig.i, . id.
H
.Anzianitit 10 settembre l 9. tre to Siracu a 1. in . ervizio temporaneo 82 fanteria. -Destinato osped.a le Pe:r ugia. .A1·l :d anità 22 gennaio 1'910. R.AHIOLDt GustatìO, d.i · tratto Roma . - Destinato ~1 arti.gH.eria campagna. _ CRCIO Antooio, di
.Anzianità 2! gennaio 1910. IGNORINO Rosario, dis·t retto T lrapani, depo· ito :fi nte.d a Tr.A.pani. -
- ·e tinato
a a.r..
tigUeria. costa.
Determinazion€ mini'steriale 12 maggio 1910. -Gru. · l ·G iuseppe, tenèrl'te m dico osp·eda.le Napoli. - Com.a .ndato depo tto allevap . .~en~ .ca valli Per ano pe:r la. durata. d i sei mesi. DoRRu Pietro, id.. brigata artiglieria cos't.~ .Sard gna. -Id. id. id. Bonorva, id. id.• M NArr Giuaeppe1 id. 2 ber.s aglieri. - d.. id. id. Gro qeto, id. id. A~N IU G1tido. o. p dale Catanzaro. ·- Tra. feri o ber agHeri. llrt;LA Obal(ÙJ .d .d c r . Id . ~· . . . . . . . r . . 1JlALLARI · Gi~ 1 • 1 ;d· ag 1a.r1•. ~ .• 1n. edrmeria.. px·e ·tl 1ar1a.. a. Fa._r1. Cu. . · · · ·eppe, 1 • itil grana,.. IerJ. - 1 .• reggJme·n o 1a·n (nerl ue·nze,, 'MA~LA ,E,'ne .to, id . R. polverificio sul ' iri. -Id. ... granatieri. To Donato id . osp·edaJe. Peru.g.ia. - Id. 9. a:rtiglie:ria fortezza.
1;?A
FRAGA :tccar:to·,
id. 6 alpinì. - Trasfel'ito
P'E'l'R&L.e Yu~c nzo, id.
.a rtiglieri.&campagna.
ao artigHe.ria •Campagna. -Id. ospe .a le..Padova. 0 NE .. l""-" · te,· l·a. • 21 .d. "d.. - ~· nr 'l 'tena: . • campagna. ~IRo.-a Gi ..,,e,,, . 1 • 1 . .Id. . 1·... art~ l.
us PPe, id. 4 alpini.- Id. 6 gen1o.
MOVIMENTI AVVENUTi ~EL t;URI O
4 0
A.TIT'. E !'1.EL PERS. FAR.M .i \CEUTIOO
OoLJTTI Silvio,. tenen·t e m.e dieo os.p edale Ca erta.- Tra · ferito 20 artiglieria ca.m-
pagna. .Ales anàro, sottotenente med·co, <C.lspedale Bari. - Id 5 alpini. Bo. "U'ACIO Gìuseppe, id. 2 artiglieria forte.z za. - Id. infe.r meria presidia.ria P ·a ·v· a. F RTJ lgi·no, id. reggimento lanei·eri d.1 .Fi~enze. -Id. brigata. ferrovieri genio. CAFFARELLI Bened tto, id. 6 fa.nteria.- Id. ospedale Pale.r.mo. AT.E f
Fa·r maoltltl mllltad.
R. decreto lS ma?··zo 1010.
Demetrio, farmaci t.a capo· di l' cla.ss t in aspetta ti va per .m fermit eom.provata . (R. dem;eto 21 febbra,io 1909). - Ltaspe'ttativa. di cui contro è prO·· I'C1gato d. u.n altro &DDO con decorrenza dal r ma·zo UJ10.
G .A YTA ca v.
Determina;z icne 'lnini teriale 31 ·r1 aPzo 191· . Mm LLI dotL Bo·m.co, farm.aci ta di 2 classe R. corpo di. truppe colon.· ali dell~ SÒ'lllalio. italiana - Tra ferito ospeda.l - m lita.r e Piace.n za da.l lS marz:o 1910. A:.o•'TOLUW .Albedo, id.... • id .. o peda.le Piacenz.a .- Id .. id. Ravenna. Il
Deterrt inazique mini lerial~ 14 aprile 191 • TED~
'.fH Francesco, fa.r.mac i. ta di l n eia se, ospedale miHta.re Pa.d·ova.. - · Tra~fe rito· ospedale mi.htare Ca rta.. PoLO Lorenzo, id. l id., id. Ca erta. - Id. id. G nova. ToD -RINI dott. Teodoro, id. 11 id. id. G nova.• - Id. ia.. P.adova.
Dete-rntinazioue 'l'llini.steriale 12 matJOÌO uno. Bri?U.L · .Au ·elio, f1nma.c[ ta d.i 1 -· ela 1 o pedale militare o ped ]e militare Genova. DefD.Dtl.
...J
apo]i. -
Tra ferito
8 ALD RA. ca.v. ri:us ppe, te ent , colonnello medieo· ospedale :Me ina - INGO J.rA. Anioninor t · nent.e medico osped.a le Me ina - Anc . 1 Giuseppe, tenente medico o pedale M·e ina - Morti a M sina, H 2 dicembre l " c r~ R . Giot·a Imi, ma.ggjore m.edico ospedale Padova.- Morto a Pa.do·v a, n ... 1 marzo 191 .. E ILIANI Vincenzo, capitano medico d· ri rva odi trotto .à ·coli P ieen.o. - Id. a Faler~ne (Ascoli P iceno), .i l 9 aprHe l 10. MAn.CoT _LLI cav. Co tanti?lO, ma l)"gio-re me.dico; non p·iu in. cl'itto nei ru.o li. - Id. a. Roma, il 18 apt·He 1906. 0AU u Pi tl·o, ca.pitano· medi o 7g fRD.tbrin.. - Id. a Mantova. nena. no te ·d al 7 al~
P PAG· · NI
l
marzo HJl. Gius 7Jpe, capitano medico di riserva~ dis ,rotto Roma.. marzo UlO. Il
Comm .. CLAUDIO
1!,
D r - t. o
nz Il R
RIDOLF
LlVI
d. a Roma il
ma.Q'gior O" n ral Or6
tenent·e colonn~Uo medieo.
m.e dic .
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O&a,.uwu.. - La fatica nella vita militare. ~e.mo.ri& premiata nel oon~oorso Ribeci 1904:·1905·.• Un volume di plllg. 330 eo·n ·6·5 figure •. - Roma, 1908 • . • L. ·6 ID.. - .Le mala.t tie e gU infortuni ne.Ua v.ita miJitM,a~ Memoria premjat.a al concorso Riberi. 1905~1906~ Un volume di pag. 402 con tavole grafiche o· statisticho_- Roma, 1908 . . . • . • • . , . • • 8 Otuu.N'L - Esposizione .s ommaria deU•ordina:men~o o funzionamento del serviUo sanitario in campagna pres o l'.e seroito· italiano.. - Rorna.. 1906 • • D1 CEsmm. - Studio- sulle mediastiniti (med.iastiniti .a.u ppurative·. e.s·c esso mediutin.ioo). - Roma. 1900. Un vol. di pag. 144 • ~ • ' • 2 Hnn.. Onomatologia .a natomica. Storia 'e . crit.ica dei mod.e rno linguaggio anat~nn1oo. Traduziane libera italiana dei dottori C. PRBl"TT e C. Srotr.zA.. Roma, 1884:. (Edizione rara) • . . . • • • • • • • • 6 ....... lA f~ caus,ate. dalle a.l":-lni da gue:.rM. Sintesi della ralazio·n& eanita:ria. sugli eserci.ti tedeschi durante la guer.r.a fran.co -gennanie& 1870-71. - Boma., 1889. Un volume di. pag. 348. pN~ZIO ridotto.. • 2 lfANAYnA Stndii atonco·critioi aulla. me·n ingite· cerebro·-SpinalEt epide·m ioa in Italia e parti.ooEarmente nelltese.rc:ito. -Boma,. 1883. Un volume di ·p~ 262 cop. 2 ta.vo1e graftche.. 'P.rez.zo ridotto • . • . • . . . . . • •. • • l .6 0 6~ARL Le lesioni traumatiche dei centri ·n ervosi. Memoria onorata del premio Biberi. - Roma. 1900. Un. volwne di pag.• 320. Prezzo ridotto. 11 3 .50 8"NRu. e 0IGI.U.BE'LLt. - La malari.a in. Italié:. Opera onorata del 1° premio
al eoneorao Ribe.rl. Un volume eon 7 gra:odi tavole ·crom.·olitografiebe.. Roma, 1885;. prezzo ridotto·. • . . • • . . • . • •. • • · • • • • To.KBLLINI. - Delle· mal at,tie più frequentemente simulate o provooa.te ·d agli
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insnrittL - Ro.m a 1875· . •. • . .. . • • ~ • • . . • • . • 3 IO Per l"acquiltt' dalle, opere toprat.ndlcate hlllliarB comminloi!H , vagna aw•nunllnls.trazlon•
li. n. -
· Giornale dl medLclnl mUltare Vtl J;X SaUambre Roma •.
lti•e pu.h·b licttzion · 1ntuUco-.11:~.iltÙ.u•t: C.a.s LI Pmrao·, tenente m.e dico. - La chirurgia conservatrice nei eu~oi rapporti con la t:raum:atologia.. e la legge c-oncernente gU infortuni sul lavoro . Trattato di es~esi clinica in mpporto aDa Pr·o pedeut.ic.a chirnrgica ge·neraJe o alla legistarione sociale i te.lia.na. - Rom a. 190 l. Società edibrioo D an te AU.g hieri. (Vendlbile preMo l~u.torep via XX Settembre 89 p. 1°~ Roma) • . . + L. 3 ID JD. - L' ipotesi dall~·e·volu.zione. Stud'i e ricerche~. - Milano, Asaociaziona , tip. pri."· 2• ediz., 1900. ·( Vendibile presso l'Autoref' via .X X ·s ettembre,. S.9 p. 1°), 2 DJ: lì"A..Loo AXDBEA. 1 tenente colo:no.eUo medico. - Patogene& unica delle malatti.e vaseolari; secteti.ve e nodulari degli ocebi e d~li organi vicinL Un
vot. m 8° di pag;; 24:0 ooa 8 tavo'l.·e fuori testo. - Napoli, Società commer.- ciale libl'aria,. l905 . • • ~ • • • .. • • . • . . • • . • • , ~~ LELu: FB.urozsco. tenente· medico. - Manuale di. brom.atologia pei me.. ~o:r militari. _~ Fh"eillZ.e, 1906. Un vol. in 16° di pag. 484. ~(Ven.dibiJe preeao l Autore in Firenze,. aouola d.'appU.ca.zione di sanità militare). • • • • il ÙIBB.IA.oo ..PlE'l'Bo, generale medioo. ~ Sull'azion.e degli attuali fucili da .guerra. ~ f.l· ~cialmenw del fueile ita!iano di piccolo caUbro, in eonLronto oon qne:Uo di .m.ed1n calibro. fStudj sperim.entali,. con. 15 ta.v~ di .Corografie e radiografie ripro·~ ID. dotte. m fototipogr:--fì~}·-:- Boma,. 1·~03. (Ve.n~iblle.pre~ la Tip Vo·ghera).. • • _ID. -.. Lè operazl!o·m p1ù frequenti. nella ehll'urguil dJ. guerra C·OD 112 ·6~ &e~C:la~ . neJ testo. - Fire·n ze 18'98. (Vendibile presso la. Lib. Bernardo .J , . Firenze) ~ . • .• . • . . • . .• •. •. . . • . . • .. •.. :. .LNl>·OLo CoSTANTINo, colonnello medico. Ofta.bnoscopia ed ott.ioa. oc.ulis ics. ~an.~~e teorico pm;tioo. Un vol. in so con 82 figure e 12 tavole.- N.apoU, ~b~unento tipografico Ferrante,. 905. ·(Vendibile presso l'Autore. Roma, HA~rG , rtn.cftle Amedeo 47:) • . • • • .• • • • • • . • • -, ne~ EZio, tenente ·co,Jon.nello m.edwo .- Lo sgombero .acqu~o de1. ~en~1 a. v~e, del P o ( 1889, lSt8, 1905). T-esto e progetto con illuatraz1om, r.;:~~~~ Con. dipl:o~.a d.' o·no~! aU'.Esposizio·n e in~rnaz.i_onale di l'Iii ano 1906. ID. tn. _ .i le pr~o l'Autore,. p~azz~ ~aJ1t'Ambrog1o . llan:o) • . • ebia . _ ESerC~Jto e tubercolos~ (Notl?.l&. - Pro6lass.1.. attuale. - Età ~ella al roata. Ferma. biennale. - Abbassamento della statura).. Rela-zione Ltt:EL~onar;;so nazionale d'igiene 1906· MUaoo. (Id. id.. id ..) . . . .. . • • • lWie~~;:. . &BA.No~ tenen~ medico. - Fasc.iature ed apparecchi, fratture ~ B.t.LIN.uu S&t. ·- ._ Fn~enze, .•ttp Earb~a. • • • • . • .• • . •. _·. • : • .. • . ,. deL, c AL~A.7'0ll ~ eap1tan.o med1.0 0. - Vanatomiia e la ab:irurg~a ope:rato~a va!. -in~-::'l.l?ola. e delle parti molli ~he· la ri.v eatooo. ~ apoli~ _1906. ~a .f'AutQta) Pag •• 130! con 58 :~_ ~;n.tereale:te nel testo. (Vend.iblle· preaso .l':So ttori·O Emanuel·e 38 6, Na.pob), • •. • • •. • . • • •
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GIORNALE DI
MED CINA ~fiLlTARE CONDIZIONI DI ABBONAMENTO.
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to Giornale di medicina mi.litare i pubblica l'ultimo ·ìo.rno di ciasçun mese in fascicoli di 5 fo~H i stampa. 2o L'abbonam ~ nt'll è s mpre annuo e decm•re da.~ 1° ~, enna io. SO U prezzo deH abbonamento è:
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4-o L'abbono m n lo non dfsde~ to prima ·del 1o dicembre s•in Lend.e rin ovato. per l~anno uccessivo. 5° l signori abbonati mmt.ari in effettivilà di ervlzio pos ono pa a~e l'importo dell'abbonamenlo per mèzzo dei rlsp~ eui·v[ -~omand~mLi di' corpo (anche-
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sta ,oU'aUo dell'i.n''io de:Ue bozze corrette. Gl i estratti. ~ono di. due tipi: TIPO -~ -
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INDICE :DELLA RIVJST:A. DI GIORNALI ITALIANI ED ESTEBJ Rl \TI TA _ EUICA
Cloni l e M•rt•ntDnl. - La cura deU.o. peritonite . pl urit:é tubercolare oon l'aequa ossi.. llPnat
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E:nge Eh•rdt - R••ttora sponta.ne d~l ~nor • çr&spoLtl. ~ DeU'az.ione deUa st•I(Jfahtioa .
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IUVlST~ DI 'tURURGIA G.E KRAL&. 'lilftUer. ~ Ri rche mU•a: vi <'O Ha d l .JU)gne n Ue m:~latUe .e, operat:ioni cbirurgiob
Gua.• i:;tione s1·1oDt Df'"a di dn'P·r:n ~ t•anf{hlat..
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Muk'ollmo t . -. ln cisl1ooe umca rer • re e.1.1tlll6 ·•1• l J!.AnuUo di Ga se:r • della. ·. " -e :P branca oel tlilgemioo, e per la :II"JZatun• ·del •ronco dellta m~"llngf"3 Dlf'dta. • 81umlt n dol·ore d'a •COm'fill"'S iODP. e da nnbalz. Di'Ila RojZ'o i per"JionPall; fi:ll~ lm· l
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port:mza. per la progno· i e 'P r la corea elu.-.urgtca deiiB .perstuol~l" e deJI'nppen·dicale .
Rl VI TA D' OTO· RINO-LAJ\INGOlA T.RtA.• Stefanlnl . - l Um_ti -dJ percel:Eone d t · ni. RIVJS.TA lll 'FEC.NICA E SERVJZIO EDJCU MILITARE. Organ~zzalione del servizio aolrarJo m litlne· in Au ·tria-Un berla. Rl'IJSTA D'IGI8NE GENER LE E BATTERIOLOGI.\ llllz:. - Modo ·di dtfe a. daUe zanzare usnt ·dai france • neUtMrica oc:cldentale .col .metodo rtel trou'l-piè eg • .
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l •llOrta1ori di amP.be ~- .· • . • • • • . . • • . • • • • • Id. - hn()<.i~ r1eU ''lpnelorJ\0 'u sor1a n e trlltt:lmPnto ·d t~ Ila dtsser•terla .a.mehica ·c ronica • TIIU.- Ricer~he hart.Prm logiche .uU 'iult' 'ino drgh I D etU l :aQfm-la da Uhclnarla tigh Stai i U• ·itL .. • . . • • • Busqu.et. - Tr:t~nt • ion.FI d·l'lle ma.llall:ie inff!Jtivo a .meno ~&1 bi,gi'Ptti i1ei tram ay . 'T·worl. - .L inOuenza dPt glucr.s rti ~uno ;' \ Uu ,lpo de• 1·nc 1Uj r. am.~.-re"" . t enU r.on un noO't'O :mPtOdo dt i. 1.a01ento· d:.. l ll:~ci • l-o 'tubercolare d U' Domo d.h'!!!ttamen:te 03. mat~:r!a'[e tuber olo ·o hu~yinato e•'n Mtr1' ,jlf' rm.i Mal6nll. - SuUa Mlorazion del ba.cJ ilu deU· tnbe:r-éo[o -i
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Pubblicazioni vendlb~IU presso Il' Amministraz Idei u Giornale di .mad·lcina Ultare n VJ
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tNUl' cftO Dir!. LA OU.f.:.IH\A
Risultati ottenuti dallo apog1io dei fogli ·s anitari delle classi 1859-1863; due· volumi iD 4° oon atlante Vol. 1 (Dati antropologica ed etnologici) con tla.o.,t e della geogralia antropolo,gica deU' Italia. Roma 1896. • L. 18 Vol. II ('Dati demografioi. e biologici) - Roma, 1.905 • 6 Buo:rl'to e :S.•on..zA. ~ Compendio di chi:rurgia d1 guerra compilato auna. storia medloo-chirurgiGa de])la guerra di sooessione d".Amerioa. - Roma l888 4 volumi, pr&Zzo rid·o:t.to .~ • • . ~ . • • . • • • .• • .. • ~ • • 5 .150 B.E BNAR»O e BREzZI. - Lo sgombero d•li .amnl'a.lati e fm"ilii in. guena. Memoria premiata al conc.orso Riberi. Un volume di Pllil· 276 con molte figure. e tav·ol·e grafiche. - Roma, 1905 • . • • • ., • • • ,. • 3 60 ·C.&sA.Rtm. ·- La fati · a nella. vita m.ilitare. lfemoria. premiata nel concorso Rìberi 1904:-1905. Un. v·nlume di pag•. 930 con 65 figure. - Roma, 1908 . .. L. 6 l'o.. - Le malattie e gli infortuni nella vita militare. Memoria premiata al concorso R.iberi 1905--1.90·6. Un volume di p-ag. 402 oon tavo·l·e graflcbe e stati-. ticbe ...... Roma, 1908 • .• . . • • . , • ~ 8 Ccs tn. - E posizione sommaria. dentordinament.o e funzionamento del aervw.o ·aanitaJ'io, m campagna. )»'00•3 0 l eaercit.o italiano. - Roma.. 1906 ~ • l D R..UlE~ Studio suU ; n:u~dias:tiniti (mediutmiti a.uppurative1,· aaceaso mediastinico)o. - Roma 1900 n vol ·d i p~ag. 144 • • ., • • • • • 2 HnTL. - Onomatologia anatomica. Storia e critiea del modemo Ungna,ggio anatomico.. 'Traduzione libera itallima dei dotto'ri C. P&BJ:TI e C•. S,r oau. Ro'm a; l88,t . (Eaizione ro.ra')' . . . . • • • . ~ . .. • • • 6 l~ ferite cawa:tc eùllle anni da guura. m.t eei della relazione aaoitaria sugli esarciti tedeschi durante J gue·r ra franoo.germ• nica 187'0-7:L - Roma;. 1.881. Un volume di p g. fHS ·p rezzo ridotto. • • • .. . . . . • . • l N Yn.A~ ·Stu.dil storico-ori tic) a-uJla. m.e ningite, cerebro ~apio&Jt~ epidemica ÌD Italia e particolarmente rudl'eaeroito. -Roma.~ 188-S. Uo. 'V !)lwp.e di pag. 282 con 2 ·t vole gro.:6che Pre.zzo ridotto . l GO
MEMOR.IE OR.IGlNALI
&Unica offalmologiea della R. Uninrsità di Torino- Di11et1:ore: Prof. Comm. CARLO REYMONn
TAVO · A MURAL
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PER LA.
DETERMINAZIONE #DELL ACUTEZZA VfSIV A JN CA l DI FRODE COSTB.Ul.T
CON OTTO'TJPI REY _' OND E BASATA SOPRA U OSPECJALE DlSPOSITIVO {t: n u .l flg-u ~·n tJ el, ,,_, Id )
Per il d·o tt. Ercole P'asaer·· , cap·itaD.o medico asaistent - onorario
La determinazione del ,gra.do d.ell'acnità visiva, pra.ticameute,, non offre, in. genere, difficoltà di sorta, qua~do si possa contare sulla. sin eerità del sogget·t o in es.a.me, H che peraltro si avvera soltanto con quelle persone che .rioo.rrono al medico o allo specialista. per essere etlte.te di un'.affezione o di un difetto degli occhi ; evidentemente allom.H paziente n:on pnò, o per m·egHo dire, non dovrebbe, .a vere alcun ~o·ttvo di mentire ('vedremo in seguito qualche eocezione), .a.nzi ha tutto hnteresse di ·COadiuvare. l'esaminatore nella ricerca. dei sintomi, per l& diagnosi e quindi pe-r la te.r apia d·el sno male. ~a l'esperienzl quotidiana ci dimostr,a, come freq nenti siano i sog .. g:ettt. che cetcano d'ingannare il m·edioo sulle ·v ere condizioni della. loro ~unzJOne visiva. Alle volte. il tentativo e evidente. più spesso inv·ece 80 e ~~ ~os~ettato; ìn ogni ca.so l'esaminatore non pub mai, a rigot~e di tenntnt, dirsi aseolntamen te :sicuro del risulta t.o del suo esame e se vuole e,. er~~ certo, deve, non ostant.e il oontegno franco e soddisfacent·e d·e ll lndl v:~duo · · d-'ar ,segni· d.·e11 a propn& · 1ncre ·· · dn 1·1.t·a., a Ile. . ' , ricorrere, senza prove dt controllo . O~gi, presso qualunque ·classe di cìttadinì, sono as ai rari i simu· ].a.. tort . ·e propria . . . 1n ;. f .requen . ·1 -. di- n.na. vera am.s.uros1· monocula.re, meno l11 d1 un · d 1 q ne · b 1 d· · d-· -d · · · h I· . . . · gra· o e evato d1 de o ezza , 1 VIsta , un· o · am o 1· a.tt ~ assai n- - . . . fi ngono un crrado nla.crgioie . • -. o . . . ·. . · nmeros1 Invece coloro che mrn.<:J.r~ di affievolimento dell'acutezz.a. visiva. E q ni biso()'na. distin.gtle-r~e 1 c . .·, • . •t·.·- •~.asl dr vera. si:m.ulazione in cui n og~ge t·t o ' h e po - ',ed·e un ftCUl a Vts• . . . ,. ' . • .• • f. . -l'Va normale, cerea d1 allecrarne un.a d1 rrrado p nl o meno Inert~r·a,, dai casi di s mplioe .e ageraziotw, aUorchè l'·e a 1innto, che, per M- Gi6. - . J'halc di tlltdicina miUC'arl". - Fa e. VJ
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T · VOLA MURA LE P8R. L .AOU TEZZa
ISIV A IN O..\ l DI FRODE
qualunque c~u - .l \,, pos ·iede un'acuita visi a ·e ffettivamente minore. della. norm le, finge una diminllzion.e anche' più grave .. Ma, nella pratìca, i rin veugono pure d·ei di simula tori gente ohe ha interesse a celare al medico una menomata fun:z ionalHà visiva, sia negandola. del tut.t o, che dicbi&randola solo in parte. im.ulazione, esacrerazìone e di simulazione sono :a dunque le tre forme che può rive ti re la menzogna del P acutezza. visi va. oi le in-.c ontriamo oggi in molti rami d·ell atti vi tà umana. In tema di a ·_sicurazione contra gli 1."nfortuni sul Zavoro, più d.eHa. simulazione . e. fr.e quente P esagerazione . T'ra tta · i 1n gener~e di operai delle grandiJpdustrie mod·e rne, ·c he, in oceasìone della compila.z ione del primo certi fica to medico d · infortunio, ma, più. s.pesso, al mome,n to ·d i q nello di finiti v o ten.tano di si mula.re o di esagerar.e, agli occhi de'l medico, u~a. diminuzione d a~cuità v·i.-- i va... Chi ha lungamente fr.e.quentato l'ambulatorio e i reparti di un o ·pedale oftalm.i co in una grande ittà industriale, 1n cui,, perci ' ., abbondano ì casi di traum.s ti mi oculari, Aa, per e perienza come freq l1J3n ti siano questi tentati vi ed ha p o· tu to anche persuadersi come l" es.ager.azione sia assai più frequente. d·eUa. -vera ìmlll&.zion.e. .A.. , Ter on ha definito questa categoria .dt perHone col. nome a s. ai ·e spressivo di peti.ts {1"o/udeu't" -; la semi··si m ula.z.ione, eglì dice fa parte della. stra.tegìa d.elP infortuniato: trattasi per luì di una spe.a ìe di cau a da vineeret di un contratto da eonchiuder·e, in c.ui il sogge .to, re.p utato galantuomo, c.rede di esercit.a.re un suo diritto men· tendo solo pa.rzialm·e.n te: nn duello, insomma, in ~ cui non si ·t ien con.t o , ·h e d.e i risultati. Nelle, ava.r ia e continge.uze de.Ha. t'·ita rniUtare, P acute.z za visiva forma spes o ogget.·t o di t~euta.tivi di. frode. .Se. 'On diyenu e ra.re le. simulazioni di amauro i e le ambliopie esagerate. a.l gra.do di cecità assolute, non s. ca..rsa~giano le imula.zion.i e 7 pec~e, le esa.aerazio - i al grado di :acuita visiva.. voluto dalle di ·po:_ .tzioni regolamentai• . elle visit-e. dt reeluta.m ento l,individllO può avere inte.r e.s:se a mentÌl'e un visus inferiore ad ~. , della norm.ale in en tram bi gli occhi, o ad '/~· in un solo {limiti questi pre critti dali el neo deUe ·mparfezion· e. in.. fe.rmìtà delrE:sercito}, per ra.ggiung~re lo scopo di esime.rsi dal pr.e are ii servizio militare. iprocam.·e nt.e in e asi d arruola m eu ti v·o lon tar t, ·a ccade di trovar _ sogget"t.i che .avendo r·e l mente n.n visns ridotto, per una qualunque c.a.u. a cercano di farlo apparire migliore o, addirittU"ra ., normale, impa,r.a.n.do & me.moria. le serie di ottotiP.i che corrispon· "/ dono all' ac.ni tà visiva de 1 e.r a ta.. Oio puo ve:rifi.oars:i in occasione d·eHe vi i te ·m ,e diche d.i ammis3Ìoue ai collegi e alle scuole militari; nelle visite di arruolamento di aspiranti carabini·e rt, m.U!!I ioanti,. peraone.li -
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VOLA MURALE PER L, AOUTEZZA VISIVA IN OA I DI lrnODE
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di governo de,g li stabilimenti militari di pena; nelle visite di a;m .. mi:ssion,e a riparti d'istruzione, aUe rafferme,. al volontaria.t o ordinaxìo e alle snrrogazioni di fratello ; negli speciali esami della funzione vi siva, prescrit;ti per le redute da incorpora.rsi nei ferr-ovi ri e lagu na.ri del .genio ed i n tante aHre contingenze del servizio militare. Infine, e;na.logamen t·e agh infortun1 ci vili, ,a nche in mat.eria. di q ueUi militari,. os ia di lesioni traumatiche o morbose, dipendenti da cause di se,rvizio, pos iamo imbatterci in individui che, allo scopo di conseguire una pensione, o an,c he semplicemente una gra.~iflcazione· per congedo as>Soluto, simulino o esagerinO una diminuzione di acuità visi va. Lo stesso può avverarsi in occa.s ione d He visite per collocamento a. riposo o in ri.. forma. .. Analoghe condizioni, al riguardo, si verifi·c ano nella Marina 1ni lilare. Pr.esso q ue ta i limiti dell'inabilità al s·e rvizio sono alquanto diversi da quelli d.e ll'Esero.ito, richiedendosit per e -sa,. ·c he la funzione, visiva sia ridotta. a meno deUa. metà della normale in entrambi gli occhi, o :a meno di un decimo in un occhio (art. 48 dell,elenco). Per molte specialità della Marina. è richie·s ta un acutezza visiva nor.. male, o abba tanza elevata, ed. è allora facile comprendere come vì possa esse,r e chi, per vitare la de tinazìone ad una tale speoia.lità, ,simuli una. deficienz.a, del visus, anohe non grave, ma sufficiente al suo scopo, o la di . imuli se desider.a ott·e nerla. Date poi le esigenze del regolamento, in m:a teria dtacutezzs, visiva per le ammis ioni all'aecaclemia na,vale, a1la scuola macchinisti,. mozzi1 allievi semaforistit eco., non ·ono :r a.r i i t ·e ntati vi di dissi m ula.z ione. li .a,r ruolamenti ·e d il servizio nel cor1Jo delle guardie di :finanza, di città, carcerarie ·e simili,. offrono pure non di rado casi di dissim. ula~ zio ne o di ìm ulazione. E noto quan·to interesse iene po to dal p rsonale delle fe'rrovie nelle dissimu]azio.ni dei loro difetti di visus, tanto nelle vi ite di ama missione,. quanto in quelle per cambio di qualifica o di attrìbu.z ioui, D·OU. hè in. q nelle di revisione, per tabilir,e cioè e persi tano n eli imw piega. t i pr scritti requisiti di funz 'onalità. visi a.. Analoghe condizioni si verificano negli aspir.a nti al se.r vizio n i tra.mways a vapore ed el,et,t riei, a con.d uttori di automobili, a servizi della marina m.e rcantHe e nei trasporti sui laghi e fiumi, ovunque, in· somma, 'si& pre ··critta d.a disposizionì 1egislatjve o d.a quelle. locali, una d.ata. ;a cutez.z a. visiv.a, per l'abilitazione ad un da.t o servizio pubblico o privato. on mancano poi le frodi nel campo delle visite mediche. per le ctu~se d, invalidità e per le asstctt.ra,ziont .
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T VOLA MUR LE .P ER L'J.CUT.E ZZ · VI IV.A IN CA I DJ .P RODE
N·e l dominio della giurisprudenza penale . civile trovansi simula.ton· ed esageratori in occasione di perizie medich per lesioni pe'r onali e per· quelle involonta1·ie,, i quali de idera:no ottenere una maggiore condanna dell'impu.t ato o cons guire un più lauto risarcim nto del danno subito. _emmeno P esercizio ordinario della medicina, chnica, com sopra accennavo, è immune da ev ntualità d.i frode: non è raro il caso di soggetti i terici, specie di se so fe1nminile che, per ca.p riccio o p r altra c:ausa rìcorrono al medico per es ere cur.a ti di un.a. prete a affezione o d'letto della funzionalità visi _a, mentendo{l'li, insiem·e ad altri sin-tomi, anche, e principalmente, l'affievolimento dell'acuità. Sono poi note da te.mpo 1e bugie degli scolari, che, er sottra:r si al lavoro o a certi ra:m i di s.t udio, ovv ro P · r raggiunger-e lo s·copo di far-e un a passeggiata nel recarsi dal medico, ·fingono difetti d·el isus. è qui ho cont ·mpla:to tutte le contingenze dei vari rami dell'attività un1ana. in cui si verifio.ano o si pos ono avverare, tentati vi di :finzione a riguardo d eH acutezza visi va,. Possiamo q nindi agevolment·e · comprender _ quanto legittimi siano gli Aforzi che nel campo ofta.lmologico sono tati m·essi in atto, per garantire il gtudizio d l p rito da, ogni tentantìvo di frode
• *. È noto il oont gno di un individuo che oglia simulare. o ingran-dire un difetto del visus. Port.a.to innanzi alle usuali ta ole ottotipiehe che recano in ordine cresoente o de·c rescent ,, le serie di carat-teri corri pondenti alle varie gradazioni di acutezza visi a, ed invitato a decifrarle una dopo l'altra, egli si .a rre·sta. di proposito ad una. di esse, quella. cioè che egli già sa o cred di sapere che corri ·ponda a un dato grado di difetto d'acutezza vi::siva, dichiarando dt non scorgere gli ottoti p i che seguono, oppure che non può leggerli, perchè troppo di stanti. A.n che person·e di poca leva tura o che non abbial)lo mai vi to ta.vole visiometriche, argniscon.o prontameute cht! i grossi caratteri corrispondono alle aeuità. vi ive pegQ'iori. o notato che non pochi imulatori, a que to punto,. dichiarano di · migliorare nel vì::su con lenti di legg ro grado, pe i sfero-nega.tive.. A.t tribui co cio alla credenza, .a ai diffusa ra i profani, che qualunqne affie.v olimento d Ja vi' ta debba avvantaggiar i con gli occhiali. Cosi . il simula.t ore emmetrop t non oltre una certa età tollera l nti negati ve -. eh gli neu.tralizza con la "tla accomodazione, e n ·c redenza di cui opra, dichiara. di v dere con "'S qu ali ottotipi be crià v -deva anche · nza 1 n ti. L'i pern1etrope, s mpre. che sia in grado di tollerare lenti posi ti ve, si com porta an al og · mente.
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TAVOLA MURALE PER L A.CUTEZZA VISI VA. l ~ OASI DI FRODE
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È agevole comprendere come, ripe.t endo Pesam.e con la stessa scala, :anche d.opo giorni, sia so.m mam·en te facile al .frodatore il rìcordarsi quella serie., a cui de e anche questa volta arrestarsi,. per non cadere ìn contraddizione con. le prov·e precedenti. E ìl problema,, col semplice ed esclusivo uso delle scale ottotipiche graduali, può .riman·e insoluto e così la ment·e del medico restare dubbiosa nell'alternativa. fra una simulazione ed una reale alterazione della funzionalità vis1 va. :Si ricor~e a.dnnque a va.rì stra·t agemmi e dispositiv1, ch'io ac-cennerò soltanto. Talora è giovato l'impiego, a questo pnnto dell" esame., d1. ta-vol~e di ·t ipo insolito, come quelle del Baroffio,, o dì altre po·co usate nella. prati ca.. Ma chiunque abbia domestichezza con sìmi li esa.m i, sa come sia. .facile all'impostore il trovare, nella. nuova scala murale che. gli si presen.ta, la serie di ottotipi che esattamente o assai approssi mativamente corri ponda al fatto :suo. i C()nsigliò di isola.r e le varie serie di ot-toti pi, celando all'esamrnato quelle ch.e non gli _si vogliono far leggere o ritagliamdole dalle t&vole d incolla.nd.ole separa.tamente ciascuna sn cartoni, per r·a m . . mostrar le poi isolatamente e saltna.ria.m ente all' ossservand.o, in modo da non permetterglì dei raffronti. questo scopo possono .s ervire anche. le sc&le di prova del Cannas, illuminate per trasparenza (1), nelle quali è possibìle di present&re all'individuo osservando, isolati -e saltuari, gli oggetti visivi e, volendo,. anche con grado differente d' illumtna.z1one. Vanno pure menz.iona.ti q uegH apparecchi che per-· mettono all' osservatore, ì l quale si tiene .a ccanto al soggetto., collocato a distanza davanti alla pa.rete, di far apparire su qu.e sta, in un cerchio o in un quadrato d'una speciale cassetta, ottotipi o intiere linee di essi, in quell' ordine che meglio crede, e ciò a m·ezzo di :&datti congegDi [ Oppenheimer, {2 ), Meyer., (3) ]. V'ha chi ha proposto di combinare. insieme caratteri di co:nfu· .sione ( dler) : si possono mostrare all'indi iduo delle serie otto~J pichet che quegli può credere costituite di c.aratte.r i u.venti tutti la medesima visibilità, mentre invece non l'hanno. (l) . CA...'ttU.s. - · uUa d~term ~-mn :One ·deU, a.cut.ezza. vùi:Va con sc-ale ài pro ·a illumin-ate per trasparenza; in : Giornale m dic·o del R . EEmrcito, anno LV,. 1907 1 p& • 255~~?5
(2) E. H . ÙPPE.N'lJEJMER. - El:tUJ. Verbe 8 r mlg d~s Roth'ttth n B el t:i-cllt-ungsl, a · .teJM fur h.proben~· in: KUnische Mo1UJtsbliitter fiir Augenhe .lkr.tnde XLV.l l,. 1909 , "7 cl., . 88 ; e ; Eine ModifieatiQn, cl 8 Ro~'l~ sch n ehp.robe1J.-.Appara.tlls; in : Wo chemchrif · jur Tlu rapie ~un:d Hygù!M d. s Alìge.s~ XII~ N r. 42. 1909, S. 345 ·34:6. (3) H. MEY&R. Apparate zur Erleicht rung der 'ehpriJ.fumg •· in; Woclumsch1·. j. Therap. 11>. Hyg . de-11 A ugea; . . Il. Nr. 41, 1 9 09~ S. 33?'-33 .
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T VOLA _fORALE PER L'ACUTEZZA VISIVA IN OA I DI :l'RODE
Itri di po:ne, r una accanto all' altra, due. c.ale murali, in modo che una data :serie di ottoti pi della prim.a sia i n con ti n nazione, nella . econda cala, con altra s:e ria più piccola.. Ov·e l' indi id no. le t tali serie . alle· .hi di non distinguere la succe siv.a. d Ua prima :s cala, che pure ha. tipi delle stes. e dimensioni della.. erie. letta i.mmediatameu te prima, nella .s econda t a vola, dimostra la sua mal a. fede (Baudrv . Vanno p ure ricordate le tavole di confusion.~ de,l Roth tl ). Un buon m zzo [Trombetta, (2)] · ostitu1to dall'uso delJe l tJ. serie di ottotipi ad :a.nf'llo I ezzato del Landolt elle hanno il vantaggio d'' es er poco note ai profani di permetter la .eterminazione del vis 1s col a.ri are succe ivamente l a di tanza.,. il ch·e _ ·pone· i. imulatori a co tinne contraddizioni. Detto autore, .anz i~ ha pro~ posto talì anelli a.nob e per la. prova. del , ick che fra poco m nzioneremo. Praticando con una stessa · cala. otfme·t rica la. mi urazione del vìsus di un dato oce.hio, prima a. cinque m,e tri e poi a distanze a, ... ri abìli maggiori o minori, si può tentare di far cadere in ontraddizione P esaminat.o, controllando e la. serie di ottotipi che que ti dichiara di poter dist.in uere in ~ciascuna di q ue te varie prove, è se m p re proporziona.Ie alla relati vtt di tanza Un cenno soltanto, perch; as· ai no e, richiedono le varie pl'·o ~che si possono e eguire con lo specchio piano ba a.n dosi s.nl raddop .. piamento della distanza da questo prodotta {Peltze.r, . ar hélémy B·audry ·ed H ·e lmbold). D·o bbiamo al Wick ·u na prova em plice ed ingegno ·a fond.a ta. sul calcolo delle probabili t' .. E a venne da tal nn o ·e rr-oneamente attribuìta al Roth. e, consiste nel mostrare al frodatore d.e i eartoncini quadrati,, di 10 centim tri di la.to, portanti,, iascuno, uno di qu.ei segni ad uncino, o sia a forchetta.. con tre aste,, che furono ideati dallo ·n ellen per gli analfabeti. d un individuo che alleghi un·,_ data. dimin uzi ne di vi us. si . mos.tra.,. s cinque metri, q ueUa. forchetta che segna. il limite della u.a. pret·e.sa acutezza. visiva e cb' egli di ma . ima, non ha perciò d ifficol t. ~· a dichiarar·e di riconoscer~e. li i m o..tra poi }Q, forchetta. ra ppre~ Sentante il o-rado d. BOU tezza ViSlV& immediatament · superior-e, e poichè egli allora afferma di non pi ~~ di:stinguerla, ma di poterla solo «indovinare • neUe. ue va;rie posizioni, Io si invita ad. c indoYinare :. da qual la:to i an rivolt le tre 1
(l ì A RoTn. erweclleBelun.gs·-Sel~proben zum ac1uvei8 der Vort au · 11. ù' g ·o , Jwachsichtig.k i.t. -- Leipzi ,, • Thicnlle·, 1906. (2) E. 'TROMln~·TT • ~ Ma·n uale di t'n d.i:c-ina legale militare. - llilano p 'l i l $ . p n.g. 2 5 e 2 •
T AVOLA 11 RALE PER L' AO TDZZA
I. lV A IN CASI DI FRO E
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punte di essa. Ove allora. il soggetto, co tantemente, per 25 o of volte di seguito, fornisca rispost·e errate, si puo e sere sicuri ch'egli ha riconosciuto realmente la forchetta nelle sue varie posizioni, po1che sol tanto ved endola di ti n tam.en te egli poteva dar rìs.poste B:s mpre errate. Così si procede gradualmente con unc1n1 sempr più piccoli, fino a determinare il vero gra·do d'el visus del ogg tto malgrado la sua volontà. Assai recentemente Gebb e._ Lohlein, a se>guito di ricerche sistema.t iehe su occhi emmetropì (1), hanno proge · tato nuov·e · cale p·er P a.cntezza, visi a, costruite empirica.mente, e che ancora trovansi ~otto esperimento ('2) . Il .loro scopo prin.ci pa1e e, come per I al tre tavo le otto tipiche, la determinazi one, · nei ca i ordinar.i, del grado dell' acutez.z a visìva = pero è da. notare, in esse uno speciale di ·positi o ch.e renderebbe buoni ser·v igi contro la simulazione. La ta o]a è di isa. in due da una linea dìagonale, appena perce·t tibil a cinque metri di distanza. Da un lato di es~ a la leggibilit à degH O.O'getti visivi .dimìnnisce d' alto in basso, dall'altro lato invece, dal bas~o in alto, m.a le serie si continuano da un e tremo all'altro~ non ost ante la diagonale. Così il soggetto in esame pnò non a.ccorger.si che .attra versando la diagonale,. durante la lettura, egli passa, pe1· esempio, dalla serie. con visus 0,6 .a.Ua. serie 0)8, o da quella 0 1,5 a quella. 1,0. Il Bourgeois (S) h.a recentemente proposto specìalì monottotipi per la determinazione dell' a.cut ezza visiva nelle perizie. T.rattasi di cubi geometrici rivestiti di ceUuloide, che portano disegnato nn ott otipo su ognuna. delle loro sei facci e. L ' osservatore, posto a m etri 2,50 dava.nti alPocchio in esame,. pr·e ncle nella mano un.o dì siffa.t.t i cubi, in modo da. abbra.cciaxe, con il palmo e le dita, le. c1nque faccìe eh·e non si vogliono far intervenire nell'esame e rivolge all'o ·servan.do la faccia r·ì m an ente, su ·cui è disegnato P ottoti po che gli si vnol far decìfrare. In tal modo, mostrando .ad. uno ad uno i var oggetti visivi, si .p ossono altern:a re a pia.cimen.to le grada zioni d i visus e cercare di far cadere in inganno l'impostore. Taluno po·t rebbe obbiettare che la dìstanza. proposta d.a ll' autore è troppo breve per il sagg1.o del visus & di tanza e che l' ottotipo enuto ìn mano, in 1
(l) H. GEBB und W .. L o HLEIN. Z1-'r Frage der ~' hackrirl nb ~timm m,q. E .rge.hnisae dtr 1-yatemat.iBc.hen Unì rs-u,ch1mg emmetropisc.her Aug tl; in : Archiv. /i"r
Auaenheilktmde, LXV, .B d., 1909-10, l u. 2, S. 69·97 u. 189-213. (2 ) Buchdruckere.i Juliull Abel, Greifswald . (3 ) A. BoUBGEOIB·. -- Monoptotypes paw• la d/d rmination de l' aci ilé 'ÙI'ucllc dona les e:~J.pe.ortises .~ in. : La clinique ophta-lmologiqu ; 15· anné , 19011,, p. 501-G - 4,
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TA.VOI..A.
B LE P·EB L'A
TEZZA V l -IV
l. O S.I DI J''RODE
quelle condizioni, può non essere sempre in u :o pia.n.o normale :a.U a.s -e v1s1 vo. en.z a contare ~che la eellu lo id e dà alP ottotipo una lucentezza.
che può turbare le condizioni di is.i bil ità. Oltre questi mezzi,. che, in gene1·e, sono assai semplicì e non richiedono appare.c cht complicati o co_to -i, abbiamo poi tutt.a la. nu.merosa falange di quelli, che furono escogi tat1 per svelar·e l amaurosi monoculare e l ambliopia imnlate, d.ei quali nn certo numer-o erve, oltre che a svelare la frode, a misurare anche, al tempo stesso, più. o meno esattamente P acutezza. i i va dell' occhio allegato ca.:ttivo. Buona parte di essi peraltro, sono oggi poco o affatto realmente usati, perchè.,. ingegnosi ed. esatti in teoria, non sono ugualmente efficaci in pratica. Altri poi richied.ono il possesso di .apparecchi. o strum·e nti as ai costosi, altri ìnfi.ne non garantiscono con. tutta sicure.zzo. · ontro l'inganno. · Per quel che riguarda la pratica, militare, occorre o servar-e che molti di questi mezzi non sono applicabili che in un ospedale, non già ai consigli di Ie~ va, at distretti ed ai reggimenti,, ove1 invece, non deve mancare un.a sca.Ja. ottoti piea. Non è qui il luogo di tessere 1a storia delle varie prove, mezzi ed apparecchi per accertare le frodi sulle amaurosi e sui gra. i affi.evolimenti di vista . essi pos eggono già una vasta letteratura e sono ampi amen te e .. posti in molti trattati, ad e. empio ìn q nello del Wick. (l) e,, per la m.e dioina legale militar·e, tra gli altri, in quelli del Quinzio { ) e del Trombetta (3).. .·· mio dovere,, però, il ricordare qnalcuna fra di es e., di piu re·c ente data. L autosinoptometro a cura:ore e quello a specchi, dell' Arma1gn:a.c (4), so~ no fond.a.·ti, il primo sul principio della prova J aval-Ouignet, del r golo, dito o matita, interposti fra i due ooohi, aperti, de1r e,.. sa.min.a.to ed il libro o tabellina., su cui sono impressi i caratteri di stampa; ìl secondo sulla base della oassett.a catottrica del Fles. Questi due strumenti servono anche per la determinazione del visus dell'occhio che viene allegato amaurotioo o ambliopico. Ricordo inoltre, il diplos(:opto de1l R''my, con le varie modifica.z ioni che ali furono apportate e l'apparecchio del :1anta - aria (5), col qualle è (l) l(. W1 " . imulation von .SclnDaehaic llt,tgkei.e un& B l'ndhe il .: in : Graefe· Allg nh 'lkunde, II Teilt lV' Bd I Kap .., 5 · t~ S aem-i c~ Handbudt. der f! san t 605. ·~ Leipzi17. l\r., En: ehn~nn 10 3 {2) G. Q ui .Z IO. ManwJl pr.at ico di medi ina l gal m l /fare. Fire.n.z , tip. Istit. o a.f. militare, l U9. ( :~}
Luco citato.
( ) L. Girou , opbìci n n: 6can 'ci n · nstructeur, P tuis. (5} A. SA..NTA·~ MARIA.- Un n ou·vel appanzil pour d 'c ou,vrir la 'muiatio·n de l',a:rn.· bl ~ opie et de ,l 'amau,oat mo·n oculairel,' i · La clin .-h[tt.t ophtal~n.., J,J " a.nn6 ~ 19·0'9, p 425 ~ 434: .
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TAVOLA MURALE PER L' AO Tl!:Z.ZA VI IV A IN OASI DI ~ROD'E
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possibil , non solo di svela.r.e. l'amaurosi e. l ambliopia monoculari sìmula te, ma :a.n.c he di determinare il grado di acutezza vi i v dell'occhio in ~a.me
Fra questi me.z zi restano però empre commendevoli e. di grande risorsa, nella pratica,, il diploscopio del R "my e l'esclusione, per la vts.Ione· a distanza, de.Il'ocohio allegato sano o mìgliore,. con una. forte lente positiva· riesce così molto pesso di determinare il visus del· l altro occhio, preteso difettoso, davanti al quale si colloca un semplice vetro neutro, a facci e piane e tra loro parallele. Peraltro è bene notare che, per alcune ·c ategorie di pe·r sone., ì reO'o}a;menti pre ·crìvono,. oltre alla misura. del isu , da. praticarsi iS eparatamente per oiaeoun occhio anche quella, simultan.e a (avvertenza n. 20 all'elenco delle infermìtà dell'Eercito). Ora, per tale esame simultaneo, non possono certo soccorrere. -quei numerosi mezzi che si basano ull'esclusione di un occhio, compreso questo., della nentraliz.za.zione con una forte lente positiva. Inoltre quasi tutte le prove, e non :son pochet che per determinare il visus di un occhio, si basano · ull ,esclusione o sull'indi id uali:zza.. zion . dell'altro, possono, in genere, essere frustrate, se l'esaminato, anche per un istante.,, chiude nn occhio,. e così si .m ette. in grado dì omprendere l'inganno che gli i uol tendere. Tah mezzi riescono poi inutili quando si tratti di un soggetto monoculo.
••* Nelle assai numerose osservazioni di individui colpiti da infortunii ul lavoro o vittime di le iont personali o ìnvolontarie, che mi furono comm.esse. nell'ambulatorio e nella clinica oculìstica. di Torino, diretta -dal mio illustre maestro ìl Prof. eymond, ho avuto campo di esperiment&re largam.e nte e ripe.t u.tamente gran parte dei mezzi che son venuto ·de .cri vendo od accennando e mi son dovuto con vincere che q ualunq ne di essi, a.n cbe 11 meno ingegnoso, può riuscire, quando l'esaminato non ne .abbia il sospetto o il te.m po di renderse.n e conto, e ciò specie alla prima isita o in occasione della compilazione del primo certificato d~infor tnnio .. In molti altri oasi, apparecchi e. prove anche molto ingegno e e ehe god.on.o fama assai diffusa e meritata, ho vi ti fallire davanti a.lla s~cal t.r a :a vvedutezza. del simulatore. Nei .ripetuti esami di que to genere, quando cioe il soggetto te.nt.a. i alterare la verità, ho potuto formarmi la convinzione che molte olte . i giunge assai rapidamente ed esattamente allo scopo impiegando un .m Pzzo assai .s emplice e che richie e, non già apparecchi co· to i o complessi ma u.na sempli e tavola murale, in cui ho introdotto
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uno speciale dis.po itivo degli ot. otipi che, fi.n''o:ra., a. qna.n o mi ri tdt.a.,. non venne :ancora id a.to da .altri. 'i tratta di 11na. avola murale, in cui gli o, g t ti isi: i, anzich ·· in
_erie gradualmente crescenti o decre centi. ono disposti enz'alcun ordine e m. co ati in guì· a che ìffieile rias.ce, alPi po tor·e. il · oufronto tra le loro ri pe·tti- e percett ibilità. Di q ue~ t o mezzo, ,O'ià in part. preconizza o da Il Ad ler (l) si valse -. con crit·e ri differ nti dai miei, . Ter :o n (2 nel comporre re, entemente, una .cala per l esam· 1si o della imu1az.ione. Trattasi di una. tavola murale, da impiegar i psr la di anza di metri, in cui i tipi di prov.a ono dispo ti in sei linee orizzontali, sovr.a pposte e non. già in erie crescenti o clecre centi di ;a cutezza vi iva, ma alla rinfu. a,. Oo ì, ad e mpiot la prin1a linea. ·c ontiene t l una dopo l al ra - inqu& lettere, corri ponden ti ai g·r adi di O, , O,. ~l, 0~9 e O 2 di acuita
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(l) H. AnLE.n. eb r lf h11 l u nd · hprob 11 · h : B er - 1t iib r d · X X V Versa:mm.l tmg cler ophth.alrrwlogi sche-n id lb r • ] · 06. . :J.2 · ·-3 .. . ouveUe éch ll 1)0'tir l, xamen ~F'ilitl. l d la -imula:tion; in.; om.pt (2) A. T E rt ON. r e·tW,:" de f.a oc ·'t ., d'ophtalmologie de PariA , 6 avrU. 1909 p . 57 ·5 . (R eu il d op}~tal ' nologi - 3 s ri , 3 1 année, n. 4, avrH H · 9); ; t~r t· XCi71~en ·isuel d la s ·mula~ion ee sur une échdle app.ropr;'ée; ·i n: Arch·w u d ophtalmologie. t. xxrx 1n09, n . '71 pain -. 4 3·4 . 6.
T'A VOLA '( RALE PER L'ACUTEZZA V l l VA. JN GASI DI FRODE
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vi.s1v.a,. Il T:e rson si serve,. oltre che di lettere e d1 numeri anche d.e lle forchette. alla Snellen, la cui a ti\ media.fJ.a è più breve delle altre due. Qnes·t e, sono disposte nelle ul ·im.e due linee O·r izz.ontali della tavola: e servono pe.r gli analfabeti e p er gli aie· ici da lesione cer,ebra.le~ Nella costruzione. della mia tavola murale ho pensato di disporre i vari otto tipi alla rinfusa. , ma non già in s rie lineari orizzontali o V·e rticali, bensì su tre. cerchi concen·t:rici (V. figura).. Que to dispositivo non permette. ehe due o piìt d1 essi giacciano con la loro base, o piede,. sulla. s.t es:s a line.a. orizzontale e toglie cos1 un buon mezzo di confronto al simulatore, per .arg11ire de.l1e dimensioni di ciascuno di essi Ho costrui to la tavola tracciando su un gr.ande foJlio bianc,o tre ·C.erohl con.c·e.n triei, coi raggi- rl ~pe. tti vam·eu te, d i l ee.nti metri, 1'6, 8 e 2 ... . P ·e r ognuno di tali cerchi ho disposto quindi gli o totipi tutto all in giro, a conv-eniente distanza l'uno dall'aUro, senza ordine, ma in modo che i loro centri di figu1a giace. ero sul cerchio tesso~. La base o piede dei varii ottotipi · pero sempre parallela. all orizzonte qualnnq ue sia la loro posizione nella circonferenza. Acca.n to ad ogni tipo e -centralmente ad es;. o,. ho egnato oon una ·Cifra, impercetMbile. a 5 m~etri, il grado di acutezza ·v isiva a quell'ot .. toti po corrispondente. Qnesto semplice dispositi o mi ha permesso di otte" ere risultati pratici assai soddi:s faoenti, che riportero in s·e guìto. In oia.scnna linea della tavola, de) Terson, i vari ottoti pì sono diposti invece, come ho detto,, con. le loro basi esatta.m ente sulla mede· sima. retta. orizzontale. Ciò offre all'es:a minato un buon mezz;o di pa... ragon·e per .s.t a.bilire g,e nn dato ottotipo ·c he gli s.i rammostra, sia più o meno grande di un altro, pnr situato nella stessa linea o nella stessa. sca.la. Nella. scelta degli ottotipi per questa mia tavola ho dato la prefe· ren.za.. a quelli dal Reymond a.d.ot·t ati n.ella co trnzione deHa '·ua scala. morale, da lui proposta in seno alla commissione incaricata di stu.diare la determinazione, ·e la. notazione uniforme dell'acutezza visiva,, da ·s ervir·e int·e rnazionalmen.te (l).. Di detta tavola si trovano la d crizione ·e la riproduzione, ìn piccolo, nel lavoro dì .A.. ,bordone (2 . (l ) Vodi: Ueber eit~h6idiche Bestimmtl?:l.g und B zeic1mung rkr S eh chiirfe; in: Alti
dell'Xl congresso ·m rnaz'onale d'o/talnwlog-ia, Nap li~ :2~ 7 aprile 1909; foa • I p. 3-24. Roma, E .. Armani e 'V\r. Stoin, ed'itorit. 1909. (2) A . ·BO:RDONI!i •. - Studw comparat'i w 8u oteot "pi di versi e sulla nuova tat!ola oewtipi.ca del Reymond,· in: Ophthalmol'og "ea,. 1900, vol. I fase. III,. p .. 243·2<19 d. ù1: .Attì XI congresso internaz. oftobn., ap U 2-7 aprile l90 9.t p. r.:gg_
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TAVOLA ~URALE PB.R L'ACUTEZZA ' l , IVA IN Q.A, l Dl FRODE
Que ta scala ottoti piea, calcolata pe~r la distanza di 6 metri, consta di tre colonne verticali : in quella di mezzo sono disposte serie or.iz · z.o ntali di le.t·t ere e cifre,. le quali sono escho.siva.m.e nte L, T~ Z e 7, 4. Ogni serie corrisponde ad una. data. gra:dazìone d1 acni ta visiva, e si hanno cosi, dall'aHo al bas o, gli ottotipi corris.p ondenti .a ì visus 0,1'; 0,16,· 0,2 ; 0,.4· 0,5·; 0)6 , 0,8 ; 1,0, 1,5 ·e 2,0.. La colonna. verticale sinistra contiene, per ognuno dei gradi suddetti di aoutezza visiva., un particolare egno,. che. ricor~da la forma del corpo di un. tridente o di una forchetta a tre ;a ste fra loro uguali,. mentre gli un.c ini dello nellen avevano l'asta mediana un po'' più corta delle altre du~e.. n Prof. Reymond, com.e me~ m bro della commissione suddetta, .a.v eva proposto di aggiunge·re,. nella tavola di ottotipi internazionali, agli altri oggetti vìsivì, anche queste forchette, le. qualì, oltre ad ~es.sere a:ssai empliei, sono alla portata. di tutte le intelligenze degli esamin.ati. Egli, ·con n u:merose e.s perienze., dimostro che la forchetta con 6 m m. di lato e ~coi tra.t ti .spessi 1,,2 m m . , ha la stes ·a visibilità delle cifre. e d eli 'anello delle ta.vole internazionali, corrispon den.t i al visus 1,0. Nella colonna di de tra della tav:o la Reymond son disposti 1 corri.. spondenti anelli spezz:a ti, tipo Landolt~ ~ Questa. seala otJtoti piea del Reymond venne da me impiegata. q uo .. tidianament.e, per un biennio, n.e lle comu i osservaz1oni occorrenti per la. Clinic;a,, e per l'ambulatorio ed ho cosi potuto raocogliere un'abbondan, issima erl .a ssai svariata messe dt oltre d ue·m ila osservaztoni. Sulla base di queste. posso anzitutto afferm.are che la. ta.vol& corrisponde perfettam·e ute, e .ass·a.i meglio di molte altre.,. agli svariati bisogni della pratica oculistica. Le. esperienze co fermano in:Olt.r e che l'acutezza visiv& media normale di oochi emmet,r opì e sani, su cui. tanto si è discusso e scritto, è rea.l mente assai eu periore .s. ·q nella ch.e, risultava. dalle, cla siche scale deUo Snellen7 in a.Hri termini che gli ottotì pi i quali indicano il visa.s l, O neUa. scala Reymond, non hanno lo ste o grado di isibilità di quelli che nella. tavola dello Snelle.n corrispondono ai suoi 20 20, ov·vero a. D :::= e 6·. Per tal rag·one. gli <>ttotipi del visus 1,0 R eymond (let tere cifre e fon~hette ) ha.nn.o dim nsioni più piccole di q ueUi ora detti. Q.ue.ste ·m ie o · erv.a zionì sono una. conferma di cib che ven.n .e fi.ssa.to dal Reymond e dall'Ha nei loro studt pe:r la notazione uniforme dell'acutezza visi va or ora .accennati (1), e dai la.: ori di A. Sbordone e di ebb e. L··htein {2·). que ti ultimi è del pari risultato ehe l'unità (l) · edi anc he, de.W - ss ·1 lavor in'*l!rito nell ArcJi,it, f ii.r A ugenheil1tt~;nder: LXIII~ Bd ., 3 'U . 4 H l!tf· , Hl09·. (2)' L o ito.to.
TAVOLA MURALE
iR J./ ACUTEZZA VI IV
IN CA I D :FRODE
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di acutezza ·.s iva ( V 1,0), ra.ppre~ sen ta un grado più al t o cheV= 6/6, O 5/~, o 20/20 deHa uotazione dello Sn ·Ueu (l}. La maggioranza. della commissione presieduta d.all'He s (2), com' ,
noto, dopo a·v er assodato -eh·e ·r ealmente., eosa gia. da tempo cono~ciuta,, un occhio norm.a le può., in. media, disti n uere ancora, come separa ti, d ne
punti,, quando questi vengano guardati sotto l'angolo di l minuto primo, prinoi pio q ue to che forma la base degli anelli del LandoU., per l'adozione esclusiva. di questi, quali ottotipi interna . . zionali,. da usarsi universalmente. Senonch ·, avendo la maggioranza degli oonli .ti m.a nifestats l'opinione ·eh ,. oltre di essi, nella pratica,. fossero a oluta.mente necessari anche deali ot ot.ipi sotto forma di nnm.eri o di lettere, .s i a.cci e a ric r are quali d ime n ioni do ean .i assegnare a questi ultimi, perohè la loro visibìlità fos e id~entiea ai corrispond·e n ti a.neUi del Landol t. A ·questo scopo, in una prima. serie di esperienze·, inscri e dei num.e ri in un quadrato, il eui la.to fosse· uguale al diametro di un anello. del Landolt e trovò c.h e i numeri st , 1, 1n genere, eni van.o chiara· mente ~riconosciuti ad un.a, distanza assai più grande di q ueHa cui viene percepita l'apertura di detto ane,llo. In nna. .seconde. tavola~ nella scelta d.e lle dim. naioni dei numeri adottati, la commis ione i baso su una asaerzio e del Javal, che~ un occhio normale riconosca.. tuttavia, a. 5 metri di di tanza, caratteri di stampa altì 5 m m. e form.a. ti da ratti spessi l mm. (caratteri romanì ·q uadriformi). nnero collocati numerì, c-ostruiti in siffatta. guisa. (alti cioè 5 rom e spes i l mm. , accanto :all'anello d.e..i Landolt di 7,5 m m. di ·] iametro (oorrisponde,nte al di l, ·, ') e si trovò che i numeri vani vano riconos.c iu ti chiaramente ad una distan.z a nn po più piccola ch·e l apertura dell anello. Sopra. una terza. tavola, infine, aco.a nto allo ste so aneUo del Landolt, c llocò un numero di 6 mm~ di lato e di ,2m . di epe or·', e, eonfo.r m·e mente a ques.t o, d.et.ermino le. dimensioni d·· ali altri numeri ed an lli. Gon no-· merose ~sservaz.ioni potè così a sodare che tanto il numero quan o l'anello corrispondente, venivano chiaramente riconosciuti ad una distanza che era sensibilmente uguale. per ·e ntra.m bi Sulla base di questi esperimenti vennero allora costruite le due propende~ va
(l) Vedi o.nehe: E. MA.R:Rl; Ricercl e ·COtrtpara# ·e intorno .a lla isibilita d·i optolipi diversi.: ·n ·= Annali' .d : ottalmo·l ogia, ann 'X V, 190 · ~ f icoH l , -11.
(2) La commissione, d.e signata. dal X on eS:S inte,;rnazionn:l.a d'oftalmo[ogia., a Lu .. composta da: C. B e ; p !dente, Cha.I'pentier Dimm· r, Eper ·n, J• op,. Nu~ l ·e Re.y mond.
~rn~ era.
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TAVOL·
lflUR.ALE PER L'ACUTEZZA VI .n -A IN OASI DI FRODE.
tavole ot.totipiche internazionali,. ·che portano, da. un lato,. anelli del La n olt e dali ,.altro i numeri ad es .i oorrisponden ti. (l) ·G li ottotipi Reymond. (2·) rì poudono .a,gli stessi principi di visi.. bilità di queUi ìnternazionaJi, adottati alla quasi unanimità da.g li oftalmologi di o~i parte del mondo, convenuti al congreiBSo di Na.. poli. Gli uni e gli altri differiscono dai .caratteri d ·l Giraud-Teulon e dello Snellen (18H2 ·, a..nohe sotto nn altro punto di vista. ~ · noto che d tti .a u.t ori · u vedute puramente teoretiche, adottarono, come an· golo visivo me.dio normale, queUo d1 l mìnuto prìmo. Lo Snellen co.. trn.· se così degli ottotipi inscritti in un quadrato, i cui latì sottendono l'·.a ngolo di 5' ·e sono divisi in. cin.que parti ugua.li da., linee perpendicolari ad essi e fra loro parallele. Si hanno peroìò 25 quad.ra.t.ini nguaJit i cui lati .so·t tendono a loro volta l'angolo di 1 1• Gli ottotipi risultano .così. da q uadratini bianchi e neri. Qu. to concetto e le .s-cale otto ti pi eh~ .u di esso fondate, vennero universalmente a.ccetta&e per molti anni nella prat.ìca. V·e diamo così l elenco delle imperfezioni ed infermità dell'E. arei to (a vverten.z a n. 15) e d 11 Marina (pa.g.. O) definire per acutezza visiva norm;aJ·e quel grado del vistt che perm.e tte di distinguere i caratt-eri di prova sotto un a.ngolo visuale di 5 1, o non ·m aggiore di esso misura., ·e ssi dicono, generalman te ammessa e. sulla q naie ono basate quasi tutte le scale probatiehe ( ·neUe,n , \ · eoker, ecc.). Oggi, dopo g li studi della. oommissìone interna:zinnale G dì altri rioero.atori e dopo il deliberato del con. . gresso di N a poli, tale definizione, solo per cib oh e riflett.e. gH anelli del Lanclolt, può ancora consider.a.rsi ~.;ome rispondente all'obbiettività dei fatti assodati ed alle con.v enzionì internazionali. Nel servizio milita:re e marittimo ne consegue che, pe.r sone, le quali sarebbero da. dichiararsi abili riguardo al visus, ov··e questo si mi, urì con le t ;avole tipo nellen, pos.sa o invece mostrarsi fUori dei limiti dellidoueità, ove la loro acutezza visi~a v·e nga determinata con gli otto· ipi internazionali o con quelli Reymond. Infatti le gr dazioni 1/12, 1/3 1 0,1 e 0~5 di questi ultimi,, rappresentano valori di acuita i~ si a, più .s quisiti dei corrispondenti delle autiiohe tavole. Gli o totipi moderni; infatti, non rispondono più al concetto teorico ·e scientifico che servì di basa a:crli antichi e che si credette doe e avere fon.da.m ento anatomi·co e fi iologico. E · i sono stati invece. stabiliti ~empirioeamente. , dopo prove sist·ematiche, le qnali tabilirono
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(l) Imematio,w:de Sehproben :unter Ve.rwendung der Lando.Ztsclum.~ R.inge herg&~telll C. HEIB. - Wiesbad,eQ1 ,J. F .. B -rgmuno, 1909·.
·(2) Editi dalla litografia. Sa.lu:ssolit\, G .. Carpignano e C. successo·r.i,, 'T·o.rino,,
TAVOLA MURALE PEB 1../ CUTE.Z·ZA VISIVA IN OA I DI .F RODE
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qo.ali erano le dimensioni e lo spe,s sor·e che un oggetto visivo deve avere per essere percepito ad una distanza data, dalla maggioranza dì occhì emmetropi normali. (l) Nella costruzio1la d·ella. mia tavola ho aduuque a.dott.a.to gli ottotipi della scala. del mio illustre ma·e·s tro il Prof.. eymo · d, a eui debbo pn bblioo ringraziamento per la gentile concessione. Per i bisogni della pratica militare dell'E arcito,. mi accorrevano però gli ottatipi di due speciali gradazioni di visus, quelle di 1/12 ·e di l JS, che· non fanno parte dell'attuale tavola ~ymond~ m·e ntre già vi ·es.ts~ono quelli 0,.5 e 0,1, occorrenti per la Marina. Ho perciò accu~atamente determina.to quali dimeusioni si dovevano dare ai segni visivi (lette:re't numeri e forche.t te, da un lato e cerchi a.ll& La;ndolt, dall'altro),. corris.p ondenti ai visus 1/12 ed 1/3, i quali mi risultarono deeifrabili, da oc.chi emmetropi e normali, alle dis,tanz.e medie, ris.p ettivamente, di 60 ·e di 15 .m.e tri. l · oltre la grad,a.zione esatta in numeri o frazioni decimali, se torna sempre utile in qualnnque determinazione. di visus1. e specifìc.amen'te rio bi€'· ta dalle disposizio:nì regola.m entari rigua.rdan ti le visite ai ferro~ vierì, neUe q ua.li occorre avere a pt•opria disposizione. nna scala ottotipica con tutti i decim1 ·d i acutez:z& visiva, dal O,l .fino aU'nnità . Anche in materia. di accidenti sul lavoro,, poichè le varie legislazionì hanno in genere a.t tribnito grand1 disparità d'ind.ennizzi per i di ersi valori di acutezza visi va, s.p ecie nei gradi inferiori di questa, e indispensabile nn suffi.cien te assortimento di otto tipi, corrispondenti alle varie grada.. zioni di visus . .Per q nasti scopi ho studiato q ua.li erano le dimensioni da adottarsi pei nuovi otto tipi O, ; O, 7 e 0,9, che non fanno parte delle scale del Reymond.. Nella, mia tavola trovarono dunque posto,. oltre alle due gradazioni suddette, di uso specialme.nte militare, anche, e tutt·e, quelle decimali di .ft.cU'tezza visiva. Cosicche gh ottotipi da me adottati corrispondono ai seguenti visus, disposti in ordine crescente: 1/12 (~ 0,083}; 0 71; 0,2 · 0,3 l/3 ·(=- 0,38); 0,:4 ;. 0,6·; 0,6; O, 7, 0,8; 0,9; 1,0 ed 1,5. Ho tralasciato il visus 0,.15 della scala ~eymond. l
(1). Su questo argomen.to consulta anche : Luno·t .T: - L?entente .sur· la àétermination de l'aeuzw.~ in: .A:r.chi-v. cl"oplttalmoM logit~ t .. XXIX, 1'909, 6. p. 388 • llXCA.Ti:. Oommemair·u à 'Pf'OP08 de l entente lUI' .la déterml.nati:O·n d~ zt acuité \i'""cllt; m: .Annalu: d'oculist·ìgue. t. CXLir, 1909, p . 98-UlO. · E. Bv:r..zn. - Bivista. del lavoro deU'HEse, in: Annale1 d oculis.tiq'Ue. t. CXLn, l; p 4.73-4 74.
. w.
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TAVOLA :\IURA.LE. PER L
CUTEZZ
VISIVA l~ OASI D·l l!''R ODE
Faccio qui notare che il isus di 1/ è un po' differente da quello O,Bt poichè. ìl p·r imo in cifra d·e oimale, corris.ponde & 0,33. .A tale differenza. corri ponde anche quella, abbastanza sensibile, tra le, dim.e n ioni dei due g en-eri di ottotipi. Il V 1/12 eorri pond·e. in v -ce al decimale ·: O O 8,. o .i a. a q ttalcosa. di pi u di 8 ce n t esimi. o introdotto,. in mazzo agli al t,ri an che gli otto ti p i del visus l o e ciò per meglio ·c onfondere e d1 orien a.re il simulatore emmetrope normalet il quale può ctedere ch'esso corrisponda, perchè il piu. piccolo d.i tutti, al V ~ 1,' ·e viene co. ì invogliato a, le~ge. re s.e nza difficoltà quello che realmente corri pond·e al V== l O da lui reputato l'esponente ·i n.:n visns minore .. er o. ni gradazione, di - i u ho s-celto qua.t ro otbotipi e cioè 2 nn· meri o Ie.ttere,. una forchetta ed n.n anello, alla La.ndolt: questi due ul· timi da servire · peeiai m n te per gli analfa.b e·t i. 1 0DO presenti in questa tavola ]e gradazioni richieste dali elenco della.lfarina e cioè 0,1, ,.5; 1/ 2 ed 1/B. --e'l centro di . .a,· il cerchio del a.n dolt corrispondente al visus 1/3, di co i frequente applicazione, negli u i m di o-legali militari Ripo1·to n Ila. s uente tabella, pe·· ogni gradazione di ottotipi della. ·m.ia. avola,. la di tanza ma· . ima. , D) cui e i vengono, in media, ancora riconosciuti d.a, occhì emmetropi normali,. i altri termini la. distanza cui eia cuno di es~i de. e es ere letto perchè Pacn.t ezza isiva._ possa dirsi uguale ad 1,,0 : O totipi del 1su Di . tanza meti·i ~O
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L' u o pr.at ~co della avola d i p: ù - empii i e 1·a.pidi. Collocato l indi iduo a 5 metri dalla. parete cui è appesa la, tavola ,
TAVOLA M RALE PER 1.' AC TE.ZZA VI IVA IN CASI DI FRODE
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.gli copro l'occhio, che no.n si trova in esame, con un vetro smerigliato~ o con un disco meta.Uico o con una. conchiglia non perforata, tipo .J ava.L
Con una sottile bacchetta nera. gli vado quindi" indieando ad uno ad uno tutti gli ottotipi, nell'ot·dine. stesso in cui sono disposti in ciascun ce.rchio, limit.andom:i se . a leggere, ;a lle let,t ere ed ai numeri, se analfabeta alle forohe·t te ed agli anelli. Se !"occhio ìn. esame li riconosce. tntt,i .m eno quelli del visus, l 51 conchiudo che ìl suo visus è = 1,0. ·e in vece egli si rifi. uta di leggerne alcuni, tengo nota del rispettivo vi ·us che è segnato nella tavola, accanto a.d og:n uno di e ·si. Ultimata. la prova, verifico quali ottotipi non furono letti e. ne de·du.co il visus de:U'ocohio iu esame. j'e io riscontrassi,, ad ·e empio, ·Che un' individuo~ mentre avev.a. dimo trato alle scale ordinarie un visus di solo 0,.4, in q ues a mis ta vola ha letto anche ottotipi eotTispondenGi al visus di 0,5 e di 0,6, concluderò che la sua aoute.z za visiva e di 0,6 e non d.i 0,4, come voJeva far credere L'indi . iduo. mes·so in ·c ondizioni a. sai difficili, che gli turbano il confronto delle dimensioni dei v·;ari ottotipi fra di loro,, si è disorientato ed ha. letto egui di visus superiori a quello da lui pre4
fis ~ osi. P·e t gH usi militari l'esame · poi reso anche più semplice e speditivu dal fa.t to che ' suffi.e iente far decifr., re a l'osserva.n do il solo cerchio più periferico di ottotipi: in esso infatti sono contenuti segni visivi corrispondenti a f.~ e 1/ di v1sus, quelli cioè regolamen·t ari. E be,n e. segnare in un foglio o far prende;r nota da. un aiutante,. durante, l esa.me, di ciascuno degli ot'totipi ·c he. l'individuo si riftut& di decifrare: così ad ·esame lJ.ltimato non possono nascere dubbi per po ibili dimenticanze. . La t& vola.. rende t timi _ervizi in ca ·i di dissimu] azione .: l" individuo che pos ·iede realm·e nte un visn.s difettoso, per quanto ai sia in pre·cedenza allenato a ma.n dare a. memon& quelle serie d ottot1pi che corrispondono ad acute. zz.e visive migliori, :si trova disorientat o da ant1 :a questi ottotipi disposti confusamente~ . An.ohe in questi oasì fac·c io le gere l" un dopo l'altro i var1 ottotipi e tengo conto di quelli che. non possono es e.r e decifrati. L sperienz.a mi ha inoltre uggerito alcune cautel·e.. Così è. da con.. sigliarsi di non la cia.r questa tavola in vista, nei gabinetti di osse.r vazione, ma li tenerla. abitualment e nasco ta. _ l momento dell'esame prima si dispone l individuo a 5 metri dalla. parete e gli . i opre l occhio non in esame e allora. soltanto si m.e t e ma1 o alla tav·ola., collocandola u di ·essa.. Co i l'e.s aminato non pu.ò vedere da ·v icino la ta.vola, nè leggere le indicazioni dei visus poste accanto ad ogni otto'' - G'iornal~ eli mtdtcoina miutarc.. - .Fase. V!.
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TAVOL
M1.1R t~ ·.E PEt{ L ·- -G T:I~ZZA VISH~A l.N OA.Sl DI !!"RODE
tipo, nè os -ervada. coi d ne occhi, ciò che puo perm.e ttergli una p1u esatta valutazione com parati va del grado di ogni segno visivo. ' pure con iglia.bile di non lasciare ìu. ista, nella sala. d~osserva zione, altre tavole ottotipiche, le quali po 50no servire di termine di paragone aU ·;·e saminato . La. ~a vola. deve · sere ram1nostrata al P esaminando con ttttta.. n a.. tnralezza e semplicità, senz.a. dargli a. divedere il proprio sospet o sulle sue. intenzioni~ inol re la prova va es· guita con una certa ra.pìdità, per non lasciare tempo al so · getto di orizzonta.r ..i Q ando i abbia a priori a.nohe olo un lont a.uo sospet o che l esaminando po a aJtera.re la 'Verità, è conveniente mìsurarne subito il visus con que ta tavo]a. sp·eciale, .a n.z ichè ricon·ere prima alle cale otto·t i piche usuali. Ma, come vedremo in seguito, negli esempi che porterò, aeeade. spesso,, nella pratica ordinaria, di e aminare persone per le qualì non si e. pensato di ric.orrere a tale stratagemma. e che ebhero gi:V a su bi re un primo esame con le comuni seale ottotipiche. Ho potuto ·t uttavia. accertarmi che ciò, in genere,. non arreca inconvenienti, poiche individui che alla cala. Re mond ave ano .sim.nla.to un dato isus, ne dìmostrarono poco dopo uno superiore, coll'n o della mia. tavola . Del resto ove la. prova. failisca una prima volta, riesce in genere in un altra seduta, o, quanto meno, il oggetto cade in c ntraddiz.i one. eli' u. o di ques.ta tavola, come del re to in qualunque dete1mina.~ .z ione d eli acui -à vis1 va occorre che l'esaminando si trovi, col suo occhio, ria ·ro amen e alla dista.n z.a prescritta, dagli ottoti p i ·e che 1 ·illuminazione di que ti abbia un int·en i à sempre costante. La prhn di que te condizioni ha molto maggiore importanza di quanto non paia: il D h enne (l), in un recenti imo suo lavoro ha po· tuto tabilire come ba ti che l os ervato protenda il capo ed il bu. to, pe~r meglio distinguere gli Otr e t' vi iv i pere be la distanza fra. q ne ti e l'occhio renga diminuita anche. di 5 centimetrì e, in tali condizionif limagine retinìca. dell' ot~otipo acquisti in dimensioni dal 1 . l 12 p. l , e·a nando così tutt'altro grado d. aeutezza vi iva. Si os ono siffat·ta;mente spiegare i di a •cordì tra le det rminazioni es guite da diver i periti uUo ste o ~og etto . La è.istanza cui si deve far }, .rr .ere q u sta mia. tavola. è di metri 5, 1na volendo, come , aluni fanno u karla })e.r quella di 4 metri, basbera l) A. DE:HE.• NE. - La m e ure d l aeuit vi uelle au p·o inf de Vtl du· ace "den.tcs ·à:U traooil et de l'ap il~d aux emplo.is f'U lic· {No" •elle échelle déc "grade optom _tr 'que);
in: La diniq H~ opJtt.a ln·•· • 15.e o•nnéef 19·09. p. 529-54L
TAVOLA MURALE P R L
OUTE.ZZA VI IVA IN CASO DI FROD.E
19
moltiplicare il visus t:rov.ato per la cifra 0,.8 Così gli ottotipi d·cl 0,.5, ietti a 4 me.t ri, indicano un. visus di 0,4. Quanto alP illuminazione degli ottotipi, molti com ·· noto,. sono caldi fautori di quella artificiale, ottenuta con varie sorg·e uti e dispo-
-itivi.
olendo far uso di quella naturale, è. bene ehe l o .serva ore, e.m-
metrope o emmetropizza.to e dotato di vi us e di e:nso lumino o nor-
mali, prim.a di cominciare l esame controlli su sè s .e· . o ti grado . -~ i leg-
gibilità dei caratteri corrisponden.t i al V == 1,. sot.to l' illuminazione diurna. di quel mome to ed alla. di. t.an.za di 6 metri.
*** N ella prat.ic& medico-lega.le militare la esatta d terminazione del grado di .a cutezza visiva ha un grande valore, poichè es~endo nel re~ gol amento ben precisaU i limi ti di essa per l'inabilità al servizio, un errore anche 1ie.v e di misurazione. può al perito fare emettere nn gi u.(J.izio diame.t ralmente opposto a quello che si dovrebbe realmente
,adottare. Non entro qui nel merito della questione se effet iva:me·n te i limiti d acutezza visiva, dal regolamento prescri ti, siano .u:ffieienti per il servizio milita.re e, specialmente,. per le esigenza di tiro. Neppure vo· · lio sost,e nere be, n.elle con ti ngeuze della vita com.u De·, sì d eh ba dar troppo pe· o a· nn& piccola diffe.r·e nza in pi ÙL o in meno ri cont1·a a nel vìsus d. i un a persona. ma poichè . nel ca.m p o m i Hta.re·, furono in ma. t eri a d'acutezza visiva, fìs ati d·e i limiti ben pr i si per l'idoneità al servizio credo che al medico milikre altro non resti che mant·e~ nersì gindicf imparziale tra le e igeuze della legge. e gl'intere si in· dtvidualì, per impedire che da un lato d hba incriu tameute _ervire nell'Esercito ·c.h i non ne ha i requisiti voluti e dali altro ne vada es nt·e indebitamente chi non r.ag.gìuncre i limiti dell' ina.b ìlita cio che e.u li non è in grado di fare se non ha i me·z zi H pot r e a t am n te mi· ura.r e l'.acut zza vtsiva. ·e d i mezzi di controllare qne ta. misura, per g-ar.an tirsi da ogni inganno· al che m i pare corrisponda. que t a mia tavola. Il grande valore che ha neUa, pratica .m ilitare tale mi ura.zione, pro ie,n e in parte dalle dispo .izion.i deU'·elenoo delle infermità, il quale giudica del valore. inabilitant·e di tutte 1e al .erazioni organiche e malat,tie insa.na.b ili del globo oculare,, unica.men· e. dal difetto di acutezza visiva che e e arrecano '(art. 44)., e alla st s -a str .<rua pone le a.m.b liopie, l' ipermetropia, l .a. tigma.t ismo (art. 4 ) e la miopia inferiore alle 7 diottrie, dopo la prescritta correzione (art. 46), onde .si può dire che per Jl perito militare la determinazione dell &oute.zza. c
:120
TAVOLA :MURALE PER L' AOUT'E ZZA
ISI\:r A l lr OASI DI FRODE
v1s1va, ha. sp·esso maggiore importanza dì quella del grado dell' ame-trop ! a~ Qnesto concetto trovasì poi ribadìto dali avvertenza 21, la quale· vuole che le m.a .lattie, e i reliqua.ti di esse, che producono una diminuzione, a grado inabìlìtante, della funzione visiva e non sono specift. . r!ate nell'elenco, siano indicate per natura e grado deHa rìduzione di visus che. esse a.r r·e cano. D'altronde ne1P·e sercizio medico-legale militare, in cui dinanzi ad un numero talora a sai grande di osservazioni, occorre fa.r pre . to ·e bene, la determina.zion.e del visus, insieme ai d.a.ti d eli.esame obbiettivo, è una. mi_ura, per qu.a nto eonven:z ionale,. altrettanto pratica ,e speditiva, · e. che corri pond·e aUe esigenze deUa. vita militare DaU 1 elenco delle infermita ed imperfe.z ioni della. Marina, tutte Je, alterazioni organiche e le malattie del globo oculare,. nonchè Pam-· bliopia, !,astigmatismo P i permetropia ed in parte anche. la miopia, ono giudica t con analoghi concetti (art , 4. e 5 ·}, ·con la var1an te che qui la funzione vìsiva dev'e,s sere ridot .a, per l'inabilità,. a meno di metà d·eUa norma.Ie in entrambi gli occhi o a meuo di un decimo in nn. occhio,. eccezione fatta dei music.a nti, pei quali i Hmtti son:o !·d entici a quelli dell' 8e1·cito Anche per la. M.a.rìna, adunq.ue, grande valore ed impiego pratico banno le determinazioni del grado d1 .a cuit.à, vi. i va nei casi di accertamento dell' idoneità generica. Ma, d altra parte., per molte oat·e gorie di militari della Marina,. .s i richiedono gradi e]eati d acutezza visiva,. nell'accertamento rapido dei quali mi pare che possa dare sicure e precise. indicazioni la mia tavola, la quale garan .. . tisce dai ericoli deUa diss.im.ul;.l.zione.
*** Non bo trascurato di perimenta.re ]argamente nella pn.L i a quotidiana il dispositivo che sono andato fin. qui descrivendo.. Di eiò debbo sse·re grato al chiarissimo Prof.. Reymond, che mi a.utorizz.ò di praticare tali e.· perienze nella sua Clinica e nell'annesso ambula.torio, ed ai corte j oolle.Q"hi dell Istituto, che vollero indirizzar.mi tutti quei . oggetti in cui era pos ibile o gia s.ospetta.ta. una frode in .m a.teria di acutezza vie.i va. o ra-ccolto o i un gran n u.mero di o serva:zion.i e poichè condurrebhe troppo in lungo il volerle qui tutte riportare, ne riferirò soltanto br·e vemente alcune d·e lle principali e per ognun.a di e 'S e ripor. erò anche, per -controllo i risultati d.i qualche altra, tra le. prove in neo più r·e puta.te.
TAVOLA ~11!R _ LE PER L' AOUTEZZ<\
I l VA I~ CASI DI
B. ,D E
421
lo CA o. - Soldato C. G .• 21 anno, 1 8 et1<mpagnia di sa:nità. Giovane molto intelligen.te. IUsulta erfe.tta.me·n te emm·etr-ope e normale, come do.i seguenti 1·i· .-ult.ati .:
+
14 Ottalm.o metro Ja · al.:~ O. D. : .ds :::: Ì O. 8, ! As ==O. · O. D• .:;;;;:;; 1,0 Reymond. - Emmetro_pe apparente . VlSUS 0 8 1 -0 'd 'd ~ l ·.. l -~
-. -. = .
Refra.zione oftabnoseopica. ad i magi ne diritta: 0 .. O. emmetrope. ez.zi diottrici e fo·ndo dell'occhio= normali d'ambo i lati. Invitato a leggere la mia tavola. 1 ne riconosce tutti i tipi., meno ·q uelli. d.el ~ - l,.o.
A.llo scopo d i spet·im ntine t1n tentativo di imulazione·; lo· in vito a fingere, -con l O. •. un dife,t to qualunque di acutezza vi 1va, a .s uo piacimen to, e, poi gli indico , ad uno ad. ono gli ottoti.pi della i a tavola. Egr ostra di non poter,e -distinguere · tipi del V --:- O, 7 • 2 del , . • l del 19; 2 d.e l 1 O e tutti e 4 quelli d U'l 5. P.erCÌÒ H LlO tentatiVO di simulare UDa dimÌDU.zÌone di yj US al disotto di 0, 7'• è totalmente fallita in quanto che ba dimostrato di poter ricono.sce.r e l otto ti p o -d.el 07 · 2 del 0.18'. 5 d.e l '.9· e 2 de 1'1,0 di. pos edere,, ·i nsomma, co.m'è realmente, l ::: 1.0. 1
Signora N 0. 7 ann.i 2S~ agiata. Persona m.olto colta ed intelligente. _. J _1 • O. D. : ..4:. ::~ == l/2 O tta. l mometro 1av.a•. ~ ·, O. . : .As == 112 2°
A o. -
V ~, O. D. O.
,.
+ +
= 1,5 Re,!m. - Emm. app. = .t·d . mm app 1~6
Con . D. e O. ;a. SO centimetri.
1
~·
. ]eo>ge il caratte-re m.lnut-o
.Ref~azione oftalmo. copiea · O. O.
,6 del libro dello BnelJ.e;n ,. cla. :l4
Emm..
Mezzi diottrici e fondo : normali. Decifra. correntemente tutti i tipi deUa mia. tavola.. Le, indico, sulla scala Re.ymond,. i caratte1·i corrisponden i al 0,6 e la in vito· ;a simulare con O. D. una dim"mnione di vi us di tal grado, uUa. mia tavola. EHa decifra tutti ì egni dJ es ·a, m.eno 2 d'el 0,7; 2 del 0,8 ,e tutti quelli del · '1 9 ,O e L" .. Ha cosi ,d imostrato un visu ,, non. gi.ò. di OJ6, m.a , almeno, di OJ8. Tenta q uindl di simulare. C{)D. O. . ., un visus di solo O 4 ed allora deifra solo i segni dell'l/'12 0,1 e 0,2 dimostra.ndo co ì. un visu .di solo 0,2, a.s ai ··n fedore a qae1 lo che aveva in animo di 6nger,e e cadendo perciò Ìll eontraddizio l 'e _ .A..'d 6Sperimento finito ella. attribui ce alla dispo· izio,n.e a ce:rehl degli ogg tti ·isivi 1''ins.uecesso della. tentata imulazion.e .
***
S• ·CASO - '2'-2 marzo 1910. V. G., a.n ni 18, manovale di m;a~rlio in un.a o .. eietà metallurgica. Il 1S dello sbess~o .m e ·e, sul lavoro, n.e l ehinal':si rapidamente a lerra per raceattarvi qua.lcosa urta il globo oculare destro contro l'e tre·m.ità.
422
TAVOLA MURALE PER L'.ACUTB:ZZA VI lVA IN OA I DI FRODE
di un randello, collocat-o verticalmente in un, recipiente. Si produce ·COSI una sem· plìce lacerazione . uperficial della congiun,t iva bulbare, nel q·o adra.nte superiore: inte,r no, a 8 mUlimetd dal limbo,. lunga ~circa 4 millimetri. N' snn.a ec. :bimosl. Guarisce in pochi gtorni, enonehè;. al momen.to di redigere il certificato d·efini,t ivo d;infortunio. dim,o stn.. le, seguenti condizioni. funzLona.li della vista : V ) O. D. Ot4 R~ym .. - Emm. app O. S. :::= O,f:S t~d. 1d. Legge con l'O. D il ca.ra.tte:r e, ml.nnto 1,,6 SneUen da. fi '.'1. a. 40 o·m . Con, l'O~ S. invece legge H Of,5 da 10 a 4U cm. on trovandosi nelresame ohbiettlivo al-:!una ragion,e per amme·t tere come fone data la co l torte d.imin.uzioue di a,cu.tezza visiva in O. ,D. e q 1ella, p"il leggera,. in O. '., .s· procedette aU'os~erva.zione comph~ta, che ~diede,. a.ll'ottalmometro in O. D., u.n .As. d.i l /4 ed, in O. S., un As. di 3;' pe:r fe.ttamente regolari. H campo vi ivo è un. po·' ristretto nel qu.adra·n te s tperioro-interno deHa retina, ·t anto in O. D. (di 15°), che in O. S. (di 10°). P ·o ichè que ti dati aumentano sempre p11l il sospetto di una frode, si ~sperimentò il diplo copio del R · myt obe dett-e un visus d.·~ 0.6 scarsi per l'O. D. e, di. 0,8 pe~ r l'O. S. Giacch quest'ulti:m.a pro·v a dava risultati in. contraddiz:ion·e ~con gU ami che avevano preceduto, si pensa di. rìcorrere ad altri tentativi per sma..sc.hera.r& l'inganno. Mi viene perciò affidata la relativa. os erv.a zione. L 1esame ~obbiettivo m.'esclude qualunque )e-ione d.e l fondo e dei mezzi diot~ tdel. aU infuori di un'iperme·tropitL di 2 D. per l'O. D. e ~di 2.50 peT l'O. S. ebe mi .r iaultan.o concordemente, all'esame con l'imagine dirit.ta. e' eon la. schiascopia Pas ando· all' _ sme, su.bbiettivo, m'accorgo che l'individuo questa, volta dim:o.stra un visus di :
+
V ~ O. D. ~O .
=
+
Ot6 Re.. m., senza lenti. e ,con. • :::: 15 1d.- H(. 060 .
+
+ 0.75 :::: 1.0
Inoltre legge, or.a.t d'ambo i lati, il c&r.a .ttere m.i outo 0.5 .n ellen a destra da. 14 a. S4 cm e .a sini .t ra, da 13 a, 40. Lo porto aUora alla. mia. tavola, nella quftl:e, senza lenti, con l '0, D. decifra tutti gli ottot~ pi m no quelli del V= 1.5 (dimos •rando ,co. i un J - 1:) e con l'O. S. tutti indi tintamen te, i segni visivi dl e_sa {l ::::: .6).. La vera acutezza. visiva. era dunque ·d i 1,0 . per l'O. D. e non di O 4 com& dimostrò Ja prima volta, o di 0,6 migliorsbili co.n lenti a O, come nelJa seconda. Quanto .a ll'O. j., H suo vi us era realme·n te di. lo e .non di 0 18, come aveva c r~ ca.to di fingere a.I primo esame. D'ifa.t tì a ti to)o, d i esperimeut,o, pas o BJd una prova di .controllo e trovo che e cludeniio l'O. S. dalla visione a distanza t con lente ·· feriea d.i lO D ., 1·O. D ..• ntunito d .~ vetro neutro, dimo tra V 1,0. nesto ~cn o in cui trattava i ev1d.entem·e nt,e di un tentativ·o di .s ifnulazion-e, è degno d.i nota, non olo· perchè il diploscopio del R.'my non. valse e. sma cher.are la frode,. ma anche pel fatto che ]',esami' · a.to,. e· sendo ~perme.trope e potendo tol· lerare d.elle leggere lsnti pos"tive, a.ll gava con e et .all,e' ame de'l Uo:nd. e~ ,, un miglio~ramento di vi u '.n O. D. Ho già. accennato a que ·to r~perto Don r.a.ro nella pra:tica ,d egli e . mi per la. in ulazioue ed al modo con eu.i si potrebb
=
spi.eo-.a.rlo.
+
TAVOL
UR!LB L.,ER L'ACUTEZZA Vl .l A IN CASI DI
RODE
423
*
**
4'0 cA..;o. - 2'9 aprile l l O. T1.• P., 41 anni, capo operaio d i un officina. mec· ·canica. N'el 1898 riportò un tl'auma. da cheggia. di legno in O. D. e l'occhio, dopo lunghe cure1 si perdette e volse aU'atrofia. . el eo , poichè,, a suo dir-e,. era comparso u.n indebolimento di vista. anche in O. 8 ., ricorsE" ad un oculista che praticò l'enuclearzi.o n.e,. dell'ooobto· ciec.o. Poicbè l indus.t riale era i ritìutato,. a suo tempo di denunz iar·e H tra.um.a come infortunio egli s ' rivolO'e ora aUa. giuri· prudenza civile per essere risancito non..solo del danno per itO. D., perduto, m.a .anch-e pe.r Ja. diminuzlo.ne deUa funzione visiva in O. . eh e.g li allega quale effet.t o d.i. affezione simpatica. L'individuo, dal magistrato in.v iato aUa. Ctinica per la relativa perizia, mi vi·ene affidato· p~er· l'osservazion.e , senza c'b e abbiano p·r eceduto altri ec:am.i. L 'occhio superstite m.o stra un .À • rego!a.M di. l ~ D. aJl'ottalmornetro.1 ha eam·po vis.ìvo perfettament.e normale, tanto pel bianco che per i olori e a n•·of tal· moscop"o mostro. un H . di 2,5 D. nel meridiano ve.r ticale e di 2 D·. nell'orizzontale, escludendo· però qualunque lesione del fo d.o e dei m.ez.zi tra parenti. Prima. di determ1nare i l vis us con le ordinarie scale ot totipicbe graduab, penso di po·r tare l'esaminato davanti an a mia ta. vola, sulla quale mi dim.o stra un.' acutezza visiva. ·d i 1 6, un pot sc.a.r si Cosicché, subito dopo, egli non può rifiu tarsi,. ulla scalo. Beymond, di confessare l'id.e.n .ti·c o visus (con H. fac.ol tati.v a di O, 75 D.), che ·e quello suo reale·. In questo co.sot di. tentata simula.zione,.]a pro·nta. capitolazione ·d ell'individuo rese inutile ogni altra pro\".a . .Esso è degno dì nota pel fatto che, e sendo· il soggetto mo.noeulo, non e·r a no qui a.ppUcabili nè il diploscopio· clel Rémy, nè le prove con esclusione d i u·n occhio..
+
o o . o. - 25 marz.o 1910 B F .r anni ~2, tagHut ore. di pietre. - I l 15 dello 0
tesso m·e s fu colpito da corpo estr.a.n eo· alPO. . men.tre scalpellava una pietra.. Due, gior.u i ·dopo ricovera in Clini. ca, pre entand·o sulla cornea un.' uleera traumaUca alquanto profonda.., al quadrante superiore e te1·no, ad. 1 m.m . dallim.bo ed un piccolo in.:6Ut·ato nel quadrante infer.o-nasale. Guarisce rapidamente in 10 giorni sotto adatta cura, senonchè, all'atto d eU a com pUazione del certi ficato definitivo d''i nfortunio·, allega una forte diminuzione di a cutezza vi iva in O. 8~, e eioè. O. .D. ltO Re ·m. - H. f ..0,75~ O. 8. 0,4 id. - Emm. app. ll'esame obbiettivo nulla che pos a piegare que to grave d. ~sturbo f.1nzion.ale, poiehè il piccolo leucoma residua.-to aU'ulaera, non era nè cosi estes·o, nè cosi een· t 'a le da motivarlo. AU'ottalmometro l'O. D. risultava privo di .J.s. e il sini tro pre· .s entava, con imagini legg:ermente deformi, un leggero As·. di - S/4, col meridiano più refr.a gente a so~ ~e r altro a 120o·. o PO. D. l'os ervato leggev;a. il carattere minuto 0,5 dello Sn.e llen à a 12 a 40 cm. e con 1'0. . il O, . da 18 a 80. 'L o :m .v ito aUor.a a decif-rfu•e g li ottotip1 de.Jla m.·ia t'avola con l O. S. ed egU mo~· t.ra, cosi un V. da 0,.6 a 0,7, poiché legg·e t11: tti i segni ·del 0,6 e qualcuno ·d e] 0,7. IdentLco risultato tro·v o n.eutraHzzando l'O. D. con forte lente po i ti va, col d ipio copio de,l Rémy e C{)·n le prove a m·ez.zo· dello spe·c chio p·iano, a varie distan ze: il V oseìlla fra O,G e O,·S6. ~ Tlr attavasi dunque d.i u.n esageratore, di un co i de.tto petit fraudett'l" del Terson , ·ebe possedendo un isus di alme;no~ 0,;6, ne ·v oleva .; .imo trar un·o di 0,4..
v
=
=
l
424
TA V - L:l
-RAI,jE PEI't L AO T :E .ZZA VI. IV
IN
A 1 UI FROD.E
6°· A o. - {j aprHe 191 . F. D. anni 27 falecrua.me. - Il gLOrno preced.ente, sul lavo.ro, riceve un piccolo corpo e traneo suUa ornea. d,e -tl'a 1. Stl'perficialmen.t e, al q·ua.d.rante in.(erior ~interno. resen.tas~ all ambula.t orio, ·di h·alando che ro. . era già d.a tempo difettoso e a:d un p~ dmo esame, m o .tra: \ 0 .. D. ~ 0,4 Reym. - Emm. app . v o. 0.5 "d. id. · f.
=
lo.ca.r·cato delle am·e, trovo, pochi min.ut ~ · t-"ppr s o ià. mu.tate: le condizioni de 1l'a,cute~za visiva. e, della refr.a zion e: O. D . - _ O Reym ., S·e nza len·t i e, co.n +O 76 _ O, v o' . • -- ~o :r:::u 1·d• 1~d . n- ,·50 · -- , ' '··
l
+ ll ottalmo·m tro: O.D.: A.s· + j l ~ O. S.: As + 3.' , rtuola.re.
a na~ obbiettivo corneale. A. im,a gin.e diri.tta: . con :forte lente po i ti va, l O. ·. m·o tra egual-
l 1 tutto n-egl1otivo, aU'infuo1 i deHa piccola, le i n
O. -H. l 6' . ~eutraHzzamlo l O. mente un V d.· O . Davan.ti alla mia. tavola PO.. D . mostra un -~ di ~un po ca i: .aJ diplo :-co· ]lio del Bémv di O, . A. qu to p1· po ito o~ocone notare be la lunga pratica dì q ne- to trum n to m i peu·mette d i a ocia.rmi a qua. n as e1·i ce P An tonoUi (l); ch·e .'pe o· l'acuità isiv.a ris·u.lta-nte al diplo copio, ~ un po .i nf .rio1·e di circa 1/ 1-0) a quelJa. trovata. c,o n gli ottotip~ ordinad. In qu'e to caso di tentativo ·d i esagerazicm, (p tU fraud w•), è notevole il fat o che l'individuo no·n potè es et~e . ma .cherato on. l'e ped.iente d Ila forte lente pa iti va davanti all'O.• ·.. 1
•
1
7° · A o. - 17 marzo 1910. . L., anni 29, m cenni o.- Il giorn.o, p1·ima ric~e vet lavorando un. p-iccolo corpo, ~e t."rane in. O. · • , ~cb re tò confitto uperfi ialmente ulla. eorn a., p·re · o il limbo c el quadrante inferiore-· terno e che, vkne ora e tratto fa.cHmen , e. · ulla st s a cornea., cen t J·nhne.n te. offre una nu.b cola. tond·e ggi.ante, di 1/2 mm. dli di.am, tro do~vuta ad an ieo l ggero trau.ma. .All'e .a me del vi u che i 1ole pratl·e ar all'att di pre en :a.zi ~onc alPa.mbulato·r ìo l'i ·.contra. :
V
· 8 R e m. - Emm. app. id. egat.ivo l e a ne d!e i mezzi diot ri:ci e d~el f'ondo. Na·c qu qu lcb.e dubbio uUa. v.eri~ Ucità delle ' ue dichiarazioni non sembl'ando ~che la nuùecola. e ta.n to meno la re ente le ion i po·, e ero arrecare co. l forte affievolimento d l vLu . In v.it-ato a. co~ ntr~ollare~ l''e a.me trovo alL'ottalmometro,. in O. D. lUl A ·. r go.~ lar ~ li+ e(l in O . ne un. A ~.. ma imagin.i un po'' fumate, benehè regolari. .. d imagine di.d t ta edl alla chias opi a: O. 0 .: emmetrop . Alla mia. ta.vol·. risulta: l
O. D. -
o.. ·. -: 0,4 id.
1
~ ,. v ),o.n. . ·-= 0,5.
(l) ~. NTONEL l; i . : Oontpt renau d la 'oc:ii-~e a' ophta.l m ologie d Pam, 6 B~\·ril 19 ~· ' noUa li - ·us ·one auUa omunico.zione dl A. T.ER ON ( • Récueil ~d'op1&talm.ologie. a~ éri ·, ~H o.nn e n . , 19 9 p. 5 }.
'FAVOLA
OR ~LB PER L' ACUTEZZ.A VI l VA IN C ,\::U DI .E 'RODE
4.26
Lo stesso· D.eatrali.zzando l'O. D. con. forte lente po iti.v .a. Al dip·Iosco·pio del R :my ~ 0.,4.
n vi.su adunque era realmen d.i O, o 0,5 in O. 8. e di ,8 in O. D.;. omne aveva. dichiarato il soggetto e tnle diminuzio·n e di. vi ta per l'O. t. ra da attd~ buirsi a.lla po iz1on c ntra.le d U a.ntÈca nubecola d alla diffrazione dai raggi da essa arrecata. 8° C.<\ o. 26 marzo l '10. M. C., a,nni 14 t ~· sito re·. ~ Al 1 rineipio del gen~ na.io una .navetta. di telaio meceani. o ]o colpi ·ce all'O. . e gli produce uno. ferita perforant de-la cornea. con p1·ocidenza d iride, e cataratt.a traumati a. Ricovera in Clinica e subi ce, prima il tagU.o della procidenza t ·p oi l'·~ tra.zion d ella. cata ra.tta, c.o n il taglio lineare u p ro-e terno -d esce il .90 ii ·q uel me e. Ritorna ora pel i! rtifica.to definiti v·o d '~nfo· r uuio e me ne viene con_me sa P o. rvazione trn.t ·anelasi di n.ccerta.l' ·c on 11reci. ione il vero grado. di funzionalit~ re· id t ato aH''O. · Tl"'·VO una. cicatrice cle, ro,.cornea~e al quadrante, upero ~esterno, con piccolo impegno d. i.ride e re idui c ~ · psulari situa i p rifericamente, in modo l e il centro del campo pupiHat~c ri ulta gornbro. ~ ega.ti vo ame de.i mezzi diot ri ci e d·e l fo-n do. L ' ·o"ttalm.o m tro à :n . D., As. di+ 8/ regolare.· in O . As. 2 con obli~ quità. ·d gH assi, di eu· il più refrangente, è a. 70° l'nltro a l Oo .- on .imag:i ni leggetrm.e ntu defo:r·mì. In . D . vi.su . 1,0 Reym.; H. t: 1. In . ' visu.s 3:{100 .senza. [ n ti · con · ·fer. 11 D. o cy l t 2. .as e. 'a 70° G. Legg e j l carattere min.u to Sue len o, 'J da 21 a '2o cm. con ,fer. lo D C; cv] . ass-e a 70°. c~~.mpo visivo oorma.le in l . D . ed un po, ri trett.o io Alla mia. ta\11'0la V dt O. S.. = 3/100 e con la eorrezion fel" -cHindrica ::::: 0,6. Lo ste o i ott'ene e lude.ndo l'O. . con fo·t·te. lente po itiva. e forneudo 1ro .~ . di lenti ·c orr·e tti ,,e, per l'afa<' hia .• ·v ·e ro vi us en·oecbio tr.a umati·zza.to era dunq·u e di /1 O, senza lenf, e di · .6· co.n c~rrezion.e, ·c onformemente alle diehiaraz=oni del gget o. le quali perciò potevan.o •e.Qsere n.c ettate pel rtificato . &-
r.e.
==
+·
+
+
=
+ =
+ . .,
n
° CASO..-:.. m rzo 191· . F. · ., 34 a.nni, "n mi ta.- IJ, 2 novembre 190 r icevette una bastonata in rissa. a.U'O. ., che gH produ se rottura d.e Ua co·rneo. a] quadrant·e inferio·r e-e terDo, con proeidenzR d'iride ehe si riduce pontaneamente, riman nd.o però a-deren.t e alla cicatrice. Perc.iò il 2'7 dicemb1·e ed il 4 febbra.io ucces~sivo il Prof.. Re·y mond ad evita. re uno sta·fi loma i rido ·eorneale pr.a tica, eol suo metodo, due. ·ì ridectomie con l'uncino.• una sopra l'al ra sotto a.l leuooma.. L'in.·d ivid.u.o .m i vlene a.ffid.a.to· per l"os :e rv·a.zione, dovendosi re.diger·e per H ma gistrs.to· il :referti> definitivo di luiotle personal . O. D. normaJ.e, · . 8. visus ·,4 Reym. sea~ i,, che, eonfe.rm.o con la mia tavola, coD la forte lente )JO itiva davanti ali O. D .., col diploscopio del R · my e ehe era dovuto in gra:n ptu·t.e ad un a ·tigma· tism.o irregolare, es.ito del ,rau.ma. .
=
*** i può dunque conclud·e·t·e che la tavola ad otto ipi disposti s~en z. ordine in -cerchi concentrici, corrisponde bene nel maggior numero dei casi, quando si tratti di coutrollare pront.am·e nt Io stato e at;to dell,acute.zz& visiva, ad insaputa del soggetto
•
426
TAVOLA HUB LE PBR L,.AOUTEz,z A VISIVA IN OASI DI V'RODE
Qu t.a pro v~ è della più grande sempliCI.t à "' .spedi tez.z a, misura direttament·e il visus, non .r ichiede l 'impiego di apparecchi costo i o complica i ed è applicabile anch ai monoculi. La tav.ola inoltre serve ottimamente, a.nche a.ll infuori dei ca i d~ ìmnlazione come tavola ottoti piea usuale. Qu -ste sue qualità mi perm t tono di consigliarne l adozione, oltre che nelle varie contingenze della vita cotnune, anche in qnell - dell'E _ereit() e deHa Marina., potendo con ·t utta facilità trovar posto ed impiego,. oltreche neglì os.p edali mihtari, anche nei consigli di leva., nei di .t re ti, nelle infermerie di corpo e nelle vis.i te. pr·esso il ccrpo Reah : qui· pag.a i (l)'. Ii esperimenti pratici confermarono las erzione del ourgeois. ( ) che la. disposizione senz' ordin.e dei car·a tteri e dei .s egni otto tipici co-
stituisce un reale progresso. T'o rino, aprile 1910. {l) L·'e cuzion i qu h1. tavolo è s· ·ata comma a. alla Litografi-a alru8·olia d i ~ . arpignano e O.t via. anta 'hiara n. 44"' Torino. {2) Loco citato .. j
427
'O~RA UN CA·SO DI STAFILOCOCCEMlA.
Bai
ota ·c linica, del dott. Uu.I Uo
't ra, tenente medico.
i è, sembrato opportuno illustrare n.n ea.so di Infezione' st:a61ococcica OC(!·orso nel reparto· chirurgico dell'Ospedale militare di Roma (1), sia pe1·chè, non. sono s:eevre di un cer't o in·te~esse alcune parti~colari tà cliniche con },e quali si è m an~ fe tato,. come .o.nehe perehè si. p1·esta. ad alcune .·peciali con ider,a z:'oni essendosi potuti praticare esami pres oehè completi al rigua d·o :. oltredichè tl'lovo utHe aggiungere ehe in questi ultimi tempi ha assunto una pa.rt:.ioolare importanza.. lo studio, deUe infezioni e'tticoe·micb.e in genere, e in ispe.cie quello di un gl"Uppo dl esse dlstint~ con la d~enomiJl. a,zion.e· di batteri mie a deeorso att.e nuato, gruppo in eui è eom.preso appunto il nostro caso. Faccio precedere anzi tutto la. storia clinica dell'infermo: Antonlo R. di anni trentuno, brigacliet·e dei ~carabinieri: il padre soffre da molti ann'i di dolori a:r tritizi; la m.&dre e, runi o frateUo h.anno g·od.uto sempre ~ottim salute. Dell'anamnesi pe·r s.o nale merita di e ser ricordat-o ehe .a ll'età di 7 od. 8 anni ebbe un. ittero, gu.a:rito per altro dopo una serie di cure seo.z a la. .ciar conseguenze: in .s eguito godè buona. salute fino all'età di cir.c a 20 anni, allorché. a,r · ruolato· cara.b iniere e trovandosi a. F~oggia, ammalò di fehbri malar.i che: sembra. ehe ques.t a infezione mala.rica fo se d'una c~erta gravità,. perchè fu · olo a m~e. zz:o di cure ~costanti ed energiche che riuscl a libera.r sene c-ompletamente,.. el l 97 fu contag1ato di. uleeri veneree .s eguite da adenite inguinale; e l,an·n o sucee si.vo ebbe un'ereaipela facciale: nel 1901 a:mma.lo di uretrite blenorragica, la. quale nonostante, cure moltepli.ei 'p assò allo stato cronico eara·t ·t erizzato ~d. alla. cosi• ~d.eUa goeee~tta milita·re,. con facili. riacutizzaz.ioni per ·ttap.o.zzi ·Corporei - per eccessi veneJ'1ei. Ne~gll assolutam.en.te, infezione luetie,a. el me e dl maggio u. s. ebbe un grosso foruneolo alla vegione zigomatica. sinistra, del ·q u.a.l e fu curato empiricame~nte da un farma i ta a me,zzo di applicazione di oerotti e unguenti, di gaisa che 1a guarigione .s i fe.ce attendere lungamente. L'infermità la quale è oggetto del nost1·o studio sarebbe c·omindat.tl- l'Uluglio tl . .. ; egli riferisce che s1 trovava. allor,a nel pieno benesHer-e· solo da q ualche :);iorno a.v eva di turbi in.testjnaU con molteplici scariche diarroiche g:'ornaHere, ma -enza alcun risentimento nello stato generale. Nel detto giorno adunque dopo uno· tra· pazzo corporeo per ·e sersi recato da Ant~Cl:OH a Frosinone per motivi di er Izio ~cominciò, ad avvertire cefalea. frontale c.h e divenne ben presto, inten. i 1ma, n- o ~di ma~esaare generale~ debolezza agH arti. inie.riori Tornato ad Anticoli si mi ·e a letto, e constatò col rmomet:ro che a·· eva febbre alta, la qu.aJe ·e ra co1uinch ta. senza brlvi.do. Il m.a ·t tino s·e guente era apirattico, e llOtè riprend re le ue occu pazioni; se.no~ nchè nal pomeriggio provò nuovamente un se·m:jo di grav~e male.· · r~e (l) Ringrazio il capori.p.a rto ten colonn. medico GER"C oo ca '· GtoLIAN · che c rt ~ s .meo.t e mi aintò neUa co.mpHazione di questi appunti .•
OA~Ul
TICA OLI.NICA
·questa. volta. inte.n so brivido di fred:d.o conquassa.nte, segui.t o· da .f orte elevazione termica terminata dopo poche ore con sudori pl·ofusi: t l mattino. successivo si ebbe n.uo·vamente a.pire sia; ma nel pomereggio ricompa.rvero integralmente i fenomeni del gio:rno innanzi. Fu. chìamato allora il medj o ccmdotto d.el lu.o go il quale fece duvrnos.i di .ìnfezio·n e influenzale : se.non.cbè, non.ostante' le ·c ure contro, q_uest.a. dirette:, i fenom·e ni si andarono em pre. più .a ggravando, e compar·ve1·o in.oltrA tu mefaz ·oni dolenti al gomito sinistro, al torace in:i!iiitro a;nteriormente e posteriormente. Chia,ma.to a oon-ulto un ani tario di Roma, que ti riscontrò un n. infezione pioemica ; H l" infermo fu allora in.v iato d.'u.rge.oza alPopedale militare di Roma d.ove fec ingresso H 24 lugHo u.. . Allora. fu ri contr.a;to qu.a n. o appt·es o: lPe ame ge.n erale: Indi iduo di apparente robusta cos.titu.zi.one 6 ìca,. con regolare sv~loppo scheletrico. sta:t o di nutrizione g'@D~rale un po' s aduto ; eu t-e <li colorito bruno paJHdo tend n te al t"Brreo · congiunt.iv·e Hevement su bi tteriehe: mu:":!coU piutto.s to flaccidi. 11 _ ame peciale degli Orl!'·a ni ed apparati : n.a tumefazione alla region.e poterim~e d·el C!'Omito · ini tro est a dall',o lecra·no al ter.zo med.io· dell'ava.mbra.eoio, uni (n·me e diftusa, a cute au·ossata demo.to a· molle fluttuante .• dolente alli\. pres~ .·ione· e nei mo . imenti dell arto. Due al t t'e tumefazioni con caratteri a.n aloghi, ma con la pelle perfettamente int gra e con s oso di :Buttu.azione profonda poste l'una alla regione poste•·iore in.i tra del torace tra. la Un.e a vertebrde e la p - rayel·tE>brale· ed occupanti .a ll'incirca un.a. ~ona e te a dalla 711 alla n co tola; l'altra "n corri pon.denza. ·d ella fo~ a. sopra.spioo· a. de tra grande a.lPincit·ca. co.m e una. ft'l'O sa noce. Infine una tumef:a.zion alla re·g ·on anteriore del torace sin]stro, di forma. e gra.ndezza ome una. mezza. ara.neia, tra l.a linea ·emiclaveare .e. lo. s terna.1e, ed estesa alPinc:irca. d.a.Ila, 2:o. allu. 5· costola, molle, dolente, con senso di flut-t t azione profonda ·6 cute integra. Ma ciò che a·p pariva .s t·rord ·n.a riamen.te i.n.te·r~ . ante in. que ta. ultima tumefazione era una pulsazione visibilissima anche a di·tn.nza, con eviden·t e carattere di e pa.osività. alla palpazione; - inerona. coi ba.ttiti ardiaci .s egu.e nd.o esa,ttame· 'e Purto sistolico.. C rcando d.i eo:m prim·e re la dett um fazione come per ridu ·ne. il 'olume, ci si riusciva in parte~ ma l'infermo avI" i va un senso di opplle ioue e d.i ancrosc:la in.g olare. ·Con Paseoltazione tetocopi a sulla tumefazione i pe1 capivano a m beù ue i. ton·t car~diaci ma lonta.n i de·· boli. pat·afoniei. La. ·1 ·espirazione normale non in6uenza:va .affa.t to la descritta pulsazione· ma la in~ pirazione' profonda. la fa.ce·v a scomparire eom.p letamente. La pere cussione sulla tum fazione dava o·t tusità. id.rica. All'esame del cuore n n rHeva,ora i nes una p.a r·U colarità import,an relativamente alla grandezza dell'ara. di ott\ .Sità. as-oluta o relativa~ la p:unta. era. nel qu'n.to spazi·o interco _tu.le all'incirca sulla mammillare; non. i riscon _:ra.va.no ottu ità. al di là del m.a.r~ine d·e stro dello sterno, ·m a ipofo:ne i retro ternale sulla m ·e tà in _··eriore. -Alla o]tazion.e sulla punta to·n i normali per ritmo con a.s se,n za cdi speciali rumori,, d·eboH però lon.tan · come velati. - Al eolio nessuno. pa.rtLco. h ri ·à. d.e gna di :n ota sia a. ·cari·co dei vasi che d gli .a ltri organi~ polso· ulla ra· d ia.le. regolare., ritmico, frequente. ntesa.me de,i polmo.ni non ri. con .tavasi n g,•unn. a.lterazione apprezzabile. L'addome alquanto volumi no o eon eica.trici do., : maglia.ture a forma. di ti: i · long.i tudioali 11ell' i·poga t:rio, non face.va. rilevare ana pa1pazione ne un punto d.olente.; n fegato l ggerm· :nt .ing ·andito debordava appena dal margine co tale. la milza invee "' notevo'h nen ' ìngrandita era dura e indol·e nte pressnta.va tu t ti i e~u·atter~ fi ici del tu.more ct•onico di milza della inf·e zione malati-ca. ;l
naz10nrue ! '
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CASO
TICA OLI , I A
42~
L'esame del sistema nervoso era del tutto negativo · e il sen •orio appariva per~ fe tamente in egro. A m.o mento del suo ingresso· nell'ospedale l'infermo aveva febbre alta.(39e ! t() l ~ i lam.e ntava di cefalea e di insonnia; a.v cva anoressia; lingua umida.. coperta da. uDa spessa. patina bia.-ncas ra; sudori profusi e frequenti.; urine a,bbond.anti. e.o n i car11.tteri · acroscopici de.lle urine febbrili· diarr ea. con una media. di tre c qua.ttr·o, cariche giornalier·e; ne su n di turbo vi ceral n è cerebrale: dolori not volmen.te intesi agli arti in 'eriol'i, specialmente alle gin.occhia. e alle articolazioni' ti bio~ta.rsi che. :;;c
*'*
uesta che ho posto è in complesso la storia clin 'ca d,e U'infermo fi.no a.l momen.to del suo ing'l·esso all'os.p edale: ot·a prima d..i far conoscere i da.t i r~]ativi al decorso sueces ivo della malattia e i risulati delle, rieerehe fatte, è necessario anzi tutto pendere qualche parola s 11 reperto obbiettivo de.Ile descritte tumefazioni al torace, al gom ·.to . alla fossa ·opraspinosa e al dorso. e si fa eccezione per la-. tumefazione alla re:gion.e anteriore del torace sini tro mi embra. ovvia la. i ter pretazione della natura e significato di tutte le altre: i loro cara.tt ri intrin eci ed estri n ·eei, l, insorgenza e. il dee or o deponevano abba t a.nza. chiaramente per la diagnosi di ascessi eB(~ludendo altre possibilità; ma la. tumefazione pult~an te: del torace ara es a della stes. a natura?· LI\ pulsazione evidentis ima. ed e po.n i a, e tesa a tutto il tumore e sincrona. co.n la i tole ea.rdiac,a~ poteva ad u.n primoe ame superfìci.ale far pensare ad un an uri ma dell'ao1·ta, il q ua.le, u urata la parete toraci a i fo se, fatto evidente all'esterno: que ta. ipote i poteva e er& avvalorata anche da un certo grado di riducibilà. d.,l tumore te !!-lO per ff tto della pre ione. a ol recchè la ede d.ella tumefRzion non era quella abituale degli aneurismi dell'aorta a cendente e dell'arco del P aorta, depon.e vano contr~ l'ipotesi d'un aneurisma. il decorso d n'affezione ]a ri 'o nanza normale alla per· ,eu ione ul .m anubrio dello s·t ern·o. la subottusi.tà. invece, in corrispondenza della metà. inferiore dello sterno, aovr.a ttutto poiil'arresto d 11& pul azione ne1 a in pirazio.oe profonda.. D''al ra parte analoghe con 'iderazioni sul decor o della tum fa.~ zione e _ i caratteri intrinseci, i quali rive,}ano un tumore liquido e net amente fla.ttuan.t e in ogni punto della uperfi.ci facevano escludere senz'altro l'ipotesi di un tumo·r e qual iasi nel senso vero anat.om.o·pat{)logico. Pertanto in ba. e ad un criterio di a.nalo·gia. la detta tumefazione doveva e.·sere necessariamente della tessa natura. delle altre, cioè una 1:accolta. purulen.t&; uno. pun.t ·u ra e plora·t ìva confe.r.m ò ,q uesta ipotesi col rep rto di pus tenue, di colol'è giallo chiaro· rimaneva però in ogni caso da piegare la t·agione della pulsazione sincroma con la. istole cardiaca. Orbene trattand si d'un asees o la pul azione doveva es er ·nece sariamente oomu·n ica·ta. e nel n.o stro ca. · o non pote a. essere trasnl& a che dalle contrazioni del muscolo cardiaco sottoposto, a.ttra.verso una eventuale apertura della parete toracica, la quale faces e comunicare la descr".tta raccolta pnrolenta. con altra del mediastino· anterio·re. Ad avvalot·are que ta ipotesi co correvano varH d.a.ti di fatto: innanzi tutto la raccolta. e.r a profondamente situata, vero i milmente, al disotto d·el gran pet.t orale a. rido so del piano costale, come potev lt rilevars~ per il sen o di fluttuazione profonda e per la integrità della cute. In eondo luogo era ev.idan.te una ipofonesi alla percns ione, n Ila metà inferiore dello sterno e i toni cardiaci apparivano all'ascoltazione di timbro morzato e parafonici: infine lo scomparire d.e lla pulsazione nella inspirazion.e profonda. si spiegava benisslmo ammettendo la suddetta comunicazione, la quale· doveva. rimanere occh1 a.
C
.UISTIC
OLINJOA
urant una. in pira.zione profonda. per effe to della note:v ole, es:pa.nsio·ne, d·e l mar· gine po1monare, doveva quindi scomparire la pulsaZione rimanendo intercett-ata 1 onda spinta ritmicamente dall · contrazione cardiaca: non va inoltl'le trascurato quel. certo grado di riducibilità della. tumefazione a mez,zo della compre .sione ae· compagna a ad un ·en.s·o subbiettì vo di an go eia sìngo}a,re. L' ìn.cì .ione deUa racco[ ta mare· o.s a. confe.r mò pienamente. que. ta. ragionev.ole ipotesi. f11 pt·a.t ica ta u o a inca 1 ne pr in aneste ia con cocaina e a:drenali:na, in corrispondenza del t.e zo . pa.zio int.ercos .aie, a partire dal m.a rgine ter ala sinistro e intere · ante pelle .conn ttivo e il gt·a.n ·p etto ·ale. a tutto spe ore; tra questo e il pian.O· co·ndroco· tale i. trovò una notevole raccolta. di pus : que.st.a. svuotata, si potè, con. ta.ta.re la. pre ·enz:a di uua apertur.a ·della. parete· toraeica.. in corrispondeoza del3° spazio inter os"ta.Je, ra. entante il m.argi.ne sini tro dello s·t erno, lunga circa un. c.e.n h· metro 1 dn.Ua. quale. a.d ·o gni contrazione ea1·dia.oa :flui a ritmicamente. un'onda di n1ardn~ i tr.a.tt.a.va adunque di un vero as es o a. botton.e di. ·c amicia., re t.a.va eo 1 dimo trato che la pul· azion:e ovradescritta ~era comunicata. e trasme · a da.Ua ·con.traz'.one cardiaca. ·la a que~to punto sorge po·ntanea. u.n a do:manda: si. trattò in. <rue to ca··o di una vera ·e propria media ·tinite purulenta con :seconda da perfora•· zion·e della parte toraciea e irruzion·e del pus al di otto del gran petto·rale,. oppure l raccolta\ med.ia.stinìca fu..secon.d.aria a.. queUa della parete toracica? L ·a prima ipote i .sembra. in. v 1·i ti la più sostenibile: si sM·ebbe eioè a vu.ta una media tinite purulenta. acuta ant r.t ore e sue e ivamen:te u.ns specie, di empiema nece. · · tat.i pulsante. È noto· che Ie media ·in i ti act .te peci al mente, primarie .s ono un fatto piutto to r:a ro·; ma. è noto eziandi.o che e . e po-sono · vìlupparsi duraute ~l d·eco·r o d un a setticoemia (chè ta]e vedJ'1e o es ere la diagoosi del no tro caso}· que te media tiniti m·e"t.a. atiche non. semp ·e i presenta o con la sindro.m e feno'meni a ubbietti.va più o meno grave pt'opria d.e lle media tinitl in. genere; ma han.no ta.] oltla. un decor o ubdolo· e blando come appuuto i a.rebbe v·e rificato nel nostro iufermo. Si a. in.ol tre, com·e è. ta.to d imo ·trato dal Daudè. cb qu·e ste raccolte m.a reiose d.e l mediastino anterio1·e hanno tendenza a ap1i.r: i un varco al l'es.terno, il più di freque,n te in viein.a nza del margine iui tro deno terno nel 2° .po.zio in t r o~ tal , ma a.n che nel 3°. D' ·:t.l tra ·p arte ri ul ta. che la. tumefazione .e ·;ter:r a si produ e, con UP& c rt., rapidità., il che è pH1 faeUm nte piegabile con una. irruzione rn. pida di j)U, preformato·· m:e ntr · è noto che gli as.c S' i profo:n.di della r ione pettorale i quaH sì ordi cono sul piano costale rl.montano per lo pià in alto·· e eguen.do la via del fa cio ve· colo-nervo o ucclavio inva·do.n o gli t ~aj pr'Ùfondi d 1 cono, provocando una flogo · diffusa con f: nomeni violenti imi · egu i ti non ra a m n te da morte. on !udendo dun-que i · arebb tt a . tato as ai ver.osimilmen t·e di n1ed ;as. in i te anterio1 ·con p· erfora z~ one della. par · c ton1:cica nel . 0 p.a zio ioterco.stale, e ·c on. se nente rac o' t p1nulen.ta otto il gra.n p ttora.le.. edremo come. qu· sta. media· tini t~e e tutti gl" altri asce . i ue.Ui già de. critti e qu ,.lli a. cui aeoennerò tra poco on sono cl e Iocalizza..zion.i metastatiche Ma. prima di ogni altra considerazio .e e. pongo uccinta.m.e nte la diatin. dell infer.1uo e i risultati de.Ue ricerche fatte.
**': e1 r] m i giorni che seguiro.no d P in gr . o d eU ~n :fermo. e alla incisione delle v .a,rie ra colt purulen. ·e, po te t rtt~ nei pia,n i. profondi muscolari, la temperatura i man·enne al dl· opra d.i 8'8·0 con un ma. i nto· di 89° e 1.f,10 e. remi sio e ma ti-
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CA
J.S TI OA OLlNIOA
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11al·e ·d i circa un gradlo. I n seg uito, a. datate dai primi di. agosto; la. temperatura .<],el mattino and.ò gra,d atamente abbas an do i fino a ra.g~iung . re la. temperatura. .normale· la tt=mperaturo. della sera, con li vi oscillazioni in più o in meno s· mantenne. intorno ai 38o: ·· i.:ffatto andamento del1a. curva ter.mica. durò aUt i ci ·ea. ino qua,s.i alla m e,tà. di S:eU.embre, dopo di. che ·i ebbe un. grad.ua.l e abba sam nto nehe nella temperatut·a ·era.I fino ad. a p ~ r sia oon1pl ta. Qu,e sto stato durò pe· ra,ltro pochi giorni. dopo di che i ·e bbe, nuova- ente una graduale el evazione d Ila temperatura. serale c·ou lie,vl oaciUa7.ioni intorno ai 8 °, 11.1 ntr la tempe,r atnr.a 'd·e l matt ino si manten.n e. normale : cosi p~roeede.tte,ro invariate le eo ,e Hno ai primi di o t.obre, dopo d.i eh , se si ecc Uua. un liev·e ·e tran .itorio movim·e nto f bw brii , la. t em.pe:ratnra. si cons,et;vò costantement otto i 7° fino o.lla guarigione ompleta. ~dell'infermo. n comple· so adunque, fatta. eccezwne pe~ r i prhn~ giorni di malattia in eu i la f, bbT·e fu remi Hente, e di brevi periodi ìnte calati d.i a.pi1" ssia,. la febb~ si manifestò con eviden.te cai·aUere di 'ntermittenza,. con ele~a~ .zioni ve pertine pooo ncr:entnat.e e, m.ai prece iute, da bri.vido~ II polso dappdma frequente e debole, ta.nto ch.e i .r itenne n ece saria. la s·omm.ini traz1.0ne i:podermica. di ca.rd .~ ocinetici , si a:ndò ma.:n mano I'egolarizza.:ndo fa ·eend~o 1 anc.h e, più vahdo. Le urine si ma nten.n ero sempre abbondantj oon i ca~ .ratteri mac~oscopici delle 1.rrine .f ebbrili .. I sudori. frequenti. e profusi nei }Jrimi aiorni, si andarono man man..:.> attenuando; e analog.a nurnte la tinta su.b itterica. -delle cong"untive andò. s·e omparendo j si ebbe contemporaneamente, un progressivo miglior m.ento· de·Ue funzio·n i intestinali; le, s .ariehe ·d apprima d uide e fr~q uenti, . i fecero grad.a tam,en te più r..egolari., meno frequenti e di aspetto p~.ù normale~ fino a.d un.a eompleta reJola.rizzo..zione dell'alv·o. Ma. in contra·ppo. to con q ue .to e1vi lente migl ioramento di al·c.uni sint.omi e unz[o.ni, si notò anche la pe·rs.is en.za e la ripetizion·e, di altri; g ià flno d.a i primi li ago to, eran.o compat·si dolori a ca.ra.ttere ne ralg ·co o nevriti.co g ravi e mole ·ti agli arti iil.feriori; dolori che dalle regioni .g lutee. si irradiavano alle eoscie e l aH gam.b e. Questi do·l ori si mantennero invaria.t.i parecc.l1i o·iotlli provocando 11e'l infermo males ere, agitazione, lnsonnia.. ObbìeU · a.men.te non fu pos ~bHe r"leva.re alcuna appre,zza,bile alterazione tin ver.so il 10 d.i agosto, i.n eu· si manifa tò un enorme a cesso della regione glut.ea. de tra. al disotto del . ~rande gluteo· e n i g·ornl seg uen.t i altre raccolte purulente,: al ·t erzo medio della. coscia sin·.st.ra. .a.n.tet·ior.men.te e nella regione po teriore; alla regione anteriore della g·a m ba d tra nel 3°' medio ;: a l p·olpa,ocìo della gamba sini. tl'a ; al terzo medio dell'a.vambra.. cc~o, s in~ stro posteriormente; tn.t te ottoa.po.n evrotiehe.; :la ultimo u.l ·~ uir . · di .ag·osto un enorm·e .a ces -o a.Ua radice· della co ··oia des tra n ella loggia muscohue. E'' que to un fatto che merita di ·e ssere ebnala to nel no tro in fern1o, che doé la form azi one de,gH as.c es i fu. sempre pr ceduta per un cer·t o uunu.\ro di gi orn~ ·da. dol.ori tra.fitt ivi, folgo1anti, talora. anche gt·a vi si mi e con. ir1·adiazioni e te e, m·e ntre, la eomp.a.rsa degli ascessi ste. si si avvetava. eostantement~e ln modo subdolo e qua i. inaspettatamente.. Questi fenomeni si ripeterono difatti. per al. ri due ,ascessi (e furono gli ultimi), compar i sul finire di settemhr·e, runo alla. r e:g ione iliaca esterna des tra, l'.altr·O alla. r·e gione interna d:ella. coscia. destra. Altro ps,r .. t:icolare degno d..- nota, è ehe; pr.atic~ta volta a v·olta l'in ci i one e lo svuota.m~e.nto dei vari ascess1, la suppurazion.e. Sl arrestava. con sor prend·ente, rapidità, cedendo il campo .a d un attivo proeesso ·d i riparazione; ciò sta.vebbe a dimostrar·e nel no· stro ca. o la :s carsa irulenza dei germi piogeni da un lato, e d'altra parte la no· tevole resistenza. organica individuale; .a d aumentar la.. q usle, non appena l e con.·
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LINIOA
dizioni deH 'appa.rato digere.n t lo pe.r m i_ero si provvide C:o n una die.t a robora..n te e eure g nera.H ricostitu·e nti arsenicali e ferl:'llgin e, protratte per tutto il dec.or: o della. malattia. ri ul to.H delle ricerche baUerio~ogiche chimiche furono i eguenti: L esam· ba, terioscopico d.- l pus , tratto dagli a· - si a. mezzo. di una sirmg~ sterilizzata. rivelb la pr nza. d Uo sta6loeocco piogene; P esame cultu.rale dello · te o pu in ag ar d hno -trò la , si tenza delio s.tafìloooceo piog . ne aureo in eu l· tura pura con sviluppo di olonie abbastanza bene· p·i g. ~ entate'. Nei. primi giorni d·opo l'ingre o d.e ll ·i.ofermo si p·raticò a.ncb l ·. a me, ultu ra ]e del . ·s .n gue; · p·r·· ·parati fatti col metodo d.e llo tri ciamen.to in agar e prendendo il sa.ngu d.a l lobu lo· d ]l 'oreccb io non 'd iede,ro· vi uppo alcu.n.o di colonie; la cui tura in br.od·O· fu invece p;o sit.iva. con intorbidamento omogeneo. Facendo da que. t'ultima una .n .u ova., cul ura in a:g a.r i ebbe viluppo di una pntina ri] vata lucida" di colore bianca tro e con pirrm·en. taziom:~ appena evidente· con nuovo po. agg·o d.n. q ue ta cultura in ag.ar in al·t ro agar i ·e.b be an.cora ~Uuppo di una patina con pigroen .. ta,zione car: a, ma phi evidente della prima.• non v'h dubbio eh con nuo,ri pa aggi. i arebb otten t& una pigmentazione netta. Ripetuta P emocultura. Ye~ o la. metà di ago to non si ebbe sviluppo alcuno di colou.i n~ in brod.o, nè in aga.r. L' a.m del a:n.g ue per la. ricerc• d.el nun1ero ·d ei leu citi., rive]' una notevoi -· leucocitosi es endo i ri ·ontrati più ~. i 16 00 leucociti con preval nza manif. . ta dei poHnucle.ati: .r ip tu·t o Je.sa.me dopo un ce to numero di. giol'ni allorquando cioè . pote a ·pr· um.ere dai fatti clinici. ehe processo infett.i vo era. ent~ato· n Ua fase. l' - re i va,. al1o oopo precipuo· di ' tabilire quali specie di leu· coc"tl fo · ero pre,v al nti, fu ri ontra.ta 'lma . an ibile leucop nia e :endo il num·e ro d~ei leucociti disce o da 15000 a. 4 00 con. una. p rcentoale di polinu lea i pa:r i a p. l . Un terzo e am:e. del sangue per il e·omp:uto deUe singole ·v arie·t à di ]eucociti ftl pl"aticu.to . · Ha. prim.a decade di novembre,, al principio cio ",. d l p • riodo deHa ·conva.l • enza: la ric·erca. fa. · ta. l'!O l met o del Rieder diede una per~ ce'n' u.al di irca. 5 p .. 100 per i mononu leati e '5 P·· l per i polinucleati. L' me oHe ur~ne empre negativo per l'albumi a per lo zucchero, li elò nei pr.i mi giorni pre enza di indacano, e micr·o c.opica.m ente corpuscoli di pu num •ro · e c Uni dii de quam.a zione d . Be 'Le has l rinarie .; il r p rto dc-Il iudacano si 1ie•!'a. fa il mente oon i di turbi inte· tin.aH d U infermo che · i ma·n · ro qua i invariati per molti giorni f , .vero negli arni ucces ivi fatti dopo il migliorament-o deUe funz ·oni inte tinaH, l'i.nda.cano non fu più: trovato , i ebbe invee la per: istenza del r~pe· rto microscopico del pu. , e ciò in. rapport.o evidentem n. te con. la infeztoue gonoco cica. r.ron.i.c.a dell' uretra p o terior.e. che ree n tem.e nt i era. anche riacutizzata
n
~ po ti co. , con un certo de.tta.g:lio i r· ultati d· Ue indagini fatte. a.rà ora più age"t"o]c d.illl id&re alcuni quesiti : Innan~ · tatto quale peci ' · infezi·one ' quella. soffi rta d.R.l R . ? La n po ~ta. .e ~ brerebb o'\·v~a. · il tipo dell e· mod ificazioni termiche . H perto dello· ta.filo-· coc~c o cireol · nte nel . a gue la orm zione. di asce i. multi rH a ripeti~ione eo·rit '~ una ·in rome ·c on uua :fi ionos1ia clinica ben d.e.finita.. Tut~ titu.i •cono in t v .~a la r .i po .ta. nou è . e i ti ue conto· .e l grande d i accordo ·cl e · e
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4.33
lSTlO.A CLINICA
tutto·r a fra gli au.t oti relativamente alla classifi·c azioue delle fe hri chirurgiche: ·disa·ecordo derivato a. mio moclo di edere· dal fatto che non si 6 tenuto un criterio unico come ba e di una pos i bile clas ificazione; m.a. ora .j è d 'ta importanza ai fatti clinici . ora al meceo.ni mo i produzione, ora :p ersino al concetto ·p·r·ogn·ostico·· non fa quindi mera.v iglia se e i te tuttora nna. cet·ta onfu ione. l Durante nel uo tratta.t o di chi.rtlrg[a H tingue ·etticemi·e, pioemi -tticopioemie. · I·e prime « c.ara.tt&rizzate d 1.U penetra.zioo di microorgani ·mi n 1 torrente circo"'' lato.ri.o eapa.ci di moltiplica.rvi i e di dare la morte»; le pio [e. «co · ituite da febb·re int rmittente pr·e•c eduta do. brividi e a·ccomp ·"'nata da formazione di. .a!"C · i me t _taticì :&·•· le :Se• ticopioem. ~. con c.ara. tt •·i mis i. Il J'los·t ro caso a :rj or d.i termin i non i potrebbe comprendere in n - , una. de. l tre Itate d :in "zioni. ]tri clinici qun.U il D' rso, il Pere.z, ac ·e ttano n Ue linee generali la c]assificazi·o ne del Dura.n te ; ·m a fa.n no d.i tinzione. fra plo.em i a ·e ra in cui si .a rebbe formn.ziou·e di a e l meta tatiei n gli oru·a.ni interni. col meccani mo dena ttomboembolia,. e inf"'z.ione purulenta eo.n form zi :n di a~ ce. i multipli nei mu coli. n l o tou·t an o ecc. I l J orda n iov,ece con · i.d ra. la io · m~~ c la. i ca. t rom oem boli ca com·e na m.o daHtà della _g rand.e eia se d.·Ile infezioni piog ne gen l' . li m.eta.statiche; o tene ~· che la ioemia non è ch.e una etticemi;, e il Verneuil gi nel 1 'ti emboli.ca. Come si vede anch da. qu s.ti po·"hi ·c nni. la que tione è piut ro._ to "'Pi· n ·o a· certo una ela . ificazion.e a ·.·ai seducente . a.r· bb q,1elln. bnunta ulla natura ·cl H ng.eute infettivo· ma è anche facH .compren re ·he n 11 a tuale tn:to delle nostre ·cono cen.ze ciò non. è a ol utamen te po::s .i bi le. Pertanto l ci n do da parte ogni di . n . ion critica ull'arorrome1nto, non a,\ · ndo i·o u:ffi ient-e autorità ]ler .f'a.1·l·o senza ·q uindi pregiudica..- lo ·tato attunJ. d ila que tion.e dirò m1 HcenlEmte ehe gli tudii phi. re"' u ,t, p rf z.ionnti i mezzi di ricerche batterioloa].c b banno d imo tra.to che il campo delLe batter· m~ è molo più va todi quanto un tempo si pot· ' credere; ed b o.n.no m es o anche in d1 iaro la predilezione che bann·o i batter· ci.r olanti nel augue per alcune localizzazioni pi utto to he per .a .ltre ·; · i tende inoltre· ad. abbandonare la v c hia di:fnzio·n e. cola ·ti.co. d. Be infez~oni chirurgiche· e ad accordar i appunto in qua to di a. mmetteore cioè lR. esi~ tenza di un grande pt~ce o ·e tice.mico .e mpre i mila neHe rnee gene·r ali ma con n odalità cliniche diverse a second.a delJiag nt·e infe ·t ivo, delle loca.Iizz.a:Gioni . d Jla reazione orgal ·ica ind.iV'1duale io ciò convengono il Delbet1 }o, 'chwartz molti altri (1). P.artendo da que to c ·n ,ceìto fon.da.me1 tale, la. suppurazione a • ai freq ll n te nel decor.so delle settic·e mie rappresenta una ·e mplice modalità. nel t i.po clinico da.Ha etticemia stessa, ed e· a non. sarebbe, e -enzjaJm. ute leP"ata nll alla ·q ualita ·d·ei. batteri, .n è al m.o do di p·enetr z"one nel''o gan·s o e neppure ana m lte· .U r."ta d i g·e rmi .t i Dal punto di vis:ta biologico e sa deve ·&S ere con ide.r ata COID·e fllnzio.n e di resi tenza organica come· « La. ri urtante di u.na d i fesa locale dell'orn-a.nismo contro i microbi o le loro tos ì n.e ,. (Delbe·t). In. altl'e parole· l'in· fezioo·e pura]enta l fo·r mazione di asce· si multipli è· nna semplice modali·tt\ ne decor o d'una setti.cemia e non ·GO tltuisce per se tessa una. en.tità. morbo a pecial·e. Da un ·Ce·r ·oo punto di vi ta prognostìeo il .D elbet d[stin·.... ue tre morial~t '' cliniche· diverse nel processo s:e t.t i·cemico·:· 1
(l) F.oLLJ:'l' et S ..a.CQUEP.ÉE.-
vLr. 1906}.
~ur
les septicémies en g'n 'ral, {P.r s
ld ~dicale,
on-
A.S{Jl T.I
LI l A.
lo e i microbi ~cl e si svilup~pano e i moltiplicano uel to:rren·t e circolatorio ono poco virulenti o poco a.bbondanti e si vengono d' tt·utt• a poco a poco nel sangue ste so dopo una erie d i rm~.zione gene1·ali eara.tteriz,6a.te da eleva:zìoni termiche· 2o Se i batteri 'Ono molt-o YiruJenti e a.bbo.n danti di guisa · h.e I organ.·"mO· non ba ufficiente energia. ·p er diFendersi, esso fini ,oe pe·r occombe1-e. E empio speeia.le di virul nza ci vie e fornito da. quei ca:si in eu i la. ·et •ice,m ia s· svolge P' r ]a ·p enetrazione dei germi a,ttr.a.·v erso la via Hofatica,. nei quali ·c a i a p .unto i m icrubi :s·ono e.a.1 a.ci di vìncere e orpassare la ba.rr1era. di t t te le tazioni linf ttehe u~cce i ve. 3° S'e i batteri pur e endo abbondan Ì ODO p ·OCO vir ul nti, DOD SOnO ditrutt.i al momento d~eUa pen trazione nel torl'e-n te cireolato·rio ma. vengono attaccati in ogni parte deU'o,rganismo dove, .s ono embolizza.ti 1 e, si co tituisee cos.1 l'infczio.ne purulen.ta. · .on que ta tetza moda.lita si presentano appunto tutt·e le e,tt•c-em.·e alle quaU è stato d.a to il nome di batte,r:iemie .a decorso attenuato, e nelle ·q uali rientra ·p re :sa.mente il cas,o di sta.filococcemia eh sono venuto illustrando. In q ue:ste hatteriemie la form.a:z ione d.i a ce si meta .tatici, ubdo]a talvolta e non 1·egalata.. da n suna periodicità va consid ra,ta, come più sopra bo aec,e nnato, q tu~ole .i ndice di re .iste1 Lza, itale: si è an.zi afl'eTm.a to ehe gli .a sces · i m.e tastatiei sono quasi da. considerar come veri asce i di fì ~ azione ~dell infezione, setticemica· e iL Foebi~er. ba a ndo ·i u questo ~conce·tto, in ~ce,rte S·e tt'eem1e gravi provoc:a.va a..r tincia.lm.e nte la. formazione di asce,.s i di fi:s' a.zi,on:e a mezzo di iniezioni di e .senz:a. di tremen.. ti n a,. eon ch~e otteneva una attenuazion·e delle .setticemie tes ·e (l). N el nostro caso adu.oq ue; secondo qua.nto son·o venuto e ~ponendo, si tratta di llna vert e p ·o·pri.a. s:e tticemia, ma di ~quel grupp spe~ciale di tinto col nome, di tticemia a decor o attenuato· e iogen·e ticame.nte pada:nd.o, ~di una stafìlococce,~ mia da stafi.lococco pi,o geno, a.u1·eo. C'ò po tot ' d't,opo ricercare per qual ~e v·a. lo s,tafilococ·co pen.e ·t rò uel sa.n gue circolante. i a d1e que· t·o )l·ogeue è un agente. rela.tivame.nte, freqm3nte delle s tti· cernie co idette merHche,. ne11e qu li abitualmente la porta d ingres o resta ·cono~ -ciu a : m o. nel ca o no. tro j l pu1 to di. partenza deU'infezio~ ne setticemica è ben de ~n i to pereh è do H) certa me n es~ere co"' i tmito da] gro " o forunco]o deUa regioue zi,g omatica iui tra · foruncolo curato da. pe1· n.a non dell'.a.rte e con mezzi em~ pirici; tanto che la gua.liuione tard.ò InoJ ,t<> ad. avve1·a.r i e vi fu tlltta. la po: ibilità ehe trombi settici forma · nei d~ntorni del foco aio suppura.nte. si l'a.mmolli ero emboHz.za.ndo. per l~e vi anguigne una. ce,r ·t a quantità di materiale settico. ·Q ue: ta. ipo , i 1 on: olo è razionale ma è · onvaHdata d.R. molt .. a.ltre, os ~ ervazioni a&aloghe che tal(~eio per bt· vità. Ma, si può obbi ttat~e, come pi gare il fatto ~cb.'e tra. la gu Tigione d l cwuncolo e Pe plosion d~ei fenome~ni set.ticemici, de·eo · e un per io ;o di temJlO ab ba ·t · nza lungo. e in condiz,ioni ottime? Ciò è v~ero; ma non infirma in nuHa. la no tra ipote ·i~ poi che è st. to ripetuta.m ente dimostrato be del. microbi po · ~ono vi ere e moltiplicar ~i n el sangue et rcolante enza. ebe lo tato g neu.le del sogge.tto p rmetta nepp tre di o petta.rli. È quindi. del tutto natt rale l amm.e ,te re eh e l'infezione sanguig11a nel R... ia,, r ima' ta.. late n te per un certo i
( l) Att OZAN ~o t ARLES. - Q,tfel;zu.es rema.rque.; no lA.' eU c 8ur le1 alu:è.s tk fn•QI.iora. (Prot méd. 23 dicembre l90a).
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CA UISTIOA OLINIOA
~mpo con tutte le appa.rencze di un completo benesseret fino al giorno però in cui
un:o strapazzo corporeo notevole p~ er il quale le difese Ol' a.niche .rima e:ro anormalmente indebolite, fece repentinamente e plodeve l'io.fe,z ione coi sio.tomi sopra. riferiti. Ma. a presc"ndere da questo event 1ale indeboHm.ento della t·e i tenza organica. per il fatto di uno . tra.pa.zzo corporeo accidentale~, po iamo fare anche un altra on ~ ·dera?.ione .. i ammette da. t lcuni recentemente che deU · fe~ z~.oni po:ssono ri , an.ere laen.t i durante un periodo di tempo più o meno -ungo durante H quale l'organismo i dife,n de efficaoemen ·e per mezz.o dei s ·oi Ieucoclti dall'agente invasore; però ad un dato momento quest'ultimo· d.iv.enta. ma.nife tamente più f orte e i l ucoc·t~ non sono più eapaei d i in.gl.obarlo ; anzi embra che si sco ti.no da lui. e lo sfuggano. -Que to fenomeno sarebbe es enz~. aJ me~ n te dovuto allo svtluppo di ostanze speciali egregat-e dai. batteri dette aggroes ine, ed eventua. mente potrebbe, produr i per l ,inBuenza di un'.altr.a qual iasi infezione intercorrente: la. produzione delle ag-gre im: sarebbe, facile in quei microbi che penetrano ~d'o.rd.i. nario rapidamente~ ·n el a.ngue. Orbene dallo tudio del nostro c.aso ri ulta che fino da qua.lche giorno rima deHa. esplosione dei fenomeni setticemiei si et·a. manife. tata nel R ... una. 1nfeiZoione, i.n·t estinale, la quale, rilevabile clinica.me.nte per le numerose scariche iar.r oiche qaotidiane, per qua:nto afebbrile e senza risentimento nello stato ge • .nerale, d·ovè però essere d'un.a c, rta entità., poichè si protras e per molti giorni invat.·iata iente .ad.unque d.i inve1•osimile che questa il1fezion.e intestin.ale abbia. .esaltat<> la. virulenza deUa infe.zione stafUococeica favorend.o lo sviluppo rigoglioso di .a.ggr ioe ed. a.bbia cosi resa attiva. e palese una .infezione rima.sta ino allora ~a.tente.
omnnque sia la patogenesi della infedone del sangt e nel R ... credo non possa. interpretarsi diversamente da. quanto o. noi è sem hrn.to: è, no t<> del resto che lo s·""aw
fìlococco aureo il quale fu rinvenuto circolante, nel sangue del no tro infer.mo, ~è l'a.ente piu comune dei fo.r uncoH. e d'al ro canto u.mero· i sono gli esempi riferì i neUa lette·r atura di setticemie qttaH cons ~guenza. d.i foruncoli Pertanto in ba e alle preceden.ti considerazioni; pos iamo .d finire il nostro a una sta.filococcem·a eon infezione purulenta di origine da foruncolo. Al pl'incipio di questa. espo- izion.e h.o anche aooenn.a.to che questa. infezione è -da compren.d ere nel g·r uppo delle co. i<det .e ba.t teriemie a decorso a.twn uato nelle '<luali l'organismo :ries~e a difendersi da.ll'aO'·e nte invaso ·e a m zzo dei suo·,· leucociti aggredendolo in p .nti. mo 'tep ici. Orbene che co n ha dim.o trato lo studio dei leu co~ iti nel nostro infer . o? La leucocito i è feno~ meno comune di ogu:ii. infezione se ticemica, per poco~ int nsa che ' ia,, in tutti. quei c.a si i.n cui l'organi. mo pos ied.e ancot·a ta.n ta enerp;ia "Vi ala d.a. e s re in ,a rado di difender i : i O'& n gli linfa .i~c.' la mnza., n:d do lo <lell o a raddoppiano, quadruplicano la loro attività, ·e. pitt o meno rapidamente i manifesta un sensibHe aumento dei let cociti. È statc.O anche piu e atta.m enta tabilito che all'inizio si ha una fase breve e fugace di iperleucocitosi non sempre ,co tatab~le· a questa segu.eordinariamente una..iperleucocito i manife ·ta quei ca. i in cui l~ipoleucocitosi ai mantiene durante tut,t o il decorso dell i11fezione sono i pilì. gra;vi indice di mancata reazione or.ga.nica. Relativamente poi alla qual"tà -dei leueociti è stato notato che nelle prime fasi de ·l'infezione, si ha per lo più un.a ·polinu.cleosi,, pre~ ponderanza cioè di polinuelea.tl o di microfagi ~ in seguito allorquando l'infezione si avvia a guarigione,, si nota in.v ece una mononucleo i,
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CASUISTIOA C.L I IOA
preponderanza. ·cioè dei macrofagi · q uaU ha:nn:o lo specio o incarico di ingloba:rei corpi ceU'I.d. ·ri di ·trutti d.a gli agenti microbici. Ltesame del · angoe n.e l .•.. ·per la. ricerca. dei leueociti fu pratics.t o una. prima. volta. circa nn mese dopo l'inizio. ·de:U'infezione, e ci rivelò, come i d.is. e, una n·o tevo!e iperlt~uc,ocito .i con prev&lenza d.e.i p Unu ·1eati • n eb.e dimostra a ehe l'or anismo si dif nde·va. egr giamente. ·m .a dta.ltra. p&r~e per la pr·evalenza. d. i polinueleati la guarigion.e era. an· co:rn lontana ~d invero il d.e cor o d Ila f, bbre e la formazione succe iva di n.umeros.i altri a:se S i CO rmÒ pienamen te qu·e t<> OOD·Ce to p '0°'Jl0 tic.o. Il eoondo e ame pra... ticato ci rca. t :-e me i dopo l'inizio dell inf zione dimo t1·ò ancora una. pr val nza piecata dei poHnucleati ma fatto important·e un notevo e .a.,bba.s amento d lla. cifra. dei l· uoociti anch·e al ·Hsott del n· :r male. Qt ·ale valore pote . a. avere questa lea.c op nia? erto non un ·ign · 6.ca.to· p1·ogno ti co sfavorevole; eh è anz.i fino da. allora lo ta. to g·enet·ale deH'infermo comincio .a ndgliora.re eu ibHmente, a non si ehbe p"\\ ulterio·r m nte for nazione di nuov1 R ce. ~ i. La l ucopenia. quindli deve piutto o i.n terpr tu·sì corne indie d Ua. ces 'Rzion deU'inf" zioue in atto e del· l'inizio della convaJ.e .cenza.. Difa i }ultimo . nm·e d l sangue pra.tica.to d.opo qualcl1 t· mpo dimo t1~ anche la s n :bile 1nevai za. dei mon nuc~eaf grandi, desdnati o e s i di . e allo pa7:z:~.mento d Ue ode ccumulate n·el. anaue.. Qu to r pert-.o J,euco itario .n.e l J.inw tra eo.a evid nza quale e quanta. importanza bio ogi a abbia. H fenomeno delia l ucocito .i nella dife ·a d·e lPorga.nimo contro· le infezioni; al punto che iu mol·t i ca .i si À - u Alto d· provocar lo artifidalmente ; e'd e i t a.l rtguardo una ve[·a e propria 1·e ucot rapi a.: le iniezioni di · i ero a.l'·t i·h c·ale, i bagni frecld.i, le ali umine fo . fo·r ate peci lment le nu leine no tate volta a volta. sperim nta con ri. 11 ati piu o meno incoragO'ianti. oi h verità non abbi.am'o dovuto ri o1rere a que ~tit u. idli 'terapeutici, e endo la ipedeuoo cito ·i ~pontanea. abba. tnnza. ril an te~ a bbio..mo l a ciato da. p.a rte anch·e la .i ero~ tera.p'.a., g"aedH~' e è lecito affetmare che l avvenire della. eura dell . e ticemie è specialmente nella. · roter.ttJlia è pu ero che nel momento ·ttttuale i ·eri che pos edin.mo, eccetto l antidifte.rico non danno affidam·e.nto per un buon rt ·ultato. Tentamm,o in vece una. cura an ti ttica praticando alcune iniezioni endoveno e di ieloruro col meto o Ea·ccelH jnietta.ndo giornalm,ente 2 m.gr. di. a.le. I ri ultttt• non furono a dire il v·e ro troppo c·o nforta.nti ciò che ci persuas'e .ad abbandonart~ il metodo de·l re to l e ~a me lini co d.en 'infermo e ll1·epe1·to em.atologi o dimostr.av·a no chi nLmente d e J'orga ismo ~ d'fendeva ef ic.ac mente d.e belland·o Pagente in a· ore. Ciò erve. a.ncor·a. una volta .a provare .c he ],e dife e organiche naturali sono · quando· esistonor al disopra di tutti l no ri su idii rapeutìcì. 1
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'RIV S TE GENERALI EM ·L ICI E BRE\ I PER L ESAM.E MICROSCOPICO P _LL DA - p·er il lJo t. FerdJn ndo De Napoli, capita.n o medico d.e l 6° reggi ento bers:a glieri.
A.L{JU. l METODI
DELLA ··p1 OCHET
Anche ogg· dopo ein.que anni dalla scoperta, dello zoolo o tede co chaudinn l'esame m . CI'OScopico dell'ag nte . pecifìco della 'iftli le procura, :a. chi non abbia mai e~uito tale ricerca una. erta preoccupaz"one, ia per le difficoltà che le ·• attribui co:n o sia per la lunghez.za. di tempo imputa.b~le a.i molteplici procedi menti (finora in numel"o uperiore a c. uaranta.) che mbrano .I erva.ti .solamente. aJPo- ervatore, b di ponga di un gab" .etto batteriologico. Invece tutto cib non e atto; perchè oggi la Spiro-el! ta pallida può e ere ng vo]m nte dimo t ra.ta; eon alcuni metodi emplici, solleciti e oprattuttoO, a]Ja portata di chiunque abb~a a. _a dispo'"'Ìzione un micro 01 i , · nr.a bi og no di altri appar ·cdii. La maggiore difficoltà. in tale. esa e o siste nel prelevamento del ma.t eriale; · timo perciò opportuno ricordare innanzi tutto la t cnica, alla ·emi ·deficienza, piu che aUe difficoltà di colorazi.o ne del parn · ita ODO ìa attribuh•e, gl'insu.cee. .Ì. Tale· tecnica è strettame.n te eonue. ·sa a Ha cono :·cenza. d 1 rapporti fra. t (}ss1tti e tr ponem.a. ·Q u t o a lbet·ga. Jn·iu ipal.ment nel o:rpo pa.p~llat~e del derma bisogna perciò che, o con una ene.rg1 ca detersione, o col grattam n to del ifì torna, delia p pula o di qualsi 1 alt a le ione ·, n e ame ( enza provoca· e amor ·ngia.)r e~ o ia fatto venire alla uperficie. La so1· en e del n1atei·ial da. amin r deve e . e :e a.nteced nte:m.e nte ·p reparata m rcè lo. più crupolo. a pu izia,. allontanando le ero 'te o le qua.me, e ve ne fo · '" IW e Java.ndo d.a,ppr"ma on a p J e, ete· e ed alcool, ed indi con. · oluzione 6.-io~o""ica. Il I' ultato , ei m zzi meccanic i ~ che i adoperano· 6 la provocazione di un ssud to iel'OSO Beiz~ rum. .dsll' offmann. e la TO., ,(:f~ -értzt ·e del Nicola e- del Tbibierge), che trasporta. il tr p n 1 a.. dana ua. .ede profonda, der.m ica, alla. upe ·fide. Ta.le e. udazio·n e - i ot ,iene. anch con la com p·res ione intermì t tento dei te.' u ti, ed è povel'i i ma dì e m n ti anatomici, p -r ·cui più. facile rie ·c,e P ~s ame della piroch ta pallida. L'esam.e mi roseopico del materiale co i ottenuto può f .. rsi, sia in pochi mi.·· n.u ti sia dopo qualche ora, a econ.da dei metodi, che sommariamente ·e sporrò· ma si ese -Lle sempre eon la. m.as ima . empHcitA ~:H~, ne ottenwono prepara ti della. più grande eh ·a.rezza. Prima di parlare di altri metodi, cr do opp,o rtuuo far c uno le.Jl ult1·a-wd<WO· -eopio, eh e c-o titui ce u.n mezzo di e tU:tle facH e .h:i ro non pe1~ò e m pHce per acces .o rii che ricbied.e (una - or . et te 1um i.no a con i ·te n in un arco vol taioo di 20 n n.péres o una lampa.da. di ernst od anche u.n forte 'beceo Auer; uno peeiale conden a.tore deUa luce; una. lente c,onve s e dei v trini portaogg·e tti ·d i pessore non superiore a il ime:tri 2)', accessori che vanno aggiunti al comun~ micro~ ::oopio. Con. ·ta1e metodo il hrepone·ma è messo in evidenza ·n pochi minuti · p l ~ vr.nd:o oon le :o or.m e suddette il prodotto deJla lesione sH1Htico. ·e porta.ndolo alla.
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o s· rvazione fra U vetrino portaorrg · ti di millimetri 2 d un comun coprjoggetti il para .:-ita può e· sere o ·~ervato con 1 magg"ore chiarezza. . tu d in to a fre co ue' uoi m.ov'imenti ca.ratteristicL E, dop·o ques to b · ·ve su IP ultra-rn.ic1·os upio, dirò dei metodi ba ~ a i per la. colora.zione ·e lla · pi1·o '' ~a padn.ndo di que ll ',. he l'es . erienza l a d"mostra.ti più empHci e più ·olle iti. Fra. es i il 1n todo d·el iem a re t.J· .~em p · sovr no per la ."'ua. chiar ·zza.; n l'l' trda cio 1 de criz·one1 a t 1.' ti nota e mi limi t rò a ricordare le mo Hìcaz.[oni ad ·e so apportate che v lgono a ren rlo ))ÌÙ .• i tuo e più b · ve. Qual m ·o dificazione al mAt{) o prii ~ itivo del Giem a. deve e ·e re ·con ·j rato qu Ho le cono cioto sotto i nmni eli loffma.nn e d. 11 Halle 3liinelt. ·m.. d. Wocllen:schr. 1 tJO · , n . · 1 ). In 'a. .- ti i uddetti an tori non hanno 'atto al ··ro cl e ca .1bin r i ' m zzo di. fi. azion d i ve r ' ni · , . i, .anziché, e porli lunP"amente n.H'azion de l'alcool m et i lieo ··econdo il metodo originario d l Gi · m 1 , li ·pongono. pel' 1 oc.h i ru.i n.uti ai vapori dj una oluzione ·d.i acido o mico o.1Fl p . 100, c ul aggiunta d ~ dieci go ~ ~e d i a id o a c ti ·o. I v trini coprioggetti, sui quali si dist nde du·ettnment.e il matedale da. ~e aminare, d bbono rimane,r e espo ti ai va.po ~i ·O mi·ct da 2 a 5 mi n ·t t" prima di ndop·erarli e per altl: ttanti dopo aver i di te o ~ u n materiale.. L& ol· 'Zion di aeido o ·mico può conserva.1·· i e durare a l un go .i n una apsula. m uni t.a di ;o perchio, nel cui fondo !'l.i d· pongono o due cavn.Ue· ti a· vetro o un .: ltro mt zzo qua.l sinsi di o tegno tale però da. pogrriarvi t1·a. v .r almente i vetrini che 1 bon e· ere inff u · n.z a i dai vapori.
L'altra modificazion·e riQ'uarda la. o t nza colorlu ~ te ~cl e v p1 patata v o .te. p r volta (tma goccia di mi , In colorante, del Gi msa . r o·gnì ce:ntimetro cub di acqua di ti1lata) e con i te n lPa.doperar·e una ol1zione di. carbona to di. s di o al 20 p . l 00~ col ,e ·m:den te. er\tend.o i de.Ua ~· · ta.nza colora1 e. e d i v·e·t1 in i co. ) pre1 aratt 1 i p 1Ò proc ere nJla d imo· trazio e m~.eroscopica. della 1 piroc.he, ·a. in due modi io è col metodo cosi detto· rapido o col m ·to.do l uto. p·.e r e eu·uh·e ~l ice· il prepar.a to alla fiamma di un becco Bun :sn .aperto a m.età ver a. s 1 per tre ·o lte la so. tanza. co orante sc.t l lata fino alla p:rodu ... zione di vapoifi la cia.ndola. in con atto col matedale per cir t n min Jtto l pri.m e due volte, e Jler 5 m h. u ti circa la terza voi ta . indi i la.:v a, . i a citl a e si mon t::t. in baJsauao. piro chete, oon tale metodo r.a.p ·do t ebb n e d Lolmen te color·a. te i vedono ·n modo ben ne to. Nel m.· .odo lento, invece, i la. ·e ia a ciugu,re H materiale all'aria e lo s immerge poi nella. soluzione colorante pet· due OI'e circa, ., L alla. tempera:tura deU'ambien e, o per untora sola. a 37° C. se i di p ne d· un rm.o tato.. Con to.Ie m d.o il treponema. viene co l int nsamente c,ol rato da . mentire l,a.ppellativo di pa1Hdo. o. vi è un me.todo ancora più H,e mplioe ed .alla. po~ rta.ta. di chicche si.a, e sul quarle specialmente tlli fe:r m r·ò; que to è il m·e todo dd Bu··n·i o d .Wincltios.t?YJ di Oh'ln\a. Lo s · so otfmann, nel r ia sum re ~ Berl. .llin . lf oc:lt. 19'10, n. l) i ri ultati delle r ·eerch.e uHa pil·ocheta. pallida, eonclud.e che ·col metodo Burri sono eliminate tutte le d.ifficoltà. e. i n ti fìn.ora. pet· la dimo trn.zione microscopim~. d 1 pn.ra:ossita. L' incl~io· tro di China dn adop.e· at·e que Jo, prepa,rat,o con carbone a,nimale, ed è me o i n commercio dalln. ca. a Gr"1bler d· ipsia. Il metodo in parola. ·è descritto nella. Gazzetta de:y.li ospedali e delle lini h ;. (n. l del IB febbt·a:o 1910) n l seguente modo: « i raccoglie un.a min.ima qttaut';tà di iero con. un.a flne p·patta di Fa 'teur dal fondo di un ulcera o di un.a pa-
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pula.· si mescola u un porta.oggetti con una gocciolina d'in hiostro diluito 10 vol e con acqua, · i s ira in es~ le tt·n to e i 1as· i a secc~ne nll 'aria. e ora i e a m in a o to il m. eroscop. o n fondo è uniformemente bruno per l tincl1 io tro,. e h;; spiro·Chete spiccano incolore·, sple denti a Juco tro.~ m .. a. L intera ticerca dura ttttt al più. un minuto . Ho voluto· riportare int,e gralmente que ta. de l'izìone d~e l metodo ptu·cl è vi da notare ~ I. Cb e non -em·p r è po - '.bile ott('nere una occi a, -i a pure m i· ima, di ·· i e~ _o tt da poterla. ai~!.::pirare con una pip tta: in ece ho o.tte·n uto l.ei pr _ parat~. eO'ual~ m nt·e ricchi di germi, pr levando 'l mat tiale con una com.un an a. o :1 ,,lio cou una. patoHna di p la tino che erve b n i i m. o per ra . h i are l a s 1p rlì.cie d l sifìloma o d eU a pa.pula. fìn.o a fuoru cita. del siero da depo. ita r diretta m Ilta u un. ve·t rino po:rtnog& t ti p r di. te n d rve lo • n l'in.chiostro di china. II. Ci·r ca. la diluzione dd l iuehio. tro, la. prati n. mi .ba. di In<'~ ti·ato, d e, è bel1 • arla volta ·p er volta, e, c..~ò p4jr evitare a.lte-razi,ot1i nel ton d.e l · olore derivanti dn l evaporazion deU acqua e per· ovvia.re ai i'acir inq· inamen.ti,Jl r -hè Pinchio tro di chi:n.a è uo buon. terreno di culturi\ per diver: i mìcrorgani mi. Sarà b ne a:n he non attener. i trettamente a~. titl-]o d 1la. diluz,ione indi a a (tuut go~cia. d inchio tro pei" 10 di acq a) ma valutar il colore ogni v lta, facendo dei piccoli tri ci di prov.a u un vetrino e a.ndo la dilu.zion , eh dopo I.es :icca.m nto. <H una t inta marro·ne ·c hiaro; pel' ciò ba ·ta, in media, tma goc i a di china del GrUble.r pe1 G di acq a. Tale me odo è basato u unn colorazio·n e t d.iro co i, n gativa per bò Ja spiro, ebeta. re ta in.co[ora. e picca perciò sul fond o brun del p1·eparat.o. È d.a notare inoltre ·Cl1e l .spiroche.t "'ono piil evidenti ed in. maggior numero ne]] zon del preparato n n intensamente tinte in nero, ma "n qu ile .a. tinta grigia : ciò eviden.te1 en·t perch dove la, ·c hina è pià abbondan· le , pirochet ono· più facHm ·e nte r~ ~coperte dn.lle parti· eJla di ·e ssa e no.sco .te quindi al 'occhio de 1'o . rvatore. É questo un metodo che. co titui ce u n ottimo au ilio .n1JR. lirico e::- en.d.o un mezzo di esame del t-r ponema~ facil , sollecito e che mette i:n evid.e·n za tutte l particolarità di truttura. del m.icrorg.a ni mo . tanto d .a poterlo differenziare da altre pirochet~, eh w abbonda-n nei genitali, come ]a ref,~ingens . a in o l tr i l vautag io di fornire dei prepara.ti che durano per lungo tempo 9 - m~:'alterarsi e d' eo titu· ce una vera sup ~ ·ioritù su( Giem a ·c be dà, è vero. una col ra.z ione chiara e nitida, ma. cbe svan.i ce talvolta. dop.o pochi giorni. I metod.i d.e sc.ritti dimostrano .c on quanta facilità o g' p'uÒ e. sere prati. a to da chhnque l'e ame1 microscopico d l trepon.ema riconosciuto oramai come lage:nte peei&co deUa ' ·n id. : f1·a. ·~ è consigl"abil peej! hnente il m.e todo ·d el B rri per la sua rapidità. e. chiar·ez·z a pari a quelle che i realizzano coH'ultramicroscopio, che ha l'in,c onvenien.te di esse r·e ~compUeato per gli accessori di cui ho fatto cenno. ma. che pot·rebbe c·on pesa.. non grave, e e·r e 1 ~ ato nei no. tri. ospedali mmtari, specialmente perchè quasi tutti di pon.gono lellft orgen luminosa nec . aria.
an
Bologna 2: .a prile, 1910.
4.40
RIVI TE, · ENER LI
SPOROTRICO I E BLA TOMI COSI - pe 1~ il te:ne,n te colon.nello professore F".r nce o "'e:·ti, Tice. -~ direttore della scuola dl sanità miU -a.1·e. Gll studi sugli porotrichi e sui bla·st-omi·c eti patogeni vanno di gior.no in gio·r no aumentando ·di. numero e di impor·t anza. Anche di. r cente, nel f eicolo 5° del Ce l, tralblaU filr .Bakleriol<Jgi ; parte, R j't!A'at , fase. 26, s~ono :r iportati di versi la~ vori SUtlle porotrico.: i e blastomieo ìÌ ·e a mina te tanto dal l to clini·c:o che da q u~el o sperimen.tale, ed. un ]avoro impor an.te del dott. Splendor·e sulle poro·trico ,i am dcane è inserito nel fa c. I ol. XX degli. .Annali dlg ·ene peri·n ~J.tla le. Pa sal'le in rì i.sta q u.e- ti. diver i - tudi da. umere ·n bre·ve q u.a.n to ì conosce u .qu·e te infezioni, dare v no sguardo gen rale uno, stato attuale d.eUe nostt:-e eonoscen.ze in ra.pport.o a que ti mi l'Or,g ani mi pa.togeni e scopo di qu ta rivi-ta. 1
Il Bloeh ricorda 75 ca · i di sporo·trico i o ervati in Francia.,. e ne fa un ra~ pi e a.me. Tratta di un ca o di porotricosi acu ·a, emo.toge.na., decor~o con grav.· fenom ni. g ·n,era.li,, con le -ioni cutanee polimorf d1 ca.t·a.ttet·e tub rcoloide, e pa r te ipaz.ion del p ·rio-·t ·o deU articolazione terno-. lavi·;.olare de tra. La. diu.gn . si fu fatta. mediante ~.e .o oltur.e e Ie. pore vennero, ag~Tlu. tinate dal ierO· diluito all'l :800.. na peci'e ·di l:lp,o rold'cltina. (ottenuta Enmlogamente alla tubercolina) diede cutireazione, po ·i ti va n.bl sen o a . tribuitole da. v. Pirquet. L' ame i tologico dei tuhercoH · U}Jediciali e dei tumori profondi dimo :rò la pt-e~enza di. un te uto mi to tubet·colotde e ifiloide c.on pruces i uppurativi. .L a cul'a. fu fatta coll 'ioduro d. · t.a i·o Kern ·e hram k descriv oo a.n ch :· i un ca o di qu ta ma.lat iA-, e pre en~ tnno un quadro ria untivo deHa med·e, ima, con i. tente nella formazione di nodi di -seminati ..t gui a di gomme ch.e lnu1no ed e più frequente nella. <art e n l coi • nettivo sottucutaneo,. ma in rari ca i po ono an be trovar i nel te ~suto mu eo· lnre,, me .a nch n.eUa muc·o a della boeea, deHe fauci del buing n U_ o. .~ a. Il.·eUe arti olazioni, nella clerotica, neU'ep"didìmo e neU occhio. I nodi della pelle spe so i rammolli eouo ne] la pu·te c ntrale e ti an d i alla cute . ·i apro ·O on· taneamen.te. A]tr~e forme della ma.la tia 'b anno a. · pe.tto tubercoloid , altre banno un o..ndaJ _ento .·etticemico o pi' mi ·o e co:n un.a ele ata te mp r.a .tura, po • ono c n· durre a morte. L' • ha con ta tato anch'e ·so la cutireazi0ne. u anllo la spo7YJtri.ch.ina.~ inoltr ha ttenuta. positi va la d· vio.zioue del co l m nto. Trova ] vec - che la reazi!on agglutinante non. e sen1pre i u.ra, gn1.1ceb st po ono avere reazio·ni d.i gru1 po an be con altri germi, pe1 e""empio coll'aclùwmyce ·. L agente inf, ttiv·o dut·ante ,e d po la malattia può i:... ediar i freq uen t~ment nelle ton iUe. H che è im· portante per la d ~ff\r·.ioue d· ll n alau·a.. I an'i e i ra.tti p son·o amma] re pon.· taneament-e, H che ba. pllre importanza pel contagio .agli animali. all uomo. Dal lato 'tera.penti:co è u tUe il ioduro di pota· , ·o. nche Balina e Del P.on t d · cri vor ,o due e ll · di porotrj c. .si osserva·t i a Bue nos Avr - 1 · vengono a conclu ioni co.n si.m.iU· e co i ne de crive, un caso l ArndCi fa.c ndo delle· con ideraz:ioni sul _ di ago · differenzi• l co· si:fìloderm.i gommo i,. nn altro B.al:ze r e ·'·eve tre pure a f·o·r ma di gomme eu tanee ed infine Boi •a.u e Fulionis ·t rat.tano d.'un eas di Keriou p1·odiotto da porotnehi. In quanto alla tra mi · ibHità di que to O'erme negli anim.a li far.O notare eh H Balina e H Del Pont u ando iniezi,o ni in.t:ra.veno e, sottoc t.'\nee e intrap.a rito· neaH di coltura put·e n i diver t animali da. ·e p ril ·· nto 11 n ottenn,ero in genere. 1
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effetti patogeni, e olo in singoli ca. i ebbero degli asc·essi mul ipli; che Ha.rter e ottennero p·e r inoculazionA neBe cavie deUe fo·rm.e d.i n dt nel fegato i quali i tologicam.e:nte, studiati avevano tutta. Pappar-enza nodi actinomicotici.; che il .ava otteu.n e,. in.o culando il :g·erme nella cornea, lo · viluppo del para •tn nell umore a.c queo. Un im1 ortante studio sulle spo.rotricosi è quello ìn e.tito nel vol. X fa . c. I degli Annali .cfigieu.e sp rimentale per parte del dott. pfe,ndo1·e; dir ttore d l g·A.· binetto d' batteri logia dell'o pedale di •. Gia.cchino in . P .aolo (Brasile) nel quale l A. e amina. i 70 e più cas· cono ciut.· di ue ta mala.ttia. ed o . erve ti nel N rd.A.merica, neHa R pubblica Ar entina, nel Era De, la maggior parte in Fra.n cia n d&. crive l f r.m e liniche diver ·e (gomme ulcerate ·O non,. gran.d i o pi -·coli as -· s i limitati d· ~· eruinati con localizzazione d6rmica o ipod·armica.., intra.mu colure o ~rio · tale a.c ompagnatl o non da I·e sioni pidermkhe, placche verruca e. Hnfan· g· i e ad.en.iti, v eo-.uazioni o ulcerazion · delle 1uu "O e, forn .e t· i c rlant · l a petto d.t L ·ioni · i '·l"·ti·c h o tubercolari forme i.mulanti la ei ticer o i o al te, malatti utanee.l orma. linfangitica. gommosa a deoor o a.scenr!.ente. Di tutte que e forme 1'4. d crive . p ci :dm. nte l;ultima. averld.o ne o . erva·t i i pr.hni casi in - a:n Pa lo nel Bra il e tudia.ti col Lut~.,. e avendon·e o er ati altri d ue lt r c nte· de cri.ve jnoltre· l a~ ·F etto i ' tologir:o d i nodi, i ca.ra tteri m rfol ~'~'t i e biolo :rici del par.a i ta coi qunle e: egui alcun.e e periellze di ·~nocu az"o e egli animali con lnd ndo· he il pa.ra . ita d.a lm o er . a.to, pura appartenendo all te ~ a. cla e dei fun~hi pa· tologici la. s i fica. ti nel ge.nere porotrichun , ba un a pe to nei te u ti animali non somigHa.nti a queUo finora de c1·.· tto per cui pror oue per al un.i uoi caratteri, ·i indie_. rlo almeno provvisodamen , ·c ul nome. di Spm•otd l1u1n aste·roi ie. In quanto alla. blastomico i, Pbaleu e ichol de rivono una forma di. aff:e:don cutanea a ai frequ nt ad o servarsi nelle Fitppin , la quale p1·es nta varia gravità n i ca i 1 iu. gravl ricorda. la. H1Ude, la l bbra tuh•rcolo i ed è cnuata. a un blasro·micet~ a. doppio contol'no facilmente vi-ihile nelle ezioni del tumore non colorate, "trattate "OD oluzione potas .Ica e gHc rina · Cadni de eri ve una bla -tomi ·osi della cavità boe ·aie.· Bekto·en esamina i tematicamente le der· m.aH j bla tomiceticbe di eu i ù crive H para ita, e le m te i:u r.al porto col co i de to granuloma coccidioide, dlmostran.d.o eh le due affezioni sono prodott, da germi molto affini o1o diff, renzi.abiH d. l fatto be i germi deUe bla. tomico i i moltipii· ano qua i 1usivameote per g emmazione. mentre quelli d.el gra,nuloma i moltiplicano ·p er spor·e eodoge.n e · Kartul is tratta di una blasto..micosi fi. olo a. del muscolo crluteo osservata in Egitto nello I eda 'e gover:na.tivo di Ale andria. prodotto. da. un bla.etom.icete micro copic&men.te. ·e uale agli altri ma co[tivabi.le ol:tanlo ulla p~1.tata; Fox e Oppenhe"im descrivou pur ri ~ pettivamente un ca di b]a tomieo i cutanea, · d hanno ri ulta.t.i incerti i.nquanto alla oltura el geT.me e. a:lla f:nocula.bilità. negli animali; Mvntgomery Q Ormsby trattano· della i temat ea. dei blastomiceti, della loro importanza eziologi a. p~, ,toJogica, clinica ecl minar·on·o 22 casi, dei quali 8 finora non $ncot•a pubblicati con 1 e i ti letali .· d.i· mc 'tran-a che i primi siotomi furono polmona.ri, he nello sputo poterono dimotrar.i i .germi cl1e 1 polmoni son.o una. v·a. d'entra,ta ne l'organ i mo che i hl tornic ti ono patogeni per le ca i e i topi bia.ncb ·, i ra.t tl i ooni gH e p · r H c ne.
~ruyer
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BeLagent.e agiologico della maggior parte delle sporotricosi è lo · pcnot,·icltum ~7':71uznni, un fungo filamentoso sporigeno il q:ua.1e si sviluppa.. n.ei comuni terl'etu nutri ivi, ma più specialmente nelPagar glucosu.to o m.a.lto. ato o.Ua. t.emperP.·
tu~a della.
ttlrnza. Le, colonie, le· quali compaiono dopo 6·12 glorn ·, son.o dapprima bjanca tre, li c.~e't oll vate al centro, poi si fa.n no raggia.t e. a.na. periferia ed amono u·n a "olorazione bruna ·tra.. L :'i · ola.men o del con.t enuto dei nodtdi. comenncb del . angue nei ca.~ i di. .por:otrico i gommo a. ,d isseminata, rie C·e faci ~menteel material patologi:co il . i ·organi. mo si presenta. sotto forma di corp·i tond ooian ti di dive1· a O"ra.nde,zza (da l a 4· ,'J.), o·p pure di corpio.ciuoH ovalar i , ·q ualche· olta- ma ~:a·ram n t p·r esentanti uua gemmuzione; tra po·rtando tali ·Corpi ne te~ rrent nutritivi adatti. la forma primitiva ·che diremo tondaoea, ~ muta in qu Ua . .d · filamen.t i, di ife . etta.te, le quali i ca,lican.o a. poco a poco di pore a. fio chi anto ai lati cb alle e. tremità. dei :filamenti. In un·o d.·ei ca j e cri t ti dallo p]e,n .o , l so. me ~stologico della. )e · ione. motro la p re enza di peciaU cor1) · l'agnia ti o stellati d· for.ma roto·n da, col diametrodi ·:l l~ p., a. nt1 i raggi qual h e vo ta cl a ''~1 ' i, ora in un. solo piano ael corpo, ora di po ti in utti i pian· a 1nodo d.i ric io i quali di tanto in tauto pre ·entavano delle piccole gemme anch,e se, ragrr'a.te. Tali corp:iec~.uoli SI coloriscono pre~ feribilmente con colori ac~di. ì i.n col ura svH u.ppano· le ·coloni1 caratteri tiche dello porotrico formate d.a alim·e n · i dapprima turulaeei po·~ filamento i. a.d' if s.ettate. -c on produzio~ ne abbond n te d.i pore .. Re""ta q· ltndi giu tìfi.c a.to d.a qu ~te osservazioni, come lo Splendore abbia ·r a.to, di que to microrgani m o diife· renz.iabile agli altri porotrichi, uua peci e nuova col nome di _por.otricltu1'
asteroicles. I C(lrpicci no i cono ciu ti eol nome h hl a tomi ceti, hanno forma ·tondegO'ian -& od ovai~ . ono sp so limitat i da. una o due membra-ne, hanno dim·e:nsioni varia.biH s~ m ·Itip ica.n o prevalentemente Jler gemmazi n.e ma in determioo.t~ condizioni di terreno, nutritivo formano anche ndo pare (.a cospore), ·i sviluppano .a 2'()o.•goo. in terr~ni nu.tr~tivi neutri o leggerme,n te, n.eidi 1• pecialment se si aggiun.g :zucchero o infu. o d.i malto, ono agenti attivis imi di fermen·t azione a ·p ropo.s ito della. quale si di tinguono bla: tomiceti a fer1nentazione alta e blastomiee,t i a ba sa ferinentazione. Alcune, o ervazioni e gh e perim uti di inocula.zione negli .a nimali. hanno· d'm · stt·ato che i bla. tomi ceti ·ono p togeni per la. cavia, il cane, il ooniglio e il poUofm·mando in e si piccoli no·d i milia ·i o stlbmdia.r:ii. nel po'l mone nel fegato nel p·aDcrea ·, nei reni neUa milza. e nel cuore i qun.li ono .co tituiti da cellul.e epite lioidi da numerose inclu ioni. È noto· come H an:fel ice specialmente a bb.~ a. studi.at.o i bla tomiceti dal lato della loro pato.a enici.tà, U abbia trovati in affezioni spontanee. di a.nim.ali, ed abbia is·o ... lato ' l taccl&a·ron yee.s lil.lw,q"1 rs· dal bue d imo. trand.one il pote.r e pa:to.g eno pe-r la:; cavia il topo binnco, il coniglio la pe ora e il bue il a lla1·orn es granulotnatogenes dal maiale patogeno per que to· animale, un alt. blastomic.e te do.i. piccioni a.f fetti d.al cosi etto v.a.iolo dei pkc'oni.. n~che. per il cos1 de,t to farcintJ e~•.lp toco .t.Jico detJ"U eq uini, .m alattia. fin. d t l 72 a segna.to dal Rivolta o peeiaH bla.-· tomiceti,. po'i studi.a.t e, dal Marcon.e dal 'T okishiga dal anf :.Hce dal Barachello.. da. Fermi ed. Aruch, furo:n fatti studii ed os ervnzioni ·p er dimo trare l' rigLn:e hla, .tom · eetica. delJa malattia in parola. G~ova però a q n to propo .1to far notar& cbe tale, eziolo.:ria è ta.ta recentemente con molti ~ solid1 .argomenti tratti dall'o~ ervazione, battuta in breccia. dal Ga. pcrini il quale, rimettendo in campo 11pote i deUa natura prot:ozoa.ria de.} criptococco avanzata. d.a.l Canalis e dal GaUi alerio:~ so tienf1 cl e i corpu coli ovoidi o a. HmonceUo caratteri · tt.ci muniti di due micropili r:app1·e 'entano delle ·OO ·istì, che le pr t e gemm ehe ·O servansi in al·
RIVISTE GEN . RALI ~uni individui .s ono schizonU che f uori.e9c·o no dal microp ilo che la molti p. i· a-· :zione è eara.tterizzata. da. un. proce · o di l1izoO"onia da un porogo·n [a con fhrmazione d" spor·o zoit" e cl a if:ica. quindi il criptococoo fra gl . po·roz.oi. A ·trazioue fa,tta. ·p erò da q ue t · con rover e opinioni a p1•opo :ito li un m i -r rga.~nismo che del re to n •Ila patologia d. 1Puo·m o non l a alcuna importo.nz a, " d a. llOtar i che fu oss rvata da B u se una ac aromico i umana. in un f eolaio o.· · deU ·t ibia sini tra in una onna di 31 anni l a quale mori per pl"ogres. i ~ cah ia e pre entò alla. ezion~ f, colai bla . omicoti~ i nei polmo ni, n i reni e n· ·Ua milza: que to bla ·tomiceto ehiam._,to accarorny. ~e. · JJ.u.~SP. l no~ tinazion ne e tata anche. da. urtis a.nf lic , è p.a togen o pe.I topo dov.e pro uce focolai neali te ~] organi che ono affe tl dalla accaro1 ico. i umana, d an.che, pei l'atti. Lo udio dei bia. tomi-ceti pa.togeni i tra pot·tò poi n l campo sp rimental • e o i ono da citarsi le e pedenze del ·a.nfelice il qua le tudiò un bla t.omicete pa:r·t i~ ~._ re che chiamò più a rdi "ac aro·myws 1WO(o7•nuzn.<:;, patogeno per l cavie pei topi, pei atti pei con[ li, pei can~ e pei poHi, capa e di provocar te . utr di nooform.a zione a gui a di piccoli tu mori nodif'ormi · le o.. · rvazi n~ d -Ila Ra bioowitch le. ~quale tudiò circa 60 pecie di bla to miceti r i. p tto alla loro pato01enici tà e ne trovò 7 patogene ; le o ~ e·rvaz, iou · d l Ca. agrnnd i il q un.le i o lò un , a. ·cJw,.om.yce rube)"' dal e· ur.i ne diabe i· he. Gli • tud~ pi 1 inter ... anti p rò on o quen· del Sanfelice sui Mastomic ti nei tu.mori ma H. ni o i quali PA . . o~ ti - ne che i. prodotti solubili de i blastomiceti prov·o cano negli orga ni mi de ·li imimali da ·esperimento an a reazione deUe c llu le le quali i molti pl i ca no con a.l te.r n,zione deUa forma e della 'funzione (a naplo. ia) prodttcendo loca.h. . ente un tes uto ne pla tico; da questo poi po on.o di tac ·arsi particeUe le qu aH, per m zzo della. con~en e linfa.tica o di quella Sl1.nfruigna1. vanno o f rmarsi in organi lonts.ni pro·v:oeandovi la forma.z ione. di un D.UOVO· ·t-e . n·'&o imHe, a. qu no da eu: le Uule provenivano. 1
1
'*.* i d.a ti h ci. ven gono forniti la i di\-·et· i ·recenti tudi e da.He o servazioni fatte ·ugli porotrichi e ui bla. tomiceti pa t ·g eni dovremo di.r e ebe,. allo stato attuale delle nostre cono cenr. vi sono speciali mierorga.nis.mi una olta poco noti sia rispetto al a loro fo·r molo P: ia ed. a.Ua. loro biologia, _ia più .s p cio.lmente rispetto· alPeventua. :e l·oro poter pa togeno i ·q uali hanno una p.a.r te non Heve nella patologia e endo capaci di provocare fo.rme rnorbo e diverse localizza te o :ge1neralizz.ate,. le quali un tempo con O·ndevan "i con altre a.:ffi zion ~ (sifilide, tu.berc.olosi,. n.eopltlcsie va.rie) e obe ora pos ono e er b nis ·imo dia.go.o stica.te e. rico.n dotte alla loro vera eziologia col · u _. idio delle O' . ~ Se o·r a vogliamo riassume
serva·zioni micro .copiche delle diverse prov·e m · crobiologi -he. Ta.H microrooan· mi appartengono alcuni al geu re. 'porotriehu-rn Link, co Ue ·pecie finor:a ono eiut(! ' ;p. Beu.r manni e Sp. Asteroides, altrì a.! genere. a charon y.e •s colJ molte e svariate specie des ·ritte da vari. autori, t1·a. i qua.H importanti imoi per
:~a~to ~n~~ra ~n discn io~e, il . ~ecaro~ieete d~,· tu~or,i maHgn.~ ( anfe~i e). Uno que,qtt 1 ag.ente del farctno cnp·t ococcwo d.e gh equm1, è du.bb10 che 1a un bla-·
:~m~ic~_te o ~oo piuttosto come v ~o~· il ~a peri~i, u,n ~rotozoo .d l.la fami glia
d~ gh spo.rozo·l. In quanto aUa po Izlone Iste,ma.tl·Ca degh sporo tnch~ non i può
d~~ anc~~ l~~1lti~~. p~rola ;_ ·c~iu~·que abbia una cert a -~amigliarità. c-Q.Jlo
udio
lass~t1ng~1 . 1nf~rior1 n~n puo .d1 :o~o cer~ la. g r.a.n.de. dtfficol~à eh ·. ~ •. te n~Ua
. fieaz1on·e d1 t h m1crorgan.tsmt t q ua.h n - t d U"er. 1. terre m. n u t u t l Vl u a.tt a seconda de11o t a<no l" d-·1 sv1 - 'luppo e ·L m1'11 e eneo · · t anZìe e.Hl · } qu1·· non · e· 1·1 ca o d-.t
rie~t"Cla.re. ora. f'o:rmano abbondante mìcelo fìla.mento o, o·ra pereo·r rono a preferen:z
una fase oid.ica. 1 ora v1luppano ife porifer·e più o meno numifest& m.odlifìca.ndosi le om.i glianze e le diver r nze in gui a da ren.dere il più deHe. vol, ·e inoe:rti in. quale po~ iz •.one . j tematica i ~debban i coUoca.r e. Certamente dalla descrizione deì cara ter1. morfologici, ol uraU e, bi,o logid si ha l' imp1·e ione c he gli poro· t.richi occupino per .lo m no un po to molto vicino a. queUo della stre~ptotricce, n.on ba· ta · ro le a1ìi u i tà morfo.[ogi.che e d:l vii]uppu e :fì.no a un certo punto alcune forme. cl i:nj ch.e dm e .si prodotti a d imo tt·arlo·. ' ì è un fatto biologico di O"raode importo.nz.a. che non può
er
t ·a
ur to quello cioè o ·- ervato da .. em
e . d 1·amck del a. po 'ibH i tà cioè. che il s.i ro d i san q-ne degH ammalati di · porotri·cho i pre enti una r az 'on • di gruppo comprendente anebe l' a.ctin.o-myus.
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• i•t. ~yphilO!f1'. , T. BALZ ·~R. e' ' E. vF~ ··ruE. f l
HEK:TOll·~ N. ~ • /J .·l~ · rnati.'l :Jir• lllasiom..yltos U)'ld ·'OC·.· icUoìdal(•ff rmntl·o·m.• (Cldari~Ft ·· st :h.ri(t, lu•rmHq/1'!1 bt· ~~ von pro(. Dittri h. '\Vieo. und Leipzig, Wilb. Hrau~ m "Hl r. l O p. ll 112 ,. A~tT LL •• b.t ·JJla.·t m .t~ osi. ;qlulPali fistulo:w (Zt·its ·lll·. fi'ir Hyg. unti b~(i,k· Uonsl~-r.an.k. , v. 1. U . 1~104 p. 2Bf> . k x . - A ·a. t) o( b·lat<to·n ffCOSI~~ in a gero . ( j 'L·th d .HTl.at.ogical. CmlgTf'SS t' v Yor · 190'7. · ffi ·ial fran~ aeli.onx. Tt· l ·or.~~ i O • ·v o]. l, p. 157). · Pr' · NUEJ~f. - Die Jlo.ul.blasfom,y J·o.·: (Id .. l'· 347). _ l N'l'O )~H. RY e Ornr. 8\' •. •y l •mi"' bla:$lomy osi· e c.; th rPlati.o n of bltJ ·tomyco~ ·s ~o coc cidioidal granl~l01na. (!d't· p. '!J65 ). PAESUORE. poroh·icfri aul.f' l i c.a}l . · (~ nnati d'ir(,.n, -p,.rimnl.tal , vol. XX fa . c. I p.. • '). rb KoLLE d E'r~ · H.- BaUtTiologia p rnnr ntalt~ -. malatUeinfetU ·t·. oc. edit. 1· r. il.ano 1 v ·). Kof. .•E e \V A . 'EU v.NN".- Handbu,c-lt d l" pttth.ogt•n_n Mil·rooganism n,. vol. Bu se : lAe pr·o .spalz,•. 1· ,, "1 , se -· 1
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RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ES~fERI
RIVISTA MEDICA ~·r N l . - La oura della perU;onlte e pleu· rlte tuberoola.r ·e oon r aoqua o•algenata. - Ti pog.ra.fin. sue c .·ot. }'r, -
Prof. E. Crmu .t - Dottor F .. :M:-tR telli
istri . Piss..
La cura della ·p eritoni e tubercolare ha ' empre rich'a.mato l attenzione oi me ·dìci, poichè se il maggior numero dei casi guarì c ( bbene dopo lunooo tempo) con le cure mediche, alcuni s i p ot.r agg no lu ngam nte nza volg re a guarigione nono tante le cure: ·ono quei ca i che l'too-Hono e t'e af'ildati a] chirurgo. P r· ri .pa.rmiare poss 'bilmente agli infermi un a to opera i ~o ra.ve come la laparotomia gli a.11tori di qne ta p gevole pubblicazione (particolarmente compet. nti pel gran. num. ro d~ ea.si os rva.ti), hanno voluto cer are ·u n metodo di curn. efficace quanto quello chirurgico, ed e. e.n e dai peri·coli e d 11 ofiì renze que to inerenti. Nella. attuale pubblicazione espongo. o i ri lt ti dei loro tudi Fatta brev~mente la oria, di cussa la lapar tomia come intervento i tematico gH A.. A. trattano pa.t•ticolarmente dei tentativi di cura ella. peri oni . ~ t.ubereolare me.di.an.te o tanze inie.t tate dalla cavità p ritonea.l 1•ifer odo brevemente i risultati ottcSnuti. In tale ordine di. idee 1 e stndian o le rauioni d Ila pre.ferenza dagli o serva ori data ad un.a o a·d. 1n'altr11 sostanza. (tra le quali l o igeno , gli a t:~ tori sono venuti nel concetto che in i et aodo de11' acqua o. si ena n. fo e i pote,v a:no avere effet.ti migliori ·c he con le altre so ~tanze pr,o vat . Dopo esse i assicurati,, me iian te scrupolo e e perienze u anim alit dell'. nocu iti. . eH' acqua os iO"enata nella cavita peritooeale hanno trattat.o al u i cn i, otte~ nendo ri ultati cosi fortn ati d.a es ere indotti ad applica ·e il me odo in tu ti I ca i ribelli alle comuni cure· mediche che ricoveravano in cJinica. Tutti gli ini' rmi cura.t i col metodo in parola. hanno ottenuta la. guarigione più o men·o ra. pida· e e qualche volta (3 casi) P infermo è dec·e duto pare chio temJl dopo eh e era sta.t o dimesso d.aBa clinica conva.Jescen.te, ciò ~ a.vv·eouto per le ioui in altri
orgn.ni, mentre ~1 proces o peci6co periton a.le era guarito. · . · icura.t~ dal uccesso gli . A. hanno voluto provare il loro meto lo anche in casi recenti di peritonite t ubercolare,. e poi nella. pleurite deUa tessa n tura. Anche in qn.e sti c~si h anno avuto splendidi 1·i ultati.. In questa mo·n ografia . i Ti ferisce su 19 casi di peri ton i te ribelle. alle em·e mediche 10 casi di peritonite relati.va.mente recente e 6 casi di pleuri e. Di ogni am-· malato è e posta con esattezza la storia, clinica,. con l'intervento ed il risultato. Basterebbe leggere solo queste t orie pe·r convincersi della. grande efficacia de,l metodo e della ua. superiorità su tn ti i precedenti. Venendo poi alla discussione dei ca i, gli A. A. illustrano i vantaggi e gli inconvenienti dell'aoqtta ossigenata, cosi q.ueHi inerenti. al proaes o come quelli do vuti ad aecidenta.li tà.
RIVI TA
~
DIO.A
È merito d gH . A. l'a vere s guito· gli infermi per l ungo tempo dopo la ,guario-ione, in modo che U loro stu(Ho è quasi sempre completato ·d.a l risultato rem.oto dell' ~ ntervento.
L'importanz d l m·e todo è dimostrata an.cl1.oe dal fatto che tre inferrne guarite CQD l acqua. o si :renata. e1•a.no tate ·. precedenza intttilment~ sottopo -te alla J.apa.: rotom i a. Infine gli A. A. ria ·u.mono le ind''caz.· oni e controindica.zio·n i del loro metodo di curn. n.a. compi ta bib1iogra:fia è anue. a. al lavoro, che segna un reale progresso nena. ura. della Jlerìtonite e della pleurite tubercolare. PRN.N elT'l'A. G. EN .. ELnAnotr. - Bottura •pontanea del cuore du:ns ·h,r ifl,, a.gosto 190~)
(Deu.tscrie medizin. w.oe
Il c.· o cono rne un uomo di 54 annit che pavecc'h i anni pt·ima. aveva o·nsultato l autore per d i 'egg·eri dolori da e o provnti alla regione Rterna.l·e es.ace,r bwtisi oltant-o dopo una. marcia. appena. rapida. Or fa due anni, i.n seguito a.d eeoce i nel ber ed aH'abu o di tabacco ebbe' una i:ncope di breve durata. D''aUora er.a gH rimasto· un viv·o se.n o d oppre . i·one, che Jo condu e a con ultare l''Au.tore. Il suo pols.o era re·golare ma accentuava i fino a 1 4 battute in egui'to al m:inbno· forzo :6 '.Ì·co. 'as oltazione e la percn sione del cuore non riv·e ·~avano niente di anormale. 'urato con. digita.le; diuretina e. ioduro di sodio, no.n. ebbe a. ritra.r ne a lcun vantaggio. c ·rca un mese dopo do.po n pn." to della sera, il malato venne colto d oppr·e ~-ione e. vomrti. Visitato dall'Autore, venne trovato in uno· stato a.Uarmante: ~u.dori freddi, facies ippoe:ratica; se.n o d1 strangolament-o,, polo irregolare (110), e.n azi ne vi:vis~ ima. di oppre ·ione. Pr~ticate delle in.ie,z ioni di mor.fìn.a (tre oentigr.a mmi) _·' ebbe un miglioramento tran i torio. 'in.dom.a ni man.ifesto j grav·e m t ori. m o,, dovuto in gran parte a di. t n ione del colon t-ra:sverso con polso :r.a. .. pido . inegolare,, m . n tre P' •sa.me del ettore nulla p1·esentav.a d'anorm.ale. :D ue giorn.i dopo si con tat.ò l'e t tenza di un'edema degli arti inferiori, mentre poronuncia.t i .• ima era l 'o ppres ione. e.l voler soddi ·fa..re ad u.n bi ogno· corpora L - perdett·e la coscienza, il JOl o divenne filiforme , la tachieoJ•dia ìntermittente. Il . jorno do·p improvvi mtmt .ruo1·iva.. L''a utop. ia. ebhe a 1·ivela.re. l e:..istenza. di un.a d genera.· zion g ra a de- ventr·colo sini :ro intere sante i! . iocardio nei tr quarti del suo p ore· .i noltre la. par te, del ven.trico.io era sede ·di. una perforazione corri pon ·d .. n e al tro g ]tto della branca di. cendente den'arte,r ia cororu\t•ia inistra che m o-.. · tr.a ' .;t i scierosa.ta. ed occupata da. un a dilata~ ione aneurìsma.tiea.• • BERN 'C CI.
Rl. POL'rt. -
Dell'azlon.e. della •tl'of&atlna. -
(ll Policlinico,
ezion.e medica,.
g'ugno 1909). La trofantiua per via endovenosa è. indicata. i n t 1tti i ca.si nei qu.a li ha v vi un d1 ·turbo più o tneno erra. ve della. unzione eardia~a,, s.opra tutto del ritmo, q na.nd·o ·4 'iminuita la forza del cuote e, eomprome· so il tono vascolate, quan.do l apparecchio .n erv·o o ·c entrale ·~ ccitato e la. pre - ione b.a sa (taehica.rdie diverse, mio~ arditi affezioni valv lari in uffici nza. cardiaea. d origine tos i-infettiva) Lr.. trefant i··.a diminuisce· la fre.qu·enza. ·ed aumenta l'ampiezza delle pu:lsa.zioni elevando
RIVISTA DI OHIRORGIA
ENERALE
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l ellerg:ia. a istoli~a e l . tensione a.r terio a, r golari'Zzando il ritmo cardiac.(); co i eompa.iono i ensi ·d 'oppres ione e d'an.go eia n ieme o.ll'agitazio.ne ed alla cia.no ·i. umenta. molti s,i.mo la. diure.s i e talvolta ancb la diaf'or i; dìmi.nul cono tu·t ti i feno·meni obi·e tti vi. Le d.o si saranno da. mezz.o ad un milligrammo. La strofantina per via. intramus<'.o]a ·e , m zzo Ul 'gramm.o) è indicata come - ucced.a.neo del metodo intraveno o, nei a _i s·op1•.ade critti,. ma q mmdo i fenomeni h nno minor gravità, e ne· casi nei qu~:t.li non si può applicare il metodo endovena o. La trofantina per via boccale, anche. a. do i elevate (da due a cinque milHgramm i per giom.o),, è ina:ttiva, spe so anzi danno a t sov1·atut, o neHe forme gravi d in u · ,cienza. oardiaca.1. poiche ma.nife ta- i bentos·to intolleranza. E . a e inefficace a do e media ne· casi di gravità. m dia. Le do. i inferiori ad un. milligrammo a.l a iomo sono .inutili. :o ì mentre è da ri.aetta.r i l'uso della strofantina per bocca., per ia ndoveno a es ·a rappre e.nta un rimedio roico. Per contrario la stl'lofo.ntina. è con roin·d icatan.e ll'arter·o· elerosi di.tfusa con Iper~ tensio'fi e e dilatazioni aneurismatiche delle grandi piccole ~trterie ·e nei pt·oc-e i .nefrltici acuti e, cronici. La strofantina a.gisee sui gnnglU intracardiaci. :èiimili osservazioni -ono n ri· ult&to di e parimenti fa'tti su trenta inferrn~ della Unica .ai Roma; co1piti da dierse affedoni cardiache, quali ta.ehicard.i a ptuo sistic.a. · enziale, tachi.ca ·di.a da .nevrosi ·cardiaca, mioeardite ·C ronica eon art(:ro·s.derosi diffusa, ca1~diopatia orga.• .:ni:ehe, aritmie cardiache nervose, pneumonite lohare acuta ·c on insuffi.cienza del .euon, febbri mala.riche perniciose con. in.s.uffi. 1enza cardia.ca. G. Bn:RN c ·r.
llloerohe •alla vl•oo•ltl de:l •angae a.e lle • ·• lattte e ope r&zlool ohlra.rglohe.. - (Zent1•alblalt fil'• Ohi,·u:rgie) n. 41, 9 ott-obre 1 OH .
M liELt..E:R -
L 'A. r'ferendo i a un a.rt.icolo del do·tt . .B. loo-n i puùbHca o uUo s e o ar· gomen aft~enna cb'egH per incarico del pr .f. IC"nig già. per qua i d ue suni s i occt pò di viscosimetria del san.gue e ne rlferì al!a ocieth. biologi.ca di Am burg il 27 aprile 190~. Il numet~o dei malati da lui o ervati sale a pit\ di 2·· O e, quello de e ami praticati, a circa 1050. Chiarite alcune ri u ltauz eh u Ile prime gli pa..rve,ro oscure, egl · e,spone i ca.pi.s aldl d.eue sue i.nYe tigazioni. L i cosità del angue dipend,e : 1°. Dal numero e dal contenut in emo r]obina dei corpu coli rossi. 2°. Dal eonteuu·t o · n albumina del ie o. ri pet i va. nte., d·e l plasma I a.li del sa.ugue non vi hanno o..\ cuna influenza.. C n id era udo il ' di comportar i d·e lla visco. ità dal sangue in massa e q.uerlo d.e.i singoli suoi c m~ ponenti in una operazione ese,g ui ta . a ettica.m.e nte con a per' ut·a .d·el peri ton o i trov.a..~ }o, Un aume.n to deHa. vi cosi.tà ,gene-rale ·d.e l sangue nel di segu n.te all'o· peraz.ione. 29 • Un abbassame nto gra.du:a.le di essa nei primi ~i rn.i usseguenti
gr
RlVl 'TA DI CHIRURGIA G · N.E lRALE
0. Una tran itoria. dim.inuzion.e delle VI osità . otto ld., n rmale (fa e dell'esaurimento). 4°. n ria~zo della. · t s a sino alla n · rmale (fa e del
1 ino alla n rmale.
ripri tino). Que to levar- i e.d abba. sn.rsi della vi co ità gen·eraJe del .o.ngue v di pari pas. o c -U aumento e ·iiminuzio·n e ·el numero degli e~ ritrociti e dei loro contenu emo.g lobinioo. Pet·ciò il ria]zo po-:toper tivo d.ella. viseosita d l .J\n .ue deve bnun 1~eale aum n to delle ·emazie e non su] fatt che, il · i·ero i nri·icfL di
d Ua
o.,. . G. \ V. T "1R. Guarlgl·o ne 1pontaae·a di UJL'eml:& •traag·olata.. (Boston Aieàieal aJld urgical Jo1trnal, nov. 190. ). L'A. fu chiamato il 17 ottob1··e 1~ O a vedere una. donna di 5.5· an. i, be a•·cus.a.va for · dolori all' in.g uine ·d·e tro. E a. aveva. vom.i to,. che durava d c[rc~ .aue settimane . alvo chiu o pol o piccolo e, celere (110 temp ratura. So B, volto .a lquanto cianotico, e tre·m ità ft·edd· . Alle . ame fi'"' 'co· riscontrò un tumore moUe edema.toso,. ·c on suon·o le.g germ.ent•e timpanico alla regione i.nguinale d.es·tra.. La donna, aaser'va di e ere stata abitua.lrn~nte stitica e d.:~ aver notato d,a. un an.no. ·e. ezzo drea, ìn quella. r egione, DD ,gonfiore ehe le dava. qualcbe di. turbo·, pe·c iaJmen.te dopo lavori fatico ·i.
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RIVISTA DI OHJRURGIA. GBNEBAL~
eU!ag.ast.o ii q1Mllo· Stesso anno, cioè. due m.esi indietro, d piccolo tumore era divenuto molle,. gti intestini ave~v.aoo- eessato èU funzionare e pu 10 giorni eesa aveva vomi.t ato eostantem.entie; ai era trovata cioè ia una. condizione del tattO simile al p·r ecentè attacco. M.a all.ora non aveva chiamato il medico· l' infia.mmaZlone era cessata grada.t amente e gli intestini a..ve~vano ricominciato a funzionare previa emisaio.oe, d.i fnquenti sca·ri.che san.gni:g ne, ·che avevano continuato pe.r eì:rea du& setti.m ane •. La paziente non ricordava di a·ve.r fatto alcuno sfo·rz.o prim.a den'.att.acco presente. .L•A. fece, diagnosi d.i emi.a; strangolata e consigliò l' 1mmediata operazione•. Lo stesso consiglio fu dato dal dott. Hare chiamato a. consulto, ma la do~nna vi si. ·r itìutò recisam.e nte. Fu. applicato de'l ghiaccio· su.l tumo:r e e furono .somministrati dei eUsteri caldi ogni 6 ol'e ma senza aleun resulta.to. Il giorno su.ceessiv·o le condizioni ·e mno· inalterate. La mattina de,} 19 la peUe che ricopriva il tumore @Ominciò .a ca·n greuarsi ·8 il 20 tut.t o il tDmore era divenuto gangren-GSO e tl'aSU~ d.ava nna sostanza umida mista a gas, con manifesto odore fecale~ Apertolo neresl.duò un cavo ascessuale nel eui fondo si. vedeva la parte infer1ore dell' in.testin.o,. che ,a;ve.v a un. colorito rosso chiaro. e che l'A. rldttSse nella cavità. add.ominale. Il 15 novembre,. riempd:a.ei già la. cavità. dell'.ascesso di buone granula.. zioni; l' iufe:rma emise una certa quantità di gas per il retto. Il S deeem b:re. la. fisto,l a stereoracea e~ra già. molto r istretta; i1 l o del successivo g·eDllaio passarono· attrave~so il retto•le, prime s·car.iche diarroiche e il lo dello stesso mese, 90 giorni cio$ do·po i sintomi iniziali, passarono le prim.e feci .f ormate. Proposta l'operazione per la cbntsura della fistola, che. o:rm.ai lascla.va olo pas are un sottile specillo, anche a ciò la paziente oppo,se un reciso· rifiuto.. Gli intestini funzionavano regolarmentet il polso e la tem:pe.m tura era.no tornati. al 11or:male e la. donna.. attend.e va alla maggior parte delle sue ordlnarie occupazioni col solo disturbo della US{}i.ta di piceole quantità. di ltquido sieroso giallastro d.aJla. fi ~la, ·Che mostmva tenden.za a. riçbiudersi defìnìt.ivamente. · L'A .. rivide la pa·z iente il 28 o·t tobre 1909 e la trovò comple·t amente guarita; con una soliQia cicatrice e senza ehe la palpa.z ione r.isveg1iasse aleun dolore iu tutta la reg:i.on.e ìngu1nale. FAB.A LLI.
MA8TR08IMONS. -- IDol•lou 'IUI.I.oa per la re•estoae lei
saasU• Il
···•·r;
·AeUa .1'' e a Jno•aoa 4.e l trlgemlao, e pe1' la les•tura del tronoo d'e lla. meDiqe& mella . - (Il Policlinico, sezi.one ·c hirnrgica, luglio 1'909}.
L' nnermo dovrt\ essere coricato orizzontalmente oon la testa distesa e la faccia rivolta vel'SO il Jato· sano. L'incisione eomin.oia. un ·cen.t imetro al disotto del margine Inferiore del l'arcata z:igomatiea, un dtto tra.sverso av.a nti al trago, per non .a prire l'articolazione tempo·ro..:mascellare ed evitar di reci·dere l'arteria temporale superficiale. Continua posoia. orlzZOntalmen·t e i.n avanti fino al livello d.e l bordo po.stero-.sup-eriore, d.el ma.Jare,, risparmiando oosi i filamenti del facciale innervanti la m.età. .supe,r iore deU'·orbicola.re delle palpebre, poscia ·dirigendosi. in basso ed. in avan.t i obliquamente sulla faccia an.teriore del malare si a.rresta. un po' al di sotto d~el s.uo· angoiq inferiore,. al disot.t o de~l tubercolo malare. Reseeata l'apofisi e Posso zigoma.tico,.· tove-c·eiaudo il lembo in basso, si ha un lar·go campo per la legatura.. deU,arteria. meningea medi.a . · 19· - G'.iorna:f·e di meditina malltar.e. - · Fase •. VI.
450 Volendo :reseeare la seconda branca. del quinto,. la Bi care& alla sommiti ·d ella .fes·sura. sfeno-.ma-scellare,. togliendo il tessuto grassoso . Volendo reeecare la. terza, ocoorre ineidere il muscolo temporale nel punto dov·e. diventa tendineo., (legando pru.d e.n tem.e nte le du.e temporali profonde), star-cando }e fibre inferiori. del tem.·· porale dalla eTeSta temporo..sfenoidale, staccando inoltre l' .i nserzione de.I ·p terigoideo esterno. Dietro l'ala estern.a dell;apo6si p·terigpide&, ritrovasi la 81 branca. Per reseeare il gauglio di Gasser, esportando un. lembo osseo triangolare ·dell'osso sottoposto (dopo· le man.o.vre suddesoritte), .s i eadrA. s.ul .foro ovale. Apertdlo asportando una lameUa ossea, da esso· verso il foro pieeolo rotondo, si .aprir-à a:nehe quest'ultimo mettendo allo scoperto I;ar·t eria meningea media ebe si potrà. tagliare fra ·due legature~ Sollevando allora con ·u n uncin·o la te·r za bra.nea del tl'igemin.o, e ·CO& UDa. spattol.a rettang·o lare quasi tagliente, strisciando fra questa. branc · ·e· la dura madri! della fossa cmniea media, si arriv.a poco a poe-0,. do:po un percorso d1. dodici a quindici millimetri sulla faooia anteriore esterna de.l gaoglio. Questo verrà. accuratamente diseecato, evitando di seoprire la sua estremità interna. e l'emergebza deUa prima brao.ca,, causa l:a vicinanza deUa parete este·rna. del seno cave~ ·no.so (carotide interna); quin.di. ablazione del ganglio·. Vantaggi di tal m.e todo sarebbe.ro n poter raggiungere dire:t ta.meute )a parte sulla qua] e o:~rare, la consecutiva nessuna deformità faociale. e da ultim.o il poter ap·p licare un .are.n aggio pe!'fetto. G. BÉRNUOOl.
M .. .BLu:MB: BG. -
D 4ole·n b
ooapreuloa.e • 4& dmb&ISo :iaeU. ao.-a.
IMI'lto•eall ~ sua lmportaas• per la propioat • pu la ciara oldrartrtoa 4ella .P •I'Itoalte e· 4eU' 4lette. - ( BerUttef' klin..flebe ·wDe11eR8ehrift D•
4,. 19•10).
•P»•
D pron.to Ìti.terVé•D tO nell'appendicite. richiede UB& pronta e S.iCU1'1\ diagnosi,. per facilitare· la quale oceor·r e t .r ar partito d,a moltepliei sintom.i. 'T ra questi. importante è· quello della. temperatura;. specialmenté se essa è elevata e non possa attribuirsi ad altra malattia. concomitante. Pllr t roppo, anche a tempe,r atura no~ male non si può eseludere. una malattia gravissima., neppure la. gangrena del pro· eesso vermiforme; e ciò non accade ·t anto di rad.o. L'esame· del polso ba molta import&nza. anche però in easi gravi il polso può ·n on essere· m.o difreato e d' &l tra, parte l"esagera.t a. frequenza può dipendere daUa n.e rvosità deU;individuo·: se· non si conosce .il. carattere dell'individuo s·i p'U.Ò erroneamente giudicare ques.t o fattore psichico. La ci.r coseritta ·t ensione museola.re·,. défense mmculair ·, è un. sintoma, cui si dà molta 1mportanza, Don è però tanto facile.rilevarlo e· può mancare appun.to quando sarebbe utile constatarlo per n pronto intervento . Sonvi casi in cui venner·o trovate. gravi sime alterazioni. anatomic:he senza ebe vi fosse questo sint.oma. 11 meteor.ismo ne'i casi ineipJenti è poco eostatabile e può dipendere da altre cause. n leggero met1!orismo può trarre~ in errore anche un esperto med.ieo tanto da. r1ferhlo ad. llD& s~m.pliee ga.stro·ente.r ite. Molto discUSSO· è n signifi.c&oo della i.perleucoeìtosì: men.t re alcuni a questa dànno molto valore, altri inv·ece ne. tiene poco ·conto. Ahri ain.t omi.haWlO importanza secondari&,. al dolore invece .De•vien data moltissima, tanto da eoosid.·e rarlo come il Bintomo-guid.a-,. sia nei casi acuti come aeì cronici..
:BIVJSTA DI OTO-IUN'O·:LA'RJN'GOIATRIA
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· Di molt'& im'p orta.nza è il dolore, eu i dà luogo ]a pressione sull'organo malato, doJore à.a compressione. L'A. pero 6n dall'anno· 1907 .a ccennò· ad nn'.a ltr& forma di dolo·re, •U dolore ehe ai produce q"llando di tratto si solleva. là mano ohè. eserei • tava 1a. preésione.. Questa sensa-mo~·e ·dolotosa. no·n. vuol ·essere ·COnfusa con qaeUa. -che m risente oolta. eompressione~ ll dolore ·da compressione è dato essenzia.lmeu.t e ilall'orpno intraddominale compresso,. invece n.e l sollevare· tlltto ad un tratto la mJano, 1a parte: compressa con forza. riprende repent1n.a mente la. sua forma e in , .questo r&pìdo· movime.n to subisce una soossa che, si propaga alle pa,rti adiacenti. Bisogna notare obe se il peritoneo sano è poco sensibHe, neU:a ftogo.si dive·i lta sellSibìlissimo. Ed b appunto il peritoneo che reagisce con acuto' dolore qua·nd.o, ..e.el movimento di rimbalzo deUa parete addominalet subisce- scosse· e stiramen.t i. Qaesto sintoma cosi pe.r mette di diapos.tieare. u_oa malattia del pe·ritoneo n.ell'append.icite. f~Uando .a ppunto gli altri sintomi sa.rèbbero an.eora. insufficienti a sta.. ilire una esatta diagnost. A. V IALE.
lliVlSTA DI OTOI·RINO·LARINGOJATRIA l Hmltl ·I l peroeslou 4el ·to11.t - (lntèr-ntdfcmales Zent-ral. bl4tt filr OhTenheilkunde, .B and 'V III, Heft 6,. Leipzig 1910)·.
&l'&.PA.NINJ:' A. -
I pi"à recenti trattati d'otoJ.og1a e .i manuali più in uso di semeloti.ea. delle ma· lattie dell'orecchio parlan·o dei li:miti superiori e inferiori di percepibiUtl dei ton~. assegnando agli uni e a·gH altri eonfini abbastanza netti e indicando i m.ezzi. coi .quali possono essere esatt-ame·n te sta.b1liti. L'A. si è proposto di riassumere lo stato attoale della ·.qnestione sot.to· il du .. plic.e aspetto eUnieo e medico-legale. Con uno .s guardo· retrospettivo dimostra come il limite· inferiore di percet ibilità. d1ei. ton.i sia .stato valutato diiFer~utemente ·dai. vari au..t ori, che cere&rono d'i determinarlo eon. stru.men·t1 di diverS& natura. Sa.uveur ·eol 8USI.91Ìdio di una ·canna. d'organo di 4.Q piedi di lun,ghezz& lo stabili fra le 12 e le 18 v. d.; mentre WDUa .. :ston rltenn.e impossibili tali cifre per la diffiqolt& di sta'bilire, allor,chè si fanuo gradatamente aumentare ·O diminuire le, vibrazioDi, dove· comioe.ino ad assumere -carattere musicale. :S avart,, p·u r ·Condiv:iden:do H pa:rere di 'Vollaston, ritenne che. il limite inferio·r e foase di 16 v.. d. al secondo e con· il suo ap·pa.reoohio ad asta. girante potè e{lsta.tare, "be per un gran numero di. persone era fra. le 7 e. le 8 v. d. al secondo e riteneva, che potesse ·essere anche inferiore quando le vibrazioni fossero p·i à intense. Despretz ritornan·d.o alle. ca:n n.e d'organo,, inftrm:ò le osserv.azion.i (lj. Sa.vart; e servendosi anche .d.i. un .mcmocord.o, e· d.i un a.p·parece'hi·o di Savart a. doppia spaccatura,. che tuttavia procluce~va. uu t.oDo di eguale altezza. ·d l quello a spaeeatura semplice, ritenne che· Sa.vart si fosse lascia t<>· illud,e re, dalla grande in· tensiti. del SUODO• e che come tono :fondamentale avesse considerato UnO dei toni a .rmollici, ebe hanno sempre origine, allomhè le vibrazioni si P'roducono neU'a~ia· oon. eoJpi suece&'Stvi: mentre in. realtà a. su.o parere il limite osservato er& di IG v. d.
RIVI _·TA DI O'l'O·RINO-LARINGOIAT:BIA
Heltmoltz si servl di canne d'organo, di corde con amorza.tare, e dj dia.pso·n , e,. d,aceordo con Wollasto·n ammise U limite inferiore fra 24 1&1 84 v~ d 1~ehai.ck lo fisso .a '24 v .. d.,. Auerbae~ a. 20 ·v d.,, Sehiifer a M v. d., Bezo~d •
11 v. d.., Preyer a 15 v. d..,. Appuo fra 9· e 12 v. d., se usava grandi lasbe meta\... Jiehe; a 27 v. d. se fischi tlpo Galton; e da 16 ~· ·27 v. d- se con l'uso ·d i toni interrotti Emerge da ciò che il limite .i nferiore gen ·ralmeint-e ammesso sarebbe a J.;G . ·c l, m.a l'A osserva, che. alcun·e person.e :h anno sensazioni musicali anche al disotto. di questo limite: mentre alt;re ancora a 89 v. d. e a 48 v6 d. percepiseon.o veri e prop·ri. c·o lpi staccati~ ' L'A .• olt~e· ad aver mes o in evidenza. l'incertezza, ehe regna nello stabilire il limite tonale jnferiore,, ritie.n e p·u re e.he ·condizione. essenzlale di questi. esperimenti si.a . l'i ·tens.i'tl. del tono, e che per·ciò · d1a.p aon. cosi come si psano co·mnne~ mei,lte ·d agli ·Otologi.. per illo·r o piccolo v·olume, sono pocç adatti per la ricerca. del: limite inferiore; poiohè può· accadere,, che, co·m e ebbe a dimostrare Gr.ctenigo tal uno no:n abbia la percezione di qu · ti toni,. pe·r ebà poeo inte·n si,, mentre li percep·isc.e·q u.ando si usin.o dia.pson di grosse. dimensioni.. Circa al limite superiore poi, Ja questione è anche più diba.tttuta... Cosi men·treC'hladni lo ·a·mmise .a 6000 v . d., B i.ot a 4096· Wollaston arri.v ò Sn~ ,. 1.0000 ·v ·d.; Sava.rt. con la sua .r uota. dentata giunse fìno· a 24000 v .• d. e De pretz otte.n ne suon · . pereepibili fra, 82768 v .. d., pari a e, e 36500 v. d.,. p~ari a a8. L·ad.ozione de.i fischi di Gal ton forni un un. nuo:v·o mez,zo di esperimento eli. nico~ Con l'uso di questi Zwaardemake!" trovoò ua. valore di 2209'1 v .. d~ percepì . bìli1. che stabili come Hmite superiore di per.ce·z ione: confermato ane.he ·d:a. Bezold. Contro quest'atfermazi.one di Zwaardemaker, Meyer e Stumpf' obie-ttarono,, ·com& già era stato osse.rv~e.to da Gradenigo., non esser ·pos ·ibile per· toni cosa. alti met• tere all'unisono i. cilindri di K.onig con. il 6 chio di Galton; ·e Savart ritenne ·es-.' sere impossibBe, eon questi istl'n.m ent.i oltrepas are le 90000 v·,. d., poiob~· le D.o t& superiori n.o n er.a no musi.co.lmen.t e co.m parabili, n.è fra di loro, n6 eon toni di a.Urt strumenti .• Con u:na ~erie di esperimenti di controllo, usando cilindri di Xonig, fischi e· -dia.p·s on e eon vari metodi ·o tti.ci, acustici, fotogra8ci e con l'uso delle fiamme di Ku.n dt e con la canna .i.nte.r ferenzieJe ·di Quinke e con le figure di Chladin, Konìg: 'M eld,. Stumpf e 'fdè)'~'er, Preyer~ Edelmann. Eezold . Appun,, Scbwendt1 Wa.chsm.u th ottEmnero valori ben differenti entro Umiti oscilla·n ti fJ";a 14000 v. d. e 60000 v. d Oltre all'appunto deUa. ditlì.e oltà di campi!o namento dei varii strum·e nti . ma speeiahn ente dei fischi di ·G alto·n per toni ·d i così elev.a ta tonali.tl messo in evidenza ·coi pa11eri cosi di pa.rati di. illustri fi ici. I'à. muove uo.'·a ttra obiezione all'uso degli strumo:oti .a d. a:ria, come i già ·d etti :fìsr.hi dli G·a lton., cirea alla proprie< tt\ di emet tere to.n i differenti .col variare della pres ione di so·ffio. Sehu1ze tr·o:vò, e'be so a.ndo con un m.a ntice munito di mano:m etro in un fischio· di GaltonwEde·l mann si produ·c evano suoni pe.rcepibili solo entro le 20000 v. d. e che oltre questi limiti si ottenevano bf!n i vibra~zioni misurabili fisiea:men.te,. ma inca.pa.ci di produrre· im.pression.i sun'o·reechlo umano L'A .. un ~ta:mente al prof. Gradenigo non poté, a rigua:rd.o de:i fìsehi di :G alton· Edelmann, servendosi del dl!spositivo di SchuJze s·offiando ora con aria, ora con
gas illuminante, ottenere, com.·e avrebber-o dovuto,, n.ot~ dHfere·n ti su d.i uua stessa · lunghezza dl canna. di meno di 2' mi.Himetri; come pur~ con_ta.th, ohe Paltez~l& to.nale· dei su.oni rima·n vea invari ta, rimanendo C·O tante. la pressi.one, · n·c he se•l
RIVISTA DI TB:CNIOA E S'E RVIZià MEDICO MILITARE
lunghezza de:Ua canna variava da ·2.4 a. 0.4 millimetri, mentre secondo lè tabelle di Edelm,a nn avN·b be dovuto da~e da 29097 a. 44 UA} v.: d. In oon.olusione dimostrò,. e.h e 1n questa. detenninB!zione de·i toni sq.periori dipende ·d alllintensità del tono. Simili obiezioni determinarono Edelmann ad à.p ... portare al suo fischio una modificazi!o ne consistente nell'applicazione di un dia~~ fm.m ma perforato, ~ che regolasse l'atBusso dell aria, m!o diBcazioue cb.e gli permi.se -di stabilire con lè fiamme seusibili di Scbmidt, che con una lunghezza di cann.a. mlnore di 0.40 millimetri ·poteVO. ottenel'>e Ull tono ,d_i 27842 v·. èi., là." dove èOD. le fì:.: gtue: ,d f Kundt e eon eguale lungh.ezza di ca.nn:a. aveva ottenuto 44000 v. d. Con. ci(; potè pure otten.eM toni. p~ i ù p·u ri. L'A. conclude, ehe pure ammettendo,. alPattuale ,s tato delle nostre .c onoscenz,e , 11 limite superiore fra 1 '90000 e 25000 v. d., i fischi di Galton, anc.be meglio co -struiti, ,s ono fra gli strume,n ti quelli meno di tutti da. consigliare per la ricerca del limite s~.perio~ re pe,r i .seg·u enti motivi.: 1• perohè col pallo·n e di gomma, di cui sono provvisti, è impossibile eserci4 -t:are una.:pression.e costante ; ~ perehè il loro tono è complicato in modo~, che con un tono per es: di 15000 v•. d., :si ;accompagnano Vlhraz.ionl dt 40000 v. d., cui non corrisponde alcun tono; 3°' perehè le modifieazioni, che si potrebbero consigliare per il loro uso, (l"ap' plieazione di un gassometro con manom~e.tro) li renderebbe poco pratici per scopi
m.·olw
-eliniei. .Resterebbero~ dunqu.e. in question:e i diapson, i. cilindri di Konig e il monocordo -di Schulze, ch.e dAnno toni assai deboh e l'ultimo fo,r se non sem.p re puri, Perciò l'A. dopo a.ver messo in guardia gli otologi sulla dellcatez~a. dl simili ricerch.e. sui fenomeni d.olorosi, che insorgono in alcuni pazienti, sul vo.lore della abi-tudine dei fenomeni d'esau.rimento,, che possono determina.r.si,. conel:ud.e facendo ri leva.re tutta. l'inconatanza dei resultati nell'a;pprezzamento dei limiti inferiori e euperior1 ~della sensibilità acustica Data la speciale compete;n za d.e ll' A. neUe rieereh-e ~di fisica acust1ca non pos ... iamo no:n rilevare l'lmportanz;a delle conclusioni, ~che m!o dHìcano cosl ra.d ioalmente alcuni d.ei caposaldi dei comuni metodi usati neglì esami funzionali d.e lla facoltà ;ud:iti va. TONlBTTI. 6
RIVISTA DI TECNICA E SERVIZIO MEDlCO MILITAlE Grgautzsasloae del •ervlslo .1 aalt&rlo :adU.tar·• ID Autrta... Vngherla.Riassunto compilato ~d&l capitano di. fanteria. GIU.SEPP&
8ILVA.
n servizio sanitario nell'esercito austro-ungarico (l) è disimpeg.o ato da medici militari, il eui complesso· costituisce il ~corpo degli ufficiali medici -.. (Arztliche {)ffizierskorps). (l)' Si ricorda che l'ese.rc:ito .a u.str·o -ungarico comprende propriamen.t e CI tte ~serciti
·:di prima 1inea. n e cioè t• ,« esercito comune fi , appartenente aUe d:ue part.i d lla moo&r'-
~hiat la u Land·w ebr cialeitana », propna d·e i paesi cialeitanit la " Landweh.t: un · heresd •,
propria dei paesi ungheresi.
RlV.I STA DI TECNICA. E SERVIZIO MBDICO KILI'rARE
Es.s i sono coadiuvati dal pemonale di sanità dei corp·~ (Sa:nl.til'tshilfsperBO:o,eJ); ·d alle truppe di sanità {Sanitll.t struppe)· e dai farmacisti milit~ri (Militlrmedli~m.e n.t enpersonal). · Gli uffi.:ciali medic,i esJ.B,tono nell'« esercito c-omune:., nella « Landweh.r cisleitana. » e Della « Landwehr ungherese ~ ; e costituiscono, in ·e ia can eser.e ito, lUL distinto « ·Corpo di ufficiali medici ,. con ruolo proprio e oarriera proprla. Il personale di sanità dei co·r ·p i esiste ugual ·e,o te nei tre eserciti: le truppe di sanità. esistono solo neU'sser.cito comune ; i farmacisti militari esiston.o nell'esercito oo·m une e. nella Lan.d weh.r ungheres~. No·i .ci ·occuperemo solo,. per ora,. del c ·Corpo d.e gli utlieiali medici ».
Corpo degU umclall Jte1Ucl dell'esercito con ane. GU ufficiali m dici appartengono, per ordin.e ·di precedenza. fra i personali mi· lita.rt al gruppo D.. (l) Es i qumdi n·o n so:oo veri u&h1iah, ma sono assimilati ad ufficiali. Ora l'ess'9re o non ve.ro ufficiale assurge i . n Austria- .n;ghe:ria.. ad importanza. sin.goJn.re.. Una legge o t·r adizione quindi.; che vuole che l'uffi.c ial·e,medico, elettope.r studi compiuti, per .m issione quo·t idianamen te eaer·ci t&ta, non sia alla pari degli altri. uffic.iali 1, de e riuscire molto lnv.i sa, e divenire una. delle e.a.use, se n.o n pure la essenziale, del malessere, ehe o gi tra vaglia H co~po degU uflieìali medici au· stro•ungarici. I gradi rive ti ti no : Tenente generale (Gener.a l·Oberstabsarzt); Ma.g.ai.or geuerale (General-Stab a.rzt)•· Colonnello (Ober-~ tabsarzt te:r .Kla. se); Te·nen'te eolo·n nello (Ober-Stabsa.nt 2:er K.las e)· Maggiore (Stabsarzt1 ; Capftano· (Regimentsarzt); 'T enen.t e (OberarztJ; So·t totenente (Assistenz·.A.rzt)..
n grad.o inferiore per i medici di servizio attivo permanente'i' è però quello di tenente. Il molo organico degli uffi·c:u1li medici dell'esercito comune coJnprend.e : l tenente generale medico, 8 maggiori generali m·e dici; 50 eolonnelli medici· 75 tcen.e nti colonnelli medic.i ;: 164 m.a.a gìori medici ; 711 capitani m.e dici; 229 tenenti medici;
1228 in to·tsl .. .(l) Per !e prec denze. il personale ~ni)ita;re ? rip~rtito in varii. gr,uppi: .Gr~·~h~~: ·c~mbattent~ ~ ol~ . e~ nd); Gruppo B: •.• ·cl 1 etrlCJ: O~up~o O. ~u~:~· l m,lli~1 Diefl<6l po D .: medl·Cl m1htarai Gruppo E: contahil1;: ruppo F: 1mp1egBt1 militan. (Dal Reqlement. I T! eH).
RIVISTA. DI TEONlOA E SERVIZIO JlED-lCO lllLITARE
In sei"viziO, al primo gennaio iie11009,. secondo una tabella annessa alla re:la zione al bilancio comune della guerra, v·e ne erano 1024, eolla proporz..io.ne di un' medico per 4?gni 006 nomini. presenti. RBCLUTAMmNTO. -
I medici militari efFettivi so:no recluta.t i. dagli « as.piranti .a spiranti ~; e dai ·c an-
a~ ·corpo d.egli nffieiaJi medici '!' {l) de.t ti più brev·e men.t e. •
.ida.ti (Bewerber) (2). · A. ppartengono alla ea:tegoria degli t( aspiranti » gli studenti in. medicina, ·c he intendono di.venta:re, .a. suo tempo, ufficiah medici effettivi e per c1ò ricevono dallo· Stato UDO c: stìpe·n dio -. per l t intera durata degli studi. ·T ali stipendi .s ono di tre· gradi: il primo di 480 co.r one all'anno, decone dal primo semestre di stu.d ii; il seeo.n.d o di 720, ·decorre dal primo esame superato: il terzo di 1008 decorre· d~ nono sem.es.t re d.i s.t udii. · GJi stipendi sono paga·t i o. rate mensili anti.c.ipate. Oltre~ a tali assegni, gli studenti privi di m~zzi di fortuna pos ono ottenere, a loro domanda, le somme nec..assa:rie per il pag~ment"O delle tasse d'esam.e e di laurea. Tali somm.e però sono date solo .a titolo di prestito; da restituirai dopo la' n~mina a tenente• m.e dico, _in. 86 rate mem:siH, con. ritenute. su.Ilo stipe·n dio. Per contro l' « aspirante • si ·o bbliga: a) a prest.are. 6 anni di servizio attivo come ufficiale medie.o,.oltre l'anno oh e gli spetta per legg·e ; ò) a. frequentare con diligenza e zelo l'università; a.d assistere alle lezioni.; a sostenere gli esami a tempo debito, laurearsi nel tempo prescritto dal regola ~ mento universitario; · c) a frequentare, subito dopo conseguita la laure'a; la« scuola d'applicazione di sanità militare :.; à) a compiere, prima del nono sem.estre di studii, presso un reparto di fanteria. o c.aec.iatod dell'esercito eomune, sei mesi di servizio, com.e volontario dtun atmo, per !'.i struzione militare. ' Appartengono alla categoria c candi-dati ufficia.li medici ,. i tene.n ti e sottotenenti :m edici di complemento, i facenti fu z,ione da sottotenente medico di complemento,. i militari di truppa in servizio attivo e in congedo già dottori in medici·n a,. i volontari di un a.n no dottori in medicinat cbe fanno domanda di essere ammessi nel corpo degli uffi·cia.U med.ici in servizio attivo. I c candidati :e. assumono ·u.n obbligo di servizio di 4 anni al meno. Gli as piranti ed i candidati, i quali,. come, si è ve·d:uto, s,o n·o ,g ià tutti d.o ttori in medie1na., debbono in ogni. caso frequentare la scuola d'applicazione di sanità. militare, e so~tenere con. buon. esito gli esa.mi finali di d tta. scaola. n ·p r-i mo semestre di st.u:d1i in detta. scuola è consi.de:ra;to eo.m e ·« periodo d'esperimento •· esperim:e nto che è inàispe:nsab.ile per ottenere la nom i.na. a .medicG· milita re efl"e.t ti v o. In ri~ardo· alla carriera, il corso segui t-o aUa scuola d'.a pplicazione di sanità. non serve· aft'a.t:to per ottenere la nomina ad ufficiale, bastando pe.r questa un esperime.n.t o di sei. mesi, ma serve soltanto per d.e termi.n are l'a.nzi.a.nità e con ,eguen.. temente il posto di ciascuno nel ruolo del co·rpo degli uffi·ciali medici : a.n.z iani tà. !l) VorJJChri/e Ubu die Verleihung mililàr~dntU.chen St:·pe,ulien. - Wien 190 9. (2) VorBChrift fur clie Emennungen und Bef.or-deN.tit~gt .d ann filr dz"..e VerfWJ ung der Quali/icatitms Lìsten im 1:. u. le. mìUtlir arztlichen Offizi rs.Korpt~ - \>Vien. 1899.
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RIVISTA DI T .E ONIOA E SERVIZIO :MEDICO MlLlTARB
e pos.to, che' dipendono unicamente dalla classificazione r.i portata agli eso.mi finali della scuo·l a d'aJ?plicazio·n e,. ScUOL·A. D'APPLICAZXQ B DI BA.NI:TÀ WLIT'À RE· (1). - Ha lo Scopo d'abilitare co .. loro cbe ha.n.u.o già con eguibo la laurea in medicina nel servizio di medico presso i corpi stabiHmen.t.i militari. T'u tta. coloro che vi sono .a mmessi .s ono di tinti in d ne gruppi: allievi ordinarii, costituiti d.a.gli « a ·pimnti > e do.i oe: candidati :.; e alli.evi straordinarii, eostitaiti dai ·teneo.ti m -dici e da capitani medici poco a·nzia.ni in attività ·di servizio. ' Il ·corso ha la. durata di un anno, da ottobre. a s ttembre. Es o è in parte teorico {igi ne militare e farm.a.copea militare - chirurgia. militare - · psichiatna e psicopatologia crimu:tale servizio .s anitario in pace ed. in guerra - organica ·lemen.t i di tattica, di topografia e lettura delle carte- amministrazione e eonta.b"lità) ed i p rt pra ·co (diagnostica chirurgica - diagnostica e. terapia d.e lle mala.'ttie interne- oftalmologìa. - · la.r-ingologia ·e otoiatria- diagn.o stica e t rapia d·e lla sifilid.·e d.e lle malattie piu importanti d.ena pelle- i metodi piu importanti di indagin igienica ~ anatomia p.a tologica - batte.rLologia - operazionì s.ul eada.ver ). Nei me i di agosto e settemb~e gli .a llievi ordina.rii per gruppi., a sistono alle visite p·r e so gH ospedaH militari d1 Vienna.. ella seconda metA di luglio, gli allievi ordinarìi e straordinarH, innanzi ad una. commissione composta del eoman da:ote d· Ha scuola e dei varii insegnanti, ed in presenza del capo del corpo degh ufficiali med.iei (è il tenente generale medico) .so tengono l'e am finale.~ a ·voce (~giene ebiro.rgia - servizio anitario - •)rganica - a.tn;mini tr.a zlone) e in sc1•itto (servizio sanitario - servizio "ntemo - .a p·p licazioni ,s ul servimo sanitario in guerra). In base al risultato . gli alli vi sono elassìficati ~on la formola « ecc Dente' • ·« ottimo· :. ........ « baono .» « sufficie.n te:.- «mediocre ... T.a.le giudizio serve, ~me gi.à si ·è· detto, pe·r dete.r minare l 1ordine di anzianità. de,g li ufficu~oli I giudicati c m.e diocre » pos o.no ripet'Gre. gli esami. -
"'ottUNA. - I primi sei m.·e i passati dagli aUi.e vi nella scuola di &anita sono· oonsid.era.ti ·come c periodo d''.esperiJ;nento -.. A tale uopo: a) ì « candidati :. gi.à te~nenti m·edici, sottotenentl medici e facenti funzi.ODé da. sottotene:n te. medi·co di co.m ple · ento, e i facenti funzione da. sottoteD,tm.t e me··
(l') Orgar-.iaat ·ori der mìlildrdrztlichen A7Jpliooti.on.ssch1de. Wien. 1900. L •od.d e stra.m. u o sp iale dei m dici milita.r:i veniva .f atto, fino a.tr.a.nno 18:74. neii'a.ecademia Giu ppina (J· s:e pha.ka. mie) is i uita. d,o. Giu ppa ll nel. 1'7 6. Abolito tal i.s tit uto, venne n l l ·7 r cr a _o .i n Vianna un « c.or .o per modici militari » al quale dovevano prendere p rta tu _. i loro oh pirava.no a diventare ufficiali ·m ·e dici effettivi. Anche qu•a t o corso. p r progr . :si.v a mancanza. di allievi, venn.e abolito nel 1883. Da tale
armo e tino .a.l 1900 ~ anno· in cw venne i tituita. hl. SU:uola d'appUcadone di sanità i m adic.i militari. erano r tti dir tta.ruente dalle uni ers:i tà (studenti COD tr m en:to v niv. onse u.ito in corsi peciali ·e l"'entuali, rad.o· sup r.ior - : p:r. so le cliniche llnivorsitade· e presso q na.t :ro so -.i tà ci' n ifi ha dì rnedici mili'to..ri Vienna, Budapest, Lem.berg e Craco· v:Jo.. I i ·hè t a.li m o .i n n :s~ mbra.v·a.no- a. ti ali , s opo, si tentò di .f ar risorge·r e l'ac· c od m ia i l - ppma · fo.Uito tale tenta. ti vo, si istit ui. la 11 s.c uola. d applicazione' di sanita. ilit re-» Dr. F ..e: u.rnN ~no .lUUD·. - Das H ere rechJ. der .ose rrmhc!'8cll ·tmgarWehm M t>narchie. - Wi -nj L · ipzig; 19 3. ·
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e •ìp nui)o• .11 ~ oro ep cio.l a.d tenu ·i dai m ici mUibt\ri dt
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&IVlST.A Dl TECNICA. JE, SERVIZIO MEDICO lULtTARE
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Gioo ·m servizio tl) al termine d.e i loro obblighi di se.rvizio attivo, sono nomi .n ati fen.e oti medici. i.n servizio attivo;
b) gU · aspiranti ed i candidati già sotto·t enenti, sono nominati· sottotenenti' mediai· c) tutti :g li altri aspiranti e candidati sono nominati « facenti funztone d.a sottotenen.t e medico ~. Al te.rmLD·e del quinto mese del periodo d' esperimento, il eomanda.n te della acuola rimette al ministero comune della guerra un rap·p orto sulla idoneità degli allievi ad esser nominati tenenti medìci in servizio attivo,, e per c.olor-o che sono gii tenen·t i mediei (v. più sopra, lettera a) sulla convenienza di. mantenerli .o DO in servizio. · Gli id.o nei eb:e già n.o n lo siano, sono perciò nominati ten61lti medici in ser· vizio attivo. n ·posto d•.a nzianità di ciascuno è poi. determinato in base al ris.ultato conseguito· all'·e sa.m e finale presso la scuola d'a.pplica·z ione. P·e r la nomina. è., in ogni ea.so,. indispen abile il gradìme.n to degli ufficiali. me·dici addetti alla scuola. d'applicazione e all'ospedale n. 1 di Vienna, chiamati .in assemblea plena:ri.a a giudicare-t secondo il regolamento, se H proposto, per la sua posizione sociale,. sia o n.o· degno di dive.n tare ufficiale. AVANZAMENTO. In massima è per anzianità.. Però nei gra.:di da tenen·te1. tBnente colonne.Uo è amm.esso I' avanzamento a scelta, sia..in pace che in
guerra. · Le promozioni a eoJo.n nello e a generale ono esclu ìva.mente a. scelta · Le. promM:i.o ni ai vari grad1 hanno luogo sem.pre in base, al .g iudizio esp1·esso dalle autoritl. in.c:a.r icate di compila le note cara t-eristiche. e da quelle che deb bono esaminarle. Da.ta. l'importanza dell'argomento, che· ha tanta influenza sulla carriera, ·e che· rappresenta tanta parte nella grave crisi ebe a.ttualmente tra.va.glia il corpo degli ufficiali m.e dici austro-ungarici, sl erede oppo ·tuno riportare qui, quasi per intero, gli O.l'ti·coli principali .che vi hanno attin.enza. § 11. Sono pr.omos:si capitani medici i tenenti med.ici che hann.o cocpi.uto con ùuon esito la seuola d'applicazione di sanità. militare~ dopo due .o.nni almeno di soddisfacente servizio n-el loro g:rado. § 12. Sono prom.ossi. maggiori medici, i capitani m.e diei che h.anno frequentato uno sp ciale· ~ corso di abili tazi:m·e (Info.rmationc.nl·su.s) (2.) che abbiano r Idonea~ yer dirige·r e. il servizio sanitario in un re·g gimen.to o is.t ituto, o po sano ea ere utilmente im,p iegati perehè specialisti, in qu.a lche ramo della. cien.za medica. .. § 18. .A . tenente. eolonn:eHo m.e dieo sono p·ro,m os i. .i maggiori med l.ci id·o ne.i a dirigere· H servizio sanitario neUe maggiori guarnigioni e n.e lle dho~ isioni mo'biHtate,, e coloro che' sono distint1 per co·gnizion1 S·c ienti:fiche e p r conoscenza. d.e l se.r vizio sanitario militare. : ( )' I a: facenti. funzione da.. sottotenenbe medieo n (Assieteo.z - rzt-St.ellv rtreoo.r ) rBn aoo.o ulliciali e nemmeno so.ttuflìcia.lì. Il regola.m nto li pone nell_ c,a,t r1a. cr. MpÌ·· ~anti u.ftìeiali li che segue immed.i ata.meute queUa degli ufficia.ii _e precede· queUa degli ~t .a piranti impiegabi militari n (Circolare minbteria.le N. 914 del 1909). Tali i facenti funzionè • sono i volontari di nn anno medi i nel aec ndo semestre del t}oro. otervizio militare (2) È ata.to istituito neU agosto· del 1909.
RIVISTA DI TEO IOA E SEBVIZIO M EDlCO
'lLITA.RB:
§ 14•. Sono promossi colonnelli medici i tenenti. eoloDnelli mediei eh~·, ·e letti. per· doti fisiche, intellettuali e d1 caratt:ere, .abbiano dato p~:~ova di possedere tatto ecl energ.ia per il coma.nd.o di un ospedale militare e per esercitare le funzioni di med.ico ca:po· in una piazza forte; ovvero· siano di speciale valore per· sapere pro-
f.essio·n ale e peeiale militare.. Di c~l'nseguenza. nel giudicare 1. tenenti colonnelli medici si d·e·v e prooedere COD' severit-à . I p·r·o mo .si per speciale ed.. elevata cultura. professionale. posson.o essere impiegati soltanto in. quei pos.ti., per i quali hanno .a ttitudine.. § 15. Sono promossi maggiori genemli medici .solo quei colormeiU medici, i quali, coma capi. del servizio sanitario in. u.n oom.a:Ddo territoriale di corpo d'~ mata o in alt,r o posto equi.va.lente, abbiano dato prova di alta capacità e: posseg·gano l'idoneità per eoprire le .f unzioni di med.ico capo d'a.Jmat& e di ea.po del servizio san"tario in una intend nza d.' armata Tale idoneità deve essere dimost:r ata col prender~ parte ai gra:ndi vìa,ggi di stato mag.giore. § 16.. .P e la promozione a tenente gene.rale .s i prende in consideraz ·one :s oltanto la pa.rtico·l are attitudine a coprire 11 posto di « capo del corpo· degli. uffieiali medi.ci :.. § 17 Gli uffioia.li medi.c i fe:r1ti in comba.tti.m·e nto o ammalati per infezione oontratta in. servizio on.o promossi a.l grado superior·el a loro turno, ma non. pos .. sono aspirare ad una seconda. promozione prima di aver 1~iaeqnistata l idoneità .a l servizio. Colla ptomozion·e di u n ufficiale~ medico,. ehe si trova in un.o dei casi sop·r a indicati, avviene contemporaneamente ·quella d.e ll1utliciale che lo segue immediata.. mente nel ruolo d anzianità § 18. on sono pro.m os i al grad.o .s uperiore mBf è: eonservato il loro posto di anz1ani'tà: a) gli ufficiali medici in aspettativa ~on assegni per un .a nno e più; o in aspettativa per 6 m.e si seDZa assegni ; b) gli ufficìali m:ediei dis.p ersi eomba.ttimento, purchè al :r itorno· comprovino· ·c he, eiò avvenne senza. la lor·O volontà.; c) gli ufficiali medici che si trovano sotto ~consiglio di disciplina. e sotto ·p·r ocedime:nto penale no al termine: del procedimento; d ) gli ufficiali medici gravemente malati, e quelli .in Hcenza. per grave malattia 6.n.o al ritorno in servizio. , on. sono promos i al grado superiore e non. è, conservato il loro posto di anzia.n ità: a) gli uffieiaU , m·e diei non idonei all'avanzamen.t o; b) gli u..ffieiaH :medio.i ohe rinunziano all'ava:nza·m.e nto·; e) gU ufficiali medici in aApetta.·t iva oon o se-n.za assegni fu·o ri de.i casi. indicati alla let:t enl a) del § 18. § 19.. L avanzamento a sceUa è una pre;r ogativa. del sovra.no; vi possono asp1· rare ·Co·l oro che si sono ·d istinti per m.e riti sc1entiiici e, altre doti,. ma mai poò essere considerato come un diritto Per l'avanzameDtO a S<'elta. possono, so·lta.nto ess:ere proposti gli uffieia1i m.e... diei ohe, poss,eggono in più alta misura i requisiti necessari per la promozione ad, anzianità ;· che siano r.iteou ti dai compilatori delle note. cara tter.i stiehe e dalle autodtà. cb.i.amate ad usamin,a.rle distinti per valentià professionale; per di.m o-
in
n
lUVISTA. DI. TECN!DA B SERVIZJO KEDlCO KILITUB
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striJta, capacità.; per ,levate doti di carattere; per .:risultati ·emine.n ti coQ.seguiti. nel servizio sanitario milita;re.; che diano fondata speranza cbe uei gradi supe-j riori sa.raD.llo per prestare utili ed alti servizl. ·' . · Possono atiebe essere propo ti per l'avanzamento a seelta, ma eecezionalm.ente, gli ufficiali med.ic:i che, per speciali eogn1z:ioni ed att~tudini, possono riuscire di grande vantaggio al servizio sanitario militare.. Le proposte per l' .a vanzamento a. sc~lta sono fatte colle note caratter.i stiehe.. P·er essere proposto l'interessato deve t . rovars.i ne.l prim.o quarto {l) del ruolo degli uffi.c iali del p·r oprio g.rado. · CoRSO DI ABILI·T AUONE PER UFFICIALI MBDICJ , (21- Fino ad Or& i capitani m.ediei, aspiranti al grado dt ufficiale, .s uperi.·ore, hanno dovuto dare prova. di possedeme l'ldo·neità. ·con un esame. Tale eeame (B) che era tenuto a ienna, nel novembre di ogni. anno, consisteva. m.·due prove scritte (igiene militare- reclu.t amento ed imperfezioni fìsicb·e esi... menti dal servizio militare- servizio· sanitario tatticoO ed operativo·- f:orm.azioni di guer.r a delle grandi unità) ed in un.a serLe di prove orali (chirurgia di goe.rra. -servizio sau.it&rio presso i comandi truppe e. stabilimenti - servizio far.mac.eo.t ico· - servizio· sanitario in guerra. - se.r ·v izio saoita.rio presso i principali eserciti esteri - storia del servizio sanitario militare). A tale esame erano chiamati i ea.p itani medici ·cui S] ettava. per turno la promozione ad anzia.:nitàt ed i ca.pi't.a.ni medi:ci proposti per l' ava.nzame.n to a sc~elt& ~mpresi nella prima me'tà. del ruolo· del proprio ,g rado. La commissione esammatrice po·t eva concedere la facoltà di ripetere l'esameuna volta e nell'anno successivo• .L'esame ve:nne isti.tulto nel 1894 q nan.do, cioè v·enne:ro a"Ume:n tate le funzioni degli utllei.a.li medici, coU'affida.r loro, ·o ltre il servizio di .cura, anche la ·Carica di: eoma.n·d.a nte d'ospedale, di direttore del servizio sanitario in una g.r ande unità. ( ) eee•. Aveva Io scopo d.i a·ceertare~, mediante esper.im~m.·to, ehe i .m edici chiamati a t-ali. alte funzioni,. possed.essero le· necessarie cognizioni ed attitudini. L'abolizione deU'esame rappresen.ta quindi un.a radicale· riforma e dirò anche·,. inaspettata dal corpo degli. ufficiali medici; ed. è da considerarsi come un atto tangibile d.e l maggior va.to.re. del personale medico e della maggiore fiduc.ia in esso· riposta. • La n·ecessità. dell'es.p erimento- scri.ve la« Zeit,. del 28 agosto e. a. - esi te ancora oggi,, ma le condizioni df>lla cultura degli uffieiali medic.i sono notevol-
(1) n rapporto è stato di recente modificato. Fino all'agost•O 190'9 n propOBto per l'ava:o zament<> a scelta doveva trovarai nella prima metà de·l ruolo d g ·i. uffici$.~i d I proprio grado. (2) Butimmt,ngen ubu cJtn, lnformati.on:~.ku.ra fiir R . g 'mentBcirzte. - Wien 1909·. (3) Bestimmungfn fi4r die Vomahme der Prilfung .zum Sta/JB(lrtt.- Wien . 1906. 1
(4) L'istituzione del corpo degli ufficiali medici ' opera d l ministro d Ua guerra. Kuhn~ oel
1870.; e nelle sue· linee onere.li è rimasto. ed è tutt'ora lrl'lmuta.ta. O i ufSciati medici, in origi ne, avevano solo rinc.a rìco della cura medica a ·birurgicn pr esai CO!pi e gli osped.a .U ·m ilitari: ma non avevan.o aJct1n diritt disciplinare (comando e p·unizioni) neppure sul pen.ooale di se.r vìzio e sugli inf rmi ·h non Appartenessero al personale medico. ln altri termini ,gli uffici.ali medici.avevano tutt.i i d ':reri d gli umei&li, ma non ne aveva~to i diritti o gli onori. Prima cons gu nza ta.ngibi1 di tale stato di cose era che un ufBci.a le medioot ·q ualunque grado rhestisse non pote·VB e ··el'\e mai· comandant-e. di un ospedale militare.. A questo inconvt:~n.ient·P , che era. molto in vi o .al co·r po degli uBlei.a.li. medici,. veDn·e in par't e posto rimedio nel l 94, o.nno in cui venn~ appunto imposto l'esperimento pe.r la. promozione a ma 7 . io11e m.edico.
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BIVIST.A DI TECNICA E SERVIZIO MBDICO KILÌTARE
:ken:te ea..mb:iate da 15 a·n ni a. q,nesta parte. L'attuale genera.z ione di ufB.o iali medici proviene tutta. dalla scuola d'applicazione. In essa ha acquistato quella. somma di nozioni speciali, militari 8 mediche, che· SODG indispensa.bili per UD medico mi..htare. moderno. D-''a ltra parte l'ufficiale medico ha oggi m.odo e m·ezzi per perfe_ziona.r e e s·v iluppare. le proprie ·cognizioni professionali anche nelle contingeo:Zé ordinarie di .se,r vizio. Quiodi è· na.:turale eh·e, come già per le altre categorie diu:fficial:i dell'esercito·, si sia s.e tita l'opportunità di abolire· gli ·e sami teorici per .g li asplranti u:ffici.ali snpe,r iori med.ie.i.. ••• :.. Sostituisce l'esa.me, come si è già detto; un corso di a.bilitazioue per capita.n1. medici (Infor:ma.tionkursus, copo di tale corso ·è duplice: fornire ai capitani medici -quelle noz1oni che sono necessa.r·e per d.irigere il servizio sanitario nei gradi ele· \"ati: g·iudica.re, con unità di crlter.ii, se coloro che lo frequenta.no haono atti'tu -dille a rivestire un grado più elevato. Il corso è tenuto una ·v olta a.U'anno1 da, ottobre a deeembre, presso la seuol& -di sanità, ed h.a la duramo di. 10 settimane.. ono chiamati a frequentarlo gl;id on.·e i all'a vanza.mento ad anzianità. e i p·ro" posti per l'avanzamento a sc~lta che si trovano· nel primo terzo del ruolo del proprio grado. Nel corso si svolgono : igiEme militare - chirurgia d.i guerra - :s ervizi·o sani· tarlo in pace-· servizt·o san.ita.rio in guerra ........ reclutamento ed imi>erfezioni fisiche -esimenti dal servizio mìli.t are- .s ervizio sanitario tattico ed ope·r ati.vo·- forma~ zio:n e d i guerra deUe gr.a ndi unita • e· si tengono conferenze speciali su temi che hanno attine~nza col ervizio sanitario, co·me ad esempio: se.r v·zio sa.n itario ne.gli .ese.r citi esteri~ :t o.r ia del servizio sanitario· ece. Inoltre d.n rante n corso . tesso si visitano le prin.eipa.li istituzioni sanit-arie; fii esaminano i ma:t eriali sanitari di guerra;· si discutono sul terreno problemi ine· :re.n ti al servizio sanitario. Al termine del corsof una commissi-one, composta d·el capo, d·el oorpo degh uf:.. iìciali. medici,. del comandante deUa scuola di applicazione dt sanità. militare e' d·e gli ins·e gnanti, giudi·c& ei:a.scun allievo pre~nden:do norma« dalla. sua i:nt.elligenza; -dal su.o sapere ·e da.H& sua abilità professi.ona.le •, ed. esprime il giudizio in uu f.>reve ' sinte,t ico rapporto.. 1
Corpo degli utfteiaU medlel deUa Landwehr elsleltana. Il ~corpo degli uffieiali. .n1edici della La.ndwehr cisle.ita.na (1) comprende : l maggiore. gene.ra.le m.ed.ico; (2) 6 colonneUi medie1 • 11 tenenti colonnelli medici ; 20 mag,gio·r i medici ; 140 capitani medici · lO tenenti m.edìci;
188 medici militari in totale.
O{fotiersko~~· B d~l I9'0f. ('2) Col boUetti.n.o d le pr mo~i n i del l. maggio 11. a · è stato· n.o m [nato Jn. c1aseuna .(J.e ne due Landwehr un tenent g · neral · m ·edico con la ca:rica di ca.po del corP? degli ufficiali m -dici dell a rispettiva La.ndl ebr. (l) Organischt Besti'm numg n fr1r das k. k Landwehrarzlliche
RIVISTA DI TEONIOA E SBBVJZIO MEDICO MlLITA'R B
·461
Jìlsi provengo·n o :
a) d.a m~ei m1litari di carriera deH'eserci'to comune,. della :marina da guerr.a_ della Landwe.h r u.n.g berese; b) da medici. c-ivili e da. stndeiiL'ti in medicina che :s i obbligano a prestare UD. determm,ato nume~Q di anni d~ servizio. I med:ici civili, che assumono l'obbligo d.i servi.re no:n meno di G :a nni, ricevono, a titolo d'' aasepo per gli studi compin.t i, 6000 corO"ne, pagaJ>ili 8000 .a ll' .a tto ~della. n.o mina a tenen.t e medico e 3000 all'atto della. n.omina a. eapitan.omedico. Gli stu.denti in medicina, ohe si obbligano a pre ta.re, a suo tempo, non meno· di 6 anni di servizio nella Landwebr, rice,vono,. durante gli. s't udil, uno stipendio&nnua]e di lO(() eorone, le :!:!omme n.eces arie pe~ pagar·e le tasse d'esame e d· ]aurea, e, in fi;o:e la dlifie.renza fra la som·m a comp.J,e ssiva d.e gli stipendi ·peroep~tl , e 8000 corone. T·a.Je differenza è pagata in due ra·t e: m.e tà all'atto dell~ nomina a t..enente. medico e me:tà all'a:t to della nomina a cap:itan:o•. ~ eon·d ìzioni per l'ammissione in servizio .s ono in tut:to eguali a queUe in· . dica·te p&r .Peserctt~ comune.. el primo '.a nno di. servizio sono tenuti a. frequenta.re.· la scuola d'applicazion.e di sanità militare d·ell'ese,r eito eomune ~ e quindi un. altro, c~rso speciale tecnico, pro·p rio deUa Landwe.h r ei.sleitana. Per l'a.vanzame·n to ecc.;. .sono applicabili le· di.s posizloni i.n vigore per il corpo· Jegli ufficiali medici del-. 11eseroito comune.
Corpo degli ufllelaJI medlel d.e lla tandwehr uogll.erese.
n corpo de,g li ufficiali medici della Land.w ehr ungherese comprende: l 8 11 21 129 15,
m.aggi.or gene.ra.Je m. edico (l) co'lo·n nelli medici tenenti colo.nneUi medi.ci maggiori medici ea:pita:ni m.e.dicì ten.e nti m·ediei
(dati desunti dal bilancio del l'anno 1909).
178 medici militari in totale.
n reclutamento degli ufficiali è in massima. regolato come nella Ls.n.d webr cisleitana. Però gli stu.d e.n ti in medicina, eh·e si obbligano dì servire, a suo t~mpo,.. per 6 anni alm.e no ne.Jla Landweàr ·u ngherese, ricevono degli stipendil annuali da. 480 a 1000 corone, colJc mod.a Htà indicate per l'esercito comune·. · JA, eond1zioni per l'ammissione i:n servizio son.o le . tesse di quelle indi.cate per l'esereito comune e per la. La.ndwehr cisleitan.a.t colla differenza che gli «aspi mnti :. ed i c ·C&n.d idati :.. medici militari ungbe"t"esi sono tenuti a frequentare la scuola ,a 'a.p plicazione medica.di Landwebr (La.ndwehrarztliche Application chule)fondata. nel 1901 con. sede in B'udapest e c}on organizza.z ione e scopi eguali a quelli in·d icati per la scuola. a• applicazione, di sanltà miHta.re deB' esercito eomuue. (l) V:edas1. {nota 2) de) corpo deg,li uftf.ciali medici della La.ndwehr ·c jsleitana.
B.m :STA DI TECNICA E SERVIZIO MEDICO lliLITA.RE
Gli uftlciali. medici della Landwebr unghe'r ese sono coadiuvati nel loro ufficio ù .facenti funzione da sottoteoente medi·co (1), perso~nale' costituito. come gi.à è stato· detto, dai volontarii à'un anno, dottori- in medicina, nel secondo semestre d.e l loro ser·viz:io mil.itare Per l'avanza:m ento, ecc.; va.lgon.o le,disposizioni indieate per gli u·:fficia.U medici dell'esercito comune.
Trattamento eeonem.loo ·degli nftlelall ·medlet. I dati che qui si e pongono riguardano soltanto gli ufficia.Ii deU'eset~eito ·CO~ mune (9J: sonò però in massima parte, applicabili a quelli ·d elle du.'e Landwebren, e' si riferiscono ai cosi detti assegn1 fissil senza tener conto a:ffatto ~degli assegni ~ventuaH, i quali sono molteplici e diversi. a) Assegni nel periodo d''esp·erimento e alla Mmfna a tenente medico·: 1o Gli « aspiran.·t i • che. sono « facente· funzio·n.e,da sottotenente medioo » ,S) percepiscono gli assegni stabiliti per tale grado., eioè 70 Heller al g1orno; n sopras· soldo di servizio di 50 corone, m·e nsili e il soprassoldo d'as:p·i:rante di 70 coron.e mensili. - 2'0· Gli c: aspiranti • che sono già sottoten.enti medie1 ricevono gÙ assé.gni stabiliti per tale grado e cioè,. secondo gli anni di grado, 1680-1800·2000 corone all'anno; l'indennità ·d i residenza, e di mobilio, ecc., più una in.d ennità d'equi~ paggiamen.t o di 160 corone. Alla nomina a tenente medico effettivo, i facen.t i fon·zione. da sottotenen.t e m~e· dico ed i sottotenenti mediei percep.iscono rispetti'vamen·t e uua inden.n .i.tà d'equi· pa:ggiamento di 240 e di 80 eo·r o·oe. b) Assegni normali dei 1ttedici m ilitari. Sono indicati nella tabella. seguénte e s.ono uguali in tutto a quelli degli altri ufficiali ed impi.e gati mllitad.
(l) Gli studenti in medicine. che aspirano a diventare, uBìciaJi medic;i di compie· ·m ento fanno· un solo aono di servizio e sono chiamati ., volontari di un .anno me: d .icz ". Di tale BDD.o sei mesi sono poss.a.ti press.o una uni.t à ·d i fanteria e c&ceiato!" · ·p er l istruzione. militnre; gli alt.ri mesi. p>restani dopo ottenuta .)a Ja~rea : m&dioi.n& sono pa-ssati presso un ospedal.e militare col grado di f.a cente funmone
sei
da
sottotenent.e medico. (2:) G~bu.hren,oorachrift.filr k. u.: ~· B 'eer_. :. I T~il. 6_8, W~en, 1.908. . _• . ti (~) 1 r1corda. cbe gb stad:"nt1 1n m~d1cma, con. st1pend1o _'sono nommst1 « _f~enla funz.1one da sottotenente medtco » (.Assa tenz-Arzt-.St&Uvertreter) appena cooseg~a,ta .
laurea in ~edicina alle. par ~·?i volontari d_i un ~nn.o m~i~i; e 18~ .ricorda anche ~he : . : come· quest1. ~ ban.no dovu:t o ,g l prestare e1 m 1 di serv1z1o mt1ttare, p·resso uns P di fanteria.. u c·a cciatori per l istruzione militare.
RIVISTA DI TEONIOA lt SERVIZIO MEDICO IULITARB
Assepl 8 J (la. eoro11e). Indennita
l
Stipendio
ARA DO
,
1
I'Ddeonlta
allogg~o
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(0
1
lndeooua. moblUo 'pel domest.
,.. . . . .--.,_ ______......;_~-~-_,;...__i l l
Teno.t e' generale.
Maggior generale·. <bloDDe.Do
C&pitaD'O ,( 2)
168
In ciBScun ruolo. metà (i più an·
11~400
'~
7,200 8~800
5,400
6,,200
~
~
4,400 ·4 ,800 :3 ,000
t
l
3t400
:2~800
368
168
24
168
24:.
120
2'
2160
ziani) percepiscono lo stipen d.J:o m.aggiore ; metà (.i meno anziani)' quello minore.
304
208
3,.·600
2~600
:2720
1552
.3,200
2,200 2,400
~DeD.te
l 3968
t 10'0 ~ 2928 ~ 13,,000 ~l 936
'Tenente colo.nneUo IJaggiore.
4,.016 16,,000
1
~
Stipendii triennali. 880 10\l
24
136
a) Assuqp&i di pet&BiOftiJ• I .m ediei militari, eo:me le altre eategorl6 di uf&ci&'li haDDo diritto,, secondo i easi, ad. una pensione vitahzia e ad una pe:DSione tem~
portm.ea Hanno diritto ad ·u a, pensione vitalizia: 1° dopo lO ,a nni almeno di serv.izio in easo di CMUfatata inabilità .a l servizio; 20 al ,6(}0, anno di. età senza obbligo, della constatazione di inabilità .a l servizio;
So dopo qual:nnqne ·t empo per .inabilità. al servlzio c.onseguita per cause di :Seit'VÌz.ÌO· o considerate come tali.
In tutti gli altri. casi hanno ·d iritto ad una pensione tempora.n'ea; p r nn. numem di anni. ugu:a le aUa m·e tl ·d egli anni. di. servizi·o effettiva;mente prestl\ti. L'ammontare della pe,nsione~ d.ipende dall'ultimo stipen·dio effetti.vam.e nte per~ oopito ~e dagli ann.i di servizio. Non è ,qlli il caso nè opportuno. riportare per inte,ro la tabella delle pens,i oni: però si. può ritenere che in massima. la p~ansione vitalìz;i a è uguale a. 1,/B deU'u.l timo tipendio percepito, dopo il 10° anno di ser.. VÌZl10; ai B/8 dopo il 16°, all'intero· stipendio d.opo il 40°. (l) Dipendon.o dana. residenza: qui si è indicato il m.a.ssimo ed U minimo. (2)· I capitani atitziani ~iscono inoltre un assegno dtan:zianità ,(J! l.t unu.lage) di 400 -800 corone annue.
RIVISTA. D·I TEO.NlCA E SB.:R.V JZIO MEDIOO lllLlTARE
Per .a sieurare agli u·Oìeio.li pensiona~ .anche una. indennità di residenza è stato. or ora istito.itot pe·r i soli uflìc1ali dell'·e sereito eomuue, un « fondo d'assi.e urazione per indennl'tà. alloggio ~ (Quartiergeld....'V emiebernngsfands). Tale fond.o è costituito in massim.a con ·i contribu.t i ·m.ensHi, che tut~J. g1i ufficiali SO·DO te.n nti a versare. in proporzione d.e llo stipendio ·e.f fettivamen.t e per-cepito. Per contro l'uilìoiale . cOl· looato in pen ione, ha. diritto, per tu.tta la durata d·eUa medesima., ad una. i.ndenni.tà. alloggio che è di : 1200 corone per il ge,n erale di corpo d'armata, 120) id. tenente gep:e.r al·e, · 800 id. rno.gg~or generale, 640 id. eolonneHo, 560 id. tenente eolon:nellot 480 id. maggiore, -4.00 · 1d. capitano, 220 id. te·n ente. S.i può riten.e re dunque che rufficiale, m.e dìoo aostro·unga.rie,o, ·nhe· lascia ilser-. vizio attivo nel tempo stabil"to daUa legge, cioè con 40 annl di servi.zi,o e GO ·d'et1,. eo,n tin,•u:a a percepire g·l i as.s.egni di a:t tività di servisio, se pure., in alcuni casi, non ne percepisce dei supe·r iori, per altre eventuali competenze, fisse e tempo·ra.n. ee~ come adl esempio il soprassoldo· per fer.i te .g ravi l"t.p ortate in servizio e per caus& di serv'iziG in tempo di. guerra e di. pae-e,, ecc.
•'·l
••• Tale la posizio~ne degli ufficiali medici in Austria-Ungheria.. Eppure, da tempo·,. il eo·r po·degli ufficiali medici, ma.lgra.do le C1llre in.o essanti ed il 'b uon volere· del· Pam.m inistrazione militare., attr.aversa. grave crisi, tale da mettere in dubbio, S& dovesse continuare, il buon funzionamento del servizio sanitario nell'ese·r cito.• Gli ufficiali medici, Apeoialmente di grado .inferiore, lasciano H servizio, si può dire, in massa: qtdndi d~eficienza .n um.erico. se:nsibHe di personale, rispe.tto agli
orga.niei. La l presente tabella, a:nness·a a.Ua. relazione a.l bìl.a.nei.o dell'esercito comun& pel 1909 (1), ·e che dà la .situazi·o ne ~d.i fatto. al principio di anno,. si pres.t,.. a. m.o lte e-onsi·derazlODl. 'l
Forza presen.t~
Num.ero dei medl·ci
Percen·tuali ·
~ -'1
Esercito comun·e •
312..8.32 2)
1024
1:305
Laodwehr ci 'l eitana.
3:6 .t00 (3)
1'96
1:185-
~andwe hr ungherese
a.o..soo (4)
160
1:192
380.08:2
188,0
1~25%
l
ToTALB
O) Bericlle des Heeresawcl ,uases der Deleg·a t :oo deB Reic1utmtu, 1909. 22014 oflìciali e impiegati 290.1218 truppa. (3) 3400 id. Id. 3.3 .000 id. (. ) 2800 id.. id. 2 ,000 id.
(.2)
··= \l
465
BIVISTA Dl TB:CNIOA B SERVIZIO MliDIOO li.ILITABE
Qui si nota solo ·ehe, la defteienza nume·r iea s,i veri6ea ·d i preferenza ·e quas~ esolusivamente, n.e i gradi inferiori, cioè .fra coloro che efFettivamente prestano ser·vbd:o presso le. truppe: qnin.d i la preoccupazione del dirigenti le cose miUtari a.u~ stro·ungariehe è pi·e namente giuBtifìcata. · T-ale situ.azione naturalmente non poteva rimanere circoscritta ·n ell'ambiente militare~ e difatti la stampa politica.s'impadro·nJ di essa; ne .r ice,re() le eauset ne, additò 1 rimedi. Come cause si soglìono oonsi<lerare.: l'insufficienza degli stipendi (1) ·; :il lentissimo avanzamento; lo scarso interessamento dell'au·torità. eentr~le per lo sviluppo delI'istl"U.Zi.o ne profession,a le dei singoli; l'eec~sivo lavoro in dipendEmza del pooo nu.~ mero di medici presenti ai corpi;: la. poca eonsid.e razione in eui è tenuto il medico militare nell'.a .mbiente militare. La posiz~one economica fatta agli ufficiali medici austro-ungarici è stata già. indicata oon sufficienti particolari nel prese,n te studio. S,ignora se essa corrisponde in tutto ai ·d esid.e rii dei s:ingoli,. specialmente s.e si eonfron·t a ·con. quella goduta o che posRono godere, i medici esercenti libeti la. professione. Certo è: che ben ·d if. flicilmente oggi l':aftiei.a le .m edico a.ustro•ungarico riesce a .formarsi un.a elien.tela fuori dell'ambieDte militare; e, se, vi riesee, d.e.v e sempre perderla per i frequenti cambi di residenza.. F:o rse il disagio econ.o mieo dipende non tanto daUa. poehezza degli assegni fissi., quanto dalla consapevolezza che esso mai o quas1 mai potrà es:sere eliminato ·O rid.o tto ool maggior lav·oro e col maggior sapere - Lo stato delta earri.e ra. è indicato nel segue.n te. specchio, eompila.t o con dati desu.n ti dal bollettino delle promoz,ioni. del maggio ultimo.
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Da 6980 si. _rileva ehe i m.e diei militari pe·r la promozione ·da. capitano a maggiore, impiegano circa 15 auni :· un. po' più di quello che Imp·ie.gano gli u:flieiaU
·delle armi e corp~
(l) Sono stati migliorati ne·Ua misura indicata nel p·resen:te .studio, :da dall'ottobre 1908. 30 - 'Giornale di mtàfdna miU4'are. - Fase. VI.
46S
RIVISTA DI TECNICA .E SERVIZIO ME.DIOO IULITARB
L'a.mministrazi.on.e miUtare' è co~;sa al dmedio a.umentand.o il ·n umero dei :p osti da. ufficiale superio:r e (l) diminuendo quello degli inferiori. Ma tale provv~edimento, sia forse per la. po-che.zea dell'au_men.to, sia anche perchè i naovi posti saran.n o coperti gradat-..4\mente, no·n ha prodotto queU'e:ffetto cbe se n.e sperava . . A sai più gra.v.i sono i lamenti per l'impossibilità,. in cui Eli trovano gli uflieia.li medici, ·di curare e sviluppare, la propria. cultura professionale. Ci.rea. 15 nf~ fie'ali inferiori dellesercito comune e 9 della Landwehr ungherese si t-rova.n.o presentemente comandati pre so le cliniche universitarie per un tem,po più o meuo lungo. Tale numero è ev.i dente,m ·en.te troppo pice-olo di fronte a.l n.umero complessivo d gli uffi·oia.li medicì. D'altra parte. i medi.ci militar.i a · segnati ai corpi ed in l'esi.d.e nze piccole - la massima. ·p arte - nma.ngo·n.o lontano dai centri s,ci:entUì.cì per molti anni e· perciò. n.eHa. materiale impossibilità di migliorare le prop·r ie cognizioni p~rofessio.nali. Da que to lato dunq111e, ehe forse è inconveniente comnn,e a tutti gli eserciti, i lamenti ·n on sono ingiustlfica.t1. La. p·osizione mora.le dell'u.f fìcial!e medico neU' es.e rclto austro-ungarico e. la con· sidetazione in cui è, tenuto nell'a.mb~ ente mili.ta~e costituiscono una quisti.one de· licata che , fugge alla n.o tra in·d agin.e. Se però ricordia.mo che il corpo degli ufficiali ·med1ci da te.m po, con tenacia.indomita, aspira e tende ad.essere in tutto pa·r i al.Pufiìciale combattente, devesi .a mmettere cbe e sa è ed a.ssu.r g;e ad .im.p ortanza grandissima. In og,n i modo sta Do·n dubbio il fatto ebe, per una somm:a. ·di ca.us , ponde,r a· bih ed impondera.bHit il corpo degli ufficiali. medici aastro-ungariei .nou. riesee ad essere al oom.p leto, s.ia per esodo di coloro ehe vi sono già, s·a per progressiva e crescente diminuzione di coloro che, vi a.spira.n.o. Cosi. ehe il rela.tore. dal bilancio delP'·e sereito· eomnue del 1909 si vide. autorizzato a dire nelle Delegazioni che -c ia due ter.zi dei ~e gimen:ti tutto il se,r vizio sanitario è affidato ad un solo medico». Bisogna. d'altra. pa.rte convenire c.he l'amministraz.ione· militare - sia ~quella deH'.e sercito co·m nne che quelle deUa. dife a. del paes·e - in tendono ·con molto bno·n voJe,r e e con mezzi che sembrano adlegua.ti, elimin.a re O· ridurre al minimo possibile le cause d.el ma.lcon·t ento. Oosl si. sono aumentati gh assegni fissi e, co.n seguentemen'te gli assegn1 di pen.~ sione: si sono migHoro.te le con.dizioni dell'avanzamento {2') ~nmentando il nume~o degli ufficiali superiori e diminuendo quello degli inferiori: .si pensa. di aumentare e di riordin.are su nuova base g li c. stipendi » pe,r gli studenti in medieina (S): .s i ~~l) Per aument:a re, ancora U numero degli ufficiali a·o periori medici l'ammini - tra2ione militare ha des:tinato gia un ufficiale superiore medico neUa città con nu.me.r oea guarnigione, coUe funzioni di ·c apo del servizio sanitario del presidio,. ed intende :(lradatammte deatin<Jme uno :i n egui reggime·n to di fRnteda . cacciatori. ecc. coUa ·oarica.. di capo del ser _·izio sanitario del corpo, cMicB che ora è tenuta dal ca.p it&no· medico organicamente a8segna.to al reggimento o corpo. (2) Io. verità. le condizioni deU'.a vanzamento per gli uffici,aJi medici n.on sono ancora tr-oppo fav·o·re,voU Iofe.U:.l m·e ntre dal complesso dei posti otga ici quelli di .m aggiore ammontano a.l 36t3 p. 100 poi gio.dici; .a l 43~6 p. 100 per gl'intendenti~ al 68,6 p. l 10 per gli ufficiali inaegne:ri d.' .a rtiglierio.; quelli per gli ulnciali medici ammoo.tano a.olo al l9t3 p. l O. Di conse uenz.a. i. medici mHito.ri perven ono al grado di uf6cia.1e su· tiore tardi d in. svanz.a.t.a età. L o.nn.uar:io militare, a.ust.ro-ungarico non conti.en e r tà degli nffi·C.i&li •e perciò a tale ri uardo :DOil BÌ puÒ d&.l'8 81CUD.3 indic&ZÌOD~ '($) _Il ro~atore deUe Dele azioni per il bilancio comune delta. guerra del 1909 pre· seu ·ò la proposta d1 amnenta.re li stipendi o di .r e ola..rli sul .cisterna in. o.so neUs La.ndwehr cisl,e .itana; di obbU re i iovani ch.e ne fruisco o a l2 anni di servizio a.t.t.ivo; di riserba;nlii. l a·m miniatrazione della guerra il diritto di pretendere, anche per via
RlVIST A D'JGIENE GENERAL.E. E BATTERIOLOGIA 1
467
tl.a in antmo di considerare come tempo utile per la pensione tutti gli anni di -studi uuive~sitari. Ciò mal:g rado la situazione non pare. ·t en.d a a migliorare, forse per cause d'indole. generale, c'be nulla. hanno· a che fare. coll'a·mbient'e militare, e c'be il ministro -.eo.mu.ne della. guerra generale Sconaieb conoreta.: a) nella. possibilità. e facilità ognGra crescen.t i ·d 'esercitare la. pr~fessi.·one li.. · ara eol miraggio di più lauti guadagni e col beneficio ·del1a. reside.n za stabile; b) nel limlta:to concorso d.i giovani alle facolta. di. medicina \1). Roma, maggio 1910..
RIVISTA D'' IGlENE GENERALE E BATTERIOLOGIA
·4lt•.••
Xt1Lz. - •oao 41 4aUe sanare •••to 4al traaee11 Dell' Atrloa ooel4e tale ool metocle 4el tro:a s-ptèa·e • ». - {..4.Tchiv. f. Schiffs·..und Tf'tJ .. l[
1Jf11l.-Hygiene,
ol. XIII, fase. 20j 1909).
È curioso ed interessante l:e ggere la relazione che fa il dott. Kulz di un viag~ ,gìo· nell.a Guioea fran·ceae a scopo di studio delle misure igieniche usate in questa. ·Oolonia, a proposito delle misure p·r ese per distrugger.e le zanzare a scopo profi.. lattico tanto verso la malaria quanto verso la. febbre gialla. n m.e~todo, eh.e b:!l. avuto s·p lendidi risultati, è nuovo sotto ogni r-apporto e si ·esegue ,p er mezzo dei eosl detti trOUB~pièges (loehfaUen). Chi si oecupò per primo delle ncerehe che condussero· aHa seopert& del .metodo fu il medico capo di Oonakry, n dott. Blìn.,, il ·q uale iniziò i snoi studi a Ko·tono11 (Dahomey) nel 1905. Egli. ave.v a osservato ehe molte zanzare cereansi. nelle ore "'Calde ·à el gi.ornoJ, in vicinanza delle eos.te del Togo, e. del Dahomey,. oom·e· 1ipar·o le numero.sissime buche fa.t te dai granchi.. Aveva in:o ltre osservato che queste 'buehe albergavano le zanzare con tanta. maggio·T regolarità. e in tanto maggior qua.ntitlt. <tUanto meno la loro apertura era esposta alla brezza marina e al sole, e che..Io stesso avveniva per quelle. escavazioni d·el terreno ehe forma.va:n.si n.el lavorio continuo di aleune radici sotterrlt.llee. Tali ·o sservazioni sui. costumi. deUe zanza.Te -condussero· il dott. BUn all'idea. del suo metodo. Egli fece scavar-e delle buche di -e.ìrca. 40 een:timè ri di profondità, il ·c ui asse formava un angolo o.cut{) ool piano del terreno, colla loro a.pertura a riparo dalla. br.e zza m,a rina. dominante e passi.,; bilmente· disPosta da Nord a Sud, •61 vide che la zanzare a cominciare ·d alle 8 ore circa) .riee.r eavano· taH bnche, e n.o n le la.scivano che v·e rso Ie 4 d.el po:m eriggio. Ciò .avv·e nen.do; la loro. d·ì struzione era facile·. Basta. va introdurre nelle buche una tìaceola accesa, fiaooola ch.e faeU:mente si prepar.a va appHcando a.lla punta di un ba1
·legale,. la resti~uzi.one degti stipendi percepiti in. ca o si J.o.sci il servizio p•n moth;i no'o. .Pienamente ai.ustUìeati.. (l) -el 189ti si laorearon.o m medicin,a 800 gio·vani; n.el 1905, 307,
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RIVISTA. .D~ lGJB, K; ·GE
RALE E BATTBRIOLOGL\
stonet della lunghezza di un mett·o· e mezzo, un pezzo di stoppa bagnata ne_ petrolio· ed. aecesia;.e, ebe. era preferi'bile a tu·t ti gli :a ltri. mezzi, ·q ua.li la carta bru.. eiat&, lo zolfo eec. pel loro odor·e che a.llonta·n ava in seguito le zan.z are. Le buche pe~r zanzare vengono scavate' eou strette vanghe a manico corto·, ed uno steBSO ·o peraio pub farne bent.ssimo 100 in nn giomo. Nei giorni di p·i oggia· ()ceorrono frequenti ri:p arazi.·o n.i, ma ne,l tempoasciutto le' bu.c he possono servire, per ·.lne· settiman.e. Una ulteriore utiliz:zazione delle buch~e è anche impossibile perohè il prolungato od.ore del petrolio fin.isce per allontanare le zanzare. Il ~costo non èmolto gran.de; per 600 buohe bastano S litri di petro-lio. In. quanto ai ri.s ultati de:I metodo, il do·t t. Blin ealcolb il numero delle zanzare morte in 10 di tali buche' per 15· giorni,. e ·n e contò circa 11700, e dalla:to p·ra.tioo ossert:ò ehe men.t re le buche erano piene di zanzat'e·;· le casie. ne erano ·q uasi prive E' ancora d.a osservare' che. tali buche non solta·n to servono alla dia:t ruzione deUe zanzare'. ma an.c he per fomire· de,i. datl sulla quantità. delle zanza.r e vi.v enti in. una d,a..·ta. regio·n e e ulle specie iv i esistenti; a tale scopo 'introduce nella. buca uno· speeiale apparecchio ch·e se.r ve facilmente a catturarle e. .adl estrarle. Il d.ott •. Blin ba esteso il s.u o metod.o anche nell'inte.r no deUe abitazioni, facendo· costruire· trappole di legno lunghe 40 centimetri,. a. pareti convergenti oe1 fondo ooll'ape.r tura munita di un semplice sportello a. eaduta, di color gr1gio nerast.J:IO. nella pa.re.t"8 esterna, di color nero n.e .U'interno. Al ma.t tino ·esse son post~ neiJ!a.. parte O'Seura della casa, poco ventilata, g·e~neralmente sotto H letto o in un angolo· della camera; a S ore ·dopo mezzogi.o rno si oh.iudono. :Pe.r la d:istruzio.n e delle zan .. zare basta in.t rodu.r re ~con una s.ottHe lamina di ferro un pezzetto di. carta accesa;: dopo è bene· las.e iare entrare aria per un certo tempo. TESTt•.
Rota nllalateas& prolungata. dell'ameba 4u•eaterl.oa ael l'IJltestlao 4.e ll'uomo. .1 « porta.t-orl41 a.m ebe •· (Es·t ratto dal Bulletin dela. société de PaUwlogie e:cotique, ·t'<>mo Il, n. 2, 1905:1).
H. VI:N'C ENT. -
In~ ·-
Jm.ple·s o ·4 ell'lpoolortto 41 •o4a ael tn.ttam8Dto Iella 41•ellterl& aaeibloa ·OroDloa. -- (Dal medesimo boD.ettino).
Nella prima no·ta.. l'A. cita alcuni easi importanti di prolungata latenza. deialcun egno morboso, e :pre cisa.mente tre casi d'individui provenienti dal Ton'k ino i quali no.n avevano a.vuto rapporto alcuno con d1ssent rici e che oda uno a cinque mes.i d,opo il loro rit<ornoo· ammalarono di dissenteria presentando numerose amebe neH feci.. inoltre un uum ro non indifferente di soldati dissent~rici ì quali avevano delle paus lunghis--sime perfino d.ì 8 mesi durante le quali riprendevano le loro o ·cupazioni militari· sp sso anche fatico:s , senza presentare il più lieve sintom.o intestin.ale, po1 rica·dev:ano ammalati e presentavano di nuovo le amebe neUe f:eci. L'ameba diss·e nterica è dunque capace di co-nservare la. sua. vitalità e la sua. virulenza. per tre, sei ed anche undici mesi neUe pareti intestinali senza. dar luogoa fenomeni rea.ttivi .a pparenti. Rinchiuse nello spesso:re delle tnniche intestinali, ·neUe glandol~e di L ·eb rkiihn,. nella tunica muscolare e perfino sotto la sierosa, po -sono resis.t ere· lungo tempo ai m zzi a bituali di difesa deU'organi mo ·e viver& ·d i una vita latente. , È perdò ·m olto verosimile che tali soggetti ra..ppres ntin.o de:i v·e ri pqrtatm latenti d/amebe capaci di d:rssemina:re colle loro feei la malattia.. l'.Entamoebt~ his:l olytietl nell' intes.tin.o umano senza
RIVISTA .D'IGIENE GENERALE E BATTERIOLOGIA
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Negl" esempi citati, n ris.veglio dell'i . fez·one, è dovu.t o a. cause COttld luvan·t i, ,oqnali un' indTgestione, una crisi d.'alcooli~mo acuto., una fatica eccessiva e p,rolun~ .gata, spesso una recidiva d.i febbri malaric.h e. Nella se.conda nota il Vincent fa conoscere Plmpo:rt&nza del r.a tta.m ento curativo ,d ella dissenteria ameb~ca. per m·ezz.o dell' ipoelorito di soda.(liquido del Lo. .. barraque) nella soluzione di 8-12 grammi p. 1000 di veicolo. La somministrazionl! ·del rimedio deve essere preceduta daUa. evacuazione d.e ll'intest"no per mezzo di .acqua boriea. tiepida; il rimedio vien dato per enteroclisma usato per quattro giorni, due volte al giorno, poi una volta sola. aumentando grada.ta.mente Ja d·ose dagli 8 ai 12 grammi. Questo tratta e to curativo locale deve sse·,· fatto con ·eura ,., oon adatte precauzioni specialmente in quanto alla posizione deU'amma.Iato,. aecioochè il ci.eeo e, il oolon ascendente vengano bene ba.gnw:ti.. L'A. ha applicato questa cura. anche in oasi cronici e gravi, con ottimo risulta.to. Tale clll"a può, raccomandarsi anche in altre affezio·n i paraBsitade deU; in te-stino crasso, nelle coliti ad es.,. da òilharzia, da balantid.io, da trichomonas, da ·QSBiuriài., e forstancbe, n.e lla dissenteria. spiriilare di Le Dantee. TESTI•
.u
.F. TEsTr.- Bloeroll.e batterlOloa:lohe ,• la.t utta.o ·4eau luettl. f'itta d/igiene e àl sanità pu-òbUca, anno XX 1909·).
(Bi..
La. grande famiglia degli artropodi,. e speeialm.·e nte degli insetti, ed in part1.. •colar modo il loro in.t estino si possono considerare un luogo di deposito e forse aneb.e di coltivazione di germi patogeni; i quali, altrimenti, neUe varie condi:zio·n i naturali dell,amb.ien.t e e so·p ra.tutto del ·t erreno, non sempre trove.r ebbero m·e~zi favorevoli al loro mantenimento in vita ed al loro sviluppo. L'A. da tempo si è occupato di ricerche batteriologiche sull'intestino degli in.·set.t.i. (coleotteri, lepidot'teri, o·r totteri, e·m itwri,, ecc.), ·e per garantire l'isolam.ento, -di un -maggior numero di germi è rieor o, fin da principio, aHe piastre, usando' il ma:terìa1e sospeso in soluzione :fis1ologica st.arile dopo convenienti dilu.zioni. Dalle suddette indagini è risultato che il 1-eperto b&tterio1ogico nell'intestino ·degU insetti è im.pol·ta;nte per il numero e lo. varietà deUe specie o.s servate, dai -comuni sa.prolìtì a.Ue forme decisamente patogene, e per il fatto ebe il più delle volte trovansi in simbiosi dne e, anche più specie . Altra osservazione interessa:n te, che emerge do. queste ricerche è .la. sea.rs.ità delle specie .a naerobiche, causata pro~ babilmente dal modo, d1 respirazione. degli insetti per mez.zo di thrmi e di nu.·merosissimi ea.n.s.li aerei: di guisa. c.he la maggior parte, dei te su ti s:ono c:o me im . ersi in un bagno d'aria, eontiuuamente .r innovata. Per ciò PA.. non è, riuscito adi. isolare· ehe un bac1Uo del p.s eado-edema non patogeno. B,i gaardo alle speeie ·p atogene1 le più frequenti sono quelle rappresentat-e dai ~muoi germi agenti di alterazioni più o meno generalizzate,,, agenti delle sup· p,ura.zioni; delle putrefazioni intestin.a.H1 delle infezioni generali.. I germi patogeni isolati ed identifica·t i furono i pro·t ei, il b. {tuor. putidtUJ., il Ò. pil.JCianeo, il b~ m:u· .eorus capsulatus, il m . ·tetrageno,,, i baeiUi del gruppo del ol'i, il b. laetis .aeroJJt'Res, il b. faeealis alcaligenu. · D contenuto batte,rloo dell'intestino degli insetti è in !"'ela:zione in modo uniforme e. costante col loro genere d[ vita, se vivono cioè prevalentemente nell'aria., nelle piante, ne,l terreno. e specialmente col loro m.·odo di alimentazione. Si pu~ ~ritenere come legge assoluta che gU insetti iitofag.i non albm·ga.no nel loro int:e~ .stino ehe germi bajlali, generalmente dell'aria; gH in etti aprof: gi hanno germ1
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lliVl T.A n' !GlENE GENERALE E BATTERIOLOGIA
ehe riscontransi n.oJmalmente· nelle feci dell'uomo e degli a·n imali ~ infine gli in setti carnivori prese~ntan. o· nel loro· i:ntest.ino per lo più. gli agent1 eom.uni della.. pu·t re,f azion • Il germe più comune a riseontra·r si, ta:nto nei fi.tofagi oh.e nei carnivori, il b·. fluorescens Uquefaciens. L'esistenza. in alcuni ea.si del b p1ocianeo., riapre l& questi.one se q nesto genne n.o n. ~ ia. che una va.netà. patogena del prhno: le ri .. cercbe d·el Ruz.i.cka e del Cao sulla. possibilità che g·ermi non patogeni1, passando a.ttrav·e~r o l'intestino degli inse,t ti, acquistino proprietà pa.t"<>gene, potrebbero· farpe.nsal'le a. tale ev·e nienza. G& Aunu.
L'uemla 4a uaolDut& acU 8t&tl 'U Diti. - · (Meàical Record, New
ork 9 ot
tobre 1900). Uno del più grandi trionfi riportati. in Amer·ca. dalla. medicina in questi ul· t imi t ~ mpi,, è, la scoperta della. cau a della anemia, cosi comune fra i bia.n .chi de.g lì StaU d l Sud. Questa mala.t tia veniva un tempo attribuita. alla pov·e rtà del eibo e ~si aceusavano gli uomini dì essere troppo pigri per guadagnarsi il ·p ane• .Dopo chelo Stiles ebbe scope1·to ehe tale oon.d i.zione mo·r bosa di pende da. un pa.r&ssita. (uninaria o verme-gancio· ospite d Il '}nteJ tino, l'indolenza degli ane.mici e la loro poe attività. fìsiaa e morale, ebbero una. diversa interpretazion e furono messe in di· pendenza della ma.lattifll .. Anche i negr· ospitano n.el loro intestino questo pa.~a sita. Anzi, secondo, tìles,. ess.i ne sar·ebb ro .stati gli importatori dall Africa Ma sì. direbbe che abbian.o ormai acq 1istata u na parziale immunità al velen.o d.r questo animale, e, soffrendo relativamente .POCO servh·ebbe.ro e.lla pr,o pagazio.n& delle· sue uova.,, con le quali hanno .infestato tutto il suolo dai Potomac e dall'Oh "o · l Golfo del Me · ico. Ma se i negri offrono me,no dei bianchi per I•uncinaria., gli effetti i:ndirettt s.o no per ·e si ancora più. pernic ·o ·. La le ione delle pareti intestinali in.fiulsee eo~n. tutta p·l·oba.b ilità sulle. dig tione "l eleno escreto ~da.l pa.rassita inqu.In.a i corpu scoli rossi del · a.ngue e pur non producendo una grave a:n em.ia. come nei bianchi dimtnuisce. i poteri di re .iste;o za alle infezioni, pecialmente alla ·tuberco.Josi poi· m.ona.r . Stile as·c rive il t .a pido pro·p.a.gar i di questa. ter.r ibile ma.latHa fra i negri d.·el Sud in gran parte a.Ua pre enz.a quasi un.iv rsale deU unci.naria. Quand.o gli. Ame:rica.ni a un -ero la. direzion.e delle prigi·oni ~di Bili bi d la percentuale delle morti era d.i 2SB p. 1000 all'ann·o. In seguito ai migliorum·e nti sanitari introdotti div nne di circa. 76 p. 10 O. E oltan.to qua:nd,o fu • cope,r to che qua i tutti i pr.igionieri erano· affetti da. n.neinaria.. od altri para iti inte tinaU, e n.e f intra:pr _a la cura il numero dei mort.i scese a 13)5 p. 1000. Anche p r i bianchi e i tono que ti danni indit·etf e se l undnaria pote e essere sterminato · avrebbe, uno. notevole riduzione. n Ha p erc.~ntu:ale di morte in tutte le mala.tti • ·e il ud offre oltanto patotogicament . È inutile parlare di. migl:i oran'l n.ti economici finchè que to fl.ageUo non ia. com1Ja.tt ·~to ,e sterminato. La ma:nca..oza d" r .i ors:e d i poV'eri bianch.i e neri, è dovuta qua i e d usi vamen te. a questa infezione resa pos ibHe. anzi inevitabBe, daBn as oluta manc-anza. di qua~sia i pratica igien ica o di uHzia. fro. queUe popo azioni. Com è ri aputo l'undna:ria.- n on s i molìplica. n ll"l.ntes ino del suo o pite·· vi d·epo. .ita l uova che engono eme s.e colle feci e i. ripr·oduoono io luoghi caldi,. Q cuti umidi. J giovane pa.rw. •ta. · ntra n.cl ~c orpo del nuovo 01 pite. con l'a.cqu:a.
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BI VISTA D'tGlli.n E U.lllo. ERA LE E BATTERIOLOGIA
o cogli erbaggi crudi; ma., più frequentemente ancora, attraverso la pelle dei piedi. Il portare le scarpe aa·r·e bbe quindi un buon mezzo per impedire in parte l'infez~one, ma far portare le sea:rpe· ai ba.mbi.ni di qu.e i paesi è un'' i.mpresa ·c he: nwano oserebbe te~tare . Si po·tl'e·bbe ricorrere al mezzo d.i distruggere le feci ·contenenti le. uova. ma. anche questo è Impossibile, se si pensa che soltanto il 31 p. 1000 delle case ·d.i alcani Stati del Sud hanno latr-ine•.. e queste primitive & antigeniche qaanto è impossibile ìmmagìnare. Ancbe le scuole ne sono s·p rovviste Gli :i ndigeni sod.isfa:no generalmente .i lo.r o bis.ogni dove si trovano. Teoric.a.mente que.~Jta malattia potrebbe sradiearsl in poco tempo curando tu.ttt i colpiti con timolo, calzando l'intera popolazione e bruciando o ~ra.ttando chimicamente tutte le feci degU infetti. M'a, praticamente,, queste, misure non possono eftèttuars~ dappertutto e nello stesso tempo. ~folto si potrà fare· sia cona. cura. e la pro6las ,.• individu.alet sia o·r:ga.nizza.ndo· delle leghe. per combattere l'on.c inar.ia, dappolebè non. è una esager.a zione il dire che la. prosperità dì queUe popola~lon1 dipende completamente àell'este-rminio di questo pa:r;assita, che ne suee.h ia il san... gae e ne mina resistenza..
FARAL·LI
BusQUET. - · ' fr,a amtuloae ·d elleJDalattleiDfettt..v e a messo ael b~lsUetd lei U&DI'W·• Y•· :- ( Gazetie hebdom. de Borileatttc, n. 44).
'l dott Busqu.e.t;t .medico maggi.ore e direttore del 'laboratorio di 'batteriologia detl'ospedale militare di :Bordeaux, ha ·i niziato su questo argomen.t o delle, ricerche sperimen.tali, assai importanti dal punto eU vista d·e ll' igiene pratica. La. s.a Jiva dell'uomo sano, come è noto, contiene in via no·r.m ale alcuni m:i~ erobi ehe, malgr;a.do la :l or·O· apparente innoeuità., sott"O inftuenz·e. tuttora ignote, possono· riacquistare le loro ·p ropri·e tà vi.ralente. D'altronde sappiamo ·che parecchie .m alattie infettive, quali la. parotite epidemica, la tubercolosi, le varie angine,. la. m.e ningite eerebro-spinale epidemica e simili;. po·ss:ono essere trasm·e sse a. mezzo ·deUe .secre.zion.i e dei prodotti patologici che si versano nella cavità boccale. No.n è qt11ndi sorprenden.t e che talune .infezioni po Ra.n.o es ere difFuse nel pubblico a. m~ezzo· dei fog1ietti stampati di récla't~te!J d'ogni s.ot·ta. ·c he, nelle vie deUe grandi città., si vedono cosi. s:pesso distribuire ai passanti e per lo più da, misere pe.r one, troppo spesso tubercolotiche o candidate alla. ter.rfhHe malattia, le. quali - a no eura di nm!e ttare di saliva le, dita con cni afferranO· e epar,a.no dagli altri eìa,,. scuno degli ese,m plari. Analoghe ed altrettanto deplo·r evoli abttudin:i son.o troppo oven·t e messe in atto d,a. aleune cate,g orie di i'mpi:egati di. pu.b bliche e private amministrazioni. , Periaolosi sop:r atutto sono· i biglietti dei tra..m ways. Il con.du·t tore pe.r es ere ben certo di n.o n consegnare più di un biglietto a.l viaggiato m . non trascura di ·i numidire il proprio indice d.:i saliva, p·e r· agevolare Pisolamen to de.l piceolo foglio, ehe n.e resta oosl imbrattato. Pareoohi viaggiat.ori po-i, .s pecie se fanciulli sogUono per poa.ssatempo, met-· tere il biglietto tra le labbra. o a contatto con esse o d.el vo1to, oppure lo maneggiano· in v.a rie guise. TI dlot!i. Bus,q uet. a:ven.do esaminato nel p·r oprio la.hora.to.r lo die.c · biglietti di tramways,, umettati ,c,on sahva da cinque diversi cond~ttori li ha trovati tutti provvi ti di germi virule·n ti (stre,p tococehi e sta61ocooohi),. oltl"e a due peeie batterich-e noo. p.a togene.
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RIVISTA D' IGIENE GENERALE lll JU..TTERIO.LOG.:U.
Il pubblico dovrebbe dunque ·e ssere prev·e nuto d:e·Ì pe.r icoh che ·corre per i bigliet ti dei tra.mways distribuiti. in simile guisa,, e le compagni.e. ed amministrazioni tram.v iarie dovrebbal'tot per· parte loro, presm~ivere al personale di astenersi d.a sHfu.tta abitudine. Assai meno· pe.rie~loso è il sistema adottato d.a alcuni tram way.s di Parigi, nei quali il conduttore e provvisto di nna matita con una estremità ricoperta. di eaucciu, ·c olla quale viene sollevato il biglietto prima di esaer:e staccato dal fascicolo· (1)~ . PASSEU
W. TwORT.. - L'lDftueaza. d.el glu.o o•l.41 •a.Uo •v.Ua.ppo del baollll aol4o·r ut•teaU ooa: un auevo metolo 4l t.ol&mea to 4.e l baoWo ta.benol&re delruom.e 41rettameate d.& materiale ta.beroolon ID.qulaato ooa altri germi. Nota preventiva. - (Centralbl'. f. Bakter. Referate, v. 44, n. 3-4). Scopo ·de,} presente lavoro fu di sperimentar-e l'influenza. de'i. bacilli acido!'les.i· s,t enti sui diversi glucosidi, e di ricercare se pote,v asi eventualm.ente. trova:~ un differenzia.men to neHe proprie·t à biologiche fra i bacilli tubercolari del tipo umano e ·d i quello bovino, per potere poi ottenere possibilmen·t e un te.t·reno nutritivo atto allo sviluppo dei bacilli tubercolari. Oon tale indirizzo furono provati. 43 glucosidi ed Impiegati. m·o lti bacilli acidoresistenti,compl'esi i bacilli tubercolari umani e bovini. Un ,g laco.s id.e, l'erieoli'na, uccise la maggior ,p arte dei germi, specialm.e nte i. bacilli del gruppo del eoli e diversi coc·c hi ; ebbe invece una. lievissima. influenza sul germi acidore j tenti. Per mezzo di questo glucoside riesce facile ooltivare, direttamente i bacilli tube.r colari daUo sputo contenente altri germi. Si prepar.a una solu.z ione di ques.t o glu.cosid:e al 2 p. 100 in acqua dlstìlla.t a. -Gli ammusi dello sputo son.o in~ trodotti in un tubo da. saggio ~colla soluzione: in parola e si lasciano per tre qu.a rti d.' ora fino ad un'ora el termostato a 88°. Si fanno poi sem.ine· sul terreno all'uovo di Dorset e, dopo 14~28 giorn.i si ot~iene la coltura del bacillo tubercolare. Se talor.a con questo me·t odo .s i ottiene.lo sviluppo di qualche altro germe tra t ta.si però sempre di pochi mier.o rganismì, tut;t•al più di fine colonie ·d i , treptoeocehi o· di qualclle colonia del gruppo delle streptotricee,,. le quali non. d.isturbano .a ffatto lo sviluppo colturale del bacillo tubercolare. TESTI.
Sulla ooloruloae del b&o.fllo 4aUa tubuooloa -(La tubercolosi, giornale italiano di studi e d1 lotta sociale an.titubercolare, ·vol. n,
MASENTI. -
1009)1 fase III, pag.. :95. L'A., a-s istante pre so l'ospedale 8. Luigi di T·orino, ha. prov.a.to per la colora.zi·one del ba,ciUo tubercolare il metod.o dell' Hermann, descritto nel fascicolo del ge.1uJa.io 1908 degli annali de] 'istituto Pasteur, medìante il qnale, il baci io sarebbe m.e o in vista in n ume.r o molto .aggiore che col m.etodo di ZieM, e inoltre. se ne studierebbero meglio le va.rietà. di. forma. Tale metodo con i< s te. nel preparare una soluzione di earbonato ammonico all'l p. 100 n.ell'acqua di t'llata., ed una oluzio·n·e di cris.t alvioletto al 8 p. 100 (l), u.i tramways di Roma i conduttori sono forn.iti di. un ~zetto di .s pugna che d.o vrebbero mantenere emp:r e umida. per inumidire con essa i bigH.et.ti do. distribuire, ma. siccome la. .s pu na finisce con essiccarsi, mentre ~a lingua Don si. ·e ssicca mai.,. essi preferiscono, naturalmente. que ·t 'ultima. (N. d. R .)
ld1:180E~J.NEA
4'73
a.elPaJeool a 9irJo; queste soluzioni si eonse.r vano separate in bottigliette ohiuse oerme,ticamente,. Al mom.e nto di servirsene·, si prend·o no tr·e part1 deUa. prima solllZiO·Re' ed un.a parte della seeonda e si mescolano ben be:ne ; si colora a ·e&ld.o., poi si tratta eon acido nitrico al 10 ·p. 100, qnindi in alcool, ed. in.fine si la.v a H preparato· con molt.'acqua. Per una d·op:p ia eolorazio·n e si può ricorrere all'eosina
-all;l p. 100. L'A. ha. constatato che i primi esami fatti con questo metodo· non hann·o risposto fa:vo·:revolmente allo scopo·. oausa la. decolo;azion:e lenta ed incompleta coU''a.cido nitr1c~,. al 10 p .. 100 . .Allora ha pensato di. .s ostituire a questa. la so:r nzio·ne di aeid·o nitrico al terzo e quella di a..cido solfori.oo al quarto; come & pra.tica col metodo di Ziehl, lasei.ando la. soluzione' in contatto del preparato soltanto· per qualche_secondo, sufficiente per ottenere la necessaria -decolorazi·oD:e. Con. tale var.ia.nte il me.t odo dell' Hermann.. d.à. realmente i risu] tsti riferiti dall'A., ed è stato adottato d'ai medici dell'ospedale :S. Luig.L ·eome. il più sicuro per l'esame degli ,s puti. CAsAIUm.
MISCELLANEA eon,greaao 1nter ·a.zhmale per l''assis.'lenz:a d.egli alienaU. - Avrà luogo a :Berlino,. dal 8 a.l 7 ottobre 1910. Q,u sto Cong:re so· si occuperà non solo di questioni attinenti ai metodi moderni di assisten.za e cora degli a.li·e natì, mo. anche ai provvedimenti ,per la. profilassi d.eUa pazzia. . In dipendenza del Congt"e ~ so sa.r.à pnre ·o rganizzata una esposizione storic-a- dei progressi fatti neU'assìst.en.za dei pazzi. Tra. le altre,, Sa.· ranno tr.a.ttate le seguenti que tioni: l~ Rapporti fra. ci vHtà e pazzia ; 2.. Vi è au:m.e nto o diminuzione delle malattie menta.U!; S. Malattia dlel so:llno ;. 4. Assistenza. dei fanciulli, come pro·filassi co·ntro l' pii ssio., l'idiotismo e le alienazioni mentali in genere ; 6. Fen.om.e ni. paicopatologici d.e lla letteratuta e deH'a.rte m.·oderna. P'e r ulteriori informazioni eirca il programma scientìfi co,. rivolger.si al segretario· Dr. Boedeker, Schla.ehtensee, presso Berlino·. Per schiarimenti eirca l'ordina..m e.nto del Congresso, eon ·d izi.oni d'ammissione, ecc~, al Dr Fa.lkenberg, Lichtenberg,, 79, Hembergerstrasse. Berlino.• Confe:renta ;inter azionale per lo· studio de'l canore -Sarà tenu.t a. pi~es o la a·c oltà di medieinadi Parigi, da.l1°a.l6 ottobr..a p. v. La sottosci·izione è di L. 26;, c l'a.mmissione è rls -rva.ta soltanto ai membri di Soci.e tà o Comitati affiliati alla 8 ietà interna.~ zi.o nale per la .l otta contro il cancro. Sarà. oomnnicata una serie di elazioni cii·ca. i progressi fatti negli :ultim'i anni·, spe ·ialmente dal 1906 in poi su] ~e cono •cenz· eon~ eernenti il cancro. Le relazioni saranno s.t.a mp.a te e distdbuit.e pr ventivamente a.i mem.bri della Conferenza. Rivolgersi per informazi.oni al prof. P. D lb t, 24 ·ue du Bac, Par"gi.
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:Ul CELLA EA
So.oietà ~nazl~ona e pe:r l eani &anitari In, Fran~ia. - Già. .da. due anni esiste in Pra.n· io. ·u na oci 'té national du .cl&ien satdtair6. Questa Società. ha tenuto Wl'a.dunanza. g neral H SO aprHe a Parigi. Il p sid. nte ha eonstatato ·e h il numero d i soci si. è quasi raddoppiato in un anno In qu s· 'anno la Società pre·n der.à pa.rte a varie mostre ed pos1z1oni, , m pnr·e, cosa. più importante,, ad alcune serc.itazioni pel .s r iz.io di. ri erca. d i feriti di ga rr.a, tanto di notte eh di gio.r no.. Suno. riehie.sta d ll'AssoctaUon des damu fran :airBS, un , sperimento avrà luogo prossim.amentead Au il. i. d.is u t rà anch il ' ema: *Com provved re .aJ r elutamento di eani sa.ni.ttu·ii .i n ·caso di m biHtazlon· :.. Il llucie del Con,gresto edico i, ternazionate di Budapest- .AUa fine di m.a gg1o. il Oom[, a.to es cuti vo d I Con,g r o di Budap,· st del 1009 ha tenuto la sua ult.ima.. ad unan.za.. In essa il pt · sident<! ha. Mlinln.zia.t o eh. lo. stampa dei resoc.on · i (u.u to~ tale di 800 fogli di stampa) è ora. ·omt>le a . L e spese considerevoli occasiona.te dal Congr · furono ri ·· . per c ll'in roito d , ll ~e quote d'i erizi.one e. d . i con ·ribu.ti del gov rno· del muuici.pi , c··as·c un di 100, 00 corone. Sugli a.v anzi ·d el bila n io. il Oomitato .ba d cì o ·di roga.· la somma ·d i 20,000 oron per 'fondare un Prem·io di Buàape.s.t, il qual, ..satà p rman n.temen·· c·onferito dalla. facoltà m·ediea. di qu. Ila.. città.. Il primo ··onf. rim nto di. ·qn· sto premio sarà fatto in occasione del Congr sso. int -rnazionale che avrà luog a. Lond:ra u ~una. Seco·ndo Congresso i;nternaziona1e d 1igiene alim.entar'e. - 1.} primo di tali Congressi si. t. nne a. Parigi nel l 06 Il ~ ·econdo si t t·rà a. Brtix nes, dal 4 all'S oobtobre 1910, sott Pn.lt pa'trona d l R d l Gover·no belga. Il Comi tat.a ha, -laborato un programma co1nprendente una. seri·e di ~questioni tn rìtevoH dì attenzi .o r la, lo.r o importanza prat~ca · pel loro carattere· di .a.ttuaJità. trattano s.pecìal nte deUa. utilizzazione fisiologica. degli alimenti,. d·e ll,alimen.tazione razionale, delPigi ene aHm.entare, della ricerca e repre sion.e ·d elle fa] .ificazio·n i. :r Ila ;S ezione II (Fi iologi.a e bi mica fisiologica.);: aUmentazi:on.·e r&· zionale e di tetì.ca) una delle quest·o.ni me. ·e. aJl'ordlne del giomo é. lirnenta·· z:ione del soldato ...... ra:dm:te dt gu r:ra e di pace. AJtro tema importante· p r la. · pedalità medico militare è: l alìm,entazio·ne d l bian o n. lle regioni tropleali e subtrop·ica.li. I ·colleghi che si propon· ssero d.i pre en.ta.re qualch comunicazione, son·o pre· ga i di avvisarn.e il g• ar ~ o general sig .. Grognard, S, Ru d.e' Louvain Brax 1L . La quota. d'am.mi 'one è d.i 20 franchi •. Le informazioni concernenti le fi ·te, . cursi ni, cc, saranno rim s.s in. temp util agli aderenti. Sappiamo. fr~:tttanro b i m mbri d l Congr so a r·a.nno d.ur.a nt e il Congi· ss.o l'ent·r ata gra1uita a.Il1E~po izi n uni'v· r.sal . l.n.cht:esta Ì'ngl,ese sulla pe'llagr.a. - Il do.t. L. Sa:mbon, cb a bbiamo il piac e di fra. i nos ·ri uffi. ciali m i.;i di complemento, e eh è ra, da qualch.eor · alla. ·uoia d.i m dicin ropicale di Londra., h.a t stè' ·com·piut.a un.' in· hie · a Il r. onal - ulJa p ll.agra in Italia d 1ineari.co di un •.... omita.to a·ppo i· tam n te~ i i. ui . i a .L nd.ra p r l s udi di qu sta n1ala.ttia {Pellag·r:a lnvesti1
gaU.(Jn Committe ).
C m è not ai no t i l tt · ri, q ~ 1es a uu1ola , 1a, eh, eravamo .a bitua. H a co·o · ìd ·ra.r e.om un p r h·iLgi d .l b ! pa e di a~cune pn.rti d Ua Spagna si e ·dif~ fu .a. da qualcb anno c n mol •' rapidità., i.n pn. i . n ora o.ft"o.:tto .h:nmunì, sp cialm" . nt·gl" a i - ni ·i. · 11 (). tt. SamLon n Ila sua campagna pid· • i.ologica. dli tr · mesi:• ha visi o .la. maggi r parte dell · zon.e p llagropa icb d n•ItaJ.ia tt.entrion.al ·· cen .ra! . Egli
NOTIZIE
era ac·eom.p agnato dal capitano medico degli Stati Uniti S. F. Siler, dal Dr. Ugo Batdini, e ·n ell'ultimo periodo anche dal Dr C. H. La.vind.e r; del servlzio sanita.rj.o Jll,arittimo degli Stati Un i ti. Non. è possibile dare ora un esatto resoconto d i risultati della sp·edizi<•'D.e. .L a gran. quantità. d.·e l materiale ~accolto dal Dr Sa.m bon renderà necessario parecchio tempo per WL'indagine sistematica. Egli però dichiara di aver trovato prove chiarissime della assolutainsostenibilità della teoria maidica. Seeon.do lui, la pellagra. comela malaria, ha per .a gente ·d i trasmissione un insetto, il Simulium., reptans. Già nel· l'inverno scorso prima di 'P&rtire. dall'Inghilterr.a., il Sanibon av ·va sospe .tato il Si.m·ulium come il probabile agente di trasmissi.on Ora, d.opo il suo viaggio, egli diebia:ra di aver potuto stabi1ire in modo positivo la veri à d.·e lla sua supposizione"' Esprimiamo il voto dì veder presto pubblicati i risultati e le prove seientifìJhe di. queste rieerehe cosi importanti. Onorlfi.cenze.- La dispensa. n. 96 del.Bo·lletUno delle 'lWrnine contiene, le onorificenze eone~ sse, da S. M. il Re agli en·t i e agli in.d.i vidui ehe si rese1·o ben mel'iti n.eUe: ·operazioni di st\lvatagg1o e di assistenza. in oc a.sio e del cataclisma del 28 dicembre 1908~ RHeviamo con piacere che l'opera piena. dl .zelo e di sacrificio del eorpo sa.nìtadomilit.are e :S tata .degnamente rieompensata. E non -è senza un sentimento di giusto orgo,gUo che i medici militari vedono ln testa alla lista, fregiato d.e lla mass1ma onorific--enza, la medagliad,oro:t H loro iUustre. ca por il generai Ferrero di Oavallerleon.L
NOT·IZIE SOTTOSORIZIONE PER UN MONUMENTO AD .A.LESSA .DRO RIBERI .. (SESTO E LE co).
Som.~ pervenute all'ÀmminkltTazione del Gi·O'MUZle a tutto l'8 tuglio 1910.
801runa precedente ( •edi Fase. IV· V, pag:. 89 4) L. 1884~90 B.o r a:retti Giovanni, tenente medico *' 5,CopiaJbi Antonio, ca.pita;no medico . . . . ::. 2:,Castello Franceseo, capitano meclico . . » 3,Palmieri Ra:ffaele, ·eap·i ta.no medico . . »· 2,D'.E lia Antonio, capitano medico. . . . -. 1.6
•
•
•
6
r
TALE
L.. 184R,90
Movimenti avvenuti nel Cor~o Sanitario e nel Personale Farmaceutico (Di pense n. !U a t7
iel BoUellino t'fliclale delb twndt,eJ.
Ufflo·lall. la •ervlzio attivo pe.r :m .&aeate. Determina~ioi.z:.e m.in.isteriale 2 giugno 1910. BASILI Andrea, capitano m.e dioo ospedale succursale Parma.- Trasferito legion&
anievi carabinieri. CORBI Edoa.rtlo, id. Legion.e allievi carabinieri. -
Id. legione cara.biu.· eri Ro.ma
476·
.M OVDm.N'fl AVVE UTl NEL CORPO SANIT. E NEL PERS. :JABHA:OE:UTICO·
B. decreto 2S. aprile 1910. sottote·n ente medieo re·g gimento ·c avalleggeri. ·G uide - C ORlANO Pietro, id. '2~ artigheria montagna. - OoHoea..·t i a disposi~ione Ministero affari este.r i dal 19 aprile 1910. Hanno preso imbarco a Napoli pel B ne.dir il 1.9 aprile 1910. R. dec reto 19 maggio 1910. PezzALI .Rol>eri.IJ·, sottoten.ente medico ospedale .Piacenza. .. - Promosso te~nente medico, con anzianità ·24 aprile 1910 continuando ·c ome sopra. .. ·B •uNo hance.s.c·o, id. ospedale, suceu.rsale Man.tova. - Id. i.d,. con a.n·zianità 8 mag.. g:io· '9101 ·c~ntinuando com. sopra. R'. decreto 15 maggio 1910. D'EL A.lfonso, ·c api t no m· dleo in a pe·t ta i va. per infermità, a Potenza. - ·Oot. locato. a riposo, per infer.mità. no.n dipenden _i dal serviz1o, co·n d.ecorre·Dz& 16 marzo 1910. R . dec-r.eto 2 giugno 19 O. R WOLDI Gustavo. sotto te ente medico 21 ar · glie:ria campagna. - Dispensato, a ,s:ua domanda, d.a.l servizio p rmnnen.t e, dal lo giugno 1'910; inscri'tto con anz ·a i·t à 8 luglio 1909 n.el ruolo degli uffi .iaJ i m ·d ici d:i complemento ,asse· gnato distret.t o .R oma.
;RAMPI Pief:ro,
araaaoiiiH adlltarl. B. decr-eto 2,4: aprile 1910. capo di 1• cln se osp daJe Catanzaro. - Colloc&to a riposo~ per infermi tà comprovata., dal l o giugno 1910. B. decreto 22 'm aggi.o 19·10. Bo,L.OGNlNI Carlo, farmacista. capo di l* classe o pe·dale militare Na.pnli. - Betti· fi.c a o il no·m e come appre ·o: Bo.r..oGNl:t."' ·G iuseppe Carlo. Decret.tJo m inisteriale 19 ntaggio 1910. ·GA.RRTBR ca;v. .Alfon.fjo, farmaci · tu. capo di 2'11 classe ospedale militare Pa.-l·e rmo Pro.mo. o a la l lt s • .CoRNELlO Lu~gi, f rma. i sta di 2 id. .id. To·r ino.. - · Id.. o.Ha 1 a id. BOLlO cav. Giòrgio, farmacis a
O:. OB'aiOBJI'ZB C'Oneetae nella ricorrenza della. led 1n :don.lle 181 '0. B. decreto· 2 giugno 1910. Ord:I.De 4el a.. :.aunzlo •· Laazaro.
l · con•l·der.azlo e di lunghi e! buoni aervlzl. Cavaliere. v Luigi, colonnello medico dire, or "·P da l m ili ta.re Alessandria. B JHlAT. L'LI av. Etto1·e. enen e colonnello me i,co diretto.r e· ospedale milita.re Pa ova. .CARRAT ' cav. Celestino, ten nte o[onnello medico direttore· ospedale' m. ~utare Genova. Ordla.a dalla Oeroaa ·4 .' lt&lla VER.R.I (:!
l ERRER
cons'lderazlene dii 1unghl e b ~onl: servizi.
I CA r LL.ERt.EONE
nità mili are.
GTa'lul' flìzial . Luigi,. ten-ente gen. J•a]e m dico· i·
ttore capo di .. -
KOVDIE1fTI AVVENUTI NXL ·OOBPO SANJT. E . B,L PERS. JJ'' ARMAO'BUTICO
4:711
U8lzia.k . ,BuSCA cav. .Domm.ico,, ·c olonnello medico dire tore sanità .m ilitare XI corpo annata..
Cavaliere . .DE Pm:sco Luigi, maggiore. medico ospedale militare Pad.ova.~ GEBBALDI ·Giovanni,
capitano me·d.ioo, S4 fanteria. id .. ospedale miHta~e Genova. D'A•uco Bi.agio, eapitan·o medico infermeria presidia.da. B·e rgam·o. GRJST1NA. Castrenze, id. ospedale P ',a lermo. 0.&NNA.8 Nicolò,
FALDELLA Pietro,
id.. infe,rmeria presidJaria Treviso.
Nioolao, capitano medico 82 fa.uteria.. VEilDUJU. Luigi, i.cl ospedale militare C.agliari.. CARA Francesco·, id .. ìnferm.eria presidie.J:ia Sassari.. LlTTARD.l
BICO.PB -··8B DI BE.B:.BBBIIZ.&. CoiCfl88e a mtarl del't'eseNIII· 'che al ltgD!I Iarono per operosità, eoraallo, filantropi• 1 abnegazt ne 1e'l .portar soccorso· alle po,polazio·n·l funratate ~dal tèrre·moto de·l 28 ~ di ..
1
1
cemb ·e 1908.
Oorpo •aaltarlo miUiar•. B·•.de.!r6to 5 giU:gno 1910. MEDA..GLIA D'ORO~
PmmEao DI CAVALLERLEONE cav. Luigi,. maggiore generale· medico,. ispettore sa-nità mili.tare,. lfEDAULTA D''.ARGR'NTO,
BB.R .A RDO cav. Luigi, colonne1lo m.e dico direttore ospedale Po.1ermo - SusoA\ ca.v. Domenico, id. id .sa.ni.tà XI corpo armata - · BUONO.MO cav. LOTe'I?.Zo ~ tenente co1on·n ello medico ospedale Firenz·e - MrNICI c a .V' E?.l.genio:, id. direttore id. Messina. C'ALEGARI cav·. Giovanni Battista, maggio·re medico i.d. Milano. CIPRU.NO eav·. Luigf, id.. id. Palermo - FARINA cav. Giwu~ppe, id. scuola applica.-zioD.·e a.rti.g1ieria ·e genio ...... ·GALLI cav. G.i.ova.n ni Domenico,. i·d. ospedai~~ Li... vomo - G~t~O"ILTI cav. Carl{) . id. id. Nova.ra - MoMBELLO cav. Ernesto, id. id. Milano - PEREGO ea.v~ Vìtturw, ili. id. M.i lano - p ·a oNOT'rO cav. &-n.etletto Sulpizio, id. id. Chieti. SALXNARI ca.v. Salvatore,, ld. id. N.a poli - SANTUCCI cav. Stefano, id. id. Roma.. - CA.oc.u . Filippo, capitano medico id. Boma - CASAPINTA Giovanni, id. id, 8 bersa.gli·e ri - CoR.Bl Edoardo, id. legione. a Ui.evi eo.ra.binieri- FERRo-Luzzi Ma.uimiliano, id. 2 bersa.gl"eri - Mm o ·c&v Giovanni, id. ospedale Roma.. MI·CBLA SalvatOTe, id. iod. Messina ~ Snt:ONI Giuseppe, id. 83 fanteria TàEvJSA.Nl ca;v. Gaetano, i·d.. l 0 granatieri - BADBI. Maurizio, tenente merlico
1o artigberia. fort·ezza. {JoLAJABNI Federico, i!d. ospedale Cb· e ti ~ .F RIGJERI ·Giovanni, id. :r eggim.e nto cavalleggeri di ·Ba:Iuz;o ~ .M ANOINELLl.À'Itnibale, id. ospedale Roma - PERNA
Amedeo, id. id. Roma - 0ALAM1DA Enrico,. id. complemento - D' AccARDO Salvatore, sottotenente: medico id. - D'EGLI .A.TTI Vancenzo . id.. i·d. - BuGGERI Giovanni, id. id. TJI,D BSOBt Gi'acomo, id,. id. ~ VACCARO Natale, id. id. MEDAGLIA »I BRONZO. BARLETTA. cav. Salvatore, maggiore medico. ospeda'Je, Palermo - BBRNtJom cav. G:io· vanni, Hl. id. v ·e·r ona - CALO'R E. cav. Giovanni, id. id. Padova.- CUGI ·cav. Li-
naz10nrue ! '
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-478
MOVIMENTI AVVENUTI NEL CORPO SANrT. E NEL PEBS. P'ARMACBUTICO
curgo, id. ·d. Piacenza mDIA av.. Tom.ma1o, id. id. Rom.a AMBNTA. ea.v . Antonio, capitano m.edic SS fante·r :a - BALLaNO 1fJnea Artwro, id 81 id. - BERNUOCI Bodolfo, id . 8 artiglieria ...... OANNA.s Nicolò, id. ospedale Genova .
Frarlcesco, id. 76 fanteria - · De N.a.D1 GIACOMO· Luigi, id ospedale Ba:ri Qn.ADO Paolo, id . osp dal Palermo - GRlSTlNA Castrerne, id. id. id. ltf.A.. :&INI EmiUo Paolo, id. 1° fanteria NIEDDU cav .Antonio, id. ospedale Fil: nze. 0DDI Oddone, id. id Ancou . - P OLINI .Adol'fo, id. id. Roma. - PoLBSTRA. Giuseppe, id. 6S fa te.ria - RoMEO cav . Francesco, id. 22 id. - · 8ANTINI Fede~ 1·ico, id . 48 id. - SOPRANO EdtUlrdo, id. ospedale Napoli- TOR(}HIO Ernut.o id. l G artiglieria. for ~ zza. - TRULlJ Gabriele, os.p da.l.e Bari - V•· rLICÒ Giu .. seppe, id. id. Bolo,g na. AccoRINTI Vinc· n.to, tenente m di o ospedale Perugia - BALESTRA Duilio, id. osp •da1 Roma - CASARnu Arturo, id. ·coma dato i pettorato sanità militare CoN ·I LIO Placido, id, os1 ed a. le Roma - CRESCIMONE Rosario, id. ospedale Pa.l.erm.o - D BERARDINIS Luigi, id 1• çrana ieri - FALCB,T TI Pietro~ id. l gion alli vi earabin~ ri - i ERRABINO Otta ··o, id. ospedale Torino- FB:R· n&at Pietro id... reggimen t ·G nova ca vaJ !eria - FocE Edgardo id. 2 artigli .ri a ·ostn.. MENDE ' Gu·ido, id. ·comandato go: rra - PAPALE Baniero. id. ospedale Napoli -PAZZI Ermanno, "d. id. Roma- BooTO .F ilipponeri; id. 22 ari· gli ria - S RDI Domenico, id. osp daJ ~ Bari- ZARA SiltJio, id. 20 artiglieria. C&FF RBLLI Benedetto, sottotenen medico complemento 8 bersagli ri C.ALIA Gaetano, id. id. 9 fan ia - Or Acero Vito,. id. id. 34 id. - CoLLOCA Enrico, id. id. 21 id. - DE BERNARDIN.I 8 Virglnio, id id. 82 id. - .L OPRESTI eav. Francesco,, maggiore medico ris rva.. Lo Bo co Vito, tenente medico compJ mento - ANI CAI..CO Gio?Janni, 1d.- BAR· BANO Bf.ccardo, sottoten nte medico complemento 47 fanteria. D'AGo TINO Francesco, id. id. 48 id. - PAGLIAno ·Gfuseppe, id . id. 22 id.
.C&STBLL..U •iO .F edele, 1d . .id• .Bari -
CIMINO
POl.I F erdinandAJ, id. G bersaglieri -
MENZIONE ONOR ,v OLE.
cav. Fran,cesoo, tenent olonn Lo m di diretto)."'e osp dale Cate.n~ z&ro - CITANNA ca.v. NiC()la, maggiore m·edtC() posizione ausilia-ria - C PELLO lio, opitan medi o l gion earabini ri Roma - Cossu ~lberto, id. ospedal Cagliari - DAMIAN Nicola; id. 8'2 fanteria DE GIORGI Beniatnino, id. 47 id. DE BT HAms Giu..s ppe, id. l n · ri di Aosta. - DE 8An.Lo Eugenio, id. o p dale R a.v nna - FI 1 NT'I t Emilio, 'd. direzion sanità VIII corpo a.rma. a. GRIDO LI Enrico id. J' ggim nto 1 n ·" ri "\ i , torio Emanuele li - M URI Luigi, id. 19 artig i ria amp gna - Rxc:m: Seraftrw, id. Savoia. cavali ria.RuG 1 Luigi.,. id. 87 f a! t ria.. 'TROVANELJ.t Lttil}i, id. l ar igH ria .am}Jagna .Z CCARI Federico, id. osp dale' Roma - B E!t'l'RLU Enrico, n nte m:edi o id. Parma - Blt.OTTA Vincenz.o i l i ·. ava.n gg ri ·di F ggi -DE MAnzo Vincenzo., id. o pedale Rav nna - GRA . r iwseppe, id. id. N p .l i - liAG GH uido, i·d. id. Torino - Po· MINJ Guido, id. artigli ria. a m pagna. - RE EGOTTJ Enrico id. o p da,l · iJa.no. CA.V IC m
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MOVUIENTl AV'V ENUTI NEL CORPO SANIT'. E NE.L PEBS. FARll.!OlWTICO
·479
RosTAGNO Ca-rlo, id. reg,g im nto art.i gUeria moutag a - ZAFFIRO Antonino id. ospedaJe Venezia - CRISTJ:NI' Ottorino, sottotenente: m:ed"co di com.p lemento -DE CARO Nicola, id. id. - PrSANÒ G·i useppe, id .. id. ENCOMIO SOLENNE .
C'Atuli'O cav.. Tommaslno,. tenente colonnello medieo ·Os pedale, Palermo. ~ FuaNò eav. Giaeo-mo, maggiore medico id. Pa1ermo. - Lo BIANCO Luigi, eap.itano medico id. Palermo. MILtT·E .L LO Emilio. i.d .. infermeria presidiaria Catania.MntAGLlA EwJtac!OA!o., id. 19· f:a.n.teria. - VtoL _ Pie·tro, i·d. direzione .s anità
XII corpo armata. GANCI' Scùva,ore, tenente medico infermeria ·p resìdiaria Catania..- BILJ.l1:CI Giu seppe, id. · complemento. ~. OANG.JALOSI Leqnard<J, id. id.. - 0R.LA 'N'DO Fran e-esco, ià . id . - ARDlZZONE Liborio, sottotenente me1Uco id. - GJGL.IO Ccn-r.ado, id. id.- MAGGIORE. Salvatore·, id. id~ - :MA.RCHE·LLO Sa.tvatCYre, id. id. - SA~ LEM A lesB4'1tdTO, id. id.
louola •P»~loa.sloae IWtà. mUltare. l!BDAGLIA D'ARGENTO.
AUa ecuola.. o ·c av . .Dom.e1&ie-o., colonnello medi·co direttore,. - JdABROCCO eav. Achille, maggiore medico. - OsT.I NO ·ca:v. Giovanni, id.- TESTI c:av.• F-rancesco, id. ·A.LERro Giu.seppe.. capitano med.ico. - BA'L LA Alberto, tenente medico.
liOBI
MED ' GL LA DI .B.RO ZO.
- A~;wNZO Luig:i tenente m.·edico·. A.JMONB M:odé8to·, id (comandato)...... Co1uU.DI Numa, .i d.- GArJL A. .Amelio; id. - GtoRDANO Giuseppe, id. - GROSSO VittOrio, jd. (co-mandato). - MA.GN.I NI
FBR'R AM··L ELLI Prancesco, ·c apitano· medico.
-
Geretnfa, id. -
:M oN co
Ttttr·o, id.- TERR
A 'BRA t Giweppe, id.
Alll·evl. MEDAGLIA D'ARGENTO..
G.IA BI Luigi. -
GRUIO'LI Gera'l'do. -
GRIFI
Vincenzo·. -
IAPOCE .Antonio
lfBNZIONJII O O'RBVOLB.
8alvaUn-e. -AGUGLIA Euge·n.lo. ........ ALBANBSE Blcc:iotti..- ANTONBTTJ MaT'io. - ARATA Celso. - AY&!'E·IUCH Giacomo.• - BANNò Alessandro. - B.a.-
AD'lNOLVI
SIL:e .A.ntonio. -
seppe. -
BEVILACQUA. Amleto . -
BELMONTE F'ctrf:u:nato.
-
BIANO Ferd'i ftando. ~
BRoooro D'Omertico. -
:BA. 'S( Giu~
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CAMB·I SB Etfhre.. -C MPJ, 1 Carmelo. CA.BU.L LO .D o1nmtoo. CEl Isi,àoJoo. - CsnnNo LRI.'igi.- ClB GNA ~Giuseppe.- Conv · :CCDIOLI Giovanni •. CoLLINA Giovanni.
.Fan~o - OuCINOTTA Eugenio. - COROIO Antanino.- D'AN R.EA Ma·r io. D'ANDREA Nazzar.eno: - · Dm ALBENTIS Guido•. - DEJ AN 'EL t. Arduino. DmL;LE PIANE .A.dolfo. ~ Da VINCEJ: ZI Domenico. - DIFORTI Ga ton{). - F 'A SA._ 1 Fra.n oeseo.- FERno JJ'I.lippo. -FRANCO Vincenzo. Fu t Piet?·o.. GAGGIA Emilio. ·- GALLOTTI Giqvan:?ti. -GAY Lino.- GELORMINI Luigi. ·G:m .TILE Vincenzo. - GIA.NNONE N"icO'la. - GIARDI Galileo. ~ G tov NELLI alr:ato1·. • - LACarlo. ~ IAcONE Pietro. - IPPOLITI Arnaldo. - LAMANN
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Guido. -
OGGI:uo Cuaf'e. - 0RLA.ND1 Vincenzo. -P RJLLI Glooann&. ~ PJ· Adolfo.• - PmTAOUDA Salvatore. - P&oPBA Liborlo. - RAND.a.cmo Paolo. - RATTI Giweppe.- :Rtcçò Eltore. - · RJN.t.LDI Gitu.e pps.. ~ BIVA Antonio. - &oX.ANO Nicol4. - Bo ANDOOl FraRUBCo. - B..o ' BO GiambMtolD LATO
RosANO Pietro.
Ruao Luigi..- SAcc-a. Giuseppe.- SA vi Guido.- SAV:OO Gualtiero.- So GLIONB Achille - .S oUTERI ..Antonio. - SmmSB Bmanuele. - SUIBI ·G tddo.- SESro .Aatt:mio. - SoLA.Rr Oesar·e. - So.L DI savio.- TBLLA Luigi•. - TALABSANO Andrea. - T4NA.GLIA. Giuseppe. - TANOBEBONI .D a:rfte.- TRA.V.A GLIA Stlvio. VANNOCCI Qu.,"nUlio. - VBNDB!OUA Fnlnc«~co. - VEN:SRONI Carlo. ~ VrGLlANl Fe(lerieo. -VIAGGIANO Alfr·edt>. - Z PPALÀ Gàa.com.o:. - ZEPPOHE: Napoleo-ne. -
VlTOLO Emanuele..
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A.LO.NG·I Giu.s·e ppe, soldato 12~ ~compagnia
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PBSOIA'R BLLI Bemo, id. 9-· hl BoTTI .4.lberto·, id. lO· id. - Rv~uao Bob rto, id. 10• id. - AscAIU Edmorulo, ma:r~ciallo 11•· id. - PRBTm Menotti, id. t1• id. - PADOVANI Oasi'miro, solda.t o allievo fa.r mac.ist& di oomple· mento. -CEDRO Giuse-ppe, mares·a iallo 12'1 id. - DAINOTTO Giacomo,. id. 19•
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CARRAFPA Salva.to1•e, ea.por.a le 12• id. -
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Michele,. soldato. 12• 1d. - CA PISI Giova.nni.. id. l~ id. - GBECO GitUJeppe · 1d. 12• id. - MILAzzo Giovannit ld. 12• id •. - · PA·CB Antonino, 1d. 12-> 1d. R ·A:PJSARDA Gi'ovatmi;. id. 12• id. - TROVATO .Carmelo, id. 121 id. Defuatl. Vi'n·cenzo, a.pi tano medico ·~ , aspett.a. ti va. per infermiM. non provenienti
REAL'
Morto a 8 . Giorgio .a. Crema.n.o .fNapoH), il 25 aprile 191Q. Giusepp€,. ea.pitano medico riserv.a, dist:reUo Siracusa.. - r.a. & PozzaUo (Siracusa), ]'1 t marzo 191 O. CAPPR.LLO Pio, capitano m dico l gion:e carabinieri Roma.. - Id. & RoOla, il 24 maggio 1910. d.a1 s rvizio. -
CIAOERI
Comm.. CLAUDIO 8FoRzA, m.a ggior generale, medico. 11 R a torb RrnoLFO L1vr, tene.nte colonneUo medico. '(1676) -
Roma. 19tO -
T~p· . E. Voghera.
"BAl.llf.uu:, - Le .l&ai·ODi tl'aumatiche dei nen:tri oervoai lf~mo1"ia ono:mta del Ptemio Riberi.. - Romat 1900. U :n volume di pag. 320• .Prezzo :r id.o tto. L
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Alt'IVJ pubblicareloni medico ...mlltta'l'':
-c.uw Pl:E"BB tenente medicOi. ~ La chirurgia. coDSiei'VlJ.triCè ·n ei .s uoi rapporti eon .l a trauma.t ologia o· la legge coneernen·t e gU infortuni sul. lavuro. Trat-
ta~ di ~esi o1ioiea in rapporto alla Propedeutica chirurgica generale ,e a.Ua
legislarione sociale italiana. ~ Roma, 1901. :S ocietà editrice Dante Allghie.rL (V&nd.ibile. presso l'utore~ via. XX settembre .89 p~ 1°, Boma) • • , . L . 3 ID. ~· - L~ipotesi dell'evoluzione. Studi e r.ieerohe .. - Milano~ Associazione t1p. pri"., 2• ediz.1 1900. (Vendibile preao I''Au·t ore. vla XX settembre, 89 p. 1°1 » 2: :DI: F ALoo AND'REA, tenente colounello medioo - Patogenesi unica d.e lle mslattiie va:scoJari, seore,t ive e nod.u lari degli occ.bi. e~ degli organi vicini.. Un "?L in 8 01 di pag. 2:4.0 con 8 tavole fuori testo .. - Napoli; Soci.e tà commer- Clale libraria,. 1906 • • • • • . • . .• • . • • . • 8 ~Aia LELLI FB.ANcmsco., tenente medico. - Manuale di. bromatologia pei me.. dici · militari. ~ Firenze., 1906. Un vol. in 16° di pag. 48·4~ . (Vendìbile presso l'Autore in Firenze, scuola d~ap~licazione di sanità miJi:t are). . • • • » 6 - · fxsaaoo Pll!l'I"KK, gener.a le medico. - SuU'azione· degli a.t tuall f'u cili da guerra e ~specialm,ente· del fucile i.t aliano di p:iccolo calibro. in confronto con. quello di medio calibro. tSbudj spe:rimentali:; con 15· tav. :f otografie e radiografie ripro. dQtte m fotot.ipografìa). - R-oma. 1903. (Vendibile presso la Ti p Voghera). , , 4 ~ Io; . ID. - Le oper.azioni più frequenti nella chiru.rgia. di guerra con 1121figure mternala:te nel testo. - Firenze 1898. (Ve:ndibile preeao la Lib.. Bernardo Seeber Firènze} . • . • . .. • • • • • • . • . ~ s. J.uroot.o CoSTANTIN<o, eolondello medico. - Qftalmoscopia ed otti·o a o•oulietica. Manuale teorico-pratico. Un vol. in 8° con 82 tìgu.l'le e 12 tavole. - Napoli, stabilimento ·t tpografi.co Fttrrante,, 1905. (Vendibile· presso l~Autore, &~ma,. via Principe Amedeo 47) . . • . . • • • • • . • •. • . • .• • 8 11UGUN'l'J Euo. ten.en~ colonnello· rnooico ....... Lo sgombero acqueo ·dei f&riti
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neUa valle del Po (1889, 1898, 1905). Testo e progetto con illustrazioni, .p-. rem~·~ coa dipJo.~a d'_ono.~, aU'Espos!zio'n . e in~- rnaz~on.s.·l e di Milano 1906. (Vendibile pt-esso 1 Autore,. pmz.za San\ ~rog10t M.Jlano) . • ~ • .• • ' - · ID·. ID. - Esercito e tubercolosi (Not.ide. - Protilassi attu.a!e. - Età della chiamata. - Ferma 'biennale. - Abbassamento della..statura). Relazio·n e al congresso nazionale d.'igiene 1906 Milano. (Id. id. id.) • . • • ·2 !:AD:BLU'OO U:a'b.ANO, tenen.t e medico. - .F asciature .ed .app&reeehi, fratture ~ :t~azioDi. -
Fi.ro:nz.e , Up. Barbèra. •
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L'anatomia e la chirurgia operatoria. della. man:libola e deUe parti molli ·c he la rivestono. - N.a poli, · 1906. U:n vol. in 8• di pag.. 130, oon 58 figure interoal.ate nel testo. (Ven.dibiJ.e presso .i ' Autore. Corso Vittorio .E .m anuel.e 386 Napoli) . • • • . • . . •. » ID. m. - La cbiru:rgia 'delle vie biliari. M.e moria onorata di un attestato di lode della Società medico-chirurgica di. Bolof'll!L- Bologna, 1903.. Un vot in Ul0 di pag. 198, (Vendibìle· presao J,Au.t ore, Corso Vittorio Emanuele 385, Napoli)-. 111 SA.NT'I:;rcm ST.BFAN'O·, eapifran'O medico. liDero docente di ofteJn\oio.gia e di eli· nica oeuliStica neDa Regia Università di Torino. Studio seien:MBeo pratico lUi· trauma,tÌ;Bmi. ocula:.ri•. Vol. di. 242 pagine con 16· ta,v o·l e eonten.e nti ea mi~ erofoto.gra.Be e con. prefazione, del p.ro(essor C. REYMOND . direttore· deUa Regja olbrica. oculistica di To·r ino. - Boma, Enrico Voghera 1906. (.Vendibile presso la tipografia Enrico VogbeJ"a, via Po 3, Roma ' • . ,. • • bm FR.uros.s oo, . maggiore medieo. - Rico:rdi di mi·orobio·logia. pura. ·ed appli eat&. - Un vol in 16° di pag. 408. Firenze, 1906. (VendibiJe, presso l'Au·çore, scuola d~applicadone di sanità miUttue~ Firenze) • • • . . . • fJ!). m. - Le· mala:t tie infettiv·e diffusibili più frequeuti nel soldato ita1iano. No:zio-n i ·eU epidemiologia militare. Un voi in 8° grande di pag. 298~- Fire·m:e~ 1907. (Vendìbilo pNS:ao r Autore,. ~uola d'applicazione di sanUà m~tare,, Firenze). » Vnwu.. TouMAso, capi.ta.no medico - Il oonsulonte Sa;nita:rio, Guida pratiea. per conosce e e curar~ le malattie; in aasenza de~. medico. III Edizio·ne. Un voJ. d:i pag. 4:10'; elegantemente rilegato in tela. Rocca s·an Ca.soiano. L., Cappelli 1899. ( Vendibile preBBo lt Autore~ via. Nspoieone Ili n. 70, Boma). » S!LtNARt B.u.VATOB:EJ capitano :m.e dico. -
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GIORN'A LE DI:·
MEDICINA MILITARE Direzione •· Allmlllstru. .: YiaVettl Sette bre (Pa'l uzo del Ministero d'ellag:·erra)
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a · es ero 4° L'abbo·name:nto non di:E~<detto pr.i ma del t• diCe.m bre s'.i ntende r.inoovatoper .l'anno successivo. . 50 l .s ignori abbonati mm.t ari in effettività di. ;s ervizio possono pagare) im~ porto de~ lrabbonamento per mezz:o dei rispelttvi co·m andaoti di oorpo (anche a rate mensili). a~ A1. librai. si fa lo .seonlcQ deliO 0/ 0,, ma soltanto per gli abbonamenti deU& persone che non possono 'fttuire deUs facilitazione di cui al n. 5.. Le spese pe.r li estratti e quelle per le Levole Htograftehe, fotografi· ~ehe . ecc., cbe aecornpagoas ·er.o le memorie, sono· a ~earieo degli au·tori. ~ .OU autori deUe me·m orie potranno a.verne gli estra·Lti. facendone richiesta all'atto den invio delle bozze correl'te.
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tura e numerazione del faseie·olo.
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r iore .a 50 cop.ie. Potranno aver i e traUi .i;n ~carla e formato diversi, previi .accordi perso· na1i tra. :gli Autori ·e la Tlpogra8a.
9' l manoscritti non si re L.itulsoono.
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INDICE DELLA B.IVI8TA. DI ·G:IORNALI ITALIANI .ED ES'T IBI RlVlST.A
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U pres~~ate e J'avvewre deUa profUt si e· della guarilicme della tubercolosi.
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1\.IVISTA DI NEVROPATOLOGIA. ' Le parah J pseud~obulba:ri. onteuno. - uJle .at&.erl\tloni mdott .dall'Ìntos i -;i: o "'alooÌica Del 9L&tenia cnhrU • • • • . • l•ch. - I:Ji. onUni menta ti ortginati. da cause vari - . • Anthllam,a e MlgnoL - Le malattie o Jreser ito fr3D e e. Ua1u•r. - l di~rto'fi aU'eslero. • • • • • . Farli. -
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IRlVESTA m CHIRURGIA GENER.\l.E. urkhardL - Su1Ja naJco i c:t rorormhm in:tra..venosa . . . • • V·Dipa. ~ - uo·vo m todo di cnr cllirurgiea 11el nrh~oc le. _.• .• •. . • ' 11,1 . - • ul cambiamento di ved.u te cbirurgic,he e compili 1 nilart in gnerra -eli::, PfeUo tedesw. • • • . • • . · ' fl)'81rlm - 8llU'aoeJ:ìte ia reg-iona1e PAI trapianti r.utan,f IMgDIII . n ca o di rottura 't'e&cicale • • .
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RIVIST.A DI YED.I.CI A L! ALI.. Becklr. - La debolezu menta•e~ con~·enita nei suol ra.pportJ eot servi:&lo mil -~· Uoche. -
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RIVISTA m STAT.ISTJCA MEDICA N·oU,Ie sornmarJe so.Ua sta:Ustica sanitaria dPl'eserGito apagnuoto du,rante l'anno t9M
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O R I GI NALI
Dote emui~era~onl stausnrhe suo111i1rruni ~el la oro 11rmllltsl _elll stabllr ~e R nn P. uananl ~urante 1.1~u1· que n:o 1go·t.·lg~oa (o -er H dott. L Ferr.e·ro, di CavaUerleone,
tenente generai<- medico, iapett.o:re capo di sanità. militar
:
Qn.a ndo mi p:r o·po · i di fare que ·ta. comuni azion non ero .a. co nosoenza che u·n tem& consimile era. di già tato trattato con molta .eompetenza. ·e diligenza. dal capitano d'artigHe:ria de auteiron d ·a int Clément, il quale aveva presentato i ri ultati dell sue indagini pe,} quinqu·e nnio 1897-1901 al Gongr s o int rnazion.ale di Du seldorf e pel trienni.o 1902-1904 al Oongres o d· Vi enna.. Lo a p pre i ol tan·t o qua.ndo, di già traeciatami la tela d l la oro, mi rivolsi al· l I pettorato di artiglieria., :a l q naie per l appunto e1.a addetto il capitano Sauteiron, perch' mi i facilita e il còmpito di raceogliere i dati necessari. Ventltami co ì. a mancare l'origìna.lità d l lavoro st tti allora. i , ~orse di rinunziare :a ll'impegno che ave o di gi" a unto,. annunciando Il. te~a al Congresso, ma. p _nsa.i in v ce che i dati che po ono fornue i no tri ,sta.bilimra.nti militari ott,o 11 rapporto degli infortuni ~os ono avere im.portanza per tudi comparativi co lì inf rtuni cb 1
avverano negli stabilim.enti civili, ia per l'ambient - p ciale di la.voro., sia per la maggiore sorveglianza e di ciplina cui gh op rai ~:?no ~ottopo tL E decisi percio, anzi riduu udomi al piu mo . o ~:mp~t~ di cont~n?a ore; di ~tilizzaie. le r I.azioni del. ca.pita~o a_ ut.elron e tutti 1 docum·e ntl che· egh g n thnent m1 e a mta dt-POslziotu3 e d·i cui mi è grato qui rincrraziarlo conservando id nti l dasst· fie . - · · per . · d-· · · · .az1on1 poter avere una omma maoO"Iore ·· 1 d· ah· corrtspondent-· . .. , . ·. .· . · '0 0 . . • • _ .I, Sl da essere au tor1zzato magg1ormen e a trarn,e d · d uziOnl ,,
propost · ·- m1· parve mantenere :a nche ragion · , d1 -. opport Ln 1t.a · · .... .E 1 t avoro
·i
s~~ante· 1 cam;·b·rament1· apportati· ne Il a l egL · l azione · · J) • su g 1·1 lULOrtnnl e .· • • l 0) Oo mun•caztone fa.Ua .al 2o ongro -.o medico· i:n t rm\zioru.\le su •li inior mi del avor.o~ te . . . . - noto m Roma nel m gg10 1909.
Jt - 'Gio-t"nalc d' tntdidft.a mUUare. -
Fas
VU . VUI.
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4 2
N TE E CON. ·.IDE.R \Zl N l :·TA T'l. 'TI CH E ~ t · Ll I~"FORT NI., ECO..
nei r · g lame n ti oom pilati per gli o pera i d·egli : ba bili menti militari, dopo la comuniea.z ione pre entata .· l l 04 Ed è per questo che, anche a co to di ripetere cose già dette nelle suaccenna..t e relazioni, credo utile, p r risparmiare agli studio i d i simili argome.n ti P andare a rice,rca.r ~ altr1 documenti, far p1-ece· dero a.n·c he ai dati statistici un espo izione molto sommaria oìrca le di · posizioni in atto per la tu tela. e il risarcimento degli operai e cìrca. le la.vorazionì ·be si fanno pres .o i di v·ersi s·ta..b ilimenti. li stabilimenti mi li tari del egno . dai qualì è stato desunto ques:t o saggio di statistica degl:r. infortuni, comprendono 2 ar enali e a officine di cos.t ru.zione d'artiglieria, a fa.b briche d'armi, 2 laboratori pi:roteonici, 2 pol verìfici, l la bora torio di precisione e l 'o fficina ·di costruzione del genio. Il numero degli opera.1, la·v oranti ed operaie i m piegati nei sudd·e tti st bilimen ti durante l'ultimo quin~quennio ha. ubi to una progre siva d imi n uzìone, e da 49' l nel l' 04 è. sceso a 4373 nel 1908. Il regolamento in vigore per questi operaì borghesi dipendenti dal Mìni tero della guerra. é ·q uello approva.t o co.n regio de·cre,to n. - ~ ·, in da'ta lO dicem.b re. l O Il per ono.le e costituito : a) di .c api opm·ai, i. quali coadiuvano B personale dirigente nella preparazione e di tribuzione del lavoro, orvegliano dire tament.e l'e ecuzione e tengono i regist.ri e le contabilità elementari di laboratorio· b) di operai, i qua.H esercitan.o un me~ s.tiere,, compiono la. ori m annali o di im pegnan.o .s ervizi di fatlca, di eu todi a e simili,, e sono incaricati della immedìata sorveglianza dei la:vori nelle officine; c d i garzoni,, a piran ti al posto di operaio, quali, .e· endo o-ià iniziati ad un m es i ere, vengono amme si pe.r perfeziona.rs1 in esso e per apprende:r e q uan·t o .s i rife.risce alle :spe .. ~ciali la.vora.zionì che. si e eguono necrli tabilimenti militari. I l per naie operaio, in ra.pport.o aU:a tabìlità. di posizione, si divid.e in : per onale a tnatri ·ola e personale straordinario. Il primo queUo impie. ato per i bisogni normali delle lavorazioni· il secondo vi ne a unto in , ervizio unicamen e pe:r lavor1 ·e ceezions,li e tran.si· tori : i garzoni si considerano come appartenenti al personale str.aordinario. Le norme prin ipali che i riferi cono agli infortunì del lavoro . i pos ono ria. sumere nell eauenti : 1'0 Quando un operaio a matricola o straordinario riporta in ervizio f rit o le ioni, il capo oper.aio, o colni sotto la cui v.igila: z;a lavora l'individuo, di. p ne subito per le prim·e cure del ferito, e ne, informa l ufficiale. di · ezione od in. .s ua afrenza l'uffi.cìale di servizio. J.
NOTE E C'ON IDERAZIO· I ST.!TJ TICHE
UGLI I ~FORl'UNI, ECC..
4 ·3
Detto ufficiale provvede perchè il ferito sia to to visitato dal me d1oo, ·e, se ciò non è possibile, sia trasportato a. casa, o all ospedale ~ redige il prescrrtto ra.p porto a tergo del q ua)e. il m ed i co deve fare la Sll& dicbiara.zion.e,. previa v·i sita .a l ferito, se non l'avesse già fatta al mom·e nto dell'infortunio. D·e tto rapporto è poi presentato dal me-· dico al viee direttore, che vi annota le osservazioni che sono del caso, in s,e gu1to aUe magftiori informa.z ioni da lui assunte sul fatto, e qnindi lo rassegna al direttore per gli opportuni provvedimenti. Per tutti gli operai si deve dar coro alla. denuncia. prescritta. dalla legge e dal regolamento sugli infortuni del ]a . oro ~ 2° All'operaio fe:r ito o leso per causa diretta od immediata di ·ervizio viene corrisposto, anche se atraordin.ario, la paga intera di la· voro per la giornata in cui fn ferito o le,so, o cadde ammalato. Se l'ope.. raio è .Q. oo·t timo, gh devono essere bonificate le ore d 'interruzione dal lavoro s- Da.l giorno successivo e per i primi tr~e mesi dalla. :m alattia. all'operaio sarà corrisposto, anche per i giorni festivi, un sussìdio ugu.ale. & qua.t tro quinti della paga di la oro, ad economia che gli spette·rebbe se potesse Javorare. Per i mesi succ.e ssivi il sllssidio viene n· dotto alla metà della pag,a di lavoro. Nei regolamen·t i 12 o-iugno 1892 e 5 ottobre 1903 tale sussidio veniva invece limitato alla metà delle. paga per tutta .la durat:a della. malattia. All'infortunato non spetta inoltre Pobbligatorieta. del ricovero neO'li ospedali militari e. di farsi .curare. dal personale med1c.o degli stabilimenti. 4° Q.u ando un operaio,, ancorchè stl'aordin&rio, per lesioni ripor~ t ate, per causa di servizio sia ri overato in un ospedale o ammesso ec-cezionalmente alle cure baln·eari, cessa per lui il diritto alla paga di lavoro, ma la Direzione paga. la retta d'ospedale. o della cura., e se Popel"aio ha famiglia corrisponde a. questa il sussidio di quattro qninti della paga; alle spese di trasporto provvede la. Dir-e.z ione dello stabilimento 5· Agli opemi a matricola resi permanent.e mente inabili al lavoro per ferite o infermità. contratte per ·c ause di servizio ed alle vedove ed agli orfani degli operai a matricola morti p:e r ta.H cause sono applica bili le die.posizioni contenute nel testo unico delle leggi sulle pensioni ci· vili e mili ta.ri del 21 febbraio 189'6. 6) Agli operai straorO.inrui ed ai garzoni resi permanentemente inabili al lavoro ltAm.ministrazione d·e lla guerra corrisponde diretta .. menbe le indennità stabilite dall'articolo 4 deUa legge 81 gennaio 1964, n. 51. Per ta.li disposizioni g1i operai in~ rt.unati degli stabilimenti militari vengono ad essere indennizzati ìn più larga misura che non gli 0
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_OTI~ E C
IDERAZJO_..' I
l'ATI" TIC E ~uGLI D ,FORTUNJ, EC •
operai d gli st;a.bilimenti civili. Para>e:ronan.do infatti le tre categorie igna dagli arti oli 5. , · l e. 63 de 1 la legge d l 95 u tle penionì civili e militari eoHe di po izioni contenute negli a.r ticoli 94,. ) e 96 del recrolame.nto per l'esecuzione della legge sugli infortuni d rrli operai ulla.voro del 1904, n.oi vediamo che le inf.erm.i a o le.ioni cla.s ifica,te dall articolo 59 nella prima categoria della legue del 18 ,- , sono in d n nizza te in ragione di oltre il doppio del risaroi mento accordato daU.a lego-e civile; mentre quelle elencate nei successi 1 articoli 61 e )3 si trovano ·e mpre ad .e re indennizzate più largamente d Ile inf. rmità. e le ioni oom.pre e negli arti oh e 95 della. l gge cì viJe. L, orario nor:ma.le di lavoro ' di lO ore per tutto l'anno, fatta. ecc zione per gli o p rai ch.im.ici dis gn.a.tori, ìnci ori - lito - r.afi, pei quali !"orario è iì ato in ore 8 . Le paghe del personale, operaio sono corri p -ste in relazione aHe ore di lavoro effetitivament.e compiuto ~ gli opera.i sono ripartHi in ~7 ca.tecrorie di me.s tieri, per og·11uno di q u i e abilita. una. m rc·ede. nt.inima che ·v a ds 15 c eu e,imi per Pu1tima a 3 , c nte im· .aH ora per la prim.a ca eo-oria. una m-edaa che o ciBa ri · ettivamente da O. 20 a . 45 cente imi ali ora. ed una :m:a; -sima eh a da O 2 e n .s i m i p~er la se ti ma. categoria a O. 6 oente ~imi ali ora per la })rima. Ripor iamo .ancora al une notizìe sommat-ie, rìguardanti gli sta.biHmenti d a.r iO'li -ria e genio., che 0 ;:5 no a. vere relazione co ti infortuni del ]a voro .. I A1· "'n ·li di co l1"l:ttZ ~orze d'i artiglie1·ia. I n q u ti .s ta'bi l i me n ti si ui. ··ono la orazion1 in f, rro, acciaio, Iegnam.e ,e uoio, i aHe ti~con affu j carr O'gi uffett ri e bardatur .. L forz m ùia nell ultimo quìnqtt -nnio fu di 7 ' oper.a.i. Fra i m· .z zi preventivi c ntro gli inf, r~uni sono i n _·ca ti l'u o di o cbiah a r tina per i fLl ina.tori,. cald r i e quelh a.ddett.i aHe mac~ hi ,che n l corLo d Ila oro po ono lanciare frammenti di metaU o d1 l _no ; P ad zio ne di c nrr .fJ!'ni di I Javamento o di tras ort e di apparee i di riparo 1 le ma bine a.v n ti m vim· nti ro atori ·la proiizione a.i fucin t ri di c J:za.re .zocco~i per evitar scot,t ature ai piedi. II. lficine di c tl~uz ione di artigU r·ia L ·p rin.ci pah la.vorazi ni che i fanno in d et i ,ab i li m n ti c tl"i ·tont> nella fu ione d. i ·annoni e· p1·oi n 11' lle im o tra ·f rmazione di n1 echi ne onqegui. La orza In· · ia nell ultimo q n i nqu n n io fu di 1 O o per i. ra J,e mi -lre I r v eu ti ve s· notano la disinfezione, pulizia d .a;neg-iam n i )oca H l u o di abiti di la a. i anca per gli a dd ·~ t ·i. a.i forni alle al ai , di abiti a ma~li , ~ul r n i l corpo p r gli in.ura. ator1 e
OTE E CQN IDE.RAZIONI STATISTICHE U ·LI INFORTUNI, :ECC.
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cinghiatori, ruso di OC·Ohiali protet.tivi, !'.adozione di rÌpari agli ingranaggi, pulegge e ·C inghie, sia delle macchine lavoratricì ·Che degli alberi di trasmissione. III. .Fabl»ic.hce d' ct1·mz~.• Il lav oro principale é costituito dalla produzione, e rìparazion.e delle armi da fuoco portatili e, delle a.rmi bian che,. elle va.n bette e piccozzinì da fanteria, d~eì proiettili d'artio-Iieria, eco .. L·a forza media n·e ll'ultimo quinquennio fu di 778 operai. Fra i mezzi prev·e ntiv·· contro gli infortuni si nota che la lnbrtficazione vie n. fatta per quanto e pos i bile e per le parti h e presentano m.a.ggiore pericolo dnrant.e il riposo,. a macchin.ario fermo· inoltre le prove di tiro con arm.ì in esame vengono eseguite al ca valletto fi so ·e non a braccia.
IV - Labora·tori pi1•otecnici. In questi stabilimenti i fabbricano ca.r· tuccie, inneschi, cartocci ed artitizi da guerra.: vi si preparano inoltre il fulm ·n:ato di mercurio e relative miscele esplodenti~ La forz.a media deU'ultìm:O quinque nio fu di 1116 individu1, di oui 410 operaie. rf1o; le misure profilattiche sono ricordate la pavi·m entazione degli
a·m bienti col linoleum e la polizia quotidiana con tracci irn bevuti di petrolio; l'uso di abiti e scarpe speciali; l'obbligo di la.·v ar i prima. dei pasti che sono presi in appositi refettori, e d.i prendere il bagno ogni l _ giorni· l'adozione ·d i respiratori a filtri d aria nelle la' or.azioni che sollevano pnlv.iscolo · la proibizione alle operaie di portare abbigliamenti svolazzanbi; l'obbligo di e.s egnu.e qualsiasi lieve ripar.a zioue o cambio a maeohtnario fermo· Pnso di caffe concentrato .contro le cefalee prodotte dai vapori· di nitroglicerina che .si sprigìonano in e·sta.te du .. l'ante il carica·men t o delle ca.r tuccie. V. Polveri,fìci. I principali prodotti di que ti stabìlilnenti sono la polvete nera1 le polveri infumi (balistite e. solenite)., Paeido solfor1co nitrico., le cartuccia a cilindretti per sh.rapneJs e. per granate., la torce a vento ecc~ Vi si fa inoltre la nitrazione del cotone e della. licerina, l imbibizione della nitrocellulosa. colla nitroglicerina (galletta), la la-. minaziona de1la galletta in plac he relativo taglio, ece. L& forza media del P nltim.o q~inq uennio fu di 443 operai. I piu importanti .mezzi pr·e ventivi sono da ricercars1 nelP' impianto stesso d l poi verificio; lA singole officine sono sparse sn una vasta estensione di terreno a folta boscaglia., ed intervallate fra. loro medìante mu~ r&glion i e terra·p1eni, in modo da impedire la trasmis ione d gli incendi e degli scoppi. In vicinanza delle offi.c ine .sono tate instituite vasche con sòlu.z ione di .soda, allo scopo .di poter subì to agi re sulle ustioni da aeidi. Inoltre si fa una dìs.t ri bu.zicJne gratuita di latte agli opetai più: esposti all'azione di vapori irritanti e nocivi.
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NOTE E CO . . JDER;\ZJONI TA.T
TJCHE. SUGL:I INFORTUNI~ EOC •.
VI~ Labora.to1·io ,d,.i p ·reci.·ione. Que to sta.bili :m ento provvede alla fabbricazione, degli rumen ti ottici) elet,trici, metrici e meccanici d i p re cis ione per l Brm.a di artigli er:ia. a
L·a forza organica m.edia dell'ultim.o quinquennio fu. di 135 operai. Fra i mezzi pre entivi si n ta. la di tribuzio~ne di occhiali di prot · zione • Padozi ne di macchinari e dispositivi .a utomatici, in mo o da ·e ita.re, per q nanto po · i bile l applicazione dell operaio; l'n so di rìpari .aUe, macchine d ingranaQ"gi ad. alta velocità~ V Officina di cos.t1·u,z-ione del g ·nio. Le pri:n,o ipali lavorazioni c nsi tono neH aUe timento del carreggio, del materiale da ponte e di naviga.z ione., di trumenti ed attrezzi ·p er usi di versi da guastatore, di ma·t eriali per lavori da minatore ,e per t Jegr:&fia., di m.a.te,r iale oicli:stic di aHestimento di miceie, e ca.p nle fulmiua.n.ti, ecc. La forza organica.. media dPil'ultimo quinquennio fn di l 8 operai Fra, le misure, preve·n tive sono citate l uso di guanti eontro le scot·t ature eia :sorveglianza assidua per pa.rte della. Direzione. La, tabella l riporta, an no per .a nno, dal 1904 .a. l 1908, il numero de.gh operai, dei lavora.n.t i, delle. operaie impieg.o.-te negli stabilimenti di ,art.igl ìeria ~e enio, di: tri buiti in 25 grn p pi a. seconda del mes·t iere e· sotto il punto di vista del rischio profe.s ionale. Sono comple c ivam. en ~ e n.el quin.q uenuio 23,,048 individui sut quali ~j può porta:re l'os _erva.. zio:ne statistica. Il gruppo più numeroso è dat.o dagli operai me ·tallur~ici lavoranti al banco,, com.alimatori, a iustatori, ce,sella.tori, armaioli ecc . Seguono gli operai ,a ddetti alle ma.ccbine utensili pAr la lavorazion.e deJ metallì a freddo, com.e torni, punzonatrici · le operaie occupa e alle macchine per c· ricare le cartucce, gli uten-s ih, J.e, .sp·olette; i fabbri, i calderai ecc. Il gruppo più e 1guo e · rappresentato dai tipografi, Iitogra::fi, di gn.atori, s ri tturali, ecc. La tabeHa II indica il n11m·ero degli info'r tuni che si sono verificati: gn.i anno per ·ciascun gruppo di ·Ope,ra.i in rapporto all' inoapa.cità ·t e.m .. poranea, suddivisa d& a O giorni e piu, all'i capacità permanen e pa.rzia~e o totale od a.Ue conse uenze iu. gravi di morte con,s ~eoutiva od immediata. In fine, per ogni gru p p è. tabH i ta. la percentuale, degli in:· fortnni, nonc}tè quella. della inc.ap· cit, temporanea in ra.pport.o alla.
forza totale d·el ruppo o. Come, ri ulta dalla . udd~etta tab ·[la. durante il quinq nennto 904··· O opra una forza. o,m pl s i va di 2. 1,0 operai · i ebbero a d,e plor.a re ca i di mort con cuti va ad infortunio .: 1 nel l p sso l officina di co ruzione, i artigli ria di va, nel gruppo degli operai addetti, alle maccbiue, uten i1i p r la lavorazi ne dei m.e talli a freddo e 2 nel 90 o il polv rificio di Fo a.no nel gru po de.o-lì operai ·p irot.ec-
NOTE E CO
IDERAZIONI ST 'T JSTIOHE ·· UG.LI INFORTUNI,. ECO..
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nici per seop·pio di cartuccia a cilindretti di polvere nera. Non .s i ·ebb in.vece a v·eri:fiea.re nessun ca.so di morte immediata.• l ca i d" inoapa.cità.. permane!! te totale furono 5, dei quali 4 ne· gruppi degli oper.a.i la..v oranti in metallo ·e d 1 fra gli operai muratori e taglia:t ori. di pietre. I casi d' in.c-a.paeità. permanente parziale furono 17 ; di q nesti 7 nelle eategone dei lavoratori in meta.llo, 1 fra q nel li addetti alle buffetterie, 2 nei piroteenici 7 4 nei mano val i e 8 nelle operaie .a ddet.t e al carica.~ m.en to delle cartucce, I ca.-si d' inoapacita. temporanea con nna durata superiore a.i t.r ·e me i furono 16; quelli con ìnc.a pacità da 5 ,a. 90 giorni furono pari menti 16; aa..5 a 76 giorni l · . da 6 3 60 giorni l ; da, 5 a - o giorni 80, ecc. I ca.si piu num·e rosi furono q u.elli determina n ti un' incapa.-cttà temporanea da. ,5 & 10 giorni. Il numero maggiore di a.ssenz·e causate da infortuni sul lavoro d u:rante il quinquennio· 1904:~908 fa nel gru p p o degli opera i la varanti in metallo a. caldo, a.ll' incudine, al martello; come fabbri, ca.lde.r ait nella proporzione del 28.:4~5 p. 100. eguono gli operai addetti alla fabbrica· zione della poi vere ordinaria colla pereen tuale del 19 .o p. 100 ; gli operai stagnatori,. piombatori, .z incatori e i manovali di fatica nella proporzione del 16.9 p. 1O ; poi gli operai pirot·ecnici, artificie.r i per il 14.6 p. 100 e gli operai &ddetti aUe, l ubrifi.ca:z ioni delle macchine per il l .S p.. 100. La peroentua.le più bassa è. rappresentata dalle. categorie, dei piantoni, custodi., operaie addette al caricamento delle cartucce, e o. Finalmente l& tabella III raccoglie per cias.c un gruppo la specie ed il numero d.e lle ferite o le.s ioni prodotte dagli ìnfortu.ni. Il mag· giore con tingente e dato dalle contu.s1oni e ferit·e lacero-contuse alle m&nl, cni sono particolarmente espos.t i i la.v oranti i metallo a freddo, :a.ì torni e alJe, punzon;a trici, alle quali lesioni fa.nno seguito immedia... ta.mente quelle prodottesì nelle altre parti del corpo, con una prevalenza n.e.i fabbri, calderai. Succ do , o ìn. minor copia le lesioni oculari da c.orpi estranei, scheggia di metallo,. di legno, faville 7 ecc ., v ·rifi·c at i pecialmente negiì operai torni ori ; le ferite da taglio e da. punta. ali mani, l ~e bruciature dt 2° grado e le lombaggini tra.umatiche1 che i oservano in m.a ggior nu.m ero neì fabbri e calderai, co. Sono segnate ;a,}trest 165 distors1onit dì eui 100 aU'arto superiore o all'arto inferiore., con prevalenza di queste lesioni fra. i manovali per lavori di fatica., trasportì, ecc. e 20 fratture·,, fra cui . !Parto npe.riore~ 9 all'arto tnferiore, l delle os. a della faccia ed l d Ila. colonna vertebrale. Accenne.r emo infine. a 17 erniel delle quali furono riscontrate nei manova.lì di fatica· a. 46 laceraz ioni di muscoli o
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OTE E CONS.JDERAZIO I
T TI TIOIIE "UGLI lNFOR'lUNI, E ·c.
t ·e nd in i in seguito a sforzo, prevale n ti pure ìn detta ea.tegoria, ·e d & 24 trappamenti di dita della mano, di cui 11 si sono verificati fra. le ope·
r .ie a· de~te al caricamento delle cartncce, inneschi, spolette, ecc. I da.t i es·po ti nelle suddette tabelle vengono eos.1 a conferma.r·e i ri ultati ottenuti negli otto anni prec.edenti, sia per quanto rignarda la percentuale maggiore o minore degli infortuni neì diversi grnppi egli operai, sia per quanto si riferìsoe alla speoìalità. ed a.Ua modalità. egli infortuni ste ·si. In con1ple o ono 25 8 infortuni del lavoro ch.e sono stati denun .. .zi.ati nel q_uinquennio 9 4·908 e che paragonati alla forza totale del per onale im.piegato nei varl ; tabilimenti militari dà un.a percentuale deU'll.lO p .. 100. Tale pere ntnale e superiore a quella accertata dal ·a.pitano de auteiron nel quinquennio 1897-901 e .c he corrisponde all' . 12 p 100. Pa.rrebbe qu.a i che se ne dovesse indurre che, o sono venute meno le misure di prev·e nzione e di sorveglianza, oppure sia v·e nuta men.o l attenzione e la. capacità d·e gli operai i m piegati Riteniamo pero che. tale deduzione , arebbe erronea., ·e che qnell'aumento :si debba. piuttosto a ·e ri -çere a quello che .succede non meno nell'ambiente civile, cioè che attm.tlmente gli operai d nu.n ziano anche i più piccoli infortuni, approfittando degli indennizzi che così largamente engono loro conce i, tant è ero che l'aumento · qna i esclu i a-mente a. carico degli infortuni che richiesero solta.:n to un'incapacità temporanea. non superiore ai 10 giorni. Que t1 ri ultano infa. ·t i nel num·ero di 1221 nel primo quinquennio, .m entre. nel secondo t ale eifr:a .sale a 1821, oon un au·m nto di 00. A contribuire inoltre all'aumento della. temporanea incapacità ·al lavoro non deve esser es ranea. la facoltà conces a. all infortunato della libera . celta del m·edico curante e del luogo di cura, e si ha. ragione di rit n. re ch·e tale du ·ata verr·e·' be notelf!"olmente a diminuire, qualora. ~· s e s·t.abi li ta la. obbligatorietà delle prime cure e delle succe si ve a domi ili p parte del pet onale medico degli stabilimenti militari od il ricovero negli pedali militari ste i, o quant.o meno fo se riserv~t.o all Ammi.nistr zione militai-e il diritto a vi it·e· di controllo fatte dallo .~ tes o per onale ani ~ ario d gli ta.bilimenti. I d~ ti ta i·tic i raecolti da -l i tabilimen ti militari del genio, e pre .. i an1ente d 11 o i ·na di co ruzione del genìo di Pavia, figurano nelle ann tabelle uni am nte a quelli d'e gli stabilimenti d~artiglieria.. i a m i n ta.n to alcun ·· notizie ; ommarie. Il numero degli operai impi·ecrati nell offi.c ina di co truzione di Pavia n l quinq u nn io 190 ~ -908 fu di 790, con un minimo di 14B ne.l 190.5 ed t
NOTII E OONSIDERAZ.IONI
T ATISTICHE ._ UG L l :JNFORT NI, EOO.
4 ~
un ma:ssimo di 173 nel 1908.. In r.a p porto alla · peciali tà del mestiere il gruppo più numero .o e rappre entato dagli operai me.ta.l lurgici lavoranti al banco, cui fa, seguito quello egH opera i ·n legno., oome sti p· pettat, :m odella.torì, pìallatori, eco. l gruppo più esiguo è dato da.i diegnatori, litografì, elettri isti, ecc. Per quanto si ri feriaoe alle conseguenze degli infortuni no. i e ~ bero nel quinquennio casi di morte o d, incapacità permanente·; pei casi d' incaracità temporanea nella. maggior parte la. durata. delle a.s .. senze fu da 5 a 10 giorni· per due ca i oha.nto la durata fu superiore a tre me i. In. rapporto, infine, al numero ed alla pecie delle ferite e le ioni ono in m.a .ggioranza le contusioni e le ferite lacero~ contuse alle. manian una grande prevalenza negli op.e rai metallurgici lavoranti al banco . .A qu.e ste fa.nno seguito le. contusioni nelle .a ltre parti d·el corpo v·erificatesi specialmente negli opera: lavoranti il fe,JTo ed il legno al banco; e le lesioni oculari da corpi e tran i, propri·e degli operaì m .. ta.Unrgiei. _el gruppo dei .m anovali di fatica è segnata un'ernia. In complesso sono 52 infortunì verifica i i durante il qui -que nìo 1904-908. che in rapporto alla forza totale degli operai danno l'e. i -ua pro porzion·e del .5 p. l 00.. ltre ricerche statistiche furono fatte presso la. farmacia ·c entrale 1nilitare di Torino, ma, dato il numero e •iguo di o per.a.i occupati in rqnello stabilimento mas.s imo di 92 nel1902),. tutti m:anovali di fa.. tica,~ non furono accerta ti che tre infortuni, non O$.t:a.n te che l,.in chi sta fosse · .t ata allargata al decennio l ·99.90 . N el ohi udere queste. not·e statistiche ehe non han no alcuna pr .. te a es endo in gran parte semplice lavoro di coordinaim·e nto nel quale mi fu efficace aiuto il capitano medico Ca-arini, cui rendo vivo rin .. gr.aziamento, ci ,s ia, alm.e no di com.p enso il mettere in rilìevo r . igua peroent·ua.le di infortunì verificati i durante il quinquennio 190· -90 . negli sta,b ilimentì milìtari italiani, proporzione. tanto più ignifìeant e consideriamo il genere di lavorazione pericolosa cui è sot,topo ta la. maggioranza degli operai. A que ti ottimi risultati non de.v e esser est~ranea, oltre ai mezzi di protezione individuale,, ed ai ripari alle ma.c ·chine, la rigorosa, sorveglianza. e~setcitata dalle stngole direzioni degli · tabibm·e n ti,. parche s.ia as, i curata, per quanto po;~ i bile, P in t.· ar~ t: personale degli operai dipendenti . Quest' .a mmtrevole premura, as ocia.ta alle saggi·e dispo izioni pre e a, favore ·degl1 individui colpiti da infortunio e che, giov& notarlo, fu· rono adottate assai pritna delle leggi oivili attuali, ·cons ntono di a.ffer· mare e concludere che anche n.egli stabilimenU militari il lavoro non è fonte di .dolore, ma è causa di be.n ess re e di ~ivile progresso.
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OTE E CO SIDEBAZIONI S·T ATI TICH
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NOTE B CONSIDERAZIONI STATIBTIOHE SUGL_I INFORTUNI, EOO.
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604 Cllatea Df:trmoslftlopat.ioa della R. U lYersltlL 41 Bologna D JI.'B TTÀ DA\. PBOil. DOME ICO MAJOCOJJI
EREDO-SifiLIDE. TARD~ IVA ESERVIZ O~ MILITARE P·e r il dott.. F~erdLa do De NapoU, capitano medico
Fil morbns hereditatius et ti'Ull .a. patre in RUom. P.I.RACilL o.
p .e,r nessuna classe di medici l'importante problema dell 'eredo-sifilide. li&ttli va si impone, dal punto di vista medico sociale, come per noi medici militari; ed a. ness.u n m.edioo in·combe peroio maggiormente l'obbligo di studiar1o anche perch · , p1 ù che per al t"ri, e abbondante per }''ufficiale medico il materiale di stu.dìo. La copiosa messe di osserva• zioni ci è fornita principalmente dall"esa.me degli inscritti presso i gon· sigli di leva ed. i distretti, e poi d.a.ll& osservazione di ogni giorno nelle ease.r me., nelle sale degli ospedalì, ch.e, a nostra insa pu.ta per lo più, sono popolate da individui che portano il ma.roh1o ·e che talora p.aga.n.o il fio della sifilìde dei genitori .. Ebbene, noi medici mUitari possiamo e dobbiamo risanare questi individui quasi sempre ignari del male, ·che oova, nel loro organismo e ·c he può produrre, anche nella età adulta, i da.nni non prodotti durante i primi anni della. loro esistenza , dobbiamo soccorrere questi individui,. che per la ignoranza. di chi li circonda hanno vissuto nelle loro famiglie e sono pas ati per le scuole e per le officine sen:z& ehe s.lcuno sia stato sollecito verso di loro di queUe cure di oui abbisogn.a.no. Noi che visitiamo ogni anno migliaia dì giovani pogli di q n:elle ves~ì, che s.pesso nasoondono le .stimmate di un maJe o-cculto od occultato, noi che per Pe ercito facciamo tra essi la cernita dei più.robusti, non dovremmo rimandare alle loro case quegli infelicì, che la sifilide .ho. tanto in modo da renderli inabili a servire la. patria ; non doVJ:,e mmo rimandar li senza a ·e r almeno detto .a d es,si ed alle loro fa.mighe una verità dolorosa forse,. ma. che sempre includa la sicure.zza e la salv·e zza per Pa veniret mettendoli in guardia contro un male così funesto per essi ·e per ì loro discende.n ti. I medici condotti, ch.e non
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BBEDO.. lF.ILIDB TARDIVA E
ERYIZIO MJLITA.RE
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se,m pre ha.nno il modo di vìsitare quest1 soggetti, che noi dovr·e mmo a.d. -essi indica.re, potrebbero com plet.a re l'opera nostra, acc.e,r tando meglio la ,d iagnosi, aiutati 1n cio dall'an.a.mnesi familia·r,e ed individuale e d.a gli altri mezzi di indagine più. icura,, ed istituendo all'occo:r renza la adatta terapia e vigilando sull'in orgere. di manife.s. t~zioni sifi.litiche tardive. ~la troppo vasto sotto ta.le punto di ista., e rorizzonte, ch.e il complesso problema. sociale ha ape.rt.o .a l mio sguardo! Per or& mi e, d'no po perciò abbandonarne una p&rt.e, la più vasta senza, dubbio, e· non oocuparmi degli eredo~si:filitici (e sono 1 p1ù) che tornano alle loro case inabili al servizio milita.r e per continua.re qna discendenza di sifi.litici di seconda e di terza generazione cui, se oggi è rispanniat& la minaoo1a del ·T aigeto,, non è data ancora dalla civiltà moderna alcuna, efficace difes:a. contro le insidie di un male, che significa. degenerazione della. famigliat deUa razza, della speeìe umana. Rientrando perciò nei limiti del tema proposto mi, mi occn perb solamente degli. ered o...sìfìlitici che entrano a far parte de~ l nostro es,erc.ito. E.d inoomincierò col ri· sponde:re ad una obbiezìone che già. mi è stata. fatta e che sento ripe~ termi : Entrano gli ereào ...sifilitici nell'e ero-ito ~ Ma prima di rispondere a questa dom.a nd.a ·è bene dire quale sia il concetto dell',eredo .. sifìlide tardi va,, anche, per meglio chiarire di quali eredo-sifìlitici io intend& parla:o;e.
Co CETTO DELI} ERE DO- IPILIDE TARD>lVA. EREDO•SIFI.LITIOI N'l!lLL'ES.EB• È ~eonoorde oggid1 il parere deì sdilografi cir,ca la sìfìlide congenita, p·reoooe, q nella, cioè,,, che, iniziatasi ne1Putero materno sia. per infezione delPovnlo sia per infezione sperma tica, ·concezionale o postconcezio,n ale, tronca. la gravidanza con l'aborto di feti na:t i morti o poco vit&U o colpisce il neonato nei primi tre mesi di vita, per lo pìu, essendo :r ari i ca.sì in cui le manifestazionì di sifilid,e ereditaria precoce· si abbiano oltre il s,e·t timo mese~ Accanto a questa e~redo~sifìlide precoce è la ere-do ..slfìlide tardiva.,, eh et rivelata da sole forme distrofì·c he (d,a.lle oosidde.t ·~ stigma,te eredo-s.ifìlitiche),, dà le sue, manifestazioni oltre ì primi mesi di Vlta, nella s·econda inf&n'z ia e, neUs. età adulta :; ·e su qu.eeta non. sono concordi alcuni sifilografi, i quali obiettano che q ues,t a, sifìlide ereditaria ta:rdiva no~n sia altro che l'eredo~sifilìde precoce le ·c ui manifestazioni dei primi mesi della vit,a extra ut·e rina sian.o pa.sJ;ate inosservate, dando seg:no di sè dopo qna.lche anno od anche dopo molti anni. Non. vi è dnbbio, però, che oasi ben des.c ritti e bene aceerta.t i del.. l ~eredo-sifilide tardiva esìstano ;. e che quindi oggi si debba intendere sotto il nome di si:fìlide congenita tardi va, non. solo q ueHa detta altri. (li'I'O.. ·-
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ERED
IFILIDB TARDIVA E • ERVIZIO IULITAR E
menti dis·trofi'ca ·e che non ha da.to mai. manifestazioni di s ·; ma. ancho l ·ered.o-sifilicle; con. periodo se.c ondario rimasto igno.rato uell& prima infanzia ·e eon manifestazioni terziare n.ella fan.c iullezza, nella giovi.. nezz.a, nell età adulta e· perfino nella vecchia. A. Fonrnier parla di casi, da lui ben accertati, di eredo sifilide oon m.a .nifestazioni tardi ·e fino al trentesimo anno di età e cita casi di altri autori, in cui le ma~ nife taziont i arebbero avute a. quaranta, a quarantacinque e perfino a. sessantacinqne anni, in individui portatori dt stigmate ·e redo-sìfilitiche e .s icura.men.t e mai eontagia.t i i durante la vita. Il prof. Majocchi, fin dal1879 in una _ne.. pubblicazione, descrisse. ·con chiarezza evidente e ·c on .sicurez.z a diagn0sti·c a un ca o di .sifilid e ereditaria tardiva in un.a giovanetta di 17 anni con gom.m e ottocutanee ed o tao-perio titì gommos·e, rinonecrosi sifilitica, perforazione del velo pendolo e del paiate> duro. Essa proveniva. a.Iro pedale di • Giacomo, di Roma, da un paesello dell' . bruzzo {Ca.pi tre Ho) dove la sifilide a veva r gna.to in forma epidemica ed era IJerciò nata .da genitori iudubbiamente sifilit.ici .. Nella. riunione. della societ.a italiana di dermatologia e di sifilogr.afia d.el dicembre 19 9, il prof. D miei ha comunicato un caso di eredo-.sHilide tardiva con trasmissione alla terza generazione, in una donna, in oui le m&nife.stazioni iniziali si erano &vnt.e aH e à di 18 anni. N ella stessa tornata il dott. Ercoli ha riferito su un caso di periostite dello sterno verificato i, come primo gno di sifilide ereditaria, in un individuo di 83 anni. Di quanta difficoltà sia la dis ·inzione di q U·es.te d u.e forme (cìoè della sifilide ereditaria. tardiva propriamente detta o distrofica. e delJa. sifilide ered1taria, p1·e·co ·e per le sue manifestazioni del periodlo se.oon·dario,. ·e tardi,_ a pe·r le, manifestazioni te.r zìarie) è agevole. intender·e q nando". ·.i pensi ·c he la diagno i dei fatti second.a ri puo sfuggire molto facilmente, massime fra gente ùel popolo, nei primi anni di ita p·er mancanza di OH er _.azione, trattando i di un sifilode.r ma spesso sola-· m ente ro. eolico e co Ptts _enza. di qual ia.si le ione iniziale., circosta,nza. che ha fatto dare giusta.ment.e alla. -i fili de ereditaria l'appellativo l i acefala., ome quella. cui :m anca l:a testa, i l sinio ma~ Ho creduto nece sa:rio prem.e ttere tale distinzione e chiarire tali con etti per dire che oon la denominazione di sìfilid ereditaria tardiva. io indicherò tutte quelle forme che p s ono dare manifestazionì nella. età adulta e che cadono quindi sotto l'e a.m.e di noi medici militari enza indagare, co a difficili ima p ·r l'anamne· i em.pre infedele ed in erta, . e vi iano state o uo m an if tazioni di sifilide precoce .el sogge to e senza pr.eoccu p armi : ·e ne to i a. un .s ifilitico di prima di se· c nda o di , e·r za geuer.a.zione (cio che f: rei però empre con )a ma.s ima. diligenza uante volte po essi aver notizi sic,ur ). Mi occuperò invece
RE·DO~SJ'.PILIDE TARDIVA
E
RVIZIO
ILITARE
50 T
esseuzìalmen.te delle stigmate,. che earatterìzzano l'eredità. sifilitioa e che consistono per l o più in forme d istrofiohe che ace o m pa.gnano anehe le affezi<rn1parMifiliUche, così denominate da. A ournier che volle in tale classe comprendere tutte le m.a nifestazioni di o1·igine nta non di natura ifiUtica. Questo parast'{ilis·tno però è in gran. parte cadu~o oggi, dacch& la siero-diagnosi ha di mo trato la. ·e sistenza della diatesi sHilitica nelle form~ morbose che, secondo il Fournier, lo costituivano e dacohè in esse è stata dim.os.trata anche la spirocheta pa1lida.. Qu·e lle stigmate,. sia..no pure atte n nate, care t t.e rizzan.o a l tr~sì. gli eredo-si fili t ici di second.a. generazione, cioè gli .eredo-ere.do-sifilitici, e quelli di terza generazione,, :fin dove. oggi è ammess.a la trasmiPsione eredi·t aria della. l ue, contrari&~ m.e nte a quan.to aveva sentenziato il Ricord che cioè non si riceve la sifilide dal proprio a v o, e non ostanta i tena.c i avversari della trasmi'. ·~ s.i bilità della. lue ai nepotì, com.e il Tarno ski che .non ammette la. eredo-eredo-si:filìde sotto la forma vìrulenta ma sotto quella distrofica solam·e nte, (tranne ne1 casi di sìfilìde da lui denominata binaria, oioè di sifilide a.equisita. dal sogget.t o eredo -sifilitico di prima generazion·e, che solamente per t•t.le reinfezione puo trasmE>tt.ere la lue. ai propri figli), ed il Brooq 7 l 'Hu tchin.son, il Las ar ed il W elander7 che negano :a ddirittura. la eredità sifilitica sotto qualsiasi for.ma, al di là. della. prima. generazione~
Tali stigmate., che, at·t accano organ.i ed apparecchi svariati, mentr& producono per lo più alterazionì anatomiche e funzionali profonde, lasciano talvolta P organis·m o apparentemente integro.• Perciò contro la comune credenza che eredo-sifilitioo tardi o sia ,s inonimo di ·ndi .. vidu.o malatic.o io~ deforme o frenastenico, bisogna riconoscere c.he esso talvolta può es.s ere intellig~en.te, forte, robu to e perfino aitante della persona, con tutti i requisiti cioè della idoneità, al servizio miliw tare .. Cosi, accanto ad organismi che pe.r la loro miseria fisica e per la. m-acilita, intellettuale noi non accet.t iamo n.ell"ese;r cito, ve ne so . o degr altri,. non m.o lti in.vero,. in cui la diatesi ,s ifilitica non ha. alterato quel complesso di qualità fi iche, ehe costituiscono la robus.t .e zza e che quindi dichiariamo idonei al se.r vi zio 1nilitare.,. pur quando riscontrialDO· stigma.t e sicure,. segni evidenti della lue ereditaria in alcuni organi ed apparecchi. E stig.m a te caratt ristiche di eredo-sifìlid·e cadono ogni giorno si può dire, sotto la nostra osserva.:z ione fra i militari di ogni eluse affidati alle nostre. cure. e da v an ti ad e se re. ti amo indifferen tì;. e for e increduli; finohà non siamo .pethatori della :maniD stazion·e u~ bitan~a.t della esplosione direi, della sìfilide fino allora latente. Oggi no.n è più lecito dubitare anche a. chi non ha vito n.e suno dt questi casi, ~che segnano l 7epìlogo dì un male covato per tanto tempo d
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EREDO· UHLID'B TARDIVA. B
ERVlZIO lt:I:LITARB
11n organismo appa.r-ente m·e nte sano1 oggi che non si può più mettere in forse la importanza. s.c ientifica dei segni che car.a t·terizza.no l'eredo· ·sifilitioo e di cnì piu tardi mi occn però, è ~overoso in ve e non restare indiffer·e nti ed inerti in presenza di essi. on bisogna aspettare· che un fatto patologico s :iluppatosi a carico dell oc-chio o d·e ll'orecchio,che un& convulsione,, che nna maningit.e., di .cui non si trova al t,avolo ana.to:mico alcuna loca.Hzzazìone ben ohiara, che 6nanco la morte snbitan.ear, non rara in tali soggetti, ci faccia ri,c ercare quelle sti mate e dare ad esse v·a lore meutre prima non se ne er.a. fatto alcun conto. Of)'gi con nn esame anche su perficia.le e fu agevole,. q ua.le è quel lo presso i Con.sri~gli di le.va., l 'e:redo-sifili ti co può es ere se non ricono.s ~ciuto so pett;;a to precocement-e· ; -de e percib esser segnalato pe.r esser~ studiato e per cnrar·e .a.ll'ocoorrenz& la diatesi c:h e tien:e H suo organismo ad evitare le, manifestazioni tard iv·e e tal voi ta fatali d·ell.& ifili.de ereditaria.. Riferirò a tal propo it.o due oasi carat·t eristici che dimostrano da una p.a.rte come l, eredo· i fili ti co poss;a. essere .a nche· robusto e tale da pre.. ~ s.enta.re. l'idoneità a.l se,r vizio militare e dali altra come sia possibile ool eemplioe, e a.me sistematico degli inscrit.ti riconoscere le s.t igmate più importanti d:ell'eredo-sifilide. · -ono due casi occorsimi ques.t 'anno in. due insoritt.i d.e l Consiglio di leva di Bologna e che ho sot:topo.st-o seduta · tante a.U esame d·e l maggiore medico Vasilicò, ehe con me faceva parte .di qnel Consiglio di leva .: S . C. di Cas.t elmaggiore n rma. la, mia attenzione per n.·n a mareatisslm:& distrofia dei denti, oonsi:stien·t e in mic:rodon tismo con inci:s nre .se . . milunari nei due incisivi m.e dii EHtperiori (de,n ti d'Hutchin.son) ed atr-ofia -coronaria dei · anini e dei primi grossi molari. Continuo l'es&me ed, avendo l'individno acen.s.ato c ìndehoH.mento della. vist.a. a destra ., esa·-· ecco due iClpercettiLìli macchie corneali, esiti di m·i no gli oeehi un.a. pregressa cheratite di cui egli non ave a. cono cenza. Interrogo 11 sogg.e ttot che propongo inta.·n to per P inv1o in o~ serva.zione alPospe·dale militare, ·e d apprendo che ha-sofferto di otite bilaterale e che sua madre h& avnto tre aborti. Un e~redo ..,si:6litico que _to che : e.n za dubbio ignorava. la. sua cheratite mai .c urata e. che la ·direzione. dell ,a pedale Milìtare ba ·e liminato. Un er·edo sifihtico, .che torna. a casa sna. ìgn;aro del male che ha.. B. . di Ca . telm.aggiore, ~è individuo robusto ed apparente.m ente. ·sano, presenta però mancanz.a cong·e ni a dei due incìsivi me·d ii inferio.ri,. ero ione degli altri tnoist vi con at.rofìa .ens.pidale dei oa:nini e d ei primi molari. Gli domando se h.a a,v uto mali d occhì ed egli dice, di no·n a vere di ciò cono cenza, mentre afferma di a. ver sofferto lnnga.m en e n eU infanzia. di oti te ch·e suo. madre ha a ·n to tre aborti e che eg.li
EREDO· IPILlDE TABDIV A E S.~RVIZJO )JlLITARB
è, l'unico superst1te di sette frat'9Ui m.o rti tutti in tenera età.. È. indìviduo robu.s to oon. tutti i requisiti dell idoneita al se,r vizio militare . ed io lo dichiaro perciò idoneo, limita domi a segnare la prescritta. indicazione: c: dentatura guasta :.. Eeco un eredo-sifìlitico, ah·e entrerà. a far parte dell'esercì to senza che l e, :s ue stigmate di eredo~si fili de siano in alcun modo denun.ciate. E mi limito alla citazione di questi due, casi caratteristici pre.sentatimisì nello ste~ sso giorno, uno dopo l altro, tralasciando di ricordarne altri numerosissimi,, per cui spes· o dopo l& consta:ta.z ione di una stig~ mata dt eredo ·sifilide il mio oeohio correva a oercarne altre qua· .i s.e mp-re con lo ste.sso risulta.to positivo. Eppure non ostante Ja, constata zione di tali stigmate io bo dovuto giudicare idonei tanti inscritti che le presentavano e che nelll:) quasi totalita non avevano alcuna. conosc.enza. del loro male.. E non senza rammarico ho pensato alla sorte di quegli ignari che certamente pas era.nno i loro .a nni di vita militare come quelli finora trascorsi senza che alcun argine venga opposto al male che forse, li colpira dura.nt.e la vita...mi.lita.re o più tardi e ohe e si trasmetteranno ai loro figli !'
***
STIGMATE P,E.L 'L7 EREDO·SI111LIDE l.~; )flLlTAR.I IN ISPEOIE. -
GENERE E DE;LL'EREDO- TFILIDE NEI
AN AHNE I; E A. lE
LINICO ;. R~AZJONE
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L W A.: · ER-
MANN PER. LA DlAGNO:SI DELL''EREDO· IFlLlDE~- Dopo di aver de,tto bre-· vemente come gli eredo~. ifilitici pos ano far parte deU'esercito, ag·gio.nO'erò che a priori si può con fondatez.za. ·, ta bi lire dì quali .s ti .· , mate siano e,r lo più seo-nati gli i1 dividui he noi dicbiaria,mo ido~ nei al servizio militare. Dimo trerò ciò sulla seorta dell'elen. o delle imperfezioni ed infermità in vigore per il . ~ - ercito, basandomi sulla clas ifi.cazione, che delle stigmate di eredo~sitilide tardiva e delle. ricerche pe~ r dia.gno ticarle fa E. Fonrnier nel . uo ma i trale libro su ta.le argomento. E~ se sono contenute n · l quadro cl e egue:
Qu.aclro delle rice~rche per la diaf1no. i .dell e'·edo- . i fil i de lardi 'a
e delle ue stigmate (l).
Rteerebe nella famiglia dell''ammala.to.
a) 'amnesi circa gli a cend. e~ nti. b) A.namne.r:d circa i collaterali: . ,(J) Dal libro di E. Fournier ·t< Recl1erches et di.a..gnostla de l H6r .do syphilis-tard!ve » con qua~che variazione ed aggiunta.
EREDO-., IFlLIDB; TARDIVA E
E.R.VIZIO )(ILITARE
poH mortalità infau ile;
aborti; parti gemellari ; olida.riett\ ereditaria. tra. fratelli.
II. I Antecedenti a.n.a.m;nestioi .. II. 8ta.to attual.e. - Esa.me clinico delPammala:to
III A.spetto· ge ·era'le•
.a) Abito esteriore; ta.tura; infantilismo; o'besit.à precoce.. .lJ) Stigmate craniche:
a · ·v.allamenti frontali, parieta.li, occi pi tali • c:r anio natiforme; idrocefalo; asimm.e trie del cranio e deUa faccia . tigmate facciali : affondamento della bas·e. del n a o - naso a sella..; labbro leporino - prognatì.smo dei mascellari ; padiglione delJ'orecchio mancante, infantile, arrotondato, aocar· toeciato. con ·eHce a contorno poligon.ale.
IV. T'rlade di Hut~hln. ·t n. ~a)
tigmate auricolar·:t:
otiti- lesioni della. membJ-anna del timpano; disturbi audihìvi; s.o r · i tà fulminante ;, : ardo-mutismo. b) · ·tigma..t e oculari ; anomalie oculo -palpebrali ; -trabismo; cheratiti e iriti · lesioni d·el fon rio delPocchìo;
EREDO-IF'ILIDE TARDIVA E
ERVIZlO -ULI'l'ARE
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disturbi funzionali varii .c) Stigmate den ta.rie e dei mu.scella.ri: infantilismo, microdontismo, ·erosiont dentarie, m&cchie ; persistenz& dei denti di latt.e ; a.trofi.e cuspidali del primo gros o molare ; distrofi·e sistematizzate (ì ncisivi, canini, primo grosso molare) ; de:nti d.' Hu·t chinson (in·c isura samilunare7 a colpo d'un,ghia, de-
gli incisivi); anormale, impianto, diastema, a.ssen.za congenita di alcuni denti;.
palato ogiva.le, imperfetto ingranaggio delle arcate dentarie.
Stlg:ma.t e en.tauee e detle -a
aeo:se.
Cicatrici (reggiate oon alone pigm·entario}. A colpo di piombo
d.a c.accia -b) Leucopla.sie.
VI. Stlgmat~ testleolarJ.
Atrofì·e, difetto di sviluppo,. eotopie.
VII. Stigmate dell'appareoohlo :l.oeome·t ore . .a) Ossa:
dolo.ri ossei ; e·osto:s.i, peri osti ti, postumi di artriti gommose. ~. ti bi a a. lama. di soia:bo1 a. , rachitismo ; torace a im bnto. JJ), Art.i colazioni: ~Ttrtte deform.a nte; iàrarto; Jassazione congenita dell'anca; piede. eq u1no, piede varo.
VIII. Sllgm.a te nerl'ose.
Cefalee. {)onvuls ioni (epilessia-ist~erismo). j~oresi.
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RED0-8IFILIDE TA.RDIV -- E
ERVIZIO
ILITARE
It·erazione. dei rìfles.s i (rotuleo.t pupillare). al buzie, t ice., nervo .jsmo. Tabe, pa.ra.lisi progressi va..
Morbo di Li ttle. Di · trofìe morali e intellettuali.
IX .. - tato· e predtsposlzlone nerTe e. Recetti vi tà morbosa.. Dia. te i emorrag1che emoglobinuria. Scrofola., tu bet·colo i.
Affezioni viscerali.
A.aomaU d.l conformazione.
i ·tJrofie, otttti.v conformazioni, mostruosità)~ a) Dis.t rofie di s ilu
o. gigantismo, gig·cnti mo parz.i ale.·. nani mo · i . o rofia . b) Di t rofìe eu tane·e, i t t io 'i.
c) Distrofie viscerali: a carico ael si e a card1o vas colare ; "
»-·
digerente ; g . nrto urinarto ·
,.
cer·e bro~ pina.le.
o ruo -i· à. auardo al quadro preeed n e in rapporto coll'Elenco d Il i m p .r:D ziuni ed. infermità, che on cau a inabiliti al .e rvizio mi . Bta r ci me t in gra ~o d.i - ilil··e p :rim·i quali sono la a.t igma che po . ono moti ar l clu ion· daH' s 1·cito degli indi ìdui, che noi a m intam o. Ta H ti ma e, ~ - u~.nd lo s o ordin·e del q ua.dro ue, . po to, po ono re rias 1 t n llo p - ·chio che gu =, in cui ho com· cJ,e det rm.inano l e· lusione dal ·e r. . 1 r o .. olam 11 e qu Ile fra r ]e quali il giudizio d l vizio militare nza enum -rat le al r p rito . auit~ rio . ~ b e:'ato ul lor non. ·e e -nte da queUa g .. g i i t, h puo farlo molo ai·~ue e h non lo rende per iò o a norme fi d)
n
a·
EJlEDO ~ 'IFILIDE TUDIV
E • ERVIZIO 'MILITABE
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Stimmtde di eredo·sifiUde ·Che sono causa di inabilità as. o.l tda al ervizio mtlitare.
I. Aspetto generale.
a) abìto esteriore ; tatnra inferior·e .a m. l t 54 ; infantilismo · obesìtà, se grave. b) Stimm.a te eranìche · Tutti gli a.v vaJlamenti .clelle ossa craniche con cons.e guenti alterazioni funzionali. Irregolare conformazione del oapo al pnnto da impedire l'uso del co .. pricapo militare e da indurre deformita; idrocefa.lo. e) Stimm&te .facciali: Tutte q nelle che apportano deformità; labbro leporino che interessi più di un terzo d·e l labbro; mancan.za. o deformità del padiglione dell.orecchio .
IL Trlatle d'Rntcbi:nson.
a) Stimmate auricolari : o·t iti con carie della. catena degli ossicini ; sordità o notevole diminuzione, dell'udito; sordomntismo. ' b) Stimmate oculari; . Strabismo di grado rilevante in modo ehe il margine corneale 'toe·chi !''angolo in.t erno o e terno dell,occhio a s.e.c onda che si tratt1 di strab"ts.·mo convergente o divergente; le. cheratiti (postumi); le iriti e le malattie del fondo oculare;. le alterazioni del visu:s a secondo del ,grado stabilito dall'elenco. c) Stimmate d·en tsrie e dei mascella.ri · . la mancanza o la. carie estesa non ohè il ·oattivo ed anorma]e i m· Planto dei denti da portare impedimento alla. masticazione ; le stimmate a carico dei mascellari che. inducono deformìtà. S:.'i - Gl~Jirnait di mtdtcar1a. mintc.rc. - Fase. vn-vm.
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EUDO·: IFILI:DE TARDIVA .E S.E RVIZIO MfLI'TARE
III. Stlm ate e:atan ·e e delle
cose.
Tutte le macchie e le c· ca. triei che producono deformità., se alla fa-ccia ;: le cicatrici facili ad esulcerar i.
IV. st.lmmate· 1.estioolart Arresti di sviluppo o assenza dei te t.icoli purchè ac~compagnate da mancanza degli altri seo-nì della. virilità (aspetto femmineo, infanti~ lismo,, scarso viluppo del sist·ema pilifero).
v. Stlnunate deU'·.appareoo lo loeo oton. a) Ossa e articola.z ioni : Il ra·chitigmo e le altre altera,zioni os ee deformanti ·O che alterino la funzionalità di organi od apparecchi· idrarto cronico ·. &rtri te deforma.n te con sede in una artìcolazione prin·c ipale o in pa.r ecchìe. contemporaneamente; la lussazione co ge ita dell'anca piede varo e piede equino.
VL Stbnmate ber...-o ·e.
Enuresi,. se sotto forma di _tillicidio con t.in no eon macera.z.i one • · ' .pilessia, ist erismo; ' :aJ bnzie grave ; Tabe. paralisi progre. s·va (eccezionali nei militari di truppa per la loro età). X or bo di Li t..tle ·· Distrofi·e morali e inteHe, tuali {secondo H loro gr.ado) ..
VIL S ato e predlsposiziOJd mo.rbo.se.
, crofolo~tubercolo i ; . Affezioni vi cerali, d i a tesi emonagich.e ~etc.. secondo il loro grado.
EREDO ..SIFILIDE TARDI\-A E
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ERVIZIO ).f JLITARE
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111.
no · alle dl ·CO·nlormazioue. a) Di trofìe di :s viluppo .:
nanismo; i potr-ofia ·e generale (:secondo la de, e localizzata) ; gigan·t is·mo parziale per la mostruosità che apportat non e .sen .. dovi alcun limìte di statura per il gigantismo totale,. b) D1strofie. cutanee- It ~tiosi. c) Distrofi·e· viscerali: Tutte quelle notate a. cati o dei s.i emi: oardio va -·colare ; dig·e reute: genito urrnario ·: cerebro spinale ; a seco·nda del loro g1·ado. d) Tutte le mostruosi ta. ~Queste ono presso a po~o le timmate he contra · egnano gli eredo.-i:fìlitici ch.e non en·tr&no a far parte deB', .sereito; m.a. e elusi questi m o1 ti sono gh individui portatori d i sUgmat.e di ererlo~sifì li de idonei :al oorvizio m.i litare senza. che, finora, sia fatto obbligo :a lcuno & noi ufficiali medici di segnalare alme·n o qu·e ti in qualche modo dai consigli di leva ai di ·t ret.t i ed ad. reggimenti e da q ues.t i agli organi anitari diretti vi perch · oggi , coi pertezionati e pit1 siouri mezzi di indauin~e, ia accert .a t.a. quella la be eredi tana, di ~cui le distrofie debbono essere, ritenute non come sintomi sicuri m:a. co·m e egni ·r i e la uri per far ospet. t~r'e una diagnosi,. che merita di essere confermata e compi tata con la pù'l r:igor'O a indag~~ne anamnestica éla ttna part6 con l e ·ante clini'co p i-lì.. rni,n uto e pi& scrttpolos'O da l'altr,a, e fi'nalrn,ente con .la ie-rodiagno i del .· ermat~n. Ho detto con Ja. pì ù rigorosa ?t1zdagtne anamue.sti a ed a ag~ ungo cb que·sta. taJvolta dele pingersi fino alla indi erezione, se i uol on icarezza acquistare un dato così i:::n.portante per la dia,gnosi · i eredo~ ifìlid . Il soggetto so pettato er~edo- ìfBitico, e più i suoi ascendenti e collaterali,. su cui deve estendersi necessariam~ente linchi sta. ana.mue~ sttca, sono quasi .sem.pre n·e gativ·i, si rifiutano di amm·e ttere in sè ste.s i la.lue,,. si -difendono contro una tale affermazione del medico . talvolta. anohe quando si fa intend·e re ad e...si che dalla loro confe ione può dipendere la sal ve,zza. d eli' individuo in esame .. I no tri s l da ti e le loro famigl i~e. appa.rtenen ti alle classi meno ·e olu te (di cui fanno parte er
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E REDO · SrPILIDE T ARDI A E ; ER VIZIO
IL.'I TARE,
lo più gli ·e re do· ifilitici ma i euratì) ,, diflìd.e.nti e pregiudiziosi. ofFronoa tal riguar · o tuJ.O scoglio t:alvol'ta. in ormontabile,. &nche perchè,. trattando i di individui nel pieno vigore delle forzet non sentono la. paura del peri oolo che li induca a una con fessio -e <Hl i i loro pregiudizi si oppongono. Un ca o occorsomi e che riporterò più avanti dirà eon quanta pervìcacia ed. o tinazione tali individui ne.o-·b ino e ·cerchino di occultare· anche I, ioni in atto derivanti dalla. sitUi e .. Talvolta le confessioni vengono pos.tume, a.Uor~chè, iniziata la cura mercur1ale ool criterio aàju·· · antibtM et non laedentibu. ~- in un -eredo~sifiHtico con manìfestazioni in. atto., si vedono· guarire que.s te: allora solamente l,inferm.o ed i suoi, in un momento di gratitudine e di e · pa.nsìone~ ~ pa.rla.no di u·n lOnl·ano so~ petto di sifilide in uno dei genitori, dì aborti frequ·e n ti di malattie oculari od aurieole.ri soffe.r te d.al sogge·t to o d.a i snot fratelli, di plnri~· mortalità infant.ile in famiglia. La difficoltà e talora la impmBìbìlità dì fronte a.Ua. menzogna anamnestic,a di ra.ooogHe.r e dati _icuri (a parte la oonsiderazion·e che mater· c.wrta e t p.atet" vero ince:rtl:ts) rende nec,e s ario di dare come base a.lla d ·ia..gnosì un e anM clinico attento e minuzioso dell'infermo e delle stigmat·e uhe e.sso pre en.ta,. stigmate e! e raramente . nn o isolate ·m a in vece quasi s~empr·e associa.t e e che vanno valutate cum ,grano .salis e con la ·c ono... s·een·z a sicura della morfologia. e della topografia. delle manifestazioni predilette· dalla. sifilide eongenita., es endo altrimenti molto fac1l~e i1 cadere in errore ue~l giud.iz.io su una, maJatt.ia proteiforme che attacca organi ed apparecchi svariati e che per la sua .s variata intoma't.o1ogìa pu ' eonfonder i con molte al tre forme morbose . .Perciò non un seg·n o qualsiasi isolato di rachitimo, (non ost.a nte la dottrina del Pa.rrot) (l) non uno o più denti mal formati o ero i,. non il naso ea.mu -o od a sella., non un otite, o nna oftalmia pregt essa od in atto .sa.ra.nno da: noi ritenute eo·m e tigma..t e o manìfe:s tazioni sicure di eredo·sifilide, ma noi le riterremo come tali in ba e ai loro speciali canl.tteri, alla, loro localizza~ione d.irei specifica, ed infine per il fatto di trovar1e qua i sempre associate ad altre · ti.g m.a te caratteri -tiobe be.n :6. ·a te e d.a te.r mina:te dai sifi-lografi. ln ultimo og.o-i e dovero o , specie nei casì d.ubbi, ricorrere, prima che .a l crite.r io terap eu ti co, ad un altro m·e·z zo oo l quale l' ì n d agi ne sperimentale è ve n t a. i n aiuto della clinica. Intendo pa.rlare della .sìer-o~ diagno i de.l Wa serm.ann ricono oiuta. eome. una reazione specìfica per la lue in genere e ·che se da un.a. percentuale di e i ti poshi vi ·elev.a.(l) n Parrot d 6.nisce il ·ra,chid mo: « · n mode d express:ion de la sypbilis ~ &rédita•re vera la d:eu.~ ième année de lt :ist&n.ce ».
EREDO- IF.IL.I E TAR!UVA E
EBVlZI
MILIT'ARE
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ti ·s1ma nell& sìfìlide aoq uisita, ne da una degna. di considerazione· nella. i:filid·e ereditaria anche. nelle sue forme e manife tazioni tardive. La sierodia.gnosi passata dal campo .sperim·e utale nel quale è sorta fin dal190l ·c ome mebodo della devia.z ione d 1 compJ,emento per opera del ordet fl Gengau., è entrat& nel campo pratico per opera. del\~ .a s· -serma:nn coadiuvato dal eis er e dal Bruoke nel l ·06 e, dopo vari · vicende cui tutte le cooe nuove sono soggett , è ogai si pub dire .a.ecetta,ta da. quasi tutti i clini •i come reazione varamf}Dte peci:fica della sifilide. Le sue applicazioni alla diagnosi della eredo~sifilide ·o no numerose e, cou risultati po ·itivi che hanno s guato nn continuo erecando percentuale. Co i, mentre ari Br 1cl\: aveva constatato che il .ò p 100 degli eredo..sifilitici d'nn o siero r azione po~itiva il Thom en ed il Boas ha:n no avuto tar. teperto qua i ·:e mpre po itivo in m.o lti esami ·p raticati· e più recentemente H Grocco tt,e neva ierorea.zione positi a costanteme.nte in S· tte c.tl i di ch·e ratite parenchimatosa eh -e.. li ritiene quasi sempre di origine .safili ica nonchè, u q 1attro ca i di infa.n tili mo a tipo Lorain ·e u ,1n ca di gigan i mo. La , i·e rodiagnosi ·c he si pratic~1. da C J.Ualohe anno, ,e su larga cala nella. dìni .a d.ermosifi· Iopatica della R Uni ersità di Bologna, ha dato in tut i i ca i di sifilide cong.e nita esiti po it.ivi. uesti risultati non ci debbono far -e itare più. a. praticare l.a. sierore,a zione del vVas · er.m.a u in trrt.ti i casi ·d i eredo~si hhde come ormaì si pratica in tu ti i ca ·i dubbi di ifilid e acquisita,. avendo però pres·e nte che ri ul.ta:to po..·itù·ot ?iella 1·.e~zione del W a . errnann, sig-nifica sifilide,. m n~re il ri: ultato n aativo non ha .alcun valore contro la dìag·no,s i di tale malattia... otto tal punto di vi ta. e perfe,t,t o il parallelo eh·e si può i ti tu ire fra la sierodiagnosi per la sifilid·e ed il reperto microscopico del bacillo d.i K()ch per la tu.. bercolosi. t
. TlGHAT·u: OBE
.El: ULl'FA.R'I P
_IAGNO ~l DELL'EREDO . Uri.L IDE TARDI A E PER LE '-lANIFE TAZI NI DI QUESTA.
- E dopo tale accenno al eone tto odierno della eredo-si·fiJide· tardiva,, :alle stigmate che, la. carat erì.zzano e ai mezzi che pos ed 1amo per farne la diagnosi, re.s tringendo il mio com p i to a ciò che maggiormen ta può in ~ ere are ·e può fa·cilitare· il lavoro di noialtri medici militari dir · delle stigmate sulle quali specialm·e nte può ba. ar::;i il sos,Petto di eredoifilide n Il' esame fuggevole, che siamo co tret·ti da fare. pre o i consigli dì lev;a e pre so i distretti, e delle forme moi b se sotto le ·l uali pi u fa..cilmenta può presentarsi la sifihde ereditaria nei militari .
'RE
~sl
ILIO
TARDIV
EBVIZIO MILITA ·E
Le stigmate più i m portanti,..sia per il clinico, sia per noi, sono senza. dubbio quelle a carico d.eUtoechio, dell'oreccll.io e del si tema dentlJrio .. L''uflìcia.le m.edico che i ,tematica.mente. per pre crizione regolamenta:r& de7e por are il sno e ame su t,a.Ii apparecchi prediletti dalla, sifilide ereditaria. non avrà perciò dalle propo te ehe deriveranno da qneste mie con·sìdet·a.z.i oni, alcun aggravio di lavoro e ne .sun. ritardo subiranno· pe1· esse le varie operaz,ioni i a presso i conrngli di leva, sia pres..o · di tretti, sia pre o i reggimenti all'arrivo deUe, reclute. Tutto i ridurrà. alla constatazione delle tigma.te oculari ed aurieolari ed alla loro relazione on altre _tigmate, se ne esi tono, nonchè ad. una a.g giunta nella. nomencla.tura circa. lo stato deì denti che ora è limiata alla indicazione di dentatura c: s.a.na. ~ o " guasta :.. Vi è d.a notare inolt.re che mentre le stiCTma.te oculari ed aurieolarì da imputarealla sifilide cadono per lo p i u otto l'o " ervazione dei dii et tori de li ospedali e ono percio e~aminate con pi ù calma e quindi piu facilme.n.te riconosciute, le stigmate dentarie invece, non. eegna.late in alcun modo, finiscono per rimanere ignorate. Da eio la necessità di prenderne nota. affinch siano utilizzate opportunamente pe.r la diagnosì dell er·ed.o- .ifilid , per la quale fra le diver ·e stigmate queUe denta.rie hanno in sifHog·rafia la più gr&.nde ìmporta.n.za.. Esse perciò debbono, es.s ere ben conosciute dal medico militar.e. sia per la loro importanza e fre uenza., ia. ·p erehè più facilmente, anche in esam.ì superfici ali & fr.e ttolo i pos ·ono e ce,r e rilevate. Le distrofie d 1J.ta.r ie così bene studiate e dese ritte da E. Foll'rn~:er meritano quindi d.a parte nostra ìl più attento e dìUgente esa·me e la più profonda conosoenza. La loro importanza ed il loro v.a.lore clinico riela.to dallo Hutcbin~on. hanno avuto sempre mag(J'iori confe.rm.e~..Ed e . e oggi non po ono più es re. confttse con distrifie comuni ad altre forme morbo:se daechè gli stud.i em'briogenetici e mìcro copìci le ha:nno rioonoseiute om.e veri intomi : icnri della ifili · e ereditaria mediante la di· mo trazione della spiricheta pallida. Pero, perohe abbiano tale significato clinico, bi ogn.a. innanzi tutto che non i pre e~ ntino s.u un olo dente~ o su mol i altu.a riamente ·e disordinata.men.t e,. ma bi~mgn :a he iano i ematizzate e limita, e ad alcuni ordini di denti ehe. la. sifilid colpi .ce contem poranaaman t·e nei loro germi pe~r-chè contemporaneo ·· il loro s iluppo. T,a.li germi dentari atta,cca.ti dalla .si6Iid·e appartengono a. tre pecie di denti, cioè a.i primi gro si molarì, agl'incisivi ed ai canini ci' avviene p ·r ch ;. a.llorqua.nrlo la ifilide ereditaria. s·, ma.nifes.ta . è ricono cinto che ale mani~ tazioue si ha. negli ultimi mesi della vita in ra.ttter1na. o nei primi tre, me i deUa. vita. extra.u'terina.) trova. in e olu·· zione ì germi dì quei de n i e .u e~ - i la eia. i se ani dei perturba.m n ì
EREDO· 'IFILIDE T ARDIVA E
EBVIZIO lULlTABF.
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nutritizi che per solito induce e ·d i cui è prototipo l;·e rosione dentaria. Tale teoria. è s:t a.ta emessa da Edmondo Fourn.ìer il quale a tale proposito .c osi si esprim.e: ·u Su.r leur oouronn.e inscrit (la syphilis) le trouble profond qu'elle ex.eroe :s ur la nutritrion. ,.. E quanto valore clinico abbiano le s·t igml\te dentarie ha dimostra;to con un poderoso studio n ca. v.alla.ro, del cui lavoro, basato su. 37 osservazioni personali, mi pare utile riportare. le seguenti conci nsionì .: c 1° Negli er.edo-sifìli·t ici si riseontrano varie e numerose, stigmate dentarie· erosioni (ooronarìe, eu pidab, denti di Hutehìnson), solchi bian:ehi ; macebie bìanche ; rits.:rd.o di evoluzione e. di eruzione ; mierodonti mo., amorfismo ; per..-iste.nz& dei denti di latte.. Anomalia di strut~ ta.ra,. dì forma., di numero, di direzione, di disposizione di colore Vulnerabilità del sistema dentario. Ectopie, assenza, oong·e nita totale o parzìale di alcuni denti, uslira, c.a rie· precoce., caduta prematura.. Barra, tra. alcuni denti. Dias.t ema. c 2° L~e stigmate dentarie sono tra le stigmate eredo sifi1itiehe, le più. frequenti, le piu caratte.r istiohe, le più durature., le più indelebili. ·« 3 - Le erosionì sono sistematiche, occupano lo stesso livello sui denti omologhi e liv·ello differe:n te sui d·ent.i di ordine dive.rso. . anno inoltre una predilezione spiccata per oerti denti (l'erosione ', utchinsoniana per gli inoisivi inferiori, l'atrofia ouspidale per i canini e per i primi molari). ·« 4°' Le erosioni dentarie ohe si trovano negli idioti e n:e i tardivi hanno un. tipo tutt'affatto di verso da q ueUe che si t,r ovano negli eredo.. sifìli t ici. Il den.t e d i H u·t chinson, le le.s ioni siste.m atiche, i solchi orizzontali,. lo infantili1mo d·e nta.r io sono propri. d.e gli eredo-sifìlitici, mentre, negli idioti si notano assa1 comunemente. i solchi verticali ·e d il megalodontismo. c 6° Le sbìgma"t·e dentarie sì trovano difficilmente sole, per lo più :sono in compagni& di al tre stigma.t · generali o .c oucomitanti. c 6 - I rapporti fra i t·e rmini deUa tria.de di utchin on, e spe cialmente, tra. le lesioni dentarie ·e le lesioni ocularì, .s ono moJto f:re . . q u·e ntL u trentasette casi di lesioni dent.arie il Cavallaro ha trovato ·2 :-- volte lesioni oculari (74: (~~ e 9 volte. lesioni auricolari 25 ~~). « 7° L.e stigmate dentarie .ono di una, grande im.p ortan.za per la. dia.gn.osti~ca d·e ll'e·r edo-sifilide pobendo denn nciar.e la malattia anche· prima della com.parsa di ma.nìfestazioni ta:rdi ve •. 8;) Il Ca.·v:a llaro .ha .s empre trovato in q uestì suoi primi e ami as .. sente 'l a spirocheta pallida. .Ma sl ses:t o ~congresso atomatologieo i tali ano tenutusi in Fir·e nze .nei .g iorni dal 3 a16 ottobre 1908,. il Pasini leggev·.a una. sua me.m oria e pre
ElU~DO-
[J'ILIDE T' B.DfVA. E
ERVIZIO lULITARE
ntava pr 1 arati istologici: per la. dimostrazione d·el trapo.nema, pallido in g · rmi d ·n ari dì un eredo-..ifilitieo a ~conforto di cìo che l& ·c linica ·e la embriologia avev&no tab '·lito offieientemente, se,n za dimos ra.rn.e, pe~ò la a togene i. E s.e prima di tale i m portanti sima. comunicazione la teoria ifìlitica. deU 'utchin on av .a d.efìniti amante vin o l'antica teoria umorale, e la. teoria eclam p ti a d l :a i ·ot tu·t ta via non era stata fs.t a la. d imo tra.zion della. natura . 61itica d eU a.Heraziolli den ta.r ie. Non ei pot va. q indi a.fJ rmare : e fo · er delle alterazioni derivanti diretta· m n ·e dal virtls i :fili ti o o dei e:mp lì ci prod.o·t ti di al t.e r.ato trofismo che la sifilid .. com m ala tia d isera· i ca enerale, puo d.eterminaJ~e; e fos-· s:=ero cioè delle alterazioni parasifilitiche · econdo il concetto di A~ Four, nier o dei v ri p rodo ti della, :si:filid ·e del suo age n t ,, la pirooheta p lliéta. La chiara dimo trazìone d.el dott. Pa ini .ha tolto ora.m.a i ogni dubbio u tal r i nardo ed ha con fermata anoor.a. meglio la su spos a,, or~a :suUe i malte d·e ntarie di Ed Fournier g·e neralm.e nte amme an h prima. Il .P a ini ha fatto il uo ama i tologico e micro cop1co · ull' i nei ivo la. rale e ul canino di sinistra del mas ellar· uperior u due. denti cioè ui quali, econdo il Fournier, la sifilide i inscri e durante lo , vilupf o dei lol'o g·e rmi. Tale reperto del dott. P, ini è stato me so in dubbio dal om · ardo che attribuirebbe la.. pres·enz& de.Jfa spi~ r cheta paU ida nel g rme de n tarlo non ad un.a localizzazione d·el pa.r.a.s· iL .ma. a. fa ti di d compo. izion ada erica,, :suppon~endo co i e sere tatl oo-g t d o rv·a zioni dei pezzi pre i da. feti nati morti ·e macerati. A ciò h& rispo t o sullo e · so Giornale Italiano del le ala.t tie venere·e, e della p lle il Pa,sini affermando la buona con. ·e rvazione dei pezzi d1 redo~ itihtici da. lui esaminati. La spiroeheta pa.Uida nella polpa e nel follicolo dentario è s .ata 1n s uito dimostrata anche, dal Cavallaro che ne f ce oomunìoazione .a l .X V congresso internazion l d i medicina n u t· si a Budape . t dal 2· ago to al 4 ~let. tembre l 09. E redo che d p i' nes ~uno vorra neD";a re alle di trofie denta.rìe l importanza che m ri no c .m - in tomo n Ila dia,gno i della sifilide ereditaria ·ardiva. oi quindi dovremo tenere i gran. conto lesam·e. d. Ua. d~en.ta ura dei no tri . oldati. Un ca. o impor ante, occorso·m i durante il mio bier izio nell'ospedaJ,e ilitar suocur aie di dine a.llorche ali verità non a evano avu o an· e e sì ol n ni conf. rm ., vale a d imo trare quale fondamento può rip n·e il m·e dico nelle di .rofie dentari deO'H er~edo- ifilì tici o m· segno d nunziatore d.elPeredo- -ifìlide.. e p1ova inoltre di quanta dìfficoltà ia irto l aocertamen o d 11 &nam ne i di tali .o ggetti : G A. ol ato n 1 r ggim uto Ga allega' ridi ieenza (2) viene r1· co v Ir ato n . o I eda}e, .m ili te..· d.i .- d i ne H giorno 25 ottobre 19 5 ;, riti •
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~REDQ .. SJFJLIDE T.A nDIVA E
ERVIZJO MILITARE
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risee che da q ua.ttro giorni soffre bruciore in ambo gli occhi e l'esam.e ·()biettivo fa notare intensa in.ìezion:e conginntivale.. Egli si presenta in buono stato di nutri~ione. L'anamnesi personale è,negativa ed è immune il ge.ntilizio., se·condo le informa.z1oni date dall'infermo. Il processo congiunti vale, nei giorni seguenti a quello dellt ingre ·o dell infermo nell'ospedal ~e progredisce. er o la cornea., dapprima con iniezione pe:r icheratica ed indi ·con in torbidam.euto che invade la cornea dalla. periferia verso il centto e che, senza ri entire alcun anta.ggio d.aUe cure. locali,, dà, dopo un mese circa, la. totale :a bolizione della vista. La forma di cheratite doppia chiar.a mente. interstizì le, per cui le cornee hanno assunto il .caratteri ice a ret· o d.i ve ro m rigliato, e l& mancanza. di una etiolo ia ben chìara per pìegare il proces ·o morboso. re.ndono necessario un nuovo e più minuto in terroga.t orio dell .amma.Iato, che però insiste nelle dichiarazioni già fa t'te. Ma e co che un più accu·· rt1.to e ame mette in evidenza delle distrofie dentarie prima mai nota.te. L'individuo presenta denti piccoli, bruna ·i, con triatur - tr:asver ali specie .s ugli i nei si vi, di cui ì due m·edi su periori i presentano incavatì a semiluna n:e llot·o margine libe~ ro (den i di Hutchin on). Tale reperto, ·Colleg.a to alla. cheratite pa.renchimat.o a, dà a me il so petto della sifilide .ereditaria e perciò, pur mantenen ;osi il ogg tto ostina o nelle notizie .anamnestiche già. forni te, penso di cri vere a .s uo })adre], un oenciai uolo napoletano, il quale ri ponde vi acemente ·m ostrandosi offeso delle mie domande che contenevano secondo lui delle in sin uazìoni e proclaulando lo stato ottimo della. salute sua e di tut-·i i compoueuti la .s ua famiglia.. · on mi rieredo perciò, ·e mentre ìstituiseo la cura mercuriale, anche perehè P A. veva nel frat't·e mpo con fidato ad un infermiere di aver sofferto n.eU'' infanzia di otite. secretiva doppia) per mezzo di un. funzionario di questura. cerco informazioni piu precise· -ulla famiglia deU, infermo ed apprendo in tal modo che suo padre cammina male,, p r p roba bile tabe· spinale, e che un fr&.tello del olda o è cie.co di un occhio pe.r chera'tit -. .so:flerta da bambino Questi da. ti anamn·es'tici, ottenuti come sì v ede con mezzi quasi inquisitoria.li, mi incora~giano ancora più nel -conttnuare la cura a n tisifilitioa.,. ~che del re ~ to :fino da.lla prima i niezìone. di calomelano & v eva dato o. n oerto miglioram·f'nto d·elJ a. ehera.ti te e c be contìn.uata pe·r tre mesi dava risult&ti soddisfacenti, ripri ·tn ando un.a discreta. funzione. visi va in .a.m bo gH occhi, ta.n to che il lB marzo 19 ·1 infermo fu tra.sfEn-ito a:tP ospedale. .m ilitare di N apoli donde uscì il 12 luglio d~ello stesso anno in seguito a r.a ·segna di rimando per la ri· forma .s enza reliqu.ati visìhili a. carico delle cornee, e con F · ·D·== 1/ :
e vos ~ 1/6·.
EREDO· 'IFILIDE TARDI'VA E . ERVIZIO l:ULITARE
Non mi .e :s tato po ibile far rintracciare in seguito l'A. per fargli pra.ticare la ieroreazione, secondo il <Joneigl io del mio tllu tre maestro· il prof }Iajocchi per da.re, oosi maggiore conferm& alla diagno i di eredoi:fllìde; ma tanto il criterio t,e rapentico che ha risposto splendidamente in quel ca o, quanto le cara..t teri .t iehe di trofie dentarie nonchè l'anamnesi familiare., ebbene po tuma, ne su n. d.nbbio a parer mìo lasciano..Ora poi le opracitate ricerche del prof~Groeco • uHa. cher.a.tite pa.renchimatosa . ha no ata la conferma più solenne a q nel ca.:so clinico c h e ta. a provare quanto peso si debba dare· all stigrn.ate dentarie. Il ournie,r, trattando-·d ella importanza.d·e ll'anamne i familiare, racconta d.i un indi vi duo in cui si è diagnosticata. la natura. eredo~sifilitica di un n m ore. pel vico sola~ m nte meroè la notizia che un uo fratello. era sta.to affetto d.a cheratite pa.rench1matosa. Il suddetto a.nt.ore riferisce la. frase caratteristica. con la. quale l'infermo compendiò la. convinzion.e d.i dover la sua ·a.lut.e alla chera ite di suo fratello: c Ce aont les yeux. de m.on frè.r e qu.i m'ont gu ri » di·c eva egli Oo ·ì l'A a · rehbe ragione. di dire..: c debbo la mia vi ta ai miei denti ,. . Ed ho citato q ue. ·t o caso di cheratit . passato sotto la mia o erva~ zio ne an ehe pereh~ ·t ale ma.nif. stazione della sifilid·e ereditaria tard1 :a. non è, rara fra i militari in gen re ·e fra qn.e lli deUe armi a cavallo in ispecie,. dove le oftalmia sono più frequentì a. causa del servizio che, piu facilmente induce traumatismi oculari. La. clier.atite per.en·chinaato.sa ba inoltre u.na. grande importanza ella sifilide ereditarìa. p·e,r la frequenza. con la quale. si veri:fi.ca. Ed ho riportato a tal proposito }autorevole par·e re del prof~ G rocco che,. ~con la siero-dia.gn.o i ha confermato quanto il ournier a eva clinicamente dimo. ttato col riferire una stati.s tica in cui sn 2 2 easì di eredo-sifllide, ben 101 .sono oaratter1zzati da, cheratite inter 't iziaJe L'Hutohinson per primo fino da\1 ,59, ne dimostrò la im·'"' portanza e la indicò quale sin·t omo qu:a i costa.nte e sicuro deUa sifilide · ongeni t a.. anche oggi e . . a co -t1tuisce una. delle sti,g ·n,la.te fonda.m.e ntali deUa triad.e. Hutchìn oniana (inci ura. _emilunsre d.egli incisi vi ·- eh:: rati e parenehima.tosa. - sordità). Essa è rara fra le manifesta~ zioni della eredo~sifilid·e preeoc , m·e ntre e frequente in q nella. tardi a; la sua a .senza qua i -olu.ta neUa .s ifilide acquisita..) accresce il euova.Io:r e sintomatico pe:r la. diagnosi deH.a eredo-ifHide non s.olo di prima . ma anche di second:a e di t·e rza :' enera.zio.n.e fino :al punto da meritare l a p peH a· i v o di eh ·a-tite re e ifili tiea. o cl era ti te d~ Hu.t chi nso.n. E non m no ìm p rtan ti sono le a l tre· sti ma. te oculari che, oltre l& cornea, interessano anche. l'iride d il fondo delPocchio. Oost il Gale· z · ki ri contrò in eredo·sifilit.ici alterazioni pigmentarie del fondo· nlar , pecie altera.ztoni coroidee. L -Antouelli in otto casi trovò or: 1
EREDO·SIFILIDE. TARDIVA E SB,R VIZIO MILITARE
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uoa n~~vrite ottica retrobulbare o p.apillar~e, ora tln.a neuroretinita: ora una coriore.tinite, or.a. processi combinati. Non bisogna perciò mai tra"' scurare l'esame del fondo dell'occhio che. spesso può dare come risultatodelle nuove. 1m portanti sti.a mate da aggiungere aUe altre già rilevate. Dopo le lesioni oculari vengono, per ordin di frequenza ·e di Importanza, le' i~ ioni a co:rico dell'orecchio, che con i ~ono in otìti medi.& seeretiv·e·,, perforazioni d eU a membrana. del t,i m pa.no, distruzione par.zi:a le o totaJe. della ca.t ena degli ossicini,. ed infine, come conseguenza. funzionale;. in disturbi auditivi, cioè ipoacusia. o sordità. È caratteri.s tica anz.i la perdita. dell'udito co l deUa ful'1ninante, che non presenta. les1oni apprezzabHi e che non si mod·fi,.c a qua i mai con la cura. iodico-· mercuriale. Frequenti. sono an c or.a. le le~ ioni laringe.e e queUe nasali, che attaecano s:e m pre la parte ossea, dist:r ngge:ndola e producendo quello speciale av·v allamento della radice che dà al n:as:O la. forma di sella.. Un posto importante fr.a J.e, stigm. ate eredo-sifiiitiche occupano anche quelle a. carico del sistema nervoso. H.a il primo posto e si presenta con estrem.a frequenza la: cefalea che non ha sempre carattere costante ed ègenerale o localizza.ta. e talvolta a tipo meningo-encefalico6 Talora sì pr·e senta a crisi con intermittenz·e, e tal'altra è continua e per lo pìà con esa.ce!"bazioni notturne (l). D mal di capo spesso è sintomatìco o prodromieo di vere meningiti di orìgine sifi.Iitica ed ognuno di noi avrà visto di questi casi ·e rifica· "tisi in. militari tratti in breve alla tomba. e sui quali il reperto anatomo patologico rimase tneerto. Ebbene in molti di e"sÌ forse la sifilide era. in giuoco come quella, che tanto spesso ha quell'epilogo e che dà lepto meningiti per lo p~u n.on differenziabili. N on meno i m.porta nza bisogna dare a.He convulsioni. Int. ~,ndo parla.r e. di quelle oon carattere non bene determinabile e pe·r le quali si rest:a.· spesso in dubbio nello ascriverle .a llà epilessia od a.ll isteri mo. L& ri~ ·cerea. delle stigmate eredo-·sifilitich·e può togliere talvolta ogni incer{l) A t al proposito Cf\OOO ne e ·a-rio .c itare Ja i.potesi che dopo h" scoperta della.. SP'iroo.h etat è sta:ta da qu lcuno alfac·cia.ta. per piegare n on. solo l cefa.~ee ma tanti altri sintomi che· :i p11€ "'entsno cuQ mag iore :in.t ensi.tà. dnrll n e ]a notte. T.a.le reperto è sta.to riferito nEIIJ - u. lfl<zioni cHn.i d Ili ·q uest'anno dal prof. M jocchi ed n eueote: l'esarn~ mi ro copi o della, spirochet:a si pre -uta diff reute. ri s petto aUa. forma del par8S8ita.. a. seconda che i prepo.ra+.ri sono fatti su ma - rlate ·pro~e · s.·t o di giorno· oppure su mat..eriale prel a>to di n .tte. Infatti m n tre n .i prin=1i la piroc.h ta è pià lunga ai mostra meno mobile~ se o r a,ta. ·o n lll~trami r o pio. n ai secondi inv ce, è piiì C·o rta, pesso ad anello 1u:n~· rnggomitolat n sè t .:3 A; a si mostra mobin ima. ·Questa osservazione, se confenlu\. a e r.~s ontr:a,ta in ulteriori ric . reh e si potrebbe a.pp:Uce.re alla interpretazione di ·q ~e i fatti dolori6ri, · che sono· p .dodjc.a.nH~n·~e notturni~ (cefalee d.olof'i oswocopi ~ c. ) anche neUa ifilid er ditarl . 1
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ERE
• Hri'LI ~ E T'ARD V A '(';
·E R ''riZIO MILIT'A RE
t.ezza. din.o-nostica. Qu te convul ionì · .·egH eredo-si6Ji tici con i · tema .ner1· o eminentemente irri ta.biJe hanno qua i .s empre per cause occa,.. ion.ali o una eroo:zio·ne o un leggero trauma o, nelle contingenze d.e·l nos ro er iz' o militare, gli strapazzi ed ì eolpi di sole. A tale p·r oposito ho sempre presente un caporale del mio re<rgimento., che durante una tat ica, bre e e senza r st, re lnn.gamen ·e e~ po .t o ai raggi del ole fn colto i m provvisam·e nte da. un acce . o con vulsiv·o :: vedo an.cora, que bo giovane ber.saglie~ re robu to e fort·e dibatter i tra. i suoi compagni e ·c he fra le labbra cianotiche e emiapel'te mo t.r.a,· a uu.a. doppia fila di denti p i ·coli, n r1, solcati da profonde . ri.a.ture e eon i nei ivi a. semiluna4 Allo.r cbè rin " 11n·e lo f - i ricov .rare 11 Ha in~ rmeria dove un a.m e l)lU com l.eto mi rive]ò altr ·ìgmate oltre queHe d -nt.arìe già in ravedute ·c ioè .a trofia cuspidale d i. primi molari,, palato o: ivale, ve _e azioue ade noide ·e monorchi mo .. DalJo . , ,e "O ind· iduo app e i altre: 1 be egli nell infanzia aveva so-ffi r , o di o, i te p r la qua}e, era stato ·c urato anehe duran e il servizio militare, be ua madre aveva a uto molti aborti e -e uo frate .1 , oltre di re i nti ,gu.a i ,c e i suoi (co ì e~Ii si prim v:a ),. aveva .a vuto mol. o male a.l na. o cl e era. perciò completame.nt· schiaccia o. Co i ebbi e aurìenti spi ga.z ioni s.u quel cas.o di in ... sola,zione.! AHa eredo-sìtiHde scrive il Fournìe.r, s :no da riferire molti ca i di epil sia e di ist r'smo, nonchè di neura .t enia· forme queste fr·equentis ime. nell'e ercito e nelle quali perci' la ricerca. delle s igma.t e di er·edo~ · HHide non deve ·e ·er mai tra)a ciata. el gruppo delle ma.n i· ~t:t t azioni n rvose · fìnalm -n te da a,nn.over.are l inc ·1lt ~nenz.a ài urina che ad -l nno di noi offr ogni anno lat·go .campo di o erv.azione,. s.peeie ali -arri v o delle rechr e ed io cr.e do d. i non esagerare affermando che ogni re gim n.to mandi in. media .e i enuretie;i ogni a.n.n.o in. o era:z ion od in cura n gli o p da1i milìt.ari. E . i n - · cono per· lo più. con un provv.e dimento medico l g.ale che li aHontan.a t,e mpora.nea.m.e nte da1P rcito oppure ·to1·na.no ai re.g gim nti pt?r passare d.aUe c.a m·e ra e dove .sono lo .z im b. no d il bersao-lio ' pe o d i non sole. ìmma.t·eria~ ì . ontum -lie da. parte di compagni, ma d i proter te ben m.ateriate·) ai corpi di gutu·dia e da questt nuo .a men te agli o pe laJi percorrendo una is ·Cruci a noi tut -i ben no a. P r tali enur -, "i, quando non vi · ia motivo -di so pe· ~ tar nlla buon.a fede d·e gli indi idui, si pensa per lo più a l -i nì locali ci ìeh·e o a. l _· oni · ner Ji del sis ·ema nervoso ed al ]oro ne oo co1 [e ve e.tazioni adenoidee.. tfa. rara.mente io credo si .siano cerca qn 11 igmat che, in. qualche ca o con la rivelazione d Ua. · di.~ te i ·-ifi litica che le produce, - lar bb ro anche! la in.d icazione della · ura e qua -, ~ icurameu -e la guarì,gione.. In ultim-o, fra le stigmate del
REDO..;SIFILlDE TA DIVA E
ERVlZ.IO MI LITARE
sistema nervoso farò solament·e cenno del onna1.nbulismo ; e con c.to credo di aver citato non solo le manife~:Stazioni che più di frequente si risoontra.no nei soldati, ma nn gruppo di m.a lattie la cui importanza dal lato m.e dico legale militare a ne uno .sfugge e per le quali i provvedimenti potrebbero talvolta. addirittura mutare,. qualora l'attenzione del perito, riehìamata sulla diatesi eredo-sifilitic.a dalle distrofie esistenti, potesse oon i mezzi attuali accertare la diagno i ed. istituire la cura. coi risultati qua i sempre favorevoli che questa. dà. Le lesioni cutanee ·deUa eredo-sifìlide si rassomigliano a q 1elle della sifilide acquisita ; ·ono degne di nota però le eìca triei, che, oltre. ad ·e·.ssere raggiate e pigmentate alla periferia, hanno uno speciale e dire1 specifico raggru ppamento ch.e dà loro la forma del colpo d.i piombo da caccia (eoup& de plomb) .. Ma oltrechè alle suaccennate distrofie e forme morbose la sifì lideereditaria puo dar luogo a.d innumerevoli altre affezioni di cui eos·~i· tuis.oe. d s-ubstratvrm,. e la bibliografia., che fa seguito a questo lavoro,. mostra la molteplicìtà degli organi che la eredo-sifìlide attacca., e quali e quanti cnltori di scienze medie e l anno riscontrata e studiata . A .. Fournier chiama la. ai:6Jide «un bouillon de eulture tout préparé ponr la. ge.r mination des levains infebtieux • e, secondo una. eelebre frase, di Guéuea.u de Mussy, la sifilide c est un fnmie,r sur lequel germent toutes les pourritures ... Cos1 la tubercolosi, la serofolotuberco~ losi, il diabete, le diatesi emorragiche, le affezioni vasali, ece., hanno spesso nn lon.ta.no fondo sifi.l i ti co. E notevole poi il rapporto fra le ernie isce.r:a li e le variai e la e.redo-sifilide: in questi ultimi tempì è stata studiata la freq uen.za della appendicite neglì eredo sifilitici. A tal proposito Ed. Foumier ci t a u.n a sLatistiea di 4 casi di appendici te riscontrati ìn 12 famiglie, di ere o ..sifilitioi ed il Goucher non esita a giudicare Pa.ppendicite co.me una manifestazione tardiva po sibile della sdìli d.e sia ereditaria. che, aoq uisi .a .. Cìo è stato confermato ano be dal repe.r to della spirooheta nen·appendice di eredo-sifili t ici (Fouq ue·t). Questa breve rassegna dice chiaramente quale peso debba sempre avere, in presenza di qualsias.i ammalato, la ricerca d Ile stigmate -della. eredo-sifilide, per escludere ques·t a o per ammetterla aceertandosene con i mezzi di cui oggi si dispone per non cadere in esagerazioni e. in deplorevoli leggerezze.
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REDO·J" lFILID
TA DIVA .E SERV !ZIO .X ILIT RE
• l · irut sUltlUeo non deve godere del di r.i lo d" a ilo :né ptu n meno dea farlo e de l~ l"a. a si.mo ...
CuRA x PROFILA r. - In ultimo farò .POche, con:s iderazioni suH& c ura e aulla profila ·si della sifilid·e· congeni·t a ta.r-diYa, o meglio ·d elle m.a nifestazioni tardìv·e della eredo·si:filide giacche le dìstro.fìe stabi· itesì negli eredoesifiliti·ci non sono suscettibili di alouna modifica~ zione. Qui è il a.so di dì tingu.ere la cura delle lesioni in atto dalla cura. preventìva. contro le manife. tazioni sifiliticbe po l bili in indi · id n.· oChe de Ha eredo·. ifìlid e pre· ·e n t a no le stigmat . . È completo l '.a.ccor~o dei sifilografi sulla cura iodi om.e rout i al e neUe mani f. stazioni tardi v della. eredo-sifHide ed i risultati ban.no sempre dato la piena conferma della fi.d ucia che in t.ale ·c ura ·e ripo ta. u al riguardo A. Foumier dice che il tra! ta.m ento pecìfico si impone in tutti i casi in cui su un. sog .e tto affetto da l ioni che. p ono derivare dalla ifHide il med.i co ·con tata. d Ile ·t igmat di eredow ifìlide~ Circa lo. cura an i ifi.li · ica in soggetti , be presentano stig,m ate di ·eredO· · ~ifilid·e, S·e nza però alcuna. lesione in atto, il parere dei sifìlogr.afi .è divi, o. E me tetre alcuni r i, en'!ooo di non doversi .otto porre a solu.tam·e nte que. ti indi vi ui alla cura iodicomercuriale, a. l tri e agerano in ·senso con trar io pre cri v endola. a. tutti i portatori d i .s i gma·t.e eredo~sifì .. litiche in d is · intamen ,e. Ft·a i primi f!; il Fournier (Alfred) il quale ritiene su ertlua la cura mer.curiale tn ogrre tì adul i con. sole distrofie sifiliti he s nza lesioni in atto Egli on~iglia.: « En pareille occurrenc .qu·e l on sur e'Ue l di uj t qu,on le t.ìeun.e en bservation, pret à agir à la moindr·e al erte -... Contrariamente e tale opinione il alzer ehiud con la eura d Ua ifìlide eredit.a ria tardi a il suo trattato ulle malatti veneree e ai mo tra f:c utore d lla c: n~ ce sité du trai teme n t sp~cifique., -quand des tigmates d h #r'do· yphilis sont nettement reconnus, qu"il y a ou u'il n'y a pa d accid nts · philiti.ques en ·· o1ution ». 'Ira le o · inioni d i nos ri ifilogra:fi , ono d& notare quelle ·e spresse nella. riunione d . Ila · ocietà di ·ermatologia e di , ifil gra.fi.a tenutasi in Roma nel dicembre 9.. l pr f. arduzzi 1 rela.tore col prof. imonelli sul e.ma « ifilide redit:aria, di . ~. a propo ito della terapatia e d.ella r fi la si dì e :« n: redo- HUitico tardivo · pure necessaria la cura. mi, ta, m ·er~curi le iod.i ·a in , rpolata da q nella tonica rìcos'tìtuente,, ·d alla talassoter p i a,, etc. Anche gli eretlo . ifilitici di ,: conda generazion vanno tra ta i ìn e"'uale mani ra, •· Al Barduzzi si associò il de Amicis:, 1
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rment.re il prof. Majooohi faceva giustamente notare di no cader·e in -esagerazioni nel giudicare di origine sifili ica tutte le distrofie,, particor larmente quelle con carattere teratologico ben noto, infirmando così im plìcitamente anche il concetto della generalizzazione della cura a tutti i portatori di esse. Tra tanti opposti pareri io credo che oggi, in pre enza di un indi.. viduo eon s,t igmate, di eredo sifilide senza alcuna manifestazione, in atto, nulla st. debba fare,. per decidere sull''intervento terapeutieo, seuz& aver prima praticata la sierodiagnosi del V e,sserman. Del ano valore nella . ..eredo-,sìfilide ho già detto,, e :se ta]e. reazion.e, che è riconosciuta da quasi tutti i clinici come mezzo rivelatore della e-i 't en.za. d·e lla diatesi ,sifili~ ·tica anche lontana,, fosse positiva iniziare, in t.a l ca - o solamente, la cur.a. .antiluetica. Per gli individui cb e dessero negati va la. sierodiagnosi, seguir·e invec·e il gìusto precetto d.~el Fonrnier .: di o ervarli e. mantener i in una attes'a ·(gile per inizia.r a la cura allorchè qualche manife ·tazio:ne si afi.acchl·sse o meglio aHorchè la sierodiagnosi, ripetuta dopo un certo te,m po, diveuisse da n~ega.tiva. positiva, dimostrando in tal -modo un risveglio della attività del virus sìfilitico. Cosi facendo a parer mio.; si evi~ terebbero anche le esagerazioni deplorate giu ~ ta.men. te dal prof. ajoc·c.hi e si praticherebbe con criterio veramente scientifico ed esatto la ·cura pe-r gli eredo si.flliticì con rrtanife .tazio,n i i·n. atto e per queUi con s-ie~ rodiagnosl del lV as ~e·rmafln positiva, te-nend6in os ervaz~ione gli altri. In tutti i casi risulta dal su esposto evìdente ed i m pre c.indibile per noi medici militari il dovere di tener nota e. di vigilare ugli eredo- ifi§ litici che 1n::m ettiamo nell esercito e sopratut.to di farli edotti del male -che ha.nJJ,Oa:ffi.n chè sappiano a tempo far r1sa.lire ad es o, ·e curarne quindi ada·t tamente, le manifestazioni ch'e' più. tardi potranno colpire e -i stessi ~od i loro discendenti. Per quelli poi che, della ·c ura si mo tra ero abbisognevoli :n oi com:p iremo non -olo opera. umanitaria, mettendoli a1 sicuro dalle possibili manifestazioni tardi ve della sifi.hdet ma una. vera bonifica umana evit.a ndo cos.ì del]e, etedo·sìfilidì di sec,o nda e di terza generaz.ione. II corpo sanitario militare porterebbe in tal modo un contribt1.to non 1iev·e alla profilassì della .sifìlid e e tutto ciò co _ti tu irebbe una benemerenza. di più per esso e per l'esercito, il quale; oltreeh·e scuola di ri anamento morale e di edttcazione inteU ttuale de e e ··sere a.nche .m zzo di . risanamento materia1 e~ rendendo alle proprie famiglie, p·i u forti e p i ii e.ne, quelle giovani energie che es e dànno ognì ann.o alla pa.t ria. E cer-nita e. cura degli eredo si:fìlitioi da una parte, profilassi morale, con.t ro la sifìlide, coi. mezzi esposti dal capitano medico i!a.r doni su q ne to ~ tesso giornale, dall'altra, nonchè un pìù rigoroso ìndirizzo contro la u.e .acqn.i sita., inte,n sifi·cand.one e rendendone obbligatoriamente. pe~ rio-
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ERV'IZIO l.ULITARE
di a la cura nei mìlita.r i, ·Costi uirebbero il migliore nostro contributoalla profìlas i generale della. sifilide. Dopo undici anni da.cchè un sifilogra.fo ed un filantropo belga,, il Dubois.- Ha.veui h., riusciva.., dopo .m.o lti sforzì, a. riunire a Brn. :xeUes~ scieuz.iati e, legisla.tnri di tutto il mondo per getta,re .le basi di quella. I -· a universale contro la sifilide che.-ancora è un sogno., è doveroso non fa:r ma.nc.a.re il no tro contributo. sia pure quali semplici e isolati militi., a.d una lotta contro una malattia che oon la tubercolosi, con la. malaria e· co n l sleoolis.mo. costi tnisce il quarto e forse il pi u grande nemico del genere umano.. è eono mancati i consigli e gli incitamenti dei no tri grandi maestri: cosi il De Amici · fin dal 1901 nella. sua prolustone al corso univer itario ei ha additato questo dovere di lotta coDtro la sifi~ lide, cb e. per l'ufficiale medico dovr·ebbe divenire. una vera. missione per evit:a,re la degen razione della peeie umama~
·Consideraz·IOni medico-legai i. Dal problema ·c he io ho solamente esposto, m.a ehe non ho la pretesa. di aver e .a.urito in tutta. la ua ampiezza., emerge ìn ultimo anche un'altra con iderazioue medico legale oltre quelle già fatt·e pin sopra: il rappm'"to cioè fra le var.i ate manifes.t azioni della sifilide eredi'torìa e le c,au: e .di s·er~ izio, sper!le quelle di n .·tura traumatìca. E cert.a menta, la constatazione della ]ne ereditaria fatta con rigore scìentifi·co (e regi .. gistrata, in q nalche modo da stabilir ·i, nelle reclute allorehè intrapren.. dono il servizio militare dimostrando una specifica predisposizione ere··· ditaria ad a.m·malare farebbe e eludere dal novero delle lesioni dipendenti da moti o di servizio molte d.i nelle; . pecie a carico de1l'organo della vista. e, deU udito e delPa.pparecchio locomotore, per cui oggi è invoca.ta. dagli intere sa:t i e quasi sempre accettata dai Cousiglì di Amm.i nistra-zione, la 9au .a di servizio come det . rminante dei fatti morbosi.
Conclusione. Da q nau to ho detto d eri v·.ano le e,guenti conci n:sioni : l 0 '- gli eredo~sifil t t ici pos·sono esser·e robusti e con tutti i requisiti della idonei tà al servizio militare per entra.re a far parte quindi d·el-· I ,esercito. 2';) necessita perciò, o. SCO',, o tet"apeutico e profìlattico n.o:n chè in rappor o alla medici a. leg.ale mili a.re. ·c he le stigmate .di eredo~sifilìde ·
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:siano· registrate ( inscrivendole fra i segni particolari n in moduli ,s pe·· oiali) cosicch~ gli ereào--~filìtìci .fin dai Consigli di le"Va siano segnalati per ·e& . ere sorvegliati e eu-,.ati all' occ01Tenza.•
3° non bas.t audo le sole stigmate. a dare la .f.uc.urezz,a: delia eredosifìlide, è nec·e ssario, specialmente. per un giusto criterio ter&pentioo, di praticare in tali oasi, come nei cast dubbi di sifilide acquisita, la sie.r o diagnosi del Wassermann, possibilme.nte negli ospedali militari o vaJen·
doci, oom·e oggi si fa. per la rabbia e pe.r l& kìne iter.a.pia,, di Istituti sci enti:fìci gove.r n.a tivi o privati.. E come per tutte le .r eclute oggi è obbligato.r ia la vaccinazione, diveng& per coloro, che presentano st.igmaote d1 eredo;oosifihde, obbliga,t oria le. sie1~o-diagnosi che im.porta.,. per ora, un atto cru.·e nto di lieve entità. Nè il ·cos.t ringere talì .i ndividui &d una. piooola. operazione orne~nta, quale è il salasso, sembri una limit azione della libertà individuale .;. sono ·q ueste con;s iderazionì di puro se n timentalismo, c.h e non hanno alc:nn valore quand·o si tratti come pe~r la. eredo sifilide., di un problema di pubblica utilita davanti al quale ogni ra. ~ gione. individuale deve tacere. *
* * .A uguro infine. al mio paese che pr·e sto possa sorgere anche & .Roma, eome esiste già. a. Brnx·e lles ed a .Parigi,. una · lega contr·o la sifilide e che m·e ntre da una parte divenga obbhg.a toris la denuncia dei casi di sifilide acqUl&.ita come di Ulla. malattia contagiosa (e obbligatoria ne sia la cura) d'altra parte il reclutamento dei solda.ti d" terra e di mare ·c ostituisca un vero censimento degli e~redo-sifilitici da farsi d.a noi medici d·e ll'Esercito e da queHi d eli 'Armata s.nHa p&rte ma-scoli na della nostra popolazione che pas.s a tutta, senza eccez · oni, sotto il no--
·stro esame. Oosl sol&mente si potra com:inciare a fare vera, profilassi contro la. sifilide. ereditaria, cui, più che. alla sifilide aoq uisita, è da imputare H decadimento ·d ell'uomo; cosi sola.m.e nte potremo preparare alla Patria. ed alle famiglie àelte· .generazioni di forti e non di imbelli e àz 1lon v.a lon l .S pero intanto che i] nostro Ispettorato di sa.nita. militare, sempre vigile e sollecito· per ciò oh.e. riguarda l' igie.n:e e. la..salute del soldato e. sempre pronto ad ogni opera, umanitaria, inizi da parte sua. un esperimento di profHass.i e di cura degl• eredo-sifilitiei nelPe~sel"'cito, compiendo OOfltro la ereào-si/ilide una nuova opera di bonifica umana, come q ueHa che da parecchi anni V&~ attuando con succ~sso contro un. altro nemico della nostr& popolazione, la mal aria .. 34.- 6wrnole di m.e!Ut:ina milllare. -
Fase. VU-V.IU.
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ER.BOO•SIJ!'ILIDJC ·T ARDIVA E SERVIZIO' MILITABB
APPE.ND.IOE. Avevo appena finito di scrivere· il presen.t e lavoro allorchè m1 s1 presentò-, alla visita. medioa. quotidiana pres&O il mio .r aggimento,. un bersagliere con distrofie dentarie eredo. sifilittch.e veramente oa:ratteris.tiche, delle quali credo utile di riprodurre qui le fotografie . Tah stimmate 1n un indivjduo sano e ben.e sviluppato dimostrano che gli eredo-sifilitioi non solo ent.r&no nell' ·e sercito.,. ma che possono essere. soggetti fornit1 di non comune robustezza., quale. è quella che si richieae per i ·n ostri bersaglieri. E le stimmate distrofiche dent. rie,. oh-e le annesse tavole riprodncono, sono tra le più caratteristiche sia per la loro localizzazione sui tre ordini di denti dalla s.i filide con genita preferiti ·(incisivi, caninì e primì grossi molari) .s1a pe.r le ano· m.a lie a carico dei ma.-scellan, specie del m.a soellare snperio~e.,. che le accompa.gnano.
Big. l". - mret.to d"lngr,~nll.gglo d t m ·c 11 1"1. lm po lbllit ih. eU ronl 1n tl'lo d l denti nl rior•. Ma.cel1.le · d r . ~o n~ a •otco d U 111 l t-r,·i. DenLì. dl Hu · ~z,~n . o o. Ero oni. ou p~d 1l dei. c n int.
La prima fotografia rappresenta le. arcate d·ent&rie, che, per !,alte· rata. curvatura deì .m aseellari, non com bacta.no fra. loro, impede,ndo Pin.granaggio e l'affront&me.n to degli inoisiv1 opposti. Essa m.e tte ìnol· tre in. evidenza non solo le numerose e.r osioni e macchie di questi
denti ·e l'atrofia cuspidale dei canini, m.a ·anche l' inourvamento del
BBEDO·SIFILIDB 'l'ABD·I VA E SEB.VlZIO JI.ILlTABE
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margine oorooario· dei due i.no1si vi medii. superiori (denti di Hutchin.· ;son), in cui però la. .semtlu·na o colpo di tllngkt~a è poco vis.ibile a causa del coDsnmo oui sono anda·t i. soggetti i suddetti due denii, fa,t to ch.e. si verifica quasi sempre negli eredo-sHUitici, nell'' e~tà adulta. Nella. secon.d a figura risalta !'.a trofia cuspidale dei due· canini e d.e1. due primi gross.i molari superiori, no:nchè la forma ogivale del palato.
Fig. 2'. -
Atrol .. ett pidsle dal eanlnl o d·et d.u e prim i groesi m.ola.r i supe.riori. P!t~M,o ogivnle .
F in.a lmente la terza fotografia dimostra, oltreohè le distrofie sopra nota.t e a oa.r ico degli incisivi,, anche il loro anormale impianto e la oarie p·rofonda. dei due primi grossi molari infertori. che come tutti i denti dtstrofici pe.r eredo~sifi lide scarsamente ·r icoperti dallo s.m alto, ·vanno sogg·e tti a. tale fatto morboso, subendo un facile con sumo per cuì ven.g ono a perdere Il livello con gli altri den·t i, anche p·r ima di essere invasi e distutti dalle carie, come 11el caso che presento. Ho creduto necessari o assnme.r e dal m·edico condotto nel paese. del soggetto port·a tore, di tale etimmate n ot1zie anamnestiche ·c ir·oa la di lni tami.g lia e taH notizie rendono attendibile Pe.s istenza delP.ere.do·sifUide. L'ìndividuo, del quale ho riprodotte le fotografie è, il ber.s agliere (6 reggime.nto) M. L. di Monte.b elluna, dis.t re·t to di Treviso. Il nonno suo pa.temo morì a ~50 anni improvvìsa.mente ed uno zio, anche dal lato ·p a.t erno, mori a 19 anui per consnnzìone (?). Sn.o padre. ora oinquantenne, ba fa·t :to· il militare e non risulta. se a.b bia mai contratto la
ERB.DO•SDILIDE TARDIVA E SERVJ'ZIO liiLI'F BE
sifilide, pero da qu:a.t tro anni è affetto da paralisi del facc.i al.e di sinistra. Manc&no, le notizie sui nonn1 materni. Sua .m adre è a.n data a marito a 28 anni ed ha avu.t o cinqu.e gravidanze, delle quali una finì col parto di n:n feto, non si sa se a termine, che morì appena nato ·ed un fra.t ellino del :H. morì a 14 mesi per malattia infettiv.a acuta..
Flg. 3
1111 •
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M
ehle ~JGl·chl negli En l<. E l inferior-i.. Loro auor male imp~an to. C r j- d.el. due p rimi gros i rnohLtl in ferio.t i.
Il ber.s agliere d.a, bambino ha soffe.r to molto di oftalmia., di cui non è nota la. natura e. .deHa quale è ora completamente gu.a nto. Alla stessa affezione. oculare sono andati sogg~e.tti un fratello ed una sorella sua viventi e che presentano identiche distrofie dentarie.. La r~azion·e del Wasse.r .m an sul M. L. ha da,t o esito negativo. Il :s oggetto ha inoltr·e ma.nc:an:za dei riflessi rotuli ed anomalia dei padiglioni auricolari consistente. in elice accartocciata con margine poligonale ·e d ha liDgua scrotale. Non e qui il caso di discutere se il .s oggetto sia un. eredo -sifilitìco di 18 o di 2a· generazione., perohè Pana.nmesi, sempre incerta,. fornisce. dati poco sicuri per stabilire o1ò. Pero da essa si e a.u.t orìzzati a ritenere obe il M. s·a un eredo-·s ifihtico, nonostante i1 risultato della .sieoreazione, sul oai significato in caso negativo ho detto prima. Ed io ho crednto perciò utile ri prod nrre le fotografie della stimmat·e dentarie c&rat.t ·e rietiche, direi specifiche deU,'e redo..sifilide, che egli presenta e che costituiscono un.a chiara dimostrazione dì quanto h.o gìà dett.o su tale anomalie.
EREDO· :-. .P'I LIDB T~RDIV' A :B SBRVIZlO lULITABB
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Vada. in ultimo il .mio ringraziamento al prof. Msj occhi, all' illustre maestro, cui debbo. incoraggiamenti e consigli durante la com pilazione di q ues.t o mio lavoro,. che Eglì ha voluto anche onorare del sno parere favorevole .. Bolopa, 1910.
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588
EREDO- IFILIDB TARDI VA E SERVIZIO KILITARE
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589
La tachicardia semplice in r elazione con il reclu.tamen.to (l) Per il dott. Ezio Manfanti, colonnello medico
Per Tachicardis c semplìoe ~intendo~ l1a?uJr·male frequenza de:l polso cardi-o vaseolare, associata - il piu delle volte - ad ttn ;maggiore i-In· pulso, che si ·incontra•o come abi.tna1i in coscri:tti ed in reclute ,.iten~.di idonei in ogni altre senso, ovvero· ci si stabili cono nei p·rimi tempi del loro servizio. Dal mio tem.a - naturalmente -- sono fuori con.corso le tachi· ·C&rdie ohe cad·ono sotto gli occhi dei periti .ai consigli di leva, od ai distretti come postumi immediati o eonc{)mitanze in atto, di copiosi ed ·e stenuanti om.&ggi alla diva coppia pagana del piacere - com~ piutì fra le piccole are fumanti di pessimo taba·cco ·ed il vociare canti rauchi e balo.r di. - Disturbi - questi - effimeri e dissipabili con un po' di pace e di governo gastrico. I due fatti specificati: maggiore frequenz,a cìoè ed i m pulso, - si elevano poi note·v olmen te in seguito .a ·m ovimen.t i - non co.m uni - ma di poco rilievo, pe:r rimanere tali dopo un riposo con durata proporzionale di tempo, supe.rxore alle più estes:e ooncessionì fisiologiche. So.bito dopo simili movime.n ti, talora si at·t ingono alle radiali irregolarità di ritmo o false inte.r mittenze ....... rò di solito indistinte ed a lunga eoadenza; onde, per sorprenderle, è mes.t ieri prolungare ìl saggio del polso, fino & due minuti primi. Di conseguenza, torn.a. opportuno esaminare i due polsi simultanea:mente.: uno dall'osservatore, l'altro da un aìu·to,. abilitandosi, le dne persone., a guardarsi - senza smettere il ,s aggio - quando avviene di avvertire qualche segno d'interesse. Gli .a.p prezzamenti si faranno poi. Le impurità. dei toni c.&rdiaci rap,prese,nta.no un'eooezione ed. in caso positivo son.o in· costanti .. Qual~he volta. interviene un aumento di respiro n.o n proporzionato a.i m·o vimenti fatti, mai perb affaDno .. Ipertrofìa. del miooardio, o dilatazione destra, O· spo,s tamento della punta a. sinistra non esi· (l) Comunicazione,a.l Co·ngresso intern.a.zionale di medicina, m Budapest (delegato ,dal mini:at.erol. Sedut-a 1° Sette1nbre 1.909. - 8ezione ~ Servizio ean.i tario .militfV'O ». La terza eom·unicazi.on·_,: Il •piede - Studio cmtr<YJ.;ogenicu 'n. rappo:rto ·alla calzatura militare, sarà pubblicata prossimamente.
640
LA TAOHIOARD·I A SEMPLICE IN BBLAZIO _ E OON IL REOLUTAKBNTO
sto·no. Bisogna pe·r o evitare l' iiJnsione cni potrebbe indurr·e lo este.n.dersi dell" itto ed il rinfor.z o e&rdio-va.scolare. Le urine. restano normali; cos1 dicasi delle .a.] tre funzioni ; d'a.ltra parte benessere generale . Al t;itolo fondamentale di Tachi·eardia ho· a.oconciato l'addiettìvo dì se1nplice (non di es enziaù o paross·istica, od &nch:e .s oltanto Tachioardia, onde evitare confusione oon la forma del Bouver·et, ·CU.Ì si adat~ ta.no appunto nei testi alternativamente, l·e tre loouztoni) perchè sìan.o esclnsì, a. priori, tutti i disturbi fnnzion&li d.·el cnore che dipendono da cause prim.a.rie o secondarie - perm.a.n.e nti o transitorie - che &utori della specialit.à. « cuore ... , ovvero opere di medicina generale., tra tta..t i di medicina. interna, o di medicina le gale., sia comune che mìlitare, inflne le nostre stesse conoscenze. e la nos.t ra pratica oi indicano come capaci di determinare instabilità e s.conoerti nelle funzioni cardio vaseolari. Tali sono le c.omuni ta.chtcardie dipendenti: d& infermita materiali di cuore e. di organi vicini o lontani, da tubercolosi latente~., . ovv~ero di presunzione futura (oh e C ha vigny - seguendo la più lontana guida di Hirtz - eleva, per le palpita.z ioni cardiache dei soldati,, all'SO p. 100 (?) dì esse),, da difetti di costituzione, da discrasie, da de:fìcien.z a ovvero pletora nutritiva, da nevr.a stenia ge.nerale o oa~dia..ca. ,, da isterismo, da nostalgia e patemi, d.a abuso di ca.rdiocinetiei, da provocazioni per otte.n e.r e la riforma., da stenosi nasale,. da. convalescenza, da stato gastrico, od intes"t.ina.Ie, o da elmintiasi, ai quali tre ultimi termini, l'autore. nominato, riferisce aH' incirca il 20 p. 100 restante .delle c palpitazioni militari • ecc Tutte cause e conseguenze· - le precitate - che dur.a nte le pro~ gres·s iv·e operazioni s itarie di reclnta.mento, diventa~n. o già per se stesse titolo di rimando, ovvero dì cura ecc., perocohè nelle circostanze sopra distinte, la tachieardia è soltanto uno dei se,g ni colle.t · ti vi, ovvero una manìfestazione secondaria.. Per quella invece di cui qui trat·to., barsti il dire ohe se. molte volte e il sogg.e t.to che la d·e·nnnci.a al medico, in molte altr·e è questi che .se n.e a v vede all' ìspe.zione, siceom.e - ~d1 massima - i disturbi in parola non. re.cHl·DO ,sensazioni dolorose, nè oppressioni e simili, a.nobe. quando la frequenza e l'impulso crescono per i movimenti. Avviene pertan.t o ·c he gli ufficiali mediai dei Consigli di leva o del Distretto, ed in6. e, a. suo tempo, qu.e lli dei Corpi, quando .n on possono trovare cause note per giustificare il tipo di abitual·e frequenza ca.rdio·vascolare. che hanno sot:t omano, e perc1ò non è a loro dato di (l) J .o umal de ,, é:4 ecine et <k chi rurgie pratique, 25 agoato 1904
LA. TAOlU·OABDIA SEMPLICE lN RELAZIONE 00~ IL RECLUTAMENTO
54.1
interporre una. con ve.n iente tempia,, ovvero di p.rom no vere un provV·ed.imento medieo legale, m.anda.no - .secondo è preso.r itto - il s.oggetto per lJosservazione o cura neU,ospedale . Infatti solo nell'ospedale .s i hanno .m ezzi e tempo di vigilare, l'entrato, di trattarlo, se ne è il .ctl-so, di sorprender le eventu.&li provo~ caz1oni, di estendere i saggi e di raggiungere1 .c~on processi di elimi· naz1one ed informativi, quanto è lecito rite.n ere giusto, ee non t3empre in. via assolut.a1 almeno con ptù fondata. probabilità .. Il motivo dell' ìnvio in osse~vazione viene eoncreta·t o sotto le loou· zioni dt.: cardiopalmo, di palpit'azione,. dt nevrosi cardiaca. d i caràiopal·mo nervoto ecc.
••• In. o.r dine a· t&l~e punto, qui si ren.de neoessa.r ia. un' importam te parentesi. Qu.e ste locuzioni s'intendono ~ di m.a ssim.a - indicate conven~ .zion.a lmen te. In ogn1 .modo, nella grande magg1oranza dei casi, non si ha l'inte:n zione che esse rispondano al testo dato dagli Autori .s otto ugnali ·t itoli, n.e lle rispettive opere. Qui vi,. infatti, si narra, di angnscìe, di dolori ai precordi,. di tremiti, di rnmori ai focolai cardiaci, di marcate a.r itmie, di una durata breve o lunga - però con cessa~zione subit&nea, etc. ma sovratutto di apptt,rizione improvvisa, senza caus.e determinabili e cioè ad ac· ces8i. L'accesso è la caratteristica. di queste infe.r mi tà, le quali,. creao da tempo meritevoli. sove.n te d'essere incorpora,t e fra le forme (parosismo) basedovian.e embrionali ~(Niemayer ece.) Nulla comunqu·e .si ha. di tutto questo nella tac.bic.&rdia semplice, aul1a qnaie sto intrattenendovL Essa. e un'entità che non ha trovato posto nella nosografia ge.n erale o speci.a.le per le malattie di cuore., ma. che la medicina militare, ben conosce. Sotto il punto dì vis,t a medìoo·legale militare, da alcuni questa forma semplice viene giudicata compatibile ool servizio militare. Di questo avviso, di conseguenza., sono m.o lti medici militari gio .. vani, ·ed au·~ incirca q aan·t i non sono vissuti molto con le ~~ruppe o non h&nno responsabilità. sulle conseguenze eventuali di tale giudizio. Sono invece del parere con trar10 - di solito - i medtci militari anziani, e~ perciò di buona esperienza, e generalm·e n te responsabili.
64:2
LA. TAOHIOARDIA SEIIPLIC.B I
RELAZIONE CON IL RECLll'l'AMlllfTO
Nel primo caso, rite~ faccia pr~uione - in senso etico - il principio cbe neBSun cittadino, suppos.t o , idoneo, debba sfuggire alla difesa della patria, d'onde il criterio di arruolare quesii. soggetti, ed ·OVe occorra,. ammaestrarli con un allenam.e nto più. graduato e sovratutto diretto a sviluppare il torace;, p·r essione che vedi:amo incombere, nell'ora ,p resente de.i grandi con·t in.genti., in tutte le nazioni, ed il di cui record circa la questione cuore e :s oldato - fu raggtunto ,s:inora., dal Wandrop, il quale propone come u.n a delle oonsegue·n ze ·d i Wl s:u o esteso lavoro in me.r ito, l'idoneità al se.rviz.io anche. per i vizi c&rdiaci oom.p ensati, escluso l'aortico (1). Nel campo opposto- credo prema invece la visione
presa.gadel soldato semplicemente tachicardico, in marcia oon il suo oartco - Jo zaino sovrat.utto ·-· circonfuso da quattro speciali ragioni d'affaticamento del cuore : a) s.p osta.m:e nto del centro di gravità In a.v an.t i per sostenere lo zaino; b) diminuita capacita ·t oracica per forzato a·v vioinamen:to :Ielle paret1, causa il carico del tronco, e) sta.nchezza per la st.r ada fatta.;
d) calore e· s:u dore estenuanti. :Su quell' « anima • sta. in V·e detta: la morte improvvisa « Bine ma .. teria •! - o se più piaoe i rispehtivi più. moderni eufemismi: paraUsì cardiaca, ovvero Inibizione. Se si abbandona. poi questo iudiriz.z o delle induzio·.n i per seguire altro
più positivo, penso pnre che un.a base determinante il primo criterio qnello dell'idoneità, debba risiedere in q nanto segue. Siccom.e. nella scienza :nostra, quando non si .a rriva a darsi ragion.e di un fa·t to anatomico, o fisiologico,. o patologtco che si trova sensibilment·e fuori dalla nor.ma, s.i è propensi a considerarlo nulla ptù di una deviaz1one del tipo· ordina.rio.7 cosi la tachicardia sempUce, di cni tratto, SctLt~e·bbe da giudicarsi. una inoonseguente anomalia funzionale del attore. Tenuto poi ealoolo che essa si incontra in giov.a ni di venti anni, ~ quali se.m pre ls.yor&rono (non di rado però - a ea.gione del disturbo - cambiando me · tìere), e ·Che presentano gli altri requisiti per l'idon·e itàt il quietarsi in ts.le veduta si potrebbe - in qualoh.e guisa - maggiormente giustificare. Io pero non sono, nè. sono mai stato, di tale opinione :· in prìmo luogo perehè la frequenza dì questa forma., che si rile·va duraut·e le operazioni sanitarie di reclutamento, eeo. , esolnde il caratter.e fonda .. (l) Hu
RD. -
Comunioazion. aH' Accademia d.i medi.cin - o. Parigi, maggio 1.909.
LA TA.OHICABDJA BIUIIPL·I OE IN RELAZIONE OON IL REOLUTA. · BNTO
543
m.e ntale delle eccezioni od anomalie, o.ioè la rattìtà: in secondo luogo perchè la storia d.ella medioina troppe volte, sia per ricerohe,. sia per
azza.rdo, ai illumin.ò su importantissime. oose, ritenute, auohe da lunga éra, inoonseguenti. È ancora assai vioino l'esempio - bu.o no per tutti - ~delle sorprese che c1 ha._dato l'operazione ·del gozzo; d'onde il qu;asi esplosivo aviluppo· di studi sull'azione fisiopatolog1ca ·d ei molti organi di se~crezione interna,. prima ritenuti di dubbia funzione o senza. ingerenza n.e l rieambio, od organi rudimentali. ln oriine & tali considerazioni, per me, :a vvenne che anche nel p&ssato, quando c1oè -si noti- ero esente da r.esponsabilUà dir·e-tta, mi sono pronunciato ed ho fatto propaganda - di fronte alle tachica.r die qni in istudio- per il rim.ando. 'F ino da allora pero .cerca.i di approfon.d ire le ricerche delle ca,use, nel convinoime,n to ohe le: de·v iazioni d.a i canoni fisìologici non possano stabìlirsi senza l'esiste.nza. - sia pure sconosciuta - di esse. Dopo sei anni di direzione, la piccola raccolta di un tempo si è notevolmente &e.oresoiuta ed anche fo:r tifiosta, onde ho or~d nto· d' inte~ resse H comu·o icarla. 81 noti in pre.ce-d-enza che pe·r gli uomini i quali entrano in o.sservazione nelPospe.d.a le per qua.lsìasi motivo - · da noi - il giudizio non solo dev·e essere d.a.t o dal dire.t tore, ma questi h.a l'obbligo di personalm.e nte visitare ogni osse.r vando. Come oom.p enso morale di questo onere,. è stabilito, che il suo verdetto debba avere un carattere sen~ tenziale. O·ra, duran.t e l'esercizio di ~ali doveri - ìn materia - mi fu agevole portare speciale interessamento clinico, onde sceverare da ogni al tra forma a.n aloga la ta.chicardica qui in argomento, e di inve.s tigare ·caso pe~r caso la possibile causa latente di essa. In sei an.o.i dunqu·e di direzìone nell'ospedale militare di Milano, ebbi in ossm·vazione n .• 1886 ind1vidui invia;ti per cardiopalrno o loenzioni a·n aloghe. Noi abbiamo già con v·enll.to ch.e:co .a, d'ob.biarno intende-re con queste ài.citure:. Or bene, sopra 1886, siffatto cardiopalmo l 'ho rìconoscinto ìn 1242 · e lo giudicai provooat·O· ovvero nou persistente alle ·cure, solo in 97, che dichiar&i di oons·e guenza i.don.e i .. AHinchè però non ai dubiti sull'interv·e nto della mia prtu:lenza, farò osservare che invece, sopr.e.. 41 guardte dt città e di finanza entrate ugual. . me.nte per oardiopa.lmo, nello stesso periodo di anni, ne ho ritenuti abili a contin.ua.re il servizio n. l O. Nel primo· caso du.n que, e cioe pe.r glì entran·t i nell'esercito- gio~vànidi 20 anni- ho avuto il 92 ~~ di non idonei (rivedibili per uno o
544
LA T AOBICA.'RDIA. SEMPLICE IN RELAZIONE CON IL RECLUTA»ENTO
due anni, o rìform.a ti) e solo il 7 ·~4> di abili: mentre ne1 oorpi milita· riz,z ati, benchè abbiano un equtpaggìamento (guardie di finanza), supe.. rior·e, ·e d nn impiego, nella r·egione lom:b arda, quasi tutto in m.ontagna, nonohè (gu.a rdie di città) un serv1zio più grave, pìù continua .. tìvo 7 ho confermata. l'idoneità in ragione del 24 %. Proseguo fattanto Pe.spo·s izione statistica 1 cui documenti sono rac .. colti neJl 'archivio deU' ospedale. militare di Milano -op·m . 1242 taoh ··.c ardìci constatati, ne ho riconoscin·t i 582·, propone.n doli per la rivedibilità o per la riforma, m& senza aggiungere .a l titolo convenzionale di c.ard·Zeopal.,.~o ecc. altre, note, sulla < dichìarazitme,. neeess&ri& ond.e eliminare d soggetto temporaneamente dalle file, o rifor.m arlo. In qu·e sti 682 è compresa una parte nella qu.al.eil distn.r bo esis:t eva ma ecompa.gnato da elementi raggiungi bili con caratteri di partecipazione; di più. sta unee·r to numero di militari anzia:ni nei quali la tachicar~ dia trovava.si collegata a comuni ragioni d.irette odindirett~ e sovratutto a postumi lievi :ii endocarditi, pe·r solito già complicanti n reum.ati:smo :a rticolare e suscettibili di u.tili m!o dificazioni con il tempo. Cosi ancora è incluso il gruppo di coloro ch'e ven.n ero da .m e giudic&ti, nei periodi di intensivo lavoro1 qu.a ndo cioè gli ufficiali medici .si& dello spedale, sia dei corpi sono fortemente impegnati altrove, (oonsìgli di leva., reclntame~nto,. ecc.), ed il direttore dell'ospedale non si trova conv·enient·e mente coadiuvato. In tal caso è mestieri, malgrado tutte le buone. intenzioui, che. e,gh si interessi esclusivamente dell 7esa:me del sog·g ·e tto - facendo appunti personali ed effimeri - sen.za preoccuparsi poi di estenderli nei dooumentì di riforma o di ri vedibilità,. se non vì è assoluto bisogno~ Questo vuoi dire ·c he n.ei 582 osserv&ti è coinvolta un& quantità - cred.o l& maggìore - di individui, nei quali la palpitazione era associata a fatti, ovvero dipendente da cau.se evidenti ed all'occasione prontamente controllabili. V enia.-mo ora alle t.achicardìe semplici, q u&si a dire. anoor.a : sita:e ·m·ateri.a l sicoome esistentì in individui che per ·o gni altra ragione -do· ve:·çrano essere rl tenuti ìdonei dal consiglio di. .leva od al distr·e tto presso i corpi.. l .. In 150 associai, nelle dichiarazioni, al titolo fondamentale del disturbo cardiaco, quello - in gene.re - di un certo graào di anemia. Però bisogna intendere quest'ultima, proprio in un senso attenua.tis··
LA TAOJIIO BDIA SE r~.LIOB IN RELAZ·l ONB CON 'IL RBO UTAONTO
54o
sim.o, se·n za cioè segni aou.stioi a.l ouore e ta.n to ·meno ai grossi vasi ed :anc.he con una buona nutrizione generale, ecc. ; ma un insieme di v.ascolarizzazi.one della. eu t.e e deUa. mucosa che· poteva. lasciar presumere il oonoorso di un tasso· e.m oglobinico :&lqaa.nto Inferiore aUa norma. È :a .ppena il caso di .a ggiu:ngere - e que.s to valga pure. per le. consìd.eraz.ioni ulteriori - che, :senza la taehicardia, taiJ giovani ·s a·-
r·e,bbero stati, anche da me, oom era a.vv noto neUie precedenti visite, dichiarati idonei .. 2. .Per alt1i 2 uomini aggiunsi nel certificato, al ·m otivo fondamentale, locuzioni equi valenti a : costituzione 'ln.edioc're.. ot·to questo titolo però voglionsi in.t endere condizioni estranee .a i limitì di misurazion·e, della sta.tura.. del perimetro to:raoico a soluti o proporzionali e dello stesso peso;. m.a piuttosto una disarmonia nelle arie parti del corpo ed in 1speoie una lieve sconoordanz.a. tra lo sviluppo scheletrico maggiore 1:n confronto del muscolare o della sua tonici·tà. È qni mi riferisco alle parole con cui ho chiuso il precedente n . l.
Sopra. 165 uomini pote.i legar·e la tachicardia con note di lievi deformità dello B·c heletro toracioo, per quanto molte volte nel soggetto fossero a.p pariscenti ,s olidi indizi di robustezza fisica generale. {non pietora),. tantochè senza.. l& frequenza cardiaca, nel . enso conosciuto, oltre alla idoneit.à., .questi giovani si sarebbe:r-o certo ascrit·t i fra i migliori uomini del reggimento. In. ·essi si è trattato 1n genere di torace poco dilatabile, di non intera.mente a ppro·p riato r.a ppo:r to nei di.a metri, di deviazioni, ma pre soohè sfugg;evoli, 'della colonna vertebrale, di Iie.v i .r a.ccorcia.m entl o scarsa ela..stie.ità delle cartilagini ~costali; senza però ingerenza patente. dei segni che .st riferiscono a torace dt origine rll>ahìtioaJ. od a quelli con·· .s iderati come indizi dt tubercolo i tacitata, latente o futur.a., Da queste indicazioni si deduce che anche resistenza o non armonìa del ·torace~, ordinariamente non rilevabili, possono t&lora co titnire condizioni atte a me.t tere ìn istato di i pera.ttività il euore quando si tr.a t a ·d i Impegnarlo in lavori non consueti, sebbene di poca en·t it.à.
In 18 esa.m inati ebbi a coadiuvare la tachicardia ·con qualche .ap~ punto· riferibile & non assoluta int-egrità della funzione naso-faringea.; 15- GiDmok d'i tnld~dna miUlare.- Ja1e. VII~Vm.
46
L
T'ACHIOARDIA · EM LIOE IN RE.LAZIONE CON IL RECLUTA M· , NTO
c.o.sl come a dire: tonsille d.e.b ordanti in.modo poco sen.s.ìbile.,, ma stabile, -ovvero fa~cili ricorrenze di ipope.r ieta delle vie ·nasa.li ·p er tendenza a corizze, e simili. Sempre pero si rammenti che non esistendo la tachicardia, anche da me pure - s~enz'altro dt.chisrati
q oesti uomìni sareb baro stati idonei.
Passo pertanto al rilievo più in·te.re~ssante per il :numero e per il fatto. In '202 soggetti, essa, nelle. diohiarazioni di rivedibilità o di riforma. ho congiunto la tachioa.rdia alle locuzioni di lieve grado d:i gola grossa o di tenui deformita iperplastiche· d·ei lobi tiroidei, ma. più comunemente d~ell'ismo. Condizioni queste, per la poca attingibilità, per la. assenza, di vascol&rizione o pulsazioni superficiali o profond~e estranee a.1la. norma, di non facile rilievo :se non s.i es,a mina:no l·e parti eon bu.ona tecnioa - specie per palpazione- e in d1ve.rse oir.. costanze del giorno. L:asciate ch·e io mi indugi su questo interesaante punto .
..
* • D·ovremo noi pen:sare, che si tr.a.t ti, in questi 202 casì, dì compr·e.s sione ·d el vago fino al pun.to di abolirne le a:zionì cronotropi ce.rd.io·
mode.r atricì ec-c.? (l) N on lo credo. La poea. entità volumetrica. e la cedevolezza delle parti a·n o.rmali, che potei assicur&r·e sovente, al. più avrebbero rec&to irritazione ~del quindi piuttosto bradicardia.. · ·Q uanto ai rami c&ro.iaoi del s:i mpatico - per i quali scenae.r ebbero, parzialmente com·e. nel v.a.go., stimo)" cronotropi positivi,, - · noi sappiamo che, .a.nche con la anzia:n.a teoria nevrogena. deUa &ttività ~oar~ia.:aa, non si e riconosciuto di massim.a negli eleme·n ti del .s impatico tanta energia. eeeitatrice,. da produ:rr·e acceleramenti di portata. pari a. quelli ohe. si os e~rvano nel mio quadro, dove a ppe~na dopo bmìtati movìmenti e. non tanto di rado a:nehe, alla ftne della. quota -di
xo,
(l ) Le consid l'M ioni. flsiol.ogìc.be· ha seguono .s ono· stral:ciate dalla oomnDicazione'.~ Oon,r,'but.o di cause alle cdterazioni fu:nzionrili del ·o.u.ore, fatta n.e l Congresso deUa Società italiana di medicina. in tema tenntosi a MU ano, neU:' ott..o bre successivo. {V.. .. .. t ti
di prossima. pu.bbUcaz.ione .
.LA T . OHlOARD'IA
EJIPLIOE IN RELAZIONE 'CO
IL RECLUTAMENTO
M7
ripo o, che ho :s tabilito pei saggi in lO m•, il polso, per qua.nto se·mpre valido e forte, non era possibile contarlo. D·'.altr& parte bisogna ten.e r pres:e nte che nel nostro esercito, giusta lunga. e vigìl&ta esperienza, so:no ritenutì abili al servizio, ed anz1 costituiscono t.alora soggetti di eccezionale vigQre, sovratutto negli al.. pini, u.omini che presentano veri gozzi {endemici) e. gole (eolio) ben più voluminosi ed appariscenti d' quelle in que.s tione., epperò senza in .. :Buenza sul cir·colo e sul respiro, fatto che dinota essere i disturbi in a.rgomen to non in ragione. diretta con '1 volume anom.a.lo del corpo tiroide o degli elem:e n ti :affini .. D'altronde la nuova teoria mioge.n a (1) dopo avere in buona parta spodest&to dalla azione cardioregolatrìoe i du.e nervì ex.tra. cardiaci prenomin,&ti, ha pure aggredito .anche~ il dogma ohe riguarda il sis.t ema nervoso intraca.rdia.co,, non volend.o riconoscere, nemmeno in questo, l esistenz·a dei nervi e g·a ngli rigorosamente motori del eu ore··· d'onde .n acqne· il principio dell' automatismo miogeno, sebbe.ne tuttora sub judice Bene è v·e.ro che, per quanto mi sappia., non venne ancora. opposta la spiegazione del come il musoolo cardiaco trovi P energia dei suoi automovimen ti in qua.lche guisa analoghi agli onde.g giam.e nti peristaltiei. Tutta ia non possiamo dìme.ntica.r e che squisitissimi tentativi per afferrare una legge fnrono e .sono :a.n cora in considerazione, sebben.e lungi da. universale consenso. Fra questi, per i miei intendimenti; citerò il crit.e rio ·e,m atioo seguito da m:o lti fisiologi - i quali rife.rirebbero a.l :s angue esattamente conformato nei suoi principi l '.azione stimolante dei movimenti no·r ma1i del cuore ed inversamente. Così pure ricordo la dottrina che. ri·. . terrebbe l& generazione degli stimoli dei muscoli in genere., come gov·er~ na.ta. da speciali condizioni chimiche, e piu preeisam·e nte ehe tal uni ioni, quali d sodio,. il bromo,. l'iodio -- l'olimpico Sire della ter.a.pia ea.r~ diaca- favoriscono la produzion·e di energie attive, mentre altri ioni, come il ceJcio, il magneuio, i1 b&rJo7 ecc , le ostruiscono. P·e rtanto n.oi .eutppìa.mo che. il corpo tiroide, e verosimilm·e nte anche le tiroidi accessorie.,, contengono iodio: .anz.i, per altre suggestive~ vedute e ricerche, non si escluse che la funzione della ghiandola tiroide poss& essere q aeHa di immettere nel sa.ngue, la iodìotirina a.es·t inata ad attivare o mantenere elevato il touo funzio.na.le ·d ei centri nervosi regolatori dei ba:t tit.i oardia,ci. Gli oppositori di tali concetti, pur non negando, come si ac.cennò,. la. (1.) V. nota a pag1na precede·n te.
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LA T A.OlUOA..BDIA SEMPL.IOE .I N RELAZIONI. CON IL RBCLUTA.MENTO
p~esenza dell'iodio nella secrezione della ·biroide, opinano però che la vìrtù protettrice di essa, sia e.s senzialmente a.n tiossica. Il che comunque ncn guasta affa.t to le mie segnanti eoneidere.zioni, e cioe ohe delle cause man mano elencate in qu.est& oomunicazione· (v. n . 1 2° 8° 4°) le qua h, per quanto abbia investigato, non furono fin or& poste in evidenzaoomeeleme.n ti cooperatori della fo·r ma semp.lice da me. desori.t ·t a siano da rite.n ere prevalenti, oltre ebe per le recenti riflessioni anche per il valot"'e numerico,. le alter.a zioni anatomiche e fun.z ionali della tiroide e de' suoi equivalenti ~(pa.ratiroidi, tiroidi" se.c.o nd:a..r ie) come pu delle tonsille, ecc. Di più mi si conc.e da, per analogia, di a.vanza:r e che, aUorq nando . in. presenza della taohioa.rdia. st udia.ta., non. è lecito afferrare alcun documento anatomico, si pos~a. te·n er presente la possibilità di a 1tera· zìoni e di sbilanci nei loro prodotti, di queg1i altri organi che dan.no interne secrezioni protettrici e divenuti o,ggi oggetto di studio intensivo nel campo della fisiologia. n quanti ent.raron.o· in osservazione la prima volta nell ospedale ne·l secondo e nel terzo a.nno dì reclutamento, ne ritornarono pur~ in «os ervazione •, siccome giudicati rivedibili al primo anno di leva., n. 2.e sempre per lo stesso motivo. Indizio qnesto ohe l'entità nosologica. da. me. descritta può anche non a ere beneficio dal tempo e dall'avvicinarsi al completo sviluppo dell'organismo. Vuolsl notare poi, che questo numero di 2 ... ·- umile in apparenza rispetto a quello totale dei rima:n datì- non è affatto n no scarso indicatore cìrca la sta.bilità. d.ella ta,c hicardia s.emplice. N o, perchè una. gra.n de maggioranza. dei fatti rivedibili nel primo anno di leva non rìtorn · più in o· ervazione all'ospedale, in. primo luogo perchè l'esito della prima ebbe a fornt.re. al medico perito nella. leva. o nel distr~tto, od al corpo una. solìda base per nn suo giud1zio definitivo di non idonettà. Oltre a questo un rilevante numero di coscritti - durante Panno di rivedibilità. presso le loro case-cambiò domicilio, onde .a ccadde che, nella ricorrenza della nuova. chiamata per coloro per i quali converrebbe ancora l'os er.. va.zione (simili circostanze. sono freq u ntissime) essa si. compi in .a ltro ospedale. Infine per i periodi di ingombro e di intensivo Javoro dei direttori d o.spedale, già a.ltrove accennato, non ho pott1to sempre indagare se gli individui rived~bili del 2° e s o anno avevano subìto ne.lrannoprecedende 09 erva.zio:ne n.el mio ospedale ocl .a ltrove. Per tali considerazioni ·e· per 1~ esempio d.e i '25 uomini - prima riferito- e quotato· ora nel suo vero valore oredo di poter ammettere che n·n a buona. parte dei classificati rivedibilì,. nel primo o secon o anno di fer.m.a.,. fini cono poi co·n la riforma.•
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LA TAOHJCARDIA. SDPLIOE IN. RELAZIONB ·OON IL BECLUTAMEN'.OO
64.9
Dopo dì ciò ecco le mie conclusioni. .Premesso la nota sentenza e:he: c un cuore non perfetta:mente sano è ineompa.t ibile In modo assoh.tto con le. e.s1genz,e del servizio ·~. premeasa pnre la ma.ss1ma ·d i F'a llot che: « Les palpitations ne peuvent se s1mnler; l'empire de ]a volonté sur le coour est presque nul • ·· esprimo il voto Che nella s·t atistiea nosologioa. militare prenda posto I· entit.à < t·acbiearàia » si& pure con P aggillnta di « se1npUee::. per e:vitare confusione con ogni altra delle fo·r me specificate nella prima pa.r te di questo ·m io stnd io - sebbene. mi. B·e.m bri d'aver bene lumeggia.to l intervento di cause per lo meno coadiuvanti, il numero delle quali nn p1u accurato concorso di quanti sono designati al delicato uffioio di giudicare in merito alla idoneità del soldato, sa,p rà B·e nzs dubbio far aumentare. S.i devono pure registrare, come mia. conclusione ......... e. se si vuole meglìo ~ come mie indicazioni pratìche~ le seguenti, elle però voglio11o ·eB ere considera·te soltanto· quale metodico indirizzo· e non come mi tra co~ stante ed as·tSolzda. In ~e]azione dunque a quanto ebbi l onore. di ~comunicare, - già da. qualche anno - per tutti gli uomini che entrano nel mio ospedale in os -ervaziOne a cauaa di -«cardiopalmo •, di «nevrosi cardia.c a:. ecc ecc., in massima seguo ·e faccio seguire questi ariteri e procedimenti.. .a ) Oonsider&re che - t~en.uto ben inteso calcolo della statura,, della complessione, dei momenti della giornata (E digiuno? Ha ma.n· giato? Da, quando?), in un uomo sano, nelle ·c ondiziouì di ]avoro medio e forse anche al disotto~ lJOVanta. pulsaz,ioni sl mt - limlt·e. massimo - si possono .eon:sidera.re a.n cora come estremo raro ma fisiologico : m.a o I tre le 90 pulsazioni - &bbiamo la tachieardia.. b) Semeiologia del onore e· del civcolo - e ricerca, delle molte cause - d1reU,e od indirette, persistenti od .a.movibili, e c~- capaci di determ.inare instabilità funzionale de l cuore. e che ho nell, esordio estesamente elencate. c) Ne,i casi dttbbi chiedere informazioni antorev·oli (car.a birueri,, istituzionì speda.liere, ecc.) re1ative al soggetto,. cioè, oirca il suo stato durante la vita. ci vile - il suo ambiente familiare - specie. in oroine a tubercolosi~ a:stenia, n.otoriet.t\. del disturbo, re·s istenza ;8;} ]avoro ecc . d) Isolamento del soggettot quando si è in vìsta. di provocazione supposta od e:tfettiva.. (Nel quale secondo caso se la. prepara.z· one con i noti age.n t.l è di data lontana, non vi e nulla. a fare. Egli si e gnar d.agna.to I& rifol"ma a caro prezzo).
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LA TAOHICARDIA SEliPLIOE IN RELAZION
CO
JL, REOLUTAIIBNTO
e) Ricerca di quelle cause speciali che furono ca.·r dine di que... mio l&VOrO 9 ·s ottoposte &} n. l o, 2°, 3°; 4°, 0° Prov,are, infine, il grad.o di tachieardia ·6 0D i criteri dicui ap presso. 'T enuto dunque presente q tt&nto ho or or& indica.to n eU& lettera a) ed avve~rtendo però che può e~ s1stere normalità di funzione del cuore finchè si compiano gli atti comuni della vita,. ed insorgere tachicardia dopo movimenti non comuni- ~tto:porr~ il soggetto a diverse prove, per finire con la segne.n te. 1° L'osservan.do fa ·u na corsa cadenzata., possibìlm·e nte sotto portico od all'aperto, ed in posizione di corsa ginnastica per 200 metri: quindi rientra nell'ufficio di esame; 2° Saggiare. il cuo:re e le due nu:liah ,poco dopo c.he il sogge.t to si è seduto· (la postzìone orizzontale disturba ed affati.e&) . Generai . mente nei casi positivi, in questo primo momento, le du.e pulsaztoni ·n on sono conteggiabili;. ac Trascorsi 10 m.i nu·t i primi di completa tranquillità, esaminare anco~a.,, ricor-dando quanto precisai nell' esordio, circa al mod.o di saggiare i d:ue polsi. Allora: A) ee persistono ba.t titi oa.rdiaci ed a:r teriosi superiori a n. 100 per m1nnto primo - oonside~rare bensì. l'osservando tachioardico - · m. a ·r ipete.r e In altre cir·costanze, (digiuno, stoma.co nutrito ecc ) le prove ; B) Nello stesso ·caso, se persistono invece· ancbe riae.n timenti impul,s ivi ai precordi,. od ai vasi maggiori,, oppnre se. nell'esame dei polsi si sorpr.ende qualche S·e gno irregolare, anche a scade-nza. .non vici n a. ma ·che non. sia beninteso in ra.p porto &l ritmo respiratorio.: dichiar.a.re il sog·g etto senz'altro (pure in man.ca.nz& di rivelazioni coneauaa.li nel senso ·c omunicato} tachlc&rdico, e proporlo per la r.i vedibilità se non -ono e:yauriti i rimandi, altrim.e nti per la riforma. S.tQ
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DISCU. SIONE.
'B a UN (Parigi). Medico principale d.e ll'esercito i assoo1o completamente alle conclusioni poste dtù dott. Mangian i, e cioè che gli uom·i ni affetti. da. tachi,c ardia. ·e senziale non sono atti al servizio• .Del resto, queste tachi.cardie sono esse enziali o sono· sotto la diìPen·d enza ·di le ioni del miocard.io o dei nervi della. funzione cardiaca? In un rappor-to presentato al con.g res o di B.e,r lino, nel 1907, h·o studiato a. lungo· i diife.r entl punti di questo problemR
LA TACIUOARDIA SEHPL.ICB. I
RELAZION .E CON IL RECLUTAMENTO
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Si deduce dalle mie ricerche, ehe: se si sottomettono questi malati ad una attenta osaervazicme. se si fa la siero diagnosi' r"spetto al bacillo della tube:r colos:i se si cerca. il risultato d,ell'oftalmo~reazione., se si studiano i loro an.tece~de.nti ereditari o persoua.H, se, si seguono questi. malati; si. trovano dei risultati a.ssolutam.e ute concordi e ci si convince ebe questi ammalati sono il più delle volte dei tu~ ber-colosi latenti. La tu.b ereol·o si è suscettibile di ma:nifesta.rsl in principio della. sua evoluzione pe1' dei disturb1 della funzione ea.rd.iaca.. Le tossine del bacillo ·d i Koeh sono vasodilata triei. La. le>ro azione si esercita sut nervi che presiedono alla funzione ea.rdiaca (pneumogastrioo, aimpatieo) sul bulbo o· dtsturbano invece Je. se.crezion1 intem!e della. capsula surrenale Y NeJlo stato attuale delle nostre ·conosee.n ze non è. possibile emettere un giudizio aft"ermat.i vo. Comunque io stimo che l soldati i quali presentano d.e.Ua taehi.c ardia essenziale non febbrile, devono essere attentamen.te esaminati e riformati se p.r esenta.n o dei segn1 che permettano di sospettarne. la natura tubercolosa. MANGIANT.f. Presi brevemente la parola per accerta" il dottor Brau.n che la Si.la eonolasio.n e ed il principio da lui portato al ·c ongresso di Berlino nel 1901, eran.o già da assai tempo conosciuti ed applicati dai medici miUta.ri i~liani: com... pure che la t&chieardia essenziale (Bouveret) e quella riferibUe a tuber· colosi latente fur·ono da.. me preventivament.e ed esplicita.men.te esclusa dalla tachicardia semplice· trattata. nella mia eom.u.ni cazione.
PIOK (Vienna). - Quale causa delle palpitazioni noi troviamo frequ·e ntemente, nei solda.t i un earatteris.tieo complesso d.i si.ntomi. sui quali da qualche anno, ho richiamato l"a.ttenzione, e cioè: leggero strama, ineguagUanza de.Ue pupille, dermografismo, aumento dei riflessi visivi, tremolio delle dita distese e della lingua spinta in avanti ed nn'·a.umentata eccitabilità del cu.ore ad ogni più. lieve sforzo del ·e or.po, ee~itabilità eh.&appunto· io questi eas.i è s.pesso maggiore che nei vizi cardiaci ben compensati. 8e~bbene talv·o lta si trovi, non sempre però, una ìpel'trofia del c.uore, p·•ne i.o do speciale importanza al disturbo funzion.ale. Poichè ques.t o è appunto ciò che dev·e , in.teressare in p·r ima line~a. il medi co militare. La lmportanz& di questi casi e d& alcuni non. bene appl'lezza·t a, ed io ritengo oppo·r tuno di fa.r rilevare in quest.a riunione in.ternaziona.le che gli individui affetti da gnesto male ;Sono inabi.li al servizio di tmppa. Sono .s opratutto questi m,a.H che rovinano di t'requente per i. grandi sforzi, per le faticose marci·e, per le escursioni in montagna. VJNCENT (Parig.i). Jdedieo principale dell'esercito, p1·ofessore della. scuola d'ap· plieazione d.i Val de Grt\ce. - La questione deUe palpitazion~e nei soldati può es~ sere pr·e sentata qui sotto un dop·p to punto di vista: l'un.o clinico o medico, - l 'altro mìlitare od amministrativo. Molto sommariamente esarnioerò l'un.o e l'altro di ·q.uesti due punti. Non _vi è mal~to, per il medico miHta.1•e più affiiggente del s,o ldato r.ae soffre dl palpitazioni. E· dunqu.e neeeBsario :fare un esame profondo di questi u.om1ni e quan.do le palpitazioni ric.onoscono una eansa. organica (malattie di cuoFe, tubercolosi ece.J, questi U:oDUni devono es ere riformati. 1
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LA T AOBI ARDI.A
EMPLJOR l , BELAZlONE CO· IL BECLUT AllENTO
La condotta da a·d ottani e certamente di più. ditlìcUe dettn•JDinazione nei casi di t-achieardia di origine nevropa.tiea. Di questo g.r uppo di palp·i tazioni pe·r mettetemi di fa.re emergere - com.e, preentante una r·e ale importan.za ~ qo.e lle di odgine tiroidea. Nel mi.o riparto d'ospedale, nel quale ho l'occasione di vedere un gran numero dì questi uomi.n i , ho constatato ~ebe all'incirca 2 uomin.i su 5, presi da palpita... zion.e ba.n no sintomi di. go~zzo esofta1mico molto· atten:ua.t<>: sguardo spirita't110 (èela.t du regard) - va.mpe di calore - crisi d1 sudore - leggero tremore delle· e~tremi.tà qualch.e volta sviluppo un. po' a·norm.a,l e d'uno dei dtte lobi a.e l eorpo tl:roide Ques.t e tachicardie sono di conseguenza d'o·r igine tiro:idea . esse appaionG al mo·mento io cU'i, parallelamente alle ghiandole genitali, il corpo tiroide pochisshno vilupp·a to nel fanciuUo, prende rapidamente uno sviluppo fisiologico e anatomi·co impor·t ante . La palpitazio· e com6 gli altri sintomi. è sotto la. di'pen· de.nza della. iperse.c rezione tiroidea. Ora que to gruppo di ammalati può. et:~ .sere conservato all'esercito a con.di.zione di far loro subh·e un trattamento efficace. eoondo ho oo·n · atato la eor.rent~. galvanica disoon.dente (12 a 26 mìlliampère polo posi H vo alla. nuea - pelo neg.a tho .s ui lobi tero.ide.·i e nella regione pre cordiale), m.igliora. rapidamente in que ti casi e co:n duce aUa guarigione, la prdpi tazjone dopo 1.5 o 20 giorni. Mi è par.so utile richiamare l'a'· tenzione su questa categoria cosi importante di fatti per·c hè, è possibile con una ·medic-azione elettric-a, app·r opria.ta di gaari~e, que f malati ed .in conseguenza di con e.r varli neHe file deli'·e se.r cito in luo.go d.i proporU per la riforma.
Nota. - Evidentemente tanto il Pie'k quanto il Vincent si riteriscono ad ·u na infermità - ne.m meno spuria. - ma chiara e completa. Voglio dire la malattia di Grav·es (o di Ba edow, del Flaiani, o gozzo esoftalmic,o), che, Oharcot e la :sua scuo1s ri tengono es ere l'espressione di u.na. nevrosi generale - altri dipend·e nte da. intossicazione, ecc. - e che, comunque· è anche questa senz;a., rapporto con 1a. ·t achicard1a emplice comunica,ta. Co·me pa:t ogene·t i il Pick ricond.uce in qua.lche guisa. ancora in campo· il « ·cuore for.z ato J!, ed il Vincent l'iperti.roidismo Questi pero porta un contributo ter.apeutlco per il morbo del Basedow, assai d·e gno d e ser·e dHfu o, s.pecie ira i m·e dici miUtari, e cioè la guarigione del morbo del Basedow attenuat-o, radic:ale· cosi. da rendere i militari affetti in 16 o go ido.ne.i al se.t;v(z;io ~enza inte,rvento di alcuno fra.. i tanti. r1'med1,. all'infuori della corrente galvanica, ch.·e inve.ce. il più delle vo1te, r1es(l•e' infedele nelle for.me piu avanzate. M NGlANTI. , 1
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LE FRONTIERE DELLA STERlLIZZAZIO- E DELL,AGQUA CON
L'EBOLLIZIONE I
CAMPA -NA (l l
Per il dott. Ezie l n-·a·nlii, colonnello medi·c o
Come ìndica il titolo, ho esoln.so dal mio programma ogni apprez:za~ men·to ( ) sopra gli apparecchi ed i arii prin.cipi- ben compreso quello chìmico dell'ozonizzazione - da adottarsi, onde prevenire le mala.t tie ritenute di trasmissione idrica nelle truppe ......... in campagna AHa fine dello .scorso an·no fui incaricato dal Minist.e ro della guerra di studiare - per onalmente - m.a però con. tutta libertà di tempo e dì mezzi ......... la scelta. di un app.arec.chio d.a campagna per la st·e riliz.. zazione dell'acqua, su vasta scala, m ed i ante P.ebollizion.e. Il sistema di questi congegni tende ormai a farsi unico - vale a. dire quello di Kulm. - Consis·te, essenzialment.e, D·el portare all'ebollì~ tore l acqua. da. purificare senza un contatto efiet.t ìvo con l'acqua steri-· lizza·ta, ed in guisa che, l'acqua calda già bollita e quella fredda circolino in dire.zione contraria. In questo modo l'a.·c qua calda, cìo · quella che ha già raggiunto l'ebollizione e che dovrà uscire, non olo sterile m.a anche raffreddata, si trova sempr·e· piu in stre.t ta vicinanza con l'acqua e~n tmnte, ognora più fredda; mentre. è evide.n t.e che avviene il contra.r io per q ue·s t'ultima .. ·- La quale. poi .a.vanzando nell'interno si scalda a spese delle ealorie che le va cedendo l'a-c q u.a già bollita. In tale maniera, (l) Comunicazione· a.'l congresso internazionale di medi·c ina. in Budapest... (Delegato dal mimsto.ro) ~Seduta 2 sette.w bre 1909.- • Se·.r vizio sa.nitsr.i.o militare 11. (2) Vedausi, nel caso, le mie precedenti pubblicazioni:")· o. L ezione di chiu lt\.ra per •· cor:so d'Igiene militar-e 1899-900 1 alla Scuola di Sanità:- Ri!Mtcunilt.eare italian"' 1'90 -b) Il oolor~ deì materiaH filtranti 8peditivi - GiomaJe medico del Regio Esercito, giugno 1'901 - no·n cbè: C. B .l GN ·· MI~ tenente colo:n nello del ,genio: .L ' acqua potab "l al Oamp.o di 8. Mau·r izìo.- Riviata: d'Artigl :ena e Genio, 1909. ·- Si noti la parte p.rit o attalciata, come vi Bi accenna . dalla mis R.elazion.e del 10 giugno· l ·907 contenente. pt-opQ&te, che furono approvate, per la de:vura:o.:ione lerm ·ca a base di grandi ebollitori ie.... men.8, Con.c retata per il 189·9 . da. allora si · hludeva la co. tante e l nga. dmata delle infezioni id'riche estive di cai., in prima linea il tifo addominale.
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LE PRONTIE'R:E DELLA .TBBILlZZAZIONB DELL' .AOQU !, ECC.
n punto di ebollizione - al suo arrivo sul fornello -
è ra.ggìunto in
u:na frazione. di m innto.
Si s vrebbe per mir.a - oon il metodo d t Kulm - oltre ad estinguere i mioroorga.nismi sia con il lungo tempo in oui l'acqua inquinata, pro· ·cedendo, si trova in tempera..t ure eleva.t e, BI& perc.h è raggiunge solo per un m.omen.t o i 100°,. di con:s ervare altresì- stante appunto la brevissim.a ·ebollizione - all'acqua s.t erilizz,a ta i suoi gas, il ,suo gust~, in fine le sue qu&lità naturali. In realtà1 anzit per i batterii patogeni, che si reputano normaJm.e nte· veicolati dall"&equ.a, il raggiungere· la temperatura di 100° non :s arebbe necess:ario, essendo di estesa a pprova.zion.e che la loro vita a.ia,, rigorosamente. spenta esponendoli a temperatur-e 1nferiori a 100°, poniamo in-· veoe largheggiando dì 85° per frazioni di minuto. Su tale criterio si fonda ap·p unto Papparecohio del Dr. P. G. G.n ·Bìth - ugua.I mente incaricato fino dal 1906,. dt .f are espe.r imenti in me.r itot per conto dell'esercito britannico. Nel suo si tratta, in. sost&n.z:a., dt. applicare alla. purifica.zione dell'acqua il prinoip·i o di Pasteur per il latte. In tal modo il Dr. Gn.ffith otterrebbe contempor.a:neam.ente! a) acqua. sterile,. b) oo·nservazione· be.n.e. accertata. deHe .sue propri.e tà, e) una grande ~economia di combustibile. N el oorso delle prove ba:tteriosoopìche dovetti sostare. Intorno ad un. ~episodto 1 che mi fornirono i saggi istituiti m·e diante i due resistenti bacilli sporigeni che si scelgono di massima per simili esperienze: il bacillo sottìle ed il bacillo vulgatns, o bacillo mesen·t ericus T"nlgatns di Flugg·e, insomma come volgarmente lo diciamo,. il b. delle. pata..t a. Dovendo lavorare- te.c nicam.e nte. -- da solo, ·ed. eseguire le prove .a ripetizione - queste con il concorso di soldati della sanità per il maneggio dell' appa,recchio ·e per altre pratiche, mate.riali, ho ntenutl) prudente di e·scludere il b. del carbonchio. Credo pe~rtanto utile dì comnnicare iJ risultato di questo episodio,. che ha un carattere esclusivamente batt.eriologico. Ho st.e rilizzato, & vapore sotto pressione· mediante congìnngimento colls caldaia d.i una Heneste· erscher tutto il congegno dell'a.pparec·· chio sotto studio. Il apore. fluiva poi dalla .a pertura d' uscita dell apparecchio stesso. Non e .sendo determina t& la resistenza delle sue pal··eti e del suo interno, sarebbe stato fuori luogo a.zz&rdare nn& pressione superiore alla norma .
LB FRONTIERB DELLA STBBILIZZAZIONE DEL;L'AOQUA, EOO.
000
Appresso, .ho inquinato con 25 colture rigogliose in a.gar.a.,g.a.r (per st:r isciamento) di b. vulg&tus, 50 litri di aeq ua potabile, purificata medi&nte due, ore di ebollizìone c protetta • ecc. In ~ques·ta prima prova., fatta. dopo B6· ore ~(temperatura dell'acqua im· po.r a m.a nten.u ta a 25°) e~bbi la ripre·s en.t azione del b.. vulgatue nelle s~emine i.n. gelatina dell'a.cqua ste:ril,e emessa d,a lr a ppare.c chio, ma ben inteso in :p roporzione· minima a confronto delle colonie, avute co1I'acqua inquinata di controllo.. Atteso qualche giorno,. sottoposi poi l'a.pparecchìo a due ore di .s terilizzazion~e, con v,a,p ore finente, se~condo già dissi, q uindt ho es·e guito una ,seconda prova inquinando i 50 litri di acqna (potabile, bollita oom·e .sopra) .con 25 culture fioridisstm.e di b. sottile. Ebb1 nell'acqua sterilizzata la presenta:zio.ae, del b. sottile, e la :rtpresentazione ancora del b. vulgatus. 8n una terza prova con acqua- in parte di spurgo e con orine di tifosi stazionante da, dn.e giorni in una vasca dell'orto dell'ospedalesot·t oponendo p.r i..m.a l' appaf\ecohio alle stesse p~ratiohe, ma protratte pe·r tf':e ore, __:: vidi ria:ffacoiarsi nell'acqua sterilizzata i1 b. vulgatus, il b. sot·t ile e l'appariz.ione ben aecertata del b. mese~ntertcus fusous. Oltre a ciò feci per .l a prima volta conoseenza precisa del singolare b. aterrimus. Per lo insie~ me di queste pa.rticolarita. sorgeva in me il desiderio di andare ;a fondo sulla interessante. questione della varietà reale o men.o di questi bacilli sportgeni e mobili, classificati - in ge·n erec-ome appartenenti al gruppo del b. sottile. Dnolm i che le mie ricerche s,tano an·oora, in corso e di non poter:e perciò riferire in merito. L'azio e dell' ap·p areechio intanto - bisogna notarlo - si er.01 dimostrata sterilizz,a nte per tutti gli altri innumerevoli e s.va.r ia;ti miero-organismi c.h e avevo riconoseìuto presenti,, mediante, m·o lti saggi, fatti in .s erie metodica. ed avuti preventivamen te d.all ',acq na impura. In una quart.a prova pur·e eseguita con Pacqna. della, vasca,, dell'orto previa sempre ,stre:rilìzzazion~e dell'appareochio., riebbì analogo risultato. Tutte le ri,c erche - specificamente per ciascuna operazione furono uniformi, - vale a dire:. a) semina in. gelatina dei du~e campioni d'acqua: la inquinata cioè e la sterilizzata; b) conte,g gio defìnit1vo de1Ie c<>lonie, secondo i casi ma in genere precoce, stante l& pronta fluidifi.oazion·e che determinano i bacilli no-
566
LE FRO~TIBRE, DB"LLA STERILIZZAZIONE DB·Lrl.ACQ.U A., ECO.
minati. Così per la prima acqua, dal terzo al quinto giorno, il più - per la seconda, dal quinto all'ottavo raramente oltre; e) i batteri in argomento furono metodicam,e nte controll:att; per per ìl loro ae.p etto microscopico ·- per la loro mobilità (esistente in tutti) per la colorazione col Gr.a.m - per il loro co:m.p ortamen·t o in gelatina median.t e infissione (specie dal punto di vista .d el modo e tempo dì fusione) - pe.r l'appa.re:n za di sviluppo delle colonie con striscia·m·e nto 1n agar ~ per il Jo~o ,c ontegno su patata -per la presenza delle spore accertata in goccia. pende:n te o con colorazione diretta ed a.IPoccorren.z a doppia- infine. per i molti passaggi e trapianti e:s tesi questi an.c he nello scopo dello stud.i o ulterior·e testè indicato. Dallo es.p osto stimo debba. amm.e ttersi questo princ1 pio:· ehe la. sicura, a.z ione sterilizzante d~ell'acqua, medtante PebolliZlOne, ne.g li apparecchi fondati .s ul metodo di Kulm si arresta - dt m.a:s sima - ai ba.t teri non sporifioanti.. Il che comprende - per buona sorte - e. 'e luso il b. del carbonchio - tutti quei pa.togeni, i quali si ·r itengono venire all' uomo per via dixett& od. indiretta del l'acqua. Stante però l:a natura dei due bacilli scelti· il b. sottile - ed :il b.. vulgatus, o d,eUa patata, non dobbiamo dimenticare che se ne:I passato venn.,e.ro giudicati - :salvo qu.a.lohe restriz,i one - non patto· geni nella attualità .abbiamo:· a) Oarin e De ittis, i quali avrebbero ottenuto un b. sot:t ile pa togeno mediante. specìale col t ara; b) ilber,sohm1dt, ohe a rebbe trovato (quanto rieonfe.rm.o poi) il b sottile come agente ,causale di p·a noftalmie, c) Stregulina, il quale a.v rebbe riconos,o iuto 'b acilli appartenenti al gruppo del ,s ottile, ma. non. perfet,t amente identìfìcabili, ,a ltrettanto
virule-n-ti e, ca paoi di panoftalmìe~ ; d) Micbalscki che a.n'l-logs,ment,e avrebbe avu.t o qnesti tipi di ·b tr cìlli ca paci di oongi unti vite acuta;. e) L:ubenan che, lo segnalerebbe .a.tto a determinare g.as·troen~ t.e ritì. Qu.anto al b. deHa patata. o b. vulgatus,, o b. :m esenterìeus vulga tus,, ,s econdo Fltigge, abbiamo .s tudi di V ogel che lo giudica. identico ,a,l b. mesentericus panis vi.scosus (p.a..n e filante), le di cui spore~ che si possono trov-are nell'acqua, per esempio,. da. confe,z ionare il pane sopravvivono ad nn bre.ve, periodo di cottura del pane stesso. Altri poi o. s -rvarono ;Stmilment,e il sopravvivere d eH e spo.re all'intera cottura del pane.
LE ll'R ONTI RE D LLA. STERILlZZAZIO · E D. L L;
Q,IJ
, ECC,
5,57
In ogni modot .se.m.p re &mmettendo con convincimento i buoni uf~ .fì.oi che simili apparecchi possono rendere ìn campagna, crederei però cosa saggia tenere presen.ti i loro limiti, le loro frontier-e d'az.i one {anehe in vista del b. carbonchio) perohe questo implica - a. ·m io avviso - il dovere di periodiche sterilizzazioni interne, le qualt, n.&• tnralmen·te, non possono essere affidate - in campagna- che aprep~a:razioni chimiche. Queste poi dovranno essere scelte fra. i tipi che aovratotto non lasciano odore e non sono alteranti le par eti metal ... liebe delle cond.u tture ecc. La :per.ma:n enza di tah clisinfetta1nti nell'1nterno dell'appareeo:hio 7 evidentemente., dovrà pro lungar:;i fino a.l limite· da sta bi lire per l'a.ccerta.men to della morte del1e .spore.
La tub·ercolos.i negli ~e:serciti Per .U dot·t . Claudia .srorza, generale medico ispetto·r-e
La tubercolosi è generalme.n te più o meuo largamente diffusa nei vari esere1ti delle, nazioni civili, m& sempre. in proporzioni molto meno elevate di quelle dei popoli da, cui le gtova.ni reclute derivano.
Patogene ·• - È. universalmente noto ehe la terriblle mala·tti& e ·p rodotta dal ba.oillo di Koch ed è generalmente trasmessa aH''uomo oon Pin,a]a.zione dei bacilli tubercolosi diffusi neU'.a.ria. dai tisici sotto forma. di minime goccioline (Flùgge,. Weiohselbaum, Sp~onok; Orth. e Lydia Ra..b inowitseh,. Gaffky, Ribbert: Kus e Lobstein,. B. Fra·e nkelt ecc.),. -con gh esorea.t i disseccati polverizzatì (Koch., Oornet, Kuss, ecc.) S.e- ' .condo Calm·e tte, le polveri 1nquina te da bacilli d.is.s eccati non avreb· bero a.lcun.'azione nel ~contagio naturale. Secondo altri soìenztati l'infezion.e tubercolosa avviene, abitualmente per me.zzo delPing·e stione di bacilli freschi e. virulenti, in istato di emulsione sottile,, come si trovano negU escreati dei tisioi, o nel latte di vacche.tubercolose (Behring, Calmette, Flick, Landouz,y , Ba:rtel, Ravenai, Svensohn, ·eoo.). I b&cilli possono attr.aversa.re. la. mucosa int.estina.le senza produrre lesioni sul loro pa.ssa,ggio, d'onde la massima frequenz.a della tuber.~. .colosi polmon,a,r e in rapporto alle altre localizzazioni di origine ema~ tic·a. (C al mette ·R ·wn. ve_ · ' n e~- I , B ' hr~ . e. . 1n· g·). I ba:cilli della tu'bereolosi possono penetrare pur~ per }e, cavità .della bocca, del naso o del faringe., con l'aria inspirata, con gl'ingesti (alimen.t i, bevande)., o per contatto (baci, dita. sudio.ie,, ecc.}, o per la pelle (ferite), in una, donna tuberoolosa incinta nell'orga.n ismo del feto, od ancora. dall'org&nismo di un padr·e tubercoloso oon lo sperma nell'uovo feconda.,to~ eeondo Kelsoh, l"autoinfezione negli eserciti. prodotta dal risveglio , di focolai antichi e latenti è molto più frequente ed importante che l'infezione prodotta dagli escreati disseeoati e dalle goccioline di .e ··crea·t i fre _chi. Aleuni ba.tt~eriologi ammettono q u&ttro v&rietà di tipi del bacillo tube·r coloso, cioè: il ti.po umanot il tipo bovino, il tipo avia:r.to e quello· .
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LA TUBE· ,COLOS.I
o59
EO:LI E· EB.OITI
d.ei pesci, o degli animali .a sangue, fred.d.o. Secondo · och e Seh.utz, la tubercolosì bovina sarebbe assoluta.m,ente diversa da quella umana. Il professar R. Koch comunicò al Congr.e.sso d eU a t n beroolosi, in Londra, nel 1901, i risultati di nn lungo studio s perim.e n ta.le, con .. oJude.ndo : Sebbenel'importante questione se l'uomo sia suscettibile. di contrarre la. tubercolosi non sia .a ncora decisa in modo assolu.t o e non lo sar.& ne oggi ne domani, si può tutt.av1a ritenere che se questa snsce:t tibilità esìste,. Fi ufez.ione dell'uomo è rarissima. Il prof. Koch è di avviso ch.e la tubercolosi prodotta nell'uomo dall uso della.tte, d.ella carne dei buoi tubercolosi e del burro fatto -col loro latte,. sia appena maggiore di q nella d·e lla trasmissione et·editana, e perciò ·e gli è d'avviso che non sia. n-ecessario di pre-ndere alcuna. misura contro di essa ·(1). Questa conclueio·n e destò gra·nde. maravigliat tulitavia il Congresso adO'ttò la. delibe.r azione seguente: In base a.i lavori presentati nélle .sue sedutet il Congr·esso è d'avviso ohe gli ufficiali sanitari devono eontinnare & fare u.so dei pot,e ri, che, sono loro conferiti e .& non diminuire i loro sforzi per prevenire la. diffnsjone della tubercolosi ·c on l'uso d.el la.tt·e e della carne ( 2). La grande maggìor.a nza d..ei congressisti della prima e ;S econda se.. zione riunite al XIII Con.gresso internazion.a le d~igiene e demegra.fia,, tenuto in Bruxelles dal 2 al ,g iorno 8 settembre 1908, espresse pure il voto se.g oe.n te: La tubercolosi umana è pa:rticola.r m·e ute trasmessa da uomo ad uomo; tuttavia, nello stato attuale delle nostre conoscenze, il Oongre,sso ritiene che conven.g a. pras.e rivare misur·e contro la possibilità dell'infezion~e dell'uomo per mezzo degli animali (3). Un voto quasi analogo fn eme.sso dalla prima e seconda sezion.e riunite al Congresso internazionale t nuto a. Parigt dal 2: al al 7 ottobre 1905. II Oongres·so dichiara., ch·e· n.on solo ·è indisp-ensabile di ·e vitare il contagio da uomo ad uomo, ma a.noor.a. necessario di perseve:r are n·ell& profi.lass1 della tobercolosi bovina. e dì conttnu&re· a. prendere misure (l) Tran..ac,w·n s of London 1902.
~he
British Oongre.ss on Tu..òerou.los-i6, Volum I
pag. 30,,
(2) Oonvrè• de Lmdru conere: la Tt.tberorJ.lose (Revu d Hygiè-ne et de P·olir.c. taire. Tome XXlll. N,. 9 . 20 set"tembre· 1901, Pari ).,
ani·
(3) XIII Oo·n gril -.ntema(.tmal rr Hygiène et de D·émographie eent~ à Brtaelles du .2 e ·tion I: Bactiri!()logi . Bnl :eU · s l 903
GU 8 uptembra 1903. Tome II: Hygit.ne,·
5'60
LA TUBERCOLOSI NEGLI ESEBOITI
am m iuistra..t i ve ed igten1che contro la propagazio.n e possibile di questa
ultim:a tttberoolosì alla speoie uma.na (1). N el Congresso int,erna.zionsle della ·t ubercolosi ·t en.u to a Washington dal26 se't tembre al 2 otto·b re 1'908,. il prof. Kooh concluse che: 1o il bacillo della tubercolosi dei bovini è differente da quello della tubercolosi umana ; 2:J il bacillo tn.bercoloso bovin.o può qualche volta infet.t are l'uomo, ma in questo es.so non produce che rarissima.m.e nte un'infezione seria; go per conseguenza Je, misure profila.t tiche contro la. tubercolosi devono essere dì rette, in .Primo luogo. contro la. propag·a zion·e del bacillo umano. Teobaldo Smith fu il primo che richiamò Patt.enzione su ce·r te differe.nze ~che e,gli av·e va riscontrato fra i bacilli tnbercolo i trovati nell 'uomo e quelli riscontrati .n ei bovin1. eco.ndo - Koeh, la qu·eetione relativa alla identità deUa t.uberco-· losi umana. e bovin.a. ha un grande interesse teorico; mentre e di capitale importa:nza. pratic& la profilassi contro I.a. tubercolosi. n Congresso dopo le relazioni sullo St·esso argomento dei signori T. Bmith, Simms, Arloing, Fi b1ger~ N. a.w,. . Duva.l e F. Da.w son, adottò 1 due voti s gue,n ti: Bisogna raddoppiare gli sforzi neUa lotta contro la propagazione della tubercolosi da uomo ad uo:nw, can.sa. prin·c ipale della malattia continuare a pre.nder·e misure profilattiohe contro la tubercol~ i bo· vina, potchè ·è s:ta.ta rico.no ciuta. possibiJ.e la. propagazione della tubercolo -.i bovina all uomo . Sulla presenza del bacillo di Koch nel latte d i vacche tubercolose, chroeder e CO"tton, del laboratorio d.e ll' industria animale al .M ini tero di agricoltura degH Stati Un i ti ha nn.o em.es o le conclu,s ioni seguenti , che ono s.ta.te confermate dal dott. cav. eosco, dei Laboratori della a.nità pubblica in Roma., il quale già I.a. vorava., sullo stesso argomento ed ottenuto risultati molto importanti, quando fu pubblic.a to·it lavoro dei sudd·e ttì scienziati americani. Conclu.siont: 1° il bacillo della tuber.colosi nelle vacche non attravers.a il tessn·t~ d eH a mammella .se non qnando questa è la sede di un procesdo t nber.. oloso. Se non esiste mastite specifica, il latte raeoolto con tut e le· pr·eca.uzioni asettiche non contiene mai il bacillo di Koch; (l) Oon.g·rè.s ineer.nat 'onal de ,Za tuherc:ulos -,. te.ntt à Par-M àu 2 att. '7 octob"e 1906. T ome premiar pag. 7 4: 4 v au. P.a rist 1906.
.L& TUBEROOLOS.I NEGLI E · ROIT'I
561
2° i ba.c illi tubercolosi, m.escolati all'espet·~orazioue· deglutita da.i bovini :m alati, a·t traversano in gran parte il loro s·tomaco, ì loro intestini e sono eliminati con gli escrementi, senza ehe abbiano perduto i l loro potere infettivo ; so la diffusione dei baciUi tubercolosi con la ba.va, il muco na .ale, e. le. orine degli .a ni mali malati, è assol utame·n te minima ed eccezion.&le. Per conseguenza, essa non è punto paragonabile con la gr.a.nd.e diffusione che ha luogo eon gli escremen.ti; 4° l'inquinamento del latte, proveniente da vacche perfe.t tamente sane, può aver luogo quando in una stalla, nella quale· si trovano ani ... mali tubercolosi, si fa la mnngitura senza alcuna pre.cauzione contro Itinquin.a mento degli escreme~ n.ti di cui sono abitualmente im.b rattati l'addome e le mammelle deHe vacche stesse e spesso pure le mani degH nomìni che mungono, o con:t ro qualehe altro prodotto contenent.e baeilh tubercolosi o contro la. polvere che si solleva. dalla let'tierat ecc. Seoond.o il dott. C.. O. Sohroeder, esistono due grandi sorgenti di disseminazione de1 ba,c illi tube:rcolosi, nociv1 alla salute pubblica: gli uomini tubercolosi e i bovini tubercolosi. La prima. è senza dubbio la sorgente più ìmportante, ma relativamente alla seconda non de.v esi di men ticsre che i bacilli nel latte, nella orema, ne.J gelato di crema., nel bnrro, nel formaggio, e nell'oleomarga,rina non sono sul suolo o sui paviment·l. od in altri luoghi dai quali possono o non possono entrare nei nostri corpi; ·essì si t.rovano in articoli di a1imenti commercialmente distri bniti fra persone per ·essere mangiate nel maggior numero di casi, allo stato crudo, e peroiò sono in-evitabilmente, consumati in grandi quantità (l). I professori J ,atta., Loriga e. il dott. Maggiora in un loro recente lavoro hanno conc.hiuso che : I. Non ostante che in Sardegna .l a tubercolosi sia difl'usa n.ell'nomo, i bovini sono restati immuni. Il che dim.o stra che, nelle con. . dizioni naturali di diffusione, la tubercolosi non si trasmeit te dall'uomo ai bovini. II.. Non ost.a nte che in Sardegna ma noh i la fonte d' infezìone rappresentata dal latte e dalle carni dei bovini tubercolotici, nell"uomo pu.ò· assumere· la tubercolosi una grande diffusione.. E .ciò dimostra. che basta ru.o mo ammalato per diffondere .l a tubercolosi nei suoi simili,, speciabnente quando trova condizioni fayorevoli,. com·e l'a.-:ffollamento (l) M ·i .l k and it1 prod:rroes CJ8 carritrB o/ tuberc·u losis infection:, By E. C. SctmosoER~ H. D. C' ~ (Pwemy- Pourlh Annual Repor~ of ehe Bureau ·O/ .A nimat lndusery for th year 1907~ Wasbington. 1909). l6- Gfornaft di mtdft&na mUUa.re -
Pasr. Vd-VIII.
- 2
LA TUBEROOL.OSI NEGLI ESERCITI
nelle case la mancanze. di ogni r·egola d' igien.e e di profilassi. la .m .1sena.
III e:n za negare che la tubercolosi bovina possa,, in a.lcuni casi, rappresentare una fonte d'Infezione per Puomo, i dati epid,emiologic.i raccolti dagli autori. in Sardegna d1mostrano chiaramente,. che la tu.be1•colosi dell'uomo .e quella de-i bovini deooN·.ono epidemiologica?nente l u.na ·ndipendente~Jnent·e dall'' altra; e .che per comeguen.za nella lotta conh·o la tuber·colO ·i dell'uomo bisogna in primo luogo difen.der· · l'uomo ano dal eontagio deU''ttomo a·m.malato, cc0me nella lotta cotdro lo.. tube-rcolosi dei bo·mni bi ogna difende'le i bovini· -ani dai bo ìni a~n-· malati {l). In conclusione! tutte le numerose ricerche, fa,t te dopo la prima comunicazione di R. och a.l Congresso della tubercolosi di Lon.dra , hanno dimo tra.t.o che la. trasmissibilità della tubercolosi bovina all uomo oggi non è più neg.a ta. ma che. il grado di frequenza, secoDdo oob, .chiitz e, i lo1·o segua.ci,. sarebbe rela.t i amente. piccolo in con· fronto d eH a trcas:missione d a uomo ad uom.o. Epide-n~iàlogia. -
Frequenza della tubercolosi n.egli eseroitL De.bbo alla. cortesia del mio amico il generale, m.edico d.ott. Myr· daoz i segn.e nti d.a.·t i statistici, dedotti dalle appendici alle statistiche anitarie di parecchi e erciti per lo tudio della statistica sanitaria internazionale. •. -
TuBEROOLO. I POLMO ,ARE .
(Ent.ra.ti . u mille d.e lla f.o.rza m·edia)
l. I t, lia . 2., Au tria-·U nghe.r ia. . . Prussia 4. Baviera fi.. Inghilterra. 6. 8tati Un i ti dell America del Nord 7. ·, USSl& • 8. ;, elgio . . landa . 10 . Francia l. pagna . ( l} Prof, l\1 , A.'l"r • tub r·c.alosi t~e{lli ~tom _~ni
• L 'O lll
e lott.
n · bovini l'n
1,15 p.. 1000 131 » 161 ~ .r.J,· 2 3t24 8,.56
4,.42 4.,60 4, o
75
. MAo lORA.• ar.d .gna, Mod no. 190
LA TUBEROOLO' I N.E GLI E ERCITI
II. -
TusERCOLO I DI ALTRI ORGANI.
(Entrati su 1000 uomini della. forza medja.
l. Spagna . 2.. Ba.vier& 3. Inghilterra . . ·4:. Pru,s ia . 5.. Belgio . . ·6. I tali a . . 7. tati Uniti deH .A m.erica del Nord 8. Olanda . 9. Russia .~ . lO.. Austria.-· ngh·e ria 11. Francia. . ' l. -
O, 26 p. l 000 0,32 • 0,84 :eo 0,.35 ,. 0,42 0,48 O 56 0,7·2 1,13 l, 91 25
)lo
,. • »
,.
TUBEROOLOSI DI TUTTE LE FORME.
(Entrati 1>er mille nomini della forza.. media).
l. talia. .
1,.6 3 p. 1000
. l S.. Baviera . 2,20 4.. Inghilterra . . 3,16 5. Austrra·Ungh ria . 3.122 6.. ta:t i Uniti dell'America del Nord S. 80 7. Russia . ·,H9 .. Belgio . . 4,84 •. 5 2'2 9. 01an.da 10. Jt raneia '7,30 11. pagna 7 80 2. Prussia
c
:.
»
In base al ter.zo specchio si possono clas ifieare gli es'Qfcitì in tre tegorìe·, relativamente agli entrati per tubercolosi di tutte le, form e I categoria (da. lt63 p. 1000 a 21,20 p. 1000) · Italia, Prussia
~aviem ·
II categoria (da 3,16 p. 1000 a. 3, p. 1000}: In hilterra,. AustriaUngheria, St.atì. Uniti dell'America del ord. III categoria (da, 4,69 p. 1000 a 7, O p. l ' 00): Russia, Be.:Jgio OlaXJ.da, Francia, Spagna. E , as.sai difficile., per non dire impo·ssiblle di mettere in e.v idenz.a le caause di co;s ì grandi differenze. Ca tubercolosi è generalmente in diminuzione in tutti gli e.s erciti, ad. e uoez.ione di quelli degli Statj Uniti dell' Amerìca del Nord e del·
564
LA n:JB. ROOLOSI NEGLI KSBROITI
l'Olanda. Ls. seguente tabella, che debbo ,a noh'·essa alla gent.iJezza. d.e l Dr. Myrd,acz, dimost~& det·t agliatamen te l 'andamento della tubercolosi nei v&ri esercit1 nel tredicennio 1894-1906. Entrati per iubereoloal polmonare e pe·r taberc9le l degli altri orgaDI negli ·esereltl 41 leu11l Stati per mille deJla tona ·aedla.
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31 1 Tuberco.losi degli altri organi
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Tubercolosi polm~nare l 9 1,5 1,3 1,4 1.2 1,1 l 3 1,1 1,2 l 2 l, 1.5 1,4
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LA TUBERC0L0' l NEGLI E BRCITI
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L ~ esperienza e..la sta·tistiee. dimostrano oh e la te.n denza alla tu bercolosi ooin:cide appun.t o con l'età. ìn cui si esegne il servizio militare. ~(Schultzen). · n tn:tti gli ese~ rcit1 la morbosità per tubercolosi e sempre piu elevata nel primo anno di servizio (Kelseh). Secondo Schultzen. di tutti. gli uomini affetti da tube.rGolosi, p1u della metà. a.ppa:rtiene al primo a.n.no di servizio, ap pena un. te,.rzo al secondo anno, e poco più di un. quinto sì riscontra :n egli uomin1 in servizio da p1ù di due anni. Oio dim.oslir& che, oltre la propa.ga.zione della malattia da, uomo ad uom.o, esiste un altro modo di origtne.: l'a.uto-in.fez,ione, studiata acou· ratamente dal prof. Ke.Isch (1) .. Egli h.a dimo:e·t rato che la maggior parte delle affezioni tnber·colo e, che sempre hanno imperversato n.e li esercì ti, di pendono dal ria.v·e glio d i focolai antichi e latenti che gli uomini racchiudono ne.} loro ·o rganismo quando sono ammessi ìn servizio. E·ssi si presentano sotto forma di tnbe~rcoli ammassati e s.oli tari del polmone, della pleura, del fegato, del cervello, sopra.tutto sotto q ueUa di gangli bronchiali e mesenterioi trasforma·t i in masse fibr-oc--aseosb,. a.n tiche,. evidente~ m~ente anteriori all' arruolamento, in,acc·essibil i al P indagine clinica e· che si rivelano spesso .a.ll'a.utopsia. Il prof. Kelsch li b.a tuttavia intraveduti col suo colleg& il maggiore medioo Bo.ìsson., sull'uo.mo vivo, per mezzo dei raggi X, 51 volta su 1'20 individui presi a,, caso da un con.tingeD"te recentemente giunto e che doveva e'esere ripartito nelle varie caser.mé di Lione~ Ta.li focolai si osservano almeno due volte sn cinque, o un.a. volta an due, in giovani militari rapiti alla. vita da ma:la·t tie diverse dalla tu beroolosi · come la fe.b bre. tifoide, gli ac·c ~esa· i pe·rniciosi,, i tr.auma.tism.i, eco. Prò. della. metà dei militari, che di vengono tubercolo.s i in se~ rvizio, seco-n do le osse·r vazioni dei med.oi militari tedeschi, basate suì risultati delle iniezioni con la tubercolina, erano già infetti, quando ei presentarono alle srmL Qnesti focolai risa1:g ono pe·r lo più. alla prim.a. infanzia (tubercolosi ganglio-polmonare o g.a n.g lio peritonea.le ). I professori Grancher, Behring e il ·do:t t. A.u frecht dànno la.. più. grande. import&nza alla ·t ubercolosi latente gan· lio·polmona.:r·e. Tale malattia, secondo il Graneher, può rimanere latente o quasi sino alP&dolesoenz.a. · q·n indi esplode in occasione deUo sviluppo ·c or..
(l) KELSOH ........ Pallwgénie de la eubereulQ8e daru ztanné . Congr~ iDtemationAI de la tuberooloae (2~7 octobre 1905, P'a r.is)..
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LA T'UBBRCOL.O I NEGLI B._ ROITI
poreo, per fatiche di stndii spec1al", dt opifici, di concorsi di ca.r nera, della ·:ta di ca erma, ecc. _ Una tubercolosi acuta, contratt.a in seguito ad influenza, od amorbillo ; una tubercolosi miliare acuta diffusa, che sopraggiunge in ;B egoito a :febbre gastriea a ppa.:ren temen.te mitissima, una tu.bercolosi polmonare o tubercolosi diffus·e acute, o croniche dipendono il p in delle volte da degenerazioni tubercolose antiche di gangli linfa.tici bron.c h ia.li, del mediasti no, o del mesenterio, da tubercoli s~olita.ri fì. bro~ easeosi del polmone o di altri organi (ganglì, ossa., pa.renchimi). Questa. reinfezione assnme una grandissima im portanz& nella pa.to genesi della tubercolosi; essa è esclusiva o almeno predominante nella genesi deUe affezio-ni tub rcolose del primo anno di servizio; negli anni successivi le due fo:rme, pa.togen.etiche (il contagio e l'aut:o..infe .. zione) .coesistono e si rinforzano reciprocamente. Bo tget ·( l) nella ;I!JU.s memoria sulla etiologia. deUa. tu'bercolosi pol monare n eli' esercito emise le s.e guenti concl usion.i: l o Nell' es.e.r cì to, la. ·t ubercolosi polmonare ·· generalm.e nte una ma.~ lattia d'im por~a.z ioue; si entra tubercolosi più spess.o che non vi si dive·nga.. 2° Il contagio esiste ; ma. in vece di essere la. regola è l'eccezione .. 3° La m.a.ggior parte de1 tube.rc.olosi rìformati dopo J'incorpor:azione è :fornita dal eontingente dei giovani soldati aventi .m eno di sei mesi di servizio (54,S. a 60 p. 100 casi). 4' Le nostre, eonoscenz,e att.uah (esperimenti. osservazìoni clinie'he, autopsie) sullo sviluppo della tubercolosi polmonare dimostrano che intercorre forzatamente un inte.r vallo di più mesi f:ra. il mome~ noo in cui il baeillo attecchi, ce nell'org.a.nismo e la comparsa dei .P rimi sintomi clinici che cara.tteriz.z ano il processo morboso. È il periodo di germina.zione di Gra.ncher. Non si può dunque spìegare la. genesi della. infezione tubercolare deì giovani solda·t i che. con un contagio anteriore all' incorporazione. 5 La recluta giunge dunque &l reggimento porta.udo .seco il ge.r me git\ infe.t tata, già tnbercolizza.ta·. ma questo stato d'infezione latentè non s · rileva clinica.m en·t e eogli attuali me.zz.i d ''indagine. ,Sfugge pure il BllO stato d'infez1on.e latente alla., visit.tt d 'incorporazione, la sola seria. che subiseono le reclute. 6° La radio.scopia e la i ero-re.a.zione (2) secondo il metodo di Arloing e Courmont, sono processi molto più sensibili dalla. perous~ ) Btiologie de Za eubercu.lo8e p·u lmonaire darw l'arm~e. Por ( . J . F. A. RouGET.. Méd.ecin maj,o r de 2' classe. (Archi"'" ck M~-dec·ne ce a- Phar1Mcie MiUt-airu. Tome· tren.'te buitiè·me,. P .a ris, 1901). (2)- Ad esse può ag i.ungervi o.t. ualmenw pure la ut ~reazione .
LA T{) BEROOLO' -I liEGLI e BROITI
sion~e e dell'ascoltazione; essi soli s,ono ìu grado di fa,r riconoscere alla ;sede del reggimento gli uomini porta tori di granulazioni specifiche, come pure la prova della tub·e rcolina. Q.n e ti mezzi d'indagine :non possono essere a. t tua ti, perehè s.e si eli·m inano subito tutti i so. . spe~tti, non è p1ù possibile il reclutam.e nto. Che che ne si.a, la. loro applicazione eistem.a tic.a fornirà., (mn cifre effe,t tive., la prova indiseu.tibile che i militari riformata p~er tuberco~ losi erano, in. m.a ssima parte, già tubercolosi prima. della lo:ro ammis~ sione nell'e ercito, mentr~e che attualm.e nte non sì può giudicare cbe per appros.simazione. 7° Il bacillo dì Kocb può res.ta.re latente, silenzioso per m~esi, anw che pe.r anni, senza fornire il minimo indizio apparente di tubercolosi. 8 .. Queste tuberc.olosi assopit·e., il eu1 risveglio costitu1soe lo. quasi tota.IHà. d.ei casi osservati nelle gio·v ani re Iute, d·evono ancora entrare per una gra.n de parte n.e lla genesi dei casi riscontrati presso ì soldati anziani. 9° I fa.tto·r i predisponenti l'organismo al processo m.orboso sono multipli; e•s si costituiscono le cause secondarie che agiscono sopratutto sul terr·e n:o oh e esse Fendono recet·t ivo indebolendolo, ma ve~ rosiroilmente pare sul germe,. di cuì anmen tano la virulenza., i a per associ az· onì microdich~e d1 stmbiosi, sia per tutt' altro processo. Tali sono: il cangiam.e nto di e.s iste.n za. la. vita in comune, la m.a ncan.z a di ada.ttameut:. o alle cause morbigene delle grandi città, le diverse malattie infettìve, specialmente le febbri eruttive e le infiammazioni delle vie respiratorie, i traumatismi sul torace, le .m alattie veneree,, g'lì ecce si di ogni speoie, ~ecc. 10° Lo stesso mestiere militare, con gli esercizi e la fatica 1 che ne è la. ~conseguenza, n.on ·p redis:p one, però fatalmente alla tube.r ~ olosi, poichè a eo:n fession.e delle, persone più compet-enti in mater1.a, molti di. ~quelli che prima de]l'incorporazione avevano gia avuto un'' ìncipiente manifesta.ztone. d~el m,ale, ritrass·e.r o d.a.l loro passaggio al reggimento i ·m igliori effetti .s otto ìl punto di vista della salute 11° È d.n nque. inutile ed eminentemente riprov·evole, in un tempo in. cui il S·e rvizio militare è obbligatorio per tutti, di .a.dopera:r si ad. esag·e rare. i fatti pe~r ìscuoprire in alcuni difetti di aceaserma. m ~ento la causa della tubercolosi n:e ll' eserc1to. 12° La morbosità n.o n e la ste~ ssa per tutte le eateaorie di soh dati: il gradoJ l'arma, P~età,. l'anzianità. di ser ·i zio, sono altret•tanti fa.ttori che rin:fiueuzano in più o in meno. 13 Le tavole della ,s tatìstìca annuale dimostrano che quanto più si domanda al soldato di s~ervizio militare,. quanto piu si allontana
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LA. TUBBRr.:OLOBI N'EGLI B BllOITI
de,} lavoro al quale egli era addetto prima da.ll'incorpo·r azione, tanto più è esposto a di venire tuberc.oloso. 14° Il contagio esiste nell, amb·ente m:'litare, poichè vt si tro ·va.no malati ~con tubercolosi aperta, ma il contagio intra. muroB non spie,ga. olie un uffi·cio secondario n.ell'etiologia d.eHa t.ubercolosi nell'e· se.r cito ; tuttavia, oerti impieghi predispongono specialmente ad essa: infermieri, sc·r itt.n rali negli uffici, ecc.~ lf). •n fine il mìlìt&re può contamin.&rsi fuori della caserm.a . Le guardie repnhblica.ne, i genda-rmi i. sottuffi.cia.li raffermati, gli nflìcia:Ii stessi,. tutti gli ammogliati possono prendere il germe nella loro ahi· t.a.zione, o riceverlo dalle loro mogli., o dai loro .figli. malatì. Il soldato stesso, nei suoi momenti di libertà,. percorre la. città e tutti gli stabilimenti pubblici; ·e gli non rimane sempre alla caserma:, di guisa. che. è spes.so i m possibile di sa. pere, i n presenza di un ·t ubercoloso, ove qu.esti ha. contratto la .m alattia. Avviene dunque. pe.r la tubercolo i queJlo ehe sì os·ser·va in molte alt.re maJsttie infetti v il soldato la. ricerve dai borghesi assai più fr-e~ quentemente che egli non la. tra me:t ta ad es i.
ProftlasTJi. ~ In tutti gli eserciti si ha c.nra di impedire l ~ingresso ai tubercolosi. Ma è nec · ssario dì confessare che nonosta.n te tu t te le più minute precauzioni, che si prendono a1 Consìgli dì leva, non sar.a possibile <d'inviare ai re.~gimenti inscritti di le.va., il cui st:a.t:O di salute ·n on la.sei alcun , o.sp-etto sotto il punto di vista della tober· colosi, perchè questa. s' introduce negli eserciti sotto forma l&tent assai ,c omune:., com.p atihile con tutti ,gli a:t tributi di u·n a s&lnte e di un temperamento eccellent.e,, come pure di una c,ostitu~ione robusti aima inacee sibile a tutti gli artifici della. diagnosi "· (Kelsch)~ . In tutti gli eseroit.i si annette una grande. ìmportanza, a. formare i medìci militari ìnoarteati del reclutame.n to dell'esercito e per l esam.e delle reolute. In ·G ermania uon vi si destinano che ufficiali medici di prima olasee e medici in capo, aventi u:na pra.tiea. di molti anni. L'.istrn· z:ione snl reclutam.e nto prescrivE'! ai medici maggiori di '2 1 classe &i m.edic1 aiutanti maggiori. e, a.i medici volontari di un a.nnoj, cbe non sono impediti dal loro servizio, di essere presenti a.] reclutamento nella loro guarnigione, alle sedu.te dei consigli di revisione, allo s.copo di ritrarne il maggiore utile po.ssibile per la. loro istruzione (Sehultz,en). L' appl ic;a zione d.eUa dia.gno -i precoce della. tu beroolo.s.t. .al r,eolntam·ento coi nuovi prooessi non sarebbe possibile percha la sola pro·v.a. della tubercolina tentata per non fare entrare nella guardia reale ger· mani a ch·e militari e enti da ogni trae i a. di tube,rcolosi non corri pose
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poiche ìl numero degl'individui, che rea.gìrono alle iniezioni rivelatrici fu tale·, che si dovette rinun.z iare & questo mezzo di selezione (Kelsch). Fare la diagnosi precoce della tubercolosi, in. teoria significa rico. . nosce.r e le lesioni alloro stadio iniziale. Ma la realt.à e longi da questo ideale (Acbard). De Gio·v.a nni dà u.na. gr.a.nde importanza. al tipo mor.fologico d·ei can· dìdati &Ha tu.bercolosi polmonare. ono gene~ralmente individui di alta statura, con torace pooo ampio, lungo, stret·to, piatto, cilindrico·. es·s i hanno le fosse sopra. e. sotto-clavicolari pronunciate Pangolo di Louìs prominente, le scapole alate · la 'loro costituzione è debole · la loro pelle è bianca e .s ottile, con ven.e trasparenti: i loro oapeUi sono rossi o biondo·chia·r i; essi hanno ciglia lunghe ·e· d.elica:r,e.,, ooehi ohìari e le stim· ma.t e di Rufeland., considerate come caratteristiche d.e lla .s.orofola. e che Landouzy denomina dìstrofìche ..linfa.tiche. (Maria.ni). Ma oltre i sos.p e.t ti, o i candidati eventuali alla tubercolosi sono generalmente escluse dal reclutam·e nto le reclt1 t~e afFe.t te da debolezza di. costitu:zìone, da ·cachessie e da scrofolosi, .affezioni che hanno rela~ zioni con la tubercolosi. Prima del 1873,, n:e ll' esercito francese, la proporzione degl' inabili per malattie, infermita o debolezza di costituzione ascendeva in media a 820 circa per 1000 uomini. Dopo il 1873 essa ha oscilla.to fra 100 e 200. Q·a esto sem.plice. confron.to fra le due cifre dice pìu che ogni altra. dissertazione. La veri~à che ess& esprìme e l'insegnamento .che ne deriva perciò che si rifer~s~ce all& patogenesi della tubercolosi :s i sono manife~stati evidentemente nel. 1894t quando spinto dalla neces~ sità di aumentare l'effettivo di una tT·e ntina di migliaia di uon1ini, il Ministro àella guerra prese·riss.e che l, aumento .suddetto si ot.tenesse dalla classe appena su.tfici.e·nte pet·(o-rnire il cont-igente nor·male l (tenesti eQett·ì di questa misura non t,a rda.rono a [a1•si s·en.tire; dal1894 a.l 1895la mor6o8ita per tubercolosi sall bruscamente da 5 a 7 p·e1· mille e il leggero mi-· glicrr.amento che si ottenne t.n que·sti u.ltimi anni cai temperame-nti appor· tati alle preso·ri.zion·i ministeriaU forni cono la controprova della realtà e della deleteria influenza prodotto da est~e . È necessa.n o dirlo e npeterlo continua..m en.te, la morbosìtà dell'esercito è d.omi.nat& da questo grande 'fatto : ohe· sotto l' impero d.e lla legislazione fondata dopo la gnarra., so·t to l'impero delle n.u ove necessità create da. essa. l ' on-ere d·el reolutamento è. divenuto pìù grave., il contingente atto.a le si è anm.e. ta.t o a poco a poco in proporzioni ignote fino a quel tempo e poco compatibili con Je, risorse in uomini validi di una popolazione che è rimasta stazionari& e, ebe attualmente. va pure diminuendo. Questa grave s1tna.zion.e è c.a.usa - non può essere altrimenti che la sele-
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z1on del reclu·t amento è divenuta. eno severa eon grande danno della. forza di resistenza. delPeser·c.ito francese.• (Ke,lsch) -(l) .. iusti sime ragioni e riflessioni le qn;a.li dovrebbero ·e rvire di norma agli e ..e.r citi di al, re nazioni. E al presente i gracili, ·, parsi per tutti i oorpi dell'esercito fran~ cese, sono amorosamente invigila.ti e cura..t i per parte dei nostri colleghi militari della. Francia (2 . In tutti gli ercit1 le reclute. embiscono parecchi esami per la. onsta.taz.i one· della loro a.ttitnd ine al servizio mili ta.re. In I talìa le reclute sono e aminate : 1° ai con.s ig]i di leva; 2 ai distretti militari· 8 · ai corpt ai ·q uali e s·e sono as egna.te. In tutti gli eserciti il terzo esperimento costitu ieee la prova più seria e più min.uzìosa. Dura te i primi sei m ai d.e lla vita militare tutti i sospetti sono in vìati in osservazione agli ospedali mìhtari e 1à sono sot.topost.i a replica.ti e·s.a.mi con l'aiuto di proces~ i d'indagine perfeziona.tissimL ln Germania i casi dubbi devono ess.e.re osser a.ti p r un lungo periodo d.s i medici m ili ta.ri~ ai orpi o all' osped aie ed occorrendo . i fanno indagini im por~a.nti otto il pu.n to di vi . ta a.nam.nestieo. Il risultato della vi i ta di ciascuna recluta è trascritto sopra, u.n registro intitolato registro per 1~ esame medico degP inscrì.tti; in ques.t o regi~ tro sono pure ota.te le osservazioni fat.t e in occasion.e di visite ulte· riori, di modo ·c he per ciascun uomo sottoposto ad una oss.e rvazione. d. i l unga d nrata .s i possiede una .toria clinica particola.reggiats ~corr·e data di tut.·t e le os e:r\a:zioni fatte relativamente al suo st&to sanitario ( ohultz.en). Gli affetti da. tubercolosi latente non sono votati tutti irrimediabilmen te alla tisi, perchè divengono militari. In un gran numero di essi, la v1t.a .aU' aria. libera, gli e . e·r oizi dì allenamento progressivo producono un' influenza. salutare, e divengono austliari preziosi del· I organismo n. . lla lotta. difensiva oon.t ro i focolai bacillari ma menta· neamente sopiti (Kelsch). econdo Schttltzen pure Pinflnenza della vita militare ha· per risultato di aum.e ntare nella maggior parte dei eolda·t i le forze fisìohe, 1· . ta.t o di nutrizione,. ciò che produc-e un aumento della. forza. di resi· sbenzs co:ntro gli attracchi delle malattie . (l) KELS a:. -
La tub rctdose dtnu l' at"?née. Paris, 1903.
(2) Tr.a.ttamento dei mingherlini neU esercito .. t3'oc.iété de Mtd·ecine militair~· fran19 .
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LA. TUBEBCOLO I
EGLI ESE.ROITI
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Qllest.' influenza. è provocata dalla. regolarità della vita quotidiana, dalla nutrizione corroborante, dall'induramento d.el corpo alle influenze della te.mpemtura., dalla. forza impartita, ai museo li,. al ettore, .a gli organi. respiratori per· mezzo degli esercizi igienici (ginnas.tica, esercizi miht&ri),, pel soggiorno freq ue.n te all' aria libera., pe~r l' aumento deHe. cure del corpo, come i bagni a doccia ecc. Ma è necessario di dire tntto per mebte.r e in rilievo tatti i lati · della questione. Altri individui avM.iati soggiace.r anno alle fatiche rt unite della. professione, aU'abit;a zione prolungata in locah stretti, saturi di mefitismo umano, alla lenta de.te~riorazione. orga.n1c.a. ereat& dalle ma.la·t tie .successive,, dalla bronchite, dalla influenza, dalle febbri eruttive, alle lesioni trauma .. {.iche (distorsioni, contusioni, fratture), che basteranno a d.e stare dal letargo 1 focolai tube.r oolosi la.ten.t i, come pure l' eccessivo lavoro .fisico ed h1teHettuale, ohe d·e riva dagli sforzi fatti nell'allenamento e nell'is.t rn.z ione mìlita.re (K·els·oh). L:a debolezza organica, prodot.t a d.alle condizioni della. vita milìtare e1 trad n ce in un aumento delle affezioni tu be.reolo.se, come ce ne for:nisoe esempii la dolo.ro.sa storia dei prigionieri franoesi in Germania, (1870-71) e quella dell'ea.e rcito spagnuolo dur.a nte la guerr& Ispa.noAmericana. In oonelusion·e l'auto~infezione e il contagio, che attaoc.a. tutti, giovani e vecchi, rappresentano le principali cause della tuberoolosi negli eserciti (Kelsch ).
Qual sorta è serbata ai militari dive:n utl tubercolosi durante il ser.. vizio milita.re.t
Essi .sono ìnviati immediatamente agli ospedali militari ·e sotto· posti alle cure necessarie, ove sono isolati, q na.ndo vi è pe.r.icolo di propagazione della lo:ro malattia pe:r i compagni (Schultzen). In Italia tutti i militari tnbe:roolos1 sono al più pre· to po.ssi bi l i riform.a ti e rinvìsti alle loro famiglie, quando ciò è possibile. senza. dan:no della loro salu.t e. Si ha. gra:n cura di scuoprire i tubercolosi incipienti e d'inviarlì subito agli ospedali militari, ove sono isola.tt, curati poss.ibilment.e in locali s.p eciali ·e tutti ì loro eff,~tti sono disinfettati. A tutti i milit&ri di truppa.. riformati per tube·rcolos.i è eottis.p osta nna. gra:tifica.z:ione corrispondente a 350, 400 lire.. I sottufficiali pure sono riformati eon una speciale gratificazione dì 600 .a 600 lire. Gli ufficiali tubercolosi .sono curati negli ospedali militari,. o oi vili, o nei !s anatori, a loro ,s.c elta e :s uccessivamente sono inviati in congedo provvisorio per tre anni successivi e finalmente so.no rìformati.. Se. la n1ala.ttia dipende d.a.. eause di s.ervìzio,. tanto i milita.r i di tru.ppa. che gli u:ffi..ciali sono pensionati.
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.LA T BERGO.LOSI N'E GLI E EBCJ:TI
ell ssercito degli ta..t i-Uniti deH'America. del Nord fu istituito nn. sanatorio al Fort·Baya.rd, alla d&ta.del 29 &gost·o 1899. Il sanatorio comincio a. funzionare ìl3 marzo 1899 e 7 da. qnes.t a data al l marzo 1902, vì furono ammes.si 623 maJa,t t. lopra. i 623 malati entrati al sanatorio d&l 3 ot.t obre 1899 al 31 marzo 190 , 174 restavano ancora in cara in quel tempo· gli altri 449 rimasti, furono classificati nel modo s.e.g uent;e:
guariti clinicamente .
BB ~ 52
7,4 p. 100
== 11,5· . 157 == 3 ' 113 == '25 B
con valesce.n .t i migliora.t i non migliora. ti . morti ..
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449 == 100,0
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Insomma, 7 guarigioni per 100 dopo mesi di cura, tal''è il bilancio principale di que.-t a. ;s tatis.t ica (l). Nelltesercito belga, al momento delP iscrizione .a i ruoli sono elimi· nate tutte le re·o lnte affette da. tubercolosi o ~che sembrano dtsposte a. questi affezione.. ' ono pure, eliminati tutti gli uomini affetti da de.bolez.z a di cos.t itu· 2ione . predisposti, per conseguenza, alla. tube,r oolosi. Tutti gli uomini affe.t ti da tubercolosi manifesta sono e]im.in,a tl al p i Ì1 pre to possibile. Questo principio è applica.to ai tubercolosi gìunti al se.condo o terzo grado dell'affezione i quali ;sono pensionati e non semphcemente ri.. formati. Esistono al Belgio due ospedali milita.ri ohe pos.seggo·n o lDlpianti speciali per la cura dei tubercolosi: l ''o sped.a.le. milita.re d.i Ostenda (is.t i· tuto balneare) ove sono c.u:ra ti le tube:rcolosi c.hirnrgiohe: ossee, articolari, ganglionari,. ecc. e l'ospedale. del campo d t Beverloo, ove d.u:e padiglioni isolati sono .a.rred.a t.i in san.at·orium per la cura dei milita.r i a.ft'etti da tn .. bercolosi polmona.re. ola.m ente i tuhercolosi al primo stadio so·no a.m messi alst&na.tonum .. Questi dopo un periodo di oura di tr,e o di sei me:s i, possono esse;r e. consider.a ti oome gu.a.riti, ottengono un.a lioenza di conva.lesee:n zs di sei mesi (da rinnovar .i per una sola voi ta), o, se i loro pa.ren ti non posBono o non d siderano di ri·c everli, passano al deposito di convalescenti, sezione spe~ 1( l) ALYERNHE. uni · m . F s:ri.a 1903 .
Atr.l i'v s cl M '.deci ·.
' de
harmd · · milit'air"8s·.. Tome quaranta
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LA TUBEREJOLOSI NEGLI E .. ERCITI
,ciaie, dell' osped.a le d:• campo del tutto separata dal anatorìum.. Al termine della. loro liE;,enza, tali uomini o .sono rinviati alloro cor·p o per ripreud.er.e. servizio, o, se la. guarigione non è eomplet&, propostì per J.a pensìone. I malati migliorati, ma non gnariti, in seguito alle eure fa.tte .a l sa . . taat&rium, come pnre quelli la cui affezione progred1, sono proposti su· bìto per la. pensione. I tubercolosi al 2'J o 3° grado non possono essere, a.mmessi .n è curati alrospeda.Ie. da campo di Beverloo; in attesa del disbrigo delle pratiche per la loro pensione~, sono ourati in altri ospedali dell' eserc·i to. Questi malati, essen.do ,e minent.e:m en.t e pe·rieolo.si pei loro compagni, non son.o in via.t i al deposito dei loro corpi, e tutte le formalità relative alloro ·c ollocamento a. riposo (in·chieste,. visite,. contro-visite) si fanno all 'ospedale ste.sso.. lnnt.le aggiu.n gere che negli ,ospedali, 1 tubercolosi sono curatì i:n locali isola.t i, e e.h e tutte le misure neoessari.e sono adottate per la disin·· lezione ·deUa loro biancheria,. dei loro spu·t ì,, ecc~ (Mastria.:u) (l).. Nell'esercito g·e rmanico .i militari tubercolosì sono invia·t i immediata.m ente. all'ospedale della guarnigione e. sottopost,i alla cura necessaria; easi. sono isolat,J s~e vi è perioolo di propaga.z tone della. loro maJa;t tia. Gli ospedali militari sono costrutti e arredati in modo ·d a corrispondere alle esigenze di nn trattamento dietetico o medicamentoso, specifico, idro .. terapieo e ohi.r urgioo. La ·d isposizione di quasi t;utti gli os.p edali permette il soggiorno all'aria libera, per·Ò negli antiebi ospedali in limiti m.od·esti. Per i nuovi stabilimenti, :si annette u.n a gra:n de importanza alla. possibilità del :soggiorno e del movimento all'ari.a libera. A tale scopo, sono .sta.ti cost.rn.i ti parchi eon nnm·e.rosi viali, luoghi di giuochi, passeggi om.b reggiati d.a piante, ecc. si aument& quasi dappertutto l'aria e la. luce per i m.a lati, spesso in modo semplicissimo, per esempio .collocando in luoghi :a datti del giardino, luoghi di riposo ,s otto ver-ande, viah eoperti o tende montate a..·q uest.'effetto.. La direzione del servizio s&nita.rio al Ministero della gnarra puo anche autorizzare la costruzione di loca.lì di ri.poso. Su loro domanda motivata si possono ma.nd.a re n,e i grandi ospedali per essere ,o urati da medici militari a:venti un'istruzj one preparatoria speciale, i ma.lati che devono es·s ere suttopoe.t i a. una cura che non era, stata possibile attuare nell"ospe.dale della. loro guarnigione, od anche quelli ~che abbisogna.no di una cura speciale ad es·e.m pi o per la tuberoolo i della laringe·.. 1
(l) La lottG comro la. tubercolo~ti neUtes rcito belga .. (L Oadu ée. n. 17, 1908).
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LA T BERCOI.O .I NEGLI 'E SERCITI
Que. te domande ono invia.t e dopo l approvazione del eapo serviz.odi sanita al comandante di corpo d'al"mata, il qna.le em.ette il suo parere de· ·isìvo. In eia cun corpo d'armate. esistono a quest;e,f fetto uno o ·parecchi ospedali militari,. dei quali uno si trova :gener.&lm.e nte aHa. sede del comandante di corpo d'armata o di divisione, completamente provvisto di tutto l'occorrent.e per esempio di apparecchi di chirurgia. e. di appar·e echì ortopedici e medici, d impianti di bagni e docce particolari, di -bagni a vapore, bagni d.i sabbia, di apparecchi calorifici, d. bagni elf'ttrici ·6 della cura coi raggi .R ntgen, ecc~ Immeclia;ta.m ente dopo le comunicazioni di och relat1.ve alla. sua tubercolina, nel 1890 furono i m piantati negli os.pedali militari ri p•rti per tutti i tubercolosi di un corpo d'armata, dopo che tutti i medici di eorpo ebbero appreso a ourare con que to rimedio. In appresso, la ~cura con la tubercolina fu .affidata in ci&saun ospedale al medico curante. Il modo di curare la tubercolosi..e in. pal'ticohnità i mala.ti afre·t ti da tubercolosi polmonare è naturalmente different·e,, secondo il punto di vista .s cientifico del medico ·cura.n te che, secondo le prescrìzìoni relative · intieramente indipendente per ciò che riflette le misure prese di cui è il olo responsa.bil~e . Si può tuttavia dite che il trattam·e nto dietetico principalmente impiega o, naturalmente parallelo al trattamento int{)· matico n·ei .s ingoli ca .i. Tuttavia si cura.no pure taluni mala,ti con lAJ tuher.colina e .em bra eh e questa. cura sia pure freq U·en.temen te impie.gat& in questi ultimi tempi. i a.n nette una grande importanza aH educazione, e all'istruzione igienica dei .m alati e si cerca pure di as iourarn.e il successo fuori del soggiorno dell}ospedale, inviando loro la c ~ rcolare sulle. norme igieniche pe~ i tubercolosi redatta d:a.ll ufficio sanitario presso il Ministero della. guerra. iccom~ è ta.to r i c noscin·t o dalle esperie,n ze scientifiche e pra.tiea.te particolarmente. negli ultimi dieci anni che. ]a. cur& dei tubercolosi riesce meglio e più sicuramente. negli stabilimenti iso]a.ti, il servizio di sanità militare ha deciso per prìneipio; che questi malati non devono più esser-e. in.via.t i nei riparti com.uni ap·e rti. D·a m.o lti anni si sono adottati provvedimenti per amme~tt·ere ì mili· tari nei anato1·ii pe.r tubercolosi .s ituati nelle vìcìnan.ze dei rispettiv·i corpi d armata. Naturalmente., Ja que~ stione delPistituzione di ques ·i sanatort per militari. tnbe1·colosi è atata esaminata e si è deciso che in tntto l'ese,r cito germanico et.a zioni particolari pe~ i militari affetti da. tubercolosi polmona.re saranno impiantate ,a poco a poco a~ocanto ad os.pe~ d.alì che pel loro clima, la loro posizione., le loro vicinanze, ·c orrispon· dono alle ondizioni necessarie· i malati dei corpi 'icini7 che dovrann.o e ere o, 'opo -ti e cura) ara.nno inviati in que e · azioni.
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LA TUBEROOLO I NEGLI E. EROlTI
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Esse sono dirett.e da medici militari che hanno un'istruzione prepa.ra.toria. speciale, e. sono costituite da baracche. parti~colari provviste di tutto l'arredamento necessario, come luoghi d.i riposo,. sale comuni, sale pel ma.ssaggio e pel trattamento ìdroterapeutico e possono ricevere da 12 a. 16 m.a lati. Finora esistono tali .s ta.z ioni ali ospe a]e milìtare di Monaco (fino dal 18 5) ed .a Detmold ;. a.ltre ,sono jn. costruzìon.e a. Miinden ed a Baarbruck,. altre infine saranno erette accanto ad os.p edali di nuova costruzione. Per quanto è permesso giudicarne, qnesti provvedimenti sono eccellenti e si puo sperare che quando saranno attuati,. essi corrts~ ponderant!o intiera.menhe al bisogno pratico dell'esercito, cosicchè non earà piu necessario di ricorre.r e agli stabilimenti m.e dici civili per t;ubereolosi, molto più dovendo invigilare i malati affetti da tubereolos· delle vie respìratorie, che devono essere riformati I malati, le cui a:ffezionì polmonari sono complicate con affezioni della la.r inge, da tubercolosi d i altri orga.ni, da mala..t.tie gra. vi dello :stomaco,. del onore e d.·ei reni, da malattie infettive di na·tur.a.. gra:ve o nei quali la. malattia ha inva.s o un polm.o ne intìero o la maggior parte dei due polmoni,, o ha csgìonato un rammollimento considere·v'Ole o la formazione di oavernet non possono essere autorizzati & far·e una cura straordinaria. Gli ufficiali, i medici militari e. gl'impiegati superiori possono .e sere ammessi sotto condizioni specialì negli ospedali della guarnigione, nelle stazioni per convalescenti e negli stabilimen.ti milìt,a.ri per oure. Inoltre, agli ufficiali sono fatte condizioni particolari ìn molti stabilimenti curativ1. ~ M. l'Imperatore ha fatto trasformare nel 1901 .l a villa ildebrand ad A.rco (Tirolo Meridìon.ale) per servire di stazione di con .. alescenza aglì ufficiali e medic!Ì militari affe,t"t.i da tubercolosi in-· cipi~ente; quest.a villa circondata da un pa.n.o rama. ammirabìle era stat.a pos"t:a a disposizione di S. M. dal signor Hildebrand.,, antico ufficiale dell'esercì to germa.nic.o. Questa etazion.e modello per con valesc.enti può accogliere 25 maw lati ·; e,s sa è posta sotto la vigilanza ìmmediata del Ministero della guerra ed è diretta da un medico militare sperimentato, che vi è distaccato in qualità di medico capo. ·Questa. stazione è aperta, per ragione di clima, d.al mese di ottobre al mese di maggio . In tre sta~ gioni successi ve, vi furono ammessi 76 malati, la maggior parte dsi quali fn in. gra-do di riprendere~ il proprio ser izio, che aveva dovuto abba.ndonare.
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LA TUDERCOLOS1 ~EGLI E BRCITl
I militari che sono affetti da tubercolosi dev'ODO ·essere sistema.t ioamente riformati da.l sernzio attivo ; la loro eliminazione ·d.all"es.erci to ha luogo sulla base a.i oertifìo.a ti medioi milit&rl, dai q n alì risulta .che ono in validi e inabili al serv1·zio, secondo che esistono o no, di· ·ri.t ti a. pensione eia in base al rapporto fra la malattia ·e nn.a oausa di s·ervizio, od in. base aUa dn.r ata prescr'i tt:a. del servizio.. N el primo caso ì malati ottengono la pensione prevtsta daUa. legge ; nel secondo caso n.on possono pretend.e re indennita alcuna, tuttavia si può loro ooneed ·er~ in caso di bisogno eocessi vo un sussidio ìn rapporto alle ·circostanze. Non si p no che ram.mente concedere a.ì tubercolosi un i.m piego nel servi zio civile. Sì pos on:O cura.re tubercolosi invalidi ed a spese d·e llo Stato nelle~
staziont .a da:t te ., tnt.t a,via., es:s i non hanno d ·ritto da. far valere~ a tale riguardo. In appresso satà poesibUe. probabilm.e nte di potere accordare, a un numero· molto gra.nde d'invalidi militari eure di J.unga. dnr&ta n·e i a .. 1Uitori per tubercolosi. Anche· le famiglie dei sottu:fficiali dà n no spes;BO occa·s~oDe a~ medici militari, che le curano, di e;vit&r.e con un intervento a. tempo ed energico o.na. lunga malattia. Si sp·era, non a p pena sarà p ossi bile, di istituire una stazione dì oon va.lese·ent:i per J.e famiglie dei sottufficia.li (1 ).
Nell'esercito inglese .a ttualmente i soldati affett1 da, tube·rcoloe.i polmonare sono riformati e rinviati alle loro famiglie n.on appena possono viaggiare. Non è lQro conc·e ssa un& pensione a meno che l& ·ma~ Ja.ttia .non. sia dovutR. a un fatto di servizio speciale e dimostrato. I .m a lati sono eliminati subito p -r evitare il contag1o. Dopo la sua attuazione, sono oonsiderevolme.n te dimìnuiti i ·Ca i di t n bercolosi nell'esercito n comitato sani tar io al Minist·e ro della gn·erra. è di avviso che :e ia necessarìo l'isolamento dei malati~ Nella pr.a tìca, il rigore dì questo provvedim·e nto è at.tenu&to dal]' azione del corpo sanit.a rio e da..lla carità privata. I riformati sono m.a.ntenuti 4 a 6 mesi negli osped:a.li militari o onrati negli sta.bìlime·n ti ei ili .a spese di priv&ti o dei reggimenti. Il Comitato e ·d i a.7vieo che la loro posizione de·v e essere regolata legalmente. per ·v antaggio dei malati, e eopra.t utto pel danno ohe~ n ·d eriva .a.Ua. popolazione civile~ (l) La. lotta cont.ro la 'ubercolo · ,:~elfe . re :to, Pel Dr. al iliniatero della guerra in Ber·lino,, H~0:1 .
' OHUL~ZE , maggiore~ medico
LA T'C BER
LO l •• EGLI E · ER ITI
Lo ~tato non ha. il dirit:t o di riformare un uomo affetto da mala tti a contagiosa, ch.e ritorna. a. ca a sua, ove diffonde la malattia e diviene un pericolo pubblico. .Sanat~r'ittrm cent,.ale militaJ·e. La. istituzione di un sanatorio centrale, militare è stato studiato e respinto pei segueuti motivi. a) Esperienze fatte 1n merica, i etti risu) t&. ti sono stati meno buoni di q uelh delle analoghe istituzioni ci vili ; b) gli avvisi espressi al Comitato sono stati cont1·arii · c) la :s pesa annuale sare bb - più elevata ; · d) bi,sognerebbe preparare un corpo di sp ·ciaHs·t i militari· e) un''i~, tituzione, centrale metterebbe la maggior parte dei mals-ti a distanza troppo grande dai loro pae . i e dalle loro famiglie a non vi si potrebbero trovare occu,p azioni adeguate pei con ale::scen.t i ..
Sanator.ii civili.. - Il Comitato stima. che la, migliore soluzione del problema c~nsista. ie un rapì lo aumento del numero dei sana.toriì ci vili, ove sarebbero 1iservati nn certo numero di letti per militari... Essi riceverebbero malatì per S a 6 1ne~ si I malati curati vicino ai loro domicilii sarebbero riformati e non ritornerebbero nell'es·er-· cito. I casi recanti e sana.bili sare.bbero inviati .ai .'anato1·ii ~· i casi gravi c insanabili •, rari negli eserciti,. sarebhe.ro ma.nten.u.t i negli ospedali. Per tut:e lare la popolazione ci vile, i riform.a ti non :osarebbero re.etituiti a.Ue famiglìe che dopo a.ver ric·e vuto un'educazione. speciale sulle precauzioni che dev·ono prendere. I bitolari delle, pensioni non ]a riceverebbero dttr.an te il loro soggiorno al s.anatoriun~. LJo, s~ pes& prevent.i va non. supererebbe· 5 O, 00 lire all'anno.
Conclusione. - Il Comitato esprim·e }''avviso formale che· l eser.. cito,. che protegg·e i soldati dal contagio ' tubercolo~o, non deve continuare a. diffonderlo nella popolazione civile {1) . .Per l'esercito francese, Lemoine rammenta la felice espres::sione di « traumatismo medico •· ed ammetta che !a. re ponsa.bilità dello tato è im.p egna.ta pel .solo fatto che una tu beroolosi polmonare si è sviluppata in seguito ad un danno subito in servizio co:m andato. Questo modo di vedere si applica non solo alla tubercolo i re~ almente acquisita per causa di s·e.r vizio ma. a:nche Ua tubercolosi latente, ri-· d.e~ sta ta dalle fatiche della vita mili tar·e.
fl) .E liminazione dei tu1Jercolo ,; d.all cine et de Plusrnzacie Mi lil~ "reB~ t<>m 87 -
eij· r·citoJ G.. H, LB mc·:r:: cinquonte-deuxièm . Pari
Giornale di medi,c;tn.a: m.ilUat•t- Fas e:. vn-vm.
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LA T t: UERCOLO I KE LI l· " ERCITI
La cond o·t ta dello .·tato verso i malati sa:r à different ,-econdo cl e i tra terà di tubercolosi aperte o di tubercolosi non contagiose più. o m·euo sana bili. I con tagiosì ..i quali, non ostante una pensione v~ talizi& non po ·ranno trovare nelle loro oase risorse suffic.ie.n ti pel loro i olamen ·o e tra, tamento, dovranno esse~e curati a spese dello tato negli ospedali comuni o cantonali vicini a.l luogo di abita· zio ne d Ila loro famiglia. I sanat'o1 f.a non convengono a que.s ti m.alati · si esporre h ero di fatto ad infiu.e nze malefiche a.mma.ssandoli in o ·pedali speciali che non tarderebbero a dì venire vaste uecropoli. Per i non contag1:o ·i ·e gl'incì pi enti,. la concessione di una gratifica· z.ione non. perm ttere:)be s.e mpre di ottenere un buon ris.ulta,to · l apatia o l ignora.n za. dei malati produrrebbe spes o la persi tenza delle le ioni., od anche il loro a gra ·mento; in se,gu'"to la. gratifi· azione temporanea i trasformerebbe in pensione italizia, soluzìone onerosa per lo ta,to. Questo adunque, dovrebbe provved-ere alla cura dei m.a lati di questa cat egoria. L 'in vi o in un sanatorio è la sola. misura capa ·e di porre i malati nelle migliori condizioni per o ·t enere la guarigione o riacq ui _tare un certo grado di capacità al Ja .. voro. Alla loro u cita po · ranno rice e.re un'indenuità annuale tempo· rauea pr porzionale al grado d ~ incapacità constatato in quel mo~ mento (l). Per com p let are la mia relazione pregai i miei colleghi della Com· mìa ione interna.zion.ale di medici militari per lunifieazione d:e lla stati ti ca ani taria militare pe,r chè .i com piaces:sero di favorirmi no tizi sulla. tu ber l osi nel ri pettivi eserciti a cui appartenevano. Riferi co l loro . ·n tili risposte per ordine di da a.
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AU TRO-UN ARIG .
( l) R appor o •l ' mi Mo d l. ~Iin:· tero d e l uerr'a u. ciò •et e onV'ien fare per J ti i lCt'l.paci di er~o·ir I er t.ub r o~O·~ i n ll' et cito ingle.se. - A.rchi · - d M ·· r:l <'·n t d P ì :rmacie Jl'i. l"t ìr a, tome cinquant.e-dau.xième,, P.a:riB ( ,• erele t ).
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LA T BERCOLOSI NEGLI E EB.ClTl
La tub r olo i ~ome cau a 'invalidità. è qu , ·i sempre ·on ideu.ta com favori a., ·e, non causata rv oluta.mente, da influenz nocive del ·e rvizi·o miHtar dj guisa. che, nella maggior par d i cn · il olda.to tu ber oJoso ri ve un' ind n· ni à otto il titolo di c pen ione d' in alido "' che aorri ponde, se ondo il grado d l oldato e d:e ottufficiale, da 72 a 218 corone all"a..n n·o. 3. Nei quartieri militari è proibito di . putar sui pa.vimen i· vi ono -da.ppe.rtutto sputacchi re d" por Uana,, riempite a me à di. acqua s mplice·, r'nn:ovant,e i ogni giorno. Tutti gli effi tti, i l tti, i matetazzi, ecc., c. d i ubercolosi . ono l'igorosam n d1sinfettati. neU o p dale ne la. caset·ma. La pazzatura dei pavim nti d v ss re fa ta. p r via. umida p r vitare che ·i ·allevi l polvere del pa.vim n o n ll'aria. p n tri. neHe vi r p.ira ori . Budapest 18 marzo 1909.
Dot. MYn:o cz Generala:tabsarzt. E ERCITO BELGA. In ri. posta a.l qu stionario inviatomi, ra m to un num ro de1 g~ o ·n::d Le Caduc 'e, nel quale il medico di r ggim nto Maistriau, gualm n te ndd tto .a.] P Ispettorato g nera.l del servizio . ani tar · o deJl'e er ito belga ha ria sunto tu· te l ~isur adottate presso di noi per lot ar con tro la tuber olosì. lvi è pure indi ato come sono cura i i militari tnb rcolo i (1). I militari divenuti tubercolosi dur&.n H s rvizio·. ma la. cui aff zione non di~ pend da cause di m·v.izio,. ric vono una. p nsion ' d tta di riforma he è di .t ' 11 zn no elevata della. pen.. ìone eh ric vono i oldati. la 'ui malattia. è ri ono. iata. come dovuta al fa t o dii s ·vizio. Per un. semplice : olda.to questa p n ione è di 386 franchi. BruxeU .. , 15 marzo l 09.
Dott. D:em CliE. Medico di battaglione all'Ispettorato g rale d l servizio "anita1·io. ESERCITO GERMANICO 'Ba.vi ra). 1.. I mili·t ari tuber olo. i cl lP :, rcito get·mani o sono ura i paratamen in P:rtt ?lari a.xnbi nei n gli ospèdali militari. ~ i grandi osp d.a li sono as. gnati a. e 1 :Parti olari fabbricati. ~nehe i taa.lati o ·petti di malat ia tubercolo a sono curati i. olatam n e in atn lenti ada. t ti. Lo . te so p rson.aJe di a . ist nza è i. olato. lati La. ~~~ttia è suscettibile dì migHoramento o gua.rigion , r 'sp . hvl mal:ono lllVlati in determinati ana or H ci vi l i. err!i ·o.I olda.ti divenuti tuber alo . i sono al più pr to ·po ._.ibil limi at i da ll' .
b
O) t rol&zìone.
sser vazioni d i do t.. laist.riau e n
tate !argament . rie.asunte n Ua .mia.
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Tl" l ERCOL- ~I N'E YLI E ER C'ITI
~e l' ·n r ·m ità non di pend da. eaus.a. d.i s rvizio 1' in · ermo può ri e:ver un a s "gno ·v italizio di fa.vo·re p r provved·e r ai suoi bis.o gni. M a in pra.ti.ca si ricon.o s "e ome di p -nd n te dal servizio ogni malattia tub r·olo a., ·h -- i manif - .ta. dura:n. e il rvizio militare. L. a.uto•rità i vili informano i medi -i militari su n -ventuali tare e1· ditarie d -gH in ·d'tti di l· ·v.a o·t toposti ad am • III. GH u:ffi ·iaH anitari d nun ·i no a loro voJta. adi autori'tè. -i vili i m1H .ari gl' i d t ti di l v.a. riformati ·p er tu b teolo i, pdi ·hèo da e s possono esset· fattì o· toporr . ad una. ad guo..ta ura.
Mona O·. 113 marzo. 190.•
Dott• .A. ' ' ALO IANN
b ~ ,·arzt .28 regg~ fan t c Kro nprinz :.. E ERCITO 1 -'"GLESE. I. N ·U' ercita. ingl i tnber ·olosi non sono curati in modo p i..al . E · i sono ri ov ra i n gli osp daU milita:ri i guarnigi.on . uando sono in num ro on"'id r v··o le, ono curati pos ibilmen i . una. o iù "am re ..:eparate; al rimenti. sono arati in · a.m re comuni agli al ri m.a lati. L' s -rito ingl se non ha finot·.a s zioni s I a.ra:t e .Sl>e •iali nè ana.torio mi h~ ta1· p ·r i tu ber olo i. II.. on ha n ppur norm p iali p -r P lim.in.a zion ù i ·t ubercolosi. . un mi Hta. entra in un osp dale mi H ar pe.r tu be·rcolos.i vi rim&n·e in cura p r alcttimane, e e non v'è sp ranza ebe gli possa continuare :regolarm nt il uo rvizio, si riform come gli .a ltri milìtar.i cHvenuti inabiH per infermità. Es i non ric -VODO Bl una. indenni III. ' 11' r ito ·ngl n n si fa una Jotta spe i&l .ontro I.a tub r ·olo i ma i dà molta impor a.nza. da irca inquan an.ni alla v ntilazione alla quanti à di aria I r -cias ·un soldato n n .~aserm . ull<l purezza d JVaria. • i a moHo s gnamen to p -r pr venire la u'b •rcolo ~ ·.
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L on ra 17 .ma:rzo 190 .
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tenente co·lcm.nello medico. E. ERCIT
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-. I t ub r oio i. ono ·ura ·i s para.tam n t n gU o p dali militari. No·n sistono a.n,cora. sana.tod.i .militar~ .neU er ·ito vedese, m& una prop a r la ti va è st&ta pre entata all Ca mel' . II~ To to h u soldao si 1 re n al m di.co on inoomi so petti di un' ff z:on polmonare,. è non inviato all'o- p dale - t ~nuto in 'o rva.zion p r un · r o t m p o: iJ - uo p e o è. uo ·nto u.n.a volta. per tt.imana, ecc. e al primo egno di tube colo i. constatata è :l'ifoi·ma.to. li si può c ceder oudo l eir ·o a.n.z un.' in nnita. otto form. di n ion di ripo o nticipa.to.. 111. I mHiuui ·Ub r olo i dt'orma,ti sono nu ia, i t· gola _m rt •· d 1 ··t· ti e a.u tori tà m uni i pa}".
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to ·alma, 21 marzo, ltJ
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LA T' B.ER
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I t\EG.L I E "'E:R .ITI
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_ EROITO DANE · E. . «Ciascun uumo, nel qn. ah~ si è manife tata la tubercolosi durante il se.rvi:zi.o militare, ha il diritto dì es et~e ammes ·o in un ospedale di tubercolosi a. spese dello Stato•. Tuttavia il soggiorn·o all os edal · non può ·e ssere pr·o lungato ai di là del tempo oltre H quale il SUO· ge.r v.i zio militare ordin.ar.ia.m·e nte a,rebbe finito.~ (Legge del 14 aprile 1905, r ·lati va aila. lotta eontro la ·t ubercolosit ~ 12). In r lAzione a tale legge, il Ministero d.e na guerra. ha pubblicato le seguenti di po izioni per ciò che si. riferisce ai tubercolosi d U'eserei:ro: a) c Quando un iscritto si manit1 Rta. t!l.bet·ooloso durante il servizio milit-are, deve essere riformato e rinviato a eass ua:. Se lo deside1·a, egli può rima· nerE! neU'osped.a.I m.ilitare., ove fu curato, fineh·è potrà essÈne trasportato a~ più pres.to possibile. in un sanatorio per tubercolosi. LA può r·manere tr mesi a .s pese dello· Sta.t o; se il medico del detto sanatorio trova ne.e arto di prolungal'e il suo soggiorno, questo· pu.ò essere prolungato di altri re ·mesi per volta. secondo la d isione del Oorpo sanitario dell'esercito,, cioè del m.edieo generale i pe,ttore, sino alla durata massima. di un an:no .. L'infermo è con 1derato eo·me inviato a ea a ua dal g·iorno in cui fu. ·t rasferito· al a.na.torio :~>. b) c: Agli ufficiali., ài sottuffieiali, aH mogli ed ai :6gH m.i norenni (aventi ei·oè· un,·e tà inferiol"e ai 18 anni) d·ei so tufficiaJi il corpo anitario dell'esercito può eone d·e re un soggio·rnO in un sanatoriO per tubercolosi a s:pese dello· Stato sino & 12 rnesi, sempre di tt•e in tre m·e si per volta -,.. c) Se eccezionalmente si trova necessario di prolungate un soggiorno al ~~~torio, a. spe _e dello tato, supedore ai 12 mesi, bisogna farne domanda al .mtstero di. giu.s tizia (l) peJ ramite del Mini tero della guert'& ». In bas · .a lle, suddette disposizioni si. possono dare le seguen.t1 rispost : I. OJ•dinaria.mente i tu.berco]o i DOD sono curati n gli ospedali milita. ·i comuni 8 . non pro·v visoriam·e nte, cioè sino a.l loro trasporto nei sanatori. Nell'attesa es i 0 0 : ~ curati 1n a~~·ie~t~ _speciali, .~ep~rati dagli altri . e, ~r . quant:' è possib.ile~ lJ' ~ste~, condiZlODI dei sanatorn}( ioè: . :f inestre aperte, ~d1eta to'1uc.a, dorm1to1 ; . a.~·.aa . h~r1\. . ecc.). Non sistono sanatorii militari, ma. secondo una conv·e nzione ra, d Mml9t ro d · Ila guerra e quello della giustizia, i tubercolosi d.e ll'esereito ~~no ·CUrati i sanatot·ii civili dell' Unwne nazionale per· la lotta contro ,la tu· ~r~eolo,si.
u sta. Unione privata ha fondato la maggior parte dei sa;natorii in Da.nimarcn.
:~. ·d~n~zioni, ma per 1a cura dei malati esaa ·è sovvenzionata dallo Stato· per
ase .rag1o.~~ i malati poveri o di modesta. fortuna possono essere curati a prezzi ~~.modict e i malAti ~el~'esercito ~atu~~a;m?nte(second? la det~a ~onvenz"one). ragraf:e norme pe1· l'ehm1nazi~ne de1 miht~.r~ tube:rcoloa1 son.o 1nd1cat:e nel pa· R ~2 deUa le.g ge e neUe ordJDanze cdel Mm1stero della. guerra .s opra cttate. 1 la tub~;va~en te ~Ila. ·questione de indennità pei n:il~tari .r~format~, non es~en.~o &en 1 l o.los1 constderata come cagiOnata dal sernz1o m1lrtare1 Sl può due, tn nato; 6 che~ ~i non _r~cevono alcuna. indennità eccetto la cu1·a .g mtuita 1zei sasì ina,,., Allorchè la malattia s.i :m anifesta durante il se1·vizio· militare non l& l O·tlglne per ODCedere aU'interessa.to il aet O . rat.tame.n to.
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PliÒ?l'7"·.
(l) In D .· . . . 1 • • . • 'tti"tia. &nimarca. l a.mmm1straz10ne m dica ci\•Ue ap·parti ne o.l .~linist ro di
iu-
5 2 D'altra. pa.1·t -, è difficilissimo d.i de" er.m inare se un caso di tu'b er olos~ m.ani~ f ta.tosi dutante il servizio, ia pure stato· :p rodotto da qu-sto. Se il servizio mi1i a1·e· v rosimilmente è sta.to ea.~lS& ·d ella malattia., .il riformato è onsidera..to « invalido li>· e, può otten ·e una. sovvenzion.e annual·e m rap porto al grado d·eUa ua. invalidità ma bisogna dhe eh e1ò av vi.e ne r nrissimamente. Solamente vi è un paragrafo uella. su d. tt:a l gg , s condo H quaJ tutt.i i funzionari d llo Stato - · C'i vili e mHi tar1 - che sono « professori. :. (cLoè in·cari · a.t.i di da1· l zi,on'i agli a.Uie i), e' che sono congedati per tuberco·l osi contagiosa ot~ tengono la più alta p · o.si.one del loro g1·ado, an. 11 in un'età. relativ·a men te giovane. Copenhageu- 24 marzo 190 . Dr REMPEL tn~dico tspettore generale àell'eseTcito
da·nese.
ESERCITO PRUS 'IA ... O. l. I so1dati t;ubercol.osi pos ono esse1re curati. negli ospedali militari cowuJ i una parte,'( ei quali eomprende .s ale o verande per ·do·r mire. D'altr.a. pa.rte i ·,e nelle, guarnigioni d.i inoden e Det mold una. se~ione .s peciale pe·r i . olda.ti tub r·olosi aggiun ta all'ospedale m.i litare. Esse hanno ìascun.a. cir"a HJ lettt I nfine i soldati tu.bercolosi poss·ono " t·e r.n.sferit.i nel sanatori civJli, coi quali. esiston·o con· ra ti speciaH. _l. Gli uo·mini, la. eul tuber·co.~osi no:n è considerata com dipendente, dal servi.do milita:re che sono riformati., possono, essere ma:n , en:uti da.Ue. casse dello tato, ,o po son.o ri ev re un'indennità se ono po ·eri. :L _ esse ondizi.oni ono fa. te (conform men te aHa 1 ga d. 1 31 mag-gio 1906 he regola P in va.Hdità la relativa spesa nell,esercito germanico) p r tu.t ti i militari soff'eren i di rui' a ltra ma a ttia, he r ha costret i. a. Iaseiare il servizio.• III. Tatti co.loro che. s oft"rono· di ubercolosi polmona.t-e e la. cui infe,r mit& fu ris ·ontrata alla l va o quand.o f urono rifo.rma. t i~ sono d.e·n.un ·ia i a Ue au orità · i~ vili parc'hè c· consentano.. Ciò i fa. nell' inter· se d.el m.a.Ia·to; o.:ffinohè q Ue5ti o ~ enga le cure eh le leggi sociali t d s .h as i urano a.i malati d Ha da s: op raia e b e i ne traggano profit o. Berlino, 28 mat•zo 19 . Dr.. PAA'L,z ow Generalarz:t (Ministero della guerra). E ·· ER.CITO DEGLI STATI UNITI. I. Ne l'·e~ercito degli tatl _-niti .g li uffi.cia.li e i soldati tuhereolo i ono in~ viati ìn un ospedale speoia.le o.l Forte Ba.ya.rd nel terri.t or'o del · uovo Mes ico.,, tosto che· la malattia. è ta.ta rioonosciu a. Que ta regione degli s, ati Oniti è a "iutta,. elevata. e con poca pioggia, di guisa che è possibUe di curare i malati tu to l 'anno all'aria lih r a . ·Q ttando è necessario di curare i malati in guarni,iio·ne p r poco tempo, e i sono is,o lati nelle grandi guarnigioni in padiglioni ... p ci i n Il piccole guarnigioni si. ba.nno camere s parate~ II. La leg:ge non con n. e p a amen o di un, indenni à ai s·olda.t,i t,ub 1col i, ·e la m ala. tia no:o fu a ·qui ·tata 'Pe· causa d ~ servizio militar· . Ma in g -n ·ral
n
qu ti .m alati SOD.O "'urati n gH ·O Sp dali
ino ana 111 rte
I . loro COl d ·zioni ono
·gt· vi~ o fin. ·hè sono. tanto migliora i d · gua da gn arsi d a vi v r· .
Molti militari continuano a dimora r n · l ud-ove..st d ":·ii hanno speranza. di ·on· erva r - la .l t'·O a1ut ·• III. R ·aie severe imp· dis ·on o a t.utti tli ~: pt t r p · · t' r ra s rcHo qu anto iu tu ·t e le ca; e ptbbli h d l Governo. ::1
a .i U niti · v
c ·., tanto u ll' '·
V a. hi;pgton, 10 mat·zo 1909.
Dr. MA.c O . w T enente ·olon.n ello m -dico ('-'·a.:r· D par 1 ~ n. ). E ERCIT
RD SO.
I. ~el P ercito· ru so i tl b •r·colo i ono e tra. i ne li o p tia.H m ili · ari omuni n1a in ;·iparli speciali ~~d isolati {in pa diglioni o bara che s "Para. te); sol a m tlte n.ei piccoli tabilimeuti sanitari militari sono d.estina..t e "amare separate pei tubercolosi • .Pei mi litari di truppa non esbtono sanato·r i· gli ufficiali pos "ono ess re cu rati nei .auato·r ii in HaiUa (Finla.ndia) e ad • bos Toumn:n (Cau a" o). II. I militari sospetti sono accuratamente invigìlati ed esaminati d.a i n1edici dt truppa e in casi du.b bi inviat" alPosped.ale. in o ervaz ione. Le norme per la ·eliminazione d.ei militari tu bercolo i dell'apparecchio re p ha torio sono de te n . Ina te dai para.,g ra.fì. dell'elenco ·d elle m.s lattie ina.bi i tanti al ervizio militare. Fr.a e ~ e .ono comprese le aft'ezi:oni ubercolari. gra i ~delle gland ole linfatiche (scrofolo i); la tubercolo i cronica p<~lmonn:re · la pleu1~ite e:t:onica; le affezion · catarrali ero~ nLche deUe vie res.p ir.a .torie accom pa. _nate da disturbi d·e lla uu.tl'izi.one gene.ra.le. P·ossono· esse·r e riformati in ba e aHe norme regolamentari anitarie, non · olo i tubercolosi ·m.a nife ti, m.a anche i malati che pre ~enta.no feno·m eni clinici m·o lto os.pet.ti. I militari riformati per tuberco.lo. i hanno drritto ad un' indenni tà auc h·e quando la tul ercolo·s i non è con idera.ta con1e dipend nte dal . ·el·vizi.o. Que ta indennit& c-onsiste in na pensione vitalizia di 60 rubli all'anno. _na nuova leg ·8 elaborata oda una commissione speciale della Duma propone Paumen.to di q ue:-;ta pensione. IIT. Come mi :ura efficace per diminuire i tu bercolo i neU''e se.vci to è con iù erato il paragrafo, aggiunto nel 1908 al suddetto el n·co delle ìnt"ermita1 che on. ed e di riformar-e gli uomini di c ·~ ti tu.zion.e. d.ebole senza lesi.o ni org·a niche de t · r u [nate. Tale par.a grafo permette di eliminare da.ll'e· sereh~o gli individui pr d.i posti alla. tu.bereolosi..
Altri m.·ezzi di difesa. contro la tubercolosi. sono: diagno i pt·ecoc.e della ma~ lattia ed eliminazione p'r onta dei tnala.ti; obbH o di tenere nelle cas.et·me in cui aggiornano i militari, sputaoohiere con s:o luzion . an ·isettica e pr-oibizion. di s:pu· tare sui pavimenti;: vigilallza. continua sugli uomìni d·' d ebole costituzione e proi~ bizione d.·•impiegarli i.n Ia.vori congiunti: a produzìon·e di polver e (pre· ,i post1 ali bronehite aUe affezioni delle r.a.n dole linfat. ~che); proibizion e d ''impi.egarH pei servizi degli ospedali. · dJ infezion e obbHgatoda d egli e .}· t'ti e' n ca. n er e do:p .~ ltelimiaazìone d'u.n malato tub .r colo o. Pietrobur·go, 18 luglio uuH. Dr.. J . R..'\PT. c u .E w Kl gen rale u .di o.
n4
L
Tl h ER CùLOSI ~P.:bLl E~ ERCITI
E . ERCITO G I AP.P N E l .
Nell eset·cito aiap1 one. e i ca i sospetti di tubercolosi son·o inviati subito all ospedale e rigoro. a mente i ·olai e in seguito ad. esam.e, quelli riconosciuti infetti ono hnmediatamen te ri or·m a ti. L'·esercito non ba ne o ·peda.H s.pee:iaH, nè sanato-,.~l er tubercolo i. I t'Uberco1 osi~ eh non contra sero ],& malattia per ragioni .d i servizio, non ricev.ono pen ione, m.a tutti col·oro che hanno completato un ·d eterminato period.·o· l'icevono una pen ione dopo il congedo indipendentemente dalla natura e d.a.Ue ·c au . e predi ~pon·en t.i della malattia che è l a causa della lo.r o ·Cessazione dal ervizio. Il Mini taro della guerra non ha, pubblicato peeiali regolamemtt. p~ er la profila i della. tuhereolosi neU esercito m.a. gli uffi·ciaU medici capi delle d.ivis.ioni o·no· l'espo·n abili delle misu re che ono generalmente adottate nelle 1·i.spet.tive di~ vi 'ani, cioè: l. Esame medico t·i _!"oro · o d.i tutte le reclute cbe raggiungono, le lo'r o com ~ agnie· 2. Vi ita sanitaria di tutti i. oldati (una' volta o due al m.ese) · .S. isolamento dei casi o- petti di tubtn~col·o i e .accut·a.ta disinfezione, d.e Ue camere e· del vestiariO· dei. pazienti· 4. In. al.cune divisioni, i mU.itari malati d.i pleurite sono curati come ca i ·o. pe ·ti di tubercolo i Tok ·o, 10 giugno· 190 .
ll Direttore dell'utfi'cio sanitario .al Ministero d Ua gtufr1'a.
-SERCI'TO 'PAG
~ OLO.
I. elPe ·ereito spa.gnuolo non esi .tono nè osp ·d.a.H n.è ;anatot'ia per· tubercolo i. E si .non s ono n c • asi, perchè gU uomini mal ati di ·q uesta m,a lattia. · on.o Um.ina.t i dal . ervizio atti vo·. II ...Le norm·e pe1· tale liminazi.on ·ono le· , tesse se,guite per tutte l mala ·tie c 1npre - n U'eleuco dell inf~rmi.tà per l ·e senzio·n i il qu.a.le prescrive che siano· rminat,i tutti i mala ti i:nab·li al ervizio militare ed inviati all'ospedale ·quelli . o petti o·ve o~:no. tenuti in ·o servazione in un& sala speciale. ·Quelli l;ic.onoscit ti malat i sono ottoposti al parer · d i. un.a eommi ion: pr , ieduta dal d.irett re dell'ospedal ed occorrendo i una sec.onda ·co~mmis 1on pre.si·eduta dal direttor-e di sanitit. di corpo d'armata-. I m ilitari tub reo lo i non hanno d iri, t o ad alcuna specie d' iude.nn.ità. III La pro·filas i con ro la tubereolo. i si .segue ·c on utti i m·ezzi finora :r ac·oman a d; doè con r igiene cl 11 ca m re e, degli uomini· con esercizi moderati d .O(lO la preparazione nece ~a.ria, col miglio:ra.mento d·eHa nutrizione . D l limi te 1 1m· o alle ri ·o r della nazmne (il pane eh mangia il . oldato .spagnu.olo può . er,·ire d i mo·d ell o : , on numero'""e, putacch.i.e r~e . , contenenti l grammo i ubli·
• LA Tl:.BEROOLO l
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· li:R 11'1
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mato corrosivo, 1000 di acqua, 20 di ·c loru.ro· di .sodio abbastanza elevate dal pa· vìmento con p.r-oibi.z:ione di. s._p utare per terra· con frequenti visite sanitat·ie e da~ sinfezioni scrupolose del vesti.a rio e degli ogge'tti usati da individui ospettl di t uh .rc.olosi e colla. loro immediata eliminazione.
M.ad.rid 20 giugno 1909. LARRA y· CERE. o
m edico milita1·e S'llpedore·. .
oo·_rCLUSI NI. Per fa.r dimin.u ire negh eserciti la morbosità e mor alità per tu-· bercolosi e necessario: l. Impedire l'entrata negli eseroitì ai tubercolosi e a tutti i pre· di posti alla tubercolosi. I. endere grad.a tamente piil robusti e piu resistenti a.Ile fa... tiche le reclute, special:m.ente i gracili, q ue Ili di debole ·c ostituzione e coloro che hann.o precedenti ereditarìi. III. Evital'e possibilmente che i militari durante il servizio s~ infettino di tubercolosi. IV. Eliminare immediatamen-te tutti i tubercolosi. Si potranno raggiungere questi scopi eon le .seguenti misure: a) Esame a.ccura'tissimo aì Consigli di lev.a, ai distretti milita.ri ed ai c·o rpi tanto degli iscritti ch.e dei volontari, con relative Inchieste, se necessarie, sull'eredità. delle affezioni tubercolose o di altre malattie d.i petto ; b). esa.mi speciali ed investigazione, t.a.nto nei corpi che n·egli ospedali, d·e i gracili e dei malati. Ma. non. sarà possìhile di evitare che un ·c erto numero dì tubercolosi entri uell'esercito, perchè e stato indubbia;m ente dimostrato che la, tubercolosi è generalmente una malattia d ·importazione negli eseriti otto forma di focolai la.ten ti; c) incorpora. zione degli ins.c ritti in. .stR.gìone adatta, ·e graduale loro allontaua.m.e.n to dai luoghi nati vi; d) lavoro graduale e moderato, scelta ·d i buona alimentazione, di v.e stiario adatto e di abitazioni p.::oprie, evitando ogni accumulo di uomini t ollocamento di spu tac.ohiere in tutte le camere, nei corridoi, nelle c&le ·ecc. ecc. · e) disinfezioni metodie.he delle abitazioni m.ilit.arì; proibizione d·ella spazzatura a secco delle camerate ··
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LA T'U BER. OLOSI NBGLl ESER.CITI
f) Rigoroso esame clinico e batt,eriologico di tutti gl'Individui che to:ssono, e i m pìego di tutti gli altri m.e zzi diag.n ostici moderni pe.r iscoprire i tubercolosi al loro stadio iniziale· g) sepa.ra.z ione negli ospedali dei tubercolosi dagli altri am.ma.lat.i~ h) eliminazione sollecita. dì tu·t ti i tubercolosi e di a.I tri m.a.lati cronici di petto ; i)· dichiara.zìoni alle autorità anitarie di tutti i tubercolosi ri· formati~
J) negli ospedali m ili ta:r i i dovr.ann.o erigere pa~iglioni speciali per· la cura del tubercolosi; k) i casi reeen ti e sana bili saranno curati nei sanatori i civili militari a spese dello tato· i casì gravi incurabili saranno cura i negli ospedali mili ari o civili pure a p~ ese deUo Stato. Alla loro uscita, i malati potranno ricevere un'indennità &nnuale o temporanea,. proporzion.a le al grado d'incapacità co~nstatata in quel momento. In generale., minimo è il numero delle guarigioni complete me dio quello dei morti, massimo q nello dei riformati ; l) disinfezione degli escreati, d eU e biancherie d i corpo e del letto dei ·t ubercolosi, dellle ca.m ere abitate. da essi e bruciatura delle s.pazzature · m) dh;infezione degli ogge.t ti di vestiario dei malati tuhe.rcolo ·i ammessi negli ospedali, degli oggetti di abbigliamento e di eq·uipag.. giamen to lasciato dalle elas. .i a.nziane delle milizie e di tribuiti alle ·eclute · n) ·t erilizza.zione del latte ed esclu ione da.ll'a.lim·e ntazione de H s.e rciti di carni di animali tubercolosi. Roma, 27 giugno 1 l 0..
RIVISTA DI GIORNALI ITALIA l ED ES~fERI
RIVISTA . MEDICA 1
S. .ARLOlNG - Il pe•ent;.é ravveDlre della pro81a1•l e. clelia guarigione 4ella Rberooloal. ~ (RPuue J ·CÌ ntifiqtP, 16 aprHe). Il ca~mino percorso in questo ea..m.po· è, ·con.s iderevole, e ben pos iamo parlare; oggi di una lotta e.f fica.ce- ìndividua1e e sociale contro la tuber.c olos.i . Pensiamo· che solo .n el 1865 il ViHemin cominciò .a dimo. tral'e la inoculabiHtà. della tube:rcolosit e nel 1868, lo Chauvea.ut la sua tra. mi ione attraverso le m ucose. intatte; e che non sono ancot·a trent'anni ùaUa. scope1·ta. del bacillo pecHico· (B. Koch, 188~). La. lotta è duplice, neUa profìlas:si e nella cura· n eli 'una e nell'altra mo.Jt.issimo si è fatto. P'e r la profllassi: poicbè eceezionali sono i casi di contagio d·el feto durante il ·concep1men.to, e quindi è enorme l'influenza del contagio nella vita extrsuterina~. e tanto piu quanto più giovane è il soggetto, H prvhlema. i ~doppia. nello tol'zo di evita.re l'infezione, da uno. parte~. allontanando i bacilli dall'a:mbiente, e di a.u n1entare- dall'altra .- la resistenza individuale. Poichè il bacillo è una co:n· tiBua. sorg·e nte di. infezione, vale molto l'educa.z ione igienica del popolo~ e tu tti quei mezzi che valgono a. scem.a.re la diffu ione dei bac,illi nell'ambiente; così do·~ vunque la gioventù am.m ala e muore meno di. prima, ed. in vero in 15 anni,. dal l' 91 al lOOG, ~a mortal.ità è disc·e a., in. In.g hiltet'l'a da 2119 a. 16.4B su 10 mila abita.nti - in Italia da 19.19 a 16.94 - in Germania. d.a. 2' .J a 17 .~O, men t 1·e in Francia soltanto di poeo, e ·empre con quote as ai èlevate (da, 8 .60 a. B2.1H ). Donde la necessità di meglio ditlhn·d ete le l'egole fcyienicb.e. nel popolo . di d.Hend·ere la salubrità. delle case e delle officin e, di ospita.lbr.zare più prontamente. i t. l· bereo·)osit di disinfettare gli abi tati ecc. Dal punto di. vista dei contagi alim·enta.ri, .i erano di già notate alcune ditt:e. renze nella forma.. e prop·r ietà vi rnlente t ra H b. umano e il bovino; poi K och le lie~entuò· fortemente, dich.iarando (ne.I Congre o di Londra d.e l19 l, e poi di B.e r· lino l,.anno dopo) che si tratta di due specie distinte, onde oltanto Puomo è fonte ~di contagio, per l'uomo. Moltissimo si è discus -o., ·c omm.issiou i va ·i han t'lo lavorato in questo eampo, e, pu:r limita:ndo le id.ee d i prima, banno dato tor to a.l Koch; questi però· nel congresso ultimo d.i :\. a.shin.gton., nell.JOSt pur am~ 1ettemd·o nelt'uomo. qualche forma. tube1·colare dell'intestino,. o chirurg i ·a locale- da. bacillo bovin.o, ha. esc uso che questo poss.a. dare e forme polmona.lL le più gtavi, mortifere '6 per~colo e~ per il eon·tagio. Pe,r ò l'A. da molto tempo h a. dimostrato la .g:rande variahiUtà d.el b. di Koeh, ~e. note,v oli moditìcazioni d i suoi ca.ratt ri in certe condizioni am bientali, per cui artificialmente si pos ono creare delle e1··e razze ap~[a.U di esso, p·e rman·e nti, sino a t orme sbniH a quelle d i ba. illi degli uccelJi, ~~nt~.e es•ste tutta un.a gamn_ la. di. v~rule, n z.a ! dal b. umano men.o atti vo al b. bovino· 'P IU vnu.Jento d'ol"d ·nn rio
RlVl T
ltEDIOA.
Poichè que ti due ono varietà d'una m desima spede1. ne vie·ne la possibilit d·ella •aceinazio ne: in ero in molti ea.si si non ha: no te de:oza a diffonde it ad into/ siear gravemente l'organismo; mol issim.i si ritrovano ex tubercolosi all'autopsia,. e guariti spontaneame.n te ·: n tubercoloso guant-o d'una forma localiz~ za ta è tempol'aneamente prese~rva.to da altri attacchi, come' lo· d.imost.r ano a.nebe le esp·e rienze .s ugli animali. Beh.ring ·n el 190-2 dimostrò potersi ben vaccinare il bu con bae'Ui umani deboli,. e la. peranza. di vaocina.re l'uomo col latte. rela.t ivo; l'A. ave~v.a iniziato tali tadi 'in dal 1884, rip:r endendoli nel 1898 ·e poi nel19&2, u ando ora bacilli umani o bovini arti6eialmente, attenuati in mod·o da produrre una. s ttieem,ia. tub r~colar curabile, senza lesioni locali., e che pereiò sparisce Ja~ sc·and·o H soggetto vaccinato tanto contro inie. zioni dì bacilli, ehe di tubercolina ·e con au.men.to del potere agglutìn:ante dlel · a;ngue e degli. anticorpi. speeifi.ei : il 60 % odegH animali sono ·co l immu.nizza.ti completamente, d 25 % in m·odo rlatt vo, e per un periodo di 18-24 mesi. Per qua:n,t o riguarda l'uomo il Maragliano usa, scariGeando CJ()n la lan.e etta, i.nne tare emulsione glic·e rinata di bacilli umani, molto .a ttivi, ·uccisi ool calore · il potere aggltd1nante, a poeo a poco ·c resciuto·, d.o po G mesi dall'l: lO è sa ito al 1:100 . l i ndice opsoni.co . dopo 15 giorni, da. 1.25· a. 2~ però con questo metodo la vaccinazione dura poco. ·p er eui 11 M·o eller di Berlino i inoeulò bacilli vivi più volte. sempre phi. vinllenti, e, dopo un grand.e depe,r imento, ora,. guaritone b ne., ritiene essere del tutto va.ecinato. Meglio sarebbe usare le razze .a rtificialmente attenuate e coltivate, da.IPA., per non correre rischi, ma il metodo è per •Or& a:ssa.i ·diffi.cHe poterlo m~ettere in pratica onde l'imane uno det à 'Biderata per l'.a vvenue. In. quanto alla cura: il trattamento più efS.cace è sempre il Sanatorio,. tan.t o più ·q uanto più. precoce e so è stato; le ddf~renz,e nei risultati tra i va.r ii Sana:tori ·d ipe·n dono .a nche dal ceto socia.le dei ricoverati, ma,, in media, nei casi leggeri i hanno sino al 70 p. 100 di gu.a.riooioni,. e ne'i casi me.diì sino· al 24 p. 100., oltre m.oJti casi :di migliora.menti. note,voli. Da ciò la. gran-de impcn·tanza. di una diagnosi precoce, la ~quale non. pn.ò fon·d ar i sui segni plessimetriei od ausculto·r ii: dopo Koeb (1890) si ·è usata la tuf>prcolin.a, eh~ però può e. sere dannosa neU' uomo, per intense reazioni generali dell'organismo, mentre tanto utilmente da. aDora la. si nsa. in v·e terina.ria. l eglio ricorrere alla. siero~agg'lutin.azio'tl.e, pro·p osta nel 1898 dall'A. e dal Conrmo·n t, ed usa:t a in molte elini che, specie in quella. del T.e.i ssier di Lione· la propo·r ziou.e è daU' 1/5 aU'l/20. Recentemente sono state propo.ste, per la reazion.e locale alla tubercolina . la sear.ifiea.zione epidermica (eutireaztone del Piroket),. l'instiUazio·.n e tra le, palpebre (o{tal11l.-JJl't'aZi()rHJ del Cabn.e tte), e Pinìezic:me 1ntraderm1ca (derm.orea.zlone. del Manto·x e del )[ou ·u ;: esse tutte disvelano P esistenza dell'infezione.• anche all'infu·o ri d'•una avv·e nuta. locaUzzazione. Rimane preferibile il metodo di laboratorio, d U'A che ha an.c he valore propostieo, dimos1ttando la maggiol'le o mino:r e q u:a n ti.tà. di .a gglutinine ll:el iero· dell'i nfermo. Cosj fatta la diagnosi precocemente, la. cu1·a nei Sanato·l"Ì sarà. p·i ù efficace per la gran parte dei casi :o pratutto · e vi i a socia ~ a terapeutiea spe.eifìca, la qual no.no. tante tanto s·ce,t ticismo., e iste oggi, e ·m eglio sarà vHu.pp·a.ta. La tuber·eo· li na o tos.B iMterapia tubercolare, lanciata dal och cadd.e per i :numerosi disas ri provocati: cio e stat,o cau ato d.a ll'incerta posologia da.Ue forti dosi usate, d.a na dh·e:r a ensi.b ilità di. ciascun infermo· e dei varii period·i -del male, ecc. Noi po· iRmo u a ria:.. oggi, con no·t evo:Ie vantaggloJ m.a con grande prud·e nza a dosi pie ~ col i ime,. sen7.a ·ca usare re.a zioni termi·c he o generali not-evoli,. nella forma setti-
RI'Vl 'TA DI
eem.iea put·a, o in quelle torpide a tendenza ·_ volutiva fibrosa: gli effetti b·e·n etiei sono· lo ali e generali lievemente infia:mma.tori attorno l - le -ioni an.tito· -id ed. "mmunizzanti per l'organ.i mo. La. prima. tubercolina. di Koeh. eon.t neva. so·pt"'atutt.<> le tossine ~"~oplasmiche a. i baeHH 1 la. 2:-· soltanto le eJulopla 1'fl.iClte ed il p·r otopla . ma baci Hare disgregato· altri hanno preparate tubercol'ne varie fHtm:ndo, pr.eeipi.tando con alcool o con fosfa i le culture ece.;· r . preferisce far reagire l'·organi:t~mo contro tutti i prodotti di secrezione del bacillo, ond.e caricarlo d.i tutti gli anticorpi, e con tali intento prepara. la u.a tuberooHna. Vi è poi la. sie·ro·terapia antih,b·eroolar. t p·r opo .t a e di:ffu. a dal Mara.glian·o nel 189'5, e a fond·o studiata :n .e l 189ts·l'9 O dall'A.. ,, il q ~uale· b.a d1mostr.a to h.e i . i ri più attivi si han.ao iniettando b:a.eilli deboli, e non tube:rcoHne, .in animali resi·· :s tenti alla gen.eralizzaz.ion.e della tubercolosi, e che es i hanno .m olto maggior ·v alore a titossìco che pr·e ventivo e cu.ra:tivo, ba.lendo :sopratutto a. neutra.Iizzare i veleni eme qi dai focolai in evoluzione co:me h.ann.o confermato alcune spe·rien:z,e e1iniebe. In seguito Ma.r agli.a no :h a prepa.r ato· un. secondo· s .iet·o c:he ha e~senzi.al ~ ment·e valore battericida, donde il no.me di baUe:rioU •ina, realmente manif~L tatosi a ai utile nella Clinica del Teis ier ed in qualche sana·t orio. Più. di questo non · l può ehied.e re al siero antitubercolare poicbè la tuberc·o· l0csi (e non parliamo deUa ~isi) non. è s~empHce. m nte una malattia to s.ica. come, la. difterite; ssso deve e ere usato ·q uale, no· vole coadiuvante deUa cura, sopl·a.tutto neUe form.e fio.rid.e . per le quali. non sì può usare ma. cura d.eJ su.natorio. Le tatistiche dei Sa,natorì in cui on.o pure u ati ·que ·ti meto H di cura; dimo .trR.no il reale e notevole vantaggio:t nell'aumento· delle quote d.eUe. guarig"oni e d.·ei mi-· gliora.menti dlurev·o li;. esse. dov.rehb ro vincere l'irrazionale aettici mo dei · diei ~che pretenderebbero t.rova.re nel .· r·o uno specitìco unico · ~d imm diato per co. ì grave e ~compie a malattia. L'.ignoranza., l'iucuri.a,. la re i tenza pa. " i va d.e l pu.bblico o tacolano una più itfn a pro·6.la98i, olt:re a ~i i.nteres.~i particolar· che ·-·~ a più o m _no mina.c ia : donde una larga edueazimM igienica. e~ soc ,;aze. '4· Per avanzare, più rapidamente nella via tracciata.::. g li uomi ni vota.t· al ~o· gresso in m.a teria di pronlas i e di terape I ica an itu b t·c lare hanno bi.. ogno del concorso dell' opinion·e pubbli·c a poinh q 1 t~ p uo impor. i agli ind ividn" ed ai 1eg·i slatori ~ . · 'banno bi ogno pn ·e d Ila fid ucia d i m i·ci , 'd 1 ~ ~. t u t la. e n mo:rner ti dif'ficiii, e, ·eu pre i· pirattiee di nov H conqui· ~p fl )i. HH.T •
RIVISTA DI NEVROPATOL·OGIA Do t. V. Fott ì. ~ Le· paraJ:-.1 p•·e ulobulbarl. lume ,di pag. 196 Roma, t1pogr. Ca.pa.cctni.
1' si di l'ib 1n. €/(). Fnza. Vo-
1° I s.intomi pHt ·mpm·tanti della paralisi pse:mlob.tlba1•e . ono dati dalla d isartria d.isfagia, e dag ii acce. i di riso e di pianto ~pasti co: e o· . i hanno fatti paretici, od anche . pastici .a cari o d l fa· ("'ale,. in i e ie del .-aeciaJe in:[ eriore
J?.lV'I T A : l NEVR P TOl.OG A.
dei m.u ·coH oaulad
pecie d l
I ·~ molte
tolte c·oe. i tono· egni di alterata mo
t iJità degli arti, ~) di tu·r bi pupillari, 6nterici della ~ensibHità ecc ..
2° Dett.i in tomi di solito i manifestano dopo uno o· più ictus, talora anclte io modo cronico, progre ·si vo. n.ome d. Ha :m .a la tia indica ehe i fatti m.o•r bosi a ari co dei nen~i bu1bati non · i indo·v ano nel 1nidollo allungato, ma in segmenti più a.lti de nev:ra se; non entrano nel ·q uadro i ca. i di cosi. detta pa ralisi p eudo bulba.re i terica mia tenicaJ periferica e<~c. i po .s ono distin.a uere: form·e JJUr da lesioni cerebt ali; form 1n • te con Ie~io ni bulbari e po-.itive; e. fo·r me olta nto positi ·e · negli ·e mi feri, le lesioni. iut-e:~·e:;;; ·ano le varie parti d i e si, i.solatamel1te o in modo vari.o as ociate . o ll fonda n ·ento ana tomico, negli .adul ti è dato~ quasi sempre, da lesioni vasa.li orragie, ~ci ti, c~.cat riei) · quindi per lo più. si tr.a tta di fatti a.r terio(malade, clbrotici, tal volta anche di le. ioni di origine nefdt.ica. o di natura ~ifìliti·ca. ei bambini q un i empre è detel·minata da H go.si o da arresti di . viluppo della ·Cot·te·Gcia erebra]e; ln es:..i . i ha. la forma fla ccida,. o la spastlca o la mi ta. 5° RiO"UIU o aBa pato·g ene i ·d ella indrom·e, alcuni credo.n o a lesioni delle 'e pira.midali, o dei centri oortico .. motori, anch·e qua.n do le lesioni ·possano sembrar più manif, te in aJtt•i p mt'; ma v· ono anche molti auto1•i ohe astengono la · ede dell le ioni per i ca. i tipici, nei gangli. ottoeor·t i}ca.li per l'inter sament.o di p c'alt ·centri coot•dinatori di movimEnti di d.e glutizione . e di a.rticolazio·ue fo·n ica (putamen e ·delle funzioni mimiche (talamo). 6 P er i casi in cui la malattia e d terminata da le · .~ oni unilaterali, 1 deve ammettere he que te inter s ino no·n solo il centro coordinatore di un lato, ma anche qu Ile fibre r ifles e le ·q uali,. secondo .R alipNt da.i .n ndei grigi centrali van. ·o alla eorteeda. ·d ell'emisfel'o opposto ·e da qu · al bulbo seguend.o le vle pi~ ran: i :a r cor · ico·~btd bare . P. CoNSIGr...IQ.
n
1
Pro ·. G .. M X1'E • • - Balle .a lterasleDI lDdotte dalllatouloadoae alooO'Uoa Del :l d•tem.a aervo1.o ·d·e l oo•tcll. Biv. !perimentale dì Fre-niatria,. fa ·c. I I . I I ., ,·, l { U ). L Autore, s p,erimentando u. molti conigli into i cati per via. gastrica r.on o· luzione ad un terzo di al·ool ·e t·uco e tudia.ndosi con molta accuratezza di evitare, le ·c omu i ea.n:-e dì errore pre.v edibili giunge aUe ,eglle.nti conclusio:ni dalle ue mi n · ti , ime indn iDi i topatologiche d.e l si tema ne.r vo o cenlrale . a pre n.za di al bonda ti prodotti gra o 'i ·di di faeim·e nto (granuli ·Colo· rflbili in ro ~ O .col metodo e·. eh ·m.e r) nella pia, n.e lle cellule gliali e delle pareti ~a .. aH nelle uaine .a v\~en tizi aH· b) pre enza i molt e1nnzi • :r acro copica.ment-e in cumuli otto la dura madre miero_copicamente negli a zii . nbpi.ali da co:nsider,a rsi però· con. grand caute1a. f o1 s·e olo h mi o,itna. p rte relitti di e;m orra.gie tos icb:e punti formi· , .o.· . an te i p imeuto pia] e, a. tipo no·n i nfUtrativo · d ) alt razioni notevoli d Ile c llule n rvose net due tipi p·r evalenti della ro.·i d l di ,'aci ento gT. nular , e d -lle nev1·ogliche, con m.ol cellule a ba ton Ilo : a a.rico d i "~asi e d Ue pie n1 ning:i alterazioni, pt"Ogr·es ive e regres ive d H par ,t· mol i prodotti li d i facimento n Ue guaine, ed. infìHrazio.n i a.v venHzia.H di lin.fo iti e di tipi i 1. ·ln mtLociti, pre ent' anche- talora - nello , te · o lm1 \'a. al . P. OON'"'I r.m.
R!Yl 'T
DI .NE R PATOL Gl'
Do t. J. Kocu. - Dl.•or41nl meatall originati ·• • oaue varle. - ( Vie1 tel jah1-esscllri(t (111' g.ericlztUrhe Medizin und 15fferttlic1tes 8anitlitswese1:t., volume XXXIX~ anno 1910J.
Tolgo dal bel lavoro del dott. Koch ciò che può int~re sare la medicina m ili ta1· •. L'A., enunciate le varie di fot·m.e psicopatie consecutive a hltossica.zioni da pi:o mbo, da. manganese, da anilina e suoi derivati. da ossido· di carbonio ece. pa sa. a parlare dei disordini che s,· presumono prodotti da azìone calorigena. Ac·cenna ·dapprima aJJa letteratura sull'argomento, rilevando come, nel 1876, il dott..Loseu portasse storie cliniche di lavora. to~i diven11ti folli per effe.t to del calore raggia.n te. come nel 1878 Barten. abbia de critto quattordici casi di psieopatie1 avvenute in seguito ad insolazio·n e, ~e come da pochi anni l'illustre p.s.· bia.t ra ber· line .e Ziehen, abhia sostenuto, cb i soldati, al pari dei fabbri, d.e i f omai ecc. 1 vadano di preferenze. soggetti a malattie mentali a causa. deU'a.zione. diretta del calore raggiante, il quale ha la. proprie·t à specifica. d" dete,r mina.re p ioosi acute, H più pes o, cronich.e m·eno sovante. L A. riportando s·t orie dettagliate di quindici individui psicopatici in se·g uito a in~~azione O· agli eff'etti del calore raggiante, tiene a dimostrare, che i presunti rapporti tra psicosi e irradiazione calorifica specie tra ir~adia.zi.on.e e· pa.ralis:i p:rogre .. i va, malinconia e paranoia.. , ono molto pr·o blematici, e che gli ind 'zia ti come. pazzi, on.o· degli alcoolizzati cronici. Sulle basi delle sne o servazioni conclude che il ca.Iore raggiante od altr·e azioni calor:igene no sono :i n grado di provoca e, in e 'etti, reali di ordini mentali ma p·os.s ono come la sifilide, i traumi ecc. e sere cause occa · io·nali di. diturbi p ·ehici i più diversi. l'uN.A IOLI. Dottori ANTH.E AUME OGER tGNoT.- Le malattie nell'eaerct.t o fr'aaoesa. - H. Delarue édi.t ur, Pari. l 09. GH Autori trattano in una. pregevole monografla delle malattie menta.r nel. ereito f.rtmce 'e, divide,n do la ma:tewia. i:n tre p·a rti principali. Dimo.s trano dapprima, con dati tolti dalla tatisti a sanitaria pubblicata per 1 a. del minist.ero della g11.1erra, e con dati tolti. da una propria tatis' ica. reda,tta su molt pUci osservazioni di militari pazzi, ricove,r.ati a Cha:renton, come U num.e ro delle p icopa.t ie s·a andato. grad tamtmte, aumentando dal 1 77 all'anno 1904: t.alchè,. mentre le d.ette affezio,n i aveva.n o figurato n.e.I 1877 in proporzion di 0,84 p. 1000, fìgura1~ono in v e, n.el 1904. i n ragione di 0.65 p. lO JO. Dimostrano secondariamente, u la ba-e o l tanto della propria stati ti ca, come, se I'é ·el'eito france ·e non conta nel suo· seno idioti o cretini, cont·a. però un grande numero di deboli di mente e, d. squilibrati, i. quali son.o, poi, gli abieuali frequentatori delle sale di punizione e dei reclnsol'ii. n·te ano inoltre, come, all'infuori dei casi con uni di epil.es ·i a. e di poc'b i ca i di a.roenza, ~d1 fol i·e, di franosi mania.co-depres iva i impongono ner''e rei, o france ;e du:e stati p icopa.tìci: la demenza. precoce e 1a p.a t•ali i genera]e pro· gr·e iva~ la prima forma m·o rbo -&· è ph1 frequente, net. soldati,. P'ecie .sotto la varieta ebefre.nico:-c,a.tato·n ica e si ini.zia. sovente co.n man.ife tazio.ni crimino e; par·tieoiannen.te con reati d' im~mbord inazione o d i rifi:uto d'·ob be,d i enza i la. seconda form.a morbosa. è frequente negli ufDciali e nei so tufficiali e -pes. o . i inizìa con manife tazion · e:riminose., . peci e furt:i violenze oltraggi.
RIVI TA Dl
HIR:UR.GIA ' ENERALE
"" eU a. terza parte del lm·.o la. VOl'O alludono aUe misure pronlattiche, di rette e indirette .cbe dovr.a nno es ere impiegate p~r te·n ere fuori dall'e el"cho glì ind ividui m.a lati o· inadatti al servizio. R lativamente alle misu.re ·dire·t te acoennano alla neee sità: 1_, di bene esaminare,. specie d.al punto di vista mentale pre. so i consigli di revi ~one, i cos·critti egnalati all'autorità. militare dai sindaci; 2) di por·ta.reJ a.U' iniziu del ervizio militare, particola:r e ame su queUi che durante la vita borghese tenn-ero condot·t a n.o n del t utto buon.a j B) d.i sottomettere a spedale e· a.me psiehioo tLltti i volontari ordimui, apportatori frequenti d.i ge.r mi d' inf'ezio·n e u1.orale n eU te. ·er'Ci to · ..t) d.L o·t topo -r a indagine p 'chiatri.ea i militari ch.e si fanno rimarcare per stranez.ze di condotta, per atti inoo:n suUi. ecc: 5) tii. onsi :era.re come. 1 - gola. a oluta la. p rizia m .dico~[ gal pl' [in.d nanl· i utti i soldati, eh dov ·anno com parir dinanz.1 .a i ribunali milita ·i od al c n~ . igli dì disciplina.. pun ndo,. s condo l gg ·, i sogg tti ri t nut.i r s p nsabili, inv ia-ndo gU in-e ponsa bili a l manicomìo propon ndo i semi ·r pon bili p •· il pa·s a gio in stabilimen i sp - ·iali a s~ po di mendamen. o. R.isp to all - mi ur indir t , l · ·.iassumono n:eU'ed.ucazion.e p i chiatri.ca. de· m di i mili tari. medi -o Simonin del a] d • ia un corpo d'a.r mata., affin di pod 1[1 o p da. l n1ilìtar p1-in .ipal. e· F' NAIOLI.
Do . . H . Ul Y m.a.g ior m dic•o. - I 4l1Jertort .a U'e•tero. -
(L'Enc 'Phale.·, n.
19 9. Il d.otto Autore r·pol'ta einque ·C& i,. a sai inte.r essanti, di suldati che banno a.bbandono:t o le ba.ndie·re e che~ eonseeu.t ivamente alla di e.rzio:ue, pre en tarono; in epoc-a varia.bHe disturb1 me11tali gravi in modo da essere classificati col t 6nrpo l'uno psicopatico ci:t·colare, l'altro de.m ente pl'eooce, il terzo· folle morale, il qual·to epilettico-p ìc'hico, H quinto a lcoolista cronico. Oonch ~:de dicendo che, nei soldati presentat·i.; P abbandono d.ei t·eggJmento fn un intorno precoci imo d.i aHenazione menta~e che s· anda.va iniziando, ·e fu quin.d i un fRtto alttt.mente patologico; dia. questi es·e mpi e da qu sta cotls.ide}·azìoni l .A.. trae n u ovi ar:g ome:o ti per raccorna.nda.re perizie. psichia.triche sui. r· i
militari.
.B "RKHARDT. -
Fu:-.: .. ror.J .
&uUa aaroolll o'loroformloa lnnav·e ao••· - , Zenlt•a!hlaU (Ur
Chirurgie, n . 44, SO ottob ·e l.
).
_ egli e peri ue·n ti cond:otti s pecialmente un-li animali "'introdu ·:s lentamente nella ~ e·na. g ing u]ar ·~ mediante una. · ann nla. di vetro .a pp licata v i una ol ·tzione atura d.i lo o ~Ol"Dli o, ro,.63 ·e me.. u 100) in. c] comparve la. nat 0 ' L Continuando'
1.·1
RIVI TA DI
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Pimmis'" ione
u po ·ibile prolunaare di molto la na.rc.o:"Ì e p r ogni ora di d- rata in o a. l e n i ca.n i s·i no a 6,3 , mc.. di soluzione. _na parte del cloroformio introdotto pe1· le vene· tosto eh giunge nel cuore d tro p sa nei polmoni e si. elinina colla re pirazion . La quantità. quindi. eU o. che devesi introdt ne pe·r le vene., ha da e ·ere, di molto superiore aUa corri!:.pondent·e, ebe travasi n.el sangue d.eBe arte.rie nella narco· i profonda.. • 11 uom·o il metodo ftt in1pi ga,to con ucce . o quattro volte. L ' inf . ione fu pmti.eata per l vene mediane del cubito. L ,a,ne tesia. comparve ommin ' ·tl'a.ndo 4 cma. di so·l uzione clorof.ormica e, in :m a pa:z"ente, O eme .., ed entJ•o tUlO ' pazio di tempo che aggirò dai 7 ai l m·nuti. .A ppena tornarono i riBeJ "i fu~ :rono· immeS1 -e altre qua.n.t ità. più pic~ole di soliZione e in tutto durante l~intero period.o del1.a narcos-i, se n.e con umarono 9·0-1200~ ...000 cm • La re~ph·.azione e il po.l o s.i mantennero em.pre ~ottimi ; dopo la nal' o. i, completo ben ·er dei ma.lati. nue di e si, però, pre entax·on.o nelle urine dapprima. e. m. oglobinu1·ia~ poi. per al.c ani giorni,. cilindri e albumin.a... ome vantaggi della n.a1·co i ·cloroforDl.iea jn ravenosa. l'A. segnala : ·m .a ggiore oH~ vo· da parte dei polmoni e del cno.r e • esatto. do ame.n to di as orbimento, ri p·a rmio di narcotico· as··enza di na.us a, e dì s n o· di soffocazione' nei malati, pronto t· 'stabilimento di essj comodo impiego del metodo nelle operazioni sul capo e ul collo. Come svantaggi stan di. contro maggiore durata t 16 minuti e più pe1 giungere ai eo.sl detto periodo ·d i ton raoza aumento della pression.e d.e l san.g ue per l'introduzio··n e del liquido; e:morra(7ia. più abbondante e insorgenza d i emoglobinuria come co·n s·egu.en.za .di en 1olL L 8ulla p.rat.ica.. applicazione del uetod.o dee id· l'anno qui n d i ulteriori esperienze. E. Q. TA. "i c-on umaro.n o nei gatti e coni li
1
lf VoLPE, capitano medico. - Kuovo m.eto4o 41 oura O·h lrargloa d.e l cooele. ·- (PoUclinico.t ~ e:zio·n e pra., ic.a 1910).
arl-
Oggi giorno si tende sempre più, nel1a cura pel varico le ad a.b band·onare
r interventi che aggrediscono gli elem.enti vasali del fu.ni.eolo, ed a pl·eferire quelU, più innocui, ebe agiscono sui me~zi sospensori d l ~ ticolo. ' l proces. O· deH'A . appartien·e appunto a. que to secondo gruppo;. ed ha lo scopo di evitare li :meonvenienti rimproverati ai comuni process· di orchidope. ia, attualmente più in vo.g a, ci·oè le rlpiegatu:re ad a:nsa de.g li el·em·eD.ti del oo·r do:n e . la in ve~ ione e la ectopia inguinale del testi.co·lo, eec. P ·e rciò rA. si propone di elevare so pend.ere n te ticolo senz.a co,mbin.a rne la o>rientazio.n e normale,. di ridurre l'alte-zza e di dir~zione verticale de·l plesso pampinifo ·m e ]asciando pervio il circolo· refluo,. di abbandona:re fra i tessut.i ·p oehis imo materiale di sutura, dì acooreiar lo scroto. La tecnica usa.:ta, dall'A. - non dice in quanH casi - con buon risultato, la ·eguente : incisione che daH'ingu.i ne scende per 5 cm. cit~ca sulla faccia antero e tema della regione s.o rotale· molame,n to del plesso venoso perma.tico anteriore· avvic.i namento delU estre:m o ·d i .t ale di esso all es remo prossimale mentre lo si tiene sospe o ad ansa colf'ind.ice; sutura con ·eta. n. 1 e ago ~ ottiJe, del co·.n nettivo periv&sale dell'estremo p·r os imale con qlleUo che trovasi a · ~rea. 3 cm •.·d al testicolo avvertendo di preudere solo il connettivo di una. metà. deHa. irconferenza del p1 _ .o venoso, per non. s·t ro.z zare· il eì~colo: fissazione del filo in viein.a nza delt anello ingninale este·r no; infine . utura trasversale d l cremastere e dello scroto. Il w tìcolo, secondo l'.A . rimane iu tal mod.o so p so prj ma p~ er mezzo deHa .·utura, poseia per azione delle ad·e renz che si fonnano tra il co'Doettivo peri ... va aie U. RIV'A,•. ~· - Giomole di medf.cina malilore- F::. ~ • VU-·VUI.
Ii r ,.;1.. - Bui eamblameato di vedute ohlrurglohe e oo.mpU:lB&Dltal"l l gu.er·r a aell''e lerolto te4eloo. - · (Z uh•alblatt (il1· Chirurgie,, n. SS,, 18 ettemhi"e l 09). L'A. ba a.ndo:i sl.dl'esperi nza rh pe.c.ialmente i chirurghi tedeschi hanno acq ~i tato nelle ultime guerre, v·en·P ali .· guenti conclusioni La cura delle fer-ite d 1arma. da fuoco· · u] moderno t -n ro d Ila. guerra. de v e e . er em.p.r e più. que·Iln asp,e ttante. Rigoro a.me.nt ta.h~ norma d·e ve ·e s r applicata ne le le ion.~ d,arma da. fuoco deHe est mità dei p 1moni, del cuore della ea.v ità addominale. Ltint~rvento;. di ma ima., attivo nei casi .d.i .f erite à'a·~m.a da fuoco tangenziali del ·ranio nelle ferit d.ei vrL.i e in pratica comp.a .tibHmente eoUe eondizio.ni della r.ampa.a na altrettan,to indicato quanto ro: tensione n-ei casi di lesione del ven, re. Le op rnzi,o·ni attualment i dica t ·n elle rnee· avanzate, ·q ua.H .a lla.oc.ìa.tnr di va i ommini. trazione di analettiei t amputazioni primarie., bottoniere, t .r .a cheotomie . arebbe:ro di secondaria. .importanza,· soltanto la fa cia.tura,ges a·t& avrebbe aff. rrnato il Sl o primato. I p ·imi soccor i )~, truppa li presta da se, donde l alto - i~ vni ficato· del tanto sin qu i, deri· o pacchetto d.a. medicazione, i l oui valore pratico t a. og ri fLlOI' d og1 i dubbio. L q ue _ ·tioni ancora in olute sono quelle attinenti all'ot·g.a nizz.azione. E . se •C:Oneernono n tm po·l~to e la d i tribuzion.e de· malati e la loro luzioue· pra ica co titui~ce n primo compito di ulteriori provvedi· ':ent ~ nelle gue1·1 av venire. E. eo ·rA .
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Ball'&D.e ate•la reglonA.la ae,t tr:apl&ll:t l oa.tanel. -
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hi1 u·rgie 19 9 n . 5, .
Per pt· p rare nza d·o lore i lembi d i p l e in aso di innesto alla. Tl1iers 11 o alla Kt·au._e .~ono .:tati im]JLgati diver i metodi. di · _nest .• ia. locale u re,g ionai , . peeialmeute la iniezi·o·n e ottocutnn a di un anest,e tico lungo una linea. semi ·reolar o ero t1•.a.: .· e1 le al deco1·so di un ner o,. sullim'tt~~ cen·t:rale del1a. zo,n a di p l le da, ut "lizzar,e, la q 1a1e, v~ene . celta. per lo p i u al brac.eio o a. Ha ga.mba. L 1 . .da molti ann.i u a come metodo ordtna.rio la iniezione perc·u tan a. nel tr neo del nervo f emot·o-eutan o late:raie. p .r tagliare n-li innesti .ne] di ·tl' tto ut:tneo dip n d u ,. r ·· o o. i in ensibile. L op razione è . e mplice~ t t analgesia i .. cura idenle. IJ n n· femoro- ntan o latera1 ha per •· le scopo U vanta.t:!'gi·o ~di .ser.e il olo ner\ .. e o ibHe d i un ~area eu tanea ab b.a.s tanza grand.e ·e mo]to a.da.tta. p t: tràpianti d i avere una ede topogra6ea che permette di cogHere infalHbHmen ~ ] su tt·onco C:On-.iniezione p rcutanea.. E so fornisce infatti. la. ens:ì'billtil a.n magaior parte d· lJ faccia. e tema deUa. co c i.a e, d.ecorre ,1bito a.rido _so ·d·e llato h terno deUa sp1oa iUaca anteriore uperi.o·re, facilmente palpabile. · _ua.n to alla ·t ecn ·ca, PA. us.a una sol uzio e di novocaina..al P l p. 00, con in q e gocce· di adtennlna 1 p .. l O ogni lO c. c~ di soluzione novo m1ca.. i 1niettano . e. l lla soluzione prima u. b~ to a P in.d entro della phta. iliaca anteriore. ·. · uel•i .· • poi al rli sotto di ·q ue t'a poti. i. a di ver e pro 'ondità, in modo che una P'&rte d l liquid· . i diflonda o't'to ~a fa ia lata . senza pet·ò pen -ti·a n i muRcoU. Dopo 10 minuti eh o. ono im1 iPg r per la deter ione o eru n.tam nto della piaga da. ricoprir ;. l nnalge;;;ia -~ completa. U. I V' •
RIVI TA Dl
CULISTICA
E. Re:. !E; T'T J. [1. 21 1»1: . R'feri ce: opra. un ca o di rottura ve oka1e o servato nellosped.a.le m ili ta 1·e di !Ii1ano in. un s oldato d.i ca alle,ria in guito a ,c aduta da. ca vallo. u e. elusa u na le~ione renalej: e man.c anza di n~azione peritonealei la quantità di ut·ina. eme a. oelre 24 ore Ì caratteri di ·q ue ta lo stato g n.er,a le deUtammalato .a.vvn.1ora:rono l ipot.e i della r ottura. incompleta ed ext raperitoneale della vescica : in. seguito Pinfiltrazione u.ri no a alla regione crurale ·e d ìnterna della coscia ini t ra d.ie.de modo d· stabilire la. ede delia lesione nella. parte pr -vescica le Lfl c ura fu sintomatica, enza interventi operativi importanti e fu co,a diuvata da.· soli j disinfe,ttanti d.e ne vie m·in arie~ rtal cateterismot ,e d.a Javature ve,s cicaH in secondo tempo per rJmuovere i proe si in6amm.at-ori del1a mucosa. )fa se l'andamento ed n de col' o de] la mab.t tia giustifi,cb pienamente il metodo di cura eg'l lito.. nou è però detto che questo ,s ia consjglia.bile, nella maggioranza dei casi. L'OrviUe e molti altr· ch·e s.· sono o·ccupati in particola.r modo d i que:te le, i.oni prnt ggiano per P inter euto operativo immed.ia:to . anche neUa varietà r-xtra.peritoneaJe o pt'a:ticando ]a ci . totom ia oprapu bica o col t an-1 io peri'neale quando la ferita è nella po rzion bat;:;::a de11a. ves i R. ~A Am~f.
F. A..J m~ER. - Cecità oongealta totale per l colori oon o.e oftà,alla luoe ( Thl op1lt.halmic B • ·if>W' matz,o 1910). E endo c.at·si i o tutta la letterat'ln'a rned i ca i · il i di qu eo. to gEmet·e IG:runert nel 1908 ne raccol e o2 ·c ompresi 5 suoi e Ne 1 bip nel 1•.1 ). altri 82). F . ri· tiene degni di pubblicazioue t re casi suoi. Trattasi di tre, ragazzi. due frateU i ed un.a. sor Ha, eh pre en tano l pr n 1 due in grado qu asi egua]e e molto accentnatot i l terzo in grado, ph1 tenne, i ·egu.enti di turbi; bagliori alla. lue viva~ pupiUe pigre (che rea. ~i. cono alla luc-e ma · i diJata.n o lenta,mente nell'oscurità} papille normali· a utezza vi iva. a. sai sc.ar a, che migJi.ora alqunnt~ a tenu.e luce e che si accompagna a disc reto vizio d i refrazion,e · cecità totale per i colori, fotofobia~ ni t agmo (questi ultimi due .sin~ tomi~ n1 contrario degli a trl sono più ac entuati n l te,rzo ca o) • ea.mpo visivo alquanto, d ·t retto alla periferia.. PMsando a discu tere della maJ!attia,. nella quale nes un esame mi croscopico è ._ tato fat to ancora; l"A. a·c ettando, la. teoria ai Grunert ri tien,e che la le ione ,con.;i ta n'eU a mancunza. di co,n i normalmente ripo ti nella mac.u.la ,e sue icin.a n ze), eio ehe produce uno cotoma cen t·ro.]e com pie, o o, relativo e può, piegar~ l'.a m ~ i opia. ed a,n che la cecità. to a le per i C(l,} ori (stante che i coni, come og, i ap'· unno, fa.n:no rilevare la. forma e danno il sen o dei colori .. NeU'oc h'io acromatico i ha t.oncini alia luc viva permettono olamente una ne<llole acutezz.a. TÌ iva, P·e r PabbagHamento de1la porpora visiva; -'ÌCCOln e ' R luce
RlVI "'TA Df OCU LI TICA
d.ebole questa puo a . cumu lat. i, la. ..i pub oon idera1•e, co-me, l a.ppara;to spe iale per la visione a luce debole. Gli ooebi degli ammalati in p.arola si trovano in una. condizione di adattam nto alla lt1ce te-n ue (Gt·nnert ed altri hanno dimo>Str.a.to nei loro casi che il tempo
per lad.a tta:mento a. que ta. luce ero. molto breve), cio che spiega la. fotobia. È a notare però che nelPaffez,i one in discor o si ottiene la miglio~e 1sion.e a luce moderata. e non al buio, qn ind1 Pespre sione di cec.ità. alla luce non e del t 1tto e.s;a.tta , .i rif< ri ,c e, ph1tto to a Ha pena eh e i paz.ien.t .i provano aUa luce vi va Il ni tagmo non è mpre ·eccentuato d in q n alche ca ·o si è trovato aft'atto mancante. E . o i può eonsi.de1•at:-e dovuto in parte ano scotoma centt·a.l·e ed m parte allo fhrz,o d .i fl -az.ione - ma .nei ~'\ :ii. suoi non era influenzato. da:U ., fi. sa.zione.
n
caRpO visivo tante Volte DOll pr.es -n a a)CUD. re trin.gimento pel·iferÌco· il istag.no però ne ren :.e insi.euro l esame. t a. pen. are che in. O•'Di a.so vi i a un.o cotoma eenttale; ~n pochi ca.si è st to r:i contt·ato uno scotoma anulare. CALENDOLI.
Jons , ~ TAYLiOR . - OperazloDI :•al globo 4ell oooblo In pr••••za 414aorl.o· ol•tUe orODJ.oa.. - (T h Ophtlìal~·nio R ·v i 1 ·, o .tobre 1909 . L·' A dopo a.v·e r accennato al fatto ebe 1e operazioni sull'oc,chio, specialmente quelle ch.e i m.plieano l''a pertura. o ptlntu.r a de~ globo, presentano i più gravi peri· e-ali se l.e vie lagrimaH non sono ane. diee che dei diversi. metodi u ati all'uopo per mettere nelle :migliori condizioni }'occhio prima di. operarlo1 nessuno è tanto vantaggio o è si.euro ·q uanto que.Uo oggi in uso di disse a1·e comp1eta.mente il a.eco lagrimai e,. tnetodo che perciò dovrebbe ess -re adottato n.e lla maggior parte dei ca i. Ma qual·c he. volta bencbe, raram e·nte, non e conveniente ricorrere ad so (cateratta con mucooele i n pazienti molto vecchi •· glaucoma acuto o -ubacuto, .nel quale. non v'è tem.p o p r rimuovere il a·cco ecc.) ed allora. bisogna . ervirsi di uno dei me~di ooi quali i ottiene l'occlusione del canalino uperiore e d.e ll'in·· feriore. Quello ehe l' ' . rifet·~ ce e che del re to n.on è nuovo., ma. poco conosciuto e da nessun altro oggi ch'egli sappia adottato, consiste semplicemente nel legare il ca~ nalìn~o ;s uperiore ed inferiore "OJ e primo tempo dell operazione. Egli lo ha ese· guìto c,on completo sueees ·o in tre casi di estrazione di ca..terat.ta.J tutti. e· re con pus iquido liberamente rigurgitante attra.ve1·so i punti alla. pre sione· del sacco. 1
Dopo aver ben. cocainizzato la partet pa .sa. per uno d i canaHni una sott1le sonda che un a si tente mantiene c~ntro la parete dei na o. Un piccolo ago· ben rìcurvo armato di doppia an o. di seta viene allot'8. passato otto ed: attorno alla sonda in
mod.o da prendere un po' pit'l di tessuto che il semplice ca.na ino; si ritira ]n. sonda e si legan.o fortem nte le du.e a:n e. Lo stesso i pratica quindi per l'altro ca.·n alino e co · J:a com.uni · azion·e col sacco viene completamente ehi usa. L A. ritien· que to· m wdo p:c ffica~ di quello· raceom.andato pure in ·in1ili ca ~i che, ooo .t te nell 'a.p phcare il cauterio ai due punti· lagrimali; e neces a\I'Ìo , i può re.n dere pi11.ì ·curo n metodo descritto facendo s uhe ad ·esso l'applicazione d.e1 ca, tt.e rio. Imm·e dio.tamen te do·p o applica te le legatut·e l A. lava b ·ne il · a®o lagrima:]e con soluzione di s blima.to; ,- procede quindi ali 'operazion:e prin.c ipale.
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RIVI . T.A DI OCU LI TIC A
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All' applica.zione ·delle legature segue una reazio.ne molto liev la medica. tura d il trattamento po.st-operativo non. ve,n gono in alcun modo odifi.cati. Le Je,g a.ture spe · o si ciolgono da loro ste altrimenti vengo,n.o r~mosse dopo alcuni giorni senza che, occorra che la ferita del globo . ia già c·catrizzata, spec~almente se l'angolo congiunth?ale ' ··icuro.
S .. CAL.E NDOLI.
lbn:co KILL.EN. - lldezl one· latraooulare ed lrrl&asloae. nel trattameDt o 4ella cataratta DOD ma tura ., - ( Th Ophtlw.lmie B _ietv, d icemb1·e· 1909). L''A. è -tato per 14 anni, e fino alla di lui morte, assisteDte dei compianto dott. Koew.n e nella recente tornata di Belfa.s.t deUa sezione oftalmica. dell'Asso· ciaz. ~one medica. britannica dimostrò il metodo d'irrigazione durante l"estrazio.ne d.i cataratta creato dal sullodato suo mae~tro. Ct·ede ·O pportun.o premettet·e alcune considerazioni pratiche. Le cataratte lent[colari, tenendo conto solamente, delle forme cb.e _i banno dopo lo sviluppo nuclea·re'r cioè di q ueHe neUe q ua.li può es ere indicata )t irrigazione . vanno distinte in :nucleari e nucleo. corticali. - Ess.e possono esse.r e eomplete o incomplet sia. ·d al lato .strutturale: che dal funzionale e d.a.l chirurgico (sono complete dal lato chìrurgioo quando con la dilacerazione po.sso·no venire fa Umente rimo se). - na cataratta. lenticol are completa quanto .a struttura, è anche completa funzio· nalmente; ma una cataratta corticale completa funzionalmente. può ssere in-completa quanto a .stt'Uttura. - D'altra parte una cataratta nuclea:re pnra. con un.a corteccia tra parente, me:ntJ·.e ,è incompleta dal lato strutturale e' funzionale., è freq uentem.e nte completa dal lato cb.··r uriìco. - Le cataratte, nucleo- corticali i debbon·o conside,ra1•e come le cort.i cali sotto punto di vista. chirurgico . - Se nella eatat~atta nudeare i vede con l oftalmo copio H rosso del fondo, non si do-vd. ritenere per questo ebe l'operazione sarà sicuram.e nte d ~ffi. cile e che sia. pev iò n e cessarla l' irrjgazione, come .s e nella.. catar·atta co:rticale non si vede il ro.s o del fondo, uon si dovrà ritene1·e nh l'operazione sarà certa:men·t e facile. La t·egola generale ch.e le ca.taratt"8 immature nei pazienti che hanno super.a.to· i 6 · anni comunemente ve.n.g ono rimosse co·n facilità. a causa della. sclerosi del1a. lente, ha molte eccezio·n i ed in que ·w r irr.igazio.n e è di grande ausilio. Il principio d H'irrigazione consiste nella possibili.tà di c :n vt'rtire una cataratta ·C hiruruicamente immatt.na in una matu1·a. i casi che :facilmente potranno g"ova~ ·di questo metodo so.n o soprattutto quelli di "ataratte cor·tica.li incomp)e.t e cioè non mature; specialmente quando la poca profondità della camera .a nteriore denot.a. un rigonfiamento della corteccia, e le cataratte ·c osidette perlaaee .::...triate, fioceose, lameUa.r i, punteggiate, mentre arà pes o in.utile nelle cataratte nucleai pure. - Potranno altre 1 giovar ene le ea. t.ara.tte nucleari con opacità corticale, salvo che una camera anteriore profonda., la. quale accenno. alla probabilità di una lente dura, non controindiehj l'irrigazione. Ne' casi dubbii si può oon un. ago ad arre. to, che · fa penetrare attr-a· ve1· o la cornea, provare eat:ttamente la consistenza llella lente. L'app.a reeehio del dot· . Keown consta di un fiasco di retro a fondo· piatto chiuso da un tu:r acciolo ch'è attraversato d.a due tubi d' vetro 1 uno ahe penetra sotamente per un breve tratto e che dalla parte este·m a dop aver presentato un go·m ito ,e quindi un rigoofi.a mento· (ov è posto un po' di eotone sterile per .f iltrare P.a ria , va a ·f inire i.n una paU a di gomma da polverizzatore ~ ~'altro che scende fin q a i in fondo del recipiente,. mentre all'este.rno offre anch,e o un gomito e· si
n
ruvr T ·ontinua C· 11 Ull tubo di gomma lJ estremO del quaJ.e \'anUO iune.· ta.ti rr[i a o-hi o le canul a.ppo ite. Que e v n ono terilizza.te a parte mentre la oluz"one er l''irrigazi.on.e· i t'a boHi.re 1 el fia . o . tes. o, dO]lO a ve,r e tacca.t o la. p Ila· d i gom tna. Detta bollitura at·.à eguita poco prima d 11 oper.azio.ne per avere il tem1 o H farla rafrreddat·e, e di pm·tLu·la aHa temperatura ri hfe. tu. doè ad no di pr· ·o ·queHa. del angue. - L 'n.p,p ar cchio potrebbe es er tenuto in un termo tato. n d t t. AHe·n iutrodu se, un al l'O appare chio i rri atore . un re·c ipiente di vetro con un tub di gomma i nuesta.to ve· ,il fondo come un comUJ?.e irdgare. e po -to opra. u .:·tegu che può a1 hm ar i o l. accot·dai.-i n do l e idera·ta. d u.ra.nte Poperazi ne. L ago o la ca:m ula che · 'inne~ta aH es.tr m o tubo, pii ma. d lP p rt,.zi ne · i D. p ta in una }Ji co·la. tazza. c nt,e.nante acqua -h è 1 anten tta in eboHizi n e mercè una lampada ft pir•t . Il pr ce . o . i d i \"i de i n due tempi, eia: c mo o entrambi i quali p o ono " , :e, utiH . ec nd.o lindjc.a.z.ione d l ca o. eco come i pratica: a luce in.teu a. con n· t rata ullo. c J'nea l pratica. Pu uaJe . •z ione sder -corneale e l' iridectomia, quindi 'introduce a:ttr ver o l' incisione l ago da h-l'igaz.ione e . i fa penetrare a.perficia.lm,e nte ualla c:ap ula (n.e l punto· m . Jio tra la zione corneale il cen· ro. d Uo. pupilla.) e Ja. cortecc.ia è moUe lago peuetra facilmemte e la. .·o md n , i d i :fonde re dendo la ·,orteceia. da traspa.r n te opaca e di taec· a.ndo~a dalla. ca p~n l a. L'uso deWago irrigatore ci dà tma prezio a indicazione, deUa. cou i tein .z a d Ha l n.te; se e . o non p u tra facilmente nella. ·c a,psula, mo. sping·e a.v~tnti a.. è tutta la lente tratta. · i di una. ea.tar.a.tta c1erotica- e dobbia,mo subito ri ti r are ' i tnl m n to, n n oc orrendo tn tal ca o l' inigazione p-r c.omp.l etare l opet·n.zi.one·. A questo punto i e egui. c·e la sezione della capsula. e l'·estt·a.z.~one ,delia. ;ente, nel modo l_l uale. atto ·CiÒ~ i t glie. l" ago dal tubo d.i gomma e i o· titui ~ ce OD la cannula. La. eco·n da parte d l n t \OrVO· ptoces o cioè· P irriga.z ione dello. camet.a an t riore coadiuvata d.al ma- a gio, rve per sbarazzare ' dì qualche, M i~duo di co · cc· , : . i rimuove il blefaro: ta.to ; il cb h· urgo o neva. la. palpebra uperiore, ·ment1·e l a • -i t-ente mantiene in b · so l'infe·dore; a Uora, pro,v ato il calore del liqui 'o. i.n-· tJ"OdUC la. ~cannula t1:11. i margini . _Ila ezio,ne cornea le e i la.. eia COl'l'et•e il liquido otto· una pre sione piutto to bas a . ·alvo e i crede·, .a d au.me.ntadn. on ·u·a~~
'
e i ved.e ~che la o tanza. oortica e glu, ino a. è dHncile a. dmu·overe, · enz~ im pazienza : rit1:rerà Ja ca.n nula da·r do co .~ i tempo al li uido. d i agire e ri · r u dendo quindi 1·in·igazioue, c :te può es · re continu ta p·ea· un tempo eon i .er vole uaudo [ rit l'.r ~che ia sta;_a su.fficien.t si riporr ~'iride e, e po ibHe- 1 .abbri H inci ione in buona. po izione, l'l. ciando la e&llle1·a. anteriore ripiena d i .. olu· 1done . llina. osi d eri tto il Pl'OC .
• l' . d ice h gli cr de che u. pal·ita di a.b a~ t da enza dare una p~erce.ntua.l e maggiore d· ca i d iuf z.ione pro d u a ri .\J l ati immedia.U. uguali a q ueUi eh · i ottengono, col pro(' ~ ·.o ordinari·o i o·pera.z ione, della cataratta ev'tan.do pet·ò ai paz"enti un gran numero di o~pe ra.zioni econdatl . onvum·e cl e loperazi -ne pt~ enta. i uo.i ri. hi. principde fra. i qnali la po ~ bHitil. di ] d ·re il "~it:t· o· ma a parrt.e che e i di.minuL ono, in ra~i ne deUa pra ti a iell OJ"'er ore d v n . er col .- ·derati ;· :l rapporto i vnnt ggi del pr ce so te · ·. :In. a. p p ggio cita. l incm·agcri .n te _t ati i ca del do t. t . Ko w n i 15 · ·c a. i di ·cata ·~·a t: e imm.a tu r . con :so lo 4 ca.·i fa Ili i e l 5 . uc~ -.. ~ j co·n \" · u va riaJ te a •0 / tno a : o;; 1•
pu.tte del ehjt·urgo,, e . o
R -y .STA DI
' "LI "TI ' A
fortunatamente qualche pazient n. eu. a alcuni m .·i d anui dopo l op~ra.""'i n r.and· dimìnuzi n ·e[ v· u dovuta U pi.u ~ve · . o ad paci ft. tluttuan· i del vi r o · ma. talora vi er.a motivo d.i . o .p ettare n. a.n terior ma1att.ia. a ·e e pro 'ou la~ appia.mo infat.ti che spe o nei vecchi atara.ttosi vi è grande u cett.ibil"tà ali varie d.egenerazio.n i dei tes uti. L'A. . conch.-.u de col dire che la que tione d Il irri azi r ome l'D zzo per ·e - tra.rr~ 1e cataratte· non m.a. tu re n on può es .. er·e ancora st Lili tno. nelle, u ·o nsegoerzc remote eo i sieut•a.meu te ·c ome n Ue c n. egnenze immediate. gli rac manda. agli ine~perti di n n u· are il nuovo n e·t odo non banno prima acquj tata una larg.n e -perieuza. deU ·e trazì ne col m todo a.vra.nno a ppre o come vita.r per qua.nt.o· · po · i bile i ri '' l!.rà a] l · ra. buono il m.o m · n to per aP"gil.:mg . . r m lto n ti l ne i ca~ i accut·a.tam. n'te celti. A t~ l"!'H>.Ol.l.
EnwAJ o JA K ·o ~· · - Per rlooao•oe.r e e misurare l gradi llevt. d'l. nts·t agmo·. (T'h Ophtalmic Reri 'l ·, geunai l 110 ~. La C·OU ~ tataziou i i gr ad i Hev i i n i sta m o i u t re::.. a. ut l' ·cl!~ ·. · .-ono di ·ignifìca o egua.l uen.t importante. di qu Ilo d.ei gradi elevati ll ntre non s.o no com q U·e i ul ti.m i facili a. rilevare; d al ra p~ rt l nt a mi. ura del n i "tngmo pu·Ò ·· ere richie · a. da diver"·e · i1:·co ta.nze come, n. " 1 pio p r .w-indi tt ·e d.a..lre. t n.sion . dei mo·Vime.mti dell'ut[lità di un.a. cura int:r.apr ·.a. r -ali ragioni l A. ha lnve tign o u:n m.e todo che pnb ren.d.ere· buoni ervigi pecial m ·n te p r velare e ml u rare on e a.t tezza i gradi lievi d U aflezion in paro a. E co in eh co~ ·i te: Si ricerca. con Poftalmos.copio limm g-b1e dirit a deU Oc!chio h e a111e ei .·i arre t a. quando l 'immagine de l d .i co o t ti o e m bra occupate e ·atta n ente il ..:;n.\11 po della. pupilla. te to n.wpo cm·ri ponde a d un·area i Ila r - ina f rmata la un etchio dei dtametro di ·nimetri l . l 2 (diametro n.·u ·l·e iel di ~ o o tico. So to l ,azione del n i ~ta.gmo o erviamo il movimento apparen · ~ di l r d \.to p un ·o• (come n va. o) che attra ·e1 a d tto .-a.mpo e notuuno · e so a tra ver ~ a la pLtpi1 In. da una pmrte àll'altL·a. o per uua. m tù., un qua1· o · cc. Po. hm o p-"à co i eleol re appt·ossimatìvam.ente, in modo ·td · ·ieute per la pratica., P en ion d l nJ ·taamo che 'a la. l m ·. l 1upilla è piccola a 1.::..5 millimett·i · la l'-}Jil1 è dil:a.tat ). Inf: t'ti. c l'a.t raver a da una por P..ll altra iu icl UL m vi m nt"o d l bulbo he arebbe di e ten ione gual l d ·a.m tt•o d l di co o ico e il 1uovi ~ men o t·e · o fo e 'llato . o1a.m n e dal fondo oeul(.· re LHl che in realt 1 })iù pic':olo p r ·hè neL •con t mpo la pnpilla i muov in u o op po, -t.o. Lo ~t ··o ra.gio[ amento è a fare ·e H movimeuto del punto .a .·· trn:vel' a il campo deHa pupilla per n:a met co i via. Po . ia.mo anche ca.lco~ar con minu l:l e a.ttezza il movi ln ·• nt,o d · ni at7 mo. rn tl" tti; su.ppcmen lo la. pu1 · la del iam tl"o di 6 rnillim t1·i . il movimento r aie del d": o ottico .. ovvero i a d i J e 1 i m ilhm •ti·i d el fondo, prod u lo . te o tre · to del movimento a.ppare.n te di mn!hnetri le] _llf\l'C'>"ine pupillare. poi ·11è movim nto r ale dei due pun.ti · uguale la part ·be. hv uno pt·end - nel movim :nto a} pa. ~ re 1t di un dato punto a.tt1 a. v rso la pupill· è iuv .r:·am J•opor;dollal a in· di •a t mi tn•e e cioè
n
RIVISTA DI O UL'I TIOA.
quind.i .e U mo\ i mento apJ>ar·ente t tale attraver: o la pupilla è rappre entato da.. 5 ' r. ono dovuti al movim nto d l fondo ed 1 ' 5 .a l movimento deUa. pupilla,. o""..ilil n mo·vimento reale del fondo ? e relativamenM deU'occhio, è ·d i millimet·r i 1.20. Il calcolo o·p radetto ·, ·p e1·tanto in t'apporto alla distanz. ~ tr-a l'oc·c hio delPos· servatol'e e l'occhio in esa.1ne · bi ·agna dunque ·tabilire· con esattezza qual'' è q uo ta dista. t~za . · Supponiamo que t ultimo occb.io e1 n etrope, rit nen.do sem.p r il caso che la pupilla abbia 6 illimetri di diametro. .Dagli ··tudi di Landolt, SneUen e ne Wecker veniamo a questi ri ultati · elle l'immagine del fondo· ·iene proie ·tata. in un piano a S cen.timetri dietro H pu.nto nodale, ingrandita di 20 di&tll&tri e. perciò l, im· magiue d el disco ottico sad. di millimetri l e '1 :~X 20 = .SO millimetri. m.e ntre i 6 millimetri della. pupilla ono. pt·oiettati su Ho ste . o piano con le stesse dimen iom (3 millimetri) · che la d.istanza 4el1a pupilla dall'oe~hio dell"os e1·vato:re ·e propriamente ·d al pun·t o nodale ·d i ·q uest'occbio (se tra curiamo i millhn:etri ·Che in:te·r~ cedO·DO· tra n punto nodal e la pupilla) è di ' ~~l== l 18 di tutta la di t.a:nza dal P'in.no di 'PfoOif3zione all'occhio delPo ervatore rappresentando i ·, la distanza dal detto ·p iano della pupilla all'occhio ·n o ervaz:ion . e che percio la di h.n.za tra l'uno e l"altro occhio è al caso no tro di eentim tri 7.5. enza bi ogno d i far questi calcoli per ogni ·c aso bast'lt ten re pre ente t IU\ empliee tavola di ea.lcoli già t'atti· ritenendo c be neU'~rea della pu1 Hl a ta. com~ pr ~o n di co ottico ~ ha.: bi: m tro della l· npii:la
Di.tan,;. tra. gl~ o ch·i
2 mm.
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Movimento reni
L l. 1.15 1.2 · 1'. 2. L R
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Con gli te si calco H. ma u pponendo la pupilla. proi ttato. nel p i ano ·d el fon ·O come corrispon ente non piu ad u·n ar a di e so -del dtametro di miUime·t ri l e 1 1i ma d1 9 millimetri i otterrà una tavola ·d a servire per la mis :tra d i gra-di ·PJevati di. ni tagmo. I rapporti però del movimento a ppa.ren te ·c ol t•e·a le d1 un punto del fondo d.el~ l o c h io ven.a ono inBuen.z&.ti dal ·uo ta.to ai refradon.et ch.e altera l'ampiezz·a del· l'i .m agine' d.e l fondo; t·e so In pratica per evitare· altri calcoli, ove l'occlli.o non . ·a emenetrope.~ basta fare l'e a me, dopo avere applicate nel pun o focale anteriore dell occh.io stes o a.da.tte le.nti. co re'tt1·ici. Quanto si ~ ·de to ei riferisc·e al ·n istagmo laterale o verticale; ma il m.etodo i applico. an J .e d nis:tagmo roto.torio. T rattasi in ta,l c O· di ealcohue i mo·v lmenti di rotazione el ·d isco ·o tHco -uJl'asse an.tero-po . ter(ore d eU occhio, mettendo1i io r.a .pporto con un meridian.o· fìs.:-o. Qui .non occorre, ebe l'o· ser-vatore ponga U • uo occhio ad una. data di tanz:a pe-rcbè il m.o vimento a.n g·o lare di un vaso . ·d · sempio in t n piano perpendicolare ~Il a e visivo pub e . ere o s:ervato da qual iasi con· S . C _I.EKDOI ·' · l"en··e nte di · tanza. 1
RIVISTA DI ANA.TOl11
E l'ISIOLOGIA NORllA"LE E PATOL GIC
GOl
B1 'IJOP HAltMAN. - Jrri(I'UI&a.e della oamera anteriore,dopo e•'&r'azloae deU& o&tan.tta. - ('l'he OphUullmi · R L'i w, nove.m bre 1909).
L' . a v ndo ass:L tito nella riunione della .ocietà. Oft lmologica del Regno nito alla brillante ·elazione fatta. d.a.l mao-L'rim·e medico EUiot uJllirrigaz"one della. camera anteriore deU'occhio proposta dal do t. Yeo Yn, per:ma. o della. grande im.pol·tan z,a di questa pratka,. ha oluto spel"imentarla a:n ·h'egli su. larga. cala. Il -.e own usa du.e, metodi: uno consiste n·el Pirrigazi.one iniziale del ta lente catarattosa mereè un a,g o ·podermico riunito al tubo di un irriga.tol'e1 introdotto atu·ave:t o l inei ·ione cornea]e,1 al disotto della capsula, della. Je,n te dopo eseguitane la ·d ilaoorazio.n e ol ci toto o; l'altro on;-i ·t e nell'asportare eo] lavaggio i rannnentl della. len ·e t·ima t ." ne] la camera anteriore dopo l'estrazi.o ne della cateratta. L.' . l·itjene il prhno rn odo di d~ ubbi a utilit~\t alvo f'ors neHe ,·atan~tte non mature· ma in ece entusiasta. de,} eco:ndo che, a suo parere, 1.appre enta veramente una., felice innovazione ed un gran passo nel trattamento deHa cataratta . so.r prendente, egli dice vede1·e come in un. momento u.n dolce getto di a.c·q ua pazzi vin l,amma. so di detriti che intorbidano la pupilla dopo P operazione· l u ·o della curette,. anche per oper.a. della. .man·o più delicat.a dà un risultato semp1~ infetiore a que ta nuova pratica. L A. tt-ova però complicato e di difficile maneggio· l'a.p pa.r ecchio alruopo .inventato d.a l Keown ~ed anche queUo mod"ficato dal KiUen~ Ec~H ch.e ha. usato con piena . oddisfa:zione. il metodo ia all'ospedale, che n.ella clientela privata. si è ervito di un apparecchi~o assai semplice~ come serbatoiiJ un contagocce chuster d.e lla capa.cit.' di IO centimetri cubi; con beccuccio (ondina d.i M.o·o rlield). Una porzione del be,ec:ttccio vien. tagliata. per allarga. re l'orificio. Un tubo di gomma deHa lunghezza di circa 15 centim·et1 i collega ~d·etto serbatoio ~con una cannula di un.a siringa di Anelio di '''ecchlo modello.. ue ta cannula, ch'è lunga 28 millimetri va. piega·t a a l angolo di 45° a 5 millimetri dalla ua estremita · il uo orifizio deve es e~1·e regolarmente tagliato e d.eUa grandezza di. 2 X 05 mm. Tutto l'apparecchio può ven~ ·e bollito in. un n uale .r ecipiente sterilizza.tore. La soluzione, alina normale, cbe de·v e imp·ega.rsi per l'irrigazione,. può venire bol· litll! nell on.di.na. stessa dil"'ettameute alla :f iamma di llna lampada a spirit-o, quindi s'immerge il recipiente in acqua bollita e ra:ff: eddata., e, quando si sente un giu.to calore alla mano, s'introduc.e nell'ondina. nn termo·m etro p r misu.r are re atta temp&ratura che, dov'essete di 99° F. Se n terlD·O metro monta rapidamente; vuoi dire c)J,e la oluzione, è a.ncora troppo calda e perciò si dovrà a ncora immerrreJt·e il ·· erbatoi.o nell'acqua. fredda. A . •ENDOLI.
RIVI~ TA DI A ATO;IIA E FI~lOtO~Gf . NOitM t E PATOLOGICA FA'fARO.- Per la J·& tolo·g la 4elle ()&VItà plearallretrooar41aohe. -(Al·ehivio
p J•le sci nze .m ediche gennaio 1910 .
E -i tono due nuove ca vita sier~se del corpo umano: la bursa pleu/ralis ?·et1·ocardiaca ed H sinu.s pleu?·aUs r tt•oca1xliacus t·appre entano neU'uomo due cavità dJorigine celomatica completamente cbiu e ed autonoma l'una, comunicante am·
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i a. m n t con il (' ~ vo pleu r le d tl·ò l aL1·a., d omolo h alle a v i tà d Ilo · e.;; "'ù nom p i 't ampi·e e:1 ent. ~ normal me,n te in ra.n 1 a rte i· gli a.l· r i mammiferi. La hor a re ro ardi a gia appiatti a di ·C OI tro all'e ot'a.go: da.lla.to v·e nt.ra l ia'tam n te .a l i. opra del diaframma e a i "'tende ·Con de or o pir le in ba ·o a tra e do1· alrnente in ."e.no aU jato e ~of geo .rmi· n an o t al ra app un "ta. al limit fra e -ofago e c rd'as. La bor a mi · ura in. medi c. m. e ditFeri ·c d Ue al re cavità p] u r li p r un minore pe ·ore della m svilup} a come divert· ~ olo dalla or orue ntale da. cui r im. n poi eguito aBa compar a del diafra.mm
dor..;;;al.
Tal ca.vit~· ha un'importanza ·1al la.to pa.tologi o : è intere "'a.nt in q u J l er1 ie di fraromatich il cui d tizio c·o rri.·po nd a] l'jato e,·ofa.n-eo,. "l . a o ernia·r io e •· te pt· t.'o rmato e co ti uito a.} punto dalla bo· r: ~ a. retro .a rdia a ri m1.. ta. in rapporto i continui a co l bor a ome.ntale. A uto riguardo a lla ·tu\ opogr tì " ~ hia.ro be una. ta colta Jiquidl · po :J t rminare un. certo grado di st no i da. compr ione del.l ofago non. tltri111 nti ia.P"no ticabil on co n la cono cenza e la. avità iero a iv· e · tent ". La bor: a retr arù ia.c n bi c secondar ~ am n t l'intiu.enza di tut le a/ :lioni m rho · d gH orga.r i co.ut~gu· come le pleu r iti le, pericarditi ecc. Ii 110 pletH'Il l" trOCO.rdiacO ituato v·eo ralmente alla bor a rid·O tto D l· l'uomo a una empJice ni chza. che la. p eura parieta1 d.e tra i ·ago . la vena cava int'erioret il p ricardio ed il i 1:amma. IJ .: no ha, n l campo atologico minore importa.nza lla bor a: le ue al eradi olito onc m ~tau i qu 11 d Ba cavità. pl u rale de r • In ca .. o i i va il lembo p lmonare, in rappor o on limbo ca ura d l eno vuò o i con le par ~ t1 di ~ . a tra. rormarlo in una ca:~ i ti~ chiu a, capac i di la.t r i iu . ·gaito alL com par. n d· e . · udati di tra. ud.a.tL . B J~· •
~
Pr.:a . · • -
di
atoerehe 1ull& pat:o locta del fuol.o atrto~ vea.tdoolare (f :: io ( ·.,·chi ·io 1>'' ~' le :rieuz1• nudiclu·j ; n. :- 191 .
l.a ioo-HL·). -
Il fv io a rio~ ve ricoJare ~ h dali atrio de tro i port i du \entri oh e ritenuto o m un i. te m de t il to alla. con d uzi on. degli ti moli, ed a H e ioni li e :o f tl !errata la. ·indrome clinica. d Il a.ltera.zione del ·r itmo .c avdiaco ouo h1 ta col n ome, di sindrome di A am ~ -~ tok . Qu to parve furnite la pr va. d.eci i \l" & p r i O"'.t enitorì delle t ori ptn·nm n 1 iog n d Jl'at ività cardia.ca ~ ma. la. d imo traz ion. 1·ecen went p r ata ·eH · i~ . t nza di c llul an. glitui di un I' .ti olo· di fibre~ a midoll t ,. cioe di tutto un com p] o . iF; ema. di c nduzione uro·l n. col re ci riporta a du itare eh !a ·o la t ·eo:ria mio rona p u r.a ba i a .·pi rr r omp]etnmente la. pro l zion del ritmo e d ammettere che in M ~ o a.l,bi um 1 ru· impor a n te anch l' lmnento ner o. o
le io lÌ del fa.--cio atrio-
po l' b e dar i la ragion d. i una pa r::d · .~L i un :in.. uf ·~ienz nr lR A.
wr rami t rmin .li
1
RIVISTA DJ MALATTI E V.E~.E.REE E DELLA PELJ "&
603
A suffragare queste vedute, in parte anco ·a teoriche: l autore ha studiato istematicam.en.t e il f&scio di i iD 7~. eu ri. i cui 13 in lll.Ol' ti improvv.i e v tapide cUnicamen.te per par:alisi cardiaca. Complessiva m ente 1 reperti se non val ero a spiegare i ea. i di compen o e, di aritmì.a dimostraro no che le lesioni gravi de.l fascio atrio ·ventricolare flogltiche, regressive, si rioontrano in casi di morte 'improvvi a, di mort per pa.rali· i cardia,ca. È logico, per.oiò pensare et · ~ e~ "'i te un h timo rapporto di c u a ed eff' tto, ~ra la. le ione del s~stema. di conduzione e l in· tdnciem!:a. e la de olezza cor liaca· onde per una cau a qualunque. valuta bile ·O no, -.j può cred re a ~. ai ~a H limprovvi a. ~azioo.e ell'a tività d l cuore· e, la con ecru.e nte para.H ì. Ma oggi D.on. è sufficiente parlare di un . i tema muscolare i conduzione, ma ·è » -c ario ammettere \l'n comple so sistema n uro-mu. olare. :E 01 e in 1 ioni della parte nervo· a J i e •O · i potrà trovare la spi·e,g azione de' d.i tl rbi di ritm'c' i~ di qtegH stati di compen o car ia.co con tutto H cort o dei intomi cHt i i. che rima.n ono ancoJ:.a oggi ·O. curi senza. cio una cau a aJ atomica r!levnbil e icura. D. B NO.
RlVI~TA Dl 'ALATTIE VR' EREE E O~lLA PELLE A~TONELLI.- P laooa mueo•a. 4.e ·l llm.b u• cor neale. BlllUde •eaoaaarla 4ella oo . gi.D .ntlva . - (Annale d nwladi.P · vé1 1;1"ienn ottobr · 190• ).
.....,.•. .. l
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L A. riferisce U caso di un'inferma arl'et.ta da :i Jlid.e deHa. coucriuntiva bulbare e ·del limbus, diagn · i oonfermata dalla pr~ enza di una pia ca identica uUo te o lato deUa Hngua. La ricerca. dello. pir·o chete riu ·d ne·go.tiva : per' . i deYe te.n er conto, et e la lesione era antica, e Pammala.ta. era o topo.s ta ad una inteu cura mer~ltriale.. L · placca ruigliot~ò ·col pro eg·u·l ento deLla . ua. In eguito -o· pra.ggiuu un'irite intensa e ribel :e. La ifiHd.e: econdaria della congiunti v IJre ·enta n .a.nife tazioni. multiple: a) congiunti- ite se:conda'ria analoga. a.Ha fat·ingite dHlu.,a. .a ngina i iliticu • che eoineide pes o con la roseola. Può anche av r i nella. er do. itilid- . b) papul'e sifUitiche della eongiunt.i'ra, 1~are p· r l peciali condizioni i que ta. muco a. Le più frequ.e nti sono quelle,. che intet·e.s ano con. te~m ora eam nte il bor o palpebrale e la mucosa. con ti~ua.. La eongi· 1nti va bui bate è più 1 o . ed e ·il pa~ pule che di. ver·e placche mu('ose. · .~ ue te· papule ono mobHi, po tabHi eon ltl. con~in,uti va,. di color·e r ameico, g1·Igio rossa tt·o o ro e.o·. Si a. ociano a .m od i 'a ren.z 101 Jnfiamrnato:ri.a. c) p.la ··cJ;.e n~ueose. Le, placche mu·cose della congiuntiva bulbare ono t'are e molto ana.loghe a queUe d·e lle altrè .m uco e. 'pe : o i hn.nno con t mporaneamente lesloni oculari ed. orali. L 't iri te con temporanea o con ecnti va freq ne ~ te m.a in gen ra~e d:i. prognosi benigna. Le p accl muco e della. congiun i\:ra ouo poco gr.avi~ cou una cura merc 1.riale b n. fatta pari ~ cono in g. · ttiman . Lo. eura locale ~i riduce alla. pulizia dell' ·o cchio col id di n ropiu.a o H atropinP.
RIVI TA. DI :r.tEDICINA LE a.LE
·c ocaina. Bi ~ogna. perb rL rva.r·e la pro D'no i nelle plaecbe mucose della commi ura, ohe 1. ·o.~ ono produrr·e ever ion del punto laerimale defo:rmat, dolo irre·p arabilmont . i devouo d· • in ue:r·e tutte quest~ forme da. qt1eUe -ec,ond.O· terziarie o ·terziarie lovu te alla. ifilid ma.Hana la cui pt-ogno i è molto più o-ra ve Bisogna pure distinguerle dalla. sclero·congiuntivita · ~ litica o jnfiltrazion gm mos1it. diU'u n. ()"ela -ino. a d lla or giu.ltiva. di cui è dubbia la natura pe iSca 8. RuT.
BbuK F. t maggio·r e medico. - r.a. iebol.e&za meatale ooageal.t a nel aaol rapporti ool •erv:lzl.o mUltare. - (BibUothek on oler., volum XXVII, l l ) .
Dott. T EOFIL
l
L'A lto:l7-e in una dotta n onografi.a tr tta Pargom.ento d.e Ua debole.zza :menta] congenita d.al punto di v.i ta del s rvizio militare. eoonna. da.p prima a11a frequenza della ·comp:a.rsa della d bolezza mentale nell e erc.ito germanico e dice·, be, mentre nel triennio 1840-71-72 i ·r iform.a ti per· ottu-·ità di m·ente upera.v ano tre voi~ i riformati per alienazione mentale,, nei ueces _ivi trienni l·e rifo.rme per ottusità men.t ale andarono dìminue.ndo ma c:reb· bero gradatam nte pa.ra.Uela.m·ente le riforme per malattie mentali, e nota che da m esam.e fatto sn· oldad colti da pazzia, ~~· ulta; che e i avevano di regola. una co tituzione p jchica congenita.mente debo·l·e, e ehe il maggior·e numero di paz.z ie si verifi·c ' n.ei me ~i. ìn1zia.li di serv~zio· . -n dica, poi . che J.e forme c] ini·c he, rinvenute piu frequentemente neU' serci t..o, di debolezza mentale conge~nita furono le forme di imbecillità di vario· gra.d o ·ed anche, al eu ne fot·me p· ù lievi. di idiozia ; parla dei danni a,rreca.ti al servizio ed alla di c.ipHna militare dai -oggetti a me~ ntalità idiofca. ~e da m ·o lti imbeci1U e soc:rgiunge che ·egl· guidato· da una larga e ·per· e.nza pet·sonale e sulla. base, anch.e d.ell.e o s.ervazion.i dì altri col ~eghi, l'i tiene che i ca i-limiti di idonei t! al servizio ieno rapp.re entati dalle forme piÙ' l.e ggere di. disturbi neU'evolnzione p ichica. Ripo·r ta a tal rj&uardo mo.lti ca i dj r -clu·t e inYia:te, n.el 1904:, in o se~:vazione presso l'ospedale milita:re di Stra burgo ( cni l'A. ~era allora .a.s egn.a t.o) pe~ rcb 1·itenute non a te com pletaJnen t al ervizio dal punto di vi ta psicolo i co: eh· bene , al seguito di ripetute prove psichiati·ic'he, ba at~ opratutto .. ulla oo tata· zion.e di svih ppo dell faooltà p ico-a ociative ' c·o ndo i metodi Sommer,ziebein fu rilevato 1attar i in e. e, di ca i Hevi ·d i imheci ll.tit, compatibili c.olPed.uca· :zion.e , mil:itare. H UCCe._ hro , spelimen to reg i mentale ·COnfermò le previ ÌO·n.i cientifi.c he e. la. gill. te.zza. del provved inento p re·. o ·d,a i mediei delPosped le mili· ta1·e di . tra burg·o. - a quindi, parola d.ells. d bolezza mel_,tale congenita, complicata da di· turbi n l vo i e p ichici allo tato acuto· e AI profittando del largo m.a teria.le di o r· vazione, fol'ni ogH dall'o p dale an zid·etto, a:ff r.ma che le più frequ.enti maJ ttie 1
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compb nti l'indeboliment o psichico da cause congenite o:no l epile~sia, l ·a llucinosi u :fondo epilettoide., l i teri mo e i processi dem:e nziali gi ovanili, a propo ito dei quali, molto spes. o r icorrenti nell ambiente militare~ dà. alcu.ni esempii inte i a mettere in. riliev·o i sintomi iniziali d Ua demenza d.i KriLpelin ( entezza. str:aO·rdinaria nell'eaecuzio·ne di ordini di qualunque altra manifestazione psi·co- motoria, i pobuHa, stranezza ·e ineonsegllen.z a d' condotta, pe1·io licità di umore). Tocca po.i il lato p· idia.trico-foren e della. debolezz.a m.e ntale congenita sostenendo che gli individui a mentalità idio Hc~a ·e gli imbecilli di g·rad.o anche :mediocre non. dovranno es ere ritenuti responsabili di atti crimino i. e.v·e ntua.lment.e eommessi nei reggimen.ti, perehè poco e.volu.t.i nelle loro f'acol tà di coseienza ~oppo soggetti a d.iso·r dini di volon-tà: però, per ~li im becilJ i di rado He'v&t che. in mass·rna sono a.da:t tabilì al ervizio., l A . ritie ne do·ver. ~l app1ica.re in ca o eli reati militari, di r gola, la responsa'bHìtà parziale. Indi pass:a a fare ·c enno de1 metodi più sicuri di diagno.si ·· oU cita di vizi· tnentaJi congeniti; e, dopo aver ricord,a to a tal fin i1 valore che h.a in queste eir-eosta.uze l'anamne i, f~ menzi·one dei progre i cleUa semiotic.a psicbia.tdca, ottenuti in questo cam po in que ti ultim.·i aD'nl, raccomandando l'applicazione in medicina mi.! tare dei proeedimenti moderni di Sommer, di Ziehen., di Ebòingbaus., PrGeedi.menti cb e l'A. ba at.tuato eon ottimi risultati, fino d.al 1906 per deter.m inare grado d, ÌD·COmpletezza di sviluppo delle ftt nzioni men.t ali. N·o n ta:ce del ?a.lore del reperto mo·r fologico· nella diagnosi d.eUe ins'Ufficienze psi chic he~, ma aff&l'ID:a che la d·e:ficienza. di sezion.e cranica., la preminenza. deUa sezion.e aciale, 1a d.il'&Zione sfugge.n te d·e lla fr~nte.,. ·'ampiezza de,i · enì frontali,. il progn.atismo il PlOgetJ.etFCmo, . le assimetrie craniche ·6· fao i aH po sono a vere importanza diagn.otica., i_n relazi·one..solo al lor·o grado di evil1ppo e al loro num ro. Accorda ancbe. un certo valore diagnostjco alle· a.nomal'e s:t rutturali. d.egh. organi ge:nitali; non aecord& ·v alore alcuno &Ile anoma.Ue di forma o di dimen ione. e di impia.n to eec dell orecchio. In ultimo e.ecenna al .s istema di reeluta·m ento adottato, fìno dal 1'905 in Germama,. per la eostat-azio.n e precoce delle ahn·ot·mità psichi.che e degli ar.r esti dt evoluzione mentale degli ìse.r itti ·d i leva. Esiste a qn.esto riguardo~ una com mis· s:ioue inferiore di leva ~composta del s indaco, di varie autorità .a mministrative di varie autorità di polizia,. d1. nn uffiei.ale ·med ico) la quale ha l'ir carieo di ra.e .. eoglle.r e di va.g liare ·t utti i dati. relativi an eredità di cìas,ctm ì critto del suo contegno in famiglia,. del suo pr·ofi.tto· scolast'co, eec.; ·ed. è ten uta opratutto ad assumere ampie informazioni per gli iseritti, rieove~a.ti in case dt correzione nelle prigioni, n elle seuo.l e per i rleficienti . in. ma.nico:mH ecc . E, poichè il compito di :&S umere n.o tizie. f.•.uni:g liari e· personaH di ogni iscritto. la ciato al criterio di detU. commissio:ne, urtò molte uscet·t inilita specie in alcuni paesi della Ger .. ma.nia., il m inister-o della guerra. pru siano decise nel febbraio di quest 'anno la. compilazione di uno · ehema di eon.dotta. ne.i rilievi an&mn.est iei dei reclu.tandi, ebe si incardina: 1°' in 'lndagini sui preced en·t ~ er~editarii in riguardo alla criminalità., ali alcoo1ismo, a fenomeni con vulsivi; 2° in indagini sulla legittimità o meno di nascita per parte. dell'iscritto ; 3° in indagini sul suo sviluppo corporeo del periodo infanti1 ~ · 4° in ~nd.agini suno sviluppo psich.ico· .n ell'epoca prepu bere e p·u.b ere 1 • in indag"ni sttl p·r ofìtto scolastico e sulla sua ·c ondotta i ìscuola. I -dati anamDestiei,. raccolti e coordinati con. cura, so:n.o trasmes. i alla. oommis!ion•e snperiore di l·e va (com.posta di delegati su periori del mini ·tero dell'.i nterno
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d e ~ ·v ri ta.ti g rman1 1,, di un ufficiale medico superiore,. eec.) la qua)e puo con trollare, e ctede i dati avuti dalla. com.m i sione inferiore di leva e può 1 ronun· iare giudizii ~ inabilità a oluts. al er·v izio militare,, per causa. i d.eficienz:& con enita mentale, quando da n o.·ìzie. e dai dati tace l i risulU chia.ram.ente cb l'.i critto di leva. trova.si in taH condi zioni. da non e ere capace di edneazione militare. el ca o poi che detti commi ione non trovisi in rado di mettere il giudizio di inabilità. a.l servizio, è tenuta. a. compilan! pet" il medico dir g imento un a. cheda ove i ano regi . .rati i d.ati a .1amne tici dell'iscritto e ia fatto in ito al n edieo di o er arne il comportamento pratico onde. poter trarre dalla vita • a.t i a r~O'gimenta.le, ulteriori eJementi per ·e ventuali decisioni medJCo-lega.li da prender i in un o. pedale• .Afferma he tal istema di reclutamento, almeno secondo e;m er.g e d.all' e pe· ri.eoza di un trìennio, erve abba tanza bene p il " n non inoorpotamento cene tile delle ercito o, per lo eno ·p er la. solJec"ta eliminazione da esso dei deboli dj m· n più gravi, . pecie de·di idioti e degli imbecilli di grado medioc ~e. ·a infìn voti~ che le nozioni più elementari di p ichiatria. si diffondano mag· giorme te nell'e rcito tede o e perciò plaude alJa recente di posizione del p1·of . or La er·, g •n rale medico addetto al XV ·c orpo d'armata., econdo la quale d i po bdon il m ed i.co t·eggimentale tenn to a im.p arti.re, o·g ni anno, ne,i .m e i invero.aH istruzioni d.i p ichia.t ria ag1i ufficiali dei reggimenti dipendenti da que] corpo d'armata, fa anche voti, che U numero d.i dieci ufficiali medi,ci coman· da ti ann ·1alm.en te a lle cliniche psichiatriche o ai manicom1i pro ·iani sia. .ancor& amnent to e che le sezio i per gli affetti da neuropatia e da p ·copatie, ià i ti· uite in alc:.tni .g randi o.. pudRli militari pru sianì, iano in breve i ·tituite an he n g 1i o pedali di econ do ord i.n e e si e LO dirette da peciaJi ti. A t o r. . l.
DocilE, maggi r m dico dell' ere i o fr ncese. - Deaeneratl e .a qulltbrati nelle oompapie dl 4t•olpUD.a . - (Gadu .,;e, lugho 1900). on t"ibuto agli tud.i p.,·ichia riei militari con qu te s·e rvazioui ."u i mJ onenti I- compagni , i di ciplina di Ol'ron l qunJi co i t ui cono i co "Ì de ti co,-pi di prova. Ai d tti corpi, cioè, ve crono a, gna.ti tut · i i .militari incorreo-gibHi n i mezzi ordinari di eattivn c.oudotta. abiunle · e vi . ono tenuti in . perimento., on un r gime molto i'mil a qu d i t u·rrim ~n i alv·o la libertà. di. u eire i ola i: quelli he mo trano di emendar"'i po ono es$e1· reinten·rati, gl :i altt·i ouo trasf.e riti alle vere. c.ompagnj di di ciplina d Algeria. )u · ta importane org;\nizzazione che agLce c·o m·e un fil ro 1 er i nilitari a,n o· mali onta da SJ7· a 5 otra tti che si rinnov no in part 2' volte a1 me • m r ' ada t i •on;l;ogli di di "plinari .. ice h' in un anno l'o . rvatote può s·t udiat·ne piit · · m mio-L io. I 1·i~ult, ti d eH e in d agi n i del oche u di 80 casi ono: a.) 1 r gli ant c ·denti ereditari: i voi t a enza B pRzzia, S uicidjo 81 al · oli mo r at rno. 5 p:le:-;, ia 8 i t rismo, .-..H tubercolo i (di cui 10 v·o lt iD 1 ol a o )· ò ) pPr o-Ji ant cedenti pe1·.·rmali: 16 volte a . e1 zn 52 a1coo1ismo (!) I dj -turbi n ·'V t tic i n lL' intanz·a 8 malaria , tifo, 2 t ·auma.ti. mi cranici aL·avi · c) per l stigm.ate de!;enerati ·e; in . og e ti a enza lS voi a imetri ·ra"of'a cin li 42 fa ci t ] id: o anch b •stial 6 n t.e di al ooli mo · Il
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Gli • .~ i . on o propo ti U on _p.to di dare alla. ]uce un trattato ])ra ti o d. p. ichiatria. t'or nse che ri "" pecchi il mo,·im nto . c'entif ~ o a. .. uale in fatt di il. ·io]>atologia delle t .e applicazioni. Il poder'O o lavo1·o è d ivi ~o h · Tnri·e parf: di . e la pdmn e la. zione ptima. d.ena ee nda p~ut , affidate al prof. D san·c · ."lon già ed~te. La pr·m.a. pa.rt BÌ riferi ·ce J la . em.wti !.B. p icbìa· ri. deH ar ,nato e det cJ·i .. inale e dà un quadro ·on pl to dei . in tomi morfo~ogici~ funzio-HtJi e me n ·a li d U uno e d l P altro anomn.fo. Neli E:Jsame morf'ologico e~ t mo P A . tra1 tta. d l conce t ·d i d. g n razio ; dell ntità d. i ~cat·atteri ata ·i ·ti i ·e pn t l n-· i· si di ffon d " 1U i m po rta n za. deU a me d. lla _a.t. u~a d li' indie pon ral di Li vi e sull imlJorta.nza capitale dell esame d ]a t ta ten ndo conto deHa cl&. ~i 'ca rgi d ·l tipo cranico -fa.cc.ia.]e, t o.lengbi, la cui ono c· nza. preziosa p .rch · oflre a io, di. nppr·ez1.are J: per Htà intiera indh,idua.le ~· dit giu te proporzioni an' auali.·i e ll ~mo md i . d. l degli arti deUa cut e del ~ ue appeJcru i. Rigua1·do aUa ._ miotica funz'ou ai ~ m te in riH vo. opratutto. i mezzi che permetton dì obi t , h·are le rictlrehe che sono i d minio d · Ila p icologia
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RIVI TA DI MEDI "J SA LEGALE
pel'imentaJe (p.neumografia., ca.rdiogJ.•afia., p1etismografìa ce.) :; - i d il un a ~ • .1 ' e a m d·eUe funziooi. mo ·orie, importanti dal punto di vi ta p Ì·chia:trico in ordio.e ·opratutto ad pt·oce _si dem· nzi li giovanili, &i. f:enom·e ni isterici, .a i fenomeni. pa.· t · li tici t ai neu ·a tenici ece. e pa -- a . poi, alr esame delle f unzioni ·di sensi'bHità. generale speoi 1Bca.., a.ccenna.nd·o agli ultimi l'itro ati s ientUìr.i. in rela:z·ou .alle . en o p rcezioni visive per ·opera ·d i Ottole11 -~ h i, dell'A. , t ~ o e di Pari otf e il1 relazione alle S:en o-p·et· e.zioni a u ticbe per merito d. R nter, O. tino, N.ieddu ecc. Ri. p tto .a ll'e ame p icologi o,. fa una descrizione pa1· ic htreggia.ta dei pro - i p i-eh ici e d e· loro disturl i: in i.ste sulla. forma d.' inte:.·roga.t ot•io do. t Pn rsj davanti ai deficienti. tu ri1 ievi d _ gui.rsi pe1· .b . con ta.t.azione d.ei d 'sordini d · la · co. cienza e della. m. moria, ·d ando a pt oposito di ques.ti ultim i , un modello di ah uni odlu.li p r l' perimeuto d l l.e a ·-. ociazion.i ideali il cui impiego. è da. racooman.da.r .i, viva.men t anche nella pratiea. m dico-milita:rfl opratatto ueU e s me del gTado di viluppo p. i hico di i critt i di leva. a. menta lì:tà. to:r·pid.a. Non tras ura ndizioni p iehiche o psicoP impo ~· _anze. d.ella. mim ·ca n ella. valu taz · one de1le woraH, pe·c ie del c·r iminale · i a, dà ultimo, pa rola del ì;rtineato d Jl indngin anAmnestica nella dia.gno i d.i pazzia. e, nel Pe,s am·e d. l delil1qu. rrt . .ella econda pa.r e d l lavoro da. una de crizi·o ne dei singoli gruppi di .Jie~ nati mentali,. divi. i in cinque cat gori :· 1'0 i. r ut·o§l sicop·a ti ·i; 2° i dege ·erati p· ichici 3'0' gli in tos i ca ti ·
4° i frenaste-n ici · 00 i dem-e nt.i. Il p1·im.o lg rap·po acooglie neu1-opati ·i di molto interesse dal punto di vi ts JniHtare·,, gli epHettici, di cui ono ·o rm;a.i noti i rapporti colla ci·iminalità. mul i· forJ le:. secondo gruppo racchiude molte fonne p -icopa.tiche d.i sp eia.l importanza per il :medic-o · i]) .a.ret quaH ]a paz.z ia morale, le· p sicosi circolari, freque-nti nen ·esercìto in forma attenuata di ciclotimia e responsabili .s o en di uicidi · la pa1·anoia ch.·e è H punto di origine, an be, in forma t.enue come rovasi nen · m· bien ·e miU.tar , di molteplici "nfrazioni disci plinari.. n te1·zo gruppo . i riferisc-e aU amenze, alle ps·icos i di origine aleoolica, p ].
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l agrosa eec. ll quarto gl'uppo aUnde ai fr·-na te.n i -i: l A. distingue i. frenastenici e rebro· patici (id.ioti), i fr ·na.sten i·c i bìopatiei (imbecilli) i frenastenici cerebro-biopatid daUe frenastenie intoma.tiche , fa ampì·o cenno d·egH infantUi . mi in relazione alla loro tnorfolo I a,. alla. pa. togenesi ipot1ro·i dica. ece. La. quinta ·ca. go1 ia par la delle de,m enz : tt·a es ·e la.l punto d 0 vi a. mHit:are. ·v .a.nno 9 · gnalate, la. demenza para.HHea. e. queHa pr·mitiva: l'una m.o ito f:r.e·qu -n t e tra i militari d i ba o rango, P a l·tra. inter s ante l'uffi-c iali tA. Dell' ma d.ell'altra forma morbosa,. l'A. i in.t ra ·tiene sulla . into·m atologia e sulla paro~ genesi, e pon - ndo le , eori.e eUol i !be l pi ù t· cen.t ì. In oonelusi.o ne il librot bene. elaborat·o, scritto in f orm.a. ch~ara. ... ordinata è · nperiore ad o•gni elogio e sì raccomanda calda.m ente aJ l'attenzione d Uo · tu dio o e del pra ic·o : ed è da augurar·si che veda p·r esto la lnce anche l'altr-a. pa.r·r.~ r·ou· cern·e·n te H lato m dico~legale della p ÌCO·-pa.t.olog·ia e di e\ 1i a.VVert Un '\.'i\•0 bi -ogDo da· me ici.t dai gìuri . i, dagli s ud nti F . AJOLI
(09·
RIVISTA D'IGIENE MILITARE M. Suou. -
Opportua:ltà eli o&•• per ooavale•o•atl. - (Journa.l tl/ltygién.e,
... 5 gennaio 191 ).
Il Sudre, ehe giA e per pare.cch"i v·o h·e si è pr.eo<J·c upato deUa. con.dizio·n e de.i. ·olda.tì oonvalesce·n ti, ril va ·CO·:me nella gran.d e maggioranza dei casi, le licenze di convalescenza, conce se, ai militari non danno qu.e.i benefici. e.We:t ti, c.h·e si h.a i.l diritto di ripromettersi,. oltre all'inconveniente ch.e spesso,. con sHfatta disposi· ~ion ~• .s'impon·e' alle fa.m iglie un grave
peso.
L'A. propone l'istituzione di apposite ·c ase. di con vale. e~nza, già reclamate da~. 1001; ed H principio della. 101"0 organ.izzazione fin a·anora è consacr to. nel regola:m.en.to ul servizio· sanitario, ma, perehè il Sn·d. r~ ìnsi te uU' a.rgo·men.to, vi è ragione a. ritenere cbe, la qu.e stion.e sia rim.a sta .in Francia a.Ho s.t ato di. semplice
proposta. P11esso di noi,. come si sa,. esiston.o· sei depo.s iti di oonvale ·cenza., che corrispon· derebhe.ro aUe eas·e di eo:n ·v alescenza propugn.ate dal ud.r e. Es i furono istituiti aUo scopo di raccogliere quel militari che non pos ono e{)mpiere, 1 ·c onvalescenza in famiglia. pe·r mancanza di m·ez·zi di us i · tenza. Non è fuor ,d i luogo· 1·icordar-e che la commi .sione, d' in~biesta per l"e·s er.c ito nella. relazione test~, pttbblìcata ul (}OTpo e servizio sanitari o milita'f:e, ricon0$e, lutilità. d.ei dnpositi di eonvalesee,n za e' H loro re:g olare iunzì·o nament.o .~ ma. os~ ·erva ·c:he i locali,. per lo più. di provenienza demaniale, non .s empre. ono abbatanza adatti. a]Jo ac·opo, e fa voti che vi si arrechino dei migHoram nti ig.ie.n ici per da1-e a questi stabilimenti un as etto definitivo. A. A,.
M. MARTEL. -La oarae • U ve·t tovagllamea.t o Ielle truppe la tempo di J'Qerra. - ( Ret-ue .seientiflque, n. ~;, 15 ge.n naio 1910). Hal"tel, ea.po d.el servizio veterinario .s anitario alla prefe ttur.a di. polizia ed autore. di numer.ose e d inter·e santi p tbblicazioni si ·o·cc rpa. d 11' impo·r tanti. simo argo:men.to con er:iteri veramente m.o derni. Egli innanz.i tutto· eomincia col rilevare come la. carne' costituì ca uno degli elementi essenziali deUa .r azione del soldato sia in 'tempo di pace·, sia 1n tempo di guer:ra. Essa non. :fo.r ni ce soltanto aHmmìnoidi ricchi d.i az·oto e g~as i (sotanz,e di elevato potere nu.t ritiv·o) :· m.a I'appr·e se.n ta altre l, · assime ·quaudo· è bea preparata, un alim.e.n to g.r adito al pala·to, facilm.·e nte digeri.b ile e· a . a i apprezzato. La. questione dell"a.limenta·z ione. d·e lle trnppe in campagna cl eve consid~erarsi sotto tre principali aspetti.. Oceor.re · 1° dare a.i soldati ca·r ne sa11a e ben prepaJ'.ata. ; 2° farla .a rrivare rapidame-n~ fres.ca in lnunw stato di eo nse)·t:azione ,· So provvedere, coll'impianto d i stazion1 maga.z zini, aà 'Un.a iserva d'i caT ne ('re ca re~ qua.si in~lterabile per un periodo di te,m po .a bbastanza htn . o. l repara.done~ della c41'1UI on è il ca o di ripetere cib che o1•a.m ai è ricono. cluto come un asliioma o ia. che i ·oldatj per poter t·e···i te1·e alle dure fa.ti. b 39 - G' ~·nalt di medicina m ·uro,. . - f'asc. VH· VUI.
BIVI 'TA D ~ IGIEN.E MlL:tT RE
della. guerra devono alimenta.r· · di ·c"bi molto nutri.tivi, facilmente diget·ibili e bene a.ccettL . e con· egue che la arne dev'es _ re i buona. qualità, ~ ana e aU ita, il mello pes o po sìbile otto forma di vivan.d a fredda· nun troppo· gras a nè magra. Vero è che e il rifornimento di carn.e de·v,e·s sere f·atto per mezzo di m.andre d · be tiame, d1e segttono ~e truppe nei. conv·o gli deUa retrogu.a.rdia, è qua,si certo c be i so !.dati non avranno m.a i carne bnona; poi.e he la carne., provenendo da bu.o' affat.icaf per unghe· ma,rce e spossa ,i per privazioni e forse anche per m.a lattie, aril idroemiea e poco nutritiva, e' perc"ò non adatta a.U'alimentazione. Indubbiamente un mezzo ecceUe ··te p·et· dare alle truppe i.n campagna cibi a.p titosi, e piu pecialme,nte earne ben pt•epa.rata e ca.ldat è ru o di earri-cu.c ine. ·a guadag.na.no l'energia e 1a resi tenza. delle trnppe,. chrahoc, del commi sari.ato a:ustriac·O; ha m.e s o in rilievo gl' immen i serviz i re i dai carri-cucina alle truppe russe durant,e la guerra .in Manciu.r ia. · 'f ) .j pur ottimi r'sultati si . ono .vuti negli esperimenti che sono sta.:t i fat i in. altri pa,esi d.u :;ante le ~randi ma.novi·e •. p
Blfm~nim. ento di earn {1• . ·ea. eU 1a:t tualità in. F .r ancia (e po iamo aggiun· gere, pe,r parte no ·tra anche in lta.Ha.) non vi è altro m.e.zzo. di rifornimento di e ·rne fre ca per le truppe in. eam.pago.a. se non q u.ello di o.m minì trar loro car:n P~ di anima · apparte.n enti ai ·c onvogli delJa retr·o go.a .rdia. Con questo mez,z.o P·BJIÒ. olbe aH' inconveniente poe a.n.zi a.c cennato di n.o·n poter fo rnire alle t1·uppe carne buona nel ve'l'IO senso de1la. parola, un.'a.ltra. difficohà a • .i grave si para mnanzi. ed. è p.ree1sa.mente quella d:ei trasporti . Ma una t:ale diffi oltà può s ere atte.n uata con l'n o di ca.:rri a:ut.amobHi. E questo modo elegante e pratico di ri olvere in parte, il grave pt·oblema h. ' già A\ uto lo. sua a.ppHcazione in. Germania, ove eentlna.ia d'instalLazioni t'rigori· fer.e in perma.neut · e8er·c izio permettono di aver delle .forti 1•iserve di ca.r ni r ·· 0 friger.a te (a 2° o }, oppure di. ca.mi congelate (a- IO ). Reeentem·en.te sono· tate fatte delle ptov·e con buoni risul ta.ti.. on siffatto .i tema l bestie, de ·tin.ate giorno per giorno· alla maeellazio·n{) potr-anno lasciarsi ripo ·are per q tt&lcbe tempo, poi t acetiate con calma. e nel miglior modo po i bUe, potranno e . ·et·e tTasporta.te r1Lpì,d amente in ;a vanti ul luogo, dove aratnno giunte le. truppe. In ~ rancia nelle u.lthne mano\rre voltesi nel Borbonese H ìuist o della. guerr.a ba fatto e · eguire degli e peri menti di trasporto della carne eon carri automobili eon un. tipo di ve tura amp~ potente·, li una. fo·r za media, di 12 hi· 1om .tri a.U ora. E .ss. è oo eruita in modo da. po·ter tenere so pes.i, in nna. pecie di ca a a paret.· is;>lanti lO buoi d·e l pes~o medio di 250 ·e h ilogram mi ·c ias·cuno equivalenti. a 6000 razioni. ·n ventilatore as icura. H rinnovamento d·eU aria e. IH~l ea. . o la t . n per.a tura si elevi. una peciale dispositivo,. collocato o. Ha parte po tetio1·e d lla vettura.. fa. si che Paria; pdma d~ attraverc are il ventilatore, · rnffreddi.
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'istf•mi frigorific,i . - In tempo di guet·ra tut~o !'·e sercito ted.esco pota·à. no~ tl'ird di carn,e eonse.lvata pet· tnezzo, del t~d. do grazie al grand n.umero di matt~ toi pro v isti d' in tali az ioni frigorifere·. sparsi su tutti i punti. del territorio della. ·eru.l ania, d i gui ~a ehe arà po ~ _ibHe con ·Ol'VB.l'e ri erve di c rne p• t mo i n1e i. n liattel que.::,to propo ito, ripol·ta. ndo.~ i a.d. uno tudio. d. ehwarz- o . erv
l1 .
611 cile la potenza frigorifera in Germania. è considerevole, e enza t ma di errare, la calcola. a l · ·20 n1iUoni di frigorie all'ora. In Fran.c.ia, ad ·o nta che .n ei dintorni di Parigi esis:tan:o numero ·e installazio·n i del gen·ere., la potenz.a frig·o rifeta, tutta. sommata, è ben poca cosa ·~ ·e pttrcìò sa.rebbe assoluta-mente impos ibile, pei bisogni di vettovagliamen to in campagna, di refrigerare · 00.400 m.ila ch.Hogrammi di carne al giorno, senza. dire che manc.hel'ebbero poi gh · peeiali mez'Zli di tra porto.• L'Inghilterra, abituata da lungo tempo a consumare car.ni co:flgelate, prove nienti dai suoi lo.n teni possedimenti (Austr.a lia, Nuova Zela.nda), non.chè dalla Repubblica A1·r;entina, in caso di noue.r ra. non fornirebbe ai suoi ._oldati se non carni. conge.l ate; poichè, oltre a.Ua buo~na qualità., è a sicurata la eonve.nie.nza del prezzo. Durante la. cam.pagnw. delle 'ilippi:ne e di Cuba gli Stati Uniti del Nord. ·àme~ rica. con .ide,r arono come . alimen.to di scelta; la. carne conservata. per mezzo rde-1 freddo. Cosi pure gl lngle i durante la guerra del Transvaa.l fecero u~o. con ottimi ri oltati 1 del freddo. per la con e1.v azione delle carni .; tanto· che il colon n eU o R i· ha:rd on ebbe ad e primer- i : (( La. earne. C·o ngelata. h.a. a.lvato i1 .ud-Africa. ». Per queste ragioni gP Inglesi tengono dei depositi di car.n i refl'"gerate nei loro lontani possedimenti e lungo la via d:eUe. Indie· (G[bilterra, uez, ecc.). In tesi genera] ' , è 1 cit , dire che p·resso molte D.azioni sono stati costruiti. grandi m.a gazzin.i di deposito frigo:riHci dì ,g uisa cb-e in caso di gu·e rra arà reso pos· i:.ile rifornir-e le truppe di ~carni con ervate per mez.zo del freddo~
Valore d ll t arni cans 1•vats 'lnediante il (1· ddo . ~ La carne t~frigerata a
+2° in a:tm.osfera. poco umida, mantiene per ·parecchio tempo l sue. proprietà n.utriti e e gu to.tiv·e. Ma. ,d isgraziatam·e nte S:e la con 'ervazi.one data. un pez.zo; a eau a. della maturazion (f'rollatara.), la qu le constst.e in u.na specie di autolisi d l m.u colo, e indispensabile che n~eHa. ta.gio·ne calda la carne, in. cou umata. al più ·pre to· pos ibile. In te.m po d.i guerra non. poche difficoltà ci sarebbero da temere p~er trn.. por tar la carna rafrig·e tata dai mattat oi ·e dai magar.zini di depo ito con i talla.z"oni frjgol'ifere nei lo·o gbi, dove, dov.r ebbe e ·e,r e consu.ma.M. .È da notarsi poi che gli urti e le numero e mnnipolaz.ioni possono far subir al pr"Od.o tto delle alterazioni , comt~ pecisame.n te e tato eo·n -tatato in eguito ad opportun.e e. perie:n ze. com~· piute da apposita, commis ·ione ai mercat.l centrali d.i arigi (Hall(I.S cent~rales) .. In,·eee la carne con, "lata, sopport.a ene J.e m.anipolaz.ion i.. E sa com~ rva le ue qualità,, e pr en.ta si li beU'aspetto·; purehè s· a pro·t etta, a U~ up rfìcie, d.a conta.rninaz~oni ace· dentali. P r l'imba Uaggio ba t ano d i ac,chL La arne ·con.g elata, come richiede lungo te.m po per congelarsi, e i ricorre al metodo deUa con e1a.z ione lenta per - empio a - 5° C co i pure impiega lungo tt,mpo a. perdere le ue frigm~ie. È stato dimostrato ch.e l'eqt Hihy··o fra la t ·1 lperatura. terna (- 5°} nou s~ stabilisce se non dopo· alcune set,· ima.ne, ciò perehè. · o .e l sa,. i muscoli ono· ee.t.tivissim.i condu.ttor.i d -l calore. In pr81:tica., nell'.in·t ento d'1mpedire lo spaodimento di ·sie1·osi'ta mn colari, che soglio o produr.si, all.: nchè la decongelazione è troppo brus a., s i ha cu ra di collc:ear&. l·e, carni eo&g·e late in camere la cui temperatura i mantengt" a qu.a lch grado al disotto deHo zero. La. carne. cong·e lata a diffel'enza di quella re.fr.irrera.ta. i ··on erva p r nn tem~Jo abba ~a.nza. lungo dopo che è stata me a. fuori dalla camera fri gorifera. In e··ta.te. p r inq·ua o sei giorni, n' è po ~ibile H trasporto e C·OD. ·umo.
n
612
RIVI T.A D IGI.B:NE ~n· LITARE
Carne in conse-rva.- Fin.chè non. sarà. ·po .. ibiie di avere un or.g anizza.zione modello .i da. possedere dappertutto riserv·e dì cnrni congelate· di utilizzare car:ni refrigerate, r.s.ceolte in camere, frigorifere, è m.e stieri d1 cercare altre, soluzioni al problema d.el vettovaglia.men.t o delle truppe in campagna . Ed. è eviden.t e che non si può pensare, nemme.n o per un istante, a sopprimere· rattuale sistema d lle carn1 sterilizzate all'autoclave, le quah qua:n:do sono fabbricate con. molta cura, oo.s titttisoono indubbiam.en.t e un. alimento alubre e di facile trasporto. La Germania ehe pur possiede ~Jom. e i è dettc,Q, importanti in· talla.zioni frigorifere non trascurà affatto la fabbricazione di carni in con . e·r va, ·ed ha. stabilimenti ap:po~iti a agonza. e ad Ha.selhors·t presso Spandau. D'altr,a. parte i teeniei fra:n.ce i, i qua.H in .modo particolare sto.dia.no queste questio.ni,. So·no d'.a vviso ch.e' conv·e nga sem.p re eon.tinna.re a fabbricare carni in co:nse:rva.; procuran o per altro di perfezlon.a rne i metodi. È vero ehe non i possa fa.r e un u o quotidiano,. per lungo te.mpo a·· carni in conserva.· :ma. g·e neralmente vi. è dell'esagera.zio:n ·e, quando - i dice che e e . o ti-· tuisca:n.o un alimento.~ di cuJ ci si stanea subito .. .AUri '1~MZzi cr·occa.si'otu per oonsen:.a-re le carni. - Oltte i mez.t>ji di coJJservazione ba.sa.t i sull'nso del fr ddo e Rulla stedlizza.zione ad alt& temperatura vi ~ ono altri proces i, i quali, in tempo· di guerrat possono 1··e ndere grandi servigi. metodo an·t ico consiste nel far agire ulla car.n e H gas s.oUoroso. L'ani~ d ride solforosa, che si origina dalla com.busti:oue dello zolfo nell'aria è un po nte: antisettico. Dovendo ricorrere a questo metodo e indispensabile eh · la ma·c ]a~ zione sia ·q uasi asettica, cercando di non azionare le. ossa e di tagliare le pa.r tì molli in corrisponden·z a delle articolazioni. Di più., pe.x· impedire che il sangue ia. in·vaso, da. germi (deU'inte tino), ·oooon·e ebe prima ·dello. macella.zione gli animali sian.o tenuti a dig.iu..n o· p r 24 ore almeno. l soHì.ti a.lcalini che si prod.1oono per il contatto dell anidride solforosa ( O 1 uUa ear:n.e,.sono sostanze di debolissima azione noci va, tanto vero che in Francia si tollera la presenza de'i soliiti nei vini alla dose di centigrammi 30 pe:r liuv. i hanno dei ·v ini che contengono dosi di solfiti due. o tre volte phì · orti di quell te tè accennate. e non risulta. che ·e· ercitino un azi·o ne tos. ica i:n coloro che. n fanno u o. Ltul timo Con gl'esso per la repre sione deUe frodi (1009) ha a.mlnesso l impie o dell'anidride solforosa. per dive·l' i alimenti· tuttavia, per quanto si r'iferi ce alle carni, lu. q, ue tione è ta.ta. ri · olata. nel enso che in t m pi ordinari ia. proprio inutiLe di eon u.m at•e carni oon.t.enenti acido olforo o Ubero o cornbina.to~ A ·q ue. to p·roposito· giova osset·vare ·c he l"azion noeiva di una ~ so tanza. eh·mica~ impiegata per conservare un a.limt:~nto, 1, on. po sa e .sere tabilita. perin en· talmente. P~el fatto <~he gramml O,oO a grammi 2,.50 di soJfì, ·o di sod.i o, . sor biti da una quindicina di pers ne per dod.i d giorni d.i seguito, non cagionarono in loro aleun. disturbo· apprezzabile (Ab 1),, non ne consegue che las orbim nto qu.otidì . no· di do i molto più deboli n·on po a provocare d.i ttubi gra i al termine di un tempo più o meno lungo. Nondimeno l uso c.li alimenti contenenti soHìti, non è pt tratto troppo a lungo può e sere perfettamente sopportato. Si comprende d mque c·o me ·n t.ampo di guerra. l'anidride o gas ·olforo~~o dati H fru~He impiego e il minimo lJrez:z.o po . a s~ ·re i grande. van.taoogio. ' _uando i ha deHo zol o a i posizione un locale qua1un 1ue, che po a cb.iud 1· L i J ~ta bene a.Uo C.OJ?O·
Un
1
RIVI T.A. D'lGIENE GE.NltB:A.LE E BATTERIOLOCUA
613
La carne eo.s i trattata,. fatta eccezione dello strato uperfic,ial , che forma com un :rivestime.n to di protezione ·ed ha un. a pett.o n.erastro nel resto prestmta. tutti i requisiti della carne fre ca. In tempo di guerra., oltr P.A.nidride ·olforo a, può riuscire molto utile l'ald.ei·de farm.ica (H C H 0), altt'o co1·po non aturo as a.i atto ad entrare .i n c.o·m binazi·o ne con le sostan.z albuminoidi.. n formolo di _trugge. i batteri. e forma alla supe.r ·flcie dei muscoli uno st.r ato isolante. eH1adopera.re le ea.rni. tra:t tate coll'aldeide formica; di devono eliminare queHe parti ~uperfici.ali, che costitui cono una speeie di ri ,~estimento ai mu colL L ese,r eito tede co ha. sperimentato pure, con. buon risultato un proce so di con· servazione deUe carni, bnsa.to ul principio della macellazione asettica spennellando poi ulla carne deU '·a cid.o acetico. L'a·oido acetieo· (C H 3 C O O H) corpo saturo non agisce ·COme un vero ant.isettio-o, ma, creando un mazzo acido,. :ritat·da naturalmente lo · vlluppo de:i ba.t ter·. P er la sua azio·ne distruttiva. alla superficie de.Ue carni è da raccoma:n dar i me•n.o dell'a.nidride olforo.s a e dell'aldeide. formi.ca. L'u ·o de,} borato di oda permette di ·c onservare la. ca.·m e pe.r un certo tempo e quind.i, in ca.so di nece. · ità, esso potrebbe essere adoperato. Concludendo dopo It.e perienz all'uopo ·stituit nei laboratori e nelle ta,zioni di prove dei vari Stati, ì può affe,r ma.re che ne-s- 'UD mezz:o di conserv.a.zione- è ap:pHcabileT e· la macellazione n.on •. fatta con la mas· ima cura. A • .ALTODELM.
RIVISTA D'IGIENE GENERALI HBATTERIOLOGIA
•a.
MA ·· 1• L. - Blcarolle ba.tMrto'loct:ohe n oamplcme 41 toDDO, 0&11.A 41 clllt11rbl 1·• -*ro-eatedol. - (Gi(Yr-nale della BealtJ società italiana d! igien,e, n. 6, 28 febbraio 1910). _Lo. studio ba terio·Logì ·o, relativamente r cente, delle intossieazioni - d Jle infez on1 da cami da pesci, da alimen.t i in gen re, indubbiamente g.1ov.a. all'etiologia
e alla p:rofìlasai di tali infermità.. L'A. rifeds e intorn ad un. a · o d a v -1 nam nto da tonno, su cui ebbe o .~ n~ i n di istìtuh·e, nel 1aborator.io· mierografieo di .B ologna, diretto ·d,a l prof G. ueUei PPortune - . . a· ag1n1 .. -. b·._.atteno . • l.ogac • h· e • 1n . d olltolìo e col tonno fece "olture sia aerobich sia. anaerobiche e dal1e une ~ a.l~e altre isolò un microrganismo di forma bacillare, mobHe, colorabile coi co~ n.iun1 colori d'anilina,. non resi· tent . al Gram,. nè producente spore· mic;r orgacla lll? _che,. pel complesso dei car.atter.i colturali e biologici, il dott.. Ma si potè 1 però :~nre come .a.ppartenente alla ,g rand famiglia. dei bacterium coU; do·ta.t _ ._ non molta vhulenza,. L A· .tn. .et t. ' .1n . rt · ·1·1e.v 1:-1 r:•·a t to.· c h e . d e t t·, . m1crorgamsmo . . · · non e:s1... ·t eva. . n··l ton propr10 A i no, ~lchè se cosi fos ·e tato, e so sarebbe morto durante la eottara.. Ptobabzl·m ente il. touno ue fu eon.taminato m· diante l'olio. A.. A I.'l' BEI..LI· '
_
!
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1
•
614:
IUVI TA Dl -.TATI 'TI A ME lO
FnuGO:if.- Intorno alla ooltl.v abi1U1 4e1 b·&olllo
t11berool are std ·t e.. a:t l aalmaU. - (E r .. ,a, l gio·rn . .La T'ubercolosi'. Ps.via., ttp. :-:uce.. u. i, 191 )..
L'. .. ri ordati i primi t ntativi di eoltiva.zion s11ti animaH gui i dai fra ·lli Lumiere, dal .De,. hi, daJ Gioi ·Hi, ~pon U p~ano· li a] cune .·u rie·e·r.ch t nd n ti ad o t n . r l l l' m zz:o d· 1La · m· l~inaziou di un tale sub tra o eon a.ltri mezz:i :r·e.ouo.-·ciuti di no evole n Hit ~ r n t •rr .n nutritivo atto a.d offrire al l. , ub reolare uno . viluppo pr-onto; illimita.t • tal da non di. tluharJ · affa tto n. Ue sue propri t.à biologich· , Dopo aeeura e · l el'lauri nti rie reb ., fu d..imo tra o be i vi:-;; -·eri m.aJi, · . p ein.lm n H polmone di con.iglio ·d i cane 7 JU'epara ·o rn diarr . cottura. p r tr - quarti .~ o:ra all'a.utoc]ave . uece.'. i va divL ion in p ice H ·prismi , t uu i. p i p · r 1-2 or in acqua 7 1i erinata a. 6-8 ·p. 100, in rodo ti in tubi aHa. Roux. " man tnt i im p·l'·· gna.ti ·li brodo gHce ·inat'O n1 ~ O· in tal quantità da hunbire i l -'Z'Z Ì, imp"' '~ OdOf.;Ì. poi l' . ·i ameni o co} a corer. ura a i t lbi ()n ('8.}JP Betti di ·aou chou, co. t :tuis o.no un ottimo ubdra. o p r ~a. coltura d l bacill tu, r ·o ]ar . Lo svii uppo in ai su h t.rato uu riti vo è pronto ~ ià. .app· zzabil.. d p o 2c.,.iorni. pr s l · a ara. t ri co]turali PM' i· olari. f~J.rma.zio l e ci e, H •COle Il i 1 on. ~..h.. O"gi.a nti, ril v ate. c.a .rn · ~e; ·di eol!o r biancastro l q ua.li au m ~utando cl i voh.ll 1 fanno a . ~ uperficie inegua.l·e e t nclono ,a. fo.n der. i formando eara.tt ri · t~ei amnu."' ·i a. f rma .di cupola., con ~ pbn. n i divisori a guL-·a H raggi col temp }, coltur ·i tann.o ccbe,, bruna. tre o rossa..'ti·e. Ci p rme ,tiam·o aggiungere eh , per.im ntat~ i d· ahi netto ba .t ri.ologico· d Ba Scuola. d 'a.ppl ica.zione di o r ~ :contra o ottimo n ei suoi. ri:"ltdtati. Rit .niam.o quindi u il r·a cc mandarlo ai oli ghi p i su.oi vantaggi ·i n j eu ·i i qual" .sono com H e.·prìme PA.: facili di pr pa.ra zion , sv.· luppo Rs~a.i più rapido che ugli aJtri t rr -ni non Hm i a o. vi vifica.zio:n e ltu ·al di c ~ l pit di ha.c.i n· a l n ac 1· cimento, po. . il 11.' à i i j ...: • lnm neo da t ,-,;u. i ub rcolosi non .a ppr zz.ablli modi6eaziotli d Ha v·· rul, nza d·~ g rm.
.tEDlCA N·oUzle •ommarte •ulla • ta11•tloa •anltarla. 4en··e •erolto· spaguuolo du-· rante l 'anno 1.9 0 7. Come colltribut aUa tati-o;tica. anitaria .m ilitare iut 'r .n azionale rl or i 2 o ommarie ri raardnnt" l' se.r cito spagnuo!o per l anno l. 7; il ria ~ 8UltO è compilato ulla bu.·e, d i 'lel:berati del]a eonfei"'enza. H Blldn.pe .t del l ·- ~ ' J . ~ lcune notizie
. t\ fo ·bosità mortalit t i.n gew•rale .. -Sopra una forza m~e li totale di -~ l ~: ;:,- indivi ui j ebb ro S: 5 4 ricoverati. negli ospedali e 57tll. malati in q rti re c ·D • ~ !7 m or i. L gio ·n ace di detrenza negli o . p·eda.li urono ~ 11 ~ • •
""l ',..
B.JVI TA lli STATI . . . TlCA ~1ED.ICA
Queste eifre as·~olut. danno le . eguen ti cifre proporziona i p. l 00 de Ha forza. J per gh entrati all'o.s pedale, e .2! per la. mortalità. La morbosità e la morta.Htà d·ella truppa durante il d·e cennio 1898·1~07 è rapp·re~·enta:ta. daUe eguenti cifre: media~ 41
------
too della for~la
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I '98
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1904:
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1908
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42fl
19 l 1'9 2
Giornate di de,g·.enza (negli o Pedalh
41
Morbo. : i~à
~mortalità s c.o-ndo lf• a?•Jni
pre i queUi cura·t i in qua..rtier· ) a f{uente tabella :
-
e~conda.
H movimento d·e gli ammalati com~ de]' ax·ma. è rappresentato ·dalla e-Mm:·bosita
' 'ort.dita
Fa.n.te1-ia.
ll
Cavalleria . ~ rtigli ria .
10 ' 4
3~ . 4:....0
p. t OOO
Genio Amm.inistr.a zione militare. San~tà. . . . . . · pera i e topogra.fi. . . . Truppe per serviz1 speciali. . . \lo ·ròosi~à
p. tOOO
1285 1041'
3 .66
~~
mm·talitèt s-econdo l' guarnigioni a · r1U una {o1·.za sup r·iort· a
tOOa uo·1rti.ni. importanti
Ecco le cifre proporzionali a 1000 della forza per i pr.e idi P'~u .\f.o rho Hà
in gen.emle . [a.drid . 'iv.iglia. ' ;a di e • • A.lgeeiras ralenza . Bar ellon.a. aragozza .
12o3 l·l74.
'e 1ta )f.\ ilhL .
7 n 117:..
•
Ri.eo ver.aU a:11•os 11·ed.ale,
4·' ~·
... 1
737 S41
1 •.7 2,7
·L, o
61
RIVI TA DI STATI"'TIC.A. lEDI ' A
lrfala ·u,. daUe qual ,f urono colpiti !Ili uornini di trcttp·pa. - Le 1nalattie · ~ono cla ·si C'ate secondo la t.a vola. nosologiea inteinaz.ìonale Sono in tnaggior nu1uero le, malattie. d~el~a pelle, con una proporzione del 46 6 p. 1000: a que te fanno segut.to l'influenza. ·pe.r il 35.2 p. 1000, la. bronchite col !"2,7 p. l la ble,n orra,gia. col 2 , p. 100. le ulce·r i veneree e bubboni col 27 8 p. 1000 l'infezione malarica col 24 1 p. 1000 . il r umatismo articolare col 18 .S ·p. 1000, ecc. I casi di tubercolosi polmonar·e furono 41G con 52 morti; le' a,·~ fazioni tubercolari ·d.egli a.l tri organi. furono g7 con 4 morti. So·n o registrati in.o ltr 285 casi. dì tifo addomìnale con .57 morti, '213 casi d': polmonite con 18 d.ecessi 788 m.a lattie deU'apparato circolat.o:r io con 15 morti, ecc. Morti.- I morti oomplessìva.meute iorono 878t di cui 347 per m.a lattia, 21 per infortunio e 10 per suicid~o: d·. questi 141 av·e vano m.eno d'un anno, 188 più d\w anno di se1·vizio.
••ttste •o:m.aarte.• •alla statbltloa a&Ditarla aeu·. .erelto o'l ble • 411raate l'aDDo 180&. ) econdo l·e norm·e stabili te dalla CoiUwissj·one internazi·o·n:a le militare, i . t.ituita nel settembre. del 1894 a Budapest, so:n o stat recentemente pubblicate le notizie so~marie sulla sta:tistica sani taria dell'eseroito olandese per l'anno 1006. MOTb.osità e 1nortalità in q nerale.- Sopra un.a forza media. totale di 28.899 individui si ebbe . .•o 20,647 rieove,r ati negli ospedali e 11,848 malati in caserma. con r,s m.ortl: le giornate di deg·e.nza. n&;gli ospedali furono 1.07.U91. A queste cifre assolute corrispondo.n.o le seguenti cifre proporzionali p •. 1000 della fo.r za m.e dia: lB54: per gli individui malati in quartiere· e ricoverati negl" ospedali; 2.2 per la mortalità. Mm·bosità e ·mortalità secondo l at·mi. - Il movime.n to d.e gli ammalati a e· cond.a dell'arma è ràppresentato dalle ·c ifre seguenti. orbmntà. in generale
Fanteri . . . . . . .
Ln
lSH l95
Ca.valleria . • . • . . ArtJglieria da ·Campagna.. Artiglieria da fortezza Geni.o • . . . Pon tieri . Minatori . . Sa:nità. . . Altri corpl .
tortaUtà p.• 1000
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l!&rbosita ~~ rn.ortalità secondo le gttarn.igiqni aventi u1m fm-za .s upcdOi'f .a 1000 uomini. - E·c·CO le cifl'e proporzionali a 1000 d·e lla forza per l pre idi più im·p ortanti: Rico verati MalaU tortt l'n
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/llalattì deUt• quah fu'rono colpiti gli uomin·i di t7-uppa. La desigllazione deUe m.a1a:ttie ò fatta econdo la. tavola nosologica internazionale. Sono in. prevalenza. le malattie della. pelle; nella proporzione de) 161,5 p. 1000 deUa for-za media· eguono le bronchiti ne] rapporw dell' 0.8 p .. lO O~ le malattie degli occhi per iL S9;f) p. l 00, deu~.oreechio per il 19,'7 p. 1000 le blenorra.g ie per il 17 p. 1000, i re umatismi artioola.:ri per l' 11,4 p. IO O; ecc. I casi d· tubercolosi polmo-nare fur·ono 123 con 18 dece ì: le aft"e zioni tubercolari d.e gli altri orga·n i furono S6 con 4 mor·t i . ,"'ono registr:nti inoltre 854 casi di infine,n za 19-l di polmonite oon. 6 d.eces i, 93 ca i di t ifo addominale .c on 4 morti 152 casi di ·n .e zione malarica ecc.
Mo·rt ·• - I morti ·complessiva.mente furon o 46, di cuì 64 per malattie· l per suicidio e l in seguito ad in fortunio: d' q·ue ·t i ... 9 aY v'a no meno d'un anno 46 piò d'un anno di ervi.zio.
CONGRESSI RELAZIONE. RIA. SUNTIYA L XVI OONGRE,.SO I TER ·AziON'.ALE (B '"DAPEST) E, UL II C NGR.E O . ~AZIO ALE PER LA LOTTA Q. CIALE OONTRO LA T'U BERCOLOSI (FlRENZE, per H dott. prof. •""ran.. . fleo Testi tenente colonnello· medico vicedirettooo della scuola d'applicazio.n e dt sanità militare. di Er:send.otni s tato conferi.t o nelPanno ·te~t~ d.e corsoPonorevole e g~.a_di~to incari<'·O • • :. nder pa.r te. quale delega.to· de~ M mstero delJa guerra al XVl congr s~o :e :aco internazionale teuutosi a Budapest. e al Il eong1•ess.o nazional per· la lotta. tacml contro la tub '·colosi tenutosi in F irenze, cr.edo non privo d'intere se por· sv~ "'. ~no eenza de'i lettori di q llesto giornale ~ t'i ulta;t~ deU 'operosità cientifica 0 """D· ·- · SI.. stes t, • s1a • d.an d·. o uno sguard · · lo . tas1 . . . nei .. . ..""' "' gre · o ge:ner.a l.e a 'I .la ·o rgamzzaz1one ~i:. La s~:ftertnandom1 più pecialmente a rias ·amere le più importanti conclu· • . e comuntcazLonl · • - · presen · - t a t e. p- er 1·1· congre · • ter·nt. re . la.· trve . ·. a· 11 .·· .,. varte r~ 1az1on1 s o tu· - . na.zlonale medico di Budapest tratterò in. partic lar d€1lla XX s zi.one comPre.ndente i se· - • . • mtttart •t• • e ma.nttun~ • . •. · r v·l· ~l• samtar1 6
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Il XYI co·· aresse ·in~ ter·naz1ionale di mediclna. (Budapest, agoa.to - settem,bre 1909)
ed in particolare l la.vori della XX aez.lone. Sp]endldamente t:iu.sei to pe l orga.n.izzazione ~enernle, per l importAnza d i lavori, ·p er la. calorosa indimenticabile accoglienza eh. le autorita ed il popolo unghere e fecero ai congl'e si .t;i i quali ebbero modo d.i tudiare ed a:ppre.zza.re i progt·e i veramente straordinari coi quali PUngheria. ba. ·apu.to ·Conqui. ar uno dei più alti posti nella ·c ienza r·[ volta a pro della civiltà e d.ella alute umana f ue~to VI congre o intf:.rnazionale di medicina. Non tarò qui a ricordare minutamente quanto fu ·d ato di veder e d i ammi· 1· r·e, n è m i dii ungherò u: dettagli de.IPorganb~zazi ·onet ~- ul pian o uentnale d · t '~ong1·e . o, ulle. di.ver e escu1· ioni 1 visite, fe te, ricev.im n ti ai quali pre. ero ·p arte i congre i t'i Di ro o H~anto eh il cong·r . so fu a. pen·to· il ::..9 a i:'to. to 1 09 da ._. A. imperia e. e reale l'arciduca Giu ppe quale rappresentante di . M. imp·e riaJe reale F ran ce co Giuseppe nella gran al d He fe: te, d· l ·ca ·no n unir.ip.a.le, a la 1 duta. solenne d'apertura por·e ero la pa:r·o la ii pre tdente onorario prof. b • rane .F ·o tànyi il eonte· .p ponyi minis. tcJ. dei ·C ulti e deU'i tru·z1one pr~bblica. il pr fetta di Budap • t, iJ -olerte . egretat·io geo.erale p•~of. dd ru -z i capi dell d 1e azioni de.i dive·r· i 'ta.tì t'ra · quaH l'iHustr clinico di Romn. entu i ticame1lt m.e ritatsmente applaudito pel suo magi:;::trale (li. cot· o i.n Unoua lat·na· che I. . edut det ·di.v.e e ezioni (in numero di 2l} furono tenute 1 ei numero i · abbt'icat.i d lP.ant·ca scuo·la politec:n i a. e nei vicin.i LUtut.i univer~itari; ·he le · e(lute ge· nerali ebher.:> luo!!O nel ]one de l mu.~eo nazionale e nell a.ntjc.a Camera iei d·s pu .ati· che tu. tampato u:n iorna.le del congre· so in e.tte numeri e in q nattro lingue contenente utte le ph.l minut!3' in Heazioni gi.orno per giorn.o ~ he vi fru·o1to te e e, ri·cevime·n.ti (r.ic~v~mento al palazzo reale, rice.vimenti Llel governo e d· l m u.n icipio, serata. del comitato delle dan1e ~ec. ): che i cono-re i ti fu ·r ooo in vitat.i a vi. itat·e i depo. it.i frigoriferi della. soci e à. un l er . p l tras1 or O· de·He derra t alimentar" e gU sta bilimenti per Papprovv · iona.mento deU'.ac ua potab le, inolt1~e alcun fabbrich·e di viuo e di biN·at l so·r·g ent[ delle acque amare Hunya.di Iano_ e A p~n ta ~ che la edu ta.. olenae di ehiu ura si tenne ome q ueHa d 'a per :u ra. nel ~ a.lon d l co. i.oo municipale il ~ ettemhre · d in e . a pa.darono applauditi. imi n pre -idente i1 - gr tario genera]e, molti _d legati dì dìvel e na zioni fra i quali molto lnillante ente. il no tl'o Maragliano e furono di eu. . i d B.J'p-tova:ti i diYer i voti eme , i daUe i.n."ole sezioni, lopo di h v nn procla.m ta L~o.nd. ra e ~e del fu turo eongres o. Quanto ho detto ba ta per da1• · uu idea gen rale d - ll'organ.izzazion~ d I nr o il ua.le com.~· ri. ulta d •.Ue due date rela ·iv aJ J ed ute dì apertura eh.i sura, dur..ò dal 2 olo ngcriun er·, pt:n- ' lta. imp rt ·nza scienttfìca, che ne ri ulta., · l nelle . e ·u.te or n ra.li fUl"((D O a c lt-ati.-· .-ime ed ammir"l.tis ·ime t nu e le egaent.i confere·n z : B ccelli. La ·ia d,.u,. ·j· :: w ap~ t•ta ai mf•d;i cmnfmti t!roi i - Ba. hfordt A. ld1·e~o:s on .a n· r in m an and au~uwls :Max Gruber, V,.,.,.J•btmg A.uslt•s , -tmd llygù•u · - Laveran L progrè:.1 d pa. ~ l w ogi ~ x ot.iqu - Lo b, lw"t das W .·end,.,. fornt lti .,,n il iZU1tfJ- l'\..tttner. D, ..; tù·dU • ht~ . o1·bilduu,f1$l . c . ~ n sr..in gt~gNu ·iirtiger '·~an 'l u .rl.· . ·,,~t'l wr·itr~ . A n,a.IJ•'II \V. Holl ~ Tl ]er, r b n l(~·a .rtkh· · it dar~t.l'ltu.ily au.s p1·ii/·ol.t:unòi.!irllt'l' Zt'it
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a la. ma:ter1a incalza ed io debbo fennarmi aUa ·e Spo-lztone più dettagliata. per qu~nto sintetica, d.i quanto fu fatto dal a. XX :sezione ompren.dente i r! r ·izi sanitari milita.1• • ·" mariUi·m,o. Mi piace· innanzi tutto far . nota.:1~e cb gU utl'c' della d.e tta ezione erano o-.i composti :~ presidenti onora.t·i~ tenente gen.erale med.ico Jmbriaco Breunin. g~ t1·om (Oo·penhagen), Delor·r oe (Parigi) Demuth (Po en),Kiranoff (Sofia ·,..Kobn.ya hi (Tokyo. von Kratachme1· (Vienua) Larra y Cerezo :Madt·idJ . :\Ia pber.Bon (Londra), Raptchew ki (Pietroburgo), Ryer,on (Toronto, '" ise \:Va ~ hiugton)· pre ideo eH'et·· tivo g·en.e·r ale medi·co Kepe (M. nistero della guerJ·a, Budap st.); vicepr ~i denti: L. Farkas;.,, genera.le medieo yrda.ez, colonneHo medico zilag i ~ egreta.tio g n.el'a. l'in·f aticabile e competente d·o tt. zepe~ maggiore medico d 1 cui aiu o mora 'e e .mat~riale tanto i giovt rono gli uffi ·iali me l ici italiani che p ·e e·ro parte o.l ·con g.res o, e al quale mi è, grat.o anche in que. to m.om nto ri·v olger, • p r mio conto i en ·1 d.·e l a mia particolare gratitudine. ggi.u ngerò an.c ora che le, cordiali m , nife. ta.z.'o.n.i d. ~ .impatia e di am.e rat.i 1u per parte de.i colleghi unghel:'trt ebbero modo ad ogni momento di mani~ sta.tsi. E fu co ì. che; per l.oro invito e coUa. loro- corta intelligente temm·o i itrLI"e g1~ o·peda.Ii militari n 113 e 17, di tipo· mode ·no a. padiglioni S-eJJO.tati, ccell ·ntement· . allestiti, l'ospedale deUa Honved reale. unghe·re .e la casermn cl"! ca.val eria Fran· ·eesco Gin eppe, la caserma d.i fanteria ad.a rdy, godere di molte fa·cilita.zion.i. "è po -o dimenticar·e )a b Ila e festo a aoco-O"lienza. fa.tta.ei la s.era del 2 · All'O to nel pala·zz<> delle. belle arti alla Villa della i t à e la plen lida erata. a.1 Cir:eolo mi~ litare ne la •qual.e in u.n locale magnifico, -fo.rzos.a mente illu :n~ a.t e d eco. ato, ft.Ì uono di una abili sima orche:;tra mìlita.r.e, circa. 200 uffic iali meùicì di ogni na ~ zione e coU:e più sma~Hanti e vi va i unifl rm i s dev111.no a un ,onh o o banchetto frate·r n·z.z ando e pla.udendo alle beJ!e i- pi ate paro]e pronuncia.t dai generali mP· dici v. Kratschmer, Ke~ pes e y rda.cz e, a nome, det medici militari . tranjeri. d.• l generale medico Delorme i pettore capo del corpo· sanita.r10 frane e. In quel che segue cereherò di ria sumere ,~dllta. pe · . ·eduta, . olia ..orta dell uot-e parti olari e utilizz.R.ndo a.ncbe i rendiconti ulti1namente pu bblicati. le concluioni ph\importanti e i ra.pJJOrti e ·-Ile comuni .a.zion.i lette e nelJa . zion .
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Pt·eside.n ti: Hreuning· torm,
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Il pt:e idente eif'ettìvo dello. s·ezion gen rale med i o ispettore K 11e . o.pt·e h seduta deUa ezion.e bene augurando ai ri ulta.ti p~ tatic · ehe la cienza me :ico-miH.· t~l'e dca.veri\ dai )&V·O·r i del Congre SO, dando il beUV· nuto ai "Oli ghi di ogn ~ na• ZlOne e proponend·O la. rsta dei pre identi d'ODO•r e. Nicoiai (Bedino) . Cont-ribuio alla chi.,·u1·gia di g·uet"ra dell m·gano visivo. - L t~att:a.. ei progre si recenf fatti 1ella chirurgia ùegU ·oc bi dimostra ~come ~in dl~cile fare la. ta tistiea. delle t'eri te oculari in gum·ra. Per quanto pe1 · la a.su i · tlea non sia molto e. te. a 1n generale s1 trova. nelle ultime gnerre un mm ero no~ lieve di le "i.oni dell organo vi ivo il quale è dovuto in parte .a 1Ja 1 os ibHiti~ di fertte d·egH occhi in ca.:usa d.e lla lot·o po ·zio ne e dei loro appo ·ti di v ic.ina.nza col ('il'\'el!o,. rn.a. in . par~e anche. alla .tattic~ oJier~a per ~a. quale, il cap~ è pil~ ·e .~o to Perfe,zlonamen to deUe arm1 da. fuoco. Per .lad1agn.o ·1. ervono b "ne 1 ra.r rgt R •n tg n· per la. prognosi de.vesi tener conto· del peri o]o dell'oftalmia d mpati a, l tratt mento si t'a condo e regole chinU'gicl e. Uno p ìaJ i . ta i n pruna li n -a non o c· e:wre, gn· m dico militare potendo applicare i (• mpHci mez:d curn.ti\ ·. Pot ·n o
·.2 J
O ·N ' RE ... I
Y·enir·e m que ·tione l enucleazione . es a deve ·seguir ·i negli o· pedali da .ea,·m po o· in •q uelli n"" .i. Oecorr a ·t ale S·copo un'aocu.ra.ta eva.eua.zio·:n·e dei feritì. N ~ella linea del combatti'm·e nto ba.sta in. generale l'antis,epsi ~· è st~fficiente a. tale sco:po il pa.cehetto da medicazione. L'armameutario chirur·g lco· per la chirur:g la. degli organi visivi deve. però es er semplice, ma nello ste so tempo completo e impi.ega.b.ile: per tutti i bisogni della. g uerra. T b"'le (Ha..n nover). Le ~ 1•ìte dell'adtlom,e ndresorci~o prus'Siano il t•rattamento ehì1•u ·r gico ìn questi tdUmì annf. - Pre enta m tavole rias untive·178 ferite da arma d.a fuoco, 67 da arma da punta. e 28 contusioni deU'.addome,. avvenute dal 18 6 al 1900 delle quali on!o notate la. eaosa. -della fe,r ita,, la speci.e deg.li organi ferit1 , le couse[J'uenze del ·t r attamento a pettante od operat.iv·o . L'idea che l'alt& mortalità d·e1le feri . d'ar.m a da fuoco (5· p.. 1 O) dipenda dalla la.parotom.ia. imm.e diata più f1~eq uente ·è· per il gener.e di ·queste· ferite, di poco valore. Invece occorre mettere. ogni impegno per migliorare la progno i delle contusioni dell'addome coi perfe· zionam.e n.t i della diagnosi e co-n un,a. p-iù frequente laparatomia. immediata tn base a si tomi già. so.s p tti .S icurj 3intomi di una ferita viscerale n.o n si. p·o ssono ~ emp·re av re. Essi sono ptu:'t ieolarmente: l'an.orma.le ottusità ·e l'impicciolimento o la scomparsa dell •ottusità epa:tic.a colla riSbr·v a ~be, ra:r amente ·però, anche per un loeale ·t i' ·pani mo inteJ tina.le senza ferita viscerale può implccioHrsi l'ottusità epa.t iea. La lapa.rot-omia gia d.a proporsi quando lo shok Sl mant.i ene dopo le tre. ore o compal"e più. tardi,, non subito dopo il traurua, e quando esistono· tJinto·m i addominali locah com.e il d.olore. locale aceompagna.to da vomitc, da cont1:atture delle pareti addominali dimostra.bili dopo h -e ·ore e anche più. ta:rdi •. Non si aspetti. fiuo a pcter far diagnosi fra. un'emorragia interna o una perforazione dello stomaco, o pot-ar far diagnosi di fe.·rita. di un de.t ermina.to orgBino • .s arebbe un perdere ·del tempo prezio o.. Doren.dorf (F relburg). Progressi n l tra~ta1nenro dellP. malattie degli ·Q1'gani 'f' spirato·t i nu'l c·Ì) l'ìnt 1·~:·nto clti'MJ.rgico .. - Riferisce ~uno stato presente del tn·odo di a.g ire t~ra.peu.tieamente ul pol m.on.e ammalato (tu~rcolos i e altre forme. mor· bose) eol pneumotorace a rtificiale,, colla tora.eoplast.ica,, eoll'oper.a zion.e ·d i Freun.d •( condrectomia. ooondo l'A., H trattam.en.t o per mezzo del pn.eum.otora.ce artificiale , iene pel medico militare soltanto in question.e n.e i casi. di bron·c hite e ·p olm.on1te per aspirazione- e forstanche n l caso dt asoes. i ch1coscritti a determinate sezioni polmonarL La cond:reetomia di. Freund è indicata. nei casi di enfisema oon corripondente ·r igid.e zza toradca. respirator.ia qua.nd.o ·c ompare la ·d ispnea ad og ni piil pieeolo lavoro cot porale e quando si ~sieno inutilm.e nte usati. il trattamento interno e quello fisico ; l'operazione è. specialmente utile pe.i giov.a ni enfisematosi. L'id·ea di Freund di sezio-n are a scopo profilatti-co il primo anello ·co ·t ale, la prima C8l'~ tUagin.e costale·, sembra. ben fondata. . .Invece non è anao·r a risol a la questione se negli apic.i polmo·nar.i già am.malati di tubercolosi, l'accrescimento dei movimenti 1·e piratori ott nu·t i con. tale operaz"one ag'isea bene o male sul processo tuberoolo.re. aje v· ky ( rzemy l}. Il :trattamento delle f u·ite s·otto il punto ài vista della hirurgza di guerra. - Lt . riapre la que tion-e dell'uso in guerra di medieatur& a " "ttica o anti "'ettiea ; passa in rivista i num.e rosì antise.ttioi. pro·p osti e ne tndia l'azion.e pr·e sentando esperimenti in proposito ~ dimostra che .n elle ferite, d'arma ·d a fuoco di ognì . pecie eon ravi lesioni delle ossa. e delle part1 molli e coD ampio foro d ent1·ata e di uscita., la g·ua:d gione ;a:vviene soltanto cona eliminazione d.ei te ut · distrutti e con fo1·mo.zioue di pus. È. indispensabile .quindi, e~ · oi, do r .. _ . una medieatu·r a :· n.ti ettica, ed è fortemente ra·c comandabile la garza
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alla. vaselina con os iclo di met·eurio ~1 2 p. 10 come tipo di fa.s iatura pel pa ·chetto di medicazione. \~ a.ldma.nn (Monaco) .At:i'el nam. nti alim ntari nell' ·t•r ito. - 1~ numera gli avvelenamenti alimentari a.vvenu·ti. in questi ultimi ~o a.nni nell'e ercito ted·esco (41 · u 3000 casi di malattie comuni). La mo·r ta.Htà fu più pice la ~che nella ·pra~ tica civile (0.6 p. mille dì fronte a Ui.2 p. miUe). n nume1·o mag.gio:r e (G p lO avvenne nel giorni festivi e ne.i giorni seguenti ai · estivi. Gener.a lmente dipe ·e da carni seconda.ria·m en·t e inquinate o da patate. Gli avvele.n a.menti furono quasi sempre di origine batte.riea, e ciò coutrar.ia.mente a q uan.to •.pera.v a ·i p .·ima. &ssendo .a llora. più frequ.en.t i ·q uelli. da veleni metallici od. organici. F1'a. .i germi pa;togeni si riseontra.n o: batteri del gruppo de) ~coli, streptococchi, protei, b. botulino e specialmente b. del gruppo d.e l para. tifo. In. rari casi .i abber,o a v~ velenamen ti di altra origine (:rame, olanina.). Il la.voro termiua coli esposizione delle misure igieniche sul controllo degli a limenti, sulla tenuta. dei luoghi dì conservazione., sul loro modo di preparazione e sulle persone' che li manipolano. Doerr (Vi enna). ~tdla diagnosi -ziolog.ica delle ~malatti" in(. ttive in gu ''l'T'a. Dimo tra la necessita imperi·o sa che spesso i p1·esenta in guerra di ·dover fare llll&. diagnosi batterioLogica di a.leune malattie·, e specialmente del tifo, para.t·fo di ·senteria, colera, malaria, in casi più 1·a.ri d.e lla m~en.ingite cet-ebro- pinale.,. della difterite,, del tetano. A tale scopo occorre ave~e il .neeessar~ o per poter fa·r e un esame mieroseopieo, per poter ottenere colture peeifiche, per poter e eguire la prova siet-o·di.agnostiea. Basandosi sulle sue ricerche· colle qua.H potè ottenere b. pr·epa.razione di m.ezzi nutritivi s.pecifici (specialmente il terreno di Endo e quello di Driga.lski) a.llo stato di polvere secca. e sulle opportune modHìca.zioni e · empli:fi.c azioni dell'armamentario batteriologieÒ, presen·t a alP assemblea un la.boratorio di campagna. cb · unisce alla mas .ima leggerezza. e alla facile t.r asportabUità, una dotazio·n e di strumen.ti e di apparecchi atta. ad ogni ricerca. Su queste divers,e comunicazioni si fe,ce.r o di Cll ioni per parte di Vreden, Raptschew kì e Hla. iik. Il Vl'eden specialmente criticò la medi atura con garza alla; v~ elina, basandosi sul fatto che es a non co1 risponde ai pi 1i importta.n ti precetti dell'.a n ·isepsi fisica. . • ·EDU'I'A
II. -
Ptesid·e nte Demuth..
Glaser ·Vienna) Approvvigionam nto iJtdividualP di acqua poto.bil(' pu ·a in ca7nptigna.- Dimostra l'impo·t ·tanza somma che ha. in campagna l'n o di un a qna ·pota.bile pura. Gli apparecchi trasportabiH per sterirzza.zione aeU'.a c·qu.a col calore o eoUa. filtr.a zione sono certam·e ute utili, ma .n on ri ·olvono il pl~oblema ·d·e lla ut'Uzzazio·ne indivìda,a le di a·cq J.a. pura~ , peciahnent · nelle pedizioni co~ onia.l'. L A. dimostra. la n cessità. di a.dot.ta.re m.e zzi chimici di sterilizzazione li passa tU rivista. e' dà ]a sua preferen:z a al per.ma.n.ganato di po·ta a. ffiadik (\ l •& nna). , 'u.ll'alim.e ntazi.one à~i. soldati p t• mezzo delle co1·t serve.-
Di negli ·eserdti ·o ca·m pa,gna, nell spedizioni co]o ... nis.li nel tourismo le quali pero d·ebbono cle1·ivar.e la materia) put·o , pe:r fettalnente a.n:o., debbono e sere sorvegliate aecura.tarn,e nte dm·aute la loro fabhrica:done e eorrisponder·e reLativamente al prezzo al loro vaJ,ore nu ritivo.. Pa a in rivi ta le pri.n cipali eon· e;rve aJimenta. ·i~ e conclude : 1° che H migliore pr·ocedi ~ men.to 6.nol!'a usato pAr la. preparazione delle con.s erve è queUo di .Appert avendo uro. deHa più retta pulizia ; go che è nece M ·io tener pronto il maggior 01.1-
Jl\9 -tra. l'utilità delle · conserve
mero d i peci e di eon erve ; . 0' che d.~ehbono tener i con. rvati no~n soltanto cibi già prontiJ. n a anche ingoli mezzi alì entari; 4° che a.d ogni soldato debbono e .~ ere in.. egnate l norme e,l mentar· per la. ~co tura d.e gr alimelil.ti. lfacpherson (Lond. 1.·a . eeessità di rendere ·unifot"?nl l tabelUn di:agnostielre nei dive-~·si ·f!B·e'1·cUi. - L'A.. QS e:rvo.;ndo e'be le ta.bellin - aiagnostiehe dei diversi e·· erciti ind.icano la gravità minore o maggio1-e deH ferite per mezzo d.i colori j quali nou si orri pondono reeand.o co ì un danno al prouto soceo·r o e .al prim~o trattamento dei feriti in gu.e rra, propone ehe si elegga una commissione fr" ()"H ufficiali medici delegat: al Congres o per tudiare il mod.o di .a do:t tare Ufl t ")Jo unico inte,r nazionale di tabelline diagnostiche. ' l D·e lorme, il Vincent, il Rap .. t- hewski, Hladik discussero s:ull',e puraziO.D!'e dell'acqua, po~tabHe· , e i due pr.i mi si d imo .- trarono pa.t·tigiani della sterilizzazione col calore ma raecomaudarono aJJ,ehe i'n modo spee·ale i filtri a abl ,'a non ommergibili . kt -ma M:i cquel e Mou·c het. La comunicazione del Macpher on fu oguita dalla nomina di. una Commi ione, deBa. quale f~e parte Ù generale Imt daco.
n
'Fut:'I'A 111.
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P1-e ideo.t.i : Imbria o Kobajaski.
Lion Ba.m be:r g. Allontanam rtto, d i mat·t'riaU di 1i.fiulo dai ca1l ,p i ?n.tlifari.L' A.. pa.. · a i..n rivi ta. )e, diverse specie d.i n ate,r iali di rifiuto che debbono allontanarsi dagli. accampamenti, ed espone· alcuni proces i usati pel l.oro alon· tam\mento . p c.ie d. gli ingle i. durante, la campagna ud·Afri<'ana. Dichiara ·e · . er la cremazione il metodo pill s~curo, e che nelle guerre e so r ndesi empr più n è ce ari o ; no·n es ·endo pet·ò · forni mobili molto pr.a tic.i, raccomanda d.i u· are m o d eHi di co truzione rapida ed economica- fatti con materiale che tro\ri i do, unque a port.:'Ltn. di mano · De crive un forn o crematorio d.a campo condo le idee d U :.n g.. Korì di Berlino. ' ' ite (W.a ·hington). La nave-ospedal - con~ide1•ata c01ne parte i:n tegrants della flotta . - "samina n pro e' n contro . ulla istituzion - di navi -ospedale al eguito' delle Jl.otte. E-rli si dichiara fautor-e di que ·ta nuova unità sanitaria e dimostra i .·ervigi che ta.n to iu ten po dJ. ·pa e, ~quanto durante la. g 'a erra es a può arr-eare. De rive uoa n.a v -o ·pedale adottata dagli ta.ti nitì e . i a.u .LJra eh tutte J, pot nze m.a.rittim - imi t " o tal :-;empio. Larra, ' ere7.o Mad.rid).. Il mat 1·ial sanitario e i!}'ienieo d,e:gli ese,·citi in ampagna~ - .È uua. po izione dettagliata del fabbisogno di materiale snnitar:io ·he, econd.o, le '\redute moderne richìed·esr. pe~ r un esercito in campagna neU;t quale~ · in i te . ulla nec s itiL che gH osp·e dali di cam.p agna. ieno f:oroiti di · u~ loc·o mobiH per di infezioni, di polverizzatori, di filtri. di terilizzat.ori per Pacqu~ di. 'tei.e metaJJiche e gua.nti contro· },e zanzare, d.i. forni per cremazione~ d i e.zioni d o pedale sep rat per -onta.giasi, di cassette per analisi deWacqu":' d i labm:atorl hatterio l. cl per rice ·che igieniche di materiale pe:r di infe:zioo•.' 'Ulla nec s itr:~, he i t e nrrano ptonti distaooa.men.t i organiz.z.ati da campo nel. diver.. i corpi ,f1armata e., rcitati nella pratica del ri. anam~ento e d·eUe di int'e· z.ioni. L Eser i SI agnuolo ha fatto fronte a que ti bisogDi con matet·iale moderno ·. cui mod Ili furon. a1 provati e cos~~ ru.iti do·p o e sere tati ottopo t 1 a_d urla commi _ione pre ieduta da H A~ , , o-ono pa ti in ri .ist.a. i materiali ·an· tari di m -dicazion t farmaceu. i ·i~ igieujci ecc.; le unità sahitari as .egn.at s:d o - ni d i \' i.J on durante In guerra le a . i curano da :6 a 4( O medic:atnr ·
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Reder (Vienoa). Jt probl ·r1~a d(~ lta pJ·ima a sist •nza d 'tn·ant(' il combcttU1'tU!1i/.o. dai .uoi tudi suU' .a rgomento e er nece R. rio ·: che fin dal tempo di pace almen.o tut'ti i medici milit~ ri in attività di servizio ·c ompiano un cor <1 d. istruzio.n e di chirut·gia di guerra ; che ogni soldato e, po.s sibilmen te ogni giovane. prima di. venir·e sotto le. armi, vengano ist:ruitì a cura.rsi. ·d a è te i le ferite; eh e io guerra 1e pres ·ri:zioni re,{l'olatnenta.ri d·e bbono avere un laro-o margine entro il quale ia possibile l'usare ·o gni mezzo cbe, si offre, p r un pronto soccorso p~:atico, che. esiRta. un po·Sto centrale nel ·q u.a le la cu ra ·d e,i feriti sia completamente. al .icur·o e dove possano distt:ib th'Si i chit"u.t·ghi speeialisti del corpo anitar:i:o .militar·e. Farkas (Budapust). L'attivi(iJ. medica ·n rnaz1onal(! in caso di gv. l' t'a. -L A., cba è l'iHustre presiden.t e della. Oroce Ross& in Ungheria,. dimostra in questa · ua co,municaz.ion.e e et•e desiderabile. per assicurare nn ma.i gfor numero di me· dici, unitamente al personale d.i assistenza. e a.l materiale che in ogni Divisione di un esercito in eam.pagna possano e sere, sis·~mati deì locali pei così detti 4ttac1u!s medici .c on due a :i tenti. Nel ca o che i qnadri organic· d~ello 'tato non sia:no ancora completi, potranno que ti posti ·esset'e occupa.ti da. medici .trani.eri protetti ·aceom.a.n.d ati d.alle corri ponden ti &.S1'30ciazio.ni della. CI•oce llos . a , Biehl (\ i·e ·n.a). La d.et(•rm.inazio?l di'U'aeut:Pzza uditiva n l servizio sani,t ario militart>. - Dimostra le diffi.:c oltà e Je, ineertezze che spe _so vi ono nella determ~nazione deU'aautezza. uditi.va nei militari. ta.b ilisce la. necessità di perfezio nars~ in questi · tudi e di ei'eare, .s pecialisti. Presero parte aUe diseus~~oni H Delorme .a propo.sito del ri a.na.m·e nto d·ei campi milita.r i, l'Imbrìaco a propos·to deUa co·m unioazione del Larx·a. Ce1·ezo e p:rimendo il voto ehe sieno adottati da. tutti gli eserciti tipi eguali di mediC"a~ tura il Vrenden H Demuth, l'lna.ba il Reder., il Ma.tousch k. ~ L,''_ . conelud.e
SE o ··TA
IV'. - President,e : K · r.a.n o:ff.
Hamburger (Lemberg). [l: traconw • la sua uwapia. -L'A. esam.ina le alte·r azioni macl·osc.opi·cbe e, mieroseopicbe deUa congiuntivite traco:m.a tosa nei asi recenti e in quelli cronici,, enum.era. i diver i processi eurati:vi e descr1ve un suo prooes ·o con i ·tent nello· tro~finare lH. congiuntiva con un tampone di lan.a di legno inviluppato t rettamente con orga.:nt1 na e mantenuto per .a lmeno 24 or·e in una. oluzione di suolim.ato l : 200. Prima. del b·roeu;.ag~ si fa sgoce.i olare ne~.~ soc ·o oongìun~tivale una soluzio,ne di coeain.a. al 5 p. 100.. Nel tra.com.a iniz:iale è suffi-
ciente una d.t. qu·este, operazioni ·· nel tro.c·o m:a eron1.co ne oceort•ouo 8-10. L'A. indica inoltre alcune misure pronla.tticbe s:peeiaH aUa pratica. militare dalle q 1ali si ripromette buoni risultati yrdaez: (Budapest). Risultati d 'J.lla statistica sa.n itaria ?nìUtal·e int:f't·nazionab•. E uno :s:t udio statistico della più alta importanza ch'e riassume 'per molti anui i risultati ·d ella stati tica. sanitar.i a militare ìnterno.zìonale e rela ivamente a dodici Stati.. L'A. ritien.e però necessario eh la ommis: ione internazio.nal per la s.t atìstiea i debba. ancora riunire e debba venire ad. a.c eordi più p1·eei i pereh • vi ono ancora r.n·certezze e mancanze net risultati finali. Sforza ( Rom!~:.). La t'Ub f.'; reolosi n egli sereigi ...... L'A. di m). tr et e la tubercolo i è .g eneralme,n te in diminuzion!e in tutti gli e. ercit.i. ·c he la .morbo· ità. è empra più fo.r ·t e noi primo anno di s rviziot che è g neralme.nte un.a ma.latti.a
d impo1·ta:do.n e· d rivante tal ri vegliar i di foc·o lai 1at n ti. Pe1· :-endere, m no lt le cifre della m·o rb ità. e della mortalità, è ne e · ~ario cl e all'entr.ata. o to ]e, armi sieno aecuratam·e.n.t e eliminati tu.tti i tube~colo i ·e tutti · 1 redi po ti a questa. n. alattia, ~che l e reclute vengano r·e e piu robu.s t e ·e più 1·e :i tenti a.He fa.tiehe, che v enga. Hmin.a to po~SsH ilmente durante il erviziO· ogni p -ricolo di contagio, che v·e ngano· elhninati tn ti i tu berco~lo ~t I tu be ·colo· i d.o vranno .s ·er trattati nei sanatm·i civili o Dl.i iitari a spe e dello tato. u.-c'ta .d al Sanatorio 1 malati potranqo ricevere una indenn "tà vitalizi o tem pora.nea proporzionale a.l grado· di incapacità e i t~nte iu qu el momento. Di.·cu ione , ul "te1 a del tr·a coma. p r pa·~te di erzog Dabrow:-kL
n
8:S:DUTA
V. - Pre. idente lfyrda.cz.
Franz , Vienna). Qua.le ·intp·o rtanza abb·ia la r eaziorle alla tube1·colina nel giu dizio sult idon .ità &~i _olllati. - Le forme di t ubercolosi ~n a.tto escl udo.n o enzta.ltro d.a.l servizio mili'taJ-e. Le for.m e l.tt.·, nti s~e n za. sintomi clini·ci l~ilevanti 1. a ai. frequenti d.el re to . hanno bisogno, per essere v·e late, del su.s idio di mezzi diagno tiei peciali .. In t utte e due le forme la tu bE~rcoH na dà di regola reazio·n e po. itiva . Pero. e. sando le differenze individuali -p sso molto picca.te e i risultati qualche volta i cert" e non COl'rispond·e n i ana e i. tenza. o m.eno H lesioni t ubercolari latenti, la reazi.o ne in pa.ro.Iat pure es e~nd.o po·. l , iva, non può ·essefie utilizzata da · ola n.e l ,g iudizio· ulP utilità dei militari al ervizio; e . .a deve quimii andare· u.nita. a.Uo studi o clinico· ac urato e non .PUÒ e :·ere, ut.ilizzata come. metod.o generale di dia,n-no i.
Drastich (Vienua). Dementia pl•a,ecOit: e se1• ~izio m.ilitare. ...... La d ·me1dìa pr·a c·o·x ha grande importanza anche n. i il'tari ed .è relativamente requeute :n ei solda i e in qualche caso anche nei giovani uffic.iali. Essa co , i~~ eia . p sso ·n ·m odo nhdolo; conduce geuera.lm·e nte a dei eonfiitt• di dive1· ·o genere colla disc"plina · puo e ere facBmente silltulata. È necessario che il medi!eo militare apprenda a cono· cer~e. bene. questa forma. morbosa. Ma.lo.nink (Lemberg). Sul trattam. .rdo delle fe :r.ite dal p wtto di ·ista della cltinu gia di gtter,•a. - Tratta d Ua. que t,ione d·ell .a. e p. j e deH'antlseps.i , dei pr·oc .s:·i diver i di medicar.ioue e, i fe.r ma pecia.lmente a eon id.eta.r e .P e· en.t uale infez,i one teta.nica. Fa rBe,vare che n Ha guerra. :ru o-giappom. .·e ~i ebbe l' 1 p. l O d'" ca i di t ta.no nene feri te non ìnf tte, il 3.2 p. 100 in. quelle infette il che ha la · a a. ragione ueUa M logia. del bl\ciUo tetanico·. La mortalità n lle ferite seguite ·d.a tetano e de lP .J p.. 100 ch·:c a. o n sono ds a. tend.er ~i grand i suc.ce ~i da Ha. :eroterapia e dalla pro.6.la. · i a.ntiteta.n ica.. R ic rche t~ec·en ti t'anno· ved re un'affinità chhni·ca. fra. la:. to ina tetanica e le . o. tanze liqu ·de e l utilità di tl are me· dieature ing ·a s te· come n.d esempio le med.ica.tu.r e, on a. eHinn n.ll ossido di m·e rcnrio di Maj ew k i. Mangianti (M~la.no). I a tachi.c.ardla sem.pUee i~l re.laz:ion al r clutan~en.to. L'A. fa uno tudio ulla tachicard i a. empii ce non d· pe.nden te ·cio:è· da ca.u e pa tologiche diver e locali o generai:i pr oden 1o 1 e r ba e un n.otevoli simo nu1u ro di operazioni fatte .n eU ospe,d ale mirtare di Milano, ed svrime il vo·t o che n.eHa statisti·CB. .n osologica mili are , a prenda. posto di en.t ità morbo a a sè. Se.g uouo po·i })e iali con idera.zìoni ul morlo onde poter fnr diagnosi di tale forma di a·· hica.rdlia. . ul g · udj~~ o naie. nl.edico-legale 1•i ·edibHità. o riforma a eeo·nda. d i. C.tl. ").
, ' NGR ". . I
Hladi.k. (Vienna). Dim<J.strazionc di un at1nom tro modificato. - Pre enta. un u.n.a buona modificazion.e di quello di Picke, e che :n e diminuisce le cause di errore. PrendoDo parte alla d'iscu sione .s ulle comU'nica.z"oni del Franz il Tes.ti:, il \ .ineent e il Don:mdo.r f, su queUa del Drasti.ch il Barcsa.i, su ·quella d.el (alanjuk H Ru s, il Vreden il M,a iew ki- n Farkas,. SU! ·q u.eUa d l Ma.ngì.an t• il Braunt H Pick, il Vincen.t . appar~chio che è
ED UTA
VI. -
Pr·esident~ Rap
chewsky.
Vin.c ent (Parig.i). I portatori latenti di g 1'7n.ì patoge1d nell'elter ito. - n mi.crobwsmo latente si appHca all'eziologia della maggior parte del]e malattie infe.ttive. I portatori di germi laten.ti s.·. po ono dividere in due grup·pi •. lo convalescenti di una. malat·t ia infettiva a.nohe frus.t a 1 2° soggetti sani venuti in contatto con am.m alati o portatori di germi,, o altr1menti contaminati per via. indiretta.. Nell'esercito questi por·t atori di germi sono u·n pericolo sia direttamente, che in· dir~tta.mente. L'' A. pre.n de in ronsiderazione1 le principali m.a.lattie infettiv·e· dove ha speeja.le. importanza la eonosceuza dei portatori di germi. Per il tifo la contagiosità in causa. di tale m.eccanis.mo eziologico è meno frequente neU'ese,r eito che nella popolazion.e civile; però bisogna. sorvegliare con cura i eonvales:c enti di tifo, e non essend.o vi alcun mez:zo sicnro che faoo.ia apal"ire i germi dall'orga nismo, oe~or·re insistere nelle n.o rme gene.ra.H d'igiene. pe.r par't e d.e gli individui sospetti. Per la. meningite e~.rebro spinale la (IOnta.g iosità diretta. per parte dei po·rt&tori lat~nti di menin.gocoeco è assai mag,g iore, an.z i il mec.eanism·o d~el con~ tagio risiede più eh.e altro ne.i portatori ani di germi. Per la dis.se~nteria bacillare uguali comuderazioni che pe~r il tifo, ricordan.d o che H ger.m.e infettivo non ·risiede che .ne:Ue feci.; cosi dicasi per la dissenteria amebica. Per la difterite devesi n:o tare e'be il bacillo può, .r imanpre ·p er settimane·.~ mesi ed anche anni ne.Ila ~eavìti. bucco--faringea. e nelle fo se n.asali .. Pe,r tu'tte queste infeiZliO·n i ven:g ono pas· sa.ti in rivista i mezzi medica.m e:n to -i atti a distrug·g ere i germi negli i.n divid.ui che li alberga.n o: urotropin.a , fermento latf eo:pel bacillo d.e l tifo e per;:qnello ·dissen· t.erico • lavaggi del rin.o faringe, con Hq uido contenente iodio, guai.acolo, aeido tan~ nieo oon gUcerina iodata, gargari mi con acqua oe. igen.ata per il meniagooooco• irrigazioni nasali. e faringee calde, eon liquido di. Labarraq ue per la difterite clisteri oollo stesso Hq·u1do di Labarraqu.e per l'a.m.e·b a dissenterl.ca. Testi (Firenze). ulla opportuni.tà, nel' serviz·io medico p ·resso i em·pi ài truppa. ·e ia quello degli stabil·im.enti sanitari militaTi,. di ,d isciplinaTe 1nerce rigoT,ose ed esaurienti i:nchieste da ·inscriversi in. appositi registrl, l'anamnesi epidemiologica d'ogtli . . ingolo caso di mal4ttia i'n{ettiva diffusibile. Conelus.ioni : È desiderabile ch.e ne'i corpi di truppe e n.e i luoghi di Cllll"a si trovino d. ei registri speciali dove :si noti il risultato· d.e ll'anamnesi epiàemio.logiea per ogni ingoio caso ben chiaro od anehe, sospetto di malattia contagiosa.. L'adozione d. i questo registro segnerà tm progresso neU e~pldemiologia militare sia sotto il punto di v·.s ·t a pratico for·· nendo i d.a ti più. sicuri. per la. profilassi, sia sotto il punto dt ·v ista. scienti6co preparando u.n. copioso m.a teriale d'esame, ·p er lo studio delle malattie ·c ontagiose. Presero parte alla discussione per la prima comunicazione il Demuth, il Bra.un, il Testi,, il BreuD'ing-Storm con re.p lica del Vincent s.u alcuni punti relativi alla. di .enteria bactllare, ; per 1a seconda comuni cazione iJ Braun e il generale lmbri'a eo.
,w ...... G•o~-nal di medicincl militar; ~ Fase. 'VIf- Vt l r.
OONGR.E
•ener
Rus {Vieona). La profUasri del! mal4tti 11- nell'esercito.- Dhno tra cbt1 i due m.ezzi veramente ·effi.081ci ueUa lotta contro la dHfus.tone delle m.a lattte v · neree neU'esercho sono· l'applicazione razionale d.e lle misure p11ofìla.t t1 be po.. t· infettive e, l" istl·uzio:ne dei soldati sui modit sulle vie d.' infezione e su1 pericoli delle maJattie sessuali. Ra.ooom.a nda dal la:to preventivo pochi e ~semplici me~zi sanzionati. da U.ll. decreto del Minister-o d.e na guerra aus.t·r o-un.g a.rico consistenti essenzialmente in lavat.u re con sublima:to e iniezioni endouretraU di .a lbarginat da farsi ai. pid presto possibile dopo n coito sospetto. Bra~n (Parigi). L ' epii:lemiologia e la profl.lassi d Ua 1neniw.}it-e cere.bro-spirtal'e 1telJ:,eserci:to. - L:'A d.h nostra ehe la mening·i te cerebro-spinale è in aumento nel~ l'eserei.to francese,. che è· una malatti.a specifica. ·ed un.i taria m,a.nif•estantesi parti· c. ola.rmen~ neH' inverno, eb.e bo. gran parte nello · .vUoppo la disposizione indivi· duale .; fa notare che i primi casi sono ditlieiU a diagnosticarsi e ohe in esd e il laboratorto che decide -ia. coU''.e same battedologico del liquido eefalo·rachidla.no. sia,. specie, nei. ca.f!li in cui non è possibile riscon.tra:re l'a.gente pa.togen.<o. usando la sensibili sima precipitoreazione di recente trovat.a. e consigliata d.a l Vincent. NeU'esesci.to fr·a ncese il malato è immediatamen.t e ·OSpedali:zzato e i su.Qi vicini ·ed amici personali sqno isolati. in un locale, :m ·e sso a di.: po izi.one deUe auto~ rità militari dai muni.e ipii · tali ind.ividui sono ria.mmeasi in servlzlo s,olta.Jl'to quando lo perme.t te· il risultato n~gat.ivo d.e ll'e fUne ba:t teriolog.ico .. Dalle ricerche deJJ ,'A. risn.lta che H numero de.i portatori di germi. si el·e va rapidamen.te tanto d.esse~e gen ralmente l h o 20 vo~ te ma.g giore di q ueUo dei easi di meningite La dia uosi preooee, l'isolamento rapido dei malati e dei portatori .s ani di germi,,l& ·disinff)zioue rigoro,s a di tutti gli o·gO'·e tti ,c apaci di essere stati. .infet.ti dalle lo:ro escrezio·n i. bueco·fa.ring~e sono i soli m·ez,z.i di a -sicura:re .l a profilassi della malattia nell'esercito. Ajka.y (Budapest}. Con&ributo atl'epidem,iologia dee tifo. - LtA. descriv una ·e.p idemia di tifo avvenuta in una città. d'Ungheria. ne]! 90 batt· gllone di fan ria della Landwe.hl· la quale ebbe origine idrica Discute a lungo sui modi di prel.e· vame.n to dell'a.cq.ua inquinata e sui mezzi più. acc,onei per ottenere buoni ri "al· tati da.l lato batteriologico ; d, seri ve· la tecnic,a u -ata. p r t'tlsam·e batteriologico deU'ur1na e ·del sa.l gue negli ammalati; accenn,a. aU'.an:damento g:e ne:rale deU ~epidemia.
Mangianti. LP. fr.ontiere (klla st rUizzazione dell'acq11.a ·C().U -boll~ion. , Ì'n tt~n· L'A., in base ad esper.imentj fatti allo s opo di stu.d.ia.re· la. .s celta di un appa:r ecchio d.a. ·c amp.a gn.a per la · te.r ilizzaz.ione deU'acqua) su vasta scala, medi.e.nte J.'·e bollizion.e , vien·e .a Ua conclusione che la. , ictU'a. &ZÌOD.<B sterHizzaote deU'acqu• mediante l'ebo1Uzione ne~H .a,pparecchi fondati sul me,t odo d.i. Kuho si arre ·ta. di 1nassima ai batter· non sporigem:,. il che comprend.e fortunatam.e nte tranne ( · pore del c-a rbonchio, tutti quei germi patogeni che i ritengono· ven.ire, a.U'u.omo direttament-e o indiretta.m ente dall'aooua. uesto limite. ·d 'azione de e e ere tenuto in Yista. nel giudizio e n.e na pratica degli apparecchi per l'ebollizione del· l'a. qua. Discu ero su na ·C Oin unieazione del Rus ' p Il l' t )o Ste:~:nschus il ri.edhi.n erl U B.raun, H incen.·t il a.p·t chewsky · sulla. ·c omunica.zjone el Bra un il Demutb. U Doerr. il Vincent il qu.a le ultimo e "'pose d tta.gliatamente il s.u o n.u.ovo meto o diagnos·t ico d.ena preaipìto.reazione.
paona. -
OONGBESSI
SEDUT.A VII.
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627
Pre identL Breuning-Storm., Kra.,t s.c bmer.
.Kugle:r (Pola). Stilla cura dei {elJ'iti a bOTdo deU:e naoi. - È un.o studio sui meai di tra-sporto, .s ui locali da ad.ibh:. :i per la cura dei feriti, sui primi socco·r si a.i feriti ste-si du.r ante l'azione, e· specialmen.t e durante le pause, com.e aoehe ·dopo U oo.m battimento.. L'•A. si mostra ·e.o tuslasta delle disdnfezione della cute colla tintura ·di. iodio la ·q uale' ha. una ,g randissima importanza nella chirurgia di gnerra. Messineo (Torino). L'·i'11ftm'11-t.a. della cura arsenicale e meTcurtak suUa reazione. dee lV(W·s rmann. - Conclusioni.: t• La reazione del Wassermann in eguito a.d una cura. fuseuieale di solito .r imane invariata. me.n tre d.opo una cura mercudale per lo più ecompa.re; 2• Facendo preeadere una cura arsenicale· a quella mercu.~ ri&Ie non i nota alcun v.a ntaggio; facendola inveee seglli're, si 'h.ann.o notevoli vs:nta,g gi in rapporto tanto eolJi& 11eazione del 'V'a ssermann quanto eoi fenomeni Hni·ci; S' La eura al~rnante mercuriale e arsenicale ripetuta a lu.u go rappre· ent.a. quindi il miglior s.i stem.a ·curativo della lue. · · Hrad ky (Viecn:a). La stotnatol'ogia n.egl'i e.sereiti. ~ iDimo tra la. nece ità.. di ·osservare una buona igiene della bocca perchè essa è la sede della mastica.z lnoe ed è la prima via della re pirazione·, perchè .è, un.a porta a.perta alle infezioni, perchè eun.Tappres·enta'll'te i.leUa individual:{tà U:mana • accenna ai progressi deUa. stomato~ iogia e conch:ad·e .c olla necessità. c.he anche pr.e sso i. medici m.ilitarl si er~ino degli specia.lis·t i per ques.ta. 'branca tant~ impo1·t&n.te cleUa scienza m.edi. co.-chiru~giche. Breuning-Stome (Kopenhagen). L-a marina., la Croce Rossa e .le gue·r-T navali. - 'T ratta delle que tioni oUeva.te durante la eonvenzioo.e della Haye e, nella. lU conferenza internazionale della. Croce Ro sa circa. r interve:n to di ·q ueat' ultima nei. combatttmenti n.a..vaH, e assodatene l!) im.p ortaut.i attribuzioni v ~ ene a passa:re, in rivista il fabbisogno in. personale,. i.n locali, in m.a.t·eri.al e la parte che spetta ai ingoH t-ata come enti ordinativi e alla iniziativa priv.a ta. Mangianti (Milano). Il piede. Studio antropogenico in rappo·rto alla calzatu.r a mUita·re. - Fa ]a toria dei daver i tudi n;la.tivi a.Ha. c.a lza·t ura militare fermando .i [n modo speciale a consi.derare ·i di·v ersi tipi d.eUa eo l detta ·c alzatu.r a ra~ zionak. Dimostra che per diverse ragioni ·e tniche . di incroci, di areh.i.t ettura scbe~ letri.e a generale, di età e di co tumi di profe sioni ·e cc. ed in via secondaria, di viziosa calzatura, vengono ad osservarsi. :n eii'uomo adulto numerose· v·a r"età morfotogiche dei pied.i. Conseguentemente .a. ciò, ritiene da.nno·So il fis are per la con fezione delle calzature un tipo unico o quasi. B·r nyn -Kops (La Hay . .InftumlZa delle de:tonazioni sulfudito dd cannoni ri. ~. Parla dei diver i tipi di ta.mponi per le orecchie usa.ti in -o tituz.ione al co~ m.une ta.-m pone di ovatta.. Des;cn ve un tao'mpone di caoutchou.c fatto . ec:o ndo un modello del condo.t to udi tivo sterno· otte,nu.to eon ce,ra. rammoUita e n.e enumera i v.a .ntaggi. Presero· parte alle dis·cussioni: il Breunin.g-St.orm, il uo-ler, il Kina.st H Rapte schews.k y, il Demutll. Segui poi una proposta. del Larra y Cer zo p r un p ros _imo · ou,gresso intemazional esclu ivo per le scienze medico milit.:ari, indicando com sede. d.e l me·desirno la città d.i Ma.d.r id, e ciò per invito formale del re Alfonso XIII. H Raptsebewsky H Demnth, lo Scllurger dh1cussero· su questa propo. ·ta. p~auden dola in massima, enza impedire però ehe anche nei eongres. i medici interna.zion.aU venga dato posto· alla sez'one speciale m·edico~militare 1 il g:ene:r ale lmbriaco
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diede la. ua piena. ade:sione, a che il primo congresso interna.:.nonale d.i medicina: J 1iHtare sla ten 1to a Ma.d.r id seoo:nd.o la propo·~ta del Larra y Cerezo. Altre comunieazioD.i furo.no presentate alla azione, ma non lette e di eu e, d.al B·e vacqua ·d.a l Kutsche,r , dall'Otto, dal BoetT. Terminerò questa rivista col ria snmere. i voti e le propnste fa.t te da appo.. ite commi sioni d.ur.a nte le ed.u te del congre. o e. in ore .straordinari1e q·u ali furono espre.·_i n.eUa s dut& olenne di chiusura ten.utasi il 2 seUembre. 1909• . È de iderahile ehe materiale d.i medieatura in tutti i paesi venga riliD.ito in p·ie·coli pacchi preparati allo scopo del primo socc.-o.rso· che il materiale di medicazio·n e sin. antisettico . II. Considernndo che nella statistica , anitaria. militare internazionale non si è ancora ri.:usciti ad ottenera nei dati forniti dai diver i Stati quella uniformità cbe è neoessari.a per degli studi comparativi, è desid.er.a bUe che una ·c ommis ione internazionale di medicina mili.t re sia riunita. a.p po itamente pEn trovar·e· i mezzi ond.e ewrivar~ alla ri~hiesta. uniformità. II(.. Considerando eh.e negli eserciti de~ di versi p·a esi le ta beUine ·d iagnostiche dei fe·r iti sono di form11. e -di c·olo.m varia.bili, e che . p.esso lo stesso colore. può a.v·e re .significati. eontral'i, è d.esidera.b ile ebe v€n1ga. ado·t tato da. tutti gli ese~'>citi lo· stesso colore per la stessa gravità d·i fe.r iti. La oommiss~one che si è oceopa:t& di taltt question.e ba deciso di proporre a tutti. gU Stati che i feriti gravi. come quelli. che sono intra.sportabili o diffi.cllment:e trasportabili;. sieno designati. eon una. t&belHna rossa.• e C:he quelli con ferite leggere ed. i fedt1. tra:s portabili sieno designati con una ta.bellin.a. blanea.
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Il Il Co _ e11o _azionale per la lotta tte late centro la tlblreo1oei. (Fire~nze, 11 ·16 ottolare 1108). Il oongresso fu. importan.t e pel nu·m ero e pel valore scientifico e pratieo ·deUe oomuni·c az.ioni e relazioni, per la. quantità. degli. mtervenuti, per l'o·t tima. e ben riuscita orga-nizzazione·; d.o vuta in massima parte .aU:'operositA in.t elligente e, infa. ticabile d·el segretario generale prof. Ferruccio Schnpfe.r e del viee segretario dott. De Ma:rehi. L'inaugurazione solenn.e. ebbe luogo il m.a ttino dell'Il nella storica e splendida sala dei Du.ece·n to in Palaz:zo Vecehio, presenti le autorità c.ivili e mJUtari. In ostituzio.n e· del pre idente del comitato ordinatore p·r of.. Cbia.rugi, p:ronunzi.ò il di eo:rso inaugurale il ch.iarissimo prof. Lustig, portando il saluto deU'autoritJ. comunale.,. tratteggiando· poi con vi.v aei ,e convincen i parole la n.e eessità impe• rio.sa.. d.i una guerra sa.n ta. alla. tubert'iolosi, la necessità. della. propaganda, l' im· portan:za. sociale d . eUa lotta 7 i danoi della. tuberco1osi, le armi .da usal'Si• la pro· filassi e la cura deHa tubercolosi. Seguirono poi un discorso de.l prof; Banchi, a • se "'Qte ·c omunale, a nome del sindaco e deU'amminist.r azio·n e eom.u :n ale, de,} p·rof. RossieDoria a nome della città dì Roma: e brevi parole di saluto per parte de} d.ott. Ga·t ti di. Milano, del ra:ppre ·e ntan·t e H prefetto avv. Bellini, e mi . 11 segretario generale prof. Sebupfer comunicò le n.um·e rosissi.m e adesio.ui pervenute e telegr.a mmi di spiccate pe,r sonaUtà. po liti cb e e s~cienHfiche. I la-vori del ·C ongres o· ebbero principio nel pomeriggi·o deUo stesso g iol"DO ed ebbero termine H mattino d.el 16; le se.du.te furo··n o tenute n.e1l'a.ula magna del R.
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Ist.ituto· di studi su:periori e farono assiduamente e da numerosi membri del con· gresso frequentate. Oltre a.lle sedute del congresso furon.o organizzate alcu~ae vislte ad istitu.t i scientifici e' filantropici. de:lla citta, e co.sl ve;n ~nero. visitati su. ·cessivamente il dispensarLo Umberto l per la pr·o fìlassi co·n tro la tubercolosi, ]'Istituto iototera.pico dil'>etto dal prof. Pellizzari, i n.uovi impianti della nettezza pubbliea del Comune di Firenze, l'ospedale Mayer. il sanatorio c Regin.a. Elena. ~, i pozzi dell'Anconella.. Il mattin.o del giorno 11 fu offerto un ricevimento dal Co· mnne di Firenze, a. Palazzo Vecchio on è H easo di riassum.e re. uno pe.r uno i lavori .P resentati al congres $o ·; mi limiterò a queUi che più. direttamente ei. interessano e po sono avere punti di contatto oolla. nostra specialità. medieo-milìtare riportando degli altri, n·on. meno interessanti de.I resto, sempUoom·e nte il titolo. Noterò innanzi tutto che primo a riferire nella prim.a sedut..a fu il cbia..r issimo prof. D! Vestea., tra.ttan.do l'i:nteressa.n.t i si.m.o tema·: Stato della tubercolosi in Italia, injtuenza stù relativo andamento epidemio.logico de.lle leggi ed istituzioni sani.tari vigenti. Il r·elatore tratta da maestro la. ques·U one dimostran,d o che· i:n Italia. poeo :meno del 70 % d·e lle m.o rti d·e nunziate BODO• p·rodotte dalla tubercolosi t ehe un miglioramento in que-sti ultimi an_ni si è .a..v uto, ma non m. olto · rile,va~te; che l'·e migra.zi&ne ha inft.uenza nella diffusione d.e lla malattia; ohe vi son.o deficienze nel me~ todo ·d i lotta contro· la malattia (poca fe.r mezza n.e l principio che, oltre ai mezzi di difesa indiretta, sono indispensabili quelli di difesa. immediata; poca diffu a conoscenza che la. lotta a.:ntitabercolare, va in Italia. più che 1n altro paese uni·· formata alle condizioni locali; insufficienza di t&lnne leggi e istituzio·n l. ;. stato di abbandono presso m.o lti Comuni di servizi pubblici d'igisne). F ,a voti poi perchè neUa lotta a.n tituberoola.re vengan.o attuate le seguenti norme:· l'obbligo deHa denunzia sia accompagnato· ·d a una. maggiore effi.c ae:i a dei servizli pubblici di dìsinfezione per modo e.h e l' in.t erv·e n to d.i questi ven.ga. piuttosto de:sider.a,t()· che impos to e venRa utilizzato fuori delle, ci.r costanze previste dalla legge· l'o pita· lizza:z:ione dei tubercolosi poveri venga messa. in. e~ondizioui tali da essere non solte.nto una difesa pet l'immediato. ambiente cittadino ma a:nche una. scuola di educazione igienica. atta. a rendere po:3sibile· l'uso in modo ìnnocuo delPass:is,t enza domestica; la. legge su le costruzioni delle, case popolari debba non. soltanto basarsi sulle' m.a ggiori agevolazioni da parte dello· Stato ma an.e he sopra un ma.ggior senso dì previdenza e d i ~p i rito comparativo da parte delle clas.s i lavoratrici. 1m portantissim.a. fu la. :relazion~e del pro f. Sciavo sullo Stato attuale della qu. -t.eiOJze del sanatm. L'illustre igienista, con molta competenza e con molta argu-z ia, fa uoa critica a. fondo· sullo· stato attuale dei sanatori in :taJia. Dimostra come uno de" precipui ostacoli per fa loro diffusione fu la ~ande spesa che,, ba.san.do i sul co·n fronto con quanto si è fatto all''e~!l'ter:o, si 1ncontr·e rebbe; dim.o stra pero an· cora, e lo prova con documenti ·e con cifre,. ehe si poss.ono costruire sa.natori a buon mercato, e che si pu.ò benissimo seguire iJ metodo inglese consistente nel~ l esigere che i ricove:rati nei sanator:i Ja..v·o rìno con beneficio della propri.& salute e eon van.tagg[o finanziario. Fa voti perebe al più presto s.i ten.ti in T·o scana co l adatta. per le sue felici condizioni topografiche. e climaticb.e~ di. co truire un sanatorio sulla guida de" princlpi econom.iei esposti. Int-ere santissima pu.re. anche pe;r ehà aprila via ad u.n a discussione seienti.6ca. di gran valore specie in rapporto all'indirizz.o delle mLrsure pro.6 1attiche an. titu~ bercolari, fu la relazione del prof. V1.o la • La predisposizione alla tuhe:rcolod e i segni che l'' rit:elano. n Viola s,e ga.e ndo arditamente la scuola del Oe Giovanni,
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d imo tra come nel fenomeno .dell'i:nfezion.e tubercolal, vi so'.no fa.tti me i in evi· d nza dalla osservazione clinica,. dalla statistica e d.alla indagine anatomo-pa:to· logica i quali dimostrano che la :p ura esposizione a.U"inv·a sione del ba.eiiJo ·tuber~ colare non b.a ta. senza il concorso poten.te della disposizione; ehe vi sono segni anatomo-funzionali di una. eostituziooe linfatica i quali rapp1~eseo.tano il terreno pro·p izio .a ll''a ttee him.e nto del germe; che esiste un abito tisicot il quale può ~con~ tr.appor: i a.ll'aòi:to a.poplettico· cbe n primo, n quale è rappresenta;to da a tntga. s·om.ia e~ .r elativa megalQBplan·cnia,. è, ca.r.a tterizzato d.aUo scarso potere di o id.a· zion.e e di propulsione, m·e ntre, il secondo rappr~.. entat.o dalla tnÌ(;.,~OsplanC1.tia (mi· 11i m o di m.a ssa orga.nica.. con ma .. .imo di superficie) è carat~rizza.to ·d a rela.ti v an ente sufficiente pote:re o ' id,a tivo .m a ·d a. scarsa. assimilazione di energia,. da poca for.za. mu ·colare, ·d a fa.c ile esauribilità· cb.e r abito ti -ieo è ereditario e - pess·o familiare; che l'abito tisico, l'eredo-di.stro:fia tubercolare e la eostituz:i:on.e Hnf'a.tica ono i mom n ti costi tu.zion.ali predisponenti alla tubercolosi L'A. ter:mi.n a dicendo eh6 i deve tem.per.a re t•a.ua.rme esagel'a.to per la. contagio ità della tubercolosi, e eh-e i de.v e tenere gran. calcolo, oome me, zZ~o di lotta della possibilità dim·o s rata di dim.i nuire facilm·e nte negli individui la frequenza. e la gravità. della. predispo izione; ciò non toglie però che non sia sempre possibile dimo trare la. predisposi· zi·o ne. e c.he nou esista un lontano p·erico1o per ogn.umo ehe. si esponga. ad. nna :sor· g nte infettiva. molto intensa. La luc ·.da. e chiara esposizione non. mancò di sollevare una vivace discu "Stone ·e·m brando a molti d.ei cong:r:e sisti che le concezion.i del 10la facessero smarrire la ·.a. alla Dozione altrettanto importante del conta.gi·o . Ptn·vemi in q nel d1hattito , veramen.t e interessante, che da una parte e dalltalt.ra .si avesse.r o tendenze eccessiva me te unilaterali.; per mio con.t o non posso ce;rto mette:r e in .o n cale la predi posizione e credo che la maggio·r p-.a rte almeno dei colleghi militari, nella lunga e diuturna osservazione medica d.·e ll'ambiente militare e in quella a i consigli di leva., avrà. tratto argomenti pe.r convince:r.s i dell'importanza delle ·c ause predispo~ nen.t i organiche. II prof. Piera,c cini co·m unieò ul seguente al'gomento. Qruzle eontrfbttilo alla .lotta soeia7e portano i n J,t alia i di:sp 1t.Yari projilattici1 i ' rvizi pubblici ài disinfez.ione e di assistenza ospitalìtn•a 1 L'A.• fa uno studio a.ceura.to eiJ. esau.riente sulla im portanza e u 1 tu.nzi.onam.ent.o dei d i pen a..l'i au·t i tubereola.ri e dichiara d ~ non I otet· concepire la funzione lo:ro sco,mpa.gnata da a.ltr·e due funzioni integra. triei di di infezione delle a bi b&~~ioni dei tu bercoloi e de1la loro ospi taUzzazi.one~. Dlmo tra. aH.re ì. la conveuienza. di o p~talizzare ed ìs,o lare i tuberoolo i (queUi pericolo i e iccome per ùra. lÌ' olamento non è di facHe attua:zione, cos.i limi .lL le ue pro po te alla. o pitalizzaz10:n e facendo vo i che H Goveroo, vi ·ti i gra.nd1 acritì i che oggi compio·nO lia maggior parte dei ·C omu.n i, interv·e nga con speciali tanzia:m enti, proporzionandoli non .s oltanto ai bisogni dei ingoH Comuni, ma nehe n. l numero dei. tu be:rcolosi ricoverati. Il dott. OHveira. Bolhe·to brasiliano, legg·e (in italiano) un Ja.v oro sul .P,.olJl ·m.a .sociale della t·uberClJlosi e dom.anda il voto dell'a.s emblea. su. ques.t a conclu ione: ·1 Congre so oontr-o la tu.bercolo i vedr·e bbe con com.pia.cimento che di venisse obbligatoria. ·e protetta. dallo Stato la si!c urazioue eon.tr.o la malattia. e l,iu.v aHdità. Il prof. Bordoni-Uffreduz.zjt a nome anehe ·dell'altro relatore Dott.. Ferra.ra, tratta deU'lmportanza dei casella~'i sanitari o ecog'l·afici, e dimostra. l'importanza cl . e hanno le rich.ie te pecia.li io.didzzate a. conoscere la sto1~ia. di tutte le con.dizi·oni d "li.Z'ie e sanitarie di ogni ca a. onde ave,r modo di potere apportare ·q uei miglio-· 1
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ram enti igì,e niei che · i cred~on·o ~ece :il·a ri ; propone che ogni Co·m une 1stitu.isca il proprio casellario ec~grafìco. La pt•opos.ta del cbiaris" imo prof. Bordoni~ ffreddazzi dovrebbe tornare, molto utile. anche & proposito deUe ca erme, ed io mi pe;r .. me to ri.c ordar.e che in una cmnnn1cazione al Congresso medico inte.r.nazion.ale di
Budapest trattal di un argomento che con questo ha spiccata relazione, e ebe DeH'e ··erc.ito francese fin dal 1800 è i · uso un regi.•dro· di case·rm.a in ogni sta bi limento milita.r e, il quale fomi .ce specifica.te notizie sulla oostruzio.n e della. caerma, .s ull'origine dell'acqua. potabile, sullo s.malt.mento ·delle acque usate,. ~une oondiz ~ oni epidemiolog~. cbe, ed ogni anno vìen messo al corrente in relazione a.i migliol'amenti apportati ·e in relazf,one aUe epidemie. · IL prof. Ro·s~i·Doda, uella. ua. Comunicazione sulla .P rofila d della tubercolo·s i nelle fe·rrovi.B., fa un.a carica a. fondo su Ue condizioni antigieniche delle ea.rrozze ferro via.rie, ~delle stazioni, dei. locali pel p·e rsonale ferroviario, e p·r opone al·c une misure. concTete e aleune norme pe~ pet·~onale e pei viaggiatori. Il prof. Mya si occt1pa della questione delle persone di servizio· in rappOTlo colla dilf:ruione. della t1.tbercolosi e. dimostra ~.'.importanza. ~epidemiologica che tR.U rapporti banno nel contagio tubercolare, specialmente, del. bambini. SuUo ste so argomento parla. n dott. )!affi. Il do,t t .. R ·o·n zoni tratta suHtoppOcrtunità di cco1•àìnare ed un·ifica ·e in Italia l'a lotta ~weiale cont1·.o la tubereo..l.osi. n dott. Ra.ndi e H do'tt. Pagnini trattano rispettivamente della. t1Lf>.ereolosi pol<mrm.a r • .n el Comune di Padot·.a e in queUo di Lucca. AJtre co unieazioni furono presenta.te· dall'avv. Fra.nch1 d.i iema.: sulla ne· · s ··al,. in vista del carattere sociale à )lla tubercolosi, di un 1YI"Ot:ve.dim nto atto a p imentare e controUaTe s ientiftca"'nent , a gaTanzia di tutti, i rimedi pro filattici e ett.,nat.i t i che 1n.olti antlUnciano, ·d.al prof. 8es.tini capitano m·edioo ne:Ha R . marin.a: ~. ulla tubt?/l"'~:olosi polwwnar n ..(Jli. e1nig1·ant1 italiani, dal P'r'or. Pa.cohioni ~ La pub~ bUca ,assit;.t~za dell 1 i1z(attda po ·era e l'opera. degli ospiz · marini e delle colonie tive co-me eoelfkie.t'ltì di lo.tt,a .antitubercolar in Italia; dal prof. Lus.t ig: La iu.. bercolosi frtl gli insegnanti ed :i 1·elaii't;i JYI'O n:edime1~ti sociali, ed altre ancora dal Pier.agnoli ~ dal herardi, d.a l De Ross.i do..l Grazzi, dal Poli . ecc. Terminerò questo breve' res,o onto acc~en.nando, perehè più d.i rettamente ~nte·· r sano il corpo ·. a·n itario militare, alle due comuuica:doni riftetteuti la tube"trob>sf. nell'esercito· e nell'a1 mata, l una pl'le ·enta.tAI dal .Pl'Of•. Bestini capitano medico nella. R. marina. e l'altra da me. I l Be .tini riferisce· ugli studi precedente.mente d.a. lui fatti e che collimano con q u.eUi di altri ll • imi~ e e non ·identico argom€!nto, e dimo~tra ·C ile le conclu.~ io·ni. a.lle quali giuns.e allora co·r ris.p ond.o no perfettd.meu te, salvo una. migHor e più comprensiva. v.a lutazione dei dati tati ti~cd, a queHe pres n·t i. Considera da.l punto ~d i vista sociale due punti principali, e cioè l'infllu.e nz.a dell'a.m biente ·m ili~ tare mar.i ttimo suB individuo ·c he. v'i presta servizio obbligatorio o volonta.ri.o, e l'infiuenza. che gH ìn.dividni rtco~noseiuti malati d·· tube.rcolosl polmonare· po sono e.,ercita.re sulla. famiglia. militare marittima. e uUa popolazi one civile allorehè vengono riformati per tu.bereolo i ed inviati alle loro ca. e.. e, dimostra. come, pure amme~tt n.do nella vita mar ~ nare , a alcuni fa&t.o:r' igienici, vi ·ono pero d"altra.. parte eondizio·ni atte a. fa oril;e l'infezione e il .oonta.gi·o. tantoehè per :alcuni indi .. vidui si può dire, la vita marin.a re _ca e sere la p· .tra di pa'l•agone d Plla tubercolosi Tratta deUa profìlas:sl indiretta d.eiUa tubercolosi consistente :o ella pronta elimi·· nazione, ·e i predispo· ti, e d.e lla profilas?i diretta consistente nella ·e Um .•.n.azione· i p·o rtatori di l:taciUi e in tutt qn Ile mi u.re igieniche e profìlatticbe att A>d
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OONGRE
impedire l infezione., listruggendo i germi - imp-ede,n ·do il contagio e a dimin'ld!il la. dispo izione, al qual pr-o posito lam.enta. alcune roan anze, aleuni difetti _. e ne propone H rimedio Te:r.m ina soUeva·n do la questione dei sanatori e· plaud n :o a.U propo. te del De. Renzi irca aU''i- tituzìone di sanatori per Pesercito, e fa voti che an.che ~'.A m-m inl . trazione d Ba mari.n a pen - i aH istituzione d1 u.n sanatorio per accogliere quei tubercolo i. riformati c.b e arebbe pericoloso inviare alle proprie fami.gHe, perch h·a mettitori d l contagio tub rcoloso. Col titolo· La tube-tcolosi in [JC.'Iu' re quella polm()1tare it isp cie nf.ll'esercito italiano, volli presentare uno sguardo d'.a ssiem.e su.Ile eondizi.o ni attuali in eu i tro· va i l'e ercito rispetto alla. tubercolos1. Riferendomi ad altri tudi precedente· mente fatti d.a. ufficiali m.ed ici e· spe.c ia1men t-e da qu!e llo ultimo delPill.mo sianor gene·r ale medico ispettore ' forza. e valendomi delle sta.t istiche ·p ubblicate.daU''i pet tora.to di sanità. militar.e, com6 an.e b·e di un mio pr·eced·e nte studio ulla questionifl esaminai~ l 0 : la. n dia fr quenza .annu.al de.Ua tubercolosi 1tP.ll'esercito dimo ·. trando che le. tubercolosi polmo:n are in genere. e ·quello. polmonare in h;pecie hanno n -e ll' e:rei to una dism•eta. tend.e n.z a .a diminuire, ma che costìtuiscon.o sem.p re un& jnfezion.e grave per la ua diffusione e pei uoi esiti, che la media. a.nnual delle perdite totali pre;> 'a. poco di BOO mentrt\ la edi.a. annuale degli entra.ti in eu m per ola tuberc·olosi polmonare è di ci rea 250; 2°: .la :tuòeroolo i nel nostro· ·tw ito in CO'n(ronto c·t>gli serci#, stranieri, dimostrando e.he l'eserci-to italiano pre enta ìl m.i nor .n u·m ro d l -e:n.tro..ti in l uogbi di cu:ra per tuber-colosi rispetto a. lì altri e. e·r eiti :. 3~>: la patogenesi .della tubM"eolori in Tapporto all'autog n ri Pal contagio, concludendo che i fatti ·d'osservazione ci dimo -tra.no che la maggior parte dei casi di tubercolo i uell esercito sono· piutto to importati ·che acquLiti sotto le armi· 4°: le condizioni predisponenti di luogo .e di ttnnpo, esponend.o la distribuzione dei m.o rti e dei riformati a. seconda. delle diverse di.v lsioni militari di nascita e dimostrando elle maggiore morbosità sì. ba nel primo sem tre. del· l 'anno, la. maggiore mortaHtà n i mesi di marzo e a prUe· 00 .. le condizion:i pr • dispo~ nti all dit.·erae anni risultando in questi ultimi anni il mass1mo delle perdite per l•arma. dei granatieri .m inimo· :p er gli alpini, per le compagnie di su . istenza. e per l'artigli!e ria da costa. e d.a. forte.zza.; ·B0 : la proftlassi. A qu -to :proposito tratta.j. delle diverse misure pro&lattiehe sia dal lato an ticontagionl · ticot i a d.a. quello riferen.tesi alla difesa contro l'int.r oduzione dei germi morbo i n.ella collettività militaTe· pas ai in rivista i diver i. mezzi profilo.'ttici usati. ne~rli eser· citi tra.ui·eri • trattai della di.aCI'no i precoce e· delle riforme. in tempo., d i Di zzi igienici i.nd'viduali e· collettivi, e termina.i col passar·e in. ras egna le misure pro· fi.l atticbe da. prendersi ver o gli individui inviati pres·so le loro fa.migUe io - e~ guito a ra. e na~, schie.r ando.m i fra ooloro che propagnano l'idea della i. ti tuz ione d.i un sa.natorio militare,, e coo a.lctin.e p.&role in rapporto· alla coli ttività militare quale mezzo di propagan a n·e ' la lotta antituberoolar . Giunto aUa fine· di que ta. ra.p'Lda, rivista debbo ag.g inogere che le m.o lte, di eu · ioni sostenute, aHa. fine ·d i ognj relazione o comunìc-a:z ione per parte d.i. dotti colleghi o di illtstrazio.ni scien.tifiche qu.a li un Foà, ua Lu · tig. un Di 'V' tea uno· Belavo ece., aggiunsero importanza e valore ai risultati pra·t ici ·d elle sln.g ole sedute. Debbo poi c~on -singola.re compiace.n za ma n ife tare coma Pillastre ena;tore profe · ore F·o a dimo trò molto intere se alle conclu ioni e pa roeinò con molto calore le pro-po3te che, d'!lpett.o aUa. oHetthrit! miHtare. nei riguird.i 'eUa tub ereolo i io ed il collega deHa. marina pt·of. Se Un.i 1 credemmo di formulare.
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Fir nz·e, m.aggio· l 10.
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eONFER'~NlE ~CIRN JffCHE DEGLI O~PEDAlJ IILITARI IOUUIO DEGLI !BGOIUTJ TRl'lTATJ (D..u PROCBBSl VERBALI PEB.VENtJTI Al.L'lSPE'l"TOIU.TO DI BA.N'IT.À MILl'rAlU!l DAL
1° Ql GNO
AL
31 LUGLIO UHO).
ALESSADRIA. (maggio). - Capitano medico E'rTOtUil CA- TOLDI: A.p puntl clinici circa. aleun·e meno frequenti complicazioni della. febbre tifoide. L'O .. illu, tra tre easi clinici riguardanti al.eune ·m eno frequenti complica.n ze, dell'infezione t.if'oidea: ' el primo si mo..nìfestò 'du:r an.t:e n terz.o .s ettenario la comparsa di una flebite della v-e na crurale sinistra, che si complicò dopo lo· giorni a ·t rombosi ,del Pa.r teria polmonare: la malattia. ebbe esito in guarig·ione. Nel secondo caso be ebbe esito letale, nonostante la ·tracheotomia pr&.ticata, si ve.rificò n.e i primi gi:o·rni della. eo·n valescenza un.•o)cerazio·:n·e alla laringe, con sfa.celo della corda voeale sinistra, e ·c ancrena umida.. intaccante lo spessm·e della eartHagin·e. Fin l· mente· nel t,erzo caso· si ebbe la fo·rmazi:one, di un asce·s so peril'enaJe, .a de·s tra, ma.oifestato.s i a d.efervescenza. ini.zi.a.ta. e risol'tosi in guarigione. L O. conelu.d e riten.endo ch.e, quan.t un.q ue in ques e forme suppurative posttifo e no.n sia. sempre evi·d ente;m ente dimostrata l'azione, piogena del bacillo ti·· foso., tuttavia si deve ammettere che esso si tl'lovi iu s.im.bio. i -e che pet· ·t ale fatto la sua virulenza sta no·t ev·o lm.e nte. esaltata. l'D. (id.). - Capitan.o medico GIOVA NI PERRO 1: La. gi'Dnastica respiratoria nel~ Fistru:z ione mi Uta.l'e. L'O. premesso nn. cen.n o sulla ginn.a stica -c ome br.a nea principale dell'istruzione militare. viene ad intrattenersi suUa ginnastica respi~atoria. traen·d.one pratiche appHeazi.on'i per l'aUenamento militare sia. per 0orreggere deficienze organiche, come per cu.ra.re pregre .e a.ftezionì. ·p )europolmonari. Propone ehe, ·ome si pr.aUca. nell'esercito francese a.nehe pe:r il n.o stro eser· eito ~Si istitnisr.ano dei p~otoni speciali de la forza di 100 uomini, ·e che ad. essi sia.n o aggrega ti. quei soldati che, pur essendo idonei aJ servbio militare in ge · nere presentino deficienze di sviluppo che si presumano anabili con la speeiale cura. Qgni plotone dovrebbe esse:re . suddiviso in tre ·categor· e .. una prima s·i occuperebbe d.e lla giDnastica to;r a.e·iea, un.a. seconda. di queUa addominale ·e. liln.a terza della ginnastica degli arti, e ciò a seconda dei difetti individuali; L'O. dopo a.ve'r descritto una. serie di me·t odici esercizi p r ]a..ginnastica. toraeiea,, con-clude facendo· v·o ti che essa. sia presa in cons1derazi.on.e e largament applicata a ·v antaggio della no ·tra. e.ducazion.e ft ica.. lo. (giagoo). - Maggiore medìco ANGELO VIALB: Nuo,v·o progetto per le operazioni di. leva. L'O., en.tnnerati gli inconvenienti dell attuale si9tema. di reclutamento, pre enta. ano .scb.ema d.e l progetto di leva,. costi uito da du,e Commissioni, una mandamentale ,e una c.i r-c ondarjaJe· alla. prjma prende parte come
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CONF.ERE~Z~ Si..:l!ENTIFIOBE DEGLI 0SPSDAL11ULITA.B I
perito un uflici.ale medico,, .m entre alla seconda ne sono assegn.a ti due. Gli in· ,s:critti. di difficile esam.e , che vengono rin.v iati in. os ervazione agli ospedali,, i rivid1bili d'un anno che rieh1edono ponderato esame prima di essertt dich.ia rati idonei, verrebbero, oon questo progetto, inviati aUa visita eircondariaJe, che funzionerebbe ·d& v.i sita collegiale. Con tale proposta si ridurrebbe no·t evolmente ·1 nu·m ero degli i.nscTitti da inviarsi in osservazione agli o pe &li con sensibile vantaggio del servizi·o in un periodo di tempo in cui la maggior·parte degli nfilciali me.di.oi trovansi. fuori della lor<.• sed.e abituai . L.O , prnndendo per base i da.ti della leve. ne'l eiri!ondario di ovi·Ligure si ri· er a di dimostrare pratieam.ente la bo·n tà del sistema proposto, spt:Seia _men.te per quanto riguarda la durata dell visite. A C 'A (luglio) . - Tenente medico ALFREDO Buccr TE : La pazzia morale. L'O. , accennati ai principi int'o rm.a ti vi delPimputabH ità. secondo il v igen.t e co· dice comune, vien a sost-ene,r e la tesi che il pazzo morale, esse odo inca.pace di a. vet•e i sen.t tmenti che fanno di .. cernere le az:w ni i.m mo rali e i.Uega lì, non co.. nosce U valore giuridico dei _uoi atti , e viene cosi a mancare in lui la volontari età deJPszion -, che è momento impr·e sciudibile della respousabHità penale. Delinea la fisonomia del pazzo mm·ale eh· per il ter.reno on·d germina, per i caratteri p ico-degenera.tivi,. per la coe ·istenza. d.i un'alterazwne mentale pia o· meno manif'esta, spicca nettament dalla plebe grigia dei delinquenti. Passando a p.a rlare degli .a..rt. o6 e ò7 del codice penale miHtare l'O. nota ·cbe ju e si si par.l a, come g ià ne~ codice sardo, di pazzia di.· imbecillità e di morboso t'uro·r e. Se però la pa1·ola del codice è rima. ta ·mmutata. è entrato neHe abitudini giudiziarie un concetto semp.r e ·p iù. largo .nel fì a.re gli es remi effi.cien ti delle cause che, po sono escludere l'imputabilità. Con ulta.ndo infatti la giurisprud nza. deU'ult.imo ventennio, ri ulta e idente che alla parola pazzia sì è d.a ta tut.ts, la. ig·n Hìèazione di infermità di mente. L'O.. viene infine a. t.t·attenersi sulla tanto· disea sa respon abilitai parziale e dice che, una ba. e scie·n tifi ca per os,t-en.e rla ai può trovare solo nella distinzione. -he fa lo chille deH - pazzia morale in due form.e~ nella p·r ìma mancano eo·mpletam D · e i concetti ed i se:n timenti mora H, nella seconda vi è .s olo d.eti ··enza rispetto ai sentimenti. p ~ò. elevat.l e più :6 ni. Ma se tale distinz,ione può ess re accettata pel' i reati più grossolani, non si può invoeare per quelli di indole milita.r e, che essendo· orditi ul traHcei di fili eti:!i e morali molto delicati non po· sono es ere interpretati dal pazzo morale. L'O. si domando. ·uo a qual punto si~ legitthua. m~nte pun •.bHe dal ~eodic penale militare chi v nga r.icono· &ciu o jnabH al erv~z·o per una. t'orma qual iasi di Insufficienza p iehica preei tente an arruola.men·to, e conclude ponendo n ques"to e si deve rieonoscne sempre e in tutto pas i bile di pena ehi uoi abbiamo t rasportAto in una sfe·radi re pon biUti. di o·r din superiora, pre umend.o un congegno di poteri psi bici che .o lo p.iù tardi .r i ·ono ciamo insu fficienti. A E -TA ( iugno).- Maggiore medico · T ~lO PERASS.t: Le gradazion~ d.el~ l'ern.ia. rurale. L O. rifari ce s u 6 ea i d1 ernia. c.ru.rale da lui operati neH'o pe· dale militare dì. Caserta e ric-h iama l a.ttenz · one sul. fatt-o di a vere ri contrato in uno che H. piccolo sacco erniario era rive. tito da u.n grosso Jipoma pr ieroso mentre negli aUri 4 casi il rive tim nto Hpolllatoso avvolgente H sa."·co pra ddotto ad u.n a semplice membrana gras o a. . Esprime H parel"e se n on sia. .il ~ o d· pen al'e ad una modificazione ch·e · ubisce il li poma pre ieroso d.a l Roser ·Linbnrdt on ic:let·ato ome una · -a usa sclu i va nella formazione dell ernia craraJ · il
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CONFERENZE CIENTIFIOH
DEGLI OS.PBDALl U.ILlTARI
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eon la teo.ria. deUa trazione~ coll'and.a mento del tempo ed in rapporto a1 periodi ·di sviluppo dell'emi a: in tal caso il li poma crurale dov.r à considerarsi come tumore graseoso diverso da quelli originat=si in altri sedi. Accenna infine ad u.n 'altra speciale gradazione d:e ll'ern.ia crurale costituita talvolta daHa se.m plice presenza di un. lipoma, non associato a.U'esi tenza d.el saceo: jn t-al caso egli è d'avviso che mancando il consenso per un even..t uale tn.t ervento· operativo, :sia da. applicarsi un provvedimento medioo-legde terq:po· raneo. CASERTA {luglio). - D~imostraz"on · sul risllltato di due importanti autop ie pra. ~ tieate durante il mese. Nella prima trattavasi di un ca o ·c a:ratteristico .di appendicite con ascesso retrocolico e perforazione necrobiotica. del colon ascendente ed n.l cerazione del margin·e antera-inferiore del fega.to.. La seconda. riguardava un caso di tubercolosi polmona.r e con e~ tese zone di caseificazion·e a. ociata a tube,r colosi pleurics. de ·t ra. APOLI rgìugno) - Tenente medico Ro: . RIO SOALIA ! Ca.u e esogene neH' etio· lo·g ia dei canc:t"i e teoria infet.t iva. L'O. pa a in ra . ·egna le teori.e che ora hann·o importanza pur:am·e nte storica ·e i sofferma. a parlare delle ricerche d l i:l"chow e del Miiller, che dimostrano la vera e ·senza e l'intima • truttura de i tumori maligni. Considera. le varie cause esogene· (tra.uma:tismi, ag·en.ti chimLci, tlsiei ed alcune in.fiammazioni croniche), dimo trando i rapporti più. frequenti che intercedono fra i detti agent.i ir.ritativi e i tumori, come contlizioni co.n comitanti e pr·e disponenti, e non come, catl e efficì. nti e ba ·tevoli. da s:o le a. spiegarci l'insorgenza di n.e oplasnli maligni. L'O. viene quindi a trattare della t.eor·i a parassi. aria, di. ft~ond ndosi u queUa acca ·omicetica del Sanfeli.ce, pe.r la. qua.Le. il saccaromice n oforman: non agirebbe direttamente, ma & mezzo dell tos ine elabora e, me,n tre da. parte sua. l'·o t·ganismo opporrebbe una. t•eazion.e produc nd·o u:n anticorpo ed un'antitossina specifica, di eui P.a. si vale pe.r la preparazione del siero curativo. -"Esposte le varie obbiezi.oni mos e contro questa teoria, f'1·a ·ui .l a di:tfe, ·~mza del reperto i tologico, l'a :,done quasi uuUa della sieroterapia., la. possibilità. di ottenere, coi sacca.romiceti neoformA.zioni i.n varie specie. d'animali ro. pas. a a.d esa.m inare se in via d' i:pot.e i possa ammcttersi la. t.eoria infettiva, e con· lude che nessuno dei gt·uppi di microrga.nismi a no.i cono ciutì potrebbe a ve:re un 'a.zi.one tale da .s piegare, le proprietà e il decorso deUe neo p} a i e, m.a tgne: quindi, allo stato attuale d Ha ci enza, bisogna riconoscere ehe la teoria infettiva- non può sostenersi D ppure oome ipote i. P · LERMO (maggio). 8ott tilnente medieo d.i complemento LIBORI ARDIZZONR~ Presenta nna guardia di fina:nza con un'an-omalia di formazion.e del pene. Aecanto ad mn organo normale, come dimensioni e struttura,. si osserva. un ..·econdo p_e n e,. provvisto di. un glande, eui segue un corpo et'ettile eh ~i pu-ò segu~re iuo al disotto d.e l pube. Le riue aste ono ravvolte d.a un unic.a. guaina cuta.mm ed il glande . cceSSO·I·io presenta un meato, in cui si può penet ar pe drca. 10 centimetri con una sottilissima minugia. L'. erezione è com.p l ta nei due organi, ma la minzi.o ne e Pemis;;'on.e d llo -,perma. si fa. soltanto per l'asta prin.c ipa.le.
VO. fa rilev.a re la rarir.à. de·l vizi di duplicità del p·ene., che nella let~ra tura ascendono soltanto a sei, non tenend.o conto d i casi in cui . i trattav.a. piutoo to di una bifid.ità. deH'asta. Nel ca~o at uale non è pos~ib.le s·ta..bilire s , H pent! accessorio sia o. no provv.· . o di corpi cavernosi,. o se piutto to sl t ratti
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vNRRENZ.E ,S QJENTIFIOHE D~)GLI O PEDAL! MILITARI
di un s condo cot•po pognoSo· dell'uretra i p rtrofico : ci.ò potrà essel'ie meglio chiarito coU'e _a.m•e, istologi.eo d.el pezz,o d.a to ebe 11 individuo si assoggetti an atto opera.tivo per ,es ere lib rato da tale ecoos o ·d i sviluppo dei genitali. PALERMO (giugno).- T.e nen m.edico· G ETANo CRtSCJO E: Presenta il p·a dre di n·n i:nscritto di leva inviato in o servazione per constatare la dì.lu.i id.o n.e ità a. lavo:ro· p·rofieuo .. Dall'anamnesi. risulta ehe Pinf'ermo eontrasse .a 87 ,a nni la si· filid.e, e d ne a.uDi fa ebb a notare, s nza cause apprezzabili, diarrea; pa.raHsi ·v es·cicale e forti. dolori agU art~ inf. riori, e su cessivamente stiti·eh.ezza. L·'esam · obbiettivo ha fatto· rile are an·data:ra pareticoA:s pastic.a tremore inte•n zionale degli arti superiori.~ rifl.e.s si rotulei e trioip.itaU esagerati, an.e tesia. tattile,, termica ·e dolorifica alla 1·egione scrot.ale e perinea.le oon diffusione in alto 6.no· o.Ua ba e del coccige e in basso a 10 centimetri al di: opra del ca.vo po·p liteo. L'infermo ·è cost retto ricorrere al ·cateter.~smo ed a clisteri quotidia.ni da due anni aecu a impo·t en.z& a.s oluta.. L'O.. espone, le eonstderazi.oni, per cui egt· è stato cO·n dotoo alla diagn~i d i mielite ·c ronica d.is eminata, e eludendo il morbo d" Parkinson per il fatto che n.e l caso attuale trem.ito non .i ba. A.llo stato di riposo, ma è solo .richiamato dai movimenti volontari e per la manca·n.za d lla propuls~one· e della retropulsione. Ammette inolt1·e non si possa. parlare dì tremito saturnino mancando al rigu~u·do qual ia i fattore eziologioo·, e il deper·mento gen.e rale dell inferm·o . Basand:osi sp cialmente sull'andat.ur.a. paJ'Ietieo-:s pastica in stretta relazione olia.. esalt.azione d.e i rHl ~si tendinei. conclude per un.a sclerosi a placcbe dissem'ina.ta, di probabile natura sUHitica, inferm •t'Ai che dal punto di vis.t a medico-1egale rend·e l'individuo non esi.st.ente in famiglia.
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ROMA (ma.ggi.o . - Capitano medico PL.ACIDO Co·N JfJLio ·: tatisticbe miHtari e soeioJogia.. L'A. preln:e so alcune consi·dera.zioni sullt importanza ·deUe stati · sti.e h militari per la soc~ologia in gene·r e o p r la. m.e dicina sociale in i pecie, ·os. erva. elle dallo .t udio per un lungo periodo d 'anni deUe v.i cende dei rifor~ ma.ti p -r a.lcun.e de:Ue più gr.a.vl fo.r me morbose od. impe.r fezioni fisiche, si trovano deHe va:r iaz · oni ·regionali di un grande interesse, pressoc'b è eosta.n ti nella. fase e nel eU ma .tori co •o cui .. i. osservano .. Stu.dian.d o queste cifr per ciascun artìoolo dell'elenco d in rapporto con i p·r o'b lemi tecnici della ferma biennale delle modifica,zioni dalla legge sul r·e e1utamento e· sopratutt.o in relazione .ali., pro.tìlassi fìsiea. · morale della eolletti.vA militare. si può constatare come non sia rigorosa. la. se ezion.e ch.e oggidl si pratica. d.agH ufficiali m·ed.ini e eome si impongano modi'6.ca.zio·n i sostanzialit quali la c~stituzio·ne fisiologica d ·lle · om· pagnie .e la idon.e ità relati va con la posizione de;. se1 vizi ausiliari, in modo da. J'en.d ere meno rig"d.· i. dettami deU'' Elenco. . e si oon id~e1·a.no poi pa.·r ticolarmente alcune categorie di ·r ifor.me, ad e . quelle pe·r malattie nervose e m·ent.aU, risulta evidente il costante aumento di tu t te le fonn.e d.i anomalie della persona.h til. sociale. Di grande, interesse è lo ~tu.dio delle ·variaz ~ oni regionali deUe riforme peT epUessia. per p· icosi o per frenastenie~ e is.t on.o ~one epìlettogen.e.; come' esistono zone psicogene, e mo'ltepHei sobo le eause che hanno agito in un d.a to periodo stori-co producend·O forme morboRe di verse in eia ·cuna collettività umana, spression.i ditfet•eoti della morbilità dei singoli gruppi sociali. L'O. conclud~ t-itenend.o che da tali inv stigazio·n i si possa trarre tu.tta una erie d.i os e.r vazioni di fì1oso·6 a delln. storla e ·di considerazi.o ni psico ..sociologiche che possono ·v ale:r e· a lumegooiare a1cuni di tali problemi, sopratatto nelle loro
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MOViMENTI AVVENUTI NEL CORPO SAlfiT.
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BL· PER • FARMACEUTICO
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cause bio-sociali·· poi.chè la. ·e sattezza della diagnosi è la condizione sovrana. per una cura efficace e' fer.onds:. VE~EZlA (giugno). Tenente medi.co .Z AFF m.o ANTONINO: Ren.diconto statistico eli.nico ·d.e l riparto chirurgico dal maggio 1908 al maggio 1910. L'O. preme se brevi con ·ide·razioni suU'ambiente chirurgico ch.e Jt.o sped.ale realizza. a. l pre en · e i intratti~e.ne brevem~ente a IlPindiriz~o e suHe p.a rtioolnritàl di tecnica seguite in. rapporto a questioni d'indole gtmerale'. quali. la sterilizzaz,ì one deUa, regione su ca1 cade I'opeJ•azio·n e, la sterHizzazio:n e d.e lle mani., il materiale di. su·t ura, l'anestesia gene.r ale e, locale. Esamina in. seguito i diversi gruppi d,operazion·., illustrand.o i casi più importanti, fermandosi con particola:rìtà sui m.e todi opera·t ivi prescelti. In to·t ale sono 248 gli atti operativi oompiuti nel biennio fra cui S craniectomi.e,, 8 torac.otomie,. 60 operazì.o ni d.i cura radicale di vartcoeele, 26 di ernia inguìnale·r 4 per alla.ociature• d•arterie, 20 per 8emmoni ed ascessi profondi. L'O. in flne ringrazia il ·d.ì rettore dell'ospedale per avergl· permesso la riunione delle osservazioni sot'lio forma di rendìc'On.to statistico. ]d (luglio) - Farmacista di 211 eluse ALFREIDO PAGNJELLO: L'inattività del salolo nell' uso dentifri:cio, e collutorio. L' O. dimostra come il salo lo, che oggigiorno sotto form.a empirica entr.a. in cosi v.a sta sea]a. a far p~rte integrale dei dentifrici in genere, siano ~essi in. forma. 1iqui.da. (collutori) eb.e .in puta, in polvere, in tavoletté, ecc+ non può spiegare nessuna azi,o.ne disinfettante nella cavità orale. n salolo agisce esel\)eivame-nte, perchè in un mezzo alcalino si idrolizza scindeu.d osi in acido salieilioo ed in .aei.do :fenieo1 i qaaU agirebbero ~quindi come antiset·t iei. L'O. avendo· provato .i n vari dentifrici cb:e il salolo in essi contenuto, dopo gli opportuni seia.equi Della booca ed &Qehe nelle acque di lavaggio della bocca, dopo 20 minuti da.ll'llso de:l d.e nttfricio resta integro e non si idrolizza. men.otnam,.ente, viene. nella. logica oonclusio.n.e che il salolo come dentifricio resta jne1Hca·ce e non spie.g a nessunissima a·z io·n e antisettica.. La eonfere,nza. è stata illustrata da moltissimi saggi chimioi dimostrativi e daUe anah:si. rela;ttve.
Morimeuti a.mnuti nel Corpo Sanitario en61 Personal6 Farmacootico 1Jmotalt l D •ervlsiO perma•eate. R. decreto 9 giug.n.o· 1910, $!'proposta àel ministro degli atfa"n esteri. AN.NA.llATONli! cav.. Carlo, t
ea. -
capitano medico R. corpo di truppe oloniali dell'EriNominato cavaliere nell'Ordine dei Ss. l'Iaurizio e Laz~zaro~
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MOVIKESTI AVVE.NOTl NELf OORP ~
A. IT'. E NE:L. PER • FARM:A.CE +TJCO
decreto 9 gfugn.o 191 .
.S.al atore tenente medico 17 a:rtìglieria. ~da. campagna. -Di p usato per domanda, dal erv.izio· perm.anente dal 16 giugno 1910 · inscritto col uo grado e con la sua. .anzio..ni.tt\. na1 ruolo degli ufficiali medi i di co.mple·m ento ed as egnReto di tretto ira.cusa..
ADOBN
SUIJ
Determ.inadon.e mi'n isteriale SO gittgM l!itlO. TENTONI. Raffaele
a.pitano m dico· o peda1e Perugia. -Tra f rito 52' fan.te·ria.
B. decreto 12 giug-no 1910. LA GROrTKIUA Pasqttaler capitano medico 1n a.sp .tativ·.a,. a apoli. (B.. decret.o 1.4 aprile 1910). - Richiamato in serviz.to dal 2o maggio 1910 ·e a. stioato 11 ber3agUeri. Deterrninazume fllinisttr~.;.ale 7 luglio 1910. CRI eu r.r cav . .Nic~la, ma.gg~ore m dico osped.al
Bari - 'T ras.f; l'ito di1 zione a· ni tà XI corpo armata OOELL eav6 Domttni.co-GitUJeppe, id. direzione anità XI eorpo armata.~ Id pe dal e .m..~ li tal'! Ca erta... Zt!MPETTA Giuseppe, ca:pìtano medico 11 fa·nteria.. Trasf; rito 16· fanr rin.. Bozzx Pi tro id. 4 genio. - Id. 90 id. Rtv LTA Raffaele, id . ospedaJe Rav nna (eoman.d a.to ospedal Bologna). -Id. U ·d. ando di ·essere. comandato come pta. P·As 'ERA Ercole. id. i.d. - O·V .a .l'a (id: id. Torino). - Ces a di · mand.a.oo ome BOPI'&.
ME
rNEU Gius ppe id id .. BI" . i a (id.. id. ·T orin.o). - ' Tt·asferit _9 fan.teriat · - ... sando d~ e s·e re mandato om so·p ra. FuNAIOLI Gaeta n~ . id. id. Ancona (id. id. · Roma). Ci!ssa di es comandato ·ome · opra. . Cu,.um Bosoli:rw, id. id. Cava dei Tirreni (Sa1etno) 7 (1d .. id. Napoli). - Id. id. i . lMFRRJAl.I Giulio, id. id. Chi -ti (id. id. Ro·ma . -Tra fi rito ospedal P rugia.• mandato ome sopra. s.ando di a ·-e BAIULB CesaTe tenente medi -.o, .id. Firenz id. 7 artigH ria cam·p agna). - C sa dì ssere coman,dn..to com sopra. · sega enti uftl i aH m.edi i, A. sist.en i norari aUe c ··o iche u .iver itarie ottoind ~ a. t · , continueranno a fr qu , tare ]e cliniche s sse, a.n.c he nel p .· r:' od deH va a·n ze e -t.ive, fino a.ll'ap . rtura dell 1a.nn.o colasti o 1910·1911. . rimanendo n.e la. po -izione a.t unl : FEDEIUCI Pietro, ·apita no med" o osp da) A.l a,n dria (comandato 7 a,rtigHeria ·ampagna.) - GHnica chirurgica. d ll'unive,r sìtà di Pavia. RuT A , 'ebastiaM, id. id. a rta (id. osp dale a poli). - d. dermosifilopatica id. __ apo·l ~ . IZZ Tl Giuseppe id . id. Anc na (i.d. id ·a poli).- Id. medi •a .id. ' ~apoH. Pmd~ Nl Enri o, id. id. P 'acenza. (id. 1d . Roma.). Id. chirurgica di Boma . B LLlA o En.ea A7•htro id.. id. avigliano (id. id. Oenova). - Id. id. id. O n.ov BNNET'I'A ·a r . Mario id.• id. Rav nna. (id. 7 artigliarla. a mpagna. - Id. medi·a id. Pisa A ENTA av. Antonino. id . i . Pa.! ermo .. - Id. chirurgica id Pn'lermo.
MOVIMENTI AVVE "OTI NEL CORPO ~ANIT. E NBL PER • JfARMAOBUTICO
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BI .m , ' afino. id. id. Nov,a ra (comandato o pedale Rowa. lini ·a hirut•gke. d.e U'università. di Roma. V'hANDu Ettore, id... id. Ve.rona. (i.d. 22 fanteria). ~ Id. id.• id. Pisa. CoNSIGLIO Placido, id. id. M ssina (id. ospedale Roma.) - Id. n vropati.ca i.d. Roma, PlROLl Am deo id. id. Bari (id . id. Firenze). Id. medica. .id. Flren.ze. SANTA MARIA .Alberto, id. id. apoli. - Id. oculistiea. id. Napoli. M NA'O Costan.U110, tenente m ~di o ospedale' .A.l·e· sandria (comandato ospedale To· t-ino . - Id.. chirurgica, id. Torino.
B . deeTBto 28 giugno HnO . Sl!lLVI Gzovatt.ni,
sottotenente medico 72 fanteria . - Collo ato io aspet.t ati v.a per motivi di famiglia~ :per la durata. di un anno, dal l 'et ~ tglìo 1910.
Determ.htazlone ministmale 14 luglio 191 . MAzZAGLlA Giovan-ni, a.pitano medico ospedale militare PaJermo. ospedale, militare Messina.
'T r.asf, ·rito
R . deer"e..to SO giugno 1910. Giov·a n.n i, ten nte medico in ac;p ttati\'"., p r infermità t mpora:r ie proveoienti dal servizio per la. dur.ata di trenta mesi, a Vittoria (~, i r., eu a . Ammesso, a da:t:ar dai S maggio 1910, a. concorrere per o upare i due t rzi degli impieghi che si faceìa.no vacanti nei qtlad1·i del · uo grado corpo, coro gli ufficiali conte.mpla.ti dall'articolo 11 d Ba legge 25 maggio 1852. AL&sSANDREI.. UJ -Giovanni, id. in aspett.1. ivn. a Vittoria, Si.ra usa). - Blchiamato in rvi-zio dal 3 mag.g io 1910 e. destina.t,o ospedale .P alermo. A.LE
• DREI.L
Determinaz:ione ·mirz.isteria~ 21 luglio 1910. nte m dicO' o pe·dale An ona. - ·T:rasferito ospedale ALBENTJIS G1tidc, sottotenente medico 1·6 fanteria. - Id. id Ancona.
BUCCIANTE .Alfredo,. ten D
oma.
B '. decreto SO f!ÌU!Jno 1910
Tenen.' i medici promossi ca.pì'tan.i medici; ·con de orrenzf\ per l'anz"ani.tA e per gli ass gni dal t o luglio 1910 : FRIGtER.I Giovanni. reggimento cavalleggeri di .A quila. ·Continua com contro. CERAFOGLI Tullio, 8 artiglieria fortezza. - Destinato '2 bersa. glì.w~.
R. dec reto lO luglio J 910, su proposta del ministro del'l'inten o ZA UTTlNI Primo., capitano medico 79 fanteria.- Nomina.t o cavali re neJPOrdJne
della Corona d'ltalia. R . dec-re~o 10 luglw 1910.
TRUI.:LI "à'ioola, sottotenente med~e~, O·.spedale Perugia. -Collocato in aspettativa per m tivi d.i famiglia per lo. durata di m·e i sei, dal 16 lugli 110. Det.e rminazione ministe.riale 2 .lugli,Q 1 .1 . hEVISANI cav. Gaetano, ca·p ita.no med1 co lo grana:tie.r~. - 'T rast" rito o "l eda.J Roma.. FRRRo-L ZZI Mas imilianv. id. 2 be.r sagli ri - Jd. id. l"granat:e·ti. 0GOERO Ct,sare, sottotenen.t-e mediòo 49 fanteria - Id. reggimento lancieri di Ao .t a. 1 ~\POCB· .AilWnio·, id. ll b rsaglie.ri. - Id. id . di Montebe ! .
64
IIOVIMENTl AVVENU'll NEL CORPO
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ANIT. E NEL PEB!' . FAR tA CE'UT.I CO
. a :o •·G BDO.
Uf8oiaU l:a po•tstoae 4J. ••ntslo •'UUI&rlo·. R. de<:1·d;o 31 giugno 1910. T nent , ·oionn:ello m.e di ·o p:r omos. ·o olo:o n.el lo medico . I:LvBs·r:RI . . a . F-r~ncesco.,. ii tretto Fir nze. Maggiore m.e dico promosso tenente co .onn.ello m ed · eo: l T NNA. eav. Nicola dic.tretto Cata-nzaro. Capitano medico pro m o · o magg iore med.ico: nDt v. Fr.an ·esco, di tretto Oaeta.
BJCO .. -~B .S B DI BDBIIEilBIIZ& Conce·sse a mili tarl: de l esereito ohe al seg _ larono ,per ·opera,elti, uta _, .- o, tUa opJa e .abraegazlone· nel portar SGcoors·o Ile popoJazioni fu, e·atate1d•l terremeto 111128 d'i-
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cembra, 1908. (l )
lmptecnl olvlU. MEDAG
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A D' IU:Hii:NTO •
.B liPIANl cav. Alessandro, farma •ista capo l• elU8et, osp dale Roma - LoNGIO 'alvalo-re. farma is ~a IJ&ela e· di compl men,t o.- M RlllNA LibeT#no, farmacista ga cla.sse di ·omplemento.
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M .E DAQLIA DI BRONZO., MJ.GLIAR:DI .l)(nnenico, ftuma.
isto. ·C apo 2• classe, osp~aJe Mes~ina. M :Z NZIONB ONOR&:VOI~·m .
~UIC'I'T
Luigi, farmacista militare di s· classe eH compleme:n. to~ EN -OMIO SOL NNB.
farmac"sta capo 211 classet ospedaJ.e, militare Palermo·•. CEPPI Ugo, tarm.a.cista. l • id. , id. Palermo~ - CoRltADI .Il~, id~ 2" id., id.. Palermo. MuzziOLI Antonio, ì·d. 2 11 id., id.. Perugia.
C ARRIEn. cav. Alfonso.
Detau.U GABABELLI "a v.• Luigi, ten ·n - eoJo.n n Uo medico io posizione ausHiaria,. distretto · Mondo·v ì.. ;_ .Morto a Gorzegno (M·ondov1), il 20· giugno 1910. FEKNANDmz ea.v. Timoteo, maggiore, m.e dico riserva., distretto Roma.- Id. a Roma, il l o luglio 1910. ALL'm Luigi, nente medi o riserva, distretto Gen.o va.- Oenova, l' htgHo l910. P 1. NO Rocco maggiore med ico, n·on più inscritto n·e i. ruoli. - Id .a. Catania, il 14 id,. (l NeW leneo. p1u,bblicato n l! m1m ro precedente, dei mHitarJ. prdmlati per • soccoraL p lati lo ac·e ulone del terremnto del dicemhr 1908, IU involonta r~amente omessa la parte., che ora rJprodu~ reJa thra a.:l Si g •. fafm& '·"'ti mltl •·tarj. Il Dtr
Comm.. CLAODIO
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JroRzA, maggior ge:nerale medico. Il
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R I DOLFO L t vi, tenente colonnEtllo medieo. (g? ' l -
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La fatica nella vita m.ititar~. ltlemoria premiata neJ concorso Ribe.ri 1904-190.6. Un volume di pag. 330 con 65 figure ...... Roma,. 1908.. . . .L.. 6 ID. - Le malattie e gli infortuni nella vi.ta militare. Memoria premiate. al con.oorso Ribtlri 1905Al906•. Un volume d~ pag•. 402 con. tavole grad·o he e atatiatiehe.- Rom.a ,. 1908 •. • • . • ., • . . . . • • .. • S ~ Cus&NL - Eapotfzione aommar.i a dell~ordina.mento & funzionamento del aar'\ isio sanitario in campagne. presso l eaeroit.o italiano. - 'Rom .... 1908 • • l Dz Cse.A.RB. - Studio euUe· :mediaatiniti (mediastmiti auppurative• .uoesao mediutiDico)~ - Romat 1900.. Ua v·o l di 144 . • • • . • . . • • 2 HY:aTL. - . On.o matologia &D.B.tomica. Storia e Mitica. del mod.emo libsuaggio anatamico. Tr&duzion.e libera iteJiana ·dei dottori C. P&BTTI e C. SroR.z.&.. -
'C.A&ARIHL -
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Roma,. 1884:. (Edizione rara)
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· eeeroiti iedea,ehi durante J.a. guerra 1-ran.c o.germa.nioa 1870·7L - Boma, 1889 Un volume di pag.. 34:8, prezzo ridotto. • • • • • • .. • . . . • 'MAlf.• YBA•. Btudil torico-eritici aulla merungite cerobro~-apiuale· epidemica in Italia e particol.a.rmente. nell'·e seroito. -Roma, 18:8.3. U.n volume di. pag. 262
2 -
•C OD. 2 tavole gra6eh.é. Prezzo ndott.o • . . . • . . . . • • I 50 SALI'K.m:. - Le l·esioni trat~~ma.tiche dei centri nervosi. Memoria ·o norata del pnunio Riberi. Roma,, 1900. Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. L 3 50 ·,8 'f·O BU e 0IGLIABEU1 . La malBl'ia in ItaJia. ·O pera ·o norata d.e l Io premio al aoneorao Biberi. Un volume con 7 grandi tavole cromolit.ogfaflob.e.. Roma,. (885; pl'èZZO ridGtto . • . . , . . . , , ,, 3 TouLL.Dil - Delle malattie p1t1 .frequentemente simulate o provocate dagli iDSC1ritti. -r- Rom-. 1875 • • . . . . . . . .. .• ' · ~ . . • . . • - • 3 Ge' -- . • · ~ PIJ' l'la ~lsto delle ope,.. 10prahldio1.te h•vlart oommilllon• e v11U1 aii''A lnllfriiZ 'fOit ul Giornale di nttdlchtl m.l ut•re· v&a XX Se~tembre Ru •·
AU1•e Pft-.bbl'lct'.Uelon4 medrlco-m•ut.a 'l•i: O.&..ù Ll PtB'TBO., tenonte medico. - La ·c hirurgia. eonaervat.rica nei a.uoì rapporti ·l klll la -traumatologia e la Iegp concernen.te gli mfortuni BUI lavoro Tl'at;-
tato di esegesi cUuic& in. rapporto alla P.r opedeutioa chirurgica gen.eml.e e alla .Roma, 1'90 l. Società edi.tcic4f Dante Afighiéd. (Vendibile preBIIO l~utore, . via XX Settembre 89 p.. 1°9. Roma) • • • . L. a ID~ m.. L'ipotesi. delltevo]UZJ.one. Studi e ricerche.• - Milano.. AssociazioDD tip. pri". P edi%.,1.900. (Vendibile presso )•Autore, via XX :aettembre, 89 p • .1°) • 2 Dz :r.u.co .Alm'R.s:A., tenente colonn.e llo medico. - Patogeneei unica delle malattie vuoolari, Meretì.v e e nod.uJari degli ooeb.i e degli o·r gani vicini. Un voi. 8~ di pag. 240 ·CGD 8 tavole fuo .i testo. N;apoli, .Socie,tà. eommer· eiale libraria, 1905 . . . . . . . . . . • . • . • .. . . . :a B -
Jegiala7ione sociale .italiana. -
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.P.m Ju:m · LB.LU P'a.urcmsoo~ oo:pitano medico. - Manu.ale di bromatologia pei mec:liei militarL -Firenze. 1900. Un vo'l. in 16° di pag. 48-i. (Vendibile presso I' .A u.t oee in Firenze, scuola d•e.pp·liè&zione di sanità militare) . . . • .. • lasa:aaco PmTBo~ te·n ente generale -medi·co. - SuH 7szione degli a.t tusli. fucili da guerra.e ~f~eoialme·nte del fuei!e ital:iaoo di piooolo caU.bro. in confronto con quello di medio calibro. IS·t ndi .perimentali, con 15 tav. di f;otogr&fie e radiografie ri· prodotte m fototipogtslia). - Roma., 1003. (Ve:ndibìle [Jl'leB&o la Tip Voghera) ..• lo. .m . - Le operazioni più frequenti nel~a chiturg{a. di guerra ~con ll2 figure int«calate nel testo. - Firenze 1898. (V.endibile presao la Lib. Bernardo · Seeber l'irenze) . . .• • . •. .. . • • • •. • • . . • • • . • , .J.uroow 'C oST.utTQto. oolonnell.o modico. ·- Oftahnosoopia ed ottica oouUsti.ca. 12 t&vol&- Napoli. Manuale teorico pratico. Un voL in 8° con 82 figure atabillmento tipogratloo Ferrante, 1905. (Vendibile presso· l' A:utore.. Roma, vi& Principe Amedeo 47) • . . .. . . .. . . . . • ._ . . . • • "M'A!fOlAN'l'l EZIO·, colonneUo medico Lo sgombero acqueo dei feriti nella valle del Po (1889 7 1898. 905). Teato e pro~tto coa il.t ustrazioni, pre..miati. eon diploma d• onore aU' Espo -·izione internazionale di Milano l906~ (Vendibile pneao 17 Au.to~ dire·zione sa:nit;à militare) . . . . . . . ID. m. - Eaereito· e tobereoloBi. (N·o tizie. - Pr.ofilassi attualo. - Età della chiamata.. - Ferml\. biennale. - Abbuaament'O d·e lla e·t l'ltura). Rela'Zione al. congreaao nazi.o nale d•igiene. 1906 Milano. (J.d. id . .id.) . • • ~ . • ,, lllBBLLJCO U&BANO, ·c apitano medico Paseiat\U'e ed app:a.roochi, frat.t;ure e IWIBmolli. - Fironze. tip. Barbèra. . .. . . • . . . . • . . • :8.&.LlSAJ~J: SALVA:2a.rac, maggiore modioo. - L'anatomia e la chirurgia operatoria. della . mauii.bola. ·e delle p.a rti molli che la rivestono~ - N.ap(,H~ 1906. Un ·v oL bl 8~ di pag. ISO·, COD. oS figure intereala.te n~l testo. (Veuch"bile fl·l'O o • • • • .J.• Aufiol'e,. Corso Vittorio Emanuele· 386 . .a poli)· • • • •
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Direzione e Amminbtraz : Via Y.e1nti Settem'bf"le (P.a.tazJo del ·M:ini·s.fer· . . B d·ellaguerra)·
'O· DIZIONI DI
BBO . AMENTO..
1° Il Oi rn.ale di m·e dtctna n"'iUtare ~~ pubbU a l'uUh:no giorno di eia: cun me.s in fa~ icoU di 5 _o H di te mpa. 2° L'.a bbonamenlo ·. .Bnr uo deeore da] to· ennaio . .3° Il pr "ZZO del ''abbonamenti è :
Per· l1' l taH:o. e ht Colonie Eritr·.oa .. . P r l Est J'O
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4o L 'abb namento non di~det1 prima del t• dieembr"1e ·~dnLeruJe l'innovaLI) pe:r J•anno .. ucees ivo. 5° l ign oei .a.bbonat1 militari in effetti vi tè di servizio po:s ono pagare r .i m... porto d llabbonamen.to p·er me;z.zo dei rispe~ti•i comandan'li di CO·.rpo (aochea r.ate mensiH). 6° Ai i.ibrai si fa lo con t d~e.lto 0/, ma soltanto per .gli abborJamenLi deUeper~one eh e non pos . ono fruii.·e della faciHtszi.one di c,ui -.al n. 5. 0 / Le .pe · e per .i i est.1·a·tti e queUe per J,e :La vole ~i~ogratJebe , ~ to.gre'l·che ecc., che 8(~ om pa -n a ero le memorie,. sono a ca:r,ico d·egli auLori . 8° Gli autor.i delle me mode polranno av -rne gli eslraLli racendone riebie~ sta all'aU.o d U'i n vio delle bozze corrette.
Oli est.r.stH ono di due tipi· TIPO .A. ~. Con copertina in
bianco. senza froolispiz~o, e, colla impagina~ tura e n umerezione del fascieol · . , IPO B . -- Coo coper.t ina swmpat.a, .trontispizio, impa,Rinsiure. e numera zio rH~· · peci Je U rezzo è regolato daUa ~eauentca t-ariffu: -c
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TIPI DI ESTRATTI
Tipo .A . Tipo B.
NUMERO DBLL .B CO p·JB .2 5
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9,-
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Per ogui eeutipaio ·o•tr , :~~
contan come f' gHo in t ro per le or.ti .. Lra tLi o ·m eno. P ·r ,q u et e uperar un fo.glio,, le frazioni in più, c:be non superano il mezzo to ·io si contano ·eome..melé., purchA -pe,r6 l'o.r dicazione non si a in.rer@ r1 ['l a. ~~ copi.e. PoLranno aver i e -lraUi in arta rormal-O diver i; pre.vii aoc.ord1 perso n al. tra rli A · t ri e. la Tipo. raO.a_. • 1 n'lanoscriUi non i re titui ·cono.
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l Giornale· d i modicin militanl : 8·51 - 1864· Gorn a.l& medico· d l Regio ~rcito e delta Rq~a M - rina: 1685 - 89•5 Gior'n• le nHJdiço de l .Regio Es reilc 1 696·1907
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Ferrero d'l CawaUerleone. - Rendk.otlto ~t tt: tic o1 lle op~ ra.:l.i. n i lirur ich~ .e..;e uite ne U :-·tahmm nU nnit . .ri: mUUa:ri n !l'anno t9fi8, . . .. . . • 8
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Pe~ le inserzioni a. pagam·ento rivolgersi esclusivamente alla SOCIETÀ ROMANA DI PUBBLICITÀ - ROK& Corso Umber to· I. 160 .
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INDICE DELLA RIVlSTA DI GIO B1\" . l' Myrdlez. -
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I L Mnu TRI O o1 u.A .; ' ll: IUlA
AntropometN.a mil~iiare. ~ B ' ul a i o· tenuti dallo po· lio dei fogli amit.ari delle c) ·,- i 1859-1863; due v olumi in 4° con. at}a.n.te Vol. l (Dati antropologici ed etnologici) con Atlante. deUa g~r.afi& anropologica d.all.'' talis.. ~ Roma l 96 • L. l Vol. II (Dati ·dem:ogra;fi.ci biologici).. - RomaJ 1905 6 B OFPIO e J'ORZA. ~ ompen.d io di ·c'h irur io. d.i goe:r:r:a com.pi.J.a.,t o sullo. :s toria
medico-chirur-gica eUa guerra. : eeessio .e d 1 Ameriça.. - R ma, J. 4 vo.twni,. prezzo ~i.dot · li' BERN ·RDO· · BREZZI. Lo sgombero degli ammalat-i e fori ti in guerra. M .moria premiata al concorso Riber ·:. U v· lume di pa:g•. 2:75 con ~olt.e ·6 guN e· tavole grafich . - Roma, 1905 . . . . • ~ CJ..SABINI. La.. fo.tic.a. n.e D vita mUltare. . e-moria. pr~mi~·t .a. neL concorso Riberi 1904-1905. n. volume di p.ag . 330 con 6 figure .. - :Rom. ·, 1908 .. . . lu. - - L-e mala.tti e gli infortuni nella vit.a militare·. em:oria premiata ai conc•o:rao ,R iberi 1905- 1906. Un. ';O]ume d .i p a; • 402 con ·. a\·ole grafiche e stati.tich . - omo 19 8 . . . . li 'CU.BANI. ' spoa.izione sommaria dell'ordinamento e funzìonam.&nto .d el eer·,_-]zio san.ita:no in campagna pr o !''e sercito italiano. - Rom.a.. 1906 •· D .·E 'S . E. tudio ulle mediast.initi (medi.ast-initi. suppurative~ ·ce: o mea diastinico). om .a . l .· 00.. Un \ ol. di pa ~ . 1!:14 • •. • . • • 11 BYU'l'L- - · Onomatolo·gia a atornic&. 1 ' oria e critica del moderno Unguag ·o· a:natom.i·c o. Traduz.icme libe.ra italiana d ·e i dottori C. PRETTI e C'. S:r'()Bz.L Roma. 188 •. (Edi:zi.o:ne· ram) • • • • • 1 Le feriùl causat - dalle armi da guerra. int i deUo. rela~ione aanitada sugU seroit.i tedea. hl durante . a ·erra .f raneo- ·rma.n.ioa 1870-71. - Roma, 188 ·. Un volume di p ·_ . 3. · ·• pr~%0 rid.o tto. • :t YAA. tudii Btoti -·o-critici ·Bnll m · ningite ·eereb:ro-.apinale epidemica i.n Italia e particolarmente nelJ• serci.to. - Romat I. . 83. Un v·o lume di pag. 262 ·con 2 ta.vole· grafìobe. Prezzo rido to . . .. . . .. . . • . .. . • • ·ALINAlU. - Le le i ni ra.umat:i be de· centri nervosi. Memoria. onorata del pr ·mio Riberi. ma. 1900. Un "oluroe i pag. 920.. Prez~ ridotto. L J'OBU G.mLUR.lllLLI. -- La mah1ria i.n tali . Opera onorata del 1'0 p~mio ai concorso Rib-ri. Un volume co n 7 srandi t vole eromolitografich.e.. Roma 18' 5 · prezz.o rid.ott • . • • • . • • • To'llELLINl. - DeU: mo.la: ·tie p· ·ù ·[reque:n em n .e simuhd;e· 'o provocate dagli insnritti. - l om - ~ l 75 . . . • . . . •
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• - Per t aeQulsto delle· opert so:p·ralndrcate' lr1vjare comm s,slon e vagl&a :an immlnlstruro 1 Ilei Gl.om te, di medlcilll a mUit.are ·vi XX Settembre Roma.
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RfND~ ICDNTO STAliSTI CO DELLE OPERAZIONI CHIRURC'IG:HE ESJ.~GUlTE ~1-:
LI . T . B Lll\IEN'EI A.. rr Hl ~liLIT RI ~ "ELL A.:1\
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Per il dott. L. iferrero di CavaUerleon.e t nente g nert;\.le medico j p ttore ea.p·O di sanità. miHtare.
Le ope,razio:ni chirurgiche che furono praticate nel l O necrli tabi~ limanti sanitari militari -so:m mano a 24 , con _O tnorti, al e a dire con ttna proporzione delP 8,80 per l , infe,r iore o. quella. dell anno prece~
dente (11,18 p. 1000). acendo un co nfronto colle operazioni e aguite nel 1907, in numero di 2324, abbiamo in più 86 ope,r azioni. Continua. pertanto quell'aumento procrressivo ohe sempre più.è " 'e nuto ace ntua.n . . dosi dal 189 , nel q u,ale anno le operazioni · ommarono appena a. 6 • Ques.ta cifra. tuttavht, messa in relazione col movimento ammalati dei reparti di ehiru.r gìa, potrebbe tuttora parere siuua, tanto più che in essa sono comprese operazioni di non molta importanza, ma se noi co1 ~ sideriamo che il personale dell esercito è personale giovane scel tissi m.o per avere, subito parecchie visi te succes i ve prima. dell'arruolamento quella cifra~ come già è stato osservato, a,ssume. assai maggiore vaJore nell indicare l-at.ti vità. chirurgica dei nostri uffi.ciali,.·e d i.mostra come ormai i militari ammalati sono certi di trovare negli o pedali militari tut t· i presidi t te.r a peutici che potrebbero avere nei migliori ospedali ci vili. ~ qttes.to 01 è grande. :ragione di conforto; poichè c.i dà sicuro affid amento c~e ~n caso di guerra gli ufficiali medici saranno ali altezza. della loro mtssione,. ed. i nostri pove xi feriti non mancheranno d'i tutte quelle cure pro n te e razionali che sono dett&te dalla ohirllrgia moderna . . Co~e si è fatto nei precedenti tendicontì, i sono raccolti nello pec .. ch1o A I dati statistici delle operazioni,. di tinte in grnppi col nome degl" operatori e Pesito degli atti operativi, e nel qua ho B le operazioni. a e· conda d.ei vari stabilimenti ove furono praticate. Or bene è notevole per al nn.i ospedali la propor.zion n l Dlovime~to ope,r a.torio tra il numero deQ'1i entra i n i ri parti di chirurgia ed Il numero degli atti oper:a t"vì esegni~L Deve ciò attr:~ buir!:ìi vera .. mente ~ed e,s clnsivamente a maggiore o minore atti i a ·c~iru.rgica ·lei '~ . - Giorwd di. m •di'cina miUtat· -Fa. e. lX.
·t . , •;t...,
ari r pat i o non piu ,. o. t a nel e il ra.n pa.r e al fa · o che a.Icu.n i q ne ti i a eng no a ra,o-iou v - n t al egna re nei 1~endi ontì tutt,e l pera.zioni di minore importa :tza come a portazioni di unghie ine r· nate ·· accu tu re di n.i fì.s . olo ~ - di em.atomi, a per ure di as.ce i e i. mi li 1 n e al ri arno val 1 di a ti -, arati i ad ìnterven i 1 chirnrg·a con" n te , pei quali ]a l ro regi .~ razione in una tatì tiea di pero.zioni o r bb parere inadegua . a~ nno a q ·1 - .· e d le i po' e. i 1, enza en~ rar in u1 a di aminç rartico]ar ia.ta sol an perche i voaha e iare in .açv .uir· l appun o a enna.to. ·ego n do un criterio un if rm - n l redi _-re l tab He nomina ·i ve pet• o · ra.zioui ch irurgiche mod Ho n ., . gnando i per l appun o o l tanto H interventi hirnrgici h a um.ono r almen l importanza di v ri a ti op t atol'i. w
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prop i o redo opportuno rilevare pure qu t-aun ·
ru 1 tabelle n mina iv non o nn e m pre compii .te con uguale. eri· rio anche per q 1anto r· ,tuuda la 'iagno i d. lla malattia o le ione i p:~.oc o operatotio :a ottato J'.esito d 11 in t r ento chirurgi .o· ·e non po o a m no cl ~ e rinno ar - le osser azioni ·e racc.oma.nda.zioni ·Che già nn. ro fa ,· dai mi i predece sori n i r ndicon i tati ti i egli anni coorre iuvero h · le a.b U n minative, unico el m nt edurr il m rito ,iJ .a ttività chirurgica del no tro pre.ci e n l forni re tu i q u i dati eh ·e tan e la di li e·rvare l' ·ppor unit' , dell'operar e la. ma · •, ria dell s lltl' o imme .ia o e r moto. E pe-r qu.a:nto e. se n.aLuraiJnen · ,. re re at ·1m do eone: , :non d ;vono erò ome ter i _ut i qu gli s hiarin1 n i e quelle annotazioni ohe v.al ono ad illn~ rare il ·" · o 1 ecialmen t uando q u . · o a bu\ ma 10r i m tJortanza.~ o per la. na tna. e gravit.' d -Ha m.ala ia o della le ion o p r la diffi.·oU · d --u· t op ra.tiv o 1 r le omrlicazioni mani~ - ta.t e ~ duran il d 1
birurQ'ia di . arà pur
DELLE OPE.RAZIO.'I · HIR.UB I IlE, EOC.
grande res a dì feriti . che in brev volge.r e di tempo i addenseranno neHe nostre. unit' anitarie anelanti al s.ot~cor o e pei quali il ritardo eli q ne , ·o potrebbe non rara m n te e ere cau a di mort ., M n tre pere i nella. scelta dell a-neste ia, nella prati ca d -ogni giorno, H ·c hirurgo po . ra anzi deve,. preoccupar i .s pratntto di mettere l ammalato in condizio11 di non en ire H dolore, e e t·e~ o nelle eo1 dizioni mi liori per compiere· tran uillamente l'atto operati o: nella chirurgia di guerra si dovrà -mpre dar - la. preferenza a quel metodo cb e, se anche non arà per a . icurare in mòdo completo e icuro l ane .. te -ìa, potrà permette1·e per· al ehhurgo di operar senza preoccnr azi ne per la vita deH ammalato -nza la necessità ass.olut.a d l coneor o di altro medico come occorr per l .a n e tesi a. generale. L aneste ia locale e la rachian tesi per quanto siano tutto ·a non !Joch e e talora anche gra ·_. i, le eritiche ·e gli ad -ebiti che .si fanno a -que t'ultima, ia per la difficoltà delta e eou.zìone dell'introduzione dell ago per chi non ne pos iede r ab i udine, sia per la .non sufficiente. si ·urezza. d -11 in ensibilita, sia per li a.c cidenti e perieoli che le si imptttl·'lno dovre b ·e ro es ,ere, per co 1 d. ire, l an e te ia bas deUa chiJ•nrgia d i guerra.. E vi ci autorizzano di gia i briHanti risultati c.ou egna ti anche .nelle pregiate memori d.i no· tri ·li tintì coHeghi. Tanto più in uant.o cl1e l an·~stes.ia o-ene~ rale in guerra sal'i• an eh meno sce .ra da pericoli ' e non nella cJ ,irttrgia ordinaria. per lo stato generale dei ferit.j, sia per l anemia, acuta dovuta a.Ue ara i ernorrauie ia per il profond · e saur·~ . ento nervoso. E sarebbe. bene perciò, a mio l)arer , che, ne -li ospedali mHitari, l an e te ia local~e e la ra.c hian e-ia venis ero applicate u larga s.c ala per r·e n er i veramente padroni della. tecnica che, · econdo me, ha l · ma,s i m a i m porta.nz,:a specialmente 1 er la ra· hianestesia a fine ·i o, t n,erne sicuro ri .ultato ed evitarn.e gli incon enie ti, ed anche per tudiarne tt: tte le modalità di applicazione a. fine eli ot enerne l azione i ù efficace. Il ·segnewre pertanto nelle ta.beUe no minati ve tutto q nanto ri -uat da, l'an.e te ia. porterà c.erta1.nente un la.· go e pr zio~o con·t ribu.to ,a r·· ol e re l importan e problema. . Lo specchietto alla pagir~a seguente ripor a intanto quanto i è po· tuto rilevare per · quest'anno cuca i tre prin ipa1i m tod.i d anestesia a~o t:a·ti, cioè l'a.neste ia. generale Pane tesia lombare e qu Ua. 1ocal -dt· tnbuiti in rapporto ai 1< gruppi di operazioni. Come risulta del sndde to pecchietto parr bhe ·c he l'.ane te. ia gene ra.Ie fosse sem.p re stata praticata colla clo:roformizzazion·et .e non · fa t.o -cenno che. si sianoverifìca.ti incon ~enienti. c
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a rachiane tes.ia.. ar bbe m ore tata pratica a colla tropococa:ina. e olla. s.t ovaina dì pr f -r oza e per la maggior parte in c s: di operazioni sul P addome e apparato nropoi·e ic , ma non è fatto cenno alcuno. n· al grado d.i an te ia ott nuto è agli ac id e n i ve.r ' fi ca t· i; l'an e t~ ia. locale fu raticata qua i in · o tali à olla - ca1na ma. anche p r ue tG non .si l anno indi azioni r i a.
q ue t con iderazioni nerali 1 a i am o alla di ~am i 18. o erazioni. om - ri ul a daali specchi a.nn ~e i, erli a i era i i ono ati ri par i ti in l. gruppi, rifer·en o i prima ai tes u i e i~ en1i e poi alle ingole r .D"ioni e comprendendo infine negli ultimi · r li a.t ti opera ~ i v i che per la loro va.riet& non pot vano ro\"ar a icam n te nei gru i recedenti .. P1.u· avendo pre· c lto te l · ·la i ·azi n non mi na, condo però pun o come a.l uni a i p r ti vi per l , loro compi . i à non corri pondan e._ a tament lla di~ inz~o e s 1 m ' inconveni n e imp s ibile ad e\""itar ~i u .lun tU fo. e iti azio11<e ad r m
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DELLF': OPERA~ IONI
HIIlORG I'CRl~ ECO.
l. ~ Operazioni sulla pene,. 0no riportate 5 operazioni dì pla ·tica~ tre di e e vennero esecr-uit aH o ·pedale di Firenze dal t.enente colonnello medico Bonomo. M ·ritano . ·pe i a~ e menzione: una p~astica ielPure.tra 1 er ipospadia.;. una plai:ìtica a.no~perineale per procti. e ed incontinenza r ttale., ed un inne to d rmo ·epidermìco alla Reverclin 1 er piaga·. da radiodermìte al poplite ini tro ;te a talmente. da richiedere l inne t di quindici pezze ti derm. e i dermic i.. E ito. gnarigione in tutti e tr · i ca i. Altra. dal tenente colonnello medico eru1 do (osp dale om.a), il na.le praticò inve,c e innesti utanei alla, Thier eh, con lembi tolti dalla cute deUa faccia. antero-int,e rna della coscia ìnìstra in. un ca -o c! i ·e ema infiammatorio ·on necro i della eu e d H asta, eon esito pure di guarigione. E dal capitano medico Gherard1 o ped a~e re· ia) venne esegui a. un autopla. tica cutanea per scon·imento in seguito a ferita. lacero~con tusa al terzo superiore della t~egione ant.ero-e terna della gamba de tr . con a portazìone dei tegu.menti superficiali per l'esten ione di 50 centime ri quadra.t i e strappamento dalle in erzioni superiori dei mu oolì tibiale anteriore ed esten ore ·C Oinune delle dita. Guarigione anche per .que ta. e()'uono un'aspor azione di ·ica.t riee cheloidea alla fronte, e ito di ferita lacero-contusa, ~ a porta.z ioni di v ·rruch e. 4 di cisti sebacee delle 1uali 10 al cuoio capelluto, alla reo-ione faciale, 7 alla regione cervicale,, le altre a. 'iv rse regioni del corpo. P ·e r tutte si ebbe esito di guarigione per 1ni·m.a1n; una soltanto di e e. era uppurata. Per la. ·mass:Ina parte furono enucleate~ pre.v ia an·es.t esia locale. 1
2. -
Operazioni sulle. ossa.
Bis.e rv.a ndoci di illustrare le riduzioni ìn.oruente e cruente di frat ·ture·e lus.sazioni, le resezioni, le disarticolazioni e le amputazioni nel capi olo delle operazioni sugli arti, accenner·e mo qui ad una s q uestro~ tomia pratica.ta dal maggiore medico Perego (ospedale di ilano in · eo:uito a. carie circoscritta del mascellare inferiore da pregres a alveoli t . d n.t aria, con miglioram n ·o dell infermo. ono segnate altres1 4 asportazioni di so - t o i:. due al femore, d eli quali una quasi ped.unuolata e l'altra a larga base ( erundo e Caleo·ari) una alla branca orizzon t al del pube sini tro con .a dere n z,e al fascio ner-
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v o-va· co}a · ( an toro),. t1 a al lU -
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·i}. n t e erano di ori (:'l'i ne tra1una ti .a e pe~ r t
ito eli
11 , mero d
-ro To-
ti gli a t ti op ra. ti ,,. i
nari o-ione .
; ·. - Operazum'i su~l ife articolattoni. Pe1 n i
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-aUi l . peInl -tro. _i c r(}
·1 ne ! CO
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-lariO"ion ·. per i bbe d po una en ina i giotni - in g nere occor t·o g-i t ni. - · n du · i ]a parac n e ·'i fu e gni a anche per picco!' ra.-. ·c.. l a di 'O crran mi. 4. -
J t•
1 1a.
Operazioni su• muscoli e tendmi .
Ol ori - r -a. t l te n 1r. fie: du gnite dal ma. ui re m dico .~~a . r·e ti n eli o p dale m ili · r di la prima in un ca. i e.ri t~ (t ·aglio al I ·ol o :l tro lei tendini t n or om u n·e l prio dell ~ in.di c . , en , n re l un o l p Jlì c e primo ra lia.le:· n ( 'nn e la guaricrion·e 1· r I ri m ri p n u d Ha funz. ona.l· tà: la 2 - ii, un ca o di r ci io ori ,lel n1i u ol 11, 1la. m .ano in i:" ra i n corri po ud nza àella 1 d ice -l dito. ·1. a i c ·, l a n ·1ra dei due m. nconi d 1 ndiHi m i an te tra fis-ione tra "" r~~]e di ·}U it d annodamen de' du e t r mi dell ·n a di s - t.a u di un ht d i monconi: bbe pur gu.aricrion per prima· la · - in un m o di f ri , d at·ma d ·a.g lio o n re i io n e i te n· d i n i ten ori al pu ·t in i ··r : nari ione e ri pri - tino della funziona li à leUa. mano (maggiore m -di c nr a., o. pe ale Torìn.o)· la 411 - in un ca o d.i t ri. a la t gli · on r cision.e. dei ten ini della a ba hiera anatomica d . r~ · guarioion compi ta (maP"giore m i o ·( ia1 i o p "d._ ] _ arma)· À
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1a5-- pe,r re.c isione dei t ndini l nn go estensore e a,bduttore del pollice inis ro, con sutura dei monconi a1la e n tu: <tarìgìone per nrima. (maggiore m.edico ·erntlO i, o pe _al e rona) .· la 6 ·- per :ferita lacero-contusa. al ptlmo l Ila man des·tra con recisione dei tendini superficiale e prof~ondo del dito medio e a.n ulare, nonchè del nervo mediano e dellaroata palmare uperficia1 : tale l .. ·ione era ·t ata prodotta da un _occio di m iolica Il rna.o-rri re nledico Pera.s i . raticò h-1 sutura immediata dei tendini e d l 11e1;vo d ot~ .enne il coa.lito asettico e un disc1~eto ri:suHato funzionale d Ha mano· lo. 7- - nn ca o di ferita d'arma da f 10co all'· n1i11enza tenare inÌ:i ra on asportazione delle parti molli dei tendì1 ': _o- 1a ·igiona 1ned~a t.e pla ica parzialA della. larga ferita- tenorrafia d rrlì ab ut ' ori d l p l~ Jic (maggior·e medico Calegari, osp d.ale 1Iilano); la a.- una ferita da taglìo all'avam raccio d stro con reci ione del .endine del cubitale anteriore: guarigion per I rjma (t nen e medie d i o"pedale Bologna}; la n . - un ca o di feri. a l ,cer ·contu a c: lP avamb1aoci sini tro la ~ · ra pam·e nto con Paspol'fia.zione di un l n1bo clltan o mu c h l' e J .. .-ione del ner o eubitale: il tenen e medico lbano clell~o. p late mi~ litare d.i Oasert.a fece la su ura primaria. lel nervo e lei ndini r ci i ma sì ebbe soltanto la guarigione per econda con forn1azi ne di cica.t rice. re tra. t a e limitazione fu nzionai d Ile qua tro ul ,ime dita della m:a.no inist.ra· la lO - fina.lm·e nte un ca li ro tura par.z iale d·e l te n li ne d Achille de~tro: guari.O'ione per pri ·a (ma· gi ·te medico Carta o ~ ped ale Torin ). ~- ono ancora segna.t i 14 ca i di e., tirpazioni di ga.nCJ}i utte con e ito di guarigione per prima; in , 'a,··i la ci ti aveva :ed·e alla. r gione el polso. in 4 al dor o deU mano. ìn al dito medio da. t ro,. in l all'allucfl. destro. Sono inoltre indicate due. operazioui (incisione ra eh 'amento, cnus ioazione) per teno. in vi te di natura tubercolare fa t .e dal m.ago-iore medico alli (ospedale Livorno), una all'avam bra,ccio d stro, l altra al tendine d Achìlle dello stesso lato, con esito in guariu1one. Finalmente sono riportati due casi di ernia mu colare. uno alla regione lombo-d. orsal~ 3.e tra, in s·e gnito a caduta. cla cavallo, op rato colla cura radicale, secondo il processo di Rou~· = guarigione per prin1a., ca o questo illustrato dalloperat.ore, capitano medico D·e ari (os1 edale ' avenn.a) nel fascicolo I di questo giornale, l'.., H. L altro caso si riferisce ad un'ernia. muscolare al lato a:ntero-este1·no t Ila gamba. destra dell'e tensore dell'alluce: sutura della aponeurosi e dell~ cute; :gua.rì~one per pri.ma, (.maggiore m·e dico Carta, ospedale 1
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O,perazioni sulle cis ti sinovi:ah e ig:ro,mi .
Furo1 o f.a te 4 e. tirpazioni di ci ·ti sierose: di qu·e ste una ave ed .al collo op rat re enente olonnello medico Carbone, o pedale Udii e: una .alla nnca ( .alli), una al padiglione d U orecchio iui ro (Bonom:o) e una alla l'e .ione intei n a d 1 <TÌnocchio sinistro ( _ale~· O'an 1 t .e con guarj ione per pt•in~a: u~ .. . ono inoltre s -gna e OI erazioni p r bor iti prerotulee : in 2 ca~i gli o p ra tori ·ì lìn1 i tar - no allo svuo an1 _nto col -req uarti, negli altri 4. l vuotamento fu dA.ll'a! or azion·e della 'borsa i ro a. Esi i : u i i guarigione. Furono praticate infine est.irpazionì di igromi .: ~ alla regione dor.. .al d l pol .o, 2 al d r o della ma,no, alla t" · g1one p·r erotulea., e, 1 alla regione tibio-astragalioa inistra. Ancl e 11 utti questi ca i ~ i e.bb la guarigione p r prima in .-euzioue.
·. - Operazsoni sul sistema glandolare linfati.co • .)ome, ne<:rli anni p ·eced n ti furono numerosi gli interventi op ra r1 ui gancrr linfatici (3 5) e pecialmente. quelli sulla, regione. inguino~crurale, che •omn1ano a 2 l. Di questi: 164: furono es~eguiti per adenopatie idiopatiche- con 142 guarigioni, 14 esiti non indicatì e· rima ti ìn cura al 81 dicembre. Gli altri 127 fu·r ono motivati da ad uopatie venere e ì ebbero 1 guariti, rilnasti in cura al 81 dicembre e 10 con e ito non indicato. ono seana·t e inoltre 17 asportazioni di glandole linfa,tiche alla regione ottoma ellare 26 alla r · gio1 e dell ascella. e "'O alla regione del collo.. F 'ra. questi B oper.ati alla. regione, .cervicale è seguala to un caso di morte a. vvenu ta. due m i dopo 1 operazione. La, tabella. nominativa n.o n dà alcuna notizia sulla ausa del dee . -o. Ri ulta pe1·o dalla ta.ti . tica sanitaria m od . ' del I 1crlio 19 che la. mor ~ .avvenne per tubercolosi. polmon.a,re. Pe1 tut i que ti atti operativi, meno l ultimo opt~aeoenn. ato è segnato esito d i tynariaione. P ·e rò · e esi o er .ar che ono ta ti ben pochì i c i di g -Iarigione, per prima in ,enzione ed .a nche poco numerosi quelli eh in gui to ad euuel azione guarirono nello spazio d un mee.e : per la massima parte,. dopo l operazione, la degenza all'ospedale si protra. e da 2 a me i. Per dì piu in un ca-o di a.den1tc inguinale idiopa.tic i l crò la safena. interna, in un altro aso di adenite del.la fossa iHa i ~e z i on · il dotto d ferente.
DEiL LF!: OPEinA.Z IONI
HIBUR ·ICHE E' ',
640
,''ono compre e, in 1ue to _rnppo 4 e tirp-azioni d 'an io1ni d .i \ uali -~ ca.ve·rn.osi: P uno ·c on , ed all _ nuca l'altro ali _gam a d·e stra; l al labbro uperior , al po] les ro. Guarigione in tre ca i: P i t non ' indiea to per uno degli angi mi alla ··:t. m ba . . '-ono gna· e in.o ltr 18 01 · rc ~zioui p r v.artct. n ·a i ]a d- ~ i " ·, era lo a1izzata ali arto in~ rior ·i n i -ro in . alPart inf rìor de · ro per l in. am bed ne. Rigua.·do al metodo pre ·c lto i n a ,i fu p1·a~ t,Ìcal; 1 la flebectomia alla Tren e[mubur~, in altri t) i ricor .a l m - ~ to :Uaclelung· per i rim. nenti non è indica · o. uale 1 o 1m m dit ·o i ebb la guat•ig·ion p r j)J f.!, am in 17 ca i: in l l -"Ìto 110n :. indicato. are b. -e pero intere- sant;e cono ·c-e re p _r tutti 1e i pera ti re i .o r·emoto in riglla.r do al ·er izìo.
,. - O-perazioni sul crani1;0 ed encefalo. Hon
riportate 4 ope1·azio:ni , ul cranio, 2 d He quaH e eguite dal
tenent-e colonn-e llo medieo onomo (o pedal , Firenze)·. ella pri1na. trattavasi di frattura del era.nio irradiante. i dal parietale sin.i tra alla ba e- eon ematoma epidurale, commoz · on , e con tu ione cerebrale. Fu fa ta la trapana..z ion del -cranio nella regione parieto-tempora]e
ini. tra e si riscontro una f, sura o s a ·be di ·cende -Et verso la base d l cranio -ed un ematoma epidurale parieto ·-- te.mporale~ prodotto da lacerazione, del ramo po t-e riore dell 'arterìa mening a me ia, che enn legata. In seuui to a.li o erazìone i ebbe un 1ie.v e mialioramen to dei f. uomeni di compr ssione localizzata., ma persistettero i gra i sintomi <lOmmozionaH, a cui 'aggiunsero pre -t o di nrbi da parali 1 bulbare h.e de, ermìnarono la. morte alle ore 15 del giorno stesso dell opera.zione. All'autopsia si eonstatò che la fe ~ ut·a. del parietale i continava ne.Ua base, biforcando i in due rami, ·uno dei q 1ali l d.e-v a J con inuità del corpo dello sfenoide :. si rile ò inoltre nel lobo temporo.. f n iàa.le del lato opposto un esteso focolaio di ·ontu ione cerebrale. L altro caso riguardava nn.a ·c ommozione cerebrale con f1: t ura d J cranio; fu praticata. la trapanaz1one. d l cranio eu n l m bo o t _opia.ico (Vaquer Doyen). la morte :a 'venne il 5' giorno dall'o p razione . Fn inoltre eseguita. dal maggiore medico ìgharcli (ìnfer1ne-ria. pr -sidiaria ~di Pin-erolo} una crani ctomia in -e guit a frat ura com li .ca ·3- on depressione di una. scheggia alla regione terù porale sinistra .
er olleva.r e detta ,sch ggia i ampliò a eroe
la fetita delle pat -, i
RE .. ,.DI 'ONT
TATI . TICO
moHi e i a portò coHo scal p Ho la ·t eca cra.niana. p9r l estension di una mone a a 5 cente"i tni: la d 1ra. madre veune t rovata iUesa. E i o: .O"uari (Tione. Finalm n te il t n ente co l nn Ilo medie a.rbatelli ospeda.l e P ·a do' ·) r~ ti o collo • oal llo l apertura d l eno f.r ontale, in etl Ì sera int'Unea o un pr ietti le in gnito a ferita d''a.r ma da fuoco: a,pe1·t.o il seno. ·u ratt il roie H e i bb la guatigion p·e r prima in·t enzì '1 _ ~ Operaz.ioni sulla :regione faciia.le .
()p ra . . ioni ugli o ·h i. - _o n o s. n a e , enucleazioni di ci 1 •· };) eli 1ne ·e a no ede alla r O'·one sopracigliare, l alla paltJe ra u1 ·eriore, l alla , al p bra. inferiore. bbe in. tutti i ca i la. O"tariion , er prim m,. eguono r op razioni per dacrioci tite : in nn ca o sì f:e c J .:paccatura d i canali lacrimali ecl il ondaggio dei canali nasali~ o i ri contrò l'o s , coperto e n ·ro a o. L 7amm·Jato fu d.i.n1e so la.l~ l'o:peda1 non ancora. comp l etan~tente g·1arito. ra l operazioni ' ulla concritutti a ·ono indic.ate a e tirpazion i di al zio: di . si . l a v vano de al l palpebra superio1e 15 aLa, palpebra inf -rior per gli altri n n è indi ata, ]a ede. Guariaioi e in. tutti i ca i I, r p1·ilna'm . In 17 fu f· ta l nucleazione all inte.n ; 1n • l li · t,erno, p i rimanenti non fu indicato . ~'ono pnr ripor ate 19 a portazioni dì pt · rigio .~ dei q n ali l R\·evano d all'oc h io d _ tro, 6 ;al inistro ·e 2 in ·:a m bo gli occhi. Il l l t.o lo g neraJment u ato fu quello d lla e ci ion egu1ta daU t,nra d,eL a congiuntiva bulbar : una volta fu usato il metodo del Knapp (op ratore ma,g .-!ore ,Ol'Ù1o l, un altra queUo dell'Ar l 01 era .. o ·e m g .i ore . andret i). , r la. ma sima parte di e. si è indi,c at· l _ uuariaione p r prt ua.'/.1~: 1 er un olo "R' o non · indica o l'e. ito. Fra le o erazioni . ·Il la co1nea. :figurauo una para.centisi della corn d .tra in gnibo ad ipopion 1 ·e i ongiunti ite blenorragica, gnarigione)- un al ' ra para c nte~i cl ella cornea destra per irido- cicllt,e .. 1 p :u·ata con formaz,i oue di ipopion d.a lla quale non .s i ottenne ch'e u aL reintegrazione parzìale d l ·i "'lf. • Fra gli in t rven i n11 irid ricordiamo un ''iridectomia con aspor,azion·e di , u o il ~egmento superiore del l iride, in un ca. o dì fe i , . a pnn a e tacrlio a . tra ver an e la rn ea ed iride da.l margine s 1· 1·a] e t.ern.o all :int rno .con lnnga. proeid nza d''iride., Guarigione • n lo oma regohtr,e a. cicatric corn a1e piana.. ( petatote maggioi.e me ico _Io1 in o, · ~• pedale Torino ).
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.·.r · lllR R l llE EC .
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Untoperazione di catara t· a fu praticata d l apitauo medico J\Iarri o pedale Firenze) in un ca o di ataratt.a nucl are ali .D. 'operazione fu e eguita. previa i-·i :ectomia e eap. uloto n i -_. si o= T/=:: . LO con lenti di · 11 D ·. ono inoltre ripor ate du . enucleazioni del globo o uiar de tro, una per panoftalmit da ferita drt punt.a e taO'lio (· pera.tor magcrior medico Pronotto, .p edale h i = ~ ~ i) l.al tra in s· c:rni o a f rì a la. roontusa da coppi di canna di fucile (ope ·ator . n1.agO'iore me U ·o Lo chi o pedale d.in ). È da, ultimo errnat~ fra erazioni ari l 'asportazion di u1 polipo fibroso ulla congiunti va ·n l' a:r : uarigio te p r p ·imau"t. ( p · ~~ Or·e ma·o-giore me i o antu ci o perlale oina). · _ n ca ~ fl· compi -s .. o dì at i o p ra iv i ull onchio ' se 1 a'. dall·o!5J .. da]e militare. di Livorno. L'amrr alat entrò nello .pedale 1 l ~uacrg'o per hlenorra~)a., in e·.o-uito .alla p1ale. ~ ì m.anif tò congiu r iv· t·e lenorragica. destra e . i produ "' TO due ernie c rneali.. 1 n n e ·ol uneUo medi o F.al o e gtu rima L cant nzzazion·e ol a· n hn li -, ette ern ·e cii' ·a ·n n1 - e d 1o r~ ti ò l in n· to d l epit i ·or~ neale di un coniglio nel ~ n ro della c rnea na.nd ne e it· di a·u ..• rigione., senza però al tu a indicazione circa la tra par.e nza o 1neno dell in11e to praticato .~ ma d po S gio.r ni e . end i mani:t . tatt Ìll.. omi di glaucoma. ed ·end o i fa t o lo uo a m n t o ò eH occhio r d ov t. e e · guirsi dallo te "O t n n te colonnello medico e a.lco l exen. eratio. c
) -'lMr.azioni ~ul ?ut·o. - .. J o anzitutto r (l'i trate 7 a por az ' i di polipi n a ali: per è indica o olta.n o l u o del erra n do: lle.~ una .a ltra anno a.zio· o di imi ian · ·, nè ul v lume· dei :polipi, ecc. Fra l~ a.lt.1e oper zioni no er n1o • adenot mi rino-faring . ol col:tello anulare di Gott tein, di v getazioni aden id e n llo 1 az i rin.o-faringeo ;. nn a re ezio ne sottomuco. a d l s ,tto a Ha KiHian in uito a de.v iazione del se· to e rinite ipertrofica; un a por az io n · di fibroma pedancolato n l rino-faringe; -· na riduzione ct·u n a di lu .. azione della. cartilagine del etto· ed una r] uzioue di fra . t 1ra l vomere. Esito di .guarigione in tnt d i 9 c ~ i. C) Oper.a..,ioni tdt'orecchio. ·ono in prima linAa riportat 7 a po:r tazioni dì t umori al padiglione dell'or h io così riparti ti .: cisti sebacee, un& ·c isti dermoìd·e, una at.eromnat.o a, un fibroma un li poma. tua.rigion·' in 6 ca i: per uno J si o n n è indicato.
REXDIOONTO
TATlSTICO
,_eguono 4 .a sporta.z ioni di polipi a..l condotto uditivo, tu t te seg11ite da cruarigioni. ono riportate 2 Of_erazioni sulla regione mastoidea in seguito a n1a ~ toidite pro otte da diffusion·e del proc~sso suppurativo dell orecchio medio. In. 13 ca i fn pratJ.cato il semplice taglio alla Wild·e negli altri l si praticò la trapa.nazioue della mastoide. Fra. que· ti ultimi · i ebb -ro 2 esiti letalì: uno dopo 6 giorni dali operazione, per m ningite manifestata.s i in eguito ad otite media destra riacutizza-ta.: l al ro in un. caso i otite eronic.a cui era.nsi associati sint01ni di a. ce o endocranico: aUs. rapanaziou d·e ll a pofi i ma..s toid .a si .ag· · .i un quella d Ila fos·- ·a cerebella,r . M I e al 12° giorno dali ope raz1 1.e.
D) l h e pe·ra..:. i n i kztlla 1·egion ) f. t eia le.. - Fra le al tre opera· zioni sulla 1•eaione fa,cia]e da uhìmo ono riportate 5 riduzionì pet· fra, , ura delle o sa, tutte cruente, ~cio' . una riduzioue di frattura d. i ma oellari snperjo ·e e. i ferior · tre riduzioni di fra tura deiJa mani bola · cl nth di frattura comminu ,a dello so malare e della pare e an erior del masceUare -uperiore. on a.~J rtura d lPantro di igmoro. " ~- larigione in tu tì i inque ca i . . etyuono operazioni minori quali asportazioni di xanula ublingnale, di gengi . a i pertrofica,, di cisti eolloidea al labbro inferiore ecc. l .-
Q.p.eraziom aulla colonna y.ertebrale.
Le op razioni u que ta regione i limitano ad un ra. -chiament,o deHe apofisi spino e e trasver e cieli& 7 vertebra cervicale e delle due prim - do t ali in un caso d.i arie vertebt·a)e. con a ce so da conge~ tion alla regio n in t .·a car olare ambo i lati e eguito dal capi ano m dico Volpe, o pedale di Ca rta (l'infermo era tuttora in cura al - l icen1bre l ' O "}· e ad un·immobilizzazione della colonna ve,r tebral con appa.r ecchio amida o in un cas· di contusion·e alla regione Iom bare e prob bile ema,tor.aohi irco,critto in eguito a cad.uta d ca,.. v· llo: guariuione con uon ri .u ltato funziona,)e.
11. -
Operazioni~ sul collo e sulle fauci ~
ono ·e gna te in questo t·uppo 61 operazioni per a.b lazione di on· si l I· ipertrofi. he: furono a pot·tate o l ton illotomo di Fa.hne:n. tock 2 , n quello del Mackenzie con queHo del :Mathieu,, 11 furono aspore ·c llo spez·z am· nto 11 eol m t.odo classico di Celso. p r ] ri-
DELLE OP:E RAZl XI
Hlll ' K6I CHE, ECC.
ma.nenti operazioni non. è indicato ìl metodo.. n. tutte si ebbe e i to di guarigione· per un ca. o soltanto Pe. ito 1 on è indica·to. Furono praticate due · racheotomie: una. dal maggiore medico os 1 (infermeria pre idìarìa. di Terni) in un ca o di grave infezìone carla:tt.ìnos& con angina, che provoc' edema acuto d 11a. glottide . Fu fatt.a. dturgenza la. tracheotomia superior~, che solle·vò l infermo per qual he t mpo : ma due g~or.ni dopo l op ra.zione sopravvenne la morte per improvvi a pa.r alisa cardi a a: - la sec ·n da tracheotomìa fu praticata daJ tenente colonnello medico Carbone o pe:ia.le Udine) in un caso di stenosi laringea da a ces, o nella par~e po · teriore dellarinae. Benchè l operazione fosse tata fa t·t a appena ricoverato l'inferm.o all'ospedale e coadiuvata dalla protratta re pirazione artificiale e da iniezioui eccitanti, non Sl riuscì ad evitar la morte pdr a fi sia. F}·a. le operazioni arie s 1l collo acceu.n.e re·mo a o enucleazioni eli cisti,. delle q.uali . · di Boyer, l congenita,. ed l suppurata: guarigione per p,._,·ma;rn in tutte,. meno che per q ue t ultim.a. Il maggiore medico Carta (ospedale Torino),. praticò l'ennoleazione in t,ot.o di un gozz.o ci .· ti co del lobo sinistro della tiroide, grosso come un arancio col metodo di , ocber : guarigione pe·r l'Jrima intenzione+ ono infine riporta.t e un aspor azione di polipo faringeo, un in ·i .. ione di pus al collo ed una ezione di fis,tola al la re cri ne ce.rvica.le. 12. ~ Operazio·ni su'l torace ed or~gan i conten,uti. ono regi tr.a te soltanto 7 t racente i, tutte praticate n ne. infermerie d. i presidio, con e ito di guarigione. ·al e anche per questo rendiconto, come nei precedenti, a giu:stifi are questo numero esigLlO il fatto che t.alì inte.r venti si praticano g ueralmente n·e i riparti di medicina e, vengono ome si neÙa compilazione delle tabelle mod. n. . Ciò è confermato an. -be dalla circo tanza che tutte le 7 toracentesi fnrono fatte nelle infermerie di pre idio, o e si ha per lo più un unico rjparto r·ett.o dal direttore dell inferm. eria~ Furono inoltre eseguite 14 toracotomie ~ 4 in t rcostali tnt t c~on e ito di guarigione,. e O .r etrocostali. Un~ olta fu reseca a la 4a co ·a, una la ... -, una la 7'\ tre volte la , Ue la .'\ nn.a la 10 nell'ulttmo caso non è indicato: solo si fa menzione di una resezion·e retrocostale seguìt.a da] l opera.z ione di E tlander modift ·ato (proce ~O _uenù) con ,esito letale cinque m si dopo l operazione per in orta ueflite acuta . . . E egnata una. puntura. del pericardio col metodo Baccelli, ed .straZlone di circa. . O centimetri di siero ematìco su un solcl.a o affi tto da poliorrome,n ìte con notevole versam nto peri cardioo.. i ottenne q ttalche c
1
111
:
RENDICOXTO
T T] ·'TIClO
migliorame·n · o nello s·t ato general nelle· f unzìo i cardiache, ma di 1eve. durata poiche dopo 5 giorni dali operazione l infermo morì ( ope~ r .tore capiflano m. dico cldi o p dale militare Anoona). ra le operazioni v.a1·ie iteremo un•a portazione di .a de.noma. dell a1n me Ha de. tra., praticata d al ma.ggior medico Carta, con gnarigion I -r prima· ~~n ra chiamento della 1 · ariicolazione co to~vertebrale da a. e , ..o alla r . giona paraverbebrale f a t · o dal maggiore medico Pera _~ i. _.tl s i · gtn pure., in un caso di fra.t tur.a eomn;1i - u. a esposta della. 2 4 ~. co..tola. ante.r iormentn, con ferita dell'arteria mammaria interna., lacerazione d·e lla plenra parietale e con._ u ione de'l polmone, l a r·e sezione di par d Ila. • co ·ta, la utura. paracor. tale della 2 ·e della 411 e la le aa,tura dei monco n i dell'arte.r ia recisa~ 'Si ma·n itestò medias. iui te pu~ r tlen a con tnmore pul ante in corri. pondenza del 9:l spazio int·e rc .t;ale, linea para. e··tebrs.l e, per cui fu nec s .a. 10 u. secondo interven. o _o l quale i di e e e ìto ;a nna raccolta. copios.a purulenta che a eva rapporti fin coll'aorta. tora.·c i a (1 ). l ·a pitano m dico O dd i (o pedale Ancona , p·r atleò l estrazione ·~i t n piccolo s q uestro os e o in esiti di ferita d a.r ma d a fuoco alla re gione toracica inis, ra, con ri ultato di guarigione. Ricord ··emo ancora un caso di ferita d arma da fuoco pe.rforan ,e l e1ni torao si' i ro con brou orragi a e lìmitato emo'torac . u fa: o 1ra a pet an t.e on inieziou d adr na.Iina,. ed ergotina per bocctt.. E~ i· ' d.i guar ·giol!.e enz.a notevole limitazione re iduale della f unzione del o1mone le. o. 1! . -
Op~er.azion i: s11ll addome
·O.rgani contenuti ~e·d ap:parato uro-geni;tale.
.., ) l e1· (e ·ite non pen trauti. - In prima line·a lo pecchio rip rt.a in que-. o gruppo due feri e da. taglio delle, pare·ti addominali: la 1 rima alla regio e d U ipocondrio sini tro, la secon la. all epigastrio p r tentati o i sutm 10. 1a 1 e·r il I rimo ·c he per il econdo feri. o li o p ra ' ri, magaiore m dico So,_i e magg iore med.ico Galli, a m· pliarono le ferite, ed a ndo ace rtato h non erano penetrranti pr 1carono la t1tura a tra··i oon it.o di guarì iou·e pe;r p1·ima · B 'r f e,·ite p(HMtran.U. ~ Sono riporta te qui n di 2 la. parotom ~e per f r '· e penetra n i: in un pr· a ·o per ferita d .a rma da. fuoco (ri olt -Ila al l i pocon l rio inis. ro , a ·o p o uieida occor o nell'o pedale militare · 1: ir nz . . Il foro d entrata d l roi ttile a.v eva s·ede nella linea. a m1 l) 'Ùttl· ~(d
ue t o a o f 1 ampifl.numt . ili u tra.t.<> d d i medic.f't a militar ·1 1: } ,1· •
rn i nel n [ascicolo del no ' ro
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DEl. LE
Pl<..RA.Z l Nl CHI RUR: ~ICK :~ , •, · •
6 -
millare sini ·t ra, a li v~ello della t1 a. ver a c uaiuu ·an t . le C9l'tilagini de a decim.a costola. Il foro d uscita era a livello un po' più ba o, qual. )_e eentim·etro a sini ra della linea delle .a.po:fi i pi o~ e vertebrali opo mezz,'ora. dali in r · so allo pedala il :E: rito aY ·v a pre. nta·to ~ mito sanguigno che si era l'ÌI etuto p "u copio o ucce i amente. Il m ggiore medico Nieadu -. ecruì la laparotomia ·e quindi l sutura a tra ti , aHa Ba· ìnì) di una laeerazione del entri ·olo in corri .p ondenza della grand'e ·curv.a~ura, n· pro c· dette olre p r lo ·s ' ato gra e d eH' infermo e non e istendo segni di mona.g ia da altro punto. La mort rn venne H giorno seguen e con intomi d.i 1norragia interna, dovuta _robabilmente a lesioni di organi o vasi profondi. Nel · e condo caso,. oceorso all infe1·m c.r' a pr·e·s idiaria di Ga.eta, tra taasi di f. rita da pun . a e. tag io ~all-epiga.· rio con ferita del Pala picc l el te. ato, 2 centhne~ri aJP infuori ecl a. d ' ra della linea mediana - c n .: imetri so to il margine ta.le. Il mago-i ore m dico oti e ·e gut la lapai:otomia. mediana opraombelicale 1a. utura del fegato a punti TL c ati a] catgu t e sn tura. a 1-a· i della fer ·t a la patotonl i ca e di q u 11 a pt·odo ta d -u'ag nte vulneran . i ott nn e uari.crion t er prima. 1
} Per p 1·itonite tub r la1•e·. eguono la arotomte. pe·r perito~ tubercolare e eguite dai capitani m edici Di Giacomo., Lanza e~agQ'ini, r·. pet·t ivamente negli ospedar di ari, ovara e olognat con _uarigione per r d llaJ laparoton1ia. D gno pe ial :men te di , a l'ul t.imo caso operato dal capitano medico 1 &Q'gini, nel qual oontempora · e~unente a. raccolta di liquido nel ca.vo peritoneale .s i aveva p·1r pl -uri e e sudativa bilaterale, per cui i es gnì ·e ziandio la totacente i bilaerale. Per quanto p~rò la ferita addominale si sia chiusa per rir1a 10n si :sta. riprodotto il liquido pleurìco, le c· nd ' zioni gene.r ali coni n uarono a peggiorare e proO'redì pure i l p roe e poi m onar -. l
4
) Pe1· affe.eioni e .le -ioni' clel tltbo ga .. i1 o~en.t .1•ico. 1o per appendicite.. nrono 8 le. a p p ndiceetmn ie. e, m·e no che u l caso d . appendicite tubercolar-e l' interven·to fu :rich1e o da ap~ 1 iciti acute o subacuta, pa~ at di o-ia ad ~ i o di a ce.s o. i ebb ro i ti le,t ali: il primo~ du -gio rni do1 o l atto o erati v p r 1 arali i iu- · t ; inale e tercoremia; il .. ecoudo, dopo giorni dallo p razione p _.r P rali i cardiaca cl es.anrimento generai :. aH autop. ·a., i ri con · rò che r mroaJato era. affetto da tu h rcolo i degli api ì , da e iti di a tiohe -1 uri ti sia pleu:riche, ·be diaframtnati·ohe, con cuore fla.c idor eri t ha va ·h l individuo e~ ra pure affi tto da ifilide eli antica data. con oligoemia· il t erzo infin·e .~ dopo 42 giorni dalla operazion per tu berc·olo i diffu a.
l l
nr~~or
·oTTo . TATJ 'Tico
Per .al.r i 3 ca i è segnat · in v, e e. ito di gua:rigione e 2 infertni ri n ·avano tuttora. in cura al 31 dicembre. '2 : l p () r 1·ni ri "cerali. eguono le opera:z ioni radicali di erui isce.r ali, che _01 'nuan.o a mantener la mas ima importanza er um ro ne H atti ità chirnrg1ca d9i no ri ospedali. ... el :fl hanno r giun o la ifra di · O. di cui o 4: p r et·nie inguinali unilaterali . l l per ernie, ingninali bilaterali, 2 per ernie ernrali, 8 per ernie della lin.ea alba 2 er nie addominali. . ome sì può rilevare al quadro ompa,r.ati vo del rendic.onto tatistico delle operazioni chirurgiche dell·.anno 190 , tale numero eo-na però una sensi bile diminnzione rispet o aoli anni anteeedenti dal l 9 -, c ntinuando co i la linea decre cen eh si è inizia .a dal 1902. Dell~ 854 ernie inguinali unilaterali, '206 avevan.o sed a e ~ tr:a , 14 a ' ini tra. e il metodo open1.ti o pre celt.o per la cura radicale fu q u Ilo del a in i,. be veun·e p 1re applicato per la cur:a delle ernie bil terar. er le a ernie crurali i :ricor e un volta al metodo Ba i11i e dtl olte a ~quello l I TricomL Per quelle della lin·e a alba ~ed addominali non è in.dieato il n1·e t do adottato. ~ opra. H O asi di ernia. o erati le tabelle n mina.t.ive por1_ ano olta.n t o p · . l' e i t.o d i guar "gione. F r seconda int·e nzioue per ~ l e ito non è indicato; per le rimanenti è seanato gua.rigion.e ·e r 1·i11 a p r la maggior parte ·e per quell che non portan.o que t.a di ·tinzione la durata della ura po t operator~ a risulta inferiore ai 20 giorni. Si bbe a d - plorar un esito letale,. ma indipendente dali atto operati , al 21 o giorno per insorta. affezion plen.r ica . .Ali autop i a i ·ehbe a cot • ta are pleurì te de · tra con pochis imo liquido, i nei pien te p le uri te a sinjstra, cuore in d gen razione gra a· nulla di notevole ali 'e am.e d erli orcra.nì a mina.li ed alla r gione operata. ,-iguardo al metodo d an ste ia adottato in tut i questi inter~ enti chirurgici r ben 22'."' ca.sì le tabelle nomin.a tive non portano alcnua indie. · zione~. in c~un e gn.ata la cloronarco i,. in 48 la. ra .. chiane e. i a d in l l a.ne te ia locale colla cocaina. Fra le ernie ingu.i n ali son s gua t 5 recidi e, 8 ·irette e . t roz za e .: u. e gnarite er primo. intenzion·e. ra le prim·e not·eremo u n a di laparocele ingttinal po t-ope1atorio. il prececlen e atto p rativo er stato pra iea o 2 anni addi tro. Il maugiore medico Pera . c i f e l""' ci . ione lla i atri e ·CU an a stna·c rliata .e u ce -i .a.m n l m· b~li z zazion li un l mbo 1nt1 c lo apo e1 rotico corrispo den, ri pli - tr o e u nra ì llo te o a re,si -t,en ti tra.va. e d l ~ nde o h li no in ut · i ·ci n i alla l ro in erzion·e neli arca , a di FaHoppio. Huarigion per p1•i m(J m,. 1
1
DELLE OPERAZIONI OHI RURGIORE1 ECU.
657'
Fra Je strozzate noteremo: un caso d'ernia inoa.r _arata operato dal capitano m·edico ::Jaggtni (ospedale Bologna): l'ernia presentava due cingoH, mo p·r oprio del sacco d 'a ntioa data ed n.no prodott·o da. i spessi..
menti periferici in corrispondenza dell'anello addominale; l' intestino
1 ..••
incarcerato mìsurava circa 1.. centimetri ed appa:r tenev·e. all' ultima porzione dell'ileo. Ft1 asporttata la .spessa vaginale fin pres.so l epìdi-
:. : ·: i;·.
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...
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dimo ed il testicolo v·e nne la. -oiato nella va.ginale comune,. quindi fu ricostruito il can.ale ingninale. Il deeor: o fu. completame.n te apirettico~ In altri due ca81 l ernia ingninale ara a sociata ad idrocele,. in. 10 casi a varicocele: la. cura radicale dell'ernia fu seguita rì pettìv.a.mente dalla oure. radicale dell'idrocele e del variooeele. . otevole un caso di la parooele inguinai.e. destro di grado spiccato (maggiore medico Belliat ospedale Genova), ·c on apla ia dei fasci mu~ scoleri inferiori del piccolo obliquo e del trasverso. parto il canale ingnina.le, apparve un grosso tumore erniario formato da un doppio gavoociolo imbrigliato dai va.s i epicrastrici: venne suturata la sola aponeu rosi del muscolo grande obliquo all'arcata crurale con ottimo risultato. In un altro caso lo stesso oper&tore p·r aticò la sutura. delPa.po.nettros.i del grande obliquo a.1Parcata. crurale, uuitamente al ottile triplice. sta'o ed il cordone sperm:a.t icovenne, adagia.tosulPaponeurosi del grande obliquo; g'a arigìone per prittl.am.. In. due. casi il ,sa co era aderente alPepiploon. e ne fu reseca.t o un tratto, con esito tn entrambi per prima .. Finalmente in un caso di ernia inguinale destra con ectopia. del testicolo la cura radic.ale ol etodo Bassini fu seguita da.ll'asporta.zione del testicolo atrofi.c o; guarigione per prima·rn {maggiore medico Ca.vaz~ zani, i ·-fer.m·eria.. presidia.ria Ivrea) .. Per quanto riguarda le ernie crurali,, 2 avevano sede a de ·. tra ed una era bilaterale :: in tut~e si ottenne la guarigione per pri?nan't senz~ &!tra particolarità. Delle tre ern1e della linea. alba nulla di notevole .: in un caso operato dal tenente medico urdì (osp dale di Bari}, dopo l'isolamento e l'asportazione del sacco, fu :fatta l'apertura. delle. gua.ìn.e dei retti e. la hiu.. snra del foro erniario mediante affrontamento dei re.t ti stessi.. n un altro caso di ernia. epiploica, previs rac:histovainizza.zione positiva,. fu. r~ ecato il pezzo d1 epiploon erniato e si fece la. riduzione del pedun.. colo (tenente colonnello medico Gemndo, ospedale oma). Guarigio e -per prim.a ·n ambo i casi. Accenneremo infine che d~elle d ne ernie addominali., una f!'ra. in sede. di cicatrice d.a pregre·sso a-sce so appendicolare: fu fa.t ta la laparotomia. della cicatrice e del sacco peritoneale ad es a aderente,. e succ ,. ~~- G,o,-nale dì medtcina militllr~. -
Fru c. IX.
658
RENDICONTO
T.Ai'IBTIOO
sivamente l'a.ppendiceotomia.. Esito di guarigion.e (maggiore medico
Oale.g arì, ospedale Milano)~ N el secondo caso parim·e nti l'ernia era con.. secutìva ·a.d operazione dì appendi cite I!Hl.ppurata: venne eeoisa la cicatri~e, liherand.o la dalle ad:erenze. sot:t ostanti e fn ricostruita la pa,rete addominale, f&ceudo Ja.:s u.tura a strati de·l peritoneo, dei muscoU e della. pelle .. 'G uarigione per prima (maggiore medico ·C arta, os.p edale Torino). E ) Opet-azioni su.l retto. ·- Notiamo una resezione da prola.sso del retto con incontine.n za ret.t ale e prootite.. Esctsione e sutura mue{)muoosa eseguita dal tenente colonnello medico Bonomo (os.p edale Fi· renze ),. con es.i to di guarigione. Se.g uono 66 oper&zioni di fistole an&lL Di queste, 87 furono eseguit-e col processo ordinario dell' incisione col bistori e 19 colla 8 p&cca.t ura median.t e ìl termocaute.rÌO ; guarigione ID tutti i casi, meno ohe. per 2,, in cni .P esito non ·è indicato. ·C irca al tempo impiegato per l& gn.a rigione in relazione al metodo p.resoelto, delle fistole anali operate col pr-ocesso ordin.ario d eH' ì:nc:Jsione, col bistori· 11 guarirono 3al 6° al 20° giorno, 9 dal 20° al 80°,, 7 dal ,soo al 45° e 11 superarono· questo limite.; ment:rechè delle fistole operate col termocanterio: una sola guarì in. 20 ,giornit 2 in. SO, 6 da SO a 45, e. 10 oltre ì 45 giorni. Questo risultato collima. con quelli già segnati ei rendiconti sta.t istici del1906 e d.el 190'1, dimo.s trando come il proc~sso ordin.a rio dell'incisione col bistori abbia dato in genere una pin rapida guarigione che non quello colla. spaccatura col termoo.ao.terio.
F) Oper,aziofli sul fega.to. - Sono segnati tre interventi sul fe,gato: due per 8.8·Cessi epatici, ìl 8° per cisti idatide&. Il maggiore medico Caleg&ri (ospedale Milano) esegu1 una. laparotomia oon taglio rasen't e il margine costale .e lo svuotam.e nto di un &sc,esso al margine e faccia. anteriore esterna del fegato ; P infermo,. operato il lO novembre 1908, er.a. tuttora in cura al 31 di·c embre dello stesso ann.C:h Il ca p1tano medico TtovaneHi {ospedale Brescia) asportò nn. a cesso alto del fegato per via. tra.nspleuro-pleurica seoondG il ·m e.t odo del Se~ · gond. Dopo 4 gior.n i dall'operazione si manifestò febbre. alt& 40•-41°) con brividi di freddo: tutta ia l"esa·me obbie.t tivo si mantenne sem·p >e negativo e la ferita chirurgica non presentò nulla d'anormale, ma dopo 26· giorni d pa:z ien.t e venne a morte~ Ali a.u.topsia si riscontraro·no nnmero i ascessi intt aepatici n()n comunìc.a.nti, di vofbm.e variabile d& un uovo di gaHina ad una nocciola ; q na.ttro di essi erano situatì n:e l lobo sini,s tro del fegato. Il maggiore medico P ·e rassi (ospedale, Casert,a) in un oaso di cisti idat idea s · oltasi nella con·vessi tà del fegato oon prolifer-&zione polio.i-
DELLE OPERAZIONI CHIRURGlOH.E, .ECO.
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stic,a. nel polmone destro prat:i c' l'epatotomia interpleuroAdiafra.m ma· ti ca. nel 7° spazio in teroostale destro tra le due linee ascellari con resezion.e di una porzione della 7a costola. L''operazione fu eseguita. in due tem.pi. L'esito fu di guarigione con. resìduale .fistola toracica, .n on essendosi ant)OTa colm.a.ta l'enorme cavità ci~:Jtica, &umentata. pnre dalPemissione· di 200 cisti fighe, annidate i n.e lla ba-se del polmone destro con successiva. formazione di fistola bronchiale ~ L'infermo fu dimesso in ottime condizioni generali e. con assai scarso s:e cre.t o della re~ sidnale fistol&. L,' avvenuta d:ìaseminazion.e policistica nel pa.renchim& potmon&r·e s.i ritiene secondaria & :punt.ure esplorative cbe er.a no state p·ratie&te molti anni a.d dietro. ·Q ue.s to caso interessante fn illustrato nella eonfe.r enza del mese di agosto 1909 presso l'osped,a le di Caserta, e ne fu data comunicamione .a l XVI Oongresso internazionale di Budapest (VII sezione- Chirurgi&). G) Operazioni sui reni.. - È r · portata una nefrolitotomia in iSeguito a ca.Icolosi renale eseguita. dal maggiore m.e dico Oa.rta (ospedale 'T orino): fu pratieata l'ìncision.e lombare secondo Bergmann, ed, in~ ciso il re·n e, st. e~strassero dal polo inferiore quattro calcoli ossalicì, di cuì uno volumìn.oso irregolare e tre sferici, grossi qua.n.to un oece; segn1 la sutura .r enale. e quella a strati della parete a drenaggio. L 7 in.. fermo guarì completamente nello spaz1o d'un mese. Il capi ta.n.o m.edioo Tr-ovanelli (ospedale ~rescia.) in un caso di ascesso perinefritioo ,s inistro ·e.seg1u un'ampia spaccatura ·con ta.glio lomba;re, dando e~sìto a eir,ca. l500 gr. di pus raccolto tra il peritoneo e la. m.aesa. muscolare sacro-]ombare. Guarigione. Il ca pi.tano medico Pettinelli (ospedale Alessandria) in un oa.so d.i ascesso pararena.le esegai una. incisione alla Ku.ter lunga 10 centimetri, dando esito ad nn litro circa di pus. Guarigione.
H} Operazioni per emotToidi. -Furono es;e guite 57 operazioni per em:o rroidi, delle· q·n ali 14 ool metodo della. lega.tur& e 43 col term.ocau-· terio. Si ottenne la guangione in tutti i casi, meno· ohe per uno m cui l'esito non è. in.dìca.to. Dei 14 operati col metodo della legatura.: 9 guarirono prima del 20° giorno, 8 dal 20° al 80°, 2 dal 80° al 45° giorno; dei 43 ope:ra.ti col termooauterio: 21 guarirono prima del 20° giorno, 14 dal 20° al B0° giorno, 7 d:al 80° al45° ed uno oltrepassò i 45 giorni di cura.
I)· Ope:-razioni dì ragadi anali. - Ne sono segnat·e· 12 con 12 guarigionl in t ·u tti i casi si praticò la dìvulsione anale con term.o.. caute-
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o
U...~DICO
· O STATISTI:CO
rìzzazìone d·e lle r.a gadi ; in 2 oasi le rag.a.di er.&no assoc.ia.t e. a nod oli emorroidali che si aspor·t arono ool termo-oante·r io. K l Oper.azioni .HuU' apparato sessual.e. - .F ra le operazion.t sul pen·e sono :a nzitutto riportate 4 operazioni per bala.no-postite : in 2 C&ili si pra.-tieo P in.cision.e del fren.ulot negli altri 2 si ese.gu'Ì il taglio dorsaJ·e del prepuzio. Guarìgione in tutti 4 i casi ·Seguono lBO oper azìoni per :fi.m osi, con. altrettante guarigioni; n.ella
gra:nde maggiora.nz.a fu praticata la. circo ~ oisione, in 42 il taglio dorsale del prepuzio, in 5· il metodo Ca.m p an a, in l il prooe,sso Roser. Sono segnate. 3 dilatazioni graduali d·e ll'nretra con. le Beniquet per restringimento uretra.le d''o rigine blenorragica. : in due casi si raggiunse il n •.0 • 25 della .f iliera Oharrière, nel terzo il D o 26. Nota.si ancora una di.vnls.ìone forzata coll"appa.recchio del Montenovesi per restringimento nretrale multiplo dt antica data. Guarìgione in tutt1 i ~casi . Furono praticate 6 nretrotomie = 4 esterne e. 2 interne. Fra le. prime 2 furono eseguit e rispet tivamente dal tenente ~olon.nello medico De Falco (ospeda.}e, Ltvor11o) e da] capitano m·edtco Oddi (ospedale n .. cona} per calcoli uret.r.ali, l dal tenente colonnello medico Bonomo (ospedale Firenz,e) per restringim.en.t o nretrale, gttarito in 12 giorni ed l dal maggiore medico Oale,g ari (ospedale Milano) in nn caso di frattura del bacino con lacer.a,zione dell"ure.t ra completa d& caduta do. ea· vallo. In quest'ultimo c.a.so si otte.n ne miglioramento, essendo l in.. fermo tuttor& in oura.. al S.l dicembre 1908 ; negli altri
a oasi l'esito
fa di gua.rigìone.. Le 2. u.retrotomie interne furono eseguite coli 'uretrotomc. d·el .MaiR.on neuve .. D.a. u1 timo, fra le operazioni varie, sono segna te 1 apertura di seno :fi:stoJoso al 8;) anteriore deH'ur·e trat fra 1 corpi cave.r nosi,. l in.c ision.e. d.ell"orificio uretra1e esterno stenotico, l svu.o tamento d'un focolaio emor -
r.agic.o in nn c.a o di oon tusione .aUa region.e perineale con rottura in.c ompleta. dell'uretm nella porzione bulbare e ftnalm.e nte in un caso di fistola uretrale una plastica eo·n lembi & due plani eol metodo del Doyen., tenendo la siringa. in permanenza. Guarigione in tutti 1 ca.s1.
Degli atti operativi :sullo scroto e testiooli ricor-d.e remo primiera-· mente le operazioni per va.ricocele,, ~che furon.o 481, con un aume,nto an.c ora di 133 In confronto di quelle eseguite n.e ll'a.nno precedente. L 'esito per 476 fu di guarigione., 4 ope.ra.ti rima ero in cura al 81 dicembre 1908 e vi fn un esi to let.aJe:: la.. morte avvenne 7 giomt dopo l'operazione per polmonit·e e, ·c omplicanze meningee· manca qualunque altra indicazione in proposito
DBLLE OPEBAZIONI OHIBUROIOHE 1 EOIQ.
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· Dei 476 casi di guarigione ! 817 guarirono prima del 20° giorno, 106 dal 20° a.l 30°., 44 dal 30° al 45° e soltanto 9 oltrepassarono il 46° giorno di cura. Rtgua.r do al metodo prescelto, nella maggioranza dei casi si ricorse alla resezione nelle. vene e~ ctasicbe tra due legature, in 118 casi al metodo Oarta.-MantigUa .modificato, (fra questi, 28 ~casi furono operati dal ~capitano medico Oddi con il proprio metod.o), in 46 ca i col m~etodo d.e l Kabler, in 8 la r·e sezione delle vene fu preceduta dal taglio in.. gninale, in 87 si es·e guì il me·t odo De Falco, in 19 quello del Cooper, in 17 ìl processo Bonomo, in 16 quello Durante, in. 12 quello Tricomi, in 6 il metodo V olkma.n n,. in 5 q nello Carbone,. in 5 il processo Bassini, in. 3 la.. modifi.c,a zione B.a rile, in 2 il prooesso Reclus, in 2 quello arath, eco. ln 3 c.a.si il arioocele era ;a,ssocia.t o a. punta. d'arnia e fu fa,t ta in f:lecondo tempo la cura radica.le. Le operazioni per idrocele furon.o 64. N·e furono :pratioa.te 87 per idrocele cistico della ·v aginale del testicolo, 20 pe~r idrocele. oistioo del fnnic.olo spermatico e~ ·7 per idrocele com.unicant.e. L'esìto fn in tutti · casi di guarigione. I processi operativi adottati furono per l'idrocele cistico della. va.g inale. del testicolo: 24 volte q nello del V oikmann, l l voi te q nello del Bergmann; in 2 casi fu fatta l'aspir.a.z ione del liquido e successive iniezioni iodo-iodurate; per l idrocele cistico del funicolo 16 volte ìl mei~odo Volkmann e 4 quello Ba.s.sini; infine per !';idrocele comunicante. o volte fu pra~welto il metodo a.ss:ini e però non fu. indimtto il pro cesso. u 14 oroh1ectomie, 9 furono esegui e in s.e gnrto a tube.rcolosi del testicolo e deU'epididimo .· a casi) o del solo epididimo (3 casi) ~con esito di guarigione in. tutti i casi. Le altre 5 orchieotomìe furono praticate: l per nevralgia a.U'ì.ngu.ine sinistro da. ectopia ed atrofia te tioolare. inrrui:no-interstizia.le, l per blenorragia. subacut& con ·e pididimite, l per
· aricocele del t·e.sticolo destro, 1 per or~chite nodulare ed l per ,c isti ematica allo scroto. In casi ali, orchiectomia fu associata la re azione alta. del funicolo sper:matico. uarigioue. i tutti i ca. i.
14.. ~ ·Operazio~ n• sugh arti super1ori.
Il quadro .A riporta anzitutto la riduzion e cura incru.e nt.a. di fratture, che co·me si è notato nei rendiconti pre·c edentì non. rappres -nta.no tut.t e quelle effettivamente cura·t e negli stabilimeuti sanitari militarì N e sono segnate 10 .: 4 della clavicola., 2 dell omero, 2 del radio, l del 2°
RENDICONTO ST TI TIOO
metacarpo destro ed 1 dell'anulare · sinistro. Guarigione. in tutti seuzs. deformità, tranne per una frattura di clavicola, in cui residoò lieve ace:& vallamento. Delle due fratture d.e ll'ome.ro, nna er:ar trasversale ed intereseav& il 3° infe.r iore dell'om.ero sinistro:: fu appHcato un appareeohio amidato con listerelle di cartone , p:revi& applicazione di altro ad .e stensione e eontro estensione aUa Henn.eqnin, ma.ntenut,o. fino :a llo indarim.ento. L'esito fu di guarigione senza alcun accorciamento. Nel secondo oaso trattavasi di frattura obliqua dell'omero destro aU'uniO · e del so infe. riore col 3o su pe.r iore : fn fatta. la. rid nzion.e med.ia.nte appsreoohio im.mobilizzante e ad estensione oonttnna,. e si ottenne la consolidazione regolare della frattur.a, co·m provata dall'esame radiogra.fìeo Seguono 4 ridnzionì cruente di fra.·b ture: 2 de.l la clavicola,, l del· l'olecrano,. 1 del 4° metacarpo. Nel l o ca·so tr&~ta·vasi di eallo deforme da. frattura al ter.z.o interno della. clavicola. : il eapita.no m·edico Trov:a elli (o .p edale Brescia) praticò l'osteotomia e la resezione dei mon.coni os ·ei e la sutura: guarigione per primam; nel 2° caso .di frattura. di clavicola. il ca.pit.a.no medico Oddi {ospedale ncon.a) ope·rò J.a sutnl"a dei monconi con filo d'argento .: guarigione per primam; nel 3° tratta ·a.si di frat. tura esposta. d eU ,olecra.no sinistro , il tenente oolon.n ello medico Ge· rundo (Ospedale Ro·ma.) ampliò· la ferita r-egolarizzò i frammenti e pratico la sutura meta.Hica.. con filo d'argento e eol tra.p ano del Oollin. l ebbe perfe·t ta guarigione della frattnr.a, ma parziale. anchilosi per artrite. purnlenta dovuta all"infezione. del corpo feritore. Sono quindi riportate 12 ridnzion1 incruente di lussazioni: llns.· sazione· ed 1 sub-1 ussazione sc.a.p olo·omerale anteriore.; di q neste un.a fu ridotta. col metodo del ooher ; 5 sottoeoracoidee deU'omero: 3 di ·e s:e vennero ridotte col metodo di Kooher ·e 2 col processo di La.motbe; 3 luseazioni posteriori de.I gomito. Sono segnate S resezioni dell'.arto superiore : d eH e quali una d.ell clavicola sinistra da os·t eomielite specìfi.c a e eguita dal tenen.te colon.· nello medico Bonomo eon esito di gllarigione. Sono inol·t re regi ·. tra. te 2 disarticolazioni : delle qua H una sola rignardante le grandi articolazioni. Il ·t enent·e medico Al bano dell ospeda-le di Oaserta.. in nn. caso di osteo artrite gra.nulo·fungos& a.l polso sinis.t ro con diffusione secondaria alle ossa del meta.ca.rpo corrispondente, praticò la di .a.rticolazion.e· omero cubitale ool m.etodo circolare~ Si ebbe, ]a guarigione per prima della, ferita. opera.t i va ma dopo q u&t'tro me i dall intervent.o l'ìnferlllo mor1. pe:r tu.b ercolosi polmona.re. Co. i pure per l'arto superiore furono praticate solt:a nto du·e ampu· t&zioni di •. econdaria importanza.
DELLE OPBRAZIONl CDI U'RGlOHE, BCfJ.
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Operazioni sugli art:l Inferiori ..
Sono se.g nate 18 riduzioni incrnente dì fr.atture: l del femore. destro al 3° m.edio: ridnzìone e ·c ontenzione per e tensìon.e e eontro esten~ Bion-e · guarigione con eaJlo ben oonsoHdato senza accorciamento (oa·pi ta.no· medico Saggini,. ospedale Bologna)· della. tibia. e del perone, 4 della sola tibia., 2 del perone,. e 2· del secondo meta.tarso. Guarigione in tutti i oasi senza. deformita. In S ea.s i è indicata. Pa.pplicaz.ione di un apparecchio immobiliz!Zante. all' ennequin: in un caso di frattura. compos:ta della. ga.m ba. sinistra la riduzione. deUa. fra.ttur& ·venne praticata p~·vie. rachistovain:izzazìone, la quale, se toglie il dolore, -non abolisce se. non ìndirettamente la contra:z ione dei mu coli. Seguono 7 riduzìoni ·crueu te .di fratture : 1 del fe.more obliqua, 5 della rotnla., di cui 4 esposte e 2 n.on esposte, ed l della 2 ~ falange del 2• dito. Nella frattura deUa rotula fu eseguita. PaP.plicazione di un apparecchio immobiliz.za:nte pre~ia disinfezion.e e sutura: in H oasi fu praticato il ce·r ehiamento dei due frammenti rotulei. È quindi riportata l riduzione incruenta di lnssazione dell'alluce de tro c.on esito di guarigione. Sono segnate 3 resezioni :. l parziale della cre·s ta iliac!:\ d.a. carie dell'o.s:so eou ascesso del bacino,. con risnlta·t.o favorevole (ca.pit&no m.e · dico La.nza,. ospeda.'Je Novara); 1 del . gran trocantere col taglio alla Lang·e nbeck da earie dell'osso oon s·e ni fistolosi multipli, ,con esito di guarigione ed in·tegriLà funzionale. dell'arto {eapitano medico Castellano, oepeda.le Bari); infine l res·e zione deHa 'testa del femore sinis:~ro col processo Ollier modifi·c ato da onomo in un caso dl coxite con esitQ favorevole (tenente colonnello medico Bonomo, ospedale Firenze). ono inoltre registra. te 5 disarticolazioni, t n t te delle ossa. del piede: 2 del primo meta.t a.rso col metodo a raeche.tta. per osteo-sinovite fungosa, e 3 del secondo dito del piede~ la prima per osteo-artrite ·t ubercolare, e le al tre due per dita a .m artello, tutte con esito di guarigione. Per l~a.rto inferiore fnron praticate 4 amputazioni: l opracondiloidea della.. coscia ool metodo osfieo plastico del Gritt i in un c;a.so di canerena umida della gam.ba destra in seguito a legatura. delllarteria femorale p·e r a.ne.u risma.. Gllarigioue. pe:r ptima: (maggiore medico Carta 1 ospedale Torino) ; 2 amputazioni della gamba al t·erzo medio, la prima per carie tuberco]are del tarso e meta.ta:rso sinistro {maagiore m·edico Per~go, O:Spedale Milano) ~ la seconda per cancrena secc·a del pi,ed e d·e stro (maggiore medico, Sa.ndretti, ospedale Alessandria l. Finalmente è segna.t a un'a.m puta.zione della. gamba al luogo di ele.zione ·n un caso di
6 4 osteomielite tubereolare del piede destro, eseguita dal maggiore medioo P·e rego {ospedale ilano)A Tut.t e e t.r e queste ampu·t a·z ioni fll.rono eseguite col metodo -circolare, e con esito di guarigione .. •".!
Ope:razi:oni;per flemmoni: ·ed ascessi. 1. Flemwtofli. ~ ono ri porta.t e 42 operazioni per :flemmoni: dei quali 3 alla fregione faciale, 4 alla cervicale, 4 alle regioni toraciO& e addominale, 20 agli a.;r ti superiori ·e d 11 agli inferiorì Dei tre casi di flemm.on1 faciali, uno ebbe lesito letale per pl.eroia.1. 6 giorni dopo l'operazione, ma. pur tr-o ppo manca qualsiasi indicazione in proposito. Fra. i flemmoni cervicali degno di nota ·è un flemmone settico pro.. fondo della guaina dei grossi vasi del collo ed in.:filtrazione del med1a. . :s tino, d'origine dentale. Fu praticata un''i ncisione al 3° ìnferiore ·del ·collo fì.no al fascio vascolo·venoso1 con esito di pus liquido, nerastr-o, fetidissimo. L& guarigione .s i ebbe p~r graunlazioni, dopo 2 m ì e piu di degenza. all'ospedale . Operatore maggiore medico Calegari, {ospedale Milano). Dei flemm.oni_. dell'addome accenn.e,remo ad nn caso di flemmone iliaco profondo sinistro.. i pratìcò la incisione iliaca e quindi sutura a .s tra ti dei due terzi estern.i d eli ''incisione, con drenaggio alla Miknlicz n·el terzo interno. Guarigione (operatore maggior-e medico Galli,. ospedale I ..ivo1no).. De1 :ftemmoni aglì arti, 20 interes .·avano l arto superiore ed l l Parto inferiore.. Fra quelli all arto superiore 16 erano localizza·t i aUa ma.no,, 2 alla ambraccio, 1 al gomito ed l al bra.cc~io e fra i flemmoni del~ l'arto inferiore 6 erano localìzzàti al piede., 4 alla gamba ed l aHa coscia. Tranne per 3 rimasti in cura è segnato per tn.t ti i casi esito di guarigione ma senza alcun cenno ai postumi rimastì riguardo alla. funzionalità: il che sare-bbe pure as.sai utile a. conoscersi.
·2. Asce..si -Furono praticate 75 operazioni per ascesso· di que· i 15 avevano ·ade alla re ··on fa.ciale 3 alla cervioa.le, 16 alla regione toracica. e addominale, 23 alla peria.nale, 7 agli arti superiori ed ll agli inferiori. Fra gli asces i del primo gruppo 9 erano stati prodotti da perioti e alveolo-dentaria: 14 guarì ~ ioni, ed l esito non indicato. Fra gli asces · i deHa region - cervicale. notevole un asce· - o cong-etizio ·]la nll: a ed alla faring cla carie delle vertebre O·ervicali 8 u:ot.amento ·el va to a c so m.e iante a pirazione: iniezione di gli erina io o~· f rm.i a. mmobili~zazione del ·collo e della testa oon apparecchio ges ato .
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(maggiore m.e dico Oa.legari. ospedale Milano). St ottenne l& guarigione, ma l'individuo venne riformato. Degli ascessi alla. regione toracica-addominale; 5 intere.ssarono la regione costale., a la dorsale, 4la. lombo-sa.crale, a la fossa iliaca, l la regione perineale. Notevole un ·Caso di -vasto ascesso alla :fossa Hiaca sinistr& da probabile osteite del labbro a:nteriore della cresta in vicinanza dell'articolazione sacro-iliaca.. Dopo 6 mesi rìma.nev.a tutto~a in cura.. Operatore maggiore medico Pera:ssi, ospedale Caserta. Seguono l H ascessì alla. region.e perianale, e 4 ìnteressanti il cavo· isohio-rettale. Sono seguate 22 guarigioni: in un caso l'esito non è indicato. Per un vasto asc.esso perianale con seno fistoloso il capitano medico Sa.ggini (osp·edale Bologna) fece l'asportazione com.ple.ta. della cavita ascessuale e del tragitto :fistolo o e. quindi la sutura... L'operatore nota che si o·htenne la guarigione per ·2•· ìnten.zione,. ma che la sutura tornò di vantaggio per tene.r e ravvicinati i margini della vasta ferita. De.gli ascessi aU'arto superiore, 2 interessa.v ano il cavo a-scellare, 2 H b~aeoio,. l il gc0mito l l avam brac.cio, l la mano. Notevole un vasto as;ces.so metasta.t ieo alla regione ìnfero-posterio e del braccio sinistro. Apertura e· raschiamento della. cavità: alla 1a. medioazione della :fe;r ita pervia, dopo 7 giorni cruenta ti leggermente i bordi, si pra.tioò la sutura.; dopo altri 9 giornì levati ì pnnti, la ferìta era completamente ·c icatrizzata.. Operatore: ·CB pìta.no medico Saggini,. ospedale Bologna. Degli ascessi all'arto inferiore B erano localizzati alla regione glutea, 8 al ginocchio., l alla gamba e 4 al piede. Notevole una pustola carbonchiosa a.Ua natica d·e stra, resa irriconoscibile da nn pronunziato cercine edematoso,. formatosi durante 6 giorni di non modifìcat.a evoluzione. Si praticò una l unga. incisione seguita. da c.a.ustica zione. La. morte sopra venne dopo 34 ore con sintomi di nefrite emorragica e di rapido e. progressivo colla so. 7. ~ Asportazione d1 tumor•.
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ono riporta.t e per ordine .a lfabetico 15 a.sporta.z ioni di tumori . ·e cioè 2 ateromì, uno &Ila. regione ingnin.ale, l'altro alla sopraclavicolare; l cheloide al polpaccio· 2 cisti dermoidi,. la prima alla guancia, la se~ conda alla. regione .sot tomascellare; l encondroma in corris pond·e.nza. d.·e llo metatarso asportato con sgorbi a ; l epitelioma. al labbro inferi ore asportato m.e d i ante incisione a. V ; l epulide, con guarìgione per p·r in~a.n~ .in tutti. Seguono 12 e cisioui d i fì bromi : dei quali l .a veva B·ede &l p!alato molle, l sila nuca, 1 alla mammella destra, 2 alla regione
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RENDICO~TO
TATI TIOO
dorso-lombare (di que. ti un fibro-lipoma), 1 alla natica, 2 alla ooseia, 1 al ginocchio, e 4 alla ga.·m ba (di cui 1 fi broli poma della grandezza di una testa di 'feto .ed l fibroma manifestatosi i:n seguito ad organizza· zione di prodotti flogistici formatisi per la presenza di una grossa spina rimasta in sito ·", .a.nni) e 14 asporta..z ionì di li pomi dei quali a.lcunì abbastanza voluminosi: per 13 è segnato esito di guarigione. Da ultim.o è riportata. l'as.portazione d'un ·a.rcoma alveolare del masceUa.re. inferiore, eseguita d&l capitano medico Pettinelli (osp . dale Alessandria); l'asportazione fn segttita. dallo scalpellamento delle parti a.m malate e dalla. cauterizzazione col Paquelin. La morte a·v venne 2 me ì dopo l'intervento chirurgico.
·.
Estra.zlone di corpi estranei.
18. -
ono riportate in q ue to · ro p; o l estra.z ioni di corpi estranei, la pre·senza dei quali per la. maggior pa.rt.e fu diagno -·tiea.ta colla radio . grafia . .Di questi .5 erano rappresentati da proìettili di rivoltella .. Il tenent colonnello medico Cametti (ospedale. Ale·s _andria) ne estras .e uno al 4° sp&zio in t·e rm tacarpeo de tro · il maggiore meài:co P·erego· (ospedale :Milano,, ne a portò un altro alla faoeia a.n teriore dell'avambra eio sinist.ro ·; ·1 maggiore medico Pera. i (osped.a.le Oaserta) pra.t ·co l ''e strazione alla fa,c cia. posteriore del condilo int·e rno del femore, operando nel triangolo fe1norale per la legatura deUa. poplitea: il pro· iettUe del calibro di millimetrì 9, non deform.a:to, era.. incist.a to da un involucro perlaceo resiste.ntis imo e la sua ri erca e:ra ;sfuggita. 4 anni prima a.i ripet~1 ti esami praticati all'ospedale dei Pellegrini di .apoli. Il ·ma.g · i ore .mo ico alinari (o-pedale Napoli) e trasse un proiet·· tile di rivoltella al margine esterno della rotula sinistra,. infine il c.a. .. pita.n.o m dico Oddi (ospedale A.neona) estra se un proietti le (calibro 12) dal caloagno de. ·t ro,. al d · otto della guaina dei peronieri. Guarigione per pritna in tutti e cìnq u i casi. guono 2 e tra.zi nidi a.Hini di piombo, dì cui una eseguita d&! ten:e n t colonnello medico Ca.vic.chia (ospedale Perugia) al ginocchio de:s ro con asportazione di 1 veccioni. Il maggiore m.edi~o Pera. si e. tras ,e, mediante ure·trotom.ia e tema, dall~uretra. bulbo a. la metà di una forcella da. donna incistata da irea 5, anni: guarigione compi ta per gran.u lazioni. Il tenente olonn llo medico Gerundo (o pedale Roma) praticò l'a~ • portazione di una lam. Ila di ferro quadrangolare alla regione do ·. al& dell,avambra.ccio inistro e i un. re i uo di .tttur& metallica a.] • ~ in· feti ore della tibia i o i ra. ·'··uarigione per prima. 1
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DELLE OPERAZIOJU ORmUROIOH'E , EOC.
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Sono inoltre riportate 2 estrazioni dì c,orpi estranei dall'occhio; l;nno dalla sclerotica sinistra. nel quadrante inferiore in prossimità della eor.nea (maggiore medico Galli, ospedale Livorno), l'altra dalla corne·a destra (tene-nte medico Zaffiro, ospedale Venezia), con esito di guarigione: b.n'estrazion.e di un ago dalla.t o volare d.el carpo dest.r o tra il piramidale e il pisiforme maggiore m·edico Calega.ri, ospedale Milano), ed asporta.. zioni di pezzetti di vetro e fuscello di leg·no e .a ltri c.orpi .e stranei. 19. -
Operazion.l varre.
In quest;ultimo gruppo sono comprese 118 operazioni di seconda.r ia importanza.t fra cui asportazioni di unghie incarnate, svn:ota.menti di ematomi, incisioni di seni fistolosi, operazioni di patereeci, eoc ..
**• Oome ebbi di già a preme~tere la ma.ncan.za dì dati sufficienti ha fatto sì che qn,e sto rendiconto,. più ancor.& che una semplice ·e spo izione di atti opera.t ivi, oom·e dissi, sia risultato qua i un nudo elenco.. Occorrerebbe per tanto a ciò evìtare, non sarà inn.ti},e. il ripeterlo, che fosse neHe tabelle· nominative per lo meno stabilita: 1° la. diagnosi esatta d·ella. malattia o la enti t a delle I··sioni o ferite, accennand.o .a i car.a.t teri principali che possono avere indotto in modo speciale all'atto ope.. rativo;, 2~ fosse quindi precisato di questo il metodo ed il processo e quelle modifi:c azioni .ahe possono essere state nchieste d.a cìrcostanze speciali,, e gli accidenti che possono essere, occorsi durante. il medesimo; soinfine ·c he l, esito non fosse segnato soltanto con un'indicaz-ione som~ maria di guarigione o dì morte, ma, oltrechè apporre la. ìndioazione principa.Ie, cioè se la guarigione ebbe luogo per prima o per seconda intenzione, fosse accennato anche al decor,so post-ope.ra.torio, qualora questo non sia. stato perfettamente rfi"golare., e non meno ai reliquatì circa. l& funzìon.a lità delle parti, che furono sede dell'intervento chirurgico. E nei oasi più importanti e più in teressa.n ti non si dovrebbe ma:i omettere d1 esporr·e nello spazio riserva.t o alle annotazioni tutto ciò che può valere a. meglio illustrare il caso, percbè dalla tabella ne esca propn.o ohia.ra e· dimost.r ativa la. opportunità d.ell'at · o opera:t ivo ese.. guito e il beneficio ·o he se ne è ricavato.
Ponendo cosi maggiore diligenza nella relazione di que te tabelle nominative, io sono certo che l'opera. chirurgrca degh ufficiah m·e dici potrà essere anche maggiormente apprezzata,, e i rendiconti ;s ta tistìci potranno realmente essere l'espressione,, anche. per chi non appartiene al oorpo, del progresso immenso he si è fatto est fa ogni giorno più, &n:che in. questo campo della chirurgia, dai nostri ufficiali, a· quali mi è. grato nel chiudere questo rendiconto di tributare il meritato elogio.
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a) di
plastica.
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Tenenti. coloouelli medici: Buouomo S, Oerando. C&pltano medico ·• Gherardi. b) per elcatriei .
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1
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8
Teoente medico: Barile
c} per verruche . . . • Magg:lori edioi : Santoro, GaUi. T·e nente medico. Foce. 4) per eiaU ~ ebacee • • • • • • •. Tenenti colonnelli medici: calda:ra, Gerundo. Maggiori medloi .: Calegari 5. San toro S, Ber-uueoi s. GaUi 2, SaUnari S~ Abbate, Citanna, Giani, Belavo~ Pa.gUu.zzl, BelUa. Capitani mediei: .A menh 4 Coda 2. Trovaoelll; aggJni olumba 'Ma.asari, Castagoone, Gherardi Teneotl medi el: Gazza 3 Zalftro 2., BarUe P. Soprano, r ·oce, Criscione. Sottolenenti medici : Pugazzotto 2, Trombacoo. 2
0P:&IlAZl0 J
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OSSA
al aeqnestrotomi.e .
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• .
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Maggiore medioo: Perego.
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b) altre operazion.i (a1portazione di e oatoal:) Tenente colonnello medico: Gerundo. Ma giori m · dici: Cs.legarf,. Santoro.
4
4 -
2
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Capitano medu::o: Ton ietti. 8
0PBRAZION.[ SUt.LR AR'flCOL ZIONI
a) artrotomie. • . • . . . . . Maggiori medici: Galli Peraasi
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Da ripo.r .t artt .
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69
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669
DE'L LE OPBR,AZIONl OHlRUB.G IOBB, E:OO
Ripot•to • . 6) J·aracent.esl :a rtleolal'i .. • • TeneoU eoloonelU medici : Carbone Boonomo,.
64 S5
Geruodo Il t Cavicchia., Tallarlco 2. Maggiori medici! Bernueci l O, Rina.ldl, Caleg&.ri 6. Capitani medici : Ghera.. df,. VirgiU. 4 0PBBAZIONI
Ul TENDiNI K IIDSCOU
a) teoorrafle •
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10
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14
14
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2
2
2
2,
Maggiori medici : Sandt-etti 2, Carta 2, Gian i, Bernu·ooi, P·er.asei:• Calegad. Tenenti medici• Bedei, Albano. b) e~:tfrpaziont di gangli.
. • • .
Tenenti colonn·elli medici: Gerundo· S, viccbi.
ca~
Mag.g iorl medici : Ga111 3 Bernucoi, GrotU, l)
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Calegarf. Cap1tani medi.c f: ·T on letti Oddt, PaoUof, Gbe,.. rardi. c) per te:no·e inovltl • . • • . Maggiore medico: Galli 2. d} per ern1.e muscolari • • • MaggJore m.e dieo: Carta. Ca.p ltano m ed.i co; De Sarlo.
l
~ \ CJii'P.BR..\ZIOI'U SULLE CldT'.E SINOV.lALJ ED IGROMI.
•) per cisti sferoae • • • . • .. • .• • Tene,n U colonneUi med·i ei: Carbonet Buonomo.• ldaggJorJ med1el: Calegari,. Gam . bJ per borsiti . • . • • • . f!'. . . . Ten.ent.e colonn·eHo medico : Gerundo. Maggiori m·e diei: Gianl; Calegar.l. Capitani medici: L'iontl 2, A manta. c) pe:r igromi. • . . . • .. . • ~ Te:nente, colonnello medico : Buon.omo 2. Maggfor'i medici ·• Bernucef, Cale:g arl.
Capitano med:ico: Oddi. Tenenti. medici: Gazza 2, Zaffiro. Da t"iportarsi
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RENDICONTO STATI 'TICO
OPERAZIONI Bb OPERATORI
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0PB1UZIO I SUL $1STBMA OI,.A.NDOL&BB Ll· _FA;TICO
a) a.sportaz.lone di gla.n.d ole Unfatiche nella regione
cervi·aale
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17
Teneati. eolonneU! medici: De a.lco, Buonomo, Oerundo 2. Maggiori medici: .San toro s, Galli 2, Calore, Sandretti Calegari 5. Capitani medici: Pettine Ili 4, Trovanelli 2, Lan1a 2 Sagrrln.i., Amenta. T·e nenti medjei: Balestra 2, L.a pponl. Sottoteoente medico: BartuecJ. 6) asportaaione di glandole Untattohe nella. ~ione ucellare. • • . . . . . . • . . . • .
l
Maggiori medici : Calore, Santoro 6, Galli 4, Calega.rj. Capitani medici: Lanza 2, Oli•ari, Pellerlnot De Sarlo,. Tonlettlt Coda, GherardJ. Te.neoti m.e dicf : Lapponi D, Fr'lgieri, BedeJ, 'Za.fftro. Sottotenente med.ico : Bartucel.
c) aaportazlone di glando1e Uufatiche nella regione aotto-mucellare . • . • • . • • •. • . Maggiori medici: Galli s. Cartat Loscb.l, Santo·ro, Gi.a ni, Tommaaioa, Calegart 2. Capitani. medici: Ghe~~ardi, !S ag. ~ Di Tenenti medici.: Zaffiro 2.,. Montanari, Lapponi, C'ampeggianl.
d) asportazione di glandole Unfatlnbe nella..regione lnguino -crurale l) adenopat.le ldi,o patiobe . . , • • . • •
1641 142
14
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Tene·o·ti colonnelli medici: Carbon.e 4, Oiuftrredl '1, Bu.ouomo S, ca dcchra, Preuacoo, Tall&rioo. Oerundo 5. lilaggiori medici: Santoro 29, Galli 10t Bern:ucci 5, Carta B, BeUia 5, Rfcberl S Ca'legar.l 6, Saodretti, Rinald i 2, Tommaelna, 2, Giani, De Logu, AUoatti, Ro1s1, igllatdi, P:emssi, calore,, De igilUs.
DG riporl•rJi . . .
98!1 353
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DELL. OP RAZIO I CHIRUBGIOHE,
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OPERAZIONI BD OPERATORI
882. 859
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12
126
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a) per aogiomt • • . • • . Tenente colonnello m.edtco: Buonomo. Maggiori medici: Tavazzanì, Calegari. Tenente medico: Criso.ioni.
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lt) opera.1ioni 111Ue veoe.
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Riporto
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Capitani medici : Sa.ggini 9, Amenta 6, FerJ'abioo S, De arlo 4, Lanza 4, Volpe, Tonietti S Trovanelli 4, Colomba ~. Anz:à, Olivari, Ca&.ro Uariani, LlontJ VasUicò, Grippo, Benfncasa, Amato, Pennetta. Tenenti mediet: Zaftlro 5, La.ppoai 8, Trombaeoo 2~ Ugolini, De Betardinia,. Campeg.. glan·l, Sordi, Fooe. padaro .De Marzo. Sottotenenti .m edici: Tauro, Formfggi.ni, Tezzi, ' Bartucci, MancioelJI.
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2) adenopatie vener e . .
.
• • .
.
.
.
•
Tenente colonnello medico~ Cavicchia 25. Maggiori medici : Santoro 3 Tomm sl.na Sr VlgUardl 2, Glani 2,. Nieddu. Capttanl medici : Rh a U. 16, De Sarlo 7, Mariani S, Sagglnt 4, Tlre11i 3, GìmeJU, Columba, Pellerioo, Forest4 Gb.erardl 4, Volpe 2, TlreUi. Tenenti medici : Falebt 4, MagaHi 5 S. imeoui 4Spadaro 8, Zatlliro 2, Tam, Montanari. Sottotenenti medici : Tau:ro .15 Camerano 6, Di Grottole 2; Bertellf, Fabrizi., Rongotti. e) aaportazlone di glaud-ole U-nl\tiche io. altre· ·regioni (region.e epitrocleare) • • • . . Tenente, colonnello medieo : Ta:Uarico.
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"'J ' 0PllRAZlONI BUI VASI SANGtJIG l .t
. . • . . .
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Tenenti colonnelli m.edlci.: .De Falco, ~uonomo, tl8g:giori medici : Galli S, Carta 5. Celegari 2, · Capitani medici: Oddi S; Ferratbine. Teoente medico : Za.mro 2. D• ripOI'Iarli
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D.IOONTO STATISTICO
PERAZIONI RD OPIRATOR(
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OPERAZIONI
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UL CRA.NlO RD BNCR:FALO
.a) craniectomle .
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4
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Tenenti co·l onnelli medici : Bu.onomo 2, Barbatelli. Maggior~ medico : V Jglia.n:U. 9 0P&fUZIONI SULLA BJJO[ON& PACIALE
.&. Operazioni sugli oecbi a) per (';feti
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•
T'e oente colonuello medico : Pressaeoo. Maggiori medi.ci : SaUnari 4, Pa Uuni 2:, Morino, Rlu.aldL Capitani m.edi.ei: Oddi 2, De Sarlo. Tenenti medie.i : Barile G, Te~enzio, Za.m.ro.
b) per d.acriooiatlt~ . . . . . . . • • • . MaggiorA: medi.co: Rinaldi. apitano .m edico: PelJerino. Sottotenenta medico: Gl.unta. c) dt: caht.zio . .• . . • • • . • • . . • . Tenente colonnello medico: De Falco S. Maggiori medici.: Berno.ooi 'i , ·o rino 6~ Santucei 2 , OaJii 2 Oando18. Vi Uardj, Loschi, Cale _ad Oiani, Paglin.zzi. Capitani. medici. : Oddi 2, Trova.nell:i 2, VirgfU Amenta, De Sarlo, Lana, Penerino. Tene ti medici: argara, er:scione, CMeUa, Cotugno. à) per pterigio . . • • . . Tenenti colonnelli. mP.dtci : Bnonomo 2, Cametti De Falco. faggi ori. m.ediei : a.ntucci 4, Galli, Morino, Sg,J in ari, Be llia. Capitani medici: Trova.neU[ ·s PetUneUt, A· menta, PelJermo. T·e oente m.edi.co : Bar.Ue F. e) aulla cornea • . . • . . • • Tenente colonnello tnedieo : De Falco 2. 'T enenti medici: Casella, Ba:rile F.
Da riport.a.rli
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DELLE OPERAZIONI
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f) irfdotomie.
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Maggiore medico; Mor 'no.
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g) operazfon.i per cataratta.. Capitano medico~ farri. A) e. entera.tio
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Tenen.t e colonnello medico: De Falco.
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i) enueleazion.e .
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Maggiori m.e dici: Pronotto,. Loaebl. l) al tre operazioni (sulla congiunti va e suna palpebra)
-
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Tenente colonnello medico : De Falco. Maggiore medico: Santucci. Capitano medico: De arlo.
B. OPKR.A.ZIONI
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a) asportazione di polipi nasali . 1'ene:n.te colonne no m dico: Gerundo. M giori medici; Gandolfo Citanna, Nieddu, a:linari, Santucci. Capitano medico: Amenta. ~)
altre operazioni (vegetadonl a-denoide~ nelrinofaringe, frattura del vomere, etc.). . Tene.n te· eolonneUo medJeo: De Falco 4. Ma giori medici: Oa.lli, Saotueci, Carta. Capitano medico: Toni tti 2.
0 . OPERA ZJONI SULL ORB CHIO a) per tumori al padiglione dell'orecchio.
Tenenti colonnelli medici: Ger'tlndo, TaUarico. faggi.o ri medici! Calega:rj, Pereg'o, Sandretti. Capitani medici: Grip O; Lanza. ~) per polipi e ascessi ~t.l condotto uditivo • Tenente co·Jonnello medico: De F.alco 2. Ma.gglore 'Medico: San toro. Capitalli medici : Pf rgh:mni ~ De Sarlo. Tendnte medico : C.ampeggia·ni.
u - Giot·nal d' mtdidna mUita.f' • -
Fase. IX.
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c) l) per mast<>ldJti. (taglio alla Wllde) •
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Tenen.t e colonnello medico: Buonomo .2. Mag.g iori medi·of; GalH 2, Santuooi 2, Gfani Tavazzanl. Capitani medh~i: Borruao, TonletU, Saggini. Tenente medico·: Cotugoo 9. 2) per maatoiditi (t!'apauazione della maetoide}.
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Tenente colonnello medico: Buonomo~ Mag·_ iorf m,ediei: Carta 9, Santu cci ·s, Giani, Calegari.
D. !J.TRB tPEJU 'ZlCNI ULL.t. BBGIONR F.lClALB 11) fra.ttura delle ossa. Tenente colonnello medico: Gerundo. ag.g iori medici: Giani, Peraaai . .Capitano medico: Lìonti 2. IJ) "farae
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Tenente colonnello medico: CavicchJa. M giore medico: Tavazzan1. Tenenti medici: Gaz.za Foce. 10 ,i ÙPBRAZJONI SULLA COLONNA V:KRTEBHA.L
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a) ~a chiamento d.i apofi.s'i • . C.pitauo med ico .: Volpe. b) varie
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Maggiore medico: 'Pera s·. Il
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a) asportazione di tonsille . •
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Tenenti coJonnelJi medici. Gerundo '7, Buon rno 3, Ta.Uarieo, arbone. Maggiori medici: Bernucci lO, GalJi 6, Gan· doJfi 3, Santoro 4 , antucci 2, Pagliuz~i 2 otia ~, Pronotto, Loschi, Gelmetti, · ofelise. a.ndretV . CapitaDi medici . Grippo ·2, Gurgo 2 Vasllicò 2 i Tonie ti.t De rlo., mati, Amenta. ' Tenen ti medici: Albano 2, Bedei , Zaffiro, Gazza.
oetran ì. Da ripor.ta,.si
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a) Toraceotisi .
. . • . . . . Maggiori medici: Ma.ggetta 2, VI -Uardi 2, Sotia. Tenenti medici: CaUendo, Tam.
b) l) toraootomie interoostaU.
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Tene te eolonoeno medico : Pressa..ooo. Maggiori medici: andretti, Giani. Capitano medico: Verdura. 2) id. re:troooatali. • . . . . . • • • Maggjori medici: aUnari, BeJUa., Qarta, Ber~ nucci,. Calore, Calegari, a.nd~tti . Galli. Ten.enti mediei :. Zaffiro Ferra.bino·.
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c) operazioni sol pericardio. Capitano medico : Oddi. à) altre operazioni (fratture di cottole eto.). 'J.'enente colonnello medico: D' .Ajello. Maggiori med·iei : Perasai 2, Carta. Ccapita:no medico : Oddi.
13
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IJ) tra.c heotomie . • . . . . Tenente colonnello medieo : Carbone. Maggiore medico: Rossi. c) altre operasioni al collo (cisti del collo) . • Maggiori med·ici : SaUnar1 2, Ca.rta Galegari. Capitanì medici : A menta 2, Amatt. Te·o ente med·i co: La.pponi. Sottotenente .m edico: .Bartuool. 12
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'ferite non penetranti. aggiori medl.o i:
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O per perltonite tuber·c o1are. • • . • . . • Capita.n i xn d.ici: Di Gi.acomo, Lanza, Sagginl.
D per "t:Tezioni e lesioni del tnbo· inteatinaJe. ' a) per appendic'te. Tene: te eolonn.eHo med ico: Buonomo. Ma gìori medici: Calega.ri, Bernucei, arta 2t Rì.zzo . Capita i m dic'l: a in i Od di. , b) 1} ernle in . uina U unilaterali .
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'T eoe.n tl ooJonn l li medici! erundo 29: Gtuf:. · fr di eatdara 6,. Cavicet ia. 4; Cametti 2, Ba·r ba l U 2 al ore 9., arino '7. Ri.z"Zo S., Pr aeco,. 3;t B o·nomo G TaUar.lco . Maggiori medici : ar n 20 al {l rl 25, antoro 9' B·e rn ucci S Loacb i i, Pimpin Ili 5, r t i 3, 5;an ucci. 2, Boccia ·2., \ ieedomi nf, orA'o, Ga.n d lA Pronotto, cron , Bellia 9, Hn r i 24, P ra si 1 , 'antJ ..etti 5, allt 10 Tommasi na St Ta azza n i 2, alore 2, Mari n f, Soti ·' Giani Perego, P gliuzzi. Capitani medici : i iaco.mo 19, agginf l Gher rdi 5, olp 3, Uooti 10 Ame:nta '7, Oddi Il · erdur 6 TrovaoeUf l l, La.nza 5, Amati 2, ·tcei 3 D Serio 2. Foresti 2~ Rivn., 2, Ci min o 2, irgllf. PaoH ni, ~ altelJano . V 1::ili·C ca ~ ti Hola, BaHiano 2, Torchio, Coda, errabino. T·en·e nti me · i i: Z·a:tlìro 4· Simula 2 Barne C. 2 BnceJante. urdi. ottoten n te m dico . Rom bt 2) ernie 1n uin.a.J i bilatel"~U. .
Tenente colonnello medico·: Gi.uffredi. Ma giori mfdiei; 'al"t 4 Calegari 3, Sali· nari 2, Bellia , Galli, Tomma lna. Gapitani medici~ Liontì Amenta, Trovanelr 8, Saggi n l. S) ernie
rurali .
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ag,gfore medico: Cadno. Capitani mediel: Oddi, Loschi.
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Maggiori medici : Calegari Carta.
B ÙPBBAZIONI SUL RETTO a) per prolasso del retto . Te.n ente colonnello medico: B.uonomo. b) per fistole anali.
31
l) incisione col bistori
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2 -
Tenenti coJooneu· medici: Gerundo S, Buo-
nom,o 2, caldara, Tallarioo. Ma glori medici: .Bernucei 2, autoro 2, an· tucci, Soti 2, Sand retti 3, Galli 3, Pagliuzzi, Perego, a]e.gari, P ras i , Giani Grotti. Capi.t ani medici.~ PeUérmo 3, Lanza 2, Ricci, T on ietti. Tenenti medici: Gaz1a 2, Surdi 2. 2} inciel one col b.istori
19
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TeneDte colonnello medico~ Oeruud.o S. M ggiori medici : alinari 7, Cale.g ari 2
Lionti S Capitani .m ·e dici: Sag ini,. OddJ, De
ar!o
T·e.oe.n te medico: Cotronei.
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Mag~ iore
rneùic : aJer.. ari. Capitano medico: Tro·v an Hi.
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Z) per c.isti .
la giure. medico : Pe'rae i.
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0PBRAZ10NJ SU t RR!Sl .
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.efrotomie . Jdag iore medico:
arta. Da ripol'larfi, .
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OPERAZIONI PBB B:MOBROlDI .
l) as.porlazioDe co-lla ltlgatura. . . ,l 'T·e neotl co-lonnelli medici: :Bnonomo 2, Carbone Yag.g.iori. m.edicj .• GalU S Loeebf, Bernu.eoi. San toro,. Olani, C&legari,, Sag _:ini . Capitani m.edlei Ricci, .Le.n.za.
14
2) asportazione col lt!r.mocauterlo.
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Teu.enti ·COlonnelli medici:. Geruodo,. Buonomo, Pressaceo, Barbat-eJU. Maggiori medici : G-a lli 6~ Berouec.i 5, Carta 3,
Sautueei '2; SaUDarl, Calore So·tie, lnf'eUse, Categarl Sao&oro, PeraaRI. ·C apitani medi.e i: L&nza. 2, Saggiai :s,,Oddl S, L·lonti 8:, Ferrabino·, Vi.r g:ut. Riva. Teoenti medici : F'oc , GaftB:• l
A :S POllTAZIONI :DI RAGA.DI ANALI
Ten·e nte eoloDD·ello medico: ·G erundo. 'M agglorl medici : De aleo. Galli, Sandl'6tti Cale·p ri. Capitani medtcii : Ma•aar:f. Limati 3, Lanza De Sarlo~ TrovanelU.
K O :PBB.A'Z IONI SULL'APPARATO BBSSVALE. . • - 'aggfo·re medico: Santom· 2. Sotto~eoent.~ m.ed ieo : camerano J. b) operazioni per ft.mosi . • • Tenenti colonnelli medici ! Garbo·o e 2,. R izzo-,
a)- per b~lano-poatfte.
_\ 130 13
Buooomo.
M&gg:iori m.edi-oi: Ta.vuzani l l . Bernucci '1, San\01'0 5, ·. Unari 5-. GiaDi. 8, P.a gli uzzi S, Galli l, Ca1ore R lnaldJ Gehne t tl, arini 4 Cale · ri 5. Citan·oa 2, Loaobi 2, De igiUia 2, Sotf~a, R~.asi .
Capita:oi medic·i ·~ La.nz-a S, Oddi i, .P ettineJU 2,, Vfoei 3, Negro 3
L·l.o nti 2
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Virgili 2., Tro•anefli s. Am.atJ 2, Volpe, Zan.n ·n ttiol, Sag.g ini, Masaari, ThelU, Gberardf, Soprano, Simeoni, De Sarl.o·. Riva U. 1. Tenenti medici: Maga.lli 9; Balestra 2, Zaftlro S, Gana 81 Casella, Albano, Ferrari. Sottotenenti m.e dici: Tauro S, Di Grottole, Camerano 5. e) rea\rlngimen.U uretrali. l) dilatazione graduale
4 -
M·a ggiore medi.c o: Cale1garì.
Capitano medico : Odd:l. »} ur·e trotomfe eeterne.
.
• .
4
Tenente colonnello medico: Buonomo. Maggiori medici: Ca.legarl, De Falco. Capitano medico : Od.di . 3) uretrotomie fn.t eme.
.
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Tenente c.olo·o nello medico: Buonom.o. Tenente, medico : Zaffiro. d) operazioni varie sul pene • .
. . • • . Ma.ggfori medici: Santoro 2, Bellia, Galh, Santucci. Tenente med.ic.o: Balee,tra.
-
0PBB.A.ZIONI SVLLO SCROTO E TBSTICOLI 41,) 0PBRAZJONI PER VARICOCEUi:
•
•
•
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•
•
•
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Tenenti coloDnelU medici ; Gerundo 24, Buonomo 16, De Falco 9. Giutfredi 5. Cametti S, cavieehia 4, arbone 5- Scaldara 6, Barba· te li i 2 Tallarieo arino. Ma glori medici·· Ca.r ta 24 Calega.ri SO, Galli 12, Sotis '7t. Sa.ntoro 9, PimpioeUi 7, Bernucei SO Salinarl 16, Tavazzani. 13, LosebJ 8. Sandretti. 4.• Gurgo 3~ BeWa 4, Grotti 2, Abbate 2, Calore 4, Tommaaaina 4, Marini 2, Perego 2 De Logu, Citano~, Piergianni, Pronotto. ·
Da riporta,.,;
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680
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R·;porto • .
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oCa.pitanì mediai : Oddi 2 , Di Giacomo l L i.o nti 12 Amenta 16 · erdura ·4, L·anza. 14· Zannut tn.i 2 Volpe 5, Ricci S, Sag-p:i n~ 14 Ferrabi.Do 5, lrgì.U 3, oda 2, 'l .tigHo~a 4, De arlo 2t For ti 2t Va iU cò 3 , oprano ~:, G hera.rdj 2 Tonìett.ì.. ri ppo, Petti n Ui, Amati, Penn·e tta. Pellerino, 'astagoooe. Tenenti mediei: Gazza 13.,. Foce Ba1•He F. 2, J urd1 IJ, Za.dbo 17. Bu.cc.i ante 9~ Ba.rfl C. 4 Cal:i endo 2 B dei 2, Albano 2; R B ,..o ·ti
Creedmone,. ampe·g giani, l~ioren:z.a Ma.rga.:ra., Deian , Montan.ari. ottotenenti m dici: Pepe, De Murta n ·Albore.
b) OPERAZIO !I PER lDROCELl l ) idroc la eristico deHa vagjnaJe· d 1 te ticolo.
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Si
20
20
Tenenti colonnelH m dici : Rizzo S~ Carino ·2,
Gerundo 21 Cavicchia. D ~ .Falco, Bu · nomo.
Mag~fori me d ici~
a.f inari 4, .Beroucci 2 . Ta-
vaz;z:ani 2t •. antoro, Ga iU. B JJia, andretti, al fi'ar[ , Tomma. i na, hanua . Ca.pi ani medi i : Trov ,nelJi 2, SanO'fni Riva U. Peouetta Am·ent.a, Di Giae.omo. Tenenti medi i : Barile C. 2,, Za.ftl.ro 2, Bari le F. 9 ) idroc~la cistico d·el cordone aperwabco. Ten n ti colonneJH m dict: G rundo
aviccl ia. l
M.a g-12iori m . Hci : Ca.rta S _nl<>~ari 2, Tomma ~l a, ( linari T vazzani., Gal H .Lo eh,
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n rnuccf. Capit . n i m dicf ~ Lio·l· t i, Odd i,.TrovaneHi. Volpe Va ili ·ò AmaU. T e n ~n t m edico : Gazza. idroee.! e omuni -a n '
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Ten nte coi nn Il
m dic : G ·r ndo 2. M al' ·· ì0re medico: Pera si . Cn.pit .n i m di "'aue Ja no, Ric i~ Oddi Horru ·O. C) ORCH l EC'l'O Hl!: .
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Ten nte e.o!onn ll.o medico : Buonom·o. D·a ·r ip ortarsi
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681
DELL'E OPERAZIONI OHJB RGlOHE, ECO
Il 0PERAZ10 l ED OPER_A.TORl
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2021 1943
Riporto
3
Maggiori medici : Cal .ga.r.i , Sandretti, Pimpin.e li_. Capitani m.ediei; Lhmti 3, Ollerardi Bag ini Ferra bino, oda, · orruso. •, 'enen te medico ~ Zafftro. l
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UGLt ARTI SUPERlOlU.
A Fratture l) riduzione e cura incruenta . Maggi.ori medici: Peraasi, Citanna Rossi, GaUi. Capitani medici: Tro9anelli S, Gherardi, Su. in i. Ten.e nte medico:
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'ampeggiani. -
2) riduzione e· cura cruenta.
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Tenente colonnello medico : Gerundo. M'ag ·i ore medico: · alegari Capitani medici: Trovanelli, Oddi . B LuaRazloni.
l
12 '
l) riduzione e cura iocruenta
Tenente colònn.eno medico: Gerundo. Ma~giori medici: Sa:ntoro, Delogu, Citanna Ca.legari,. P ra si. ·C apitani medici: PettineUi, Colum.ba., Verdurat ddi Casap1.nta.
Sott-<>tenente med leo:
allett 2
O R:.e·s ezioni. 'l"enent-e colo·nne.Ho medlco ~ Buonomo.
Tenente m.edico: Criscion.e.
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24
D Disarticolazioni. . . Tenenti colonnel li medici:
Rizzo~
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2
erundo,
Carbone.
Ma noioti medici; Bernucei 2 alinari 2, gliuzzi 2,, · a1eooari, San dr t ti A bba.te. P ra. Pere o, arta., Lionti, Pimpin.lli . Capitani medici.: Odd), Columba, Casta.g none. 'T enenti medi.e i: Albano, Zaffiro, Ferrari.
Sottotenent.e m.e ico: B rtelli.
Da. rtportarli
20'19 1992
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"·· nazwnale ~ '
Bibbo•cr• '·
centrale . di Roma
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RE :DIOONTO STA TISTIOO
OPERAZION'I EP OPBIU'TORI
1 20,9 1992
Bt)orto am·p utazioni.
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Magg-iori medie i: Cal~rj, SaUnari. P Altre operazioni . . . • • • .
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Tenenti coJo·n neni medici: Gfntrredi, Gerondo 2 medico: Categarl. Tenenti medici . Calb.pe g·i ani 2. Snrdi.
MaggJ o~">e
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OP&IU. ZJONI SUGLI .A RT.I 1NPB.B.lORI.
A Ftatture l ) riduzione e cura. ineruenta . Tenente cotonneUo· medico! Gerundo Maggioir i medìet: Sandretti, antoro, Rosai, Rinaldi, P·eraesi, Gani S. Capitani medici : Ba.rgini Trovanelli Tenenti. m.ed.icJ.: Bedei, Fri.g ieri.
l
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2} riduzione e cura cruent-a.
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Tenen.t e co.l onneHo DJedieo: Buonomo. M agglori medici : .P erasai 3, San toro,. Galli. Capi.t ano medico: Saggini.
1
B Luss&lionl
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l) riduzione e cura inernen1ta. O Reaeztonf Tenente eo·1ouneHo med fco ~ Euonomo. Capitani medi.c.~ : Lanza, Castano. no. Diearticola·zioni .. • . . . • • • fa. giorl medie·i : alegarl,. Bantoro, Gianl Be~rn u~ci 2. • B Amputazioni . .. • . . •
Maggiori medici: Perego 2.
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Maggiore medico : Santoro
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a} l) flemmoni neUa region~e faciale . Maggiore medico : Galli 2 Capitano medico : Pennetta.
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Da riportarsi
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DELLE OPERAZIONI CHIRURGIGHB, ECC.
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Jd. negli. arti superiori . . • . . • Ma.gg1orl medi.c i : Galli 2, Santom 3,. Perego 2. Capitani medici: Grippo 4, DeSarlo2,Pettinelli. Tenenti medici: De Marzo, Zaffiro 2) Campeggiant, Lapponl.
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'l d&mmoni nella regione ·cervicale . Maggiori m.ediel : Rosai, Calegart Capitano medico: Toni etti. Ten.ente med.ioo: Za:ftlro.
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Sottotenente medico : Trezzl .
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CapJtani medici: De Sa. rio S, Grippo. Tenente m.edico: De Marzo.
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Id. negli arti interiori • . . . . • Maggiori medici : -antoro 2, Galli 2, Pimpinelli. RoM :l.
e) l) aeoossi neUa. regfone radale e cervicale .
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Te·n entt colonoelli medlel: TaUarico, Ge rundo. Yagg·iori medici: GaUi '7., Paglhuzi Calegarl, Abba te. Capitani med1cì: Tonietti, De Sarlo Tenenti medi.ci : .Lapponi 2, CampeggJani 2.
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Id.
neUa regione toraci ca e addominale
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Teoente colonnello medico: De Falco. Mag, [ori ·medici : Peraeei 2, BeHia, Galli Oiani, SaUaarJ CaJie gari Capitani medici; PeUerino, De SarJo,, Saggini, 2, Lanz~ Pettinelli. Tenerntl medici~ Campeggfa.ni. Baleatra. 9)
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nella regione pe:r'ian.ale.
Tenenti colonnelli medici : Gernndo 2, .Buonomo.
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MaCP.giori medicw: Oa~ U S,, De Luca,. Cale -ari,, _bbate, aHnari~ an toro, Sa:ntucc.i. Capitan.l medi 1: an::;-ioJ 2, astenano, Lionti, P llerino·, De ar·lo. Tenenti .medi·ci : ZatB.:t~o 2 Campeggla:ni 1 Foce, -rigiert 4)
Id.
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ne - li arti superiori
'Tenente colonnello medioo : De _· aloo. Maggiore medico· : Galli. Capitano medico: aggini. Tan:enti medici: Falcbi, riacioue. Bedei, De Marzo. 51 Id.
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li arti ioferiori
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Ten n te, ooloun Uo m -dico : D- a.lco. Mag. -j ·re rn.edico: :Pera:.ssi, ' al e.· .a.r.i 2., Capitan..i medici~ \ jr i.li, De S,a da.
'Te.n·ent.i m dici: Bed i 2,
ndre.tti.
.e Marzo.
Tu oru ~- Al:ìPORT'AZWOi K
li) ateroni.
'Mag -.i or·-_ medico· : ;al i 2. h) cheloidi.
M.a glor _ m dico·! Cal gari
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·C) ei.s tì d rmoidi .
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ap·it.s.no med 'co . Od 'i . TeneDte med.i . Zaftì ro~ a. (l'iore medico ·:
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à) eoooudromi .
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t) epulidi .
_p·i t o o m dico: A meut ·. -
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DELLE OPER !ZIONI CHIRURG lOD E. ECO.
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RE DlCO .TO BTAT.I STIOO
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Operazioni r1partiM-
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Tubercolosi e trauma P'er H d.o tt. tl.audio Sftr·za,
(l)
enerale· m ·dico ispettore odi sanità militare•.
Ho raccolto il materiale di 144 ca i di le ioni traumatiche,, segui~e da. bubercolo-i articolare ed o ea (in 10 dei quali furono necessarie operazioi ·i chirurgiche) su O relazioni di me •ic\ina legale militare· per malat ·ie dipendentì dal servizìo ed e aminate dal l ispettorato di sanità miliare n gli anni l 92~1 O • L _ le. ioni tranmatiche furono. per lo più prodotte da contu ioni e dis·torsioni, p rb sempre s. ·n.z a lace:razion1 d l le p:a rti molli ; Dei l 3 militari p rati rano: ~ o t ·ufficiali
.
ca,porali . oldati Op -rai militari Totale lOS E i appa:rtenevano alle :arm1 ed &i corpi s·e gu.e nti:
·arabinieri reali .
8·
Fanteria . Ber: a ·l ieri . Cavalleria. Ar i .lieri.a .. Alpini. G nio Di ·r tti militari . , uola di ca ail ria . Compagnia. di .s anità. Compagnie di su. i·tenza .
42
[0 27 8 2
3 2· 2 2 2 Totale. 109
( ·) :L , to alla dicioUe. ima rìun ~ one annuale dei chirurgi militar1 degli · tati
Un." ti. in Wa h ·ngton,. D. e.
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B;bho"m '·
naz10nale centrale . di Roma
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689
TUBERCOLOSI. E TRAt:JlU
atura delle lesioni traumatiche. Delle dita della mano: destra . sinistra.. Della ma.no : destra . . . sinistra Del gomito: destro. ·• . sinistro . Delle dita del piede : destro . . sinistro ~ . Del piede: destro . • . sinistro Del ginocchio: d·e stro . . sinistro Contusioni. Delle dita. del piede~ destro . sini stro . . Del piede; destro . . sinist.r o Della gam bar: destra .. sinistra De.l ginocchio : des.t ro .
sinistro Del gomito: destro . sinistro
Distorsioni.
1
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2
o 4
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2
1 l
2
13 11
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o T'o tale 103
44 - Giornale tli medkina mmtare: - Fase. IX.
6 _0
'TUBERCOLO -I E. TRA KA
Operazioni. Re ezioni parziali O· totali, disarticolazioni delle dita d·e i piedi, delle ossa d l piede o d·e l pied·e intiero: destro . 10 sinis.tro 10 Amputazioni~
DeUe gambe.: ~-~
sinistra Tra panazione. D·eUa tibia.: destra sinìstra Resezioni, .artrectomie ed artrotomie. Del ginocchio : des.t ro. sinistro A :m putaz,l on i Del fa. coscia : d·e stra . sinistra e -azioni. Della ma.no: de tra . sinistra Dì articolazioni parziali delle di t& . Della. mano: de tra..
m o 1
3 4
19 9
1
sini tro .. ezioni. Del gomi o: de tro. ini tro .
2
l
1 l
2.
2 l
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Totale l ·
691
TUBERC{)LO I B TRAUMA
Su cinque militari furono e~seguite rispettivamente più operazioni; tr~e morirono in servizio, rispett1vamente, per meningite tnbercoloaa, tubercolosi polmonare,, e tubercolosi generaliz,z ata; in tre la. malattia si riproduss.e in altre regioni. Dei 4.1 militari non operati dnr&nte il servì2iio militare erano .: ottuffi·cia.li .
B
~~.
8
Soldati
30 41
Essi a ppo.rte.nevano alle armi ed aì corpi segue.n ti: Oarabini eri reali . Fant.e ria.
8
13 2
Bersaglieri . Cavalleria Artiglieria ,. Alpini ..
7
a
Distretti mili t ari ~
2 1
Depositi cavalli stalloni
2
Genio .
Totale 41
Natura. delle lesioni traumatiche. -
Di torsioni.
DeUa. mano :
destra . . sinistra Del p1ede: de.stro . sinistro D~el
1
ginoc.ehio "
destro , sinistro. Contusioni. Del piede: de tro . sinistro. Del ginocchio. de tro . sinistro
8
5
l 2
6 3
692
TUBERCOLOSI .E T.R.AUKA.
del dorso . del torace del testicolo sìnistro. Lu s,azioni. D'el gomito .: d·e stro .. sinistro
:s l l
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Tbtale 4S
Nelle rispettive articolazioni ,si svilupparono caratteristiche infe .. zioni tubereolose Dopo la contu ione del tor.ace si sviluppò una, tubercolosi polmonat'le~ dopo quella d.el t.e sticolo un'orchi-epididimite tuberoolosa, dopo la con· ·t usione, del doE o, una .,p ndilite tubercolo · a. Dn.e militari morirouo dura te il 'e rvizio per tnbereolosi polmonare,· ìn tre i mR.nife ,tarono tubercolosi polmonari secondarie, e, ris. pettiva.~ mente in dn.e altri, una p1eurite tubercolosa. ed una carie costale. Tut.t i i 144 militari furono rifor.ma.ti pensionati. In armonia. alle moderne, deduzioni scientifi.c.h e . non tutte le tu.b ercolosi a.rticola:ri ed os ee a r·e bbero dovuto ess ere considerate come dipen.de,n ti dal servizio, perchè e se non si svilupparono dne o tre m'e i dopo il tra.umatìsmo, ma anche molto tempo dopo. ~olto spesso nei mili·t.ari, dopo una legger,a, distorsione, ,a d ,e,semp' o, di nn piede, i o servo un processo patologico poco importante, che, tutta via non guarì ,com.pletam,ente, e dopo .m.oHi mesi, o,, talora, dopo uno o du·e anni de t,e luogo ad un art,ro~sino ite tubercolosa. Ma, siccome, i soldati erano prima apparentemente robu ti a:a.ni ed e. ~enti da malattie articolari,, gli ufficiali medici pe i ti at·t ribuirono· ai t.r ,a umi le tubercolosi a.rbicolari ed o see snccesstve, che si svilupparono in appresso, indipendentemente dal tempo trascorso tra. il traum.a e la mala.t·t ia specifica. In , u ti i 144 ca i fu esci usa. la. possibilita oh e il ba~illo dì Koch fos . e penetra.to direttamente dall'e· terno nelle a,r ticolazioni, :p erchè, le lesioni traumatioh non furono ·c ompli ate ,c on lesioni ,e sterne d ·i te,;.. -n ti molli. La tuberoolo · i con tutta. probabilit.a preesiste a nelr or.. ga.uis:m.o. eHa :c]inica del prof. Mikulìcz, su 436, casi di tubereolos1 delle o a e delle articolazio1 ,i,. 2 , 6 p. '100 furono .a,t tribuiti .a traumi p,reeedenti.
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693
TUBIUWOLOSJ E TRAUMA
Nella clinica di Tnbinga, sn 1073 casi di tubercolosi chirn:r giohe, quasi 26 p. 100, secondo Pietrzikowky, erano in nesso causale coi traum.i (Cornet (l) ). Tutto il mondo ;scientifico e concorde nell"ammettere la esistenza dt focolai tubercolosi in mol~i uomini a.pp·a rentemen.te sani. Pansinì, Sprengel, Kossel ed altri dìmostrarono c.h e la glandole lin fatiche, poco o punto m.odi:fica.te in forma e volume, apparten-enti ad nomini sani, specialmente a fanciulli, contenevano spesso bacilli di Kooh ~ essi furono pure. trovati nei nodnli linfatici di muscoli apparentemente sani. (Arloing). Hamburger (2 dimos.trb che, le. tubercolosi e una vera malat.tia dei f&nciulli e ohe quasi ogni uomo., per lo più nell'infanzia, contrae una volta durante la .s ua vita la tuberoolosi. Egli, in ·compa.gn ·a. del dottor Monti, con le applicazioni di tube~roolina tr-ovò la malattia. nel 90 p.lOO al periodo della pubertà.. V. Pirquet osservò in fanoiulli,, apparentement-e sani, la tubercolosi n.ella proporzione del 65 p. 100; .a gg·ungendo a qne.s ti i fanciulli manifestamente malati, la proporzione sale a. 68 p. 100~ a.mbnrger e Slnka, basandosi su un grosso mat·e riale di autopsie, trovarono nella pubertà la tubercolosi nel 75 p. 100 det ea.s1. A. Sohlossmann (3) rivendica a sè il conoett.o che la tubercolosi è una malattia dell'infanzia,. ma ritiene esagerate le percentuali del 90 p.lOOammesse da Hamburger. Kelsch (4) intravvide col .suo collega. dott. Boisson, nell'uomo vivente per mez.zo dei raggi X, 51 volte su 120 individui ·p resi a. caso da un contingent~ recentemente arr:iva.to, che era st,ato ripartito nelle, diverse caserme d1 Lìone, focolai tubercolosi antioh.i e latenti,, sotto forma di eumoli ma.ssicei o solitari dei polmoni, della, pleura, del fegato, del cerv.e lio, principalmente delle glandole bron.ohiali e mesenteriche, metamorfosate in masse fìbro~oaseose. Ques·t e alterazioni :a ntiche, evide.n temente anteriori &ll'arruolamento, sono inaccessibili all'ind.sg1ne clinica e si rivelano abitualmente ali 'autopsia.. l La strao.r dinarìa frequenza di questi focolai è, nota ,ai medìoi milita.r.i tedeschi, svela,t a dalle iniezioni di tu.he.rcolina.. Essi sono di av· (l) CoBNB'r. - Die Tuòe1'kuloJrt Gl8 Kinderkrankhe.il. - W.i.en, 1907. (.2 ) H B'I:T:BGBB. - Die Tuherkulo.le als .Kintler.Ttrcmk1un•. - Wien-. 1907.- Munch. FINd. w .ochen8C'hnje. 1908.
(3) • B·OBLOSSUANN. Woch. 1909.
D~
Pt.Werktdoae ·a ls
Kifl<krkrm~klaeit.
-
Mumh. med..
(4) KE:LSOB~ - Pelthogln-ie de la ~uherculoae dam l'armée.. - Congrès mternootiona.l de la toberculose, Pa.ris, :2~ 7 oetobre, 1905.
6.94
TUBBKCOLOSI E 'rRA.U.M:A
viso che più. della met:à degli individui che div·e ngono tubercolosi durante il .s ervizio milita.r e erano già infetti quando vi :f nrono ammes i .. Gli esperì mentì sugli animali fatti da Max SchiilJe.r , Krause·, La n· nelongue ed chard, Friedrich, Petrow ed. altri dimostrarono che nell'invasione dell'orga.n ismo col bacillo di Koch le ossa e le articolazioni possono di venire tu bercolose. ma le lesioni traumatiche offrono condizioni poco favorevoli ad altrt ba.c illi pa.togeni, ad esempio, ai pioge.n l (von F :r iedlaender). Secondo· Villemin (1. le spiegazioni per lo sviluppo dt ona; tubercolosi dopo un trauma :sono due.. NelJa prim:a ipotesi i bacilli in mo .. vimento neUa massa sanguigna sono localiz.za.tì dal tra:umatismo nel focolaio della contusion-e,. della distorsione, eco., cagionato da esso.. u ·seiti dai vasi sangutgni nello stesso tempo del sangne, .sotto forma di ecchimosi, infiltrazioni, ematomi, più o meno importanti, i bacilli trovano nei tessuti lesi, nel sangue e n.ei ver.s amenti linfatici un mezzo di coltura favore.vole al loro svilup·po. Nella seconda ipotesi, i differenti organi il midollo osseo, i polmoni o le meningi . ono già impregnati di bacilli che il sangn.e ha i vi depo:s itato. olamen td essi trovansi in uno stato d tinerzia., cb e li r·e nde inaccessibili ai nostri metodi d'investigazione clinica e perciò la. loro presenza non · rilevata.. Il trauma esalta l'attività di questi micror.. ganis.m i in un modo pìù o meno violento. ' econdo Pe;t row il trauma.tismo a.t tiva principal mente l'infe,z iore Jatente del midollo o seo; il tr.a umatism.o .a rticolare. determ.in.a. Io .vi-· lu.ppo di un'osteo ..artrite bacillare, con. predominio di focolai tuberoo· l osi nelle epifi i.. Jn tr.anma senza ferita, seoondo V.illemin, non può produrre in un individuo s:a.no una tubercolosi· l'organismo de e e ~ sere precede n tem.eute infetto. Il trauma. sotto il punto di vi ta patogenico non spieg.a. che un s,... zìone aoc.es oria, senza la quale la tubercolosi avrebbe potuto m.anife · :stars.i più tardi in seguito ad un'influenza diversa. L 'intensità dello.. lesione non può servire per m.ì:surare la ua In-· flu·e.n za sull'origine delle tnbe;rcolosj traumatiche sueces:s ìve .. ·eco n do Max eh "Uler il tr&um.atismo circoscnve le lesionì ba.ciJ .. lari; s~econdo Lan.n elongue ed chat~d,. Friedrioh, Honsell,. Petrow esso le · vela. La. que tione è e· a.m inata. da Vìllemin sotto quattro differen i asp t i. (l) VILLEMIN. ~ T u bercul06e et i'r aumah:Sm.e.- Co.n grès intel'oo.:t.iona.l de lo. t tber c.ulose, Pari 2-7 octobre, 1901':.
l.
5
'l'UBBROOLO l .B TRAU~IA
l. Il trauma ca-gionala penet.r&zione nell'orga:n ismo del virus tubercoloso dall'es temo.. 2. Esiste un manifesto processo tube:rcoloso locale ; il trauma agi· sce stt di esso, produee una. dislocazione dei germi ,e li di · semina in varie pa.rti distanti. a. La, tubercolosi e iste, ma. rimane latente· non vi e .a lcun egna oli ni co diagnostico. Avvenuto il tr&um,artismo, la malattia diviene manifes·ta. Questo è il caso più frequent.e,. ma &nche il più diffi(}ile ad interpre.. tarsi. Ha il traumatis.mo looalizz.a to i germì migranti nell'area affetta o ha, esso soltanto d,e stato una tubercolosi già esistente ma lat.ente ~? La localiz.z;a zione tubercolosa. è visibile · ~riconoscibile con l'ordinario metodo clinioo; il t,ra.omat.ìsm esacerba. l'infezione e, cagiona. ·un',e sten.s ione del prooes o. econdo on Friedlaender (l) il trauma.tismo può, dire·t tament·e od indirettamen t·e,, infettare un individuo sano di tubercolosi ; ma se egli era. già affetto da tubercolosi latente, il trauma può produr.re in lui una n nova diffusio n'e della mal&ttia., o r·e nde.r e manifesto un focolaio tu bercoloeo latente. N·el primo caso puo trattar,si di inoeulazione diretta, ·e il tempo necessario per la manifesta.zion~ della tubeJ:Icolosi sarà di due o tre .settiman.e . ei tubercolosi le oper.a.z ioni chirurgiche pos"ono talora pro -nrre nuovi focolai tubercolosi lonta-ni. a pre enza di focolai tubercolosi latenti nelle articolazioni è clini·· cam·e nte ammessa, ma non è anato ~ - icamente dimostrata. N·e lle distorsioni gravì , pos ibUe che. un focolaio tubercoloso la.~ tente e di tante divenga attivo, ed è pure possibile la ,p roduzione, di una. tu beroolosi articolare di origine ematica ; ma se, la lesione è legg·e·r:a allora è necessario di a.mmett·e re c.h e il focolaio tnb rcolo:so latente e ista. nella stessa articolazion.e. In conclusione; l. L.& dottrina della. tubercolo i post-t.r anma.tica · attualment·e puram·e nte empirica, e la sua base cdentifioa non è sufficientem n te so en uta da ricercha spe:r im n tali, n · da, ri contri anatomici. 2. Nelle. n nmerose forme di tubercolosi po t-traumatica, l infezione. combinata sembra avere un'azione preparatorìa. ,e oadiuvante. S. I focolai tu bere olo .i latenti delle ossa e d elle, articolazioni "'Ono "Veram.e nte molto più frequenti di quello c.he i potr h be opporre dai (l) Dr. F . von. F EDLAE DER, - Traa.ma v.nd T uber.k ulo8e de la. tubercolose. - Paris,. 2~7 octob;.e 19 5.
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il· t rnational
696
TtrBBROOLOSI B TRAUMA
riscontri accidentali fatti sino &d ora. L'esame parlioolareggiato di que. ste par't i del corpo promette risulta·t i .analoghi a quelli ottenuti con l'esame an atomico del polmon.e e d·ei gangli lit:.fatici, ed. e necessario per la edificazione ulteriore della dottrina d.~ella tubercolosi po.st-traumatica. 'orbillo, tosse convulsa., scarlattina, gra~vidanz&, influenza,. trauma.-tismi, e in generale tutte le malattie che cagionano un &umento di vo. lume delle glandole linfatiche, possono produrre affezioni tubercolose delle ossa, e delle artieolazìoni; perchè ,se tale anmento .a vviene in una glan.dola·bronchia.le già in:fìltrata con la capsula distesa, allora per l 'ac· cresciuta pressione idrostatica può rompersi e i bacilli tubercolosi possono diffondersi in sedi vicine e lonta..n é (l). Non di rado si osservano, n.ei militari, tnberoolosi delle ossa e delle artieolazìoni senza, precedenti lesion1 traumatiche. La malattia è allora giudicata indipendente da cause di servizio. Ma la vita militare, con i euoi variati, lunghi ~e fa,ticosi ~eserci zi ; coi continui _lavo.ri eocessivi, specialmente nei campi, nelle marce, ecc. può anche produrre indirettamente~, ad ~e~empìo,. neUe articolazioni dei piedi e deUe ginocchia ·t utte le condizioni favorevoli ·per lo sviluppo d:i una tube,rcolosi latente. La patria, che, p~ e ,r la sua difesa recluta. gli uominì più robus·t.i e sani, ha pure il dovere di .rimandarli alle loro case nelle migliori condizioni materialì e .m orali pos.s ibili; e se e.ssi,. durante il servizio militare, con traggono una tu berc.olosi m.edica. o chirurgi ca, devono essere uratì sino al termine deUa loro ma]&tt.ia, a. ,epe:se dello 8'tato1, negli o pedali militari, o nei sanatori oivili o militari e devo:no ot .. tenere dopo la loro uscita, dai luoghi di cura un'indennità a.nn uale, corrispondente alla loro incapa,c ità al I.a,voro in quel tempo .
BI aoo 411.03 oa•l di traumatllml, .1 egaltl 4a t11beroolo l.looall, ael quali ìllveauero aeoe••arle laooe••lve operaslonl ohlrurgtoh.e . 1. o reggi mento be,rsa.gHeri - Solda.to - . Giuseppe - Di torsione al piede de tro (2 gen.naio l 9... ). -'ucc. ?no'l·b.- Aru.,o- si novi te tub rcolosa all'artlcolazione del detto piede. Operazione- Re "ezi.one, d al piede de tro e s.uc·ce s~ va a.-mputa.zionedella gamba de tra d e1·zo uperlo re. a.1· :re m cUcQ·l yal.e --: Proposto a pensione di 2 8 cateaoria (19 ago to 189~). 2:. omp.a gnia di anità - Soldato Z. Egidio - Dis tor ione al piede sin i..,tro (15 marzo US 2). . ne • mol"lJ . Adro- ino·v ite tubercolosa. Op _·azimt - Amputazione, della gnu ~ ba in : t ra al terz,o. ~n feriore. (l) C o RN I:T. -
Die Tuberlt dose -
Wien 1907.
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TU.BERCOLO "J B TRAUILA
69'1
Pm·e1·e '1TUJdico·legal roposto a pensione di 2• categoria (15 novembre 1892). _ .9. Reggimento cavalleggeri Fogg·i a (11 oldato S. Domenic.o - Dis torsione, .a,l pied.e sini t ro (15 sette,m bre l 91) 81,cc. morb. - Artr·o-sin·o vite tubercolosa. Operazione - Am p tltazio·n e dell a. ga mba. sinistra.. Parere medioo-legale- Propos·t o a pensione di 2a ca-tegoria. (29 mar zo 1893). 4. 8° re~gghnento fanteria. - Soldato A•. Luigi - Distorsione al piede sinistro (30 aprile. 1892) Snoo. 'lnot·b - ..1\.·r tro- ino ite tubercolosa Ope·razivne - Amputazione della g:amha. sini t ra. Pil'i'i!!re metl'eo-lega.l e- Pro··posto a pensione d i 2• categoria. (13 ma.rzo 1896). 5. 11° reggime.nto fanteria- oldato L . Cesa.re - Distorrsione al pied·e sini stro (10 marzo 18H2) . .Bure. morb. - A·rt1·o-sinovite, tuberoolosa. Operazione - Am.p uta,zione della. gamba ini tra al terzo medio. Parer-e ntedico-legate P ropos·to a pen i-one di. 2- eatego1•i.a. (13 maggio 1893). 6 1• 1·eggimento g.e nio - old.at-o G. Giacomo- Distorsione al piede sinistro (dicembre 1892). occ. ·mo1-b·. - Artt·o-s.i uovite tu bercolosa. Opera,zione - Amputazione parzia lC: del piede inistro. Parere med:co-te:gale - Proposto a pen ~one di 2·' categol'la (24 ;g iu.g no l 9S) · . 7. Reggim~n~ ~avall~~~a Pie~·ont~, ~eale (2) - Solda to F. Lui.g i ~ DistorSlO·ne deH'a.rt1colazwne 1b1o-tarsum. stnJ tra {1 ag·ost:o 1893). Suec m·o1·b.. - Osteo~a.rtrite , ubercolo. a. Operazio1te - Amputazione della gamba sini tra a l terzo su.peri,ore. Parere ?fiedico kyale -. Propos to a . pensione di 2_• ·c_a~.:o:i~ (2 giugno .l 94) . 8. l,egg1mento ·ca.va.ller1a Padova (21) old.a.to P• .Emtho - Contuswne al piede destro (19 settel[:bre·. 1892 Sv. ·c•. morb. - Artro- sinovite tubercolosa. Operazione - .A m pu.t azione d·e Ua g.a mba destra al terzo inferio·r e. Parere medico-legale- Proposto a pensione di 2• categoria. (18 giagno l 94). 9. 680 reggiment.o tanteria - So]dato C. Giu eppe i tor ione d.e l piede destro (14 ettembre 1893 . Succ . morb. - Tube.1·colosi con carie d i.ffu a delle. ossa. del tarso. Op·e1·az·ione - Amputazione deU a gn.mba. destra. Parere med;co··legate - Prop osto a pen. ion-e di 2• catego,ri.a (25 giugno· 18'94). 10. 27 reggimento f a.n teria oldato L·. Felice - Distorsione al piede sinistro (14 g iugno 1896 . s~u.cc. mo~·b . 1i:1UC es iva. tubercolosi d IPestr mità. infel'iore della tibia sini stra e delle o sa del tarso. Operadone - mputazione d Ila gamba sini tra al te1·zo m.edio. Pa1·ere medico--legale - Pt·oposto a pensio '.e di 2 11 categona (10 1uglio 189.:1). 11. 8° reggim.en to ber a"'lieri oldato U. Vincenz·o - Disto.1· ione al pi.e de dest ro {8 ottobre 1808 ~ '·UCC. morÒ 1 UCC cSSÌVl\ tubercolosi articolare ed OR e&.• OperaziOne - Disa.rf·co]azione. del pied.e iui ·tro· P:arel·e ?n dico- legale - PropOii to a. pensione di 2 3 categol"i.a. 6 .a gosto .18. 4 .. h ... 8° reg g imento artioJie,r ia - · old.a to· B. Giulio - Di tor ion-e del ginocchlo sinistt·o (S febbraio l t14). uc . morb. - • u.cce · i va. tubercolo. i articolai'e d ossea. Ope1•azione mputa.zi.on e della coscia ini tra al terzo m dio. Pa..r r medico-letJale- •opo to a. pen ione di 2• ea.tegoria (ti ago o l VJ). lS. i2° reggimento t'anter·a - 'olda.to C. Filo.m n. - Di tor ione della mano sini tra (7 aprile 1898). Stwc. •J'JWJ•b. uc e:ssiva a.r·t ro ·sinovite tubercolo a. In appr·e · o i manifes,, ò t ubercolosi a l pied sinistrot al ginocchio de t ro e a.l polmone in i t ro. Operazione mputazione dell'avambt·a.ceio· si ni tro aH unione d l terzo medio con l inferiore succe i.va. a mputa·zione della. gamba sjni tra. Pa1·el·.e medico -legale - Propo to a pen d on - di V cateaoria (9 ag . t.o l 9 ). li. D t tt.etto milita e· di le andria - Furi re troJ 1.be ,ti re R . Fortunato Dist ors~one del ginocchio sinistro (11 marzo l 94. 1
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TU.BERCOL1 I E TRAU'M
ttec _siva tuberooJo i adiool&.re. Amputazione d.e ]la co eia.. sinìstl:.a. /Jarere medieo-legal _- Proposto a pensione di 21 categoria (18 .a gosto· 1·89o). 15. Reg~imento cavalleggeri · lo·.n tebello (S · - . oldato T. Rocco· - Contuslon.e al gomito de tro p r ead.uta da cavR Uo 1 f bbraio l o) . .'ti !J.CC. mm·b. - , 'ucce i va. tu berc~lo i atti ·olare. tJerazione- A1 -.putazi.one del braccio d ·stro al ter.zo m·edio~ PartH·e medi o-lesale - Proposto· a. p n .ione di 2* ca.t egoria (23 ag·o sto· 18 5'). 16. &1° battaglion bersaglieri -Ca:porale tro·mb ttie'r e ,-·· .Nicolò ~Contusione al ginoech·' o sin \13tro ( 23 agosto 187· ). S1t ·c. morb.. ucces- iva. art ro-sinovite tubereolo~a. ( 'perazimte - Amputazione della co eia lni tra a.l terzo infe1iore. Parere -medi o-lega l · . - Proposto a pen ..ione di 2& cat:ego.r ia .(27 marz.o 18 A). 17. 6° re e;lm nto artigHeria da. ca·m pagna olda.to R. Alfon.so ~ Contu~ s~ on. e al g inoechio de tro ( 7 dicembre 1 ~.f). · ·ucc. '1 qrb. - 'ucce~ iva tubercolosi a1·ticolare Ope1·azioue - An pu taz•one. d Ha. co ·eia d tra. Parer 'fnedico-leyal - Proposto a. pensione cii 2" categoria ( a.prile, l ·). l . 46 reggimento faD'tel"ia.- 'old.a.to B. Vito- Distorsione del piede .s.inistro ( maggio l ll . , 'n c. 't norb. uec · si va tubercolosi .a r ico1a:re. pt7·azioue - Amputazione d lla gamba. sinistra al quarto .i nf riore. f'a-r . ,.e medi o-legale - P1·opo to a pens.ì one di 2• caì.e-g·o ria '28 a.prile l -). 'oJda.t.o G. ~ rancesco - .D i.torsi.o·u e 9. eggime· to cavall ria . Aosta . 6~) all'articola ~ ione de.J piede ini tro (18 maggio 8U6). ~ 'ucc nwrb. ·ucces 1va. tubercolosi articolare JH!razione -. Di art.i colazione del piede .s inistro con res.e zione dei maUeoli. Parere m dico-l ·<T afe - P ropo. t o a pens ·o ne di 2:. categoria. (18 maggio l ·- )-. 20. Begg 1men to ca. va11 ria · uide ( 1~ 0) oldato C. _onato - Digtorsion.e al· P.o.rticolazio e del dito alluce destro (2 ma ·zo l · :5 . · uc . mo1•b. - 'uccessiva tubercolosi con. carie d ll'allu·c e e del primo metstarso destri. S'liCC
1narb. -
Oper~ione.. -
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Di tor Ì·o n'e d.el p 'ede
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ucc - ìva tu ber ·olo ·. i d lPo.rticoln.zion co·n eni fistolosi e carie
·T BER OLO I E TR .\ 'M _
Parere medico-leuale - Proposto a pensione di 2 11 eategoria 21 luglio 18917). :?6, 66° reggimento fanteria ~ o l dato -. Antonio - Di torsion del g.i nocehio de t·ro (aprile 1896). u.cc. mot•b. - uec iva ,g onartrite tubereolosa. Opera,;·iOne ....... Amputazione dello. co. eia destra aJ terzo superiore. Pa-rere medioo leg.ale. - 'P ropo b> o. p n ione di 2:· categori.a (9 mal'zo 1898). 27 Reggim.e nto a·rtigli.eri.a. a. cavallo - · oldato G. ~~~ettimio- Contusione d.e l ginocchio destro (10 luglio 1897). - SV.ce 'fn.orb. ucces i va gonart·r ite tuber -.olo a.. Ope-razione ·m pu taz'iooe, della c-o· eia d·e stra. al terzo· ·med:io6 Pa1•ere medico-legai - Proposto a pen ìo·n.e di. '2' _ategoria ~AO ma geio_ 18 8). 28. S2o reggi.memto f n.teria - .; ~' oldato A. Giovanni - Di -tor ione a 1 piede destro (5 giu.gno l US) . .Succ. mcn·b. ucce i va artro-sino· i te tu b t·colo a Operazione - Amputazìo·n·e della ga.m ba d.e stra al terzo inferi-o·r· Par. :re nte.dico-legale - Propo. to a pe·n .:·o .-,, di 2 • ca.t egoria 25 giugno l 99) . 29. eggimento cavali ggeri aluzzo (12°) - Soldato ·. Luigi ontu ioue al ginocchio destro (25 aprile l Ll7). • 1~ ·c. 1norb. .~_ uceessi 'Va goua.1•trite tuberco1o a. 'J-ìe'razione - Ampu.ta.z ione della e·o · ia de. tra a.J terzo, medio Pa·.rere med_ieo-lega~e ·- ~ropo ·t·o a ·pensio';le di 2 1 ·Ca tegoria .(19 .a o ~ l' 9? . ~0. 7° _reggl_ m en__ ·to_ ta:nt.ena.- ~o1dat G. Gw _ ppe - Con·t uslone al 1.nocchiO 1:nu~tro (·o t·oobre 1893). ~u-ec., morb. 'ucces iva gonartrit.e tube1·co1o .a. Ope'-a~ione Re ·ezi.one del ginocchio s ini t ro Anchilo· i retta. d l gin.o cehio .seni fist--olosi. Par re ·m .e dic()-ùgale - Proposto a p - n~ ione di 2· categoria B ettembre 1898). 81. eg,g bn e·n to laueiet·i Montebello o) apora.l L. T·eodoro ~ Dis·t<)J·jo.ne al ginocchio sinistro (17 d icembre l Dl,7 Buec. mo-rb. - Succe . iva gonartrit ·t ubercolo a ~ Operazi.one ~ At;trectom·ia. An" h il osi 1~et ta del O'in.ooehio in i tro. PaJ•.trre me(lico·- legal - P1·oposta. a p · n. ione di 5" categoria. (8 etliem'b re l 98). 32 Ca.r.a bin ·eri rea. H - Ca.r.a bi n iere B. G · u. .. ppe - .DI tm~ ione al pit;,d·e in i· tro {S marzo 1895). ~ 'u "'. morb acce· _iva artro- in·ovite t 1b reolosa. Operazwne. ·- Amputazione della gamba · ini tr.a a l terzo m rtore. Parer;e tn,edi.oo .. kgale . - Propo ·t o a pen~i one eli 8 ·c at g rìa (l ottob1·e l 98). SS. 4° reggi mento fan.t eria - ~ oldat~~o C. Donato - Di torsione d·el po~so de tro (2 . m&ggio 18tJb). . .. ucc . morò. ~ Suce . i va ·t u ber-colo· i deU :\.r ticolaz,io e deHa. mano ·de tra.. Operazi.or.&e - R ~zio· ne deH e t remo inferio·r e d l cubito de tro . Pare-,· ~ m.edi "o-legale· - Propo.. t ·o a p n ione~ di :2 3 ca · ~oria (( g nna.i o 9q). 34 4:9'0 re' '?"Ìm nto fan teria- ~-·o] do,.to _ • atal contu ione d. l .inocch io sin'i t:ro (29 se'ttem bre l U7). ucc. '11W'T'b - ,ucce iva gontU"trit·e tubercolo a. Operazio-ne - Art;rot<)rnia. Paret•e medi ~o~legal - Pro·post o a pension di 2 eat ria (12 f' bbra io 09). 55. - c·uo]a. di eavalJ. ·ria. - ~ oldat . Gi van · - Co· tu io· e del gino chio de tro (19 settembre, 1 · f ). J ltCC. flt'()'rÒ ·llC ·e iva osteo-artrit tu ere lo a. Operazione - Amptttazioue. della -o eia d e. t ra al terzo. medi·o . Pare1·e medico- legale - Propo to a pen ione d.i 2:1 categ oria (l• .a prile lB9q. 3 . 6~<~ r·eggimento fante,r i.a. - · •oldato B .. Domenico - Di..orsi.on tibio·astr.a gaH·c a · inistra (13 agosto l ). uc . ntorb m!ce. iva tuher olo -i &l'ti olar·e. p.eras."one - Am.pu azion·e deUa. (:r .mha. -ini. t ra al PaT&re medico-leg.c ik - Propo ·t-o a pensione di ~ ater oria ~ l - ma~gio l .tJf ). 7. ISo r.eggi men.to fan. eria - Holda o B . France ·c l ied.e de · tro (2 maggio 1898). ' tee. m(J'.r().. t1cee.s i va tu ber l.osi ossea. peraziou,e. - Amputazione d Ila ~amba. d e. t·t·a al t·erzo UJ erior . 6
700
T BERCOLO I E TRA MA.
rzo uperiore. Mort-o per
ione
_n bere. .lo a. e del o meta.t·ar o s1n1 ro. ione di 2 categoria (11 ma ~(o 1901 . peraio . Enrico- Contusione al gì· Anchilosi os . ea
tta atro6a
o a pensione di. ::.. cat.eo-oria. ('25 s ttembre l 01). tuaggiore De A. A le sand ro - Di t.ot·
rtrite tubercolo a..
TUBERCOLO I E,
01 fl'aeimu -
R
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,.U,
Resezione del piede destro.
fl.re,·e medico-legale - Proposto a pen ione di ....,a ca.te·goria. (SO novembre l l). ~60. Reggi.ment'O cavalleggeri Pado·v a (2 ) ~ olda.to· :B. Alberigio- Coutusio·n e al gomìto d·estro @O marzo 1001). ~ucc. morb. -
_ uece i va artro·sinovite tu ber-col·osa.
Re ezione del gomito· ·de tro .. _ Parere mmieo-legale - Proposto a pensio e di .,jn categoria. (14 dicembre 190 ). Operazi.()ne ·-
51. 7()cl reggimento fanteria. - · • olda o B. Vincenzo- i tor ion.e. al piede :si~ nistro (l o febbraio 1901). Su.ec. mcn·b.- uecessiva artro::-sinovite tubercolosa.. Operazione- Amputazione d Ila gamba nistra. Parer - m.edi ·.o-lega l · - P~:~oposto a p .nsione di • a categoria (~ gennaio 190-J). _ 6Jir.. Uo reggimento fo.nte~ria.- olda· o M. Orazio - Contusione al gi'nooechio destr-o (4 lu.glio 19 1).
uec. m.orb.-. u.cee siva gonart1·~te tu'bercolosa. Operazione - Amp\lta.zione dena cos ia de tra al terzo medio. Mo·r to per tubMeolcs:i polmonare 17 aprBe 19 ·..., , Pare:re ?ned ' "o-legale- Prop to a pensione di :a· categoria. 2S ·en.naio 1902). 63. Reggimento cavalleria, Piemonte ReaJe (2Q) - · lda.to A. 'a n e ·- Distorsione tibio a.st~aga.lica sjnistra (gennaio· 9 l ). ~u c·. nu>rb.- uccessi.va podartrite tub reolosa sini tra .. Operazion;e - Amputazione della gambo. sini. tra.. Pare1•e ·m,edicO'-l gale - Proposto a pe:o io.ne di 2 .c ateo-oria (l· febbraio l 02 . . M. Re~g i m·ento csvalleggsri .· ui~e (19o) - Appuntato M. Vittorio- ontu~ SJOne al p1ede de tro per za:mp.a ta dt cavallo (11: :marzo 1- l ).. w:c. morb.. - Su ce · i va ·tu bercoJosi d eH articolazione de t _detto piede. Operazi()-ne - Amputazione deHa gamba destra al terzo inferiore. Parere 1nedì -o~leg.a~ - - Proposto .a pen Ion di 2• categoria ·(23 aprile 902). o5·. 34~> reggimento fanteria Q]dato -· IJ o tantino - Distol·sione all a.rti colazione xn:etatarso-falangea. d.e ll'alluca de. tro '(22-28 maggio 1901). uce. moro. - Successi. a tubereolo i del piede de tro Oper.azione ·- .A mputazione deHa. ,ga.mba de t ·r a al terzo uperioreo. Parere 11 eàico-f.egal - Proposto a pen ior1·e di 2• cate oria (12 luglio 1902). 56.• 08•· reggim. nto fan.teria - • old.a.to· :H. el o - Di to:r ioue al piede de~ stro (12 marzo 1902'). Succ. m.orb. - Su cee i va .a rtro· ~novite t bercolo· a. Operazione - .A mputo.zione della gamba de tra. al terzo m·edio. Par re medico-legale~ P~:~opo to a. pens·one di ~ categoria 24 n.o vemb:re 1B02). 67.. Reggimento cavalleggeri og~ia. (11°) :- aporale C~ Girolamo - Coutusiome al piede d tro d& zampa.ta di ca va.Jlo. (lo febbraio 1901). uoc. morb. - Suceessiva. a.rtro- inovi te u bercolo a. G-pera:dcme - Ampu.tazione d Ila gamba de tra al terzo· medio. Parer.e medico-legale - Propo. o a pen ion.e. d.i ·2• categoria (23 dicem'bre 1. 2~. 58.. 11° reggimento be.r; agHeri- oldato G. Fiora'li'·ante - Confilt ·one. al g1~ Docchio~ d·estt·o) ~4 luglio 19 2).. tu:C. nu.wb. - Sucee siva gonartrite tubercolo a. Operazione - Amputaz"oo · delia coscia de tra. aJ terzo inferiore. Parere med;ico-legal - P.ro1?oF;to .n. pen ione di 2-·. cate· got· i~· · 59. 4 11 reggimento ber a.gher~ - -olda.to . Sev.er1no - .. 1·tor ~one al piede sinistro {12 maggio 1903). · ~uce. mM':b. ~ ucces ìva. artro-s in· vit tubercol o~a. Oper.azione - Amp:uta.z.ione della gamba ini. ·t ra a.l terz·o uperio·re. Parere medieo-legale ~ Proposto a pen ~one di 2a ca t goria. 2o marz.o 1904). 60.. 500 reg ·imento fante.da ·o·l.dato .. Gio anni ont · ione al piede sinis .ro (ago. to !90S). 1 ~ucc. 'lMrb. Succe. si va artro~sin.ovi te tubercolo·s a e d l ·c alcagno. Operazione - Am.p uta.zione deUa gamb11> ' ui b·a al terzo infeiiore. Pare~ nedico-legale Propo t n. pen ioue di 2• categoria. (~ ... gennn.io 1904). 1. lOì c?mpagni.a d.i su. istent"a. - Di G. P a quale - Di tor ione del piede de ·tro (lugho 1900). , u c 'TlUYf'lJ. - Suece. siva artro-s inovite tube1·c·o lo a. l
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TUBERCOLOSI E TRAUMA
Opera.zione - Ampu tazia.ne della g.a mba d.e tra a.H\tnione ·d.e l terzo medio col tet·zo infe,r jore. PtzTM'e meàieo-legale Propo to a pensione di. 2* categoria (18 aprile 1004). 62. 5° ~egg;imento fa.nteri.a. - Soldato L. Angiolo - Contusione aJ.. dor o del piede destro (l dicembre 1904). 'ucc. morb. ~ uccessiva osteo-periost"i'te tube.r colosa. Ope.raz·i one- Disarticolazione <del piede destro alla Pirogo:ft". Suecessiva estir• pazione del calcagno e~u·ia.to e~ re ezi.ooe de.i .ma.lleoli. Parere medico· legale - .P ropo to a pen. ione di ... categoria (21 maggio 1905). 63. Reggimento ca va.Ueggeri Monferrato (lS0 ' oJ.dato B Lazzaro - Distrazione del piede destro per uTto violent"O sul calc~gno (geonalo 1900). Sttec. nwrb. - 1 1l·cee siva tu.bereolosi del calcagno. OpP..razione . R·e sezione parzial~e e s:vuotam.e nto del calcagno. Parere tnedico-legale - Proposto a pensione di.. 2 categoria {14: luglio 1904). g4. Officin.a.. costnu'lioni di artiglieri a di N'a.poli - Operaio F. Genua,t·o Contusione al ginocehi.o ·d·e stro (w.6 febbraio 1903). Sttoc. ?noTÒ. - St1coe i va. art.ro- •inovite tube.r·colosa. Ope1•azione - Amputazione delle co eia d· stra. Morto (marzo 1906). Parere med.ieo-legale - Proposto a pen.sione di 2• eate.g oria (6 agosto 1904). 65. 59° reggimento fanteria - S.oldato M. France"co - Distorsione alP.a.rti · coiaz~one del ·p iede sinistro (19 d.icem.bre. 1903). Suec. ·m orb. - Su.cce •iv-a. artro·sino·v ite tuberco:losa. Operazione ·~ mpu tazion della. gamba sinistr.a al terzo· inferiore. Pa ere medù~tJ · le,gale - Proposto a pe·n sion.e di 2·• categoria (14 noyem· bre 1904 ). • ~o r :f%gimento fa.n teri.a- ·old.a to D. P .. F. :ricolò Di. torsione a.l pied de tro (6 arzo 1904 . uce. motb. ucee. s"va o t O· artrite tub rcolosa. p razione - Am1 utazione deUa. ga.m'ba de tra. al terzo i n~ · riore. larere med'ico~.le.r;àlB - Pr.opo ~o a pen ione. di 211 . categoria (16 dicembre l 04 67. 6 . Q r gg ' men o fanteria oldato R. Amed _o Distor ione ·d el :p1ed d· stro ~24 ttem bre 1903). •• u c:. mm•b . n ·c~es::"iva artro sinovite ubercolo a. Oper·adone - Amputazione della gamba dea ra al terz.o inferl·o re.. Pare·1'e 1Mdico-legale - Propo to· a- pe~n ione di 2 11 cat go1·ia (8 gennaio 1905 . •. '250 1·egg~ mento fnn terla ·olda.to B. Erne ·to - Gontu. ione a.l ginocchio dest.ro (di embre 003). • ~urc. m.orb. ucee iv - o teo-sinov:te tuberoolo a. Ope,·azione mputazion - d Ha coscia. d tra a.lPuuio·n. de1 terzo s·u pedor col t rzo· medio. Tu.b rcolo i gen r lizza.ta Morto 4 settembr 1905. Part3re m,edico·l gal . - Pro1 o io a p n ione d i 2:~. categoria {3 g·e nnaJo l 0~ ). HH. . eg.a im nto la.Dderi di Fir nz (9) olda o F. Luigi - · ·o ntusione a[ ginocchio d tro (7 maggio l 02) . ~ u. c. 1n 1•b. · ucc i v.a. gm a.I·tdt tu b reo] o a.. p •t azion - .A mputazione della c ia d tra a l tei'ZO medio. Par·ere m -di o-legate.- Propo to a pen .ione. di 2• categoria. (16 gennaio l 05). 7 , 1° r ggbne··n to alp·i ni ·- Furì re m.ag~iore lJ. P. Giovanni - Di tor ione al pi ·d ini.·tro (2 f ~bbra.io· 190lJ. ~'UC • 1norb. ·o-cc ~i va. .f \rtr - inovite tube.r-col·o sa. ()pe•r azion - Amputazione infi·a-malleolare del piede sini tro. l'a t ~1· m dico-tegq{ ropo ·to a p o ione d i 2• categoria (Ul gennaio 19 6). 71. 3f 0 re gimento ant rta- o·l ato R . Alberto Co·n tu ione alla. re - ion·e tilJiale autero- ·up rio ·e ini r a. ..,Q marzo 19 ). Su. c. morò .. - • u ce iva o t o-p r'o ite tuberoolosa. Ope1·azion - Ita ~ bia.t ura rap" nazione, della tibia sinistra. Parere m dico t ,qate. - P.ropo to a p n ion di :... categoria {8 febbraio l 0.5). 0 72. . r g~im n t fant ria ~ old.a..to Di . Corrado - Gontu io·.n e al ginoc chio in i. tro t ,. nr J\io HJ ; ). nl.! . Ttwl'b. - .· ,uc J.e.-.·1va gona.r l'i e tubercolo~a.. Jp-·· J·aziomJ. - Amp a?.ione del.la o eia. in·· · tra aJ erzo medio J)m·m· . m dir o- l«•galt· - Pr po ·to a p n. ione di 2 8 • ·n,tegoria 1 17 marzo 19 • 4
l"
·r YBBRC 1 SI E TRA.t:r~rA 'lS. 7S0 reggime:n to fant.eria -
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Soldato .Di U. Vincenzo- .Distorsione al pied
destro 4 -ettembre HKl4!.
8'11. -.. morb. - Sueces iva. artro-sinovite ·t uberc:olos•a . Operazione - Amput-azione,della. gamba. destr.a .a l terzo .s vperiore. Tube:rcolo i del SO e: 5o osso d.el :m e·t ata:t o del ·piede . inistro. Pa1· re. medi o le.gal - Pr posto a pension d.i 2* categoria · BO maggio 1905). 14. Carabiuieri eali - Carabiniere B . .Alfredo - Di torsione al pied.e sini~ stro· (12 aprile 1004).. uec. morb .. - Bu.cce iva. artro·- inovite tub rcolosa. 0pe1'azione ~m:pllta.zion.e della. g.a.mba sini tra al èrzo inferiore. Poli-a.deni e t be.r oolo·sa. diffu a. Par r 'ffl;€cU ·o-legalP~ - Propo~t a 'Pen ione di 2* ca.tegoria , B , e m.hl>e 1905). 76... 7° reggimento fa.nt-erin ~ o dato M. Salvatore. - Contusi ne: al gino~c~. ·Cb ;o sinistro (2 apri le 1905 . 1tce morb - Snece siva. :g onartrite tub t·colo a . Op l'azione Amputazione della co ci ini ·tra a~ terzo medio. Pa·r _ N~ medieo·ltJ.g.ale. ~ Propo to a pensione di .- 11 eategoda 14 novembre 1905). 76. Reggimento ca.vallegg ~ ri l orna '20°1 - Ga.poral.e FH•ppo- Con.tuslon·e al ginoechio sinistro , genna i 19 r) . U · • m-C -b. ·. uece i va g·o nar _rite t1 ber o]osa. fpe1·azi&ne ~ Am.p utazione d lla coscia · ini ·t ra al terzo m. dio. Carie deirs• e 9 C:O ola. CO•D eni tuberco]o i di &mbedu i tes ·icolit de.Uo ' eroto tuber• olosi dell'a·r ticolaz"one del g mito _iu ·.a tro Pal' re n1 dir~o~l _gal ~ Propo. o .a p n ione di .2 11 c&tegoria 14 febb.raio 1906 '• 77. ReK imento La.nci.e ri di Fit·enze 9o) oldato Di C. a.vino - Distar-ione del pied·e de tro 8 marzo 1~0 . Uf! nwrb. - Sucoessha. artro- inovi e tuberc.olo a. rperaziorfte_ - Amputa.zione deHa gamba d t ra ·a l terz :s u p riore. Par re medi fJ..( gale. Propo to a pe.u i one di 'L:& ca te. oria ~ 7 mat·zo 190 ). 78. &o reggimeuto b ·r saglierì - Ca.pora.le P. Simone - Di tor ione. al p ~ede de tro 20 giugno l 09. ~tre mo1•b. - Succes iva art.ro sinovit.e tubercolo a. del pi de destro e de.t gomito sini tro. per.azione - Amputazi·oue d l br.a. ·do- ini ·tro. Par 1c medi ·o-ll',g rtle- Propo .. to a pen -ione d. i ~ ·~ 7 ·. reg2i01 nto fanteria - oidat • . Leonardo nistro (29 aprile lU f>, • Su ·. 1norb . - ' uece· siva .t u·tro- inovit"e tu.bercolo a. perazio'IU'- A1·tr, t!()mia .e cau ti azione col termo-ca.uterio a) piede sinist·o. Perdi a ·q uasi q m p leta. d Un funzione d 11 ar ic laz.i• ne. Par ·r m •dì(' -leyalt~ - Prop o a p n ·ion di. 2 cat _- ria l.S agosto 19 S 80. Reo-uimento cav.a.Uegg ~ ri H.ona IJ0°) - ~· oida·!O . Gia~omo- ontu ione al ginooohio a.estro 14 dicemLre rt ò. ·uc -. morh. - · ucee i va. Ol lf a·trh tuhe:rcolo n. Ope ·aziom ~ AmpU't1\.ZÌone deUa coscia de. tra a] terzo m· d io. Parn·e m .dico-l gale- Propo· to a pe1 i one, di 2 ' c.a te oria (;..4 lugHo· UJ06). L ·So regghu nto t'an erìa- oldt.1..to alv~ tor ·ontu:ione al g inocahio destro (12 aprile 11· ò '· 'l • m01b _u e ·va .0 '' lal'tri e ··u.b r olo a. pej·azi.orle - Re ezione d ginoc·c bio d tt·o . nchilo 'Ì not ·ole a tt"ofia de,l1 ar··t o inferiore d· . tro. Pa.rerl! mediro -/p.g alr - Pr po~to a pen. ione di :.:l ca et-;oria (:..4- lu.~IIo 19f 6 ·. ~~ 1 o reggim •n b r ·a li ri apor.ale maagi r G. 'eli ·e ontu~ 1on al tallo e de tro ... ettembr l U ) . S l •c. ?rw:rb . - 8u·c , .i va :ELI" ro sinovlt tuhe1·coJ.o a d ~ I JlÌ de e· del alcagno 1
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TU E,RCOLOSI
TR U A
Ope1·azi-one :- Re. ezione del calcagno s_inistro. P.a·rere medi · o·legale - ·Pro-posto a pensione di 2 11 cR.t egoria (7 dicembre 1900). _ 84. 9o- reggim.e to artigJieria - erg-e nte M. Alfonso - Contusion-e all a.Uu.oe -d tl pied.e-sinistro (12· novem.bre 1905 . Succ. mOTb. - · Sueces·s iva a.rtro·sinovite tn.bercolosa. Operazione - A.m .putazione dell'alluce ìnistro . .Pare1·e mcdica-le,qale- P.ro-posto· a pen. io·n e diga categoria (Sl gennaio 1907)•. 85. 11 o re,.gimento ber.s aglieri -- oldato P. Paolo ...... Distorsione. a.I piede sinistJ:o (27 marzo 1906). 81 . rrwJ·b ucc .si va o teite ed. artrite tubercolosa. Operazione- .Re ezione .del piede sinistro nchilosi oom·pLeta del piede.. Parere ;nedic.o-leqale --;-· P ·r oposto a. pe.n sione. di 28 ~a~goria (2~ genn.9:io l O~. -86. Oompago1e .dt sanrtà- , oldato De F. G1ov. Batt.1 ta - Oontu 1·one a.ll al luce destro 14 novembre 190. ). ~uc-e.. morb. - Successiva ostei te · u.beroolosa. Operazione - Amputazion del 'alluce destro. Tubercolosi eeondaria del mi~ guolo della mano de tra e deU'undecima, costola sinistra. Parere medico·leg·ale - P~opo- to a pensione di 3 11 ca te oria (26 aprile 1907). 87. 7° reggimento fanteria -Caporale. M. Nello - Distorsi·one r.a,dw·carpica. de tra (lugHo 1906 . '?L· . • 'lncrrb. uccessiva artro-sinovite tubercolo. a .. Op 1·az:i one- .R esezi.one rlelParticolazion·e della mano d tt·a.. Pa·rere mredieo·legalf. - Pr,opo to a. pensione di 3a categoria. (14: maggio 1907). · . 27 reggimento fanteria - Soldato S Giovanni. - Distor: ione-al piede destro· (7 a .ro to 1905). . . 'ur. ·. morb. - ucce i va art-ro~ inovite tubercolosa con car'e di pn.recchie ossa. Op raz.wne Re · e.zione deW articola-z ione del piede destro. Tu.bercolosi seconda -· ria gen .ra.l izz a ta. Par .r medi·CiO·legale - nr p{) t a pe.n sion di 2s ca goda (25 luglio 1008).. 89. Ca.rabini ri R ali- Carabiniere B. Cesare- Distorsion.e m-e iata.rso-falan· gea d Ue du prim dita d l p'e-à-e d stro (s t.tembr 18 ) Schiacciamento del p'ede sinistro per pa~ aggio di una ruota di ·carrozza. (1905 . 'tec. morb.- Suoc . siva. tub rcolosi del pi d.e d t ro e del piede .sinistro. Operaz:i one- Mutilazione del pi d d. tro ridotto a.d un moneone in.fo·r me CO·· titui ~. lo dalP a tragalo e dal calca no. Amp·utazione del pi de sini tro alla. Pir-og ff 2 aprile 1906). Parwre merli o-legal_ - Propo' to a pens: one di 2 categoria. (.U mD D' :rio lRO~). 9 . 30° ggimQnto fan r ·a- olda:to O. D menico- Distorsione t.bio-tars,ica. d trR. 8 febbraio-1906· . ·urr·. tJWTb . ucce . i va artro- ·inovite tubercolo a. d .} pi de destro. . Ope1·azione - Amputazione d Ua gamba des·t ra al terzo upe•·i.ore.. Pare1-e me_dico-legale - Propo to a. pens _.-· ione di _2_ 11 c.a tegori.a. {4 gi.ug_ no 1907). 91. ·~'O reg~ìmento artiglieria da. co. ta -Soldato . Alfredo - Cantu ione al gin enhio ini tro 5 f bbraio 100 · . ucc. mo·rb. - "ucces iva g na.rtrit tub rcolosa Sini tt·a.. Optn·azlo'M· ~ Amputazione d Ua. c eia · inis . ra. a.1 terzo _- up riore . Pa1·e·re med'co-leyate - .P r po to a pen ione di. 2 categoria. (22 gìu~o 1907). 92. 6o 1 ggiment.o artigUer·a da ca.mpa"'na- Soldato . incenzo- Di tor ione. d l dit anuXare d Ila mauo de ra ( ' ma gi- 9 6). ' lC • morb . ucce i va . op rio. ti - tubercolo. a d l dito an.ulare suddetto, del ~ arto m ta.carpo e dell'arti olazione del pol o de tro. Op ·azio-ne - Am puta.zione del dito u.n ula re d tro e del quarto m. · a.e arpo. Seni n tnl o i a1l'ar ico]azi ne l'adio-carpi ca deLtra. . _ Pa.r re medi ·o-le!Jale - P t ( t a p n i n di 2 3 .oa.tegoria.. fSO giugno 1907). . 3. Re~gimento· •avalleggeri d" Luc a (l o -Caporale F. Giuseppe - Contu .. · ione alla ti bia sini rada. aldo di ' Va~llo- O'ennaio 1905). 11 · • mcn·b. \.J e-c iva o t o-p .rio t i te tu.bei'·C·olare d Ha. tibia, s1nistre. e go· na.rtri t A hP. reo lo a sini tra. p ra:don mpu a..zione ~ ella c . ·eia slnistt•a al terzo inferiore. P re1· · medi .o.l •g.ale - Propo to a. p n ··i n di '0 11 categoria ( ·- luglio 19 7). . 4. Di. r i m ilitari - 1 ' ol a · C. _· u lielmo - Contusione al ginocchio de tro (17 go o JC 031.
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T:t BERCO'
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uec. morb. ·- Sue e siva gonar.-rite tnbercolosa . . Operazione - Bese-zrone del ginocchio dest.ro. AnehiJo i de] ginocchio n tevole .a ccorciamento dell'arto .inferiore des-ti ·o. Parere mediCo-legale - Propo a p _n . i ne di 2° ca g<>ria (l settem re 19 7). 95.. 6° reggimento ber aglieri - , ldato B. Gius ppe· - Contusi ne a.l gomito des ro (gennaio 1899). -~ ucc. mo-rb. - :Suece :iva fntro- .inovite tu.ben~olosa. Operazione - Resezione del ·gomito d stro. Ane.hilo,- i compl·et.a. Parere m.edico·legale- Propos to a pensi ne d~. 2° -c a ~gotia. (28 maggio 190 )-. 96. Re-g gimento lanci ri N vara 5°) -~ Caporale R. Pi tr -Di -tor ione a.ll'ar.. icolazione tarso-metatarsea del piede destro .26 lllglio 906). .' ue-e. tnorb. - Successiva tubercolo -i del piede de -tro .• Ope,•azione- Disartic la.zi n d l pi d. d.- tro .a.Ha Chopa.i.·t. Pare-re '"lned-ioo~legale - · Proposto a. p -n ione di 2" ca eg ria. 12 febbraio 1 )9 .• ·~ '7. 83 rertgimento fan .· ria- Soldato M•. Mich le- D ' tor ione al piede de .t ro (9·-10 novembre 1906). 'ucc.. 11 a b. - Succe .i va tu b reo] si del p·i d.e e del ginoc h io· destro .. Operazione - Amputaz· one d Ua eo eia d . tra al terzo infer_~ ore. Par: Te med!co-legate- P.ropo to a pensione 2 cat~gori;a. (4 ;&,Prile l . ). 9'8. 44° regg1mento fa.ntena- apora.l C. Gms.e ppe - Dt tor .IOn-e aJl'a.llu- •é dei pi d . -d -tro (12 settembre 11. l . 'ue ·. mm•b.- Succe~s·va. o t ·o~per'o tite tub rc.~losa. Operazione- .A sportaz'one dell'aUu-ce e de] p.r imo metatarso del piede d ro. Pa~rere medic~-legale- Prop·o.. t a p nsion di 2a cate .ori~ • giug:nol .. 99. 68° regg:1men:to fanteria .oidato l!. Angelo :Ma..r1.a - D1 tor ione a l p-r -ede sini tro (9 g-· nnaio 1908). .ucc . mm·b. - Su-cees~ iva. a.rtro- inovite tuberc.olo a. · Opm·azione. - Ampu.tazion.e d.e:] la. gamba .s ini. t ra a.] terzo-inferiore. Parere medie:o -legale- Proposto ape-n . ,'on-'e di ~r "atecroria. (2 giugno l . ;9 ). 100~ 3° :r eggim-e nto fanteria Caporal m .ggfore E. -Giuseppe. - Distor ione l piede destro· (21 marzo 190 J. _ · .tSu.ec. morb. uccessiva. artro·.sinovite tub ·rcolo a con carie d Ue o. a del
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tarso e merta.tar.so. Operaziom - Am-puta:tdone d l piede de ro a livello dei mall oli Pa.re?•e medico--legale- Proposto a pensione d.i 2• categoria (16 dic mbre 190 ).. _ 101. 6° r o-o-i mento BI pini - S l da ,o _ ·. G iu ppe' - Contu ione R1 ginocchio d-e stro (maggio l 0-6). UCc. morb. Bue ·es:nvar go artdte tuberco osa. Operazione - • mputaz~one d Ila o .. -.ia. l istra al terzo m -e dio. Parere me.dieo~le.gale - Proposto- a. p nsione di 2• cR.tegoda. (11 ott br ~ lttOS). 102. R eggim nto avalle:r·a izza. (1°) Lda.to B. Am·e deo ~Di · ione· al piede sinistro (febb1·aio 190 ). ucc. m01·b. ucc.- siva artro· inovit ttd>eJ·colo n. Operazione - Amputazi-one de!la gamba sin ' ·ra. al tet·zo in rior ·. Pare-1~6 .n udico-legale Propo· t o a p n j. n di 2- . categoria (' ottobr 1. ).. 108. Reggimento cavai · eggeri Saluzzo (12°} - Soldato- F ·. .Ang-elo ~ Di tor· sione al piede destro (lO lug 1·o 1006) . Succ. morb. - . u.ce ssiva a.rtro-s·n.ovit tub rcolo a. Operazione - Amputn.~none dena. gamba. de.s tra. Parere medi ·o-l yale - Proposto a p n- ion di 2 ·· ca.t goria. (lo febbra.io 19 ) . 1
.Bla.o o 4t 41 oa•l dt trauma.tlaml ••gatti da prooe••l tuberoolo•l pel • .a..U non fa:roao -gatte •perazloal oblrarglobe. l. 5° re~ggimento alpini a.pot·a~e M. Domenico - Di ilor ·ione- al pi de inistro- (21 maggio 1 98). _ .Succ. murò. - Succe siva. artro- in-o ìt tubercolo a. Pare:r-e medico-legale Propo to a. p n ione li' SlO t, egoria (14 . e -m'In- 1. 98). '2. 4° reggimento alpini - Sold.a to B . .Lu igi. - Distor ~o.ne n.l pi de ini tro (27 luglio 1889).
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TUBERCOLOSI .B T&AU !lA
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feb bra.io l · r • Contusione al
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tu herco] a - AnchHo i qua.si com ]et .-
TUBER 'OLOSI B TR.AU r't(A
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Parer. medi ~ o·kgale ~ Propo~ to a pensione di 2 11 ate gorla (28 febbraio 19 o) .. 17. Reggimento cavalJeggeri . Lu.<.'c&. (16°) o~da.to P. Angelo- Contusione al dorso de'l piede destro (4 aprile, 1004). ucc. morb. - S.ucce siva osteo·periostite tubereo·l osa deHe ossa del piede destro - Tubercolosi secondaria della s · ttima costola de tra Pa1'e1·e '1nedico-legale - Propos·t o a . pensione di 2 11 categoria (aprile 199o) 1 . 58° reggim·e nto anteria - Soldato . -Agostino - Di torsione al pols:o sinistr·o (aprile 1904). Su ·c. mo·rb. - Succ'Ossiva artro - i novi t'd tub re.o] o a. Par. re m·edico-legal8 - . Propo. to a pensione di 2 ca.tegm.ia. ( !B aprile 1905). 19·. Beggimento laneieri Aosta. (6.0 ) - Soldato L . ' elice - Con.tu ione al gìnoochio sinistro· (7 febb. ·aio 1004). 'wc. mm·b·. . - Su ce i va gonartrite tuberco1osa. - Anchilosi del ginocchio . Parere 1nedico-lega.le - Proposto a pensione d ' 2 8 categoria (17 g"ugno 19 ~}. 20. 13° reggim.en.to artiglieria oldato .F. Ciro - Contu ione al gi:no:t.!chi·o di! t1·o (25 lugUo 1908)• .u ·c. 11wrb. - Successiva gona1· rite ·t ubercolosa. PaT<e1·e m edi ·o-l rgate - Propo to a p nsion di 2·n categoria. (17 ago to 1905). 2'1. 4P reggimeuto fanteria olda.to F. Fe,rd inando - Distorsio.n e al ginoe.. chio .destro (23 maggio 1'903). -:uec. morb. u.ccessiva gonartri te tubercolosa. Parere medi ·o-legale - Propo o a pen ione di 8·- categoria (14 ottobre, 19 5) . 2 ...·. Distr,e tto m ili are d'l v rea Soldato B. Angelo - Distorsione a.Ha man in:i stra (ot tohre }ljQl) . 1 'u . c~ 11Wrb. - · Sllccessi va tubercolosi articolare ed ossea - Perdita dell u o de la mano. Pa1·e·,.e medico l gale - Propost o a pen .ione di ga ate 01·is (13 marzo 1 OA). 23. Carabinieri rear - Carabiniere a ca allo R. Osctu- - Di tor ione al piede inl tro pe.r cad.u a da ca.vaHo (d"cembt·e 111 ). 'ucc. '11l01·b~ uccessi va .a.t ·tro-sinovite fungosa - Anch.i1osi quasi com·p le a .. Pa1·e1·e 1nedir:o-legal - Propo to a pen ione di 2 " categ 1 i a (16 marzo 1006). 24. 3° reg:girnento g nio - Soldato i.et1·o - .D istorsione al piede le tr,o (2 maggio 1903). , ~u ·c. 11wrb. - Succes i va a.rtro·sin.ovite tub 1~ ·olosa - Atrofia dell'arto infe~ r1or e destro. Parere 1nedico·legal - Propo . to a, pen ione di 2 11 ca ei'Toria (9' ~agg'io 1907). 25. Carabi ie ·i reali - C.arabin.ie.re I. Ro a.rio - Di.·torsione al piede inist.r o (~1 tte.mbre l .). 'u c. 'ln01"b. ucce.s.siva ar ·ro ·sinovite, tubercolosa. Parere rn.edico-lt.rJal ~ · ropos to a. pen. ione di .-.11 categoria (1'2: novembre 1906). 26. S :l'leggime.n ~ o genio - Caporale m.aggiore P . Secondo - Di tor ione a.l g h o ch.io sini .tt·o (4 ~ottobre l' OS). u.cc . '11torb. ' u.cces ~ iva gona.rtrite tubercolo. a ~ Tube·rcolo~i polmonare 1
•
ec ndaria. Patl"ere med,i co-l ,qal ? - Pl'opo · to a pen. i ue ·di 2" ca t goria (23 gennaio l 07) . 27. Reggimento c . vaH ggeri -~aluzzo (1 2°) ~ ·ergente . Fior va.nte - Oo ,e
t u ione d·o r o lombare JleY· caduta da cava llo (2 · giur>no 11m -·). ncc . mo·rb. - Sue e iva poudilite1dorso-lo·mb~ re in.istra tubercolo a - Tub rcolosi polmonare . econd.aria. Pa:re're nedico~l gale ~ Propo to a pe1 ione di 2a catego ·ia (7 ma.r.zo l. 7). 2 - . 00 re.gg1men, o fante1ia - Oaporttle P .. Pietro - Contusion . al g ino · chio d~ tro (fine. maggio 100 ). Su c. mo1·1J. - • llcce ~ s i va gonartr ite tubercolo a. f .arere w-,edico·~l gale - · Propo,·to a. pen i · di 2 11 categoria ·:..5 a priJ 1907}. 29. ?2o reggimento Ca·n teria - Caporale G. F .r an e co - D'i · to ·sion al piede. inistro (14 . ennaio 1907). ·uec. 1lt07'b·. - [ 'ucc . si va ar ro- inovite, ed o t o p·erio~ ti e t ub r olo. a. a·rere n~edieo-leyate - Propo · to " pen ion e di 2li ca,,. aori a. (12 giuO'UO 1~07). ·~· R ggu~.ento ava.Uegg t·.i P ia enza (18°) oldato Di P. G ~ ova.u.ni ~Di stor t o ne al P•,e de destro ( 16 gennaio HJ07). •ucc. mo1·b. u.cc·e ivn entro· inovite t u. bercolo a.
70 ~
TUBEBCOL-Q I E TR
)(
Pa r re medico-leaale - Pro po. o a pen.s ione di 2· ·cat.egoria. (1.6 1n a Ho 1907). Sl. lOò reggimento ber agUe.r i - Soldato T Carlo - .D istorsione al polso d.estflo (febbraio 1007). HlC. morb. Bucce iva. artro~sin. ovìte tuberco1o a. J1a,-r 7'e medLo·l gale ropo· ·t o a. pensione .di 2 11 6&tegoria. (2G ottobre 1907). 32. Deposito cavalli stalloni - Caporale F. Salvatore - Lus azion.e d.el go· ·m ito sini ·t ro (14 aptUe 19 6}. ttcc. 'ltwr-b.. - Successiva. a:rtro· inovite t ·1bercolo a ~ Pa'fere med-ico-lerfale - Proposto a pension di 2n categoria. (26 ottobre 1907). 88. 4:2° reggimento· f'ante·r ia - Soldato A •. Giuseppe - Distorsione al piede d _ tro· (luglio 190;) .~~t~ c. mortJ. Bucce iv.a art.ro~sin. ovite tubercolo.s a. .Pare-re ·m edico· l gal . - .P roposto a pension di 2 ' categoria _(19 f, bbra.i 1 34. }4° reggim .nto fanteria - Caporale D . .Romano ~ Distor i·one al piede de tro (18 marrg·o l 7). t::::u c. m01·h. - Succ , i va a.rtro·sinovite tt bercolosa. Pa ·m· m dt ·o-legale - P.ropo to a pens·one di"" categoria (SO nov mbre l 07). 35. Reggimento cavaUeggeri .L ucca (16°) ~ olda"to· L. Nicola - Oontu \oue. al gh oc h io . in i. tro ( · 9 agosto 19081. 'ucc. morb. - ~ucc _ , iv.a a.rtro-sinovite tub r ~I o a,. Pa'l .. ,.e me eli o-l gale - Propo to a pensi.on d i :a ca goria (1° dicembre. 1: r ?}· :SG. Q.2o ~eggimento· ari ]i ria Soldato L.. ris.toforo - Distor ione aUa mano sini · tra. (16 febb raio 190 Su e . 1norb. u ce iva O. l' ro-sinovi te tube reolo a.. Par re 1nedico-l •gale - Propo· to a. pen ione, di 2 4 ca egoda (29 apr1le 19 ). 87. · 'nrabinieri reali Carabiniere M. Giovanni o o u i one al ginocchio de •ro (1 dice_m lJre lt 4). ~ ucc. mm·b., a cce iva gon.artrite tub rco]osa. Parere "'nbli ·o-legal - Propo ·to a pen ione di a categoria 26 ago to l . 98. 68• r ggimento fanteri - CaporaLe mngg.iore 8. ilvio- Distorsione alla mano sini _tra (5 i ngno l 7).. ; '1.t cc. mo•r b. • ucce . iv a. artro-sinovi te tubercoio -a. Parer : m <li o·-l yal:e -Proposto a pensione dl sncat gorla (29 settembre 19 )· S. . 12° reg Jmento fan t . da - Solda~o B Mariano - Distor ione al pie.de SIni tro , 21 ottobr u · ·• nuwb. -
l 07). uccessi'va. o.rtro-sinovite tube.rcolosa. Tare,·.e m ·di O·legale ·~ Propo to a peu ione di S• ea.tegoria. (lS novembre 1~). 40~ 2f) :reggimento gr.a natieri - .Sol.d.a to F. -Giovanni - Diato·rsione al ginocchio sini tro l nnaio 1~04) . ·u.cc. 1norb. ueee. iva gonart:rite tub rcolosa. Pare?·tJ m di ~o-l gale - Pro·po to ~ p nsione .di 38 ' eatego. ria, (5 febbra.i~ l 41. 6 ° re.g gim n fanteria olda·t o J. . iehe1e - .Dis.t orsione .a.l pul!de dA· s.tro (IS a.pxile 1. O ). ~u . ffl,orb. uccessiva artro-sinov:ite tnbercolosa. Parer·e "Tnedico~legale- rapo to a pensione ili 2f ~categori . (o febbraio l '!W9).
··.·:
RIVISTA DI GIOR. ALJ ITALIANI ED ESTERI
RIVISTA DI 8TIATISTICA MEDICA Dott. MYRDAcz.- BWIIlt&tl ~leUa •tatiiUoa 1&Dlt&rla miUt&N I:Dte·n aasioale. - 'Der Mlldtù arzt,. n.• 20·23., 1909'). Da quest' .i mportante pubblicazione .spigolet·emo le notizie ·che p·ÌÙ .m aggior· mente riguardano n-ostro es:e rci to.
n
MoRTALITA•. - La. sola Francia comprende fra i morti i suicidi e gl'infortuni. 'P er mille della forza media la mo·r talità nei rispetti i eserciti raggiunge le, medie seguenti: Prussia (1899-1.905 • . l;.'Slj %o Fran cia (1896-19015) 4,26%0 Baviera (18'99·1905) . . 1,47 » . 4,41 • Spagna (1903-1905.) Eelgio (1903-1906) • l » . 4,48 » Russia '(1894-1906) • Olanda (1896.. 1909} . . 2,.73 » 8erbia, (l90B·l904:) . • 6,76 :. .!ustria· Ungheria ( 1894~190R). 2,82 :. Inghilte.rr.a (18a4-l906) • 7.82 :. Italia, (1894-1904) • S,St) » ·t ati Uniti N . .America (1894-1900,, 19()3..1006) . 9,70 » 1
L elevata mortalità degli Stati .n lti dipende dal fatto ehe nei tre, anni 1898... 1900 in seguito agli avvenime:n ti di Cuba e delle Filippine la mortalità annuale a.see e, a 21,74 %0 , della forza. media, mentre nei rimanen'ti otto anni 1894-1891, quindi 1903-1906 l.a m-ortalità media annuale fu di 5,51 %o della .f:or.za media L~a.lta mo·r ta.litA i.n. Inghilterra deve attribuirsi .a lle truppe di guarnigione fuori del· l' Ew•opa. FoRME n:I MAL TTIE. Le· tavol· nosologiche stati tiche i nternazionali com·· prendevano da pdnci·pio BB forme; nel congresso medico intern.a:ziona.le di Madrìd de1 1003 se ne aggi msero altr·e due ·(Plet,_,ritist Ulcu.a molle), nel congresso internazionale d' igiene e demografia in Berlìno· nel 1907 si aggiunsero al~re tre voci
(Àppendìcit:is
F1•a.c:tv.ra ossi" m,
uxado).
L A.lcoholismus ac-utus et deliTiu1n t1·evtens .. - L'Austria.- Ungheria e la erbia non li .r egistrano ; la Francia v'' jncl ud·e, \)Ure l'alcooHsmo cronico. La frequenza deg i entrati. fu la eguente dei vari Q ercìtl: . 0,10 %o f. m . iati Uniti 1. A. . 28,00 %o f.. m. Belgio ·. . 0,09 :t • Inghilterra . 2 Pruas··a 0,08,. ~ Baviera ~ 0,16 » Italia . 005. ~ Francia . 0,.14 , pagna Olanda . O 11 2 Bl~onchitis ae·uta. - Nell'A.u tria-Ungheria so~tto tale rubrica fu pure compre -a la pneumonia atar-rhalis, in Francia a laringite e in essa furo·no regi-
710
IUVIST'A. DI ST.ATIST.ICA MEDIOA
atrat1 solamente i casi di ospedale·~ n numero massimo· di. ·e ntrati ai ebbe in Serb.ia. con 1S1,4 %o, ed in Baviera con SS,.O %o quindi s·e guono l'Olanda e l' u t.ria· Ungheria con G8t6 ·e 68,4 %o . La Russia. ebbe il minimo di 17 O %o· ma qui, come sempre, senza quelli trattati ,ambulat<>riamente. Ecco la ser.ie esatta : Serbia.
181.,4 %o f. m .
Baviera • Olanda. . Austria- ngb.eria .
89,0,., GS,S ,.
)) :. « » »
68.·4 , 55;5· ,., 61,5,.,
Italia Francia...
Stati Uniti N. A. Prussia. Eelgto S'pagna Ingb.ilterra • Rn ia
S. Cllolera asiatica e eholera nostTas.• -
48,2. 95,6 .:D 29,6 »
»
20.8 » 1710 »
Cholera asiaUca.
0;61 %.0• f. m.
Stati Uniti N. A. ln.g hilte.r ra • Russìa --egh altri
49B %o f. m.
o,s
p
1+
0,.13
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ta ti nulla..
Cholera nosb·as.
Stati Uniti N. A. Russia
,95 %o f. m.
.
0;01 :t
:.
4. Diphtheria .e croup.
Francia. . ta.ti Uniti N. A . Inghilte.rra. Pru sia
1,27 %o f.. m.
Bavieni;
0,18 016 ~
0,·68 »
•
0,5 ,.
» » ..
o,o »
Olanda 5. Dissent-eria. di comune diarrea.
In
Sta'ti Unit.i N. A. Serbia .. I:nghil terra Ita.Ha ..
. 12G
Ru · ia . ustria-Ungheria. .
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Serbia. Eelgio Italia . ustria·U ngh·e ria Russia Spagna
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711
BIVl TA DI TATISTIOA ME IOA
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12. InsolaUo. (Colpo di so·le, colpo di ca]ore). Inghilterra . • . .. t,S %o- f. m. Se.rbia. Stati niti . A. 1 .o~5 » :. Austria· ngheria . Belgio . 0,9 :. ~· Prus ia Baviera O :. » Olanda Italia . 0,4 :t » Ru ia 'Francia. O,SS :. ::. S pngna 18. Men&ngitis cerebr~spi'nalis epi'd tnnica . Berbia 0,27 %o f. m. Olanda Baviera. O, ~ 7 » ,. Pru.ssia Italia. 0115 » B lgio Inghilterra 0,12 » -. pagoa Stati Uniti N . .A. O, :. Ru .a Francia . 0,08 ::. »
4,8 01 ...,1 %.o f. m. 0~20 »·
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712
BlVlST.A DI STATISTlOA. M.IIDlOA.
In Austria-Un.gheria. non fu registrata. 14.. Morbilli.. Ingbìltel'l'Q, . 18,4 o/0 0 f. m. rbia . 11,1 • » Austria- Ungheria .F ran ~a. 7,1:.
Stati Uni.ti. N. A.
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713
DI .S TATI . TIOA MEDICA
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64 %0 f.m. 4,9 ), 165 :. » 0,48 » » 0,87 » » 0;.31 » »
98. TuberC'ltws·i puZmonutn. lnghi terra Spagna • 7',6 %of.m. 49 » » Serbìa . Francia . Ba·v iera. Olanda. 4~o » » 4,4 )Ilo » Belgio .. Rus ia ~ Ru · ·a. • Austria-Ungheria. s,~5· » » t:at.i Uniti N. A.. 52 Italia . 24. Tube1·culosi8 .cetercn-um:z. org.an.orum. Francia. 2; ·, %o f. m. Italia • Austria· Ungheria 1,8 » ;; Belgio . Rus ·ia . 1,1 » Pru ·ia. Serbia . l l :. » Inghilterra. Ola.:nda. • O .( -. " Baviera. Stati Uniti N . A.. O & » :. SpaaonA. .• 25. Typhus abtùnninali.,. pagna. 9,6 %o f.m. • .Inghilterra. Austria- ngheria S;BS » » Francia. Belgìo 62 '» » Rus ÌP_. Olanda A. 5,36 » Stati niti Baviet· . 4,9 » » Ita.~ia Prus ia. ,7 » ::t Serbia ~
2·6. T-yphv.s eya nthematicus. O 6%of.m. Spagna. . O, .~ • » 27. Ulcus molle. . 33;9 %o f . IU. tati nìti N. A . 28,0 Spagna.
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714
RIVISTA DI STATI: T.lOA · 'E DlOA
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715
RlVISTA DI TATISTIOA MEDIOA
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Russia . Prussia. Fra.neia t l l
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EJtt·ra i negli o. pedali pe,. ?nille della (o7·za m.eclia 421,7 %o f . m Fran-cia. 225,00 %o f. m. tali a 400,1 ~ Baviera. 853,1 .. Belgio· . 525, » Pru sia • 258,.4 • erbia . Bussi.a. . • 308,7 ,. l anda. . 746,7 19,7 ,.. A.nstria- ngher'a.. 337,00 )l) Stati n1 i N. 829,9· » pagna. • .867 .2 InghHten:a • MOrii. - Su mille. morti per malattie nel primo anno di servizio si ebbero i risultati segu.e nti : Inghilterra 4 Spagna . 62 %0< morti .Stati Uniti · ~ A. 14S » Prussia. 485 Olanda. n Italia .. 405 "' Russia. B44 Francia 525 ~ Belgio. . . 349 Baviera 52 Au 'trla-Ungheria :Se·r bia • 701 4 q •· ·ttieidi. - Su mille suici.di si ebbero pel primo anno di se.rv~z, io i eguenti rieulta.ti ·: Inghilterra Bta.ti niti Olanda.
R~~a Italia.
G':t· ~ <}>l00
. A. .
• "d'l UlCl
47•1 %o suicidi
100 ,
158 ~ 2W
Pru sia . A u tria .. · ngb rfa . SpaO'na
52
297
, e:rbia.
33
Baviera . . .. t07 » Pel Belgio mancano i da ti.
C.
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'F'0 11ZA •.
716
CO FERE ~ lE SCI TIFlCHE DEGLI OSPEDALI MiliTARI 1011010 D.EGIJ UGtJBtm !B.l'rl'l !l
(DAI P
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I VERBALI PERVENUTI ALL'ISPETTORATO DI SANITÀ MILITARE· DAL
1°
L
3
S~EilBRI!l
1910).
AN co- A ( ago,s to ). ~ T·e nente medico ALFREDO BucCJANTE: ProfiJa. si della. de.. linq uenz.a nell'esercito. Pren·dendo argome,n to da 4 pazzi momli ea.pìtat.i recent-e· mente otto la. ua. o· servazioue PO. di ute le ingo.Ie propo te per la immedia:ta i.denffi-cazione e ~a rapida elimlnazi.one dei d.elinquenti dall' ercito; ~d.im·O tra la suffi ienza ·delle, disposizioni l -gali, ch.e, an.ch.e permanen·do i:mmutate, con enti· 7ebb-ero la oluzio-ne completa delParduo prob1ema,. precisa la funzione precipua d l consiglio H leva che è giuridica e e-be consente pereiò solo di ini:z iar la eJimina.z lone del non. valori, ~a quale nei . ucces "vi momenti del reclutamento ed in ispec.ìal modo p·re' o i co~rpi deve e sere sempre pìù. inten ificata. - 'O. rit1en.e neee ·sa.rio: l) che le divers~e .a utorità. politiche tra.s·m ettano al consiglio di leva e informaz:oni penali, limitatameut~ però ai precoci. recidivi pecifici e r ì. di crimini gravi e, la. nota di tutti quelli che :siano stati. ricovera.ti in ca· e di alute e eh siano stati o sia.n o orveg1iati peciar ·; 2) cbe i. co· ma.ndant· del r ggimento dia.n o immediata visione alrufficiale med1oo dei ~cer.. tificati penali e delle in.formazloni riservn·t e relative alle reclute nuove gi.un.te; 9) che ne ·li ospedali militari i capì repart.i riferi cano subito alla dire-zione u quegli individui ìndiz~ati, per i ·q uali si intravede e, la opportunità di uno tudio psichiatrico. L'O. propone inoltre cbe gli anor mali pertnaneni congeniti. sian·o imm.ed.iatamente proposti. a ra. s:e gna o inviati in osse:r vazione all'' ospedale militare e uece iva.mente tutti queJli degli anormali per atti udine acqtdsita che, dopo e a1n riiJetuto e ponderato si dimo t1·ino incompatibiU con le esigenze del ser· viz·o. I d Unquenti n ormaJ· e, tutti gH altri che Don diano· bru tevoli eh3~ menti per Pinvio i'n os -ervazion sarann·o fatti idonei, inqt a.dn.ti ne.i repar i comuni e en u ti in nota dal coma.n da.nte della. compagnia e d:a ll'uffi iale m dico del corpo. È n.oc . arìo inoltre cb e ·l d.ìa maggiore in remento agH .stu.d'i p ieh.i atri ·ocriminali, sp~ng udoH fino alla peciaFzzazione e ch e uno. continua _ attiva, in.· 1 a pt~opaganda. ia coT do _ta da parte pecialmente degli ufficiali med.ei per diffondere le nozioni e.ss- nziali di p ichiatria tra gU uffie:ia.H. sottufficiali e al p r onale di tu ti gli i titu·t i mili tari non c]u o quelLo ~dei tribunali militari, pe·r h, u t i oncorr o eia. c · no nell'alUl i to della protJria attribuzione, o.Ua di ~ a d IPorgani mo militare, rompen o queBa iìtta ret di sup rstizioni, di p -eoc upa z i. on~,, di ·m enze ·c he tu ora ne in idia la integrità morale. n
naz10nrue ! '
B;blio<<o '·
~e~~~: .
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CCNFERENZ~
OIENTIFIOHE DEGLI
717
PED. LI MILlTARI
L'O. viene alle conclusioni: l) che le l gg· vigenti bene intese e Iargamen~ applicate consentono a.l perito sanitarìo di attuare, tutta inte.ro. !"epurazione dei non valori psichici e mentali· :) che gli istituti milita.ri in.termedi e i reparti peciali riuscirebbero empre sup&rfJui, .pe- so pericolosi ,o addirittura esiziali; 8) ehe ogni propo ta di rHor u1 al consiglio di leva. in.t a a. con.centra.re tutti gli sforzi pro6lattiei in quel primo tempo per ri olvere in blocco il (Trave e complesso problema, sarebbe intempe tiva., e non pre upponga. una. radicale trasformazione di tutto Pi tituto del l'eclutamento. BOLOGNA (l11glio). - Tenente medico IE'l'H.O CarRo r : L ioni trallmat"che dell'uretra. ma chUe prodott da. c u .e e ern.e. L' ·• anzitutto cla. inca le l ioni d 1l"uretra. in ferite da trumen ti pungenti o taglienti, ·n con tu i.o ni o ro · tu re deUe, pareti del eana.le uretrale in feri con tu e, e di ,c iascuno d. que· ti. grup pi prende in esame P ez~ologia la frequenza, ed n mecca;nL mo secondo il quale dette lesioni si produconot direttamant od. indirettamente, riportando a.lPu.opo le teorie del Poncet, del Terrillon, d l org e, etc. Tratta. quindi delle ro tur uretrali ·para.tamente per ogni porzione, intrattenendo i specialmente sulle le ioni d lla. region p rinen.le,. come le più fre· quen.ti. Fa quindi seguire un rapido riassun o dei tra.uma.ti mi dell uretra in rapporto alla loro gravità, distin.guendo col u.. on tre er·.e .:i a: i: l ggeri, medi, e gra.vi, pon.e ndon in. evidenza chematicamen:te e. siogo]al·m.eute, 8. varietà. di sintomatologia, nonché la diver ita dell'esito in rapporto anche alle risorse terapeaticne ed alla possibilità di int rvento operatori . ID. (ago to). - Tenente medico PtETRO CHIRONI: Trattamento delle le ioni traumatiche dell'uretl·a. ma cbile. L' ., dopo di aver accenna to ai procedimenti d. urgenza da adottarsi ontro l'uretrorragin.,. pon .u bito il que ito generale che deve guidare il ch.irutgo· nel trattamento delle le ioni traumat.iche uretr Ii e cioè·: l) dare, li.be,r o fogo aUe urine col ca eteri mo o se que to· è impo ibHe, colla puntura. ve cicale· 2') preve,n ir gli acc·denti opera.toli immediati . l'emoti, quali i res ring·meuti, le fi tole, e e. L'O. viene quindi a parlare dell'uret1·otomia ec tern , ri ferendo i più importa ti metodi o p ratori in u. o e l modalità della tecni a ed in i tendo n lP opportunità dell' inci ione p r.i oeale seguita da.ll'inunedia.ta ricerca del capo pos eriore, e dal passaggio· d~ una onda la cia.ta. a. permanenza. T1·atta. succe ivamente deUa sutur.a dell ur tra e del pe,1·'ineo, della utm a pednea]e, enza sutura deU'uretra. e d.e l P'i az.zo.men to rlell'uretra al perineo, c.i tando i di versi procedimenti operatQri seguiti dai piu autorevoli hirurghi, e conclude co dare le seguenti indicazioni op ratori _: 1) ei casi infetti opera i tardi va.men te: urett·otomia e dr naggio enza. tentativo di sutura· intervent-o e ondar·o in ca.·o di per ~ h tem!ia di fi tola o di produzione di restringimen.to. 2) Nei casi n.o n infetti e favorevoli aUa l'Ìunion dei due capi~ utura di questi in vicinanza, della. u e o meglio ur trotomia te1. n.a mpli e. S) r ei casi non inf t t i e favore;voli ana. r iu nione po1 p1·imam: u ura d -1l'aretra e del perineo; e vi è d.istacco parziale o totale, di unione completa fatta deljberatamente p r t rarre i due capi e fi a1:li alPinci ione perine le. • Come appendic.e, ripo ·ta in6.n due ca-si o .:-ervati n ll'o p dale di Sulmona di rottura. dell'uretra bulbare perineo-bulba'l· co infiltrazione urino a ed ematoma. sottoouta.neo, operati con e ito f'avo,r·e·vole. 1
7lB
O - FBRENZE
OlBNTlFlCIIE DEGLI OSPEDALI.IIILITARI
P 'A L , RMO (luo-lio). ·o toteneute medico di com.p lemento BA..LVATORID 'MAGGIO:a»= Pre ·entazi·o ne di un individuo in os ervazio·n e affetto da vizio organico eli. euore. Da.IJ anamne ·i. non rt ·ulta a]cuna particolarità d.e gna di nota, traDne che uoa tendenza alla tonsillite. .AU''e ame obbiettivo. d U'apparecchio ca~d.io-vascol&ré .s i a. ··co1ta nel focolaio d}eHa punta il lo tono parafon.ico accompagnato da.. ru· m.or·e di pigolio., il riuforzato: tale rumore ha. il massim.o di inten ità, nel focolaio della mi rale e si pr.o·p aga lungo le Hnee asceUari e pos.terio~ment.e. n 2° tono sulla p-olmonare è leggermente accen tua:to. Il rerp erto rie ce più ,e,vid.e nte facendo cor .ere l'infermo·, :n:e l qual cas.o iJ polso dJventa aritmico e piccolo. L'O. in ba e a.Ua. localizzazione del rnmore ·ed agli altri fatti rilevati, viene alla diagno i di insufficienza organica deUa mitrale, ammettendo si tratti di una p·i ccola peri , azioo.e deHe valvole, probab.ilmente per endocardite fetale.. ·Q ue te li vi in uffi·cie.n ze non. da.nn·o per lungo tempo .a lcun ,d i ttubo, bastand~o a compen arie la emplic en rgia delPorecehietta sinistra , .il che, porta, come nei ca o attuai ·, un ingt·a;ndimento del ventricolo destro.. A .spi.e,g are, ille·ggiero ingYandimento del ve,n.tricolo sini tro il ·r elat ote chiama i:n ca:mpo lo sforzo pt·of ionale (l'infermo m a ~ .co), ol,· re U fa t to ehe U ventrioolo in questi ea. i ·è ·ottoposto ad un.a pt·e · ione maggi.o re, perobe oltre la quantità d.i .s&ngue ordinai i a h avvi q uell onda. r Bua eh poi ritorna. al ven.tricolo·, ROMA. ( Lugl" o . - MA.1t o VIRG L LITI\: L. cura rapida delle linfadeniti inguin&H upput·anti col metodo d.e Ua puntura .. in.cf ione. L'O., dopo av·e r ricordato breve.. mente la frequenza, deU ad niti inguina~i v·e ner e nell'e erci.to, passa in. ra • ·egna il m·e,todo p ·opo to dal Pitzorno fin dal lt~60 pe;r la cura rapida di dette affezioni, con istanti .in una. puntura. e la.va.g io d.ella. cavi~à asces u.ale eon .·. lu zion deH'l 0 / 00 di ublimo.to corro ivo. Accenn.a.to· succe ~ ·vam.ente agli tudi d l P.n. qùal , del Kell r, di Grenet e Bl'le .::ott del Ca.mp·a n,a - del Ta.ilo1' vien·e ad porre n proprio' metodo della puntura~·ncisione ed iniezioni riempitive di va emna al iodoformio al 10 °/0 , .r iservando :'incisione e. l enuc'loo.zione ai c i non frequ·e nti di n t v·oH iperpla.s·e glandolar· o 'd. ~ ascessi molto v ti C(ltl glandole tu me ·.a tte peoeinlmente -·e . ·O tto-aponeurotiche. econdo ro. un fattore. che contribui ce molto al buon ·8 ito della cura ~ l'a ·:-;.o luto rip ~o nei primi giorni. d opo ''ope ·azione·. Enumerati i molt.i va:ntagoo.i et . si tttn O'Ono con qu -· to m todo rap·ido di cura 1'0. riporta in fi ne una a.ti ·ti ca d i 70 ca i di nd·eni ti ingu.i.na.U oper.a ti con la puntur.a. in ci · io·D'I:li d i qnali gu~ t·i.rono ben ...- 2 cou una durata media della cura di giot·ni 15 ntre 1a. durata media d gli op r.a.ti con l'i ncisio.n o oon Penu·c lea.zione h& a ri ato · empre da no me e a d e più~ In ne . .uno degli infermi e:ur ti eol metodo rapido ono ' .rliì ati accidenti da int.o sicazione iodoforroica, D altte c ~ plic DZe.
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orimenti amnuti nel Cor~o ~anitario enel Personale Farmaceutico Ufftal&U l D servlz.lo per.m ane·ate . B. dec1•eto 23 gl·ugno 1' 10. medi o 90 fauterut.. - PA..:'I Eligio, id. 2 genjo. -Col · loeaj in po'izione au Hia.r'a> loro domanda.- d.J ·O giuguo 1910.
IN 'l .Angelo, capitano
Determinazione minl~ste·riale ,, ayosto l l . D E 8ARLO Eugenio capitano m dico o 1.ed a le R nv·enna.. - T rasferito OS}leda.l mil'tar ava dei Tin·eni (. al. rno . 11 ATU 1 Gius·eppe, t .n·ent · m · d i o 5 artigli ria. ,a. tu p.n.gna. ( ·o·m n dato scuol ., n.pplicazione anit àl militar e) . ...-.. BEnTELLJ Enrico id. t·eggi mento la.n ·ieri di ovara (id. id.)· ...... a:no di a. er com.an .af come opra..
R. decr to ..; · l·ugU.o l.Jl ·.
aiuseppe so totenent m di o in .p tt: tiva. p r motivi di fa:m"glia p l' !a d.ura.ta di un an.no, a Ca tania. - .A. mm o, a da tar dal 1 a.g ' o 11 lO, a concorr .r p l' occupa r i d-ue , rzi d gH 'mpieghi be si fa .ia-no vacan i nei quadri d l suo, g rad.o corpo om·e a li uffi i ali on templn. ti da l l'articolo 11 d lla J uge 25 maggio 1 52. PtS.\N ' Gi t~·epp6, so toten n ~ e medico ·n p<! tn iva a Catania.- Ri r.h.iamn.,to ~ o . ·ervizio dal lG agosto 19.10 e de inato inf, rm ria pr [)s.idiarla irg·e nt: . P
AN
R. decr to 2
luglio l 10.
DE '\ 1G t.ns cav. Raffaele maggiot· m .clico o p dal Bol ogn . - R ttL c;ato i] cognome come app1 es o: DE IGILUS ca v ' Raffael . - c-~ ro a o in a ·pett.ativn CAIPARELL l inc nzino, t n n medi o id. pe,r m tivi di famigl'ia p er la dumta. di i, dal lG ago · l 10.
B. decreto 21 luglio 1. 10. ToNI I e.condo, sottoten. nte m di . . o 16 arti H t·i.: campagna . n. sua. domanda, da] ·v1z to 1·m~uu.m . dal Io- ng to 11 · in. cr ".tto c n a nzianità 27 .iugn.o 190'7 U .j ruolO· •· li ufficiali m di i l" COmiJlem n to d a s gnato d1s tto Lucf~a. R. d 'c?:' to .~
luyUo l l l .
DEL B.l!ilLLO a v •. Antonio, fl1 .i I.JlO nl :, r· . 6 t'. n t•ia. a.u ili an , a sua domanda., da l o ng to ._: W.
CoHocato in po izione.
naz10nrue ! '
B;blio<<o '·
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MOVIMENTI .A.VVENU~ ·. EL
ORPO
ANJT.
· ~ .EL PER . FAR
ACEUTIOO
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D te?"mbuzzione m 'nist~iale 1° ett mbre 1910.
F ARAOGJA.."'M. Francesco, t enen snglieri.
medico S bersaglieri.
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Trasferito 6 ber r.,
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B. decreto 11 luglio 1910.
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ToRTORA Giovanni, capitano medico in a pe ta.tiva per infermità.. - Collocato a. ripo o per infermità. non dipendenti da cause di servizio, eo.n decorrenza lo ma.g~ì o 1910.
IOIALI IR OOliGBDO. l
Vfaoi&U la poal.sloae 41 ••·r vlslo autll&rto . R. d c1•eto 28 giugno 1910.
nu NO cav. F1•ancesco capitano medico dia retto Napoli.- olio a.to a ripo o, p 1~ anziani à. di ervizio con cl ot•r.enza. dal O giugno· 1910 ed inscrit o nella 1·i rv~. I seguenti uffi "ali sono olloca.tj a ripo~ o, per anzianità d.i servizi OD. d co'r renza dal SO giugno P lO· in ci· i ·ti nel a riserva ed insignì t i dell;on.orific · nza per ciascun:o indi ata. : DE CE RE ca. v. Zaccaria t n n te colounello ed i o distre to C.b ieti. - Nomi· nato uffi ·ia. e n Il'Ordme d Ua Corona. d'Italia. SlRlG~ ea.v Felice, maggiore medico id . la. ~- PA. ALE cav. Alòeri.o, id. id. apolL omina.ti va.lieri nell Ordin·e dei s. Maurizio· e Lazza.ro. DEL Pru RE Ga·ribaldi, capitano melico id . Fire·nze. ominato cavaliere nell'Ordine d lla Coron& d'Italia.
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Farm&olltl :mlUtarl B. de reto 2 lugiio 1910. R ti fìcato il ognome o H n ome dei eguenti farmacisti come risulta a fian.co di cia.s uno di e i~ B z.zoL~ E ·u yenio Emanuele, farmaci ta. eapo di 2• cln.sse, farmacia c ntrale. mi lita:re. - Bozz LA E m,ann le Eugettio. T'ODERf'Nl dott. Teodoro farmaci ta di 2 3 id ., ospedale militare Padova.- T ODERl J DEI LIA DI DE.L t... V LTA. nob. Tecdoro. R. d " reto 2 FRA
giugn{) 2910.
lNI cav. Gnidot farmacista capo di l a eia. · , ospedale m ili are Firenz& ollocato a ripo ·o, per ragioni di età, con decorren.za. dal 2'... giugno 1910A
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11 R . l RIDOLFO LIVI
ior generale medico.
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tenen.te colonnello medico.
tenente medico. - La chirurg' a onserva.trioa n.e i suoi .ra.pporLi con la tra.wna.t ologia ·e la leg ·e eon:cernente gli infortuni sul lavoro. Trat-tato di esegesi clinica in rapporto aUa Propooeutica. ·Chirurgica. ge:nerale e alla legisla7ione soda1e italiana . - Roma. 190 · ., S·o cietà editrice Dante Alighieri. (Vendibile presso l'utore, via XX Set.tenibra 89 p. 1°, Roma.) . L. 3 ID .. tn~ - L• ipotesi d~ell' e·\toluzione~ ~· tudt e ricerche. fila. sst~eia.z.iooe tip .. priv .. :2 ed1z. .• 1900. (Vendibile presso l'.Aatore. via X sottembre, 89 p. 1°) 2 D'E FALoo ANDRru., tenente colonnel.lo medico. - P'at:.o euesi on·ca. deUe ma\"""· ~at't.ie v.ascolari,, seoootive e nodula.ri degli occhi e de .li orgsni vicini. Un "•ol. in so di pag. 240 con 8 tavola fuori testo. apoli, ocietà ·comme.r dale libraria ltl05 . . 8 ha.RA.Rt L&r..LI FnA!IfCEsoo apitnn m dico.- ~to..n 1ale di b.roma.toiDogia. pei m&dicl militari. - Firenz.e,. 1906. Un voL in 16° di prlg. 484. 1(V·e ndibile, P~"eBSO· l'Autore in Firenze. scuola d;a.pplicazione li a&nit.& m.iJita~e). 11 CASAL! PIETRO,
bla&IACO PIETR.O, te,n en:te gen.era.le medico. - • 'uU'~ztone degli a.ttua.ti fucili da rra·e ·speeia..hne.n te de,J fucUe ito.Jia.no di picco! o ooHbro. in confronto ·con queUo di medio calibro. /Studi sp _ r~ment H. con 15 tav. di foto. a.fle e· radiografie ri.-
prodotte in fototipo rafia). - RomB l 03. (Vendibile presso la Tip Voghe.r a). a ID. m . -- Le operazioni più. fr.equ. nti nella. chirurgia di gu rra cm1 112 figW"e intercalate nel testo. -:- iranze 180 . {Ven libi1e prasso Io. Li b. E .ern.ardo
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Seeber Firenze) . ~ JANDOLO COSTANTIN0 1 colonnello me iic,o. Ofta.lmo copia ed ottica oeuJlstica. 8 ManuaJe teorioo-pmtico~ Un vo[. in 8 con 2 figure· 12 to.voJe. - N.a.poll, stabilimento ti.pogr.a.flc..o Ferrante., 1905. ( ndibile pl' ·g:o l'Autore. Roma, \l".is Princi.pe ...1\.medeo 4 7) J; MA . G1ANTI EZIO colo.:onello medico - Lo sgombaro acqu.eo dei fe·r iti nella. r.~ alle d 1 Po {1889', 1898 1905). Testo e proge:tto con Uhmbr.n~ton.i, premiati con 1dipJoma d, onore a.U' Espo.sizi.one internazionale di lilano 1906. (Vendibile presso I'Auto.r a dirAz.ione r]tò. miUtaoo) . In. ID. sercito e tu barco~ si. (- · o·tizie. - Pronlo.ssi. attuale. ~, .t à deUa chiame.ta.. - Ferma. biennale. Abbassamento deUa. ,s tatura).. Reh.1.zì.one .al congres o .nazìoneJ·e d'igiene 1906 'II ano .. (Id. i ', id.) . li· 8·ABELLlOO Un.BANO, oapitano medico. Fa oio.ture &d appa:recchi., fratt1,1re a lussozioni. - Firenze. tip. Barbèra.. • SA.LINABI SA.LVA:fOR E, ma gioTe medico. Vanstomio. e la. chirurgia operato.r ia della maniibo~.a. e delle partii mom çb,e lo. rhr.e s . ono. ....- Na.poU, 1'9 06. Un vol. in s• di pag. 130, con 58 figure inooro . late nel testo. (Vend1bile· presso l' ..l\.utote~ Corso Vtt'torio Emanuele 386. apoli) . 1 ID. m. - La chirurgit~. delle vio bilior.i 1\!Iemoria. onor.a ' a di un a tastato di lode deUo. ~ocie:tà medìco chirur ica di Bolotna.- ologna. 1903.. Un vòl. in 16° d i pag. 198, (V.endibila presso· l, Autore, Corso· Vittorio Emanuele 386, a.poli}.. _. S 1'UCCI STEF · NO, maggiore med'co Jjboro doc· te di oftalmolo ;·a. e d.i ·oli nica. oculistioa. nella. Reg·~a Univel"sitA di To.r ino. tudio sci. ntifico pratico· sui traurno.tismi! eu ari. Vol. di 242 pagine con 16 ta.vol - contenenti 63 mierofotogra,lie e con preta.~ione del professor G. RErMOND . dir ttore della. Re- ~a. clinica. oculistica. di T'o rino. Roma, E nrico Vogl era. 19 ·6. (Vendi bile :» presso la tipografia. .E nrico\ o :hara;, via Po 3,. Roma) . TEBll'l Fit.A:Nc:esco, tenente lonneHo medico. - Ricordi di microbiologia. pura ed a.ppHea;ta. - Un •1ml. in l~ di pa."'.• 408. Fi11enze. 1906. (V.andibi~e presso PAuto:re. :a cuola· d;a.pplicazione di sanità. militare, Firenze). • . ·. . . •· iD .. m.~ Le mBlat·t:.ie infettive diffusibili più frequenti n.el .s olda.to ita.l'ano. Norcìoni di erpidemjologia militare. Un vol. in 8° grande dJ. p·a.g. 29;8.- Firenze. 1907. (Vondibile presso l Autore, scuola. dtapplicazion · di sa.ni.tà. milit.a.re, Firenze). » V BDIA. To:MliASO,. ma . gior medico. - Il consllionte. Sani, a.rio Guida. p ratica per conoscer~ ·e cul'are le malattie in n senza del m dico .. III Edìz.ion -. Un oJ. di pag. 410; elegantie ne.nte rileg&to in eia. Ro,cca 'o.,.n Casc:iano. L. çappelli 1899. ( Ven.dibile presso i Autor via "N•apol one Ili o. 70, Rom .)..
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MEDICINA M -. L Gro·rnlll•
Giornal·o di medreina mi'llta re : 18&1- 188 4 • ·madrco d·ol R ogic, Eaerçi o &• dle11a. R'sgfa Me.~lna ; 1890·· 1890 à iornaJe· medico del Regio Esercito : 1~896·1907
A NO L'VIII ~ 1910
Fase.
I.
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O:NIMARIO IIIEHORI
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1•Perl aU. - La cura. dtl tetan.o • . • • . • • . • • . • • • Banl•ntl. - Il PUZO mo't'aie rispetto allo1 le!lge penale • P.a stera. - F'tiria i. oculat~e • • . . . ~ • . .. . • . . • •
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lUVl TE G'ENERA. LI Sftrza. - Riassunto di r tazloni .i-Opr~t due mis toDi m:lnist:frlaU compiut n.e li c ~nliiU deH"Amena del nordn.Jl'antunnod -l t90iil . • • • . • • • . • . onsg · 0• - La Qoi.SLIOnt' deUe dasio • • • • . . • • .. • • • • • • .IWI - T ..\.. DI
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a SOCt lA RQ' ANA DI PUBBUCITA -BOllA, Cors o Umber t o I~ 1.60.
IND~ ICE DB~LLA
RIVISTA DI GIORNALI ITALIANI ED ESTEBJ RlVJSTA
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EDICA.
PentJOite 1inistra
• .Pag. ~IVJSTA DI NK.VROPA.TOLOGIA.
Clmp,loal. - Contributo alla teor,ia tos: iea dell'epUesswa • RIVISTA m CHIRUllGIA
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ENERALE.
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Calrer. - Dl trazione,propTèSsha. degn a!l'eoli dentar.i : pertodoa:Ute diltUfa cro·mca. (Pfor,re:a
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R[VlSTA DI tlCU Ll TIC A~ Caldartr•. - Contributo aUo studio dei gliomi loef:pie,n tl della retina .•
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Vu. ·X SnTB:HDRK P .lLAzzo· DIL MunsTRR O ostr.A o · s~:u\A
d.Atrof»mdria mililate.. - 'R ì8u.ltati ottenuti dallo •peglio dei fOgli B&llit.ari delle ol.aaai 1869-186~; due volumi m 4·0 con a tlante VoL l (Dati antropologici ed etnologioi) con .A~lmt,e della PQ~reJia an·t .ropologioa. deU.' Italia. - Roma 1896 .. • • • .. • • .. • . • · • • L. 18 Vol. Il (Dati demografici e biologioi.). - Boola, 1905 • . . . . • 6 BD.O:nro e SJ'OBZA.. - Compen.d io di ohìrorgia di guerra compUa·t o aulla 11tona medioo-ohirurgioa déUa guena. di soeèsaione d" America. - Boma. 1888 4 volwn~ prezzo ridotto . . • . . • . . . .. . . . . . . •. . • .15 50 BBBN.a.J~DO e BaBZZI. Lo sgombero degli ammalati .e feriti iD guerra. .Me-
moria premiata al concorso Biberi. Un volume di pag. 276 oou molte dgure • • • • • ~ 1 3 60 e tavole gra6.ohe. - Boma, l.905 • • • •. . • . CUABJNL. La fatica nella vita milltare. Memoria premiata .n el canoorso Riberi 1904~1905.• Un. volum·e di pag. 330· ·c on 65 figure . Roma. 1908 • . . '6 ID. - Le malattie e gli infortuni. nella vita militare. Memoria premiata al concorso &iberi. IDM-UJ06. Un volume ·di: pag. 402 co·n tavole· grafiche e atatsaticbe.- RofiUI., 1908 ·CURA.~ -
E~ aposizip:ne
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sommaria deU~rdinamento e funzionamento del eer
vizio ·~nitario m campagna premo l'eaere:it.o :iti&fiaao. - Roma. 1906 • SA.&E. Studio sulle m.e diut:ini.t i (rnediaatizrlti. auppurative. uoe.aao mediaatinico). - Boma. 1900. Un vol. di pag. 144, • • • • . • .. • • • .H YBTL. - Onoma:tolo.gia. a.natomiC&. Storia e critì.e a del mode.r no linguaggio suatornioo. Traduzione libera i.ta.liana d.e i dot~ori C. P.BmTI e· C. Sroau., Boma. 1884. (Edizione rara) • • . • ~ • • • • le ft.f"iU cawate claUt tll'mi da guerru. Sinte&i deUa relazione sanitaria a.ugti
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esei"Citi tedeschi durante la ,g uerra franco~germ.~niea 1870~71. - Boma 1889. Un volume di p~. 348, prezzo r.i dotto. . . . . . • . . . • • • • NAYIU. Bt·u.d ii storico-critici sulla meningi~ cerebr.o-s.pine.le epidemi·c a in Italia e particolarmente n.e lr -rcito. -Roma, 1883. Un volume di p.ag. 262 con .2 tavole gra6.che. Prezzo rid.ott-o • • • . • . . • . . • . •. • B·A LINABJ. Le lesioni traumati.cbe dei centn oervQ8i.. Memoria onorata d.e l premlo 'Riberi. ~ Roma,. 1900. Un: volum.e· di pag. 320. Pre.zzo rid.o tto. » 8•0B.u e GtO-t.:lAJiUICLL-1. - La malaria. ·in Italia. Opere onorate. de.l 1° pNmio al ·concorSiO Riber.i. Un v.o lume oon 7 ,g randi t&v·ole "or-omolitografiohe. Roma~ 1885; prez.z o ridotto. • . • .. . • . . . . . . . • . . • ToM LUNL - Delle ma.1attie più lreqllentemente simulate o provocate. dagli in:sC'!ritti. - Homo., 1875 • • . . • .• . . • • • • • • • • • • •
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• - . - P-e r il'uqu:lsto delle op&rtsopra ~ndl•c.a.te ln·rla.ra commltstonf e vagU1 aWAmmlnlsfr:u!,DIIt dal CUorn le di medie na m1Utare1v:la XX Settembre Roma . -
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LA CURA D L TET'ANO OIROA DUE O:ENTURIE DI TETANlOI CURATI OOL METODO BACCELLI P·e.r il dio t.. G. lmperi~ a. ll , oapi.tan.o medico
L ' argome~ nto è se~mpre di attuali t.à e continua a fornire a.m pia materìa di dìscussione nei Oongre si, ccademie e ooietà di medicina e ~c hh urgia., ai periodici soien tifi ci ricca messe di o S·e rva.z ioni. Il tetano è .m a.Jattia piuttosto rara: ma il criterio della frequenza, che pure, in talnne occasioni -pubbliche ca1amità o guerre ~ pnò asssume,r e ancb''e so la sua importanza, non basta. a far porre in non cale Il problema com ple ·so ·e clifficìle della cura d·e l tetano. Chi ab bi a una sola volta osservato il quadro dra.mm.a tico dì questa infezio 1e, be uemde mtu·tirizzando, e rifletta quanto sia s·t ata. e. a. temuta e come possa diventare formidabile sui campi di battaglia., non può non riconoscere 1 alto dovere d'interes e scie~ntifico e il Dobile carattere nma:n itario, che, pre iedono allo studio del problema pond roso~ Gia chè mal rado i progre si dali 'igiene e del trattamento delle fari t , m al· grado le promesse della sieroter.a pia,. eh bene divenuto alquanto pi i1 raro cb,e nel pa ato 11 terribile morbo n.on ha cessato di far vittime ~ m.en..a. tu tta.via, non infrequentem~ente, ad un esito letale. Fin dalla più rem.o ta antichità. i cultori dell'.a rt,e. saln.t are si affannarono a. e . .cogitar mezzì per ·urare i t tanici ! m i or1iari d 11 a ~ ogenesi del morbo, il loro intervento doveva nece . ariameut limitar i a. lenire le atroci s,offe.r enze d i mala.t i: onde, fi'no a qualche anno do·p o la ·coperta di icolayer 884), la cura del tetano era put·a ente sintomatica e o .tacolata. dall'Incongruo trattamento delle ferit·e. ppocra.t e usava i bagni ealdi attribuendo egli al freddo la ca u a determinante del t-etano con~secutivo a ferite. amministra a inoltre. internamente . . ' ' gtusqu1am.o e absinte. aleno, Ezio, vìcenna e ulteriorm·ente, A. Pareo, ~ d'Acquapendente e molti altri fecero menzione o si .occuparono a . ngo de~l teta.no, , enza. ponare un contributo alla cura. Pr1ma. del p nodo ~ont·emporaneo i m·e dici avevano avuto la. opportunità di osservare e studJare il tetano nelle frequ·e nti guerre; ed essi provarono un enorme
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bagaglio di mezzi m.edici e chirurgici per com.ba.t tere la infezione · si nto tutta la.. serie dei medicamenti calmanti(oppio.,. beiladonna, ginsquia.mo, bromuro, etere., cloroformio, ecc), ed infine :si ricorse· dal .L iebr.eich e da.l Langenbeck al cloralio, che rappresenta il mezzo migbor·e dell'an ti co regime empirico. Fra. gl'int,e rv·e nti chirurgìci vanno ricordati: la nevrotomi.a. e la nevreeto.mia, la rimozione d·el focolaio trau~atico fino ali amputazione, la ottrazione di sangue ·eol sa.nguisugio o col sa.la.sso fino a1 deliquio. E, fìnalm.e nte colla coperta all elemento patogeno del tetanot la. terapia ien posta u basi ra.zion.ali. .el l Carie e attone riproducevano il morbo nel conigh merce ìnoculttrzioni di materiale. tolto da. una. pustola acn~tca di un individuo morto di tetano. ello t : o anno l · Nicolayer provocava il tetano negli animali inoculando loro della terra vegetale, in cni rinvenne de ba.cllli so tili - ìmi · rius i v.a. inol tr a trasmettere la malattia da animale ad altro a.nimale. Ro e n ba.eh nel l , i mostrò la identità del tetano umano e sperimentale. prodotto coli - in~culazione di t -rreno~ ·e riuscì a c.oltivar il bacillo di icola ·er, ma non in culture pure.. Spetta a itasato il merito d ll'i ola.me·n to del bacillo teta.:nico (l ), sebbene il suo metodo non abbia un gran v.alore pratico. Più tardi il a.nfelice riu~ civa a e. ogi a.re due m todi sicuri fa ili per avere ìl bacillo d· ieol a ·e r in cultur p n re. Ciò rese possibile. lo studio di tutte le pro~ ri ta 1 1 microrganismo tetanico e de suoi prodotti, le tossine tetaniche, eLe separate dali culture pure. costituiscono il. punto di ptunza per la i nterpr tazione del .m ·e eanismo della infezione e., cons · g u ntemP-nte p r il ~.- ndamento d;una cura razionai . ia nel l Rio h t ed _, 'ricourt e·r ano t·iu _citi a rend ·-re refr-attari degli a.nim.ali ad una. particolare setticoemia. u ueste tracce n.el dicembre l '\Behring e ita a.to eguì vano ricerch peri mentali sopra, animali r ·Cettivi aJ la ~ ·fterite al tetano, e riuscivano a immunizzarli .mercè inocula.zioni di tos ina e tricloruro di iodio a dosi progt·e~si vam.ente · rescenti: il siero del coniglio re o immune contro il tetano avevo.. pro~ prie, à immunizzanti e curativ·e negli antmah reeettivi al tetano. e~ marzo 1 Tizzoni e iuseppina Oattani riuscivano a re~ ndere refra. tari al etano piccioni e cani mercè dosi frazionate ere. centi di (lttltui i tet;a.no · in ,· ~uito altri anima.li, molto sensìbili verso l.a infezione ste --a topi, cavie, conigli, ecc.) ; e verificavano inoltre che. il siero d1 questi animali immunizzati aveva azione antisettic.a, imm unizzanbe cur ti va contro il ,. le1 o t tanigeno.. Il Behring ammetteva un az io
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.. . ntitossìca del principio attiv del siero degli animali resi refra.t tari all infezione, men~re Tizzoni e Catt.an.ì ritenevano a.vvenissé una i m.-· munizzazione. degli elemen i del sistema nervoso sensibili alla tossina tetan1ca e non. ancora ìnva i dalla tos in a stes a: onde la poca o ne· . ·una influenza. del principio attivo del siero sui fenomeni tetanici già in corso.. Tizzoni e Ga·t tani ri usci ano ad ottenere allo . ·t ato solido la . ostanza attiv·a del :siero di animali immunizzati, l'antito sina. Dopo queste ric·e1·che spe1·imentali ed altre analoghe · di Roux ·e Vatllard i pa:s ò a sperìmenta.re il valore della, sierotera.pia nel tetano del ruomo. Ma, p·rima. ancora che la patogenesi d.e l t · tano fosse chia.ram~ente in. erpretata e prima cl.e Ja. sieroterapia a.pri se l orizzo.nte a grandi spe;r anze nel campo della difterite e del tetano, il princip , de' olinici nostri, il prof a.ccelli, gia nel l ~~ in base alla t eoria allora. dominante ·he le tos _ine tetanigene a e sero per punt d'elezion·e ìl midollo spinale, di cu1 cciter bbero :il potere riflettore, ed in seguito ai brilla.ut.i risul ati da lui avuti neUa cura delle nevralgie n -uromialQ'ie e ne uri ti colle iniezioni ipo ermi che di acido fenic , ebbe la idea geniale dì aggiare l'azione terapeutica. d 1 ~· nolo nel tetano dell uom : e i primi sueees i,. che registrarono guarigioni di gra i for11e etanich , a. icurarono al m todo il valore d un.a con.q u · ta prezìos'" acq uisit& alla. :r:apia del tetano. DaU altro cant la ·i roterapia seduceva gli s udiosi e 'hnponeva al ctl,· e e JI .ammirazione per i felici risultati ttenuti n.eHa difterite.. Ma. con·t ro ogni fede essa non ha purtropp raccolto nel campo ·Clinico del tetano i successi che en1. lecito per:are da. quelli m raviglio i dimostrati nel te ano perimenta.le. ~ . erohe un m·e todo di ·c ura cos1 razionale., fonda. o su basi scientifiche tanto solide, non h.a da.t o i risalta:t i che. era legittimo a tenderne? La risposta ' tutta n l meccanismo patogenetico della infezione etaniea.~ Come quando .si ma.nife.ste. clinicamente ìl tetano. om ' e quando insor.o-e 1a contrattura tetani ca? I l bacillo di Nicolayer, pervenuto con una o1uzione di conti nu (chè ormai non s.i ammette più. nn tetano medico o reumatico}, in un punto dell organismo, ì vi rimane confinato o fis ·o ma non inerte: i i i moltiplica, per lo più in a _sociazione di al ri ermi che n. esaltano pi tt o meno il potere patogeno, ed ela bora tossi ne che sprigionandosi dall'atrio d'infezione, si diffo.n dono nell'organism. o~ Le vie d'inv.asione,. di diffusione, o di assorbimento el virn tetanigeno furono oggetto di ltt.nghi e pazienti studt sperimentali. Dapprima si ritenn · che la tossina t tan.iea veni s'e a sorbita soltanto da.' li n fati ci e dal sangue e ·coll'intermezzo di quesbo, r:.::\ggiungesse il midollo spinale e il midollo
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allungato, la cui irritazìon.e si esplieherebbe colla .c ontrattura. Già.. nel 1892 il Vincenzi amm.e tteva che la tossina tetaniea si :fissa spe· cialme.n te sui ne·r vi e sui centri n·ervos·, neì quali ess.a può rin enirsi, post mcwtem, anche se, il a.ngue è sce ro di tossina, come succede n gli_ individui che sono tati sottoposti al t rattamento dell'antitossina. E ciò veniva pure concordemente ammesso dal Bru ehettini, dal Buschke e dal Blume.n thal. Questtultimo,, nel 1896, inoculato sìero di sangue di una ca.via, morta di t.etano malgrado le .avesse iniettato in vita del siero antite.t anico, .a un'altra cavia, n.on vid·e, con sorpresa insorgere il tetano ìn questa: l'antitossina, perciò, aveva n eu traHzza.ta la tos~ina circolante ne·l sangue della cavia malata, ma, e.ssen.do questa. tuttavia e.oocombuta per tetano, ei doveva. necessarìamente ammetter& la persistenza e fissazione. del veleno te.t anico in un punto qnalunqne, dell'organismo. E Blnmenthal ricercò e potè rinvenire la. tossina, ancora a.ttiva, nel midollo spinale della. cavia morta .; col p:roc.esso di ~ 'alkowski rius.c1 ad es·t rarre e isolare una certa. quantità di t.e.tano tos ina, che provocò,, inoculata in eoniglì ·e: cavie., un tetano mortale senza. elevazione di temperatura. Il virus teta.nico propriamente detto risulterebbe, secondo Iu-men·th.a.l, da una. combinazione di tossina. e di sostanza cellulare delle ceJlule nervose., specie de' gangli spinali motori L -esperienza di Blumenthal veniva a d1mo. tra.re indiscutibilmente l'affinità o l azioneelettiva della. tossina. tetanica V@lr.so il . s:istema. ner oso oentrale e la. nessuna. azione dell'antitossina sulla tossin.a gia fissata ne.i ceub1. ne.r· vosi. Tali ricerche sperimentali indussero ad am.m ettere che l'a · orbimento o diffusione della tetano-tossina s'inizt, oltre che pel sangue pe linfa.tici, anche dai nervi periferici corrispondenti al territorio in~ quinato dai germi t tani eni e che, per tale tra.m ì e nervo o lent mente si ropaghi ver: o i centri nervosi; in.dnzione ques·t a che fn poi dimo trata ·e atta dalJe esperienze di Bonome, B:ruschettini Gumprecht, oux e Borre1. olia sezione dei tronchi nervosi che provvedono la regione inocula· a con. tetano-to ina: sezione esegttita prim.a e dopo la inoculazione venne iim · strato in modo irrefragabile la parte essenziale che sp tta al tra.mihe nervoso n·ell"as orbimento e conduzìone della ·o ·sina. ai c·e ntri nervosi e come alla fi azione deHa tossina stessa a.Ha ·o tanza delle cellule gangliari n·e rvose corrisponda la comparsa. della contrattura.. on quale m· ccani .mo q U·e. ta insorge? ourmont e Do- on ammiro un origine rifles a cio' che il v-eleuo agisse sulle. estrem.ità p·eriferiche de' nervi aumen a.udon·e leccitabilita; mentre schinsky ·a ru.uner ritenevan.o che l tetano·t ina e alta la e ci abili tà del mi-
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dollo s.pina.le e della oblungata i quali, dietro uno stimolo o impulso ~riferico sensibile,. provocano lo spasmo tonico+ Per Gumprecht il virus teta.nico aumenta la. eccitabilità rifless.a.. del midollo con un azione analoga a quella della stricnina; mentre,
secondo oldscheider, l tos ine tetaniche non produr bbeÌ·o una . emplice ittìtazion.e delle cellule nervose, ma una. vera e propria :a ltera.· zione del loro protopla ma pe~r l interme.zzo de' cilindrassili periferici (provenienti dal focolaio bacillare), parti integran.ti delle cellule gangliari pinali. E infatti Marinesco nellS .,, poi altri, confermavano tali vedute con reperti anatomici positivi, tratti da cavie morte di tetano.. consi tenti in le ioni,. di difficile apprezzamento, delle cellule delle cor.na anteriori · posteriori Tizzoni fin. dalle prime applicazioni ali u.om.o della sierote:r a pia. .a,ntitetanica, riconosceva una maggiore efficacia alle iniezioni di antitossina per quanto piu in prossimità d·el f. co]aio d,infezione venivano praticate; ciò che ~ in seguito, era confermato da B.e.h rin.g e da altri: in tal mo!d o si ricon osceva. implicitamente la diffusione della tos~i na t·etanica. pel tramite n rvo o. Secondo Popinion di ehring, fondata · n ricercb sperimentali l 03) il veleno tet&nigeno ·vi ene sol tanto in ·piccola parte· assorbito dalle t rminazioni nervose,: e o migra. lungo i cilindrassi in :seuso centripe.to· e la prima contrattura. insorge solo quando la to :sina, raggi un ti pe l trami te ner ·o o i centri de.l midollo, ne saturi il potere assorb n e delle ce1lule ga.nglio.nari ;. ciò che, caete,is pcn· 'bus . i verifica tanto più rapidamente quanto più grande è la qt1antità. di tossina che nelruni ·à di tempo arriva alle ·c ellule stesse: onde il periodo d'incubazione ' tanto JJÌ 1 bre e per quanto maggiore la dose deUa tos ìna ìniettata o per quanto · più tntensa., vi.. ·ulenta la infezione tetanica.. Col migrare del veleno ad altre celi ule gan.g liari del midollo, la ~contrattura,. da locale, diventa man mano ge.nerale. Il Behring crede -che anche le cellule gangliari del simpatico possano a· sorbire e fis. are la. te.t no-tossina; esclude cb e altrì el~emei ti del l e onomia animale, a~meno ne' mammiferi, sien capaci di fissar la tossina. Nell905,. Zup· ntk, merce num~erosi e. perimenti .su ca ie., cani e gatti dimostrava c~ e la.. rigid 'tà muscolare può anche verificarsi mediante. inoculazioni ~~ toss~na·tetanica in puntì, ove, prev·e:ntivam.e nt,e, sieno stati distrutti 1 .nervi pertferici, ma cio e soltanto posi bile ove s inietti un.a dose d~ V·e~eno superìore alla eo,m une. dose mortale m1nima e almeno d.oppta. di questa . . Nel maggio 1907 Carnovodeanu e,d Henri, in seguito a nuo e espeI:enze, venivano alla conclusione che la tetano-tossina -non e a-ssorbita
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1.. A C1 R.A DEL TBT ANO
oltanto dà nervi ·e che lo stesso veleno, in1ettato in un muscolo,. devepassare per la ia sanguigna e li n fatica. per prov~ocare il tetano : onde,. Passorbìmento :n ervoso non basterebbe da .solo a det-erminare la infezione ge.n erale.. Piu recente me· te ìnfìne, T.r oìsier e Roax ( 1. · ) b:an pr·ele; a.t o - all';a utopsia di nn. bamb1no morto di tetano - ,diversi frammenti della .sosta.nza nervosa, che.,, diluiti in soluzione fisiologica hanno inoeu]ato a delle .cavie: una, di esse, cui si era iniettata una c mulsione fatta oon un framm·en to del pavim.e nto del IV V'ent.r lc lo· e includente i nu:c lei mastica.tort, prese~ntò un te.t ano sperimentale' tipico, mentre restarono sen.z a ·Gffetti le inocula.zioni con emulsione dei fasci 'b ianohi del bulbo, del midollo ·e de' diversi nervi Oio avrebbedimostrato che la tossina-tetanica si tissa., con una pecie d,.elezione, ne.' centri ma.·s ticatori del bulbo ed a r-ebbe fornito cosi la piega.zione· sul predominio .e lla. contrattura tetanica uella sfera .del trigemino. Risulta adunque essere la. c-ausa della. contrattura tetanica nelra.ffini ta ·e lettiva de1la tetano .. fio... ··1na verso la sostanza nervosa, come ·pr~ ~ varono lum.ino. amen te ., asserma.nn e T.a kaki in ttn esperienza rimasta eelebr ·· affinità che determina la it sazione del veleno tetanico alJ.e ellule gangliari de.l sistema nervoso centra1e, cui lo stesso veleno infligge un. vero tr,a uma fisico, al te razioni cioè isto-chimiche ,e funzio· nali del protoplasma. La. fase preparatoria risultante dal tempo che intercede ft·a i l mome:n to d.e ll :i.nooulazione de' bacìllì capocchia.ti in un pun·t o 'd IPorg.anismo e l& fì azione de'' loro prodotti tossici ~n osta.nz.& deHe c llule ga gliari del i tema ner oso .centra.le, eos· itnisce il pe:r iodo d ' incubazione del tetano. Quest,a. lunga preme · a ulla patogenesi del morbo era nece sari p .r meO'lio intender·e come sia stato posto ra.zionaJmente il problem , deUa. cuta. e come q ue .ta, p r ciò che riflet ·e la sieroterapia abbia. in gran parte non ancora raggiunto lo ;scopo. Infatti, poicbè · n t ,. he Porgauism n1na.no i eomporta verso la. infezione teta.nica ·c m verso il bacillo di Kooh, cioe incapace per Io più a reagire poutaneamente con una imm.n:nizzazio11e attiva merce produzione di anticorpi o a.nti.. to ine, , come ha dimo trato il Vinoenzi, ohe non riuscì a rin enire la minima ra ·eia di a.nti-tossin a. ne~l siero di un tetanico guarito spontaueamente) l .a nti-tos in.& estratta da.l siero di .a nimali i'm.. munizzati contr il tetano, o lo tes o i ero .i qu.e .tì a.n.i mali,. o q n l qus.lunque altro m·e zzo chimi_,co che agi se come antidoto del veleno t tanigeno o fos e atto a n.eutra.lizzare la tetano-tossina aUora l· tanto potrau portare .ìcora.men te alla guarigione d eli infermo, q uand l antito sico all'uopo e ogt.tato e pr - ·.e lto .g iunga. nel torrente, an.. oigno d a.He, cellule nervo e durante la fase che. abbiamo chiama
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preparatoria, dell'infe.zione· generale, prima cioè che i prodotti de' bacilli spilliformi sieno assorbiti e fissati d.alle cellule gangliari del sistema ne,rvoso oe trale, cioe quando questi elementi sono ancora im .. munì. In questa proposizione è il .nodo gordiano della te.r apia del te . . tano: poichè, a prescìndere dalle virtù. necessarie e. sufficienti a una anti-tossina per riu~cire curativa anche se introdotta .a tempo oppor· tuno nell'organismo infermo, il proble:m a che si para dinnanzi al medico pra.tico è il seguent·e : Siamo noi in grado dì riconoscere la infe.z ione tetanica nella. fase. che p1·ecede. la fi.ssaz,i one della tossìna. al sistema nervoso centrale? O meglio: la tos ina, ancora . olta.nto pre.. sente e eircola.n te nel torrente sanguigno dà .s entore di sè prima che pel tra.mite nervoso abbia raggiunto le cellule nervose gangliari?· Purtroppo n.on conosciamo finora un segno c,erto, premonitorio della. ma.~ la.ttia.; e, quand'&nche un sintom.a pa·t ognomonico o de' se2'lli precnr· sori del morbo ne accusassero )a esistenza prima dalla contra ttur.a, la soluzione del problema, assai d1 frequente, .s fuggirà a medici curanti, essendo al più spesso gl'infe.r mi quelli ch.e decidono del momento ·iniziare la cura.,. fatta eccezione per que~ feriti ricoverati in ospe· ali subito dopo il t.r.a.uma {cio che .s egue di rado,, il tetano verìfican· dos· non infrequentemen.te par lesioni insignHì.c a ti) ·e· di que.Ui che, a. motivo d'una. certa entità del trauma.,. ahhiano invocato con ollecitndine l'opera. del sanitario. Una così grande d 'ffi.coltà e scientifica e pratica nel curare il te tano dichiarato, aume.n ta l'importanza della profilassi anti-tetanica. alle nozioni pr&messe discendono come necessari i seguenti postnlati per instituire, con successo, e razionalmente, una cura del te-
tano: 1° imped1re che i .focolai trauma·t ici, eventua.lm.·e nte inquinati dà ge.r mi tetanìgeni,. offrano condizioni favorevoli di sviluppo a' bacilli di NicoJayer; ossia. cercare di prev·e nire il tetano ; 2° tentare, di spegnere o sopprimere con. prontezza la orgente d'infezione·, a' primi segni di questa, cioè prima. che il te·t ano esploda. nella forma di contrattura.; 3-;) combattere il t~eta.no dichiarato in modo che, abolita. un'ulM teriore produzione di tossina. ed una. ulteriore di:ffusi.one o fissa.z ione di questa aHe cellule nervo.se gauglia,r i ancora. immuni, me.rcè la pr-otezione operata da un'immunizzazione passìva., sotto l'influenza de' poteri di resistenz& e di difesa dell'organismo e sotto quella di mezzi opportuni che tali pote1·i sveglino o eccitino, possa l'organismo in:w ferm.o riparare in qualche modo a' danni sofferti.
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CUBA DEL· TETANO
tali criteri terapeutici ec.atnriscono : I. - la profilassi a.n ti-tetanica ~ L - la. cura del tetano propriamente detta, )a q naie com prend·e : A) la cura ca.us.ale, che .PUÒ suddivider i in: ,a) cur.a locale () chirurgica · h · eura antitossica. B · la eura in tomatica.. *
* * I - ProfUa · i antitetanica. Comprende.: l o il trattamen.t o del focolaio traumatico, .sosp·e tto di essere ano'h e
f ·eolaio bacillare, cioè la profila .si ·c ausale o locale; 2° le iniezioni di ieri anti ..·tos ici a scopo immuni.z,z ante, cioè la profila . i specifica o ieroter.apia pro.f ilattica .
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ProO: assi causale o lo·eale.
Non di poniamo finora di alcun m.·ezz.o d, indagine se m p l ic , prai ·o p r decidere rapidamente se una ferrta sia anche u.n focolaio te-
anigeno nè e possibil neppure il pensare di ricorrere alla inoculazione sperimen .al e per ogni traun1atizzato. Le culture con semine di ma:te·r iale della ferita col metodo del Tarozzi (1), possono in 2 giorni e anche rim.a condurm. a tabilire la dia.gno i batteriologica. di ferit.a inquinata dal tetano. Ma ciò non sa.ra quasi mai possibile ne· feri i leggerr, che sfuggono ali o. servazione del medico· e anche n gli o pee dali una tale indagine non si potrebbe praticare che. per ferite · opett in 1uinamento, in ba.s e a.:' loro ca.ratteri clinici e al mezzo che l produ se. Peraltro queUa acoennab1 è un ricerca utilissima circa la opportunità di fare o meno delle iniezioni preventive di siero antitetanico, ma non aHr ttanto come indic.a.z ione di atti chirur _ici d. (l) 11 T t\.ROZZit ri er an lo un mod di · o l i va l'e :io. cultura pura. aJf aria. libflre. .anni o.n.nerobi {p u.do· ·t ete.nici) o piti abituali d Wintest.ìno umano· a di slcuni a1tri germi ewmili, rin·;.,. nu J: nfll cada. - re d.e ll U·Omo,. cioè tu ti gern1i sebi· ~ t.amenta . -pr·ofltt. riu d oUenern.u cuUure. pur in aerobiosi u ggiungen o .a-1 sub-
f 1cu.ni
nu ri ivo (tubi di. brodo o di .a.ga.r inclinato) d frammenti di tP uto pnreoehi· cuor di •c twia. coniglio, topo, ecc.). Assicuratosi do·U a sterili t& dei ubii co; l prepnro.ti, m re ' consef\r- 1Jo.n di e i in termosta.to fa, 37°) per due gi·o·tn~. i · mina U mot r.i l la es minar e li p - e in termostato : dopo 2 o 3 -ioroj ·previ& -sam in goc ia 1 eod·e nte per a· .i urar~i d. Ua spo.r-ul.az.ion·- av,.reouk\, riscalda Ja ·n ue r ·nuti iR posc:o. d. p s:ag i in nuovi tubi di cu]tur& mpre
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DEL T.ETAN
moliti i,. una lunga esperienza avendo dìmostrato che questi, anche pratìcati immediatamente dopo il ·t rauma non rtusctrono per lo più ad im.pedire 1l tetano. Onde non è qui il caso di porr-e H problema circa la soppressione o meno del focolaio traumatico in relazione alla. .rara ·eve.ntualit.à.; che per lo più ignoriamo nel .caso concreto, della presenza di bacilli spilliformi nel focolaio stesso.. La indicazion·e d i un a.tto chirurgico d·em.olitivo, sarà percib e elusivamente ubordinata. alle comuni norme d·ella t;raumatologia. Pei rapporti eventua1i col teta.uo ogni ferita Ya trattata. con. rigo· t'Os& antisepsi, allontanamento di corpi estranei, escis ioni di parti uecrotiche (favorentì lo sviluppo dei bacilli tetanici, oome ha dim.o:strato Tarozzi) rimozione ac ·nrata. dei coaguli sango.ig.ni e .c rupolosa emosta i, avendo il Vincent provato sp rimentalmente (l 07) che i o-rumi sanguigni offrono al bacillo di Nicolayer un mezzo di cultura inerte, protetto contro l' inter ento leucouitario e quindi contro la fa ..
gocitosi.
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Di graziatam~nte, pur usando tutto il rigore possibile nella. di ìu.. ' ezione della ferit.a. non _empre si riesce allo scopo, particolarmente nelle ferì t molto a:nfrattuo e: in quest' ul i m _ easo è perci indica a la completa ~estirp.a. z.ìone della ferita, bene inteso ove siavi sospetto di
inq uinam.en to .. I Giapponesi nell' ultim& guerra di anciuria. ebbero una mortalità minima s.econdariame~ute ,a fe;r i te e una n1ortali tà p·e r tetano di gran lunga inferior.e a quella ' erificata.si fra i Russi per la s e a causa e 1
nella gueiT.a m desima. Il m·e·r ito di tali risuUati fu dai iapponesi attribuita al sistema di medicare le ferit·e, col bai. amo del P rù. Onde Bockenheimer, nel X -. ongre so d ella tocietà T·edesca di chi :in pre -nza di tessu o 1·r · ·o ·· , in qu ti non :si av ... e una cultura pura del bacillo ~eud:o . etanico ripete la .s terilizzaz.i ne ·e il trapu:t.nto, ciò fino al ·o·t ton t-e tlna. ul tura pur.a .
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. on questo . e ·o procediment H To.rozzi è riu cito n c lti · are in cn]ture puro, ln 8 ·' obiosi~ i1 bac. tet.:n1ic:o mer<:..;, s n1.ine di m teriale, in 1uinat ne• mezzi nutritivi Predetti e <!on riscaldamen:ti s 1 · ce ivi a 0° per pochi minuti (non ptù d1 cinqut~). . L ope·r&zione è anche pos ibU · - e più ra.pida- in. brodo c nume a, cni siasi agg~':litlto un fra.mm n.·t o di t uto .i resco e· terile sia. c sr. per qua.Jch m.i nuto (non ~lu di cinque) riecaldato a:Ua. el oHlzi.o ne in autoclav (tlla -za superare 106°-IO· 0 ) e:po _re.ff~dd a ento, vi e i s mini d l n1ate ria le da es.a.u in s.re (d Un f ri ta so p tt a n.e l ln dtscorso. "f _\ROZZI: 'rdla biologia d" alcun· germi anaerobici e su àl 't tn fac 11~ zzo, ·d i cult:,u ra dé1 medceaimi. ~i/O<nna medi"a numeri 6, 7 d l 90-. . E MA.GISTJns. on tale m t-odo minando il n atol·ia.le· raccolto do.lla fe.rita di un in lViduo morto d" •~ . • . . - or-e a co l ttYa ··t b. . ae.rob1os1.. • . . . . _ · l ~tanot r1u et m 2 - 1· ·]. • etano- 1n 0c. 0 ·nltori s.ie . . I ·d' h . ~· C a ,,. 4: u a.g :rt. 190 - '1 . · n:z·e • e lt' ·· e aturi:hl (art:
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· R.A DEL 'l'ETANO
rnrgia aprile l 07} giudìca,va. tale m.e todo di cnr& deUe. ferite in cam..
a. na. come il più utile e pratico, considerando qua;nto, sia diffi.cile il tra ~ amento del t.e ta.no in gnerra., sia profilattico che curativo, per mezzo del ie.ro antitetanico. Recenti studi sperimentali del nte.r dimo r.&11o che il balsamo del Perù. «impedisce P infezione. delle ferite e la. formazione d i grossi fie·m mon i gas.soai nelle fente già infette ;. ha p·r oprietà. antisetttehe anche contro il bacillo del tetano:.. Dal 1905 uter ne pratica. l applica.zione in un modo semplicissim = la.va con benzina .l e parti viciniori alla ferìta, che riempie poì con balsamo pe· ruviano st·e rilizza.to. olm.e riferiva. a.l
,.. VIII Congresso della: ocie·t à Tedesca di chirur ia ( 14~17 aprile 1909) di aver ottenuto ottimi risultati nei feriti vittime del terremoto calabro-siculo d. el 9 8, medicando le .ferite con bai amo del Perù. 2:) Proftlassi a mezzo dei. sieri anUtetanlei
(o di anti-·tossln.a see·ca }. precisamente nel campo profìla:t tico del tetano che il siero anti~ tetanico (o l anti .. tossina secca),. econdo il cons.enso quasi univel~~ ale -.
olg·e nna real - efficacia. Tuttavia, ancora. oggi, parecchi autoreyol i osservatori sostengono che il valore immllnizza.nte del siero antite,_anico nell uomo è ·p iù in.do to che d imo · trato, non possedendo un valore assoluto il f'a.t to che molti feri i, cui furono praticate iniezioni del siero in parola ;a, scopo preventivo, iano poi andati Immuni dal te.ta.no, da. l m.omen ·o che non era. ìn precedenza accertato l inquinamento dalla ferita. ' i dubb1o i dopo le prime appliea.zioni. .rispondeva nel 18 7 il , izzoni, colla publicazione di tre casi oc"'Or i nell uomo, nei quali, per nn disgrazia. o ace id ·.· n te d i laboratorio, si era potuto a. ver la certe.zza. dell · nq uina· m·ento cleJla ferita con ma eriale tetanioo, e nno dei oa.si riguardava. il do . Hu chl~ (17 ottobre 18 ·.3): ìn utti tre i ca i,. · v.e ro. in:sor~er li "ti Hin mi tetanici, mal ra.d.o la iniezione di siero antitetanico (da. l milione a. l. 00, O u. i.) pr ticata. immedia.t amente d.opo l'a. ·ci dente: .a ltro il t tar o maui~ - to sì in una forma appena sbozzata, faciJ m n · :omabil colla i roterapia~ ella letteratura. medica po teriore h ri. on -ra o &l ri du ca i con im.ili: uno os er ato d.a.l iistel", eh n. tatò nn etano da materiale tetanico di laboratorio,. a. decor ·o m.olto gra e. malgrado 1 iniezioni di siero antitetanico a scopo pre.v entiv f: im:me u\!' men: d po l'accident in eguito, c.a so p·e raltro ter mi n to in guai ic:rion · l' l ro, ri~ rito dal "'endel, a for1n& leggera. c
I .. A. CURA DEL TETANO
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locale, pure p· r ferita da ac,c ic ente di laboratorio, occorso in un inser-· vie.n te ~che maneggia.va materiale teta.nico. Casi di tetano verificatisi ·n feriti, ehe ricevettero iniezioni a scopo profilattico,. e ne oonta.no ormai pa,r ecchi. e hanno riferit' O· pubblicati: Re~ nier, Peyrot at\clair, De Sèjour, Zoge Pochha·m m·er, Deutschlander, Lop,, ar, Berger, Bolieri, Viseontini ecc~ e molti di tali _asi ebbero ·e ito funesto malgrado il tratt&mento ~curati . o più energico. Be~er, a. ev:a raccolto fino al16 maggio 1897, 5 casi di tt'-· ta.no sopravvennto m&.l grado le iniezioni preventive di siero antiteta.nicot!16 dei quali ~con e ito letale (mortalità del 46 p . 100, superiore cioè & quella media forni tac. i dalle diverse statistiche per la siero terapia curativa., s nza iniezioni a scopo profilat ti co). N ella letteratura. medie& posteriore al computo del Berge.r, ho ra:ccolto altri 4 casi di tetano in ind.ividui pro.filassati e nonostant·e tutti soccombnti mal rado . l ulteriori, ripetute iniezioni di .siero a scopo curativo (Mauclair l$l07,. Viscon.tini 19 Qlieri 1 Falcone 190 ) : perciò si hanno 39 casi di te~ tano verifi.catiFJi malgrado le iniezioni preven.t ive di siero antitetanico,. ~con 2 esiti letali (mortalità d~l 5 p. 100). Ma il Berger incolpava del fatto un errore di te nica. n lla profilassi, riferìbile o al ritardo. delle iniezioni o al1a mancata :r ipetizione di ·e.sse. Qttesti re ul tati se non in firma. vano il al or profiJattioo del i ero . a.utitet.anico, raffredda ano peraltro gli - entusia. mi verso la. pratica delJa profilassi : cos1 Reynier, prima fautore, n divenne indifferente O· avversa.r io E Delbert riferiva ( 07) he dac.chè la. i roter.apia prev utiva era. stata impieo-ata. .a Pa.rigi, la. mortalità per tetano era. stata cti 176 dal 1 6 a.l 1 UOO e di l oB dal 1900 al 1905 · mentre innanzi era tata di 128 dal1891 al 89~ e di 125 dal 1886 al R90. J~o ·Che1·ck si mos ra, al contrario, e.n tusia.sta della sieroterap:ia preven.t iva · rifer".s ce che n'el 1903 nel gìo:rno d Ila glorificazione de1la indipen lenza decrli . ta:t i niti, su. 5 ·feriti non profilassati contro il tetano 16 mo .. rirono di que -ta. malattia.; fra. 87 , 17 feriti profilassati rispettiva-m nte ne1 904:-9 *906 non verifi.cossi inv·ece nes un caso di tetano. E così molti altri riportano in favore statistiche analoghe. Ma qnesti non costituiscono, come. si dis e; elementi dimostrativi in modo asso-· luto, perehè non s.a ppiamo se era o no avvenuta in preeeden:za l'ino-· eu lazio ne del virus teta.nico. Calmette nel 1· 3,, in seD"ttito ;a d esperimenti su cavie, preconiz::2.ava P uso del Riero an ti tossico .secco . finemente pol verizza.to a scopo· ..:prev·entivo, d,a.. ìmpiegare localmen t~, nelle ferite. E per qualche tempo· ;fn spenmentato largamente, pare con successo. Il etulle, che ne è, pro .. , ngnatore, ne stabilisce cosi la tecnica: lavaggio della ferita co11 un oo
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- RA DEL 'T ET
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m une antisettico· asportazione di ogni corpo estraneo; spolverizza.:zi ne del siero antitetanico secco sterilizzato, ave,n do cura di riempirne bene le anfra.ttuosita della ferita· medicatura antisettica; dopo 14 ore i oglie la, com pressa per vedere s la ferita si a v via alla cicatrizza z,ione per prìma o se comin.cia a suppurare ; in quest' ultim.o m\so e, ·con igliabil di rinnovare la medicatura fino a guarigio.n ·e perfetta. Tutta via, dopo qualche anno di es p rienza, si ·on ta arono nelPim pieuo l a.l del siero secco Calme, te gli ste si insuccessi avutisi colle inie~ .zioni di si ro liquido; e. l unico antaggio di quello u q u st'ultimo è la con ~ ervabilità a tempo indefinito Un& prova pi u dimn tra ti va e con.vinoente della bontà del siero a,n· tite·t anico a titolo preventivo si è a v uta nel campo vete~rinario e, princìpalmente, per merito di ocard, he ne stabiliva le modalità pratiche ne illu trava i primi, plendidi ri ult.a i o tenuti sopra gli animali equini nel primo semestre el 5 (mercè due iniezioni a scopo preventiYo di l centime ri cubi di siero ciascuna e alla distanza. d· l ~ giorni l'una dall altra . uHo st ·o argomen·t o ìl .aillard riferì . a, recent -. mente (Accademia 111 dic.a di arigi : 11 giugno 1. ), dei dati vera1men te mer.a.viglios ·. pr curatisi con una ì , chiesta limitata. alla pra.tica di 10 v terina.n; da -e a. emerge eh su 13,12 - animali cui, dal 189 al 190 furono praticat inoculazio:n i preventive secondo il metodo del oca't"d, per operazioni chir 1rgiche in gran parte, o per &cc· denti trauma tic i,. nessun ~a o i tetano sì ebbe acl o. s rva.re, negli inoculati. a,, tornando alla sie~ roter.apia pteveutiva. d Iruomo, ,s orge spontaneamente q ue. ta ohbiezione · è sempre a p plìca bile al P uo.mo ciò eh s1 erimenta con succes o nelFanimale e conchiudere infallibilmen -dalPanimal ali; uomo? La. os erv zione clinica ci offre la risposta ne· ati va a ~ che nel campo del tetano: e per ciò che at inge al al ore pro· filattico del siero antitetanico i 39 ca."'Ì di tetano nell'uomo, manife· atisi nonost&nte le iniezioni preventive. costituiscono un. elemento di fatto, contro quel valor·e, non tanto lìeve, come vorrebbero molti. Il a.illard a. ri ce che, m ~ rcè una sa.na citi a, cioe escludendo i casi -succeduti ad ini zionì tardive o non ripetu e o fatte con impiego troppo ri retto di siero . il numer degli insucce. si s.i rtdu.ce ad 11, cifra insig ìfìca.nte rispetto alle migliaia di feriti profi.lassati in tutto il mo.n.do da l l H in poi. È questa peraltro una pre.sunzioue, che manca. di valore alla luce dei fat i, riflettendo quanto ia raro l'inquinamento per tetano d Ile feri e come l infe.z ione tetanica non eia sensibilmente diminuita nè abbia scemato di molto la mortali t· per essa, dacchè si applica la .s' rot rapia e profila.ttica e curativa. a il aillard afferma che le o ..
LA CURA DBL TETANO
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servazioni contro il valore preventivo del siero antitetan ieo Dlancanod'i fondamento, specialmente se dell'anti-tossina. si fara c un uso più giudizioso ~~>. Il siero non esercita .alcuna azione ba ttericìdat ma neut.ralizza. semp1ioemente il velano prodotto dalla. ·coltura. del virus, ed esso, mettendo l'organ.ismo al riparo dall'intossicazione ed eccitand(} l'attività fagocitarla contro i bacilli~ d __ al chirurgo l'obbligo e il te.mpo. di sopprimere la sorgente. pericolosa dell' infez1one: onde 1l siero esig·e· dei mezzi sussidiari Vaillard st.a.bilisce queste norme per le iniezioni preventive : iniettare non soltanto 10, ma 20 centimetri cubi di .siero (e· ·anche 30 nei gravi traumatismi); ripetere la iniezione una volta alla set'timana fine h è è in atto il focolaio traumat.ico, e ciò in. base al fatto aeeerta to da Behnng,. Tizzoni, lmbert ed altri che Pa.zione antitossica del siero e di breve durata., n.on più di ~10 giorni. Altri~ fra coi VaHas e lostes.s.o Behring, consigliano di rì p etere le iniezioni ad intervalli più brevi, sec.ondo Vallas al 1°, 8°, lO giorno dall'accidente traumatico. Ancora. più. re.c entemente ( XII adunan.za aunu.a le della Rooietà Italiana di chirurgia, Roma, 31 ottobre·2 novembre 190 ), il Solieri, che dal 1906. applica. la sieroterapia. preventiva nell'ospedale di Grossetof. sosteneva ·c he la profilassi deve farsi in tutte le ferite sospette d inquinamento con virus tetanico e « la iniezione profilattica deve e· ere il più poss:ibile precoce, di forte quantità di siero . praticata il 1o, 2\,. 6° e St} Cl 10° giorno da lPaccidente traumatico e « ripetuta ogni 8 giorni fi.nchè la piaga non sia completamente .spoO'Ha di parti necrow tiche e granuleggiante :.. Fra .gli autori ehe sos.t engono la ttilità della sieroprofì1as i cito ancora: Reclu~, ohwartz, Ma.raglia:no Herold, Kocher, Wendelt Berger Labbé, Luca · Championnière ecc.; me.n tre Reynier e TiHmann riten.g ono che il valore dell' ìniezioni preventive di siero non è accertato e non le raccomandano. Tillmann riferisce (1907) che, in 5 anni, nella Clinica d lla. Charité, si ebbero soltanto 7 casi di te,tan.o .·opra 7000 fe·~ riti: ed egli non cr·ede. Je, iniezioni di anti-tossina. comple.t.a.mente innocue per un organis:m o sano. Reynier a se~isee che, ·e~s ndo l' im m U ·nttà c.onferita dall'anti-tossina di breve durata, bisognerebbe ripet ·re ogni 8 giorni uua nuova iniezione senza sapere quando arrestarsi,, H baci11o di Nicolay·er essen d. o stato ritrovato nei tes .uti anche dieci .me i dopo la sua introduzione. E in tale indeterminatezza il Rej nier cred che non è pos i~ bile utihzza.r e nella.. pratica i dati del laboratorio tanto più che non è dimostrato? come vorrebbe Vaillard, che il tetano in i:ndivid'ui profiJassati col siero sia una ìntossieazione att nuata., essendosi ve-
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LA. O'C RA DEL TE
rificaii 18 morti fra i l
casi ma.nifest.a tisi in
NO
1:-a.ncia in tali coudi ..
ZlODl.
Ricordo ancora che la. a1eroterapia prev.e nti va ha fatto cattiva prova nella gnerr& rnsso-gìappone e (Pochhamm.e r, Zoge von Manteuffel, Born· ba.upt: XXXV Congresso della. Società Tedesca. di chirurgia 19061. Tuttavia l , cher sostie.n e che i dovrebber-o fare~ tnie. zioni profilattiche in tut:ti i asi di ferite in guerra, Pesa.me delle calza.ture dei solda.t' praticato in - erma.ni in nn.m ero e guarnigtonì, avendo fatto riscon.· trare il ba illo t tau ·c.o 1 el 18 p. 1 Iu talia la sieroterapia. profilattica. è , carsamente applicata. ei feriti, vittime del terremoto Calabro- jeulo d.e l deeem.b re 190 i ve,. rifìcarono r ·lativamente all'enorme copia d.e i fertti pochi .s1mi casi d' tetano sebbene no.n ìa stata. loro a:p plicata la .ierotera pia a scopo pre· v ntivo . • ~econdo Roux, F 1cacia. preservati va del siero antit.e tanioo puom&nc r per la di sociazionet oceorrente. in cìrco · . anze ·s peciali de,} com· po to inat ivo tos.s ina +principio antito. sico. Con ·. lnd t·emo che la. profilassi a.n tite ani ca va es gui ta.. ·con due· m zz.":
l a tra , amento chirurgico d Il ferite oculato, cru polo <1 energico· _ ~ iniezioni d t i ero antitetanico (o di antitossina. S· c ·a) i1 piit po ., ibihn nte precoeì,, .e uerose, ripetute,. In ordine .a. que to s.e condo compito sarebbe. strano gene·ralizzare 1uan :o · ri .apn o eh il te . no è tanto raro· e , o perciò sarà adempiuto ne He ferì te pette, d in q uinazione ·ol viru.s tetani co... È a.dunq ue opport;uno d i pratìcare~ , enza indugio, ],e iniezioni di sie:ro a. scopo preveu· i \ o : 1 eH f rite gravi da chia ciam~ento (Reclns - nelle ferite imbra.t·
so·
t .a te di terric io ra~at le od. altro sudiciume in quelle cout.enenti rpi ·tran i (pr iettili d arma da. fu co. cenci di toffe, spine cb.egg~ di l gno rini o peli di equini, ecc.) e, speoialm nte, in tutte le ferite lac r o la ero· ontu e a fond n erotico. irca quest ultime lesion· traumatiche, ri ·onosciute da' IJiù fra le indicazioni di mag iore opportnnita della profiJfl. i, il generai m dico Ferrero di Oava.llerleone · :, r ava (XXII Con r Soc. i taL Chh ..in n anzi citato) che c n .Ila maggior parte. dei feriti di M ina. e Cala.'b ria, vittime del terremoto del l J , n ·ro i erano molto e tese a profonde: eppur , da' dati ra.c olti fino a Bora, il numero de a.._ i di t t ano che si manifestarono i n q u i feriti fu rei ati va meute assai .'carso :. , pur ess~endo le ferì te in. · ma .sima pa:r , lac· ro-contu ·e, con fratture espo ·te , ·operte d'una patina di . rriccio: e la. raori hà della. inf z1one ·t etanica in un cos1 enorme nn m·e ro di feri .i n n poteva o;ttrì bu.ir i alla ,·iero era pia pr ventiva, che, e fo se tatll
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LA CUBA DEL 'TETA .~O
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in essi ,p raticata, avrebbe potuto a.u torizza.r e a formulare conci u ioni che la scarsità del tetano e di altre infezioni delle ferite in condizioni che avrebbero fatto emere il oontr.a rio, po a a t ibuir i al fatto che le ferite necroticbe si pre"" sentav·a no l& mas.s ima parte asciutte s.enza. s:egni di reaztone infiammatoria, anche quando i feriti furono dissepolti dopo 6··6 giorni·· ed egli non sarebbe alieno dal ritenere che vi abbi con or o la cal e in me.z zo alla quale essi i trovavano s·e polti la quale se non a.g1 da vero -dtsinfettante, agì. certan1ente. come ass rbente ». ~· rronee sulla sua efficacia. Il F~errero ritie.ne
II. -
• 1 ~a d ..J t t:auo Jlroprilnnente d t.ta.
Comprende, : A) la cura cau. ·a le · B) la. cura intoma.t ica. A ) ·Cura causale.
'i suddivide in : .a,) locale o eh ìrurgica · b) antito sica. r ) Cura locale e chirurgica.
Dinanzi a qualunque caso di teta.no, sia aspetto che dichiarat , il r· mo dovere del med.ico pratico · di ricercare, olia massima dilig n.z a, la porta d'' entrata a l virus t tanico. È obbligo strettamente impr scindibile di trattare le ferite eol1e norme dell .a sepsi e dellantisep i l più. crupolose e rigoro e,. da. questtii operazione mancata. o m.a .lfatta, dipen· dendo il piu delle olte lo sv"luppo In intos ic&zione ganetale di una. infezione locale. Dagli studi sulla. resistenza. del irns te anigeno risulta. che han pro·· prietà di a·t ti i disinfettanti p·· r lo stesso viru ; lo iodoformio ( ~ r . . mani, Behring)., le oluzioni di sub1imato al ·2 p. 100, coll'aa,giunta d· .acido ·loridrico (Tizzoni e Oattani) e, più di tut·t i, la soluzione di nìnitrato d'argento all'l p., 100 (Tizzoni). egli ult1mi tempi è tato · 'pes o n sa to utilmente, a scopo antisettico, l ·acido fenico (dal 3 al 5 p. l O pe~r lavag·g i o impac·c.hi, puro per cauterizzare le ferite imbrattate o suppu· ranti o ricoperte di cenci necrotioi, neutraliz,z&ndo l ''eccesso di a:eid.o feni o con alcool a soluto) : secondo il enoit il f~n.olo agisce sul bacillo di Nicolayer piit energicamente di ogni al tr an ti ettioo ·c linicamente adoperabile. Altri preferiscono il perossido d idrogeno ( t 0 ::) pean~o dt creare,,. collo sviluppo di .os igeno, un am.bien.te contrario al acdlo tetanico, e altri la tintura dì iodio (Bìug).
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L . G .RA OEL TETANO
}."~ n ce sario inoltre a· praticare una ~diligen.te em.o stasi della ferita e l'allontanamento di gru.m i sangorgni (che oifrono un mezzo favorevole di viluppo a' germi tetanioi ... Vincent)· così vanno· a-(}cnrata.men e rimossi i corpi estranei. Già Larre , a fine di troncare il processo morbo.so, .a veva consigliato lo ;Sbrigli.amen to e 'la caute,r izzazione della. ferit.& e perfino l ''a.m pn azione d Il .a rto leso. erger, in seguito a' primi studi. sulla pa.togenesi del tetan , si ~ ce strenuo propugnatore d interventì a.e molitivl; e con lui molti altri, fra CllÌ Luca Chsmpionnière, soste nero e praticarono la cura chirurgica locale, a c.opo ;aboi ·t i o ; ma i risultati non conispos~ero ali, aspettativa, in quanto obe·, dopo la esplosione de] te~ tano,. non i è per lo più in grado di sopprimer -, coll'amputazione e colla disartieolazion , tutto il focolaio morbo o. In molti. casi l'intervento ehirur· gico oosì. va tamente, ··,ser, itato non dimostrò alcuna influenz;a s-ullo svolgim-e nto della infe.z ion che termino spesso, tuttavia, c.on esito letale: e risultati negativi i ebbero egualmente nellle ·c liniche, o~ e le norme chìru "giche ono ppli -ate col mas. im.o rigore. nde il Tilm:a.nn poteva con luder·e in un uo lavoro ull arO"omen to~ di tr· a.n.n i or sono he non ba ta. aUonta.na.re il focolaio traumatico e anche tutto l ·.a.rt.o ma.liJ'rado !opinione che il bacillo di i ola.yer re ti ,confina.to nella. fe rita e di qui elabori e, diffonda le sue tossine nell'organismo~ n a to demoliti o · ta:nto piu pro- a· ilmente · quasi certame-n t va. no, q uan più tardi d.a lPaccidente rauma.tico i v.e.r ifi &;, l intervento. Qne to po~ trebbe riu ·eire utHe dura n e H peri o _o d ~incubazione del t tH.no, ·io· poco dop _ !accidente (quando, ove man h' no le comnn.i indicazioni n -n . i e ue certamente un. a.mputa.z ione pel .so petto di un inquinamento che non può f:::i ere re ente) o ancbe subito dopo i primi imi sintomi del tetano.. imon che r centemente (l ) ha adotta o questo prìn~ ~ ipio., con succes o, h1 d n asi di te ano acuto, di e 'h si può ~er lnpr _ut rizz ti a. praticare ra putazione di parti piccole, di a ) n ·l tetau dicl1iarato . a svolgim·e nto l · nh , e in oasi gravi simi - d.i e ·ano a brevissima ineu bazione ~ ;a,.nche d i a.rti ìn tìeri, _e l intervento pu · giuno·ere p o dop l inizio d·e l morbo. -Ha chiruraia di o·u rra puo riu eire utile imitare 1 -i appone. i .: m di~care i · le f rite ol bal amo p ruviano ..
t ) Cura antitossica Dt1 - me,z zi, orma
lungam n e speri m . uta i, pos. on
riu oire u ili
aH l' zfua ,o
iniezìoni ip d rmiche di acido fenico, m odo di cura. inì· co.m piuto per op radi ·· ui o a ceBi:
LA C ' R
DEL TET..\N ·
737'
2' le iniezioni di siero antitetanico (o li anti-to~ in a sec a. , metodo d:o vuto agli stud1 di ehring e i.t a ato · Tizzoni e Cattanì ; Rou. e Vailiard · due si temi di cura che lo po·siamo bene affermare, sono gloria
d; Italia. Tratterò prima del ·m etodo de~ l grande clinico no tr , sia p r motivo di cronologia, sia per r.a.g:oni di prem.inenza da esso dimo rata nel valore curativo del tetano umano. A due metodi in parola faro seguir altri dn.e sistemi di terapia., i tituiti pure a copo antitossico, quali l opobera pia nervo a. e
la cura a mezzo della. colesterina, finora mvlto sca.rs.a .mente applicati. 0 }
ll·étodo BaeeeiU.
( Cu:ra de.l tetano coll ir~ie ... ioni i1>ndermich di f. ni co). el 188 , incaricato dal Ba. celli il tt. ualdi, omuni a a al I Congre ·o di medicina interna in Roma., il primo ca o di teta.no nell'uomo curato e guarito colle in i zio n i ipod .1•miche di a ido fenico nella linica. medica di Roma. L,illllstre linico a.v va in preceden za perimenta·t a, con esiti brillanti oltre ogni dir -,. l'azione s cla.tiva e cura iva el fenolo, ad alte do i (10-l5p20 ce~ ·t!Ql'. pro die) nelle nevralgie e neu~ romia.lgie, diffuse probabihnente di oriain inf ttiva .. Il ~ ac alli, parten o dal , oncetto che gli -ffetti tossici del tetano si licano con nn aumento del potere riB. s o d l midollo pinale, intuì enialmente eh l'ac ·do fen'co potess.e rivela-·e un'azione sin.aolare sul tetano come <ff: in i .. bitore o almeno 1noderatore del potere riflettor dell'infezione t·e t.an]ca ulla corda spinale :. li~ico sopratutto, .- enzA. indugiare in prove d i la bora torio a ri er~ carne gli effetti sul te.t ano ·periment.a le, il BaeceJli a .pJicò prìmam n te la ura. disegnata in un u mo infermo di te· ano gra.v e la cop rta. intuì a e applicat s;egi ò il primo pl ndido ncce .so del uuo o m·etodo nllo pav entevole morbo.. eguirono n l 0-9 altre t o applicazioni del m tod di cura i1 ca. i tu ti a volgimento cli11i o ev ro. Altri .ucce _i pi ni,. aumentarono la fama al m zzo c 1ra i· o ed al] opritore. Il momento peraltro non er ·. aHora propizio per in vitat·e gli studi i n -Ile cliniche o negli o pedali .a periu1en are il me.todo nuovo.. ' a Juce fat.t a sulla etiologia del tetano aveva aperto i la,- oratori a ric r be fe·b brili per la c.ura del1a malattia oo1 siel'o degli animali immunizzati contro il tetano. Disgraziatamente i su-cee. si della. sierot rapia. nel ·t e .. t&-.n o sperimentale non ebbero l'a~te riscontro nel _teta1 o ùell uomo: 47 ~ Gaornale a' m diMt.u l nWUart. - Fa ·e. X·Xl.
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i Ira ici prtma, poi i clinici oom1ncia.rono a perimente;.re il me odo di .ura Baccelli, i ·e ui succe _ i and.a rono .ma:n mano moltiplicando i. el l' '7 lo Zeci pubblicava il suo sesto caso, a d.ecor.so .m olto grave con ito in guarì i ne ·e, neU'iUustra.re il metodo del -uo maestro ria u .. m a i 25 ca i di t ano,. curati in p ree denza da vari os er a· ori u i notevoli per everità della forma clinica e tu ~ ti guariti c.olle iniezi n i ipo erm ·che di f, nolo. N eli 'anno uc sivo, lAscoli "omunioa. va al'"1i ciuqu ca i,. tra.ttati gualment.e e con u.on esito e riconferma. a . on mol i parti ·olari i princip e i corollari rela~ · i i a.U azione our.a ti- a. d eU 'acido fenico ul tetano umano. i.a. dopo qualche anno d.alla sco· perta il metod. i diffu ·e a.ll e"' t ro, do e ftl praticato con ucces ì molto piit frequ nti ·h e O O'li altri i emi di cura, tanto eh il metodo Bacelti daY& al ood~ · come u ~· ti ha pubblica o nel Tlle Britisll Phy. icitu~) un solo dee o u f 4 ca i. E in Italia- do e ar .r rliano e u·eiro]o flu ono ··l·a i primi ammiratori d·e lla ,coperta. e. anche .a _ert.ori del m -· u , prit · i p· ,l m n t p r me1·i o de medici pratici d con lott.i in i~ pele ni va · ata. al meçodo · ace· lli la anzione indi cutibile del vaJor·e curativo cogli !.end idi ucce i ottenuti in molti casi di te ano gnn e. E ormai è co ·i .r icco il ma eri al eli n i co,. he parmi i& venuto ìl mo~ m nto ppor un di analizza.r lo e coordinarlo in modo da rinnìre gli le.m enti per un O'iudizio "in etico. All uopo io ho pa sato in ras egn ~ n Ila l et ter11tnr ~ m dica nazionale e trani era o l tre. i ria ·-un ti dai c i 1accolti a Zeri (l 7) .A s li (l 9 ), Benvenuti 19· O e Cur i (1903} t ·te le nu m ' r o 1 vazi .ni eli ni che pubblica te da.l l ... ad oggi,. in tutto qnai dn centurie, gio andomi, oltr·e che de no tri, de periodici ~tranieri che ho p o ~ u o a.·v·e re a di p sizioue specialmente. 1ra.ncesi tede chi e in{')'le i ·la i lì cando i vari ca i di ver amen e pei la invasiou pilt o m no ra1 ida d lla malattia., per la. ·e verita della, forma. clinica e· volgim nto pii~. o rneno compl·e to .l e sa persuaso che il giudizio sopra. un m to o di cura i può olta.nto desu.mere da. una. atistica copio a diii ent·e men e c mpila .a alla htce d'una sana critica l
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olu:zione di acido feni co. 5 p. 100. Ad o -ni ac "'e ·o H mal n t stesso eh ~~ed ,.a. l'iniP. · zione. d po lu, ua e rimaneva quieto do. ... a 4 ore.
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i 1 rimi 4 giorni: cris, ri di cloralio einiezioni di ier an it tanico s n:za. Botnggìo. l 5° gi n1o , sospeso il s.ie.r o! e'iniziano le iniezioni ipodermiche dii acido f • nico. ·do·po 2 giorni e eo l 1n ·o p r 2 giorni. i pratica m ea.la.s o (1 ·- 0-20 · c . • ) eguito· d a un. iniezi·o ne ipodermica di 20 gt'ammi di si ro ar i6 ial addiziona o di 3 di solu.z ione di aoido f nico al 2 p. 10 : ntinua quindi c n inietioni ipodermiche d i i ro fenicato 6no a guart ion .
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In qu .. t,o c · o t c me nel precedente, in 1411 i rnata, a diminuùon nello dose del fenolo egul r crud enza ne -int mi poi di nuo ·o migl.ioramento o ri l \ ' &t'e- la do. d.el rimedio.
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che un.fti.
l\Ial.. rado un.a lieve albuminuria si persi e. s nza danno,. nelle ini zioni d.i fenol.o . 113
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D teta.no manif~toasi in se ni.to a m1er~i·om di gelatina.. Mor in 4 Of'e cìrco..
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Ini ttata. la. do e m ima ( ,GO) giornali r in sol 3 ·ol (0,20 pr do ). .~ ridu zion d Ua do e corrisponde\ .a esacerba~ · zio ne de' f nom ni morbosi.
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117 »
visaimo
16
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CWì i,. insieme a un terzo, cura:to clu. eivam nt:e con si ro anti - tan ic·o· pur e so r·apida.m n mortale, .i nsorsero in una sala. d'ospedaJe, uno dopo r aJtro. e'
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12.
gr.a · imo
12
gravi simo
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duo co i qui riporta. i ei fecero anche ìnie.zioni di i ro anti tonico; ma l'acido feni -o venne impiegato a d .s i r lativam.en mit.issim :
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grave
121
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120
30
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medio·
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gr.o.vo
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12,60
grn e
l
La do·s e m
in a. quotidiana di. o.cid f .. nico (l ;2 ) fu irLiettata in sole 6 volte e la. quantità to·tal ( 40~45)' in soli 4:3 giorni senza alcun i.ntomo dtintoUeranzo.
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Usato -sclusi arn nte l acido .feni o .
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l
oluzione di acido fenico: 8 p. l 00• dose massima quotidia:na iniettata, in 3 volte·.
Al 4° gio,r no di cura,: rh e car • cn.rlJoliche7 poi con tracce d'albumina;. ed mi agli arti ini rio:ri, nefri. .. Tuttovia no:n 1 S int.errornpe la cura coll'acido f nicot diminu ndosene soltanto la dose.. Dopo 2 m si: gua.ri ione del tetano e· delJ:a .n · frite olu~ìone
di ido fe=n.ico ol lO p; 100 in olio atermzza.t o. (~,.lara,glia.no ).
126 l
11
18
l
119
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gra,issimo
1127 l
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Policlinico \ ,e,zione pratica., fascic.olo 16· • Gaz: Ua Internazional di :rnedicina n. 26. ez.iona pra ica n .. 47 . .
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Gazzetta clegU Ospedali ,e cùllt Olin iche n. 2 .
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P.ol:Ollnie·o Sezione pratics, (V Congr o I ali.ano di pedia ria; Roma; aprile·1905).
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La Prr.~>~ica del M dico, n.
PoU.dinico ezio·n pr: tica, fascicolo 4.9 (d l _twt10 .R.acoogUtore tM<iico) •
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gravissimo
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VO. datata ~a. es rema. gravità del caao, preferì. o.lla vio. ipode.r miea queUa delle vene·: e·g ià al 3° giomo inietta. per queste, 0~6·5 di acido fenico ( oluzione 3 p. 100), che ele a a O 70 in 5 · gi mata.; a.ll'i.ndomani, per una liev·e tinta brunGStra dello
' urine, discende a 0.36, che. peraltro, al giorno ee _uente· ri leva a 0,, 73: l'O. èi so·r preso deU immediato migliorame-nto delttin!erno e,, più anc.o.r s, della sco·mpa;~a. di qualunque elemento a.norma.le daUe urine. ucceesivw:n.en:te si ebbe:ro alter.. native di peggioramento e miglioramento ooUo soo.ma.rtt e rialzare· la do e del fe---
nolo.
1
so
gravissimo
152 l
Per· i pri n i 19 giorni. cura antitossica .medi,ant.e il solo acido .fenico·; poi, pei' einqae g·iorn_4, i n.i-e1.ioni di siero anti te.tanioo. A1 l ·0 giorn.o di malattia in una, e.o.tf.&, volta s'inlet.ta.r ono ·60 centigrammi di fenolo,
senza alcun danno ..
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20.10
grave
153 l
30
7
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15
l
156 2
ella lette:ratura risulta il prim.o ·e&s·o di tetano dei. neonatj curato col metodo Bse· oelli. Nea.sun f&nomeno d'intolleranza malgrado le .f orti dosi di scido .fe·nieo iniet~ tnte. ( oluzione al 3 p. 100
m olio .steriliz·
za.to).
2(
5,12
157 l gra..v issimo
15
Inizio della c,ura in ·co·o dizioni aU.armanti del malato~ eopravven.u te m.a lgrado qualche iniezi.o n.e di aiero antitetanico fatta. nei primi ~iorni.
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Oltr-.e· ebe per i. sintomi tetanicl,.. il caso era gravissimo per 1•età molto a o.nzata, io individuo artercoscle.r otico. A 3 iniezioni ·d i siero ant:iitetauico -rue peggioram.e nto; da] 4° giorno iniezioni di acido feniCo, fino a guarigione.•
g;ra isaimo
7' 86
160 l.
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161 l
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20
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163
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164
7 20
medio
165·
»
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Imettat<~
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1t si scemò la. do e deU,.acido fenico con recrudescenza. ne, sintomi cui seguì miglioramento ria.Jzando J& dos del 'farmaco. ul termine deUa cura: urine lievemente brunastre, con trooc.e .d'albumina, li vi accidenti che o pan: ·r o in pochi i mi.
l
l» 177 , l
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184
17t24
gravis imo
17
ior·n i ons utivi si iniettarono gram9 di acido fenico senza incon enienti Alla. riduzione della dose del fenolo in seguito a miglioramento·, succed ette una :r ecrud·e seenza De7 &i.n.tomi~ che· tornarono a migliorare rialzand.o la d.ose del rim io.
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P·er 12 giorni consecuti\.·i s•inietta.ronogr. l :,50 di ad do fenico in sole due volte senza incon· ven i.entì, rrnzi .a tale period.o d1 cu.ra• corri~ sposero: discesa. dalla temperatura o.ttenuaT.iona degli ace asi tetanici aumento deU. diuresi e dja.foresi con evidente. progl"~~si v o miglioramento de1l'inf·e l'mo.
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Tra.Uaai d i un fanciullo, certo A.U Ba.ccon ·t . ·co]pito da tetano neU'a. sto 19 9 in ·e ito a l eri a. lacero· contusa deUa 3 fa.lan e deU'annulare de tro. Fu pratica ubito la. disarticolazione metacarpo-fa1angea: nondi eno la infezione tetani a ebbe ani{ st.a2ioni gravi. Guari i ne j 22 giorni di cnra accolli.
'164
LA OURA DEL TET AXO
Sono adunque 190 i casi di tetano curati ol .metodo , accelli, esistenti nella letter.a tura. medica, i quali ha.n dato a' ari os erva,tori,. comple.ssivamen.te: 7 gua!·igtoni e · 38 morti, cioè una mortalità del 17..36 p. 100.. Risulta per.a ltro che molti e molti altri casi di tetano, curati con su cee so coUe. iniezioni i podermiche di acido fenico, sono stati riferiti privatamente al Baccelli da. me·dici fede degni. Ma. in q nesto lavoro non si può tener conto che de casi resi di pubblica ragione. Anzi, poichè un.a. .statistica può servire di etichetta a qualunque 'mezzo terapeutico e si possono,. dal modo di compilare le statistiche, derivare oonelusìoni lusì ·ghiere :s ull'azione di un me~ dicam.e nto, io ho voluto leggere, pitì che i riassunti, ìl .m.a ggior nnmero ohe mi è stato possibile deHe pubblicazioni originali d vari sservatori, affine di proourarmi ,gli elementi nece san a infondere n.elle. cifre il valore della critica. E c: io mi è sem'b rato pa.r ticolarment · p· portuno dì inda.g.a.re. in un morbo, la cut guaribilità in virtù. de, mezzi di cui oggi disponiamo non è d,a tutti ammessa, es endo ben noto che il tetano,. nelle forme a decorso lento tende spon tanea.m an te alla .O'ua· rigion.e. Ma io ho ompilate le mìe tabelle ria:ssnntive sulla ,scorta de' dati forniti dalle storie particolari de singoli casi, che ho classi, fi.ca,ti in base a' criteri su' quali si suoi fare la progno"'Ì del tetanorite.n che riguardano: la durata. del periodo d; ìncu.bazione; il decorso o svolgimento della malattia;. la fr -quenz,a,, ìnt·e naita, esten 1one e du~ ta de parossismi te-· -tanici; la 'temperatur,a ; l età dell' infermo. È ant1co assioma che il te·tano abbia una progno i tanto più favorevole per quanto ia s.t ato piit lungo il periodo d'inouba.zione . Il Ro e stabilisc una mortalità. d·e l 96.7 p. lO ne casi con periodo di incubazione dar l a 10 giorni,. del 75 p. 100 ne' casi con periodo· d'ineubazione da 10 a 22 giorni e ìn genere una mortalità tanto minore quanto piu aumenta la dnrata. d Ha incubazione. Ma cio non è norm& a oluta, verificandosi pure, sebbene raramente, det casi a svolgimento rapido, talora. tumultuarìo, ne' qu.ali il perìodo d.' incu.bazione fu piut· to ·to lungo. Quanto al de orso o svolgim.e nto della ma1attia, ta:n to pt ù q ue .t o · a invasione rapida e a. f7enom.enologia completa., viole-nta o tumul·· -tuaria, neHo· spaz,io di poche ore o qualche gìorno dall'esordire del
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VE.L 'T ET NO
morbo , ta.nto più grave deve far i la. prognosi.. Questa è meno avorevole e può farsi anche buona ne' ca i a svolgimento lento, ubacuto o cronico. I parossimi tetan ·ci quando sieno frequen,t i o prolungati, e .tesi. a m olt1 gruppi muscolari ostacolano Ja circo] azione ~an.guìgna e, se col~ p1scono i muscoli re pira,t orl e il liaframma, pos · ono provocare. van gradi di asfissia, determinanti spesso l'e ito letale. Le temperature elevate, al di .sopra di 89°, sono, .secondo !'.Ascoli . indizio di gravita de1la infezione; peraltro, un tale. criterio, da qu.anto. ho rilevato nella copio a ca ·· tica,. non e a. o uto, la temperatura el te.t ano avendo un andamento irregolare, non mpre in relazione colla s.e:v e.r i tà della forma clinica. Circa Petà, ne; vecchi e specialmente ne, neonati il bacillo di Nicola.yer induce. quasi ; empre nnillfezìon mortale· e -« :a parere di moltì :.. dice Tìzzoni, c una guarigtone di tetano de; neonati ha d.a sola. più valore dimostrativo di l guarigioni negl" a:d'ulti ». • ·' intend·e poi , he, nel!a progno._i del tetano . eome in tutte. le infezioni in gener .,, v·a pure tenuto conto della resistenza ìndi vid.nale in. rela.z ione a ma.latti pregre se o a a i cos.tituzionali. el raocogliere e Clas ifi a.re i casi di retano, curati col me odo · ·aeceJli ho tenuto pre ente i crit ri ovra. espo ti, in ba e a' quali i deve ritenere presumibile ohe, en.z& le iniezioni ipodermiche di acido fenico i ca.si, indicati nella colonna 9 d 11 mie tab Ile, eome gravi o gravissi:mi avrebbero .s ortito un e ito infausto· n è. ho _ottra.tto e.l computo que, casi gravì o !"'lra:vi sinJ:i che passarono ad esito leta,le, malgrad.o la cura combinata. dì ao. fenico e di siero antitetanico o nempora.ne~ a-m .ent pra.tic.a.ta, poichè,. e tali casi han àim.o strato la ine.f:fìcaci& della sieroterapia, non hanno neppure. provato la effieacia del .. l ae. fen1co (- e~ bbene spes-o. e preci.s::am.en.t in tali casi, risulti che il fenolo venne impiegato con timore,. non alle dosi pre cri t pe ca i ra.v ì, e, sovente, troppo tardi ri ·petto ali esot·d ire della malattia) · mentre non vi ho com p re :o q ue c.asi curati n.el1o stes o modo, con e ito in guarigione., non potendo.si -pas. ionatamente as egnare il me.. rito del succes o e elusivamente alPaci ·O fen.ico o al i ro. pplican.d o que ti crit ri alla casui tica da. me ria unta, opr.a i 190 casi curati col metodo Eaccelli ·r isul ano: Casi di tetano grave. . n .. . 4, di ·CUi: g 1ariti n. 9'2;. morti n. 2 · »
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a decor o tu.. multuario o fulminante ., ,. 1... 1 » l; » • 14 .. Vale 9;. dire che la morta Htà per tetano de' ca.si gravi, curati colle niezioni i podermiohe di aeido fenico, e appena del 2 .12 p. 10 . La )lo
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LA O RA DEL T8TANO
·effiea.cut d.·el metodo st è dimostraita ntino ·e ne' cas· gr.avissimi, a. svolgimento rapido, su,, q n alì ha pure trionfa.t o su ol tre la metà d~el n nmero, e quasi n uHa nel tetano acutissimo a esplosione tu m ultu&ria o fulminante; ma l insucees o sopra. tali forma non dit:Jtrugge il valore curatìvo del fenolo nel tetano, come gli esiti letali da pernic1osa malarica ~curati energicamente colla chinina non infirro.a.no la bontà della chinina. ste a quale specifico contro la. m.&la.ria. a pur tenendo conto delle forme gr.avi_si m - ·t umultnarie d lla infezione te.t anica il metoclo 'aecelli, ne ca -i pu bhlicati,. riduce la m.o rtali'tà. per tetano a 17.36 p. O : ciò val quanto ir·e >Che es o rie ce ad ìnver,ire il rapporto fra le ()"uari ioni e le morti be i a eva prima deHo. introdn~ zione del me odo B accelli nella cura del etano 7 e che, inoltr·e e .o a.pporta un vanta.ggio più che doppio di quello non più di cutibil prodo to dalla siero era pia. Infatti .nasi tnt ti gli A. con ento110 nel fh are la mortali à 1 er te :ano, non trattato co moderni m.e .z zì di eura, fra P ( e O p. 100 d colpiti. Rr.cht·e r,. so1 ra 717 feriti in guerra, colpi.i da tetano, ha trovato 31 morti (' '- p. 1011}· nella guerra trindipendenza d'A.m erica si ebbero H > .c a i con BP , mor i Cl2.o ·. 100) ua r to al tano di feritì ·urati ìn o pe ali, prima della introdu~ zion de l ra ta.n1 nto an i to i pra ~ 6 asi raccol ·t i da Behri ng si ·e bbero . l m or i ~ p. 11 O) · :T izzoni, de umendola da migliori -mttati . 'i chiru ·<_:ia fis a la mor ali à me ia sull p. l o. I ··eri :a n ti eta n · i 1 o 1 re ser , er ffi acia n lP uomo al paragone -de Il a ·id f, nico I ùiv.e r e stati ' i h , in pro posi o a endo ridotto la mortali · per t ano cura o o ierì an, i o ·sioi int rno al O p.. 100 (- 0.4:' p l ud lo t Rekring l p. l o n do Tiz:zoni 1nercè la sua an f -· o . in a · m ;a la ra seana cl a me opera ' a n, ·Casi del .. l'ultimo d..:~ceunio tratta i colla siero rapia han dato que ti risuLati: l O morti sopr l ca i vale a d're n a mortali . ~ del ·.28 p. 100· cifra a cui i _ppro imano an 1 rpa ano n1olti . fr.a.n e i· mentre il metodo Ba c ·lli abba a la Jnortalit~ al l7 · p . 100. Ocrni !
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parola di mmirazione nuocer hl e 1l Jo . uenza delle cifre . _r·'a l'azione utile, efficace di un m - icamento, ol re che alla maggior o min.ore gravità della forma 1norbo a pa . ata in gua.r igione, cioè, ol re che dal crit rio d Jl m r alità va pure attinta nell azwne dire.t ta direi na i tangihil , del farma·oo su . intotni cardinali della m ala t :a vale a dir sulle modificazioni de. fen m~eni roorbos.i e d ~el decorso in g n re deU infezione. so to l influenza del mez.zo t rapeutico. Q 1 · o .e condo eiem nto è s a pnre dimostrato a luce meridiana. per l azion d ·e ll-acido fenico ull an . amento d.e l tet.a no; a.nzj è quello 1
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. RA DEI.
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che apparve~ manifestamente fin. ·ne primi casi di tetano~ ne quali la cura. accelli fu. institnit.a. ·è che fece pres.agire allo scoprìtore d.el m~ todo ì su.ocessi che ne sarebbero deri ati. Il Baccelli, prima ancora di sperimentare il fenolo nella cura del tetano, aveva rieonoseitlt& e dimostrata del farmaco l'azione sedati a sul sist.etna nervo o,, usandolo, con ucces o, nelle n.euralgie e neuro.. .mialgie. Suoeessivamente, nella infezione tetanica, oltre che sedativo, l acido fenico si dimostrava ttnche antito ico e antitermico. il eli· nico di Roma., dopo tre lustri. di e petienza in propostto, così tale giudizio rip·e teva e confermava nel di ·c orso inaugurante il rv Con~ gresso di m.e diciua interna a eno'\ a ottobre 1905) : « abbiamo ricono ciuto che Pacido fenico spiega un:azione indiscus. a inibitrìce,. o almeno grandemente diminnti-ice, del poter·e riflettore dell infezione tetanica sulla corda. spinale, elle· l a ido , nico è non solo una potenza, a.n tit.ermica, .m a indiscutibilmente· antito sica ». E ciò ripetono e confermano, alla luce de fatti dinici, tu. ti gli osserva.t ori che si ser irono del m.etodo a.c · eli L Tutti .a l infermi di t.e tano, a.n.che i più gravi e specia.lmen e quelli ne· quali l eccit .b ilità rifi·essa è più aum ntata e i parossismi t ·e tanici :sono piu frequenti ed estesi a moli gruppi muscolari e anche a tut·t o il corpo, mostrano, poco dopo le iniezioni dell 'acido fenico, una relativa calm.a · a.u.zi gli stessi malati ri hiedon on insistenza. il rimedio allorquando p·r e en.tono l acce ' o tetani o o ono più irrequie i · al contrario, :a. so pensioni del farn1aco, durante la malattia,, ha sempre tenut dietro una esa.c erbazion·e de sin orni la quale hu rimesso, con maravigliosa prontezza, tornando a prat,i are 1· inie·zioni di fenolo. Ed eguali alternative hanno · empre pro duto parallelamen· alluso dell acido fenico allo scemare e riai zare la cl o e d. i e o. L .azione sedativa de.l farmaco ta a ancora più lumino amente prova.t a ne' easi di t ta. o lerrgero :tbc.·CU o e in quelli di tetano graVÌ"'simo,. a. svolgimento acuto o tumultuario, la so pensione delle iniezioni d. i a.cido feni o ne' primi e ·e n 'O :s a .a segai ta pare chi e volt.e dali accentuarsi de intomi, l uso del r·medio ad a.lte dosi ne' secondi avendo quasi costantem·e n e procurato, poc"o dopo ls. iniezione un re lativo, ma. pur·e evident. addolcìmen o dergravi :t· nomeni t.e tanici. Peraltro sorgeva legittimamen e l idea o il dubbio di poter rife~ ril·e una tale azione all'effetto di altri mezzi sedativi fisì i o chimici, di fre~quen.te. associati alla cura an tito s~ ca (bagno caldo, cloralio, bromurì, morfina, ece.): onde molti hanno di propo ito e anche in ca i gravi, curato il t.e ·a no e elusivamente o1Paciclo fenico (V. tabelle ria suntive). ·e ì successi brillanti ot.t :tntti pure ne casi così tratta ì han
76 fornito ttna prova i discutibile del valore cnr.a.t ìvo del fenolo nel tetano, ponend.one 1n e.v idenza. e razione sedativa sol sistem.a. nervoso e ìl potere antìtermico e quello antitossico insìeme. Giacche 1n tali ca i, dopo qualche giorno di cura, sotto l infl u:en.za delle iniezioni d', acido fenico 1a quasi tota.Hta degli oss·e rvatori ha ~constatato il su.bentr.a.re d;'un relativo stato di tregn.a a.' sintomi di contrattura. e di spasmo dolorosi e un manife to decremento deUa. emperatnr a : ed alla, calma r1succedere con maggiore freq uen.z a e intensi ti,, de' pa~r01 sismi tet anici, l acuirsi delle s,ofie;r enze e il riascendere della. temperatura in uelle circo ta.1 ze in cui l'infermo restb parecchie ore o an.che qual .. ch·e giorno senza il compen o delle iniez1on1 di fenolo. Il Baccelli, ~coll'intuito geniale che gli · proprio,. affermò, fin dai primi suooessi del metodo, ehe l .acido fenico spiega .sul tetano una azione. antitossica· la d.i mostraz.ion·e di ta-le virtù preziosa. ·e ra ·n ella. prova cliniea.. Poichè la cau a d·e7 feno:m enì tetanici è nello sprigionarsi della r.eta.no·tossina dal focolaio bacillare e nel diffondersi di ·essa nell'organismo, con :a zione. elettiva. sulla cellula nervosa ; e poichè cr}i ste . i fenomeni sotto la influenza,, delle iniezioni di acido fenic.o, · i attenuano tutti manifestamente e in modo parallelo o propor.zion.a1e alla do e, del fenolo intet ato, fino alla guarigione deU infermo, ciò non può conseguh"~e se non amm.ett·endo che la. tossina tetanica è s&ata. :s ottratta ali azione. sua d ·leteria, c.h è, q nan·t o dire, p r gli effe,t ti, n eu· tralizzata, t··esa inatt"va, dalJtacido fe, ·ico. E ciò basterebbe per la. lìnica, la quale, infine, è quella. che più interes~a. Ma non è man ata. neppure la dimo trazione in it1·o ·e quella in ·ivo ne.l campo speri.. mentale. Tiz.z oni e Cat tani potevano ·tabilire. fin dal l , O che l acido fenico ries.ce,. in ·it1•o., ad annullare la tossicita del virus tetanico ~ ne] 1891 Ki ta ato :Ti z:zon1 e Babes nel 18f)5 ·dimostr.a.v ano che una soluzione an·L 50 p. 100 di acido fenico rende sterili in ·vitro., i11 B minuti, le cultur·e del bacillo .c apoccht.a to .. E poco dopo lo s.t·esso Babes porta a alla grande scoperta del clinico di Roma ìl ·c ontributo della sanzione sperimentale., riuscendo a immunizzare degli animah verso il tetano mercè iniezioni di siero di anima.h resi 1~frattari aUa. malattia coll'acido fenico. Inoltre utti gli o serva tori ono concordi nel ricono.s~cere al fenolo nn'alt:r a irtù; pure ntile nella cura del tetano, o.ioè quella di aiutare· lo s.v elenamento dell organismo: infatti ne' pe·r iodì d.i piu ge.nerosa. sommini ·t razione d l rimedio coincide e si s.v'Olge in modo pa.raUelo un aumento· nella diur·e i e una maggiore copia. di sn.dore. Con qu.ale meccani mo l'a.cido fenico agisce ne' tetan1ci come an.. titos i co? La risposta è piuttosto un lusso scientifico d' importan.za dot
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trinale o teoretica; e finora non s1 possono formulare in. proposito che delle ipotesi. I piu credono che l'acido fenico determini una neutralizzazione vera e pro·p ria della tossina; eome. farebbe un'antitossina,. cou formazione di un composto innocuo non anco·r a definito e che sì elimina dall'organismo in una for:ma la on1 presenza sfugge a' comuni mezzi d'indagìne. Ricordiamo che i fenomeni caratteristici del tetan.o (contr.at.ture) insorgono .a llorqnando i prodotti tossici de? bacilli dt Nicolayer si fissano al protoplasma delle cellule gangliona.r i del s.istema nervoso oen trale. Ora, poi eh è a tetano diehi arato, 1e, iniezioni di fenolo determinano, anche ne' casi gravi e in un modo contemporaneo e parallelo dosi impiegate, prima, l attenuarsi dì tutta la fenomenologia del morbo e indi la guarigione del Pinfe.r mo parmi logico di potere risalire, colle due seguenti proposizioni alla interpretazione del mec anismo d'a.zion.e dell,acido fenico: 1° Ovunque trovi tossina nell orgauismo in preda. al tetano, Pacido fenico agisne come un'antito sina, n ntra.1izzando l azìoue della tossina circolante, pro babdm.e nte col mèccanismo delle catene laterali di Ehrlich, o provocando, cioè, una iperproduzione di re.c ettori liberi (anicorpi) collo stin1olare !;attività cellulare biologica dellt organismo, o vero esso stessot colla sua molecola, funzionando da gruppo tossofilo e congiungendosi cos1 al gruppo aptoforo d Ha. tos: ina; e sarebbe que.sta pereio una proprietà comune eo · ieri ;a n tì tetanici ; 2° l 'acido fenico svolge. su li' andamento e sulle. sorti della infe.. zione tetanica una effioa.:c ia maggiora dei sierì, perc.hè·, oltre ad imped.ir·e un. ul teriora arrivo di tossi ne alle celltd e nervo e, per la. nota sua pr~edilezione verso il sistema nervo ·o, su cui svolge un' ;azione sedativa, porrebbe le eellnl nervo ,e già offese e più ancora le immuni in condizioni favorev-olì di aumentata re istenza. e l'organismo in c ndizioni di meglio destare o ecci ara i suoi poteri di difes;a. · e permetterebbe così la ri parazi.one dei danni ìrroO'ati alle cellule suddette dal virus tetanico prima della cura.. Da. questa. s:econda. pro po. izione si pu.ò inferire che i danni saranno redimi bili e tanto piu facilment·e ci sara. dato di sal vara l Ìl fermo quanto minore . arà stato il nume o delle. cellule .nei vose prese d.a lla tossina. Il ohe si trad u.ce in q nes to corollario ·c linico : la. ·cura colle inie .. zioni di amdo .K nico rinscirà. tanto più effieaoe quanto più pre ocamente sarà iniziata. Co·n tro il metodo B&ccelli, ma.l grado I risttltatì pra ticì assai su peri ori a queUì della sierot.e rapia, si ollavarono be.n presto~ da oltre Alpe dei giudizi poco favorevoli: l acido fenico, _.perim ntato ugli animali,
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$9- GiOJ'n.'ll~: di m .e ittelna m.ilUtUIC. - P'a c. x.~Xt
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p r · _ourmont e oyon non ·e ra riuscito a. salvare cavie e, conigli teta.. izza.t" e per Jo ia , poi, ncn riu civa a salvare i ~cervi! 01 d·e si ridb all'empirismo de,l metodo, pur rico.noseendogli,, alla. stregua dei fatti,. nu aziouf.\ coadiuvante eli altri mezzi (. ieri) nella cura del tetano. È u pe.r fiuo rilevare il ne un fondamento di tali os rvazion i, la ·linica nell uomo e endo quella , h è, enz·a dover sempre p11ocedere a braccetto dell' .sperimento neg'li animali. e que to dove e o pote e autorizzare eostantemente a rifiutare i progr·e i erapeutici nelPuom.o , -; lo perchè non gio a.no negli animali . la clini ·a. ·iver:rebbe l'anc Ila d l laboratorio e ma.l si servirebbero la verità l umanità. O perchè allora i ierì che guari co1 ò l animale non .s alvano l -nomo dalla, te .a tnala ttia? , e .cb è « I es o l e· perimen ~ o • oome, a.ifetm.& .a. oà. « n n riproduc oltanto ohe in parte il meccanismo fi iopatologico delle in fezion.i • È sol.an.to l' uo1no che ha dir1 t o d i Yalere per l ttomo qual prova perimental ì di cntibile. Ond , ri ·p ett al · e ~ta10 e al metod.o di cura a.ccelli l obbi · zio n t•icorda· a. non può pr . umere a un ·con te· nut razionale. era.ltro il alias, n1entre riconos ·ev.a (X -: oncr:re , frane e di chintrgia.,, ~o-:..· ottobre 02) i migliori .s ucc ; i ot .euut.i. col me.todo - accelli nella cura d 1 t ·etano,. av n do e li otuto race Here ca i. tra·, ati coli 'acid o ,·e n i ~.o, con li mort.i (lf p. 1 o a ri a che « l aci·1o fenico non ', tu ,ta. ·i a., uno pecifico contro il t · ... ' a lllO ma un semplice e a iuva.n ol cloralio., della sier te ·apia. ·~ A uanto pa.r il Valla· dim n i ·ava c l affermando i ri ultat) d lla sieroterapia, anzi qt1 lli te i dati da lui in quella iroostanza: n 373 ca i di tetano, cura i coi vari i rir egli a -e a tro a·t un.a mor. . talità del 9 p .. 100. Mì è I ar dov ro o ricordare COU16 oltre Alpe i ra,rrìo li aelle glori nostre!
engo ora al t·e cnici mo d·el n1oeto . o di cura Bo.cceUi .. Circa le indi.a.zì oni,. tu t a. 1a c ·i .tic a; p a~ ata. e re -en.te, dim.o tra che · ono appun t i c8;l;i ~ra. i . uelli nei t1ali la ura. olle iniezioni ipod·e rmiche di acido f, 1:ico ri ·sce più e· :cac alvando l''infermo da quella. morte che oer o lo inco&lìer·ebbe se la ia.to a sè ste o, o tratta o coi semplici us id1
d Ua cura in omatica . . I oasi di t tano leggero, a d corso e volgimen o l nti, tendono a. guarire pon anea.m nte e bas a. in s i affrettare la guariO"i ne con mi ure igù~~niche e cure sintomatiche.. ei ca i ~r.av· simi di t tano a. r.a ida in"Vasione e a olgimen o tumultuario- violent-i -i m o ( ,an , :a cu·to di Ro: 7 om già no ar n Zeri ed Ascoli m oHi . l li, . una cur 1 ·ompre a u Jla oH a id o f: n i c rie c v.a.n·
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ag.gio:sa a osserv.a giustamente. il Maragliano; «la .gravezza eceezio~ naie di questi ste:ssi casi dipeude sém pre e solo da colpa d eU, infe.zione, ·i) per :a vventur.a non dipende ancora in qualche pa:rte da. colpa dei medici ? Non è, vero che molte volte essi non ìnterve:ngono con la cura al primo naBcere de l tetan.o, in attesa daì sintomi sacramen·t ali, che r~endano la diagnosi evidente an.che per i profani ?· •· E in base. alla traord!na.ria capacità dei tetanici a sopporta~e alte dosi dì acido fenico, ri lev:a ta dal Baoeelli, il a:r.agliano ritiene che o ve· un in t~ervento precoc , anc.be nel dubbio della diagnosi, dimostras .e una. tale spiccata tol leranza es.so c.verrebbe a fornirci un eri terio a j'wvantibus, e.he potrebbe illuminarci per la diagnosi nei periodi di la.tenza o se.m ilatenza del pro~ ce so tetanieo • ( ) L'uso dell'acido fenico non ha restrizione veruna. !Ìspetto alla ca· istioca: estSO va impiegato a.p pena si sospe.t ·t i d una infezione te-· ani ca. Il Baccelli usa iniezioni ipodermiche dt a~ido fenico fino a 1 ramn10 pro di e e anche oltre; si vale della oluzione a~oquosa. al 2~.S p . lO ., in i ziando la cura, con dosi giorn.aJiere l on eccedenti i ao~ oenti:g rammi per saggia.r e la tolleranza, del malato vers.o il fenolo, :stllla vigile scorta delle urine , saJ,e poi, senza trop_p e precauzioni, :fino al gra.mm.o, sopra cui ascende. con molta cautela: pratica iniezioni più volte al giorno. opo a.l cuni an n i di esperienza la. casistica com prendeva num·ero e. gu·a rìgioni di tetanici,. nei quali, come consigliav.a. prima Zeri e poi A coli, l'acido fenico veniva usato non tspen ·a ntanu, ma generosamente, ad alte dosi, tali da. far~e :tnarcar le ciglia al piit ;a.rdit fa.r.ma.p
(l) P armi utUe di riassumere qui in a.[ e qucUi che receon.t omente 11 VLEB (SO·· ·cif'tà di medicina B rHo.,. 27 aprUe-4 maggio 1910) già colpito egli stesso dal te·t ano ba ri'ten:uto,. dopo lunga oss.ervazione d' inf· ziow tetaniche sordi nti, a.ieno i sintomi 1 recoci d.e l te,t ano. È una certa. inquietudine ed un bisogno di agire· ebe apre la scena prodromale, -eni segue poco più. tardi un biso , ·,o di. riposo. Sopraggiungono: deUe se · e'.t d&l d.e·lir:io e anche de!le aUucina.zio.n i; la minzione si fa difficile e l·t:'nf;a,. può insor e.r e v rti ine (da :l!llpasm·o dei muscoli ·Oculari). Ltespfeesion'e triste del iso contrasta di s ·,·ente· colr'nmore .: è piil tardi ebe sl osse.rva n ben noto riso sardonico. 11 sudo1·e tmana odore di terra ammufti'ta, ricordante poi quello deU'oppio. PoB&Ono esistere delle 'ipa.re.mie loca.H e delle contratture cloniche, dapprincipio· non dolorose, di un Mto, pron.unciantiai aUa compr ssi.o ne di qu. sto. Un. po' più ta:rdi, m.a. sempre prima del triama, degU. spasmi esofagei e larin ei ostacO:Iano la de lutiziona. ' i possono poi a.ccentuar.a i sintomi oculari con strabismo. turbe accomoda:tive., iro possibilità di aoUeva;re le pa~p-ebr.e. 'T.a li eintomij ov _ eeist.a.no·, han la moasima 1mpo:['tanza. per lo. diagnosi precoce, del 'tetano.
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·cologo, senza farsi trattenere dal timore di un'eventuale intos icazion.·& car'bolica. Cosi, per esempio,, (v. tabelJe): Luaiani (1903) raggiunse un mas imo ·d i grammi 1.20 pro die ·e di grammi 40. 45 in 43 giorni~ : Putzu (1904) gmmmi 1.44 pro die e per .S giorni eonseontivl.; Crespo· lani grammi 1.50 pro die e per 12 giorni consecutivi; Piccagn.oni (1909) grammi 1.84 pro die; Lapponi (1901) gra..m mi 3 pro die per 2 giorni consecuti . i e grammi 28 in 18 giorni; e Fiori oli .della Lena (1898) spe~ rimentò, senz.a inoon enienti, come gli &Itri osservatori, il massimO· della toller.a nza,= a gr.a mmi pro die. e p·e r 14 giorni consecutivi ! Ond·e il Bacoelli, dinnanzi a questa ;s usoettibilìtà ·m e.r avigliosa o. sop· portare SI alt·e dosi quotidiane di acido fenico dimostrata dall'organismo· infermo di tetano, e in grado s mpre maggiore coll'aumentare in se·v erità della infe,z ìone, si tenne in diritto di formulare questo assioma: la toll~~·anza al ?"Ìna.edio eroico . ta in 'ragio:tie diretta della <'J'lta Ùlcli- -
cazione. Circa il t.i tolo della. soluzione dt acido fenico molti han superato,. nei casi gravì e negli a.d ulti, quello del 3 p. 100; in questi ultimi si. è più. volte usata la soluztone all p. 00, e il oods si e valso e consiglia la soluzione a.:c.q uosa al lO p. 100. La quantita dì fenolo pro do.se ha frequentemente superato i l e · 16 ·Centigrammi, molti han ragginnto i 2 · centigrammi, e sempre senza, inconv·e nienti; il Giannelli (19 .5),. in un ragazzo di 10 anui, in preda. a un tetano gravissimo iniettò in una sola volta 6 ·· oentigrammi senza.. alcun se·g no d'intolleranza, e il Crespo} ani,. per 12 giorni consecutivi in un ragazzo di 9 anni iniettava due volte a.l giorno 75 .centigrammi pro dose, senza inconvenient.I. Ciò prova che non s.o no a temerai, .a nche, dalle forti dosi e in soluzione all' 8 o 1(~ p. 100, fatti di necrosi locale o di oarbolismo; per tema dei q nali molti osservatori usa,rono oon ecces~ ·s iva prtt !.enza. il far.ma,co meravig]ioso e perclet·t ero peroiò il ·m alato. E. ciò è tanto vero che i temuti accidenti non si ebbero neppure in neo-nati, n. i quali s' ìniet·t arono fino a 3 ·centigrammi di a:cido fe.nico pro· die (come nel caso d.e.l Fedele, 1905}. P ·era.ltro fenomeni di intolleranza verso il fenolo si verificarono anche nei t·e:t anìci: .m a il fat,t o che ciò sia in t rv nuto in ca.si nei q n ali non i ra ai unsero dosi m.olto elevate,. dimostra che l'accidente è un fenomen.o puram·e nte 1ndividnale (idio.. . sinerasia) : onde la normSJ di : aggiare prin1amente, in ogni e-aso, l& oa.·· pacita a. opporta.r.e al ·e do i di acido fenico, sulla vigile scorta delle· tìrin c, nelle quali la presenza et ll'a.cido ste so svela-si col petclornro di· ferro. Ma la tint:a bruna ·t ra o verda.stra d.e lle urine e una lieve al bu· minuria (oh~e puo esi tere nel tet:a no prima d iniziare la cura)., non debbono pinge.r e senz altro a so · pende.re l uso del rimedio. P.are·c ebi casi1
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nei quali fu c:to pra.ttca.to, la interruzione delle tn1ezioni fu seguita. da peggioramento nelle condizioni dell'infermo e talora da esito letale (anche in casi n·on gravissimi) 7 e per contro altri osservatori, che non tennero oon to di ta] i accidentì constatarono, o1 tre che un progressivo mìglioramento dei fe:n omeni tetanici, la scomparsa in pochi giorni di ·ogni segno o con.t euu to anormale delle urine, anche .s otto un aumento nelle dosi del fenolo richiesto dalle condizioni o decorso d el morbo. E si verificarono perfin.o, in q nalche caso, d ,gli accidenti più gra i, coi reperti. urina.r i della intossicazione carbolica (Copetti, 1902) e della. nefrit·e· (Corte, 1908), questt ultima q ua]e complicanza. deHa malattia, nei quali la continua.zione della cura fenica portò alla guarigione e del tetano e della uefrite. recisament al Corte, assistente del . · · aragliano., che rivolgeva al clinico di Genova esplicita domanda se la. comparsa ··di lesioni renali costituisca controindicazione assoltrta alla continua... zi.one dell uso del fenolo,, il Ma.ragliano 1~ispondeva ohe una lesìone re· nale, anbhe grave non co tituisoe controindicazione assoluta e. consi.glia; a il Corte a seguit.are 1a cura . orveglia.ndo i fenomeni. Perciò dinnanzl alla rara evenienza di. accidenti d'intolleranza o d' intossica~ione caibolica ~(colorazione verde·brumastra delle urìne, a'l buminnria, vomito, ·dolori alle. regioni renali e ai bulbi oculari,, odore caratteristico dell alito ; e soltanto vomiti frequenti e odore caratteristico dell alito :se. v'ha anuria} il medico, ove tra.t tisi di grave infezione tetanica, non deve so pendere l' u o dell'acid.o fenico: basterà sce.m arne la dose ·e· modifica.rla snlla. scorta dei sin·t omi .. Allo scopo di evitare eventua.l i accidenti d. intossicazione caxbolica. il Reale propose di somministrare giornalmente dosi moderate di solfato di sodio (10-15· grammi) o della. limonea. solforica ,se v ha diarrea: -cosi l'acido fenico in ecce.sso formerebbe .coi sali del radicale solforico una innocua combinazione di fenolsolfatL Qnelle discusse peraltro sono contingenze eccezionali,, poichè la eliminazione del fenolo dall' organism.o si compie rapidamente e non v è in. genere da temere un azione c 11m nlati va. del farmaco {Salkowskì). So n o quindi consigliabili soluzioni di acido fenico daU al .5 p. 100 in rapporto alPetà e alla severità della infezione; e quanto alla dose pro die e aJ.la. misura di ripartizione di questa nelle 24 ore, sia. all'i· nizio della malattia che nel decorso,, si regolera modi:fìca.ndola sn.bol""' dina·t amente alla età, alla. intensità ed. es.tensìone dei fenomeni tetanici, a.gli efl"et.t i terapentici, al reperto urin.arìo accuratamente vigila.to. È bene, occorrendo, di praticare iniezioni an.che nella uotte, poichè nè la. malattia nè il malato dormono. 1
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LA CURA DEL TBTA'NO
Circa la via d, introduzione del farmaco prescelt.a dal Baoeelli, egl ~ ·stessot a. dir ·v ero, pensò. che le inie.z ioni i podermiche potevan.o non es-ere indicate,. ogni .s timolo periferico .nei tetanici auments.ndo la in. . tensit ·_ e la frequenza. delle contrazioni muscol&ri, ma questi n.on. potevano rapp·r esentare che danni liavis -imi di fronte a.i benefict dell acido fenìco. E del resto, come egli ritenne,. sì evita la .scossa t ta nica avvertendo gl'in{! rmi della. puntur.a da farsi: anzi i mala..t i ste _si,._ co c1enti dell'azione pronta e icura del fenolo,. chiedono le iniezioni,_ le qua.li per lo piu non provocano accesi e dopo brevi istanti ·d i bru~ iore locale sono seguite da una relativa calma nello stato generale del pazi ente. Il :.-ia.oomelli (19 4) di fronte a. un ca o di tetano gravisstmo si val .e dal metodo a -> calli, in troducen.do però l 'a ido fenico per la vi delle v·ene, che peraltro era stata aperta ai .m edicamenti eroici d.a.l .B accelli st ·SSO :. e anche per q ue· ta via d t più pron"ta. ;a.zionet la, toUet·a.uza._ del tet nico Y·e rso il fenolo fu manife tament confermata (essend i iniettato fino & 73 centigrammi pro die del farmaco, in soluzione a.l 3 p. 00, enza. al un inaon venien te).. Più recentemente (19 ) il dot tor Gallo, in un caso di tetano a uto, int!loduss.e, l a ido fenico nel cavo raohideo otten ndone. la guaii ione dell' infe.rm.o.. .' l Mara.glia o consiglia la soluzione di acido fenieo al 5 ~o in oli terilizzato allo copo di sopprimere o a.t tenuare razion del farmaco.. L·& soluzione oleo a. è specialme:nte opportuna nei neonati e nei bambini opo qualche tempo da.ll& scoper a il Baccellìt che non rinun ·ianel s:uo me.todo di cura. al su sidio con temporaneo de l i altri mezzi tera.peutici più us.ati contro il tetano, ritenne opportuno di a- ociare aH soluzione di &cido fenico qualche milligramm.o di morfina. Alle virtù sue prezios·e nel tetano il metodo di cura Baccelli aggiunge il sommo pregio della prati ità e d·e l poco c.o to e permett·a perciò che l'intervento ia pr -coc·e quanto la decision·e del med.i - . o: e ogni m·edico ovunque,. ìn qualsiasi momento può e deve disporre di una siringa di P ra v az, può pro curarsi in. pochi m1uuti una. oluzione di acido fenico. E poichè • dov :re di chi imprende la cura dell'uomo tnfe.r mo di propor. i e eon guire con tutti i mezzi la, guarigion.e del malato il Ba •,c elli, come ho detto,, non rinuncia al beneficio d.e gli altri si . emi di cura. Onde a fianco delle iniezioni di aeido fenico sono utili : 1° la ura l cale, merc · eneigica., tigoro a di infezione d.e l f, ~co l io rauma i co ; 2' le iniezioni di siero anti etanico, ove anc ra sia &ttiv.a la. r ,g en t d'infezione ;.
LA C' 'RA DEL TETANO
8:) UD opportuna,. CU};Q. sintomatica e igienica (Ìso] amento cloralio idrat·o nelJ'insonnia ostinata, sostentazioue deHe forze gene:r ali, ·oa.r diocìnetici, ipoder1noclisi, purgan.ti bevande copiose, ecc.}. Ormai nessuno più discute il valore terapeutico d·e l m.et~odo Baccelli nella cura de,} tetano il valore ste · o imponendosi colla copia di successi mer.a vigliosi raccolti dal metodo in quaM;ro lu.stri nel campo clinico . Io ho riassunto tutti i casi di tetano cur: ti -colle ini,e zioni ipodermiche di acido fenico non · Ilo scopo di fornire una nuova d imo .tra.zio:ne della bontà del rim·edio. ma soltanto per porre dinanzi ai medici un quadro che e entualmente li ecciti a .perimentare l' ' ffieacìa della enm Ba~c celli n l t.etano. I · ucce ì briHanti guadagnati con questa cura nei ca.si nmerosi. che furono ogge to di pubblicazione e negli altri molti de' quali il ace Ili e i .s uoi allie.vi ebbero par icolare notizia, atte tano in m· do lumino o del Yalora urativo delPac ~do fenico nel tetano umano e consacrano d l metodo Baccelli il primato nel -campo ·linico deHo te so morbo; poichè è il num .ro delle guarigioni ,di fronte al nttmero deUe, mc.r i per una te. a malattia, ritenuta fin a un cert1o momento incurabile o di diffi ile. guarigione, h·e ha il dirìtto di anzionare il valor di un me.zzo ter.apeu·tico. Tuttavia l'eminente clinico dava . ue to giudizio sintetico in or liue alla bontà della ua scop _rta; < giova P acido fenico come giov . l a.ntitos in.a ,.. Parole modesti ime e tauto più n1ode te in quanto la ie . . l'O rapia si · dimostrata. finora nel tetano umano insuffici nte a.ll scopo suo. La. cura del tetauo , oli eido feni co co t itui c·e un.o cl mio-Iiori titoli di gloria del grande c linico di Roma, .al quale non pochi d , colpiti dalla temu a infe.z ione debbono la ita.
2o) -
, lereterap.l a, antltetanl~,a.
p ett& a. Richet e ad H~ricourt l'onore della scop 1ta ( ~) della siet~oterapia, la piit bella e seducente •on·q ui ta. della moderna medicina. L'·e ntusiasmo che to ~ to n.e sorse e conq Ul tò gli scieuzia i allo studìo e alle appl icaziouì d1 e ·sa nella cura dei morbi 1 induceva l Heubner, a coulndere co 1 u.ua relazio e sull argomento·· «Vi è del· l'oro in es~a ma di quanti cara i e o i a. ce lo dir· la bilancìa d 1 tem.p o » E finora quest_ · bilanc·a b.a, gn&to un buon numero dì carati soltanto per la sieroterapia an ti di ·teriea~ ... on · il ca o di rifare qui la toria della sieroterapia ant itetanica, della uale parlai già nella prima parte di que t o lavoro ed alla q u:ale c
naz10nrue ! '
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CU .A. DEL TETANO
sono perenn mente legati gli studi gloriosi del Behring e Kitasato, de] Tìzzoni e della Cattanì, del Vaill&rd e Roux. Tutti abbiamo salda fede che la i rotera.p1a diverrà un tem.po il me.t odo più efficace di prevenzione e di cura. dei m.ot bi infettivi: la presunzione è fondata u 'ba i razionali rigorosamente. scientifiche. Tuttavia, nel mom.e nto at.. tua le, tuttì riconoscono, e primi quegli te si che introd.n ssero la sieroterapia n Ua ·cura. el tetano, che i vari sieri a.ntito:s ic1 preparati all uopo non hanno corrisposto alle peranze. Poichè l 'antitossina e il si ro s parati dal ~ an 0 ue degli animali immunizzati contro il tetano · han mirabilmente t·r ionfato nel t ta.no sperime:n tale 7 se han mo· ra.t o di po dere un ineont stabile valore nell'uomo a prevenir·e lo iluppo del teta ·o, hanno uttavta. esplicato nelFuomo stesso uno s· arso valore ·c urativo o ·tro il tetano dichiarato. Tutte le numerose statistich pubhlicat sull'argom nto, dapprima. alquanto discordi e da, par echi anni pre ochè all unisono nei ri ultati, sta.bili.·cono intorno al - ... p. 10 · la mortalità dei tetani ·i ourati coi di er · ieri an.tio 101. n de, dopo q ualohe anno di voga., la. ier-otera pia a.ntitetani . a non raccolse che discredito. ìà nel ~ 6, al Congre o france. e di me· di 1na a ancy, rif, r n.do ulla ierot rapia antidifteri a ·e anti etanica . 11 au halter const.atava l}insu ce o d eU an tito .sin a. tetanica nel tetano dichiarato. ~ tintzing nel l 8 (--. C ngre o dei n.a tura.listi e m.e dici tedeschi Dii seldorf,. et embre lH.) ) riferi a di aver raccolti '"6 casi di tetan.o urati coli antitos ina, .con ' ·m orti ( p. 1 ) ~ ·o]s i (19 O) fi ·sa. va a 3.2 . l O la mortalità ne' tetanici curati n.ello t .sso modo e Mo~ .scho itz ( l~ 01) a 4 .33 p.. 100, d sum ndo questa cifra ·d a 3; asi co ì riparti i nei ri n]tati della cura, rispetto alla. provenienza della. antitos ·ina; urati con antito sina izzoni: casi 7 ; mortalità· 3 .2 p. -.. erhing: 42. p. 100 Ist Pa ·teur: p. 1 O p. l o t. rit nni o: 27; O lX: . 100 Cura i con altr • l 7· » Tizzoni da\ a rtalità del B p. olia ua an ito ina. allaH:,, su 7' a i da lui rac oli :a d l . 9 p.. l O m n tre t.abilìva pei di versi ier1 1 risultati seguenti: ol 1ero hring: mortali à d l p. l :. Tizz ni : p. lUO » ran e ·e: p. » n l p.. 01 ri diver .i: • p. ))
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CURA DEL T.E TA ·ro
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Haltenhoff , 1.; O ) su 64 casi di tetano eefal ieo (che pure si ritiene il meno ,g rave) risc.ontrava :s oltanto ""5 gna,rigion1, ossia una mortalità del 60. 3 p.. 100. Behring stabilisce la mortalità per te .a.no dopo la introduzione del metodo antitossico a 40.4;;; p. 100 (l 08) e To11mea.u (1904)' al 50 p. 100. -, el 19 · : Voigt su lB c.a i trattati colla sì·e roterapia ebbe 9 morti 6 ·.2;R p. 100); Nel 190 : Fricker su 21 c.a,si trattati ·c olla sieroterapia. ebbe 13 morti (61. O p.. 100). el l 09.: D' ntona su 2 · casi di te,ano os ervati tra i feriti vittim.e del ·t erre.m oto ·c alabro-si ulo (l O ) e eur.a ti con siero antitetanico riscontrava 22; morti (7 p. 10 ).• Io ho raccolto con molta pazienza dalla lett ratnr.a medìca na.~ zion.ale e straniera dell ultimo d.e cennio i ca i di tetano cur;a.t i con :a ntitossine o sieri antitetanici: su 11 casi .s i e~ bhero l l crua.rìgioni e 150 esiti letali, vale a dire una mortalità del -.2 p. 10 : e rispetto alla p ·r ov·e nìenza dei sieri .ad.ope.r ati ca.si da me raccolti. va n no cos1 ripartiti. iero Tizzoni :. eas1 73 : guarigioni - , morti 2 · mortalita - · . 72 p. l O ~ Behring.: ,. 49; 29t :. 20; • 40; l p ..100 France a:: • 6; » 18 )). » O.. f . p. 100 ~ diversi ,.. 1 1 8; 7 , • 7 ; :. 51.04 p. lO( Disgraziatam·e·n te bi O-<Yna eone l udere oh-e non · p1 u leoito, dopo ·mrca quattro lus.t ri di ·e·s perienza clinica nutrire alcun dubbio sul falliment-o· della. sieroterapia a.ntìte anica.;. e tutta la speranza su ri· .:sulta.ti migliori pno es ere o! tanto ripost.a in un& prepa.ra.zione di sieri più efficaci. In ttttti i Oongre .si o adunanze di oeie.t à di chirurgia o di medicin.a i ·è dovuto .cos a.ntemente ricono ,.c ere 1-insn.eo s o d·e i va.r.1 :s ierì a:ntitetani i ne·l campo clinico. A onor del ve:ro - ehring st o ave va già rHeva.t.o, poeo dopo le prime applicazioni,, che l an ti t o in.a., perchè pos a e plic re un ffica. -ia curativa sul t t ano, si e e in 'et are, entro 30 ore dalle prime m an ife. ta.z ioni della malattia: i ·. an, aggi del trattamento a:n titossico sono tutti ne.I la precoci tà. dì · o i pericoli deU indugiare an mentano progre ì va.mente e non :secondo i giorni ma pet·fino colle ore.. Parai tro u.on poo hi insttcces _l v.an pure r· -gi ·tra ti nei casi in eui ,ai potè. prec0cement iniziare la cura,, anche a,ppen.a dopo ~ 4: ore da: prim ·.s simi indiz'ì della infezione,. ·come in un caso di ohuh_rt (18 , in otto casi di Ullrich {1 · _ l, in un caso di Caminiti (190· ), in uno di w ,e ber {1909)1 in uno di Jaffè (19J9). E l'efficacia. del siero an t itetani~co è perfino mancata, ìn m.o l i ca i, ne'' quali erano sta.t e pr.a ticate iniezionì di an tito i na .a. co po pre n tivo, com.e : i n un. ca ·o
LA OURA DEL TETANO
di Lop (l 06), in. u.no di Pochhammer (1906), in uuo di Maucla.ir (19 7'),. in uno di. - iscontini (190 ), in uno di Solieri (1909 e in uno di Falon (1909). Ed ha fallito ancora in c.a si di tetano non grave, a de .. corso subaouto, come in un ca. o di v ·&quez. (l O),. in uno di .P ochham· mer (l · 6} e ìn uno di -_tef:fel (19 7) .. Dopo i risultati poco confortanti a.v uti nel primo deaeunio di applicazione della sieroterapia antitetanica, gli studiosi volsero l'attenzione alla preparazione e' ieri allo scopo di o, ern.e più attivi e più . tabili; e al ri a. ricercare la via più opportune. d' introduzìoue del rimedio nell organi m.o infermo, a.llo scopo di po11ia.r-e ltantito sina a onta· o d l si tema ner o o entrale nel minor tempo possibile. Fu· rono pe,r ciò en tate o sperimentate vie di erse ; endovenosa, intra:rnchidea o ubdu.rale o subar.acnoidea, intraeerebrale,. intranervo a: utta ia. i ri ulta, i non furono più incoraggianti. Rou e a.illard su 81 casi n i ,uali n tilizz,a rouo Ia. via intra.v enosa e bbe~ ro una mor .. talità del 41. p. 100 (.L emonnie:r, l 02); Roux,. Borrel ·e Sicard ebbero, per la. via subara.cnoidea., una mortalità. del .s- p:. 100, m·e ntre altri I rescegliendo il cavo 1ntrarac.hi eo traverso la via lombare, ottenner 1·i ulta i rela.t ivame.nte m.iglìori: co 1, fra i 311 casi da me ·r accolti u ~· co ì tra ta i i b1ero '21 guarigioni e 7 morti, cioè una m.o rtalì ·a. d l 2- p. 100. Le iniezioni intracerebrali fornirono a Roux. e Borrel i risultati peg iori, on una. mort.a lità oscillante fra il 61 e 7,3 p~ l O t u . 1 ca i d, m·e r· ccolti n.e' quali furono adottate queste iniezioni, ·i ·e bbero 18 morti { p. 100). -- a ultimo fu t nta.ta l a ia. intraneurale., ma finora in un num.e ro · i ·Casi troppo e iguo perchè vi si pos.sa fondare un giudizio: io ne ho ra~ccolto 6 asi~ con guarigioni m.a. e·. ·si non sono da compr-endere fra i ca i gra. vi. nde le iniezioni ipodermi ·he ono an·c ora le preferite·. a sierotera.pia .h a _at cattivi risultatì nella. guerra di Manciuri , (190-) ; i m dici tede chi, che segui ano l'e· rcito ru so, lo proclama~ rono sol nnemente n l XXXV Congresso della 0cietà Tedes a di Chi.. rur ia erlino, 7 aprile O ) ; e _ornhaupt « abbandon' le casse i iero, che non gli ervi va n a nulla :. . N miglior prova ha. fatto la i roterapia nl t tano manìfe a osi tra i fe.r iti vittime del terre~mo o. calabro-siculo d·el 1r O '; su 2 c.as.i raccolti dal d An tona si e·b bero ol..anto 6 g 1 r ~gioni. eli ul,imo Con O' re o in rnazionale d t ro,e dicina e chirurgia t . . ntl o a udap ·li (24 agosto-4 se.t t mbre l O ),. rìferendo . ui risul a.t i clin· _i della · eroterapatia. in euer , il Bourget, di Losanna, nel ren, re no i i ri ultati 'elle , perien.ze durante più d i 1- anni, ·c oncludevit 1
ch.e.in tutte le forme morbose, compre o il tetano ed es(~l R ·a. la dift,e.r ite, la, sieroterapia è stata negativa c poich', s.e. è vero che un sie·r o guari:sce delle cavie e de' coniglì da una, taJe o tal"altra mala.t tia, e pur a.nchevero che l'effetto terapeutico è nullo sull'uomo »·•. P ·r qnanto si riferi ·ce all& parte pratica, della. .steroterapia an.t i teta.nica e importantA· eh - l int·ervento sia ìl più preco e possibile . .Alleinie.z ioni sottocutanee o ìntramus.colari,. che è bene sull'inizio di pra. ticare ìntorno la feri a inquinata, arà utile, econdo il consiglio del Tizzon · e del ehring di: aggiungere d eU e i uie.z ioni i ntraneurali. quandO> le ondizioni di ambiente lo ·pe.r mettano; in s·e guito le iniezioni si fanno nel sottocu·t aneo dell addome o de' fianchi. Il 'T izzoni, prepara un siero antitetanico (in fiale di 2.5 centim. cubi) e un antitossina. t~etanica secca ( he dapprima era e tratta dal siet·o pe~ precipitazione coll'.a lcool,. e che ora si ottien col emplice di seccamento dal siero}, di cui gni gramm.o i cioglie perfettamente in 10· ·C enbmetri cubici di acqua di tillata sterilizzata, o anche 2 grammi in 15 d acqua,. Del sì ro antìtetani o si posson.o in· ett.a re da un milione a 2 3 anche 4 miboni di U . .... p·t·o di~ (equivalenti a 25, 5 ,, 75t 100 centim · tri cubici di siero) ; dell'auti o ·s.ina ec ·a. s'ini·e tta. ,giornalment·e da arammi 0,2- a 2 gran1mi. Il siero anti tetani · , valuta· o seooud il i .t ema Behring 1 trova. in commercio in d ne di v erse concen.tra.zioni : in fiale t te tia . O unità. a.n.t:itos ich·e, che s·e rvono per una. iniezione malattia di ·hi.ara,, a,. e in fialette d.a 20 unità im.muuizzau i per ini zioni a .oopo pre entivo. V''ha. a:n.ehe l'antito · in.a . ecca in flac nch ì la '2 . I., con .e rvabil lungamente. e ·Che. aU occorrenza, i scioglie in l centime ri cubici di soluzione :sterilizzata di clornro di odio aJPl p. lOH. La dose del :s iero o dell a.n titos. in a se -·ca. da i m piegare ·ara tanto maggìore q u.anto è più forte la in tos.sica.z i ne teta.uìca: on e ne~ ca.· i di t tano gra ve e p i u ancora. in quelli di tetano acu ho la iniezion dì 2 ·, .S o 40 centimetri uhioi di . iero va ripetuta. nelle. ~4 re. Il imon, che ott·en ne J anno de · or'"lo due guarigioni di te.t ano acuto meroe amput:azìone e inìezioni abbondanti e pre·coci di si~ro antitetanico) ritiene che quanto più forti do . i di iero s. iniettano tanto piu è d& sperare un antaggio re~ale dalla introduzione di e so per vie diverse. (ipodermica, endovenosa, intra.rachidea, intranervo a L. l
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*** 3°) -
A.Url m t odl tU
nra antltos lca.
P'ossia m o fra questi annoverare; et) la opoterapia nervosa· (~) la ura colla cole t rina.. Inoltre: l endley ha ottenuto la guariP"ione in un ca o di tetano mercè iuìeztoni ipodermiche di subli:mato · Craun e Ui on van·fiano alcuni ucce si col soggiorno prolungato -dell'infermo in ghiacciaia anche fino a, una settimana (il ba illo di Ti colayer non i ve sotto l .:.). i era anche p n"'ato re en. mente aa una possibil applicazione del a ipere.m ia pas iva alla ier alla cura dell ferite inquinate da t tano. e.. endo i fino a non molto empo 1nnanzi ritenuto che il siero di angue da stasi e. l ~dema pro oca o ·col laccio da. stasi possede. ero un potere batteri ida e antito sico in iem per produzione o concen.razione di al e sin e · ma il ra:ff ha di m o trato, col baeillo tetani co ·e difterico, che ciò non si verifica· i te. su i uon ìnfiammati come ha prova.t o il J;;accetti, non dando luogo a iperleucocit i locale, da cui deriva la fagocitosi .
.a) Ùll rA:\OTER PI
ANTITF.T NIO.A
Il me odo e fondato llJa celebre e peri nza di Wa. ~rmann. ., 'Takaki: pestato in un mortai un cer\ello di cavia normale e me co· latolo a l centimetri cubici di acqua salata. l centimetro cubico di que ta e.mul ione n utralizza della. tos ina teta.nica. insieme mescolata. fino a l · do i mortali pel topo ed a·~ enua 60 dosi mortali della. tossina ·e a iniettata nel topo: ciò vuoi dire che la o .tanza nervosa. ha. r· "o innocuo il ve1eno. E gli te i , a sermann e Takaki ottenevano dalla tanza n r _osa un'azione ac inante e curativa nel t<>po verso il tetano. Ma con ecutivam.e nte altri esperime.nti dimostrarono che la to ina. non è di tru ta, m soltanto fi ata dagli elementi nervosì d lla emulsione. Questi elementi, come ha. pro ato Ignatowsk , pos ono fi sare la to sina v·e r o cui h.anno una grande affinità, m.a. soltanto q ·l - Ila eire la.nte, non già q ueUa :fis ata alle oell ule nervose d eli.or~ gani mo infermo. a.r e che la quan ità di tetano ossina.-neutralizzata ia più con id revole usando un emulsione di sostan.za cerebrale in luziot e fi iologi ·a.
L
URA DEL TETA.?O
7 ·r
Il Krokiewicz per primo sperimentò nelPnomo Pazione della sostanza nervosa sulla . tossina tetanica (189 )., e n' ebbe un pieno snc.. ·cesso in un oaso di tetano gra ve. e l 1900 i casi coeì trattati so m'"' mavano a 1 con 2 soli .m orti (Krokiewic..z., . a.dyi, Poleu, chraunn, Mori e 8alvolini, Zupnik, Schuster); nel 1903 sahvano a 16; con 13 guarigioni. Nella letteratura medica posteriore non ho potuto raccogliere che altri 2 ca,si, entrambi d l De Benedett~ ( a.z.zetta degli OB:pedaZi e delle Oliru:che n. 4 e l · 6, 1904) con una guarigione e un esito letale, la prima in nn tetano a decorso lieve. Complessivamente adunque · sono 18 i casi trattati coll opotera.p ia nervosa, con 14 esiti favore oli (mortalità del 22.22 p. 100). Peraltro · que .t o un numero ·t roppo esiguo peroh · sopra d'ess,o possa,fondarsi un giudizio circa la bontà del me odo di cnra; il metodo stesso pero ha trovato pochi proselit1 e pare di già, abbandonato. .Pra.t ica:m ente si utilizza il eer ello di coniglio e di v·accina. o dt qualunque :a lt.r o ma.mmifero, pnrohè l'animale sia uceìso sul momento e la. sosta.n za ce.r ebrale V·e nga presa con le norme. dell asepsi: 10 grammi di sost.a nz,a cerebrale :si emulsionano in 10~15 grammi di . oluzione fisiologica st.e rilizz.a ta e della. e.m ulsione si iniettano 10 centime.t ri cubici nel sotto cutaneo d eU; addome j qn.a lche Iniezione ·u ppura, ma non porta gran danno. * *•
b) COBA DEL TBTAXO COLJ.,A COLESTBJUNA.
Anche questo recente metodo di cura. an~i tossica è un prodotto della. ricordata esperienza di W a sermann e. Taka.ki (l 9 . ;ett.e auni dopo l"A]magià., pa;rtendo da. tale esperienza, ebbe l'idea di ~ricercare quale o quali fossero le sostanz.e del si te.m a nervoso centrale ehe si lega.n.o colla tossina tetanica, e,, in seguito a laboriose ind.aginì e prove sperimentali, concluse c.he la leci tin& e la. colesterina pos iedono, verso la tossina tetanica, le stesse proprieta fissa.t rici della. sostanza nervosa centrale ·n toto. L'Almagià riusciva poi a conservare in vita cavie e topi grig1 inocula.t i con dosi mort,ali di tossìna tetaniea m.ercè un p·reced·e nte conta:t.t o d.i quest ultillla, per 2 o 3 ore,, a 35°., con de.ter-. minate quantità di lecitina o di colesterina. Quest' ultima dimostrò un m~ggiore potere di fissazione della tA.t ano-tossina. · e q uaJunqn.e fo ·. e stata, la. prove.n ìenza. d·e lla. leciti n a. e della. colesterina. (cervello, emazie, len·cociti, tuorlo d'uovo eoc.) esse avrebbero costantemente dimostrate le stesse proprietà. Indi, con. u.na. .s erie di ·e sperienze sulla cavia, l' Almagià ricercò la. e.fficaeia della colesterina in circolo, praticando iniezioni di questa.
o.-tan.z a in an ima.li pre ed n·t emen inoculati o n tetano-to ina · e il rìs.ultato favorevole lo pin e .a. trasporta:r·e -la. prova nel campo chnic . l 27 ge.nnaio 1 7 lmagià e Mendes pre enta.rono alla. R. cca d emia Medica d.i Rom.a du individui uariti di tetano mer è il trst~ tam.e n o delle iniezioni di cole terina : u.no de' due ·casi r.a ta·t o a. decor .o lieve, su bacut ;. l'al ro all in i zio d Ila cura a,·v eva pre entato fenomeni teta.nicì gravi imi .. L' lm.aaìa presentava, a brev.e di tanza di tempo { 6 iugno, l 07),, .alla ste . a Accademia lt.n terzo caso uguaJ.. m ut , ra ttato ·e .guari o · n1.a anche questo a, decorso su baeuto.. tegnl una. quarta o s·e rvazione pu1 c n ucc , del ri bra m· recente· mente il ilancioni rìferi va alla i~eta L:a.ncisiana d.e gli pedali di R m (7 maggio l 10 di un altro aso,, a decorso non gra e tratta.to pure olia cole terina e con e ito in uarigi ne.. "'n numer-o ·co ì limita.to di applicazioni linich non aut rizza ad emetter giudizi sulla. hon à , l n1 todo di ura. .e ll .. lmag i : cirn~-t la. quale co1 ''fden·e anco1~a c
di e sere ris ~rva.ti.
ha ripetuto n l l '. O~ · (U' i er ita di Cagliari -in vitro n i dell Ahnagià., coneludendo: l ' he la cole terina l a .a zione lill)itati ima. snna et:a.no-tos in& an b '· il . viro, non .a endo da. o ri ultati concludenti· l e usata. a. cor o · era p n i .s a si è dimostrata pochi · imo a ti a pecie ne a 1 • into ·icazion acu i ima. Il metodo di ura Alma·a ia i l ·r a ir.a. nel modo che seuue .: si pre.. y)ara una o pen ion di eol sterina puri ·i ma alll al 2 p. 10 in a q ta di tillata sterilizza a, previa . oluzione a aldo d l lipoide in po h goce di a l ool · · , i n izi a, la ura con iniezioni i poderm.ich·e di tale spensione a pie "~ Ole do i (lo a 20 centi"r.a.,mmi)· . i ·o ontinua aulnen.tandone rnan n'Htno l dO:"i . fin a raggi un. .e r - un massimo di gr-:amml di col eri Ut !l' die . l
Garta~Mula.
u , ·a ie gli eS( eri
J
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** Cu.ra1 sintomatica. r~ rr a , .el l co ti ui Ya tu t o il 1 ag.a glio t ra peu ti co del tet,a,no. goi malgrado la. i tenz.a di , ure ·.a u ali, es a non è d.ivenu·t a ìnu· il , 1 n n ioci mezzi n n dispr g -voli ,a,t i a. oadiuv.a re I.a cura autito ~· ica. on si puòt infat i non an1me ere che in molti ca i di teta.no una in . llig~ente e dilig· n te ·c ura . intoma.tica co tituisca un discre -o .co fli.ci n te di v i ori a d n1e·~.od i an ti os ici ulla fie.rezza del morbo.
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~RA
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Oggi la eura sintomatica ba. l'obbiettivo di porre Porgani mo infermo di tetauo i n c,ondizioni di aumentata resistenza organica. e d i e a.ltata funzionalit& de' suoi poteri di difesa. E cio adempie e s:ollevando 1e condizioni generali e co·m battendo tutti i sintomi ehe de·p·r.imono il malato o ne mettono in pericolo l'esi .t enza., vale a dire ·: l abnorme eccitabilità riflessa, le contra.ttur · , l:insonnia, gli attacchi asfittici., l"adina.mia cardiaca, la ipe.rtel"'llì&, ]a stitichezza cc All'uopo di sollevare le condizioni generali dell'infermo sì appliche.. ranno le norme igieniche comuni al trattamento delle malattie infet.. tiv·e, si ap·p r sterà una buona, opportuna nutrizione e ci si a vv&rrà a.n·c he della psicoterapia. L alrmentazione del tetaonico deve essere oO'a tto di particolar·e· diligenza es endo noto, per gli tudi d·el Vannini, di Vincent e, di altri, che gl'infe;r mi di tetano consumano molto e di regola si alimentano po~ -chissìmo ;, donde una d enu trizìon e raptda e n.otevole, a cui pure contribuisce· una. m.orbo a. composizione de11 a.l bumina organica, de.' tes.su.ti determina a da' eleni tetanici. Come nelle malattie infettive in genere, si somministra. al malato di tetano una dieta liquida, compo t.a dì latte, min.estrine allungate, uova (uno ogni 4 o1·e con due a tre cuc· <:hiai di vino me colati ), succo di earne. i daranno in abbondanza evande tiepide allo scopo eli ecc.itar·e o mantenere una copio.. a secrezion·e dì sudore. e. di uri .a. e favorire co ì io s elenamento del angne.rcome: brodi, ca.ffe e t h' ali unga ti con latt,e, infuso di tiglio, acqua di seltz, limonate citrìche eco. In casi di nece · .. ità, costituita da impedimento all,alimenta.zione per via orale e pro eni·e nte da trisma accentuato, si ricorrerà alla via nasale valendosi, come .conduttore, dì un oatetere Nelaton introdotto ca.uta.m ente e previa ane.. stesia cocainica della retrobooca. Ove questa pratica riusoi e difficile per molestia dell~ìnfermo o stimolazione di accessi tetaoici é, più ancora, {)Ve esisteas.e spasmo de muscoli - ofagei e della deglutizione, si dovr' ricorrere all'alimentazione. per via r · ttale senza peraltro in tarmettere una. generosa nutrizione per os negli eventuali momenti di tregua del. malato,, ne.' quali diminuisse o cede se la rigidi·t à de' mas· eteri e lo spasmo d.e' musooli della deglutizione. Fra i clisteri nuriti vi · ono raccomand abili quelli .a lla Boas: oo i com posti : ]atte tuorli di uovo .• cloruro sod.ieo . vino rosso.
grammi 250 num.ero due un euechiaino un ucchiaio,
-che si ripe,tono tre o Qua.ttro voi te n.elle 24 ore.
LA
BA .DEL T TAX
In una infezione in cui mancano disturbi mentali e l' inferm·Oha piena co cienza del suo stato, come a vieue nel t,e ta.no, può non ·essere inutil la psico e1-apia., la quale verrà. esercitata col raecom,a ndare. al pazie:n te la ma-s ima quiete e in oraggiand.olo con ~parole prom·e ttentit fidu.. ·ciose circa, la guarigione.. La. cura sintomatica ha periman tato umerosi mez,z i chimici & fisici pe.r mode,r are la ipereccita.bìlita riflessa ne' teta.nieL Una. lnnga. e:s perienza ha dimostrato che è sommamente utile procurare· ali ma· la o le migliori condizioni di tranquillita. A prescindere dalla opportu· ità dell'i ol men o indicata. già dalla natura infettiv& della malattiat sono i intomi culminantì del t.etano c'be suggeriscono qu.a.l buona, pro videnza o tnisura di ·e cessità il porre e mantenere l'infermo in un ambiente di quìete a sol uta., lontano da' 1 umori e. da altri stimoli. È H De enzi che i fece trenuo caJdeggia.tore dell' assoluto riposo del te·t anico. Egli consiglia. di rinchiudere sollecita.men te il malato in una .t anza del tutto allo cur·o, con 'tappeti o stuoie od altro sul pavimento che serva a smorzare il rumore de:, passi d i chi lo a;ssiste; ottura. l& orecchie del ziente con cera o ba.t,uffoli di coton e prescrive che e so v nga. lasciato olo e visitato di 4 in 4 ore per provvedere all'alìmentazione e alla omministrazione de' farmaci~ Allo scopo di esplica.re un'azione d.ativa su' sintomi di eccitazion:e (centra1a e. riflessa) del sistema n.ervoso irrequie,t ezza gener:a.Ie,, con .. tra tnre o spasmi, dolori, insonnia) furono sperimenta·t i, con vario : ucce o,. il ·b agno caldo e tutta la s.e rie de' calmanti narcotici e anes.t etici: l oppio (e ape i _Imen te la morfina)., i brom ur.i, il cloralio, il ult nal, la paraldeide1 l'uretano la belladonna. (o l atropin.a ), il giu.quiano, l,aconitina, la. nicotina, il cur_ro e curarina il nitrito d a.mile il cloroformio eco. Fra tutti que ti mezzi i piu ri~pondenti allo s.copo e. q n indi più u ati, sono: ìl bagno caldo,, il clor.alio., i brom un, la paraldeìde, l& m·o rfina ..
l bagno cal o, oltre he al fine uddetto soddisfa pure alla indi.. azione d Ilo . velenamento coll'ecci ·are la funzione onta ·ea.: es riesce molto gradito agli infermi,. ne. diminui _ce la eccitabili .a e i d· lori, ne fa ori. ce il onno. 11 baen.o si regola, pel _alor·e (37 a 40) n Ua dun.l.ta ( a. 1; 2, o1a a 4 ore} dalle condizioni del paziente:· pnò r1 tersi più voi te nelle 24 ore,,. occorrendo anche nella notte. Lo .Z lotowskj cr d che il b·agno hi'I'CO pos a. costituire d.a o.Jo un ecc -Hente metodo dì cura: ,gli fa prendete giorno e notte, ouni 3 or·e'" un bagno caldo,. fra 4 o e 4\ per 8 minuti: H trattamento va conti. nu o p r· una. uindimna i giorn.1.
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UR - DEL TETANO
Il clora.l io e, si puo dire, di uso gener.ale ne' tetani ci · anzi, negli ultimt anni, n'è stato esaltato il valore curati o .s intomatico spe-cialmente da · France i, aJcuni dei quali, di fronte. agli in ucce si della sie.roterapia, lo hanno elevato alla dignità. di unico mez.zo terapeutico nel t~e ·tano. Si adopera ad .a lte dosi, da 4 a. 6 .a 10 g·r .ammi al ,giorno secondo l età e il bisogno, per boeea e per chst·ere, olo o associato a bromuri alc:a lini, somministrato ad in terv.a lli più o meno regolari. In parecchi casi la dose fu portata ad un massimo di 2 -22 grammi pro die, fino a raggiungere nn mez.z o chilogra.m mo in tutto il pe.r iodo di malattia.. Peraltro,. usato a dosi co ì generose il cloralio dà luo· o a sintomi d'intolleranza.. (eritemì cutan-ei, congestione polmonare forte congestion·e del viso) che il Grimaldi crede di poter evitare associando al cloralio d·e lla cocain.a., (la qualA, secondo 1\lo so ·e Gioffredì ha un a.z ione antagonistica al cjoralio) secondo q ne::" te proporzioni : Cloralio idrato Acqua (od altro v·eicolo). Cloridrato di cocain.a.
grammi 5
"'
eentigr.
o ~
Rogier e 'G uènot curarono due ca i di t tano ·m ercè iniezioni intr.a,..
muscolari di cloralio (gram.mi 2 in grammi 20 di aeq ua di tillata . terilizzS~.ta) attenendone
in entra.m bi la guarigione • .A.ncha il bromuro di potas io,. che si a . ocia da' più al cloralio, si pre cri v-e a dosi elevate, da 4 a l grammi pro dì e, per os o per c}j... .stere; e ovente è stato portato a un.a do e ma·· ima giornaliera di 5'20 gra.m mi. La parald·e ide si può amministrare ad alte dosi (-10 gramn1i l giorn.o), con o .s enza morfina: ha su1 cloralio idrato il van.t aggio di produrre meno fa-cilmente., .a nche in dosi gen rose, sintomi di avvele·· n amento. Il cloralio e la par.aldeide rnode1·auo la. eccitabilità dire.tta. e rifi s ·a (centrale e periferi ·a ,; i b ·omuri si preferì cono nelle. fonne i eta o Jegg.ero. La morfina i prescrive , secondo il bi. ogno, o1a o a.. o iata a.cl altri medicamenti {ali acido fe . 100 l n1etodo di cura Baccelli), per o; per iniezioni ìpoderm 'ch·e di un centigrammo d idroclorato, ripetute, ove occorra., più ·v olte nelle 24 ore.· di es a non si può fare a. meno dì fronte all insonnia e a' dolori, gen.era.lmen.t·e empre ostinati ne,. t etanici e talora irreduttibilì senza la omma d'azìone di pare,c chi .s edativ·i contemporane&.m·e nte sommini tra i. Le condizioni del cuo1·e e del poi o vanno atte.n tamente orvegli te, mruasime allO'rq uando vi sia minaccia d i sin tomi asfittici, provenien i aO- Giornale di medi .ba mUitat'e.- F ··c:. X·XI.
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CRA DEL TETANO
d al :acceder. i con frequenza di acces i prolungati ed e beai a molti gru I p i n1uscolari, i.n modo da derivarn·e un osta~olo alla circolazione sanguigna (con polso frequ·e 1t e pie olo difficoltà di re .piro,, profusi sudori, adinamia). Allo copo d'imp dire o rendere più rari tali epi· sod·i si adoprano utilmente i pre1 ara.t i di chinina associati a caffeina () canfora, le quali ultime due .sostanze potranno con maggìore van· ta. io ed opportunità essere som.m inistrate per iniezioui tpodermiehe. I a rigidità de' muscoli r i ·a .ori. toraci ci e acl ominali,. può ren . . d r la res.p irazione in ufficiente a' bi .o gni dellematosi e, :fina.nco d terminare a.pn a ove si aggiunga lo spa mo tonico del diaframma . •e v'ha eia o i potranno riuscire utili l - inalazioni di os icreno · . O\"e insorgan attacchi a. fittici, si d.ovra on , ntta . ollecitudine praticar-e la. r pirazione at·t.ificia.l· , anche per mezz ora, - o to le inalazioni di cloroformio. . La. f bbre a con1 battuta . oltan o e elevata. La s.tUich .z za e abit tal inat.a ne te, a.nici. 1 utile in ue ttinrmi il manten r 1 al vo ap 1·, Or ond on t•ribuire ·c ogli al · ri mezz,i, a.Uo· velenam.e nto dell'organi tno e più a.11 ora, er non accrescèrne la into sica.z ion -. rdinariamen , i prov ede allo ·opo om,mìnistra,ndo l ·15 grammi di olfato i od· o pro di e· e la i p i ', molto osti nata in in ci bila c n q u ··. ·m ezzo. si potra ricorrere all Ii o di ri·ino cou una .o occia. -,i olio di croton. uaudo non sia acces ibile la vir,. ora.l si pratich t•auno piccoli eli t ri di glicerina o enteroclismi di ·o.. l nz:,o ·i al in purgati v ti ·. p i '_ e. Il Ma tri vanta per ·e fficacia le inie~ z1oni ipodermlche di .al '·[ t neutro d'atropin·a, a 1 a 1 e perfino O .m iUigram1ni pro die 1 ron1ovendo e ~ a la peri · al i inte· fnale per azione miocin -tica. . . . li infer1ni di · tana fr quente la oliguria , non rara P.a nur·a, runa e l altr.a pes. o p·ro enienti da uno -pa mo degli sfint ri ve cicali e ur~t1alì: onde . sulla cortu d lla pereus ion·e i darà e ito aU urina. col cat tere. 1 a la. carsita o la enza as~,· Iuta d.elle urine po no anch h di -.are tu ·a po ertà d 'ac ua nell oro-a i m o (che n p rde a: bond< n te .. mente per la. ip ridro ·, abituai n t tanici O\ ero nn ipofittnz.ionaHta del filtro renale tati he pe so si aceon1pagnano a f numeni di adinamia ardia a o di colla o: e in que ti condizioni eh è part.icolar· n1 n te indicata e può riu. eire utili ima la, ipo le ·1nocli i di soluzion fi. iolo.rrica. In ah casi, inol r l anlatnen o della diure i costitui e un i· i. progr. o tico i ·Ul O d n a o d n infermo! e n Ila notevole diDlinnzi ne o mal ·canza. a olut,a delle urine troviam un &.l pe~ Uo a d ili .. uentem nte ·d energìcamen e inten ifìcar ]a cura ·e neral - e locale, l au i o ica e la 'in on ~ atica ., w
LA CURA DEL TETANO
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L 'j podermoclisi contribuisce a diluire le tossiue in eircolo e. a -=eccitare la fun.z ìonalità. del filtro r·e nale. Nella con ale cenza del tetani·co si dovranno riparare le perdite dell economia organìca. - deperim.e nto e a.nemia spe ~ o molto spiccati ,con un.a buona. cura ricostituente.
Infine, dopo ]a guarigione, i pazienti, pur s -ndo tornati abba . tanza li bari ne' movimenti . sono spesso, aucora per qualche tempo molestati or& da lieve rigidità., ora da un enso di s.t iramento o di vaga dolentìa. al dorso, :agli arti o soltanto ìntorno al punto che fn l atrio d~infezioue. Non si deve tenere gran ·c onto di tali postumi: una ·vi a regolata. in ambìente sano, a citrt ·o senza por i a f~ticbe corporee od .a. momenti perfrigeranti e reumatizzanti e qualche ba.g no caldo .s aranno per lo più. sufficienti a. dìleguare gli ultimi reliq uati del n1orbo. Così non deve costituìre ·aaione a temere un delirio po tetanico, che molto ra:ra.m·e nte insorge o continua dopo la scompar:sa de' sintomi gra. i d.e l t tano : non ne è chiarita finora la pa ogeuesi, ma o, t.1ttavia cede con facilità a un trattamento igieni o-rico~ itn n·,e~
Dalla ìndicazione acl una cura sintomati a nel t· tano rappre nta a da' sedativi, nacque l~idea di tentare la guarigione de1la malattia p · r ·m ezzo dell ' aneste "ia midolla·re. a. p el n l 'H 5, si ser 1 all uopo eU enca.ina B e ne ottenne la uarigione in un bambino inf'e.r mo di tetano (merc.· Iniezioni 1ntra rachidee, ias.c una. i l a 2 cen.tigra.t nmi di un , soluzione di eucaìna B al p. 100). Tale e empio non miri ulta sia . tato imitato. el 1 06- il .Jake tentò di app]i ar alla cura del tetano la ·coperta fatta. nell'anno p ree d n.t ~ da eltzen -d Ll - r, i quali rau rinscitì a produrre Yane te ia. mid llnr merc· iniezionì in rara. hide di solfa.to di magne. io; e in un primo c:a.sn, rave, il Blake .a vr.ebl ·ott.e nuto con tale mezzo una gn.a.rigion.e completa. · ; t cee i vamen e 1l metodo è tato usato in America. in parecchi ·a i en.eralm· Il · c n u·cce ·o anche in. forme gr&'VÌ de Ha malat.tia. ·e lla, l t t era tu.r m. ~ di a ho raccolto 11 casi (dì cui oltant 2 in Eur pa) trattati on qnesto .si ema di cura, co.n' un olo e ito letale. Ma. ]n. ca i tica troppo limitata an c ra, non autori zz a :f, rm ular·e - i u · z i u t meto lo. ·Q1 o \iene co~i pratìeato .: previa puntura lo1uba:r alla Quiuk·e fuonuscìta li pochi ·entimetri cnbicì di liquido cefal -r hidiano 'ini tta n l canale rachideo una s.o luzione al p. lO« di olf, t.o di ntagne io, in una do e proporzionata al peso dell'infermo (nn centimetro cubie lellst soluzione per ocrni 2"" libbre di peso del corpo). Dopo uu·:or& l
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CUBA DB.L TETANO
scompa.1·irebbero e ~contratture e dolori. Le iniezioni si ripetono ne' · giorni seguen t:i secondo .i l bisogno e. fino .a guarigione. Possono seanire· inconvenienti, ·c ome: una. paraplegia e ritenzione d'urina transitorie, . picc.a.to rìlaeciamento de' mn.s·colì respiratori .; m& talì a~c ·cidenti, se.. cond.o gH as .ertori del metodo di cura. in parola, scomparirebbero f& . cHmen te mercè una iniezione. i pod.e rmiea d i / 1 di miJiligra.mma di
atropìna.
*** Co1ue si puo oggi curare il tetano Parmi utile a fini pratici del complesso problema. ·che ho trattatO·· d i rias:sume·r e in alcune. not·e· o corollari la. condot,t a d.a tenere oggi nella ·c ura de·' tetanici. Di fron.te. a una ferita ospe·tta. d 'inq uinam·e.n to, dopo a~erne praticata la disinfezione più rigoro a e gh atti. chirurgici ·e vent·u almente · richiesti dal1a condizione det tessuti lesi è. utile. proceaere, senza in·d ugi, a Iniezioni di siero ;a nti-tetanico a copo prev·entivo, a dosi piutto to ele a:te (~O·BO G. C.) tl l , · ~ o, 4e . o, 10° giorno d.a ll'accid·e nte e
anche ripeter ·e ulteriormente, ogni o-8 giorni, finchè l& piaga contiene· parti necroti he e non gra.nuleggia.nt·e. Dinnanzi a un individuo che presenti sìntomi indiziar·i d.i tetano, diagnost1camente a.v valora.ti dalla esi tenza. d'una ferita o piaga o.s pette d'inquinazione col ·v irus tetanigeno, il medico ha il dovere d.'intervenire senza attendet·e· i sintomi della i1f .z ione conclamata. Oirca al me:t odo di cura a.ntìto ica da pre.soegliere i risultati di quattro lustri di esperienza. clinica dimostrano, con e idenza di luc·e meridiana, la bontà e la superiorità d·el metodo Baccelli., La sierot · rapia. · una conquista meravigliosa e la p1ù razionale _che e .i ta in meclicin.a: m lto probabilm n· ·e ·es a costituirà nell'a.vv·e nire. il modo p1ù. efficace di prevenir·e e combat.t ere, i morbi infettivi; ma oggi e do eroso ricono cere, che la.. sierote,rapia. antitetanica. ha falHto 1n gran parte allo scopo .: ·es a è tuttavia ·effi:•aee nel tetano a decorso suba.cutopub riuscire an-che utile ne' casi gra i o gravissimi se a _souiata contemporaneame te al m todo Bacoellì. È opratutto importante dal lato pratico .che il medico :s i decida .a curar e curare prontan1ente, più o meno ner.g icamente second la gravità del caso, a. valendosi di ciò che v'ha di buono in ogni e odo di eur.a e 1·i ord.ando che il primo coe,f fioiente di guarìg·i one nell lnalat·-ie infettiv·e è lo e ·o organi·mo in~ tto:: la terapia dev·e procu r o facilittu·e alrorgani mo inf, rmo le eondizioni che ne favoriscono o
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C RA DEL TETANO
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·«:citano la produzione di so tan.ze di d ife a o tacoianti le ulteriori produzioni ·e· diffusioni di tossina e neutrahzzantì i veleni già fis ati nei ·tessuti.. i può- raggt ungere. lo scopo con : a) nn trattamento locaJe oculato ed energico; b) un trattamento antitossico; c)
un tra. tamen o igienico- intomatico.
Quanto al primo: si applichino scrupolosamente, con rigore, alla sorgen.t.e d infezione le norme di a.s.ep i e a.nti ep i. Pel secondo : o e non ia. po sibile di porr al momen·to o con
· ollecitudine di siero anti-tetanico, inizi senza indugio, la cura colle iniezioni ipodermiehe di acido fenico; e, ove. siero antitetanico ia di.s ponibile., i ;adotti un si tema combinato,. d'iniezioni di fenolo e di siero.. ·Q uesta norma va peraltro subordinata :a.l periodo della malattia, .alla sua int nsità ed alla presen.z a o meno della sorg nte d infezione: dopo 24-30 o ·e da' primi sintomi etanici il siero è iueffieace ( ehring): si farà in tali casi un trattamento energico col metodo B.accelli secon !o le norme esposte. innanzi. Peraltro ove non sia. ancora spento il focolaio tetanig no, è opportuno, anche a. pe1·iodo alquanto inol rato della malattia., di as ocìa.re i due me odi di cura. A d·eco.r so a van.zato deUa infe,z ione, con ferita b.en eh iusa e cica-
trizz.ata, è nperfluo, perchè inefficace, il siero antite.t anico : in tale c'On · ingen:z.& tutta. la. fiducia va riposta nell iniezioni .i acido fenic.o. All'uno e all'altro istema di cura, ebe si avvale del s.olo metod·o , acGelli o di questo combinato colla sie.r oterapia, va sempre as·sociata una criudizio. a cura igienica e sintomatica. obbiam.o tuttavia ricono cere che tutti i mez.z i ore r~i oggi dalla, scienza, riescono vani in casi di teta.no .acutissimo,. tumultuario o ful.mìn.a nte :· m.a l'attività. del clinico · sempre ed egualmente altamente· ·umanitaria.! Roma, giugno 1910.
IBLIOGR - FI n~ABU.N
Tetano· (Trattato Italiano di Patologia ·e T·erapi.a medica). Il Tetano nell'uomo. (Trattato I tal"ano d1 Chirurgia.}. DURANTE. Pra.ttalo di Patologia e Terapìa Chirurgica. Vol I. BRii 'CHETTINI. uUa diffmfone uell'OTga·nis:mo del veleno d ~l tet.ano, 1890. JlEIIRlNG e KIT. . & TO. eber das .Zustatulekontmen der Dyphterie Immunitiit un.4 der Tetatlua.Jmmunitli.t bei Tlìieren. (Deutsel~e med. Woch.,. 1890). . ·
B ~o· m~ -
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LA CUBA DE.L
TET.A....~O
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_L PAZZO ORALE RISPETTO ALLA LEGGE, PENALE ltrt. ·4 6 e 47 Co·dic-e Penale - Art. 56 e 57 Codice Penale Militare) Per H do· t. AUredo Bu,cciante t n nte .m edico
Problema. di grand i ID porta.n za pratica, ol tre che di prin.ci pio, è quello çh - in.t eress il erito medico·legale n l valutare l'azion dei -delinquenti ri .petto al vig n te codice penale ·e ai canoni della s _ienza, se debba. cioè egli informare il sn giudizìo alla parola del c.o diee, <tppu.re, incurante di ogni pastoia. legale, seguire il libero volo scien· tdìco. Il prof. evidaHi, in un re ce n te Incido lavoro criti o ulla Clcu· iflcazione deì delinqt~;.enti cc., ha nett-amente e pre .o il eone tto ohe si imponga. c.o me assoluta necessità pratica, un tentativo di concilia... zioue tra. ciò che si cred vero e le dispo izioni de.Ua legge, senza v lere per nnlla int ndere che la scienza debba retroc re o pro trai i a.l Cod ~ ce, « perocchè non dobbiamo dim·e nticar che, quando il me -.ico ' chiamato come peri t.o in. tribunale, egli è obbligato in coscienza, non già a su hordinare il uo convinci m·en t o alle e igenz,e della legge, ma certamente a coordinarlo a q ue .te, poichè d alni si attende la pa1·ola. che po sa servire ad applicare con giustlzia.,. que,l diritto che vige in qu l det·e rmiuato moro e n to • · Ancora più diffi .·· ìle e angttstiante è questo e.n tatìvo di eoncilia.zione e di coordinazione coi dispo ti del Codice Penale Militare che, ostituito nel l 69 al barbal'o Editto ael l 2G, non o tante eh Par.. rt. 46. n è punibil c lui eh 1 l mome o in cui h c mm o il fa.t.to, 1!l'a in ta.l s. ato li [n e1·mità di m o t e da togliergli la co. ci nza la lib .r 3 d i ptopr~ a L A1t. 7.- Quand'o lo s ato lli m n indicato nell'arti·colo pr .. · d nte ·ra. t.a.le ?a cema.r g1·a.ndet _e'n e la im.p u tabili tà. s -nza. e~ el ud rla, la. p 11a ·ta.biHta pet· 1l l' ato comm - o è, dimint: i a ce. ecc. Art. 5G 'on vi ha. rea o se P impu tat o · rova i. in i. t a .o di o.ssol Ha imbecilli à i pa.z zia o ,d i morbo o fm·or quanù com.mi e. l a.zion eec. on vi . • rà ll ppure r ato se r impu, a. ·O vi fu trat o a una f rza (fi jca. mat riai ) alla q\la non pot~ r si .te1·e. At·t. 57.- Allor hé la pazzia , l imbe<Cilli à, il fur{ re e la for.z.a sopr. · ind.tcata n~n i t·icouo" •'no a quel grado da r n dere non hupu abUe fl:'u.t o l'azione,, i 1 ?buna.H potranno punire 1• imputato se onllo la i reo . anza dei ca i co1la. r clu~ lOne m:il"t'l\r i no a 1 anni o col ca1 e ere m ili fu ·e.
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lL PA.ZZ
KORALE R,ISPETTO ALLA LEGGE PENALE
lamento e Governo in tendessero: pro m ulgandolo, « di fare opera.. pro·vvisorì& .giustifieab\ da imperiosa necessita :., è tuttor& quello in vigore. N el 1880 il ministro Guardasigilli assicurò ebe ,gli studi sul Codice Penale non s. er.a no inteJTotti e che sarebbero stati presentati fra breve :alla. Cam·e ra. la. qu&le ac·c ettò le dichiarazioni del Ministero anche percha si era in. a pet.t azìone della ìmportante riforma sul Codice Penalt;ll comu.ne e pet·che crìterio e. principi unici informa serola revisione dei Codici per e.v itare il sistema di legiferare a .mosaico. Ma sono orm.ai. passati altri ao a.nni e dobbiamo ripeit e.r e le parole della Relazione a .S. . il Re del · . no,~embre l 69, sperando ancora. cioè che si prepari «il terreno a que1la compiuta revisione legislativa,. riserbata ad un. a. venir·e che giova affretta.I·e coi votì :.. Io int ndo di riferire, H mio ·t udio }lÌÙ speoialmen;te agli articoli 56 e 57 d·e l Ood ice P ·e nale pel Re·g io E.se·rcit.o,. per ricercare se,, p~ er effetto d·eHa gi urisprndenza, stasi compiuta la coordinazione coi ri pet.. ti vi articoli ·4 e 47 del Oodice Za.nardellia.no, e se, scie-ntificamentee, giuridicam·e nte, rientri nel loro tenimento la pazzia nwrale.
*** ·v ediamo bre.v emente quali sono i prin.c.ipì informatori deU· imputa~ bilità. s~eeondo il vigeute Codice. comune e quali casi abbra.oci nella su& diz.ion.e ]'art. 46 .
. on rientrano nel beneficio degli articoli 4 e 47 i reati commes .i quando l animo è a.ttra·v·e r ato da una corrente emotiva o passionale,. anche se la cos.cienza ne resti ottenebra.ta e la olonta sia. travolta. ed annienta a. r tali reat.i il giudice. pot1·a applicare la minorante de.l la provocazione lieve o ,grave (art. 5 ), non mai la discrìminante· d.ella. infermità di mente. arà in vece questa riserv~ta a tut·t i q uan t.i i casi di patolo i a.. mentale. nei quali in modo permanente o tran itorio o acce suale, la volontà umana, nel momen.to del de.Iitto, cess.a di :a vere le cara,t eri.. stiche di volontà libera e cosciente quale è nella grandissima ma.:g·gioranza degli uomini C ·everi). E cos1 nella -ategoria. d glì in.fermi di mente, oltre i pazzi prop·r iamente det,t i, .ono da ·compr·en.der i i frenastenici intellettuali (idioti,, cr tini, i. mbeeill:ì,. ordom n ti, ecc.) e an che gl ,. i neo ci enti :. quando cioè il reato i a com me so in uno sta.to transeo.nte di i neo. eien.za provo ato da malattie infettive con delirio o da. sostanz& to::~si _h e.
IL PAZZO ~IOR LB RISPETTO ALLA LEGGE PENALE
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Vi rien.trerebhet·o pure legittimamente glì stati .a bnormi del ;s onno & d.ei sogni e la ebbrezza da sonno (Sehlaftrunkenheit dei t~edeschJ). Cìrca i f,.enaBtenici rnorali il Severi sos·t iene che, tenendo present& il significato dal legislatore attribuito alla in fe,r mità _di m·e nte, non. può applicarsi l art 46 e che es.si ono allo stato attuale pun1bìli. d. essendo ìl pazzo m()rale un frenastenico morale, secondo il Severì sarebbe assurdo t.r attarlo diversament dal criminale na. to e a.bituale.r anche perchè praticamente il perito incorrerebbe in continui errori e in gravi confusioni, t1sando un trattamento di verso di fronte a criminali e~ssenzia.lmente ide.n.tici. La. pa.z zia morale deve essere rigaard.ata com enn'' infermita dì ment~e, solo quando si possa dìmostrare che dipenda unica,mente da una pregres a malattia cerebrale. A que,s ti concetti si uniforma anche il prof~ Cevidalli, aggiun-· g·endo che tp.le condizione ricorre non di rado poìche, i pazzi morali puri sono meno frequenti di quanto une. volta non si ammettes e .. E in que.s ta. restrizione mi perme.t to d i disse n t ire d agli illustri ma·estri, .p oichè io ritengo che la. pazzia. morale rientri s mpre nell'ambito dell'art. 46 sia. scientificamente, ·sia per e .pressa indicazion.e del legislatore.
Per pazzia rno1·ale iene intesa la deficienza del senso morale.,. pinta fino alla de·s tituzione,, per la quale l individuo ha ineapa.cità di provar,e sen.timentì morali e giuridiei. È uno stato dt an~auro i 'fnOrale in cui il governo d.e lle azioni e affidato a mo·t ivi egoi:s tici meccanicamente appresi e non usseguono al di cernimento moralè e· legale. Si riguardi o no la pA-zzia morale come nna p icosi a è, debba raggruppar i con l' epiles i a (Lotn broso), oolle forme lievi di psicosi periodiche e colla de,m enza, preeooe (Aschaffenburg), o coe· ista· una c·e rta de-· fiotenza. intellettua,le (Delbriick, Krafft-Ebing, resta setnpre~ , ~ciò checi interessa nei riguardi giuridici, la incapacita dì provare i. sentimentì ~c.he fanno discernere Ie azioni immorali e illegali e tratt·e.ngono gli uomini normali dal compiede. Come si può dunque parlare di punibilità. in tali indi idui, se, non couosoendo essi il valore giuridico dei loro atti, non possono disporre. della liberta di compierli o di non compierli,. manca cioe.~ per uno stato mo·rboso immanente della psiche, la volontarieta d eli azione che, com.& scrive lo stesso Severi, è « moili.en to imprescindibile della res pon a bi... lità pen.a le,. ?
IL P · ZZO MORALE RISPETTO ALLA. LEGGE .P EN LE
Niu.n do.bbio mi pare dunque che, r ia.vvicinan:do i caratteri essen. . ziali della psìcopatia, messa in piena luce dagli studi specialmente di C. Livi, del Lombroso del Tamassia, -con gli estremi dell'art. 46, gli individui chfè, ne sono affi tt.i,. siano d.a dichiarar i irres ponsa.b ili. è accettabile è l arg0mento addotto dal prof Severi a sostegno ·d lla .sua tesi che. sa.reb be cioè a urdo ·t rattare il paz.zo morale in ma .. n i era affa ·to di v·e r· a dal criminale nato e abituale, trattandosi di ci·iminali es e zialmente identici. ur a.ppa tenend.o la pazzia morale allo stesso ceppo originario onde ram pollano i 'Vari rami ella delinquenza. . nessuno può disconoscere che: nella scala della, frenastenia morale, il posto culmina.nte à della pazzia morale la qual , pure a endo comune con le altre form·e la nota ·dell anomalia dei sentimet ti e i i, .assume per ampiezza ·e intensità una f1 ionomìa ben distinta. E solo per nna lon·t ana affinità consanguinea, il delinquent·e di occa.sione, per esempio, invocherà lo ste o trattam · n.to del pazzo morale o., peg _io ancora a questo noi negheremo la con idera.zione dovuta perchè sarebbe a ~urdo concederlo all;altro? ·dovrem.o lo t es ·.o trattame.n·to era peu ti co e attribuiremo lo .stesso valore sociale a chi elimina abbo11da.nte. arenula urica e. al gottoso co.n .a rtrite def rma.nte, o lo p . rch' nel loro ri a m bio è la stes a labe originale ? a pazzia morale, pur tro ando nell amorali ·à un punto di coincidenza con le altre fonne di delinquenza, ha. base molto più va.sta e tiene occupata una estensione molto maggiore d ·l te1·rito:rio mentale, ·con1e. dimostt·a anche la •ua facile as -ociazione. non solo con l epilessia , ma anche oon. l' is·t eri mo ()loreau, Krafft-Ebing Duponchel, Lombroso, De a neti ) e con .altir·e sindromi dege:nera.tive . ', maggior valore posi amo accordare, per ritenere. e m pre respon .. sabili i pazzi morali, alla preoceupazione del Severi che nella pratica penale il perito incorr·erebbe in ontinui e·r rori e in gravi confusioni,. poichè il pericolo del! errore non può sussistere o i confina nella probabilità di una percentuale m i ima quando ra.m oralità. sì& ·diagn.ostica.t a dìrettamente e .n on soltanto sul criterio del delitto. Io non mi s n t l'autorità di con raddire l · illustre ma tro e mi ervo perciò delle parole d l D Sanctis : il perito non dovt· ·. in nessun ca ·o appon·e r .e tich tt.a di pazzo morale a ogni furfant · che si rende t•eo di un grave d eli ttot sol pere hè lo con1 pì con freddezza e non ne m o trò mai rimorso ». L a. morale deve p re ·enta.re i ara.tteri della p ico-degenerazione: . tigm morfologiche esterne e tigme funzio·n ali (malform:a,ozioni del cranio cer brale e fa ·Cialst tipo etnico ·e sagerato, asim.m et.rie· ecc. a:ne .. -te. ia dolorifica.,. ·m ancini ".mo e n orio e motorio,. tatuaggio,. reazioni
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lL PAZZO ltfORA.LF. R.I PETTO
LLA LE GE PENALE
vasom.o torie); stigma p ichiche studiate tti·averso i periodi di ollto.. genesi morale, cioè nel periodo premorale - bambino- crudele coalì animali e coi compag.ni bugiardo, imulatore, temerario ina.ffet.tivo dbelle,, e.r otico; nella adolescenza e nella prima gioy·e ntù: ripugna.nte al lavoro dedito al vagabondaggio con tendenza alle into sìcazioni volontarie e ai .pia-ceri illeciti di pessima condotta in famiglia, cini.ao, con as enz~ dt pudore, di ernoQ'n.a di rimorsi, eec. a questa larga base di indagini e di o. .s ervazioni deve venir fuori la. dia. -o j di p.az:zia. morale, cioè dall'indagine anamne tìca. fami~liare e per onale da qttella etiologica., daU e ame di tutte le funzioni e pa.. cia.lmente di quelle psichiche, c poichè l'agene ia del sentimer to etico. va accompagnata da nn corredo di fenomeni che il medi0o, come il perito deve pot·e re e sapere rilevare ~ (De . . anctis). Altro carattere. dia. nostico è la coe istenza di una alterazione men~ tale più o meno manif ta, che la maggior parte d gli .a utori ha. finito per ammettere. N el magO'io1· numero dei oa i la. defìcienza me n al e è evidente; in altri la. intelligenza sembra intatta, ma an ·· he allora « la. incapacita assoluta di comprendere la l gìca alh'uì d nunzia la debo .. lezza psiehica d·e:U' individuo, nello s.tes o modo con cuì il cinismo che queste persone dimostrano nel rappres·ental"~e, come f tti giusti glì a ti ed i delitti maggiormente contrari a. natura, t.r a isca la vuotezza e il perverfmento del loro sentimen.t o,. ( offmanu)'. on di rado s' incontrano altre. anomalie della ideazione, a sociazioni ideative saltellanti,. idee fan ta.stiche o fisse e disturbi nella fede l t' della ri pro d uzion de1 ricordi, eh fauno credere menzogn·e ri tali indi idui (I{rafft-Ebing) E a,nehe il fatto che il pazzo moral delinque quasi a rime obblìgate, pìù per un bisogn.o imperioso di agire ìn quel dato senso e in quel dat,o modo, che per utile personale e tienza che gli procuri alcun piacere e la. poca logica. e. pre idenza del suo oomportamen·t o prima, durant , e· dopo i l delitto . dimosGra.no la deficienza. della. sua intelligenza di fronte al delinquente (Biancone De aneti .). Non a.rresta.ncloci dunque alla, oustatazione della defìcfenza etì ca, ma que -ta integrando con la I icerc.a delle note famigliari e individuali, apparirà chiaro, se trattasi di u.n paz.zo morale, che Pindìviduo, pal terreno ond è germinato, per le fH.si di sviluppo secondo una linea di deviazione costante per la speciale produzione erimìnosa.,,ha una, v ra e propria amoralita co tìtuziona.le con fi.s ol!omia ohe spicca ne.t tamen te 'alla plebe gri . ia dei clelinq uen·ti. Che se mai nalche ·e.r rore i comme a sa.rà , ·mpre a beneficio di un caso dubbio di una forma confinante e non sarà, poi un gran male;' ma non certo · a parlar i di continui errori e di gravi confu ioni ·come afferma il Severi.
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IL PAZZ
lf. R
- RI 'PE TO AL'LA LE,. :E PENALE
* ** Anche pellegisla.tore il pazzo morale rien.t ra nella grande famiglia. deglì infermi li mente perci · avente diritto al beneficio deUa discrinlina.nta e basta., per convin -er ene, tener pre _ente la relazione Za,nardelli e.ll'a.:r . 6. la. quale n è erto il più sicuro e autorev-ole com.men o. La l oce mente ·a i'n te o :n .l lto .ampio .-·gniflcato ì da eotnpr nd·er· tu,tte le facolta p.r.iclticlze deU·ttonw innat ed acquisite, e·m plici e co npo te ila.lla me1nor:i.a alla -os ~ien zat da.lZ intelligenza alla volontà, dal razioc-inio AL
sE!': ~ O
_ORALE
Qui · o portuno iu · re l e la.' rrazione o la. d tituzione del enso morale, non d ve. e ·~ re int a. eome una delle tante ma.nif a· .z ioni ì affezion ere- rale della qua]e a volta oostiliuiscono la prima rivelazione e l unico · into o, ma come rma autoctona . oichè ille.a'Ì· latore parla d h fermita di 1nent e ch'ari ce po' che nel ig.nìfic.a o della parola. me 1.t · de1 ba rientrare il sen o morale e che percio 1nfer1ni à di mente sia da ri ner· i l inf I mi t · del sen::;o mora l . Arti:fi io. o c 1 zioso ~ar bb - dunque limi ar il riferimento deHe 1 ·a ro l - ; lla el az i ne alla ft rma in omatica deUe alterazioni del .s n o n1oral , q:ua.li . i ri co rano nella de·m enza paralitica, nella frenosi alcoolica. e senile dor e a1 plen ie o altri gravi proce i morbo"'i del ·e1·v Ho e pr t n der cl e il l gi la t · abbia parlato di sen o morale n ella. e Hcazioue ·ella parola ment , p r vol ·e r lo alludere ad una deUe tant manife azioni di alt razion e.rebra.le e in ·q ua.nto alla diagno ~ i di qu·e sta po . a ervir di lume. l pazz.o m.o ntì · dun u giurìdicamen un infermo di ment il quale oddi fa a tl i gli altri e remi d lPar . del cod.ic·e penale irca la. man anza. di co ci nza e della libertà d -i propri a ti nel momento del r·e a to 1 poi h · e li · · in uno tato n n tra.nseunte, ma perma uen ·e di incapacità di }Jotersi r.appre en are la. propria condotta Ì impo _' ibilità a ·so Iuta i ricouo ·C r il aJ.ore giuridico d lP.atto e uiud.i non ~ in. po es~o di quella liher. à d -O'li a t · i che )a legge v ··t ole come eondizion .ine qu.cf 1z n di ITnni ilit". 1
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** La dizione d· gli art. e 7 d ·l codi . penale pel . E ereito,, rid u~ · endo l for.me di p ìc p -i in ani r ca i i a è troppo · ncompl ta ·c ome trià il o i ·e ar _o ch·e e emplifì ·ava lo a · o morbo o d.e lla ment .con c la pazzia) l i ml,. .(·illitt' 'l'l n rb .s fu/r 1•e •
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IL P'AZZO H: RALE IU PETT
ALLA LEGGE PEt\ALE
' ;e pero la parola del Codice perman.e immutata, perché. a:ncora muta è rimasta. la d.e h berazion.e della Cam·e ra nelle tornate 22 aprile e 18 gi u .. _gno 1880, la gi nris prudenza da. molto tempo si è pos;ta sulla via d -Ua peoifioazione ana.Htica, allargando sem.p re piit il significato. ~ ella. lego·e fino a. -condurla. alla forma lata e compresiva ei più moderni Codici europei~
T;e nèndo pre enti i deliberati d·ei tribunali militari e d l tribt1nale .s upremo di guerra e. manna.,. po· iamo convìncer i che gradualmente è en:t rato n~elle abitudini giudiziari un concetto empre più largo nel fi sare gli estremi .efficie.n ti delle. cause che po sono escludere l imput-abilità intonandosi finalmente ai principii e al signìfi ato che attualmente a.nima.no le pa.role degli ar icoli relativi del Codice ·om 1ne. Ecco ·om in pratioa si dimo ·t1·a in pieno accolta l'avvertenza s, rta dalla di cnssione clel en.a to nel l :- · non ontrad etta dalla amera elettiva.1 ·c he cioè non si de! ba fare offi _ a al diritto penale comune il qual· non po rebbe, nella.. l gge peciale militare, e ·sere _isconosciuto euza adere in una mo -truosità.. a danno a1 ~ che della m r le. ~el comme -to ai codici penali militari p r l e ercito e per l armata. che l avv. fi cale milita.r e idoro el pubblicò nel l ' per incarico dell ammiraglio Acton.. ne trovìam o i Il u tratì il t.e ·to con la corta prin-cipalmente deUa oopiosa giuri prudenza h in ' O anni di felice e·s peri mento del nuovo codice era attorno ad es o rigogliosamente cresciuta. ,irca il significato la a. t ribuìre alla parola pa;zzia fin. da allora è p}}e al o un eone tto d i ver o da _tl Ilo che il volgo ha di es a, di una forma cioè, turbolenta e fnrio a g nerale, la quale · ~empre inco ciente disordinata, sempre strana. e anormale, ma ien , ìdentificata con la parola] demenza . con.c ordando col diri to romano che par1ando dei de'In ntes,,li distingue in 'lnentecapti e fwrios-i. ·ientrano dunque nel limìte. della pazzia, com.e sc.riv il .. _el, la im ec 'llit ,. la. m.a nia e la d m enza con tutte le molteplici v·ari à loro e complica,z ioni ri ·ordate d.a li scritt rì colui che ~ agitato da una impul ione esterna. e colui i cui travolgimen.ti in llettualì sono tranquilli (Mel). E nel delineare i confini della dem nza, . R,ossi vi include anche l'indi iduo il quale c non pro a piu le affezioni che fanno pal pita.re il cuore di tu ti gli uomini ». ella giuris,p rudenza relativa agli art. 66 e 57 d·el . odiee Pen.a.Ie pel R. E eretto, fin d.ai primi 8Jlni dopo all:a sua andata. in viaore., sì parla « di izio mente • (25 maggio l 74 Amico) dì « condizioni d i me n te he costitui cono nn. mo o di e sere permanente e abituale che influroe sul raziocinio none h' sulla li b ra ·v olontà , (9 et ce m bre l 7 ); eli pe·t ·turbamento piit o meno grave delle facoltà mentali, cagionato da
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IL PAZZO MORALE Rl PETTO ALLA LE·G ·E P€N'ALE
una mala·t tia e che non la (n.a. comprende.r e all .a gente ciò ehe opera • (l. c.) _. di «difetto deUe fa·c oltà mentali (17 maggio l -75 . .- ucc1}. E prima ancora l avv.. generale. militare, nel richiamare con circo~ la.r 7 se.t te.m bre 1 71, opra a.lcnni giudioat.· l'attenzione degli avvocati fiscali, insista sul principio che l'art. 56 « ricerca ìl germe e la misura della imputabi1 ita. nella libertà. coscienziosa dell'aèito volitivo ,. iamo già dunque sulla via. della det.ermina.zione. degli e tremi ef.. ficienti delle cau .a d i e elusione o diminuzione d eU i m p uta bilita. e della loro -comune ra.gion d'essere, come più tardi vedremo sancito nel Codice· Zana.rdelliano che pa..r la di « infermità di mente», e nei più. mod.e rni codiei europei h·e parlano di c morbo a alt razione delle facoltà m·enali • o adoperano altre .s imili espressioni. uesto indirizzo ·i andò man m.ano eccentna.n d e, dopo Pandata 1n vi· gore del Nuo1:o Codice Penale ltaUano (l gennaio 9 ), apparv·e se.m pre più. . vidente la tendenza del Tribunale Supremo di Gnarra. e Marina di coor~ di n are l a form ul.a troppo schematica e i m perfetta. degli art. 5 e 7 deiCodici m ili t ari con la dicitura :a m pia che cienza e giuri prudenza tro~ vavano -concretate 11egli art. . 6 e 7 del Codi ·e Za.na:rd·eJlia..no. u.rebbe fuor di luogo e an eh ozio o i nsis · re nella. dimostrazione di un &9::;· rto ·e he appare in tutta lo. ua evidenza a chiunque scorra le decisioni el Tribunale Supremo d eU'ultimo ventennio. In q ue .ti ul imi anni viene co .. stantemeute adoperato n 11 argomentazione un linguaggio oon.s onan te eoni principii inf) rmatori deU imputabilità. S·eco do il Codìce Penale ,com une come se p ,eci am·ente agli a.rt.. 46 e 47 di esso il giudice dove. s · riferirsi. Co ·ì nella enten.z a l dicembre 08 ( ·eiat Perla si legg =~ ·· c d ·m.o tra ta in base a. posi ti vi ~elementi d.ì giudizio la s us istenza, di un vizio di 1nent.e., il Codic Penale per l E ·ereito~ all'art. 6·7, autorizza i iudican ti ad irrogar una minorata pena ov·e, in base a.d un& di soreta va: l utazione di tali el -m n ti, riconoscono che la mal.attia merda le non ab· bi a. determinato q nel gra:do d i a .sol uta consa.pe.v olezza che i m por ·9.. l,e elusione di ogni imput.a bilita :.. E più o"tto : .. se il tribuna..Ie milital"le riconobbe che. nel giudica.bilei ri . contra vano gravi anomalie ilsiche e p ichiche es presse appunto nn tale dis reto ,giudizio quando di eh iar · di non ritenere eh e s·e a.ve ero esercita ·.o la loro ìnfiuenzn. delet ri al punto di opprimere nell o.geute l ìn teHig nza e la volo n · E nella r lazione , n~ em bre l' (rei. Perla .... ) in ba e agli e.Je .. m ~ ti .di fatto ernerai dal pubblico dibattim - nto, il trìbun.ale :si con ·v in e che. il giudicabile u.and.o commise i rAati di ~cui era accusato; ì trovava it una condizione t~·ansit ria di par·ziale d' . ficienza p. i.ehica.,. ]lo
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IL PAZZO
OBA E BI PETTO ALLA. LEGGE P:E ALE
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e·qu:iDalen·te appun.t<J all ·lp te i di relati-va pazz:ia che è eategoticamente previsto da:U art. 57 del Cod'ce Penale Militare :.o. eco dnnqu l esplicito ric no cimen o che la responsabilità d l colp voi d·eve. e ere valutata in base alla con tata..z ione eh le c ndizioni p · icologiche, su cui è fond.ata l imputabilità, per eau a. mor-· bosa p rmauente o tra,n eunt -, uon iano· state. mai cons gui.te e siano le ·. e profondam.e nte. Data alla parola pazzia la i:gnifiea.zione di c infermità. di mente. in tutta la ua esten ione e. com pren.sione, la dìzione e lo spirito del .. l'~1rl:.. 7 rovano accordo,. oHr eh è con lo t io attuale di evol uzion·e della coscienza inridi(~a, coi pre.ce i fondamentali deHa ps.icopatologia. Poicbè :a qne ti contra dir·ebbe chi parlasse di pazzia parziale ri pondente alla responsabilità diminuita, mentre con la significazione d'infermità di mente. consentito una gradazione dell'imputabilità. . Credo dopo quanto sopra ho brevement·e esposto,. che non debba. sorgere in a1cnno più dubbio che nella su.a pratica attuazione, per vir ù ~ di una lung.a ed illuminata giurisprudenza,. il signifìc.a to degli art. e 57 d.el Codice Penale ilitare sia· i elevato e coordinato ;a. quello dei corrispondenti articoli d·e1 Oodic·e Co·m une e che ad es i po.ss~ iamo .r iferire tutta. la rigogliosa me e di studi che giuri ti e psichia.t ri attorno a. questi incessan.te·m en te coltivano. Riconosciut.a la. legittima pertinenza della pazzia. morale tra. le· forme. di infermità mentali, v·e diamo r.apidam·e nte ·e· debba o no pa.r· lar ì per essa della ·t anto discussa r.e 1Jonsab:ilità p,rx:rziale•. Alcuni l"aecet.ta.uo come p o ~gia;ta anc he sn nna base scientifica, nel s.en. , ehe, nel tentati vo d i oorre.zione,. debba es e·r e applicato il m.e• todo del contra-ria cont1·ari'is e d ell''antidoto,. c.on · istente nel rìstabilìre dove era e nel porre o ve non fù mai l'eq nilibno dei poteri psichi ci, sostituendo motivi a mo·t i vi, creando un a.mbien.te morale, art:ificiaJe e organizz&ndo ·e~ ordinando una. razionale serie di s·en. a.zionì. La pena o la memoria cleHa pena può riu "'Olre un valevole eccitant.e pei centri inibitorL C'on ·ta1i argo·m~:n tazioni, a part il loro va.lore, evident mente si esce dal campo del diritto, della legitt1ma attribuzione giuridica della responsabilita, p r ~entr.a.re nelPavvice.nda·t o e più difficil terreno della profHassi sociale. Il Penta. ripudia 11 principio della re ... pou abìlità diminnìta. e m . . pre per .a ntiscientifico, e sendo la mente una unità non scindibile in parti, una sin tesi e non un aggregato. Ques:ta reci a .a.f fermazione a me sembra. troppo a..s::~olut~ perciò non del tutto ve~ra e dicendone le ragioni non farei ·c he dir male mò che cosi bene ha ·espresso il prof .Severi al riguardo, nel Filippi (p .. IH67). l
51 - Giorna.ltl: eU med,clna millfa1't. - Jl'asc. X-XL
IL P. ZZO MORALE Rl. 'PETT
ALLA LEGGE PENALE
Un a ba ·oien tifi ca al principio della semi· imputabilità, possia,m o trovarla neUa d.istinzione che fa lo chille della pazzia. morale in due forme: nella. prima mancano ~co·mpletamente i concetti e i sentimenti morali nella. econda si hanno i concetti moralit ma si presentano uniformi come , chemi m.o rti e di . eccati. senza alcuna tonalità. sentimentale che li ravvivi e li so tenga. . Po · ono molte ·OHe e ere pres nti i sentim·e nti d ordine inferiore, rima,nendo ]a deficienza. · oltanto rispetto ai sentimen.ti più elev;a tì e piu fini. può una. tale dist,inzione e .·ere a.·c cettabile per stabilìre l' impotabilìtà in i IJecia.l modo di fronte a quei reati grossolani neUa truttua, a. rilie i mo}to n et i marcati, con la ri .er _!"a per· caso per ca o non do r bbe mai er.e in"~ocata per quei reati di indole pul"amente militar he ab' iano pe ·· a: e la nozione sa ta la co cienza d Ue norm di cip] in ri. Que. ti litti quanto iu sono nella loro in ima e .enza evolu i (e m pio: in ubor inazion radi m nto ec . , es~endo orditi sul tra· 1iccio di fili etici e giuridi i mol delicati~ ~on po. ono e se:re inter~ pr·e tati .dal 1 azzo mora] che e rima ·o a per S·em.pre molto lontauo dalzìspond·e n· · gra o di ma,. uri à riminal e. nz1 10 1ni per1n o di d man are, ammes. o cl1e il Codic P·ena.l ' ili re con idera c m , 1 - ati mancanz·e che pel odice comune tali non ono fino a be punto sia p uni ile alla. .-ua str -o-ua. chi commet , uno d. tali reati venga ricono cinto in -bile al ~erviz.·o militare per una qual ia i forma di in uffioien~n. d He funzioni p icbiche~ p i ·t· .n aJ1 arruolamento e eh . ~ in te n po fo . tata rilevata .avrebb fa, , o e ·lu· dere l indi iduo dalle file d 11 E erci o a -en o d l :art.. l d· Il El neo. obbiamo ricono cer mpre e in tlltto ]la ibil di pena chi n:oi abbiamo tra.:porta. o in una .f ra di repon. abilità i ordine sup ri ore pre umendo un cong g 10 di p o eri p .iehici pr J·Orzior ato e cl1e olo più tardi ricono ian1o in uffieiente·? L~
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oltal , o1·o glca. d.e Ua R.
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a.hrersi.t à di Torino R.8Y~·fONP.J
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La relativa frequenza con la. quale riscontriamo, sovratutto n.egli in critti di Ie.va, ma an cb n i m il i tar i già arrnolat.i, ca i di ftiri:a.si omt1ne da p d.icu.lus 2'ubi , m'induce a tener qui parola dell'invasione delle r·e gioni oculari da, parte d Ilo ste o paras ita, poiche la pres·e nza, di e · o sulle palpebre e .sulle sopra.cciglia, mentre sembra co tìtuire un fatto ei più futili e banali po iede inv ce. una certa importanza ptatica, non olo pel , rattamento, be richiede particoiari cautele, ma anche e sopratu.t o perchè 1 ata. la su rarità, i son ve uti talora m dici generici, e perfino o cui i stì qui vocare ueUa diagno i e cadere in
errori
e1n ,,_re spiacevoli~
Mi sem ra quindi oppot tun ri h i amare u que ta. malattia l attenzion dei me hci milita.ri poich · o e avven a di osser arne un qualeh a o speci nelle i i e d arrtlolau ento. ba ra che L m nte dello · .. A.l' . ator·e OlTa. 'a lla p sì bìli tà di ·e ."a per evi are tll a confusione dia .. g o tica con le blefariti le dermato i d l l alpebre ed altre affi zioni dì ·e e, le quali comportano pesso ben alt ·o giudizio medie ~l gale. Inoltre i due ca i ch·e s o per riferire. che ho osservati nell'ambulatorio anne o alla . Clini ·a oculi tica di Torino offrono alcune pa- ~ 'icolarità che n po · ono rend re ju eres a la pubblicazion tanto pi1\ chet .a li infuori di qnell accennato dallo carJ a (9) nel suo ·t rattato, non ho notizia di altri ca i pnhbli ati in Italia. Per la g nt.ile. conce sion in s udio di q 1e ti casi ,e per gli a,m· maes.tratuenti e e si è eompiac.tuto darmi l tiO'nardo, sono vivamente .gra.to al mio illLtstre maestro, il profes. ora ej mond. *
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Jo C so. - Il sign ~ l' I . I., d'anni 4:, ceUbe, in·du tri.t;l è per: onn. di l'vii con· -<d izione e di re.Hgicne cattoHca.t che dimo tra buana. cunt del proprio· corpo. È di cnell n.te costituzione e nutrizione g ne1·ale I suoi cn.p u· ouo· di colo1··t..o ca-tagno curo. Egli non ha .m ai o.ffert·o malattte d'i m pot·ta nza, sia g·enera.li; che ocut, ri.
naz10nrue ! '
B;blio<<o '·
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FTIRIASI OCO'.L.Allli
Nel luglio 19 · , p rcorrendo una strada in bi.eicle ta, venne urtAto casualm nt& da un ca..r rozzone dei tramwa s e rove ciato al uolo. . l la cad 1ta si con tu e in mod o le ·fl"iero con.· ro il elcìato, alJa re ione o1·bita.ria. e terna. di de tra. Allo copo · i reclamare,. se del caso, dalla. socie à tr mwiaria un indennità per a danno arrenatogli il paziente i reca da un medico d.eUa città, il quale, a uo dh·e a:v r bb& fatto diagnosi di leggera contllsione delle palpeb e all'oc·c hio de tro e di e cr~. · se nze v·e rruco e al margine ig1iare di e e. Per ·ere un gi dizio più dettagliatoe defin itivo e(J'li si pre nta qualche giorno dopo all'ambulat-orio della Jinica,. reclamando al t tnpo -te o un ertificato medico, da servire di base nella richie ·ta. di danni alla ocietà. . All'i pezione comune, alla luce diurna, non .·i nota alcuna. alterazione apprez zabile. La. p lpebra superiore non mos ra Pè oluz·oni di continuo nè ecebimo~i Invece, ad un più atten o e a.m e nl margine di ·e a fra. le ciglia, v ggon..i piccors ime crescenze di a pe·, to verrucoid , in numero di otto o dieci, che por. gono tra P impianto delle cigli , aH' angolo anteriore del margine pa.Jpebra1e ed hanno il colorito o della eu t . In camera o cura a.U illuminazion laterale e con una forte len e d ingrandi~ mento, i ha tuttavia l impre . ione che si tl'atti di pie ole escre cenze pidermicbe perchè llerfettamente immo.bili, anche sotto lo stimo1o lumino o. olo prolungando l'osservazione mi•a,ccorgo, dopo parecchi inuti che1tal una di quelle appendiciè dotata. di .q ualche mo·v imento ]Jropr·o, indipendente. erco allora d.i aft·erra.m& una con una. ottile pinzetta e, dal vi aei movimenti di dife a. dell'an "mal non tardo a riconoscere la. presenza di o 10 inse ti di colot .g ialJa tro·sudicio, coi loro organi boec li infis. i . ul u1ar ine cjgJ'are e con gli arti f. rtemente abbaroi~ cat· alle eigUa. ue t'ulti e ad un più attento esam.e, presentano 7 ver o la loro. base, delle piccole nodosità laterali, in a pett,o di gemme ehe aderiscano ad un virgulto. - ua i ogni cigHo ne possiede una. SuUa palpebra inferiore di <}testo lato, u quene d·e lPocchio sinistro sulle re~ gioni e1rconviciue e tra le sopracciglia non sono visibiH n.è para.Asiti, n.è altreanormalità. Neppure esistono ulla. cute delle palpebre~ quelle part:colari macchie cineree, che rieevette.r o dagli autori france i il nome di taclles orn br es e che ono· in stretta relazione causale {'OD la pre enza d[ ftirii del pub ul corpo umano. on esiste nemmeno certo per la cura ehe del proprio ·corpo ha il paziente quello speciale a petto polverulento delle ciglia e dei margini palpebrali, che è dovuto alle feci -:le.i parn.s itL Del resto l'infermo non .ha. mai avvertito nè ente m•a prurito o mole tia alcuna alla pa.r te. ·on m.olto sten o esercitando no ~tevole forza d i traxione riesco, eon uno. pin· z.e tta a. branche. molt-o sottili, a trappa.re dalla palpebra qualche parassita. Que ti in ieme a.d alcune ciO' li& avul e con la pinza da. ·e p"lazione e ad altre., semplicemente reci e aUa loro base con le forbici, V·e ngono da me preparati microscopicamente in. glicerina. Mi rie ce co i fu.cile a piccolo ing randim nto di tabilire che. tratta i di semplari di phthiriu i nguinalis, d.i e :·o m hile e femminile, taluno a.ncora fortenen't.e a.gga.n iato aHe cigHa. L nod.o ita. eh a.dori cono alle· eigl"a ri ultano al n icro copio, Jend ini del para ita. lunghe in media 6150 p., e larghe 830 lJ.t adese al ciglio a mezzo de11a loro ea1·atteri tica guaina di chitina. on "i ri contrano demodex folliculoru.m. L'in ìviduo ))O i ed e nume1·osi fti.r 'i al pube e nlle rea ioni de lP inguine e d.e lle
ascelle, di cui non sera mal accorto. E gli re ta molto urn.n·.ato quando gli faccio.
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FTIBIASI OCULARE
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oonstatare, coi suoi propri occhi la pre· nza dei para iti,, perchè, e endo per. ona dedita. aUa nettezza, era ben .l ungi d.al pens'ero d'es el'e o pite di insetti CO' l ri~ pugnan.t i. l.a cura con i tc.tte in applicazioni, co.n una bacchetta di vt~-tro,. sui mar,g ini pal· pebrali dell'oceh'o aft' tto, di po·m.a ta del Page·n stecbe , contenente una parte di -o.ssid·o giallo di. mercurio su 100 di vaseHn.a bianca pura e sterilizzata.. AU'applica· zi,o ne 1~aee"~.o · eguire un l·e ggero frizionameoto della parte con un.a pezzu.ola di. garza. per m·e gUo involge1·e i pa:ra ~ i.ti nell't~:nP"uento. uesti non tardarono a. · c·omparire alla. prima medi.ca.tu·ra,. poichè ~] giorno dopo non ne, e b;teva più alcun.o viv·o tra le ciglia .. Quelli delle a cene. ·e de ..r inguine vennero trattati co·.n pennellature dì essen.za. di trementina commerciale, nella.. maniera di cui fa rò cenn·o più innanzi.
2° CA· o. ., d.1 39 a.nni ua.rd.a,robiel·a. di .albergo, maritata, cattolica. i pre enta. nell'agosto 1'909 all amhu.Iatorio, a cui ri or.r e per w1 ·pru.r.ito ch'.e lla a v· verte da cil·ca. 16 giorni ai margini palp·ebra.U d-ambo i lati e che la obbUga .a. co·n · t inni soft'.regamenti con le ma.n.i Ella. attribui e .l a co -a a un. disturbo della menopau a., cui crede di e ·· e:re prossima. E persona cifo- coliotica di ta u ra. m o] to ba: a con ca peli :i. Mondo-·c hiari as ai
fini. Pelle ottile. All'i pezione. colpi. e a.n zitutto l'a · petto ·n:gola re dei ma rg:"ni paJpebrali e d~eUe iglia. Essi se.mbra.no c ·SI arsi di una. fine po~ver,e bruna tra. lP illumin.a zione laterale mun .' to di fol'te lente positiva, mi è fa:Cile scoprire la pre enza di nu , e·ro i insett• in an bo gli occhi. E si si tro'\o·ano tra le cigli.a. delle palpebre superiori., ma. anche d Jle, inferiori. Le cigHa. st se portano nnmero e len·d.in.i e gra1 uli brun&Str.i più piecoli pr·o babilmente escrementi ~e:gli in. etti. -on esistono tacl~a o1nbr ~ sulle. pa pebl'e ma olo un. po' d.i con ·e =- tione d·ei ma r.n-ini pa.lp braJi .. Sulla ente d Ba bozza frontal - destra, pre o a 1J .in rzione de,i cap·ell" tro a i •t n. parassita. Non n.e esi ·t on·o tra ]e. sopracciglia. Invec· i cape lì sono ricchi di lend.ini e ul c ~ oio capelh to i rinviene qul1 che ins:e tto difl'erente, però da quelli d·e lle pah pebre. r.e ne regioni a ·ce1lari sono vi ibili in grnn n umero dei para iti analoghi a ·quel]~ delle palpebre, con abboudantis ' ÌI19 tendini. n corri pondenza dei m.u coli .g ran petoorali sj r ·n viene qualche ma.cch i a cinerea sulla c·1te. - ~es u n paraL si ta .agli ingu"ni e .a l pube. F.a ccio preparati microscopici di parassiti di queste va1·ie, loea .ità. Qu·e lli delle palpebre ·e d.e lle a celle risu]tano indi idui di phthirius .inguinalis,. masch.i e femmbte con le loro lendin.i ara .teri ·tiche (di 640 M X 3:60 J.L), in gran parte già aperte e vuot~. L i.n ~etto tolto a11a bozza. f rontale d-estra appa1·tiene al a ·tes. aspe ie zo-ologica. Inve·ce i ·p ara ·siti e le l end fu.i del capo ri ·u1tano v ri p dicul.UJ apttili'. L infe,r raa rimane a. ai o1·pre a ed u. niHa.ta di r,per i ospHe di cosi fatti an.imali. embralogico suppone che l'infezione degt.i p.hthi·riu · i .IJ{Jtt..ina.lis sia do uta. sUa. :manipolazione ·della. biancheria ·ndicta. dell'al ber go (biancheria da le"tto e 1 ·e ronal e dei viaggiatori) e, che ·i si.a trasme a aUe a celi e agli occhi, pel tramite delle mani e, d.e gli arti superiori1, poichè ella. è scevra d i pa.~a iti nelle reg ioni gen it-ali ..
FTlRIA. I OCULARE:
er la cura della ftil'iasi palpebra.le in1pre(!'O unguento cinereo·, ineo:r porato · on , \1gua1e quantità di vaselina. bianca. Esso uccide ~apidamente i parassiti in una ola seduta, ·po~icbè. ·1 giorno dopo li trovo .r attratti e morti fra le ciglia. Per le a celle adopero, oo.n pieno su cee- . o, 11es enza di trementina .
••* el pe,riodo di quasi 12 an · dal 1 9 ad oggi,, si pre en taro no allo a · bulatorio della Clinica oculistica. di Torino soltanto altri tre casi ol re quelli or ora descritti e da. me os rvati. In vi ta della loro raritàt riferisco qui brevemente di ognunò dì es~i.
8° CA o. - R. T di anni 2 donna., di ca. a., i pre enta. il 9 ago ~ o l 04 al d ·spe:n ari o, a ri·c hiedere una. pre rizìone di lenti per i lavori d,a vicino , durante i quali le ono ultimamente sopravvenuti feno.meni d t astenopia accomodati vn. Ri· ulta 'infatti ipe,r metrope. d.i 2,50 D. d'ambo i lati. Però tra le ciglia di en.tr.u :n bì gli occhi si riscon.traoo, durante . H esa.mi,. num~erosi ftlrU inguin.aH. 4° CASO. - B. D., fanciullo d, anni s. vien portat,o il l o ettinnbre l O a.l~ lo.mbula.t..orio, ove si riseont~ano (}"li in etti ora menzioua·Ca ul marg·i.n palpe· bra.le d.i en.t rambi gli oecbi. 5° CAso. - D. M-·; bambin.a di 14 me ·i, visi.tata. il 3 · ettembre l 08.. E aflet ta da ftiria i palpebrale.
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I due casi ora. descritti offrono alcune partioo]arità degne di con i ~e razioo.e, che d·e sidero mettere in evidenza, mentre andrò e,s ponendo con tu ta bre,v ità, n eH e righe ehe seguono, quanto cono ci amo ulla. ettolofria "'in omatologia, diagnosi e c Ira di q ne ta non frequ -nte locaJizzazione, para i ta.ria. Intorno ad ·es a seri ero, diffu amen te, par~ecchi trattatistì ed autori ecl ille·t tore po .rà rovarne parM olareggiate notizie nelle opere e n.egli cri t ti del raemer ( ~B)t d.i .• T r on ( ) d el ViH ard ( '7). La pr-e, -e l za di ftirìi sulla cutE' delle re{l"ioni delPoechio e delle sue vi ·in.anze (phthi1 ia.·l" ocu.l rttm ), ve~ne s gnalata fin dalla. più remota. antichit.' e ne roviamo cenni nelle opere di Celso, di Galeno, di Paolo d, gina, di n1 rogio Par · d·el uillemea u,. di Ma.itre- J ean, del
Plen ·k ecc. r~e so di noi f. d critta -. att.amente e ri ono. ciu·t a, nella sua v ra. n . tura, dallo carpa ( ), che ne rif. ris,. . e un ca o caratteristico.
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FTIRIA l OC L RE
Quest affezione è caratterizzata, com·e vedem1no,, dalla presenza dt individui di pllth:i?·iu~ ·nguinali , a alÌ pi Ìt rara·m en te di peiticltlu ca~ pitis (Bock, Amman, Lagrange), delle loro uova -ed escrementi, sul mar-in.e cigliare delle pa..Ipebr , meno fi·ec1uentemente sulla pelle di ess e d.ell vicinanz,e dell'occhio,. specie delle opra.cciglia. È una malatt.i a assai ra.ra. L' irs.c hberg, che se ne è occupato 111 pa.·r ecchie pubblicaz,i oni, dichiara. dì averla riscontrata solo 4 volte ra 4:0,000 amma.Jati d'ocehi . il Webster 1 su 0,00 , il Villard 5 volte in 12 a.n ni di clientela .. o voluto rintracciare tutti i ca i presentatisi aiP.a mbula·t orio d.eUa clinica oftalmologica di Torino in questi ultimi annì e, su un to·t ale di 8 ",667 pa.z ienti,. dal 1° genna·o l 99 al 24 maggio 1910, non ne ho trovati che cinque compresi i due da me o servati e sopra descritti. Ciò sta a confermare la rarità, anche maggiore presso di noi, della ftiriasi ocula,r e, e quindi l'importa;nza di averla ben presente, per evit.a re con fnsionì d i agnostiche. Può dars1 che .la malattia sia anche più frequente di quello che t•isulta d.a questi dati,. perohè se è vero che, presso un ospedale oftal-· .m1eo e pres o gli specia.Hsti, la presenza di ftirii non può passare inosse.r vata, può tuttavia. supporsi che molti casi n.on vengano resi pubblici o che non si presentino al medico. Se~za parlare della possibilità ·Che r affezione sia ta a, eonfu .a, come si è verificato realmente, con altre malattie delle palpebre, specie con la blefarite squamo a. La ftirìasi oculare è as· ai pitl freque.n te pre so i fanciu.llì che negli adulti e dalle osservazioni esistentì risuHa evident.e che !'·e tà tnfan-ne e l'ado1escenza., fino al principiare della pubertà, co tituiscono un terreno di predile.zione p r la localizzazione ei para. siti sulle regioni ocu lari. Cio se:m bra do er ·i attribuire al fa,tto che nei bambini e nei fancinlli d'ambo 1 .s·e sit le ciglia e le , opracciglia co ·t ituiscono le uniche pro inci fornite di peli~ une quali po ano tro are ad.a.tt·e condizioni dì ita gli f tirii del pub , allorquando in adono il loro corpo, poiohè, comtè noto, essi non hanno, se non eceezion.alment·e, de sul cuoio capelluto. on è raro poi o servare la ftiriasi oculare anche in bambini di pochi me i dì Vtta, ome nel 5° c.a o sopra riportato . . ~egh adulti fu os, erva.ta in età a sai variate: i due malati da me osservati erano in. età di 24 e di B anni rispet tivamente: il caso aa, sopraccenn.a to,, n contava 4~. Di poco più frequente pre ·so il sesso ma chiJ,e. testa derma t.osi f 1 de critta presso ogni razza umana a sotto qualunque clima. Frequente tra i semiti ed a:n che tra i negri, sui quali lo ftìrio pubico è quasi nero. 1
o Quanto alla. maniera con cui si trasme~te il contagio, pei fanciulli · da ritenersi eh i paras i ti provenga,no sempre dal mondo e teriore Ai la .1. a111 i spe~ o è trasmes o dalle nutricif duran e il poppa mento, poiohè a lora. la te ta d _l bambino iene a trovarsi in immedia.ta vi inanza deu~ se lla; co i frequentemeu te popolata dali; inset ,o i n casi d.i ftuia i uni ersale. Del re ·to non mancanoJ nei eont.at.t i eon le. perone di famiglia, con estranei (baci di uomini con ·f .tiriasi alla barba) on altri fanciull· on la bi ncheria da le to e da faccia altre tant·e occasioni d1 contagio pei fanciulh. Un a.d.ul o- ftiri&.sico al pube e a~ li ÌnguÌ n i, puo faci lm·e n e c.o ntagiare UZl ba m binO tenendolo ulle, ginocchia. NegH adul · i. per lo più trat~asi di trasporto degli inset i a mezzo de Ile cl ìta e deUe unghie, che ha n no gratta o le a l'tre r .g ioni del corpo da e i in va e (pube~ inguini, a celle, ba1ba ecc..). Il Jullien è d a vi o che la f ida i oc ula.re neglì adulti ia. sempre ·coe ·i te n te a quella di altre provincie cntan e e i due c i da me. tudiati ven .. gono in a 1po·crQ'iO a qu a vedu a clelia infezione au octona , en.za he tu ,tavia i pos ano e clu re in modo a soluto an be le altr.e maniere esog· ne (!Jhe opra aoc nuai, tanto più quando la. presenza di questi .artropodi è limitata aBe ole regioni ocular1. Quanto all epoca in cui. a v iene P infezione del margine cigliare da parte del p r, ·.s ita, mi è se1nbrato di notare che essa accada, in ìa ordinaria.- sol an to nella tagione al · ·a. n fa t ti i due casi da me decri t i f1.uono o erva ··, ri pe. ti vamen t· , in l uali o ed in ago to: gli aUri tre, opra. ripor a i, i pres.elltarono a.l d.i peusario nell'agosto ~ nel sett mbr . Dei inque ca i del Villa.rd ( 7), tre caddero sotto o· · e ·vazion ri··pet ivamente n ·l maggio nell'ago e nel se·ttembre e gl' al ri due nel no rnbre e nel dic. mbre. È a ai proba ile che ·olo d uante i me i aldi, o in buone condizioni t rmic.he artificiali, il , ara i t a po · ·a tro ar i a uo agio e ri pro cl u rsi in regioni, come q 1·e lle e t·e rne deH'occhio. co _i e po t alle tempera ure dell ambiente. d o ~n i mo o è as i pro ha bi l e che lo ftirio, sol ta.n to in fa vorevo i c n lZIOnl lorifiche, abbandoni i uoi habitat normali, o~ ·e la oonformazi ne " a. ]] _ r gioue (a c·ella,. inguine, solco delle natiche., O'] i indume'nti . ati .aranti cono una buon.a emperatura, per tra,s mi· ul vol o o · n •~ le regio n i oculari. om 11 i ca i L l L crl a." n, d l Troues. art, d eli i r chberg e del 1 i llard., a ·C'he i n uno d ·. m· i trat a va i d i per ona .a ssai pulì ta,. h.e d lJ roprio corpo aveva. una gran ·e cura. Cio non deve :meraviglia-re per L. lo st,esso fatto i o rva non raramente anche in. certi c&.si di f iria i universale: pentl ro in genere, l affezione · com.p agna al sudi· i um·e e alla trascuratezza.. 1
FTIRIA I OCULARE
Gli autori sono ~concordi nel mettere ìn rilievo il senso di prurito e di bruo· ore locale,, .a grado aria.bil , talora as ·ai intenso, che viene ac~ eu~ato dai pazieu.ti; non mancano tu tta.via ca i .eccezionali, in cui tale sintomo snbb ·ettivo faceva del tu to difetto. Nel mio primo ca o ma n· <!ava qualunque sensaz,ione locale, tanto che 11 infermo si era presentato a.ll am.bulatorio pe,r ott.enere, un certificato da valere per risarcimento dei danni di una le ione trauma ica. Lo ."tes o dica i della paziente del 3? caso. Il V ìllard peusa che, in maniera. generale,. si ab bìa prurito marcato allorohè i para: -iti sono numero i e in età. adulta, attenuato e quasi nullo, in ece 1 quando predominano o e istono solt.anto lendìni. Il paziente ma chio da me studiato in .vece, presenta .a numerose, non olo le uova.,t ma anche le pia.ttole, ~e nza che p rciò egli ne rrsentisse alcuna sensazione subbi tti a.. L'assenza di prurito, in ques·t o caso, mi pare si potesse attr·i buire al senso tattile, dotato di quisitezza minore, alla media normale, poichè il paziente. non av e~rtiva disturbi subbietti.v i nemmeno nelle altre regioni del orpo, sulle quali rinvenni abbondanti ì parassiti. Del re to la cosa può anche dipendere in parte da difetto d attenzion.·e~ il mio infermoJ infatti, non appena gli dimostrai i parassiti, comincio ,a offregarsi le varie regìoni d l corpo edi di ·es~ol e. le palpebre.1 .ace usando prurito. elle o · ·ervazioni e, istanti, i piattoni tra. },e ciglia furono riscontrati in numero assai variabil : talora se :n e rinvennero moltis imi, fino a l O, in un solo occhio, talora due o uno solo, taPaltra. ne suno, mentre però e isteva.no in sito le loro lendini. In questi ultimi casi, come si comprende, è piit facile che la vet·a natura. dell'affi zione pas i inosse~rvat.a, quando n.on s · abb~ a motivo di sospettarla. Nei miei asi, invece, la diagnosi era facilitata dalla pre. enza di tutti e tre .erli elementi: animali, nova ed e' creme n ti. Il Jullien, il .Four~Raymond ed il Bu.r din hanno rimarcato che cSpesso glì individ.ui che abitano i marginì palpebrali sono di dimen-· ioni assai più piccole che quelli pre enti .s ul pube del medesimo soggetto. o perciò voluto .m isurare al m.ic.ro copio gli esemplari prelevati nei miei due casi. N el primo di e. si gli ftirii delle ciglia. e quelli delle altre parti del corpo offrivano dim~e.n ì.oni sensibilmente uguali. I maschi erano l unuhi, in media, mn1. 1.40 e larghi mm. 0.8Ò, tanto sulle palpebre che altro e. Le femmine variavano da mm. 1,60 a mm. 1,88 in lunghezza, e da mm. l a mm. 1.10 i.n larghezza. N el secondo caso trovaì del pari, p ei masehi, m m. 1.37 X 0.7 - e per le femmine da 1.57 a. l, 3 X 0.94 a 1.0. Trovai anche qualche parassita più piccolo, cioè, di mm. 0.76 X 0.50 ma. trattavasi evidentemente .di
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FTIRIA ..,J O ULARE
individui giovani, 1n via di sviluppo e q ue t a forse è la spiega.zione che serve anche pei casi o er ati dagli autori suddet·t i. H escrem·e nti di q ue,s.ti insetti~ che rimango no adere n ti aJle ciglia. e ·ontribuiscono ad imparUre loro il caratteristico aspetto polveru.. lento, sono corpicciuoJì tondeggianti, bruuo~ros astri, con un centr(} più scuro. 'n i marg1ni pa.lpebr.ali affetti .r is.c ontra i in ganere una congestione che può ma,n care, o può in vece in casi r.ari, ,a s ·ociarsi ad una, blefarite taJont, oon ero · te·, al .c ui sviluppo, ol t.ra al parassita col suo veleno, prende parte anche il grattamento. Non n1i risulta. che sia,no mai state osservate sulla cute delle palpebre. e delle vìcina.nze, quelle speciali macchie cineree che i fran..cesi chiamarono tache 01nb:r ·e.. o bleue o .a2··doi ·ées e che -,; ennero studiate d· l Falot, dal Mouscrou dal Duguet e da. O. ìmon. Es e· m .a ncu.\rano an·_ he nei mi·e i oasL T.alvo lta furono osservatì stati irritati vi pe.r lo più 1egge,d , d eU congiuntive ·e·, dagli an·fiichi sembra., perfino d.elle lesioni ·corneali. Talora si sono riscontrati degli ftirii .s ulle sopracciglia, ooe isten.ti o no con quelli , _elle palpebre. Il par.a ssita. può trovarsi inoltre :a l tempo s tes o, nella barba.. N e.l mio secondo caso e esisteva uno sulla bozza. frontale d es _ra. Assai spesso, oltre alle pia·t tole sulle regioni oculari, si rinv naono p.edicuU capiti su l r... no io ca peli u to e questo a p punto er& il caso per la m.i a paziente·.. - ari sìm.o invece è il trovare il pidocchio del pube neUa località ora detta, come pure ecc.ezionale e la presenza. d i q ueHo del ca p o sulle regionì oculari. Per cio che. .s i riferisce aUa d ia.gnosi di questa dermatosi parass · • tari& dell'occhio, basta ricordare che n.on è possibile alcuna confusione, sempre che alla. mente del m.e ico si affacci il sosp tto ohe7 neUa fa t tispecie po . a tratta.r si di ftiria.sL Allora. il dubbio può enire risolto prontamente e con tutta sicurezza,. coll e.s ame a mezzo di uua forte lente c nves a,. meglio se ìn camera osctlra, ad illuminazione laterale, procura ~ d.a altnt lente po itiva di ,grado elevato. arà. allora facile stabilire se. esistono o no para si ti o, .a.lmeno., le loro lendini riconosci bili entrambi alla loro fo·r ma cara. - eristica. Ma o e persi i tesse, ci· non ostante l'incertezza tanto più quando gli ftbiì . ono na cos·t i in. un follicolo pilifero con la met.à ant·e.r iore del lor· , corpo il pr.e levamento di uno di es~i, con una. sottile pinzetta. e l .. a me sot · o una forte lente positiva o sotto il microscopio, toglieranno d finitivam·e nte ogni dubbio. È opp rtuno rìcor lare la mas ·1 ma circo pezione nell'emettere la dia,gnosi di fèìria i palpebrale enza. che ~se ne abbia l'assoluta con-
naz10nrue ! '
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FTJBIA .I OC LA RE
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vinzione o basandosi soltanto sulla coesistenza di parassiti in altre re·· gioni del corpv. Tanto meno devesi dichiarare la diagnosi al paziente, o a. chi lo accompagna.; senza. Pindiscutibile c,e rtezza., da. un lato, e la possibìlità, dall'altra, di far v , dere ad. essi ste · si uno dei loro parassiti. o potuto infatti accertarmi personalmente q uan.to grandi siano la.con· tra.rietà e la umiliazione del paziente, a.llorchè il medico gli notifica la pre'Senza degli ospiti (tOSÌ rìbuttanti. E devesi notare che la. ripugnanza dimostrata. per la ftiria i ocola.re, è a.s:sai maggiore dì quella per la ftiriasi comune In que to stato d animo è dunque naturale che il cliente, specie se persona delle classi più elevate della società, ben diffieilm.e nte sappia in seguito perdonare a] m.edico nn errore di ia,. O'U03Ì, ·p er sè e per i propri bambini. Quanto alla cura dell'affezione e appena d' nopo accennare che, parecchi degli antichi curavano lo stato generale, credendo trattarsi di una mala.t tia diatesica. o d'una cacbes ia. a soluzione, d'aloe nell'acqua di rose, Paceto forte., Paoido fenico liquido e la tintura. d. iodio~ mezzi tutti proposti ~el passato, so:no o inefficaci o pericolosissimi. :Sembra invece corrispondere bene il b·cloruro di mercurio. che si trova usato in !.iOluzione da.l .40 .a.l 15 p. 1000 e talora -ciolto in ac,qua. dì calce, allo scopo di aumentarne l'effetto ìnsettioida. La d.ose appropriata è quella delll p. 000 negli a.dulti e del 0.10 p. 10 O per i .fànoiulli, avendo riguardo a. non farla penetrare nel sacco congiunti .. vale, ne sulla cornea. Del resto è ugualmente commendevole il cianuro di mercurio, allo stesso titolo. Per meglio allontanare le lendini, che così saldamente aderiscono alle cigli&, a me,z zo della loro gu.a ina di chitina~ vennero usate l'acqua. acetificata e, le lozio i alcaline. Peralt.ro i rime 'Ì d'ele,z ' one ono tuttavia rappresentati dalle po~ mate mercuriaH. E :cceHente,, e lo ved.emmo ,ella mia pa.z iente, l un· gue,n to na,polita:no, che,. secondo il mio avviso, è meglio temperate con l aggiunta di ugual pe o d· eccipiente grassoso. Del re o corripond·e assai bene la pomata di o sido rosso dì mercurio., ohe fu u ata all'l al 20 p. 10 , quella di precipitato giallo, al p 1 O, e quella di su.blimato al 0.5, p. 100. 'Ialuno ha.. pure impiegato la poma,ta di naftolo ~' dal 10 al 20 p. 100. Con tali mezzi il paziente vi ne sbarazzato dagli incomodi .toi ospiti, talora prontamen he, come nei m1ei ca i, più spesso in vece a qu.a.nto riferiscono gli autori, in qualche giorno. Pertanto, allo scopo di affrettare il trattamento, furono proposti dei mezzi meccanici. V'e chi h.a allontanato i parassiti e le nova, ad uno ad uno, aff rrandoli tra le unghie; chi ha. pensat.o dì servirsi di un finissimo pet·
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i ne, chi di una sottile spa·t ola. E as ai migliore però d sistema a t~ tua o dal Jullien che afferra a.d uno ad un.o gli insetti con una. pin· z ta a branche a ai .so tiH, o a denti, ·e li strappa via,. allontanando poi anche le lendini do1 o &.vern·e ram.m oUite con lozioni acetificate
le aderenze olùtinose. Av -~ nd.o attuato ques o procedere per qualche para jta dei miei p.az."· nti ho dovuto perb o erva.re com·e in et·t o ent udosi aff rra.r e e f,rarre via, .si aggrappi con i suoi unghioni dip ratamen·t e e ai tenacemente alle , iglia.~. in modo che, olendone aver ragione ad ognì co o i IJro urano vi vi d olori e fort·e reazione palp brale an infermo. Or o ch·e ia perciò u.~ a..i pìù conc'iglia.bile me ho fatto 1 er q md che · ar.as ita, a i olo di prova, di afferra.rlo eon le tremità di una . ottìl pinza m . lic) se a der ti, e attamente nel lnezz del suo corpo e di u ciderlo per s.chi.ac. ·iamento.. arà. allora fa· cile allontanarlo, o ,_ero.,, e tuttora ad riace. an.che dopo morto, la~ cia.:rlo in sito,. per ederlo cade.r e il oiorno dopo,. oon Puso di un poco di p ma a del Pa.g nstecher. · c bì ricorre per .i p i tt, al tagli o d el le ciglia o alla loI o e p i l az ~o n , m a 01 o opera zio i u perfl ne. a uralmente la cura della ftiria. i l alpeb ·al de v es ere a·c compa .. gnat a d ,. Ha. distru.z ione dei paras iti eh esi tono nelle altre parti del orpo. questo scopo sì u· a generalm.ente la pomata. merouriale, che, e i d.iJnos ra .a s ai efficac -- offre pero non pochi in.con enienti. N ",a ]i u mi n i alquanto pelo~i in fa •ti ì p ra -· i ti non ri ma.n gono localizza ·i al pube, agl in _uini _alle a celle, ma. invadono auohe la .linea alba, le r gioni mammHlari,. il ole d·eUe natiche e I erfino le bt accia., le cosci e le ga.m he. In t li ca i la me icazione alla pomata mercuriale, doendosi e tendere a tror po astì rritori cut&nei,. d· luo -o a facili i n to sicazioni e ho o serva to io ste so d Ile viole u t .s omatiti, anche p r applicazioni più limìta: e Inoltre que.s to preparato imprime· macchie ind l bili alla bianche.n·ia per onale e a. quella del letto. - opo parecchì tentativi on vari·e tanz ( ·utlima.to. p trolio, eco. ho uindi fatto ricor o, n lla pratica mìlitare, all" s enza di trementìna c mmerciale dotata. com e -i a di a.l t o e rapidi· imo potere in et tieid.a . •-.uJl'.e , remità d'' n n a p ice· la ta di l gno vi an fi sa· o tln tampone di v a idrofJ la. e con iffat I e nn Ho i t,encle l' enza sopra tutte l re aio J.i affet.t e occorr n do, anzi u tutto il c or: o, dal collo ai piedi. L ffe to a.ddirittu1a fuhnineo. F la ccio ripe r la penneUazione il crio1·no dopo e pr cri o .allora il , am.bio e la, d isinfe,z tone d i tutta l bi ncberia. Il pa.z iente co 1 liberato ra idam,e n e dai pa.rassitì.. Non ho mai os er\ at.o il più piccolo di tu1·b dello tato genera.le. L' unico
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FTIRIAS1 OCULARE
incon.v eniente, toUerabil
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del resto, · l odore d' ac.q ua ragia, che a c·
·compagna per qualche o1a il pazient·e. Questo mezzo,. se m pl ice e poco c~stoso, con·i ponde a· ~a.i bene nella pratica di oaserma, pero h', alla rapidìtà. e sicurezza del m·e dioa.mento, a·ccoppia anche il va.nta.ggio econumico di non ci ttpare la biancheria e di co tare poco. e la ftiria, i oe n] are ha avuto un'origine esogena, occorre so1 vegliare, ed eventualmente curare,. anche le ersone affette, che han n , rapporti con i1 paziente. To.r in ·, maggio
u.no. IBLIOGl~.
(1) 0EL
• ~-
· 2) GALENU • -
11IA.
De 'm edicina: de p dicuUs palJ ef.n·annn, lib. VI cap Vol. XI X .
(3) P Aoi.o D'.E GINA. - Op t•a omn.ia, III, p. 1 ~ 0. - 1551. (4) A. PARE . ~ Livre X ebap. VI. (5) GmL.LElUilAU. Trau,-~ des naladies dea yeu - qui son,t au noutbre de c ·nt .treize, p. . - 11"'85. (6) .M lTREJ.JEAN. - T?·aité d es maladies de l'reil, ehav. XVIII. - 1740 7) PLENCK. - Doctri·n a d~ morbis oculol''tnn, P'· 14. - 17 3. (8) WENzEL •. - M'anuet de l'o ·uUste, t.. L,. p . 11. - 180 • (9) A. ' CARPA •. ~ Tratt.ato delle prin ·ipali malattie d gli occhi, vol. L p. 221. Pavia, P. Bizzoni 1816't 5li ediz'one. (lO) LA RE 'CE. - In: The Laneet, 1826,. X, p. 823, e: T .r ait ' d es tnaladi ·s dr..t; yet1x 1 ao,. p. 26 • (lt)' RosA. - .Le/tre -vo·n den .A1tyenkrankh ~itmt, S. 29. - 1 34. l2) M. J . C'H ELI u . - Haruibuch d r ..4 ug nh ilkun,de. tu ttga rt, 18B9· ~3. (13) GAILLANT.- T'rait -i pratiq-ue des m ala dies de la peatt cllez Zes enfants, p. 241.
J803.
(14) d': A. BILGE BERG. ~ Entzund·u1lg .des ug s d'lt·reh P d;i ·~ulu,s trubis; in: Organ f. cl.. g ·s. 11eil'k-unde , lll, l. - 18&!. (15) W . MACKEN'ZIE. - Pr.a Ucal tr.ealise on th di~ea es of tl~e f'y·e, p. 228.- Lon do.n, 185-4. ~1·6· ) CA.RRON D VJLLARD • In· ..4nnal •.s (l'oc·u.l.,, t. X.XXIV, l85o, p. 81. (17} vo·~ A.tt. L'l~·. - · Di , Krankh ite·n d(:s .A.uges, III Bd •• S... S5tl - J 56. (18) BAZlN. - Ler.ons sur les affecUous c~utanées parasitaires. 1 ~ ·. (191 STR.EATF!ELD. - In: The R. London oplultalm,. lwsp.. reparts, 1860, vol. I p. 125. t20) DEVAL. - · Mala. dies d ·s ye-ux, p. 93 • ~ 1862. (21 ~ WUART-oN JO. E , - Tr.a it; des 'n~Aladies d s· y ux, p. ~o. - 18S2. (2'2) TEFFAN. - PhthirituJ pubis an àen Cilien· in.: Klln. M o latsbl. f. Aug 11heilli·., IV Bd., 1866; p. 4S.. !26) LEMOINE. - · Dea paTaJit ~s animaux et t:·~g :tau - de l'o'rgane de la t..•ue. Thèse~ de Paris ~ 1874.
814 (.- • ~
PTIRIASl OOULARE
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T .
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FTIRIA I OCULARE
815
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1
894. , .. 6UYAnn. ~
b'twle
u1· la plu'h iria e zJalpt;brale. -
Thèse de Paris
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.IL ARD• .......:
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~ XVII
U03, . ~ .
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l
RIVISTE GENER.ALl RlA. T D REL. ZIONJ SOPR DUE MISSIONI MINISTERIALI CO PIOTE E .LI ST TI , NI'FI DEL,L,AM ERIOA DEL ORD NELL'A ~. T N O DEL 1909, p l dot t. ·C. a1 tlio forza m.aggio ~~e generale medicoi pettor.e .
l. -
DJCl 'tTE. U!A R:IU 1 ~ E A.o. ~UAr..
DEGLI
D-ELL'A
o
lAZIONE DEI
HlftURGI MILl'l'AlU
TATl UNITI ( 1).
La. riunion ·e bb )uog al '' ~ iHard Hòtel in Wo.shinaton D. C. nei gtorn~ 5- ottobr 1909 incu i vi e fu prec ~d uta. da una pubblica a·d unanza. la. era di mar· tedi ·l ottobr - aH or 2C>,OO in una. .p l odida alo., pr parata dal ma.g giore. chi· rllrgo Carlo Lyncb '. A.,. gt· .tario d ·11 A ".ociaz~o·ne. Prima d'introdul'r il primo orat ·re, il pr ,,id :nt l e alcuni unti di l tte·r..-. rioel"ute la1 pr ident 1 ·d al vie - pr sideot d.el overno f. d.e ra1 d i M." nistel'i d Ha gu -rra, d.eUa ma.dna del tesoro · •gr .. tat·io delJa. mari'na., e. prim "~ D i ·1 loro ·n , r :: d H' .. · ociaz,io·n , e il loro di~piac re per non a er
riunion . n maggiot•e, Lyn·ch introdu e quindi l'onor ~·val e ; aun.i a.ylo:r eh l '• e Ull .eloqu n.te di eor"'o di a p. rtura. L -',on. Enrico . F . .Maefarland salutò quiod1 i m mbri d.e ll' Associazi·on in nom ·d· Ila. città. L'intim.a. conoscenz:a. dei .·ervizi mi io grado il ignor Macfatla,~ di far ciò n, Ha phl ~J. ic mani ra. e fll lieto di d.ire che nella ua. carriera di puibbHco or.a.:tore :non av va. avuto ma.~ nn uditorio più stimato. Un sa.luhQ di b nv·e nuto· da parte d ~Ha rateHanza medica d l distr tto di Colom.bia fu quindi spreseo dal Dr. . S. Adam . Que:ti parlò d 1 progr·e sso del l'A .ociazione · d.ei. suoi .ri.~ u]tati rileva bUi daHn. p ·e n e r.iunion . ~ ,ue espr·..·s.i.Q:n i di felicitazioni fraterne fLuono cord.iali sincer . L'aUocuzi·o n annual d l pr - idente· fu letta dal chirurgo· g ne1•a.J d Ila ma.~ rina. fed :.n.l ignor Pr . ] r -. Rix.e r Egli parlò d ll'.importanza e della grande utilìtà. dell' .A. ~oci.azione; deUa co ituzione H e. a., rappr enta.ta pel Gov rno C •ntral d . li tati niti da. tr O·r ganizza.zioni n.azionali: il oorpo sani·t ado del~ p,"· rcito, quello dell'a.rmatat e il . _rviz. o d.ella .'&Di.tà pu bblita. degli ospe.dn.U di m. rina. gni ezione d ·gli tat.i -_niti era r ppr ·enta.ta da. delegati di parecchi S·tati .c ompr ·i i membri d "Ila ri 'rva m·e Hca d Ila guardia. nazionale e· della mHiz"a navale. Tutte le eontrrule ·c ivili del mon lo erano poi rappre ntate. o da ·e letti d·e~ lega i, o in ispirito. Ri ol quiodi paJ·ol·- di b n v u r o ai. rappr . enta.ntì tranie.r i, disti n ti ospit. dell 'A. · o iazione. Qu ta. ·- i eo ti ul il In s e t mbre l 91 per iniziativa de,l ~compianto ch.i ru.rgo ann, il quale riunì in Chica"'o,. Ili., cinquanta membri d- Ila guardia. nn.ziona.l· d · gH tati Un i ti, allo eo po d i:· i t u ire un.' s ociazione di chirurgi m ili§ ·t ari d . Ua. ud.d tta Guardia. pe~ progr e. "".o· d Ha hiru.rgia. militar-e e traumatica e (l) Th
lili'lary
w·y on, v l. X .... V n. 5 No,· mbcr, 19 ·O.
'RIVI~TE
817
GENERALI
per tutto ciò ohe dft t t - la s:a ]ut e il be·n e. ·ere lei sold.a.ti. _ el l 93 furono invitati n prendervi par i. corpi sanitari lll'e erc·to·, lell'armata. d -lla sanità pubbhc-& col relati ~o s ·r·v izio (leg i o:· p dali di marina. e da q u·e ll anno es · fecero parte integrale 11'A ociazione. .L an.n o succe ivo fu.ro.no invitati a tali dunioni i d .le,~at · ~delle naz·oui tl-a..ni r~e. Tutti i laf del problema~ relat[vo allo vilnppo a) progre so di tutti i ervizi -a:n itari e ci iH in pace. e. in gnerra sono dall'Asso iazio:n saminati d ieu~ t Il maggior . ora. te,n ente colonn Ilo) Carlo F. Mason dis ·e molto a propo· ito cbe: i.n t -mpo di gu l'ra vi . ono sempr due e. _rciti in c-ampo. l ~e; er-cito ' ffettivo e il gran l e:·ercito dei non. eft"'e,t tivi i malati e i feriti; l'opera dei m~edi i militari tende costantemente' ad aumentar la potenzialità dell' flettiv·o a pe. e del non effi ttivo ed a pr n.iere intiera. cut~a. d ll'ultimo, soli van.d~on. l so·r t.i. Tal~e ·cop~o non i po_ t rà raggiung t·e, . ~ una preparazione loO".ica.J as nnata e completa in a rmonia coi progre. ·i . cientinco·sani tari di tutto il mondo ci ·ile non sar ·- fa to in tempo di p·a ee ·--ei medici militari n.o av-ranno grado ed autorità. m1Htari, carico e re.:pon abilità dir tta di tutt ]e, ma eri e provvi te a.ppart nenti al loro servizio, inclusi. H p r ~onale anitario, gli osp dali mHitat·i, le navi-o. p·edal e c. e e non av·r anno· potere e mezzi, o:g getti soltanto all'auto·rità. di uffi .. ci&H co1nan ian.t j,, p r seQ'uhe · pia i n~ece ari allo scopo i o tenertl' i p,.opo. ti miglioramenti sanitari. Il rimarchevole acce. "O iei G ·appone i ottenuto col prevenire 1e malattie n -i loro eserciti durante l'ultima. guen·a. con la Ru . ia. leve esse·re a tJ·ib dto in gran parte al fatto che i lor-o, ufficiali m dici possed vano conoscen.ze supe,rio·ri in mat ri anitar~e e eh e s ndo stati im]liegati qua) i ~·peciali i. le autorità militar1 n ace ttarono il pare,r e .s. nza disru 9"on ·e d ttero loro uomini Inu.t.eria.H d nari per porre ad. -eff; tt i loro divi . amenti. r ud.endoli r sponsa.bilì dei ri ulta.ti. Ciò dovr-ebbe essere ìmitato da t utti Jdi e.s·e rciti e da. tutte le armate deUe na.~ zioni civHi pel ù ne~ ere d Ji uomiui d e h~ nno vo a.:to le loro vi e, al s rv·zio della patria e dalla cui salut e forza ìpe~nd la '"'alvezza. d l1e rispettiv nazio · i. Da ultimo iJ presidente con p a l'o l hene se lt · pre en tò ]e in. egne a tilJ tti i delegati anitari, i quali rispo ero ringraziando, eongra.tulando~ ì e b n · auguracndo. Citerò i temi più importa.nt.i pt, entati. letti discus i alla riunione. l. Il vaJore dei éEunpi d'istruz'one per gH uffi-c iali medici deHa. Gu&t dia naz·onale.. - H. W. J on ! ·C&J>itano medico. 2. Campi d'i truzione per gli rfficiali medici delle milizie nel l'OOf). ~ G .. S. Crampton, maO"gi re medico. 6. C'ome può sere aumenta o il valore del li}JlU · imento med.ico ngli stabili· menti militari. - R. G. Eber, tenen e colonneHo n1.edico. 4. Serv~zio . anitario ~di cavalletia In campagna. -~ W. M. Roberts, ea.pital u 1
m dico. 5. Sul campo d.'istruzi. ne pe1· gH tlfficiaH m cUci d U milizie., de~ presidio i a.n Fr-anci co,. Cal. - G neraJ.e m 'di ·o W in !o\ Anderson. 6. I nuovi regolam.e nti p i tre·n i di am.b ulanza n Il' setcito an tro-nngarico. ~ Ob tabsa.r zt D.r. G. t~einer. 7. lln. delegato per la scuola d .gli ufficiar del a Guardia n.aziona]e. urg~eon. generai C. Foster. 8. P'otl·ebbe il reclutam.e nto ge.n -rale dell'e ereito esse,r e affi lato al .orpo sani· tarìo~ ? P ·o tt·ebbe l uffi-cio riforme dell' - 1~cito r r ·JHtbiHtà fì i a. ·e mentale es ere 5.t -
G1ornale di m di itla militare. ~ Fa·~. :x ~XJ.
Hl H
BIVI Tl!:
m!';ERALI
eo. tituito esc.lu ìvamen. e da uffi iali medici? lau. 9. 1·viz·io· anitario alle f~ gui un'anima ta discu
olonnello med.co L. Mervin
c;,n po p ·l' [ m1liz·
orgn.nizza.t . ~ Ma D'·
~ior·e
li. n nuo o i tema di s • ni diagno""tici per fe1·iti in guerra.- T nente olomlP11o Al c.~ ..::a.ndro Ro.:: profe. m· ' di manovre aH· .~f·uola ed i '! o-miH t i l\ d el .!L e - i o. 12. ro1 o ta. p r . n pli n.re l eqniJ a ano amento 1 dico delle unita mobili in ar:lo Wilc x:.~ mngc-ior · m :li o. es ata rinfoTzn.t.a, - P l ap Hnno medico Rol erto 1\L Thoi"nb lf"~', ·a· i di tunpu _azioni · ihio-tar:iche o. o~pl n . t i he Trattam nto delle· lmu r::>~ i del g .i noc• hio. - P l d t. Routte, m.ag im·e medico de l erc·t·o· france e. 1. • P tere i i arre ·to ed. efi· ti di shoc)· dì dod i i ditfenmti . pec~ e di proiettili d t 'arl p i. to 1 ri '" 0 tell . ~ P l t ene11 colonnello medico Luigi A. ""a arde. Il tenen colonn lìo m .dico L , G· rd 1e ~ e' un la'b orato la.vor~Ò su tal~ argom · nt.o eh intere ' , non olo ctH u flicia H medic·i, ma. an c} gli ffi iaH di. ltri furon.o· pre ent' a.lla d uta fra i. quali il c4!o
e Pa.ttenzione di
n ti
pet· o-H usi d i n-uerra. -
"· nazton~e ! '
Biblio= '·
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RIVI. TE G • ERAL1
819
17. Fr:a.t tu.re composte delle e tremi à loro cura. - Pel capitano S. C. Floekinger. 18. Varicocelet sua. patologia. in relaz"one al solda.t.o e nuova operazione pel uo sollievo. - P l capi tauo Gu. tavo M. Blech. 19.. L'importanza d Ile malattie infetti e a·c ut de 'P alcool e del calore nel~ r etiologia delle malattie mentali, os er·' ate nelltesercito d uran gli ultimi dieci nnni. - Pel capitano R. L. Richard . ue ta. memoria. fu abilmente discu sa dal dott. Willian A . hite sopraiute.ndente dell ospedale governa ti vo per rrli aliena ti il quale in grazia d -na . ua po ìzione ebb l'opportuni à . traordinaria di o. erva.re alienati militari appartenenti alle varie armi ed ai vari corpi. Il Dr. Wbi ~ pre e l'<c1.V i o b furono reclutati nelle rcito numerosi. uomini, che non. vi sar bh ro tatì a.m.me\i::l i, . e fos " ro tati · :a.minn.ti da un com1 et&nte psichiat1•a. Soggiung eh n H . pe , l da lui dir t es i tono 3000 pazzi e h gU a.r bbe ben n te n o di con · ogni faci1' az· Ol • agli nffi i a li m ùi i p r -a.minarli. 20. T berr. lo· i e tr· t nHt. l do t. Claudio forza, g neral d Le d ·ll'Cito italiano. :n. L ìmp . t· ,nuz.a p r l e . rdto d 11 zanzare m zzi p .t p1· v n'de. - P. l C< pit no m di o Carlo F. C.raig. 22. S. ompa.rsa della malaria d P om; · al For e y r, '\a.- P ma ggior m,edico l:,rances o A. \Vin t r. 23. Profi Ja.s · i v nere n l r vizio mil i ta.T . - Pel ca p i t. medico Rob · r o Grubb 24. L eliminazione d 11 ur ri e . pc inca dall'e erci o p r m ezzo del pacchet, " K rinforzato a.Ha l U'Q'e mili are dalla di r iplina. ~ PeJ t~ nt colonnello m dico Enri o I. Raymond.. :.5. Adenoidi e ipet· rofie ton i Ilari n eHe re lnt . - Pel capitano m dico L. . Le,vald . ~Uj, Presentazion di appar ·hi per d "' erminare' :sat n.m n te e :rapidn.rnente la Yi a d Be r clute. - Pel capit. no medico . T. Le~ ald. '...7. Serviz~o nitario prat·c in ampagn . - P l ·en.entc c l nnel .o medico
8. T. Harri .
. Is ruzion · de,l pet· onal l' fila. i qna.I mez.z o au iHari p ·r pr venir·e l mala ti infet ive. - P l api ano m ieo J. arli l e ri . ':..9. La mo.·,·a T . . -T . ~ p . l maggiore m di ·o L. L. S e man. O. peri oH deHe infezioni, eh po ·ono e et· diffu e daiie tr pp eh rito rnan dai po.. edimen i tropic· li. - Pel maggim· .· m d il-o •. M. Ha.rtso ·k. l. [ala t . ie ve nere" n Ir sercito n. e si à d 11 in tt!rvento del1o Sta t ùeH autor"tà n1uni ipali per il loro etl' tti o con .roHo. - Pel maggiore medico P. C. Faunt.le ·o . iovam va.n ; .!. E i un ped lo venereo? - Pel .olonu no m di n· ale r H .o ff. H3. lgi ne militare in ontrade fr dd·e. - Pel ·c apitano m·edico R. 1.er· on . 3 . b"rurgia a bordo delle navi di 17Uerra durant l azion . P l l irurgo i pettore Bunzo T matsu.ri, d ll jmper:h l" madn.a. giap·pOnt" . 3 . L'ot·gani~znzi.on del dipn.rtim nto me .ico e il e ·vizio .·nnitario d lle tlott allo a.to pr ent · e quale oraanizzazi ne arà la. più dn.tta pe1· lf:l flotte in i .ta della futur. e pa.n i ne e per ~ender più eftì •tt e il se1· iz' o in pace e ~n guerra.. - P 1 medico ispettor . . \'. urti.s.
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RIVI TE Glì:.• ERALI
3S. Precise funzion.l d.elia. nav,e o pedale e sua. relazioue con la .Botta. i.n pace e in guerra. - Pel chirurgo, Giorgio Pickr U. 37. La. nave ospedale ·q uale ausiliaria alia potenza. della flotta.~ Pel chirurgo G. F. Sto,.kes. 38 . Dimostrazion.e di una carta di u,n nuovo fntifìcio per determinare l'acm~ t"8zza visiva d Ile reelu .e e di altri. ....... Pel chirurgo E. J. Grow. 9. Al une no t uiPalim.e ntazione dei soldati cinesi. - Pel :maggio Hsii · Ying Yang, d ll'eserd.to cinese. 40. I più ·efficaci mezzi per rendere le navi da. guerra im.m uni da malattie in fettiv -........ Pet c.b irurgo R. c. Hol omb~ L I d,c>veri della sanità pubblica, e del !14ervizìo osped.a liero di. ma.riD,a. - Pel ch.irnrgo C- P. Wertenbaker. 42. -Relazioni fra I' sereito, l armata e la san· à pubblica. e il servizio ospadaliero di marjna in ba· e ai limiti della. legge esi tent . - P ',el chl·urgo · G. B. y,ou·~g.
*** F steg!}iamenU. - Lunedì ara ot obre :1909 il Pr idente deU''a s.o ciazione, chfrugo generale della m.arioa. milita:re dott. Presley M. Rixey offri nella sua ti.'bitazio·n e un. pt·anzo ai delegati stranieri ed ai capi de·l dipartimento medi o dei vari servizi. l pranzo S· gui un I'~cevim. ento Jler , utt.ì gH ospiti ed i membri presen.ti. Ma:rt di 5 ,o ttobre,. il medico direttore J. C. Boyd d U'esercito degli tati Uniti. invitò tu ti i membri deH A ocia;.;o;ion. · d i d legat1 strani rl a · ol zione· al , ew il1o.rd ' ot-et 1 pom.eriggio dello, so lYiorno il Preg· dente dell'.Assoeìazion e la ua. - i· gno1~a invitarono tutti i membri, i del gati tra.ni.eri e 'le signore alla. lm··o re idenza estiva « - therfauld. »- dali HJ alle 18. Mercoledì 6 ,ottobt·e. Alle 16 i ·c ongr s i i assistettero ad esperimenti militari al forte Myer. Alla sera. il gene,nde medico dell'e .ercito degli St ti Uniti dott. Giorgio H. To·r n y ,offri un p,ra.nzo a1l'albe ·go Shor -han ai rappres~entan.' i delle nazioni trani re. ed ai ignori ufficiali. dei vari ervizf. Dopo il pranz,o ebbe luogo nello stesso albergo un ric,e vimento offerto dal ge,.. ne1·ale ·m ,e:dico Torn y da1la sua signo1·a a. tutti i co.n gre i ti ai :a legati ed aUe loro s'gnor. . Giovedì 'l ott-obre i conP"re. isti visitar n.o i.n automobile tutte le parti più importa n .i della città. ·d ei d in tomi di ·e a. A ,la s rà ebbe luogo un ban -hetto 1-lfliciale al ew WHiard Hòtel in onore,· dei membr·i e d le - ati e di al uni signori di w·. shlngton. J.l ,d et o banchetto pre .. s ro parte 126 congr,e i ti ed ·nvita,ti. Venerdì. o tobre ebbe uo "O una vi ita. aUa ca a. di Gio1gio Washing on sul Monte V,e rnon. Il dhettore generale della. sa.nità. pubblica., hirurgo g·e n rala \Yvman offri sul , a:ttello, « Apt.c.he » una. colazione, a. tutti i me.m bri, ai ·d elegati stranieri e alle ign.o1·e. Duran.te la riunione funzionò a W a b ington un. oomita.to di signor ! be ebbe cura, con ricevim n ti, 1 anehe,t i e,d escnr ion[; di rendere gradi ·o e· piac v-ole alle c
RlVlSTE
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:rENERAL·I
signore che presero pa.r te alla ritmion " stessa il oggiorno della belli ima eittà, d.l \\ ashington. Il tempo,. durante la dunione, fu o timo e .Ja tempera:tura assai mite. Per co1u; nso unanime la, 18a riunione dell'A ·ocia.zione fu per con·corso di de lPgati, per importanza di la.v ori scientifici pr enta:ti, la me,gHo J'lU.Scita.. Ad essa prE= ro parte 164 me.m bri rego!e..r i e lR r.a ppresentanti di nazioni st.r anie · .
II. -
SUL I"UNZIONA
TO DEl &RVIZI EGLI S~rAT[ UNITI.
ANITARI PUBBLICI
La. , u.tela ·dell;igiene e d Ila sanità. pul:>bH ~a Degli Stati un·: 1 è affidata.~ I al .s ervizio della sanità pubblica. e degli ospedali di marina ; Il agli uffici d.' igiene dei v.a..r i t&ti • III agli ,1ffici d igiene delle conte citta. L'eset·cito e la marina degli Stati n i ti hanno poi p ·oprie organizzazioni anitarie militari. l . -- Serviz·o della. sanità pubblica degli Sta i niti. e degli ospedali di marina. E costituito da. ufficiali ff:ett.ivi provvi ori e da per onale subalt·e rno, sotto .la dipendenza d.e l Mini tero del T o~-o. Tutto il personale è formato da: _ fliciali m. d· ci ff . ti vi. Capi division al labot'atorio ig·i nico·. Isp tori sanitari. Assistenti chirurghi (adde i . M H ·h ss- i.Rp· ttri ·i . . . . . In rni . . Fa ~ma" ··st' . . PHoti. . . ln.g gueri n a v·ali ..
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In rvi nti · .
12:.5 T otale .
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12 14 '2-J
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·capo de~ set·'\•izio· è il direttore generai d Ila .s ani à pubblica (Su·r geon-Gen ral), il qual dirig· d. in vigila. tu t ti i ervizi affidati a.Ua sanità pubblica, ioè: H laboratorio igienico d. lla.. sanità pubblica. e d:el servizio d.e gli ospedali di 'marina in 'Vashington ; H servizio delle qua.r.a ntene • il servizio doganale ; il serl'izio d'.mmigrazione e que llo delle epidem.i specialmente dì colera, pes.te bubbonica., va.iuolot lebbra~ febbre gia.Jla e · e. Tutti gli ufficiali ·della. sanità. pllbblica. in. ser·vizio ve tono l'uniforme mili· ta.re.. Essi per turno sono comanda.t i o. vari servizi, compreso quello del laboratori;o d'Igiene. D.alla relazi·o ne anitari& a.nnaale del 1° luglio 1907 al 30 gillgn·o t908, pub .... blìca.ta dal direttore generale Wyman rias umo l n·otizie principali. .Pes~e bubòonJca in • Franci.~eo Cal. - Le condizioni eccezionali della. cittàt ··d.e'va.stata dal terremoto e dall'incendio,. re ero la. campagna contro la pe-ste bub·bonica, affida·t a al chirurgo R upert Blue, assa.i difficile ; ma q n·e sti 1 aiutato dai
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RIVJ TE
E~ERA. L
uoi ufficiali subaltemi,. con la. sua grand.e, _ne.r gia e capacità riuscì a d. omare la pidemia . Dal 24 al 28 o:ttob ·e 1909 fu.i in S.. F rancisco Cal., e, pe.r la gentil zza d l sign·o r dott. Blue e d i u.oi a s.i tenti potetti rendermi ·o nto di tu ta l'op l"R. di d·i f a attuata per la di . truz ·o ne dei 1-atti e degli scoiattoli di prato e di bosco, ehe rap· pr ntano .i pr!n ip.a li foool ai d'inf zion d Ila peste bubbonica.. Le pulci, che · uceh ~ ano il sangu di tali HJnimali t1~a m tono con le loro puntu. la. maJ.a.t tia all'uomo. copo p·r incipale della difesa. fu la. distru.zione dei ratti, che si rano annidati in i m a.· topi n lle maoor·.e d.i m.·oltisshne· •ca d Ua. d . ~rocc.a.ta citt . F u un.a vera roeiat& contro qu st1 peri olo i rodi tori, a. cui presero part pure, num. r . i imi ci ttad ~. n.i, dis trugg ndoli con. veleni catturandoli ~on ogni .sp c· di. trap· pol " e. con u ti g li aitri mez.zi po ·. ibili e fac ndo d.emolire d'autorità i · O · t r· ranei di bara~be in legao,. in c1.1i non eu. stato po 1bile ·d.i .s nidar qui perico]o i a.n i . ali. P er tal ampagra fu ·ono là. comanda i dalla aoità pubbl.ica 10 ufficiali ef· fettivi, 13 a ist nti chirurghi, 31 · pettorì, 5H a i tenti. ispettorit 102 primi lav ranti. , 34 operai. T ut t le autori ti poli i che, l associazioni mediche, ci.e nf fiche, uman1ta·rie, e,om p1 e e queHe d ll don n t ·colla.bor&rono atti va.m n t in qu ta campagna. Dal mag io 1t 0 7 al novembre l 08 i ebbero 1371 n.a. i di pe te nei ratti e I HO n .g] · tto·m i ni ·con. 7 morti. Furono esamir ate 1680 pers n malate o ospe.t e, furono e~e guite .S973 a l· topsie d· infetta te 5~ ~O ca e.. F u·ono catturati 2( '· 64... ratti e ne fnrou.o sa.minati 907:.. • Nel laboratorio 1g1enico della anità p :tbblica. retto mn an Franci co a.lif. I.U'ORO e · minati 60&10 I'R ·ti e Hl) furono t rovati .infetti di pe te . .11 urono ino•l tre e· amìnate. l :7'2 pulci, t-olte daUa pelle di ratti. e~::· d.i trugg· re i ratti che Vi i erano .a nnidati furon.o .d"sinfettate, tutte Jo UA\ri be part·.rono cla ' n Ft•an iseo. I piro cali d. inf tta.ti fu ·ono ~79 ; il solfo conumato· ·e ·ua.le a 620 Hbbre · l alcool co n, umato eguale ·1~J..l2 gal1on pa.r i a. Ht1i 197~7. elio s.tes o la boratorio vidi i polmoni. di un con tadino morto di pest ·p er aver mangiato carne. i s oi ttoH in·~ tt ·. ·n su fra no ammalò pure di p ·· te 1 er lo st O· moti vo 1 ma fortu nato.m·"n te guari. L·à. vidi pure g li m·wa.ni di uno coia· to:lo ·li bosc malato di pe te bubbonica. caso rari imo e forse fino1·a unico e endo tata. ì an teced n za o servata tal malattia n i oli ·.co· a t t oli d ~ prato, oh e ab bouda.no nei parchi delle g ra ndi i tta a meri .o;ne.. ~pc· . , l omitato anitario della ci ·tà. offd l& mila doUari; ·1 Consiglio d.e i OJ>raintendenti a. gnò 3 dol ari p i me. i di ·et~m ilne,, otto . re, e novembre H , 7 e 1100 loUari p ·• me i. su cc i vi. Il overoo fed.e raLe pagò gli uffid.aH della sai i ·à puld lica gPi.mpiegati tutti e o tenne le pe e (Jer le ri erche d.i labot'ato ·io e la •· tà di San Fran~.;. ìsc pag · 1 sp s~e pe1: la..vori stre ta.mente a· n itari.. e1· l'endere ph eftica·Ce le crociate uOn.tro i nttti, ognuno di que _ Ì ucciso fu. pagato da.. :.r& o. ·o c.ent i m i. Rice?·dte scien[jìclw e anitari.e. ei labora:or1 lella sa.nitit pubbliea ftn·ono· i controUo u i vat·i va.c in i ie ·i · (vaccino an.tivaiolo· o.t • i ro an ti- _ift rico, cc.. ec .)· furono e. .gui· i .· t dì particolari sulla tub r ol 'li, ulla. febbl' . t," ·o"d.ea, ulla ane mit~ prodo tta dal verrn.e un ·nato · una ral bia, ~ uu a. 1
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lVf TE GENERAL.I
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lepra. sulla p UagTa; fu .: tud ~a to part.i ola.rmente il latte in r·e lazione alla d i.ffl!l.· sione di alcune ma lattìe (f .h bre tifoidea . ca;:rlattina., difte1· ·;a, · u bereolosi tebb ·e,
di Maita, diarrea, di s n.te:r ia); furono gui.ti num.e rosi "Sami ha.tteriologiei ed analisi ehimi·c he ·di acq u p o a.l ·ili • furono pure analizzate e tud •·ate molte p~e parazioni e invenzioni era.peu iche e·d guite pa.rticola r~ dcerchè sull'"mmuni fl 1 ull'a.nafHassi, ulla malattia p.r odotta d.al sieto di cavallo :non immun.ìzzato :· "ulPalcooH mo sperimen ale, ecc.t ec.c. Gra.nde f"u pure il lav ro pel servizi delle qu. rante.n e onh-o la f bb1·e gialla, la peste bubbonica · pe1· a.. visita m· di agl'immigranti n gli Sta•i niti e all'es' ero · d Ellis l.,land as i tei n 25 ·.o v mb 1908 . in co'm'Pagnia del ·ignor ca.v. n· to1ico~ commi ·ario gen raJ·e l·e ll'e l ig razione ita.raua a New York aUa V~i~ita degl immigranti. Di man in mano che que ti s~ avanz.an·o nei vari co:rrld i parati da can~elli, pe1· giunger ai l ocal j della v.L i t sono· ispezionati da ufficiali medici della sani à pubblica, j quali fan.no lovo u n. esame ommari delL l ro fa ol· à i'ntelle , ttali, Iella quali tà. 6 i.che . peciahuente d gli oc:·chi. Pe·r quelli che non pre.sen ano dife ti i t.ra crivono le indica.z.itoni individuali ed acquistata ha, certezza che po· eggano i 25 doHari richiesti, si d'rigono ai b&tA telli, che li ra por .an·o• gra uitamente a. e' York. Gli altri, che pre entano· difetf ·fis 'ci o p. 'ehici sono tenuti in o~ servazi ne e mantenuti a. -pese delle r~ pettive ci tà di emigrazi,o ne in ada i lo ali, fin bè gH e._ami med.ici succe si vi, cor.rob rati dal pare1·e di tt· tffici a.H m. dici della a .. nità. pubbli ·n, deci ' 0 ·lO Jler l'accettazi·one o ripul ioue di •e:-:: i. Gli .imm.ig·r anti infermi sono poi interna i in. o .pedalit os rutti rece1 ement e Dell isola second ll i i 1 rogres:-:i a. Ha. mol·6Ina igien ed i.ng <~ne ria. nuitnria. E istono in queli'isola o. pedali :-- parat~ per malati c m uni p·e r qu Ui affe ' t• , la malattie conta iose d infettive. Fin hè. non è ta-to eme ~so il par re su ias un migr _ nte qu s i non pt ò e · ere visita .o d.a. alcuno. Il servizio, . anitari pr·oced col nu~::-;. · hntl or liue ed è c lHlotto con 1a ptù de·· icata corte. ia e gen iJezza. Ospedali di nariua.- Durante l'.a nno sudde, to fnrc,no ·C nra.ti n i 21 .o ped< H di marìna del Governo Fedel'8Je e ne11 1:.6 stazioni sanitarie 5~!i 01 malati.. Di e:-.•I 14 718 furo. o , uratì negH o pedaH e 3 9 523. quaH malati esternì. n numero cleUe giornat ii osp dal · fu eli 42G. 57. i furon , in.oltir cut·a. i 95,5 mari l&l'i di na.vi stran.i e1~e e, il numero d I1 1 l'O giornat.e ·li O:ipeclale ftt d.i 101~0. In Chicago Ill. vi. i ai l 'ospedale di Marina. ]n Clarendon A venue,. o tru t t licino al lag Michiga c.e diretto (]la l dott. Joung. E .s p 'r l' rdiue, h net ·e zza, P r J'a pplicazion di u .t i · nuovi mezzi t.e:r .a p -u ici e per -~ r' . ul · ati ehe vi ·.:·i ottengono., non è· inf •riore ad aJ, 1•i , . pe la li mili ·ari e ci vi i moderni. . II. Utfic: d'igiene .degli Stati. - rrutti gr t a i d Ila '01 eder .zione d V'OilO m gen ral attener i aU l ggi . anitari emanate dal Gov·el'llO ~e l rale, ma ogni .ta~ redige, u di es un particolare -ommento, che erve d:i ha.·e p r l conte t Ci. ta P i viUa.ggi. di p "nde:nti. ~ufficio d'igi di ta ·eu tato }) ·i le ptopri lal oratort d i himica mi,cr. biologia · · . - · ,. .·l! D ou1· s ono e.sam1nnte ed. an.a 1·1zza e, ·o tanzc a ~-· 1m nt '11· e l rogih e, ·h e .a.ge~t~ · egreti della ._anità pubhlica acqui tano con a-lcune sp·e ehli ca.u ·le. · t e num ro.·e .acoq ue- pota ~ 111·1·1 rmn ·· ra·r·:L e f . Ne, .1 d . t' 1.•. Ia bora to· l'l sono po1 a..n a11zza. ra. gh ahm ti ono analizza I . pecialm n.te H Iatt • l'o1io1 il caffè il t hè, ce., c ., 1
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TE
ENERALI
i m 'icinali pe iali la. cui eom.posizion·e dev pet• legge s er·e d.euune1a.ta dai r.i~ p tti.vi Jn.· eparatorA. {ult·e,. tal rn co~ picue·, .ouo re~oJarm nt inftitte ai. contra v' n·-ori, ma ques ·i di. ·.~razia a.mente per l'avi.di• à. d :illeciti guadagni non . i correggono facilm nt gr sp ., ularori J>oco co -cl uzioBi abbondano n Ili.\ co f•d :r azion co1ue in altr parti d .l mo.n do eivit . .na peci di frode fr quent • n gli tati n1 1 qu Ha di vendere o:sta..n ze a· cooii h ot o fot·ma. d' m· d. inali p r int.r f duri sp cialm nt fra. i pa i a: ~ f'!'llB. ti a Pln diaJ i, a· q unli l'a cool nuo e a.· ai. L ~ m nlte rile,v antis Lm , ehe 'intliggono .ai nt. gr6 ori, va 1 D ' U to un •rlo fr no a tali {l'odi. La pr ibizion di putat·e nei luoght 1ubbr ·i, ·c onv·a.lida·t a da. m.u1t e talora. da .a.n·e· i ha fa.tto diminu h on ··iderevolmen te H .n umero d gh e. ·.reati nell ial'i · di &;'> p •tto e :u i pul)blici ram . Tut ·i ·~l' :i ori n i t~ e .lo t ::: o go erl'IO , ra.le in ·i ono· . ulla n ce it.à eU d·~ trugg l' - gli e crea' i di di· inf •ltar ~ frequer temente le carrozze f. rrov.i ari -. A Bo. ton vLi ai i labora. ori d >: Jlo Sta to di Ma achus .. t:, in cui ~ i pr para l'a ito:-o ina dif tiea e il vaccino contt·o il vahwlo. I ri petth i edifici. OHO , tati eT U in. ap rta campagna, .i n luogo am ui imo. La, 1 r pa razione d -'l si "tO an idi f ric , è fatta, c l noto me odo1 i.mmun.i zza.ndo· i eaYR. li, eh in n m ro d" ... 4 o 30 vh ono nei pt•ati e n lle talle anne .. e Ho s a· btHm nto. I eavalJi p1·inm della. loro int1 duzione n i prati, ono t nu i in o r· va.zion p r ch1 ·O t .J.' ti mA n a.g!rla ti , on l.a maU · na, per premunì _ i contro ~~ po ibHe i f, ' ztone di mon·a. ·ei la..bo·r atori 1 er la pt p .razione del i -ro non manca nulla. di qna:n t e 1 e, ce a. rio p r cota.n to d ~ li ca t o com ]l· t o . i t rum. n ti ed a.ppar chi mod·e rni congiunti a.d ordin n tez.z;a • mm' ·abili . - l Hrettore 11·of. I .. Smi h è .oadiuva.t o d a i~ - 001 in , eh a s a· h l e a. lempio:no al er\;izio loro affidato; Lo S a.to di ribui c o.nnua.hn.e nt aH '\.l' a.!.' i città c ntinaia. di litd cii a.n iqu · ·1a.. non. è u a a. entr un. certo perio o di tempo, reove è riunita. e tra tatn, dapp.rim.a col :-::olfato di. ammonio~ il pr·ecipHato.. h i forl Ull è })Ol ri i ciolto con u.na. solnzion di cloruro di O· dto che da 1ltimo p .·e ipi · nto d licatam n t . on una. . oJuzione t nuis. im.a: di a •i ·O cetico. i ottiene in ta.l modo un'n.n itos 'ina a ."'ai più effi.cac deHa pri.mittva. n ·l n "l lal ra ori·o municipale di r.ico moho p iù efficac di q1.wllo comun
.a l :ri labo-
ina dif e· a. ~·
Juogh' i
n it i yj.
h: :ago
RIVI TE GEXERALI
·s. Loui, 111. ; Denver, Coi.- San Fran -j co,· Portland (Oreg.) Seattle W a h Vancouver (Br. ol) .t . Pa.ul Minn., Roche ter, Minn. e BostonJ Mass. Per .mezzo po· di . E. l mba. ciato1·e degli. Stati Uniti barone Ma,.or des Plan~ che~ ottenn· notìziesom1 ari deUecittà.e d gli · ta.t.i seuuen ti BaJtimora, bar · ton, Cat·olina. del Sud, ~ tat·o della Florida, Gal eston Texa..) Stato di o·r ia. Lou:isvm tato di;Louisiaua Memphi T·enn., ~ orfolk, Va., PhHndelphia;Wes v·rginia. In tutti i dipa.r tim nti sanitari delle ittà degH tati Uniti i fa uso di schede individuali per la denu.n ia. ·di fa t .i demografici . na d te, morti, malattie infettiv·e. ecc., ecc.).. Quali ussidia.d delle scl1ede ervono i registri, ma l prime rappre enta.no la ba e··ldeH'o·.r dinamen o sanitario e i pres ano molto bene p·e r ogni ric-erca ed indagine ~peciaJe . !\.eJle grandi cit.tf\ le cbede ._·ol riuni p r malattie e p ,r tl·ade o.l1o -copo ·d. i rende:re più f" ·cUi le ri t·che tela.ti ve. Non .o l.o il Go,rerno fe( e.rale e i vari sta. ti ma anche le città po. seggono proprt· laboratorU d,i oo(e,n e. di chimica. m icrobiologia p r I a.nalisi ·d lle ostanze alimentari., dei prodotti farma c.eu Ici e più specia.hnen t·e di p.r odo, ti morbo . i per la ·diagn.o.:si dell malattie infetti e. Molt città po eo-gono ino1tre peciar labora.tQrii per la pl'epar.azion.e, ad e ., delPa.ntito ina dift rica, d 1 vaccino contro il vaiuolo e la rabbia. La. m ggior part· delle città po s ggono pure spetlaH ,.omuni, quell~ per la cur.a. di malatti infe, t~.v , d".s pensa.r·i, ·anatorii, o 1eda.H per la cn •a di tube~ rco lo i ·e particolari locali per le d.ish1 fez.L oni cen raH e .a domicilio. Le società ferroviarie,. 1 as ociazioui di ogni ·p ci , e ·icchi si gnot·i JlO' eg~ gono e mantengono qua. i in tut le città numerosi luorr lÌ di cura. . o. p· dali; · a.natori ecc. ecc.) Piano di di{esa conf1•o le malatti infettue. - Scopo princi1 aJe de.i dipartilB.e nti .·anitari rnunicipali ·Ò di . ,c ovar i :malati di mnh ·ttie infetti'v.e d~ ogni. etl\ e in tutti .i grad.i sociali. per mezzo d i medici curanti àegl i pe-ttot·i anitari nut~ nicipali, d.eUe infe.r miere municipali, cleUe, leva dd, degli stabilimenti anita.ri pubb~.ici e privati; nonehè d i cìttadin~, ai quali pure è perme o di denuncia..re. ca i di malattie infettive a loto con cenza. .S ovato ·m ma1ato 1 qu sto è continuamente inv·gilato, con.sigHat.o 1. aiu·t ato e i dipartim.en. i sanitari. si adoperano -on tutti i mezzi po ~bili p r evitare c1te e so diventi un fomite -d'infezioue. Mas ima vigilanza è perc.io e erdtata u lo·t o d.a gl .i · pettori e dalle inf rn i ere mu· ni ÌJJaH neUe cuole; nei 1aborato,ri 1 r elle otRciu , nei pubblici ritrovi n.eg1i alber hi, ecc. ecc. . A coloro che n.o.n · . erva.no le pre crizion· d i dipartimenti anito.ri e. non o ·. .ervano le leggi e i regola.r11enti della. .anitA pubbli-r.a. dei vari tati ~ ·ono· da. ti .ammonim·e nti ono inAitte multe l occonendo i recidjvi -ono pnl'le a ·restati. DemLn •ie di m.alatlie infetti · . - Per l gg e _no ttopo -e a.·d immediata de .. nt ncia P'er \ew York~ mo.rbHio r . olia~ cn.r]a.tUna. v iuolo varie Ila, dermo·tifo febbre ric rrente ; difter~a (ct·oup febbre ·ti~ 1id a,. ol·ero. asiatico tu.bercolo i (di qualunque ·organo) pe te blJ bbonica, tetano antrace morv·a m nìnai e cerebr ... pina.le apidei ic-a , Ie·pra., malattie inf ttive d ~li occhi (tnL O·m n co·ngiunti\~it purulenta.), e icemia. puerpe·r ale, lisipola, to.; e c vul·a.; febbre gialla malaria. A tali norme sì a.tten•.~ono pure quasi ·ompletaJ ll· n te l cit .à di ~ra hin.gton, Bo on Baltimora, hicago,. t.-L ai ; an rauci o al . e t ..·Paul Miun.
2· )
In FHad l6a ono otto·p te a denuncia, i:m.mediata. obbligatoria le . eguem.ti malattie: vaiu lo, carlattina, difteria; eroup, febbre tifoidea, varicella, morbHJo l'O olia, to~se co:nvul iva, ri ·ip la, f bbre pue.r perale,, morva, an.t t'8ce tano, po·l · monit l pra, peste bubboni a, tracoma, meningite cerebro· pinale:, tubercolosi polm na • ., idrofobja, febbre ricorrente, tifot febbre' gialla,, .a ctinomico· i, di ·senteria epid "mica, feb1 ·r~ mala ·· e trichiniasi. I m dici della città e ont a. di De:r; ver Col.,, hanno l ohl•1igo di. de:nttn. iare aH'u · -c·o d· i·en ogn~ malattia. infettiva~ t~.fo, scarlattina, diftedt -, mor Hlo, ro olia v.f uuol t c . ecc eccettua ta. la tul , rcolosi che il olorad. con. ide1·a uf·
ficiaJme.nte oo·m e non Infettiva.• A ch.e in P'o·r Uand ( 1-eg- n) la , ul ercolo i n n eompre a fra le :m alatti ~ ttopo te .a dentln [a· pe-·ò i tu l er · 'o i · ono curati. 'n o pedali •~para i non e1·e amtne i ne·-"li o. pedali comun·. L oltr .~ opo.·te a denunzia. inunedia.ta in Sea. tle {\JJ a: h.) 1 m a1attie, "U n ti: difteda, aiu lo,. , ~ a ·lattina varicella, m rl ilio meningi~ c r.e bro. pin.a le fehl rr:e t iJoid.ea to "e convt l i va, tulJ rcolosi e m rva · in \ ' ancou·v er ( olombia. in rle e) ono ottopo ·te, a 'd.e nunci.a tutte le ma 1attie iufetth e, _ro. l qu li .pe. inlmente le eguenti: difteria, croup 'ea.r la.tt.iua, t e convul a, morl1illo ro oHa 1. morva., fe1•hre tifoidea, v1ni "'ella, vatuoJ.o tu l r•losi polmonat·e malattie ct tan e ·c on agiose, ec. . In Louisville, K y. aono· 1brgato1·ie p r la denun.cia. le s O"nenti malattie infattive: f l•b1·e tifoid a,. tul•erco]o ·· polmonar morl ilio sca.rla tina, difteria,. to ~e nv l iva; n Ilo S'ti\ o deUa. F o ·id : vai un] , fUolozd , varicella, febbr gialla. febbre convuJ · a ln rl•i llo de.ngue:. dift ·l'i a, St ada tina. fe ,bre tifoid a, tu 1 reo lo.·i,, t n Ilo· 'tato di Loui ·iana: { ~o l era a iatioo I pra fehl r e gialla, fel hr tifoidea, tifo . difteria, ~ori d U -:ca ·]a. ti 1 a., vai.uolo vniuoJoide., trichini&Sl tu bel' olosi: m
dif
, orgia: ·c oJera f l hr gialla, tuher olo i~ dift ria, arla Il-o-spinale vaiuo·lo ·e to: ..;e. convulsa;: H ' bad . t n : va."uolo c~u·]attilh' ., d.ift "-' rla, fel ·b re ·t ifoidea.• n 1Ja città di urf lk, Va: morl• ' Ho 1 .·carh11,ttin a dif eda. croup., t.o· e onvul · ~ C· l ra f•LI , re _ifoidea. m n'ngit er br - .P in . l , ul) r olo i vaiuoto t' bl,re gialla. Labm·atm·i diag 1 ·li ·i. m uni "pi di tutte l ~randi ittà. no provvt tt di laboratori diagnostici p r t• nde ·e. piu fa .. ae al m dic·· e·s er ·en. i le diagn ~·i · alcu e nla. tie ·n •tt' ·e e l. gli \l ,-)ì i d'i i •ne la ri er a. e la vigilanza petti vi ma.ln ·i. I labo ratori sono di due p . ~e~ d.j batteri logia e -,i ·bimi a. ei laboratori di mic.t·ol ioh go ia i e:· g uooo le r·c rcl1e, opra i prodo _ti 1nor· ho i deH .· guen i maJa.tti· : d.ifter· l ....;atne d. Be o]ture ; tu.b ereolo :i ( ,a. m,~e d •t H ·r n ·i. bron h i i e poJmonari) • ,fel ln·e if idea , rea:t.ion di 1 id.a l)· motv · ·o ttalmia. .a D cocci ·a; m Iaria (e.. . nme deJ . ::w gu ); raù1 ~ia. ricerca d .i orpu oli di ·eu·d) · latte .me hatteJ·i >h 1-(c quatJtitativ.o dei ger111i). Laboratorio di himic·a . ......... In que o ~ borato:d o si e a.minano a1npi ni di la ·te,, di aceto, d.i l urro, forma ~ ! "lO l ol o-D1a1·garina. di
t.in· .
nin~fte, c r
lVI. 'T.E GE:\ERALI
27
In num·e rose tazioni o in d epo~. iti, pei qua j si utiln:zano princip.a.lment le far.~ mac et gli uffici d igiene t · n gon a. d ispos'z"one dei medi i s rcenti tutf i ma'ter.iali ed r te.n.sili oce rr n.ti per ta.li ricerche con I~e relative i truzioni pet la. r.a.ecoJta e pr·epara.z,i one dei prodo ti morl O" i. I medici ricevo·n o rr.a .tuitamente da. una stazione o da un de·po. ito, 1 materiali o correnti 1 ad empio, per la riceTc& de.i l a -illi dift rici ~ tri c.ia.mo· ul tn bo di o l tura la pelHc la con uno sp·e ·inl .- Ue.tto metallico, f rnito pute lat municipio già st. . . rilizzato, con en 1.to e1 tro :a1t.r.o tnho rimandano 11Ho te ...;o temp la c lturu. preparata Co ì avviene pe1· gli e - I~eati. polmona.ri di ma.la.ti sospetti di tu l •n·colo ·i pe l san."'ue malari·o di teso ·~:.. 6 sa o .~ ui vetrin.i p l ptl. ~ono ocdco . ecc AHe 18 di o~rni ~ior no gH uffici. d·igiene · i p rop ri automo1,ili mand.a :Do a ritirare tutti i "materia H m rho i, di. .pongono g ni C· a per le J'icerche delmattin·o :uc,ces~ · ivo e v rso le 10 o l ll d·e l o stesso 12:iorno pe!' teleron o _on artoliua; manda.n·o le ri. po t e a. u tt i. i medici che in taro no H ( 'ior~ O· innanzi i. materia]· morlosi. In Bo ton a , i t. i una ma. tin.a n: la. · ri che si eReguirono n ·i lo.boratori m unicipali diag.n o ici di. chi nuca e· m i rol iologi a.. Tali la bora tod ono · oUoeati in. un grande edificio.~ in H un in "'ton A ve.nuo ·~ . 30. · Latte. - Lte..a:m · n-1icrobiolooi ·o del latt ~i P ·egue sul depo. i o centri fu - n.. o ripart·endo questo· u vetr.i ni p!l·r a oggetti- ad e mpio m'an a di d posi o dHuito i"n una goccia di. acqua di ·ti1lata. ripart ndo i get~mi in modo uniforme. eooto.ndo il numero di i in par cd i .a.mpi mie1·os opi i, prenden lo la med.ia mo lf ~ plicandola per l mna. Il numero· che i. oUien ·c or·ri pond in modo appro ~ i~ 'ivo ma a .ai vicino al vero 1 a. quello ·ont nuto in. un . entimet:.ro ·CU.bo li la.tt . T .tbercoi.osi. ~ Per l' ~ame d: s puti di tuber io~ i i usan lastr di v . r· , uddivise in dod.i.ei rettangoH eia cuna e nuruera.te di volta in v lta. Su ci as un spazi·o,, o piccolo rettanrrolo .i v 1.·~a in quanti à piu to. to grand" l scr·ea o d t eia eun ·c ampi ne ~ epa1·atan ente quindi la la tra i pone sopra un r ipi nte :rne·t am.c o,. chiu o da ogni parte e con e·n nt neJPint rno a qo:n. · jno ad un 1iv·ello1 che i mantiene ·c o.~ tante per la ca.:Iuta a go-- ia a goccia d r 'ncq a che i vap ra. i ri cai :a. il recipient-e con a n Un. upe·rfi.cie iufet·iot· qua-ndo l'a ,qu eont~nuta neU interno è giunta alla. ebollizio·n e i pongono uUa uperflci·e uperìore~ quattro lastr.e cont nenti in otal 48 1· ati.. p , l calor tra.s mes o dal l a qua bo11 ente n.t.tra.v rso ]a par t · la 1e il ma.t eriale i di e ca. ompletame:nte.. Ott enuto cio, si pa .a ~a cuna, la. tt·a d· vetro· tre vo] te~ a.Ua. fiamma per 1·endere omogen. a l'a.lbum i na o·m . i fa pei. emplici pFep.a.t·a ti ba tt t· i logiei ui. vett·ini copri e pot· A.·ogg · tti · quindi · i ricu.o pre ·Cia.s una la · tl·a. con liquido di Z'ehl e . : · -oUoca di nuovo .c;tll cop r bio ·e vi sì la eia. per cir a d ie i mi uti: q\ indi ~ lava c n acqua, poi si decolora. rapidam.e nte con una lu zion.e di acido eloroidt·ico a:r ·t re p·e r cento· i lava di n.uo·vo con aeqtta •. v i i v·ersa. .s: pra. ]a ol uzione. aequo a d.i b l ·u di metilen vi st la eia per un minuto ; · 1a va d i nuovo con acqua.; . i fa. asciuga t'e la la ~ tl'~'te. sa riool1ocandola. ul eope1· ·hio d ll'eboUitot·e e q i.ndi si osserva d.irett .m n te al microscopio. Per !'.osservazione non i ft\ t~ . o di vetrini opri-o getti, m n. · i fa oa.d.e re u ci.f\ cun P·: reparato ucc s. i.vam n te dura . e la. ·i 1 ettivfll. o rvaz~o e una g o d1 oUo d i cedro. Ogni ca.mpio~n e è esamin ato la tr ba 'terio[ogi in e.n.mpi Hver i e ia. cun o servatore s.e gna ul margine del pre1 arat o c ·n una matita a colori, distinta. per 1
.
'2
RIVI ìTH:
ENERALI
+
e
ogt uno un o un -, secondo che il risu ltato po itivo o negativo. e il risul t ato dei tre os ·er a. tori è concorJe, questo è segnato ulla ca:rtolina di avviso a tampa. e sul regi tro lativo a'[ campioni di t ubercolo·s i • se. poi non v'è accordo, s · r ipetono· gli e ami mict·oseopici fine h ia dis ·ipa.to ogni dubb.io Difte ia. e colture difteriche raccoHe per O}Jera del laboratorio nelle va.:rie l a.zioni di coltura. della città o portnte d"retta.ment • al .l aboratorio ·d a,g l' intere·sa. t i . ono nu· .a. -vilvppo nel tel'm.o ·tato .a 37° C·e ntigrad.i pet 24 ore e s e do·po ta.le empo non i è o ,tenuto alcuno sv.t luppo,. vi i lasciano per un altro ad guat"' .pel'io o di t mpo. L e arue 'bo..t teriologico i e egue pure uH lar-;tre preparate con lo stes~o np· pa •c hio~ che serv p r ca:m pio·n i di tubereolo it co:i noti processi di colorazione. La. diagn<.· · ~ è fond,, ta ulla morfologia. d.ei bacilli difterici. R .azione di Widal p. r la di.agnos·i della fi lJln-e Ufoidea . - Si esegue Ilare suUe In t1~e coi :proc s i ben cono ciuti. Lo st so &'\"'Viene per l e ame dei gonococchi· d.Hl sang·ue malarico ~ dei ba· -· i]li di morva e dei prodo· ti di a.ltr malattie inf ettive, empre però sulle )a.~tre e en.za l't1~ o di vet ·ini coprt·oggetti, percha qu ti on stati. aborti quasi da tutt' i laboratori mie ·o-biolo~i i d =-gH Stati niti. ' el laboratorio batterwloo·ico di Boston funzionano sei te · nici: tl·e t omini e tre iunorine; anche nel labora torio di chimica. funzionano, quali tecnici. uomini e. ignorine. La ci hl di Bo on ha cinq 1anta azioni per depo· iti d1 col ur·e da cui i. me· dici po sono av re gratuitam·en e. tutti i materiali pre1 a.ra. i ·occor.ren.ti per eia· cnn .·a. m . gi i stes i d·epo i ti d'i cui tuTe i :m.edici restituiscono i campioni preparati ·che ne1 pomeriggio per clu a deU ufficio a~· igiene S.ùBO tt.·asport a i come i è. detto d.aH l S alle l6.i30 a · ln.boratol'i munidpali diagnostici. Tra c01·so t ale t.emp·o:, i campioni possono essere portati ditettarnent - ai la.bo .. ratori sud d tti sino aJla. mezzanott int rodacendoli in particolari aperture,. pra ~ ticate sopra una pat·ete in .legno.. jascuna aper·tura. è. adattata per una sola specie· di campione e q 1eUa ris rvata alla difteria. in comunicazione con nn termo~ stato ave di cend ndo il a.mpione apre un piccolo sporteUo cb.e poi i richiude da tesso. Co ì le colture,. app n.o. introdotte, ono ottopo e alla temperatu ra di f ~o. Nel ·d.ecennio 1- ·l OA furono e eguiti n ei laboratori municipali d i Bo ton i gu nti . ami:
::..
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e
d ifterìa . . tnbereolo. i ( an n~) . febbr·e tifoidea.. . ~ morva auni u al aria. a.nn i ottahnin. (3 anui). . rabbia . • .. . . altrj e. ami ( an ni). 1n.tt (4 anni) . . •
.
• •
. .
•
100.4: 5 24.00 ... 10.325 1.444 1.0:..6 1
111 . .
1.115 18.d.
Total 157.410 n dia 43 al gioruo. E urcmo h .oltr aminati batteriolog icamente ·'6 l campioni di la, te d.e i quali l 07 cont.eaevat ·O più di 500.0 J0 ba.tt.erì per C Utimetro cubo dt latte. 1
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'2
RIVI . TE 1EXEBALI
Il laboratorio d i cbtmica. del m nn ici·p io eli Bo. ton, da] l gennaio .l 07 al SI g .n naio 1908 esaminò Hlì S ·c ampio·n.i d i latte· 112 caro ioni di aee o e 128 ·camA pioni di burro, formaggio e·d o)eo-margarina. 'L e città di New~York Chicago~ W a ' hington . Filad lfia. St. Louis, San Fr ln~ cis o, St. Paul,, Portland, Baltimo a. attle ·e ·c., e 'eguo·n o p ue~ annua.lm nte nei loro labora orii igienici ml n ici pali diagnostici. n.u m ro ·i . ime ricereh.·e sci n· tifi che su prodo.tt.i mo1'bosi a totaJ e vantaggio d i medici prati.ci e u pt-odotti &li men ta.ri. Esiston.-o inoltre nelle g.r andi ci t.à. nume ·o e a. so ·iazioni di medici prat·ci, cb mantengono a. loro pe. e, per le 1·elativ ric .r che scienti ·du'! a. scopo din.gn stico, gabinetti microbiologlci. O: pedali. - I _ un.icipii le a sociazioni privat· di bene.tì .euza, ricchi iano·r i hanno costruito e mante1 gono a loro. sp s e nell - grandi città ame ·i.can.e numero~ ,iasimi o ped.a.li,, general.i e speciali., per la eu1·a. delle. più vari.ate malattie. In ge nerale sono grandi e.difìc ~ a mol t · pHci piani, con le cam r·e, i la.boraton, .e sal .di oper;azione ecc., signori l m eu te arredati e o:r rispondenH a t Jttl i p·r ogre si m·od r.n i. Io mi limi t rb ,a. d t r, q n i. q ua.lcb notizia d ·li a fa.m osa clini·c a chÌl' lrgica d· t frateUi Mayo, deUa. ca a. di alute hìrurg.i·ca di w ~~ork del nostro dott. cav. Ca.r lo Savin.i e par! rò d ,} dott. ca..v . An onio Stella medico di slngolate valore. Rochester di Minn~. - Que .ta piccola d · tà, in am.eni. s.ima. campagna, sta sorgendo specialmente per me.rito d.ei celebri cl1irurgi fratelli May·o. Ha.. gìa nume rosi e grandi ·e difici, maestosi te m pi1. d ne parchi e gra ndi str " d~e. I fr.a.teUi ayo., eh· rurgi dì. fama ondiale han.no fondato· 1 più grandi e t·ipu· . tate cliniche· hirurgiche d·· gli Stat.i n.iti ove .a c·c :rrouo in gran nu mero -o t' nuIn·eros~ssimi :m.a lati chirurgì e ehirurgh. cse, per cor .. spec"ali di perl'eziona.mento., Esistono in. Roc.be . ter l o ·pedale di Santa Ma1·i.a, :una grande ca.sa di sa lu t'e per malati di chirurgia. e· di tutta le specialità affini (m.a la.td degli occh.i d. ·g] i orec,chi, del naso e. d la laringe, d· giiJ cologia di chirurgia ge,n erale ecc. -.) . nn a bihlio.teca, . ci utifica ed un museo di anatomia patologi · a. Ospeda'Je di Santa · aria. ( t ~ary s llospital) condotto da.He .mo1 ache di an
Francesco. ~ posto aU'.e stremo ov t deUa tr.ada Zuu1bro, s icento me ri circa dal c ntro
de Ha. città Ottimo è. n luogo c lto p r gli s opi di un o pedale es endo fa v o~ revolm -n te provvisto ·di aria l) uri ima, mes a in movimen. o da, fresche br zz. . E abba tanza lontano dana part della ci à d.edic.ata a li affari e per c · n e· guenza immune da rum ri,. dalla po·l vere ecc. e tuttaviA. possiede tutti. ì vant. gi di esse~r vicino alla eit~ iL stes. ~ a. L ' ar.e a. è spa.ziOi a essendo o titnita da tren.ta.q uattro ac1·i di terreno,. s.udd.iviso in parchi . prati e frutteti. L '·o spedale è oo ituito da cinque editl ci conne- i fra. lo.r·o, co trn' to con mat-. toni a qtt.a ttro piani oltr il pi.a nte·r reno ed ha ulla t1·sd.a. Zumb:ro una front di circa 80 me·t ri .. La capacitA totale dell'ospedale è .u perior a BOO letti, 2~o dei qu.ali s.e ·r ·ono per gl' in • r.mi. . I ~i versi piani ·. ono p1~ovvi · di came ·e ve ti a ·io camere per drogherie, ·c · ·em~ .di distribuzione contenenti tavoli d calda.ti• tufe a vapo~e e piatti caldi pe.r f~thtare la di ·tribu.zione igienica degli alimenti Tu.t i i piani ono in coime-·s:t.one con la cucina principale per mezzo di un. grand.e a censote idraulico. Ogni P~ano è 1a.rgamen e. provv' to di camere da bagno e di wate,-~ ·los ·ts. Al quarto Ptano esiste una ala per fumatori d tma ala di lettura. c
'3
RIVI TE GEN'ER LI
ua'ttr·o spazio cale meuano alia ima delP·e dificio Vi no due ascen "'O'id.· un·o l tb·.sco d uno idrauti o in funzione dal pianteuen.o a.l quarto piano p l
·a porto dei p zienti.
i
i chirtu gi a· non i
no an me i qu, lli afi:
·i. da
t iv e.
pe1· onal sani n.t·io è os ituito da , n chh·1.u~o· e da un m on t11 · ut ~ da a · ro , hi1 uru·i operatori; da s i · ~i teuti m.edioi: da cinqn a · ~ L · f• n i l miei; un drrettor·, de ln. · ~ora m· io patologico un fotogTafo nvH )I!I'afo: da tm ar.~i a· ·la. qu · tr·o inferruie1e ·, · ~.i n.: dall mona he d:1 H . opra~int - nd n ti d Jl inf rmi r
formano un
fLUono prati a.t. co aina~ ~.O ol
, e uite ('.t;H operazioni. per l qua.Ji con et · re·. :.- • con clorof rmio e et·ei . 116 con. la in ·. otale :"J: 6 ane t i·e.
p ·r
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ENER · LI
Tr(mco. N. B· , d" cui 1·1 l pett.o con ·2 es ·i"sioni p r adeoo··ca~ci.noma; 12 amputazioni per 1 . a Hte ·cron~ca; 72 amputazioni delle .mamm.eU per carcinoma" 36 alla ca. sa. toraci ca. di c·u i 17 per empiema : • 6 .a l dor o di cui 11 per a ce . i R pe:r spina bifid.a ; 195 al ·r etto di cui 19 per fendi tu re anar, 86 pet· nstola anale U 9 )J r em01 roid i; 1'92 .ag'U ·o rgani ge,n itaH mas hHi di cui · .. c.'rconci ioni ... ~ idroceli :..2 di latazion:i per r e · trin i m n ti ure tr~li 4 va.ri oc l i. 331 di g inecoloO'i.a. mjnore d i cui 1. r.a -cb ·.atur·e e cau t rizza.z ion · c·ol cautetio per ·Car.c inoma d l collo dell utero, 2.... a.mp'U tazioni del collo dell 'uteror 84 ras·c biaure uterine . 12 p rineol'rane e B fì tole ve cico-vagina]L ·61 op razioni ' " rie d . eu . 18 per a cer·c., L.. per tumot·i tuber(·olos .i ·d H palle. g]audo le a· ellari e 10 ~ er l i 1 m i d ~ 11 E"stJ·' ntità; N. SL . di. ui amputa 7.ion.i 19, ftat · ure 7·, opera7.ioni a.rtico.Jari 151 o ra ~d o· i ull o a n:' ; varie 157 di cui 41 e e.i. ::-iooi d.' v n a.ri o.c; . Cllh wy;ia rddomi.n l
inll·a,~et·i on ale.
. ~ 1 l7
np puu. te·. l per n.p· O· il ,·i co e la po·r:don
· per l'Ili inauiernie ombilimdi,
op ·a.' agi nali ,. - ace re in. men i i n tra perito n ali de· legam·e nti li op razioni Watkiu ·- n,. 1·Ut im per proh . o ··ompl to·
pe?·.a zivni •a?·i~. . . N. ~ , H cui lapa rotomie }Je-t· ·plenectomie. Ope1•azioni ~ l r·apedtoneali ·om.binate i·t.it}·a d e. . ·tra pe1··ib n. ttl i.. • 58 d. i eui 53 operaz. ~ on · . '\.lexande.r . pet· ac·co·· iamento dei li a am nti roton.di. R eui -d -1H".et 1·i. ~- . t::. di cui 21 n.efrec. omi p er }l i nefro ·i cor e en.za. calcoli, 12 nefr.e ctornie per ma la ie tubet·colo .e, 14 nefrol itotomiej. lil nefrorrafie e pl .. tiche ulla. :Pelvi rena.l p er intermit t nte 'dr nefro: i. l met1 litotmnie. Ves i a e prestata,. i ~ . l , di ·u i •:. cistotomie . opra-pul1i he p r calcoli <li :totomie s·op1·apulo~ich on dr n a~ io. 9 re ezio i tran peritoJ eaH e auterio per papi 1o-rn.a . :4 pro -ta ctom ie l ri ne li om1 ·re. i i car in mi, ~.·.~ 1n·o ta.t ectom1e op ap l b~ che con c~t rcinoma.
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'IUVI ·T E
E~ER!Ll
.Jl !orti. - Per cran "ectom · da c-o:m pressio:n e 1, per ese1 wn.e di ci ti dena ma cella l per operazione di Dawbarn con esci sione deUa glandola sottoma c~l lare l, per tiroidectomia (gozzo) su 196 ·Operati,. per ·t iroidectomia. da gozzo esot .. talmìco ,.l s·u 125 ·Op·erati, pe.r trach.eotomia ·d a corpo estraneo nell'esofa.go l, per OP'erazioni di spina hifid.a l per aneurisma ·d ella suc.elavia. ed asceUare (lega.tura) l, ·pe·r carcinoma dello stomaco (e plorazione·) l su Bo ·o perati, pe:r gas.t ro-entero .. stomi.a. da carci'no.m a l su ...4 operati, per gastrotomia. l sn 4 operati, per par· zia.le gastroeoto:mi.a 8 su. 44 opera.t i per e cissioni di ulceri dello st-omaco 2 su 12 operati, pe.r ga tro-en.te,r ostomia l su. 17 operati per ulcera acuta perforante del du.o den.o l su 2 ·o perati, pel' a..p pendieiti acute suppur.a te l su 514 operati, per ap• pendicite acuta con peritonite generale diffusa. 2 su 4 operati, per carcinoma de.lPintestino gro so! ece. 6 su Jò o·pera.ti per carcinoma del ·c olon 1 su 4 esplorati, per ileo-colotomia da. carcinoma. l su a operati~ per c.a .rcinoma del retto operazione d.i Krasi_e l su 4 opera.ti,. per :fì · tola inte1 tinale l su 7 operati per ostruzione in te tina.]e acuta, col.ostomia, 2 s u ""' operati per ostru.zi·o ne inte tina.le ero· niea. 1 u ~ oparatit per intus.sus.cepUon 2 su B operati, pel· rottura trauma.tì.cn. del digìuno (sutura) opra un l oper.ato, per et.reinoma ·deUa. vesoi·chetta. biliare del fega.to ·O dei dutti 2 m·o rti sop.r a 11 ope1·a.ti, pe1· coleciste.ctomia. morti 2 sopra.84 o·p e· rati per coleci totomia p·el· ci ·tUe e ca.lcoH nella vesc.ichetta. biHare o nel dutto cistico o in ambedue morti 5 su· BO ope1ati, per eoledocotomi.a, ealcoH del ·d ntto co .. ml ne 2 · u 7· · perati, per maligna infezione del pancreas l su. 4 operati, ·p er ernia jnguinale. ;;.. su 5 operati per er.n ìa inguinal strozza.t a, cura radica] e l su 6 operati, per ern ·a. ombilica.le trozzata., eura. radicale, l u 2 o.p era.ti, per ernia. ve:n.tral , cura. radicale 1 sn 30 01 era. i. p r ]aparoto.m ia e plorativa per malattia maligna. l u 11 operf·.ti,. per laparotomia per cisti in traligame.n . osa . u l operatl per la p a.. :ratomia. p r ci. ti ovo.r~ea l n : 9 ·o perati,. per isterectomia addominale .completa ~ su . ~ opet·a.ti per i terec:tomia. va.ginale B u 51 O·p era.ti, per a ccorciamento intra] e.ritoneale dei le.g au enti rotondi l su 57 operati; per· nefrectomJa da ca:rcinom& l opra. m op rata, per n ft··e ctomia da p.w nefrosi. con ·O senza. calcoli M su '21 operat\ per- ci totomia sopra-pubi·ca. con drenaggio l u 8 operati, per ,p rostatect mia p rineale da carcinoma 6 su -! opera.t i, per pros.tatoton1ia sopta&pu bi. ca d. ca.r~inoma.. 2 u 82 op rati. u 864'7 operazioni addominAli sì bbe un.a media totale di morti di 2 5 per cento; di 1.8 p =r cen.to per o·pera.zio.n i in·trape.fi, oneali e di 1, 5 per operazioni l trn.-pe,r itoneaJi da. .malattie non malig·n . 11 O novembre 1909' visitai l'ospedale di anta Maria. in Roohestet· Minn.. ,e vi fui accolto a sai corte em nte dal 1gno:r dott. GugHelmo W, Mayo,. il quale mi fece. a i te1·e all operazioni che si e· egu.i rono in quel mattino .a ll'ospedale dall ' alle lu~ n.ell emiciclo in t rno· in m·ezzo· agli opetatori ·d. agli assistenti; m in v.i to a colazione. in u · ·a ·a in compagnia di qua. tro h~rurgi americani, che ·e ra n i recati a oche,. ter per prender parte ad un congresso di chirurgia; ad. una ,e duta, del ·qual·e pre~ · parte anch'io •· mi fece visitar~ la. ua plendida. ea-sa. di ~ alute ove funzionano otto la .ua direzione 66 chirurgi. Es a è· un vero modello di ehn 'ca ·c hirurgica con tu t · ·e le pe in.li tà. .~ dfi ni, adorna di gabinetti completi d i chi~ tnica, .m icrohiologia., dj anatomia patologie.a dei piu mode1·ni e perfezionati ar·· mamentari chirurgic.i. Poi mi fece vi "tare i n automobile e in. sua. eo1npaguia. tutta lo. ·c ittìt e i uoldintorni ed a.Ua sera. a. l tetti per sua gentHezza. ad. una. riunione scientifica nella.
RIVI TE GENERALI
bi bUoteea. chirurgica. da lui fondata O·ve,, sotto la ua d!rezione, fu.ro·n o di cus e importanti questioni ch/ . rurg~ che. D Dr. Mayo è nn chirurgo completo, di rara. perfezione e com.e .a rtista e c me e' eozia to.. Autore d.i opere ehirurgiohe .a ssai impo·r tan ti oper.a. magi tralmente con particolare predilezione un addome. Le tre sale di operaz ione deH'ospedale di ·Santa. - , aria funzionano contem.pora.neamen, -e e succ~e si . amen te , perchè, mentre un chir ngo è ·p rossimo a terminare un.'operazion uu .a ltro malato è aià. pronto, n. Ba sala. attigua per s . ere ~perato Le infermiere (Nur.se ) a,t tendono all'anestesia d·e gli o~pera.n di le uore dell'o p~edale .alla. sterilizzazione deg istrumen ti chirurgici ed. all'asepsi del materia]e da medj.c azione. Contemporaneamente al1e·tre ale di opet•azioni, funziona quella di. a11atomia patologi.eat ove con p:r eparati a congelazione . i fa rapidamente e durante l'opera~ zione s~essa la diagnosi mieroseo·pica del 'a mal tt·a, spec~a.lmente dei tumori, co:n sommo conforto deU'open1.tor~ e on. gran.de vantaggio dell inf rmo In tutti gli osp·edali americani ì tovagliuoH di tela. asettic:i e'd assorbenti .si adoperano in S·O ti tu.ziona qua. l com p·leta della gat•za. e del cotone asettici. Es i sono lungh_i centime·t ri 50., larghi ce,n timetri O, orlati ne5 due lati corti e in uno lun.go, si 1 re tano benis imo per isolare il ampo opera.ti.vo e per la. me . dicazione SlH~cessiva Terminata l'oparazio'lle si. colloca !!~Ulla fet·ita1, s.n tura.ta o non, econdo 1 indicazioni chirurgiche~ piccola. quantità. di garza asett~ca. ~ed alcuni tova.gHuoli .di otone idrofili ed asettici. I tovagliooU sono pr parati dalla Ca a SeabUlJ' e Johnson di ew 'o,·k e pot-rebbero tr·o vare, utili ·ima applicazione, anche d · ~ lato economico~ nei nost.r i ospe~ dali miHtad .51pec~a lm·ent.a in tempo di pace.. Per le .. suture delle ferite tornano f1•equ nte,m ente ~Hl u. arsi. dai chirurgi americani gli aghi con cruna perch più icuri di quelli cruna.ti. Il c.atgut e la . eta per suture· sono di u. o comune e gen rale . Tutti gli opera·t ori, dopo l'a.ntisep i delle mani, ricnoprono queste, con. gua n i <H cauoeiil asettici. Anche il personale di as istenza, co pres:e le infermiere che a. ·istono i chirurgi o ·.ono addette an aneste i a, ricuoprono le loro mani ~con ua.n ti di caucciù. · Oosl pure per l'e ame el cuore e dei polmoni i m ed ici. e i ehi ru.rgi americani non usan.o più teto COJ i a mano, ma fonendos, opi modifieati La. m.a ttin.a d·el 10 novembre 1909' a j tei aH OSjJed.aJe di San, a {aria all' secuzione di 17 operazio.n! chirurgiche, cioe 4 append· citi, ernia omb·licale, 4 l, pa.r otomie, due a scopo ~curativo· pet' m.alattl.e del :fega to e d ne per tumori uterlni . oon i tereetomia; 2 a.m putazion i delle mammene per citi multiple ad ambedue le ma.mm lle in u:na. lonna. per carcinoma della. mammella de tra i l pe:r e t irpazione di epitelioma de le labbra.; 1 per vene va1·icose ad ambedue le gambe· l per ipertrofla d.e lla prostaL per via per.inea.le :• l per e~ m01·roidi; 1 per var·.cocele ed 1 per granula·zion.i d~el collo uterino ed emo·r roidi. Ferma.r ono .in modo particolare lo. mia a·t tenzio.n e l'a-sportazione totale dell'utGI'O e dei su.oi .ann~es i per via addominale eseguita magi trnlmente ·d al Dr. Gt glielmo Mayo; Pasportazione di lunghi t:r atti di vene, varic·o ·9 in. ambedue le e,s.t.r -mità inCe.r,ori per varici ulcerate ed. edema dei pi.e di e l'e trazione dei 1oM ipertrofic.i d9Ua. prostata. per via pe1 ineale e eguite dal chirurgo Dr. E.. S. J u.dd. Le vene furono aspor·t ate e.s,egue:ndo success·vamente in ciascun arto inferiore tre piccole incisioni, l una aUa.. parte media d~eHa cosci.a in corri ·pon · enza d.e lla 53 - GiO<rnals "' m cUd'na. m·ilifare ~ Fa c• .Xe.:\1.
RIVI ''I E lìEX .E KALI
na sa.fena l'altra aUa. parte upe1·iore della gamba ·e la terza aUa parte infeul d oor .o de]a v·e na s.af na inte·r na. _ ~cercata la. ve.n.a con la prima .i nei io.n e es ·a fu legata sopra e sotto d in:· c·. ~a nel mezzo ra. le due legature. n capo inferi m·e fu fermato opra UD oc hieUo m JJ"co o eD.uto da un hmgo manico pure metallico e po· eacciato sotto le pal'ti molli si . o aUa p.a rte, up rio1·e ed interna d Ua gam ba, ove con altra in i · ione . ulla. ('J'uida d·e ll'oc hiello fu estra·t t . la. vena, la. quale ·u. di nuovo fern1ata. l ' tremità. inf.e1-iore deU'i:·tt·u mento e rica.ccia.ta. .otto le part i molli sup rficiaJ[ ino qua i al collo d l piede . da cui con alt ·a incis .· one fu defin "tivamen.te, estra·t ta l gnta alla e trem[tà inferiore ed incisa. Co i con ·t se,mpHci. ind ioni cutanee per lato furono· e tratte le due ven.e a.fene interne per la. lunghezza di paree bi •l imetri. L'· tra zio:n dei lobi ipe1·, rofici d Ila pro . ata. fu ·e eguita median.t e inci ione analoga a. quella d Ila c· t tomia p r inea]e .m ediana . I ~obi. ipert.rofici f urono a .:portatj pte·via. inci ione:della. cap ula per m.ezzo d·eHe note pinze, i:n poco ternp r ·on empHcHA ed le&a.nza e~: zo. n. o dei guanti di eaucc1ù. hi'rurgi gitl-e('ologi minenti negli · 'ta# Ur~iti. - Il Dr. R. C. Coffe, -d:. D. di Portland (O'regon) ba pu bhlicato un elenco nominativo dei. principali chir'urgi g iuecologhi degli taU Uniti. Se·condo tale elencot ·c he, a parere dell'.A., non può e 1'18 n co mp]eto,, uè de] tutto· e at to, ve. ne sa~ebbero nei egue.n ti t;;tati in: r iOl·e., empre
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labam.a. Ari.z ona. Ark.a·r .a California. ••
IO 17 59 1'7 l
Colorado • • Con:o ecticut • i tretto di Colum.bia • . F!orida.. . G orgio.. dal10 • •. l Uino' ·. • Indiano. • Territorio· in.d.iano. J owa. an a . Ke · tuck . LouLiana.
21 2'2'
41 11
1·03 46
22
40 86 8 2
19 86 4-0
a.i ne •
Maryland • . lias acbu. tt . . Michigan. Mi. n ota. Mi. L ippi .
B 42
16 9 l
54 2t BS
ew Hamp hire ·ew Jer y •• e'li · }\!ex.i co· • . •
7 A npQ7•fa'' -i
•.
961
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RIVI TE GENERALI
Riporto . New . ork. . • N orth Ca.r oHna. . North Dakota . Ohi.o. Oregon. e.n n ylva.nia Rhode I lan.d , Sou th Caro in a. . . South Dakota . Tennes Te as • • .
9 l 'W 42
o 6'
39 9
12 16 11 2'7
25
Utah . . . .
17 11 26. 48
ermont Virgi.nia.. ~ Washingtan . Wi oonsin 'Vyomi.og.
52 17 T o tal
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Mancano· gli Stati di Alaska. e D la·\~are, pe.i quali sembra ·c he il Dr. Coffey non abbia avuto i d.ati relativL In generale i chirurghi degli Stati Uniti sono molto attivi, int:r.aprendenH,. a.r· <liti. Il loro valore è indiscutibHe. come tecnici ·• e,siccome le diagnosi chirurgiche esatte talora sono assai ·p iù diffic:Hi di quello che a prima. vista non sembri, cosi e, si vi rimediano, quand.o necessario, con la.parotomie esplorative, o con l'esame microscopico di piccoli pezzl di tumori o di organi a p{)rta i avanti o duraute le pe;ra.zioni oltre le con~ uete indagini e ricet·che cliniche moderne perfezionate. Stud.·ente d.i 6° anno di medicina della R. università di Napoli nelPann-o 1878, ammiravo la pa.zieJKa d·el celebre clinico chil"Urgioo p·rof. Carlo Gallozzi, il quale per soddisfar alle esigenze del nun1,eroso uditorw· medico ·& sopratutto alle con·s uetudini a.n.tiche dei uoi predecess.o ri, doveva imp"egare la sua. non. comun.e. fa '<'Ondia e memoria per discutere largamente la d"o.gnosi differenziale di ogni sln golo malato pr.ima di cia.scun'opéra.zione. ·c he poi eseguiva con rara oompet,enza anatomo--operatoria, ed eleg:a nza. Nel 1880-81 poi. in. eu i. frequ ntai ·p er un in ti ero semestre invernale a Berlino le eliniche chirurgiche un i vet·sitarje, la clinica oculisti ca. diretta dal prof'. Schweigger., il laboratorio del prof. Vhchow,, ammirai la. semplicità e la modestia del sommo ~1inico chirurgico B. Langenheck. EgU invitava per turno uno sco]a.ro a d.i$cendere nell'emi.c iclo interno per esaminare l'infermo da operare. Dopo un breve dialogo socratico fra l'an·.evo e il professore, que.s ti. eseguiva la operazione indicata, e si correggeva duran.t e l'aUo operativo, se la diagnosi p·rovvism•i.a. non corrispondeva. a. quella reale, che pes o era. decisa definitiva· mente dopo asportato il pezzo patologi co; che era esaminato alP'istituto di. ana..· tomia pa.tolo,g ìca diretto dal prof. Virob.ow. C-on tale sistema il prof. B. L·ano-enbeck eseguiva in due ore e mezzo., dalle quattordi·ci alle sedici o mez.zo, tre ed. anclte ~uattro operaz~o.ni ·c biru.rgiche.
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!VISTE
ENEBALt
L;interv·ento ebirnrgico col sistema ame1·icauo non è quasi mai ·t ardi o· po· trebbe tutt'al piu, · ua.lche volta; essere pre·coce, .m a. Pesperienza. dimo tr.a che -· ca i relativi sono· v·e ramen te e~ cezìo· na] i.
•*• Il dott. ca. v. a.rlo Sa vini,. che fu per molti anni uffi.c iale medico :n el nostro esercito e per sette anni t n nte m·edico, p:rofe· so:r·e aggiunto di chi'ru:rgi.a. aJJa scu·o la di a p plieaz.· on.e dj anità. militare, dirige e mantiene col suo onestO ].a.voro· una rinomata c:asa di sal ~.te di chirurg:~a in New· Yo·r k 83 Was'bingtou s·qu.ar ove centinaia di italiani, re iden1i. in quella. coLonia, ·r iacquista.no la salute e la i.ta ess n do· il Sa vini cl "nico eri O·p eratore eminen . .La cupidigia e l'a.Yidità d l O"uadagno non lo guidano .n el nobile e ·ercizio della sua. professione per"J.l1.é egli opera. gratuitamente molti pazienti poveri sostiene col suo lavoro le, . pe e di circa. centomila lire all'anno. • eUa ala d o·pe1·azioni r.a epsi è - crupolos:a ment attuata essend·o pure st.e· r Uizzate col vapore le bacin.eU d stina e a. contenere le soluzioni anti .e ·t tiche per 1a di. infezione. d ne mani. L'.a ne ·t·e· i a si e :egne generalmente con poco cloroformio alterna-t o con etere e con alcool e con bnouissimi ri :u]ta·t i. Il mate1·iale a e. tt~ o è costituito da. poca ga.r za e da numer~: i.s imi tova~' gliuoli di cotone•,, oon la ·q uale inno azione aclottat e in tutti li ta.ti Uniti, il con.· su.mo dei materiali per Je, opera ~i oni e medicazioni ' , ridotto al mi.nimo. E erruita. lope:razi'one, la ferita dell ptu:•i moBi so tocutanee non 6 mai lavata co·. , oluzioni antisettiche, ma, ·come ho già detto s mpliee.m ·n te ricoper,·;l. con po a arza f rmata. •Con 'ste di cerotto aU'os id.o di zinco ·e ricoperta poi con parec bi ovagliuoU terilìzza.· i e fermati an he questi p-er lo più con sempHc ' fasciatu re a corpo o con. fase . tovagliuoli poi mandati &l bucato e' t.eriHzzati succ·es iva:mente ervono per moltissime operazioni succes ive .. Egli mi ·O pitò ignorilmente e liberalment.e in ca. a sua dal24 etternbre al S ottobre e d l 1 a1 21 novembre 1909. In.o h re ottenni da lui un vero ed effieac aiu to pel compimento delle due mi ~s·.oni a ffidatemi dal .M inistero della guerra quale J·appr senta.nte del Corpo san.itari·o i taliano alla l& riunione annuale dell'a ociazion.e de.i chirurgi m ili t n:ri de o· li tati n~ti e d.s1l Mini tero dell'interno per lo studio del f unzionamento de·.i rvi zi sanitari pubblici in quell'immensa repub~ bUca. federa.le. Di fatto H i recò più volte con me all uffi.cio d'igiene del municipio di ew York, ove visitammo gli uffic1, i Ja,bora _o·ri diagno tici e il dispensari-o antituber· ·colo -o. P r .uo mezzo, e. dell'o t imo dott. cav. Stella, di eu i dirò in a:p presso ottenni tu ti · d.ocumenti reiativ' al funzionam nto dei servìzi sa.nitar.i pubblici in Ne'v Yot·k. Tan o· egli quau -o la ua gentili ima. signora.J. ele è americana, mi furono utili im.i p·e r PaU n amento morale alla riunione cien tifi.c a di Washington e di valid.·o a.iu o per uperare· le straordinarie .d.i.fficoltà della. pronunzia americana d·ella ling ua. ingle e. 6
*• I l do. t. cav. Anton.io ·ella. è medico s1ima. 1 imo, anzi addirittura il più a:U·· tor vol·e deUa colonia italiana di New oz;k. Devesl alla ua. vaUda azione soste nuta dall'e~·c ace patrocini o del n.o. t ro r gioo am'b.a ciatore a WashiDgton, ba.J'Ioue
RIVISTE
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ENERALI
Edmondo des Pla.nches, se all'~ t'mo Co-ngres o intEwn.aziona..Ie della tubercolosi, tenuto nel 1908 nella Metropoli degli Stati Uniti fa .a cclamata Roma. a sede del succe s.' vo Con re so nel 1'911. Euli è. presidente d -l Con iglio dire.t tivo delPospedale ita.lia.n.o di New York, or ~o specialmente per la n-ota ed ammin\bile tuunific.enza. dell'ottimo comm. Piva, patrono sublime della .oo.·tra. colonia. ln.o ltre è p.reside~n · e della. società medi a e diret Oie del circolo italiano·. 11 cav. Stella gode pure straordinR.r·a. riputazione com·e ·c linico medico e come igienista. L~ stesso uffieìo municipale d'igiene d.i New Ym·k l'annovera fra i suoi consulenti e Io ha nem ·.nato m.e mbro di una Commi sione per la lo ta. contro la tubercolosi .sul quale argomen ·o ha. pubbH ato pure du ~ pr gi.a, e memorie dal titolo·: « Su Ha tubercolo. ·· n Ila colonia italiana di N e w ork ,e sugli effe t i delladdensamento delle d.o une e dei fanciulli ituliani nella citta. di New York. ,. Pe1· mezzo del cav. dot· . .d.. S ena. ottenni pure molte fa.cilitazwni pel compi· mento d.el io mandato, poichè, oltre nlPavermi procurato utiliss1m·e n otizie ·e p:arec·c hi documenti, mi pr.e sentò ad un signor i pettore municipale d'igiene,. in oompa.gnia de,l quale. v.· itai l'o peda e mun.i •ipale p·er le malattie infetti e, i .lo~ cali municipali p r le di infezioni~ il laboratori · anti"a.bi o ed i labora-tori pe;r Ja pr·e parazi.o ne dell'an itossina d.ifterica e del vacdno contro vaiuolo. ?
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oUa anUm,alarica negli 'tedi- n iii. - - a lotto. antimalarica. negli Stati-Uni ti i e pliea p ciahnente conti-o le zanzar-e im pedendo ne· limiti del po•sS1bHe, ebe es · s. i ·v ' luppino; impedendo o limitando, per quo..nt.o è possibile, che quelle svHup· p.ate pun.g ano l'uomo. Si pr ocura di raggiungere .i1 primo copo con [a bonifica del teneno, con la olm.atul'a. di stagni e di piccole raccolte di acqua ·con la. fogna ·tua di quelle, eh.e possono ·e ssere po in movimento e ver. ate nel mare n~i laghi, nei fiumi od in .al ri ·c orsi d,acqua. Spargendo il petrolio gt·eggio ulle raccolte di acqll.a che· non po · ono esse1·e. nè ·c olmat , ne po te i.n movim nto, od allontanate. ~-·i cerea di limitare le punture de.Ue .zan.za:re negli uomini a.pplica.ndo reti me· talliche alle fine~ tre e alle porte delle ca e., c uole~ ca.· rme, ecc. esposte aH' infezioz e. Anche i mala.:rici sono curati in sale e cam.ere rrotette da ~:·e · i metal1icl1e aUe fì. ne tre; i Ietti dei malariei sono pure pro·vvi t di zanzari re·, I prepa:rat.i di chinino on o tatifi o ·a. usa. ti a scopo curativo1 ma non per a profilassi antimalarica. F ·r a le campagne gloriose della. sanità pubblica del G<:Pverno federale si. annovera 11uella relativa alla di . truzione d· Be za~zare propag.a trici della febbre· _cri alla e · della malaria nel vasto ten'it.o·r io di N e w Orleans e i.n alcune città. e in parecchi paesi ·d eU'Istmo .di Pan.ama, ove l e1x pres idente Teodoro· Roo ewelt neHa sua vi~ ita del novembre 190 trovò le cond izio·n i a.nitarie cosi lodevor da non temere il -confronto con quelle delle più igie iehe città degli tati Uniti. Co.i dren.agP"i, le colmate, il petrolio e le suffumicazioni,. le zanz.are del genere Stegont!Ja fasciat4 ed An.ophel s erano quasi tot.alment,e scomparse dalle abitazioni de.i ]o. voratori del tagUo de.] l'I tmo di Panama. La febbre gialla e la malaria. cl'e flagellavano prima gli abitanti dì New OrJeans ·ed i suddetti la.vorat:o r·. e le ~oro famiglie comparvero quasi del tutto dopo tale provv·e dimento igienico profilattico.
Rl \"l TE
E~
BALI
·tnwi sulriiltru.zione mgli f.aU Un.ifi - L i truzione elt:Hneotare negli t-ati Uniti e o · bliga.toria. E : a ~ affidata ai Municipi delle città eh·e · . t ngono grandi J e p r raggi o g. re· il loro nobile opo. Le cuole cren.e ralmente s ono edifì.c i e""' rutti oo.n. ·t utte le norm·e d.eUa. oderna igiene e del l t inge · neria. . anitaria.. Quando orge un n uo·v o iHaggio uno d i p.r in i cdi6cit do·po la hie a .· ~ qu Uo
dell
cuole. munieipii pro vve ono agli a.Uiev.i ·ogni co a.; libri. ·car .a in· b ~o tro, p une e·CC. e c. e ~n.vigUa.no ulla. a.lute dell'Ii scolari m dinnte un servizio ani tario ottimo.men te ora anizza o. F"no dalla. tenera età i fanciulli ono guidati al culto de1Ja J tezz.a nell euole abbon · a.nti di aria e di lucei sono frequenti i la vacri ne mani e d ·l v:i o d i bagnj g n e:rali E no·r mi sono ì bilan ci comunali per le pe~ e d eH i .t ruzio.n e el mentar be 'a ·ontin.ua.m "'mte e co. tantem n t perf zionand.o L Tale i ·t ruzione d ura 6-7 an ni i n me ·ia. ino alPetà dì 14 ann i dei giovanetti ·e deH giovanette Dtn-an· e le fe te c·e ntenat·ie in ommemorazi ne di · ud. on e Folton ' id.i R - '~ew· rm·k i gio anetti e le gi.ovanet e deU - cuole pnbblich· fila1·e ord inat mente per quatt:ro p r le vie pubbliche con. le loro b.andiez:·uole nazio-nali in man o gu1dati d.ai
l ro capi quadn.• come veri mUita,rì. n a. buona e ucaz[Ol el mentare me t l individuo in grado di cono~cet· ap .. prezzar gl'id.eali ·d.. Ua. .• na. nazion , gJi :i nse J l &. i suoi dir.tti , d i uo· doved ne fa un citta.diuo; n1 tte l'in · viduo in g rado di app ·ezzare i più al i ideali un ani, lo f , vhr·twe m una ·fel'.a più eleva.t t più re1 a più giu ·ta.; n fa un uom·O· (1 . L, istruzione econda.rin. in, -ce è sotto l infiuenz.a delle v:a.rie eh· ese. Il no tro ginnasìo corri ponde n. gli tati U niti .al eorso d' i truzione secondaria. inferio·re, che il giovane può ire.q uentare elle · cuole pubbliche, neU accadem ·o p:r ivate ci'v"li o militari o in un colleg i stabilito dn. qu al b.e chi€nL. L'alunno, cbe e. c dal ginna io a.m ericano·, conosce ben l algebra, la geome· tria., la. fi ica la cbtmi.ca , la 6 iolog~a., l' i.giene, la. t oria, H i , ma.. poHt"co ed "ni trativo d l . uo pa e ed anch un pochino di lati no· e di .st <>ria I'O'm n.a In America H Hc·e o è· un'to alPuniver itA e s.· h1am.a collegio. In qoe to l n· lunno tu dia. letteratura, ~ngl e e, ted· .c , p- icologia., etica, economia, poli ic:l.· diritto co t il tuzionale di l'i Uo a.mm i n i tt•a.ti vo, lin rrue clns. i che e moclerne cienze :6 i·c.be e n a ·urali. Ue 1 s uole di m ed icina e i t nti negli - tati Uniti con SO mila stu.deuti~ oltanto il 10 p. 100 di que · i h. ono H diploma. d.el coHegio cioà hanno completato gli studi con.tlal'i. La loro <:ulturo. qui ndi un poco limit&ta1 ma molt • ra ica ~~). Le. cuole di med:icina. d · arvar di olu mùia, e po.che altre· non a.mmet· ·o·n o tudeuti, che non abbiano ·c ompiuto il cor o d l collegio. (l) ALBERTO PECORttn. ~ ::li A m r ca n · n lla
l"an.o.- Fr m Tr s,. It Q9 (2) .. , P!;CORINI. - Opera 1tata..
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RIVI .. _TE GENERA L .
elle SO seuo1e di odonto:jatria.,. con 9 mila studenti, ·o lamente 270 (il 3 p . . 100) ha·n no "1 d.etto diploma. e nelle Go seuoh~ dì farmacia. con. 4500 stud.e uti o 11anno olamente l'l p. 100 n corso del collegio d. n.a quattro anni. egli a.ti Uniti vi s:o , o quattt·oeentotren.ta collegi e·d. univers1tà che hant o complessiva.men·t e ce.n toquar.an.tamila studenti dei quali un terzo circa ~ono d·o nne (1). elle scuole di medicina il cor o dura quattro ann ·, d.iviso in otto essioni peci ali. Gli eclitici sono eneralmente grandiosi pro·v visti con larghezza di la bora torii e1 gabinetti .scientific-i, e.oi relativi istrt~menti ed apparecchi i.n. armonia coi progressi scientifici mond.ia.li. Alle· scuol·e m ediche sono annessi numero i e gra.n.d.i ospedaJ i e cliniche ove tutte le pecialità. m.e diche e chiruro-i he sono studiate teo1·icamente e pt·a. tica;mente. Nella scuola. me li ca di hicago as. istei ad. una. lez ion di cHnica chirurgi ca generale, che durò circa quattro ore. Ne le prim . due ore il profe so:r e. pre entò ieci m.ala.ti e ne di cus e con gli alunni le rispettive diagnosi e cure; nelle· altre due 01·e ·e s • .lu parecchie operazioni. La ch.irur,g ia p1·a.tica neO'r S.tati niti è in continuo ·p rogrf'·S o e. non è punto· a] di sotto di queUa delle altre nazioni c'vili.~ Le scuole d ~ odontojat ia con edifici e gabinet' i propri,, godono a l'atgione fama mondiale. Il cor ··o relativo dura ·t re anni. Gli studenti di medi.cina, ott·enuto ~~ diploma. nelle loro rispet iv 1, niv·.e rsHa, devono sostenere l'esam.e di tato.. Questo limitato a sei materie principali 'Cioè: anatomia, :6. iologia, patologia medica pato·logia chirurgica, ginecologia ed o tetric"a, chimica ed igi ne. Gli e ami ono scritti e· per ogni materìa il candi· dato sceglie dieci dei venti que ~ti. propostt dalla Com mis ione de.i profe s01·i~ no· min.&;ta. rispettivamente. da c:ia cuno 'tato. Lo svolgimento ·dei quesiti deve ·e ~ ere fatto per iscritto· in ingle e entl">o be ore di tempo·. A q uet'esame sono .so"tt-oposti anche i med ·ci s ranieri, provvisti del rispe t ivi diplomi universitad delle lor·o nazioni ehe cle. iderano e et·eitar·e 1a professione. di .mediei. .neg'l i tati uHt l diploma di libero eserci zio t nu.to i.n uno S.ta.to, non dà diritto all'es·etcizio in altri tati, ma. anche in que ti il medico d -ve sos.t enere il relativo esame di .t ato .. Il dott. Ghiglione no·s tro· • agente consolare in 'eatUe, che aveva studiato medicina. ed. o tenuto, il d.iplo·m a di libet•o e. ercizio· in .Ncw ' Ork dovette so tenere di nu.ovo l e- am.e d.i libero e ·ercizio per es rcitnre la professione nello tato di '\a hington. L.e grandi città degli Stati Uniti sono provvi te di numerosj e grandiosi o pedali pubblici e privati. Tut i i Municipi~ eome bo detto, hanno loro· propri o pedali per la cura di mala.t tie inf:e ttive, di pensari ed o-pedali peciaH per la di.. fesa e~ntro la tuberco·l osi. Attualmente t& lotta contro la. tubercolosi n gli 'tati niti è at ivissima ed;. oltre i numerosi dispensar~ .antitube1·colosi sorgono dappertutto sanatorii per tubercolosi incipienti ed ospedo..Ji speciali per tubercolosi gravi. Sotto Il punto di ·vista profUattico questi u.ltimi. sono p~ iù importanti ·dei p:rimi. (l) A. PE:OoiUNI. -
Opera citata..
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RI\·~ 1
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OE~EBALI
I mera. vigiLo i e ontuosi osped,aH, in gran parte appartenenti ad associazioni private,. attraggono nelle lo:r o splendide sale numerosissim.i malati, appartenenti anche o. famio-He rleche· e l'Ìechis ·me, perchè l''a sis.tenza e. le cure che rie~.vono in ssi non potrebbe.r o· a v·e re nelle p1·opri·e abi·ta.z.ioni. A. Ne Yort. visitai, oltl"e l"o-pedale per Je malattie infe·ttive del Municipio, già. t·ammentato, "l grand ospedale di San Luca, ov sono camere ehe costano aneh dodici dollari al giorno·,. nza il p·rezzo delle ope.r azioni chirurg··che, che varia econdo la loro importanza e la t·icchezza dell'infermo· l'ospedale i .rneiita. d, l Monte Si.nai, "ce.; W w hington D. C. vi ita• la.. scuola di. med.i eina. militare co.n l'.a.nn.e o up rbo mu eo m:edìeo e la bibli teca ed'ca di "ama moudiale; vi ita.i pur la s uola. di m.ed[cina col relativo anne so ospedale. A Chicago visitai la. cuola di mediciua e u.n grande. osped.a]e, capa·c e d.i r oo :m alati • l'o pedale d i arina diretto dal coHe,g a ·ed a ·i co dottor J oung. A Saint Louis visitai l 'o pedale municipale di recente costru~ione diret · dal valente opera. ore do·t .tor W .. C. G :Kit· hner. A Denver. met;r poli d·el Colorado, e is e un grande s anato1·io .isr · eli· ieo a pad.i gH n i, ov sono ac oUi , utti g israeUti tube1·c losi sa ,abBi degH S.tati niti. D'env r, p l , uo clima mit , pet' la ua altitudine, per l'aria p·u ri sima onti· nu n'l·e ' te .r innova·n te i è una. p cie di g1·and·e sanatorio americano·. Com·e gia seri - i, in q ue · ta ·i tà in ·,·u , to il Colorado non è obbligatoria la denuncia d 1. malati u.bet~col i. 'l'aie ecc •zione probal.l · mente è dovu a al fatto ch.e gl'infermi fa olto i, i quaH si 1ecano a Denver per c1nar i adottano direttamente u te le pre auzt o i igieniche, e profHat1iche senza la uece. ità. dell'in-tervento -elP:a.utorHà munidpal . an ran ·i co, al, vi ita.i il labora·, orio ba.tt riologico della sani à pubblica del Governo Feder.o.Ie i laboratod di. gno tici municipali, l'ospedale miu'tru e ·e il nllovo ospedale della Socie.ta, fenoviaria del Pa.eifico del Nord. Fra i perfezio.nam n ti introdotti in q uest ultimo ospeda)e no .ai eh gl'infermi chiamano l "nf' ··miere o l'infermiera per mezzo di segnali fatti con la luce, elettrica. A tal uopo a capo· di eia: eu n letto e·d. a. portata. di mano di o·g ni infermo e i te un. tas o an.n.·s -. o ad una palla. di gomma, ·t occando H q ua1e · i .a ccende nna. · lampadina ele t.rica. colorata in viola e eollo·c ata in alt sopra ·1 le to del ri. pe • ti o inf rmo; una. econda Jam.pa..dina si accende cont mpora neamente sulla porta. dell ri pet i va sala ·ed una. terza ·n lontan. nzl\ alla ede delltinfe ..mier o del· l'in:f:erm.iera. Cosi s nza ru.m ori di orta l'inferm o è to to visitato· e soceo. o. . elle smle dei malati le lampade lettriche di .n otte dirigono la lo1·o luce ··ul ·o.f fitt , ed i r' . petti vi lampadari sono life i nella loro par·b3 inferio•re da dia~ h m mi etn.lli ·i opaehj, a.ffinchè la loro h ce' non d L cenda dil'iettam·e nte sul volto d gl ~nferm1. F ra u.n piano ·e l altro non e.·i tono cale, ma. p"ani .inclinati, pel più facile tra. pot , dei ma! a ti da un piano al l altro · u .b arelle. Nella grande ala di operazion i. lampadari liettri •i per l i lum 'nazione arti~ ficiale· -ono oolio,r.:.at" n Ha part uperiore centrale del soffitto sopra un piano coti·t uito· da gran l la tr di v l' l pe,r d e dalle .-~ grandi '. o.mp·a.de, elettrich • d.i~ vi. in q u.attro ba.tt "rì·e di otto l m pade c· a cuna, no·n ·cadano materie d'inq uin ·... men t.o .ul ·campo di ·op razione. Tut j i l cali . i ma cl i :a ri, i g. bine t ti scientifici la grande sala di opera.zion on nm e.· se ·amer anna e P· i .ar~ :0~ •r · i;d; ~ pareti d i corridoi sono ri op.erte
B.IVI TE GENERALI
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'<Ia. mat.ton.eUe di cem.e nto vetrificate ]e sale degli a.m.ma.lati, la cucina, ]a dispensa 1 il refettodo pe.i convalescen t · e perfino ~a sala delle autopsie~ cb.e sembra una mo~ lema sala di opera.zio.ne, il gabinetto modeUo per la determinazione dell'acu · tezza vis.iv·.a, segnano notevoli prog·r essi sugJi altri o. pedar, anche d.i costruzione
recente. Una sola nota mi di turbò. qnella. cioè r•ela.tiva agl'ìtaliani e gr cì infermi, he sono curati in padiglioni diYet· i da. quelli occupati dagli americani. È in l!· ile illudersi, gl,immigrati stranlerl che non d"v-engono cittadini a,me ·ieani, son.o tenuti in couto a- sai minore di questi. A Po.r tland (Oreg-on) visitai l ospedale munic. ~pale, accomp.a gnato dal çentili~ imo nostro R. Agente, Consolare dottor conte Cand. ~ a.ni e a, Vanc.onver di \Va hin.g O·n n ba ace mento militare C•OU Panne .s o O· pedale militare accompagnato dal caro amico . ignor M·o ntrezza del R. Consohtt-O· ed ove fummo acco]ti con manifestazioni di corte ··e deli cati sin e da parte del signor geneut.le coman· dante e dei nume rosi ufficiali medici. A 8 ea.ttJe, Wa h, visitai l'ospedale municipale in c.ompagnia del :n ostro R. Agente Go.n solare dottor Gb.ig1ione. I m .e·clici i· alia:ni, che i .ree~ no n gli Stati niti per e erdtar ri la loro pro fe'- sione, non po ono far in gen. ra e as. egnamento che ulle rispettive colonie' italiane • .Fatte alcune e cazioni, ad. e · empio·, p 1 pro f. De Veocb.", cb·e e e:rcitò per moltiss.i mi anni ed a sa,i nobihnente. la chirurgia in a.n Fran.ci eo~ e del pro.f•. Ro.vogH., p:rotes ore di malattie della p Il nella univet itl\ di Cle·ve1and e R. Agente Consolare i taHano di q u lla citta e pet· qua 1che altro. che hanno a..vu to e'l hanno cHe:ntela cosmopolita tutti gli alt1.·i. si a :lden ano n.eUe crran.di d tà dell' t e o· pra.ttu.tto a _ ew Y.ork o e risiedono circa 5 IO medie' italiani, molti dei quali non fo.n.no certamente con la. p1·ofe ione ]au i. gu.adngni e [A. loro vtta non è migUor·e di quella. dei medici condotti italiani.
••• ote igieniche.-· egli tati Uni i è di.ffu ·issimo il culto della net ezza. Re· go1n.rmen·t e ogni gio:r no gli americtmi agia t· prendono nn bagno tiepido nelle l ot· abitazioni e si cambiano f.1·equ ntissim.n.ment·e la biancheria di dosso. Tutte le pel'SO·D·e• faeolt-:OS·e ed. a.ncl1e p o O agia t - rinnovano frequentemente i lo·r o vestiti k·
sp•ecia.lmen.te le donne. Le. camere, anche, di modes. i impi .gnti,. sono provviste d' cam rini da bagno, e neHe case di famiglie dovizio· a ogni membro della f'am~gHa e gli s'tessi .ervi hanno il loro particolare cameri no da bagoo. Negli alberghi mol issin e ca.m er sono provviste d.i ca.met·etta da. bagno e di ·camerjno pe.r la. latrina, ·e in ogni piano e . i te la camera da. bagno comune. Le città.. .inoltre sono provviste di grand io j ta bilimen ti di bagni ehe suno frequentatissimi in utte le taO'·.oui dell anno. Per gl'italiani che · i recano per la prima. vo1ta negli Stat1. Cnih de ta ttna. certa maraviglia la mancanza di urin.atoi pubblici per uomini. A tale man·c anz.a. suppliscono· i n gozi pubbli i e gli alberghi, ove senza spesa. d.i · orta si p-uò accedet·e, in ada t,' i loca.Ji impecc.a bi ' i pet nettezza. e per abbondanza -di acqua. e di marmi. ed -ove si fa u o liberamente, soddisfatto ai ptopri bi ognì (\i a.cqu.a tiepida, dl. s., pone e di a ciuo-ama.ni.
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Rl VI TE GENE ltALt
~ ue te di p sizioni emin-entemen.te e·n comiabHi dal lato igienico, si po ~o.no o , enere negli - tati Uniti ve le grand· città sono a.bbo·n dan tetnen te provviste i acqua p .ta.bi le. on si temi ehimid ad.a.-tti o·n o depurate Ie acque dei 1agbi e dei g·ra.ndi fiumi, che serv·on:o per t 1tti gli usi do.m e t ici e per le: .uccess[ve lavature del le foo-nature cittadine. Gen ra~hnen te le acque dei numi, come ad. es. in t . .Loui q 11eHe, del Mis issippi son.o raccolte in grandi ba ini e d. pur.a.t t ·att.ando·le pr·ma ·con so]fa:to ferro _o e nei successivi bac"nit ov·e d.iscendono, con )atte di calce per coagulazione, ·f inchè nei bacn1~ ultimi e e d.ivengo.n o chimicamente. e ba teriologi .amente pure. Queste acque mediante pompe colo· ali, po te in a.z ione da straordinari mac .. ·c hinari, ·O·n o a pi.ra:t dai loro laghi artificiali e~ talora. anche naturali e pi:n te a forti . im·e pre ion.i entro enormi tuba tue·,. e cosi si. diffo·n dono per tutte le abita.ziolli, sino agl · ultimi piani delle case, alcune de He quali ne h.ann.o pure ventl ed ecceziona~men anch tr·enta. (Ne·w Y.ork). "A :Bo -ton le acque potabili di orgen te ouo rac·eoJ te in un lago artificiale, dife o eon·t ro i pos .ibili inquinam·enti, e col detto si tema deUe pompe ono d.iffu ·e in tu t te le case della ·c· ttà. Molte altre ci tà... CO · e Den. ve:r~ Col.. San F ·a.nci co Cal., P.ortla.nd Ot·ag., v"~'an.• cor ver Oolombia ingl·e se sono p·rovvi te d.i acqu·e potabili na ura.li, c.b e di c :'I ndono da no·t voH al te.zze e p€n·ciò sott~ grandi pressioni. Lo s raordina.r io num.ero di fine tre poi, di cui sovrabbo1 dano tu te le a bita.. zionì a ieurano d ogni ambi -n te tma -trao1·dinaria quant.ita di ~. uee.1. provvedi· mento ommendevoì ~ssimo dal lato· igienico. La po· e:o za economica. d gli tati n i ti ha J.e $ue princ ·pali r.i ~or e nel sotto.uolo ricehis imo di m.in.iere di ogni pecie di metani, di. ca.rhon fo ile e di petrolio· nel terTe1no v·e getale eminentem n.te rim· neratore • n.el]e indu:trie e nei .commel·ct di pot n.ziaH a.. ondiale. I guadagni d.e gh am ricani son.o a.]meno tre v·o lte SU'periori a quelli no tri e p r e·on eguenza plù. elevat sono naturalmente pure le spese domest~cbe·. Un colonnello ·medico, per ·e ., ha 30,00 lir annue di tipeD.dio e pensionato ne conserva ance ·a. ·.. ,00 · .
Le d·onne n gU ta.ti Uoiti devono la loro indipendenza economica a lavoro. « Si contano n gli Stati Uniti venti q uattr·O milioni di do.nne al di s:o·pra dei dici anni e dr qne te qna·t n.o miHoni mezz.o, cioè qua i u , quinto ,g aadagnano il loro pane col lavoro. Poco m.e uo di un. milione mez.zo, -ono oc·c upate in lavori dome t'ici ottoeentomila in lavori agricoli· trecen toemq u.an·t amila in lavanderie ed un egual numero io sartorie; recentoq uarantami la ono nell' in egnam ._ nt.o, duecentocinqu - nta:mHa lavor.a n·o nelle indu trie tes ili· ce,n toqu rantamila o.no ·c ommesse di negozio centoventimBa, lnfe.rm.iere, een.tom.Ba stenogr.a fe ed tln egud nume.ro mod" .te,, poco m·e no di dtecentomila sono .c omputi te ed agenti di ogni pecie, fra eu· quin - ieimi a i .p · gate del rroverno federale ·e s sa:n.tamila mae~tre di mu .ica.. (l -.: ew York fino dal1865 & iste una ·cu.o la. m.ed"ea per d·onne. ~ Negli o.sp.e dali american·· le donne infermiere sono. eio~ que vol~ p_ i ù numerose d gli uomini; l'icevono di oUto da quattro 6nto a cin·q u·e cento fnmchi a.l (l)· A. :P EOOR
1~ op ra
citata.
Rl VJ TE GENE RALI
m e di · alario e la ricb.ie ta. di contin.ua in modo taie, che c ntin.aia.. di cuole sono state fonda;.te in t 1 ta la nazione per prep rarn . ot;;; L ' infe:rmie.r a a1nedca.na ~ una ignorina pe · o di famiglia a ~"iata,. che ha. compiuti in:tieram.en·t e o in parM' gli studi eeond~ ri ed ha. ~ egu."to per du. o tre anni un corso di medicina el m.entar ed ig~ene ·e che ha f equentato· pe1· qualche tempo un o· pedale prima d.i ricevere il diploma . Secondo il Pecorini, «la d.onna americana, avvenuto· a 1 mtrimonio .i dà tntta. d accrescere H bene ser·e della famigUa.; ·nco·raggia il marito in o('~'n: cosa. pende. . a,ggi.amen.te il danaro,. ·c he egli le con .egna interamente, s nza domandargliene conto; s'informa dai giornali dove può acqui tare le o e che J.e, occorrono al mi§ gli ore prezzo; n.o n :fa aspettat·e m a.ri to nll"ora d.el pr.~nzot non gH fa mai rovare i bam'b ini sporehit o la ca~ a ·n d.i ordine e, non avendo· tempo di chiacchierare con le vicine, non i occupa. degli a.fl'a.ri d . a:~i altri. on ignora. che la vita non è tutta. mi le e q uin i ·i pr 1 ara. a Un giot nate tri · i e pl'e.v d.e le p o i i iH ve,n ture Riceve il marito con un sorr· o anche ·qu.a.ndo eglì rHot·na U cattivo u.mo·r e. d ap·p na la · al uta e i a . .i cura. b , . ua. Lde il. com] ortando i j n tal n odo da. fargli comprendere be i.n nes nn. al ro luogo· potrebbe e.gU , ro.v are quello che tro'O.ra a c.a sa sua.. Dal .suo lato il ma ·ito la ~ase~n. liber.a · no.n è ge1oso di l i co:m e non Jo sarebbe del suo ocio in ~commercio· le ca:r:te -ono in. t a o~a. e n.on ci son.o malintesi · egli non di v·e nta. per e emp··o furioso a enti re dire dalla. m o n- l i eh un bel giovane le fece la. corte duran e un ba Ho o nel treno: i lo·r o ba.c i no.n sono turbati da.i r:ieo1·di di ebbrez.ze passate· vivono in. pace e in pace i amano. I111a~ rito· americano~ anch e profe. ioni:ta, · red·e uo dovere assumer i la pa.r te più faticoso. del la.v oro dome tico per il solo fatto ·eh gli è più robu to; e li acce.n de la stufa, p·o·r ta. il mubon.e dalla. antina~ pacca. la. l ·g na, cura. i caloriferi, ·batte i tappeti, la va. i pa.vimen ti, porta. i pa..cc.hi alla mogHe qu.a ndo Ha e. ce, a fare spese e taglia rerba ul pr.a to ·nturn.o aUa casa. , ì 1 l'America. è, il p·a, · di o de.Jla donnat l'unico lnogo dove e ]a ha potuto · viluppare, interamente l ue for.ze e, le ha svHuppa:t non .c ompiendo trav.a ga.nze ocl acr·ita.ndo i p r il voto poJiticv ma cr·e ando dcdici m1Iioni di fan iglie Eelici (l Nel pa saggio d.a Ne'\>\. York a. a poli sul a: Duca. d Ao ta » 1 si questo quarcio· Hrico del prof. A. Pecorini ad u.na colta. signora america.na, la quale dis ·e .:. no no ml·CB. tutte le donne amet•ica.ne •CO l come Je d ··crive l'.a utore! - E credo che. la ignora .a. meri ·ana a.bb·a ragione e ·c b la regola. d.ei matri on i ~eUci trovi molte e molte· eceezwni anche n g i S.ta t· U · i ti, o e o.no a ai nora e· r"O -ì i d.ivo·r zi ed ove la l berti delle do·nne e d Ue fanciulle è e uale a q 1ella de .li uomini.
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• E.JJercito a·mcrican~o. (2) . . . . . « Il ol a.to americano combatte per il popolo e copo deU'esereito nazionale ·è la difes.a del t rri torio uaz.ionale. L·a fo.rza. dell'e ereito americano è di se a.ntacìnquemila. uomin ·. divi::si in quindici regg'm.e:n . i di avaUer.· a, tm corpo d artigli r.ia e trenta. 1· g~i .men.ti di fanteria.. (l) A. PECOR.INl; opera citata. (2) Le noti.zie sull' rcit.o atll: ica.no sono a t.Ln.te do.Ul a:ure .o ]uru d. l prof. AL BEATO PECORl -I~ cm~ riC.Cl'Wi 'f, lla, vita mod nw o en lti da. Utt. italia·n o. ~ F a.t Ui Tte·V e8 1909.
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RIVI TE GENERALI
« Ogn ~ reggim·e nto ·di cavalleria. è, d.ivil:),O in dodici squadroni ed ha, oltre la ba da e gli uffi.cia.H, 5l6 oldati. « l corpo d'artiglieria ha. trent.o. batteri.e d.' artiglieria da campo e centov·entì. batte1·ie da eo ta con nn totale di diriannovemila. uomini. « I trenta reggimenti di fanter.ia. ono divisi ci cuno in t.1•e, battaglioni di. quattro compagnie di ·q ua.rantotto soldati l'una. « .L 'at·t iglieria.. è al com p1eto fino dal tem·p o dì pace. ;,~; La compagnia. d i fan ria,, mediante l'arruolamento· volon a rio, può es ere po·rtata .a centodlcia.. s tte uomini e lo quad1·oue di cavaUerìa. a. -euaotasei. forlua ndo co i in t-otale un ·e ercito· dì centomila uomini. s~olda.to· ameri a.no è volontario ·· deve~ a pere leggere e cd vere, non ·e s er tnto ma~. condannato ed essere cittadino americano. II old.a to ameri cano · in ortesi ra.pp·orti coi .sup·e riori va ve tito quasi come lui· d.o rme in una stanza pu]ita; vuoi avere i ~ uoi bao:ni caldi e freddi· mangia .a tn. ola con una t·ova.gUa di Hno e con un tovagliolo pulito· u a i pia, ti di p·Or· cellana le po ate ina.rg.e nta te; e la carne è mal cotta o la alsa per il p sce non è ben fatta lo dice chiaro e tondo aH' ufficiale; e H gGne·r ale. viene o. visitare le c~1 erm·e on gH pt·e:nd·e un mal di cuo·re daUo spavento o d.aU'emozi.o e; e si ammala durante il se.rvizi•O· lo tato ha propr 0 -peda]' j se O inabilitato~ ric·eV una pen'one Jler H resto del la vita. Il oldato ameri.cn.no con, erva. la. sua. individualit-à. Durante la gu rra. corronO· alle armi i p i t\ forti; i più devoti, i piit arditi ; in tem.po di pace un e e.r cito EUne·r icano ba. .·olda.ti mediocri, perché è molto d·f~ 'fì ile l(• be, rimanga n ~Il e ercito con una agn di settanta iuque ad o tanta fra:nehi al m e vitto,. un giovane inteUigentet eh la v ra.n.do al rove p IÒ guadagnare .~m o a. quind ·ci e ve n i fro.ndn al gim·n.o. el l e ercito americar~o· sono fr q ten'ti le iserzioni .n el l O u 65 mila nomini ne di ertaro.no cinquemìla . Durante. la mia. perma.n nza. negli ta.ti Uniti vi i.tai i quartle.r i militari a t. oui 11. e come ho già. a.c ceunn to i1 baraccamento m ili a.r e a '\ì anc-ou.ve·r i \V.a b.. E i . ono co ti tuiti da munero i padiO"Honi separati, o ve i soldati hanno tutte le omod·t à nec s~a.r·e; n1 lto pa,zio molt'a· ia e mo ta. ~uce; oo-ni old.a to di p· ·n e di un grande rmadio, i.n. cui r1pm e i noi numero i o etti di vestiario• pa.r~ hie pa ·a di carpe e. due o tre mute di tm.· ormi. Gli edifici sono p·r ov i i H ri- al·d amen.to a. i tetJta. cen.trl le. A eia cun oldato, all a.t o dell an·uolamento., i .anno negli o pedali militari d: e ritratti fotografici. nno i. p1·o etto e l'altro d. p ·.ofilo e si tr.a crivono atti i connotati. d e] viso d Ile mani e de·i pie H per ric.ono cerli spe ialmen.te in ca i di r erzione. tr ndo mi recai da t. oui a Denvert nn treno · peciale. conduceva un. riparto '.i olda.ti nel Tex.o.s, in n ume·ro e atro~ze Pullman provvi te di Je, tL ~ rf!iciali.. Lta cademia:. m~Htare d· 'V est Point ne] e'v · ork rve di prepara:done aPli al unn · che i entrano t\. :p,e t/. dì di, ia tte-venticin.q ue a:nni. Il e r"o dura. q un.ttro an n i: nei primi quattro mesi s no ad lestra.ti n. Ila ginnastlca ed a bi· ua i .a un ~h e narcie. L lezioni durano dal 1° di sete.embr·e alla. m ·e tà. di marzo e vi i colti\ ano di. pr f ·renza la ma. temo. ti a, la. geografia e Ja toria. Vi -ono pm.· con pl'E! ilezion . coltiva i il o o,. la. danza lequit.o.zion. e a ,c.anto. O i alunno d.eve pa s re al eu ·. e o1~e p •r · imana. in pal stra. « Duran·t e r ·e~ · ate sono ace m patì e. fanno manovr·e o sono condotti ·d , ufficiali tecnici a i itare le forti cazioni, · canti ri,le fabbriche d'a.rm.i od ì eam.pi, dove
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avvennero le piu celebri battagJie. Gli ufficiali a.mertcani son.o ben preparati ed o"tti'm.a mente pagati. E i tono pure alt-r e scuole speciali ci.oè quella di artigHet·ia. al forte Mo·n roe, ·q uella di cavall ria. l forte La venworth ed al forte Rile nel Kansas; una scuola d'ingeg.n er1a a. W ashington,. una. di m.edicina. pure a ' ' a.sllington, una di difesa. sottomarina. ostiera. al fo·rte otten nel New York ed una.. cuoia di guerra put-e a \ a h~ g on . .: tato rnagg.im·e. - .È di vi o in centrale con sede a ' asbington D. C. e di Hnea. con. s de ai comandi dei di tr-etti miHtari. Gli ufficiali sono pre i dalla fant.erja. e non possono rimanere ne.Uo a.tato maggioro più di quattro a.n ni. c. Milizia. E prepara a. da eia cuno ta to con. ufficiali propri e può e :se ·e chiamata dal pre idente a rvire per un periodo di nove mesi, pecialmente in casi. di una invasione s laniera. È co •tituita. da. operai, che si re ano all'i truzione una volta la settimana ed al campo una ettimaoa. all'anno. E ;a conta poco più di centomila uomini e uo compito ·p rincipale futuro l rA la difeso. costiera A. P~ecor'ini).
Durante le fe- t e centenarie. 'ud on- ulto·n a. New Yo.r k vidi alla. grande pa. 1•ata m ilita.I·e · filare; fra 'e al tre, le trllppe federali e quelle delle milizie. Il lorocontegno era att:r.a ente: i militai i di bello a •peUo, forti, robu ti si pt· entavano sss~i bene nei lo.ro estiari di parata. a.turalm.en· grande era la diversità fra le truppe feder'a li attive e qnelle delle miHzie., meno esercitate. Alcuni riparti di truppa. avevano il capo coperto da cappelli a. la ghe falde poeo pesan.t i. S guivano i riparti di truppa drappelli delle sezioni di sanità. con le bar 11 spie·g a te nella. qua.n titò. di quattro a.d o to. Funziona.va. pure uu S·e rvizio peeìale di portatori di acqua potabile da somministrarA alle truppe. I cappellani militari stilavano a c allo all'e trema ini tra dello stato ma ~ g··ore' dei rispettivi reggimenti. Il sentimento deUa libertà ~e (leUa. 'ndipend nza. neg1i Stati niti è cosi grande e generai ente dHfu o che, ove sorge e un sedo pericolo per la loro libera e ·• .sienza que· popoli generosi darebbero col loro angue per la alute della patria tnUe le ricche-zze a.c cumulate.
Vita americanLt. -i g·n.oriJità pro pet·ita., l~icchezza sono le aspirazi ni dominanti .dai popoli degli Sta.ti Uniti. G H uomìni d·elle grandi città, p~ecialmei e a ·ew York e Chicago non i danno mai un mo~ ento di 1·ipo o, e i ono continuamente immersi ne~ gli atfa.ri. La loro vita non è mai tranquilla pel tormento di non po·ter accumulare, una. fortuna. o di perdere le ric.che.z ze acquistate . che t.a.lora. .invece regalano in pal'te con vera vo uttà a -CO})O d i beneficenza.. Le conseguenze ono terri bilme l te di a.. tro e per h è come d ice A. ecorm1: nn.a. m~età degli al.ita.to1i silenziosi dei g'l·andi cimiten che circond. no l'immen a città dli New York .n on sono morti, si son·o suicidati. lli1Zf}Taziam nti. - Corte ie e gentilez~e r .i cevetti dtuante la mia permanenza. negli StaU Uniti da tutt,e le auto1·I.tà diplomatiche ita1io.ne, dai colleg·hi amerl a;niJ dagli italiani colà. res"denti, che ebbi la fortuna di cono cere, e .i n generale da. tutti gli americsn:i coi quali ebbi rapporti anche di l•re e durata.
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RIVl TE GENEB: LI
A \Va bing o·n fui ospitato genero a: ent da S. E. l'ambasciatore italiano bat•on Edmondo· des Plan.ehes. ew Yor.k oltr·e che dai ca.ri coUe&bi ca .. Carlo Sal vini e eav. ntonio 't "Ila, già. r.a mmentati, rioev tti molte cort Rie e eutilezze dal regge.n ie il nostro R. on olato enerale· cav·. B·ol'la, dal eomm. Piva perfetto gentiluomo, pa.trono prin.oipe deHa no tra colonia ed. alla cui munificenza, come di si. si deve in gra.n parte l'esi tenza e il fuozionamen.to del n.o .tro ·o spedale italiano; dal R. com.·mis.ario generale deH 'e migrazion.e italiana ca v B ntoHr.o; a '~ ash.ington dal ge· nerale medico della ma.ri.na militare americana do·t t. Ri ey; dal generale medico delle ercito d.egU Sta· i Uni t~. dott. Torney .; dal med ' o i pettore di marina dott. II. G. Beyer; dal generale · medic·o della anità pubblica. dott. vVym.a n; dal generale medico d.o tt. ternberg e dal capitano m.e dico H. K . Bail. asseg.n atomi cortesemente a com paP"nO· dal ge.n er.a le medico dott. ·T orney; a Chicago dal gen ili simo collego. dott. G. B. J oung direttore deli ospedale di marina,. il quale mi fece vi itat·e l'ospedale modeUo da lui tanto saggiamente di.retto ed .a.ccompagna:~:e da due suoi ufficiali della. sanità. pubblica dipendenti ai laboratori digno tici mnni ipali alla scuola medic.a ove vi ita.i pure un grande o pedale e alle grandi fabbriche· di cons:e rve alimentari di carni.. V isitamm:o pure un circo' o di tud·eDti universitat·i, ove fummo accolt" coi se ni più manifesti di delicatisima corte ia. In ca a del signor do .t . Young eonobb1 H genera]e medioo a riposo s.ignor d.o tt Giral'd; il qual volle avermi subito per ospite a. colazione in oasa sua. Ta.le è il costume· americano J .F atta una semplioo conoscenza, l'ospltnlità. divien.e asso~ Iuta; gl inviti, si succedon.o agr inviti e non vi è mai permesso di pagare. Di ciò ebbi replicate p·r ove in tutte le città ame.r icane, :t n cui dimorai .a nche per pochi. imi giorni, A · t .. Louis 111. ricevetti molte corte ie dal ig'nor ln.gegnere P ·a ntaleon.i, ·di· l'ettore gene.r ale della società dei freni \ ,resti n ~bouse~ n q lla.le mi ospitò in ca n .·ua, mi aooo·m pagnò aU'uffi·cio d.' igiene ed. all'ospedale civile munieip.ale, ·o ve conobbi il g.entili.ssimo dott. Kirchner ; dali 'ingegnere Janni direttore della divisione ponti al .Munic"pio·, .e dal giovane architetto .r omano Enzo Yocna il quale mi. fu pure comp.n.gno nella v·si a d -ll'o. pedale pei tubercolosi gravi e di una co.s6rtna militare a padiglioni molteplici. e para.t.i. A Denver H comm . .Adolfo Ros i, console g-enerale del Colorado mi a.cc.ol e ai corte em.ente e mi. procurò tut t le no, ìzie n.e eessari per la mia miss·· on . Egli esercì ta là il suo delic~to n . cio in modo lodevoH imo. In compagnia sua e della gentiU signorine figlie vi i.l:ra.i le co e più . notevoli della città. A San Francisco fui a ·colt-o· a . ai cortesemente dalPillu tre console genera1e ignor comm. Roc,c& e :do.l gentili. imo uo· A gretari.o signor Carlo Serbolisca, 1gUo del caro e ·c ompia.nto amico magg·or·e m·e dico Angelo. Egli ml aceompa.gnò .a1PuHìcio d'igiene del Municipio·, ove pure visitammo i relati-vi la.bora.t ori d1agnost~ei · vi itai pure in sua compagnia Posped.a le deUe fer· rovie del Paci.6.co dei Nord. A San Fra ci. co ·e bbi pure lllolte accoglienze dal signor cav. Rossi, fondatore ·e ·d irettore di una. grande colonia vinicola italiana d.al cav. barbaro, direfitore ena Banca Italo - Amerinano. e dal c.av. ontana,. che è tmo dei primi azionisti i numero e fab , r[ he di frutta ·n con erva.. Come Pa.r aha fenice a11 Fra.neÌ' co, ·d epurat& continuamente dalle. vivac.i ssime b.r.ezze marine del a.cJ,fico è qua ·i completamente. ris rta dall sue rovine, do· i
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lVI 'l' E GENERALI
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'ute aJ terremoto e sop.r a tut o al · u.cces i vo incendio piu florida e più plendida di prima. A Portland (Ot·eg ·n} con.obbt il dott. R. C Cofl'ey, direttol'e del sanatorio del No1·d Pa.~lfiico. grande operatm··e e ienziato. Conobbi pu.r e i l dott. R. C. Matson, microbfologista. di tato e d·en'uffi.cio igienico m un ici pale. Egli si oc ... 1pa in m d .pecia le d i tubercolosi e i6Ude, pedale ri cordo m•l'itano p•oi il dottore conte Ferdina.,n do Candiani d O)i,.ola R. agente consolare d.'lta.lia per li taf deU'Oregon d.e.IPidaho ~ l .a.vvocato Alb ·to J3 ron F·e rrera, civili · ta p · o IL di gran. valor,e che n.o n aceettb :m ai di iifeudere un americano contro un eonna.zi . na.le italiano, ed H signo··r Jr!ontre·z za }fa:rlo., direttore clel giornale L" Ital 'co e o.dde to all' ufii eio del B. Consolato italiano·. In Sea.t 'le sb. fui m·olto COl t s mente ric vuto dal n.o stro R. gente con~ · oJare do·t.t . Gbiglione; in an.c ouver (Colombia. ingle e) dal nostro R agente consolare dott,. Ferrera. ~ in 8 ... Pa ul Min.n., dal nostro R. a.gen·te ·onsolare d ttore F .r a.n chino ; in Boston Ma . , da,l dott. Vale .ttt di.r , tore deB uffi.('.io d'igiene di , ,ita to,. dal signor direttore d ll"uffici . . d, igiene munie.ipale eh e mi fo·r ni tu.tt-e le indicazioni e i d.ncumen ti. .r:ichiesti. e mi fe.ce .ac·com pagna.re a~ labora·t o·r :i municipali diagnostici al sanatorio municipale anti uberooloso, e all istituto di St.ato per la preparazione ·dei sieri e vaccini e dal rappresenta,n ·t e il R. Console sig .. Vi Ilari. Corte· ·i ~ · imi poi in ogni c.i r·c ostnnza ho trovato i signori .arner·.c ani, ai quali mi sono presentato, tanto negU ufficì a.nitart municipali e di. Stato, qua.n.t o negli ospedD.li per raccoglitlre notizie e documenti n.ecessa:ri .P el comphnento della mia mr 10ne, e v·o·r r·ei che giunge e a. eia cuno dj loro, a.ttraver o l'Atlant.ico, l'espres .. sione del mio· animo m.emore, grato e riconoscente.
e•v.
Rom.a, 20 se tembre 1910,
LA QUISTIONE DELLE .AFA. lE, p r il do t. Plaeido Con igliot c.api·t auo medieo a ì tente onorario nella. , linica. europa.tologica. del prof. .M ìngazzini.
o(!)· Que a. rivista un da unto siJ t ti o d l sto capitolo d Ue af.a · ie e p r il quale ho tenuto conto - per re. ioni di bre·viU.. - dai lav01·i più ir portanti pubbti a. ti in qu.osti ul.timi tempi. pre·n dendo c m capi!ia.ldi da una parte il manual clas ico del l.!tNG' · zziNI: Ana~otnia cli'n,ica d i c t~eri - r 06i, e. le altre pu:bb]i.c azionì deU emìn.·ante n.europatolo o di Roma; dall'altra lB pod roso.. di us ione deU . S.o cietà. _. u:roEo i a di Pr.a ncia, suscitata da.i la.vori del MARIE.. e minori~ numeros · ime pubblica,zioni~ per c.bi ne abbia interesse, i trovo. no B lP Enc ~ phal • n e llo. Re ·ue de N eurologie ·ecc . ~ in cxt.e1~ ··o, o recensionat .
4 mb1· va d •fini ti va m n t a qui~ ani rno d I lingunggio, a pari 1 è d.ata , ,]]a. d l Cot· f .EtHa cor i nl"tà t m~
gli ~ i l" c n
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il signifì a o dell parol h n ol omo di una lingua. o-
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tendono a reud .rsi , D M:ing-a.zzini , 1).
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rtrss t· o. - J'J!alatt i del c ·n · Ilo, .n·el. tr-nt• rii sud e· B u .hard t TRU tPEL.t ., P a loa·a me(li ~= < PPEXHEI r ll!ala tie t:J r ·~ e DP.lElU:s-E, md hca d ,ll · ·m a.lattl ner ose; BaNCHl • .~.l!al" ti d l c n : Ilo .nel Tra.tw b to ' ntani e Mo.raglia.no-: Nloa ELLI • 'em ~ i tiea d.ell nMJlau i 1~e n·o ·e m ntali· e · • pra.tu to '\hx 'AZZI 1·, Anatom~·.,, clù~. r'ca dci entri n ef't'o i. {l ) Vedi per quest.e uo·ZÌ mi g n ra.li:
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RIVI 'TE
ENERALI
II.. Qua, tro ann_i fa il Marie (1) ha s.co ..: to.r midabihnent utto questo -aili io-cla . i o d Ile ,afasie, c-o i a ccettato da. tu ·ti. i pa.to~ o ri nell - lin . enerali, eostru n·do in modo :m ira.bHe una nuova t. oria he veram nte molto sedu, e le, m nti p.r g·udicat , non us a giurar mpl' i n t ' 1ba ma-gistrt E 1i afferma. ba-sa.r olta.nto sui fatti, clini i -d anatomopa.tol uici d.a lui tudiati in dieci a.nn.i n l n lmero d·· un centina~o, d i quali iSO n aut p ia.; in dai primi rima. c Ipi o dalla loro discordanza n I ipo i roppo schema.tiche e can .l e dottrine troppo teo··i he di un grafi. m o c mpUca , p _ieol gi he, ma, insn.fficientem. n t tabilit,e. _ Del r esto H V , rnicke, s op:rendo il entro da lui ghtstam ute noma o,. pa.r· i. da un co t 'o t ort "·O·, di d duzion dal! ipot.e i d l. M yne.rt che l fibre a u tic be t· rminino all' insula ed ai lobo t mpo·r al , d n.d il en ro e1·bo.acustieo,. , or 1Iario genia] , I'afas:ia etl.,~Oriale, rafforzata da. d .ll au opsie di afasiù acu· tica,. per fortuita, coincidenza con l ioni ·t emporali da.. cui con prooos o di logica e d ~ introspezion.e trasse e:1 ron.ee, con eguenze. Cosi n.e l 1861 il Broca, orientato di già. nella teo·r ia del uo mae t1·o Bouillaud, - impe,r ando Gall - che cioè il l~bo fron~ tale fo e la ede d·el linguaggio; credè meglio determinarla in ba · e a. due autop i e di a a- ico-motorii .n ell'una delle quali ]al sione era n·ella. 2~'~ e sa frontale in.i tra, n·e ll',a l ra. solo .nella. 31; raffo·rzò 1., teoria del Broca la sua. competenza in temp . di ;c ars:a. con.oscen.z a d.e l ~cervello, l autorità d.eJ BouiHa:ud, la .m oda localizza. ri ce sulla ·C orteccia, la lot. a an ti p "ri.tualista che, fac va. ben accogliere una. pìeo-a.zione materialistica del lingua aio e ·C.· la teoria divenne doama. co.! l'appoggio· di mol i ,a ltri ea.s.i, m Je od inc.ompletamente studiati, senza tagli emisferici e tanto meno con tagli in serie e con metodi istoJogici come in og·g i (... ). Del re. to che .s ia ato anche un. ca o a dare la. .aire tiva a] Broca, o meglio il preconce to teor"co, si dimo. tra: tudiando quei due cervelH, non eziona.ti 1, da. lu~ ·· t o depo,sitati n·el museo Dupu tren ove b n si con ervano, si trova: nel 1° malacia este a. a. gl"an parte della regione ro1an li a e d.ellla zona del \' rnicke; ne) 2° att~ofìa , enile ,diffusa, forse, con lacun.e di di integraz.ione, -nza a.p prezzabili le io·n i e , er:n·e, benché egli abbia eredu to ad uoa. c.i ti ematica . po· t·e.n10rrag ir.a, . td piede della 3" f:rontale~ mentre dò era. apparenza data da pì ·cola c.i ti iero a. pia]e posta u. d.i una ·ìrconfer nza atrofj ·a.. Ciò a parte l'·ei·ron·e ità ~delle ded.u zioni c~lin · he. Riassumerò in brev - i c·o ncetti fondamentali di Pierre Mari : La linica. esa ·· a.mente indagata.. e vag iata,. di.Jno ·t1.·a. - a parte i preconcetti e le illaz i,oni log~che - cb - ·d ai fatt · gorga. chiaro un principiO< g nera le ; un . in tomo ca.p i tal domina .su tutt:o il pro1Jl ma dell'afa ia,.· ioè un di turbo ph't o meno pro~ nunzia.to .nella compre-n$ione del linguaggio pa•rlato, ben hè con grand·e ari ta.. inten~ i va. Ordini no molto complica· i non ,, ngon.o e guiti, da ogni afa ic · e non p rcbè non si int nda il valore, d. Ha parola.; inv ro l ordine è e eguito se di tinto in a· tì success~vi ed i ola i com pure è a ai d istu ·bata la. ripetizione di atti sp·iega; i con la mimica : defici più o meno grave, .m a ·CO -tante~, l;,eua. capacita. intellettiva in enere, _opra t tto nello sto.ck .d lle co e apprese con proees ·i di.,lat· ti·c i,. e non mancata omp1·en ione d~lle parol·e per lesione di un ce.n tro vel~bo-a:c u tico. è è p r una ale le i ne, cb.e 1 aJa. i o 1 on pnò u nare più a m.e moria d -i p zz' (l) P. ARIE. R vi ·orl d U.a qu t "one d Ua llfa.sia • la t 1""-a c "rcon.v of tl.ticme fron-la .l 8 "ni l'ra n n ha aleutla parte p ciale na fun:..ion '' d l lingunggio, '' mairw M '· dical 23 maggi l ~' . (2} Altro ar i·c lo del .MA R IE in ; ma'tlé a!Jd, .. nov mbl"e l • ·. Or"fi a t:ar{ca· - ila g n i d lla àottrùw ·eli B'ro ·a.
:RIVISTE GE~ERALI
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familiari,. o fare addizioni e o ·t. azioni sem·pH i, o I"egolare .q li indici di un orologio o rioon osc~: · r l ore o ripetere gli .a.tH mimici . o c mportarsi come un. eu co· afasico delJ'A.. be., con tutti O'H ingre:di nti preparati bagrò O"li a.Lti c-ongrui per friO'O'ere un uovo. Dunque de adenza inlllett~tale. anche in quell1 che sembrano ·condursi regola mente in fe.mi flia o n eli o pedale, negli atti abituali della vita., spe ·Ie s. in a.pP'a.r nza hanno vivace la ,.,.nimJea, ·h inganna sp sso -uUo s ato m ntaJe. Del l 'e!it o<:corre indagar non tanto la mi7n.i a rnozionale, prin1ordiale, -quanto la C07:t • nzi&nale. e la des·c7"itti la (seg.n i di di 0 tl~ to e c., jndi··are un mestiere, un a.v venimento cc.) 1 le qua.li ultime so11o molto le e I pi(J/raUtici en ide tri hann·o at b inesatta. nozione d l gesto orri pond~ente all'ordine ~dato, cb in m-odo in'eompl to odl inesatto è ·ompre o, iò he non ._i ha n :-.li misini tli a ausa d·e lla le ~one stesa a.llobo tempora l . Co 1 ·roHe,r ebbe lini a.mente~ l' · dJficio dell'afas·i a ··eus<Yriale del '\Yet·1 it·ke. ontl"o Paf'asit! 'lnatl ic parlano econdo P. !arte, ~. tl - ordini di fatti: 1° in a] uui asi, in de ~ t ·imam. le ioni man :ife ~t e del centro di Broca, non davano afa.,. sia: 2o in. a i di afa ia c. t i ·a mancavano J.m~ioni di detto centro~ do·nd la ·on~ Seguenzll ·he ]a, 8 11 circonvoluzicne. tron·t ale non a.l S'll'Tlle a;[ una pa''rfe .s peeiale 11eUa funziOn del Ung laggi( , e -h·e, quando (,' è :Hl che le ion.e d i essa (nel 50 r. l O d·e.i u i ca. i , p r lo· più di natura malctcica da trom bo i n.el dominio de,I.. l a ·t rìa sil ' iana, ~ettn le ione s'a un at. o a ·e - o1·io un. epife.nomeno, una em~ p ii ·e co·incidenza. D altrond·e però, le due fortn clas ·ì he di a fa ia giusta. i .c:::mcetti del Marie, . ono d u.e r ali ntit' . "lini eh , do·1.d la ne essi à d .· ric rca1· ui fa.tt.i, q ua.l - i.a la loro n a ura e la p a t o w es1; 1n a t e s · con ,rou ano i ÌJ . ·~ mi del. .' a' a e d.e ll'altr.a. f:onn a.. si trova ·h , più o meno evi d _D ti, qua i tu i i dL · urhi souo comuni, n · 1· rip d·e ales. :ia a,grafia c sì de .ta soTdit'h verbale, c n q u st.a. differenziale che l'uno, il tempm·ale, può par a~ :. p ~~ s con ,~erborrea ecc., P.a l ro·, il{,·onlal , non può pa·rlat·.e: cioè eon formo· a ;·igi fa, l a (asia di Bro a. è l'afasia di V rnicke onlapa1•ola inm.e1w. D'. l tra parte .n ell'a.na·rt1•ia ( disartri-a g1a.v · la parola è. nulla; , in.eomprensibi!.e,. ms. gli altri a. ·P ri del lin5uao·gio on in' egri.. Pii nno a.t ·on le dita, dire, di quant l tt l' t i ul a m.a ·parola.: e a,, cioè,. è ugnai alla a f asia motrice . otto orti le d l D 'j ér.in i com aD.c h :.1 P~ r dimostrava, val a dil•e ·e una forma di pa1•ali i pseudoln.tlba-,·e. Oaratt re essenziale d c.ll'afa. i "O è, r on già. il parlar tnale od a.ft'a.t o, ma H non comprend L·e, non poter legaere o cl'ive · , o mal ed a v re un de.fìcit in t Ue ·• uale. L'anartr~a è localizzata. da tu~t i nella rregion-e t.e1tt·~ c lare (putamen cap. ula r ma. ed e t t·na cl.a.u tro)• i può avere' anche co le· i · ni a. d.es ra e t nd, spontaneamente a mia] i. rare se da Ull la t o solo mentt· se l'a fa .i a è sinis:t ra se un. po' g l'a. ve,, di po ·o j ~emenda~ o aJl'B.tto.· i disturbi anartriei non ·~ono -lta.I to motorii m a di t.utto if comple o meccanismo fonico, d ordine atas. i co, con m uscoJa tura in te ·a.. L'afasia è una, q u Ha. d 1 \~ rnick p·e r lesione d l en ro intell · ttuale del lingua io: qu na di t oca è afasia c.ompU·c.ata cou anartria, o v.iceversa. a s ondo i casi; olo erdt rio be produc l afa ia, è la r gioue tempot·opai·ietale inis tra. (due primi. O'il'f temporali, il g. sovramar ~[ nal e la I i a -urv·a , zona di ' ' ernicke, d .t a. da Fl cbsi ll' cent ·o di asso ·iazion posteri{)t'f'e)., i ha. completa es a nei su.o i l m nti per qualsias.i l ione di d , ta zona, più o meno hmitata per lo. legge di Mari GuiHa..in della p1·o:d lZù>ne globale d ll misind?··onti ee•rebralf pe1 lesioni di una pa1"t qualsiasi d Ua :~mna che le produe . (c· si per Pemiplegia em ·anop i a ecc.) L.' i n t nsità. d l danno d i pende daJ e t nsione ortil"al , e dall'e tensione midollare~ -..,pe,cie a carico del fa cio longitudinale hzfe?im·e d'assoc·az·one.
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Rl\'I ~ TB
GE _ ERALI
·ell afasia di Broca vi è. · wU,·e, lesion.e d Ha zon.a len i ol&re, od a che so]G di so tanza. hianea h e la u.nis e, a.l Io bo te~m.poropa:ri·etale. L,.ana.tom.ia. p.ato1ogi a spi ga que~ ste varie evenienz,e a se ·onda e'h.e l'oblitenLz.done è. del tron o.in.iz.al e delia silvia &, o di questa a van delle arterie' le-nticolo·.d7iat ' (sostanza p rforata an ·eriore), ·O di una delle due bran.c he di. biloreaztone a. .alJ de Il 'arte ria di Broca.·. in que to caso, per la. ]e ione, ~dell i tmo· 'e di parte deJla zona len i.·olare·,. pure essendo integra ]a 31ì rontale, s' ha a(as.ia-rno:triei'. Le d~ver ità -ono do ute. pure, alle · anomalie indi ì.dua.li d!.i ori'!ine, d~ecor.so e distribuz· 011e delle art ri corti iLlir on in ter - più o meno della corteccia, più. o menu a vanti o mdietro nella o tanza bianca, -he è for e più d_a tenere in oonto he n n la corte eia, me·n tre per m.oHo mpo e ne trascu·rò l' ai ·e. La tes.sa osa av'\rien p .r l r:.1norragia ee•reln ale (l - ione lentico.lare, o tempo rale, o commista che è H a o più frequent ph1 v·olte ·on in t gdtà. d Ila m·e eia d~ Bro a). delPistm~
•
(l) ub ·ortir. af • (. -rch . d lu li ).
n nrolog.i , 19U7 ) .
RIVI 'T · ,ENEBA LI
5"' · n lusi ni d •l istolo~
o:n-
o t· i a. ] in (.1) n LADA fE- nella Pr 88e. M'd 'c, .2 2 dic mbr 1906, - pubbHcò d SU:O ca · he diè luogo e,,;(), aspra pol -m i a, pere h ·Contrw t ava le du t orie .avversarì ~i e -·ond[) lui il B uo 'l\So era. il più bello es mpio pubbHcato in o.ppog :rio allo. dottrina di. Bl'o a. ma si t:r:a.ttava non di afaJJia motric , ma di. aje:m, ·a second Bro a · per lui l'a.f9Bia si ha. p r lesione. dei fo.sci d 'a sociazione; PafemiAr o .a nartrla per le.s ion d i fa. ci di proiez.i na.; in realtà il uo caso· ra d i anartria cfl<r,t,_·cale. (2) Dott F. Bn.NHEW, In • e ma ·ne M édical ~ 7 n: v 19116. (3) DiJÉRtNE. - In l'Enctphale, 1907.
su
RI\'LTE. GENERALI
l) l t U .\1, L . · dul ,( 2) 'I'uua ]a (;fld.· t.i('ft r l ro!ogi , anni 1906-HJ 7- 19 ; va H
In un articolo, ri. · l. . ua t oria aulla [unzion blic nd nn ••l · di oJa i motric"' (a BI.\r Ii" • Contributo alla ~ pita:ux.
nu1i 'l"
afa8te (Annali di N urolo,gia (da lui
in chi (l T mmae·i SO o.pril ·! 1907) pub li ·ando .r l .f fudh 111 .tri:.•f< , n ·tt lffi ·n nn d t.rino. l· . . ica.
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RIVJ:sTE GENERALI
In anto da noi il Mingaz.z ini r ci am· nt ppugnava l ori d l Marie invero •dapprh'.'a in modo più clu h 'l'o 1!1 Policlinico suppl m· n o:: Ri~-ista critica N. 1-8-15 Ju lio l 06, d Eneéphale 1 07) · p i, a - ooH ·ndo parte d Il ' ; dut d l Mari - ullo. imp r a.nzn. d Ila reo-ion · 1 ntk la.t· •, uUa artifici ità di molt di t.inzioni d i t deschi (afa ia di ·c .n duzi u , form corticali · . ttocort~ca.li, nJ :sia d agrana localizzate cc. ·n l a sua An. mia Clinica H O e .in a]tr. pubblicazioni.
la d i t inzion - dell - fonn
o1·Uca-li da.]]
ot-
a. ai n Ua
eotn-
( l ) 1\I RIE, - Oh e bi8ogna p erts'l1' d U e afasf BtJtlocorlica.l' {L 'chth 1:m ) rKl afa i (D jé.rin )? (Sem. M d., 17 o t. 1906\ ( 2 Si tratta dice il ASCII IDE -che ha stndiato dal iato p icoto . ico gH nmn1a ~ I.at· del 1\I'a ri - dcW, si -lienza d1 un proce s o.uat m ·funziona[ tu t diverso da, pro~ <:edhnen o classico che a r"·bn· ce un uffi ·i pr pond ran e alle ima inl m .:n taU e alle lo qua.Jità sensoriali. R t-u flP · ~ ·w·ol (} · , 19 (3) Revtu de z.,r uroloai . 19
pur
RIVI ,T E G E. ERA LI
d ~I llal'i ~
u.bbticata in c •ten o n. Ha R tme de
t~rologù: , l
IUVI TE .ENER.-\.LI
nel -uo en o, o m · g lio per ambiare a{emia e ·o.ndo Le p1· 'me edu , d l Br ca, per il quale, d l l't!. ·t o., la .·ua afa ·ia era l'afa.·i a total ~ , non ~[a motrice h a qu Ha hanno voluto stj, uir a comin: tare dagli 'ngl !'SÌ, con BasVa.n, eh d ·s 'inse l' afasia. atassica l'atnnesUc:a. Ciò ·onfermav·a il Souqu ·~ dpo.1·tando 24 ·asi di a.fl ia mista, on d.is u.rbi del tripctl) negando, con essi •he empre il ?J otorio ·opii. ben , H senso•,.iale .·e rvil~ men te, m ntre in. 3 cn i ..·uoi, n au p..ia, .Pafasico vero copiava bene, ma. nzrf:.. compt· n ìon.e • l'agrafia è un'mi à,. n n c: mp ·r ta d 'ff, ren.z n lJa le·t tura n · Ua.compl·ension ·• l'afasia vm·a è .: .mpr totale m ntr qu . ta p r i ch!.ssid è moto· ria ' s n riai in i -m l'afa. ·ia di B1~oca. è i 1 nanzi t u Ho. motm·ia. 1). P ,,rò Thow.a e Bou ·, allievi del D'jérine trovav·a uo prima atu.:;.h di:~·tu ·bis n riali nei motorii• ed il Th ma n ella. di eu ione. in f avore i qu ·t,'u l imu au tot , d ic va che nel nuJtorw on c'è s r li à ,. rbal , ma t u t -'al più di. .fr asi, e eh , infine, vi è r al~ mente qualche ea · di f · rm~ motoria pura qu.a do è ·on .· r va il linguaggio int~rior • Ma ·on o p1·opr io que '" ti i. a i d.i anar·t ria, non, u l s m o volga.- , m& di a.tassia fon i a· l'afa. i on1oto1 ha v·eramen e~ qua1ch ·o. a. di l'>pecia.le n ella pr . mmzia. di qu l poehe pa· le eh 1 u ò p ronunzia.1· ; nè Pat:a i ·o può mai, inv •r , div n i . un . "mplice afemi o, mi rlior.a.ndo, "'Om U. le i l D. j . rin. .. In r santi ima pur la lunga li -us.· ion . u U'a,na t mia.•pa.t logi a: in ·omple -so le le ion i. d Ila zona len:ticolare (qu ndr ilat 1·o d:i Mari , dal quale gr . ,s ·1ud la ba:se d.'imp ~a.llOO leJla S fron a1 , e l'in ula.) in.ter·es:":ierebbero spe . ,o la ·a p ula in un na o P ·t ma, -0 1 l fibre di pt·oi zio n d.i a · o .iazion (L lla S frontale, o l angolo a:n t r o-. uper o· . t rno d l qu.adriJat ro che ap pa.rti. ue alla z-o na ·bian -.a di Broc·a. · p rb i ta gli seria. H mie ·o-s copiei an ·h • in ali ,·asi n n dimo -·trano ·he fib d g Dera. te da ,q l1 )le zone p lletl'Ìn o D.e Ila.. 3 f Fo n t l e~ 'ÌÒ ·h e m. t qU.e1'\tllo fuori dis us. ~ ion _ p --r l',a.fa ia (Mo~tim· uque. ). D l re. o per :hè 'et a 1 ·io·ne' di fibr produ -., l'afasia I i Broc.n. ? mn. s ciò la t· bb in ve ·e ]a forma pu·l a t tra.nn· ad ammetter ehe l'afa ·ia di B r· c. nou .·ia. ne. ·e:s:;a riam nte un'.a.fasia co-r ti a le! (Ma.ri.e). P ' tre bbel aver ragione madame n·... rme, cbe D Ha forma pnlra la le:iol . . 1
1
·( l) Iu un t"ecente 9 ud io (L . synd.rom d l' aphtt i ,t ofrlle. - Enz 'phale 10 1ugUo 1910) il Dot t. B eduachi, f·o n landosi , u]J''e a;r e ·~iRiC'o ed istopa.t ologi ,o di clue suoi casi, dimos t ra che l'afa. ìa to·t&la può es er.. detet'lninato. a n he da un altro tipo di lesioni. che non quelle smmcsg.e dul Marie, o d a~ Déiérine, e cioè do le ioni cootempor.an: e d eU& :z ona t · mporaJe e del lobul parieta le infel'iore (o quindi del g. opramargizal ,) senza ch.e siano intere ~ ate né Jo. a a cir ·onc. :h·ont..~ nè .l a wno. lenticolo.re. eWuno d·ei suoi
casi vi era afasia. totale~ nell'altro - insieme a.Ua sordità verbale - riduzione notevole àel lingu.a g ·o spontaneo.,. e ciò a v-v iene ·t anto più quanto m aggior mente .s i apprQfonda. la lesione nella sost. bianco.; per in · reesamento dei fasci di 6bra d'associazione. (iasciO · arcuato) che· P' ano sotto H g. sopra.nlal·ginoJe.• Nella le·t tel'atura esistono e.BBi rarissimi,, del Gowe:rs, Bastian, Déj·é · jne e· Thoma:s, di afasia totale per tes.ione del centro· uditivo· e visi·vo, con integrità del lob. di Broca.; il Banti aveva. di ,.là. dimost rato che~ se Ee lesioni sono nel lobo temporale ·e nel. parietale infe ·iore; insi.·e met· i Il& a.bolizion.e del Unguaggio e di asi simili ne esiste qualche alt-ro pubblicato. Ma il B anti dimostrava pure che vi è coatent e.me.nte amn.eb'ict. v 1·balc (ano:m.ia) quando è leso i . latameu.oo il g. ·aopramargi.nale. in genere H lobulo parietale m f · riore (cu.si di Bian hi '.Mingawni,, Bonfigli, Grocco·, liUes, Pick, 1\lonakow).; l'afasia. totoJe allol'a., in que to tipo di laionl verrebbe da. afas.ia sensotiale arto·mia.. D'altra. par lo . t esso a utor& J>ubblica un caso di. lesione lenticolare e nza ana.rtria..
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RIVISTE · EN.ERA..LI
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Pawlog·a,
la m nografia -ull' .Af!Uia pub· ervosa e mentale dire a dal Tanz.i
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RIVI TE GE ERALl
del uucleo l ·nticolat·e
tro saranno del]
fì.b · ,,, · bo-,u·tr i(;he ·h
vi i ar Mdànn
i o p r a. t n-
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: afferma ar ·ifido n. l
di
in'l;lOll
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(l) u l\1ingazziru spiega i asi di. afa ja motrj -- C·O n Int cità d Ha F 3,. o con lo diano sosp nde a d ista.nz.o. la fnnzion p er i primi l 0-30 gi rni; o con la f'entr •~ ftmzionale della F3 di d · strat o con. il ein :ser i11nw d i pazi nti,. o con processi to ici mi· cr chimiei me negli uremici; contro questa. ult.irna. ipotesi obbi tt.ava lo ·cbiipfer nel C'ongresso ·di N apoli schifia eh
BIVl 'TE OENER LI
elusione d. l nu. ·l o l ttti ·olare t"nd il
a.l'i Mo-
•i
.,,
(r fil ia mo' ri e, ed verboJ ). (2) V.edi . t.t:i. t
nsorial
1°
con o la. terminoiog.i a clossica) (c munieazion
ongr ·so ~talia.no fi n u.rol gia.
ap Wi, ottobre Hl 9.
RIVI:'i'E
EN ERA LI
Fr.a i ·a i · Ht .ici i più .i:nte1· . an ti ea.r atteri tid ar bh ro qu Bi trau..m a. i ·J, · quali J ionì s no lo ·alizzabili m. _,gli m.an a o · d.is ur-bi vasali S· e i iu ova :i dai. proe i. distruttivi. Cr me il casa. del Bia.n chi,. ne ìste qual ·h .al ro b . n hè raro in ompless ·: un si , 1 il • (pfc · l ma toma .o t d ural , d n. tr uma localizzato . con nett., afa. ia m.o tri .h ò quand fu tolto il ·oagulo) il Mingazzini ha pr :..· •nu to qu st'am· ·a o egli qta,. dalla ]e.ttera tua, n 1 suo Manu.ale. Cosi da Ytn·ii chirurghi e re· enteroen.te anche daH pp nheim è . tato o et'Vato il fa to a ~ ai in.t ere a nte ·che un malato, e·o n sensor· d l tu to n ormale, e con la teJ za circou ·v. f1·o·ntale :m e. sa .allo scop r to, dive.n ta lm. med~atam nte tea "as.i o nm .a ppena si ·c ompl'im& l ggei·m·e nte (con u.n tam p ne o con un dito) la regione di .B roca. (v. :lona.ko"·r È , . . .. ro p ~t·ò eh · 1 ·c ritici l ' ~ bbi t · <U' ob. · la pr ~ iou • può n n. e '~'" l ealizza a alla. c · i ·a.Ht ~ d Da F-:. mn. e. tend.er i a. n ·h~ alla ~.>stauz •t binnca s o~ gi( ent · 6br di pro· zi ne d in ispe ·ie li a.. iazi lP ed ai Dtlclei cenh·ali,, e cll - quindi emJn·e validi ·d 1bbii ·ulJa . pe ·ifi ità funzionai voluta dai classi ·i.
·i è la
Dopo 1·ipugna olta.:n.• o
prim rc.i i t n.z a di ,u • i m~ gin i, cl an zi a pa. -·ì nata. eh a t ici •e, ·p a.rol ' ull quali non e po i bil fond ar.si. cou tirar e p~ -•gazi ni sull s. enza. s ·a dei f nomeni os · rv~ ti qui.-çal nti in ciò ai. fit.tidi po i ivi n . a.1it;.i d ·H' ettri ~ ità) a i 1·aggi rett.iliuei in o:t ica e ilu " 1i. I ~~ arie a:.ff rna. ben . che u gli afa ici H linguaggio int riore è l o, au.zi. enza. d.i ciò non amm~tte afasia ma. .n en-n. l a e ·zione. del :J ~ r.m e ·cl e e · o non po a a v r :i enza le imagini verbali p cie audi i ve che p r Pul~ tiulO A. ono la ba, e della p i(~ologia, normale e pn.tologica (alluei1 azio·neJ. C h· o ·a è un.a i:,.nagine? è una se n· azione che tend.e a rina ce.r e! m.a. Ci ne ·te ono parole1 dice ·1 Marie, che po.~ ouo .e nfire p·er Jis a.re l idee e cercar di ì nt.euder . i pl'oces i psiehici, il cui vero m e cca i mo p rò c~ sfu ·rge, e qu Ile n on po ouo e serci impo· te ~come u ·u1 vera. enti ta con s ·gnifi ato ·ea[e. Le i agi n i o·n o ta.te ritenute co1 _e qualcosa di concreto di sen. sm·ial men' re e se o ti tu i· cono .lln fotto di memor.i a di revi ri enza, auc]le a.~ O·ciativo e uiu.d.i. d.'ordine i.ntell U l al · le imagini non e i. ·tono che nel mom.eu.to jn cui la meu1oda le. e""oca, q uindi es e sono dei dcu1·ài a ~ oda ti ri .pe. to alle varie quali à d'ogni ogg·e t' o ·e cioè d·ei fenom.enì intellettuali: co i se il . 01•d o il iec·o ve1·bale entendo o v·edendo le parole, non le in t nder q ne to è un di turbo di att ·nzione di memoria. e d ''a socia:zione (Souque ). 'qu anto .a ecad - io· pen o -e noi tutti Pa vr mo o ·er vr to a.llorchè ' i è mol to tan hi, ·o a sonna.tl: le paro! nuHa richia.ma.uo in noi al a co c" enza e, non ·ono in le .e ( lette o udite) . e lo s tesso linguaggio io terno che potremo. ·en.til-ci i i uona1· ; è oltanto formale e ci co t a :m. grande sfm zo di ten ione il poterne intendere,, una part oltanto: .&.llor.a ·nt ·rviene una a· ~ociazione piu va ta e co1uple.· a,. ch·e in-dica. re i iscenza l.ar,g a di ricordi ns ociati, ·che m~ ga..ri po. , iamo an me:ttet·e ol Lufour, es e•·e le im.pres~~ion · clte gli ogg tti hn.uno fatt · sullo ~·pi'J·ito ci·oo un pro ce .o menta l • h e nella. parola abitudinaria ro·va la . tla ve te ·p re ·s ·va. e r la pro\·a cioè t ale; compi." n iva .. Nè è e atto quello che so..:Hene il Dupr· 1
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BH IS'I'E GENERALI
obhietti , r quasi spel'imentale che J',e i tenza. d·e Be alh1cinazion·ll.e gli .aHe·n ati,_ fo1·nisc della rea.lta. ·ed autent1cit.à d.e lle imag'.ni, comuni o \eirba.li speciali, a se·c~onda della qualità. del1e o.lhtcinazio·ni. Sono qu.e ste pectllazioni filosofiche in, u:i le parole tengouo molto piu po to d i fatti C Eu·i ). D'al'tro·n de, se l'allucinato. · ente il p1·oprio· rngu ggio intemo, ciò u.on pro·v a che senta d.eUe ima.gini er ... bali, e ehe q u~ello 1Bia fm·ma:ta da ·magini s , n ori.aH,. ma da rico:rd.i. a.ssocia.._i di cu.i ignoriamo il meeca:nismo (' ·ouque } e che me Ho potrebbero farci intend re le n·ostr~ attuali conosce.nze sulle reti fibriUari, extra. ed. endoee11ulari che in e h.anno· spostato il foco delle attiv'tA funzionali dalla cellllla come prima. era ·co·n cepita (l ). In conclusione, io ered.o, se abband.o niamo pure Parb"trari.a concezione deHe ima.trini, delle parole e deì d positi corticali d[ ·esse,. po si.ar o ben ritenere che nella zona. del V\i ernicke :i abbia la ·e laborazione as ocia:t iva dei vari riconii fm~a ziona.li collegati o·n la veste verbale (centro intellettu..a.l~ del linguaggio)- q 11ale grande a.1·en. volutiva delle zone auditÌl"O·V.i i e po te dinanzi e dietro ad es a.· e ·che il cen ·o d i Bro a sia u:n ·o r ano., di e sa ervìle,. deputato alla coordinazione dei movimenti fonico·a.t·ticola"torii., ·q uale area ev·olutiva ·e ria. suntiva dei varii centri cortico-motorii a.d ~so po t·erio ·i lingua., labbra ecc.), inten.d endo tale centro nel en o del M.in a.a zzini (F ·B p.art:i finitime, O· t. bianca soggiaeente parte .ante1·iore d l nucleo lenticolare). (J) Il lenti ·ola>· cioè potrebb e ere un organo di eoordi:uazione motrice dell~nguaggio. per la funzion·e e p·re iva fonica, ment.r e la cortecc·a. coordinere·bbe gli impul i p i comoto1·~ dei v·a.l'ii centr~ della lingua, labb1·o laringe. ecc., in .r ispondenza. alla p rc·ezione del sen o mt colare e alla gnosia. (di po . i~ zion e. di .attivib.) di que ..rli organ i pelifetici nella peeiale funzione ejetthT& d·ell parole. fluo a un c 1·to punto q u O· e .a. o h e H concetto del Flecb ig · ('l). In que ·t o campo i t d.e ·hi hanno -o tE tito qua i dei sis,emi. fitos.ofi.c i, izzarrend() i a parlare· di agno . i pure, o "mbolich , di apma:i v· rbali, o <t.~doot:notr · i econdo Liepmann. ecc.; tutti n1odi per vole.r int·Pnd,e re quant.o 1. finora; posi ive.mente i .s fu .ge, e ai .r ibel' a a.Ue nostr~ co truzioni ideali. (2). ]l fatto• che il sordo-nato è o.n ha muto-nato dimo tra. la B lbordÌIW.zione ·l ] centro di. Broca da qu no del v.:- el"nicke.~ In q u nto not si può esprimere un pensiero COll. :l a parola parlato. perchè manca., di questa,. l esperienza del uono delle tonalità del riu 10 art.ico~atorio ece.; ma. il p ensi ro può· evHuppar .i sino ad un certo punto (m en re m-eno che nel ci o) perchè altre serie di rapprese ta.z1oni ean:Sa4ionaU so.stitu.j ·c ono· parte almeno· di quella a ustjche ordinari t b·a nct è q 1este, quale migliore e più rap·ido. compi to mezzo dii. comunicazione interpersonal , diano al pensiero maggiore a,,Um ·nto, ·et pare siano eosta.nz.iali per U p ensi ro .a. tre.ttt) (Bianchi., Mi.ngaz-zini).. Ma i casi rar~ · ~ simi corne qu -Uo d.i EUen eUer (soroa-mu a-cieca nata dall'età, di 19· mesi) ·d imostrano che enzo ]a parola è po.s sibUe Ia · situra potenziale del pensiero,. lo., qurue non a ·rt. per ·t rama la parola.., ma altre spe i d i 1S nsn-..i ni.; se pure non voglia amm t t r i ohe il pensie·r ·O ·ia. possibile anch aol di .f uori d eUe sensazioni (ricordo le id ~innat di Kant, rata~: nw psich1:oo di Colaja,n ni , .).. (3) Interessante molto - io credo -- arebbe l studio dei C88l di afas.i e nei cin i cioè n~ei popoli a lingua mon·o illabica. in cui joè il così de, to engramma sinabale non è m componente q·uasi amorfo di. una po.ro o la q 1ale per sè stesa può · sw :Umitata di ontenuto p .i c'l i co ma ra:ppr nta. invec una. klea e quindi illinguag io avviene non per pa.ro)e o siUahe·,. n o. in forma di rappresentazioni ideografiche ·cinse 1n ;s ,g oo· o n1o.n·o sillabo a.rla-to. prin1endo un concetto ; sono allora più sviluppati i c.oot..rr
5 Per quan.to a . ai di ·.c u ·e e magari di. e . t'bili~ i.ano aJ - me od a.nc11e 1 ffer.mozioni de ~la ·i - l'hna-ne a que - i il gran merito ti .·er tato un ~)'agliard agitatore di idee, ii a v· t· gi tato un lievito d.i grande azione ferniente i bi 1 t di a' e~r forzato co i l att nzion Cl'i ·i ca e ricercatrice ul gt·an ~e argomento d lle
h i . ro di aY il' dh o tr.ato la n c
itì.. di b _ne
:l O!J t i del. linr; ua ggto ? i mz.i nano di .·ersa.rn n te? quali cò mpito rimane in ssi al antro di Brocs.. · ·q uindi aUa. .funz.i ne, a.Hicola ori n. o p cialm n ~ ; .r pp·resen tat iv _. d Ua. parola parlata o seri ta . (l) ,.edi su ciò la l zione _ ìarnl\nna nl V' Con r s o In.temaz.ionale di Fis iolog i .~ R m ,. 1905 - Il .l\Uo.-.a7.zini r en ·me·nte ba. di nuovo e posto .l a sua d ·o ttrioa l ni iCFJl lr(' t accolta con molto fEu ore bench -·alo:rcs mtmt di. .] Co:n r S'iO nzlon.Jo d i naturaUs i t d sd1i, n. Konf~berg, nell'ottobre su gli d.i ·ryelJo susr:ito::rouo eJlorme int r ss • :;.· ~ GiOI t;t.al:eo di nedi iml f?t ·z.tu,·
- f a•.:. x~: l .
RIVI 'TE
' E~ERALI
·i,Le tesico secondo Ba. tian o mo.torio per le immagini v·e·r baH, se·c ondo Broca i cl a siei (:M:ino-azzini). C n tu tt ciò ora - a diff ·rem~a di 4 ann· fa. ·- tutti grand·~ clinici sono d.' aceordo ehe vi. ancora molto da rivedere, da ristudiu.re con m todi nuovi d e ame, da r.a ecogliere, Hl.gliare e criticare e revi iona.re al· un.e qui tioni delle afa· ie (Min. azzini, Biancb.~ I. t (1 •, ~lippel ecc. : · ed il lia.Ue·t n. p punto rin. . u.mev.a la lunga e notevole disr.u ione d.ella ociét ~ de J" u ro!o _i e dicendo cl . e .. 1 t.a q u -. ta. q u istiona dei. centri v erbali si è costi tu i. a. con. e, ·con eguenzn ·d e lla. no· tra n tura l• tend \uza a -cbematizz.are e a. lo·esliz~ z.are, . ia.mo di nuovo al p·e riodo de Ha. anali .i (sittt -~i arloali.ti "a , e n-on vi è du bhio eh _.· .a bbiamo fatto dii ai fatti più eh e. si non dicano, ond·, una. rev·isi.one d ·lle lo n.liz~azioni a:mm:e e si impon "· Que ta neces . [tà megHo a:.nco/a. s· nffermn. dopo un •n-ticolo JRthblie:a to dal von l\Ionakow di ZnriO"o, ontemporaneamente n Ua Deut · he Medizin. Wo-ch.en • (ottobre 19 . ) e nel .Ma ni om.io fase . 3(• del 19 9). dal titolo: Consid razim&i g n ?'ali .rnlla loc.alizzazion ·d ell'Afasia 'ITwto' ia · in . ale lavoro l'Blu tr~ neu.ropatologo ria ume e me tlio defìnisee le. ue idee sviluppa e in a tri studii, e be lo portano quasi ad una. oon ezi.one nichiH ta d.e ne teorie comuni, dichiarando che la dotLr.ina dd n'tri corticali de ti nati a rapJWB en~a .•ion.i qualunque, è as oluta.mente priva di v.a lore sc.i nti Egli dice cb.e. in so anza il .:M.a rie senza. dubbio ·Con. nuove vedute e. ou conce~ zi ni ol·ig·na.lir ha. ria sunto dell porndiche oppo izioni alle teorie elas iche1 org.e nti dallo ~ udio di ea i in cui, lesion· anch.e relativa:m,en.te recenti del terzo os eriore della .F. 3 inistra in destrog.ri) 1. lJO eva·n o ·non dare. un'af8.sia. mo"torj~ tipo· Broca,• e d · cas ~ I cu.i. pur ·e si tendo sino alla morte una ti piea afasia motoria. non i. trovò a1cuua lesione locale evidente (pa.raL progressiva, u1·en1i&, diabete, men.ingit ). Lt sa.m t! spregiudicato doi. fatti cUnic.i e s pra tutto anato1 opa.t ologici può dimos t rare, che, in comples 'o. è. c"o i arbitrario d putate la corte. eia d·eBa .F ' ad nna. :f t.nzione v·e rbomotoda, ome P a .e gna.rla a.d una. zon.a. l nticola.re, e. tesa e mal d.e.finita, e senz'a.lm.en e luogo di tran "to ·d i fibre .a o·· cia.tive lunghe e oort , ~delle quali pa.recch• prove1n0' no pu · daUa. regione di Broca; e che qll:indi ftbr.oanatorni ·amentr"ciò n on r.appre enta alcuna. localizzazione1 mentre d'altra part~e, una distr 1zione d·eHa zona di Broca. t&n è uffi iente a provo· care una afasia nlo·to·ria., ed in vece que a tanto p i u presto st aggr.a va o cronicizza quanto più i] focolaiO l approfonda quant o pÌÙ VR\ nella regione ]ent;icolare . ·O ver o ]e regioni .a.nterior ~ de la uanto più dHiu e sono J.e .a lterazio·n i va ali 1, o sulla orte c·a 1 d'ambo i lati. La difficol à. dì delucldar·e H problema ta nel la qu i tioue f ondantentale che Lltti quanti partono dal pre uppo o ·h esi ta nel cer1
t·ello (emisfero sinist1·o) una zo na relati' ·am.ente Urmitata (c·Ot·Ucale o subcorti aie} la cui distruz·ion.e è .suffie ·ente già per s : st .-;sa a provo •c,wc feuomeni à1o·a.tu.,r i cl2 afasia motm ia. I nvece l esam c·r itico d ei ca · della let aratura., e di venti perOD H condu ono il Mona.ko,,. ad. a.fF rmare~ che H compie· s sintoma.ti •o del~ P a.f.a:-iia mo or ia ti po Broca., dovuto a le io n ·di tutta. intera la co 1 d.e t. a. r gion tlelf a l'asia, co · i tu i ce un f, no m n·o n s , in ii'.L ~ i m n te transito-do, ma che d.b ntn.
Qtronic sohlo quando. pre c:; ~ndendo daJla. les[o e· ]ocaJe , en.trano .in campo altri momenti p a o logici più m no lontani j c11e es a, cioè, è l' espo·ne·n te. di una com· pl ica.ta r ea.z.ion.e di e ·e e r egioni cerebrali di fronte Rll at l\cco locale, interv (l) Ve di li d·•i c·on ri psj c1Lt ·i
dio " lll [m zio • l •l lh •Tll l O7.
•rle d . 1ldlo o.1 l i
1
e la loc o.li zzt:lz.inn
RIVI TE
ENERALI
:neodo molti fattori (na. u.ra della. mala ·tia c.i.rcolazione le a molt plicità di le ioni, <liaschisi); che il riton o d Ua. par~h., in ecou o t emp , è do uto sol tanto al ri t~bilimento ft nziona]e delle zioni ce1 bra li extra.-Broca. temtJtranen.m nt-e e dina mi amen te ·off se dalla ·d ìa eh i i, memtr·~ il t~vt i torio c rticale della parola <iEn.,, . e e er n1 Ito e- e o e, fn tut.ti y li indtvidui ; bilal ~·al e,; che- vie v r a b. man anza l mi g1io1·amento deve a, , tr.ibuh· i alla .mol ·e piid ~l delle le i .ni va cola ·i, aUa natura della mala.ttia (1~ n e ali ~,a _ro a rebra le tL ningHe cronica. ·ecc. {dia chisi pr trat;ta) · elle però entro .a i territori corti aH - e t i ui mi - deput ti alla paroh\, e. i, tono· apparati pi.ù di ,:le1·eoz.iati (attività dei F·oci),. di ui In. <Corte·ecia. d.i Bro o. pt ò , omprend ~ re una parte; che7 i nfìn il fenomeno d.eUe immagini m:n emonicbe i su ni un corrq le o . i.ologico enorm·em~ente ompHcato~ in cui per l'a. po ·iamo . o] tanto d eH.mi ·are de i f. i p1·ocluttori d 11 sinergie fo~ ni·che per la b . ca ling ~a, laringe (artjco]a.zione della parola)' nell'ope;rcolo r olandi.no e fo·r s n l E-roca e for" nc.he al t ri importanti com1l0n nti del linguaggio h ·, col loro u ·ce si o ra.agrt ppa.m.ento s olgiinento arrivano alla formadon dei uon.i. vocali (erritorii perifocali, ins 1la z na di Bro a- ecc.)~ tutti gli altri .comples i c ]lula1·i (~he' e -v ono alle mo·dali tà e~ettive di produzi ne, ma opra.t utto, a.He proiuzionì mn st;i ~h p l b iche e, • tra p icbiche solo in pi ola pa~r po·" ono t ·ova1· i n l lo.. zona di :Broca, ma. d'a m bo i la i, e diffùsi. molto n Jla co:r teccia. Qlle . te idee del ~Ion.akow conducono ad u n tn no rigido e hema.tic con-et, o d Ile localizzazioni c re rali, p ciaJme.nte per le pret s · ecH anatomiche del linguaggio· e ad o·g ni m o o inducono a meglio r· etter, , ed a. r1tornare' alla. nec sita di r evi -ìonare un a.rgom nto co i ponde ·oso, ed oggidì tanto dibattuto, · ontra:riamente alla p rim.itiva :UIH·ezlone s mplid ta. e mol to seh.emo..tic.s . In questa n~e i · convengono t·utti. 1 neur opat ologi a gli p .icbtat rit come i ·Convenile anch nel ono-r .:- o di Napoli · le idee del Marie e del Minga.zzini fei·rnen.tauo anc ra., e fortem n te, nde «è d.a augurar i che n m.era.viglio o 1anc.io, ·ol qu.a le sci n.ziati d ogni J.>ae e hanno r~v·olto la loro attività a n o tudio dell importan e q i tione, non venga m no~ per bè olt.anto on la corta di copio o :mat~ riale clini o ed a na.tomopatol ogico, o ervato ri.gorosnm·e nt e on m etodi -adatti, - i potrlt giungf're ad una revi ione g iusta e Er-ientifica · {1). 1
Se CO l tJ • ata e que ta gros. a ·q uistione d. Ile afasie, non mi è S·e m brata inutile la. pr.e· ente r··vi ta sin t tica d 11im.m n O· lavoro· cl1e 'tanti. autori lu1.nno ompiuto su t al· o.r rom nto. (l) E. R1v . L n uot· .t ~or i , U' ctia ia . - Riviat 1· net le in Ri.ui ta ~.e rin"'e~tf.·.a lt. di Fr nuJtria ultimo fn i lo d l 1909 {pnbbli a ·O n l m.aggio 1910)
...
RIVISTA MEDICA F.
KARE
KI.
Perltlfltte •lnl•tra.
n. 5 1910 ·. 11 quadro eh
ico leHa peritif:H te ha c . a o di avet'e impot·tanza. dopo be n. . ivo e· .- ~ rva?.ioni clb ich hanno dimo._trato che molti di-
'vi dat Juogo, :fin ife .t< ndo i pre , o .anche a]h\. reaio1 di pa··ten1.a deHI\ 1c1 po ~ .;:;ono an or ~ - r ra.usatt da asce ~ i ili o. c.ri ti i11i tro ·· sono ra.t i ed or· ,.inano da. una. floao · deJPapp ndice,, ..;be man mano da de.·tra i es t1 e a . ini t:ra .i n n odo uhdolo, e ciò . uccede · pecia.lmente nella po. izione intT · peJvica. d Il ppend . . Fi-1 ùifiicile ri c la diagno i J 11: po izione .a sin~stra. deH'appendice~ ia e ~a acquisi ta o or'ginar·n.. -. i po . o .o dal'·e 'ari ca i: il più raro ·è qu eBo del siltLS in~ '(~ · ·us tr"i ~ ·~ 'l'ltut ; me:no rara è la ola. tra po:izione a '3ini tra del ci co e, deU ap~ pendice. Que a in tal ca o . corre a. i.ni tra luugo la r.olonna vertebra.le, to ea il lato ~n terno del colon di. cande e si adagia sulla piega. . ·: gmoi , ea, in iem. al1a qu a]e, viene aperta dal pedt<>n·eo. na traspo. b~.ione a :ini tra a.equi ita..pttò et ere· devoluta nd ecc iva lunghezza dell apperuiice. com-e spe ~ o avvien nei bambini: · in ·t nl ca.. o e a at ·raver a. il ba.cmo a.\ di otto deHa v . cica. e fa capo al 1a1 o ini ·· ro: una f!.ogo i d Ha punta con form zion di aderenze può dare tn ti i ~in t.omi d lla. peritifHte D Ha r,e gìone it oga~tl'i a " ini~tra • .~·r di u~ ·ieco mobile infin normaJmeote. i uato I svol()i'e un appendici e t (}e ~iva · enza dare intoUJi rhn. •. r cabili oppure con int01ui non giu fUll nte int rpr tati: per que .ta. leggera. e .·ub do]a. flogo i ci co e app ndi c· e po. . ono rimA.n re ·l ostati: qual h. anno do·po un a t·e .id i va può p re ·e t - r.-;1 con si n o m i ali d a dare 1 1ogo ft cilmen te ad r1 or· diagno..- ic·. nu. peri ig noi ite Ini ra pu inoltre confond.e r·i colla peri.ti6.ite sini n.t • qui p rò un'in Ìt\gine an< mne. tiea ~rigoro ~·a e prec.i~a può mettere ulla buona. rada p r arrivare ad. una.. esa ta diagno i iffet· nziale.
A. Vt.ALE.
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RIVISTA DI NEVROPATOLOGIA Dott. CAliP·ro ..:·I•. B'i ·iste di
Oontrlbu.t o alla ·t eoria t.os•loa 4ell' epll.u sl a. -
C ote e
siehiat;·ia, fase. I . 1.9 0).
_·umero i tu li i cr.ruci. e, p r· menta.V b.an.no ormai diff o il conce o cb e le varie manifestazioni piletti be ia.no pro oca te, n-eU maggio·· parte ùei ca .i dall u.zion - di so .tanz to idw e.c togen ., od endogi3ne, (los ·ini ·h ') ,non .·pecifiche, agenti sui centri •"pilettogeni o ui va, o·mot(lrL Fra le molt p li· i ri "erche pr.aticate sul~ ] 'urina., su [ a.ngu.'e't u lla. • li v· ~,, u.l uclore ecc. 1 pdt. a~ durante o dopo gl· acce • i, sono .intere·· anti. qu n d. l ui .i l e. m.m tte tuta. intossicazione acida d Ilormica e quelle del eni 7 che ba dimo tt~a.to fW el t r.a:toJog·co n U ml rion.e~ . opratutto uel ce-1 · ul c:e,r Ho . . viluppato , ·Con azione generale pel:· man·e nte·, ·CO t. ,nte, indi end -n e d. U mani , ·budoni e1 Uetti.che :.. n. rapportn a t-ale tv· . iemia. i ono ricercate l vicend.e, deU c lllule eosinojìle, eh · andav·an.o . tu:diand.o nnt~h iu altr-e malattie, fl a le quali Pa.nchi1o tomiasi e l'ech• . ococ o i, da.nno ipereo inofilia.. m ntre .a ltr to. ·iemie,. Infezi·O· ·e o non, d.à.nno· ipo ecl anche a.naeo ino :ilia polmonite tifo, nefrit.e, gravidan.z a, eclamr 'Ìa). A.s ai div·e r e ono le ' "edute ul luo o d'origine. suUa nntura di de.t t ca1lule e dei gra· nuli conte.n utivi, n l -ignifi ·a.to Io.ro, . ul ·v alore deHe n: edie ecc.; in genere si am me te con Elulich che. ra.ppt·e enti no u.n mezzo d· .dife a d·e lrorganis .o coutro le to~ in , che il Hmite fi ~ iolocrico minimo . ia d·e lPl p . 100 (Iol1y) il ma ImO· del p. 100 (Limbeck e olf) · co. l pure la , . aggior pnrt.e i a ·o.rda n l Iitenere ·he nell'epB ttico. nei 1 eriodi 1n era·cc-es uar vi _ia ii ereo ino6Ha, men _re ·1 ·nu~ mero proporziona] cende i mol'to durante l'.ae·c o o po,co dopo. .. L'A., tudiando n cura..ta.ment 14 ca..,i nel manicomio di Siena, ha conf rmato ]e quote che pei:.dmente . Mor elli e P'a ·tote av-e vano ·t ro to, ot euen-do minime del 3 p. 100 d nante l ace· ~o· , ime del 15·. p. 10 al infuori de1l' cee o. Rima:n pertanto a q i ·ito i.n 1 odo in :ubbio t l p rticolare comportarsi ' "'g H · osi.oofHi nel angue degU epiletti i· ma riman·e ancora da chieder ·i perc.b.è dette ceUule in al une to ·iem.i mbran.o es "re in ra.pporto iuv rso co , la int n ìtà d.ì queHe, sino aHa loro coJnt>ar a nell ur mia (donde, il n.om di ceUlde t.i i, pel'chè fuggono durante la t. attaglia , :mentre in alt1·e i com} ortano a oon· tra.t·io·. L'Ehrlich l mme te un'azione chemiota tica po iti\?a o negati·v a da. p •. rte delle diver e to ' ioe ve1· o l dette eHule· il M ·er dà. im1 ortanza alla concent.raziOJ e d.i quelle·, cio·& a Pinten ità to ico 1 ica: quindi la pre enz·l}: di esse è un tn.dizi.o della reazion if n i va d Il or -anismo E allo.ra. . i d v .a mm ttere cJ real m •uta nen epi1 ico e i t pe.r mauente uno tato di. to iemia - eh inten.'ific: , a p riodi. (pet· insuffì ient n utr..·lizzazi·o ue ed Hmi azi n ·), produc-endo allora notevole riduzi.o ne d J c lJu] eo. inotile peJ· eh mi"ta... i neo-a iva . m n tre · 1bito ritornato da] midoHo o· o nel angu·e, non app·en.a . om,. z·a.to l·· quina· men.to to sico c·o nYul·ivante·. [In una R ivj ta in , tica. ull l7Ì r h ur.olo.CJ"iche ·e · el· ato.Jo r.;o i he n gr e1 i·· l t 'cL pubbrcata. in qu to te , ·o iorna.le n ·e l febb ra io 1907 il :ottoscritto t·en· deva e'o·nto- · ttna. nota IH'eveutwa- delle ric •r he i tituite. col vahdo conc.o rso, 1
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RllT'TA DI
HIRURGIA , :orENERAL
d.e l coU a Gangi u al uni epilettici delPo· peuale militare di Roma confermandoinù.ubbia.mente i ri .ultaU d 1 Yo1· ell.i e asto1·e · ne tra·eVa. ~nzi deduzioni ulla. importan·z a · iagno ·ti ca, e medi.colel'J'ale dl queste :~.·icerche1. n elle diuturne o orvn.zioni d gli o ·p dali militari. ·e ricerche eh d<Jv·e·v ano es ere completate eon ami del angue di. epilettici d·el lo ale manicomio, il cui d·retto·r e g n ìlm nt av va con.·entjto, fur no in ·e rrott·e per ragioni di servizi·o. Il Gangi poi, tudiando ,...li a ssi con ·ul ~lvi d.a aut&into!Mi ·azion p r acide os~·aU ~o fa cicolo· l III 1 07 di que to giornale). notavo. eh u l perio :o prea~ce · u.o.le vi. gran.d.e eliminazione di O• alato di calciol d. ipoeosinofilia n.etsangue ; ed ~n r.a pporto aUe idee de ~· l hrli h per il qual·e le gr. u.ulaz:o.o i eo inofile avrebiJeTo gr;._nde, impor,tanza nei fenom nf biochimjci delricambìo, mettev·a la 1potes· che nei uoi ca · per l'ipoeocar ezza di e;nzimi si alterin.o gl" iuHmi proc,es i d t :·inofil ia e qu indi p·r l l'i ca m bio celi ula re, in modo che o si produca un e cesso di q ue to acido organ· co non azotato ... o venga a. m:a ncare la o. id azione di e o : .
. Go ·sr u .
RIVIS1,A DI CHI,RURGIA. GENERALE J. .) - Dt.truzlone progre••lva degli alveoli èlea.t arl : perfoclo.atit& 411Uia orollioa. (Piorrea .a lveolare- o1:t elte alveolare, geagl vita tn teratlzlale). - (Th Lan t~ 1!110, vol. I, n . XIX, p 125 ).
CoLYEI
Dell per"odon ite croDiea l'A. · tudi ' l'a:T ato ia.. pato o ica,.le ma ife taziOJJÌ. elinic'he e in to.m i, e n r.a .pporto tra. mn.nife tazio·n i. cliniche e dis.truzjone de • l'o o• ...4naion ia patuloyica.. el primo tadi o la scomparsa d 11 o o tnt.. d n t e d nte provoca. la. form z"o·n e di · pa.zi ,. 10ti r in un secondo ta.dio Pintero all.eolo è quasi d..i r ltto, icchè per o. teoporo i o oste"te ra·r facente i formano. pazi .a calice (cup-like spa es-) attorno ai denti in uno s adio ancora. piu avanzato il b ·rdo ah olare è q,ua. i totalmente. distrut o ed i den·t i si maotengono ·n sito ala pena. ue te altera.zio· · ono di solito ·m a g"or" n la n as,;e ~ ta. u.periore che n·e ]a mandibola, I ede n 1la r gione d i moladt e ciò per la diffcre.n te n l tura dei te suto o. ·eo. Vi:. ono abbondanti depositi di tartaro . ui denti. Talvolta. invec che fai' ti di o · teopo · i . ul margine del proce. so alveolare .s i hanno· fa i· di ·lero. i <>sea, icch si r · nde evi dente un·o sp ore considerevole del ma! gin alveoln.I"'e e t 11 o. Q . e a.lte:ra.z ioni, b tf riscontran.o nell'uomo,. j pre entano· nche n gii animali: cive~tt~ ei11e (pa •adoxtwu. la:rvatus); daino Panolia (c r't.··u.s eldit an e dome t.ico, iena macch iata (hyaena 1•0 tda) 7 ·cercopite o (cercopWi c.:u;" talaudii). istologia patolo""ica d llargom uto ·è tata. poco studiata. Zna.men.sk\" ha. 1·1~ ~ contr to , rat ar i di un pro· , :,o patologico di carattere. in6ammatorio, ori~inan~ te i nelle g·e ngive,. proc · o cbe gra.dntam n.t produ·ce la di truzi one. della membrana. peri d·ontale dell'o~ o ··icioiore. Mani~ ·tazion·i eli n· ·lte. D,appdma i infiammano le gittate g ng:i v·a li fra i €i 1 . i, sic,chè, conges iona e, angtlinano facilm.ent ; dippoi si usura.no · tra. d n te.
RIVlST
DI OCULI T1CA.
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e dente i a.c cumulano d riti al imen ta ri. La. comp· ione delle g ngive pr vo a )a ·o mparsa dì p· co· pu che col t mp ut~me , ta i quanti tà. Collu ura sempt·e r cente d.e lle n·eng.i ve 6 dtll b rdo a ]- eola.re·~ il co11etto d i d.e nti viene m ·o allo scoperto e più tfn·di colla compar a dell a lveolo, i clen i -t sit cos. i e mobHi, adono u·n o a d uuo. p so vi è una concomitaut g-1 . . i te u pet·ficialA; le to ·iHe e la muco· a fa. rin.~?"ea s · no pure i nfi.a n1mate· l alit è fetido al mat tino H pazien e ha in bocca un · apo1· g ra.d vol ; e' poichè le gengive sa.ngu ·nano continua ent , di DO• te i] S n g le puÒ ll SC ndo dalla bocca, D1accbiar ii Ctl i no: intorno d L. importanza tutta. sp =-cia.l poi eh è ..;i p tr b be cr ed·e r ad una. e m ·rrag:ia polmonare. Le diffusio·n i della m ~~.~la ttia uì è empre unifo1·me• po . ono , · . r lesi maggiot·· m nte i denti anteriori . ovvero i po t rioti, od. an(' h-e il pro·ces o pu-ò es ·· re più ·e teso ·d al la o labiale eh n :-·n 'aL palat in '• .A ltre ·volte vi è tendenza. alla. fa-r·· mazione d.i te uto d i granu lazior1e,..sicch vien hn lato un carc-i nom a .. Si haouo nevralgie, pe · l irritazione. del cemento me · o a n o cop rto, d. anc he per l inclu· ione di nervi uel p·toce: p·atolo ico. Ci n: a la trasm is Ione della .m l la ti n, i 1 a.re:ri. on·o di cord i per quanto l'e· valga ropinion n gativa. ~ e ondo alcuni la p riodontite è con 'derata. come a • soriata &S·cl u ivam nte a:d una dia · e i u1·ica, (g t ta). Radioyrafie i u rapJJOI·to co le man-i( stazioni Uniche. - .L 'importanza d l la· voro del Colyer sta n.e l •- ran n um ro d eHe, i n ·i ·ioni i l] u trativ del testo · detta importanza è1 aum"entata daJ]a. riproduzione di a.k uni 1~adi grammi, con cui l dimo. tra eh sov n i 1 [ io:ni. o,: _ee sono di grado .n,. sai pit 1. ava,nzato di qu Bo t·he le .a lterazi ni obbie·ti ve d ~ ll gengiv·e f r l b ro ·i t nere: si chè a. l e ioni tua~ eroscop i.ch e di piccola. impo rtan:za col'l"i ~ pond. e una di t1·uzion. e anche e te. a, d · etti interah1 ·e olari e u ce. .. i va'm -nte, degH alveoH. BALI...
RIVISTA DI OCULIS.T CA Dott. CALD'E R .Ro, doc·e e d 'ofta1mo]ogia. - Ooa:lrlbuto allo ltn41o d·e l gliomi la.otpleD.t i 4eUa re;t tn&. - La t•lirtica OC'ttlistka, gennaio febbraio l l .)
Degno di lode è v rament qtle. o Javoro li poco più di .:· pagine de.n , i conce· to e ·di dottrin.c , ne lle. quali l A. pale ando. ~ ome in alt1·e sue memor·e. un prof ondo i tologo d -U'occhio, di cute ·e ris lve in oo·nt pa ·t" colare una que-· ione dibattuta da t anti anni tl·a gli oct1li ti piu ro etti- qu l1a dell' a g· ne i e. n&. ura del . ·iou a - ~ Ha r ina. Dopo le r[e·e rche di Vir hol\ già au ·orevoH crittori end vano a cred re ta.J ~ tumore di natura onnettiva.Ie ( •arcoma) qu an i o Fl ner e '\V'n.terste~ner, intro~ ducendo un nuovo concetto ne·lla pa.tolog·a di q u.e ste neo p la. ·i e, amme.t te ano la ua, gen-e i [epiteliale (neuro ~epi eHoma). fondando i opra t t to ul reperto delle c.os.·aette rosette o margru-itine,, che av - vano ritenute amma si rudim~n'taH di l a .. toncini o d è coni o ·ia di elem·el t i n uro-epa li o. H d lla ret ina. L A. per r.isolver.e 1a. opraceDnatn. qui ione z·ivolg la na. a ten.zione al glio n. neUa su.a. fase iniziale poiché que to tumot•et n-el suo svilupJ o. ' più rapidam nt che qua.lsia. i altio perde i caratteri · tologi i originarii (Cir indo e). Lo studio è ba· ato sull' e an e, d i l· gHomi in pa.·r te della ernica. n-ella qun.h~· egli era. coa.d.i utore, iL par te a uti da. valenti o·c·uli ti, e u q ello di 4 s.uoi cn:-. ·
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RlVI 'T
Dl O ULJSTI OA
in gn. pa1· icolare, avvalendo i pe · ciascuno dell'esame oftalmo copi · o pratica' o prima, e de la r i pro uzione tereo c.opica. ~ed esami micro.s.copici con t&. li in erie fatt~ dopo la:portazion dell'o chio. Ricm·da tn l tru ttt l'a caratteri._ti a dei gHom i cordoni cellulari concentrici a lini, ci reo; dati e inframmezzati d: lacune di .ostanza ,gran ulo a. e di oellul in "i di di facimento ' d f. rma. a pnd.at·e d orig·ne dei uoi va: i e della forma.z iol e dei cordoni che ci a ppare chiara. ·e vien me ·a ',n l'a pporto allo svilu·p l o de' va.. i st
n
anzitutto il pro· i riscontrino i'
_·os tte. In c1te c-011 1·o··ette. In orno a.d un lum c n t l'Il· , t l'o v an I di .po ~i iu f rma l'n.diata una ri ùi l menti c Huh l'Ì ·he to ·~ oia.na ente ri cor 'ano la trut m·.a di \Hl <Tla.ndola a.cinos .. in' a d n eopla. ia o da ·c:ro· ~ ca. infia.mJ_ az ione 1 rò qui non . ·~ 1 a la ·o!·m.nzione di a.· illi o. tubolì bi.u Ì 1, m di 1 ede Ji eo1 lli P"lie o l o ·d. i iu.c 1n ati, .eh l'A. h t riprmlotto in u1tide -,g n e ra m ·rcè preJ n\t' n.. eria i col m todo ci:tl -Ci·
di ro -e· h :: o u rgari ina ma di o
orlo
di
al di l ··~
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NOTIZI
<da Ilexne.r ·c on iderati cOm·e ba toncini e coni che oncorrono a f. ·rmare il lett·ito g·nanuloso ialino , h e ne occupa parzialmente i l lume. L A. ha potuto on tatare neh forme, di pa . agO'io ra duale ·.' 1a gH elementi c Un lari de] glioma e quelli delle ro , tte e egu ndo qu te forn.e ha po uto spi.e· gare i] meccani mo di. fot·muzi one d.eJl ro ette t ·e e dar i ragione della loro conf gurazione e d - ]a loro varia di men ione. • Egli dtce be se i. corpi c· Uula;ri e p r con ecruenza [, 1·osette non i 1·i con rano fuori d. 1 g1obo o vi si d ont r·ano tn.··a nt , ciò ùip nde dal fatto che aiJora,. il tumo ·e trova 'l n impal ·n tura conne ti a.le che forni ce uno . roma ric:cam nte va colru·izza.to' ude n ._:un punto b-ova. i o~e gli l menti ·l:nn•oH o.d in ma a eadano in di a ··u~ento: allora. 1a moltipli azione ucce" h;·.a i ·v erific.a come in htti o-]! altri neopla. mi e e. sn. la :lup1ice notn is.t lorri ca cara,tteri ti - 1.1. fon~ azion · di ordoni e di orpi ·c ellulari , con.. gu nza tnd~retta ·dei pro·ce i d g u l"Ati\•i. La ro ·e ta conclul è un a·c.eid n ale meta,pln.sia d >'li l menti del giioma. e non ha. ulla di n:nme C·On lo tra. o ne.uro-epi t li a le d "Ha retina. Dalla ,om ma d ·i da ti i.-t:ologici c i ra col i i puo inferire ·e h l , ro ette . ~ guala.· in o chi t ratolo,. .,ici, mi rot a miei o ct·onicameute infi amma.ti non ouo identiche a quell l'Ì' contra e n. l gli.·o ma. Non i è tenuto p1· . ente nn mo(le1 lo della I'OS tta.. i è fa tt.1.1 per -iò unA. d p·Iore ,ol oonfu ion , con il ·a do com · l'O e to p r6no ·e ·de ·~ ti pi ;g b · I:e.tina. · per auto Pol'igine di q le. te si ,n.ro. te i g .n raHzza a e con iderat:a eome ori· gin:e d Fe ro~ ette ve ··e. I ro ette ver l tipiche, co titui.·couo un r pert ~ pecifìco del ·~Iiowa re.t ini:co e.ndobl. lbare. A.LESDOLl. - -----
CRIZIO E I ER '"
A DRO RIBERI.
MON
( . ETTUK ED l L'fl t
-~> 'onw e pe,-v-entti
LE:X ' ).
allA nu tni.sfr .a zimP lt!l Giornal.e a tutto il ~o noremb ·
t!J J.O .
'o·nz uuz prer:ed 11te (l L.. l Luciani Lavi nio .·a pi ·ano med ie Ra et·o Riccnrdo, tenente m dico . • • . Pe.n netta. Mario,. capitano m d i co ZorzoU iovan1 i ca p 'tan m di ·o.
.
~
• »
2-
ToT J. E
C l pre ent·e num ··o bi 1dian o que .ta otto crizione. ·d·e lla quale possia o inv ero d i eh i ararci molto· od di fa .ti · d l no ri ul·n.to dUo. t te doiJ b · m. o rin.grazilli ·e cord 'almente i no tri egreo:i ab1Jor ·a i ed amicL I gio,rani medi ci l'l] il i t ·ri al pari dei vecc hi; i m r·i lioun.li al pa.:t i d i ntno n r, tutti h nuo ft.puto egu lmen valutare c n u.ore e on inten tto· il ignifi ato di que. a. m:mife ··azio·ue. 11 R.iberi .h a O'ià. in più. luoghi d n pi nle ·uhaJpina l'icor i più o m no monnmentah, uno di , . i an he . Ho pedale militare. Ma ra n giu o he llel · uo mod,ei to villaggio na ale sorrt ·.·e t •rna a n l marmo la . uu immagine., a l'i·e~ordat•e, anche in m zzo ai p i ce]~. · .alpi n i e a.i bo h i di ca. t ogni di abeti, '<lh mg,e gno e virtu non cono. · ono pdv· l gi di na ci ··n.
u
. r. ·c!•olo '\ l r . '75.
MISCELLANE,A. Coneerso :pe,r la n·omina ·d ~ 2'4 tenenti medici nella. Regia Marina E' ape·r o uu on.corso per la n omina d.i 2! teuen -i m ed ~~ci coU'annuo sti} end io di L.:..·:&. O, olbr di i.ndenn. ~tà d,arma. E sendo, o., oo·m inci.are d.a. q ue to concorso cambi n in mod.o ostan.z iale ]e ba. i del recluta:mento d.et Corpo anitario della Ma.1·ina ·re~ diamo opportuno dt dare un largo unto deJl.e di po izioni 1· -la·t ive, 1·im.a.uda.n o chi v· av· ss, i ·t er e p l' u ltei·ior.i chiarimenti al fa c~ colo di l h--:uzionf J·u·ogro/m~i pu.b blicato dall'Ispe ttorato di sanità. d l Ministero· della m.a:rh1a . .li e ami avr.anno principio in Roma H g nnaio l ll pres o il sudd.e to Isp · t tora to. L · domande doVl·an no e er tra me . e non più tardi d l ... di 1 bra UJ10 I 2' prescel tl~ per essere poi abili , a i aUe destinazioni 'imbarco do· vranno seguire un ·cor -o ,d'1 tt•uzione comple1nen ta:re press.o la. • ,Scl1ola. di a.nità militare ari t ima in apoli de]]a. du1·ata d· 4 ·m esi e superarne gli esami finali. l andidat1 che p·tll"· ave ero nLggiunta. la idoneità dopo i primi ... 4: non a:vranno al ,un diritto a nomina; ma il Ministero nel caso che prima deU a.pet·tura d. .l cor. o ud ietto i verifi.c a ero altre vacanze 1 i l'i~ erva la faco:Jtà di cuopt·il'le on qu ~ cand"dati w~.ce sivam.e nte eia ifi ati ome id.one,l. T1·as orsa ·p erb la ata. d l· Fa.pertura. d el corso ue sun'a] ra nom.ina sat·à a.mmiss' bile. I v inc.itor·. del concor o assunti in s rv".zio ono· avver iti fin d ora che non potra.:qno ìnvoca1~e le· leggi v igenti ulle pensioni; ma. · oltanto le n.orm'='· che r, g o] ran.no la i tituen da. Ca· a d.i previd oza1 la q ua.le ha per fon d an-ento i 0 11ti i 1 di vid.uali . L''e. n. · e ri ulta. d.l prove obbligatwrie e di prove fa-.oltati . ~ distinte que te ul ~
o
time ·n titoli special· d-i carriera (diplomi per pecia.li corsi d istru.zione servizi lJrofe sionali giA :pl 1e· tati, esito favore,voJe d" altri concorsi, e c.) pul>blicazioni scienUfi ·1l.e originali, ·e d esa'll" i (.sulPOste,t ric· a e suUe lingue t,ra,niere mod n\e). Le prove oh bliga.torie sono tre, eioè ~ una prova scritta: Patologia speciale m·edica, ehiru?·gica de'l·mosifilop fie. a; una p1·ova pratica U ammalato:. Propedel tica di clinica ·ml~ dica e ehi A
rurgi a· una prova pratica ul cadavere· P reparaziottl. anatomiche ·on apJ'licaz:itmi clt ir·n1·1Jiclte. La. v·o tazi·o.ne div" a in due fa i:: 1° per l'iàoneitct, l:o. quale è. egre a; 2 p er 11 nm·ito -he è palese,. La votazione per Pidonei.tà i fa per si o pet• nò, rapp1·e entati rispet tivament fla. una pallin.a bianca ·e da. una ne:ra:.,. mes e a dis·po,s izione di .c i,a scun :m et t bro della. commi ione. Per la votazi one sul 1neri to ·c ias un membr:o di poue di ~ pu:nti, cio· da O a per quelli ris l tati non ìdo·n ·ei. da. l a 20 per gli idonei. P r l no·n idonei. la econda. votazl·o·n e può anche e ere omessa . u.e :n fra i candid.ati dichiara.t i idonei clte arann·o pre celti per Ja not i , eutrerann.o definitivam nt , a fa· parte del ruolo ~organico del Corpo sanitario ma~ r i tt-im.o solo dop c) Pesi to favorevole dell'esper.i mento di sei m.e i di .. erv.i zìo a bordo di una. - • na.v·e . U nostro A!n,nuariet.lo d~:~1: Corpo sanitario, _ q u t'ora è nelle mani di t.utU ì n o t·i ab; ona i, e preghiamo anzi quelli ,. h non lo ave. sero r.i evu'o a reclama.rlo
e
MOVIMENTI AVVENUTI NEL·
RPO
N!T. E
~Er
PER . FARMAC.EUTIC
i perfezionamenti ·Che vi abbiamo intl·odotti avra.nno · ncontrato l'aggra·d imento generale. Rivolgiam o però pr ghiera. a. tutti di vul t'e
a) più. pr·e to. : iamo s:curi c
indic.tnc..i q ualun:q ue et·t·m· gro ·o o pi·ccc·lo: ehe vi potes!.'lero trovare per t n ·r ne conto nella pros. ima ri tampa. Non occorre che dic'n.mo ehe, ebb ne ì d~ ti cont nuti n H nnuarie·tt ~ieno
de unti da documen. i uJfidali e o non pretende per nuHa di avere un cara.t ere uffic.ia1e, anzi la direzion de,l iornoJe non intende di a umere alc:unH. r pon ahirtà. per le, in 'ieaz·· o · ·c l .e vi s~ ono on tenute. bbiamo anzi notato, a que to ·p roi . "to, be mol j si mi tr.a gli uffi ia.lt me ... did più anzìani, fiO'uran o n lPAnu :u lri·e tto come iu:-;igniti della , emplice: cro·ce di anzianità per 26 anni d i s rvizio.1 men tr , s o n do i da t t delJa loro cai·t·ien1~ dovrebbero ave1·e quella con C{)rona per ·i) anni. Noi abhiam.o riportato tali e qnnH queste indicazion.i dell' nnuar·o ufficiale :j ma. avvertiamo eh gli u.tliciali ·Cl e raggiungono risp t'tivam n te i 25 e i 40 anni li servizio·, per o en m·e. il diploma e l'onori6cenz;a.J debbon.o f'a·r:ne do· anda al Mini. te1·o deHa gu.e rra, divi ion ma-
~~
~
Ubera 1docen.za. - R egi. triamo con v t'O piacer la. nomina a.. Hber · d.oc ute pr ":o la Università di Torino in o. a]moiatria clinica. oculi .t ica, del capi. t ~ no nedioo dott. Oaetano 'am peri. Qt e ta nomina è ta ta, O· tten~l a per itoli . a vendo già. il dott. amperi moltfl prege.voh pubbli azioni al 1lO .a tti o. La l zione puhbdca. fu sv Ita m~U o pedale ottalmico di Torino d ebbe per te.m a.:. Le i·n /' zioni congi1,nUvalt
Movimenti avvenuti nel Corpo Sanitario e nel Personale Farmacentieo Utflolall ID servizio permaaeate. R .. ,decreto 9 agosto l!HO.
Ct· TI·PETA.I DA ca v.. i cola, · . aggio re m ed.·co ospedale Brescia. posizione ;a u i l i aria a. ua. do 1ancla ·l< l 1 agosto 1910.
Colloca
h
B. clee1·eto 3!) giugno 19 O. Bun& Frane sco, capitano 1 -d:i.co nrtio-lieria fortezzd... - La lecorr =-.nzn con la quale ha e ato di e. sere a di, p ~zion e del lHn[stero degli affari e· 'teri ( __ . decr to 11 g nnaio lfJOf v ien p l"~ ta al l d ' cembre l anzi hè al 17 .o-.. n naio 1909. R. lle ·eto 28 luglio 1910. tt tenenti) medt o· in asp .ta· i , er motivi di fami _li.a p r la. clu:rata di ·6 me· .i a PL toia. - Ammes ·o, a d. t are. dal :1° at)'o,·t 1910 a. cou cor·r,ere per oceu pa1· • i d. 1e terzi degli impi ghi che si fa ciano vacat ti nei
OlAGNON.J Piefro,
"· nazton~e ! '
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ENTI AVVE~ "TI : EL CORPO
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EL PER • FAR AOE.UTlCO
ome gli uflì ia.li contemp1a.ti dall'articolo l1 rv.izio eff· ttivo (cos a).
R . decreto lo ag.rJdo 191 . :'IJBI~n c
v. Ga tano, t nent co1onnello medi o dir ttor ospedale Bre ·ia. C 11 cnto in po izione ~ u 'li· r·a, p r ragion di età dal l .. flgos o l 10. R. decr to 31 ayosto l · 10.
D .a NE ·a v. B1'111lQ, teneu c-olonnel o m dico o~p a.Je succm· ·aie minato di l' tor "'pedal" miliare pdnc "pde Br ·ia.
dine. -No·
R dee ·.eto . ~ l agosto UHO. ti tenen i olo·un Ili me ici, dir t.tori degH o pedal' militati priu uno di e i in l" ati, ono · romo ì colonnelli medici con an·
I
•tte.m bre 191 e con decor1·enza per gli ass gni d.a ll0 ttobre. 1910 tuale ari ca e de tinazi ne : B RHATE LLI ·c a v. Etto1· di r tor osp da) ilitare princìpal· Padova. - ·C ARRA T · c~v. C le ·tino id. id. Genova - MINlCI cav. E1lgenio: id. id . Catanzaro B •N vOGLI · v. Luigi 1 i . ·a. Fh·enze - CAMleTTI cav• .Sil. io, iret·t ore o pe· lala militar principale ?tfi]ano ~ "'\ LLI EJ..LI cav. .'ntonio, id . id. Y.enezi.aD'AN EL N'l'ONIO cav. Ett re. id. id. An ona. I egu n i uffi iali m di i sono promo i al grado upedore, con anzian it~ S e t~mbr 910, e n d r·orrenza per gli a gni dal t• ott bre 19 0: Mago-i ri m di i promo ~i tenenti olonnelli me ici: Tn Ed nm do, . ·u la applicazione a.n ità militare.- Continua come
lla,O'aele o p . •,. l Bologna -
De tina, o o p dal B:a.ri. Conti.nun. com on ro. ·III orpo armata.. estinato ospedal
Continua. c m ont1·o. pr ~ i iaria remona.. - D ti alo o pedalL>
Tn
<!
i·t à VI orpo armata. -
I . id. Yeronn.
in a t o inferm ria
D
)li
·o <·a·,T. lliagio
ntiJ.ltUl come
'r l'H' li ·i UlPÙil L ZZ.\ lJPn iam i no
bi]
1
come ·ontr
ntro.
,dicb ~arato promo,·i .
··el a.) .
De inato 6 f teria {a scelta). d IJ .~ ri t·ea a. disposizion- Ministero
MOVIMENTI. A VENCTJ ~ EL CORPO
A~IT . E 'SEL· PER • ~~A RMAOEOTlCO
:MA:G::.i.l(Uu uklo, 9 b r ·agli ri. - G nt]nua om c n ro. M NA o Costantitw, o pedale l _ s:;,~·~ n d ria. ( ornando. to o pedal
T ri no ·. -
di b 'a;ra t>O [ 'r ID·O ib"J a rel a) o·rua o Plet1·o, o ·ped ·le Bologna. - De tinato o p tl al Bn.l"l. ( BILOTT Vinc nzo l' ggi men t cavn ]] geri di Foll'gia. ~ Id. ... l MA~ lNEl~Lr A.nn.ibal o ·pedal Rom: . - Id. regrrimento cav.·H
r-.77 I i. id.
.. le.~ -
an.d ria. Buggie'l'Q id.
apoH. ~ Id
. V nczin.
14 fan teria (djehiara.to pro 1 ovib1.l (r fol"te~Zfi. l (u.
I -. 5 a.rtig ieria. io i.· t zza ( -Q. t a
ntjDtla com
c nt 'O
ichiara.to promoYibi le
-
F
I ·l.
a vn U O'~ ri di
t ria.
g nio.
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nn eri o. pedale Ca erta. -
Contin a
oue eontr·o (i l
id '•
ri d' ale1 no . -
B
Id. l
artig i. iR
• 7·
MOV l -ENTI AVVENOTr , ~EL OORP
' A. IT. E
EL PERS. F 'A RMACEUTIOO
ber"a ..
R. corpo PITRET.U
TK
l irginto. o 28 lug1io 191 '). -
De rminazione ministi?"J•iall! ... settembre 1910. - rasferito di:r z:i:on cav. Gio •,a nni ma~~giore medi, o ospeda1 . ani ti.. YIII , orp nrma, a. lo~:n .a. Id. l cl. n , ili .MoN&Lr...l eo.v. Et l e ·lo., id. id. Lh orno. - Id. in f...: rm~eria p1·e, idiada remona. 1 itano :m.ed.i · o .. fant&ria. d. ()j pedale su cursaJe, Parma ~andria ( mand inf rn eria pr idia.r1a Favi. il P·n .via).- C '8. di ~ere coma.ndat "TI~o
· rito 82 f nted 5
id.
amp< gna. a HarL
MOVU1ENTI AVVENUTI NEL CORPO
.A NIT. E NEL PERS, F 'A..RMAOEUTICO
87'9
D'A:s':s.l Giuseppe, fienen·t e medie - fanter1a ~ Trasf·e tito ospedale Palermo. Gìot}anni 1 ìd. 4 genio. - Id. id. Napoli. Tra f, rim.enU dip ndenti daWappUcazione della nuo ~a legge d'ow ·dina1nento. n _ :SE .. r~LO Lorenzo, captta.no medi ·o 1° a ·tiglieria co ta. ·Lot FREDO .Alft·ed.o, teneute 111 Hco 1° id .. id. - CA RDO "lìl Vincenzo·, id. l 0 id. id. - SA.vJNt Gual~ f.iero, id. 1o i L id. - Tr fe.d ti ra· rtl O'lieria fo·r , ezza (co t&). 1Lu:•rJNELLf iusepp -. capi t ," no m ed i co ~· id. ·d. - Trasferito 2 id. id. (id.)•. B' DA Fran esco, id. S id. id. 1 :~un ::No R.osario tenente med· o 8 id. ìd T .r asfer i ti id. id. (id.). Tf 1 ruo Ernesto capitano, rn.e lico l 0 id.. fort :4Z a - TmuL 1 ..4ntonio, tenente medi co to id. id. - G HCIO ~ 'at'e?'.iO; ~d. 1° ~d. id.. ~ Id. 6 ~d .. id. l'.L n,G nà esare, capit an o m ico :... id. id. - R,o : 1 lnnot·. nzo·, tenente, medico 2 id. id - Id.. u id. id. B ·w 1'TI A ririide. capitano m·edico B id. id. ~ id • .id. d .. a id .. id. (co- t a. fortezza). GALLO'T~I
F 1:1 u
ieero, ·t eoente medico bid gata artiglieria eo ta. della Sat•degna -Tra ·ferito 3 attiglieria. t~ortezza ( osta. e fortezza),, in applicazione della nuova legge cl'ordinamento. F. nruzr Nicola, id . r gg ~m ento lnncieri di Milano. - B T'l:'l 'ì'UH Camillo, id. 1° al ini. - Comandati quali a si tenti straordinari aHa scnola di applicazi one di sanìtà miF are .cui i. p.r eseuterauno nel mattino del 1° n ovembre 1910.
B. .decreio 11 seUemln·e uno. FiUpponeri, tenente med ico o p·edale P alermo. appresso: Sco·ro Filippo.
8<"1 TU
Dete rrninazione n inis~e1i'ale LtTTARDI Nicolao
R·e tt'S.eato· i l n'ome come
oUobre 19 tO.
cap itano 1 e ico 32 fanteda. - T ·a ferito ospedaiA Aie aud ria
R ; d cr to 25 etternbr.e 19·10. T NIN I i econdo,. ottotenente mecHco s ta.to dis e.n at.o a. sua. i.o m.a nda; dal erv1z1o permanente d.a.l l 0 .a gosto 1910. . . d~reto 21 l ugtio 1~ O)'. - P ·omosso te-· nen t·e medi o con anzianhà 1° luglio 1910, percependo· gli assegni e~ grado dal :lo al :91 h1n•]jo UH ed ' in: critt.o •COD lo stesso grado ·e c.o.n ]aste . a. an~ zianità. nel ruo o de~li uffic'aH medici di eom}Jle.m nto. 1
D ete?'m.utazimw ·ministe.1'ial 20 oUobn , 191 . CARBONE· Vincenzo,
tenente medi co 1° ar ig l ieria f01 tezza. (cost-a • - T ra .ferì to 5 arti r eri a fo.rtezza (co ta e for t Z7.:t in applicazione deHa. nuoYo. l gge. d or<lina.ment·o.
R. ,i creto 2 oUobre 1910. I sea-uent" t fficiali medi ci "'ono p1·o.m o :-~ i al grado . uperiore con audi.a mtà. SO settemb · 1910 e co·n deco·r renza per gli a . e ni dal lo ottohre l ~ l Maggiore n1edico p romo · ' O tenente eoJo,nnello medico: BBLLI cav.. En~ilìo 1 o. Jledale Torinn . - Gonf:n ua ~come contro.
J.tOVlME!ii'TI AVVE~UTI NEL O RP
' 0
ANIT. E NEL PER • F R' · C UTl O 'i: l
Ca])Ìtaoi medici p1·omo i mA. gìori J ·edj ci: IU 't'I~ ca. v. C st1·enze, o ·pedale alermo. - . . o n· inua come contro. F LDELL.\ cav. Piet?'O infe ·merja pre idiaria. Trevi o. - ld. id. MA mA c v. , i~t ·epp -, osp dn.J, N&poli" - Id.. .id. (a .s ce.J, a.). I r·r·r n 0 1 ca' . Nicolao ~ id. Ali! ·san iria.. - l d. id. Tenenti medici premo. i capitani medi i-~ l~t.LA HA Gi u;epp o · edal e Torjno - De tiua'to .S· fanteria. Pli"Jt~A A i ede.() id. Ro1-1a . - Contm :ta. "c me· contro (dichiarato pl'om.ovibile a e l a). l a1•io, id. ava 1: irreni ( ;l iterno . - D tiuato ;5 fanteria ' art igli ria cau.pag:n a. - I . o ped_a.le Ca.va d· i Tirr ni ontinua c · me contro (dichiara.to·ina to 1 a.nt r·a (id. id. id.). ·da.le Ancona. - Ira ferito 7 ùe agHeri.
Farmaol•tl mtlltarl. R. clr: 1• t. rJ 12 auo.·4o l 10.
,., ,n· ca-w•. D m trio, f::rrmn ·i ta caJ o i " cla ~ e in a. pe ta. i\'& a T rino. . llo a o n. ripo. o., a un. d.omau 1l - p ' t inf rmità ll\)n dipen enti da l ·on deco ·1-enza dal l o :et -·mhre 1 10. 1
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La cb:ir~gia conservatrice noi. suoi rappo:r-ti con la traumatologia e la .l egge concernente gli infoduui au1 lavoro.. Trattato di eeegeei cli.n.i oa in rapporto &Ila Propede,u tiea oh:irurgioa. ,generale e alla legislarione sociale itabana - Bom.a., 1'901 · Società ·e ditrice D&Dta Al:lghieri. (VendibBe· preao l'' uto~e, via XX Sette.m bre S9 p. 1°• .Roma) • . . .. L. 8 -
ID. :m. - L, ipotesi d·ell'evoluzione. Stadi e ricerche. - MìlanOt Aasoclazio.n e tip. pri.... !&·ediz., 1900. (V.e ndibile preaso l'Autore via XX aett.eu1b~e·, 89 p •. 1°) t t O. F.&l:.oO .A lmBBA, ten&nte ~colounello medico. - P.atoge.D88i unica d.eUe :m a-
lattie vascol&ri. S&Crètive ,e, n.o dulari d·egU. ·o cchi e degli organi vicini. Un vol. in. 8° di pag~ 24U con. 8 ta.v·o le fuori t.eato. - Napolij SocieU. commer·ciale libraria, 1·0 05 •. •. .• .• • .• • . • .. • .• . .• • • • • • • 8 ~ hBD.uu: LKLL1 Fa.t...~ossoo, capitano medico. - Manuale di bromatologia pei m• 0 dici militari•. -- Firen.ze,. l906. Un voL in 1& di pag.• ·' 84. (Vendìbìle preMo l' Au.tore· m Fire~. acnola d~applicazione di sanità. m.i litare) . •. • . ' .. ii l 'IKBIUAOO PIJ:TBO, tenente gener.aJ.e medico. - SU:Utadone. degli attuali fucili da ,g uenae :speciaJme,n te del fucile itaJiaao di.piccolo calibro, in.CO•n fronto COil quello di medio calibro. IStudi Bpe.r imental·i , oon 15 tav. di fo·togra&e e :radiografie riprod:otoo. in fototipogra.tia)..- Ro·m a, 1903. (Vendibile presso l& Tip Vogben.) • 4, lo. m. -- Le operazio.n i più. frequenti neUa chirurgia di ,g uerra c·o n 1.12: fi,g ue interoalat;e nel ·t esto. - Firenze 1898. (Vendibile· presso la Li.b. Bernardo Beeber Firenze) . . • • .• • • • •. . . • • . .• . • ::~~ :8 .J .umor.o CoSTA.lfTINO,. colonnello medico. - O(talmosoop·i a ed ott.ioa oculiatica. Maouale teorico-pratico Un vol. :i n 8° con 82 ft~e e l! ts.voJe.- Napoli;, atabilimeuto tipografico Ferran~ 1905·. (V·e ndibile presso l'AutoreJ Roma, via Ptineipe .A medeo 47) . ~ • • • • • • •. • • • • • .. . • 8 - · M..uro1.6NTI Ez:ro, oo.Eonn.e llo medico - Lo sgombero acqueo dei feriti neDa. v~lle del Po· (1889, 1898, 1905). T'e sto e· progetto oon illustr.a do·n i,. premiat:i con d'pl·o ms d'' onore .all' Espoaizione internazionale di, :Milano 1908. (Vendiblle pÌ'esao l Autore; direzione sanità militare) • • • .. • ., In .. m. - Ese.r eito· ·O· tuber.colosi. ( ·o tizie. - Profi18:88i attaale., - .E tà deUa chiamata.. - F 'e rm.a. biennale. - Abb888ameoto della. atatu.ra). Relazione al congresso nazional.o d~igiene 1906 Alilano~ (Id id. i·d.) • • • •. • • 2 8i.BBLuco U:as.uro. ·c apitano medico.. - Fmatu:re ed apparecchi~ ,fratture e IUSIIU.iani. - Firenze, tip: Barbèra . . . . . • . . . . .. . ~ . • 'SA.Lllllltl SA:LVA'l"'&B, maggiore medico•. - Vo·n atomia e la. chirurgia operatoria della man::libola e deUe parti moDi che la ri.v eatono. - Napoli, 1906. Un vot m a• di pag. 130, con 58 figure .i ntercalate nel testo.. (Vendibile preEO :1•Autorep Conro Vittorio Emanoele 3:86,. Napoli). • . • • • . • . . • 3 ID. m. - La ·cbirl;uog'la. delle vie biU&r'i Memoria on.o rata di un attfl toato di i.ode della. Società medico-ch.irurgica di B.o [op;a.- Bologna, I 90S. Un vol in 16°' di pag. 198, (Vendib.iJe pmsao l'AutQI'e, Cono Vittorio Emanuele 386. Napoli). • l ·&Jr.ruccr .SrsrANo, maggiare ·m edico. libero docente di of'ta.lmologia •& di eli· Dica ooulistiea nena · Regia Università di Torio~ Studio scientifico pratico mi traumstismi. ooulari. Vol. di 242 pagine co' 16 tavole con·t.eDenti 63 mi c::ototogm.fìe e con prefazione del professor .C. RBY'MOND. direttor~ d.e lla Re· gta cllni.o a oeuJ.istica di Torino·. Rom' Enrico Vogbe·r a l '906. (Vendibile _ Jmeaao la tipografia Enrico' Voghe·r a,. via Po 3, Roma) • • . • • .. . • ' "'rz8'rt Fa.ulmtaco, tenente colounello medico. - RicOrdi di microbiologia pura ·ed app1icatL ~ Un vot :i n 16° di pag. 4,0.9~ Firenz-e~ 1906. (Vendibile preBBO , _ l'Auto·r e, s_cuola .d 1applicA.d,o·n e d1 sanità. militare, F.ire,:nze,. . ,. • .• • • 1 & ID. ~· -Le m.a lattie infettive diflusibill più frequenti nel.aotdato i·~ano. Noz.io·Jli di epidemiologia militare.. Un vol. in so grande di pag. 2'98. ·~ J'ir.e nze. 1907. (Veo-:Hbile presso l1'A utore. scuola d 1'a pplioa·zio·n e di sanità mili.t are, Fimnm). 11 7 V 'BDI.&. TomLAao·, mag:gior"6 medico. - Il ·c onsulente Sanitario Guida prati!ca. per con080ère e curare le malattia in asseo:za de' mecUao. · In. :E dizione. Un vol. di pag.. 410; elegantem.en:te riJega:to in te·la. Rocca San. Casciano. L. Cappelli 1899. (Vend.ibile pr sso l'Autore, \I'Ìa apoloone. III n. '10, Roma). » 3, -
GIOR ALE DI
NlE.D - CINA MILI
ARE
Direzione,e .A-mministraz.: Via. Venti s~ettembre' {Palazzo del M•nlatero delta g;uerra}
co ·- DIZIO:NI DI ABDO 'A.li:E TO. m
1° Il Gim na.le di medieina mattare s;i pubbli a !''u ltimo "iOrno di ci8SCUD in .fa ieoH di 5 togli di tampa. 2° L~abbonamento · annuo e dec.o.re dol 1° geuna;io . :~o Il prezzo d l l a bbona.mento è : Per- l llalia e la Colonia Eritrea .· L. 12,P r l E ero .. . • . . . • • 15,. ~ _ t _, l·, in. Halia . . 2.!!!i u n f,a~cLco~ , !le.(-) sep·ara o co ,,a, · _ . E -• _ _ 1 .., . ·B1 ' · · ·~ero.
.o L'abbonam - to non di detto prÙna de1 1° dicembre s;intende rìn.novat.o per 1'anno ucoe iv o 5° l signori abbonati mil itari in e.ffettività di. s·e rvizio possono pagare [im .. por·to de~Pabbona.meuto per· mezzo dei. rispettivi comandanti di corpo ·(anche. a rate me.n sili). 6° .Ai librai si fa lo con lo deliO '0tM ma soHanto per gli abbonamenti d'sUe perPon c.be non pos ono fruire della t'acilitezione di eui al n.. 5. 7° Le spese per gH estr·atti e .qu.ena per le ta voi e li togra.ftch.e foto rru~
che, eee. , che ae ompa gnas ero le m.emorie sono a earico degli autor.i. o Gli autori delle memorie potranno .a verne g.li estraUi. faeen ùone richiesta. all'atto dell'invio deUe bozze corr et.te . Gli e tratti Slono di du tipi: TfPO .d.. - Con. opertina in bianco. senza fron.t4spizio, e colla impagina .. tura. e numerazione del fa.s cicolo. TIPO B . - Con copertina tampala,. f.ronUsp.i zio1 impaginatura e numera· zione s peciale. Il prezzo è re.golsto dalla. seguenLe tariffa :
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Gli ·e tratti minori di un f' ', l jo i conteno come fo · Uo intero per· le. O·r i· nali?nj di 1~ e tra tU o meno. . _ _ . . . .. . _ _, _· . . U Per qu lh cbe superano un fo lao, le fra:t!Ollt m pm. che non. sttp~rs~o mezzo fo lio :si eont~no come m ta pur·ebÀ però- l.' ordinetione n n 518 mferjot·e a nO co pie . P otranno aver i e tratti ~ n car~ta e formato diversi, previi a.c cordi perso• nali tra gli .Autori e 1a Ti ~ o rafia. 9·0 l mano s. ritti non , i r e ti tui ·eono.
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GIORNALE I
.MEDICI N A . MILITARE G:iomale di medicina mil'itaro·: 1851- 18&4 Rello Eaeruito· o ~lla Regta M•rina = Biorn.al• m,~ico del Regio E&'flf'C~Io : ti89CM907
GT:o rl'lllfl· med~c:o dell
881• 1895
ANNO LVIII - 1910
FASCICOLO XII
31 DuJBMBRE
SOMMARI El
••
• • • $ • • • • ,•.
.~ Rmdi.eonto. statistico deUe operazioni ebirurglche eseRUlte ntgU talilUimenti aa:oLtaJ'i Uitarl nell'an·o 1900 . • • • • • PaQ .
Cvta. - L".lodio· otU'aJI,tianps.i chirurgica. Yl T .&
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DIREZJONE ED .AMMINISTRAZIONE
ROMA .. Paiaao tlel -. I.DJs:teJio della Gaerra, Via XX ·SeUemb • BOllA ------·
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Per le inor:zioni a. papJDeDto rivo.lgeni Helulivamtllte
~a SOCIETÀ ROMANA DI PUBa. DITA. - ROM ,. Ooz-so UlabertD· Z~ 180.
INDICE DELLA BlVISTA. DI GIORNA..LI ITALIANI ED ESTERI IUVISTA. MEIHG.\. Snowm111 , - 1.~ ora det vomU;o. . Pag·. 93 Slan•r•l·lt. - Il p:o.nto d.oloros:o retromandi.borare t: ome egoo precoce e eo9taate di Dle·
nina:ite •
9:33
RI'Vr m NE\rROPA.TOLOGIA.. IIO'neEii. - Toberoolosl e cr.iminaUtà .• IUVJST m GHlR RGIA GE. - KR.~t,E. Donati. ~ SnU& d•sintzione preope.ratoria tJeUa cote ~o alcool e iodio Donali. ~ o·t e ed o ser azl.on:l su!ia narco i ·t on ctr~:ora2:ione artHldalmente rJdotta. IUVISTA 01 ('10UUSTICA. Pea. - u'lm. sierotetap·ia deUa <:ongiontt'fite oranul.o:L 1\lVI T.t Dii. ANA.TO.MIA E FfSJOLOGIA NORMA. ..E E .PATOLOGlCA 'Vanzattl. - IUcerche :perimenta'U ~- u.Jl alterazioni tubercolari del ''8,3i .sanguJgni e suUa produ.zlon.e degU àneurismi RLVISlA DI MA.L,.\TTI.E 'VRNRil.ER E DELLA PELLE. Dardena•e. - Un caso di relnrezjon.e siDUtiea nove anni dopo !a p~runa .• ·e c nsider . :doni suWimmunita. • .. • • • . • • , Rtblty Browfti. - Uo. e· so· d.. ·IOUd:e terziaria. ooh e· ito di morte ìmprovvi!a per pa.raU dell.abduttore d Ue eord.e voc H G.O~F'ERENZE 'SClENflFICI:t;B OIWU OSPI!lDAU MILITARI . NECROLOGIO.
Lo igi Sr-arano . .tnae1o Mos io • • OVL BNT.I AVVE UTI NEL .CORPO SANITARIO B 'I!:.L PERSONALE 'FARH!CBUT~CO • INmCI!; GENERALE DELLE MA.TE.HIE 'PRU L'ANNO 1910 ~
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Pubblicazioni va.ndibill prasso I'Ammlnistraz~ dal " Giornale di m.adiclna mllitara " AfllrOJ)OnNlria militare.- Risultati ·o ttenuti dallo ~poglio dei..fogli 1Ba.nit&ri ·delle olasai. 1859-1863; due · volumi i:o 40 con. atlante Vol. I (Dati antropologici éd. etnologici.) con Atlante della geo,gra4a aa~ tropologiea den•ItWia. - Rome. 1896·. • • • • • . • • • L. 18 Vol. n ('D ati demograBci e biologici'). - Roma 1905 1 BABOI'no e Broau. -- Compendio di obirtu-gia di guerra compilato suDa atori& medico~ebir\'ll'gioa della gy.erra di ~BeCeBSione d'A.meri.·o a. Roma, 1888 ' volwni,. prezzo rido·t to . - . ~ . . • . • . • • • • • • BJQQIJ'.LJLDO ·a BaB:zzr. 'L o sgom'bero degli amm..ala~ti e feriti in guerra.. Jd.e.. ~O·ria prem.iata al concono Riberi. Un volume di pag. 2:76 con .m olte 6gure s .ao e tavole gra:fiche. -- Boma 1·905 • . • . • • . • • • 1 OA.IIAXIHI. ___: La fatica nelle. vita militue. Memoria premiata nel conoonro Biberi 1904-1905. U.n volume di pag. 330 C.Qn 65· figure. - Roma, 1908. • • 'l 6 ID. - Le mala:ttio e· gli infortuni neJ:Ia, vita mUit&re. l(e.t noria ptemiata al concorBo Biberi l905-l90tt Un vol~m.e di Plll· '02. con tavole gra4oh.e· eetati,Btich.e .- Roma. 1908 . • . . . • • • '. • .: • • .. •. , . .. 1 8 ci:J.sANL - Esposizione· aomme.ria dell'ordinamento e· funzionamento d .e l Bervizio s :oltario in. campagna presso reseraito italiano. - Roma 1906 . l l 50 n. Oseuz. - Studio sulle mediaetiniti (med:iastilliti su.ppm"stive. uoeaao DiB-' dlutinico). - Roma, l900. Un vol. dì 'P•g. 144 • , • • .• .• • • .. • i B:YBTL. - ,Onoma.tologi.a anatomica. Storia e critica del :m oderno llngu.aaio anatomico. TNduzrone· libera ita.liana. dei dottori a PBB'l'"D e c. S.aau.. 6 Boma. '188&. (Edizione rata) • • • . · . . ~ 1 Le tmu omuGI6 dolt6 armì oo g1U1'1'G. Sinte i d.eHa relazioae· ..mtaria. iiQIIi ·eaerciti tedeaobi. durante la. guerra franco -germanica 1870-11. - Boma; 1889. Un. volume di pag. 34'.8.• prezzo ridotto. • .• • • . • •. • • • • • t IIAI!U; - tudii atorioo..orttioi. aulla. menmpte eerebro.,apinaJe, .e pidemica iD lta.Ua ·e particolarmente nell'weroibo. - Rom -. 1883. Un v·olume di p.,. 281 on 2 t&vote ; ·Baho. Prezzo ridotto. • ., • . • . .• • . . • • • 1 Il
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RfNOIGIONTO STATISTIG0 D.ELlE 'O PERAZIONI CHIRUB81GH·E 1
ESEHUITE NEGLI STAB.I LIMENTI SA ITAR · MILITARI NET.;L' NNO 1909
Le, operazioni chirurgiche pra·ti.cate negli stabilimenti sanitari militari durante l'anno 1909 furono 2583 con 35 mortì, vale a dire colla proporzione. dell8,4 p. 1000. In questa cifra sono pe.rb ~compre·se 29 ri~ duzioni inernente di fratture e 11 riduzioni in cruente di lussazioni. Se paragoniamo l'attività. chirurgica d·e ll'anno preceden.te (2410 operazioni) col numero deUe operazioni,. eseguite nel 1909 si ha un aumento eli ben 123 operazioni, ·e, se ai ·d ati statistici di questi an.ni si aggiungono quelli comprendenti tutto il decennio 1900w1909 si ha 1a egnente tabella : Anni: 1900, 1'901, l 02, 1903, 1904, 1905, 1906, 1907, 1908,.1909 Nam.e ro delle operazioni. 16S~~ 1771, 2219, 2006, 2008,, 214:2, 2217,. 2B24, 2410, 2'638
dalla quale risulta evidente un notevole. aum.e nto d.el movimento ope. . ratorio ne1 nostri stabilim·e nti santtari,, ·Che da 1662 operazioni ne11900, sale a 2638 nel 1909, con una differenza di . ·71 atti oper.ativL Seguendo Ia consuetudine iniz.ia,t a nei r~ndiconti precedenti, ripro~ dueiamo nello speocbìo A il quadro statistico deUe operazioni,. coll'in.dieazion.e del nome dell''o peratore., dell'atto operatìvo e deU''esito. Nello apecchio B invece i vari gruppi delle oper.a.zioni sono stati ripar iti per stabilimenti sanitari. Gli atti operativi sono ;s tati classificati )n 15 gruppi, comprendendo nei primi set.t e le oper.a.zion.i sulle v·a.rie regionì, poi negli altri 4 successivi gli i .terve.ntì chirurgici :StlÌ diversi -si temì e tessuti: i rimanenti gruppi riguarda.no Ie a portazìoni di tumori, le estrazioni di corpi estr.a nei e le operazioni per flemmoni e asce si, che si e oredato conveniente riunire in categone speciali, anziohè distribuirli ,secondo .la sede delle singole .r egioni. L'ul f mo gruppo comprende in fine quegli atti operati i, che per la loro minore imR portanza non si è ereduto nece sario specifi.care, com·e oper.e.zioni per un~hi~ incarnata, spaccature di seni fistolosi, ematomi ecc. · AlPesam.e, anche sommario, dello specchio B è facile rile are nna sen~i bile ,spropol"zione nel m vi m n t o ratorio fra i a.r i tabilìmen.ti s~nita.ri militari, la quale non è, ·e m pre in ~ela.zi n.e ·C Ua. media dei n~ov~rati in ·e ia cuno ospedale od infermeria: anzi per Po pedale di Messtna. non è se.gna.t o per il 1909 alcun intervento chirurgico, il che 56 - Giornale di m d .t: ina m:i.lìta·re. -
Fa r:, XU .
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RENDICONTO ,STA.T ISTIOO
trova una plausibile giustificazione oolle anormali cond1zioni in cui è venuto a. trova:rsi quel. nos.ocomio d:opo· il disastro tellnrico del di~ cem bre. 1908. Non abbìamo perciò che a ripetere le. considera.z ioni già. svolte nei rendiconti precedenti, ritenendo cioè che tale a.propgrzione, più ~che al diverso movimento dei malati n.ei reparti di chirurgia, si debba a.t tri· buire al diverso modo col qu:ale viene ad esplicarsi l'attivita. ehìrnrgiea nei riparti ste.ssi.. *
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In. eonformita di qua.n to si è praticato n.e i precedenti rendiconti facciamo precedere e.i q n&dri statistici una bre.v e esposizione dei casi più gravi ed ìmportanti,, nei li.miti pero assai ristre.t tì co·n sentiti dalle snccinte indicaz1oni e dalle piu rare annotazionì segnate n:elle tabeUe nominative, modello 8, dei -singoli operati.. · l. -
0PBRAZI N l
UL ORA. ~IO.
Lo specchio A riporta &nzit~tto fra. le operazioni sul cranio una trapana.zione del seno frontale destro, eseguita dal c.a.pitano medico Oddi (ospedale Ancona) in un easo .di empiema. d. i an tic& data; l'atto operativo fn s~egnito dallo zaffamento del seno e ~del la. fossa nasale: guarigione com.pleta .. In un altro caso di frattura del cranio alla regione parieto-te.mporale de tra con emorragia extrad ura.Ie il ma.ggior·e medico Vigliarài (infermeria Pinerolo) pratìco la trapano.zione oollo scalpello e· martello.. Oltre la d.epr ione di una ·larga scheggia del temporale e l'esteso e:m atoma ·e xtradurale, fu J·iscontrato una larga echeggiatura deHa la-mina vitrea e spa.ppolamento di sostanza, cerebrale. Dopo l'intervento cessarono per qualche ora i :s intomi di com.press.ione, ma., ,eguì poi la morte per paralisi del vago. · ono segna.t e 34 trap.anazioni dell'apofisi mastoic!e, tutte provocate da diff11sione. del proce o suppurativo di oti e media. In un ~caso !,atto operativo si limitò a.l semplice taglio a..Ja, \V ildet in 2 dopo l'apertura della m.astoide si procedette a, quella dell'antro ; in. un altro caso fu praticata Pan tro-atticotomia alia Za.ufal, con a.s porta.zione di n.ume.~· ro è granulazioni fungose ·che ino-ombravano l''antro e tutte le cellule ma toidee. e la, cas. a: guarioione · (ca.pita.no medioo Riva, ospedale Roma)·6 n un ·a o di ma . toidi destra associata a perisin.usite suppura, i va il tenen e colonnello meclic Bono m o dopo la a.ntrectomi& svuotam n . clelia. ma id e,. -se uì la tra pan:a.zio~ne del mammeUone o o d l eno la.terale, on esito di guarigione.
DE:LLE OPER. AZIO I CllffiURGIOHE, EOO.
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Dei 94 oper.a ti, per 29· è segnata la. guarigione, per 3 esito letale, per uno non. è indicato il risul ta.to., ed uno er.a tutto:r a in cura al Bl dicembre. Dei trè' morti, in un caso trattava.si di mastoidite. ·c on as.eesso ce-· rebrale della zona. rolandica.. il maggiore me:lico Cal·egari '(ospedale Milano) praticò la tra pana,z ione d·ella. mastoide e successivam.e n t·e qu·e lla del cranio con svuota.mento d.ell'ascesso : la morte seguì al 13° giorno dell operazione. Nel secondo caso alla mastoidìte era associata paralisi del fe.cct.ale e probabile labirintite, ·n.e l terzo si erano manifestati fenoment. cerebrali ; le tabelle nominative non portano altre annotazioni al riguardo. Fra le operazionì sul cranio sono infine riportate due asportazioni di se que~ ~tri osse.i : la prima eseguita ìn ;s eguito a frattura. es.p osta dell'osso frontale 1 Q'Uarigione per granulazione (maggiore medi,oo Peras.si, ospedale Caserta); la. se.c onda per seno fistoloso al sincipite, oon estrazione. di una cheggut ossea de1la grandezza d.i un.a. moueta. da 5 centesimi: guarigione per granulazione (tenente colonnello medico Gernndo,. os.pedale Roma).
II. -
OPERAZIONI SULLA FAOOIA..•
L Operazione sugU occh,i. ono segnat·e in primo luogo le opera.. zioni praticate suH'appa.re.cc.hio visivo. Fra quest·e ;a ccenneremo a.n zitutto a 4 enucleazioni del globo oculare pratìcate in se,:rnito a lesioni tra.u·ma.tiche ·el prim.o caso rattavasi di ferita la:cet·o-eontusa all'oc:chio sinistro, con evuotamento completo di es -o (maggiore medico Pe.rego,.ospedale il ano). Il secondo riguarda va una. ferita al globo oculare sinistro, con permanenza del corpo estraneo (proiettile di ·Carabina Fio bert ad aria eom:pres a), il quale a. t tra versava com ple.t ament;e il globo st.essot ìncuneandosi colla sua estremita nel nervo ottico (m;a ggiore medico Calega:ri,. ospedale Mìlano). - el t·e rzo caso si trattava di ferJt;a d'arma da. fuoco (rivoltella,. calibro 9') alla regione te.m porale destra con fuoru.scit& del. proiettile alla regione parieto-temporale sinistra .: il ca· pitano medico Oddi ospedale Ancona) eseguì l'e.nuclea..z ione d·e l bulbo oculare· destro, con a -portazione di n umeros:e sebeggie ossee della volta orbitaria ed elimina.z ione di sostanza oerebrale. all'ultimo caso ìnftne trattavasi di ferita la,cero-contusa all'occhio de tro con emorragia interna (maggiore medico Piergianni, ospedale Ohieti). Per tutti è segnato es1to di guarigione: n eU' operato dal capitano Oddi si ebbero pero reliquati di para.lis1 facciale . È riportata una sola exenteratio bulbi, eseguita dal maggiore medico Morin.o (ospedale Torino) op1·a un caporale del 25° fanteria affetto
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BENDICONTO
TATISTIOO
da. stafUoma totale del la cornea destra, pos.t umo a gravissima infe~ zione dlel segmento a.nterio.r e delPocchio: si ottenne nn regolar~ mon-
cone, con protesi completa e dopo 15 giorni fu .a pplicato senza alcun disturbo l 'occhio· artifi,'c iale. eguono 2 irideotomie prat.ica te dallo stesso maggiore medico Morino. .La p.rim.a. per grave ferita la.o ero-contnsa, con spacca.tnra completa, della cornea nel suo .m eridiano orizzontale e fnorusoita. d,ìride: fu fatta l'asportazion·e dell'ernia iridea e suocessiva regolarizzazionedel margine pupillare. La. seconda. in seguito a fe.r ita d:tarma. da, ta.glioa.U'occhi.o sinistro, con. procidenza dell'iride e deU'umore vitreo: all'bi .. dectomia segtu l'asportazione di porzion.e erniosa del vttreo: pe.r e.n tr&mbe è se.g nato esito d1 guarigione, con soddisfacente risultato fu.nzionale. ono segnate successiv.a mente 18 .a sportazioni di pterigio; de.lle quali 8 operat:e ool m·etodo di Knopp (ma.ggtore medico Morino, ospeA dale Torino), l con quello dell'Arti,. e le rimanenti col processo o~(H. n ari o deU'e·scissione. E ito di guarigìone in tu t ti i casi .. Sono quindi riportate 89 asportazioni di ca.la.zio :. in 21 c,o.si fu fa t t& l'incisione dal lato esterno, nei rimanenti dal lato della congiuntiva. pal pebrale: è segnata. la. guarigione per tntti i oasL Infine ono riportate 2 a.spo.rta..z ioni complete d.el sacco lacrimale eseguite (ospedale Firenze) in individuì affetti da da.criocistite purnlen t a : l'e irpazione fu seguì ta dal ra chiamE"nto del dotto naso~I.&cri male e quindi dalla sutura .: guarigione per prima in ambedue i casi. 2. Opera.zion.i sul naso e m·ecchi.- Sono comprese in questa ca.teaorìa. a.sportazìoni di polipi na ali: in 3 oasi fu fatta l'estirpazione con. l an a metallica a freddo e la pinza deU'Arela:n; in 4 l'asportazione con la pinza da poli p i fu seguita. dalla ·c austicazione del punto. d 1 ìmpia.nto · nell'ultimo ca o fu a..p plicato la pinza a cuech1.aio d.eL Fra··nkel . i ebbe e .ito ài guarigione in tutti i casi. Sono quindi riportate. 4 turbinotomie inferiori per rin1te ipertro .. fica, pratieate nell'ospedale milita.re di Livorno, 8 dal capitano me· dico Toni tti ed un.a dal capitano me.d ico Ga.b ri oon esito favorevole In un ca o la rinite era. associata a spìna del setto nasale,. che venne res· ca a co 1 bi tori del oure. t·a le o: ·e ra.zioni va.r ie oteremo un'apertura del seno mascellare p r la ia na aie e·cruita dallo s so capitano m.e dico Toniettì in un ca o d' inu it·e ma ceUare, on eutiva a ferita d''a rma da fuoco :; e ito di g11 rigion ; e un decor icamento della mucosa del turbinato inferiore fatto òal mede Imo operatore.
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Fra le operazioni sull orecchio sono segnate soltanto un t estirpazione di polipo :a ll'orecchio destro mediante l'ans& fredda (maggiore medico Gurgo ospedale Savigliano) ea una sutura del padiglione.,. previa aspo r .. tazione di frammento di cartilagine, in un c.aso di ferita da strappa· mento dell'orecchio sinist.r o {maggtor·e m.edico Sa.ntoro, ospedale Bra scia) .: ,guarigione, in entrambe. 3. Operazioni suUa bocca e retrobocca . ·-È riportata primìeramente una sutura. della lingua eseguita dal maggiore medico Pimpinelli,. (ospedale Ca va dei TilTeni) in. un caso di ferita lacero-oontu .a tra.sver sale estesa 4 centimetri ed inte:r essante i due terzi dello spessore d.ella lingtt.a : riunion.e per prima. eguono B operazioni p·e r ablazione di tonsille ipertrofiche con ,1)9 guarigioni e 4 esiti non speci·f icati: 26 asportazioni furono fatt mediante il ton illotomo di .F ahnen .t ok; pe.r 15 si ri-corse allo spez :zet~ tamento delle tonsille, va) endosi nella maggior par e dei casi dello epezzettatore. dell'.Arslan, per 6 fu us.a·to il tonsillotomo del Mathieu, per 5 il metodo alassi co di Celso (bis.turì e pinza l, per 4 la. pinza di Ruault,, per 2 quella di Hartmann. Nei rimanenti 5 ca.si tratta.vasi di tonsiUite flemmonosa; fu dato esito al pus mediante spaccatura attraverso al palato molle,. e venne quindi fatto il raschi a.m en to. Sono da ultimo egnate 2 rid uzionì di frattur·e del masceUare. In un caso di frattura dell,arcata alveolare del mascellare superiore da calcio di cavallo il tenente medico Albano (ospedale Case.rta) pratico Pimmobilizza.z1one~ previa e trazione de.i sequestri ossAi dopo il loro sponçaneo distacco · guarigione per granulazionL Nel secondo c.aso di frattura della mandibola il maggiore medico Carta, (ospedale Torino) a vvicinb i due monconi con filo d ''a rgento, com prendentì il 2° pre.molare ed. il l o molare destro: guarigion.e. È ·r iportato altresì un caso di subl us.s azione glenoidea. destra : si fec·e la riduzione d·e lla luss zione e massaggio in secondo tempo (ca,.. pitano medico Tro anelli,. ospedale resoia) .. Infine il maggiore medico an toro, (ospeda:le rescìa) in nn caso di ferita d'arma, da fuoco (rivoltella.) alla guancia s"nistra.. fe.ce l"es,t ra.. zione deì pe,z zi d'osso staccati .i per necrosi del condilo articolare sinistro d·e lla mandibola e del ponte zigomatico d·eUo stesso lato, con fa-vorevol~e risultato.
III. -
OP·EBAZIONI
UL COLLO
Delle operazioni .su ~ · collo e s.e gnata u.na. tracheotomia superiore ese-guita dal mag·g iore medico Ros ì (infe.r meria Ternt) in un ca.·so di edema, aonto della glottide da angina scarlattinosa con temperatura
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RB n:ICONTO STATISTICO
ìperpiretica: a. nulla valse. l'intervento chirurgico t susseguito d.&Jla respirazione artificiale praticata per lungo tempo, e l'~:nfermo morì il giorno stesso dell;operazione. · riportata. ancora un' a.spor·t.a.zione dì gozz~o cistico blobare fa.t.t a dal maggiore. medico Carta, (ospedale Torino), che praticò il taglio del Kocher e l'enucleazione ottocapsula.re ·d i d ne tumori cistici, :r ispettivamente dei due lobi della. tiroi d.e:· gua.·r igione per prima.
IV. -
OPERAZIONI . 'O L TORACE.
Lo specchio comprende anzitutto in ques.t o gruppo 2:8 toraeentisi : 10 di queste. furono praticate ooll as.p iratore d ~el Potai n, 9 col Pa· spiratore Dieulaioy, per le rimanenti non è indicato il mezzo. L;intervento ·p er quasi tutte fu ·~ dete~ rmina.to da. pleurite e.s sudatìva · per 2 casi solta:n to da. polisierosite. ·v algono anche per quest'anno le ·con· sideraz;i oni e: po te nei rendiconti precedenti, e che cioè. il numero delle tor.a centesi qui riportate è .assai inferiore a quelle esegnite effetti ·amente neì no tri ospedali mìl itari e specìamen.te nei riparti di medicina,. ove, di solito, si ome.t te di redige.r e. la ta..b ella nominati va mod. per tali inte.r venti. ono indicate snccessiva.mente 10 toracotomìe. ìntercostali, delle q ua.li . 6 furono fatte in seguito ad empìema... - ono registrati d ::te. esiti letali, l" uno a,, .venuto due m.e si dopo l'intervento ehi·ru:rgico: alla necroscopia. venne con tatata. la. pre enza di un va to asce .so iuca.psulato nel lobo polmonare, inferiore de tro.; mentre la. guarigione dell'empiema. era. ·completa. P _r l'altro la tabella nominativa non porta indicazione alcuna: la morl.e segu1 dopo due. mesi e mezzo dall'ìnter· vento chirurgico. In un caso di ferita da punta e taglio peoetra.n te :n el tora·oe al9 ) spa.ziointercostale sinistro,.il maggiore m.·edico Soti ·, (infermeria Gaeta}, piu che una. vera tora.co omiat praticò lo bri liam en to e le .s uture profonda dei mu.scoli e superficiale, con 1to di guarigione per prima. Cos.ì abbiamo compreso in que ta cat goria una tora.cotomi.a po tea rior al 10° spazio intercos.tale per a ·.cesso epatieo: l individuo operato il 2 agos·t o e~ra tuttora i cura al 31 dicembre, (ea.p·ta.no medioo Cimino, ospedale Genova). ono quindi r·e gistrate 17 toracotomie r~trocostali, delle quali 13 furono praticate in seguito ad empiema,, S per asce . so freddo e carie co tale ed l per ~ rìta. d'alma da fuoco. no segnate 11 gllangioni e 4 morti: 2 operati erano tuttora in cura al31 dieembre . Degli esiti letah, uno rigua,r da. a un caso di ~emp1ema destro, morte all'8° .o iornodalPope. razione per pericardite purulenta (maggiore medico Calegari,. ospedale
DELLE OPERAZIONI OKIRURGICHE;. BOO.
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· M:ilan.o). Il ,s econdo si riferiva a. un caso di ferita d'arma da fuoco al·
l'emitorace .sinistro a scopo suicida., con gra,ve· lesione del polmone e frattura della, 5 .. e 6a costa. Per frena1·e ls grave emorragia fu ,praticata l'apertura del torace con resezione. parziale delle -coste frattura,t e e quindi emostasi& della parete costale e tsm pona.m ento del polmone : il ferito però cessava di vivere poche, ore dopo per nuo & emorragia. cavìta.r ia. All'autopsia si constatò. ampia. lacerazione da scoppio d.ei lobi supe:riore ed inferiore del polmone sinistro, e la cavità era piena di grumi sanguigni che .avevano rica.c.ciati i tamponi di garza , (capitano medico .Saggì ui, ospedale, Bologna). Gli .aJ. tri d.ue e· i ti letali .a vv·e nnero. nell 'ospedale di Napoli, rispettivam·ente 11 giorni e 4 mesi dopo Poperazione pe.r empiema : per l'uno la tabella non porta ne~ suna i dicazione 7 per l'altro è segnato che la morte avvenne. in~eguito a sepsi, s.e nz'altro pa.r ticolare. Delle 17 toracotomie retroco.stali, u.na volta venne resec.ata la 5a e 6·a costa, volte la 7, 5 volte l ·Il u ~ a. volta la 9l\ una la 10", due~ volte si fecero . resezioni multiple : per le altre non è specificato. V,. -
OPERAZIONI • 'U LL ADDOME E BACINO.
l. Laparotomie. - Ne sono segnate 25, con 18 guarigìon·, 6 mor·t i ed l rimasto in cura a.l 81 dicembre. Furono praticate B lapa.ratomie per lesioni traumatiche,: una per ferita da punta e taglio aH'addome a scopo suicida, ìnteressante gli 1pocondri e con fuoruscita d;i e.pi ploon. l capitano medico Di Giacomo (ospedale Bari) prati ·ò la laparotomia mediana~ riscontrando una ferita al margine antero-inferiore della milza, ehe su · urò con due, punti, e quindi as.p ortò i segmenti di epiplon erniato. la. guarigione avvenne senza complicanze. La seconda la parotomia me ~ iana fu eseguita in u.n e&so di ferita d'arma. da fuoeo .aUa region~· epigastrica, con lesione del grande omento: furono asportati vari grumi :s anguigni e a.lla "cia.,t a, un" arteria dell~ ome n to e :aon fu riscontrata. alcuna. lesione viscerale. Guarigione per prima, (macrgiore medico Pim pinelli, ospedale Oava dei Tirreni ). La terza fu fatta dal capitano medico Lionti (ospedale Palermo) in un c,a o di ferita d arma da, fuoco, a scopo suicida, al q ua.d:ra:nte inferiore sinistro ·C Oll ferita dell'ileo in due~ puntì e del mesenterìo e del perit-oneo posteriore., e con foro d'uscita alla regione glu.tea•. Fatta la .sutura peritoneale, fu. fatta. la resezione intestinale e P.entero-an.astomosi termino-t·e rmìnale col bottone di Murphy. :Ai ebbe esito letale due giorni dopo l'operazione: P autopsia fe,c rilevare il perito.n eo parietale. integro, e tenue essudato fibrinoso sul viscer.a],e, scarso liquido sanguinolento nel cavo, e anas omosi inte tinale a teuu.ta perfetta..
RE·
IOONTO STATISTIOO
ono registrate 8 operazioni per appe.n dicite, con. 7 gusrtg1oni e una morte. Qnest& si è verificata. in un caso di peritonite d& pr.obabìle a p pendici te. Fu fatta. dal capitano medico Ri"V":a. (ospedale Roma)' l appendicee .omia e quindi drenagaio multiplo e. zaff&mentQ, m.a per il progredire della sepsi entero peritoneale av·v enneil d.ec.eseo 38ore dopo l'operazione. In 4 ·C&si rìnte..rvento segul per appendicite acuta. : degn.o d · no .a un·' appendicectomia fatta dal maggiore. medico Oarta (ospedale Torino) e in se,c ondo tempo suo·c essiva incisione della pa:rete. anterio-re del retto pe.r da.r e esito.,.ad una raccolta p·n .rulenta :nella.. p~ ic oola. pelvt .: 20 giorni dopo l'operazione,, essendosi m.a nifestato ottu.. sità all'ipoga:strio s1.ni t1,-o on tensione d.e lla pa:rete si praticò nn'in.ct ione nella regione sopra.i ngui naie inistra, dando esito a. pus abbon.dan te e fetido! e. i to dì guarigione completa. I n 2 casi tratta asi i a.ppendicite cronica :r·e cidivante, e fu fatta, Pappendicectomi.a a freddo: guarigione per prim;& '( maggiore medico Ca.r ta. e, capitano .m edico Liont ·)·. In un ultìmo ca·o operato dallo tesso maggiore medico Carta l appendicite era complicata a pleurite: fu riscontrato,. fatta la laparo· t.omia sopra inguinale, l'epiploon ipetpla tico a ·glutina .o, dall'aspetto tubercolar , e le :a n e intes tinali ..,aldam nte .a derenti,. pe·r cui non si ritenne opportuna la rese.z ione. Guarigione per prima. e.uuono ·1 la parotomie per peri toni te tubercolare, oon 6 esi ti dì anarigione ed l letale,, in un ca o di peritonite specifica. a. forma a citica : la. morte avvenne nn mese dopo l opera.ztone per pie uri te destr.a tubercolare .. I n un. çaso dì peritonite tube.rcolare con coptoso e . suda, o fibrinoso il capitan.o medico ag.gini (ospedale Bologna), fatta. la. laparoto1nia.,. oot' la. ca Hà peritoneale di circa a litri di liquido completando la toel tta. on lavaggio dì soluzione fi.aiologico. e pro s:oiugam.ento accurato· il pa.z iente lasciò l'ospeda)e senz~a traccia di li· quido a sai m ~gliora to .elle condizioni generali e da pa,recchi giorni a pirettico. Fu.rono inoltre pra,t icate àue laparotomie per peritontte settica, entr mb e :eguite d:a mort·e. La prima in segni to a sintomi g~a i di o trnzioni ·.m o in te . tinale e peri tonis1no : fu constatata P esistenza di gra e ·e, diffusa peritonite purulenta. e con eguente, me.teorismo e p&· re i inte tina.le , m.a non furono accertate perforazioni, nè occlusioni orte al t rzo giorno daH'op razione (ma.O'gior·e medico Ga.Hit ospedale Lìvorno). La . eeonda fu. motivata da p ritonite con perforazione inte.. . tina.le: seguì la. m.o rte per .sepeì al · 'econdo i orno (maggiore medico Ca.rta,. ospedale Torino) ono ancora riportate 3 la.p arotomie per .a.s e so ~epatìco con due guarigioni ed una. morte, v~erifioata.si in un caso di ascesso del mar-
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gine e fa.coia antero esterna. del fegato: taglio rasente il margine (30stale, svuotamen t o delr ascesso e zaffamento. Morte in :7 giornata per ascessi multipli del fegato. L esame neorosco:pico fece rilevare empiem& destro comunicaute con as~cesso sub-diaframma.tico già ·precedentemente svuotato, non ohe numerosissimi a.s.cessi dì vario volum nell& convessità del fegato:· maggiore medico Calega.ri (o pedale Milano). In un secondo caso, operato dal maggiore me ico Gaudolfi. {ospedale ' oma), fu fatta. l'incisione sul fegato col coltellino incandescente, 1lando esito a. piu di un litro di pus: gua.r igione. N·e ll'ultimo ca. o fu fatta la laparotomia esplorativa, m.a non si rinvenne al fegato alcuna raccolta. purulenta, notando i solta.n to accentuata ì peremìa 1iel peritoneo parietal nella ragione epatica laterale destra. Il decor o po:stopera.tivo fu dei più favorevoli: com parvero i sintomi subbiettivi, ·e anche la febbre e l'infermo venne dirne so del tutto guarito un. mese dopo~ magO'iore medico Ceino, (infermeria Lecce . Sono infine reO'· stra te due laparotomie per cisti da echinococco: la prima e eguita dal capitano medico Lionti (ospedale _alermo ) in un caso di diagno i dubb:ta tra. cisti d echino ·occo al fegato e cirrosi epatica.. L individuo operato ìl 16 dic bre era tut tora. in cura al 31 dello e so me ,e, ma la tabellEt nominativa non porta alcuna indica.zione~ nè ulla modalita. d .11 atto operati o, nè ulPe it o della. lapa~ rotomia e plorativa. el secondo caso di ci ti da echinococco del fegato fu praticata d.a.l ca.p itauo medico Verdura, {osp dale Uaglìa ·i; Pineis.ione tra.nspl~urale ~e. r enucleazione della ci ti: esito di guarigione, senz'a.ltra. anttotazione. 2~ Operazioni radicali di ernie vi cerali. ~ Le operazioni per la cura radicale delle ernie viscerali nel l O ommano a 401 delle quali 368 per ernie inguinali unilaterali, 13 per ernie ìncruinali bila.·t erar, 4 per ernie crurali e ·6 per ernie della linea alba., con un aumento di 21 atti operatori in confronto a quelli dell anno preced ~ente. :T .a le cifra però e ,ass,a i inferiore al massimo di operazioni raggiunto nel 19 con· 636 in.terventi e che è andata gradatamente diminuendo negb anni successivi fino ad ave1·si nel l 08 poeo più della metà ( 60). Dei 401 operati di -ernia nel 1909, per 390 è .s egnato esito di guarigione, per 3 es o non è indicato e 7 rimasero in ·c ura al l dicembre. i e.bbe a deplorare un -esito letale ìn un caso di ernia. inguinR.l.e strozzata .s ini tra ; la cura .r adic.a.le dell'ernia fa seguita dalla formazione. di un ano contro natura: morte al3° giorno dell'operazione per stercoremia. La ta.beUa. non porta -<re indicazioni (maggiore medico Boccia, ospedale ~apoli). Il processo operatorio prescelto fu per le ernie inguinali q nello del Bass1ni praticato 351 volte., que1lo del Bonomo adottato dall'autore 14
8SO
RE .D ICONT'O STA.TIST'IOO
volte,. quello d.e] Mugnai 2 vo.Jte e quello del Postempski l volta . De:Ue 868 ernie ingninali nnila·t erali 20S avevano sede a destra .e 165 a sinistra. Sono riportate 5 ernie inguinali strozzate, deUe quali 8 con esito dì guarig·i one per prima, l con perm&nenza. di un . piccolo :s eno fìsto· loso e l'ultim.a eon esito letale, come è stato sopra ;a,c·cennato . Di quelle guarite pe.r prima una fu operata. dal · capita:no medico Oossu (ospedale Cagliari), l& second.a dal maggiore medico Carta. (ospedale· Torino), che con tatò l'ansa ·e rniata. congesta, m a. in buone oondizioni di vitalità.; la terza dal ten·e nte medico Albano (o.e pedale Caserta), che praticò ·o ontemporane·a mente. l'a.sportazlone del testicolo atrcfioo siinistro, allo scopo riferisce l'operatore, di .a.ccelera.:re l'atto ope.m tivo, che .a vrebbe dovuto prolun,garsi per isolare la vagina.le propria del testieolo, pe~ r rinforzare m.egHo la chiusura. della porta. erniaria e per toglie·re dal ca.m po operativo una vasta su.perficie si.erosa inq nina·ta. da un liquido siero emati·co. ono al resi indica te lO operazioni radicali di ernia inguinale recidi e. Fra q U'3 te, degno di nota un caso di ernia recidi va. diretta a con.ten uto ve cicale ( i tocele in tra peritoneale), operato dal ca p i tano medico ertoli (o. pedale Livorno). L ~·ernia era reoidivata dopo un anno dall'operazione; si riscontrò che il aceo erni&rio, a pare.t i piuttosto so t .. tili, fa.ce a.i strada attraverso un.a s.m :auliatura dellaponeuros.i del gr.a.nde obliquo, all'esterno ed un pd in basso dell"anello inguinale , .u~ perficiale; vinte le aderenz·e del sacco e fatto l, isolamento l'apertura, si riscontrò in e. s o un diverticolo vescicale che venne succe.ssi~a:m ·e· nte ridotto. L·a pia tica fu modificata., comprenden.do nella s:uf,nra. del pì.a.no m u coi~re anehe r aponeurosi de l grande obliquo e lasciando il funi·COlo nel ot·t ocutaneo · gg.a rigione per prima intenzion.e. In un alt1··o c.as.o di ernia inguino·sorotale reeidivata dopo 4 anni, il capitano medico Lion ti os pe le alermo) - i scontrò la presenz.a di un sacco .abha •anza voluminoso che . i pt~olungava fino allo scroto; pa.r e cb·e nel prin1o atto opera ·ivo non fos· e stata eseguita la. rieostitn.z ione della parete e la. sutura del triplice s rato, giacchè non se n.e rìscontraroDO tra eia: guftri.· ione per prìma. ono inol re e na i l ca i eli ernia inguin.a.le diretta. : in un caso operato dal tenente m edico Cres imone (osped.a.le Palermo) fn praticata ucc sivamente la cura radicale li un& seconda ernìa rnguinale destra obhq ua e:s t,e rna, e l operazione per aginalite sierosa cronica bilate.r ale.· gnarigi o ne per prima. l 7 casi l r.nia inguinale era associata a varicocele, in B ad t.dro• ce.Ie cistico; ·Contemporaneamente alla cura radicale dell'ernia venne· pra icata alt.re.'Ì quella r i · pettivamente del a.ricoce'le e del P idrocele.
D·B LLE OPERAZlONl CIUBUBGIOHE, B·OO.
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SOno segnati ancora 8 easi di ernia inguina.le congenita; in uno as· sooiaro ad ectopia del testicolo, il maggiore. m.edico Carta, fatta la rì · duz.ione. deU'ernia e. :s uturato lo s.t mto profondo,.riuscì mediante l'asportazione. del oremastere. a condurre il testicolo n.e llo scroto e fissarlo al fondo: guarigìone per prima. Accenneremo ancora ad un caso di ernia inguinale sinistra. interstiziaJe. o.per&to dal maggiore m.e dico Citann.a (ospedale. Catanzaro · si constatò all'atto opera.tJìvo la ma -canza della pa.re:te anteriore del cana.l·e inguin;a.le per anomaha. di sviluppo dell'aponeurosi del grande. obliquo, la quale er.a. ridotta a piccola la.cinia. ins·e rita al labbro esterno della doccia ·e la ricostruzione della parete. anteriore fu fatta suturando a strat.i la fascia superficiale, il tessuto oellulo~a,diposo e la cute; gua.ri~ . gione per prtma. In un altro caso di ernia inguinale .de.stra ope.r a to dal maggiore medico Oalore (ospedale Padova) il s.acoo ~era preoednto da lipoma; esìsteva inoltre laparocele al di sopra del ponte di Puparzio, dovuto a sottigliezza dei muscoli, dal quale face:v ano ernia i visceri add.omìnali. Degno di nota è che la disinfezione della. regione fu pratica:t a con. una sola penneUatura di tin·bura di iodio, escluso qualsiasi lavaggio prima.t durante e dopo Fatto operativo ; guarigione per prima. Per quanto riguarda le 14 ernie ìnguinali operate radìcalmen.te col metodo Bonomo, Pautore fa rilevare ·che la :fissazione del ma.tgine su.. periore ·d·e lla fes: ura.. pr.atiea.ta sull'bponeurosi del grande obliquo, lun o il canale inguinalet al margine posteriore del legam·e nto falloppiano r iesce facile, applicando tre anse ad in dentro al punto d'emergenz:a del funicolo d uno in fuori ; la parete posteriore del canale inguinale., così ricostituita., è solida. e forti si ma; esito di guarigione in tutti 1 cas1..
Ricorderemo infine ohe. pei 357 casi di guari..,.ione nella cura radi· ca]e, di ernie inguinali unila·t erali soltan o in è segnato l'esito di guarigione per seconda intenzione. Fr~ que ti un caso di ernia ingoinaie d'antica data oon acco voluminoso, pr-eoeduto da lipoma, operato da.l m.e.ggiore medico Calore (ospedale Padova}; essendosì la ferita imbrattata -d.'urina, ne segni necro.sì parziale per la grandezz~ dì una. moneta da 10 centesimi, s.e guita d.a fuorns:c ita pe.r suppurazione della .s eta impiegata per la sutura dell'aponeurosi. Per 223 casi le tabelle portano l, indicazione di guarigione. pe.r prima. per i rimanenti la se m pl ice guarigione ; ma e da pre umersi che, data. la. br·e ve degenza post-operatoria degli operati che ri ulta dalle tabelle s.tesse, anche per questi ultimi casi la gua.rigìon.e sia avvenuta per prima. Vene·n do ora a parla.r e d·elle ernie .inguinali bilateralì, ci limite.r e.mo ad accennare ohe nei lS casi operati;. per 12 fu s.e.guito il me.t.odo classico
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RENDICONTO STA TI TICO
del Bassini; per l q o ello de.l Berger modificato dal capitano medico Riva, o ·pedale Roma). Esito di gua.rigion.e per prima in tut'ti i o&ei.. Il. maggiore medico C.alegac:ri (ospedale Milano) ìn due casi d1 ernia inguinale bila.t rale con v.a ricocele alla. cur.& radica.le deH 'e rnia a-esoeiò quella. del varicoce,le col process.o Oarta. Per le ernie crurali, dei 14 operati: in 7 fn adottato il metodo Bas .. inij. in 2 quello del Tricomi,. in S quello del ·onomo, in l quello del Novaro e, in 1 quello del Ruggì,, con 12 esiti di guarigione per prima. ed l per se.conda. Notevole un caso operato da.l tenen·t e ·c olonnello medieo Bonomo (ospedale Firenze) di ernia crurale des.t ra a doppio sacoo, con uu diverticolo a.ttra. ersante P.anello crurale e l'altro impegnato nella. gnain.a vaseoJa.r e; fu ne~oe _ario aprire il canale in.gu.inaJe e ehi n.· d ere daU'alto l'.a ltro di articolo peritoneale; guarigione per prima. 1
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0DO infine riporta.t e 6 operazioni di ernie della linea alba, tutte oon esito di guarigione pe ·prima intenzione; in un caso il tenente colonnello medico onomo s guì il metodo proprio, in un s.e coudo il ·c apitano medico Ca-ccia. (ospedale Roma) quello de,} Dura n te, nel terzo il m.aQ"giore medico .P ·er.a i (ospedale Caserta) fece };asportazione di un voluminoso lipoma pro-peritoneale adagiato sul retto .a ddominale di destra e la pia. ti ca mu colare se o n do il proce so del Geotnny .. Per gli altri ca i non è indica.to il metodo p .escelto. B. Operazioni di fistole anali, e·morrmidi e ragadi .a nali. ono se na.te in q ue tar categoria da pr.i m.a 7 operazioni di fistola a.na.Ie, d~elle quali 49 pratieat col proc·e ·o ordinario dell'incisione d·e l bistorl e. 27 colla spaccatura. me :1a:nte il termocauterio~ con 71 esi ti di guarigione} 3 tuttora in cura al 31 dicembre e 2· con esito non spe:ei:fica.to.. De1 47 ua.riti in seguit alroperazione col bistorì, per 9 la cura postoperatoria fn ìnferiore ai 2: (riorni, pe·r l durò dai 20 a.i ao, per 16 dai 00 ai 4.5 e per 10 infine oltret a ò il 45° giorno. Dei 2·4 ,glla..r·ti invece che furono so t opos i all'op cra.z ione col termocauterio si ebbe naturalmente a veri'tì are nna ma -criore durata neUa cura :p ost-operatoria; infa.t ti pe.r uno solo q ue.s ta fu inferiore ai 20 giorni, per 2 oscillò da.i 2· ai O,. pe.r 7 dai BO ai 4 e per ben 14 stlper' . i 45 giorni. Le operazioni di emorroidi furono 93: d.i queste 18 furono eseguite col metodo della legatura. e 76 furono operate col termocanterio; sono s gnati 89 esiti di gua.r igione., B rimasti in. oura al .01 dicembre e. per 1 l esito non ·e indìeato.. eì 16 guariti obe furono operati colla J,e .. gatura :si ·ehbe,ro a erifioare 4 guarigioni prima del 20°' giorno dallo inl ervento, 6 dal 2013 al 30°, 4 dal 80° a.l 45° e 2 oltre questo limite~ . Nei 73 guariti che furono assoggetta·t i all' operazione col termoc&uterio si ebbe.ro invece 22 guttrigionì prima dei 20 giorni, 18 dal 20°' al ao 25 dal 30° al 45° ed oltrepa sarono il 45° giorno.
DELl.E OPERA.ZtONI CB:IR\JRGICBB:~ ECC
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Sono infine riportat·e 18 operazioni di r.agadì anali, tu.t te oon esito di guarigione ; per la maggior- parte dei casi la di vnlsione. anale fu seguita dalla oa.ute.r izzazione col te.rmoc.au·terio. 4. Operazioni .sull'apparato uro-.genitale. - Noteremo anzitutto nna nefros.t o·m ia eseguita. dal maggiore medico Oa.rta (ospeda].e Torino )· in un casò di ferita d 'arma da fuoco all'addome a seopo suicida, con rottura del r·e ne sinistro· .s eguì la morte per coUa.:sso, dne giorni dopol'operazione.. La tabella rel&ti va. non dà al tre indtcazioni. Seguono du·e cis"totomie soprapubic.he. La prima. esegnit.a. dal ma.g~ giore· medico Ga.ndolfi (ospedale Roma} in un caso di ampia. :fistola uretro-retto·perineale: fu suturataì la.. vescica ai margini della, ferita eu .. tan~eR per la formazione di una fistola vesoicale temporanea con bnon risultato,. essendosi successi v.a mente effe.tt.n&to il regolar-e svuotamento· dell'urina'" L'infermo morì però un m.e se dopo l'operazione per nefrite e m.a rasma. La seconda cistotomia fu praticata. dal capitano medico Lionti (ospedale Palermo) in nn caso di calcolosi vescieale e cistite pnrulenta · alla, oistotomìa soprapubica segni la cistopess.ia. La guarigione a.vvenn·e per seconda dopo In.nga. degenza dovuta al ritardo della. oicat.r izzazione ed alla oura. della cisf "t,e ;. fu estra.t to un gro.sso calcolo moriforme a punte a .pre., di ossa.lato di calcio .. Sono quindi riportate 2 uretrotomie : una, inte.r na, eseguita con l"uretrotomo del :M aisonneuve dal maggiore medico Oitanna (oApedale Catanzaro) in un caso di sten.osi uretrale da rnfezione blenorrag:i ca di antica data, con esito eli guarigione l'altra esterna., fa.tta da.l maggiore medico Calegari (ospedale Milano) in u:n. caso di fra:t tura, del bacino, con lacerazione delPuretr& da caduta da cavallo~ uretrotomia e fistola peri neale, con esito di guarigion·e . eguono 6 dilatazioni dell'uret·.r.a-, delle quali tre gradua.li fatte colle sonde d.e l Beniquet, due cç>l processo di Lefort ed 1 col dì vulsore del Montenovesi · guarigione in o casi, per l l'esito non è indicato. Sono inoltre registrate 25 orc.hieotomie. Di q uestP, B furono eseguite. in oasi di ar ..orna del te~ticolo, fra cui una praticata. dal maggiore medico Gitann& ·Col metodo del Tillau : il tu·more, a decorso piuttosto rapido, presentò alla sezione aspe·t to .m idoHate comprendentetutto il testicolo; non è segttato resìto dell'opera.zione; le altre 2 fnrono eseguite dal maggiore medieo Salinari (ospedale Napoli) e dal ca.pitano medico Cannas (ospedale Genova}, con e·S tto di uar1g1one per prima. Seguono l9 orchiec:t oroie p -r orchi-epididimi t t tl bercola.re. N eì 4 casi ope·r ati dal capitano medico Riva (ospedale Roma), do.e volte fu fatta. repìdidim.e ctomia extra:v aginale,. col processo d el Ba.rdenhaur,. e '2 volte l'epididimectomia transvaginale e str.a ppamento del defe.
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RENDICONTO
~ATISTIOO
rente col processo Leja.rs .: gna.r igione pe.r l - in tutti i casi .. In un.' altra orc.hiectomia ·e seguita dal maggiore medico Calega.ri (ospedale Mda:no) fu fatta. r estirpazione del deferente ;s ino nella ca:vi tà addominale, 88· sendo la.rga.m·e nte in filtrato ed in. parte suppurato : guarigione. Le ul .. time 8 orehietomie furono praticate per ectopia. ìnguinale de,l te.sUcolot con esito di guarigione per 1a in un oa.r~o, e per 2• negli. altri. ancor& segnata 1 prostatotomia., con taglio perineale preretta.le alla 'h1ton e ta.gho soprapubico mediano sino allo .s pazio prevesci.. cale, eon sutura parziale, eseguita d al .ca p·Ìtano medico Riva (ospedale. oma.) in un ·ca:so d i prostatite blenorragica: guarigione. eguono 4 72 operazìoni per varlcoeele, le quali anche nel 1·' 09 ra. p·· present.ano la. cifra piu elevata. di atti operati i praticati nei nostri stabilimenti roilita·ri. i ottennero 467 gu.a,rigioni, 2 rimasero in cura a.l 31 dicembre e per B l'esito non e indicato. · Nel maggior nnmero dei c.asi (196) fu fatta., la resezione, fra d u.e legature delle · vene vari~ cose e la :fissazione del mon·c one inferiore al pila tro in terno de,l ca· n al e inguina.le = 11 voUe fu applica·t o il metodo del Carta. e su.e modificazioni, in 41 fu preseel to il processo misto del Tricomi, in 31 queUo del ahler, ìn 16 fu fa~tta. l orchiopessia in ninale col metodo Bonomo, in 1 . si : eguì il proce so del Cooper, in 15 SI fece la. s.crotee omia alla. De Falco, in 12 si eseguì ì1 metodo Durante, in 9 quello a.rbone, in 11 la scrotectomia trasvers.a.le del Lejars, 1n a il proce o Ruggì in 2 quello del Reclu , in 2 q 1el1o del ooher, in l qu·ello dell' artJey. ei 4B7 e ìt" di guarigione, in. 166 la durata della cura pos -operativa fu inferiore ai 20 giorni, in 261 oscJIIò dai 20 ai 4"", in 4t oltrepa. ò il o gior.no. ono inoltre regi trate nello -_ peechio A 54 opera,zioni d.i idrocele, di eu i 44 per idro c l cistico della v agi nal , 7 per idrocele cisti o del funicolo perm.a tico e per idro e~ le comunicante. Si ebbero 52 rnti di guarigione: 2 rimas~ero tuttora. in cura al 81 dicembre. Nei 44 opera.:ti di idro el e cistico della va.ginale fll prescelto 17 voi te il processo del Bergmann, in quello del Volkmann, in l quello del Lo.. nighet · per .<di al .-ri non è indicato il processo~ 'ei 42 guariti, in 14 la. durata della cura post-·o perataria fu inferiore &i 20 gior11i, in 25 decorse dal ·20° al 45° giot·no., in 8 sup rò ·t ale limite. Nei 7 operati dt idrocele ci tieo del funicolo perm.a. ieo, la dege ~zs post·operatoria fn p r 4 inferiore ai 20 giorni e per a ariò da 2 a. 45. Fin:a lmente dei perahi di idroc.ele comunicante, 2 guarirono ent:r o 20 giorni, ·ed l, affetto altre i da ernia inguinale congen·· ta dopo un ·m .se. Sono ucce ivament·e riport.a.t e o ., razioni per fìmosi: per 6 è tndi ato l esito eli guarigione, per 2 non è pecifieato. P ·e r l& ma.gg1or
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DELLE OPERAZIONI CBIRURGJOHE, BOO.
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parte dei oasi (5 ) fu usato il metodo della circoncisione, per 23 quello del tagro dorsale del prepuzio, per 4 il processo del ussbaum,, per 1 quelllo del Monod, e per l'ultimo il metodo del Malge.igne. Sono infine indicate fra le operazioni v.a rie u.n,estraztone di un calcolo incuneato nell nretr& pra,t icata. dal maggiore medico Salinari (ospedale ai Napoli), con esito di guarigione per prima, ed una ope·r azione di fistola uretra.le nella porzione fissa fatta dal capitano me· dtco Cossu (ospedale Cagliari} con esito favorevole. In questo quinto gruppo di operazioni abbiamo da ultimo compreso una sola puntura lombare n·e l 4° pa.z.io intorver~ebra.le e. eguita dal te·~ n.e nte medico Caselli ospedale Parma) in un caso di meningi·t e cerebrospina.l e epidemica con estra.z ione di pochi centim.e tri cubi di liquido m i sto a sangue e con risultato soddisfacente , ma questa certam.e nte non rappresenta la cifra effettiva di tali interventi, che ormai sono dì pra· tica giornaliera, tanto da non essere registrat·e nelle tabelle.•
VI. -
0PBB. ZIO I
ULL
RTO SUPERIORE.
Lo speechio A riporta &.nzitutto fra le operazioni eseguite sull'arto superiore 3 amputazioni. La. prima praticata al terzo supe:r iore del brac io sinistro dal maggiore medico Carta (ospedale Torino) in un caso di ferita lacero contusa, cou trappamento dell'avambraccio al terzo medio. L'i dìviduo rima ·. to unpiglia.to da una cinghia di trasmissione presentava anche lusa.a zione posteriore delle due ginocchia da strappame to, con attrizione oei tessuti molli molto marcata. ed Incipiente cancrena· la morte eguì al quarto giorno dall'operaztone per embolia polmonare. Le altre due amputazioni furo · o eseguite nell'o pedale di Mi· la.no, l'una dal ma giore medico Ca legar:i in nn caso di carie d.e lla falange del P indice de tro da flemmone os eo tend ineo: ampn.tazione del metaca.rpo corrisponde n e, con guarigione per prima; e P altra dal tenente medico Re.segotti in un caso di ferita da :strappamento < a l pollice sin is.t ro , con aro pu tazione della fai ange ungueale ; a.m pu tazione della 2n fa..]ange, con guarigione per prima. Seguono 23 disarticolazioni. La più ìmportante fu praticata dal capitano medico Riva (ospedale oma) in un caso di ferita d'arma da. fuoco all'avambraccio ;s inistro, complicata da cancrena gassosa ·. di articolazione dell~a.rto superiore ool pro ·esso Duran.te a. raeehetta con coda .Mcellare, con e ito di guarigione. Delle altre 22, 4 riguarda.~o disarticolazioni delle dita: due dell'anulare da ferita la,cero contusa e da flem .. mone eseguite dal ma giore medico erego (o p dale Milano) una del medio da tubercolosi o a (maggiore medico Carta, o pe al e Torino) ed un.a, dell'indice da osteo·mielite (maggiore medico ernucci, ospedale
RENDICO ·,TO ; TA.T ISTIOO
Ver-ona): in :s econdo ·t empo fu fatta anche la disarticolazione del meta,.. carpo e del trapezoide oorriepondente. Esito di guarigione per tutti i casi. Sono in.oltre registrate 9 disartieola.z ioni di falangi ·p er necrosi di que.s te, per lo piu seguite a pa.te.reccio, 5 per ferite lacero-,c ontuse ·e da strappa.men·to, 2 per cancrena d.aUe dita., 1 per ferita d'arma da fuoco ·e d 1 per ferit.a da, taglio: per tutte ques.t e ope.ra.zioni, men:O pe·r 2 in cni non è 1ndìoato, è segna..to esito di guarigione. È~ riportata ancota. una seq nes·trO'tomi& fatta dal ca.pi tano medico Riv.a (ospedale Roma) in u.n caso di postumi di osteomielite d.ella massa. a pofìsaria della scapola sinis.t ra con guarigione per grannlazionì ; une. reeezion·e del capitello d·e lla 2a falange in un. caso di anchilosi dell'anu .. lare (maggiore m·edico Carta) e 2 estrazioni di sequestri ossei, la prima de.}l'o mero in nn easo di os.t ·eo.m ieli t.e cronica, e la seconda della mano in un ca o di ferita di a:r ma. da fuoco. Sono registra.t e 28 rtduzioni di fratture,. delle qnali 6 cruente e 18 incruen te, con 22 esiti di guarigione ed l non indicato. Delle 5 ri duzioni cruente., 3 furono praticate pet fn1.ttura. della clavicola: in ·2 casi fn fa·.ta la snt:.ura. m.e taHica dei frammPnti con filo d''a rgento ·e nel terzo la. re ·ezione parziale della cla vi cola. DeUe 1.8 riduzioni incruen te 7 furono fa"tt·e per frattura della olavicola, gene.r almente con apparecchio immobilizzante alla Desault, 2 per fratbura dell'omero con e:s ten.. ione permanente, 2 per frattura contemporanea delle ossa dell'e.vambraccio, a per frattura. del radio, per quella del eu bito e 2 del 1 o m taca.rpo. - eguono da ultimo 13 riduzioni ineruen te di lussazioni, delle quali per lussazione sottoooracoidea. della spalla, 1 per lus azione anteriore de} radio 8 per }us azione posteriore de} gomito, l per lUSiULzione latero e terna.. Per tu te è. egnato esito di guarigione, senza accenno però al ri~ ulta.to finale. 5
VIL -
OP ERAzioNI • · LL AR'r o INPE'RJORE.
Fra le oper;à zionl e ·-egntte sull arto infe.r iore sono anzitutto riportate 12 amputazioni, delle qna.li 8 della. coscia e 4 della gamba.. Fra le prime, 4 furono eseguite per gravi lesioni traumatiche, 2 pe.r ·:flemmone se tico e 2 pe·t o.rtrosinovite. al ginocohio.. Il ma.gg1ore m·e dico Citann.a. (o pedale atanza.ro) fece l'amputazione con metodo circolare al s• superiore della coscia in un sinìstrato del te.r remoto pet· frattura del 8? in f. rior del femore ·ini tro, com . lica o a grave infe.zione flemm.ono ottica progred.ì en e : in primo tempo si mi se allo coperto il focolaio di f~ ttura me.reè larghi brìgliameuti, medicando an ise ìcamente; in s guito si ricor.se (; Il amputazione~ ma r infezione fu. anche ribeHe alla
DELLE OPER.A.Z IONI OHIRU:BGIOBE, ECO~
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demolizione e. l'individuo morì dopo 6 giorni dell' interven.to. Nell'altra lesione traumatica trattavasi di ferita lacero contusa con pesta..m.e nto della gamba. de tra complioa·to a fle.m mone . ettico: il tenente medico Bevacqu~ (ospedale apoli) praticò l'amputa.zione della coscia. aH'unione del terzo medio col t·er!Zo inferiore e il maggiore medico alinari la riam putazione del moncone. gna.r igione con. moncone ben nutrito; indolente, adat·t o al1a pro·t esi. Il capitano medico iva (ospedale Roma) fece l'.a mput.azione aperiostale a due lembi al terzo inferiore della coscia in u.n caso di ferita di arma da fuoco alla. gamba destra con fr;a. t tura della tibia e cancrena g.a ssosa.: guarigione per granulazioni. ln.fine il capitano .m edico .D i Giacom.o (ospedale Bari) amputò al s o medìo della coscia in un altro caso di ferita di arma. da. fuoco (rivoltella) alla co .e ia destra con frattura. del perone: l'atto operati o fu m.otivato da insorta cancrena. ettica chet in vaso rapida.men te piede e ga.w ba, minaccia. va di sorpassare il ginocchio La guarigione av-venn~e per p.nma., ma di grazia.t.amente l'o pera.to~ al 20° giorno., cadde colle sta.mpeUe battendo forteme!lt il mon· co:ne in terra. i produsse un enorme ematoma, che s.c ollò in gran parte la re·c en te. cicatri e, con scheggiam ·.· n ti del monco ne del fem.o re .. nono~ stante le cure opportune pratìcate, si manifestò un prooes -o suppura.t ivo che. ritardò per circa. 6 mesi la guarigione. D·e ì due ampa.t ati per flemmone uno era affetto da. ilem.mon.e. settico dell'arto inferiore sinistro e deUe artico1azìoni del ginocchio ·e del pìede eon a;.v anzata usura. delle cartilagini d' incrostazione: amputazione al terzo medio della coscia fatta dal maggiore medico Calegari (ospedale Milano): mort segLiita al 20° giorno dall'operazione per esa.uriment.o e sincope cardiaca in seguito .a pleurite essudatìva. L'altro presentav.a flemmone cangren.oso alla co.scia sinistra con lesione della fen1ora.le com.u ne: amputazione al 3° me.d io de1la. coscia e ·e guita d.al maggiore m·edico Bo eia (ospedale Napoli):. m.o rte avveuuta il giorno seguente alPope.r azione per setticoemia grave. Infine delle due ultime amputazioni di cosoia, l'una. fu e eguita dal magg1ore medico Bernucci (o pedale Verona) al s.o superiore in un caso di artrosinovite pnruleuta. a.l ginoc . . chio de tro. dopo l'atto operativo insorse trombo _i settica all'arto in ferio·r·e che al ~4o giorno condus · e. a. morte il p·a .z iente per se.tticemia; la seconda fu praticata al go· medio dal tenente colonnello medico Ge .. rundo (ospedale oma) p r artrosiuovit cron i a. tubercolare al ginocchio sinistro : guarigi ne per l n.• uece·s sivamente ono registrate 4 am.putazioni della. ·~amba.. Di queste, una per .cancrena d l piede e dei te suti molli deHa gamba sini ·.t ra : am putaz.ìone o ·teopla.s.tica alla Gri t ti fe.m oro-rotulea eseguita 5
57 -
G'foru~~~~ .(J{ m · Jic iua f'nild a:re -
Fase. Xli.
BENDIOON·TO , TATlSTICO
dal oa.pita.no med·i eo Liontì (ospedale di Pa.lermo) con guar1g1one per prima. La s.econda. per osteomielite delle ossa del. piede e dell'ea.t remo inferiore della tibia. e perone: .a.m.putazion·e al HC! inferiore della. gamba. sottoperiostea alla Bro.ns fatta dallo stesso Lionti.: l'infermo opera·to il l dicembre. era tuttora in. cura al 81 dicembre. La terza per gonartrocace destro praticata da.l capitano m.edi.oo Cimino (ospedale Ge· 11ova),. oon metodo circolare a.l terzo inferiore·: gu&rigione per pr1m.a . L''ultima per osteomielite traumatica al piede destro: il maggiore medico andre.t ti (ospedale Ale:s sandria) fece l'amputazione circolare, a] S inferiore., con esito di gnarigione per la intenzione. ono inoltre segna. te 7 diso.rtìcoiaziont, delle ·quali la più lmport nte., una di arti olaz1one dell'anca, fu praticata dal capitano medico i Gia·,omo (ospedale Bari) in un oaso di sarcoma alla oscia. destra:· guarigione per prima Il capitano m.edioo Cimino {o pedale Genova) in un ca o di frattura. e posta. e comminuta. della gamba., sinistra con s · ttl ·oemia fece la di articolazione della ga.mba a lembo anterìore, con e i t o di guarigione pe.r prima. Le al tre ,5 disarticolazioni rigna.,r dano le ossa d el piede· 2 dalle dita per polidattilia e deform&ziop.·e del 5:~ dito, fatte rispetti amente dal tenent.e eolon·n ello medico Bonomo e dal capitano medi o Oddi,, e delle falangi per dtta a martello (maggiore m·edico ernuc 1), per o · eo arco.m a della falange nnguee.le ( a· p i tano medico Gim.eIli) e per· frattura e. posta delle fal.ang~ delle prime 4 dita d·el piede da schia iam.ento (tenente colonnello medico Carbone ). Guarigione in tu t'ti i asi. ono quindi indicate ·6 a ·trotomie deUe quali '2 per frattura com plicata deHa r _tula. l ma. giore medico era si praticò in un ·ca:So il ceroh iam n t· dei fr.ammen ti rotulei a oielo scoperto ooo filo ro bu· to di seta. e la cap ulora.fia collo ste.s o materiale di sntur.a, con gnari~ gione }J - r prima. ed ·e ito f 1nzìonale oddisfacente: l'operatore scons.i glia la utura -on filo d' argento ogaetto a frammentarsi e. poco toller.abil . Nell'altro ea o il maggior medico Calegari {ospedale lilano · fatta Pa.r trotomia, estrasse uu.mero i frammenti ossei completamente staccati suturando la rotula on eta e ·con punto metallico e il perlo tio con ta : guarigione per prima. L ·e altre artrotomìe furono praticate : l per gonartrite blenorragica, 1 per gonemartro i ti co~ l l)e·r orpo mobil artlco1are nell a·r tioolazione del ginocchio .l per gono i no i e tr umati ·a; m no che per 2 . tuttora in. cura, al BI dicembre, è -.a uit. ito ·di gual'Ì -ion · · -r prima. o-nono 2 ara. ente i (Jrti · l.a.ri al gìnoechio, delle quali 1 pra.· per gonidrarto t·r aumatico : per l
D-ELLB OPERAZIO -· I OHIRURGIOJIE, EOC.
899
alcune di e.sse all'estrazione del liquido si fece s.e guire la lavatura co·n soluzione fenica. In un. caso di gonosivìte :fungo a destra fu. praticata la paracen· tesi artico l are ·e su. ce-ssi v.a.men t·e iniezione di glicerin.a al i.odoformio: l'infermo morì dopo 45 giorni per tubercolosi miliare. Sono inoltre segna·t e: S operazioni di bor e muco e., l al poplite e 2 a.l quadricipite estensore, tutte con esito di guarigione. Noteremo ancora. ·2 re azioni e B rasch1amenti. Il tenente medico Ootugno (ospedale Bologna) in un caso di .a rtro inovite gr.a nulo-fung·o sa dell'articolazione d ll'a.n. .a e pos ia del ginocchio sinistro pratico la. resezione dell'anca eol ·metodo Langenhe k 1mbriaco .. La morte segu1 al qninto giorno dali operazion ,. e la tabella non dà a.I tre indic.a zioni al ri· gna.rd.o Il c.a pitano medico Canna.s {o pedale Genova) in un ca-o di osteite tubercolare del 1:> met,a tarso del piede · estro fece la re e.z ione di detto osso: il proce so specifico si diffus:e alle prime o a del , arso ma l'infe.r mo rifiutò un nuovo intervento e. venne dimesso a. sua richie ta.. I1. maggiore m dico Ca.legari os.pedale Milano) in un caso di osteomielite acuta della tibia sinistra eseguì. la trapa.nazione e lo svuota· m.ento del so inferiore della tibia.: guarigione per granulazione. Sono inoltre segnati 2 rascbìamenti della ro: ula e del calcagno. ono regi t rate O riduzioni di fratture, deHe quali 9 oru·e nte e. 11 incruente, con 17 e~ siti di guarigione, 2 rimasti in cura aJ Sl dicembre ed l le't -,le. Dell 9 riduzioni cru n te ·e gnaleremo anzitutto un ea.so di frat tura non consolidata del femo:re destro: il m.a..a giore. medico Sa.ntoro (o pedale re eia) fe·ce P i nei ione a tutto spes ore d·elle parti molli d~eHa coscia., la. recentazione della superficie dei frammenti e ]'inchiodatura. La morte segui un me e dopo Popera.zion·e per causa non Indicata .. ono quindi registrate 1 riduzione per frattura d·f'lle o . a d·el1a gamba con infarto emorragico 2 per frattura della tibia (in un caso fn fatta. l'osteorrafi.a; tenente colonnello medico · rundo) e 4 per frattura. d.elJa. rotula. Delle l . riduzioni incruente,' l fu praticata per fra t· tnra al te,rzo medio del fe ore, sini tro con l'appa.reechio del THlaux, l per frattura. d Ha rotula, B per fratture deHe 2 o a della gamba., 2 per fr.at·t ura della tibia e 4 del pero ne : di q ne t,e 2 a becco di flauto al 3°' inferiore. da ultimo riportata una r · uzione. cruenta di una ln sazione dell'astragalo destro complicata a. ferite delle parti molli: il capitano medico Lanza (o pedale Novara.) mi e allo seoperto la t . ta della tragaJo lu sa,t o in avanti e in t rnamente ecl aven o cous atato la lac razio le di gran parte dei legam n ti fece l asportazìone dell oì) o: guarigione. 1
1
1
9
REND.JOONTO
Vlll. -
T d..Tl ~ICO
OPERAZIONI · UI VA.S:I.
ono comprese in questo gruppo 11 allacciature d'arterie, con 10 gua.rlgtoni ed l rima to in cura al 31 dicembre.. Di qneste: un'allacciatura. dell'arteria intercostale in un caso di ferita da pu.nta e, taglio al aos.pazio . con emorragia. parietale ed emotorace (maggiore medico otis, infermeria. Gaeta); 3 legature della r~diale a1 cui l per ferita d'arma da fnoco e 2 da taglio; in una di questa il capi·t ano medico .Ma.riotti Bianchi (ospedale Roma , a.lla lega.t.ura del vaso a·ssooiò la tenorrafia del gran. palmare e del flessore superficiale dell'indic.e; B legature deU.a cubitaleper ferita d.a taglio al pugno: in un caso il tene.n te medico Balestra. (ospedale Roma} oltre che l .aUaociatur.a del .aso p·r aticò altres.1 la sutura dei nervi mediano ·e cubitale e la. tenorra.fia aHa Le Fort del fies or· · superficiale e del gran palmare; s.o no infine. segnate 4 alla.coiature dell'arcata palm.a re superficiale per ferite lacero contuse ·e da taglio· in. una. di queste maagiore. medico ParaSSI (ospedale Case.r ta) fece. anche la. sutura dei nervi cubitale e med1ano. ono quindi indicate l operazioni per varici. In 6 casi le vene va· ricose erano localizzate a.ll arto inferiore d·e st.r o in 9 :all'a.r to inferiore stnietro, in. in .ambedu·e gli arti: genemlm.e nte la, vena inter·e,s sata fu la safena in t rna. ella maggior part·e fu adottato il metodo del Trendel~mbu.rg: in l caso il processo Schias i~ Esito di guarigione per tutti i casi,. men l rim.asto in cura al 31 dicembre.
n
• ~ OPERAZIONI SUL
·I TUA, GLANDOLAB'E ·LlNFATICO.
nch nel 190 furono assai numerosi gli interventi sol ,s istema ghìandoJare linf. ·t ico, 404 1n tutto per asportazioni di gangli m.a.la i. on anzi tutto riportat·e 27 ·e nucleazioni di glandole ingorga te della r ..
gion - ottomo.~scella.re e n 2 esiti di guarigione ed 1 rimasto in cura :al 31 icem bre: dei primi, 14 ebbero una durata post. operatori a min.ore dì un 1nes , 12 superiore. S gu no 3 int rv·ent1 per adeniti alla regione cervicale u ·,ti seguiti d.a. guarigione. ·olo per 11 questa avvenne entro!
BO giorni·. l per a.deni1e subclavieolare, 27 .P er adenite alla regione. a .lcellare o n 2r. guarigioni, di ui l. l en ro un mese, 1 rimasto i n ç.ura. al Bl di mhre ed l esito let le, indipendente però dall'atto operativo., es, n el o la m •· e a v enu a quattro m ·i dopo per anemia perniciosa. pro· gr ,. i va J maggior numero di iu, e ·v [ti fu pratica:t a ella regione in.·guino- rural ( 2 ):· p ,• '7 in i at per ad -uopatie di origine venerea, 1 1 , ·q tt . ; a · _ta pro ba ilm· nt n n rappr enta e,ffetti amente le ade· n op.a. Ì·e v ner e pera te r i nos ri tabilimen ~ milita..r i, non portando m l deUe ·l e1le nonlinative indicazione ·a lcuna circa la natu~a del-
DELLE OPERAZ!lO I CB:mURGI KE, 'BCO.
901
l affezione. Di qnelle di n·a tura idiopatica 22 erano bilaterali e l.J in t·eressavano ~esclu iva.mente le regione orur.ale ;. di quelle v·e nere.e 9 erano bilaterali e 2 crurali:: per le prima la. durata. della -cura post-operatoria fu solta.nto per 50 infertore ad n. mese e per 183 superò questo limite· per quelle v·e.neree, 18 guarirono prima del 90° giorno e 6 su p~ra.rono il me ·e. OPERAZIONI SUl TENDINI E
UI MU .COLI.
Sono riportate tenorrafie., delle quali 7 guarite per prima 2 per econda. intenzione.. In 7 casi tra.ttavasi della. reci ione dei tendini dei fle·s sori s.uperficiali Ll lle dita: in uno di q u€1eti il cap1tano medico Balliano (ospedale a igliano), oltre. che la teuorrafia, feoe l allacciatura delI arteria cubitale., parzial:m·e nte lesa.. In un altro ca-o tratta asi di reei .. sione del tendi e _el gran palmara e d ma:ergiore medi ·o Oa.rta praticò altrest la. legatura deU'arteria cubitale~ nell'ultimo era reci-o il endine d'A.c hiH ,. che fu utura.to dal tenen:te medico Zaffiro (osped.a le Venezia) col proces o del Le Fort. eguono 17 a portazioni di cisti sinoviali '( gangli), di cui 16 con ·esito di guarigion ed l non indicato= di que te l aveva ed.e al go.. mito, 5 alla regione del polso, 4 aHa dita della mano, 6 alla regione dorsale d l piede, e l alla regione e terua (:le l gino ceh io. ono infi.ne c mpre e in q ·1e to gruppo du~ operazioni di e.r n' ·e mucolari1 la. prima aHa ·e gione lo.m bare1 r·e·cidivat.a.: il capitano m·edico Oddi (o pedale Aneon ) fece l'e ci ione deUa z:o na cuta.nea, di cicatrice ·e la sntura a, tre piani dell'aponenro ·i, del sottocutaneo e della cute con .se·t a .a punti tacca· i. La e·conda fu fa.t a dal tenente colonnello medico ono m o ol suo metodo radìoale 1. ma non è · ndicats la egioue.. ·G uarigione per prima. in eu tramho i c.a:si ..
I. -
ÙP ERAZIONI D.I PL·A
IOA •
.ono riportate .5 operazioni di p a ica, deUe quali 4 all'arto ìnferiore ed l .al prepuzio .. In un ca o di tubercolosi cutanea P piaga tubercolare della cute dleUa co eia destra il capitano medico Lionti (osped&le Palermo) fe ··e l'esci ione di un vas.to re ·t.ano-olo cutaneo e la pia tica pe.r scorrhnento: ~uarigione ìn parte per l' e in parte per 2a. In due casi di co tature alla (l'amba _ini tra il maggior~ m·edico Calegari (ospedale Milano) ed il capitano medico Cossu praticarono innesti dermo-epiderl;llicì alla Thier. eh con esito di guarigione. I n un caso di re trazione cicatriziale deU alluce de tro consecutiva a flemmone il maggiore medico Bern.u cci (ospedale V erona) fec·e l'.a por~ tazione deU'inter.a cicatrice e Pa.llungamento,. mediante plastica del ten-
902
B.ENDI'C ONTO B·T :A.TISTlO'O
dine dellnngo e·s tensore retratto .. guarigione per prima. Fìn.almente. il capitano medioo Lionti in un caso di cicatrice de.forma:nte al prepuzio ·conseoutìva ad ulc.eri veneree eseguì la plastica oon resezion·e del prepuzio esuberante, ottenendo la guarigione per prima.
II -
A ... PORTAZIONE DI TU IORI.
Lo specchio A riporta 111 asportazioni di tumori con 109 guariti, l eon e.sito non indicato ed 1 esito letale. Le varieta di tumori sono registrate per ordine alfabetico. ono anzi tutto indicate 4 asportazioni di &ngiomi, di cui 2 al mento, 1 aH f;\, guancia ed l alla ga·mba con guarigione per prima· l .a sportazione di ateromi multipli al cuoio eapelluto · di cheloidi alla :s pala sinistra. su cicatrici da in ne to vaccini co, pure con esito di gu.a rigione per prima. eguono 83 a. ·portazioni di ci ·ti, dì cui 25 di origine. seba.cea (7 al cuoio. a.pelluto,. 2 alla fronte, B· alla guancia 2 al dorso, del naso, 2 alla regione a.uricolar·e, t aUa palpebra superiore, 3 a.l collo, 3 alla nuca e 2 al prepuzio: tutte con guarigione per prima); 19 dermoidi (9' alla. reuione· sopracìliare,. n alla. rezyione retroauricolare 4 aHa cervioa.Ie ed l :s uperficiale alla regione coecigea ·uarit.a per eeonda.: le altre per prima ìntenzione.)·· le altre 39 . ono di natura on. specifi ata. ed ebbero tntte. e·s ìto di guarigione per prima. Sono succe ivamente riportate 2 asportazioni di ·e piteliomi: l al margine ìnis.t ro della l in·' ua, ulcerato: il maggiore medico Carta (o pedale Torino praticò lo vuotamento della lo gia sottomascellare pre ia. la leaatura della linguale quiudi l'asportazione del tumore con esito di guarigione. N el econdo ca o tratta vasi di epitelioma della. guancia reoip divante: lo te ·so ma.gg1or medico Carta fece lo s.v uo.·amento della loggia sotto ma ceUa.re dalla. ghiand la e li nfatici i pertrofici e degenerati la. resezione temporanea del ma .c eliare inferiore per arrivare alla regione della o sa pterigoidea. .s ede del tun1ore. Asportato il tumore a fra.m · menti, per la ua arande infiltraziOl·_ e fu fatta la resezione dell.apoiìsi coronoide de.J m a· ellare per e itare H . uo se.r ramen to, poi la utnra. o . ea del ma c Hare e quindi la utura. cutanea. N nosta.nte que to· inter ento l'infermo mori me .i do} o l operazion per rapida riproduzione del tumo ·e e con est a. infiltrazione inoperabile . .S uono 9 a portazio1 i di fi brm:ni .l alla nuea, l alla lingna, l alla g 1.ancia alla. mammella, 1 alla .palla~ l all'indice~ l alla r gion -prerotulea. e 2: alla gamba· gu:a rigione per prima in tutti i ca .. i )· 4 e n u leazioni di igro.m i 2 pt ero ulei, l o pramalleolare ed l al dor o d l p i d ), con esito di o-uarigion p -r prima 4 a portazioni di li pomi (l alla spalla, l al torace e 2 alla regione dor.so lombare), con guarigione er prima.
DELL.E OPERAZIO .I OBIRURGIOKE, EOO ..
9 3
.Sono infine riporta.t e un'asportazione di osteoma al cranio nlla su· tura fronto parietale sinistra, e 4 usporta.zìoni di papillomi, dei quali. l v:asto alla regione t,emporo~parietal. e e prea.uricolare sinistra, oper.ato del maggiore.medico Salinari (ospedale apoli), il quale in secondo tempo· fece degli innesti a.lla Thiersch :s ui punti non eicatriz.z ati; l alla nuca, l .a lla re.gìone anale ed l alla ingu:inale. Es1 to in tutti di guarigione.
XII1.. -
ERTBAZIONE DI CORPI
TRA _ ·EI.
Sono compresi in questo gruppo: 4 estrazioni di proiettili interi d·i rivoltella e 9 di frammenti di es i. Deì primi, 2 furono e tra t ti dalFindice sinistro r·i spettivamente dal maggiore medico ·Tomma in.a (ospe ... dale Torino) e d&l capitano mE'Idico Amato (o pedale enezia), con esito di guarigione;. uno dal t rzo medio d·ella. eo ·eia d·e stra sotto l aponeurosi e pre. o il fitsC'io va colare dal capitano medico Oddi , ospedale n .. cona)~ ed uno dalla faccia os'teriore del capitello d·el radio dal maggiore medìco Calegari (o fJedale di Milano),. entrambe con guarigione per prima. DeUe 9 estrazioni di frammenti dì bos oli di cartuc ie o scheggie di proiettili , 6 furono f. .t te alla mano (.5 negli spazi metacarpei ed l d.al medio e anulare), 1 al terzo inferiore dell'av.ambraecio destro, l al br:accio destro ed 1 al gomito: guarigione p r prima ìn tutti i casi, m.eno per uno operato in settembre e tuttora in cur.a al 31 dieeJnbre.. Fra. gli interventi per es:trazioni i corpi estranei seaualeremo 2 asportazionì di schecrgie metalliche dalla eornea pra:t i ·ate dal capitano medico Penn.etta. {osped:ale Ravenna) ·e d.al tenente medico Re.. egotti (ospedale Milano), con gua.riO'iona pe1 prima: un' estrazione di un fueeello di paglia. della .cassa del timpano, penetrato at.t raver o una. piccola lacerazione deUa membrana timpanica, fatta dal tenente medico Al ba.no (o pedale Caserta)~ , un' estraz1one di pietruzze da. una v ta fe.r ita :acero contusa alla regione parieta.le de tra. in un ini trato dal terremoto, d·el macrgiore medico Perass1 (o pedale Ca e.r ta '. Sono da nl&imo riportate 2 e..trazioni dì aghi daiPavambrac io e dal pìede de ~tro e 2 estrazioni di scheggie dal polso e dal polli e, eon e ito per 6. di guarigione per due non è i nd.icato XIV. - 0PER.AJiUO I DI FJ..~E~ndoNI E D .A Esn. Sono riportate 5 , opera.zioni per flem·m.oni, 105 per a, ce si. Dei 5S operati di flemmone, per 51 è segnato esito di gnarigione, per 1 n.on à indicabo e per l si ebbe esito le.tale,. ìndipenden.te dali operazione, 48 giorni dopo l'operazione per nefrite e ga tro enter"te.. -·ei flemmoni, 6 avevano sede aHa fa.ccia, 5 a.Ha regione cervicale 1 al torace 4 all'addome, l alla regione lombare, l alla spalla, 3 all'a cella, 2 al braccio, 14 alla mano, 1 alla regione glutea., 3 alla coscia, 2 al ginocchio., 7 .a.11a gamba., 3 al piede.
o
RIINDIOONTO STATI TIOO
Dei 1 operati di asces> i, per 8 è segnato esito d1 guarigione, S rimasero in eura al 31 dice.m bre, per 2 non è indicato l'esito ·e pt'r 2 e .s~egnato esito letale. In nn primo caso di questi, tratta.va.si di asce so o ·sifln.e nt ,, da osteomielite tubercolare della. ·2• vertebra lom·bare m an ife . atasì alla regione glutea il tenente ·m edico A lbano (o pedale Ca erta.), dopo aver fatto ripetuti svuotamenti col Potain de.Ua volumino a raccol ta purulenta,. praticò incisione nella. regione retro-t.r ocan erica. e. drenaggio: la. morte segu1 un me.se dopo l'opera.zione per febbre ettico piemica,. ·e l :s condo caso tra.ttavasi di asce so alla regione sopraeoracoidea da periostite: il capitano medico onietj (osp dale Li oruo) l inci tona a. t.rati della regione latero-mento· nie.ra. ini tra e sopraioidea. e quindi l'apertura d,e}l' ascesso La morte. s uì 5· giorni dopo l interv·e n to, e la, ta bell& non porta altre indicazioni. i 1 5 a c·e i, 10 a. evano se e alla nuca, 6 alla guancia, 2 al lB..b ro 2 Ile gen .·i ve, l alla fos a t m porale, conse.cn ti vo ad- oti te medi p·u rtdenta,. 1 alla r·e gione ~c icale, 1 alla. regione scapolare,, l alla r · _ion·e· clavi-pe. torale. eguono a e i della regione toracica. fra qu ~ti uno alla r ione costale po teriore di origine plenro-polmonare da ·e mpiena pro .agato i p r m zzo delle ana. tomosiva :s olari linfatì he ( matrO"iore. xn rl.ico P ra si o pedale Oaserta..) con e.si to di guarigione 8 alla reaione lombare nel ca o i .c hio rettale, 9 alla regione, iliaca 4 ,& quella. pariur trale, l.S alla r c ~ione perianale .. , no infine ri- orta l operazioni d'a cesso dell'arto · uperiore l alla spalla, 3 all'a cella 2 a] gomito, 3 alPa.vambraccio e 2 alla. mano) e l dell arto in eriore (5 aHa. regione glt1tea, S al]a co eia l al ginocchio e 4 al pied ). 0PERAZIO l V ARIE.
In ·u , 'ultimo gruppo . ono sta e comprese O ope.ra.zioni per unghia i nca.r na t.a, l per spaccatura di seni :6 ~olosi, lO pe.r patereccì, p r apertui·a di emato · d altre di minore im.portanza.
Il fin di questo rendiconto non a.ra uperfluo richiamare ancora un v·o lta l · tenz.i one ali uffici . li med.ici sulla più scrupolosa ed accur.a t a oom ilazi ne d lle ta.b -Ile nominative,. modello 8 per qua.nto ignarda. la dia a o i d . Ila l . ·one o mala.t,·i a, 1e m od ali tà del m.e todo op ra i vo pr c ~ .7 1- ·om , Hoanz _ e P e ito pros. imo o remoto dell in.. terv n. , e l"illn trazione dei casi più impor an i: senza, di che qn·estì rendiconti annua1i, bas i unicamente s Ilo spoaJio e sull' same di d. et tab He, non po ono ra ppre n tare la reale si t nazione d eli attività hirurgica n i n . t11 ··tabiliroenti militari.
905
DELLE OF'E llAZIONI OHmURGIGBEt ECO.
SP.BOOHIO A. ·-
Quad.N statistico delle operazioni .
OPERAZ.IONI an OPERATORI
:!
l
i
0PBRAZIO'NI SUL ORANIO.
l
CJ) t-rapanazìoni :
l) del frontale~
•
-
~
-
Capitano medico: Oddi. l
2) del 'emporaJe •. •
Mag:glore medico : Viglia.rdi. ~l
l
deU a.poft.sl maeto1dea •
Tenenti colon:oelli med:i.ci : Bonomo '2., Gandolft . Maggior · medici : Ca·r ta '7. Calegari 8, Ber-- ' nuccl 2~ Ge,l metti, Piergianni,, B()ecla, San.· tUCCl,
feddu.
Capi.tani. medici: Cimino 2,. BalUano, Riva, Lio.uti S, Oddi.
T'e oe,n ti medici: Cortugno 4, Barile.
Sottoteneote medico : Ardizzone•. b) aspor tazione di sequestri OBi& ei
'2
2
4
4 -
l
l
Teoente colonnello m.e djoo: Ger·ondo. M:aggìore medico : Pe:rassi.
2 ' OP·B&AZIO' l S ULLA. FAOCJA t1) operazioni sugli occhi.: l) enucleazioni.
M.a.g.gio:ri mediei.: Perego~ Cal~igari, Pierg'ia:o ni. Capitano med1eo: Oddi.
2J e::r.enteratio bulbi .. . Maggiore medico: Marino.
3) lddectomle .
2
Mag.g"iore medico: Marino 2.
Da rtpo-rlaf'd
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906
RENDICONTO STA'l'1ST 100
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OPERAZlO l o OPERA TORI
a: · ~
4) asportazioni di pterlglo
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o Riporto
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= 891
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S9
5) asportazioni di eala.&io •
TeneDtl colonnelli medici: Grtndolfl 8,. carbone. Maggiori medlcl: Bemuaci 6, llorlno 4. . antuc.ci S, Loscbl. 2 Plergfannt, Gurgo, SaU· n.ar.i, Calegari. Capitani m·ediei : Sertoli S, Sabellieo 2, De SarJo 2, Marrl, Peonetta, Trovanelll, CosBu. eoentl med1ol = Barile, Pertini. Albano, Bue· ·ciante, Frau.
l-
38
1
6) operazioni per dacrioeistUe
2 -
Ma giore medico: Santu cci. Capitano· medico : M arri.
b) operazioni sul naso e oreccblo: 1) a
ortazfone di polipi nuaU.
8
8 -
4
4
3) altre o·p razi~oni sul n.aso . Capitan.o medico: Ton letti 2. Tenente m d ico: amp·e ggiani.
3
s -
4) operazioni auH 'oreooh.io. . aggiori medioi: Gurgo antoro. c) operaz.loni eu a bocca e retrobocca. l) operadoni aulla. lingua aggiore medico: PjmpinelU.
2;1
2
Tene.n te colonnello medico: Carbone. ·aggtoPe med.ieo: Carta. Capitani medici.: Tonfettf s. Oddi. Tenente m·e dfeo: ori .o 2. 2) turbinotomle . Ca.p itani m·e diei: Tonietti 9, Gabri.
:1
l
Maggiori medici: Marino 8, Santuoci ·2, G.lan.f, asllicb. Capitani medici: Peli ed no 8; De Sa.rlo, To· nfettf, annaa·
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907
DELLE. OPERAZIONI OBlR BG1011E 1 ECO'.
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OPIBAZIONI BD OPERA TOR.I
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Tenente col.o·nneUo· medico~ De Falco.
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Mag.g iori medlcl : Santacci 8, Eernueoi, a, Pier· gianni. S,. Loschi S, Orlat.do 2,. Santoro 2, Calegari, Sotia De. Raaa, Citaona, Vaallid,.. Capitani: medi.c i: Tonletti ~ , Ferroni. 5t Ri a 2, Sag~iul 2:, Ca·cele., De Sarlo, TirelU, Pen-
ne:t ta. Mar Gt.ta. Tenenti medi·c:i : Za.ftl.ro 4, Gazza 2, A l'bano 2,. Forino 2, Simula, CaseUa Ca•oio. d) tratture e lueaazionJ. . •
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'Maggiori mediCI : Carta, Santoro. Capitano· m.ed.ie·O: TrovaneUt
Tene:nte medieo : Al bano'.• 9
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Ma.g giore medico: Roesi. &:) asportazione d i go2%o
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Maggiori medlei: Orlando 8, De·l ogu3 SoUs.2, De' R.osat Piergiann.t, Rossi. 'Belavo. Ca.p:i tani medici: Cali endo S .. Marlan·l 21 Can·tafor:a. T'e nente medfeo : easell.a. 5.
Tenenti. colonnelli medici: carbo~e, Rizzo. Yaggior:i med·i·ei .: Cltanna 2., Bernuet~i 2, Sotls., GagUa.DoJ Boccia. Cap,i taoo medico: Cimino.
c) toraeotomi:e retroco&tall .
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Teneu.t i eolonneUl medhd: Bon.omo, Gandolft. l l
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Maggiori mediel·: Carta 82, SaUoari 18, Calega.ri 14,, Peraesl 121. Santoro 9, Bernucci 8, Boccia s. P.iergianni 4~ PlmpineUi 4., Cl· tanoa 8, Perego 5., Trevisa:ni 5.•. Calore S, Gu.r go 2, otis 2, Loae,b i, To.m ba, B-allia, Cerooe VaaUieò. Capitani. med.iel : 'R iva 00, Lionu 22, Di Gi.a· eomo 18, Sa,g glni 12 C'ossa 9·. Cimino '7 , Touietti 6, Oddl 6. BaUiano 6,. 'Trovane1U 5,
SertoU 5, Lanza 5, Paollni 3; Caceia S, Troiaul 2, De Sarlo :2, Amati 2t Zuccari 2, TruUi 2, Sa;ot.or-o· 2, Cattani, Federict:, Can- , uas, Torehio. Tenenti medici. .: Zamro 6, Crescimon·e 4,. Al· bano S, Gosta.ntin·i 2, Calieodo 2, Balestra 3, Bueeiante 2, Cbiroue, Simula. Evangelisti, &segotti, P1azza,. Oazza., Cafl'arelli, Bedei, Mal barba.. Sottotenenti me·d iei. A.rdlzzone S, Romby 2. ~)
ernie lo.guinali bilaterali •
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13 -
Maggfori m.edici: Ca.legari 4, Salinar.t,. P.lmplneJii, OalU, Losc.b i.
Capitani medi,c l: Riva 2, Di Giacomo Lanza, Amati.
14
S) ernie eruraU Tenenti. colonnelli medici: Geruodo 2. Bon.o mo 2. Maggiori mediol : Caleg a:ri 2, P·e rani 2, Calore,
PimpfneiU, :S antoro. Oapita·o i ·medici : Rh'a, Balllano, Di Giacomo. 4) ernie della Unea alba. • Tenenti. colonnelli medici :: Booomo, Gerundo. Maggiori medici: Carta, Perassì. Capitani medici.: Gaoeia, Df Gi.&como.
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- 1-
e) operazioni d l fistole aoa.li •. emorroidJ, ragadi aoali
l) fistole :ana.l i. : ln.eisi.on·i. col bisturi Tenente colonnello medi,e o: Bonomo.
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Maggiori .m edici: SantDro 8, Calegari 4, Carta S, Hernueel 9; Rlnaldi S~ De Luca, OroUi, Gurgo C&pltanf medici • Cimino 8 Annlno S, Llonti 2, Fededci ~; Rha 2, BaU~ano, Lanza., SertoU, Ton.fetti, Cannaa, Bedei. Tenenti. .mediel : l bano S, Ba.rUe C.• Trambacco~ Quaglt6. 2
2.)> fistole anali: incisione. col termoeauter.io
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Teoeotl coJonneUi medici : Gand.oUJ, Gerundo. Mag lori medici: Pjmpinelli 2, SaUnari 2 San toro. Capitani medici: Lionti 5, Riva. 3 . C&ooia S, Perroni. Tenenti medfoi: Frau, Balestra, .Donati, Gasa, Zaffiro Cureio. Sottotenen~ m.e dico: CaffareUI. S) emorroidi : asportazione colla legatura .
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Tenente eoJonnello medico: Bo·n omo 2. Maggiori medici: Calegari 4. San toro 4 Peraasi. , Capitani. medici. Coasu 4, Lanza, TfovaoeUI, Toniettt.
4) emorroidi: asportazione col termoC:Bu.terlo
1
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'T enenti colonnelli medici. ~ Carbone 6, Gandolft s.. · Maggiori m·ediei.: Carta 11, CaJeg.a r.i 6, Ber• nuecl 5, San·toro 4, Piergnionni 3, impinem 2, SaUnari, Maggett.a. Capttaol medici: Riva 5, De, Sarlo 4, Caooia S, Lanza 2, Balliauo, Lfont.i; Cimii!01 Toniettl, Amenta.,
Tenenti medici : Za.1Bro· 5. Chfrooi 2, Albano 2, Bedei 2, Gazza 2. Bal.estra. ,
5) ragadi anali ' agglorl medi.e i: Sa.ntoro 2 Carta. Capitani medici : Lionti , Riva, ertoli. Lanza. Tenenti medici : urelo, Gazza. Da rt"portar1t·
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Mag -t.o re m.e dieo : Ca·r ta.
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Tenente colonnello medico: Gerundo. C&pitano medico: .Li.o·n tl.
S) uretl'Otomle: a) Interne
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Maggiore medico: Citanna. b) ·e atern.e
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Maggiore medico: CaJeg&l'i.
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4) dUatazl·one gradual·e ..
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Mag.giori medi.ci: .Calepd, San toro. Capitani medici: Caccia 8, Ton ietti. 5) orobieotomfe.
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Tenentf oolonnelU ·mAdiei: Ri1zo 2, Carbone,, Bonomo, Ga.ndoUl. Maggiori medi.e-1: an toro 8, Calegart S, Carta 2,. Citanna, aUna.rit Bernuccl. Capitani medici: Cannas, Lanza Balliano, Cimino, Trov:a n.eUf, Rba 4. 6) prost..atotomje •
.
Capitano medico: Riva. 7) operazioni per 'taricoeele
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Tenenti colonnelli medici: Bonomo 16, Carbone 14, Camettl 6,. De Falco 2, Gand.oltl, Oeruudo, Giuffl'ledi. Ma.ggi.ori :medi.oi: Ca.rta 2r>, CaleJra,ri 24, Bernuoci 23, Abelli 16, SaUnar.i lfi, Tavazmni 14, VasiUcò 9, Loschi 6, Santoro 5, Treviean 5, Bellie. S, Booota S, Perego 2t &ndretti ·2 Citanna 2, GaUI, Pi.ergianni., Tomba., Spina, Perassf, Pim,pi'neUi, Delogu, M.a rini. l
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Capit.an.i m.edief: TonteUi 98, LlonU ·22, Ri a 19, Oddi 15, Fed.erJ.c1 10, Lanza. 9, SertoU 8, ; Bagginl8 Chnlno 6, &Uiao.o 6, Trum 5, Amati 5, ZorzoU 41 CanD'\8 5;.Di Glaoomo S, De· Sarlo 2, Am.e nta 2, MaPg-o·tta 2 Gim.eUi ·2f Truffi 2 V.iola Coaau IS:, T'r·O·ianJ. Caoeia. Teoeuti medici : .za.mro 21, Gaz:a 12. ~e sei· mon" 9,. Alba·no· 6., ea.Uendo 5. C'biront ·4, ; Pia.zza 3, Lenzl s, Bedel. 2, ..ldaJabarba 2~ · Bucei:a nte 2, C&mpeggl.ani 2, Mootana.rl; CaaeUa; Cotugn.o., 1Berfo1 B a.a,g,elieti, Rea~ gotti.. . 1
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:sottoteoentl m·e die.i : ·Catral'elU 4, Ardlzzone s., R()mby.
8) op~razloni per ld~ee,le 2
•) idrocele cfatico deU:a vagin·a le
·T enente oo·JonneUo medico: GandoUl 3. M.&ggjor'i medioi: Ca:rta 2, Boccia,. SaHnar.i 4, Oagliano 2 Be.ruueci 8, Calegari 2, Clt&nna, ·SaDtoro, Perego., P.impln·elli, Loaebf, AbeHl, Peraesi, Galli, Sotl1. Capitani. medici: U onti 3, Toniet:tl ·2, Bat... llaoo 2, Riva 2 Cimino 2, Coa·su,. Saggini, Oddi, anza. Tenenti rnedi.c i: Za:fBro. Ouza Cr·e scimone. 6) i.d rocele ciatlco del funh:olo
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ld.a ggiori medici: Ber·oucoi 2, Piergianni. Capitan.i m·e dicl: Sertoli 2 Cim·ioo ~ e) ldrooele comunicante
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Ma.ggi,or1. ·medic:i : Cart~, :s~a.lina·rl. Tenen.t e medico. Zaffiro.
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4) o,perazioni per ftmoai .•
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Te1ne~nu coi~·onnelli medici: Carbone S, Bonomo.
Maggiori med JCÌ : Ta· a·zzani 6, alegar'i 4, Bernucoi 4, Balinarl 8 Ge,l metti 2 Vasi-
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Maggiore medico: SaUnart. CapUano medico: Coseu
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f) punture lombari . . • . Tenente· medico : Casella.
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a) amputazioni
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Maggiori medi·c i: Carta,. Calegari. Tenente medico : Resegotti.
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~) di:sartieolazloni
Tenente oolom.-·eHo medico ; Gt:uft'redi. Maggi·ori medici~ Carta S, Perego S, Sau.toro S, Gnrgo 2, Bernucei, Salinarì, Tavazz.ani, Plm-
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Maggiori medi·ol : Carta a, Salfnari. apitano medico: iva.
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d) ri dazioni di fratture.
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CapUan:i medici: Cimino S~ Trulli , Riva, TirelH Tenente medJoo.: za.m~o.
c) sequestrotomle estrazioni di sequestri ossei.
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R ENDICONTO STATISTIOO
Blporto • Maggiori medici: SalinarJ., Certa.. Capitani medici : Coaau .. Oddl Riva.
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2) incruente
Maggiori medici : Santoro 11 PlmptnelU. Perego, AbelU, Galli. Capitani medici = Cimino 4, TroYanelli 1.. Ti-
rellt.
f1 riduzioni di luua1ionl l) locruente.
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T"&nente colonnello m.e dico .! Carbone. Maggiori medici: Carta 2, Gian i, Perassi Santoro. Capitani medici:. Federief. Oddi, Tonletti, T'i· relli 2. Tenente medieo :. Lenzi 2.
4)· amputazioni .
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Tenente colonnello medico : Gerundo. Maggiori medici: Ca1egari Citanna, Boccia., Bernucci, SaUnari Sandre.t ti. Capita i medici : Cimioo, Lfonti 2l Rf a, Di Giacomo. 1
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dtaartfcolazfont •
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'Tenen t i colonnelli lllP.·d jci : Bonomo, Carbone. Maggiore medico: Bernucci. Capitani medloi: Dl Giacomo,. Cimino·, Oddi, O.imelli. c) artrotomle, pa.r aeentesi articolari,, fne.isio·Di di borse mucose. l) artrot~mie .
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Mag iorl medici : Calegari 2, Per:aSBf, B.occi.a. Cap·i tani medici : ionti,. Cimino. Da ,.iportard
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naz10nale centrale . di Roma
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DELLE OPERAZIONI OmRURGIOHE, ECC.
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2) pa c ntesi ar ieola.ri ed in-ci io e di bo e
muco e . . .
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Oimino 2 a.nza. e e otti 2, P rti l,
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enti . ag,g iore m die , C l gari. Capitani dt i.: Angelico 2 Te ne e medi otu no.
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di ratture
e) rid.uzion
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ruente .
l)
en n i colonnelli m Gerundo,
ici:
arbone,
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iori me Ici:
Capi
ni wed i : Fe erici '2, Lio ti.
2) inc
nte.
an ro Delo u.
a
o]fi,
· Hieò.
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iori m ici: nto ·C apitani medici: Oddi Tenen ed ì·co : l b o.
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n riduzioni l)
u nte .
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apitano
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OP RAZJO
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di arteri
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Piergianni 8,. 'Tomma ina 2, oi
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i me l·ci :
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fonti.
Tenent.i m dJej : Ba.le tra,
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Te~n ·ente. medieo :· Gazza.
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l) n.ella regione sottornaeoeUare • • • •
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Ma .giori med.iel : :San toro 8. Calegari 4·, , arta 2 Cìta.nna. Capitani medici: D.e Sarlo B, Coaan 2, Caeeia,
Trovanem . Teneatl medici.: Albano S, Zaftlro 2.
2) ne:Ua JOegione ce·rvicale • . . . Maggiori medici: Perego 5, Santoro 3, Bernuce:i 2·, ·C alegari. 2, arta, P·era 1. Capitani medici: Ton.iettt 3, CfmiD.O· 2, Sag... gJni, 'Trovanel.ll, De Sarto,. TireUi Tenenti medici: Albano S, Zadlro 2, Camper·
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Sott.otenente medico: Mam.
3) nella regio·n e toraoica .
Capitano· m~edJco :: TlreUI 4) neUa regione ascellare. Mag g ìori .medici : Santoro , Tuooi 2, Cale· , ga.ri 1t . Phnpin.em 2, Ma gettat Vaailieò. Cap·itani medi,c i: Tonietti 2 i m.~ no R iva. De a.rto, Ghemrdl~ T' peoti .m edici : Albano, ceardì CoUoeat Frau. Sotto enente medico: Sassoli 2. 1
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5) ne. la regione jnguino-orur.a le (idiopatiche)
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Tenenti colonnelli medi.o i: Booomo '1, Carbone, Gerund~, Pre-sacco
Magn-iori medici : San.toro 35, Carta 10, Ber· nuoci. 4, GalU 4, aailicò 5; Perego 8, Cf ~ tanna S To.m maeina St Tuoot 3, Tom.ba S, Gelm.etti 2, Ca~egari 2, Piergianni , Gorgo, AUoatti, Giani, SoUs, Pimpi'aelli. capitani medici: Lionti 20, 'T ouietti 15· Sagglni 12, Lanza. 8, Angelico "'', Paolini 5, mati ·4, De a.r!o 3 Oddi 2, Bertoli · , 'T rovanelU 2 Coasu 2, Riva, Cimino, Zm~cari, Pennetta. Tenenti medici; Albano 1', Spadaro 7, Cresci· mone 4, hironi 4, Piazza 3, Bracco 3, otup:no 3, ZafHro3, Balestra 2, Campe giani2. aUendo, 'R esegottf Oherardi, Pertini, Cur· ii t ti , Frau. cio, Bedei, Sottoteuenti medici : Ardizzon.e 4, Tauro 2, AdinoHl, Sasaoli.
5bis) nella region& ìoguino·crurale' (veneree)
8'7
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Maggiori medici. Alloatti '7, Sanlioro 6, Oiani. S, Tomba. 3, Rossi ·2, Pressacco. Tucci, Sotis, Galli, Delmino~ C'apitanl medici: De Sarto 9,. Columba 5, Ti· relli 5, · arian.i ~' Saggini 2, GimelU 2, Lionti, Angelìco, PaoUnL Co.s su. Tenenti medici: Braeco 10,. Spada:ro 9, Camerano 4, Chirone 3, Bedei S Frau, Frigierf. 10 , 0PE1U..ZIONI
Ul TR OINI R MUSCOLI
a) tenorratl.e .• •
9
Maggiori medici~ Calegari 2 Carta, Peraast Capitani .medici.: De Sarlo, Cimino, Coseu, Bal· liano. Tenente medico: Zaftlro. Da ripo,.t'a riì
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Tenenti oolonn·a lll mediCI: carbone t, Gerando. Maggiori medici : C&legari S, San toro 2, Carta, Marini.• Capitani medio(: TlrelU, Sag,g:ini, Lanza, Cacoia
Coasu. Ten.e.n tl medici: R.EuJegotti,. Chfronl
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Teoen.te eolonnello medi.eo : Bonomo. Capitano medico: Oddi. ·l 0PBU.Z:l0NI DI PLASTIC.L
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Tenenti colonnelli medici · Carbone 2, Gioffredi, Geroodo, Bonomo. - aggiori medici: Calegari Il , Salinari 6, Carta 4 Bernucoi S, Boccia 2, SaDdrettl2 Santoro 2~ Perego, Calore, Oitauoa Gu.rgo, Sotis, Yaggetta Loeahi 2; Perasei. , Capitani med ic.i.: Toni etti '1 Riva B Oddl 3, Federiel ·2 . De Sarto, Amati, TrovaueUI, BaiUano Paolini1 Caccia, Sertoli Sa.ggini. l
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DELLE OPUAZIONI CHIRURGICHE EOO.
OPERAZIONI o
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Tenenti medlei: :Zafftro 5, Chironi S, Alban.o 2,
Gaua 2, Qaagllo, Resegottl, Bale1tra. Gherard.f. e) epiteliomi .
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Tenente coJonueUo· medico: Bonomo· Maggiori medici: Oalegari S, Santuooi, Carta, Beruuoei.
Capitano medico: Riva. Tenente medJeo·: Baleetra. l 1
g) igromi .
. . · • . . . Tenente colonnello medico : Rizzo. Tenenti medici : CaUendo, ZaJBTo.
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Sottottmente medl.c o : Bruno. h) Upomi.
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Maggiore medfco: SaUna.ri..
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Maggiori medici: Calega.r i 3, Tomma.siDa, P·e~
rego Giani. C&pttani medici: Oddt, Amati, Lionti, Dl Gla· como, Lanaa, 'Toniettl. Sottotenente medico: Ard.iz~one. 6) corpi eatranei
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Calegari.
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Tenen i colonnelli medici -~ .Bonomo, Ghlffredi . Ma.ggiori m~edJ.ci: Santoro 9, Pimpineni :5, Gorgo 4, alegarl 2, Nieddu 2,. Rosai 8~ Pe~ rego, De RoD, AbelU, Carta, Cltam:u•. C&pitaa.i m·edi.ei : Ton ietti 4, Trovanelli S, Balli ano 2, Se:rtoli. l, Sagg~nl, osau, Ferra~
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PEOCHIO B . 0P·E.RAZIONI RIPARTIT.E P, R. STABILIMENTi ·~ A
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PEB LA fri'ERILJZZAZIONE
DEI. CI.ATGUT
ote ·cliniche· del Dott. :FiUppo Carta, maggiore medico addetto aH'o ·pedale militare di Torino, libero doeeute nella. R. Università.
Il metodo Gro ich Jler la sterilizzazione della. pelle de,l campo operativo è ormai cosi largamente conosciuto, in virtù dell'applicazione che se ne è fatta q ua.si dovunque, e deUa di vulga.zione per me,z zo della stampa periodica, .e.h·e il de ·criverlo pare una superfluità. La sna sem·· plicità fu la sua fortuna., come è fors~e la ·r agione della sna efficacia., L~ e statistiche pu bblìeate sino ad oggi s,u n es perienza fattane in molte ohniche sO'uo abbastanza nnmero,l3ie· e convinoentt, cosi che baste.r ebbero a fl , are la, anzione della sicurezza del metodo e d·eU& .s ua supe.r iorita sopra qua.lun.que alt.ro sinora conosciuto. Cito breveme.n te qualcbe ·d.a to app.ar o in pubblica.z ioni recanti. Il Grossich ste o, in nn comunicato a.pparrso nel 1909 (1),. rifenv,a..su 1'200 operazioni, tra cui 7 O ferite ov·e si verificò 1& guarigione p·er pr~oma·m, m.e no in pochi oasi (7 °/ 0 ) nei quali le ferite erano preven.. tivamente molto infette altre· 500 piccole e grandi operazioni decorsero in modo ~ ho in n ·. su n c:a .o fll dato constatare segni di infezion·e· da parbe della peUe. L~e ~ernie gu.a rirono con ·Cica·t rie · linea.:ri poco v· i bili. La. pelle di qu:a lunq 1e parte del oorpo opporta molto bene anche dive.rse pennellature iodiche · olo e da avvertir.e di non la~oiare a contatto d ure.vol.men te due su perfiei eu tanee i oda te. usnetzki (2} riferisc.e su '2 3 grandi operazioni,. tra. cui appendi.. cectomi , nefrope . ie, ol~eci -tectomie, r·e.s ezioni eco. tutte idea.I mente .g uarit.a. Bevvi t {3) die·e he in tutte le oper.a z,i oui pratiea.te nella clin1na del prof~ Ro·t h in LubAoea (5· O) f'u applicato il metodo con soddisfac.e nte risulta·to. (])1 Berlimr kUn. W.oc1~etvohr. 190n,. n. 48 . .(2) Zen-tralbtaU fiir Ok,·r., 1910 p . 164. (3) Zentralbl(JU fur Ohir.~ 1.910,. p. 61 ·•
L''IODIO NELL' ANTISEPSJ GHJRURGIOA
A questi si .a,ggi ungono altri autori citati dal Grossich stesso nella u.a ultima memoria (l) ed altri non. pochi nella letteratura francese ed italiana, che si trovano ricordati nella accnra·t a memoria del m.a ggiore medico Bernueci (2); il cui concorde parere. ·e fa·vorevole alla bontà del metodo, pe.r la sua facilità di applicazione e sicure.z:za. del ri .. sulta.to. Anch'io voglio portare eon questa nota il modesto contributo d·e lla mia ·e sperienza, che data. dal gennaio 1909, poco dopo cìoè la comparsa, della prima. oomunicazione di Grossich (S). Un po; dubitoso in principio, cominciai ad applicare il ·metodo con qualche restrizione, oioè non abba.nd.ona.ndo del tutto q nalche prErven iva. la vatura ; ·ma, fatto ardito dai primi su.cee· J, la ciai cadere un.a ad una le pratiche del solit~ formulario,. per dar libero il campo alla tint ura di iodo. Un'aggiunta,, però, io ho aocett.ato nella mta pratica., ed è.qu·ella pro· posta. dal dottor Ala.d.àr Bogdan t4J direttore d·ell'ospedale di BalassaGyarmat in Ungheria· di sgra.ssare preveutiv.a mente la pelle con ben.z ìna iodica all' 1 p. 1000. La. benzina ha nn potere solvente deHe sostanze. grasse, superiore· all'alcool, ed èm.eglio Indicata dell'etere perchè evaporandosi essa più lentamente di questo, il grasso discioltovi può e·ssere allontanato palla pelle insieme :al suo solvente. Pe·r i molti ammalati che vengono all'operazione senza una.· preventiva pre.pa.razione si capi ce come qu·e sto atto deUo sgrassa.me.nto della pene sia sallltare, anzi indispen abile, perchè apre la. via. aU'azion·e· successi va dell'iodo. Ma si me per i ·asi ·dì ferite che si de.bbono presup. porre in fet·te, cb e sono circondate da pelle non pnlita ed insudiciata da sa·ngue raggtumato questa preventi a pulitura appare intuitiva.men te i ndieata.. er quegli ammala ti poi che. ebbero la preparazione 24 ore prima dell .a tto operativo, con rasura, saponata ecc. è anche giovevole H trattamento colla benzina perchè :serve .a S·cioo-liere il sapone rim.a to eventualmente nelle boccu-cce follicolari,. allontana i d·e triti epidermici s:t accatisi sotto t~impaceo unìtamente a, qut'sti residui di sostanz·e· D"r.asse ancora segregate dalla pelle. Questa. soluzione ìodo-·benzin.a mi serve anche molto beue nelle ordìuarie m·edicazioni per nettare la pelle. e il margine delle ferite o. piaghe dai residui purulenti o di altra natura, che vi aderiscono. (I:) Il Policlinico, sezione pratica 1910, faso. 10. (2) Giornale di medicina militar·e n. 4-5, 1910. (3) Z entralbla.u fil.r Ohìr ., 190. , n. 44. (4:) Zentrallil!Ml jilr Ohir,., 1909, p. 73
L'IODIO NELL' ANTISEP,S I CHJRURGIOA
l] metodo che io seguo è il seguente : l o Prepara.z,ione dell'amma.Ia.to 24 ore prima. d.e ll'operazione, quando e possibile, (msur.a. a secco lavatura, impac-co di .s oluzione ftsiolo:g iea); 2:) Prima d eU operazione (lO o 15 mi nn ti), sgr9issa.t um con benzina iod~t;a. all'l p. O ,O, pennella.t ure. colla tintura dì iodo offi.c in.≤ s o Nuova pennellatura. iodica im.m ediata.mente p·r ima deH' atto operativo i edrà dalla tabeUa. che -egn.e come nella mia ·c asistica appaiano opera.z ìoni di dìve~ r a. importanza e delle più varie re,g ioni del corpo. lo ho osse.r vato una grandi _ ima toller.anz& della pelle per questo tra.t~ tamento ; ma conven.go che i miei operati co tituiscon.o una ola, ca t& goria del gran numero di ·p azienti chirurgici, esse.n do es i- tnt·t1 gio· vani, immuni qua i sempre da izì discrasioi e da .affezioni cu·t anee·· che quindi sulla. loro pelle non. vien fatto di osservare ciò che può avvenire in vecchi, donne,. ba:m bini i div,ers.a co tituzione e stato attuale. Capi co du.:nque le ri .e r e di L:a.nz l , il quale, pur essendo favorevole al metodo,. lo orr·ebbe limita.to, tenendo pres nt·e che pu' provocare d·egl:i eezemi danno i a.lLandamento d Ile ferite· operatorie. Anche, il Nas·· olb ('2) riferi ce di a v r os erva o qualche ca o d.i. eczema c.he. condus e a sup ura.zion la. ferit.a operatoria. Certamente è dovere del chirurgo di ·e Ùmina.re quei ca i che pos ·ono parere meno adatti per le condizioni della. pelle e · ratta.rli col metodo Fiirbr.i nger. Io ho visto un.a volta sola un eritema es udq,tivo in un ca o di aricoc·e1e, ohe si este e a tu.tto lo scroto ed alla faccia in erna d Ila , ·o eia. sinistra; con poco da:n.n.o però del paz1 n t e, in quanto ehe la ferita oper.atoria. non ne ri~· s · ntì nocnm.e nto. D·e l r-e to non idi mai altro che uno faldamento epidermico asciu. o. EL~}.lf00 DEf_..LE OPERAZIO.N I E ' EGUITB
OL AIETO .DO GROS lOH.
erita lacera dell a regione zigomatiea d tra. Ferita lacera dell avambra.,ccio de ro per caduta sopra una bo~ ·t iglia rotta. . -rita. da arma da fuo o della coscia con pe.r manenza di proiettile,, briglia.mento della ferita,. ricet ca. del proiettile, utura.. erita lac ra. alla r gi ne .a.nt riore del polso con re.cisione di tendine - su~ura profonda e superficiale. Ferita .lacera con . trappam nto d.el polpa trello della terza falange. dell·indi e della mano de tra ~ di ·arti olazione d.ella falangina. (l) Z entraZblatt f 7ir Obir•. 1910. n. 25. (,2 ) Miincll<ener :medùl. Wo het.lach.r., 1910 n. 5.
927 Ferita aH.' addome da coltello, penetrante con fuoriuscita dell 'omeo to, resezione dell"omento, sutura deUa ferita. Ft.a ttura trasversale della rotula (eerehiaggio n . 2;).. Osteo..artrit·e· tubercolare del dito medio della. mano d·e stra - disar·t icolazione del dit(). Fistola mediana eon.g·e nita del collo· - dissezio·n e ed asportazione del tramite fistoloso . Gozzo cistico mediano - Enucleazione sottocapsu.l are (n. 2). Cancro della lingua, (vuotamento sottomascella:re, taglio deUa guancia.).
Ferita fra.ttnra. della regione mandibola.r·e - su.t ura dell'osso e delle· parti molli. Linfadenomi non suppurati di varie r·e gioni (n.. 4) Cisti dermoidi e sebacee {n. 4). Operazioni radicali di ernie (n~ 40) . Cisti del cordone spern.1a·t ico dell'epididimo (n. 6). droeele cistico della, vag:inale. del t,e.sticolo (n. S). Varicocele cura radìcale· (metodo Carta) (n. 35). Vene varicose agli a.rti inferiori - a.sporta.zìone (n. 8). Parafìmosi (n. l ). Miosteoma del muscolo brachiale anteriore - enucleazione del ·t umore.
Ganglio al dorso del piede destro aderente al tendine es'tensorio de1P ali nce - diss.e.z ione ed , nucleazione. ppe:nclicute, operazione radicale a freddo (.n. 2). Entero-peritoni.te tubercolare (laparotomia.) (n. l). I decorsi opera:t ori furono costantemente ideali e si ottennero,.in.tentati i che parve:r o arditi di ohi usura di ferite lacere pre · entates1 oon aspet.to poco ras icurante, guarigioni insperate. È, evìdent~e l'azione ate· rilizzate della tintura di todìo in tutti i punti in cui può penetrare: gli esperimenti di laboratorio del w ·a lter Toura.ine (l) lo hann.o dimostr.arto, mettendo anche in. evidenza la superiorità d.e,l m.etodo del trattare la pelle a secco; ossia senza preventiva. lavatura all'a.c.Cq·u a con sa~ pone; e la clinica lo conferma. Sebbene il nu.mero totale dei casi che io presento non sia molto alto, pure mi pare non privo di valore; primo pe:r la varietà delle affezionì. di oni ai tra.t tò ,e. per la diversa loro topografia., in. seeondo luogo per la ·c ostanza dei rìsultatì ottenuti dli u.na guarigione per prima. intenzione oon ci ·atrici lineari senza inconveniente alcuno, locale o generale. (U Btllletina el Mémoire.s de la Sociétl. de Ohir:. de Paris,. 190'9, n. 12.
92
L IODIO NELL'ANTI EP I OIDRURGIOA.
Il metodo Gt·ossich segna. per me un progresso neUa tecnica. c.hi· rurgica, petchè semplifica e garantisce uno degli atti più importe.nti della · epsi~ sia esso dunque il benvenuto sopra tut·t o pe.r la chirurgia. d'ur,g·e nza e di guerra. i[ol
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0ATGUT 1 L '1 DIO (Cla.udin ). Il bel lavoro sperimentale d.e l c~ pitano medico Cossn, pubblicato nel fascicolo 4~o ·deU'an.n o corrente d-i questo giornale., circa, la .s terilizzazione del catgut coPiod1o mi dà occa.. sione di riferire i risultati della mia non breve esperienza, clinica col catgnt Cla:ndi us , he da t a. dal Panno t90 . Anteriorment a tal e·poca to, dopo alcuni in.successi .a.v uti con catgut di div·erJ~a pro enienza; seguendo l'esempio della scuola di Bassini, adottai, neUe. _u ture e Jegature superficiali ·e profonde, la. eta accuratamente terilizzata in glìoerina a 130~, nè ·e bbi mai a dolermi di quella p·r a.t ica,. che per me è. anche oggi raccomand&bìlissim:a, e mi vi a.ttengo, alternandola indi:fferentem nte coll'u~o del c.atgut, o usand.ola. in ieme ad e o; convinto della completa a sorbibilità, eebben·e lenta, della eta., e del1'innocn1tà. -ua a. permanere n.e lla com.pagine dei t sst1t1 o e Pambiente ia aset.ti·co. Ma le circo ·tanze in cui si débb& operare, in tetteno non. sicuro d.a. infezione st presentano pure ·COn o.n& certa. fre~ q nenz,a,. ed allora i riconosc · il vantaggio .di poter ervirsi come m.a t , ria.le abbandonato nellt in te~mo dei te u ti di sosta.nze f&oilmente assorbibil i, tra le quali il catgut non ha, rivali. ifi.e ttendo poi alla ·eh~rurgia di guerra,. ove Poperare in terreno più o meno inq uin.a.to è la regola. mi par e che sarebbe stato utile possedere una. matura esperienza, .s ulla st rilizza.zio.ne del ca tgnt e ,s ul mod() di omportarsì .alla, prov:&d eli ''o· pera.z ione. Fra gl innume.revoli proces i di sterilizzazione, mi fu segnalata da. un ·valentis imo chirurgo qu ello dì Cla;udius (l), il quale mi attras. e per la sua semplicità e p ·rchè fondato sopra d.at:i sperimentali se.v eramente controUa.ti ' . ,. ripet ndo gli e p . rimanti batteriologici sul pot·e re ger~ micida dell" iodio, i se.r vl di pezze·U,i di carta assorbente, i quali erano ìnfettati .coll immersìone ìn una mi cela. preparata di fresco oon terr.a, di giardino. Venivano poi d1 ecca.ti al termostato, indi imme i in una oluzione di iodio .a lll p. 100 ~ dalla uale poi 1 campion1 erano· tolti p r ·a li e amì ul riorì, ucc .si va mente a, distanza di 24 ore uno dallaltro sino .agli ultìmi, he e ·ano estrat i dopo 13 volte 24 o:re. S'1m· m rgev.a.I o quin · i in fi l contenenti quantità di brodo relativam·e nte o-ra.n i (-'00 cc .. p ~r fi la p r i t ate ·he l iodio ad rente alla c. rta rie ..
(l) Deutsche Z eitsehrift f, Ch ·,.. vol.
4~
pa.g. 4- 9.
L IODIO NELL A. TI .E PSI OHIR - RGIOA
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scisse di ostacolo allo sviluppo dei germi. Egli osservò co · tantemente che, mentre ooi campionì dei ·primi sette giorni sì aveva lo sviluppo dei germi in quantità deorescente, l'ott.a o criorno ogni .s viluppo manca a in cultu.r e aerobiche ·ed anaerobich·e·. Ripetute le esperienze con :fili di ca.tgut impregnate di cultura. di b. ·porigeni, dopo la sterilizzazione per 8 giorni nella soluzione iodata., si ottenne la completa. sterilit& in cul ~ tura aerobiche e anaerobiche.. Concluse dopo cio che nna soluzione scq uosa di iodio al '1 p. l 00 è sufficiente ad. o. coid ere ìn 8 giorni qualunque germe aderente od infiltra;to in un filo di catgut. Pre.n dendo pot a s.tudia.re l'azione antisettica d.e'i fUi in una. provetta ·d i aga.r ove era tato cosparso lo .stafìlooocco, osservo che, mentre questo si s.viluppava. ìn tutta la superficie deiPagar, invece attorno il :filo iodato si era formato uno spazio li ber{) come una. zona proibì ta alla germinazione dei piogeni. Un filo di catgut ìodo, immerso per 24: ore in una. cultura di sta.filooooeo, indì avvolto in carta da filtro e disseccato in termostato, se· veniva in seguito immerso in un brodo di cui tura non dava luogo ad alcun sviluppo~ Conehiuse dunque che il (~atgut cosi pre~ p.arato non solo er:a sterile, ma. aveva acquistato potere an·tis:e ttico; in·· ,q uantoohè ostacolava lo sviluppo dei germi nel 't erritorio di sua, dimora. e non era. veicolo di quelli eb:e ·e ventnalmente potevano aderirgli dnran te l'uso. on pochi altri osser atori conf~rmavan.o qnesto risultato. Co .i Martina (l) riferisce l '·esito delle sue, numerose esperienze., esegui e con spore di carbonchìo ed altre piu resistentit come quelle del sub-· tilis, gi.unge.ndo a oonclude,r e che colle soluzioni acquo~e d.i iodio si ottiene la completa sterilizzazione e ai ha nel fi.Jo un forte potere antisettico. Anche sembra .a.l Martina ohe l 'iodio abbia una potenza ini~ bitrice, suHe ptomaine che normalmente esistono nel catgut, che pos sono dar luogo ad alterazioni nei tessuti come già .asserirono Poppert (2 ) Weit,, Heidenhein . Hippel (S confermo l'azione battericida della soluzione, aoquo.sa. d.ell'io ;io e U potere antisettico di :fiJi impregnati di es,so. Gli esperimenti sngli animali seguirono le ricerche in »itr'O, ed in ult1mo la larga, applicazione clinica sulla quale riferisce Cl audi us stesso (4), fatta in un numero con iderevole , di operazioni in tutte le regioni del corpo oomprese le vj soera.li, giustificarono la conclusione eui si venne nel (l} Deuuche Zel"tsch-rift /. Ohir. Vol. 70·, p. 140. (2) Deulsc.ha medicm•. Wochs. 18·97 26 novembre..
(3) z ,entr-a;lbZatt f. Ohir. 1903 N . 47. ·(4) Zeitschr. f. Okì.r . Vol. 69. tl9- Gtorntde di m. dicina militare. -
Fa ~e.
xn.
9BO
L'IO I
NELL, A.HTJSEP I ORIR.URGIOA
congresso chirurgico di Cracovia nel 190S., ove si proola.mo essere il ca.tgut alPiodio il miglior m:ateriale di :s utura. Dopo d'allora. a.Itri opetatori si espre~ ssero dopo lunga esperienz·&., favorevolmente: (Salkindsohn,, Zentralblatt . .fu'T Ohir. 1904 p. 68- Wil.. lard-Btone, Sem. •médie.. 19 4 p· ~ 384. - Ma.nn, &m. méd'it;. 1904 p. 416- Moschoowitz,.Sem. méd'i ,c. 1905 .P~ 499- Ta.nton, Deutsc·he medie. Woehs. 190.5, p. 51 - Herff, Jfitnchen. ·m dic . Woehs 1906, p. 27. In Italìa, Dellarosa, G.a,zz. degli ped.. e delle Clin.,. 190S - Mariani, Policlinico, Sezione pra·t ica, 1908. - F .a bbris, Gazz. degli Osped. e del.le Olm., 1904, ed altri. · Sulla fede di questi ri ultati, io intrapresi la. preparazione del cstgnt all'iodio, ·s eguendo scrnpolosamen.te le norm·e da..t e d.all'aut.ore. on oe corre ch·e il catgu t sia sgrassato. Le buone di t te fabbricanti lo met-ton.o in com m roio già privo di grasso. Avvolto in speciali rocchetti la. eui migliore forma è quella di un piccolo telaio re~ttangolare di cristallo lungo centimetri 6, largo centimetri 4, s' imme·r ge nella so . . lnzione sterilizzante compo ta. coma segue: iodio, ioduro potassieo, ana gra:m mi uno, acqua distillata. gr . mmi 100.. Ivì si abbandonano per 8 giorni, dopo i qn,a lì il filo è pr-onto per l'uso. Per a.Hont&nare l'eccesso <di iodio eh e trova.si alla. superficie d.e.I filo vale il precetto di lavare il rocchetto in acqua s erilizzata. prim:a di adoperar1o - Uno dei pregi che ha con. sè questo metodo anche la forma ohe a:s sum.e la. minugia. Essa e morbida, m.a negge,v olissl:m& com.e la seta.,, n.on ha ubìto modifi·c azio i nel suo calibro ed ha la re~ istanza. voi uta. Se si vuole conservare il filo, lo si può immergere nuovamente nella. soluzione primi ti ._a. A me è parso però che, prolungando la. permanen·za. in q ue:s a .s oluzion·e a.cq uosa, ì1 catgu t perda la sua levigatezza. ed anche un poco in · onsiste.n za. Dopo varie pro .· e io sono riuscito ad ottene:re una bnona miscela conservatrice formata di alcool a 9~5 grammi 80,, gli eerino. pura grammi 20, dove ho potuto conserva.r e per più me.s i il catgut iodato senza. che sia intervenut,a, alcuna modifioazion·e nella qualità. .da esso acquisita. Le operazioni che, io ho eseguito servendomi di ta.li .m inugìe, per Iega-tu~e vassh, suture profonde,. e anche. qualche vo·l ta superficiali d.a.l 1908 ad oggi1 in numero di circa .SOO, ebbero tutte deco:r si tali da farmi rìtenere icur.a la proprieta asettica ed antiset,t ìca di esse e da autorizzarmi a giudicare h per le loro proprietà fisiche e, per la loro ì m m unità da ~ermi, e co tHui .cono un ott.imo mezzo di sn.t u &. · n d ~ che non itai a con i liarne l'uso per il materiale di m.obilitazion già la f: rmac1a centrai e militare, coU autorizzazioue dell'Ispettorato
L·' .IODIO NELL' ANTISEPSI OHIRURGICA
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di Sanit·à Militare, PT·epara un oa:t gu t all'iodio :i n tubetti ohiusi alla la.m.pada... Siooome la prepamzione di qn·e sti tubetti presenta alcun.e difficolta. con pericolo ohe il ilo venga inquinato nuovamente per toccame:n ti, mentre lo si 1ntroduoe nei tubi, cosi,, dopo che il filo è stato trattato eol metodo sopra descritto ed introdotto nelle fiale,. si riem~ piono q neste di be.nzolo iodato au~ 1 ·p. 100, sostanza la quale. conserva bene il oa.to-ut. e lo man.tiene 1.n nn ambiente antisettico~ Alle vecchie esperienze di la.bora·t orio e cliniche, recenteme:n te altre se ne aggiun-ero & confermare. la superiorità della, sterilizzazione iodica del catgut sopra tutta le altre finora. e.scogitate. Vedasi la memoria di Bertarelli e Bocchia (Po.liclinico 1909 sez. chir. fase . 3) e finalmente lo studio aoc:ttrato del collega dott. Oossu Giornale di medicina m.i litare 1910, p .. 229), col q naie è dimostrato: 1 o Che nel ca~gnt grezzo si trovano costantemente forme. res.ist·e n.t i di ba.oilli della famigHa d·ei batteri della putrefazione., t.r.a. i quali è presu:mi.bile si trovi anche il b. del te.ta.no; 2° 'T ra i mezzi sicuri di cui si può di porre per una completa sterilizzazione del ca tgu t, q nello di Claudins offre tutte le garanzie, ed è, ra.ccom andabile n eU a ohirnrgia militare.
RIVISTA. DI GIOIR~ ALI ITALIA I .ED ESTERI
•• SNowM N.N F . -
RIVISTA MEDICA La oara Ilei vomlto.-(The Lanoet,. 1910, vol. I, n. XI, p. 717J
Per quanto nume~ro' e ·iano le. condizioni patologiche che provocano U vomito questo i fa. p r un unico mecca.ni mo 1 per d termina i cambi Dlole,cola.ti n.elle cellule d.e l centro de~ l vomito stes o, c -ntro situa to ·p rofon.d amente nel midollo allungato,. e su cettibile d. esser-e ·eccit;a.to da impulsi dooorrenti lungo fi.b re nervo - e, p:rovenient· da dispar.a t direzioni (centri c·erebra.Ii più alti fper sensazioni visive od· olftattive]~ , utero, rene, fega.to, terri.t orio d l IX paio, stomaco~ ecc .•. ). Tuttavi a :m,& nifestam·ente lo stomaco rimane, sempre l'agente p·r edomi:na n.te del vomito, se~ pur anche non n sia la cau a. dire -ta -ffinien.te n.el enso che centro vomi ìvo eccitato anch una ola vo1ta per una qual ia i irritaz"one perif~riea, rimane in s ta.·t o di i per· u -cettfbilità e nulla vi ha di più probabile che, lie i di ·ttlrbi ga _rici~ che in condizioni norma.H sarebb ro pa ati ino ervo.ti, lo mettano in azi,one.! Onde è, che, peeiale attenzione de e e · ere riv~olta .a. Ue condizioni d.e llo stomaco percbè p r il suo intermediario debbano es.! ere ripa:rati i d"sturbi d.ella DUtrizioue, dal vomi o dipend nti. a tu:ralmen.t e la a.u a prima. non vs tro. curo.ta,, ausa prima c può e re a. .cl"itta ad u.n o dei re seguenti gruppi: t•locale; 2° ·t os i o; So ritle so. Il primo ruppo si riferi ce aB condizioni loca i ·d·el]o stomac'ot sia c.b.e i tratti di attivi·tll. fun·ziona.le dehciente (neUe febbri acute), o di ·u no sta.to ca.tarm1e, primitivo od a so iat o ad ulcera gastr"ca cancro od anche intorno di s.lcooli mo, o con·comi ta,n s.. t i i d a malattia. i cuore o del fegato. Il e ondo gruppo compr n.de gli · ta..ti to.s siemici, in cui le o ta.nze to sich del angue ìr.r itano dir tt.am n e il centro del vomito (inizio delle ±~ebbri a·c ute speei· fiche, vomito ·po~ .t- neste ico morbo, d. AddLont vom·to periodico e p9m1cioso d.ei fan iulli m aJattie r ena.li ). l t 1·zo ruppo, riH s o, compr nde ·1 vomito di origine cerebrale o la.bi:rintica, U vomito deUe malat·"ie v.i cerar (ernia, ostruzi.one in· e tin,aie), della gravidanza,. d Ha ·p r o e d, Ua bronchi eta ia ecc. S·o ia un intorno incid.entale dì una P . r la · u:ra del vomi ·ot i de "rmini . ]attia a a o e . io. uno d i princip T si ntom~ di una. .malatt.ia croDica:· logica.m ~ n ·e la ba e d l tra a.m ento a;rà a~l'. tto di\ rsn. el primo ea. o, ad. s. può da:r i che la dieta. ]a ·tea e. clu i a ia male toHerata. n el d.ecor o di un tifo o di sic hè vi vomito· qtindi la oppor nni.f1. di ridurr la quanti tà di m a. pohnoni latte o · glio d iluirlo con a 1ua n -Ila proporzion-e di u n o ume di latte e due volumi di .a qua an be merrHo di aggiungervi d.el lU .atog·ene nella propor-zione i lò[J7"tJni rgr. l 6 ] per oglli ancia. [gr. ~l] dli acqua: co ·icchè .S:e onci gr. 170,' : ]
n
Rl ISTA
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EOJCA
-di latte ·ed. acqua OO·stitun~con.o nn pasto, 60 grani [gr.. 8,840] di sanatogene ·d o· vranno e.ssere aggiunti. Se in questa c.ondizio.n e di cose le d.roghe antiemet_iebe, più. oltre :m enzionate., sono di poco e:Bìca~ia, la easeina , in forma aseintta po~lve rizzata serve ottimamente·, quando ag,g iunta a lat.t e ben diluito•. Talvolta. questo met-odo faUìse-e; si pone aUora il que ito d·ei clisteri nutritivi, la caseina asciutta -es, e.n do la forma d, albumina la. più assorbita dal retto. La cura del vomtto è n o:t oriamente ineerta, quando esso è P'espre ion.e dtnna. nevro i rifles a.: v·o mito della gravidanza. La.. mira la. più saggia è d.i assicurare ·che la. nutrizione del paziente no.n. soffra ec.ce sivamente!, somministrando preparati che s·ano a .sorbiti coo. u no· sforzo min~mo e assimilati neUa massima qua.n~ tità. - ella. to se a.sinin~ in cui la nutr~zione è gravemente compromessa \ oelcher, ~sulla base di 650 casi, co·n siglia un terzo· di un minimo » [?] di glicerina ~enica con 5 gra.n i Jgr. 0,320]' di carbona·t o di bismu o, e com·e dieta: la te ghiacciato, la:tte -eon. m.a.Ito la. te peptonizz.a to·, latte e soda-water, ed .a cqua albuminosa e quando il latte non sia tollerato . sugo di carne in a.oq ua, o sanatogen.e o plasma. Le mi ure tel'apewtiehe dirette contro il vomito sono a ai numerose. La. nausea può e · ere combattuta con · o:r si di acqua. ben calda od an·ch.e col suc·c iare pezzetti ·di ghiaccio. Sarà ma.nte uta la p·osizione orizzontale e s.a ranno applicati ull"epiga tt"io . enapismi vescica.n•i, sangui ughe. La. [avatura. d·ello s omaco con olu~ z.ione borica debole o con soluzioni alcaline costituì c.e un ecceUenbe metodo per e;ara:re il ·vo.m ito· p·ersi tente nella dila.·ta.zione ·del ven.t rieolo o nel catarro· O'as ric11 dei fanciulli. L'' . dalle sue esperienze personali, r:ac.eoma.nda. il bi muto e preferHJilmen.t e il carbonato al ottonitrato, ·q uest'ultimo ssendo suscettib~le .a~ convertirsi. nello intestino ~I nitri o e qu indi are. e.f fet·· Ì tossici, dippiù e so sottonitra.to ·è ·di olito associato al b"carbonato dì odio per ·Cui l'azione combinat a. d.elle· due sos anze può p·rodurre tale « ac~ do carbonico da forza1·e iil tu.t·acciol , di una bottiglia ». Le fer.mentazio.n · stom.a.ca.li sono favorevolmente i.nflueDzate, dai creosoto·, dallo iodio·( oluzio·n e al·c ooliea), da.ltta.cido tenieo; fi cloretone .O..S gran i lgr. OJ320- gr. O 512], è un buon r .i medio con.tro il vomito da eaucro dello stomaco; un terzo di grano .[centigr. 2,1SJ di cocaina:. puÒ· far ces are su bitam.ent-e il vomito d l male di mare; il vino d.i ipecaeuana, la. tmtura d.' idra te, raoonito, quest'o] imo a dose alta, servono· contro il omito della gt•o.vidanza· infine· n tannato di. oressin&, 5-12 granì (gr.. 0,8~0- gr. 0,768J due o:t~e prima. dei pasti è racco·m an.·d abile nel vomito· ca.u:• sato dall'oppio, dal cloroformio o altri narcotici, Migliore medicameuto fra tutti è l'oppio- sotto fo·r ma di iniezione' ipod.e rmica d.i morfina .. B ·· LLA..•
A.
ro NORELL,I . -
Il puato 4.o loroao retromaadlbolare oome •egao :p~reooce
e oo•taa.t e 41 ·m .eDiaslte. -
(Rivista _c,-iti ·a di clinica <medicar 1910, n. 15)~
L,.A.., prmnesso ehe la iperestesia neuro-muscoiare gene,r alizzata e specialmente la dolenzia dei t l'onchi nervosi. è uno dei disturbi che .s i de.t erminano più costantemente nella flogos1 .m eningea e delle meningi cerebrali in ispeeie, riferisce su ana een·t uria di casi occorsi nella clinica. med.iea. di Bom.a., i n cu.i. ha potuto metw tere in evidenza un punto p'reeocemente~ ed intensamente dolente, situato a.U'lndietro· dell'estre,m o · uperiore della. mandi bola, al di sotto del lobulo dell'oreechio e.d al davanti ·de.tl apo.fis.i mas toide denomin.a to pun.t o 'l''tnTOmandib.o.lGT-e od a.u ricolo.-TJWs.toideo.
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RIVISTA. DI NEV&OPATOLOGIA
In indiv"dui :normali questo pu·n to è abbastanza sensibile alla. pressioo.e ed. à. dolente, in molti casi .iperestesici ·ed ipera.Jgesici, all'infuori d'ogni. flogosi meningea. _a il dolore p~rovoeato in tali casi è minimo, viene bene toUento dall'iD fermo e non provoca reazioni m:oto.:rie. ·di difesa, come invece · i manifes.t a nei me. nin:gitiei. In. questi la pressione sul qunto ~m'Zidetto determina eo.n trazioni a. ca... rieo dei muscoli innervati dal faccial,e ffUperiore ·ed inferiore dello stesso lato e talora anche di quelli del Ia.to opposto. D punto doloroso retromandibola.re e stato rilevato dall'A. nella totalità d&i ·c asi di meningite, ed. accompagna la ma.lattia in tutto il , uo decorso: anzi è stato a.e certato prima. d.ello stabilirsi della rigidità. nu.eale e deUa comparsa del segnG di Kernig. La c·o·n statazione ~del punto ret.r o.m an.d ibolare vlene ·quindi. a oos:t ituire un punto· di repere moltlo importe.Dte specia.lm.e nte su infe.r .m i in ista.to grave, in.· coscienti o quasi, spesso derilanti, nei quali ~a diag.nos.i. riesce difficile. L.'A. ha ·c onstatato un ·c ontegno particolare di tale. segno 1n quattro ea.s.i di meniogite eerebro·~spinaJ.e guariti, di cui t'l'e era.no forme mening·o coeciche, ed una da tetrag@no. I l questi easi la. malattia dopo un breve per:iod·o di stato con feb .. bre remittente, durante la quale compa.:r vero i. segni d'i.nitazlone meningea, si ebbe una fase oscilla.·n te con febbre in termitten te a tipo· qu.o tidiano, con remissione ed. ·e a·cerbazione dello. " nd~ome irritati va. meningea. Ora in tali infermi il punto .d.o lor.o :o retromandibolare subiva le .s te se vicend:e degli altri f:enom·e ni l'eat ivi, e senz .· scomparire del tutto si attenua-va grandemente ne1Papires ·ia. e si. esacer· bava. nella. pbe sia.~ in. detti c.asi bJ, diagnosi fu confermata. in modo assol u·t o dal· l'esame del liquido cefalo~t;ae.hLdia.no (t-ò·rbido riccò d'allumina, con.t enente numero -i polinucleati e batterii l. ', ella meningite· tubercola:re la pressione in ~corrispo·ndenz:a. del pun·t q retro.. mandibola:re provoca con.tra.z ioni dei muscoli mimicl anche neUa fase paralitica e c-omatosa d·el. a malattia ed, in as .Wlza d.''o gnì più preciso in izio··di.a gn·o stic,o, per tale segno è possibile stabilire in qualche m.od!o l'origine meningea ·dello stato oomatoso (eoma.-meningeo). Così in nove ea i di meningite diploeoceica contemporan.e a o consecutiva. a. polmonite la, reazione mimica che i provocava per pressione nel pun.t n retromand ·bolare era. un'ind"zio dell'origine meningea deUo stato coma~ toso e v.a.leva come cr terio d'ol'ie.nta.mento. L'A. conclude ritenendo che il punto doloro o retromandibolare., per la sua p11e.. coce comparsa., per la costanza., p r la facile iden.tificazione, merita di esse.re an~ no·verato tr.a i s .gni più certi e più. cospicui di flogosi meningea. CASARINt
RJVISTA DI NEVROPATOLOGIA A. M n .·El.. LI. -
Tabaroololl e o.r lmla . Uti. -
(Sctwl·a po itiva d.i E. F·erri·
febbra i·o 1910). La. tu berc·o losi non è UD& infezione limitata. sUa parte in cui. :i. ba.c illi si lo·ealìzza.no· ed atte chiscono svi.l uppa dovi i~ :ma è una malattia· di tutto l'o:rgan~ mo, speci l mente per l' into sica.zi.one eneral , de~ l sa.ngue e dei varii · nti,.
BIVI TA DI NEVROPA.TOLOf.UA
9St.
da parte di tossine d1 varia natut·a, tr.a cui le tUbercolari; esse, penetrate ne. circolo, deterio·r ano con. la loro azLone continua, protratta e <!Um.t dativa, t11tte l& funzioni organiche,. e quindi anobe il sistema nervoso· e specialmente la pii! delicata ·e complessa fnnzion.a.l ità c rebrale. Quindi n tu.bereolo o è temibile qua]e ce.n tro d' infe!Zione , ed anche pe.r chè è senlpJ e: tale persona il cui stato mentale è atto a provocare r&azioni ecce si ve, violente, pericolo ·e : e·g li può dive ir·e deUnquente o per il suo stato p·s iehico a.n ormale, o per il risvegliarsi tos ico di uno sta.t o degen.e·r ativo latente. Sempre., però., precede una. a; omalia costituzionale, che si aggrava,. o si disvela con facilità nello. bacillo i· ma, in pratica, non si può distin.g uere U tubercoloso comune dal degenerato tubercoloso1. e spes o l'.a.nomara non. si rileva se non dopo che, egli è divenuto uo. criminal' . Nel tubercoloso, in genere per effetto· dell'intossicaroe.n to, vi è m·olto· egotismo, amoralità aggr,es ività1. reazioni esflge,rat~ e poco inibite. e decadimento mentale, lieve in genere, ma riconoscibile dallo p lChiatra, e globale: nei sentimenti, nell'atti.v ita intellettuale,. nel facile esausir i, nt~lla volo,ntà.; n Ha memoria, neJle ma~ nifestazioni p i co ociali. Pereiò non gli è possibile la vita n -lPambiente eollet~ tivo;, e le sue relaz ·.o ni le p i u emplici riv~lano una condizione psichiea anormale, p.e r cui pe so,. anche non giuugendo al delitto, di viene antisociale q ua.ndo gode d'infettare gH ambie:uti per spirito <ii distruzion:e e di rovina,, od al pensiero di contn:mina.r e p·e rsone ca1·e · oppure. è m.a lvagio., scroccone, prepotent , ribelle • 'e m.p re·, in g·e ner·e .. egoi ta. e pretenz,io o· nell'interessare tutti erso sé ste so,. p.re~ tendendo anche i servizi umili, laonde ne.i suoi a.tti il crimine è in germet e beq a, ragion·e H Franchi nel recente Congre so· di Firenzej. per la Lotta contro la tub<We·o losi, lo chiamava umno nocivo, dal lato gturidico-socia.le, anche quando infetta. senza intenzione. Abbiamo quin.d.i: U Dni anomalia co tituz.ionale a:Ua ba ·e ; un.p·e rverti.m·e nto tosico d·el ca.ra.Ue1·e; e poi r ind·eboHmento menta.Je dei periodi AUCCe siVÌ della ma .. lattia., altra causa criminogena. L'euforia. che · pesso pre entano, per alcuni au~ tori, tra i qua.li lo scrittore., ha caratteri spec.ifid · 1 Duprè parla di. una vera.. .de-m enza eu.forica. Non tutti pe.r ò sono eufo1·iei1 molti sono dep·res··i ·e. ageratamente, come esage· rata.1uent t·eagi cono verso· l'est rno ; cosi i delitti ·ed 1 sai ìdi tr.a., i tubercolosi sono i più frequenti ·t ra gli ammalati, eccettu.o.ti i paz~d · i d. Ht ti à.a. e . i co· m~ mes i hanno qua. i le impronte di quelli degli alienati (impulsi·v ità, inanìtà, assurdità); però le azioni sono guidate e dirette allo scopo d·ella. lot·o coscienza, anche quando derivan.o da. risolnzio·n i bru che, da rea.z toni rapide, a stimoli iuterni od e terni. E si~ cioè,. sono con copo logico· per il malato, ·e coscienti: l'impulso viene dal suo egocentrismo e dalla v·olontà debo1·e talvolta da. idee. di p.e r· s~ecuzio.ne (paranoidi) per parte della. soeieta, deOO:li ospedali, ·d ei medici (assassinii d!e l dott. Biond ~, di Stlor An.g elica a Boma, del pittore. Syndon, fer.i mento del dot .. tore Pia.ntanìde a. Milan.o ecc.). Me.n o f~equenti i r aii sessuali ·(·e.r oti .mo, pslchico ·O ,s pinale):. per lo più sibizionismo ·ed oltraggi al pudore; co.me nell'a.lcooUsta cronico, alle eondiz.i oni mentali d.e l quale molto si a somigliano quegli infermi che si dicono affetti da p etuloparalisi gen 1·ale t·ubtn·cplare (KUppel e Régi e) Altre forme di deUtti si. po _sono a.v ere in ere pgicosi ba illa.ri,. - oltre della. fo:r ma precedente, -meno frequ.e nti, e nelle quali il di turbo è di tutta. la pe:rsoDa1ità, no.n del solo carattere~ eib che è· asf4ai importante. per il diritto penale vigente, ed in ·CUi però è prevale~ n .t'B H fattoJ.-e individuale. Cogi si. ba il deli1•io terminale, talo.r a ·OO·n atti violenti e pericolo i; la cosi detta pazzia .t uòercol,a re {Esqu~. rol,
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RIVI TA DI CHIRURGI
GENERALE
Boll,. Mo:rel, Golgi), che è un comples.so di. va.rli quadri morbos" simili. aUe forme note, da altre cause, e ~c io'è psioosi 1naniacodepressiva, àenteMlL .Precoeet C()11fusio·ne mentale, epile.sBia, i~;teriB"mo, fretlo.Bi sensoria del .B ianchi ecc. Di f'% onte a. ques,t i c-asi ·i trovan~o di fr~que:n.te i -d elitti compiuti eon lucid:i:tà appatrente: la ·vivacita. mentale esrteriore, l''euforia1 persino qualehe, masifut.azio~n geniale (LoiUbroso) velano pe so il disord.ine psichico, e mentise.ono l'a.no~r malità del carat·t ere e del pensiero; che poi netti . sim,a. si ri v~ela nell'indebolimen't o psich1co uc~ce ivo. condo l M.. medicina. :forense, in rela.zio~.n.e alla le.g,ge vìgen te, c'è da, amme,t terne, la s .1ni-re;ypon.~ab ·utà, per quanto pree i sta il foudamen to a:no.m alo de)la per oualità., poiché, molta. ìnfi.u enz.a. ha e ercitato la contingenza tossica: i d.is en ' degli Aut"Or· , ul grado della dim.inuzione di responsabilità. penale de,r iva.no dal dover a-dattar~e n giudizio' p ' Ìchia.trico alle formule della legge, non da co tra ·ti ue1 met'Ìto. ]nvero i bacillo 1 stanno,, , econdo, la psichiatria moderna, sin dal principio della. malattia, nella grand.e .m assa de,g li anormali, per particolare c.ondizion:e d-e lla mente; ma. talora ·p itl. o me,no precocemente, ne e cono a.leuni di es:-·, per Pin orgere di ta.ti p ico ·ici veri; sempr'e poi passano. tu.t ti quanti ·t ra gli aHena.ti ~ .a lla fin della m.ala.ttia ~ ,a, causa del decadimento mentale prodotto d.a.Be varie to siemie. R .iguardo alle p ne molto ·i può di cutet.,e, fincb.è le appJi.c azì.oni pratiche tanto contra tano con le dottrine positive e co~n le cono..9cenze psiehiat riehe ; è certo che non bisogna essere troppo 'ndulgenti n Ua pena, perchè, se vi è una responsabili ta penale più o meno attenuata. ri.m.a n e sem.pre un. sogg-e tto, pericoloso fìnellè dura la mnJa.tti.a. D'altra parte, non è il ca.rcer~e che .s· po s inf:Hgg re, parche as..:a..i perni cio o, ed ammazza certamente anche c.h i poteva. - uarire, oltre. a.l grande pericolo di contagio per gU altri, formandosi un. p~es·tife, r o focolaio elle prigioni.
P. CoNSIGLIO.
RIVIS1A D~ I CHIRURGIA GENERALE I Du· ATI. -
-
,8a.lla 41•laful.o ne preope~at:ula Iella ou·te ~ooa aloool ~e lo.Uo .
(Ca rrier-e saniia·rio, an.no XXI, n. 22J
L A. a-c cennato ai metodi del Brunn coll alcool a 911° e d-el Grossieh coU tintura. di i dio al l -12 p. 100 neUa. d.i infez·one p:reopera.toria. della. cute, viene ad enumel'are i anta,gg~ che ofl:'re opra.ttutto quest'ultimo processo, e eb:e si possono ri .· ume,re in nna e rema semplicità e ra.pidi.tò.. nella ri.unione, per prlmam ~con ci atriee li:near t nella. po ibiHtà di e tendere, h per li l intervento ad alti'& re.. g one non pr · parata, nell'evitare, lo trofino.mento in ea-si di. chuurgia. &ddomin.a le d'urgenza s nei c i dì ma.latt~e in-fiammatorie, ec~c. Accanto a questi notevol[ vantaggi i è o. se~rvato anch-e, qua.lehe inconveniente e cioè~ irritazioni ed a.nehe vere infia.m.ma.zioni della p"elle e la scomparsa di certe a]tera.zioui o ariaz·oni d i oo~lorito, deDa. cncte che in cert1 eas1 potre,b bero set ire u _Hn ente di re:p ere all'operator-e. Ad eliminare qne te mende, l'A. ba eer~
RI:Vl 'lA DI
HIRUJUHA GENERALE
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cato di combinare i due metodi del Brunn e del Grossich, adottando una. solu:zi·o ne iod.oaleooliea, nella proporzione di u.n crrammo di 1odi-o In 100 c.c. di alcoo-l rett.i6.cato, ed ha potuto sperim.e nta.re questa modificazione eon costante success:O in circa 650 .a.tti operativi e ·eguiti nella R~ Clinica chirurgica di Torin.o. I l procedimento tenuto dall'A. à. il egue,nte ~ P ·e r· i casi d.' urgenza,. previa r a.satur:a a secco. quando è necessaria, si passa. un batufFolo di ga.r:z:a. s:terile imbe~ vuto in soluz.ione iodica stilla reg1one da operare ·e sulla limitrofa· si offrega. -ancora la ente oon un S·econdo batuffolo ed eventualmente. con nn terzo . dopo di che si bm.ita mediante compresse asciutte sterili il co.mpo operatorio e i inizia sen~ z'a.l tro l'interve to . Se non i tratta di casi d'urgenza, è m.egHo evitare la rasa~· tura a ecco, che da mol· i 6 m.al tollerata ed in tal caso il giorno prima del~ l'interve.o to, dopo il bagnO· di. pulizia, si fa la m atura, previa. in·eve in. apo·n atura: l.a regione viene ubito asciugata, soff'rega.t a con alcool,. e quindi, una . ol volta con la. oluzione ·odo-alcoolica, ed è ricoperta. infine. con una medicazione. a eiutta. n giorno dopo il p.azien.te viene. posto direttamente .ul tavolo ope.ra.to:rio, e tra ~· tato, a n,a.rco i già. in.izia.ta, n.e l modo già. de critto. Que· ·to nuovo metodo ha avuto la anzi·one di una larga e pet·ienz& e i può affermare in base a.i r isultati che la ·terilizzaz.i one della. cute è stata pienamente raggiunta. Si ebbe a lamentare una ola ~ uppurazione ma qu s ta può essere .a.ttribilita alla eta es e.ndo i s Hu·ppa.ta nelle parti profonde; quando già la feri t-a era guarita per pr1ma intenzione. pp licabile ·come è, senza p1•eparazion·e alcuna 1 ii metodo d el Donati, al pari dj quello d·el Gro ich, ha sopra di que. to H va.ntaggto d' 1 on e sere mai causo. di irritazioni cuta.n e pecia.hnent u lo s croto e . ulla ente d·e Hcata e di non tingere tro·ppo in bruno la pelle, permettendo co. t al chi rurgo di orientat· i facil m .nte. D'a.ltira parte ha. ul metodo· del Brunn. il vanta rgio di esser·e m.o lto più rapido e nella st e so tempo per l'as oci.a•ta azione dell'iodio all'aleool molto piu sicuro .. La d·1si:nf.ez.ione iodo-alcooliea. a cute secca rappresenta adunque una preziosa innovazione che .m rhn. di e · et· largamente ·d iffusa nella. pratica chi rurgica e soprattutto nei casi. d'urgenza ed in quelli in cui la eu te travasi particolarmeute sud:ici.a, (infortuni dt operai.,..ec·c.) CA AR.I NI,
Kote e4 o••ervasloaJ •ulla uaroo•l ooa olroolazloae arfil:ftolalment;e 1illotta. - ·( La 'r ifornta m.eàica, n. 11, 1910).
M. DoRkT.I. -
Il Kla.pp, allo scopo· di ren.d.e re pit1 rapida. ed efficace razion dell''a n.estetico, ideo· di pr·a.ticar.e la. narcosi eon circolazion.e a1•t.ifi 1alment-e ridotta, sottraendo· dal circolo mediante la legatura e.lasHca .della radice degU arti la massa san· :g uigna. degli arti stes. i. Hormann, Zur Verth. ed altri hanno appHca.to piu voi te · q uesto metodo, eons.tatando che esso fa.v·or.isce, il p.r o.n to risveglio del paziente e per me, te un risparmio di ·e tere e di clo:rofo·r mio· L'A. h a pt•aticato nella cl ~niea ehiru.r gica di Torino in 71 c:a i di cloronareosi l'anestesia. artificialmente ridotta, ottenendo l'esclusione del sa,n gue circola.:nte negli arti i nfer;iori del poa.zie·n te, in posizione eretta.; a me.zzo di un ben daggio di gomma st.r e.tto :aUa. radice deUe coscia: succes· ivament l'operando veniva coricato sul tav··olo operatol'i:o e si. iniziava la clorofo·rmizz.ay.ione.; L'A. ha .a nzitutto consta.tato che la quantità di cloroformio sommintstra.t o, ·con.trariam·en.t e, a.Ue aspettati ve,. fu nn poco superiore in media, a, quella usata
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RI.Y lSTA DI OCU'LlSTlOA
per uno stesso periodo di na.roosi oon eireolazio.ne completa. L'esclusione degli arti da circolo durante Ja n.a r·c-osi non ba. ·determinato alcuna iniluenza notevole· sul modo di stabilirsi. del sonno auestetico1t ceaeata pe:I·ò la somministrazione del olorof01·mio e tolte le bende, il risveglio in. generale è molto più rapido e com· pleto, talora quasi istantaneo, per ·q uanto non dì r.a do a·ssocia:t o a conati di vomito. I vomiU po "t·clor-ofo·r mioi SODO scarsi o mancano. D. fatto p6:rò cb.e non ha. potuto a m.e no di fermare l'attenzio·n e dellA •. è l'insorg·ere· Jn molti ca -i di dolori grava.tiv:i con senso· di. peso o di formicolio. a,.gli n.rti inferiori.. In tre casi .si; m.a nifestò e.ltresl una tromboflebite post~ opera• tori:a, in.s orta .i n operati aset.t :icamente ·e con decor o post-operatorio n·o rmale, ì.n.conveniente segnalato I'lecentem·e nte dal Gra..fenbnrg· e ehe non. si riscontra n·eUa. ·C loronarcosi o. ciro·olaz.ione intera. L' . conclude che, dato il nessun. risparmio di ane,steti.co e la pos rbnità di trombo i ·p ost-operatorie, che non si possono riferire, ad al tra a u -,a cl e al metodo pre r.el to, il prooe so del Klapp offre piu inoonve· n.i enti che vantaggi: perciò egli ne ba abbandonato l'uso e ne seonsiglia. resperìmento. CA '.A .R lNl.
Pr·of: ORLA. o Pm.- _'a lla :lleroterapla 4ella ooaglUJltlvlte :s ranalou.. (Op.hthaln oloyi"'a, Torino. voi l, fase. l , 1909 pa.g. l-1 con una tavoh1). N l campo ofta. molo ioo og.a i due ono le C-{)rrenti in materia di .ieroteTapia.,. l,una che si poga· a ulla si l ·O t .r.a pia ·p .cifi a (nella. difterite oculare nelle ~infe zioni da. pneumoc.occo, da , trepto·cocco ·e da sta.fi]ococeo); l'altra oh.e preude H nom,e di :sierot rapia a pecifiea (Pe ) o pa'r aspP.cif'ea (ltou Dal'ier), la. quale in jnfezioni dovute a.. agenti patogeni differentit si serv· delle. qualità. ~curati. v·e dli ieri di er i, p cie di queUo antidifterico. Può dirsi al presente fuori dubbio 1a efficacia. reale, d .11a. sierotet·apia. speeHica :n.elle oong'itmtiviti ·d ifteriehe1 di quella.. a.ntipneumoc.oceic us t preeocemen e nei primi ta,d i delP ulcera serpitrinosa. corneale: risulta. ti incoraggianti ha. pure dato la tera.pia. aspecifica.. e paraspecifiea,. Il Pe nel tra.coma pi 0VÒ d.a .pprima il sie·r o .a n.tidifterioo, inocu]a.ndolo ia pieno fooolaio in fiaJ a torio. N Ua. Clinica oft lm.olocPica di To·rino ho pre enziato p~iù volte tali iniezioni~ Egli ane ·tetizza da ppri,ma. con la, co·c aina, a.rrove eia la palpebra uperiore~ ed i:nfìgg rago-c.a.nnula. deHa siringa del Pra.va.z nellla congiuntiva palpebrale dell angolo e · terno, un pò .al di .s ot.to del ma.rgi n·e su·p eriore d·e l tarso, spìngendolo, parall lame t a\ m.a:r gine ste· o. fin ver o 11 angolo interno. Poi inietta lentam n te l=.... c. c. d.~ ie ro,, ritiran.d o poco a. poco la. cannula in maniera eh' es ·o pos a pand·e r i l m co tutto il trag ~tto. L<,. te o, e n.e è H caso, per la pal· pebra .infer · ote (1/4 di c. c.). Dopo· poche m'e eglle gonfiol'le della palpebl·a, d.e lla ente 'della radice del naso e di ~quella. vero -a t mpia la .g ota. La r azl,o ne raggi.u nge il ma.s.·imo in 12. 1
Hl VISTA DI OCUL,f TIOA
HS9·
a 24: ore: l'infermo non può, più divaricare le palpebre e prova se,n so di ten ione e di bru.c iore ca.,ratteristico~ i g,a.ngl ... preaurioola.ri, pa.rotidei ,e ottomasceBari sono ingorgati. In due a quattTo giorni Pede,m a si dilegua. E levazioni te~m iche abba· stanza aecen.t uate. Il Pes coDBiglia~ da 8 a 10 ~di tali iniezioni in media.,. instillando per di più si.e ro ,a ntidifte;rico nel seno eon.giun ti vale Le formazioni traeo~matosa papillarì diminuiscono di volume e di altezza, i modo che la congiuntiva. i presenta meno scabrosa. Indi le vegetazioni si rlassorbono lentamente, gradualmente. I noduli piccoli . si rimpiceiolisoono fino a scomparire, i gro si si ramm.o:Uiscono e si sfaeela.no. Cosioohè .in questo genere di cura, a. ditfe.r enza di altri molti, si può giungere anche alla guarigione, con restitutio ad int grum~ e non con cicatrice. Circa il modo intimo, d'azione del siero antidifterico nel traco,m a, il Pes opina ehe esso poic)lè ag·sce, in modo aspecifico, contenga anticorpi batteriotropici ~e citotropici; i quali agirebbero non solo sul presunto agente dell' oftalmia:, .m.& anch.~e sugli elementi cellula.r i estrane· al tes uto i quali1 raccolti nei noduJi e negli infiltrati; on quelli che altera:n.o profo.n damen.te e d.istruggon.o l& muco a. congiuntivale. Il panno corneale, quaudo esiste; subisce indirettamente l'influenza. henefica della cura.. L''A., co·m pa.rativamente a quello antid~ftericoj ha sperimentato il siero~ per penn~ellazio~ni. locali e quello normale di asm.o e di cavallo, tutti provenienti dal~ l'Istituto siero-terapioo to.scano~ Questo siero e·teroge.neo normale diede più for·te r·e àzione ed agi terapeutica m·e nte al modo stesso degli altri due, cosicché, l'A. conohiude da.n.do .l a preferenzu. ad e.sso, anzichà al difterico., il ~quale agirebbe contro il tracoma. non già con la sua speciale antitossina, ma ~con altri elementi di dife a natu.r almente in es o contenuti. Mì sembra che sia con.s igUab·te di sperimentare r u o di que ta. cura ideata.. dal P'es, anehe pres o ·di noi nell'Esercito. In que to, pe1· note disposizioni regolamentari, ab'bia.mo l' obligo di curare Ì militari traeomato Ì prim.a di l'eS itufrli alla vita civile. In que _ta sana opero. d.i profUas i sociale che, incombe ai m.ediei militari, a. vece de,i noti mezz.i medicamentosi e chirurgici, di cosi dubbia rin.scita. e di t ruppo lunga. applicazi!on.e possiamo valerci di ques,tQ genere di cu.r a, che s'inspira alle ph'l modern.e vedute sei~entifiche e terapeotiche. Il s ~iero normale ete'l·ogen o pel tracoma. è fabbricato daU'Is~t~.tuto si·e roterapic.o e, va,ceinogen.o toscn:,no, in Siena, diretto d,a l p·rof. Sciavo .. Lo ,si vende in :fi.a lette da 1 centimetro cubfco, ed ogni seatoletta. ne con tiene lO sufficienti per un p:r imo gruppo d'inie21ioni,. da rinnova.tsi dopo un periodo di riposo '(}i 10 & lo gior.n i, se, è, necessario. P'A SERA.
9±
RIVISTA. DI AN TO U. E FI~IOLO·GfA NORUALE EPATOLOGICA Nz:r-:·r·rr. - Bloerohe .• perlm•atall •u.lle •Jterasloa.l tu:berool&11 lei vut
• .ani'Ulg:a l e sulla produsloae 4egll anearl•m.l. wu·.di lt
i Ar.c hi ·io per le scienze
S4 . n. 1 1910).
L o . ~ervazion..i anatomiche, atte a lum ggiare le va;rie fa i delle alterazioni arteriose in eorri.ponden.za li l sjoni ·ubercoJari nell'uomo, ··ono ·p oco numero e1 e i occu.pano qua i tutte, a inte(')'rar · il quadro micro copico del granuloma tu~ b r olar , piu. to to che ad i J1u trn.t·e Pevoluzion de Ila l sione vaseola:re i:n que to P·I'IOce ·so·.
a alcuni autori tutto il quadro è e.onsiderato come una neoformn.z:ione ialina dovuta. a ma ·. e trombotiehe del angue; per altri ìnvece l'infezione. bacillare a~ bhe au a d lla d i. truzion - d. gli stra ti. piu e. terni della. parete arterio.sa, onde la fo·rm.azione, d li .neuri mi purii così d tti da a.rrosione. chiarir la questione an or oggi dibattuta il prof. ~ nz t i istitu1 una e:rie di ricerche si ma i che nei conigli, a.1 qual i in iet·t;ò n • tes u ti circondanti. i va i d l collo tr ceppi .di bac'11i tub rcola.ri di v.i rulenza, diver a. D lungo dil"g nte la oro si può concretare in alcune eon.c]u ioni deUe qua.li .al une, p·er la. ompl "' a cau. ·a non si possono ancora oggi ritenere come de:f:ìmi· i ve· ad. es. p et· q ua.nto spet<a. alle pro· e i ne ubereolari nella. formazio·n.e d·eUa · perpJa i a conne.tti va, e nella compa.r a de.Ua degenerazione g~assa negli ·e lement·ì mu· .-o lari, aH i · ogenesi de Be fibre elastiche e l 'elacina e alle alwrazioni d·e lle· ti.bre conne ti v ~ . Il pt·oc s. o tubercolare ·h e · svoì ·.n vicinanza. di un.'a.:rteria ·e guadagn.a. po o ~ . poco i te ut · a. v·ven t1zi li, de e·rm ina un movimento da parte d.eUa m dia ·e· d •ll'intima,. eh si svoi(l'e in dopp·o en o: for:ma.tivo da parte ·d·e lP intima, dìstruttivo da. pa• te deBa. media e deU;a.vv·ent~zia. L intimo. r agi ce ·apidam·ente di fronte al granuloma periar:t rioso con. una .a t i va ip rpla ia che va da. un grado l oderato tino ai più ~m ponenti, e a portar-e qu i aUa. O·b i te ·azione del va o . Tn. · p rpl in è a.ta nei prim.i . imi stadii da U'na proliferazione dell endo· telio, a, e 1i ti die,tro ubito un più ri oglio a prolif'er.a zione degli. elementi· conn tti vali, che - a. ~ no luogo ad un t s uto fibrillare, delicato. lasso con poehi nucl i ad un conne tiv·o più. de o ricco dì. elementi e di fib1•e; a que to si ag ginng in d termi .a ~ ondizioni una neoforma.zio ne di fibr]l elastiche, la. qu.ale· an · volte è, a .. ai dc ca e por -o. alla. formazione di un ela toma in·t ima.le·. Sulla inten. ità e uf earat ere d Ila n o ·ormaz on.e da parte dell'intima. - la qn.a le non ha.. niente di p·ecif:ico - è da ritenere abb ia. principale in8u·enza. l'attività del bac illo. l,e e o è moho v·rul to·, ed aggredi ·ce ra.pidameute l arteria, l'intim.a. rea·· gi c ar: a.m nte. .e lo s imolo è in eca meno i. t uso e· tu·m ultuoso, si ha una più inte.n e talora i m ponent.e i perplu.. i a. d · 11 :· n t~ ma, cui s .a.ccom pagna un·t. più o meno t'icca neo ·orma.:z."o e di elementi la ·tici. c
.R IVIST
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DI MALATTIE VENEREE E, DELLA PELLE
L,'intima non. è di solito pe.netra.t a. dal g~anu loma. ma quando viene in contatto C'o n questo., cade in p·reda. a.Ua degenerazione ialina. e finalmente si neerotizza. Nell'avventizia il granuloma penetra infiltrand·o e distruggend\o i. fasci connettivi ed elastici, e la Stla azione, è in rapporto alle. virulenza. ·de,l bacillo tuberco-· la.re .. La media oppone una gran.d e resistenza alla diffusion.e d.e l proce so, e no.n vien.e invasa dalle cellule del granuloma se n~on tardivameute, mentre sono gi& sta·t i 1nvasi e' distrutti. n larga superficie i tessuti ~connettivo e mu.suolare circo.-· stant.i E' i.mportante però rilevare che la ·media risente gravemente l'azione d. l granuloma circostante a.n eor prima ebe esso penetri nella sna compagin.e, e ma. nifesti precoc·i e gravi fenom·eni degenerativi da parte deirelemento ·elastico do. vuti ad un'azione tos i.oa. del bacillo tabereoln.l'e. A11o:robe l'avventizia e la tonaca. .media. souo lese profondamentle .neUa loro struttura, la pres ione sanguigca può sfiancare la sottile parete arterio a ·e determ.i nare la formazione, di un an.eu:ri. ma. Esso è da.p prima eo·s tituito dall'intim& i.nspesaita e dagH strati piil profondi. della media, eosiccbè ambe,d ue le tonache, partecipano alla sua. form.a zione ·: proeede~ndo però la. d.istrnzion.e della media, la. parete del sacco ftnisce coll'essere f'ormata ·d.alla. sola intima divenuta ja.Hna. Le esperienze segu.1te esc1udo.n o che la parete dell'an.e urisma sia di n.u ova formazione e. di ·o rigine sanguigna e dimostrano sicuramente che si tratta della pri· mitiva, parte arteriosa alterata e d.e,genera.ta.. bacilli tuber·co]ari non penet:rano nella media che in u_n · periodo taro.ivot quando sa. é stata in.vasa. ma.·- sivame.nte dalla inti.lti"azio~n e speci6ca. Diverso è il eomporta.mento d·e lle vene di. fron·t aH'invasi·o ne de,} processo tubercolare. entre le artede oppon.gono una n.o tevole resistenza all& progressione del granulom_a le ene si lasciano attraversare co.n notevole facilità, per cui lD. pe.r iodi anr•ora. preeoci as istio.mo, allo. pene,t razicme d.e l gra.nulo!ma a·t trav·e rso le loro pareti. Ta.le pene~ t~azione avviene ~o in u.n punto cireo:.scritto, quando un tubereolo i fa strada compa.t to e· soHdo at.t~rave:rso la parete, disorg.a.nizzandola, per· venire, poi a sporgt're e a proliferare rigoglio~ amen te alla sn·p emcie inter.n a del va.s;o ; o avviene invece dHI'usamente su tutta la circonferenza. della vena, dì cui infiltra progres-iva:mente la pa.rete,, per poi arrestat i sotto l'1ntima ·o più. _pesso per proliferare a:ttiv·a meut nel lu1ne vasale. L' inti'ma della vena non reagi ce affatto, o quasi, di fronte ali ,in va·.io:n e d.e l proce so tubercolare.
D. Bo o.
RIVISTA DI MALATTIE VRNHR~E E DELLA PElLE Dott • IIBNRI DARDEN E. ..... 'DD C&IO di rebrfeZIOii.e I·UIIltto.a DGV8 &Dal 4opo la prima, e ·O ODIIdera.zlont •un·tmm11Dltà.. ~ (The Lancet, 4 ·ottob~e) Nel maggio del 1897:, l'A. fu consa1tato da un cliente per un'aWezione ch'egli indicava oomie una. leggiera irritazio·n e del pene. NuUa. di not vol.e nel g&ntilizio e· .n ell'.a namne i re:m ota.lllO apiile di quello stesso anno l'individuo aveva. avuto rapporti con una donn.a e, il ·~ maggio, aveva avvertito una ·picc-Ola eseoriazione D:e lla fossetta. sinistra ·d·el fr~nu.lo. Stl'ingendo qu ~t''escorii.azio·ne fra l'indice e il pollice e sollevan.dola alq aa.n.to dai tess-uti sottoposti, l' ., avverti uu di tint~o in..
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BIVI T.~\ DI MALA.TTIB VENEBE
E DELLA PELLE
durim.ento a.Ua base~ . Le ghi&ndole inguinali (quattro o cinque per eiaseun inguine) erano tum fatte, dure e indolenti. P:r·e scrisse la cura mereuriale e, nello stesso t.e;mpo un opportuno trattamento locale ehe portò a guarigione l'ulcera in ci.rea tre settimane. Uo. mese e mezzo dopo l' iudividuo presentava una roseola tipica, più specialmente, di:B"usa sul torace, sull'addome e sulla r-egione intern __ delle eoscìe; la r-e· trobocea. era eongesta, con placche mnco e su entrambe le tonsille e sotto l'apice deiJa. lingua. Con. la cura. ord ~nata, si dileguaron.o a poco a. poco tutti i sintomi morbosi, e, al ter.m ine di pochi mesi, no - si ebb più la comparsa di alcuna. manifestazione con daria. L'A .. non ri ide più quel cliente che nove a.nni dopo,. cioè il 18 giugno dei190G~ nel qual giomo que t' lo ·r ichiese d'u._n nuovo con alto essendo affetto da un''ul ee~ra al pene. All'e ame obbiettivo ven.n e infatti accertata Ja. presen.za. d'un piecola ulcera circolare sulla. parte anteriore d. l .olco coronale, con un indut·imento ben distinto alla ba. ~ le ghiandole inguinali erano tumefa.tte da entrambi i lati e pre: entavano u ti i caratteri d'un'ad.e nopatia ifilitica. L'individuo riferì e e il coito sospetto rì a.liva a cin.q ue settima e avanti, e u.gg:·un-e chs da pareoohi ann · non era piu a.ndatn ogget ·o ad alcuna manifestazione .sitìlitiea., conseguente all'in.f .zi.one coo.tra .ta nel 1 .97. L'ulcera g·u arl in 18 giorni e, le ghiaudole inguina.li diminuirono gradatamente d" volume: nel me e di lugliot e.omparv una estesa. ro. eola a sociata., c-ome la. prima volta, a placche muco e boccali. Venne prescritta la. mede ima. eu ra, che P indhrid uo egu1 iin.o a poco tempo addietro con e ito sodd.i s a nt . Questo è ii ca o! ora. ecco le considerazioni molto intel'e a.nti d·e ll autore. Secondo l opinione d Ha maggior pa.rte .d.e i sifilografi la re-infezione i.lìlitiea per quanto r.ara.. è po·e ibile Jonatha.n Hutchin on riferisce dift'usa. mente il ea:so di un g~ovaue medico, U qua.le,. contratta la sifilide nel 1860 e cura.to eo.n larghe do i di mercurio, pt•e., enta.va., nel l8s:l), un'altra ulcera dura., eguita da una. roeola eara.tteristì.ca. e da placche muco e u entrambe le ton T . (Fatto singolare: q ueRto paziente andò pure ogge ·to a due a.ttacchi di va.iuolo). Rodet {a. menzione di due. a i, in cui l'intervallo fra la prima e la seconda infezionu fu n petti amante di quattro e di otto anni. ardie cita il caso, pu1re un medico. il quale, 11 anni dopo la. prima infe zione, eo.n tra ·· e un altra ulcera dura, a cui eguirono, in pocbe settimane, i sintomi seco.n dar · • Tutti i casi pubblica.ti dal ida. vanno accolti con ri rva, perchè siecome da quanto eali crive- i intomi eeonda.ri non. com.pa.rvero dopo- la econda in· f. zione; ma. si ebbe invece una precoce manifestazione, di gomme, di n.odi e di ulcera.z.io. i erpiginose profonde, co } è perme o il upporre che tali lesioni, di natura evidentement terziaria, fo · ero la con. eguenza d·ella. prima. infezione. Per conto suo, l'A. dichiar.a. che in sedici anni di pratica, durante i qu.ali ·e gli vt:de e cur,ò p.a.recchìe migliaia di i li ici sia alPo -pedale, sia fra. la clientela p·n· vo.ta; il ca o rif rito in. que t'articolo il primo c.h e abbia. a.vuto oooa ione d. os· erva.re. e non confondere la. v :ra. e propria. reincon quei ca i che il Fournier chiama di si .. cond ri , », e in cui '·o ·erv.ano nuove er sioni del pene, della e d n~ la )bra. Aneh la. ro o1 ricorrente, v le a dire quella ros-eola ehe a pare otto o di~ci volte ello •.t .. o pnzien·.e pa.rec,c h.i .a nni d.opo l& pri:m.a. in-
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fezione può e er causa d'errore· nè bisogna dimenticare che le eros"oni del pene·, e sopratutto le forme e petiche state curate co· caustici dagli stes i p.a.:~ienti, la~ sciano alle volte perplessi. È noto ebe .n ell'erpete la base n~n e dura., le ghian. dole inquinati non so.n o tumefatte~ o lo sono in minima parte, nè presentano ma raspe.tto caratte.ristico d.e ll adeuopa.tia eifilitica... Ma il segn:o diagnostico differenziale ph.1 importante fra l'erpete e l'ul,cera dura viene dato dalla forma deJ.la. so~ uzion.e di continuità. I margini dell'ulcera dura o·no circoJari, o ovali o a. mezza luna e abbastanza regolari: per contro,. esaminando con un.a comune, lente d'in· grandimento una lesione erpeti·c a piuttosto estesa,, si nota che i ·uo · margini sono irregolari , quasi simili alle lin·ee estreme d' una carta geografica e dànno l' ·mpressione di tanti ~g.menti d'uo.a. piccola circonferenza riu iti l'uno all'altro senz'' ordine ; il ·c he è ver.ame.n te pato nomonico deltterpete .senza. dire che, in q uest'ultimo , ìe erosioni on.o piooolis. !me multiple disseminate superficiali e gua .. ri oono· più rap·i damente senza lasciare indurimento. L'ulcera dura poi non i può confond.e re coU''u l,c em molle giacchè questa è una ulcerazione multipla e ben dis.t inta, quella e ordinariamente unica e con j te in una emplice erosione, la. quale non ha quei margini speciali che, di solito ROD descritti nei trattati, ma. si trova per contro. allo stes o li veUo ·d ei tessuti· inoltre non presenta la suppurazione propria dell'ulcera molle, e - fat.t o caratteristicoha la ba.cse in.d.urita.. Le ghia,n dole inguinali sono ind.o lenti nell'ulcera dure. e non . hanno tendenza a. suppurare; mentre. ·n el ''u lcera molle qu.este ghia.n dole po.s .. sono anche non e -ere affette in totot o es erven~e una sola tumefatta, dolente e con dec.isa tendenza. alla suppurazion . Infine l'ulcera. dura. è rar~ • imamente au.toinocula.bile, pur non dimenticando che una seconda ulcera può apparb:e pochi giorni dopo la prima (ulcera su·cce 'iva) e far supporre erron -amente che si tratti d 'un' autoinooula.zione. Tutti q uec.ti ricord.i di nozioni elementari posso·DO a. prima vista sembrate U• per.B1.::ai; ma., come fa giusta.mente osserva.re P A., su di e si non s' insister.à mai abbas anza. per evitare la facile confusione d"Wla delle suddette manifestazioni con la reinfe·zion:e sifìlitica. R centemente un illustre sifilografo inglese ba. detto seo.z a riserve che 4: un a;ttac o di sifilid.e co fer·sce l'immunità per tutta la vita:.; ora il caso riferito dal Dar-denne e alcuni altri C&'-Si che si. debbono considerare come autentici, souo in. diretta ontraddizione eon quell 'aforis:m a. Bisogna dunque a.mmet'tere che il fatto. essenzi.al dell'inrmuuità. nella sifilide eonsist.a. n.ella. pre ,enza.. d'un ·vi:rus attivo n.e ll'organismo che è, os;pac-e di ·C-Onferire uno stato di refrattarie.tà. alla p·e lle alle muco e contro gli attacchi esterni del treponema; la quale immunità però non sarebbe m. generale nè as oluta come avviene s.nche per· la. vaeeinaz.ione, in seguito .a cui la peJle può divenir tutt:a refrattaria, e non di venirla per esempio, la cornea; oppure, una. cornea. rimanere. immune e l'a] tra no. Importantissimi ono, a tal riguardo, gli e perimenti del Finger e del Landsteiner sull'uomo, dai quali risulteret.be e.he non v'ha. immunità assoluta nella sifilid·e, i.n. nessuno dei suoi stadi; in.fatti la maggior parte dei sifìlitioi rea.o-iron·o in modo sper-ifioo e proporzionalmenté alls quantità del virus, che i su:d detti autori iniettarono nel tessuto sottoeu tane e· le, quali reazioni. furono particolarmente caratteristic- e nei .s ifilitici in periodo terziario· inoculati col vira · ottenuto da lesioni primarie o se ondarie,, giacchè, .sul punto d'inoculazione i formarono delle placche eritemato. e con una. ba ·e dura ben circos ritta.. Da quanto 'è detto si può dunque concludere: 1° che l immunità nella sifilide non è assoluta. ma .s oltanto relativa.; 0 che la r·einf'ezion·e è possibile in
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RJVI. TA DI
LA TTIE V NEnEE E DELLA PELLE
ce.r te circostanz.·et sempre quan·do i tessut.i no·n siano assoluta.me1Dte r·e frattari agli attac bi d l t.repone a . Considerazioni sulla cttTa della sifilide. - Il parcento di S a 5 si:61itjei in cui si sviluppar-ono gravi sime lesioni terziarie tardive nonostante. una cura dil·gente., è il risultato di statisti.c he che datan·o da circa vent'anni; ne è da por.s i in dubbio he, con le nostre più p:r e ise ·c onoscenze intomo a questa malatUa, un tale p·e r cento non sia susee.t tibile d.i ulteriori rì·duzioni. Un lungo periodo di cura è fo e il solo mezz{) che attualmente possedia.mo per raggiung:e re codesto. scopo;· .a l quale proposito, l 'autore eon. i.dera insuffi:c.·en.te qualsiasi trat:tam. ento se. non è protratto a.lme.no per qua:t tro anni e prende come esempio 100 casi d.i para.. li i. ge<nera:le, 95 dei quali ·i riferì · ono precisamente a individui che non avevano· fatto una cura specifica. abba tanza 1uiJga. (circa un anno) e soltan:t o 6 individui che l'avev·a no (}Ontinuata per tre a:nni. Questi 'risultati, che sono identici a quelli eh& s'o erva,no neHa tabe, ·d epon ~ono redsame,n te. a. fav.o re della cura. mercnriale pro~ tratta. o c: mereuriaHzzazio.n e, la. quale, econdo ìl oumier, i pnò para.,gonare· .a lla v.a.ccina·zione·: essa ·nfat i agi. .ce in primo tempo come un preventivo contro la. maggior parte delle poss·l 'H manife tazioni sifiHticbe fu·t u.r e·• ma . essendo come la. vac.cina.zio.n e temporanea n.e· suoi Jfetti, dev•e e~e ripresa e pl"olungata. pe:r rendere i pazienti relativamente immuni- })er un. tempo più ·o meno lttn.go- contro l' .i nftu nza del viru Hili ico. , _e _·ondo la m aggior parte dei UUog:rafi . la. cura va divisa in vari periodi: lo i m di.atament-e dopo. P infezione, un perio:do di ou.ra. mercuriale d eH a durata. di due anni . anche s il pa.zì·en non va. soggetto & a.nife· ·t azioni econdarie ev·d·e nti; 2° uu periodo di cura durante il quinto anno del P in.fe!Zione; 3° un al ro· periodo di cu.r a du:r:ante una parte, del .settimo e dell'ottavo anno. E:' superfluo lo· aggi.ungere che questo schema ·t 1~apeutico dovrà e ,e re modificato secondo le cir· costanze e -e o·n do la ··oUe·ranza individuai . L'A., per conto suo; insiste nel C·Om· battere l'opinione d.i coloro i qua.H so tengono e .ere suffi.ciein te un periodo di eura. mereuriale d.i du anni; può e . .ere - egli dice· - 'bastevole per il presente m.a. non per l'avv. ni . Quan· i sHÌI.Utici eosi tra a i non andarono . oggetti dopo ·p ochi anni alle più .gx·wi :forme t rziarie! Eppu~e erano stati ritenuti gllariti. ,e il lm·o caso . i giudimlV& ome dei più benigni. i ogna persuader i, be:n chè cib s· mbri u:n parado -. o, ·c he i pa.zi n i con sintomi eco:ndari miti sono in condizioni p gO' i ori degli altri per la ragione emplici sima che e ·i, non app na i vedon liberi d·elle ordinarie manife tazio·.ni a.bba.n donano qua i sempre ogni cura. In·ol tre oto c be la. pa.r.a li ì gen ra.le - la più temi bile e ribelle fra. le ma.nif·e.tazìoni terziarie- m org·e prevalentemente fra n settimo e l'ottavo' anno 'dal~ l' in.fezion.e ; orbene - rip te l'A - n.on d ve e. ere possibile di e.v ita.re ai . i:lili" ici co i ra.vi co·n s guenze prescrivendo· um~o cura. rigoro i ima durante il quinto e il e imo .a nno ·d i .m alattia? Il mercurio, soltanto H mercurio, è in grad·o come la vn.·c cinazione per il vaiuol·o di onf rire un' iromunHA tempo:r anea contro il viru. p ClD he ·è n ll•or nani. lllO e che, 8. un dfltO 'm·Om·e nto, puÒ rivelare la ua pr·esenza ('o le u.e note anif; ta.zioni, e di rend re pure. temporaneamente r fro.t arie la p He e mt co e contro ul:la possibile reinfe.zion.e. . a.rà. poi necea .. 111 io, -m pre per tener: i al pttrà 01 e d l vaiuolo, di sottopo:r:re i si fili tici .a. nuovi pe.rio -i. di c ra m ~reur· ale (1·..1ne-1't,uTial'i ation) a intervaUi variabili e secondo le a·cc nnat€! dianzi; il he C·orri..,ponderebbe in fin d.e' ·c onti a. una vera propria rivac ·inazione. 'T a.
R.I VI TA. Dl MALATTIE VENEREE E DELLA PE.L LE
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B ·r(OWNE. Va oaso 41 11AU4e terstarla ooa ••lto 41. morM lmp1'ovvlla per paralld deU abduttore ·d elle o orde v·o oall. - ( The Lancet,
Dott. Ro.BL.•
6 n-ovembre).
- --n robusto marinaio dell'eta di 30 a-.nn.i si annunciò m ala.to ' l 9 -ettembre ! 9 per afonia parziale associa.ta .a. leggiera dispnea insorta circa un mese addietro. - paziente era pure .a ffetto da un oz.e n.a eara.twrist.ieo e p·rese.nta va una. forte depre sione a.lla base d·el naso. L'anamnesi feee' rilevare un~ infezione si61itìca. d.ata:nte dal 1902, che era stata curata più volte sia a bordo deHa nav&,: sia all"ospe dale. All'ispezione· del torace si notava che l' ìspirazione, completa a d.e stra i ·Compiva meno bene a sini tra .. I toni d.e·l cuor·e non era.n o perfettamente normali; il secondo, cioè, piattosto ac-centuato: la qual cosa- dati i d~sturbi. aHegati dall'individuo - faceva pensa.1·e alla. po sibilità d'un .a neuri ma. Con ]e inalazioni di va.pote acqueo e tìn.tura. d.i benzoino e. oon una cura in.terna di clorUJIO mereu. rico e di iod.uro di potassio, l'afonia comparve, interamente; e le oon.dizioni ge• ner-ali ·e rano cosi soddisfacenti, che lo ste so paziente chies·e ·d i prestar s rvizio; il che gli venne accordato. a titolo di. prova. Ma il 18 s.e ttembre egli ei .r ipre entò ana vi ita medica perehè - secondo la. sna espressione- s'era. vegliato nella notte sentendosi mal·e ». .L a dispnea era considerevole la tempera tur.a . aso·,2. Fu po to a lett-o ·e gli i pre criss.e la d"eta lattea, lo ioduro d. pota_ io e le inala· zionì. el p·omeriggio deHo tesso giorno 18 la di pnea si fece g ·o..v i · ima, e la. te.m peratura sali .a 89°,4. M'a n mattino _eguente la dispnea. era qua i C6! 'Sata, la tempera.t ura si fece normale, il poJs,o si mantenne' a 80 il respiro a 20 e le con~ dizioni generar migliorarono ra.pida.m ente, sopratutto dopo che il paziente ebbe espettorato· una gran qu.a n.tità. di pus denso, senza che vi fos ero- nè che insoi·g ss:e ro più tardi- sintomi toracici •. La. voce era ancora piuttosto debole, ma indubbiam~nte più sonora di quando egli. .s 'era presen·t ato· alla pr-ima vi ita.. L'A. però, esseudosi persua. o della poca. conveni€'nze di ten -re un tale individu·o a bordo, pensò d'inviarlo a.lro pedale approfittando d'un.a nave che dovevo. partire d.a. Cromarty (S ozia) ·t 25. H 2'3 gli fu p reiò c-oncesso d 'aJzat i ·d a letto per mezza. g·~ornata e,. il 24 di stare. i .· piedi tu.tto il giorno; il che avvenne con pi.e.n a sod.di.sfa.z ione de!P individuo il .q uale, la sera -d el 24 dleeva di sentir i l n i .imo e' di esser pronto a pa-t1are il domani. Senonchè. poco dopo la mezzanotte (fra 11 24 e n 2'5), veglia tosi all'i mprovvi o se se dal letto scos e per un braccio nn malato cb gia.c va. n l l tto v.ici.no al suo, gH accennò la gola. enza. poter pr·o nun· zia.re uua Blaba. Questo malato chiamò un infermiere che ·d ormiva 1o o di "osto, ma. intanto il paziente s· las·eiò adere soprt'~> una . eggiola. colto da .impvovvi o colla o. L A . ·c hiamato in 'utta fr-e tta- aceor. e subito pr·e. so P infe1·mo e ten ò m.v a: ,o la 1·e· piraz·one ar,·ifi.ciale e le inie.zioni di tricnina: l' illd'viduo era già morto·. Necros ·opia. - All' same d -Ha laringe le oo··d_e, vo ·aH furo·n·o trovn.te. nella co .i detta <fì: po izione- cadaverica » e i pe i te; v'ena. qnal h icatri n U par i vicine, e- tende te i in alto Yel' o la base. d ll'epiglott"de . La trachea pr entava d.eli Ia,rgbe. ulcentzion~ on t S! uto 'eatriz'ale in pi.u punti e un graduale r ~ s ringimonto cbe a cinque o ei centim·etri otto la laring , r ·costituito da an aneHo duro in cui pa . ava appena la onda n. 7.. l di otto d 'u n tale aneUo, l'u].c erazione e il estr~n iment-o. s• tend.e vano non.. oltanto nella ta.chea ma altri l in entra m bi i bronchi dove e.ra.no di, seminat-e tan t piccole ulc re. pa.r 5
~O -
Giornrde di ~nedi, &»a mililare -
Fa· . XU.
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RIVI 11' · . ni KALATTIE VENEREE E DIIL·LA PELLE
di pu t più numerose a sinistra. che a destra . n tessuto polmon.are era normale.. cuore de tro era ripieno d.i sangue; il c'h e faceva supporre.con fondamento ·c he l'azio, .· e respira.to.r ia si fosse. arrestata prima dt quella cardiaea.. i tm<vò qualche ispe ·.· imento Della mitrale e alcune plaoohe ateroma.sicbe incipienti n.e ll''a.orta. Parecchie ghiandole cerviea.li erano ingrossate.; una o due delle qua.li p·resso .l a biforcazione della.. tra hea eran quasi distrutte (gomm·e?}. Prendend.o in con · iderazione, i s.in.tomi clinici e: i. risultati deUa. necroscopia , l'A .. e prime, l'opinione che la morte im·provvisa. sia stata prod·o tta. dalla paralisi deU'abdu.ttore ·deUe corde vocali. In una. recente lezione. ·cli.niett. del dottore Herbert Fren.·c h ( uy's Hospital Gazette, 7 ago to 1007) si legge il passo seguente : «La paralisi delle oorde vocali p·uÒ e ser ea.u sa di .morte improvvisa. Speeialmente nei sifilitici certe ·p arti del cer·veUo pos cn·o andar soggette a degeoerazion.e ner~ veo- ll.ulare: e il centro di. controUo dei movim·en·t i delle corde vocali è leso., di grazto.tamente avvi ne sem.pre ehe l'abduttore dei mu. coli della. la.r:in,g e è pa· r.aJiz,z ato per n primo· cosiechè la.. paralisi non ha tempo d estendersi agli ad .. d'uttori cb.e già questi si son acco·stati. l'uno a.U'a.ltro in modo i.mprovvi o per via ·d tuno p·a. mo ;: .ond'è che, e non s'in~rviene .subito· con. la t.ra.cheotom.i.a il pa.~i~ente no·n può più re pirare~ e opr.a vvi ne l , morte come per effe to d1. stran:gola.m.en.to· 1 . _ el caso riferito in quest'articolo, pare ·p iù p;r·o babile che il ricorrente sia. ta.to dire~tamente r.oinv·olto in uno d·ei proe·essi distruttivi che si emn·o svolti néUa Ja .. ringe~ ma, a dire. il vero t na ·t al suppo izione. non fu eonfenuata dal repert-o oecroscopi·co il qua.ie, ~ aggillngiamo n·oi - lascia molti dlubbi e molte lacune. L'A. dichiara che, quando i recb ·p resso l' infermo pens.ò che s·i trattasse piuttosto della. roU:.urs d.i un aneurisma. formatosi in modo subdolo e inavvertito;· e ch.e d.a.ta l'a enz.a d ' ·eia , .o ii e d'ogni alt ro intorno ·d 'uno osta·colo re -pirato·rio no · Vl fos e una. pre.c' a indicazione deUa tracheotomia.. Egli dice inoltre di non oon: ·e rva.re il minimo d tbbio che d p·a zi nte fo e già mo.r to da qualche tempo quando lo t:rov.ò di. te. ·o sulla segg;o·] a accanto al letto· e i eonfo·rt.a pensando ch.e- in ogni modo, la presenz.a d un restringim,e nto trae eale si. uato cosi in basso avrebbe ·r·e a. inu·t ile l'oper zione. E, da notare ~n·6:ne che le gravi lesioni accerta.t post m-ort m, erano assol u ta.me nte proporzionate ai s~ntomi c lin ·ci e a:i segni fìs.ici rUevati durante la yita. Noi iamo d. accordo col 'A. nell'ammettere che il a o fo se d.e i più difficili e re ·ito letale i mprovv i O n.o n a _OlU a:mente ·preved.ìbiJ.e; pur ·tuttavia. facciamO O.. • a·e rvare. b il fatto d'una. dispnea in un sifiliti.co enza sin.t omi polmonari evi·· denti ~ra. tale lUl sinto1no da. richiatnare tutta. la.tte.n zione sui primi tratti delle vie re pirato:r i Ta.
n
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CO :FERE lE. SCIE TIFI CHE DEGLI O~.PED LI _ILIT ARI IODJBIO .DIGLI. BCOIBHTI !Birl'l
(DAI PBOC:EBSI VBBB&LI PEBVE'NUTI ALL'lBPETT-o.B A'rO DI SAN!TA MILI'rA.B.II DAL 1° O'l"XOBBB .lL 31 DIOEMBBB
UHO).
ALE ' NDR A ( ettembl"e). ...... Tenente medic·o CmLE TINO Go.z zi: ,,mportanza d·ei nuovi m~e ·todi di ricerca. per .l a diagnosi d·ella. ,s:ifìlid.e. L'O, dopo avere ricordato che l"e' •.a m·e anamnestico e clio le.{) dell'ammalato deve e sere, se·m pre accura to e minuzioso, rileva come oggidì non i de,bbono trascurare que·i nuovi mezzi ·d iagnostici che sono a nostra di · po• 1zione ·6 ehe con istano prlncipalmente nella ri l!erca. degli. sp"roehe·t i e ne1la siero-diagnosi di Wo.ssermann.. Enumerati i eo.re. tteri differenziali fm lo spirochete di Schaudinn e. gli a. l tri spi.. rocheti e splrilli, l'O. e ·pone ed Hlus·t ra ì vari metodi dì ricerca. Spiega quindi il p·r ·ocedim.ento pr tico· che i. de e seguire per la reazione di W .a sse,r ma.n n e .ostr.a i l':Ì "'ultati ehe si dev·on.o ottenere, la in un. c.a so po itivo, che n.e g.a.tivo, e conclude facendo· ri -altare l'in1po.r tanza diagnostica che ha la ricerca dello pir·o cheta di Scha.udinn neUa Hìlide primaria ·e secondaria in princ.ipal modo e quella della reazione di W as -ermann nella sifilide secondaria. e ter- . zia~.·ia ( pecialmen.t ,e neUe forme· latenti) nella sifilide ereditaria. e nelle ma-· lattie. parasifUi.t ~che. EA.RI (sette·mbre}. - Capitano medico LUIGI DI GIACO · o: Relazione d~ perizia med.i co-legate, ulla. mor e qu.asi improvvi a di. nn. ragazzino dod.ieenn.e. L:''O., riferì c·e intorno· ad un'autopsia fatta. su un ragazzo dodicenn.e ·m orto improv.. vi.s a;mente coi soli sintomi di brividi e di. cefalea. L'esa:me n.ecrosco.pico non dimostrò alcuna.. lesione appa;rente, nei vari organi ed appare,c ehi: solo nello stomaco e nell'intestino fu rinvenuto un hquido dall'aspetto di pappa di farina, con i gorgo ·dei foU·cou solitari e delle. placche di Peyer:. L'aspetto. del contenuto intestinale poteva far sospettare, che .s i trattasse. . o di avveJene.men.t.o a cuto da ar e.nico, o di cole.r a asiati.c!o,. o di colera no!itras: l'esame· batteriologico· dimostrò la presenza del vib:rione di Koch, e l'O., concluse trattati i di infezi·one colerica, spiegando il mecea.nism.o della .m orte •c oll'a · sorbhnento delle endotos inet che derivano dal di facimento· dei batt.e ri morti. nella. lotta coi. poteri di tratti vi dell'organismo. CAGLI I ( et"tembre). ~ Tenente medico PAOLO RoMnY: R icer·,che sperime:n tali sulle alterazioni morfologiehe d.e.gli er.· trociti. L'O•., iniettando d~lPolio di anilina in conigli, ca i~ eaviet in dose tabilita qnotidiana,. ha. potuto constatare ci colanti ne.} sangue, pochi giorni dopo dall'inizio deUe rieercbe, un gran num·ero di emazie basofile a tipo punteggiato·~ Que t.o. i.enomeno verrebbe a
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CONFERENZE SOIENTlJ'ICHE D.BGLI .O "PEDALI MILIT RI
combattere Pinterp.r etazione data .fino a poco tempo fa a. tali ema.zie1, e e~o& cbe esse non sarebbero per nulla patognomoniohe d·ella into.s sieazione s:a:turnìnar ma si sono risco trate in molte forme di intos icaz;ioni ed anemie. Inoltre ha. potuto· accertare che., .a bbandonando all'autolisi de.i me trui ricchi di eri troc:iti contenenti della. sostanza ortocromatica, questa poco tempo dopo scompare per dar luogo· alla so.s tan.z a metacroma.tica o granulare, che in. se· guito ostituisce ·comple,t ame·n te. l'ort~romatica. Da queste ricerehe l'O.,, è in.~ dotto a considerare le sostanze croma.tofile endogl.obuJari d.egli eritrociti come .a ppartenen.ti ad una med ima. serie -di sostanze di natura probabile coUoidale, che subiscon.o grandi influenze per i fe.n o·m en.i d.' indole. fìsieo-chimica svolgenti.si. n.ei Hquidi ove sono .sospesi. gli eritrociti. O.ASERTA (settembre).- l<laggiore m·edieo ANTONIO PERA SI: Sutura imm.e diata teno~ca.psula.re, pt·ocesso di Berger combinato wn queUo di Chaput e Vallas, nelle frattur.e della. rotuJa. L'O. espone un. co:ntributo ca. uist[co· suUa sempUce te.nora.tio. per ~rotulea; ombina.ta colla ea.psulorafi:a a cielo scoperto, oUa. quale si ottiene una riunione di frammen·t i rotulei, eo·n. fo·r:mazione di ca.Ho o · ·.eo. e.i. oi.nque casi os e.rva.ti si. ebbe un.a qua .i normale. 11eintegrazione funzionale deU arte lesot e, la prova. deU'a.vvent.:;~to sa.ldame:nto dei frammenti con callo osseo venne dimostratn. mediante r ·am radiografico. ID~ (o·t tobre). - Ma,ggiore medico ..A.NTON.m .P ERAS I~ Preseuta. un individuo opera·t o .colla. sutura e. coll'artrotomia per frattura trasversale della rotula si.n i stra, l·esione a. ociata a gonema.rtro c·o nsiderevole e p1rodotta da calcio· di ca vallo. Dopo meno di due mesi dall'atto operativo l'individuo presentav.a. di già una. s·o·d disfacente reintegrazione funzionale, senza. apprezzabili modifìea.zi·o ni nella normale andatura. L'O. . dà quindi lettura. di. una I'elazio e sin:tet'ica ri:Betten te la tuber·colosi primitiva. di una. gh.ia.n dola surrenale, in ra'Pporto alla cura chirurgica. L'a:r· gomento fu suggerito da una constatazìone anatomo-pa.tologicn.• e la questione viene per ora .esaminata e clusivame~nte dal punto dì vista dottrinale. C VA DEI TIRRENI (no,vembre). ottotenent medico di co·mplemento ANTO 1 Ro SI~ - n caso di perniciosa dispnoica nervo a.. L'O., riferisce la toria cHnica di un'inferma affetta da febbre intermit.tente, accompagnata da. aft"a:nno di respiro. L'esame obbiettivo . on feee i1avare che un lieve ingrandimento deU'aia. splenica e flogosi fa.ringo-Iaringea. la ·r icerca microscopica dell '·emato.z oario fu positiva. · t~·lla cura chiuinica eompaxve la febbre e contemporanea• mente l'a. ·anno·. L'O., amm:e tte· che tale di pnea fo. e di origine nervosaJ. e che l'infezion& imolasse per mezzo ·d i prodotti to sici i nervi pne:umoga.strioi, già. acu.ta to eb i d.irettamente d.alla. ftogosi faringoelarìngea
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N 'E OROLOGIO LUIGI SCARANO. Il 28 novembre il corpo sanitario militare ha fatto una. .o-rav perdita nella .p er ,o na del capi ano medico Luigi S arano.- dd·e tto .a.IPi ·pett"<>rato di sanità. mili -are. ulla. sua tomba, imma.tul'a.m -n te dischiusa, n.o i piangiamo non solo l'amico e H compagno di lavoro. ma. ruomo di cienza,. che contribuì not volmen e col suo. lavoro ai progressi della m di in.a. milit .r ·e i.taHsna. Luigt Sca,rano fu tra i primi m~edi · mili.tal"i ebe i o uparono otto. u punto di vi t.a pratico, della d. linqu nza e della pazzia.. nell' e~·eito . Il uo primo critto sn que.. to a gomento, pubblicato nel l 99 (Le nevrosi rispet.to all;esercito ed alla giu...;;tizia militare) riscosse meritato plauso anto nel mondo scien.t'fico· che nel militarej mostrando la n ce i à. della. elimina:Z10ne dalle fìle deH . er ito; non soltanto dei veri pazzi e d.·ei v ri delinqu nti, ma anche di qu oli indi idui che, pur on qua.lch tara. o segn di degen ra.zion.e ·p· khica., pos ono nell ambiente civile, ondurre una vita pre ·ochè normale, ma nell'ambiente militare cos itui· soono un elemen· o peri olo issim . Add to da. qualche anno .alPI ·pet orato di. Sn.nittà, lo carano aveva d.iretta.la.. sua a tività, ol re che a que ti ,·uoi tudH ·predHetti,, au.che a quelli rifer·enti i alla funzi ne del m ed 'co militare nella seelta del oldato, facendo as :e nna.te pro·po .te di riforma. nell'ordinamento d lle vi"ite dj leva. Questi tudH, scritti con profo.n · di tà di do·t trina e in buona forma l t t, · rada, ra:ffermai·o·n o ancor di più l'alta con· sid raztone in cui egli era tenuto non . olo ne.J corpo .s anitario, ma anche n ll"a.lto p rs,o nale dell'E ercito. Ma. anche a un. al -ro largo -ampo di at.tività m·e no n-o o al pubblico, egli aveva rivolto il uo lav vo de o ·e p -r. ·e verante. Comp tent" simo in tutte le ma terie rif r .nti i a.lloi·ga.nìzzttzione d· l :s •vizio sanit-ario d·eH'e eraito, ne tudiò, sia per propri con sia per incarichi d'ufficio,, i p~ o . ibili perf zionam.enti, .1 pe·r il ·er~ Vizio di pace e di gue:rra. come p r i migliorn.m enti della ,c arriera. e della. posi~ zion:e degli uffi. ìa.li medici. el l uugo P' dodo di prepa:ra.z ione che· h a. prec" duto gli ultimi importanti. simi migliorn.menti introdotti nell'organico· del ·c ampo· sani... ta.rio, il suo lavoro, ignorato ma a ·, ivi. si.mo, ebbe g1·a dis ima parte. E noi. che lo abbiamo v' t.o personalmente an op r.a, po siamo eon piena icure.zza. affi rmare che molta parte d l ·uc esso si ·d eve .a i suoi studii prepa.:ratol'ii, ed alla. fidu ia meri:.. ta.ti sima che ebb ro in lui molti degli uomini parla.m entari che trat.tarono la q:ue tione. Anch uJ, i.ms ment nel , hhtd re i suoi lavori, la ommi sione dtinchi ta dell'e. erc~to . gli r nd·eva. uff cialmente, pe· mezzo d l Ministero d·ella. Guerra una, doverosa. lode per la competen.z a co· · ui la a·v·e va as istlta. per la., pa:rte. con.ce.rnente il corpo e servizio anitar.io. i può.'· dunque d1·r e . enza. e· agerazion che il Corpo Sanitario· .miHtar·e ha fatto n.e l capitano Sca:ra.no una perdita ben gr.ave. 1
NECROLOGIO
· è minore rimpianteo il no tro povero ami o Ja·s ia eom medico e come uomo. Sotto le parv nz ·terio:J'i d l bu1·bero, to u.n v Io di s,e rie' à, ehe a prim.a vi ta. s mbra,v a gla.eial egli ,c · lava. tesori d i. bontà. e di pietà. per i malati e per gli ami i. Gli uni e gli altri erano p r lui osa aera. Egli sap ~ , .a nzi sentiva, che 11 med"co d v no.n solo · urar ma c"onsolare. Es qual ·he cansolazione gli potè a.ve1:1 neU lu gh · ofFerenz, d Ila ua. m.a.la.· tia questa gU venne certo dal ved r ì eirconda.t.o dalle •ure affi t tu o~ e d i am.i ei d voti non i emori. Luigi S arano era nato· a. Noe!era Inferi re il 7 f, bbrai 1:864. i la.u.r ò a Na· poli ne1 1889 ·· · d n rò aUa Scuola di .appUcazio.n. di Fi r· nz il 9 no v mbre del1o l l 9B e:r promo_ o t nente medi o, n.ell902 a.pit-sno. v va gia o enuto gli , a.mi per la. promozion e o. maggior , ott, u nd.o on votazi·o n. bril· la:nti ima , la d i nazion · p r l avtutz: m n ' a c 1ta. Da ·q ual h m s , la . ua . a.1ut andav·a d per.e ndo; ma gli c.ontinuava assiduo n .1 la vo:r o e, n. llo tudio, a.t ribuend.o i l ·uo dimagra m :n to ad esaurim· nto nerv o. Era i.n e eJ abi.m. ! una n frite in - r izial - che Jo. minava ubdolam n te. intomi gravi e p.Jo ro si può dir~e a. un . ra.t :o ver- gli u.ltimi d'ottobre, e diedero subit a p~ r ved · la no.D lontana ata t ofe,. · gni occorso della scien.z a ogni indu tr ·a pr mui·osa degli affeziona ci oHegbi ·e d gH amici; accorsi a.n h da città. lontane al u~o letto r.i u ci vana. La m ttina. d l 2 n.ov· mbr Luigi earan 1· Dament pi·r ava. Gli onori fun bri eh gli it r n r i furon una pt·ova. d ,n a larga ·l i dità dì aff tti che [i h.a. la ·e ia a quaggiù.. Oltr u t.i i m di i mili n ·i pre,s n i in Roma, n a capo, .11 · nf'nte g ne~ ·r al m.ed.i ·o F rrer· d.i C.avaU rl, on" Tl mn r 'i. si mi ufficiali di atte l arm1 m a tività od in ripo o in.t rv n r p n .a,n am n ·e. T:ra. e _i S. E il ten nte ge~ neral Ma.zza. d H ten n e generale medj Imbria o. Alla tazione f. rrov.iaria, dove il fe:r tro fu a ompacrnato· per e .. r tra · portato a. oc·e ra prima. che il e _rt o s~ s · io li e~ il g nerale Ferrero di Cava.He:rl · one pronunzio c ld.e e in: pira~te parole di . aiuto. Un n:uovo lutto, un altro grande do-J,o re è venuto a. colpire il mio ·cuore ed il Corpo • ani a.rio n ne sue ne'l' ·ie p·i ù ~ ve. Co· i egli e~minc~a; e rievocand.o la repentina .campar· a di un altro ,giovane co.Uega il capitano m·edieo, Pio Capp Uo. che gH era tanto caro,. trappatoci viol ntemente, pochi m i or son·o nella vigoria degli auni, m.entre la ita gli . orrid va nella pre tanz.a e ,g agliardia d·eUa. p t• ona., colle più i.clu-e. peranze, d.ell'avv nfr, per l.e e imie qualità ehe e li po. e.d a pia.n<:re amaramente la. perdita d.i qu ta. a] tra forza che ·col capitano, carano viene e a pure r:a.pita B<"t"li .o.mici~ aHs -. i nZ&; a.U',e ercito, nena pien IZZ& della. .lta virilità, nel miglior p · ·riodo d~ una v: a la bo do a e ne ente raddop· p iato il uo dolore. Qu to dolore g1 ~ v i · .a i te. sere innan..z i alJa bara come pur vm:rebbe, quell' ~ ogio cb.e ben meri· l' b t·o le doti minenti dello t)eara.n.o: vuole • olta.nto mandnre a Lt i un ·al 1to . p n a n do che non lo avrà f\ors·e ~d1 caro lo spi~ ritc o, perebe q ue w t'remo a1u to del capo dal no corpo, che lo ebbe a pre:z io. o coH boratore, vuoi e . ere la , olenn a~ rmazi·o n·e delPalti ~ma.. .stim.a e d l 1·and i imo a:ffi tto che' i u oi up -riori al pA.r d 1 oli ghi e, degli inferiori por~ tat~ono a L u1. ricorda. in fa t ti con. r piùa in te i la va , a e' profonda co:ttura lo tudi.o indefes·. o che, gti fecero d.ettar giovane a.:neora, scritti improntati all"odierno indirizzo · cientìfi o ·eh la ·ciera.nno· traccia. lumi no. a e d·u ra u:r·a di Lui n U di cipline p ichia.triehe, e medico-1 -gali pe ialm nte ·p er la loro applica~ z ion alla ed.ic.ina milita,f\e · "l an a or cb·e egli nutrì pe,I uo t.orpo, di. ui 1
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NECROLO IO
senti oosl altamente; la. parte m.od.e sta e ignora:ta che egli ·e bbe nei miglioramenti da que to ottenuto i:n questi ultim1 anni col .s uo apostolato vivo e coutinuo, che egli portò nelle più alte .s fere, ascoltato e pregiato· la vita esemplaril infine, la. m.odes ·ia e la operosità, l'abnegazione il sa.erifizio ·c ontinuo di se stesso nell'adempimen.to del suo dovere, t utte le più belle virtù in una parola,- egH esclama. . -del medico· militare, quale lo pensa e lo d sidera nella sua più alta espressione, e che si compiaceva. pe.r l'appunto di ved.ere impet"Sona.w in Lui., come già n.e l Cappello n c·u i ricordo DO·D sa di giungete in qnesto mom.e:n.t o nel suo pensiero. Chiude oon p:a rola oommos a. - dicendo d.i essere· sicuro che il salu·to che egli manda aneora alla .salm.a delJ'a·m ato amico e collega è, pure H saluto fraterno d.i tutto H corpo sanitario d Il' es.ercito. Dopo di lui il enera.le medico Imbria.co, d.ando anco·ra. uno. prova del vivo in .. teres.. e che. egli porta. sempre al corpo sanitario, po~ e a Ho ca.r ano l'ultimo saluto, parlando non solo i.n n.o me proprio, com.e antico superiore, che ne potè ap·· prezza.re a fondo le :r•at·e doti, ma a:nch.e come uo eon terr-an.eo, figlio della. stessa provincia di a.lerno. Chiuse rinordando ralta. stima in eui era. tenuto lo ca.ran.o ~ncbe pre so alte per. ona.Htà militari oc ra. l onoranze fu1·ono al tre t anto d ·gne, vi si n.ggi un.~ · la part ·tpa· zion unanim d na. , ittà.~, che b n ~ appr .z.zava le dot.i di . l d gno flg]io. Fu a com.pagnat alla poltura, eh ,g li t.e:. . so si l .sse n Ha app U. privata d, l tlO più be ami ~ o, fratello, prof. Fronda. iel Manicomio di ocera. oll'in·te,r vcnto di t~u t l ra:ppt· e tan.ze i t -a.d in e di molti 11 ~bi ed ami 'Ì., mil' tari civili v nuf da. a.poli, da a) rno da Oav·a. l
n Angelo Mo, ~o, il 2J no v m br u. .•. . .i sp uto i· ·n za 1t.aJ ·an a,, d un vol gadzza. or po un propugnatore gag l ia.rdo d na l'.i.g enerazi n .fi: i, a. Noi dobbiamo p rò, com - m dici mB~ t ari, un tribu aUa ua memor.ia. _,.gli, h . appart nn effi tt i.va.m , t p r tr a.nn.i al n o t1·o eorpo (d.a~ 1870 al 73), OJ et·vò s m:p re p · r e. ·- ·O un afi: ttuoso n ti m n ro d! &m· ratismo . et ali to po· n. c~osl alta e degna on idera.zionf', ne incora-ggiò in mol i. modi il perf, zi nam nto ci ntHico. l .uoi lab·o ratorU ~ ra.no lib ralm nte ap rti ai m di ·i miHta.ri molti b 1 ni lavori vi furono condotti otto i1 uo pa.· trocinio da. nostri c lleo-hi. La. m dicin.a militar ha ino1tr p' u di un obbHgo di ricon se nza ver o H o o, p r· la pr d il-zion h ,gli bbe p r argomenti di capi a] importanza. nella fis, io-· patolo~ia. d Jla. vita mirtare. Ncn occorr h . qui . /tiarno le u op re e le sue ric rc:h · ulla f'atica ·u ll'azione d H - mont gn ~ una nutrizione d·el sol dato Lavoratore infa.tir~ abi1 , è morto i pttb Hr su[ lavoro. Minato da lungo tempo da g·r a.ve malattia, ul cui sito fatal non lontano g1i n n L tac va illus.ioni, a Mo non ~ azio d Ila glorio a ~ omma d. lavoro i a lui ompmto n.ei ·a·m pi della 6 io·logia, si dedi ò, on salut già malferma., ma. c n n a iasmo g·ova.n.ile,. a un nuovo ampo di studiì, aHta.ntropo~ogi a d n.IParcb ol "in la · io.ndo a;nch in qu to tr& ce imp ritu:re. o n ora.vn.no la
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forimenti avvenuti nel Corpo Sanitario enel Person~e Farmaeoutico umotaU In •ervtzlo per.m .aaen·t e . B. decTe·to B ago ..to 1910~ R GN.( NI ca. • Bomo.lo, m aggior m dico osp dale Torino.. ~· CoHo ato in posizione au. iHaria per r.a gion di. età, dal S s.et embt·e 1910.
R.. .d ·creto 11 settembre 1910. Gio ·anni, m.a.ggior medico o ped.ale .B1·e eia.. 1'ion au ili rio., a sua domanda, dal 16 set embr 1910..
ATTOI I ·c a v.
OoUo ·ato in posi-
B. decreto 21 ~o~tobre 1910. Ro
1 11 nocenz.o
p r mo iv' di
ten n te, m ed o 7 a_r ·igll ria. fortezza. ~ Collocato in a.s petta.ti'v:a w
a.mig1ia p r la. ·dun11.ta di un ann o, dal 1° novem.br
HllO .
R. àee·reto 28 ottobre 1910. DELLENA~E
A.d ol(o, n n e, rued{.co '2 ar tigli da. montagna. ~ Dispensato, per ua domanda, da.l ervizi·o p rma.uen e da.l 16 nov· mbre 1910; inscri _to col uo grado on la. ua. a nzianità. n 1 ruolo degli ufficiali medici di eompolem n o ed as ~ gna to di to Genova.
Detet·mituzzi&ne 1ni'd t:eriale 10 1Wt:embre 1910.• Carlo, eap.ita.no m di •o R. ('m·po di tru ppe e~oloniali dell'Eritrea. T.r as ~ rito o pedal · oma dal 16 nov mbre 1910. P.A LAD INO Dom.eni o, id.. 18 a r igH ·ria campagna. - Id. 6S fan teria. B ' Rl.L E F.•Uee, id. 63 fanteria. - Id. r gooimen · o cavalleggeri di Piacenza. BAL E TR D.tilio ncnte rn di· o o. pedale Roma. - Comandato ispett.ora·t o s ANN RA.'l'ONE .cav.
-
nit.à m .J.li tal'le.
I .. •gu· n t.· utliciali m di i on o d · inat.i q uaU a. .sistenti. onorari alla clinica. o<l i:ti tu o ddl uo ivar ità per eia cuno indj,ca. a per la du.r .a ta d.eH'anno C·O·l a.• tioo 1910-'! Hl a datar dal 1° d.ic mbr · 1910: Tnm 1. ~~ . •a v. Ga tano., capi ano m di o o peda le o:ma.. - Clinica. ocuHstica. d ll'univer, itR. di Roma . P.ELL EIUNO Andrea~ id. '2 fa.nt ritt. Id. id. id. Torino, tras:f r.it~o ospedal·e No·v at·a. e comanda ·o o!ilp ·dal Torino. ·G AG G _M"ario i . 38 id. - Id. ot -rh O · aringoiatrica. i.d. Tm·ino, id. id. Ies~ sandria id. id. Toriu . C ·u Albedo, id. , . s l piui.. - Id. chirurgica idT Fh··e'Dze, id. id. n zia. id. id. ir' nze .. Pief1·o., id. 24: :fanteria. ituto di ana. om.i a patologica id. Bo·ma., id. i d ovara id. i l. Rom a.
I[OVUUtNTI AVVENUTI NEL OORPO
..\NIT. E NEL PE.R .. FA.BllAOEUTIOO
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DE NAPOLI Ferdi~tando, capitano med'co 6 b rsaglieri -Clinica dermosifilopatica.
università di Bologna.t tra fe,r it o pedale Bologna. 8 I.VA.Tonm Domenico, id.. reggimento cavallegg ri di Piacenza. - Id. medica id. B.oma, id. id.. Ca erta c mandato o. ped.al' Rom.a.. CALENDOLI a ·e'l'io, id. 6 a.t·tiglieria campagna. ~ Id. oculistica id Torino, id. id. Ale sand ·la, id. id. Torino. ZAFFIRO' .Antonino .id. o artiglieria fortezz·a.. (co.sta. fortezza.). - Id.. chirurgica id. P ·a.do·v a, id. id. Ven zia id. id. Pad.ova. M .ZZET1'1 LM· to n t ·m di c~ o pedale N apoU. t.ituto ·d 'igiene: id. '. &.poli.
n
R. decreto 6. oUob1·e 1910. PrsANÒ GiWJeppe., ten nt
medico inf. -1·mer·ia pre idiaria Gir,g enti. - Dispensa..to., per ua d·oma.nda1, dal ··::.rvizio p "rman nte; in critto c l suo grado e con la. u.a anziani à nel ru.olo d. gli ufii ·iali m d~ i di complem nto dal 1° ·n o·v embre 191· ed a egnato di. tratto R ma..
De.ter.ndnazione m.ini'ste1 iale 17 not'tHnb·r • 1910. aH crg .•ri. di Tr I ~ o. - Comandato ba ttaglione peciaUs-ti g nio~ .Bav1 _eQUA A1nl fo, id.. · d. id. di .A quila..- ~oL.AlU Ctwa1· , id. osp da.] Ale andria. - ·T .r a feri l R. ~or po di truppe coloniali delPEritl' ·1. FALCHI Luigi-no, tenente medico regg:im u. o ca
R.t:FO
R. decr to 10 ., o tnr b~·e 1 :lO. Vinc nzo,, apitano m dico o. pedale Padova. - Collocato in a. petta."tiva p~ et
infermità. provenie.n · i d.a cause di .~et·vi:.zio per la durata di ei mesi, d.al 1° dicembre 1910.. De te nn ~nazio1 e ministerial1~ 2 '/(O· ·.n b1·e 1910. PIZZ
a.pita.no m dico . corpo di t·r uppe, coloniali delPEriTrasferito osp dale Bologna dal 2 di.c embre 1910.
'O.LO Ogniben -Paolo,,
trea. -
B. dec'reto 20 nov mbre HJIO, su propor.;ta d'el ·m inistro ,dell~in'le1'710.
C J, u lberto,. apitano m di ·o OSIJ dal nell'Ordine d Ha Corona d'ItaJi.a.
militare
nezia. -
ominato cavaliera
Dete1•tninazione ~ninisterì.ale l o dicemb,• . 19'10. CAS·AI INI .Ar.t'uro, capitano m dico o p dale Rav~enua (comanda. o i
ni à maHaue). -
pettorato sa ..
Tra fm·ito l pettor . to SlLDtU. miUte.r .
R. dec1• to S no ·enlb?•e 1910.. nent me li •o o I d . le ado a. ~ Di p·e u ato, p r ua do-manda. dal ervizio p !tmanente dal 16 nov m br l 10 d in cri tto col uo grado· e con la. ua anziani.tiì nel r11olo d gH nffi iali medici di complemento, di tretto Roma. B. dec1· to 20 nov m.bre 1910.
FRAGALE
Vincenzo
dico iofermetia. p:r . . i dia ·i a . .a via. - Collocato in aspettativa per moti vi di famiglia p 1 la clurata di u.n anno, dal 1° dicem ...
BoNIFACIO G.i useppe, tenente m
bre 19 o.
Det .·rm ìnazio·1~e mini. ·teriale.· POLB . TRA Giuseppe, capitano medic,o re
R. corpo di truppe
dr c m.br·e 191 .
. im n o , avoia. cavalleria.- Trasf·erito loniali d )ll'Eritrea.
954:
HOVl:JlENTJ: AVVENUTI
EL
ORPO
ANIT •. E NEL PKRS. P.AB _A.OEUTICO
VITIOU.LI l
OOB&BDO.
Uftlol&lliD po lstoae 41 •:a rrido a1181.U&rto. B. dec:r·eto 7 - ettembre 1910• .OoB AGI cav. Gius ppe, maggiore m dico distretto Catania. - .Dt A ATO Carmelo, id. id. Salerno. - OoHoca ·i a ripo o per anzianità di ervizio, con decorrenza
l o otto br · 1910 · lnscritti neUa ri rva. e nominati cavalieri nell Onilne dei . Maurizio Lnz.zaro•
.rarmaot.tl mllltarl. Decreto 1ni-nisterial.• 25 ottobre l 10 L VADINA c.a. v. J.llar o, t.ar.ma ista capo di. 2° las · .• farma-cia c ntral · militare.F 1 eH m·o l;t:J..itJi; fa.rm.a. i ta di 2" id. o ped.a l militar: A l · Fo:Sandria. - Promos i alla 1• cla.ss dal lo ott br 1:910. B. decreto •
oUof>re 1910.
a.v. 01·iolano, farma ìsta capo di 1• las. e, ospedale .A ncona.- Colloca. o a ripo o. p r ragim1 di tà.. con d corr _nza 1°' novembre 1910. MENEOHELL a.v. Giot·an1H, id. 1• id .., id. o-vara. - Id id., id. id on deeorr nza. 7 id.
PELLIZ·Zt\.Rl
OKOBIFIOBliZB
Con.oesse nella ricorren·za de'l genetU•oo d:l s. M. il 1Re. Or4iae 4ella Ooreaa 4.• talla.
n. dec1· io
not•em,br
1910.
IPer lungh'l e buoni se:r vizi.
ALDI
a1lo . maggiol' m ·lic , o. p •dal militar - .apoli. Defunti .
• u R .•o cav. L,aiy·., capittUl· m ~di Roma U 28 n v ml .r e H 10.
i peto ·ato di
I1 DL r . 1. t. r
Comm. Or. u o
anitA militar . -
~
generale medico. n
R1o r.. li'
Lt 1 . teo n te colonnello· m·e dico
Morto a
955
INDICE GENERALE DELLE MEMORIE ORIGINAtL Bxmrocc1 GIOVA Nl~ me.ggiore m.e dico.- Sterilizzazione preopera.toria della c· 1te con la. tiintura. di 1odio (metodo Gt~oesich). BEVACQV ALPRED·o. tenente medico. - P ·eritelioma. multiplo delle ossa ·c on linfoaarcoma.toa.i dene gbmd.ole linfatìche (morbo di. Kahler r). BoNo Do!fJ:ENico. capitano medico. ~ Su.Ua morfologia dei lipoidi • BucoiA.N'r.E At.; ' E DO t n ente medi o. - Il pazzo morale rispetto alla
Pag. 318
•
161 312
793
legge pe.n ale FILI.PPO,, maggiore medico. v ·odio nelltantisep i chirurgica . Cossu ALBERTO, capitano medico. - Sul ·contenuto bacterico d.el cat;.gut grerz.-z.o e su.Ua sua aterilizzozione col metodo di Claudiua DE A.POL[ FEBD NDO, ca.pitan!o medico . - Erodo~· ifilide tardiva e ser-
924
CA.R·T
299504
vizio n:UUtare FEBlt.ERO DI CAVALLEBLEONli: Lmar.
tenente generale medico, iapettor~ capo di sanit;à. .m ilitare. ~ ot& e con;s idera·z ioni statistiche sugli in~ fortuni del lavoro v.erifìcatisi negli sta.b:ilimenti milita.r i italiani durante H quinquennio 1904-H~OS • FuN ou GAETANO, ca.pita.n:o medico - Studio soientifico-pra.t.ico sul con~ tegn.o· del delmq,uent.e neU' e ercito . GJA:NJ: Pnr.Tno, maggiore medico. - Sulla.. cura balneare di Salsomaggiore IMPERIALI GIULio; capitano medico. -La. c ura del tetano. irce. du.a ceo .. tu rie di t tanic i cura t.i co l metodo Baccelli.. :U AN'GIA nx EZio colonneUo medico,. La. toohicardio semplice, i.n relazione con il reclutamento - Le .f rontie.re. della. sterilizzazione d e'H' acqua con. rebollizione in campagna P SSEBA ERCOLE, eapitan.o medìco. - Tavola murale per la. determinazione· dellt.a.cutezza, visiva in. casi di frode costruita con ottotipi R~y· mond e basata. sopra uno speciale dispositivo. Ft:iriasl o u la.re . Rendiconto statistico delle op razioni chirurgiche· eseguite negll srubilim.e nti sanitari militari. ne~Panno 1908. Rendiconto tat1stico delle operazioni hirurgiche eseguite negli st8bilimenti s.mllta:ri wili a:ri n ell'a.nnq 1909 SF·ORZA C - 10. gene·~ale medico ispettor . La tubercolosi negli eseroit.i
Tubercolosi e trauma . fl' RANCESCO·,. te.n ente cotonne1lo m·e dico. ella necessità di inchieste anamnestiche nella profilassi deUe epidemie. SoUa. profilassi dane malattie ve•n eree e della sifilide nei militari TONIE'l"rl: PIETDO, c.a .pitano medico . ...... La pra.tica. otor.i nolaringologica nel riparto chirurgico deU'ospedale militare di Livorno .
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ISTICA CLl TI
tenente medico. opra. un c&Bo d.i stsfiloooc·c emia ~ BEBNUCCI GrovANNJ, maggiore medico. Raro caso di pan.iale lacera,.. zion.e deUa trachea; avvenuta sucmando Wl ie:trumento' a .Oa-to • • BALEB'l."B.A.. Dutmo,
481
Pag.
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.9 5
INDICE GENERALE DELLE l\lAT 'RIE P:KR L'A 'NO 19'10
A. ~ La ro.ehia.nest.esia. n.eUa. R .. Clinica cbi:rurgica e n.egli o~spedall civili e· militari di Roma • . ·•· • ·o .SI!GLlO PLA.Oioo, ospita.no medico. ~ no caso d i discinesie tic-cose • Diplopia monocu.Jare in nevrotico da trauma. D .SA..RLO EUGENJOt ca.p1t.sno medic,o - Sa di un caso· di ostef>ma ten
CACOIA F. e PENN1SI
Pag.
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dineo· del quaddo"pit f morale • ma ·ore. medico.. - Epa:tostomia interpl.e uro-frenlea segujt;o. da Bs.to~s broncMale in caso di echinococco del fegato con
340 328
333· 'li
PD.t.SSI ANTONIO~
-proliferazione polic~stica polmonare · .ZAFFmo ANTO .lNO, ten.ente medico·. - · Un. ca o di ernia inguino-interstizia]e strozza..t & •
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Rl ISTE GE .ERALL BuooU.N'rE ALFREDO, tenente medi.co. - Reazione del Wasserman.n - Suo valo:re ·t aor.i co pra.tico .. CoNSIGLio LACJDO, capitano medi·c-o - Brevi. note di psicologia morbosa militare - La quietione d.e.Ue afasie. DE APOLI FERDINANDO, capitano medi·co. ~ u. alcun,i metodi semplici e brev.i per I•asame microscopico della spirocbet.a pa.Uida. . OsTmo GIOVANNI;. ma: ~ore medi . -Rivista sin.tet.ic.a sui rooen i progressi della otorinolo.d ologia. SFOllZA CLAUDIO, moggiore enerale medico ispettore. Riassunto di. rela.zio·n i sopra, du mi ion.i m~nist.e·riali ·omp.i u.te negli ta.ti. niti del~ rAm.e rica. del .ord n:ell autunno del. 1909 ., TESTI Fn.ANCESOO tenente colonnel o medico. D tracom.a. dal punto di vi$a epidem:ologioo ed eziolo ico . porotricosi e bla.stomico i. .
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RIVI · TA DEl GIOR
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- ~ ED ESTERI .
RIVISTA MEDICA. 'Cuore (tott.1.1ra sponta.n a: d l) ~ Eogelhard.t. Endoscopia. m todico. d ll iDtes.tin negli ammalati di bilba.rziasi - P6st.er. Erisipela (ricerche sull'eziologia dell'') e della infezioni affini - Panton e
Ada.ms. Febbre tifoidea. (su la ) e· sul o. menin ite cerebro- pinale. ebbre t ifoid·ea (la iata ne11a) ....... Coleman . Intro.dermo ·f\ aziong (l) a mezzo della tub rcolins [antotlX • Morbillo Oa d ·a nosi precoce del). Peritiflite s.inistr.a. - K · rowski . Peritorut.e e. pleu.rite uber o]ara (la cura dello.} con l acqua oes.i enata Cionini e M:ar antoni • Polmonite (la canfora n· Ha.) - Seibert· . Punto doloro o 1'10 rou andibolara (il) ome egno p.recooo e eos an. e di. meningì -e ig.no:reJ. i • Stro·f antina (de1l'azione della) - Crispolt" . T .i roide a tuberco losi. .l trattamento iroideo neUa. tubercolosi e pseudotubercolosi sperhnen.t.ale - . j.r ugon.i e. Grixoni. ..
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INDICE GESERAL'E DELLE
A.T ERIE .P ER L'ANNO 1910
Tubercolosi (la. diagnosi de'Ila) a mezzo della fissazion·e del ·c omplemento - Bergeron Tuberooloai po1monare (ri.c.arahe sul ohimiamo utrico neUa.) - Coosol.i . Tubercolosi {il presente e ltavvenire· della pro61asei ·e deUa guarigione d ·ells ) ~ A'rloing • • • • . • Uroecopia metodi.eo. (1') de li ammalati di bila.rziosi - Pfister· . • • .
' omito (la cura del) ...... Snowma.nn . • . . BIVIST'A DI NEVROPATOLOGIA. A.n atomia pato]ogica (l) in psichiatria - .Perusini~ . Assodaz.ioDi e eostituz:ion:i morbose - Fronda . Criminalità (affi.c acia della ,s cuola nello lotta contro la) - Bianco e· ·G and.olfi Dermografismo ·( sul valore· del) come esponente di a.utointossicado.ne nei dege.n erati ~ Ru:ta. . • • . . • . Disertori (i)· all' eetero - Haury .. . .. .• • .. . Disordini. mentali ori.ginati da cauee varie - Koch . Epilessia. (contributo alla teoria 'to sìoa dell') - Campioni Epil t't.i ci {le cure moderne, d gli) - v. -ahl • Insolazione (risu.ltato della puntnra lombo.re neU} - Dl!lfour . In:tossicaz_ione aloooJica (sulle alterazioDi indotte dali) nel sistema nervoeo dei coni U - MonteBDno Malat. ie mentali (le) nelPes-ercito francese - Antheaume e fignot. Nevrasten.ia (e:uUa.) prodromica deUa demen_f.ft precoce ~ Salerni • .• - aro.lisi p.s eud.obulbBri (]e) - Forlì . • • • • .. • • ~ . . • • • Psiao.si manb.co·depreasiva e demenza pr·e coce - M·odeoa. • •. • Tubercolo i e ariminalità - Morselli . 0 • • • •
RIVIST
""'7 Pag.
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592 591 869 lHi ll5
590 591 957 589 361 93(.
DI CIDR.URGIA. DI GUERRA..
ambiamento (sul) d.eUe nostre vedute e del nostro compito in chirurgia da guerra ayser. • • • • Pag. 118 e 594 Disinfezio.n e d.e1lo. cute. oon la tintura di iodio· ana. Gl'OB9ich (sulla) negli inte.rventi ehirur· ici - No.fer. • • • • • • 119 RIVISTA DI CRffiURGIA GENERALE. Alcool acetone (l') come disinfettan.te del campo operativo - Herff. Pag 368 Anemia ar ·"ficiale (e perlm - n'ti eniP) nelle operazioni del cranio - Sauerbrucb 365 )o An stesia regionale nei trapianti cutanei (sull')· - Nystriim. 5'94 Atropina come. e~oststico (l):- Wungh. • . . . . .. .. • . • . ., 364 Chirur i.ao in Ameri.ca (l'insegnamen.to e le. prati. n della) - Fus o 129 D.i infezione preoperat ria d Ha cute (sulla) eon alco,ol e iodio - Donati 93El Distruzione: p~o ressivo. de .li alveoli dentari, periodonti e diffusa cronica. ( ior:rea o.lveo.lare, osteite a1veo~&.re· gengivite inte. rstizia~ ) - Colyer l· 870. Do;l ore da compressione e da rimbalzo ('il) nelle flogosi peritonea~.i: sua importanza per la prognosi e per la cura chirurgica deUI\ p · ritonite e dell 1.a ppe·n dicne - Blumberg 460 Emorragia durante le op razioni (su. t-entat,ivi per diminuire la) ns hu.t z •· 66'1 E .r nia atran olata (guarigione spontanea. di un''.) - Btodder 4.48 l_ncisione unica per la resezione del gan Ho di Oasser;. d Ho. 21i ~ 3 branca del trigemino, ·e per la le atura d .·,J tronco deUa. meningea adia ~ 449: Mastroeimone Narcosi co-n cirool z1on artificio.Jm nt.e ridotta (note ed oas 1'Va.~i ni suUa)
•
- Donati
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!N'DICE GEXERA'LB DELLE M TERIB PER L
'58
NNO 1910
Pag. oai clorofo·r mica intraven.osa (sulla) nrkhardt ces zione del gomito ·( un nuovo processo di). Contributo a Uo studio delle anchilosi ·ossee tr·a wnatiche del go.mi'to - Isaia. . Reeuacit.azione· (la) dopo la .m orte relativa. Rivista fisiologica. e cliaica. con relaz.ioue di. quattro tentativi sfayorevoli - Metcall Rottura voseicale (un caeo di) - Resegotti . • Trapianti (su.i) - Hotz . • • . • • • • Varicocel nuovo metodo di cura chirurgìca. del) - Volpe, iscosità det. san..ue (rioeF~che auUa) nelle malattie e op ~ raz.ioni .biru.rgiche j .- lu. ~ ller· R-IVISTA DI OTO~R O·LARJNOOIATBIA. Indurim nto n .o n u reolare d l po~mone destro da ostrudo·De Da981e ero~ nica - R.ichter. . • • . .. Pag. Labir.in:titi. (su. aleuni fe.n onumi oculari. fin.o ra non descritti,. ne11e) . Limiti di percezione dei ~ oni (i)· tefa.n .ini. • • •
.
Prati.ca. dali. oto~o .i . ne H esordtl in oa.mpa. .na. {lo.) - Joubert et Saltet. Relnzioni pat e.ni. ·h · tra le fo Sl6 nasali ed. il pohnon ; effetti d el1'.ostru~ zi ne· nasale tn.i[a, r le - Chauvet. • . Ti osi i o.mina (l ) n . na cura. d Jle mal a t i doU'ore ·c bio - Bana .
•
., 1: 122,
120 595·
3:61 593 447
125
369 451
124 125 36·9
RIVISTA DI OCULI TICA. Atiezio.ni. ocnlari (d. Ile) :in :r.a pporto alle· vie Hnfo.ticle ad .a Ua costit lZi.o ne gener·a le amperi. • • • • • . Ceoit& congenit· tot.a le per i colori con ce -ità alla Ju -e ~ .J uler~ . liomi in:cipieu.ti della re·t io.a {contribu·t o a11o tudio dei - Cslderaro. nie~ione .i n.t raoculare ed irri - azione nel tr,a ttameuto della cato.ro.tta. non.
n_a,· ura..
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Pag.• 370 •·
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• • • •
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Irri aziqne dell.a camera. anterior-e dopo e.s trazione d.c lla catara.tho.- Biabop ish• mo (per riconoscere mi urare' i. gradi Ji vi dj) - J a kson p ·raz··oni l .lobo deH occhio in pre nza di dacriocistite cronica- Taylor. lierot ·ro..pi daUa. con 1"i1.1ntivi ·e, ra:nul s (sullo) - P ·e
601 599
696 93 '
E Fl IOLOGI OR IALE E .P ATOLOGICA. Pato ogia d " le cavità pl uro.H r tr cardiache· (per ia) .n .varo Pag. Patologia. d l fM ·io a:t.rio-ventri Jo.re ·(rice-rch snlla) apesmo . • icerche p dm ntn.li sulle alt rll<7.ioni tubarcoh.u·i de.i vn·. i sanguigni e suUa produz-ione d egli an uri mi. - Vtwzett•i • 9
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RIVIS'r DELLE MALAT'riE VE EREE E DELLA PELLE. Bu.bbonj V•ene:rei ( ' rt~~ttamen · tetieo d.ei) - Gruet e Bresso . . Pag. Fram.b sia tropi ·oJe ost llmti Plac·C& mucosa d.a l limbue co.r neaJe . • i Hde secondaria dalla congìunt.iva, - AntonelH. Beinfezion · sifiJ.itica (un c o d i) .J :o ve anni dopo le. prima. e con ·iderazioni St U'imru:mitè - Dard nn . S~6tide (ricerche sp · ri.m - ntali sulla trasmis ione della)· a r a.nimali- Grsvagn.a. ifìlid t rziar.i a. (uo c - o di) con ·esito di mo.rt.e improv~risa. per pa:raJU.i d Wabdu ·tore d oUe ord·e voca1i,-Ro' · ley r•o wna . RIVI T . D l ~lE DICI .A LEO ALE •. Deb olezza ment.. .le eone~ · nit (lo.)· n·e i . uoi rapporti. col servizio militare - Beckor .•
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Gne·r o..t i e sq uilibro.'ti n n comp , gnie d i disciplina. -
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L'ìDI:OE GENERALE DELLE MATEfUE PER .L'.ANNO 1910
Pag.
P rofilassi delle· malattie mentali. nell'esercito tedesco tla..) - .H auey :Psichiatria militare (&rgoment.i di) ~svolti. al Coogreuo degli alienisti fran· cesi a Nantes~ 2-8 a,gosto. .. .. • . •. • • • • Peio'h iatria ·f orense (tra:ttato pratico di) - Ottolen:_ghi e De Sanctis Sterilizzazione dei delinquent·i e d~i de enerati (la)· T's tuati (i)·. I~oro psicologia - Boigey • 4
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Pag.
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RIVISTA DI ·T ECNICA E SERVIZIO MEDICO MILITARE. Servizi.o sanitario in campagna (studii sul) - Follenfant . • Servizio BBnit.a.rio militare in .Austria.- Ungheria (~rganizzszione del)
•
RIVISTA D IGIENE, MILI:T ARE.
Aera.zione no·t tum:a nei dormitori deUe caserme (nuovo proceaso pe.r ottenere l') - .Bonnette. • • • • .. • Pag . 381 Carn.e (l.a) ·e il vettovagliamento delle truppe in tem.po di gue·r ra M.a.rtel. • • .• • • . • . .• • . Casa d·e l soldato (la) -de Larra y Cerezo ~ . C.aae per convalescenti {oppo·r tunità di) - Sudre M:eningite cerebro spinale (la profilassi de11a) - Petit
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RIVISTA P?IGIENE GENERALE E BATrERIOLOGIA. Am.e ba dissenterica (sttlla latenza proluogat.a d.e ll') .ne·lPintestino deU,uomo. I « por·t ator.i di amebe » ~ Vincent • • • . . •. • • Pag. Anaerobi (auWimportanza degli) in patologia - Lotti. . • . • Anemia da. uncina.ria (l'') agli StBotl uniti • • 11 Ba .:.i.lli e.cid.o-res.i:s t.enti (l'inO.ue·nza. dei glucosidi sullo sviluppo dei) con un nuovo metodo di ~SoJwnento del bacillo tubercolare deU'uomo diret. tamente d& materiale· tubetooloso inquinato con altri germi- Twort. Bacillo delta tubercolosi (aulla colorazione de·l) - Masen.ti • • • .• • • Il Bacillo tubercolare (intorno alla. coltiva.biUtà. del) sui t su.ti a.n:un.a li Frugoni . • • • . • • • • .• • • .. • • Colera (ricerche s:aU'attuale epidemia di} a Pietr-obargo - Jakowleff, Za· bolotny, Zlatogoroff e K.uleshka • . . . . • • . . . . • ~ . Disinfezione· (i piil recenti sistemi di) degU .a mbienti colla. f'o rmaldeide -
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Flora intestin.ale (qualcbe considerazione suUar Batteri ut ili e batteri nocivi - I..otti • • • .. . . • .. .. ~ Germi anae·r obi Dell intestino (cootrìbuto alla. conoscenza dei) in. condizioni •
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c ·o r.sini . • . . .• ..
patologiche ~ Lotti •
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Ipersewribilibà nei con.v a.lescenti eli vaiuolo (ricerche suJr). - Keisselìtz e· Har-ey • . • • . . ~ ~ • • • •. • •. . • . . . • .• Ipoclorito di soda. (im.pi.ego dell~) nel t:r·a ttam.e nto deUa disse·n teria amebioa. cronica. - V'inoe·n .t . • • Malaria (misure prese per combattere la) a Ceylan durante l'anno 1908 Perry . • •. . • • • • . • .• • . • . • Malaria (.ta) nelle scimmie - BertareUi • .. . • .. • • Nuovo apparecchio· (un)• per le ricerche sugli insetti ematofagi - Zirolia Peste (misure contro la di:fius.ione della) per me~zo delle vie marittime 6
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NNO 1910
INDlOE Glik ' BBALE DELLE. IATERIJ:C PEn .L
Putr-e.fazione in.t es·t.inaie (alcune consid.e radoni. sulla)·. L'ezi.o ne antipu.t:rida del Gìoddu - Franchini e Lottii.. • . .. . • .• • • Bappo:rto sulle discusaioni tenute nella Se.zione di medicina navale e tropicale al - I C'ongres:so internazionale di medicina in Budapest - Olpp. Ricerche batt-edologiche snH''m testino degli insetti - Testi • . • • .• Ricerche batt-eriolo,giche eu un campione di to.nno causa di disturbi ga~ atro-cn.t erici -Massi • • . • . . . . ~ . • . . Trasm:iss;iona deHe m.a.lsttie infettive a mezzo dei bigSiet ti dei tr.a mwa.ys Buaqnet • ~ • ~ . , • • • · . • • • • ·•· • • • • • Ttipanosomi.u i. umana. .(diognosi micr seopiea della). Par.a gone dei. diversi procedimenti ~ Martìnì e Le B-oeuf • Zanzare (medo di difesa dalle) usato dai (fraocesi nell, Africa ·occide.n tale ool .me•todo « d·ei trous· piè,ges )l - l ulz. . • . • • • •
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"n 131 467
RIVISTA DI STATI ~ICA Ml:!!DICA. Notizie sommarie sulla statistica sanitaria dell'esercito pe.gnuolo duran·t e l'uno 1907. . • ~ . • • • • • • Notizie eomma:rle su11la atBtistica sanitaria delPesercito olandese, durante l'anno 1905 • .. . .. • • . .. .• • • Risultati della statistica sa.nitaria militare int.ernaziouale - Myrdacz ~ • Sta:tis ica e g•e ografia medica dell'ItaUo - C'ons.iglio • • • • •
Pag~
·6 14
6lG 709 217
CONGRESSI. ReJ.a.z.ione riassuntiva sul XVI eongr so int.e.ma.zJonale (Budape-t) e sul n congr.esso nazionale per 1a lotta eocia)e contro la ·t ubercolosi (Fi· :renze) - T~ti • . • •. • • • • • .• •. • • • • • .. • • ParJ. Secondo congresso dai nevrologi italiani in Genova (ottobre 1909) -
Ciaccio..
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617·
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13.6
Le grandi epidemie esotiche·. Colera, pe te e febbre gialla - T·e sti •. • ., Pag Trattato deUe mala.tti.e dei ,Paesi tropico.U - Me.n se , . •. » Trattato d i polizia troientifica - Ot.tole·n ghi • .. • • • .
232 186 231
RIVlSTA BIBLIOGBAFICA.
V R I 'TA. D servizio eaDitari·o miJit.are e la sooola. eaJerni:tana -
Bannò. •
• • Pag. ss.6
OTIZIE.
Sot.toscriz.ione. per un monumento ad Alessando R.iberi Pag.
_E
150 , .2 3,, 3·93,. '75, 87'8
_QLOGIO..
.oss.o .A n elo .. . • . • . .. • . Pag 351. Scar&no Lillgi . . • 94:9 MISCELLANEA . • . . . . Pag. 156, 233, 294.~ 473~ 874 CO FERE ZE Scm TIFICHE DEGLI OSPEDALI MILITARI Pa,g. 164, 300, 633,. 716, 94.7 C RRI O n ENZA • .. •. • ~ . • • . • • . .. . • . . . . Prsg. 233 MOVI r!ENTI AVVENUTI NEL CORPO .SANITARIO E NEL PElf$6:•.~- N LE FARMACE01'100 . ' Pag. 158~ 237, 395, 4'75, 6lj,_;' J.l9:•. 875, 9&2
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8J..LllCA;RI. - Le lesi.oni traumati~he d.ei centri oervoai. _ Me·m oria onorata del p.remi.o RiberL - Rom&,, 1900~ Un volume di pag. 320. Prezzo ridotto. L. 3 BO :8-ro:au e GiGUA.R LLl. ~ La mataria in Italia.. Opera onqrata d ·el 1° premio a1 concor~ Biberi. Un v·o lume con 1 ~andi ~avO:te · c:roru·olito~aficbe ._ Roma, 1885; prezzo ridotto . . . . . . . . . . . . . • , . • . • 3 - · ToHB:LUNI, - DeUe malattie più frequen~mente s.i mula·t e o pro.v·oeate· dagU i!llw.'ritti. - Roma, 18'76· • • • • . • • t 3 SO ""' a - P•r E'acqu·i tto dalla .opere sopralndrcate hn~iare nmmlss•onl e ·vaan.a aU'Amm•nlstrlzl.one dii Glomale d'l me:dicln a miUtaf'e Yi·a XX s.ettemllre Rgma.
lh•e pub· bUca:~ioni. 'lnelUco-miUta'l•l.~ Cj,;8A:L1 PIET.ao, tenente medico. -La chirurgia. eonaerva;tr1ce nei SUOI rapporti con la. traumatologia e la legge concernente gli iD~ortuni sul lavoro~ Trat.t&to di esegesi cJ!inica in rapporto alla Propedeutica. ehitUI',g ica generale e alla legisluione sociale italiana. - Rome., 190 l~ SociDtà .editri·ce Dante Alighieri. (Vendibile .presso !tutore~ via .xx Settembre . 89 p. 1°, Boma.) • . • . . . L 3, ID. m~ ~ L' .ipotesi deJl'evo·luzione. Studi e rieerobe. - M:ilano., Associazione tip. pri·y· ediz.., 1900. (Ve·n dibile presso l~ Autore, ·vi.a settembre, 89 P'~ 1°} ,,. t Ds F.A..Loo ANDBEA, ·t ene·n te oo·lo.n nello medioo. - :Patogen·eei. ·u nica dell.e m:e.-
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lattie vascolari seo'l'etive ·e nodula.ri. degli occhi e degli organi vicini. Un vol. in so di pa,g. 240 eon 8 ta,v·o le fuori testo. - Napoli, S.ocietà commerciale libraria. 1905 . . . . . • • . • • . • 8 FIUL&AKI LELl..l Ftu.NoEsoo~ ca;pit&no medico. - Manuale di bromatolo,gi& pei me0 dici militari -Firenze, 1906. Un vo~. ,i n H) ·d i pag. 484. (Vendibile presso 1.' Aut.ore in Firenze, scuola d•applieazione di sanità. militare) • • • • • » 5 btBBJAoo Pt:m-mo, t~nentE~ general.e medico·. - SuU'azione degli attut~U fucili da guerra e apeoiaJmente del f'ucile italiano·d.i piccolo calibro~ io confronto con qu Jlo di medio calibro. fStmdi speri.mentaJi, con t5 tav. di fot.ografi.e ·& radiografie ri.· prodotte m fototipo,g ra.&a).- Roma, 1.903. (Vendibile presso la T.ip Voghera). t 4 ID •. m .. - Le operazioni più frequenti nella chirurgia di guerta con 112 figure inte·rea.l:l\te nel testo. - Firenze 1898. (Veadibile presso là Lib. Bernardo Seeber Firenze) . • • • . • . • . • ~ B· J'ANDOLO CoSTANTINO. ·cul·o nnello medico .. - Oftalmoscopia ed. ottica o.,UJ:istica. Manuale teorico-pratico. Un vol. ìn 8° can 82 figure e 12 tavole·. - NapoU, stabilimen.t o tipografico Fe;rrante,. 1905. (Vendibile presso r Auto.re. Roma. via.. Principe A.m&deo 41) . . • . . • 8 M.A.NCUA.NT'I Eztof oolonneno medi.co - Lo Bgombero acqueo dei ieri.ti nella . valle d.e l Po (1:889,. l. 98, 1905). Testo e progetto· con ilJustr:a.~oni, pre§ miati com diploma d.'' onol'le an.· Espasizio.n e internadonale di .MUano· 1906. (Vendibile presso I'Au.to.re,. direzione eaoità. militare) . • ·• . . . . • 4 ID. ID. - Esercito e tubercolosi. ( 'otide. - Pro:fileBBi attuale. - Età della FEfrm.a. biennale.. - .Abbaasamento della. statura). Relazione chiamata.. al congresso n.az.ionale d,igiene 1006 Mila,n.o. (Id.• id. :i.d..) • • • • •. • ., 2·, S&ULLICO UR'DANO,. capitano medico .• - · Fasciatur~ ed appo..reoob.i, .fra:bture ., ·1usaazioni. .....- Fironze. ti p. Barbèra . . ~ . • • • , , . ,, 8AUN ABI SALVATOBlii,. ma.g giore· medico. - V anatomia e' la ebirurgia opera.t oria della maniibola e deUe parti molli. che la riveetoll.o. - Napoli,. 1006. Ua vol. in s~· di pag. lSO, con 58 figura in.t ercalate nel testo. (V,e ndibile presso l'Autofe, Corso Vittorio Emanuele 386, Napoli) ~ 3 ID. ID·. - La ch~gia delle vie biliari. Memoria onorata un at~~tato di. lode della Società medico·chinlrgica di Boloyna - Bologna, l'9Q3. Un. "'ol. in l6CI· di pag. 198,. (Vendlbila presso .l 'Autore Corso Vittorì.o Emanuele 386? Napoli).. • l 8ANTUCCJ SrE.F o•,, maggio·re medico Uber·o d·o cente di. oftalmologia e di oliDica (lCulistie& nello. Regia Unive.rsità di Torino. Studio sci·entiBco pratico sui trsumatismi ocula.r~. Vol. di 24:2 po.gine con. 16 tavole eonte·n enti 63 mi-· orofotop-afìe e .on prefazione d.e l professor C. REYMOND. dirèttoTe· deUa. R&gia clinico omillstica di. Torino. - Row..a; Enrico Voghera. 1006. (Veqdibile presso la tipografia Enrico Voghera. via Po 3~ Roma ) • • • 4- TJcsu Flu.NCE. sca~ te·n .e nte colonneUo medico. - Ricordi ·di m1crobiologia pura ed applicata. ·- Un voL iD. 1.6° di pq.g. 408. Firenze~ 1906. (Vendibil~ presso l'.Autor!,~ scuola d'ap·p licazio.n e di ea.riità militare., Firenze). • • . • . •· 5 b>. m. - Le malattie infettive diffusibili più. frequenti nel soldato italiano. Nozioni ,di epidemi.o logia militare. Un vol. in 8° grande, eli pe.g. 298. - Firenze, 1907. (V'eDdiblle pr.esso l'Autore, sou.o •a d'appli.cazione dì 8anità mWta~~e, Fir~nze) •. » 7 VBDlA T 'oMJJAso. maggi·o·re medico. ~ Il consulonte Sanitario. duid.a pratica. per c-onoscere e cu·rar:e te malattie' ia. aaseoza del medico·. lfi Edizione. UQ vol di pag. 410= el·e gantemente· ril'egato in tela. Rocoa San Casaia.n o. L •. Cappelli 1899. ( Ve·n dibile· preeao 1• Autore. \Ilio. Nap!)leone III .q . 70·. Boma). • 3 -
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D.I'
MILITARE D.irezlone e Ammlistru: Vla.'Venti Settembre (P.al.azze d'et Ministero della •••~rra)
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eeo., cbe accompagnassero le me ·· ori·e,, sono a. carico degli a·utori. 8-0 Gli aulOrl. delle memorie potr.a.·n no a .v erne "li es.l ratti reeendooe richie-
ste. aU'atto deU'in vlo deUe bozze eorrett
GU estratti sono di. due tipi •.
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Biblioteca~ , nazwnale centrale . diRoma
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